Seduta n.442 del 11/02/2004 

CDXLII Seduta

Mercoledì 11 febbraio 2004

(Pomeridiana)

Presidenza del Vicepresidente Salvatore Sanna

indi del Presidente Serrenti

La seduta è aperta alle ore 17 e 18.

RANDAZZO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del mercoledì 28 Gennaio 2004, (436) che è approvato.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che in chiusura della seduta antimeridiana il Presidente della quinta Commissione ha sollevato il problema di alcuni progetti di legge che sono stati presentati e per i quali vi sarebbe l'urgenza di una rapida discussione in Aula; non si è deciso nulla a fine mattinata, a fine seduta, rinviando tutto a stasera. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Presidente per chiedere gentilmente che venga inserita all'ordine del giorno la proposta di legge numero 523 sul fermo biologico, per chiedere successivamente naturalmente l'inversione dell'ordine del giorno che dovrà votare l'Aula.

PRESIDENTE. Credo che sia ben presente al collega Fadda il fatto che, per accogliere questa sua richiesta, occorre l'unanimità dei Capigruppo che in questo momento è difficile ottenere, a meno che non arriviamo gli altri Capigruppo in Aula, mentre se siamo d'accordo... Colleghi, siccome sono successe già altre volte queste questioni quindi, al limite, si sospende la seduta per cinque minuti e aspettiamo che gli altri Capigruppo arrivino così abbiamo il plenum dei Capigruppo.

Piuttosto, per quanto riguarda l'inversione credo che non ve ne sia bisogno, mi è sembrato di capire, Onorevole Fadda, che lei chiedesse di metterlo al primo posto questo punto, quindi se i Capigruppo sono d'accordo, diamo per acquisito il fatto che l'inserimento avviene al primo punto di questo pomeriggio. C'è un altro problema da risolvere e anche per questo chiedo ai Capigruppo di esprimersi: sono stati presentati due progetti di legge, però mi pare che vi sia stata una interlocuzione perché alcuni firmatari del secondo progetto di legge firmino il primo e quindi a questo punto si arriverebbe ad avere un testo di fatto unificato che ci consente di lavorare. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D. L.). Presidente, io ho chiesto l'inserimento del 523, naturalmente con l'impegno da parte di tutti i gruppi politici che poi questo provvedimento verrà firmato da tutti i Gruppi.

PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta per cinque minuti per dare tempo ai Capigruppo di arrivare in Aula e nel frattempo si possono trasferire le firme al progetto di legge 523, in maniera tale da poter procedere immediatamente. I lavori riprendono alle ore 17 e 30, la seduta è sospesa.

(La seduta sospesa alle ore 17 e 22, viene ripresa alle ore 17 e 50.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. I colleghi Capigruppo hanno dato l'assenso per l'inserimento al primo punto all'ordine del giorno della proposta di legge 523, la proposta di legge 523 viene assunta come testo base; sulla proposta di legge 523 sono confluite anche le firme di tutti i colleghi che avevano presentato un altro progetto di legge. E' in distribuzione il testo con tutte le forme al completo, quindi possiamo dare inizio - se non vi sono osservazioni - all'esame di questo provvedimento sempre che i colleghi prendano posto e facciano un po' di silenzio.

Discussione e approvazione della proposta di legge SANNA Alberto - GRANELLA - SPISSU - FADDA - BALIA - COGODI - SANNA Giacomo - DEMURU - GIAGU - MANCA - MASIA - ORTU - CORONA - MURGIA - CAPPAI - CASSANO - LADU: "Autorizzazione di spesa per l'attuazione del fermo biologico nell'anno 2004" (523)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca, pertanto, la discussione della proposta di legge numero 523. Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il relatore consigliere Sanna Alberto, relatore.

SANNA ALBERTO (D.S.), relatore. Grazie Presidente, molto brevemente per dire che su questo problema si è deciso di intervenire attraverso una proposta di legge, con un semplicissimo articolo di legge, che preveda la disponibilità di 10 milioni di euro perché sia garantito il fermo biologico per i pescatori, per la pesca in mare, perché se si fosse aspettato il bilancio, il periodo di fermo pesca non si sarebbe potuto realizzare; questo periodo va dal primo di marzo a metà aprile e quindi, non essendoci il bilancio, non c'erano le risorse disponibili, pertanto questo non poteva essere fatto.

Voglio sottolineare il fatto che il fermo biologico è una misura estremamente importante e fondamentale che rientra nell'ambito delle politiche complessive di Governo di una risorsa importante come la pesca, risorsa non illimitata che da diversi anni a questa parte sta dando segnali preoccupanti per la sua penuria, quindi la riproposizione del fermo biologico è uno strumento fondamentale perché serve a regolamentare questa materia. Ripeto, se fosse stato presentato il bilancio per tempo non ci sarebbe stato bisogno di presentare questo provvedimento, pertanto io sono dell'opinione che rapidamente si vada ad approvarlo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà. Ricordo ai colleghi che intendessero prendere la parola che devono iscriversi entro i termini dell'intervento dell'onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Intervento, Presidente e colleghi, che sarà brevissimo, semplicemente per far notare che non una ma ben due proposte di legge portano la data del 10 febbraio, che era la giornata di ieri. Non è scritto nelle proposte di legge quale sia stata l'ora di presentazione, sicuramente l'ora è un'ora meridiana, perché ieri prima che diversi Gruppi consiliari, quindi conclusivamente nell'insieme tutto il Consiglio regionale presentassero, attraverso diverse proposte, una legge risolutiva su questa questione degli indennizzi ai pescatori che debbano incorrere nei disagi sul piano economico del fermo biologico, nelle ore antimeridiane, sempre in giornata 10 febbraio, cioè sempre ieri, mille pescatori e più si sono riuniti in assemblea e in modo composto e ordinato, ma fermo, hanno detto a tutti il fatto che voi, Giunta regionale, siate in ritardo colpevole nel presentare il bilancio e che la Regione sia tutt'ora priva dello strumento principale di regolazione dell'economia e di sostegno a comparti vitali dell'economia, non può portarci - noi categoria di pesca, lavoratori di questa categoria - a sopportare questo danno. Una grande assemblea che ha chiamato la Giunta per contestarla e insieme alla Giunta tutta la maggioranza; arriva nello stesso giorno, ad horas una proposta che risolve un problema e noi siamo d'accordo perché, seppure tardivamente, il problema si risolva. L'assemblea degli avventi diritto dei pescatori ad avere un qualcosa che questa Regione già con normativa diversa, reiterata negli anni aveva già riconosciuto, è servita ad ottenere risultato. Pongo solo questa domanda alla Giunta, al Consiglio e alla maggioranza: ma del bilancio della Regione, del bilancio 2004, per favore, che notizie si hanno? Siamo a metà febbraio 2004, la Giunta non l'ha neppure ancora approvato e lo dovrà inviare in Consiglio, che a norma di Regolamento già in istruttoria avrà bisogno dei suoi 35 giorni regolamentari per l'istruttoria e poi arriverà in Aula. Ma voi pensate che questa Regione possa vivere senza bilancio? O non siete in grado di presentare il bilancio? O è vero che avete portato la Regione alla bancarotta e quindi non tornano i conti minimi e non siete in grado neppure tecnicamente di redigere un bilancio appena presentabile? E che state rastrellando i danari altrui, quelli già destinati alle finalità sociali, più pressanti a partire dal piano per il lavoro, dove avete azzerato i conti correnti di tutti i comuni della Sardegna, riprendendovi i danari per la spesa corrente della Regione e definendo modalità, istruttorie e passaggi tortuosi che porteranno il piano per il lavoro a non avere danari per intanto, e ad avere procedure così complicate che voi vorreste farlo morire così. Non sarà possibile, l'abbiamo difeso per cinque anni, lo difenderemo ancora per cinquant'anni il piano per il lavoro, statene sicuri! E lo difenderemo non solo come parte politica, lo difenderemo insieme a quanti, amministratori locali, cittadini, imprese e nuova economia in questa Regione e nuova civiltà e nuova cultura politica hanno capito che quella misura tanta avversata in origine, invece oggi è diventata per gran parte dell'economia e dei bisogni sociali in questa Regione uno strumento indispensabile e a voi destra, o Giunta di centro destra, ve lo dicono anche i vostri amministratori locali. La domanda era questa, la ripeto e concludo: per favore, che notizia si ha del bilancio della Regione? Siete o no in grado di presentare un bilancio? E se siete in grado quando, posto il ritardo enorme che già un danno gravissimo ha arrecato, oppure il bilancio di quest'anno sarà di questo tipo, che ognuno che ha diritto si dovrà riunire in assemblea, a mille a mille gli aventi diritto, chiamare gli Assessori, dirgli onestamente e fermamente come i pescatori ieri hanno detto delle loro enormi responsabilità, farli star male perché ieri gli Assessori sono stati male psicologicamente e c'è da essergli grati per averlo riconosciuto, perché di fronte a ragioni così evidenti hanno dovuto dire: "Avete ragione e noi siamo in torto". Il bilancio di quest'anno si farà così, a pezzo a pezzo, a tassello a tassello, ogni gruppo e categoria di aventi diritto dovrà riunirsi in un luogo della Sardegna provenendo da ogni parte per richiamare Giunta, maggioranza all'adempimento di un obbligo, che è un obbligo elementare sul piano istituzionale, e che richiama enormi responsabilità politiche? Questa è la domanda semplice che intendevo porre ed è anche il richiamo fattuale che intendevo fare. Quindi nessuno meni vanto; siamo tutti firmatari di questa misura, tutti, tutti i Gruppi e quindi tutti i consiglieri, nessuno meni vanto, "il merito e più mio", il merito, se questa proposta legislativa oggi è in Aula, è esclusivamente di quell'assemblea, di quei lavoratori che in quel modo così civile e fermo hanno imposto alla Giunta e alla maggioranza di correggere almeno in parte, finché è possibile, per quanto è possibile, un errore e un danno che si stava consumando in capo a quei lavoratori, a quel comparto di economia e soprattutto alle persone e alle loro famiglie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Signor Presidente, io credo che il Consiglio regionale questo pomeriggio abbia fatto bene ad inserire nell'ordine del giorno e a discutere immediatamente le due proposte di legge sul fermo biologico che poi sono state unificate in un progetto unico. Io feci la richiesta stamani proprio perché il Consiglio regionale non poteva non accogliere quelle che erano le richieste dei 2.800 pescatori della piccola pesca e chiesi di discuterne subito per non dovere fare la trafila lunga del passaggio nella Commissione ambiente prima e nella Commissione bilancio poi, quindi credo che sia importante. La pesca, come si sa, è un comparto fondamentale per quanto riguarda l'economia regionale, ed è opportuno pertanto dare risposte ed è opportuno, per quanto concerne il fermo biologico, che si ricordi quello che è stato detto ieri durante l'incontro-dibattito, la manifestazione dei pescatori, perché il fermo biologico non dev'essere più inteso, è stato chiarito e su questo mi trovo d'accordo, come un mero provvedimento di assistenzialismo, ma come una strategia scientifica per la salute del mare e l'economia del comparto, per far sì quindi che in questi 45 giorni del fermo biologico o in primavera o nell'autunno il mare si possa ripopolare, quindi dare prodotto e dare economia e sostentamento a queste 2.800 famiglie. Credo che questo sia importante, quindi il Consiglio regionale ha risposto prontamente, ma io credo che sia necessaria anche un'altra cosa, non c'è qui l'Assessore di competenza però lo dico ed è stato rimarcato ieri sera in quell'assemblea: la necessità di anticipare, almeno per quest'anno, il fermo biologico della primavera in modo che possa partire dal 20 febbraio per concludersi l'8 aprile, per consentire ai pescatori di aragoste di cominciare a gettare i tramagli qualche giorno prima di Pasqua, affinché possano pescare le aragoste quindi venderle ed avere sicuramente un reddito in quel periodo. Io credo che anche questo debba essere tenuto nella debita considerazione e se la Commissione ambiente si fosse potuta riunire, ma ho detto il perché, quindi è stato opportuno che le proposte siano arrivate direttamente in Aula, credo che anche come raccomandazione questo noi lo avremmo detto.

Dette queste cose, onorevole Presidente, non mi dilungo di più, dico che per quanto riguarda il Gruppo di Alleanza Nazionale è favorevole a questa proposta di legge e quindi voterà la proposta stessa.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Frau. E' iscritto a parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Molto brevemente per apprezzare il contenuto e lo sforzo che si sta facendo per far fronte ad un'emergenza, peraltro già da tempo denunciata e da tutti conosciuta. A me fa piacere che questa manifestazione dei pescatori abbia provocato un sussulto di dignità e anche di sensibilità da parte di quest'Aula, per cui che i diversi Gruppi abbiano provveduto a inserire non soltanto all'ordine del giorno, ma anche nei propri lavori, attraverso proposte concrete, una serie di indicazioni che possono dare soluzione a un problema che non si presenta solo oggi. Io sono in quest'Aula ormai da quasi un decennio e voglio ricordare ai colleghi che di questa questione ne parliamo ogni anno. Ogni anno! E non soltanto ne parliamo in termini di quanti fondi bisogna mettere in finanziaria per far fronte a un'esigenza da tutti riconosciuta; abbiamo parlato sull'utilità e soprattutto abbiamo parlato sull'utilità di continuare in questo modo, per cui di continuare di anno in anno. Io ebbi modo di contestare duramente - chi vorrà vedere gli atti li può andare a cercare - quando si trasformò il fermo biologico da triennale ad annuale, per cui quando tolse quella norma dalla finanziaria che permetteva proprio il finanziamento pluriennale di una misura considerata utile e indispensabile per il settore e si trasformò in annuale. Negli anni trascorsi successivi a nulla valsero le proteste e le indicazioni e anche gli emendamenti che venivano presentati sempre per rimarcare l'esigenza della triennalità del provvedimento. Peraltro la Giunta, soprattutto quella in carica...

Sì, io mi rendo conto di parlare al vento, forse oltre che al vento anche per qualcun altro, però voglio dire mi sembrerebbe...

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. Prego, onorevole Vassallo.

VASSALLO (R.C.). Stavo dicendo che voglio continuare l'intervento per ribadire due concetti: primo, richiamare questo senso di responsabilità dimostrato in questi giorni in favore di questa categoria che tanto ha dato e tanto dà all'economia della Sardegna sulla necessità di adeguare il provvedimento a quelle che sono le vere aspettative dei pescatori. Qual è? E' quella di dare al provvedimento un carattere triennale, per cui non dover essere costretta, questa categoria, un altro anno o alla prossima finanziaria a trovarsi di nuovo in assemblea in un albergo cittadino di Cagliari per rivendicare una cosa che tutti, a parole, sanciscono e ribadiscono, per cui la necessità di finanziare il fermo. Seconda cosa: vi è la necessità di dare questo carattere di triennalità, perché anche in virtù del fatto che nonostante giacciano in Commissione vari provvedimenti, varie proposte di modifica della normativa in vigore, anche attraverso l'istituzione dei distretti di pesca, rimane chiaro a tutti, soprattutto a noi che siamo quelli che dobbiamo legiferare, che senza soldi non si fanno distretti e non si fanno riforme, per cui comunque i 10 milioni di euro che si chiede vengano inseriti sono comunque elementi indispensabili non soltanto per dare una risposta oggi per il fermo biologico, ma servono soprattutto per dare una risposta domani più concreta rispetto all'intera riforma di cui il settore pesca necessita nella nostra Isola.

Per cui io annuncio già la presentazione di un emendamento che vada in questa direzione perché, pur nella necessità di operare un'approvazione veloce di questa proposta di legge, di queste proposte di legge unificate, vi è pure la necessità, a mio avviso l'urgenza, di marcare un segno in più rispetto alle stesse cose che stiamo dando oggi. Per cui segnare un passo avanti che faccia vedere ai pescatori che non soltanto facciamo un passo avanti rispetto all'emergenza di oggi, ma stiamo facendo un passo rispetto a quelle che sono anche le loro esigenze rispetto al domani.

Con questo termino questo breve intervento, annunciando questo ulteriore emendamento sostituivo totale dell'articolo 1. Se ci fosse da parte dei presentatori delle proposte di legge numero 523 e 524 la condivisione rispetto alla proposta che con questo emendamento si fa, a mio avviso sarebbe possibile modificare ulteriormente il testo in discussione, per cui fare quel salto di qualità e quel salto in avanti che veramente tutti si aspettano.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vassallo. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

PANI, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Signor Presidente e signori consiglieri, ritengo che si tratti, questo, di un atto dovuto, perché dalle esigenze necessarie per gli interventi che ogni anno, ormai da undici anni, si ripetono a favore dei pescatori e a tutela soprattutto, perché il contenuto dell'intervento è rivolto soprattutto alla tutela della risorsa ittica per il ripristino e il conseguente riposo, deriva la necessità di consentire a questa forma di aiuto che anche attraverso il consenso della Comunità europea può e, a mio giudizio, deve essere erogato, deve comportare quindi l'approvazione di questa proposta di legge. Direi di più, perché la legge 34, che è scaturita proprio da una necessità rilevata in questo campo, in questo settore, approvata all'unanimità a suo tempo dal Consiglio regionale, impone la delibera del riconoscimento del rimborso a fronte del fermo biologico nell'espletamento dell'approvazione del bilancio, congiuntamente quindi all'approvazione del bilancio, per tutti gli esercizi passati, se è approvata questa norma e conseguentemente la disponibilità della risorsa che viene ripartita in due tranche diverse, una nel periodo primaverile, chiusura invernale e primaverile, l'altra nel periodo autunnale, e sono le due forme che si estrinsecano poi conseguentemente fra il bilancio e l'assestamento del bilancio.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

(Segue PANI.) Questa legge, la 34, a mio giudizio dovrà essere modificata perché ritengo che ormai sia opportuno inserire invece regolarmente nei documenti di previsione del bilancio la necessità di regolarizzare questa pratica e regolarizzare soprattutto la necessità dell'erogazione di questo finanziamento, che tra l'altro ha anche un contributo sociale.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Il presidente Masala chiede cinque minuti per presentare un emendamento tecnico sulla norma finanziaria. Sospendiamo stando in aula. Preferisco che sia messo per iscritto.

(La seduta sospesa alle ore 18 e 19, viene ripresa alle ore 18 e 25.)

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 1.

LICANDRO, Segretario:

Art. 1

Autorizzazione di spesa

1. È autorizzata nell'anno 2004 la spesa di euro 10.000.000 per l'attuazione degli interventi di cui all'articolo 1 della legge regionale 22 dicembre 22 dicembre 1998, n. 34 (Nuove norme di attuazione sul fermo biologico); alla relativa copertura finanziaria si provvede con l'utilizzo di eguale quota delle entrate proprie della Regione del bilancio per l'anno 2004 da iscrivere nella UPB S05.046 dello stato della spesa dell'Assessorato dell'ambiente.

PRESIDENTE. Sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

Emendamento sostitutivo totale Vassallo - Cogodi - Ortu

Art. 1

È autorizzata nelle annualità 2004-2005-2006 la spesa di euro 10.000.000 per l'attuazione degli interventi di cui all'art. 1 della legge regionale 22 dicembre 1998, n° 34; alla relativa copertura finanziaria si provvede con l'utilizzo di uguali quote delle entrate proprie della Regione del bilancio annuale e pluriennale per gli anni 2004-2005-2006 da inserire nella UPB S05.046 dello stato della spesa dell'Assessorato all'ambiente. (1)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 1

All'art. 1 dopo le parole "per l'anno 2004" si aggiungano le parole "in conto dell'UPB E03.017". (2)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 1 ha facoltà di illustrarlo.

VASSALLO (R.C.). Presidente, l'emendamento è molto semplice, cambia la caratteristica dell'intervento, da annuale si punta a farlo diventare pluriennale, come peraltro era qualche anno fa, per cui si rimanda la norma alla pluriennalità, cosa che mi sembra normale per evitare che ogni anno ci troviamo nella stessa condizione.

E' chiaro che per far diventare pregnante la pluriennalità sarà necessario poi, in sede di finanziaria, fare un'altra norma che permetta di dare sostanza e carattere alla norma che stiamo proponendo. Per cui è un atto di natura squisitamente politica in questo momento e penso che qualifichi il Consiglio e qualifichi tutti noi se la approviamo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 2.

CAPPELLACCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sull'emendamento della Giunta viene emendato il testo con l'inserimento della UPB corretta, relativa alla quota delle entrate proprie della Regione, per ovvi motivi di carattere tecnico, perché facendo riferimento solo alla UPB relativa alla spesa abbiamo evidentemente, sul piano amministrativo, il provvedimento monco, dobbiamo indicare correttamente anche la UPB relativa alle entrate. Quindi la UPB correttamente indicata, per quanto riguarda la quota delle entrate proprie della Regione, è quella iscritta in conto della UPB E 03017. E' un problema squisitamente tecnico.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 1, ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

CAPPELLACCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Con riferimento all'altro emendamento, esprimo parere negativo in quanto essendo questo aspetto tecnico ed essendo l'articolo 4 della 34 una legge autorizzativa di spesa, questo tipo di modifica e di integrazione sarebbe meglio che venisse fatta in legge finanziaria, non con un'autorizzazione di questo tipo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.). Grazie Presidente. Non vorrei fare la voce fuori dal coro in questo clima ecumenico che accompagna il lavoro di questi giorni del Consiglio regionale, seppure in modo abbastanza travagliato, però sento il dovere di fare alcune riflessioni su questo provvedimento che riguardano sia la specificità del provvedimento, sia l'ambito più generale nel quale questo provvedimento si colloca, perché se non contestualizziamo i provvedimenti che il Consiglio regionale sta, in sede di strumenti di emergenza, discutendo ed approvando penso che non sia chiaro a nessuno cosa stiamo facendo e dove vogliamo arrivare. Tradotto, Presidente, questo provvedimento che arriva in Aula senza aver seguito nessuna delle procedure ordinarie che accompagnano qualsiasi proposta di legge o qualsiasi disegno di legge, si occupa di problemi per niente più importanti o per niente più fondamentali di tante altre materie che riguardano lo sviluppo e la crescita economica e sociale della nostra Isola e che sono fermi e bloccati per la semplice ragione che non esiste, approvata dalla Giunta e portata all'attenzione del Consiglio regionale, la manovra finanziaria. Probabilmente sarà necessario stasera alla fine della discussione che questo provvedimento venga approvato perché sopperisce e risolve problemi che altrimenti metterebbero in ginocchio una categoria produttiva come quella dei pescatori, ma mi sembra che non possa essere sottaciuto qua dentro, Presidente della Giunta, Assessore della programmazione, signori della Giunta e signori della maggioranza, che siamo all'11 di febbraio e, unica volta nella storia dell'autonomia della Regione sarda, non è stata ancora approvata dalla Giunta la manovra finanziaria per l'anno in corso, non solo ma non si ha neppure contezza di quando questo possa essere fatto. Ed allora, Presidente del Consiglio, io la invito formalmente nelle forme che lei riterrà possibili, a mettere in mora la Giunta su un provvedimento così fondamentale, così importante, così improcrastinabile come quello di mettere le categorie sociali, le categorie produttive, le forze economiche della Sardegna, di poter con certezza guardare all'esercizio finanziario del 2004 con la speranza di vedere soddisfatti i propri bisogni.

Mi rendo conto che l'attenzione dell'Aula è orientata probabilmente a tutt'altre cose e tutt'altri pensieri appassionati, che abbiamo visto la conquista di due giorni di sparo al fucile non so per quali specie stamattina, stasera avremo la soddisfazione di poter dire in televisione ai nostri pescatori che anche per quest'anno è fatto salvo il fermo biologico, ma io mi chiedo chi dirà alle centinaia di migliaia di persone che aspettano che si approvi il bilancio della Regione, perché ancora la Giunta regionale non l'ha approvato.

Prima che si possa procedere alla votazione di questo provvedimento, che ritengo peraltro giusto, che ritengo fosse doveroso, che ritengo senz'altro degno di essere approvato e da noi probabilmente verrà votato favorevolmente, non è in discussione questo, ritengo che ci sia bisogno che la Giunta regionale ci dica a che punto è la predisposizione della manovra finanziaria, quando ritiene di poterla approvare e quando possa essere discussa in Consiglio regionale, perché il rischio se no, Presidente, è che noi ci troviamo ogni settimana con provvedimenti tampone di questo genere, facendo ridere la gente, non facendo per nulla il nostro dovere di legislatori, ma sopperendo soltanto alle emergenze. Il nostro ruolo, Presidente, è quello di fare i legislatori per affrontare i problemi in modo ordinato inseriti in un contesto logico e generalmente condiviso, non può essere continuata l'operazione, perché siamo a tre mesi dalle elezioni, di accontentare categorie specifiche sui punti in emergenza, perché non stiamo accontentando nessuno, che sia chiaro. Questo provvedimento approvato significherà l'esatta Caporetto di questa Giunta regionale e di questa maggioranza, perché di questo provvedimento non ci sarebbe stato bisogno se la manovra finanziaria fosse stata presentata al 30 settembre così come la legge prevede, se fosse stata approvata entro l'anno 2003 e se fosse adesso la manovra finanziaria e il bilancio in corso di esercizio. Quindi non stiamo facendo nulla di positivo, stiamo soltanto mettendo un tampone ad una falla terribile e questa falla rimane non per i pescatori, ma rimane per tante altre categorie che aspettano da noi risposte diverse ai problemi urgenti che le categorie stesse hanno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Brevemente per due osservazioni, una perché, ma ormai mi pare che sia già deciso, c'era l'urgenza di questo provvedimento. Il collega Secci adesso giustamente faceva rimarcare che questa urgenza si è manifestata per un dato negativo della mancata presentazione della manovra finanziaria, però credo che l'opposizione abbia dimostrato, anche in questo caso, che mette comunque sempre davanti gli interessi della gente e delle categorie sociali a quelli che sono gli interessi politici. O la legge veniva approvata oggi, e io mi auguro che venga approvata, o il 20 febbraio non poteva partire il fermo biologico. Non partendo il 20 febbraio il fermo biologico, il fermo biologico in Sardegna quest'anno non si poteva fare. Quindi ci siamo fatti carico, in questo caso anche sostituendoci alla Giunta, di un provvedimento che comunque è fortemente interessato a queste categorie di lavoratori che sono i pescatori.

La seconda osservazione la faccio sull'emendamento Vassallo e più che la Giunta non accoglie. Io personalmente inviterei la Giunta non a dire "non accolgo l'emendamento" ma a farlo proprio come suggerimento politico, perché la possibilità dell'intervento per il fermo biologico pluriennale è oggi non possibile in virtù della legge 34 che prevede che il fermo biologico sia di volta in volta, di anno in anno, previsto nella norma finanziaria. Per cui la possibilità di un intervento pluriennale è data da una modifica della legge 34 che può essere fatto alla prossima finanziaria, sempre se arriva e se arriva in questa legislatura, modificando la 34. Quindi io personalmente auspicherei che venisse accolto l'emendamento Vassallo e più, più come fatto politico che come fatto sostanziale, perché come fatto sostanziale non può essere accolto in quanto non c'è la modifica della 34, quindi non c'è la norma sostanziale che lo rende applicabile. Come fatto politico può essere accolto, quindi magari direi che la Giunta lo può accogliere come fatto politico e si può ritirare in attesa della norma sostanziale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Ha detto bene poc'anzi il collega Marrocu, e stiamo dicendo bene un po' tutti, che questo provvedimento è necessario, indispensabile, perché diversamente ne deriverebbe un danno pressoché irreparabile ad una categoria importante di lavoro ed anche a una condizione delicatissima dell'habitat naturale della Sardegna, perché il fermo biologico è una tutela anche, oltre che di ordine economico, è anche una tutela di ordine ambientale, naturalistico.

Due. Il Consiglio regionale in via di deroga, del tutto eccezionalmente, con un articolo di legge scritto ieri, derogato ieri, portato oggi in Aula approva in alcune ore un provvedimento perché la Giunta ha dormito, perché la Giunta si è dimenticata, perché la Giunta non è capace, diciamo quello che vogliamo, perché la Giunta non ha fatto quello che doveva fare e l'assemblea dei pescatori ieri ha messo una sveglia tale per cui in alcune ore si fa quello che non si è fatto in tanti mesi.

Terzo. Ha ragione anche il collega Secci, l'avevamo già osservato, che intervenendo in questo modo oggi per il fermo biologico alla pesca, domani necessariamente su altre cose, perché altre categorie di lavoro, giustamente, protesteranno e il Consiglio opportunamente dovrà sopperire. In questo modo non si fa corretta amministrazione, non si fa bene governo, si fa un abito di arlecchino per colpa della Giunta. Ma quando c'è freddo e non si ha nessun abito chi ha freddo anche l'abito di arlecchino non gli va proprio bene ma poco poco lo ripara, quindi, ciò nonostante, è necessario procedere anche in queste difficoltà nella assoluta responsabilità imperdonabile della Giunta e della maggioranza e approvare questo provvedimento.

Ultima annotazione. L'emendamento da noi presentato e che il collega Vassallo prima ha illustrato è un emendamento giusto e tutti riconoscono che è giusto, e se è giusto perché non si approva? Si fa una obiezione: è giusto ma tecnicamente non si può. Ma chi l'ha detto? Si dica è giusto ma ci impegniamo a collocarlo, questo provvedimento della poliennalità o triennalità, formalmente ci impegniamo a collocarlo meglio nel bilancio triennale e nella finanziaria quando ci sarà, e dovrà esserci per forza tra qualche tempo. Ma allora si dica così, non si dica che tecnicamente non si può, ma dove è scritto che non si può? Dice: ma c'è una legge sostanziale. E beh, questa cosa è, una legge formale? Questa è una legge sostanziale. Ma allora si poteva modificare la 34 del 1998, esatto, infatti si sta modificando la 34 del 1998, nella gerarchia delle fonti questa è una legge sostanziale uguale alla 34 ed uguale alla legge del bilancio, quindi si può fare benissimo tecnicamente. Si potrà dire semmai, siccome dovremmo comunque riacchiappare il tema della finanziaria, siccome dovremmo comunque riproporci l'obiettivo, almeno l'obiettivo, di riordinare e meglio specificare anche la 34 del 1998, siccome ci dobbiamo porre o confermare l'obiettivo di istituire i distretti di pesca che comporteranno anche una diversa articolazione del fermo biologico e anche della attività e del fermo degli stessi operatori della pesca, perché non tutti i pescatori fanno la stessa cosa o tipo di pesca, con gli stessi mezzi e nelle stesse condizioni e quant'altro, si potrà dire, in via di mera opportunità, la proposta è giusta, la condividiamo e la Giunta, l'Assessore del bilancio e il Presidente della Regione che è garante formalmente, e quindi rimane agli atti del Consiglio, si impegna, essendo una proposta giusta, comunque a ritenerla già proposta, inserita nella articolazione della finanziaria che necessariamente, bella o brutta che sia, da qui a non molto ci dovrà essere. E allora andiamo avanti, ma andiamo avanti correttamente, non dando dell'imperizia tecnica alla proposta che il nostro Gruppo ha presentato perché non c'è nulla che tecnicamente non quadri. La norma è perfetta sotto il profilo politico, sociale e anche tecnico. Se però si ritiene in mera via di opportunità, come ho detto e ripeto perché si capisca, che possa avere, e concordiamo che ha, e fin d'ora formalmente ci si impegna che abbia una diversa collocazione da qui a non molto, diciamo che l'istituto si dà per acquisito perché c'è questa condivisione da parte dell'intero Consiglio e anche l'impegno formale della Giunta, allora se è così procediamo in questo modo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, io ho chiesto di parlare dopo che ho verificato che la Giunta regionale non si era iscritta a parlare. Io credo che ci sia un dovere, Assessore, e lo dico anche al Presidente della Regione, che quando le opposizioni mostrano quel grande senso di responsabilità che noi stiamo dimostrando anche oggi sopperendo alle vostre incapacità, meritiamo almeno una risposta, specialmente se questa richiesta sulla manovra finanziaria avviene dopo mesi di ritardi da parte della Giunta regionale e dopo che noi stiamo oggi approvando un provvedimento, credo che non sia mai capitato neanche questo, di approvare un provvedimento perché la manovra finanziaria non è stata approvata. Allora noi iniziamo da questo momento l'ostruzionismo su questo provvedimento se non sappiamo da parte della Giunta regionale quando verrà presentata in Consiglio la manovra finanziaria. È possibile che quest'Aula non abbia neanche il diritto di sapere quando la manovra finanziaria viene presentata? Presidente del Consiglio, mi rivolgo anche a lei, abbiamo il diritto di sapere quando questa manovra finanziaria arriva in Consiglio, quindi prego anche lei di rivolgersi alla Giunta regionale perché informi l'Aula di quando la manovra finanziaria verrà depositata presso i suoi uffici.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, questo era altro argomento, la Giunta ha sentito, se ha da dire dirà, nel caso il Presidente del Consiglio lo farà per vie formali scrivendo due righe alla Giunta perché la Giunta mandi un'informazione al Consiglio, questo è un altro discorso.

FADDA (La Margherita-D.L.). Oggi, prima di questo provvedimento vogliamo sapere.

PRESIDENTE. Adesso, onorevole Fadda, devo proseguire nel lavoro di questa legge.

FADDA (La Margherita-D.L.). Vedrà che la fate più tardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI (Gruppo Misto). Per dire brevemente, Presidente, che questo provvedimento che proviene dalle opposizioni, e poi ha coinvolto via via tutti i Capigruppo, denuncia quanto andiamo dicendo ormai da più di un anno e cioè che non esiste maggioranza, che si vive nel pieno caos e nella improvvisazione e, nel caso di specie, la denuncia è doppia. Ormai siamo nel mese di febbraio e non vi è ancora neanche una indicazione circa le politiche economiche che questo Governo regionale vuole perseguire con riferimento al problema di oggi in materia di pesca, non c'è ancora l'ombra della materia finanziaria, non è stata varata in Sardegna, un'Isola al centro del Mediterraneo, il proprio Consiglio regionale, nonostante abbia giacente in Commissione una corposa legge in materia di pesca che avrebbe necessitato di ulteriori approfondimenti, questa proposta di legge è rimasta lettera morta, non sono bastati cinque anni della scorsa legislatura, non sono bastati gli ulteriori cinque anni di questa legislatura, ancora una volta l'economia della Sardegna che dovrebbe avere al centro delle proprie attività la pesca, che dovrebbe avere appunto proprio per la sua conformazione geografica un punto centrale delle politiche di governo, manca non solo la legge finanziaria, ma anche la legge di settore. Allora diciamo che da un lato dobbiamo in qualche modo votare questo provvedimento perché si tratta di un atto di giustizia, io non vedo come si possa inibire un'attività lavorativa ad un intero comparto e non indennizzare questi lavoratori ai quali gli si dice che per un periodo di tempo non potranno lavorare e quindi produrre reddito. Credo anche che invece noi avremmo voluto conoscere l'idea di questa maggioranza e di questa Giunta in materia proprio di pesca, e se veramente oggi non fosse stato il caso per esempio da parte dell'amico Assessore Pani, conoscere per esempio uno status quo della materia e cioè il fermo biologico… scusate colleghi, un attimo solo, un minuto solo di silenzio, non pretendo di essere ascoltato, però se si fa un po' di silenzio svolgo il mio intervento anche se non mi dovesse ascoltare nessuno, questo mi crea meno problemi.

Mentre sarei interessato per esempio a conoscere quali sono gli effetti, ormai io penso di più di un decennio di fermo biologico, se la diminuzione di sforzo di pesca per un periodo limitato di 45 giorni, nell'arco dell'anno suddiviso in due periodi, ha dato un miglioramento della fauna ittica, se al contrario si è dimostrato insufficiente, quali sono gli eventuali ulteriori provvedimenti che potrebbero essere affiancati in una politica di governo che abbia la pesca anche fra le materie a cui dovrebbe fare riferimento, se esempio non sia il caso di discutere di mezzi selettivi anche di captazione dei prodotti ittici; se non sia il caso per esempio di prevedere un fermo biologico che non riguardi solo le categorie ma anche tratti di mare, che abbiano le alternanze tra loro, che in alcuni periodi dell'anno si possa pescare da una parte e non in altre o viceversa, se non ci sia in buona sostanza quella improvvisazione di una armata Brancaleone come quella che oggi appare la Giunta Regionale.

Su questo noi sicuramente non faremo mancare il voto favorevole, ma non possiamo neanche constare l'assenza totale di una politica in una materia importante e centrale come questa per un'Isola che vuole rivendicare la propria autonomia al centro del Mediterraneo. Io credo che una Giunta di questo livello davvero possa dare poche speranze ai sardi.

PRESIDENTE. Il dibattito nel merito di questo provvedimento di legge non è concluso, credo che l'assessore Cappellacci debba intervenire sulla richiesta fatta da uno dei colleghi, poi le darò la parola alla fine del dibattito Assessore per valutare l'insieme degli interventi fatti. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio credito e assetto del territorio. Sul problema relativo alla legge finanziaria, giusto per chiarezza il quadro della situazione attuale. Certamente siamo in grave ritardo, questo l'evidenza dei fatti lo dice, quindi non ci sono dubbi, questo non è in contestazione nel modo più assoluto, però dobbiamo tenere conto anche di quelli che sono gli accadimenti che hanno portato a questa situazione.

La Giunta aveva già approvato le linee guida per la manovra finanziaria, dopo questo passaggio tecnico in Giunta è intervenuta una legge finanziaria nazionale che ha cambiato il quadro di riferimento. Quella variazione al quadro di riferimento fa sì che tecnicamente quelle linee guida non siano più valide, debbano essere riviste, debba essere rimodulata quella ipotesi di finanziaria che era stata proposta, e questo evidentemente ha comportato un problema di tempi. Però, al di là del quadro attuale, abbiamo avviato da tempo una trattativa con il Governo nazionale perchè ci fosse un intervento su quella norma della finanziaria nazionale che è per noi, ma per tutte le regioni, fortemente penalizzante e abbiamo tentato in questo periodo di arrivare ad un risultato che ci consentisse di tornare sull'ipotesi originaria.

Ad oggi non siamo ancora arrivati ad una soluzione, riteniamo che sia in dirittura d'arrivo questa soluzione, però di fatto ancora non c'è ed allora ci stiamo apprestando, ed era già previsto per la Giunta prossima di questa settimana, a ripresentare la manovra finanziaria rimodulata sulla base del quadro normativo attuale, con la speranza comunque che nelle more evidentemente della conclusione dell'iter si possa sortire questo risultato positivo nella trattativa con il Governo e si possa arrivare alla versione precedente che è una versione, evidentemente, non penalizzante o non tanto quanto quella che siamo costretti a riproporre in virtù di questo quadro normativo.

Quindi abbiamo sicuramente un ritardo, il ritardo è motivato da un passaggio di carattere tecnico, ci siamo prontamente e immediatamente attivati per cercare di rimediare a questa situazione, nelle more della soluzione che confidiamo possa arrivare quanto prima, ci stiamo apprestando, e lo faremo nella prossima Giunta, a presentare il documento rivisto sulla base del quadro normativo attuale.

FADDA (La Margherita-D.L.). Quindi quando arriva qui?

CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta tratterà questo argomento venerdì. A quel punto i tempi tecnici.

PRESIDENTE. Io ho dato la parola all'Assessore perché desse una risposta in merito alla questione posta dall'onorevole Fadda facendo uno strappo al Regolamento perchè sono convinto che questo forse ci aiuterà a concludere prima e meglio i lavori che stiamo portando avanti, infatti credo che l'onorevole Sanna Gian Valerio non debba più intervenire o vuole intervenire? Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Il Presidente cerca giustamente di ottimizzare i tempi dell'Aula, ma credo che l'ottimizzazione sia nella sensatezza delle cose che diciamo e non certo nel numero degli interventi.

Presidente della Giunta, io credo che se anche apparentemente viene presentata all'Aula la difficoltà di un provvedimento di manovra finanziaria legato alla normativa nazionale noi sappiamo ed intuiamo che la problematica è di ben altra natura. Lo intuiamo dalla condizione generale delle finanze regionali e, allo stesso tempo, non riusciamo a credere compiutamente a questa ipotesi di disguido normativo dal momento che osserviamo un pericoloso silenzio da parte della Giunta, ma anche dell'intero Consiglio, su quelle che sono delle impostazioni governative che si affacciano sull'orizzonte dell'autonomia regionale in materia di devoluzione che porteranno molto rapidamente uno scenario assai più preoccupante di quello di oggi.

Non vi sembra il caso, o non vi è sembrato il caso, di suscitare in quest'Aula un dibattito che portasse ad una presa di posizione chiara, definitiva della Regione sarda in ordine a questi processi? Se è vero che c'era un'interpretazione normativa carente rispetto ai fabbisogni finanziari della Regione nella finanziaria nazionale, non avete pensato che un coinvolgimento del Consiglio in ordine a questi problemi potesse essere utile?

Io credo che i problemi siano di ben altra natura, e la natura sta a indicare che quel provvedimento famigerato, che per ben due volte è stato bocciato da quest'Aula, rappresentava l'obiettivo che non avete potuto raggiungere, che è quello di trovare le provviste necessarie a chiedere in pareggio un bilancio della Regione che appare difficoltoso per il forte e cospicuo indebitamento di questa Regione. Ed è proprio per questo che il legamento ideale fra questa discussione e la manovra finanziaria non è inopportuno, perchè un Consiglio regionale che si rispetta deve affrontare il problema del finanziamento dei suoi comparti produttivi alla luce anche di una ipotesi di priorità che dovrà assumere; perchè noi abbiamo bisogno di capire quante risorse abbiamo, dove le metteremo, con quale priorità assolveremo ai nostri doveri e soprattutto se ci saranno tagli e dove collocheremo i tagli perchè una visione globale è nel nostro diritto, nel nostro diritto di valutazione e benché riconosciamo a questo provvedimento una priorità come tanti altri provvedimenti che stiamo affrontando in questi giorni, vorrei solo ricordare alla Giunta che l'esito finale del vostro fallimento politico è proprio nella incapacità di dare uno sguardo globale alle scelte, alle risorse che vi costringe ogni giorno ad inseguire le emergenze e poi a rimettervi sulle doppie inaugurazioni per camuffare le vostre incapacità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Non è in Aula. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (P.P.S. Sardistas). Signor Presidente, per dire che riteniamo giusto questo provvedimento nel senso che permetterà agli operatori del settore di avere un giusto indennizzo per quanto riguarda il fermo biologico del 1994, ma soprattutto credo che il tempismo, tempismo naturalmente tra parentesi, portato avanti dal Consiglio regionale permetterà di avviare il fermo biologico dal 20 febbraio, che sostanzialmente è quello che hanno chiesto loro, un'anticipazione del fermo stesso. Però credo che vada comunque rivista questa situazione nel senso che la legge 34 del 1998 va rivista, va modificata, lo stesso fermo biologico che secondo me è una cosa molto importante ed attesa da tutti gli operatori del settore va normato, perchè oggi come oggi noi effettivamente non siamo in condizioni di sapere quali sono i vantaggi reali che oggi produce questo fermo biologico, ma soprattutto io credo che sia importante fare in modo che ci siano norme chiare e precise per quanto riguarda l'attivazione di questo fermo.

Oggi abbiamo una sorta di interventi a fisarmonica che vengono normati non in base alle reali esigenze del fermo stesso, ma soprattutto vengono condizionati dalle disponibilità finanziarie che ci possono essere oppure da altri fattori. Credo che va fatto in modo che questo non sia soltanto un intervento fatto solo per dare un po' di risorse in più agli operatori del settore, ma io credo che con queste risorse possiamo davvero fare in modo che la pesca si avvantaggi di questo tipo di intervento regionale che mi pare fino ad oggi è andato avanti con interventi un po' disorganici.

Credo che il provvedimento vada approvato, e vada approvato subito, però è chiaro che credo che gli operatori del settore oggi si attendono interventi più organici da parte della Giunta regionale, interventi definitivi e in grado di dare una spinta, una vera crescita all'intero settore. La stessa proposta di emendamento presentata da Vassallo e più, pur oggi nei limiti dei problemi che ci possono essere riguardo ad un inserimento immediato nella manovra, però credo che possa essere preso dal punto di vista politico un impegno preciso da parte della Giunta regionale perchè questo intervento va esteso e va normato non solo per quest'anno, ma anche per gli anni futuri.

Pertanto l'invito che voglio fare alla Giunta, benché in chiusura di legislatura, di attivarsi per approvare un provvedimento che sia in grado di dare risposte definitive all'intero settore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Presidente, alcune brevi battute per riprendere alcune delle questioni da noi poste, se è possibile Presidente, se in Aula qualcuno riesce a poter parlare tranquillamente, io non riesco quando c'è brusio, chiedo scusa.

PRESIDENTE. Colleghi per cortesia, onorevole Usai, non ci coinvolga tutti nelle sue discussioni, abbia pazienza.

ORTU (R.C.). Per riprendere alcune delle questioni da noi poste, ma anche alcune delle considerazioni un po' sconcertanti dell'Assessore che, in risposta ad una esigenza giusta, che per la verità è stata posta nel corso di queste settimane a più riprese, o di questi mesi, ci sentiamo dire in modo sconcertante che le scelte politiche o di politica economica compiute dal Governo con la legge finanziaria non sarebbero altro, o non costituirebbero altro, che un fattore di carattere tecnico che impedisce all'Amministrazione regionale di approvare il bilancio, o che avrebbe impedito all'Amministrazione regionale di presentare il bilancio nei termini previsti dalla legge e che avrebbero, tra l'altro, dovuto portare questo Consiglio, o avrebbero dovuto mettere questo Consiglio in condizione di approvare il bilancio da mesi antecedenti.

C'è da rimanere sconcertati perché… sinceramente vorrei capire se c'è la possibile che qualcuno ascolti quello che diciamo altrimenti se non serve a nulla. Presidente del Consiglio, Presidente della Giunta, Assessore del bilancio, gradisco l'attenzione.

C'è sconcerto quando si apprende dall'Assessore che la questione o le misure contenute nella finanziaria e nel bilancio dello Stato vengono ridotte a fattore di carattere tecnico.... e l'Assessore continua a discutere con il Presidente e io continuo a fermarmi. Assessore tecnico, è possibile avere la sua attenzione?

Dicevo che è sconcertante che lei riduca la finanziaria dello Stato, il bilancio dello Stato a un fattore tecnico che impedirebbe, o avrebbe impedito, la presentazione del bilancio; ed è sconcertante che poi non dica una parola sul motivo che ha impedito la presentazione del bilancio. È sconcertante che lei non dica una parola sulla manovra di politica economica che è contenuta nella finanziaria e nel bilancio dello Stato, che poi sta all'origine della difficoltà per la quale non avete presentato il bilancio, oltre al fatto che vi sono tutte le vostre difficoltà che sono state qui, in modo molto chiaro e preciso, riassunte dall'intervento del collega Locci. D'altronde è un esponente della vostra maggioranza, ha detto che non c'è né capo e né coda né nella maggioranza, né nella attività di questa Giunta quindi è comprensibile.

Però che non si dica una parola e che non sia stata detta in Aula e che ancora oggi le difficoltà vengono ridotte a difficoltà tecniche, e non si dica nulla su quanto è accaduto, e per esempio sulle difficoltà che la finanziaria dello Stato sta creando ai bilanci degli enti locali e delle regioni.... Assessore e Presidente, io continuo imperterrito a pretendere che qualcuno mi ascolti, anche perchè poi devo porre una questione che abbiamo già posto e sulla quale non abbiamo avuto una risposta. Io ritengo che sarebbe stato pure utile sapere qual è il vostro giudizio sui tagli introdotti dalla finanziaria, e per esempio sarebbe stato utile conoscere qual è il vostro giudizio rispetto alla rivolta che i tagli introdotti con la finanziaria sta creando in tutta Italia compresa la nostra Isola.

Qualcuno ha dimenticato che l'altro giorno c'è stato uno sciopero che senza precedenti ha coinvolto tutte le organizzazioni sindacali del settore della sanità. Qualcuno forse non ha colto che quello sciopero ha riproposto l'esigenza di difendere il sistema sanitario nazionale e di impedire una delle scelte devastanti che è stata introdotta con la finanziaria. Tutto questo può essere ridotto solo ad un fattore di carattere tecnico? Vorremmo capire, vorremmo sentire, sarebbe anche utile capire cosa ne pensa la Giunta alle ricadute che si stanno creando, che si stanno creando anche nella nostra Regione rispetto alle scelte che sono state compiute con la finanziaria a livello nazionale e come questa Giunta riuscirà in qualche modo ad uscire dal ginepraio che si è creato.

Ma noi abbiamo posto anche un'altra questione sulla quale attendiamo una risposta. Noi abbiamo presentato un emendamento, l'emendamento è stato accolto dalla Presidenza del Consiglio, quindi non ritorno sulle ragioni che qui sono state esposte dai colleghi che condivido, ma nel momento in cui è stato accolto dalla Presidenza del Consiglio l'emendamento dal punto di vista tecnico è inconfutabile, può essere trasformato in norma di legge. Quindi la dichiarazione della Giunta di non accogliere l'emendamento è solo una dichiarazione di carattere politico, è una scelta politica che compie la Giunta. Nonostante questo, Presidente e Assessore, io capisco che le rogne dell'Assessore La Spisa siano tante, basta aprire i giornali di oggi e ha da scegliere, e anche questo sarebbe utile, noi abbiamo discusso ampiamente per due giorni mentre magari sarebbe utile discutere per quattro giorni delle tante questioni, oltre quelle di carattere economico e finanziario, anche quelle di carattere industriale che sono aperte in questa benedetta Isola. Capisco che le rogne sono tante e quindi che deve anche consultare il Presidente della Giunta; mi auguro che il consulto abbia una sua utilità. Dicevo che noi abbiamo presentato un emendamento, voi fate una scelta politica dichiarandolo non accoglibile, ed è una scelta di carattere politico che fa la Giunta, bene, nonostante questo vi diciamo: badate, per evitare che così come per la caccia, così come per il fermo biologico, così come per tutte le altre questioni, viste le cose che vi ha detto l'onorevole Locci della vostra incapacità a gestire anche la normale amministrazione, vi chiediamo, almeno sul piano della disponibilità, dichiarate cosa volete fare, ma date una risposta nel merito sia delle questioni che riguardano i ritardi nella presentazione del bilancio e delle scelte a cui vi costringe la finanziaria nazionale, ma date anche una risposta nel merito di una proposta che pure in quest'Aula è stata presentata e che ha pari dignità e che richiede, anche da parte della Giunta, una presa di posizione o una dichiarazione precisa per capire eventualmente anche noi, visto che abbiamo avanzato la proposta, cosa fare nel proseguo della discussione.

PRESIDENTE. La Giunta ha a disposizione dieci minuti, credo che debbano dividersi il tempo l'Assessore della programmazione e l'Assessore dell'ambiente.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio credito e assetto del territorio. Grazie Presidente, molto rapidamente. Con riferimento all'emendamento e alla parte in cui si dà il carattere pluriennale alla autorizzazione, a maggiore ed ulteriore precisazione: mentre da un lato si condivide sul piano politico la sostanza del provvedimento, dall'altro sul piano tecnico si ritiene che sia in termini ortodossi più corretto riportare questa pluriennalità direttamente nella finanziaria. È un problema di tipo tecnico e di ortodossia tecnica; tutto qua. Ovviamente ci rimettiamo alla volontà dell'Aula su quella che sarà la scelta finale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente. Ne ha facoltà.

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. Molto brevemente sento il dovere di rispondere in merito alle obiezioni che sono state presentate giustamente e per il ritardo della presentazione di questa legge, per altro ritardo dovuto, per quanto è stato ampiamente ormai dichiarato, alla applicazione della legge 34 del 1998 che impone per il fermo biologico l'approvazione, durante il bilancio, della risorsa e l'applicazione di questa normativa non può che essere eseguita, applicata durante la discussione del bilancio, bilancio che per le ragioni che abbiamo detto non è stato ancora presentato e quindi, di conseguenza, questa necessità urgente ed impellente.

Ma ho il dovere di rispondere invece al quesito posto e al problema posto dal consigliere Locci, perché ritengo che sia fondato e abbia assolutamente la necessità di un chiarimento. Così come ha affermato l'onorevole Locci, la legge sulla pesca presentata non da questo ma dal precedente Consiglio regionale, legge complessa, legge importante, è stata respinta dal Governo di allora. Si è ripresentata tale e quale, quindi la necessità di rivederla durante questa legislatura e io in più di una occasione parlando a questo Consiglio soprattutto in occasione delle discussioni lunghissime sull'approvazione del bilancio ho avuto modo di esternare questa necessità, così come ancora oggi la ripeto, perché per esempio siccome la ragione dell'esclusione di quella legge, della mancata approvazione, era legata alla norma non approvata, ma contestata quella, del rilascio delle licenze in capo alla Regione e non in capo al Governo, le autorizzazioni di licenze di pesca, come tutti quanti voi sapete, che sono demandate soltanto esclusivamente al Ministro dell'agricoltura che in campo governativo è quello che regola l'attività di pesca e quindi la Regione è esclusa da questa ipotesi, e giustamente io ritengo ancora di più oggi che è approvata, che è stata approvata la riforma del Titolo quinto della Costituzione, la Regione può vantare il diritto a presentare, ripresentare tale e quale quella legge perché si discuta e si approvi e con quella legge si pone anche un rimedio definitivo alla stagione del fermo e a tutte quelle verifiche di cui adesso parlerò molto brevemente perché su questo argomento - vi ripeto - sarebbe necessario aprire un dibattito per un'intera seduta e ritengo per più sedute.

Il problema del fermo biologico, il problema della necessità della certificazione dei risultati, della necessità perché lo sforzo di pesca sia certificato come risultato valido in conseguenza del fermo, è oggetto di particolare rilievo da parte dei componenti del comitato regionale pesca, la parte scientifica dei componenti che per esempio contestano e hanno sempre contestato il periodo del fermo stabilito; loro ritengono e hanno dimostrato questa loro posizione, questa loro scientifica affermazione, sostengono che il periodo migliore per il fermo sia quello dell'inoltrata primavera, perché in quel periodo la riproduzione delle specie, soprattutto presenti nei nostri mari è la più attiva e la più proficua, e invece il fermo biologico si svolge in questo periodo soprattutto con la necessità che la ripresa dell'attività turistica impone il recupero di quelle risorse e di quel patrimonio perché con la Pasqua si riprenda l'attività. Ma non basta solo questa considerazione, io debbo onestamente riconoscere, c'è anche il fatto che il fermo biologico sia articolato in due periodi diversi e che interessa quindi problemi e caratteristiche diverse nelle diverse marinerie e di questo se ne deve tener conto nell'esame di questa legge che, per quanto non elaborata dal sottoscritto, è riconosciuta dal sottoscritto come valida per la discussione in Aula e per l'approvazione di un testo definitivo, che io spero, mi auguro soprattutto nell'interlocuzione che oggi in quest'Aula è stata ancora una volta presentata, mi auguro avvenga durante questo scorcio di legislatura. Ritengo che sia argomento importante perché riguarda un settore che vede interessate alla prodduzione e all'attività di pesca diverse migliaia di operatori, con un conseguente giro di interessati all'argomento pesca che è di qualche decina di migliaia di persone. Io ritengo che questo sia un argomento importante, sia un argomento che deve essere opportunamente valutato da questo Consiglio e portato a conclusione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.

CORONA (F.I. - Sardegna). Per chiedere il voto palese elettronico.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri BUSINCO, PILO, BALLETTO, SATTA, DIANA, VARGIU, LICANDRO.)

PRESIDENTE. Onorevole Corona, spero non le sia sfuggito, voglio chiarire che stiamo per votare l'emendamento numero 1 adesso, non l'articolo o la legge. Quindi sull'emendamento 1 lei mantiene la richiesta di voto elettronico palese. Onorevole Vassallo, sulla modalità di voto?

VASSALLO (R.C.). No, è sull'emendamento Presidente, preso atto delle dichiarazioni dell'assessore alla programmazione che riteneva che sul livello politico della proposta vi è la condivisione per cui ritenevo opportuno che questa proposta fosse inserita in finanziaria, noi prendiamo atto di questa dichiarazione di buona volontà, una dichiarazione politica che chiaramente dovrà essere trasportata in finanziaria e per cui in questo momento noi ritiriamo l'emendamento numero 1.

PRESIDENTE. Bene, grazie. Possiamo andare avanti, siamo all'articolo 1. Onorevole Corona, conferma la richiesta di voto elettronico palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'articolo 1.

Onorevole Masia su cosa vuole intervenire? Vuole confermare il suo voto a favore. Onorevole Rassu come ha votato? Ha votato a favore, anche l'onorevole Milia.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CARLONI - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI -GRANELLA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILO - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS -USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 68

votanti 67

astenuti 1

maggioranza 34

favorevoli 67

(Il Consiglio approva)

Allora colleghi il voto l'ho già dichiarato con queste correzioni, in effetti avevano votato, risultano nulle e abbiamo dovuto specificare meglio. Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 2.

Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

RANDAZZO, Segretario:

Art. 2

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 2 lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico della proposta di legge numero 523.

La consigliera NIVOLI, non essendo riuscita a votare, dichiara il proprio voto favorevole; il consigliere BALIA, il cui voto risulta nullo, dichiara di aver votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BALIA - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILO - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 71

votanti 70

astenuti 1

maggioranza 36

favorevoli 70

(Il Consiglio approva)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Bene colleghi proseguiamo con l'ordine del giorno, ricordando che i lavori proseguiranno fino alle ore 20 salvo decisioni contrarie.

Onorevole Corda, su cosa sta intervenendo?

CORDA (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori. Siccome credo che adesso inizieremo la discussione, mi sembra di aver capito, sulla vicenda del ministro Martino, vorrei ricordare all'Aula, e spero che domani si lavori, che si prosegua con l'esame della legge sul condono edilizio, ricordando che ci sono 44 mila persone, sardi che hanno fatto domanda, e credo che aspettino una risposta che il Consiglio regionale deve assolutamente dare. Quindi chiedo chiarimenti sul fatto che il Consiglio domani, come sarebbe opportuno, lavori. Grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Corda, è già in programma, noi adesso continueremo con i due ordini del giorno e poi proseguiremo, appena finito con questi ordini del giorno, con il provvedimento sul condono edilizio, a seguire. Quindi domani c'è Consiglio e certamente lavoreremo.

Detto questo, colleghi, io vi pregherei di prendere posto e di prestare un po' di attenzione. Possiamo proseguire?

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, io non vado avanti se non c'è l'attenzione dell'Aula. Onorevole Capelli, la prego prenda posto nei banchi della Giunta. Non dovendo fare un intervento né una comunicazione all'Aula, i colleghi mi permetteranno di parlare seduto per riferire per altro quanto chiesto anche in uno degli ordini del giorno, seppure non ancora votato.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Murgia, se vogliamo parlare di questa cosa ne parliamo, se siamo stanchi fermiamo i lavori. Onorevole Piana, se non vogliamo lavorare perché siamo stanchi chiudiamo i lavori e riprendiamo domani mattina.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Sanna Nivoli. Ne ha facoltà.

SANNA NIVOLI (A.N.). Il sollecito intervento del collega Corda, che ha sollecitato tutti i colleghi che non hanno normalmente voglia di lavorare evidentemente, perché se non c'è il sollecito dell'onorevole Corda qui nessuno lavora. Intanto questo è un primo principio: cari amici, se Corda non vi dice che dovete lavorare voi sicuro che non lavorate, è così, no? Prima cosa.

SANNA EMANUELE (D.S.). Non parlava di noi!

SANNA NIVOLI (A.N.). Posso continuare, onorevole Sanna? La ringrazio della benevolenza.

Seconda cosa, io sarò fra coloro che domani non lavoreranno in Aula, e lo dico pubblicamente, lo dico ai mass media, che domani non lavorerò perché domani c'è un Ministro della Repubblica che viene, anzi due Ministri della Repubblica…

(Interruzioni)

SANNA NIVOLI (A.N.). Calmatevi, ragazzi, non vi agitate! Ragazzi, state sereni, perché i Ministri della Repubblica... Presidente, se rumoreggiano non parlo.

PRESIDENTE. Colleghi, vi chiedo una cortesia doppia, primo perché un consigliere regionale sta parlando, secondo perché è una signora e credo che siamo tenuti anche a un minimo di cavalleria. Prego, onorevole Sanna.

SANNA NIVOLI (A.N.). C'è troppo chiasso, Presidente, rinuncio al mio intervento.

PRESIDENTE. Però non più del solito, mi perdoni, c'è un po' di brusio, ma non più del solito. La prego di concludere il suo intervento.

SANNA NIVOLI (A.N.). Presidente, mi sorprende che ci sia brusio perché normalmente io non dico le cose scontate che dice l'onorevole Corda, quindi mi sorprende che i colleghi non mi ascoltino.

Allora due Ministri della Repubblica che vengono perché la Regione Sardegna, se non sbaglio, chiedo conferma all'amico Giacomo, mi pare che faccia ancora parte della Repubblica italiana, grosso modo! Comunque sono due Ministri della nostra Repubblica, mi pare che un minimo di attenzione bisogna... Poi, se volete, vi faccio sapere per quale ragione vengono: vengono perché c'è l'inaugurazione dei lavori della condotta Torrino Margiani, c'è un'area marina protetta, visto che voi siete così fortemente e follemente ambientalisti nelle parole, ma non nei fatti, perché quando si viene a mettere un'area marina protetta...

FADDA (La Margherita-D.L.). E basta! E' ordine del giorno questo? Ma Presidente!

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, io le devo chiedere scusa, tutto questo non è molto attinente con l'ordine dei lavori di stasera, la prego.

SANNA NIVOLI (A.N.). Presidente, se io posso parlare, posso parlare sull'ordine dei lavori. Mi pare che quando l'onorevole Cogodi sbraita e giustifica i suoi interventi sull'ordine dei lavori parlando del sesso degli angeli lo si faccia parlare; quando io parlo di cose coerenti con l'ordine dei lavori non mi si fa parlare. Io prendo atto che quest'Aula si comporta in un modo quando si tratta di far parlare Cogodi e quando si tratta di far parlare altri si comporta in un altro modo. Allora, Presidente, la prego di farmi parlare.

PRESIDENTE. Io le do la parola in modo tale che lei possa dire ciò che deve dire sull'ordine del giorno.

SANNA NIVOLI (A.N.). Sull'ordine del giorno io dico che mi sembra poco dignitoso che l'istituzione Consiglio regionale, la massima istituzione, quante volte l'ho sentito dire dalla... la massima, riempiendosi la bocca, la massima istituzione che deve lavorare perché Corda chiede che si lavori e non ritiene che sia opportuno sentire che cosa Ministri della Repubblica ci vengono a dire sul destino di alcune cose che ci stanno molto a cuore, come l'ambiente, come problemi che riguardano il sistema idrico, come un rapporto di fiducia e forte e di discorso....

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, mi perdoni, ho tolto la parola a diversi colleghi, non lo voglio fare anche con lei, la prego.

SANNA NIVOLI (A.N.). Presidente, non glielo permetto, lei mi deve mandare via dall'aula se vuole impedire che io parli.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, io e credo tutti i colleghi vogliamo essere gentili e cortesi, è doveroso oltre che dovuto per il ruolo che ognuno di noi qui ha, però, la prego, concluda le cose che deve dire sull'ordine del giorno, grazie.

SANNA NIVOLI (A.N.). Concludo dicendo pubblicamente che io domani chiederò congedo, perché ritengo che sia opportuno andare a sentire che cosa in questo rapporto di solidarietà con il Governo romano la Regione Sardegna possa fare. So che il Presidente della Regione dovrebbe avere un impegno con questi Ministri della nostra Repubblica, per cui l'Aula poi decida se vuole preferire continuare a "lavorare", permettendo a persone come Cogodi, che è una persona simpaticissima, di impedirci di lavorare.

COGODI (R.C.). Ma che c'entro io?

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sanna. Scusate, colleghi, se vogliamo... abbia pazienza onorevole Corda, comprenda anche me, se vogliamo finire ciò che stiamo facendo non possiamo su questo aprire un dibattito.

CORDA (A.N.). Le chiedo un minuto.

PRESIDENTE. Guardi, onorevole Corda, dopo avremo occasione di parlare e se lei vorrà... Mi fermo, non vado avanti. Onorevole Corda, no, abbia pazienza, lei avrà...

CORDA (A.N.). Per fatto personale.

PRESIDENTE. Mi dica qual è il fatto personale, le darò la parola alla fine del dibattito. Si avvicini da me un momento, adesso continuiamo i lavori.

CORDA (A.N.). Chiedo di intervenire per fatto personale.

PRESIDENTE. Ho capito, le darò la parola alla fine dei lavori per fatto personale, come è previsto dal Regolamento.

spissu (d.s.). C'è stata una richiesta di sospensione dei lavori di domani, Presidente. Chiedo scusa, Presidente, sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Onorevole Spissu, sull'ordine dei lavori sia conciso.

SPISSU (D.S.). Siccome io non ho capito nella concitazione dell'intervento della collega Sanna...

SANNA NIVOLI (A.N.). Non mi avete fatto parlare!

PRESIDENTE. Non butti benzina sul fuoco...

CORDA (A.N.). Presidente, perché parla Spissu e non io?

PRESIDENTE. Sta parlando sull'ordine dei lavori.

CORDA (A.N.). Io parlo sull'ordine dei lavori, sull'ordine che vuole lei!

SPISSU (D.S.). Sull'ordine dei lavori, Presidente. Io non ho capito se l'onorevole Sanna ha preso la parola per comunicare che domani sarà in congedo e non c'era bisogno di prendere tutto questo tempo, oppure se A.N. fa una richiesta formale di interruzione dei lavori dell'Aula questa sera.

PRESIDENTE. Non mi pare che sia così.

SPISSU (D.S.). Io così ho capito. Allora se non è così non ho capito per che cosa sia intervenuta.

Comunicazioni del Presidente del Consiglio Serrenti sull'incontro con il ministro della difesa Martino

PRESIDENTE. L'onorevole Sanna ha parlato a titolo personale e vorrei, per cortesia, chiudere questo argomento e andare avanti, poi se è necessario facciamo una Conferenza dei Capigruppo, decidiamo altre cose, però adesso andiamo avanti. Per cui prego i colleghi di stare al proprio posto.

Io impiegherò pochissimi minuti perché voglio ricordare che abbiamo interrotto i lavori in un momento nel quale stavamo parlando di due ordini del giorno, il numero 1 e il numero 2, questi ordini del giorno non sono stati ancora letti, pertanto chiedo anche ad uno dei Segretari di venire ad assistermi, e ci siamo fermati nel momento in cui alcuni firmatari dell'ordine del giorno numero 2 avevano ritenuto, essendoci stata una modifica dell'ordine del giorno, di non dover più aderire. Io non so se questi colleghi hanno o no cambiato opinione, questo lo vedremo tra un po'. Naturalmente, siccome tutto questo è avvenuto diversi giorni fa, c'è stata un'evoluzione e su questa evoluzione io dico due parole, dopodiché se l'Aula vorrà proseguiremo tranquillamente i lavori.

L'evoluzione è questa, per altro contenuta, vedo, anche in uno di questi ordini del giorno che mi fa una raccomandazione, di prendere contatti col Governo per avere spiegazioni sulle dichiarazioni fatte dal ministro Martino in occasione della consegna di due navi alla Marina militare, che si è svolta qua a Cagliari. Questo è avvenuto in una fine settimana, tutti abbiamo sentito le dichiarazioni e si è ritenuto, ha ritenuto il Presidente del Consiglio, ma devo dire molti colleghi e la stessa Giunta, che quelle frasi che abbiamo ascoltato fossero lesive delle prerogative autonomistiche della Regione, del Consiglio regionale, che fossero anche offensive per come sono state pronunciate e naturalmente ci sono state diverse reazioni.

Giorni dopo io sono stato a Sassari, i miei uffici sono stati raggiunti dagli uffici di Gabinetto del Ministro, il quale mi ha chiesto un incontro per spiegare che le cose che lui aveva detto non erano esattamente così e che forse è stato travisato non avendo potuto dire tutto quello che pensava, avendo detto solo una parte. Io ho incontrato il Ministro, era anche una questione di cortesia, per altro il Ministro mi chiedeva un incontro su questo argomento, mi sembrava assolutamente opportuno che l'incontro vi fosse. Ci siamo incontrati, il Ministro ha spiegato che non pensa lontanamente che un ordine del giorno votato dal Consiglio sia privo di valore e che lui rispetta non solo le decisioni prese da questo Consiglio, con qualsiasi maggioranza vengano prese, ma che è assolutamente rispettoso di tutte le autonomie e soprattutto dell'autonomia della Sardegna. Ha voluto riaffermare - anche questo lo riferisco, ma ci riguarda poco - che le competenze dello Stato in materia di difesa e in materia di politica estera non si toccano. Io gli ho detto che a noi non interessa avere l'esercito, che non vogliamo competenze in materia di difesa, né in politica estera, tranne quella che è prevista dalla riforma stessa del Titolo V della Costituzione, come sappiamo per i trattati commerciali la Regione ha delle competenze e quindi quelle ce le teniamo perché sono date dalla Costituzione, e in merito alla difesa noi non entriamo nel merito, ma naturalmente quando le esigenze della difesa chiedono occupazione del territorio sardo, sul quale abbiamo espresso, anche ricordo tempo fa, una manifestazione di sovranità concreta con atti esitati in questo Consiglio, che noi naturalmente vogliamo essere coinvolti. Ma ho anche detto che questo aspetto eventualmente deve essere trattato col Governo della Regione non con me, per ciò che mi riguardava io volevo chiarimenti circa le cose dette sull'ordine del giorno che abbiamo votato.

Quindi, quell'ordine del giorno che abbiamo votato su La Maddalena naturalmente conserva tutta la sua efficacia, non solo politica, sarà compito del Governo difenderlo nelle sedi dove lo dovrà difendere. Per ciò che mi riguarda, io ho dichiarato anche ai media che le spiegazioni date dal Ministro non sono sufficienti, naturalmente io in questo caso parlo a nome del Consiglio, ma non avendo sentito il Consiglio io non ho potuto, come dire, impegnare il Consiglio che rimane libero, attraverso i suoi due ordini del giorno, di esprimersi come meglio ritiene e saremo tutti rispettosi di questa decisione e io stesso, se il Consiglio voterà quegli ordini del giorno, mi farò carico di trasmetterli al Ministro e al Presidente del Consiglio dei Ministri e a chi di competenza.

Dette queste poche parole riprendiamo i lavori al punto in cui li abbiamo lasciati. Ricordo ai colleghi che possono essere fatte dichiarazioni di voto, pertanto si potrà dire quello che si vorrà dire nei termini previsti dal Regolamento. Prima di tutto voglio capire se l'ordine del giorno numero 2 ha tutti i firmatari, oppure ci sono stati colleghi che hanno ritirato la propria firma.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine del giorno il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS (U.D.R.-Centro). Prima di sapere se gli ordini del giorno dovranno essere discussi, approvati e quant'altro…

PRESIDENTE. Non c'è discussione.

FLORIS (U.D.R.-Centro). Forse è bene che alle dichiarazioni rese testè dal Presidente del Consiglio regionale si aggiunga qualche altra dichiarazione, perché le cose che stanno succedendo in Sardegna sono tante, sentivo una collega prima che diceva che non dobbiamo lavorare perché arrivano due Ministri, siamo in campagna elettorale, per un'opera finanziata, oggi si è festeggiato lo stesso, cui il primo finanziamento risale al mese di ottobre del 2001 con 33 miliardi 569 milioni e rotti, quindi fatta da una Giunta precedente e da un Governo precedente, però sappiamo come corre il mondo, ognuno festeggia, festeggi chiunque, l'importante è che arrivi quest'acqua in Sardegna, chiunque si voglia prendere i meriti se li prenda. Non è possibile che un Ministro della Repubblica si sia rivolto esclusivamente al Presidente del Consiglio regionale. Chiunque di noi ha dimestichezza dei rapporti e sa che un Ministro della Repubblica si rivolge al Presidente della Giunta regionale che è il Presidente della Regione, quindi noi vorremmo sapere se il Ministro della Repubblica ha preso o no contatti col Presidente della Giunta regionale.

PRESIDENTE. Io non sono pregiudizialmente contrario che di questa cosa si discuta. Le mie non erano né dichiarazioni, né comunicazioni, era un'informativa all'Aula, quindi su questo io credo che non dobbiamo aprire nessun dibattito. Se però il Consiglio vuole dibattere su questo argomento non sarò certo io a tarpare le ali al Consiglio e a impedirgli un dibattimento su questo argomento.

Io credo che il ministro Martino si sia rivolto a me in quanto rappresentante del Consiglio ed avendo rivolto le parole che ha detto in televisione al Consiglio, se poi ha parlato col Presidente del Governo della Regione, col Presidente della Giunta o col Presidente della Regione io questo non lo so, il Presidente della Regione avrà occasione per dirlo se lo riterrà.

(Intervento fuori microfono)

PRESIDENTE. Sempre sull'ordine del giorno, onorevole Fadda?

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, non c'è dubbio che le informative che lei ha dato all'Aula possono assumere un certo significato ed assumerne un altro a seconda delle azioni che ha fatto anche il Presidente della Regione.

Il Presidente della Regione ha scritto una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri; il Ministro della difesa è venuto in Sardegna e io mi auguro che almeno il Presidente del Consiglio dei Ministri abbia incaricato il Ministro della Difesa di parlare anche con il Presidente della Regione perché credo che siano fatti importanti, non soltanto per quanto riguarda la delegittimazione del Consiglio regionale che è avvenuta ad opera del Ministro ma anche per un fatto di rispetto e di riguardo nei confronti della Regione che non ha avuto ancora una risposta nonostante la lettera che è stata inviata dal Presidente Masala.

Quindi noi vorremmo sapere se effettivamente il Presidente Masala ha ricevuto una telefonata, un fax, un telegramma, qualcosa che l'abbia rassicurato su quelle che sono le azioni che la Giunta regionale intende portare avanti su un mandato del Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Facciamo in questo modo, poiché le questioni sollevate dall'onorevole Floris e dall'onorevole Fadda ci pongono nella condizione di cambiare un po' l'ordine dei lavori o comunque l'ordine del giorno o almeno decidere di proseguire in maniera diversa se sarà necessario, è opportuno che facciamo una breve Conferenza dei Capigruppo, decidiamo come proseguire. Risponderà dopo il Presidente della Giunta come riterrà.

Per fatto personale

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.

CORDA (Gruppo Misto). Presidente, siccome credo di avere acquisito il diritto di intervenire per fatto personale, chiedo a lei Presidente se è possibile poiché i lavori si stanno interrompendo in questo momento, poi riprenderanno forse dopo la Conferenza dei Capigruppo che mi si consenta un intervento di due minuti per difendermi come credo che sia mio diritto.

PRESIDENTE. Io le ho detto che le darò la parola dopo, alla fine, prima di andare via, alla fine.

CORDA (Gruppo Misto). Però adesso i lavori sono praticamente finiti, stanno per essere interrotti.

PRESIDENTE. No, no, adesso.

CORDA (Gruppo Misto). Il Regolamento non impone che debba essere data la parola dopo i lavori.

PRESIDENTE. Alla fine dei lavori.

CORDA (Gruppo Misto). Può essere data c'è scritto eventualmente alla fine dei lavori ma anche durante, ora non è durante...

PRESIDENTE. Onorevole Corda, lei mi perdoni...

CORDA (Gruppo Misto). Avrei già finito Presidente se lei me l'avesse consentito.

PRESIDENTE. Sì, ma io non le ho dato la parola, perché lei vuole a tutti i costi parlare se non le ho dato la parola. Gliela darò dopo, abbia pazienza. Adesso facciamo la Conferenza dei Capigruppo, poi torniamo e prima di chiudere io le darò la parola come mi sono impegnato a fare. Abbia pazienza!

CORDA (Gruppo Misto). Perché qualcosina da dire io l'avrei, lei capisce.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Solo per capire chi ha chiesto la sospensione dei lavori e l'ennesima Conferenza dei Capigruppo. Io non ne vedo la necessità, Presidente, anche perché il significato e il contenuto di quei due ordini del giorno, se dovessimo continuare a tergiversare ed allungare i tempi, perderebbero tutta la loro incisività perché quel significato verrebbe meno con il tempo che passa e l'evoluzione delle cose e l'inseguire il significato stesso che quegli ordini del giorno portano al loro interno. Noi quel significato e quella volontà politica che abbiamo dimostrato presentando quell'ordine del giorno vogliamo tenerla viva. Siccome non c'è discussione sull'ordine del giorno, ci sarà solo l'illustrazione dei presentatori, di un presentatore e quindi la votazione, chiedo all'Aula di poter portare sino in fondo i due ordini del giorno con la votazione dell'Aula medesima perché poi si può fare una sospensione, una Conferenza dei Capigruppo e sentire il Presidente Masala se ha avuto incontri con quale Ministro, se ha avuto risposte ai suoi rapporti epistolari col Presidente del Consiglio, qualunque cosa il Presidente Masala debba informare l'Aula, ma non inficia minimamente il significato dei due ordini del giorno. Quindi la cortesia di non impedire all'Aula di esprimere la propria volontà su un tema così delicato.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, la Conferenza dei Capigruppo l'ho chiesta io, perché come lei stesso avrà potuto valutare peraltro dalle cose che ha detto, le ipotesi di lavoro possono essere diverse, io ho bisogno di regolarmi, ho bisogno di sapere qual è la volontà dell'Aula. Sono perfettamente d'accordo che possiamo procedere nel modo in cui lei sta dicendo, però c'è una richiesta fatta dall'onorevole Floris, che dice: "Siccome il Presidente del Consiglio ha comunque detto delle cose, su quelle cose vorremmo potere esprimere qualche valutazione". Naturalmente...

(Interruzione del consigliere Sanna Giacomo)

No, ha detto anche quello, però ha detto: "Sulle cose dette dal Presidente del Consiglio, vorremmo esprimere qualche valutazione".

Ha domandato di parlare il consigliere Dore sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.

DORE (La Margherita-D.L.). Sull'ordine del giorno. Io so, e risulta dal Regolamento, che quando il Presidente della Giunta ha da fare delle dichiarazioni le fa, senza bisogno di Conferenze di Capigruppo e di altre cose. Se l'onorevole Masala ha da dire qualcosa su questo argomento che lo dica, non c'è bisogno di interrogarlo, non c'è bisogno di sospendere, ha perfettamente ragione il collega Giacomo Sanna, qui si sta continuando ad allungare il brodo e davvero sta diventando una cosa stiracchiata e veramente di basso profilo. Quindi, concludiamo questi lavori che non dovrebbero essere poi tanto lunghi e basta. E se l'onorevole Masala ha da dire qualcosa che la dica, il Consiglio è scarsamente interessato di quello che può avere saputo l'onorevole Masala in fondo in fondo. Ci sono degli ordini del giorno che vogliono esprimere la volontà di esponenti del Consiglio. Grazie.

PRESIDENTE. Io non credo che nessuno voglia allungare il brodo. Il problema è questo, poiché i lavori del Consiglio li decide il Presidente del Consiglio, almeno questo, io ho bisogno di sentire i Capigruppo per decidere come dobbiamo andare avanti perché sono le 20, e quindi convoco la Conferenza dei Capigruppo. Se l'avessimo fatta subito, avremmo già finito. Una sospensione per la Conferenza.

(La seduta sospesa alle ore 20, viene ripresa alle ore 20 e 21.)

PRESIDENTE. Benissimo, colleghi, prendiamo posto. Le Conferenze dei Capigruppo qualche volta servono. Allora, si è deciso questo percorso: non ci saranno dichiarazioni del Presidente della Giunta, pertanto non ci sarà dibattito sulle dichiarazioni del Presidente della Giunta. Il Presidente della Giunta si limiterà a rispondere a una domanda o due domande che sono state poste sull'argomento, lo farà adesso, dopodiché chiuderemo i lavori, andremo a domani e domani continueremo normalmente, verrà data lettura degli ordini del giorno, il Gruppo di Rifondazione illustrerà il suo ordine del giorno, l'altro non è illustrabile, dopodiché passiamo al voto e nelle dichiarazioni di voto cinque minuti interverrà chi vorrà e in quei cinque minuti dirà quello che riterrà di dover dire. Se questo è il percorso che abbiamo stabilito in Conferenza, sono tutti d'accordo mi pare, io do la parola al Presidente Masala perché risponda alle questioni che sono state sollevate.

Precisazioni del Presidente della Regione sugli esiti delle iniziative assunte a seguito delle dichiarazioni rese dal ministro Martino

MASALA (AN), Presidente della Regione. Grazie Presidente, a seguito della nota intervista del Ministro Martino, come il Consiglio sa, io avevo inoltrato una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri con la quale, con riferimento a due fatti, cioè quello della, diciamo così, collocazione in terza fila dell'assessore Contu che mi sostituiva in una manifestazione pubblica nazionale, e con riferimento alle dichiarazioni del Ministro Martino, io ho chiesto al Presidente del Consiglio dei Ministri con quella lettera, le valutazioni del Governo, cioè del Governo nella sua interezza.

Nei giorni immediatamente successivi ho provveduto a inviare al Presidente del Consiglio dei Ministri l'ordine del giorno votato da questo Consiglio, se non ricordo male, il 28 gennaio, che conteneva alcune questioni di carattere dispositivo relativo alla base americana di La Maddalena e quindi in relazione a questo fatto io ho adempiuto al deliberato del Consiglio che era poi lo stesso ordine del giorno oggetto della conferenza stampa.

In occasione della visita del Presidente Ciampi a Sassari, non si sono realizzate le condizioni per un incontro tra il Ministro della Difesa, onorevole Martino, e il Presidente della Regione; pertanto il Presidente della Regione è ancora in attesa delle valutazioni del Governo sull'argomento.

Per fatto personale

PRESIDENTE. Bene, colleghi, detto questo, i lavori del Consiglio stasera finiscono, devo onorare un impegno preso, devo dare la parola all'onorevole Corda per fatto personale. Prego onorevole Corda, dica qual è il fatto personale ed esprima le sue obiezioni. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.

CORDA (Gruppo Misto). Se lei ritiene io posso fare l'intervento anche domani, non voglio costringere i colleghi a fermarsi per cinque minuti. Io lascio alla sua valutazione.

PRESIDENTE. Faccia adesso, i colleghi avranno pazienza e si tratterranno qualche minuto.

CORDA (Gruppo Misto). Vede Presidente, dire qual è la ragione del fatto personale credo che sia...

(Interruzioni)

Mi interessa poco. Presidente, posso?

SANNA EMANUELE (D.S.). Non c'è la collega Sanna. C'è l'assenza dell'avversario.

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, non c'è un avversario, non credo che abbia un avversario, vuol fare dichiarazioni per fatto personale, io gli ho dato la parola, lasciamogliele fare. Onorevole Corda, la prego.

CORDA (Gruppo Misto). Se mi lasciano parlare! Presidente, io credo che non vi sia bisogno che spieghi a lei Presidente e all'Aula, perché lei ha assistito prima all'intervento dell'onorevole Sanna. e credo che si potesse capire chiaramente che la veemenza di quell'intervento e le numerose citazioni che ha fatto sul mio nome, sulla mia attività e sulla qualità della mia attività, credo che meritino una richiesta da parte mia, o che meritassero da parte mia una richiesta di intervento per fatto personale. Quindi se lei me lo concede, lo ritengo accordato e posso iniziare il mio intervento, grazie.

Vede, Presidente, sarò breve perché non credo che meriti una cosa come questa… lei prima mi ha detto: "ma guarda, forse non stava bene, lascia stare eccetera", per carità, io mi auguro che stia benissimo invece perché mi auguro che le persone stiano sempre bene, ma non mi sarei aspettato mai che da una mia richiesta, una mia sollecitazione, una mia richiesta di chiarimento per capire se domani il Consiglio avrebbe lavorato oppure no, e mi preoccupavo di questo perché credo che l'inattività di questo Consiglio sia ormai nota a tutti i sardi, e allora siccome ci sono all'ordine del giorno argomenti importanti, e fra questi un argomento che è stato lasciato in disparte qualche giorno fa per affrontarne degli altri altrettanto importanti, allora io ritenevo importante che domani il Consiglio lavorasse.

Non ho francamente neanche pensato minimamente alla visita di un Ministro, di due Ministri, non so di quanti Ministri arriveranno in Sardegna, che vengono, mi risulta, credo non a portare doni ma a tagliare nastri, a fare una passerella insieme a qualche candidato, credo che questo alla Sardegna serva veramente poco.

Vede, io sono preoccupato del fatto che l'onorevole Sanna, io la chiamo così anche se lei mi ha chiamato Corda, ma per carità è il mio cognome, l'onorevole Sanna ha, in più di un'occasione, lamentato il fatto che domani fosse costretta niente meno a chiedere congedo, ma io sono sbalordito perché in tante altre occasioni non si è preoccupata di questo, non l'ha affatto chiesto il congedo, tanto è vero che risulta essere, credo, la prima fra gli assenteisti di questo Consiglio, questo è il risultato e risulta dagli atti, la prima degli assenteisti di questo Consiglio, e siccome io ho fatto una proposta di modifica del Regolamento nella quale chiedevo che venisse tolto lo stipendio agli assenteisti, l'onorevole Sanna lo stipendio l'ha preso invece per intero, continuamente, nonostante non abbia lavorato. In quanto alla qualità del lavoro mi piacerebbe davvero che l'onorevole Sanna avesse il pudore di dire a chi l'ha eletta cosa ha fatto in questi cinque anni, che dica che cosa ha prodotto, le attività legislative di questi cinque anni.

PRESIDENTE. Onorevole Corda, io le riconosco stile, non mi sembra che questo sia un intervento per fatto personale.

CORDA (Gruppo Misto). Il mio stile è questo, siccome il tono, Presidente…

PRESIDENTE. No, qui non sta chiarendo una sua posizione, lei sta utilizzando questi minuti per fare l'errore inverso, stia all'interno del suo stile che è sempre apprezzabile. Prego, onorevole Corda.

CORDA (Gruppo Misto). Presidente, siccome il tono usato dalla collega ha raggiunto toni isterici, quasi da starnazzo, allora debbo dire che la mia reazione non può che essere commisurata a questi toni, lei lo comprende, e mi sto limitando a parlare dell'attività consiliare, ovvero di quell'attività che non ha fatto e mi sto limitando a dire che probabilmente l'onorevole Sanna domani voleva partecipare per sgambettare intorno a quei…

PRESIDENTE. Onorevole Corda, la prego, non mi costringa a toglierle la parola. La prego però!

CORDA (Gruppo Misto). No, non mi deve togliere la parola, Presidente, lei mi deve consentire di parlare e io mi assumo la responsabilità di quello che dico.

PRESIDENTE. No, io le tolgo la parola se lei continua, io non posso consentire che lei insulti una collega che peraltro è anche assente, senza entrare nel merito dei torti e delle ragioni.

CORDA (Gruppo Misto). Non sono insulti. No, Presidente, quando dovremmo dare informazioni relative, noi abbiamo presentato una proposta di legge come Movimento sulle assunzioni, su questo argomento credo che sarà protagonista l'onorevole Sanna, e chiariremo questo in altra occasione con dovizia di particolare.

Detto questo credo di non aver altro da fare che chiedere scusa al Consiglio per aver fatto perdere cinque minuti per questa sera, ma mi sembra che fosse…

PRESIDENTE. Ha finito onorevole…vuole ancora concludere? Una battuta per concludere, la prego. Prego onorevole Corda.

CORDA (Gruppo Misto). Io la ringrazio per avermi consentito di parlare, ho usato, credo, toni non accesi, ho usato anche argomenti che sono… se può confutarli li può confutare, io ho solo chiesto che dimostri quanto lavoro ha fatto in cinque anni.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Va bene, grazie.

Sull'ordine dei lavori, onorevole Oppi, prego.

OPPI (U.D.C.). Signor Presidente, sull'ordine dei lavori io però la inviterei che qui dentro, in questo Consesso esiste un consigliere che è un'istituzione, che è il collega Cogodi, a Cogodi può essere concesso, ad altri meno perché sennò qui diventa un caso generalizzato, Cogodi è un personaggio di spicco all'interno di questo Consiglio, ha il suo carattere, scimmiottare non serve.

Vengo al dunque. Sto chiedendo che ai sensi dell'articolo 55, comma 2, avendo esitato in data 27 gennaio 2004 all'unanimità in Commissione sanità la costituzione dell'azienda ospedaliera Fra Nicola da Gesturi, chiedo di poter mettere all'ordine del giorno dei lavori consiliari, anche alla luce del fatto che l'apposita Commissione consiliare in questi giorni esiterà un provvedimento, all'unanimità ritengo, che consente di poter inserire quelle modifiche per quanto riguarda le aziende ospedaliere che praticamente sono di auspicio da parte di tutti, trattandosi di un argomento di grande rilevanza, chiedo che venga inserito all'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Onorevole Oppi, l'argomento è stato esitato dalla Commissione, quindi la sua richiesta è corretta; io naturalmente devo porla in votazione, le rammento che occorrono quattro quinti dei votanti perché la richiesta possa essere accettata. Allora, sulla richiesta fatta dall'onorevole Oppi è chiaro a tutti, non c'è bisogno che si ripeta? La metto in votazione. Chi è favorevole alzi la mano

(È approvata)

I lavori del Consiglio finiscono qui, riprenderanno domani mattina alle ore 10 e 30.

La seduta è tolta alle ore 20 e 34.