Seduta n.419 del 10/12/2003 

CDXIX Seduta

Mercoledì 10 dicembre 2003

(Pomeridiana)

Presidenza del Presidente Serrenti

La seduta è aperta alle ore 16 e 40.

ORtu, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giovedì 20 novembre 2003, antimeridiana (413,) che è approvato.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ricordo all'Aula che siamo ormai in sede di discussione generale del disegno di legge 475/A, l'onorevole Balletto stamattina l'ha illustrato, adesso siamo alla discussione generale.

Onorevole Frau su cosa vuole intervenire?

FRAU (A.N.). Sull'ordine dei lavori. La Commissione Agricoltura questo pomeriggio ha approvato in via definitiva il testo unificato delle tre proposte di legge sui problemi dell'agricoltura, secondo gli impegni assunti con quell'ordine del giorno che il Consiglio ha approvato qualche giorno fa. Sono arrivati i pareri delle altre tre Commissioni di merito e quindi è approvato, diciamo così, in via definitiva. Quindi le chiedo, onorevole Presidente, di volerlo iscrivere in tempi brevi, sempre secondo gli impegni presi con quell'ordine del giorno, all'ordine del giorno dei lavori del Consiglio.

PRESIDENTE. L'onorevole Frau chiede l'iscrizione all'ordine del giorno di questo provvedimento, se non vi fossero obiezioni il provvedimento è iscritto all'ordine del giorno, poi l'ordine si vedrà.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Pilo. Ne ha facoltà.

PILO (F.I.-Sardegna). Io volevo portare all'attenzione del Consiglio il fatto che le Commissioni consiliari non hanno avuto possibilità di esprimere il parere di merito in relazione all'argomento in esame oggi. In particolare è successo che la comunicazione sia pervenuta alle Commissioni esattamente il giorno 18, mi pare. A questo proposito io ho inviato alla Presidenza, a lei Presidente, una lettera nella quale lamentavo un'inadempienza rispetto all'articolo 35 del Regolamento e ho avuto, così come i miei colleghi l'altro giorno, una risposta a dir poco sconcertante, nel senso che a fronte di una richiesta, di una segnalazione che ritengo legittima, perché ritengo che si sia impedito sostanzialmente ai consiglieri regionali e alle Commissioni di svolgere il ruolo proprio che ci viene assegnato sia come eletti, sia come Commissioni, ho avuto una lettera che la prego di leggere con attenzione, Presidente, e vorrei fra l'altro che fosse distribuita a tutti i colleghi del Consiglio, perché a questa lettera che aveva toni garbati invece ci viene risposto che avremmo ben potuto accorgercene prima che era in discussione in Commissione terza la variazione di bilancio e che quindi avremmo potuto noi essere più solleciti nel ricordare agli uffici che non ci avevano mandato la comunicazione.

E come se non bastasse e questo non fosse sufficiente, Presidente, la lettera contiene tra l'altro un rimbrotto al Presidente della terza Commissione, che poi illustrerà da sé penso le cose, perché non ha preso in considerazione il fatto che siccome non gli erano pervenuti i pareri, avrebbe dovuto indagare sul perché questi pareri non erano pervenuti.

Presidente, mi permetto di ricordarle che il Presidente della terza Commissione, così come nessun Presidente, è tenuto ad entrare nel merito del perché non sono pervenuti i pareri, ma prende atto del fatto che i pareri non gli sono arrivati nei termini. Comunque ritengo questa una grave scortesia sul piano formale, siccome troppe scortesie sul piano formale si stanno verificando e la forma non è solo forma, ma molto spesso è sostanza come in questo caso, perché la sostanza è consentire alle Commissioni di poter esprimere il parere di merito che istituzionalmente compete alle Commissioni, credo che ci sia qualcosa che sia da rivedere e qualcosa sulla quale tra l'altro, se la lettera pervenuta fosse stata una lettera rispettosa dei ruoli di ciascuno non avrei avuto niente da eccepire, sollevo il problema in Aula perché ritengo che la lettera sia ancora meno rispettosa dell'errore iniziale che c'è stato non trasmettendo alle Commissioni la documentazione per il parere di merito.

PRESIDENTE. Onorevole Pilo è interessata ad una mia risposta?

PILO (F.I.-Sardegna). Penso che l'Aula sia interessata ad una sua risposta, benché la firma non sia sua.

PRESIDENTE. Non vuol dire niente questo, lei mi ha posto un problema, se è interessata ad una risposta io cerco nei limiti del possibile di dargliela, se non è interessata decida l'Aula e va bene lo stesso.

PILO (F.I.-Sardegna). Sono assolutamente interessata. Non credo solo io fra l'altro.

PRESIDENTE. Se è interessata, io ho appreso di questo problema solo pochi minuti fa, non lo conoscevo nel dettaglio e mi è stato spiegato. Tuttavia io credo che quando la Presidenza del Consiglio scriva una lettera compie un atto, ed è un atto della Presidenza del Consiglio, e di questo me ne faccio carico naturalmente in maniera piena, a prescindere dal fatto di chi ha firmato quella lettera. Escludo, onorevole Pilo, conoscendo la sensibilità del collega che ha firmato quella lettera, che avesse la benché minima intenzione di darle una risposta arrogante o scorretta, credo che questa sia una sua interpretazione, che la prego di rivedere.

Sul piano formale la questione che lei è solleva è ineccepibile, le commissioni dovevano esprimere il loro parere. Certamente il Presidente della terza Commissione, come ha detto lei, non fa altro che prendere atto se arrivano o non arrivano i pareri delle altre Commissioni, non può certo mettersi lui a inseguire le Commissioni perché esprimano il parere. Tuttavia a questo punto io credo che dobbiamo trovare un modo per superare, ricordando che stiamo discutendo questo progetto di legge e che siamo in sede di discussione generale. Se serve una mezzora perché le Commissioni che non hanno avuto la possibilità, mi vengano fatte delle proposte.

PILO (F.I.-Sardegna). Non è questo il problema.

PRESIDENTE. Sul piano formale io non vedo come si possa correggere la cosa se non consentendo alle Commissioni di esprimere un parere.

BALLETTO (F.I.Sardegna). E' un problema di scuse, Presidente, perché si sono ribaltate le responsabilità.

PRESIDENTE. Questo l'ho già fatto io, le scuse le ho fatte io. Onorevole Balletto, io ho chiesto scusa e ho precisato le cose, ho chiarito che lei non ha nessuna responsabilità e che si tratta certamente di un malinteso sul piano formale. Sul piano della correttezza credo di poter dire, conoscendo la sensibilità del collega, che fosse molto lontana da lui l'intenzione di offendere, di essere arrogante e dal punto di vista istituzionale usare un linguaggio poco conveniente.

Questa è una interpretazione, credo che debba essere superata, le scuse sono pervenute, le scuse le faccio io perché sono io il Presidente del Consiglio e devo assumere le responsabilità anche degli atti che vengono sottoscritti da chi mi sta sostituendo in determinati momenti.

Ha domandato di parlare la consigliera Pilo. Ne ha facoltà.

PILO (F.I.-Sardegna). Le Commissioni responsabilmente hanno scelto di non andare avanti nella protesta formale, facendola diventare sostanziale, perché ci siamo resi conto tutti quanti che l'assestamento di bilancio è una cosa che la Sardegna aspetta e che serve a tutti quanti. Quindi da questo punto di vista noi abbiamo scelto una protesta sul piano formale che non è diventata sostanziale, quindi oggi non ci serve la sospensione perché il nostro senso di responsabilità ci ha portato già ad assumere una decisione che è veramente solo sul piano della responsabilità nei confronti della Sardegna.

Io non è che voglio attaccare il Presidente, per altro ho avuto anche uno scambio di battute personalmente col vicepresidente Sanna, però le chiedo di prendere un impegno perché questi disguidi che stanno diventando troppo frequenti non si ripetano più. E soprattutto la prego Presidente che non succeda mai più che ad un Presidente di Commissione arrivino comunicazioni che vedono ribaltati i ruoli e le funzioni perché questo non va bene.

E siccome a me personalmente è la seconda volta che succede, Presidente, come lei sa, io non intendo tollerare oltre questo. Accetto le sue scuse e mi auguro che non debbano ripetersi episodi di questo genere. Era solo questa la precisazione.

PRESIDENTE. Visto che le scuse sono state accettate credo che si possa superare, prego l'onorevole Pilo, così come tutti i colleghi, quando ci sono malintesi devono essere chiariti senza attribuire a questi particolari significati o altro. Può succedere, non credo che ci fosse da parte dei colleghi, non so quali altri fatti…

PILO (F.I-Sardegna). Legga le lettera, Presidente! Legga la lettera!

PRESIDENTE. A prescindere dalla lettera ho già chiesto scusa, se lei vuole di più non lo so!

Continuazione della discussione del disegno di legge: "Modifiche alla legge regionale 29 aprile 2003, n. 3 (Legge finanziaria), variazioni di bilancio e disposizioni varie (475/A)

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Ringrazio il Presidente che mi ha dato la parola per la replica in sede di discussione generale, poiché non c'è stato un dibattito sull'argomento non posso non confermare ed adeguarmi alla relazione che ha fatto il relatore della legge che, per altro, è coerente con la relazione fatta dalla Giunta ad illustrazione del disegno di legge di assestamento di bilancio. È un provvedimento assolutamente indispensabile per regolare e disciplinare le ultime questioni relative al bilancio del 2003, si tratta di allocare anche delle risorse che sono state reperite nel corso dell'estate del 2003 e, conseguentemente, questo è un provvedimento molto importante, tra l'altro è propedeutico anche per la stesura della manovra finanziaria del 2004. Pertanto invoco l'approvazione da parte dell'Aula con la massima celerità possibile.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Dichiaro di esprimere il voto favorevole sul disegno di legge di assestamento anche e soprattutto per l'urgenza che il provvedimento riveste in relazione ad interventi che devono necessariamente essere fatti, e che non riguardano solamente (ma mi soffermerò anche su quelli) interventi di finanziamento e di sostegno di nuove spese, ma soprattutto, così come è stato poc'anzi ricordato dall'Assessore della programmazione, dal Presidente Masala, perché con questo provvedimento si pongono questioni rilevanti ai fini della predisposizione della legge finanziaria del 2004.

È un provvedimento molto atteso perché attraverso esso si interviene dando una risposta, che può essere considerata quasi definitiva, nel settore della sanità perché è previsto l'intervento della Regione per la copertura dell'intero disavanzo del 2002, per quanto attiene la sanità in Sardegna con uno stanziamento importante di 190 milioni di euro; fatto questo rilevante non solo per l'entità della somma, ma soprattutto perché questa misura deve necessariamente essere approvata entro il 31/12 di quest'anno, pena la perdita dei fondi che derivano dalla compartecipazione statale a valere sul fondo sanitario nazionale, pari ad altri ulteriori settanta milioni di Euro. Quindi per quanto riguarda la sanità, e noi tutti sappiamo quale è il momento di grave disagio che soffrono le strutture e gli operatori del settore, soprattutto con riferimento agli operatori convenzionati con il sistema sanitario regionale, che vedono arretrate le loro spettanze per un periodo che oggi vale e si può quantificare intorno ai dieci mesi di mensilità. Ne soffre tutto il settore e non solo la sanità che comunque viene assicurata con grande spirito e senso di responsabilità da parte degli operatori, ma soprattutto ne soffre tutto il sistema ad esso correlato che è rappresentato in primissimo piano, non dimentichiamolo, da tutti i dipendenti ed i lavoratori che in quel settore sono impiegati, ma accanto ad essi altrettanto importante è anche l'aspetto del pagamento delle forniture a coloro i quali, lavorando a contatto e nel settore della sanità, anch'essi vedono le loro spettanze non versate da periodi immemorabili.

Il provvedimento è altrettanto importante per ciò che attiene gli interventi nel settore delle opere pubbliche, ricordiamo tutti così, come ho detto anche stamane nel corso della relazione al provvedimento, che con questa legge si recuperano tutti gli stanziamenti che erano stati inseriti nella legge finanziaria 2003 e che poi, per un voto sfavorevole dell'Aula, erano stati cancellati. Questi interventi sono indispensabili, questo è il momento attraverso il quale si può recuperare gli interventi stessi, pensare o ritenere che ciò non debba avvenire in questo momento ma possa essere rilasciato ad un momento "più alto" quale può essere quello rappresentato dalla legge finanziaria 2004, significherebbe aggiungere ulteriori ritardi ai ritardi che già onestamente ci sono, bisogna ammetterlo, e pertanto, anche sotto questo aspetto, il disegno di legge è assolutamente necessario e quindi per quanto mi riguarda ho già annunciato il mio voto, ma ritengo e credo di poter sollecitare l'attenzione dell'Aula perché questa sensibilità sia presente in ciascuna parte politica e, al di là delle divisioni e delle schermaglie che possono nascere in relazione alle diverse impostazioni che ciascuna parte politica ha, penso che al di là di questo aspetto la utilità e la indispensabilità del provvedimento possa far superare questi aspetti, anche perché, e completo il pensiero, mentre sulle singole poste laddove non fossero condivise, il successivo dibattito, che si articolerà nel momento in cui si entrerà nell'esame degli articoli e degli emendamenti, può giustamente, come è sempre avvenuto, registrare le diverse posizioni tra le diverse parti politiche. Quindi mi auguro, e chiedo vivamente all'Aula, di votare il passaggio agli articoli e di riservare le rispettive forze per ciò che riguarda l'esame nel merito del provvedimento che certamente nella sua complessità non può che ritrovare - questo è già stato sottolineato anche nella relazione - e confermare quel senso di responsabilità che è emerso in Commissione Terza in sede istruttoria del provvedimento da parte delle opposizioni. Quindi nel ribadire il mio voto favorevole al passaggio agli articoli del disegno di legge 475 raccomando ai colleghi di avere altrettanta sensibilità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Signor Presidente, il collega Balletto, sulla base di un copione noto, ci richiama al senso di responsabilità solo per quanto riguarda gli aspetti ovviamente utilitaristici che alcune iniziative legislative hanno avuto in questi anni. La nostra opinione è diametralmente opposta nel senso che il documento all'esame, impropriamente chiamato dai colleghi assestamento, ma in effetti correttamente indicato come variazione al bilancio, non è un assestamento, è un modo di prolungare una disponibilità finanziaria, tra l'altro incomprensibile essendo oggi il 10 di dicembre ed avviandoci alla conclusione dell'esercizio finanziario e dovendo semmai verificare e valutare in che modo queste proposte possano essere incardinate all'interno di un documento di programmazione economica e finanziaria di cui ancora non si è parlato, capire per quale motivo alcuni programmi di spesa trovano una significativa appendice all'interno del 2004 che rappresenterebbe un'altra competenza e per quali motivi questo provvedimento si incardina su un presupposto pericolosissimo che vorrei venga registrato anche dagli uffici, quando all'articolo 3 si intenderebbe accertare, ad una data che deve ancora venire e quindi non a quella di oggi, l'economia degli impegni assunti, dimenticando che gli impegni rappresentano una obbligazione giuridica e quando sono assunti hanno un vincolo, creano un vincolo ed un impegno giuridico a carico della Regione.

Nulla da dire sull'accertamento in economia dei residui di stanziamento ma consenta Presidente, su queste questioni tentare di dare uno strasvolgimento alla legge poi compensandolo col comma 2 secondo una procedura surrettizia ci sembra un modo di interpretare in maniera utilitaristica la norma. Per il resto credo che sia la prova di un documento di ritardo, di inadempienza della programmazione regionale nel corso del 2003 e che intende produrre gli effetti ben oltre quello che è il consueto esercizio finanziario da parte della Regione.

Noi avremmo voluto discutere del documento di programmazione economica, capire quali erano i paletti della cosiddetta o ipotetica strategia della maggioranza invece che registrare a fine anno un provvedimento di questo genere che, seppur pregevole in alcune parti relative ad alcune emergenze, non trova nessun tipo di giustificazione dal punto di vista della strategia complessiva che ripercorre nella parte che riguarda il capitolo dei lavori pubblici e nella parte che riguarda le disposizioni varie una serie di norme debitamente bocciate dal Consiglio nel corso della finanziaria e che rientrano, a pieno titolo, a fine anno per essere rifinanziate dopo che avevano avuto una valutazione assolutamente negativa e spesse volte controversa da parte del Consiglio. È per questo che il nostro voto sarà contrario e poi ci riserveremo pezzo per pezzo di andare a verificare i contenuti di merito di questo provvedimento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Poche considerazioni che possono essere contenute anche nei tempi di una dichiarazione di voto sul passaggio agli articoli, perché questo provvedimento davvero non merita di più, neppure tanta attenzione, confronto in sede di discussione generale. È un provvedimento senza storia, quasi non un atto dovuto, ma quasi una disgrazia ineliminabile contro cui non si può fare nulla perché è chiaro ed evidente che la Regione ormai, potendo derogare a tutto, anche alle sue leggi, prorogando interim che non può prorogare, per fortuna almeno ad una cosa non può derogare: al calendario. Se potesse questa maggioranza, questo Consiglio, tenterebbe questa Giunta di derogare anche il calendario; quello non si può. Siamo a fine anno, e quindi anche a fine esercizio finanziario, e il Consiglio è impegnato nell'assestamento di bilancio, un atto che per sua natura non ci sta a fare nulla a fine anno, un atto che per sua natura ha senso e le leggi lo prevedono a metà, nel corso, nel corpo dell'esercizio finanziario, perché devono determinarsi quegli adattamenti, o per nuove entrate o per nuove indispensabili esigenze che si rappresentino, per un buon andamento della spesa pubblica. Invece questa cosa fatta a fine anno senza assestamento, quello ordinario e quello fisiologico, è costituito da tutta una serie di tamponi che si cerca di mettere disordinatamente un po' da tutte le parti. Tutto questo - noi l'abbiamo detto tante volte nel corso di questa legislatura - non è casuale, tutto questo è voluto. La destra ha inaugurato in questa legislatura, e noi l'abbiamo denunciato fin dal primo anno, una vera e propria strategia del disordine amministrativo e contabile, una strategia del disordine attraverso la quale ha potuto godere del privilegio del controllo attenuato, perché è chiaro che tutto sempre corre sul precipizio, è chiaro che se non è così si perde tutto, è chiaro che se non è così non si pagano i dipendenti o delle cliniche o degli ospedali privati in una situazione o altri dipendenti che pure hanno maturato i loro diritti in altre circostanze e così, di emergenza in emergenza, tutto procede a ruota di collo senza sufficiente non dico programmazione, ma neppure senza sufficiente giudizio, equilibrio nel gestire la spesa pubblica.

Dice il relatore Balletto: "Bisogna superare la perniciosa cultura dello stanziamento" Bella parola, ma che bella che è! Ma è più bella di tutte le cose belle del mondo superare la perniciosa cultura dello stanziamento, ma voi cosa state facendo? State ristanziando quello che era già stanziato. Non mi dirà che in questo provvedimento che lei presenta c'è un qualche superamento della perniciosa sotto cultura dello stanziamento? State ristanziando, state riperniciando quello che era già pernicioso. Poi ci si può anche riempire la bocca di tante belle espressioni tratte dai trattati che si occupano di questa materia, di risanamento dei bilanci pubblici, ma rimangono parole al vento perché non c'è nulla in concreto nella vostra politica che consegua alle dichiarazioni verbose che ripetete stancamente.

Dove è la cultura del progetto in questo provvedimento rispetto alla cultura dello stanziamento? Quale progetto? Avete impegnato il Consiglio regionale un mese fa in alcune sedute faticose peraltro ed affannose, perché bisognava stanziare fondi in materia di sanità, perché sennò non si pagavano i dipendenti delle cliniche private, ci avete ordito...

PRESIDENTE. Prego arrivi alla conclusione onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Ci avete ordito conferenze stampa, dichiarazioni, grandi proclami in favore dei dipendenti delle cliniche private e pure dei proprietari delle cliniche private, che siano diritti anche quelli sono diritti che debbono essere anche tenuti in debito conto, non era vero niente. Non serviva a nulla, come qualcuno di noi aveva detto, e infatti adesso riproponete la stessa tiritera in nome della cultura del progetto e contro la perniciosa sotto cultura dello stanziamento. Insomma così è e così rimane, è un pasticcio tutta questa cosa, si prenda per quello che è, anzi prendetevelo voi per quello che è, noi dovremmo essere qui oggi a discutere per approvare il bilancio preventivo 2004 che invece non è neanche arrivato al Consiglio! Dovreste vergognarvi non solo di quello che dite, ma anche di quello che pensate in materia di politica finanziaria e di gestione delle risorse pubbliche della Regione.

Se è consentito, Presidente, vorrei anche avanzare una domanda semplice di poter usufruire di non più di cinque minuti prima del passaggio al voto come usualmente si fa, o meglio quando serve si chiede e usualmente si concede, cinque minuti non di più per un coordinamento di alcuni emendamenti, perché avendo avuto molti emendamenti depositati avremo bisogno di alcuni minuti per un coordinamento preventivo al passaggio agli articoli.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita - D.L.). Probabilmente il senso di rassegnazione del Consiglio testimonia da un lato l'impotenza di quest'Aula ad arginare la deriva alla quale sta andando la Giunta e la stessa Assemblea, ma testimonia forse ancora di più... aspetto che finisca il Presidente. Mi avverte quando finisce?

PRESIDENTE. Presidente Masala, i consiglieri le chiedono la cortesia di ascoltarli.

SELIS (La Margherita - D.L.). Non c'è fretta. Giustamente il collega Gian Valerio Sanna diceva: "Ma con quattro assessorati più la presidenza è chiaro che deve farsi in quattro, quindi con un orecchio sente, con l'altro telefonata e con l'altro eccetera..." Umanamente il Presidente Masala ha tutta la nostra comprensione perché si è sovraccaricato di un compito (Assessore Amadu non disturbi, già è sovraccaricato di lavoro non si metta anche lei), il senso di rassegnazione di quest'Aula è il segno che questo Consiglio, questa Giunta è alla deriva e nessuno può farci nulla e che questo Consiglio è già morto praticamente, quindi stiamo andando avanti a fare quello che è possibile e facendo in questa situazione anche le cose peggiori.

I colleghi hanno sottolineato come questo documento, io lo ribadisco, è il senso istituzionalizzato, il documento formale che certificata il fallimento di questa Giunta, di questa maggioranza e di questa legislatura, perché? Perché a fine anno noi avremmo già dovuto approvare il bilancio. Una sana amministrazione approva il bilancio per consentire all'amministrazione, nell'esercizio immediatamente successivo che si apre, di adempiere, di fare i programmi, di mettere mano alla spesa. Ma come è possibile che in cinque anni in questa legislatura non sia stato fatto un bilancio in termini, uno. La tanta vituperata scorsa legislatura che voi avete tanto aspramente criticato ha almeno fatto questo miracolo, qualche volta ha fatto il bilancio in termini, almeno a fine legislatura ha dimostrato un senso di responsabilità ed uno sforzo per migliorare la gestione. Voi alla fine della legislatura state dimostrando di essere assolutamente incapaci di questo. Ma mi spiega il Presidente Masala, la Giunta, perché non ci presenta il bilancio? Perché non ci ha fatto approvare in questi giorni il bilancio, magari facendo anche gran parte di queste manovre e completando queste manovre. Perché questo bilancio, questo assestamento, comunque vada, in questo esercizio non si può più spendere, ed è inutile, questa volta staremo attenti anche alla forma dei decreti di impegno in gran parte irregolari delle scorse legislature, per dimostrare che quanto state facendo è al di fuori di ogni logica, di ogni regola, di ogni legittimità, di ogni principio di buona amministrazione. Non c'è il bilancio, ma non c'è neppure il documento di programmazione economica, significa che la Giunta non ha una linea di programmazione, non ha una linea di bilancio, non c'è uno stato di attuazione della spesa. Al di là delle parole del collega Balletto questo significa che siamo alla deriva dal punto di vista dell'amministrazione, non c'è una verifica degli obiettivi, non c'è un minimo di riforma della legislazione di spesa, non c'è nulla. C'è il senso certificato del vostro fallimento, della vostra impotenza, della vostra confusione di idee, e qui dentro - questo documento lo dimostra - c'è la certificazione vivente di questa vostra incapacità e di questo vostro fallimento.

Articolo per articolo lo vedremo, ma è inutile parlarne perché siete sordi a questo, perché dimostrate di essere interessati solamente alle vostre beghe, allo scambio di poltrone - di cui il collega Corona magari sta trattando in questo momento, se si sposta fa il suo dovere -, e lo state facendo sulla pelle dei sardi, sulla pelle dello stesso Consiglio regionale. Non sono parole forti, sono l'amarezza di chi vorrebbe con voi confrontarsi sui problemi, ma voi non avete neppure idea di che cosa è affrontare i problemi, avete l'esigenza solamente di chiudere alcuni scambi, alcune botteghe aperte e questo certifica quanto sto dicendo. Lo dico con grande amarezza, con grande senso di sfiducia non solo nella vostra incapacità di governare, ma anche nella capacità di questo Consiglio di reagire.

Quanto abbiamo vissuto ieri e oggi in quest'Aula sulla proroga è completato da questo vergognoso progetto di proroga e di assestamento di bilancio e da questo vergognoso vuoto di programmazione e di amministrazione, di cui siete interamente colpevoli.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIANA (U.D.C.). Signor Presidente, proprio in merito anche all'ultimo intervento del collega Selis, che molte volte si lascia prendere un po' la mano nel criticare, nell'essere un po' cattivello. Io, contrariamente a quanto afferma il collega Selis, dico che il provvedimento di assestamento di bilancio, andando a guardarmi proprio stamattina un po' tutte le Regioni cosa fanno in sede di assestamento di bilancio, credo che il 90 per cento delle Regioni stiano approvando o hanno approvato il mese scorso i disegni di legge o le leggi di assestamento e bilancio, quindi non siamo assolutamente in ritardo, come si vorrebbe credere.

L'assestamento di bilancio, lo dice la stessa parola, è un assestamento che fatti i conti, a fine anno, se ci sono economie si rimpegnano, quindi va fatto appunto a fine anno, quindi non c'è nulla di scandaloso su questo. Tra l'altro, poi, in Consiglio regionale c'erano stati degli incidenti - diciamolo pure - di voto a voto segreto, chiesto anche dalla parte vostra, abbondantemente usato dal centrosinistra il voto segreto, e aveva un po' tagliato diversi, alcuni, molti finanziamenti riguardanti i lavori pubblici, vi ricordate tutti quanti. In sede di assestamento indubbiamente ci sono diversi capitoli che vengono rifinanziati, recuperati su quello che in sede di finanziaria e di approvazione del bilancio 2003 erano stati ingiustamente, io dico, bocciati.

Questo assestamento di bilancio era largamente atteso da tutte le attività produttive, dal rifinanziamento di alcune leggi, dagli avanzi che abbiamo sullo stesso bilancio. Voglio ricordare in modo particolare, perché buona parte degli impegni riguarda la sanità, dove questo Consiglio regionale, con un provvedimento approvato il mese scorso e con il provvedimento all'interno del capitolo della sanità approvato, mi auguro che si approvi oggi, domani o nei prossimi giorni, diamo veramente un contributo grossissimo alla soluzione dei disavanzi della sanità, che non derivano solamente dagli ultimi anni, ma sicuramente andiamo ad anni anche pregressi.

FADDA (La Margherita-D.L.). Questi sì, dillo all'Assessore. Se non lo sai non dirlo!

PIANA (U.D.C.). Poi indubbiamente abbiamo il rifinanziamento, ad esempio, di quanto riguarda la legge 215, c'è un capitolo dove nella finanziaria il cofinanziamento della parte statale era zero, quindi su questo assestamento sulla 215, sull'imprenditoria femminile, che è un capitolo molto importante, ci sarà e c'è una integrazione.

Una delle cose che sta a cuore a me, invece, è il finanziamento, il reintegro finalmente, dopo che i rettori di Sassari e di Cagliari, dopo averli uditi nella mia Commissione, di cui io sono Presidente, e nella Commissione bilancio, ci eravamo impegnati un po' tutti a integrare quel fondo per le università, quel fondo globale, che, ahimè, purtroppo, nel 2003 era stato abbondantemente decurtato di circa un milione di euro rispetto all'anno precedente, e in modo particolare vanno a soffrire le sedi gemmate delle università, e i rettori proprio in questi giorni hanno fatto recapitare un documento alla Commissione pubblica istruzione che veramente metteva in evidenza questo.

Abbiamo anche, poi, interventi sulle barriere architettoniche, interventi sui cassintegrati, integrazioni sulle scuole materne non statali, sulla legge 31 sul diritto allo studio, l'utilizzo del lavoro interinale in molti Assessorati, che è un mezzo efficace per dare risposte alle emergenze, abbiamo poi la proroga anche per quanto riguarda il settore agricoltura di quelli che sono i fondi non spesi derivanti dai POP 94-99 nell'agricoltura.

Io annuncio il voto favorevole mio e del nostro Gruppo, in modo particolare su un disegno di legge di assestamento che era atteso e doveroso e quindi ci auguriamo di approvare in tempi brevissimi. Quindi annunciamo il nostro voto favorevole.

PRESIDENTE. Se non vi sono altre dichiarazioni di voto, così come è corretto che sia, l'onorevole Cogodi ha chiesto qualche minuto di sospensione per coordinare la presentazione di alcuni emendamenti, io sarei per sospendere per una decina di minuti, però voglio ricordare ai colleghi che subito dopo il passaggio agli articoli gli uffici hanno bisogno di un po' di tempo per sistemare tutti gli emendamenti che sono stati presentati, per cui dovremo interrompere di nuovo i lavori. Interrompiamo adesso per dieci minuti, poi riprendiamo, votiamo il passaggio agli articoli e poi sospendiamo di nuovo. La seduta è sospesa per dieci minuti.

(La seduta sospesa alle ore 17 e 23, viene ripresa alle ore 17 e 37.)

PRESIDENTE. Colleghi, suppongo che gli emendamenti che dovevano essere presentati siano stati presentati. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto elettronico palese, pertanto i colleghi prendano posto perché sto per aprire la votazione.

FADDA (La Margherita-D.L.). Le dichiarazioni di voto eventualmente.

PRESIDENTE. No, sono già fatte, le dichiarazioni di voto sono chiuse.

FADDA (La Margherita-D.L.). No, non ha capito. Sommiamo quelli che hanno fatto le dichiarazioni di voto più quelli che mancano.

PRESIDENTE. Non ho capito, onorevole Fadda!

FADDA (La Margherita-D.L.). Noi dobbiamo dire chi vota, giusto?

PRESIDENTE. No. Io adesso chiederò che sette persone si alzino per appoggiare la sua richiesta. Chi appoggia la richiesta dell'onorevole Fadda?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri DORE, SELIS, COGODI, Emanuele SANNA, BALIA, SCANO, DETTORI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

Gli onorevoli Emanuele Sanna, Scano, Dettori e Balia hanno votato contro. (e COGODI?)

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO -LOMBARDO - MANCA - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - TUNIS - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - DETTORI - DORE - FADDA - GIAGU - GRANELLA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PINNA - PIRISI - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Si sono astenuti: il presidente SERRENTI - PUSCEDDU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 61

votanti 59

astenuti 2

maggioranza 30

favorevoli 39

contrari 20

(Il Consiglio approva)

Come avevo preannunciato, colleghi, gli uffici avranno bisogno di almeno un quarto d'ora. Pertanto sospendiamo i lavori per un quarto d'ora, suppongo, gli uffici mi diranno se sono pronti, riprendiamo tra un quarto d'ora, altrimenti avremo pazienza qualche minuto ancora. I lavori del Consiglio sono sospesi per quindici minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 44, viene ripresa alle ore 18 e 18.)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Grazie, Presidente. Visto e considerato il consistente numero di emendamenti che sono stati presentati, credo sia opportuno un breve passaggio in Commissione per l'espressione del parere, perché se così non fosse il Presidente relatore non può fare altro che rimettersi all'Aula, ma non credo che questo sia opportuno.

C'è necessità di un passaggio in Commissione anche per sapere qual è il parere della Giunta sugli emendamenti che sono stati presentati da parte dei consiglieri. Quindi, se l'Aula è d'accordo, credo che sia opportuno un breve passaggio in Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, io sono d'accordo con l'onorevole Balletto, stante anche la quantità di emendamenti che sono stati presentati. Per cui io proporrei di sospendere la seduta del Consiglio per consentirci di vedere gli emendamenti e di fare Commissione domani mattina, anche alle ore 9, per fare il passaggio in Commissione che l'onorevole Balletto propone. Se questa è la strada, il percorso, proporrei di metterlo ai voti per scrutinio elettronico.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, va bene?

FADDA (La Margherita-D.L.). Sì.

PRESIDENTE. La richiesta è appoggiata da otto consiglieri, ad abundantiam.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di sospensione per consentire un passaggio in Commissione, quindi la ripresa dei lavori domani mattina.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CASSANO - CONTU - CORONA - DEMURU -DIANA - FADDA - FLORIS - FOIS - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MASALA -MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - VARGIU - VASSALLO.

Risponde no il consigliere: MASIA.

Si sono astenuti: il presidente SERRENTI - COGODI.

COGODI (R.C.). Io devo votare, però quando uno chiede la parola, io non so come dire e a chi mi devo rivolgere perché qualcuno guardi. Non so come fare.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, le chiedo scusa, la colpa è la mia, non l'ha visto nessuno. Non l'ho visto io, ma non l'ha visto nessuno, però le chiedo scusa.

COGODI (R.C.). Le garantisco che chi non vede è perché non guarda.

Risultato della votazione

PRESIDENTE . Proclamo il risultato della votazione:

presenti 55

votanti 53

astenuti 2

maggioranza 27

favorevoli 52

contrari 1

(Il Consiglio approva)

I lavori del Consiglio riprenderanno domani mattina alle ore 11. La Commissione è convocata per le ore 9.

La seduta è tolta alle ore 18 e 15.



Allegati seduta

CDXIX Seduta

Mercoledì 10 dicembre 2003

(Pomeridiana)

Presidenza del Presidente Serrenti

La seduta è aperta alle ore 16 e 40.

ORtu, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giovedì 20 novembre 2003, antimeridiana (413,) che è approvato.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ricordo all'Aula che siamo ormai in sede di discussione generale del disegno di legge 475/A, l'onorevole Balletto stamattina l'ha illustrato, adesso siamo alla discussione generale.

Onorevole Frau su cosa vuole intervenire?

FRAU (A.N.). Sull'ordine dei lavori. La Commissione Agricoltura questo pomeriggio ha approvato in via definitiva il testo unificato delle tre proposte di legge sui problemi dell'agricoltura, secondo gli impegni assunti con quell'ordine del giorno che il Consiglio ha approvato qualche giorno fa. Sono arrivati i pareri delle altre tre Commissioni di merito e quindi è approvato, diciamo così, in via definitiva. Quindi le chiedo, onorevole Presidente, di volerlo iscrivere in tempi brevi, sempre secondo gli impegni presi con quell'ordine del giorno, all'ordine del giorno dei lavori del Consiglio.

PRESIDENTE. L'onorevole Frau chiede l'iscrizione all'ordine del giorno di questo provvedimento, se non vi fossero obiezioni il provvedimento è iscritto all'ordine del giorno, poi l'ordine si vedrà.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Pilo. Ne ha facoltà.

PILO (F.I.-Sardegna). Io volevo portare all'attenzione del Consiglio il fatto che le Commissioni consiliari non hanno avuto possibilità di esprimere il parere di merito in relazione all'argomento in esame oggi. In particolare è successo che la comunicazione sia pervenuta alle Commissioni esattamente il giorno 18, mi pare. A questo proposito io ho inviato alla Presidenza, a lei Presidente, una lettera nella quale lamentavo un'inadempienza rispetto all'articolo 35 del Regolamento e ho avuto, così come i miei colleghi l'altro giorno, una risposta a dir poco sconcertante, nel senso che a fronte di una richiesta, di una segnalazione che ritengo legittima, perché ritengo che si sia impedito sostanzialmente ai consiglieri regionali e alle Commissioni di svolgere il ruolo proprio che ci viene assegnato sia come eletti, sia come Commissioni, ho avuto una lettera che la prego di leggere con attenzione, Presidente, e vorrei fra l'altro che fosse distribuita a tutti i colleghi del Consiglio, perché a questa lettera che aveva toni garbati invece ci viene risposto che avremmo ben potuto accorgercene prima che era in discussione in Commissione terza la variazione di bilancio e che quindi avremmo potuto noi essere più solleciti nel ricordare agli uffici che non ci avevano mandato la comunicazione.

E come se non bastasse e questo non fosse sufficiente, Presidente, la lettera contiene tra l'altro un rimbrotto al Presidente della terza Commissione, che poi illustrerà da sé penso le cose, perché non ha preso in considerazione il fatto che siccome non gli erano pervenuti i pareri, avrebbe dovuto indagare sul perché questi pareri non erano pervenuti.

Presidente, mi permetto di ricordarle che il Presidente della terza Commissione, così come nessun Presidente, è tenuto ad entrare nel merito del perché non sono pervenuti i pareri, ma prende atto del fatto che i pareri non gli sono arrivati nei termini. Comunque ritengo questa una grave scortesia sul piano formale, siccome troppe scortesie sul piano formale si stanno verificando e la forma non è solo forma, ma molto spesso è sostanza come in questo caso, perché la sostanza è consentire alle Commissioni di poter esprimere il parere di merito che istituzionalmente compete alle Commissioni, credo che ci sia qualcosa che sia da rivedere e qualcosa sulla quale tra l'altro, se la lettera pervenuta fosse stata una lettera rispettosa dei ruoli di ciascuno non avrei avuto niente da eccepire, sollevo il problema in Aula perché ritengo che la lettera sia ancora meno rispettosa dell'errore iniziale che c'è stato non trasmettendo alle Commissioni la documentazione per il parere di merito.

PRESIDENTE. Onorevole Pilo è interessata ad una mia risposta?

PILO (F.I.-Sardegna). Penso che l'Aula sia interessata ad una sua risposta, benché la firma non sia sua.

PRESIDENTE. Non vuol dire niente questo, lei mi ha posto un problema, se è interessata ad una risposta io cerco nei limiti del possibile di dargliela, se non è interessata decida l'Aula e va bene lo stesso.

PILO (F.I.-Sardegna). Sono assolutamente interessata. Non credo solo io fra l'altro.

PRESIDENTE. Se è interessata, io ho appreso di questo problema solo pochi minuti fa, non lo conoscevo nel dettaglio e mi è stato spiegato. Tuttavia io credo che quando la Presidenza del Consiglio scriva una lettera compie un atto, ed è un atto della Presidenza del Consiglio, e di questo me ne faccio carico naturalmente in maniera piena, a prescindere dal fatto di chi ha firmato quella lettera. Escludo, onorevole Pilo, conoscendo la sensibilità del collega che ha firmato quella lettera, che avesse la benché minima intenzione di darle una risposta arrogante o scorretta, credo che questa sia una sua interpretazione, che la prego di rivedere.

Sul piano formale la questione che lei è solleva è ineccepibile, le commissioni dovevano esprimere il loro parere. Certamente il Presidente della terza Commissione, come ha detto lei, non fa altro che prendere atto se arrivano o non arrivano i pareri delle altre Commissioni, non può certo mettersi lui a inseguire le Commissioni perché esprimano il parere. Tuttavia a questo punto io credo che dobbiamo trovare un modo per superare, ricordando che stiamo discutendo questo progetto di legge e che siamo in sede di discussione generale. Se serve una mezzora perché le Commissioni che non hanno avuto la possibilità, mi vengano fatte delle proposte.

PILO (F.I.-Sardegna). Non è questo il problema.

PRESIDENTE. Sul piano formale io non vedo come si possa correggere la cosa se non consentendo alle Commissioni di esprimere un parere.

BALLETTO (F.I.Sardegna). E' un problema di scuse, Presidente, perché si sono ribaltate le responsabilità.

PRESIDENTE. Questo l'ho già fatto io, le scuse le ho fatte io. Onorevole Balletto, io ho chiesto scusa e ho precisato le cose, ho chiarito che lei non ha nessuna responsabilità e che si tratta certamente di un malinteso sul piano formale. Sul piano della correttezza credo di poter dire, conoscendo la sensibilità del collega, che fosse molto lontana da lui l'intenzione di offendere, di essere arrogante e dal punto di vista istituzionale usare un linguaggio poco conveniente.

Questa è una interpretazione, credo che debba essere superata, le scuse sono pervenute, le scuse le faccio io perché sono io il Presidente del Consiglio e devo assumere le responsabilità anche degli atti che vengono sottoscritti da chi mi sta sostituendo in determinati momenti.

Ha domandato di parlare la consigliera Pilo. Ne ha facoltà.

PILO (F.I.-Sardegna). Le Commissioni responsabilmente hanno scelto di non andare avanti nella protesta formale, facendola diventare sostanziale, perché ci siamo resi conto tutti quanti che l'assestamento di bilancio è una cosa che la Sardegna aspetta e che serve a tutti quanti. Quindi da questo punto di vista noi abbiamo scelto una protesta sul piano formale che non è diventata sostanziale, quindi oggi non ci serve la sospensione perché il nostro senso di responsabilità ci ha portato già ad assumere una decisione che è veramente solo sul piano della responsabilità nei confronti della Sardegna.

Io non è che voglio attaccare il Presidente, per altro ho avuto anche uno scambio di battute personalmente col vicepresidente Sanna, però le chiedo di prendere un impegno perché questi disguidi che stanno diventando troppo frequenti non si ripetano più. E soprattutto la prego Presidente che non succeda mai più che ad un Presidente di Commissione arrivino comunicazioni che vedono ribaltati i ruoli e le funzioni perché questo non va bene.

E siccome a me personalmente è la seconda volta che succede, Presidente, come lei sa, io non intendo tollerare oltre questo. Accetto le sue scuse e mi auguro che non debbano ripetersi episodi di questo genere. Era solo questa la precisazione.

PRESIDENTE. Visto che le scuse sono state accettate credo che si possa superare, prego l'onorevole Pilo, così come tutti i colleghi, quando ci sono malintesi devono essere chiariti senza attribuire a questi particolari significati o altro. Può succedere, non credo che ci fosse da parte dei colleghi, non so quali altri fatti…

PILO (F.I-Sardegna). Legga le lettera, Presidente! Legga la lettera!

PRESIDENTE. A prescindere dalla lettera ho già chiesto scusa, se lei vuole di più non lo so!

Continuazione della discussione del disegno di legge: "Modifiche alla legge regionale 29 aprile 2003, n. 3 (Legge finanziaria), variazioni di bilancio e disposizioni varie (475/A)

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Ringrazio il Presidente che mi ha dato la parola per la replica in sede di discussione generale, poiché non c'è stato un dibattito sull'argomento non posso non confermare ed adeguarmi alla relazione che ha fatto il relatore della legge che, per altro, è coerente con la relazione fatta dalla Giunta ad illustrazione del disegno di legge di assestamento di bilancio. È un provvedimento assolutamente indispensabile per regolare e disciplinare le ultime questioni relative al bilancio del 2003, si tratta di allocare anche delle risorse che sono state reperite nel corso dell'estate del 2003 e, conseguentemente, questo è un provvedimento molto importante, tra l'altro è propedeutico anche per la stesura della manovra finanziaria del 2004. Pertanto invoco l'approvazione da parte dell'Aula con la massima celerità possibile.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Dichiaro di esprimere il voto favorevole sul disegno di legge di assestamento anche e soprattutto per l'urgenza che il provvedimento riveste in relazione ad interventi che devono necessariamente essere fatti, e che non riguardano solamente (ma mi soffermerò anche su quelli) interventi di finanziamento e di sostegno di nuove spese, ma soprattutto, così come è stato poc'anzi ricordato dall'Assessore della programmazione, dal Presidente Masala, perché con questo provvedimento si pongono questioni rilevanti ai fini della predisposizione della legge finanziaria del 2004.

È un provvedimento molto atteso perché attraverso esso si interviene dando una risposta, che può essere considerata quasi definitiva, nel settore della sanità perché è previsto l'intervento della Regione per la copertura dell'intero disavanzo del 2002, per quanto attiene la sanità in Sardegna con uno stanziamento importante di 190 milioni di euro; fatto questo rilevante non solo per l'entità della somma, ma soprattutto perché questa misura deve necessariamente essere approvata entro il 31/12 di quest'anno, pena la perdita dei fondi che derivano dalla compartecipazione statale a valere sul fondo sanitario nazionale, pari ad altri ulteriori settanta milioni di Euro. Quindi per quanto riguarda la sanità, e noi tutti sappiamo quale è il momento di grave disagio che soffrono le strutture e gli operatori del settore, soprattutto con riferimento agli operatori convenzionati con il sistema sanitario regionale, che vedono arretrate le loro spettanze per un periodo che oggi vale e si può quantificare intorno ai dieci mesi di mensilità. Ne soffre tutto il settore e non solo la sanità che comunque viene assicurata con grande spirito e senso di responsabilità da parte degli operatori, ma soprattutto ne soffre tutto il sistema ad esso correlato che è rappresentato in primissimo piano, non dimentichiamolo, da tutti i dipendenti ed i lavoratori che in quel settore sono impiegati, ma accanto ad essi altrettanto importante è anche l'aspetto del pagamento delle forniture a coloro i quali, lavorando a contatto e nel settore della sanità, anch'essi vedono le loro spettanze non versate da periodi immemorabili.

Il provvedimento è altrettanto importante per ciò che attiene gli interventi nel settore delle opere pubbliche, ricordiamo tutti così, come ho detto anche stamane nel corso della relazione al provvedimento, che con questa legge si recuperano tutti gli stanziamenti che erano stati inseriti nella legge finanziaria 2003 e che poi, per un voto sfavorevole dell'Aula, erano stati cancellati. Questi interventi sono indispensabili, questo è il momento attraverso il quale si può recuperare gli interventi stessi, pensare o ritenere che ciò non debba avvenire in questo momento ma possa essere rilasciato ad un momento "più alto" quale può essere quello rappresentato dalla legge finanziaria 2004, significherebbe aggiungere ulteriori ritardi ai ritardi che già onestamente ci sono, bisogna ammetterlo, e pertanto, anche sotto questo aspetto, il disegno di legge è assolutamente necessario e quindi per quanto mi riguarda ho già annunciato il mio voto, ma ritengo e credo di poter sollecitare l'attenzione dell'Aula perché questa sensibilità sia presente in ciascuna parte politica e, al di là delle divisioni e delle schermaglie che possono nascere in relazione alle diverse impostazioni che ciascuna parte politica ha, penso che al di là di questo aspetto la utilità e la indispensabilità del provvedimento possa far superare questi aspetti, anche perché, e completo il pensiero, mentre sulle singole poste laddove non fossero condivise, il successivo dibattito, che si articolerà nel momento in cui si entrerà nell'esame degli articoli e degli emendamenti, può giustamente, come è sempre avvenuto, registrare le diverse posizioni tra le diverse parti politiche. Quindi mi auguro, e chiedo vivamente all'Aula, di votare il passaggio agli articoli e di riservare le rispettive forze per ciò che riguarda l'esame nel merito del provvedimento che certamente nella sua complessità non può che ritrovare - questo è già stato sottolineato anche nella relazione - e confermare quel senso di responsabilità che è emerso in Commissione Terza in sede istruttoria del provvedimento da parte delle opposizioni. Quindi nel ribadire il mio voto favorevole al passaggio agli articoli del disegno di legge 475 raccomando ai colleghi di avere altrettanta sensibilità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Signor Presidente, il collega Balletto, sulla base di un copione noto, ci richiama al senso di responsabilità solo per quanto riguarda gli aspetti ovviamente utilitaristici che alcune iniziative legislative hanno avuto in questi anni. La nostra opinione è diametralmente opposta nel senso che il documento all'esame, impropriamente chiamato dai colleghi assestamento, ma in effetti correttamente indicato come variazione al bilancio, non è un assestamento, è un modo di prolungare una disponibilità finanziaria, tra l'altro incomprensibile essendo oggi il 10 di dicembre ed avviandoci alla conclusione dell'esercizio finanziario e dovendo semmai verificare e valutare in che modo queste proposte possano essere incardinate all'interno di un documento di programmazione economica e finanziaria di cui ancora non si è parlato, capire per quale motivo alcuni programmi di spesa trovano una significativa appendice all'interno del 2004 che rappresenterebbe un'altra competenza e per quali motivi questo provvedimento si incardina su un presupposto pericolosissimo che vorrei venga registrato anche dagli uffici, quando all'articolo 3 si intenderebbe accertare, ad una data che deve ancora venire e quindi non a quella di oggi, l'economia degli impegni assunti, dimenticando che gli impegni rappresentano una obbligazione giuridica e quando sono assunti hanno un vincolo, creano un vincolo ed un impegno giuridico a carico della Regione.

Nulla da dire sull'accertamento in economia dei residui di stanziamento ma consenta Presidente, su queste questioni tentare di dare uno strasvolgimento alla legge poi compensandolo col comma 2 secondo una procedura surrettizia ci sembra un modo di interpretare in maniera utilitaristica la norma. Per il resto credo che sia la prova di un documento di ritardo, di inadempienza della programmazione regionale nel corso del 2003 e che intende produrre gli effetti ben oltre quello che è il consueto esercizio finanziario da parte della Regione.

Noi avremmo voluto discutere del documento di programmazione economica, capire quali erano i paletti della cosiddetta o ipotetica strategia della maggioranza invece che registrare a fine anno un provvedimento di questo genere che, seppur pregevole in alcune parti relative ad alcune emergenze, non trova nessun tipo di giustificazione dal punto di vista della strategia complessiva che ripercorre nella parte che riguarda il capitolo dei lavori pubblici e nella parte che riguarda le disposizioni varie una serie di norme debitamente bocciate dal Consiglio nel corso della finanziaria e che rientrano, a pieno titolo, a fine anno per essere rifinanziate dopo che avevano avuto una valutazione assolutamente negativa e spesse volte controversa da parte del Consiglio. È per questo che il nostro voto sarà contrario e poi ci riserveremo pezzo per pezzo di andare a verificare i contenuti di merito di questo provvedimento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Poche considerazioni che possono essere contenute anche nei tempi di una dichiarazione di voto sul passaggio agli articoli, perché questo provvedimento davvero non merita di più, neppure tanta attenzione, confronto in sede di discussione generale. È un provvedimento senza storia, quasi non un atto dovuto, ma quasi una disgrazia ineliminabile contro cui non si può fare nulla perché è chiaro ed evidente che la Regione ormai, potendo derogare a tutto, anche alle sue leggi, prorogando interim che non può prorogare, per fortuna almeno ad una cosa non può derogare: al calendario. Se potesse questa maggioranza, questo Consiglio, tenterebbe questa Giunta di derogare anche il calendario; quello non si può. Siamo a fine anno, e quindi anche a fine esercizio finanziario, e il Consiglio è impegnato nell'assestamento di bilancio, un atto che per sua natura non ci sta a fare nulla a fine anno, un atto che per sua natura ha senso e le leggi lo prevedono a metà, nel corso, nel corpo dell'esercizio finanziario, perché devono determinarsi quegli adattamenti, o per nuove entrate o per nuove indispensabili esigenze che si rappresentino, per un buon andamento della spesa pubblica. Invece questa cosa fatta a fine anno senza assestamento, quello ordinario e quello fisiologico, è costituito da tutta una serie di tamponi che si cerca di mettere disordinatamente un po' da tutte le parti. Tutto questo - noi l'abbiamo detto tante volte nel corso di questa legislatura - non è casuale, tutto questo è voluto. La destra ha inaugurato in questa legislatura, e noi l'abbiamo denunciato fin dal primo anno, una vera e propria strategia del disordine amministrativo e contabile, una strategia del disordine attraverso la quale ha potuto godere del privilegio del controllo attenuato, perché è chiaro che tutto sempre corre sul precipizio, è chiaro che se non è così si perde tutto, è chiaro che se non è così non si pagano i dipendenti o delle cliniche o degli ospedali privati in una situazione o altri dipendenti che pure hanno maturato i loro diritti in altre circostanze e così, di emergenza in emergenza, tutto procede a ruota di collo senza sufficiente non dico programmazione, ma neppure senza sufficiente giudizio, equilibrio nel gestire la spesa pubblica.

Dice il relatore Balletto: "Bisogna superare la perniciosa cultura dello stanziamento" Bella parola, ma che bella che è! Ma è più bella di tutte le cose belle del mondo superare la perniciosa cultura dello stanziamento, ma voi cosa state facendo? State ristanziando quello che era già stanziato. Non mi dirà che in questo provvedimento che lei presenta c'è un qualche superamento della perniciosa sotto cultura dello stanziamento? State ristanziando, state riperniciando quello che era già pernicioso. Poi ci si può anche riempire la bocca di tante belle espressioni tratte dai trattati che si occupano di questa materia, di risanamento dei bilanci pubblici, ma rimangono parole al vento perché non c'è nulla in concreto nella vostra politica che consegua alle dichiarazioni verbose che ripetete stancamente.

Dove è la cultura del progetto in questo provvedimento rispetto alla cultura dello stanziamento? Quale progetto? Avete impegnato il Consiglio regionale un mese fa in alcune sedute faticose peraltro ed affannose, perché bisognava stanziare fondi in materia di sanità, perché sennò non si pagavano i dipendenti delle cliniche private, ci avete ordito...

PRESIDENTE. Prego arrivi alla conclusione onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Ci avete ordito conferenze stampa, dichiarazioni, grandi proclami in favore dei dipendenti delle cliniche private e pure dei proprietari delle cliniche private, che siano diritti anche quelli sono diritti che debbono essere anche tenuti in debito conto, non era vero niente. Non serviva a nulla, come qualcuno di noi aveva detto, e infatti adesso riproponete la stessa tiritera in nome della cultura del progetto e contro la perniciosa sotto cultura dello stanziamento. Insomma così è e così rimane, è un pasticcio tutta questa cosa, si prenda per quello che è, anzi prendetevelo voi per quello che è, noi dovremmo essere qui oggi a discutere per approvare il bilancio preventivo 2004 che invece non è neanche arrivato al Consiglio! Dovreste vergognarvi non solo di quello che dite, ma anche di quello che pensate in materia di politica finanziaria e di gestione delle risorse pubbliche della Regione.

Se è consentito, Presidente, vorrei anche avanzare una domanda semplice di poter usufruire di non più di cinque minuti prima del passaggio al voto come usualmente si fa, o meglio quando serve si chiede e usualmente si concede, cinque minuti non di più per un coordinamento di alcuni emendamenti, perché avendo avuto molti emendamenti depositati avremo bisogno di alcuni minuti per un coordinamento preventivo al passaggio agli articoli.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita - D.L.). Probabilmente il senso di rassegnazione del Consiglio testimonia da un lato l'impotenza di quest'Aula ad arginare la deriva alla quale sta andando la Giunta e la stessa Assemblea, ma testimonia forse ancora di più... aspetto che finisca il Presidente. Mi avverte quando finisce?

PRESIDENTE. Presidente Masala, i consiglieri le chiedono la cortesia di ascoltarli.

SELIS (La Margherita - D.L.). Non c'è fretta. Giustamente il collega Gian Valerio Sanna diceva: "Ma con quattro assessorati più la presidenza è chiaro che deve farsi in quattro, quindi con un orecchio sente, con l'altro telefonata e con l'altro eccetera..." Umanamente il Presidente Masala ha tutta la nostra comprensione perché si è sovraccaricato di un compito (Assessore Amadu non disturbi, già è sovraccaricato di lavoro non si metta anche lei), il senso di rassegnazione di quest'Aula è il segno che questo Consiglio, questa Giunta è alla deriva e nessuno può farci nulla e che questo Consiglio è già morto praticamente, quindi stiamo andando avanti a fare quello che è possibile e facendo in questa situazione anche le cose peggiori.

I colleghi hanno sottolineato come questo documento, io lo ribadisco, è il senso istituzionalizzato, il documento formale che certificata il fallimento di questa Giunta, di questa maggioranza e di questa legislatura, perché? Perché a fine anno noi avremmo già dovuto approvare il bilancio. Una sana amministrazione approva il bilancio per consentire all'amministrazione, nell'esercizio immediatamente successivo che si apre, di adempiere, di fare i programmi, di mettere mano alla spesa. Ma come è possibile che in cinque anni in questa legislatura non sia stato fatto un bilancio in termini, uno. La tanta vituperata scorsa legislatura che voi avete tanto aspramente criticato ha almeno fatto questo miracolo, qualche volta ha fatto il bilancio in termini, almeno a fine legislatura ha dimostrato un senso di responsabilità ed uno sforzo per migliorare la gestione. Voi alla fine della legislatura state dimostrando di essere assolutamente incapaci di questo. Ma mi spiega il Presidente Masala, la Giunta, perché non ci presenta il bilancio? Perché non ci ha fatto approvare in questi giorni il bilancio, magari facendo anche gran parte di queste manovre e completando queste manovre. Perché questo bilancio, questo assestamento, comunque vada, in questo esercizio non si può più spendere, ed è inutile, questa volta staremo attenti anche alla forma dei decreti di impegno in gran parte irregolari delle scorse legislature, per dimostrare che quanto state facendo è al di fuori di ogni logica, di ogni regola, di ogni legittimità, di ogni principio di buona amministrazione. Non c'è il bilancio, ma non c'è neppure il documento di programmazione economica, significa che la Giunta non ha una linea di programmazione, non ha una linea di bilancio, non c'è uno stato di attuazione della spesa. Al di là delle parole del collega Balletto questo significa che siamo alla deriva dal punto di vista dell'amministrazione, non c'è una verifica degli obiettivi, non c'è un minimo di riforma della legislazione di spesa, non c'è nulla. C'è il senso certificato del vostro fallimento, della vostra impotenza, della vostra confusione di idee, e qui dentro - questo documento lo dimostra - c'è la certificazione vivente di questa vostra incapacità e di questo vostro fallimento.

Articolo per articolo lo vedremo, ma è inutile parlarne perché siete sordi a questo, perché dimostrate di essere interessati solamente alle vostre beghe, allo scambio di poltrone - di cui il collega Corona magari sta trattando in questo momento, se si sposta fa il suo dovere -, e lo state facendo sulla pelle dei sardi, sulla pelle dello stesso Consiglio regionale. Non sono parole forti, sono l'amarezza di chi vorrebbe con voi confrontarsi sui problemi, ma voi non avete neppure idea di che cosa è affrontare i problemi, avete l'esigenza solamente di chiudere alcuni scambi, alcune botteghe aperte e questo certifica quanto sto dicendo. Lo dico con grande amarezza, con grande senso di sfiducia non solo nella vostra incapacità di governare, ma anche nella capacità di questo Consiglio di reagire.

Quanto abbiamo vissuto ieri e oggi in quest'Aula sulla proroga è completato da questo vergognoso progetto di proroga e di assestamento di bilancio e da questo vergognoso vuoto di programmazione e di amministrazione, di cui siete interamente colpevoli.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIANA (U.D.C.). Signor Presidente, proprio in merito anche all'ultimo intervento del collega Selis, che molte volte si lascia prendere un po' la mano nel criticare, nell'essere un po' cattivello. Io, contrariamente a quanto afferma il collega Selis, dico che il provvedimento di assestamento di bilancio, andando a guardarmi proprio stamattina un po' tutte le Regioni cosa fanno in sede di assestamento di bilancio, credo che il 90 per cento delle Regioni stiano approvando o hanno approvato il mese scorso i disegni di legge o le leggi di assestamento e bilancio, quindi non siamo assolutamente in ritardo, come si vorrebbe credere.

L'assestamento di bilancio, lo dice la stessa parola, è un assestamento che fatti i conti, a fine anno, se ci sono economie si rimpegnano, quindi va fatto appunto a fine anno, quindi non c'è nulla di scandaloso su questo. Tra l'altro, poi, in Consiglio regionale c'erano stati degli incidenti - diciamolo pure - di voto a voto segreto, chiesto anche dalla parte vostra, abbondantemente usato dal centrosinistra il voto segreto, e aveva un po' tagliato diversi, alcuni, molti finanziamenti riguardanti i lavori pubblici, vi ricordate tutti quanti. In sede di assestamento indubbiamente ci sono diversi capitoli che vengono rifinanziati, recuperati su quello che in sede di finanziaria e di approvazione del bilancio 2003 erano stati ingiustamente, io dico, bocciati.

Questo assestamento di bilancio era largamente atteso da tutte le attività produttive, dal rifinanziamento di alcune leggi, dagli avanzi che abbiamo sullo stesso bilancio. Voglio ricordare in modo particolare, perché buona parte degli impegni riguarda la sanità, dove questo Consiglio regionale, con un provvedimento approvato il mese scorso e con il provvedimento all'interno del capitolo della sanità approvato, mi auguro che si approvi oggi, domani o nei prossimi giorni, diamo veramente un contributo grossissimo alla soluzione dei disavanzi della sanità, che non derivano solamente dagli ultimi anni, ma sicuramente andiamo ad anni anche pregressi.

FADDA (La Margherita-D.L.). Questi sì, dillo all'Assessore. Se non lo sai non dirlo!

PIANA (U.D.C.). Poi indubbiamente abbiamo il rifinanziamento, ad esempio, di quanto riguarda la legge 215, c'è un capitolo dove nella finanziaria il cofinanziamento della parte statale era zero, quindi su questo assestamento sulla 215, sull'imprenditoria femminile, che è un capitolo molto importante, ci sarà e c'è una integrazione.

Una delle cose che sta a cuore a me, invece, è il finanziamento, il reintegro finalmente, dopo che i rettori di Sassari e di Cagliari, dopo averli uditi nella mia Commissione, di cui io sono Presidente, e nella Commissione bilancio, ci eravamo impegnati un po' tutti a integrare quel fondo per le università, quel fondo globale, che, ahimè, purtroppo, nel 2003 era stato abbondantemente decurtato di circa un milione di euro rispetto all'anno precedente, e in modo particolare vanno a soffrire le sedi gemmate delle università, e i rettori proprio in questi giorni hanno fatto recapitare un documento alla Commissione pubblica istruzione che veramente metteva in evidenza questo.

Abbiamo anche, poi, interventi sulle barriere architettoniche, interventi sui cassintegrati, integrazioni sulle scuole materne non statali, sulla legge 31 sul diritto allo studio, l'utilizzo del lavoro interinale in molti Assessorati, che è un mezzo efficace per dare risposte alle emergenze, abbiamo poi la proroga anche per quanto riguarda il settore agricoltura di quelli che sono i fondi non spesi derivanti dai POP 94-99 nell'agricoltura.

Io annuncio il voto favorevole mio e del nostro Gruppo, in modo particolare su un disegno di legge di assestamento che era atteso e doveroso e quindi ci auguriamo di approvare in tempi brevissimi. Quindi annunciamo il nostro voto favorevole.

PRESIDENTE. Se non vi sono altre dichiarazioni di voto, così come è corretto che sia, l'onorevole Cogodi ha chiesto qualche minuto di sospensione per coordinare la presentazione di alcuni emendamenti, io sarei per sospendere per una decina di minuti, però voglio ricordare ai colleghi che subito dopo il passaggio agli articoli gli uffici hanno bisogno di un po' di tempo per sistemare tutti gli emendamenti che sono stati presentati, per cui dovremo interrompere di nuovo i lavori. Interrompiamo adesso per dieci minuti, poi riprendiamo, votiamo il passaggio agli articoli e poi sospendiamo di nuovo. La seduta è sospesa per dieci minuti.

(La seduta sospesa alle ore 17 e 23, viene ripresa alle ore 17 e 37.)

PRESIDENTE. Colleghi, suppongo che gli emendamenti che dovevano essere presentati siano stati presentati. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto elettronico palese, pertanto i colleghi prendano posto perché sto per aprire la votazione.

FADDA (La Margherita-D.L.). Le dichiarazioni di voto eventualmente.

PRESIDENTE. No, sono già fatte, le dichiarazioni di voto sono chiuse.

FADDA (La Margherita-D.L.). No, non ha capito. Sommiamo quelli che hanno fatto le dichiarazioni di voto più quelli che mancano.

PRESIDENTE. Non ho capito, onorevole Fadda!

FADDA (La Margherita-D.L.). Noi dobbiamo dire chi vota, giusto?

PRESIDENTE. No. Io adesso chiederò che sette persone si alzino per appoggiare la sua richiesta. Chi appoggia la richiesta dell'onorevole Fadda?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri DORE, SELIS, COGODI, Emanuele SANNA, BALIA, SCANO, DETTORI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

Gli onorevoli Emanuele Sanna, Scano, Dettori e Balia hanno votato contro. (e COGODI?)

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO -LOMBARDO - MANCA - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - TUNIS - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - DETTORI - DORE - FADDA - GIAGU - GRANELLA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PINNA - PIRISI - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Si sono astenuti: il presidente SERRENTI - PUSCEDDU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 61

votanti 59

astenuti 2

maggioranza 30

favorevoli 39

contrari 20

(Il Consiglio approva)

Come avevo preannunciato, colleghi, gli uffici avranno bisogno di almeno un quarto d'ora. Pertanto sospendiamo i lavori per un quarto d'ora, suppongo, gli uffici mi diranno se sono pronti, riprendiamo tra un quarto d'ora, altrimenti avremo pazienza qualche minuto ancora. I lavori del Consiglio sono sospesi per quindici minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 44, viene ripresa alle ore 18 e 18.)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Grazie, Presidente. Visto e considerato il consistente numero di emendamenti che sono stati presentati, credo sia opportuno un breve passaggio in Commissione per l'espressione del parere, perché se così non fosse il Presidente relatore non può fare altro che rimettersi all'Aula, ma non credo che questo sia opportuno.

C'è necessità di un passaggio in Commissione anche per sapere qual è il parere della Giunta sugli emendamenti che sono stati presentati da parte dei consiglieri. Quindi, se l'Aula è d'accordo, credo che sia opportuno un breve passaggio in Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, io sono d'accordo con l'onorevole Balletto, stante anche la quantità di emendamenti che sono stati presentati. Per cui io proporrei di sospendere la seduta del Consiglio per consentirci di vedere gli emendamenti e di fare Commissione domani mattina, anche alle ore 9, per fare il passaggio in Commissione che l'onorevole Balletto propone. Se questa è la strada, il percorso, proporrei di metterlo ai voti per scrutinio elettronico.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, va bene?

FADDA (La Margherita-D.L.). Sì.

PRESIDENTE. La richiesta è appoggiata da otto consiglieri, ad abundantiam.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di sospensione per consentire un passaggio in Commissione, quindi la ripresa dei lavori domani mattina.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CASSANO - CONTU - CORONA - DEMURU -DIANA - FADDA - FLORIS - FOIS - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MASALA -MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - VARGIU - VASSALLO.

Risponde no il consigliere: MASIA.

Si sono astenuti: il presidente SERRENTI - COGODI.

COGODI (R.C.). Io devo votare, però quando uno chiede la parola, io non so come dire e a chi mi devo rivolgere perché qualcuno guardi. Non so come fare.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, le chiedo scusa, la colpa è la mia, non l'ha visto nessuno. Non l'ho visto io, ma non l'ha visto nessuno, però le chiedo scusa.

COGODI (R.C.). Le garantisco che chi non vede è perché non guarda.

Risultato della votazione

PRESIDENTE . Proclamo il risultato della votazione:

presenti 55

votanti 53

astenuti 2

maggioranza 27

favorevoli 52

contrari 1

(Il Consiglio approva)

I lavori del Consiglio riprenderanno domani mattina alle ore 11. La Commissione è convocata per le ore 9.

La seduta è tolta alle ore 18 e 15.