Seduta n.147 del 26/04/2001 

CxLVII SEDUTA

Giovedì 26 aprile 2001

Presidenza del Presidente SERRENTI

La seduta è aperta alle ore 10 e 36.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 26 marzo 2001, che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Claudia Lombardo, Andrea Pirastu e Mauro Pili hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 26 aprile 2001. Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

COGODI (R.C.). Qual è la motivazione?

PRESIDENTE. Motivi di salute.

COGODI (R.C.). Motivi di salute? Ma se li ho visti giù!

PRESIDENTE. Gli faremo una visita, mandiamo l'onorevole Manca.

Annunzio di presentazione di disegni di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di legge:

"Norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso". (198)

(Pervenuto il 9 aprile 2001 ed assegnato alla prima Commissione.)

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:

Dai consiglieri NUVOLI - FOIS - VASSALLO - BIANCU - CAPELLI - CARLONI - FANTOLA - FLORIS Emilio - BIANCAREDDU - RASSU - CASSANO: "Adeguamento indennità di istituto ai dipendenti del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione Sardegna". (195)

(Pervenuta il 27 marzo 2001 ed assegnata alla prima Commissione.)

dai consiglieri MORITTU - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SANNA Alberto - CALLEDDA: "Normativa transitoria di salvaguardia in materia di pianificazione territoriale paesistica". (196)

(Pervenuta il 28 marzo 2001 ed assegnata alla quarta Commissione.)

dai consiglieri PINNA - CUGINI - FADDA - BALIA - SANNA Giacomo: "Istituzione dell'Agenzia per le risorse geologiche e ambientali e modifiche alla legge regionale 4 dicembre 1998, n. 33". (197)

(Pervenuta il 6 aprile 2001 ed assegnata alla sesta Commissione.)

dai consiglieri PIRISI - BIANCU - DEMURU - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore: "Nuovo inquadramento di personale dell'Amministrazione regionale assunto ai sensi della legge regionale 23.1.1991, n. 9". (199)

(Pervenuta l'11 aprile 2001 ed assegnata alla prima Commissione.)

dai consiglieri LIORI - BIGGIO - CARLONI - CORDA - FRAU - MURGIA - ONNIS - SANNA NIVOLI - USAI: "Assistenza sanitaria integrativa per mutilati ed invalidi di guerra, per causa di guerra o per servizio". (200)

(Pervenuta il 19 aprile 2001 ed assegnata alla settima Commissione.)

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione FRAU sulla nomina di un dirigente di struttura complessa da parte della ASL n. 1 di Sassari". (144)

(Risposta scritta in data 17 aprile 2001.)

"Interrogazione SANNA Giacomo sulla realizzazione di un impianto minerario nel comune di Osilo". (215)

(Risposta scritta in data 17 aprile 2001.)

"Interrogazione AMADU sulla estensione della caccia in febbraio e sulla possibilità di portare a tre le giornate di caccia alla migratoria". (223)

(Risposta scritta in data 17 aprile 2001.)

"Interrogazione FRAU sulla concessione mineraria 'Rocca Ruja' nel Comune di Muros (Sassari)". (308)

(Risposta scritta in data 17 aprile 2001.)

"Interrogazione TUNIS Gianfranco sulle risorse stanziate per ripristinare i danni causati dall'alluvione del novembre 1999 e gli enti incaricati dell'esecuzione delle opere di prevenzione". (310)

(Risposta scritta in data 17 aprile 2001.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Interrogazione MASIA, con richiesta di risposta scritta, sull'iniziativa del CRAS di sfrattare il Consorzio interprovinciale per la frutticoltura di Cagliari e Nuoro dai terreni dell'Azienda ISCRA". (317)

"Interrogazione DETTORI Bruno, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di ripristinare e rendere efficiente la struttura operativa del CRAS (Centro Regionale Agrario Sperimentale) presso la sede di Sassari". (318)

"Interrogazione DETTORI Bruno - DEIANA, con richiesta di risposta scritta, sul contenzioso in corso tra C.R.A.S. e Consorzio lnterprovinciale Frutticoltura (CIF) (Cagliari - Oristano - Nuoro) per i terreni dell'azienda in agro di Illorai, località Iscra". (319)

"Interrogazione DETTORI Bruno - DEIANA, con richiesta di risposta scritta, sul mancato stanziamento destinato al risanamento ambientale dell'area industriale di Porto Torres". (320)

"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione dei dipendenti della "Fondazione San Giovanni Battista" di Ploaghe (Sassari)". (321)

"Interrogazione MANCA - SANNA Giacomo, con richiesta di risposta scritta, sulla eventuale recrudescenza della blue tongue". (322)

"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sullo smantellamento della sede del CRAS di Sassari". (323)

"Interrogazione GIAGU, con richiesta di risposta scritta, sulla nomina del nuovo direttore dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna". (324)

"Interrogazione LAI - SPISSU - SANNA Emanuele - DETTORI Ivana - PACIFICO, con richiesta di risposta scritta, sui ritardi nell'applicazione della Legge 12 marzo 1999, n. 68, recante norme per il diritto al lavoro dei disabili". (325)

"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di allontanare i 54 container con sostanze nocive dalla zona industriale di Porto Torres". (326)

"Interrogazione PACIFICO - SANNA Giacomo - COGODI, con richiesta di risposta scritta, sulle notizie riguardanti l'esistenza di un "Piano di emergenza per le navi militari a propulsione nucleare in sosta a Cagliari"". (327)

"Interrogazione MANCA - SANNA Giacomo sul comando del Prof. Enzo Caporale presso l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna "G. Pegreffi"". (328)

"Interrogazione MANCA - SANNA Giacomo, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di salute dei "Cavallini della Giara" custoditi nell'Azienda "Lavra" di Genoni". (329)

"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla costruenda strada "S'Adde e sa Nughe" nel territorio dei Comuni di Florinas, Cargeghe e Muros (Sassari)". (330)

"Interrogazione CALLEDDA, con richiesta di risposta scritta, sulla vertenza ALCOA Italia di Iglesias". (331)

"Interrogazione MANCA - SANNA Giacomo, con richiesta di risposta scritta, sull'introduzione nel territorio della Sardegna di animali vivi aftoso sensibili". (332)

"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione dei macellai di Sassari e della provincia". (333)

"Interrogazione LIORI - BIGGIO - CARLONI - CORDA - FRAU - MURGIA - ONNIS - SANNA NIVOLI - USAI, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di adottare misure urgenti al fine di evitare che malattie epidemiche possano colpire i cavallini della Giara". (334)

"Interrogazione DORE - DETTORI Bruno, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di verificare le procedure di ammissibilità dei progetti PIST (Piani Integrati di Sviluppo Territoriale delle isole minori) finanziati con fondi strutturali 2000/2006, presentati presso il Comune di Calasetta". (335)

"Interrogazione CORDA - LIORI, con richiesta di risposta scritta, sulla paventata chiusura del C.U.A.S. (Centro Unificato Automazione Servizi delle Poste Italiane) in Sardegna". (336)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Interpellanza DETTORI Ivana - MANCA - BALIA - PACIFICO - DEIANA - CUGINI - DETTORI Bruno - MORITTU - VASSALLO - ORTU - DEMURU - SANNA Salvatore - SANNA Emanuele - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - PIRISI - FALCONI - LAI - MASIA sulla rimozione dall'incarico di direttore dell'istituto Zooprofilattico sperimentale del dottor Antonio Firinu". (140)

"Interpellanza DEIANA - DETTORI Bruno - BIANCU - DORE sulle autorizzazioni per attività di cavazione a cielo aperto rilasciate dopo il 15 marzo 1999 e sull'attuazione delle istanze dei Sindaci di alcuni territori del Sassarese". (141)

"Interpellanza PUSCEDDU - SANNA Emanuele - FADDA - IBBA - DETTORI Bruno -ORTU -CALLEDDA - PACIFICO sul sistema degli appalti nello stabilimento Saras e Sarlux di Sarroch". (142)

"Interpellanza TUNIS Marco Fabrizio - BIANCAREDDU - PILO - GRANARA sulle nomine dei responsabili di settore presso gli Ispettorati provinciali dell'agricoltura della Sardegna". (143)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ricordo che la prima ora, come previsto dal Regolamento, è dedicata allo svolgimento di interpellanze e mozioni. Sono all'ordine del giorno le mozioni numero 28, Sanna e più, sul progressivo degrado del compendio di Molentargius-Saline-Poetto e sulla mancata istituzione del parco regionale naturalistico, e numero 30, Pusceddu e più, sulla allarmante situazione relativa alla sicurezza e alla salute sui luoghi di lavoro.

Ha domandato di parlare sull'ordine del giorno il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Intervengo per chiedere l'inversione dell'ordine del giorno ponendo al primo punto il disegno di legge numero 100/A, concernente "Misure urgenti per l'accelerazione delle spese nel settore delle opere pubbliche ammesse a finanziamento regionale". E siccome bisogna votare chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Sulla proposta dell'onorevole Selis possono intervenire un consigliere a favore e uno contro. Chi parla a favore?

CUGINI (D.S.). Sono d'accordo con la proposta del collega Selis.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare contro il consigliere Nuvoli. Ne ha facoltà.

NUVOLI (F.I.-Sardegna). Trovo che la richiesta del collega Selis sia assolutamente incomprensibile, perché anticipare la discussione su questo disegno di legge significa, praticamente, non voler affrontare quanto meno nella mattinata, l'esame della proposta di legge numero 1 sulla istituzione della ASL di Ozieri. Quindi io mi oppongo e chiedo al Consiglio di votare contro.

PRESIDENTE. Procediamo alla votazione. L'onorevole Selis ha chiesto la votazione nominale con procedimento elettronico.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto sull'inversione dell'ordine del giorno. Ricordo ai colleghi che è necessaria la maggioranza dei due terzi dei votanti.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 32

Votanti 30

Astenuti 2

Maggioranza 20

Favorevoli 2

Contrari 28

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FLORIS Emilio - FRAU - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - MANCA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - PIANA - PILO - PITTALIS - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - SELIS.)

PRESIDENTE. Poiché manca il numero legale, dichiaro nulla la votazione e sospendo la seduta per mezz'ora.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 51, viene ripresa alle ore 11 e 24)

Seconda votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la seconda votazione segreta con procedimento elettronico sull'inversione dell'ordine del giorno.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 33

Votanti 31

Astenuti 2

Maggioranza 21

Contrari 29

Voti nulli 2

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA - COSSA - FANTOLA - FLORIS Emilio - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - MILIA - MURGIA - NUVOLI - OPPI - PIANA - PILO - PITTALIS - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - SELIS.)

Poiché anche questa volta non c'è il numero legale, chiudo la seduta.

Ricordo che domani alle ore 10 verrà commemorata "Sa die de Sa Sardinia".

La seduta è tolta alle ore 11 e 31.



Allegati seduta

Risposta scritta ad interrogazioni

Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione Frau sulla nomina di un dirigente di struttura complessa da parte della ASL n. 1 di Sassari. (144)

In riscontro alla nota n. 23/Gab del 23/01/2001, si trasmettono in allegato gli elementi di risposta all'interrogazione in oggetto, forniti dal Direttore Generale dell'ASL n. 1 di Sassari con nota n. 2758/DG del 22/03/2001.

Azienda Unità Sanitaria Locale n. 1 - Sassari

In relazione all'istanza di pari oggetto, prot. n° 5216/1 del 01/02/01, successiva alla nota n° 19253/1 del 06/06/2000, con le quali codesto On.le Assessorato richiede notizie al riguardo dell'interrogazione a margine evidenziata, si trasmette in allegato la relazione, prot. n°2809/SP del 14/03/01, redatta dal Responsabile del Servizio Gestione del Personale di questa Azienda USL n° 1.

Con riferimento alla nota Prot. n° 5216 del 1.2.2001, che si allega in copia alla presente e con la quale l'Assessorato Regionale dell'Igiene e Sanità chiede a questa Azienda di fornire gli elementi di risposta alla interrogazione n° 144/A del 3.5.2000, si comunica quanto segue:

1) Questo Servizio non è a conoscenza della sentenza del TAR Sardegna, (indicata nella succitata interrogazione) che dichiari l'illegittimità della deliberazione n° 3301 del 4.11.99, recante "Conferimento dell'incarico della Direzione della Divisione di Medicina Interna presso il Presidio Ospedaliero di Alghero al Dr. Francesco Flumene".

2) Sullo specifico argomento risulta invece l'ordinanza n° 195/2000, con la quale il TAR Sardegna accoglie la domanda di sospensione della predetta deliberazione ed il conseguente provvedimento D.G. n° 1502 del 11.5.2000 con il quale, aderendo ad abundantiam, alla citata ordinanza TAR, viene revocata la deliberazione n° 3301 del 4.11.99 e contestualmente annullato il contratto individuale di lavoro stipulato con il Dr. Flumene.

3) Inoltre, per aderire ad analogo quesito, si informa che con deliberazioni D.G. n° 3299 del 4.11.99 e n° 3764 del 7.12.1999, mediante utilizzo dello stesso sistema applicato al caso del Dr. Flumene, sono stati conferiti incarichi rispettivamente della Direzione della Divisione di Anestesia e Rianimazione presso il Presidio Ospedaliero di Alghero al Dr. Michele La Rocca.

Successivamente sono stati adottati i seguenti atti:

- Deliberazione n° 1504 del 11.5.2000, con la quale è stata indetta Pubblica Selezione per il conferimento dell'incarico di direzione della Divisione di Medicina Interna, Struttura Complessa presso il Presidio Ospedaliero di Alghero.

- Deliberazione n° 1505 del 11.25.2000, con la quale è stato conferito l'incarico temporaneo di Responsabile della suddetta Divisione al Dr. Francesco Flumene, in attesa della Pubblica Selezione.

- Deliberazione n° 278 del 14.2.2001, con la quale questa Azienda in ottemperanza all'Ordinanza del TAR Sardegna n° 370/2000 ha sospeso l'esecuzione della deliberazione n° 1505/2000.

- Deliberazione n° 279 del 14.2.2001, con la quale viene retificato il verbale della Commissione dell'Avviso Pubblico per il conferimento dell'incarico di direzione della Divisione di Medicina Interna del Presidio Ospedaliero di Alghero e conferito l'incarico quinquennale di Direzione al Dr. Francesco Flumene.

Ad ogni buon conto si invia la documentazione esistente agli atti di questo Servizio e concernente l'argomento in esame:

a) Deliberazione n° 3301 del 4.11.99, di conferimento dell'incarico della Direzione della Divisione di Medicina Interna presso il Presidio Ospedaliero di Alghero al Dr. Francesco Flumene

b) b) Ricorso notificato a questa Azienda in data 11.1.2000, proposto al TAR Sardegna dal Dr. Pittalis Michelangelo Nicola, per otenere l'annullamento, previa sospensione, del provvedimento di nomina del Dr. Flumene

c) Ordinanza n° 25/2000 con la quale il TAR Sardegna ordina all'Azienda di depositare alla Segreteria del Tribunale tutti gli atti del procedimento che hanno portato al conferimento dell'incarico

d) Nota Prot. n° 12110 del 24.3.2000, di trasmissione della documentazione in esecuzione dell'ordinanza n° 25/2000

e) Ricorso notificato all'Azienda in data 20.3.2000, proposto al TAR dal Dr. Pittalis Michelangelo per ottenere l'annullamento, previa sospensione, del provvedimento di nomina del Dr. Flumene, con l'indicazione di "Motivi aggiunti" (Violazione di legge - Eccesso di potere)

f) Ordinanza n° 195/2000 con la quale il TAR Sardegna accoglie la domanda di sospensione della esecuzione del provvedimento di nomina del Dr. Flumene (deliberazione n° 3301/99)

g) Deliberazione n° 1502 del 11.5.2000 con la quale viene revocata la deliberazione nç 3301 del 4.11.99 ed annullato il contratto individuale di lavoro stipulato con il Dr. Flumene

h) Deliberazione n° 3299 del 4.11.1999 con la quale viene conferito incarico della Direzione del Servizio di radiologia presso il Presidio Ospedaliero di Alghero al Dr. Rovasio Stefano S.

i) Deliberazione n° 3764 del 7.12.1999, con la quale viene conferito incarico della Direzione della Divisione di Anestesia e Rianimazione presso il Presidio Ospedaliero di Alghero al Dr. La Rocca Michele

l) Deliberazione n° 1504 del 11.5.2000, con la quale è indetta Pubblica Selezione per il conferimento dell'incarico di direzione della Divisione di Medicina Interna, Struttura Complessa presso il Presidio Ospedaliero di Alghero

m) Deliberazione n° 1505 del 11.5.2000, con la quale è conferito l'incarico temporaneo di Responsabile della suddetta Divisione al Dr. Francesco Flumene, in attesa di Pubblica Selezione

n) Ordinanza del TAR Sardegna n° 370/2000, che ha disposto la sopsensione della esecuzione della deliberazione n° 1505/2000

o) Deliberazione n° 278 del 14.2.2001, con la quale l'Azienda ha preso atto dell'Ordinanza n° 370/2000 e conseguentemente ha sospeso l'esecuzione della deliberazione n° 1505/2000

p) Deliberazione n° 279 del 14.2.2001, con la quale è stato ratificato il verbale della Commissione dell'Avviso Pubblico per il conferimento dell'incarico di direzione della Divisione di medicina interna del Presidio Ospedaliero di Alghero e conferito l'incarico quinquennale di Direzione al Dr. Francesco Flumene.

Gli allegati alla presente risposta sono agli atti del Consiglio.

Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'Ambiente all'interrogazione Sanna Giacomo sulla realizzazione di un impianto minerario nel comune di Osilo. (215)

Agli atti degli uffici dell'Assessorato non risulta alcuna richiesta di procedura di valutazione di impatto ambientale concernente la realizzazione di un impianto minerario nel comune di Osilo.

Rimane inteso che le attività di ricerca e coltivazione mineraria debbano essere sottoposte alle relative procedure di verifica e valutazione di impatto ambientale, così come previsto dal DPCM 3.9.1999.

Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'Ambiente all'interrogazione Amadu sulla estensione della caccia in febbraio e sulla possibilità di portare a tre le giornate di caccia alla migratoria (223)

Le doglianze lamentate dall'interrogante appaiono condivisibili sia nell'impostazione generale, sia sotto il profilo giuridico e tecnico.

Gran parte delle motivazioni espresse sono alla base delle ragioni che avevano originato, nella prima stesura, la nuova legge sulla protezione della fauna e sull'esercizio della caccia successivamente modificata in fase di esame da parte della Corte Costituzionale.

Quest'ultima, eludendo il problema della procedura di recepimento delle direttive comunitarie da parte delle Regioni a statuto speciale, che avrebbe lasciato alle stesse la potestà normativa propria nell'attuazione delle direttive e nello stabilire il termine di caccia in relazione alle peculiarità ambientali dell'isola e alle tradizioni di caccia che vi si praticano, ha ribadito il carattere vincolante della prescrizione della legge 157 (riconosciuta e dichiarata, a posteriori, legge di riforma economico-sociale).

Appare evidente, quindi, che solo una modifica dell'art. 18 della legge 157/1992, che fissa il periodo di caccia, può comportare la rideterminazione di un termine della stagione venatoria a febbraio e a tale obiettivo è rivolta l'azione della Giunta, che intende sollecitare i competenti ministeri e lo stesso Governo ad un esame della proposta di legge adottata in tal senso dal Consiglio Regionale.

Per quanto attiene al c.d. prelievo venatorio in deroga, in riferimento all'art. 9 della direttiva 409/79, occorre tenere conto di due questioni essenziali:

a) la tutela delle produzioni agricole, zootecniche e ittiche è assicurata, secondo quanto disposto dall'art. 6 della legge regionale n. 23/1998 (cattura e abbattimento autorizzato), attraverso piani di abbattimento specifici (come attualmente avviene per i cormorani), vere azioni di prevenzione e protezione utilizzate dai conduttori delle aziende in collaborazione con il C.F.V.A., previo parere dell'INFS. La stessa disposizione disciplina analogamente la cattura di specie per fini di ricerca e insegnamento.

b) Non è stata disciplinata nella legge regionale la detenzione e gli altri impieghi misurati di determinati uccelli in piccole quantità (art. 9, comma 1, lettera e) della direttiva 409/79.

Si è ipotizzato, invero, avvalendosi del presupposto del danno agricolo, un esercizio venatorio in deroga per l'abbattimento delle specie che arrecano danno alle produzioni.

Ma appare evidente che le deroghe, di cui la disposizione citata reca una sufficiente regolamentazione, appare misura assolutamente diversa, per le specifiche limitazioni che la caratterizzano, come affermato al secondo comma dell'art. 9 della direttiva 409/79, dall'autorizzare in modo generalizzato gli abbattimenti da parte di cacciatori, oltre il termine imposto dalla stagione venatoria.

E questo pur nel riconoscimento dei danni subiti dagli operatori agricoli e per la cui tutela l'Assessorato è disposto ad operare nell'ambito delle procedure previste in legge.

Ma sono evidenti le responsabilità sia per la probabile o certa infrazione all'ordinamento comunitario, sia di ordine generale per consentire l'inosservanza di una norma sanzionata penalmente.

La linea dell'Assessorato è pienamente condivisa dai rappresentanti del mondo venatorio, che pur condividendo le aspirazioni dei propri associati, ravvisano l'impossibilità giuridica attuale della prosecuzione dell'attività venatoria, ma sono pronte a sostenere ogni iniziativa di tipo legislativo e regolamentare di modifica dell'attuale disciplina.

Peraltro, sull'argomento del prelievo in deroga, in ogni caso, la Corte Costituzionale, nel dichiarare l'illegittimità costituzionale di alcune leggi regionali (Liguria, Umbria e Veneto), che regolamentano la materia ha ribadito non solo il carattere di riforma economico-sociale della legge 157 ed il potere in capo allo Stato di individuare le specie cacciabili e la variazione dei relativi elenchi, ma altresì la delimitazione dei periodi venatori e la disciplina delle deroghe.

Risposta scritta dell'Assessore dell'Industria all'interrogazione Frau sulla concessione mineraria Rocca Ruja nel comune di Muros (Sassari). (308)

Con determinazione del 28 settembre 2000 il Servizio delle Attività Estrattive dell'Assessorato dell'Industria ha accordato alla Caolino Panciera S.p.A., che ne aveva fatto richiesta in data 12 gennaio 1998, la trasformazione in concessione mineraria del permesso di ricerca già intestato alla medesima società.

Tale richiesta in sede di pubblicazione nell'Albo Pretorio del Comune di Muros e di inserzione nel B.U.R.A.S. n° 22 del 16.06.1998 - Annunzi Legali - parte III, avviso n. 3255, ha dato luogo ad opposizioni e reclami, privi peraltro di rilevanza sostanziale in ordine al procedimento amministrativo di rilascio della concessione mineraria.

I Soggetti a competenza concorrente, deputati ad esprimere i prescritti pareri e nulla osta, si sono pronunciati in termini favorevoli al rilascio del titolo e precisamente:

1) con nota 02.12.1998 prot. N° 13942, pos. 4/1/3 l'Ispettorato Dipartimentale di Sassari, ha espresso parere favorevole;

2) con nota 05.07.1999 prot. N° 5943, l'Ufficio Tutela del Paesaggio di Sassari, ha espresso parere favorevole, limitando la coltivazione al solo cantiere denominato San Leonardo;

3) con nota 22.07.1998 prot. N° 8992, pos. 4/1/3 la Soprintendenza Archeologica di Sassari ha espresso parere favorevole.

In sostanza, i soggetti preposti alla tutela di quei valori di cui viene lamentata la lesione non hanno ravvisato l'esistenza di presupposti capaci di determinare il diniego del titolo minerario, ponendo peraltro vincoli e prescrizioni e che appaiono adeguati a superare le preoccupazioni degli abitanti di Muros.

Il Servizio Attività Estrattive, dopo aver espletato l'istruttoria tecnico amministrativa, riconoscendo, soprattutto, alla Caolino Panciera la capacità tecnica ed economica a condurre l'impresa (art. 15 R.D. 1927/1443), ha espresso parere favorevole al rilascio della concessione mineraria.

Nella seduta del 02.05.2000 il Comitato Regionale delle Miniere, a seguito della puntuale verifica degli atti e del sopralluogo tecnico effettuato in data 04.04.2000 alla presenza delle Autorità Comunali (Sindaco, Consiglieri e Rappresentanti del Comitato promotore delle citate opposizioni al rilascio della concessione), ha espresso parere favorevole al rilascio del titolo minerario per anni 6, limitando peraltro i lavori all'area denominata "San Leonardo", che è molto ridotta (meno di 10 ettari) rispetto a quella data in concessione la cui superficie è di circa 180 Ha. In sede di Comitato è emerso tra l'altro che nel corso della visita in loco è stato appurato che ad una distanza non superiore a cinquecento metri dall'area interessata dalla prevista coltivazione è presente una zona industriale che annovera attività di vario genere e che, nella precitata area, già insiste un consistente fronte di scavo e pertanto non si va ad intaccare una zona vergine, ed, ancora, che il mancato rilascio della concessione non vedrebbe realizzati gli interventi di ripristino dei siti comunque già compromessi da attività condotte da altro precedente concessionario.

In conclusione, il Comitato, ritenute adeguate le condizioni per il ripristino ambientale prescritte nell'autorizzazione rilasciata alla Società richiedente dall'Ufficio Tutela del Paesaggio di Sassari, all'unanimità, ha espresso parere favorevole a che alla Società Caolino Panciera venisse rilasciata per la durata di sei anni, fermo restando che i lavori dovranno svilupparsi limitatamente all'area sulla quale insiste il cantiere denominato "San Leonardo", la concessione per la coltivazione del giacimento di caolino, feldspato, bentonite e terre da sbianca, denominato "Rocca Ruja".

Al rilascio della concessione sono quindi connessi:

a) l'obbligo da parte della società concessionaria di eseguire i lavori inerenti al ripristino ambientale attenendosi alle prescrizioni contenute nell'autorizzazione rilasciata dall'Ufficio Tutela del Paesaggio di Sassari, provvedendo in particolare, entro il primo anno di attività, alla realizzazione immediata di una barriera visiva nella parte più esposta;

b) l'effettuazione di controlli periodici (annuali) sull'ottemperanza delle prescrizioni impartite alla medesima società.

Pertanto, ai paventati stravolgimenti di buona parte del territorio comunale, le preoccupazioni in merito vanno inquadrate con riferimento all'area in cui sono autorizzati i lavori, inferiore ai dieci ettari e di proprietà della Società Caolino Panciera.

In ordine, da ultimo, all'ipotesi di sospensione o revoca della concessione mineraria, si reppresenta che un eventuale intervento in tal senso non supportato da vizi di rilevanza giuridica nel rilascio della concessione, al momento non riscontrati, non potrebbe che determinare azioni di tutela da parte dell'imprenditore interessato e possibili richieste di danni all'Amministrazione Regionale.

Risposta scritta dell'Assessore dei lavori pubblici all'interrogazione Tunis Gianfranco sulle risorse stanziate per ripristinare i danni causati dall'alluvione del novembre 1999 e gli Enti incaricati dell'esecuzione delle opere di prevenzione. (310)

Si riscontra la nota di codesto Ufficio di Gabinetto n. 124/GAB. del 27.02.2001 relativa all'Interrogazione in oggetto, per comunicare che:

- con ordinanza n. 3024 del 30.11.1999, del Ministero dell'Interno - Protezione Civile, è stata stanziata la somma di lire 15 miliardi per far fronte al ripristino delle infrastrutture danneggiate e per la sistemazione urgente dei corsi d'acqua e dei versanti, a seguito dell'alluvione in oggetto. La gestione di detti fondi fa capo alla Presidenza della Giunta regionale;

- con L.R. n. 26 del 17.12.1999 è stata stanziata la somma di complessive lire 265 miliardi per far fronte agli interventi urgenti conseguenti agli stessi eventi alluvionali del mese di novembre 1999.

La medesima legge individua, inoltre, le competenze in capo agli Assessori interessati nella gestione degli adempimenti connessi all'attuazione degli interventi nonché i relativi importi.

Per quanto riguarda l'Assessorato dei LL.PP. è stata prevista la spendita di lire 40 miliardi per "Realizzazione delle opere di consolidamento dei dissesti idrogeologici e di riassetto idraulico della rete idrogeologica nelle aree colpite dagli eventi alluvionali" (art. 2, comma 1, lett. c) della citata L.R. 26/1999) a valere sui fondi di cui al Cap. 08151 - es. 1999/R.

Per quanto riguarda invece, l'attuazione delle opere puntuali inserite in detto programma:

- il consolidamento dei dissesti idrogeologici e di riassetto idraulico nei Comuni delle provincie di Nuoro e Oristano è stata affidata in regime di delega ex artt. 4 e 10 della L.R. 24/87 ai medesimi Comuni interessati in quanto opere direttamente connesse alla sicurezza dei centri abitati;

- l'attuazione, invece, dei lotti funzionali di riassetto idrogeologico in alcuni sistemi idraulici della provincia di Cagliari è stata affidata, in regime di concessione ex art. 5, comma 3, della medesima L.R. 24/87, al Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale in quanto Ente territoriale maggiormente interessato alle problematiche di bonifica e riassetto idraulico del territorio interessato agli interventi medesimi.

Testo delle interpellanze e interrogazioni annunziate in apertura di seduta

INTERPELLANZA DETTORI Ivana - MANCA - BALIA - PACIFICO - DEIANA - CUGINI - DETTORI Bruno - MORITTU - VASSALLO - ORTU - DEMURU - SANNA Salvatore - SANNA Emanuele - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - PIRISI - FALCONI - LAI - MASIA, sulla rimozione dall'incarico di direttore dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del dottor Antonio Firinu.

I sottoscritti,

1) venuti a conoscenza, da notizie riportate sulla stampa isolana, della rimozione dall'incarico di direttore dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna del Dottor Tonino Firinu e della sua sostituzione con l'attuale direttore dell'Istituto Zooprofilattico dell'Abruzzo-Molise, Dottor Vincenzo Caporale;

2) considerato come una tale decisione appaia inopportuna e grave in un momento di particolare emergenza sanitaria per la nostra Isola (blue tongue, BSE, Afta );

3) chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'igiene, sanità assistenza sociale per conoscere:

4) se corrisponda al vero la notizia pubblicata sul quotidiano "La Nuova Sardegna" di martedì 13 marzo 2001, riguardante l'adozione da parte del Presidente dell'Istituto Zooprofilattico della Sardegna del provvedimento di cui sopra;

5) in caso affermativo, quali motivazioni abbiano indotto il Presidente dell'Istituto all'adozione di una tale decisione, considerata la transitorietà dell'incarico attribuito al Dottor Firinu e l'approssimarsi della sua naturale scadenza;

6) se non sia fondato ritenere che all'origine del provvedimento in questione vi siano ragioni determinate da incompatibilità politica, considerata la correttezza, finora peraltro non contestata, cui è stata informata la gestione dell'Istituto.

INTERPELLANZA DEIANA - DETTORI Bruno - BIANCU - DORE sulle autorizzazioni per attività di cavazione a cielo aperto rilasciate dopo il 15 marzo 1999 e sull'attuazione delle istanze dei Sindaci di alcuni territori del Sassarese.

I sottoscritti,

appreso che il limite temporale ultimo di adeguamento da parte dei paesi aderenti all'UE, secondo la direttiva comunitaria 97/11/CE che prevede la VIA per ogni attività di cavazione anche inferiore a 25 ettari di estensione, era fissato al 15 marzo del 1999;

constatato che numerose sentenze della Corte di Giustizia della UE, della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato italiani sanciscono la chiusura di attività di cavazione in contrasto con la normativa sopra citata;

verificato, quindi, che ogni autorizzazione e/o concessione per cave o miniere a cielo aperto rilasciata in data successiva al 15 marzo 1999 andrebbe immediatamente sospesa, così come previsto altresì dal DPR 11 febbraio 1988 e dal DPR 2 settembre 1999, n. 34, allegato 1;

verificato altresì che in una lettera al Presidente della Giunta regionale e agli Assessori competenti i Sindaci di vari comuni del Sassarese chiedono che vengano rispettate le prescrizioni di legge sui vincoli paesaggistici e sul recupero ambientale delle zone danneggiate dalla presenza di cave e miniere ed in particolare:

1) revoca delle nuove concessioni minerarie;

2) ripristino ambientale per le zone danneggiate (in particolare le coltivazioni) e divieto di prosecuzione dei lavori;

3) parere vincolante del Comune per concessione di nuove cave e/o miniere;

4) ripristino ambientale delle cave attualmente operanti;

5) adeguamento della legge mineraria alla VIA (valutazione impatto ambientale)secondo i criteri della Legge 30/89;

6) controllo e verifica dei nulla osta alle concessioni per cave e miniere da parte degli enti preposti;

7) approvazione preventiva dei piani di sicurezza e studio di fattibilità dei costi e dei benefici per i territori interessati ;

8) calcolo ed accantonamento delle somme da destinare al risanamento delle cave e miniere;

9) creazione di un osservatorio regionale sul ripristino delle attività minerarie e di cavazione;

10) impegno da parte del Consiglio regionale ad approvare le modifiche richieste alla legge regionale 30/89 e alla legge regionale 15/57 entro il 30 giugno 2001;

ritenuto che la Sardegna non rappresenta una sacca economica di riserva da vendere al metro cubo, ma un'eredità ambientale, di tradizioni e di cultura che i sardi hanno ereditato dal loro padri e come tale devono restituire ai propri figli;

considerato che il valore aggiunto prodotto dalle cavazioni (compreso l'oro) risulta da 1/20 a 1/30: questo significa che in cambio delle ferite ambientali inflitte ai suoi territori, la Sardegna riceve solo 1/30 del valore del prodotto finito, oltre al mancato guadagno della futura fruizione delle risorse ambientali e naturali dell'Isola, non tutelate in alcun caso;

sottolineato che l'oro della Sardegna, inteso come ricchezza, non si trova nel sottosuolo, se non in minime quantità, ma soprattutto nella bellezza dell'ambiente naturale e del suo paesaggio che, insieme alla qualità unica dei prodotti della terra, attirano milioni di turisti ogni anno,

chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori regionale della difesa dell'ambiente, dell'industria e dei lavori pubblici per sapere se non ritengano:

- ferma restando l'esigenza di sospendere le concessioni di attività di cavazione successive al 15 marzo 1999, di adeguare la legge regionale 30/89 alle norme comunitarie e nazionali;

- di dare attuazione alle istanze presentate nella lettera inviata agli interpellati dai Sindaci di alcuni territori del Sassarese e sopra illustrate;

- di dover istituire un registro delle concessioni in termini temporali progressivi e verificabili;

- di limitare i permessi di prelievo a scopo di studio alla quantità minima necessaria e, comunque, non d'importanza commerciale;

- di intervenire sull'attuale situazione di tensione sociale presente nelle aree di cavazione e miniera, particolarmente, di Muros, Florinas, Ossi e Osilo, Ploaghe, Nulvi , ecc., revocando le concessioni in atto;

- di estrema urgenza l'istituzione, da più parti auspicata, dell'ARPA regionale. (141)

INTERPELLANZA PUSCEDDU - SANNA Emanuele - FADDA - IBBA - DETTORI Bruno - ORTU - CALLEDDA - PACIFICO sul sistema degli appalti nello stabilimento Saras e Sarlux di Sarroch.

I sottoscritti,

premesso che:

- nell'area di Sarroch è in corso, ormai da qualche anno, da parte della Saras Spa, uno dei più rilevanti investimenti effettuati nell'Isola, relativo alla costruzione di un impianto di produzione di energia elettrica attraverso l'utilizzazione di prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio;

- contemporaneamente, sempre la stessa Società, ha dato attuazione a due contratti di programma che hanno consentito l'avvio di nuove attività produttive delle quali Atlantis S.p.a. costituisce la realtà più significativa;

- le suddette iniziative hanno comportato e comporteranno investimenti privati sostenuti da un ingente utilizzo di risorse pubbliche, sia attraverso la già avvenuta erogazione dei contributi previsti dalla normativa che regola la programmazione negoziata, sia attraverso l'acquisto da parte dell'Enel della produzione dell'energia elettrica eccedente il fabbisogno della Saras;

- la Regione Sardegna, sacrificando uno dei più interessanti tratti del suo sistema costiero già da oltre 35 anni dedicato alla presenza della raffineria, ha consentito la realizzazione dell'impianto nella consapevolezza che l'investimento in questione avrebbe dato impulso non soltanto all'occupazione ma soprattutto al consolidamento dell'economia e alla crescita delle imprese locali ed in particolare a quelle definite storiche;

considerato che:

- la programmazione dei lavori per la realizzazione dell'impianto Sarlux condivisa a livello nazionale, regionale e territoriale, è stata concepita in modo tale da abbreviare al massimo i tempi di completamento dello stesso, e da impedire alle imprese sarde, oberate di lavoro per un periodo limitatissimo, comunque di lamentare il fatto che la maggior parte dei lavori fosse assegnata ad imprese esterne;

- su un investimento che ha comportato l'utilizzazione di risorse finanziarie superiore a duemila miliardi di lire si può ragionevolmente calcolare che soltanto il cinque per cento di tale somma possa essere stato il fatturato di tutte le imprese sarde impegnate nella costruzione dell'impianto e cioè poco più di cento miliardi di lire;

- a quanto sopra, deve aggiungersi il fatto che le imprese sarde, sottoposte ad una grave crisi congiunturale a causa della mancanza di lavoro, sono state costrette a firmare con le committenti, tutte esterne, contratti di subappalto a prezzi non remunerativi con conseguenti bilanci negativi e perdite tali da compromettere la stessa esistenza dell'azienda;

- la Snam Progetti, quale General Contractor della realizzazione del suddetto impianto, pare non intenda minimamente occuparsene, creando una situazione in cui le sole vittime saranno le imprese sarde impedite dal gioco degli interessi delle grandi imprese di liberarsi da una condizione che non consentirà loro mai di svilupparsi;

- data la tipologia del contratto in essere con RTI, la Saras, mentre sul piano tecnico-legale non può essere chiamata a responsabilità oggettiva di tale situazione, ha più di un dovere nei confronti del sistema socio-economico locale dato che essa stessa è committente attraverso Sarlux dell'investimento dell'impianto IGCC;

- in relazione ai Contratti di Programma 1 e 2, l'atteggiamento della Saras, storicamente sempre attenta al territorio, pare essere oggi orientato a creare aziende satelliti cui appalta, a piccoli step, lavori molto qualificati sacrificando ancora una volta le aziende sarde, in grado oramai di offrire professionalità elevata ed alta tecnologia;

- tale comportamento, aggravato dall'uso di consulenti esterni per la progettazione e che, per i loro legami con una miriade di piccole aziende, non possono non aumentare la concorrenza, comporterà alla lunga l'impoverimento del territorio e la perdita per le imprese sarde delle professionalità che con innumerevoli sacrifici sono riuscite a costruire nel tempo, diminuendo il potere contrattuale del territorio rispetto a quello decisionale divenuto irreversibilmente milanese;

ritenuto che tutto ciò premesso prefiguri scenari già visti in altri siti industriali della Sardegna, ove il perseguimento di una politica degli appalti sconsiderata ha dato luogo alla morte di aziende consolidate per dar vita ad aziende talmente povere di contenuti la cui sopravvivenza si è esaurita nel giro di qualche mese, ed ha permesso la scorribanda di ditte esterne "mordi e fuggi" che hanno lasciato, nel territorio, soltanto macerie,

chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'industria per sapere quali azioni e quali iniziative intendano porre in essere nei confronti della Saras e della Snam Progetti onde evitare, prima che sia troppo tardi, i rischi su esposti e per conoscere in particolare:

- quali siano le strategie della Saras per quanto concerne la politica degli appalti e quale coinvolgimento debbano avere nel sistema delle imprese sarde, considerato che le stesse hanno di fatto dimostrato di essere in grado di soddisfare le esigenze che la società committente ha, dal punto di vista della costruzione e manutenzione degli impianti;

- quali controlli intende attuare la Saras nei confronti delle aziende esterne titolari delle commesse affinché, pur riconoscendo ad esse il giusto profitto, non si determini di fatto l'impossibilità per le imprese di locali di remunerare correttamente il lavoro svolto secondo contratto o di non pagare i fornitori sardi così come già verificatosi in occasione della costruzione di impianti della Saras;

- se non sia il caso che la Giunta Regionale, considerato il comportamento della Snam Progetti nei confronti delle aziende sarde, nonostante il determinante contributo dato dalle imprese isolane per consegnare nei tempi previsti l'impianto IGCC Saras, verifichi col massimo rigore anche le proposte e le garanzie che la stessa Snam offre per la realizzazione dell'impianto di gassificazione del Sulcis. (142)

INTERPELLANZA TUNIS Marco Fabrizio - BIANCAREDDU - PILO - GRANARA sulle nomine dei responsabili di settore presso gli Ispettorati provinciali dell'agricoltura della Sardegna.

I sottoscritti,

premesso che ad oggi gli incarichi di settore presso tutti gli Ispettorati provinciali dell'agricoltura di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano non sono stati ancora determinati, contrariamente a quanto previsto dalla normativa vigente;

preso atto che questa situazione sta determinando la paralisi dei diversi uffici di settore degli Ispettorati Provinciali dell'Agricoltura (IPA) sparsi nelle zone delle province, come quello del Sulcis - Iglesiente e gli altri dei diversi territori;

rilevato che l'Assessore regionale dell'agricoltura, contrariamente a quanto stabilito dalla legge, ha nominato due soli responsabili di servizio, rispettivamente all'IPA di Sassari negli uffici staccati di Pozzomaggiore e di Alghero;

constatato che le nomine ad oggi effettuate ricadono esclusivamente nella zona di Alghero;

rilevato che questi fatti denunciati portano disorientamento nel mondo agro-pastorale, in quanto rilevano azioni politiche settoriali, senza un progetto organico complessivo,

chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per conoscere:

1) le motivazioni che hanno indotto l'Assessore regionale dell'agricoltura ad attuare le nomine in maniera parziale, adombrando così probabilmente azioni di tipo clientelare e personalistico, senza un disegno organico complessivo;

2) se vi siano casi di gravi irregolarità nelle nomine citate, se siano rispettose di tutti i parametri e se negli Ispettorati provinciali dell'agricoltura le mancate nomine stiano creando gravi ripercussioni nel comparto agricolo. (143)

INTERROGAZIONE MASIA, con richiesta di risposta scritta, sull'iniziativa del CRAS di sfrattare il Consorzio interprovinciale per la frutticoltura di Cagliari e Nuoro dai terreni dell'Azienda ISCRA.

Il sottoscritto,

appreso che il CRAS ha avviato una azione di sfratto nei confronti del Consorzio interprovinciale per la frutticoltura per le province di Cagliari e Nuoro;

rilevato che tale iniziativa appare priva di congrue e giustificate motivazioni;

considerato che essa potrebbe comportare il licenziamento o quantomeno il trasferimento in sedi più distanti, con comprensibili e inevitabili disagi per le sette unità lavorative attualmente occupate nel Consorzio suddetto,

chiede di interrogare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere:

1) se sia a conoscenza di quanto sta accadendo all'Azienda ISCRA, in comune di Illorai, compresa nel Consorzio interprovinciale per la frutticoltura per le province di Cagliari e Nuoro;

2) cosa intenda fare per bloccare tale iniziativa che porterebbe al licenziamento e/o al trasferimento in sedi distanti o disagiate delle sette unità lavorative attualmente occupate nell'Azienda. (317)

INTERROGAZIONE DETTORI Bruno, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di ripristinare e rendere efficiente la struttura operativa del CRAS (Centro Regionale Agrario Sperimentale) presso la sede di Sassari.

Il sottoscritto premesso che:

- il CRAS, per la carenza di strutture e di organico nelle province di Nuoro e Sassari, realizza da tempo attività di ricerca e sperimentazione in modo frammentario, con iniziative inadeguate alle reali esigenze delle citate province;

- nella sede di Sassari è rimasto a svolgere il compito di coordinatore di se stesso un solo dipendente dell'VIII° livello funzionale, che prima coordinava, oltre la sede con funzioni multidisciplinari di Sassari, anche quella di Nuoro;

- per il suddetto dipendente è stato recentemente disposto dal Presidente del CRAS in data 20 febbraio 01 il trasferimento da Sassari presso altra sede (azienda "Palloni" di Nuraxinieddu -OR), con il risultato della chiusura "temporanea" della stessa sede CRAS di Sassari;

- tale decisione risulta in totale dissonanza con gli intenti programmatici contenuti in una lettera, a firma dello stesso Presidente del CRAS, inviata al Presidente della Giunta, nella quale si lamenta la carenza di strutture e di organico per svolgere le funzioni d'istituto nelle sedi di Nuoro e Sassari e si richiede il contestuale potenziamento dello stesso ente;

- non si comprende perché, dopo regolare concorso svoltosi per assumere le figure professionali necessarie a rilanciare l'attività di ricerca e sperimentazione del CRAS in tutte le province sarde, invece di assegnare i vincitori alle sedi per le quali erano stati espletati i concorsi (n. 5 posti sede di Sassari), si è provveduto di fatto a smantellare la sede di Sassari, trasferendone, come detto, l'unico dipendente in altra sede;

chiede di interrogare gli Assessori regionali dell'Agricoltura e degli Affari generali e Personale per conoscere:

- se risponde ai criteri della L.R. n. 31/98 disporre trasferimenti immediati;

- a quale politica si ispira il C.d.A. del CRAS per procedere allo smantellamento, seppure temporaneo, di una sede periferica provinciale;

- quali provvedimenti intendono assumere in ordine ai fatti esposti in premessa al fine di ripristinare l'efficienza delle sedi operative CRAS nelle province citate. (318)

INTERROGAZIONE DETTORI Bruno - DEIANA, con richiesta di risposta scritta, sul contenzioso in corso tra C.R.A.S. e Consorzio lnterprovinciale Frutticoltura (CIF) (Cagliari - Oristano - Nuoro) per i terreni dell'azienda in agro di Illorai, località Iscra.

I sottoscritti, premesso che:

- in agro di Illorai, località Iscra, da oltre 35 anni, il C.I.F. (Cagliari - Oristano - Nuoro) ha impiantato un'azienda vivaistica, con frutteto e barbatelle di vite americana, con l'obiettivo di stimolare e rafforzare, nelle aree della media Valle dei Tirso nuovi e più moderni sistemi di agricoltura specializzata;

- anche attraverso una efficace e diffusa rete di commercializzazione, l'azienda si è posta come punto di riferimento per una parte considerevole dell'economia agricola del centro Sardegna ;

- l'azienda contribuisce alla crescita socio-economica della zona, attraverso costanti rapporti con le Comunità locali e attraverso l'assistenza tecnico operativa alla complessa realtà di operatori privati, tuttora protagonisti in quell'area di un radicato e, per certi aspetti, innovativo, ma ancora fragile, sviluppo agricolo;

- nell'azienda opera personale tecnico e salariato al servizio, oltreché delle strutture aziendali, anche dell'area di riferimento;

premesso, inoltre, che:

- l'azienda è stata realizzata su terreni di proprietà del CRAS, attraverso una convenzione stipulata nel 1963, tra lo stesso CRAS e il C.I.F. (Cagliari - Oristano - Nuoro), della durata di 29 anni;

- alla scadenza di tale periodo, dopo una fase interlocutoria, sono state, dal CRAS, avviate le procedure per riprendere in consegna terreni, rivendicandone la proprietà e adducendo motivazioni di tipo organizzativo interno;

- tali procedure, poste in essere nel sostanziale rifiuto di un confronto costruttivo e collaborativo tra CRAS e C.I.F., hanno portato alla recentissima determinazione del CRAS di: "prendere in consegna i terreni di cui alla concessione n. 41742, previa redazione, anche in contraddittorio, dello stato di consistenza dei compendio"; l'iniziativa unilaterale del CRAS, se portata alle estreme conseguenze, provocherebbe l'immediato smantellamento dell'azienda C.I.F. di Illorai, con la conseguente perdita di un significativo patrimonio di strutture aziendali e di qualificate professionalità tecniche costruite e maturate attraverso l'impegno di diversi anni;

- al personale oggi in servizio presso l'azienda non verrebbe riservata alcuna garanzia né di sviluppo professionale né per lo stesso mantenimento del posto di lavoro;

considerato,infine, che

- il CRAS è un ente regionale e, per ciò, soggetto a tutte le norme che disciplinano gli enti regionali nonché alle direttive dellaGiunta regionale;

- al CIF (Cagliari - Oristano - Nuoro) si applica la legge regionale n. 31del 1998 in base all'art. 69, comma 2, e lo stesso CIF è titolare di risorse trasferite dal bilancio della Regione;

- tale circostanza quindi configura in maniera sostanziale un conflitto tutto interno all'Amministrazione, dall'imprevedibile esito istituzionale che comunque nei fatti vede un pezzo di Regione occupare e sfrattare un altro pezzo di Regione;

chiedono di interrogare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale e l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione per sapere:

- se siano a conoscenza dei fatti su esposti;

- se non si imponga in questa circostanza il richiamo della legge regionale 26 maggio 1998, n. 16, articolo 1, che cita: "le acquisizioni, da parte di enti regionali di aziende o di immobili la cui cessione compromette la prosecuzione di attività delle aziende, devono essere previamente autorizzate dalla Giunta Regionale, su conforme parere delle Commissioni consiliari competenti in materia di personale e nella materia di attività dell'Ente";

- se e quali urgenti iniziative intendano assumere al fine di ricondurre il conflitto tra CRAS e C.I.F. sui binari di una corretta e positiva collaborazione;

- se non ritengano che attraverso un'immediata e puntuale iniziativa istituzionale si debba procedere alla sospensiva dell'azione posta in essere dal CRAS e nel contempo si possano gettare le basi per una nuova convenzione da stipulare nel breve periodo tra i due enti, con l'obiettivo di rimuovere il contenzioso in atto e di porre l'azienda di Illorai - Iscra al riparo da una oggettiva situazione di debolezza e precarietà.

Tutto ciò, nelle finalità poste dagli interroganti, per dare definitive certezze ai lavoratori e per consentire attraverso un solido punto di partenza, il rilancio complessivo tecnico organizzativo dell'azienda che ha svolto, e svolge tuttora, un ruolo primario, visibile e riconosciuto nell'ancora fragile economia agricola della Sardegna Centrale. (319)

INTERROGAZIONE DETTORI Bruno - DEIANA, con richiesta di risposta scritta, sul mancato stanziamento destinato al risanamento ambientale dell'area industriale di Porto Torres.

I sottoscritti,

premesso che, nello schema di decreto che individua le aree industriali da risanare nel territorio nazionale, presentato dal Ministro dell'Ambiente, sono stati destinati 63,6 miliardi alla Sardegna;

constatato che nelle 23 aree da risanare, individuate dal decreto, inverosimilmente non compare l'area di Porto Torres;

considerato che i 63,6 miliardi stanziati per la Sardegna sembra siano destinati tutti al risanamento del territorio del Sulcis Iglesiente, secondo le indicazioni della Regione che ha individuato come prioritario tale territorio;

ritenuta tale decisione incomprensibile, tenuto conto dell'importanza strategica dell'area di Porto Torres e della sua posizione ricompresa tra zone turistiche di primaria importanza, considerando anche la proposta di rimodulazione dei fondi illustrata dal Ministro che assegnava al territorio di Porto Torres 22,6 miliardi;

considerato, altresì, che questa scelta disattende quanto concordato in passato in numerose occasioni e mortifica le speranze di quanti, a Porto Torres, aspettavano la disponibilità dei fondi in oggetto per avviare un serio progetto di risanamento ambientale non più differibile;

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere:

- se corrisponde al vero che lo stanziamento di 63,6 miliardi è stato destinato dal Ministero esclusivamente al risanamento ambientale del Sulcis Iglesiente su precise indicazioni della Regione;

- se non ritengano discriminante la totale cancellazione dell'area di Porto Torres, di pari importanza, dalla ripartizione citata e se non ritengano opportuno tenere conto dell'originaria distribuzione dei fondi che assegnava al Sulcis Iglesiente 41 miliardi e a Porto Torres 22,6 miliardi;

- se non intendano rivedere il criterio di distribuzione dei fondi stanziati anche a favore del territorio di Porto Torres e fornire al Ministro dell'Ambiente indicazioni in tal senso per la stesura finale del decreto citato in premessa. (320)

INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione dei dipendenti della "Fondazione San Giovanni Battista" di Ploaghe (Sassari).

Il sottoscritto,

visto il disagio e le lamentele dei lavoratori della Fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe che da otto mesi non riceverebbero gli stipendi dovuti per il lavoro svolto;

considerato che nel dicembre 2000 la Giunta regionale aveva assunto l'impegno di erogare un adeguato finanziamento per consentire alla USL n. 1 di Sassari di pagare i debiti contratti con la stessa Fondazione;

preso atto che non risulterebbero pervenuti i finanziamenti assegnati, creando nei lavoratori dipendenti e nelle loro famiglie disagi e tensioni giustificate,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale per sapere se sono a conoscenza della grave situazione in cui versano i dipendenti della Fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe e per conoscere i provvedimenti urgenti che intendono adottare per restituire serenità agli stessi lavoratori. (321)

INTERROGAZIONE MANCA - SANNA Giacomo, con richiesta di risposta scritta, sulla eventuale recrudescenza della blue tongue.

I sottoscritti, premesso che:

- la situazione epidemiologica della blue tongue, riferita al 12 febbraio 2001 in Sardegna, evidenzia la presenza di 24 focolai e che le indagini sierologiche effettuate hanno evidenziato nella popolazione ovina uno stato di immunità molto basso ed è concreto il rischio che l'epidemia possa ripresentarsi anche quest'anno, considerata la situazione climatica estremamente favorevole per il diffondersi della malattia;

- le ricerche hanno confermato la presenza in tutto il territorio regionale dell'insetto vettore;

- tale situazione fa sì che ci si possa attendere per il 2001 un'evolversi dell'epidemia con danno praticamente quasi pari, o di solo il 20 per cento in meno, a quello registrato nell'anno 2000;

- il competente Assessore regionale, il 15 febbraio 2001, ha comunicato alla Commissione consiliare agricoltura la decisione del Ministero della Sanità di disporre la vaccinazione contro la blue tongue anche per la Sardegna,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale della sanità per sapere:

- quali siano gli esiti dei test obbligatori sui vaccini contro la febbre catarrale acquistati al di fuori dell'Unione Europea;

- quali siano i risultati della sperimentazione di un vaccino contro la febbre catarrale ovina, il cui incarico sembrerebbe affidato all'Istituto Zooprofilattico di Teramo;

- se non ritenga che ulteriori ritardi rendano di fatto inutile una profilassi vaccinale;

- quali interventi urgenti intende intraprendere per salvaguardare il patrimonio ovino sardo, considerato che nella nostra Isola vi è la più alta concentrazione europea di animali sensibili alla blue tongue e all'afta epizootica. (322)

INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sullo smantellamento della sede del CRAS di Sassari.

Il sottoscritto chiede di interrogare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione e l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere:

1) quali siano i reali motivi che hanno indotto il Consiglio di Amministrazione del CRAS (Centro regionale agrario sperimentale) al trasferimento da Sassari ad Oristano del Coordinatore del settore operativo, di fatto smantellando l'ufficio di Sassari, nonostante più volte sia stata lamentata la carenza di organico per portare avanti in modo adeguato la ricerca e la sperimentazione;

2) se non sia pertanto opportuno intervenire per la sospensione immediata di tale trasferimento che appare illogico e penalizzante per il territorio che perde con questo incomprensibile atto una struttura affermata e funzionante da oltre vent'anni, aggiungendo fra l'altro ulteriore crisi alla già spaventosa situazione occupazionale. (323)

INTERROGAZIONE GIAGU, con richiesta di risposta scritta, sulla nomina del nuovo direttore dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna.

Il sottoscritto,

appreso dalla stampa locale la notizia relativa alla rimozione del direttore dell'istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna e la sua sostituzione immediata;

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della sanità per conoscere le motivazioni che hanno indotto il Presidente dell'Istituto a procedere a tale rimozione e per sapere:

- quali sono i criteri utilizzati per la successiva nomina del nuovo direttore;

- se la Giunta e l'Assessore della sanità fossero a conoscenza di tali disposizioni e se le stesse siano state avvallate da un formale atto o comunicazione;

- se sono state prese in considerazione le ripercussioni che si potrebbero determinare da una sostituzione così traumatica ai vertici dell'Istituto, in un momento delicatissimo per la zootecnia sarda nell'ambito della quale l'Istituto è impegnato in prima fila a contrastare le emergenze sanitarie che si stanno presentando in modo abbastanza critico;

- se si sono considerate attentamente le conseguenze, per la vita stessa dell'Istituto, della nomina di un personaggio che, quantunque qualificato, per i suoi numerosi incarichi a livello nazionale ed europeo certamente non potrà garantire una presenza assidua presso l'Istituto come richiederebbe la carica e come richiede il momento particolare che sta attraversando la drammatica situazione sanitaria della zootecnia;

- se ai sensi della legge regionale n. 20 del 1995 risulta l'incompatibilità del dott. Marabelli in qualità di responsabile nazionale del dipartimento veterinario del Ministero della Sanità. (324)

INTERROGAZIONE LAI - SPISSU - SANNA Emanuele - DETTORI Ivana - PACIFICO, con richiesta di risposta scritta, sui ritardi nell'applicazione della Legge 12 marzo 1999, n. 68, recante norme per il diritto al lavoro dei disabili.

I sottoscritti,

premesso che la Legge 12 marzo 1999, n. 68, ha ridefinito il diritto al lavoro dei disabili normando in maniera innovativa le assunzioni obbligatorie per i datori di lavoro pubblici e privati;

considerato che le Regioni a Statuto Speciale dovevano provvedere entro 120 giorni all'emanazione di norme di esecuzione conformi al regolamento di attuazione;

visto che sono scaduti ampiamente i tempi di applicazione della norma anche in Sardegna,

chiedono di interrogare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione per conoscere:

a) se si sia proceduto agli adempimenti previsti;

b) se sia stato attivato il Fondo regionale per l'occupazione dei disabili;

c) il grado di applicazione di tale norma nella stessa Amministrazione regionale e dei suoi enti, per i quali è previsto il 7 per cento dei disabili;

d) se si stia tenendo conto di tale norma nei nuovi concorsi. (325)

INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di allontanare i 54 container con sostanze nocive dalla zona industriale di Porto Torres.

Il sottoscritto, premesso che:

a) i 54 container contenenti sostanze altamente nocive, così come dimostrato dalle perizie, e scaricati nel marzo 2000, continuano a far "bella mostra di sé" in una area della zona industriale di Porto Torres, mentre nel frattempo simili veleni a causa anche delle piogge continuano a disperdersi ed infiltrarsi nel terreno , con gravi rischi sanitari ed ambientali;

b) il Pubblico Ministero, dopo i 14 avvisi di garanzia che hanno raggiunto le persone coinvolte a vario titolo nella operazione ed il dissequestro dei container, ha intimato alla società che aveva portato questi veleni in Sardegna di riprenderseli e smaltirli in una discarica autorizzata;

c) nonostante questa intimazione niente a tutt'oggi è stato fatto, nonostante anche la dirigenza dell'ASI, giustamente preoccupata, abbia chiesto insistentemente di allontanare tale pericoloso carico dalla zona;

d) questo carico di sostanze nocive - arrivato in modo strano a Porto Torres da Genova via Cagliari con la nave "Robur" per essere sicuramente interrato in una delle troppe discariche presenti nel territorio e che solo l'intervento della polizia prima e del magistrato poi impedì - sembra sia diventato "figlio di nessuno", perché i proprietari e gli intermediari non vogliono dar corso alla intimazione della magistratura,

chiede di interrogare l'Assessore della difesa dell'ambiente per sapere:

1) se sia a conoscenza che, nonostante la magistratura, dopo l'avviso di garanzia a 14 persone ed il dissequestro del carico di veleni, abbia intimato da tempo che i 54 container devono essere allontanati dalla zona industriale di Porto Torres, niente è stato fatto, mentre le sostanze altamente pericolose continuano a colare dai cassoni, inquinando il terreno;

2) se non sia opportuno ed urgente intervenire, anche con una azione congiunta col Prefetto di Sassari ed il sindaco di Porto Torres, affinché i contenitori col loro carico pericoloso e mefitico vengano rispediti al mittente "continentale", liberando tutto il territorio della Sardegna da una simile "immigrazione", prima che la situazione precipiti sia dal punto di vista sanitario che ambientale;

3) quali azioni la Regione sarda abbia intrapreso contro la società ed il comandante della nave per aver importato e trasportato nella nostra Isola grandi quantità di sostanze altamente nocive senza le prescritte autorizzazioni. (326)

INTERROGAZIONE PACIFICO - SANNA Giacomo - COGODI, con richiesta di risposta scritta, sulle notizie riguardanti l'esistenza di un "Piano di emergenza per le navi militari a propulsione nucleare in sosta a Cagliari".

I sottoscritti,

premesso che nei mesi scorsi si sono moltiplicate, sino a rimbalzare sulle testate giornalistiche sarde, le voci circa l'esistenza presso la Prefettura di Cagliari di un "Piano di emergenza per le navi militari a propulsione nucleare in sosta";

considerato che, secondo la denuncia inoltrata al Sindaco di Cagliari dal Comitato "Gettiamo le basi" e dall'Associazione "Riprendiamoci la Sardegna", l'esistenza di tale Piano è stata confermata nei mesi scorsi evasivamente e non ufficialmente dalla Prefettura di Cagliari che non intende rendere noti i particolari dell'iniziativa;

precisato che, secondo le notizie raccolte dai comitati pacifisti, si tratterrebbe di un Piano predisposto dalla Marina Militare e operativo anche in altre città d'Italia nelle quali dunque transiterebbero navi militari nucleari;

rilevato che evitando di alimentare in questa fase inutili allarmismi e consapevoli dell'esistenza di un segreto militare, nel caso in cui la notizia fosse vera, il silenzio intorno a questa vicenda negherebbe a comitati cittadini e in ultima sede a tutti, il diritto di conoscere i rischi ai quali sono esposti;

sottolineato che, nel caso in cui fosse vera la notizia, le istituzioni sarde avrebbero il dovere di esercitare tutte le forme di controllo circa un'attività militare a così alto rischio sociale;

preteso che la comunità scientifica sia posta in grado di esaminare la validità del Piano e che gli enti preposti alla protezione civile siano tempestivamente allertati,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta per sapere:

1) se è vero che la Sardegna, ed in particolare Cagliari, sia stata iscritta in un programma della Marina Militare che prevede il transito nei porti sardi di navi militari a propulsione nucleare;

2) in che cosa consista tale Piano di emergenza, a quali standard di sicurezza risponda e quale opera di informazione, presso la popolazione, le autorità preposte intendano promuovere. (327)

INTERROGAZIONE MANCA - SANNA Giacomo sul comando del Prof. Enzo Caporale presso l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna "G. Pegreffi".

I sottoscritti, premesso che:

- con deliberazione n. 153 del 6 marzo 2001, il Presidente dell'I.Z.S. Sardegna, ha disposto il comando presso l'istituto in oggetto, del Prof. Enzo Caporale, per il periodo dall'8 marzo 2001 al 7 settembre 2001, per lo svolgimento di attività di collaborazione scientifica;

- il direttore dell'I.Z.S. della Sardegna, ai sensi di legge, ha espresso parere di merito e di legittimità negativo per la deliberazione prima richiamata;

- in data 9 marzo 2001 il Presidente dell'Istituto ha adottato una delibera con la quale sostituisce nella funzione di direttore dell'Istituto il Dott. Firinu Antonino con il Prof. Enzo Caporale;

- da informazione assunte dagli interroganti la deliberazione di sostituzione del direttore risulta a tutt'oggi sprovvista della firma del Presidente dell'Istituto;

chiedono di interrogare l'Assessore regionale della sanità per sapere:

- se sia a conoscenza che né la direzione né i capi dipartimento dell'I.Z.S. della Sardegna hanno mai espresso l'esigenza tecnica di avere nuove collaborazioni scientifiche esterne per affrontare le emergenze della BSE e della "Blue Tongue", indicate nella delibera 153 del 6 marzo 2001, in quanto esistono al suo interno le competenze tecniche e professionali adeguate;

- se sia a conoscenza che la collaborazione scientifica per l'attività riguardante la encefalopatia spongiforme bovina è da tempo in corso fra i dirigenti dell'I.Z.S. della Sardegna ed quelli dell'I.Z. S. di Torino che è il centro di referenza nazionale per le encefalopatioe animali, mentre per la blue tongue è in essere la collaborazione con il centro di referenza di Teramo, che deve fornirla gratuitamente secondo il D.M. 2 maggio 1991;

- quale è il costo delle generiche consulenze del Prof. Enzo Caporale presso l'I.Z.S. della Sardegna;

- chi ricopra a far data dal 9 marzo 2001 la funzione di direttore dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna, considerate le emergenze sanitarie ed epidemiologiche che incombono sul patrimonio zootecnico sardo. (328)

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INTERROGAZIONE MANCA - SANNA Giacomo, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di salute dei "Cavallini della Giara" custoditi nell'Azienda "Lavra" di Genoni

I sottoscritti, premesso che:

- circa 10 anni fa la Regione Sarda ha acquisito l'Azienda "Lavra" per favorire la salvaguardia e la tutela dei cavallini della Giara;

- al momento i cavallini sono individuabili in sei branchi denominati dalle varie località in cui gli stessi sono più presenti frequentemente;

- l'attività di verifica sullo stato di salute dei cavallini a dicembre 1999 ha constatato la riduzione del patrimonio equino di circa 60 esemplari, passato da 230 capi iniziali a circa 180, dovuto soprattutto alla morte dei capi più giovani, evidenziando che, a seguito di appositi esami necroscopici sulle carcasse, è emerso uno stato nutrizionale scadente ed una parassitosi massiva esterna ed interna;

- una successiva attività di verifica, svoltasi alla fine dell'anno 2000, ha evidenziato la presenza di soli 95 capi ed ha sottolineato un miglioramento dello stato di salute dei cavallini rispetto alla verifica del '99, dovuto al minor carico di unità per ettaro di superficie disponibile ed a un più tempestivo inizio della somministrazione del foraggio;

- nell'anno 2000 non sono state registrate nuove nascite e pertanto non sembra azzardato affermare che i cavallini della Giara custoditi nell'Azienda "Lavra" sono destinati all'estinzione,

chiedono di interrogare l'Assessore della difesa dell'ambiente e l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere:

- per quali ragioni i responsabili dell'Istituto dell'incremento ippico della Sardegna non abbiano mai dato seguito alle segnalazioni ed alle indicazioni fornite dal convenzionato medico veterinario per il miglioramento dello scadente livello nutrizionale dei cavallini dell'Azienda "Lavra";

- se non si giudichi opportuno promuovere un'apposita inchiesta amministrativa al fine di individuare eventuali responsabilità sulla riduzione del patrimonio equino dell'azienda;

- quali tempestive azioni intendano intraprendere per scongiurare l'estinzione di un così importante patrimonio faunistico. (329)

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INTERROGAZIONE CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla costruenda strada "S'Adde e sa Nughe" nel territorio dei Comuni di Florinas, Cargeghe e Muros (Sassari).

Il sottoscritto,

premesso che l'Assessorato dei lavori pubblici ha finanziato l'opera in oggetto fin dal 1993 e soltanto nel 1999, dopo sei anni, hanno avuto inizio i lavori e ancora oggi, nonostante ne siano passati altri due, non sono terminati;

preso atto che lo stesso Assessorato dei lavori pubblici ha affidato all'Amministrazione provinciale di Sassari (ente attuatore) il compito di gestire tutte le procedure di appalto fino alla completa esecuzione dell'opera nel rispetto delle norme contrattuali vigenti;

vista la lentezza con cui si stanno eseguendo i lavori e, come se non bastasse, pare che i suddetti siano attualmente sospesi;

ritenuto che è necessario, indifferibile ed urgente procedere in tempi brevi al completamento dell'opera in questione, alla luce non solo dell'interruzione del tratto SS n. 3 al Km. 22 (Florinas-131) ma anche al costante pericolo rappresentato dall'attraversamento, causa di forza maggiore, dei numerosissimi TIR nel centro abitato di Ossi da e per le sabbie silicee;

considerato che l'incolumità e la sicurezza delle nostre comunità debbono essere messe al primo punto e non debbono pagare i cittadini per l'inefficienza della classe politica, che ha causato questi innumerevoli ritardi sul mancato utilizzo fin dalla data di concessione del finanziamento(aprile 1993),

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dei lavori pubblici per sapere:

- se siano a conoscenza di quanto sopra esposto;

- se non ritengano opportuno richiamare l'Amministrazione provinciale alle sue responsabilità, nel pieno rispetto della continuità amministrativa, anche se negativa, avuta in eredità dalla precedente maggioranza;

- se non ritengano necessario intraprendere tutte le procedure e i poteri sostitutivi affinché i lavori della costruenda strada "S'Adde e sa Nughe" riprendano e possano concludersi in tempi ragionevolmente brevi, dal momento che i presupposti originari contenuti nel decreto di concessione del finanziamento stesso erano quelli di garantire sicurezza e viabilità ai Comuni di Florinas, Cargeghe e Muros, cosa che sino ad oggi non è avvenuta e non sta avvenendo. (330)

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INTERROGAZIONE CALLEDDA, con richiesta di risposta scritta, sulla vertenza ALCOA Italia di Iglesias.

Il sottoscritto,

ricordato che la ex Sardal, società a partecipazione statale del Gruppo EFIM, venne venduta all'ALCOA Italia, con l'impegno da parte di quest'ultima del rilancio dell'attività e della stabilizzazione dei posti di lavoro;

sottolineato che nonostante l'Azienda sia entrata in Europa e il mercato degli estrusi non faccia registrare elementi di crisi, la proprietà intende procedere alla vendita dello stabilimento e porre in cassa integrazione i lavoratori non prevedendo la mobilità verso gli stabilimenti ALCOA di Portovesme;

rilevato come anche l'incontro programmato e concordato tra i vertici aziendali e i rappresentanti dei lavoratori per un esame della vertenza è saltato e non si conosce quando potrà tenersene un altro, avvalorando in tal modo la tesi che la multinazionale stia cercando di distruggere lo stabilimento;

rimarcato come la chiusura dello stabilimento ALCOA Italia costituirebbe un ulteriore grave colpo per l'economia e l'occupazione del territorio del Sulcis - Iglesiente,

chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'industria per sapere:

a) quali iniziative abbia assunto o intenda assumere per scongiurare la vendita dell'ALCOA Italia;

b) nell'ipotesi inevitabile della vendita, chi siano gli acquirenti e quali garanzie vengano fornite per lo sviluppo della produzione e la garanzia dei livelli occupativi dello stabilimento di Iglesias. (331)

INTERROGAZIONE MANCA - SANNA Giacomo, con richiesta di risposta scritta, sull'introduzione nel territorio della Sardegna di animali vivi aftoso sensibili.

I sottoscritti, premesso che:

- il 13 marzo 2001, il competente Assessore regionale in materia di sanità, ha decretato il divieto, con effetto immediato, all'introduzione a qualsiasi titolo e scopo nell'intero territorio della Regione Sardegna, di animali vivi appartenenti alle specie aftoso sensibili;

- attraverso apposita ordinanza il Ministero della sanità, in data 7 marzo 2001, ha deciso di non rilasciare autorizzazioni all'introduzione nel territorio nazionale di partite di animali appartenenti alle specie aftoso sensibili provenienti da altri stati membri della U.E.;

- in data odierna sembra si sia riscontrata una positività sierologica all'afta epizootica in capre macellate a Macomer e provenienti dalla Francia,

chiedono di interrogare l'Assessore della sanità per sapere:

- se siano stati introdotti nel territorio sardo, nonostante il decreto assessoriale del 13 marzo 2001 e l'ordinanza ministeriale del 7 marzo 2001, altri animali vivi appartenenti alle specie aftoso sensibili ed in caso di risposta affermativa quale sia la provenienza ed i risultati di eventuali esami diagnostici;

- se sia stato attivato un sistema di allerta volto a garantire rapidità d'intervento, considerando l'alta diffusività dell'afta epizootica;

- se sia stato attivato un adeguato sistema di monitoraggio dei porti e degli aeroporti sardi in grado di accertare l'effettivo rispetto del divieto di introduzione di animali vivi. (332)

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INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione dei macellai di Sassari e della provincia.

Il sottoscritto,

preso atto delle conclusioni emerse durante l'assemblea generale dei macellai della provincia di Sassari, tenutasi recentemente presso la sede della CONFCOMMERCIO di Sassari, da cui emergono le forti preoccupazioni della categoria penalizzata dalla psicosi generalizzata determinata dal morbo della "mucca pazza" e da quello della "lingua blu";

ritenuto che le conseguenze di questa situazione vadano affrontate non solo con i provvedimenti decisi dal Governo nazionale, ma anche con iniziative normative di competenza regionale, capaci di consentire all'intera categoria, che svolge un ruolo importante nel sistema economico e produttivo del nostro territorio, di risolvere i suoi problemi più urgenti,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore del turismo, artigianato e commercio per conoscere i provvedimenti urgenti che intendano adottare per recepire le istanze dei macellai della provincia di Sassari comunicate alla stessa Giunta regionale in data 8 febbraio u.s. dal presidente della stessa Associazione. (333)

INTERROGAZIONE LIORI - BIGGIO - CARLONI - CORDA - FRAU - MURGIA - ONNIS - SANNA Noemi - USAI Edoardo, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di adottare misure urgenti al fine di evitare che malattie epidemiche possano colpire i cavallini della Giara.

I sottoscritti,

premesso che la recente epidemia di blue tongue, che ha colpito la Sardegna e che ancora non ha abbandonato gli allevamenti dell'Isola, ha come principale vettore l'insetto culicoides imicola;

considerato che lo stesso insetto è vettore anche della "peste equina", malattia che per i continui arrivi di cavalli in Sardegna per commercio, allevamento, gare sportive, etc. potrebbe mettere in serio pericolo un importante settore della nostra economia;

valutato che il nostro servizio di controllo veterinario nei porti e negli aeroporti non ha sinora impedito l'arrivo nell'isola di una impressionante e disastrosa serie di malattie degli animali;

temendo che anche questa epizoozia possa sbarcare da zone di endemia e colpire gravemente i nostri allevamenti e soprattutto provocare l'estinzione dei cavallini della Giara, che sono un patrimonio unico al mondo,

chiedono di interrogare l'Assessore dell'agricoltura e l'Assessore della sanità per conoscere quali eventuali iniziative abbiano in mente di porre in essere per evitare quanto paventato. (334)

INTERROGAZIONE DORE - DETTORI Bruno, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di verificare le procedure di ammissibilità dei progetti PIST (Piani Integrati di Sviluppo Territoriale delle isole minori) finanziati con fondi strutturali 2000/2006, presentati presso il Comune di Calasetta.

I sottoscritti, premesso che:

- la deliberazione CIPE n. 140 del 22 dicembre 1998 indicava le linee programmatiche per la designazione dei fondi strutturali europei 2000/2006, ratificate dalla Conferenza Stato - Regioni in data 2 dicembre 1999 in un accordo di programma quadro per lo sviluppo delle isole minori predisposto dall'ANCIM;

- una successiva deliberazione CIPE del 15 febbraio 2000 finanziava l'attuazione del documento programmatorio denominato DUPIM (Documento Unico Programmatico delle Isole Minori);

- tale programma ha individuato gli assi di sviluppo prioritari sulla base dei quali sono stati presentati i progetti pubblici e privati nei territori delle isole minori della Sardegna;

considerato che tutti i Comuni facenti parte delle isole minori interessate avrebbero dovuto pubblicizzare il bando di presentazione dei progetti in modo da permettere alle iniziative pubbliche e private di accedere ai finanziamenti in oggetto;

appreso che il Comune di Calasetta non ha pubblicizzato, sembra, in modo adeguato il bando di partecipazione al Progetto PIST, per la qual cosa molti imprenditori interessati non hanno potuto presentare i propri progetti, e che presso lo stesso Comune non si è tenuta alcuna pubblica discussione sull'argomento;

rilevato che da parte dello stesso Comune di Calasetta non sono stati presi in considerazione alcuni progetti presentati da privati e a questi ultimi non è stato fornito alcun ragguaglio sulla presentazione (n. protocollo e/o ricevuta);

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica per conoscere:

a) se corrisponda al vero che il Comune di Calasetta non abbia debitamente pubblicizzato il bando relativo al Progetto in premessa;

b) se non ritengano opportuno informarsi sulla legittimità delle procedure utilizzate per vagliare l'ammissibilità a finanziamento dei progetti in questione;

c) se non ritengano di intervenire affinché vengano rivisti tutti i progetti presentati secondo il criterio della correttezza e della trasparenza dell'azione amministrativa. (335)

INTERROGAZIONE CORDA - LIORI, con richiesta di risposta scritta, sulla paventata chiusura del C.U.A.S. (Centro Unificato Automazione Servizi delle Poste Italiane) in Sardegna.

I sottoscritti,

premesso che in Sardegna esiste il Centro Unificato Automazione Servizi delle Poste Italiane che si occupa di servizi finanziari tra i quali:

- lavorazione bollettini conti correnti e assegni di c/c postale;

- gestione correntisti, ricerche documenti microfilmati;

- estrazione nastri magnetici riportanti i movimenti finanziari per i grandi utenti (tutti i comuni della Sardegna, Telecom, ENEL, etc.),

constatato che:

- in detto ufficio vengono trattati circa 90 mila bollettini al giorno con l'impiego di 110 persone;

- per snellire il traffico di altri centri in difficoltà, sarebbe possibile dirottarlo in Sardegna e creare in questo modo altri 200 posti di lavoro, come è già avvenuto in Sicilia, in Puglia ed in altre regioni;

avendo appreso che l'Azienda Poste Italiane S.p.A. sarebbe orientata a chiudere il C.U.A.S. in Sardegna, dirottando il "traffico" su altre regioni, determinando in questo modo, oltre alla perdita di un importante opportunità, il rischio di lasciare a casa i 110 dipendenti sardi che sarebbero messi nella condizione di trasferirsi o lasciare il posto di lavoro, ma al danno per i dipendenti di aggiungerebbe anche una intollerabile e grave perdita di un importante servizio per la Sardegna; ricordiamo infatti che oltre 40.000 correntisti sardi sarebbero costretti a frequenti viaggi oltre Tirreno per continuare a gestire i loro conti correnti, inoltre la Sardegna ed i sardi non possono sopportare l'ennesima perdita di posti di lavoro e di servizi; ciò apparirebbe come un ulteriore e non sopportabile affronto.

Poiché si teme che il provvedimento di chiusura possa essere preso entro pochi giorni, i sottoscritti chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale affinché intervenga con tutto il peso della sua autorevolezza presso le sedi competenti, tutto questo non solo per scongiurare la chiusura del C.U.A.S., ma per potenziarlo e favorire così la creazione di circa duecento nuovi posti di lavoro. (336)