Seduta n.216 del 27/07/2006
CCXVI SEDUTA
(ANTIMERIDIANA)
GIOVEDI' 27 LUGLIO 2006
Presidenza della Vicepresidente LOMBARDO
indi
del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 10 e 10.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 20 luglio 2006 (210), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Vincenzo Floris e Nazareno Pacifico hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 27 luglio 2006.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:
Sanciu - La Spisa - Lombardo - Contu - Licandro - Sanjust - Rassu - Petrini: "Norme regionali relative alla prevenzione degli incidenti e alla sicurezza dei giovani legata alla frequentazione dei locali di intrattenimento notturno". (245)
(Pervenuta il 21 luglio 2006 e assegnata alla settima Commissione.)
Giagu - Pisano - Cherchi Silvio - Maninchedda - Sanna Matteo - Sabatini - Fadda - Contu - Pittalis - Floris Vincenzo - Mattana - Milia: "Orari di apertura degli esercizi commerciali. Modifica delle legge regionale 18 maggio 2006, n. 5 (Disciplina generale delle attività commerciali)". (246)
(Pervenuta il 26 luglio 2006 e assegnato alla 6ª Commissione)
PRESIDENTE. Si dia annunzio della interrogazione pervenuta alla Presidenza.
MANCA, Segretario:
"Interrogazione Scarpa, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata erogazione di acqua potabile a centinaia di famiglie ed agricoltori della Nurra in presenza di una condotta regolarmente realizzata e posta in pressione e sulla contestuale quadruplicazione del costo dell'acqua potabile fornita mediante autobotte". (567/A)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Poiché, ai sensi dell'articolo 91, comma 3 del Regolamento, per poter procedere alla prima votazione devono trascorrere dieci minuti dall'inizio della seduta, sospendo la seduta per cinque minuti. I lavori riprenderanno alle ore 10 e 17.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 12, viene ripresa alle ore 10 e 19.)
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta, prego i colleghi di prendere posto.
E' stata richiesta la verifica del numero legale. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere Ladu.)
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
Prendo atto che il consigliere Cachia risulta presente.
PRESIDENTE. Sono presenti 43 consiglieri, per cui siamo in numero legale.
(Risultano presenti i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Dedoni - Fadda -Frau - Gallus - Giagu - La Spisa - Ladu - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Marracini - Masia - Mattana - Orrù - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Francesco - Scarpa - Secci - Serra - Soru - Uggias - Uras.)
Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato 151-237/A "Norme in materia di bilancio e di contabilità della Regione autonoma della Sardegna" della proposta di legge Floris Mario, Cherchi Oscar: "Modifica all'articolo 13 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11 (Norme in materia di bilancio e di contabilità della Regione) e successive modifiche (151) e del disegno di legge: "Norme in materia di bilancio e contabilità della Regione autonoma della Sardegna" (237)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato 151-237/A.
Passiamo all'esame dell'articolo 4, a cui sono stati presenti due emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4 e dei relativi emendamenti:
Art. 4
Documento annuale di programmazione
economica e finanziaria
1. Il Documento annuale di programmazione economica e finanziaria (DAPEF) aggiorna annualmente il PRS e, con riferimento al periodo del bilancio pluriennale, coordina i flussi finanziari pubblici determinando l'ammontare delle risorse disponibili comprensivo delle entrate proprie.
2. Il DAPEF contiene:
a) un esame del grado di realizzazione dei programmi e degli interventi finanziati con il bilancio e dei risultati raggiunti, anche in termini economici;
b) l'aggiornamento degli indirizzi e delle priorità delle politiche e delle azioni che devono essere perseguite e attuate, anche con riferimento alla legislazione da emanare, per il conseguimento degli obiettivi individuati nel PRS;
c) le previsioni delle entrate, del ricorso all'indebitamento e del prelievo autonomo da parte della Regione;
d) i criteri e i parametri per la formazione del bilancio annuale e pluriennale;
e) l'indicazione dei programmi da finanziarsi con il bilancio pluriennale, compresa l'attività degli enti e delle agenzie regionali.
3. Con apposito allegato tecnico al DAPEF, non soggetto ad approvazione consiliare, è data rappresentazione dell'aggiornamento delle schede riepilogative di cui al comma 2 dell'articolo 2.
4. Il DAPEF, approvato dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore competente in materia di programmazione, è trasmesso al Consiglio regionale ai sensi dell'articolo 12.
Emendamento soppressivo totale Capelli - La Spisa - Vargiu - Diana - Ladu - Floris
Articolo 4
L'articolo 4 è soppresso. (23)
Emendamento sostitutivo parziale Giunta Regionale
Articolo 4
Il comma 3 è sostituito come segue:
"3. In un separato allegato tecnico la Giunta regionale trasmette al Consiglio regionale l'aggiornamento delle schede riepilogative di cui al comma 2 dell'articolo 2." (5).)
PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi al banco della Presidenza non oltre la conclusione del primo intervento.
E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa per illustrare l'emendamento numero 23. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). L'articolo 4 riguarda il Documento annuale di programmazione economica e finanziaria. Nell'esame fatto in Commissione è stato rilevato, così come risulta dalla relazione illustrativa della legge presentata dalla Giunta, che l'esperienza sul DPEF, che ci si propone di trasformare in DAPEF, non è stata, credo in più di dieci anni di attuazione dell'ultima legge di contabilità, particolarmente positiva. Lo abbiamo detto noi, lo ha detto la Giunta, lo hanno detto i colleghi di maggioranza. I DPEF sono stati, in gran parte, dei documenti inizialmente molto corposi, che però, man mano che si è andati avanti negli anni, si sono sempre più ridotti, giustamente, anche nel numero delle pagine, perché si sono rivelati dei documenti inutili fino alle ultime pagine, quelle che, in ogni annualità, erano dedicate, e sono tuttora dedicate, a stabilire il quadro della prossima manovra finanziaria, cioè i tetti di spesa e il tetto dell'indebitamento, in sostanza l'analisi sugli elementi finanziari della gestione della Regione.
In realtà, se qualcosa il DPEF in questi anni ha prodotto, questo qualcosa è proprio un'analisi rigorosa - direi da parte di tutte le Giunte, da quella di cui faceva parte Pier Sandro Scano fino a quella dell'attuale Assessore della programmazione - con l'indicazione precisa di quelli che erano, e sono, i limiti dettati da una situazione finanziaria difficile, che tutti conosciamo, e cioè incremento delle spese e contrazione, invece, del livello delle entrate.
Il DPEF, di fatto, ha svolto questo ruolo, quello cioè di anticipare preliminarmente la legge finanziaria e indicare i limiti quantitativi della manovra. In questo è stato uno strumento utile, perché in anticipo, prima di esaminare il testo dei disegni di legge finanziaria e di bilancio, si sapeva, e si sa, qual è la situazione dei nostri conti. E nella stessa elaborazione della legge finanziaria, a partire dalle valutazioni che fanno gli uffici della Regione, fino ad arrivare alle valutazioni che si fanno in Consiglio regionale, si ha un quadro certo e l'impegno pubblico a rispettare alcuni limiti, in particolare quelli riguardanti il rapporto tra la spesa corrente e la spesa per investimenti e soprattutto il limite delle autorizzazioni alla contrazione di debiti.
Il DPEF, nella proposta originaria della legge di contabilità numero 11 del 1983, aveva lo scopo di fare ciò che nella contabilità dello Stato fa lo stesso tipo di documento, cioè rendere più snella l'azione di programmazione e distinguere il momento della individuazione dei programmi, e quindi delle strategie, degli obiettivi e degli strumenti per conseguirli, dal momento dell'approvazione delle leggi finanziaria e di bilancio. Questo era il senso del DPEF.
Ora, se noi decidiamo che questo documento non ha più senso, perché viene istituito, attraverso questa legge, il Programma regionale di sviluppo, che all'inizio della legislatura indica gli obiettivi, le strategie e anche gli strumenti per conseguire i risultati indicati, e se è vero che nella formulazione dell'articolo 2 - la parte positiva di questa legge - c'è almeno l'impegno che l'atto di programmazione generale, all'inizio di ogni legislatura, sia così preciso nella indicazione degli obiettivi, degli strumenti e delle procedure, addirittura dei passaggi legislativi, delle leggi che si intende approvare, delle risorse finanziarie e delle fonti da cui trarle, certamente il PRS potrà essere un riferimento importante per l'azione legislativa e per l'azione di programmazione e amministrazione.
Detto questo, e ribadito anche ciò che abbiamo detto ieri, e cioè che così come è proposto il Programma regionale di sviluppo è certamente scarno, frettoloso nella sua formulazione e monco, dopo la soppressione - per un pasticcio che avete combinato voi e di cui siete totalmente responsabili - dell'articolo 3, che prevedeva l'inserimento dei progetti di intervento, andando oltre nell'esame del testo di legge credo si possa rilevare che il DPEF è semplicemente l'aggiornamento dei contenuti del PRS, cioè la correzione annuale dei contenuti di quell'atto di programmazione. Non è di fatto un documento che abbia una sua autonomia, tanto è vero che la sua approvazione viene fatta coincidere con l'approvazione della legge finanziaria. Per cui non è più l'atto che individua gli obiettivi sulla base dei quali saranno elaborate la legge finanziaria e la legge di bilancio.
La manovra finanziaria ha come presupposto, secondo lo schema di questa legge, soltanto lo strumento di programmazione regionale, il PRS, che viene aggiornato, a questo punto, in occasione della legge finanziaria. Non c'è un momento intermedio nell'attività di programmazione in cui si stabiliscono degli obiettivi indicati non dalla Giunta, mentre predispone la legge finanziaria, ma dalla Giunta e dal Consiglio, e sulla base dei quali si predispone la manovra finanziaria da sottoporre all'approvazione dell'Assemblea. Così concepito il DPEF è un aggiustamento, diciamo, illogico. Forse bisognerebbe avere il coraggio di dire che il DPEF non esiste più, che non ha senso mantenerlo, perché è semplicemente un documento allegato ai disegni di legge finanziaria e di bilancio che aggiorna, ossia apporta le correzioni necessarie per adeguare all'attualità il Programma regionale di sviluppo, ma senza l'enfasi derivante dall'inserimento in legge di un apposito articolo di un documento che ormai non è più se stesso.
Per questo credo che sia pienamente condivisibile, ragionando in questi termini, la proposta di soppressione dell'articolo 4.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, non aggiungerò molto a ciò che ha appena illustrato, riferendosi all'emendamento numero 23, il collega La Spisa. Voglio solo dare una giustificazione di un emendamento soppressivo che non è, come spesso gli emendamenti soppressivi invece sono, l'occasione per non condividere la proposta della Giunta.
L'emendamento numero 23 non è strumentale, per intenderci, ma segue il ragionamento, che credo abbia una base logica e razionale, proposto negli emendamenti precedenti e successivi. Ora mi rendo conto che, non avendo accolto gli emendamenti precedenti, questo emendamento potrebbe essere ritirato, perché è riconducibile alla proposta di eliminazione dalla legge di contabilità sia della legge finanziaria sia del DPEF, mantenendo solo l'aggiornamento annuale del Programma regionale di sviluppo.
Perché sottolineo ancora questa proposta? Perché non ho sentito pareri o ragionamenti contrari, e ovviamente neanche favorevoli, a questa proposta da parte della maggioranza. Sicuramente questo non è da intendersi secondo il detto "chi tace acconsente"; mi sembra che in questo caso chi tace non acconsenta. Io continuo a dire, e lo dico anche alla Giunta, che bisogna avere il coraggio di semplificare, di riformare fino in fondo. L'inutilità del DPEF è chiara; questo documento è un passaggio in più, che appesantisce la manovra finanziaria. Lo stesso risultato si potrebbe ottenere con un aggiornamento annuale del Programma regionale di sviluppo. E' dunque un passaggio che può essere eliminato, come la finanziaria. Questo Consiglio ha il dovere e il diritto di modificare tutto ciò che ritiene attraverso le leggi. E le leggi si modificano attraverso altre leggi, non possono essere modificate diversamente. Per cui, esercitando in maniera corretta, tempestiva e opportuna il suo diritto di legiferare, il Consiglio può intervenire, in tutti i casi in cui lo ritenga opportuno, per aggiornare le leggi esistenti o per proporne di nuove.
Lo strumento della legge finanziaria, così come è stato proposto nel testo di legge, a mio avviso, cerca di mettere una pezza al fatto che il sistema non funziona. Tant'è che la stessa relazione della Giunta, allegata al testo di legge - lo vedremo durante l'esame dell'articolo 5 -, dice che l'articolo 5 modifica i contenuti della legge finanziaria che, sostanzialmente, può contenere disposizioni di qualsiasi genere. Questo dice la relazione della Giunta, a corredo della presentazione della legge!
Allora, io credo che si possa essere più coraggiosi, ovviamente lo dico nell'interesse di tutto il Consiglio e della stessa Giunta, decidendo di creare un percorso semplice, lineare, non appesantito da mille ritorni in Aula per discutere, aggiornare e quant'altro. Ci sono possibilità, nella stessa legge, che possono essere utilizzate, quale l'eliminazione del DPEF e della legge finanziaria. Comprendo anche, ovviamente, non vorrei sentirmelo dire dai colleghi, che questo adesso non è possibile, perché si è fatta una scelta diversa, credo però che sarebbe stato opportuno iniziare questo ragionamento, aggiungere un momento di confronto in Commissione e nella fase di predisposizione della legge di bilancio.
Non ritiro l'emendamento numero 23, pur comprendendo che ormai è intempestivo, nel senso che non essendo stati accolti i precedenti emendamenti non si può fare diversamente, semplicemente per lasciare il segno di una proposta che spero questo Consiglio possa tenere in considerazione nel prossimo futuro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, intervengo sull'articolo 4 e sull'emendamento numero 23, che ne prevede la soppressione. Dicevo ieri che ci eravamo ben guardati dal proporre un emendamento soppressivo totale dell'articolo 3, soppressione che, invece, è avvenuta e di cui non si capisce la ratio. Qualche intervento improvviso o forse una poco attenta conoscenza dell'articolato, hanno determinato la soppressione di un articolo che, come abbiamo avuto modo di dire ieri, aveva ragione di esistere, seppure modificato. E mi pare che di proposte in tal senso se ne siano fatte. Invece, per evitare di accogliere le giuste e corrette proposte che provenivano dai banchi della minoranza, ma debbo dire, in alcuni passaggi, anche da parte di autorevoli colleghi della maggioranza, si è preferito sopprimere l'articolo 3, che si capiva poteva e doveva essere modificato.
Perché faccio questo ragionamento sull'articolo 3? Perché se non aveva ragion d'essere la soppressione dell'articolo 3, ha invece ragion d'essere la soppressione dell'articolo 4, in quanto questa legge rischia, con soppressioni, modifiche e sostituzioni, di non essere quel tutt'uno che la Giunta regionale aveva presentato in Commissione e poi all'Aula, ma di essere una norma assolutamente disorganica, che non individua da un lato quali saranno i nuovi compiti della programmazione, ma soprattutto non introduce nessuna novità per quanto riguarda la legge di contabilità.
Non ci sono novità, Assessore, l'ho sottolineato anche nella discussione generale. Una parte di questo articolato è giusta, corretta e doverosa, prevede il recepimento di norme dello Stato, la scrittura e la codifica di norme che vengono applicate ma che non hanno una loro certificazione legislativa. Quindi è corretto che si sia fatto tutto questo, ma da qui a pensare che tutto il ciclo della programmazione regionale possa essere previsto in questo testo di legge ce ne corre! Non bisogna prendere questo ragionamento come se si volesse calcare la mano sul fatto che il ciclo della programmazione non è stato ben individuato e codificato. Non lo diremo mai abbastanza, perché il problema si presenterà alla prima occasione. E quando, in apertura, si è detto che sarebbe opportuno stralciare tutti gli articoli relativi alla programmazione e procedere solo all'esame delle norme di contabilità, non lo si è detto per porre delle zeppe o creare problemi alla maggioranza. No, noi diciamo, e ne siamo oggi più convinti, che la materia della programmazione è estremamente seria, che siamo d'accordo sull'individuazione del Programma regionale di sviluppo come strumento di programmazione. Non siamo d'accordo, invece, sul percorso che si vuole far fare a questo strumento, sulla fase attuativa, sulla metodologia che si vuole utilizzare.
Dispiace che anche oggi non sia presente l'onorevole Maninchedda, il quale sosteneva che le azioni di governo spettano alla Giunta. Nessuno questo lo vuole mettere in discussione, però è fuor di dubbio che il Consiglio regionale, così come tutti i Consigli regionali e anche il Parlamento nazionale, debba individuare un percorso al quale la Giunta si deve attenere. Ora, noi, alla Giunta, non stiamo dando nessuna prescrizione, nessun indirizzo. Voi mi direte: "Gli indirizzi verranno dati nel momento in cui si discuterà il Programma regionale di sviluppo". Ovviamente! Discuteremo qui il Programma regionale di sviluppo, ma se non ci saremo dati delle regole prima, esso diventerà un qualsiasi strumento all'attenzione del Consiglio, e noi non potremo verificare che cosa deriverà esattamente dalla norma di predisposizione del PRS. Questo non potremo farlo.
Sto parlando di prescrizioni, e credo che le prescrizioni dovrebbero essere codificate. E gli indirizzi quando vengono dati? Nel momento in cui la Giunta ci sottopone il Programma regionale di sviluppo, che non viene concordato con nessuna parte sociale? O meglio, si dice che viene concordato con le parti sociali, ma non c'è un atto scritto che individui esattamente i soggetti preposti a questa concertazione. Si sarebbe potuta individuare, io credo, una conferenza permanente allargata a tutti quegli organismi, a tutti quei soggetti che è legittimo che siano convocati. Si sarebbero evitate, Assessore, anche le numerose audizioni che le Commissioni e la Giunta fanno annualmente in occasione della discussione del DPEF e del bilancio, determinando un appesantimento del problema. Ma non sarebbe meglio che quei soggetti, definiti in legge, avessero una loro caratterizzazione in una conferenza permanente di concertazione, che si occupasse dell'aspetto della programmazione e del Programma regionale di sviluppo? Sono quindici questi soggetti? Questi quindici soggetti interloquiscono con la Giunta ed eventualmente, se c'è la necessità o sono loro a chiederlo, possono essere sentiti dalle Commissioni. Questo però non accade, accade invece, per esempio, che la Commissione cultura ascolti l'universo mondo del terzo settore, della cultura, delle Università, che la Commissione lavori pubblici ascolti le organizzazioni, la Confartigianato, la Confesercenti, la Confindustria e tutte le conf possibili. E la Commissione bilancio e programmazione, che non si capisce che ruolo debba svolgere, se non quello tecnico, ha il legittimo diritto (avrebbe, io credo, gli stessi diritti e gli stessi doveri che ha la Giunta) di partecipare a questa conferenza permanente, che può essere ridotta veramente a quindici o dodici persone. Ma con quelle iniziamo un percorso, sono loro che debbono portare le istanze che recepiscono da quel mondo più vasto che non può essere ascoltato interamente dal Consiglio regionale o dalla Giunta. E invece tutto questo, che, ribadisco, doveva essere previsto nella metodologia da adottare per arrivare all'approvazione del Programma regionale di sviluppo, non è stato fatto. Ma non è stato fatto perché non lo volete fare e volete avere le mani libere o perché volete fare in modo che il presidente Soru risolva il problema, in Aula, con uno dei colleghi della maggioranza? Volete questo?
Guardi, Presidente, non lo dico né con cattiveria né con polemica, però, ciò che è successo, ieri, in aula è uno svilimento totale del ruolo politico che deve avere questo Consiglio regionale. Noi non abbiamo, come centrodestra, la caratterizzazione di soggetti che possono ingabbiare l'Assemblea, non ci piace incatenarci, non ci piace fare grandi polemiche. Credo che siamo, tutto sommato, molto corretti, perché se al nostro posto ci fosse stata una parte dell'attuale maggioranza, le assicuro, Assessore, che il tavolo sarebbe saltato centomila volte in quest'aula! Non lo avrebbe sopportato nessuno tutto questo! Per molto meno ci sarebbero potuti essere atti di intolleranza e intemperanza in aula, e invece non ce ne sono stati! Anche ieri, avremmo potuto infilare un coltello in una ferita che si è aperta in questa Assemblea. A seguito di che cosa? Non certo a seguito delle nostre rimostranze, ma a seguito di quella che definire incapacità è forse troppo, diciamo a seguito della mancanza di collegamento tra Giunta e Consiglio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, signori Assessori, colleghi, l'articolo 4 costituisce o avrebbe potuto costituire un elemento importante di questo testo di legge, qualora non fossero state introdotte determinate modifiche. Io credo - ed è emerso anche dal dibattito in Aula - che le modifiche che abbiamo introdotto facciano sì che il Documento annuale di programmazione economica e finanziaria sia uno strumento quasi completamente inutile. Io lo vedo, addirittura, come un appesantimento della manovra finanziaria, e mi viene difficile comprendere quale funzione possa avere, oggi, il DAPEF. Quindi, diciamo che, data la situazione attuale, l'articolo 4 può essere soppresso, al pari dell'articolo 3. Io avevo capito subito che l'articolo 3 non era così importante, anche perché era compreso in altri articoli della legge in discussione. Ciò che non si capisce, Assessore, è perché siano stati necessari due giorni di discussione per stabilire che quell'articolo andava soppresso. Spero che non servano altri due giorni per sopprimere l'articolo 4, perché credo che la legge sia già abbastanza articolata e complicata e anziché appesantirla ulteriormente, dovremmo cercare di renderla più leggera, più agile, più funzionale, diciamo, alle esigenze del Consiglio e della Regione nel suo insieme.
Voglio fare ancora una riflessione sullo strumento che noi stiamo approvando e in particolare sull'articolo 1. L'articolo 1 dice che gli strumenti della programmazione finanziaria ed economica della Regione sono: il Programma regionale di sviluppo, il Documento annuale di programmazione economica e finanziaria, la legge finanziaria, il bilancio annuale di previsione, il bilancio pluriennale di previsione, le leggi collegate alla manovra economico-finanziaria, il rendiconto generale della Regione. Dico subito che questi strumenti sono troppi e, alla fine, creeranno un ingorgo tale da costringere il Consiglio regionale a discutere per mesi la manovra finanziaria, mentre potremmo fare una semplificazione di tutto questo, eliminando dalla legge ciò che riteniamo non sia utile.
Io ritengo che il Documento annuale di programmazione economica e finanziaria possa essere soppresso o comunque debba essere rivisto, perché così come è stato concepito non va assolutamente bene. Così come credo che non dobbiamo prevedere la possibilità che vi siano leggi collegate alla manovra finanziaria, perché in questo modo creiamo le condizioni per allungare i tempi di discussione, ma soprattutto non facciamo una cosa giusta, perché le leggi devono seguire il loro giusto iter, devono cioè essere istruite dalle Commissioni e devono arrivare in Aula in forma compiuta, per evitare che, in tutta fretta, siano approvati dei mostriciattoli giuridici che non risolvono i problemi della Sardegna.
Quindi, a nostro avviso, dobbiamo pensare a una legge il più possibile snella, togliendo tutto quel contorno che può essere visto meglio in altre sedi e che comunque può essere eliminato, per far sì, come dicevo prima, che il Consiglio regionale non debba discutere per sei mesi all'anno della manovra finanziaria. Disponiamo di tutta una serie di altri strumenti, come le leggi di settore, per portare avanti determinati argomenti.
Io credo che la parte relativa alla programmazione economica e finanziaria sia eccessivamente lunga, ma siamo ancora in tempo per snellire la legge, eliminando alcuni elementi che, in questo momento, non servono assolutamente nella logica del lavoro che dobbiamo fare. Il Documento annuale di programmazione economica e finanziaria così com'è concepito, oggi, secondo me, non serve a niente, così come non è servito fino adesso il DPEF. Tutti abbiamo visto come questo documento sia stato un qualcosa di astratto, avulso dalla situazione reale della Sardegna e soprattutto slegato dalla programmazione della Regione. Tant'è che, come abbiamo potuto notare, spesso gli interventi vengono fatti indipendentemente da quanto previsto nel DPEF, uno strumento che già prima che si pensasse al Programma regionale di sviluppo aveva i suoi limiti e andava rivisto, se non eliminato.
Il Programma regionale di sviluppo ora lo si sta presentando come la grande innovazione di questa Giunta e di questo Consiglio regionale, però anch'esso è uno strumento vecchio, che in passato non mi pare abbia riscosso grande attenzione. Può darsi che riproposto in modo diverso, dandogli la giusta valenza, modificandolo, migliorandolo, creando le condizioni per renderlo più agibile, da strumento vecchio il PRS possa trasformarsi in strumento utile, perché non è detto che le cose del passato, le cose vecchie non siano utili. Spesso noi pensiamo che tutto ciò che è nuovo vada bene. Non è così, può darsi che anche il Programma regionale di sviluppo possa essere aggiornato e reso utile alla programmazione regionale.
Pertanto, invito la Giunta, ma soprattutto i colleghi della maggioranza, a valutare se sia opportuno lasciare in piedi l'articolo 4, considerato che il Consiglio regionale deve affrontare tutta una serie di situazioni di emergenza, attraverso leggi di settore la cui discussione lo impegnerà sicuramente per lunghi periodi. Credo che l'emendamento soppressivo numero 23 debba essere valutato attentamente dalla Giunta regionale, perché siamo ancora in tempo per fare in modo che tutto quello che abbiamo messo dentro questa legge possa essere di gran lunga semplificato, creando uno strumento veramente agile e capace di dare risposte immediate al popolo sardo.
Non dimentichiamo che spesso una delle cause della crisi, della paralisi di questa Regione è stata l'incapacità di spendere in tempo utile le risorse. Ecco, noi dobbiamo lavorare in questa logica, creando degli strumenti che siano capaci di velocizzare la spesa, perché solo in questo modo possiamo dare in tempo utile risposte ai cittadini. Grazie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Licheri, relatore di maggioranza.
LICHERI (R.C.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, Esprimo pare contrario sull'emendamento numero 23, favorevole sull'emendamento numero 5.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Chiedo la votazione nominale sull'emendamento numero 23.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 23.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere CAPPAI ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Dedoni - Diana - Farigu - Gallus - Gessa - Ladu - Licandro - Liori - Lombardo - Moro - Murgioni - Petrini - Randazzo - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda -Frau - Giagu - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Serra - Soru.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 63
votanti 61
astenuti 2
maggioranza 31
favorevoli 21
contrari 40
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano.
( E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 5, a cui sono stati presentati nove emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5 e dei relativi emendamenti:
1. La legge finanziaria ha le seguenti finalità:
a) adeguare il bilancio annuale e pluriennale agli obiettivi contenuti nel DAPEF;
b) autorizzare il limite massimo del ricorso al mercato finanziario individuando, in apposita tabella allegata, gli investimenti finanziabili con lo stesso;
c) autorizzare l'istituzione di tributi propri, variazioni delle aliquote e di altre misure che incidono sui tributi propri;
d) fissare limiti all'autorizzazione di cui al comma 3 dell'articolo 7, relativamente all'impegnabilità degli stanziamenti successivi al primo anno;
e) determinare, in apposita tabella, la quota da iscrivere nel bilancio di ciascuno degli anni considerati dal bilancio pluriennale per le leggi di spesa con onere permanente, la cui quantificazione è rinviata alla legge finanziaria;
f) determinare, in apposita tabella, per ciascuno degli anni considerati dal bilancio pluriennale, le riduzioni e/o gli incrementi di autorizzazioni legislative di spesa;
g) determinare gli importi dei fondi speciali previsti dall'articolo 26 e le corrispondenti voci di spesa in apposite tabelle;
h) rifinanziare leggi settoriali di spesa della Regione e programmi di opere pubbliche;
i) determinare l'importo complessivo massimo destinato, in ciascuno degli anni compresi nel bilancio pluriennale, al rinnovo del contratto del personale dipendente dell'Amministrazione regionale e degli enti pubblici strumentali di cui all'articolo 69 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, e successive modifiche ed integrazioni;
l) fissare autorizzazioni di spesa per nuovi interventi, anche in materia di organizzazione, che non richiedano una disciplina organica della materia e sotto il vincolo di coerenza con gli strumenti di programmazione regionale;
m) introdurre modifiche ed integrazioni di disposizioni legislative vigenti, finalizzate a interventi di contenimento, di razionalizzazione e riqualificazione della spesa nel rispetto degli obiettivi generali e delle finalità originarie delle singole leggi.
2. La determinazione delle spese previste da leggi pluriennali recanti oneri valutati di carattere permanente è stabilita dalla legge di bilancio.
Emendamento soppressivo totale Floris - Diana - Capelli - Vargiu - La Spisa - Ladu
Articolo 5
L'articolo 5 è soppresso. (24)
Emendamento soppressivo totale Floris - Ladu - Diana - La Spisa - Capelli - Vargiu
Articolo 5
La lettera c) dell'articolo 5 è soppressa. (25)
Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Dedoni - Pisano - Cassano
Articolo 5
All'articolo 5 è soppressa la lettera l) del comma 1.(2)
Emendamento soppressivo parziale Uras - Pisu - Davoli
Articolo 5
La lettera l) dell'articolo 5 è soppressa. (9)
Emendamento soppressivo parziale Ladu - La Spisa - Capelli - Floris
Articolo 5
La lettera l) dell'articolo 5 è soppressa. (26)
Emendamento soppressivo parziale Floris - La Spisa - Vargiu - Dedoni - Pisano - Cassano
Articolo 5
All'articolo 5 è soppressa la lettera m) del comma 1. (1)
Emendamento soppressivo parziale Uras - Pisu - Davoli
Articolo 5
La lettera m) dell'articolo 5 è soppressa. (14)
Emendamento soppressivo parziale Floris - La Spisa - Capelli - Diana - Ladu
Articolo 5
La lettera m) dell'articolo 5 è soppressa. (27)
Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale
Articolo 5
Legge finanziaria
Le lettere l) e m) sono sostituite come segue:
"l) fissare autorizzazioni di spesa per nuovi interventi che non richiedano una disciplina organica della materia e sotto il vincolo di coerenza con gli strumenti di programmazione regionale;
m) introdurre adeguamenti funzionali di disposizioni normative vigenti finalizzati ad interventi di contenimento e di razionalizzazione della spesa." (6).)
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo sull'articolo 5 perché mi sembra di poter affermare che i nuovi testi proposti dalla Giunta abbiano fatto cadere quelle perplessità che avevo manifestato, nel mio intervento introduttivo al dibattito, relativamente alle lettere l) e m) del comma 1.
Mi sembra, infatti, di poter affermare che con questa nuova formulazione venga evitato il pericolo di introdurre in finanziaria atti amministrativi non supportati da leggi e modifiche normative che possiamo definire a tutto campo. Pertanto, esprimo soddisfazione per il nuovo clima che, grazie alla Giunta, ma anche all'intervento svolto ieri dal Presidente del Gruppo DS, l'onorevole Siro Marrocu, si è creato in Aula.
Ribadisco che una completa informazione e il coinvolgimento di ciascun consigliere sono determinanti per il buon andamento dei lavori. Il mio auspicio di una sempre maggiore partecipazione e informazione non si riferisce, ovviamente, ai rapporti e al ruolo del Presidente del Gruppo Misto, l'onorevole Giuseppe Atzeri, sempre attento e preciso, ma alla maggioranza di cui sono parte integrante, pur rivendicando, con molta umiltà, autonomia di giudizio.
Ritengo, peraltro, che proprio nell'Assemblea regionale i consiglieri e le consigliere abbiano il dovere di esprimere sempre, convintamente, il proprio parere, considerando in primo luogo i propri ideali e il ruolo di rappresentanti del popolo. Sono tuttavia consapevole che spesso si corre il rischio di essere fraintesi, non di rado strumentalmente, ma poiché valuto la democrazia un valore superiore alla contingenza non intendo sottrarmi a questa responsabilità, così come, del resto, chiede il DNA dei Socialisti de La Rosa nel Pugno, con umiltà, ma con determinazione. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, l'articolo 6 è un altro di quegli articoli che hanno…
PRESIDENTE. Siamo all'articolo 5, onorevole Diana, scusi.
SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Il discorso è lo stesso.
MARROCU (D.S.). Passiamo all'articolo 6!
DIANA (A.N.). Continuo a pensare che questo sia l'articolo 6, perché non siamo arrivati ancora all'articolo 72 e magari può succedere che, dopo aver bocciato l'articolo 3, venga bocciata l'intera legge. Insomma, fino a quando non è completato l'iter credo che questo rimanga l'articolo 6. Poi prendiamo atto della volontà del presidente Soru di bocciare l'articolo 3, per il tramite dell'emendamento presentato dall'onorevole Uras. Voglio dire che l'onorevole Uras ha ottenuto un grandissimo risultato ieri…
CUGINI (D.S.). Non hai recuperato, comunque!
PIRISI (D.S.). Dai, andiamo avanti!
DIANA (A.N.). Relativamente all'articolo 5, se vi va meglio, ma io parlo dell'emendamento numero 29 all'articolo 6, prima di entrare nella discussione, Presidente, vorrei sapere se l'emendamento soppressivo totale, di cui è primo firmatario l'onorevole Uras, è stato ritirato, perché questo mi aiuterebbe nella discussione, in quanto dovrei fare due interventi diversi. Se rimane in piedi l'emendamento degli onorevoli Uras, Pisu e Davoli, dovremo discutere della opportunità o meno che vi siano leggi collegate alla manovra finanziaria. Badate che l'emendamento presentato dall'onorevole Uras non nasce per impedire che la Giunta possa presentare leggi collegate alla manovra finanziaria; nasce su ben altri presupposti. Ora, noi abbiamo presentato lo stesso emendamento soppressivo totale, però anche qui, così come per l'articolo 3, ci siamo fatti carico di mantenere in vita l'articolo con l'emendamento sostitutivo totale numero 29, che vi pregherei di leggere, perché è un emendamento che tende a dare dignità al Consiglio regionale e non imposizioni alla Giunta, però a questa dice: "Puoi presentare tutte le leggi collegate che vuoi, ma limitatamente a un certo campo d'azione". Quindi c'è da parte del Consiglio regionale un'indicazione. Ed è legittimo che il Consiglio regionale, in quei famosi indirizzi, in quelle famose prescrizioni di cui ho parlato, dia alla Giunta un'indicazione, e cioè: "Al fine del perseguimento degli obiettivi previsti dal PRS…"
BIANCU (La Margherita-D.L.). Questo viene dopo!
PINNA (Progetto Sardegna). Stiamo discutendo l'articolo 5! L'emendamento numero 29 è stato presentato all'articolo 6.
CUGINI (D.S.). E' come il mese di febbraio di ventinove giorni, viene una volta ogni quattro anni!
DIANA (A.N.). Chiedo veramente scusa, ma io avevo già parlato dell'articolo 5. Bene, ciò che sto dicendo non è che sia molto distante dall'articolo 5, perché dalla legge finanziaria…
BIANCU (La Margherita-D.L.). Insomma!
CUGINI (D.S.). Eh, ogni quattro anni!
DIANA (A.N.). Se è vero che le leggi collegate alla manovra finanziaria sono previste all'articolo 6, effettivamente avevo saltato un articolo e me ne scuso con tutti.
Benissimo, riprendo da capo, molto brevemente. Tutte le premesse che ci avevano ispirato nella nostra protesta in Commissione erano limitate alle lettere l) e m), perché quello era il problema. Il nodo, noi della minoranza, ma credo anche voi della maggioranza, lo avevamo evidenziato nelle lettere l) e m), sulle quali abbiamo proposto degli emendamenti soppressivi. Mi pare che ci siano anche degli emendamenti sostitutivi parziali presentati dalla maggioranza, ma forse anche dalla minoranza. Noi chiediamo la soppressione della lettera l), perché "fissare autorizzazioni di spesa per nuovi interventi, anche in materia di organizzazione, che non richiedano una disciplina organica" ci sembra veramente una proposizione che non può essere mantenuta. Ma mi pare che su questo ci siano stati degli emendamenti.
La lettera m) è ancora peggiorativa della situazione, perché vorrebbe "introdurre modifiche ed integrazioni di disposizioni legislative vigenti, finalizzate a interventi di contenimento, di razionalizzazione e riqualificazione della spesa nel rispetto degli obiettivi generali e delle finalità originarie delle singole leggi". Questo non può essere oggetto della legge finanziaria, per cui la lettera m) non può essere mantenuta così come è formulata.
Ora, l'emendamento numero 6, proposto dalla maggioranza, sostituisce le lettere l) e m). In particolare, la lettera m) è sostituita come segue: "introdurre adeguamenti funzionali di disposizioni normative vigenti finalizzati ad interventi di contenimento e di razionalizzazione della spesa". Non è che la formulazione cambi di molto. Mi domando: è legittimo che questo passaggio si faccia in finanziaria? Perché la finanziaria dovrebbe contenere norme di questo genere? La finanziaria ha già una sua funzione, perché dovremmo modificare delle leggi vigenti per il tramite della finanziaria? Voglio dire che abbiamo già modificato una famosa legge che è tornata in Aula appena dopo essere stata approvata, ora c'è da modificare la legge sul commercio, a questo punto questa modifica potrebbe essere fatta per il tramite della finanziaria?
Applicando l'emendamento proposto dalla Giunta, sarà possibile introdurre nella finanziaria "adeguamenti funzionali di disposizioni normative vigenti". Dove si stabilisce se un adeguamento è funzionale? Che cosa è funzionale? Per esempio, il Presidente della Commissione che si occupa di commercio forse proporrà per gli orari di apertura delle attività commerciali una certa elasticità o una certa restrizione, è possibile apportare questa modifica alla legge di settore attraverso la finanziaria? Questo è funzionale? Ed è funzionale a che cosa? Voglio dire che non qui non è stabilito ciò che è funzionale nella modifica di una legge, e in più si parla di "interventi di contenimento e di razionalizzazione della spesa". In altre parole, un contenimento della spesa può essere previsto nella finanziaria, ma un incremento, per esempio dovuto a un'emergenza come lo tsunami, no? Mi domando se questa sia una formulazione corretta.
Colleghi, stiamo parlando di una legge che non vale solo per voi, ma vale oggi per domani. Oggi governate voi, domani può governare un'altra coalizione politica e noi potremmo trovarci a parti invertite. Come si può pensare di introdurre nella finanziaria adeguamenti funzionali di disposizioni normative vigenti finalizzati a interventi di contenimento e di razionalizzazione della spesa? Se passasse questo emendamento, l'onorevole Uras potrebbe dire alla Giunta, assieme ai suoi colleghi di Gruppo (una parte, in vero), ma lo potrebbe fare ciascuno dei consiglieri, in qualsiasi momento della discussione della finanziaria: "No, tu questo me lo modifichi!" Cioè non c'è necessità di riportare la legge da modificare in Aula, perché si può procedere attraverso la finanziaria. Magari l'abbiamo fatto per anni e abbiamo sempre detto che era una cosa che non si doveva fare! Noi stiamo prevedendo che possa rientrare dalla porta ciò che vorremmo uscisse dalla finestra!
Si può pensare di modificare le leggi vigenti attraverso la finanziaria? Il nodo della questione è questo: se noi siamo convinti che con la finanziaria si possano modificare le leggi, o meglio se ne siete convinti voi, perché io sono convinto che non lo si possa fare né per la razionalizzazione e il contenimento della spesa né per adeguamenti funzionali, questo emendamento, ovviamente, ci induce ancora una volta a pensare che la lettera m), in questo caso, ma vale anche per la lettera l), debba essere soppressa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, soprattutto per quanto riguarda l'articolo 5 vorrei evidenziare la diversa filosofia che ispira me nelle mie valutazioni e la Giunta nelle sue.
Io credo - mi ripeto in questo - che noi dobbiamo consegnare delle leggi che valgano il più a lungo possibile. Immagino se la legge finanziaria, così come è presentata nell'articolo 5, prendendo atto anche della modifica proposta dalla Giunta con l'emendamento numero 6, fosse stata in vigore nella passata legislatura o all'inizio di questa legislatura, perciò cerco di immaginare un Presidente diverso, una Giunta diversa, un Consiglio diverso. Immagino le azioni che avrebbe potuto portare avanti, ovviamente tutte legittime, anche con spirito di correttezza e del buon agire, il presidente SORU (e il presidente Soru di due anni fa non era quello di oggi). Avremmo potuto fare tutto quello che si è fatto nell'ultima finanziaria, non escludendo tutte le norme dichiarate intruse dal Presidente del Consiglio, e avremmo fatto un minestrone! Tutte quelle norme le avremmo prese in considerazione perché sarebbero state proposte in piena legittimità!
Poi immagino un Presidente che sappia fare gruppo, che sappia guidare la Giunta con spirito di gruppo, valorizzando il lavoro degli Assessori. Immagino un Presidente che sappia fare tutto questo, non un Presidente "solo al comando" - si diceva così nella passata legislatura, ma lo si può dire che adesso -, non un Presidente che dice: "Bene, sono arrivato, adesso ho questi strumenti, posso fare ancora di più di quello che potevo fare nel passato". Ecco, io non darei questa possibilità alla Giunta e al suo Presidente. Quando dico il Presidente non mi riferisco, in questo caso, specificatamente al presidente Soru, che invece sa fare gruppo, sa essere coinvolgente, sa coordinare l'azione della Giunta, non è autoritario, per intenderci non impone il suo pensiero!
Perché dico questo? Perché mi riferisco alla filosofia che ritrovo in questo articolo 5, e continuo a dire che non è una mia interpretazione, è la vostra interpretazione. Leggo dalla relazione allegata al disegno di legge numero 237: "…legge finanziaria che diventa sempre più lo strumento principale per l'attuazione del programma di governo di legislatura così come configurato in termini di strategie, obiettivi, piani e progetti, nel piano regionale di sviluppo". Dove sta la differenza? La differenza sta nel fatto che il programma di governo, a mio avviso, e qui ci differenziamo, deve essere portato avanti con i disegni di legge ed eventualmente con le proposte di legge, non con la finanziaria! Non parlo dell'emendamento soppressivo totale, da me presentato, perché ho capito che, ovviamente, non consentirete una soppressione totale, parlo della lettera c) dell'articolo 5, in cui dite che la finanziaria può "autorizzare l'istituzione di tributi propri, variazioni delle singole aliquote e di altre misure che incidono sui tributi propri". Cioè, avreste con questa norma potuto inserire la legge sulle nuove tassazioni dentro la finanziaria. Non parlo della legittimità della proposta, non parlo dell'idea della proposta, dico semplicemente che le leggi di quel genere hanno necessità di seguire un percorso diverso da quello della finanziaria, hanno necessità di essere approfondite, e le conseguenze di un mancato approfondimento delle materie in discussione abbiamo visto quali sono state e sappiamo quali saranno.
Io non parlo, ripeto, della proposta, che è legittima. Se chi è al governo vuole istituire nuove tasse avrà tutte le ragioni e le motivazioni da portare all'approvazione dell'Aula, ma lo faccia con una legge! Così si attua un programma di governo, non con uno strumento omnibus, appunto la legge finanziaria, ogni articolo della quale è esso stesso una legge! E' questa la diversa filosofia che ci ispira, ecco perché c'è l'emendamento soppressivo della lettera c), proprio per dire che avete tutti gli strumenti, siete legittimati a proporre nuove tassazioni, ma fatelo con una legge, spiegate il perché, approfondite! Non fatelo con un articolo di legge finanziaria, perché questo è svilente per la stessa azione di governo. Nessuno dice che non potete farlo, fatelo pure. Noi abbiamo tutti gli strumenti, che sono gli strumenti statutari, per legiferare. Non pretendiamo di fare scelte importanti per i cittadini, per noi tutti, con un articolo di una legge. Azioni di questo genere meritano approfondimenti maggiori, confronti maggiori. Nessuno vi vuole togliere la legittimazione nel proporre tutte quelle leggi o modifiche di leggi che riterrete opportune. Pensate cosa succederebbe se avessimo un Presidente che interpreta il suo ruolo, legittimamente, con gli strumenti che gli sono dati, in maniera autoritaria, oligarchica. Verrebbe svilito il senso stesso del ruolo che è dato al Consiglio regionale.
E' vero, mi potreste rispondere: "Certo, ma anche questa proposta è soggetta all'attenzione e al giudizio del Consiglio regionale, perché, comunque, la legge finanziaria passa in Commissione ed è poi sottoposta al voto del Consiglio". Sono d'accordo con voi, se fate questa osservazione. Ma ci sono determinazioni, iniziative che meritano non il testo di un articolo, ma la dignità di una legge. Ecco perché, a mio avviso, la lettera c) dell'articolo 5 non ha senso e, in ogni caso, questa autorizzazione la riproponete nella modifica che avete proposto con l'emendamento numero 6.
Certo, l'emendamento soppressivo, seguendo la filosofia iniziale, ha una sua giustificazione e non mi attarderò su questo; mi attardo invece nel richiamare l'attenzione di voi tutti, pensando al domani e non all'oggi, sulla inopportunità di mantenere la lettera c). Le modifiche proposte dalla Giunta, con l'emendamento numero 6, sono sicuramente più vicine alle esigenze manifestate attraverso tutti gli emendamenti bipartisan soppressivi delle lettere l) e m), sicuramente raccoglie questo segnale, vi prego, però, di prestare più attenzione anche a quello che stiamo autorizzando con la lettera c), portando la visione degli effetti di questa legge più che al contingente al futuro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Io credo che anche all'articolo 5, che riguarda la legge finanziaria ed è centrale nei ragionamenti che stiamo facendo in questi giorni, possano essere apportati degli elementi migliorativi. Detto questo, voglio fare qualche riflessione sulle modifiche proposte dalla Giunta regionale con l'emendamento numero 6. La Giunta ha, infatti, apportato qualche lieve modifica - bisogna però capire bene di che cosa si tratta - al testo originario dell'articolo 5, tacitando così alcuni consiglieri della maggioranza che avevano sollevato dei problemi in merito a questo articolo e soprattutto alle lettere l) e m) del comma 1.
La collega Caligaris, che devo dire è sempre molto attenta, puntuale e anche corretta nei suoi interventi, si è mostrata soddisfatta delle modifiche proposte dalla Giunta. La modifica alla lettera l) consiste nella soppressione del riferimento alla materia della organizzazione, per il resto il testo rimane così com'era. Non credo che questa sia una modifica degna di grande considerazione. Alla lettera m), invece, non si parla più di "modifiche ed integrazioni di disposizioni legislative vigenti" ma di "adeguamenti funzionali di disposizioni normative vigenti". Scusate, una modifica di disposizioni legislative che cos'è, non è un adeguamento? Stiamo dicendo le stesse identiche cose, non è cambiato granché! Nella sostanza queste due lettere dicono le stesse identiche cose che dicevano prima, e chi si sente soddisfatto, ma soprattutto la Giunta, mi dovrà spiegare perché un adeguamento sia cosa diversa da una modifica. La modifica si fa per adeguare e non certo per peggiorare la situazione, quindi, secondo me, non c'è un grande cambiamento. In ogni caso, così come è stato affermato in qualche altro intervento, se anche noi eliminassimo queste due lettere non succederebbe assolutamente nulla. Ho visto che persino alcuni consiglieri della maggioranza hanno proposto la soppressione di queste due lettere. Non so se i consiglieri di Rifondazione Comunista, che ancora non abbiamo sentito, siano soddisfatti di questa nuova dicitura o se invece manterranno i loro emendamenti soppressivi delle lettere l) e m). Conoscendo i colleghi di Rifondazione, sono convinto che alla fine questi emendamenti saranno ritirati, così la sceneggiata sarà compiuta e tutto ritornerà come prima!
Allora, tutto questo può andar bene, probabilmente c'è una parte dell'elettorato che vuole sentire anche queste cose, che è sensibile a ciò che si dice in quest'Aula. Credo, però, che le modifiche introdotte dalla Giunta non cambino assolutamente nulla, perché nella sostanza, ripeto, si stanno dicendo le stesse identiche cose, per cui se vogliamo arrivare a una vera semplificazione possiamo anche eliminare questa parte dell'articolo 5.
Per quanto riguarda la lettera c), relativa ai tributi, credo che già in altre disposizioni legislative sia prevista l'istituzione di tributi propri, naturalmente bisogna vedere se il prelievo fiscale che la Regione vuole imporre ai sardi o a chi ha rapporti con la Sardegna sia giusto o meno. Io non so cosa succederà con il ricorso proposto dal Governo nazionale al Consiglio di Stato, però, evidentemente, fino adesso le proposte avanzate dalla Giunta regionale non sono state giudicate corrette dal Governo nazionale, Governo "amico" della maggioranza che governa la nostra regione, e quindi, di fatto, ci troviamo a dover riconsiderare tutte queste nuove disposizioni.
Credo che la gente non abbia bisogno di nuovi tributi, di nuovi balzelli, ma abbia bisogno di tributi giusti, perché il vero problema è che stiamo penalizzando una parte soltanto della popolazione, mentre tutti dovrebbero contribuire in maniera giusta al prelievo fiscale in Sardegna, anche chi viene da fuori. Volendo, Presidente, ci sono le condizioni per applicare criteri giusti che non penalizzino particolarmente nessuno, ma costringano tutti a contribuire in maniera equa.
Assessore, devo anche ammettere di non aver capito molto bene il senso della lettera g), sui fondi speciali. Si tratta di fondi che possono oscillare e quindi è difficile quantificarne gli importi, anche perché ci possono essere delle emergenze che possono spingere a modificare all'ultimo momento alcune disposizioni della legge finanziaria. Anche su questo ritengo che si possa individuare una formulazione che ci consenta di affrontare le situazioni improvvise che si possono verificare. E in Sardegna, come abbiamo visto, questo succede spessissimo. Dobbiamo, cioè, fare in modo che anche di fronte alle emergenze o a situazioni particolari e imprevedibili, la Regione non sia impreparata, ma sia in grado di dare risposte immediate.
Con questi piccoli accorgimenti l'articolo 5 del testo di legge in discussione può essere, a mio parere, sensibilmente migliorato, senza stravolgere l'impalcatura della legge. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, discutendo l'articolo 5, ovviamente, non si può non tenere a mente l'emendamento numero 6 della Giunta regionale, che ne modifica in maniera sensibile il contenuto e che verosimilmente sarà approvato dall'Aula.
Vale il ragionamento che abbiamo fatto altre volte, che è preliminare, e cioè se i provvedimenti che arrivano in Aula sono compiutamente istruiti dalle Commissioni e adeguatamente meditati sia dalla Giunta sia dalla maggioranza, risulta anomalo che poi, in Aula, ci siano emendamenti della Giunta che ne cambiano il testo, che è frutto di un lavoro articolato, complesso e compiuto. Eppure, questa è una costante.
Nella giornata di ieri siamo arrivati agli eccessi rappresentati dagli emendamenti orali, ma anche l'emendamento scritto, in realtà, rappresenta una dichiarazione di inadeguatezza del lavoro che è stato svolto preliminarmente rispetto alla stesura originaria del progetto di legge che poi arriva in Aula. Il lavoro istruttorio non è stato evidentemente sufficiente, ma questa non può essere una colpa attribuibile alla minoranza, la quale avrà la sua quota parte di una colpa che sicuramente è da attribuire alla Giunta e alla maggioranza. Vi chiediamo di riflettere su questo.
Ciò premesso, entrando nel merito del contenuto dell'articolo 5, il ragionamento che io farei è sempre conseguente ed è riecheggiato anche in alcune delle riflessioni fatte da altri colleghi della minoranza. Noi abbiamo detto che intendiamo semplificare il meccanismo del passaggio della manovra finanziaria in Consiglio regionale, cioè abbiamo detto che vogliamo avere una legge chiara che determini in maniera nitida quali sono i confini e le attribuzioni della legge finanziaria e del resto della manovra economico-finanziaria e di bilancio. Vogliamo anche che non ci sia commistione tra la materia finanziaria e altre materie tale da comportare il rischio che il Consiglio si trovi a discutere di argomenti che con la finanziaria non hanno niente a che vedere o, peggio ancora, non eserciti bene l'attività legislativa, in quanto questa viene frammentata in tanti rivoli non coerenti con il complesso della legislazione regionale vigente.
La stesura originaria dell'articolo 5, ma in particolare delle lettere l) e m), sulle quali si è concentrata l'attenzione, anche da parte dei Riformatori, non garantiva certo un percorso corretto, in quanto consentiva l'introduzione di modificazioni sostanziali di leggi vigenti per il tramite della legge finanziaria, quindi dava sicuramente un esempio di come le leggi finanziarie non devono essere fatte.
Probabilmente, e questo è un elemento positivo, i ragionamenti che su questo argomento sono stati fatti, non soltanto in Aula, nei giorni scorsi, hanno indotto alla presentazione di alcune modifiche, che io vorrei analizzare insieme a voi, in considerazione del famoso discorso sulla conoscenza che ha avuto ieri qualche risonanza all'interno del Consiglio. Personalmente non ho strumenti di conoscenza - me ne scuso e denuncio i miei limiti - sufficienti per capire il significato delle lettere l) e m) così come riformulate dalla Giunta, per mano firmante dall'assessore Pigliaru. La lettera l) dice, secondo la nuova scrittura, che all'interno della finanziaria si possono "fissare autorizzazioni di spesa per nuovi interventi che non richiedano una disciplina organica della materia e sotto il vincolo di coerenza con gli strumenti di programmazione regionale". Che ci sia un vincolo di coerenza con gli strumenti di programmazione regionale mi sembra una valutazione di carattere politico piuttosto che tecnico, nel senso che il Presidente del Consiglio, il quale ha il compito di giudicare se le norme contenute nella finanziaria sono coerenti con la legge di contabilità, si vedrebbe esposto alla necessità di esprimere un giudizio di carattere politico, mi sembra, appunto il giudizio sulla coerenza tra ciò che è scritto nella finanziaria e gli strumenti della programmazione regionale. Anzi devo ammettere che la coerenza tra un testo di legge e degli strumenti francamente non riesco a comprenderla bene, perché ritengo che un testo di legge disciplini materie specifiche, mentre gli strumenti regolino l'organizzazione di quelle stesse materie. Pertanto non riesco a comprendere la scrittura tecnico-legislativa di questa seconda parte dell'emendamento numero 6.
Per quanto riguarda, invece, la prima parte della lettera l), vorrei capire meglio quali sono le "autorizzazioni di spesa per nuovi interventi che non richiedano una disciplina organica della materia". Capisco che il finanziamento della sagra di Tuili non richieda una disciplina organica della materia, ma mi sembra brutto che voi finanziate una sagra attraverso la legge finanziaria. Per finanziare, invece, un progetto come "Sardegna speaks English" è assolutamente evidente, per l'amore che io personalmente e il Gruppo dei Riformatori portiamo verso questo progetto complessivo, che necessita una disciplina organica della materia, cioè deve essere scritto in legge come vanno spese le risorse, quali obiettivi si vogliono raggiungere e via dicendo. E questo è qualcosa di diverso, assessore Pigliaru, da ciò che si è fatto, per esempio, con il maxicollegato alla scorsa finanziaria.
Quindi mi sembra evidente che su questioni di questo genere sarebbe necessario intervenire non solo con una posta di bilancio e con l'individuazione di una spesa, ma anche con l'individuazione di tutti quei criteri di obiettivo e di regolazione della spesa che sono fondamentali e che oltretutto sottraggono il programma di spesa al rischio di essere impallinato alla prima occasione qualora la spesa fosse articolata in maniera non adeguata agli obiettivi che ci si prefigge.
In sostanza, anche la riscrittura della lettera l) mi pare fortemente deficitaria e anche soggetta a difficoltà di interpretazione da parte di chi dovrà dare pratica attuazione a questa norma. Il che è esattamente il contrario di quello che noi speriamo che si faccia quando chiediamo che le norme siano certe, perché dalle norme certe discende la garanzia che i diritti siano uguali per tutti, mentre dalle norme fasulle discende l'interpretazione della norma e quindi la possibilità che tale garanzia venga meno.
Stesso ragionamento vale per la lettera m) così come emendata, che parla di "adeguamenti funzionali di disposizioni normative vigenti finalizzati ad interventi di contenimento e di razionalizzazione della spesa". Intanto, tutti gli interventi sono di contenimento e di razionalizzazione della spesa, nel senso che qualsiasi intervento normativo ha una ricaduta sul contenimento e sulla razionalizzazione o dilatazione della spesa. Mi domando, piuttosto, che cosa significhi "introdurre adeguamenti funzionali", perché il termine "funzionale", dal punto di vista della tecnica legislativa e quindi dal punto di vista giuridico, potrebbe avere una valenza tale da consentire al Consiglio di escludere che nella finanziaria siano introdotte vere e proprie leggi, introduzione che ovviamente andrebbe contro ogni desiderio di coerenza legislativa.
Pongo all'Assessore della programmazione, in maniera assolutamente serena, queste problematiche, che non riguardano scelte specifiche di governo, ma il sistema delle regole, con l'idea che sia l'intero Consiglio a esprimersi e a fare una scelta. E se non fosse l'intero Consiglio a decidere in merito, ciascun consigliere, di maggioranza ma soprattutto di minoranza, ogni giorno si interrogherebbe sulla ragion d'essere della sua funzione in Aula. A questo punto non ci sarebbe da meravigliarsi se ciascuno di noi decidesse di spendere fuori di qui il tempo dedicato alla politica, considerandolo assai più utile del dibattito - che per altro non c'è - in quest'Aula.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Licheri, relatore di maggioranza.
LICHERI (R.C.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, sugli emendamenti numero 24 e 25 il parere è contrario. Degli emendamenti numero 2, 9 e 26, soppressivi della lettera l), 1, 14 e 27, soppressivi della lettera m), chiedo il ritiro, in quanto l'emendamento numero 6 della Giunta raccoglie le indicazioni venute dal dibattito che si è svolto in Aula in questi due giorni. In caso contrario, il parere è contrario su tutti. Sull'emendamento numero 6, presentato dalla Giunta regionale, esprimo parere favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello espresso dall'onorevole Licheri.
L'emendamento numero 6 cerca di raccogliere le indicazioni venute dall'ampio dibattito che, come ricordava l'onorevole Vargiu, si è svolto in Commissione. Come ha sottolineato l'onorevole Capelli, questo emendamento va se non altro nella direzione di un riconoscimento di alcune delle perplessità espresse non solo dalla minoranza, ma anche dalla maggioranza, intorno alla precedente formulazione delle lettere l) e m) del comma 1 dell'articolo 5. Quindi sono state apportate delle modifiche che vanno in una direzione chiara, che è quella di rendere più rigido il sistema e di limitare le norme che possono essere iscritte nella finanziaria.
Voglio anche sottolineare che per "disciplina organica" si intende esattamente questo. Per esempio, l'istituzione di nuove agenzie non può essere inserita in finanziaria in assenza di una disciplina organica che appunto ne regoli la costituzione. In presenza di quella disciplina organica e coerentemente con essa, la finanziaria potrà intervenire in modo limitato nella specificazione delle funzioni e dei ruoli di un'agenzia. Ma non c'è solo questo limite, c'è anche il limite dettato dal fatto che questi nuovi interventi devono essere presi sotto il vincolo di coerenza con gli strumenti della programmazione regionale. Al di là dei diversi punti di vista e delle polemiche talvolta eccessive, mi pare che tutti riconoscano che il Programma regionale di sviluppo, se sarà fatto bene e in modo adeguato, migliorando gli strumenti pensati nel passato - del tutto dignitosi, ma naturalmente qui non si cerca di rivoluzionare, ma di migliorare -, rappresenterà un vincolo sostanziale e importante per ciò che sarà inserito nella legge finanziaria sulla base della lettera l) del comma 1 dell'articolo 5.
La lettera m), rispetto alla formulazione precedente, aumenta di molto il grado del vincolo rispetto a ciò che può essere inserito, sia perché parla di adeguamenti funzionali e non di generiche modifiche, sia perché è stata esclusa la parola "riqualificazione", che certamente avrebbe dato gradi di libertà assai maggiori di quelli che abbiamo previsto nell''emendamento numero 6.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 24. Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DAVOLI (R.C.). Signor Presidente, io non amo intervenire con continuità, il collega Uras lo fa e lo fa molto bene, anche perché la sua competenza credo sia evidente a tutti. Ma ogni tanto le provocazioni "benevole" - termine utilizzato da alcuni consiglieri regionali, soprattutto della destra, mi riferisco a Mario Diana e a Silvestro Ladu - mi inducono a intervenire, e lo faccio molto volentieri, perché evidentemente l'intervento di Rifondazione Comunista, in quest'Aula, qualche fastidio lo crea.
Ci fa molto piacere riuscire a far intervenire l'opposizione, che cerca in qualche modo di utilizzare strumentalmente il dibattito che noi siamo capaci di portare in Aula. Noi non siamo subalterni a nessuno, abbiamo le nostre convinzioni, siamo capaci di portare dibattito e dialogo all'interno di quest'Aula e qualche volta riusciamo anche a ottenere dei risultati. E, badate, non sono risultati di bottega. Sono risultati che intanto rivendichiamo e che assorbono tematiche di carattere generale. Quando noi parliamo di vecchie e nuove povertà, quando parliamo di sviluppo generale, quando parliamo di istruzione, non stiamo portando a casa semplicemente dei risultati, ripeto, da piccoli bottegai, ma dei risultati di carattere generale.
Quindi tranquillizzo l'onorevole Diana e soprattutto l'onorevole Ladu circa il fatto che il nostro lavoro politico, la nostra azione politica in quest'Aula sarà sempre di questo tipo. Ma non sognatevi di indurre a pensare, perché non ci riuscirete, sicuramente non ci riuscirete, che i nostri interventi possano, in qualche modo, aprire ferite all'interno di questa maggioranza. Noi siamo parte di questa maggioranza, con convinzione, ma continueremo a discutere, ad aprire il dialogo, ad aprire il confronto all'interno di quest'Aula, perché vogliamo assolutamente migliorare leggi, delibere e discussioni generali.
Approfitto dell'occasione, proprio perché il dibattito serve anche a questo, per annunciare, accogliendo la richiesta avanzata dal relatore, il ritiro dei nostri emendamenti, in quanto riteniamo che la proposta della Giunta sia soddisfacente in ordine a molte materie che riguardano, appunto, la finanziaria. Grazie.
Dichiaro il voto contrario all'emendamento numero 24.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, intendo fare una dichiarazione sull'articolo 5. E' possibile?
PRESIDENTE. Le darò la parola dopo, perché adesso siamo in sede di dichiarazioni di voto sull'emendamento numero 24.
Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Onorevole Davoli, volevo sottolineare che a noi il Gruppo Rifondazione Comunista non crea nessun fastidio, anzi! Il fastidio voi l'avete creato alla vostra maggioranza, che è cosa ben diversa, perché avete costretto la maggioranza, per intercessione del presidente Soru, a inserire un emendamento che non c'azzecca, come direbbe qualcuno, che non ha proprio niente a che vedere con la materia che stiamo trattando.
Ora, è vero che voi avete portato a casa un risultato, se vi accontentate solo di questo, ma credo che, poi, quando arriverà il Programma regionale di sviluppo, vi renderete conto che quella norma che voi avete voluto troverà allocazione, così come tantissime altre norme, nel PRS, pur non dovendo essere oggetto di questa legge. Poteva essere una battaglia seria, corretta, che voi avete ritenuto di fare in quella direzione, ma andava fatta nelle sedi politiche adeguate, non inserendo in questa legge una norma che non serve assolutamente a nulla!
Gli emendamenti soppressivi presentati all'articolo 5 da Rifondazione Comunista, ovviamente, sono stati ritirati, ma siamo all'emendamento numero 24, della minoranza, che prevede la soppressione dell'intero articolo 5. Noi non chiediamo la soppressione di questo articolo per creare dei problemi, ma perché le considerazioni fatte dalla maggioranza, poche a dire la verità, ma soprattutto quelle che sono state sottoposte alla nostra attenzione da parte dell'Assessore, non ci soddisfano. Allora, se una parte del Consiglio, non è soddisfatta delle considerazioni e delle motivazioni che hanno portato a modificare questo articolo, in particolare le lettere l) e m) del comma 1, è chiaro che noi dobbiamo mantenere in piedi la soppressione di queste lettere.
Assessore, quando lei parla di "adeguamenti funzionali di disposizioni normative vigenti" non fa riferimento a nessuna norma particolare. Gli adeguamenti funzionali possono anche essere previsti in norme ordinamentali, che possono essere anche norme organizzative, che già esistono, e lei ritiene di poterle modificare. Io credo che, prima della Regione Sardegna, esista comunque la legge dello Stato, esistano le normative statali. Ora, sarà anche vero che in nome di questa autonomia, di cui tutti quanti siamo fieri, si possano anche stravolgere le regole, però, se è stabilito un principio … Devo terminare?
PRESIDENTE. Adesso è in votazione solo l'emendamento numero 24.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, voterò contro l'emendamento numero 24, però volevo dire all'onorevole Ladu, che, in effetti, se si fa una lettura affrettata delle lettere a cui ci stiamo riferendo si può non ritenere che le modifiche apportate, sotto il profilo strettamente terminologico, possano non corrispondere a dei cambiamenti reali.
In realtà, secondo la mia interpretazione, ed è questa la ragione che mi ha indotta a modificare l'atteggiamento che avevo assunto all'inizio, consapevole del fatto che stiamo scrivendo una legge che riguarda tutti e, quindi, sottolineando anche gli aspetti problematici che possono insorgere dalla lettura di un testo legislativo, c'è un cambiamento sostanziale.
L'Assessore ha messo in evidenza gli aspetti strettamente vincolistici e io credo che, effettivamente, il termine "funzionali" richiami una limitazione nell'interpretazione della norma e che quindi sia stata eliminata la troppo ampia discrezionalità resa possibile dalla formulazione precedente. Per questo ho ritenuto che l'emendamento della Giunta modificasse sostanzialmente le lettere l) e m) del comma 1 dell'articolo 5.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Nonostante le ultime considerazioni dell'onorevole Caligaris, io rimango del parere che le cose che ho detto prima siano giuste. Nel senso che le modifiche apportate dalla Giunta, con l'emendamento numero 6, in realtà non cambiano granché. Però questa è una mia valutazione, una mia considerazione.
Secondo me, non ci sono state modifiche tali da giustificare un diverso atteggiamento da parte dei consiglieri. Ciò che, invece, voglio ancora sottolineare, è l'atteggiamento di Rifondazione Comunista, il cui Gruppo è diviso in due parti: una parte è organica alla maggioranza, è inquadrata, è ormai dentro uno schema, non parla, praticamente non interviene e non crea assolutamente problemi, neanche in merito ad alcune tematiche che richiederebbero un approfondimento; l'altra parte è ugualmente organica alla maggioranza, però non lo dice apertamente e vuole far capire che in qualche modo si differenzia. Il risultato finale è lo stesso!
Collega Davoli, tu sai che io ti stimo, quindi non sono animato negativamente nei tuoi confronti. Sappiamo che voi non create problemi alla maggioranza, figuriamoci se fosse così! Quello che noi non possiamo accettare è che prima si facciano certi discorsi e, alla fine, il comportamento sia esattamente opposto a quello che si era detto. Bisogna essere coerenti con le cose che si dicono, per cui abbiate il buon senso e il coraggio di dire che siete dentro uno schema. Non si possono mantenere i comodi posti della maggioranza assumendo ogni tanto atteggiamenti che inducono a credere che ci siano posizioni di dissenso o addirittura di opposizione. Quando si è dentro uno schema, bisogna esserci per il bene e per il male. Voi questa disciplina non l'avete ancora ben colta!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Intanto dichiaro il mio voto contrario all'emendamento numero 24, perché l'articolo 5 non è mai stato oggetto di richiesta, da parte nostra, di integrale soppressione. Noi abbiamo sollevato alcune questioni relative a due lettere che erano contenute nel testo dell'articolo. La formulazione contenuta nell'emendamento numero 6 presentato dalla Giunta è decisamente diversa da quella originaria: scompaiono alcuni riferimenti, come quelli alle modifiche di natura organizzativa, che potevano far pensare a interventi da legge omnibus sull'organizzazione degli uffici, delle procedure e del personale. Rimane invece in campo una finalizzazione più diretta e meno ambigua verso le operazioni di spesa e gli atti conseguenti alla definizione della programmazione regionale.
Quindi noi siamo coerentissimi. Questo è un partito in cui, a differenza di altri partiti, si discute, qualche volta si litiga pure, ma che ha posizioni talora divergenti alla luce del sole anziché nelle segrete stanze. E' un partito che non fa bottega! Questo vuol dire che non contratta consigli di amministrazione! Sfido chiunque a trovarne, situazioni di questa natura, in capo a questo partito! Questo è un partito assolutamente coerente, che nobilita quest'Aula ogni volta che interviene, con argomenti sempre di merito, mai strumentali. Io sfido chiunque a dire che dall'inizio di questa legislatura, da questi banchi, noi non abbiamo incominciato una battaglia per contrastare le nuove e vecchie povertà, per dare sviluppo e riequilibrio territoriale a questa regione, per riconoscere i diritti che vengono violati e che sono stati violati, onorevole Ladu, molto spesso, soprattutto quando governava lei, nei cinque anni precedenti a questa legislatura!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, annuncio il mio voto favorevole all'emendamento numero 24. Vorrei, però, nel dibattito che ancora ci sarà sugli emendamenti all'articolo 5, comprendere meglio il contenuto di questi emendamenti. Del resto questo era lo scopo anche degli interventi precedenti.
A proposito della lettera l), emendata dalla Giunta, domando: per il programma "Sardegna fatti bella" è prevista una nuova autorizzazione di spesa che richiede una disciplina organica della materia o no? Io riterrei di sì, nel senso che è un intervento nuovo, un intervento che nella scorsa finanziaria non ci poteva essere, e infatti l'abbiamo approvato col maxicollegato. Ma se questo intervento e tanti altri interventi simili li dovessimo approvare con la finanziaria è ovvio che torneremmo alla vecchia finanziaria omnibus, di cui il collega peripatetico Uras ha precedentemente parlato.
Collega Davoli, il suo intervento è stato stimolante, per cui è giusto raccoglierlo. Quando lei dice: "Noi esercitiamo una funzione critica nei confronti della maggioranza e su temi importanti, come le opportunità, l'istruzione, lo sviluppo sociale, otteniamo anche dei risultati". Perfetto, d'accordissimo, è un problema vostro e della vostra maggioranza e decidete voi se affrontarlo in Aula o fuori dell'Aula, nel partito o fuori del partito. Ciò che io vorrei dire, a quella parte di Rifondazione Comunista che manifesta di essere attenta ai temi della garanzia, è che questi temi non sono soltanto della maggioranza, ma vengono seguiti con attenzione anche da questa parte. E vorrei anche dire al collega Maninchedda, che parla - in sardo si dice ghetta sa perda e cua sa manu - di conoscenza, e alla collega Caligaris che parla di garantismo, che questi temi che voi sollevate non sono temi vostri, del vostro partito e della vostra maggioranza, ma sono temi dell'Aula, sono cioè temi che hanno riscontro anche e soprattutto in questa minoranza consiliare. E allora di quei temi ne dobbiamo parlare insieme. Non potete discuterne in Aula quando ritenete e poi tacere per sei mesi! Su quei temi non è possibile fare così! Sull'istruzione fate quello che volete, sui temi concreti del vostro governo fate quello che volete, ma sui temi che attengono alla garanzia delle regole in Consiglio regionale non potete farlo. Se lo fate non siete culturalmente onesti!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Signor Presidente, intervengo per ribadire, anche da parte mia, il voto favorevole all'emendamento numero 24 e per dare una risposta - in casi del genere si dice che si è "tirati per i capelli" - ai due colleghi di Rifondazione Comunista che sono intervenuti prima.
Io che sono nuovo del Consiglio, ma ho sentito dalla stampa gli echi di ciò che succedeva nelle precedenti legislature. Credo che sia il collega il Davoli sia il collega Uras abbiano ricevuto il testimone da un loro più illustre collega, che in passato si elevava da questi banchi, alzava il tono della voce, strepitava, cercando così di ottenere quanto più poteva dall'Esecutivo. Questo è ciò che stanno perseguendo anch'essi, nonostante sostengano che il loro partito nobiliti quest'Aula. Senz'altro, però la prassi, il metodo per ottenere lo stanno utilizzando appieno!
Io, ripeto, sono nuovo di questi banchi, ma ieri ho notato che di fronte a una posizione che osteggiava la norma che stiamo per votare, è intervenuto il presidente Soru per cercare di ridurre a miti consigli i colleghi di Rifondazione, promettendo chissà che cosa al collega Uras. Niente di personale, però effettivamente le situazioni si ripetono.
Noi abbiamo chiesto la soppressione dell'articolo 5 e poco fa abbiamo sentito la risposta dell'assessore Pigliaru su un aspetto che tutti gli interventi hanno evidenziato, e cioè sulla non chiara comprensione delle lettere l) e m) del comma 1. Io non ci ho capito nulla!
Mi consenta, Assessore, rimango sempre dell'idea che le cose si possano rendere semplici e che quando invece si vuole mestare si complicano. Sono convinto che non sia necessaria una legge di più di settanta articoli per trattare questo argomento. Noi cerchiamo di dare ai sardi una legge di contabilità più organica, che consenta anche al singolo cittadino di capire che cosa sta prescrivendo la massima autorità regionale nei suoi confronti.
L'articolo 5 è veramente di difficile comprensione, ecco perché ne chiediamo la soppressione, e vi renderete conto che, andando avanti nell'esame della legge, avremo la possibilità di fare le stesse considerazioni sugli altri articoli, che sono anch'essi complessi e di difficile comprensione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Voto a favore dell'emendamento numero 24, così come degli altri emendamenti, ma in particolare questo emendamento in realtà è sicuramente provocatorio e sarebbe consono a una posizione estrema, che d'altra parte diversi esponenti politici hanno dichiarato di condividere da tempo, e cioè quella della cancellazione dello strumento della legge finanziaria dal sistema della contabilità, per tornare a una suddivisione di interventi in materia finanziaria che veda da un lato la legge di bilancio come legge formale e dall'altro lato una serie di leggi di settore o interventi legislativi di piccola o grande rilevanza che di volta in volta intervengono con nuove autorizzazioni di spesa, con incrementi o riduzioni sul fronte della spesa o delle entrate.
Personalmente non condivido il giudizio totalmente negativo sulla legge finanziaria in quanto tale. Credo che la legge finanziaria, nella formulazione originaria della riforma della contabilità dello Stato, alla fine degli anni settanta, abbia introdotto un sistema comunque utile, cioè una legge che avesse la libertà di incidere sul bilancio in quanto legge sostanziale, in qualche modo quindi, come sappiamo, aggirando in parte almeno il vincolo costituzionale, o comunque disciplinando in legge ordinaria un sistema che consentisse di prevedere nuove entrate e nuove spese non attraverso il bilancio, che deve solo registrare quello che la legislazione ordinaria autorizza in termini di spesa o di nuove entrate, ma intervenendo singolarmente. Noi crediamo, però, che sia giusto riproporre questo emendamento perché oggi voi state restaurando, state facendo un'operazione legislativa nel disinteresse vostro e anche dell'opinione pubblica. Siamo di fronte a un intervento di vera e propria restaurazione del vecchio sistema, l'introduzione cioè della legge finanziaria intesa come legge che può contenere tutto, uno strumento per intervenire in maniera disordinata ed episodica sulla legislazione. E' un modo pessimo di fare legislazione, avremo modo però, nell'esame dei restanti emendamenti, di specificare le motivazioni di questa nostra posizione.
PRESIDENTE. L'onorevole Amadu aveva chiesto la votazione nominale. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 24.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Amadu e Farigu hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Capelli - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Diana - Farigu - Floris Mario - La Spisa - Ladu - Licandro - Lombardo - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Pisano - Rassu - Sanciu - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda -Gessa - Giagu - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pittalis - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Il PRESIDENTE proclama il risultato della votazione:
presenti 62
votanti 62
maggioranza 32
favorevoli 22
contrari 40
(Il Consiglio non approva).
Ha domandato di parlare il consigliere Farigu. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto). Rivolgo alla Presidenza la preghiera di sistemare questa mia postazione, perché io devo avere la certezza che il mio atto di voto vada a buon fine. Né mi debbo rivolgere a chissà chi intorno a me per verificare se il mio voto abbia raggiunto il suo obiettivo.
Io devo avere la certezza di poter utilizzare autonomamente la postazione a me riservata.
PRESIDENTE. Onorevole Farigu, l'amministrazione sta già provvedendo. Purtroppo i lavori di adeguamento della sua postazione non possono essere eseguiti per il protrarsi della sessione consiliare, per cui si provvederà a risolvere il problema durante la pausa estiva.
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 25. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). L'emendamento numero 25, che ha ben illustrato il collega Capelli, riguarda la lettera c) dell'articolo 5, e cioè la lettera che prevede, tra le finalità della legge finanziaria, quella di autorizzare l'istituzione da parte della Regione di tributi propri, variazioni delle aliquote e di altre misure che incidono sui tributi propri.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue LA SPISA.) In presenza di questa lettera, che noi proponiamo di eliminare dall'articolo, può essere contenuta nella legge finanziaria una norma di istituzione di nuovi tributi come quella che nella passata manovra finanziaria era stata invece dichiarata inammissibile dal Presidente del Consiglio, quale norma intrusa, proprio perché introduceva un nuovo sistema tributario.
Questo è uno dei motivi per cui noi diciamo che state facendo una vera e propria restaurazione e state appesantendo lo strumento della legge finanziaria. Infatti, oltre a ciò che prevedono le lettere l) e m), su cui poi tornerò, prevedete esplicitamente la possibilità di attuare interventi significativi, addirittura in forma di legge organica, relativi a nuove forme di imposizione fiscale. Cioè, state permettendo che attraverso la legge finanziaria si possa fare anche una riforma fiscale, si possa realizzare compiutamente l'autonomia impositiva della Regione. Noi crediamo che questo sia assolutamente sbagliato e che non sia la legge finanziaria l'occasione per discutere di queste cose. Si può prevedere, anche attraverso appositi accantonamenti, di fare una apposita legge di istituzione di tributi, ma non si possono introdurre ogni anno nella finanziaria riforme, anche significative in parte, come quelle che sono state fatte, e male, con la precedente manovra finanziaria. L'autonomia impositiva della Regione deve essere esercitata con leggi proprie, non con articoletti di una legge finanziaria come quella che stiamo prevedendo nell'articolo 5.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, chiedo scusa, vorrei parlare sull'ordine dei lavori, se è possibile.
PRESIDENTE. Stiamo facendo dichiarazioni di voto, quindi il lavoro è ordinato così fino al voto. Poi le darò la parola, onorevole Caligaris.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, colgo l'occasione per dichiarare il voto favorevole e giustificare l'emendamento numero 25. Le considerazioni che farò riguarderanno anche l'emendamento numero 6 della Giunta relativo alle lettere l) e m) del comma 1 dell'articolo 5.
Veda, Assessore, con la lettera c) si ritiene di poter autorizzare l'istituzione di tributi propri da parte della Regione. Come si pensa che possa avvenire l'istituzione di tributi se non tramite una legge ordinamentale o una legge organica? Può avvenire solo in questo modo. La legge di contabilità numero 11 del 1983 contiene delle prescrizioni, a cui ho fatto riferimento tante volte in quest'Aula, prescrizioni, badate, colleghi, che nascono dalla legge dello Stato, in particolare dalla legge numero 468 del 1978, di cui di fatto la legge numero 11 è il recepimento. Allora, se qualcosa è prescritta è facilmente individuabile: "La legge finanziaria non può contenere norme di carattere ordinamentale ovvero organizzatorio". Non si sfugge, lo prescrive la legge numero 468, ma lo prevedeva anche la legge regionale numero 11.
Nel testo che abbiamo in esame tutte le prescrizioni della legge numero 11 non ci sono, Assessore. L'articolo 13 della vigente legge di contabilità dice ciò che si può fare con la legge finanziaria e ciò che non si può fare. Ora noi praticamente abroghiamo questo articolo, ma l'istituzione di tributi propri, secondo noi - ha detto bene l'onorevole La Spisa - è un argomento che va affrontato con una legge ad hoc, non con la finanziaria.
Ora, io non so se ci sono problemi di legittimità, come qualche collega ha rilevato, certo è che stiamo facendo retromarcia su una norma, badate bene, che in base alla legge numero 11 già non poteva essere contenuta nella legge finanziaria. Ora noi escludiamo le prescrizioni di quella e diciamo che possiamo autorizzare l'istituzione di tributi propri, la variazione delle aliquote e di altre misure che incidono sui tributi propri. Questa è una riorganizzazione complessiva!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, io voterò a favore dell'emendamento numero 25 e sempre con l'intenzione di comprendere meglio, e scusandomi per i miei limiti di tecnica legislativa, vorrei fare una domanda all'assessore Pigliaru, che normalmente è assolutamente disponibile a dare questi chiarimenti, sulla istituzione di tributi propri. Faccio un esempio, per capire meglio: il presidente Soru, non si sa bene se per scherzo o per annunciare una riforma prossima, ha parlato della possibilità di istituzione della tassa di soggiorno. Io ne sarei assolutamente contento, essendo stato presentatore, nella scorsa legislatura, di una proposta di legge, reiterata in questa legislatura, sull'istituzione di un contributo ambientale. Io lo chiamavo così, non tassa di soggiorno, con la quale però ha qualche collegamento. Personalmente ho ritenuto che un contributo di questo genere dovesse essere istituito attraverso una proposta di legge, e dunque ho presentato una proposta di legge, anche perché ovviamente si tratta di una scelta di filosofia politica, che a mio avviso va discussa in Commissione e in Aula. Inoltre una scelta di questo genere comporta una serie di adeguamenti normativi e di dettagli nella esecuzione dell'idea e nella distribuzione dei proventi, che rendono necessario un confronto politico. Tra l'altro i provvedimenti di questo genere non si caratterizzano ovviamente soltanto per l'aspetto finanziario, ma, come dice sempre lei, Presidente, sono leggi di scopo. Allora mi domando: è possibile che in futuro quello che io ho ritenuto dovesse essere oggetto di un dibattito politico e di una apposita proposta di legge, ce lo ritroviamo come norma della legge finanziaria? Se così fosse, è evidente che diventerebbe difficilissimo dare alla finanziaria quel valore di legge da approvare in quaranta giorni, per le sue ricadute finanziarie, che noi abbiamo in testa e che l'anno scorso è stata la nostra stella polare. Si ritornerebbe a quella famosa legge omnibus, alla quale anche molti degli intervenuti del centrosinistra dicono di essere contrari. Nello stabilire la norma, inevitabilmente, si rischia di tornare in quella direzione.
Se può darmi una risposta, Assessore, le sarò grato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Anch'io annuncio il voto favorevole all'emendamento numero 25, e anch'io vorrei una risposta, se è possibile. Abbiamo già visto, in fase di discussione, che ci sono diversi emendamenti proposti dalla maggioranza e dalla minoranza uguali, di abrogazione delle lettere l) e m) del comma 1 dell'articolo5. Non ci sono, invece, emendamenti uguali o simili sulla lettera c).
Le domando, Assessore: se non ci fossero stati gli emendamenti degli amici della Rifondazione Comunista, saremmo stati ora in presenza dell'emendamento numero 6 della Giunta? Si sarebbero presi in considerazione gli emendamenti della minoranza, che chiedevano ugualmente l'abrogazione di quelle lettere?
Perché le pongo questa domanda? Perché di questo si era gia discusso in Commissione, e c'era stato comunque un atteggiamento di chiusura da parte della Giunta. Si era discusso, cioè, delle stesse motivazioni che hanno portato oggi la Giunta a modificare, con l'emendamento numero 6, le lettere l) e m). In presenza soltanto degli emendamenti della minoranza credo che quella chiusura ci sarebbe stata comunque, ma si sono aggiunti gli emendamenti degli amici della Rifondazione Comunista. Concordo con il collega Uras quando dice che Rifondazione Comunista nobilita quest'Aula, come del resto tutti i Gruppi politici qui presenti. Non concordo con lei, onorevole Uras, quando dice che le sue azioni, le vostre azioni non sono mai strumentali o demagogiche. Su questo, mi permetta di dissentire.
Alla lettera c), che segue lo stesso principio delle lettere l) e m), i colleghi della maggioranza, compresi i rappresentanti di Rifondazione Comunista, non hanno presentato emendamenti, perciò questa lettera rimane tale e quale, ma il principio è identico. Allora, c'è pari attenzione, Assessore, alle motivazioni addotte dalla minoranza durante la discussione di questa legge? O dobbiamo attendere, ogni volta, che i nostri emendamenti siano recepiti da una pur minima parte della maggioranza per essere presi in considerazione? Ha senso averne discusso in Commissione? Le nostre proposte, rifiutate in Commissione, sono state prese in considerazione in Aula soltanto perché, lo ribadisco, i nostri emendamenti sono stati sposati da una parte della maggioranza. Ha senso tutto questo?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Ovviamente intervengo sull'emendamento numero 25 e sulla lettera c) del comma 1 dell'articolo 5, ma vorrei rispondere, per inciso, ad alcune osservazioni che ha testé fatto l'onorevole Capelli, al quale ricordo che, relativamente alle lettere l) e m), oltre agli emendamenti di Rifondazione Comunista esistono anche degli emendamenti predisposti dalla Giunta regionale. Non mi pare, poi, che la portata di quanto previsto in queste due lettere sia coincidente con la portata di quanto previsto alla lettera c), che l'emendamento numero 25 vorrebbe sopprimere e sul quale annuncio il voto contrario.
Intanto, con la lettera c), al di là delle polemiche che pure ci sono state nel recente passato e che continuano a permeare il clima della politica relativamente all'istituzione di nuovi tributi, si tenta in maniera precisa di statuire un principio che il Governo nazionale ha già riconosciuto, e cioè il principio del riconoscimento della capacità impositiva della Regione. E' un principio irrinunciabile, come più volte abbiamo dichiarato, e non intendiamo rinunciarvi. E' evidente che se la materia oggetto dell'argomento meritasse poi una normativa organica, vi sarà in accompagnamento, oltre a quanto previsto nella lettera c), anche la normativa organica. Per altro alla lettera c) si parla anche di variazioni di aliquote, in ogni caso va rammentato che questo è un tipo di provvedimento a cui il Governo fa spesso ricorso proprio nella finanziaria nazionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Noi voteremo a favore dell'emendamento numero 25, anche se devo dire che avremmo gradito, su questo emendamento, e quindi sulla lettera c) del comma 1 dell'articolo 5, un maggiore approfondimento da parte della Giunta regionale. Dico questo, perché stiamo approvando un provvedimento che poteva essere benissimo cassato perché, collega Balia, lo Statuto della Sardegna prevede già che la Regione sarda sia autorizzata a istituire tributi, a fare variazioni e tutto quello che ritiene. Ripeterlo anche in questa legge non credo che sia assolutamente indispensabile.
Naturalmente, il ragionamento che vogliamo fare noi è un altro. Noi vogliamo vedere se su questa materia si riesce ad arrivare a una sintesi, in modo da evitare brutte figure nei confronti del Governo nazionale, così come è già successo, ma soprattutto nei confronti di chi è abituato a venire in Sardegna e probabilmente non tornerà più a causa di tutta una serie di disposizioni, relative anche a nuovi tributi, che noi abbiamo adottato e che, consentitemi di dirlo, non hanno nessun senso, anzi hanno già fatto tanti danni. E se anche dovessimo rivedere oggi quelle disposizioni, purtroppo non potremmo cancellare i danni incalcolabili che abbiamo arrecato alla Sardegna e che non so chi pagherà.
Credo quindi che questa Assemblea avrebbe dovuto fare un approfondimento su questa materia. Qualcuno dovrebbe dire quale tipo di risposte ha dato o darà la Giunta regionale, perché mi risulta che il Governo nazionale abbia impugnato la legge che concerne disposizioni in materia di entrate.
Ecco, su tutte queste cose credo che il Consiglio abbia bisogno di sapere qualcosa di più, di capire quali sono le prossime mosse della Giunta regionale su una materia che si sta dimostrando veramente complicata e che sta creando gravi ripercussioni, dal punto di vista economico e sociale, in Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Signor Presidente, intervengo per annunciare il voto favorevole all'emendamento numero 25, che si riferisce alla lettera c), comma 1, dell'articolo 5, la cui dicitura, "autorizzare l'istituzione di tributi propri, variazioni delle aliquote e di altre misure che incidono sui tributi propri", a chi, come me, non è esperto in materie finanziarie crea sempre qualche problema. Leggevo, oggi, che l'Avvocatura dello Stato pare abbia fatto ricorso contro tutte le disposizioni che noi abbiamo approvato sulla istituzione di nuovi tributi regionali.
Noi stiamo cercando di ritardare l'approvazione di una legge che certo non favorirà la chiarezza in quest'Aula, certo non metterà quest'Aula al centro della programmazione e dello sviluppo sociale ed economico della Sardegna, nonostante gli appelli e i riferimenti fatti in quasi tutti gli interventi dei colleghi della Rifondazione Comunista. Ma è un problema che a noi interessa particolarmente, e vorremmo che la Giunta fosse in merito molto più attenta, perché l'emendamento numero 25 è emblematico della volontà di dire all'Esecutivo che questa legge effettivamente non ha respiro e bisognerebbe affrontare gli argomenti attinenti alla legge finanziaria con molta più oculatezza.
A noi interessa, sempre in riferimento a quanto è stato detto negli interventi precedenti, che ci sia un momento di riflessione e di assunzione di responsabilità da parte dell'Esecutivo; vorremmo che ci fosse un coinvolgimento e una concertazione che invece non ci sono. Sono state dette tante cose ma non abbiamo percepito né da parte dell'Esecutivo né da parte della maggioranza la volontà di favorire un momento di riflessione per cercare di portare contenuti più concreti nella direzione da noi prospettata. Ecco per quale motivo voterò a favore dell'emendamento 25, con molta fermezza. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Signor Presidente, sinceramente avevo deciso di limitarmi ad ascoltare, perché ascoltare le opinioni altrui significa anche accrescere la propria cultura, però mi sarei aspettato un dibattito più vivo, più partecipato, stante l'importanza di questo provvedimento di legge. Cosa che in quest'Aula invece non sta avvenendo, perché si sta lasciando all'opposizione la facoltà di intervenire, di dibattere e di fare, giustamente, le proprie proposte.
Caro collega Capelli, io sono matematicamente certo che se il Gruppo Rifondazione Comunista non avesse presentato l'emendamento soppressivo dell'articolo 3, i nostri emendamenti allo stesso articolo non sarebbero stati nemmeno letti. Così pure dicasi per quanto riguarda gli emendamenti soppressivi delle lettere l) e m) del comma 1 dell'articolo 5. Su questo non c'è ombra di dubbio, checché se ne dica. Si può anche sostenere che intenzionalmente non è così, ma noi ci atteniamo ai fatti. Pare che la verità stia solo da una parte, ma è una verità non consolidata, una verità di parte. E allora mi domando: non valgono le esperienze passate? Stiamo assistendo, periodicamente, al rigetto da parte del Governo "amico" - guai se l'avesse fatto un Governo di centrodestra - delle leggi approvate da questa maggioranza, che vengono dichiarate anticostituzionali, il che vuol dire che violano, costantemente, i diritti dei cittadini italiani.
Come si può di punto in bianco, con tre righe di un articolo, autorizzare l'istituzione di nuovi tributi? Non bastano i tributi istituiti con la legge sul turismo, sugli yacht? Io non so neanche pronunciarla questa parola, sinceramente, ma mi trovate, in linea di principio, d'accordo, perché le tasse bisogna che le paghino principalmente i ricchi, ma se quella legge è contro il diritto generale dei cittadini dello Stato non può essere mantenuta. E ora il Consiglio regionale dovrebbe autorizzare, con tre righe, l'istituzione di tributi attraverso la legge finanziaria?! Queste sono norme che devono essere dibattute in Consiglio, perché riguardano i cittadini, riguardano i diritti-doveri dei cittadini. E' il Consiglio che discute le leggi e poi le approva. Basta con questo accentramento di poteri! E' vero, caro collega Balia, la Regione ha la competenza impositiva, ma non è scritto da nessuna parte che questa competenza sia in capo al Presidente della Regione. E' una competenza della Regione autonoma della Sardegna, di coloro che sono delegati a rappresentare la regione, cioè nostra, del Consiglio. Le leggi le fa il Consiglio regionale, non la Giunta!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Matteo Sanna per dichiarazione di voto. L'onorevole Sanna non è in aula.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Signor Presidente, volevo dare una breve risposta facendo riferimento soprattutto agli interventi degli onorevoli Diana e Vargiu.
Quello che dice la lettera c) è chiaro. La lettera c) parla della possibilità di autorizzare l'istituzione di tributi propri, di variazioni delle aliquote e così via. Come in tutte le cose, conterà il buon senso. Un tributo sufficientemente semplice avremo la possibilità, se ci saranno problemi di urgenza, di prevederlo nella finanziaria, altrimenti sarà proposto con un disegno di legge separato.
L'onorevole Diana citava la legge nazionale numero 468 del 1978, che esclude che si possano inserire in finanziaria norme di carattere ordinamentale, però il testo vigente dice anche che questo vincolo non vale nel caso in cui le norme a carattere ordinamentale si caratterizzino per un rilevante miglioramento dei saldi finanziari. Il che vuol dire che è possibile, per esempio, inserire nuovi tributi se lo stato debitorio della Nazione necessita di interventi volti a tenere sotto controllo una situazione particolarmente difficile.
Non mi pare, quindi, che ciò che viene normato a livello nazionale sia in alcun modo, nella sostanza, diverso da ciò che noi stiamo prevedendo nella finanziaria regionale, con la differenza che lo Stato, naturalmente, ha una leva tributaria assai maggiore della nostra e che noi abbiamo dei limiti molto precisi entro i quali intervenire. Non vorrei che si dimenticasse che stiamo tutti affrontando una situazione delle finanze regionali particolarmente difficile e sembra doveroso dotarci delle poche possibilità di intervento che sono nelle nostre mani.
All'onorevole Capelli dico che abbiamo ascoltato il dibattito che si è svolto in Commissione. Non abbiamo agito in quella sede, abbiamo continuato ad ascoltare e abbiamo fatto successivamente una proposta che - mi pare sia stato riconosciuto - va nella direzione auspicata, seppure non col ritmo e l'intensità che alcune parti della minoranza avrebbero preferito. Ci siamo mossi in quella direzione perché abbiamo avuto la percezione che l'Aula, nella sua interezza, abbia considerato troppo ampie le regole di introduzione di norme nella finanziaria e abbiamo avanzato una proposta per rispondere, almeno parzialmente, a questa esigenza largamente manifestata.
PRESIDENTE. Ricordo che siamo in fase di dichiarazioni di voto sull'emendamento numero 25. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, io ho ascoltato l'ultimo breve intervento dell'assessore Pigliaru, che mi è parso effettivamente abbastanza discutibile e non soddisfacente rispetto ai dubbi, alle perplessità e anche ai problemi concreti che sono stati posti. Lei, Assessore, ha fatto genericamente riferimento proprio a quella qualità, a quella caratteristica che francamente si è vista latitare piuttosto spesso nell'analisi di questo provvedimento legislativo, e cioè il buon senso. Ha parlato del buon senso che avrebbe ispirato voi, e lei in particolare, nella scrittura di questo testo di legge e dovrebbe ispirare poi anche l'Aula nella considerazione del contenuto dei singoli articoli di questa legge. Ebbene, a me pare che manchi proprio il buon senso e soprattutto manca la capacità, che deriva dal buon senso, di scrivere un testo di legge condiviso, che sia frutto di un dialogo, di una concertazione, di un accordo; accordo che è mancato perfino, in modo plateale, all'interno delle forze di maggioranza, laddove proprio ieri lei è stato costretto, sostanzialmente, in una riunione, credo, per lei piuttosto difficile da digerire, ad accettare il ritiro di un articolo di una legge che lei stesso aveva scritto.
Evidentemente questo buon senso è mancato nella predisposizione di questa legge che disciplina argomenti così importanti. E' mancato il buon senso, è mancato il dialogo ed è mancata la capacità di proporre all'Aula un testo che fosse confacente alle esigenze e fosse anche espressione di quello che le diverse forze politiche della maggioranza di centrosinistra vorrebbero esprimere in tema di contabilità e quindi in tema di programmazione e di bilancio.
Ma con il nostro emendamento numero 25, sul quale ovviamente noi voteremo a favore, si va a toccare un argomento particolarmente insidioso, che per lei, Assessore, e credo per l'intera Giunta regionale, ha già rivelato tutti i suoi pericoli e le sue insidie, ed è quello di una presunta, abbastanza ipotetica e non meglio precisata capacità impositiva della Regione.
Allora, voi cercate, evidentemente, di far rientrare dalla finestra ciò che è stato fatto uscire dalla porta, ma non per la critica costruttiva della opposizione in Consiglio regionale, non in virtù dei tanti suggerimenti che noi, anche in occasione del maxicollegato alla legge finanziaria, abbiamo cercato di avanzare e nemmeno per il fatto che siano maturate in voi delle decisioni diverse da quelle che avevate messo per iscritto in occasione della predisposizione delle famigerate tasse che stanno penalizzando il turismo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Franco Ignazio Cuccu. Ne ha facoltà.
CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere Artizzu.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 25.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere La Spisa ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Cherchi Oscar - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Farigu - Floris Mario - La Spisa - Ladu - Moro - Murgioni - Pisano - Rassu - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Gessa - Lanzi - Licheri - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orru' - Pinna - Pirisi - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 50
Votanti 49
Astenuto 1
Maggioranza 25
Favorevoli 13
Contrari 36
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine del giorno la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, chiedo scusa se intervengo, però voglio sollevare un argomento che mi sta a cuore e che riguarda i cittadini.
L'altro giorno, notando che è sempre all'ordine del giorno, correttamente, la questione dell'elezione del difensore civico, mi sono rivolta alla presidente Lombardo, che le avrà riferito sicuramente, per sapere se è a conoscenza di eventuali accordi tra i Capigruppo e se, prima della pausa estiva, sarà eletto il difensore civico. Nel frattempo, però, ho appreso, ed è questo il motivo del mio nuovo intervento sull'argomento, che le istanze dei cittadini non vengono più accolte dall'Ufficio perché non è stato nominato il funzionario. La richiesta che le rivolgo, Presidente...
PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, io capisco che lei abbia un problema, ma non si può far entrare in Aula qualunque argomento chiedendo di parlare sull'ordine dei lavori.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Ma, Presidente, è all'ordine del giorno!
PRESIDENTE. E' all'ordine del giorno, verrà chiamato in discussione quanto sarà il momento. Sono all'ordine del giorno un sacco di altre cose!
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, è da due anni che questo argomento è all'ordine del giorno!
PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, la ringrazio.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Il fatto che non ci sia il funzionario mi sembra un aspetto...
PRESIDENTE. Questa è una cosa che accerteremo, ma non mi sembra vera. Insomma, si può trovare un altro modo per segnalare le cose, senza farlo in Aula. Grazie, onorevole Caligaris.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie a lei, Presidente. Solo che anche questi aspetti debbono essere segnalati in Aula, visto che sono trascorsi due anni senza che il problema sia stato risolto.
PRESIDENTE. Sì, ma l'Aula non è un posto dove possa entrare di tutto. Non è così, onorevole Caligaris.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, è all'ordine del giorno, non sto parlando di un argomento estraneo. Grazie, comunque,
PRESIDENTE. Appunto, quando sarà il momento verrà chiamato in discussione e lei potrà intervenire in merito.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Se però ci facesse sapere quando si potrà procedere a questa elezione non sarebbe male. Se non lo sa, potrebbe sollecitare i Capigruppo a raggiungere l'intesa.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie a lei.
Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato 151-237/A "Norme in materia di bilancio e di contabilità della Regione autonoma della Sardegna" della proposta di legge Floris Mario, Cherchi Oscar: "Modifica all'articolo 13 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11 (Norme in materia di bilancio e di contabilità della Regione) e successive modifiche (151) e del disegno di legge: "Norme in materia di bilancio e contabilità della Regione autonoma della Sardegna" (237)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto sugli emendamenti numero 2, 9 e 26, che sono identici. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita-D.L.). L'emendamento numero 9 è ritirato, Presidente.
LA SPISA (F.I.). Su questi emendamenti nostro voto è, naturalmente, favorevole. Proseguendo nella motivazione che abbiamo espresso sia nella discussione dell'articolo sia nelle varie dichiarazioni di voto, vorrei ricordare che la formulazione originaria della lettera l) è questa: "fissare autorizzazioni di spesa per nuovi interventi, anche in materia di organizzazione, che non richiedano una disciplina organica della materia e sotto il vincolo di coerenza con gli strumenti di programmazione". Nel testo modificato sulla base dell'emendamento della Giunta non vi è, di fatto, una sostanziale modifica.
Io non sono d'accordo con chi considera l'emendamento della Giunta significativamente diverso dal testo originario, così come ha detto, credo affrettatamente, il collega Uras. La formulazione di questa lettera, che voi comunque volete mantenere, consente di fissare, in legge finanziaria, autorizzazioni di spesa per nuovi interventi che non richiedano una disciplina organica della materia. Togliete soltanto le parole "anche in materia di organizzazione", ma questo non vuol dire assolutamente nulla, perché la precisazione "anche in materia di organizzazione" è, direi, quasi un promemoria, ma è evidente che se si possono fissare autorizzazioni di spesa per nuovi interventi, questi nuovi interventi possono riguardare anche la materia dell'organizzazione e del personale.
Perciò il nostro voto favorevole alla soppressione di questa lettera è sempre più convinto, perché non è cambiato assolutamente nulla: nella legge finanziaria si potranno introdurre norme che prevedono nuovi interventi in tutti i settori. L'unico limite è che non si prevede una disciplina organica della materia. Ma quando mai in una legge finanziaria un nuovo intervento arriva a disegnare una nuova disciplina organica della materia? Non accade mai, non accadrà mai! Accade, invece, che con la legge finanziaria potrete apportare significative modifiche a tutte le leggi di settore, da quelle sul personale a quelle sui settori produttivi, sulla sanità e così via. Quindi rimane il fatto, gravissimo, di un ritorno indietro di decenni sulla forma di una legge finanziaria che servirà a distruggere, a destrutturare il nostro sistema legislativo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, annuncio il mio voto a favore dell'emendamento numero 2, che prevede la soppressione della lettera l) del comma 1 dell'articolo 5.
In maniera rapidissima, le vorrei dire, per quanto riguarda un aspetto sollevato dalla collega Caligaris, che forse lei, erroneamente, ha detto: "Questo è un suo problema, onorevole Caligaris". E' un problema dell'Aula, non della collega Caligaris. Se riusciamo, nelle sedi che lei riterrà più opportune, a indirizzarlo verso una soluzione facciamo un regalo all'Aula, ma anche a chi aspetta fuori dell'Aula di usufruire dell'assistenza del difensore civico. Quindi mi unisco all'auspicio, anche se non ci metto tempo sopra, dato che lei ha detto alla collega Caligaris che non è opportuno portare in Aula questi problemi.
Tenendo conto delle precisazioni che l'Assessore ha fatto sull'emendamento numero 25, soppressivo della lettera c), vorrei sapere se, per esempio, un programma come "Sardegna fatti bella" può trovare posto nella prossima finanziaria, oppure si tratta di un intervento di organizzazione complessiva, che merita un progetto di legge apposito. Devo dirle, Assessore, che ho apprezzato lo spirito con ccui lei ha risposto alla precedente richiesta, purtroppo mi inquieta il tipo di risposta, avendo lei detto che si userà del buon senso, per cui l'istituzione di un tributo complesso non sarà prevista nella legge finanziaria, l'istituzione di un tributo semplice potrà invece esservi prevista.
Purtroppo il buon senso non è più nelle possibilità e nelle potestà del legislatore; il buon senso è affidato ad altri. La qualità positiva di una legge è quella di essere chiara a prescindere dal buon senso di chi la attua. Quando, purtroppo, una legge non dà garanzia di certezza del diritto, ci si deve appellare al buon senso di chi la applica. Ma se chi la deve applicare manca di buon senso, quindi se dopo di lei ci sarà un Assessore della programmazione che questa dote che lei dimostra di avere non ha, purtroppo la legge non potrà fermarlo. Anziché affidarsi al buon senso, di cui siamo sicuri lei è pieno, sarebbe stato meglio affidarsi alla certezza del diritto. E il legislatore questo dovrebbe fare, cioè dare garanzia di certezza del diritto, non garanzia del fatto che se c'è buon senso la legge viene applicata bene.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, nell'annunciare il voto favorevole al nostro emendamento che sopprime la lettera l) del comma 1 dell'articolo 5, non si può non concordare con quanto hanno sostenuto i colleghi che mi hanno preceduto sulla opportunità di prevedere in legge che nella finanziaria entri qualunque tipo di provvedimento non supportato da una legge organica, cioè da una legge che risponda a determinate caratteristiche e vada verso determinati obiettivi. E' un po' il discorso che si faceva precedentemente sul problema, ormai famigerato, della doppia tassazione, sul vostro concetto di capacità impositiva della Regione. Ed è una strada, a nostro avviso, molto pericolosa e insidiosa. Alcune di queste insidie avete già avuto modo di verificarle nel cammino tortuoso che ha percorso la legge che impone le nuove tasse sul turismo, e credo che avrete un'altra dimostrazione di quanto sia insidioso questo cammino a opera del Governo nazionale, a voi affine, anche per quanto riguarda altri argomenti.
Praticamente sta succedendo che qualunque legge importante, qualunque legge significativa che provenga da questo Consiglio regionale, e che quindi sia il prodotto della capacità, diciamo, strategica della Giunta e della maggioranza di centrosinistra, viene impugnata dal Governo nazionale di centrosinistra davanti alla Corte Costituzionale. Voi, invece, continuate su questa strada, disegnando un tipo di legge finanziaria del futuro che vorreste permettere, ogni anno, al Presidente della Regione e all'Assessore del bilancio di predisporre, che sarebbe un continuo ricadere negli stessi errori, un continuo ricreare quelle condizioni per cui voi certamente trovereste delle difficoltà e delle insidie.
Per certi argomenti è chiaro che, invece, occorrono delle leggi organiche di settore, ma non solo per il supporto, diciamo, di carattere tecnico che queste leggi hanno, non solo per la loro valenza tecnica, e quindi per la loro credibilità e anche per la loro capacità di essere difese in un eventuale contenzioso, ma perché noi siamo convinti, e voi no, del fatto che determinati argomenti debbano essere governati da leggi che siano anche frutto di una concertazione, frutto di un dialogo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, voterò a favore degli emendamenti numero 2 e 26, e vorrei cogliere l'occasione per sottolineare alcune cose in merito all'intervento dell'assessore Pigliaru.
Mi sarei aspettato, Assessore, un po' più di sincerità da parte sua. Anche lei afferma che la minoranza a volte è eccessiva in alcune sue valutazioni. La mia considerazione non vuole essere un eccesso, ma sulle osservazioni che le ho fatto mi sarei aspettato, ripeto, un po' più di sincerità, perché lei sa bene che quanto io ho detto e sostenuto, pur non dipendendo unicamente da lei, è la verità.
Le lettere l) e m) le abbiamo già discusse in Commissione, come pure la lettera c), e non c'è stato nessun intendimento, nessun invito a riflettere, a ripensarci o quant'altro. La pressione degli amici di Rifondazione Comunista ha avuto il suo effetto. Sotto un certo punto di vista plaudo a questa pressione, perché comunque a noi interessa l'obiettivo, non da quale parte venga la spinta. Mi verrebbe da porre un'altra domanda: state riflettendo anche sul contributo di soggiorno? State riflettendo in attesa che venga dimenticata la proposta di legge della minoranza sulla istituzione del contributo di soggiorno e abrogazione degli articoli 4 e 5 della legge regionale 11 maggio 2006, numero 4? Non volete darci la soddisfazione di ammettere che quella, probabilmente, era una via più tranquilla, più serena, più legittima e più costituzionale? Ci state pensando e non recepite. A volte anche la minoranza ha bisogno delle sue legittime soddisfazioni. Avete sbagliato, stiamo suggerendo una via per correggere, ma l'abbiamo fatto anche per quanto riguarda la legge sulla tutela della salute, che abbiamo appena approvato, e sulla quale lei mi ha assicurato che farà una verifica, e l'ultima finanziaria. Abbiamo dato tanti suggerimenti e abbiamo presentato delle proposte di legge.
A volte voi invocate da parte nostra delle proposte ma poi cercate di occultarle, dite che dovete riflettere e pensare. Pensare a come evitare che le proposte della minoranza vadano in porto, ma fondamentalmente le condividete, perché sono proposte di buon senso.
CUGINI (D.S.). Io sono d'accordo sulla tassa di soggiorno.
CAPELLI (U.D.C.). Ci vuole coraggio per riconoscere il buon senso degli altri, io però riconosco, e ho riconosciuto, il buon senso che raramente voi avete avuto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, ovviamente ringrazio l'assessore Pigliaru per aver voluto quanto meno prendere in considerazione il dettato della legge nazionale numero 468 del 1978. E' vero ciò che ha detto l'Assessore, le norme di carattere ordinamentale ovvero organizzatorio non possono essere contenute nella finanziaria, salvo che esse si caratterizzino per un rilevante contenuto di miglioramento dei saldi.
E' ciò che l'Assessore ha detto, e in questo caso così dovrebbe essere, salvo non citare il dettato della lettera a) della stessa legge, che fa un preciso riferimento al livello massimo di ricorso al mercato finanziario. Cioè, se la lettera c) avesse avuto un seguito, in cui si fosse detto che comunque quelle risorse sono solo da imputare alle motivazioni della lettera a) dell'articolo 11 della legge numero 468, forse non avremmo avuto niente da eccepire o perlomeno io potevo non avere niente da eccepire. Ma così non è. Nella lettera c) non si dice questo, pertanto rimane il fatto che se c'è una norma che prevede un aumento di tributi, noi sappiamo che ci sarà un aumento delle entrate, ma dove andranno a finire queste entrate non lo sappiamo.
La legge dello Stato vincola questo tipo di iniziative all'abbattimento del ricorso al mercato finanziario. Ma siamo alla lettera l). Allora, la soluzione del problema l'ha data proprio all'Assessore: se questa norma vale per la lettera c) non può assolutamente valere per la lettera l) ed ecco perché questa lettera deve decadere. Non è assolutamente pensabile che possa essere mantenuta, perché la norma dello Stato dice: "…escluse quelle a carattere ordinamentale ovvero organizzatorio, salvo che…". Qui non c'è il "salvo", perché l'abbiamo già visto nella lettera c). Su questi due emendamenti, Assessore, credo che ci sia veramente da ragionarci un attimino sopra.
Ritengo, quindi, opportuno che noi votiamo a favore della soppressione della lettera l) e motiveremo, in modo anche più ampio, la soppressione della lettera m), che è quella che preoccupa di più e che secondo noi non deve assolutamente stare in questa legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Prima di pranzo ci voleva questo intervento!
LADU (Fortza Paris). Intervengo per dire che noi votiamo a favore degli emendamenti numero 2 e 26, perché riteniamo che le modifiche che sono state apportate dalla Giunta regionale alle lettere l) e m) del comma 1 dell'articolo 5 non cambino assolutamente nulla o almeno non nella direzione che noi auspicavamo.
Probabilmente questo è servito per riequilibrare alcune cose all'interno della maggioranza, ma non è quello che noi auspicavamo succedesse in questa fase. E siamo sempre più convinti che questi emendamenti saranno approvati anche dalla maggioranza. Ho visto, com'era prevedibile d'altronde, che Rifondazione Comunista ha ritirato i suoi emendamenti soppressivi delle lettere l) e m). Non avevamo dubbi che si arrivasse a questo, però, poi, ha giustificato questo fatto dicendo che le sue battaglie sono volte a difendere gli interessi generali, non quelli particolari, perché non fa clientele. Può anche darsi che Rifondazione Comunista non faccia clientele quando fa queste cose, ma sicuramente fumo negli occhi della gente ne getta. Allora, se non sono clientele, sarà fumo negli occhi! Decidetevi, perché fare questo tipo di interventi significa voler agitare il problema, ma non risolverlo, e credo che la gente voglia che i problemi siano risolti e non agitati.
Voi dite che ricercate la linearità degli interventi, lasciando intendere che ci sia bisogno in quest'Aula di una maggiore trasparenza. Non so a chi vi steste riferendo, però, in fatto di trasparenza, noi non abbiamo nulla da imparare da nessuno, tanto meno da Rifondazione Comunista. E se può servire, a Rifondazione Comunista dico anche che io sono stato per quattro anni Assessore dei lavori pubblici e la Finanza, in quell'Assessorato, non è mai entrata durante il mio mandato. In passato, invece, che fosse al governo una Giunta di centrodestra o di centrosinistra, la Finanza si è divertita molto in quell'Assessorato. Questo per dimostrare che in fatto di trasparenza noi non abbiamo nulla da temere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Signor Presidente, vedo che, effettivamente, procedendo nell'esame di questa legge, la maggioranza mostra scarso interesse e non presta attenzione ai suggerimenti che vengono dalla minoranza, perché altrimenti, prima di procedere al voto finale di questa legge, avrebbe senz'altro cercato di favorire un'ulteriore momento di riflessione.
Comunque, intervengo per affermare ancora una volta che noi voteremo a favore dell'emendamento numero 2, che prevede la soppressione della lettera l) del comma 1 dell'articolo 5. Ho letto con attenzione l'emendamento numero 6, presentato dalla Giunta, che modifica la lettera l), e ho avuto la sensazione che scambiando l'ordine dei fattori il prodotto non cambia, perché sono state tolte soltanto alcune parole. Leggo la prima stesura: "Fissare autorizzazioni di spesa per nuovi interventi, anche in materia di organizzazione, che non richiedano una disciplina organica della materia e sotto il vincolo di coerenza con gli strumenti di programmazione regionale". La stesura finale recita invece: "Fissare autorizzazioni di spesa per nuovi interventi che non richiedano una disciplina organica della materia e sotto il vincolo di coerenza con gli strumenti di programmazione regionale". E' stata eliminata la parte che riguarda l'organizzazione. L'Assessore ha poi cercato di spiegare il significato di "disciplina organica", perché è un concetto veramente difficile da capire.
Quindi stiamo andando avanti nel proporre una norma che servirebbe, secondo le intenzioni della maggioranza, per migliorare le condizioni di vita dei sardi. Io sono invece convinto che, con una legge finanziaria così concepita, stiamo peggiorando le cose, perché voler fare a tutti i costi le riforme non significa volerle migliorare. Molto spesso conviene lasciare le vecchie norme, che senz'altro sono più esplicative e meglio applicabili di quanto non possano esserlo le nuove norme. Questo Esecutivo si sta battendo da molto tempo per cercare di riformare tutto, nonostante il Governo nazionale, dello stesso colore della maggioranza che regna in Sardegna, si stia impegnando, attraverso l'Avvocatura dello Stato, per cercare di annullare alcune delle riforme che sono state proposte in pompa magna e che dovranno essere riposte nel cassetto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Signor Presidente, nel preannunciare il voto favorevole all'emendamento numero 2, intervengo, diciamo così, con un po' di perplessità per questo modo di procedere su una legge di contabilità che dovrebbe chiarire alcuni aspetti, soprattutto per quanto riguarda la procedura tecnica. Mi pare, invece, che questo testo di legge, per il modo in cui è stato elaborato, tenda a creare maggiori difficoltà.
Io credo nell'emendamento numero 2, così come i colleghi Uras, Pisu e Davoli credevano nell'emendamento numero 9, perché sopprimere la lettera l) ha un significato linguistico, oltre che tecnico. Sono convinto, infatti, che una legge debba essere scritta in modo chiaro e comprensibile da tutti. Ora, è difficile persino per il legislatore capire che cosa significhi tecnicamente e materialmente il disposto della lettera l) e a seguire quello della lettera m). E aggiungerò qualcosa in merito anche per quanto riguarda l'articolo 6, sul quale interverrò quando sarà messo in discussione. Se neanche per il legislatore è chiaro che cosa realmente si vuole realizzare, immaginiamo che cosa ne possano capire i cittadini sardi di una legge come questa.
L'articolo 6, a cui accennavo, parla di leggi collegate alla manovra finanziaria, ma neanche questo si capisce realmente. Dovete dirci - ma ci ritorneremo quando si parlerà dell'articolo 6 - se si tratta veramente di leggi collegate, cioè interne alla stessa legge finanziaria o, come è stato fatto con l'ultimo maxicollegato, di leggi che non c'entrano niente con la finanziaria, ma che modificano e trasformano completamente altre leggi della Regione Sardegna, che a volte vengono modificate solo per fare una cortesia a qualcuno.
Credo, quindi, che questa non sia una rivoluzione copernicana, come la si vuole definire, ma che sia - Presidente, non se ne abbia a male - un'involuzione soriana. La fretta di dire per forza ai sardi che il centrosinistra ha fatto tantissime nuove leggi, ci sta portando a fare norme che creeranno soltanto difficoltà di interpretazione da parte dei cittadini sardi.
PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 2 e 26. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.
Passiamo alla votazione degli emendamenti numero 1 e 27, che sono uguali.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Voterò a favore dell'emendamento numero 1, perché nella lettera m) si completa il disegno di restaurazione del sistema di legge finanziaria, così com'era stato attuato in questi anni, criticato da tutti i più autorevoli esponenti politici per il motivo che tutti conosciamo, di modifica episodica, parziale, stravolgente spesso i vari assetti normativi delle singole leggi, anche di leggi importanti di settore. Per evitare questo problema si era fissato nella legge numero 11 un sistema molto più rigoroso, che tendesse, finalmente, a dare alla Regione Sardegna delle norme di contabilità che effettivamente permettessero di rispettare l'organicità del sistema normativo materia per materia.
La lettera m) prevede che si possano introdurre nella finanziaria modifiche e integrazioni di disposizioni legislative vigenti, finalizzate a interventi di contenimento, razionalizzazione e riqualificazione della spesa. Anche in questo caso la Giunta ha dichiarato di voler venire incontro alle osservazioni fatte sia in Commissione sia in Aula, nella discussione generale, presentando un emendamento che modifica anche la lettera m). Ma, così come ha fatto per la lettera l), la modifica contenuta nell'emendamento numero 6 in realtà non cambia sostanzialmente l'impostazione di questa nuova norma. La formulazione originaria, che prevede che si possano introdurre nella finanziaria modifiche e integrazioni di disposizioni di legge non è significativamente differente dalla formulazione proposta ultimamente dalla Giunta, che prevede la possibilità di introdurre adeguamenti funzionali di disposizioni normative vigenti. Lo vedremo quando si parlerà di quell'emendamento, ma ci si dovrebbe spiegare il significato dell'espressione "adeguamenti funzionali". In termini giuridici che cosa sono gli adeguamenti funzionali di una normativa se non modifiche e integrazioni di leggi esistenti, finalizzate a quanto ho detto?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, voterò a favore dell'emendamento numero 1 e voglio provare a dare una risposta al collega La Spisa, il quale, probabilmente, non poneva a me la sua domanda, ma forse non si è accorto che, tutto sommato, la Giunta aveva già dato una risposta.
Collega La Spisa, lei ha chiesto cosa significa adeguamento funzionale, ma sostanzialmente la Giunta ha già risposto quando ha detto che, sia per quanto riguarda la lettera c) sia per quanto riguarda le lettere l) e m), ciò che è scritto è un po' elastico, ma obbedisce al buon senso di chi dovrà applicare quella norma. Quindi se l'Assessore della programmazione e gli altri componenti della Giunta non vorranno abusare del buon senso, scriveranno delle norme compatibili con quello che io e lei abbiamo in testa, e quindi con una legge finanziaria che parli davvero degli argomenti che debbono esserne oggetto. Se, per caso, non dovessimo avere degli Assessori di buon senso, questo non succederà.
Allora, vorrei chiedere ai colleghi cosiddetti garantisti della maggioranza, che ogni tanto parlano, ma soltanto quando viene lesa la garanzia dei loro diritti, se una buona legge debba garantire la certezza del diritto o debba essere affidata al buon senso di chi la dovrà applicare. Nella mia testa la risposta è una sola: "Una buona legge deve garantire la certezza del diritto e non deve consentire a chi non ha buon senso di farne strame". Da ciò che ha detto l'Assessore, è evidente che io sarei più tranquillo se i rapporti tra me e lui non fossero di natura politica, ma fossero personali, perché del buon senso dell'assessore Pigliaru io mi fido in maniera assoluta, ma qui non stiamo parlando di rapporti interpersonali, qui stiamo parlando di una legge, stiamo parlando della garanzia dei diritti di tutti, stiamo parlando del fatto che nessuno di noi sa chi ricoprirà la carica di Assessore della programmazione negli anni a venire. Quindi dobbiamo avere una legge che garantisca la certezza del diritto, che garantisca il Consiglio; una legge la cui interpretazione sia univoca e non legata al buon senso.
A me questo sembra assolutamente evidente ed è il motivo per cui voterò a favore dell'emendamento numero 1. Ma se qualcuno dei colleghi cosiddetti o presunti garantisti del centrosinistra mi desse una spiegazione, in dichiarazione di voto, magari mi sentirei più sereno nelle battaglie che faccio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, neanch'io avrei dubbi, se l'assessore Pigliaru fosse tale a vita, salvo che l'esperienza di ieri ci ha insegnato che anche una persona trasparente e coerente come lui ha dovuto rinunciare all'articolo 3 di questa legge, che in assenza di quella norma risulta monca.
Nel momento in cui è stato chiesto - l'avevo chiesto anch'io e poc'anzi ha reiterato la richiesta il collega La Spisa - quale sia il significato autentico dell'espressione "adeguamenti funzionali", nel mio ragionare ho pensato alle norme ordinamentali. L'Assessore ha annuito, dicendo che poteva anche capitare che si trattasse di norme ordinamentali. Se così è, la lettera m) del comma 1 dell'articolo 5 è ancora meno accettabile, perché, come ho detto, la legge numero 468 vieta che si possa procedere, in sede di finanziaria, non in altre sedi, ovviamente, a modificare norme di questo genere. Per cui è chiaro che è così, non può che essere così.
L'Assessore, come ha sottolineato l'onorevole Vargiu, dice: "Io mi impegno, ma penso che norme straordinariamente importanti da modificare non ne arrivino". Sì, però, potevamo noi immaginare che cadesse l'articolo 3 di questa legge? Non lo potevamo assolutamente immaginare. Neanche noi, che abbiamo il dovere di fare una battaglia politica corretta, abbiamo presentato un emendamento soppressivo totale dell'articolo 3. Non l'abbiamo fatto, perché credevamo in quell'articolo, che poteva essere modificato, ma certamente non soppresso. Come possiamo dunque fidarci dell'assessore Pigliaru - sino a che resta in carica, certamente -, oggi per domani, fino al termine della legislatura?
Voglio dire che, siccome questa legge la stiamo scrivendo non soltanto per questa legislatura, ma anche per le legislature future, da qui nasce il fatto che una norma scritta in questo modo si presta certamente a un utilizzo scriteriato. Si presta, non dico che ne farà un tale utilizzo questa Giunta, ma potrebbe accadere con la Giunta successiva, onorevole Uras, o anche fra tre legislature.
Questa è una norma che noi stiamo scrivendo oggi, e una legge di modifica della contabilità non è che la si faccia tutti i giorni! Voi sapete benissimo che la precedente legge di contabilità fu scritta nel 1983. Sono passati ventitré anni prima che mettessimo mano a quella legge, come possiamo pensare di modificare la nuova legge di contabilità fra uno o due anni?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Signor Presidente, confermo, ancora una volta, il voto favorevole all'emendamento numero 1 all'articolo 5.
Ho visto che con l'emendamento numero 6 la Giunta corregge anche la lettera m), così come ha fatto per la lettera l), sintetizzandola in un modo, forse, comprensibile, ma senza cambiare nulla. Con un bel gioco di parole, ora parla di: "adeguamenti funzionali di disposizioni normative vigenti, finalizzati a interventi di contenimento e di razionalizzazione della spesa. Logicamente gli adeguamenti devono essere portati a leggi già esistenti. Quindi, così come hanno avuto modo di dire gli altri miei colleghi, con questo sistema non cambia nulla, emerge però il concetto di elasticità improntata al buon senso. E' vero, tutte leggi devono essere dettate dal buon senso, ma quando mai una legge si può basare solo ed esclusivamente sul buon senso? Questo è un principio che va bene se il legislatore è una persona illuminata, se chi sta a capo dell'Esecutivo è una persona illuminata, se l'Assessore che applica una norma del genere è una persona illuminata. Invece, può capitare che non lo sia, molto spesso capita che né i Presidenti dei Consigli regionali né i Presidenti delle Regioni siano persone illuminate, ecco per quale motivo la legge deve essere improntata al principio della certezza del diritto.
Quindi tutti i ragionamenti che sono stati portati oggi, specialmente per quanto riguarda la legge finanziaria, a parer mio, vanno tenuti in considerazione. Invito ancora una volta la maggioranza, e chi ne è a capo, a riflettere sulle norme che vogliamo proporre per i sardi, perché qui non stiamo migliorando le loro condizioni di vita, ma le stiamo complicando. Vorremmo - ma ho la sensazione di parlare al vento - che questa maggioranza cercasse di portare a sintesi i ragionamenti che sono stati fatti, per poter proporre una legge di contabilità accettabile. Questa è una legge che non verrà gestita solo da questa maggioranza, ma verrà gestita anche da altri, magari non ci sarà più un Presidente illuminato come il presidente Soru.
(Interruzione)
MORO (A.N.). Prego? Se lo dite in giro, si fanno beffe di voi?
Il problema è che le norme di diritto devono essere inconfutabili, per cui mi suona strano sentir parlare di buon senso. Credetemi, le leggi si fanno, sì, col buon senso, ma devono essere scritte cercando di tutelare il diritto di tutti.
PRESIDENTE. Onorevole Moro, vanno bene le opinioni, ma stiamo un pochino alle regole. Siamo liberi all'interno delle regole generali che ci diamo e che salvaguardano le persone.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, proprio per restare assolutamente aderente all'argomento in discussione e alla lettera del testo, rileggo, dopo la premessa dell'articolo 5, "La legge finanziaria ha le seguenti finalità", la lettera m): "introdurre modifiche ed integrazioni di disposizioni legislative vigenti, finalizzate a interventi di contenimento, di razionalizzazione e riqualificazione della spesa nel rispetto degli obiettivi generali e delle finalità originarie delle singole leggi". Rimanendo fedeli all'argomento in discussione, mi interessa ripercorrere, insieme all'assessore Pigliaru, la lettera della legge, cercando di illuminarla con il buon senso, quello assolutamente indiscutibile di cui lui, il Presidente e tutta la Giunta sono capaci, e quello che in minima parte, eventualmente, potrebbe dimorare nel sottoscritto.
Allora, quella briciola di buon senso che credo di possedere anch'io mi porta a dire che questa lettera, secondo noi, va assolutamente cancellata. E questo è il senso del nostro emendamento. Non mi pare di buon senso che la legge finanziaria, come si è più volte ripetuto ultimamente, anche in occasione della prima legge finanziaria del presidente Soru, e in modo particolarmente efficace e convinto soprattutto in occasione della seconda legge finanziaria varata dal Presidente e dalla sua Giunta si è voluto sancire, sia un carro sul quale caricare qualunque tipo di merce, un'arca di Noè nella quale caricare qualunque animale, un vaso di Pandora dal quale poter estrarre qualunque soluzione, qualunque provvedimento legislativo. E questo perché? Perché qualunque legge deve avere un suo iter, qualunque argomento che sia importante per la soluzione dei problemi della Sardegna, per lo sviluppo dell'economia, dei vari settori economici e sociali della Sardegna, merita di avere una trattazione a parte, merita di essere discusso nelle sedi istituzionali, che sono quelle consiliari. Quindi vi deve essere prima un passaggio che preveda la possibilità di dialogo con le categorie sociali, poi un lungo e approfondito dibattito in Commissione, fino ad arrivare all'aula del Consiglio regionale. Questo è il cammino normale, riconosciuto dallo Statuto e dal Regolamento, che debbono seguire tutte le leggi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Intervengo brevemente, perché, mi pare che nelle osservazioni che sono state fatte da parte della minoranza, in ordine proprio alla modifica intervenuta con l'emendamento numero 6, che supera l'emendamento numero 1, ci sia una qualche contraddizione.
Primo, sui contenuti: la formulazione originaria della lettera m) è stata modificata togliendo il riferimento agli obiettivi generali e alle finalità originarie delle singole leggi, togliendo la riqualificazione e lasciando le procedure di contenimento e di razionalizzazione della spesa. Esattamente quello che si poteva fare prima con la finanziaria si può fare oggi, cioè si può intervenire sulle misure procedurali, sulle misure finanziarie, per meglio coordinarle rispetto agli obiettivi di governo.
Una delle osservazioni che più ci ha trattenuto, ieri, ha riguardato l'allegato tecnico, che è stato, come voi ben sapete, notevolmente ridimensionato dalla cancellazione dell'articolo 6 del testo originario, quindi tutte le critiche che vengono avanzate adesso sono prive di sostanziale fondamento. In più, voglio ricordare che l'istituto dell'interpretazione autentica delle leggi, onorevole Diana, non è della Giunta, e neppure del singolo Assessore di buon senso. E' del Consiglio regionale, il quale può, ogni volta che lo dovesse ritenere, intervenire per interpretare in modo autentico qualora verificasse un utilizzo non corretto, dal punto di vista interpretativo, delle norme in capo all'Esecutivo, alle strutture operative, agli uffici e all'organizzazione della Regione. Per questo voterò contro l'emendamento numero 1.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 1 e 27.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Cachia - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Ladu - Liori - Lombardo - Moro - Murgioni - Pisano - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda -Gessa - Giagu - Ibba - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias - Uras.
Si è astenuto: Il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 59
votanti 58
astenuti 1
maggioranza 30
favorevoli 18
Contrari 40
(Il Consiglio non approva).
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 6.
Ha domandato di parlare l'onorevole La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Con questo emendamento, praticamente, si arriva al cuore dell'articolo 5, al cuore cioè della proposta politica della Giunta sulla legge finanziaria. Avevo già detto in parte, ma sinteticamente, per cui lo voglio ora ribadire, se il Consiglio ha voglia ancora di ragionare su quanto è stato detto e fissare bene l'attenzione su quanto è scritto in questo emendamento, che io contesto radicalmente, con forza, l'interpretazione buonista che dà il collega Uras, che credo si accontenti di qualche briciola.
Ci si dovrebbe davvero spiegare, come ha giustamente detto il collega Vargiu, perché la dizione "adeguamenti funzionali" non sia assolutamente uguale a "modifiche e integrazioni di disposizioni legislative vigenti". Per di più la norma è affidata soltanto al buon senso di chi la applicherà e non vi è in legge un'indicazione chiara, netta, su quanto si può fare e su quanto non si può fare. Adeguamenti funzionali equivale a modifiche e integrazioni, su tutto!
Per quanto riguarda la lettera l), insisto sul fatto che prevedere nuovi interventi significa abbandonare radicalmente la linea scelta nella legge numero 11, che era quella di razionalizzare e di fissare termini precisi al cattivo utilizzo della legge finanziaria, perché per nuovi interventi che non richiedono una disciplina organica della materia si intende veramente tutto. Una legge finanziaria snella, a cui tutti abbiamo detto tante volte di voler ritornare, è quella che, sì, prevede autorizzazioni di spesa, quindi norme sostanziali che modificano il bilancio, ma certamente non per nuovi interventi, che difficilmente danno luogo a una disciplina organica e che normalmente, invece, stravolgono le leggi di disciplina organica vigenti. Saranno sempre più necessari dei testi unici - che non arrivano mai - per identificare il vero dispositivo di ogni legge. Le leggi saranno modificate, anno dopo anno, anzi mese dopo mese, perché la stessa cosa varrà, ovviamente, per le variazioni di bilancio, le variazioni alla legge finanziaria, avremo cioè un sistema normativo sempre più frammentato. Questa è, sostanzialmente, una delle più gravi riforme in controtendenza che questa Giunta ha scelto di fare in questa regione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, io condivido la sostanza di quanto ha appena detto il collega La Spisa ed è importante che lo ribadiamo in quest'Aula. Penso che l'emendamento numero 6, proposto dalla Giunta regionale nel tentativo di interpretare lo spirito di ciò che era stato detto nel corso del dibattito, sulle lettere l) e m) del comma 1 dell'articolo 5, non raggiunga l'obiettivo che si era proposto e che la indeterminatezza della materia oggetto di questa legge rimanga.
E' assai difficile che, nel licenziare questa legge, siamo sicuri di avere scolpito nella pietra le indicazioni per la scrittura della finanziaria. E non dovremo attendere molto per avere una conferma di quanto sto dicendo in questo momento, dal momento che ci separano sei mesi dalla approvazione della prossima finanziaria. Collega Uras, se la prossima finanziaria dovesse contenere delle norme che lei ritiene non debbano farne parte, che la Giunta avrà invece ritenuto di introdurre e il Presidente del Consiglio, interpretando la legge che stiamo per approvare, avrà ritenuto ammissibili, io aspetterò che lei si alzi in quest'aula per dire che non è d'accordo. E le ricorderò che lei oggi, in dichiarazione di voto, ha detto che il Consiglio è garantito da questa legge, e che anche lei, garantista, si sente garantito da questa legge.
Io mi sento invece garantito da norme la cui interpretazione sia chiara e certa e non affidata a interpretazioni autentiche, perché l'interpretazione autentica è già scritta nella norma. Quando si richiede un'interpretazione autentica significa che sulla norma è nato un contenzioso. Allora, se sappiamo che su questa norma può nascere un contenzioso, interveniamo adesso, come Consiglio, perché è nostro diritto e dovere, e non più tardi, in sede di interpretazione autentica, sulla quale magari saremo d'accordo io e lei, ma non il resto del Consiglio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Ripeto esattamente quello che mi è capitato di dire prima, per cui voterò a favore dell'emendamento numero 6.
Dalla lettera l) è stata tolta la proposizione "anche in materia di organizzazione", dunque rimane: "fissare autorizzazioni di spesa per nuovi interventi che non richiedano una disciplina organica della materia…". Non si tratta di fare le leggi all'interno della legge finanziaria, cosa che peraltro, al di là di quello che è scritto qui e di quello che era scritto nella legge numero 33 del 1975, è già avvenuta, in tutte le legislature, compresa quella in corso. In quella circostanza il sottoscritto si è sollevato per parlare di norme intruse e chiedere il rispetto del Regolamento; un Regolamento che abbiamo dovuto rafforzare proprio perché venisse applicato in relazione alla legge finanziaria. In più, tutti noi sappiamo che non esiste una gerarchia delle fonti nell'ordinamento regionale, che non ci sono leggi di principio da cui discendono tutte le altre leggi. C'è una pari ordinazione tra le leggi regionali e ogni legge che interviene successivamente può modificare quella precedente. Pertanto anche la legge finanziaria, che è legge al di là di quello che noi dovessimo scrivere in questa legge, che serve proprio per la contestazione politica (ma la contestazione politica l'abbiamo fatta nel merito, abbiamo ottenuto le modifiche, che sono soddisfacenti e secondo me garantiscono), e al di là di tutti i paletti che noi dovessimo introdurre, può modificare questa legge e può, di fatto, ridurre a zero quei paletti.
Allora, il problema non è questo. Il problema è se noi abbiamo cultura istituzionale o no. Io credo che in quest'Aula e in questa nostra Regione cultura istituzionale ce ne sia e che, pertanto, grandi rischi su questo terreno non ne dovremmo mai correre.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita-D.L.). Non avevi detto che avresti parlato poco?
MORO (A.N.). Effettivamente mi sto contraddicendo, ma soltanto perché sono indotto dal desiderio di correggere alcune cose macroscopicamente sbagliate. Quindi mi sto rimangiando quanto avevo affermato prima, e cioè che sarei intervenuto nella discussione generale della legge e non sugli emendamenti, perché non credo che possano essere corrette certe cose. Essendo sardo e capatosta, voglio però dare il mio contributo per cercare di evitare che voi portiate all'attenzione dei sardi una legge che non può essere recepita. Ecco la giustificazione della mia contraddizione.
Come diceva un collega che mi ha preceduto, siamo arrivati al cuore della legge. E quello che ho potuto constatare è un'interpretazione buonista da parte della maggioranza in quei pochi interventi che ha fatto, ma è pure positivo il fatto che la maggioranza non intervenga, perché conferma, ancora una volta, che qui le leggi arrivano blindate. L'unico che sia in libertà, perché ha detto che non appartiene a nessun tipo di maggioranza che si crea e si sposta on demand, è il collega Uras, che è anche l'unico che interviene in questa situazione. Quindi vi è un'interpretazione buonista da parte della maggioranza su questo emendamento, e quello che ho potuto constatare, leggendo la nuova formulazione della lettera m), è che gli "adeguamenti funzionali di disposizioni normative vigenti" altro non sono che modifiche e integrazioni su tutto. Quindi prepariamo leggi che saranno cambiate on demand e il banco di prova, come è stato confermato da qualche mio collega, sarà appunto la prossima finanziaria, che potrà contenere disposizioni di qualsiasi genere, così come è stato rilevato nel corso della discussione generale, se non vado errato anche da parte del relatore di minoranza.
Sono convinto che anziché una legge chiara, perché le leggi dovrebbero essere sempre scritte in un modo comprensibile da tutti, noi stiamo offrendo ai sardi norme che non potranno essere interpretate in modo adeguato e giusto. Ecco per quale motivo voterò contro l'emendamento numero 6.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICHERI (R.C.). Signor Presidente, ha ragione l'onorevole La Spisa quando afferma che l'articolo 5 è il cuore di questa di questa legge. Le lettere l) e m) avevano già suscitato qualche perplessità in Commissione, e infatti in quella occasione avevamo invitato l'Assessore a riscriverle in modo più comprensibile, più corretto. Sono state riscritte attraverso un emendamento, cogliendo quindi le esigenze emerse nella discussione in Aula. Tanto è vero che nella lettera l) è stato eliminato il riferimento alla materia organizzativa, che lasciava qualche elemento di ambiguità, mentre la lettera m) esplicita meglio quali sono gli intendimenti della maggioranza in ordine agli interventi di contenimento e razionalizzazione della spesa.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 6. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo alla votazione dell'articolo 5.
Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Intervengo per chiedere, signor Presidente se è possibile votare separatamente la prima e la seconda parte dell'articolo 5, perché la seconda parte, che è passata sotto silenzio, suscita più di qualche perplessità. Infatti qui si dice: "La determinazione delle spese previste da leggi pluriennali recanti oneri valutati di carattere permanente è stabilita dalla legge di bilancio", e io vorrei che l'Assessore riflettesse su questo. Ora, tutti sappiamo che la legge di bilancio è una legge formale, che recepisce esclusivamente stanziamenti previsti da altre leggi e quindi la legge di bilancio non può cambiare gli assestamenti. Anzi, una delle ragioni fondamentali per cui è sorta la legge finanziaria era proprio quella di evitare questa rigidità del bilancio.
Quindi chiederei alla Giunta di riflettere su questa norma che è contenuta nella parte seconda dell'articolo 5.
PRESIDENTE. L'onorevole Floris ha chiesto la votazione separata dei commi 1 e 2 dell'articolo 5.
Metto in votazione il comma 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione il comma 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 6, a cui sono stati presentati cinque emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6 e dei relativi emendamenti:
Art. 6
Leggi collegate alla manovra finanziaria
1. Al fine del perseguimento degli obiettivi previsti dal PRS e dal DAPEF nell'ambito della manovra economico-finanziaria complessiva, unitamente al disegno di legge finanziaria, la Giunta regionale presenta al Consiglio regionale disegni di legge collegati.
Emendamento soppressivo totale Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni
Articolo 6
L'articolo 6 è soppresso. (3)
Emendamento soppressivo totale Uras - Pisu - Davoli
Articolo 6
L'articolo 6 è soppresso. (12)
Emendamento soppressivo totale Diana - Capelli - La Spisa - Ladu - Floris
Articolo 6
L'articolo 6 è soppresso. (28)
Emendamento sostitutivo totale Giunta regionale
L'articolo 6 è così sostituito:
"Art. 6
Leggi collegate alla manovra finanziaria
1. Nell'ambito della manovra economico-finanziaria complessiva, unitamente al disegno di legge finanziaria, la Giunta regionale presenta al Consiglio regionale disegni di legge funzionali al perseguimento degli obiettivi previsti dal PRS e dal DAPEF." (7)
Emendamento sostitutivo totale Diana - Floris - Capelli - Vargiu - La Spisa - Ladu
Articolo 6
L'articolo 6 è così sostituto:
"Art. 6
Leggi collegate alla manovra finanziaria
1. Al fine del perseguimento degli obiettivi previsti dal PRS, la Giunta regionale, nell'ambito della manovra economico-finanziaria complessiva, può presentare al Consiglio regionale disegni di legge collegati recanti modifiche ed integrazioni di tipo ordinamentale e procedurale per settori omogenei.".(29).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Questo articolo prevede che nell'ambito della manovra finanziaria la Giunta possa presentare disegni di legge collegati alla legge finanziaria. Evidentemente, si tratta di una previsione che ha senso compiuto, convincente, in presenza di norme che pongono alla legge finanziaria dei limiti molto forti. La possibilità che vi fossero progetti di legge collegati alla manovra finanziaria era stata pensata a suo tempo proprio per compensare i vincoli posti dalla legge 11/83 alla legge finanziaria, che può contenere soltanto norme che attengono rigidamente alle scelte di politica finanziaria e di bilancio e non, invece, alle varie necessità di adeguamento di normative esistenti oppure alla predisposizione e approvazione di nuove leggi, più o meno organiche, di settore. Data la necessità di dare alla legge finanziaria una conformazione molto più limitata, per evitare i danni e gli abusi che sono stati compiuti in tutti questi anni nel sistema normativo, si era concepita la manovra finanziaria come un insieme di atti di diversa natura, alcuni programmatori altri legislativi, cioè leggi formali (legge di bilancio), leggi sostanziali (legge finanziaria) e leggi collegate. Ha senso, quindi, prevedere la possibilità di presentare disegni di legge collegati alla manovra finanziaria (e noi sappiamo anche che il collegamento alla manovra viene stabilito dallo stesso Consiglio regionale, attraverso un apposito ordine del giorno, che precede la votazione finale della legge finanziaria), per dare agli stessi una corsia preferenziale e accelerarne il procedimento d'esame e approvazione, in modo che la manovra finanziaria possa concludersi nei trentasette giorni specificamente individuati per la finanziaria e il bilancio e nei successivi quaranta, se non ricordo male, per le leggi collegate? Nell'arco di poche settimane si attua un procedimento complesso e articolato di approvazione di leggi e programmi che individuano, anno dopo anno, gli obiettivi e gli strumenti che configurano l'azione di governo e l'azione legislativa.
Questo articolo, posto dopo l'articolo 5, che, così come è stato approvato, dà alla legge finanziaria un confine molto più ampio rispetto a quello precedentemente previsto, penso che sia addirittura inutile e ridondante, perché nella legge finanziaria sarà possibile introdurre tante di quelle cose che in questi anni sono state oggetto di disegni di legge collegati. Norme su nuove forme di imposizione fiscale, modifiche a leggi di settore, dalla sanità, all'ambiente, all'industria, all'agricoltura e diversi altri settori produttivi, potranno essere, di fatto, inserite in legge finanziaria. Prevedere leggi collegate a una finanziaria di questo genere, a mio parere, ha veramente poco senso.
Mi sembra che questo sia, di fatto, il senso della riforma che voi state per approvare; una riforma che non dà certamente un senso più moderno e compiuto, ma soprattutto più organico e più razionale, al sistema legislativo e in particolare al sistema normativo e programmatorio in cui si concretizza la politica economica e finanziaria. Credo davvero che, a questo punto, dopo la legge finanziaria e la legge di bilancio si possa realisticamente passare alle leggi di settore e quindi alla programmazione dell'attività legislativa del Consiglio così come si presenta ordinariamente. Non ha molto senso prevedere una corsia preferenziale, con procedure abbreviate di esame e approvazione da parte del Consiglio regionale, per disposizioni legislative che ben poco hanno a che vedere con le norme finanziarie. Il rischio, che credo si possa realisticamente intravedere, è che vengano considerati disegni di legge collegati leggi di riforma importanti, decisive, che a quel punto saranno discusse in un arco temporale molto ristretto, di fatto concentrando l'azione del Consiglio regionale in pochissime settimane o pochissimi mesi, con effetti non certamente positivi sulla qualità delle leggi che è chiamato a produrre a vantaggio della Sardegna.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, ho ascoltato la lucida esposizione del collega La Spisa sull'articolo 6, alla quale mi sembra che ci sia poco da aggiungere.
Io speravo che l'Assessore della programmazione, accettando il ragionamento serio e sereno fatto dal collega La Spisa, ritirasse l'emendamento numero 7 presentato dalla Giunta regionale, che cambia comunque il contenuto dell'articolo 6, facendo scomparire la parola "collegati". Noi chiediamo, senza voler fare polemica, senza nessun accanimento, che alla riflessione del collega La Spisa accedano anche i colleghi del centrosinistra, perché, a rischio di ripetermi, domando: che cosa sono i collegati alla manovra finanziaria? Sono delle indicazioni di priorità che il Governo regionale dà su alcuni disegni di legge che dovrebbero, nella intenzione del legislatore che a suo tempo li previde, consentire il dispiegarsi della manovra finanziaria. Avendo la legge finanziaria tutta una serie di limiti, una parte dei quali sono stati rimossi con questo testo di legge, usiamo i collegati per compensare quei limiti e dare alle proposte un'organicità che non potrebbero avere se fossero contenute nella legge finanziaria. C'è una norma regolamentare, nota a tutti, che dice che i disegni di legge che vengono dichiarati collegati alla finanziaria devono essere approvati nei quaranta giorni successivi all'approvazione della stessa. E' noto a tutti che questa norma regolamentare non è mai stata applicata da nessuna amministrazione regionale, neanche dall'ultima, che ha dichiarato collegati alla finanziaria, se non sbaglio nel mese di febbraio, cinque o sei disegni di legge e ne ha poi esitato uno solo, il cosiddetto maxicollegato.
Allora, se tutto questo ci è assolutamente chiaro, è evidente che tutti i disegni di legge sono funzionali al perseguimento degli obiettivi, nel senso che non ci sono disegni di legge che non siano funzionali agli obiettivi del PRS e del DAPEF. Immagino che, d'ora in poi, tutti i disegni di legge che la Giunta presenterà saranno finalizzati al raggiungimento di quegli obiettivi e che alcuni di essi saranno più urgenti di altri. Valutare l'urgenza è, però, un atto di tipo politico, nel senso che la maggioranza deciderà quali disegni di legge sono più urgenti nell'ambito di quelli previsti per l'attuazione degli obiettivi del PRS e del DAPEF, perché ovviamente disegni di legge contro il PRS e il DAPEF la Giunta non ne presenterà. Quindi la maggioranza deciderà quali disegni di legge sono più urgenti nell'ambito della programmazione dei lavori consiliari, che ormai è diventata stringente, nel senso che stiamo lavorando in maniera, credo, assolutamente collaborativa tra maggioranza e minoranza, e stiamo portando in Aula leggi complesse. La settimana scorsa avevamo in discussione la legge sulla tutela della salute, oggi stiamo discutendo un testo che concerne norme in materia di bilancio e di contabilità, poi affronteremo il riordino degli IACP, la riforma degli enti agricoli, insomma tutti i progetti di legge che abbiamo messo nel nostro calendario dei lavori. E li affronteremo con uno spirito di costruttivo confronto, se voi vorrete, altrimenti approverete comunque ciò che riterrete utile per dispiegare la vostra azione di governo, per realizzare il programma con cui siete andati alle elezioni, e quindi gli obiettivi del PRS e del DAPEF, che si rinnova annualmente.
Non esistono, in questo momento, corsie consiliari non praticabili dalla maggioranza per decidere le priorità che ritiene di portare in Consiglio. E allora, l'articolo 6 sembra veramente messo apposta per creare dissenso, perché dalla difficoltà da parte nostra di comprenderne la finalità, nasce la diffidenza nei confronti della proposta, nasce il ragionamento, nasce la lentezza nell'approvazione della legge in Aula. Ci domandiamo quale sia il senso di questo articolo, dal momento che avete tutti gli strumenti normativi per scegliere tra i disegni di legge che la Giunta presenta quelli che per primi volete portare in Aula, e quindi approvare. E' un articolo tautologico, ridondante, pleonastico, aggiuntivo. Professoressa Cerina, mi aiuti!
CUGINI (D.S.). Telefona a Fantola!
VARGIU (Riformatori Sardi). Mi aiuti a trovare qualche altro termine che ci consenta di spiegare che non ci sta a fare niente questo articolo! E' un articolo che serve solo all'onorevole La Spisa e a Pierpaolo Vargiu per acchiappare il microfono e parlare per qualche minuto nel tentativo di capire da voi se c'è dietro qualcosa che noi non abbiamo inteso. Perché se l'articolo 6 dice, semplicemente, che la Giunta regionale è autorizzata a presentare, insieme alla finanziaria, dei disegni di legge, mi sembra che non siamo di fronte a un'autorizzazione aggiuntiva rispetto a quelle che la Giunta attualmente ha! Se l'articolo 6 dice che la Giunta, nell'ambito dei disegni di legge che presenta, ha il diritto di stabilire delle priorità, mi sembra che non ci sia niente di aggiuntivo rispetto ai diritti che la Giunta e la maggioranza già hanno!
Per questo, soffermandomi un attimo sull'articolo 6, vi chiedo, colleghi, e lo chiedo anche alla Giunta, di farmi capire se in questo articolo c'è qualcosa di diverso da quello che sto dicendo. Dal fatto che la Giunta abbia deciso che, anziché essere soppresso, l'articolo 6 dovesse addirittura essere emendato, peraltro in una maniera che a me non lo rende più chiaro, perché continuo a non capire quale sia la differenza tra la formulazione originaria e quella emendata, nasce l'intervento che ho appena fatto, volto appunto a comprendere se non ho inteso tutto ciò che l'articolo 6 sottende. Se invece questo articolo dice esattamente quello che sto dicendo io, scusate, perché dobbiamo ripetere in legge una cosa che è già prevista? Perché dobbiamo dire in legge che la Giunta può presentare i disegni di legge che vuole per esplicare gli obiettivi previsti dal PRS e dal DAPEF? Scriverlo in legge è come ammettere che pensiamo che la Giunta non abbia questo diritto o che la maggioranza non abbia il dritto di inserire nella programmazione dei lavori consiliari i progetti di legge che ritiene.
Insomma, mi dovete spiegare qual è il senso di questo articolo, perché se lo capisco è possibile che la mia posizione su di esso cambi, ma se non capisco che cosa c'è dietro non posso non avere la naturale diffidenza che ciascuno di noi ha verso ciò che non capisce.
PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprenderanno, come previsto, questo pomeriggio alle ore 16. La Conferenza dei Presidenti di Gruppo è convocata per le ore 15 e 45, nella saletta attigua all'aula consiliare.
La seduta è tolta alle ore 14 e 01.
Allegati seduta
Testo dell'interrogazione annunziata in apertura di seduta
Interrogazione Scarpa, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata erogazione di acqua potabile a centinaia di famiglie ed agricoltori della Nurra in presenza di una condotta regolarmente realizzata e posta in pressione e sulla contestuale quadruplicazione del costo dell' acqua potabile fornita mediante autobotte.
Il sottoscritto,
PREMESSO che:
- le frazioni di La Corte, Scala Erre, Santa Giusta e Canaglia site nella Nurra non dispongono ad oggi di fornitura di acqua potabile mediante condotta per assenza delle necessarie infrastrutture;
- la fornitura di acqua potabile in quelle zone è avvenuta ed avviene tutt'ora mediante un servizio di autobotti effettuato dalla protezione civile;
- una condotta per l'erogazione di acqua potabile in quelle frazioni è stata finalmente realizzata e messa in pressione nei mesi scorsi;
- risultano essere state presentate oltre centocinquanta richieste di allaccio alla condotta;
- nonostante le ripetute assicurazioni, le autorità competenti non hanno ancora provveduto a rendere operativo il servizio di erogazione dell'acqua potabile mediante condotta, con la conseguenza che gli abitanti e gli imprenditori agricoli di quelle frazioni della Nurra sono ad oggi costretti a rivolgersi al servizio di fornitura mediante autobotte;
- recentemente il costo di tale servizio di autobotte è quadruplicato da un giorno all'altro, passando da nove euro a trentacinque euro per seimila litri di acqua potabile;
- risulta difficoltoso ottenere l'approvvigionamento con tale servizio, che pare debba essere garantito prioritariamente ad altri utenti (quali campi nomadi e canili muncipali);
- a causa del mancato funzionamento del servizio di fornitura di acqua potabile mediante condotta i cittadini residenti in quelle frazioni della Nurra si trovano in una situazione di grave disagio a causa della difficoltà di ottenere l'approvvigionamento idrico e dello spropositato aumento del costo del servizio autobotte;
- inoltre, la mancanza della fornitura di acqua potabile pone di fatto tutte le aziende agricole della zona in condizioni di irregolarità rispetto a tutte le prescrizioni emanate dalle autorità competenti per l'esercizio delle attività di allevamento;
- la mancata fornitura di acqua potabile mediante condotta costituisce una grave violazione dei diritti di cittadinanza di coloro che vivono ed operano in quelle frazioni;
- la avvenuta realizzazione della condotta, il suo collaudo, la presenza dell'acqua all'interno delle tubazioni e la esistenza di centinaia di richieste di allaccio rendono incomprensibile la mancata attivazione del servizio,
chiede
di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dei lavori pubblici per sapere:
1) quali provvedimenti intendano assumere per dare finalmente la fornitura di acqua potabile mediante condotta agli abitanti e agli agricoltori delle frazioni di La Corte, Scala Erre, Santa Giusta e Canaglia situate nella Nurra;
2) se intendano verificare le ragioni dell'improvviso aumento del costo dell'acqua potabile in autobotte verificatosi di recente per gli abitanti delle frazioni sopra descritte.(567/A)
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