Seduta n.203 del 01/02/2002 

SEDUTA CCIII

Venerdì 1 febbraio 2002

(Pomeridiana)

Presidenza del Vicepresidente Spissu

indi

del Presidente Serrenti

La seduta è aperta alle ore 17 e 03.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 23 gennaio 2002 (198), che è approvato.

Continuazione della discussione del disegno di legge: "Interventi integrativi in materia di istruzione scolastica, cultura, informazione e sport" (144/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'esame del disegno di legge numero 144/A, la cui discussione era stata sospesa, a conclusione della discussione generale, prima della votazione del passaggio all'esame degli articoli, per consentire alla Commissione una valutazione degli emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Chiedo il voto segreto sul passaggio all'esame degli articoli.

PRESIDENTE. Trattandosi della prima votazione, ai sensi del terzo comma dell'articolo 91 del Regolamento, sospendo la seduta per dieci minuti. La seduta riprenderà alle ore 17 e 15.

FADDA (Popolari-P.S.). La sospensione non è automatica.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, lo è ai sensi del Regolamento. (La seduta, sospesa alle ore 17 e 05, viene ripresa alle ore 17 e 15.)

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, sul passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero144/A.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 65

votanti 65

maggioranza 33

favorevoli 34

contrari 31

(Il Consiglio approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LADU - LA SPISA - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - VARGIU.)

Si dia lettura del titolo.

PIANA, Segretario:

Titolo: Interventi integrativi in materia di istruzione scolastica, cultura, informazione, sport spettacolo e trasferimento di funzioni agli enti locali.

PRESIDENTE. Poichè nessuno domanda di parlare sul titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1.

PIANA, Segretario:

CAPO I

ISTRUZIONE SCOLASTICA

Art. 1

Utilizzazione dei contributi regionali per il diritto allo studio

e per la cultura e lingua sarda

1. L'articolo 18 della legge regionale 25 giugno 1984, n. 31, modificato dal comma 2 dell'articolo47 della legge regionale 20 aprile 1993, n. 17, è sostituito dal seguente:

"Art. 18 - Somme non utilizzate

1. Le somme assegnate annualmente ai Comuni, ai consorzi di Comuni, alle Province, agli istituti professionali di Stato ovvero ad altre istituzioni scolastiche, non spese nell'anno di riferimento, ed i relativi interessi maturati, possono essere utilizzati dagli stessi enti, per le medesime finalità, entro i due anni scolastici successivi.

2. I contributi concessi dalla Regione, negli esercizi finanziari decorsi, a favore dei Comuni, delle Province o direttamente ad istituzioni scolastiche - per le finalità previste dalle leggi regionali 25 giugno 1984, n. 31, e 1° giugno 1993, n. 25, in materia di diritto allo studio, per i quali siano già decorsi i termini indicati nel comma 1, possono essere utilizzati, dagli organismi beneficiari, per le medesime finalità, unitamente ai relativi interessi maturati, entro l'anno scolastico 2001-2002. Le somme non spese entro il termine del 30 settembre 2002 devono essere riversate nel bilancio regionale entro i successivi sessanta giorni; in caso di inottemperanza, vengono applicati gli interessi di mora.

3. Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche per i contributi concessi con la legge regionale 15 ottobre 1997, n. 26.".

PRESIDENTE. All'articolo 1 sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.

PIANA, Segretario:

Emendamento soppressivo parziale Cogodi - Ortu - Vassallo

Art. 1

Nel comma 1 dell'art. 1, il comma 1 dell' "Art. 18 - Somme non utilizzate …" è soppresso. (9)

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Ortu - Vassallo

Art. 1

Nel comma 3 dell'art. 1, al termine del capoverso sono aggiunte le parole:

"articolo 13, primo comma, lettere a), b) e c)." (8)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori degli emendamenti ha facoltà di illustrarli.

COGODI (R.C.). Si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Murgia, relatore.

MURGIA (A.N.), relatore. Non si accolgono.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

SCARPA (Gruppo Misto), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Non si accolgono.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Signor Presidente, brevemente per sottolineare che la finalità di questi due emendamenti, in sostanza, era ed è quella di evitare che, con provvedimenti successivi, si debbano modificare le scadenze previste in leggi vigenti. . In questo modo si verrebbe a creare una situazione paradossale per cui le somme continuerebbero a non essere utilizzate per le finalità previste e si continuerebbe a prorogarne l'utilizzo di anno in anno. E' quello che sta succedendo per questo provvedimento, ma lo stesso avviene in tanti provvedimenti simili, che abbiamo esaminato in questo Consiglio, non ultimo per esempio l'assestamento di fine dicembre, con il quale sono stati prorogati tutti i finanziamenti della legge 21, quelli del 2001 e quelli del 2000, già prorogati nel 2001, entrambi i finanziamenti non essendo stati utilizzati negli anni di attribuzione.

Noi pensiamo che questo modo di procedere non contribuisca a porre in essere una attività di amministrazione corretta e sana, ma alimenti la confusione, non dia certezze per cui gli obblighi finiscano per essere del tutto fittizi perchè, sinceramente, non è dato capire gli obiettivi che si vogliono perseguire con le norme che questo Consiglio approva.

PRESIDENTE. Poichè nessun altro domanda di parlare su questo emendamento, metto in votazione l'emendamento numero 9. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

PIANA, Segretario:

Art. 2

Modifiche e integrazioni all'articolo 13 della legge regionale n. 27 del 1994

1. Nell'articolo 13 della legge regionale 9 giugno 1994, n. 27, il comma 1 è sostituito dai seguenti:

"1. Per la rendicontazione dei contributi concessi a' termini delle leggi regionali 21 giugno 1950, n. 17; 15 giugno 1978, n. 37; 18 novembre 1986, n. 64; 22 gennaio 1990, n. 1, articoli 56 e 60; 15 ottobre 1997, n. 26, articolo 13; 15 ottobre 1997, n. 28; 15 aprile 1998, n. 11, articolo 42; 17 maggio 1999, n. 17 e 20 aprile 2000, n. 4, articolo 41, comma 3, i soggetti beneficiari delle provvidenze regionali devono confermare, con apposita dichiarazione regolarmente resa, la corrispondenza qualitativa e quantitativa dell'iniziativa realizzata a quella inizialmente prevista, e produrre la regolare documentazione consuntiva - in forma di elenchi dei giustificativi delle spese sostenute - per un importo non inferiore al contributo concesso, adempiendo, inoltre, alle disposizioni contenute nel comma 2 dell'articolo 50 della legge regionale 29 gennaio 1994, n. 2.

1 bis. La semplificazione amministrativa e contabile di cui al comma 1 , entra in vigore a valere dall'esame dei rendiconti relativi ai contributi concessi nell'anno 2000, con carico ai capitoli 11061-03, 11083, 11083-03, 11094, 11099, e dall'esame dei rendiconti relativi ai contributi concessi nell'anno 2001, con carico ai capitoli 11102-03, 11104-01, 11115, 11117-05, 11117-07 e 11136.".

2. Dopo il comma 2 del medesimo articolo 13 è aggiunto il seguente:

"2 bis. Per la rendicontazione dei contributi inferiori alla somma di lire 30.000.000 (euro 15.493,70) concessi a' termini delle leggi regionali 21 giugno 1950, n. 17; 15 ottobre 1997, n. 26, articolo 13; 15 ottobre 1997, n. 28; 15 aprile 1998, n. 11, articolo 42; 17 maggio 1999, n. 17 e 20 aprile 2000, n. 4, articolo 41, comma 3, gli enti pubblici territoriali beneficiari devono produrre una dichiarazione confirmatoria dell'avvenuto svolgimento delle iniziative ammesse a contributo e delle spese sostenute, in misura pari alla somma ammissibile riconosciuta dall'annuale provvedimento di programmazione regionale."

PRESIDENTE. All'articolo 2 è stato presentato l'emendamento numero 10. Se ne dia lettura.

PIANA, Segretario:

Emendamento soppressivo parziale Cogodi - Ortu - Vassallo

Art. 2

Nel comma 1 dell'art. 2, dopo il secondo capoverso, sono aggiunti i seguenti:

"1 ter. Nei casi in cui sia esattamente individuata dalla legge, ovvero sia stata determinata dai programmi di spesa o dai singoli provvedimenti di finanziamento, una percentuale contributiva rapportata all'entità delle spese dichiarate o ritenute ammissibili, il contributo concesso deve essere proporzionalmente ridotto, con provvedimento del competente Assessorato, qualora, in sede di istruttoria delle pratiche di rendicontazione, ovvero di verifica della realizzazione delle opere o delle iniziative in genere, venga accertata una diminuzione della spesa ammessa.

1 quater. Con le stesse forme la concessione del contributo può essere revocata se:

a. l'opera o l'iniziativa siano realizzate in totale o parziale difformità con quanto stabilito nel provvedimento di concessione;

b. vengano accertate irregolarità nella spendita dei fondi;

c. venga mutata la destinazione delle opere o attrezzature senza preventiva autorizzazione della Regione." (10)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.

COGODI (R.C.).Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Murgia, relatore. Poiché il relatore è assente ci si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione spettacolo e sport .

SCARPA (Gruppo Misto), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione spettacolo e sport. La Giunta non lo accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Noi abbiamo presentato alcuni emendamenti come contributo, riteniamo, al miglioramento di questo testo legislativo. Sugli emendamenti che abbiamo presentato non intendiamo insistere più di tanto, cioè quando usiamo la formula che li diamo per illustrati non intendiamo dire che ci disinteressiamo, cioè che li abbiamo presentati così tanto per presentarli, né pretendiamo che il Consiglio, nella sua interezza o anche nella sua maggioranza, ritenga valide le indicazioni che noi diamo. Però, e questo lo diciamo adesso in ragione di questo articolo e di questo emendamento, ma vorremmo che la riflessione valesse anche per altri emendamenti a seguire, vorremmo che anche nel dire "no" ci fosse un cenno rapido, essenziale, senza perdere tempo alcuno, del perché, rispetto a una proposta emendativa che noi riteniamo avere un fondamento, si dice no. Può essere che la ragione del no possa essere anche una ragione fondata, fondata su questioni di ordine finanziario, fondata su una interconnessione normativa che magari ci sfugge, ci è sfuggita o ci può sfuggire, però non vorremmo, visto che non insistiamo più di tanto, che qualcuno pensi che intendiamo disinteressarci del possibile miglioramento di questa legge.

Noi abbiamo notizia che la maggioranza si è riunita più volte in sedute speciali, qua e là, per concordare quali dei molti emendamenti della maggioranza, o di parte della maggioranza o della Giunta, tenere o quali non tenere.

Badate, non è molto produttivo questo metodo; le leggi, nel momento in cui si discutono in Aula, almeno nella valutazione dialettica, consiliare, se abbiamo l'ambizione di dirlo, diciamo pure parlamentare, non sono solo della maggioranza o degli "azionisti" della maggioranza, le leggi sono del Consiglio. Per esempio, se noi presentiamo un emendamento del quale diciamo che, dato uno stanziamento per una finalità, per una finalità nobile, nobilissima, quali possono essere quelle proprie del settore culturale o scolastico, e dato quel finanziamento per l'intervento in un'annualità in un esercizio finanziario, se quella somma non si è potuta spendere interamente in quell'anno può essere concesso che venga portata all'esercizio successivo; ma dire, come qui si dice, che se una somma data per un anno non viene utilizzata può essere utilizzata nei due anni successivi, qui siamo già alla programmazione triennale che volendo la Regione può fare con le sue leggi.

Ed allora perché bloccare i soldi oggi se io autorizzo a spenderli tra tre anni? Come minimo io sto facendo un danno oggettivo perché sto bloccando, inchiodando somme e disponibilità finanziarie che nel frattempo si potrebbero utilizzare per altro, e questa Regione che deve contrarre molti mutui, nello stesso tempo legifera dicendo che i soldi che ha oggi li rende disponibili per utilizzarli non nell'esercizio finanziario successivo, il che sarebbe anche ammissibile per completare l'intervento, ma nei due anni successivi, il che non ci pare un'operazione corretta.

O quell'opera non era urgente o non era fattibile o non gliene importa molto al soggetto destinatario; non è possibile che dato il finanziamento per un intervento oggi si pensi che possa essere utilizzato nei tre anni successivi. Però voi aggiungete che anche dei contributi dati in base a una legge del '97, la numero 26, anche quelli possono essere utilizzati nei due anni successivi, successivi a quando stiamo approvando questa legge, cioè al 2002. Ma com'è possibile questo se i contributi dati in base alla legge 26 del '97 saranno stati erogati in questi anni per un'annualità, ma anche per essi si parla dei prossimi due anni.

Cioè ci sono delle distonie proprio perché noi ci facciamo carico dell'oggettiva preoccupazione che non è solo di una maggioranza o di un Governo, che è di tutti, che rispetto all'entità della domanda e soprattutto dei bisogni sociali le risorse non bastino, e infatti questa legge, che ha l'ambizione di provvedere a tutto o a quasi tutto, l'avete chiamata omnibus; noi vi avevamo già detto che semmai sarebbe "quasi omnibus" perché non è per tutti, e vi abbiamo detto anche che forse era un "filobus" per transitare qualcuno da qui a lì , però ha una dotazione finanziaria di tredici o quattordici miliardi mi pare, non è che ha settecento miliardi, quindi le ambizioni sono grandi.

CAPELLI (P.P.S.-C.D.U.Sardi). C'è la rimodulazione.

COGODI (R.C.). La rimodulazione non l'ho vista, io ho visto la legge che è arrivata in Aula a suo tempo, erano tredici o quattordici miliardi, rimodulando saranno trenta, sessanta, non lo so, però non sarà la legge che risolve i problemi della scuola, dell'istruzione, della cultura e dello sport e di tutto quello che si vorrebbe e che sarebbe necessario, è un provvedimento molto limitato. Ed allora, abbiamo detto, con questi emendamenti, almeno di provare ad indirizzare le risorse verso opere urgenti, utili e fattibili, anziché immobilizzare il finanziamento per anni. Quello era il senso di quell'emendamento che voi avete bocciato senza dire una parola.

Ugualmente con questo emendamento noi vi diciamo che se c'è un finanziamento per un'attività o per un'opera, e poi quell'opera per una ragione, come dire, non legittimamente scusabile, non si attua o si attua in difformità dal progetto, oppure rispetto alla domanda non si attua il progetto ma se ne attua un altro, oppure si accertano delle irregolarità nella gestione o nell'attuazione di un intervento perchè si attua un progetto diverso da quello per cui si fa la richiesta di finanziamento e che la Regione finanzia per cui poi si fanno le sanatorie, le modifiche, le rimodulazioni e via dicendo, è un principio, come dire, di correttezza e anche di funzionalità, proprio perché le risorse sono insufficienti, che le risorse appunto siano destinate in modo più pronto e immediato così da dare il maggiore e migliore risultato.

Anche questa norma per cui uno ha un finanziamento, l'opera la fa in modo regolare o quant'altro e voi dite: "non si approva". Che cosa cambia? Se fa l'opera in modo regolare non succede nulla, se però uno riceve un finanziamento dicendo che fa una cosa e poi ne fa un'altra, uno chiede un finanziamento per attivare un progetto fortemente sostenuto sul piano culturale, mettiamo della formazione professionale, e invece di realizzare quel progetto formativo impegna le risorse per costituire una dotazione immobiliare e poi dice: "siccome i soldi li ho spesi per la dotazione immobiliare non posso realizzare il progetto". Però siccome già una cosa si è fatta bisogna fare anche l'altra. Non è questo il modo! Allora noi diciamo: "Nel caso in cui fai una cosa difforme da quella per cui hai chiesto e avuto, non solo non avrai il resto, che tu chiedi dopo, ma devi restituire anche quello di prima, perché non hai fatto quello per cui tu hai domandato e per cui l'istituzione ti ha risposto".

E' una cosa fuori dal mondo normare in questo modo? Non si sta togliendo niente a nessuno, è una questione che qualcuno potrebbe dire metodologica, noi la chiamiamo politica e di buona, sostanziale gestione del denaro pubblico. Per cui noi non riproporremo tutte le questioni su tutti i nostri emendamenti, però volevamo dirvi che non li abbiamo presentati tanto per presentarli, e che anche nel dire no, laddove dite no, dite un no motivato, e può darsi che qualcuno dei motivi ci convinca pure. Altrimenti non si ha quel rispetto che noi invece diamo agli altri e vorremmo avere anche dagli altri, perchè quando discutiamo le leggi vorremmo anche avere la possibilità di un concorso positivo per giungere alla conclusione definitiva.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente, io credo che la questione che è stata posta dai colleghi Cogodi, Ortu e Vassallo con questo emendamento non sia una questione di poco conto, o che sia stata posta tanto per essere posta. Se da un lato, infatti, l'articolo 2, nel disciplinare l'aspetto della rendicontazione dei contributi concessi, dice esplicitamente che i soggetti beneficiari debbono rendere una dichiarazione nella quale si attesta la conformità qualitativa e quantitativa delle spese effettuate in relazione alla natura dell'evento che ha beneficiato del finanziamento stesso, e quindi lascerebbe presumere che questa conformità debba essere convalidata, lo stesso articolo nulla dice nell'ipotesi in cui l'amministrazione, ritenuto opportuno effettuare una verifica della corrispondenza, in sede di accertamento dovesse riscontrare delle difformità.

E se difformità si dovessero accertare in ordine alla quantità del denaro che è stato speso e della corrispondenza della prestazione in ordine ai motivi per i quali è stata concessa, io dico che l'amministrazione deve riservarsi una qualche attività che sia finalizzata al recupero dei contributi, quanto meno di quella parte che eventualmente non sia stata spesa. Quindi mi sembra che il problema sollevato sia un problema concreto che nulla toglie all'amministrazione, che nulla toglie ai soggetti beneficiari dei contributi, ma che rientra dell'ambito di quella giusta attività di controllo alla quale l'amministrazione non può e non deve rinunciare.

Quindi, sotto questo aspetto io non mi scandalizzo sull'emendamento, condividendone lo spirito e i motivi che lo animano. Il relatore della maggioranza si è rimesso all'Aula, la Giunta si è espressa in termini contrari, io non è che voglia andare contro la Giunta, però, aggiungendo la mia voce alla riflessione del collega Cogodi, vorrei capire meglio dalla Giunta se queste garanzie alle quali l'amministrazione non deve rinunciare si possono riscontrare nello stesso articolato, o se sussistano norme di carattere più generale che questa garanzia all'amministrazione concedono.

Se questo è, io dico che le preoccupazioni che vengono elencate nell'emendamento possono essere superate; ma se così non è tutto sommato ragionare su questo argomento non guasterebbe né alla maggioranza né all'opposizione. Si tratta di appurare un problema nel concreto e trovare la soluzione migliore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Chiedo scusa all'Assessore, ma noi avevamo sospeso i lavori dell'esame di questo provvedimento su richiesta della Giunta regionale, perché si doveva verificare, da un punto di vista tecnico, la copertura finanziaria. Io mi sarei aspettato, da parte della Giunta e dell'assessore Masala, che allora chiese di sospendere questo provvedimento, una informativa all'Aula su come sono stati risolti i problemi di carattere tecnico. Io questa informazione la chiedo alla Giunta, soprattutto perché mi risulta che la Commissione non abbia completato comunque il lavoro istruttorio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

SCARPA (Gruppo Misto), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Intervengo solo per riconoscere che, effettivamente, il parere espresso prima è stato abbastanza categorico e non giustificato e comunque per rispondere alla richiesta di chiarimenti del collega Cogodi.

Sostanzialmente l'articolo 2, proposto dalla Giunta e approvato all'unanimità dalla Commissione, prevede una semplificazione amministrativa dell'attività di controllo della rendicontazione di tutte le leggi che sono indicate nella norma. Il parere contrario, o meglio il non accoglimento dell'emendamento è relativo al fatto che tutte le attività previste dall'emendamento stesso vengono già regolarmente svolte dall'Assessorato e, credo, da tutti gli altri uffici della Pubblica amministrazione nell'adempiere al loro dovere nell'ambito della buona e corretta gestione.

E' evidente infatti che se un'opera è stata realizzata in totale o parziale difformità da quanto stabilito dal provvedimento di concessione, o se vengono accertate irregolarità nella spendita dei fondi, o viene mutata la destinazione delle opere e attrezzature senza preventiva autorizzazione della Regione, il beneficiario incorre in sanzioni che sono espressamente previste.

Io sarei anche d'accordo per un ulteriore approfondimento, qualora si vogliano individuare altre sanzioni, però siccome su questo non c'è stato nessun approfondimento neppure in Commissione, rispetto a questa formulazione dell'emendamento la Giunta non è favorevole.

Però, effettivamente, se vogliamo verificare se le sanzioni al momento vigenti siano congrue o se debbano essere ulteriormente specificate, auspico anzi mi riservo di presentare alla Commissione un testo più articolato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Signor Presidente, mi permetto di dare una brevissima risposta alla questione sollevata dal collega Fadda in assenza dell'assessore Masala.

La rimodulazione finanziaria è prevista nell'emendamento 49 che è stato presentato dai Capigruppo, ed è la proposta di rimodulazione corretta.

FADDA (Popolari-P.S.). I Capigruppo della maggioranza?

CAPELLI (P.P.S.-C.D.U.Sardi). Sì, della maggioranza, perché è stato presentato su proposta dell'assessore Masala. Ha qualcosa da chiedere, onorevole Secci?

SECCI (Popolari-P.S.). E' una cosa strana che l'assessore Masala chieda alla maggioranza di presentare un emendamento che può presentare anche la Giunta. E' una cosa anomala, quanto meno.

CAPELLI (P.P.S.-C.D.U.Sardi). Ne prendo atto. Comunque dovrebbe trovare la rimodulazione nell'emendamento numero 49.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Noi abbiamo posto un problema specifico che ha l'obiettivo di rendere più chiara e più trasparente la norma. Nel merito, a me sembra di cogliere nella dichiarazione dell'Assessore una disponibilità ad un riesame; allora non vedo perché non si possa accogliere e quindi approvare questa normativa, che tra l'altro vuole essere un'ulteriore garanzia, oltre quelle già esistenti, per rendere corretta l'amministrazione pubblica, chiunque poi utilizzi le risorse.

D'altronde qui stiamo introducendo norme per la semplificazione della rendicontazione e, badate, noi non siamo contrari alla semplificazione; noi prendiamo atto che è necessaria una semplificazione, però sono interessati ben nove provvedimenti di legge, che vanno dagli anni '50 all'ultimo provvedimento numero 4 del 2000, quindi stiamo parlando di un arco di tempo che copre circa quarant'anni di legislazione. Va bene semplificare, in modo da agevolare la rendicontazione, però è vero che ci sono anche delle norme a garanzia, ma noi contestualmente al testo dell'emendamento non solo tendiamo a rendere possibile la semplificazione della rendicontazione, ma in qualche misura puntiamo a rendere trasparenti e quindi anche ammissibili gli interventi che debbono essere rendicontati, tant'è che introduciamo una sorta di regolamentazione. Per esempio, anche per i progetti, per le opere, per gli interventi che pure non hanno rispettato i programmi di spesa iniziali, noi diciamo una cosa semplicissima, e cioè che qualora ci sia stata una riduzione nell'ammontare complessivo dell'intervento contestualmente, nella fase di rendicontazione, si riduca il contributo che era a carico della Regione e le altre somme siano recuperate dall'amministrazione regionale per evitare di cancellare, da un lato, l'intervento che comunque c'è stato, che comunque deve essere sostenuto, che comunque deve essere rendicontato con la semplificazione che comunque deve essere mantenuta in piedi, ma, qualora l'utilizzo delle somme sia differente rispetto ai programmi di spesa iniziali, giustamente si deve stabilire come recuperare le somme.

Lo stesso dicasi per la finalità degli interventi; non è accettabile che si utilizzino somme che sono state chieste per conseguire una determinata finalità per realizzare opere diverse che poi dopo diventano regolari, senza l'autorizzazione preventiva dell'amministrazione regionale, perché uno basta che chieda; poi, se ci sono le ragioni e le motivazioni valide possono anche essere cambiate le destinazioni d'uso; ma se si fa una legge con una finalità non è accettabile che poi quella finalità venga distorta.

E` vero che ci sono delle norme, ma questo emendamento non è incompatibile con quelle norme, che tendono a rendere più chiare, più leggibili ed anche più semplici le modalità di rendicontazione.

Noi chiediamo, proprio perché l'Assessore ha ribadito che in sostanza il suo orientamento non è difforme da quanto è contenuto in questo testo, che sulla base della finalità che noi abbiamo attribuito al nostro emendamento, ci sia la disponibilità ad accoglierlo e quindi ad introdurlo nella normativa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

SCARPA (Gruppo Misto), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. A ulteriore precisazione. Nel ringraziare coloro che hanno proposto l'emendamento, che hanno posto all'attenzione dell'Aula un tema così importante, così delicato, tuttavia preferirei, auspicherei un altro percorso che è questo. Nella prossima seduta della Commissione di merito vengano sentiti l'Assessore e la struttura per verificare le procedure da seguire in questi casi, affinché nella stessa Commissione venga elaborato un testo che abbia le dovute attenzioni per questo fenomeno che ritengo, ripeto ancora una volta, debba essere sicuramente affrontato. Però auspico che venga affrontato seguendo un percorso diverso, dopo una riflessione più approfondita che deve iniziare in Commissione.

Quindi, nel ringraziare veramente i presentatori dell'emendamento, credo necessario un momento di approfondimento e di studio della normativa che viene oggi applicata, per evitare sovrapposizioni che potrebbero essere anche pericolose o controproducenti. Auspico perciò che a brevissima scadenza si tenga un'audizione in Commissione; per queste motivazioni chiedo che la norma contenuta nell'emendamento non venga approvata.

PRESIDENTE. Colleghi, io sono stato anche tollerante nel condurre questo dibattito, però sullo stesso argomento non è possibile parlare tre volte. L'Assessore ha parlato tre volte, una per esprimere il parere e due per precisare ulteriormente il suo parere. Lei, onorevole Cogodi, ha già parlato e chiede di nuovo di intervenire.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Presentiamo un emendamento, c'è stata una interlocuzione che finalmente a noi è sembrata un'interlocuzione positiva e la Giunta chiede eventualmente di ritirare l'emendamento assumendo un impegno, chi è che può dire che l'emendamento si ritira o no se non chi l'ha presentato? Io posso stare zitto, lo chieda a chi vuole.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, dica questo.

COGODI (R.C.). Non lo chieda a noi, chi lo ritira?

PRESIDENTE. Prego onorevole Cogodi, credo che lei sia la persona più indicata a cui io possa chiederlo.

COGODI (R.C.). Aderiamo alla sua richiesta, signor Presidente, di dichiarare se noi ritiriamo o no l'emendamento in ragione degli argomenti esposti prima dal collega Balletto, che ha dato elementi di cognizione positiva sulla validità dell'emendamento e poi dalla stessa Giunta regionale che riconosce , onestamente, di non aver approfondito la questione. La Giunta ha espresso un parere negativo così, come dire, come clausola di stile, perché all'opposizione bisogna opporsi sempre, però poi non bisogna lamentarsi se l'opposizione a sua volta vi si oppone sempre.

Se qualche volta voi entraste di più nel merito delle proposte buone che vengono dall'opposizione, anche l'opposizione sarebbe tenuta a tenere in conto proposte buone che possono pervenire anche dalla maggioranza, non molto generali, che non vengono mai, ma qualche cosetta qualche volta può essere.

Noi ritiriamo l'emendamento, e lo ritiriamo sull'assunto che quanto da ultimo esposto dalla Giunta regionale abbia una sua validità; cioè che, immediatamente, in Commissione si istruisca una norma di carattere generale che riprenda questi elementi che attengono alla verifica, al controllo, ma non è solo una questione di controllo, nessuno la prenda in termini centralistici, quasi censori, no, è una questione di funzionalità innanzitutto, di buon uso delle risorse in ragione degli obiettivi che si decide di perseguire.

Si può anche sbagliare nel perseguire questo e quell'obiettivo, ma quello appartiene alla valutazione politica, però deciso un obiettivo, occorre valutare se quell'obiettivo deve essere raggiunto o no perché se non si può raggiungere quello con le stesse risorse se ne può raggiungere un altro.

Noi prendiamo atto di questa dichiarazione, non solo, ma anche dell'impegno che la Giunta assume e quindi riteniamo che, avuto il riconoscimento della bontà della norma, questa norma possa essere ripresa, riproposta e diventare legge della Regione, o parte di una legge della Regione in modo effettivo e non invece solamente rimanere a titolo di esposizione politica, di confronto dialettico, ma col rischio che poi non venga approvata.

Quindi con questa argomentazione noi ritiriamo questo emendamento.

PRESIDENTE. Quindi l'emendamento è ritirato. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (Popolari-P.S.). Signor Presidente, non per venire meno al richiamo che lei ha fatto, ma mi sembra doveroso segnalare al Consiglio un'anomalia. E' stato richiamato, mi sembra, anche se non siamo arrivati all'esame dell'articolo 30, un emendamento sostituivo totale relativo alla copertura finanziaria del complesso delle norme contenute in questa legge. Io penso che si ponga un problema molto serio, Presidente, di rispetto del Regolamento, per cui il parere favorevole espresso dalla Commissione bilancio sul provvedimento pervenuto all'Aula come disegno di legge numero 144/A non sia più valido ed occorra rinviare il provvedimento in Commissione bilancio per l'espressione del parere dovuto.

PRESIDENTE. Onorevole Secci, l'argomento che lei propone all'Aula è serio e fondato; infatti, l'emendamento 49, tra l'altro presentato da alcuni consiglieri, non sappiamo, essendo assente l'Assessore del bilancio, se la Giunta lo condivida e abbia fatto tutte le verifiche per quanto riguarda la parte di sua competenza. In ogni caso stiamo verificando con gli uffici che l'emendamento non ha seguito la procedura ordinaria che è quella dell'espressione del parere finanziario da parte della terza Commissione.

Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, la questione che è stata posta è degna di attenzione; in effetti la Commissione finanze aveva espresso il parere finanziario su un testo diverso rispetto all'attuale per cui divergono anche le forme di copertura. Quindi io, se l'Aula e la Presidenza lo ritengono opportuno, sarei dell'avviso di sospendere i lavori dell'Aula per il tempo occorrente, che ritengo non dovrebbe essere eccessivo, alla Commissione per riunirsi, esaminare il testo ed esprimere il parere. Dopo di che si rientra in Aula per riferire sugli esiti delle verifiche.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Dettori. Onorevole Dettori, su che cosa intende intervenire?

DETTORI (D.S.). Sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DETTORI (D.S.). Signor Presidente, in questa sede è stata posta una questione sulla norma finanziaria. Il Presidente della terza Commissione ci dice che, a questo punto, oggettivamente, sarebbe necessario sospendere i lavori dell'Aula e riportare il testo nella Commissione bilancio per l'espressione del parere finanziario.

Io credo che questo non possa essere il modo serio di procedere di un Consiglio regionale che dovrebbe avere come regola quella di saper lavorare.La minoranza in Commissione non aveva votato il provvedimento proprio per le procedure che la maggioranza aveva adottato, per cui mi pare improponibile presentare in Aula un provvedimento, che pure avevamo sottolineato essere urgente, avevamo sottolineato per senso di responsabilità di dover approvare solo ed esclusivamente nelle parti oggettivamente ritenute necessarie per lo sviluppo quali, per esempio, quelle relative agli studi universitari, all'interno del quale c'è di tutto, c'è di più. E la Commissione, che aveva avuto mandato dall'Aula di ripulirlo dagli eccessi personalistici dei singoli consiglieri, lo riporta quasi simile in Aula, ed ancor di più non riesce neanche a scrivere una norma finanziaria degna di tale nome.

Io credo che questa maggioranza sia irresponsabile, e credo che questo Consiglio debba prendere atto di questa totale irresponsabilità, anche in momenti in cui si chiede senso di responsabilità a tutti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.). Signor Presidente, sono convinto che sia indispensabile che il provvedimento torni in Commissione bilancio, però mi sembrerebbe ragionevole affrontare con serietà la problematica contenuta in questo documento. In particolare io ricordo che il provvedimento è stato riportato in Aula la settimana scorsa dopo che in Commissione, affrontato il tema, non c'era stata una valutazione univoca; anzi il centrosinistra non aveva condiviso assolutamente le valutazioni espresse dall'Assessore del bilancio sul merito (non valutazioni tecniche quindi) di alcuni degli emendamenti e degli articoli.

Per cui io suggerirei che il documento sia rinviato, prima che in Commissione bilancio, all'esame della Commissione di merito che non aveva concluso il precedente esame. Soprattutto la Commissione non aveva concluso i suoi lavori con le modalità di collaborazione che erano state fino a un certo momento sviluppate. Allora, io direi che non risolviamo la questione e non snelliamo i lavori sospendendo la seduta e convocando la terza Commissione; a mio avvisooccorre rinviare il provvedimento prima in Commissione ottava, e poi in Commissione terza, in modo che si possa tenere conto delle novità emerse in questo dibattito, che mi sembra siano evidenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.

MURGIA (A.N.). Se è necessario il mio Gruppo è favorevole a che la legge torni in Commissione bilancio per consentire l'espressione di un veloce parere, , ma non riteniamo assolutamente necessario rinviare il provvedimento alla Commissione di merito, in quanto quest'ultima aveva già completato il suo esame.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, io ritengo che quella che si richiede sia una procedura davvero anomala. Non è stata posta alcuna questione prima che si votasse il passaggio all'esame degli articoli, e infatti noi abbiamo già votato l'articolo 1 e anche alcuni emendamenti,.

Porre un problema in corso d'opera mi pare quanto mai singolare.

SECCI (Popolari-P.S.). Il problema è in relazione a questo emendamento.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Allora se vi sono problemi in relazione agli emendamenti, come si è sempre fatto, il parere può essere espresso anche in Aula, e se vi sono questioni tecniche che attengono anche alla copertura, penso che con un po' di buona volontà, da una parte l'Assessore della programmazione, dall'altra il Presidente della Commissione bilancio, daranno tutto il necessario supporto.

Questo lo dico per rispondere a un'osservazione della collega onorevole Ivana Dettori, che ha tacciato di irresponsabilità la maggioranza. Il problema è stato sollevato da un esponente dell'opposizione, collega Dettori, non da questa maggioranza, la quale maggioranza insiste perché il provvedimento venga esitato con celerità, nel corso della serata, perché secondo noi esistono tutte le condizioni per farlo.

PRESIDENTE. Prima di procedere con unadiscussione che si sta estremizzando, vorrei ricordare che l'emendamento è stato presentato questa mattina e, quindi, non era un argomento conosciuto dai Capigruppo e dai colleghi delle Commissioni interessate che, chiaramente, lo hanno potuto vedere solo dopo l'avvenuta presentazione.

Il problema dal punto di vista procedurale e regolamentare esiste, se poi troviamo il modo per superarlo, ben venga, siamo qui per questo.

Onorevole Fadda, chiedo scusa, prima di darle la parola vorrei suggerire che noi possiamo, se non ci sono altre obiezioni di natura regolamentare, continuare l'esame dell'articolato e degli emendamenti fino all'emendamento numero 49 sulla nuova copertura finanziaria, appunto, e sospendere a quel punto i lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, molto brevemente. Prendo atto anche della dichiarazione del Presidente della Commissione bilancio, che ha ritenuto giusta l'interpretazione data dal Presidente del Consiglio e ha chiesto di sospendere i lavori dell'Aula per consentire di riunire la Commissione.

Mi richiamo, signor Presidente, ma lo faccio anche per un'altra ragione, al Regolamento, per ricordare che per riunire una Commissione, nel corso dei lavori dell'Aula, occorre l'assenso di tutti i Gruppi politici, e noi non daremo questo assenso. Ma lo facciamo sulla base di una motivazione molto semplice;tenuto conto che il provvedimento era stato licenziato all'unanimità dalla Commissione, avrei ritenuto più corretto che gli emendamenti presentati dalla maggioranza fossero firmati anche dall'opposizione.

Non solo, signor Presidente, ma siccome formalmente il testo è stato rimandato in ottava Commissione e non mi risulta che formalmente la Commissione l'abbia licenziato, ritengo che per rispettare la volontà del Consiglio, che già si è espressa rimandando in Commissione il provvedimento, sul testo in questione si esprima con un voto anche la ottava Commissione.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, propongo ai colleghi di proseguire nell'esame del provvedimento. Quando arriveremo all'emendamento oggetto di discussione, adotteremo le procedure previste dal comma 13 dell'articolo 84 del Regolamento, perché non possiamo fare diversamente

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, io ho posto un altro problema: c'è stato un atto deliberato da questa Assemblea, che ha rinviato in Commissione il provvedimento. Il provvedimento doveva essere rideliberato dalla Commissione, cosa che non mi risulta sia avvenuta perché manca l'atto deliberativo di approvazione conseguente. Quindi chiedo se siano o non siano agli atti i verbali di approvazione di questo provvedimento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (F.S.D.). Signor Presidente, vorrei si evitasse di interpretare negativamente l'intervento, dato il ricorso a termini pesanti quando si rivolgono accuse di irresponsabilità nei confronti della maggioranza. No, nel caso specifico, se un'accusa va mossa, ma io lo dico con leggerezza, non è una accusa di irresponsabilità ma, semmai, di incompetenza.

Presidente, rispetto alla sua proposta, che prevede di proseguire l'esame dell'articolato e di sospendere i lavori quando arriveremo all'emendamento 49 sulla nuova copertura finanziaria, a mio avviso occorre tenere conto di un altro problema che, mi pare, sia stato sollevato da un componente della Commissione, l'onorevole Lai, e ripreso poi dall'onorevole Fadda; il provvedimento, così è stato detto, era già pervenuto all'Aula che ha ritenuto opportuno rinviarlo alla competente Commissione per un ulteriore approfondimento .

In quella sede, una serie di elementi sono stati modificati, integrati, completati, e alcune parti anche stralciate; in ogni caso ne è sortito un provvedimento diverso da quello originariamente votato dalla Commissione competente. Quindi non c'è solo un problema relativo alla norma finanziaria, ma c'è l'esigenza che la Commissione competente si riunisca ed esprima un voto finale definitivo, che allo stato degli atti parrebbe non essere stato espresso.

Presidente, onde concordare le modalità con le quali procedere, forse è necessaria una breve sospensione, se lei la riterrà opportuna, e la convocazione di una breve Conferenza dei Capigruppo che ci consentirà di valutare in, in cinque minuti, il percorso da seguire.

PRESIDENTE. Piuttosto che continuare la serie degli interventi in Aula, essendo ancora molti gli iscritti a parlare sulla questione procedurale, credo sia bene sospendere la seduta, chiarire il problema in Conferenza dei Capigruppo e ritornare in Aula con una decisione sulle modalità di prosecuzione dei lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Signor Presidente, io concordo con la proposta dell'onorevole Balia, ma mi si consenta di offrire un piccolo contributo, spero obiettivo. La Commissione ottava, dopo la sospensione richiesta in Aula, si è riunita per esaminare gli emendamenti che erano stati proposti. Quindi, come voi avrete sicuramente verificato, noi stiamo esaminando il disegno di legge numero 144/A nel testo esitato dalla ottava Commissione alla unanimità. Non è stata apportata alcuna variazione, questo è il testo del disegno di legge numero 144/A, lo ribadisco, come esitato dalla Commissione e non altro testo.

Altro discorso meritano gli emendamenti; la Commissione ha esaminato gli emendamenti che erano stati presentati fino a quel momento, e ha valutato la possibilità di estrapolare, sulla base degli emendamenti e dallo stesso testo proposto dalla Commissione, alcune parti dell'articolato. Poiché non si è raggiunta l'unanimità sulla eventualità se togliere o tenere quelle parti dell'articolato, si è rimesso il testo tale e quale all'Aula. Perciò non c'è necessaria variazione, non è un testo diverso, onorevole Balia, è lo stesso testo.

Mentre invece, per quanto riguarda l'emendamento 49, l'assessore Masala, rilevando che c'era un neo tecnico nella formulazione della copertura finanziaria, ha chiesto che lui stesso, con i funzionari della programmazione, potessero riformulare una corretta copertura finanziaria.

Sul fatto che, a seguito della presentazione dell'emendamento 49, il documento debba ottenere il prescritto parere della III Commissione, mi rimetto al Regolamento. Ma credo che questo passaggio non infici comunque la prosecuzione dell'esame del testo di legge.

PRESIDENTE. Sospendo per dieci minuti i lavori dell'Assemblea e convoco una brevissima Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 19, viene ripresa alle ore 19 e 05.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE.Colleghi,. la Conferenza dei Presidenti di Gruppo ha deciso di sospendere l'esame del disegno di legge numero 144/A, per consentire alla terza Commissione di esprimere il prescritto parere sulla norma finanziaria. L'esame del disegno di legge verrà ripreso in Aula martedì prossimo. La seduta odierna, come tutti sapete, è prevista per Statuto, però vi è anche una richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio per discutere una mozione, questa richiesta deve essere discussa entro dieci giorni, così impone il Regolamento, e i dieci giorni scadono domani. Allora, abbiamo due possibilità: o la mozione la discutiamo in coda ai lavori, così come avevamo stabilito, per altro, nella programmazione dei lavori odierni, oppure io devo osservare il Regolamento che stabilisce norme, criteri e regole che valgono per tutti, anche per il Presidente del Consiglio, non solo per i colleghi. Se noi iniziamo stasera la discussione della mozione, io alle 8 posso chiudere i lavori aggiornandoli a martedì; se invece riteniamo che stasera non ci siano le condizioni per continuare, io aggiorno il Consiglio a domani mattina, perché entro domani mattina scadono i termini entro i quali io devo convocare l'Aula. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, fermo restando che la discussione sulla mozione inerente i problemi scolastici si può iniziare in coda ai lavori, come lei aveva detto, chiedo se è possibile l'inversione dell'ordine del giorno per discutere la proposta di legge numero 294/A, concernente il periodo di caccia di alcune specie migratorie.

E' una proposta di legge formata da due articoli, ma il contenuto del provvedimento è nell'articolo 1, mentre l'articolo 2 fissa solamente l'entrata in vigore. Quindi, se c'è l'accordo, visto che la proposta di legge è stata approvata in Commissione all'unanimità, si può esitare in tempi brevissimi e subito dopo iniziare la discussione della mozione.

PRESIDENTE. Onorevole Frau, non c'è nessun problema, almeno per quanto mi riguarda; però - ripeto - in questo caso il Consiglio è aggiornato a domani mattina, perché i dieci giorni previsti dal Regolamento per la discussione sulla mozione scadono domani. Non posso sottrarmi a questo dovere.

Su questa questione occorre trovare una soluzione altrimenti ci blocchiamo e discutiamo per un'altra ora. C'è una richiesta ufficiale per discutere la proposta di legge numero 294/A?

FRAU (A.N.). Sì.

PRESIDENTE. A questo punto, su questa richiesta di inversione dell'ordine del giorno, chiedo il parere dell'Aula. Se l'Aula dovesse votare a favore dell'inversione dell'ordine del giorno, stasera discuteremmo la proposta di legge sulla caccia e domani mattina inizieremmo la discussione sulla mozione, se invece l'Aula dovesse esprimersi sfavorevolmente apriremmo subito la discussione sulla mozione.

Ricordo che a termini di Regolamento l'inversione degli argomenti iscritti all'ordine del giorno viene decisa con la maggioranza dei due terzi dei votanti. Parlerà un consigliere per Gruppo, per cinque minuti Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Onorevole Cogodi, intende parlare a favore o contro?

COGODI (R.C.). Contro chi? Parlo sulla proposta.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Il fatto che lei abbia consultato quella norma regolamentare mi esime dal fare un chiarimento preliminare, perché non è che non ho risposto alla sua domanda perentoria "Parla a favore o parla contro?", perché non sapessi o anche lei non intuisse qual sarebbe stato il tenore del mio intervento. Ma avrei detto che io non avrei parlato né a favore né contro la proposta avanzata perché non ritenevo quella proposta neppure proponibile.

Io pensavo che l'ordine del giorno si chiamasse tale perché ha almeno un ordine, e che solo fatti e accadimenti straordinari ed eccezionali, che abbiano valore politico, potessero travolgerlo. Ora è' arrivato il momento di discutere una mozione che, in base alle prerogative date dal Regolamento nel nostro Consiglio, una parte del Consiglio - l'opposizione - ha presentato.

Io ritengo che nessuno, neppure una maggioranza, neppure una maggioranza qualificata possa travolgere quella garanzia regolamentare che è data alla minoranza, non alla maggioranza. La maggioranza gli argomenti li inserisce, li discute e li approva quando vuole. La richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio per discutere la mozione presentata da almeno venti consiglieri, è una prerogativa riconosciuta alla minoranza che non può essere tolta o lesa da nessuna maggioranza, neppure con l'inversione dell'ordine del giorno. Perché, diversamente opinando, la maggioranza potrebbe sempre invertire, invertire, invertire (rendendo vane le garanzie riconosciute dal Regolamento) e mai consentire che l'argomento, posto all'attenzione dell'Aula dalla minoranza, si possa discutere avvalendosi delle norme regolamentari. E non è possibile che ciò possa accadere.

Ora è tutto il giorno che diciamo ad alcuni consiglieri, particolarmente pronti con il dito sul grilletto della doppietta per sparare gli uccellini, che siamo d'accordo di inserire all'ordine del giorno questo provvedimento composto in effetti di un solo articolo, ancorché abbiate diramato notizie false e tendenziose pure, e infatti all'unanimità l'abbiamo inserito all'ordine del giorno. All'ordine del giorno, non al disordine del giorno e della notte!

Voi proponete adesso di parlare di caccia, ma non se ne parlerà in cinque, dieci minuti, perché è una legge che ha delle implicanze; noi vi abbiamo sempre detto che, intendiamo discutere anche le leggi sulle quali concordiamo, quindi non la farete comunque in dieci minuti. In ogni caso non si può.

Come si fa a dire che non si può iniziare la discussione su una mozione? Non è vostra la mozione, signori e signorotti della maggioranza, è dell'opposizione la mozione. Non è vostra la mozione, signori e signorotti della Giunta, voi non avete il poteredi bloccarne la discussione. Voi la potete respingere in conclusione, ma in materia di scuola, di emergenza scuola, l'opposizione ha assunto un'iniziativa, ha diritto che nei termini regolamentari il Consiglio la discuta, e noi siamo qui per discuterla nell'ordine che è già stato previsto. Voi non potete impedirne la discussione, non sarebbe un colpo di mano, non sarebbe un colpo di maggioranza, sarebbe una prepotenza inammissibile.

Per quanto mi riguarda, per quanto ci riguarda non la consentiremo.

Non è questione di voto; i diritti, le prerogative, consiliari e parlamentari, non si possono annullare neppure con un voto. Presidente, ci pensi un attimo e dia la risposta al Consiglio.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Fadda, vi leggo l'articolo del Regolamento che disciplina l'argomento, che è l'articolo 55, precisamente il secondo e terzo comma.

(Interruzione del consigliere Cogodi)

Onorevole Cogodi, però abbia pazienza, mi faccia leggere il Regolamento così abbiamo tutti le idee chiare.

COGODI (R.C.). Io ho pazienza.

PRESIDENTE. Il Regolamento all'articolo 55, secondo comma, dice: "Per discutere e deliberare su materie che non siano all'ordine del giorno, è necessaria una deliberazione del Consiglio a maggioranza di quattro quinti dei votanti;" - quindi una grande maggioranza - "sull'argomento può parlare, per non più di cinque minuti, un oratore per ogni Gruppo consiliare. Tale deliberazione non può essere adottata nelle sessioni straordinarie" - vi ricordo che la sessione straordinaria si terrebbe domani "che si tengono su richiesta del Presidente della Giunta regionale o di un quarto dei consiglieri." Al comma 3 dice: "L'inversione degli argomenti iscritti all'ordine del giorno viene decisa con la maggioranza dei due terzi dei votanti."

Onorevole Cogodi, se nell'Aula sono presenti le maggioranze che il Regolamento prescrive, io devo procedere.

COGODI (R.C.). Abbiamo già discusso la questione con l'accordo di tutti.

PRESIDENTE. Ma non basta discutere. Onorevole Cogodi, se un consigliere mi chiede di porre in discussione una questione, io non posso non tenerne conto. Io le ho detto che la Conferenza dei Capigruppo può concludere accordi politici, ma non può pregiudicare le prerogative del singolo consigliere, non le può cancellare, ci mancherebbe altro!

COGODI (R.C.). Questa è la mozione dell'opposizione.

PRESIDENTE. Io voglio ricordare che l'onorevole Frau ha chiesto l'inversione di un argomento all'ordine del giorno. Può parlare un consigliere per Gruppo.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, credo che questa Giunta e questa maggioranza stiano per raggiungere l'obiettivo che si erano prefisse: non discutere oggi la mozione presentata dalle opposizioni.

Lo dico con molta serenità, quello che mi dispiace di più è che lo stesso Presidente del Consiglio ha preannunciato, uscendo dalla Conferenza dei Capigruppo, che qualcuno avrebbe chiesto comunque l'inversione dell'ordine del giorno. E io, da stamattina, ho messo sull'avviso il Presidente del Consiglio, sul fatto che la maggioranza e la Giunta regionale avrebbero impedito che si discutesse della mozione sull'edilizia scolastica. Però quello che sta avvenendo qui, con la richiesta di inversione dell'ordine del giorno è ancora più grave del fatto che non si voglia discutere la mozione. Onorevole Frau, lei è anche Presidente di quella Commissione, quindi sa che quella legge è stata approvata con sette voti dell'opposizione e sei della maggioranza, sa che è stata inserita all'ordine del giorno dalla Conferenza dei Capigruppo, vi volete prendere meriti che non avete, perché neanche in Commissione come maggioranza eravate in grado di approvare quel provvedimento.

Vi abbiamo detto oggi, in Conferenza dei Capigruppo, di essere disponibili, dopo la discussione della mozione, la ad esaminare la legge sulla caccia e invece voi volete fare, anche quando non ne avete titolo, i primi della classe. Per che cosa? Per dire bugie ai cacciatoriper dire che siete voi ad aver approvato la legge quando in Commissione, lo ripeto, è passata con sette voti dell'opposizione e sei della maggioranza.

Signor Presidente, io credo che noi stiamo dimostrando disponibilità,, l'abbiamo dimostrata anche stamattina - e l'onorevole Contu ne è buon testimone - nel cercare di esaminare gli altri problemi che assillano la Sardegna, stamattina era il problema dell'agricoltura, stasera è il problema dell'edilizia scolastica. Noi volevamo dare un contributo, decidendo insieme agli altri Capigruppo di esaminare ed approvare anche la legge sulla caccia; se la maggioranza ha deciso di terminare i lavori alle otto, non si può rimproverare l'opposizione di non aver voglia di lavorare. Noi infatti siamo disponibili a lavorare tutta la notte perché venga approvato anche quel provvedimento, però credo che la richiesta di discussione della mozione sui problemi della scuola, a termini di Regolamento, non possa essere stravolta da una richiesta di inversione dell'ordine del giorno.

Eppure, signor Presidente, i colleghi sanno bene che l'inversione va decisa con la maggioranza dei due terzi dei votanti e che questa maggioranza non c'è. La richiesta serviva solo per dimostrare che Alleanza Nazionale e qualche altro partito della maggioranza si faceva paladino di questa legge. Ma questo non è corretto nei confronti di chi ha permesso, come abbiamo fatto noi con i nostri sette voti contro i sei della maggioranza, di far passare quel provvedimento legislativo in Commissione.

Quindi noi, signor Presidente, siamo stati disponibili, accettando l'inserimento nell'ordine del giorno del provvedimento sulla caccia, a venire incontro alle aspettative anche legittime dei cacciatori, appunto. Non riteniamo corretto però che la discussione di questo provvedimento abbia il sopravvento sulla discussione di una mozione inerente i drammi della scuola.

Presidente, lei, perché non lo ha concordato con noi, a questo punto si assuma la responsabilità di dire che il Consiglio regionale oggi lavorerà fino a terminare la discussione della mozione e noi daremo la nostra disponibilità ad approvare anche il provvedimento sulla caccia.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, il Regolamento stabilisce diritti e doveri, sia gli uni che gli altri non sono catalogabili in diritti e doveri di serie A e diritti e doveri di serie B.

Lei ha un diritto, e le assicuro che mi impegnerò perché venga rispettato, che è quello di vedere la mozione, di cui lei mi pare sia primo firmatario, discussa entro domani, e io ho detto, prima di cominciare l'ultima parte della nostra riunione, che se non avessimo discusso la mozione stasera, io avrei convocato il Consiglio per domani mattina.

FADDA (Popolari-P.S.). Anche il provvedimento sulla caccia va discusso domani, dopo la mozione.

PRESIDENTE. No, perché il Regolamento dice che quando un consigliere propone l'inversione dell'ordine del giorno, il Presidente deve chiedere in merito il voto dell'Aula. Se l'Aula decide di discutere, si discute, ma non solo, onorevole Fadda, se la riunione di domani è indetta per discutere della mozione sulla scuola, non si potrà parlare d'altro, come ben lei sa.

FADDA (Popolari-P.S.). Non è così, perché è un aggiornamento.

PRESIDENTE. No, non è un aggiornamento.

FADDA (Popolari-P.S.). Presidente, non dica cose che non sono.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, ma perché lei vuole sempre fare polemica? Io sto applicando il Regolamento, le assicuro.

FADDA (Popolari-P.S.). No, perché altrimenti non doveva inserirla oggi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.-Sardegna). Ho seguito attentamente signor Presidente, le delucidazioni da lei fornite sulla base del Regolamento, pur capendo, e non lo dico tanto per dire, le rimostranze sia del collega Fadda che del collega Cogodi. Quanto sta avvenendo il Aula è prescritto dal Regolamento; io quindi, a nome del mio Gruppo, esprimo parere favorevole all'inversione dell'ordine del giorno. E se il Presidente dovesse decidere di proseguire i lavori io e il mio Gruppo saremmo giustamente disponibili anche a discutere la mozione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, credo che lei debba assumere il ruolo di garante per questo Consiglio regionale. Cosa che naturalmente sta nel suo ruolo svolgere, ma che è libero anche di non svolgere, come mi pare che stia avvenendo, facendo finta che stiamo sul filo dell'interpretazione regolamentare.

Noi abbiamo svolto…

PRESIDENTE. Sta parlando da vicepresidente del Consiglio e anche da consigliere?

SPISSU (D.S.). Sì, svolgo questo intervento da vicepresidente del Consiglio e anche da consigliere. -Stavo dicendo che noi abbiamo svolto la Conferenza dei Capigruppo, convocata all'inizio della seduta di questa sera, e la Conferenza ha unanimemente deciso di procedere nell'esame dell'ordine del giorno con la discussione del disegno di legge numero 144, della mozione sui problemi della scuola, e di inserire all'ordine del giorno, perché non era inserita, la proposta di legge sulla caccia e di discutere questa proposta di legge in coda alla seduta odierna.

Questa è stata la decisione della Conferenza dei Capigruppo, decisione unanime. Se la decisione è questa, credo che sia scorretto attuarla per parti, invocando il libero arbitrio di un consigliere che chiede l'inversione dell'ordine del giorno. L'inversione dell'ordine del giorno può avvenire se si ritiene accolta la prima parte del dispositivo, e cioè l'inserimento all'ordine del giorno, altrimenti ciascuno di noi invoca il libero arbitrio e quel punto non è più all'ordine del giorno.

Quindi non si cammina in punta di furbizie e di scorciatoie su questioni che ledono fondamentali diritti della minoranza in quest'Aula e su questioni sulle quali c'è anche l'intesa per procedere unanimemente. Allora la via d'uscita qual è? La via d'uscita è che possiamo votare oggi, che siamo in seduta ordinaria, l'inversione dell'ordine del giorno inserendo, subito dopo la mozione sulla scuola, la questione della caccia. E decidendo oggi, che siamo in seduta ordinaria, che domani proseguiamo, dopo aver discusso la mozione, sulla questione della caccia.

Questa può essere una via d'uscita. Non esiste il contrario. Perché se insistete perché esista il contrario, ripeto, la questione della caccia non è all'ordine del giorno. E questa è una questione regolamentare, è una questione formale, che si fonda sullo stesso diritto di ciascuno di far valere le proprie ragioni.

PRESIDENTE. Onorevole Spissu, le ricordo che lei è vicepresidente di questo Consiglio.

SPISSU (D.S.). Proprio per questo!

PRESIDENTE. Allora, chiunque poteva dire le cose che ha detto lei, meno che lei. Io non mi sono mai sognato di contraddire le sue decisioni e le sue iniziative, tuttavia questo appartiene allo stile di ognuno di noi; però le voglio ricordare, lo rilevo dai documenti che gli uffici mi sottopongono, che proprio una Conferenza dei Capigruppo, presieduta da lei, ha inserito l'argomento all'ordine del giorno.

COGODI (R.C.). Non l'ha inserita. La condizione era di inserire quel provvedimento all'ordine del giorno dopo la mozione.

PRESIDENTE. L'ha inserito, così mi dicono i verbali che sono stati scritti in questa Conferenza, "è iscritto all'ordine del giorno". Pertanto rimane all'ordine del giorno! Io devo dare garanzie a tutti, non ad una parte del Consiglio, io devo dare garanzie a tutti!

Ci sono altri Gruppi che intendono esprimere la propria opinione su questo argomento. Ma, fra le questioni poste dall'onorevole Spissu, vi è una proposta che comunque mi pare debba essere presa in considerazione, che è quella di discutere stasera la mozione e di mettere in coda il provvedimento sulla caccia. Io non sono pregiudizialmente d'accordo, lo decida l'Aula.

Onorevole Frau, rispetto alla proposta formulata dall'onorevole Spissu lei mantiene la sua proposta?

FRAU (A.N.). Sì.

PRESIDENTE. Allora deve continuare a far parlare un consigliere per Gruppo e poi l'Aula voterà. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (P.P.S.-C.D.U.Sardi). Io ho sentito quanto ha detto poc'anzi l'onorevole Spissu e non voglio riaprire nessuna polemica, ma mi chiedo, visto che sono stati richiamati il Regolamento, i termini regolamentari e la correttezza della gestione dell'Aula, sulla base di quale articolo del Regolamento si è discusso di un emendamento che non era in discussione al momento, parlo del 49 sul disegno di legge numero 144, discussione che ha portato alla sospensione dell'esame del disegno di legge in questione. Abbiamo infatti accelerato i tempi passando dall'emendamento numero 10 all'emendamento numero 49; e in quel momento l'Assemblea era presieduta dal vicepresidente Spissu, che ha deciso per la sospensione dell'esame del provvedimento. Mi risulta inoltre che la terza Commissione avrebbe potuto esprimere il proprio parere sugli emendamenti in Aula, senza che si rinviasse necessariamente nella sede della Commissione. Questo per rispondere appunto alla obiezione posta in merito.

Detto questo io credo che, essendo scritto nel Regolamento che è diritto di ogni singolo consigliere fare proposte all'Aula e quindi, tra queste, anche chiedere l'inversione dell'ordine del giorno e dichiarando la nostra non obiezione anche a discutere la mozione sull'edilizia scolastica, in merito alla quale in più sedi abbiamo manifestato la nostra posizione.

COGODI (R.C.). A condizione che! Se mi togli la condizione cade tutto. O volete fare gli imbroglioni?

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, la prego di non fare lei l'imbroglione! Lei ha deciso per quell'ordine del giorno! E` lei che sta imbrogliando le carte, lei ha deciso quell'ordine del giorno! E gli ordini del giorno, valgono sempre, ha capito? La prego di stare seduto, altrimenti interrompo i lavori dell'Aula. Onorevole Capelli, la prego di continuare.

COGODI (R.C.). Interrompa quello che vuole! Si è detto sì a condizione che. Se cade la condizione cade anche questo. Fate la maggioranza non fate i prepotenti!

CAPELLI (P.P.S.-C.D.U.Sardi). Io concludo, poiché ho partecipato ai lavori di quella Conferenza dei Capigruppo, dicendo che la legge sulla caccia era già inserita all'ordine del giorno. Comunque non obiettiamo all'eventuale discussione in coda, qualora l'Aula decida per l'inversione, della stessa mozione sull'edilizia scolastica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.

MURGIA (A.N.). Signor Presidente, non si capisce come mai i colleghi dell'opposizione siano così agitati; eppure noi sappiamo benissimo che in Aula, spesso e volentieri, non avete ottemperato a quello che era stato deciso in Conferenza dei Capigruppo, l'avete fatto sistematicamente.

L'Aula è sempre sovrana, ve l'ha ricordato Capelli prima, per cui non c'è niente di strano nel fatto che un consigliere chieda l'inversione degli argomenti all'ordine del giorno, come ha fatto il collega Frau.

La nostra proposta era semplicissima; poiché la legge sulla caccia è una legge attesa noi abbiamo proposto di esitare prima questo provvedimento e poi di passare alla mozione sull'edilizia scolastica, alla sua illustrazione. Con buona pace vostra.

Ma, come qualche collega mi faceva notare, e voglio precisare che non ho nessuna intenzione di evitare il dibattito sulla vostra mozione, i contenuti della stessa, che voi tanto bene conoscete, cozzano, e vi invito a guardarvelo, con il nostro Regolamento, e precisamente con l'articolo 34 "Esame dei documenti di bilancio", che al primo comma così recita: "L'esame del disegno di legge finanziaria e del bilancio annuale e pluriennale ha luogo nell'ambito di un'apposita sessione consiliare di bilancio". Per cui, con un po' più di calma e cercando di non fare, collega Fadda, troppa demagogia, si poteva trovare tranquillamente un accordo.

FADDA (Popolari-P.S.). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, lei ha già parlato, non si può parlare su ogni cosa che dice un consigliere.

FADDA (Popolari-P.S.). Sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Lei su questo punto si è già espresso, non posso più darle la parola.

FADDA (Popolari-P.S.). Lei, Presidente, però dia una risposta. L'articolo del Regolamento citato non è valido, perché noi stiamo chiedendo di rispettare una legge, noi stiamo chiedendo di rispettare la finanziaria.

(Interruzioni)

MURGIA (A.N.). Ti abbiamo detto che la discutiamo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (F.S.D.). E` sorprendente che ci si sorprenda del fatto che si usino toni alti. I toni alti si usano quando mancano totalmente ogni regola e il rispetto reciproco. E in questo caso, purtroppo, è mancato il rispetto reciproco.

Intanto, non è corretto, onorevole Murgia, che lei di tanto in tanto, con questo tono "naïf" faccia sparate che sono assolutamente improprie.

Onorevole Capelli, quando l'onorevole Spissu ha rinviato la discussione in Aula della legge sulla cultura, ha assunto questa decisione avendo accolto, in accordo con l'Aula una proposta di sospensione della discussione in Aula e una richiesta di convocazione della Conferenza dei Capigruppo che il sottoscritto aveva avanzato. L'onorevole Spissu non è andato oltre, ha convocato la Conferenza dei Capigruppo e in quella sede si sono assunte decisioni e determinazioni. Dicendo diversamente si fa torto alla comune intelligenza.

Onorevole Frau, lei si è battuto in Conferenza dei Capigruppo perché trovasse accoglimento, all'interno dell'ordine del giorno del Consiglio, il progetto di legge sulla caccia, si è battuto insieme ad altri, dica con tutta onestà se in quella sede le espressioni favorevoli che sono venute non avevano una condizione, e la condizione era che l'argomento andasse in coda all'ordine del giorno. E poi si è accolto che l'argomento potesse essere discusso anche prima dall'Aula, a condizione in ogni caso che andasse in coda rispetto alla legge sulla cultura e alla mozione sull'edilizia scolastica.

Ed allora si usano gli strumenti a voi favorevoli per far sì che l'opposizione, che in quell'occasione aveva le carte in regola per condizionare e impedire l'inserimento all'ordine del giorno, dia invece il suo consenso e poi si utilizzano i numeri all'interno dell'Aula per dire che quell'argomento deve trovare allocazione nel dibattito, prima ancora degli altri argomenti.

Onorevole Frau, mi consenta, io ho avuto e ho molto rispetto per lei, però mi creda, le procedure delle quali vi state servendo in questo caso sono procedure scorrette, inutili e - le chiedo scusa - fanno venir meno anche quel rispetto a cui prima ho accennato. Perché fra uomini onesti, mi sia consentito, gli impegni che si assumono in sede di Conferenza, ed erano in quel caso impegni condizionati, devono valere in quella sede e fuori di quella sede. Voi avete fatto in modo che assumessimo questi impegni e poi, invece, avete usato - in questo caso sì - l'ingenuità dell'opposizione adottando in Aula strumenti "di arroganza".

Onorevole Frau, mi meraviglia quindi il suo comportamento, mi meraviglia che sia lei a fare la proposta, quando aveva accolto una proposta diversa nella Conferenza dei Capigruppo, quando lei sa che a quella proposta eraNO state poste delle condizioni.

Ecco perché, onorevole Presidente del Consiglio, dobbiamo alla fine appellarci alla sua sensibilità perché lei deve garantire dentro l'Aula equilibrio, equità e parità di condizioni per tutte le parti, ivi comprese le minoranze.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Granella. Ne ha facoltà.

GRANELLA (I DEMOCRATICI). Non potevo esimermi, signor Presidente, dal dire due parole. Ormai tutti sanno che sono un cacciatore, di quelli buoni, non di quelli che cacciano i pettirossi o i fringuelli, che sono un componente della Commissione agricoltura, che sono uno di quelli che hanno contribuito ad approvare il provvedimento in Commissione, appunto; sono cioè un componente della "maggioranza della minoranza", o comunque la si voglia chiamare. Capisco anche l'intervento dell'onorevole Frau che, per ovvie ragioni, ha chiesto l'inversione dell'ordine del giorno. Però ad onor del vero, ma anche per ricordare a tutti che i cacciatori sono persone che mettono in primo piano principi quali la serietà e l'onestà, debbo dire che questa proposta di inserimento all'ordine del giorno è passata effettivamente a condizione che venisse discussa dopo la mozione che tratta una questione che era ed è importantissima, una questione che anche un cacciatore deve tenere nel debito conto.

Debbo dire che mi ha sorpreso un intervento, quello dell'onorevole Rassu il quale, pur essendo un componente di quella Commissione, non ha assolutamente partecipato all'approvazione di quel provvedimento. Allora, diceva mio nonno, gatta ci cova.

COGODI (R.C.). Gatto selvatico!

PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi, ma ritengo necessario sospendere la seduta per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 47, viene ripresa alle ore 20 e 28.)

PRESIDENTE. Abbiamo, seppure non facilmente, raggiunto un accordo. I lavori del Consiglio per oggi finiscono qui, riprenderanno martedì alle ore 11 e 30. Non vi sembri strano l'orario, ma bisogna dare il tempo alla Commissione di merito di esaminare gli emendamenti relativi al provvedimento 144/A. Martedì lavoreremo ad oltranza per concludere i lavori nella giornata. Esamineremo, nell'ordine, la mozione sulla scuola, il provvedimento sulla caccia e il disegno di legge numero 144/A.

Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (Popolari-P.S.). Signor Presidente, io non vorrei fare il Pierino della situazione, come pure qualche volta mi è capitato di fare, però mi sembra che siamo in una condizione molto particolare della vita del Consiglio. E' in corso infatti la sessione di bilancio e, se non ho cattiva memoria, durante la sessione di bilancio non si esaminano altri provvedimenti. E' stata già fatta un'eccezione per il dibattito odierno, non si può continuare a proporre deroghe al Regolamento in questa sede! Ci sono emeriti consiglieri regionali che hanno esperienza di Presidenza del Consiglio, che ricordano certamente quanto me che non è mai successo in quest'Aula che durante la sessione di bilancio si siano esaminati provvedimenti ordinari.

Poi si faccia quello che si vuole! Io ho voluto richiamare questa regola nella veste non di componente della opposizione, ma di consigliere regionale che vuole conservare a questa Assemblea una dignità istituzionale, non è possibile andare avanti in questa maniera! Non si possono concordare cose che sono contro il Regolamento, Presidente, non si possono mediare cose che non sono mediabili. E non è un problema di maggioranza o di opposizione, è ormai un problema di dignità delle persone che siedono qua dentro. E io, personalmente non mi sento di proseguire così..

PRESIDENTE. Onorevole Secci, lei ha perfettamente ragione. Naturalmente, se io decido sulle questioni seguendo il Regolamento non devo sentire nessuno, lei capisce, e da ciò conseguono reazioni come quelle che lei ha visto stasera in Aula. Io devo convocare per domani mattina il Consiglio, in quanto domani scade una richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio. Naturalmente se domani non esauriamo la discussione i lavori proseguiranno la prossima settimana perché nessuno può stabilire con certezza i tempi di inizio e fine di un dibattito. Era necessario quindi trovare un accordo, e l'accordo raggiunto a me è parso che segua la via più semplice per mandare avanti i lavori. Allora, domani l'Aula non lavora, lunedì lavorano le Commissioni, martedì mattina si riunisce la Commissione per esprimere il parere sugli emendamenti relativi al disegno di legge che era in discussione. Entro martedì dobbiamo chiudere tutte le questioni aperte.

SECCI (Popolari-P.S.). Il disegno di legge in questione va anche in Commissione bilancio, dove io porrò questo problema. Vedremo se passerà il parere finanziario.

PRESIDENTE. Lunedì sera il provvedimento numero 144/A riceverà il parere finanziario dalla terza Commissione; poi, il giorno dopo, martedì mattina, prima che inizino i lavori dell'Aula, il provvedimento passerà all'esame della Commissione di merito che esprimerà il parere sugli emendamenti. Queste questioni verranno definite entro martedì, così da poter riprendere e continuare la sessione di bilancio fino alla fine, come da lei sostenuto, onorevole Secci. Questo mi pare un accordo onorevole; mentre un atteggiamento rigido non ci consentirebbe di andare avanti.

Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, seguendo il ragionamento del collega Secci, che si basa su norme regolamentari e sulle interpretazioni che ne sono state date, c'è il "pericolo", se così lo vogliamo definire, che la terza Commissione non possa esprimere il parere finanziario sul disegno di legge numero 144. Voglio sapere perciò dal nostro Presidente del Consiglio quale comportamento deve tenere la Commissione nell'ipotesi in cui venga sollevato questo problema che mi pare sia già emerso in quest'Aula. Vorrei capire se dobbiamo e possiamo esprimere il parere, o se invece dobbiamo proseguire nell'esame del bilancio. Io ho bisogno di questo chiarimento.

PRESIDENTE. Onorevole Balletto, lunedì sera la terza Commissione esprimerà il parere finanziario sul disegno di legge numero 144/A. Non poniamo il carro davanti ai buoi, io mi auguro che tutto vada bene, che questo parere venga dato per cui martedì possiamo potremo esitare anche il provvedimento in questione. Se si presenteranno situazioni diverse le valuteremo, adesso non possiamo prevederle tutte.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari P.S.). Signor Presidente, vorrei precisare, perchè rimanga agli atti del Consiglio, che noi naturalmente accettiamo di terminare entro martedì la discussione sui provvedimenti in oggetto, soprattutto perché non è nelle nostre intenzioni fare ostruzionismo. Vorrei inoltre ricordare a lei e all'Aula, sempre perché rimanga agli atti, che noi eravamo disponibili a discutere sia la mozione sia la legge sulla caccia nella giornata odierna, proseguendo i lavori ad oltranza.

PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprenderanno martedì mattina alle ore undici e trenta.

La seduta è tolta alle ore 20 e 36.