Seduta n.266 del 10/03/1998
CCLXVI SEDUTA
(POMERIDIANA)
Martedì 10 marzo 1998
Presidenza del Vicepresidente MILIA
indi
del Presidente SELIS
indi
del Vicepresidente ZUCCA
La seduta è aperta alle ore 16 e 07.
CONCAS, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 5 marzo 1998, che è approvato.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Piras. Ne ha facoltà.
PIRAS (Popolari). Signor Presidente, io le chiedo che faccia l'appello e che mandi l'elenco degli assenti ai quotidiani.
PRESIDENTE. Sono le 16 e 08 sospendo la seduta per trenta minuti. I lavori riprenderanno alle ore 16 e 38.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 08, viene ripresa alle ore 16 e 48.)
Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 1998)" (382)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Siamo arrivati all'articolo 23 e alla discussione degli emendamenti numero 87 e 121.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Sull'emendamento numero 121 chiedo la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 69 soppressivo parziale del terzo comma. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Se rimane l'emendamento numero 123, ritiro l'emendamento numero 159 .
PRESIDENTE. L'emendamento numero 159 è ritirato. Metto in votazione l'emendamento numero 123 sostitutivo parziale. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 121.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 38
Votanti 38
Maggioranza 20
Favorevoli 3
Contrari 34
Voti nulli 1
(Hanno preso parte alle votazione i consiglieri: BALIA - BERRIA - BUSONERA - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - GHIRRA - GIAGU - LA ROSA - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO.)
I presenti sono 38 quindi la votazione non è valida. I lavori riprenderanno tra un'ora per mancanza del numero legale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (Progr. S.F.D.). Vorrei solo sapere se l'onorevole Balletto, che ha chiesto il voto segreto, ha votato.
PRESIDENTE. Onorevole Balia, abbiamo considerato l'onorevole Pittalis di fianco all'onorevole Balletto Capogruppo che richiedeva il voto.
(Interruzioni)
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 58, viene ripresa alle ore 17 e 58.)
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà. Per dichiarazione di voto, onorevole Cugini?
CUGINI (Progr. Fed.). No, sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione, comunque, onorevole Cugini, prego.
CUGINI (Progr. Fed.). Sull'ordine dei lavori perché nel mio Gruppo c'è aperto un ragionamento su come votare, perché alcune considerazioni che sono state fatte nel dibattito, vorremmo riprenderle per dare delle risposte che ci permettano se è possibile di valorizzarle e allora chiedo una sospensione di una mezz'ora per trattare l'argomento.
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, siamo in fase di votazione, è stato chiesto il voto segreto, non possiamo. Siamo in fase di votazione, quindi si può parlare solo per dichiarazione di voto per astenersi. Stiamo votando l'emendamento numero 121.
Sul Regolamento
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà. Per dichiarazione di voto?
BALIA (Progr. S.F.D.). No, signor Presidente, c'è un problema che a mio avviso va chiarito e meglio specificato prima ancora di procedere alle votazioni. Signor Presidente, io mi rendo conto che talora l'eccesso di formalismo può apparire un'esasperazione; però, signor Presidente, già in altra occasione, quando i formalismi diventano poi la regola da tutti i banchi, a partire dai banchi dell'opposizione, io chiedo che le regole vengano rispettate integralmente. Uno degli articoli del Regolamento prevede, signor Presidente, per esempio che la richiesta di voto segreto debba essere presentata dal Capogruppo o da un certo numero di consiglieri con assoluta, non mi sto riferendo evidentemente, onorevole Bonesu, non mi sto riferendo a questa fase, mi lasci spiegare e poi comprenderà il motivo del mio intervento, ma mi sto riferendo ad una fase precedente e a ripetute fasi precedenti laddove il Capogruppo, pur presente in Aula, non chiede le modalità di votazione ma lascia che altri le possano richiedere, e vengono regolarmente concesse senza che il Capogruppo a riguardo possa esprimersi. Però, signor Presidente, in riferimento alla votazione che è intercorsa un'ora fa, prima della sospensione dei lavori e perché non vi siano errori di interpretazioni anche in futuro, noi siamo ovviamente rispettosi delle decisioni che la Presidenza ha assunto, però vorremmo richiamare... io vi prego, colleghi, di fare silenzio, non si può continuare ad andare avanti nel dibattito con questo brusio che viene da tutte le parti. Io la prego, signor Presidente, di considerare e interpretare in maniera compiuta l'ultimo comma dell'articolo 57. Nell'articolo 57 al punto 8 viene detto "Nelle votazioni, per la cui validità sia necessaria la constatazione del numero legale, i consiglieri presenti, i quali prima che si dia inizio alla votazione abbiano dichiarato di astenersi sono computati ai fini del numero legale, agli effetti del computo del numero legale i consiglieri presenti nell'Aula, i quali non partecipano ad una votazione sono considerati come astenuti". Allora, signor Presidente, nella precedente votazione si è detto che i votanti erano 38, e non ho dubbi, questo è certamente il risultato della votazione elettronica, però i Segretari presenti in Aula io credo che abbiano potuto di fatto verificare che oltre i 38 votanti erano altresì presenti l'onorevole Tunis, l'onorevole Lippi e l'onorevole Pittalis che non hanno votato. Trentotto più tre che di fatto in base all'ultimo comma dell'articolo 57 debbono essere considerati astenuti signor Presidente, fa quarantuno. Questo per significare che ovviamente si tratta di votazione avvenuta con interpretazione che la Presidenza ha dato, però d'ora in poi non vorremmo incorrere nello stesso errore, per cui evidentemente i consiglieri presenti, anche se non esprimono un voto, vengono di fatto considerati astenuti e debbono essere computati nel numero dei consiglieri votanti.
PRESIDENTE. Perfettamente d'accordo sulla interpretazione data dall'onorevole Balia sull'articolo 57, il problema non era stato inserito nel protocollo di interpretazione fatto dalla Presidenza nei giorni scorsi. In effetti anche nei giorni scorsi la votazione a sistema elettronico era stata interpretata secondo il risultato dato dalla macchina. Ci siamo accorti nella votazione precedente che l'onorevole Pittalis, al quale sul primo punto del suo intervento era stata attribuita la paternità della richiesta del voto segreto, come per prassi in quest'aula, ma da questo momento cambiamo la prassi e diciamo che lo può chiedere solamente il capogruppo o cinque consiglieri di un Gruppo, l'onorevole Pittalis era presente e gli uffici, non i segretari, mi avevano fatto notare che in ogni caso si arrivava a trentanove. Dei colleghi Tunis e Lippi sinceramente non è il Presidente che deve rendersi conto di chi è in aula perché una volta che è stato comunicato il risultato dei trentotto, come da tabellone elettronico, il Presidente ha tratto le conseguenze. Quindi d'ora in avanti l'interpretazione è quella letterale dell'articolo 57.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Presidente, rinuncio all'intervento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS (F.I.). Non c'è dubbio che l'interpretazione del Regolamento portata dal capogruppo di Federazione Democratica sul comma otto sia attinente, nulla quaestio sulle argomentazioni. Voglio solamente far notare al Presidente, se ha la bontà di seguirmi un attimo, che allo stesso articolo 57, comma secondo, c'è scritto "la Presidenza non è tenuta a verificare se il Consiglio sia oppure no in numero legale per deliberare, se non quando ciò sia richiesto da cinque consiglieri e quando il Consiglio stia per procedere a qualche votazione". Cioè lei non è tenuto a verificarlo in precedenza. Per quello dico che il comma otto dell'articolo 57 è valido, però la Presidenza non è tenuta a verificare il numero legale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, credo che fossimo in fase di votazione e che gli interventi siano stati meramente dilatori, perché la votazione segreta in questo caso era chiesta da me in qualità di capogruppo e quindi non c'era alcun motivo di dubitare della legittimità della richiesta. Quanto al fatto dei presenti nelle votazioni elettroniche, o ci si attiene al dato che dà la procedura elettronica ovviamente integrato perché chi richiede il voto segreto va comunque computato, altrimenti non capisco quale criterio. Perché ieri per esempio è stata data per buona una votazione in cui il consigliere Balletto non era sicuramente in aula, semplicemente perché risultava presente dalla procedura elettronica. O ci atteniamo al criterio della procedura elettronica se no diventa tutto discutibile.
PRESIDENTE. Per evitare altre discussioni interpretative, poi darò la parola visto che siamo in sede di voto, ma per questa volta visto che ci sono questi problemi interpretativi. Io direi che è considerato in aula chi fino al momento della chiusura della votazione è in aula, chi invece è in aula all'apertura della votazione, ma è già fuori quando il Presidente di turno dirà che è chiusa la votazione, verrà considerato fuori dall'aula. Questo per maggiore chiarezza. Se ha votato chiaramente ha votato. Ha domandato di parlare il consigliere Pirastu. Ne ha facoltà.
PIRASTU (F.I.). Presidente, io volevo soltanto ricollegarmi alla osservazione che faceva il collega Balia sulla presenza di tre consiglieri che sarebbero dovuti essere computati ai fini del quorum costitutivo. E' stato detto più volte in questi giorni, in modo anche monotono, che l'astensione presuppone come il voto favorevole o contrario una manifestazione di volontà. La presenza all'interno dell'aula, una volta che ci si rifà al computo delle presenze a livello elettronico, non ha nessun rilievo in quanto l'articolo 57 nel comma otto, al quale si richiamava il collega Balia, parla di dichiarazione di astensione. Quindi la dichiarazione di astensione che sia fatta verbalmente in sede di dichiarazione di voto o che sia fatta attraverso il sistema elettronico presuppone una manifestazione di volontà, altrimenti la presenza fisica in aula è totalmente irrilevante nel momento in cui ci ricolleghiamo al computo elettronico dei presenti e dei votanti. Quindi mi sembra veramente una perdita di tempo dire "c'era quello" "non c'era quell'altro" "è entrato in quel momento". Quindi chiederei alla presidenza di avere conferma di questa che non è una mia interpretazione ma è un dato oggettivo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Presidente, lei sa quanto io sia rispettoso della Presidenza del Consiglio in ogni circostanza, in ogni momento, per il passato, per il presente e per il futuro. Conosco lei e so quanto è rispettoso e applica il Regolamento con imparzialità, però in questa circostanza penso di dover avere motivo per lamentarmi con il dovuto modo, e con il dovuto garbo ovviamente, per il fatto che ella durante le operazioni di voto, e tali erano perché l'aula si è ricomposta a seguito di precedente sospensione in occasione di una votazione a scrutinio segreto per la quale la presidenza aveva rilevato che non era presente il numero legale; quindi essendo in operazioni di voto qualsiasi intervento anche sull'ordine dei lavori, per Regolamento era precluso. Ciò detto, non voglio certamente insistere sulla questione, ma serve solo ed esclusivamente per far rilevare che sono le 18 e 15, la sospensione antimeridiana prevedeva la ripresa dei lavori per le ore 16; sta di fatto che alle 16 e 15 una prima volta non si è potuto lavorare per la mancanza del numero legale che la maggioranza non ha garantito. Una prima sospensione si è avuta perché il Presidente ha dichiarato aperta la seduta e ha dovuto rinviare perché in aula c'erano diciotto consiglieri della maggioranza e ha rinviato di mezz'ora. Alla prima votazione si è verificata la mancanza di numero legale e si è dovuto rinviare di un'altra ora, con l'espediente, ed ecco quando taluni parlano di metodi di un certo tipo e non voglio ripetere la parola, perché non voglio evidentemente suscitare reazioni di nessun genere, però quando si usano certi metodi evidentemente si stanno mettendo in essere atteggiamenti ed espedienti dilatori. Chi è che sta ritardando i lavori di questo Consiglio per l'approvazione della finanziaria? Una opposizione che vuole controllare una manovra finanziaria fatta male, sbagliata in tutte le parti, o una maggioranza che vuole difendere il suo lavoro molto modesto e molto indirizzato a tutelare interessi di un certo tipo? Lo si dica chiaramente chi sta perdendo tempo, le due ore e un quarto di questo pomeriggio, e sicuramente saranno di più perché nel momento in cui il Presidente ha consentito di intervenire sull'ordine dei lavori, probabilmente adesso si iscriveranno tutti i componenti del Polo e alle 21 forse staremo ancora aspettando di iniziare i lavori dell'aula. Poi diciamo chi è il responsabile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Fois. Ne ha facoltà.
FOIS PAOLO (Progr. Fed.). Solo per far notare che su questa vexata quaestio della verifica del numero legale, il Regolamento è chiarissimo. Dice l'articolo 57 quarto comma: "per verificare se il Consiglio è in numero legale il Presidente ordina l'appello" ; nessuna eccezione è prevista nel caso di voto con procedimento elettronico. Quindi questa è l'unica norma applicabile. Questo significa che quando ci fossero delle contestazioni sull'esistenza o meno del numero legale, ed è scontato che non ci sono state in quest'ultima votazione, e quindi c'è stato il rinvio correttamente, non si può basarsi sulle risultanze del tabulato elettronico, ma bisogna che il Presidente, su richiesta naturalmente di qualcuno, proceda all'appello, perché questa è l'unica norma contenuta nel Regolamento. Si vedrà chi c'è presente e chi risponde all'appello, però l'unico modo corretto è di ricorrere a questa formula e non di leggere il tabulato che, anche per le considerazioni sviluppate da me ieri, non può essere diffuso e comunicato in aula, secondo la prassi che purtroppo si stava consolidando.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Locci. Ne ha facoltà.
LOCCI (A.N.). Mi ha preceduto di un attimo l'onorevole professor Fois. Nel senso che io ritengo che il vero problema sia quello di stabilire innanzitutto chi ha la responsabilità di garantire il numero legale in aula; questo è il problema principale. La maggioranza non può pretendere di usare escamotage regolamentari perché il numero legale venga garantito dalla minoranza. Aggiungo, professor Fois, che leggendo proprio l'articolo 57, avevo individuato, nel quarto comma, uno strumento di ostruzionismo, nel senso che poiché l'articolo 57 non dice, per esempio, quante volte si può richiedere il numero legale, significa che possiamo richiedere il numero legale ogni qualvolta lo riteniamo opportuno e che, davanti a questa richiesta, deve ordinarsi l'appello. Quindi lei mi ha anticipato, abbiamo trovato uno stesso strumento per attuare forse obiettivi diversi. Allora il problema è che non è nostra intenzione usare il Regolamento in maniera distorta, a meno che la maggioranza non voglia usare il regolamento come un atto di forza nei confronti della minoranza. Allora chiariamo che la maggioranza ha il dovere di stare in aula per garantire il numero legale e deve anche sopportare se talvolta la minoranza chiede la verifica del numero legale, perché se questo non viene sopportato, quello strumento potrebbe sì diventare strumento di ostruzionismo vero.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Granara Ne ha facoltà.
GRANARA (F.I.). Signor Presidente, l'articolo 57 a cui l'onorevole Fois faceva riferimento, va letto, secondo me, interpretando che tale Regolamento interno è stato approvato nella seduta antimeridiana del 22 luglio 1988 con le modifiche approvate nella seduta del 23 febbraio del 1993. Nel '93 non si votava ancora col sistema elettronico, per cui il riferimento non va fatto sicuramente sul sistema elettronico.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 121.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 67
votanti 67
maggioranza 34
favorevoli 27
contraria 40
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BONESU - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, mi pare che il collega Cugini avesse chiesto mezz'ora di sospensione.
(Interruzioni)
Allora parlo sull'ordine dei lavori. Io ritengo di non dover dare lezioni a nessuno di correttezza parlamentare, però io ho sentito dal collega Cugini richiedere alla Presidenza mezz'ora di sospensione. Allora voglio capire, perché io penso, e con questo voglio dare anche un contributo per la speditezza de lavori...
Presidente, io sulla richiesta chiedo che si pronunci la Presidenza, non c'è nessuna opposizione da parte di questo...
PRESIDENTE. La richiesta dell'onorevole Cugini era stata respinta perché eravamo in fase di votazione, poi il Presidente ha deciso, per questioni interpretative che erano sorte dopo la votazione precedente, prima della sospensione, di rispondere all'onorevole Balia che era intervenuto sull'ordine dei lavori e poi si è sviluppata la discussione sull'ordine dei lavori. Ma la sospensione che era stata chiesta dall'onorevole Cugini era stata respinta da questo Presidente.
Metto in votazione l'emendamento numero 87. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 11. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 23.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'articolo 23.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'articolo 23.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 70
Votanti 70
Maggioranza 36
Favorevoli 40
Contrari 30
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Solo per segnalare un refuso al quale si può porre rimedio in sede di coordinamento tecnico. Al secondo comma dell'articolo 23, terz'ultima riga, dove si dice all'articolo 5 della legge regionale 20 giugno 1989, numero 44, è da intendersi articolo 3.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Durante l'illustrazione dell'emendamento soppressivo e anche durante la discussione io sulla questione ho fatto un punto preciso, ma veramente preciso, perché ho detto che la Giunta avrebbe dovuto specificare se si trattava di uno stanziamento che era finalizzato a concedere un'anticipazione di un miliardo e mezzo a favore di quei soggetti che avevano beneficiato di determinate normative agevolative di natura statale, oppure se si trattava di un consolidamento dei debiti per le imprese che si trovavano in difficoltà. Nella replica dell'Assessore non c'è stata nessuna specificazione, e l'articolo è stato approvato nell'attuale stesura, quindi si tratta l'articolo 5 per quello che ne è, e non è esattamente il contrario. Diversamente si ricomincia la discussione eventualmente e la votazione, perché le modifiche si fanno prima.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io e il collega Balletto ci accaloriamo quando si tratta di grandi battaglie, ma su queste cose non mi sembra il caso, per un motivo molto semplice, onorevole Balletto, perché il capitolo 09045/08 è inequivocabilmente riferito dal punto di vista normativo all'articolo 3, quindi non c'è da sbagliare. Non ci sono risposte politiche da dare, è solo una questione tecnica e si tratta di un materiale refuso, nient'altro, altrimenti avrei fatto la replica in sede di dibattito.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Io insisto che si pronunci la Presidenza sulla questione perché è anche inequivocabilmente vero che il comma 2 della disposizione indica esattamente l'articolo 5 e non l'articolo 3 e ½ o l'articolo 4 o 4 e ½ o 1 o 1 e ½.
Io ho posto la questione specifica, la replica dell'Assessore doveva intervenire prima e doveva prima indicare a che cosa si trattava e a che cosa si riferiva e se mi dà anche qualche istante controlliamo anche il capitolo.
PRESIDENTE. Onorevole Balletto, le anticipo che mi riserverò la decisione, per adesso rimane così come approvato, poi verificheremo.
Si dia lettura dell'articolo 23 bis.
CONCAS, Segretaria:
Art. 23 bis
Contributo al Consorzio 21
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare, per l'anno 1998, un contributo di lire 3.000.000.000 a favore del Consorzio 21 per la prestazione di servizi reali alle imprese (cap. 03069).
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti aggiuntivi numero 12, 88, 94 e 96. L'emendamento numero 5 (?) è stato ritirato. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Poiché tutti gli emendamenti sono aggiuntivi procediamo alla discussione dell'articolo 23 bis.
Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Usai. Ne ha facoltà.
USAI EDOARDO (A.N.). Signor Presidente, colleghi, è ancora una volta alla ribalta qua in Consiglio, in occasione della finanziaria, questo famoso Consorzio 21. Il Consorzio 21 le cui finalità anche a valutare e vedere l'atto costitutivo dello stesso Consorzio 21 erano di alto profilo e nobili. Allora, 4 miliardi, se io non ricordo male, nella finanziaria dell'anno scorso, 3 miliardi nella finanziaria di quest'anno; ma io mi interrogo: il Consorzio 21 assieme a tutta una serie di altre strutture che esistono e che prendono denari, e molti denari, dalla Regione, mi riferisco al CSR4, che funzione ha, che ruolo riveste, quale sviluppo ha portato in Sardegna, quale soccorso ha dato alla piccola e media impresa, quale beneficio ha dato all'occupazione, a che cosa, in buona sostanza, è servito? E' vero che ci avete abituato ad erogare danari pubblici per cose che spessissimo non servivano a niente, è vero anche però che perseverare nell'erogazione dei danari pubblici per cose che non servono a niente, ritengo sia immorale dal punto di vista politico, come minimo. Allora, l' Amministrazione eroga ulteriori 3 miliardi al Consorzio 21 per i servizi alle imprese, per studi che non si capisce bene a che cosa siano finalizzati, per tutta una serie, diciamo le cose con il loro nome e cognome, di stipendi e prebende, macchine di servizio, segreterie e posti di sottopotere a persone che molto spesso niente hanno a che fare con i servizi da dare alle piccole e medie imprese. Leggevo con curiosità "Liberazione" l'altro giorno, su "Liberazione" ho letto che, dal 13 al 16 marzo, le donne cubane, assieme ("Liberazione" dell'8 marzo 1998) le donne cubane celebreranno la loro non liberazione, pronunceranno una dura condanna contro il sistema liberistico ormai esistente, il neo liberismo dilagante esistente nel mondo con delegazioni, 1500 delegate, provenienti da tutti quanti i paesi. Io purtroppo, siccome sono distratto, non ho portato il testo dell'articolo, ma credetemi l'incipit di quest'articolo mi ricorda molto colui il quale parlava, e mi perdonerà, delle demoplutocrazie giudaico massoniche, l'incipit dell'articolo era questo. E mi dirà lei, Presidente, Usai attieniti al tema perché stai uscendo fuori dal tema. E invece no. Perché abbiamo contestualmente appreso, assieme alla lettura del quotidiano "Liberazione" su questo convegno epocale che un Assessore, che io non ho visto in questi giorni tra i banchi, è andato, assieme ad una delegazione del Consorzio 21, sapete dove? A Cuba. E' andato a Cuba non so se per celebrare assieme alle donne antiliberiste e anticapitaliste quest'evento che avverrà tra il 13 e il 16 di marzo, non so neppure se è andato l'Assessore che io continuo a non vedere tra i banchi della Giunta assieme alla delegazione del Consorzio 21, che prende 3 miliardi dalla Regione per la prestazione di servizi reali alle imprese, perché questa è la finalità, assieme a questa delegazione in un posto, in un luogo, in uno Stato, in un'isola che notoriamente, non lo dico io, per carità, lo riconoscono loro, notoriamente è liberista, notoriamente ha una tecnologia avanzatissima, notoriamente di servizi reali alle imprese se ne parla di mattina, a pranzo, di sera e di notte, ho anche un'informazione riservata che forse il collega Montis non sa, che il presidente Castro nel corso del suo ultimo intervento che è durato sette ore e mezzo (altro che ostruzionismo! Ribelle!), che è durato sette ore e mezzo ha parlato per un'ora e mezzo dei servizi reali alle imprese.
Allora, riportiamo le cose al loro senso. Ho appreso anche che una delegazione del Consorzio 21 è stata, prima di andare a Cuba, in un altro paese ad altissima tecnologia, dove di prestazioni di servizi reali alle imprese se ne parla sempre, continuamente, l'Egitto. Allora questi denari pubblici che vengono munti ogni giorno da società, da associazioni, da consorzi che, guarda caso, sono quasi sempre, quasi sempre, vorrei dire sempre, la pista di atterraggio di coloro i quali sono stati spessissimo puniti dagli elettori, che non hanno altra sistemazione, che talvolta non hanno una professione e non hanno un mestiere, che se non riescono ad ottenere la macchina di servizio o il gettone o l'indennità si sentono dei poveri disgraziati, ecco, questi enti, il proliferare di questi enti, il continuare a tenere in vita questi enti è uno sconcio, è una vergogna per una Regione che vuole andare nel senso dello sviluppo, quello vero, sì, non quel viaggio a Cuba e in Egitto, che vuole andare nel senso della piena occupazione, che vuole andare nel senso di un'economia finalmente libera dai lacciuoli della Regione, che vuole comandare su tutto, di un'economia di una Regione che continua ad essere dirigistica, di una Regione che non trova altro che regalare 35 miliardi, tornando all'articolo 20 e forse sarà il caso di ritornarci anche cari colleghi nel corso dei nostri interventi, perché è vero che cosa fatta capo ha, però ci può venire anche qualche altra opinione, qualche altra idea, qualche altro suggerimento che possa anche indurre la Giunta non dico a desistere, ma a maturare un'opinione diversa.
Presidenza del Presidente Selis
(Segue USAI EDOARDO.) Quindi una Regione che regala 35 miliardi alle cooperative, una Regione che regala 3 miliardi al Consorzio 21, chiederemo conti, e questo lo dico all'Aula, al Consorzio 21 di come vengono spesi i soldi, bene, non di bilanci che ci vengono inviati, chiederemo esattamente i conti al Consorzio 21 e anche al CSR4 per vedere effettivamente questi benedetti danari pubblici come vengono spesi. Se, oltre i viaggi a Cuba e in Egitto, ci sono anche attività istituzionali che siano di pregio e che meritino di essere definite come tali. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Signor Presidente, in questa fase un po' particolare della legislatura che tra un anno si conclude, noi ci ritroviamo a discutere dello strumento che questa Giunta regionale, già quattro anni fa in una delle sue prime fotocopie, disse che doveva essere uno strumento finalmente privo di rivoli, di sprechi, di prebende, di regalie a quella miriade di enti, di consorzi, di consorzi fusi, meno fusi, alcuni rimessi a posto per rottamarli per ottenere poi un sussidio. Questa Giunta si è ritrovata ancora una volta invece a dover iniziare in anticipo la sua campagna elettorale, facendo quello che d'altronde si è sempre fatto e che prima si faceva forse anche per nobili questioni, o comunque forse una campana per la parrocchia di Tortolì era più utile che dare ottocento milioni, come recita un emendamento che poi dovremo esaminare, a un organismo come il BIC che dovrebbe promuovere reali servizi, meno male che è stato aggiunto l'aggettivo reali perché altrimenti se andavamo a vedere i servizi ce n'erano veramente pochi. E meno male che ottocento milioni forse li potranno utilizzare come li ha utilizzati, amico Edoardo forse non lo sai, il consorzio per l'incremento ippico. Hanno comprato uno stallone dall'Inghilterra, ottocento milioni, ma il problema è che l'hanno comprato malato e ha infettato tutte le cavalle della Sardegna. Non solo, ma in una sua fedifraga uscita ha infettato anche la cavalla del presidente dell'ente. Quindi al danno si è aggiunta anche la beffa. Però l'America ha perdonato Clinton, figuriamoci se noi non possiamo perdonare lo stallone! Quindi se noi vogliamo continuare a prenderci in giro dicendo che questi soldi vengono spesi per procurare posti di lavoro, così come era scritto nel programma della Giunta; se noi vogliamo veramente credere che questi soldi che, voi dite, l'opposizione sta bloccando causando un danno incalcolabile nei confronti della popolazione sarda dovreste cominciare, come giustamente dice l'onorevole Randaccio, a controllarvi meglio i vostri cavalli, ma non solo quelli che comprate, che sono equini, ma anche quelli che avete al pascolo negli enti e nei vostri posti di sottogoverno. Perché la realtà è che ancora una volta abbiamo utilizzato questo strumento a fini poco nobili e sicuramente non accettabili per poter dare dei segnali seri a una nuova ripresa economica della Sardegna. Quindi io sono voluto intervenire, nel corso di questo dibattito per la prima volta, per palesare tutto il mio disappunto per questa operazione, per questo ennesimo mantenimento di quelle strutture che lei Presidente Palomba aveva detto che sarebbero state riviste per evitare ulteriori sprechi di denari della Regione. Queste strutture sono ancora in piedi e vengono ancora alimentate dai denari dei contribuenti, dai denari dei sardi, che non solo vedono i loro soldi spesi male ma, se vogliamo usare l'esempio che ho citato prima, vengono usati per infettare il nostro territorio. Allora siccome il nostro territorio è un'isola, solo se si è veramente perfidi si possono introdurre in maniera così capziosa soluzioni di ulteriore disagio come quelle che siete riusciti a fare. Io non credo che ci siano altri modi per sperperare i nostri denari, i denari dei sardi che andrebbero utilizzati in maniera seria per dare risposte concrete, per dare posti di lavoro, per dare rinascita a questa isola disgraziata.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Viste le lucide analisi che hanno fatto i colleghi Usai e Marracini potrei esimermi dall'entrare nel merito, anche perché il mio pensiero sul Consorzio 21è noto per essermi pronunciato diverse volte in passato in occasione dell'esame delle finanziarie di turno. E proprio in riferimento alle finanziarie di turno mi capita sotto gli occhi la finanziaria dello scorso anno, approvata l'8 marzo 97, numero 8, dove all'articolo 19 reca "Consorzio 21. L'amministrazione regionale è autorizzata a integrare annualmente il fondo consortile. La relativa spesa è valutata in annue un miliardo". Quest'anno eccezionalmente il contributo passa a tre miliardi. Noi purtroppo non abbiamo la possibilità di verificare quale sia stata, quale è e quale in prospettiva sarà l'utilità e la produttività del Consorzio 21, però è anche vero che una amministrazione responsabile tra i primi compiti avrebbe quello di monitare l'effetto della spesa. Perché solamente in un momento successivo e quindi a consuntivo è possibile determinare quale sia stata l'utilità di un intervento finanziario sancito da una o più leggi. In assenza di monitoraggio e quindi senza poter valutare quelli che sono gli effetti della spesa in termini di utilità e produttività si amministra al buio, si va avanti alla cieca, all'insegna della precarietà più assoluta e più totale. Queste discussioni, signori della Giunta e della maggioranza, le abbiamo fatte anche l'anno scorso, le abbiamo fatte due anni fa, le abbiamo fatte sempre e probabilmente le rifaremo anche nella finanziaria del prossimo esercizio. E sono sicuro che anche quanti di noi avranno la possibilità, la fortuna o la disavventura, a seconda dei punti di vista, di essere presenti anche nella prossima legislatura, si dovranno ancora imbattere sulla stessa questione. Allora come si può, alla cieca, dare un contributo che prevede un incremento di due miliardi senza che nessuno ci abbia detto quali sono le ragioni e i motivi che giustificano un incremento di contribuzione di tale entità senza che esista, appunto, quel monitoraggio della spesa relativo all'utilità che gli stanziamenti possono aver creato nel tempo. E' vero, si dice che è anche un consorzio che fa ricerca, benissimo, ma quante decine e decine di miliardi sono stati dati ai consorzi di ricerca, non ultimo anche il CRS4? Io ricordo che circa due anni e mezzo fa presentai promotore di una mozione sul CRS4, naturalmente una mozione che nasceva da una certa denuncia che era apparsa sulla stampa, si concluse con il ritiro di quella mozione perché il presidente Palomba affermò davanti a quest'aula, che avrebbe fatto le indagini del caso, le indagini che le denunce dettagliate e motivate erano indicate in quella mozione, suggerivano. Non si arrivò al voto della mozione proprio perché ci furono delle assicurazioni. Sono passati più di due anni, tutto tace e tutto e silenzio, il Presidente non ha dato risposta, il CRS4 vige, continua ad essere, farà anche bene probabilmente, però è un mistero, è tabù, in quest'aula non arriva nulla. Ecco perché di fronte a una operazione di questo genere, che viene volutamente fatta passare in una atmosfera di silenzio, ma evidentemente tale sarebbe stato se ci fosse da parte delle opposizioni quell'appiattimento che alle maggioranze ha suscitato tanto scalpore perché, a distanza di soli 7 giorni rispetto all'anno scorso, dove impiegammo la bellezza di 17 giorni per approvare la finanziaria, ancora la finanziaria stessa e la manovra di bilancio non è stata approvata.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS (F.I.). Il mio intervento è a supporto di quello appena svolto dal collega Balletto, il quale probabilmente, erroneamente, ha detto che viene incrementato il fondo al Consorzio 21 di 2 miliardi. Forse non aveva letto bene perché la cifra dell'anno scorso, destinata al Consorzio 21, non era solo riferita all'anno scorso, ma l'amministrazione regionale, leggo dall'articolo 19, comma 2° della finanziaria dello scorso anno, l'amministrazione regionale è autorizzata ad integrare a annualmente il fondo consortile del Consorzio 21, ente economico regionale, istituito ai sensi della legge regionale 23 agosto 1985, numero 21, la relativa spesa valutata annualmente in lire 1 miliardo. Cioè questa spesa di un miliardo rimane invariata. Si aggiungono quest'anno 3 miliardi, per cui non è 2 miliardi in più, sono 3 miliardi in più per il Consorzio 21 anche se con destinazione differente. Per quanto riguarda, ricordo benissimo la discussione fatta l'anno scorso sulla finanziaria, sulla manovra di assestamento, riconoscendo che il Consorzio 21 è un ente economico regionale, noi avevamo sostenuto che la Regione dovrebbe avvalersi del Consorzio 21 per i propri programmi e finanziare il Consorzio 21 in base all'assegnazione degli stessi programmi che la Regione avrebbe dovuto sviluppare, e cioè il lavoro che il Consorzio 21 avrebbe dovuto fare per la Regione. Di fatto pare che la Regione si avvalga sempre di consulenti esterni o di altri enti, e veramente molto poco, del Consorzio 21. Questo determina il fatto, e quest'anno lo abbiamo ancora una volta qui davanti, che per la sopravvivenza del Consorzio 21 la Regione deve sempre ricorrere a dei finanziamenti aggiuntivi e straordinari. Sarebbe opportuno, invece, che riconoscendolo come ente di ricerca, come ente strumentale della Regione, come ente economico della Regione, i vari assessorati ricorressero al Consorzio 21 per studi e programmi, in modo tale che non ci sarebbe mai più nessun bisogno di aggiungere dei finanziamenti per le stesse finalità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Progr. Fed.). Io prima mi sono premesso di verificare quanti erano gli iscritti a parlare, anzi quanti si sono iscritti durante il primo intervento, e c'era solo il collega Marracini.
PRESIDENTE. Abbiamo chiarito ieri che le iscrizioni durante il primo intervento sono una norma da rispettare con rigore nel dibattito generale. Sono una linea di invito, di principio, una linea organizzativa nel corso del dibattito sugli articoli. Per questo, voglio dire, senza farne una cosa estremamente rigida, chiedevo chi sono i colleghi che devo intervenire in modo tale da …
Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS (F.I.). La ringrazio per la specificazione che ha addotto adesso Presidente, noi ci atterremo comunque alle sue linee e alle sue guide nel condurre l'Assemblea. Giustamente l'onorevole Cugini è intervenuto per farle notare un aspetto che lei poi è arbitro nel giudicare se positivamente o negativamente. Voglio solamente ricordare che alla fine dell'intervento precedente dell'assessore Scano, diremo fuori tempo massimo in quanto intervenuti dopo la votazione dell'articolo 23, ero proprio vicino agli uffici per constatare alcune questioni di carattere proprio sostanziale su quella che è la modifica presentata dall'onorevole Scano, e pertanto mi sembra difficile che lei potesse vedere la mia mano sollevata essendo dietro la sua persona. La richiesta di parlare era stata fatta; pensavo che qualcuno degli uffici gliela avesse riferita, ma evidentemente, in una posizione realmente difficile geograficamente dall'esser potuto preso in considerazione, mi ero prenotato in tempo utile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Parlo sull'ordine dei lavori perché l'onorevole Cugini me ne dà spunto. L'onorevole Cugini dovrebbe stare un po' più attento a quello che succede in aula, da Capogruppo di un partito che evidentemente è anche numericamente il più cospicuo in quest'aula, perché se fosse stato attento avrebbe potuto notare, per quanto mi riguarda, che l'iscrizione che il sottoscritto ha fatto e che ella ha puntualmente annotato, è avvenuta nel corso dell'intervento dell'onorevole Usai e quindi perfettamente legittimo e in corrispondenza delle ultime indicazioni che la Presidenza ha impartito. Quindi concludo dicendo che se ci fosse più attenzione anche da parte degli ambienti della maggioranza, probabilmente molte perdite di tempo non ci sarebbero in quest'aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Signor Presidente, non mi meraviglia molto l'intervento dell'onorevole Cugini, perché ormai sono all'ordine del giorno i suoi interventi. Va bene che è il Capogruppo dei partiti di maggioranza, ma è pur sempre una minoranza in quest'aula. Ma cosa sta controllando anche la Presidenza adesso? Io ritengo che il compito di dare la parola spetti al Presidente, e se il Presidente dà la parola evidentemente la dà perché chi l'ha richiesta ne aveva diritto. Non esageriamo, perché non è che noi non siamo in grado di valutare quello che lei sta facendo in quest'aula. Ad ogni piè sospinto salta fuori con uscite di questo genere, ecco io direi che debba essere dalla Presidenza richiamato a una condotta più corretta ed equilibrata.
Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 1998)" (382)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lippi. Ne ha facoltà.
LIPPI (F.I.). Signor Presidente, colleghi, intervengo sull'articolo 23 bis perché, così come è capitato durante l'assestamento di bilancio rispetto al problema legato al finanziamento al Consorzio 21 per i servizi reali alle imprese, val la pena ricordare che questo finanziamento non è da intendere come potrebbe essere inteso dai più, e come probabilmente anche qualche intervento che mi ha preceduto voleva far intendere, come dei denari e delle provvidenze che vengono elargite a mo' di regalia. Ma val la pena ricordare che le stesse associazioni di categoria, durante le audizioni che si sono tenute nella Commissione bilancio, hanno sottolineato l'importanza dello strumento. Io con questo non mi sento di certo nell'intenzione di fare un intervento a favore del Consorzio 21, che per altri aspetti ho a più riprese da questi banchi criticato per altri tipi di iniziative, ma sui servizi reali alle imprese mi sento nell'obbligo più che nel dovere di spendere proprio a favore di questo intervento delle parole di approvazione, perché sono veramente tante le società che stanno usufruendo di questo servizio, quindi di questi denari pubblici, sono tante le aziende che attraverso i servizi reali alle imprese oggi possono tentare di restare competitive sul mercato, è una misura che in assenza di altre, e mi dispiace purtroppo, ci voglio ritornare, che non ci sia stata la giusta sensibilità sul problema relativo alle esportazioni, quindi alla 268, ma mi auguro che qualcuno si ravveda, che si trovino quanto meno soluzioni per ridare slancio anche a quell'importante strumento che è così determinante per le nostre aziende sarde, allora io non voglio dilungarmi troppo, se non per fare un inciso, perché probabilmente, a giusta ragione, l'onorevole Edoardo Usai ha fatto quel brillante intervento prima, però siccome sono a conoscenza di questa missione che si sta tenendo a Cuba, perché come rappresentante di un'associazione ho ricevuto anch'io l'invito per parteciparvi, allora non sono soldi che il Consorzio 21 sta togliendo dalle sue casse per questa iniziativa, ma sono soldi che il Consorzio 21 ha ricevuto dall'Assessorato dell'industria, credo che si tratti di un centinaio di milioni, per sponsorizzare la realizzazione di uno stand e per pagare il trasferimento degli allestimenti di società sarde, che hanno risposto in gran numero, circa 35 aziende, a un invito che è stato pubblicamente mandato in stampa e quindi alla diffusione di tutti gli imprenditori sardi attraverso i due quotidiani regionali.
Questo lo dico perché non si faccia confusione rispetto a quello che è relativo all'articolo 23 bis e mi riserverò evidentemente in fase di voto a seguire quelli che sono gli orientamenti del mio Gruppo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Intanto una battuta in risposta alle considerazioni critiche di Sergio Marracini sull'emendamento numero 12. L'emendamento numero 12 è quello che prevede un contributo al BIC per il funzionamento e la sua attività: sono sempre cose opinabili, naturalmente. Noi siamo convinti della bontà della proposta, ciò che invece trovo difficoltà ad ascoltare senza replicare è il collega Marracini che dice: questa è campagna elettorale. Rispondo dicendo che c'è l'emendamento 88 che non è firmato dalla Giunta, ma da Bertolotti, Pittalis, Casu, Balletto, Giordo, Lippi, Oppia, Granara e Lombardo, che propone esattamente la stessa cosa. Non ci faccia così sprovveduti. La campagna elettorale alcuni di noi sanno anche farla, quindi non si tratta proprio, le garantisco, di campagna elettorale. Mi pare che questa sia una prova abbastanza esplicita ed evidente.
Per quanto riguarda invece il contenuto del 23 bis, cioè la questione del Consorzio 21, sono state fatte ora anche delle considerazioni molto interessanti, ma anche qui naturalmente si possono fare delle battute. L'intervento di Edoardo Usai è stato molto divertente, come sempre, si tratta di un collega molto forbito, acuto e dotato di humour, però questi 3 miliardi non sono da devolversi per attività internazionalistiche, né riferite all'internazionalismo proletario, né a quello liberista. Sono servizi reali alle imprese, e vi posso garantire, e coloro che qui, e ce ne è tanti sia tra i banchi della maggioranza, che tra i banchi della opposizione, hanno rapporti reali col mondo delle imprese sanno che in tutta una serie di contatti formali innanzi tutto, e anche informali, è venuta proprio da quel mondo una sollecitazione a guardare con attenzione alle proposte del Consorzio 21 per quanto riguarda i servizi reali alle imprese. Tant'è, debbo aggiungere e concludo anche, che questa proposta che non era nella bozza di finanziaria presentata dalla Giunta, non perché non giudicasse positiva la finalità, ma per problemi di compatibilità delle risorse, è stata inserita dopo una discussione nella Commissione, non mi pare attraverso un grande scontro tra maggioranza e opposizione, se non ricordo male, la Giunta l'ha accolta e ha cercato la copertura finanziaria, ha cercato di trovare le risorse necessarie. Quindi le battute vanno bene ci divertiamo tutti, però si tratta di una finalità seria, quindi la Giunta la sostiene con molta convinzione, sicura che si porti in tal modo un contributo serio a un ragionamento sul rafforzamento del sistema imprenditoriale sardo.
PRESIDENTE. Passiamo alla discussione degli emendamenti. I primi emendamenti, che sono stati già letti e che devono essere illustrati e poi discussi, che metto in discussione assieme sono il 12 e l'88 perché attengono alla stessa materia e quindi possono essere illustrati e discussi assieme.
Per illustrare l'emendamento numero 12 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bertolotti per illustrare l'emendamento numero 88.
BERTOLOTTI (F.I.). No, non si dà per illustrato, perché fa luce su un piccolo aspetto che ci porta a dover prevedere una spesa per il funzionamento del BIC di 800 milioni a causa di un errore della Regione sarda. Questo è proprio il caso di dire di come riusciamo a utilizzare bene i nostri soldi. I BIC, si sa, nel meccanismo dei finanziamenti europei praticamente si autosostengono, gli viene riconosciuta nell'ambito dei piani comunitari una certa percentuale di stanziamento sulla base di ciò che gestiscono nell'ambito dei fondi europei. Ebbene, la Regione sarda, autonomamente, ha fatto sì che, nell'ambito degli ultimi stanziamenti, il BIC non avesse più il riconoscimento da parte della Comunità europea su quelle che erano le spese di funzionamento; a causa di un errore di governo siamo oggi costretti a mantenere in vita un istituto che sta portando sicuramente utilità a questa Regione, uno stanziamento suppletivo di 800 milioni.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (Popolari), relatore. Il parere del relatore sull'emendamento numero 12 è di accoglierlo. Sull'emendamento numero 88 è di chiedere al presentatore, visto che il "12" praticamente contiene ed estende gli 800 milioni di finanziamento, è di chiedere al presentatore di ritirarlo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La differenza tra il 12 e l'88 è che il 12 prevede lo stanziamento per il triennio, quindi chiederei di considerarlo riassorbito nel 12.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). L'emendamento numero 88 è ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 88 è ritirato, sull'emendamento numero 12 non ci sono interventi, allora passiamo all'emendamento numero 94, per illustrare l'emendamento numero 94 ha facoltà di parlare il consigliere Marteddu.
MARTEDDU (Popolari). Brevemente, Presidente e colleghi, per dire che intanto c'è una correzione tecnica ad un refuso, direbbe l'Assessore del bilancio, che riguarda la cifra che non è più 2 miliardi e 180 milioni, ma 2 miliardi e 80 milioni. Il capitolo è lo 09052/00 degli stati di previsione dell'industria ed è riferito al finanziamento degli enti locali, alle attrezzature di aree da destinare all'insediamento di aziende artigiane produttive, i famosi BIC. Lo stanziamento previsto per il '98 è di 5 miliardi, la Commissione o parte della Commissione ha previsto che parte di questi 5 miliardi, esattamente la cifra indicata nell'emendamento numero 94 vada destinata in maniera vincolante al completamento dei piani di insediamento produttivo di piccole dimensioni di interesse locale. Questo significa, come scelta politica e strategica, che essendo i fondi abbastanza ridotti e dimensionati non possano servire a disseminare la Sardegna di ulteriori piani di insediamenti produttivi, ma a completare quelli esistenti e mi pare che la scelta sia molto opportuna, molto ponderata e pertanto degna di essere presa in considerazione. Grazie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (Popolari), relatore. Presidente, questo è un emendamento che è stato molto discusso in Commissione e che ha avuto un parere positivo molto diffuso. Per cui la Commissione lo accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta lo accoglie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.
MACCIOTTA (Gruppo Misto). Il mio intervento è solo la richiesta di un chiarimento tecnico nella formulazione dell'emendamento, perché a pie' della pagina che contiene l'emendamento è segnato che il capitolo 09052 è eliminato dalla Tabella E. Vorrei capire il significato di questa precisazione.
PRESIDENTE. Poi alla fine la Giunta darà la spiegazione. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, intervengo per esternare un sospetto, perché a pensare male si fa peccato, ma in genere si indovina. Non riesco a capire la cifra di 2 miliardi e 80 milioni, perché è così esatta. Non è che il programma è già fatto e l'emendamento serve soltanto a legittimarlo? Se è così tanto vale metterei il nome e il cognome e la località dove vanno a finire i soldi anziché prendere in giro l'intero Consiglio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Locci. Ne ha facoltà.
LOCCI (A.N.). Presidente, finalmente posso intervenire una volta a favore. Io sono d'accordo con l'emendamento numero 94, e sono d'accordo sia nell'impostazione che nella formulazione, nel senso che in Sardegna esistono credo circa 190 e rotti piani per gli insediamenti produttivi, credo che neanche uno di questi sia ancora stato completato in via definitiva. Ora, fermo restando che ci sarebbe da discutere sulla scelta che venne fatta allora e sul fatto di disseminare l'intera Sardegna di tante piccole aree attrezzate per le attività produttive, scelta che poi con l'andare degli anni si è rivelata errata, mentre oggi si ragiona di più sui concetti di distretti produttivi e cioè di aree attrezzate che siano vicine alle vie di comunicazione, alle autostrade, agli aeroporti e ai porti, per ovvie ragioni. Tuttavia ci troviamo in Sardegna adesso con questa situazione, diciamo così, intermedia, per cui è d'obbligo portare a compimento queste aree quanto meno per eliminare i centri storici di tutte le località dalle botteghe artigiane se non proprio da vere e proprie piccole e medie imprese. Quindi annuncio sicuramente il voto positivo. Ma su questo io voglio fare anche i complimenti a Marteddu, perché onorevole Scano o assessore Scano, io credo che l'onorevole Marteddu possa essere d'aiuto anche ai redattori della legge finanziaria, lo dico perché questa legge è disseminata, l'articolo 23 bis è un altro articolo che doveva essere al massimo un atto amministrativo e che doveva essere scritto in maniera diversa. Cioè anche qui manca il criterio dell'astrattezza che deve avere la legge. Quest'articolo si poteva scrivere: l'amministrazione regionale è autorizzata ad erogare per l'anno 1998 un contributo di 3 miliardi per la prestazione di servizi reali alle imprese in Sardegna. Dopo di che l'Assessore competente, l'Assessore dell'industria emana un provvedimento amministrativo e assegna quelle somme, se ritiene, al BIC Sardegna o a quali altri enti che svolgono questo servizio. La stessa cosa abbiamo rilevato stamattina.
Allora non è neanche priva, a parte il fatto, diciamo così, di tecnica legislativa e già questo sarebbe sufficiente a muovere una critica su come viene redatta una legge finanziaria, però, Assessore, io non le ho potuto rispondere stamattina anche sull'articolo 22, per esempio lei ha detto che è un atto dovuto, quei 460 milioni che dovevamo dare al Consorzio meridionale, eccetera. Sì, nessuno mette in dubbio che sia dovuto, però lei in legge predispone una norma generale, dopo di che emana un atto amministrativo. Ciò che cambia, Assessore, e credo che lei lo sappia bene, è la responsabilità. Perché qui noi stiamo facendo una bolletta di pagamenti attraverso una legge, e questo è già scorretto, ma quello che poi manca è che ci si copre in qualche maniera le spalle sulla spesa che si va a fare. Io credo invece che fare l'Assessore sia anche assunzione di responsabilità, non credo che adesso nel caso in specie sia l'Assessore della programmazione, ma qualsiasi Assessore si trova una legge che dispone certi finanziamenti, deve emanare un atto amministrativo e risponde di quell'atto amministrativo, ma andando su una legge generale; non può essere che una legge copra le spalle, perché se così vogliamo dire ha l'Assessore che è incapace di fare l'Assessore. L'Assessore deve essere capace di prendere atti amministrativi e proprio perché deve essere capace deve essere responsabile delle sue azioni. Ma se noi continuiamo a inserire in legge provvedimenti di natura amministrativa, non stiamo facendo una buona finanziaria e, secondo me, stiamo aprendo la strada anche a cattivi Assessori. Gli Assessori devono rispondere della azione amministrativa che svolgono e non possiamo noi in finanziaria continuare a tenere norme di questo genere. Io quella norma non l'avrei scritta così, non avrei scritto "a favore del Consorzio 21". Questa è una maniera di targare, quel metodo che lei stesso Assessore, giustamente io aggiungo, rifiuta quando le opposizioni o il Consiglio in genere predispongono emendamenti che vengono definiti troppo individuabili, troppo individuati. Ma vi sono emendamenti che abbiamo ritirato che in confronto a questi erano veramente più generali, perché almeno si limitavano a dire "in una parte del territorio", ma non a iscrivere il nome e il cognome del beneficiario dei contributi. Perché stiamo parlando di contributi, cioè significa soldi che stiamo regalando con finalità se vogliamo giuste dal punto di vista della maggioranza o meno, ma insomma cerchiamo di scrivere norme di legge degne di questo nome. Non andiamo a trasformare atti amministrativi in provvedimenti di legge, perché lei sa che l'azione di controllo quando si emanano provvedimenti amministrativi si ha anche responsabilità contabile, si risponde di danno erariale, eccetera. Questo non è corretto, non è maniera di legiferare nell'ambito di una legge finanziaria. Bisogna fare provvedimenti che abbiano il carattere della generalità. Negli ultimi tre articoli ce n'erano due targati, Presidente e Assessore, di questo invece continuo a lamentarmi; mentre faccio i complimenti al collega Marteddu che invece sa scrivere norme di legge con il carattere della generalità così come deve avere la legge. E' la prima volta che intervengo a favore: stasera brindiamo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Solo una parola per interloquire, e mi sembra anche utile farlo. Le considerazioni sulla qualità della legislazione in generale le condivido. Per il resto faccio tesoro dei consigli e dei suggerimenti, lo dico senza ironia, del collega Locci. Voglio dire questo però, per quanto riguarda l'articolo 22 che abbiamo votato, quindi non ci torniamo su, era indispensabile una norma perché non si poteva procedere con atto amministrativo. Poi possiamo fermarci e lo dimostriamo con le norme alla mano. Per quanto riguarda l'emendamento 94, c'è solo da aggiungere una cosa rispetto alla domanda "ma perché la cifra così precisa", per un motivo molto semplice, che lo stanziamento è di cinque miliardi ma che una parte dei cinque miliardi, e cioè esattamente due miliardi e novecentoventi milioni sono già impegnati con un decreto, decreto 57/B del 31 ottobre 1997, in attuazione dei PIA. Quindi stiamo facendo una norma che riguarda la parte non impegnata dello stanziamento. Solo questo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu per illustrare l'emendamento numero 96.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi come Regione diamo incentivi per le attività industriali ovunque salvo che nei distretti industriali. Cioè la contraddizione, basta non essere zona industriale e si prendono gli incentivi per l'industria, dove invece si è distretto industriale quindi con caratteristiche di concentrazione industriale questo non avviene. E in particolare, ciò era stato rilevato dalla terza Commissione quando esaminò il programma di ripartizione dei fondi per gli insediamenti industriali per la Sardegna centrale. I fondi erano stati dati ovunque salvo per il distretto industriale che insisteva nell'ambito della Sardegna centrale. L'emendamento quindi tende sopperire a questa carenza, dare qualche lira per incentivazioni industriali proprio nei distretti industriali, in particolare per gli insediamenti, per la strutturazione, per le infrastrutture industriali nei distretti industriali. E lo fa semplicemente spostando dal fondo nuovi oneri legislativi tre miliardi che già erano destinati ai distretti industriali. Cioè è semplicemente un modo per spendere più rapidamente dei fondi che nella stessa legge finanziaria sono già destinati con quella finalità, perché nel disegno collegato, e quindi con accantonamento sulla tabella B, vi sono in totale otto miliardi per anno proprio per i distretti industriali. Quindi si sottrae una minima parte a questi ventiquattro miliardi, esattamente tre miliardi, e li si utilizza per creare quelle aree industriali, quelle aree per insediamenti produttivi proprio nei distretti industriali, quindi con una anticipazione rispetto al disegno collegato che chiaramente vedrà la luce in ritardo, prima mi auguro dei disegno collegati alla finanziaria dell'anno scorso che non hanno mai visto la luce e neppure la discussione in quest'aula. Credo che forse non sia il caso dopo questo precedente una prassi per cui basta fare il disegno di legge collegato alla finanziaria e questo disegno non vede mai la luce. Per cui si chiede che tre miliardi che sono già destinati ai distretti industriali nel disegno collegato vengano spesi prima e vengano spesi per una esigenza che è stata manifestata e cioè la creazione di aree urbanizzate a fini industriali o artigianali nei comuni che fanno parte dei distretti industriali, e questo per consentire a iniziative produttive che sicuramente sono in loco, visto che è stata dichiarata la zona distretto industriale, di potersi sviluppare, di avere la possibilità di espansione.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci.
SECCI (Popolari), relatore. Presidente, come per altri emendamenti che abbiamo avuto modo di esaminare, l'emendamento 96 sottopone alla nostra attenzione un problema abbastanza importante, nel senso che si creano le strutture dal punto di vista formale e poi gli strumenti per farle diventare operative sono sempre un fatto abbastanza complesso. E ha ragione ancora il collega Bonesu quando richiama il parere espresso dalla terza Commissione a metà del mese di ottobre dell'anno scorso quando si approvò l'intesa di programma sulla Sardegna centrale, in cui la Commissione raccomandava appunto che nella predisposizione del programma di infrastrutturazione industriale venisse data priorità alla necessità di dare iniziativa ai distretti industriali. Ora per come è messo l'emendamento prevede il finanziamento a piani per gli insediamenti produttivi all'interno dei comuni compresi nei distretti industriali, quindi la formulazione lascia qualche piccola perplessità. Tra l'altro sia come ricordava sempre il collega Bonesu, al capitolo 03017 alla voce, non ricordo quale, comunque per i distretti industriali sono previsti 24 miliardi nei prossimi tre anni e saranno normati attraverso il disegno collegato. Non solo, ma le infrastrutturazioni industriali hanno una capienza di finanziamento anche all'interno del programma della legge numero 402, che penso la Giunta abbia già esitato e che penso prestissimo verrà in Commissione. Per cui la proposta che la Commissione fa ovviamente se la Giunta la accoglie e se in questo senso assume qualche impegno è di richiedere al proponente il ritiro di questo emendamento per trovare la soluzione a questo problema nell'ambito di questi due strumenti che stanno per essere affrontati e decisi da parte del Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La finalità del 96 è positiva e da condividere. Credo che tutto il discorso, come faceva ora il Presidente della Commissione, dei distretti industriali, vada anche in Sardegna. In altre regioni si stanno facendo, come sappiamo, come è noto, l'onorevole Bonesu, dei discorsi e delle esperienze estremamente avanzate. Anche in Sardegna occorre riprendere e sviluppare questa tematica, quindi si raccoglie, questa è l'opinione del Governo della Regione, si raccoglie il senso della proposta, crediamo che il tema possa essere positivamente esaminato e discusso anche in modo più ampio, sia in relazione al collegato che alla "402", chiedo che se questa considerazione, questa valutazione, questo impegno del Governo regionale possa essere recepito positivamente dai proponenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Relativamente al collegato ho già esternato la preoccupazione che, come tutti i collegati, ormai da due anni non veda la luce. Se si tratta del "402" raccolgo l'invito, se c'è un impegno a provvedere in quella sede, ove ovviamente il collegato non vada a tempi veloci, per cui dichiaro di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. L'emendamento è stato ritirato. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Il Gruppo di Forza Italia fa proprio questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'articolo 23 bis.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 23 bis.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 69
Votanti 68
Astenuti 1
Maggioranza 35
Favorevoli 34
Contrari 34
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione: AMADU - ARESU - BALIA - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PIRAS - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS)
Metto in votazione l'emendamento numero 12. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (Gruppo Misto). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 12.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 12.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 67
Votanti 66
Astenuti 1
Maggioranza 34
Favorevoli 36
Contrari 30
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione: AMADU - BALIA - BERRIA - BERTOLOTTI - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS)
Metto in votazione l'emendamento numero 94. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 94.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 94.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 65
Votanti 64
Astenuti 1
Maggioranza 33
Favorevoli 39
Contrari 24
Voti nulli 1
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione: AMADU - BALIA - BERRIA - BERTOLOTTI - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS)
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Chiedo il voto segreto sull'emendamento numero 96.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 96.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 67
Votanti 66
Astenuti 1
Maggioranza 34
Favorevoli 24
Contrari 42
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione: AMADU - BALIA - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS)
Si dia lettura dell'articolo 24.
CONCAS, Segretaria:
Art. 24
Aziende di trasporto
1. E' autorizzato, nell'anno 1998, lo stanziamento di lire 131.000.000.000 per la concessione alle aziende di trasporto pubbliche e private di contributi d'esercizio previsti dalla legge regionale 27 agosto 1982, n. 16 e successive modificazioni ed integrazioni (cap. 13002/01).
2. E' autorizzato, nell'anno 1998, lo stanziamento di lire 20.000.000.000, per la concessione alle aziende di trasporto pubbliche e private di contributi per investimenti previsti dalla legge regionale n. 16 del 1982, e successive modifiche ed integrazioni (cap.13026).
Presidenza del Vicepresidente Zucca
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Per notare che questa voce in bilancio ogni volta viene diminuita e fra l'altro c'è la diminuzione di 4 miliardi fra il testo proposto dalla Giunta e quello approvato in Commissione, il che mi sembra veramente un assurdo perché questa voce dovrebbe rimborsare i concessionari delle aziende di trasporto della differenza fra il prezzo politico che viene praticato all'utenza e l'effettivo costo del servizio. Se il costo del servizio non viene ripagato totalmente è chiaro che il concessionario si trova un deficit di bilancio che porta o nel caso dell'ARST la Regione a dover ripianare questo deficit di bilancio, e quindi i quattrini che non gli dà a questo titolo glieli dà comunque, o il privato a dover chiudere se si attenesse (?) a meno che il privato ricorra ad altri mezzucci, come non applicare il contratto ai dipendenti, come fingere di fare tanti chilometri e poi non farli, considerato che la sorveglianza è abbastanza poca. Quindi mi sembra che il tentare di ridurre in bilancio questa spesa sia un espediente peggiore del male, perché o vogliamo il servizio come è e come dovrebbe essere, oppure riduciamo i servizi se vogliamo ridurre i contributi. Ma lasciare gli stessi servizi e ridurre i contributi quando i costi aumentano chiaramente è una follia, è voler condannare il sistema dei trasporti in Sardegna a una situazione di progressiva paralisi, o quel che è peggio di corruttela, perché a quel punto chiaramente chi ha l'azienda in difficoltà ho l'impressione che può ricorrere anche a mezzi non corretti pur di non far accertare le irregolarità che commette per stare in bilancio. Noi non dobbiamo fare leggi che inducano i cittadini a fare i furbi e a violare le stesse leggi; noi dobbiamo fare leggi corrette. Se non abbiamo i quattrini per garantire tutti i servizi facciamo i tagli ai servizi secondo criteri oculati. Forse le concessioni sono troppe e inutili, forse non tutte le linee di trasporto hanno un numero di passeggeri che le giustificano, forse anziché servizi di linea si dovrebbero in certi casi instaurare servizi a richiesta, ma ridurre il contributo alle aziende di trasporto in questo modo meccanico è veramente una follia, è un voler sabotare il sistema dei trasporti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Granara Ne ha facoltà.
GRANARA (F.I.). Più volte, signor Presidente, abbiamo convenuto in quest'aula che in 50 anni di autonomia il sistema dei trasporti, nei suoi vari aspetti, non è mai stato valutato con la giusta e dovuta importanza. Nell'esaminare un programma di sviluppo per la nostra Regione tale comparto è sempre stato svilito e offeso. Nell'esaminare ugualmente le motivazioni del mancato decollo del settore industriale, agricolo e di quello turistico, non si è mai voluto prendere atto che una delle cause principali sia stata proprio la disattenzione con cui tale settore è stato affrontato: collegamenti marittimi esercitati quasi in regime di monopolio da compagnie di navigazione che manco danno lavoro ai sardi e offendono qualsiasi principio di libera concorrenza; collegamenti aerei che vengono svolti da compagnie ingrate che non intendono mai prendere atto della condizione di insularità, anzi ne approfittano; collegamenti ferroviari che vengono effettuati con record negativi di percorrenza, e in parte ancora con binari a scartamento ridotto; lo stesso dicasi per quanto riguarda la viabilità interna, dove oggi ancora determinate zone della nostra Regione sono praticamente state dimenticate e l'arteria principale dorsale, pur non essendo stata ancora completata, praticamente è superata ed è estremamente pericolosa. Dicevo, Assessorato dei trasporti fanalino di coda, visto che l'80 per cento delle risorse disponibili sono relegate al capitolo 13002 per coprire disavanzi di servizio di aziende pubbliche e private di trasporto gommato, che a differenza di quanto succede negli altri paesi d'Europa, sicuramente in quelli più evoluti, i trasporti ferroviari sono di gran lunga più sviluppati e noi invece continuiamo a monopolizzare il settore a tutto vantaggio solo dell'industria di casa Agnelli. Pertanto l'affare delle risorse finanziarie a favore delle imprese gommate viene ripartito nel seguente modo: 20 per cento ai privati e il rimanente al pubblico. Del pubblico la parte del leone viene fatta dall'Azienda regionale ARST, che assorbe il 47 per cento di tali risorse, utilizza 480 autobus, dà lavoro a circa mille persone e nonostante questo finanziamento e soprattutto la posizione di privilegio nel poter scegliere le linee che vuole, non riesce a raggiungere la percentuale costi-ricavi dello 0,35. Oltre all'ARST vengono beneficiati gli altri consorzi di trasporti, anche urbani, e rimangono fuori le concessioni governative, o ex gestioni governative. Almeno questo sino al 1999. Questo problema però dovrà essere affrontato, e questo Consiglio dovrà tenere presente che circa 1500 persone attualmente occupate nelle Ferrovie dello Stato e 400 circa delle Ferrovie meridionali sarde dal 1999, quindi circa 2000 persone, dovranno fare i conti con questo capitolo e trovare in questo capitolo la dovuta soddisfazione.
Non sarebbe stato necessario avviare studi di aggiornamento del piano regolatore dei trasporti per individuare le motivazioni che ancora oggi non consentono il raggiungimento della percentuale fissata dalla finanziaria. La mancanza di una authority di coordinamento, la miopia diffusa di una certa dirigenza, più abituata a gestire clientele che trasporti, ha portato le aziende pubbliche a una situazione di collasso da cui si potrà uscire solo con drastiche riduzioni di personale, e saranno sicuramente le categorie più deboli a dover pagare gli errori e le incapacità di una dirigenza sempre più assente. Questa Regione ha sempre combattuto una durissima guerra nei confronti dello Stato nel nome della continuità territoriale, e nonostante il sacrificio di tutte queste risorse, non è riuscita neppure ad attuarla all'interno del suo stesso territorio. Dal Basso Sulcis alla Gallura, dall'Ogliastra al Marghine, dal Gerrei al Goceano è facile incontrare una discontinuità territoriale diffusa tanto più dolosa in quanto è stata perpetuata dalla Regione cosiddetta autonoma. Del piano regionale dei trasporti, signor Presidente, di cui esistono già tre aggiornamenti i cui contenuti sono indubbiamente validi e ben articolati, non si è ancora parlato nel dovuto modo nella Commissione competente. Ora bisogna passare alla seconda fase, dalla progettazione all'esecuzione per evitare che tale studio e tali aggiornamenti gratifichino solo e solamente gli autori di questo studio. Ci vuole coraggio di avviare questa fase e di fare queste scelte, bisogna inserire la logica dei trasporti pubblici in una logica più ampia con riferimento agli altri vettori al sistema dei porti, a quello degli aeroporti, con l'avvio di centri intermodali operativi e funzionali al traffico e non a logiche che sono sempre diverse. Se tale disavanzo vogliamo non aumenti, bisogna individuare anche una armonizzazione tra le linee pubbliche e quelle private, bisogna monitorare in termini attendibili gli incassi soprattutto rispetto all'utenza effettivamente trasportata. Noi sappiamo che trattasi di risorse finanziarie in pratica obbligate, signor Presidente, non possiamo essere contrari, però a fronte di tante risorse finanziarie, vorremmo avere un servizio in termini completamente diversi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). E' difficile in questo caso rivolgersi all'Assessore dei trasporti che ha assunto la carica solo da poco tempo. Ma certamente il problema dei trasporti in Sardegna è rilevante ed è rilevante per la Regione in quanto ne deve affrontare dei costi di notevole rilievo. Il collega Bonesu si lamenta che sono stati ridotti i fondi, io non posso entrare in merito alle somme stanziate, però devo entrare in merito al conto economico delle aziende pubbliche e delle aziende private. Ecco se noi continuiamo e continueremo sempre a coprire il disavanzo, che stimoli hanno queste aziende a lavorare meglio, a gestire meglio, sia l'azienda regionale sia le aziende private. Ecco, io credo che si debba operare uno studio in questo settore, per vedere se i disavanzi che noi copriamo sono veramente disavanzi, dovuti al fatto che il servizio deve essere assicurato. Io credo che su questo non ci possano essere dubbi però non possiamo continuare a destinare leggi finanziarie ingenti per coprire disavanzi, senza renderci conto neanche se questi disavanzi sono o non sono ragionevoli. Noi abbiamo economia assistita in tutti i settori, settore industria, assistiamo con dei contributi, settore agricoltura non facciamo altro che corrispondere contributi o abbattimento interessi o mutui, nel settore turismo facciamo altrettanto e così è nel settore trasporti. Quando diventeremo una Regione capace di realizzare un processo produttivo che sia in grado di sostenersi da sé? Ce lo poniamo questo problema o no, non facciamo altro che ripetere, economia di mercato, mercato globalizzato, però ovunque ci giriamo abbiamo sempre casi di economia assistita. C'è almeno un programma per ricominciare a pensare che i contributi a un certo punto dovranno scomparire? Pensare che le aziende devono essere in grado di reggersi da sole con le proprie energie e con le proprie forze? Io credo che sia un fenomeno estremamente preoccupante, questo dell'assistenza, che noi dobbiamo garantire in tutti i settori, in tutte le branche di attività economica che noi conosciamo. Ecco, ritengo che anche nei trasporti, nonostante ci sia il dovere della Regione autonoma di assicurare il servizio anche nelle linee dove la redditività non c'è, ciò non toglie che noi dobbiamo affrontare il problema e cercare di risolverlo in modo che i costi vengano ridotti e i contributi che la Regione deve destinare siano di minore entità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
(Interruzione del consigliere Tunis Marco)
PRESIDENTE. L'ha chiesto prima Secci e poi Tunis Marco, stavolta l'ordine è questo.
SECCI (Popolari). Sarà, collega Tunis, l'unico intervento che il consigliere Secci fa sulla finanziaria a proposito di un problema e credo di averne il diritto. Questo articolo prevede, come si evince con molta chiarezza dal contenuto, lo stanziamento di una certa somma, in questo caso 131 miliardi, per il contributo alle aziende di trasporto pubbliche e private in virtù della legge numero 16 del 1982. Questa legge numero 16 del 1982, che agiva sino a pochi anni fa in concorso con una legge dello Stato che erogava contributi alle imprese pubbliche e private dei trasporti, adesso agisce in un sistema di riferimento unico, perché dal 1994 o al 1996, a seconda di come si risolverà il contenzioso con lo Stato, l'onere di versare il contributo alle aziende è tutto della Regione. Questa legge numero 16 agisce sulla base dei diritti dei richiedenti in un modo che è molto simile a tante altre leggi regionali. Io lo chiamo "a sportello", cioè basta che uno abbia i requisiti, che abbia la linea di concessione, che abbia le autorizzazioni formali della Regione, e solo per questo acquisisce il diritto ad avere un rimborso chilometrico rispetto a tutta una serie di linee che vengono fatte e che sono in qualche maniera certificate. Quindi stabilisce un diritto, per il privato o per l'azienda pubblica, che deve essere in qualche modo soddisfatto. Penso che si stia sentendo parlare da moltissimi anni di un sistema di trasporti nostro in continuo deficit tanto è vero che le aziende di trasporto pubblico, soprattutto, in più di una occasione hanno rischiato il tracollo e il fallimento per i molti debiti che erano stati accumulati. Molti di questi debiti sono stati accumulati oltre che per l'imperizia nella conduzione nella quale io non entro in questo momento perché a me non interessa nell'economia del discorso che voglio fare, e non me lo consentirebbe il tempo che ho a disposizione, è stato determinato dall'accumulo di oneri finanziari derivanti dai ritardi con i quali lo Stato e la Regione hanno erogato questi contributi. Allora, colleghi, io voterò a favore naturalmente dell'articolo che è stato proposto, perché a favore ho votato anche in Commissione e a favore mi sono espresso in tutte le circostanze in cui se n'è parlato, tenuto conto che le risorse finanziarie disponibili sono tali che non consentono in questo momento una disponibilità finanziaria diversa, o la disponibilità finanziaria che sarebbe necessaria a coprire questo fabbisogno. Però sto parlando perché ritengo che sia un problema che l'Assessore dei trasporti e la Giunta devono affrontare molto in fretta perché veramente, se no, si rischia un accumulo di attese da parte degli aventi diritto che già oggi sono intorno ai 100 miliardi e che se continuiamo a stanziare meno di quello che è pattuito si allargano ulteriormente. E allora, occorre che in fretta venga posta mano a questo problema, uno per razionalizzare le linee di trasporto pubblico e privato del nostro territorio, perché non ci sono dubbi che così, a intuito, ci possano essere e ci siano stati in un momento in cui forse le risorse economiche erano maggiormente disponibili di manica larga nel consentire la sovrapposizione anche di linee che oggi non ci possiamo più permettere; quindi una razionalizzazione da subito del sistema dei trasporti in modo tale che in qualche modo si economizzi da questo punto di vista. Secondo che si ristabilisca, che si ricalcoli o che si ricontratti la tariffa chilometrica, perché altra via non ce n'è. Perché per chi pensa che queste siano risorse sprecate o date ad un sistema parassitario, un sistema deficitario, dovrebbe ricordare che il trasporto è un servizio sociale, e il trasporto è un servizio sociale essenziale, e mentre ci sono linee di trasporto all'interno della rete urbana o delle reti interurbane che sono sicuramente floride e chiudono in attivo, ci sono molte linee di collegamento soprattutto nelle zone interne, soprattutto nei paesi più piccoli dove l'assicurare un mezzo di collegamento alla città o tra comuni è un fatto indispensabile per una crescita sociale che tutti auspichiamo. Allora, siccome le leggi prevedono che la copertura con tariffa del trasporto urbano e interurbano sia intorno al 32 per cento, il 68, il 67 per cento va coperto con i soldi pubblici. A questo risponde questa norma non ad altro, non a dare soldi a sistemi che li sprecano. Non solo, ma per chi conosce il modo in cui si formula la tariffa chilometrica sa anche che nella tariffa chilometrica, calcolata sulla base di indicatori oggettivi, non è previsto l'utile di impresa; ora mentre questo è giustificato per quanto riguarda il sistema di trasporto pubblico, mi sembra che chiedere ad un imprenditore di fare un servizio senza un utile sia una cosa alquanto esagerata. Tutte queste considerazioni come si vede fanno vedere la dimensione del problema, la complessità del problema, ma rendono altrettanto conto della necessità che ci si ponga mano in fretta e che Assessore, Presidente e Giunta si ponga una parola chiara a questo sistema e le imprese possano finalmente, attraverso i sistemi di gestione, soprattutto parlo in questo caso delle pubbliche, avere tutte le condizioni per operare un sistema manageriale così come da tempo gli stiamo chiedendo e come loro da tempo, forse per alibi, dicono di non poter fare perché le risorse assegnate non sono sufficienti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, se il collega Secci avesse parlato prima di tutti gli oratori probabilmente avremmo cercato di limitare gli interventi. Quindi mi limiterò a coprire soltanto alcuni aspetti, che sono stati curati a sufficienza dal collega Bonesu e dai colleghi che mi hanno preceduto, e poi debbo riconoscere molto bene dal collega Secci. E' un tipo di servizio che merita attenzione e colpisce ed è un servizio di cui usufruisce una categoria che vogliamo considerare forse la più debole. Poiché l'utilizzo del mezzo proprio è, in Italia, di una autovettura su due abitanti significa che chi utilizza il mezzo pubblico è quello che non ha il mezzo stesso oppure è uno che tende a privilegiare il servizio pubblico per economicità e per limitare anche le spese. Di più; il trasporto è uno di quegli argomenti del quale ci riempiamo la bocca quando diciamo, per esempio, che per creare ricchezza occorre eliminare i nodi strutturali e tra questi vengono compresi anche i trasporti. Allora, poiché noi abbiamo anche dei piccoli comuni che sono mal serviti anche da pubblici servizi e poiché già si lamentano, abbiamo avuto modo di notare, numerose proteste da parte dei paesi dell'interno che sono mal serviti, serviti poco, ve lo immaginate nel momento in cui come bilancio della Regione riduciamo, con l'idea di dover costringere l'azienda a trovare sistemi migliori, noi sappiamo che comunque sia poi alla fine quelli che pagano sono sempre i più deboli, cioè volano gli stracci, si dice tra virgolette. E pagano le linee più lontane, quelle che hanno meno utenti, vengono considerate linee non economiche e quindi tutti quei poveri abitanti di quei comuni che già pagano un prezzo salato ne pagheranno ancora degli altri. Altra considerazione. Ho avuto modo di leggere sul giornale che per effetto della contrazione del proprio bilancio, la provincia di Cagliari probabilmente non concederà il proprio contributo per il servizio pubblico del consorzio di Cagliari e dintorni. Cioè Cagliari, città ormai metropolitana, città capoluogo della Sardegna, che ha uno dei maggiori servizi pubblici per il proprio centro e l'hinterland, che è teso anche a dare maggiori servizi allorquando si aprirà la cittadella universitaria di Monserrato, allorquando anche Quartu ha chiesto di essere maggiormente servita per quei centri minori, che cosa facciamo? La Provincia riduce di cinque miliardi il proprio contributo ed esce, Cagliari chiaramente ha ridotto il proprio contributo, va a finire che conseguentemente Cagliari paga un prezzo eccessivo per questa riduzione. Orbene io, pur non essendo nato a Cagliari però avendovi vissuto per tanti anni, riconosco che non voglio pagare questo prezzo; è un tipo di servizio che ritengo essenziale che deve sicuramente vivere con sistemi manageriali, che deve come ha detto il collega Secci e come hanno detto tutti gli altri colleghi trovare altri momenti di riflessione per vivere, per trovare una efficienza migliore. Probabilmente occorrerà che l'Assessore, a cui va l'invito preciso ad essere un Assessore dinamico, un Assessore che invita le parti, specialmente in queste grosse aziende che hanno i maggiori contributi a trovare momenti di maggiore introito, probabilmente occorre aumentare quella percentuale di incassi, magari trovando altri sistemi, non sta a me indicarglieli. Ho fatto parte io del consorzio trasporti, come assemblea e ho notato che probabilmente se ci fosse maggiore attenzione in determinate linee ci potrebbe essere qualche miliardo di incasso. Però il dover automaticamente ridurre di parecchi miliardi lo si vede già tra la proposta originale e quella della Commissione c'è una differenza di quattro miliardi, e abbiamo visto dare svariati miliardi a organismi vari, io in questo senso non mi sento d'accordo di vedere questa riduzione, non mi sento d'accordo che Cagliari paghi in misura eccessiva questi tagli, per cui mi dichiaro a favore per il servizio che esso dà, sono favorevole interpretando anche gli indirizzi del Gruppo di Forza Italia a votare a favore dell'articolo però con l'invito preciso all'Assessore di trovare strumenti perché con tutta urgenza si trovi un rimedio, perché non siano a pagare le categorie più deboli, i paesi più deboli e poter offrire un servizio in Cagliari adeguato al ruolo che ha.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Usai. Ne ha facoltà.
USAI PIETRO (Progr. Fed.). Signor Presidente, l'intervento del collega Granara era stimolante, purtroppo non può risolversi alcunché dei problemi che lui poneva in aula con la finanziaria, però l'impegno che Granara chiedeva poc'anzi su una forte iniziativa politica, sul problema dei trasporti è un impegno che secondo me la Giunta deve assumere stasera. In quest'aula si discute di tutto, di problemi meno importanti di quelli posti da Granara, io penso che sul tema dei trasporti il Consiglio così come ha fatto per altre questioni debba tornare, magari con una sessione apposita e presentarsi con una proposta complessiva sulla materia. Perché francamente questo che sul problema dei trasporti, che non sono soltanto i trasporti interni, il problema dei trasporti è generale e soprattutto il trasporto con il continente, il Consiglio debba tornare con proposte che vanno al di là dei problemi delle logiche finanziarie che poco possono risolvere dal punto di vista regionale, ma il problema di una iniziativa incisiva da parte del Consiglio va presa. Io penso che l'Assessore ai trasporti debba assumere questo impegno stasera perché altrimenti, francamente, parlare di trasporti in quest'aula parlando di qualche pullman qualche taxi faremo poca cosa. E' ora di discutere di altro in quest'aula ed è ora che la Giunta su questo tema, in questa legislatura, faccia qualcosa di forte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Per ciò che riguarda l'articolo 24, aziende di trasporto, va detto che questo tipo di intervento è disciplinato dalla legge 27 agosto 1982, n. 16, dalla finanziaria del 1988, se non ricordo male, l'articolo 101, e dall'articolo 31 di una legge dell'83, non ho gli esatti riferimenti perché ho soltanto la data di pubblicazione sul BURAS, all'articolo 31 per contributi all'ARST. Che cosa vi è da dire in riferimento all'intervento che la Regione fa nei confronti delle aziende di trasporto? Prima di tutto che si tratta di una disciplina che è transitoria, perché gli interventi che sono disciplinati nella legge fondamentale, cioè nella numero16 dell'82 sono a titolo transitorio, in quanto la legge cardine disciplina gli interventi finanziari della Regione destinati a contribuire alle spese di gestione, a quelle di investimento, fintanto che non sarà realizzato il piano regionale dei trasporti. Adesso risulta che il piano regionale dei trasporti esiste, come dice un collega, e non esiste, nel senso che il piano è stato fatto, e in Commissione competente, non è mai stato licenziato. Per cui noi, dal 1982 discipliniamo e interveniamo nel settore che riguarda i contributi e quindi gli interventi a sostegno delle aziende di trasporto dal lontano 1982 a titolo precario. Vorrei sapere quando decideremo di dare un assetto definitivo e un quadro definitivo. Io penso che la mancanza del piano dei trasporti non possa non portare un gravissimo danno alle aziende stesse, ai traffici, al trasferimento delle persone residenti nel territorio della Sardegna. E però, dalla bellezza di 16 anni si indugia ancora su questo problema. Siamo in una Regione che è invasa da incompiute, cioè da grandi problemi che non sono stati affrontati nel modo dovuto e che ancora devono invece essere risolti. Da 50 anni dell'autonomia, si è celebrata la ricorrenza qualche giorno fa in quest'aula, i grandi problemi di sempre, della nostra Regione, non sono stati affrontati, o se affrontati lo sono stati in maniera irriguardosa verso i problemi e verso i soggetti che da quei problemi traggono motivo di sofferenza e di disperazione, perché per cinquant'anni la classe politica che ha governato la Sardegna si è dimostrata incapace e insipiente. Allora io non sono ne pro ne contro questa disposizione, perché mi rendo conto che i servizi di linea gestiti dalle aziende pubbliche e dalle aziende private sono servizi collettivi ai quali l'ente pubblico non può sottrarsi, e questo è evidente, ed è anche vero che questi servizi sono regolamentati, nella fase attuativa, dall'applicazione di prezzi politici, cioè di prezzi che vengono incontro alle esigenze degli utenti, ed è giusto che la Regione intervenga per compensare questi soggetti del fatto che nei propri conti economici possano esistere costi superiori a quelli che sono i proventi della gestione. Però è anche vero che l'indennizzo, e quindi l'intervento, è finalizzato al cosiddetto costo standardizzato, e il costo standardizzato è quello che si ottiene sulla base di una serie di parametri che sono indicati nella legge 16 dell'82, esattamente all'articolo 2 di detta legge. Io perché voglio essere breve, Presidente, vi risparmio, però dico a chi si volesse documentare e non lo avesse fatto finora, si legga l'articolo 2 della legge 16/82. E l'ammontare dei contributi, e quindi delle provvidenze, sono collegati ai rendiconti che le aziende pubbliche di trasporto e le aziende private beneficiarie dell'intervento hanno obbligo di presentare alla Regione, al competente Assessorato, affinché si possano determinare non solo i costi standard ma si possano individuare se esistano nei conti situazioni di sprechi e di inefficienza. Ecco che il dovere della Regione non è quello di intervenire a sostegno delle aziende che applicano prezzi politici e quindi prezzi di favore nei confronti dell'utenza, ma è quello di corrispondere il contributo nella misura dovuta, e la misura dovuta è quella che si determina sulla base di costi certi, di rendiconti che devono essere resi, e sempre che ci sia una accurata e puntuale attività da parte dei responsabili dell' assessorato di verifica a dette situazioni. Quindi la mia perplessità nasce dal fatto che, a distanza di tanto tempo, tutti questi strumenti accertativi e che erano la condizione per la concessione dell'incentivo e della provvidenza non sono stati osservati. La Regione dei ritardi, quindi si dice, la Regione dei ritardi perenni che ancora una volta mettono quest'aula nella condizione, o meglio mettono l'opposizione nella condizione di censurare comportamenti omissivi e permissivi da parte del competente Assessorato, che si è evidentemente lasciato sfuggire di mano una situazione di questa importanza. Anche perché 131 miliardi che vengono messi a disposizione non sono pochi ma potrebbero essere anche inadeguati nell'occasione in cui si dovesse accertare che sulla base di dati concreti e reali, i soggetti beneficiari delle provvidenze hanno titolo e diritto per ottenere qualcosa di più. Una Regione quindi delle incompiute, una Regione dei perenni ritardi che, ahinoi, se non ne dovessimo anche noi per la parte che rappresentiamo fare le spese, ci dovrebbe dare motivo di soddisfazione per avere ancora smascherato una sacca forte di assenza della Regione nel settore dei trasporti e per argomenti e problemi di così fondamentale importanza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirastu. Ne ha facoltà.
PIRASTU (F.I.). Signor Presidente, colleghi, la puntuale ricostruzione del quadro normativo fatta dal collega Balletto, mi permettono e mi danno l'occasione di allargare un po' il discorso in generale sui trasporti e su questo specifico articolo, approfittando anche delle considerazioni fatte dal collega Piero Usai, che ha lasciato ben trasparire quello che è stato l'impegno di questa amministrazione regionale e delle precedenti nel settore dei trasporti, e il collega Usai l'ha potuto verificare personalmente nei primi due anni e mezzo in cui era presidente della Commissione trasporti. Sicuramente, oggi, quando si parla di trasporti si parla, molti l'hanno già detto, di un settore forse più disastrato di altri. C'è da ridere perché oggi se noi andiamo a dare uno sguardo su quello che è l'attuale sistema dei trasporti, e possiamo parlare di linea ferroviaria, di reti stradali, di trasporti aerei e marittimi, su ognuno di questi argomenti potremmo soffermarci, e sicuramente, è stato detto più volte in quest'aula da me, ma anche da altre persone, la Sardegna si trova sicuramente più vicino al continente africano che all'Europa per quanto concerne tutti i tipi di trasporti interni oltre, ovviamente, ai trasporti con il continente italiano ed europeo.
Venendo specificamente all'articolo 24 anch'io sono d'accordo con il collega Balletto: è difficile essere favorevoli o contrari ad un articolo che prevede uno stanziamento per un settore sicuramente importante, quindi 131 miliardi potrebbero essere pochissimi come potrebbero essere probabilmente spesi in maniera inadeguata. Cosa significa? Significa che così come in tutti i settori anche qui manca non il famoso piano dei trasporti, ma manca una minima programmazione in questo settore. E' un fatto che riguarda non solo le sei Giunte del presidente Palomba, saremmo ingiusti se dicessimo questo, però sicuramente in questi quattro anni la linea di tendenza del disastro dei vent'anni precedenti non è cambiata, o almeno non sembra essere cambiata. E' un po' una barzelletta, così come è diventato una barzelletta il porto canale di Cagliari, e sicuramente anche questo non si può attribuire al presidente Palomba. Siccome si parlava di incompiute citarne qualcuna in più è meglio: io ricordo che un anno e mezzo, due anni fa, parlando con l'ex assessore dei trasporti, il collega Giacomo Sanna, che devo dire, e non lo dico perché adesso è all'opposizione, però sicuramente un tentativo minimo di invertire una certa tendenza l'ha fatto, almeno ricordo alcuni incontri tra la Commissione trasporti e l'assessore Sanna, e ricordo che egli raccontava, divertito, della famosa linea su trasporto gommato aeroporto di Olbia-Alghero, che aveva una percentuale di presenze media di 1,5 passeggeri al giorno. Quindi se questi 131 miliardi, che sono destinati anche sicuramente a coprire questa linea, così come altre linee che sono praticamente deserte e che non sono funzionali, non allo sviluppo turistico, ma nemmeno veramente ai collegamenti tra i vari comuni, io vorrei sapere se, per esempio, e lo vorrei sapere dall'Assessore dei trasporti, questi 131 miliardi vanno anche ad incrementare linee che hanno una redditività pari allo 0. Qui non si tratta di redditività perché sono anche giuste le considerazioni del collega Tunis che un certo tipo di trasporti viene utilizzato e anche se ovviamente i conti non si chiudono in pareggio è normale, però una cosa è intervenire per sostenere linee che hanno una minima utilità, altra cosa è erogare soldi per tenere in vita linee interne che non solo non hanno nessuna utilità, ma sono veramente linee dove viaggiano fantasmi, e ce ne sono molte. Quindi io credo che si debba, sia per quanto riguarda le aziende di trasporto pubbliche, ma anche per quanto riguarda le aziende di trasporto private, che coprono certi servizi, si debba realmente arrivare ad una programmazione e a una valutazione totalmente diverse da quelle che sono state fino ad ora. Io credo, e qua mi ricollego più in generale, prescindendo dallo specifico articolo, che il settore dei trasporti sia, come diceva il collega Usai, un settore che necessita non solo di una sessione straordinaria, quella ben venga, ma necessita veramente di investimenti eccezionali e straordinari, perché oggi, e credo che in quel caso l'opposizione, anche se ormai questi discorsi riguarderanno la prossima legislatura, quindi speriamo che ci sia qualche piccola modifica a livello di assetto governativo, però dico anche se la Sardegna dovesse per un caso avere la sciagura di continuare ad essere governata da questa maggioranza sicuramente l'opposizione sarebbe molto aperta e costruttiva nel favorire lo sviluppo dei trasporti interni, e sicuramente se si incominciasse anche, così come hanno fatto in altre regioni, basti pensare soltanto alla Francia meridionale, con particolare riguarda ai collegamenti aerei di terzo livello, dove ci sono delle compagnie aeree, faccio riferimento per esempio alla Air Litoral che collega tutti i centri turistici e non del Mediterraneo e ha una frequenza impressionante, utilizzando e usufruendo di contributi pubblici. Noi purtroppo non siamo riusciti, o meglio non si è riusciti nemmeno a favorire quel tipo di trasporti di terzo livello, basti ricordare la linea Tortolì-Cagliari, però c'è anche da dire che non ce n'è bisogno perché Cagliari è collegata così bene a livello di trasporto gommato con Tortolì che possiamo anche permetterci di fare le tre ore di macchina per coprire 120 chilometri e rinunciare anche ai venti minuti dell'aereo Cagliari-Tortolì. Quindi io inviterei l'Assessore dei trasporti ad esprimere per conto della Giunta un suo parere su quello che questa manovra finanziaria rappresenta per il settore.
Con riguardo invece all'articolo 24, e concludo, ritengo che sarebbe opportuno e utile, anche se per grandi linee, capire quale parte di questi 131 miliardi è utilizzata per delle tratte che hanno una minima redditività, quale parte di questi 131 miliardi è utilizzata per favorire i collegamenti, per esempio, tra l'aeroporto di Cagliari, che soprattutto nei mesi estivi riceve centinaia di migliaia di persone, con i centri della costa, Villasimius, Pula e via dicendo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Brevemente, signor Presidente, colleghi, per ricordare che ogni anno puntualmente ci troviamo nel momento in cui si esamina la voce trasporti a lamentarci e ripetere praticamente le stesse argomentazioni, lo stesso panorama al quale aggiungo il mio lamento. Voglio ricordare che siamo poco efficienti nello studiare i migliori servizi e nel dare i migliori servizi. Ma ci distinguiamo, guarda caso, per grande efficienza e lì occorre invece incidere con tutte le attenuanti che poi dirò, con grande efficienza ci attiviamo nel gioco delle assunzioni, nel gioco dell'utilizzo di quantità enormi di personale addetto a quei servizi. Il numero di addetti alle manutenzioni e alle officine, dell'Azienda che noi stiamo andando a finanziare, è assolutamente esorbitante, mai nessuno ha osato mettere mano in quel settore. Si potrebbero avere economie inimmaginabili, le formule con i cosiddetti privati indubbiamente sono da rivedere, non si può però pensare che un servizio pubblico efficiente, in Sardegna, se vogliamo farlo a prezzi politici, e qui poi diventa una scelta politica, possano comunque alimentarsi così da sé con risorse proprie. Perché vedete, a parte Cagliari e i grandi centri, la Sardegna, tutti, pensate e ricordatevelo tutti, quali estensioni e quali territori vasti abbia, quanti piccoli villaggi hanno bisogno di essere collegati, con quanta scarsezza di utenza, però sono collegati e devono essere collegati. Allora sono scelte politiche, finisco, il mio invito è a coloro i quali hanno questa responsabilità, al di là dei grandi problemi toccati dai colleghi, non mi voglio ripetere, che se si incide opportunamente, indubbiamente si può dare un taglio a spese che non devono e non possono comunque continuare a registrarsi e probabilmente si può anche riuscire con risorse così ridotte a quadrare i bilanci. Grazie.
Congedo
PRESIDENTE. E' pervenuta una richiesta di congedo per quattro giorni da parte dell'onorevole Luca Deiana, Assessore, per ragioni di salute. Se non vi sono obiezioni, il congedo si intende accordato, e approfitto per augurargli una pronta guarigione, trattandosi di problemi di salute. Credo di interpretare i sentimenti del Consiglio.
Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 1998)" (382)
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'articolo 24. Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Un sociologo inglese del secolo scorso, un certo John Ruskin affermava che la qualità non è mai un caso, ma il risultato di uno sforzo intelligente; è proprio nell'ottica di uno sforzo intelligente che riteniamo il problema qualità, o se si vuole efficienza, del servizio del trasporto, debba essere affrontato. E' il punto di partenza, riteniamo, a cui deve seguire tutta la rivisitazione del sistema dei trasporti nella nostra isola e dell'organizzazione anche delle strutture, inteso proprio come momento strategico di gestione. Perché riteniamo che la qualità e l'efficienza determinino poi il governo nell'accezione più ampia del termine, la possibilità di dare risposte concrete o comunque determini la costante ricerca della soddisfazione di quelli che sono i fruitori del servizio, cioè dei viaggiatori. Allora, il primo obiettivo che la Regione Sardegna deve porsi sicuramente è il miglioramento continuo dell'efficienza dei trasporti. Riteniamo che in quest'ottica un problema debba porsi l'Assessore anche nel rimeditare, forse, il ruolo dell'Azienda regionale sarda dei trasporti, azienda della quale conosciamo quelli che sono i compiti, le funzioni e anche i limiti ai sensi dell'articolo 2 della legge regionale numero 3 del 1970. Riteniamo che un problema vada sicuramente posto in relazione non solo alla situazione dei collegamenti interni ma anche in relazione, e quindi delle reti cosiddette extraurbane, ma anche in relazione alla situazione dei trasporti urbani, almeno con riferimento alle principali città. Noi non abbiamo appositamente proposto in questa occasione, come avremmo voluto, un emendamento proprio all'articolo 2 della legge numero 3 del 1970, proprio per estendere anche la possibilità a un ente come l'ARST però rinnovato, sicuramente ristrutturato non solo come organo di gestione, anche la possibilità di occuparsi del trasporto urbano, di concerto con le amministrazioni provinciali e le amministrazioni comunali almeno dei capoluoghi di provincia delle città più importanti della nostra isola. Su questo sollecitiamo l'intervento dell'Assessore dei trasporti, e sperando che prossimamente possa anche in questo settore presentare un progetto razionale e coerente, che consenta veramente di porre fine a situazioni quali quelle che si sono verificate in questi ultimi mesi, mi riferisco per esempio all'Azienda trasporti provinciale di Nuoro, l'Assessore conoscerà bene la situazione, ma il discorso vale per quello di Cagliari e per le altre province. Non che la Regione e gli enti strumentali della Regione devono essere il contenitore di tutto ciò che non va bene negli altri enti intermedi, però parliamo di servizi ai cittadini e quindi efficienza dei servizi, qualità dei servizi, una Regione che non vuole venir meno al suo compito principale di programmare e garantire questi servizi, non può certamente venir meno in questo contesto. Quindi invito l'Assessore e in relazione all'articolo esprimeremo il nostro voto favorevole, lasciando poi alla valutazione di ogni singolo consigliere le eventuali osservazioni critiche in fase di dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (P.S.d'Az.). Io credo che con troppa facilità si stia chiudendo la discussione su questo articolo, per il semplice motivo che, con la riduzione che in tutti questi anni è stata apportata, stiamo condannando sicuramente 80 aziende private se non al fallimento, quanto meno a una sofferenza che poi certamente le porterà a chiudere. Questo perché c'è la presunzione di voler stabilire il prezzo, tenendo conto del servizio e quindi di quel carattere sociale che ha, e poi, sul contributo a chilometri, ci dimentichiamo che quel servizio non lo possono pagare i privati ma se lo deve accollare certamente, come discorso della collettività, la Regione avendo competenza primaria. Su questo punto, a prescindere da osservazioni fatte di linee valide non valide, sul rimettere in sesto la rete, il sistema e quant'altro; negli anni addietro quelle linee qualcuno le ha date, esistono e fintanto che il sistema non verrà modificato quelle linee devono essere tenute in piedi, pagate e garantire un servizio a una realtà come la nostra che per il 90 per cento utilizza il trasporto su gomma. E ci sono realtà che qualcuno ha accusato in quest'aula che invece in questi anni hanno fatto un cambiamento di rotta. L'azienda regionale sarda trasporti quando chiude il bilancio in pareggio credo che dimostri ampiamente di aver modificato gli orientamenti degli anni precedenti. Quando l'azienda trasporti pubblici di Sassari chiude ugualmente il bilancio in pareggio, dimostra che gli enti proprietari comune e provincia sono attenti al problema e che quindi l'azienda viene seguita attentamente e che quelle modifiche necessarie le ha apportate e la gestione si può ritenere ottimale. Non è ottimale a Nuoro, in quanto quando la Provincia negli anni addietro si dimentica addirittura di mettere in bilancio i denari della propria azienda, credo che questa manchevolezza sia della provincia e non della Regione e non dell'azienda, altrettanto si dica per Cagliari quando accumula disavanzi annui da venti a ventidue miliardi: qualcosa non funziona. Ma ci siamo dimenticati che la legge Bassanini entra anche nel comparto dei trasporti e che tra non molto dovremo andare a contrattare con enti, quindi con i comuni e con le province il livello di servizio minimo; individuato quello la Regione paga a livello di servizio minimo e tutto il resto che in più vorranno i comuni e le provincie se lo dovranno pagare dal proprio bilancio, ed era ora che questo accadesse. Ma oggi quel capitolo necessita di circa 60 miliardi, diversamente noi non saremo in grado come Regione di soddisfare quelle che sono le esigenze. Si è modificato il sistema scolastico su questa isola, cambierà ulteriormente quest'anno, aumenterà il pendolarismo e da quel capitolo dovremo prendere i denari per soddisfare quel pendolarismo. Tutte le richieste, le nuove richieste che verranno fatte andranno vagliate, quelle ritenute valide dovranno essere finanziate da quel capitolo. Quindi la riduzione di ciò che spetta alle aziende per chilometro sarà sempre più penalizzante. Dobbiamo tener conto in tutta questa situazione che oggi è il sistema che ci siamo costruiti e che ci ritroviamo e che va senz'altro modificato, ma per modificarlo ci vorrà il suo tempo, la buona volontà, ma il sistema va garantito fintanto non ce ne sarà un altro in grado di sostituirlo. Per garantire il sistema servono i denari, come si trovano i soldi per altre realtà e per altre circostanze, per un problema di carattere sociale, importantissimo come questo, siamo solo un milione e mezzo di abitanti in un'isola così grande, credo che la mobilità della gente sia tra i primi punti di cui questa Giunta si dovrebbe preoccupare. Credo che l'Assessore Scano in assestamento dovrà tener conto di queste considerazioni e vedere più dettagliatamente, in modo più approfondito il problema, e verificare la possibilità di incrementare questo capitolo per far sì che la chiusura quando avverrà a fine anno sia una chiusura che soddisfi le aziende ma soddisfi anche le aspettative dei cittadini.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS (F.I.). Signor Presidente, devo dire che l'intervento che mi ha preceduto è veramente sovrapponibile a quello che avrei voluto fare io. Debbo rilevare peraltro che da 140 miliardi dell'anno scorso la Giunta ha presentato un piano per 135 miliardi, il Consiglio ne va ad approvare uno per 131 miliardi. Avendo fatto parte della Commissione bilancio due anni fa e sapendo quella che era la problematica del trasporto interno dell'isola, sono certo che questo piano che noi andiamo oggi a votare, questi 131 miliardi per i quali esprimo naturalmente voto favorevole e i migliori auspici e auguri all'Assessore Lorrai se riuscirà a farci viaggiare, a far viaggiare i sardi all'interno della nostra isola con queste cifre. Sono sicuro però che non ci riuscirà e allora è un invito alla Giunta, siccome è inutile presentare numeri quando questi numeri non si dimostreranno quelli reali, un invito alla Giunta a presentare sin dall'inizio dell'anno una manovra vera e non una manovra tanto poi ci sarà l'assestamento che sicuramente stravolgerà questo articolo, quelli successivi e i precedenti.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 24. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 24 bis.
CONCAS, Segretaria:
Art. 24 bis
Predisposizione, studio e aggiornamento
piani di sviluppo aeroportuali
1. Il comma 6 dell'articolo 50 della legge regionale 8 marzo 1997, n. 8, è abrogato.
PRESIDENTE. Poiché a questo articolo non sono stati presentati emendamenti, apro la discussione sull'articolo 24 bis. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, solamente per capire dalle parole dell'Assessore le finalità e i motivi della soppressione di questo articolo. Sarebbe a questo punto importante per formare un'opinione per l'esercizio del voto.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dei trasporti.
LORRAI, Assessore dei trasporti. Signor Presidente, lo stanziamento previsto dall'articolo 50 della finanziaria del '97 destinava 600 milioni alle progettazioni per i piani aeroportuali. Il bando di concorso venne istruito dall'Assessorato, poi si riscontrarono dei vizi per cui venne ritirato. E' in fase di rielaborazione per essere riproposto. Nelle more si è pensato però di poter utilizzare la cifra disponibile ridotta, in questa fase di contrazione un po' di tutti i capitoli, a 500 milioni per poterla destinare anche ad altri studi, ad altri approfondimenti, in tutto il tema dei trasporti, visto che l'Assessorato che io in questo momento dirigo è un Assessorato sottodimensionato per quanto riguarda il personale con le competenze tecniche, e c'è bisogno di un grande supporto per poter affrontare non soltanto i temi usuali che sono stati messi in evidenza in tutti gli interventi precedenti, ma anche per le nuove competenze che stanno per piombare su questo settore tali da sconvolgere e stravolgere l'intero tema. Quindi abbiamo pensato di poter utilizzare una parte dei fondi per la riproposizione del piano, come era previsto nella vecchia finanziaria, ma di poterne destinare una parte anche all'approntamento di studi che siano da base e da supporto per le nuove competenze.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (P.S.d'Az.). Signor Presidente, per il semplice motivo che vorrei far osservare che i 600 milioni così furono quantificati e destinati ai piani urbanistici aeroportuali, se scorporati, come è stato riferito, di circa mezzo miliardo porterebbero grosse difficoltà in quanto quel bando, fatto a suo tempo e poi richiamato in quanto aveva alcune anomalie che gli stessi uffici riscontrarono, non potrà essere riproposto. Significa penalizzare quelle realtà dove sono ubicati gli aeroporti sardi per quanto riguarda i loro piani di espansione urbanistica. Prendiamo l'esempio di Elmas; l'aeroporto di Elmas per quanto riguarda il comune è in attesa che questo strumento urbanistico, che la Regione doveva portare a compimento, per quanto riguarda l'espansione dell'aeroporto, si potesse portare in tempi abbastanza rapidi, per il semplice motivo che urbanisticamente quella città ha necessità di maggior chiarezza per quanto riguarda la sua espansione e, solo attraverso la predisposizione del piano urbanistico-aeroportuale, questo piano di espansione poteva portarsi a compimento. Quindi la mancanza del mezzo miliardo su 600 milioni a disposizione, potrebbe impedire la realizzazione di questi piani urbanistici aeroportuali, che già sono previsti per legge, e di cui la Regione sarda si voleva dotare, tenendo in considerazione le esigenze di espansione delle realtà aeroportuali per i prossimi vent'anni, in quanto c'è una crescita proprio su quello di Cagliari, di circa un 10 per certo dei passeggeri, e nell'arco dei 10 anni tranquillamente si va a un raddoppio dell'utenza, questo va tenuto in considerazione per impedire che l'aeroporto tra 10-15 anni non sia più rispondente alle esigenze di crescita che questa realtà sta portando avanti. Quindi ritengo che 500 milioni debbano restare ed essere utilizzati per lo scopo per i quali già nella finanziaria dell'anno scorso furono approvati da questo Consiglio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, si è parlato molto spesso di progettopoli, credo che l'approvazione di questo articolo 24 bis darebbe un grosso incentivo alla progettopoli, perché il Consiglio regionale l'anno scorso autorizzò la spesa per ciascuno degli anni 97-98-99 di 600 milioni per lo studio e l'aggiornamento dei piani di sviluppo aeroportuale. Sappiamo che il relativo bando, per una serie di problemi, non è andato in porto, ma l'esigenza dei piani di sviluppo aeroportuale, anziché diminuire è aumentata. Tra l'altro ho appreso che qualche giorno fa la Sogaer (?) ha fatto tutta una conferenza sarda sull'espansione di Elmas e non so bene in quale piano questi programmi di sviluppo siano contenuti. Quindi è una esigenza fondamentale, una esigenza che l'Assessore dei trasporti testé intervenuto ha affermato. Solo che qui si cerca di fare i furbi, perché si sopprime l'obiettivo di fare i piani di sviluppo aeroportuale, però non è che si cancellano i 600 milioni che erano destinati, questa operazione l'avrei capita avrebbe significato recupero di liquidità. E invece no, si cancella però si tengono 500 milioni nel 98 e 600 milione nel 99 che possono essere utilizzati per consulenze a tema libero, altamente discrezionali. Credo che questo sia fare i furbi, che questo non sia corretto perché quel finanziamento era stato destinato al Consiglio con un preciso obiettivo. Se quell'obiettivo viene momentaneamente accantonato, io non vedo la necessità di accantonarlo perché confido che se si opera entro il 98 il bando può essere pubblicato e quindi l'impegno preso, se viene accantonato l'obiettivo non vedo perché non vada accantonato il finanziamento e questo finanziamento viene dirottato verso lidi sconosciuti, e credo che siano sconosciuti molto i lidi a cui vanno le consulenze a Regione sarda, io ho presentato giorni fa una interpellanza chiedendo i motivi per cui la Regione sarda, in violazione di legge, non abbia comunicato gli incarichi conferiti agli esterni facenti parte di pubbliche amministrazioni alla presidenza del Consiglio dei Ministri. Era un obbligo preciso di legge, tanto che la presidenza del Consiglio dei ministri l'ha mandata all'agenzia di stampa, alla lista nera in cui figura la Regione Sardegna, e di questo ho chiesto spiegazioni al Presidente della Regione. E quindi, effettivamente questi 1 miliardo e 100 milioni finiscano per destinazione sconosciuta credo che non sia una cosa ammissibile e richiamo l'attenzione del Consiglio sul dovere che i finanziamenti siano finalizzati e non gestibili ad libitum dei singoli assessori, senza rendere conto a nessuno e, come abbiamo visto, neppure fornendo l'elenco alla presidenza del Consiglio dei ministri.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Io devo muovere un appunto al collega Bonesu, naturalmente benevolo, perché mi sta portando via il lavoro. Nel senso che ciò che devo dire io mi anticipa e mi fa fare anche una brutta figura. Però l'onorevole Bonesu ha detto una cosa giustissima, e mi dispiace che nell'aula ci sia stata disattenzione, perché ho fatto particolare attenzione per verificare quale seguito ci fosse a ciò che il collega Bonesu andava dicendo. Quindi nessun rimprovero, per carità di Dio, ma solamente perché sono perfettamente concorde con quello che il collega ha appena accennato. Senza entrare nel merito di ciò che ha detto il collega Bonesu, perché è stato magnificamente esplicato, quello che purtroppo sorprende in questa situazione è l'effetto della norma. Perché l'articolo 50 della finanziaria dello scorso anno, che aveva previsto, con una specifica destinazione, lo stanziamento di 600 milioni per ciascuno degli anni 97-98-99, aveva fatto una specifica destinazione per l'aggiornamento dei piani di sviluppo aeroportuali. Allora, siccome la norma della finanziaria attuale, in argomento recita: il comma sesto dell'articolo 50 della legge 8 marzo 1987 numero 8 è abrogato, significa che l'abrogazione annulla interamente e completamente la disposizione, assessore. Cioè non solo annulla la parte dispositiva relativa alla formazione dei progetti e dei piani aeroportuali, ma elimina anche lo stanziamento. Allora ci si chiede: ma come è possibile che la contabilità, la ragioneria o gli uffici addetti alla formazione del bialncio possano commettere un errore così evidente e marchiano? L'eliminazione del comma porta necessariamente all'eliminazione dello stanziamento e quindi al recupero, al versamento, alle entrate della somma che originariamente era stata stanziata. Signori, queste sono cose elementari, il fatto che si verifichino è preoccupante, perché è la dimostrazione e la qualità del modo, l'indicazione del modo con cui si fanno le cose. Non voglio usare parole pesanti ma certamente è una situazione grave che è l'esempio di disattenzione, di distrazione o di incompetenza. Quindi invito la Giunta a procedere a una rettifica e a un emendamento dell'articolo o ritirandolo, cosa che mi pare sia la cosa più opportuna, o nel momento in cui decidesse di mantenerlo, recuperando alle entrate della Regione la somma di 600 milioni per anno e relativa ai tre anni, 97-98-99, posto che nel 97 non è stato speso nulla.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS (F.I.). Mi pare che più che la mia voce i colleghi che sono intervenuti desidererebbero conoscere una risposta da parte dell'assessore. Certo che meraviglia il fatto che spese di progettazione o finanziamenti per spese di progettazione nel campo aeroportuale, destinati ad una spesa ben classificata, poi vengano lasciati nel bilancio e rientrino in spese per progettazione di carattere vario e generico non specificate. Per cui la stessa cosa che hanno chiesto i colleghi la chiedo anch'io, vorrei sentire la voce dell'Assessore della programmazione o di quello dei trasporti per sapere che fine faranno questi 500 milioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei trasporti. Ne ha facoltà.
LORRAI, Assessore dei trasporti. Si elimina soltanto la riserva di una quota della cifra stanziata a beneficio di quel progetto. A questo punto è utile che io dica che il progetto era mal indicato, perché Piano di sviluppo aeroportuale sembrerebbe che si riferisca allo sviluppo del sistema aeroportuale e, invece, si trattava di piani di raccordo tra le strumentazioni urbanistiche dei comuni confinanti con gli aeroporti e gli aeroporti stessi. Quindi, a giudizio del sottoscritto, si tratta di un livello di pianificazione urbanistica abbastanza semplice, che non richiedeva assolutamente uno stanziamento così imponete come quello che era stato predisposto, fermo restando che è intenzione della Giunta e mia personale dar seguito allo stesso approntamento di piano con una riserva finanziaria minore di quella una volta prevista.
Naturalmente tutte queste decisioni verranno assunte sempre previa consultazione della Commissione consiliare competente, quindi del Consiglio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto dell'articolo 24.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'articolo 24 bis.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 61
Votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 36
Contrari 25
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione: BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Aggiorno i lavori a domani alle ore 10, raccomandando la puntualità.
La seduta è tolta alle ore 21 e 11.
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