Seduta n.330 del 15/05/2007 

CCCXXX Seduta

(POMERIDIANA)

Martedì 15 maggio 2007

Presidenza del Vicepresidente Rassu

indi

del Vicepresidente Secci

indi

del Presidente Spissu

La seduta è aperta alle ore 16 e 14.

CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 9 maggio 2007 (323), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Giuseppe Atzeri, Mario Bruno, Antonio Ignazio Calledda, Silvio Cherchi, Renato Lai, Silvio Lai, hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 15 maggio 2007.

Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge:

SCARPA: "Primi istituti di democrazia digitale". (285)

(Pervenuta l'11 maggio 2007 e assegnata alla seconda Commissione.)

Colleghi, dato l'esiguo numero di consiglieri presenti in Aula, sospendo la seduta per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 16, viene ripresa alle ore 16 e 25.)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2007)" (274/S/A)

PRESIDENTE L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 274/S/A. Ricordo che siamo in fase di votazione degli emendamenti all'articolo 11, più precisamente dell'emendamento numero 840 sul quale, alla fine della seduta antimeridiana, era stata chiesta una sospensione.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Chiederei la cortesia, in ragione anche del significato di questo articolo, relativo alle autonomie locali, che ha una dotazione finanziaria importante volta ad una riprogrammazione utile ai fini di individuare soluzioni positive a crisi occupazionali che si trovano dislocate in ambiti territoriali anche specifici, di sospenderlo per consentirne una riformulazione.

PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni, la richiesta del collega Uras è accolta. L'emendamento numero 874 è stato ritirato. E' in votazione l'emendamento numero 609.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 609.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere RASSU si è astenuto.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CASSANO - CHERCHI Oscar - FARIGU - FLORIS Mario - LA SPISA - MURGIONI - PILERI - PISANO.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALIGARIS - CERINA - CORDA - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FLORIS Vincenzo - MANCA - MASIA - MELONI - ORRÙ - PINNA - PISU - PORCU - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Simonetta - SECCI - URAS.

Si sono astenuti i consiglieri: SCARPA - RASSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 32

Votanti 30

Astenuti 2

Maggioranza 16

Favorevoli 9

Contrari 21

Poiché il Consiglio non è in numero legale, sospendo la seduta per trenta minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 29, viene ripresa alle ore 17 e 03.)

PRESIDENTE. Chiedo al consigliere La Spisa se reitera la richiesta di votazione nominale.

LA SPISA (F.I.). Reitero la richiesta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 609.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Cugini ha votato contro, i consiglieri La Spisa, Pileri e Pisano hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CASSANO - DIANA - GALLUS - LA SPISA - LIORI - PACIFICO - PILERI - PISANO - RASSU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - LANZI - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MELONI - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - URAS.

Si è astenuto il consigliere: SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 47

Votanti 46

Astenuti 1

Maggioranza 24

Favorevoli 10

Contrari 36

(Il Consiglio non approva).

E' in votazione l'emendamento numero 608.

Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto.[B1] Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Ovviamente, come presentatore dell'emendamento, voto a favore. Avrei voluto dire qualcosa sull'emendamento precedente, che si collega a questo in votazione,, perché per quanto riguarda la destinazione dei fondi della legge numero 29/98, e mi rivolgo all'Assessore degli enti locali, avevamo specificato che sarebbe stato necessario destinare quei fondi non solo al recupero primario dei centri urbani ma anche ai piani integrati. Questo in considerazione del fatto che negli anni dal '98 al 2000 erano stati stanziati circa 25 milioni di euro, adesso ne stiamo stanziando 15 che mi sembrano un importo piuttosto basso e insufficiente per garantire gli interventi nei centri storici da parte degli enti locali.

L'emendamento numero 609 prevedeva quindi che gli enti locali potessero destinare i fondi alla realizzazione di progetti integrati, perché non è detto che tutti vogliano fare l'intervento primario e ci potrebbero essere degli enti locali che non ricevono richieste in questa direzione. Quindi l'emendamento aveva questo significato e secondo me doveva essere accolto.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 608, come ho detto in discussione generale, io credo che la Giunta in qualche modo abbia cercato di forzare la Finanziaria regionale con il comma 8 laddove dice che alle assunzioni del personale a tempo determinato, eccetera, eccetera, il cui onere è finanziato con risorse regionali, effettuate dai comuni, non si applicano le disposizioni di cui ai commi 577 e via dicendo. Io vorrei che questo disposto venisse applicato anche in materia di avanzo di amministrazione degli enti locali; cioè i comuni rispettosi del patto di stabilità, dovrebbero avere la possibilità di poterlo utilizzare (si tratta spesso di risorse ingenti) per la realizzazione di opere pubbliche e di servizi.

Non riesco a capire perché la Regione, che con l'articolo 1 in qualche modo è autorizzata ad iscrivere nel proprio bilancio per l'anno 2007 fondi futuri non esercita la sua autonomia dando la possibilità di inserire dei fondi alle amministrazioni degli enti locali nel rispetto del patto di stabilità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Presidente, io intervengo su questo emendamento numero 608, sul quale non ricordo quale sia stato il parere del relatore.

PRESIDENTE. Onorevole Diana, il relatore si è rimesso all'Aula, mentre la Giunta ha espresso parere negativo.

DIANA (A.N.). Se il relatore si è rimesso all'Aula, allora il discorso è diverso e io invito i colleghi ad una più attenta valutazione, benché non tutti probabilmente conoscano il meccanismo che porta al rispetto del patto di stabilità che fondamentalmente diventa il rapporto tra le entrate e le spese finali.

Le entrate totali, che costituiscono la prima parte del bilancio degli enti locali, sono disciplinate nei primi quattro Titoli, il I, il II, il III e il IV, le spese sono concentrate sui primi due capitoli del bilancio. Ora, gli avanzi di amministrazione (il succo della faccenda è questo) se vengono considerati entrate finali agevolano il percorso del rispetto del patto di stabilità; e se così non fosse, la stragrande maggioranza degli enti locali della Sardegna avrebbe grosse difficoltà a rispettare il patto di stabilità.

Ovviamente bisogna dire la verità su questo emendamento; la proposta in esso contenuta è anche all'attenzione del Parlamento e del Governo. Io credo che la Regione Sardegna possa legittimamente adoperarsi perché ciò avvenga; può anche accadere che questa norma non incontri il favore del Governo e venga impugnata, però siccome non determina assolutamente niente, l'impugnazione avrebbe effetti solo su questa norma; io credo però che si debba valutare con attenzione la possibilità che i comuni della Sardegna abbiano una chance in più per rispettare il patto di stabilità. Pertanto, io annuncio il voto favorevole, ma invito i colleghi, anche quelli della maggioranza, a pronunciarsi in questo senso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Io invece volevo fare un avvertimento più puntuale, su questo emendamento. Ci sono delle cose che possono avere un profilo di opportunità e ci sono questioni che attengono anche alla legittimità. La finanza degli enti locali è una finanza derivata, e quindi noi dobbiamo sapere che in questa materia abbiamo dei limiti legislativi, perché dobbiamo configurarci all'interno dei principi generali della contabilità generale dello Stato; e il punto è che l'avanzo di amministrazione è una entità non classificabile, dal punto di vista della riassegnazione in entrata, perché ha una natura particolare e i vincoli di destinazione, che la legge di contabilità dello Stato impone all'avanzo di amministrazione, oltre che essere soggetti all'approvazione a consuntivo, cioè devono essere verificati e quindi non possono essere assegnati in via automatica senza prima essere verificati, contravvengono al principio contenuto in questo emendamento.

Certo, tutto è buono quello che cerca di affrontare il problema posto sul patto di stabilità, ma ci sono degli strumenti propri che possono conseguire questo risultato.

Anche sugli aspetti che riguardano il personale, noi non nascondiamo che è una parte sulla quale apriamo una breccia, ma è una breccia di natura diversa e non contravviene principi generali dell'ordinamento statale. Per cui, invito il Consiglio a prendere atto che c'è uno specifico profilo di illegittimità in questa previsione, sapendo che il problema del patto di stabilità è un problema centrale, anche per il Governo regionale e per questo Consiglio, ma non va risolto attraverso questo percorso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, io voterò a favore di questo emendamento, sottolineando quanto segue. La critica dell'Assessore sul presunto profilo di illegittimità, sarebbe pienamente coerente e opportuna se noi non avessimo già votato l'articolo 1 di questa finanziaria, articolo che presenta precisi profili di illegittimità dato che abbiamo anticipato delle entrate futuribili e le abbiamo riportate al presente strumento di bilancio. Una forzatura, quindi, ma di questo tipo di forzatura ( anch'io condivido che può configurarsi come un atto di illegittimità), è piena la finanziaria regionale che stiamo esaminando, ad iniziare dall'articolo 1, nel quale abbiamo introdotto, in maniera pericolosa, un principio che ritroviamo appunto nell'emendamento ora presentato. Per cui, per coerenza quanto meno con quanto avete esposto a difesa dell'articolo 1, dovrebbe essere votato e approvato l'emendamento proposto per gli enti locali.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 608. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 875.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 875.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CAPELLI - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - LANZI - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - PACIFICO - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SCARPA - SECCI - URAS.

Rispondono no i consiglieri: CASSANO - PISANO - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: AMADU - CONTU - GALLUS - LA SPISA - LADU - RASSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 47

votanti 41

astenuti 6

maggioranza 21

favorevoli 38

contrari 3

(Il Consiglio approva).

E' in votazione l'emendamento numero 7.

Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Presidente, chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 7.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CASSANO - CONTU - GALLUS - LA SPISA - LADU - MILIA - PILERI - RANDAZZO Vittorio - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - LANZI - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - URAS.

Si sono astenuti i consiglieri: RASSU - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 49

votanti 47

astenuti 2

maggioranza 24

favorevoli 10

contrari 37

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 122. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 406 privo di copertura finanziaria.

Ha domandato di parlare il consigliere Gallus. Ne ha facoltà.

GALLUS (Fortza Paris). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggia la richiesta il consigliere Ladu.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, chiedo una breve sospensione dei lavori

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 21, viene ripresa alle ore 17 e 30.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Presidente, chiedo di spostare l'emendamento numero 406 all'articolo 27, al quale è stato presentato un emendamento di contenuto analogo.

PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni l'emendamento numero 406 viene spostato all'articolo 27.

E' in votazione l'emendamento numero 870.

Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 870.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Salis e Pinna hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: BIANCU - CACHIA - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA - FARIGU - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - RANDAZZO Alberto - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - BALIA - CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - LA SPISA - PISANO - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: AMADU - CAPPAI - CASSANO - LICANDRO - LOMBARDO - RASSU - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 53

Votanti 46

Astenuti 7

Maggioranza 24

Favorevoli 38

Contrari 8

(Il Consiglio approva).

E' in votazione l'emendamento numero 956 che è un emendamento sostitutivo totale dell'emendamento numero 888.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Presidente, prendo brevemente la parola a seguito di una sollecitazione in tal senso da parte del Presidente della Commissione e di altri consiglieri. L'emendamento numero 956 ha certamente il nostro parere favorevole rispetto all'emendamento numero 888 che presenta, invece, alcune incongruenze.

Intanto vorrei ricordare al Consiglio che l'emendamento numero 888 fa riferimento ad una legge regionale, la numero 4 del 2004, che ha recepito il decreto legge numero 269 del 2003 in materia di sanatoria. Questo decreto legge poneva un termine perentorio, il 2003, e l'articolo 2 della legge numero 4 ripropone specificamente dei divieti alla sanatoria derivanti dall'impostazione del decreto legislativo nazionale; uno su tutti il divieto di poter sanare costruzioni realizzate nell'ambito di zone vincolate.

L'emendamento numero 888 deroga totalmente a questo divieto, reiterato nella legge regionale, ma contenuto anche nel decreto legge nazionale, ovviamente la finalità della deroga la conosciamo tutti. L'emendamento ha un aspetto di carattere generale in quanto si propone di estendere la sanatoria a tutto il territorio regionale, quindi andando ben oltre il problema in sé, e non rendendo neanche onore alla problematica che è stata sollevata. E' da ritenersi pertanto completamente al di fuori di ogni contesto di legalità.

Il tema che noi proponiamo, invece, si configura all'interno della disciplina urbanistica; cioè si propone, avvalendosi dello strumento dell'articolo 28 bis della legge numero 45, di elaborare un disegno di legge che consenta uno studio appropriato delle problematiche di Testimonzos (nell'ambito comunale nuorese rappresenta un elemento di rilevante importanza e di coesione sociale), e che contenga lo studio di un piano di riconnessione urbanistica in armonia con i principi generali della pianificazione al tessuto urbanistico esistente.

Detto questo, il prodotto finale di questa elaborazione, che prevederà, appunto, tutti i temi del risanamento e della riconnessione, sarà riproposto al Consiglio regionale per la sua approvazione così come prevede l'articolo 28 bis. Presidente, ho concluso; volutamente non tocco la materia della riconnessione tra aspetti legislativi e aspetti penali in essere, perché non esiste nessuna legislazione regionale, o di altro genere, che possa intersecare il profilo di autonomia del procedimento penale che, in ogni caso, ha il suo corso e le sue finalità.

Noi ci proponiamo di affrontare concretamente un problema di carattere sociale e con gli strumenti propri della legislazione vigente, anche regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Assessore, io credo che lei non possa permettersi di farsi alfiere della legalità, definendo gli altri come propositori di illegalità. Anzi ci sarebbero motivi per dire e sostenere l'esatto contrario. Tra l'altro l'emendamento da lei proposto e sostenuto, il "956", ha precisi elementi di illegittimità, perché l'articolo 3 della Costituzione, lei deve sapere (dovrebbe sapere, anche dalla sua esperienza, ma ho notato che il dilettantismo avanza), non consente di fare leggi ad personam; la cosiddetta legge Previti (varata con l'intento di salvare l'onorevole Previti) nella sua stesura non nomina il caso.

Ecco perché l'emendamento proposto, che secondo lei non dà risposta al caso di specie, così l'ha chiamato, deve ovviamente generalizzare, perché non si può scendere nel particolare, ma se la Giunta volesse potrebbe limitarlo con un emendamento orale. Gli aspetti di legittimità o di intersecazione tra i problemi amministrativi e quelli penali credo di averli già spiegati stamattina, ma probabilmente lei era distratto, e ritengo totalmente infondate e insoddisfacenti sia la replica del Presidente della Commissione che la sua, in quanto il caso proposto dall'emendamento numero 888, risponde pienamente ai principi di legittimità e di legalità e risolve un problema i cui aspetti sociali ricadranno su chi invece osta a questa soluzione; una soluzione che da anni lei ha promesso in questa Aula, da tre anni (perché questo emendamento fu proposto nella prima finanziaria), e ancora oggi non ha definito,.

Sull'emendamento numero 956 voglio ancora aggiungere che il potere legislativo è in capo al Consiglio, perciò quando mai io posso dire alla Giunta di presentare un disegno di legge? Se la Giunta lo vuole presentare non lo scrive in un articolo di legge della finanziaria (almeno di questo me ne deve dare atto), si fa un ordine del giorno nel caso, ma non un articolo di legge.

L'emendamento numero 956 vuole raggiungere l'obiettivo, in effetti, di sottrarre al voto l'emendamento numero 888, voto che in ogni caso è palese perché è reso tale dagli stessi firmatari dell'emendamento numero 956 nelle intenzioni di voto all'emendamento numero 888.

Queste sono le motivazioni addotte per escludere una soluzione che, ripeto, è legittima ed opportuna, e che abbraccia ovviamente altre problematiche (sempre che non vogliate, voi, porre dei limiti), perché il caso Testimonzos è forse uno dei casi più emblematici e anche l'apice di una serie di situazioni presenti in diversi paesi e città della Sardegna. Io credo che questo sia un atteggiamento pilatesco, che mi auguro possa essere portato all'attenzione della pubblica opinione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Presidente, io credo che il "problema Testimonzos" abbia necessità di ragionamenti e di riflessioni per poter sintetizzare una soluzione percorribile e, onorevole Capelli, non credo che quello adottato sia il tono giusto, lo dico con estrema franchezza. In primo luogo, quindi, io domando se si è mai verificato che una Regione con capacità legislativa esclusiva in campo urbanistico abbia esitato una legge di condono edilizio spostando i termini, come viene proposto nell'emendamento numero 888. Onorevole Capelli, questo punto è illegittimo, assolutamente illegittimo. Io non sono un giurista, ma sfido chiunque a dire che può essere praticabile una linea di questo tipo.

In secondo luogo, il Governo di centrodestra (era maggioranza il centrodestra e mi pare che fosse anche Assessore l'onorevole Capelli) nel 2004 ha recepito, con la legge numero 4, il decreto legge di sanatoria edilizia promulgato dal Governo nazionale. Ebbene in quella legge noi che cosa abbiamo fatto? Abbiamo addirittura, ripeto, addirittura irrigidito le norme contenute nella legislazione nazionale.

(Interruzione del consigliere Capelli)

PIRISI (D.S.). Significa, semplicemente, che proporre in maniera indiscriminata la sanatoria nelle zone "H", così come si sta facendo significa proporre di non fare niente, significa questo, non significa proporre una soluzione per Testimonzos.

Un altro aspetto riguarda l'incremento della volumetria; si parla infatti di 250 mila metri cubi complessivi, ma riferiti a che cosa? A tutta la Sardegna, a Testimonzos o a ad altro? Diciamo che si tratta di una ipotesi encomiabile dal punto di vista delle intenzioni, però certamente sbagliata sotto il profilo legislativo.

L'emendamento numero 956 è chiaro nel suo intento che è quello di impegnare la Giunta a presentare in tempi rapidi questo disegno di legge e, attraverso una soluzione bipartisan che io credo sia fondamentale, cercheremo di sanare abusi che oggi non devono essere ripetuti. Perché Testimonzos, chiaramente, è una realtà che non va bene, non va bene.

Io direi anche che bisogna stare attenti nel dire che bisogna sanare soltanto i casi di abusivismo per necessità, perché si corre il rischio di far demolire tantissime delle case che sono state realizzate. In questi casi penso che occorra non, come dire, partigianeria, ma buon senso e volontà di confronto da parte di entrambi gli schieramenti per dare una soluzione al problema di questa gente che oggi vede incombere sempre di più il rischio dell'intervento delle ruspe. Il mio voto sarà chiaramente favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AMADU (F.I Presidente, intervengo su questi due emendamenti per significare il mio modesto punto di vista in riferimento all'argomento che in essi viene trattato e alle possibili soluzioni. Io non riesco a capire il contenuto contraddittorio dell'emendamento numero 956 che l'assessore Gian Valerio Sanna ritiene ammissibile e congruo per risolvere una situazione, presente nell'ambito del comune di Nuoro, che più volte è emersa agli onori della cronaca.

Mi pare che in questa sede si voglia intanto contraddire con questo emendamento tutto il percorso dei Piani paesaggistici e la linea apparentemente rigorosa seguita dalla Giunta e, dato che si infrange anche il ruolo dei comuni, nel caso quindi del comune di Nuoro, non riesco a capire come mai l'Assessorato regionale dell'urbanistica e il comune di Nuoro non abbiano studiato delle forme di risanamento, previste peraltro dalla legge regionale numero 23 dell''85, che avrebbero legittimamente posto quei cittadini nelle condizioni di ricevere delle risposte concrete. Non vorrei che con questo tira e molla si eludesse il problema, perché questo emendamento numero 956 secondo il mio punto di vista sarebbe rescindibile (questo giudizio lo lascio a chi ha questa competenza e questa specifica responsabilità), mentre si sarebbe potuta trovare una soluzione già nella normativa esistente; se c'è invece non lo si vuole fare, perché si è detto che questa materia ha implicazioni amministrative ma anche penali e che la Regione non può intervenire sui termini delle questioni di carattere penale che sono di competenza specifica dello Stato, allora si dica che cosa si vuole fare davvero, si dica intanto come deve comportarsi il comune di Nuoro per avviare a soluzione il problema di tanti cittadini, di poveracci, che hanno avuto in questi anni promesse senza uno straccio di risposta. Fior fiore di urbanisti, impegnati per dare risposte, si sono fermati perché, evidentemente, c'era una volontà politica e amministrativa locale non all'altezza di rispondere a questa esigenza.

A mio avviso si vuole ancora rinviare la soluzione di questo problema perchè l'Assessorato dell'urbanistica e il comune di Nuoro sulla base della normativa regionale preesistente ai Piani paesaggistici, avrebbero potuto trovare una via d'uscita per rispondere alle esigenze dei cittadini interessati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Il problema di Testimonzos è un problema vecchio, che interessa, per dire la verità, non solo questa amministrazione comunale ma anche le precedenti. Devo dire che la situazione si è aggravata soprattutto negli ultimi tempi, e allo stato sono stati adottati provvedimenti per la demolizione dei manufatti costruiti abusivamente.

Bisogna dire chiaramente, quindi, che l'emendamento all'emendamento che è stato presentato non fa altro che allungare un po' i tempi, ma non risolve il problema. Bisogna dire chiaramente che ci sono diversi livelli di responsabilità; e se da una parte questo Governo regionale, in tre anni, non è riuscito a dare risposte, così come non le hanno date neanche i Governi precedenti, io devo denunciare il fatto che il comune di Nuoro non è stato capace di fare una proposta di soluzione, perché situazioni di abusivismo si sono verificate in altri comuni e le hanno sanate utilizzando diversi strumenti urbanistici, che ci sono (piani di risanamento e tanti altri), e rispettando le leggi previste in materia. Il vero problema è che il comune di Nuoro non è stato capace, in tutti questi anni, di fare una proposta organica per arginare e per sanare questa situazione.

Allora, perché io sono molto perplesso su questo emendamento? Perché questo emendamento demanda alla Giunta la presentazione di un disegno di legge, ma non stabilisce i tempi entro i quali fare realmente una proposta concreta per risolvere il problema. Io lo dico chiaramente, questa è una presa in giro per tutte quelle persone che stanno aspettando una risposta, perché è un tentativo palese di rinviare i tempi e le soluzioni, che non è ancora chiaro come verranno individuate. Pertanto, noi siamo molto delusi perché di questa materia, che aveva bisogno di risposte concrete e immediate, si rinvia ancora a tempo indefinito la soluzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Milia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MILIA (U.D.C.). Presidente, mi pare che questi due emendamenti, che vorrebbero centrare un obiettivo che da troppi anni si persegue, abbiano una diversità di fondo. E mi rivolgo all'Assessore dell'urbanistica per sottolineare che la Regione autonoma della Sardegna ha competenza primaria in materia urbanistica e edilizia. La Regione autonoma della Sardegna, soprattutto all'indomani della riforma del Titolo V della Costituzione, può legiferare in materia urbanistica. Questo potere è garantito dall'articolo 117 della Costituzione e crediamo che, in forza dell'articolo 3, lettera f) dello Statuto speciale, sia pacifico. Il limite, il limite è quello di non normare, chiaramente, perché la Regione autonoma della Sardegna non può interferire, l'aspetto penale, ma questa non è una nostra competenza.

Come si fa a dire che non possiamo utilizzare questo strumento per prendere di petto non solo Testimonzos, ma anche quelle realtà che non sono poche in Sardegna e vivono gli stessi problemi? Io credo che il problema penale venga accantonato, perché il giudice, qualora venisse chiamato ad applicare la norma favorevole, a seconda delle diverse correnti giurisprudenziali, potrà seguire due strade: quella del danno paesaggistico o quella non del danno paesaggistico; ma queste sono materie riservate al giudice penale. Il dato certo è che abbiamo competenza per intervenire in materia; in questo caso si tratta di Testimonzos, senza voler "mettere bandierine", come mi sembra che questo emendamento presentato dalla Giunta voglia fare (parliamo di campagna elettorale); crediamo che neanche i piani di risanamento che l'amministrazione regionale poteva prevedere potessero coprire interamente la materia Testimonzos, e credo che l'onorevole Pirisi, che mi ha preceduto, conosca queste fattispecie.

Quindi, noi riteniamo che lo strumento legislativo sia assolutamente necessario in questa materia, crediamo che il nostro emendamento non contenga profili di illegittimità, quindi che questa problematica vada affrontata secondo la direzione che noi suggeriamo. Il mio sarà un voto di astensione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DAVOLI (R.C.). Presidente, non so se per motivi politici o per altro ma in quest'Aula sembra quasi di assistere alla crocifissione dei vari consigli comunali di Nuoro. Io, nel pieno del 1990, facevo parte del consiglio comunale di Nuoro e ho vissuto direttamente il problema di Testimonzos nei dibattiti, nelle assemblee. Questo problema è stata analizzato, sviscerato, interpretato in maniere diverse, evidentemente a seconda dei punti di vista e degli interessi. Però, è davvero insensato fare qui ragionamenti secondo cui se il comune di Nuoro non è stato in grado finora di risolvere questo problema non ci deve riuscire neanche la Regione. La Regione invece, con un po' di buon senso, sta riuscendo in qualche modo ad iniziare un percorso, a prevedere comunque un'ipotesi di soluzione.

Credo che la proposta del disegno di legge sia più corretta, più lineare, e anche più evidente politicamente. Quindi, senza giocare sulle bandierine di destra, di sinistra e di centro, credo che la Giunta regionale e l'emendamento numero 956 vadano nella giusta direzione. Il problema "Testimonzos" ha una sua specificità, proprio perché è nato in un momento di inurbamento verificatosi nella città di Nuoro ma anche perché include altri aspetti di carattere particolare. Noi di Rifondazione Comunista, proprio per questa ragione voteremo a favore di questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vincenzo Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS VINCENZO (D.S.). Io credo che un problema così delicato come quello di Testimonzos riguardi non soltanto il centrosinistra o questa maggioranza, ma anche la minoranza; per questo motivo non può essere affrontato sulla base di una contrapposizione, permettetemi di dirlo, anche un po' strumentale, ma va visto anche nella sua interezza.

Stiamo parlando infatti di un'area molto vasta e di due zone, la zona "H" e la zona "E", dove è vero, come stava dicendo l'onorevole Capelli, che vi sono situazioni caratterizzate da necessità, però ve ne sono anche altre (lo sappiamo bene perchè conosciamo questa realtà) che poco hanno a che fare con la necessità, ma si avvicinano molto alla speculazione edilizia. Quindi siccome la materia è molto delicata, non può essere affrontata attraverso scorciatoie che non portano da nessuna parte.

Se vogliamo fare fumo, se vogliamo fare demagogia, se vogliamo illudere fra l'altro i "lottisti" di Testimonzos, possiamo farlo. Ma noi dobbiamo fare invece un intervento chiaro dal punto di vista legislativo, non possiamo permettere che il caso di Testimonzos sia inserito all'interno di una problematica generale; se vogliamo realizzare un intervento di tipo urbanistico che si integri con l'attuale situazione che abbiamo a Nuoro, noi dobbiamo prevedere un percorso lineare, un percorso che coinvolga tutti, ma dev'essere un percorso legislativo chiaro che permetta di vedere quali sono le situazioni di vero disagio e a queste tentare di dare delle risposte. Invece, le situazioni che non riguardano il disagio ma riguardano altro, io credo che dobbiamo vederle con un'ottica completamente differente. Chiaramente voto a favore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 956.

Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 956.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Contu e la Spisa e si sono astenuti.

Rispondono sì i consiglieri: CALIGARIS - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - RANDAZZO Alberto - SABATINI - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Si sono astenuti i consiglieri: AMADU - CAPELLI - CAPPAI - CONTU - FARIGU - LA SPISA - LADU - LOMBARDO - MILIA - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SALIS - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 47

Votanti 34

Astenuti 13

Maggioranza 18

Favorevoli 34

(Il Consiglio approva).

A seguito dell'approvazione dell'emendamento numero 956, decade l'emendamento numero 888.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Presidente, mi scuso se tardivamente, chiedo che in sede di coordinamento venga soppressa la lettera a) del comma 3 per due ragioni. La prima ragione è che non si elimina un refuso in via legislativa; la seconda ragione è che sul Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna si è già provveduto a effettuare l'errata corrige.

PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni la richiesta della Giunta è accolta.

Passiamo all'esame dell'articolo 12. All'articolo 12 sono stati presentati ventotto emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 12 e dei relativi emendamenti:

Art. 12

Disposizioni in materia di opere pubbliche

1. Al fine di sostenere l'attuazione della gestione unitaria del servizio idrico integrato e la partecipazione di tutti i comuni della Sardegna alla società Abbanoa Spa, gestore unico affidatario del servizio da parte dell'Autorità d'ambito ottimale per la Sardegna, è autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 20.000.000 per la concessione di un contributo straordinario, a favore dei singoli comuni, così determinato (UPBS07.07.002 - cap. SC07.0784):

a) euro 28 per abitante quale risulta dal censimento Istat 2001, finalizzato alla sottoscrizione di partecipazioni azionarie a seguito di aumento di capitale sociale riservato ai comuni che non fanno parte dell'attuale assetto societario del Gestore unico;

b) l'importo che residua nello stanziamento, dopo l'erogazione del contributo di cui alla lettera a), è assegnato, sulla base delle quote previste dall'articolo 10, comma 1, ai comuni soci per essere destinato ad acquisizione di ulteriori partecipazioni azionarie.

2. Le procedure per l'attribuzione del contributo di cui al comma 1 sono definite dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessorato regionale dei lavori pubblici, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. L'erogazione del contributo è comunque subordinata alla cessione del possesso degli impianti alla società affidataria del servizio idrico integrato da parte del comune.

3. L'Amministrazione regionale è autorizzata a trasferire, entro cinque anni dall'entrata in vigore della presente legge, tutte le azioni della società affidataria Gestore unico del servizio idrico integrato, ancora in suo possesso, anche per quote parziali, al prezzo simbolico di 1 euro ogni 1000 azioni, agli stessi comuni soci sulla base delle quote previste dall'articolo 10, comma 1.

4. Per le finalità di cui alla legge regionale n. 4 del 2006, articolo 21, comma 11, lettera a), è autorizzato, nell'anno 2007, l'ulteriore stanziamento di euro 4.000.000 (UPB S07.07.002 - cap. SC07.0789).

5. È autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 516.000 quale saldo per gli oneri di cui alla legge regionale 8 marzo 1997, n. 8, articolo 7, relativo alla predisposizione degli elaborati sul litorale di Cagliari (UPB S04.04.002 - cap. SC04.1029).

6. Per la realizzazione, il completamento, il restauro ed il consolidamento di edifici di culto e di chiese, è autorizzato, nell'anno 2007, lo stanziamento di euro 5.000.000; il relativo programma d'intervento è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale dei lavori pubblici, ai sensi della legge regionale n. 1 del 1977, articolo 4, lettera i), e successive modifiche e integrazioni (UPB S07.10.005 - cap. SC07.1256).

7. È autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 2.100.000 per la realizzazione di un programma di opere pubbliche di interesse provinciale, sovracomunale e regionale (UPB S07.10.005 - cap. SC07.1263).

8. Al fine di acquisire al patrimonio regionale impianti di produzione di energia elettrica da inserire nel sistema di approvvigionamento idrico multisettoriale, è autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 4.000.000; il relativo programma di acquisizione, da attuarsi anche con l'utilizzo dei relativi proventi tariffari, è approvato dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore regionale dei lavori pubblici (UPB S07.07.004 - cap. SC07.0838).

9. Alla legge regionale 17 ottobre 1997, n. 29, sono introdotte le seguenti modifiche:

a) il comma 3 bis dell'articolo 8 e i commi 4 e 5 dell'articolo 10 sono abrogati;

b) il comma 3 dell'articolo 10 è così sostituito:
"3. L'assemblea è composta dai rappresentanti dei comuni nella persona del sindaco pro-tempore o di un suo delegato e delle province nella persona del presidente pro-tempore o di un suo delegato, ed è pertanto permanente. A ciascun comune ed a ciascuna provincia è riconosciuta rappresentatività assembleare pari alla quota di partecipazione al Consorzio di cui all'articolo 8, comma 3. La partecipazione alle sedute dell'assemblea è gratuita, fatti salvi i rimborsi spese previsti dalle norme disciplinanti l'attività dei consigli comunali.";

c) i commi 4 e 5 dell'articolo 19 sono così sostituiti:
"4. Qualora le riunioni dell'assemblea dell'Autorità d'ambito vadano deserte per due volte consecutive, ovvero qualora l'Autorità non ottemperi agli obblighi previsti dalle convenzioni o da norme di legge, la Giunta regionale interviene in via sostitutiva, previa diffida, nominando un commissario ad acta per il compimento degli atti dovuti.

5. Il commissario è nominato con decreto del Presidente della Regione adottato previa delibera di Giunta regionale e comunicato al Consiglio regionale. Gli oneri conseguenti all'attività del commissario straordinario sono posti a carico dell'Autorità di ambito.".

10. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, l'assemblea e gli altri organi dell'Autorità d'ambito precedentemente costituiti decadono dalle rispettive funzioni. Il presidente, il comitato esecutivo ed il collegio dei revisori restano in carica per gli atti dovuti fino alla costituzione dei nuovi organi. Entro i successivi quarantacinque giorni il presidente dell'Autorità d'ambito convoca l'assemblea di insediamento per l'approvazione delle modifiche dello statuto in relazione alle disposizioni della presente legge e per l'elezione degli organi della Autorità. Qualora gli organi dell'Autorità non vengano ricostituiti entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale interviene in via sostitutiva, ai sensi dei commi 4 e 5 del succitato articolo 19, così come sostituiti dalla lettera c) del comma 9 del presente articolo, per il compimento degli atti dovuti.

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - ARTIZZU - LIORI - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 12

I commi 1 e 2 sono soppressi. (123)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 12

Nel comma 2 il periodo che inizia con: "l'erogazione del contributo……" sino al termine del punto è soppresso. (612)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - CONTU - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 12

Nel comma 1 la spesa di euro 20.000.000 è rideterminata in euro 40.000.000

Copertura Finanziaria

In aumento

UPB S07.07.002-Cap. SC 07.0784 Anno 2007 Euro 20.000.000

In Diminuzione

UPB S08.01.002-CAP. 008.0024 Anno 2007 Euro 20.000.000

(mediante riduzione delle voci della tabella A della finanziaria - fondi nuovi oneri legislativi). (610)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 12

Nella lettera a) del comma 1 la somma di euro 28 è rideterminata in euro 30. (611)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 12

Nel comma 3 la somma di 1 euro è rideterminata in 50 centesimi di euro. (613)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - CONTU - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 12

Nel comma 4 lo stanziamento di euro 4.000.000 è rideterminato in euro 6.000.000

Copertura Finanziaria

In aumento

UPB S07.07.002-Cap. SC 07.0789 Anno 2007 Euro 2.000.000

In diminuzione

UPB S08.01.002-CAP 008.0024 Anno 2007 Euro 2.000.000

(mediante riduzione delle voci della tabella A della Finanziaria- fondi nuovi oneri legislativi). (614)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale PISANO - CASSANO - DEDONI - VARGIU.

Articolo 12

l'importo indicato nella seconda riga del 6 comma dell'articolo 12

"5.000.000"

è sostituito da

" 25.000.000"

Copertura finanziaria

In Aumento:

UPB 07.10.005-cap.SC07.1256 -

Anno 2007 euro 20.000.000

In diminuzione

UPB S08.01.002 -FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 8 della

tabella A, allegata alla legge finanziaria

ANNO 2007- euro 20.000.000 (9)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - CONTU - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 12

Nel comma 6 lo stanziamento di euro 5.000.000 è rideterminato in euro 8.000.000

Copertura Finanziaria

In aumento

UPB S07.10.005-Cap. SC 07.1256 Anno 2007 Euro 3.000.000

In Diminuzione

UPB S08.01.002-CAP. 008.0024 Anno 2007 Euro 3.000.000

(mediante riduzione delle voci della tabella A della Finanziaria - fondi nuovi oneri legislativi). (615)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - CONTU - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 12

Nel comma 7 la spesa di euro 2.100.000 è rideterminata in euro 3.000.000

Copertura Finanziaria

Anno 2007


Anno 2007


In aumento

Euro 900.000


Euro 900.000


UPB S07.10.005-Cap. SC 07.1263

In Diminuzione

UPB S08.01.002-CAP. 008.0024

(mediante riduzione delle voci della tabella A della Finanziaria - fondi nuovi oneri legislativi).

(616)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - CONTU - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 12

Nel comma 8 la spesa di euro 4.000.000 è rideterminata in euro 5.286.000

Copertura Finanziaria

In aumento

UPB S07.07.004-Cap. SC 07.0838 Anno 2007 Euro 1.286.000

In Diminuzione

UPB S08.01.002-CAP. 008.0024 Anno 2007 Euro 1.286.000

(mediante riduzione delle voci della tabella A della Finanziaria - fondi nuovi oneri legislativi).

(617)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.

Articolo 12

Dopo il comma 3 dell'articolo 12 è aggiunto il seguente comma:

"3bis. Alla legge regionale 12 giugno 2006, n. 9 sono introdotte le seguenti modifiche:

a) la lett. b) del comma 1, dell'articolo 39 è cosi sostituita:

"b) esercizio della vigilanza sulla gestione amministrativo-finanziaria delle cooperative edilizie fruenti del contributo. Nell'esercizio della vigilanza suddetta rientra il potere di commissariamento e gli altri previsti, per l'autorità governativa, dall'articolo 2545 sexiesdecies del Codice Civile;"

b) all'articolo 83, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente comma:

"4. Nelle more del trasferimento delle competenze in capo alle province, l'esercizio della vigilanza sulla gestione amministrativo-finanziaria delle cooperative edilizie di cui alla lettera b), comma 1, dell'articolo 39 della presente legge resta in capo alla Regione". (944)

EMENDAMENTO aggiuntivo CASSANO - PISANO - VARGIU - DEDONI - AMADU - RASSU - MORO - MILIA.

Articolo 12

Dopo il comma 7 dell'articolo 12 è inserito il seguente comma:

E' autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 50.000.000 per la realizzazione di uno straordinario piano di interventi di lavori pubblici finalizzati alla valorizzazione della città di Sassari in considerazione del suo ruolo capoluogo e di vicecapitale della Sardegna, ampia area nella quale gravita una popolazione doppia rispetto a quella residente.

Copertura finanziaria

In Aumento :

UPB - S07.10.005

Anno 2007 euro 50.000.000

In diminuzione

UPB S08.01.002 -FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 8 della tabella A, allegata alla legge finanziaria

ANNO 2007- euro50.000.000 (63)

EMENDAMENTO aggiuntivo PISANO - CAPPAI - VARGIU.

Articolo 12

Dopo il comma 7 dell'articolo 12 è inserito il seguente comma:

E' autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 50.000.000 per la realizzazione dei lavori di

completamento dell'adeguamento e sistemazione del nuovo tracciato viario della S.S. 128, denominata centrale sarda, per il tratto Monastir - Sorgono.

Copertura finanziaria

In Aumento :

UPB S07.10.005 -

Anno 2007 euro 50.000.000

In diminuzione

UPB S08.01.002 -FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 8 della

tabella A, allegata alla legge finanziaria

ANNO 2007- euro50.000.000 (84)

EMENDAMENTO aggiuntivo CASSANO - PISANO - VARGIU - DEDONI - AMADU - MORO - RASSU - MILIA.

Articolo 12

Dopo il comma 7 dell'articolo 12 è inserito il seguente comma:

7 bis. E' autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 10.000.000 per la realizzazione dei lavori di messa in sicurezza e completamento della S.S. 131 nel tratto dal Km 203,00 al Km 209, 482 diramazione per OSSI

Copertura finanziaria

In Aumento :

UPB - S07.10.00S -Finanziamento ad enti locali per opere di loro interesse

Anno 2007 euro 10.000.000

In diminuzione

UPB S08.01.002 -FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 8 della tabella A, allegata alla legge finanziaria

ANNO 2007- euro 10.000.000 (57)

EMENDAMENTO aggiuntivo PISANO - CAPPAI - VARGIU.

Articolo 12

Dopo il comma 7 dell' articolo 12 è inserito il seguente comma:

7 bis. E' autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 6.000.000 per la realizzazione dei lavori di sistemazione, adeguamento e messa in sicurezza dei tratti di viabilità intercomunale e provinciale Guasila-Suelli, Guamaggiore-Ortacesus, Selegas-Senorbì che costituiscono gli unici collegamenti viari per i Comuni della Trexenta e che attualmente versano in stato di assoluto dissesto, di impercorribilità e di pericolo per la sicurezza degli automobilisti.

Copertura finanziaria

In Aumento :

UPB S07.10.005 -

Anno 2007 euro 6.000.000

In diminuzione

UPB S08.01.002 -FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 8 della tabella A, allegata alla legge finanziaria

ANNO 2007- euro 6.000.000 (86)

EMENDAMENTO aggiuntivo CASSANO - AMADU - VARGIU - PISANO - DEDONI - RASSU - MORO - MILIA.

Articolo 12

Dopo il comma 7 dell'articolo 12 è inserito il seguente comma:

7 bis. E' autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 500.000 per la realizzazione della viabilità interna all'abitato del Comune di Ossi per il collegamento del quartiere Sos Pianos con il centro storico.

Copertura finanziaria

In Aumento :

UPB S07.01.002 -INFRASTRUTTURE DI TRASPORTO DEGLI ENTI LOCALI-

Anno 2007 euro 500.000

UPB S08.01.002 -FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 8 della tabella A,

allegata alla legge finanziaria

ANNO 2007- euro 500.000 (62)

EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA.

Articolo 12

Dopo comma 8 dell' articolo 12 è inserito il seguente punto:

8 bis. I contributi a fondo perduto a favore di beneficiari privati per intereventi su alloggi di proprietà destinati a prima abitazione erogati ai sensi del programma quadriennale di edilizia agevolata 1992 -1995 approvato dalla Giunta Regionale in attuazione della legge 17 febbraio 1992 n. 179 sono cumulatali con altri contributi pubblici precedentemente ottenuti dagli stessi proprietari per l'acquisto, la costruzione o il recupero dei medesimi alloggi.

Conseguentemente, nelle ipotesi di duplicazione del beneficio la Regione non procede al recupero dei contributi. (42)

EMENDAMENTO aggiuntivo PISANO - CASSANO - DEDONI - VARGIU - AMADU - RASSU - MORO - MILIA.

Articolo 12

dopo il comma 8 dell'articolo 12 è inserito il seguente comma

8 bis. E' autorizzata per l'anno 2007 e per le annualità successive 2008 e 2009 la spesa per ciascuna annualità di euro 5.000.000 da destinarsi alla concessione di contributi in conto investimenti a favore delle parrocchie e delle comunità religiose per la realizzazione di opere di completamento degli oratori.

Copertura finanziaria

In Aumento :

UPB S07.10.005

Anno 2007 euro 5.000.000

Anno 2008 euro 5.000.000

Anno 2009 euro 5.000.000

In diminuzione

UPB S08.01.002 -FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 8 della tabella A, allegata alla legge finanziaria

ANNO 2007- euro 5.000.000

ANNO 2008 euro 5.000.000

Anno 2009 euro 5.000.000 (59)

EMENDAMENTO aggiuntivo PORCU - MARROCU - MARRACINI - URAS - BIANCU.

Articolo 12

Dopo il comma 8 è aggiunto il seguente:

comma 8 bis

1. I termini di impegnabilità dei finanziamenti regionali assegnati agli enti locali in regime di delega per la realizzazione di opere pubbliche, previsti dall'art. 3, comma 1, della legge regionale 9 agosto 2002, n. 15 e successive modificazioni e integrazioni, con scadenza al 31 dicembre 2006, sono prorogati di un anno qualora alla stessa data i relativi progetti risultino in istruttoria presso i competenti uffici dell'Amministrazione regionale per il successivi rilascio dei prescritti provvedimenti autorizzativi o approvati in materia paesaggistica e ambientale. (77)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - ARTIZZU - LIORI - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 12

Dopo il comma 8 è aggiunto il seguente comma:

8 bis. "E' autorizzata la spesa di Euro 500.000 per la progettazione dell'opera viaria denominata "Trasversale sarda", che unisca il Comune di Oristano con il Comune di Tortoli". (124)

EMENDAMENTO aggiuntivo RASSU - LA SPISA - CONTU - PETRINI - LICANDRO.

Articolo 12

Dopo il comma 8 è inserito il seguente:

"8 bis. Al fine di dotare delle risorse idriche necessarie allo sviluppo dell'economia agricola e pastorale i territori del Goceano e del Logudoro-Meilogu, è autorizzata, per gli anni 2007-2008-2009 la spesa di euro 50.000.000 per annualità per la realizzazione delle opere di captazione, ricerca, raccolta, invaso e distribuzione delle risorse idriche stesse".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S04.02.004

Investimenti relativi alle risorse idriche nel settore agricolo

euro 50.000.000

euro 50.000.000

euro 50.000.000

In diminuzione

UPB SOL03.010

euro 50.000.000

euro 50.000.000

euro 50.000.000 (193)

EMENDAMENTO aggiuntivo RASSU - CONTU - LA SPISA - PETRINI - PILERI - SANJUST - CASSANO.

Articolo 12

Dopo il comma 8 è inserito il seguente:

"8 bis. È autorizzata la spesa per l'anno 2007 di euro 20.000.000 per la realizzazione del nuovo tronco stradale di congiungimento dell'abitato di Pozzomaggiore con Bosa.".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S07.020.002

Corridoio plurimodale rete viaria e viabilità di interesse regionale

2007 euro 20.000.000

In diminuzione

UPB S01.03.016

Finanziamenti destinati alla programmazione negoziata e ai PIA

2007 euro 20.000.000 (196)

EMENDAMENTO aggiuntivo RASSU - LA SPISA - CONTU - PETRINI - PILERI - SANJUST - CASSANO.

Articolo 12

Dopo il comma 8 è inserito il seguente:

"8 bis. È autorizzata la spesa per le annualità 2007-2008-2009 di euro 20.000.000 per la realizzazione dell'arteria stradale di congiungimento della Strada statale n. 131 bivio Campu Giavesu con la Ittiri-Alghero-ingresso abitato Ittiri.".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S07.02.002

euro 20.000.000

euro 20.000.000

euro 20.000.000

In diminuzione

UPB S01.03.010

euro 20.000.000

euro 20.000.000

euro 20.000.000 (197)

EMENDAMENTO aggiuntivo UGGIAS - BIANCU - CUCCU Giuseppe - CUCCA - GIAGU - SABATINI - SANNA Francesco

Articolo 12

Dopo il comma 8 è aggiunto il seguente:

Al fine di favorire il risparmio di gestione delle riserve idriche, la R.A.S. promuove una serie di interventi di sensibilizzazione dell'opinione pubblica e favorisce interventi di manutenzione per la riduzione degli sprechi presso gli edifici pubblici, le strutture ricettive e i pubblici esercizi. Per le finalità del seguente intervento è autorizzata la spesa di € 500.000 per ciascuno degli anni 2007,2008,2009,2010. Il relativo programma è approvato dalla Giunta Regionale ai termini dell'art 4, lett i) della Legge Regionale n. 1 del 1977.

Copertura Finanziaria

FNOL - investimenti - voce 2. (844)

EMENDAMENTO aggiuntivo CUCCU - MARROCU - ORRU'.

Articolo 12

Dopo il comma 8 è aggiunto il seguente comma: "è autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 500.000 per la rimozione e la méssa in sicurezza dei movimenti franosi e per la definitiva sistemazione dell'approdo al servizio delle piccole imbarcazioni in località Flumentorgiu - Porto Palma nel Comune di Arbus". (905)

EMENDAMENTO aggiuntivo MASIA - BALIA - LAI Silvio - GIAGU - MANCA - LICHERI.

Articolo 12

Dopo il comma 8 è aggiunto il seguente: "8 bis. È autorizzata nell'anno 2007 la spesa di euro 600.000 per la sistemazione e miglioramento del sistema portuale di Stintino ai fini del trasporto di merci e persone all'isola dell'Asinara.".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB

2007 euro 600.000

In diminuzione

UPB

Fondo nuovi oneri legislativi - investimenti, voce 2

2007 euro 600.000 (919)

EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA.

Articolo 12

Dopo l'articolo 12, e dopo il titolo del "capo IV - Ambiente e governo del territorio", è inserito il seguente articolo:

Articolo 12 bis

Politiche regionali in materia energetica.

1. Le politiche regionali in materia di produzione di energia tendono alla autosufficienza del sistema energetico regionale, alla graduale sostituzione delle energie prodotte utilizzando combustibili fossili con energie prodotte da energie rinnovabili, ed escludono la produzione di energia elettrica per la esportazione fuori dal territorio regionale.

2. A tali fini la Regione sostiene la ricerca nel campo delle energie rinnovabili, favorisce le attività imprenditoriali in questo settore e promuove l'utilizzo delle energie rinnovabili da parte di privati e di amministrazioni pubbliche.

3. Agli stessi fini la Regione, qualora l'apparato regionale per la produzione di energia sia adeguatamente dimensionato alle esigenze della comunità regionale, vieta la costruzione di nuovi impianti industriali o la conversione di impianti industriali esistenti, quando destinati alla produzione di energia elettrica mediante l'uso di combustibili fossili.

Nell' ipotesi di cui al punto che precede, l'installazione di qualunque nuovo impianto industriale teso alla produzione di energie rinnovabili può essere autorizzato previa identificazione degli impianti in esercizio alimentati con combustibili fossili la cui capacità produttiva verrà sostituita da quella del nuovo impianto alimentato da energie rinnovabili, o in alternativa previa precisa individuazione e quantificazione del maggior futuro fabbisogno di energia elettrica da parte della comunità regionale cui deve essere destinata la nuova produzione di energia. (43)

EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA.

Articolo 12

Dopo l'articolo 12, e dopo il titolo del "capo IV - Ambiente e governo del territorio", è inserito il seguente articolo:

Articolo 12 bis

Divieto di produzione di energia elettrica per l'esportazione mediante l'utilizzo di combustibili fossili

Al fine di ridurre le emissioni di gas e di altri agenti inquinanti nell'atmosfera, è vietata nel territorio della Regione Sardegna la produzione, mediante l'utilizzo di combustibili fossili, di energia elettrica per la sua esportazione al di fuori del territorio regionale. (44).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Questo è un articolo importante perché interviene su una materia che è stata oggetto di discussione, anche vivace, in questa Aula. Interviene sulla questione del sistema idrico integrato, sul funzionamento della società ABBANOA, sul passaggio delle azioni da parte della Regione al sistema locale, ai comuni. Interviene in una fase di discussione che non si limita alla Sardegna, a questa Regione, ma si estende a livello nazionale e comunitario; una fase di discussione che mira a ridiscutere l'impostazione che è derivata dalla legge Galli e dalle norme di attuazione della medesima; che mira a ridiscutere la concezione della separazione del sistema dell'idropotabile dal sistema più ampio, dal multisettoriale, cioè dalla costituzione del bacino idrografico e dall'istituzione dell'Autorità di bacino; che mira cioè ad intervenire con una regolazione nuova che tratti la risorsa idrica come bene comune dalla sorgente fino al rubinetto, perché ci deve essere la garanzia che l'acqua venga tutelata, non venga sprecata in tutto il suo percorso; venga ben utilizzata e venga garantita come diritto inalienabile degli uomini e delle donne, e non solo. E non solo.

Diritto inalienabile che, quindi, non può essere in qualche misura neppure sottoposto ad un governo, come di fatto lo è, dentro la cultura del mercato, con uno strumento che è strumento di mercato. La società per azioni di per sé, anche se avesse solo ed esclusivamente capitale pubblico, è un elemento del mercato. E' un elemento costitutivo del mercato, è un soggetto costitutivo del mercato! E deve essere superato questo limite che nasce da una cultura che io mi auguro sia stata ormai di fatto cancellata, e cioè (l'ipotesi riguarda l'acqua, ma non solo l'acqua), che tutto possa essere o diventare merce.

Questa ipotesi nasce, ovviamente, nella cultura americana, nella cultura dell'ideologia del mercato, dove possono essere tranquillamente brevettati non solo gli strumenti che sono frutto dell'ingegno umano, non solo le tecniche che sono frutto dell'ingegno umano, ma anche gli elementi costitutivi della vita e, come tali, devono essere sottoposti alle regole del mercato. Se uno vuole accedere a quegli studi, a quegli approfondimenti, a quei risultati deve pagare e se non può pagare, e dal non pagare dipende la sua vita, deve morire.

Questa è la cultura che ha prodotto anche il percorso che si è realizzato in Europa, in Italia e in Sardegna nella gestione dell'acqua. Ma è pensabile? A chi può essere venuta in mente la grande soluzione: trovare una società per azioni che gestisca il sistema idrico regionale? Ma qual è l'utilità se è una società di natura pubblica? Ma qual è l'utilità se gli amministratori sono scelti dagli amministratori pubblici?

Abbanoa è governata dal direttore generale dell'Assessorato dei lavori pubblici della Regione, è un dipendente pubblico di questa Regione! Ma che senso ha? Se il capitale è tutto pubblico, se gli amministratori sono individuati dalla parte pubblica, se le strutture sono tutte pubbliche, che senso ha? Non ne ha! Non ne ha, a meno che non se ne dà uno che in prospettiva può anche realizzarsi. Mettiamo che i costi non consentano, a questa amministrazione e alle prossime, di sostenere il sistema idrico se non attraverso l'intervento della fiscalità generale e che sia inibito l'intervento della fiscalità generale. Che cosa succederà? Succederà che alla società per azioni gli diranno: "Vai e ricapitalizzati, e ricapitalizzati nel mercato!". Cioè vai e trovati i finanziatori! E magari sono le banche, e magari sono privati, e poi magari imbottigliano l'acqua che oggi noi abbiamo dal rubinetto e magari ce la vendono! E magari la usano anche per fare qualche bibita nostrana o meno nostrana, qualche bibita di importazione: Coca-Cola, birra Ichnusa un po' meno.

Allora, questo è il tema. E in questo articolo la Regione, in linea con tutta questa ipotesi di lavoro, quando si sta incominciando a superare questa condizione, quando si è aperto il dibattito e anche nelle proposte disperate, disgraziate dell'onorevole ministro Lanzillotta, si esclude l'acqua dalla mercificazione dei servizi pubblici, che cosa si fa in Sardegna? Si cede la quota di azioni della Regione ai comuni, i comuni che sosteniamo finanziariamente con 20 milioni di euro; questa è la proposta della Giunta, poi ce ne sono altre che parlano di 40 milioni di euro, cioè la fiscalità generale che passa attraverso i comuni per reggere il disavanzo, il deficit di Abbanoa.

Noi ci liberiamo di queste competenze passandole ai comuni, ai quali dovremmo dare i soldi per non vendere le quote. Siamo alla follia! Siamo a Kafka! Siamo all'invenzione proiettata a costruire le condizioni per il disastro! L'acqua non la faremo vendere a nessuno! Sull'acqua nascono le guerre! Sull'acqua si combatte la difesa delle persone nei confronti di chi vuole togliere la condizione minima di vita! Mai e poi mai!

Allora, questo che cosa vuol dire? Vuol dire che dobbiamo tornare ad una soluzione diversa e per tornare ad una soluzione diversa non dobbiamo fare alcuni passi nella direzione sbagliata che abbiamo percorso fino ad oggi. Presidente, mi consenta di chiederle sin da ora che il comma 3 venga votato separatamente, in modo tale che noi si possa esprimere il nostro parere contrario su questo comma; la Regione rimanga in possesso delle azioni fino a quando non si esaurirà il dibattito su chi dovrà essere il gestore della risorsa idrica, anche per quanto riguarda l'idropotabile. Se noi lasciassimo andare le cose così, anzi se le agevolassimo, non faremmo gli interessi dei cittadini della Sardegna e, soprattutto, non tuteleremmo i diritti anche dei più deboli.

PRESIDENTE.

E' iscritto a parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, signori della Giunta, colleghi, nel corso del mio intervento illustrerò anche gli emendamenti numero 42, 43 e 44.

L'emendamento numero 42, che non comporta spese, tende a fare giustizia di una situazione che si è creata ai danni di svariate decine di famiglie sarde che, dopo aver ottenuto il mutuo per la prima casa, hanno ottenuto anche un finanziamento per abbellire il centro storico del loro comune.

I comuni hanno istruito positivamente queste istanze, sono stati erogati anche i contributi per il centro storico e oggi c'è il rischio, se non viene approvato questo emendamento, che queste famiglie si vedano chiamate a restituire quel contributo che hanno già speso da molti anni.

Gli emendamenti numero 43 e 44 riguardano la questione energetica ma, poiché nell'intenzione del proponente dovrebbero costituire il primo articolo del capo successivo, il Capo IV, portano il numero 12 bis. Questi due emendamenti tendono a fissare alcuni principi certi in materia di energia; quindi un emendamento propone che non si possa produrre energia elettrica in Sardegna usando combustibili fossili per l'esportazione e l'altro sostiene la necessità di passare gradualmente dalla produzione di energia con i combustibili fossili alla produzione di energia con le fonti rinnovabili, però in una situazione di equilibrio del sistema energetico.

In questo bilancio sono previsti interventi per disciplinare la questione dell'eolico, e ne discuteremo; vengono stanziati 90 milioni di euro a favore del settore fotovoltaico, però non abbiamo un Piano energetico approvato dal Consiglio regionale. Viene da chiedersi per quale ragione abbiamo lavorato a lungo sul Piano paesaggistico e sul Piano sanitario, mentre di energia non ne parliamo.

Collega Uras, anche per l'energia si fanno le guerre, vengono conquistate nazioni, vengono occupati e colonizzati territori o per appropriarsi delle fonti di energia o, a volte, anche per scaricare in quei territori l'inquinamento determinato dalla produzione di energia. Allora, la questione energetica è una grande questione che attiene al futuro di tutto il pianeta. Non si capisce perché questo Consiglio regionale non ne debba discutere. E mentre noi non ne discutiamo vengono stretti degli accordi con delle multinazionali dell'energia che impegnano il futuro di collettività per decenni, senza consultare le popolazioni o a volte, addirittura, malgrado referendum popolari che si sono espressi in senso contrario.

Insomma, nell'ambito del sistema energetico regionale ci apprestiamo a disciplinare una quantità di produzione di energia eolica, a spendere 90 milioni di euro a favore del fotovoltaico, ad incentivare la produzione di energia dalle biomasse, e questo è nella finanziaria. Fuori dalla finanziaria ci apprestiamo ad autorizzare la costruzione di nuove centrali a combustibili fossili, un termovalorizzatore e impianti per la produzione di energia dal solare termodinamico. Leggendo il Piano energetico regionale si evince che, per quel poco che è possibile, stiamo già esportando energia, e le centrali spesso funzionano a regime ridotto. Allora, la domanda che pongo è questa: ma tutta questa energia che dobbiamo produrre a che cosa ci serve? Che cosa ne dobbiamo fare di tutta quanta questa energia elettrica prodotta con eolico, fotovoltaico, combustibili fossili, eccetera?

Mi sembra evidente che se non ci apprestiamo a sostituire i combustibili fossili con l'energia alternativa, tutta questa energia dovremo trasportarla, lasciando in Sardegna l'impatto negativo della sua produzione. Io personalmente condivido un documento molto importante, che molti di voi dovrebbero conoscere, di cui leggo, testualmente, una piccola parte: "La produzione e la distribuzione dell'energia non devono compromettere l'ambiente e il paesaggio della nostra regione. Per cercare una risposta coerente con il disegno complessivo di sviluppo sostenibile che il Governo regionale persegue, deve essere fermamente respinta l'impostazione del Piano del centrodestra, che prevede la trasformazione dell'Isola in una zona di produzione di energia da esportare, scambiando una manciata di appalti e di posti di lavoro con una prospettiva di tutela ambientale fondamentale per lo sviluppo dell'Isola. Non è accettabile incrementare ulteriormente la costruzione di nuove centrali finalizzate all'esportazione dell'energia elettrica fuori della Sardegna. La posa del SAPEI, cavo da 1000 megawatt, per il trasporto di energia elettrica da e per il Continente, deve essere finalizzata esclusivamente alla necessità di stabilizzazione del sistema e di inserimento della Regione nel sistema di liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica". Questo è un passaggio sull'energia del programma di governo del Presidente della Regione e della maggioranza che lo sostiene.

Io questo passaggio lo condivido integralmente, ma mi sembra che sull'energia stiamo facendo esattamente il contrario. Da queste considerazioni è nato un ordine del giorno, che ho già depositato e che invita la Giunta a portare il Piano energetico regionale alla discussione del Consiglio regionale, e questi emendamenti, appunto, che tendono almeno a fissare un principio, e cioè che in Sardegna non si può produrre energia utilizzando combustibili fossili per esportarla fuori dalla Sardegna, perché questo è un controsenso, non se ne capisce la ragione, è contro il programma del Presidente della Regione, è contro il programma della maggioranza che governa la Sardegna.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Onorevole Assessore, vorrei richiamare la sua attenzione sul fatto che anche sull'articolo 12 è presente un emendamento della Giunta che corregge la legge numero 9. Si ripropone qui il problema che è stato posto stamani in occasione dell'emendamento numero 41, all'articolo 11, e che probabilmente anche per mio demerito non è stato forse adeguatamente ben espresso.

Il problema che si pone è questo; la legge numero 9 è una legge che aveva ben coordinato i rapporti tra Regione ed ente locale, tra le funzioni trasferite e le funzioni rimaste in capo alla Regione; ma sulla impalcatura della legge numero 9 (lo sto segnalando perché, secondo me, negli articoli relativi alle norme transitorie la Giunta deve riuscire a impedire che nasca un contenzioso), si è inserito l'articolo 10 di questa finanziaria che include i finanziamenti della "9" nel Fondo unico. Qual è la parte critica che mette in crisi il sistema della "9"? La parte critica è nel primo comma dell'articolo 10, laddove si dice che per l'anno 2007 e fino all'entrata in vigore della riforma del regime finanziario di cui al comma 4, in deroga alla normativa vigente in materia di criteri di riparto, i fondi a valere su diverse leggi, tra cui la "9", confluiscono nel Fondo unico.

Quindi, l'articolo 10 prevede che il Fondo unico si costituisca in deroga alle norme vigenti e l'emendamento della Giunta che precisa ciò che resta in capo alla Regione, io capisco bene perché lo fa, perché l'articolo 10 apre un contenzioso.

Se vogliamo tornare un attimo indietro sulla questione del riparto per le scuole materne, è evidente che quando una norma di pari livello, qual è la legge finanziaria rispetto alla "9", dice "in deroga alle leggi vigenti in materia di riparto", io credo che si apra un conflitto e, quindi, credo che sia bene che la Giunta valuti come precisare, in sede di norme transitorie, come salvaguardare la vigenza di una programmazione regionale negoziata e concertata - come dice la "9" - rispetto a ciò che oggi l'articolo 10 dice sancendo che il Fondo unico avviene in deroga rispetto alle norme vigenti.

E' evidente quello che produce questa disposizione, tenuto conto che l'ente locale provvede in piena autonomia, secondo il comma 2 dell'articolo 10, pur avendo riguardo al conseguimento delle finalità. Allora, se l'ente locale provvede in piena autonomia e il comma 1 dell'articolo 10 dice che il riparto avviene in deroga alle norme vigenti, non è per niente salvaguardato quel percorso individuato dalla "9" di concertazione tra la programmazione regionale e l'ente locale e noi rischiamo di avere servizi in sede locale di diversa qualità e di diversa vigenza da territorio a territorio perché è chiaro che una Provincia può ritenere più necessaria un'azione rispetto a un'altra (per esempio le infrastrutture rispetto ai servizi), visto che il Fondo che riceve non viene precisato nelle procedure.

A me pare che su questo sia il caso che la Giunta faccia una riflessione e negli articoli relativi alle norme transitorie trovi il modo di condizionare quella parte dell'articolo 10 dove si dice "in deroga alle norme vigenti", perché è quello che impedisce la vigenza dell'architettura bilanciata della norma.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Non mi prenderò tutto il tempo a disposizione e mi dispiace non aver potuto partecipare ai lavori in Commissione per capire che cosa significano il comma 7, ma principalmente il comma 8 di questo articolo. Assessore, il comma 7 dice: "E' autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 2.100.000 per la realizzazione di un programma di opere pubbliche di interesse provinciale, sovracomunale e regionale". E' chiaro che questa è una etichetta, è una "marchetta mascherata", e bene avreste fatto a dirci di che cosa si tratta, sono cose che non avete voluto esporre chiaramente a quest'Aula!

Ancora una volta operate con il vostro sistema: mancanza di correttezza, mancanza di lealtà, a poca chiarezza nei confronti di quest'Aula: Assessore, mi dispiace, non sto criticando lei ma il Presidente che è stato l'estensore di questa proposta di bilancio e di finanziaria. Presidente che, come al solito, continua ad essere assente; si è presentato solo l'altra sera, intorno alle 22, per rimproverare il centrosinistra che stava per votare in un modo diverso rispetto al suo volere. Ma qui lui non ci sta a fare niente (non so se stia ancora leggendo le critiche dei giornali nazionali, e non, sulle scelleratezze che sta combinando in Sardegna), tanto chi è qui sa che deve, per forza, approvare questa manovra!

Ma, Assessore, mi interessa di più il comma 8 di questo articolo e, visto che non mi può dare chiarimenti il Presidente, vorrei che me li desse lei Adesso la Regione diventa anche ente di produzione di energia elettrica in modo diretto? Da chi deve acquisire? Per 8 miliardi di vecchie lire, da chi deve acquisire? Vorremmo capire, anche su questo, dove e che cosa volete comprare (abbiamo già capito che tramite la Sfirs vuol fare una compagnia di navigazione), con questi 4 milioni di euro che cosa volete fare?

Spiegateci se volete occuparvi di tutti i settori economici della nostra isola, perché pare che lui, il Presidente latitante, voglia istituire l'agenzia per tutti i settori e la voglia dirigere direttamente lui. Vuole avere il controllo su tutto e su tutti. Allora spiegateci bene che cosa intendete dire in questi due commi. Assessore, invece mi rivolgo a lei, che sicuramente non ha memoria corta come me, per ricordarle che in occasione della predisposizione della finanziaria e del bilancio dell'anno scorso lei si impegnò a reperire i fondi per la strada statale 128; io, il collega Pisano e altri colleghi abbiamo presentato un emendamento per la completa definizione di quest'opera, anziché limitarsi a finanziare la residua quota di progettazione.

Circa un anno fa, il progetto è stato portato all'attenzione delle amministrazioni locali; le amministrazioni locali hanno convocato i proprietari dei terreni, hanno stabilito il tracciato, ma da 14-15 mesi non sappiamo più niente, non sappiamo se le risorse sono state trovate perché in bilancio, Assessore, non le troviamo. Però, su qualche quotidiano regionale è stata riportata la notizia che avete finanziato il rifacimento di strade provinciali con fondi dell'Assessorato dei lavori pubblici, di conseguenza abbiamo presentato, io e altri colleghi, gli emendamenti numero 84 e 86 che la invito a prendere in seria considerazione. Uno riguarda la strada provinciale Guasila-Suelli che, da quando è stata realizzata, non ha mai subito un intervento; anche su questo aveva preso un impegno l'anno scorso e invece propone col comma 7 un grande programma sovracomunale finanziato con 2 milioni e centomila euro. Ma qual è il programma sovracomunale, sovraprovinciale e regionale che può avere una copertura di soli 2 milioni e centomila euro?.

I nostri emendamenti sono sicuramente dettati da esigenze reali presenti nelle zone citate, non sono marchette come il comma 7, non sono etichette, sono proposte serie fatte nell'interesse delle popolazioni che lì vivono; infatti, vuoi perché sono lontano dal mare, vuoi perché non sono vicine a Cagliari, vuoi perché non sono zone turistiche, sono territori che si stanno spopolando e noi, col nostro operare, contribuiamo ad aumentare il fenomeno dello spopolamento perché ci dimentichiamo di intervenire anche con quei pochi euro, Assessore, magari risparmiati dalla mancata realizzazione della strada a quattro corsie (pare che Soru abbia deciso di non realizzarla più a quattro ma a due corsie) nella zona di Olbia. Pertanto, con i soldi risparmiati su quell'opera sicuramente si possono realizzare queste opere nella Trexenta.

Trexenta che è alle porte di Cagliari, ma che probabilmente voi visitate poco, Assessore, noi la invitiamo a visitare quel territorio prima di approvare questa manovra finanziaria, così si renderà conto direttamente delle urgenze di quelle strade, ma soprattutto percorrendo la Monastir-Sorgono vedrà quante croci ci sono sulle banchine. Non perdiamo altro tempo, recuperiamo quei fondi e approviamo questi due emendamenti; probabilmente tutta la Trexenta la ringrazierebbe.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). L'articolo 12 dello strumento finanziario in discussione è molto importante per l'economia della Sardegna, in particolare per alcuni settori di competenza dell'Assessorato dei lavori pubblici. Ne approfitto quindi per fare qualche considerazione e per rivolgere qualche domanda all'Assessore perché, effettivamente, io credo che la situazione che sta vivendo oggi la Sardegna, per quanto riguarda l'applicazione della legge Galli, stia lasciando perplessi tutti noi, soprattutto gli utenti che stanno soffrendo per questo difficile passaggio.

Fermo restando che era ed è ineluttabile comunque il passaggio alla gestione del servizio idrico integrato, voglio dire che non sono d'accordo con qualche intervento precedente, in particolare quello del collega Uras; certamente dobbiamo uniformarci alla legislazione nazionale ed europea, però questo passaggio va fatto nel migliore dei modi perché, a parte il ritardo nell'applicazione della legge Galli, ci sono ancora alcune situazioni che necessitano di un chiarimento da parte della Giunta regionale.

Il problema dei comuni che ancora non hanno aderito alla gestione del Servizio idrico integrato, è un problema serio, che va affrontato e risolto, non può ancora permanere questa situazione in bilico; pertanto io credo che ci sia stata una carenza nella politica portata avanti dalla Regione, che ha ancora un ruolo fondamentale, per fare in modo che tutti i comuni aderissero alla gestione del Servizio idrico integrato. Così come non credo che risolveranno il problema i 20 milioni di euro stanziati in bilancio. Occorrerà andare più a fondo, verificare le reali motivazioni che inducono i comuni ad essere diffidenti nei confronti di questa riforma.

Uno dei motivi della diffidenza è dovuto al fatto che questa riforma sta costando troppo agli utenti sardi, nel senso che i costi dell'acqua sono in continuo aumento. Abbiamo letto anche in questi giorni che Abbanoa, l'ente gestore del servizio idrico, si sta dimostrando una vera e propria pentola bucata dato che quotidianamente chiede aumenti tariffari. Il vero problema è proprio l'aumento dei costi dell'acqua che va affrontato immediatamente, non è pensabile che venga lasciato nelle mani di chi oggi si sta dimostrando incapace di gestire seriamente il servizio idrico integrato, compresi anche i costi.

A mio avviso questa situazione deriva da una serie di operazioni che noi non abbiamo capito bene, Assessore, perché Abbanoa non può essere il risultato di un accordo tacito, di un'autoconferma da parte dei Presidenti degli enti gestori, perché oggi come oggi, se noi esaminiamo la composizione del Consiglio di amministrazione di Abbanoa, vediamo che ci sono tutti i vecchi Presidenti dei vari enti gestori della risorsa idrica. Ma questi chi rappresentano, chi li ha nominati? E' un problema che va chiarito.

Io non ho ancora capito chi ha nominato queste persone, se questa nomina era possibile, se era giustificabile un'autoconferma per cui questi presidenti degli enti che gestivano l'acqua oggi sono nel consiglio di amministrazione che si aumentano indennità, che gestiscono la risorsa idrica che costa ai sardi, cifre che sono difficilmente giustificabili.

Al comma 3 dell'articolo 12 si dice che la Regione è autorizzata, entro cinque anni, a trasferire le sue azioni. Ma la Regione è già oggi in una situazione di illegittimità. La Regione non può avere ancora azioni, perché non può essere contemporaneamente anche soggetto gestore. E qui mi differenzio dalla posizione del consigliere Uras il quale sostiene che la Regione deve ancora detenere quote, forse prenderne altre.

Ma allora qui bisogna capire che cosa si vuole fare, cioè capire se vogliamo andare verso l'Europa, verso una gestione del servizio integrato, come previsto dalle norme nazionali ma anche europee, come è previsto dalla legge Galli, o se invece vogliamo fare altro. Questo è un punto fondamentale che dobbiamo chiarire. Io credo che noi dobbiamo comunque andare verso l'applicazione completa della legge Galli in Sardegna, e la Regione si deve liberare immediatamente delle quote che possiede e che, a parer mio, detiene illegittimamente.

Vorrei affrontare un altro grande problema, Assessore, che è quello relativo alla produzione di energia idroelettrica. La Regione ha dato in gestione all'Enel, ad altri enti, lo sfruttamento della risorsa idrica per produrre energia. Noi, anni fa, abbiamo iniziato un contenzioso, come Regione, per rivedere questa convenzione tra la Regione e gli enti che gestiscono la risorsa idrica; anche perché, bisogna dirlo, quando la Regione sarda aveva bisogno di ingenti risorse idriche per l'agricoltura, per uso potabile, eccetera, questi enti utilizzavano l'acqua degli invasi per produrre energia elettrica, e quest'acqua non veniva neanche recuperata ma andava persa, andava direttamente al mare. Questo non è un discorso semplice da affrontare e da risolvere, però noi l'abbiamo iniziato e abbiamo cercato, con questi enti gestori della risorsa idrica, di arrivare ad una sintesi.

Io vorrei sapere, oggi, se quel ricorso è andato avanti o se la situazione è rimasta inalterata. Nei capitoli di bilancio delle aziende operanti nei settori produttivi, una delle voci più importanti riguarda i costi dell'energia, e poiché stiamo discutendo alcuni aspetti fondamentali del problema energetico in Sardegna, va sottolineato che questa Regione ha risorse energetiche tali (energia idroelettrica, energia eolica), che potrebbe addirittura raggiungere livelli di autosufficienza, mentre praticamente non riesce a fare assolutamente nulla e i costi dell'energia, come dicevo prima, sono quelli che incidono maggiormente sulle aziende in Sardegna.

Tenendo conto di queste grandi risorse, noi dovremmo fare un tipo di politica energetica che consenta alla Sardegna di avere l'energia a costi accessibili, così come avviene in altre regioni d'Italia e d'Europa. Non mi pare che questo stia succedendo. In tema di viabilità, ed ho praticamente concluso, voglio dirle, Assessore, che sembra che la Regione non abbia più competenze in materia. Io le dico, Assessore, che questa Regione, in un momento in cui è agli ultimi posti in Italia per l'infrastrutturazione, soprattutto quella relativa alla viabilità, non può assolutamente pensare di limitarsi al ripristino dell'esistente. Si deve pensare ad una programmazione viaria che permetta di sottrarre all'isolamento molti comuni dell'interno, che permetta a questa Regione di avere un servizio viario dei trasporti adeguato e in sintonia con i livelli europei.

Qualcuno che mi ha preceduto parlava della strada statale 128; io potrei riferirmi…

PRESIDENTE. Onorevole Ladu, per cortesia, concluda.

LADU (Fortza Paris). alla trasversale sarda, ad altri interventi di particolare importanza, soprattutto quelli che riguardano alcune zone nevralgiche della Sardegna, che oggi stanno vivendo un momento difficile di spopolamento. Io vorrei sapere se questa Giunta regionale sta pensando di intervenire realmente, o se invece sta pensando di ripristinare soltanto l'esistente; in questo caso avremmo sbagliato politica, perché significa che le zone che sono rimaste indietro finora lo rimarranno ancora di più nel prossimo futuro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.

MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Onorevoli consiglieri, dato il numero degli interventi cercherò di operare una sintesi. All'onorevole Cappai, per togliergli qualsiasi tipo di dubbio possa avere nei confronti miei o della Giunta, dico innanzitutto che con 2 milioni e 100 mila euro si potrebbe fare un eccellente programma sovracomunale, comunale, intercomunale, in secondo luogo che si tratta di una posta finanziaria che ripristina delle risorse relative a programmi elaborati dalla vecchia Giunta che, per un errore tecnico intervenuto l'anno scorso, non erano stati confermati. Quindi, questa Giunta si fa carico di onorare un programma di una Giunta precedente e conferma le poste finanziarie. Le dimostrerò questa mia dichiarazione col programma che andrà in Giunta, confermativo di vecchi finanziamenti.

Così come le confermo che abbiamo riprogettato, finalmente, la circonvallazione di Suelli e Senorbì, a proposito della "128" perché era l'opera che si poteva realizzare con le risorse a disposizione. Lei sa bene che abbiamo il progetto pronto, e per la "128" non ci siamo limitati a questo, ma abbiamo anche stanziato ulteriori somme, pari a circa 16 milioni di euro, con i fondi CIPE e con i fondi FAS. Quindi, per la "128", oggi, vi è una disponibilità di circa 36 milioni di euro. E' chiaro che quando si fanno progetti da 150 milioni di euro senza fondi, questi sembrano pochi, ma i progetti si fanno con le risorse certe e non con la moneta da stampare. Questo è stato fatto nel passato; noi siamo ritornati con i piedi per terra e lavoriamo con le risorse certe.

Un'altra preoccupazione riguarda gli impianti energetici che acquisteremmo da chissà chi, attraverso chissà quale diabolico disegno. Noi stiamo comprando (è una trattativa con l'Enel), le centrali Enel che sono state realizzate nell'oristanese dal vecchio Consorzio di bonifica, dico vecchio nel senso di vecchia gestione, che con una dissennata iniziativa regalò all'Enel tutta l'acqua del Tirso e che produce energia. L'Enel ha costruito queste centraline attraverso, io dico, una procedura illegittima. Una causa l'avrebbe vista perdente. L'Enel cede queste due centrali, che producono 50 milioni di kilowattora all'anno ed entrano nel bilancio energetico dell'acqua in maniera forte, per il risparmio energetico di cui parlava l'onorevole Ladu, quindi è un acquisto che facciamo dall'Enel attraverso una transazione; a prezzo a prezzo di costo; quindi nulla di più di quello che, con un principio di buona amministrazione, c'è dovuto.

Noi abbiamo ERIS, oggi si chiama ENAS, è stata appena approvata la modifica, che deve fare una politica di forte contenimento dei costi, e uno dei costi importanti del settore dell'acqua nel multisettoriale è quello elettrico, che incide in percentuali pari al 30-35 percento. Noi dobbiamo abbattere questi costi e dare acqua a minor prezzo al settore civile, al settore industriale e a quello agricolo. Quindi, un intervento di grande intelligenza politica.

All'onorevole Ladu rispondo subito sottolineando che la legge Galli è una legge complessa, mi fa piacere che lei confermi l'esigenza di attuarla, perché l'attuazione era un percorso obbligato. Come lei sa, quando siamo arrivati al governo la legge Galli era attuata solo in parte; abbiamo dovuto fare un'opera importante, difficile, di privatizzazione di ESAF, di unione dei vari soggetti gestori, abbiamo spinto per costituire un nuovo soggetto gestore, Abbanoa, che da pochi mesi ha iniziato la sua attività con disfunzioni critiche e con problemi, non li nascondiamo.

E' un soggetto nuovo, è un soggetto a totale capitale pubblico, è un soggetto industriale, che è in una fase importante di riorganizzazione nella quale io credo. Se crediamo che il soggetto gestore dell'acqua debba essere un soggetto efficiente, importante e unico, dobbiamo crederci tutti, al di là dei colori politici. Era una riforma da fare che, rispondo all'onorevole Uras, ha evitato di bandire una gara internazionale, quindi di dare l'acqua ai francesi, o agli inglesi, oppure ha evitato di creare quelle società miste, fasulle, che a Napoli e anche in tutt'Italia hanno portato alla devoluzione dell'acqua pubblica,.

La devoluzione dell'acqua pubblica (quel grande movimento che oggi si sta portando avanti), è una battaglia devo dire anche apprezzabile e io mi confronto con chi ci crede in maniera leale; noi questa battaglia l'abbiamo già fatta, e il presidente Soru disse una volta, forse in una riunione di maggioranza, non ricordo esattamente, che avrebbe voluto inserire nello Statuto sardo che l'acqua non sarebbe stata mai privatizzata. Ciò vuol dire che ci sarà sempre la mano pubblica, sotto forma di un azionariato, come dire, detenuto dal sistema dei comuni.

Noi crediamo in questa società; è chiaro che c'è un momento di assestamento, ma c'è anche, devo dire, una stampa avversa, fortemente avversa. Io domenica ero a Tempio e ho sentito il sindaco di Luogosanto attaccare Abbanoa quale soggetto gestito da Cagliari, addirittura, probabilmente pensava a una società che dovesse articolarsi nel territorio secondo vecchie logiche spartitorie di poteri locali. Abbanoa non è una società che si gestisce con un sistema di spartizione locale, è una società che deve gestire in maniera efficiente, industriale un prodotto, l'acqua, che va fornito a costi bassi, specialmente alle categorie meno abbienti, e soprattutto va erogato a livelli qualitativamente elevati. Quindi, efficienza nella realizzazione delle reti, nella gestione, ma soprattutto una buona risorsa a costi contenuti. In un'ipotetica classifica nazionale rientriamo nei costi medi, e gli incrementi sono veramente contenuti.

Io credo che l'acqua sia un bene primario che, sono d'accordo con Uras, vada difeso, tutelato, in questo crediamo. E ci crediamo ancor di più quest'anno che i bacini sono pieni consentendoci di stabilire un record in Italia. Ma non è un record di Mannoni, è un record di tutti noi, perchè la Sardegna si è dotata negli anni di un sistema di dighe, valido, forte, collaudato, e che ci pone veramente all'avanguardia come Regione, tanto che oggi si può affrontare un triennio o un quadriennio con sufficienza. Io credo quindi in una Regione che abbia questa gestione efficiente di questo sistema idrico.

Abbanoa va sostenuta, in questo momento, perché ha un deficit strutturale pari a 28 milioni di euro di cui noi gliene finanziamo 20. Però ad Abbanoa abbiamo dato altri aiuti; per esempio, attraverso un accordo con Endesa Abbanoa risparmierà circa 3 milioni di euro di energia elettrica, e col Presidente della Regione (adesso c'è l'assessore Dadea che gestirà, anche lui, questa transizione), riapriremo le opzioni di ESAF liberando questo ente di un numero importante di dipendenti che caricano sul bilancio in modo determinante. Quindi, un aiuto finanziario diretto e un aiuto finanziario indiretto.

Sulla partecipazione della Regione direi che deve sussistere, lo chiedono anche i comuni, però in un sistema a scalare: ci siamo, ci saremo sempre di meno, usciremo. Usciremo perché dobbiamo uscire da questo sistema che prevede soltanto la partecipazione dei soggetti gestori. Al momento la nostra partecipazione è un titolo di garanzia.

Relativamente alla presidenza di Abbanoa in capo all'ingegner Balzarini, (qualcuno l'ha citato), direttore del mio Assessorato, sottolineo che nello svolgimento di questo incarico l'ingegner Balzarini non è un mio dipendente, da me non ha mai ricevuto, né li ha richiesti, ordini o disposizioni. Ha sempre agito in piena autonomia, in piena correttezza ed è lì per garantire, in una funzione neutra ma istituzionale, l'unitarietà della gestione. Questo ci tenevo a dirlo perché mi sono privato in Assessorato di una validissima competenza, ma l'ho per un interesse comune. Io credo che non siano parole retoriche ma siano parole, dette con sentimento, da chi crede in un progetto e quel progetto, che è difficile, vuole realizzare.

Sulle strade, onorevole Ladu, si può fare di più, si può fare di meno. Noi abbiamo dato al sistema delle strade un'impronta, diciamo, razionale, un'impronta di piano. Le citerò soltanto la Sassari-Olbia, una strada dimenticata da tutti, una delle strade più pericolose della Sardegna, che nessuno aveva mai finanziato, mentre noi l'abbiamo considerata una priorità e l'abbiamo finanziata con i fondi FAS per 370 milioni di euro. Avrei potuto fare trentasette piccole strade sparse per la Sardegna, avrei fatto forse una bella figura con i territori.

PRESIDENTE. Assessore, per cortesia, concluda.

MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Cito ancora la Alghero-Sassari i cui lavori sono in fase di avvio, la "128", l'aggancio a Cagliari della "125"costerà 150 milioni di euro e sarà appaltato fra poco, appalteremo la Olbia-Arzachena, a due corsie, ma che domani potranno diventare quattro. Insomma, c'è un'idea di strade che però devono essere calibrate sull'effettivo carico di traffico e soprattutto rispettose dell'ambiente. Questa è la nostra idea di una viabilità che colleghi le zone interne con le zone dei grandi centri di servizio, una viabilità che eviti lo spopolamento.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Si esprime parere contrario sugli emendamenti numero 123, 612, 610, 611, 613, 614, 9, 615, 616, 617, 63, 84, 57, 86, 62, 42, 59, 193, 196, 197, 43, 44.

Si esprime parere favorevole sugli emendamenti numero 944 e 77.

Si ritira l'emendamento numero 844 accogliendo l'invito formulato dalla Giunta; si invitano i proponenti a ritirare l'emendamento numero 124 che è anche privo di copertura.

Ci si rimette all'Aula sugli emendamenti numero 905 e 919.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta esprime un parere conforme a quello del relatore eccetto che sugli emendamenti numero 905 e 919. La Giunta non accoglie questi emendamenti e invita i proponenti a ritirarli perché (poi ci sarà un impegno formale dell'Assessore dei lavori pubblici) si dichiara disponibile ad inserire l'indicazione contenuta in questi due emendamenti nei programmi che verranno definiti dalla Giunta.

PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento numero 123.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, approfitto della dichiarazione di voto a favore dell'emendamento numero 123 per cercare di comprendere qualche cosa in più rispetto al ragionamento relativo ad Abbanoa. Assessore Mannoni, lei ha detto che il deficit di bilancio di Abbanoa in questo momento è ben superiore alla cifra di 20 milioni di euro stanziata, in modo articolato, per ricapitalizzare l'ente.

Va detto che il piano industriale di Abbanoa prevede che debba esserci un introito di 30 milioni di euro l'anno nel biennio per rimanere in una situazione di equilibrio così da non penalizzare gli investimenti e di impedire un aumento indiscriminato del prezzo dell'acqua. Assessore, sia durante la discussione generale che nel corso del suo intervento è sembrato emergere che, se l'attuale prezzo dell'acqua non dovesse subire sostanziali modificazioni perché rappresenta un costo sociale, un costo che grava sull'intera comunità, non si può non pensare ad un intervento con risorse proprie della Regione per sanare un deficit e per consentire all'ente di fare investimenti essenziali alla sua sopravvivenza.

Per contro, l'alternativa quale può essere? Può essere quella di consentire l'incremento del prezzo dell'acqua, sostanzialmente una liberalizzazione del prezzo dell'acqua, o perlomeno una sua parziale liberalizzazione che però, se si realizzasse, comporterebbe un balzo del prezzo verso l'alto; pertanto dalle tariffe attuali, di poco superiori ad 1 euro, per garantire un'economicità al bilancio si arriverebbe, a tariffe intorno ai 3 euro, quindi tariffe non socialmente sostenibili.

Quindi la Regione deve dirci se l'acqua la devono pagare gli utenti o se l'acqua è un costo generale a carico della collettività per cui interviene la Regione. Ma un intervento di misura inferiore rispetto alle esigenze dell'ente tende a penalizzare gli investimenti, e la penalizzazione degli investimenti poi si traduce in un boomerang sulla testa dell'ente stesso perché ovviamente comporta che l'ente non potrebbe ridurre quelle perdite della rete idrica che poi gravano sui costi di esercizio.

Pertanto, da parte della Regione ci si attende una scelta decisa in una direzione o nell'altra, perchè la scelta mediana rischia di essere una non scelta che alla fine penalizzerà l'ente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Presidente, intervengo per annunciare ovviamente il voto favorevole a questo emendamento che propone di sopprimere i commi 1 e 2.

Assessore, ci sono comuni che hanno fatto dei sacrifici, si sono impegnati, hanno versato le loro quote, a tempo e a luogo; adesso, per coloro che sono rimasti fuori, esclusi, interviene mamma Regione che con 20 milioni di euro pensa di risolvere il problema.

Ora, io so benissimo che quei 20 milioni di euro servono per altro, Assessore, lo dobbiamo dire! Forse anche l'onorevole Uras farebbe bene ad ascoltare perché, probabilmente, anche lui ha capito che quei 20 milioni di euro servono per altro.

Il comma 1 è legato al comma 2 che recita: "Le procedure per l'attribuzione del contributo di cui al comma 1 sono definite dalla...", "...L'erogazione del contributo è comunque subordinata alla cessione del possesso degli impianti alla società affidataria…", società affidataria, sintetizzo, che si farà carico di pagare i mutui ancora in essere. Questo dice il comma in questione. Però, bisogna ricordare che alcuni comuni possono aver forzato anche la mano con i contribuenti, hanno rifatto tutte le reti, si sono dotati di infrastrutturazioni primarie di grande importanza; adesso, solo perché ci sono 20 milioni in ballo che dovrebbero servire per favorire l'ingresso in Abbanoa, dovrebbero cedere gratuitamente le opere realizzate. Alcuni, è vero, hanno contratto dei mutui, ma altri hanno pagato con risorse provenienti dal bilancio comunale oppure hanno già estinto i mutui.

Mi chiedo quindi come si possa pensare che questo comma stia in piedi in questa stesura. Stiamo creando una sperequazione tra comuni, e una simile operazione non è assolutamente possibile! Se si devono dare 20 milioni di euro ad Abbanoa, diamogli questi 20 milioni, sono sicuro che l'onorevole Uras sarà certamente d'accordo su questo contributo, perché poi ovviamente sappiamo che fine fanno queste risorse.

In questo articolo c'è una serie di cose che non va bene, poi ritornerò sul problema legato alle centrali idroelettriche, ma in questo momento io credo sia meglio valutare con attenzione questo stanziamento di 20 milioni di euro; soprattutto perché vorrei capire, Assessore, che cosa succede nel momento in cui un comune rinuncia o rifiuta di cedere le proprie reti ad Abbanoa o all'affidatario. Voglio capire che cosa succede, perché io so già che certi comuni non sono assolutamente disponibili a cedere il loro patrimonio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Presidente, chiedo la parola solo per annunciare il ritiro degli emendamenti numero 616 e 617 e per preannunciare la richiesta di votazione separata dei commi 7 e 8.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Onorevole Diana, l'ho detto prima e lo ripeto adesso: questo è il caso di una società per azioni che nasce per obbligo, in un percorso che è stato definito anche in altre sedi, o prevalentemente in altre sedi, che noi abbiamo in qualche misura - dico noi come Regione - dovuto subire. Abbiamo una società che si è costituita come si è costituita, che si trascina, si trascinerà debiti, e anzi probabilmente ne farà di nuovi; debiti che devono essere in qualche misura pagati attraverso l'intervento della fiscalità generale che opera attraverso i comuni che sono i principali azionisti di quella società per azioni. Cioè, è un modo truffaldino - non lo dico in termini negativi, lo dico in termini oggettivi - di comportarsi delle Amministrazioni tutte, (anzi noi siamo tra quelle che si sono comportate meglio) di fronte a normative comunitarie e nazionali, che sono impossibili, dannose, che non tengono conto della realtà, che sono fuori dal mondo.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SECCI

(Segue URAS.) Se noi abroghiamo questi due commi quella società andrà in fallimento, forse non quest'anno, ma l'anno prossimo, avremo un sacco di problemi di ordine tecnico e giuridico, magari avremo delle disfunzioni maggiori anche nel servizio, quindi questi commi li dobbiamo mantenere. Non va approvato invece il comma 3, per cui ribadisco la necessità di votare per parti per abrogarlo; passare ulteriori azioni, che adesso sono in possesso della Regione, in tutta fretta al sistema dei comuni non porta bene in questa fase, ne parleremo quando avremo risolto i problemi, anche i problemi che abbiamo con i comuni che non hanno aderito al sistema e che, evidentemente, hanno bisogno di maggiori garanzie, e le richiedono.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Pochissimi secondi, per dire ovviamente, che voto contro l'emendamento soppressivo del primo e del secondo comma e invece per fare mie alcune osservazioni del collega Vargiu rispetto alle risorse stanziate nel primo comma. Condivido l'affermazione che una volta che si opera una certa scelta, le risorse devono essere adeguate a realizzare quell'obiettivo e quella scelta. Ho avuto modo di leggere il piano industriale di Abbanoa, e ritengo che le risorse stanziate siano insufficienti; può darsi che il raddoppio della quota proposto nell'emendamento del centrodestra sia eccessivo, però ci dovrebbe essere un punto di incontro che sta proprio nella differenza tra quanto richiesto e quanto attualmente stanziato.

Su questo punto la Giunta, secondo me, farebbe bene a compiere un ulteriore approfondimento e a recuperare le risorse necessarie. Dieci milioni di euro non sono facili da trovare in questo bilancio, per cui si può anche approvare l'articolo e rimandare la dotazione finanziaria ad una fase successiva, magari alla conclusione della finanziaria, perché risorse possono essere recuperate mano a mano che si va avanti nella discussione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Presidente, l'osservazione che è stata fatta prima dall'onorevole Vargiu e poi dall'onorevole Marrocu, ha naturalmente il suo fondamento; la necessità di coprire eventualmente per intero il debito di Abbanoa è un problema che la Giunta si è posta e si pone. L'impegno che possiamo prendere in questa fase è quello di approfondire la possibilità, da qui all'approvazione definitiva, appunto, della legge finanziaria, attraverso un'analisi molto attenta e dettagliata delle esigue risorse che sono rimaste all'interno del bilancio regionale, di dare una copertura totale al debito di Abbanoa. Questo è l'impegno che in questo momento sentiamo di poter assumere.

Per quanto riguarda il richiamo fatto dall'onorevole Maninchedda all'emendamento presentato dalla Giunta, mi riservo di dare una risposta quando l'emendamento verrà preso in esame.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). A seguito delle osservazioni formulate dai colleghi Vargiu e Marrocu, e anche della precisazione fornita dall'Assessore, io credo che sarebbe opportuno sospendere la votazione sui commi 1 e 2 dell'articolo e quindi anche dell'emendamento numero 123. Non capisco come si possa approvarli nella formulazione attuale e correggere la dotazione finanziaria in seguito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Io credo che la considerazione del collega La Spisa, tenendo conto che lo stanziamento dei 20 milioni di euro è previsto nel comma uno, sia corretta; quindi, anche alla luce dei problemi che sono stati posti negli interventi precedenti sul disavanzo per l'esercizio 2006 di Abbanoa, ritengo opportuno che una riflessione in merito venga fatta prima di procedere al voto sia degli emendamenti che dell'articolo medesimo, perché è ovvio che la gestione di questa nuova società può presentare delle criticità e chiaramente, prima di arrivare a regime, avrà bisogno di essere sostenuta.

Ovviamente, la sospensione dl comma 1 si porta appresso anche quella del comma 2.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.

MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Io comprendo le obiezioni e anche il giusto interesse dei consiglieri sulla salute della società. Questa società, rispondo all'onorevole Vargiu, ha fondamentalmente due problemi. Un problema strutturale di deficit, previsto dal nostro Piano d'ambito, così come da tutti i Piani d'ambito d'Italia; cioè tutte le società pubbliche che hanno intrapreso la strada della privatizzazione, dovendo caricare anche sulla tariffa una quota degli investimenti, hanno previsto nei Piani d'ambito per i primi anni un deficit strutturale che si ricopre in qualche modo con le cosiddette ricapitalizzazioni.

Il deficit di Abbanoa, allo stato, è di 28 milioni di euro circa, che noi ripianiamo fino a 20 milioni di euro, altri 3-4 milioni di risparmio sui costi dell'energia deriveranno dall'accordo con Endesa, infine il piano di gestione delle opzioni comporterà una sgravio di costi, oggi abbastanza elevati, in termini di personale.

Abbanoa, voglio ricordarlo, ha un capitale di 100 milioni di euro, ma anche una riserva di 30 milioni di euro, pertanto quest'anno le perdite vengono coperte con le riserve. Il problema reale di Abbanoa sono i flussi di cassa, un problema "storicizzato" da tutti i soggetti gestori dell'acqua. Il problema dei flussi di cassa si risolve però, facendo sì che Abbanoa diventi un soggetto molto più efficiente; questo la società lo sta facendo dotandosi di una piattaforma informatica completa, bollettando in termini correnti, quindi avendo con l'utenza un rapporto chiaro e molto corretto, nel senso che l'acqua si vende e va pagata, per cui i flussi di cassa sono certi.

La Giunta stanziando quei 20 milioni di euro non ha dato un giudizio di merito sull'entità del disavanzocoprendolo parzialmente. Ha fatto un discorso più complesso perché a fronte del disavanzo è intervenuta inserendo una dotazione finanziaria in legge, dando vita ad altre forme di sostegno diretto e indiretto sull'energia e sul personale, contando anche sulla riserva di capitale statutaria. Quindi, Abbanoa non si indebolisce quest'anno solo perché si ridurrà il suo capitale di qualche milione di euro, il problema di Abbanoa è di essere forte in termini di flussi di cassa in modo da poter rispondere immediatamente alle esigenze dei territori e alla programmazione degli investimenti.

In conclusione, io comprendo le vostre perplessità e le esigenze di una sospensione, ma credo che la norma che reca il grande sforzo finanziario che la Giunta fa in questo bilancio sia importante.

PRESIDENTE. Colleghi, chiedo se permane la richiesta di sospensione e se si intenda indicare dei termini temporali.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Io, senza entrare nel merito della discussione sulla questione della situazione finanziaria di Abbanoa, ho solo fatto notare che se vi è da parte del Consiglio la volontà di approfondire questo argomento, anche con notizie un po' più precise, che l'Assessore dei lavori pubblici nel suo intervento in effetti ha fornito (ha fatto precisazioni sulle riserve, sul deficit, su come questo sistema di nuova ricapitalizzazione inciderà anche sul capitale e sui flussi finanziari), più che sospendere un attimo per ragionarci su, occorre sospendere in un'ottica di riordino di questo articolo.

Credo sia abbastanza logico pensare di dedicare al servizio idrico integrato un articolo a sé formato da questi tre commi che lo disciplinano, assumendo anche qualche elemento di conoscenza in più che, forse, potrebbe essere utile al Consiglio.

PRESIDENTE. Sospendere l'emendamento numero 123 significa, in pratica, sospendere l'articolo. La richiesta di sospensione reiterata dall'onorevole La Spisa mira non a una sospensione momentanea, ma a una sospensione che sposti ad un momento successivo il ragionamento sui temi proposti. Se questa richiesta venisse accolta dall'Aula, praticamente significherebbe sospendere l'articolo e proseguire la discussione con altri argomenti, perché ci sono una serie di questioni connesse che non potrebbero essere poi votate.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Gli emendamenti, a mio parere, possono essere votati tutti, perché comunque non siamo d'accordo né sull'emendamento che sopprime il primo e il secondo comma, né sull'emendamento che propone di stanziare 40 milioni di euro, cioè il doppio rispetto a quanto previsto in legge. Pertanto gli emendamenti si possono votare tutti. Per quanto riguarda lo stanziamento previsto nel primo comma, da qui alla fine delle votazioni sull'articolo e gli emendamenti io penso che avremo trovato la soluzione finanziaria.

PRESIDENTE. L'onorevole Marrocu propone quindi di proseguire. Metto quindi in votazione l'emendamento numero 123.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Presidente, vorrei capire che cosa stiamo votando.

PRESIDENTE. Onorevole Diana, stiamo votando l'emendamento numero 123.

DIANA (A.N.). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggia la richiesta il consigliere Alberto Randazzo.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 123.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CAPELLI - CASSANO - DIANA - FARIGU - LA SPISA - LOMBARDO - MILIA - PETRINI - PILERI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Si è astenuto il consigliere: SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 54

Votanti 53

Astenuti 1

Maggioranza 27

Favorevoli 16

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 612. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 610.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, poiché l'emendamento numero 610 è relativo alla provvista economica, se noi non lo approviamo abbiamo poi la possibilità di modificare ugualmente la cifra qualora lo ritenessimo opportuno?

PRESIDENTE. Se questo emendamento viene bocciato non può venire approvato nessun emendamento con lo stesso importo; eventualmente in fase di votazione del testo potrà essere approvato, se vi sarà la condivisione di tutta l'Aula, un emendamento orale che modifichi ciò che si riterrà opportuno modificare.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Presidente, ritiro la mia firma dall'emendamento numero 610.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 610. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 611. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 613. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 614.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Presidente, anche su questo emendamento, mio malgrado, sono costretto a ritirare la mia firma, e ad annunciare il voto contrario. Probabilmente l'emendamento che recita "Per le finalità di cui all'articolo 21 del comma 11 lettera a) della legge regionale numero 4 del 2006…" andava letto con più attenzione. Quando abbiamo esitato la legge su citata c'era stata data assicurazione (lo ricordo come se fosse oggi) che i 4 milioni di euro stanziati a favore dell'ente Flumendosa erano più che sufficienti. Oggi, a distanza di neanche un anno, servono altri 4 milioni di euro per le stesse finalità. Ma, Assessore, chi fa le valutazioni? Chiaramente, poiché non posso essere d'accordo sull'incremento, ovviamente non condivido questo emendamento.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 614. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 9.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, non sono intervenuto nel corso della discussione dell'articolo 12 ma vorrei intervenire brevemente, su questo emendamento che io ritengo molto importante, strategico. In effetti, l'articolo 12 pur avendo come titolo "Disposizioni in materia di opere pubbliche" definisce quasi lo stato di povertà dell'Assessorato dei lavori pubblici. Io credo che l'Assessore dei lavori pubblici qui si senta davvero mortificato, perché non è pensabile che una finanziaria regionale assegni all'Assessore dei Lavori Pubblici appena 34 milioni e 600 mila euro, 20 dei quali destinati naturalmente ad ABBANOA, e altri 4 destinati all'acquisizione di impianti energetici per la produzione di energia elettrica da impianti idroelettrici.

Con questo emendamento noi intendiamo richiamare l'attenzione, anche rispetto a ciò che già sta facendo la Giunta, in materia di recupero delle chiese della nostra Isola. In Sardegna abbiamo 2800 chiese, distribuite in 1100 parrocchie, che costituiscono un patrimonio enorme da un punto di vista culturale, in senso generale, ma anche sotto l'aspetto monumentale perché, assai spesso, sono l'unico patrimonio monumentale aallocato nei piccoli comuni.

Io credo che valga la pena, proprio perché la salvaguardia dei centri storici richiede anche questo, di fare uno sforzo finanziario superiore ai 5 milioni di euro, somma questa che consentirebbe di fare pochissimi interventi ella nostra Regione. Assessore, mi pare di ricordare che ad oggi abbiamo una settantina di chiese chiuse, chiese parrocchiali, perché dichiarate pericolanti. Rendiamoci conto di questa situazione drammatica e diamo risposte adeguate e coerenti attraverso il programma di interventi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Intervengo per dichiarare il mio voto contrario. Onorevole Pisano, se avessimo 20 milioni in più da destinare a un meritorio intervento per opere di consolidamento di edifici di culto e di chiese, la Chiesa stessa, attraverso la Pastorale del lavoro, verrebbe da noi e ci direbbe: "Non fiori ma opere di bene"; ovvero, interveniamo sui poveri, interveniamo costituendo un fondo che serva a contrastare le vecchie e le nuove povertà, diamo una risposta sociale ad un'emergenza che sta crescendo: in Sardegna ci sono 330 mila nuovi poveri, abbiamo cioè una condizione di disagio sociale diffuso in tutti i territori; ci direbbero questo.

E noi questo disagio lo dobbiamo interpretare senza bisogno che si facciano i manifesti, senza che vengano e ce lo raccontino, lo dobbiamo desumere dalla situazione nella quale viviamo, lo dobbiamo desumere dall'atteggiamento che ha la Chiesa attorno a questo tema, e se ne discuterà più avanti. Io approfitto di questo dichiarando, ovviamente, ancora una volta il mio voto contrario, per sostenere che non vedo la fila dei comuni, onorevole Assessore, che vogliono prendere quota parte di una società per azioni in ragione di quei criteri per poter poi contribuire, attraverso trasferimenti della Regione agli stessi comuni, a ripianare il deficit (lo ritroveremo anche nel prossimo anno), della società per azioni e gestore del sistema idrico. Io suggerisco questo: aspettiamo sei mesi, tanto abbiamo la speranza che la prossima finanziaria venga presentata non a luglio ma a settembre, ottobre, forse anche a novembre di quest'anno, e trasferiamo questa norma nel prossimo provvedimento; così, vedendo lo sviluppo del dibattito nazionale su questo tema, saremo nella condizione di intervenire a ragion veduta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, annuncio il mio voto a favore dell'emendamento che non ho, devo dire, la speranza che possa essere approvato. Però una considerazione va fatta, e cioè una Regione che stabilisce che le chiese sono beni identitari, che intorno alle chiese, nel raggio di 100 metri ogni mattone che viene spostato deve avere quattordici timbri, non può permettersi di dire che le chiese restano chiuse, che le chiese monumentali non vengono ripristinate, che le chiese non sono un patrimonio generale a disposizione della Sardegna e, magari, a disposizione della Sardegna per produrre quell'occupazione di cui parla il collega Uras.

Se è vero, infatti, che le misure contro la disoccupazione, messe in essere attraverso le mitiche leggi della passata legislatura (il Piano del lavoro Cogodi e via dicendo), hanno prodotto 600 milioni di euro di residui, allora vi chiediamo di mettere 20 milioni di euro di questi residui in un'opera meritoria in quanto consentirà poi di avere la fruibilità di un patrimonio anche di tipo architettonico, monumentale, paesaggistico da parte dei cittadini, dell'intera popolazione sarda e di quelli che in Sardegna vengono per turismo.

Quindi, se voi pensate che ciò che è ecclesiastico debba costituire un bene identitario, non è accettabile la posizione schizofrenica di Uras che richiama la Pastorale del lavoro, o ciò che chiede la Chiesa. Se l'intervento è stato fatto per parlare strumentalmente di ABBANOA è tollerabile, ma se l'intervento è stato fatto davvero per sostenere che non si ritiene che debba essere fatto uno sforzo particolare in questo settore, collega Uras, a uno gli cadono le braccia. Che senso ha infatti dire che le chiese sono un bene identitario se poi si stanziano solo 5 milioni di euro per 2800 chiese; ma ha un senso?

Se noi lo consideriamo un bene monumentale, quindi un bene la cui cura può essere coerente rispetto alle esigenze di sviluppo della Sardegna e alle esigenze di occupazione dei sardi anche quello è un bene da preservare perché generi davvero lavoro. I 600 milioni di euro di residui che abbiamo a valere sul lavoro, se li spendiamo in questa direzione creiamo sviluppo. Forse ha ragione la Giunta quando dice che le moderne politiche di occupazione sono le politiche di sviluppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.

MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Rispondo molto brevemente all'onorevole Vargiu sottolineando che il bilancio va forse letto nella sua complessità. Allora, sulle chiese vi è un altro capitolo in un altro articolo. Poiché in questo momento reggo due Assessorati, forse ho una visione, come dire, complessiva, e quindi vi ricordo che troverete altri 5 milioni di euro, per gli edifici ecclesiastici di notevole interesse artistico, nel bilancio della pubblica istruzione. Quindi, lo stanziamento è pari non a 5 ma a10 milioni di euro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CASSANO (Riformatori Sardi). Per rispetto nei confronti dell'Assessoreavrei potuto anche rinunciare, però intervengo brevemente intanto per dichiarare il mio voto favorevole a questo emendamento e chiederne la votazione nominale, condividendo appieno ciò che hanno dichiarato il collega Pisano e il collega Vargiu. Aggiungo che se dipendesse da lui il collega Uras farebbe in modo che le chiese venissero chiuse, non che venissero aperte o ristrutturate. Io voglio ricordare invece al Consiglio, alla maggioranza consiliare, a tutti i colleghi che la Regione sarda ultimamente ha destinato una "barca" di risorse in favore delle nostre chiese.

Sarebbe veramente un peccato non compiere l'atto di coraggio di completare il recupero, che il Consiglio regionale nella sua interezza ha voluto, delle chiese abbandonate per poche migliaia di euro, perchè con 5 milioni di euro credo che non si vada da nessuna parte. La nostra proposta, saggia, è invece proprio quella di aumentare le risorse per consentire il completamento di un intervento che altrimenti sarebbe monco.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Non vuole essere irrituale la mia richiesta, perché ho molta stima dell'Assessore come persona e come operatore, e tra l'altro non è intervenuto nel merito ma ha fatto delle giuste osservazioni e precisazioni, però avevo richiesto la parola per dichiarazione di voto prima che l'Assessore intervenisse. Dichiaro il mio voto a favore di tale emendamento, anche perché il ragionamento svolto stamattina sul fatto che vi siano emendamenti contenenti "marchette" o meno da una parte o dall'altra, su questioni ecclesiali o religiose e così via, mi pare che stasera abbia conseguito un nuovo risultato.

L'onorevole Uras è forse ancora in cerca di una identità, perché non ho capito se è tra quelli che restano con l'onorevole Bertinotti o tra quelli che vanno via; se fosse tra quelli che restano con l'onorevole Bertinotti certamente non si sarebbe espresso come stasera si è espresso, perché l'onorevole Bertinotti, essendo una persona estremamente intelligente, ha sempre riconosciuto nei beni culturali, nei beni architettonici un elemento sostanziale dell'identità sia nazionale che locale.

Mi sembra che per il mantenimento di questi beni, peraltro allocati nell'Assessorato della pubblica istruzione, non vi sia la sinergia e la contiguità di intervento con l'Assessorato dei lavori pubblici, tenendo conto che con il loro recupero si dà sostanzialmente un apporto significativo agli interventi in grado di muovere l'economia e, conseguentemente, di incrementare l'occupazione; quell'occupazione acclamata da tutte le parti, come fa Rifondazione Comunista che, stranamente parla di preti e di chiese quando deve fare qualche passeggiata oppure quando deve chiedere qualche particolare posizionamento per il…

(Interruzione del consigliere Uras)

Certo, certo! Ma non fate una politica di sostegno effettivo allo sviluppo delle zone interne, perché questi beni quasi sempre si trovano nelle zone interne. E' meraviglioso vedere come sposiate una certa linea politica veramente divergente con le opinioni che spesso vengono espresse qui dentro, per cui da una parte si chiede lavoro e occupazione e dall'altra si tenta di dare sotto forma di assistenzialismo, disperso in tutte le direzioni, anziché offrire qualche opportunità di sviluppo alle zone interne.

URAS (R.C.). Presidente, chiedo di parlare per fatto personale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISU (R.C.). Signor Presidente, poiché hanno parlato e sparlato anche altri colleghi sulle dichiarazioni del nostro Capogruppo, mi sembra doveroso intervenire per fare un po' di chiarezza su questa materia. Io credo di poter rispondere al collega Cassano dicendo che né il collega Uras, né Rifondazione Comunista sono perché si abbiano chiese chiuse. Dire questo è voler presentare una caricatura del partito della Rifondazione Comunista, magari collocandolo nella storia del movimento comunista internazionale di vent'anni, trent'anni fa, non tenendo conto del fatto che questo partito ha abiurato quella storia e all'interno ha componenti cattoliche e componenti evangelistiche.

Forse lei non sa che il ministro Ferrero è stato segretario nazionale della gioventù evangelica, forse lei non sa che il Capogruppo al Senato, Giovanni Russo Spena, è un cattolico credente e lo dichiara, forse lei non sa che Lidia Menapace, e altri quattro o cinque deputati che non sono neanche iscritti a Rifondazione, fanno parte però del Gruppo di Rifondazione.

Devo anche dirle che le chiese sono ritenute da noi, che viviamo anche in mezzo alla cultura, prevalentemente dei beni culturali per come è stata la storia della Chiesa e per come ha conservato importanti opere d'arte. Badi che queste cose a noi non sfuggono. Io ho un'esperienza durata dieci anni, che voglio riferire a lei e anche al collega Dedoni, come sindaco della piccola Assisi della Sardegna. Abbiamo speso 3 miliardi e 200 milioni delle vecchie lire in 10 anni. Sfido qualunque sindaco di un comune della Sardegna a dimostrare di avere investito in aree ed edifici di culto in queste proporzioni: 320 milioni di lire all'anno! Pochi i fondi ricevuti dalla RAS, ma altri fondi li abbiamo reperiti tramite la "29" e altre leggi regionali per raggiungere l'obiettivo. Per cui non è semplicemente dall'aumento di questi fondi che si possono fare interventi nelle aree degli edifici di culto, come io ho ampiamente dimostrato.

PRESIDENTE. E' stata chiesta dall'onorevole Cassano la votazione nominale dell'emendamento numero 9.

(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)

.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 9.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: CAPELLI - CASSANO - DEDONI - LA SPISA - LADU - LOMBARDO - MILIA - PISANO - RANDAZZO Alberto - RASSU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 51

votanti 51

maggioranza 26

favorevoli 13

contrari 38

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 615. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Gli emendamenti numero 616 e 617 sono stati ritirati.

E' in votazione l'articolo 12. Ricordo che è stata chiesta la votazione separata dei commi 3, 7 e 8.

Metto in votazione l'articolo 12, esclusi i commi 3, 7 e 8.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Chiedo la votazione nominale del comma 3 dell'articolo 12.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Presidente, vorrei un chiarimento. Stiamo votando il comma 1 dell'articolo 12 con lo stanziamento inizialmente previsto, dato che non vi sono state modifiche in quest'Aula e non c'è copertura finanziaria per apportare modifiche...

PRESIDENTE. Onorevole Randazzo, ho detto che si vota il testo! Se ci fossero state proposte emendative al testo le avrei annunciate.

Metto in votazione l'articolo 12, ad esclusione dei commi 3, 7 e 8. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del comma 3 dell'articolo 12.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Pacifico ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: BARRACCIU - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LANZI - LICHERI - MARROCU - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA.

Rispondono no i consiglieri: CASSANO - DAVOLI - DEDONI - DIANA - IBBA - LA SPISA - LADU - LOMBARDO - PISANO - PISU - RANDAZZO Alberto - RASSU - SALIS - SANJUST - SANNA Matteo - SCARPA - URAS - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 48

Votanti 48

Maggioranza 25

Favorevoli 30

Contrari 18

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione il comma 7 dell'articolo 12. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

E'in votazione il comma 8 dell'articolo 12.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Presidente, ho ascoltato l'Assessore con particolare attenzione perché sapevo bene che questo comma faceva riferimento ad una iniziativa del Presidente da me conosciuta; e l'Assessore ha detto che questa è una transazione. Io non sono un grande esperto in transazioni, però so quanto ha speso l'Enel per costruire queste opere e mi pare assolutamente strano che l'Enel stia dismettendo un patrimonio che è costato 40 miliardi di vecchie lire, anzi 40 milioni di euro, chiedo scusa, al prezzo di favore di 4 milioni di euro.

Ovviamente, la Regione sta facendo un grande affare! Io però mi chiedo chi pagherà il costo dell'acqua per far funzionare queste turbine che funzionano o con il troppo pieno, oppure aprendo le paratie e quindi facendo defluire l'acqua. Se così è, chi paga intanto il costo di quell'acqua?

Non è magari da intendersi, Assessore, che la Regione Sardegna abbia chiuso un altro accordo con l'Enel che favorisca questo ente su altri impegnati in settori energetici della Sardegna? Perché se così fosse - e lo scopriremo presto - ovviamente ci sarebbe da stare poco allegri. Se invece l'Enel si disfa senza nessun ristoro per l'amministrazione del Consorzio di bonifica di Oristano, onorevole Biancu (perché al Consorzio di bonifica di Oristano non va un euro), il Consorzio di bonifica ci rimette, punto e basta, non è assolutamente garantito l'abbattimento dei costi energetici per gli allevatori e per gli agricoltori.

Ciò che mi spaventa è che l'Enel - società che difficilmente fa operazioni a perdere - si disfi di un patrimonio di questa consistenza cedendolo a 4 milioni di euro, cioè regalando quest'opera alla Regione Sardegna senza avere nulla in cambio. Mi pare assolutamente strano, non credibile e pertanto io voto contro questo comma perché non ha senso, non è stato spiegato quali sono le motivazioni, non è assolutamente possibile che non ci sia un programma che ci dica che si sta acquisendo questo patrimonio per ottenere questo risultato. Non sta scritto da nessuna parte, l'unico risultato è che nei bilanci dell'Enel non ci sarà un costo da 40 milioni di euro, ci sarà un introito di 4 milioni di euro e poi il resto lo vedremo nei mesi e negli anni successivi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Intervengo per manifestare molte perplessità e l'Assessore può darsi che alcune me le possa chiarire. L'Assessore ha sostenuto che l'impianto di produzione di energia veniva acquisito dalla Regione a "prezzo di libro". A me personalmente risulta che il "prezzo di libro" sia non di 4 milioni ma di 23 milioni di euro. Pertanto, prima osservazione, chiedo a che cosa servono i 4 milioni di euro, visto che a "prezzo di libro" le centrali idroelettriche dell'Enel costano 23 milioni di euro? Seconda osservazione, se l'acquisizione della centrale idroelettrica rientra in un accordo con l'Enel, perché presentare un emendamento specifico su questa voce e non fare, invece, un discorso più generale che riguardi l'eventuale accordo con il soggetto che adesso gestisce una centrale idroelettrica? Terza osservazione, nel Piano energetico non è previsto che la Regione produca energia direttamente, quindi quale strumento adotterà la Regione per gestire la centrale idroelettrica che intende utilizzare? C'è già una società, si intende costituire una società, si intende costituire un'agenzia, la vogliamo dare in gestione al soggetto che, però, non ha questo compito nella legge istitutiva? Non è previsto tra i compiti dell'agenzia che ci sia la produzione diretta di energia, qual è lo strumento?

Quindi, in conclusione, ho perplessità sull'importo della somma stanziata, 4 milioni di euro, che non corrisponde al "prezzo di libro", 23 milioni di euro, che è previsto nel presunto accordo da stipularsi con l'Enel; non è previsto nel Piano energetico - che non ha ancora concluso il suo iter perché manca la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) -che la Regione produca direttamente energia elettrica; non è individuato il soggetto che dovrà gestire la centrale idroelettrica.

Queste sono le mie perplessità che spero l'Assessore possa chiarire; altrimenti se c'è bisogno di risorse sia messo a disposizione un programma energetico che sarà frutto di un protocollo d'intesa che penso vedrà, coinvolti anche la Commissione e il Consiglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Anch'io evidenzio alcune perplessità sul comma 8, del resto ne avevo anche sul comma 3; questo comma non cambierà di molto il fatto che qualche comune possa acquisire a un euro, secondo i criteri previsti all'articolo 10, parte delle azioni Abbanoa, l'unica cosa che comporterà sarà che la Regione si spoglierà completamente, il più velocemente possibile, della responsabilità sul sistema idrico potabile. Il fatto che se ne spogli materialmente, però, non modificherà nulla rispetto alla responsabilità politica che permane, quindi, prima o poi, bisognerà comunque discuterne e riorganizzarsi.

La partita relativa all'energia è sempre più affastellata e confusa, la materia è ripartita in modo tale che non si capisca proprio nulla. Io avrei preferito che tutto l'aspetto energetico fosse trattato in uno specifico articolo e posto in capo al dicastero che ne ha la responsabilità; sarebbe stato più trasparente e comprensibile per tutti, perché mi risulta difficile capire che cosa si intenda per: "…acquisire al patrimonio regionale impianti di produzione di energia elettrica da inserire nel sistema di approvvigionamento idrico…". Chiedo come avviene questo inserimento e se si parla di un inserimento di tipo tecnico funzionale, cioè se si immette l'energia in una rete dedicata al sostegno, all'alimentazione di impianti che servono per la gestione del sistema idrico multisettoriale o per il sistema idrico potabile. Se tutta questa vicenda fosse stata trattata in un unico articolo, forse avremmo capito di più e non si sarebbero sollevate perplessità da più banchi di questo Consiglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Vorrei chiedere che certifichi la dichiarazione di voto dei colleghi Uras e Marrocu.

PRESIDENTE. Ha ragione.

CAPELLI (U.D.C.). Lo so di avere ragione, però non deve mai sfuggire qualunque componente del Consiglio sia interessata.

PRESIDENTE. Onorevole Marrocu, per cortesia, dichiari il suo voto.

MARROCU (D.S.). Sospeso, in attesa del chiarimento.

PRESIDENTE. Colleghi, mi sono distratto un attimo, gli interventi per dichiarazione di voto si fanno per dichiarare il proprio voto o per fare proposte che possono essere anche di sospensione del voto.

Non è vietato, ma si fanno le proposte, queste si discutono e si va avanti.

Onorevole Uras, per cortesia, dichiari il suo voto.

URAS (R.C.). Allo stato è un voto di astensione che sono disponibile a cambiare se c'è un chiarimento da parte dell'Assessore.

PRESIDENTE. Onorevole Marrocu, chiedo scusa ancora, ma ha ragione l'onorevole Capelli, per cortesia dichiari il suo voto.

MARROCU (D.S.). Il mio voto è contrario perché penso che questo comma dovrebbe essere spostato all'articolo 16 dove si parla di energia rinnovabile. Spero però che il chiarimento della Giunta comporti che ne riparleremo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Mi pare che la confusione su questa materia stia aumentando; anche perché devo dire che non ho ben compreso le dichiarazioni dell'Assessore (forse per mancanza di tempo la spiegazione non è stata esauriente), relative all'accordo tra la Regione e l'Enel per la produzione di energia idroelettrica.

In un momento come l'attuale, è stato detto anche prima, noi avremmo avuto bisogno di fare un discorso complessivo sul problema energetico in Sardegna, e mi pare che questa fosse l'occasione giusta per farlo.

Questo stanziamento di 4 milioni di euro per acquisire, non ho capito bene quale impianto, non credo che risolva assolutamente il problema; non lo risolve anche perché io non riesco a capire come la Regione eventualmente gestirà un impianto del genere e, quindi, ci dovete spiegare anche cosa realmente vuole fare la Regione perché evidentemente qualcosa in mente l'avete, non credo che vogliate spendere queste risorse senza dire, senza sapere come utilizzare domani questi impianti.

Anch'io ho pertanto moltissime perplessità; a parte il fatto che ritengo assolutamente inadeguato il modo in cui si sta affrontando il problema dell'energia idroelettrica, e quello complessivo dell'energia; però su questo punto in particolare devo dire che le perplessità sono ancora forti e anch'io aspetto di sapere dall'Assessore qual è la reale volontà della Giunta regionale in relazione ai punti che stiamo discutendo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Presidente e colleghi, intervengo per dichiarare il mio voto contrario su questo comma 8. Per una ragione di metodo chiedo all'Assessore se può precisare se il comma in questione è parte dell'accordo, di cui abbiamo letto sulla stampa, fra il Presidente della Regione e l'Enel. Se così fosse siamo di fronte ad una politica energetica regionale fatta "a pezzi", in parte con accordi e con protocolli d'intesa separati, in parte con norme inserite all'interno della finanziaria, in parte con accordi stipulati con il Ministero e con annunci che pure leggiamo sulla stampa.

Colleghi, non è pensabile che il Consiglio regionale non si occupi della programmazione energetica in Sardegna, non è pensabile che sia una sola persona, il Presidente della Regione, a impegnare la Regione, una collettività, sulla scelta energetica del carbone (così abbiamo letto, e la costruzione di una termocentrale a carbone durerà vent'anni), senza che il Consiglio regionale abbia esaminato il Piano energetico regionale e senza che il Piano energetico abbia superato la procedura di VAS, e tenendo conto che attraverso un referendum la popolazione si è espressa contro.

Per l'energia si fanno le guerre, si conquistano i continenti, ma noi in Sardegna abbiamo la possibilità di fare una programmazione che sia nel nostro esclusivo interesse, che impedisca che multinazionali vendano centinaia di milioni di euro all'anno di energia elettrica, bruciando combustibili fossili in Sardegna, sulla nostra pelle; perciò il Piano energetico regionale deve essere discusso in Consiglio regionale prima che le scelte vengano fatte.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, non vorrei essere irriverente ma, a seguito delle questioni emerse durante il dibattito in Aula, credo che l'Assessore potrebbe rendere adesso una dichiarazione che chiarisca gli aspetti reconditi; così, probabilmente, con più tranquillità potremmo anche dare un giudizio compiuto sulle cose di cui stiamo ragionando. A me parrebbe uno degli atti più opportuni. Ma il Presidente dice che questo non si può fare perché per prassi, categoricamente, così è. E allora annuncio chiaramente il mio voto contrario, per tutte le ragioni che ha esposto l'onorevole Marrocu, che faccio mie sottolineando che effettivamente non ho capito perché questo comma sia stato inserito nel corpo dell'articolo 12. Il comma interessa ben altro argomento, si tratta di fonte energetica, per cui credo che andrebbe discusso nell'ambito di una programmazione e pianificazione che veda la Sardegna capire esattamente come risolvere i propri problemi energetici e quali linee seguire per produrre energia pulita.

Infatti, una volta si parla di energie pulite, poi si è contro le pale eoliche, si cerca di non utilizzare alcune fonti energetiche, e poi si scopre che quelle fonti energetiche vanno riutilizzate, poi si fanno altri accordi più o meno sottointesi. Io non so se l'Enel abbia già costituito, insieme a qualche altro socio, una società che debba gestire queste cose in Sardegna, anche successivamente all'inserimento di queste attività. E non so se ci sia in vendita anche qualche villaggio ormai non più utilizzato da parte dell'Enel, vorrei vedere effettivamente quali problematiche stanno dietro la vendita a basso costo di questa fonte energetica.

Io credo che si debba fare un dibattito serio, approfondito non solo sulle tematiche energetiche, ma soprattutto sulla conduzione politica dello sviluppo sociale ed economico; sviluppo che deve essere non guidato da una sola persona o da un gruppo di elite, ma che deve vedere protagonisti il Consiglio regionale e la Sardegna intera.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Presidente, chiedo formalmente che il comma 8 venga spostato all'articolo 16che tratta il tema delle energie rinnovabili, anche se ritengo che questo comma tenda a risolvere il problema del contenzioso con l'Enel; contenzioso ingeneratosi per mancanza di acutezza da parte degli amministratori del Consorzio di bonifica in quel dato momento, e per mancanza di controllo da parte della Regione sarda che aveva il potere e il dovere di controllare gli atti adottati dal suddetto Consorzio.

Dicevo che tenta di risolvere quel contenzioso; però, a mio parere, tenta di risolverlo in modo inadeguato perché non c'è traccia del problema principale, cioè la concessione dell'utilizzo dello sfruttamento idroelettrico di quel bacino, sul quale ritengo ci sia bisogno anche di un approfondimento. Occorre capire qual è la gestione di questo sfruttamento nel momento in cui la Regione intenderebbe acquisire questa centrale, ma io credo che ci sia anche la necessità di una previsione a favore degli agricoltori, quindi per l'abbattimento dei costi di sollevamento delle acque, alla stessa stregua di quello che avviene, che sta avvenendo e che si dice stia avvenendo, relativamente all'abbattimento dei costi per le industrie energivore.

L'oristanese ciminiere non ne ha, industrie energivore non ne ha, ha l'agricoltura, quella è la sua economia, e siccome quell'invaso peraltro è realizzato nel territorio dell'oristanese, io credo che sia necessario, spostando il comma all'articolo 16, inserire un'adeguata previsione degli eventuali benefici a favore degli agricoltori di quel territorio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.)., Presidente, questo comma 8 tratta una questione di estrema rilevanza che, collocata nell'articolo 12, estrapolata da un discorso più generale sul tema energetico in Sardegna, non può ricevere dal Consiglio, in questo momento, re un esame approfondito. E non c'è dubbio che il Consiglio ha l'assoluta necessità di discutere di questo accordo con l'Enel, di cui si parla tanto nei giornali, ma di cui bisogna parlare in questa sede e nelle sedi opportune.

Oltre ai problemi sollevati da diversi colleghi che sono intervenuti, che riguardano che cosa la nostra Regione intende fare relativamente alla gestione di questi impianti di produzione di energia idroelettrica, aspetto non marginale, c'è anche la questione, richiamata dal collega Biancu, del contenzioso in atto tra i consorzi di bonifica di Oristano e l'Enel, proprio relativamente alla costruzione e alla gestione della grande centrale idroelettrica nel grande invaso del Tirso.

Quindi, pensiamo che ci siano gli elementi sufficienti perché questo comma 8 sia discusso assieme all'articolo 16, dove si parla di energie rinnovabili; probabilmente in quella sede saremo in grado, anche se la Giunta ci dà le risposte alle questioni che stiamo ponendo, o di fare un ragionamento più compiuto. Quindi, poiché ritengo che sia saggio spostare questo comma all'articolo 16, qualora ciò non avvenga, per le ragioni che ho detto voterò contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, io voterò contro il comma 8 se non dovesse essere spostato all'articolo 16. Voglio, ringraziare i consiglieri della maggioranza che sono intervenuti, ma lo faccio senza alcuna strumentalizzazione, perché la distrazione della opposizione, in questo momento, su questo comma 8, mi pare davvero rilevante. Se non fossero intervenuti i consiglieri della maggioranza, probabilmente qualche cosa sarebbe potuta sfuggire all'attenzione di questo intero Consiglio. E che qui si tratti di un "Mistero buffo" è ormai palese!

Noi stiamo acquistando delle turbine, quindi un impianto di produzione di energia elettrica dall'Enel che, presumibilmente, dovrebbe vedere destinataria della vendita della corrente elettrica prodotta l'Enel. Quindi, vi sono degli accordi che a noi sfuggono, probabilmente qualcosa sarà stato scritto, ma il problema qui non è arrivato nella sua interezza per poter essere percepito in maniera chiara. E comunque vi è una incongruenza, perché è chiaro che un impianto di produzione di energia elettrica, non può non essere inserito all'interno dell'intero sistema relativo alla programmazione della produzione energetica in Sardegna; e, quindi, quanto meno nel contesto dell'articolo 16.

Ma i colleghi della maggioranza che sono intervenuti hanno fatto bene a dire che il tutto andrebbe riportato dentro il Piano energetico regionale, che consentirebbe di meglio chiarire il ruolo di queste operazioni, e soprattutto che tipo di operazione strategicamente stia inseguendo la Regione, in questo momento, in un rapporto strano, forse non comprensibile, con un soggetto importante qual è l'Enel. Si pone, oggi, infatti, il problema dell'energia da dare a basso costo alle imprese energivore, che noi tutti sappiamo implica ancora qualcosa di nascosto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, mi sembra che l'onorevole Biancu abbia proposto di spostare il comma 8 all'interno dell'articolo 16, dato che diversi colleghi hanno osservato che, forse, quell'articolo consente di fare un ragionamento più ampio sulle fonti energetiche rinnovabili. Io chiederei che l'Aula si pronunci su questa richiesta, così evitiamo tutti di fare delle dichiarazioni di voto su un qualcosa che magari possiamo, più compiutamente, valutare all'interno di quell'articolo. Se fosse possibile verificare la volontà dell'Aula, le sarei grato.

PRESIDENTE. E' possibile tutto, onorevole Porcu, salvo il fatto che i colleghi si iscrivono per dichiarare il loro voto e io non posso non dargli la parola, così come ha fatto adesso il collega Francesco Sanna che ha facoltà di parola, se vuole.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Io concordo con il mio Capogruppo che ha proposto di spostare questo comma all'articolo 16; comma sul quale, anche quando si sposterà, non avrò perplessità a votare a favore. Vedete, colleghi, lo dico anche al collega Pisano che è intervenuto poco fa, gli impianti idroelettrici sono già previsti nel Piano energetico e ambientale della Regione autonoma della Sardegna, e ciascuno di essi è inquadrato sotto due fattispecie indicative: uno, quanto producono; e due, chi li gestisce.

Io, per esempio, vedo che la Regione Sardegna, tramite l'EAF, gestisce già due impianti e guadagna da quegli impianti e la produzione energetica di questi impianti va, lo precisiamo meglio, al sistema dell'approvvigionamento idrico multisettoriale, come scritto nella norma. Quindi, non è una cosa nuova e strana. Possiamo discutere in termini totalmente astratti di che cosa fa la Regione nel sistema della produzione energetica regionale, nel senso che se la Regione ci venisse a dire, oggi, di voler costituire una ENEL sarda, probabilmente il Consiglio regionale dovrebbe discutere a fondo del senso o non senso di questa opzione, cioè se oggi conviene pubblicizzare in questa forma la produzione elettrica. Ma, trattandosi di piccoli impianti idroelettrici, che derivano la loro capacità di generazione non da fonti di tipo fossile o di altro tipo (noi siamo anche proprietari di miniere di carbone, come Regione autonoma della Sardegna), ed essendo, come ci è stato ricordato più volte, l'acqua bene pubblico e di proprietà pubblica, io non vedo nessuno scandalo con questi piccoli impianti a che i valori economici che si recuperano ritornino poi nell'ambito delle utilità pubbliche regionali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà

MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Vorrei chiarire alcune perplessità espresse dall'onorevole Marrocu. Per quanto riguarda questo comma, noi ci riferiamo a due impianti già realizzati dal Consorzio di bonifica dell'oristanese attraverso un accordo tra lo stesso Consorzio e l'ENEL. Un accordo capestro che danneggiava gli agricoltori dell'oristanese e, soprattutto, il sistema multisettoriale.

Noi ci collochiamo in un momento della riforma del settore idrico multisettoriale in cui tutte le dighe, e quindi tutta la raccolta dell'acqua che è suscettibile di essere utilizzata cumulativamente per i tre fini, agricolo, civile e industriale, sono ormai diventate risorse della Regione. Quindi, vi è stata una revoca di diritto delle vecchie concessioni e del gestore della risorsa; le concessioni sono tornate alla Regione, e la risorsa viene gestita attraverso l'ente regionale ex ERIS, oggi ENAS. Questo soggetto, che poi corrisponde in parte all'ex EAF, come diceva l'onorevole Sanna, gestisce centrali che daranno una produzione a regime di 30 milioni di chilowattora annue, il bilancio di quest'anno chiude con 20 milioni di chilowattora. Quindi, il sistema multisettoriale già autoproduce energia e quell'energia (lo vedrete dal bilancio di ERIS, o ex ERIS), è un'entrata importante che contribuisce a ridurre notevolmente il costo dell'acqua.

Ora, immaginate che le due turbine, che il Consorzio di bonifica ritiene proprie a seguito di una causa con l'ENEL, che oggi diventano proprietà della Regione, producono 50 milioni di chilowattora che costituiscono un incremento della produzione idroelettrica e di energia che va a scomputo dei costi dell'acqua.

Quindi, è un sistema idrico multisettoriale che produce energia non solo in questa zona, ma la produce nella Sardegna centrale, la produrrà nella Sardegna del Nord con la realizzazione del sistema Temo- Cuga-Bidighinzu; cioè tutta una serie di interventi per la produzione di energia elettrica, ma prodotta naturalmente. E' comunque una fonte di entrate importantissima che la Regione vuole, come dire, acquisire. Questa non è una transazione vera e propria, l'Enel ha preso atto che avrebbe perso la causa con il Consorzio di bonifica, l'avrebbe persa con la Regione che subentra oggi in quella posizione del Consorzio per cui chiude con la Regione un accordo in cui il prezzo di acquisto è a prezzo di libro. I quattro milioni di euro sono la prima tranche di un finanziamento della Regione, cui potrà seguire la stipula di un mutuo che l'ente potrà pagare con i rientri. Niente vieta poi alla Regione di intervenire ancora successivamente nel sostegno dell'ente. Quindi, è una normalissima procedura di finanziamento con il sostegno della Regione, per acquisire un patrimonio importantissimo.

Chiudo dicendo all'onorevole Ladu che noi stiamo lavorando per acquisire, attraverso il Piano stralcio di bacino alcune importanti concessioni idroelettriche, come quella del Coghinas, una concessione in grande conflitto con il servizio idrico, che chiuderemo quest'anno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, alla luce delle considerazioni dell'Assessore dei lavori pubblici e anche interpretando una volontà che, mi pare, sia abbastanza diffusa nel Consiglio regionale, la Giunta si dichiara d'accordo sulla proposta di spostare eventualmente il comma 8 all'articolo 16.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Dopo aver sentito diverse espressioni di voto da parte dei colleghi, quindi l'espressione già di diversi giudizi, dichiaro la mia contrarietà allo spostamento continuo di commi ad articoli successivi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Dichiaro di essere favorevole alla proposta di spostare il comma 8 all'articolo 16.

PRESIDENTE. La proposta, sulla quale si sono espressi un consigliere a favore e uno contro, deve essere votata dall'Aula.

Metto in votazione la proposta di spostamento del comma 8 dell'articolo 12 all'articolo 16.

Chi la approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non la approva alzi la mano.

(E' approvata)

Conseguentemente alla decisione appena assunta, vengono spostati all'articolo 16 anche gli emendamenti aggiuntivi al comma 8 numero 42, 59, 77, 124, 193, 196, 197, 844, 905, 919.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Vorrei sapere se quando discuteremo l'articolo 16 e il comma 8, potremo fare le dichiarazioni di voto.

PRESIDENTE. Sì, onorevole Vargiu.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Signor Presidente, lo spostamento del comma 8 all'articolo 16è stato determinato dal fatto che quell'articolo tratta la materia dell'energia, però mi sembra che gli emendamenti aggiuntivi al comma 8 trattino temi che hanno più attinenza con l'articolo 12. Chiederei quindi che rimangano all'articolo 12 e vengano discussi, approvati o bocciati adesso.

PRESIDENTE. Onorevole Marrocu, non è possibile. Colgo l'occasione per richiamare il Consiglio sulla sottolineatura che l'onorevole Capelli, tra le righe, ha fatto, e cioè che le proposte di spostamento di commi e di quant'altro vanno fatte nel corso della discussione e non durante le dichiarazioni di voto perché si crea una situazione atipica. Comunque il comma 8 è spostato all'articolo 16 e così tutti gli emendamenti aggiuntivi al comma medesimo. Qualora riguardino materie diverse, in sede di coordinamento verranno inseriti nel testo nella maniera corretta.

E' in votazione l'emendamento numero 944. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

Le ricordo, Assessore Dadea, che la Giunta in fase di dichiarazione di voto, eccezionalmente risponde a qualche domanda che viene posta durante le dichiarazioni di voto.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, quando ho dato il parere sugli emendamenti, mi sono riservato di dare un tentativo di spiegazione sull'emendamento numero 944 presentato dalla Giunta, e anche di cercare di rispondere alle osservazioni formulate dall'onorevole Maninchedda. Onorevole Maninchedda, relativamente alla sua osservazione sul primo comma dell'articolo 10, riguardante il fondo unico, ricordo che sia in sede di presentazione del disegno di legge della finanziaria, sia nella discussione generale, sia anche nel momento in cui il Consiglio ha affrontato l'articolo 10, noi abbiamo avuto modo di dire che la costituzione del fondo unico a favore degli enti locali rappresentava una sperimentazione messa in campo da parte della Giunta regionale; questa sperimentazione ha ricevuto un largo consenso, non solo all'interno del sistema delle autonomie locali ma anche all'interno del Consiglio regionale, per adesso si ferma al 2007, per cui potrebbe subire delle modifiche nel corso dei prossimi anni. Da qui la dicitura "in deroga" alle leggi che poi costituiscono le risorse del Fondo unico, così come è contenuto all'interno del primo comma dell'articolo 10.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Io voterò a favore dell'emendamento 944 però suggerisco alla Giunta di tener conto di queste due osservazioni.

Primo, la deroga prevista dall'articolo 10 deve essere corretta, secondo me, con un emendamento all'articolo sulle norme transitorie che faccia salve le procedure individuate dalla legge numero 9, non che intervenga sugli stanziamenti; viceversa ciò che abbiamo discusso stamattina sull'articolo 41 non è minimamente garantito. E' vero che si tratta di una fase sperimentale ma la fase sperimentale, quando è disciplinata dalla norma dell'articolo 10, non tutela quella equità e quella uniformità di distribuzione che è tutelata invece dalle procedure individuate dalla legge numero 9.

Io suggerirei alla Giunta regionale di predisporre un emendamento sulle parti finali delle norme transitorie specificando che la deroga riguarda l'ammontare delle somme ma non le procedure di programmazione concertative previste dalla legge 9; perché viceversa su alcune, tipo la legge numero 26 o sulla legge che finanzia le scuole materne, non abbiamo garanzia che le procedure siano quelle della legge numero 9, che sono procedure equilibrate.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 944. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 63.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CASSANO (Riformatori Sardi). Io ho presentato assieme ai colleghi questo emendamento non per rivendicare, ma per suggerire alla Giunta regionale, all'Assessore dei lavori pubblici, un finanziamento (potrà anche apparire oneroso) di 50 milioni di euro in favore della città di Sassari. Quando parlo della città di Sassari, ne parlo non come della mia città, ma come seconda città della Sardegna che oggi è penalizzata dai numerosissimi lavori in corso che questo attuale governo della città sta realizzando grazie all'impegno della precedente amministrazione comunale di centrodestra. Intervenire per Sassari significa poter dare un contributo anche ai paesi limitrofi; penso al paese di Sennori, visto che c'è l'Assessore dell'ambiente che è di Sennori, mi viene in mente il mio paese, Ossi, che dista dieci chilometri da Sassari...

PIRISI (D.S.). Tissi.

CASSANO (Riformatori Sardi). ...e Tissi, come diceva Pirisi.

Io credo che questo intervento possa creare le condizioni per ridare alla città di Sassari l'aspetto che aveva una volta e che oggi è venuto meno per cui è, allo stato, una città impresentabile.

Io mi auguro che i consiglieri regionali del sassarese possano dare un contributo determinante votando, almeno loro, a favore di questa mia richiesta; però mi auguro che lo stesso Consiglio approvi questo emendamento.

PRESIDENTE. Onorevole Cassano, l'emendamento così come proposto non può essere messo in votazione perchè è privo della copertura finanziaria, e non c'è copertura finanziaria possibile con il FNOL, in nessuna maniera.

E' in votazione l'emendamento numero 84.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, intervengo per dichiarare il voto a favore dell'emendamento numero 84, che pone all'attenzione di questa…

PRESIDENTE. Onorevole Pisano, anche l'emendamento numero 84 è privo della copertura finanziaria.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, allora io dico innanzitutto che si sarebbe dovuto pre presente in fase di espressione del parere che l'emendamento era privo di copertura finanziaria, così avremmo anche evitato di parlarne. Mi dica lei, Presidente, quanto è rimasto nel Fondo nuovi oneri legislativi, ci mettiamo quella cifra e dopodiché accettiamo uno sconto.

PRESIDENTE. Onorevole Pisano, la copertura finanziaria è a carico dei proponenti, e io non ho il dovere di verificare nulla se non in questa fase,e in questa fase mi dicono che non è possibile metterlo in votazione con questa formulazione. Allora lei, se vuole, può parlare per dichiarazione di voto per formulare una proposta diversa che abbia una copertura finanziaria, altrimenti l'emendamento non è in votazione. Per Regolamento non per volontà di Eliseo Secci

PISANO (Riformatori Sardi). La ringrazio, Presidente. Allora modifichiamo la proposta relativa alla copertura finanziaria e chiediamo di utilizzare i fondi destinati alla programmazione negoziata, nei quali mi risulta ci siano risorse sufficienti.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per verificare se è possibile accogliere questa proposta dell'onorevole Pisano.

(La seduta, sospesa alle ore 20 e 36, viene ripresa alle ore 20 e 39.)

PRESIDENTE. Onorevole Pisano, la sua proposta si può votare indicando a copertura finanziaria l'UPB S01.03.010. Prego, svolga la sua dichiarazione di voto.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, semplifico l'intervento dichiarando che voterò a favore dell'emendamento numero 84, la cui copertura finanziaria è l'UPB di cui lei testé ha dato lettura. Voglio soltanto rimarcare l'importanza della strada statale 128, come ha già fatto il collega Cappai nel suo intervento in discussione generale. Si tratta della cosiddetta centrale sarda, probabilmente qualche secolo fa era ritenuta la più importante delle arterie stradali, quella realizzata esattamente dai romani e che consentiva di raggiungere Sorgono.

Io faccio appello anche ai colleghi, consiglieri regionali, che percorrono ogni giorno questa strada che ha un alto tasso, purtroppo, di incidenti mortali. E' una strada dimenticata, completamente dimenticata, nonostante l'Assessore abbia affermato che siano stati recuperati, come è vero che è stato fatto recentemente, un po' di fondi per dar luogo al primo dei lotti che by-passano i due comuni di Suelli e di Senorbì. Credo che sia un fatto di giustizia, di diritti paritari di una popolazione di 120 mila persone che gravita su questo bacino, che ha diritto quotidianamente di poter raggiungere il comune capoluogo, perché non ha possibilità differenti.

Nel piano della viabilità regionale la statale 128 ricordo che alcuni anni fa ebbe un finanziamento di 62 miliardi (parlo di otto o nove anni fa), che poi non si sa che fine fece naturalmente e questa importante arteria stradale non fu realizzata. Io chiedo la votazione nominale e il voto favorevole di tutti i colleghi consiglieri data l'importanza di questa strada.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Per dire che io ho voterò a favore di questo emendamento, anche se credo che vada approfondito meglio il problema della viabilità relativamente alle zone interne. Assessore, lei ha detto che bisogna pensare ad una programmazione della viabilità su livelli più elevati e ha citato in proposito il tratto di strada Olbia-Sassari; effettivamente quella è un'opera di fondamentale importanza, non vi è dubbio, però devo sottolineare, Assessore, come la Giunta regionale stia rinunciando al completamento della "131", questo è quanto mi pare emerga dalle dichiarazioni rese dall'Assessore alla stampa ultimamente. A mio avviso questo sarebbe un errore di strategia da parte della Giunta regionale che dovrebbe intervenire efficacemente sul Governo nazionale (con fondi propri della Regione sarebbe veramente impossibile) per far finanziare il completamento della strada statale 131.

Quindi, fermo restando che sono d'accordo sulla Sassari-Olbia, che ritengo una strada di primaria importanza, non condivido del tutto quello che state facendo sulla Olbia-Palau, ma credo che anche per quanto riguarda altre viabilità lei debba dare delle risposte. Per quanto riguarda la "128", per intenderci, va completato il primo tratto fino al bivio di Serri;poi per il tratto di strada dal bivio di Serri fino alla "389"; era stato finanziato un progetto esecutivo per 3 miliardi e mezzo. Io non so che fine abbia fatto quel progetto, certo è che quell'intervento della centrale sarda, se realizzato, riuscirà a togliere dall'isolamento una trentina di comuni dell'interno. Questo intervento, benché quel percorso non abbia l'intensità di traffico di altre strade della Sardegna, è di fondamentale importanza per la crescita e lo sviluppo di quelle zone.

Allora, io voglio capire qual è la politica che vuole portare avanti la Regione per quanto riguarda questo tipo di viabilità e, insieme al problema della "128", voglio inserire anche quello della trasversale sarda, e ricordare le battaglie che hanno fatto i comuni di quella zona per collegare la zona di Sorgono con la zona di Arbatax.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 84, sul quale è stata chiesta la votazione nominale dal consigliere Pisano.

(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 84 con la nuova copertura finanziaria.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere MARRACINI ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: CASSANO - DEDONI - DIANA - LADU - MARRACINI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RASSU - SANJUST - SANNA Matteo - SERRA - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI.

Si sono astenuti i consiglieri: PISU - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 47

Votanti 45

Astenuti 2

Maggioranza 23

Favorevoli 13

Contrari 32

(Il Consiglio non approva).

E' in votazione l'emendamento numero 57.Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CASSANO (Riformatori Sardi). Chiedo la parola, signor Presidente, innanzitutto per chiedere la votazione nominale, ma anche per ricordare all'Assessore dei lavori pubblici e che poc'anzi, in riferimento ad una richiesta formulata dal collega Cappai, ha dichiarato che avrebbero rispettato gli impegni assunti dalla precedente Giunta regionale. Queste sono parole dell'assessore Mannoni.

Allora io la invito a rispettare interamente gli impegni, anche quello contenuto in questo emendamento che prevede di realizzare alcuni lavori sulla "131"nel tratto dal chilometro 203 al chilometro 209,482; per essere ancora più chiari, si tratta della circonvallazione di Sassari, dove è prevista anche una diramazione per il comune di Ossi.

Dico questo, non per non riconoscerle, eventualmente, serietà e competenza, ma per ricordarle che la "131" non solo il tratto Cagliari-Oristano e viceversa, ma da Oristano prosegue verso Sassari, eppure noi, che la attraversiamo quotidianamente, spesso non vediamo un escavatore, non vediamo un intervento. Io ho in mano una delibera del 2004, fatta proprio dall'attuale Giunta regionale dove si parla della circonvallazione di Sassari, c'è inoltre la copertura finanziaria, ci sono le risorse,ma, fino ad oggi, sono passati tre anni, non si vede traccia dell'opera, non si hanno notizie.

MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Di che mese è la delibera?

CASSANO (Riformatori Sardi). La delibera è del 23 luglio 2004. C'era la Giunta regionale attualmente in carica, perché non mi risulta che ci fosse altra Giunta, e porta la firma di Carlo Mannoni.

Gliela faccio vedere, però le voglio ricordare che questo è un problema veramente serio e sentito dalle nostre comunità, e quindi la prego, così come ha dichiarato poc'anzi, di tener fede agli impegni assunti.

PRESIDENTE. Onorevole Cassano, la voce otto non reca disponibilità per la copertura finanziaria. Se lei è d'accordo, indichiamo la stessa UPB posta a copertura dell'emendamento numero 84.

CASSANO (Riformatori Sardi). Va bene.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 57 sul quale è stata chiesta la votazione nominale.

(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 57 con la stessa copertura finanziaria prevista nell'emendamento numero 84.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere DAVOLI ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: CASSANO - DEDONI - LADU - MASIA - PISANO - RANDAZZO Alberto - RASSU - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Matteo - SCARPA - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - LICHERI - MANCA - MARROCU - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 45

Votanti 45

Maggioranza 23

Favorevoli 12

Contrari 33

(Il Consiglio non approva).

E' in votazione l'emendamento numero 86 privo anch'esso della copertura finanziaria. Anche per questo emendamento si indica la UPB S.01.03.010.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Colleghi, è preferibile che questa richiesta la faccia il Capogruppo, così evitiamo di chiedere che la richiesta venga appoggiata. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale dell'emendamento numero 86.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 86.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri CACHIA e CORRIAS hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: CASSANO - DEDONI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RASSU - SANJUST - SANNA Matteo - SCARPA - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - LANZI - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 46

Votanti 46

Maggioranza 24

Favorevoli 9

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 62.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, chiedo la votazione nominale dell'emendamento numero 62.

PRESIDENTE. Anche l'emendamento numero 62 è privo di copertura finanziaria; pertanto la spesa ivi prevista sarà posta a carico della UPB indicata nei precedenti emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CASSANO (Riformatori Sardi). Non tutti i giorni capita l'occasione di vedere l'Assessore in Aula, anche perché non è tenuto a farlo; però, siccome siamo in presenza di una richiesta di finanziamento, voglio ricordare che per quattro mesi, Assessore, per quattro mesi una comunità di 6 mila abitanti ha sofferto per la chiusura forzata della strada provinciale Ossi-Scala di Giocca. Adesso l'arteria è stata aperta, però l'intervento non è stato completamente realizzato. Quindi, gli amministratori locali del comune di Ossi sono in attesa che l'Assessore, così come da promessa, tra virgolette, fatta, riesca a realizzare completamente quanto dovuto.

Detto questo, però, io mi sono permesso di suggerire, in quanto conoscitore della zona, che con una cifra irrisoria pari a 500 mila euro, si potrebbe realizzare un'arteria alternativa che eviti, queste continue chiusure della strada provinciale Ossi-Scala di Giocca; cioè, si potrebbe realizzare un'arteria che parta dal depuratore fognario (lei sa perfettamente dove si trova), per poi collegare tutto il centro della zona alta del paese.

Credo che la realizzazione di quest'opera sia compatibile anche con le risorse che abbiamo a disposizione; sto facendo una proposta a nome di una comunità di 6 mila abitanti e oltre, per alleviare le sofferenze che, periodicamente, appunto, subiscono in tema di viabilità.

Adesso, alcuni consiglieri regionali potrebbero dire che Cassano "fa bottega", però, io mi auguro che chi conosce le situazioni, chi viene puntualmente alla scadenza elettorale a chiedere i voti agli ossesi, si ricordi che è seduto qui in Consiglio regionale anche grazie a quei consensi, perchè non c'è solo Cassano ma ci sono anche altri. Quindi, io mi associo alla richiesta di votazione nominale del collega Vargiu, così che gli ossesi sappiano chi vota a favore e chi vota contro.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 62.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Balia e Cassano hanno votato il primo contro, il secondo a favore.

Rispondono sì i consiglieri: CASSANO - DEDONI - LADU - PISANO - RANDAZZO Alberto - RASSU - SANJUST - SANNA Matteo - SCARPA - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - LANZI - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 48

Votanti 48

Maggioranza 25

Favorevoli 10

Contrari 38

(Il Consiglio non approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Presidente, solo per evidenziare, che per un errore l'emendamento numero 77, aggiuntivo, firmato da tutti i Capigruppo, è stato inserito al comma 8 mentre, anche per il contenuto, sarebbe dovuto essere inserito al comma 7. Per questo chiedo, se è possibile, di metterlo in votazione ora. E' un emendamento che prende in considerazione le politiche relative ai lavori pubblici, non ha previsione di risorse, ha soltanto l'esigenza di fare chiarezza su un argomento.

PRESIDENTE. Onorevole Masia, abbiamo detto che tutti gli emendamenti aggiuntivi collegati al comma 8 vanno spostati all'articolo 16; in sede di coordinamento, qualora riguardino materie diverse verranno inseriti nell'articolo di riferimento.

E' in votazione l'emendamento numero 43.

Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Intervengo per dichiarare il voto favorevole e per chiedere ai colleghi di valutare attentamente il contenuto sia dell'emendamento numero 43 che dell'emendamento numero 44, per i quali chiedo la votazione nominale. Richiamano infatti dichiarazioni di principio presenti nei programmi della maggioranza che sta governando la Regione, e mi sembra che non votare o votare contro sarebbe come avallare comportamenti non virtuosi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Presidente, io avevo già suggerito al collega Scarpa che questo era un classico emendamento da spostare all'articolo 16, direi di più, questo è il classico emendamento da Programma regionale di sviluppo, proprio perché vi sono enunciati dei principi fondamentali. Ora, siccome dobbiamo comunque dichiarare il voto, io dichiaro comunque il voto favorevole, però inviterei il collega Scarpa a chiederne lo spostamento all'articolo 16.

Visto che ha preso la parola, Presidente, ne approfitto per formulare i migliori auguri alla collega Lanzi che so aver assunto un ruolo (mi pare sia accaduto solo un'altra volta) che non è usuale venga assunto da una donna in questo Consiglio regionale. Collega Lanzi, ovviamente non posso che farle i migliori auguri, perché ha assunto un impegno, glielo assicuro, tra i più difficili; lei dovrà infatti dirigere un Gruppo composito, difficile, però credo che con la sua sapienza e con la sua capacità riuscirà a tenerlo unito.

PRESIDENTE. Onorevole Diana, non ci risulta che ci siano comunicazioni in questo senso, quando sarà il momento faremo tutti gli auguri alla collega Lanzi.

Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Chiedo di spostare gli emendamenti numero 43 e 44 all'articolo 16, se è possibile.

PRESIDENTE. Se non ci sono osservazioni la richiesta è accolta.

Passiamo all'esame dell'articolo 13. All'articolo 13 sono stati presentati diciassette emendamenti..

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13 e dei relativi emendamenti:

Art. 13

Investimenti nella qualità ambientale, urbana e per l'occupazione

1. La Regione, con una serie integrata di interventi, intende promuovere la qualità ambientale-urbana quale presupposto infrastrutturale di sviluppo del territorio e quale risposta immediata alle esigenze di occupazione. Gli interventi devono essere coerenti con il Piano paesaggistico regionale, con lo sviluppo sostenibile e con progetti integrati di sviluppo locale.

2. A tal fine sono promosse una serie di azioni per un ammontare complessivo, nell'anno 2007, di euro 412.000.000.

3. Concorrono al programma di investimenti i seguenti interventi:

a) euro 50.000.000 di cui all'articolo 10, comma 1 - Fondo di coesione e competitività;

b) euro 5.000.000 di cui all'articolo 11, comma 5 - Informatizzazione catasti;

c) euro 4.000.000 di cui all'articolo 14, comma 1 - Parchi, riserve e monumenti naturali;

d) euro 3.000.000 di cui all'articolo 14, comma 2 - Caratterizzazione e bonifica dei siti contaminati;

e) euro 10.000.000 di cui all'articolo 14, comma 3 - Bonifica e ripristino aree minerarie dismesse;

f) euro 10.000.000 di cui all'articolo 14, comma 6 - Sostenibilità ambientale nel campo energetico;

g) euro 15.000.000 di cui all'articolo 14, comma 7 - Salvaguardia, risanamento e valorizzazione del patrimonio ecologico ambientale;

h) euro 3.000.000 di cui all'articolo 14, comma 8 - Ripristino e valorizzazione compendi lagunari e stagnali;

i) euro 3.000.000 di cui all'articolo 20, comma 8 - Filiera agro-energetica - Biodiesel;

l) euro 15.000.000 di cui all'articolo 22, comma 2, lettera a) - Valorizzazione immobili (Posadas);

m) euro 5.000.000 di cui all'articolo 22, comma 2, lettera b) - Riqualificazione e valorizzazione ricettiva delle seconde case;

n) euro 15.000.000 di cui all'articolo 23, comma 1 - Diffusione dell'energia rinnovabile;

o) euro 25.000.000 di cui all'articolo 31, comma 2 - Riconversione e riqualificazione dei piccoli ospedali;

p) euro 100.000.000 di cui all'articolo 32, comma 7 - Programma straordinario di edilizia abitativa;

q) euro 15.000.000 di cui alla legge regionale n. 29 del 1998, articolo 4 - Centri storici;

r) euro 30.000.000 di cui alla legge regionale 5 dicembre 2005, n. 20, articolo 43 - Programma sperimentale per l'inserimento di persone inoccupate e disoccupate;

s) euro 4.000.000 di cui alla legge regionale 16 dicembre 2005, n. 22, articolo 7 - Protezione e decontaminazione dei siti inquinati dall'amianto;

t) euro 100.000.000 di cui alla legge regionale n. 4 del 2006, articolo 5 - Fondo di coesione e competitività.

ARTICOLO 13

EMENDAMENTO soppressivo totale DIANA - ARTIZZU - LIORI - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 13

L'art. 13 è soppresso. (125)

EMENDAMENTO soppressivo parziale GIUNTA REGIONALE.

Articolo 13

Al comma 3 la lett. r) è soppressa.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB

In diminuzione

UPB (909)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 13

Nel comma 3 alla lettera d) la somma di Euro 3.000.000 è rideterminata in Euro 6.000.000

Copertura Finanziaria

In Aumento

UPB S04.06.002-cap. SC04.1287 Anno 2007 Euro 3.000.000

In Diminuzione

UPB S08.01.002-cap.080024 Anno 2007 Euro 3.000.000

(mediante riduzione delle voci della Tabella A) della Finanziaria - FNOL). (622)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 13

Nel comma 3 alla lettera f) la somma di Euro 10.000.000 è rideterminata in Euro 12.000.000

Copertura Finanziaria


In Aumento

UPB S04.07.008-cap. SC04.1621


Anno 2007


Euro 2.000.000



In Diminuzione

UPB S08.01.002-cap. 08.0024


Anno 2007


Euro 2.000.000


(mediante riduzione delle voci della Tabella A) della Finanziaria - FNOL). (623)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 13

Nel comma 3 alla lettera i) la somma di Euro 3.000.000 è rìdeterminata in Euro 4.000.000

Copertura Finanziaria

In Aumento

UPB S06.02.003-cap. SC06.0212 Anno 2007 Euro 1.000.000

In Diminuzione

UPB S08.01.002-cap. 080024 Anno 2007 Euro 1.000.000

(mediante riduzione delle voci della Tabella A) della Finanziaria - FNOL). (624)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 13

Nel comma 3 alla lettera m) la somma di Euro 5.000.000 è rideterminata in Euro 6.000.000

Copertura Finanziaria

In Aumento

UPB S06.02.004-cap. SC06.0245 Anno 2007 Euro 1.000.000

In Diminuzione

UPB S08.01.002-cap.08.0024 Anno 2007 Euro 1.000.000

(mediante riduzione delle voci della Tabella A) della Finanziaria - FNOL). (625)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 13

Nel comma 3 alla lettera n) la somma di Euro 15.000.000 è rideterminata in Euro 18.000.000

Copertura Finanziaria

In Aumento

UPB S04.01.003-cap. SC04.0026 Anno 2007 Euro 3.000.000

In Diminuzione

UPB S08.01.002-cap 08.0024 Anno 2007 Euro 3.000.000

(mediante riduzione delle voci della Tabella A) della Finanziaria - FNOL). (626)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 13

Nel comma 3 alla lettera o) la somma di Euro 25.000.000 è rideterminata in Euro 35.000.000

Copertura Finanziaria

In Aumento

UPB S05.01.003-capp. SC05.0053/06 Anno 2007 Euro 10.000.000

In Diminuzione

UPB S08.01.002-cap 08.0024 Anno 2007 Euro 10.000.000

(mediante riduzione delle voci della Tabella A) della Finanziaria - FNOL). (627)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 13

Nel comma 3 alla lettera q) la somma di Euro 15.000.000 è rideterminata in Euro 16.000.000. (618)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 13

Nel comma 3 alla lettera r) la somma di Euro 30.000.000 è rideterminata in Euro 50.000.000. (619)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 13

Nel comma 3 alla lettera s) la somma di Euro 4.000.000 è rideterminata in Euro 5.000.000. (620)

EMENDAMENTO aggiuntivo CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 13

Nel titolo dell'articolo dopo le parole "investimenti nella qualità ambientale" sono aggiunte le parole "ed identitaria". (629)

EMENDAMENTO aggiuntivo CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 13

Nel comma 1 dopo le parole "intende promuovere" sono aggiunte le parole "d'intesa con le amministrazioni locali interessate". (630)

EMENDAMENTO aggiuntivo MANINCHEDDA - BALIA - MASIA - SALIS - SERRA Salvatore - PITTALIS - LAI Renato - MARRACINI - ATZERI.

Articolo 13

Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:

2 bis Una quota ulteriore, rispetto alle risorse già previste per gli interventi programmati e in essere nella Provincia di Nuoro, pari almeno al cinque per cento delle disponibilità recate dalla UPB S04.08.007 - capitolo SC04.1918, è destinata ad attività di forestazione nelle aree del Marghine, dell'Alta Valle del Tirso e della Baronia, con l'impiego prioritario di personale proveniente dalle imprese in crisi del territorio. (55)

EMENDAMENTO aggiuntivo CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 13

Nel comma 3 alla lettera q) dopo le parole "Centri storici;" sono aggiunte le seguenti parole " Di cui nei centri storici euro 4.000.000 sono indirizzati alla realizzazione della toponomastica in lingua sarda o comunque tutelata dalla legge regionale in materia linguistica. (628)

EMENDAMENTO aggiuntivo CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 13

Nel comma 3 alla lettera q) dopo le parole "Centri storici;" sono aggiunte le seguenti parole " Di cui nei centri storici euro 4.000.000 sono indirizzati alla realizzazione della toponomastica in lingua sarda o comunque tutelata dalla legge regionale in materia linguistica". (631)

EMENDAMENTO aggiuntivo CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 13

Nel comma 3 alla lettera r) dopo le parole "inoccupate e disoccupate;" sono aggiunte le seguenti parole "Nel programma un terzo della cifra stanziata dovrà essere destinato a sostegno di progetti per scavi archeologici relativi alla cultura nuragica." (621).)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, chiedo la parola per sapere come sono organizzati i lavori dell'Aula. Visto che stiamo iniziando oggi vorrei chiarezza sull'organizzazione dei lavori per tutti i giorni della settimana; è un punto questo che resta sempre oscuro se non si informano i consiglieri ad inizio lavori, mentre sarebbe buona norma farlo in modo tale che ciascuno possa organizzarsi di conseguenza.

PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, il Presidente aveva informato l'Aula delle decisioni assunte in Conferenza dei Capigruppo (orario 10-14 e 16-22), che ribadisco, salvo verifica in funzione dell'andamento dei lavori.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2007)" (274/S/A)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Presidente, in merito all'articolo 13 vorrei far notare (è stato rilevato anche in Commissione) che è un articolo che richiama poste di spesa riferite ad altri articoli; su questi articoli sono stati presentati emendamenti, modificativi proprio delle poste di spesa, che se fossero approvati comporterebbero variazioni di spesa che non risulterebbero nell'articolo 13 se noi lo approvassimo in questo momento. Pertanto, chiedo alla Presidenza se non sia il caso di accantonare l'articolo 13 per riprenderlo alla fine della discussione della finanziaria. PRESIDENTE. La Presidenza concorda sulla proposta di sospendere l'articolo 13.

Passiamo all'esame dell'articolo 14. All'articolo 14 sono stati presentati trentasei emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 14 e dei relativi emendamenti:

Art. 14

Disposizioni nel settore ambientale

1. È autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 4.000.000 per la realizzazione di parchi, di riserve e di monumenti naturali regionali da istituirsi ai sensi della legge regionale 7 giugno 1989, n. 31 (Norme per l'istituzione e la gestione dei parchi) (UPB S04.08.001 - cap. SC04.1725).

2. È autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 3.000.000, per l'attuazione di interventi di caratterizzazione e bonifica dei siti contaminati della Regione, compresi gli interventi di caratterizzazione delle aree a mare del Sulcis-Iglesiente-Guspinese e delle aree interessate da smaltimento incontrollato dei rifiuti (UPB S04.06.002 - cap. SC04.1287).

3. È autorizzata, per ciascuno degli anni 2007, 2008, 2009 e 2010 la spesa di euro 10.000.000 per implementare il processo di bonifica e di ripristino ambientale delle aree minerarie dismesse anche per il loro riutilizzo a fini turistico-ambientali (UPB S04.06.006 - cap. SC04.1393 e UPB S04.06.001 - cap. SC04.1262).

4. È autorizzata, nell'anno 2007, quale anticipazione, la spesa di euro 200.000 per la gestione della procedura di project financing finalizzata alla realizzazione di una centrale termica integrata nell'agglomerato industriale di Ottana; tale spesa è posta a carico del soggetto aggiudicatario della relativa gara (UPB S04.05.001 - cap. SC04.1136).

5. È autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 35.000 per le finalità perseguite dall'Autorità ambientale di cui al regolamento comunitario n. 1260 del 1999 (UPB S04.07.007 - cap. SC04.1587 e UPB S04.07.008 - cap. SC04.1614).

6. È autorizzata la spesa di euro 10.000.000 per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009 per la predisposizione e l'attuazione di un programma regionale rivolto agli enti pubblici, per finanziare la realizzazione di impianti fotovoltaici finalizzati alla produzione di energia rinnovabile e di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali in osservanza delle previsioni del Piano energetico regionale. Gli impianti devono essere inseriti nelle strutture edilizie e prevedere per quelli fotovoltaici una potenza massima di 20kW. Il relativo programma d'intervento è approvato dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente (UPB S01.05.002 - cap. SC01.0943 e UPB S04.07.008 - cap. SC04.1621).

7. È autorizzata la spesa di euro 15.000.000, nell'anno 2007, per la prosecuzione dell'azione di risanamento, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio ecologico-ambientale della Sardegna. L'Amministrazione regionale è autorizzata a programmare, con priorità per le aree contigue alle strade nazionali e provinciali, a finanziare, coordinare e controllare interventi di rimozione di depositi incontrollati di rifiuti, di pulizia di aree soggette ad abbandono di rifiuti, di recupero di rifiuti, di riciclaggio degli stessi e loro smaltimento finale. Il programma è realizzato attraverso l'affidamento a soggetti privati, che hanno convenzioni o pongano in essere nuove convenzioni con la Regione per la stabilizzazione di lavoratori socialmente utili e/o a soggetti pubblici (UPB S04.05.002 - cap. SC04.1156).

8. È autorizzata la spesa complessiva di euro 30.000.000, da ripartirsi in ragione di euro 3.000.000 nell'anno 2007, euro 10.000.000 nell'anno 2008 e euro 17.000.000 nell'anno 2009, per programmare, finanziare e attuare, attraverso la delega alle province, interventi per il ripristino ambientale e la valorizzazione dei compendi lagunari e stagnali della Sardegna, nonché per la manutenzione dei canali e altri manufatti atti alla regolamentazione idraulica dei corpi idrici lagunari e stagnali anche utilizzati a scopo produttivo (UPB S04.08.006 - capp. SC04.1913 e SC04.1914).

9. A valere sulle disponibilità recate dalla UPB S04.08.013 - cap. SC04.2246, è autorizzata, per l'anno 2007, l'ulteriore spesa di euro 50.000 per il completamento dello studio di fattibilità della scuola di formazione del Corpo forestale e di vigilanza ambientale da realizzarsi a Nuoro.

10. È autorizzata la concessione di un contributo annuo, valutato in euro 100.000, a favore del Soccorso alpino e speleologico della Sardegna, servizio regionale del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico della Sardegna, quale struttura operativa della protezione civile di cui alla legge 24 febbraio 1992, n. 225 (Istituzione del Servizio nazionale della protezione civile), e successive modifiche e integrazioni, per le attività di soccorso sanitario da espletare nel territorio montano, nell'ambiente ipogeo e nelle zone impervie del territorio regionale secondo la disciplina prevista dalla legge 21 marzo 2001, n. 74 (Disposizioni per favorire l'attività svolta dal Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) e dalla legge 27 dicembre 2002, n. 289 (legge finanziaria 2003) (UPB S04.03.005 - cap. SC04.0417).

11. Nella legge regionale n. 9 del 2006 sono introdotte le seguenti modifiche:

a) la lettera d) del comma 1 dell'articolo 50 è sostituita dalla seguente:
"d) verifica e controllo dei livelli quantitativi e qualitativi dei servizi assicurati agli utenti dal gestore del servizio idrico integrato;";

b) nella lettera a) del comma 1 dell'articolo 51 la frase "compresa la pubblica fognatura" è soppressa;

c) la lettera b) del comma 1 dell'articolo 51 è sostituita dalla seguente:
"b) controllo degli scarichi di acque reflue fuori dalla pubblica fognatura, ed irrogazione, nelle fattispecie relative alle funzioni attribuite o trasferite ai sensi del presente articolo, delle sanzioni amministrative pecuniarie conseguenti a violazioni della normativa in materia di tutela qualitativa e quantitativa delle acque, introito e destinazione dei proventi ad interventi di prevenzione e riduzione dell'inquinamento dei corpi idrici;";

d) il comma 2 dell'articolo 51 è sostituito dal seguente:
"2. Sono altresì attribuiti alle province i compiti e le funzioni riguardanti il rilascio delle autorizzazioni relative alle seguenti attività:

a) immersione in mare da strutture ubicate nelle acque del mare o in ambiti ad esso contigui di materiali di escavo di fondali marini, o salmastri, o di terreni litoranei emersi;

b) immersione in mare di inerti, materiali geologici inorganici e manufatti al solo fine di utilizzo, ove ne sia dimostrata la compatibilità ambientale e l'innocuità;

c) immersione in casse di colmata, in vasche di raccolta o comunque in strutture di contenimento poste in ambito costiero dei materiali di cui alla lettera a) del presente articolo;

d) posa in mare di cavi e condotte ed eventuale relativa movimentazione dei fondali marini non avente carattere internazionale.";

e) nel comma 4 dell'articolo 51 dopo la lettera b) è aggiunta la seguente:
"b bis) rilascio delle autorizzazioni allo scarico in pubblica fognatura, irrogazione delle sanzioni amministrative relative, introito e destinazione dei proventi al finanziamento di interventi di prevenzione e riduzione dell'inquinamento dei corpi idrici.".

12. I beni mobili, anche registrati, di proprietà della Regione e in carico al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, utilizzati tramite assegnazione temporanea all'Ente foreste della Sardegna per le esigenze della campagna antincendi fino all'anno 2006, possono essere ceduti in via definitiva al medesimo ente.

13. Il comma 9 dell'articolo 20 della legge regionale 29 aprile 2003, n. 3, (legge finanziaria 2003) è sostituito dal seguente:
"9. Al fine di ottimizzare la gestione tecnico-finanziaria ed operativa delle relative unità navali, è istituito il "Registro naviglio" del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, nel quale sono iscritte tutte le unità navali in dotazione allo stesso Corpo e destinate all'espletamento dei compiti ad esso attributi dalla legge regionale 5 novembre 1985, n. 26 (Istituzione del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione sarda). La Giunta regionale predispone il relativo disciplinare di esecuzione, che stabilisce le modalità di iscrizione delle unità navali nel Registro e le modalità di tenuta dello stesso.".

14. Ai fini di contenere i costi di gestione e migliorare la distribuzione delle risorse umane in funzione delle effettive esigenze, l'ARPAS procede ad una graduale riduzione della dotazione del personale dirigente risultante dalla ricognizione di cui all'articolo 10, comma 9 della legge regionale n. 6 del 2006. Per gli eventuali esuberi, risultanti dall'approvazione della pianta organica, è attivato l'istituto della mobilità a favore di altri enti pubblici con particolare riferimento alle province di nuova istituzione. A supporto dell'organizzazione dell'ARPAS, secondo metodi innovativi che favoriscano l'efficienza e l'efficacia della stessa, è estesa al personale in transito nell'Agenzia proveniente dalle aziende sanitarie locali, l'applicazione dell'articolo 18 e articolo 19, commi 1, 2 e 3, della legge regionale n. 7 del 2005. In relazione ai medesimi commi i requisiti ivi previsti devono essere maturati entro il 31 dicembre 2007 e la domanda di risoluzione del rapporto deve essere presentata entro il 30 giugno 2007; alla relativa spesa si fa fronte con le risorse stanziate appositamente nel bilancio dell'ARPAS.

15. Le competenze in materia di lotta contro gli insetti nocivi e contro i parassiti dell'uomo, degli animali e delle piante di cui all'articolo 14, primo comma, lettera f) della legge regionale n. 1 del 1977, sono attribuite all'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale che si avvale, per gli aspetti tecnico-scientifici, dell'Agenzia AGRIS, ai sensi dell'articolo 9 della legge regionale n. 13 del 2006, alla quale è demandata l'attività del laboratorio fitopatologico.

16. Le funzioni in materia di pesca, acquacoltura e molluschicoltura, ivi compresa la ricerca, la tutela, la valorizzazione, la qualità dei prodotti ittici e l'educazione alimentare, di cui all'articolo 14, comma primo, lettera d), della legge regionale n. 1 del 1977, sono attribuite alla competenza dell'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Sono parimenti attribuite all'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale le competenze relative agli interventi di valorizzazione produttiva delle lagune, stagni e laghi salsi della Sardegna, mentre, relativamente agli stessi, permangono in capo all'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente, le competenze relative agli interventi di tutela. Per la realizzazione di tali interventi l'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente provvede di concerto con l'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

17. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, con proprio decreto, provvede alle conseguenti variazioni di bilancio necessarie per l'attuazione dei commi 15 e 16, ferma restando in capo all'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente la gestione, fino a loro esaurimento, delle somme sussistenti in conto dei residui e impegnate in conto competenza per le medesime finalità alla data di entrata in vigore della presente legge.

18. Le agenzie istituite dalla legge regionale n. 13 del 2006 perseguono anche la finalità di favorire lo sviluppo del settore della pesca ed acquacoltura. A tal fine ciascuna di esse, nel proprio campo specifico, esercita le funzioni attribuite dalla norma anche in questo comparto.

19. Dopo la lettera d) dell'articolo 3 della legge regionale 9 giugno 1999, n. 24 (Istituzione dell'Ente Foreste), è inserita la seguente:

"d bis) il personale dell'Ente foreste della Sardegna può essere impegnato in lavori sistematori e forestali in genere, anche con carattere di prevenzione, fuori dai compendi forestali gestiti a qualunque titolo, con disposizione della Giunta regionale. Con le stesse modalità il personale può essere impiegato in compiti di programmazione, progettazione e direzione dei lavori per tutte le attività di carattere ambientale in genere, sui terreni pubblici dei comuni o di altri Enti.".

20. Per gli anni 2007, 2008 e 2009 il contributo annuo alle province di cui all'articolo 2, comma 1, della legge regionale 1° giugno 1999, n. 21 (Trasferimento alle Province delle funzioni in materia di controllo e lotta contro gli insetti nocivi ed i parassiti dell'uomo, degli animali e delle piante e soppressione di ruoli speciali ad esaurimento), è determinato in misura non inferiore a 8.600.000 (UPB S05.01.013).

21. Il comma 1 dell'articolo 37 della legge regionale n. 20 del 2005 è sostituito dal seguente:
"1. Le assunzioni a tempo indeterminato e determinato presso l'Ente foreste della Sardegna di personale destinato alla gestione dei cantieri di forestazione, avvengono mediante richiesta di avviamento presso i Centri dei servizi per il lavoro competenti per territorio. Le assunzioni devono essere effettuate tra i disoccupati residenti nel comune nel cui territorio insistono i cantieri, sulla base di accordi stipulati tra l'Ente e le organizzazioni sindacali dei lavoratori e i comuni interessati.".

22. Quanto disposto dall'articolo 40 della legge regionale n. 20 del 2005, non si applica all'Ente foreste, per la parte relativa all'impiego di operai generici, qualificati o di livello superiore, appartenenti ai livelli retributivo-funzionali per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell'obbligo, fatte salve le selezioni interne previste dalla vigente normativa.

EMENDAMENTO soppressivo parziale DAVOLI - LANZI - URAS - LICHERI - PISU - FADDA.

Articolo 14

Il comma 4 dell'articolo 14 è soppresso. (898)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Nel comma 6 il testo dalle parole "Gli impianti" alle parole "di 20 kw." Sono soppresse. (639)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 14

Il comma 7 è soppresso. (127)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Nel comma 7 il testo dalle parole "Il programma è realizzato" alle parole "soggetti pubblici" è soppresso. (640)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Nel comma 7 il testo dalle parole "che hanno convenzioni" alle parole ""soggetti pubblici" è soppresso. (641)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Nel comma 11 alla lett. e) il testo dalle parole "introito e destinazione" alle parole corpi idrici" è soppresso. (643)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - ARTIZZU - LIORI - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 14

Il comma 14 è soppresso. (128)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Nel comma 14 il testo compreso dalle parole "A supporto" alle parole "bilancio dell'ARPAS" è soppresso. (633)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Il comma 15 è soppresso. (647)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Il comma 16 è soppresso. (648)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Il comma 19 è soppresso. (649)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Nel comma 1 la spesa di Euro 4.000.000 è rideterminata in Euro 2.000.000

Copertura Finanziaria

In Diminuzione

UPB S04.08.001-cap. SC04.1725 Anno 2007 Euro 2.000.000

In Aumento

UPB S08.01.002-cap.08.0024 Anno 2007 Euro 2.000.000

(mediante riduzione delle voci della Tabella A) della Finanziaria - FNOL). (634)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Nel comma 3 per gli anni 2007, 2008, 2009 e 2010 la spesa di Euro 10.000.000 è rideterminata in Euro 8.000.000

Copertura Finanziaria

In Diminuzione

UPB S04.06.006-cap. SC04.1393 e Anno 2007 Euro 2.000.000

UPB S04.06.001-cap. SC04.1262 Anno 2008 Euro 2.000.000

Anno 2009 Euro 2.000.000

Anno 2010 Euro 2.000.000

In Aumento

UPB S08.01.002-cap.08.0024 Anno 2007 Euro 2.000.000

Anno 2008 Euro 2.000.000

Anno 2009 Euro 2.000.000

Anno 2010 Euro 2.000.000

(mediante riduzione delle voci della Tabella A) della Finanziaria - FNOL). (635)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CUCCA - BIANCU - SABATINI.

Articolo 14

Nel comma 7 dell'articolo 14 le parole:

"l'affidamento a soggetti privati, che hanno convenzioni o pongano in essere nuove convenzioni con la Regione per la stabilizzazione di lavoratori socialmente utili e/o a soggetti pubblici", sono sostituite dalle parole: "la delega agli enti locali". (871)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Nel comma 8 la spesa complessiva di Euro 30.000.000 è rideterminata in Euro 25.000.000 da ripartirsi in ragione di euro 3.000.000 nell'anno 2007, euro 8.000.000 nell'anno 2008 e euro 14.000.000 nell'anno 2009.

Copertura Finanziaria

In Diminuzione

UPB S04.08.006-capp. SC04.1913/14 Anno 2007 Euro 5.000.000

In Aumento

UPB S08.01.002-cap.08.0024 Anno 2007 Euro 5.000.000

(mediante riduzione delle voci della Tabella A) della Finanziaria - FNOL). (642)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale dell'EMENDAMENTO n. 642 PORCU - SANNA Francesco.

Le parole dopo "Nel comma 8 la spesa complessiva di Euro 30.000.000..." sono così sostituite:

"...è da ripartirsi in ragione di Euro 2.600.000 nell'anno 2007, Euro 9.000.000 nell'anno 2008 e Euro 15.600.000 nell'anno 2009.

Per le finalità di cui al comma 1 dell'art. 40 della L.R. 7/2005, è autorizzata la spesa di Euro 400.000 per l'anno 2007, di Euro 1.000.000 per l'anno 2008, Euro 1.400.000 per l'anno 2009, per la manutenzione programmata dei lavori realizzati nell'ambito del programma di salvaguardia del litorale e delle retrostanti zone umide di interesse internazionale dell'area metropolitana di Cagliari (UPB S04.08.005 - Cap. SC04.1901).

Copertura Finanziaria

In Diminuzione

UPB S04.08.006 - Capp. SC04.1913/14 2007 Euro 400.000

2008 Euro 1.000.000

2009 Euro 1.400.000

In Aumento

UPB S04.08.005 - Cap. SC04.1901 2007 Euro 400.000

2008 Euro 1.000.000

2009 Euro 1.400.000 . (948)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Nel comma 12 le parole "possono essere" sono sostituite dalla parola "sono". (645)

EMENDAMENTO aggiuntivo CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Nel comma 3 dopo le parole " Turistico-ambientali." sono aggiunte le parole "Nel caso di cessione a qualsiasi titolo delle aree bonificate o da bonificare, il costo del ripristino dovrà essere restituito alla Regione dai soggetti che le riutilizzassero". (636)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Articolo 14

Dopo il comma 3 dell'articolo 14 sono aggiunti i seguenti:

3bis. Le competenze in materia di bonifica e ripristino ambientale derivanti dall'attuazione della convenzione Stato/Regione del 23.10.2001 e 04.12.2001 per la stabilizzazione dei Lavoratori Socialmente Utili già impegnati nel progetto del Parco Geominerario della Sardegna sono trasferite all'Assessorato Difesa dell'ambiente.

3ter. In conseguenza di quanto disposto dal comma precedente, sono trasferite all'Assessorato Difesa dell'ambiente le risorse presenti nella U.P.B. S04.06.005 - posizione finanziaria SC04.1366 del Bilancio della Regione, e la relativa gestione aanche in riferimento alle attività svolte antecedentemente all'entrata in vigore della presente legge. (908)

EMENDAMENTO aggiuntivo CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Nel comma 4 dopo le parole " industriale d'Ottana" sono aggiunte le parole " che non utilizzi come combustibile rifiuti di qualsiasi natura". (637)

EMENDAMENTO aggiuntivo CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Nel comma 6 dopo le parole "enti pubblici," sono aggiunte le parole "imprese e privati". (638)

EMENDAMENTO sostitutivo totale dell'EMENDAMENTO n. 876 GIUNTA REGIONALE.

L'emendamento n. 876 è così modificato:

Nel comma 7, dopo le parole "nell'anno 2007" sono aggiunte le seguenti "di cui: euro 5.550.000 da destinarsi ad interventi regionali e cantieri comunali di salvaguardia e valorizzazione ambientale ed archeologico-museale, propedeutici alla realizzazione del Parco geominerario della Sardegna (U.P.B. S04.06.005 - cap. SC04.1369); euro 400.000 da destinarsi ad interventi nell'isola dell'Asinara (U.P.B. S04.05.002 - cap. SC04.1156) e la somma restante". (962)

EMENDAMENTO aggiuntivo LAI Silvio - MARROCU - FLORIS - CHERCHI.

Articolo 14

Nel comma 7 dopo le parole "nell'anno 2007" sono aggiunte le seguenti: "di cui almeno euro 1.000 da destinarsi ad interventi nell'isola della Asinara,". (876)

EMENDAMENTO aggiuntivo CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Nel comma 14 dopo le parole " nuova istituzione" sono aggiunte le parole " in alternativa verranno concessi incentivi all'esodo pari ad almeno 36 mensilità al netto delle trattenute fiscali corrispondenti al 50% delle trattenute fiscali riconosciute per il TFR". (632)

EMENDAMENTO aggiuntivo CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Nel comma 14 dopo le parole "nuova istituzione" sono aggiunte le parole "in alternativa verranno concessi incentivi all'esodo pari ad almeno 36 mensilità al netto delle trattenute fiscali corrispondenti al 50% delle trattenute fiscali riconosciute per il TFR". (646)

EMENDAMENTO aggiuntivo CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Nel comma 14 dopo le parole "nuova istituzione" sono aggiunte le parole "in alternativa verranno concessi incentivi all'esodo pari ad almeno 36 mensilità al netto delle trattenute fiscali corrispondenti al 50% delle trattenute fiscali riconosciute per il TFR". (650)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.

Articolo 14

Dopo il comma 15 dell'articolo 14 è introdotto il seguente:

"15 bis. Al fine di anticipare il pagamento dei premi previsti dal Piano di Sviluppo Rurale per gli anni 2000/2006, inseriti negli elenchi di liquidazione inviati ad Agea entro la data del 31 dicembre 2006, è autorizzata l'anticipazione alla stessa Agenzia fino all'importo di euro 20.000.000. Tale somma è integralmente rimborsata da Agea a valere sul trasferimenti a favore della stessa Agenzia da parte della Commissione Europea e del Ministero dell'Economia per le spese a carico del Programma di sviluppo Rurale 2007/2013".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

ENTRATA

U.P.B. E01.05.002 Recuperi e rimborsi in capo all'Assessorato dell'Agricoltura e Riforma agro-pastorale

(Cap. N.I.) C.d.R. 00.06.01.02

2007 € 20.000.000

SPESA

STRATEGIA 04

U.P.B. S04.11.004 Piano di sviluppo rurale e azioni di supporto per l'informazione e la formazione in agricoltura

(Cap. N.I.) C.d.R. 00.06.01.02

2007 € 20.000.000 (920)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.

Articolo 14

Dopo il comma 15 dell'articolo 14 è introdotto il seguente:

"15 bis. È autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 2.400.000 quale contributo a favore dell'ARPAS per l'esecuzione di lavori di adeguamento e ristrutturazione di un immobile di proprietà regionale, da cedersi in comodato d'uso, quale sede del dipartimento provinciale di Oristano".

STRATEGIA 01

In aumento

U.P.B. S01.05.002 Incremento, valorizzazione e manutenzione del patrimonio e del demanio regionale

(Cap. N.I.)

2007 € 1.200

COPERTURA FINANZIARIA

STRATEGIA 08

In diminuzione

U.P.B. S08.01.003 FNOL Voce 2 2007 € 1.200

2008 € 1.200 (946)

EMENDAMENTO aggiuntivo DAVOLI - LANZI - URAS - LICHERI - PISU - FADDA.

Articolo 14

Dopo il comma 20 dell'articolo 14 è aggiunto il seguente: "20 bis. Alle Province di Nuoro e Ogliastra è autorizzata per l'anno 2007 la spesa di euro 360.000 per il potenziamento del piano di attività del centro provinciale antinsetti".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S01.06.001

2007 euro 360.000

In diminuzione

UPB

Fondo nuovi oneri legislativi - investimenti, voce 2

2007 euro 360.000 (897)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - ARTIZZU - LIORI - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 14

Dopo il comma 22 è aggiunto il seguente comma:

"22 bis. E' istituita la sede dell'Ispettorato ripartimentale del Corpo forestale per la Provincia del Medio Campidano, con sede a Villacidro.". (126)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - ARTIZZU - LIORI - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 14

Dopo il comma 22 è aggiunto il seguente comma:

22 bis. E' autorizzata la spesa di Euro 80.000,00 annui per le annualità 2007,2008 e 2009, al fine di erogare un contributo per la costituzione e il funzionamento dell'Agenzia per l'Energia sostenibile della Provincia di Oristano.". (129)

EMENDAMENTO aggiuntivo CUCCA - MARROCU - BIANCU - FLORIS - MASIA - SABATINI - PORCU - CHERCHI - URAS - PIRISI - BARRACCIU - PISU - SANNA Francesco.

Articolo 14

Dopo il comma 22 è aggiunto il seguente:

22 bis. L'Ente Foreste è autorizzato, all'interno della dotazione organica definita dall'art. 12 della legge n.24/99 e successive modificazioni, a redistribuire l'orario di lavoro derivante da cessazioni e abbandoni verificatesi per qualsiasi motivo, su lavoratori già dipendenti dell'ente a orario ridotto al fine di avviare un processo dì stabilizzazione dei lavoratori turnisti.

Le modalità e i criteri saranno definiti da appositi accordi tra l'Ente Foreste e le 00 SS firmatarie del CCNL. (877)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.

Articolo 14

Dopo il comma 22 è aggiunto il seguente:

Per la realizzazione di un progetto di ambientalizzazione dei tralicci dell'energia elettrica e per il
miglioramento del servizio di distribuzione, è autorizzata, nell'anno 2007 la spesa di euro 5.000.000. Il
relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta regionale su proposta dell'Assetare regionale
competente in materia di ambiente (UPB. S04.06.002 - cap. SC 04.1293. (933)

INSERIRE EMENDAMENTO N. 950

EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA.

Articolo 14

Dopo l'art. 14 è inserito il seguente:

14-bis

Disposizioni a favore delle popolazioni interessate da fenomeni di inquinamento conseguente ad attività Industriali.

1. A decorrere dall' anno 2008, le maggiori entrate a favore della Regione conseguenti alla vertenza con lo Stato per le entrate tributarie provenienti dalle attività industriali elencate nell' allegato I della Convenzione Internazionale di Aarus del 25 giugno 1998, ratificata dallo Stato Italiano con Legge 16 marzo 2001 n. 108, sono destinate nella misura del 50% a favore dei singoli territori le cui popolazioni siano concretamente interessate dai fenomeni di inquinamento ambientale correlato alla attività industriale svolta dall' impresa che effettua il versamento dei tributi.

2.Le somme vengono destinate ai Comuni in cui risiedono le popolazioni interessate perché pongano in essere interventi di monitoraggio ambientale, di recupero e valorizzazione del territorio compromesso dai fenomeni di inquinamento, di monitoraggio della salute delle persone, di prevenzione delle patologie collegate allo svolgimento delle attività industriali, ed in generale di promozione di attività sociali e produttive ecosostenibili e tese alla difesa e alla valorizzazione dell' ambiente, con esclusione degli interventi di bonifica e recupero ambientale che la legge espressamente pone a carico di chi inquina.

3.Anche con riferimento ai territori interessati dai precedenti commi 1 e 2 la Regione promuove la applicazione del generale principio "chi inquina paga". (45).)

PRESIDENTE. Ricordo che a questi emendamenti va aggiunto l'emendamento numero 533 spostato dall'articolo 6.

E' iscritto a parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Brevemente, per illustrare ai colleghi l'emendamento numero 45 e l'emendamento numero 950, che modifica soltanto una percentuale contenuto nel testo dell'emendamento numero 45.

Il ragionamento che ha ispirato questa proposta è questo. Noi abbiamo portato avanti una vertenza con lo Stato sulle entrate tributarie. Abbiamo detto allo Stato che non poteva trattenere le somme maturate come entrate tributarie per le attività svolte nel nostro territorio. Lo Stato ci ha riconosciuto maggiori entrate legate alle attività produttive svolte in Sardegna, anche da soggetti che hanno sede fuori della Sardegna.

La nostra proposta prevede che per le attività inquinanti svolte sul territorio regionale le maggiori entrate tributarie, e per attività inquinanti faccio riferimento a quelle elencate dalla Convenzione di Aarus ratificata dallo Stato italiano con legge del 16 marzo 2001, numero 108, in una percentuale del 50 per cento nel primo emendamento, emendata poi al 25 per cento, vengano destinate alle collettività locali che subiscono l'inquinamento per lo svolgimento di attività descritte nella norma.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue SCARPA.) Si tratta di un intervento doveroso che va nella direzione delle politiche adottate dalla Giunta regionale, che ha destinato la tassa di soggiorno proprio alle comunità che subiscono l'impatto ambientale prodotto dal flusso turistico. Si tratta di una risposta articolata (pregherei i colleghi di esaminarla), perché credo sia assolutamente doveroso compensare le popolazioni che subiscono la presenza delle attività inquinanti con questa piccola percentuale del 25 per cento delle maggiori entrate. Le attività che queste popolazioni possono svolgere sono meglio descritte nella norma e questa compensazione non inficia comunque il principio che "chi inquina paga"; la Regione deve sempre pretendere da chi ha prodotto l'inquinamento che proceda a sue spese alle bonifiche.

Non c'è stata la possibilità di approfondire il contenuto di questa proposta, tuttavia io trovo che se la Giunta regionale compensa i centri turistici accordando loro la metà delle imposte di soggiorno, a maggior ragione dovrebbe compensare le collettività che subiscono le attività industriali inquinanti. Quindi chiedo ai colleghi di valutare la possibilità che questa norma, che non dovrebbe avere un impatto devastante sulle finanze regionali, mentre avrebbe una grande importanza per le popolazioni interessate, possa trovare accoglimento.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Davoli. Ne ha facoltà.

DAVOLI (R.C.). Presidente, l'articolo 14 contiene indubbiamente delle disposizioni molto, molto importanti per la politica ambientale della nostra isola. Cito, per esempio, le risorse per la realizzazione dei parchi, delle riserve e dei monumenti naturali; le risorse per le bonifiche dei siti contaminati come il Sulcis-Iglesiente-Guspinese, e le aree minerarie dismesse. Lo stanziamento, 10 milioni di euro, previsto nel comma 6 "…per finanziare la realizzazione di impianti fotovoltaici finalizzati alla produzione di energia rinnovabile e di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici…", eccetera; ancora finanziamenti per il ripristino ambientale e la valorizzazione delle aree lagunari e delle zone umide; e tanti altri interventi. Indubbiamente un articolo costruito bene su particolari situazioni che viviamo in Sardegna, in linea sostanzialmente con il percorso ambientalmente corretto che la Regione Sardegna ha elaborato.

Però, ahimè, c'è un punto fondamentale, ripeto fondamentale, su cui vorrei fare qualche riflessione. Si tratta del comma 4 dell'articolo, in cui si parla di una centrale termica integrata. La centrale termica integrata prevede il famoso e tanto discusso inceneritore di Ottana, io uso il termine inceneritore. A mio parere non si riesce a capire come questa Giunta regionale abbia deliberato la costruzione di un megatermovalorizzatore a Ottana, che dovrebbe smaltire i rifiuti di circa la metà degli abitanti della Sardegna (parliamo di 800 mila persone), proprio nel momento in cui in molte parti del mondo stanno emergendo i limiti di questi impianti, sia sul piano economico che sul piano degli effetti sulla salute delle comunità interessate. La spesa prevista per la costruzione è di circa 160 milioni di euro.

E' ormai provato in sede scientifica (c'è in materia una letteratura molto varia e molto precisa) che l'attività di incenerimento dei rifiuti provoca le emissioni di micro e di nano particelle (PM10, PM2.5) che aumentano in maniera esponenziale il rischio di contrarre patologie gravi o letali come vari tipi di neoplasie. Noi sappiamo (anche su questo c'è una copiosa letteratura) che per lo smaltimento esistono metodologie alternative, come la raccolta differenziata, il riutilizzo, il riciclo, che hanno sicuramente un impatto meno devastante dell'incenerimento.

Tra l'altro ci sono anche dubbi e forti perplessità sulla produzione di 20 megawatt di energia, attraverso appunto il termovalorizzatore di Ottana; da uno studio effettuato da eminenti scienziati emerge infatti che occorrerebbero ben più delle 200 mila tonnellate previste nel piano di incenerimento dei rifiuti, facendo ovviamente i calcoli sul potere calorico dei rifiuti medesimi, per produrre 20 megawatt di energia. Ne vale la pena? Secondo noi no, nella maniera più assoluta. Non ne vale proprio la pena. Anche perché in questo modo, con questo meccanismo, con questa proposta si vuole puntare sull'incenerimento dei rifiuti sia per produrre energia, magari creando qualche posto di lavoro, sia per consolidare - questa, a mio parere, è la cosa più grave - la pratica dell'incenerimento come modello virtuoso, illudendosi ed illudendo di riuscire così in qualche modo a quadrare il cerchio.

Tutto questo in contrasto con i principi di una corretta politica di gestione dei rifiuti che individua la riduzione e il riutilizzo come fasi prioritarie, diminuendo, se non azzerando del tutto in prospettiva, il ricorso allo smaltimento in discarica e all'incenerimento; quest'ultimo, appunto, da ritenersi in qualche modo residuale.

Qualche giorno fa padre Alex Zanotelli, che non è un sovversivo comunista, in una trasmissione molto interessante, che forse voi tutti conoscete, parlando appunto di rifiuti, parlando di risorse e di energie alternative ha portato l'esempio straordinario, perlomeno a mio parere è straordinario e anche didattico da questo punto di vista, della città di San Francisco. Tutti la immaginano come una città caotica, con tanti problemi, di viabilità, di disagi sociali, eccetera, eccetera, però San Francisco ha un importante primato: questa città così grande, così immensa ricicla il 75 per cento dei rifiuti prodotti.

Un altro scienziato, chiamiamolo così, dell'architettura, il professor Renzo Piano - giusto per parlare di riutilizzo e di riciclaggio di materiale prodotto in un certo modo - descrivendo un suo progetto, la costruzione di un grattacielo in una città americana, sottolineava che per la costruzione sarebbe stato utilizzato tutto il materiale (rifiuti inerti, ferro e altri)recuperato dall'abbattimento di un edificio.

Questi sono esempi concreti per dimostrare che è possibile percorrere altre strade, per dimostrare che è possibile un riutilizzo produttivo dei rifiuti e che l'incenerimento, invece, bisogna metterlo da parte. Tra l'altro, l'Unione europea non più tardi di qualche mese fa ha stabilito una precisa gerarchia sulla gestione dei rifiuti dando priorità alla prevenzione, alla riduzione delle quantità, al riutilizzo, al riciclaggio, ad altre operazioni e allo smaltimento sicuro ed ecologico. L'incenerimento figura all'ultimo posto e va dimostrato, tra l'altro, che ad esso non vi sono alternative.

In questo periodo in Sardegna, non solo nel centro Sardegna, non solo a Ottana, a Nuoro o in qualche comune - è vero, qualcuno l'ha fatto anche strumentalmente - è in corso un importante dibattito su questo tema, non possiamo far finta che non esista. Anche ieri, durante un incontro nella sede della provincia tra il Presidente della Regione e il Presidente della provincia, si è ragionato a proposito, appunto, del piano strategico della provincia di Nuoro, sull'ipotesi del termovalorizzatore; sono state avanzate delle perplessità, dei dubbi, e alcune riflessioni hanno convinto moltissimi consiglieri che bisogna ragionare meglio, che bisogna cercare di non avere fretta nell' ipotizzare percorsi di questo tipo.

Quindi, il dibattito si è sviluppato e sta continuando ma certamente non è per merito della Regione, anche se la Regione nella risposta data al Gruppo di Rifondazione Comunista, ad un'interpellanza presentata circa un anno fa, aveva comunicato che si sarebbe attivata per individuare procedure atte a coinvolgere le popolazioni interessate dall'intervento, affinché le stesse potessero comprendere l'utilità e la necessità dell'opera in discussioen. Bene, tutto questo non è stato fatto.

PRESIDENTE. Onorevole Davoli, per cortesia, concluda.

DAVOLI (R.C.). Riprenderò l'argomento successivamente;al momento chiedo, anche alla luce del dibattito avvenuto in Aula, che questo comma 4 - poiché tratta di energia -venga spostato all'articolo 16.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Presidente, questo articolo 14 suscita numerosissime perplessità, come quella esposta dall'onorevole Davoli relativamente al contenuto del comma 4 nel quale si dà per scontato che "E' autorizzata nell'anno 2007, quale anticipazione, la spesa di euro 200 mila per la gestione della procedura del project financing finalizzata alla realizzazione di..."

Io sto leggendo sulla stampa del grande conflitto che si sta creando nel territorio della provincia di Nuoro relativamente alla realizzazione di questo impianto; io non ho particolari idee contro questo impianto, ho tuttavia un'idea, ma certamente se c'è un territorio che non gradisce un'opera di questo genere, supportato, mi pare, anche da autorevoli esponenti politici, io credo che prima di inserire questo progetto in una norma finanziaria, dandolo quasi per scontato, probabilmente bisognava rifletterci ulteriormente.

Ora, non so se ho già citato in questa sede il caso di un sindaco francese, forse l'ho già fatto, ma è bene ripeterlo, però come premessa dico che qualcuno pensa che noi abbiamo assolutamente necessità di un impianto di questo genere, poi dove lo si fa lo si fa, successivamente qualcun altro pensa che sia necessario non un impianto come questo, ma un altro tipo di impianto, la Giunta regionale dice che c'è necessità di smaltire 300 mila tonnellate di rifiuti e che l'ubicazione scelta è la piana di Ottana. Questa scelta è nell'interesse di una sola provincia? Io, immagino sia nell'interesse di una Regione o, comunque, di buona parte di essa.

Bene, tornando all'esempio del sindaco francese, quell'impianto doveva smaltire non 300 mila ma un milione di tonnellate di rifiuti all'anno, per cui era un impianto grande quattro volte quello di cui stiamo parlando. Un sindaco italiano andò a visitare il sito e chiese al suo collega francese come aveva potuto autorizzato la realizzazione di quell'impianto. Il sindaco italiano era contrario infatti alla realizzazione nel suo territorio di un impianto simile. A quella domanda il sindaco d'Oltralpe rispose: "Me lo ha chiesto la Francia". Giusto per capire come siamo diversi.

Con questo, onorevole Davoli, io non voglio dire che quell'impianto deve essere allocato a tutti i costi ad Ottana, assolutamente, probabilmente se io fossi stato al posto del sindaco forse non avrei risposto nello stesso modo, però avrei seguito comunque la popolazione, questo sì, la popolazione è contraria e, vivaddio, si va avanti così.

Sempre nell'articolo in discussione c'è un comma in particolare, il comma 7, che recita: "E' autorizzata la spesa di euro 15 milioni all'anno per la prosecuzione dell'azione di risanamento...". Vede, Presidente, l'assessore Morittu da consigliere regionale, di fronte a un fatto di questo genere, avrebbe inveito contro l'assessore Masala e contro i presidenti Pili e Floris assieme, e oggi adotta lui quel sistema che non condivideva! Assessore Morittu io sto parlando con lei!

MORITTU, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. E io sto sentendo!

DIANA (A.N.). No, lei non sta sentendo perché lei non ha un cervello sesquipedale, glielo assicuro!

PRESIDENTE. Onorevole Diana, prosegua.

DIANA (A.N.). Dicevo, Assessore, che nel comma 7 voi "autorizzate la spesa di 15 milioni di euro per la prosecuzione dell'azione di risanamento, salvaguardia e valorizzazione, ma io mi chiedo, la prosecuzione di che cosa? No, perché io sinceramente non mi sono accorto dei vostri programmi di risanamento ambientale. Qui si dice che si sta proseguendo, secondo me questo processo non è neanche iniziato e stiamo spendendo 15 milioni, o vorremmo spendere 15 milioni - che non riuscirete a spendere - per proseguire il risanamento, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio ecologico-ambientale della Sardegna.

Ci dobbiamo occupare anche di tenere pulite le strade dello Stato, anche questa è un'altra cosa che non va bene, se sono strade statali se ne faccia carico lo Stato, perché ce ne dobbiamo fare carico noi? Uno degli emendamenti che ho presentato è relativo all'istituzione dell'Ispettorato ripartimentale del Corpo forestale per la provincia del Medio Campidano. Come tutti sanno, l'unica provincia che non ha un Ispettorato ripartimentale delle foreste è proprio quella del Medio Campidano. Io credo che sia opportuno istituirlo; nell'emendamento io ho citato Villacidro non perché la città di Sanluri non abbia gli stessi meriti, ma certamente il patrimonio boschivo e forestale...

(Brusio in Aula)

Meritereste veramente un'opposizione come dico io, perché manco a Ferragosto si approva questa finanziaria di questo passo.

Assessore, un altro emendamento che ho presentato è relativo ad un contributo di 80.000 euro a favore della provincia di Oristano dove è presente l'unica Agenzia per l'energia sostenibile in Sardegna che ha ottenuto anche un riconoscimento dall'Unione Europea; poiché lei, quando si è recato a Bruxelles, se non sbaglio, l'ha citata come un fulgido esempio, io credo che questo sia il momento di far capire anche come si condividono queste iniziative.

Un altro comma che veramente ha dell'incredibile è il comma 11 con il quale si tenta di dare ulteriori competenze alle amministrazioni provinciali. Infatti la lettera d) del comma 11 recita: "Il comma 2 dell'articolo 51 è sostituito dal seguente: "2. Sono altresì attribuiti alle province i compiti e le funzioni riguardanti il rilascio delle autorizzazioni relative alle seguenti attività: a) immersione in mare da strutture ubicate nelle acque del mare o in ambiti ad esso contigui di materiali di escavo di fondali marini o salmastri, o di terreni litoranei emersi".

Ma pensate quali competenze stiamo trasferendo alle province, colleghi. Io mi chiedo, avendo amministrato una provincia (ma qui ci sono diversi colleghi che sono stati assessori in provincia, lo stesso collega Pirisi è stato presidente di provincia), io mi chiedo come si può inserire in finanziaria senza una dotazione di risorse queste competenze.

(Brusio in Aula)

Presidente, ma le sembra possibile che io debba continuare a parlare con questo guazzabuglio? Ma non è possibile, Presidente, lei è un incapace e lo sta dimostrando tutti i giorni, non è possibile una cosa di questo genere!

PRESIDENTE. Onorevole Diana, la smetta!

DIANA (A.N.). Non la smetto, non è possibile, Presidente, questo è un guazzabuglio!

PRESIDENTE. Sì, ho capito, mi riferisco alle affermazioni successive. Lei ha parlato tranquillamente e l'abbiamo ascoltata.

E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, sarò brevissimo, anche se l'andamento dei lavori non genera attenzione da parte dell'Aula, e dico che non deve e non può essere così. Si va avanti con una stanchezza non giustificabile, con una disattenzione non ammissibile, eppure stiamo discutendo della finanziaria regionale. Non so da cosa dipenda questo lassismo, non riesco a concepirlo perché gli altri anni, sì, si tardava, ma il tempo era completamente impegnato in un dibattito avvincente, passionale, giustamente un contraddittorio, ma tutto volto ad un unico obiettivo: approvare la finanziaria dando ognuno di noi il suo contributo per il bene della Sardegna. Quindi io credo che sia necessario cambiare atteggiamento per rispetto dei colleghi che intervengono, della Presidenza e di quanti di noi qua dentro fanno il proprio lavoro.

Sull'ambiente ci sarebbe tanto da dire perché oggi l'ambiente credo sia la materia che dà la sua impronta a tutti gli altri settori di una società moderna. Voglio solo fare alcuni richiami su questioni sulle quali la stessa Commissione ha messo i puntini sulle i.

All'Assessore dell'ambiente dico di essere sensibile al fatto che possa essere portata avanti, concretamente e rapidamente, una politica ambientale; e quindi stanziare le risorse finanziarie necessarie per procedere alla decontaminazione dall'amianto dei siti interessati, perché questa è una cosa importantissima che riguarda la salute dei cittadini. Vorrei sapere se è stata iniziata, in quali zone e con quale portata, la campagna contro gli insetti nocivi dei nostri boschi di quercia e di roverella, poiché interi territori stanno perdendo un importante patrimonio ambientale secolare.

Si sta assistendo in questo periodo ad una graduale pulizia delle strade regionali e provinciali, ma anche statali; questo è un fatto positivo, poiché si sta togliendo alla vista di chi ci visita gli sconci prodotti, nel novanta per cento dei casi, dalla nostra maleducazione Anche coloro che vengono in Sardegna molte volte hanno poco rispetto per il nostro ambiente, ma principalmente siamo noi, cittadini sardi, a non avere una cultura consolidata di rispetto dell'ambiente stesso.

Ma voglio richiamare l'attenzione anche sulle maestranze, chiamiamole così, e su tutti coloro che lavorano alle dipendenze della Regione, a tempo determinato e indeterminato con turni e orari ridotti, per salvaguardare il nostro ambiente, e questo nostro patrimonio indispensabile. Io ed altri colleghi abbiamo presentato un emendamento per la stabilizzazione di questo personale; una stabilizzazione non immediata, ma che la Giunta effettuerà attingendo da questo personale man mano che si verificheranno cessazioni dal rapporto di lavoro.

Io credo che questo sia un problema senz'altro molto importante dal punto di vista finanziario, molto impegnativo per la Giunta, ma è pur sempre un problema che deve essere affrontato. Per altro la Regione autonoma della Sardegna spende annualmente delle risorse per poter garantire i salari a questi operai, e si tratta nella stragrande maggioranza di operai salariati, e gli operai sono tutti uguali, che siano dipendenti a tempo determinato dell'Ente foreste così come di qualsiasi altro ente o istituzione regionale, hanno pari dignità e devono avere pari diritto alla certezza del loro lavoro e del loro futuro.

Non si vuole fare un intervento demagogico e di parte, perché credo sia un problema su cui la Giunta, almeno per quanto l'Assessore del personale ha riferito in Commissione, è abbastanza attenta; ma è necessario dare un segnale concreto a questi lavoratori ; l'emendamento peraltro invita, nel rispetto delle disponibilità finanziarie della Regione, a prevedere in legge l'autorizzazione all'Ente foreste, sempre all'interno dell'attuale dotazione organica e nell'ambito dei servizi che il medesimo fornisce al territorio, a redistribuire l'orario di lavoro a seguito di cessazioni, oppure abbandoni che si verificassero all'interno dell'organico stesso, a partire dal gennaio 2006 optando, nella scelta delle assunzioni, per lavoratori già dipendenti dell'Ente a orario ridotto o a carattere stagionale.

Se crediamo che l'ambiente sia la nostra più importante risorsa, e ci crediamo tutti, è necessario che esso sia tutelato e non solo in teoria, ma è necessario tutelarlo utilizzando le risorse umane che attualmente sono disponibili all'interno dell'Ente foreste e del Corpo forestale e non solo, e nel caso, un domani, utilizzandone anche altre. Certamente sono centinaia e centinaia di posti di lavoro, ma credo che sia doveroso e indispensabile affrontare concretamente il problema, non rimandarlo di anno in anno, affinché anche questi lavoratori, alle stregua di tanti altri verso i quali il Consiglio si sta dimostrando sensibile in questi giorni, possano avere una certezza sul loro futuro, una certezza di tranquillità economica per loro e le loro famiglie.

In conclusione richiamo ancora l'attenzione dell'Assessore sulla campagna anti-insetti necessaria per tutelare i nostri boschi; ma vorrei sapere anche quali iniziative (le ho già sollecitate in Commissione) intende prendere per liberare non solo le strade, ma anche le nostre campagne, da quell'indecoroso spettacolo rappresentato da lavatrici buttate, frigoriferi, carcasse di macchine e quant'altro.

Ritengo, Assessore, che anche in questo senso sia necessario utilizzare il Corpo forestale, e non solo, e far sì che vengano stanziate le risorse necessarie per ridare al nostro ambiente, che si dice sia incontaminato, ma in molti casi incontaminato non è, quell'aspetto originale, quell'aspetto salubre, quell'aspetto che aveva trenta, quarant'anni fa, e che tutti ci invidiavano non solo in Italia ma in tutto il mondo. Credo che questa sarebbe un'iniziativa encomiabile, come l'iniziativa che è stata presa per la pulizia dei lati stradali.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). L'articolo 14 è un articolo importante perché tratta delle disposizioni in materia ambientale; quindi, in una Regione come la nostra, che sta puntando per il proprio futuro soprattutto sulla valorizzazione dell'ambiente, è chiaro che riveste un'importanza particolare. Però, devo dire che, leggendo l'articolo 14, noi abbiamo notato una serie di contraddizioni, o comunque di situazioni che avrebbero bisogno di un chiarimento da parte dell'Assessore competente e della Giunta in generale. Effettivamente, Assessore, non si riesce a capire quale tipo di politica vuole portare avanti la Regione; non si capisce se vuole davvero valorizzare l'ambiente, o se invece la valorizzazione dell'ambiente sia un modo come un altro per fregiarsi di un titolo di merito che, di fatto, sta dimostrando di non meritare. Perché una cosa è parlare di ambiente, altra cosa è intervenire efficacemente per valorizzare l'ambiente della Sardegna.

Una Giunta regionale che vuole realizzare davvero una politica ambientale, non può destinare 4 milioni di euro (che sono veramente una nulla) per i parchi regionali della Sardegna. Non si capisce perché questa Giunta regionale, che ha sparso soldi da tutti le parti, quando è chiamata a fare interventi concreti per il sistema dei parchi in Sardegna, impegna somme veramente esigue e assolutamente ininfluenti.

Allora, Assessore, le voglio ricordare che la Giunta regionale ha approvato un progetto di istituzione di un parco regionale, il Parco di Tepilora, voluto dalle popolazioni; stranamente, però, questo progetto è depositato nei cassetti del Governo regionale, ancora non ha ricevuto attenzione da parte di quella Regione che invece ogni tanto propone progetti che invece non sono voluti dalle popolazioni.

E questa è la prima contraddizione, Assessore; voi dovreste seguire le indicazioni che provengono dalle popolazioni, invece vediamo che la Giunta regionale, di fatto, dimentica le richieste che provengono dal territorio e promuove interventi osteggiati, talvolta anche in modo forte, dalle popolazioni direttamente interessate. Non si può dire di voler fare una politica incentrata sulla valorizzazione dell'ambiente, quando poi le risorse che vengono destinate per la valorizzazione di questi parchi sono veramente minime.

C'è un altro aspetto, Assessore, che io volevo sottolineare anche se non è presente nel provvedimento in discussione, ed è la questione dei SIC e delle zone ZPS. Io circa sei mesi fa, le ho rivolto un'interrogazione, Assessore, chiedendole di esprimersi in modo chiaro sui vincoli che sono contenuti all'interno delle zone su citate. Io ho letto delle dichiarazioni da lei rese sulla stampa, anche una dichiarazione congiunta col Ministro, nelle quali tranquillizza le popolazioni interessate assicurando loro che all'interno di queste aree non sono previsti i vincoli della "394". Io devo dirle, Assessore, che ho molti dubbi su queste dichiarazioni, anche perché io credo che il provvedimento che prevedeva l'equiparazione dei Siti di Interesse Comunitario (SIC) e delle Zone di Protezione Speciale (ZPS) …

(Brusio in Aula)

PRESIDENTE. Onorevole Ladu, io faccio del mio meglio; capisco la stanchezza, capisco tutto, però se collaboriamo possiamo svolgere, meglio i nostri lavori.

LADU (Fortza Paris). Nonostante la stanchezza, credo che la gente abbia bisogno di conoscere esattamente il contenuto di alcune disposizioni, su materie in questo momento di grande attualità, e credo che questa sia un'occasione importante per fornire alcuni chiarimenti. Assessore, sui SIC è in atto una grande contestazione nei territori direttamente interessati. Io avevo chiesto, a suo tempo, assieme ai colleghi del mio Gruppo, di avere da parte della Regione delle precisazioni anche attraverso la presentazione di un disegno di legge chiarificatore.

La gente non è contro i SIC o le ZPS per partito preso, la gente vuole semplicemente capire l'esatta entità dei vincoli imposti su certe aree, vincoli che nonostante dichiarazioni e comunicati della Giunta regionale e dall'Assessore, non sono chiari. Moltissimi sindaci e amministratori comunali, prima di "imbarcarsi" sui piani di gestione, vogliono capire realmente che cosa stanno firmando. Mi pare infatti che in questo caso si voglia arrivare ad un'intesa Stato-Regione senza però chiarire prima la natura e il peso dei vincoli, a fronte soprattutto dell'enorme estensione dei territori destinati ad aree SIC e ZPS,mettendo gli amministratori comunali di fronte al fatto compiuto.

Io devo dire che non ho le idee molto chiare, ma soprattutto non le hanno gli amministratori e i sindaci che sono chiamati, in tempi anche brevi, a decidere che cosa fare. Devo dire che negli incontri che ho fatto in quest'ultimo periodo, c'è molta indeterminazione ma soprattutto da parte della Regione, a parer mio, non c'è stata ancora quella chiarezza che sarebbe stata assolutamente indispensabile su questi punti.

Io credo invece che sia opportuno che la Giunta regionale tenga conto soprattutto della volontà delle popolazioni, perché il fatto più strano e più grave, devo dire, è che la Giunta regionale si dimentica delle proposte che provengono dai comuni e continua a insistere sulla propria linea magari tentando di convincere amministratori e sindaci che comunque non vogliono accettare situazioni non chiare.

Pertanto, spero che stasera la Giunta fornisca i chiarimenti su uno dei punti, allo stato attuale più controversi dell'azione politica che stanno vivendo alcune comunità che sono interessate da questi siti, perché queste sono cose di grande importanza.

Un altro punto importante, al comma 4, è questo progetto sulla centrale termica di Ottana. Anche su questa scelta, Assessore, mi pare che sia stata espressa una volontà ostile, anche se mi risulta che ieri il Presidente ha "strappato" (bisogna capire anche i termini), al Presidente della provincia e ad alcuni sindaci l'impegno ad analizzare meglio la situazione. Intanto, noi stiamo ancora lavorando in direzione dell'attuazione di questa scelta, come se i comuni che si oppongono a questo progetto non contino nulla, soprattutto senza tenere nella giusta considerazione il principio della autodeterminazione dei comuni, che è previsto dal Titolo V della Costituzione: comunque la strada è già segnata.

Infine, e chiudo, anche sul problema della lotta agli insetti nocivi non c'è chiarezza, perché al comma 15 si dice che la lotta agli insetti nocivi è demandata all'Assessorato dell'agricoltura e poi invece, al comma 20, si dice diversamente. In ogni caso siamo, mi pare, in forte ritardo e io vorrei che ci fosse, anche su questo, un punto di sintesi per capire effettivamente di chi è questa competenza e se i tempi che noi dobbiamo utilizzare, per la lotta a questi insetti, sono congrui con l'attuale situazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Ne ha facoltà.

MORITTU, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Partiamo dall'ultimo punto che è stato toccato dall'onorevole Ladu: la lotta agli insetti. E' vero, si è proposto di trasferire la competenza all'Assessorato dell'agricoltura ma per l'aspetto relativo al comparto forestale. Mi preme, però, comunicare anche all'onorevole Ladu e al Consiglio, che per quanto riguarda la lotta alla Lymantria, un insetto molto pericoloso che attacca il sistema forestale e sughericolo della Sardegna, la Giunta regionale ha delegato le province, in particolare la Provincia di Nuoro, che è stata indicata come provincia capofila nella lotta a questo insetto.

La Facoltà di agraria dell'Università di Sassari, ha stimato che circa 45 mila ettari in Sardegna sarebbero stati attaccati dalla Lymantria. Attualmente, è in atto una campagna guidata dalla Provincia di Nuoro, per la cui realizzazione la Giunta regionale ha proposto un trasferimento di risorse pari a un milione e 200 mila euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. Parimenti, viene condotta anche una battaglia contro la Processionaria che attacca le pinete della Sardegna. Quindi, è già in atto un'azione tempestiva da parte della Provincia di Nuoro anche su delega delle altre province che, a loro volta, hanno ottenuto le risorse da parte della Giunta regionale.

L'onorevole Ladu ha posto inoltre degli interrogativi sul tema dei parchi, relativamente alle aree SIC e ZPS. Ricordo che le aree SIC, così come sostanzialmente oggi definite, furono individuate con due proposte dell'organo esecutivo. Una prima proposta del 1997, allora reggente dell'ambiente era l'onorevole Onida, attuale presidente della provincia di Oristano; una successiva proposta del 2002, da parte dell'Assessore dell'ambiente della giunta Pili, il dottor Pani.

Questa indicazione e perimetrazione delle aree SIC, peraltro fatta senza coinvolgimenti esterni, mi risulta sia stata proposta dalla Giunta regionale, nel 2002-2003, sulla base di uno studio scientifico condotto congiuntamente dall'Università di Sassari e da quella di Cagliari. Ci si chiede quali determinazioni l'attuale Giunta regionale ha assunto rispetto alle aree cosiddette SIC proposte in quegli anni. La Giunta regionale ha avanzato una serie di proposte finanziarie, per un ammontare pari a circa 16 milioni di euro, distribuiti attraverso la misura 1.5 (azioni 1.5 a, 1.5 b, 1.5 c) Rete ecologica regionale; i comuni hanno partecipato liberamente ai bandi per la redazione dei piani di gestione delle aree SIC e hanno avanzato delle proposte di valorizzazione di quei territori.

Ultimamente, è stata bandita l'ultima tranche di quella misura, l'azione 1.5 c, che prevede, per un importo pari a 5 milioni 800 mila euro complessivi, mi pare, finanziamenti a privati che propongano nelle zone SIC azioni di sviluppo compatibile naturalmente con quelle zone e, soprattutto, con i piani di gestione che stanno redigendo i comuni in totale autonomia e semplicemente coordinati dall'Assessorato regionale dell'ambiente. Alcuni di questi piani di gestione sono stati anche approvati; sto parlando di 93 aree SIC e di un avvio di studi di piani di gestione di circa una settantina di queste aree, quindi la stragrande maggioranza dei comuni della Sardegna si è messa in cammino per proporre e poi realizzare i piani di gestione delle aree SIC.

Poi, non nego che cammin facendo sono nate perplessità, problemi, ma, vivaddio, ci sono state discussioni alle quali io personalmente ho partecipato in diversi territori della Sardegna: da quelli dell'Ogliastra, a quelli del Gennargentu, a quelli della Gallura e così via; si è portata avanti - come dire - un'azione di maggiore informazione, un'azione comunque di confronto, nel corso della quale l'Assessore regionale dell'ambiente, per conto della Giunta, ha raccolto anche le indicazioni dei diversi territori proponendosi, evidentemente, di trovare le soluzioni più adeguate.

Analoga iniziativa abbiamo intrapreso per quanto riguarda le ZPS, cioè le Zone di Protezione Speciale. Naturalmente all'onorevole Ladu non sfugge che la Regione Sardegna, insieme allo Stato italiano, era soggetta a procedura di infrazione comunitaria; era già stata inflitta una condanna dalla Corte di giustizia e incombeva la condanna definitiva nei confronti dello stato italiano che, con una norma contenuta nella finanziaria nazionale, ha stabilito che l'infrazione non la paga l'Italia nel suo complesso, ma la pagano le Regioni inadempienti; e noi abbiamo già ricevuto diverse sollecitazioni da parte dei Ministeri competenti. Stiamo parlando di un onere pari a qualche milione di euro per la sanzione, più gli oneri dovuti per ciascun giorno di ritardo nell'adempimento della direttiva comunitaria;inoltre viene applicato il principio che se non si paga, vengono detratte le risorse dai trasferimenti futuri della Comunità economica europea.

L'azione della Giunta regionale si è basata su una preintesa definita al tavolo della Conferenza Regione-enti locali (quindi prima di andare in Giunta c'è stato un passaggio nella Conferenza),dico preintesa perché l'intesa definitiva la stipuleremo dopo che sottoporremo la bozza d'intesa in una conferenza di tutti i sindaci della Sardegna interessati. Ci confronteremo, diremo quali sono le regole minime da adottare nelle Zone a protezione speciale e raccoglieremo naturalmente anche le indicazioni che verranno fuori dal confronto che attueremo. Quindi, niente verrà nascosto a nessuno, la Giunta regionale si confronta con i comuni, ritiene che la gestione dei SIC e delle ZPS sia per la Sardegna una occasione di sviluppo, non il luogo delle regole e delle proibizioni ma il luogo delle opportunità per promuovere una stagione di sviluppo - come diceva l'onorevole Ladu - fondata su una gestione sostenibile del territorio, fondata sulla valorizzazione delle risorse; e le risorse sono anche le risorse forestali, le risorse ambientali, le risorse naturali, sono anche le specie di uccelli che nidificano in alcuni territori, perché sono risorse, sono delle qualità ambientali che altri territori d'Italia non hanno.

Concludo. La biodiversità, la conservazione della biodiversità, la valorizzazione della biodiversità è un valore in più di quei territori; quindi, i sindaci, i cittadini, i pastori, chi agisce nel territorio dovrebbe avere a cuore la valorizzazione e la tutela di queste specie animali e vegetali perché rappresentano un valore che è anche un valore economico oggi nel mondo. Forse la Sardegna ha il suo grande valore economico nell'ambiente, sta a noi naturalmente valorizzarlo e tutelarlo al meglio.

Mi riservo,onorevole Ladu, di affrontare nel merito le questioni da lei sollevate su Tepilora, e da altri consiglieri regionali su altri argomenti, alla prossima occasione di replica

PRESIDENTE. Colleghi, comunico che da domani e nei giorni seguenti (era già stato convenuto in Conferenza dei Capigruppo) sarà necessario protrarre l'orario oltre le ore 22.

Il Consiglio è riconvocato per domani, mercoledì 16 maggio, alle ore 10, mentre la Commissione bilancio si riunirà alle ore 13.

La seduta è tolta alle ore 22 e 01.


[B1]Manca presumibilmente questo AB



Allegati seduta

CCCXXX Seduta

(POMERIDIANA)

Martedì 15 maggio 2007

Presidenza del Vicepresidente Rassu

indi

del Vicepresidente Secci

indi

del Presidente Spissu

La seduta è aperta alle ore 16 e 14.

CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 9 maggio 2007 (323), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Giuseppe Atzeri, Mario Bruno, Antonio Ignazio Calledda, Silvio Cherchi, Renato Lai, Silvio Lai, hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 15 maggio 2007.

Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge:

SCARPA: "Primi istituti di democrazia digitale". (285)

(Pervenuta l'11 maggio 2007 e assegnata alla seconda Commissione.)

Colleghi, dato l'esiguo numero di consiglieri presenti in Aula, sospendo la seduta per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 16, viene ripresa alle ore 16 e 25.)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2007)" (274/S/A)

PRESIDENTE L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 274/S/A. Ricordo che siamo in fase di votazione degli emendamenti all'articolo 11, più precisamente dell'emendamento numero 840 sul quale, alla fine della seduta antimeridiana, era stata chiesta una sospensione.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Chiederei la cortesia, in ragione anche del significato di questo articolo, relativo alle autonomie locali, che ha una dotazione finanziaria importante volta ad una riprogrammazione utile ai fini di individuare soluzioni positive a crisi occupazionali che si trovano dislocate in ambiti territoriali anche specifici, di sospenderlo per consentirne una riformulazione.

PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni, la richiesta del collega Uras è accolta. L'emendamento numero 874 è stato ritirato. E' in votazione l'emendamento numero 609.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 609.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere RASSU si è astenuto.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CASSANO - CHERCHI Oscar - FARIGU - FLORIS Mario - LA SPISA - MURGIONI - PILERI - PISANO.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALIGARIS - CERINA - CORDA - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FLORIS Vincenzo - MANCA - MASIA - MELONI - ORRÙ - PINNA - PISU - PORCU - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Simonetta - SECCI - URAS.

Si sono astenuti i consiglieri: SCARPA - RASSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 32

Votanti 30

Astenuti 2

Maggioranza 16

Favorevoli 9

Contrari 21

Poiché il Consiglio non è in numero legale, sospendo la seduta per trenta minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 29, viene ripresa alle ore 17 e 03.)

PRESIDENTE. Chiedo al consigliere La Spisa se reitera la richiesta di votazione nominale.

LA SPISA (F.I.). Reitero la richiesta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 609.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Cugini ha votato contro, i consiglieri La Spisa, Pileri e Pisano hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CASSANO - DIANA - GALLUS - LA SPISA - LIORI - PACIFICO - PILERI - PISANO - RASSU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - LANZI - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MELONI - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - URAS.

Si è astenuto il consigliere: SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 47

Votanti 46

Astenuti 1

Maggioranza 24

Favorevoli 10

Contrari 36

(Il Consiglio non approva).

E' in votazione l'emendamento numero 608.

Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto.[B1] Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Ovviamente, come presentatore dell'emendamento, voto a favore. Avrei voluto dire qualcosa sull'emendamento precedente, che si collega a questo in votazione,, perché per quanto riguarda la destinazione dei fondi della legge numero 29/98, e mi rivolgo all'Assessore degli enti locali, avevamo specificato che sarebbe stato necessario destinare quei fondi non solo al recupero primario dei centri urbani ma anche ai piani integrati. Questo in considerazione del fatto che negli anni dal '98 al 2000 erano stati stanziati circa 25 milioni di euro, adesso ne stiamo stanziando 15 che mi sembrano un importo piuttosto basso e insufficiente per garantire gli interventi nei centri storici da parte degli enti locali.

L'emendamento numero 609 prevedeva quindi che gli enti locali potessero destinare i fondi alla realizzazione di progetti integrati, perché non è detto che tutti vogliano fare l'intervento primario e ci potrebbero essere degli enti locali che non ricevono richieste in questa direzione. Quindi l'emendamento aveva questo significato e secondo me doveva essere accolto.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 608, come ho detto in discussione generale, io credo che la Giunta in qualche modo abbia cercato di forzare la Finanziaria regionale con il comma 8 laddove dice che alle assunzioni del personale a tempo determinato, eccetera, eccetera, il cui onere è finanziato con risorse regionali, effettuate dai comuni, non si applicano le disposizioni di cui ai commi 577 e via dicendo. Io vorrei che questo disposto venisse applicato anche in materia di avanzo di amministrazione degli enti locali; cioè i comuni rispettosi del patto di stabilità, dovrebbero avere la possibilità di poterlo utilizzare (si tratta spesso di risorse ingenti) per la realizzazione di opere pubbliche e di servizi.

Non riesco a capire perché la Regione, che con l'articolo 1 in qualche modo è autorizzata ad iscrivere nel proprio bilancio per l'anno 2007 fondi futuri non esercita la sua autonomia dando la possibilità di inserire dei fondi alle amministrazioni degli enti locali nel rispetto del patto di stabilità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Presidente, io intervengo su questo emendamento numero 608, sul quale non ricordo quale sia stato il parere del relatore.

PRESIDENTE. Onorevole Diana, il relatore si è rimesso all'Aula, mentre la Giunta ha espresso parere negativo.

DIANA (A.N.). Se il relatore si è rimesso all'Aula, allora il discorso è diverso e io invito i colleghi ad una più attenta valutazione, benché non tutti probabilmente conoscano il meccanismo che porta al rispetto del patto di stabilità che fondamentalmente diventa il rapporto tra le entrate e le spese finali.

Le entrate totali, che costituiscono la prima parte del bilancio degli enti locali, sono disciplinate nei primi quattro Titoli, il I, il II, il III e il IV, le spese sono concentrate sui primi due capitoli del bilancio. Ora, gli avanzi di amministrazione (il succo della faccenda è questo) se vengono considerati entrate finali agevolano il percorso del rispetto del patto di stabilità; e se così non fosse, la stragrande maggioranza degli enti locali della Sardegna avrebbe grosse difficoltà a rispettare il patto di stabilità.

Ovviamente bisogna dire la verità su questo emendamento; la proposta in esso contenuta è anche all'attenzione del Parlamento e del Governo. Io credo che la Regione Sardegna possa legittimamente adoperarsi perché ciò avvenga; può anche accadere che questa norma non incontri il favore del Governo e venga impugnata, però siccome non determina assolutamente niente, l'impugnazione avrebbe effetti solo su questa norma; io credo però che si debba valutare con attenzione la possibilità che i comuni della Sardegna abbiano una chance in più per rispettare il patto di stabilità. Pertanto, io annuncio il voto favorevole, ma invito i colleghi, anche quelli della maggioranza, a pronunciarsi in questo senso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Io invece volevo fare un avvertimento più puntuale, su questo emendamento. Ci sono delle cose che possono avere un profilo di opportunità e ci sono questioni che attengono anche alla legittimità. La finanza degli enti locali è una finanza derivata, e quindi noi dobbiamo sapere che in questa materia abbiamo dei limiti legislativi, perché dobbiamo configurarci all'interno dei principi generali della contabilità generale dello Stato; e il punto è che l'avanzo di amministrazione è una entità non classificabile, dal punto di vista della riassegnazione in entrata, perché ha una natura particolare e i vincoli di destinazione, che la legge di contabilità dello Stato impone all'avanzo di amministrazione, oltre che essere soggetti all'approvazione a consuntivo, cioè devono essere verificati e quindi non possono essere assegnati in via automatica senza prima essere verificati, contravvengono al principio contenuto in questo emendamento.

Certo, tutto è buono quello che cerca di affrontare il problema posto sul patto di stabilità, ma ci sono degli strumenti propri che possono conseguire questo risultato.

Anche sugli aspetti che riguardano il personale, noi non nascondiamo che è una parte sulla quale apriamo una breccia, ma è una breccia di natura diversa e non contravviene principi generali dell'ordinamento statale. Per cui, invito il Consiglio a prendere atto che c'è uno specifico profilo di illegittimità in questa previsione, sapendo che il problema del patto di stabilità è un problema centrale, anche per il Governo regionale e per questo Consiglio, ma non va risolto attraverso questo percorso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, io voterò a favore di questo emendamento, sottolineando quanto segue. La critica dell'Assessore sul presunto profilo di illegittimità, sarebbe pienamente coerente e opportuna se noi non avessimo già votato l'articolo 1 di questa finanziaria, articolo che presenta precisi profili di illegittimità dato che abbiamo anticipato delle entrate futuribili e le abbiamo riportate al presente strumento di bilancio. Una forzatura, quindi, ma di questo tipo di forzatura ( anch'io condivido che può configurarsi come un atto di illegittimità), è piena la finanziaria regionale che stiamo esaminando, ad iniziare dall'articolo 1, nel quale abbiamo introdotto, in maniera pericolosa, un principio che ritroviamo appunto nell'emendamento ora presentato. Per cui, per coerenza quanto meno con quanto avete esposto a difesa dell'articolo 1, dovrebbe essere votato e approvato l'emendamento proposto per gli enti locali.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 608. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 875.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 875.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CAPELLI - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - LANZI - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - PACIFICO - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SCARPA - SECCI - URAS.

Rispondono no i consiglieri: CASSANO - PISANO - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: AMADU - CONTU - GALLUS - LA SPISA - LADU - RASSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 47

votanti 41

astenuti 6

maggioranza 21

favorevoli 38

contrari 3

(Il Consiglio approva).

E' in votazione l'emendamento numero 7.

Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Presidente, chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 7.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CASSANO - CONTU - GALLUS - LA SPISA - LADU - MILIA - PILERI - RANDAZZO Vittorio - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - LANZI - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - URAS.

Si sono astenuti i consiglieri: RASSU - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 49

votanti 47

astenuti 2

maggioranza 24

favorevoli 10

contrari 37

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 122. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 406 privo di copertura finanziaria.

Ha domandato di parlare il consigliere Gallus. Ne ha facoltà.

GALLUS (Fortza Paris). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggia la richiesta il consigliere Ladu.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, chiedo una breve sospensione dei lavori

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 21, viene ripresa alle ore 17 e 30.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Presidente, chiedo di spostare l'emendamento numero 406 all'articolo 27, al quale è stato presentato un emendamento di contenuto analogo.

PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni l'emendamento numero 406 viene spostato all'articolo 27.

E' in votazione l'emendamento numero 870.

Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 870.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Salis e Pinna hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: BIANCU - CACHIA - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA - FARIGU - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - RANDAZZO Alberto - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - BALIA - CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - LA SPISA - PISANO - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: AMADU - CAPPAI - CASSANO - LICANDRO - LOMBARDO - RASSU - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 53

Votanti 46

Astenuti 7

Maggioranza 24

Favorevoli 38

Contrari 8

(Il Consiglio approva).

E' in votazione l'emendamento numero 956 che è un emendamento sostitutivo totale dell'emendamento numero 888.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Presidente, prendo brevemente la parola a seguito di una sollecitazione in tal senso da parte del Presidente della Commissione e di altri consiglieri. L'emendamento numero 956 ha certamente il nostro parere favorevole rispetto all'emendamento numero 888 che presenta, invece, alcune incongruenze.

Intanto vorrei ricordare al Consiglio che l'emendamento numero 888 fa riferimento ad una legge regionale, la numero 4 del 2004, che ha recepito il decreto legge numero 269 del 2003 in materia di sanatoria. Questo decreto legge poneva un termine perentorio, il 2003, e l'articolo 2 della legge numero 4 ripropone specificamente dei divieti alla sanatoria derivanti dall'impostazione del decreto legislativo nazionale; uno su tutti il divieto di poter sanare costruzioni realizzate nell'ambito di zone vincolate.

L'emendamento numero 888 deroga totalmente a questo divieto, reiterato nella legge regionale, ma contenuto anche nel decreto legge nazionale, ovviamente la finalità della deroga la conosciamo tutti. L'emendamento ha un aspetto di carattere generale in quanto si propone di estendere la sanatoria a tutto il territorio regionale, quindi andando ben oltre il problema in sé, e non rendendo neanche onore alla problematica che è stata sollevata. E' da ritenersi pertanto completamente al di fuori di ogni contesto di legalità.

Il tema che noi proponiamo, invece, si configura all'interno della disciplina urbanistica; cioè si propone, avvalendosi dello strumento dell'articolo 28 bis della legge numero 45, di elaborare un disegno di legge che consenta uno studio appropriato delle problematiche di Testimonzos (nell'ambito comunale nuorese rappresenta un elemento di rilevante importanza e di coesione sociale), e che contenga lo studio di un piano di riconnessione urbanistica in armonia con i principi generali della pianificazione al tessuto urbanistico esistente.

Detto questo, il prodotto finale di questa elaborazione, che prevederà, appunto, tutti i temi del risanamento e della riconnessione, sarà riproposto al Consiglio regionale per la sua approvazione così come prevede l'articolo 28 bis. Presidente, ho concluso; volutamente non tocco la materia della riconnessione tra aspetti legislativi e aspetti penali in essere, perché non esiste nessuna legislazione regionale, o di altro genere, che possa intersecare il profilo di autonomia del procedimento penale che, in ogni caso, ha il suo corso e le sue finalità.

Noi ci proponiamo di affrontare concretamente un problema di carattere sociale e con gli strumenti propri della legislazione vigente, anche regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Assessore, io credo che lei non possa permettersi di farsi alfiere della legalità, definendo gli altri come propositori di illegalità. Anzi ci sarebbero motivi per dire e sostenere l'esatto contrario. Tra l'altro l'emendamento da lei proposto e sostenuto, il "956", ha precisi elementi di illegittimità, perché l'articolo 3 della Costituzione, lei deve sapere (dovrebbe sapere, anche dalla sua esperienza, ma ho notato che il dilettantismo avanza), non consente di fare leggi ad personam; la cosiddetta legge Previti (varata con l'intento di salvare l'onorevole Previti) nella sua stesura non nomina il caso.

Ecco perché l'emendamento proposto, che secondo lei non dà risposta al caso di specie, così l'ha chiamato, deve ovviamente generalizzare, perché non si può scendere nel particolare, ma se la Giunta volesse potrebbe limitarlo con un emendamento orale. Gli aspetti di legittimità o di intersecazione tra i problemi amministrativi e quelli penali credo di averli già spiegati stamattina, ma probabilmente lei era distratto, e ritengo totalmente infondate e insoddisfacenti sia la replica del Presidente della Commissione che la sua, in quanto il caso proposto dall'emendamento numero 888, risponde pienamente ai principi di legittimità e di legalità e risolve un problema i cui aspetti sociali ricadranno su chi invece osta a questa soluzione; una soluzione che da anni lei ha promesso in questa Aula, da tre anni (perché questo emendamento fu proposto nella prima finanziaria), e ancora oggi non ha definito,.

Sull'emendamento numero 956 voglio ancora aggiungere che il potere legislativo è in capo al Consiglio, perciò quando mai io posso dire alla Giunta di presentare un disegno di legge? Se la Giunta lo vuole presentare non lo scrive in un articolo di legge della finanziaria (almeno di questo me ne deve dare atto), si fa un ordine del giorno nel caso, ma non un articolo di legge.

L'emendamento numero 956 vuole raggiungere l'obiettivo, in effetti, di sottrarre al voto l'emendamento numero 888, voto che in ogni caso è palese perché è reso tale dagli stessi firmatari dell'emendamento numero 956 nelle intenzioni di voto all'emendamento numero 888.

Queste sono le motivazioni addotte per escludere una soluzione che, ripeto, è legittima ed opportuna, e che abbraccia ovviamente altre problematiche (sempre che non vogliate, voi, porre dei limiti), perché il caso Testimonzos è forse uno dei casi più emblematici e anche l'apice di una serie di situazioni presenti in diversi paesi e città della Sardegna. Io credo che questo sia un atteggiamento pilatesco, che mi auguro possa essere portato all'attenzione della pubblica opinione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Presidente, io credo che il "problema Testimonzos" abbia necessità di ragionamenti e di riflessioni per poter sintetizzare una soluzione percorribile e, onorevole Capelli, non credo che quello adottato sia il tono giusto, lo dico con estrema franchezza. In primo luogo, quindi, io domando se si è mai verificato che una Regione con capacità legislativa esclusiva in campo urbanistico abbia esitato una legge di condono edilizio spostando i termini, come viene proposto nell'emendamento numero 888. Onorevole Capelli, questo punto è illegittimo, assolutamente illegittimo. Io non sono un giurista, ma sfido chiunque a dire che può essere praticabile una linea di questo tipo.

In secondo luogo, il Governo di centrodestra (era maggioranza il centrodestra e mi pare che fosse anche Assessore l'onorevole Capelli) nel 2004 ha recepito, con la legge numero 4, il decreto legge di sanatoria edilizia promulgato dal Governo nazionale. Ebbene in quella legge noi che cosa abbiamo fatto? Abbiamo addirittura, ripeto, addirittura irrigidito le norme contenute nella legislazione nazionale.

(Interruzione del consigliere Capelli)

PIRISI (D.S.). Significa, semplicemente, che proporre in maniera indiscriminata la sanatoria nelle zone "H", così come si sta facendo significa proporre di non fare niente, significa questo, non significa proporre una soluzione per Testimonzos.

Un altro aspetto riguarda l'incremento della volumetria; si parla infatti di 250 mila metri cubi complessivi, ma riferiti a che cosa? A tutta la Sardegna, a Testimonzos o a ad altro? Diciamo che si tratta di una ipotesi encomiabile dal punto di vista delle intenzioni, però certamente sbagliata sotto il profilo legislativo.

L'emendamento numero 956 è chiaro nel suo intento che è quello di impegnare la Giunta a presentare in tempi rapidi questo disegno di legge e, attraverso una soluzione bipartisan che io credo sia fondamentale, cercheremo di sanare abusi che oggi non devono essere ripetuti. Perché Testimonzos, chiaramente, è una realtà che non va bene, non va bene.

Io direi anche che bisogna stare attenti nel dire che bisogna sanare soltanto i casi di abusivismo per necessità, perché si corre il rischio di far demolire tantissime delle case che sono state realizzate. In questi casi penso che occorra non, come dire, partigianeria, ma buon senso e volontà di confronto da parte di entrambi gli schieramenti per dare una soluzione al problema di questa gente che oggi vede incombere sempre di più il rischio dell'intervento delle ruspe. Il mio voto sarà chiaramente favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AMADU (F.I Presidente, intervengo su questi due emendamenti per significare il mio modesto punto di vista in riferimento all'argomento che in essi viene trattato e alle possibili soluzioni. Io non riesco a capire il contenuto contraddittorio dell'emendamento numero 956 che l'assessore Gian Valerio Sanna ritiene ammissibile e congruo per risolvere una situazione, presente nell'ambito del comune di Nuoro, che più volte è emersa agli onori della cronaca.

Mi pare che in questa sede si voglia intanto contraddire con questo emendamento tutto il percorso dei Piani paesaggistici e la linea apparentemente rigorosa seguita dalla Giunta e, dato che si infrange anche il ruolo dei comuni, nel caso quindi del comune di Nuoro, non riesco a capire come mai l'Assessorato regionale dell'urbanistica e il comune di Nuoro non abbiano studiato delle forme di risanamento, previste peraltro dalla legge regionale numero 23 dell''85, che avrebbero legittimamente posto quei cittadini nelle condizioni di ricevere delle risposte concrete. Non vorrei che con questo tira e molla si eludesse il problema, perché questo emendamento numero 956 secondo il mio punto di vista sarebbe rescindibile (questo giudizio lo lascio a chi ha questa competenza e questa specifica responsabilità), mentre si sarebbe potuta trovare una soluzione già nella normativa esistente; se c'è invece non lo si vuole fare, perché si è detto che questa materia ha implicazioni amministrative ma anche penali e che la Regione non può intervenire sui termini delle questioni di carattere penale che sono di competenza specifica dello Stato, allora si dica che cosa si vuole fare davvero, si dica intanto come deve comportarsi il comune di Nuoro per avviare a soluzione il problema di tanti cittadini, di poveracci, che hanno avuto in questi anni promesse senza uno straccio di risposta. Fior fiore di urbanisti, impegnati per dare risposte, si sono fermati perché, evidentemente, c'era una volontà politica e amministrativa locale non all'altezza di rispondere a questa esigenza.

A mio avviso si vuole ancora rinviare la soluzione di questo problema perchè l'Assessorato dell'urbanistica e il comune di Nuoro sulla base della normativa regionale preesistente ai Piani paesaggistici, avrebbero potuto trovare una via d'uscita per rispondere alle esigenze dei cittadini interessati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Il problema di Testimonzos è un problema vecchio, che interessa, per dire la verità, non solo questa amministrazione comunale ma anche le precedenti. Devo dire che la situazione si è aggravata soprattutto negli ultimi tempi, e allo stato sono stati adottati provvedimenti per la demolizione dei manufatti costruiti abusivamente.

Bisogna dire chiaramente, quindi, che l'emendamento all'emendamento che è stato presentato non fa altro che allungare un po' i tempi, ma non risolve il problema. Bisogna dire chiaramente che ci sono diversi livelli di responsabilità; e se da una parte questo Governo regionale, in tre anni, non è riuscito a dare risposte, così come non le hanno date neanche i Governi precedenti, io devo denunciare il fatto che il comune di Nuoro non è stato capace di fare una proposta di soluzione, perché situazioni di abusivismo si sono verificate in altri comuni e le hanno sanate utilizzando diversi strumenti urbanistici, che ci sono (piani di risanamento e tanti altri), e rispettando le leggi previste in materia. Il vero problema è che il comune di Nuoro non è stato capace, in tutti questi anni, di fare una proposta organica per arginare e per sanare questa situazione.

Allora, perché io sono molto perplesso su questo emendamento? Perché questo emendamento demanda alla Giunta la presentazione di un disegno di legge, ma non stabilisce i tempi entro i quali fare realmente una proposta concreta per risolvere il problema. Io lo dico chiaramente, questa è una presa in giro per tutte quelle persone che stanno aspettando una risposta, perché è un tentativo palese di rinviare i tempi e le soluzioni, che non è ancora chiaro come verranno individuate. Pertanto, noi siamo molto delusi perché di questa materia, che aveva bisogno di risposte concrete e immediate, si rinvia ancora a tempo indefinito la soluzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Milia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MILIA (U.D.C.). Presidente, mi pare che questi due emendamenti, che vorrebbero centrare un obiettivo che da troppi anni si persegue, abbiano una diversità di fondo. E mi rivolgo all'Assessore dell'urbanistica per sottolineare che la Regione autonoma della Sardegna ha competenza primaria in materia urbanistica e edilizia. La Regione autonoma della Sardegna, soprattutto all'indomani della riforma del Titolo V della Costituzione, può legiferare in materia urbanistica. Questo potere è garantito dall'articolo 117 della Costituzione e crediamo che, in forza dell'articolo 3, lettera f) dello Statuto speciale, sia pacifico. Il limite, il limite è quello di non normare, chiaramente, perché la Regione autonoma della Sardegna non può interferire, l'aspetto penale, ma questa non è una nostra competenza.

Come si fa a dire che non possiamo utilizzare questo strumento per prendere di petto non solo Testimonzos, ma anche quelle realtà che non sono poche in Sardegna e vivono gli stessi problemi? Io credo che il problema penale venga accantonato, perché il giudice, qualora venisse chiamato ad applicare la norma favorevole, a seconda delle diverse correnti giurisprudenziali, potrà seguire due strade: quella del danno paesaggistico o quella non del danno paesaggistico; ma queste sono materie riservate al giudice penale. Il dato certo è che abbiamo competenza per intervenire in materia; in questo caso si tratta di Testimonzos, senza voler "mettere bandierine", come mi sembra che questo emendamento presentato dalla Giunta voglia fare (parliamo di campagna elettorale); crediamo che neanche i piani di risanamento che l'amministrazione regionale poteva prevedere potessero coprire interamente la materia Testimonzos, e credo che l'onorevole Pirisi, che mi ha preceduto, conosca queste fattispecie.

Quindi, noi riteniamo che lo strumento legislativo sia assolutamente necessario in questa materia, crediamo che il nostro emendamento non contenga profili di illegittimità, quindi che questa problematica vada affrontata secondo la direzione che noi suggeriamo. Il mio sarà un voto di astensione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DAVOLI (R.C.). Presidente, non so se per motivi politici o per altro ma in quest'Aula sembra quasi di assistere alla crocifissione dei vari consigli comunali di Nuoro. Io, nel pieno del 1990, facevo parte del consiglio comunale di Nuoro e ho vissuto direttamente il problema di Testimonzos nei dibattiti, nelle assemblee. Questo problema è stata analizzato, sviscerato, interpretato in maniere diverse, evidentemente a seconda dei punti di vista e degli interessi. Però, è davvero insensato fare qui ragionamenti secondo cui se il comune di Nuoro non è stato in grado finora di risolvere questo problema non ci deve riuscire neanche la Regione. La Regione invece, con un po' di buon senso, sta riuscendo in qualche modo ad iniziare un percorso, a prevedere comunque un'ipotesi di soluzione.

Credo che la proposta del disegno di legge sia più corretta, più lineare, e anche più evidente politicamente. Quindi, senza giocare sulle bandierine di destra, di sinistra e di centro, credo che la Giunta regionale e l'emendamento numero 956 vadano nella giusta direzione. Il problema "Testimonzos" ha una sua specificità, proprio perché è nato in un momento di inurbamento verificatosi nella città di Nuoro ma anche perché include altri aspetti di carattere particolare. Noi di Rifondazione Comunista, proprio per questa ragione voteremo a favore di questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vincenzo Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS VINCENZO (D.S.). Io credo che un problema così delicato come quello di Testimonzos riguardi non soltanto il centrosinistra o questa maggioranza, ma anche la minoranza; per questo motivo non può essere affrontato sulla base di una contrapposizione, permettetemi di dirlo, anche un po' strumentale, ma va visto anche nella sua interezza.

Stiamo parlando infatti di un'area molto vasta e di due zone, la zona "H" e la zona "E", dove è vero, come stava dicendo l'onorevole Capelli, che vi sono situazioni caratterizzate da necessità, però ve ne sono anche altre (lo sappiamo bene perchè conosciamo questa realtà) che poco hanno a che fare con la necessità, ma si avvicinano molto alla speculazione edilizia. Quindi siccome la materia è molto delicata, non può essere affrontata attraverso scorciatoie che non portano da nessuna parte.

Se vogliamo fare fumo, se vogliamo fare demagogia, se vogliamo illudere fra l'altro i "lottisti" di Testimonzos, possiamo farlo. Ma noi dobbiamo fare invece un intervento chiaro dal punto di vista legislativo, non possiamo permettere che il caso di Testimonzos sia inserito all'interno di una problematica generale; se vogliamo realizzare un intervento di tipo urbanistico che si integri con l'attuale situazione che abbiamo a Nuoro, noi dobbiamo prevedere un percorso lineare, un percorso che coinvolga tutti, ma dev'essere un percorso legislativo chiaro che permetta di vedere quali sono le situazioni di vero disagio e a queste tentare di dare delle risposte. Invece, le situazioni che non riguardano il disagio ma riguardano altro, io credo che dobbiamo vederle con un'ottica completamente differente. Chiaramente voto a favore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 956.

Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 956.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Contu e la Spisa e si sono astenuti.

Rispondono sì i consiglieri: CALIGARIS - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - RANDAZZO Alberto - SABATINI - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Si sono astenuti i consiglieri: AMADU - CAPELLI - CAPPAI - CONTU - FARIGU - LA SPISA - LADU - LOMBARDO - MILIA - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SALIS - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 47

Votanti 34

Astenuti 13

Maggioranza 18

Favorevoli 34

(Il Consiglio approva).

A seguito dell'approvazione dell'emendamento numero 956, decade l'emendamento numero 888.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Presidente, mi scuso se tardivamente, chiedo che in sede di coordinamento venga soppressa la lettera a) del comma 3 per due ragioni. La prima ragione è che non si elimina un refuso in via legislativa; la seconda ragione è che sul Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna si è già provveduto a effettuare l'errata corrige.

PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni la richiesta della Giunta è accolta.

Passiamo all'esame dell'articolo 12. All'articolo 12 sono stati presentati ventotto emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 12 e dei relativi emendamenti:

Art. 12

Disposizioni in materia di opere pubbliche

1. Al fine di sostenere l'attuazione della gestione unitaria del servizio idrico integrato e la partecipazione di tutti i comuni della Sardegna alla società Abbanoa Spa, gestore unico affidatario del servizio da parte dell'Autorità d'ambito ottimale per la Sardegna, è autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 20.000.000 per la concessione di un contributo straordinario, a favore dei singoli comuni, così determinato (UPBS07.07.002 - cap. SC07.0784):

a) euro 28 per abitante quale risulta dal censimento Istat 2001, finalizzato alla sottoscrizione di partecipazioni azionarie a seguito di aumento di capitale sociale riservato ai comuni che non fanno parte dell'attuale assetto societario del Gestore unico;

b) l'importo che residua nello stanziamento, dopo l'erogazione del contributo di cui alla lettera a), è assegnato, sulla base delle quote previste dall'articolo 10, comma 1, ai comuni soci per essere destinato ad acquisizione di ulteriori partecipazioni azionarie.

2. Le procedure per l'attribuzione del contributo di cui al comma 1 sono definite dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessorato regionale dei lavori pubblici, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. L'erogazione del contributo è comunque subordinata alla cessione del possesso degli impianti alla società affidataria del servizio idrico integrato da parte del comune.

3. L'Amministrazione regionale è autorizzata a trasferire, entro cinque anni dall'entrata in vigore della presente legge, tutte le azioni della società affidataria Gestore unico del servizio idrico integrato, ancora in suo possesso, anche per quote parziali, al prezzo simbolico di 1 euro ogni 1000 azioni, agli stessi comuni soci sulla base delle quote previste dall'articolo 10, comma 1.

4. Per le finalità di cui alla legge regionale n. 4 del 2006, articolo 21, comma 11, lettera a), è autorizzato, nell'anno 2007, l'ulteriore stanziamento di euro 4.000.000 (UPB S07.07.002 - cap. SC07.0789).

5. È autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 516.000 quale saldo per gli oneri di cui alla legge regionale 8 marzo 1997, n. 8, articolo 7, relativo alla predisposizione degli elaborati sul litorale di Cagliari (UPB S04.04.002 - cap. SC04.1029).

6. Per la realizzazione, il completamento, il restauro ed il consolidamento di edifici di culto e di chiese, è autorizzato, nell'anno 2007, lo stanziamento di euro 5.000.000; il relativo programma d'intervento è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale dei lavori pubblici, ai sensi della legge regionale n. 1 del 1977, articolo 4, lettera i), e successive modifiche e integrazioni (UPB S07.10.005 - cap. SC07.1256).

7. È autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 2.100.000 per la realizzazione di un programma di opere pubbliche di interesse provinciale, sovracomunale e regionale (UPB S07.10.005 - cap. SC07.1263).

8. Al fine di acquisire al patrimonio regionale impianti di produzione di energia elettrica da inserire nel sistema di approvvigionamento idrico multisettoriale, è autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 4.000.000; il relativo programma di acquisizione, da attuarsi anche con l'utilizzo dei relativi proventi tariffari, è approvato dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore regionale dei lavori pubblici (UPB S07.07.004 - cap. SC07.0838).

9. Alla legge regionale 17 ottobre 1997, n. 29, sono introdotte le seguenti modifiche:

a) il comma 3 bis dell'articolo 8 e i commi 4 e 5 dell'articolo 10 sono abrogati;

b) il comma 3 dell'articolo 10 è così sostituito:
"3. L'assemblea è composta dai rappresentanti dei comuni nella persona del sindaco pro-tempore o di un suo delegato e delle province nella persona del presidente pro-tempore o di un suo delegato, ed è pertanto permanente. A ciascun comune ed a ciascuna provincia è riconosciuta rappresentatività assembleare pari alla quota di partecipazione al Consorzio di cui all'articolo 8, comma 3. La partecipazione alle sedute dell'assemblea è gratuita, fatti salvi i rimborsi spese previsti dalle norme disciplinanti l'attività dei consigli comunali.";

c) i commi 4 e 5 dell'articolo 19 sono così sostituiti:
"4. Qualora le riunioni dell'assemblea dell'Autorità d'ambito vadano deserte per due volte consecutive, ovvero qualora l'Autorità non ottemperi agli obblighi previsti dalle convenzioni o da norme di legge, la Giunta regionale interviene in via sostitutiva, previa diffida, nominando un commissario ad acta per il compimento degli atti dovuti.

5. Il commissario è nominato con decreto del Presidente della Regione adottato previa delibera di Giunta regionale e comunicato al Consiglio regionale. Gli oneri conseguenti all'attività del commissario straordinario sono posti a carico dell'Autorità di ambito.".

10. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, l'assemblea e gli altri organi dell'Autorità d'ambito precedentemente costituiti decadono dalle rispettive funzioni. Il presidente, il comitato esecutivo ed il collegio dei revisori restano in carica per gli atti dovuti fino alla costituzione dei nuovi organi. Entro i successivi quarantacinque giorni il presidente dell'Autorità d'ambito convoca l'assemblea di insediamento per l'approvazione delle modifiche dello statuto in relazione alle disposizioni della presente legge e per l'elezione degli organi della Autorità. Qualora gli organi dell'Autorità non vengano ricostituiti entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale interviene in via sostitutiva, ai sensi dei commi 4 e 5 del succitato articolo 19, così come sostituiti dalla lettera c) del comma 9 del presente articolo, per il compimento degli atti dovuti.

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - ARTIZZU - LIORI - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 12

I commi 1 e 2 sono soppressi. (123)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 12

Nel comma 2 il periodo che inizia con: "l'erogazione del contributo……" sino al termine del punto è soppresso. (612)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - CONTU - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 12

Nel comma 1 la spesa di euro 20.000.000 è rideterminata in euro 40.000.000

Copertura Finanziaria

In aumento

UPB S07.07.002-Cap. SC 07.0784 Anno 2007 Euro 20.000.000

In Diminuzione

UPB S08.01.002-CAP. 008.0024 Anno 2007 Euro 20.000.000

(mediante riduzione delle voci della tabella A della finanziaria - fondi nuovi oneri legislativi). (610)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 12

Nella lettera a) del comma 1 la somma di euro 28 è rideterminata in euro 30. (611)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 12

Nel comma 3 la somma di 1 euro è rideterminata in 50 centesimi di euro. (613)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - CONTU - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 12

Nel comma 4 lo stanziamento di euro 4.000.000 è rideterminato in euro 6.000.000

Copertura Finanziaria

In aumento

UPB S07.07.002-Cap. SC 07.0789 Anno 2007 Euro 2.000.000

In diminuzione

UPB S08.01.002-CAP 008.0024 Anno 2007 Euro 2.000.000

(mediante riduzione delle voci della tabella A della Finanziaria- fondi nuovi oneri legislativi). (614)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale PISANO - CASSANO - DEDONI - VARGIU.

Articolo 12

l'importo indicato nella seconda riga del 6 comma dell'articolo 12

"5.000.000"

è sostituito da

" 25.000.000"

Copertura finanziaria

In Aumento:

UPB 07.10.005-cap.SC07.1256 -

Anno 2007 euro 20.000.000

In diminuzione

UPB S08.01.002 -FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 8 della

tabella A, allegata alla legge finanziaria

ANNO 2007- euro 20.000.000 (9)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - CONTU - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 12

Nel comma 6 lo stanziamento di euro 5.000.000 è rideterminato in euro 8.000.000

Copertura Finanziaria

In aumento

UPB S07.10.005-Cap. SC 07.1256 Anno 2007 Euro 3.000.000

In Diminuzione

UPB S08.01.002-CAP. 008.0024 Anno 2007 Euro 3.000.000

(mediante riduzione delle voci della tabella A della Finanziaria - fondi nuovi oneri legislativi). (615)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - CONTU - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 12

Nel comma 7 la spesa di euro 2.100.000 è rideterminata in euro 3.000.000

Copertura Finanziaria

Anno 2007


Anno 2007


In aumento

Euro 900.000


Euro 900.000


UPB S07.10.005-Cap. SC 07.1263

In Diminuzione

UPB S08.01.002-CAP. 008.0024

(mediante riduzione delle voci della tabella A della Finanziaria - fondi nuovi oneri legislativi).

(616)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - CONTU - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 12

Nel comma 8 la spesa di euro 4.000.000 è rideterminata in euro 5.286.000

Copertura Finanziaria

In aumento

UPB S07.07.004-Cap. SC 07.0838 Anno 2007 Euro 1.286.000

In Diminuzione

UPB S08.01.002-CAP. 008.0024 Anno 2007 Euro 1.286.000

(mediante riduzione delle voci della tabella A della Finanziaria - fondi nuovi oneri legislativi).

(617)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.

Articolo 12

Dopo il comma 3 dell'articolo 12 è aggiunto il seguente comma:

"3bis. Alla legge regionale 12 giugno 2006, n. 9 sono introdotte le seguenti modifiche:

a) la lett. b) del comma 1, dell'articolo 39 è cosi sostituita:

"b) esercizio della vigilanza sulla gestione amministrativo-finanziaria delle cooperative edilizie fruenti del contributo. Nell'esercizio della vigilanza suddetta rientra il potere di commissariamento e gli altri previsti, per l'autorità governativa, dall'articolo 2545 sexiesdecies del Codice Civile;"

b) all'articolo 83, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente comma:

"4. Nelle more del trasferimento delle competenze in capo alle province, l'esercizio della vigilanza sulla gestione amministrativo-finanziaria delle cooperative edilizie di cui alla lettera b), comma 1, dell'articolo 39 della presente legge resta in capo alla Regione". (944)

EMENDAMENTO aggiuntivo CASSANO - PISANO - VARGIU - DEDONI - AMADU - RASSU - MORO - MILIA.

Articolo 12

Dopo il comma 7 dell'articolo 12 è inserito il seguente comma:

E' autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 50.000.000 per la realizzazione di uno straordinario piano di interventi di lavori pubblici finalizzati alla valorizzazione della città di Sassari in considerazione del suo ruolo capoluogo e di vicecapitale della Sardegna, ampia area nella quale gravita una popolazione doppia rispetto a quella residente.

Copertura finanziaria

In Aumento :

UPB - S07.10.005

Anno 2007 euro 50.000.000

In diminuzione

UPB S08.01.002 -FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 8 della tabella A, allegata alla legge finanziaria

ANNO 2007- euro50.000.000 (63)

EMENDAMENTO aggiuntivo PISANO - CAPPAI - VARGIU.

Articolo 12

Dopo il comma 7 dell'articolo 12 è inserito il seguente comma:

E' autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 50.000.000 per la realizzazione dei lavori di

completamento dell'adeguamento e sistemazione del nuovo tracciato viario della S.S. 128, denominata centrale sarda, per il tratto Monastir - Sorgono.

Copertura finanziaria

In Aumento :

UPB S07.10.005 -

Anno 2007 euro 50.000.000

In diminuzione

UPB S08.01.002 -FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 8 della

tabella A, allegata alla legge finanziaria

ANNO 2007- euro50.000.000 (84)

EMENDAMENTO aggiuntivo CASSANO - PISANO - VARGIU - DEDONI - AMADU - MORO - RASSU - MILIA.

Articolo 12

Dopo il comma 7 dell'articolo 12 è inserito il seguente comma:

7 bis. E' autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 10.000.000 per la realizzazione dei lavori di messa in sicurezza e completamento della S.S. 131 nel tratto dal Km 203,00 al Km 209, 482 diramazione per OSSI

Copertura finanziaria

In Aumento :

UPB - S07.10.00S -Finanziamento ad enti locali per opere di loro interesse

Anno 2007 euro 10.000.000

In diminuzione

UPB S08.01.002 -FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 8 della tabella A, allegata alla legge finanziaria

ANNO 2007- euro 10.000.000 (57)

EMENDAMENTO aggiuntivo PISANO - CAPPAI - VARGIU.

Articolo 12

Dopo il comma 7 dell' articolo 12 è inserito il seguente comma:

7 bis. E' autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 6.000.000 per la realizzazione dei lavori di sistemazione, adeguamento e messa in sicurezza dei tratti di viabilità intercomunale e provinciale Guasila-Suelli, Guamaggiore-Ortacesus, Selegas-Senorbì che costituiscono gli unici collegamenti viari per i Comuni della Trexenta e che attualmente versano in stato di assoluto dissesto, di impercorribilità e di pericolo per la sicurezza degli automobilisti.

Copertura finanziaria

In Aumento :

UPB S07.10.005 -

Anno 2007 euro 6.000.000

In diminuzione

UPB S08.01.002 -FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 8 della tabella A, allegata alla legge finanziaria

ANNO 2007- euro 6.000.000 (86)

EMENDAMENTO aggiuntivo CASSANO - AMADU - VARGIU - PISANO - DEDONI - RASSU - MORO - MILIA.

Articolo 12

Dopo il comma 7 dell'articolo 12 è inserito il seguente comma:

7 bis. E' autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 500.000 per la realizzazione della viabilità interna all'abitato del Comune di Ossi per il collegamento del quartiere Sos Pianos con il centro storico.

Copertura finanziaria

In Aumento :

UPB S07.01.002 -INFRASTRUTTURE DI TRASPORTO DEGLI ENTI LOCALI-

Anno 2007 euro 500.000

UPB S08.01.002 -FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 8 della tabella A,

allegata alla legge finanziaria

ANNO 2007- euro 500.000 (62)

EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA.

Articolo 12

Dopo comma 8 dell' articolo 12 è inserito il seguente punto:

8 bis. I contributi a fondo perduto a favore di beneficiari privati per intereventi su alloggi di proprietà destinati a prima abitazione erogati ai sensi del programma quadriennale di edilizia agevolata 1992 -1995 approvato dalla Giunta Regionale in attuazione della legge 17 febbraio 1992 n. 179 sono cumulatali con altri contributi pubblici precedentemente ottenuti dagli stessi proprietari per l'acquisto, la costruzione o il recupero dei medesimi alloggi.

Conseguentemente, nelle ipotesi di duplicazione del beneficio la Regione non procede al recupero dei contributi. (42)

EMENDAMENTO aggiuntivo PISANO - CASSANO - DEDONI - VARGIU - AMADU - RASSU - MORO - MILIA.

Articolo 12

dopo il comma 8 dell'articolo 12 è inserito il seguente comma

8 bis. E' autorizzata per l'anno 2007 e per le annualità successive 2008 e 2009 la spesa per ciascuna annualità di euro 5.000.000 da destinarsi alla concessione di contributi in conto investimenti a favore delle parrocchie e delle comunità religiose per la realizzazione di opere di completamento degli oratori.

Copertura finanziaria

In Aumento :

UPB S07.10.005

Anno 2007 euro 5.000.000

Anno 2008 euro 5.000.000

Anno 2009 euro 5.000.000

In diminuzione

UPB S08.01.002 -FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 8 della tabella A, allegata alla legge finanziaria

ANNO 2007- euro 5.000.000

ANNO 2008 euro 5.000.000

Anno 2009 euro 5.000.000 (59)

EMENDAMENTO aggiuntivo PORCU - MARROCU - MARRACINI - URAS - BIANCU.

Articolo 12

Dopo il comma 8 è aggiunto il seguente:

comma 8 bis

1. I termini di impegnabilità dei finanziamenti regionali assegnati agli enti locali in regime di delega per la realizzazione di opere pubbliche, previsti dall'art. 3, comma 1, della legge regionale 9 agosto 2002, n. 15 e successive modificazioni e integrazioni, con scadenza al 31 dicembre 2006, sono prorogati di un anno qualora alla stessa data i relativi progetti risultino in istruttoria presso i competenti uffici dell'Amministrazione regionale per il successivi rilascio dei prescritti provvedimenti autorizzativi o approvati in materia paesaggistica e ambientale. (77)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - ARTIZZU - LIORI - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 12

Dopo il comma 8 è aggiunto il seguente comma:

8 bis. "E' autorizzata la spesa di Euro 500.000 per la progettazione dell'opera viaria denominata "Trasversale sarda", che unisca il Comune di Oristano con il Comune di Tortoli". (124)

EMENDAMENTO aggiuntivo RASSU - LA SPISA - CONTU - PETRINI - LICANDRO.

Articolo 12

Dopo il comma 8 è inserito il seguente:

"8 bis. Al fine di dotare delle risorse idriche necessarie allo sviluppo dell'economia agricola e pastorale i territori del Goceano e del Logudoro-Meilogu, è autorizzata, per gli anni 2007-2008-2009 la spesa di euro 50.000.000 per annualità per la realizzazione delle opere di captazione, ricerca, raccolta, invaso e distribuzione delle risorse idriche stesse".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S04.02.004

Investimenti relativi alle risorse idriche nel settore agricolo

euro 50.000.000

euro 50.000.000

euro 50.000.000

In diminuzione

UPB SOL03.010

euro 50.000.000

euro 50.000.000

euro 50.000.000 (193)

EMENDAMENTO aggiuntivo RASSU - CONTU - LA SPISA - PETRINI - PILERI - SANJUST - CASSANO.

Articolo 12

Dopo il comma 8 è inserito il seguente:

"8 bis. È autorizzata la spesa per l'anno 2007 di euro 20.000.000 per la realizzazione del nuovo tronco stradale di congiungimento dell'abitato di Pozzomaggiore con Bosa.".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S07.020.002

Corridoio plurimodale rete viaria e viabilità di interesse regionale

2007 euro 20.000.000

In diminuzione

UPB S01.03.016

Finanziamenti destinati alla programmazione negoziata e ai PIA

2007 euro 20.000.000 (196)

EMENDAMENTO aggiuntivo RASSU - LA SPISA - CONTU - PETRINI - PILERI - SANJUST - CASSANO.

Articolo 12

Dopo il comma 8 è inserito il seguente:

"8 bis. È autorizzata la spesa per le annualità 2007-2008-2009 di euro 20.000.000 per la realizzazione dell'arteria stradale di congiungimento della Strada statale n. 131 bivio Campu Giavesu con la Ittiri-Alghero-ingresso abitato Ittiri.".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S07.02.002

euro 20.000.000

euro 20.000.000

euro 20.000.000

In diminuzione

UPB S01.03.010

euro 20.000.000

euro 20.000.000

euro 20.000.000 (197)

EMENDAMENTO aggiuntivo UGGIAS - BIANCU - CUCCU Giuseppe - CUCCA - GIAGU - SABATINI - SANNA Francesco

Articolo 12

Dopo il comma 8 è aggiunto il seguente:

Al fine di favorire il risparmio di gestione delle riserve idriche, la R.A.S. promuove una serie di interventi di sensibilizzazione dell'opinione pubblica e favorisce interventi di manutenzione per la riduzione degli sprechi presso gli edifici pubblici, le strutture ricettive e i pubblici esercizi. Per le finalità del seguente intervento è autorizzata la spesa di € 500.000 per ciascuno degli anni 2007,2008,2009,2010. Il relativo programma è approvato dalla Giunta Regionale ai termini dell'art 4, lett i) della Legge Regionale n. 1 del 1977.

Copertura Finanziaria

FNOL - investimenti - voce 2. (844)

EMENDAMENTO aggiuntivo CUCCU - MARROCU - ORRU'.

Articolo 12

Dopo il comma 8 è aggiunto il seguente comma: "è autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 500.000 per la rimozione e la méssa in sicurezza dei movimenti franosi e per la definitiva sistemazione dell'approdo al servizio delle piccole imbarcazioni in località Flumentorgiu - Porto Palma nel Comune di Arbus". (905)

EMENDAMENTO aggiuntivo MASIA - BALIA - LAI Silvio - GIAGU - MANCA - LICHERI.

Articolo 12

Dopo il comma 8 è aggiunto il seguente: "8 bis. È autorizzata nell'anno 2007 la spesa di euro 600.000 per la sistemazione e miglioramento del sistema portuale di Stintino ai fini del trasporto di merci e persone all'isola dell'Asinara.".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB

2007 euro 600.000

In diminuzione

UPB

Fondo nuovi oneri legislativi - investimenti, voce 2

2007 euro 600.000 (919)

EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA.

Articolo 12

Dopo l'articolo 12, e dopo il titolo del "capo IV - Ambiente e governo del territorio", è inserito il seguente articolo:

Articolo 12 bis

Politiche regionali in materia energetica.

1. Le politiche regionali in materia di produzione di energia tendono alla autosufficienza del sistema energetico regionale, alla graduale sostituzione delle energie prodotte utilizzando combustibili fossili con energie prodotte da energie rinnovabili, ed escludono la produzione di energia elettrica per la esportazione fuori dal territorio regionale.

2. A tali fini la Regione sostiene la ricerca nel campo delle energie rinnovabili, favorisce le attività imprenditoriali in questo settore e promuove l'utilizzo delle energie rinnovabili da parte di privati e di amministrazioni pubbliche.

3. Agli stessi fini la Regione, qualora l'apparato regionale per la produzione di energia sia adeguatamente dimensionato alle esigenze della comunità regionale, vieta la costruzione di nuovi impianti industriali o la conversione di impianti industriali esistenti, quando destinati alla produzione di energia elettrica mediante l'uso di combustibili fossili.

Nell' ipotesi di cui al punto che precede, l'installazione di qualunque nuovo impianto industriale teso alla produzione di energie rinnovabili può essere autorizzato previa identificazione degli impianti in esercizio alimentati con combustibili fossili la cui capacità produttiva verrà sostituita da quella del nuovo impianto alimentato da energie rinnovabili, o in alternativa previa precisa individuazione e quantificazione del maggior futuro fabbisogno di energia elettrica da parte della comunità regionale cui deve essere destinata la nuova produzione di energia. (43)

EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA.

Articolo 12

Dopo l'articolo 12, e dopo il titolo del "capo IV - Ambiente e governo del territorio", è inserito il seguente articolo:

Articolo 12 bis

Divieto di produzione di energia elettrica per l'esportazione mediante l'utilizzo di combustibili fossili

Al fine di ridurre le emissioni di gas e di altri agenti inquinanti nell'atmosfera, è vietata nel territorio della Regione Sardegna la produzione, mediante l'utilizzo di combustibili fossili, di energia elettrica per la sua esportazione al di fuori del territorio regionale. (44).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Questo è un articolo importante perché interviene su una materia che è stata oggetto di discussione, anche vivace, in questa Aula. Interviene sulla questione del sistema idrico integrato, sul funzionamento della società ABBANOA, sul passaggio delle azioni da parte della Regione al sistema locale, ai comuni. Interviene in una fase di discussione che non si limita alla Sardegna, a questa Regione, ma si estende a livello nazionale e comunitario; una fase di discussione che mira a ridiscutere l'impostazione che è derivata dalla legge Galli e dalle norme di attuazione della medesima; che mira a ridiscutere la concezione della separazione del sistema dell'idropotabile dal sistema più ampio, dal multisettoriale, cioè dalla costituzione del bacino idrografico e dall'istituzione dell'Autorità di bacino; che mira cioè ad intervenire con una regolazione nuova che tratti la risorsa idrica come bene comune dalla sorgente fino al rubinetto, perché ci deve essere la garanzia che l'acqua venga tutelata, non venga sprecata in tutto il suo percorso; venga ben utilizzata e venga garantita come diritto inalienabile degli uomini e delle donne, e non solo. E non solo.

Diritto inalienabile che, quindi, non può essere in qualche misura neppure sottoposto ad un governo, come di fatto lo è, dentro la cultura del mercato, con uno strumento che è strumento di mercato. La società per azioni di per sé, anche se avesse solo ed esclusivamente capitale pubblico, è un elemento del mercato. E' un elemento costitutivo del mercato, è un soggetto costitutivo del mercato! E deve essere superato questo limite che nasce da una cultura che io mi auguro sia stata ormai di fatto cancellata, e cioè (l'ipotesi riguarda l'acqua, ma non solo l'acqua), che tutto possa essere o diventare merce.

Questa ipotesi nasce, ovviamente, nella cultura americana, nella cultura dell'ideologia del mercato, dove possono essere tranquillamente brevettati non solo gli strumenti che sono frutto dell'ingegno umano, non solo le tecniche che sono frutto dell'ingegno umano, ma anche gli elementi costitutivi della vita e, come tali, devono essere sottoposti alle regole del mercato. Se uno vuole accedere a quegli studi, a quegli approfondimenti, a quei risultati deve pagare e se non può pagare, e dal non pagare dipende la sua vita, deve morire.

Questa è la cultura che ha prodotto anche il percorso che si è realizzato in Europa, in Italia e in Sardegna nella gestione dell'acqua. Ma è pensabile? A chi può essere venuta in mente la grande soluzione: trovare una società per azioni che gestisca il sistema idrico regionale? Ma qual è l'utilità se è una società di natura pubblica? Ma qual è l'utilità se gli amministratori sono scelti dagli amministratori pubblici?

Abbanoa è governata dal direttore generale dell'Assessorato dei lavori pubblici della Regione, è un dipendente pubblico di questa Regione! Ma che senso ha? Se il capitale è tutto pubblico, se gli amministratori sono individuati dalla parte pubblica, se le strutture sono tutte pubbliche, che senso ha? Non ne ha! Non ne ha, a meno che non se ne dà uno che in prospettiva può anche realizzarsi. Mettiamo che i costi non consentano, a questa amministrazione e alle prossime, di sostenere il sistema idrico se non attraverso l'intervento della fiscalità generale e che sia inibito l'intervento della fiscalità generale. Che cosa succederà? Succederà che alla società per azioni gli diranno: "Vai e ricapitalizzati, e ricapitalizzati nel mercato!". Cioè vai e trovati i finanziatori! E magari sono le banche, e magari sono privati, e poi magari imbottigliano l'acqua che oggi noi abbiamo dal rubinetto e magari ce la vendono! E magari la usano anche per fare qualche bibita nostrana o meno nostrana, qualche bibita di importazione: Coca-Cola, birra Ichnusa un po' meno.

Allora, questo è il tema. E in questo articolo la Regione, in linea con tutta questa ipotesi di lavoro, quando si sta incominciando a superare questa condizione, quando si è aperto il dibattito e anche nelle proposte disperate, disgraziate dell'onorevole ministro Lanzillotta, si esclude l'acqua dalla mercificazione dei servizi pubblici, che cosa si fa in Sardegna? Si cede la quota di azioni della Regione ai comuni, i comuni che sosteniamo finanziariamente con 20 milioni di euro; questa è la proposta della Giunta, poi ce ne sono altre che parlano di 40 milioni di euro, cioè la fiscalità generale che passa attraverso i comuni per reggere il disavanzo, il deficit di Abbanoa.

Noi ci liberiamo di queste competenze passandole ai comuni, ai quali dovremmo dare i soldi per non vendere le quote. Siamo alla follia! Siamo a Kafka! Siamo all'invenzione proiettata a costruire le condizioni per il disastro! L'acqua non la faremo vendere a nessuno! Sull'acqua nascono le guerre! Sull'acqua si combatte la difesa delle persone nei confronti di chi vuole togliere la condizione minima di vita! Mai e poi mai!

Allora, questo che cosa vuol dire? Vuol dire che dobbiamo tornare ad una soluzione diversa e per tornare ad una soluzione diversa non dobbiamo fare alcuni passi nella direzione sbagliata che abbiamo percorso fino ad oggi. Presidente, mi consenta di chiederle sin da ora che il comma 3 venga votato separatamente, in modo tale che noi si possa esprimere il nostro parere contrario su questo comma; la Regione rimanga in possesso delle azioni fino a quando non si esaurirà il dibattito su chi dovrà essere il gestore della risorsa idrica, anche per quanto riguarda l'idropotabile. Se noi lasciassimo andare le cose così, anzi se le agevolassimo, non faremmo gli interessi dei cittadini della Sardegna e, soprattutto, non tuteleremmo i diritti anche dei più deboli.

PRESIDENTE.

E' iscritto a parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, signori della Giunta, colleghi, nel corso del mio intervento illustrerò anche gli emendamenti numero 42, 43 e 44.

L'emendamento numero 42, che non comporta spese, tende a fare giustizia di una situazione che si è creata ai danni di svariate decine di famiglie sarde che, dopo aver ottenuto il mutuo per la prima casa, hanno ottenuto anche un finanziamento per abbellire il centro storico del loro comune.

I comuni hanno istruito positivamente queste istanze, sono stati erogati anche i contributi per il centro storico e oggi c'è il rischio, se non viene approvato questo emendamento, che queste famiglie si vedano chiamate a restituire quel contributo che hanno già speso da molti anni.

Gli emendamenti numero 43 e 44 riguardano la questione energetica ma, poiché nell'intenzione del proponente dovrebbero costituire il primo articolo del capo successivo, il Capo IV, portano il numero 12 bis. Questi due emendamenti tendono a fissare alcuni principi certi in materia di energia; quindi un emendamento propone che non si possa produrre energia elettrica in Sardegna usando combustibili fossili per l'esportazione e l'altro sostiene la necessità di passare gradualmente dalla produzione di energia con i combustibili fossili alla produzione di energia con le fonti rinnovabili, però in una situazione di equilibrio del sistema energetico.

In questo bilancio sono previsti interventi per disciplinare la questione dell'eolico, e ne discuteremo; vengono stanziati 90 milioni di euro a favore del settore fotovoltaico, però non abbiamo un Piano energetico approvato dal Consiglio regionale. Viene da chiedersi per quale ragione abbiamo lavorato a lungo sul Piano paesaggistico e sul Piano sanitario, mentre di energia non ne parliamo.

Collega Uras, anche per l'energia si fanno le guerre, vengono conquistate nazioni, vengono occupati e colonizzati territori o per appropriarsi delle fonti di energia o, a volte, anche per scaricare in quei territori l'inquinamento determinato dalla produzione di energia. Allora, la questione energetica è una grande questione che attiene al futuro di tutto il pianeta. Non si capisce perché questo Consiglio regionale non ne debba discutere. E mentre noi non ne discutiamo vengono stretti degli accordi con delle multinazionali dell'energia che impegnano il futuro di collettività per decenni, senza consultare le popolazioni o a volte, addirittura, malgrado referendum popolari che si sono espressi in senso contrario.

Insomma, nell'ambito del sistema energetico regionale ci apprestiamo a disciplinare una quantità di produzione di energia eolica, a spendere 90 milioni di euro a favore del fotovoltaico, ad incentivare la produzione di energia dalle biomasse, e questo è nella finanziaria. Fuori dalla finanziaria ci apprestiamo ad autorizzare la costruzione di nuove centrali a combustibili fossili, un termovalorizzatore e impianti per la produzione di energia dal solare termodinamico. Leggendo il Piano energetico regionale si evince che, per quel poco che è possibile, stiamo già esportando energia, e le centrali spesso funzionano a regime ridotto. Allora, la domanda che pongo è questa: ma tutta questa energia che dobbiamo produrre a che cosa ci serve? Che cosa ne dobbiamo fare di tutta quanta questa energia elettrica prodotta con eolico, fotovoltaico, combustibili fossili, eccetera?

Mi sembra evidente che se non ci apprestiamo a sostituire i combustibili fossili con l'energia alternativa, tutta questa energia dovremo trasportarla, lasciando in Sardegna l'impatto negativo della sua produzione. Io personalmente condivido un documento molto importante, che molti di voi dovrebbero conoscere, di cui leggo, testualmente, una piccola parte: "La produzione e la distribuzione dell'energia non devono compromettere l'ambiente e il paesaggio della nostra regione. Per cercare una risposta coerente con il disegno complessivo di sviluppo sostenibile che il Governo regionale persegue, deve essere fermamente respinta l'impostazione del Piano del centrodestra, che prevede la trasformazione dell'Isola in una zona di produzione di energia da esportare, scambiando una manciata di appalti e di posti di lavoro con una prospettiva di tutela ambientale fondamentale per lo sviluppo dell'Isola. Non è accettabile incrementare ulteriormente la costruzione di nuove centrali finalizzate all'esportazione dell'energia elettrica fuori della Sardegna. La posa del SAPEI, cavo da 1000 megawatt, per il trasporto di energia elettrica da e per il Continente, deve essere finalizzata esclusivamente alla necessità di stabilizzazione del sistema e di inserimento della Regione nel sistema di liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica". Questo è un passaggio sull'energia del programma di governo del Presidente della Regione e della maggioranza che lo sostiene.

Io questo passaggio lo condivido integralmente, ma mi sembra che sull'energia stiamo facendo esattamente il contrario. Da queste considerazioni è nato un ordine del giorno, che ho già depositato e che invita la Giunta a portare il Piano energetico regionale alla discussione del Consiglio regionale, e questi emendamenti, appunto, che tendono almeno a fissare un principio, e cioè che in Sardegna non si può produrre energia utilizzando combustibili fossili per esportarla fuori dalla Sardegna, perché questo è un controsenso, non se ne capisce la ragione, è contro il programma del Presidente della Regione, è contro il programma della maggioranza che governa la Sardegna.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Onorevole Assessore, vorrei richiamare la sua attenzione sul fatto che anche sull'articolo 12 è presente un emendamento della Giunta che corregge la legge numero 9. Si ripropone qui il problema che è stato posto stamani in occasione dell'emendamento numero 41, all'articolo 11, e che probabilmente anche per mio demerito non è stato forse adeguatamente ben espresso.

Il problema che si pone è questo; la legge numero 9 è una legge che aveva ben coordinato i rapporti tra Regione ed ente locale, tra le funzioni trasferite e le funzioni rimaste in capo alla Regione; ma sulla impalcatura della legge numero 9 (lo sto segnalando perché, secondo me, negli articoli relativi alle norme transitorie la Giunta deve riuscire a impedire che nasca un contenzioso), si è inserito l'articolo 10 di questa finanziaria che include i finanziamenti della "9" nel Fondo unico. Qual è la parte critica che mette in crisi il sistema della "9"? La parte critica è nel primo comma dell'articolo 10, laddove si dice che per l'anno 2007 e fino all'entrata in vigore della riforma del regime finanziario di cui al comma 4, in deroga alla normativa vigente in materia di criteri di riparto, i fondi a valere su diverse leggi, tra cui la "9", confluiscono nel Fondo unico.

Quindi, l'articolo 10 prevede che il Fondo unico si costituisca in deroga alle norme vigenti e l'emendamento della Giunta che precisa ciò che resta in capo alla Regione, io capisco bene perché lo fa, perché l'articolo 10 apre un contenzioso.

Se vogliamo tornare un attimo indietro sulla questione del riparto per le scuole materne, è evidente che quando una norma di pari livello, qual è la legge finanziaria rispetto alla "9", dice "in deroga alle leggi vigenti in materia di riparto", io credo che si apra un conflitto e, quindi, credo che sia bene che la Giunta valuti come precisare, in sede di norme transitorie, come salvaguardare la vigenza di una programmazione regionale negoziata e concertata - come dice la "9" - rispetto a ciò che oggi l'articolo 10 dice sancendo che il Fondo unico avviene in deroga rispetto alle norme vigenti.

E' evidente quello che produce questa disposizione, tenuto conto che l'ente locale provvede in piena autonomia, secondo il comma 2 dell'articolo 10, pur avendo riguardo al conseguimento delle finalità. Allora, se l'ente locale provvede in piena autonomia e il comma 1 dell'articolo 10 dice che il riparto avviene in deroga alle norme vigenti, non è per niente salvaguardato quel percorso individuato dalla "9" di concertazione tra la programmazione regionale e l'ente locale e noi rischiamo di avere servizi in sede locale di diversa qualità e di diversa vigenza da territorio a territorio perché è chiaro che una Provincia può ritenere più necessaria un'azione rispetto a un'altra (per esempio le infrastrutture rispetto ai servizi), visto che il Fondo che riceve non viene precisato nelle procedure.

A me pare che su questo sia il caso che la Giunta faccia una riflessione e negli articoli relativi alle norme transitorie trovi il modo di condizionare quella parte dell'articolo 10 dove si dice "in deroga alle norme vigenti", perché è quello che impedisce la vigenza dell'architettura bilanciata della norma.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Non mi prenderò tutto il tempo a disposizione e mi dispiace non aver potuto partecipare ai lavori in Commissione per capire che cosa significano il comma 7, ma principalmente il comma 8 di questo articolo. Assessore, il comma 7 dice: "E' autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 2.100.000 per la realizzazione di un programma di opere pubbliche di interesse provinciale, sovracomunale e regionale". E' chiaro che questa è una etichetta, è una "marchetta mascherata", e bene avreste fatto a dirci di che cosa si tratta, sono cose che non avete voluto esporre chiaramente a quest'Aula!

Ancora una volta operate con il vostro sistema: mancanza di correttezza, mancanza di lealtà, a poca chiarezza nei confronti di quest'Aula: Assessore, mi dispiace, non sto criticando lei ma il Presidente che è stato l'estensore di questa proposta di bilancio e di finanziaria. Presidente che, come al solito, continua ad essere assente; si è presentato solo l'altra sera, intorno alle 22, per rimproverare il centrosinistra che stava per votare in un modo diverso rispetto al suo volere. Ma qui lui non ci sta a fare niente (non so se stia ancora leggendo le critiche dei giornali nazionali, e non, sulle scelleratezze che sta combinando in Sardegna), tanto chi è qui sa che deve, per forza, approvare questa manovra!

Ma, Assessore, mi interessa di più il comma 8 di questo articolo e, visto che non mi può dare chiarimenti il Presidente, vorrei che me li desse lei Adesso la Regione diventa anche ente di produzione di energia elettrica in modo diretto? Da chi deve acquisire? Per 8 miliardi di vecchie lire, da chi deve acquisire? Vorremmo capire, anche su questo, dove e che cosa volete comprare (abbiamo già capito che tramite la Sfirs vuol fare una compagnia di navigazione), con questi 4 milioni di euro che cosa volete fare?

Spiegateci se volete occuparvi di tutti i settori economici della nostra isola, perché pare che lui, il Presidente latitante, voglia istituire l'agenzia per tutti i settori e la voglia dirigere direttamente lui. Vuole avere il controllo su tutto e su tutti. Allora spiegateci bene che cosa intendete dire in questi due commi. Assessore, invece mi rivolgo a lei, che sicuramente non ha memoria corta come me, per ricordarle che in occasione della predisposizione della finanziaria e del bilancio dell'anno scorso lei si impegnò a reperire i fondi per la strada statale 128; io, il collega Pisano e altri colleghi abbiamo presentato un emendamento per la completa definizione di quest'opera, anziché limitarsi a finanziare la residua quota di progettazione.

Circa un anno fa, il progetto è stato portato all'attenzione delle amministrazioni locali; le amministrazioni locali hanno convocato i proprietari dei terreni, hanno stabilito il tracciato, ma da 14-15 mesi non sappiamo più niente, non sappiamo se le risorse sono state trovate perché in bilancio, Assessore, non le troviamo. Però, su qualche quotidiano regionale è stata riportata la notizia che avete finanziato il rifacimento di strade provinciali con fondi dell'Assessorato dei lavori pubblici, di conseguenza abbiamo presentato, io e altri colleghi, gli emendamenti numero 84 e 86 che la invito a prendere in seria considerazione. Uno riguarda la strada provinciale Guasila-Suelli che, da quando è stata realizzata, non ha mai subito un intervento; anche su questo aveva preso un impegno l'anno scorso e invece propone col comma 7 un grande programma sovracomunale finanziato con 2 milioni e centomila euro. Ma qual è il programma sovracomunale, sovraprovinciale e regionale che può avere una copertura di soli 2 milioni e centomila euro?.

I nostri emendamenti sono sicuramente dettati da esigenze reali presenti nelle zone citate, non sono marchette come il comma 7, non sono etichette, sono proposte serie fatte nell'interesse delle popolazioni che lì vivono; infatti, vuoi perché sono lontano dal mare, vuoi perché non sono vicine a Cagliari, vuoi perché non sono zone turistiche, sono territori che si stanno spopolando e noi, col nostro operare, contribuiamo ad aumentare il fenomeno dello spopolamento perché ci dimentichiamo di intervenire anche con quei pochi euro, Assessore, magari risparmiati dalla mancata realizzazione della strada a quattro corsie (pare che Soru abbia deciso di non realizzarla più a quattro ma a due corsie) nella zona di Olbia. Pertanto, con i soldi risparmiati su quell'opera sicuramente si possono realizzare queste opere nella Trexenta.

Trexenta che è alle porte di Cagliari, ma che probabilmente voi visitate poco, Assessore, noi la invitiamo a visitare quel territorio prima di approvare questa manovra finanziaria, così si renderà conto direttamente delle urgenze di quelle strade, ma soprattutto percorrendo la Monastir-Sorgono vedrà quante croci ci sono sulle banchine. Non perdiamo altro tempo, recuperiamo quei fondi e approviamo questi due emendamenti; probabilmente tutta la Trexenta la ringrazierebbe.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). L'articolo 12 dello strumento finanziario in discussione è molto importante per l'economia della Sardegna, in particolare per alcuni settori di competenza dell'Assessorato dei lavori pubblici. Ne approfitto quindi per fare qualche considerazione e per rivolgere qualche domanda all'Assessore perché, effettivamente, io credo che la situazione che sta vivendo oggi la Sardegna, per quanto riguarda l'applicazione della legge Galli, stia lasciando perplessi tutti noi, soprattutto gli utenti che stanno soffrendo per questo difficile passaggio.

Fermo restando che era ed è ineluttabile comunque il passaggio alla gestione del servizio idrico integrato, voglio dire che non sono d'accordo con qualche intervento precedente, in particolare quello del collega Uras; certamente dobbiamo uniformarci alla legislazione nazionale ed europea, però questo passaggio va fatto nel migliore dei modi perché, a parte il ritardo nell'applicazione della legge Galli, ci sono ancora alcune situazioni che necessitano di un chiarimento da parte della Giunta regionale.

Il problema dei comuni che ancora non hanno aderito alla gestione del Servizio idrico integrato, è un problema serio, che va affrontato e risolto, non può ancora permanere questa situazione in bilico; pertanto io credo che ci sia stata una carenza nella politica portata avanti dalla Regione, che ha ancora un ruolo fondamentale, per fare in modo che tutti i comuni aderissero alla gestione del Servizio idrico integrato. Così come non credo che risolveranno il problema i 20 milioni di euro stanziati in bilancio. Occorrerà andare più a fondo, verificare le reali motivazioni che inducono i comuni ad essere diffidenti nei confronti di questa riforma.

Uno dei motivi della diffidenza è dovuto al fatto che questa riforma sta costando troppo agli utenti sardi, nel senso che i costi dell'acqua sono in continuo aumento. Abbiamo letto anche in questi giorni che Abbanoa, l'ente gestore del servizio idrico, si sta dimostrando una vera e propria pentola bucata dato che quotidianamente chiede aumenti tariffari. Il vero problema è proprio l'aumento dei costi dell'acqua che va affrontato immediatamente, non è pensabile che venga lasciato nelle mani di chi oggi si sta dimostrando incapace di gestire seriamente il servizio idrico integrato, compresi anche i costi.

A mio avviso questa situazione deriva da una serie di operazioni che noi non abbiamo capito bene, Assessore, perché Abbanoa non può essere il risultato di un accordo tacito, di un'autoconferma da parte dei Presidenti degli enti gestori, perché oggi come oggi, se noi esaminiamo la composizione del Consiglio di amministrazione di Abbanoa, vediamo che ci sono tutti i vecchi Presidenti dei vari enti gestori della risorsa idrica. Ma questi chi rappresentano, chi li ha nominati? E' un problema che va chiarito.

Io non ho ancora capito chi ha nominato queste persone, se questa nomina era possibile, se era giustificabile un'autoconferma per cui questi presidenti degli enti che gestivano l'acqua oggi sono nel consiglio di amministrazione che si aumentano indennità, che gestiscono la risorsa idrica che costa ai sardi, cifre che sono difficilmente giustificabili.

Al comma 3 dell'articolo 12 si dice che la Regione è autorizzata, entro cinque anni, a trasferire le sue azioni. Ma la Regione è già oggi in una situazione di illegittimità. La Regione non può avere ancora azioni, perché non può essere contemporaneamente anche soggetto gestore. E qui mi differenzio dalla posizione del consigliere Uras il quale sostiene che la Regione deve ancora detenere quote, forse prenderne altre.

Ma allora qui bisogna capire che cosa si vuole fare, cioè capire se vogliamo andare verso l'Europa, verso una gestione del servizio integrato, come previsto dalle norme nazionali ma anche europee, come è previsto dalla legge Galli, o se invece vogliamo fare altro. Questo è un punto fondamentale che dobbiamo chiarire. Io credo che noi dobbiamo comunque andare verso l'applicazione completa della legge Galli in Sardegna, e la Regione si deve liberare immediatamente delle quote che possiede e che, a parer mio, detiene illegittimamente.

Vorrei affrontare un altro grande problema, Assessore, che è quello relativo alla produzione di energia idroelettrica. La Regione ha dato in gestione all'Enel, ad altri enti, lo sfruttamento della risorsa idrica per produrre energia. Noi, anni fa, abbiamo iniziato un contenzioso, come Regione, per rivedere questa convenzione tra la Regione e gli enti che gestiscono la risorsa idrica; anche perché, bisogna dirlo, quando la Regione sarda aveva bisogno di ingenti risorse idriche per l'agricoltura, per uso potabile, eccetera, questi enti utilizzavano l'acqua degli invasi per produrre energia elettrica, e quest'acqua non veniva neanche recuperata ma andava persa, andava direttamente al mare. Questo non è un discorso semplice da affrontare e da risolvere, però noi l'abbiamo iniziato e abbiamo cercato, con questi enti gestori della risorsa idrica, di arrivare ad una sintesi.

Io vorrei sapere, oggi, se quel ricorso è andato avanti o se la situazione è rimasta inalterata. Nei capitoli di bilancio delle aziende operanti nei settori produttivi, una delle voci più importanti riguarda i costi dell'energia, e poiché stiamo discutendo alcuni aspetti fondamentali del problema energetico in Sardegna, va sottolineato che questa Regione ha risorse energetiche tali (energia idroelettrica, energia eolica), che potrebbe addirittura raggiungere livelli di autosufficienza, mentre praticamente non riesce a fare assolutamente nulla e i costi dell'energia, come dicevo prima, sono quelli che incidono maggiormente sulle aziende in Sardegna.

Tenendo conto di queste grandi risorse, noi dovremmo fare un tipo di politica energetica che consenta alla Sardegna di avere l'energia a costi accessibili, così come avviene in altre regioni d'Italia e d'Europa. Non mi pare che questo stia succedendo. In tema di viabilità, ed ho praticamente concluso, voglio dirle, Assessore, che sembra che la Regione non abbia più competenze in materia. Io le dico, Assessore, che questa Regione, in un momento in cui è agli ultimi posti in Italia per l'infrastrutturazione, soprattutto quella relativa alla viabilità, non può assolutamente pensare di limitarsi al ripristino dell'esistente. Si deve pensare ad una programmazione viaria che permetta di sottrarre all'isolamento molti comuni dell'interno, che permetta a questa Regione di avere un servizio viario dei trasporti adeguato e in sintonia con i livelli europei.

Qualcuno che mi ha preceduto parlava della strada statale 128; io potrei riferirmi…

PRESIDENTE. Onorevole Ladu, per cortesia, concluda.

LADU (Fortza Paris). alla trasversale sarda, ad altri interventi di particolare importanza, soprattutto quelli che riguardano alcune zone nevralgiche della Sardegna, che oggi stanno vivendo un momento difficile di spopolamento. Io vorrei sapere se questa Giunta regionale sta pensando di intervenire realmente, o se invece sta pensando di ripristinare soltanto l'esistente; in questo caso avremmo sbagliato politica, perché significa che le zone che sono rimaste indietro finora lo rimarranno ancora di più nel prossimo futuro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.

MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Onorevoli consiglieri, dato il numero degli interventi cercherò di operare una sintesi. All'onorevole Cappai, per togliergli qualsiasi tipo di dubbio possa avere nei confronti miei o della Giunta, dico innanzitutto che con 2 milioni e 100 mila euro si potrebbe fare un eccellente programma sovracomunale, comunale, intercomunale, in secondo luogo che si tratta di una posta finanziaria che ripristina delle risorse relative a programmi elaborati dalla vecchia Giunta che, per un errore tecnico intervenuto l'anno scorso, non erano stati confermati. Quindi, questa Giunta si fa carico di onorare un programma di una Giunta precedente e conferma le poste finanziarie. Le dimostrerò questa mia dichiarazione col programma che andrà in Giunta, confermativo di vecchi finanziamenti.

Così come le confermo che abbiamo riprogettato, finalmente, la circonvallazione di Suelli e Senorbì, a proposito della "128" perché era l'opera che si poteva realizzare con le risorse a disposizione. Lei sa bene che abbiamo il progetto pronto, e per la "128" non ci siamo limitati a questo, ma abbiamo anche stanziato ulteriori somme, pari a circa 16 milioni di euro, con i fondi CIPE e con i fondi FAS. Quindi, per la "128", oggi, vi è una disponibilità di circa 36 milioni di euro. E' chiaro che quando si fanno progetti da 150 milioni di euro senza fondi, questi sembrano pochi, ma i progetti si fanno con le risorse certe e non con la moneta da stampare. Questo è stato fatto nel passato; noi siamo ritornati con i piedi per terra e lavoriamo con le risorse certe.

Un'altra preoccupazione riguarda gli impianti energetici che acquisteremmo da chissà chi, attraverso chissà quale diabolico disegno. Noi stiamo comprando (è una trattativa con l'Enel), le centrali Enel che sono state realizzate nell'oristanese dal vecchio Consorzio di bonifica, dico vecchio nel senso di vecchia gestione, che con una dissennata iniziativa regalò all'Enel tutta l'acqua del Tirso e che produce energia. L'Enel ha costruito queste centraline attraverso, io dico, una procedura illegittima. Una causa l'avrebbe vista perdente. L'Enel cede queste due centrali, che producono 50 milioni di kilowattora all'anno ed entrano nel bilancio energetico dell'acqua in maniera forte, per il risparmio energetico di cui parlava l'onorevole Ladu, quindi è un acquisto che facciamo dall'Enel attraverso una transazione; a prezzo a prezzo di costo; quindi nulla di più di quello che, con un principio di buona amministrazione, c'è dovuto.

Noi abbiamo ERIS, oggi si chiama ENAS, è stata appena approvata la modifica, che deve fare una politica di forte contenimento dei costi, e uno dei costi importanti del settore dell'acqua nel multisettoriale è quello elettrico, che incide in percentuali pari al 30-35 percento. Noi dobbiamo abbattere questi costi e dare acqua a minor prezzo al settore civile, al settore industriale e a quello agricolo. Quindi, un intervento di grande intelligenza politica.

All'onorevole Ladu rispondo subito sottolineando che la legge Galli è una legge complessa, mi fa piacere che lei confermi l'esigenza di attuarla, perché l'attuazione era un percorso obbligato. Come lei sa, quando siamo arrivati al governo la legge Galli era attuata solo in parte; abbiamo dovuto fare un'opera importante, difficile, di privatizzazione di ESAF, di unione dei vari soggetti gestori, abbiamo spinto per costituire un nuovo soggetto gestore, Abbanoa, che da pochi mesi ha iniziato la sua attività con disfunzioni critiche e con problemi, non li nascondiamo.

E' un soggetto nuovo, è un soggetto a totale capitale pubblico, è un soggetto industriale, che è in una fase importante di riorganizzazione nella quale io credo. Se crediamo che il soggetto gestore dell'acqua debba essere un soggetto efficiente, importante e unico, dobbiamo crederci tutti, al di là dei colori politici. Era una riforma da fare che, rispondo all'onorevole Uras, ha evitato di bandire una gara internazionale, quindi di dare l'acqua ai francesi, o agli inglesi, oppure ha evitato di creare quelle società miste, fasulle, che a Napoli e anche in tutt'Italia hanno portato alla devoluzione dell'acqua pubblica,.

La devoluzione dell'acqua pubblica (quel grande movimento che oggi si sta portando avanti), è una battaglia devo dire anche apprezzabile e io mi confronto con chi ci crede in maniera leale; noi questa battaglia l'abbiamo già fatta, e il presidente Soru disse una volta, forse in una riunione di maggioranza, non ricordo esattamente, che avrebbe voluto inserire nello Statuto sardo che l'acqua non sarebbe stata mai privatizzata. Ciò vuol dire che ci sarà sempre la mano pubblica, sotto forma di un azionariato, come dire, detenuto dal sistema dei comuni.

Noi crediamo in questa società; è chiaro che c'è un momento di assestamento, ma c'è anche, devo dire, una stampa avversa, fortemente avversa. Io domenica ero a Tempio e ho sentito il sindaco di Luogosanto attaccare Abbanoa quale soggetto gestito da Cagliari, addirittura, probabilmente pensava a una società che dovesse articolarsi nel territorio secondo vecchie logiche spartitorie di poteri locali. Abbanoa non è una società che si gestisce con un sistema di spartizione locale, è una società che deve gestire in maniera efficiente, industriale un prodotto, l'acqua, che va fornito a costi bassi, specialmente alle categorie meno abbienti, e soprattutto va erogato a livelli qualitativamente elevati. Quindi, efficienza nella realizzazione delle reti, nella gestione, ma soprattutto una buona risorsa a costi contenuti. In un'ipotetica classifica nazionale rientriamo nei costi medi, e gli incrementi sono veramente contenuti.

Io credo che l'acqua sia un bene primario che, sono d'accordo con Uras, vada difeso, tutelato, in questo crediamo. E ci crediamo ancor di più quest'anno che i bacini sono pieni consentendoci di stabilire un record in Italia. Ma non è un record di Mannoni, è un record di tutti noi, perchè la Sardegna si è dotata negli anni di un sistema di dighe, valido, forte, collaudato, e che ci pone veramente all'avanguardia come Regione, tanto che oggi si può affrontare un triennio o un quadriennio con sufficienza. Io credo quindi in una Regione che abbia questa gestione efficiente di questo sistema idrico.

Abbanoa va sostenuta, in questo momento, perché ha un deficit strutturale pari a 28 milioni di euro di cui noi gliene finanziamo 20. Però ad Abbanoa abbiamo dato altri aiuti; per esempio, attraverso un accordo con Endesa Abbanoa risparmierà circa 3 milioni di euro di energia elettrica, e col Presidente della Regione (adesso c'è l'assessore Dadea che gestirà, anche lui, questa transizione), riapriremo le opzioni di ESAF liberando questo ente di un numero importante di dipendenti che caricano sul bilancio in modo determinante. Quindi, un aiuto finanziario diretto e un aiuto finanziario indiretto.

Sulla partecipazione della Regione direi che deve sussistere, lo chiedono anche i comuni, però in un sistema a scalare: ci siamo, ci saremo sempre di meno, usciremo. Usciremo perché dobbiamo uscire da questo sistema che prevede soltanto la partecipazione dei soggetti gestori. Al momento la nostra partecipazione è un titolo di garanzia.

Relativamente alla presidenza di Abbanoa in capo all'ingegner Balzarini, (qualcuno l'ha citato), direttore del mio Assessorato, sottolineo che nello svolgimento di questo incarico l'ingegner Balzarini non è un mio dipendente, da me non ha mai ricevuto, né li ha richiesti, ordini o disposizioni. Ha sempre agito in piena autonomia, in piena correttezza ed è lì per garantire, in una funzione neutra ma istituzionale, l'unitarietà della gestione. Questo ci tenevo a dirlo perché mi sono privato in Assessorato di una validissima competenza, ma l'ho per un interesse comune. Io credo che non siano parole retoriche ma siano parole, dette con sentimento, da chi crede in un progetto e quel progetto, che è difficile, vuole realizzare.

Sulle strade, onorevole Ladu, si può fare di più, si può fare di meno. Noi abbiamo dato al sistema delle strade un'impronta, diciamo, razionale, un'impronta di piano. Le citerò soltanto la Sassari-Olbia, una strada dimenticata da tutti, una delle strade più pericolose della Sardegna, che nessuno aveva mai finanziato, mentre noi l'abbiamo considerata una priorità e l'abbiamo finanziata con i fondi FAS per 370 milioni di euro. Avrei potuto fare trentasette piccole strade sparse per la Sardegna, avrei fatto forse una bella figura con i territori.

PRESIDENTE. Assessore, per cortesia, concluda.

MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Cito ancora la Alghero-Sassari i cui lavori sono in fase di avvio, la "128", l'aggancio a Cagliari della "125"costerà 150 milioni di euro e sarà appaltato fra poco, appalteremo la Olbia-Arzachena, a due corsie, ma che domani potranno diventare quattro. Insomma, c'è un'idea di strade che però devono essere calibrate sull'effettivo carico di traffico e soprattutto rispettose dell'ambiente. Questa è la nostra idea di una viabilità che colleghi le zone interne con le zone dei grandi centri di servizio, una viabilità che eviti lo spopolamento.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Si esprime parere contrario sugli emendamenti numero 123, 612, 610, 611, 613, 614, 9, 615, 616, 617, 63, 84, 57, 86, 62, 42, 59, 193, 196, 197, 43, 44.

Si esprime parere favorevole sugli emendamenti numero 944 e 77.

Si ritira l'emendamento numero 844 accogliendo l'invito formulato dalla Giunta; si invitano i proponenti a ritirare l'emendamento numero 124 che è anche privo di copertura.

Ci si rimette all'Aula sugli emendamenti numero 905 e 919.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta esprime un parere conforme a quello del relatore eccetto che sugli emendamenti numero 905 e 919. La Giunta non accoglie questi emendamenti e invita i proponenti a ritirarli perché (poi ci sarà un impegno formale dell'Assessore dei lavori pubblici) si dichiara disponibile ad inserire l'indicazione contenuta in questi due emendamenti nei programmi che verranno definiti dalla Giunta.

PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento numero 123.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, approfitto della dichiarazione di voto a favore dell'emendamento numero 123 per cercare di comprendere qualche cosa in più rispetto al ragionamento relativo ad Abbanoa. Assessore Mannoni, lei ha detto che il deficit di bilancio di Abbanoa in questo momento è ben superiore alla cifra di 20 milioni di euro stanziata, in modo articolato, per ricapitalizzare l'ente.

Va detto che il piano industriale di Abbanoa prevede che debba esserci un introito di 30 milioni di euro l'anno nel biennio per rimanere in una situazione di equilibrio così da non penalizzare gli investimenti e di impedire un aumento indiscriminato del prezzo dell'acqua. Assessore, sia durante la discussione generale che nel corso del suo intervento è sembrato emergere che, se l'attuale prezzo dell'acqua non dovesse subire sostanziali modificazioni perché rappresenta un costo sociale, un costo che grava sull'intera comunità, non si può non pensare ad un intervento con risorse proprie della Regione per sanare un deficit e per consentire all'ente di fare investimenti essenziali alla sua sopravvivenza.

Per contro, l'alternativa quale può essere? Può essere quella di consentire l'incremento del prezzo dell'acqua, sostanzialmente una liberalizzazione del prezzo dell'acqua, o perlomeno una sua parziale liberalizzazione che però, se si realizzasse, comporterebbe un balzo del prezzo verso l'alto; pertanto dalle tariffe attuali, di poco superiori ad 1 euro, per garantire un'economicità al bilancio si arriverebbe, a tariffe intorno ai 3 euro, quindi tariffe non socialmente sostenibili.

Quindi la Regione deve dirci se l'acqua la devono pagare gli utenti o se l'acqua è un costo generale a carico della collettività per cui interviene la Regione. Ma un intervento di misura inferiore rispetto alle esigenze dell'ente tende a penalizzare gli investimenti, e la penalizzazione degli investimenti poi si traduce in un boomerang sulla testa dell'ente stesso perché ovviamente comporta che l'ente non potrebbe ridurre quelle perdite della rete idrica che poi gravano sui costi di esercizio.

Pertanto, da parte della Regione ci si attende una scelta decisa in una direzione o nell'altra, perchè la scelta mediana rischia di essere una non scelta che alla fine penalizzerà l'ente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Presidente, intervengo per annunciare ovviamente il voto favorevole a questo emendamento che propone di sopprimere i commi 1 e 2.

Assessore, ci sono comuni che hanno fatto dei sacrifici, si sono impegnati, hanno versato le loro quote, a tempo e a luogo; adesso, per coloro che sono rimasti fuori, esclusi, interviene mamma Regione che con 20 milioni di euro pensa di risolvere il problema.

Ora, io so benissimo che quei 20 milioni di euro servono per altro, Assessore, lo dobbiamo dire! Forse anche l'onorevole Uras farebbe bene ad ascoltare perché, probabilmente, anche lui ha capito che quei 20 milioni di euro servono per altro.

Il comma 1 è legato al comma 2 che recita: "Le procedure per l'attribuzione del contributo di cui al comma 1 sono definite dalla...", "...L'erogazione del contributo è comunque subordinata alla cessione del possesso degli impianti alla società affidataria…", società affidataria, sintetizzo, che si farà carico di pagare i mutui ancora in essere. Questo dice il comma in questione. Però, bisogna ricordare che alcuni comuni possono aver forzato anche la mano con i contribuenti, hanno rifatto tutte le reti, si sono dotati di infrastrutturazioni primarie di grande importanza; adesso, solo perché ci sono 20 milioni in ballo che dovrebbero servire per favorire l'ingresso in Abbanoa, dovrebbero cedere gratuitamente le opere realizzate. Alcuni, è vero, hanno contratto dei mutui, ma altri hanno pagato con risorse provenienti dal bilancio comunale oppure hanno già estinto i mutui.

Mi chiedo quindi come si possa pensare che questo comma stia in piedi in questa stesura. Stiamo creando una sperequazione tra comuni, e una simile operazione non è assolutamente possibile! Se si devono dare 20 milioni di euro ad Abbanoa, diamogli questi 20 milioni, sono sicuro che l'onorevole Uras sarà certamente d'accordo su questo contributo, perché poi ovviamente sappiamo che fine fanno queste risorse.

In questo articolo c'è una serie di cose che non va bene, poi ritornerò sul problema legato alle centrali idroelettriche, ma in questo momento io credo sia meglio valutare con attenzione questo stanziamento di 20 milioni di euro; soprattutto perché vorrei capire, Assessore, che cosa succede nel momento in cui un comune rinuncia o rifiuta di cedere le proprie reti ad Abbanoa o all'affidatario. Voglio capire che cosa succede, perché io so già che certi comuni non sono assolutamente disponibili a cedere il loro patrimonio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Presidente, chiedo la parola solo per annunciare il ritiro degli emendamenti numero 616 e 617 e per preannunciare la richiesta di votazione separata dei commi 7 e 8.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Onorevole Diana, l'ho detto prima e lo ripeto adesso: questo è il caso di una società per azioni che nasce per obbligo, in un percorso che è stato definito anche in altre sedi, o prevalentemente in altre sedi, che noi abbiamo in qualche misura - dico noi come Regione - dovuto subire. Abbiamo una società che si è costituita come si è costituita, che si trascina, si trascinerà debiti, e anzi probabilmente ne farà di nuovi; debiti che devono essere in qualche misura pagati attraverso l'intervento della fiscalità generale che opera attraverso i comuni che sono i principali azionisti di quella società per azioni. Cioè, è un modo truffaldino - non lo dico in termini negativi, lo dico in termini oggettivi - di comportarsi delle Amministrazioni tutte, (anzi noi siamo tra quelle che si sono comportate meglio) di fronte a normative comunitarie e nazionali, che sono impossibili, dannose, che non tengono conto della realtà, che sono fuori dal mondo.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SECCI

(Segue URAS.) Se noi abroghiamo questi due commi quella società andrà in fallimento, forse non quest'anno, ma l'anno prossimo, avremo un sacco di problemi di ordine tecnico e giuridico, magari avremo delle disfunzioni maggiori anche nel servizio, quindi questi commi li dobbiamo mantenere. Non va approvato invece il comma 3, per cui ribadisco la necessità di votare per parti per abrogarlo; passare ulteriori azioni, che adesso sono in possesso della Regione, in tutta fretta al sistema dei comuni non porta bene in questa fase, ne parleremo quando avremo risolto i problemi, anche i problemi che abbiamo con i comuni che non hanno aderito al sistema e che, evidentemente, hanno bisogno di maggiori garanzie, e le richiedono.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Pochissimi secondi, per dire ovviamente, che voto contro l'emendamento soppressivo del primo e del secondo comma e invece per fare mie alcune osservazioni del collega Vargiu rispetto alle risorse stanziate nel primo comma. Condivido l'affermazione che una volta che si opera una certa scelta, le risorse devono essere adeguate a realizzare quell'obiettivo e quella scelta. Ho avuto modo di leggere il piano industriale di Abbanoa, e ritengo che le risorse stanziate siano insufficienti; può darsi che il raddoppio della quota proposto nell'emendamento del centrodestra sia eccessivo, però ci dovrebbe essere un punto di incontro che sta proprio nella differenza tra quanto richiesto e quanto attualmente stanziato.

Su questo punto la Giunta, secondo me, farebbe bene a compiere un ulteriore approfondimento e a recuperare le risorse necessarie. Dieci milioni di euro non sono facili da trovare in questo bilancio, per cui si può anche approvare l'articolo e rimandare la dotazione finanziaria ad una fase successiva, magari alla conclusione della finanziaria, perché risorse possono essere recuperate mano a mano che si va avanti nella discussione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Presidente, l'osservazione che è stata fatta prima dall'onorevole Vargiu e poi dall'onorevole Marrocu, ha naturalmente il suo fondamento; la necessità di coprire eventualmente per intero il debito di Abbanoa è un problema che la Giunta si è posta e si pone. L'impegno che possiamo prendere in questa fase è quello di approfondire la possibilità, da qui all'approvazione definitiva, appunto, della legge finanziaria, attraverso un'analisi molto attenta e dettagliata delle esigue risorse che sono rimaste all'interno del bilancio regionale, di dare una copertura totale al debito di Abbanoa. Questo è l'impegno che in questo momento sentiamo di poter assumere.

Per quanto riguarda il richiamo fatto dall'onorevole Maninchedda all'emendamento presentato dalla Giunta, mi riservo di dare una risposta quando l'emendamento verrà preso in esame.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). A seguito delle osservazioni formulate dai colleghi Vargiu e Marrocu, e anche della precisazione fornita dall'Assessore, io credo che sarebbe opportuno sospendere la votazione sui commi 1 e 2 dell'articolo e quindi anche dell'emendamento numero 123. Non capisco come si possa approvarli nella formulazione attuale e correggere la dotazione finanziaria in seguito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Io credo che la considerazione del collega La Spisa, tenendo conto che lo stanziamento dei 20 milioni di euro è previsto nel comma uno, sia corretta; quindi, anche alla luce dei problemi che sono stati posti negli interventi precedenti sul disavanzo per l'esercizio 2006 di Abbanoa, ritengo opportuno che una riflessione in merito venga fatta prima di procedere al voto sia degli emendamenti che dell'articolo medesimo, perché è ovvio che la gestione di questa nuova società può presentare delle criticità e chiaramente, prima di arrivare a regime, avrà bisogno di essere sostenuta.

Ovviamente, la sospensione dl comma 1 si porta appresso anche quella del comma 2.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.

MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Io comprendo le obiezioni e anche il giusto interesse dei consiglieri sulla salute della società. Questa società, rispondo all'onorevole Vargiu, ha fondamentalmente due problemi. Un problema strutturale di deficit, previsto dal nostro Piano d'ambito, così come da tutti i Piani d'ambito d'Italia; cioè tutte le società pubbliche che hanno intrapreso la strada della privatizzazione, dovendo caricare anche sulla tariffa una quota degli investimenti, hanno previsto nei Piani d'ambito per i primi anni un deficit strutturale che si ricopre in qualche modo con le cosiddette ricapitalizzazioni.

Il deficit di Abbanoa, allo stato, è di 28 milioni di euro circa, che noi ripianiamo fino a 20 milioni di euro, altri 3-4 milioni di risparmio sui costi dell'energia deriveranno dall'accordo con Endesa, infine il piano di gestione delle opzioni comporterà una sgravio di costi, oggi abbastanza elevati, in termini di personale.

Abbanoa, voglio ricordarlo, ha un capitale di 100 milioni di euro, ma anche una riserva di 30 milioni di euro, pertanto quest'anno le perdite vengono coperte con le riserve. Il problema reale di Abbanoa sono i flussi di cassa, un problema "storicizzato" da tutti i soggetti gestori dell'acqua. Il problema dei flussi di cassa si risolve però, facendo sì che Abbanoa diventi un soggetto molto più efficiente; questo la società lo sta facendo dotandosi di una piattaforma informatica completa, bollettando in termini correnti, quindi avendo con l'utenza un rapporto chiaro e molto corretto, nel senso che l'acqua si vende e va pagata, per cui i flussi di cassa sono certi.

La Giunta stanziando quei 20 milioni di euro non ha dato un giudizio di merito sull'entità del disavanzocoprendolo parzialmente. Ha fatto un discorso più complesso perché a fronte del disavanzo è intervenuta inserendo una dotazione finanziaria in legge, dando vita ad altre forme di sostegno diretto e indiretto sull'energia e sul personale, contando anche sulla riserva di capitale statutaria. Quindi, Abbanoa non si indebolisce quest'anno solo perché si ridurrà il suo capitale di qualche milione di euro, il problema di Abbanoa è di essere forte in termini di flussi di cassa in modo da poter rispondere immediatamente alle esigenze dei territori e alla programmazione degli investimenti.

In conclusione, io comprendo le vostre perplessità e le esigenze di una sospensione, ma credo che la norma che reca il grande sforzo finanziario che la Giunta fa in questo bilancio sia importante.

PRESIDENTE. Colleghi, chiedo se permane la richiesta di sospensione e se si intenda indicare dei termini temporali.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Io, senza entrare nel merito della discussione sulla questione della situazione finanziaria di Abbanoa, ho solo fatto notare che se vi è da parte del Consiglio la volontà di approfondire questo argomento, anche con notizie un po' più precise, che l'Assessore dei lavori pubblici nel suo intervento in effetti ha fornito (ha fatto precisazioni sulle riserve, sul deficit, su come questo sistema di nuova ricapitalizzazione inciderà anche sul capitale e sui flussi finanziari), più che sospendere un attimo per ragionarci su, occorre sospendere in un'ottica di riordino di questo articolo.

Credo sia abbastanza logico pensare di dedicare al servizio idrico integrato un articolo a sé formato da questi tre commi che lo disciplinano, assumendo anche qualche elemento di conoscenza in più che, forse, potrebbe essere utile al Consiglio.

PRESIDENTE. Sospendere l'emendamento numero 123 significa, in pratica, sospendere l'articolo. La richiesta di sospensione reiterata dall'onorevole La Spisa mira non a una sospensione momentanea, ma a una sospensione che sposti ad un momento successivo il ragionamento sui temi proposti. Se questa richiesta venisse accolta dall'Aula, praticamente significherebbe sospendere l'articolo e proseguire la discussione con altri argomenti, perché ci sono una serie di questioni connesse che non potrebbero essere poi votate.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Gli emendamenti, a mio parere, possono essere votati tutti, perché comunque non siamo d'accordo né sull'emendamento che sopprime il primo e il secondo comma, né sull'emendamento che propone di stanziare 40 milioni di euro, cioè il doppio rispetto a quanto previsto in legge. Pertanto gli emendamenti si possono votare tutti. Per quanto riguarda lo stanziamento previsto nel primo comma, da qui alla fine delle votazioni sull'articolo e gli emendamenti io penso che avremo trovato la soluzione finanziaria.

PRESIDENTE. L'onorevole Marrocu propone quindi di proseguire. Metto quindi in votazione l'emendamento numero 123.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Presidente, vorrei capire che cosa stiamo votando.

PRESIDENTE. Onorevole Diana, stiamo votando l'emendamento numero 123.

DIANA (A.N.). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggia la richiesta il consigliere Alberto Randazzo.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 123.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CAPELLI - CASSANO - DIANA - FARIGU - LA SPISA - LOMBARDO - MILIA - PETRINI - PILERI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Si è astenuto il consigliere: SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 54

Votanti 53

Astenuti 1

Maggioranza 27

Favorevoli 16

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 612. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 610.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, poiché l'emendamento numero 610 è relativo alla provvista economica, se noi non lo approviamo abbiamo poi la possibilità di modificare ugualmente la cifra qualora lo ritenessimo opportuno?

PRESIDENTE. Se questo emendamento viene bocciato non può venire approvato nessun emendamento con lo stesso importo; eventualmente in fase di votazione del testo potrà essere approvato, se vi sarà la condivisione di tutta l'Aula, un emendamento orale che modifichi ciò che si riterrà opportuno modificare.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Presidente, ritiro la mia firma dall'emendamento numero 610.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 610. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 611. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 613. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 614.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Presidente, anche su questo emendamento, mio malgrado, sono costretto a ritirare la mia firma, e ad annunciare il voto contrario. Probabilmente l'emendamento che recita "Per le finalità di cui all'articolo 21 del comma 11 lettera a) della legge regionale numero 4 del 2006…" andava letto con più attenzione. Quando abbiamo esitato la legge su citata c'era stata data assicurazione (lo ricordo come se fosse oggi) che i 4 milioni di euro stanziati a favore dell'ente Flumendosa erano più che sufficienti. Oggi, a distanza di neanche un anno, servono altri 4 milioni di euro per le stesse finalità. Ma, Assessore, chi fa le valutazioni? Chiaramente, poiché non posso essere d'accordo sull'incremento, ovviamente non condivido questo emendamento.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 614. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 9.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, non sono intervenuto nel corso della discussione dell'articolo 12 ma vorrei intervenire brevemente, su questo emendamento che io ritengo molto importante, strategico. In effetti, l'articolo 12 pur avendo come titolo "Disposizioni in materia di opere pubbliche" definisce quasi lo stato di povertà dell'Assessorato dei lavori pubblici. Io credo che l'Assessore dei lavori pubblici qui si senta davvero mortificato, perché non è pensabile che una finanziaria regionale assegni all'Assessore dei Lavori Pubblici appena 34 milioni e 600 mila euro, 20 dei quali destinati naturalmente ad ABBANOA, e altri 4 destinati all'acquisizione di impianti energetici per la produzione di energia elettrica da impianti idroelettrici.

Con questo emendamento noi intendiamo richiamare l'attenzione, anche rispetto a ciò che già sta facendo la Giunta, in materia di recupero delle chiese della nostra Isola. In Sardegna abbiamo 2800 chiese, distribuite in 1100 parrocchie, che costituiscono un patrimonio enorme da un punto di vista culturale, in senso generale, ma anche sotto l'aspetto monumentale perché, assai spesso, sono l'unico patrimonio monumentale aallocato nei piccoli comuni.

Io credo che valga la pena, proprio perché la salvaguardia dei centri storici richiede anche questo, di fare uno sforzo finanziario superiore ai 5 milioni di euro, somma questa che consentirebbe di fare pochissimi interventi ella nostra Regione. Assessore, mi pare di ricordare che ad oggi abbiamo una settantina di chiese chiuse, chiese parrocchiali, perché dichiarate pericolanti. Rendiamoci conto di questa situazione drammatica e diamo risposte adeguate e coerenti attraverso il programma di interventi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Intervengo per dichiarare il mio voto contrario. Onorevole Pisano, se avessimo 20 milioni in più da destinare a un meritorio intervento per opere di consolidamento di edifici di culto e di chiese, la Chiesa stessa, attraverso la Pastorale del lavoro, verrebbe da noi e ci direbbe: "Non fiori ma opere di bene"; ovvero, interveniamo sui poveri, interveniamo costituendo un fondo che serva a contrastare le vecchie e le nuove povertà, diamo una risposta sociale ad un'emergenza che sta crescendo: in Sardegna ci sono 330 mila nuovi poveri, abbiamo cioè una condizione di disagio sociale diffuso in tutti i territori; ci direbbero questo.

E noi questo disagio lo dobbiamo interpretare senza bisogno che si facciano i manifesti, senza che vengano e ce lo raccontino, lo dobbiamo desumere dalla situazione nella quale viviamo, lo dobbiamo desumere dall'atteggiamento che ha la Chiesa attorno a questo tema, e se ne discuterà più avanti. Io approfitto di questo dichiarando, ovviamente, ancora una volta il mio voto contrario, per sostenere che non vedo la fila dei comuni, onorevole Assessore, che vogliono prendere quota parte di una società per azioni in ragione di quei criteri per poter poi contribuire, attraverso trasferimenti della Regione agli stessi comuni, a ripianare il deficit (lo ritroveremo anche nel prossimo anno), della società per azioni e gestore del sistema idrico. Io suggerisco questo: aspettiamo sei mesi, tanto abbiamo la speranza che la prossima finanziaria venga presentata non a luglio ma a settembre, ottobre, forse anche a novembre di quest'anno, e trasferiamo questa norma nel prossimo provvedimento; così, vedendo lo sviluppo del dibattito nazionale su questo tema, saremo nella condizione di intervenire a ragion veduta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, annuncio il mio voto a favore dell'emendamento che non ho, devo dire, la speranza che possa essere approvato. Però una considerazione va fatta, e cioè una Regione che stabilisce che le chiese sono beni identitari, che intorno alle chiese, nel raggio di 100 metri ogni mattone che viene spostato deve avere quattordici timbri, non può permettersi di dire che le chiese restano chiuse, che le chiese monumentali non vengono ripristinate, che le chiese non sono un patrimonio generale a disposizione della Sardegna e, magari, a disposizione della Sardegna per produrre quell'occupazione di cui parla il collega Uras.

Se è vero, infatti, che le misure contro la disoccupazione, messe in essere attraverso le mitiche leggi della passata legislatura (il Piano del lavoro Cogodi e via dicendo), hanno prodotto 600 milioni di euro di residui, allora vi chiediamo di mettere 20 milioni di euro di questi residui in un'opera meritoria in quanto consentirà poi di avere la fruibilità di un patrimonio anche di tipo architettonico, monumentale, paesaggistico da parte dei cittadini, dell'intera popolazione sarda e di quelli che in Sardegna vengono per turismo.

Quindi, se voi pensate che ciò che è ecclesiastico debba costituire un bene identitario, non è accettabile la posizione schizofrenica di Uras che richiama la Pastorale del lavoro, o ciò che chiede la Chiesa. Se l'intervento è stato fatto per parlare strumentalmente di ABBANOA è tollerabile, ma se l'intervento è stato fatto davvero per sostenere che non si ritiene che debba essere fatto uno sforzo particolare in questo settore, collega Uras, a uno gli cadono le braccia. Che senso ha infatti dire che le chiese sono un bene identitario se poi si stanziano solo 5 milioni di euro per 2800 chiese; ma ha un senso?

Se noi lo consideriamo un bene monumentale, quindi un bene la cui cura può essere coerente rispetto alle esigenze di sviluppo della Sardegna e alle esigenze di occupazione dei sardi anche quello è un bene da preservare perché generi davvero lavoro. I 600 milioni di euro di residui che abbiamo a valere sul lavoro, se li spendiamo in questa direzione creiamo sviluppo. Forse ha ragione la Giunta quando dice che le moderne politiche di occupazione sono le politiche di sviluppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.

MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Rispondo molto brevemente all'onorevole Vargiu sottolineando che il bilancio va forse letto nella sua complessità. Allora, sulle chiese vi è un altro capitolo in un altro articolo. Poiché in questo momento reggo due Assessorati, forse ho una visione, come dire, complessiva, e quindi vi ricordo che troverete altri 5 milioni di euro, per gli edifici ecclesiastici di notevole interesse artistico, nel bilancio della pubblica istruzione. Quindi, lo stanziamento è pari non a 5 ma a10 milioni di euro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CASSANO (Riformatori Sardi). Per rispetto nei confronti dell'Assessoreavrei potuto anche rinunciare, però intervengo brevemente intanto per dichiarare il mio voto favorevole a questo emendamento e chiederne la votazione nominale, condividendo appieno ciò che hanno dichiarato il collega Pisano e il collega Vargiu. Aggiungo che se dipendesse da lui il collega Uras farebbe in modo che le chiese venissero chiuse, non che venissero aperte o ristrutturate. Io voglio ricordare invece al Consiglio, alla maggioranza consiliare, a tutti i colleghi che la Regione sarda ultimamente ha destinato una "barca" di risorse in favore delle nostre chiese.

Sarebbe veramente un peccato non compiere l'atto di coraggio di completare il recupero, che il Consiglio regionale nella sua interezza ha voluto, delle chiese abbandonate per poche migliaia di euro, perchè con 5 milioni di euro credo che non si vada da nessuna parte. La nostra proposta, saggia, è invece proprio quella di aumentare le risorse per consentire il completamento di un intervento che altrimenti sarebbe monco.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Non vuole essere irrituale la mia richiesta, perché ho molta stima dell'Assessore come persona e come operatore, e tra l'altro non è intervenuto nel merito ma ha fatto delle giuste osservazioni e precisazioni, però avevo richiesto la parola per dichiarazione di voto prima che l'Assessore intervenisse. Dichiaro il mio voto a favore di tale emendamento, anche perché il ragionamento svolto stamattina sul fatto che vi siano emendamenti contenenti "marchette" o meno da una parte o dall'altra, su questioni ecclesiali o religiose e così via, mi pare che stasera abbia conseguito un nuovo risultato.

L'onorevole Uras è forse ancora in cerca di una identità, perché non ho capito se è tra quelli che restano con l'onorevole Bertinotti o tra quelli che vanno via; se fosse tra quelli che restano con l'onorevole Bertinotti certamente non si sarebbe espresso come stasera si è espresso, perché l'onorevole Bertinotti, essendo una persona estremamente intelligente, ha sempre riconosciuto nei beni culturali, nei beni architettonici un elemento sostanziale dell'identità sia nazionale che locale.

Mi sembra che per il mantenimento di questi beni, peraltro allocati nell'Assessorato della pubblica istruzione, non vi sia la sinergia e la contiguità di intervento con l'Assessorato dei lavori pubblici, tenendo conto che con il loro recupero si dà sostanzialmente un apporto significativo agli interventi in grado di muovere l'economia e, conseguentemente, di incrementare l'occupazione; quell'occupazione acclamata da tutte le parti, come fa Rifondazione Comunista che, stranamente parla di preti e di chiese quando deve fare qualche passeggiata oppure quando deve chiedere qualche particolare posizionamento per il…

(Interruzione del consigliere Uras)

Certo, certo! Ma non fate una politica di sostegno effettivo allo sviluppo delle zone interne, perché questi beni quasi sempre si trovano nelle zone interne. E' meraviglioso vedere come sposiate una certa linea politica veramente divergente con le opinioni che spesso vengono espresse qui dentro, per cui da una parte si chiede lavoro e occupazione e dall'altra si tenta di dare sotto forma di assistenzialismo, disperso in tutte le direzioni, anziché offrire qualche opportunità di sviluppo alle zone interne.

URAS (R.C.). Presidente, chiedo di parlare per fatto personale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISU (R.C.). Signor Presidente, poiché hanno parlato e sparlato anche altri colleghi sulle dichiarazioni del nostro Capogruppo, mi sembra doveroso intervenire per fare un po' di chiarezza su questa materia. Io credo di poter rispondere al collega Cassano dicendo che né il collega Uras, né Rifondazione Comunista sono perché si abbiano chiese chiuse. Dire questo è voler presentare una caricatura del partito della Rifondazione Comunista, magari collocandolo nella storia del movimento comunista internazionale di vent'anni, trent'anni fa, non tenendo conto del fatto che questo partito ha abiurato quella storia e all'interno ha componenti cattoliche e componenti evangelistiche.

Forse lei non sa che il ministro Ferrero è stato segretario nazionale della gioventù evangelica, forse lei non sa che il Capogruppo al Senato, Giovanni Russo Spena, è un cattolico credente e lo dichiara, forse lei non sa che Lidia Menapace, e altri quattro o cinque deputati che non sono neanche iscritti a Rifondazione, fanno parte però del Gruppo di Rifondazione.

Devo anche dirle che le chiese sono ritenute da noi, che viviamo anche in mezzo alla cultura, prevalentemente dei beni culturali per come è stata la storia della Chiesa e per come ha conservato importanti opere d'arte. Badi che queste cose a noi non sfuggono. Io ho un'esperienza durata dieci anni, che voglio riferire a lei e anche al collega Dedoni, come sindaco della piccola Assisi della Sardegna. Abbiamo speso 3 miliardi e 200 milioni delle vecchie lire in 10 anni. Sfido qualunque sindaco di un comune della Sardegna a dimostrare di avere investito in aree ed edifici di culto in queste proporzioni: 320 milioni di lire all'anno! Pochi i fondi ricevuti dalla RAS, ma altri fondi li abbiamo reperiti tramite la "29" e altre leggi regionali per raggiungere l'obiettivo. Per cui non è semplicemente dall'aumento di questi fondi che si possono fare interventi nelle aree degli edifici di culto, come io ho ampiamente dimostrato.

PRESIDENTE. E' stata chiesta dall'onorevole Cassano la votazione nominale dell'emendamento numero 9.

(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)

.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 9.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: CAPELLI - CASSANO - DEDONI - LA SPISA - LADU - LOMBARDO - MILIA - PISANO - RANDAZZO Alberto - RASSU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 51

votanti 51

maggioranza 26

favorevoli 13

contrari 38

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 615. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Gli emendamenti numero 616 e 617 sono stati ritirati.

E' in votazione l'articolo 12. Ricordo che è stata chiesta la votazione separata dei commi 3, 7 e 8.

Metto in votazione l'articolo 12, esclusi i commi 3, 7 e 8.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Chiedo la votazione nominale del comma 3 dell'articolo 12.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Presidente, vorrei un chiarimento. Stiamo votando il comma 1 dell'articolo 12 con lo stanziamento inizialmente previsto, dato che non vi sono state modifiche in quest'Aula e non c'è copertura finanziaria per apportare modifiche...

PRESIDENTE. Onorevole Randazzo, ho detto che si vota il testo! Se ci fossero state proposte emendative al testo le avrei annunciate.

Metto in votazione l'articolo 12, ad esclusione dei commi 3, 7 e 8. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del comma 3 dell'articolo 12.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Pacifico ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: BARRACCIU - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LANZI - LICHERI - MARROCU - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA.

Rispondono no i consiglieri: CASSANO - DAVOLI - DEDONI - DIANA - IBBA - LA SPISA - LADU - LOMBARDO - PISANO - PISU - RANDAZZO Alberto - RASSU - SALIS - SANJUST - SANNA Matteo - SCARPA - URAS - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 48

Votanti 48

Maggioranza 25

Favorevoli 30

Contrari 18

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione il comma 7 dell'articolo 12. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

E'in votazione il comma 8 dell'articolo 12.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Presidente, ho ascoltato l'Assessore con particolare attenzione perché sapevo bene che questo comma faceva riferimento ad una iniziativa del Presidente da me conosciuta; e l'Assessore ha detto che questa è una transazione. Io non sono un grande esperto in transazioni, però so quanto ha speso l'Enel per costruire queste opere e mi pare assolutamente strano che l'Enel stia dismettendo un patrimonio che è costato 40 miliardi di vecchie lire, anzi 40 milioni di euro, chiedo scusa, al prezzo di favore di 4 milioni di euro.

Ovviamente, la Regione sta facendo un grande affare! Io però mi chiedo chi pagherà il costo dell'acqua per far funzionare queste turbine che funzionano o con il troppo pieno, oppure aprendo le paratie e quindi facendo defluire l'acqua. Se così è, chi paga intanto il costo di quell'acqua?

Non è magari da intendersi, Assessore, che la Regione Sardegna abbia chiuso un altro accordo con l'Enel che favorisca questo ente su altri impegnati in settori energetici della Sardegna? Perché se così fosse - e lo scopriremo presto - ovviamente ci sarebbe da stare poco allegri. Se invece l'Enel si disfa senza nessun ristoro per l'amministrazione del Consorzio di bonifica di Oristano, onorevole Biancu (perché al Consorzio di bonifica di Oristano non va un euro), il Consorzio di bonifica ci rimette, punto e basta, non è assolutamente garantito l'abbattimento dei costi energetici per gli allevatori e per gli agricoltori.

Ciò che mi spaventa è che l'Enel - società che difficilmente fa operazioni a perdere - si disfi di un patrimonio di questa consistenza cedendolo a 4 milioni di euro, cioè regalando quest'opera alla Regione Sardegna senza avere nulla in cambio. Mi pare assolutamente strano, non credibile e pertanto io voto contro questo comma perché non ha senso, non è stato spiegato quali sono le motivazioni, non è assolutamente possibile che non ci sia un programma che ci dica che si sta acquisendo questo patrimonio per ottenere questo risultato. Non sta scritto da nessuna parte, l'unico risultato è che nei bilanci dell'Enel non ci sarà un costo da 40 milioni di euro, ci sarà un introito di 4 milioni di euro e poi il resto lo vedremo nei mesi e negli anni successivi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Intervengo per manifestare molte perplessità e l'Assessore può darsi che alcune me le possa chiarire. L'Assessore ha sostenuto che l'impianto di produzione di energia veniva acquisito dalla Regione a "prezzo di libro". A me personalmente risulta che il "prezzo di libro" sia non di 4 milioni ma di 23 milioni di euro. Pertanto, prima osservazione, chiedo a che cosa servono i 4 milioni di euro, visto che a "prezzo di libro" le centrali idroelettriche dell'Enel costano 23 milioni di euro? Seconda osservazione, se l'acquisizione della centrale idroelettrica rientra in un accordo con l'Enel, perché presentare un emendamento specifico su questa voce e non fare, invece, un discorso più generale che riguardi l'eventuale accordo con il soggetto che adesso gestisce una centrale idroelettrica? Terza osservazione, nel Piano energetico non è previsto che la Regione produca energia direttamente, quindi quale strumento adotterà la Regione per gestire la centrale idroelettrica che intende utilizzare? C'è già una società, si intende costituire una società, si intende costituire un'agenzia, la vogliamo dare in gestione al soggetto che, però, non ha questo compito nella legge istitutiva? Non è previsto tra i compiti dell'agenzia che ci sia la produzione diretta di energia, qual è lo strumento?

Quindi, in conclusione, ho perplessità sull'importo della somma stanziata, 4 milioni di euro, che non corrisponde al "prezzo di libro", 23 milioni di euro, che è previsto nel presunto accordo da stipularsi con l'Enel; non è previsto nel Piano energetico - che non ha ancora concluso il suo iter perché manca la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) -che la Regione produca direttamente energia elettrica; non è individuato il soggetto che dovrà gestire la centrale idroelettrica.

Queste sono le mie perplessità che spero l'Assessore possa chiarire; altrimenti se c'è bisogno di risorse sia messo a disposizione un programma energetico che sarà frutto di un protocollo d'intesa che penso vedrà, coinvolti anche la Commissione e il Consiglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Anch'io evidenzio alcune perplessità sul comma 8, del resto ne avevo anche sul comma 3; questo comma non cambierà di molto il fatto che qualche comune possa acquisire a un euro, secondo i criteri previsti all'articolo 10, parte delle azioni Abbanoa, l'unica cosa che comporterà sarà che la Regione si spoglierà completamente, il più velocemente possibile, della responsabilità sul sistema idrico potabile. Il fatto che se ne spogli materialmente, però, non modificherà nulla rispetto alla responsabilità politica che permane, quindi, prima o poi, bisognerà comunque discuterne e riorganizzarsi.

La partita relativa all'energia è sempre più affastellata e confusa, la materia è ripartita in modo tale che non si capisca proprio nulla. Io avrei preferito che tutto l'aspetto energetico fosse trattato in uno specifico articolo e posto in capo al dicastero che ne ha la responsabilità; sarebbe stato più trasparente e comprensibile per tutti, perché mi risulta difficile capire che cosa si intenda per: "…acquisire al patrimonio regionale impianti di produzione di energia elettrica da inserire nel sistema di approvvigionamento idrico…". Chiedo come avviene questo inserimento e se si parla di un inserimento di tipo tecnico funzionale, cioè se si immette l'energia in una rete dedicata al sostegno, all'alimentazione di impianti che servono per la gestione del sistema idrico multisettoriale o per il sistema idrico potabile. Se tutta questa vicenda fosse stata trattata in un unico articolo, forse avremmo capito di più e non si sarebbero sollevate perplessità da più banchi di questo Consiglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Vorrei chiedere che certifichi la dichiarazione di voto dei colleghi Uras e Marrocu.

PRESIDENTE. Ha ragione.

CAPELLI (U.D.C.). Lo so di avere ragione, però non deve mai sfuggire qualunque componente del Consiglio sia interessata.

PRESIDENTE. Onorevole Marrocu, per cortesia, dichiari il suo voto.

MARROCU (D.S.). Sospeso, in attesa del chiarimento.

PRESIDENTE. Colleghi, mi sono distratto un attimo, gli interventi per dichiarazione di voto si fanno per dichiarare il proprio voto o per fare proposte che possono essere anche di sospensione del voto.

Non è vietato, ma si fanno le proposte, queste si discutono e si va avanti.

Onorevole Uras, per cortesia, dichiari il suo voto.

URAS (R.C.). Allo stato è un voto di astensione che sono disponibile a cambiare se c'è un chiarimento da parte dell'Assessore.

PRESIDENTE. Onorevole Marrocu, chiedo scusa ancora, ma ha ragione l'onorevole Capelli, per cortesia dichiari il suo voto.

MARROCU (D.S.). Il mio voto è contrario perché penso che questo comma dovrebbe essere spostato all'articolo 16 dove si parla di energia rinnovabile. Spero però che il chiarimento della Giunta comporti che ne riparleremo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Mi pare che la confusione su questa materia stia aumentando; anche perché devo dire che non ho ben compreso le dichiarazioni dell'Assessore (forse per mancanza di tempo la spiegazione non è stata esauriente), relative all'accordo tra la Regione e l'Enel per la produzione di energia idroelettrica.

In un momento come l'attuale, è stato detto anche prima, noi avremmo avuto bisogno di fare un discorso complessivo sul problema energetico in Sardegna, e mi pare che questa fosse l'occasione giusta per farlo.

Questo stanziamento di 4 milioni di euro per acquisire, non ho capito bene quale impianto, non credo che risolva assolutamente il problema; non lo risolve anche perché io non riesco a capire come la Regione eventualmente gestirà un impianto del genere e, quindi, ci dovete spiegare anche cosa realmente vuole fare la Regione perché evidentemente qualcosa in mente l'avete, non credo che vogliate spendere queste risorse senza dire, senza sapere come utilizzare domani questi impianti.

Anch'io ho pertanto moltissime perplessità; a parte il fatto che ritengo assolutamente inadeguato il modo in cui si sta affrontando il problema dell'energia idroelettrica, e quello complessivo dell'energia; però su questo punto in particolare devo dire che le perplessità sono ancora forti e anch'io aspetto di sapere dall'Assessore qual è la reale volontà della Giunta regionale in relazione ai punti che stiamo discutendo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Presidente e colleghi, intervengo per dichiarare il mio voto contrario su questo comma 8. Per una ragione di metodo chiedo all'Assessore se può precisare se il comma in questione è parte dell'accordo, di cui abbiamo letto sulla stampa, fra il Presidente della Regione e l'Enel. Se così fosse siamo di fronte ad una politica energetica regionale fatta "a pezzi", in parte con accordi e con protocolli d'intesa separati, in parte con norme inserite all'interno della finanziaria, in parte con accordi stipulati con il Ministero e con annunci che pure leggiamo sulla stampa.

Colleghi, non è pensabile che il Consiglio regionale non si occupi della programmazione energetica in Sardegna, non è pensabile che sia una sola persona, il Presidente della Regione, a impegnare la Regione, una collettività, sulla scelta energetica del carbone (così abbiamo letto, e la costruzione di una termocentrale a carbone durerà vent'anni), senza che il Consiglio regionale abbia esaminato il Piano energetico regionale e senza che il Piano energetico abbia superato la procedura di VAS, e tenendo conto che attraverso un referendum la popolazione si è espressa contro.

Per l'energia si fanno le guerre, si conquistano i continenti, ma noi in Sardegna abbiamo la possibilità di fare una programmazione che sia nel nostro esclusivo interesse, che impedisca che multinazionali vendano centinaia di milioni di euro all'anno di energia elettrica, bruciando combustibili fossili in Sardegna, sulla nostra pelle; perciò il Piano energetico regionale deve essere discusso in Consiglio regionale prima che le scelte vengano fatte.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, non vorrei essere irriverente ma, a seguito delle questioni emerse durante il dibattito in Aula, credo che l'Assessore potrebbe rendere adesso una dichiarazione che chiarisca gli aspetti reconditi; così, probabilmente, con più tranquillità potremmo anche dare un giudizio compiuto sulle cose di cui stiamo ragionando. A me parrebbe uno degli atti più opportuni. Ma il Presidente dice che questo non si può fare perché per prassi, categoricamente, così è. E allora annuncio chiaramente il mio voto contrario, per tutte le ragioni che ha esposto l'onorevole Marrocu, che faccio mie sottolineando che effettivamente non ho capito perché questo comma sia stato inserito nel corpo dell'articolo 12. Il comma interessa ben altro argomento, si tratta di fonte energetica, per cui credo che andrebbe discusso nell'ambito di una programmazione e pianificazione che veda la Sardegna capire esattamente come risolvere i propri problemi energetici e quali linee seguire per produrre energia pulita.

Infatti, una volta si parla di energie pulite, poi si è contro le pale eoliche, si cerca di non utilizzare alcune fonti energetiche, e poi si scopre che quelle fonti energetiche vanno riutilizzate, poi si fanno altri accordi più o meno sottointesi. Io non so se l'Enel abbia già costituito, insieme a qualche altro socio, una società che debba gestire queste cose in Sardegna, anche successivamente all'inserimento di queste attività. E non so se ci sia in vendita anche qualche villaggio ormai non più utilizzato da parte dell'Enel, vorrei vedere effettivamente quali problematiche stanno dietro la vendita a basso costo di questa fonte energetica.

Io credo che si debba fare un dibattito serio, approfondito non solo sulle tematiche energetiche, ma soprattutto sulla conduzione politica dello sviluppo sociale ed economico; sviluppo che deve essere non guidato da una sola persona o da un gruppo di elite, ma che deve vedere protagonisti il Consiglio regionale e la Sardegna intera.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Presidente, chiedo formalmente che il comma 8 venga spostato all'articolo 16che tratta il tema delle energie rinnovabili, anche se ritengo che questo comma tenda a risolvere il problema del contenzioso con l'Enel; contenzioso ingeneratosi per mancanza di acutezza da parte degli amministratori del Consorzio di bonifica in quel dato momento, e per mancanza di controllo da parte della Regione sarda che aveva il potere e il dovere di controllare gli atti adottati dal suddetto Consorzio.

Dicevo che tenta di risolvere quel contenzioso; però, a mio parere, tenta di risolverlo in modo inadeguato perché non c'è traccia del problema principale, cioè la concessione dell'utilizzo dello sfruttamento idroelettrico di quel bacino, sul quale ritengo ci sia bisogno anche di un approfondimento. Occorre capire qual è la gestione di questo sfruttamento nel momento in cui la Regione intenderebbe acquisire questa centrale, ma io credo che ci sia anche la necessità di una previsione a favore degli agricoltori, quindi per l'abbattimento dei costi di sollevamento delle acque, alla stessa stregua di quello che avviene, che sta avvenendo e che si dice stia avvenendo, relativamente all'abbattimento dei costi per le industrie energivore.

L'oristanese ciminiere non ne ha, industrie energivore non ne ha, ha l'agricoltura, quella è la sua economia, e siccome quell'invaso peraltro è realizzato nel territorio dell'oristanese, io credo che sia necessario, spostando il comma all'articolo 16, inserire un'adeguata previsione degli eventuali benefici a favore degli agricoltori di quel territorio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.)., Presidente, questo comma 8 tratta una questione di estrema rilevanza che, collocata nell'articolo 12, estrapolata da un discorso più generale sul tema energetico in Sardegna, non può ricevere dal Consiglio, in questo momento, re un esame approfondito. E non c'è dubbio che il Consiglio ha l'assoluta necessità di discutere di questo accordo con l'Enel, di cui si parla tanto nei giornali, ma di cui bisogna parlare in questa sede e nelle sedi opportune.

Oltre ai problemi sollevati da diversi colleghi che sono intervenuti, che riguardano che cosa la nostra Regione intende fare relativamente alla gestione di questi impianti di produzione di energia idroelettrica, aspetto non marginale, c'è anche la questione, richiamata dal collega Biancu, del contenzioso in atto tra i consorzi di bonifica di Oristano e l'Enel, proprio relativamente alla costruzione e alla gestione della grande centrale idroelettrica nel grande invaso del Tirso.

Quindi, pensiamo che ci siano gli elementi sufficienti perché questo comma 8 sia discusso assieme all'articolo 16, dove si parla di energie rinnovabili; probabilmente in quella sede saremo in grado, anche se la Giunta ci dà le risposte alle questioni che stiamo ponendo, o di fare un ragionamento più compiuto. Quindi, poiché ritengo che sia saggio spostare questo comma all'articolo 16, qualora ciò non avvenga, per le ragioni che ho detto voterò contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, io voterò contro il comma 8 se non dovesse essere spostato all'articolo 16. Voglio, ringraziare i consiglieri della maggioranza che sono intervenuti, ma lo faccio senza alcuna strumentalizzazione, perché la distrazione della opposizione, in questo momento, su questo comma 8, mi pare davvero rilevante. Se non fossero intervenuti i consiglieri della maggioranza, probabilmente qualche cosa sarebbe potuta sfuggire all'attenzione di questo intero Consiglio. E che qui si tratti di un "Mistero buffo" è ormai palese!

Noi stiamo acquistando delle turbine, quindi un impianto di produzione di energia elettrica dall'Enel che, presumibilmente, dovrebbe vedere destinataria della vendita della corrente elettrica prodotta l'Enel. Quindi, vi sono degli accordi che a noi sfuggono, probabilmente qualcosa sarà stato scritto, ma il problema qui non è arrivato nella sua interezza per poter essere percepito in maniera chiara. E comunque vi è una incongruenza, perché è chiaro che un impianto di produzione di energia elettrica, non può non essere inserito all'interno dell'intero sistema relativo alla programmazione della produzione energetica in Sardegna; e, quindi, quanto meno nel contesto dell'articolo 16.

Ma i colleghi della maggioranza che sono intervenuti hanno fatto bene a dire che il tutto andrebbe riportato dentro il Piano energetico regionale, che consentirebbe di meglio chiarire il ruolo di queste operazioni, e soprattutto che tipo di operazione strategicamente stia inseguendo la Regione, in questo momento, in un rapporto strano, forse non comprensibile, con un soggetto importante qual è l'Enel. Si pone, oggi, infatti, il problema dell'energia da dare a basso costo alle imprese energivore, che noi tutti sappiamo implica ancora qualcosa di nascosto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, mi sembra che l'onorevole Biancu abbia proposto di spostare il comma 8 all'interno dell'articolo 16, dato che diversi colleghi hanno osservato che, forse, quell'articolo consente di fare un ragionamento più ampio sulle fonti energetiche rinnovabili. Io chiederei che l'Aula si pronunci su questa richiesta, così evitiamo tutti di fare delle dichiarazioni di voto su un qualcosa che magari possiamo, più compiutamente, valutare all'interno di quell'articolo. Se fosse possibile verificare la volontà dell'Aula, le sarei grato.

PRESIDENTE. E' possibile tutto, onorevole Porcu, salvo il fatto che i colleghi si iscrivono per dichiarare il loro voto e io non posso non dargli la parola, così come ha fatto adesso il collega Francesco Sanna che ha facoltà di parola, se vuole.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Io concordo con il mio Capogruppo che ha proposto di spostare questo comma all'articolo 16; comma sul quale, anche quando si sposterà, non avrò perplessità a votare a favore. Vedete, colleghi, lo dico anche al collega Pisano che è intervenuto poco fa, gli impianti idroelettrici sono già previsti nel Piano energetico e ambientale della Regione autonoma della Sardegna, e ciascuno di essi è inquadrato sotto due fattispecie indicative: uno, quanto producono; e due, chi li gestisce.

Io, per esempio, vedo che la Regione Sardegna, tramite l'EAF, gestisce già due impianti e guadagna da quegli impianti e la produzione energetica di questi impianti va, lo precisiamo meglio, al sistema dell'approvvigionamento idrico multisettoriale, come scritto nella norma. Quindi, non è una cosa nuova e strana. Possiamo discutere in termini totalmente astratti di che cosa fa la Regione nel sistema della produzione energetica regionale, nel senso che se la Regione ci venisse a dire, oggi, di voler costituire una ENEL sarda, probabilmente il Consiglio regionale dovrebbe discutere a fondo del senso o non senso di questa opzione, cioè se oggi conviene pubblicizzare in questa forma la produzione elettrica. Ma, trattandosi di piccoli impianti idroelettrici, che derivano la loro capacità di generazione non da fonti di tipo fossile o di altro tipo (noi siamo anche proprietari di miniere di carbone, come Regione autonoma della Sardegna), ed essendo, come ci è stato ricordato più volte, l'acqua bene pubblico e di proprietà pubblica, io non vedo nessuno scandalo con questi piccoli impianti a che i valori economici che si recuperano ritornino poi nell'ambito delle utilità pubbliche regionali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà

MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Vorrei chiarire alcune perplessità espresse dall'onorevole Marrocu. Per quanto riguarda questo comma, noi ci riferiamo a due impianti già realizzati dal Consorzio di bonifica dell'oristanese attraverso un accordo tra lo stesso Consorzio e l'ENEL. Un accordo capestro che danneggiava gli agricoltori dell'oristanese e, soprattutto, il sistema multisettoriale.

Noi ci collochiamo in un momento della riforma del settore idrico multisettoriale in cui tutte le dighe, e quindi tutta la raccolta dell'acqua che è suscettibile di essere utilizzata cumulativamente per i tre fini, agricolo, civile e industriale, sono ormai diventate risorse della Regione. Quindi, vi è stata una revoca di diritto delle vecchie concessioni e del gestore della risorsa; le concessioni sono tornate alla Regione, e la risorsa viene gestita attraverso l'ente regionale ex ERIS, oggi ENAS. Questo soggetto, che poi corrisponde in parte all'ex EAF, come diceva l'onorevole Sanna, gestisce centrali che daranno una produzione a regime di 30 milioni di chilowattora annue, il bilancio di quest'anno chiude con 20 milioni di chilowattora. Quindi, il sistema multisettoriale già autoproduce energia e quell'energia (lo vedrete dal bilancio di ERIS, o ex ERIS), è un'entrata importante che contribuisce a ridurre notevolmente il costo dell'acqua.

Ora, immaginate che le due turbine, che il Consorzio di bonifica ritiene proprie a seguito di una causa con l'ENEL, che oggi diventano proprietà della Regione, producono 50 milioni di chilowattora che costituiscono un incremento della produzione idroelettrica e di energia che va a scomputo dei costi dell'acqua.

Quindi, è un sistema idrico multisettoriale che produce energia non solo in questa zona, ma la produce nella Sardegna centrale, la produrrà nella Sardegna del Nord con la realizzazione del sistema Temo- Cuga-Bidighinzu; cioè tutta una serie di interventi per la produzione di energia elettrica, ma prodotta naturalmente. E' comunque una fonte di entrate importantissima che la Regione vuole, come dire, acquisire. Questa non è una transazione vera e propria, l'Enel ha preso atto che avrebbe perso la causa con il Consorzio di bonifica, l'avrebbe persa con la Regione che subentra oggi in quella posizione del Consorzio per cui chiude con la Regione un accordo in cui il prezzo di acquisto è a prezzo di libro. I quattro milioni di euro sono la prima tranche di un finanziamento della Regione, cui potrà seguire la stipula di un mutuo che l'ente potrà pagare con i rientri. Niente vieta poi alla Regione di intervenire ancora successivamente nel sostegno dell'ente. Quindi, è una normalissima procedura di finanziamento con il sostegno della Regione, per acquisire un patrimonio importantissimo.

Chiudo dicendo all'onorevole Ladu che noi stiamo lavorando per acquisire, attraverso il Piano stralcio di bacino alcune importanti concessioni idroelettriche, come quella del Coghinas, una concessione in grande conflitto con il servizio idrico, che chiuderemo quest'anno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, alla luce delle considerazioni dell'Assessore dei lavori pubblici e anche interpretando una volontà che, mi pare, sia abbastanza diffusa nel Consiglio regionale, la Giunta si dichiara d'accordo sulla proposta di spostare eventualmente il comma 8 all'articolo 16.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Dopo aver sentito diverse espressioni di voto da parte dei colleghi, quindi l'espressione già di diversi giudizi, dichiaro la mia contrarietà allo spostamento continuo di commi ad articoli successivi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Dichiaro di essere favorevole alla proposta di spostare il comma 8 all'articolo 16.

PRESIDENTE. La proposta, sulla quale si sono espressi un consigliere a favore e uno contro, deve essere votata dall'Aula.

Metto in votazione la proposta di spostamento del comma 8 dell'articolo 12 all'articolo 16.

Chi la approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non la approva alzi la mano.

(E' approvata)

Conseguentemente alla decisione appena assunta, vengono spostati all'articolo 16 anche gli emendamenti aggiuntivi al comma 8 numero 42, 59, 77, 124, 193, 196, 197, 844, 905, 919.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Vorrei sapere se quando discuteremo l'articolo 16 e il comma 8, potremo fare le dichiarazioni di voto.

PRESIDENTE. Sì, onorevole Vargiu.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Signor Presidente, lo spostamento del comma 8 all'articolo 16è stato determinato dal fatto che quell'articolo tratta la materia dell'energia, però mi sembra che gli emendamenti aggiuntivi al comma 8 trattino temi che hanno più attinenza con l'articolo 12. Chiederei quindi che rimangano all'articolo 12 e vengano discussi, approvati o bocciati adesso.

PRESIDENTE. Onorevole Marrocu, non è possibile. Colgo l'occasione per richiamare il Consiglio sulla sottolineatura che l'onorevole Capelli, tra le righe, ha fatto, e cioè che le proposte di spostamento di commi e di quant'altro vanno fatte nel corso della discussione e non durante le dichiarazioni di voto perché si crea una situazione atipica. Comunque il comma 8 è spostato all'articolo 16 e così tutti gli emendamenti aggiuntivi al comma medesimo. Qualora riguardino materie diverse, in sede di coordinamento verranno inseriti nel testo nella maniera corretta.

E' in votazione l'emendamento numero 944. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

Le ricordo, Assessore Dadea, che la Giunta in fase di dichiarazione di voto, eccezionalmente risponde a qualche domanda che viene posta durante le dichiarazioni di voto.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, quando ho dato il parere sugli emendamenti, mi sono riservato di dare un tentativo di spiegazione sull'emendamento numero 944 presentato dalla Giunta, e anche di cercare di rispondere alle osservazioni formulate dall'onorevole Maninchedda. Onorevole Maninchedda, relativamente alla sua osservazione sul primo comma dell'articolo 10, riguardante il fondo unico, ricordo che sia in sede di presentazione del disegno di legge della finanziaria, sia nella discussione generale, sia anche nel momento in cui il Consiglio ha affrontato l'articolo 10, noi abbiamo avuto modo di dire che la costituzione del fondo unico a favore degli enti locali rappresentava una sperimentazione messa in campo da parte della Giunta regionale; questa sperimentazione ha ricevuto un largo consenso, non solo all'interno del sistema delle autonomie locali ma anche all'interno del Consiglio regionale, per adesso si ferma al 2007, per cui potrebbe subire delle modifiche nel corso dei prossimi anni. Da qui la dicitura "in deroga" alle leggi che poi costituiscono le risorse del Fondo unico, così come è contenuto all'interno del primo comma dell'articolo 10.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Io voterò a favore dell'emendamento 944 però suggerisco alla Giunta di tener conto di queste due osservazioni.

Primo, la deroga prevista dall'articolo 10 deve essere corretta, secondo me, con un emendamento all'articolo sulle norme transitorie che faccia salve le procedure individuate dalla legge numero 9, non che intervenga sugli stanziamenti; viceversa ciò che abbiamo discusso stamattina sull'articolo 41 non è minimamente garantito. E' vero che si tratta di una fase sperimentale ma la fase sperimentale, quando è disciplinata dalla norma dell'articolo 10, non tutela quella equità e quella uniformità di distribuzione che è tutelata invece dalle procedure individuate dalla legge numero 9.

Io suggerirei alla Giunta regionale di predisporre un emendamento sulle parti finali delle norme transitorie specificando che la deroga riguarda l'ammontare delle somme ma non le procedure di programmazione concertative previste dalla legge 9; perché viceversa su alcune, tipo la legge numero 26 o sulla legge che finanzia le scuole materne, non abbiamo garanzia che le procedure siano quelle della legge numero 9, che sono procedure equilibrate.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 944. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 63.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CASSANO (Riformatori Sardi). Io ho presentato assieme ai colleghi questo emendamento non per rivendicare, ma per suggerire alla Giunta regionale, all'Assessore dei lavori pubblici, un finanziamento (potrà anche apparire oneroso) di 50 milioni di euro in favore della città di Sassari. Quando parlo della città di Sassari, ne parlo non come della mia città, ma come seconda città della Sardegna che oggi è penalizzata dai numerosissimi lavori in corso che questo attuale governo della città sta realizzando grazie all'impegno della precedente amministrazione comunale di centrodestra. Intervenire per Sassari significa poter dare un contributo anche ai paesi limitrofi; penso al paese di Sennori, visto che c'è l'Assessore dell'ambiente che è di Sennori, mi viene in mente il mio paese, Ossi, che dista dieci chilometri da Sassari...

PIRISI (D.S.). Tissi.

CASSANO (Riformatori Sardi). ...e Tissi, come diceva Pirisi.

Io credo che questo intervento possa creare le condizioni per ridare alla città di Sassari l'aspetto che aveva una volta e che oggi è venuto meno per cui è, allo stato, una città impresentabile.

Io mi auguro che i consiglieri regionali del sassarese possano dare un contributo determinante votando, almeno loro, a favore di questa mia richiesta; però mi auguro che lo stesso Consiglio approvi questo emendamento.

PRESIDENTE. Onorevole Cassano, l'emendamento così come proposto non può essere messo in votazione perchè è privo della copertura finanziaria, e non c'è copertura finanziaria possibile con il FNOL, in nessuna maniera.

E' in votazione l'emendamento numero 84.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, intervengo per dichiarare il voto a favore dell'emendamento numero 84, che pone all'attenzione di questa…

PRESIDENTE. Onorevole Pisano, anche l'emendamento numero 84 è privo della copertura finanziaria.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, allora io dico innanzitutto che si sarebbe dovuto pre presente in fase di espressione del parere che l'emendamento era privo di copertura finanziaria, così avremmo anche evitato di parlarne. Mi dica lei, Presidente, quanto è rimasto nel Fondo nuovi oneri legislativi, ci mettiamo quella cifra e dopodiché accettiamo uno sconto.

PRESIDENTE. Onorevole Pisano, la copertura finanziaria è a carico dei proponenti, e io non ho il dovere di verificare nulla se non in questa fase,e in questa fase mi dicono che non è possibile metterlo in votazione con questa formulazione. Allora lei, se vuole, può parlare per dichiarazione di voto per formulare una proposta diversa che abbia una copertura finanziaria, altrimenti l'emendamento non è in votazione. Per Regolamento non per volontà di Eliseo Secci

PISANO (Riformatori Sardi). La ringrazio, Presidente. Allora modifichiamo la proposta relativa alla copertura finanziaria e chiediamo di utilizzare i fondi destinati alla programmazione negoziata, nei quali mi risulta ci siano risorse sufficienti.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per verificare se è possibile accogliere questa proposta dell'onorevole Pisano.

(La seduta, sospesa alle ore 20 e 36, viene ripresa alle ore 20 e 39.)

PRESIDENTE. Onorevole Pisano, la sua proposta si può votare indicando a copertura finanziaria l'UPB S01.03.010. Prego, svolga la sua dichiarazione di voto.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, semplifico l'intervento dichiarando che voterò a favore dell'emendamento numero 84, la cui copertura finanziaria è l'UPB di cui lei testé ha dato lettura. Voglio soltanto rimarcare l'importanza della strada statale 128, come ha già fatto il collega Cappai nel suo intervento in discussione generale. Si tratta della cosiddetta centrale sarda, probabilmente qualche secolo fa era ritenuta la più importante delle arterie stradali, quella realizzata esattamente dai romani e che consentiva di raggiungere Sorgono.

Io faccio appello anche ai colleghi, consiglieri regionali, che percorrono ogni giorno questa strada che ha un alto tasso, purtroppo, di incidenti mortali. E' una strada dimenticata, completamente dimenticata, nonostante l'Assessore abbia affermato che siano stati recuperati, come è vero che è stato fatto recentemente, un po' di fondi per dar luogo al primo dei lotti che by-passano i due comuni di Suelli e di Senorbì. Credo che sia un fatto di giustizia, di diritti paritari di una popolazione di 120 mila persone che gravita su questo bacino, che ha diritto quotidianamente di poter raggiungere il comune capoluogo, perché non ha possibilità differenti.

Nel piano della viabilità regionale la statale 128 ricordo che alcuni anni fa ebbe un finanziamento di 62 miliardi (parlo di otto o nove anni fa), che poi non si sa che fine fece naturalmente e questa importante arteria stradale non fu realizzata. Io chiedo la votazione nominale e il voto favorevole di tutti i colleghi consiglieri data l'importanza di questa strada.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Per dire che io ho voterò a favore di questo emendamento, anche se credo che vada approfondito meglio il problema della viabilità relativamente alle zone interne. Assessore, lei ha detto che bisogna pensare ad una programmazione della viabilità su livelli più elevati e ha citato in proposito il tratto di strada Olbia-Sassari; effettivamente quella è un'opera di fondamentale importanza, non vi è dubbio, però devo sottolineare, Assessore, come la Giunta regionale stia rinunciando al completamento della "131", questo è quanto mi pare emerga dalle dichiarazioni rese dall'Assessore alla stampa ultimamente. A mio avviso questo sarebbe un errore di strategia da parte della Giunta regionale che dovrebbe intervenire efficacemente sul Governo nazionale (con fondi propri della Regione sarebbe veramente impossibile) per far finanziare il completamento della strada statale 131.

Quindi, fermo restando che sono d'accordo sulla Sassari-Olbia, che ritengo una strada di primaria importanza, non condivido del tutto quello che state facendo sulla Olbia-Palau, ma credo che anche per quanto riguarda altre viabilità lei debba dare delle risposte. Per quanto riguarda la "128", per intenderci, va completato il primo tratto fino al bivio di Serri;poi per il tratto di strada dal bivio di Serri fino alla "389"; era stato finanziato un progetto esecutivo per 3 miliardi e mezzo. Io non so che fine abbia fatto quel progetto, certo è che quell'intervento della centrale sarda, se realizzato, riuscirà a togliere dall'isolamento una trentina di comuni dell'interno. Questo intervento, benché quel percorso non abbia l'intensità di traffico di altre strade della Sardegna, è di fondamentale importanza per la crescita e lo sviluppo di quelle zone.

Allora, io voglio capire qual è la politica che vuole portare avanti la Regione per quanto riguarda questo tipo di viabilità e, insieme al problema della "128", voglio inserire anche quello della trasversale sarda, e ricordare le battaglie che hanno fatto i comuni di quella zona per collegare la zona di Sorgono con la zona di Arbatax.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 84, sul quale è stata chiesta la votazione nominale dal consigliere Pisano.

(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 84 con la nuova copertura finanziaria.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere MARRACINI ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: CASSANO - DEDONI - DIANA - LADU - MARRACINI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RASSU - SANJUST - SANNA Matteo - SERRA - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI.

Si sono astenuti i consiglieri: PISU - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 47

Votanti 45

Astenuti 2

Maggioranza 23

Favorevoli 13

Contrari 32

(Il Consiglio non approva).

E' in votazione l'emendamento numero 57.Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CASSANO (Riformatori Sardi). Chiedo la parola, signor Presidente, innanzitutto per chiedere la votazione nominale, ma anche per ricordare all'Assessore dei lavori pubblici e che poc'anzi, in riferimento ad una richiesta formulata dal collega Cappai, ha dichiarato che avrebbero rispettato gli impegni assunti dalla precedente Giunta regionale. Queste sono parole dell'assessore Mannoni.

Allora io la invito a rispettare interamente gli impegni, anche quello contenuto in questo emendamento che prevede di realizzare alcuni lavori sulla "131"nel tratto dal chilometro 203 al chilometro 209,482; per essere ancora più chiari, si tratta della circonvallazione di Sassari, dove è prevista anche una diramazione per il comune di Ossi.

Dico questo, non per non riconoscerle, eventualmente, serietà e competenza, ma per ricordarle che la "131" non solo il tratto Cagliari-Oristano e viceversa, ma da Oristano prosegue verso Sassari, eppure noi, che la attraversiamo quotidianamente, spesso non vediamo un escavatore, non vediamo un intervento. Io ho in mano una delibera del 2004, fatta proprio dall'attuale Giunta regionale dove si parla della circonvallazione di Sassari, c'è inoltre la copertura finanziaria, ci sono le risorse,ma, fino ad oggi, sono passati tre anni, non si vede traccia dell'opera, non si hanno notizie.

MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Di che mese è la delibera?

CASSANO (Riformatori Sardi). La delibera è del 23 luglio 2004. C'era la Giunta regionale attualmente in carica, perché non mi risulta che ci fosse altra Giunta, e porta la firma di Carlo Mannoni.

Gliela faccio vedere, però le voglio ricordare che questo è un problema veramente serio e sentito dalle nostre comunità, e quindi la prego, così come ha dichiarato poc'anzi, di tener fede agli impegni assunti.

PRESIDENTE. Onorevole Cassano, la voce otto non reca disponibilità per la copertura finanziaria. Se lei è d'accordo, indichiamo la stessa UPB posta a copertura dell'emendamento numero 84.

CASSANO (Riformatori Sardi). Va bene.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 57 sul quale è stata chiesta la votazione nominale.

(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 57 con la stessa copertura finanziaria prevista nell'emendamento numero 84.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere DAVOLI ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: CASSANO - DEDONI - LADU - MASIA - PISANO - RANDAZZO Alberto - RASSU - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Matteo - SCARPA - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - LICHERI - MANCA - MARROCU - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 45

Votanti 45

Maggioranza 23

Favorevoli 12

Contrari 33

(Il Consiglio non approva).

E' in votazione l'emendamento numero 86 privo anch'esso della copertura finanziaria. Anche per questo emendamento si indica la UPB S.01.03.010.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Colleghi, è preferibile che questa richiesta la faccia il Capogruppo, così evitiamo di chiedere che la richiesta venga appoggiata. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale dell'emendamento numero 86.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 86.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri CACHIA e CORRIAS hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: CASSANO - DEDONI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RASSU - SANJUST - SANNA Matteo - SCARPA - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - LANZI - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 46

Votanti 46

Maggioranza 24

Favorevoli 9

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 62.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, chiedo la votazione nominale dell'emendamento numero 62.

PRESIDENTE. Anche l'emendamento numero 62 è privo di copertura finanziaria; pertanto la spesa ivi prevista sarà posta a carico della UPB indicata nei precedenti emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CASSANO (Riformatori Sardi). Non tutti i giorni capita l'occasione di vedere l'Assessore in Aula, anche perché non è tenuto a farlo; però, siccome siamo in presenza di una richiesta di finanziamento, voglio ricordare che per quattro mesi, Assessore, per quattro mesi una comunità di 6 mila abitanti ha sofferto per la chiusura forzata della strada provinciale Ossi-Scala di Giocca. Adesso l'arteria è stata aperta, però l'intervento non è stato completamente realizzato. Quindi, gli amministratori locali del comune di Ossi sono in attesa che l'Assessore, così come da promessa, tra virgolette, fatta, riesca a realizzare completamente quanto dovuto.

Detto questo, però, io mi sono permesso di suggerire, in quanto conoscitore della zona, che con una cifra irrisoria pari a 500 mila euro, si potrebbe realizzare un'arteria alternativa che eviti, queste continue chiusure della strada provinciale Ossi-Scala di Giocca; cioè, si potrebbe realizzare un'arteria che parta dal depuratore fognario (lei sa perfettamente dove si trova), per poi collegare tutto il centro della zona alta del paese.

Credo che la realizzazione di quest'opera sia compatibile anche con le risorse che abbiamo a disposizione; sto facendo una proposta a nome di una comunità di 6 mila abitanti e oltre, per alleviare le sofferenze che, periodicamente, appunto, subiscono in tema di viabilità.

Adesso, alcuni consiglieri regionali potrebbero dire che Cassano "fa bottega", però, io mi auguro che chi conosce le situazioni, chi viene puntualmente alla scadenza elettorale a chiedere i voti agli ossesi, si ricordi che è seduto qui in Consiglio regionale anche grazie a quei consensi, perchè non c'è solo Cassano ma ci sono anche altri. Quindi, io mi associo alla richiesta di votazione nominale del collega Vargiu, così che gli ossesi sappiano chi vota a favore e chi vota contro.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 62.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Balia e Cassano hanno votato il primo contro, il secondo a favore.

Rispondono sì i consiglieri: CASSANO - DEDONI - LADU - PISANO - RANDAZZO Alberto - RASSU - SANJUST - SANNA Matteo - SCARPA - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - LANZI - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 48

Votanti 48

Maggioranza 25

Favorevoli 10

Contrari 38

(Il Consiglio non approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Presidente, solo per evidenziare, che per un errore l'emendamento numero 77, aggiuntivo, firmato da tutti i Capigruppo, è stato inserito al comma 8 mentre, anche per il contenuto, sarebbe dovuto essere inserito al comma 7. Per questo chiedo, se è possibile, di metterlo in votazione ora. E' un emendamento che prende in considerazione le politiche relative ai lavori pubblici, non ha previsione di risorse, ha soltanto l'esigenza di fare chiarezza su un argomento.

PRESIDENTE. Onorevole Masia, abbiamo detto che tutti gli emendamenti aggiuntivi collegati al comma 8 vanno spostati all'articolo 16; in sede di coordinamento, qualora riguardino materie diverse verranno inseriti nell'articolo di riferimento.

E' in votazione l'emendamento numero 43.

Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Intervengo per dichiarare il voto favorevole e per chiedere ai colleghi di valutare attentamente il contenuto sia dell'emendamento numero 43 che dell'emendamento numero 44, per i quali chiedo la votazione nominale. Richiamano infatti dichiarazioni di principio presenti nei programmi della maggioranza che sta governando la Regione, e mi sembra che non votare o votare contro sarebbe come avallare comportamenti non virtuosi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Presidente, io avevo già suggerito al collega Scarpa che questo era un classico emendamento da spostare all'articolo 16, direi di più, questo è il classico emendamento da Programma regionale di sviluppo, proprio perché vi sono enunciati dei principi fondamentali. Ora, siccome dobbiamo comunque dichiarare il voto, io dichiaro comunque il voto favorevole, però inviterei il collega Scarpa a chiederne lo spostamento all'articolo 16.

Visto che ha preso la parola, Presidente, ne approfitto per formulare i migliori auguri alla collega Lanzi che so aver assunto un ruolo (mi pare sia accaduto solo un'altra volta) che non è usuale venga assunto da una donna in questo Consiglio regionale. Collega Lanzi, ovviamente non posso che farle i migliori auguri, perché ha assunto un impegno, glielo assicuro, tra i più difficili; lei dovrà infatti dirigere un Gruppo composito, difficile, però credo che con la sua sapienza e con la sua capacità riuscirà a tenerlo unito.

PRESIDENTE. Onorevole Diana, non ci risulta che ci siano comunicazioni in questo senso, quando sarà il momento faremo tutti gli auguri alla collega Lanzi.

Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Chiedo di spostare gli emendamenti numero 43 e 44 all'articolo 16, se è possibile.

PRESIDENTE. Se non ci sono osservazioni la richiesta è accolta.

Passiamo all'esame dell'articolo 13. All'articolo 13 sono stati presentati diciassette emendamenti..

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13 e dei relativi emendamenti:

Art. 13

Investimenti nella qualità ambientale, urbana e per l'occupazione

1. La Regione, con una serie integrata di interventi, intende promuovere la qualità ambientale-urbana quale presupposto infrastrutturale di sviluppo del territorio e quale risposta immediata alle esigenze di occupazione. Gli interventi devono essere coerenti con il Piano paesaggistico regionale, con lo sviluppo sostenibile e con progetti integrati di sviluppo locale.

2. A tal fine sono promosse una serie di azioni per un ammontare complessivo, nell'anno 2007, di euro 412.000.000.

3. Concorrono al programma di investimenti i seguenti interventi:

a) euro 50.000.000 di cui all'articolo 10, comma 1 - Fondo di coesione e competitività;

b) euro 5.000.000 di cui all'articolo 11, comma 5 - Informatizzazione catasti;

c) euro 4.000.000 di cui all'articolo 14, comma 1 - Parchi, riserve e monumenti naturali;

d) euro 3.000.000 di cui all'articolo 14, comma 2 - Caratterizzazione e bonifica dei siti contaminati;

e) euro 10.000.000 di cui all'articolo 14, comma 3 - Bonifica e ripristino aree minerarie dismesse;

f) euro 10.000.000 di cui all'articolo 14, comma 6 - Sostenibilità ambientale nel campo energetico;

g) euro 15.000.000 di cui all'articolo 14, comma 7 - Salvaguardia, risanamento e valorizzazione del patrimonio ecologico ambientale;

h) euro 3.000.000 di cui all'articolo 14, comma 8 - Ripristino e valorizzazione compendi lagunari e stagnali;

i) euro 3.000.000 di cui all'articolo 20, comma 8 - Filiera agro-energetica - Biodiesel;

l) euro 15.000.000 di cui all'articolo 22, comma 2, lettera a) - Valorizzazione immobili (Posadas);

m) euro 5.000.000 di cui all'articolo 22, comma 2, lettera b) - Riqualificazione e valorizzazione ricettiva delle seconde case;

n) euro 15.000.000 di cui all'articolo 23, comma 1 - Diffusione dell'energia rinnovabile;

o) euro 25.000.000 di cui all'articolo 31, comma 2 - Riconversione e riqualificazione dei piccoli ospedali;

p) euro 100.000.000 di cui all'articolo 32, comma 7 - Programma straordinario di edilizia abitativa;

q) euro 15.000.000 di cui alla legge regionale n. 29 del 1998, articolo 4 - Centri storici;

r) euro 30.000.000 di cui alla legge regionale 5 dicembre 2005, n. 20, articolo 43 - Programma sperimentale per l'inserimento di persone inoccupate e disoccupate;

s) euro 4.000.000 di cui alla legge regionale 16 dicembre 2005, n. 22, articolo 7 - Protezione e decontaminazione dei siti inquinati dall'amianto;

t) euro 100.000.000 di cui alla legge regionale n. 4 del 2006, articolo 5 - Fondo di coesione e competitività.

ARTICOLO 13

EMENDAMENTO soppressivo totale DIANA - ARTIZZU - LIORI - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 13

L'art. 13 è soppresso. (125)

EMENDAMENTO soppressivo parziale GIUNTA REGIONALE.

Articolo 13

Al comma 3 la lett. r) è soppressa.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB

In diminuzione

UPB (909)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 13

Nel comma 3 alla lettera d) la somma di Euro 3.000.000 è rideterminata in Euro 6.000.000

Copertura Finanziaria

In Aumento

UPB S04.06.002-cap. SC04.1287 Anno 2007 Euro 3.000.000

In Diminuzione

UPB S08.01.002-cap.080024 Anno 2007 Euro 3.000.000

(mediante riduzione delle voci della Tabella A) della Finanziaria - FNOL). (622)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 13

Nel comma 3 alla lettera f) la somma di Euro 10.000.000 è rideterminata in Euro 12.000.000

Copertura Finanziaria


In Aumento

UPB S04.07.008-cap. SC04.1621


Anno 2007


Euro 2.000.000



In Diminuzione

UPB S08.01.002-cap. 08.0024


Anno 2007


Euro 2.000.000


(mediante riduzione delle voci della Tabella A) della Finanziaria - FNOL). (623)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 13

Nel comma 3 alla lettera i) la somma di Euro 3.000.000 è rìdeterminata in Euro 4.000.000

Copertura Finanziaria

In Aumento

UPB S06.02.003-cap. SC06.0212 Anno 2007 Euro 1.000.000

In Diminuzione

UPB S08.01.002-cap. 080024 Anno 2007 Euro 1.000.000

(mediante riduzione delle voci della Tabella A) della Finanziaria - FNOL). (624)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 13

Nel comma 3 alla lettera m) la somma di Euro 5.000.000 è rideterminata in Euro 6.000.000

Copertura Finanziaria

In Aumento

UPB S06.02.004-cap. SC06.0245 Anno 2007 Euro 1.000.000

In Diminuzione

UPB S08.01.002-cap.08.0024 Anno 2007 Euro 1.000.000

(mediante riduzione delle voci della Tabella A) della Finanziaria - FNOL). (625)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 13

Nel comma 3 alla lettera n) la somma di Euro 15.000.000 è rideterminata in Euro 18.000.000

Copertura Finanziaria

In Aumento

UPB S04.01.003-cap. SC04.0026 Anno 2007 Euro 3.000.000

In Diminuzione

UPB S08.01.002-cap 08.0024 Anno 2007 Euro 3.000.000

(mediante riduzione delle voci della Tabella A) della Finanziaria - FNOL). (626)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 13

Nel comma 3 alla lettera o) la somma di Euro 25.000.000 è rideterminata in Euro 35.000.000

Copertura Finanziaria

In Aumento

UPB S05.01.003-capp. SC05.0053/06 Anno 2007 Euro 10.000.000

In Diminuzione

UPB S08.01.002-cap 08.0024 Anno 2007 Euro 10.000.000

(mediante riduzione delle voci della Tabella A) della Finanziaria - FNOL). (627)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 13

Nel comma 3 alla lettera q) la somma di Euro 15.000.000 è rideterminata in Euro 16.000.000. (618)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 13

Nel comma 3 alla lettera r) la somma di Euro 30.000.000 è rideterminata in Euro 50.000.000. (619)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 13

Nel comma 3 alla lettera s) la somma di Euro 4.000.000 è rideterminata in Euro 5.000.000. (620)

EMENDAMENTO aggiuntivo CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 13

Nel titolo dell'articolo dopo le parole "investimenti nella qualità ambientale" sono aggiunte le parole "ed identitaria". (629)

EMENDAMENTO aggiuntivo CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 13

Nel comma 1 dopo le parole "intende promuovere" sono aggiunte le parole "d'intesa con le amministrazioni locali interessate". (630)

EMENDAMENTO aggiuntivo MANINCHEDDA - BALIA - MASIA - SALIS - SERRA Salvatore - PITTALIS - LAI Renato - MARRACINI - ATZERI.

Articolo 13

Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:

2 bis Una quota ulteriore, rispetto alle risorse già previste per gli interventi programmati e in essere nella Provincia di Nuoro, pari almeno al cinque per cento delle disponibilità recate dalla UPB S04.08.007 - capitolo SC04.1918, è destinata ad attività di forestazione nelle aree del Marghine, dell'Alta Valle del Tirso e della Baronia, con l'impiego prioritario di personale proveniente dalle imprese in crisi del territorio. (55)

EMENDAMENTO aggiuntivo CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 13

Nel comma 3 alla lettera q) dopo le parole "Centri storici;" sono aggiunte le seguenti parole " Di cui nei centri storici euro 4.000.000 sono indirizzati alla realizzazione della toponomastica in lingua sarda o comunque tutelata dalla legge regionale in materia linguistica. (628)

EMENDAMENTO aggiuntivo CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 13

Nel comma 3 alla lettera q) dopo le parole "Centri storici;" sono aggiunte le seguenti parole " Di cui nei centri storici euro 4.000.000 sono indirizzati alla realizzazione della toponomastica in lingua sarda o comunque tutelata dalla legge regionale in materia linguistica". (631)

EMENDAMENTO aggiuntivo CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 13

Nel comma 3 alla lettera r) dopo le parole "inoccupate e disoccupate;" sono aggiunte le seguenti parole "Nel programma un terzo della cifra stanziata dovrà essere destinato a sostegno di progetti per scavi archeologici relativi alla cultura nuragica." (621).)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, chiedo la parola per sapere come sono organizzati i lavori dell'Aula. Visto che stiamo iniziando oggi vorrei chiarezza sull'organizzazione dei lavori per tutti i giorni della settimana; è un punto questo che resta sempre oscuro se non si informano i consiglieri ad inizio lavori, mentre sarebbe buona norma farlo in modo tale che ciascuno possa organizzarsi di conseguenza.

PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, il Presidente aveva informato l'Aula delle decisioni assunte in Conferenza dei Capigruppo (orario 10-14 e 16-22), che ribadisco, salvo verifica in funzione dell'andamento dei lavori.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2007)" (274/S/A)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Presidente, in merito all'articolo 13 vorrei far notare (è stato rilevato anche in Commissione) che è un articolo che richiama poste di spesa riferite ad altri articoli; su questi articoli sono stati presentati emendamenti, modificativi proprio delle poste di spesa, che se fossero approvati comporterebbero variazioni di spesa che non risulterebbero nell'articolo 13 se noi lo approvassimo in questo momento. Pertanto, chiedo alla Presidenza se non sia il caso di accantonare l'articolo 13 per riprenderlo alla fine della discussione della finanziaria. PRESIDENTE. La Presidenza concorda sulla proposta di sospendere l'articolo 13.

Passiamo all'esame dell'articolo 14. All'articolo 14 sono stati presentati trentasei emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 14 e dei relativi emendamenti:

Art. 14

Disposizioni nel settore ambientale

1. È autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 4.000.000 per la realizzazione di parchi, di riserve e di monumenti naturali regionali da istituirsi ai sensi della legge regionale 7 giugno 1989, n. 31 (Norme per l'istituzione e la gestione dei parchi) (UPB S04.08.001 - cap. SC04.1725).

2. È autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 3.000.000, per l'attuazione di interventi di caratterizzazione e bonifica dei siti contaminati della Regione, compresi gli interventi di caratterizzazione delle aree a mare del Sulcis-Iglesiente-Guspinese e delle aree interessate da smaltimento incontrollato dei rifiuti (UPB S04.06.002 - cap. SC04.1287).

3. È autorizzata, per ciascuno degli anni 2007, 2008, 2009 e 2010 la spesa di euro 10.000.000 per implementare il processo di bonifica e di ripristino ambientale delle aree minerarie dismesse anche per il loro riutilizzo a fini turistico-ambientali (UPB S04.06.006 - cap. SC04.1393 e UPB S04.06.001 - cap. SC04.1262).

4. È autorizzata, nell'anno 2007, quale anticipazione, la spesa di euro 200.000 per la gestione della procedura di project financing finalizzata alla realizzazione di una centrale termica integrata nell'agglomerato industriale di Ottana; tale spesa è posta a carico del soggetto aggiudicatario della relativa gara (UPB S04.05.001 - cap. SC04.1136).

5. È autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 35.000 per le finalità perseguite dall'Autorità ambientale di cui al regolamento comunitario n. 1260 del 1999 (UPB S04.07.007 - cap. SC04.1587 e UPB S04.07.008 - cap. SC04.1614).

6. È autorizzata la spesa di euro 10.000.000 per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009 per la predisposizione e l'attuazione di un programma regionale rivolto agli enti pubblici, per finanziare la realizzazione di impianti fotovoltaici finalizzati alla produzione di energia rinnovabile e di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali in osservanza delle previsioni del Piano energetico regionale. Gli impianti devono essere inseriti nelle strutture edilizie e prevedere per quelli fotovoltaici una potenza massima di 20kW. Il relativo programma d'intervento è approvato dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente (UPB S01.05.002 - cap. SC01.0943 e UPB S04.07.008 - cap. SC04.1621).

7. È autorizzata la spesa di euro 15.000.000, nell'anno 2007, per la prosecuzione dell'azione di risanamento, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio ecologico-ambientale della Sardegna. L'Amministrazione regionale è autorizzata a programmare, con priorità per le aree contigue alle strade nazionali e provinciali, a finanziare, coordinare e controllare interventi di rimozione di depositi incontrollati di rifiuti, di pulizia di aree soggette ad abbandono di rifiuti, di recupero di rifiuti, di riciclaggio degli stessi e loro smaltimento finale. Il programma è realizzato attraverso l'affidamento a soggetti privati, che hanno convenzioni o pongano in essere nuove convenzioni con la Regione per la stabilizzazione di lavoratori socialmente utili e/o a soggetti pubblici (UPB S04.05.002 - cap. SC04.1156).

8. È autorizzata la spesa complessiva di euro 30.000.000, da ripartirsi in ragione di euro 3.000.000 nell'anno 2007, euro 10.000.000 nell'anno 2008 e euro 17.000.000 nell'anno 2009, per programmare, finanziare e attuare, attraverso la delega alle province, interventi per il ripristino ambientale e la valorizzazione dei compendi lagunari e stagnali della Sardegna, nonché per la manutenzione dei canali e altri manufatti atti alla regolamentazione idraulica dei corpi idrici lagunari e stagnali anche utilizzati a scopo produttivo (UPB S04.08.006 - capp. SC04.1913 e SC04.1914).

9. A valere sulle disponibilità recate dalla UPB S04.08.013 - cap. SC04.2246, è autorizzata, per l'anno 2007, l'ulteriore spesa di euro 50.000 per il completamento dello studio di fattibilità della scuola di formazione del Corpo forestale e di vigilanza ambientale da realizzarsi a Nuoro.

10. È autorizzata la concessione di un contributo annuo, valutato in euro 100.000, a favore del Soccorso alpino e speleologico della Sardegna, servizio regionale del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico della Sardegna, quale struttura operativa della protezione civile di cui alla legge 24 febbraio 1992, n. 225 (Istituzione del Servizio nazionale della protezione civile), e successive modifiche e integrazioni, per le attività di soccorso sanitario da espletare nel territorio montano, nell'ambiente ipogeo e nelle zone impervie del territorio regionale secondo la disciplina prevista dalla legge 21 marzo 2001, n. 74 (Disposizioni per favorire l'attività svolta dal Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) e dalla legge 27 dicembre 2002, n. 289 (legge finanziaria 2003) (UPB S04.03.005 - cap. SC04.0417).

11. Nella legge regionale n. 9 del 2006 sono introdotte le seguenti modifiche:

a) la lettera d) del comma 1 dell'articolo 50 è sostituita dalla seguente:
"d) verifica e controllo dei livelli quantitativi e qualitativi dei servizi assicurati agli utenti dal gestore del servizio idrico integrato;";

b) nella lettera a) del comma 1 dell'articolo 51 la frase "compresa la pubblica fognatura" è soppressa;

c) la lettera b) del comma 1 dell'articolo 51 è sostituita dalla seguente:
"b) controllo degli scarichi di acque reflue fuori dalla pubblica fognatura, ed irrogazione, nelle fattispecie relative alle funzioni attribuite o trasferite ai sensi del presente articolo, delle sanzioni amministrative pecuniarie conseguenti a violazioni della normativa in materia di tutela qualitativa e quantitativa delle acque, introito e destinazione dei proventi ad interventi di prevenzione e riduzione dell'inquinamento dei corpi idrici;";

d) il comma 2 dell'articolo 51 è sostituito dal seguente:
"2. Sono altresì attribuiti alle province i compiti e le funzioni riguardanti il rilascio delle autorizzazioni relative alle seguenti attività:

a) immersione in mare da strutture ubicate nelle acque del mare o in ambiti ad esso contigui di materiali di escavo di fondali marini, o salmastri, o di terreni litoranei emersi;

b) immersione in mare di inerti, materiali geologici inorganici e manufatti al solo fine di utilizzo, ove ne sia dimostrata la compatibilità ambientale e l'innocuità;

c) immersione in casse di colmata, in vasche di raccolta o comunque in strutture di contenimento poste in ambito costiero dei materiali di cui alla lettera a) del presente articolo;

d) posa in mare di cavi e condotte ed eventuale relativa movimentazione dei fondali marini non avente carattere internazionale.";

e) nel comma 4 dell'articolo 51 dopo la lettera b) è aggiunta la seguente:
"b bis) rilascio delle autorizzazioni allo scarico in pubblica fognatura, irrogazione delle sanzioni amministrative relative, introito e destinazione dei proventi al finanziamento di interventi di prevenzione e riduzione dell'inquinamento dei corpi idrici.".

12. I beni mobili, anche registrati, di proprietà della Regione e in carico al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, utilizzati tramite assegnazione temporanea all'Ente foreste della Sardegna per le esigenze della campagna antincendi fino all'anno 2006, possono essere ceduti in via definitiva al medesimo ente.

13. Il comma 9 dell'articolo 20 della legge regionale 29 aprile 2003, n. 3, (legge finanziaria 2003) è sostituito dal seguente:
"9. Al fine di ottimizzare la gestione tecnico-finanziaria ed operativa delle relative unità navali, è istituito il "Registro naviglio" del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, nel quale sono iscritte tutte le unità navali in dotazione allo stesso Corpo e destinate all'espletamento dei compiti ad esso attributi dalla legge regionale 5 novembre 1985, n. 26 (Istituzione del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione sarda). La Giunta regionale predispone il relativo disciplinare di esecuzione, che stabilisce le modalità di iscrizione delle unità navali nel Registro e le modalità di tenuta dello stesso.".

14. Ai fini di contenere i costi di gestione e migliorare la distribuzione delle risorse umane in funzione delle effettive esigenze, l'ARPAS procede ad una graduale riduzione della dotazione del personale dirigente risultante dalla ricognizione di cui all'articolo 10, comma 9 della legge regionale n. 6 del 2006. Per gli eventuali esuberi, risultanti dall'approvazione della pianta organica, è attivato l'istituto della mobilità a favore di altri enti pubblici con particolare riferimento alle province di nuova istituzione. A supporto dell'organizzazione dell'ARPAS, secondo metodi innovativi che favoriscano l'efficienza e l'efficacia della stessa, è estesa al personale in transito nell'Agenzia proveniente dalle aziende sanitarie locali, l'applicazione dell'articolo 18 e articolo 19, commi 1, 2 e 3, della legge regionale n. 7 del 2005. In relazione ai medesimi commi i requisiti ivi previsti devono essere maturati entro il 31 dicembre 2007 e la domanda di risoluzione del rapporto deve essere presentata entro il 30 giugno 2007; alla relativa spesa si fa fronte con le risorse stanziate appositamente nel bilancio dell'ARPAS.

15. Le competenze in materia di lotta contro gli insetti nocivi e contro i parassiti dell'uomo, degli animali e delle piante di cui all'articolo 14, primo comma, lettera f) della legge regionale n. 1 del 1977, sono attribuite all'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale che si avvale, per gli aspetti tecnico-scientifici, dell'Agenzia AGRIS, ai sensi dell'articolo 9 della legge regionale n. 13 del 2006, alla quale è demandata l'attività del laboratorio fitopatologico.

16. Le funzioni in materia di pesca, acquacoltura e molluschicoltura, ivi compresa la ricerca, la tutela, la valorizzazione, la qualità dei prodotti ittici e l'educazione alimentare, di cui all'articolo 14, comma primo, lettera d), della legge regionale n. 1 del 1977, sono attribuite alla competenza dell'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Sono parimenti attribuite all'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale le competenze relative agli interventi di valorizzazione produttiva delle lagune, stagni e laghi salsi della Sardegna, mentre, relativamente agli stessi, permangono in capo all'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente, le competenze relative agli interventi di tutela. Per la realizzazione di tali interventi l'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente provvede di concerto con l'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

17. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, con proprio decreto, provvede alle conseguenti variazioni di bilancio necessarie per l'attuazione dei commi 15 e 16, ferma restando in capo all'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente la gestione, fino a loro esaurimento, delle somme sussistenti in conto dei residui e impegnate in conto competenza per le medesime finalità alla data di entrata in vigore della presente legge.

18. Le agenzie istituite dalla legge regionale n. 13 del 2006 perseguono anche la finalità di favorire lo sviluppo del settore della pesca ed acquacoltura. A tal fine ciascuna di esse, nel proprio campo specifico, esercita le funzioni attribuite dalla norma anche in questo comparto.

19. Dopo la lettera d) dell'articolo 3 della legge regionale 9 giugno 1999, n. 24 (Istituzione dell'Ente Foreste), è inserita la seguente:

"d bis) il personale dell'Ente foreste della Sardegna può essere impegnato in lavori sistematori e forestali in genere, anche con carattere di prevenzione, fuori dai compendi forestali gestiti a qualunque titolo, con disposizione della Giunta regionale. Con le stesse modalità il personale può essere impiegato in compiti di programmazione, progettazione e direzione dei lavori per tutte le attività di carattere ambientale in genere, sui terreni pubblici dei comuni o di altri Enti.".

20. Per gli anni 2007, 2008 e 2009 il contributo annuo alle province di cui all'articolo 2, comma 1, della legge regionale 1° giugno 1999, n. 21 (Trasferimento alle Province delle funzioni in materia di controllo e lotta contro gli insetti nocivi ed i parassiti dell'uomo, degli animali e delle piante e soppressione di ruoli speciali ad esaurimento), è determinato in misura non inferiore a 8.600.000 (UPB S05.01.013).

21. Il comma 1 dell'articolo 37 della legge regionale n. 20 del 2005 è sostituito dal seguente:
"1. Le assunzioni a tempo indeterminato e determinato presso l'Ente foreste della Sardegna di personale destinato alla gestione dei cantieri di forestazione, avvengono mediante richiesta di avviamento presso i Centri dei servizi per il lavoro competenti per territorio. Le assunzioni devono essere effettuate tra i disoccupati residenti nel comune nel cui territorio insistono i cantieri, sulla base di accordi stipulati tra l'Ente e le organizzazioni sindacali dei lavoratori e i comuni interessati.".

22. Quanto disposto dall'articolo 40 della legge regionale n. 20 del 2005, non si applica all'Ente foreste, per la parte relativa all'impiego di operai generici, qualificati o di livello superiore, appartenenti ai livelli retributivo-funzionali per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell'obbligo, fatte salve le selezioni interne previste dalla vigente normativa.

EMENDAMENTO soppressivo parziale DAVOLI - LANZI - URAS - LICHERI - PISU - FADDA.

Articolo 14

Il comma 4 dell'articolo 14 è soppresso. (898)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Nel comma 6 il testo dalle parole "Gli impianti" alle parole "di 20 kw." Sono soppresse. (639)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 14

Il comma 7 è soppresso. (127)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Nel comma 7 il testo dalle parole "Il programma è realizzato" alle parole "soggetti pubblici" è soppresso. (640)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Nel comma 7 il testo dalle parole "che hanno convenzioni" alle parole ""soggetti pubblici" è soppresso. (641)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Nel comma 11 alla lett. e) il testo dalle parole "introito e destinazione" alle parole corpi idrici" è soppresso. (643)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - ARTIZZU - LIORI - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 14

Il comma 14 è soppresso. (128)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Nel comma 14 il testo compreso dalle parole "A supporto" alle parole "bilancio dell'ARPAS" è soppresso. (633)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Il comma 15 è soppresso. (647)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Il comma 16 è soppresso. (648)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Il comma 19 è soppresso. (649)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Nel comma 1 la spesa di Euro 4.000.000 è rideterminata in Euro 2.000.000

Copertura Finanziaria

In Diminuzione

UPB S04.08.001-cap. SC04.1725 Anno 2007 Euro 2.000.000

In Aumento

UPB S08.01.002-cap.08.0024 Anno 2007 Euro 2.000.000

(mediante riduzione delle voci della Tabella A) della Finanziaria - FNOL). (634)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Nel comma 3 per gli anni 2007, 2008, 2009 e 2010 la spesa di Euro 10.000.000 è rideterminata in Euro 8.000.000

Copertura Finanziaria

In Diminuzione

UPB S04.06.006-cap. SC04.1393 e Anno 2007 Euro 2.000.000

UPB S04.06.001-cap. SC04.1262 Anno 2008 Euro 2.000.000

Anno 2009 Euro 2.000.000

Anno 2010 Euro 2.000.000

In Aumento

UPB S08.01.002-cap.08.0024 Anno 2007 Euro 2.000.000

Anno 2008 Euro 2.000.000

Anno 2009 Euro 2.000.000

Anno 2010 Euro 2.000.000

(mediante riduzione delle voci della Tabella A) della Finanziaria - FNOL). (635)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CUCCA - BIANCU - SABATINI.

Articolo 14

Nel comma 7 dell'articolo 14 le parole:

"l'affidamento a soggetti privati, che hanno convenzioni o pongano in essere nuove convenzioni con la Regione per la stabilizzazione di lavoratori socialmente utili e/o a soggetti pubblici", sono sostituite dalle parole: "la delega agli enti locali". (871)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Nel comma 8 la spesa complessiva di Euro 30.000.000 è rideterminata in Euro 25.000.000 da ripartirsi in ragione di euro 3.000.000 nell'anno 2007, euro 8.000.000 nell'anno 2008 e euro 14.000.000 nell'anno 2009.

Copertura Finanziaria

In Diminuzione

UPB S04.08.006-capp. SC04.1913/14 Anno 2007 Euro 5.000.000

In Aumento

UPB S08.01.002-cap.08.0024 Anno 2007 Euro 5.000.000

(mediante riduzione delle voci della Tabella A) della Finanziaria - FNOL). (642)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale dell'EMENDAMENTO n. 642 PORCU - SANNA Francesco.

Le parole dopo "Nel comma 8 la spesa complessiva di Euro 30.000.000..." sono così sostituite:

"...è da ripartirsi in ragione di Euro 2.600.000 nell'anno 2007, Euro 9.000.000 nell'anno 2008 e Euro 15.600.000 nell'anno 2009.

Per le finalità di cui al comma 1 dell'art. 40 della L.R. 7/2005, è autorizzata la spesa di Euro 400.000 per l'anno 2007, di Euro 1.000.000 per l'anno 2008, Euro 1.400.000 per l'anno 2009, per la manutenzione programmata dei lavori realizzati nell'ambito del programma di salvaguardia del litorale e delle retrostanti zone umide di interesse internazionale dell'area metropolitana di Cagliari (UPB S04.08.005 - Cap. SC04.1901).

Copertura Finanziaria

In Diminuzione

UPB S04.08.006 - Capp. SC04.1913/14 2007 Euro 400.000

2008 Euro 1.000.000

2009 Euro 1.400.000

In Aumento

UPB S04.08.005 - Cap. SC04.1901 2007 Euro 400.000

2008 Euro 1.000.000

2009 Euro 1.400.000 . (948)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Nel comma 12 le parole "possono essere" sono sostituite dalla parola "sono". (645)

EMENDAMENTO aggiuntivo CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Nel comma 3 dopo le parole " Turistico-ambientali." sono aggiunte le parole "Nel caso di cessione a qualsiasi titolo delle aree bonificate o da bonificare, il costo del ripristino dovrà essere restituito alla Regione dai soggetti che le riutilizzassero". (636)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Articolo 14

Dopo il comma 3 dell'articolo 14 sono aggiunti i seguenti:

3bis. Le competenze in materia di bonifica e ripristino ambientale derivanti dall'attuazione della convenzione Stato/Regione del 23.10.2001 e 04.12.2001 per la stabilizzazione dei Lavoratori Socialmente Utili già impegnati nel progetto del Parco Geominerario della Sardegna sono trasferite all'Assessorato Difesa dell'ambiente.

3ter. In conseguenza di quanto disposto dal comma precedente, sono trasferite all'Assessorato Difesa dell'ambiente le risorse presenti nella U.P.B. S04.06.005 - posizione finanziaria SC04.1366 del Bilancio della Regione, e la relativa gestione aanche in riferimento alle attività svolte antecedentemente all'entrata in vigore della presente legge. (908)

EMENDAMENTO aggiuntivo CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Nel comma 4 dopo le parole " industriale d'Ottana" sono aggiunte le parole " che non utilizzi come combustibile rifiuti di qualsiasi natura". (637)

EMENDAMENTO aggiuntivo CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Nel comma 6 dopo le parole "enti pubblici," sono aggiunte le parole "imprese e privati". (638)

EMENDAMENTO sostitutivo totale dell'EMENDAMENTO n. 876 GIUNTA REGIONALE.

L'emendamento n. 876 è così modificato:

Nel comma 7, dopo le parole "nell'anno 2007" sono aggiunte le seguenti "di cui: euro 5.550.000 da destinarsi ad interventi regionali e cantieri comunali di salvaguardia e valorizzazione ambientale ed archeologico-museale, propedeutici alla realizzazione del Parco geominerario della Sardegna (U.P.B. S04.06.005 - cap. SC04.1369); euro 400.000 da destinarsi ad interventi nell'isola dell'Asinara (U.P.B. S04.05.002 - cap. SC04.1156) e la somma restante". (962)

EMENDAMENTO aggiuntivo LAI Silvio - MARROCU - FLORIS - CHERCHI.

Articolo 14

Nel comma 7 dopo le parole "nell'anno 2007" sono aggiunte le seguenti: "di cui almeno euro 1.000 da destinarsi ad interventi nell'isola della Asinara,". (876)

EMENDAMENTO aggiuntivo CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Nel comma 14 dopo le parole " nuova istituzione" sono aggiunte le parole " in alternativa verranno concessi incentivi all'esodo pari ad almeno 36 mensilità al netto delle trattenute fiscali corrispondenti al 50% delle trattenute fiscali riconosciute per il TFR". (632)

EMENDAMENTO aggiuntivo CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Nel comma 14 dopo le parole "nuova istituzione" sono aggiunte le parole "in alternativa verranno concessi incentivi all'esodo pari ad almeno 36 mensilità al netto delle trattenute fiscali corrispondenti al 50% delle trattenute fiscali riconosciute per il TFR". (646)

EMENDAMENTO aggiuntivo CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.

Articolo 14

Nel comma 14 dopo le parole "nuova istituzione" sono aggiunte le parole "in alternativa verranno concessi incentivi all'esodo pari ad almeno 36 mensilità al netto delle trattenute fiscali corrispondenti al 50% delle trattenute fiscali riconosciute per il TFR". (650)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.

Articolo 14

Dopo il comma 15 dell'articolo 14 è introdotto il seguente:

"15 bis. Al fine di anticipare il pagamento dei premi previsti dal Piano di Sviluppo Rurale per gli anni 2000/2006, inseriti negli elenchi di liquidazione inviati ad Agea entro la data del 31 dicembre 2006, è autorizzata l'anticipazione alla stessa Agenzia fino all'importo di euro 20.000.000. Tale somma è integralmente rimborsata da Agea a valere sul trasferimenti a favore della stessa Agenzia da parte della Commissione Europea e del Ministero dell'Economia per le spese a carico del Programma di sviluppo Rurale 2007/2013".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

ENTRATA

U.P.B. E01.05.002 Recuperi e rimborsi in capo all'Assessorato dell'Agricoltura e Riforma agro-pastorale

(Cap. N.I.) C.d.R. 00.06.01.02

2007 € 20.000.000

SPESA

STRATEGIA 04

U.P.B. S04.11.004 Piano di sviluppo rurale e azioni di supporto per l'informazione e la formazione in agricoltura

(Cap. N.I.) C.d.R. 00.06.01.02

2007 € 20.000.000 (920)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.

Articolo 14

Dopo il comma 15 dell'articolo 14 è introdotto il seguente:

"15 bis. È autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 2.400.000 quale contributo a favore dell'ARPAS per l'esecuzione di lavori di adeguamento e ristrutturazione di un immobile di proprietà regionale, da cedersi in comodato d'uso, quale sede del dipartimento provinciale di Oristano".

STRATEGIA 01

In aumento

U.P.B. S01.05.002 Incremento, valorizzazione e manutenzione del patrimonio e del demanio regionale

(Cap. N.I.)

2007 € 1.200

COPERTURA FINANZIARIA

STRATEGIA 08

In diminuzione

U.P.B. S08.01.003 FNOL Voce 2 2007 € 1.200

2008 € 1.200 (946)

EMENDAMENTO aggiuntivo DAVOLI - LANZI - URAS - LICHERI - PISU - FADDA.

Articolo 14

Dopo il comma 20 dell'articolo 14 è aggiunto il seguente: "20 bis. Alle Province di Nuoro e Ogliastra è autorizzata per l'anno 2007 la spesa di euro 360.000 per il potenziamento del piano di attività del centro provinciale antinsetti".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S01.06.001

2007 euro 360.000

In diminuzione

UPB

Fondo nuovi oneri legislativi - investimenti, voce 2

2007 euro 360.000 (897)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - ARTIZZU - LIORI - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 14

Dopo il comma 22 è aggiunto il seguente comma:

"22 bis. E' istituita la sede dell'Ispettorato ripartimentale del Corpo forestale per la Provincia del Medio Campidano, con sede a Villacidro.". (126)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - ARTIZZU - LIORI - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 14

Dopo il comma 22 è aggiunto il seguente comma:

22 bis. E' autorizzata la spesa di Euro 80.000,00 annui per le annualità 2007,2008 e 2009, al fine di erogare un contributo per la costituzione e il funzionamento dell'Agenzia per l'Energia sostenibile della Provincia di Oristano.". (129)

EMENDAMENTO aggiuntivo CUCCA - MARROCU - BIANCU - FLORIS - MASIA - SABATINI - PORCU - CHERCHI - URAS - PIRISI - BARRACCIU - PISU - SANNA Francesco.

Articolo 14

Dopo il comma 22 è aggiunto il seguente:

22 bis. L'Ente Foreste è autorizzato, all'interno della dotazione organica definita dall'art. 12 della legge n.24/99 e successive modificazioni, a redistribuire l'orario di lavoro derivante da cessazioni e abbandoni verificatesi per qualsiasi motivo, su lavoratori già dipendenti dell'ente a orario ridotto al fine di avviare un processo dì stabilizzazione dei lavoratori turnisti.

Le modalità e i criteri saranno definiti da appositi accordi tra l'Ente Foreste e le 00 SS firmatarie del CCNL. (877)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.

Articolo 14

Dopo il comma 22 è aggiunto il seguente:

Per la realizzazione di un progetto di ambientalizzazione dei tralicci dell'energia elettrica e per il
miglioramento del servizio di distribuzione, è autorizzata, nell'anno 2007 la spesa di euro 5.000.000. Il
relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta regionale su proposta dell'Assetare regionale
competente in materia di ambiente (UPB. S04.06.002 - cap. SC 04.1293. (933)

INSERIRE EMENDAMENTO N. 950

EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA.

Articolo 14

Dopo l'art. 14 è inserito il seguente:

14-bis

Disposizioni a favore delle popolazioni interessate da fenomeni di inquinamento conseguente ad attività Industriali.

1. A decorrere dall' anno 2008, le maggiori entrate a favore della Regione conseguenti alla vertenza con lo Stato per le entrate tributarie provenienti dalle attività industriali elencate nell' allegato I della Convenzione Internazionale di Aarus del 25 giugno 1998, ratificata dallo Stato Italiano con Legge 16 marzo 2001 n. 108, sono destinate nella misura del 50% a favore dei singoli territori le cui popolazioni siano concretamente interessate dai fenomeni di inquinamento ambientale correlato alla attività industriale svolta dall' impresa che effettua il versamento dei tributi.

2.Le somme vengono destinate ai Comuni in cui risiedono le popolazioni interessate perché pongano in essere interventi di monitoraggio ambientale, di recupero e valorizzazione del territorio compromesso dai fenomeni di inquinamento, di monitoraggio della salute delle persone, di prevenzione delle patologie collegate allo svolgimento delle attività industriali, ed in generale di promozione di attività sociali e produttive ecosostenibili e tese alla difesa e alla valorizzazione dell' ambiente, con esclusione degli interventi di bonifica e recupero ambientale che la legge espressamente pone a carico di chi inquina.

3.Anche con riferimento ai territori interessati dai precedenti commi 1 e 2 la Regione promuove la applicazione del generale principio "chi inquina paga". (45).)

PRESIDENTE. Ricordo che a questi emendamenti va aggiunto l'emendamento numero 533 spostato dall'articolo 6.

E' iscritto a parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Brevemente, per illustrare ai colleghi l'emendamento numero 45 e l'emendamento numero 950, che modifica soltanto una percentuale contenuto nel testo dell'emendamento numero 45.

Il ragionamento che ha ispirato questa proposta è questo. Noi abbiamo portato avanti una vertenza con lo Stato sulle entrate tributarie. Abbiamo detto allo Stato che non poteva trattenere le somme maturate come entrate tributarie per le attività svolte nel nostro territorio. Lo Stato ci ha riconosciuto maggiori entrate legate alle attività produttive svolte in Sardegna, anche da soggetti che hanno sede fuori della Sardegna.

La nostra proposta prevede che per le attività inquinanti svolte sul territorio regionale le maggiori entrate tributarie, e per attività inquinanti faccio riferimento a quelle elencate dalla Convenzione di Aarus ratificata dallo Stato italiano con legge del 16 marzo 2001, numero 108, in una percentuale del 50 per cento nel primo emendamento, emendata poi al 25 per cento, vengano destinate alle collettività locali che subiscono l'inquinamento per lo svolgimento di attività descritte nella norma.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue SCARPA.) Si tratta di un intervento doveroso che va nella direzione delle politiche adottate dalla Giunta regionale, che ha destinato la tassa di soggiorno proprio alle comunità che subiscono l'impatto ambientale prodotto dal flusso turistico. Si tratta di una risposta articolata (pregherei i colleghi di esaminarla), perché credo sia assolutamente doveroso compensare le popolazioni che subiscono la presenza delle attività inquinanti con questa piccola percentuale del 25 per cento delle maggiori entrate. Le attività che queste popolazioni possono svolgere sono meglio descritte nella norma e questa compensazione non inficia comunque il principio che "chi inquina paga"; la Regione deve sempre pretendere da chi ha prodotto l'inquinamento che proceda a sue spese alle bonifiche.

Non c'è stata la possibilità di approfondire il contenuto di questa proposta, tuttavia io trovo che se la Giunta regionale compensa i centri turistici accordando loro la metà delle imposte di soggiorno, a maggior ragione dovrebbe compensare le collettività che subiscono le attività industriali inquinanti. Quindi chiedo ai colleghi di valutare la possibilità che questa norma, che non dovrebbe avere un impatto devastante sulle finanze regionali, mentre avrebbe una grande importanza per le popolazioni interessate, possa trovare accoglimento.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Davoli. Ne ha facoltà.

DAVOLI (R.C.). Presidente, l'articolo 14 contiene indubbiamente delle disposizioni molto, molto importanti per la politica ambientale della nostra isola. Cito, per esempio, le risorse per la realizzazione dei parchi, delle riserve e dei monumenti naturali; le risorse per le bonifiche dei siti contaminati come il Sulcis-Iglesiente-Guspinese, e le aree minerarie dismesse. Lo stanziamento, 10 milioni di euro, previsto nel comma 6 "…per finanziare la realizzazione di impianti fotovoltaici finalizzati alla produzione di energia rinnovabile e di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici…", eccetera; ancora finanziamenti per il ripristino ambientale e la valorizzazione delle aree lagunari e delle zone umide; e tanti altri interventi. Indubbiamente un articolo costruito bene su particolari situazioni che viviamo in Sardegna, in linea sostanzialmente con il percorso ambientalmente corretto che la Regione Sardegna ha elaborato.

Però, ahimè, c'è un punto fondamentale, ripeto fondamentale, su cui vorrei fare qualche riflessione. Si tratta del comma 4 dell'articolo, in cui si parla di una centrale termica integrata. La centrale termica integrata prevede il famoso e tanto discusso inceneritore di Ottana, io uso il termine inceneritore. A mio parere non si riesce a capire come questa Giunta regionale abbia deliberato la costruzione di un megatermovalorizzatore a Ottana, che dovrebbe smaltire i rifiuti di circa la metà degli abitanti della Sardegna (parliamo di 800 mila persone), proprio nel momento in cui in molte parti del mondo stanno emergendo i limiti di questi impianti, sia sul piano economico che sul piano degli effetti sulla salute delle comunità interessate. La spesa prevista per la costruzione è di circa 160 milioni di euro.

E' ormai provato in sede scientifica (c'è in materia una letteratura molto varia e molto precisa) che l'attività di incenerimento dei rifiuti provoca le emissioni di micro e di nano particelle (PM10, PM2.5) che aumentano in maniera esponenziale il rischio di contrarre patologie gravi o letali come vari tipi di neoplasie. Noi sappiamo (anche su questo c'è una copiosa letteratura) che per lo smaltimento esistono metodologie alternative, come la raccolta differenziata, il riutilizzo, il riciclo, che hanno sicuramente un impatto meno devastante dell'incenerimento.

Tra l'altro ci sono anche dubbi e forti perplessità sulla produzione di 20 megawatt di energia, attraverso appunto il termovalorizzatore di Ottana; da uno studio effettuato da eminenti scienziati emerge infatti che occorrerebbero ben più delle 200 mila tonnellate previste nel piano di incenerimento dei rifiuti, facendo ovviamente i calcoli sul potere calorico dei rifiuti medesimi, per produrre 20 megawatt di energia. Ne vale la pena? Secondo noi no, nella maniera più assoluta. Non ne vale proprio la pena. Anche perché in questo modo, con questo meccanismo, con questa proposta si vuole puntare sull'incenerimento dei rifiuti sia per produrre energia, magari creando qualche posto di lavoro, sia per consolidare - questa, a mio parere, è la cosa più grave - la pratica dell'incenerimento come modello virtuoso, illudendosi ed illudendo di riuscire così in qualche modo a quadrare il cerchio.

Tutto questo in contrasto con i principi di una corretta politica di gestione dei rifiuti che individua la riduzione e il riutilizzo come fasi prioritarie, diminuendo, se non azzerando del tutto in prospettiva, il ricorso allo smaltimento in discarica e all'incenerimento; quest'ultimo, appunto, da ritenersi in qualche modo residuale.

Qualche giorno fa padre Alex Zanotelli, che non è un sovversivo comunista, in una trasmissione molto interessante, che forse voi tutti conoscete, parlando appunto di rifiuti, parlando di risorse e di energie alternative ha portato l'esempio straordinario, perlomeno a mio parere è straordinario e anche didattico da questo punto di vista, della città di San Francisco. Tutti la immaginano come una città caotica, con tanti problemi, di viabilità, di disagi sociali, eccetera, eccetera, però San Francisco ha un importante primato: questa città così grande, così immensa ricicla il 75 per cento dei rifiuti prodotti.

Un altro scienziato, chiamiamolo così, dell'architettura, il professor Renzo Piano - giusto per parlare di riutilizzo e di riciclaggio di materiale prodotto in un certo modo - descrivendo un suo progetto, la costruzione di un grattacielo in una città americana, sottolineava che per la costruzione sarebbe stato utilizzato tutto il materiale (rifiuti inerti, ferro e altri)recuperato dall'abbattimento di un edificio.

Questi sono esempi concreti per dimostrare che è possibile percorrere altre strade, per dimostrare che è possibile un riutilizzo produttivo dei rifiuti e che l'incenerimento, invece, bisogna metterlo da parte. Tra l'altro, l'Unione europea non più tardi di qualche mese fa ha stabilito una precisa gerarchia sulla gestione dei rifiuti dando priorità alla prevenzione, alla riduzione delle quantità, al riutilizzo, al riciclaggio, ad altre operazioni e allo smaltimento sicuro ed ecologico. L'incenerimento figura all'ultimo posto e va dimostrato, tra l'altro, che ad esso non vi sono alternative.

In questo periodo in Sardegna, non solo nel centro Sardegna, non solo a Ottana, a Nuoro o in qualche comune - è vero, qualcuno l'ha fatto anche strumentalmente - è in corso un importante dibattito su questo tema, non possiamo far finta che non esista. Anche ieri, durante un incontro nella sede della provincia tra il Presidente della Regione e il Presidente della provincia, si è ragionato a proposito, appunto, del piano strategico della provincia di Nuoro, sull'ipotesi del termovalorizzatore; sono state avanzate delle perplessità, dei dubbi, e alcune riflessioni hanno convinto moltissimi consiglieri che bisogna ragionare meglio, che bisogna cercare di non avere fretta nell' ipotizzare percorsi di questo tipo.

Quindi, il dibattito si è sviluppato e sta continuando ma certamente non è per merito della Regione, anche se la Regione nella risposta data al Gruppo di Rifondazione Comunista, ad un'interpellanza presentata circa un anno fa, aveva comunicato che si sarebbe attivata per individuare procedure atte a coinvolgere le popolazioni interessate dall'intervento, affinché le stesse potessero comprendere l'utilità e la necessità dell'opera in discussioen. Bene, tutto questo non è stato fatto.

PRESIDENTE. Onorevole Davoli, per cortesia, concluda.

DAVOLI (R.C.). Riprenderò l'argomento successivamente;al momento chiedo, anche alla luce del dibattito avvenuto in Aula, che questo comma 4 - poiché tratta di energia -venga spostato all'articolo 16.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Presidente, questo articolo 14 suscita numerosissime perplessità, come quella esposta dall'onorevole Davoli relativamente al contenuto del comma 4 nel quale si dà per scontato che "E' autorizzata nell'anno 2007, quale anticipazione, la spesa di euro 200 mila per la gestione della procedura del project financing finalizzata alla realizzazione di..."

Io sto leggendo sulla stampa del grande conflitto che si sta creando nel territorio della provincia di Nuoro relativamente alla realizzazione di questo impianto; io non ho particolari idee contro questo impianto, ho tuttavia un'idea, ma certamente se c'è un territorio che non gradisce un'opera di questo genere, supportato, mi pare, anche da autorevoli esponenti politici, io credo che prima di inserire questo progetto in una norma finanziaria, dandolo quasi per scontato, probabilmente bisognava rifletterci ulteriormente.

Ora, non so se ho già citato in questa sede il caso di un sindaco francese, forse l'ho già fatto, ma è bene ripeterlo, però come premessa dico che qualcuno pensa che noi abbiamo assolutamente necessità di un impianto di questo genere, poi dove lo si fa lo si fa, successivamente qualcun altro pensa che sia necessario non un impianto come questo, ma un altro tipo di impianto, la Giunta regionale dice che c'è necessità di smaltire 300 mila tonnellate di rifiuti e che l'ubicazione scelta è la piana di Ottana. Questa scelta è nell'interesse di una sola provincia? Io, immagino sia nell'interesse di una Regione o, comunque, di buona parte di essa.

Bene, tornando all'esempio del sindaco francese, quell'impianto doveva smaltire non 300 mila ma un milione di tonnellate di rifiuti all'anno, per cui era un impianto grande quattro volte quello di cui stiamo parlando. Un sindaco italiano andò a visitare il sito e chiese al suo collega francese come aveva potuto autorizzato la realizzazione di quell'impianto. Il sindaco italiano era contrario infatti alla realizzazione nel suo territorio di un impianto simile. A quella domanda il sindaco d'Oltralpe rispose: "Me lo ha chiesto la Francia". Giusto per capire come siamo diversi.

Con questo, onorevole Davoli, io non voglio dire che quell'impianto deve essere allocato a tutti i costi ad Ottana, assolutamente, probabilmente se io fossi stato al posto del sindaco forse non avrei risposto nello stesso modo, però avrei seguito comunque la popolazione, questo sì, la popolazione è contraria e, vivaddio, si va avanti così.

Sempre nell'articolo in discussione c'è un comma in particolare, il comma 7, che recita: "E' autorizzata la spesa di euro 15 milioni all'anno per la prosecuzione dell'azione di risanamento...". Vede, Presidente, l'assessore Morittu da consigliere regionale, di fronte a un fatto di questo genere, avrebbe inveito contro l'assessore Masala e contro i presidenti Pili e Floris assieme, e oggi adotta lui quel sistema che non condivideva! Assessore Morittu io sto parlando con lei!

MORITTU, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. E io sto sentendo!

DIANA (A.N.). No, lei non sta sentendo perché lei non ha un cervello sesquipedale, glielo assicuro!

PRESIDENTE. Onorevole Diana, prosegua.

DIANA (A.N.). Dicevo, Assessore, che nel comma 7 voi "autorizzate la spesa di 15 milioni di euro per la prosecuzione dell'azione di risanamento, salvaguardia e valorizzazione, ma io mi chiedo, la prosecuzione di che cosa? No, perché io sinceramente non mi sono accorto dei vostri programmi di risanamento ambientale. Qui si dice che si sta proseguendo, secondo me questo processo non è neanche iniziato e stiamo spendendo 15 milioni, o vorremmo spendere 15 milioni - che non riuscirete a spendere - per proseguire il risanamento, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio ecologico-ambientale della Sardegna.

Ci dobbiamo occupare anche di tenere pulite le strade dello Stato, anche questa è un'altra cosa che non va bene, se sono strade statali se ne faccia carico lo Stato, perché ce ne dobbiamo fare carico noi? Uno degli emendamenti che ho presentato è relativo all'istituzione dell'Ispettorato ripartimentale del Corpo forestale per la provincia del Medio Campidano. Come tutti sanno, l'unica provincia che non ha un Ispettorato ripartimentale delle foreste è proprio quella del Medio Campidano. Io credo che sia opportuno istituirlo; nell'emendamento io ho citato Villacidro non perché la città di Sanluri non abbia gli stessi meriti, ma certamente il patrimonio boschivo e forestale...

(Brusio in Aula)

Meritereste veramente un'opposizione come dico io, perché manco a Ferragosto si approva questa finanziaria di questo passo.

Assessore, un altro emendamento che ho presentato è relativo ad un contributo di 80.000 euro a favore della provincia di Oristano dove è presente l'unica Agenzia per l'energia sostenibile in Sardegna che ha ottenuto anche un riconoscimento dall'Unione Europea; poiché lei, quando si è recato a Bruxelles, se non sbaglio, l'ha citata come un fulgido esempio, io credo che questo sia il momento di far capire anche come si condividono queste iniziative.

Un altro comma che veramente ha dell'incredibile è il comma 11 con il quale si tenta di dare ulteriori competenze alle amministrazioni provinciali. Infatti la lettera d) del comma 11 recita: "Il comma 2 dell'articolo 51 è sostituito dal seguente: "2. Sono altresì attribuiti alle province i compiti e le funzioni riguardanti il rilascio delle autorizzazioni relative alle seguenti attività: a) immersione in mare da strutture ubicate nelle acque del mare o in ambiti ad esso contigui di materiali di escavo di fondali marini o salmastri, o di terreni litoranei emersi".

Ma pensate quali competenze stiamo trasferendo alle province, colleghi. Io mi chiedo, avendo amministrato una provincia (ma qui ci sono diversi colleghi che sono stati assessori in provincia, lo stesso collega Pirisi è stato presidente di provincia), io mi chiedo come si può inserire in finanziaria senza una dotazione di risorse queste competenze.

(Brusio in Aula)

Presidente, ma le sembra possibile che io debba continuare a parlare con questo guazzabuglio? Ma non è possibile, Presidente, lei è un incapace e lo sta dimostrando tutti i giorni, non è possibile una cosa di questo genere!

PRESIDENTE. Onorevole Diana, la smetta!

DIANA (A.N.). Non la smetto, non è possibile, Presidente, questo è un guazzabuglio!

PRESIDENTE. Sì, ho capito, mi riferisco alle affermazioni successive. Lei ha parlato tranquillamente e l'abbiamo ascoltata.

E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, sarò brevissimo, anche se l'andamento dei lavori non genera attenzione da parte dell'Aula, e dico che non deve e non può essere così. Si va avanti con una stanchezza non giustificabile, con una disattenzione non ammissibile, eppure stiamo discutendo della finanziaria regionale. Non so da cosa dipenda questo lassismo, non riesco a concepirlo perché gli altri anni, sì, si tardava, ma il tempo era completamente impegnato in un dibattito avvincente, passionale, giustamente un contraddittorio, ma tutto volto ad un unico obiettivo: approvare la finanziaria dando ognuno di noi il suo contributo per il bene della Sardegna. Quindi io credo che sia necessario cambiare atteggiamento per rispetto dei colleghi che intervengono, della Presidenza e di quanti di noi qua dentro fanno il proprio lavoro.

Sull'ambiente ci sarebbe tanto da dire perché oggi l'ambiente credo sia la materia che dà la sua impronta a tutti gli altri settori di una società moderna. Voglio solo fare alcuni richiami su questioni sulle quali la stessa Commissione ha messo i puntini sulle i.

All'Assessore dell'ambiente dico di essere sensibile al fatto che possa essere portata avanti, concretamente e rapidamente, una politica ambientale; e quindi stanziare le risorse finanziarie necessarie per procedere alla decontaminazione dall'amianto dei siti interessati, perché questa è una cosa importantissima che riguarda la salute dei cittadini. Vorrei sapere se è stata iniziata, in quali zone e con quale portata, la campagna contro gli insetti nocivi dei nostri boschi di quercia e di roverella, poiché interi territori stanno perdendo un importante patrimonio ambientale secolare.

Si sta assistendo in questo periodo ad una graduale pulizia delle strade regionali e provinciali, ma anche statali; questo è un fatto positivo, poiché si sta togliendo alla vista di chi ci visita gli sconci prodotti, nel novanta per cento dei casi, dalla nostra maleducazione Anche coloro che vengono in Sardegna molte volte hanno poco rispetto per il nostro ambiente, ma principalmente siamo noi, cittadini sardi, a non avere una cultura consolidata di rispetto dell'ambiente stesso.

Ma voglio richiamare l'attenzione anche sulle maestranze, chiamiamole così, e su tutti coloro che lavorano alle dipendenze della Regione, a tempo determinato e indeterminato con turni e orari ridotti, per salvaguardare il nostro ambiente, e questo nostro patrimonio indispensabile. Io ed altri colleghi abbiamo presentato un emendamento per la stabilizzazione di questo personale; una stabilizzazione non immediata, ma che la Giunta effettuerà attingendo da questo personale man mano che si verificheranno cessazioni dal rapporto di lavoro.

Io credo che questo sia un problema senz'altro molto importante dal punto di vista finanziario, molto impegnativo per la Giunta, ma è pur sempre un problema che deve essere affrontato. Per altro la Regione autonoma della Sardegna spende annualmente delle risorse per poter garantire i salari a questi operai, e si tratta nella stragrande maggioranza di operai salariati, e gli operai sono tutti uguali, che siano dipendenti a tempo determinato dell'Ente foreste così come di qualsiasi altro ente o istituzione regionale, hanno pari dignità e devono avere pari diritto alla certezza del loro lavoro e del loro futuro.

Non si vuole fare un intervento demagogico e di parte, perché credo sia un problema su cui la Giunta, almeno per quanto l'Assessore del personale ha riferito in Commissione, è abbastanza attenta; ma è necessario dare un segnale concreto a questi lavoratori ; l'emendamento peraltro invita, nel rispetto delle disponibilità finanziarie della Regione, a prevedere in legge l'autorizzazione all'Ente foreste, sempre all'interno dell'attuale dotazione organica e nell'ambito dei servizi che il medesimo fornisce al territorio, a redistribuire l'orario di lavoro a seguito di cessazioni, oppure abbandoni che si verificassero all'interno dell'organico stesso, a partire dal gennaio 2006 optando, nella scelta delle assunzioni, per lavoratori già dipendenti dell'Ente a orario ridotto o a carattere stagionale.

Se crediamo che l'ambiente sia la nostra più importante risorsa, e ci crediamo tutti, è necessario che esso sia tutelato e non solo in teoria, ma è necessario tutelarlo utilizzando le risorse umane che attualmente sono disponibili all'interno dell'Ente foreste e del Corpo forestale e non solo, e nel caso, un domani, utilizzandone anche altre. Certamente sono centinaia e centinaia di posti di lavoro, ma credo che sia doveroso e indispensabile affrontare concretamente il problema, non rimandarlo di anno in anno, affinché anche questi lavoratori, alle stregua di tanti altri verso i quali il Consiglio si sta dimostrando sensibile in questi giorni, possano avere una certezza sul loro futuro, una certezza di tranquillità economica per loro e le loro famiglie.

In conclusione richiamo ancora l'attenzione dell'Assessore sulla campagna anti-insetti necessaria per tutelare i nostri boschi; ma vorrei sapere anche quali iniziative (le ho già sollecitate in Commissione) intende prendere per liberare non solo le strade, ma anche le nostre campagne, da quell'indecoroso spettacolo rappresentato da lavatrici buttate, frigoriferi, carcasse di macchine e quant'altro.

Ritengo, Assessore, che anche in questo senso sia necessario utilizzare il Corpo forestale, e non solo, e far sì che vengano stanziate le risorse necessarie per ridare al nostro ambiente, che si dice sia incontaminato, ma in molti casi incontaminato non è, quell'aspetto originale, quell'aspetto salubre, quell'aspetto che aveva trenta, quarant'anni fa, e che tutti ci invidiavano non solo in Italia ma in tutto il mondo. Credo che questa sarebbe un'iniziativa encomiabile, come l'iniziativa che è stata presa per la pulizia dei lati stradali.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). L'articolo 14 è un articolo importante perché tratta delle disposizioni in materia ambientale; quindi, in una Regione come la nostra, che sta puntando per il proprio futuro soprattutto sulla valorizzazione dell'ambiente, è chiaro che riveste un'importanza particolare. Però, devo dire che, leggendo l'articolo 14, noi abbiamo notato una serie di contraddizioni, o comunque di situazioni che avrebbero bisogno di un chiarimento da parte dell'Assessore competente e della Giunta in generale. Effettivamente, Assessore, non si riesce a capire quale tipo di politica vuole portare avanti la Regione; non si capisce se vuole davvero valorizzare l'ambiente, o se invece la valorizzazione dell'ambiente sia un modo come un altro per fregiarsi di un titolo di merito che, di fatto, sta dimostrando di non meritare. Perché una cosa è parlare di ambiente, altra cosa è intervenire efficacemente per valorizzare l'ambiente della Sardegna.

Una Giunta regionale che vuole realizzare davvero una politica ambientale, non può destinare 4 milioni di euro (che sono veramente una nulla) per i parchi regionali della Sardegna. Non si capisce perché questa Giunta regionale, che ha sparso soldi da tutti le parti, quando è chiamata a fare interventi concreti per il sistema dei parchi in Sardegna, impegna somme veramente esigue e assolutamente ininfluenti.

Allora, Assessore, le voglio ricordare che la Giunta regionale ha approvato un progetto di istituzione di un parco regionale, il Parco di Tepilora, voluto dalle popolazioni; stranamente, però, questo progetto è depositato nei cassetti del Governo regionale, ancora non ha ricevuto attenzione da parte di quella Regione che invece ogni tanto propone progetti che invece non sono voluti dalle popolazioni.

E questa è la prima contraddizione, Assessore; voi dovreste seguire le indicazioni che provengono dalle popolazioni, invece vediamo che la Giunta regionale, di fatto, dimentica le richieste che provengono dal territorio e promuove interventi osteggiati, talvolta anche in modo forte, dalle popolazioni direttamente interessate. Non si può dire di voler fare una politica incentrata sulla valorizzazione dell'ambiente, quando poi le risorse che vengono destinate per la valorizzazione di questi parchi sono veramente minime.

C'è un altro aspetto, Assessore, che io volevo sottolineare anche se non è presente nel provvedimento in discussione, ed è la questione dei SIC e delle zone ZPS. Io circa sei mesi fa, le ho rivolto un'interrogazione, Assessore, chiedendole di esprimersi in modo chiaro sui vincoli che sono contenuti all'interno delle zone su citate. Io ho letto delle dichiarazioni da lei rese sulla stampa, anche una dichiarazione congiunta col Ministro, nelle quali tranquillizza le popolazioni interessate assicurando loro che all'interno di queste aree non sono previsti i vincoli della "394". Io devo dirle, Assessore, che ho molti dubbi su queste dichiarazioni, anche perché io credo che il provvedimento che prevedeva l'equiparazione dei Siti di Interesse Comunitario (SIC) e delle Zone di Protezione Speciale (ZPS) …

(Brusio in Aula)

PRESIDENTE. Onorevole Ladu, io faccio del mio meglio; capisco la stanchezza, capisco tutto, però se collaboriamo possiamo svolgere, meglio i nostri lavori.

LADU (Fortza Paris). Nonostante la stanchezza, credo che la gente abbia bisogno di conoscere esattamente il contenuto di alcune disposizioni, su materie in questo momento di grande attualità, e credo che questa sia un'occasione importante per fornire alcuni chiarimenti. Assessore, sui SIC è in atto una grande contestazione nei territori direttamente interessati. Io avevo chiesto, a suo tempo, assieme ai colleghi del mio Gruppo, di avere da parte della Regione delle precisazioni anche attraverso la presentazione di un disegno di legge chiarificatore.

La gente non è contro i SIC o le ZPS per partito preso, la gente vuole semplicemente capire l'esatta entità dei vincoli imposti su certe aree, vincoli che nonostante dichiarazioni e comunicati della Giunta regionale e dall'Assessore, non sono chiari. Moltissimi sindaci e amministratori comunali, prima di "imbarcarsi" sui piani di gestione, vogliono capire realmente che cosa stanno firmando. Mi pare infatti che in questo caso si voglia arrivare ad un'intesa Stato-Regione senza però chiarire prima la natura e il peso dei vincoli, a fronte soprattutto dell'enorme estensione dei territori destinati ad aree SIC e ZPS,mettendo gli amministratori comunali di fronte al fatto compiuto.

Io devo dire che non ho le idee molto chiare, ma soprattutto non le hanno gli amministratori e i sindaci che sono chiamati, in tempi anche brevi, a decidere che cosa fare. Devo dire che negli incontri che ho fatto in quest'ultimo periodo, c'è molta indeterminazione ma soprattutto da parte della Regione, a parer mio, non c'è stata ancora quella chiarezza che sarebbe stata assolutamente indispensabile su questi punti.

Io credo invece che sia opportuno che la Giunta regionale tenga conto soprattutto della volontà delle popolazioni, perché il fatto più strano e più grave, devo dire, è che la Giunta regionale si dimentica delle proposte che provengono dai comuni e continua a insistere sulla propria linea magari tentando di convincere amministratori e sindaci che comunque non vogliono accettare situazioni non chiare.

Pertanto, spero che stasera la Giunta fornisca i chiarimenti su uno dei punti, allo stato attuale più controversi dell'azione politica che stanno vivendo alcune comunità che sono interessate da questi siti, perché queste sono cose di grande importanza.

Un altro punto importante, al comma 4, è questo progetto sulla centrale termica di Ottana. Anche su questa scelta, Assessore, mi pare che sia stata espressa una volontà ostile, anche se mi risulta che ieri il Presidente ha "strappato" (bisogna capire anche i termini), al Presidente della provincia e ad alcuni sindaci l'impegno ad analizzare meglio la situazione. Intanto, noi stiamo ancora lavorando in direzione dell'attuazione di questa scelta, come se i comuni che si oppongono a questo progetto non contino nulla, soprattutto senza tenere nella giusta considerazione il principio della autodeterminazione dei comuni, che è previsto dal Titolo V della Costituzione: comunque la strada è già segnata.

Infine, e chiudo, anche sul problema della lotta agli insetti nocivi non c'è chiarezza, perché al comma 15 si dice che la lotta agli insetti nocivi è demandata all'Assessorato dell'agricoltura e poi invece, al comma 20, si dice diversamente. In ogni caso siamo, mi pare, in forte ritardo e io vorrei che ci fosse, anche su questo, un punto di sintesi per capire effettivamente di chi è questa competenza e se i tempi che noi dobbiamo utilizzare, per la lotta a questi insetti, sono congrui con l'attuale situazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Ne ha facoltà.

MORITTU, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Partiamo dall'ultimo punto che è stato toccato dall'onorevole Ladu: la lotta agli insetti. E' vero, si è proposto di trasferire la competenza all'Assessorato dell'agricoltura ma per l'aspetto relativo al comparto forestale. Mi preme, però, comunicare anche all'onorevole Ladu e al Consiglio, che per quanto riguarda la lotta alla Lymantria, un insetto molto pericoloso che attacca il sistema forestale e sughericolo della Sardegna, la Giunta regionale ha delegato le province, in particolare la Provincia di Nuoro, che è stata indicata come provincia capofila nella lotta a questo insetto.

La Facoltà di agraria dell'Università di Sassari, ha stimato che circa 45 mila ettari in Sardegna sarebbero stati attaccati dalla Lymantria. Attualmente, è in atto una campagna guidata dalla Provincia di Nuoro, per la cui realizzazione la Giunta regionale ha proposto un trasferimento di risorse pari a un milione e 200 mila euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. Parimenti, viene condotta anche una battaglia contro la Processionaria che attacca le pinete della Sardegna. Quindi, è già in atto un'azione tempestiva da parte della Provincia di Nuoro anche su delega delle altre province che, a loro volta, hanno ottenuto le risorse da parte della Giunta regionale.

L'onorevole Ladu ha posto inoltre degli interrogativi sul tema dei parchi, relativamente alle aree SIC e ZPS. Ricordo che le aree SIC, così come sostanzialmente oggi definite, furono individuate con due proposte dell'organo esecutivo. Una prima proposta del 1997, allora reggente dell'ambiente era l'onorevole Onida, attuale presidente della provincia di Oristano; una successiva proposta del 2002, da parte dell'Assessore dell'ambiente della giunta Pili, il dottor Pani.

Questa indicazione e perimetrazione delle aree SIC, peraltro fatta senza coinvolgimenti esterni, mi risulta sia stata proposta dalla Giunta regionale, nel 2002-2003, sulla base di uno studio scientifico condotto congiuntamente dall'Università di Sassari e da quella di Cagliari. Ci si chiede quali determinazioni l'attuale Giunta regionale ha assunto rispetto alle aree cosiddette SIC proposte in quegli anni. La Giunta regionale ha avanzato una serie di proposte finanziarie, per un ammontare pari a circa 16 milioni di euro, distribuiti attraverso la misura 1.5 (azioni 1.5 a, 1.5 b, 1.5 c) Rete ecologica regionale; i comuni hanno partecipato liberamente ai bandi per la redazione dei piani di gestione delle aree SIC e hanno avanzato delle proposte di valorizzazione di quei territori.

Ultimamente, è stata bandita l'ultima tranche di quella misura, l'azione 1.5 c, che prevede, per un importo pari a 5 milioni 800 mila euro complessivi, mi pare, finanziamenti a privati che propongano nelle zone SIC azioni di sviluppo compatibile naturalmente con quelle zone e, soprattutto, con i piani di gestione che stanno redigendo i comuni in totale autonomia e semplicemente coordinati dall'Assessorato regionale dell'ambiente. Alcuni di questi piani di gestione sono stati anche approvati; sto parlando di 93 aree SIC e di un avvio di studi di piani di gestione di circa una settantina di queste aree, quindi la stragrande maggioranza dei comuni della Sardegna si è messa in cammino per proporre e poi realizzare i piani di gestione delle aree SIC.

Poi, non nego che cammin facendo sono nate perplessità, problemi, ma, vivaddio, ci sono state discussioni alle quali io personalmente ho partecipato in diversi territori della Sardegna: da quelli dell'Ogliastra, a quelli del Gennargentu, a quelli della Gallura e così via; si è portata avanti - come dire - un'azione di maggiore informazione, un'azione comunque di confronto, nel corso della quale l'Assessore regionale dell'ambiente, per conto della Giunta, ha raccolto anche le indicazioni dei diversi territori proponendosi, evidentemente, di trovare le soluzioni più adeguate.

Analoga iniziativa abbiamo intrapreso per quanto riguarda le ZPS, cioè le Zone di Protezione Speciale. Naturalmente all'onorevole Ladu non sfugge che la Regione Sardegna, insieme allo Stato italiano, era soggetta a procedura di infrazione comunitaria; era già stata inflitta una condanna dalla Corte di giustizia e incombeva la condanna definitiva nei confronti dello stato italiano che, con una norma contenuta nella finanziaria nazionale, ha stabilito che l'infrazione non la paga l'Italia nel suo complesso, ma la pagano le Regioni inadempienti; e noi abbiamo già ricevuto diverse sollecitazioni da parte dei Ministeri competenti. Stiamo parlando di un onere pari a qualche milione di euro per la sanzione, più gli oneri dovuti per ciascun giorno di ritardo nell'adempimento della direttiva comunitaria;inoltre viene applicato il principio che se non si paga, vengono detratte le risorse dai trasferimenti futuri della Comunità economica europea.

L'azione della Giunta regionale si è basata su una preintesa definita al tavolo della Conferenza Regione-enti locali (quindi prima di andare in Giunta c'è stato un passaggio nella Conferenza),dico preintesa perché l'intesa definitiva la stipuleremo dopo che sottoporremo la bozza d'intesa in una conferenza di tutti i sindaci della Sardegna interessati. Ci confronteremo, diremo quali sono le regole minime da adottare nelle Zone a protezione speciale e raccoglieremo naturalmente anche le indicazioni che verranno fuori dal confronto che attueremo. Quindi, niente verrà nascosto a nessuno, la Giunta regionale si confronta con i comuni, ritiene che la gestione dei SIC e delle ZPS sia per la Sardegna una occasione di sviluppo, non il luogo delle regole e delle proibizioni ma il luogo delle opportunità per promuovere una stagione di sviluppo - come diceva l'onorevole Ladu - fondata su una gestione sostenibile del territorio, fondata sulla valorizzazione delle risorse; e le risorse sono anche le risorse forestali, le risorse ambientali, le risorse naturali, sono anche le specie di uccelli che nidificano in alcuni territori, perché sono risorse, sono delle qualità ambientali che altri territori d'Italia non hanno.

Concludo. La biodiversità, la conservazione della biodiversità, la valorizzazione della biodiversità è un valore in più di quei territori; quindi, i sindaci, i cittadini, i pastori, chi agisce nel territorio dovrebbe avere a cuore la valorizzazione e la tutela di queste specie animali e vegetali perché rappresentano un valore che è anche un valore economico oggi nel mondo. Forse la Sardegna ha il suo grande valore economico nell'ambiente, sta a noi naturalmente valorizzarlo e tutelarlo al meglio.

Mi riservo,onorevole Ladu, di affrontare nel merito le questioni da lei sollevate su Tepilora, e da altri consiglieri regionali su altri argomenti, alla prossima occasione di replica

PRESIDENTE. Colleghi, comunico che da domani e nei giorni seguenti (era già stato convenuto in Conferenza dei Capigruppo) sarà necessario protrarre l'orario oltre le ore 22.

Il Consiglio è riconvocato per domani, mercoledì 16 maggio, alle ore 10, mentre la Commissione bilancio si riunirà alle ore 13.

La seduta è tolta alle ore 22 e 01.


[B1]Manca presumibilmente questo AB