Seduta n.66 del 28/06/2000
Seduta LXVI
Mercoledì 28 giugno 2000
Presidenza del Vicepresidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 10 e 49.
CAPPAI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di martedì 13 giugno 2000 (61), che è approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Lombardo e Masia hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 28 giugno 2000. Se non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 83. Per decisione unanime dei Presidenti di Gruppo, tale proposta è stata iscritta all'ordine del giorno senza la discussione e l'approvazione in Commissione, stante il carattere di urgenza, ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento..
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io ritengo opportuno che il Consiglio regionale sia informato, e informato da chi di dovere, possibilmente dal Presidente del Consiglio che ha presieduto la Conferenza di ieri sera, sul perché e sul per come questa proposta di legge approda in Aula, anche per avere più chiara la percorribilità di questa procedura eccezionale che si è pensato di adottare.
In buona sostanza è accaduto che, nel corso della Conferenza dei Presidenti di Gruppo nella quale si definiva l'aggiornamento dei lavori del Consiglio a data prossima, cioè dopo che le Commissioni avessero esitato i provvedimenti ancora in esame, è stato posto un quesito formale e preciso al Presidente della Giunta regionale, e cioè se rispondesse al vero, oppure no, la notizia pubblicamente data (quindi dal pubblico ricevuta, ed anche i consiglieri regionali fino a dimostrazione contraria fanno parte del pubblico) dal Presidente o meglio dalla Presidente della Sesta commissione consiliare la quale protestava e denunciava il fatto che la "sua" Commissione, intendendo per "sua" una Commissione di tutti, cioè la Commissione che presiedeva, era impedita di funzionare per via del comportamento della maggioranza, e quindi messa nell'impossibilità di esaminare i provvedimenti ad essa in carico e fra gli altri, uno dei più urgenti perché legato a termini, la proposta di legge sulla imprenditorialità femminile che, come conosciamo, è un provvedimento regionale necessario per rendere attuale ed attuabile in Sardegna una legge nazionale che eroga finanziamenti e garantisce sostegni all'imprenditorialità femminile.
Non è stata né la Giunta regionale, né la maggioranza a porre in Conferenza dei Capigruppo l'esigenza che questa proposta di legge, allo stato delle cose, avesse ingresso in Aula; noi abbiamo posto il quesito e il Presidente della Giunta regionale, assunte le opportune informazioni, ha dichiarato (come risulterà nel verbale della Conferenza dei Capigruppo) che effettivamente esisteva un'urgenza, legata a termini temporali, entro i quali se il Consiglio regionale non avesse provveduto la Regione avrebbe avuto danno.
Quindi oggi il Consiglio regionale dovrebbe procedere alla discussione, ed eventualmente all'approvazione di questa proposta di legge, sulla base di questi accadimenti; è stata l'opposizione a chiedere conferma alla Giunta dell'esistenza di un termine, se non proprio di decadenza, di urgenza, tale per cui si avrebbe un danno in assenza di determinazione e, avuta risposta affermativa, ha ritenuto opportuno proporre l'iscrizione di questa proposta di legge all'ordine del giorno dei lavori del Consiglio, per discuterla ed eventualmente approvarla.
Peraltro è notorio che tale proposta di legge non si è potuta istruire in Commissione, perché la Presidente della Commissione stessa, non per ragioni personali, per alto impegno, ma per protesta politica, si è dimessa dal suo incarico; il suo gesto è stato apprezzato, perché la collega onorevole Pilo, una volta tanto, alle affermazioni ha fatto seguire le azioni conseguenti.
Rimane però il problema: può il Consiglio regionale essere privato di uno strumento necessario e indispensabile come l'istruttoria nella Commissione di merito per i provvedimenti legislativi che deve approvare?
Ed ancora - ho finito, però sto ponendo dei quesiti ai quali è opportuno che qualcuno dia risposta preventiva e precisa - può il Presidente del Gruppo di Forza Italia, collega onorevole Emilio Floris, in una lettera alla Commissione consiliare, cioè ad un organo istituzionale, scrivere: "Per ragioni politiche chiedo che la Commissione non proceda ancora all'elezione del suo Presidente"? In che cosa consistono le ragioni politiche di un Gruppo consiliare che paralizza un organo istituzionale importante, determinante, che è di tutti, qual è una Commissione consiliare? Eppure la Commissione consiliare non ha proceduto alla nomina del nuovo Presidente perché una parte politica, Forza Italia, per bocca del suo Presidente, chiede, per ragioni politiche non esplicitate - noi vorremmo conoscerle - che quella Commissione non abbia un Presidente, cioè che non funzioni, facendo sì che il Consiglio sia menomato, colpito nella sua possibilità di funzionamento complessivo.
Quindi, io intervengo, proprio sull'ordine del giorno, per dire che questo provvedimento ha ingresso in Aula perché noi, opposizione, responsabilmente, l'abbiamo richiamato, cosa che non è stata fatta né dalla Giunta né dalla maggioranza. Noi vogliamo che la Giunta e la maggioranza diano conto al Consiglio del perché ritengano che una Commissione consiliare possa essere paralizzata: i loro Presidenti stiano o se ne vadano, rappresentino o si dimettano! E' nella loro libertà, è nella dialettica politica, però le Commissioni non appartengono a nessuna parte politica.
Quindi, preliminarmente, io chiedo al Presidente della Giunta, ed anche al Presidente del Consiglio, come possa essere ricevuta, tenuta in conto e pure osservata, la lettera di un Presidente di una parte politica con la quale si ottiene di paralizzare una Commissione.
PRESIDENTE. Nella Conferenza dei Capigruppo che si è tenuta ieri, onorevole Cogodi, le cose sono andate esattamente come lei ricordava, e cioè su sollecitazione sua, in modo particolare, richiamando l'urgenza e la possibile scadenza di termini entro i quali questo Consiglio regionale doveva approvare la proposta di legge in questione, è stato ritenuto necessario ed utile, anche su parere del Presidente della Giunta regionale, inserirla all'ordine del giorno.
Questo è quanto è accaduto in Conferenza dei Capigruppo. Adesso dichiaro aperta la discussione generale in Aula, chiedo se qualcuno dei proponenti o la Giunta stessa intende intervenire su questo argomento.
Ha domandato di parlare la consigliera Pilo per illustrare la proposta di legge. Ne ha facoltà.
PILO (F.I.-Sardegna). Non vorrei che l'urgenza con la quale si chiama in Aula la proposta di legge venisse vanificata poi da alcuni aspetti richiamati dall'onorevole Cogodi che potremmo discutere anche in un altro momento.
Io rispondo ad alcuni dei quesiti posti dal collega perché sono quesiti di merito sulla legge, primo fra tutti quello sull'urgenza che è stata posta alla base della richiesta di iscrizione all'ordine del giorno dell'Aula, nel testo del proponente. Questa è, come tutti sappiamo, peraltro, una proposta firmata da tutti i componenti della Sesta commissione e dalle quattro consigliere presenti in Consiglio regionale. Nasce dall'esigenza, sulla base del nuovo Regolamento ministeriale, attuativo della legge numero 215 del 1992, di adeguare, a livello regionale, la presenza femminile nell'imprenditoria. In passato, secondo la vecchia normativa, l'istruttoria delle richieste di finanziamento si è sempre tenuta a Roma, il che ha significato, per quanto riguarda la Sardegna, una sostanziale esclusione, perché laddove l'istruttoria si tiene così lontano le donne e le imprese femminili che possono accedere al finanziamento sono in numero limitato.
Anche se sono state presentate numerose richieste, pochissime hanno potuto avere accesso agli incentivi previsti dalla legge nazionale; poiché questo problema ha toccato anche molte altre regioni, non soltanto la Sardegna, è stato ritenuto opportuno procedere ad alcune modifiche del Regolamento nazionale della "215"; cioè il Ministero, dopo aver effettuato la ripartizione dei fondi, sposta l'istruttoria delle pratiche in quelle Regioni che, adeguando la loro normativa, si rendono disponibili ad un cofinanziamento delle iniziative..
Questo fra l'altro, per il primo anno, prevede anche l'assistenza di una società, convenzionata col Ministero, che collaborerà con gli uffici che verranno predisposti a questo scopo in modo tale da consentire che la Regione si appropri di uno strumento sostanzialmente ancora sconosciuto.
Per la Regione Sardegna, sulla base di una ripartizione proposta e già effettuata dal Ministero, la quale tiene conto del numero di donne disoccupate sul totale dei disoccupati, sono stati stanziati quattordici miliardi. Noi chiediamo, in questa proposta di legge in discussione, che la Regione si renda disponibile al cofinanziamento stanziando cinque miliardi; ma, Assessore del bilancio ed Assessore del lavoro, in caso di difficoltà di bilancio, in questa prima fase di avvio, sarebbero sufficienti anche tre miliardi.
Tutto questo però ha un senso se noi riusciamo ad approvare questa legge in tempi così rapidi da consentirci di approfittare del bando che verrà pubblicato il 30 giugno, prevedendo altresì un nuovo capitolo di spesa relativo a questa legge; ,in caso contrario, saremo esclusi dalla partecipazione al bando del 30 giugno, con problemi per le donne che hanno intenzione di avviare attività imprenditoriale in Sardegna.
Siccome di questa legge si è molto parlato, vi dico subito che c'è una grande attesa da parte delle donne perché è la prima legge che prevede la possibilità di erogazione di finanziamenti anche ad imprese costituite da singole imprenditrici, mentre in passato tutte le leggi di incentivazione richiedevano la costituzione di cooperative o la formazione di società semplici..
Un'altra cosa: questa è una legge che nasce sulla base di un'indicazione dell'Unione Europea in materia di politiche per le pari opportunità. Riteniamo che sia uno strumento importante perché, fra l'altro, se in quest'anno noi riusciremo ad appropriarci di tutti i meccanismi, in futuro potrebbe essere aumentato lo stanziamento da parte del Ministero; in ogni caso è un'occasione da cogliere e quindi l'urgenza nasce da questa consapevolezza che credo debba essere sentita da maggioranza e minoranza in eguale misura, perché le donne che usufruiranno di questo provvedimento non credo che verranno catalogate sulla base della loro appartenenza politica.
L'altra novità importante, contenuta in questa proposta di legge, è che i criteri di utilizzazione e di destinazione delle risorse potranno prevedere anche la possibilità di favorire alcune aree o alcune zone, che dovranno essere individuate dal Consiglio qualora esso ritenga che possano essere favorite rispetto ad altre, così come possono essere privilegiati alcuni settori rispetto ad altri. Diciamo che potrebbe essere interessante per l'intero mondo femminile in Sardegna.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione agricoltura, i cui lavori erano previsti per questa mattina alle ore 10 e 30, è autorizzata, naturalmente se c'è l'intesa di tutti i suoi componenti, a riunirsi al termine della seduta, per poi proseguire questo pomeriggio con il calendario previsto.
Comunico altresì che la concomitanza dei lavori del Consiglio fa slittare al loro termine anche la riunione della Sesta commissione, convocata questa mattina per l'elezione del Presidente.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Chiedo scusa, io ho posto, in via preliminare, un quesito relativo alla funzionalità della Sesta commissione consiliare, competente nella materia trattata da questo provvedimento di legge, la quale potrebbe essere anche chiamata ad esprimersi su di esso. Non è possibile che non ottenga risposta da nessuno. La collega onorevole Pilo è entrata nel merito della proposta di legge dicendo: "E' urgente, non decade, c'è ritardo, è importante", questo lo sappiamo già. Noi abbiamo il diritto di conoscere preventivamente se la Commissione consiliare, competente in questa materia, non ha potuto istruire il provvedimento in esame, per ragioni di forza maggiore, la qual cosa gli permette di essere discusso in Aula senza la preventiva istruttoria della Commissione, oppure se la Commissione consiliare non può istruire alcun provvedimento perché paralizzata da una presa di posizione politica di parte (che c'è e parrebbe destinata a permanere); in quest'ultimo caso saremmo in presenza di una lesione istituzionale da rimuovere.
Di conseguenza io voglio sapere quando la funzionalità della Commissione consiliare competente verrà ripristinata. Se, per ipotesi, nel corso dell'esame di questa proposta di legge, fosse necessario un approfondimento o , come mi parrebbe già di avere capito, un adeguamento anche formale, visto che i riferimenti previsti in questa proposta di legge al Regolamento, sono relativi ad un Regolamento in fieri, il Regolamento nazionale...
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, abbiamo capito.
COGODI (R.C.). Badi, Presidente, si tratta di una questione procedimentale.
PRESIDENTE. E' stata compresa.
COGODI (R.C.). Il fatto che la Commissione non 'abbia istruito la proposta di legge, non vuol dire che la Commissione non esista e che non possa avere un ruolo, perché nell'eventualità che il Consiglio avesse bisogno, come parrebbe che ci sia bisogno, per un adeguamento anche formale del testo giunto in Aula (così com'è non regge, va almeno adeguato alle innovazioni intervenute in sede nazionale e da cui noi deriviamo questo provvedimento), voglio sapere se la Commissione si trova nella pienezza dei suoi poteri e se viene ritirato il veto a procedere all'elezione del suo Presidente, posto illegittimamente da un Gruppo consiliare.
Questa è una questione preliminare rispetto alla quale chiedo una risposta politica dalle parti politiche, se vogliono, o dal Presidente del Consiglio.
PRESIDENTE. Non so se le parti politiche intendano intervenire. Io le rammento, forse si è distratto, lo ripeto,che la concomitanza dei lavori del Consiglio ha impedito che si tenesse la riunione della Sesta commissione, già convocata per questa mattina con all'ordine del giorno l'elezione del Presidente.
Valuteremo insieme, così come mi pare proponesse l'onorevole Cogodi, l'opportunità di una breve sospensione per consentire alla Sesta commissione di riunirsi e di eleggere il suo Presidente, per essere funzionante e funzionale.
Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Floris, Capogruppo di Forza Italia. Ne ha facoltà.
FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Io penso che quando ieri si è deciso di far arrivare questo provvedimento di legge direttamente in Aula le condizioni fossero ben conosciute dall'onorevole Cogodi, il quale strumentalmente oggi si appella alla mancanza di un organo formato, qual è la Sesta commissione. Strumentalmente, perché ieri lei conosceva benissimo questa situazione.
COGODI (R.C.). Non sapevo della tua lettera, è illegittima, la devi ritirare.
FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). In ogni caso, siccome il quesito che pone l'onorevole Cogodi è: "Quando saremo pronti a nominare il Presidente della Commissione?", lo posso tranquillizzare immediatamente, noi siamo già pronti.
COGODI (R.C.). Non è che mi tranquillizzi, si riunisca la Commissione e il Presidente del Gruppo di Forza Italia ritiri la lettera. Non è tua la Commissione! Non decidi tu quando nominare il suo Presidente!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Intervengo perché è stata formulata alla Giunta una domanda che non può rimanere senza risposta. Nel darla io mi riferisco alle precisazioni fornite testè dal Presidente del Consiglio, il quale ha detto che nel corso della Conferenza dei Capigruppo di ieri era stato chiesto, anche con insistenza da parte dell'onorevole Cogodi, l'inserimento di questa proposta di legge all'ordine del giorno dei lavori del Consiglio, e che tale richiesta è stata accolta anche alla luce delle garanzie e delle assicurazioni fatte dal Presidente della Giunta circa l'effettiva urgenza di approvarla. In assenza del Presidente, io ho il dovere prima di tutto di ribadire quanto è stato detto in quell'occasione, e poi soprattutto di contestare il fatto che lo si possa mettere in dubbio.
Ora, se il Presidente della Giunta ha dichiarato che il provvedimento era urgente (del resto coerentemente a quanto sostenuto da chi ne chiedeva l'inserimento all'ordine del giorno), evidentemente era urgente, non si può contestare un fatto del genere. Mentre la Giunta si dichiara estranea ai procedimenti che riguardano la formazione degli organi in sede di Commissione, perché questo è un problema che riguarda la Commissione. Però, anche in questo caso, non posso non rilevare il fatto che il Presidente del Consiglio ha detto, sempre poc'anzi, che la Sesta commissione - convocata proprio oggi per l'elezione del Presidente - non si è potuta riunire esclusivamente per la concomitanza con i lavori del Consiglio. Non credo che il Presidente del Consiglio abbia inteso utilizzare questa situazione come una scusa, come mi è parso di sentire.
Allora, indipendentemente dalle questioni che riguardano il Consiglio, sulle quali ovviamente nessuno di noi può entrare, in presenza di un provvedimento di legge giunto all'esame dell'Aula, poiché inserito all'ordine del giorno su richiesta di un'intera Commissione allargata alla componente femminile di questo Consiglio, quindi da considerare come una proposta unanime, io chiedo, a nome della Giunta, che il Consiglio proceda immediatamente al suo esame. Diversamente sarebbe quanto mai singolare o incomprensibile che da un lato ci si lamenti del fatto che non esistono proposte di legge mature per essere esaminate in Aula, e dall'altro invece che una volta giunte non si vogliano discutere.
Questo è quanto ritengo doveroso dire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
PINNA (D.S.-F.D.). Signor Presidente, cari colleghi, devo dire che condivido molto l'intervento dell'onorevole Cogodi, soprattutto per quanto riguarda la necessità che questa proposta di legge sia istruita in Commissione. Voglio ricordare che la Sesta commissione è stata convocata proprio il giorno successivo alle dimissioni della Presidente Pilo, con l'impegno da parte di tutti, maggioranza ed opposizione, di esaminare rapidamente questo provvedimento, avendo avuto tutte le informazioni necessarie su di esso, perché potesse essere portato in Aula; eravamo d'accordo -d'altro canto lo abbiamo sottoscritto tutti - di esaminarlo rapidamente perché tratta ovviamente di un problema importante riguardante tutti, anche se in modo particolare le donne. E' comunque un problema generale che riveste carattere d'urgenza, che coglie una novità importante, introdotta dal Governo, cioè la gestione congiunta con le Regioni della legge numero 215 del 1992…
PRESIDENTE. Le ricordo che deve intervenire sull'ordine dei lavori, onorevole Pinna!
PINNA (D.S.-F.D.). Sì. Da che cosa nasceva l'impegno di cui sopra? Dalle informazioni a noi riferite, secondo le quali il nuovo Regolamento nazionale era già stato approvato, erano stati già assegnati i fondi alla Regione sarda, quantificati in 14 miliardi, inoltre, ripeto quello che ha detto poco fa l'onorevole Pilo, il bando sarebbe stato pubblicato il 30 giugno, per cui nasceva l'urgenza di deliberare prima di questa data.
Allora, dopo aver appreso ieri pomeriggio che il provvedimento era stato iscritto all'ordine del giorno dei lavori del Consiglio, , ieri notte documentandomi su di esso, mi sono accorto che mancava tutta una serie di informazioni, oltre al fatto che il Regolamento allegato alla documentazione della Commissione era in realtà una bozza di regolamento, approvato soltanto dal Consiglio dei Ministri, per cui doveva ancora percorrere tutto l'iter, dalle Commissioni parlamentari, al Consiglio di Stato, alla Corte dei Conti eccetera eccetera. Ebbene, cara collega Pilo, io stamattina ho telefonato al Ministero per avere le informazioni mancanti e ho saputo che il nuovo Regolamento non è ancora stato approvato, che di conseguenza non ci sarà bando sino alla sua approvazione, e che non sono stati ancora assegnati i fondi alle Regioni.
Allora dov'è questa urgenza? Non esiste urgenza! Mi dispiace che ti abbiano dato informazioni che non sono esatte, ma io le ho apprese dal Ministero dell'Industria questa mattina: questo Regolamento, non solo non è stato ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, ma ancora non esiste.
Assessore Pittalis, lei ci può certificare che sono stati assegnati fondi alla Regione in base alla "215"?
(Interruzione della consigliera Pilo)
Sulla bozza del Regolamento è scritto che quei fondi devono essere assegnati entro 30 giorni. Assessore, lei mi fa cenno di sì, mi faccia vedere il documento in base al quale devono essere assegnati entro 30 giorni...
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io non ho detto di sì.
PINNA (D.S.- F.D.). Siccome ha fatto un cenno con la testa…! Questa è disinformazione!
COGODI (R.C.). Allora si è proceduto sulla base di false informazioni.
PINNA (D.S.- F.D.). Non voglio dire che si tratta di dilettantismo, ma mancano perfino i presupposti, direi, per discutere questo provvedimento, perché quei 14 miliardi che si dice essere assegnati alla Regione, non sono stati ancora assegnati e il Governo, una volta avvenuta l'approvazione del Regolamento, avrà ancora 30 giorni di tempo dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale per ripartire ed assegnare i fondi alle Regioni. Dunque non ci sarà bando fintanto che questa ripartizione non sarà effettuata, e conseguentemente comunicata alle Regioni. Per cui viene meno ogni urgenza di esaminare questa proposta di legge direttamente in Aula ma, secondo me, urge approfondirla in Commissione dopo aver tenuto finalmente quella riunione che si sarebbe dovuta tenere il giorno successivo alle dimissioni della Presidente Pilo. Responsabilmente tutti quanti, ovviamente sensibili a questo problema, avevamo accettato di apporre la nostra firmaper discutere stamattina questo provvedimento tanto urgente, ma la presenza di troppi punti interrogativi mi hanno spinto a chiedere informazioni agli uffici del Ministero dell'Industria (dato che in Regione queste notizie non arrivano, come tante altre che si chiedono e non arrivano mai), ed allora cosa vengo a sapere? Che questa urgenza, che ha ingannato anche il collega Cogodi, comunicata in Aula dall'onorevole Pilo, non esiste, non esiste!
L'urgenza vera invece è quella di far funzionare la Commissione che è convocata per le ore 11 e 30. Caro Presidente del Consiglio, io propongo che la Commissione si riunisca con l'ordine del giorno previsto, elegga il nuovo Presidente e dopo, si metta a lavorare per completare l'iter di questo provvedimento che è urgentissimo. E` urgente per il problema, non per le scadenze, perché nessuna Regione, in Italia, ha già approvato questo provvedimento, sono tutte in attesa che il Regolamento venga pubblicato nella Gazzetta Ufficiale e che i fondi vengano ripartiti ed assegnati ad esse.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pinna. Stante le informazioni avute adesso dall'onorevole Pinna, io propongo, se l'Assemblea è d'accordo, una sospensione dei lavori del Consiglio fino alle ore 12 perché gli Uffici del Consiglio, e la Giunta stessa, accertino se la scadenza preannunziata in Conferenza dei Capigruppo sia effettivamente una scadenza da rispettare improrogabilmente, o se invece i termini sono tali da consentire l'esame della proposta di legge in Commissione.
Naturalmente, durante questa sospensione, può tenersi la prevista riunione della Sesta commissione con all'ordine del giorno l'elezione del Presidente.
La seduta è sospesa fino alle ore 12.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 23, viene ripresa alle ore 12 e 40.)
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto. Comunico che gli accertamenti effettuati dagli Uffici confermano che non risultano esserci i presupposti per ritenere urgente l'approvazione del provvedimento di legge in esame, in quanto non è stato ancora emanato il Regolamento ministeriale attuativo della legge numero 215 del 1992 dalla cui pubblicazione decorreranno tutti i termini in esso previsti.
Per cui non esiste il problema dell'urgenza sollevato ieri e confermato dalla Giunta in sede di Conferenza dei Presidenti dei Gruppi. In ogni caso, essendo il provvedimento già all'esame di quest'Aula, noi potremmo naturalmente decidere di proseguirne la discussione.
Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.
PINNA (D.S.-F.D.). Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori ma anche per denunciare a quest'Aula quanto avvenuto poco fa in Sesta commissione.
Ho già sollevato questo problema, da solo, in Commissione ma, perché resti agli atti di questo Consiglio, lo ripeto in Aula chiedendo al Presidente che mi venga data risposta per iscritto. La Commissione si è riunita e, guarda caso, nonostante si dovesse eleggere il Presidente della Commissione, espressione della maggioranza, erano presenti tutti i Gruppi di minoranza e solo due consiglieri su cinque della maggioranza.
Ma quello che è veramente sconcertante, e che francamente deve portarci a riflettere tutti, è che, subito dopo l'apertura della procedura per l'elezione del Presidente, l'onorevole Capelli gentilmente chiedeva, perché è stato molto cortese, alla collega Pilo se avendo avuto ripensamenti, volesse ritirare le sue dimissioni. L'onorevole Pilo ha comunicato verbalmente alla Commissione che poteva (bontà sua) ritirare le dimissioni, anche se la Commissione ne aveva già preso atto e dopo che la stessa Commissione era stata già riconvocata, voglio sperare con parere ovviamente favorevole degli uffici, con all'ordine del giorno, come unico punto, l'elezione del Presidente; tutto questo dopo che la ex Presidente della Sesta commissione aveva comunicato in Aula, durante l'ultimo dibattito della settimana scorsa, che le sue dimissioni erano irrevocabili, basta controllare gli stessi verbali dei lavori di questo Consiglio.
Ebbene, io chiedo che venga accertata la legittimità di questo modo di procedere che ricostituisce l'Ufficio di Presidenza della Sesta commissione senza che agli atti ci sia un ritiro per iscritto, ancorché questo possa essere considerato valido, delle dimissioni. Mi dispiace che questo fatto ancora ponga dubbi sul funzionamento delle Commissioni ma all'onorevole Pilo, che ha tenuto questa bella conferenza stampa denunciando che non si può perdere tempo e che così stiamo prendendo in giro i cittadini (mettendo, tra l'altro, tutti nello stesso "mucchio", ma tutti nello stesso "mucchio" non ci siamo) voglio dire che la responsabilità è della maggioranza, perché non è la minoranza ma la maggioranza ad essere sempre assente dalla Sesta commissione.
Allora io dico che l'onorevole Pilo, dopo aver confermato quindici giorni fa queste sue dimissioni, con questa azione ha preso in giro i cittadini. E non soltanto i cittadini, ma anche questa Assemblea, espressione del popolo sardo, comunicando ad essa l'irrevocabilità delle sue dimissioni. Non me ne voglia per questo tono, onorevole Pilo, le ho già chiarito in Commissione che non è un problema di carattere personale, è un problema politico, è un problema di legittimità, è un problema di corretto funzionamento di queste istituzioni, di questo Consiglio regionale.
Voglio dire, soprattutto alla maggioranza, e in particolare ai componenti della Sesta commissione che non ha esitato finora nessun provvedimento, che il funzionamento di tali organismi non è assolutamente responsabilità della minoranza ma, lasciatemelo dire, neanche dei consiglieri di maggioranza. E` totalmente responsabilità della Giunta regionale. Non è pensabile che noi denunciamo in Conferenza stampa che stiamo perdendo tempo, che non prendiamo i provvedimenti necessari e per quanto riguarda uno dei collegati alla Finanziaria, quello più importante sull'imprenditoria giovanile, continuiamo a ricevere dalla Giunta, a ripetizione, in un periodo come questo di semplificazione normativa, in cui è necessario predisporre testi unici, disegni di legge uno diverso dall'altro, uno proveniente dall'Assessore del lavoro, un altro dall'Assessore del turismo e quant'altro, tutti sullo stesso argomento, tutti per rifare non una nuova legge "28" ma tante altre leggi "28". Mi daranno atto tutti i colleghi, di minoranza e di maggioranza, che ci siamo arresi a questo "balletto" di presentazione di disegni di legge inconcludenti da parte della Giunta regionale e abbiamo chiesto la cortesia e l'impegno, al Servizio Studi del Consiglio regionale, di elaborare un testo unificato in modo tale che la Commissione possa finalmente lavorare.
Se pensiamo, poi, che al collegato sul commercio devono essere presentati ancora emendamenti, e quindi non può essere discusso, allora francamente il problema del funzionamento delle Commissioni si pone davvero in un modo drammatico, per non parlare poi del testo unico in carico alla nostra Commissione.
Infine, rivolgo un appello a chi ha la responsabilità, ovviamente anche al Presidente della Commissione, di aver comunicato un'informazione errata, falsa e tendenziosa all'onorevole Cogodi e ai Capigruppo, che si è ripercossa ovviamente anche sul funzionamento del Consiglio. Non è pensabile mobilitare l'Aula, come è accaduto questa mattina, per un provvedimento dichiarato così urgente, quando poi con una telefonata al Ministero dell'Industria questa urgenza si è rivelata una "balla"!
Allora, io chiedo, davvero, che si cambi registro, che si cominci a lavorare seriamente in questo Consiglio, ma soprattutto che si evitino sparate che mettono tutti assieme nello stesso "mucchio" quando, quello che è successo stamattina, è evidente a tutti, pone il problema del funzionamento, non della maggioranza nel suo insieme, ma dei singoli Gruppi all'interno di essa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Presidente, intervengo sempre sull'ordine dei lavori per ribadire un concetto. Ero stato informato dagli uffici che le dimissioni dell'onorevole Pilo potevano essere, a norma di Regolamento, ritirate prima dell'elezione del nuovo Presidente. In qualità di Vicepresidente ho provveduto a convocare la Sesta commissione per l'elezione del Presidente, abbiamo avuto la bontà di aspettare fino alle ore 11 e 55 prima di procedere in virtù del fatto che non si voleva addivenire ad un'elezione frettolosa, cioè abbiamo aspettato fino all'ultimo momento utile affinché tutti i commissari, peraltro presenti in quest'Aula, potessero partecipare concretamente all'elezione del nuovo Presidente; purtroppo abbiamo dovuto prendere atto dell'insussistenza della maggioranza in tale Commissione, insussistenza non solo odierna, in questo momento particolare e fondamentale della ricostituzione dell'Ufficio di Presidenza, ma un'insussistenza che denota ormai una debolezza intrinseca all'interno di questa maggioranza e che lascia intravedere tutte le difficoltà e i problemi a cui andrà incontro questa Commissione in futuro, sempre che non venga accertato che la procedura adottata è irregolare.
Non volevamo essere accusati di approfittare di questi momenti di debolezza per fare colpi di mano, lungi da noi interessi di questo tipo, come quello di ricoprire - a tutti i costi - incarichi che, per Regolamento, dovrebbero essere ricoperti da esponenti della maggioranza. Una cosa è certa: non è accettabile che questo stato di cose ancora persista. Per due ordini di motivi: primo, perché non ritengo che questo Consiglio intenda ancora perdere tempo discutendo a vuoto; secondo, perché non trovo accettabile che diventi una consuetudine, per questo Consiglio regionale, discutere e approvare provvedimenti di legge che non sono stati doverosamente istruiti da parte delle Commissioni competenti (l'ultimo è stato quello esitato la settimana scorsa dopo una sospensione di qualche ora per trovare gli opportuni aggiustamenti).
Io faccio appello a lei, Presidente, sia per verificare la regolarità delle procedure seguite nella riunione della Commissione che io stesso presiedevo, e sia per sollecitare i Capigruppo, e in questo caso particolare tutte le forze politiche della maggioranza, ad un atteggiamento più responsabile, consapevoli di rappresentare il Consiglio regionale, cioè la massima istituzione della Sardegna.
Questo è un appello che voglio fare veramente di cuore, perché la Sesta commissione deve trattare al più presto i provvedimenti fondamentali per le prospettive di sviluppo della nostra economia, che sono di sua competenza, per dare le risposte giuste e necessarie ad una situazione occupazionale estremamente difficile.
Concludo invitando lei, Presidente, a far chiarezza su questi aspetti, perché senon si determina un nuovo modo di comportarsi, quest'Aula difficilmente potrà essere governata così come il Regolamento prevede.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, innanzitutto credo che il provvedimento di legge in discussione, non essendo stato sospeso il suo esame dopo la relazione dell'onorevole Pilo, sia ancora all'ordine del giorno del Consiglio; e quindi quello che sto per dire non ha attinenza tantoall'ordine dei lavori, ma alla decisione di rinviarlo o meno all'esame della Commissione.
L'onorevole Pilo ha tenuto una conferenza stampa nella quale, al di là delle scadenze annunciate, dichiarava di dimettersi da Presidente della Commissione perché un'importantissima legge, quella sull'imprenditoria femminile, non veniva esaminata dalla Commissione per mancanza del numero legale, e di ciò accusava sia la maggioranza che l'opposizione.
Io non riesco a comprendere perché l'onorevole Pilo, dopo aver annunciato con una conferenza stampa, a tutta la Sardegna, le sue dimissioni, provocate - sempre a suo dire - dalla continua mancanza del numero legale nella sua Commissione, sia stata costretta da non so quali motivi - poi mi soffermerò anche su questo - a ritirarle, per di più alla presenza di due soli rappresentanti della maggioranza. Se l'impedimento al lavoro della Commissione era dovuto alla mancanza del numero legale causata dalla maggioranza, non riesco a comprendere con quale coraggio l'onorevole Pilo, essendo presenti soltanto due colleghi, abbia ritirato le dimissioni. Non solo, ma dove è andata a finire l'altra ragione forte delle dimissioni, anche questa appresa durante la stessa conferenza stampa, e cioè che il provvedimento di legge a sostegno dell'imprenditoria femminile non veniva esaminato?
Oltre alla mia convinzione che c'è comunque urgenza, e ai dubbi che mi sorgono sull'opportunità o meno del rinvio di questo provvedimento in Commissione (perché dalla riunione di oggi è emerso di nuovo che non c'è accordo all'interno della maggioranza), io invito un po' tutti a riflettere se non sia il caso, di continuare l'esame e il dibattito della proposta di legge sull'imprenditoria femminile in Aula.
Presidente, io mi rivolgo a lei per avere chiarimenti anche su altri aspetti. E' possibile che le dimissioni si presentino per iscritto e si ritirino verbalmente? Non esiste un Regolamento? Non è pensabile che, in Commissione, non si sia potuto procedere secondo l'ordine del giorno che prevedeva l'elezione del nuovo Presidente, solo perché qualcuno ha chiesto al Presidente dimissionario di ritirare le dimissioni. Poiché non sono previste dimissioni verbali, ma solo formalizzate per iscritto, si doveva procedere all'elezione del Presidente della Sesta commissione. Vorrei invitare il Presidente e il Segretario generale ad ascoltarmi.
PRESIDENTE. Prosegua onorevole Fadda, l'ascoltiamo attentamente.
FADDA (Popolari-P.S.) La ringrazio. Io non ho letto nel Regolamento nessuna norma che prevede che le dimissioni possano essere ritirate verbalmente; e se all'ordine del giorno della Sesta commissione era prevista l'elezione del Presidente, si doveva procedere all'elezione del Presidente. Anche perché, signor Presidente, noi abbiamo sospeso i lavori di quest'Aula, mentre si discuteva un importante provvedimento, al di là delle scadenze vere o false, per permettere alla Commissione di riunirsi per poter rieleggere il Presidente.
Non so chi abbia dato il parere sulla possibilità di presentare dimissioni anche verbalmente, quello che mi dispiace è che una maggioranza costringa un Presidente di Commissione dimissionario ad umiliarsi (ripeto che, secondo me, quello che è stato fatto o non è legittimo o comunque non rispetta il Regolamento); un Presidente di Commissione che denuncia l'inefficienza totale della sua Commissione per mancanza del numero legale, non viene neanche sostenuto moralmente nel momento in cui lo si invita a ritirare le dimissioni. Se l'intendimento della maggioranza era questo, poteva rieleggerla invece che costringerla a ritirare le dimissioni. Mi dispiace che la collega Pilo, che io apprezzo tantissimo, si sia prestata a questo gioco di annunciare prima al popolo sardo le dimissioni da Presidente di Commissione (in quanto la Commissione si trova impedita nella sua funzione legislativa per mancanza del numero legale,dovuta all'assenza dei consiglieri della maggioranza e con la presenza soltanto di quelli dell'opposizione) e poi con una facilità che io dico incredibile, a ritirarle.
PRESIDENTE. Io devo richiamare i colleghi perché nei loro interventi si attengano strettamente al tema in discussione questa mattina. Noi abbiamo sospeso la seduta perché si accertasse se l'urgenza che è stata richiamata in Conferenza dei Capigruppo, e che ha determinato l'inserimento all'ordine del giorno della proposta di legge numero 83, fosse reale o se invece il provvedimento di legge avesse tutto il tempo per percorrere il normale iter previsto dalle norme. La discussione collaterale, riguardante l'elezione del Presidente della Sesta commissione (su cui i colleghi denunciano una serie di fatti, sui quali faremo i richiesti accertamenti, dal punto di vista della correttezza formale e regolamentare) è un fatto separato. Pertanto io invito i colleghi, adesso, a pronunciarsi sull'ordine dei lavori ossia se intendano proseguire la discussione del progetto di legge o invece rinviarlo in Commissione.
Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà. Richiamo ancora i colleghi a trattare l'argomento all'ordine del giorno.
RASSU (F.I.-Sardegna). Sì, io concordo con lei, signor Presidente, che sia necessario riportare l'argomento nella giusta via e quindi procedere alla discussione della proposta di legge sull'imprenditoria femminile in Aula. Appartengo alla maggioranza e faccio parte della Commissione industria, voglio precisare che, né prima, né ieri e né oggi, c'è stata alcuna costrizione nei confronti del Presidente affinché presentasse o ritirasse successivamente le dimissioni. Tutto ciò è avvenuto solo ed esclusivamente per volontà della collega Pilo; nessuna forzatura nei suoi confronti, benché sia noi della maggioranza che i colleghi della minoranza, anche se non lo dichiarano, non fossimo concordi sulle motivazioni da lei addotte per queste dimissioni: continua mancanza di funzionalità della Commissione (anche se questo in parte è vero) e, principalmente, continua assenza dei consiglieri di maggioranza alle riunioni.
Durante questi mesi la Sesta commissione ha funzionato come tutte le altre, anzi, probabilmente, su certi aspetti forse anche più speditamente, di altre. Dopo una seduta durata tre ore, durante la quale si è discusso di vari aspetti relativi agli incentivi alle imprese, compresi quelli sull'imprenditoria femminile, non si è adottata una formale delibera perché, è stato detto, si trattava di una discussione sull'insieme degli incentivi; i lavori sono stati rinviati all'indomani, ma constatata la mancanza del numero legale i consiglieri di minoranza, ritenendo ingiusto da parte lorogarantire la funzionalità della Commissione - bisogna dire le cose come stanno, senza addossare colpe a nessuno - hanno abbandonato i lavori. Quindi, se colpe ci sono, vanno ricercate nei comportamenti di tutti. Noi personalmente abbiamo criticato la decisione della Presidente perché non condividevamo le motivazioni che hanno provocato le sue dimissioni.
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, io le chiedo scusa, ma stiamo tornando su un tema che non è all'ordine del giorno.
RASSU (F.I.-Sardegna ). Sì, ma poiché altri hanno espresso la loro opinione, mi sembra giusto replicare in quanto c'è un dibattito in corso. Ripeto, noi abbiamo criticato aspramente questa decisione ritenendo le motivazioni della Presidente Pilo assolutamente inesistenti. Per quanto riguarda la verifica della legalità o meno del ritiro delle dimissioni, mi rimetto a chi di dovere, non essendo compito mio.
Dopo le informazioni avute dal collega Pinna - che appare informato molto di più di chi dovrebbe esserlo per competenza e per dovere - se è vero che non c'è la scadenza del 30 giugno, ritengo che sia opportuno rinviare la legge in Commissione. In conclusione, propongo di continuare la discussione in Aula, sino all'eventuale approvazione, solo se si conferma la scadenza del 30 giugno, in caso contrario di rinviarla all'esame della Commissione che, per altro, l'ha già quasi del tutto istruita.
PRESIDENTE. Ho ancora diversi iscritti a parlare, insisto perché il consigliere al quale do la parola si pronunci davvero sulla questione sospensiva proposta; cioè i colleghi onorevoli - a seguito delle informazioni che sono state fornite dopo la sospensione dei nostri lavori - si devono esprimere a favore della prosecuzione della discussione della legge in Aula o al contrario se intendono, stante la mancanza dell'urgenza, procedere in modo diverso, ossia riassegnando alla Commissione l'esame della legge stessa.
Questo è il tema che fra poco metterò in votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Presidente, io credo che il suo invito al Consiglio ad attenersi all'argomento da lei indicato, quasi a non parlare di quello che è avvenuto, meriti una riflessione più puntuale.
Noi siamo qua convocati in seduta da ieri, dopo che è stato modificato in sede di Conferenza dei Capigruppo l'ordine del giorno, sul presupposto che la legge in discussione dovesse essere subito esaminata dall'Aula data l'esistenza di un elemento di urgenza e di impedimenti al funzionamento della Commissione competente.
Mi sembra di poter registrare che oggi non si possa non parlare di quello che è avvenuto dal momento che gli elementi e i presupposti, all'accelerazione imposta al Consiglio, sono venuti a cadere entrambi; uno, attraverso un'informazione puntuale sul fatto che non esiste l'urgenza; l'altro, attraverso la soluzione, parrebbe tutta da verificare, dei problemi di funzionalità della Commissione. Col collega Sanna dicevo prima che stiamo arrivando a un clima da circo, con la differenza che il circo ha un programma dello spettacolo da esibire, mentre qui non abbiamo neanche questa certezza.
Presidente, noi stiamo sollevando un problema di sostanza, in quanto si potrà anche rinviare la legge in Commissione, ma noi dobbiamo sapere con che tempi, con che modi, con che rigore, con che programma lavoriamo, perché su di noi e sulla nostra serietà pesa il giudizio dell'opinione pubblica. Queste considerazioni riguardano l'intero Consiglio, non solo la collega Pilo, io approfitto di questa occasione per ritirare le congratulazioni che le feci per il coraggio dimostrato, come lei ha ritirato le dimissioni attraverso un gesto che evidenzia e riassume le difficoltà di una maggioranza, difficoltà che l'opposizione democratica non può non registrare. Questo fatto produce conseguenze dirette sulla onorabilità di ciascuno di noi, sottoposto a un giudizio quotidiano sulla produttività, sulla serietà e laboriosità;dobbiamo mettere tutto ciò al centro della nostra attività politica, se vogliamo essere un'istituzione all'altezza dei compiti che i cittadini ci hanno assegnato. Dicevo quindi che questa difficoltà della maggioranza non solo ha conseguenze per chi deve applicare e far rispettare il Regolamento per un buon funzionamento di questo Consiglio regionale, non solo per chi gestisce la politica, ma si ripercuote ovviamente sull'andamento dei lavori; perciò io dico che questa maggioranza avrebbe fatto bene a dire esplicitamente che la collega Pilo doveva ritirare le dimissioni per non mettere nuovamente a soqquadro gli equilibri precari trovati (abbiamo assistito ad una kermesse sulla distribuzione del potere) e poter continuare questa commedia in danno alla Sardegna ancora per alcuni mesi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Pilo. Ne ha facoltà.
Io sono costretto a richiamare tutti al rispetto del Regolamento, perché altrimenti ho difficoltà ad esercitare correttamente il mio ruolo.
Do la parola all'onorevole Pilo, brevissimamente, perché il Regolamento prevede che su una questione pregiudiziale, tale è quella in discussione, possa parlare un consigliere per Gruppo.
PILO (F.I.-Sardegna). Presidente, io intervengo esclusivamente per chiarire che fino a stamattina le notizie in nostro possesso (fornite anche dagli stessi funzionari del Consiglio)effettivamente ci confermavano l'urgenza determinata dal fatto che il Regolamento ministeriale, attuativo della legge numero 215 del 1992, fosse stato già approvato e le procedure per la pubblicazione già avviate.
Stamattina, durante la sospensione, si è potuto verificare esattamente a che punto era l'iter burocratico di tale Regolamento che, esitato dal Consiglio di Stato con parere favorevole, deve essere approvato dal Consiglio dei Ministri per essere poi pubblicato.
Per cui, l'urgenza sarebbe stata reale nel caso in cui fossero state vere le informazioni di cui eravamo in possesso fino a stamattina, o ieri notte, visto che l'onorevole Pinna, si è preoccupato di chiamare il Ministero ieri notte…
PINNA (D.S.-F.D.). Stamattina.
PILO (F.I.-Sardegna). Dicevo che permane un'urgenza ma non essendo più il termine quello del 30 giugno, i funzionari ci comunicano che quindici giorni di tempo dovrebbero consentirci di andare di pari passo con i tempi del Ministero fino alla pubblicazione della norma, per cui ritengo possibilissimo che adesso si sospenda la discussione del provvedimento in Aula, si rinvii lo stesso in Commissione e, dopo essere stato esitato da essa, lo si iscriva nuovamente all'ordine del giorno del Consiglio.
PRESIDENTE. Sempre sul tema, ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
Comunico che dopo il consigliere Cogodi non darò la parola a nessun altro in quanto è stato già fatto un intervento per Gruppo.
COGODI (R.C.). Sempre sul tema davvero, per affermare che esso è, non dico scabroso, ma perlomeno abbastanza penoso. Scusate, questo non è un incontro occasionale, estemporaneo tra amiconi, quest'aula non è il prolungamento dei portici di via Roma, dove al tavolino si prende il caffè e si scambiano quattro chiacchiere.
Il Consiglio regionale della Sardegna è riunito tutta la mattina, oggi, perché specificatamente convocato con un argomento all'ordine del giorno, ritenuto importante. L'argomento è tanto importante che ha scatenato le ire della collega Pilo che, in una conferenza stampa, cioè con messaggio al pubblico, ha denunciato il rischio di un possibile grave danno derivante dalla non approvazione di una legge importante in materia di sostegno all'imprenditorialità giovanile. E' stato il grido di allarme e di dolore, soprattutto rivolto alla componente femminile della società sarda, elevato da una donna presente in questo Consiglio che dice: "Vedete, mi impediscono e ci impediscono di avere leggi importanti per noi; per questo motivo mi dimetto da Presidente della Commissione e contemporaneamente denuncio la maggioranza che, dopo avermi eletta Presidente, mi lascia sola, fa mancare il numero legale, blocca la Commissione"; così dicendo si è dimessa.
Di fronte a tanta denuncia e alle conseguenti dimissioni ( l'atto della collega Pilo pareva coerente), l'opposizione si è premurata, (per evitare questo grave danno per l'economia della Sardegna e soprattutto per le donne imprenditrici, danno imputato al comportamento della maggioranza) di acconsentire che l'argomento fosse iscritto direttamente all'ordine del giorno del Consiglio, con procedura eccezionale, essendo la Commissione competente paralizzata nei suoi lavori da voi, cioè dalla maggioranza.
Su questa notizia chiediamo conferma, a chi? Non ad un passante, chiediamo il parere della Giunta regionale, e il Presidente della Giunta regionale dichiara e certifica l'esistenza di questa urgenza e sostiene l'opportunità che, in via eccezionale, il Consiglio si riunisca: di conseguenza noi siamo qui tutta la mattina. Questa è una beffa!
Continuo: al termine della mattinata si viene a sapere che le dimissioni dell'onorevole Pilo non erano vere, la collega dice di averle revocate (dimissioni date per iscritto e reiterate!), e poi che la Commissione - convocata per l'elezione del Presidente - non può eleggere il Presidente perché la collega Pilo afferma di aver scherzato e nega di essere dimissionaria, nel frattempo però ha tenuto la conferenza stampa nella quale ha fatto la sua figura, o figurina direi, di fronte agli altri, mentre il Consiglio regionale è riunito per questo tutta la mattina.
Non era neppure vera l'esistenza della scadenza di cui si era data informazione, in questo Consiglio, da parte di chi ha responsabilità di governo; fino a ieri sapevamo che c'era una scadenza e stamattina abbiamo saputo che non c'era. Ma chi vi dà le informazioni? Ma non sono gli Uffici dello stesso Ministero a dare informazioni sulle scadenze di un Regolamento da esso approvato? E a chi le devono dare se non al Governo e agli uffici del Governo della Regione? Ma avete chiesto a chi dovevate chiedere? Io non so a chi avete chiesto, sta di fatto che questo episodio prima si conclude e meglio è.
Questa riunione odierna del Consiglio regionale, davvero penosa, prima finisce meglio è, con un auspicio: per favore non date più questo spettacolo e non costringeteci ad assistere a questi spettacoli; il Consiglio regionale non è vostro, di conseguenza quando voi "trattate" il Consiglio regionale così, costringete anche noi inevitabilmente ad essere partecipi, come in questa vicenda abbastanza melanconica.
Voi decidete perché siete la maggioranza numerica. Voi dite che ci sono scadenze, voi vi dimettete e poi dite che non è vero. Badate, la Presidente Pilo, anzi la già Presidente Pilo, che dice di avere ritirato le dimissioni, l'ha fatto perché se si fosse proceduto alla votazione, non sarebbe stata rieletta in quanto parte del suo Gruppo appartenente alla Sesta commissione non l'avrebbe votata.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, la prego di concludere.
COGODI (R.C.). Siamo all'imbroglio! Siamo, non alla decadenza dei costumi, siamo a ben altro. Io chiedo, possibilmente, che cessi con oggi questo tipo di comportamento, l'abbiamo già sopportato abbastanza, tenuto conto delle nomine fatte, delle dimissioni e poi del rinnovo delle stesse.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, concluda, la prego.
COGODI (R.C.). La collega Pilo pensi pure di aver ritirato le dimissioni; non le ha ritirate, non le poteva ritirare, però le chiedo per favore di pagare almeno la bolletta della luce di stamattina, perché la luce elettrica la paghiamo tutti e non dovevate tenerci qui tutta la mattina anche con queste grosse lampadine accese. Paghi almeno la bolletta della luce, e se poi ha qualche difficoltà, chiami Comincioli e la faccia pagare a lui.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dettori Bruno. Ne ha facoltà.
DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). I deficit di politica a cui stiamo assistendo - mi sembrano deficit di democrazia - stanno portando l'Aula a livelli che, credo, determinino del disagio un po' per tutti noi; da questo disagio dobbiamo uscire, probabilmente ci vuole uno sforzo da parte di ciascuno e soprattutto da parte delle forze politiche. Oggi, ancora una volta, ci troviamo a perdere tempo intorno a problemi che non riusciamo a dirimere.
Una proposta concreta può essere quella che prevede che il provvedimento venga rinviato all'esame della Commissione. Bene, io come Capogruppo, la formalizzo, di conseguenza chiedo di mettere in votazione la questione sospensiva ossia la proposta di rinvio in Commissione del provvedimento, diversamente si continui l'esame di questo provvedimento qui in Aula. Però, non se ne può più di dover stare in aula a parlare di cose che poi, alla fine, non so come gli addetti riusciranno a trattare negli atti; certo, sono pagine che spero nessuno legga mai.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.-F.D.). Grazie, Presidente, rispetterò sino in fondo l'indicazione che lei ha dato di trattare l'argomento all'ordine del giorno.
Io sono d'accordo che la legge venga rinviata in Commissione, così come hanno stabilito i commissari che si sono riuniti, i commissari di maggioranza e di minoranza che erano presenti questa mattina quando sono stati convocati per verificare se c'era l'urgenza o meno di discutere la legge in esame.
Comunque credo opportuno che l'opposizione esprima solidarietà nei confronti della collega Pilo, perché lei ha ritirato le dimissioni convinta che questo fosse utile alla discussione della legge. Poi abbiamo capito che non era così, però questo suo gesto era nobile, mentre meno nobile era l'origine del gesto, cioè aver dato le dimissioni. Però, non mi pare corretto che nessuno dei colleghi della maggioranza, neanche chi ha il cognome che rassomiglia al suo, Pili, abbia sentito il dovere di prendere la parola e difendere la collega che, in un momento di depressione ha, per iscritto e pubblicamente, presentato le dimissioni. Non mi pare giusto, non è corretto, non avete la nostra solidarietà; mentre noi siamo solidali con la Pilo solo se, però, conferma coerentemente le cose che ha detto pubblicamente nelle settimane passate. Se così non fosse, è chiaro che tutta questa mia fiducia ed apprezzamento per il suo comportamento decade e ritirerei tutto ciò che ho detto.
Lei può benissimo essere rieletta Presidente della Commissione, se convoca un'altra conferenza stampa e ritira le precedenti dichiarazioni, solo allora rivestirà le caratteristiche per essere eletta Presidente della Commissione; diversamente, colleghi della maggioranza, poiché in questo caso abbiamo toccato effettivamente il fondo, dovrete eleggete un nuovo Presidente, in quanto non è giusto riproporre a rivestire l'alta carica di Presidente di Commissione una collega che ha dimostrato di non essere all'altezza politica per svolgere tale funzione.
Quindi per me, Presidente Spissu, si torni pure in Commissione, si esamini il provvedimento, ma chiedo ai colleghi della maggioranza di avere un minimo di coerenza e di proporre un nuovo collega o una nuova collega come Presidente della Sesta commissione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris Emilio. Ne ha facoltà.
FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Sono veramente dispiaciuto di dover assistere a questo spettacolo e dico....
(Interruzioni)
Dico che si è parlato giustamente da parte dell'opposizione contro questa maggioranza. Però voglio dire che questa maggioranza non ha sicuramente alcuna colpa, la quale ricade solamente sul Capogruppo di Forza Italia che non ha saputo dirimere, all'interno del Gruppo, le questioni relative a quella Commissione. Pertanto ritengo che la maggioranza non debba essere chiamata in causa, le colpe sono del sottoscritto che vedrà come comportarsi di conseguenza.
Per quanto riguarda la proposta di legge in discussione, Presidente, visto che vengono a mancare i presupposti per un suo esame urgente, così come anch'io pensavo fino alle nuove informazioni, ritengo che possa essere rinviata in Commissione onde poter essere perfezionata in alcuni punti dove è necessario appunto ritoccarla.
PRESIDENTE. A questo punto metto in votazione la proposta di sospendere ora l'esame del provvedimento di legge in questione e rinviarlo alla Sesta commissione competente. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Sospendo la seduta per dieci minuti e convoco una brevissima Conferenza dei Capigruppo su una questione urgente sottoposta dalla Giunta a questa Presidenza.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 25, viene ripresa alle ore 13 e 53.)
PRESIDENTE. Comunico che sarà cura della Presidenza acquisire tutti gli elementi utili per una valutazione dello svolgimento dei fatti accaduti in Sesta commissione e della regolarità delle procedure ivi seguite in ordine alla presa d'atto e al ritiro delle dimissioni da parte del suo Presidente; naturalmente la Presidenza si impegna poi a fornire ai componenti la Commissione un'interpretazione dei fatti, anche in carenza di precise norme regolamentari sul tema.
La Conferenza dei Capigruppo ha deciso che il Consiglio verrà riconvocato per martedì 11 luglio alle ore 17.
La seduta è tolta alle ore 13 e 56.
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