Seduta n.131 del 13/03/2001
CxXXI SEDUTA
(ANTIMERIDIANA)
Martedì 13 marzo 2001
Presidenza del Presidente SERRENTI
indi
del Vicepresidente CARLONI
La seduta è aperta alle ore 10 e 36.
RANDAZZO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 7 marzo 2001, che è approvato.
Congedo
Presidente. Comunico all'Aula che il consigliere regionale Mauro Pili ha chiesto di poter usufruire di due giorni di congedo a far data dal 13 marzo 2001, per motivi inerenti alla sua attività politica. Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 141/A. Ricordo che stiamo discutendo i primi 19 commi dell'articolo 1. Abbiamo già approvato i primi cinque commi e gli emendamenti numero 317, 335, 381, 29 e 101. Il numero 353 è decaduto a seguito dell'approvazione del numero 29. Dopo l'approvazione dei restanti commi dell'articolo 1 verrà messo in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 153.
Dobbiamo ora votare il comma 6, la cui discussione si è già conclusa.
Metto in votazione il comma 6. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione il comma 7. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Il comma 8 è già stato approvato. Metto in votazione il comma 9. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione il comma 10. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione il comma 11. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Il comma 12 è stato sostituito dall'emendamento numero 101. Metto quindi in votazione il comma 13. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Su che cosa vuole intervenire onorevole Ortu?
ortu (r.c.). Presidente, io avevo chiesto di parlare per dichiarazione di voto sul comma 13.
Presidente. Io aspettavo che venissero...
ortu (r.c.). No, lei non aspettava. Abbiamo aspettato noi tutta la mattina, Presidente!
Presidente. Mi faccia parlare, non incominci, abbia pazienza!
ortu (r.c.). Abbiamo aspettato noi tutta la mattina, per la verità, e lei non aspettava affatto.
Presidente. Senta, i lavori in quest'aula li conduco io, non lei, quando sarà Presidente li condurrà lei.
ortu (r.c.). Presidente, lei può alzare la voce quanto vuole, però non può togliere il diritto a un consigliere di fare una dichiarazione di voto.
Presidente. Onorevole Ortu, non le sto togliendo la parola. Mi fa dire però quello che penso? Dicevo che aspettavo che venissero gli altri consiglieri perché ho alcune comunicazioni da fare ai colleghi del Consiglio sull'applicazione del Regolamento. Una di queste riguarda proprio le dichiarazioni di voto. Aspettiamo due minuti che arrivino gli altri.
ortu (r.c.). E' singolare l'atteggiamento assunto da lei, Presidente, questa mattina: fa le comunicazioni dopo che ha messo in votazione metà dei 19 commi in discussione, invece ieri ha aspetto 10 minuti per procedere alla prima votazione.
Presidente. Colleghi, scusate, il Presidente del Consiglio deve applicare il Regolamento, a tutela di tutti. C'è da una parte il sacrosanto diritto dell'opposizione, che si appella alla tutela stabilita dal Regolamento, ma c'è anche da tutelare l'esigenza di arrivare comunque in porto, cioè di terminare l'esame dei disegni di legge che sono in discussione.
Ieri si è un po' derogato al Regolamento, in virtù di un accordo politico, che io stesso ho auspicato perché avrebbe agevolato di molto i lavori dell'Aula, che tuttavia non è stato raggiunto, non è arrivato a sostanziarsi. Non so se tra ieri e oggi ci siano state altre interlocuzioni, non entro nel merito di queste contrattazioni, devo applicare il Regolamento. Sull'argomento stamattina ho sentito anche gli Uffici, pertanto vi dirò come intendo applicare il Regolamento. Dico intendo, perché lo applicherò in questo modo, senza deroghe.
Votazione per parti: il Regolamento dice che le votazioni per parti sono sempre ammesse, a patto che le parti che si chiede di votare separatamente abbiano senso compiuto dal punto di vista normativo. Voi comprendete che in caso contrario chiunque, e io di questo mi devo far carico, potrebbe chiedere di votare parti minuscole, anche singoli periodi senza senso, mettendo in atto un'attività ostruzionistica che non ci consentirebbe di arrivare alla fine dei lavori. Pertanto, la votazione per parti è ammessa solo quando le parti votate separatamente...
Onorevole Selis, io aspettavo lei per fare questa comunicazione, lei che è stato Presidente del Consiglio mi darà ragione...
SANNA SALVATORE (D.S.). Ma non lo ha aspettato per mettere in votazione i commi appena approvati!
Presidente. Il Consiglio era convocato per le ore 10, onorevole Sanna. Onorevole Selis, mi rivolgo a lei ma in realtà ciò che affermo vale per tutti: la richiesta di votazione per parti si accetta solo quando la parte di cui si chiede la votazione separata ha senso normativo compiuto. Detto questo, per ciò che riguarda le dichiarazioni di voto esse non possono essere fatte per ogni votazione. La dichiarazione va fatta per i blocchi di commi nei quali abbiamo suddiviso i singoli articoli., Io applicherò il Regolamento in questo modo: consentirò dichiarazioni di voto complessive per blocchi di commi, poi si voterà per parti, se verrà richiesto, e la medesima regola varrà per gli emendamenti. Io non posso consentire che venga fatta una dichiarazione di voto per ogni singola votazione. Il fatto che si voti per parti è ininfluente a questo fine, la dichiarazione di voto va fatta sul complesso di commi ed emendamenti. Non intendo aprire su questo un dibattito.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Lei sino alle 10.30 non ha aperto la seduta. Questo non è un albergo, io sono presente dalle 10.00 e sino alle 10.30 lei non ha aperto la seduta.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, anche io ero qua alle 10, lei lo sa bene.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). No, io ero qua.
PRESIDENTE. Anche io ero qui. L'ho vista.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Il suo dovere era stare lì ed aprire la seduta e invece l'ha aperta in ritardo, e per giunta procedendo subito alle votazioni.
Presidente. L'onorevole Ortu non ha potuto fare la dichiarazione di voto. Onorevole Ortu io le do la parola per dichiarazione di voto sui primi 19 commi.
Ha facoltà di parlare il consigliere Ortu per dichiarazione di voto.
ortu (r.c.). Presidente, lei è davvero singolare nel condurre questa Assemblea. Intanto mi concede la parola per dichiarazione di voto, le dichiarazioni di voto, se accettassimo la sua tesi, sono state svolte sul primo comma da tutti e quindi non potrebbero essere ripetute.
In secondo luogo ieri è stato impostato un metodo e si dovrà pure rispettare un criterio di continuità nella conduzione di questa Assemblea. E` stato impostato un metodo da lei, perché ha consentito non solo la votazione separata del primo e del secondo comma ma anche singole dichiarazioni di voto. Ha ceduto poi la Presidenza all'onorevole Spissu che ha continuato sulla falsariga della sua impostazione; adesso lei, a metà della discussione del pacchetto dei primi 19 commi, vuole cambiare il metodo di lavoro, e quindi di votazione dell'articolato. Questo atteggiamento ha dell'incredibile anche perché lo si vuole motivare con l'esigenza di consentire all'Assemblea di approvare comunque in tempi rapidi l'articolato, non tenendo conto del fatto che stamattina abbiamo perso 40 minuti che ci avrebbero consentito di discutere in modo serio l'articolato, di fare le dichiarazioni di voto ed anche di andare avanti, tentando di ragionare sul merito delle questioni che sono state poste. Presidente, da questo punto di vista forse questa volta occorre davvero che sia riunita la Conferenza dei Presidenti del Consiglio, in pratica che lei e i suoi Vicepresidenti raggiungiate un accordo su come intendete condurre i lavori di quest'Aula, in modo tale da poter discutere seriamente senza violare i diritti di nessuno e tanto meno quelli dei consiglieri.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis sul Regolamento. Ne ha facoltà.
Selis (Popolari-p.s.). Presidente, lei prima chiedeva se tra ieri e oggi ci fossero state riflessioni, contatti eccetera; è una domanda legittima. Credo che ognuno di noi, la maggioranza, la Giunta e l'opposizione, si stia interrogando su come portare in porto la manovra finanziaria, perché questo è l'obiettivo, avendo però le condizioni e gli spazi temporali per rispettare un calendario di lavori e di tempi che stiamo cercando di mettere a punto, perché solo questo è l'oggetto dell'interlocuzione formale, senza mortificare le esigenze della Giunta, quelle della maggioranza, né quelle delle opposizioni di manifestare le proprie opinioni. Credo che dobbiamo fare tutti, nella giornata di oggi soprattutto, che forse è abbastanza critica, uno sforzo di comprensione, perché si possa raggiungere un accordo complessivo definendo un programma dei lavori sulla base del quale, concordare anche un ordine temporale.
Detto questo, sul problema da lei sollevato vorrei precisare che il comma 4 dell'articolo 85 del Regolamento dice: "E` sempre ammessa la votazione per parti separate". Ha ragione il Presidente del Consiglio quando afferma che le parti separate devono essere dotate di senso, ci mancherebbe altro! Il Consiglio deve deliberare norme dotate di senso; un comma di una legge deve essere per definizione dotato di senso. L'articolo 95 del Regolamento recita: "I consiglieri prima di ogni votazione" - quindi ribadisco che è ammessa la votazione per parti e i consiglieri prima di ogni votazione, non di ogni votazione di articolo, ma di ogni votazione - "possono dichiarare di astenersi o dare una succinta spiegazione del proprio voto per un tempo non superiore ai 5 minuti". Queste due disposizioni: "E' ammessa la votazione per parti", e "I consiglieri prima di ogni votazione" - e non di ogni votazione di articolo -" possono fare una dichiarazione di voto" contrastano con l'interpretazione da lei data. Per il resto, lei ieri si poneva il problema di tornare alla sua proposta originale, questo lo decida lei nella sua funzione di interprete del Regolamento. Quello che a noi sembra certo è che si può sempre votare per parti, concordiamo con lei che le parti poste in votazione devono avere senso compiuto, e che prima di ogni votazione, si può chiedere di fare una breve dichiarazione di voto.
Vorrei inoltre rilevare, non per aprire una discussione, che ieri, credo giustamente, il Presidente del Consiglio ha posticipato la prima votazione di 10 minuti nel rispetto del terzo comma dell'articolo 91 del Regolamento; a me sembra che oggi questa norma non sia stata fatta rispettare, che la prima votazione sia stata espletata subito dopo l'apertura, prima che trascorressero i 10 minuti prescritti. E' una mia impressione, gli uffici possono certificare se questo è vero o no, e se fosse vero non chiederemmo neanche di votare nuovamente i commi già votati, però diamoci delle regole e rispettiamole, in altre parole troviamo il modo di abbassare il livello del conflitto e delle tensioni nel rispetto delle prerogative di tutti, anche di quelle dell'opposizione, e cerchiamo di agevolare il programma dei lavori che stiamo tentando, faticosamente, di definire assieme; all'interno di questo programma di lavori però, consentiamo a tutti di esprimere le proprie opinioni, ed è per questo che ho richiamato gli articoli 84 e 95 la cui interpretazione mi pare, sia per la lettera sia per la prassi, inconfutabile.
Presidente. Onorevole Selis, il Regolamento prevede che si attendano 10 minuti in caso di votazione con il sistema elettronico, questa mattina nessuno ha chiesto la votazione elettronica; noi abbiamo cominciato i lavori dopo aver fatto tutto ciò che il Regolamento prescrive, successivamente sono andato avanti, ho semplicemente fatto ciò che dovevo fare. Nessuno ha chiesto la votazione elettronica pertanto non c'era da attendere 10 minuti, si doveva procedere. Detto questo onorevole Selis...
SELIS (Popolari-P.S.). Potete leggere il terzo comma dell'articolo 91? Non parla di votazione elettronica, parla di votazione. Non ne facciamo una questione, andiamo avanti, però…
Presidente. Quell'articolo si è applicato sempre e solo in caso di votazione elettronica per dare il tempo ai colleghi di prendere la tessera magnetica, per le altre votazioni non si è mai aspettato. Però, onorevole Selis, la ringrazio per il senso che lei ha dato al suo intervento perché anch'io ho il suo stesso obiettivo, anch'io vorrei arrivare a concludere l'esame della manovra finanziaria nel massimo rispetto delle prerogative di tutti, del singolo consigliere, dell'opposizione, della maggioranza, ma anche dell'esigenza, che non può essere messa in secondo piano, di arrivare, comunque, alla conclusione.
Onorevole Selis, lei capisce, se sono poste in essere pratiche tali che non ci consentono di andare avanti, io non posso essere d'accordo con nessuno e devo per forza cercare di andare avanti applicando il Regolamento. Il Regolamento contiene alcune norme che io applico.
Quanto ai problemi da lei sollevati, gli uffici hanno fatto una ricerca sulla prassi seguita anche alla Camera per ciò che riguarda le dichiarazioni di voto. Le dichiarazioni di voto vengono ammesse sul complesso di articolo e relativi emendamenti e poi si vota a raffica.
SANNA Salvatore (D.S.). Il Regolamento della Camera è diverso!
Presidente. Senta, il Presidente ha il dovere di interpretare il Regolamento, e per fare questo viene aiutato dagli uffici; ciò che ho appena detto è ciò che sostengono anche gli uffici.
SANNA Salvatore (D.S.). C'è un Presidente diverso alla Camera!
Presidente. Lo so, ci sono anche deputati diversi, Ministri diversi.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini, sul Regolamento suppongo. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Perché non mi dà la parola?
Presidente. Mi dicono i segretari che l'ha chiesta prima l'onorevole Cugini.
COGODI (R.C.). Io ho chiesto la parola per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Non le posso dare la parola per dichiarazione di voto. Ma le darò la parola.
cogodi (r.c.). Lei può fare quello che vuole, per me va bene che parli prima l'onorevole Cugini però la invito per la millesima volta a farsi coadiuvare da tre segretari che guardino anche da questa parte.
Presidente. Un segretario dell'opposizione si avvicini al banco della presidenza, per cortesia. I segretari mi dicono che ha chiesto prima l'onorevole Cugini.
Cugini (d.s.). Il collega Selis ha citato due articoli per spiegare le motivazioni della non accettazione del metodo che lei intende adottare, però io prendo atto che lei questa mattina ha proposto un metodo diverso da quello che avevamo adottato sino a ieri, ne prendo atto. Ne consegue che l'accordo che avevamo raggiunto non c'è più perché il Presidente Serrenti propone un metodo, richiamandosi al Regolamento, che è diverso da quello che abbiamo adottato sino ad ora.
E' chiaro che il Presidente Serrenti può, richiamando il Regolamento, dirigere i lavori dell'Assemblea tenendo conto di quanto il Regolamento prescrive; se invece l'iniziativa del Presidente Serrenti, dovesse essere improntata all'idea, che è circolata in aula, secondo la quale l'Aula sarebbe sovrana nell'interpretare il Regolamento, ciò incontrerebbe la nostra ferma opposizione! Presidente Serrenti, l'Aula è sovrana nell'adottare decisioni nelle materie di sua competenza, non può adottare decisioni in deroga al Regolamento. L'Aula non può disapplicare il Regolamento. Siamo d'accordo su questo? Questo lo dico per i colleghi della maggioranza che ieri hanno ragionato, per una parte della seduta, mettendo in capo all'Aula qualunque iniziativa.
Il Regolamento è posto a tutela di tutti i consiglieri. Non a caso il Presidente Serrenti propone di modificare un accordo che in Aula era stato raggiunto, e che a suo giudizio non risponde al dettato del Regolamento; per questo lei propone la modificazione del metodo, e se questo è il punto io la richiamo al rispetto integrale del Regolamento perché l'articolo 85 al comma 4 dice: "E` sempre ammessa la votazione per parti separate", e il comma, se pure di un articolo che ha tanti commi, il comma è una parte separata dell'articolo e sulla votazione io ho titolo e diritto di fare la mia dichiarazione di voto, così come afferma l'articolo 95.
Penso che se ci atteniamo, seppure io non concordo con la sua impostazione, a quanto dice il Regolamento, l'esame della finanziaria durerà molto, ma molto a lungo e l'obiettivo che lei dice di voler perseguire, cioè l'approvazione della manovra finanziaria in tempi certi, per sua iniziativa non verrà raggiunto. I tempi certi sono sempre una conseguenza di un comportamento che si tiene in aula, che si fonda, normalmente, sul consenso delle parti che partecipano alle discussioni; lei questo lo sta momentaneamente impedendo; io ne prendo atto con le conseguenze che ne derivano perché ai Capigruppo, e conseguentemente ai colleghi consiglieri, è permesso di intervenire nella discussione non solo sugli emendamenti presentati, ma anche su quelli che si presenteranno, così come il Regolamento consente, e quindi la discussione avrà i tempi che l'illustrazione e l'esame dei nuovi emendamenti imporrà.
Presidente. Purtroppo non ho altri strumenti che quelli del Regolamento. Consigliere Cogodi, non le posso dare la parola per dichiarazione di voto perché sono già state fatte. Se vuole parlare sul Regolamento va bene.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
Cogodi (r.c.). Sul Regolamento, su quello che vuole lei; sono disciplinato, obbediente, ho chiesto la parola me la dia su quello che vuole, ubbidisco!
Noi abbiamo affermato fin dal primo momento che non ci appassiona poi tanto la discussione procedimentale. Mi metto per un attimo in luogo di un osservatore esterno di questi nostri lavori, il quale apprende che in questo Consiglio regionale, da giorni, giorni e giorni, si discute di procedure, di interpretazioni regolamentari, alla fine è ovvio che il buon senso porti a dire: "Adottate una norma, adottate una procedura, qualcuno ne sia garante e si proceda"! Quindi, all'esterno, ma anche all'interno dell'Aula, c'è questo senso di fastidio perché noi non vogliamo discutere di procedure; è ben chiaro, è evidente, bisogna però esplicitarlo meglio, che noi stiamo discutendo - e se sarà necessario bisticceremo - sui contenuti della finanziaria; noi vi abbiamo detto che una procedura vale l'altra! Non abbiamo la pretesa di fare, noi opposizione, la finanziaria, perché in democrazia la finanziaria la propone e la approva la maggioranza, quello che noi vi abbiamo chiesto dall'inizio, su cui insistiamo avendo diritto di insistere, è che su alcune cose parziali, minime, che non sconvolgono l'idea che voi avete e che proponete - che per noi è una idea sbagliata e dannosa per la Sardegna, ma questo è un giudizio politico - troviate un accordo con noi sulle modifiche da introdurre.
Pur non essendo d'accordo con la vostra impostazione vi abbiamo detto, siccome qui noi non siamo all'Accademia della Crusca, siamo rappresentanti politici di interessi differenziati nella società e non tutti rappresentiamo e vogliamo rappresentare gli stessi interessi, non siamo uguali come missione, come convincimento, come ragione per la quale ci applichiamo alla politica, ripeto, vi abbiamo chiesto: su alcune cose siete o no disponibili a introdurre delle modifiche? Avete detto di sì! E la Giunta, la maggioranza ha pure ipotizzato alcune modifiche, non è che ha fatto un accordo - questa non è una sede di concertazione, di trattativa - tuttavia rispetto ad alcune istanze dell'opposizione, per esempio in materia di lavoro, istanze che sono certificate attraverso le regole dei Parlamenti, cioè negli emendamenti presentati, la Giunta e la maggioranza hanno detto,: "Accediamo all'idea non di modificare la destinazione di 13.000 miliardi, no, ma di modificare, la destinazione di 100 miliardi. impiegandoli a favore di un progetto di lavoro produttivo, un progetto di lavoro sano, un progetto di lavoro utile, aggiuntivo rispetto a chi già lavora, per dare soluzione parziale, parzialissima, ai problemi di una parte dei disoccupati o dei precari della società sarda.
E' accaduto in questi giorni, e in specie negli ultimi giorni, ieri mi pare, che la Giunta e la maggioranza hanno fatto capire che su questo punto hanno cambiato idea, cioè dicono di non essere più d'accordo anche su quella ipotesi di modifica in materia di lavoro, sullo stanziamento di quei 100 miliardi per risolvere il problema di 3.000 o 4.000 lavoratori precari di questa regione. Ed allora, siccome non siete d'accordo nel merito su una questione che noi giudichiamo seria, utile, noi abbiamo il diritto di rappresentare all'opinione pubblica questo fatto, perché riteniamo che l'opinione pubblica voglia una soluzione o una via di soluzione in materia da lavoro. I regolamenti esistono e finché esistono è chiaro che vanno applicati; all'interno delle regole da essi stabilite ognuno afferma il suo punto di vista, ma non è che ogni giorno si possa adottare una regola nuova! Si può anche dire: "Giorno nuovo vita nuova", ma questa è la regola dei gaudenti, non è la regola dei governanti! La regola dei governanti e dei soggetti responsabili è che la norma vigente si interpreta e se si inizia in un modo si prosegue in quel modo; se no mi dovete dire, Presidenti e Vicepresidenti, minoranze e maggioranze, perché avete sbagliato ieri applicando un'altra regola. Quindi si dovrà proseguire nel modo in cui si è iniziato. Ho finito, Presidente, comprendo le cose importanti, ma con conciliaboli, con i suggerimenti all'orecchio, non si risolvono i problemi.
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Cogodi, ma il consigliere Selis è venuto a dirmi delle cose in merito ai lavori che stiamo svolgendo.
COGODI.(R.C.) Quando uno ha la parola e sta parlando lei deve ascoltare, oppure sospenda la seduta.
PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Cogodi. Purtroppo io non riesco ad ascoltare più persone contemporaneamente.
Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO. (F.I.- Sardegna). Signor Presidente, colleghi consiglieri, ringrazio i colleghi che mi hanno preceduto per la pacatezza con la quale hanno voluto esprimere le loro opinioni sul Regolamento. E' certamente una materia ostica e può dare e adito a diverse interpretazioni. E' chiaro che il Presidente, dopo aver valutato tutte le ipotesi, ha sicuramente chiesto anche il parere degli uffici, e ha fatto fare delle ricerche, quindi il mio intervento è in sintonia con le decisioni che il Presidente ha adottato, interpretando finalmente in maniera univoca le regole sulle modalità di svolgimento dei lavori. Quindi prendiamo atto che sull'argomento c'è stata una valutazione, su questa il Presidente ha chiesto il conforto degli uffici e poi ha adottato una interpretazione del Regolamento, che noi sappiamo essere, in base al Regolamento stesso, compito del Presidente.
I colleghi, comunque, mi corre obbligo precisare, fondano le loro opinioni su posizioni personali, su come leggono e su come capiscono. Sulla base dei miei convincimenti io divergo dalle posizioni espresse dai colleghi Cugini e anche Selis perché, ne sono personalmente convinto, noi abbiamo fatto una forzatura, ieri ed anche oggi, però siccome è il Presidente che interpreta il Regolamento noi dobbiamo rispettare le decisioni da lui assunte. Non c'è una riga del Regolamento che dica che l'articolo può essere approvato per commi, si adotta questa interpretazione sulla base del fatto che il quarto comma dell'articolo 85 prevede che è sempre ammessa la votazione per parti separate. A mio avviso, ed è la mia interpretazione personale, e voglio intervenire solo per far capire che anche qualcun altro la pensa diversamente, essa sta a indicare con la dizione "parti separate" gli emendamenti e non i commi di un articolo, perché il titolo dell'articolo 85 parla di votazione degli articoli e degli emendamenti
(interruzione del consigliere Cugini)
TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna). E' soltanto una interpretazione, poi ognuno può restare della propria idea, però così come io ho ascoltato il collega Cugini chiedo di essere ascoltato, perché le parole non sono acqua; l'interpretazione della norma scaturisce dal senso delle parole da cui è formata.
Al comma 1 si parla di votazione che si prescrive sopra ogni articolo, poi c'è una "e" che congiunge le parole "sugli emendamenti" chiaro? Poi, nel comma 2 si parla di presentazione di emendamenti, nel comma 3 si parla di presentazione di un solo emendamento, nel comma 4 per "parte" si intende chiaramente emendamento, perché nel comma 5 si parla di emendamenti, nel 6 si parla di emendamenti, nel 7 dell'ordine delle votazioni, all'8 di emendamenti, al 9 di emendamenti, al 10 di emendamenti.
Signori, c'è un senso logico! L'intera norma sta ad indicare che nel comma 4 per "parti separate" si intendono gli emendamenti, pertanto la votazione è così che deve essere fatta, mentre si intende che l'articolo deve essere approvato interamente, non può essere fatto a brandelli! E' possibile, su richiesta di qualche consigliere, procedere a votazioni separate, in tal caso però si deve esprimere l'Aula.
Di questa interpretazione io sono totalmente convinto perché anche il titolo del precedente articolo "Esame degli articoli e degli emendamenti" non fa riferimento ai commi. Al comma 2 dice : "Quando il Consiglio ha approvato il passaggio all'esame degli articoli si procede alla loro discussione, questa consiste nell'esame di ciascun articolo e degli emendamenti ad esso proposti", non fa nessun riferimento ad un possibile esame frazionando gli articoli in commi o parti varie. Resta la possibilità che su richiesta dei consiglieri l'Aula si esprima a favore o contro una proposta di votazione per parti. Comunque sia, questa è una convinzione personale che è suscettibile di essere contestata dall'altra parte, l'ho esplicitata soltanto per segnalare che c'è qualcuno che la pensa diversamente da Cugini o Selis; il mio intervento è di appoggio all'iniziativa del Presidente, al quale è affidato il compito di interpretare il Regolamento, e bene ha fatto a dirci come dobbiamo operare.
PRESIDENTE. Vorrei invitare l'altro Segretario di turno - abbiamo stabilito i turni -, che è l'onorevole Ortu, a prendere posto presso il banco della Presidenza. Abbia pazienza, ma è necessaria la presenza di due Segretari, uno della maggioranza e uno dell'opposizione.
ORTU (R.C.). Ero presente all'intera seduta pomeridiana di ieri, e da solo. Posso intervenire anche da quel banco, Presidente?
PRESIDENTE. Lei è di turno, dovete essere presenti in due, uno della maggioranza e uno della opposizione.
Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Signor Presidente, io sono arrivato alla conclusione, in questi giorni, che avevano ragione coloro i quali dicevano che bisogna che gli Assessori siano tecnici, perché qualcuno chiede di parlare del Regolamento e parla di tutt'altro tranne che del Regolamento. Siamo qui da cinque, sei, sette sedute a parlare di procedure.
Innanzitutto non posso non rilevare che in questo Consiglio regionale, nella giornata di ieri, si è fatto tutto e il contrario di tutto, mortificando le istituzioni. Nel momento in cui il Presidente si fa sostituire dal Vicepresidente, è pur vero che il personale non può interferire nella conduzione dei lavori, ma può scrivere due righe per il Presidente di turno, in cui evidenzia qual è stata la decisione assunta. Invece non si è tenuto conto di alcuna decisione. Io sono anche assessore, sono assessore e consigliere regionale, e sono impossibilitato a esercitare le mie funzioni. Cito, per esempio, il fatto che ieri abbiamo incontrato gli allevatori con i quali avremmo dovuto prendere decisioni, ma poi sono stato vincolato ad essere qui presente e a partecipare a riunioni defatiganti e improduttive, e credo, Presidente, che sia opportuno, sempre che il Regolamento lo consenta, che per queste riunioni sulla finanziaria sia consentita la diretta televisiva. La gente deve poter verificare quello che sta succedendo qui per non distorcere la verità, perché, caro Presidente, lei ha il dovere di ascoltare tutti, può anche modificare la decisione precedentemente assunta, benissimo, si accolgano tutte le istanze di chi vuole fare chiasso, di chi vuole contestare, continuare a parlare di procedure, si accolgano quelle richieste; sapremo che ottanta consiglieri possono intervenire su ogni comma, moltiplicando ciascun intervento per il numero dei minuti previsti ad intervento, probabilmente finiremo prima.
Quindi il mio appello è consentire, a chi lo deve fare, di fare il proprio dovere, di assumersi le responsabilità che deve assumersi, consentire alla Giunta di riunirsi, consentire a tutti di fare le cose con serietà, Regolamento alla mano. Chi chiede di parlare, caro Presidente, come ho detto poc'anzi, del Regolamento, parli del Regolamento e non parli praticamente del merito della legge finanziaria, argomento di cui può parlare dopo; chi chiede di intervenire, come ho fatto io, su un argomento, si deve attenere ad esso, allora può parlare perché ne ha diritto, poi andiamo avanti ciascuno esercitando il proprio ruolo; interloquire, come stiamo facendo questi giorni, decidere di rimettere tutto in discussione, non è serio. Si sappia che si va allo scontro, i tempi massimi sappiamo quali sono, forse finiremo prima. Ma è ora di smetterla con le sceneggiate napoletane, e con il gioco delle tre carte! Sono prima di tutto consigliere regionale, voglio esercitare la mia funzione e la voglio esercitare applicando quello che dice il Regolamento, ma tenendo conto di quello che il Presidente stabilisce, e quando c'è una contestazione di qualsiasi tipo uno parli a favore e uno contro, poi si voti perché l'Aula è sovrana. Questo impone il Regolamento! Diversamente gradirei che il Presidente consenta che la discussione della manovra finanziaria possa essere vista da tutti i sardi, per evitare che si distorca la verità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Signor Presidente, mi pare che ieri l'Aula avesse già assunto una decisione. Non si è votato, ma mi sembrava che la decisione fosse stata già assunta dall'Assemblea.
E' chiaro che bisogna coadiuvare il lavoro del Presidente perché, finché ci sono, i Presidenti possono svolgere il loro ruolo se tutti i consiglieri regionali comprendono che è un ruolo delicato e pertanto quando il Presidente assume una decisione, anche se sbaglia, quella è e quella deve rimanere. Questo avviene nelle assemblee democratiche e nelle assemblee legislative.
Ieri avevamo raggiunto l'accordo di votare e di considerare i blocchi di commi individuati dagli uffici come articoli e lo stesso Presidente del Consiglio aveva detto: "Andiamo avanti con l'esame dei primi 19 commi mantenendo fermo l'accordo, anche se devo prendere atto che questo accordo ormai è tramontato e, a partire dai successivi commi, si rispetterà il Regolamento".
Credo che se continueremo seguendo questa logica, così come avevamo deciso ieri, considerando i primi 19 commi come articoli, ed applicando poi il Regolamento, non dovrebbero esserci controindicazioni; se verrà riconfermata questa decisione, penso che potremmo andare avanti celermente.
PRESIDENTE. Metto in votazione il comma 13. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto sul comma 14 e sugli altri.
CONTU (C.C.D.). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. L'onorevole Contu ha chiesto il voto segreto, pertanto, onorevole Cogodi, lei non può fare dichiarazione di voto, ma può solo motivare l'astensione. Intende motivare l'astensione?
COGODI. (R.C). Come vedete i regolamenti non sono la cornice entro la quale lealmente c'è la buona disponibilità a muoversi. Chiedere il voto segreto dopo che un collega consigliere regionale ha chiesto di fare una dichiarazione di voto pensando di impedire...
(Interruzioni)
Tranquilli, tranquilli! Chiedere il voto segreto al solo fine (immaginate, lo chiede la maggioranza!) di fare più in fretta, tanta è la fretta che avete (in realtà l'intendimento era quello di impedire a un consigliere regionale dell'opposizione, che, ben si sa, è contrario alla norma, di fare una dichiarazione di voto) è già significativo dell'intendimento che voi avete, di impedire che si possano manifestare opinioni diverse, diversi punti di vista e che si possano utilizzare le regole stabilite a tale scopo. Per cui, a questo punto, costringete un consigliere dell'opposizione ad astenersi su una norma che non condivide, perché se non si astiene sulla norma che non condivide sarebbe punito dovendo rinunciare a esprimere la propria opinione. Così procedendo voi non fate altro che darvi colpi di zappa sui piedi, perché la nostra opinione continua ad essere quella iniziale, cioè che non c'è procedura, non c'è regolazione pattizia che regga se non c'è la buona intenzione e la serietà che si eserciti sui fini, sui contenuti, sugli obiettivi che possano essere condivisi. Per cui noi affermiamo nuovamente che il Regolamento attuale voi lo potete tirare come volete; il Regolamento attuale, pensato in un altro tempo e per diverse relazioni politiche, oggi deve essere utilizzato con molta prudenza, ed aggiungo anche con un po' di intelligenza, che non guasta.
Se noi manifestassimo un intendimento assurdo, cioè di pretendere, essendo minoranza, di usurpare il ruolo della maggioranza, noi saremmo fuori dal mondo, eserciteremmo anche una qualche forma di larvata violenza sul piano psicologico, ed anche uno strappo istituzionale. Per cui noi non vi vogliamo dire: "Signori della maggioranza, signori della Giunta, cambiate le vostre opinioni!" No, voi siete di destra e quindi avete pensato una manovra finanziaria di destra, voi rappresentate gli interessi di una parte della società e quegli interessi coerentemente volete servire. Serviteli! Noi contestiamo queste vostre scelte sul piano politico e culturale, ma non possiamo pretendere che voi cambiate la vostra testa; noi vi stiamo dicendo una cosa molto più modesta.
Noi vi stiamo richiamando alla coerenza, a dar seguito a ciò che avete detto nei giorni scorsi, quando avete affermato di volere e di poter accedere all'idea di introdurre nella finanziaria anche un piccolo intervento in materia di lavoro e di occupazione e di voler garantire che le leggi della Regione, quelle che esistono già in materia di lavoro e di occupazione, siano rispettate (cosa che è obbligatoria e vincolante per tutti, mentre voi consentite che le leggi attuali che dovrebbero sostenere progetti per il lavoro e per l'occupazione, diventino leggi che finanziano opere pubbliche), quando avete risposto affermativamente alla nostra richiesta di correggere queste storture.
PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto segreto, possono intervenire per dichiarazione di voto solo coloro che intendano astenersi.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Patto Segni-Rif.Sardi). Intendo astenermi per compensare l'astensione dell'onorevole Cogodi, nel senso che l'onorevole Cogodi sostiene che la richiesta di voto segreto è stata fatta in maniera tale che egli è stato costretto ad astenersi su una norma che avrebbe voluto bocciare. Io, per compensare questa estorsione di voto dell'onorevole Cogodi, intendo fare il contrario, nel senso che pur volendo votare a favore di questo comma, dichiaro la mia astensione.
Nel fare ciò vorrei anche aprire un minimo di ragionamento sulle cose che dice l'onorevole Cogodi. In primo luogo perché non ritengo che quando l'onorevole Cogodi afferma che il centrodestra tutela gli interessi di una parte della società dica delle cose giuste. Credo che l'onorevole Cogodi sia consigliere regionale, esattamente come tutti i consiglieri regionali che siedono in quest'Aula, per fare gli interessi di tutti i sardi, non di una parte dei sardi. Quindi non accetto che in un ragionamento pacato si dica che ci sia una parte dell'Aula che fa gli interessi di una parte dei sardi e un'altra parte dell'Aula che, all'opposto, fa gli interessi di un'altra parte dei sardi. E tanto sono convinto di questo ragionamento che lo porto alle estreme conseguenze. Io non sono un esperto di interpretazioni regolamentari, quindi non sono in grado di dare una interpretazione pro veritate, come hanno fatto altri in quest'Aula, sul Regolamento. Devo però dire che in una democrazia dell'alternanza, come l'onorevole Cogodi ha sostenuto più volte, dimostrando in questo di condividere i principi della democrazia liberale, alla maggioranza è dato di proporre una sua manovra finanziaria e alla minoranza è dato un compito di controllo. Allora, probabilmente i cittadini sardi si aspettano che anche in quest'Aula succeda questo, cioè che la maggioranza proponga una sua manovra finanziaria e che con tutte le sue capacità e gli strumenti previsti dal Regolamento, la minoranza eserciti la funzione di controllo. Mi sembra di aver capito che se il Presidente dovesse accettare l'interpretazione del Regolamento proposta dalla minoranza, probabilmente i tempi di approvazione di questa finanziaria si prolungherebbero di tre, quattro, cinque mesi, anche con il Consiglio impegnato a tempo pieno, cioè costantemente riunito e con la maggioranza di 41 consiglieri costantemente presente in quest'aula..
Credo che questa sia la riflessione a cui tutti siamo chiamati. Oggi il centrodestra è maggioranza e il centrosinistra è minoranza, ma le regole dell'alternanza porteranno probabilmente a far sì che in futuro queste parti si invertano. Allora è normale che sulla base di una interpretazione regolamentare l'Aula possa essere tenuta in ostaggio per tre, quattro, cinque mesi e soprattutto è normale che l'intera Sardegna aspetti una manovra finanziaria per tre, quattro, cinque mesi? Chiediamoci se tutti i cittadini che ci hanno eletto, potendo vedere i lavori di quest'Aula, sarebbero soddisfatti di sapere che il Consiglio per approvare la manovra finanziaria,, in base all'interpretazione del Regolamento che qualcuno sostiene essere quella che si deve dare, ha necessità di quattro, cinque mesi perennemente riunito.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del comma 14 dell'articolo 1.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 72
Votanti 69
Astenuti 3
Maggioranza 36
Favorevoli 39
Contrari 30
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GIAGU -GRANARA- IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILO - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS- SPISSU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI -VASSALLO.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - COGODI - VARGIU.)
PRESIDENTE. I consiglieri Vargiu e Cogodi devono considerarsi astenuti come hanno dichiarato.
Invece il consigliere Vargiu non ha votato e il consigliere Cogodi ha votato, non astenendosi. Consigliere Cogodi, abbia pazienza, certo che doveva astenersi! Perché complicare la vita tutti quanti! Perché ha votato!? Lei ha dichiarato a quest'Aula che non avrebbe votato. Non succede nulla, ma lo capisce che non è corretto questo! Ha dichiarato che si sarebbe astenuto e poi ha votato! Credo che questo non sia corretto, poi faccia quello che vuole.
COGODI (R.C.). Ma si può votare l'astensione o no?
PRESIDENTE. Il consigliere Vargiu non ha votato, il consigliere Cogodi invece ha votato contrariamente a quello che aveva dichiarato.
COGODI (R.C.). Perché contrariamente?
PRESIDENTE. Perché lei non si è astenuto! Passiamo all'esame del comma 15.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Intendo fare una proposta, non sarebbe di mia competenza, forse sarebbe più di competenza della Giunta, del Presidente del Consiglio, dei Capigruppo, ma sentendo qualche collega, sia della maggioranza che dell'opposizione, mi pare che possa avere una qualche attenzione, anche se può darsi che poi non sia accolta. La pongo all'attenzione della Giunta, del Presidente del Consiglio, della maggioranza e dell'opposizione. Per evitare che continuiamo questa battaglia di logoramento, che logora voi ed anche noi e soprattutto alla fine lascia tutti nell'incertezza delle regole da applicare (regole che noi, ed io personalmente, anche per averle applicate nella scorsa legislatura, sono convinto siano dettate chiaramente dal combinato disposto degli articoli 85 e 95, ma adesso ne discuteremo, troveremo la forma per arrivare ad una comune interpretazione), mi pare che se trovassimo l'accordo sui tempi entro i quali svolgere i nostri interventi ed anche pervenire all'approvazione della manovra finanziaria, probabilmente il problema procedurale e gli altri problemi potrebbero passare in secondo piano. Cioè a me parrebbe, vista questa difficoltà di trovare un accordo tra di noi sulle interpretazioni del Regolamento, che si potrebbe, per esempio, poi valutate e definite meglio voi la proposta, pensare di approvare entro questa settimana la legge finanziaria e la settimana prossima il bilancio, che come sappiamo richiede minor tempo perché ha meno emendamenti, meno complicazioni, e in questi due contenitori temporali, quello di questa settimana e quello della prossima, lasciare che la maggioranza, l'opposizione e la Giunta possano intervenire con una certa flessibilità, in modo tale che ognuno evidenzi meglio che può le proprie proposte di qualità piuttosto che di procedura, concentrando il dibattito sulle politiche piuttosto che sulle procedure da seguire. In questo modo abbiamo un panorama certo dei tempi e spostiamo il dibattito più sui contenuti, e se ci sono possibilità di confronto e di trovare intese in aula, in modo trasparente, su questo o quell'emendamento, si raggiungano nel rispetto dei ruoli; ruoli che prevedono che la maggioranza e la Giunta facciano la finanziaria, che l'opposizione, quando non concorda contesti e quando è possibile, faccia delle proposte di miglioramento.
Questo ci toglie dall'empasse di fare discorsi di carattere procedurale e così via; naturalmente la proposta va valutata e poi nel caso sancita, sanzionata,. Io, come dicevo, la avanzo come consigliere, perché altro titolo non ho per proporla, ma mi parrebbe che possa dare certezza dei tempi, privilegi il dibattito sui contenuti e consenta un più agevole confronto e una maggiore dialettica, anche per trovare punti di sintesi sui diversi temi che noi stiamo proponendo in totale trasparenza e secondo il metodo del confronto democratico.
Se questa proposta incontrasse l'attenzione della Giunta, del Presidente del Consiglio, della maggioranza e dell'opposizione, potrebbe essere sancita in una qualche forma dell'Aula o della Conferenza dei Presidenti di gruppo, in modo tale che sia poi rispettata da tutti coloro che l'approvano.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, è apprezzabilissimo il suo tentativo di trovare una via d'uscita, almeno per la parte che compete il Presidente del Consiglio, io le posso dire che va benissimo, però lavoriamo, andiamo avanti, perché potrebbe verificarsi, per ipotesi, che l'accordo non si trovi. Non è con me che lei deve trovare l'accordo, ma con la Giunta e con la maggioranza. Se l'accordo non sarà raggiunto io mi troverò venerdì con l'articolato della finanziaria che ancora non è discusso, per cui occorrerebbero altri dieci giorni. Questo non lo posso permettere, devo chiedere a lei e al resto dei colleghi di andare comunque avanti. Intanto le diplomazie, se ci sono, lavorino e se sarà raggiunto un accordo politico, questo ci consentirà di procedere speditamente.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio e assettodel territorio. Ne ha facoltà.
Pittalis (F.I-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio e assetto del territorio. Presidente, penso che non siano necessarie le diplomazie. Il consigliere Selis ha fatto pubblicamente, alla luce del sole, una proposta che merita la dovuta attenzione e che mi pare molto sensata; ha ipotizzato un percorso di lavori che a noi pare debba essere preso nella dovuta considerazione, e questo sicuramente contribuisce anche ad alleggerire il percorso della manovra in discussione perché, se non ho male inteso, si prevede la chiusura dei lavori relativi alla finanziaria entro questa settimana, rimettendo alla duttilità di chi deve condurre i lavori in aula il consentire il pieno svolgimento della discussione sulle questioni di particolare interesse politico che possono e devono animare il confronto tra maggioranza, opposizione e la stessa Giunta.
Mi pare che una proposta di questa natura dalla Giunta non possa che essere valutata davvero positivamente e ringrazio il collega Selis per averla formulata. Spero che sia una proposta di tutta l'opposizione.
PRESIDENTE. Su questa proposta io non posso aprire adesso un dibattito, perché si riaprirebbe la discussione su questioni procedurali. Prendiamo atto che la Giunta l'ha accettata. Continuiamo a lavorare ed andiamo avanti. Pertanto torno all'articolato, precisamente alla votazione del comma 15.
COGODI (R.C.). Che cosa vuol dire che la Giunta l'ha accettata?
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, non devo mettere in votazione la proposta.
(Interruzione dell'onorevole Cogodi)
PRESIDENTE. Colleghi, io devo andare avanti. C'è stata una proposta di accordo avanzata dal consigliere Selis, che è stata accolta della Giunta; non so in che cosa si sostanzierà questo accordo, lo vedranno le due coalizioni. Io che ho il dovere e l'onere di presiedere l'aula, vado avanti.
Poiché nessuno domanda di intervenire per dichiarazione di voto su questo comma, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Ovviamente per annunciare il voto contrario anche sul comma 16. Tale voto contrario si iscrive in questa nostra ricerca di corretta dialettica democratica che riteniamo possa essere attivata nel Consiglio regionale.
Colgo l'occasione per ringraziare davvero, in modo convinto, il collega Vargiu che prima, credo, abbia espresso, al di là del fatto marginale della compensazione numerica, dai banchi della maggioranza, un concetto politico di grande significato; in buona sostanza e con garbo il collega Vargiu, dai banchi della maggioranza, ha detto: "Non servono a nulla le forzature". Dal suo punto di vista ha confermato che la maggioranza difende il senso, la sostanza, la filosofia della manovra finanziaria ritenendola utile a tutti i sardi e rispondente ai bisogni ed agli interessi di tutti i sardi; diversa è l'opinione politica dell'opposizione, in specie della nostra opposizione, come Gruppo di Rifondazione Comunista, che ritiene che la manovra finanziaria purtroppo non risponda agli interessi di tutti i sardi, ma a quelli di una parte della società sarda e tralasci interamente gli interessi e i bisogni di un'altra parte, proprio quella più esposta, quella più debole, che ha meno voce, meno forza, che non ha dalla sua le grandi organizzazioni, che non ha dalla sua gli strumenti attraverso cui diffondere la sua opinione, richiamare gli altri alla tutela dei propri interessi. Quella parte che ha sempre meno dalla sua le organizzazioni tradizionali dei lavoratori.
Io non posso non dire in questa sede dell'amarezza che ci coglie nel constatare che l'incontro che ieri si è svolto fra la Giunta regionale e i sindacati dei lavoratori, e di cui riferiscono gli organi di informazione, non abbia dato forza sufficiente alla rivendicazione avanzata da noi, opposizione democratica presente in quest'Aula, di recuperare, di ritagliare, usate le espressioni più minimali che volete, di aprire una prospettiva di iniziale inversione di tendenza, perché davvero il bilancio della Regione, se non proprio di tutti, tendenzialmente pensi e guardi a tutti i sardi.
Ma mi sai dire, collega Vargiu, di cui conosco non solo la buona fede ma l'alto valore delle cose che ha dovuto poco fa ricordare, mi sai dire perché mai questo bilancio dovrebbe essere sentito a proprio favore da un disoccupato di lunga durata, da un disperato che dallo Stato, dal suo Stato, non ha avuto nulla, dalla Regione, dalla sua Regione, non ha avuto nulla, dal comune, dal suo comune, non ha niente, che da nessuno ha nulla e niente mai? Perché costui dovrebbe dire: "Questa finanziaria è anche mia"? Noi non stiamo pretendendo che all'improvviso, con la finanziaria della Regione si dia risposta a 200 o a 100 mila e neppure a 20 mila disoccupati in un anno, ma ad alcune migliaia di loro si può dare una prima risposta? E così ogni anno, perché in questa Regione i cittadini, i componenti di un popolo abbiano tutti via via qualcosa, quello che è compatibile, non quello che è assurdo. Ed io ritengo che in questo momento sia compatibile almeno quello che voi fino a ieri avete detto...
PRESIDENTE. Il tempo a sua disposizione è terminato. Ha domandato di parlare il consigliere Corda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CORDA (A.N.). Io naturalmente dichiaro il mio voto a favore.
Presidente, il Regolamento pone norme a garanzia dell'opposizione e della maggioranza, ma anche a tutela dell'istituzione. Senza regole non è possibile fare nulla di positivo, ed infatti noi siamo in Aula da quattro settimane e in quattro settimane, senza regole, praticamente abbiamo approvato tre commi di un articolo.
Giustamente l'onorevole Cugini richiamava il fatto che il Regolamento non possa essere modificato dall'Aula perché l'articolo 132 prevede a tal fine una procedura diversa. Ma compito del Presidente è interpretare il Regolamento e imporne l'osservanza. Il comma 4 dell'articolo 85 dice che è sempre concessa la votazione per parti separate. Il problema è sapere quante parti, sapere chi lo decide perché per me possono andare bene, ed ho titolo per chiederlo, 20 parti, per Cugini 46, per un altro 25. Ed allora dove sta la regola?
La regola va interpretata dal Presidente, che ha il dovere di interpretare il Regolamento e di imporne l'osservanza all'Aula, perché ci sono ancora da votare almeno 44 commi di questo articolo, poi ce ne sono 25 circa dell'articolo 2, poi ci sarà l'articolo 3 e una trentina di tabelle. Allora io mi domando quando finiremo di lavorare e di esaminare e votare questa legge.
Il Regolamento prescrive che il Presidente dà la parola e nessuno può parlare senza aver chiesto ed ottenuto la parola dal Presidente. Qui invece avviene regolarmente che anche con il microfono spento chiunque intervenga, interloquisca, parli rivolto al collega, all'Assessore e mai, come prevede il Regolamento, rivolto al Presidente. Se questo Regolamento è vigente, Presidente, credo che lei, che ha il compito di farlo osservare, lo dovrebbe applicare sempre. L'autorevolezza le deriva dal fatto che è stato eletto Presidente, quindi dalla carica istituzionale che lei ricopre. L'autorità gliela dà l'articolo 7, quando dice che lei deve imporre l'osservanza del Regolamento.
Se si imponesse l'osservanza del Regolamento credo che lavoreremmo più ordinatamente; come è possibile pensare che ognuno possa fare da adesso fino a sabato 120 dichiarazioni di voto? Perché questo chiede l'opposizione! Sommando le dichiarazioni di voto di ogni consigliere si otterrebbe un totale di oltre mille dichiarazioni di voto! Mi sembra veramente una cosa assurda. Ed allora, se c'è difficoltà di interpretazione del comma 4 dell'articolo 85, Presidente, e c'è difficoltà oggettiva, perché ripeto, questo articolo non è chiaro, perché non chiedere all'Aula quale deve essere il criterio da adottare per le votazioni?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C). In quest'Aula si dice che si vuole perdere tempo, io continuo a non capire perché tutte le volte che sembra che un aspetto sia stato chiarito c'è sempre qualcuno della maggioranza, che probabilmente non ha le idee chiare, che pone di nuovo la questione in campo, dando adito ad ulteriori chiarimenti. Mi sembra più che logico dare per scontato che quest'Aula quando discute, sappia quello che discute e soprattutto sappia anche come andare avanti. Secondo la prassi, quando succedono cose di questo tipo, si dovrebbe chiedere una breve riunione della Conferenza dei Presidenti di Gruppo per dirimere le questioni; noi non avanziamo questa richiesta, ma se il Presidente ritiene che sia opportuno può anche riunirla, visto che da parte della maggioranza in continuazione vengono sollevati dubbi di procedura.
Ma, a parte questa questione, che, pur essendo importante, non è centrale per la discussione in corso, in quanto non si può affrontare questa discussione sulla manovra finanziaria riducendola ad un problema meramente regolamentare, è fondamentale verificare se vi è una disponibilità da parte della maggioranza a ragionare nel merito su alcune questioni che sono state poste da parte dell'opposizione. Il problema è questo, onorevole Vargiu, non riguarda i diversi ruoli, di proposta della maggioranza e di controllo dell'opposizione attraverso il Consiglio. Voglio dire che questo ragionamento funziona se riferito all'applicazione delle leggi. Noi stiamo discutendo una legge, la legge finanziaria che la maggioranza ha il dovere di proporre, ma l'opposizione non ha soltanto il dovere di controllare, perché se no non si capisce il senso della nostra presenza. L'opposizione ha il compito di fare le sue proposte e, se è possibile, per quando è possibile, si deve cercare di conciliare le proposte dell'opposizione con quelle della maggioranza, quando ciò non è possibile la maggioranza comunque porta avanti fermamente le sue proposte. Perché se no questa democrazia, questa libertà, la partecipazione democratica in un'aula parlamentare come questa, sarebbe completamente delegata alla maggioranza e non si capirebbe cosa si discuta a fare un provvedimento di questo tipo quando si nega alla opposizione qualsiasi possibilità di partecipazione.
Siamo nella situazione in cui la maggioranza non vuole nemmeno ascoltare le proposte dell'opposizione, non vuole interloquire nel merito e rispondere a dei ragionamenti che qua vengono proposti. Vengono date risposte a senso unico, continuate a dire: "Noi siamo maggioranza, abbiamo la forza, vogliamo fare queste cose, esclusivamente queste, vogliamo rappresentare solo una parte degli interessi della Sardegna", noi diciamo che invece vanno rappresentati anche quegli altri, ma voi da quella posizione non vi muovete. Che cosa volete? Che noi abbiamo comprensione per ragionamenti di questo tipo? Non ci può essere alcuna comprensione se non modificate questo atteggiamento e se non dichiarate la vostra disponibilità a discutere dentro quest'aula, non fuori, perché noi continuiamo ad assistere al fatto che al di fuori di questa sede vi sono incontri con le parti sociali, con altre parti sociali, con le organizzazioni sindacali, con alcune delle quali si concorda. Noi diciamo che la sede per concertare e per concordare è questa. Noi stiamo ancora aspettando una risposta alle nostre richieste; noi vi chiediamo di dare questa disponibilità perché, altrimenti, se va bene i lavori si concluderanno in una settimana, se no ce ne vorranno due. E' chiaro che noi non rinunciamo al diritto di argomentare la nostra posizione in ogni momento in cui il Regolamento ce ne dà l'opportunità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto, sempre sul comma 16, il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Presidente, sul comma 16, sul 17 o sul 15 non fa differenza. Noi abbiamo detto sin dall'inizio che il problema non era la questione di metodo. E non vogliamo nemmeno perdere tempo, perché di tempo la maggioranza ne ha già perso, nel corso di questi mesi, in abbondanza, presentando il bilancio in ritardo e poi mostrando di non avere la capacità nemmeno di gestire l'Aula. Noi chiediamo di essere ascoltati, questo è il punto, e chiediamo di essere ascoltati ponendo una questione forte, di fondo, che sentiamo in modo particolare, che non è solo ed esclusivamente la nostra questione, che riguarda un mondo che è fuori di quest'aula e che noi vogliamo rappresentare. Ma è fuori di quest'aula così per dire, perché da mesi, sotto il palazzo, stazionano i lavoratori della ditta Mazzoni che pongono il loro problema occupazionale, che hanno avuto, nel corso di queste settimane e di questi mesi, incontri con le forze politiche presenti qui in aula, con la stessa Giunta regionale, con l'Assessore del bilancio, e hanno anche avuto da parte delle forze politiche presenti qui in Aula, della stessa Giunta e dello stesso Assessore del bilancio, come egli medesimo ha riaffermato in aula nei giorni scorsi, rassicurazioni circa la disponibilità ad affrontare il loro problema. Tuttavia questa disponibilità non si traduce in proposte concrete, in decisioni che pure devono assunte dal Consiglio e che devono essere inserite nella finanziaria.
Ecco perché noi qui riproponiamo l'esigenza di dare risposte concrete, precise a quel mondo che vogliamo rappresentare dentro quest'aula. Ecco perché per noi il problemaa non riguarda il metodo, i tempi, ma il merito ed è per questa ragione che abbiamo ribadito e sostenuto che la finanziaria e il bilancio della Regione possono trovare rapida approvazione in quest'aula a condizione che tutti vengano ascoltati e che l'interlocuzione sia reale, vera.
Presidenza del Vicepresidente Carloni
(Segue ORTU.) Badate che se sfogliamo i quotidiani, anche di questi giorni, compresi quelli di stamattina, troviamo articoli così titolati: "Precari dei cantieri dal sindaco: dateci un lavoro vero!" E ancora: "Il Presidente della Giunta regionale, i Gruppi del Consiglio regionale, i sindacati, i sindaci hanno rimarcato" , su questo problema rimarcano tutti, "non si devono dimenticare di noi, che per il momento non abbiamo prospettive di assunzioni definitive". Ecco, si tratta di lavoratori socialmente utili che chiedono di essere anche loro tutelati, come giustamente noi abbiamo ribadito nel corso dei lavori di quest'aula, e come anche voi, compresa la Giunta, avete affermato nel corso di questi mesi, di queste ultime settimane, di questi ultimi giorni assumendo nei loro confronti tanti impegni; noi ribadiamo che quegli impegni si debbono tradurre in atti concreti, in decisioni che debbono essere assunte e contenute nella finanziaria, e noi qui ad ogni piè sospinto tenteremo di ribadire questa posizione e la rimarcheremo fin quando non si ritroverà la possibilità concreta di costruire un'ipotesi che possa dare una risposta reale ai problemi che noi stiamo ponendo.
Badate, i giornali di questi giorni sono pieni di drammi che pure sono stati rappresentati in quest'aula, anche in passato, che pure sono stati da tutti colti nel loro significato profondo, sui quali tutti hanno dichiarato a più riprese...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ortu, il tempo a sua disposizione è terminato.
Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione il comma il comma 16. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Ora passiamo alla votazione del comma 17. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Annuncio il voto contrario anche al comma 17 dell'articolo 1, per le ragioni che ci stiamo sforzando di rappresentare all'attenzione del Consiglio perché anche questo comma è un tassello di un'intera manovra, di un'intera proposta di legge finanziaria che non prende in considerazione neppure minima le ragioni fondamentali che noi riteniamo invece che la legge finanziaria della Regione debba prendere in considerazione. Il collega prima ha detto: "Ma come, si pretende di fare una dichiarazione di voto su ogni comma?" Ma certo, il Regolamento lo consente e noi avvertiamo il dovere di farlo. Le norme consentono anche di illustrare tutti gli emendamenti, sapete che di circa 400 emendamenti una buona parte sono della stessa maggioranza che, se avesse a cuore le sorti della sua finanziaria, non avrebbe dovuto presentarli. Le norme consentono che quegli emendamenti possano essere fatti propri anche da qualsiasi altro consigliere e quindi possano essere illustrati tutti, si possa fare una dichiarazione di voto su quegli emendamenti, consentono di presentare ancora nuovi emendamenti di raccordo, e due, tre, settemila emendamenti di raccordo in base alle regole possono essere presentati; io non credo che lo faremo perché il nostro intendimento non è dilatorio per cui, come vi abbiamo detto all'inizio, non serve a nulla tutta questa discussione sulle regole, sulle procedure, sugli accordi, suoi tempi, sui contenitori, noi non vogliamo essere contenuti da niente e da nessuno; le gabbie chi le vuole se le faccia e se le tenga. Noi abbiamo l'idea, che vi abbiamo rappresentato dall'inizio non nei corridoi, non negli abboccamenti più o meno segreti, ma attraverso gli emendamenti formalmente depositati, che questa finanziaria ricca della Regione, quella che voi avete detto avere tre, quattromila miliardi in più rispetto agli anni passati, in parte utilizzando i danari che altre Giunte certo sono riuscite a far pervenire alla Regione, in parte aumentando l'indebitamento della Regione, come avete fatto, comunque sia, abbiamo l'idea, dicevamo, che questa manovra finanziaria debba ridistribuire una parte di queste risorse anche ai cittadini sardi che non hanno avuto e non hanno niente.
Noi vi chiediamo una sola cosa: diteci come in concreto volete risolvere il problema di quei lavoratori che sono accampati sotto i portici del Consiglio regionale da due mesi e mezzo, dal giorno di Capodanno, diteci come volete risolvere in concreto il problema dei lavoratori della Mazzoni e convincete anche loro, che dormono in quella tenda al freddo da tanti giorni, e che vi chiederanno se possono tornare a casa tranquilli presso le loro famiglie; dite come volete risolvere il loro problema, perché se quei lavoratori sono ancora lì vuol dire che le promesse che avete fatto non sono credibili. Noi vi stiamo chiedendo come tremila e più lavoratori di questa Regione che erano lavoratori impiegati nella produzione, che senza loro colpa sono stati messi fuori dalla produzione, che hanno una famiglia, che hanno se stessi a cui badare con dignità, possono diventare veri lavoratori davvero utili e socialmente utili, davvero però, avendo un corrispettivo minimo che sia degno di una persona che vive in questa parte del mondo, in questa società che voi ritenete civile e in questa regione che voi ritenete possedere un ricco bilancio. Mi sapete dire perché mai questa Regione non possa affrontare il problema con questa manovra finanziaria ricca, che può contare su tre, quattromila miliardi in più quest'anno, perché mai non possa recuperare cento miliardi, dico cento miliardi, a fronte di tre, quattromila in più, per dare un salario appena dignitoso a lavoratori che hanno ottocentomila lire al mese, non sono assicurati e non hanno previdenza. Ma voi accettereste, Vargiu forse sì ma gli altri non lo so, di essere nella condizione di lavoratori espulsi da un processo produttivo nel quale vi siete qualificati, avevate un equilibrio di vita esistenziale, di relazioni sociali e familiari, di essere estromessi e di essere remunerati con ottocentomila lire al mese senza previdenza e quindi senza la prospettiva neanche di una pensione minima? Lo accettereste? E se dal bilancio della Regione c'è la possibilità di ricavare non mille miliardi ma cento miliardi per dare una prospettiva a queste tre, quattromila famiglie e persone, perché vi ostinate a dire che non lo farete? O meglio, perché fino a ieri dicevate "sì"? Perché fino a ieri c'erano compatibilità finanziarie?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Presidente, innanzitutto intendo completare il ragionamento precedente; in secondo luogo, voglio ribadire le richieste avanzate e sinceramente debbo anche dire che non si può pensare, anche da parte del centrosinistra, che isolando Rifondazione Comunista i problemi da noi sollevati possono essere accantonati. Perché noi continueremo a porli, perché fin dall'inizio abbiamo detto che non ritenevamo centrale la questione di metodo, ma quella di sostanza, perché pensiamo, tra l'altro, che sulla sostanza difficilmente qualcuno ci possa dire che abbiamo torto. Non si capisce perché assieme alla questione, che pure occorre affrontare, di come portare a termine una discussione importante e rilevante quale è quella sulle leggi finanziaria e di bilancio, non si debba porre anche il problema della sostanza, anche all'interno delle questioni che pure sono state poste dalle opposizioni; non si capisce perché su questo problema che noi riteniamo dirimente, ma non pensiamo che interessi solo la nostra parte politica, non si debba trovare il modo di condurre una battaglia in aula che consenta di cogliere un obiettivo che, assieme a quelli posti dagli altri, determini quei cambiamenti della manovra finanziaria da tutti ritenuti necessari.
Noi continueremo a sollevare, su queste questioni, le nostre osservazioni e i nostri appunti e continueremo a ribadire le nostre proposte, perché, ripeto, si tratta di problemi che devono essere rappresentati all'interno di quest'aula, che sono testimoniati sotto il Palazzo, che vivono all'interno della società alla quale tutti noi guardiamo. L'Unione Sarda di domenica nelle pagine interne, nelle pagine meno lette, riferendosi alla condizione di un operaio della Keller di Villacidro, titolava: "Protesta di operaio della Keller fuori dalla fabbrica dopo l'intervento. Lunghe assenze per malattia, perderà il lavoro". Questo operaio: Sisinnio Deidda, 46 anni, sposato, padre di due figli, dipendente della Keller elettromeccanica non si dà pace perché ha perso il posto di lavoro. Si tratta di un operaio come tanti altri, come quei tanti che occupano i portici del palazzo del Consiglio regionale, come quei tanti altri che nel corso di questi mesi hanno sostenuto, in tutta l'Isola, vertenze che sono state riportate dalle cronache dei giornali e che noi abbiamo anche oggi qui riproposto; lavoratori che sono stati cacciati dal proprio posto di lavoro, alcuni per situazioni particolari, come quelle dell'operaio Sisinnio Deidda, ma altri solo ed esclusivamente perché i processi produttivi, spesso condotti male da parte della direzione delle stesse aziende, hanno portato al fallimento di quelle attività, così come è accaduto per i lavoratori della Scaini di Villacidro, come hanno ribadito anche loro nel corso di questi giorni.
PRESIDENTE. Onorevole Ortu, ha terminato il tempo a lei concesso. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per dichiarazione di voto.
VASSALLO (R.C.). Nell'esprimere il voto contrario mi sembra opportuno che in questa assemblea si replichi ad una serie di notizie che apprendiamo dalla stampa, anche di oggi, martedì 13 marzo, che informano la cittadinanza, il popolo sardo, del fatto che entro sette giorni si definiranno le modalità di impiego per 3150 lavoratori precari. Addirittura nel testo si dice che la vertenza riguarda il destino di tutti i precari dell'isola. Di per sé è una notizia strabiliante, quasi mi fa venire il dubbio che tutti i ragionamenti che andiamo facendo sui problemi del precariato e di questi lavoratori, siano assolutamente inutili in quanto tra sette giorni già per 3150 di costoro verrà trovata soluzione. La cosa che preoccupa, e dovrebbe preoccupare non soltanto noi, ma soprattutto il Consiglio e i consiglieri della maggioranza (anche perché leggendo questo testo si evince che alcune risposte sarebbero state date dal Presidente della Regione, che in questo momento non vedo, oppure dall'assessore dell'ambiente, Emilio Pani, che però non vedo, dall'assessore del lavoro, Luridiana, che però non vedo, e poco mi interessa che i soggetti richiamati, che poi sono quelli che hanno affermato che 3150 precari verranno sistemati, verranno collocati, avranno risolto i loro problemi, sono assenti), è capire se i consiglieri della maggioranza, i Capigruppo, abbiano conoscenza di come sarà attuato questo piano di stabilizzazione, di ricollocazione produttiva.
Si apprende che il piano è stato presentato ai sindacati che si riservano di dare una risposta; vorrei capire invece se noi come Consiglio, abbiamo o no il dovere di esprimere una nostra posizione e soprattutto una nostra opinione su un progetto sicuramente di grande valenza politica e sociale; qui le cose sono due: o siamo di fronte a una grande bolla di sapone e l'annuncio sensazionale è stato dato per far sbollire una situazione che di sicuro è esplosiva, o rischia di diventare esplosiva, oppure siamo di fronte a qualche cosa di molto serio. Noi a dire la verità, dato che siamo prudenti propendiamo per la prima ipotesi, ma, essendo uomini, potremmo anche sbagliare; ed allora, quale opportunità migliore di questa, in relazione ai problemi che noi poniamo, viene data per conoscere, sapere, entrare nel merito delle questioni che con molta enfasi vengono illustrate dalla stampa? E` forse un delitto chiedere di conoscere per confrontarci, per verificare e (in questo caso, come bene dice Vargiu) controllare che quello che si afferma possa concretizzarsi e diventare realtà? Sono interrogativi che mi sembra siano più che legittimi anche perché, come ribadito più volte in quest'aula, alcuni giorni fa sembrava che si fosse aperta la possibilità di trovare comunque la soluzione che rispondesse alle esigenze che ponevamo, e vorremmo sapere se non è ritenuta più praticabile perché la soluzione è stata trovata in altra sede.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto.
SELIS (Popolari-P.S.). Intervengo brevissimamente, solo per sottolineare l'interesse anche del centrosinistra per le politiche del lavoro e per sollecitare l'Assessore del lavoro e la Giunta a continuare un'interlocuzione che si faccia carico di questi problemi in maniera costruttiva, nel rispetto della trasparenza, entro la normale dialettica parlamentare, cercando con sforzo reciproco il massimo di convergenza e dedicando il massimo di attenzione di questa assemblea ai problemi del lavoro e dei lavoratori, sia quelli socialmente utili sia quelli che sono in grande difficoltà. Lo dico qui discutendo un articolo introduttivo perché credo che su questo argomento avremo modo di intervenire in maniera costruttiva, mi auguro con uno sforzo reciproco, nel corso della discussione della manovra finanziaria ed in particolare quando arriveremo agli articoli e agli emendamenti con i quali avanziamo delle proposte concrete, che la Giunta stava valutando, e che mi auguro si possano riprendere in considerazione nel corso del dibattito e approvare.
Garantisco e voglio ribadire questa nostra attenzione anche in questa sede perché essa sarà costante per tutto l'iter della finanziaria e del bilancio, perché i problemi del lavoro, dello sviluppo e delle riforme, ma soprattutto del lavoro, sono al centro delle nostre preoccupazioni, perché sono presenti situazioni di malessere di cui una classe dirigente e una istituzione democratica si deve far carico. Credo che a questo tema, nel corso della finanziaria, dovremo dedicare particolare attenzione, e anche nel corso dell'esame di questa norma voglio ribadire questa esigenza, per sottolineare come sia necessario che essa attraversi tutto l'iter del nostro dibattito.
Naturalmente sollecito anche in questa occasione la maggioranza e la Giunta a presentare le loro proposte per confrontarle con quelle del centro sinistra cercando di trovare una soluzione positiva, in ogni caso questo tema sarà uno dei punti centrali delle nostre riflessioni e delle nostre proposte politiche.
PRESIDENTE. Scusi onorevole Selis, può annunciare quale sarà il suo voto?
SELIS (Popolari - P.S.). Su questo comma il mio voto personale è contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (f.s.d.). Intendo esprimere il mio voto contrario al comma in discussione, ma anche entrare in merito all'argomento che mi sembra tocchi un po' tutti in quanto io ritengo, e non da solo, che una soluzione di questo problema debba essere portata velocemente in porto, perché sicuramente potrebbe determinare vantaggi per l'occupazione, chiarezza in particolar modo per coloro che da anni sono in questa situazione e vedono la discussione della manovra finanziaria come momento importante, risolutivo dei loro problemi, in modo che anche loro abbiano la possibilità di avere un futuro meno incerto.
Io voglio anche sottolineare che ci dobbiamo interessare in particolar modo dei lavoratori di cui stiamo parlando perché molti di loro, per non dire la maggior parte, nonostante siano al termine della loro carriera lavorativa, si trovano in questa situazione di incertezza. Ritengo che abbiamo nei loro confronti un dovere di attenzione, tenendo anche presente che sono in una situazione di precarietà totale, in una situazione in cui spesso si trovano a dover competere ed entrare in conflitto con i lavoratori in cerca di prima occupazione.
Credo che questa debba essere la battaglia di tutto il Consiglio, maggioranza e opposizione, non soltanto di alcuni. Ho ascoltato con viva attenzione gli interventi dei compagni e amici di Rifondazione, e credo che dobbiamo trovare soluzioni non soltanto per essere solidali con loro nella battaglia che stanno conducendo, ma per prestare attenzione a ciò che in questo momento ritengo rappresentano questi lavoratori. Il loro numero, la loro situazione, il momento in cui si trovano, e abbiamo diverse occasioni di poter verificare quali sono le battaglie che portano avanti, non ultime quelle che sono state citate da chi mi ha preceduto, ritengo che il porre questo problema non abbia fini ostruzionistici per cercare di ottenere vittorie da parte di alcuni, penso invece che sia stata posta una esigenza forte da tenere presente tutti, una esigenza che in qualche modo debba essere affrontata subito, anche perché le risorse necessarie non sono così ingenti; ritengo che questo problema non possa essere rinviato o che la sua soluzione comporti una spesa superiore alla capacità che la nostra Regione ha in questo momento di farvi fronte.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione il comma 17. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione il comma 18.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.
cogodi (R.C.). Noi ci rendiamo conto, con una qualche prima soddisfazione, che effettivamente questa questione, seppur con un po' di fatica, comincia a essere colta, e devo ringraziare innanzitutto, per il contributo che ha dato alla discussione e al confronto, il collega e compagno Pierangelo Masia, che poco fa ha richiamato uno dei tratti rilevanti di questo problema, quello relativo non tanto ad una generica solidarietà, perché noi abbiamo un dovere di solidarietà nei confronti di tutti coloro ai quali non viene riconosciuto un proprio diritto, di coloro che sono portatori di un bisogno inappagato, ma soprattutto il fatto che in questo caso ci troviamo di fronte ad una condizione di questi lavoratori che non è solo umana, ma porta anche turbativa nei rapporti normali che dovrebbero svolgersi in modo ordinato nella sfera sociale ed economica. Per cui la questione che noi principalmente stiamo ponendo è quella di dare una risposta sociale adeguata, degna, a persone che ne hanno diritto, e che sicuramente sono portatrici di un bisogno inappagato, ma nel contempo stiamo chiedendo di rispondere a una esigenza più vasta, una esigenza della Regione. Noi vorremmo, per essere capiti meglio, affrontare questa questione dal punto di vista del progetto, cioè dal punto di vista della finalità, delle cose utili da fare.
Già sarebbe da criticare il fatto stesso che questi lavoratori siano chiamati "socialmente utili"; i lavoratori sono sempre utili, è già offensivo affibbiare questo appellativo ad una categoria di lavoratori, quasi che gli altri lavoratori non fossero utili; le persone che lavorano sono tutte utili, perché lavorare vuol dire produrre, per se e per gli altri, l'utilità è insita nel concetto e nella condizione di lavoratore; il lavoratore è un produttore, e quando una persona è tenuta nella condizione di non essere un lavoratore che produce la responsabilità è di chi lo tiene in quella condizione, non è sua personale. Però accade che la categoria di questi lavoratori sia non solo al di sotto delle condizioni minime di sussistenza, ma anche socialmente vituperata, e noi non possiamo non farci carico di questa ulteriore difficoltà.
Noi vorremmo d'ora in poi riuscire a tratteggiare l'idea di un progetto di "lavoro verde", così l'abbiamo denominato, cioè di lavoro utile per la regione, che incentiva l'economia, che appartiene al modello di sviluppo moderno di questa regione, correttivo dell'attuale caratterizzazione dello sviluppo, cioè sviluppo pur che sia, produzione di beni comunque sia, anche di alcuni beni....
PRESIDENTE. Onorevole Comodi, il tempo a sua disposizione è terminato.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ortu (R.C.). Presidente, intervengo anche perché devo completare il ragionamento che tentavo di svolgere poc'anzi, nei pochi minuti che abbiamo a disposizione per fare la dichiarazione di voto. Poi, man mano, quando andremo avanti nella discussione degli altri commi e degli altri emendamenti entreremo più precisamente nel merito. Noi continueremo a sollevare questa questione, perché intendiamo porre al centro della seduta odierna del Consiglio regionale il problema del lavoro, quindi il nostro atteggiamento, l'atteggiamento di Rifondazione Comunista, sarà caratterizzato da questa sottolineatura, perché vogliamo che questo tema assuma, all'interno e all'esterno del Consiglio, la rilevanza che a nostro avviso merita, perché il lavoro ha un ruolo che noi riteniamo fondamentale per le sorti di quest'Isola, per le prospettive di sviluppo economico e sociale della Sardegna, perché riteniamo che queste situazioni non rappresentino solo drammi umani, ma siano state determinate da condizioni di sviluppo errate. Di esse gran parte della responsabilità porta anche l'attuale Giunta che, nonostante quello che dice, ha molto elementi di continuità con il passato, per quanto attiene sia le forze politiche che compongono l'attuale maggioranza, sia l'azione dell'Esecutivo. Su ambedue grava gran parte della responsabilità per le situazioni che noi vogliamo oggi porre al centro dell'attenzione, della discussione e del dibattito in quest'aula.
Badate, non lo facciamo per perdere tempo, né tanto meno per nostro sfizio, anche perché è difficile, ripeto, condurre una battaglia di questo tipo in quest'aula, in condizioni spesso disagevoli anche sul piano individuale. Noi vogliamo sollevare il problema perché lo riteniamo fondamentale, riteniamo che una risposta su questo terreno debba essere data, che l'interlocuzione che pure c'è stata nel corso di queste settimane e di questi giorni debba essere riaperta per migliorare concretamente la manovra finanziaria e per tentare di dare risposte non solo ai lavoratori, ma anche ai problemi di quest'Isola, se è vero come è vero che nel corso di questi ultimi anni, nel corso di questi ultimi mesi, abbiamo bruciato centinaia di miliardi, quindi migliaia di milioni, in risarcimenti per danni causati dalla mancata manutenzione del territorio. Quando noi poniamo il problema di dare risposte ai lavoratori che protestano sotto questo Consiglio, di dare risposte ai tanti lavoratori che protestano in tante parti dell'Isola, chiediamo anche, nel contempo, di affrontare, in modo positivo, alcuni problemi fondamentali per quest'Isola, evitando di bruciare risorse in risarcimento di danni e tentando di costruire un progetto complessivo di recupero ambientale che consenta, anche in questo caso, di evitare che si ripetano i disastri che abbiamo registrato nel corso dei mesi e degli anni scorsi. Ciò ci consentirà, nello stesso tempo, di dare risposte concrete a chi oggi chiede e pretende di essere ascoltato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Signor Presidente, il comma 18 che è in discussione iscrive nei fondi speciali le risorse per il finanziamento dei provvedimenti legislativi specificati nelle tabelle A, B e C. Nelle tabelle A, B e C sono indicati tutti i provvedimenti legislativi nei vari settori, provvedimenti che sono noti come collegati alla finanziaria, e che sono in numero talmente consistente da rischiare seriamente di non essere approvati da questo Consiglio regionale, certamente non secondo le modalità previste dal nostro Regolamento e dalla nostra legge di contabilità.
In modo particolare la tabella B prevede, per interventi a favore dell'imprenditoria giovanile, uno stanziamento pari a 200 miliardi l'anno. Questo intervento, come a tutti è noto, riguarda la definizione di tutta le richieste relative alla legge 28 presentate entro il 1999. E' stato quantificato un ammontare di risorse pari a 600 miliardi per far fronte a tutte le pratiche presentate entro il 31 dicembre 1999 e, pare, positivamente istruite dal sistema bancario. Così mi esprimo perché su questa consistente quantità di imprese giovanili non abbiamo alcuna documentazione, sebbene sia stata ripetutamente richiesta, non sappiamo esattamente in quali zone della Sardegna queste imprese si andranno a localizzare, non sappiamo esattamente quali siano i settori nei quali prevalentemente si svilupperà l'imprenditoria giovanile.
La Regione sarda spenderà circa 600 miliardi, o presume di spendere circa 600 miliardi, ricorrendo a mutui che devono essere accesi per questo specifico intervento, senza che si sappia esattamente, lo ripeto, quali siano i settori che saranno interessati. Ma non sappiamo neanche esattamente in quale parte dell'anno 1999 siano state presentate al sistema bancario le richieste di finanziamento in base alla legge 28, una legge che, come si sa, ha cessato di avere efficacia il 31 dicembre 1999, secondo molti di noi ben prima. Comunque si è determinata in Sardegna una aspettativa enorme per un incentivo al sistema imprenditoriale e alla creazione di nuova occupazione giovanile che è preoccupante. E' preoccupante per la dimensione e per il fatto che questo fenomeno non è censito; non sappiamo bene, lo ripeto, in quali settori questi investimenti vengono richiesti. Si tratta di investimenti fortissimamente incentivati che rischiano di produrre dei danni a imprese che sono già presenti sul mercato e che quindi subiranno una fortissima concorrenza da parte di queste nuove iniziative. Ciò che sorprende è appunto la mancanza assoluta di indicazioni sulle tipologie di intervento, sulla quantità di occupazione aggiuntiva, l'unica cosa che è stata quantificata sono appunto i 600 miliardi necessari.
Credo che su questa partita torneremo sicuramente e che essa sia a fortissimo rischio, nel senso che si stabilisce una posta di bilancio alla quale probabilmente non faranno seguito i decreti di finanziamento di queste attività, perché viziati a causa di una serie di situazioni poco comprensibili.
Per questo motivo io voterò contro il comma 18, e quindi conseguentemente contro le tabelle a cui esso fa riferimento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.
cugini (D.S.). Grazie Presidente. La discussione che stiamo facendo sulla tabella, lo dico per il collega Pittalis, è una parte del ragionamento che è stato fatto in questi giorni.
Io cercavo prima l'assessore Luridiana per avere almeno una possibilità di dialogo per evitare che si esprimano dei voti (in questo caso io voterò contro), un po' alla cieca, senza capire se nella decisione che abbiamo assunto l'altro giorno di verificare la possibilità di pervenire ad alcune soluzioni concordate, rientri parte di questi finanziamenti che sono inseriti nelle tabelle A e B, la C riguarda una piccola parte di programmi d'iniziativa comunitaria, perché queste tabelle indicano collegati che devono essere portati in discussione, devono essere approvati, leggi che devono essere finanziate, adesso il collega Spissu richiamava i 200 miliardi della legge "28", ed anche altri interventi. Quindi l'esigenza di fare un confronto di merito per verificare quanto viene messo a disposizione per la soluzione che si sta cercando è importante. Non so se si possa sospendere la seduta, per carità la sospensione si presta a critiche da parte dei colleghi della maggioranza, ma a me interessa comunque richiamare il concetto al quale accennavo perché stiamo trattando di un argomento estremamente delicato che comporta interventi in tutto il territorio regionale, attraverso le risorse previste da queste tabelle. Però, ecco l'assessore Luridiana, non so se l'iniziativa che lui ha assunto per rispondere alle richieste da noi avanzate riaprendo il dialogo che si era instaurato, sia collegata alla discussione che stiamo facendo oppure si pensi di utilizzare risorse diverse da quelle che vengono indicate dal comma in esame.
Quindi il mio voto è contrario ma con questa argomentazione, che vuole lasciare aperta ancora la discussione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.
vassallo (R.C.). Nell'esprimere il voto contrario al comma 18 voglio richiamare brevemente un ragionamento che facevo poc'anzi ma che si ricollega anche ad una serie di considerazioni che venivano fatte dall'onorevole Spissu e poco fa anche da Cugini, cioè l'esigenza di conoscere nel merito per approvare o respingere in maniera consapevole. Infatti la consapevolezza dell'Aula sulle norme che votiamo mi sembra veramente poca, può darsi che anche la nostra conoscenza rispetto a quella della stessa maggioranza sia scarsa però, se così fosse, sarebbe doveroso, da parte della maggioranza, renderci edotti delle notizie che noi non abbiamo, perché se no veramente la conoscenza è a senso unico, anziché essere patrimonio di tutti i consiglieri, diritto che sarebbe bene venisse assicurato. Cugini diceva che forse sarebbe opportuna una breve sospensione; è chiaro che in questo momento proporre brevi sospensioni può essere visto come elemento di turbativa e di dilazione, però forse dovrebbe prevalere il buon senso, la necessità di conoscere e di approfondire piuttosto che approvare senza sapere.
Ma voglio richiamarmi anche ad un ragionamento che facevo poc'anzi sulla stabilizzazione dei 3150 lavoratori precari che con molta enfasi è stata annunciata dalla stampa. Dato che noi non conosciamo nel merito questo progetto di stabilizzazione, abbiamo fatto alcune ipotesi con la fantasia, cercando di comprendere, passsando in rassegna anche il sistema di interventi previsti dalla legislazione vigente, per prevedere in che modo l'Assessorato, soprattutto nel settore occupazionale, possa attuare questa benedetta stabilizzazione di 3150 lavoratori, e abbiamo ipotizzato che forse si è operato utilizzando l'articolo 25 della legge numero 17 del 2000. Allora, in fase di esame dell'assestamento di bilancio dello scorso anno, molto si discusse su questa necessità, fatto sta che è passato ormai un anno e questa sembra essere la risposta. Però ci assalgono i dubbi sulla bontà di queste iniziative e di questa notizia, anche perché se andiamo a rivedere le norme che noi stessi abbiamo scritto e che il Consiglio ha approvato, troviamo che grande parte della legislazione che riguarda questo settore, e che interviene a favore di questo strato sociale della nostra società, è rimasta completamente inapplicata. Per esempio, abbiamo nel dicembre 1998 approvato una norma sulla contribuzione volontaria, ci risulta che, siamo ormai a marzo del 2001, i fondi a suo tempo stanziati per questa finalità sono rimasti, completamente non spesi, nelle casse della Regione, in conto residui. Mi si potrà dire che nel frattempo, dal dicembre 1998 ad oggi, forse è stata fatta una convenzione, di fatto concretamente non una lira è stata erogata.
Dato che vedo che sta scadendo il tempo a mia disposizione interrompo il mio ragionamento per riprenderlo nel corso delle dichiarazioni di voto dei successivi commi.
PRESIDENTE. Metto in votazione il comma 18. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Mi ricordano gli uffici che prima di procedere alla votazione del comma 19 occorre precisare che le cifre indicate nelle lettere a), b) e c) potranno essere modificate nel corso della discussione dell'articolo e degli altri articoli a seconda dell'approvazione degli emendamenti che sono stati presentati, quindi si tratta di cifre che sono indicative e che in sede di coordinamento saranno soggette ad essere modificate.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Nell'annunciare il voto contrario al comma 19 ne chiarisco le ragioni che sono connesse a quelle precedentemente esposte. Per dare risposta a pressanti domande di lavoro per quanto attiene principalmente i lavoratori sociali utili, si utilizza oggi l'istituto della cosiddetta stabilizzazione.
Noi vorremmo che si riflettesse un attimo sul fatto che questo istituto è direttamente mutuato dalle disposizioni nazionali, le quali disciplinano le condizioni dei lavoratori espulsi dai processi produttivi allo stesso, identico modo in tutte le parti del territorio nazionale, sia del centro-nord, sia del centro-sud, sia delle isole, come se l'economia italiana fosse un'economia che si svolge nelle stesse condizioni.
Ora, è evidente a tutti che stabilizzare vuol dire dare un posto stabile, vuol dire sostanzialmente dare un posto; e se questa operazione di dare un posto a lavoratori espulsi dai processi produttivi ha una sua logica nella Lombardia, nel Veneto o anche nell'Emilia, ne ha una ben diversa nelle regioni del sud. Nelle economie forti e floride trovare, con un qualche incentivo, spazi di inserimento nelle aziende per i lavoratori professionalizzati ed espulsi, che rimangono indietro, può essere una cosa fattibile facilmente; nelle regioni del sud, dove i tassi di disoccupazione sono al 20 per cento, è chiaro ed evidente innanzitutto che questa operazione è estremamente difficile, ed è difficile per tutti, non solo per l'assessore Luridiana, in secondo luogo vuol dire, purtroppo, mettere in concorrenza le esigenze legittime di questi lavoratori con quelle altrettanto legittime di altri potenziali lavoratori, cioè dei disoccupati. Ecco perché noi riteniamo che il tanto parlare dell'autonomia, dei nuovi statuti, delle nazionalità, della capacità di decisione propria, di autogoverno, sia direttamente proporzionale al così scarso fare.
Noi non possiamo risolvere questo problema in queste regioni e nella nostra regione facendo ricorso alla sola categoria della stabilizzazione, ecco perché la proposta che abbiamo avanzato, e che stiamo chiamando il Consiglio a prendere in seria considerazione, è quella non di aggiungere risorse finanziarie regionali rispetto a quelle statali ai soli fini della stabilizzazione, che in qualche modo se anche risolvesse il problema di questi lavoratori lo farebbe a discapito di altri lavoratori, cioè dei disoccupati, nella migliore delle ipotesi creerebbe una occupazione sostitutiva rispetto ad altra occupazione possibile; quello che noi proponiamo è un progetto nuovo, finanziato con risorse regionali e statali, che crei un'altra possibilità di lavoro, un progetto produttivo, nei settori del risanamento ambientale, della cura e gestione dei beni culturali, della manutenzione dei beni pubblici, tutte attività produttive di interesse economico della Regione, per cui quei danari sarebbero un investimento perché a fronte di un finanziamento regionale pari a 100 miliardi per questa partita, la Regione ricaverebbe una utilità. Gli utili, infatti, non sono solo i profitti dei privati, quello è solo un aspetto dell'utilità. Vi sono utilità collettive, utilità sociali che indirettamente aiutano anche il profitto privato; pensate a una gestione, come già esempi preclari esistono in diverse parti del territorio di questa nostra regione per la lungimiranza anche di amministratori pubblici che hanno saputo valorizzare i beni ambientali, che oltre a salvaguardare il bene ambientale, oltre a una valorizzazione e un miglioramento culturale complessivo, oltre a tutelare i beni, faccia nascere nuove forme di economia. Questa è la vera new economy, non quella fasulla che un giorno produce un aumento della azioni pari a mille e il giorno successivo un crollo pari a 900! Questa è la vera nuova economia della nostra regione: i suoi giacimenti culturali, le sue capacità di produrre beni, anche beni durevoli e non sempre beni materiali, ma anche beni immateriali che poi aiutano l'economia nel suo insieme, perché non c'è chi non veda che un afflusso di visitatori, di persone interessate ai giacimenti culturali della Sardegna è un fenomeno non riconducibile direttamente all'attività turistica, ma che in qualche modo ha un influsso positivo sull'attività turistica, che non sarebbe più circoscritta a quella balneare estiva, ma diverrebbe attività culturale, umana, produttiva, che dura tutto l'anno.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, ha terminato il tempo a sua disposizione. Ha facoltà di parlare il consigliere Ortu per dichiarazione di voto.
ORTU (R.C.). Noi abbiamo posto una questione, che riteniamo fondamentale e che non può essere affrontata così come proposto nella manovra finanziaria, destinando alle politiche attive per il lavoro meno del 5 per cento di 13 mila miliardi, meno del 5 per cento di un bilancio che cresce sia per quanto riguarda i trasferimenti statali e le entrate proprie, sia per quanto riguarda l'indebitamento. Quindi un bilancio che non può e non deve trascurare, e non è accettabile che questo avvenga, le politiche attive per il lavoro e le politiche per lo sviluppo.
E se ci fosse bisogno della riprova di quanto stiamo affermando, vi sono a disposizione non i nostri dati, i dati che qualcuno potrebbe considerare in qualche modo da noi manipolati per sostenere la nostra tesi, vi sono i dati pubblicati lunedì, 15 gennaio 2001, dal quotidiano Il Corriere della Sera che dimostrano quello che sta accadendo nel nostro Paese; per la verità anche Il Corriere della Sera si interroga, lo fa all'interno, nell'inserto economico, in quella parte del giornale meno conosciuta, destinata soprattutto ad alcuni ambienti, si interroga, dicevo, su quello che sta accadendo nel nostro Paese, anche in ordine alle conseguenze, dal punto di vista economico, per gli interessi di quei ceti sociali che ben rappresenta. Il Corriere della Sera fa una analisi degli andamenti, negli ultimi venti anni, dei salari netti e de i profitti netti rispetto al prodotto interno lordo. E' singolare la conclusione dello stesso quotidiano che, guarda caso, viene incontro alle esigenze che noi stiamo riproponendo, laddove sottolinea la necessità di una politica che stia più attenta alla redistribuzione del reddito, altrimenti le conseguenze sarebbero di un avvitamento dello sviluppo che, in qualche misura, potrebbe avere una ricaduta negativa anche sulla crescita economica.
Il Corriere della Sera, analizzando gli ultimi vent'anni, in sostanza dice che nel 1980 i salari in Italia assorbivano il 56,4 per cento del reddito nazionale. Nel 1999, dopo 19 anni, è l'ultimo dato disponibile, i salari sono calati da 56,4 per cento al 47 per cento, mentre i profitti sono cresciuti dal 21, 3 per cento al 28,6 per cento. Ditemi voi se questo non significa che in questo Paese non ci debba essere una politica di ridistribuzione del reddito a partire delle politiche attive per il lavoro, e se su 13 mila miliardi non debbano essere trovate le risorse per dare risposta anche ai problemi che noi poniamo!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Nell'esprimere il voto contrario sul comma 19 intendo concludere il ragionamento che facevo sul comma 18, quando richiamavo una serie di articoli e di norme finanziarie, riferendomi all'articolo 25 della legge numero 17 del 2000, all'articolo 18 della legge numero 37 del 1988, a norme fissate in leggi di bilancio e finanziarie che prevedono specifici interventi per affrontare i problemi ai quali noi stiamo cercando, con molta determinazione, di dare un minimo di risposta.
Proprio a seguito dell'esame della loro attuazione e dei risultati che quelle norme hanno prodotto, abbiamo scoperto, con molta amarezza, che nessun risultato hanno prodotto perché non una lira è stata spesa. Questo ci preoccupa non poco, perché dimostra non solo una incapacità di spendere, ma forse è indice anche della precisa volontà politica di non dare attuazione gli stessi dettati legislativi che in questa Aula ci diamo. Poc'anzi l'onorevole Ortu riferiva una serie di dati e faceva un preciso ragionamento sulla situazione economica del nostro Paese e su chi da questa situazione trae vantaggi e chi in questa situazione invece perde e viene sempre più emarginato. Quello che più meraviglia è che non si voglia comprendere da parte vostra e da parte della maggioranza non soltanto l'innovatività della nostra proposta, ma anche la sua utilità. Ogni ragionamento si infrange sulla vostra convinzione che una risposta a questi problemi possa essere valida in termini produttivi, solamente incentivando il sistema delle imprese e quelle attività economiche che si sono consolidate in questi ultimi anni nella nostra regione, senza considerare che vi sono attività economiche che invece hanno una ricaduta positiva sul sistema economico, per cui possono costituire quel volano per la crescita economica che altrimenti non si avrebbe. Per altro non si capisce perché questo concetto che noi ribadiamo circa la necessità di un grosso piano di intervento, che definiamo verde e che in parte stiamo già attuando in alcuni settori produttivi, provochi tante resistenze.
Quando noi finanziamo attività culturali, quando noi finanziamo quelle attività che qualificano i nostri interventi in alcune realtà, interventi che agevolano la diffusione del turismo, l'arrivo nella nostra Isola di presenze qualificate, di soggetti che se no non sarebbero mai venuti, cosa stiamo facendo? Non stiamo forse realizzando un progetto che di per sé non provoca sviluppo economico immediato, nel senso che non è quell'attività in quanto tale che sviluppa l'economia ma è ciò che si verifica a latere dell'iniziativa stessa, che provoca un beneficio all'economia.
Non si vuol comprendere che vi possono essere e vi sono attività di valorizzazione del nostro patrimonio ambientale e culturale...
PRESIDENTE. Il tempo a sua disposizione è terminato.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Chiedo la votazione nominale del comma 19.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri SELIS, DEIANA, MANCA, SPISSU, DEMURU, VASSALLO, ORTU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del comma 19.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: BALLETTO - BIGGIO -CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONNIS - OPPI - PIANA - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SCARPA - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - FADDA - FALCONI - GIAGU - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO -PINNA - PIRISI - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SPISSU - VASSALLO.
Si è astenuto il consigliere: COGODI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 61
Votanti 59
Astenuti 2
Maggioranza 30
Favorevoli 39
Contrari 20
(Il Consiglio approva)
PRESIDENTE. Dovremmo ora passare all'esame dell'altra blocco di commi dell'articolo 1, cioè i commi dal numero 20 al numero 60.
Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Presidente, secondo l'ordine in cui è stato disposto il materiale che ci è stato distribuito, ma anche secondo le cose dette, anche stamattina, l'esame dell'articolo 1 dovrebbe proseguire per blocchi di commi; quest'ordine si può modificare, se lo si riterrà opportuno lo si vedrà nel proseguo dei lavori, a partire dall'articolo 2, però io ritengo che forse non convenga a nessuno fare un nuovo braccio di ferro sul metodo di lavoro. L'articolo 1 è stato diviso in blocchi, il prossimo blocco contiene solo ed esclusivamente il comma 20, che si articola in una serie di sottocommi infinita, e al quale è stata presentata una montagna di emendamenti.
Allora, se si vuole perdere tempo, si può riaprire la discussione sul metodo, e continuare a discutere su come procedere; se invece vogliamo consentire ai consiglieri di esprimersi, anche se questo può creare delle difficoltà all'Aula, sul merito, va rispettata l'impostazione iniziale, che prevedeva la suddivisione dell'articolo 1 in una serie di blocchi di commi; tra l'altro non abbiamo nemmeno a disposizione il materiale sulla parte restante, vedo che è stato predisposto solo adesso per essere distribuito. E' necessario almeno consentire ai colleghi consiglieri di prendere visione di come gli emendamenti sono stati raggruppati, almeno questo la Presidenza deve garantirlo! Se si vuole proseguire la discussione senza riaprire una diatriba sul modo di procedere, che ci farebbe perdere tempo, ribadisco l'esigenza di rispettare la suddivisione in blocchi, che prevede che il prossimo blocco sia costituito dal comma 20 e dai relativi emendamenti.
Io ritengo che il buonsenso anche in questo caso debba prevalere; ciò significa che anche noi dobbiamo avere la possibilità di intervenire nel merito della finanziaria, ponendo le questioni che riteniamo prioritarie, sulle quali nessuno ci può mettere il bavaglio e nessuno ha il diritto qui di forzare le regole, tra l'altro sapendo che lo stesso materiale che è stato distribuito in aula non ci consente di discutere l'insieme dell'articolo numero 1, perché gli emendamenti raggruppati per blocchi di commi e la documentazione distribuita riguarda il primo e al secondo blocco e non ci consente di esaminare la parte restante, o perlomeno ci devono essere concessi i tempi necessari per poter prendere visione del materiale, altrimenti ci costringerete a fare ulteriori richieste, che possono riguardare anche la possibilità di discutere, come la stessa formulazione tecnica della finanziaria consente, in modo più articolato, e magari il tempo che si pensa di recuperare da una parte lo si perderebbe dall'altra.
Chiedo pertanto che venga rispettata la decisione precedentemente assunta, proseguendo l'esame della legge finanziaria con le modalità sinora seguite.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Presidente, siccome il linguaggio di chi mi ha preceduto, è sempre ermetico, vorrei capire cosa significa che il materiale non è a disposizione. Cosa vuol dire "materiale"? Non l'ho capito, non so quale sia il materiale. Se si vogliono indicare gli emendamenti, sono a disposizione da un sacco di tempo, se loro non sono in condizioni di ordinarli, li manderemo a lezione, ma gli emendamenti ci sono da molto tempo. Cosa vuol dire materiale? Qui si sta mentendo.
PRESIDENTE. Evidentemente non sono stato chiaro nell'intervento di ieri sera: inizialmente era stato raggiunto un accordo in base al quale ci sarebbe stata una forzatura del Regolamento, nel senso che avremmo discusso articoli così complessi, con tanti commi, per blocchi di commi definiti per omogeneità di materia. Questo accordo evidentemente è saltato, perché si è preferito non dare ad esso l'interpretazione che si era data, nel senso di trattare i blocchi di commi come se fossero dei veri e propri articoli, discutendo il complesso dei commi senza consentire pratiche ostruzionistiche. Questo si è verificato nei fatti, e quell'accordo fra gentiluomini è saltato, pertanto si ritorna ad osservare puramente e semplicemente le norme del Regolamento, il quale dispone che la discussione verta sul complesso di articoli e emendamenti.
Abbiamo derogato a tale norma per il primo blocco ma siccome non c'è più l'unanimità nel voler procedere in questo modo, da ora si applicheranno puramente e semplicemente le norme del Regolamento. Si deve pertanto dare lettura dei commi ancora in discussione e degli emendamenti ad essi presentati. Gli uffici hanno fatto un lavoro abbastanza corposo e difficoltoso per metterli in ordine, spetta alla Presidenza disporre l'ordine della votazione dei singoli emendamenti, ma il Regolamento deve essere osservato. Quindi da questo momento in poi discuteremo la seconda parte dell'articolo 1 con tutti gli emendamenti.
Si dia lettura dei commi restanti dell'articolo 1, a partire dal comma 20.
RANDAZZO, Segretario:
20. Nella legge regionale n. 11 del 1983 sono introdotte le seguenti modifiche:
a) all'articolo 38 (Leggi regionali di spesa e relativa copertura finanziaria) è aggiunto, in fine, il seguente comma:
"A seguito dell'entrata in vigore di una legge regionale comportante oneri finanziari o comunque variazioni alle unità previsionali del bilancio, con decreto dell'Assessore del bilancio, adottato su proposta dell'Assessore competente per materia da inviarsi entro quindici giorni dalla data di pubblicazione della stessa legge, sono apportate le variazioni nell'allegato tecnico del bilancio concernenti sia capitoli esistenti che da istituire. Il decreto di variazione è trasmesso al Consiglio regionale ed alla Ragioneria Generale.";
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Chiedo che venga data lettura integrale dell'articolo.
PRESIDENTE. Onorevole Randazzo, interrompa un attimo la lettura. Invito tutti i Segretari di turno a prendere posto presso il banco della Presidenza. Oggi sono di turno i Segretari Randazzo e Ortu. Prego onorevole Randazzo, prosegua la lettura.
RANDAZZO, Segretario:
b) il comma 5 dell'articolo 46 (Aperture di credito) è sostituito dai seguenti:
"Gli uffici dell'Amministrazione incaricati del riscontro devono esaminare i rendiconti e trasmetterli alla Ragioneria Generale controfirmati per il visto di regolarità sia dal funzionario che ha effettuato il riscontro, sia dal dirigente preposto al servizio, entro i quattro mesi successivi alla loro ricezione o al perfezionamento di eventuali rilievi.
La Ragioneria Generale, sui rendiconti pervenuti dopo l'entrata in vigore della legge regionale 15 aprile 1998, n. 11, esercita nei tre mesi successivi la ricezione, un riscontro contabile dei titoli di spesa accertando la giusta imputazione al relativo ordine di accreditamento, senza estendere l'esame alla legalità ed alla regolarità della spesa.";
c) dopo il comma 5 dell'articolo 46 sono inseriti i seguenti:
"Sui rendiconti resi ai sensi dell'articolo 4 della legge regionale 7 gennaio 1975, n. 1, e dell'articolo 28 della legge regionale 28 aprile 1992, n. 6, pervenuti dopo l'entrata in vigore della legge regionale 15 aprile 1998, n. 11, la Ragioneria Generale esercita, nei tre mesi successivi alla ricezione, una verifica di natura contabile, senza estendere l'esame alla legalità e alla regolarità della spesa.
I rendiconti inclusi nei programmi di controllo di gestione dell'Amministrazione regionale e della Corte dei Conti, sono inoltrati ai predetti uffici in originale e completi di tutta la documentazione nei termini indicati dai programmi stessi.";
d) dopo l'articolo 46 è aggiunto il seguente:
"Art. 46 bis (Particolari modalità di spesa)
1. Al fine di consentire il funzionamento degli uffici di rappresentanza all'estero della Regione Sarda è consentita, da parte della Presidenza e degli Assessorati, l'apertura di conti correnti intestati alla Regione sui quali possano trarre i funzionari individuati quali responsabili della gestione.
2. Le somme versate nei suddetti conti possono essere mantenute nell'esercizio successivo a quello in cui è avvenuto l'accreditamento al termine del quale il funzionario responsabile deve riversare nelle entrate del bilancio della Regione le somme inutilizzate.
3. Il predetto funzionario deve riversare, altresì, entro il 31 marzo di ogni anno, gli interessi maturati al 31 dicembre dell'anno precedente.
4. Ai fini della rendicontazione e del controllo valgono le disposizioni di cui all'articolo 4 della legge regionale 7 gennaio 1975, n. 1.";
e) l'articolo 51 è sostituito dal seguente:
"Art. 51 (Pagamento dei titoli di spesa)
1. I mandati diretti, gli ordinativi su ordini di accreditamento, gli ordini di pagamento su ruoli di spesa fissa e gli ordinativi su contabilità speciali emessi dall'Amministrazione regionale sono pagati in contanti dai competenti stabilimenti degli Istituti Tesorieri. Il Tesoriere appone sul titolo certificazione datata dell'avvenuta esecuzione, raccogliendo quietanza su documentazione meccanografica da conservare presso di sé.
2. Su richiesta dell'Amministrazione regionale il Tesoriere fornisce gli estremi di qualsiasi operazione di pagamento eseguita, nonché la relativa prova documentale, che lo stesso Tesoriere dovrà custodire per i cinque anni successivi all'esercizio finanziario di riferimento.
3. Sono fatte salve:
a) la facoltà degli Istituti Tesorieri di utilizzare altri tramiti di pagamento, di cui all'articolo 8, comma 4, del capitolato speciale sull'ordinamento del servizio di Tesoreria, allegato alla legge regionale 7 luglio 1975, n. 27;
b) l'applicazione delle disposizioni sulla contabilità generale dello Stato relative alle quietanze da darsi per atto pubblico;
c) la facoltà dei dipendenti della Regione di delegare la riscossione dei loro stipendi, retribuzioni, assegni, compensi ed indennità, e il rilascio delle relative quietanze, nelle forme e nei limiti delle vigenti norme regionali e, per quanto da queste non previsto, dalle disposizioni sulla contabilità generale dello Stato.
4. La facoltà di cui alla lettera c) del comma 3 è estesa a chiunque percepisce dalla Regione emolumenti di analoga natura.";
f) dopo l'articolo 54 bis è aggiunto il seguente:
"Art. 54 ter (Operazioni di riscossione)
1. Per ogni somma riscossa il Tesoriere regionale provvede ad annotare l'entrata, numerandola in ordine cronologico per esercizio finanziario, in apposito registro, che può essere anche in formato meccanografico.
2. Il registro viene fornito annualmente dall'Amministrazione regionale, numerato e timbrato in ogni pagina.
3. Il tesoriere, a richiesta del versante, è tenuto a rilasciare dichiarazione di avvenuto versamento, in conformità a quanto contenuto nel registro di cui al comma 1 del presente articolo, su propria modulistica adottata di concerto con la Ragioneria Generale.";
g) nell'ultimo comma dell'articolo 62 l'espressione:
"Con decreto dell'Assessore competente" è sostituita dalla seguente: "con determinazione del Direttore generale competente".
PRESIDENTE. Segretario, sospenda la lettura perché secondo gli accordi dobbiamo chiudere la seduta alle ore 13 e 30, per riprendere alle ore 15.00. Mi chiedono di riprendere alle ore 16.00; se tutti sono d'accordo accogliamo la richiesta
La seduta è tolta, i lavori riprenderanno alle ore 16.00.
La seduta è tolta alle ore 13 e 32.
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