Seduta n.124 del 02/03/2001
CxXIv SEDUTA
Venerdì 2 marzo 2001
Presidenza del Presidente SERRENTI
INDICE
La seduta è aperta alle ore 10 e 38.
RANDAZZO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 27 febbraio 2001, che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Silvestro Ladu ha chiesto di potere usufruire di un giorno di congedo a far data dal 2 marzo 2001.
Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
PRESIDENTE. Colleghi, ricorderete che il termine per presentare emendamenti scadeva ieri alle ore 19.
Gli emendamenti pervenuti sono complessivamente 443. Ricordo che in questa fase possono presentare emendamenti solo i Presidenti di Gruppo o la Giunta. Va da sé che possono essere presentati solo emendamenti di coordinamento e di sistemazione del pacchetto complessivo di emendamenti che tra circa mezz'ora sarà esaminato dalla Commissione competente.
Vi prego di prendere posto perché dobbiamo procedere alla votazione del passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 141/A.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). A nome mio e anche dei colleghi del Gruppo della Rifondazione Comunista, io vorrei intanto dichiarare se non l'impossibilità, l'estrema difficoltà che noi abbiamo nel definire la qualità del nostro voto.
Questo perché ci troviamo di fronte a un dilemma, non so esattamente quanto "cornuto" (il dilemma, ben s'intende), in quanto sono posti all'attenzione del Consiglio regionale, in questo momento, due argomenti fra loro difficilmente conciliabili. Da una parte c'è la proposta di bilancio, su cui si è svolta la discussione generale seguita dall'intervento, a nome della Giunta, dell'Assessore del bilancio; dall'altra vi sono però all'attenzione del Consiglio le nuove, e non tanto nuove, reiterate dichiarazioni programmatiche del Presidente della Giunta che pongono due ipotesi: nella prima ipotesi, il Consiglio può procedere alla discussione del bilancio perché una Giunta è in carica; nella seconda ipotesi, qualora dovessimo pronunciarci sulle nuove dichiarazioni programmatiche del Presidente della Giunta, deve essere presentata una nuova Giunta, quindi deve essere sospesa la discussione del bilancio. Potrebbe sembrare, questo, un espediente dialettico, ma in realtà non lo è, perché noi abbiamo davvero voluto rappresentare al Consiglio regionale questa situazione.
Il Presidente della Giunta regionale ha rilanciato ieri una strategia che ha definito "della trasformazione", che noi continuiamo a ritenere del trasformismo, la prima parte del termine è uguale, la seconda parte ne cambia la sostanza. C'è il tentativo, cioè, di sfuggire al confronto che noi abbiamo tentato di attivare nel merito, perché la maggioranza, o parte di essa, o chi lo ritiene, dica se alcune delle questioni che noi abbiamo richiamato, e di cui i 440 emendamenti sono la riprova più eloquente, debbano essere riconsiderate e che cosa nel merito occorre davvero modificare di questa proposta di bilancio. Noi riteniamo che debba essere fatto un supplemento non d'indagine, in questo caso, ma di buona volontà, di chiarezza, perché l'Esecutivo innanzitutto, la maggioranza o parte di essa chiariscano in che cosa, quanto, come e quando vogliono rispondere alle istanze che l'opposizione ha avanzato. Diversamente il cammino della finanziaria sarà un cammino difficile ed accidentato, perché noi di fronte ad alcune questioni non possiamo transigere.
Si è detto che bisognerebbe accelerare adesso l'esame della finanziaria, concludere questa fase, perché questa sarebbe una legislatura di passaggio, di transizione. Signor Presidente della Giunta, che questa sia una legislatura di transizione non vi è dubbio, qui transita tutto, transitano i consiglieri da un campo all'altro, transitano i famigli negli enti regionali, transitano i buoni propositi in un attimo. Questa è sicuramente una legislazione di transizione, rispetto alla quale io credo debba essere affermato il primato delle regole e non la Giunta delle regole. Io ritengo che quando il collega Dettori cade nella trappola e pensa alle regole, anche lui qualche volta confonda la regola con la squadretta o con il compasso, eppure c'è davvero il rischio che si determini questa confusione.
Noi abbiamo necessità, invece, di rispondere ai bisogni profondi della società sarda; abbiamo bisogno di esaminare nei tempi più rapidi possibile una manovra finanziaria che risponda ad alcuni di questi bisogni, aspettiamo soprattutto in ragione dei temi che abbiamo...
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, le ricordo che per le dichiarazioni di voto sono concessi cinque minuti.
Colleghi, è chiaro che quando un consigliere interviene, argomenta come ritiene il suo intervento. L'intervento svolto ieri dal Presidente della Giunta è da considerarsi come intervento conclusivo della discussione generale congiunta dei disegni di legge finanziaria e di bilancio; intervento che si è svolto in due tempi, col consenso dell'Aula, per consentire all'Assessore della programmazione di intervenire sul piano strettamente tecnico e al Presidente della Giunta sul piano politico. Pertanto il Presidente del Consiglio non ritiene di dover aprire adesso un dibattito sulle questioni poste ieri del presidente Floris; ci sarà un altro momento e un'altra occasione per discuterne.
Vi ricordo che dobbiamo votare il passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 141/A. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente del Consiglio, io la ringrazio per questa precisazione, ma se lei si è sentito in dovere di farla vuol dire che qualche anomalia ieri è successa.
Io credo che le dichiarazioni del Presidente della Giunta, non non tanto per il tempo utilizzato, perché l'opposizione ha ritenuto giusto che il presidente Floris potesse esprimere compiutamente il proprio parere in merito alla manovra finanziaria, quanto per il contenuto siano state delle vere e proprie dichiarazioni della Giunta ai sensi dell'articolo 120 del Regolamento. Il Presidente del Consiglio, tante volte, l'ha fatto anche poc'anzi, ci ha richiamato all'ordine del giorno; di fatto la lunga esperienza del presidente Floris ha fatto sì che l'attenzione del Consiglio regionale non fosse rivolta alla manovra finanziaria, ma ad altri temi importanti della vita del Consiglio regionale. Io devo dire che non riesco a comprendere quali possano essere le ragioni che hanno spinto il presidente Floris a fare queste dichiarazioni, anche perché vorrei ricordare a lui, al presidente Serrenti e a tutti i Capigruppo, che noi avevamo concordato una procedura, voluta proprio dal Presidente della Giunta regionale, che avremmo dovuto seguire per quanto riguarda la questione delle riforme. Ne abbiamo discusso tante volte in Conferenza dei Capigruppo, con molta serenità e serietà, e avevamo stabilito che su questi temi il Presidente della Giunta avrebbe aperto un tavolo di confronto tra maggioranza e opposizione. Avevamo anche concordato che dopo questo confronto, sulle proposte che sarebbero naturalmente dovute arrivare da parte della maggioranza, il Presidente della Giunta avrebbe reso delle dichiarazioni in Aula, sulle quali si sarebbe aperto un dibattito.
Io non riesco a comprendere, in questo momento, che cosa sia cambiato rispetto ad alcuni mesi orsono. Sono passati sei o sette mesi da quando abbiamo concordato questa linea, e non vi è stata una sola iniziativa che abbia coinvolto anche l'opposizione nel dibattito sulle riforme. E allora, quali sono le ragioni che hanno spinto il Presidente della Giunta a fare quelle dichiarazioni? Credo che ce lo stiamo chiedendo tutti. Molto probabilmente vi è il tentativo di mascherare i ritardi nella presentazione della manovra finanziaria e di nascondere tutte quelle manchevolezze che i colleghi dell'opposizione in due giorni di dibattito hanno sottolineato.
Io credo che faremmo bene ad ascoltarci, io lo faccio regolarmente. Dicevo che si è tentato di mascherare l'insufficienza della manovra finanziaria e di attirare l'attenzione dell'opinione pubblica su argomenti che non erano all'ordine del giorno. Parlo dei ritardi, parlo delle note di programma, tra loro tutte diverse perché predisposte senza che vi siano state delle direttive, degli accordi tra i singoli Assessori. A questo punto io immagino che vi possano essere anche altre ragioni, come quella di mascherare una difficoltà che c'è all'interno della maggioranza, perché io avrei compreso che a un anno e tre mesi dall'insediamento della Giunta ci fosse stata qualche proposta concreta, in quanto ciò che abbiamo sentito dal Presidente della Giunta era già contenuto...
PRESIDENTE. Il tempo a sua disposizione è terminato, onorevole Fadda, ma non ho capito come intende votare. Per le dichiarazioni di voto sono concessi cinque minuti e lei si doveva organizzare per fare la sua dichiarazione di voto in cinque minuti, abbia pazienza.
FADDA PAOLO (Popolari-P.S.). Se è per questo, presidente Serrenti, si doveva organizzare anche la Giunta, a cui abbiamo invece dato la possibilità di intervenire per il tempo che riteneva. Io sono stato interrotto un paio di volte, per cui prendo atto di questa rigidità.
PRESIDENTE. Non c'è nessuna rigidità, onorevole Fadda.
FADDA (Popolari-P.S.). Si è messo a parlare anche lei dopo avermi dato la parola.
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, non c'è bisogno di prendersela tanto, le restituisco la parola limitatamente alle sue intenzioni di voto. Credo che lei abbia argomentato in modo chiaro ed esaustivo. Se ha bisogno ancora di dieci secondi per dichiarare il suo voto le do la parola limitatamente a questo.
FADDA (Popolari-P.S.). Mi ha tolto la parola quindi non posso dichiararlo.
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, il tempo utilizzato dal Presidente viene scomputato da quello concesso all'oratore, perché l'accensione del microfono del Presidente ferma il timer.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Signor Presidente, colleghe e colleghi, intervengo velocemente per annunciare il voto contrario mio e credo del mio Gruppo.
L'assessore Pittalis ha presentato questa manovra finanziaria del 2001, seppure - come abbiamo detto - con grave e pregiudizievole ritardo, accompagnandola con roboanti proclami, trombe e fanfare che sembravano voler annunciare ai sardi una nuova era per la politica economica e finanziaria della Sardegna.
Addirittura l'onorevole Pittalis, assieme ad alcuni suoi sostenitori del centrodestra, in verità pochi e poco convinti, l'ha definita una vera e propria manovra rivoluzionaria. Di contro, a me pare che il Consiglio l'abbia accolta senza grandi entusiasmi, e mi riferisco non tanto alle critiche forti e di merito avanzate dalle opposizioni, quanto al disinteresse generale della maggioranza, che sia nelle Commissioni competenti che in Aula (in particolare vi è stato il coraggioso e condivisibile intervento dell'onorevole Noemi Sanna) ha criticato e manifestato dissenso rispetto alla cosiddetta manovra rivoluzionaria dell'onorevole Pittalis. Lo stesso intervento finale del presidente Floris, per la verità un po' fuori tema e fuori tempo, è stato accolto dall'Aula con disinteressata sorpresa.
Il Presidente della Giunta, che continua a voler vestire l'abito del padre di tutti i sardi, si è sottratto al confronto sul merito, per riproporci le sue convinzioni di fondo, le sue idee generali sulla nuova era che i sardi hanno di fronte; "i sardi, figli di una terra crocevia di civiltà nel Mediterraneo e nel mondo", così come scriveva nei suoi auguri di fine anno diffusi a mezzo stampa. Ma si sa, tutti i Presidenti pensano di interpretare il ruolo dei padri e sono anche portati a convincersi, per sostenere la fatica che la funzione comporta, che tutto inizi daccapo con loro.
Dunque, non volendo parlare di finanziaria, evidentemente non poteva offrire argomenti per un serio confronto di merito con l'opposizione, che lo ha sollecitato con l'intervento dell'onorevole Selis… Presidente, io mi interrompo perché vorrei essere ascoltato così come io ho ascoltato tutti, compresi il presidente Floris e l'assessore Pittalis. Chi non mi vuole ascoltare se ne può andare tranquillamente fuori, non mi offendo per questo, però voglio poter svolgere il mio intervento e manifestare le mie convinzioni e le mie idee in quest'aula come rappresentante di un pezzo del popolo sardo, non come padre di tutti i sardi, e vorrei davvero intervenire per i miei cinque minuti esatti senza essere interrotto.
PRESIDENTE. Colleghi, la richiesta dell'onorevole Morittu è più che legittima. E' un diritto fondamentale di ogni consigliere non solo parlare, ma anche essere ascoltato. Se poi qualcuno non vuole ascoltare - è un diritto anche quello di non ascoltare - è pregato di accomodarsi fuori dell'aula e di lasciar svolgere l'intervento in maniera corretta. Pertanto vi prego di aver pazienza e di prestare attenzione o comunque di fare silenzio.
MORITTU (D.S.). Dicevo che il Presidente della Giunta, non volendo parlare della finanziaria, perché evidentemente non poteva offrire argomenti per un serio confronto di merito con l'opposizione, che lo ha sollecitato attraverso l'intervento dell'onorevole Selis, ha parlato d'altro, chiedendo alle opposizioni, con tono ecumenico, l'avvio di un confronto sulle grandi riforme, necessarie - a suo dire - per contrastare il centralismo statale che intanto ha approvato la riforma federalista dello Stato, mentre noi continuiamo a stare indietro. E così dimentica, il presidente Floris, di rispondere alle critiche rivolte dall'opposizione circa il nuovo e ben grave neocentralismo regionale restaurato dalla sua Giunta e dalla maggioranza di centrodestra. Si sa, la storia ci ha insegnato un vecchio trucco: quando hai difficoltà interne cercati un nemico esterno per compattare le truppe. L'onorevole Floris ci propone il vecchio e astratto confronto-scontro con lo Stato, intanto la Giunta regionale approva alla chetichella una pericolosa legge di riforma, che è più giusto chiamare una vera e propria controriforma in materia urbanistica, che ha come dichiarato obiettivo lo smantellamento totale della legislazione sulla tutela territoriale, con il chiaro intento di aprire una nuova fase di deregulation e di pericoloso assalto ai beni ambientali della Sardegna.
Ma, tornando alla finanziaria, la vostra proposta, la proposta presentata dall'onorevole Pittalis, guardate, cari colleghi della maggioranza, a ben vedere è vostra solo in parte, soprattutto nella parte che ripropone ed esalta tutti i vecchi vizi del passato e, consentitemi, anche i vecchi trucchi. Infatti, seppure in presenza di una copiosa dotazione finanziaria, avete gonfiato le entrate: i 750 miliardi sono una mera chimera, sono un vecchio trucco per tirar fuori risorse che non esistono, e conseguentemente avete gonfiato le spese, instaurando la vecchia pratica del paniere di dolci da offrire a tutti in abbondanza nelle diverse poste di bilancio e nei diciotto collegati alla finanziaria.
Non importa, poi, se si approvano le leggi e quindi si spendono le copiose risorse ivi allocate, l'importante è l'annuncio. Per fare davvero ci vogliono idee, impegno e tempo, doti che evidentemente non abbondano dentro la maggioranza. A me dispiace che stiamo sprecando un'occasione, questa sì, davvero storica.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Presidente, credo che il clima che questa mattina è così presente e vivo in quest'aula mi obblighi a fare, anche da parte del partito che rappresento, delle dichiarazioni. Ma visto e considerato che questo è il momento di un certo tipo di dichiarazioni, credo che il modo più appropriato di chiamarle sia "dichiarazioni di vuoto", perché nel vuoto più assoluto e nel disinteresse è ripreso il percorso del confronto su una finanziaria difficile, controversa e che nei prossimi giorni credo incontrerà ancora più difficoltà in quest'aula. E questo disinteresse credo sia stato accelerato proprio ieri da una rilettura fuori luogo, fuori tempo e fuori tema delle dichiarazioni del presidente Floris. Io lo posso solo ringraziare per averci riletto buona parte delle dichiarazioni programmatiche di un anno fa, escludendo la parte della "salsa catalana" e quella della devolution irlandese, ma il tutto credo che abbia portato soltanto ad accentuare la disattenzione sul tema e a creare un disinteresse che non fa bene a nessuno.
Il problema vero, l'argomento principale resta questa finanziaria, che non è cosa di poco conto (credo di poter dire che nell'arco dell'anno sia l'appuntamento più importante che il Consiglio affronta), su un insieme di risorse finanziarie piuttosto consistenti, su uno scenario e una metodologia diversa di predisposizione della stessa legge, con le difficoltà che ognuno di noi ha potuto riscontrare. Allora, spostare il tiro, divagare, allontanare l'attenzione dal problema principale credo che non serva a nessuno.
E' necessario ritornare al discorso principale, prestare l'attenzione dovuta alla finanziaria e lasciar perdere il fatto che tra alcuni giorni saremo nel pieno della campagna elettorale e che proclami come quello che è stato fatto non servono a nessuno, né a chi li fa, né eventualmente a chi ha la sfortuna di doverli ascoltare.
Il nostro voto sarà contrario, perché non può essere diversamente, ma nel prosieguo del confronto, che sino ad oggi non c'è stato, e nel disinteresse che sino adesso si è manifestato, noi cercheremo, con serenità, di rendere questo confronto costruttivo e propositivo. Credo che questo sia solo un mio desiderio, difficile da realizzare quando l'Aula, nel momento più delicato, è così disattenta, pensa a rumoreggiare e l'argomento in discussione passa in secondo piano.
Noi sul numero degli emendamenti non abbiamo niente da ridire, è una prassi. Mi ricordo che nella passata legislatura c'era qualche collega che addirittura riusciva a fare emendamenti per azzerare il capitolo dei fitti, perché aveva una fantasia illuminante da riuscire a dare un contributo sostanziale al confronto che, in Aula, in quel momento si teneva! Non siamo stati propositivi forse anche in modo eccessivo, ma su questo, ripeto, il confronto è aperto e vedremo se il dialogo, la volontà di costruire insieme qualcosa di positivo esiste davvero, oppure se è tutta una finzione, quella finzione alla quale molti dei presenti hanno fatto riferimento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, intervengo molto brevemente, però, visto come si è avviato questo passo della procedura della finanziaria, credo sia opportuno che anche da parte della maggioranza si facciano alcune precisazioni, dichiarando ovviamente il voto favorevole al passaggio all'esame degli articoli della finanziaria, e precisando che noi riteniamo le dichiarazioni rese dal Presidente della Giunta a conclusione della discussione generale congiunta perfettamente in sintonia con quella che è la materia del dibattito.
Credo di poter, diciamo così, interpretare oppure riformulare e fare nostre le indicazioni politiche contenute nell'intervento del presidente Floris, con una semplice constatazione che è stata già fatta nel dibattito, che personalmente ho fatto anch'io nella relazione iniziale, e cioè che le misure contenute in questa finanziaria sono coerenti proprio con il programma che questa maggioranza ha presentato all'avvio di questa legislatura. Si può essere d'accordo o no, si può criticare - giustamente l'opposizione svolge questo ruolo - e noi accettiamo questa critica e questo confronto, però sottolineiamo, ripeto, che le misure contenute in questa finanziaria tendono ad essere quanto meno coerenti con un programma preannunciato, con la perfettibilità di tutte le azioni umane. Per questo vogliamo continuare con l'esame degli articoli, aperti a un confronto che però sia alla luce del sole, leale, aperto, per migliorare per quanto possibile il testo di legge, ma nella chiarezza ed anche nella convinzione che dobbiamo fare presto ed evitare qualunque perdita di tempo.
La constatazione su cui credo si sia mosso il Presidente della Giunta è che non si può fare politica finanziaria, se si vuole fare veramente politica di sviluppo, senza pensare che occorre avviare una stagione di riforme, di nuove leggi, ad iniziare anche dai collegati alla finanziaria che si muovono in questa direzione e che fanno tutti parte di un grande mosaico, che è fatto di piccole tessere, di piccoli interventi legislativi e di grandi interventi, su cui è necessario un confronto aperto, serrato, leale e costruttivo anche con le opposizioni. Credo che l'intervento del presidente Floris, per la sua dignità, non possa essere svilito da una polemica di basso profilo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, colleghi, io credo che, al di là delle parole, le condizioni di difficoltà che oggi questa maggioranza e l'intero Consiglio stanno vivendo possano essere riassunte guardando questo volume di emendamenti. Credo che non ci siano parole che possano definirle meglio della misura di questo volume.
I Democratici credono nel governo delle regole, lo hanno affermato all'inizio di questa legislatura, perché ritenevano che non ci fossero le condizioni per poter varare maggioranze credibili. Oggi, anzi ieri, il Presidente della Giunta ha ammesso questa necessità. Voglio confortare il collega Cogodi dicendo che noi non confondiamo le regole con le squadrette, né tanto meno con i compassi, ma siamo consapevoli di quello che affermiamo, e ci auguriamo comunque che ci sia uno scatto di orgoglio da parte di tutti i componenti di questa Assemblea per dar luogo, con sufficiente intelligenza, alla risoluzione dei problemi veri che al di fuori di questo palazzo attanagliano i sardi e la Sardegna. Ritengo che ci si debba mettere a lavorare di buona lena per dare vita a qualcosa che funzioni e che faccia sperare in un futuro certamente diverso da quello che oggi siamo in grado di assicurare. Comunque, per ragioni di coalizione, noi voteremo contro il passaggio all'esame degli articoli della finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Corda. Ne ha facoltà.
CORDA (A.N.). In un anno e mezzo che sono in questo Consiglio regionale ho imparato a leggere il Regolamento interno e lo Statuto, e ho capito quali sono i metodi di trattativa, quelli palesi, quelli sotto banco, quelli sommersi, quelli trasversali. Ho imparato tutte queste cose, tuttavia è difficile per uno che non è mai stato prima in questo ambiente riuscire a condividere quello che sta accadendo oggi in quest'aula e che accade ogni qualvolta si tratta di produrre cose utili per la Sardegna.
Ogni consigliere ha il diritto di intervenire per venti minuti nella discussione generale e per dieci minuti su ogni articolo, per cui, se una legge si compone di trenta articoli, ogni consigliere può intervenire venti minuti nella discussione generale, dieci minuti su ogni articolo (quindi sono trentun interventi), cinque minuti per dichiarazione di voto su ogni emendamento, e così via. Poiché le trattative, a quanto pare, non sono andate a buon fine, sono stati presentati cinquecento emendamenti. Tradotto in spiccioli, questo vuol dire che ogni consigliere, oltre a tutti gli interventi che ho elencato prima, ha la possibilità di intervenire anche nella discussione di ogni emendamento per cinque minuti e fare cinquecento dichiarazioni di voto. Se questo è il modo per affrontare i problemi della Sardegna, per produrre leggi utili alla Sardegna, per dare una svolta finalmente a questo Consiglio, affinché riesca a fare le cose e non a tenere per anni i progetti di legge fermi nei cassetti, mi sembra che ci sia veramente da spaventarsi.
Non ci aspettiamo, mi ci metto dentro anch'io, che la gente possa capire questo tipo di atteggiamento, ma non è assolutamente possibile che la Sardegna venga amministrata in un modo così scellerato.
FADDA (Popolari-P.S.). Siamo d'accordo!
(Interruzioni dei consiglieri Sanna Salvatore, Pirisi e di altri consiglieri del centrosinistra)
CORDA (A.N.). Allora io dico che se vogliamo avere senso di responsabilità dobbiamo denunciare con forza queste cose. Non è concepibile che si presentino cinquecento emendamenti: solo per leggerli e per approfondirli occorrerebbero due mesi! Vedo che come al solito la sinistra non è d'accordo su queste cose, me ne rendo conto, però - badate - è inutile che voi chiediate di amministrare una parte delle risorse della finanziaria, perché non è il vostro turno. Voi avete perso le elezioni e chi ha il diritto di amministrare è il centrodestra, che ha vinto; voi potete non essere d'accordo, ma in democrazia questo è. In democrazia governa chi ha avuto il consenso della gente.
(Vive proteste dai banchi del centrosinistra)
CORDA (A.N.). Continuate così! In democrazia questo accade, siccome voi la democrazia la evocate solamente quando vi conviene, e parlo soprattutto dei più accesi (vedo che Paolo Fadda è completamente d'accordo con me, mi fa piacere), allora mi domando se è possibile che si possa continuare così. Se avete senso di responsabilità, dite ai sardi: noi non possiamo governare, perché siamo all'opposizione. Noi possiamo solamente dare il nostro appoggio o disapprovare.
Non è accettabile che si presentino cinquecento emendamenti, perché è solo un metodo per ricattare chi governa. Naturalmente voterò a favore del passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 141/A..
(Applausi ironici dai banchi del centrosinistra)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, la ringrazio per avermi concesso la parola, però sorprende il fatto che quando qualcuno dell'opposizione si sente limitato nel suo diritto di intervenire giustamente se ne lamenta, ma, alla stessa maniera, quando parla qualcuno del centrodestra le sinistre insorgono e non gli consentono di fare il proprio intervento. A questo punto, visto qual è il clima e qual è l'accoglienza preferisco rinunciare a intervenire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S). Utilizzerò pochissimi secondi, non abusando del tempo, per dichiarare anch'io che sono ovviamente contrario a questa manovra finanziaria e per segnalare al collega Corda e anche alla Giunta che questa manovra non piace non solo all'opposizione, ma neanche alla maggioranza e alla stessa Giunta, perché quasi duecento degli emendamenti presentati ieri sera sono firmati da consiglieri della maggioranza e dalla Giunta.
Allora, duecento emendamenti di modifica della manovra finanziaria provenienti dalla maggioranza e dalla Giunta sono il segno che noi avevamo ragione, che questa manovra finanziaria non va bene e va modificata.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (F.S.D.). Presidente, intervengo intanto per sottolineare che tutta l'opposizione concorda con una parte delle affermazioni fatte dall'onorevole Corda. Noi le ripetiamo, prendendo in prestito le sue parole: "La Sardegna non merita di essere governata in modo così scellerato". L'ha detto l'onorevole Corda, non l'abbiamo detto noi!
La finanziaria si giudica dal contenuto, non dal numero degli articoli che pure possono avere il loro peso, né dal numero degli emendamenti presentati. Vi è stato in Aula un dibattito impegnativo, vi è stato un richiamo da parte della maggioranza alla coerenza con i programmi originari, e manca totalmente la volontà, al di là delle affermazioni che vengono continuamente ripetute e da più parti della maggioranza, di affrontare i temi reali della Sardegna, a partire da un'esigenza concreta, quella delle riforme.
Anzi, al riguardo mi sia consentito fare una piccola anticipazione. Onorevole Frau, riguarda anche lei quello che sto dicendo, la riguarda specificamente: quest'Aula ha approvato un anno fa una legge istitutiva dell'ente unico; ne ha dettato i criteri, i percorsi, le regole. Questa maggioranza ha avuto perciò un anno di tempo per approvare un regolamento che in legge era previsto venisse approvato. Oggi - ecco perché la richiamavo, onorevole Frau -, alcuni consiglieri della sua maggioranza, nel novero degli emendamenti presentati, ne hanno presentato uno che tende una volta di più a far slittare quelle metodiche e quei criteri inseriti all'interno della legge di riforma della vecchia Azienda foreste demaniali e dell'introduzione dell'ente unico.
Il Governo di centrosinistra aveva fatto una riforma, il Governo di centrodestra ha trovato il modo, e ne sta percorrendo tutte le fasi, per bloccarla. Altro che nuove riforme! Altro che le affermazioni che vengono fatte! Si tenta di bloccare in tutti i modi le riforme che erano in embrione, quelle che dovevano decollare.
Mi fermo al momento solo a queste considerazioni; le considerazioni nel merito degli emendamenti le faremo in Commissione e in Aula quando verranno discussi. Certo è che questa maggioranza sta dimostrando e manifestando in maniera piena e compiuta la propria volontà di tornare indietro, di attuare criteri che non marciano verso le riforme, ma che marciano invece verso la conservazione e la restaurazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Patto Segni-Rif. Sardi). Signor Presidente, colleghi consiglieri, credo che tra le tante cose dette dall'onorevole Corda, nel cui merito non entro, ci sia senz'altro una sacrosanta manifestazione nei confronti dell'intera Aula consiliare, cioè una manifestazione di sofferenza di un cittadino che non ha una lunga militanza e una lunga esperienza politica alle spalle e dichiara il proprio fastidio e la propria difficoltà a rappresentare, anche all'esterno di quest'aula, quello che l'Assemblea che governa le sorti della Sardegna sta decidendo.
Io credo che, in questo senso, sarebbe utile fare un'ulteriore riflessione su alcune dichiarazioni di voto fatte questa mattina, in particolare su quelle che hanno espresso perplessità in merito al discorso pronunciato ieri dal Presidente della Giunta regionale, l'onorevole Floris, soprattutto per quanto riguarda la parte relativa all'esigenza delle riforme, e hanno contestato che ci sia una correlazione stretta tra la necessità delle riforme, sostenuta dall'onorevole Floris, e la discussione attualmente in corso sulla manovra finanziaria.
Ecco, io credo che questa contestazione sia fuori luogo, nel senso che un bilancio sarebbe una pura escussione di cifre, senza anima e senza collegamento tra loro, se non fosse inquadrato nell'ambito di una precisa volontà politica, che è quella che la maggioranza che attualmente sta governando la Sardegna ha rappresentato durante la sua campagna elettorale, e cioè la ferma volontà di dare a tutti i sardi un segnale di cambiamento e di discontinuità con il passato, che si traduce non soltanto nelle cifre del bilancio, ma soprattutto nell'intenzione di attuare seriamente quelle riforme istituzionali che sono indispensabili alla modernizzazione della Sardegna e al suo raccordo pieno con l'Europa.
Io ho ascoltato con attenzione, ieri, l'intervento dell'onorevole Floris, e devo dire che una parte delle cose che lui ha detto le condivido integralmente; la parte restante credo che possa rappresentare una occasione stimolante di confronto per tutta l'Aula, maggioranza e opposizione. Altrettanto attentamente io ascolto le segnalazioni provenienti dai banchi dell'opposizione e dirette verso i banchi della maggioranza e, in prima persona, verso quelli che l'onorevole Cogodi, che è uno di quelli che più frequentemente fa di questi appunti, chiama i "fantoliani", affinché non si dimentichino di quella bandiera delle riforme istituzionali in Sardegna di cui hanno fatto una ragione di esistenza.
Ecco, io credo che in questo senso sia importante che per primi noi, che delle riforme istituzionali abbiamo fatto un impegno esistenziale del nostro movimento, teniamo conto, ma ne tenga conto l'intera maggioranza, di quelle che sono le indicazioni che tante volte arrivano dai banchi dell'opposizione. Bisogna ascoltare quello che dice qualsiasi consigliere di quest'Aula e prendere tutto ciò che di buono c'è nelle sue parole.
Ritengo, quindi, che il presidente Floris ieri abbia fatto questo e non credo che abbia voluto spostare, come qualcuno ha sostenuto, i termini del confronto, cercando un nemico esterno per ricompattare le truppe interne. Credo che abbia invece voluto significare che nessun bilancio ha anima, nessun bilancio ha ragione di esistenza, nessun bilancio è forte e può essere votato in maniera convinta da una maggioranza e da un'intera Aula se non ha dietro di sé una strategia politica precisa, che non può che essere quella strategia di riforme, di cambiamento e di adeguamento delle strutture istituzionali della Sardegna che tante volte è stata chiesta in quest'aula dalla maggioranza e dalla opposizione.
Per cui bene ha fatto il presidente Floris a rivolgersi a tutte le forze politiche, perché il discorso sulle regole non può essere ristretto alla maggioranza, ma deve coinvolgere tutti i consiglieri di tutte le forze politiche presenti in quest'Aula. Bene ha fatto il presidente Floris a ricordare che quello è il terreno su cui la maggioranza e l'intera Aula si giocano la loro credibilità nei confronti della Sardegna.
PRESIDENTE. Il suo voto quindi è favorevole onorevole Vargiu?
VARGIU (Patto Segni - Rif. Sardi). Sì.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Ivana Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI IVANA (D.S.). Signor Presidente, ciò che il collega Morittu ha detto nell'annunciare il voto contrario del nostro Gruppo sul passaggio all'esame degli articoli della finanziaria sottolinea il nostro dissenso per il modo in cui è stato condotto il dibattito in quest'aula e soprattutto perché non si condivide complessivamente la manovra finanziaria che qui è stata presentata.
Qualcuno ha detto che noi saremmo contrari perché vorremmo brigare nel dividerci le risorse sostanziose che questa manovra ha messo - forse - in campo. Non ricordo chi l'ha detto, ma non ha alcuna importanza, perché ciò che noi vogliamo significare è la possibilità di modificare questa manovra per il bene del tanto amato popolo sardo del presidente Floris. Ritengo di dover sottolineare solo un fatto: circa 13.000 miliardi di risorse e una sostanziale diminuzione di quelle messe a disposizione da questa Giunta per la scuola, l'università, la ricerca scientifica, il diritto allo studio.
Certo è che l'esempio è il segnale che si vuol dare, e nonostante l'onorevole presidente Floris abbia tanto sottolineato come la formazione e la ricerca sottostessero al suo programma di governo, questa è la sostanza che la Giunta vuol dare per capire qual è l'indirizzo che invece si sottolinea.
Mi sorprende che l'assessore Onida, così come spesso ha detto di voler fare, non abbia pubblicamente dissentito da questa manovra. E' stato detto che si sarebbero aggiunte ulteriori risorse; così non è stato, e comunque anche le risorse che sono state aggiunte non sono certamente sufficienti per rispondere ai bisogni veri e reali che i comuni e la popolazione sarda pongono in questo senso. E ancorché fossero esigue anche in passato, non sono neanche paragonabili alle risorse stanziate con le manovre finanziarie degli ultimi anni che il centrosinistra, allora al governo, ha predisposto. Ne discuteremo quando parleremo degli articoli e degli emendamenti.
Comunque sia, questa manovra finanziaria non piace e non solo al centrosinistra, ma neanche alla maggioranza, perché il numero di emendamenti che sono stati presentati non ha eguali neanche nelle manovre finanziarie predisposte negli anni precedenti. Pertanto il voto contrario è una sottolineatura a una manovra inconsistente che non cambierà minimamente l'economia della Regione sarda.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Ibba. Ne ha facoltà.
IBBA (F.S.D.). Signor Presidente, non appaia paradossale, ma le giuste osservazioni che sono state espresse sul metodo dall'onorevole Vargiu, sono le stesse che mi fanno dire che ci sono molti motivi per non votare a favore, perché è vero che un bilancio non è una sterile elencazione di numeri, anzi, direi di più, il bilancio è una linea politica espressa in numeri, ma quel che è vero è che quella che ci viene presentata è soltanto una mera elencazione di numeri, nella quale non si intravede né un disegno politico generale, né una prospettiva. E questo, unitamente all'esperienza di quest'ultimo anno, alle cose viste in quest'Aula, agli argomenti trattati in Commissione, può solo farci ipotizzare che tutto ciò non sia altro che la pura e semplice gestione del quotidiano.
Questa non è un'osservazione proveniente da una posizione diversa da quella della maggioranza, perché io ho colto anche un altro aspetto, un'altra venatura nell'intervento dell'onorevole Vargiu, che in qualche modo invita quest'Aula a superare una sorta di mentalità e di cultura manichea che si sta instaurando qui dentro, nella quale i pro e i contro sono pregiudizialmente definiti.
Non è così per la parte che ci riguarda, ma è certamente così per la valutazione di merito sugli argomenti e sulle questioni che di volta in volta trattiamo. Certo è che la concezione pregiudizialmente divisoria del mondo in due, centrodestra e centrosinistra, maggioranza e opposizione, non può essere un artifizio o un alibi per cercare di mascherare e di portare a conclusione posizioni anche ideologiche che si rispecchiano in condizioni particolari, che non fanno neanche parte della cultura dello schieramento di centrodestra.
Per quanto riguarda le riforme, io credo che il primo punto sul quale dovremmo cercare di comprenderci, e che presenta pochi equivoci in cui rifugiarci, è che possiamo decidere di parlarne e basta o di farle e di confrontarci sul modo in cui farle. Parlarne soltanto per parlarne serve a fare un po' di propaganda, un po' di pubblicità, ma non serve a fare l'interesse per il quale tutti dichiariamo di essere stati qui chiamati. A circa un anno e dieci mesi dall'inizio della legislatura, di riforme non solo non se ne vedono, ma non pare che ci sia neppure l'intenzione di farne.
Allora, o sciogliamo questo equivoco di impostazione nei rapporti e nel confronto fra maggioranza e opposizione, fra la cultura del centrodestra e la cultura del centrosinistra, oppure continueremo a stare nell'equivoco e anche le dichiarazioni che faremo saranno dichiarazioni di facciata, buone per i giornali, ma sicuramente inutili per la produttività di questo Consiglio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Signor Presidente, ieri il presidente Floris, col suo intervento ha concluso il dibattito intenso e ricco che c'è stato su questa manovra finanziaria, un dibattito che ha avuto anche dei toni aspri e nel quale ognuno si è sforzato di dare il proprio contributo, per la verità un contributo quasi a senso unico, visto che per l'80 per cento gli interventi sono stati dell'opposizione, esattamente come si è verificato in Commissione, dove più che di un confronto si è trattato di un monologo, di un dialogo fra sordi e qualche volta anche fra muti.
Il presidente Floris, ieri, sollecitando suggestioni e immagini della Sardegna del futuro che insieme dobbiamo costruire, ci ha guidato in una prospettiva decennale, attraverso la quale noi insieme dovremo disegnare il destino di questa nostra regione nel secolo che abbiamo appena iniziato. Il presidente Floris ha parlato d'altro, come ha fatto spesso in quest'aula: ha parlato di riforme, ha parlato di una prospettiva nuova da costruire insieme, maggioranza e opposizione, e ha opportunamente trascurato di parlare della finanziaria e della manovra che in questo anno inaugurerebbe questo ciclo decennale virtuoso, nel quale noi disegniamo i destini gloriosi della Sardegna. Ha ripetuto le cose che un anno fa ci aveva detto in conclusione del dibattito sulla finanziaria, ha ripetuto le cose che ci aveva detto in conclusione del dibattito sull'assestamento di bilancio, e la manovra non porta alcun segno del riformismo, dello spirito di riforma e di cambiamento che viene continuamente evocato in quest'Aula, ma anche fuori, nelle strade e soprattutto sulla stampa, ma di cui non si coglie traccia.
La stessa legge urbanistica, che è stata oggi richiamata dall'onorevole Morittu, e che viene portata in tutte le piazze della Sardegna al confronto pubblico, non è stata ancora presentata in quest'Aula. E' un atto della Giunta regionale che non è giunto alla discussione, al confronto parlamentare, ma che viene presentato come grande atto innovativo nelle piazze di tutta la Sardegna.
Quindi, io credo che ci sia un grande distacco tra le cose che si dicono, le cose che si fanno credere in quest'aula e le cose che si fanno, e che ci sia un grande distacco anche rispetto alla nostra volontà di partecipare alla definizione del destino della Sardegna, naturalmente come opposizione, non pretendendo, onorevole Corda, di sostituire la maggioranza, ma dando il nostro contributo come oppositori e come minoranza parlamentare in questa regione. Questo è impedito. L'onorevole Pittalis, ieri, nelle sue conclusioni, ha chiuso tutte le strade a qualunque discussione: "Questa è una bellissima finanziaria, l'opera di risanamento continua", continua tanto che un emendamento della Giunta regionale consente di portare l'indebitamento da 1.550 miliardi a 1.840 miliardi, naturalmente nel segno del risanamento della nostra finanza, del nostro bilancio e dell'economia della Sardegna!
Questa è una finanziaria inaccettabile, così come viene proposta. Gli emendamenti - forse l'onorevole Corda stanotte ha avuto da fare e si è distratto -, che sono per il 50 per cento della maggioranza, oltre a denotare il dissenso o come ci sia da parte della maggioranza una totale confusione, perché non si possono presentare tanti emendamenti se si condivide la manovra, così come è stata condivisa nelle Commissioni, almeno sul piano formale, disegnano un'enorme poltiglia. E questa finanziaria è un'enorme poltiglia, che non consente a noi di votare favorevolmente su una questione tutto sommato formale, appunto il passaggio all'esame degli articoli, o di astenerci, come sarebbe opportuno. Ma il voto negativo vuole segnare il nostro dissenso sul modo col quale viene condotta questa discussione e sulla disattenzione della maggioranza rispetto a temi che noi, con garbo e con spirito di collaborazione, abbiamo sollevato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (D.S.). Intanto volevo chiedere scusa al presidente Floris se ieri sono stato un po' irriverente nei suoi confronti, ma obiettivamente egli mi ha un po' preso alla sprovvista: io mi aspettavo delle considerazioni in relazione alla discussione che avevamo iniziato e che era stata in parte conclusa dall'intervento dell'onorevole Pittalis, invece mi sono visto presentare una serie di questioni che proprio non mi aspettavo, soprattutto legate a un processo di riforma che credo sia esattamente l'opposto di quello che il Governo di centrodestra ha avuto in testa in tutto il periodo di governo della regione. Parlare di questioni importanti sostanzialmente presuppone il possesso di una qualità: la credibilità. E la credibilità, a mio avviso, la si ottiene se si è conseguenti con quello che si dice e con quello che si fa.
In materia di riforme questo non è facile, potremmo elencare esempi straordinari in merito, ma non lo facciamo. Si dice di voler fare la riforma degli enti e poi gli enti vengono saldamente e rigorosamente occupati. Ma questa credibilità non c'è per niente, perché non c'è neanche come conseguenza e come risultato di un disegno che si ha in testa e che si cerca di ottenere, per esempio, con la manovra finanziaria. Avete detto che il bilancio del 2000 questo non lo consentiva, perché di fatto non era il vostro bilancio; quello attualmente in discussione è il vostro bilancio e non mi pare che il processo riformatore si possa in qualche modo desumere da questa finanziaria. Gli esempi sono stati già fatti e non li ripeto.
Il problema, però, è anche un altro: noi, oggi, ci troviamo di fronte ad alcune azioni di riforma vere che sono in vigore, riforme fatte dallo Stato centralista, come lo chiama il presidente Floris, e la nostra Regione, che a parole si dichiara favorevole al decentramento, al federalismo interno, alla sussidiarietà, tutto fa, ma proprio tutto per ottenere invece il risultato opposto. Quindi la credibilità è sostanzialmente pari a zero, e di esempi pratici ne possiamo fare tanti. Facciamone qualcuno: il processo riformatore del Governo di centrodestra è incentrato sul disfare quello che, in tema di riforme, è stato fatto nella passata legislatura. Cito: lo svuotamento della legge 31, l'imbroglio del contratto dei dipendenti regionali, il Coran sostituito e risostituito, le direttive di Palomba e della precedente Giunta sostituite da una delibera imbroglio, che non è direttiva, ma dice altre questioni, il commissariamento degli enti, la pretesa di riformare l'Ente foreste regionali, e potremmo fare un elenco molto lungo.
Qual è l'altro aspetto del costruire? Tre disegni di legge di cosiddetta straordinaria riforma - mi dispiace per il collega Corda che parla di un lavoro eccezionale fatto dall'assessore Masala un 8 agosto di non so quale anno - sono depositati in Commissione. Tre, dico tre, disegni di legge, che invito il collega Corda a prendere in mano e a leggere con attenzione, e da lì possiamo desumere quale sia lo straordinario impegno del Governo di centrodestra in materia di riforme.
Presidente Floris, c'è anche un altro aspetto relativo alla credibilità: come fa lei a parlare di riforma di legge elettorale, di recepimento di quella nazionale nel nostro ordinamento, quando la legge elettorale nazionale è una legge tendenzialmente bipolarista e lei invece è il frutto, è il risultato di tutto fuorché di un processo chiaro di bipolarismo? Lei capisce che c'è qualche incongruenza.
Termino esprimendo naturalmente il mio voto contrario, che ha già espresso il collega Morittu anche a nome degli altri colleghi di Gruppo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Signor Presidente, nel dichiarare il mio voto favorevole, convinto e pensato, devo dire che mi dispiace che molti colleghi non abbiano colto le idee forza e le linee guida di questa manovra finanziaria. Prendo la parola anche per dire che il bilancio è sempre stato un'occasione importante per tracciare i binari e le direttrici in cui incanalare le nostre scelte non soltanto da un punto di vista economico, ma da un punto di vista istituzionale, sociale e culturale della nostra Isola nella storia della nostra autonomia.
Non credo di essere andato fuori tema; fuori tema forse sono andati alcuni colleghi che, pur parlando del bilancio, non hanno assolutamente detto nulla. Questo era il luogo e la sede e questa era l'occasione, anche perché la Gazzetta Ufficiale che pone tutti quanti noi in condizioni di dover operare è del febbraio di quest'anno. Allora, non si può prima dire che il dibattito langue, che non c'è un confronto culturale e politico e poi, quando questo confronto si apre, dire che si tirano fuori dichiarazioni programmatiche e quant'altro.
Io credo che nessun collega ignori che dal 1° febbraio di quest'anno il Presidente della Giunta non è più solo Presidente della Giunta, ma è anche Presidente della Regione, il che non è un fatto puramente nominalistico. Credo anche che nessuno ignori che tra otto giorni le leggi che noi approveremo come Consiglio regionale non andranno più all'approvazione del Governo nazionale. Il Governo nazionale le potrà solo impugnare, e questo non è un fatto irrilevante. Io non ho nessuna difficoltà e non devo mascherare niente, né all'interno, né all'esterno; non devo sfuggire a niente, né quando le acque sono agitate, né quando sono calme.
Io credo che noi dobbiamo prendere atto che siamo obbligati a fare queste riforme, che lo vogliamo o che non lo vogliamo; non possiamo sfuggire alle nostre precise responsabilità di assemblea legislativa. Sono adempimenti obbligatori, improcrastinabili, quindi non facciamo confusioni.
Io ho posto questo problema, tutto il resto lo lascio stare anche perché fa parte della dialettica politica, che io auguro sia sempre feconda. Anche se aspra e spigolosa, meglio la dialettica politica che il silenzio colpevole.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 141/A. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Colleghi, la Commissione bilancio è convocata per esaminare gli emendamenti che sono stati presentati. Intanto vi chiedo di avere ancora un po' di pazienza e convoco la Conferenza dei Capigruppo per decidere sul prosieguo dei lavori.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 49, viene ripresa alle ore 12 e 02)
PRESIDENTE. Informo l'Aula che la Conferenza dei Presidenti di Gruppo ha valutato che il lavoro che ci rimane da fare è notevole, ricordo che sono stati presentati quasi 450 emendamenti, e che essendo cambiato il sistema di contabilità della Regione, poiché il bilancio è ormai costituito da aggregati di spesa, è necessario che ogni emendamento venga riferito in maniera più precisa al capitolo e al comma al quale è stato presentato.
Questo presuppone un lavoro preliminare da parte degli uffici considerevole, e la Commissione bilancio non può cominciare ad esaminare gli emendamenti se non si fa prima questo lavoro preliminare. Pertanto, la Conferenza dei Presidenti di Gruppo ha deciso che le giornate di oggi, domani, domenica, lunedì e martedì saranno dedicate al lavoro degli uffici e della Commissione bilancio, mentre il Consiglio è convocato per mercoledì 7 marzo, alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 12 e 03.
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