Seduta n.193 del 23/04/1997
CXCIII SEDUTA
(Pomeridiana)
Giovedì 23 Aprile 1997
Presidenza del Presidente Selis
indi
del Vicepresidente Zucca
indi
del Presidente Selis
La seduta è aperta alle ore 15 e 45.
FRAU, Segretario f.f. dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 3 aprile 1997, che è approvato.
Continuazione della discussione e non approvazione del passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge: "Norme per la riforma degli enti regionali" (328/parte)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del disegno di legge numero 328/parte. Poiché non vi sono iscritti a parlare metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto sul passaggio all'esame degli articoli.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 328/parte.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 45
votanti 44
astenuti 1
maggioranza 23
favorevoli 22
contrari 22
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BONESU - BUSONERA - CASU - CONCAS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FANTOLA - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GIAGU - GRANARA - LA ROSA LIORI - LIPPI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MARRACINI - MARROCU - MASALA - NIZZI - OBINO - PALOMBA - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Marco - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
Sul protocollo d'intesa stipulato tra Stato e Regione il 22 aprile 1997
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca le dichiarazioni della Giunta sull'accordo di programma con il Governo.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Signor Presidente, colleghe e colleghi, prendo la parola per dare comunicazioni al Consiglio sulla sottoscrizione del protocollo d'intesa con il Governo nazionale avvenuta lunedì sera. Lo faccio nella prima seduta del Consiglio fissata dopo questo evento, lo faccio subito per riguardo al Consiglio il quale deve essere subito posto in condizione di conoscere gli elementi di questo atto. Ricordo che il Governo regionale ha impiantato una vertenza nei confronti dello Stato da qualche tempo; alcuni punti di quella vertenza sono stati già realizzati, su altri la successione dei governi ha consentito di approssimarsi al risultato ma nel frattempo è intervenuta la nuova normativa, quella prevista dalla legge finanziaria numero 662 del '97, la quale ha previsto una profonda modificazione degli strumenti di programmazione negoziata. Il Governo regionale ha impostato la vertenza con il Governo non più in termini parziali, di singoli interventi e neanche in termini di finanziamenti sui piani di rinascita, su fondi indistinti e per interventi distinti. Il Governo regionale ha impostato col Governo, e vuole impostare col Governo, un complesso di interventi che possono servire alla rinascita economica e sociale della Sardegna, proprio come dice l'articolo 13 dello Statuto. Questa globalità di interventi in favore della Sardegna, che il Governo regionale ha reclamato, troverà compiuta esplicitazione all'interno dell'intesa istituzionale di programma, che è il nuovo strumento previsto dalla legge numero 662 per regolare e disciplinare i rapporti tra sedi di governo omologhe, come il Governo nazionale e il Governo regionale. Però, all'interno di queste vertenze e di queste rivendicazioni, il Governo nazionale ha riconosciuto che esistono delle priorità che sono assolutamente urgenti per la Sardegna e che dunque andavano disciplinate come anticipo di quella che sarà la sottoscrizione dell'intesa istituzionale di programma, che è un atto di rilevante complessità che dovrà prevedere tutti i rapporti che intercorrono fra Regione e Stato e dovrà prevedere analiticamente tutti gli interventi, così come dovrà prevedere le procedure per arrivare alla definizione di questi interventi ed, eventualmente, anche delle azioni sostitutive nel caso di inerzia. Quindi un fatto complesso che sicuramente avvantaggiato dal percorso già intrapreso, da qualche tempo, dalla Regione e dal Governo, e che quindi potrebbe dar luogo alla sottoscrizione, entro tempi brevi della grande intesa istituzionale di programma tra Governo nazionale e Regione sarda fra le prime esperienze che si potranno avere ai sensi della legge numero 662. Desidero peraltro ricordare che ci si sta muovendo su un terreno assolutamente innovativo e che è stato oggetto in una delibera del CIPE, per quanto riguarda la sua regolamentazione, delibera del CIPE del marzo che ancora è in procinto di approvazione da parte della Corte dei Conti. Quindi ci stiamo muovendo in tempo reale, non solo, ma anticipando anche i successivi passaggi. Bene, il Governo regionale ha ribadito al Governo nazionale che esistono alcune priorità all'interno delle quali si imponevano delle scelte assolutamente urgenti, ancora prima della sottoscrizione dell'intesa di programma. E dunque nell'ultimo periodo si è avuta una accelerazione dei rapporti e delle relazioni istituzionali tra Governo nazionale e Governo regionale che hanno portato alla sottoscrizione di un protocollo d'intesa, così è chiamato, perché non è ancora l'intesa istituzionale di programma. Del protocollo d'intesa, che vede come firmatario il Presidente del Consiglio dei Ministri e diversi Ministri (dell'ambiente, bilancio, difesa, finanze, funzione pubblica, giustizia, industria, lavori pubblici, pubblica istruzione e trasporti) oltre che il coordinatore del comitato di coordinamento per le iniziative per l'occupazione (per quanto riguarda il Governo, il presidente dell'ANAS) vede, dall'altra parte, il Presidente della Regione sarda. Nel documento che io ieri sera ho disposto che venisse trasmesso al Consiglio regionale, al Presidente, ai Presidenti delle Commissioni e ai Presidenti di Gruppo, c'è una premessa che riguarda la crisi socio-economica della Sardegna, la carenza di infrastrutture, le ragioni geografiche rappresentate dalla nostra insularità, il tasso di disoccupazione e che, con riferimento a tale situazione, il Governo nazionale e la Regione hanno individuato lo strumento previsto dall'articolo 13 dello Statuto come quello capace di dare una risposta globale ai problemi della Regione. C'è una considerazione preliminare ancora, che l'attività finora svolta dal Governo e dalla Regione ha già prodotto alcuni risultati per quanto riguarda aree minerarie dismesse, infrastrutturazione ferroviaria e aree naturali protette. C'è scritto poi, sempre nella premessa, che si approva il protocollo d'intesa come un'anticipazione della successiva intesa istituzionale, in quanto si tratta di interventi assolutamente urgenti. Il protocollo d'intesa parla, all'articolo 1, dell'oggetto e dell'individuazione di una serie di urgenti iniziative di particolare rilevanza, soprattutto nel comparto infrastrutturale (ambiente, energia, viabilità) ma anche in quello della promozione e incentivazione delle attività produttive. L'articolo 2 ricorda gli strumenti di programmazione negoziata e l'articolo 3 individua gli interventi prioritari. Tra questi interventi prioritari naturalmente il Governo regionale, da tempo, facendosi interprete della volontà del Consiglio e delle richieste che provengono dal mondo dell'impresa e dal mondo del lavoro, ha rappresentato l'ingiustizia di un regime energetico per il quale la Regione sarda è l'unica Regione italiana a non avere ancora l'infrastrutturazione metanifera. Il che comporta, secondo gli studi fatti dalla Presidenza della Regione, dimostra che la bolletta energetica per il 1995 è stata superiore, è stata di 334 miliardi contro un prezzo che sarebbe stato di 234 miliardi se noi avessimo potuto avere il metano. Cioè rapportandosi il costo del G.P.L. per riscaldamento e per gli usi industriali, rapportandosi al costo della chilocaloria, avrebbe comportato, diciamo, una minore spesa della Regione di 100 miliardi. Questo è stato un argomento forte e decisivo che abbiamo portato sul tavolo del Governo per ottenere una anticipazione, l'accelerazione della definizione di questo fatto, come un fatto innanzitutto di pari dignità dei cittadini sardi rispetto agli altri. Il problema della metanizzazione, come è noto, ha costituito oggetto di un'approfondita e prolungata istruttoria da parte del Governo, il quadro istituzionale in cui l'intervento si muove è l'articolo 4 della legge 445 del 1987 che faceva carico al CIPE di elaborare, di definire il quadro di metanizzazione dell'Isola, d'intesa con la Regione sarda. E' noto che si potevano prospettare due diverse soluzioni: quella del gasdotto, del matanodotto sottomarino, e quella dell'impianto criogenico. Ciascuna delle due modalità di realizzazione dell'infrastrutturazione energetica poteva comportare vantaggi e svantaggi, quello che era importante, per il Governo della Regione, era quello che finalmente il Governo definisse il piano di metanizzazione della Sardegna. Sotto questo profilo finalmente si ha un accordo, si ha un impegno perché parta il programma di realizzazione infrastrutturale per portare il metano in Sardegna. Finalmente abbiamo tempi certi, abbiamo un inizio di finanziamenti e abbiamo una procedura che è ormai calendarizzata in maniera rigorosa. Quindi si passa dalle enunciazioni dell'impegno, si passa invece alla concretezza, sia degli stanziamenti, sia della determinazione della procedura da seguire. Sostanzialmente il Governo è impegnato a realizzare la metanizzazione in Sardegna attraverso un gasdotto sottomarino e a realizzare anche la relativa infrastrutturazione riguardante le relative reti di distribuzione. L'ammontare complessivo dell'intervento era già previsto nell'accordo per il lavoro sottoscritto nel settembre del '96, era già previsto in 1500-2000 miliardi. E' verosimile pensare che di questi interventi una parte sia destinata alla posa del metanodotto e l'altra parte sia destinata alla realizzazione delle reti di distribuzione nella misura di circa 800-900 miliardi per la prima opera e del restante per la seconda parte dell'opera. Il tempo necessario per la realizzazione dell'opera si è voluto quantificarlo su richiesta della Regione ed è stato valutato in cinque anni; cinque anni per il compimento conclusivo dell'opera, fermo restando che per la posa in opera della sea line, cioè del tubo sottomarino, possono essere sufficienti un anno e mezzo, due anni, ma il tempo di cinque anni è quello occorrente per realizzare anche tutta la rete di distribuzione, quindi l'infrastrutturazione.
Sono previste le procedure, cioè verrà emanato un decreto del Presidente della Repubblica in cui sarà disposto che venga effettuata una gara internazionale, con la definizione di tutte le modalità relative alla definizione della gara stessa. C'è un primo stanziamento per quest'anno da parte del Governo di 100 miliardi; è difficile pensare che questi possano essere spesi addirittura nel '97 se non per la progettazione, comunque una somma superiore quest'anno non era richiesta. La Regione sarda contribuisce alla realizzazione dell'opera con i 100 miliardi previsti sulla legge 402, che sono esplicitamente, secondo il programma del Governo, destinati a contribuire alla realizzazione metanifera, e il Governo invece si impegna con lo stesso DPR a reperire i restanti finanziamenti nei prossimi esercizi finanziari, sia all'interno delle leggi finanziarie, sia attraverso cofinanziamenti da parte dei privati e cofinanziamenti comunitari.
Parallelamente si sta anche sviluppando una trattativa tra Governo regionale e Governo nazionale affinché nel periodo intercorrente vi sia l'abbattimento tariffario che consentirebbe, così, già da subito di disporre un trattamento nel campo energetico che sia corrispondente a quello applicato nelle altre regioni. E' inutile dire quali sono i vantaggi del fatto che la Sardegna sia dotata di una infrastrutturazione metanifera: sono vantaggi innanzitutto che attengono ai diritti di cittadinanza, perché viene riconosciuto così, pienamente affermato il principio per il quale il cittadino e le imprese sarde devono pagare così come pagano gli altri, sia per il riscaldamento domestico, sia per gli insediamenti imprenditoriali.
Il secondo vantaggio è quello che attiene più direttamente alla sfera economica, nel senso che l'economia non potrà che giovarsi in maniera assolutamente rilevante del fatto che il costo dell'energia in Sardegna possa essere uguale a quello che le imprese pagano in qualunque altro territorio dove si vada a fare gli investimenti.
Sappiamo soprattutto che alcuni settori particolarmente energivori, che sono connessi per esempio con l'utilizzazione del nostro materiale estrattivo, sono condizionati dall'espandersi per il fatto che l'energia da noi costa di più, altrimenti ci sarebbero altre imprese che sarebbero disponibili. Quindi, diciamo, è quell'orizzonte, quella prospettiva che lungamente abbiamo atteso che ora prende concretezza, che ora si materializza attraverso l'individuazione di un percorso, attraverso gli stanziamenti che sono già previsti e quelli che il Governo si è impegnato a reperire nelle prossime leggi finanziarie. E non poteva essere che così perché nella legge finanziaria attuale e in quelle degli anni precedenti, non essendo ancora definito dal CIPE il programma di metanizzazione, non potevano essere stanziate ulteriori somme. Adesso c'è questo impegno che risponde a una pressione che è stata fatta dal Governo regionale, ma come espressione unitaria del Consiglio regionale, di tutte le forze di maggioranza e di opposizione, di tutti i parlamentari sardi che hanno lavorato per questo risultato, che hanno lavorato da lungo tempo e che anche più di recente vi hanno lavorato, ed è anche il frutto dell'impegno, della pressione anche delle forze sociali, sia di quelle del mondo sindacale che di quelle del mondo dell'impresa. Perciò credo che legittimamente questo possa essere considerato, senza alcun trionfalismo, perché non sembra assolutamente il caso, ma possa essere considerato davvero come un risultato importante per tutta la Sardegna.
Naturalmente qualcuno ha detto si tratterà di vigilare sul mantenimento degli impegni. D'accordo vigileremo tutti insieme, ma già avere degli impegni sottoscritti è la condizione essenziale affinché si possa avere la realizzazione dell'opera, e, anzi, tutto fa pensare che ormai il processo sia iniziato e possa soltanto accelerarsi e non invece fermarsi. C'è poi un secondo elemento che è previsto all'interno dell'articolo 3, cioè degli interventi urgenti, sono quelli che riguardano la viabilità. Qui c'è la conferma di stanziamenti già in precedenza previsti, ma c'è anche l'impegno a ulteriori stanziamenti all'interno del piano triennale ANAS 1997/1999, che il Governo va ad approvare, ma soprattutto c'è l'impegno del Governo a finanziare tutta la strada statale 131 non appena saranno pronti tutti i progetti, perché il problema del Governo non è quello di avere soldi, ma di spenderli, perché soprattutto in queste opere infrastrutturali in cui ci sono cofinanziamenti europei c'è la necessità di avere progetti pronti. Chi ha progetti pronti riceve anche il danaro. Sotto questo profilo la Giunta ha fatto un duro lavoro per condurre a compimento i progetti relativi agli undici tronchi, progetti che per le carenze dell'ANAS nella fase in cui aveva seguito la progettazione non erano immediatamente utilizzabili. Ma noi siamo certi che per lo stato in cui sta procedendo la progettazione entro l'anno potranno arrivare tutti i progetti pronti, esecutivi, da cantierare presso il Governo. A questo proposito vorrei dire che è previsto già il cantieramento di alcuni tronchi della strada statale 131, così come di alcuni tronchi della strada statale 125, su cui potrebbe essere opportuno che la Giunta faccia successivamente ulteriori dichiarazioni per quanto riguarda in generale la politica infrastrutturale sia della viabilità sia dell'edilizia, dei lavori pubblici in genere, ma anche della infrastrutturazione idrica.
Il terzo punto è quello che riguarda gli interventi di riequilibrio territoriale per cui noi abbiamo chiesto l'accelerazione della spesa e il loro inserimento all'interno della prima seduta possibile del CIPE, che è quella che c'è stata stamattina, e gli impegni previsti all'interno del punto c) dell'articolo 3 sono stati tutti puntualmente rispettati dal Governo, nel senso che tutti gli interventi ivi previsti sono stati stamattina finanziati dal CIPE per un importo fra i 400 e i 500 miliardi.
C'è poi l'articolo 4, che parla degli strumenti amministrativi da utilizzare, ripeto, sempre come anticipazione, non ancora come intesa istituzionale complessiva, e riguardano i rapporti col Ministero della difesa, l'impegno ad accelerare le procedure di dismissione dei beni e l'impegno anche ad accelerare le procedure per la riduzione delle servitù militari attraverso l'immediata ricostituzione formale della Commissione mista Stato-Regione e attraverso l'utilizzazione dello strumento delle norme di attuazione, che sono quelle che possono essere utilizzate sia per il trasferimento dei beni della difesa dismessi, sia per il trasferimento di altri beni come le saline, possono essere utilizzati con una procedura estremamente rapida. E' poi previsto che il Ministero della funzione pubblica e degli affari regionali, insieme alla Regione, si impegni a definire il quadro completo delle norme di attuazione, cioè a dare piena e totale attuazione allo Statuto nelle parti che ancora non sono state realizzate e pienamente attuate entro il 31 luglio. Quindi sono tempi estremamente rapidi che il Consiglio e la Giunta dovranno tenere presenti affinché entro questo tempo noi possiamo arrivare alla piena approvazione dello Statuto a Costituzione vigente e a Statuto vigente.
C'è poi un punto importante, e vorrei ritornare un attimo sul problema del Ministero della funzione pubblica dicendo che c'è una disponibilità del Governo anche a emanare norme di attuazione in comparti quali i beni paesaggistici ambientali, spettacolo, gestione del patrimonio archeologico, artistico e storico, che sono diciamo riserve, territori che il Governo ha sempre finora riservato gelosamente a sé stesso. Il fatto che ci sia questa apertura dovrà da noi essere utilizzato immediatamente come fatto importante.
Infine c'è la disponibilità del Ministero della pubblica istruzione a trattare con la Regione sarda, credo fin dal prossimo anno scolastico un piano di inserimento nelle scuole stesse di insegnamento che riguarda le scuole di ogni ordine e grado, la lingua, la cultura, la storia, la realtà sarda, ai fini della valorizzazione delle nostre tradizioni e delle condizioni locali. Anche questa è un'apertura che non avevamo mai avuto, per la prima volta si ha e dev'essere salutata con estremo favore come disponibilità piena del Governo a valutare e a valorizzare la nostra autonomia e la nostra identità. Infine l'articolo 5, ci sono previste iniziative per lo sviluppo e la mobilità delle attività produttive e sono sostanzialmente due punti, la continuità territoriale e la zona franca. Per quanto riguarda la continuità territoriale sono in fase avanzata, diciamo, le trattative tra Regione e Governo e il Ministero dei trasporti in modo particolare, per avere una definizione per quanto riguarda i comparti marittimo, aereo e ferroviario, quindi pensiamo che anche sotto questo profilo, entro breve tempo possiamo avere una parificazione dei costi di trasporto dei cittadini, relative ai cittadini e alle merci, ma anche in questo modo avremo ottenuto una parità totale agli altri cittadini. Infine la zona franca. Per la prima volta il Governo, dopo avere in precedenza detto che era disponibile ad addivenire attraverso le norme di attuazione alla definizione e all'istituzione di punti franchi in Sardegna, secondo le indicazioni della Regione sarda, ricordo i punti franchi doganali, per la prima volta il Governo dice che è consapevole che per avviare una complessiva strategia di rilancio del tessuto produttivo dell'isola è auspicabile la nascita di una zona franca che possa risultare attrattiva per investimenti nazionali ed esteri. Per tale fine si impegna a porre in essere tutte le azioni necessarie ad accelerare le attività occorrenti per il raggiungimento dell'obiettivo, eventualmente anche ricorrendo ad una normativa di attuazione. E' evidente che lo studio di questa diversa modalità di istituto franco, cioè la zona franca, se dovesse avvicinarsi ad altre zone franche che sono state istituite nella Comunità Europea, come recentemente nella Corsica e come ancora recentemente nelle Isole Canarie, dovrà comportare un'analisi molto attenta del rapporto tra costi e benefici perché, se dovesse esplicarsi anche in termini fiscali di eventuali esenzioni di imposte, dovremmo valutare attentamente se sia più conveniente agevolare le imprese, con la perdita delle entrate tributarie, ovvero sia invece opportuna la situazione opposta. Questo è il protocollo d'intesa che ripeto non esaurisce tutti i problemi della vertenza dei rapporti con lo Stato, ma sembra giusto riconoscere che, per la prima volta, lo Stato è disposto ed accetta il terreno sul quale la Regione ha inteso portare la vertenza, cioè quello della globalità dei problemi che riguardano lo sviluppo sociale, economico e culturale della Sardegna, e quindi con un'attitudine a verificarli nel loro complesso e non con interventi settoriali su singoli punti o ugualmente con interventi, come è accaduto in passato, quando è stata data una certa somma come anticipo del Piano di rinascita, una somma senza destinazione specifica e al di fuori di una globalità dei problemi, quindi è legittimo pensare che lo Stato, accettando il terreno sul quale il Governo regionale e il Consiglio regionale hanno impostato la vertenza, e cioè un Piano veramente globale per la rinascita economica della Sardegna, stia riconoscendo i nostri diritti, i nostri bisogni, le nostre aspettative e questo non può che essere un motivo di speranza per tutto il popolo sardo. Naturalmente sarà importante che ancora il Consiglio regionale sostenga questo sforzo, e che la Giunta regionale possa dimostrare di parlare anche a nome del Consiglio regionale, perché tutti insieme avremo fatto questa battaglia e anche nella concordia delle forze sociali e delle forze produttive. Vorrei concludere, dicendo che questo è un periodo difficile per la politica, ovunque, proprio la difficoltà di questo momento deve indurre tutti noi a fare uno sforzo unitario per sostenere le ragioni della nostra Regione, della Sardegna a tutti i livelli, siccome ci saranno anche delle battaglie parlamentari da fare, non è eccessivo ricordare, fare appello all'impegno unitario che dovrà riguardare anche i parlamentari sardi, diciamo, di tutte le forze politiche per sostenere anche ulteriori risultati per il riscatto economico e sociale della nostra terra.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Usai Edoardo. Ne ha facoltà.
USAI EDOARDO (A.N.). Signor Presidente, il Consiglio ha ascoltato con grande attenzione e con compunta sempre attenzione il comizio del presidente Palomba...
MONTIS (R.C.Progr.). Veniamo ai fatti.
USAI EDOARDO (A.N.). Onorevole Montis, lei è ribelle di nome ed è ribelle di fatto.
PRESIDENTE. No, vi prego, onorevole Usai, lasciamolo continuare.
USAI EDOARDO (A.N.). Mi consenta, ho detto soltanto due parole e sono stato già...
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Figuriamoci dopo.
USAI EDOARDO (A.N.). Dicevo che abbiamo ascoltato con grande attenzione il comizio del presidente Palomba, un comizio vecchio, scontato, San Giorgio che uccide il drago, i problemi della Sardegna sono risolti.
BALLETTO (F.I.). Oggi è San Giorgio.
USAI EDOARDO (A.N.). Oggi è San Giorgio, e quindi i problemi sono risolti. Migliaia di miliardi che arrivano in Sardegna perché i problemi sardi vengano risolti. Ringraziamo il presidente Palomba, anche in considerazione del fatto, e questo ci rassicura moltissimo, che le promesse, non le promesse, gli impegni sono venuti al presidente Palomba dal presidente del Consiglio Prodi, che, come sappiamo tutti, è uomo che ha una sola parola, che non mentisce mai, che non imbroglia la gente, ma questo non c'entra niente con il discorso, mi assumo la responsabilità di quello che sto dicendo. L'ordine dei lavori, perché? Perché il presidente Palomba, vorrei sapere a che titolo ha parlato. Certo, è Presidente della Giunta, ma della Giunta in carica o della Giunta uscente? Perché dopo l'insuccesso, tra virgolette, avevo intenzione di dire altre cose, dell'ultima votazione, una festa alla quale purtroppo io non ho potuto partecipare, insomma qualche considerazione di carattere politico io credo che sia necessario farla, io credo che sia necessario riflettere su quello che è accaduto, che non è la bocciatura di un emendamento che sposta mille lire da un capitolo all'altro, no, è la bocciatura di una linea politica che la Giunta regionale voleva portare a termine e che il Consiglio ha detto che non si può fare. Allora si apre il dibattito, non si apre il dibattito, la Giunta è così responsabile e sensibile, così come io mi auguro, per trarre le conseguenze da questa ulteriore ed ennesima bocciatura della sua politica?
Io mi rimetto all'attenzione del Presidente che so essere sensibilissimo a questo tipo di istanze, per valutare se non sia il caso che solleciti, diceva il mio amico Carloni di convocare una Conferenza di Capigruppo, ma non credo che sia assolutamente necessario, che non sia il caso che in questo momento che si apra anche in questo momento su questa bocciatura della Giunta ulteriore anche un dibattito, anche una riflessione per vedere se non sia il caso di cambiare o meno le cose come stanno. Insomma, presidente Palomba, l'unico dato certo è che lei non vuole mai andare via, questa è l'unica certezza che noi abbiamo.
PRESIDENTE. Ricordo all'Assemblea che, così come annunciato nella seduta antimeridiana, le comunicazioni del presidente Palomba, sollecitate per doverosa informazione del Consiglio avvengono ai sensi dell'articolo 119. In seguito all'intervento del presidente Palomba, secondo il comma secondo dell'articolo 119 può intervenire un rappresentante per ciascun Gruppo per non più di dieci minuti. La Commissione dice il comma dell'articolo si chiude con l'eventuale replica della Giunta e anche questa non può durare più di dieci minuti. In assenza di altri fatti credo che continueremo lasciando a ciascuno la possibilità di intervenire con gli interventi programmati. Ricordo ancora ai Gruppi che possono intervenire uno per Gruppo e poi può replicare la Giunta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Montis. Ne ha facoltà.
MONTIS (R.C.-Progr.). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, intendo utilizzare interamente i dieci minuti disposti dall'articolo 119 del Regolamento per rilevare intanto, immediatamente, che il tono dimesso dell'onorevole Palomba è lungi dal trionfalismo delle dichiarazioni rese alla stampa, alle televisioni e ad altro che è avvenuto nella giornata di ieri. Siamo lontani da questa situazione; perché? Perché bisognerà rifletterà ancora, stamattina la riunione dei Capigruppo ha deciso che per il 30 aprile si apra un dibattito nel Consiglio, un'intera seduta, immagino, per vedere tutte le implicanze che questo protocollo che è stato firmato ieri, avant'ieri, comporta. E poiché però è stato presentato come un fatto storico, un fatto che rimette in movimento, così io lo considero alla luce delle dichiarazioni di questi giorni, l'economia della Sardegna: programma, processo di sviluppo. Poiché è stato presentato in questo modo io intendo fare alcune osservazioni, alcune domande alle quali il Presidente potrà rispondere oggi o in altra occasione, o gli Assessori competenti, l'importante è porle all'attenzione del Consiglio. E all'attenzione del Consiglio vogliamo porre problemi seri, non di propaganda; l'articolo 13 dello Statuto regionale prevede un piano organico di sviluppo della Sardegna, organico e diffuso nel territorio dell'Isola, non piccoli protocolli. Diremo poi anche perché piccoli protocolli. Quindi questo sarebbe stato un fatto storico, perché il fatto storico ha un precedente storico, consentitemi il bisticcio delle parole, fu la legge numero 588 che stanziò una somma considerevole, che poi fu utilizzata come fu utilizzata, ma che avrebbe potuto consentire effettivamente alla Sardegna di avere una sorte diversa e di riprendere il suo cammino di sviluppo interrotto in altri momenti della sua storia. Questo è il problema. Ci sono in questo protocollo queste premesse? Io credo che non ci siano affatto, siamo come dicevo lontani, cento miliardi più cento miliardi, vivaddio, questa è la realtà, cento miliardi dello Stato più cento miliardi della Regione ci ha detto il Presidente in base alla legge numero 402. Che cosa potremmo affrontare? Certo ci sono le intenzioni, ma quali intenzioni? C'è il problema di approvvigionare l'Isola di consistenti risorse energetiche attraverso il metano, siamo l'unica Regione che non ha goduto della legge numero 445 del 1987; sarebbe un fatto positivo, ma al punto a) della metanizzazione (io ho letto più volte questo documento) non ho molte capacità interpretative della lingua italiana ma voi mi aiuterete anche criticando eventualmente questa mia interpretazione, al punto a) dove dice "metanizzazione" al terzo comma parla: "prima di tale gara" cioè dovrebbe svolgersi una gara internazionale applicando disposizioni eccetera eccetera "sarà necessario definire i livelli della domanda" quindi dovremmo avere delle domande per l'utilizzazione delle risorse energetiche "attesa la dimensione e la struttura di approvvigionamento, i parametri tecnici, i conseguenti apporti finanziari di natura pubblica ed eventualmente privata".
Presidenza del Vicepresidente Zucca
(Segue MONTIS.) Se non interpreto male vuol dire che non ci sarà un programma di sviluppo energetico metanifero se non ci sarà una domanda, e se la stessa non sarà quantificata in ragione di uno sviluppo che lo stesso avrebbe in premessa. Questo è il problema, a questo bisogna dare risposta. Questo è il nodo per quanto riguarda il metano che è la parte più osannata della Giunta regionale per il successo ottenuto nelle trattative con il Governo nazionale. E poi c'è tutta un'altra serie di problemi; c'è un problema di disinquinamento, si parla; c'è un punto, io adesso non cerco il documento, ma se lo avete sottomano potete vederlo, disinquinamento e riabilitazione delle zone ex minerarie e poi si parla di Villacidro, ma Villacidro non è né una zona mineraria né una zona recuperabile ai fini della riabilitazione. Dico, io non sto polemizzando con Villacidro, non è questo il problema, vuol dire che ci sono contraddizioni evidenti che inficiano la bontà dell'accordo sottoscritto. E poi c'è un'altra serie di considerazioni; nelle settimane scorse noi abbiamo sentito ripetutamente in dichiarazioni, in interviste e in quant'altro è possibile esternare, in una situazione quale è quella del nostro paese, di 6 mila miliardi, investimento previsto 6 mila miliardi, definiti in questo modo: 5 mila per lo sviluppo metaniero e mille per la rete di distribuzione all'interno dell'Isola. Siamo lontani anche da questa enunciazione, non dico dallo stanziamento, perché c'è un divario abissale in questo, siamo lontani, si parla di possibili 1500-2000 miliardi in un quinquennio. Poi c'è un'altra serie di considerazioni, le servitù militari, l'incidenza che queste avranno eventualmente nella dismissione, e quindi parla anche della possibilità di prevedere momenti di salvaguardia delle occupazioni eventuali. Poi c'è il grosso, quello più importante, non ci stancheremo mai di ripetere che le regioni orientali della Germania hanno avuto come primo impatto programmatico nel processo di riunificazione le grandi opere di infrastrutturazione ferroviaria, stradale, aeroportuale, eccetera eccetera. Quindi i problemi delle infrastrutture sono determinanti e sarebbero determinanti, anzi sono determinanti anche per noi. Ma quali sono le risorse che vengono disposte in questo protocollo eventuale? E' un riciclaggio di denaro già annunciato, in gran parte almeno, possibile che dobbiamo fare sempre queste cose? La settima Commissione permanente del Consiglio regionale sta discutendo la ristrutturazione ospedaliera ed ha a disposizione 342 miliardi che stavamo tra l'altro per perdere se non si fossero recuperati in extremis.
Presidenza del Vicepresidente Selis
(Segue MONTIS.) Bene questi soldi sono stati disposti con legge nazionale nel 1991, sei anni orsono, di questi 340 miliardi, circa, poi probabilmente ognuno di voi avrà ricevuto delle richieste di chiarimento,li abbiamo sentito enunciare almeno dieci, venti, trenta, quaranta volte, in dichiarazioni, articoli eccetera. Questo è il problema delle strade. Si parla dei finanziamenti della 125, io credo che dobbiamo dire ai colleghi del Consiglio che i finanziamenti per la 125 ci sono da anni, come ci sono da anni gli stanziamenti per la 131, per una serie di aggiustamenti in questo senso. E' questo un nuovo processo di sviluppo organico, che faccia fare un salto di qualità alla situazione economica e sociale della nostra Isola? O è anche questo un tentativo di chetare gli animi, per una situazione drammatica, occupativa e sociale, che esiste nella nostra Isola? E poi è possibile che si debbano dimenticare i settori portanti dell'economia della Sardegna in un protocollo d'intesa? Le campagne, l'agroindustria, l'allevamento, la pastorizia che, come è noto, forma intorno al 40-45 per cento del prodotto lordo vendibile, della produzione delle campagne. E' possibile dimenticare queste cose? E che razza di sviluppo potremo avere se priviamo la nostra Isola di uno degli apporti decisivi per lo sviluppo economico e sociale della Sardegna? A queste domande non potere esimervi dal rispondere, non potete in nessun modo. Io ho finito, signor Presidente, dicendo una cosa molto semplice: noi abbiamo concorso, assieme ad altri, a fare una battaglia di mobilitazione operaia e popolare nella Sardegna, per tentare di avere dallo Stato le risorse necessarie per la sua metanizzazione, per avere un programma, un progetto, un piano di sviluppo organico per la Sardegna. Speriamo che le poche promesse non si arenino come la nave ammiraglia che ha fatto la spedizione in Albania e si è arenata nelle sabbie di fronte al porto di Valona, perché, se questo avvenisse, credo che la Sardegna non avrebbe nessun vantaggio e avrebbe un ulteriore motivo di remora nei confronti del Governo nazionale e di quello regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, colleghe e colleghi. Il Presidente Palomba, poc'anzi, nel concludere il suo intervento, ha invitato tutti a non usare toni trionfalistici. Io, per la verità, questi toni trionfalistici li ho già visti, li ho letti, li ho visti nella stampa, nella quale, peraltro, ho notato delle contraddizioni stridenti. Prima pagina, "La Nuova Sardegna" di tre giorni fa: "2000 miliardi alla Sardegna". Nelle pagine interne questi 2.000 miliardi diventano 200. Io, come ho detto in Conferenza dei Presidenti di Gruppo ero contrario a che si parlasse di questo argomento oggi, perché abbiamo ricevuto il documento soltanto all'inizio della seduta antimeridiana e quindi non c'era il tempo, per i non addetti ai lavori di analizzare, verificare, confrontare, esaminare se questo che è scritto nel documento fosse in linea con le dichiarazioni programmatiche, se fosse in linea con quanto approvato da questo Consiglio, se fosse in linea con un progetto di sviluppo economico che, in verità, questo Consiglio ancora attende di discutere e di approvare. Però qualche parola, seppure molto superficiale, deve essere spesa per, quanto meno, il contesto in cui si è svolto questo accordo. Innanzitutto, per esempio, mi viene da chiedermi e da chiedere come mai per la sottoscrizione di questo documento si sia avvertita la necessità di andare a Roma con i segretari regionali di CGIL, CISL e UIL e solo con i segretari di CGIL CISL e UIL, quasi che non esistessero altri sindacati. Ma come mai si sia sentita la necessità di andare a Roma con i rappresentanti della stampa locale al seguito. E poi mi si dice che non dobbiamo usare toni trionfalistici. Chi li ha usati? Non certamente io. Li ha usati lei, signor Presidente, perché se lei si porta appresso la stampa locale, è chiaro che la stampa locale, quanto meno per dovere di ospitalità, perché presumo che questi giornalisti fossero suoi ospiti, ospiti della Regione...
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Assolutamente no.
MASALA (A.N.). ...il minimo che potessero fare è quello di usare toni trionfalistici. Ed è stato un facile strumento di questa cosa, dal momento che, in prima pagina pubblicano 2.000 miliardi e poi, invece, vediamo che questi 2.000 miliardi si riducono a 100 miliardi. Perché gli altri 100 sono della Regione. O meglio, sono rientrati a quello che lo Stato, o il Parlamento nazionale, con la legge numero 402 aveva detto per cui dovessero essere utilizzati, l'ha detto lei. I 100 miliardi che la Regione deve reperire sono i 100 miliardi che già sono stati erogati con la legge numero 402, cioè quella famosa legge di rifinanziamento della legge di rinascita di cui nessuno aveva parlato e che questa Giunta ha, contro la volontà e il parere dell'opposizione, inserito, utilizzato come componente attiva del bilancio ordinario. Non ce le siamo dimenticate queste cose. Mentre invece noi sappiamo che il piano di rinascita deve seguire una sua strada, deve seguire un suo iter perché le somme che vengono erogate dallo Stato per questo motivo servono esclusivamente per la creazione di infrastrutture, cioè per rimuovere quegli ostacoli che ci collocano in posizione di svantaggio rispetto ai connazionali della Penisola. E quindi dove è tutta questa attesa che è stata creata attorno a queste problematiche e il soddisfacimento di questa attesa? A Sassari, proprio l'altro ieri mattina, forse lei è già informato, signor Presidente, si è tenuto un incontro per illustrare i contenuti di questo documento nella sede della Provincia, al quale hanno partecipato i rappresentanti degli operatori economici, delle categorie produttive, eccetera. Se ne sono andati delusi perché sono molto sospettosi di questa vicenda, di questa cosa. Ora io non lo so, l'onorevole Usai, poc'anzi, faceva riferimento ad un fatto recente, che si è svolto quindici, trenta minuti fa. Ma in realtà non c'è maggioranza, cioè è un fatto politico serio, non esiste una maggioranza in questo Consiglio, non esiste una Giunta che goda di una maggioranza di Governo; e questo è un elemento di grande importanza, che non può essere sottaciuto, che non può essere ignorato. Allora, per tornare al discorso di prima, e sempre a volo d'uccello su queste cose, io mi auguro che, in questo Consiglio, si ricordi, tutti ci si ricordi, quando sarà il momento, di richiamarsi alle premesse di questo documento. E nelle premesse è detta una cosa che, a noi di A.N., è molto cara, e cioè al fatto che le ragioni che hanno motivato e che motivano e che determinano lo svantaggio della Sardegna dal punto di vista economico e sociale, è di carattere geografico, rappresentate, dice nel documento, dalla insularità e dalla collocazione dell'Isola al centro del Mediterraneo occidentale, e questa è importante perché è la ragione della nostra specialità. Ed è su questo tema noi ci confronteremo ancora per contrastare i tentativi che vogliono individuare in altre cose, in altre fonti, le ragioni della nostra specialità. E' detto in questo documento, e siccome questo è stato sottoscritto dal Presidente della Regione, io credo che egli lo abbia sottoscritto in rappresentanza di tutta la Regione, e quindi di tutti i sardi.
L'altra considerazione che voglio fare riguarda l'ultimo capoverso della premessa, e cioè il richiamo forte al fatto che lo sviluppo economico della Sardegna viene fatto all'interno dei finanziamenti previsti dall'articolo 13 dello Statuto, cioè nell'ambito del piano di rinascita, e questo deve essere ugualmente tenuto presente quando, arrivando eventuali finanziamenti, speriamo anche questi annunciati in questo documento, vengano questi finanziamenti destinati allo scopo per cui vengono erogati, e non vengano da tali scopi sottratti per confonderli nelle entrate ordinarie, così come è stato fatto per la legge 402.
Se mi consente, in conclusione, io non utilizzerò tutti i dieci minuti, mi riservo di intervenire, io e i colleghi di Gruppo, quando ci sarà il dibattito sui contenuti, quindi nel merito della questione, però una considerazione finale la voglio fare. C'è chi ha detto, nel corso di un comizio durante la campagna elettorale a Porto Torres, che il presidente Palomba andrà a tenere un comizio, una manifestazione elettorale a Calangianus, e che invece non andrà a Porto Torres. Eppure, sulla base di quello che ha scritto la stampa, il suo posto forse in questi giorni avrebbe dovuto essere Porto Torres, perché Porto Torres viene rappresentato come il centro, non dico dell'universo, perché sarebbe esagerato, ma il centro della Sardegna in questi giorni sì, perché evidentemente a Porto Torres, dal punto di vista elettorale c'è una situazione che non va bene al Presidente, o può darsi che gli vada bene personalmente, ma non va bene allo schieramento di centro sinistra che governa la Regione. Perché mentre a Calangianus c'è una lista dell'Ulivo, e quindi il presidente Palomba è, diciamo così, legittimato ad andare, a Porto Torres troverebbe un po' di difficoltà perché l'Ulivo è spaccato in due. Allora, per quale ramo dell'Ulivo il presidente Palomba dovrebbe andare a Porto Torres? Per quello di centro quasi centro o per quello di sinistra alleato con Rifondazione? Perché poi si verificano situazioni abbastanza curiose, e io le garantisco che a Porto Torres l'attendevano, l'attendevano per dare i chiarimenti che gli imprenditori le hanno chiesto o hanno chiesto ai suoi rappresentanti e la sede della provincia di Sassari.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, signor presidente della Giunta, onorevoli colleghi, credo che non sarà un avvenimento storico la firma di questa intesa, ma sicuramente è un fatto importante, perché ci è sembrato che da vari anni l'attenzione dei governi fosse rivolta a tutto, dall'Albania alla Somalia, ma non certamente alla Sardegna. Credo che questo protocollo d'intesa ci induca invece a pensare che effettivamente qualcuno lassù ci ami e che forse ci amiamo poco noi sardi. E' vero questo protocollo d'intesa è molto parziale; è un protocollo d'intesa che, come affermato nell'articolo 2, prelude a una intesa istituzionale di programma che chiaramente deve essere qualcosa di molto più vasto, però ci sembra che in modo parziale, generico talvolta, ma affermi dei punti importanti, cioè il riequilibrio fra la Sardegna e l'Europa, cioè che la Sardegna non sia un pezzo d'Europa che va alla deriva, che dell'Europa e dell'Italia facciamo pienamente parte con pieni diritti, e questo credo che si desuma ampiamente da questo protocollo.
Metanizzazione: la metanizzazione è un elemento per porci su un livello di parità energetica con tutto il resto dell'Europa, e si è adottato il mezzo che ci pone su un sistema di parità, perché la Sardegna riceverà il metano con le stesse modalità in cui lo riceverà tutta l'Europa, per cui i problemi di approvvigionamento della Sardegna, i prezzi del metano in Sardegna saranno legati alla problematica europea.
Noi sardisti avevamo sollevato, facendo anche approvare una mozione in Consiglio regionale, il fatto che il polo criogenico fosse un falso obiettivo derivante magari dalla volontà di risolvere problemi occupativi di una particolare zona, ma che certamente non si inseriva in modo razionale sul problema della metanizzazione in Sardegna. Con questi impegni, che vanno poi specificati nei quattro anni successivi per coprire l'intera spesa, la Sardegna sarà posta fra cinque anni su un piano di parità energetica col resto dell'Europa.
Il problema della viabilità interna si pone nello stesso modo: noi abbiamo una viabilità interna che chiaramente non ha standard europei. Questo intervento che è previsto da questo protocollo è chiaramente un intervento che forse non risolverà completamente i problemi della viabilità, ma sicuramente è uno sforzo di una certa rilevanza, considerato che negli ultimi anni i fondi per la viabilità sono stati dati col contagocce.
Gli interventi del riequilibrio territoriale: credo che al di là della genericità, al di là degli impegni che devono essere presi in modo specifico, anche questo rendersi conto che la Sardegna ha diverse realtà che marciano a diverse velocità e che sono necessari interventi di riequilibrio diretti alle varie aree della Sardegna, vorrei ricordare, però, che il problema dei problemi del riequilibrio territoriale all'interno della Sardegna è quello delle zone interne soggette a spopolamento, che in gran parte non ricadono neppure in questo intervento per la Sardegna centrale. Sono le zone di collina, in particolare del sud della Sardegna, quelle che risentono in modo più pesante dei fenomeni della disoccupazione e dello spopolamento.
Importante, al di là della genericità, è l'articolo 4, che affronta il problema delle servitù militari, problema spinoso per la Sardegna, che affronta, affermando il termine del 31 luglio '97 per l'approvazione di nuove norme di attuazione dello Statuto, il problema di beni paesaggistici ambientali, dello spettacolo, della gestione del patrimonio archeologico, artistico e storico. Sono argomenti su cui più volte questo Consiglio si è soffermato, su cui avuto e abbiamo contenziosi col Governo. Il fatto che il nostro patrimonio paesaggistico, il nostro patrimonio monumentale, il nostro patrimonio archeologico, che hanno peculiarità essenzialmente sarde, sia gestito essenzialmente da un Governo lontano e assente ha nuociuto fortemente alla Sardegna, e credo che l'impegno a dotare di norme di attuazione uno Statuto, quindi riconoscendo più o meno una competenza regionale in materia, delegando e affidando compiti alla Regione, sia un fatto positivo, perché può muovere energie in questo settore. Così come credo sia importante anche il fatto dell'introduzione, quanto meno in via sperimentale, della lingua sarda nelle scuole, perché è un problema di soffocamento di una realtà etnico-linguistica che effettivamente ha visto il Governo italiano come il più arretrato d'Europa non applicando tutte le convenzioni internazionali in materia, e spossessandoci di elementi distintivi del nostro popolo, cercando di spossessarci o comunque creando nel sardo una condizione obiettiva di inferiorità proprio per il fatto di essere sardo. Come per la prima volta appare in un documento governativo il concetto di continuità territoriale, anche se la formulazione anche in questo caso è estremamente generica. E, infine, il problema della zona franca dove il Governo si dichiara in linea di massima favorevole e rimette alla Regione della Sardegna, in tempi ristretti, di produrre le necessarie proposte progettuali. Credo che questo sia un ammonimento alla Giunta: molte volte abbiamo visto la Giunta sul problema della zona franca sollevare una serie di problemi che per il Governo evidentemente non vi sono. Stanno chiedendo alla Regione di elaborare un progetto, che la Regione lo elabori. Il problema delle entrate regionali è sì importante, ma non dev'essere il motivo principale di un rifiuto dello strumento della zona franca. Chiaramente un sistema di zona franca per la Sardegna si pone in modo diverso che per la Corsica, perché la perdita di entrate per la Corsica si riflette solo ed esclusivamente sul bilancio della repubblica francese, una perdita di entrate per la Sardegna, chiaramente si riflette anche sul bilancio regionale, ma puntando una zona franca fiscale oltre che doganale, che punti sulle esenzioni soprattutto dell'imposizione diretta e i danni per il bilancio regionale possono essere estremamente contenuti e comunque di questo problema credo che parleremo a tempi brevi in Consiglio se la serie di nomine da fare ce lo consentirà e con una proposta di ordine del giorno che chiuderà credo la discussione sulla mozione numero 81 che da dieci mesi non arriva a votazione. Credo che quindi il Presidente della Giunta e la Giunta regionale abbiano conseguito degli obiettivi importanti sotto il profilo dei principi, obiettivi importanti sull'indirizzo da dare al rapporto tra la Regione e il Governo, indirizzi importanti che però hanno bisogno di un'amministrazione regionale più attiva, non è certamente un Consiglio in gran parte latitante come si è potuto verificare anche questo pomeriggio, che può dare quella spinta necessaria per attuare questi punti importanti che pur sono contenuti in questo protocollo. Credo che occorra considerare il protocollo un punto di partenza e non certamente un punto di arrivo, un punto da sviluppare incalzando il Governo ma soprattutto facendo noi Regione il nostro dovere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr.Fed.). Io vorrei dire, senza spirito polemico, con tranquillità che i fatti sono fatti, cioè si può arzighegolare quanto si vuole, ma un dato è chiaro ed innegabile, cioè che si è compiuto con il protocollo d'intesa dell'altro ieri un passo avanti, si può discutere sulle dimensioni, si può discutere su ciò che rimane ancora da fare, si può discutere sui tempi, ma non si può negare l'evidenza di un risultato positivo, un risultato positivo di cui va dato atto al Governo della Regione e in primo luogo al Presidente della Giunta. Il confronto Regione-Governo sta andando avanti. Il quadro metodologico, facciamo male a non riflettere su questo adeguatamente, tutti quanti, il quadro metodologico è estremamente importante, interessante, è quello dell'intesa istituzionale di programma, il contenuto dell'intesa, e questo è il senso del confronto con il Governo nazionale, è un piano pluriennale di intervento per affrontare il problema degli squilibri strutturali, questo protocollo d'intesa è uno stralcio, un tassello significativo dell'intesa istituzionale di programma che andrà stipulata e del piano pluriennale di interventi che in parte è definito, in parte è in via di definizione, in parte dovrà essere conquistato. Il punto più rilevante, io mi soffermo un attimo solo su questo, del protocollo è quello della metanizzazione. C'è una legge, com'è noto, mi pare di ricordare la "445" del 1987 che all'articolo 4 stabilisce la metanizzazione dell'Isola, però è una legge che fin qui è rimasta inattuata. Ora si decidono operativamente alcune cose, non è affatto vero che si tratta di parole e nient'altro che parole, si decide che è un gasdotto e prima c'era una discussione aperta, si decide che un D.P.R., questo è scritto, definirà il quadro dei vincoli, delle risorse e quindi inizia ad essere chiaro il percorso normativo. Si stanziano le risorse per l'avvio dell'opera. Certo, per ora solo per l'avvio, intanto questo è un segnale concreto, importante, si apre, aggiungo e anche questo è tutt'altro che privo di significato anzi è estremamente importante per l'economia sarda e per il mondo delle imprese, si apre uno spiraglio, che certo poi dovrà essere concretizzato, sulla riduzione del costo dell'energia nella fase transitoria, cioè per la durata della realizzazione del progetto. Io non mi dilungo oltre, perché ripeto, naturalmente, ciascuno ha il diritto di fare, ci mancherebbe altro, le considerazioni che crede, le critiche, di manifestare le insoddisfazioni, però i fatti hanno la testa un po' più dura delle parole, e i fatti sono, ripeto, che un passo avanti importante è stato compiuto. Un'ultima considerazione: io mi ero annotato alcune altre riflessioni che rinuncio però a svolgere in seguito al voto di poc'anzi sul D.L. 328, rinuncio a svolgerle perché si trattava di considerazioni improntate a molta fiducia, a molto ottimismo, sulle potenzialità di questa legislatura, di questa maggioranza, di questo Consiglio, sul piano dell'azione di Governo e sul piano dell'azione di riforma. Non voglio dire che quella prospettiva sia compromessa, voglio semplicemente dire, con molta sincerità, che non ho lo stato d'animo adatto per svolgere in questo momento quei ragionamenti. La proposta di legge numero 328 è caduta a causa delle assenze della maggioranza, consiglieri e anche Assessori-consiglieri. L'opposizione è stata abile, la maggioranza fessa, credo che dovremmo, che bisognerebbe piantarla con comportamenti menefreghisti ed irresponsabili, che finiscono col colpire la dignità e la credibilità del Consiglio regionale.
FLORIS (F.I.). Della maggioranza.
SCANO (Progr.Fed.). Io sto parlando in italiano, mi par di aver usato termini molto espliciti, perfino brutali, quando c'è da criticare le opposizioni critico le opposizioni, quando la maggioranza deve fare autocritica è giusto che lo faccia. Per quanto riguarda l'intervento di carattere politico che faceva il collega Edoardo Usai, che invitava la Giunta a trarre le conseguenze da questo voto, io dico che la Giunta non deve trarre alcuna conseguenza del genere cui si riferisce il collega Usai.
Quello che è emerso non è un problema di consenso politico della maggioranza alla Giunta, ma chiedo scusa è un problema di dabbenaggine della maggioranza, ed è la maggioranza che deve decidere se riscattarsi oppure se continuare così e affondare. Rimane, ed ho concluso, l'amarezza e la mortificazione di una pagina brutta che, come accade sempre in questi casi, finirà col coinvolgere tutti, diligenti e non diligenti, presenti e assenti, e avrà, io credo, anche delle conseguenze, non tanto di carattere politico, ma delle conseguenze di ordine pratico che renderanno più complicata la navigazione della maggioranza nelle prossime settimane.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Teresa Petrini. Ne ha facoltà.
PETRINI (P.D.). Signor Presidente, colleghi, io ho veduto e ho seguito ieri sera, con molto interesse, alla televisione, il nostro Presidente Palomba quando è stato intervistato ed ha parlato della firma di questa importante intesa di programma. Io, devo essere sincera, non ho visto quello che stasera è stato ripetuto con una parola che non mi è piaciuta, questo trionfo, trionfalismo di cosa non ho capito; personalmente mi è sembrato un uomo decisamente contento, soddisfatto di quello che aveva fatto ed una cosa che ho notato: notevolmente stanco. Ma il Presidente che ci rappresenta tutti quando è andato a portare questa sua parola, il Presidente ha riassunto il lavoro, le richieste di tutti noi Consiglio regionale. Ed io devo essere sincera, non dobbiamo vergognarci di questo, non dico che ci dobbiamo ammantare di chissà che cosa, ma dobbiamo andare giustamente fieri di questo risultato che abbiamo raggiunto. Perché a mio parere questo è l'inizio della rinascita, e ci auguriamo che questa rinascita sia effettivamente una rinascita con la erre maiuscola, noi cominciamo da qui. Sono molti gli argomenti che sono stati trattati, ma io credo che in particolare, li nominerò, ma quello che ci colpisce e che ci deve veramente gratificare per il momento è il problema, chiamiamolo così, metano; perché è molto importante per noi avere questa materia prima perché ci permetterà di abbattere i costi e di essere finalmente, io insisto su questa parola, finalmente ed inizialmente competitivi perché non abbiamo ancora cominciato. Ecco perché, per usare le parole del presidente Palomba, questo è un piano organico, non è un piano frazionato; questo termine "competitivi" perché è importante? Noi non abbiamo avuto fino ad adesso, da questo momento speriamo di averla, competizione, non potevamo essere competitivi, non si può competere, faccio un esempio modesto ma a mio parere molto efficace, con un fucile ad avancarica quando i nostri nemici hanno delle armi nucleari. Questo credo che parli da solo. Non possiamo scrivere noi con una macchina da scrivere, un modello antiquato, quando tutti gli altri usano il computer e ottengono rapidamente i risultati. Da questo momento noi cominciamo ad avere il metano al prezzo di tutte le altre regioni d'Italia e a questo si è impegnato, come abbiamo visto, il nostro Governo. Ma non solo questo del metano, avevo detto che questo era il dato che mi aveva colpito di più, ma abbiamo tanti altri argomenti per i quali ciascuno di noi ha lavorato e lottato, l'opposizione non dico compresa, ma soprattutto l'opposizione, si è fatta sentire da tanti parti, è andata in giro per tutta la Sardegna a sbandierare tante cose e adesso perché, adesso che è arrivato il momento di accettare questo non dividere e condividere questo successo veramente importante. Abbiamo parlato di aree minerarie dismesse, abbiamo parlato delle infrastrutture ferroviarie, abbiamo parlato della viabilità, di interventi di riequilibrio territoriale, tutti finanziati parzialmente dal Governo, la tranche più importante con 100 miliardi del Governo e 100 miliardi della Regione. Io mi scuso di non avere tutti i dati in mano ma da stamattina non è stato tanto il tempo per poterlo studiare, ci saranno altri momenti in cui discutere su questo. Io credo che oltre ad accontentarci, ma non è la parola giusta, dovremmo gioire molto se quel famoso tasso di disoccupazione che nella nostra Isola è decisamente attestato e consolidato purtroppo da diversi anni, sappiamo che supera il 21 per cento e che in alcune zone è il 42 per cento, ed è il dato della disoccupazione giovanile ed è gravissimo, se questi dati così drammatici con questo primo impegno del Governo noi riuscissimo rapidamente non dico a debellarli tutti che sarebbe veramente un miracolo, ma se riuscissimo ad abbattere in questo primo anno di qualche punto questo tasso di disoccupazione, io credo che potremmo essere veramente contenti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà.
GIAGU (Popolari). Presidente, brevemente, anche perché mi sento un po' imbarazzato. Devo dire che probabilmente questa discussione meriterebbe ben altra attenzione perché credo che non stiamo dando corso ad una visita di condoglianze, non credo, io mi scuso perché il tono mi sembra quello. Io credo che qui siamo di fronte, e lo dicevo anche stamattina in Conferenza dei Capigruppo, ad un fatto di enorme rilevanza che probabilmente avrebbe avuto bisogno di altra sede e di altra giornata per la discussione. Ma visto che ci siamo e visto che un paio di considerazioni tutti le dobbiamo fare, credo che si debba dare ben altro tono a questa discussione. Le considerazioni partono dal fatto che è stata firmata un'intesa tra Governo e Regione che tutti ci aspettavamo; in tutti questi mesi abbiamo condannato quella che era una dimenticanza da parte del Governo nei confronti della Sardegna, dei diritti negati della Sardegna, oggi ci ritroviamo e credo che sia stato fatto da persone coscienti, da persone che sappiano quello che fanno e che rappresentano tanto, oggi ci troviamo di fronte ad un atto che ci riporta a livelli di equiparazione nei confronti di altre regioni italiane. Si cercano di evitare gli ostacoli allo sviluppo sociale, economico ed occupazionale; siamo di fronte all'attuazione dell'articolo 13 dello Statuto sardo, di fronte ad azioni efficaci, così dice l'intesa per quanto riguarda l'ambiente, l'energia, la viabilità. Viene riconosciuta nel documento la questione Sardegna, specificatamente la questione Sardegna al di fuori della questione meridionale. Vi è il sostegno all'autonomia regionale, si parla di continuità regionale, si parla di zona franca. Io non so che cosa si possa pensare; o pensiamo che questo mondo sia fatto solo di bugiardi e non di persone responsabili, però siamo di fronte ad un fatto storico per la Sardegna. Chiaramente siamo portati a verificare l'attuazione delle cose dette nel protocollo d'intesa, certamente nell'intesa tra Stato e Regione, ma siamo di fronte a persone responsabili che questi impegni, perché non sono promesse, manterranno. Io sono portato a riflettere in questa maniera perché non credo che in quest'Aula, molto spesso, si sia stati di fronte ad un atto del genere. Io non credo che nessuno di noi e nessuna Giunta abbia portato in Sardegna un risultato del genere. Io credo che si debba avere un po' più di fiducia ed ho fiducia e sono soddisfatto perché ho sposato quel progetto, e l'ho sposato a livello nazionale e l'ho sposato quel progetto a livello regionale ed ho fiducia in questa Giunta che ringrazio, alla quale chiedo di non abbassare la guardia perché questi risultati vengano raggiunti. Ma sin d'ora io credo che a nome del Gruppo del Partito Popolare possiamo ringraziare l'azione della Giunta che continui su questa azione, che porti risultati a casa, quei risultati che stiamo inseguendo da tanti anni.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS (F.I.). Ha iniziato il suo discorso il collega Giagu parlando di condoglianze, l'aria delle condoglianze semmai prima di lei l'aveva l'onorevole Scano quando ha detto che l'opposizione è stata abile e la maggioranza fessa. Fesso vuol dire appunto stanco, quindi un clima di stanchezza generale della maggioranza.
SCANO (Progr. Fed.). Parlavo del disegno di legge numero 328, non del metano.
FLORIS (F.I.). Comunque fessa la maggioranza, su questo non c'è dubbio. Ed io dico che non è fessa ma interpreto il termine nel senso di stanco. Così come mi sembra che alcuni interventi di stasera risentissero della precedente richiesta di passaggio all'esame degli articoli che è stata bocciata. Comunque mi sembravano stanchi anche gli interventi di questa sera. Una prima valutazione politica dovrei farla dalla bocciatura del disegno di legge numero 328, ma siccome l'hanno fatta altri consiglieri prima di me, dell'opposizione e della maggioranza, caro Presidente gliela risparmio; però se un momento importante della nostra politica precedentemente avesse richiesto una verifica della maggioranza io penso che sia l'ora di farla veramente una verifica seria.
Questo glielo chiedo come opposizione, anche perché, quando non esiste maggioranza, la maggioranza stessa niente di meglio ha a che fare che rivolgersi all'opposizione, dando chissà quali colpe e, probabilmente in mancanza di specchi, non riesce a vedere che il difetto è nel manico, certamente della stessa maggioranza. Lei ha fatto bene, comunque, a sollecitare un intervento unitario, non solo del Consiglio ma anche di tutte le istituzioni. E io a questo vorrei fare riferimento.
Intervento unitario; se è vero, cosa che lei non ci ha detto, ma cosa che abbiamo appreso dai nostri parlamentari, d'altra parte è a conoscenza di tutte le forze politiche presenti in questo Consiglio, che il 28, ovvero tra pochi giorni, il 28 aprile si discute a Roma un testo di legge sulla metanizzazione. Ed ecco il forte richiamo al senso unitario delle istituzioni, senso unitario per il bene della Sardegna. In questo testo di legge è prevista espressamente l'esenzione, anche per la Sardegna, dalle imposte IVA di tutti i gas combustibili per usi civici; questo come provvedimento allo stato attuale. E allora vedremo, se siamo veramente unitari nel far approvare quest'esenzione di IVA. All'articolo 7 della stessa legge, inoltre, è prevista la realizzazione del progetto entro dicembre del '99, quello della metanizzazione per la Sardegna. Quindi quando lei parla di cinque anni, e invece nel testo di legge è previsto entro il dicembre del '99, mi spavento non poco.
Inoltre, proprio per il senso unitario, i parlamentari di Forza Italia presenteranno un emendamento nella legge che andrà in discussione il 28, sulla metanizzazione in Sardegna, proprio perché si faccia oltre che il gasdotto anche il polo criogenico in Sardegna. Ed ecco come io accolgo il suo invito alla unitarietà, e spero che quest'emendamento di Forza Italia, ma tutta la legge nel complesso, sia seguita per bene o a dovere da parte di tutti i rappresentanti del popolo sardo presso l'Istituzione romana. Indubbiamente, ritornando invece a quello che lei ci ha detto, ci sono dei risultati utili, si dice. Benissimo, ma io non dimentico che gli stessi risultati utili lei, Presidente, li aveva riportati anche nel dicembre '95 quando, presentandosi in Aula, aveva detto che entro gennaio, poi lo ha anche scritto, entro gennaio '96 si sarebbero avviate le procedure per un protocollo d'intesa col Governo Dini. Poi il Governo Dini ha ricevuto le condoglianze, per mutuare il termine del collega Giagu. Io non vorrei che lo stesso avvenisse col Governo Prodi, per cui noi otteniamo un qualche cosa, e poi cade il Governo.
Per cui segua attentamente che se dovesse cadere il Governo Prodi l'impegno dovrà essere preso con un altro Governo, e i tempi naturalmente si allungano, posto che se mai si riesca a realizzare qualcosa in Sardegna. Però quando lei, con enfasi, viene a dirmi cosa ha ottenuto, beh, ha ottenuto neanche tutto e neanche parte, se vogliamo, di quello che era stato identificato all'atto del suo insediamento, di quelli che erano e sono i punti nodali per la Sardegna. Non dico tutto, perché per l'acqua non abbiamo ottenuto molto, non abbiamo richiesto molto, trasporti ed energia. Mi spiace di vedere che non c'è accenno, nel protocollo d'intesa, a quello che era il quarto punto strategico per la Sardegna: il piano telematico. Se noi vogliamo ridurre quella distanza che ci separa dal resto della Penisola, dal resto dell'Europa e del mondo, come lo possiamo fare? Lo possiamo fare solo con uno strumento: con il piano telematico. E purtroppo, su questo protocollo d'intesa, non c'è nessuna traccia del piano telematico.
Siccome qualcuno come me, illuso, crede molto nella riduzione delle distanze con un piano telematico, non può che rimanere molto deluso da quello che legge sul protocollo d'intesa, che però devo dire, essendoci stato passato nel pomeriggio o nella tarda mattinata, io non ho letto per intero. Non voglio soffermarmi molto sul protocollo d'intesa, anche perché io penso che questi siano ancora dei frutti di quello che il è il mondo dell'illusione; quando diventeranno realtà sarò il primo a congratularmi con lei, per adesso è illusione.
Tutti hanno parlato articolo 1 ,articolo 2... ci sono degli articoli che sicuramente interessano molto e suscitano anche, giustamente se vogliamo, l'apprezzamento per esempio di Bonesu sulla zona franca o sull'inserimento della lingua sarda per le scuole della Sardegna, cosa che peraltro avevamo già stabilito con legge regionale, ma io non mi soffermo sull'articolato, o perlomeno sul resto dell'articolato, vedrei solamente l'articolo 6, quando cita che la Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso il comitato per il coordinamento delle iniziative per l'occupazione, giova ricordare che le iniziative per il mezzogiorno avevano stanziato oltre mille miliardi, e di questa ben poca somma ricade per la Sardegna, nuova somma perché nel protocollo d'intesa c'erano già delle somme stanziate per la Sardegna, dice: dovrà attuare, con cadenza almeno semestrale, una specifica azione di verifica della realizzazione dei programmi settoriali e di monitoraggio sull'attuazione dell'intesa. Ecco, questa probabilmente è l'unica cosa che ci vedrà presenti nel piano dell'attuazione, nei ritardi dell'attuazione, se è vero come è vero che i protocolli d'intesa riguardano le realizzazioni di opere come la 131, che io pensavo fosse già finita, già anche non appaltata, già realizzata, la 125, gli interventi sulla Sardegna centrale.
Comunque concludo con queste affermazioni: se alla Sardegna manca qualcosa, sicuramente è credere in un futuro diverso da quello che abbiamo visto finora, credere in un nuovo piano generale di sviluppo per la Sardegna che la Giunta, cosa che ci ha promesso da tempo, non ci ha ancora presentato. In ogni caso, fedele a quello che stavo dicendo prima, quando l'intesa diventerà un fatto operativo, probabilmente sarò il primo a congratularmi con lei, per adesso siamo nel mondo dell'illusione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (Progr. S.F.D.). Signor Presidente, io voglio un attimo tornare sul dato del voto che c'è stato poco fa, prima di esprimermi relativamente al protocollo d'intesa col Governo al quale il Presidente, onorevole Palomba, ha fatto accenno. Intanto voglio porre, signor Presidente, due problemi che ritengo siano due problemi, sotto il profilo regolamentare, importanti, l'uno e l'altro. Il primo problema, signor Presidente, relativamente alle modalità di votazione, è che risulta assolutamente necessario, io credo, che si torni, sotto questo profilo, ad un rigoroso rispetto anche di quelle che sono le forme, considerato che, di fatto e nella sostanza, si è approfittato, lo dico tra virgolette, di una momentanea, temporanea assenza dai banchi della maggioranza e altrettanti assenti vi erano nei banchi della minoranza, di pochi peraltro assenti per pochi minuti, derivante da problemi presumibilmente legati a esigenze di pausa, di ripresa di forze. Ecco, però, signor Presidente, quando io dico che bisogna ripristinare in maniera piena e completa il rispetto della forma intendo riferirmi, per esempio, al fatto che d'ora innanzi bisogna riprendere a rispettare il Regolamento. Per esempio, il voto segreto, signor Presidente, in base al Regolamento deve essere richiesto dal Capogruppo di una forza politica presente in Consiglio regionale, oppure va chiesto da un certo numero di consiglieri. In questo caso il voto segreto non è stato chiesto dal Capogruppo, ma vi è...
PITTALIS (F.I.). Il Capogruppo ha sentito.
BALIA (Progr.S.F.D.). L'assenso deve essere espresso. Il Regolamento parla di richiesta da parte del Capogruppo o di un certo numero di consiglieri. Non prevede l'assenso del Capogruppo o la richiesta del vicecapogruppo se il capogruppo è presente in aula. Io sto parlando del fatto di ripristinare anche sotto il profilo formale regole di buona condotta, però, detto questo, vi è un altro elemento, ed è l'articolo 91 del capo XI, laddove viene detto, al comma 2, che in tutti i tipi di votazione i voti possono essere espressi mediante procedimento elettronico, con preavviso di almeno venti minuti da parte del Presidente. Il preavviso non è ripetuto quando nel corso della stessa seduta si effettuino altre votazioni mediante procedimento elettronico. Siccome si tratta non di prosecuzione di seduta, ma di una seduta pomeridiana, indipendentemente dalla seduta che si è tenuta nell'arco della mattinata, non solo non si è rispettata la prima formalità, ma non si è, signor Presidente, rispettata neanche la seconda formalità, cioè quella del preavviso per lo meno venti minuti prima del voto medesimo. Ecco, relativamente a questi due argomenti io chiedo che venga convocata, non immediatamente, ma quando lei lo riterrà opportuno, la Conferenza dei Capigruppo.
Passando al problema oggetto di discussione in questa fase...
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Onorevole Balia, la prego di continuare.
BALIA (Progr.S.F.D.). Presidente, io continuo quando me lo consentono.
PRESIDENTE. Faccio appello alla cortesia dei colleghi.
BALIA (Progr.S.F.D.). Entrando, invece, Presidente, nel merito dell'argomento, rispetto alle dichiarazioni rese dall'onorevole Palomba e rispetto al protocollo d'intesa che vede la firma dell'onorevole Palomba e il Governo, con una serie di ministri, io non sono, con molta onestà, per enfatizzare il risultato, però, signor Presidente, onorevole Palomba e cari colleghi, io credo che in ogni caso bisognerà dare atto che un qualche risultato a casa, sia pure ridotto, sia pure limitato, sia pure contenuto, evidentemente lo si è portato. O ci siamo dimenticati che sino a poco tempo fa numerosi sindaci della Sardegna, ma non solo, dai banchi di questo Consiglio regionale si sollecitava il Governo regionale perché ponesse in essere tutti quegli atti e iniziative per smuovere quel clima di attendismo, di quasi anestetico che si era creato nei confronti di un Governo che non era molto sensibile rispetto alle richieste che dalla Giunta regionale sarda partivano. Non sono per enfatizzarli i risultati portati a casa, perché sono parziali, limitati, perché in alcuni casi si tratta di ripetizione di interventi già promessi, è vero, non intendiamo minimamente nasconderlo: si tratta in alcuni casi di ripetizione di interventi già promessi, ciò nonostante se vengono ripetuti significa che vengono riaffermati, e l'impegno se formale era prima diventa maggiormente formale ora, e diventa impegno più consistente e più forte ed è più facile che, proprio perché diventa più consistente e più forte, davvero stavolta il Governo, in qualche maniera, sotto questo profilo intenda non solo sottoscrivere l'impegno, ma effettivamente dare corso all'impegno medesimo.
Ecco, relativamente al problema metanizzazione, sia pure in quella forma contenuta per quanto riguarda le risorse messe a disposizione da parte del Governo, e sia pure con la riserva per quanto riguarda il reperimento delle ulteriori risorse necessarie, ebbene, cari colleghi, non possiamo fingere che non è avvenuto assolutamente nulla. E' avvenuto un fatto che se troverà concretezza, così come noi ci auguriamo che la troverà, in questo senso dobbiamo essere di continuo stimolo nei confronti della Giunta regionale perché prema e non abbassi la guardia, ma se troverà reale concretezza io credo che avremo fatto un passo in avanti che è un passo da giganti. Non è cosa di secondaria importanza, è una cosa che lascia il segno. Se concretezza non dovesse trovarsi è chiaro che ciascuno di noi farà le meditazioni necessarie, le riflessioni opportune, però fingere che questo accordo rappresenti solo ed esclusivamente un foglio di carta privo di significato è una mistificazione. E allora riportiamo le cose nella giusta misura: può esservi un eccesso di enfatizzazione del risultato da una parte, ma vi è sicuramente un eccesso di mistificazione e di sottovalutazione del risultato ottenuto dall'altra parte. Lo stesso impegno che traspare così con forza come è stato richiesto dal Presidente della Giunta regionale per quanto riguarda la defiscalizzazione in attesa della metanizzazione sarebbe di per sé stesso fatto che consente alle industrie che operano in Sardegna di operare in condizioni di competitività rispetto alle industrie che operano negli altri territori nazionale. Bene, dire che tutto questo è carta straccia, priva di significato, significa mistificare, e mistificare oggi non serve: alla maggioranza non serve l'enfatizzazione, ma all'opposizione non serve la mistificazione. Bisogna riconoscere che il Governo regionale sotto questo profilo ha fatto un grosso passo in avanti e la sollecitazione da parte di quest'Aula di intervenire nei confronti del Governo è perché in questa direzione si vada avanti, spingendo nella misura massima possibile perché venga portato a casa, in tutta la sua interezza, questo risultato.
In questo senso, signor Presidente, con tutte le lacune, le incertezze, le carenze che sono a conoscenza di tutti e che non intendiamo assolutamente occultare, e che più volte per primi anzi, proprio dai banchi della maggioranza abbiamo fatto emergere, noi stavolta le dobbiamo esprimere tutta la nostra solidarietà partendo dal convincimento che la Giunta ha fatto tutto quanto era in suo grado fare. Grazie.
PRESIDENTE. Era l'ultimo interventi di quelli previsti dal 119. La Giunta ha facoltà di replica per dieci minuti.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Grazie, Presidente, sarà certamente molto meno il tempo che occuperò, vorrei soltanto notare che il dibattito è stato approfondito, che si è tenuto conto a sufficienza del fatto che non si tratta di un'intesa istituzionale completamente esaustiva dei problemi. Questo io credo che debba essere tenuto a mente e mi pare che sia stato presente nei diversi interventi io lo voglio ricordare a coloro i quali hanno detto che manca una cosa e manca un'altra. In realtà questo è un protocollo d'intesa preparatorio dell'intesa istituzionale di programma, e rilevare gli aspetti che non ci sono non è corretto, bisogna stare a quelli che ci sono dentro, a quelli che adesso in questa fase era possibile e doveroso mandare avanti per l'urgenza che si presentava. Io ringrazio i componenti della coalizione e della maggioranza che hanno messo in evidenza il significativo passo avanti che è stato compiuto, ai colleghi dell'opposizione do atto di aver trattato con serietà il problema, ma a loro chiedo se il problema della metanizzazione che loro tante volte hanno stimolato a risolvere avesse dovuto essere risolto, come diversamente da questo sarebbe potuto essere risolto. Noi abbiamo chiesto la piena attuazione della legge numero 445, non attuata da dieci anni, durante il governo di tanti Governi che si sono succeduti, ne abbiamo fatto un punto qualificante dell'azione di governo, c'è stata un'azione unitaria del Consiglio, questo problema ora è avviato concretamente a soluzione, perché se noi avessimo dovuto trattare qui in Consiglio un problema analogo, lo avremmo trattato esattamente negli stessi termini. Avremmo cioè detto come va risolto, quale soluzione tecnica va impostata, qual è il piano di finanziamento, qual è la durata e a proposito di questo, voglio dire che la sfasatura del tempo dei cinque anni, il tempo della finale del 1999, verosimilmente è dovuto al fatto che nell'un caso si parla soltanto della part(?) line sottomarina, cioè dell'impianto di questo che viene chiamato il cordone ombelicale senza tener conto del fatto invece che i lavori di infrastrutturazione cioè della legge di distribuzione in Sardegna richiede certamente più tempo di questo, ma non saremo certo noi a dolerci se il Parlamento stabilirà un tempo inferiore, anzi questa sarà una ragione ulteriore per esercitare delle pressioni, ma io temo davvero che entro il '99 non possa essere, forse non ci siano i tempi sufficienti, anche accelerando al massimo, per realizzare la rete di distribuzione. Ho colto degli accenti dalle reazioni della stampa, ho colto degli accenti positivi anche da parte del segretario regionale di Rifondazione, il quale ha detto che questo risultato risponde, dà una risposta ad esigenze di parificazione energetica nel frattempo alla richiesta del rispetto dell'ambiente. Se poi ci sarà la possibilità anche, ci sarà la proposta di realizzazione anche del polo criogenico, noi la valuteremo. Il Consiglio ne sarà informato, tutti insieme assumeremo una decisione alla luce di due interessi che dobbiamo egualmente tutelare, l'interesse alla difesa dell'ambiente e contemporaneamente però l'interesse all'occupazione, all'aumento dell'occupazione e allo sviluppo economico di tutta la Sardegna. In conclusione, Presidente, colleghi, io non volevo enfatizzare e non l'ho enfatizzata, è stata enfatizzata nelle reazioni che l'opinione pubblica ha avuto, mi pare in maniera che interpretasse una cosa, un'attesa che per tanto tempo abbiamo aspettato e di cui si vede una schiarita forte all'orizzonte, anzi la possibilità di risolverla, ma alcuni accenti critici mi indurrebbero a dire che se questo protocollo d'intesa che abbiamo stipulato è una cosa seria, e abbiamo tutte le ragioni per ritenere che sia una cosa seria, davvero questo sarà un risultato di straordinario significato per il nostro popolo.
PRESIDENTE. La seduta si conclude qui. L'onorevole Balia, prima, aveva chiesto la Conferenza dei Capigruppo. Verrà convocata a brevissimo tempo, domani mattina alle ore 12.
Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (Progr.-S.F.D.). Presidente, mi scusi, ma io ho chiesto la Conferenza dei Capigruppo in relazione alle modalità con le quali è avvenuta quella votazione, lasciando chiaramente intendere che, a mio avviso, quella votazione va invalidata, perché priva dei requisiti...
Interruzioni
PRESIDENTE. La seduta è tolta. Convoco ora la Conferenza dei Capigruppo, ma la seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 17 e 40.
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