Seduta n.437 del 31/07/2008 

CDXXXVII Seduta

(Pomeridiana)

Giovedì 31 luglio 2008

Presidenza del Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 17.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del giovedì 17 luglio 2008 (428) che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Cerina, Frau, Lanzi, La Spisa, Maninchedda hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 31 luglio 2008.

Poiché non vi sono opposizioni i congedi, questi congedi si intendono accordati.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Interrogazione Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sulla illegittimità del bando di ristrutturazione della ex Manifattura Tabacchi di Cagliari." (1313)

"Interrogazione Cherchi Oscar - La Spisa - Lombardo - Sanjust, con richiesta di risposta scritta, sul progetto "Sistema integrato culturale" di Suni." (1314)

"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, in ordine alle disfunzioni create dalla società Abbanoa SpA in Sardegna." (1316)

"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sul mancato riscontro dell'ISRE alle richieste degli eredi di Guido Costa per la divulgazione dell'opera dell'eminente studioso e ricercatore della realtà isolana del Primo Novecento." (1317)

"Interrogazione Sanjust, con richiesta di risposta scritta, sulla ripetizione della prova di inglese del concorso per l'assunzione, a tempo indeterminato, di due dirigenti per il Corpo forestale a seguito dell'ordinanza del TAR sollecitata dal ricorso di un concorrente." (1318)

PRESIDENTE. Colleghi, abbiamo stamattina comunicato che alle 16 e 30 avremmo iniziato il lavoro del Consiglio con la mozione numero 169 degli onorevoli Floris e più. Cinque minuti di sospensione perché i Gruppi e i Capigruppo chiamino alla presenza in aula i colleghi

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 02, viene ripresa alle ore 17 e 07 .)

Discussione della Mozione Floris Mario - La Spisa - Atzeri - Artizzu - Ladu - Vargiu - Capelli - Pittalis - Giorico - Diana - Pisano - Cassano - Rassu - Contu - Petrini - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cappai - Liori - Milia - Gallus - Sanjust - Lombardo - Cherchi Oscar - Maninchedda - Farigu - Murgioni - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Marracini - Lai Renato sulle iniziative urbanistiche ed edilizie della Regione nel compendio di Tuvixeddu in Cagliari, sulle gravi responsabilità politiche e giuridiche della Giunta regionale, sanzionate dal TAR Sardegna e sulla istituzione di una commissione speciale di inchiesta (169)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 169.

(Si riporta di seguito il testo della mozione:

Mozione Floris Mario - La Spisa - Atzeri - Artizzu - Ladu - Vargiu - Capelli - Pittalis - Giorico - Diana - Pisano - Cassano - Rassu - Contu - Petrini - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cappai - Liori - Milia - Gallus - Sanjust - Lombardo - Cherchi Oscar - Maninchedda - Farigu - Murgioni - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Marracini - Lai Renato sulle iniziative urbanistiche ed edilizie della Regione nel compendio di Tuvixeddu in Cagliari, sulle gravi responsabilità politiche e giuridiche della Giunta regionale, sanzionate dal TAR Sardegna e sulla istituzione di una commissione speciale di inchiesta.

IL CONSIGLIO REGIONALE

in data 19 ottobre 2007 è stata presentata, su iniziativa del Consigliere regionale Floris Mario, l'Interrogazione n. 1049/A, con richiesta di risposta scritta, al Presidente della Regione ed agli Assessori regionali della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e degli enti locali, finanze ed urbanistica, con la quale si affermava quanto segue:

- premesso che da notizie stampa si è appreso che la Regione - non si comprende bene quale dei suoi uffici - avrebbe presentato al Comune un piano di utilizzo edificatorio di presunta valorizzazione del Colle di Tuvixeddu redatto dall'architetto Gilles Clèment;

- appreso che, così facendo, la Regione, nella responsabilità del suo legale rappresentante, avrebbe violato, tra l'altro, diritti della altrui proprietà tutelati da principi costituzionali e da leggi specifiche che attribuiscono ai soli titolari, o loro delegati, l'utilizzo edificatorio e di trasformazione delle aree disponibili secondo la normativa vigente;

- valutato che la pubblica amministrazione, nell'utilizzo a qualsiasi fine pubblico, è legittimata ad intervenire direttamente solo previo esproprio delle aree in questione nelle forme e con gli strumenti previsti dalla legge e che altrimenti qualsiasi intervento si configurerebbe come un abuso e atto illegittimo, con gravi danni possibili a carico del pubblico erario;

- tenuto conto che non si ha conoscenza delle modalità e dei costi di affidamento dello studio preliminare e della progettazione, come descritta dalla stampa, all'architetto Clèment, se cioè ciò sia avvenuto per concorso di idee o gara nei modi e nei tempi previsti dalla legislazione vigente, con riserva di ogni altra iniziativa ispettiva consentita;

- si chiedeva di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e l'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica perché fornissero ogni possibile chiarimento e gli eventuali atti relativi posti in essere in ordine al concorso di idee o all'incarico affidato per:

1) gli studi e progettazione di utilizzo del Colle di Tuvixeddu all'architetto Gilles Clèment;

2) i costi previsti per realizzare l'intervento ed a quale parte di bilancio sono stati imputati;

3) eventuali trattative o accordi con la proprietà previsti per legittimare l'intervento regionale;

4) il rispetto delle procedure e delle competenze previste dalla legislazione urbanistica e paesaggistica vigente;

5) gli accordi intercorsi con il Comune di Cagliari che ha competenza diretta nella pianificazione e valorizzazione del suo territorio;

TUTTO CIÒ PREMESSO, e tenuto conto che, con lettera prot. n. 7265 del 20 dicembre 2007, il Presidente della Regione ha trasmesso al Presidente del Consiglio regionale ed al Consigliere interrogante Mario Floris solamente una semplice lettera di risposta dell'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, datata 7 dicembre 2007, prot. n. 49754/I.6.40, con la quale "si comunica che l'Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport non ha posto in essere alcuna procedura amministrativa per l'affidamento dello studio Clèment";

CONSTATATO che all'"Interrogazione, a tutt'oggi, dopo ben 130 giorni, non ha dato alcuna risposta l'Assessore degli enti locali finanze ed urbanistica, tanto meno il Presidente della Regione e non è stato fornito nessun elemento utile di conoscenza e valutazione;

CONSIDERATA la risposta dell'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, reticente, come pure il comportamento del Presidente della Regione e dell'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica, oltreché ostentatamente omissivo, anche alla luce delle recenti sentenze del TAR Sardegna ed alle motivazioni che hanno portato ad annullare i provvedimenti regionali nei confronti del compendio Tuvixeddu - Tuvumannu - Is Mirrionis, con censure molto severe dei comportamenti della Giunta regionale nel suo complesso sotto il profilo politico, amministrativo e giuridico, lasciando intravedere interessi preoccupanti non solo fuorvianti sulla correttezza della pubblica amministrazione regionale, con danni incalcolabili e imprevedibili a carico della Regione, non solo etici e di immagine, ma anche di natura economica;

RILEVATO che "la individuazione di una serie di comportamenti ritenuti significativi, come afferma la sentenza del TAR Sardegna n. 127/2008 (pag. 53) ai fini dell'individuazione di uno sviamento di potere nell'attività dell'amministrazione regionale", nel caso di specie la deliberazione n. 31/12 del 22 agosto 2007 con la quale la Giunta regionale, approvando la proposta di ampliamento del vincolo "ha dato mandato - come rilevato a pag. 54 della stessa sentenza n. 127/2008 del TAR Sardegna - agli Assessori competenti (Ambiente, Enti Locali, P.I., Beni Culturali e Archeologici) affinché, venga rapidamente (quanta fretta e in pieno agosto?) realizzato anche in collaborazione con il Comune di Cagliari, il progetto di tutela, conservazione e ripristino delle aree di Tuvixeddu, Tuvumannu, Is Mirrionis secondo le indicazioni contenute nello studio del Prof. Gilles Clèment";

TENUTO CONTO che il contenuto della citata deliberazione n. 31/12 del 22 agosto 2007 lascia intendere che la Giunta regionale, quanto meno nei soggetti proponenti avrebbero dovuto conoscere i contenuti di detto studio che, comunque, nessuno pare conoscere e che peraltro non risulta nemmeno allegato alla deliberazione citata;

EVIDENZIATO che la Giunta regionale, in detta seduta del 22 agosto 2007, avrebbe discusso di un argomento e approvato un progetto del tutto ignoti, ponendo in essere un atto di dubbia legittimità e veridicità;

DATO ATTO che il TAR Sardegna, con la sua decisione n. 127/2008, mette in risalto che detta attività della Giunta regionale ha teso ad approvare un progetto (peraltro ufficialmente sconosciuto) sostitutivo di un progetto precedente e che l'idea originaria della Regione fosse quella di rendere impossibile il completamento di opere già avviate e che il "fine perseguito non sembra essere stato tanto quello di tutelare e salvaguardare un'area pregevole, quanto di cambiare la tipologia di intervento, essendo cambiata più che la sensibilità verso il paesaggio, l'orientamento della Giunta regionale e del suo Presidente nei confronti di tale area";

PRESO ATTO che il TAR Sardegna, anche per altri numerosi aspetti di acclamata illegittimità, ha annullato la delibera n. 51/12 del 12 dicembre 2006 istitutiva della Commissione regionale per il paesaggio, la proposta di vincolo della Commissione del 21 febbraio 2007 e la delibera della Giunta regionale n. 31/12 del 22 agosto 2007 di approvazione del vincolo medesimo;

RILEVATO che, con altre due sentenze, la n. 128/2008 e la n. 129/2008, il TAR Sardegna censura con argomentazioni di grave rilievo giuridico atti e comportamenti illegittimi messi in essere dalla Giunta regionale nei riguardi del compendio Tuvixeddu - Tuvumannu - Is Mirrionis,

impegna il Presidente della Regione

a riferire in Aula sullo stato della vertenza Tuvixeddu, Tuvumannu, Is Mirrionis,

delibera di istituire

ai sensi dell'articolo 125 del Regolamento interno del Consiglio, una Commissione speciale di inchiesta per appurare l'esatto svilupparsi della vicenda e le ragioni di tanti e consecutivi provvedimenti illegittimi, se non addirittura illegali, come evidenziato dal TAR Sardegna a carico della Giunta regionale e del suo Presidente, che hanno strumentalmente negato risposte chiarificatrici e i documenti richiesti con l'"Interrogazione n. 1049/A del 18 ottobre 2007.)

PRESIDENTE. Va bene, colleghi. Riprendiamo il lavoro. Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi del Consiglio. Alla luce del dibattito che c'è stato stamattina e anche per altri motivi che dirò in sede di replica dopo il dibattito, ritengo superfluo illustrare la mozione numero 169, tanto è bene articolata e ben motivata in tutte le sue conseguenze logiche. Ha come fondamento essenziale il silenzio del Presidente della Regione e degli Assessori competenti rispetto a un dovere di chiarezza e di trasparenza, che stava a monte della mozione, intendo riferirmi al comportamento omissivo e reticente rispetto all'interrogazione con la quale si ponevano alcune questioni riprese dalla mozione, la cui discussione diventa oggi ancora più emblematica alla luce della fretta che la Giunta e la maggioranza pongono di approvare una nuova legge urbanistica regionale che abroga la legge urbanistica fondamentale, la legge numero 45 del 1989, ma è soprattutto volta a mettere il coperchio sulla pentola, ovvero a legittimare un piano paesaggistico regionale del tutto illegittimo e che arriva dopo ben due anni e mezzo da quell'ordine del giorno approvato dall'Assemblea il 17 febbraio 2006 al margine della legge finanziaria di quell'anno. Ciò nonostante le responsabilità denunciate con la mozione sono tutte in piedi, veri e propri macigni sul cammino della legittimità degli atti direi della legalità, come hanno evidenziato organi giurisdizionali dei quali Presidente, Assessori, Giunta e maggioranza dovranno rispondere nelle sedi competenti a noi ci interessa semplicemente il profilo politico. Il dibattito offrirà...

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Floris, chiedo scusa ai colleghi, non so, ma se volete parlare magari vi allontanate dall'Aula, così l'onorevole Floris...

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Questi sono argomenti ostici, quindi sono... il dibattito offrirà, mi auguro e auspico, l'occasione di fare chiarezza su una delle questioni più controverse dell'attività di tutela paesaggistica messa in campo dalla Giunta regionale e dal presidente Soru. Per quanto mi riguarda nel confermare le denunce e i dubbi sottoscritti con la mozione, ritengo che la gravità dei fatti come emersi anche dalle pronunzie del TAR Sardegna, che meritano rispetto e attenzione, assume una nuova dimensione e appaiono sotto una nuova luce oscura dall'evoluzione del testo della nuova legge urbanistica regionale, che si dovrebbe approvare in tutta fretta. Mi spiego: andando a prendere alcuni spunti, alcune riflessioni che sono apparse anche nel dibattito di stamattina dell'ultima proposta di legge licenziata dalla Commissione di merito, dopo un ulteriore blitz della Giunta regionale, che ha sconvolto il testo sottoposto dalla stessa Commissione alla consultazione degli enti locali, alle associazioni degli organi professionali è bocciato anche dal Consiglio regionale delle autonomie. Sono ormai quattro i testi elaborati dalla Commissione, gli interlocutori non sono stati messi nelle condizioni di valutarli, si arriva al testo licenziato venerdì e presentato in una conferenza stampa. Per le associazioni degli enti locali, se il Consiglio regionale delle autonomie hanno espresso un giudizio totalmente negativo sull'impianto complessivo della legge, così come a suo tempo espressero analogo giudizio contro il PPR e le sue varie evoluzioni che autorevoli decisioni giurisprudenziali hanno demolito nelle procedure e nell'attuazione pratica, ci sono evidenti ragioni che solo la pervicace ostinazione della Giunta regionale non vuole vedere e sentire. Non sono certo le terse riscritture, lo snellimento dell'articolato, l'aggiustamento lessicale e la diversa sistemazione delle norme a cambiare la sostanza. I comuni da attori principali del governo del loro territorio diventano pedissequi esecutori di decisioni altrui, le scelte di organi elettivi della democrazia di base, quali sono i consigli comunali e i cittadini, vengono sottoposti a giudizio insindacabile di un organo monocratico, identificandosi la Giunta regionale con il Presidente, per di più condizionati da un organismo burocratico governativo quale è l'ufficio regionale del Ministero dei beni ambientali e culturali.

La valorizzazione dei beni culturali e ambientali è tra le materie di legislazione concorrente tra Stato e Regione, come è dato leggere dal secondo comma dell'articolo 117 della Costituzione. Nelle materie a legislazione concorrente, prescrive la Costituzione al terzo comma sempre dell'articolo 117, spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato, che tra le potestà esclusive ha al secondo comma lettera 1 quella relativa alla tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali. C'è un'evidente contraddizione, materia di confronto e di sanzione in questi assunti, ma la Giunta regionale anziché scavare in queste contraddizioni e ricercare con lo Stato un accordo per avere i necessari poteri di governo del territorio, vorrebbe invece trasferire allo Stato sistemi nuovi di controllo mascherato dall'attività dei comuni e dalla stessa Regione, controlli per altro abrogati dalla riforma del titolo quinto della Costituzione.

Non è indifferente, infatti, nel contesto complessivo dei rapporti tra Regione e Stato la condizione di subalternità alla quale, sia attraverso il piano paesaggistico regionale, e adesso con la nuova legge urbanistica che si vorrebbe approvare, che il presidente Soru e la Giunta regionale vorrebbe approvare, vogliono relegare non solo il ruolo e le funzioni e le competenze e le responsabilità degli enti locali, ma anche quelli della Regione nei confronti dello Stato in materia urbanistica mascherandola con la compatibilità ambientale paesaggistica. E' una vera e propria abdicazione dei poteri costituzionali e statutari, paradossalmente in linea con quanto vorrebbero dare l'ostracismo alle Regioni a Statuto speciale che attentano cioè alla nostra specialità autonomistica nel totale silenzio della politica regionale, soprattutto della maggioranza che governa questa Regione, della Giunta e del suo Presidente, che da una parte lancia proclami di marca indipendentista, come ha scritto nel periodico celebrativo Novas, e dall'altra in maniera concreta ed inequivocabile pretende di sottoporre la normativa urbanistica comunale al controllo del Ministero dei beni ambientali e culturali.

La vergogna è che siamo assenti e mentre il centro sinistra continua a bisticciare per avere il suo segretario e mentre dall'altra parte non si fa nessun tipo di battaglia, ci rendiamo conto che invece da un punto di vista della nostra specialità autonomistica continuano sistematicamente a toglierci sotto i piedi la terra, non soltanto del confronto ma dei nostri poteri istituzionali. Giù le mani, quindi, dunque, e questo è un monito anche per chi con la legge urbanistica o con altra pseudo legge che sarebbe pronta in alternativa vuole mettere le mani sulle autonomie locali e sul territorio isolano. Ma torniamo un attimo, visto che abbiamo la fortuna di avere l'Assessore all'urbanistica, ad alcuni contenuti della proposta esitata dalla Commissione di merito, prendiamo, per esempio, l'adozione del PUC, è pertinente con Tuvixeddu e Tuvumannu, molto pertinente, per chi conosce i meccanismi dell'urbanistica, poi ci tornerò su questo argomento, in sede di replica sul fatto specifico. Il piano adottato da ogni singolo consiglio comunale deve essere trasmesso alla Regione, che prevede la norma, non solo lo sottopone alla verifica di coerenza generale e propone le modifiche vincolanti per assicurare la coerenza specifica al piano paesaggistico regionale, ma acquisisce in sede di istruttoria regionale il parere degli ordini regionali del Ministero dei beni culturali e ambientali. La stessa procedura è prevista per il piano di utilizzo dei litorali a scopo turistico la cui competenza è soltanto della Regione. E' un vero schiaffo agli enti locali, un'abdicazione della potestà statutaria nei confronti dello Stato. Va bene in regime di intesa complessivo tra Stato e Regione sugli indirizzi paesaggistici generali, ma sottoporre i singoli PUC di tutti i comuni sardi alle forche caudine del Ministero dei beni culturali ed ambientali è veramente troppo. Come noto, e come è troppo anche, che la Regione non solo esercita il controllo con la verifica di coerenza, ma addirittura passa tramite la Giunta regionale deliberare di inibire o sospendere anche se solo per tre mesi trasformazioni e costruzioni urbanistiche anche se consentite da strumenti urbanistici vigenti esercitando una sorta di tutela nei confronti degli enti locali, che non si dimentichi sono entità e equiordinate con Regione e Stato.

E' una perla, l'articolo peraltro che dispone il palese obiettivo di rendere inefficaci ovvero carta straccia... espressione molto cara all'Assessore all'urbanistica Sanna la vasta mole di ricorsi privati e pubblici contro il piano paesaggistico regionale, è un tentativo forse intelligente, ma maldestro, perché i danni economici e sociali sono stati causati, e in maniera notevole, e qualcuno, Regione, Presidente e Assessore dovranno risponderne, per noi in sede politica, per altri in sede di giudiziaria e di ristoro. E tale articolo, infatti, non solo guarda alla verifica dell'operatività del verifica dell'operatività del Piano paesaggistico regionale per affrontare modifiche e aggiornamenti da parte della Giunta regionale, si insiste nell'attribuire alla Giunta regionale competenze, prerogative e funzioni proprie di quest'Assemblea. Ma l'Esecutivo si arroga il diritto di fornire un'interpretazione precisa e puntuale delle disposizioni contenute nelle norme tecniche di attuazione e di sanzionare l'adeguamento e l'armonizzazione delle stesse sopravvenute disposizioni statali di livello sovraordinato e soprattutto ha la pretesa di assicurare l'adeguamento, il coordinamento e la razionalizzazione delle norme con sopravvenute pronunce giurisdizionali, che ci sono state e che hanno riguardato, appunto, anche la sistematica espropriazione delle funzioni e delle prerogative del Consiglio regionale.

Significativa è la previsione sulle procedure di verifica dell'operatività del Piano paesaggistico regionale che la Giunta regionale si impegna a fare. I comuni, le province, le organizzazioni sociali in questa procedura vengono del tutto ignorate, non vengono mai addirittura neppure citate, ricompresi nella generità che dice "chiunque può formulare proposte" e quindi il Comune è al pari di un cittadino che può formulare proposte. Io non so cosa questa Commissione abbia approvato. Un modo veramente singolare e autorevole di concepire le autonomie locali e le rappresentanze della società civile, il loro ruolo, la loro funzione, il loro coinvolgimento nelle scelte che contano. E' la conferma del maldestro tentativo di coprire vuoti, errori, sopraffazioni e magagne di una Giunta regionale e di un Presidente che dove ha messo mano ha fatto danni irreversibili per l'economia e per la comunità isolana. Torneremo su queste tematiche al momento opportuno, ma una prima sintetica valutazione - io ho cambiato anche dopo aver sentito stamattina le cose che ho sentito -, una prima sintetica valutazione porta a chiederci qual è alla fine l'obiettivo reale di una tale impalcatura, tenuto conto dei disastri enormi e dei conflitti sociali ed economici già provocati con la legge salvacoste e col Piano regionale paesaggistico, anziché portare avanti una linea e scelte condivise, coinvolgendo con serietà e concretamente tutti i soggetti interessati e i protagonisti della crescita e del progresso della Sardegna, a cominciare dal Consiglio regionale e dagli organismi titolari per legge di ruoli, funzioni e competenze originarie non delegabili e tanto meno espropriabili.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi al banco della Presidenza non oltre la conclusione del primo intervento.

Ricordo anche, ma questo è affidato un po' all'autoregolamentazione e ringrazio l'onorevole Floris per averlo fatto, che per consentire all'Aula di esaminare tutte le mozioni e tutti i punti che sono iscritti all'ordine del giorno avremmo cercato di autoregolamentarci, quindi ricordo questa cosa che è stata concordata ieri nella Conferenza dei Capigruppo. Prego onorevole Vargiu.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io mi atterrò all'esigenza di autoregolamentazione anche se devo dire che ritengo che l'argomento Tuvixeddu, sul quale stiamo ragionando, sia un argomento sicuramente che sta a cuore di questo Consiglio e che a maggior ragione sta a cuore di chi, in questo Consiglio, è cagliaritano. Personalmente sono nato a breve distanza dalla necropoli di Tuvixeddu, in una strada, che è il viale Trieste, che dista poche centinaia di metri dal complesso di Tuvixeddu e devo dire che, giunto all'età di 51 anni, non ho mai avuto occasione di visitare la necropoli di Tuvixeddu. Una volta l'ho visitata quando avevo 15 anni, ma ho scavalcato una recinzione e non credo che sia neanche evento di cui menare vanto in aula. Però dico questo per sottolineare come l'area di Tuvixeddu, la necropoli di Tuvixeddu non è una necropoli sconosciuta ai turisti e neanche i sassaresi e i colleghi che vengono da fuori Cagliari non l'hanno mai vista, è un'area sequestrata ai cagliaritani, nel senso che anche chi vive e ha sempre vissuto a Cagliari non sa cosa c'è oltre a una recinzione che racchiude una necropoli così importante per la nostra storia. Quindi io credo che da questa considerazione sia utile partire. Perché? Perché comunque chi è osservatore attento delle cose della politica ha seguito il corso degli eventi, quindi ha seguito il contenzioso che sull'area si è creato negli anni e ha comunque salutato con interesse la transazione raggiunta nel 2000 da Comune, Regione e proprietari dell'area che, attraverso una soluzione di un contenzioso che sembrava allora ammontare a 50 miliardi di lire, con una transazione ottennero un risultato interessante per l'amministrazione comunale, benedetto dalla Regione e utile anche per l'impresa. Ora abbiamo poi assistito ad una serie di atti che sono stati fatti durante questa legislatura di segno diverso. Come li possiamo riassumere questi atti? Beh, io li riassumerei, adesso non ricordo se l'articolo della legge urbanistica, forse l'assessore Sanna lo ricorda meglio di me, che noi abbiamo discusso in Aula nel novembre del 2004 riportava in un articolo che poi venne, secondo me virtuosamente, stralciato dalla Giunta regionale, e quindi eliminato dall'articolato della legge urbanistica, mi sembra che fosse l'articolo 4, sostanzialmente un po' diceva: "Fatte salve tutte le norme che all'interno di questa legge - la legge urbanistica - sono contenute, qualora la Giunta regionale individuasse un'area nella quale si sta facendo qualcosa che è comunque scempio della Sardegna la può bloccare". Noi salutammo con grande soddisfazione il fatto che la Giunta si rese conto che si trattava di una lesione della certezza del diritto una norma di quel genere, che non era una norma di salvaguardia ma era una norma che aboliva la certezza del diritto, e salutammo con soddisfazione il fatto che quella norma venne ritirata dalla legge urbanistica. Ma il concetto da cui si partiva nello scrivere quella norma è quello che ha informato l'azione su Tuvixeddu, cioè se la Regione si rende conto che con tutte le norme urbanistiche vigenti, scritte dalla Regione, le più garantiste possibili, le più di tutela possibili, ci fosse stato comunque un sito sul quale si stava facendo una cosa che alla Regione non andava bene la Regione aveva il diritto di bloccarla, cioè una cosa che mette la Regione sopra le leggi e che consente alla Regione di fare ciò che le leggi non consentono di fare, qualcosa che lede la certezza del diritto. Questo ha fatto la Regione in questi anni su Tuvixeddu.

Io non sto a giudicare, non entro nel merito se la Regione abbia fatto una cosa saggia o abbia fatto una cosa che va contro il buonsenso, non entro nel merito se il progetto approvato da Regione, Coimpresa e Comune nell'accordo di programma del 2000 fosse buono o non fosse buono, dico che era un progetto e che era un progetto che rendeva fruibile l'area e che rendeva fruibile anche la necropoli che oggi nessuno ha mai visto a Cagliari, né turisti né cagliaritani, e dico che l'azione della Regione è intervenuta a bloccare un progetto che si stava facendo senza che ci fosse una fonte legislativa a monte che consentisse alla Regione di fare quello che la Regione ha fatto. La Regione ha fatto ciò che non era consentito fare, ponendo a carico della collettività stessa tutte le spese e tutti i costi che deriveranno dalla valutazione dell'illegittimità dell'atto, già fatta, per altro, in più circostanze, da parte dei tribunali. Allora qual è il ragionamento? Il ragionamento è che quando io leggo le dichiarazioni di Soru rilasciate a margine di un convegno di Legambiente di recente, in cui il Presidente della Regione dice: "Ma noi acquisiremo l'area di Tuvixeddu perché è un'area di pubblica utilità e la renderemo fruibile secondo il progetto di Gilles Clèment", che l'onorevole Floris ricorda nella sua interrogazione e poi nella sua mozione, su cui poi sentiremo i dettagli per come è stato affidato, bene, se questo è l'obiettivo andava benissimo come obiettivo, tant'è che noi Riformatori abbiamo presentato più volte in legge finanziaria un emendamento rivolto a finanziare l'acquisizione dell'area di Tuvixeddu da parte della Regione perché la Regione questo ha la possibilità di farlo, ha la possibilità di acquistare un'area se la ritiene di pubblica utilità da un privato. Ma questa è una strada, non la strada della prepotenza e la strada della violazione della normativa attraverso atti che poi vengono decretati come illegittimi dal tribunale, e questo è ciò che la Regione non può e non deve fare. Oltretutto che non può e non deve fare in contrasto con quella che è la volontà delle comunità locali perché la programmazione dell'area di Tuvixeddu si fa col Comune di Cagliari, non contro il Comune di Cagliari, come la destinazione d'uso della Manifattura tabacchi, che con un bando illegittimo oggi viene messa a ristrutturazione, non può essere fatta contro la città di Cagliari, ma deve essere fatta con la città di Cagliari così come la destinazione d'uso dell'anfiteatro di Cagliari, oggi agibile dopo che per anni è stato in mano ai topi e alle sterpaglie, non può non essere fatta di concerto con l'amministrazione comunale di Cagliari e di concerto con la comunità cittadina. Ecco, questo è il principio che questa Giunta vuol dimenticare per ogni suo passo che non possono essere fatte cose contro le comunità locali e che non possono essere fatte cose contro la legge, perché la Regione non è al di sopra della legge, né fuori dalla legge, è qualche volta fuori legge.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente, signori Assessori, colleghe e colleghi. Io intervengo, spero brevemente, intanto con una proposta alternativa alla Commissione speciale d'inchiesta e per porre due problemi irrisolti non strettamente collegati alla mozione dell'onorevole Floris, quella che definisce appunto vertenza Tuvixeddu - Tuvumannu Is Mirrionis, ma sicuramente di competenza degli Assessori oggi in Aula, del Presidente e della Giunta. Dell'ormai annosa questione e delle iniziative urbanistiche ed edilizie nel compendio di Tuvixeddu si è parlato molto, si sono sviluppate forti polemiche, se ne è occupata con ricorsi e contro ricorsi la magistratura amministrativa ed è ora all'attenzione della Procura della Repubblica e dei giudici del tribunale civile. Vi sono però alcuni aspetti oscuri ed altri a mio avviso addirittura paradossali sui quali è opportuno che la Giunta regionale faccia chiarezza almeno, ed è questa la proposta con una dettagliata relazione al Consiglio soffermandosi anche sugli interessi privati che gravitano sul colle di Tuvixeddu, sul ruolo svolto dal comune e dalla sovrintendenza, sulle iniziative delle associazioni ambientaliste e del comitato per la salvaguardia della necropoli punica. Soltanto così sarà possibile valutare l'opportunità o meno di una Commissione d'indagine che difficilmente, considerata la pausa estiva e i pochi mesi che ci separano dalla fine della legislatura, potrebbe, a mio modesto avviso, concludere proficuamente il suo lavoro. L'aspetto invece che intendo anche portare all'attenzione e che secondo me è un punto oscuro della vicenda, è che gli studi di progettazione per Tuvixeddu predisposti dall'architetto Gilles Clement in alternativa al progetto definito dal gruppo privato che fa capo all'imprenditore Cualbu, sono stati da me posti all'attenzione quando non era ancora iniziata l'inchiesta della Procura della Repubblica e quando dissi che l'architetto Clement aveva illustrato il suo lavoro in occasione del festival dell'architettura che si era svolto alla Manifattura tabacchi. In quell'occasione dissi anche che a finanziare almeno in parte gli studi di progettazione era stata una fondazione bancaria operante in Sardegna. Ora, che fonti ufficiali sembrano aver individuato il finanziatore nella fondazione Banco di Sardegna e il committente nell'università di Cagliari, non posso non ricordare e lo faccio con amarezza, l'atteggiamento di netta chiusura tenuto dalla fondazione e dal Banco a qualsiasi ipotesi di soluzione per venire incontro alle migliaia di risparmiatori della Banca Popolare di Sassari, vittime di un'autentica truffa e ancora in attesa di giustizia. Risparmiatori che hanno pagato a caro prezzo la fiducia posta in una banca sarda e che hanno avuto la sfortuna di non avere la stessa forza contrattuale dei risparmiatori del crack Parmalat e Cirio. Tutti gli sforzi compiuti, perché su questa vicenda che ha precise responsabilità si facesse chiarezza, sono stati inutili, manifestazioni di protesta, interrogazioni, lettere ai Presidenti della Commissione consiliare bilancio competente per il credito non hanno trovato alcun riscontro.

E' caduta nel vuoto anche una lettera appello al Presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga che credo invece sappia su questa vicenda molte cose. Il terzo motivo, ed è molto più vicino alle cose di cui stiamo ragionando stasera, ha del paradossale e rivela l'atteggiamento di disinteresse della Regione per le vicende umane delle persone in difficoltà, un disinteresse mostrato in occasione del bando di gara per le pulizie degli uffici regionali, e vedo qui l'assessore Sanna, quindi sa bene di che cosa stiamo parlando, della stabilizzazione dei precari e nel riconoscimento dei diritti maturati dai dipendenti della Regione e degli enti di formazione professionale. Questa volta le vittime sono gli inquilini ex dipendenti dell'Azienda telefoni di Stato che da circa 15 anni pagano l'affitto per gli alloggi di servizio in due palazzine sorte proprio nell'area di Tuvixeddu. Il paradosso e l'assurdità consistono nell'atteggiamento dell'amministrazione regionale, io capisco che l'onorevole Pirisi abbia un urgenza di parlare con l'Assessore, però mi farebbe piacere visto che si tratta di un argomento che riguarda direttamente anche l'urbanistica...

PIRISI (P.D.). Sto ascoltando benissimo!

CALIGARIS (Gruppo Misto). Il paradosso e l'assurdità, dicevo, consistono nell'atteggiamento dell'amministrazione regionale che ha deciso solo di recente di avviare l'azione legale nei confronti di Telecom Italia S.p.A. per rivendicare la proprietà dell'intera area di Tuvixeddu e di tutti i fabbricati che insistono in quell'area, ma considera gli inquilini abusivi alla stessa stregua della società Telecom. E se non è paradossale questo! Questo atteggiamento mi appare addirittura incredibile da parte della Regione in quanto sembra non voler rispettare i diritti acquisiti da cittadini costretti a sostenere una lunga causa civile per sfratto da parte della Telecom. Per gli occupanti le due palazzine, la prossima udienza è fissata per il 12 dicembre, nell'attesa la Società telefonica senza averne alcun diritto ha inviato agli inquilini la lettera di aggiornamento del canone, ma in una forma diversa rispetto alle precedenti, dice che: "Fermo restando le azioni intraprese dalla scrivente società per ottenere la liberazione dell'unità immobiliare in oggetto con riferimento alle quali la presente costituisce un'ulteriore diffida all'immediata restituzione della medesima, comunichiamo, scrivono, che nelle more di suddetta restituzione, la relativa indennità per occupazione sine titulo a conto sarà aggiornata a partire dal 1º agosto 2008 in misura pari al 75 per cento della variazione accertata dall'ISTAT dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di impiegati ed operai". La società Telecom in assenza di concessione o autorizzazione da parte della Regione dell'area demaniale ubicata a Tuvixeddu e sulla quale sono state costruite le due palazzine con cinque appartamenti ciascuna, persiste nell'azione di sfratto agli inquilini ex dipendenti.

A sua volta però, l'11 luglio 2007 per tutelare il patrimonio dall'amministrazione regionale, la Direzione generale dell'Assessorato degli enti locali e finanze, è stato questo precisato in risposta ad una mia interrogazione di due mesi fa in cui ho denunciato l'illegale comportamento della Telecom, ha chiesto al servizio legale della Regione di agire con ogni urgenza contro la Telecom Italia per la rivendica della proprietà dell'intera area e di tutti i fabbricati sulla stessa insistenti, nonché se vi fossero ancora i presupposti di legge, di intervenire nel giudizio di sfratto in corso nanti al Tribunale di Cagliari per palesare anche in detta sede la reale titolarità dei beni. La causa Regione - Telecom nata soltanto il 10 giugno scorso, con la prima udienza, è stata rinviata al 18 marzo 2009. La Regione nel frattempo ha inserito nell'elenco dei beni da dismettere l'area, gli immobili, compresi gli inquilini considerati abusivi, con una valutazione iniziale di 366.684 euro. Mi auguro che la Giunta, in sede di replica sulla mozione e nella relazione al Consiglio, che io credo possa essere fatta, anche per evitare la Commissione speciale d'inchiesta, rassicuri le dieci famiglie, che non vorrei che oltre al danno debbano anche rischiare la beffa da parte della Regione, che deve chiarire in modo definitivo che queste persone, almeno per la Regione, abusive non sono, se è vero, quant'è vero, che la Telecom non ha la proprietà sugli immobili. Grazie Presidente.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Caligaris.

E' iscritto a parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Grazie Signor Presidente. Solo per attenermi alla mozione che l'onorevole Floris ha sottoposto all'attenzione di tutti, anche se l'attenzione è inversamente proporzionale alla passione che mostra quest'Aula per un dramma, direi, che stiamo vivendo. L'ennesimo dramma, perché dalla relazione stilata da un organo giurisdizionale terzo, il TAR, che si interessa anche di costituzioni, di reticolo di leggi, magari sono fastidiose per alcuni, emergono delle cose spaventose. Proviamo ad elencare alcune. Parla, la relazione di oltre cinquanta pagine, di eccesso di potere per difetto di motivazione, di incompetenza, di illegittimità derivata, di illogicità, contraddittorietà, falsità dei presupposti, sviamento ed eccesso di potere per omessa consultazione del Comune, cioè il TAR, per la prima volta nella storia dell'autonomia ci dice che qui siamo di fronte a persone che, in un modo singolare ed arrogante, usano la politica in un modo privatistico, in barba a tutte le norme. Adesso più di vent'anni fa, c'è solo un testimone in quest'Aula, il meno opulento Mondino Ibba, che in Consiglio comunale di Cagliari, ricordo, era intervenuto anche lui a proposito di Tuvixeddu, dove sognavamo di regalare ai cagliaritani questi cinquanta ettari, che si insinuano tra i quartieri più degradati: Sant'Avendrace, San Michele e Is Mirrionis, tra l'altro privi di ammortizzatori sociali, di punti di aggregazione. E pensavamo di porre freno allo scempio fatto dagli amministratori cagliaritani sul tema urbanistico, regalando questi cinquanta ettari e attrezzandoli a verde, recuperando il parco archeologico. Purtroppo, vent'anni fa e più, siamo stati sconfitti. Oggi siamo di fronte, lo ricordava Vargiu, ad una porzione abbondante di territorio precluso alla fruizione di moltissimi cagliaritani. Secondo un accordo di programma, quindi secondo legge, dice il TAR, un privato che deve teorizzare profitto, presenta un progetto, lo sottopone al vaglio degli organi di controllo, li supera.

Però, la passione dell'aspirante Assessore, perché ancora lei non era Assessore, però aveva l'apprensione ambientale e la portava a scrivere, ricordo, recensioni, disquisizioni anche autorevoli, e adesso che ha raggiunto l'obiettivo di fare l'Assessore, cosa succede? Che lei ignorava il progetto di questo Clement Gilles, lo conosceva solo il presidente Soru, pare dalla relazione del TAR. Invece il progetto che era stato sottoposto a stratigrafia, a risonanze magnetiche, che è quello di Cualbu, era stato in tutti i modi ostacolato, era stato in tutti i modi, così emerge dalla relazione, sottoposto a ulteriori, chiamerei mobbing politico. E tra l'altro un po' di sciatteria politica l'abbiamo anche quando, con un atto ritorsivo, lo stesso Cualbu è stato cacciato dal Consiglio di amministrazione, da quella politica un po' incalzante e reintegrato sempre dal TAR, dalla legge. Quindi, siamo di fronte non a sciocchezzuole, ad una pagina inquietante di questo presidenzialismo senza contrappesi. Ecco perché noi Sardisti, già dal 14 luglio, quando l'assessore Mongiu scriveva pagine appassionate sull'archeologia, su Tuvixeddu, e il TAR ci ricorda che dalla cartografia presente sono per scomparsi i Colli della Pace, sui quali insistono adesso in via Codroi, poi in via Montegrappa case di edilizia economica popolare. Quindi, la falsità, il rigoroso e puntiglioso esame dei siti, che sono stati antropizzati, lascia dei dubbi allo stesso TAR. E sostiene, il TAR: "Ma non è che dietro questo integralismo ambientale, ambientalismo di facciata, possano nascondersi altri interessi?". E se il TAR insinua questo, io dico, ma va benissimo ciò che ha scritto l'aspirante assessore Mongiu, quando parla di identità, di diverse identità, di bellezza da preservare, però questo bene ambientale deve andare di pari passo con la certezza del diritto, perché non siamo in Ruanda, come dice qualche collega consigliere regionale, siamo in una democrazia compiuta, le leggi le devono rispettare tutti, questo spesso non avviene, per questa visione personalistica dell'istituzione, e tutto ciò viene permesso dal bisogno ossessivo di visibilità, e forse di prebende, di molti professori universitari, e anche di molti assessori, che permettono questo modo preoccupante di vulnerare le leggi, che tanto male fanno all'istituzione democratica. Ecco perché le cinquanta paginette del TAR vanno rilette con attenzione. Perché le leggi chiaramente non devono infastidirci quando tagliano le unghie, avide, di coloro che antepongono il bene ambientale magari ad interessi che sfuggono ai più. Noi dobbiamo pretendere, con la mozione dell'onorevole Floris, e in base direi all'articolo 125 del nostro Regolamento, comma 51, una Commissione d'inchiesta, perché abbiamo bisogno di conoscere meglio, di illuminare quelle parti che possono indurci in esposizioni poco puntuali. E la Commissione d'inchiesta io la sostengono, e desidero che si faccia luce su uno dei dieci colli di Cagliari, perché sì, saremo microcitemici, saremo piccoletti, però rispetto ai romani abbiamo dieci colli, così come ci insegnava Francesco Alziator, e uno di questi è Tuvixeddu, piccolino, non ambizioso, sui cento metri, per degradare poi, Tuvumannu, verso la zona di Is Mirrionis. Ecco, perché con amarezza, quando ho saputo che sono stati chiusi i cantieri che da oltre 14 mesi operavano, e quindi purtroppo sono stati spediti a casa anche i dipendenti, beh, io fossi stato Presidente della Giunta e non avessi condiviso il progetto di questo imprenditore, mi sarei seduto umilmente e costruttivamente ad un tavolo, per cercare di fare sintesi, e quindi riportare la politica con la "P" maiuscola, anziché il rancore sordo, il dispetto, il puntiglio, perché poi, Assessore, credo che purtroppo questi danni derivanti da questa cattiveria, come emerge dalla relazione del TAR, li pagheremo, dalla fiscalità generale, noi. Non pagherà lei o il Presidente della Giunta, spero di sbagliarmi, che cerchino di intercettare i veri responsabili di questo misfatto politico, e paghino fino all'ultimo euro i responsabili di questa che io ritengo una cattiveria, una delle pagine più tristi nella storia della Sardegna.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Espa. Ne ha facoltà.

ESPA (P.D.). Grazie Presidente. Io intervengo, senza cercare di rubare il ruolo a nessuno ovviamente, per sottolineare che il sogno dei colleghi Atzeri e Ibba, che è stato detto prima, questo di avere quest'aria importante, magari questa è discussione importante che sarà aperta anche nel Consiglio comunale di Cagliari, è rimasto il sogno di Cagliari e degli amministratori locali, e in questi anni si è sempre combattuto perché questo sogno si realizzasse. Dico questo, semplicemente perché anche qualche collega che mi ha preceduto ha ricordato che la Regione deve operare con e non contro l'amministrazione locale. Ecco, io però pongo alla vostra analisi cosa anche succede a Cagliari in questo senso. Io voglio ricordare che nel periodo in cui c'è stato il blocco del cantiere, prima del blocco del cantiere c'era stata una sollevazione non sono locale, ma anche più che locale, anche nazionale, e non solo di esponenti politici, rispetto ad alcuni lavori, vi ricordo solamente la questione delle cisterne, che andavano avanti indisturbati danneggiando dei manufatti che dovevano essere sottoposti al controllo dell'Ente locale che deve fare il suo ruolo per governare il suo territorio. Io questo lo ricordo perché? Perché da questo punto di vista l'Ente locale se vuole giustamente, e siamo tutti d'accordo che l'Ente locale è quello che deve pianificare il suo territorio, ma deve svolgere il suo ruolo! Io mi ricordo, c'era stata - lo dico con molta leggerezza, è un dato di cronaca però è una così importante - l'Ente locale deve rimanere al di sopra delle parti, noi avevamo avuto una conferenza stampa dove il privato, che giustamente fa i suoi interessi - e non ho niente da dire da questo punto di vista - ha fatto una conferenza stampa insieme all'Istituzione, io questo l'ho trovato veramente una caduta di stile, cioè che il Comune di Cagliari facesse una Conferenza stampa con il privato contro la Regione, queste sono cose che non danno un significato importante all'attività e al rispetto istituzionale che ci deve essere, quindi per questo ritengo che, se bisogna perseguire questo sogno, bisogna trovare i sistemi giusti perché questo sogno venga realizzato e non credo che da questo punto di vista l'Ente locale non debba fare la sua parte, sono state citate… voglio fare e chiudere con due battute per esempio: ricordo, da questo punto di vista, le richieste che ci sono in campo da parte del Comune di Cagliari rispetto alla Manifattura Tabacchi, ma ricordiamoci che la Manifattura Tabacchi, in Consiglio comunale, veniva vista come un bene da vendere per fare un Casinò, questo lo dobbiamo ricordare! Non è che facciamo finta che siamo, come dire… questo un dato di fatto! Io voglio ricordare, in ultimo, e voglio concludere, sempre per quanto riguarda il territorio, ricordo la vicenda adesso così attuale dello stadio Sant'Elia, voglio ricordare a tutti che per Sant'Elia, e per tutta quell'area meravigliosa ed importante per tutta la Sardegna, c'è stata una sottoscrizione di un accordo di programma fra il Sindaco e il Presidente della Regione, che poi non è stato ratificato, ma c'è stata la firma per vedere la vocazione di quell'area che riguarda anche la questione dell'Amsicora, quell'iniziativa che un privato vuole fare lì, riguarda tutto il lavoro di Sant'Elia, riguarda tutte le opere che devono essere fatte, ed ecco, quando tu poi agisci sullo stadio di Sant'Elia con il voto e con la posizione, io ricordo, contraria dell'Assessore allo Sport della Giunta del Comune di Cagliari, che non è d'accordo per fare questo tipo di concessione, quando poi tu al privato che fa i suoi legittimi interessi dici: "va bene, entro il 30 settembre ti diamo l'area e non ci interessa di tutto quello che c'è intorno, non ci interessa dello sviluppo e della vocazione dell'area", io questa cosa la richiamo come il dovere degli enti locali a dover governare il loro territorio, non ad essere governati da chi, giustamente, fa il suo interesse, perché ripeto i privati fanno i loro interessi, tocca a noi o tocca alla Regione, ma in questo caso dico anche agli enti locali, a dover governare il loro territorio. Ecco, per questo io dico che bisogna riflettere, si è parlato molto di Cagliari, in questa mozione, e per questo bisogna riflettere, sicuramente sulle procedure e su questo l'Assessore dirà e la Giunta dirà, ma attenzione a non perdere di vista quali sono gli interessi di tutti noi, che ho visto nel famoso sogno ricordato dall'onorevole Atzeri, che ci riguardano. Quindi, questo è anche l'obiettivo che penso dobbiamo raggiungere.

PRESIDENTE. Abbiamo chiuso gli interventi, i due Assessori competenti come intendono intervenire?

Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

MONGIU, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Io credo che parlare di Tuvixeddu nelle forme in cui ho sentito dire dal consigliere Atzeri, sia un po' impressionante per me, anche per l'onorevole Artizzu, eravamo lui poco più che adolescente, io più giovane di adesso, quando, a metà degli anni '80 siamo stati nella Circoscrizione di Santa Avendrace e lì iniziò la mia pubblica battaglia, perché come studiosa poi l'ho sempre sostenuta, per Tuvixeddu. Probabilmente, il consigliere Artizzu ed io, in qualche retro pensiero, pensavamo di fare quella battaglia per diventare uno consigliere regionale e l'altro assessore. Non scherzi consigliere Atzeri! Perché sono cose di una serietà straordinaria quelle di cui stiamo parlando. Noi stiamo parlando del più grande bene identitario che in ambito urbano si sia conservato in Italia, insieme al patrimonio e che sta nella città di Roma! Allora, da un punto di vista dell'idea di identità urbana e di identità isolana, chiedo all'onorevole Floris, per i compiti e i ruoli che ha svolto in questi lunghi anni, dov'era lui quando si stava massacrando la più grande area archeologica di lunga durata che si sia conservata in un sito urbano in Italia, dov'era? Noi siamo arrivati a questo punto, e io dalla metà degli anni '80, da quando ebbi quel piccolo ruolo come consigliere di Circoscrizione, insieme ad altri studiosi intellettuali italiani ed internazionali abbiamo fatto una leale battaglia difendendo… e avremmo voluto avere a quel punto l'allora Presidente della Regione che non era vicino a noi! In queste stanze, in questo luogo, ha fatto militanza politica e rappresentativa e il nostro Accademico dei Lincei fu inascoltato in questo luogo! Allora io chiedo a voi di non appellarvi a quella sentenza del TAR, in quella sentenza avreste dovuto alzarvi e protestare perché un Tribunale amministrativo, rispetto a quell'idea davvero autonomistica esercitata da noi e non dallo Stato, perché l'unica persona che si è opposta a quel vincolo e all'allargamento del vincolo è stato il Soprintendente archeologo che avrebbe dovuto, per compito istituzionale, tutelarlo. Allora, sto dicendo, in quel momento e quella sentenza gravissima in cui oltre a dire che la Commissione non era istituzionalmente legittima è andata oltre!

ATZERI (Gruppo Misto). Lei deve rispettare la legge ma sta scherzando?

MONGIU, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. E' andata in uno specifico che non è del TAR! Allora avreste dovuto in quel momento rivendicare autonomia vera e reale per quanto riguarda la Sardegna! Detto questo, mi fermo a quello che di fatto è il senso della mozione, bhe… sì si risponde! Si risponde quando si entra nel merito di un vulnus, anche una persona come me, molto prudente, molto serena nelle cose risponde!

Rispetto alla mozione non esiste…

PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi, è evidente che le sentenze si rispettano, Assessore, e poi ci sono gli strumenti che consentono di appellarle… qua la discussione è una discussione politica e ovviamente la Giunta sosterrà le sue buone ragioni politiche e quelle giudiziarie presso livelli successivi…

MONGIU, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Non sto entrando nel merito Presidente, io non sto entrando nel merito, sto dicendo un'altra cosa: non sto entrando nel merito! Siamo tutti rispettosi! Sto dicendo un'altra cosa, sto dicendo che un'area… non si poteva e non si doveva arrivare a quello, ho chiesto, proprio umilmente, a chi ha avuto ruoli straordinari dove si era prima di arrivare ai tribunali, e prima di arrivare a cose di questo genere, che non sono per tutti noi una vittoria, sono una sconfitta per tutti perché quando davvero si rinuncia ad esercitare un ruolo e dico tutti, lo dico perché sono stati 30 anni di inutilità, e noi, credo che la mia posizione personale, se posso permettermi, sia stata quella di arrivare a forme di mediazione per salvare quel patrimonio.

Sto nel merito della mozione, vi chiedo scusa sostanzialmente se l'idea di Tuvixeddu che ha attraversato la vita di tutti noi, la sua distruzione, fa prevalere appunto la passione intellettuale e culturale rispetto a tutto il resto. Comunque, ritorno alla mozione, non esiste nessun progetto e nessun incarico a Gilles Clément non era reticente quella risposta onorevole Floris, non esiste proprio! Non c'è nessun incarico a Gilles Clément e non c'è nessun progetto Gilles Clément, c'è uno studio che Gilles Clément ha presentato a Festarch ed è stato commissionato, io credo, ma non lo so, ma credo di sì perché in quel modo è stato presentato a Festarch, commissionato da una fondazione bancaria. Gilles Clément, è noto a tutti voi è forse uno dei più grandi paesaggistici del mondo, ha pubblicato quello splendido saggio su Einaudi sul Terzo paesaggio, ha avuto questo incarico, ha presentato uno studio, uno studio che è uno studio molto suggestivo e nella delibera, in cui si propone l'allargamento del vincolo su Tuvixeddu, si fa riferimento, come elemento di ispirazione, a quello studio incaricando i due Assessori, ai beni culturali e alla urbanistica, di interloquire col Comune di Cagliari e noi questo abbiamo ulteriormente fatto. Ma, l'abbiamo fatto iniziando a parlare di strade e proseguirà l'assessore Sanna intorno a questo, ma non esiste nessun progetto né nessun incarico, questo è quanto. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, assessore Mongiu.

Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Sì, a integrazione delle considerazioni della collega, il tema che noi abbiamo svolto sulla questione di Tuvixeddu è un tema che ha tenuto largamente conto delle condizioni oggettive nelle quali ci siamo trovati a operare. In primo luogo, perché abbiamo il dovere di tenere conto anche dei perfezionamenti che la legislazione introduce, nel momento in cui siamo chiamati ad assumere determinate decisioni; una di queste, ha riguardato l'integrazione fatta dal legislatore sul decreto legislativo "42" attraverso il "157" che ha voluto estendere non limitando più alle aree, ai beni archeologici in quanto tali, e ha aggiunto nella riformulazione le aree di interesse archeologico. Noi abbiamo valutato l'opportunità di usufruire di questa estensione, per valutare se il coinvolgimento dell'area limitrofa avesse una qualche relazione sotto il profilo archeologico, poi i fatti che sono accaduti, nei mesi successivi e che i consiglieri conoscono bene, danno ampia dimostrazione che questo nesso esiste, dal momento che sono state rinvenute emergenze archeologiche di primaria importanza, esattamente al di fuori di quell'area perimetrata; a dimostrazione che non era un'azione che voleva ingenerare una condizione di difficoltà nei confronti dell'intrapresa privata. Tuttavia, è bene anche dire che la sentenza del TAR l'abbiamo letta tutti e riletta più volte, e si poggia solo su un unico elemento, al di là di tutte queste parole e di circostanze che normalmente stanno nelle sentenze, e che rispondono ovviamente alle discussioni, il punto nodale è il fatto che il TAR contesta la legittimità della ricostituzione della commissione regionale del paesaggio, quale organo abilitato ad esercitare le procedure legate alla dichiarazione di notevole interesse pubblico. Poi vedremo che noi, siccome abbiamo la possibilità di contrapporre obiezioni anche alle sentenze del TAR, questo abbiamo fatto, vedremo quando si concluderà l'intero percorso che cosa ne emergerà. Anche perché, ovviamente, la verità va sempre ricercata e non è obbligatoriamente sempre da una parte, anche noi abbiamo le nostre argomentazioni e ci rimettiamo poi ai giudizi. Tuttavia, noi abbiamo espletato ogni possibile intesa, anche nei confronti dell'impresa e del Comune, per trovare una soluzione che potesse contemperare le mutate esigenze sia dell'Amministrazione regionale, che del Comune di Cagliari. Nel senso che abbiamo affrontato possibilità alternative di inserire la viabilità, a suo tempo prevista, per garantire la tutela di una macroarea più ampia, rispetto a quella individuata; abbiamo altresì offerto la possibilità all'impresa di aprire un tavolo di confronto, perché fosse possibile intravedere diverse opportunità di realizzare le medesime volumetrie in condizioni altrettanto competitive in luoghi che non avessero quel pregiudizio, o perlomeno una parte di queste volumetrie. Non c'è stata data nessuna, nessunissima disponibilità ad avviare questo confronto. Questo lo dico per il semplice fatto che va messo agli atti che l'Amministrazione regionale ha voluto agire anche per una via amichevole di trattativa, volta a comporre gli interessi, credo che questa posizione per noi rimane in piedi, in qualunque momento può essere attivata, ma va messo agli atti per significare anche l'azione che l'Amministrazione regionale ha svolto. Fin qui le cose, poi sull'aspetto dei progetti ha risposto la collega.

Per quanto riguarda le sollecitazioni dell'onorevole Caligaris, io devo dire solamente una cosa semplicissima: non appartiene al tempo politico delle nostre responsabilità i casi paradossali, ma reali, e anche molteplici, nei quali l'Amministrazione regionale governata da altri, si permetteva di consentire di costruire ad altri su terreni propri, per ingenerare condizioni assurde come quelle che ci siamo trovati ad affrontare e per le quali io ho preso pronta iniziativa perché venisse fatta chiarezza sulla titolarità di quei beni e sulla garanzia dei diritti. Ovviamente, la Telecom non tratta con noi, perché non ha voluto trattare, e noi abbiamo opposto resistenza, abbiamo chiesto anche ai nostri avvocati di congiungere le due cause, quella che ha scadenza a dicembre con quella che noi abbiamo promosso, perché le due cause sono correlate e vorremmo tutelare anche gli interessi delle persone che vi abitano. Quindi, cercheremo di andare avanti per questa direzione.

Per quanto riguarda poi la questione posta dall'onorevole Floris, io rispetto la sua ricostruzione, la ritengo una ricostruzione fantasiosa, abbastanza personale della storia dell'urbanistica in Sardegna e anche del PPR, ma voglio essere rispettoso del Consiglio regionale e rinvio le mie considerazioni puntuali, punto per punto, a quando il Consiglio intenderà mettere all'ordine del giorno la legge urbanistica sulla quale avremo modo di documentare quanto vicini siamo a una concezione un po' nostalgica, che credo i tempi moderni, le nostre responsabilità ci devono autorizzare a leggere come un tempo che è passato, ma che impone anche di guardare al futuro senza queste nostalgie.

PRESIDENTE. Grazie, Assessore.

Ha domandato di replicare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Sì, signor Presidente e colleghi, io penso che non avremo bisogno di fare campagna elettorale questa volta, nel 2009, perché pubblicheremo le considerazioni dell'assessore Mongiu che saranno la risposta più evidente di come si intendono i rapporti tra istituzioni e di come si intende rispettare i rapporti, le leggi e i regolamenti. Signor Presidente e colleghi, anche alla luce degli ultimi avvenimenti, che hanno visto la magistratura inquirente procedere a sequestrare in Regione atti di provvedimenti della Giunta regionale e, conseguentemente, avviare un'indagine giudiziaria, sulla materia oggetto di questa mozione, ritengo opportuno confermare la richiesta dell'istituzione di una Commissione d'inchiesta, ai sensi dell'articolo 125 del Regolamento di questa Assemblea. Similmente a quanto è avvenuto per l'affare Saatchi & Saatchi il rispetto assoluto delle competenze e delle prerogative della magistratura nel cui operato - contabile, amministrativo e penale - nutriamo massimo rispetto e massima fiducia.

Il dibattito non può essere concluso, perché rischia di essere fuorviante, irriguardoso, permettetemi di dirlo, anche nei confronti del presidente della Regione Soru, degli Assessori e dell'intera Giunta regionale ai quali deve essere data l'opportunità di produrre al Consiglio tutti gli atti contestati. Per fare questo l'unica sede idonea e la strada percorribile, nel rispetto della riservatezza, ma anche della trasparenza dell'azione politica e di quella amministrativa, è appunto quella della Commissione speciale d'inchiesta indicata dalla mozione e di cui, in questa sede, si conferma la richiesta, anche per sgombrare il campo da illazioni e chiacchiere di corridoio che comunque ci sono. Dopo aver acquisito le conclusioni della Commissione, possiamo tornare al dibattito e al confronto, e misurarci a tutto campo in queste tematiche che oggi altrimenti, come ho detto, ci distoglierebbero da altri problemi. Quindi, noi sollecitiamo la Commissione d'inchiesta per poter lavorare in questi mesi e noi lavoreremo su due campi, se la maggioranza vuole siamo disponibili anche a lavorare per lo sviluppo e per cercare di rimediare ad alcuni problemi, che ci sono, importanti, ma parleremo anche degli argomenti di questa mozione sulla quale si è assunta una posizione che credo sia una posizione, non dico politicamente corretta, ma neanche da un punto di vista culturale della cultura umanistica corretta. Personalmente, signor Presidente del Consiglio, parlo direi come fatto personale, lo dico ai colleghi del Consiglio, un fatto personale che riguarda il mio rapporto di consigliere regionale con il presidente Soru e con gli Assessori competenti dell'urbanistica e alla tutela del paesaggio, Sanna e Mongiu, un rapporto dal quale emergono reticenze, sufficienze e negligenze nel gestire da parte della Giunta regionale, del Presidente e dei singoli Assessori gli obblighi istituzionali, che non sono, assessore Mongiu, una fastidiosa concessione, ma un dovere politico e morale sancito da norme giuridiche e regolamentari non derogabili. Mi fa meraviglia che un Assessore regionale possa dire che le norme non vanno rispettate. Non si rende conto di quello che ha detto stasera, si rilegga quello che ha detto, e non dica dove ero io, io ero nel posto giusto, non si preoccupi. Intanto, mi riferisco all'interrogazione numero 1049 del 19 ottobre 2007 sulle iniziative edilizie regionali nel compendio di Tuvixeddu, ala quale non ha dato alcun cenno di riscontro l'Assessore dell'urbanistica. Il presidente Soru mi ha mandato una laconica nota, la numero 72 e 65, limitandosi a fare il passacarte dell'Assessore della pubblica istruzione, che con una lettera del 7 dicembre, oltretutto laconicamente, comunicava che il suo Assessorato non ha posto in essere alcuna procedura amministrativa per l'affidamento dello studio Clèment. Dalla laconica risposta dell'Assessore della pubblica istruzione, dalle mancate risposte dell'Assessore dell'urbanistica e del Presidente della Regione, dalle notizie trapelate a mezza stampa, dalle conclusioni del TAR, che ha sentenziato che vi è stato un palese tentativo della Regione di voler sostituire il precedente progetto di valorizzazione del Colle di Tuvixeddu con quello dell'architetto Clèment, che significa non ha avuto incarichi, o ha avuto incarichi? Vuole prendere in giro il Consiglio regionale? Emerge che siamo in presenza di verità e di bugie, ovvero di comportamenti contrari ai principi di correttezza e di trasparenza ai quali dovrebbe uniformarsi l'Amministrazione regionale, ed è, appunto, per accertare quali sono le verità e quali le bugie, per accertare quali sono le responsabilità politiche e amministrative di questa vicenda poco edificante nella storia della Regione sarda, l'unico mezzo e l'unica strada è quella della Commissione speciale di inchiesta, prevista dall'articolo 125 del Regolamento del Consiglio. Non si vuole accusare nessuno, è compito di altri indagare sugli aspetti di carattere giudiziario e sulle responsabilità economiche, perché tra poco diremo che anche la Corte dei conti non ci riguarda, che non ci riguarda niente. E lo so, perché il principio è sempre quello: "Io sono eletto dal popolo, quindi le leggi per me non rappresento nulla, sarà il popolo a dire se merito di essere confermato o non confermato. Ma chi sono i magistrati, i contabili, questi che mi chiamano… nessuno, sono nessuno". Questa è la vostra concezione. Allora, io credo che noi dobbiamo confermare questo, soprattutto nel vostro interesse. A noi è affidato il compito come opposizione e il dovere politico e morale di sgombrare il campo da qualsiasi sospetto nei confronti di Cesare e della moglie di Cesare, ovvero del Governatore, della Giunta regionale e della sua maggioranza.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Floris. Mettiamo in votazione la mozione.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). La Commissione di inchiesta è obbligatoria.

PRESIDENTE. Prego?

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). La Commissione di inchiesta è obbligatoria.

PRESIDENTE. La Commissione di inchiesta è obbligatoria quando ai termini dell'articolo da lei citato viene richiesta. Siccome lei la sta sottoponendo al Consiglio, il Consiglio vota la mozione.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). La richiesta è firmata da un terzo del Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Io non ho ricevuto una richiesta firmata da un terzo, io ho ricevuto una mozione, e si firma la mozione. Quando un terzo farà una richiesta, ci comporteremo come l'articolo prevede, onorevole.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Se non vuole prendere la mozione come richiesta, non so!

PRESIDENTE. No, la mozione non è una richiesta, onorevole Floris, come lei sa bene…

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, c'è anche la richiesta. La richiesta si intende motivata…

PRESIDENTE. Onorevole Floris, io le do la parola. Allora, noi abbiamo due cose da fare oggi, anzi una ne abbiamo da fare, che è quella di votare la mozione numero 169 da lei presentata, che contiene anche, come secondo punto, la delibera del Consiglio regionale di istituzione di una Commissione di inchiesta. Quindi, il Presidente dell'Assemblea mette ai voti la mozione che include anche questo aspetto, e il Consiglio regionale decide, poi i consiglieri, sulla base dell'articolo 125 da lei richiamato, hanno la facoltà, con una richiesta firmata da un terzo dei consiglieri assegnati, di richiedere la Commissione di inchiesta, e il Presidente del consiglio, in ogni caso, come dice, appunto, il comma da lei richiamato, istituisce indipendentemente da questa discussione, quindi. Però, ecco, io le volevo segnalare che sono due aspetti diversi, per cui, siccome abbiamo esaurito la discussione, così come è previsto dal Regolamento per la trattazione delle mozioni, la mozione si mette ai voti così con il dispositivo da lei previsto.

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, prego.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, sull'ordine dei lavori posso intervenire?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Cinque minuti di sospensione.

PRESIDENTE. Va bene, cinque minuti di sospensione. Se i colleghi che erano iscritti a parlare e l'onorevole Pittalis sono d'accordo, naturalmente.

PITTALIS (F.I.). Sì.

PRESIDENTE. Va bene, cinque minuti di sospensione in Aula.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 17, viene ripresa alle ore 18 e 23.)

PRESIDENTE. Bene, colleghi, riprendiamo posto e andiamo avanti. Avevo un'iscrizione a parlare dell'onorevole Pittalis.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Colleghi, prego di stare al posto e di ascoltare un po' come stiamo procedendo.

PITTALIS (F.I.). L'assessore Mongiu…

PRESIDENTE. Onorevole Biancu, prego.

PITTALIS (F.I.). Chiedo scusa.

PRESIDENTE. Prego.

PITTALIS (F.I.). L'Assessore Mongiu…

PRESIDENTE. Un attimo, onorevole Pittalis. Chiedo scusa agli onorevoli Biancu, Uras, Davoli, non vorrei disturbarvi. Se vi disturbiamo stiamo tutti zitti. Grazie.

PITTALIS (F.I.). Grazie. L'assessore Mongiu ci ha ricordato gli anni verdi nei quali ella rivestiva la funzione…

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, le chiedo scusa, lei interviene sull'ordine dei lavori o è una dichiarazione di voto?

PITTALIS (F.I.). Per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Dichiarazione di voto. Bene.

PITTALIS (F.I.). …gli anni verdi nei quali ci ricordava la sua funzione di consigliere circoscrizionale. Peccato che si sia fermata lì, il mio è un augurio sincero che alle prossime elezioni regionali lei possa confrontarsi, anche perché è il giudizio dei sardi sul suo operato e sull'operato della Giunta che dirà se avete agito bene o se avete invece demeritato. Intervengo, sa perché, non perché il consigliere Atzeri abbia bisogno di difensori di ufficio, ma perché quello che ha detto non è il frutto di illazioni o di sensazioni del consigliere Atzeri, sono esattamente le parole riportate nella sentenza numero 127 del TAR Sardegna. Anzi, devo dire, il consigliere Atzeri vi ha anche risparmiato alcune parti di quella sentenza, perché in quella sentenza si dice chiaramente che sono stati individuati una serie di comportamenti ritenuti significativi non solo nell'attività della Commissione, ma anche in quella dell'Amministrazione regionale ai fini della individuazione di uno sviamento di potere. E sa cosa dicono i giudici del TAR, Assessore? "L'esistenza al momento dell'approvazione del vincolo di un altro progetto sostitutivo del precedente fa sorgere il legittimo sospetto che l'idea originaria fosse quella di rendere impossibile il completamento delle opere avviate. Il fine perseguito", proseguono i giudici, "non sembra quindi essere stato tanto quello di tutelare e salvaguardare un'area pregevole, quanto di cambiare la tipologia di intervento, essendo cambiate nel frattempo più che la sensibilità verso il paesaggio, l'orientamento della Giunta e del suo Presidente nei confronti di tale area cittadina" e parla di maldestro comportamento della Giunta regionale. Questi sono i fatti, Assessore! Quindi, non c'è da scandalizzarsi su quello che ha detto il consigliere Atzeri! Allora, noi che non siamo giustizialisti, speriamo e attendiamo anche i giudizi di appello che avrà sicuramente interposto la Regione, ma oggi i dati sono questi, di un comportamento e di un'azione assolutamente illegittima di questa Giunta regionale sulla vicenda che ne occupa. Allora, la proposta di Commissione...

PRESIDENTE. Prego, onorevole Pittalis.

PITTALIS (F.I.). Concludo... della istituzione di una Commissione di inchiesta, beh, anche su questa vicenda non vogliamo che capiti come è capitato per la Saatchi&Saatchi, che il segretario di quella Commissione ha dovuto patteggiare una condanna a cinque mesi, non vogliamo che arrivi prima la magistratura ordinaria, vorremmo che sia la politica, che sia quest'Aula a risolvere il problema come consigliammo allora al presidente Soru, oggi ne vediamo le conseguenze devastanti. Allora, io chiedo all'onorevole Mario Floris, primo firmatario della mozione, se non sia il caso che la proposta di deliberare sulla istituzione della Commissione in quella mozione venga per il momento accantonata perché tanto siamo sicuri che verrà bocciata, perché questa opposizione non ha i numeri, e invito il presidente Floris a presentare, unitamente a tutta l'opposizione, una richiesta al Presidente del Consiglio ai sensi dell'articolo 125 del Regolamento, perché non ha bisogno né dei voti di quest'Aula, ma è rimessa alla prudente valutazione del Presidente che siamo certi vorrà assecondare e accogliere questa proposta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi).Signor Presidente, io voterò a favore della mozione, o di quella parte della mozione che il primo firmatario, l'onorevole Floris, riterrà di mantenere comunque all'attenzione dell'Aula.

Colgo però l'occasione nella dichiarazione di voto per - in maniera spero costruttiva e in nessun modo viziata da eccessi ideologici - spero di poter commentare serenamente quanto ho sentito dall'assessore Mongiu e devo dire anche quanto ho sentito poi dall'onorevole Floris a commento di ciò che l'assessore Mongiu ha detto. Nel senso che l'assessore Mongiu ci ha detto sostanzialmente che, portata, io lo capisco, forse dalla sua inesperienza di Aule della politica, cosa di cui non le si può fare né una colpa, né credo sia una cosa negativa di per se stessa, e forse portata dalla sua passione di studiosa, da ciò che ha investito in cose comunque al di fuori della politica, in cui crede, che sono parte del suo lavoro, che sono parte del suo sentire, del suo vivere, cosa che io rispetto modo assoluto, però, Assessore, lei ci ha detto sostanzialmente "Voi avreste dovuto andare a protestare contro la sentenza del TAR", contro una sentenza del TAR che noi condividiamo e lei ha fatto sì che collega Floris le abbia detto sostanzialmente "Voi vi sentite sopra le leggi perché siete eletti dal popolo"! Beh, io credo che questa sia la cosa contro la quale noi dobbiamo ragionare, chi è eletto dal popolo è il massimo garante delle leggi, non solo è tenuto a rispettare le leggi quanto gli altri, ma ne è esso stesso il massimo garante! E' questo, collega Dadea, collega Sanna, presidente Spissu, quello su cui tante volte noi abbiamo tentato di attirare l'attenzione in questa legislatura! Il fatto che tante volte si è avuta la sensazione che ci sia qualcuno che conosce meglio dei sardi e meglio delle leggi qual è il bene dei sardi e siccome lui lo sa qual è il bene dei sardi, allora se le leggi sono un impaccio si può andare oltre le leggi, si può forzare l'interpretazione della legge, si può cercare, nel fare l'interesse supremo dei sardi, di fare qualcosa in più rispetto a quello che è consentito delle leggi! Beh, questo concetto non deve passare, perché chi governa è il massimo garante delle leggi ed è quello che le deve far rispettare, ed è quello che deve essere di esempio a chi in questo momento non governa perché si sappia che chi governa è il garante delle leggi! La garanzia delle leggi è un segnale che viene dato anche a chi è in minoranza oggi. E' questo un concetto che avremmo voluto sentire oggi dalla Giunta regionale e che purtroppo non abbiamo sentito!

PRESIDENTE. Onorevole Floris, c'è un invito rivolto a lei per quanto riguarda il ritiro di una parte della mozione, del dispositivo.

Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Sì, io sono d'accordo. Presenteremo una richiesta...

PRESIDENTE. Deve alzare la voce perché si sente pochissimo. Prego.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). ...una richiesta secondo i modulari del Consiglio per la istituzione della Commissione. Io credevo che fosse una cosa implicita, ma se il Presidente ritiene che questa sia la forma ci atteniamo a questo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Floris. Quindi, mettiamo in votazione la mozione con il dispositivo che impegna il Presidente della Regione a riferire in Aula sullo stato della vertenza, questo è il dispositivo che resta in piedi, eliminando la parte che richiede l'istituzione di una Commissione speciale di inchiesta affidata alla valutazione che i colleghi faranno.

Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (F.I.). Grazie, Presidente. Per chiedere il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. E' stata richiesta la votazione elettronica palese. Chi si associa alla richiesta dell'onorevole Amadu?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri Atzeri e Vargiu)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 169.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Pisu ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Caligaris - Capelli - Cappai - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Licandro - Liori - Lombardo - Marracini - Milia - Murgioni - Petrini - Pileri - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Uggias - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uras.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 73

votanti 72

astenuti 1

maggioranza 37

favorevoli 31

contrari 41

(Il Consiglio non approva).

Continuazione della discussione del testo unificato numero 331-333/A: "Norme urgenti in materia di beni paesaggistici e delimitazione dei centri storici e dei perimetri cautelari dei beni paesaggistici e identitari" delle proposte di legge Pinna - Mattana - Corda - Fadda - Manca - Pirisi - Sabatini - Porcu: "Norme urgenti interpretative del Piano paesaggistico regionale" (331/A) e Pileri - Murgioni - Capelli - La Spisa - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Artizzu - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo - Ladu - Gallus - Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Lai Vittorio Renato - Marracini - Farigu - Floris Mario - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio: "Norme urgenti in materia di beni paesaggistici e delimitazione dei centri

storici e dei perimetri cautelari dei beni paesaggistici e identitari" (333/A)

PRESIDENTE. Colleghi, dobbiamo riprendere la discussione sullo stralcio di alcune norme urbanistiche che avevamo sospeso stamattina prima del passaggio all'esame degli articoli. Sono stati presentati alcuni emendamenti, quindi mettiamo in votazione il passaggio all'esame degli articoli del testo unificato 331-333/A. C'è un emendamento in presentazione... Bene, se gli emendamenti sono stati presentati… onorevole Vargiu, ho una sua prenotazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Sulle modalità di voto. Vorrei chiederle se è così cortese da farci votare con scrutinio elettronico palese. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Vargiu.

Bene, colleghi, mi pare che gli emendamenti siano stati presentati. E' stata richiesta dall'onorevole Vargiu la votazione con scrutinio elettronico palese. Un altro Capogruppo?

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Amadu - Atzeri - Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Espa - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Gallus - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Licheri - Lombardo - Manca - Marracini - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Orrù - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras - Vargiu.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Floris Mario.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 69

votanti 67

astenuti 2

maggioranza 34

favorevoli 67

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame del titolo.

(Si riporta di seguito il testo del titolo:

Norme urgenti in materia di beni paesaggistici e delimitazione dei centri storici e dei perimetri cautelari dei beni paesaggistici e identitari.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sul titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (P.D.), relatore. Un minuto di sospensione per prendere gli emendamenti materialmente.

PRESIDENTE. Va bene, cinque minuti di sospensione in aula.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 39, viene ripresa alle ore 18 e 57.)

Continuazione della discussione del testo unificato numero 331-333/A: "Norme urgenti in materia di beni paesaggistici e delimitazione dei centri storici e dei perimetri cautelari dei beni paesaggistici e identitari" delle proposte di legge Pinna - Mattana - Corda - Fadda - Manca - Pirisi - Sabatini - Porcu: "Norme urgenti interpretative del Piano paesaggistico regionale" (331/A) e Pileri - Murgioni - Capelli - La Spisa - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Artizzu - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo - Ladu - Gallus - Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Lai Vittorio Renato - Marracini - Farigu - Floris Mario - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio: "Norme urgenti in materia di beni paesaggistici e delimitazione dei centri

storici e dei perimetri cautelari dei beni paesaggistici e identitari" (333/A)

PRESIDENTE. Bene, colleghi, se ricomponiamo l'Assemblea riprendiamo il lavoro. Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi parziali numero 2 e 3, e i sostitutivi parziali numero 1 e 6 che sono uguali.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti:

Art 1

Individuazione dei beni paesaggistici

1. In attuazione dell'articolo 143, comma 1 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della L. 6 luglio 2002, n. 137), come modificato dal decreto legislativo n. 26 marzo 2008, n. 63 (Ulteriori disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in relazione al paesaggio), i beni paesaggistici, compresi quelli identitari, protetti e disciplinati dal Piano paesaggistico regionale, sono esclusivamente:

a) i beni di cui all'articolo 136 del medesimo decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modifiche, individuati ai sensi degli articoli da 138 a 141;

b) le aree di cui all'articolo 142 del decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modifiche;

c) gli immobili, le aree e i beni specificamente individuati nei piani paesaggistici e delimitati nelle cartografie ad essi allegate in scala idonea alla loro puntuale identificazione.

2. I piani paesaggistici non possono apporre vincoli su intere categorie di beni non puntualmente individuati.

3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 valgono anche nel periodo d'applicazione delle norme di salvaguardia di cui all'articolo 145 del decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modifiche e, comunque, anche per tutto il periodo transitorio d'adeguamento degli strumenti urbanistici comunali ai piani paesaggistici. Ogni diversa disposizione eventualmente contenuta nei piani paesaggistici vigenti è abrogata.

4. E' fatta salva l'individuazione, nei futuri piani paesaggistici regionali o attraverso l'adeguamento dei piani urbanistici comunali (PUC) al Piano paesaggistico regionale, di eventuali ulteriori contesti da sottoporre a specifiche misure di salvaguardia e di utilizzazione ai sensi dell'articolo 143, comma 1, lettera e), del decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modifiche.

Emendamento soppressivo parziale Uras - Davoli - Pisu

Articolo 1

Al comma 3 dell'articolo 1 dopo le parole "diversa disposizione" sono soppresse le parole "eventualmente contenuta nei piani paesaggistici vigenti". (2)

Emendamento soppressivo parziale Uras - Davoli - Pisu

Articolo 1

Il comma 4 dell'articolo 1 è soppresso. (3)

Emendamento soppressivo parziale Uras - Davoli - Pisu.

Articolo 1

Il comma 2 dell'articolo 1 è modificato come segue:

"2. I piani paesaggistici possono apporre vincoli solo su categorie di beni puntualmente individuati". (1)

Emendamento sostitutivo parziale Pinna - Fadda - Mattana - Corda - Pirisi

Articolo 1

Il comma 2 dell'articolo 1 è così sostituito:

"2. I piani paesaggistici possono apporre vincoli esclusivamente su beni puntualmente individuati". (6).)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.

PINNA (P.D.), relatore. Per quanto riguarda l'emendamento numero 6 il parere è positivo. Si chiede il ritiro dell'emendamento numero 1 perché di fatto è già compreso nel numero 6, si chiede ritiro anche dell'emendamento numero 2, altrimenti il parere è negativo, e si accoglie l'emendamento numero 3.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico agli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico agli enti locali, finanze ed urbanistica. Parere conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Va bene, colleghi. Onorevole Uras, c'è un invito al ritiro dell'emendamento soppressivo parziale numero 2.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). E' ritirato, Presidente.

PRESIDENTE. Allora, l'emendamento numero 2 è stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale numero 3, degli onorevoli Uras, Davoli e Pisu, su cui è stato espresso il parere favorevole della Commissione e della Giunta. E' stata richiesta la votazione elettronica dall'onorevole Artizzu.

Prego i colleghi di prendere posto per la votazione col sistema elettronico palese. Dichiaro aperta la votazione. L'emendamento numero 2 è stato ritirato.

Colleghi bisogna un po' che diamo tutti una mano così risparmiamo tempo e facciamo più velocemente. C'è il parere positivo del relatore e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento soppressivo parziale numero 3.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - Ladu - Licandro - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Rassu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras - Vargiu.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Capelli - Cappai - Diana - Pittalis.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 52

votanti 46

astenuti 6

maggioranza 24

favorevoli 46

Annulliamo la votazione. Colleghi, vi prego di seguire un po', di stare al posto, stare attenti... va bene, stiamo rifacendo la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento soppressivo parziale numero 3.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cugini - Davoli - Dedoni - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras - Vargiu.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Capelli - Cappai - Diana - Farigu - La Spisa - Ladu - Murgioni - Petrini - Pileri - Pittalis - Sanjust.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 56

votanti 44

astenuti 12

maggioranza 23

favorevoli 44

(Il Consiglio approva).

Mettiamo in votazione... Onorevole Uras, la Commissione si è espressa favorevolmente per l'emendamento numero 6 e negativamente per l'emendamento numero 1. I due emendamenti sono simili tranne che per la parola "da una parte categorie" e per l'altra "esclusivamente su beni puntualmente individuati". Si ritira.

URAS (R.C.). E' ritirato.

PRESIDENTE. Va bene, è ritirato il numero 1 quindi si vota il numero 6.

Metto in votazione l'emendamento numero 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'articolo 2. All'articolo 2 sono stati presentati gli emendamenti sostitutivo parziale numero 4 e gli aggiuntivi numero 5 e numero 7.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti:

Art. 2

Delimitazione dei centri storici e dei perimetri cautelari dei beni paesaggistici e identitari

1. Dall'approvazione del Piano paesaggistico regionale e fino all'adeguamento ad esso dei PUC i comuni i cui centri storici non coincidano con quelli delimitati nella cartografia allegata al Piano paesaggistico regionale, nelle more dell'adeguamento dei rispettivi piani urbanistici, possono avviare un'intesa con l'Ufficio regionale del piano per giungere ad una nuova perimetrazione.

2. Qualora la nuova perimetrazione non coincida con il perimetro del previgente piano particolareggiato del centro storico, la proposta d'intesa è attivata previa delibera del consiglio comunale ed ha l'effetto di superare il regime transitorio di salvaguardia eventualmente previsto dal Piano paesaggistico regionale.

2 bis. Qualora la nuova perimetrazione coincida con il perimetro del previgente piano particolareggiato del centro storico, con comunicazione del sindaco sono attivate le procedure di verifica di conformità richiamate dall'articolo 52, comma 1, lettera b), delle Norme tecniche di attuazione del vigente Piano paesaggistico regionale.

3. Il raggiungimento dell'intesa è attestato, entro il termine massimo di trenta giorni dalla sua attivazione, dal direttore generale della pianificazione urbanistica con propria determinazione.

4. Dal giorno successivo alla pubblicazione della determinazione di cui al comma 3, nei centri storici interessati si applica la disciplina contenuta nei previgenti piani particolareggiati dei centri storici, fatte salve le prescrizioni eventualmente contenute nell'atto d'intesa di cui al comma 2.

4 bis. Agli interventi ammessi dalla disciplina derivante dall'atto d'intesa si applicano, fino all'approvazione dei PUC conformi alle prescrizioni del Piano paesaggistico regionale, gli articoli 3, 4 e 5 della legge regionale 12 agosto 1998, n. 28 (Norme per l'esercizio delle competenze in materia di tutela paesistica trasferite alla Regione autonoma della Sardegna con l'art. 6 del D.P.R. 22 maggio 1975, n. 480, e delegate con l'art. 57 del D.P.R. 19 giugno 1979, n. 348).

5. Dall'approvazione del Piano paesaggistico regionale e fino all'adeguamento ad esso dei PUC con le medesime procedure di cui ai precedenti commi vengono ridefiniti i perimetri cautelari dei beni paesaggistici ed identitari.

6. Per i beni paesaggistici ed identitari ricadenti all'interno dei centri matrice coincidenti con il perimetro del piano particolareggiato, i divieti e le limitazioni di intervento imposti nelle fasce di rispetto della larghezza di 100 metri non si applicano ai beni inclusi nel centro matrice.

Emendamento sostitutivo parziale Uras - Davoli - Pisu

Articolo 2

Il comma 3 dell'articolo 2 è così modificato:

"L'intesa attivata ai sensi dei precedenti commi è definita entro il termine massimo di trenta giorni dalla sua attivazione con provvedimento del Direttore Generale della Pianificazione Urbanistica, trasmesso al Comune interessato e pubblicato nel BURAS. Tale provvedimento ha effetto dalla data della sua pubblicazione e conseguentemente consente l'applicazione della disciplina contenuta nei previgenti piani particolareggiati dei centri storici, fatta eccezione per le differenti prescrizioni introdotte in attuazione dell'atto d'intesa di cui al precedente comma 2." (4)

Emendamento aggiuntivo Capelli - Pittalis - Ladu - Maninchedda - Cuccu Franco Ignazio - Cappai - Milia - Pileri - Atzeri

Articolo 2

Dopo l'articolo 2 è aggiunto il seguente:

"2 bis. La previsione di cui all'art. 1 della legge regionale n. 4 del 26 febbraio 2004 è estesa alle costruzioni realizzate entro il 31 dicembre 2005 senza licenza o concessione edilizia o autorizzazione a costruire anche in assenza di piano attuativo.

L'art. 2, comma 1, lett. c) della legge regionale n. 4 del 26 febbraio 2004 è così sostituito: "le nuove costruzioni abusive, realizzate nelle zone "H" ed "E" che hanno una volumetria superiore a 600 mc";

L'art. 2, comma 1, lett. d) della legge regionale n. 4 del 26 febbraio 2004 è così sostituito: "i complessi immobiliari abusivi, realizzati nelle zone "H" ed "E", che, fermo restando il limite di 600 mc per singola unità immobiliare in sanatoria, superino i 250.000 mc complessivi".

Dopo l'art. 2 è aggiunto il seguente art. 2 bis:

I termini perentori, di cui all'art. 32 del D.L. del 2 ottobre 2003, n. 269, convertito in legge 24 novembre 2003, n. 326, recante "Norme in materia di sviluppo delle economia e di correzione dei conti pubblici" (così come modificato dal D.L. 31 marzo 2004, n. 82, (convertito in L. 141/2004), dall'art. 5 del D.L. 168/2004 (convertito in L. 191/2004) e dall'art. 10 del D.L. 282/2004, sono recepiti con la seguente modifica:

"La domanda relativa alla definizione dell'illecito edilizio, con l'attestazione del pagamento dell'oblazione e dell'anticipazione degli oneri concessori, è presentata al comune competente, a pena di decadenza, entro il 31/12/2008 unitamente alla dichiarazione di cui al modello allegato e alla documentazione di cui al comma 4". (5)

Emendamento aggiuntivo Giunta Regionale

Articolo 2

Dopo l'articolo 2 è aggiunto il seguente:

"Art. 2 bis
Autorizzazioni di spesa urgenti

1. E' autorizzata nell'anno 2008 la spesa di euro 360.000 per la concessione di un contributo al Comune di Galtellì a saldo degli oneri finanziari sostenuti dallo stesso comune a seguito dell'evento alluvionale del 6 dicembre 2004 (UPB S04.03.002). Alla spesa si fa fronte mediante uno storno di pari importo dalla UPB S08.01.002 - cap. SC08.0024, relativo al fondo nuovi oneri legislativi di parte corrente mediante utilizzo di quota parte della riserva di cui alla voce 3 della tabella A allegata alla legge regionale 5 marzo 2008, n. 3 (legge finanziaria).

2. A valere sulle disponibilità recate dalla UPB S01.05.002 - cap. SC01.0956, del bilancio della Regione per l'anno 2008 una quota pari ad euro 500.000 è destinata alle spese relative alla manutenzione e valorizzazione del Centro Congressi di Alghero comprese quelle connesse all'avvio della gestione dello stesso Centro.". (7) .)

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti. Non ho iscritti a parlare.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Per precisare, ci dovrebbe essere una stesura che abbiamo concordato con la Giunta per quanto riguarda l'emendamento numero 4, per cui se fosse definita questa stesura, io ritirerei l'emendamento numero 4.

PRESIDENTE. Cioè chiedo scusa onorevole Uras, la stesura riguarda?

URAS (R.C.). Riguarda il comma 3 e 4 dell'articolo 2.

PRESIDENTE. Se ci venisse formulato, perché noi non l'abbiamo.

URAS (R.C.). E' definita comunque.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna, relatore. Ne ha facoltà.

PINNA (P.D.), relatore. Allora, due osservazioni: la prima riguarda il comma primo dell'articolo 2, dovremmo cassare il terz'ultimo verso: "nelle more dell'adeguamento dei rispettivi Piani urbanistici" dal momento che abbiamo scritto "dall'approvazione del Piano paesaggistico regionale fino all'adeguamento". Mentre invece il comma 3 andrebbe riscritto così: "l'esito delle procedure d'intesa è attestato". Quindi cassando "il raggiungimento", quindi mettendo "l'esito delle procedure d'intesa è attestato" verrebbe ritirato l'emendamento numero 4.

PRESIDENTE. Va bene, allora ripeto per i colleghi: nel primo comma siccome c'è una ripetizione, nel senso che, si dice nella seconda riga che si arriva fino all'adeguamento adesso dei PUC, adesso Piano paesaggistico, poi non serve più ripetere "nelle more dell'adeguamento dei rispettivi Piani urbanistici". E' una ripetizione dello stesso comma. Quindi si propone la cancellazione dell'inciso "nelle more dell'adeguamento dei rispettivi Piani urbanistici". Invece al comma 3 anziché "il raggiungimento dell'intesa", "l'esito delle procedure dell'intesa è attestato" e prosegue così. Quindi si sostituisce la parola "raggiungimento" con "l'esito delle procedure dell'intesa". E' chiaro colleghi? Se sono chiare le modifiche è ritirato l'emendamento numero 4. Quindi mettiamo in votazione l'articolo 2 con queste modifiche che ho richiamato prima.

Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Emendamento aggiuntivo numero 5 degli onorevoli Capelli, Pittalis eccetera, eccetera.

Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.

PINNA (P.D.), relatore. Il parere è negativo.

PRESIDENTE. Sul numero 5, poi il numero 7, su tutti e due negativo?

PINNA (P.D.). No, sul numero 7 positivo.

PRESIDENTE. Sul numero 7 positivo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA GIANVALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Conforme.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Ah sì, dichiarazione di voto? Devo fare dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Sì, nel senso che la discussione...

CAPELLI (U.D.C.). Peccato perché avevo due cose da dire all'Assessore in merito. Gliele avrei volute dire in seguito agli impegni presi.

SANNA GIANVALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Me le dici dopo!

PRESIDENTE. Prego onorevole Capelli.

CAPELLI (U.D.C.). Voto segreto, grazie Presidente.

PRESIDENTE. E'stato richiesto il voto segreto sull'emendamento numero 5. Prego i colleghi di prendere posto per la votazione elettronica a scrutinio segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 5.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 60

votanti 59

astenuti 1

maggioranza 30

favorevoli 19

contrari 41

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Agus - Balia - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Espa - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Silvio - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Vittorio - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Spissu - Tocco - Uggias - Uras - Vargiu.

Si è astenuto il Presidente Spissu.)

Emendamento numero 7. L'emendamento numero 7 chiedo che venga illustrato dall'assessore Dadea.

Ha facoltà di parlare l'assessore Dadea per illustrare l'emendamento numero 7.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.Dunque, più che illustrarlo nel senso che si tratta di un emendamento che è eccentrico rispetto al contenuto della legge che è in discussione. Si tratta di una autorizzazione di spese urgenti, volevo però portare alla conoscenza del Consiglio alcune integrazioni rispetto al testo che è stato distribuito, perché mancherebbe della parte relativa alla norma finanziaria, per cui Presidente, o viene distribuito...

PRESIDENTE. Lo distribuiamo.

DADEA, Assessore tecnicodegli affari generali, personale e riforma della Regione. Nel senso che nella stesura che è stata fatta ulteriormente vengono precisati i capitoli di spesa e le UPB. Riguardano autorizzazioni di spesa per il Comune di Galtellì e per il Comune di Alghero.

PRESIDENTE. Dunque, siamo in sede di dichiarazione di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Sì, grazie Presidente. Io voterò a favore di questo emendamento, Assessore, però mi consenta di dire che voto a malincuore, perché vede l'evento alluvionale del comune di Galtellì risale al 2004, e la prima domanda che mi pongo è come mai questa maggioranza ha ritenuto di portare la questione solo nel 2008? Prima considerazione. La seconda considerazione che faccio è che oltre al comune di Galtellì, tanti altri comuni hanno avuto danni da alluvione. E mi preoccupa che fra i comuni alluvionati venga scelto solo quello di Galtellì e non quello di Villamar, quello di Castiadas, quello di Guamaggiore, quello di Ortacesus nel 2006, Oliena. Ecco, questa allora è una marchetta. E siccome però sono stato amministratore locale voglio andare a favore del Sindaco di Galtellì che non conosco, non ne conosco il colore politico, però ne riconosco le necessità. Vede Assessore, io ricordo di aver condotto una battaglia in quest'Aula. Il comune di San Basilio…

Onorevole Porcu, almeno quando ci stiamo rivolgendo all'Assessore!

Io ho condotto una battaglia in quest'Aula, e gli amici di Rifondazione mi votarono contro, presentai un emendamento chiedendo il finanziamento per il comune di San Basilio, che era stato oggetto di atti vandalici e andò distrutto da un incendio. Si era in occasione di una finanziaria, e questa maggioranza, cioè la stessa maggioranza sostenuta dai colleghi di Rifondazione, e visto che il sindaco di San Basilio era di Rifondazione Comunista avevate bocciato quell'emendamento. Ecco, non lo ritengo giusto. Lei, Assessore, bene farebbe, nella prossima finanziaria, a istituire un capitolo di spesa a favore dei comuni, degli altri comuni alluvionati, e anche di quelli che sono stati oggetto di eventi dolosi, e quindi che sono stati incendiati. Sarebbe giusto nei confronti degli enti locali. Però, ancora una volta fatte le marchette prima della campagna elettorale!

PRESIDENTE. Grazie onorevole Cappai. Colleghi io vi chiedo un po' di silenzio, se non di attenzione, perché è difficilissimo per chi intende e vuole seguire il lavoro seguirlo con questa confusione.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Sull'ordine dei lavori. Alcuni minuti di sospensione, perché dobbiamo capire la compatibilità dell'emendamento proposto con il contenuto della norma in esame.

PRESIDENTE. Onorevole Uras, io faccio tre minuti di sospensione in Aula. La compatibilità l'ha un po' verificata la Presidenza, accogliendo l'emendamento, nel senso che ovviamente si tratta di una norma…

Eh, quindi, onorevole Uras, stiamo già facendo le dichiarazioni di voto, vorrei ricordarle!

Facciamo tre minuti di sospensione, sì, perché lei…

Stiamo distribuendo intanto il testo corretto per quanto riguarda la copertura finanziaria dell'emendamento numero 7.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 14, viene ripresa alle ore 19 e 16.)

PRESIDENTE. Bene, colleghi, riprendiamo.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì, Presidente. E' evidente che un emendamento di questo tenore, che ripeto è estraneo ai contenuti della legge in discussione, è in qualche modo legato alla disponibilità e all'assenso da parte del Consiglio. Questo assenso non c'è, quindi è evidente che la Giunta regionale lo ritira.

PRESIDENTE. Va bene colleghi, siccome si tratta evidentemente di una norma che, sulla base di rappresentate esigenze di urgenza da parte della Giunta regionale, avevamo ammesso. Ma le osservazioni dell'onorevole Cappai sull'esigenza di valutare anche situazioni analoghe, e quelle sollevate da altri consiglieri che, appunto, sottolineano come altri comuni hanno subito danni da alluvione, rendono difficile fare una discussione in tre minuti, soltanto su un comune senza che si esaminino situazioni analoghe. Quindi, siccome la Giunta è disposta al ritiro, io penso che è disposta.

LA SPISA (F.I.). Ma se è già iniziata la votazione!

PRESIDENTE. No, non è iniziata la votazione, avevamo fatto una dichiarazione di voto, dell'onorevole Cappai. Onorevole La Spisa, quindi insomma, se questa cosa è accettata va bene, altrimenti naturalmente l'Aula poi deciderà forse di non accogliere questo emendamento, ecco, conclusivamente. Quindi, magari se parliamo dell'intera materia in un'altra legge, in un contesto che valuti situazioni analoghe, forse questo è più utile per tutti. Quindi, se l'Aula vuole proseguire, per carità, io sono assolutamente di questo parere.

CAPELLI (U.D.C.). Ma perché lo ha ritirato?

PRESIDENTE. Lo ha ritirato sulla base delle osservazioni che sono state fatte di analoghe condizioni di altri comuni.

CAPELLI (U.D.C.). No, sta dicendo un'altra cosa!

PRESIDENTE. Chiediamo meglio all'Assessore, magari prestiamo tutti attenzione. Chiedo scusa ai colleghi. Chiedo all'Assessore di precisare.

Intanto l'emendamento è fatto di due parti. Una prima parte, che riguarda Comuni alluvionati, e una seconda parte che riguarda invece il completamento e la gestione del Centro congressi di Alghero. Quindi, insomma, chiedo all'Assessore di precisare.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Si tratta di due autorizzazioni di spesa, come ho detto. Però, è evidente che il contenuto di questo emendamento è assolutamente eccentrico rispetto alla legge che stiamo discutendo, e che quindi meriterebbe un contenitore diverso. Però, siccome c'era stato un assenso da parte dei Capigruppo del Consiglio regionale, la Giunta regionale si è sentita autorizzata a presentare l'emendamento. Siccome sono insorte però delle perplessità, che sono state manifestate, è evidente che la Giunta regionale non vuole imporre niente a nessuno. Se queste perplessità sono superate la Giunta mantiene l'emendamento, se le perplessità persistono la Giunta non può che ritirarlo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Poiché non è chiaro quali fossero gli intendimenti nel momento in cui l'emendamento è stato ammesso alla votazione. Perché la valutazione se sia ammissibile o no, si fa prima ancora di metterlo addirittura in discussione, o almeno alla dichiarazione di voto. Qui, si sono iniziate le dichiarazioni di voto, dando per presupposto che ci fosse l'assenso di tutti. Quindi, ci sorprende questo, forse un minuto ancora di riflessione può essere utile, sospendendo.

PRESIDENTE. Va bene onorevole La Spisa, è stato messo sulla base del fatto che si trattava di un'autorizzazione di spesa limitata e su cui non c'era discussione…

CAPELLI (U.D.C.). L'onorevole Cappai ha dichiarato il suo voto favorevole!

PRESIDENTE. Così non è invece! Abbiamo registrato….

Bene, facciamo tre minuti di sospensione ancora.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 21, viene ripresa alle ore 19 e 27.)

PRESIDENTE. Va bene colleghi, la sospensione è stata utile a chiarire alcuni aspetti che evidentemente erano poco chiari stante anche il tempo che i colleghi hanno avuto per approfondire l'argomento che viene proposto all'Aula in questo emendamento numero 7 i chiarimenti mi sembra che consentano di andare avanti e di votare l'emendamento numero 7 su cui… chi ha chiesto di parlare, chiedo scusa. Onorevole Corda se lei intende aggiungere, non ci sta!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORDA (P.D.). Io non sono contrario all'emendamento chiedo che vengano però allargati i destinatari dell'intervento, andiamo alla ricerca di altri fondi, credo che vi possano essere disponibilità e cerchiamo di dare risposte a tutti quei comuni che si trovano in situazioni di grave disagio dovute ad alluvioni ed altro.....

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Per dare una mano onorevole Cugini eh?

CUGINI (Sinistra Autonomista). Per dare una mano degli altri…

RASSU (F.I.). Per pioggia, siccità e freddo.

CUGINI (Sinistra Autonomista). Cerchiamo di essere seri collega Rassu, lo dico per tutti, perché il collega Corda ha richiamato l'esigenza che è vera! Tutti abbiamo letto i giornali, tutti abbiamo potuto verificare che si è parlato di un tema vero! Però è anche vero che non possiamo appesantire questo emendamento che ha un'origine che è stata spiegata dall'Assessore, credo che la Giunta possa assumere ,nei confronti delle emergenze, Padru messa per prima, un impegno che nei prossimi provvedimenti terrà conto delle diverse emergenze che ci sono e con un impegno della Giunta che va nella direzione dell'attenzione che è stata sollecitata, penso che si possa dare un parere favorevole su questo emendamento ed accogliere la richiesta del collega Corda che non è solo di Padru ma è dei territori effettivamente messi sotto emergenza.

CORDA (P.D.). Per il momento si sospenda…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALLEDDA (P.D.). Non è la prima volta che a vario titolo si presentano emendamenti che non centrano assolutamente nulla con i provvedimenti che discute l'Aula, e io chiedo alla Giunta, l'ha fatto prima in maniera esplicita e chiara l'assessore Dadea che quando ci sono situazioni di questo genere, parlo di me che non sono uno che va in giro in assessorati, che non cerca, come si usa dire in questa aula "marchette", di fare un'analisi più seria su queste cose qui, perché ci sono diversi territori che soffrono da anni ai quali non è stata mai data nessuna risposta e credo che questa sia l'occasione per trovare un momento per fare un'analisi complessiva delle situazioni che sono presenti in Sardegna e, se la Giunta vuole, sapendo che ognuno di noi nell'ambito della finanziaria, e in altri ambiti presenta emendamenti e presenta proposte, di avere un quadro complessivo e si fa un provvedimento di carattere finanziario che intervenga verso tutte le realtà, perché diversamente, assessore Dadea, sembra quasi che nessuno di noi, quelli che sono qui, abbiano titolo per porre una questione di carattere comunale che magari è stata percepita attraverso la comunicazione di un Sindaco, perché è così, è vero, se lo fa un consigliere di porre una questione chiaramente gli altri colleghi dicono non va bene, se lo fa la Giunta, per due comuni, nel caso specifico, io capisco che sicuramente avete ragione, è così, non ho alcun dubbio di considerare che la proposta della Giunta sia seria però ritengo anche, per non creare ulteriori nervosissimi, che la proposta che ha fatto l'assessore Dadea, di ritirare l'emendamento, sia una cosa seria e giusta, quindi io credo che l'atteggiamento della Giunta debba essere quello di portare un provvedimento dove ci sono tutte le questioni che i colleghi stanno ponendo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, qua ci sono due questioni in questa proposta che hanno, a mio avviso ragioni e, in qualche misura, anche dignità diverse. La prima questione riguarda il saldo degli oneri sostenuti dal Comune a seguito di una tra le più drammatiche situazioni dovute ad un evento e ad una calamità naturale, ad un evento straordinario. Riguardava Villagrande, Galtellì … l'altro riguarda uno delle tante paradossali vicende di cose pubbliche, di opere pubbliche che si costruiscono, si lasciano andare in malora, si recuperano, se rilasciano andare in malora, e sono oggetto di eterni finanziamenti! Di eterni finanziamenti! La Giunta ci chiede in un contesto che non sarebbe stato il migliore perché stavamo facendo una legge stralcio, cioè alcuni articoli che riguardano temi assolutamente seri che vuol dire un'applicazione delle norme urbanistiche e di valenza paesaggistica in questa Regione e noi non l'avremmo ritenuto inizialmente neppure compatibile comunque, per non cantare sempre sistematicamente fuori dal coro perché alla fine non è che porta buoni risultati, andiamo avanti, si approvi, si risolva, però bisogna essere particolarmente attenti perché questo genere di cose non si ripetano, perché non è corretto che si ripetano, e bisogna stare attenti perché tutti quanti rivendicano giustamente pari attenzione e pari condizioni in qualunque territorio della Sardegna, per qualunque comune, per qualunque amministrazione, qualunque colore essa sia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente io devo dire che intervengo per annunciare il nostro voto di astensione sull'emendamento ma per esprimere sconcerto sull'andamento dei lavori d'Aula nel senso che voi colleghi del centrosinistra siete abituati a non avere opposizione in quest'Aula nel senso che ritenete che l'opposizione sia una sorta di materasso sul quale voi potete sdraiarvi, alzarvi e fare la guerra come desiderate. Allora, è venuto l'assessore Dadea a chiedere all'opposizione che su questo emendamento che aveva estremi e caratteristiche d'urgenza ci fosse da parte dell'opposizione un atteggiamento di disponibilità. Allora, non è possibile che in Aula ci siano quattro interventi di presa delle distanze che vengono tutti quanti dai banchi della maggioranza. Nel senso che questo non sarà più tollerato e tollerabile, io non chiedo all'assessore Dadea di ritirare l'emendamento, perché sono fedele alla parola data, però ritengo che l'atteggiamento che voi avete in Aula non sia tollerabile e con la ripresa dei lavori autunnali, da parte dei Riformatori, non sarà tollerato.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu.

Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto). Sì, Presidente ha toccato un tasto, l'onorevole Vargiu che mi ha appena preceduto, che concordo, concordo molto con quello che dice ed è strano. Strano perché è vero l'Assessore è venuto a chiedere se c'era, pur essendo questo un emendamento fuori dal contesto, la disponibilità, ha chiesto prima, e noi, io credo molti di noi, gli abbiamo detto che se questa era davvero un'esigenza, un'urgenza c'era la nostra disponibilità. Pur sapendo che i bisogni non sono soltanto questi che compaiono all'interno di questo emendamento, e che a questi bisogni bisognerebbe dare risposta, probabilmente, anche in un contesto diverso e in leggi che non siano comme queste, che parlano di altro. Credo che pari attenzioni, così come sono richieste ad alcuni colleghi, non soltanto della maggioranza, debbono essere rivolte a situazioni simili, però è anche vero, e io su questo concordo, che un palazzo dei congressi come quello di Alghero, che mi pare che è in costruzione da oltre vent'anni, ha diritto di vedere finalmente la luce; e non ogni volta che viene un finanziamento dover recuperare quello che è andato un po' male perché non si è riuscito a concludere e non si sia mai riuscito a inaugurare una struttura di questo genere. La stessa cosa vale, io credo, per quelli che sono gli aspetti messi al primo punto di questo articolo 2 bis che riguardano il saldo degli oneri finanziari sostenuti da questo Comune, che sicuramente ha dovuto provvedere con proprie risorse ad una situazione che è straordinaria, e sicuramente non è possibile che da parte di questo Consiglio, in questo momento e senza niente togliere ad altri diritti che sicuramente ci sono, ha maturato.

Io sono favorevole a mantenere questo emendamento in piedi, chiedo ai colleghi di tener presente che di questi bisogni sicuramente ce ne sono tanti, la disponibilità che c'è in questo momento, e non soltanto mia, deve esserci anche per quelle situazioni. Chiedere di verificare attraverso l'allargamento ad altri bisogni con le stesse risorse, oppure di ritirare questo, secondo me non è né costruttivo, né giusto. Stante il fatto che se ci fosse stato, al momento della richiesta dell'Assessore, un rifiuto iniziale, probabilmente l'emendamento stesso non avrebbe visto la luce; non soltanto nel dibattito, ma anche nella presentazione.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Cuccu. Ne ha facoltà.

CUCCU GIUSEPPE (P.D.). Io penso che quest'emendamento una sua utilità ce l'abbia, ha almeno l'utilità di consentire a tutti di non banalizzare, quindi a tutti vuol dire ai consiglieri e anche alla Giunta. Quando i consiglieri regionali, portano in quest'Aula, istanze che possono apparire particolari e che invece sono grandi problemi per chi le vive in quel momento. Perché, di questo problema ne abbiamo parlato anche nella scorsa finanziaria per alcuni Comuni, quelli che citava l'onorevole Cappai, che nel 2006 sono stati gravemente danneggiati dall'alluvione, gravemente! Però sono state considerate marchette in quest'Aula. E ci siamo ritirati in buon ordine, abbiamo ritirato l'emendamento e abbiamo detto: va beh forse ci stiamo occupando del particolare, quando forse è meglio occuparsi del caso generale. Quindi, io dico, qui ci porta tutti quanti con i piedi per terra, ci sono problemi grossi, che riguardano l'interesse generale, ci sono problemi che ci appaiono più piccoli ma che riguardano comunque l'interesse generale, che sono quelli di quelle popolazioni, di quei piccoli Comuni della Sardegna; quindi non va sottovalutato che abbiamo problemi particolari, bisogna guardarli tutti quanti con attenzione. Quindi, io dico che questo emendamento ha una sua utilità perché ci riporta tutti quanti con i piedi per terra.

Quindi, ogni singolo problema va affrontato nella sua interezza e considerandolo importante, perché anche i consiglieri regionali, non solo la Giunta, hanno ricettori piantati nel territorio, che registrano quali sono le sensibilità e anche il malessere, spesso, dei territori e le esigenze dei territori. Quindi, io, se la Giunta ci dice che questa è un'esigenza in questo territorio, la accolgo come un'esigenza e la voto; invito la Giunta a considerare che esigenze ce ne sono molte altre.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cuccu.

Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Sì, Presidente, io inizialmente pensavo che questo emendamento non c'entrasse per nulla con l'argomento che stiamo trattando, cioè quello della legge urbanistica, ma mi sono convinto invece che è molto pertinente. Cioè, questo emendamento, per il quale siamo d'accordo, evidenzia un'esigenza di interventi urgenti e quindi ci troviamo in una condizione di emergenza, come d'altronde quella nella quale ci siamo trovati con il PPR e per il quale siamo stati costretti anche a fare questo piccolo passaggio e provvedimento legislativo, che certo non risolverà tutti i problemi causati dal Piano paesaggistico regionale. E' come uno dei tanti ponti, o strade, o opere dei comuni distrutti dalle alluvioni. Uno dei tanti, uno dei tanti. Quindi, credo che il giudizio e il voto, per quanto mi riguarda, è favorevole e però con questo voglio anche dire che lo spirito che c'ha portato oggi in Aula, in qualche modo, a dare un giudizio positivo con il voto a questo testo di legge, va appunto nella direzione che è solamente un piccolo segnale che diamo perché siamo obbligati.

PRESIDENTE. Ha domando di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Credo che questo emendamento pone due problemi seri nel territorio: uno che riguarda il Comune di Galtellì e l'altro il Comune di Alghero. E' vero che molte volte in questo Consiglio sono stati bollati come marchette questi interventi, e qualche volta lo sono state davvero, però io credo che bisogna prendere atto che si tratta di situazioni reali che riguardano quei territori e, quindi, io sono anche d'accordo che l'emendamento venga approvato. Però, chiedo che ci sia un impegno serio da parte dalla Giunta regionale ad affrontare altre situazioni, perché l'alluvione non c'è stata solo in questo comune, che giustamente deve avere riconoscimento in base ai danni subiti. Però, Assessore, io chiedo che ci sia un impegno concreto anche per altre zone che riguardano non solo quel territorio, ma tutta la Sardegna, che sono state colpite da alluvioni e che hanno bisogno di interventi concreti da parte della Giunta regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì, grazie Presidente, naturalmente le intenzioni della Giunta regionale non erano quelle di costringere il Consiglio ad occuparsi per tanto tempo di un aspetto che poteva essere e che è importante, perché riguarda autorizzazioni di spese urgenti, ma che non voleva assolutamente intralciare o interrompere i lavori su un'importante normativa, su un'importante legge che il Consiglio sta affrontando con grande determinazione. E' evidente che la Giunta regionale ha presentato questo emendamento solo dopo aver avuto un assenso all'interno del Consiglio regionale, siccome questo assenso non è un assenso che coinvolge nella sua interezza il Consiglio regionale, siccome nessuno vuole coartare le volontà di questo Consiglio, la Giunta regionale ha già detto che ritira l'emendamento. Se il Consiglio regionale intende invece approvarlo, lo faccia proprio, si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Io credo che, davvero, sulla base anche delle cose che ha detto il collega Vargiu poco fa, questo sia un episodio molto sgradevole che accade in quest'Aula, perché l'emendamento è in discussione, perché evidentemente è stato considerato ammissibile, perché nessuno si è opposto in quel momento; poi si sono scatenate polemiche che sembrano più la continuazione di un'assemblea congressuale piuttosto che discussione da Consiglio regionale, ma le questioni risolvetevele a Tramatza, non potete portarle qui in Consiglio regionale scatenando questioni che sono veramente al di là della decenza di quest'Aula. E' proprio così.

PIRISI (P.D.). Ma la devi finire di dire scemenze.

LA SPISA (F.I.). Non si può avere un rapporto tra le forze politiche di quest'Aula in questo modo, non è veramente accettabile. Se questo era un emendamento che non si riteneva ammissibile, non doveva essere messo neanche in discussione, e non si doveva continuare questa discussione in questo modo.

PRESIDENTE. L'onorevole Pittalis ha chiesto di parlare. Chiedo scusa ai colleghi, onorevole Calledda, proviamo a concludere questa discussione.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Io voglio pensare che ci sia davvero un nuovo corso, anzi, approfitto, non la vedo in Aula, per fare gli auguri all'onorevole Barracciu, certi che detterà una linea che porterà meno confusione di quella alla quale oggi noi inermi spettatori stiamo assistendo, perché state facendo…

PIRISI (P.D.). Da quale pulpito, Pietro.

PITTALIS (F.I.). Peppino.

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, stiamo sul pezzo, stiamo sull'emendamento. Onorevole Pittalis, non risponda all'onorevole Pirisi. Si rivolga alla Presidenza.

PITTALIS (F.I.). L'onorevole Pirisi, forse sta ancora contando su una mano i voti che ha preso a Tramatza: uno, due, tre e quattro…

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, non è pertinente l'argomento. Prego.

PITTALIS (F.I.). …e io mi rendo conto che forse è anche l'effetto di quel voto che lo porta ad essere così esuberante stasera in Aula. Lo dicevo per sdrammatizzare e per riportare a un minimo di serietà il senso del dibattito, stasera, su due importanti argomenti. Allora, intanto, Assessore, se non ho inteso male, e cioè che lei ha, per conto della Giunta, ritirato l'emendamento, l'emendamento lo facciamo proprio noi, poi sia l'Assemblea ad assumersi la responsabilità di bocciarlo, di dare al Comune di Galtellì, soprattutto ai cittadini, a quelli che stanno aspettando il saldo delle alluvioni del 2004, di non ottenere ancora un diritto, cioè quello che è dovuto. Se ne assuma interamente la responsabilità chi questo emendamento boccerà, questo al di là delle questioni, e chiedo scusa anche per l'ironia, ma proprio per sdrammatizzare, se sono entrato, non penso a gamba tesa, sulle questioni che non mi interessano davvero del Partito Democratico.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis. Piano con i microfoni che già sono precari, quindi proviamo a trattarli con delicatezza che non c'entrano niente.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCU (P.D.). Sì, grazie, Presidente. Io non credo che debba essere il collega Capelli a raccomandare ai Gruppi della maggioranza di dare dignità ai propri Capigruppo, perché io credo che la dignità ciascuno di noi, in quest'Aula, ce l'ha indipendentemente dal fatto che gli venga riconosciuta da altri. Io credo che stasera il problema che stiamo affrontando sia un problema che sta dicendo che esiste una dimensione tale che non è circoscrivibile ai due Comuni che vengono indicati nell'emendamento, in particolare per quanto riguarda il tema delle alluvioni è emerso con chiarezza che esiste un problema che non riguarda soltanto il Comune di Galtellì ma che riguarda una serie di altri comuni, e quindi bene sarebbe che il problema venga affrontato nella sua interezza. Io credo che noi siamo a pochi mesi dall'esame della finanziaria, e io sono certo che la finanziaria quest'anno verrà approvata entro i termini previsti dalla legge, cioè entro quest'anno, per cui io credo che sarà cosa più opportuna dove ci possa essere una visione complessiva e dove non ci possano essere questi interventi che, in qualche modo, possano lasciare insoddisfatti in molti e soddisfatti in pochi. Io non credo, collega Pittalis, che il problema relativo al Comune di Galtellì sia rivolto ai cittadini, è un problema di opere, è un problema di opere che riguarda il Comune di Galtellì, per cui io sono certo che il ritardo di qualche mese non comprometterà il significato e la volontà che era prevista, che era contenuta all'interno di questo emendamento, così come anche ritengo per lo stesso Comune di Alghero che possa essere in qualche modo sopperito in altro modo, e pertanto io ritengo che il ritiro dell'emendamento da parte della Giunta mi fa dire che il nostro voto, una volta fatto proprio dal collega Pittalis, sarà contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, Presidente, noi sosterremo l'emendamento, riteniamo che sia un emendamento che dà, sicuramente in un momento improprio, comunque delle risposte importanti. Colgo l'occasione per specificare - nel caso si sia qualcuno sentito offeso dalle mie parole, chiedo scusa quando ho detto che l'azione e le dichiarazioni qui fatte da alcuni colleghi non hanno dato dignità al Capogruppo - , quando intendevo questo, onorevole Biancu, lei sa benissimo cosa intendevo, cioè i Capigruppo sono stati sentiti dalla Giunta, ognuno ha preso un impegno come riferito dal collega Vargiu, e, ovviamente, i Gruppi consiliari ritengo siano stati informati dell'impegno assunto. Non è corretto che poi in Aula qualcuno smentisca l'impegno assunto dal Capogruppo. Quantomeno si chiedeva una sospensione e si discuteva in un'altra sede, ma questo farà parte dell'atteggiamento che assumeremo da qui a settembre, alla ripresa dei lavori. Per quanto riguarda invece i cittadini di Galtellì e l'intervento su Galtellì, è invece proprio un impegno e un intervento che avrà delle ricadute immediate sui cittadini di Galtellì, perché sono gli oneri finanziari relativi ai rimborsi dei danni sostenuti. Non sono opere pubbliche, caro collega Biancu, perciò magari una più attenta lettura dei capitoli di spesa sarebbe stata sicuramente importante. Per giunta tante domande che sono state fatte qui sono rivolte all'Assessore sbagliato, io credo che né l'assessore Dadea né l'assessore Sanna potrebbero rispondere ai quesiti posti, perché riguardano quesiti in carico all'Assessore dei lavori pubblici e quindi l'assessore Mannoni, che ha già avuto modo da rispondere a delle interpellanze e a delle interrogazioni in particolare. Ci sarebbe da aggiungere molto altro a questo emendamento, ma sappiamo benissimo che si sta cercando di dare delle risposte a degli eventi importanti e urgenti. Se in quest'ottica vengono inquadrati, è chiaro che la discussione meriterebbe di essere chiusa e di passare o continuare con la votazione, ricordando che il colera Cappai, pur rimarcando alcuni aspetti legittimi, ha già dichiarato il voto a favore del Gruppo dell'U.D.C. per gli emendamenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi).Grazie, Presidente. Se fossimo in quel di Praga in altri tempi... Praga, Praha, così lo dicono i cechi, ma a Praga, come diciamo noi qui, allora, Kafka avrebbe da trovare un'altra novella e scriverci qualcosa di buono, oltre caffettiere che girano e animali che ronzano e cose che vanno in su e in giù, qui avrebbe colto quello che significativamente oggi ha rappresentato una richiesta della Giunta presentata con molto garbo ai Capigruppo dell'opposizione, dato per scontato che i Capigruppo della maggioranza avessero assecondato questa richiesta, accolta dalla Presidenza del Consiglio, posta in votazione e per dichiarazione di voto una larga parte della maggioranza si alza in piedi a ricercare problematiche tutte giuste e tutte vere, ma che niente si attagliano con quello che questo emendamento pone in discussione. Abbiamo detto in più di una circostanza che probabilmente i bilanci della Regione non sono sufficientemente coerenti con quelle che sono le necessità, le urgenze del vivere civile in questa Sardegna, ma questa è colpa della maggioranza, è colpa vostra, quando anche in altra circostanza sono stati posti problemi simili e di risanamento di tanti fattori, anche scatenati da problemi naturali che hanno o alluvionato o per siccità o per altre motivazioni deturpato e ridotto all'osso intere popolazioni. Ora, io mi chiedo, come fate a votare contro una cosa proposta dalla vostra Giunta, voi che la sorreggete? Ma come fate a fare i capovolgimenti che ho sentito fare dal Capogruppo del più grande partito di maggioranza di questa maggioranza! Com'è possibile! Com'è possibile!

CUGINI (Sinistra Autonomista). E basta!

DEDONI (Riformatori Sardi). Come è possibile, Cugini, ricercare da parte tua...

(Interruzioni dai banchi della maggioranza)

Finalmente vi state dimostrando! Qualcuno ha detto che è entrato a gamba tesa nel congresso del P.D., probabilmente ha sbagliato perché doveva andare con tutte e due le gambe in tackle verso quelle persone che hanno continuato a giocare una partita persa qui dentro! Continuate a cercarvi anche l'immagine che non c'è più nella nostra federazione! Allora vi dico e probabilmente recupererete anche quella sinistra che tenta di rientrare all'interno del P.D., se dobbiamo dirci tutto!

PRESIDENTE. Onorevole Dedoni!

DEDONI (Riformatori Sardi). Sto chiudendo, Presidente.

PRESIDENTE. No, no. Se lei abbassa il tono della voce la sentiamo meglio perché altrimenti...

DEDONI (Riformatori Sardi). Siccome vedo che a qualcuno gli fa male quando siede sulla sella e come un cavallo si sta a imbizzarrire, io credo che sia opportuno ricordare dove siamo e che stiamo cercando di fare gli interessi della Sardegna e di popolazioni che hanno avuto danneggiate, comunque sia, le loro cose e le loro abitazioni.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dedoni, grazie. Onorevole Dedoni io la invitavo soltanto a tenere i toni della voce bassa altrimenti non sentiamo niente! Sentiamo solo un rumore. Grazie.

Ha domandato di parlare il consigliere Bruno per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BRUNO (P.D.). Signor Presidente, io capisco che il contesto nel quale è stato presentato questo emendamento non è il migliore. Siamo di fronte, in particolare per quanto riguarda il centro congressi di Alghero, siamo dal fronte a un'eterna incompiuta, sono stati spesi in vent'anni - un'opera voluta da Martino Lorettu - in vent'anni tanti milioni di euro. Siamo arrivati alla inaugurazione di questa struttura nel dicembre dello scorso anno, oggi è un ottimo, un buon centro polifunzionale che va ad inserirsi nel turismo congressuale. C'è stato nella finanziaria dello scorso anno un errore nell'imputazione dei fondi, nei capitoli di bilancio e oggi con questo emendamento si vuole in qualche modo rimediare. Si va verso un bando internazionale per la gestione del centro, in armonia col Comune di Alghero, si va verso una gestione provvisoria, la mancata approvazione di questo emendamento porterà al ritardo di un ulteriore anno per inserirsi, appunto, nel circuito congressuale, andiamo verso una gestione che valorizza complessivamente l'intero nord-ovest della Sardegna. Per cui sia per il comma 1 che riguarda il Comune di Galtellì, sia per il comma 2 dell'emendamento, tenuto conto della situazione di emergenza nella quale ci troviamo, il mio voto sarà favorevole.

PRESIDENTE. Le dichiarazioni di voto sono terminate, siamo in fase di votazione. Io penso che come spesso succede in quest'Aula le discussioni si caricano di significati impropri perché il provvedimento del comma 1 di questo emendamento riguarda la conclusione di un intervento del Consiglio regionale della Sardegna su eventi alluvionali gravissimi del 2004. Le buone ragioni contenute nel comma 1, naturalmente, non mettono in discussione altre buone ragione di comuni che da quel momento in poi sono stati colpiti da eventi altrettanto gravi su cui la Regione deve intervenire, però si tratta di chiudere un'alluvione del 2004 che ci ha visto tutti mobilitati e tutti andare lì a portare solidarietà, sostegno e comprensione a quelle popolazioni.

VARGIU (Riformatori Sardi). E' una dichiarazione di voto, Presidente?

PRESIDENTE. No, sto facendo una mia dichiarazione, se mi consentite dopo due ore di discussione, se mi consentite! Poi l'Aula fa quello che decide di fare!

Il secondo punto riguarda una questione relativa al Comune di Alghero perché i soldi vengono dati al Comune di Alghero per la gestione di un impianto che è stato ultimato e che verrà dato in gestione attraverso una regolare gara d'appalto di cui, alla gara d'appalto, l'impianto deve essere tenuto sorvegliato, in efficienza e possibilmente anche in funzione. E' il Comune di Alghero, quindi, stiamo dando, vanno le risorse a un ente pubblico. Quindi, io penso che affrontare le discussioni in questo modo, sommando questione a questione, perché poi nella finanziaria del 2008 abbiamo messo i danari per una serie di Comuni, Padru incluso, perché ovviamente questa era una delle questioni aperte, Padru incluso, che la Giunta sta erogando, anche per quei Comuni che hanno fatto erroneamente le domande. Quindi, insomma, l'Aula, naturalmente, conclusivamente dopo un'ora di discussione decide su un emendamento che è stato accolto ieri, decide di procedere come meglio ritiene, però la Presidenza ha accolto l'emendamento ritenendolo compatibile e congruo, sentiti anche i Capigruppo, naturalmente.

Siamo alla fase di votazione, colleghi. Onorevole Corda, lei ha già parlato per dichiarazione di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.

CORDA (P.D.). Non per dichiarazione di voto, chiedo cinque minuti di sospensione.

BIANCU (P.D.). Siamo in votazione!

PRESIDENTE. Stiamo votando, onorevole Corda! Abbiamo capito che lei non disconosce, stiamo parlando però di altro, l'emendamento è questo, andiamo avanti! Andiamo avanti, colleghi! E' stata chiesta una votazione per parti.

~CAPPAI (U.D.C.). Presidente, quale stiamo votando?

PRESIDENTE. Stiamo votando l'emendamento numero 7 fatto proprio dall'onorevole Pittalis e ritirato dalla Giunta. E' stata richiesta dall'onorevole Uras una votazione per parti.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del primo comma dell'emendamento numero 7, quello riguardante il contributo al Comune di Galtellì.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Bruno - Caligaris - Capelli - Cappai - Contu - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Floris Mario - Ibba - La Spisa - Ladu - Licheri - Lombardo - Marracini - Masia - Milia - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisu - Pittalis - Randazzo Alberto - Rassu - Sanjust - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Biancu - Cachia - Calledda - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Espa - Floris Vincenzo - Lai Silvio - Manca - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Tocco.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Gessa - Salis.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 60

votanti 57

astenuti 3

maggioranza 29

favorevoli 33

contrari 24

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della seconda parte dell'emendamento numero 7, quello relativo allo stanziamento per il Centro congressi di Alghero.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Bruno - Caligaris - Capelli - Cappai - Contu - Cugini - Dedoni - Diana - Fadda - Floris Mario - Ibba - La Spisa - Ladu - Licheri - Lombardo - Marracini - Masia - Milia - Murgioni - Petrini - Pileri - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Uggias - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Biancu - Cachia - Calledda - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Espa - Floris Vincenzo - Lai Silvio - Manca - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Tocco.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Davoli - Gessa - Pisu - Salis - Scarpa - Serra - Uras.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 61

votanti 53

astenuti 8

maggioranza 27

favorevoli 30

contrari 23

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna.)

Metto ora in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Siamo alla votazione conclusiva della legge, con il sistema elettronico palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo unico numero 331-333/A.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Artizzu - Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Silvio - Licheri - Lombardo - Manca - Marracini - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras - Vargiu.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Floris Mario - Randazzo Vittorio.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 61

votanti 58

astenuti 3

maggioranza 30

favorevoli 58

(Il Consiglio approva).

Convoco una breve conferenza dei Capigruppo nella saletta attigua.

I lavori dell'Aula sono sospesi. Dobbiamo continuare, colleghi, quindi vi prego di non andar via.

(La seduta, sospesa alle ore 20 e 08, viene ripresa alle ore 20 e 29.)

PRESIDENTE. Va bene, colleghi, stasera il lavoro prosegue per l'elezione, nell'ordine, del Vicepresidente dell'Assemblea a seguito delle dimissioni dell'onorevole Antonio Biancu, del Questore dell'Assemblea a seguito delle dimissioni dell'onorevole Pittalis, e di un rappresentante del Comitato tecnico regionale che si è dimesso da tempo. Procediamo con l'elezione di un Vicepresidente. Posso chiedere l'attenzione dei colleghi e se è possibile anche un po' di silenzio? Grazie.

Elezione di un Vicepresidente del Consiglio

PRESIDENTE. Il Consiglio deve procedere alla votazione a scrutinio segreto per l'elezione di un Vicepresidente secondo quanto stabilito dall'articolo 4, primo comma, del Regolamento interno a seguito delle dimissioni dell'onorevole Antonio Biancu. Secondo quanto dispone l'articolo 5, terzo comma, del Regolamento interno, è eletto chi al primo scrutinio abbia raggiunto la metà più uno dei voti. Se nessun candidato ha riportato la metà più uno dei voti si procede al ballottaggio tra i due candidati che abbiano riportato il maggior numero dei voti. Procediamo quindi alla votazione per l'elezione di un Vicepresidente.

Votazione a scrutinio segreto per schede

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto per schede per l'elezione di un Vicepresidente. Prego i consiglieri Segretari di procedere alla chiama.

(Seguono la votazione e lo spoglio delle schede)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 59

votanti 58

astenuti 1

schede bianche 2

Hanno ottenuto voti: Giagu, 55; Barracciu, 1.

Proclamoeletto Vicepresidente del Consiglio: Giagu Giovanni.

(Applausi)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Agus, Artizzu, Biancu, Bruno, Caligaris, Calledda, Capelli, Cappai, Cherchi Silvio, Cocco, Contu, Corda, Corrias, Cucca, Cuccu Giuseppe, Cugini, Davoli, Dedoni, Diana, Espa, Fadda, Floris Mario, Floris Vincenzo, Gessa, Ibba, La Spisa, Lai Silvio, Licheri, Lombardo, Manca, Marracini, Masia, Mattana, Meloni, Milia, Murgioni, Orrù, Pacifico, Petrini, Pileri, Pinna, Pirisi, Porcu, Randazzo Alberto, Randazzo Vittorio, Rassu, Sabatini, Sanjust, Sanna Alberto, Sanna Franco, Sanna Simonetta, Scarpa, Serra, Spissu, Tocco, Uggias, Uras E Vargiu.

Si è astenuto il consigliere: Giagu.)

Bene, naturalmente siamo tutti ospiti dell'onorevole Giagu, stasera o domani, così, per rompere una tradizione consolidata.

Onorevole Giagu, auguri. Mi sono permesso di dire che saremo tutti suoi ospiti, anche per interrompere una cattiva fama che l'accompagna, relativamente alla sua magnanimità.

Elezione di un Questore del Consiglio

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'elezione di un Questore del Consiglio, carica rimasta vacante dopo le dimissioni dell'onorevole Pietro Pittalis. Ricordo agli onorevoli consiglieri le disposizioni regolamentari che stabiliscono le modalità di votazione, che si deve svolgere a scrutinio segreto.

Per il combinato disposto dei commi 3 e 5 dell'articolo 5 del Regolamento, nelle elezioni suppletive, quando si deve coprire un solo posto è eletto chi al primo scrutinio abbia raggiunto la metà più uno dei voti. Se nessun candidato ha riportato la metà più uno dei voti si procede al ballottaggio tra i due candidati che abbiano riportato il maggior numero di voti. A parità di voti è eletto, o entra in ballottaggio, il più anziano di età.

Votazione a scrutinio segreto per schede

Indico la votazione a scrutinio segreto per schede per l'elezione di tre Questori. Invito i consiglieri Segretari MANCA e CAPPAI a procedere alla chiama.

(Seguono la votazione e lo spoglio delle schede)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 57

votanti 57

schede bianche 8

Hanno ottenuto voti: Ibba, 46; Lai Silvio, 2; Barracciu, 1.

Viene proclamato eletto Ibba Raimondo.

(Applausi)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Agus, Artizzu, Balia, Biancu, Bruno, Caligaris, Calledda, Capelli, Cappai, Cherchi Silvio, Cocco, Contu, Corda, Corrias, Cucca, Cuccu Giuseppe, Cugini, Davoli, Diana, Espa, Fadda, Floris Mario, Floris Vincenzo, Gessa, Giagu, Ibba, La Spisa, Ladu, Lai Silvio, Licheri, Manca, Masia, Mattana, Meloni, Milia, Orrù, Pacifico, Petrini, Pileri, Pinna, Pirisi, Porcu, Randazzo Alberto, Randazzo Vittorio, Rassu, Sabatini, Sanjust, Sanna Alberto, Sanna Franco, Sanna Simonetta, Scarpa, Serra, Spissu, Tocco, Uggias, Uras E Vargiu.)

Bene, auguri onorevole Ibba.

Elezione di un componente del Comitato tecnico amministrativo regionale dei lavori pubblici

PRESIDENTE. Il Consiglio regionale deve procedere, ai sensi del primo comma dell'articolo 17 della legge regionale 22 aprile '87 numero 24, all'elezione di un componente della prima sezione del Comitato tecnico amministrativo regionale dei lavori pubblici, in sostituzione dell'ingegner Giampaolo Falchi dimissionario. Ricordo che, sempre per l'articolo 17 citato, gli eletti devono essere esperti di particolari competenze in materie giuridiche, amministrative nonché nelle seguenti materie: idraulica, irrigazione, dighe, elettrotecnica, opere marittime, geologia, acque pubbliche, scienze agrarie e forestali. Almeno cinque devono essere ingegneri iscritti agli albi professionali, i rimanenti quattro devono essere docenti universitari, magistrati, avvocati o dirigenti di enti pubblici. Ricordo altresì che ogni consigliere potrà designare un solo esperto. Risulterà eletto il nominativo che avrà riportato il maggior numero di voti.

Votazione a scrutinio segreto per schede

Indico la votazione a scrutinio segreto per schede per l'elezione di un componente del Comitato tecnico amministrativo regionale dei lavori pubblici. Invito i consiglieri Segretari a procedere alla chiama.

(Seguono la votazione e lo spoglio delle schede)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 44

votanti 44

schede bianche 1

Hanno ottenuto voti: Brigas Augusto, 39; Pirisi Giuseppe, 3; Barracciu Francesca, 1.

Viene proclamato eletto: Brigas Augusto.

(Applausi)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Agus - Artizzu - Balia - Biancu - Bruno - Calledda - Capelli - Cappai - Cherchi Silvio - Contu - Corrias - Cucca - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Silvio - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Tocco - Uras - Vargiu.)

PRESIDENTE. Va bene, colleghi, abbiamo concluso i lavori della serata, continuiamo domani mattina, l'Aula è convocata alle ore 10 e 30. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 21 e 27.



Allegati seduta

Testo delle interrogazioni annunziate in apertura di seduta

Interrogazione Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sulla illegittimità del bando di ristrutturazione della ex Manifattura Tabacchi di Cagliari.

I sottoscritti,

considerato che:

- in data 4 luglio 2008, l'Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport della Regione autonoma della Sardegna ha bandito un appalto concorso per la progettazione e la realizzazione dell'intervento "Manifattura - Fabbrica della creatività - Cagliari", con scadenza del bando al 1° ottobre 2008, per l'importo di euro 4.927.461 più IVA;

- tale appalto concorso prevede inequivocabilmente progettazione e lavori "per il recupero del complesso edilizio denominato ex Manifattura Tabacchi", per cui appare del tutto evidente come tale intervento debba essere realizzato su un complesso edilizio avente destinazione d'uso industriale;

- il Piano quadro del centro storico di Cagliari classifica il complesso della ex Manifattura Tabacchi come "d*" e "S2a1";

- l'articolo 4 delle norme del Piano quadro classifica le zone A1 come "monumenti ed edifici di valore storico e architettonico e aree di pertinenza" e l'articolo 17 delle stesse norme prevede che, per la destinazione A1, sia ammesso esclusivamente l'intervento di restauro;

- la zona "d*" è invece classificata come "edifici complessi edilizi e loro pertinenze appartenenti a strutture pubbliche o private di servizio"; pertanto per tali zone, sempre secondo le norme del Piano quadro, sarebbe possibile l'intervento di ristrutturazione;

- peraltro, la classificazione della medesima zona "d*" come "S2" comporta che essa debba considerarsi inclusa nello standard urbanistico al servizio del bacino urbanistico del centro storico di Cagliari;

- il Piano quadro del centro storico di Cagliari, ai sensi della normativa vigente, non è un piano attuativo;

- il Comune di Cagliari è attualmente sprovvisto di un proprio piano particolareggiato per il centro storico;

- l'articolo 52 del Piano paesaggistico regionale (PPR), nei comuni che, come Cagliari, sono sprovvisti di piano particolareggiato per il centro storico consente "unicamente gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e risanamento conservativo ai sensi dell'articolo 3, DPR n. 380/2001, nonché di ristrutturazione edilizia interna";

- ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, tutti gli interventi previsti nel bando dell'appalto concorso per la ex Manifattura Tabacchi si configurano come interventi di ristrutturazione urbanistica e di ristrutturazione edilizia, giusto quanto previsto dall'articolo 10;

- appare dunque definitivamente acclarato che l'Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport della Regione autonoma della Sardegna abbia bandito un appalto concorso per un intervento di ristrutturazione della ex Manifattura Tabacchi in Cagliari, come d'altronde conferma la determinazione n. 229/84 del 12 febbraio 2008, assunta dal direttore generale della Pianificazione urbanistica territoriale e vigilanza edilizia della Regione con la quale non viene riconosciuta la coerenza della proposta di variante del regolamento edilizio del Comune di Cagliari;

- l'appalto concorso in oggetto comporta lavori edilizi che, addirittura, prefigurano la modifica della destinazione d'uso dello stabile dell'ex Manifattura Tabacchi in Cagliari,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e l'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica per sapere se:

1) sia consentito alla Regione autonoma della Sardegna bandire un appalto concorso che è in contrasto con la normativa vigente e con le stesse disposizioni del Piano paesaggistico regionale;

2) accertata l'illegittimità dell'appalto concorso bandito in data 4 luglio 2008 dall'Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, non ritengano indispensabile di disporne la revoca immediata e l'accertamento delle responsabilità tecnico-amministrative che hanno portato alla redazione di un bando che contrasta palesemente con la vigente normativa;

3) non considerino indispensabile l'immediata attivazione di un tavolo di concertazione con il Comune di Cagliari che consenta di condividere il riutilizzo funzionale dello stabile dell'ex Manifattura Tabacchi in Cagliari, per renderlo quanto più possibile adeguato alle esigenze di sviluppo della città e consenta, altresì, di individuare il percorso amministrativo congiunto necessario a garantire piena legittimità a tutti gli atti necessari al recupero urbanistico del bene. (1113)

Interrogazione Cherchi Oscar - La Spisa - Lombardo - Sanjust, con richiesta di risposta scritta, sul progetto "Sistema integrato culturale" di Suni.

I sottoscritti,

premesso che la cooperativa TACS ha gestito fin dagli inizi (1998) il progetto SIC (Sistema integrato culturale) che prevedeva la direzione e la coordinazione del parco archeologico, della casa museo e della biblioteca di Suni con l'obiettivo di promuovere lo sviluppo turistico - culturale del territorio;

rilevato che il 1° gennaio 2007 l'appalto era giunto alla sua naturale conclusione e la giunta comunale aveva deciso di scindere il servizio relativo alla biblioteca affidandone una parte ad una nuova società, scatenando però la reazione della cooperativa TACS che chiese il rispetto della normativa regionale;

constatato che le leggi regionali n. 4 del 2006 e n. 14 del 2006 prevedono che il servizio, in attesa dell'approvazione del Piano regionale per i beni culturali, debba essere prorogato alla ditta che l'aveva già in gestione (che, peraltro, si era aggiudicata regolarmente l'appalto) per garantire la continuità del progetto, il mantenimento dei livelli occupativi del personale già impiegato;

considerato che il Comune di Suni, nonostante il parere contrario del funzionario amministrativo, decise di scindere il progetto, di affidarne la gestione tramite trattativa diretta ad un'altra ditta e quindi di non prorogare il servizio; fu bandita una gara d'appalto per il periodo 15 gennaio 2007 - 30 giugno 2007, in piena violazione delle norme regionali;

preso atto che la TACS ha presentato un ricorso al TAR Sardegna che, con sentenza del 26 ottobre 2007, ha accolto le richieste della cooperativa, annullando l'efficacia dei provvedimenti del Comune di Suni; secondo il Tribunale amministrativo, l'amministrazione comunale di Suni avrebbe dovuto mantenere inalterati i progetti, per lo meno in attesa dell'approvazione del Piano regionale dei beni culturali;

considerato che il TAR ha anche condannato il comune al pagamento dei compensi spettanti alla ditta dal gennaio al giugno 2007;

visto che il Consiglio di Stato, il 4 marzo 2008, ha respinto la richiesta di sospensione della sentenza del TAR presentata dal Comune di Suni;

preso atto che l'amministrazione comunale, nonostante le sentenze del TAR e del Consiglio di Stato, non ha modificato le sue decisioni e addirittura è andata avanti con l'ennesimo affidamento diretto della gestione ad un'altra ditta;

rilevato che la cooperativa TACS ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica;

constatato che sulla vicenda è in corso un'indagine della Procura della Repubblica di Oristano; una ventina di giorni fa, infatti, in comune, i carabinieri hanno compiuto accertamenti e acquisito documentazione e atti relativi all'affidamento della gestione del servizio;

considerato che l'attuale amministrazione non ha speso circa 900 mila euro (risorse accantonate dalla precedente amministrazione per l'ampliamento del patrimonio archeologico e che avrebbero potuto garantire anche un allargamento della base occupazionale e favorire nuovi progetti);

rilevato che a pagare maggiormente le spese di questa situazione sono, oltre che i lavoratori impiegati e la cooperativa TACS, gli utenti che da oltre un anno e mezzo devono rinunciare a importanti servizi; la biblioteca funziona saltuariamente, mentre i siti risultano sempre più abbandonati a se stessi,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per:

sapere se sono a conoscenza di una situazione che sta danneggiando notevolmente i beni culturali del territorio di Suni che negli ultimi anni erano stati valorizzati con una gestione attenta del sistema culturale integrato, ma che, attualmente, rischiano di andare incontro al baratro per una cattiva gestione;

chiedere come mai la Regione permetta che non vengano rispettate le normative regionali e che un'amministrazione comunale utilizzi le risorse regionali senza criterio e violi non solo le norme, ma persino le sentenze del TAR e del Consiglio di Stato;

sollecitare provvedimenti urgenti per mettere fine a un sistema di gestione della cosa pubblica che sembra voler andare a vantaggio solo della parte dell'elettorato che sostiene l'attuale maggioranza di governo del paese, ma che di fatto danneggia gli utenti che da oltre un anno e mezzo sono privati di servizi (per i quali è la stessa Regione ad erogare i fondi). (1114)

Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, in ordine alle disfunzioni create dalla società Abbanoa SpA in Sardegna.

Il sottoscritto,

premesso che la società Abbanoa Spa, nella gestione idrica in Sardegna, avrebbe dovuto, nel pensiero degli amministratori regionali, migliorare il servizio idrico nonché contenere i costi di gestione;

preso atto che tutto questo, fino ad oggi, non si è verificato ma, di fatto, i servizi sono peggiorati e i costi incrementati non raggiungendo, quindi, nessuno degli obbiettivi preposti;

vista la presa di posizione del Sindaco di Stintino, al quale va riconosciuto il coraggio per aver tolto dalla gestione di Abbanoa, seppur temporaneamente, l'erogazione dell'acqua in modo tale da garantire ai propri concittadini un loro sacrosanto diritto;

considerato che questo fatto potrebbe creare in Sardegna un precedente seguito da altri sindaci fino al punto di esautorare completamente Abbanoa Spa delle sue competenze;

atteso che ingenti risorse finanziarie per il miglioramento idrico destinate ai comuni sono attualmente bloccate in capo alla società Abbanoa Spa che, anziché procedere ai lavori già appaltati nello spirito della continuità amministrativa ereditata dai comuni, pare invece voglia fare nuove progettazioni quindi nuovi appalti per l'assegnazione dei lavori nonostante questi siano già in essere;

preso atto che appare inammissibile l'orientamento della tariffa unica in Sardegna sul prezzo dell'acqua,

chiede di interrogare il Presidente della Regione per sapere se:

sia a conoscenza di tali disservizi e del funzionamento dell'ente e quali provvedimenti abbia preso o intenda adottare contro le disfunzioni prodotte in Sardegna dalla società Abbanoa Spa;

non ritenga opportuno mandare a casa tutto il consiglio di amministrazione di Abbanoa Spa e restituire le funzioni ai singoli comuni, unici in grado di conoscere e gestire i problemi idrici del loro territorio. (1116)

Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sul mancato riscontro dell'ISRE alle richieste degli eredi di Guido Costa per la divulgazione dell'opera dell'eminente studioso e ricercatore della realtà isolana del Primo Novecento.

La sottoscritta,

richiamati i contenuti dell'interrogazione presentata il 26 maggio 2008 e ancora in attesa di risposta;

precisato che:

- il direttore generale dell'Istituito superiore regionale etnografico, con lettera del 4 giugno 2008, ha risposto alla nota dell'11 aprile 2008 degli eredi Costa che richiedevano "atti e deliberazioni riguardanti la mostra fotografica ed il catalogo "Guido Costa, fotografie della Sardegna del Primo Novecento" e documentazione relativa ai rapporti ISRE/ILISSO editori del suddetto catalogo";

- nella risposta è stato comunicato che "gli archivi amministrativi dell'ISRE, i materiali librari e varie tipologie di documenti e oggetti accumulati dall'Istituto nel corso degli anni sono stati trasferiti nelle scorse settimane dalla sede di via Papandrea ai nuovi depositi di Pratosardo, nell'area industriale di Nuoro. Le operazioni di imballaggio, trasferimento e riordino dei vari documenti hanno pertanto determinato delle difficoltà di reperimento e di accesso ai materiali di suo interesse. Questo Istituto sta provvedendo alla raccolta e duplicazione dei materiali richiesti che verranno messi al più presto a disposizione";

- al 28 luglio 2008 la documentazione richiesta in attuazione della legge n. 241 del 1990 dal fotoreporter Guido Costa non é stata ancora consegnata;

evidenziato che:

- il 16 luglio 2008 il rappresentante degli eredi di Guido Costa ha presentato querela per il mancato rispetto degli accordi relativi alla cessione della documentazione motivata esclusivamente da un intento culturale e filantropico in ossequio alla memoria dell'illustre studioso della storia e della cultura della Sardegna;

- gli eredi non hanno ritenuto di cedere anche i diritti di utilizzazione economica delle opere del professor Costa con specifica richiesta che il catalogo venisse distribuito gratuitamente nelle principali biblioteche regionali e nazionali e che fossero allestite ulteriori mostre nelle principali città dell'Isola;

sottolineato che:

- l'ISRE, ente regionale, non può continuare ad ignorare, dilatandole nel tempo, le richieste formulate da un cittadino, peraltro avente titolo a tutti gli effetti, di accedere agli atti amministrativi che lo riguardano;

- gli eredi Costa non sollevano questioni di natura economica e commerciale avendo offerto la loro disponibilità a cedere, a titolo gratuito e per soli scopi culturali e divulgativi, le immagini ed i documenti riguardanti il prof. Guido Costa,

chiede di interrogare l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per conoscere se non ritenga opportuno intervenire nei confronti dei responsabili e dei dirigenti dell'Istituto per evitare un inutile e assurdo contenzioso che rischia di danneggiare l'immagine della Regione anche sotto il profilo culturale facendo sorgere il sospetto che gli aspetti commerciali abbiano la precedenza su quelli filantropici e di diffusione delle opere di insigni studiosi dell'Isola. (1117)

Interrogazione Sanjust, con richiesta di risposta scritta, sulla ripetizione della prova di inglese del concorso per l'assunzione, a tempo indeterminato, di due dirigenti per il Corpo forestale a seguito dell'ordinanza del TAR sollecitata dal ricorso di un concorrente.

Il sottoscritto,

premesso che, con decreto n. 590/P del 10 luglio 2006, l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione ha bandito un concorso per titoli ed esami per l'assunzione, a tempo indeterminato, di due dirigenti per il Corpo forestale;

considerato che:

- l'articolo 5 - prove di esame - recita testualmente: "Nel colloquio sono inoltre accertate:

- la conoscenza e il coerente utilizzo degli strumenti e delle applicazioni informatiche più diffuse, nonché delle problematiche e delle potenzialità connesse all'uso degli strumenti informatici in relazione ai processi comunicativi in rete, all'organizzazione e alla gestione delle risorse e al miglioramento dell'efficienza degli uffici e dei servizi;

- la conoscenza a livello autonomo C1 secondo i parametri dell'Associazione europea di esperti di testing linguistico (Alte) e del Quadro di Riferimento Europeo (Qre), curato dal Consiglio d'Europa, della lingua inglese, nonché la conoscenza di un'altra lingua scelta dal candidato tra francese, tedesco e spagnolo. L'accertamento avviene mediante la lettura, la traduzione di testi e la conversazione";

- alla prova orale sono risultati ammessi 5 candidati;

preso atto che:

- la prova orale è stata effettuata il 16 luglio 2007 secondo le seguenti modalità:

- parte tecnico giuridica con risposta a tre quesiti estratti a sorte dal candidato all'interno del ventaglio preliminarmente elaborato dalla commissione;

- prova di inglese effettuata test informatico computer based TOEFL;

- redazione di scritto senza ausilio di dizionario;

- conversazione su topic senza lettura a voce alta del testo;

- tali modalità risultano essere difformi da quanto pubblicato nel bando di concorso;

- dal verbale della commissione di concorso, in sede di valutazione della prova orale, risulta che "l'esito è stato positivo per tutte le materie tecnico-giuridiche per tutti i candidati, ma solo il candidato (nome e cognome del vincitore del concorso) ... ha ottenuto la valutazione "positiva" per la lingua inglese con la mera sufficienza nelle altre materie";

- da ciò si evince che l'unica discriminante tra l'idoneità e l'inidoneità è dato dal superamento o meno della prova inglese che, come detto in precedenza, si è svolta in maniera difforme dal bando;

- un candidato, risultato non vincitore, in data 5 marzo 2008, formalizza un ricorso al TAR avverso l'esito della graduatoria concorsuale motivando lo stesso con lo svolgimento della prova di inglese avvenuta in maniera difforme rispetto al bando;

- il TAR, accogliendo il ricorso del candidato, sospende l'efficacia della gara in relazione allo svolgimento ed agli esiti della prova della lingua inglese sostenuta dal ricorrente e dai vincitori del concorso, nonché alla graduatoria finale dello stesso ed agli atti conseguenti;

- lo stesso, dispone che l'Amministrazione provveda a far espletare nuovamente la prova di inglese relativamente al ricorrente ed ai vincitori del concorso, che dovrà svolgersi secondo le forme e la disciplina prevista dal bando e dalla normativa vigente (C1: prova unica in forma orale, seppur comprendente lettura, traduzione e conversazione; svolgimento pubblico; ogni altra garanzia di legge e di bando);

tenuto conto che:

- il TAR ha riconosciuto la difformità fra quanto previsto nel bando e le modalità d'esame, relativamente alla prova di inglese, effettivamente svolte;

- il ricorrente, ammesso alle prove orali quale primo nella graduatoria, in seguito alla prova di inglese è stato scavalcato da tutti i candidati;

- l'unico candidato ritenuto idoneo dalla commissione giudicante a seguito della prova orale, ha raggiunto appena il voto minimo di 26;

- la prova di inglese è risultata quella decisiva al fine di stilare la graduatoria fra i cinque partecipanti;

- è ineccepibile l'ordinanza del TAR in merito al quesito posto dal ricorrente;

- la finalità del bando era quella di immettere in ruolo un numero di due dirigenti per il Corpo forestale;

- alla fine di tutte le prove previste, è stato dichiarato un solo idoneo;

- il concorrente idoneo dovrà ripetere la prova di inglese con il solo concorrente che ha presentato ricorso al TAR, che, così, potrebbero essere già dichiarati vincitori, perché andrebbero a coprire i due posti in concorso;

- gli altri tre concorrenti, pur giunti alla prova di inglese in posizione quasi paritaria rispetto agli altri, pur avendo effettuato, anche loro, la prova di inglese difforme rispetto al bando, si troverebbero penalizzati, magari per il solo motivo di non aver avuto la disponibilità economica per fare ricorso al TAR;

- questa amministrazione si è sempre dichiarata garantista riguardo la meritocrazia, specialmente nei concorsi e nelle selezioni pubbliche,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione per sapere se non ritengano, riconoscendo la veridicità dell'ordinanza del TAR in merito alla difformità della prova di inglese rispetto al bando, di far ripetere la prova non solo ai vincitori del concorso (uno solo) e al ricorrente (uno solo), ma a tutti e cinque i concorrenti ammessi alla prova orale, così da cancellare ogni possibile dubbio sulla validità non solo della prova di inglese, ma di tutte le prove previste dal bando concorsuale, e in modo da dare corpo soprattutto alle affermazioni del Presidente e dell'intero Esecutivo sulla meritocrazia che, in ogni caso, dovrebbe caratterizzare una assunzione nella pubblica amministrazione. (1118)