Seduta n.347 del 05/12/1998
CCCXLVII SEDUTA
Sabato 5 dicembre 1998
Presidenza del Presidente Selis
indi
del Vicepresidente Zucca
indi
del Presidente Selis
indi
del Vicepresidente Zucca
La seduta è aperta alle ore 10 e 23.
La ROSA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di martedì 1 dicembre 1998 (343) che è approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico preliminarmente che i consiglieri Pietro Fois, Nardino Degortes hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 5 dicembre. Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Norme concernenti interventi finalizzati all'occupazione e allo sviluppo del sistema produttivo regionale e di assestamento e rimodulazione del bilancio" (447)
PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori. L'ordine del giorno reca la prosecuzione dell'esame degli articoli del disegno di legge numero 447.
Si dia lettura dell'articolo 15.
LA ROSA, Segretario:
Art. 15
Contributi agli enti locali per l'affidamento
a terzi di servizi
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere agli enti locali contributi per l'affidamento a terzi di servizi ai sensi dell'articolo 10, commi 1, lettera b), e 3, del decreto legislativo n. 468 del 1997.
2. I contributi di cui al comma 1 sono erogati su istanza delle Amministrazioni interessate con provvedimento dell'Assessorato del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale di concerto con l'Assessorato degli enti locali, finanze e urbanistica nella misura annua di lire 3.000.000 per ciascun lavoratore, già impegnato nei progetti di lavori socialmente utili e di pubblica utilità, assunto dai terzi convenzionati a tempo indeterminato o in qualità di socio lavoratore o partecipante al consorzio di artigiani.
3. I contributi predetti possono essere concessi agli enti locali per la durata della convenzione stipulata con i soggetti terzi e comunque per un periodo non superiore a sessanta mesi.
4. La spesa prevista per l'attuazione del presente articolo è determinata in lire 10.000.000.000 per ciascuno degli anni dal 1999 al 2001 (cap. 10136/04).
CASU (F.I.). Chiedo che l'articolo venga letto per intero. Mi devo orientare.
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 15 per intero.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 102, 142, 141, 22, 71, 21, 23, 62, 18, 72. Se ne dia lettura.
LA ROSA, Segretario:
Sull'ordine dei lavori
CASU (F.I.), relatore di minoranza. O si legge bene o altrimenti non serve a niente.
PRESIDENTE. Consigliere Casu, abbia pazienza! Lei sa, non per oggi, per storica dimostrazione in tutti questi anni, che vengo incontro a tutte le esigenze di tutti i colleghi, dei singoli e dei Gruppi. Gli emendamenti sono stati distribuiti, discussi in Commissione, ridistribuiti, li stiamo anche rileggendo in Aula. Credo che nessuno, tantomeno lei, ma nessuno di noi attenda questo momento per avere conoscenza degli emendamenti.
La lettura è un richiamo del contenuto che serve per memoria.
Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà
CASU (F.I.), relatore di minoranza. Presidente, credo di aver seguito questi provvedimenti, la legge e anche gli emendamenti, ma in mezzo a centosessanta, centosettanta emendamenti, ciascuno di noi, pur avendo seguito, ha bisogno di rinfrescare la memoria.
PRESIDENTE. Infatti stiamo rinfrescando la memoria.
CASU (F.I.), relatore di minoranza. Non potete sopprimere i diritti che ha la minoranza, perché questo si cerca di fare!
PRESIDENTE. Onorevole Casu, chiedo scusa un attimo, prego i colleghi di prendere posto. Lei concluda il suo intervento e prego gli altri di non interrompere.
CASU (F.I.), relatore di minoranza. Questo si è cercato di fare. In Commissione, quando mancava qualcuno della maggioranza, si bloccava il lavoro. Qui pare che i diritti siano tutti della maggioranza, la maggioranza ha il diritto di decidere; ha il preciso dovere di governare la regione, su questo credo non ci siano dubbi, però noi abbiamo il diritto di dire in questa aula ai cittadini quali sono le pecche, quali i difetti, quali le manchevolezze di questo provvedimento. Noi lo dobbiamo dire. Per poterlo dire, però, dobbiamo avere il tempo di leggere il tutto, i singoli articoli, di leggere gli emendamenti, perché noi di questo dobbiamo rispondere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta regionale. Ne ha facoltà.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Sull'ordine dei lavori, credo che l'onorevole Casu non voglia fare offesa alla sua intelligenza, oltre che a quella della minoranza e della maggioranza, chiedendo che vengano letti atti che sono conosciuti da molto tempo. Se lei non ha presente questi atti non saranno i due secondi di lettura che glieli faranno comprendere appieno. Perciò chiedo che all'Assemblea sia riservato il riguardo e il rispetto che deve essere riservato a tutti noi che conosciamo da molto tempo emendamenti e atti.
PRESIDENTE. Su questo, credo sino all'esasperazione, sono portato a dare conoscenza degli atti. Abbiamo letto gli articoli, abbiamo distribuito gli emendamenti, abbiamo lasciato ai Gruppi una giornata per esaminarli, li abbiamo rivisti in Commissione, li stiamo rileggendo qua, magari con una certa celerità, ma li stiamo rileggendo integralmente; vengono illustrati, si dà il parere della Commissione e del relatore, si apre la discussione; non si può dire che qua non c'è possibilità... la Camera cosa dovrebbe fare se andasse con quest'ordine? La Camera ha esaminato il bilancio in una settimana esaminando millecinquecento emendamenti.
Qua stiamo dando il massimo di garanzia non all'opposizione, a ciascuno di noi, perché io ho il dovere e il diritto di dare il massimo di garanzia ai Gruppi di maggioranza, di opposizione ed ai singoli. Quindi diamo lettura, però ho anche il dovere di far fare dei passi avanti ai lavori, di dare la possibilità alla maggioranza e all'opposizione di esprimersi, alla maggioranza, se è possibile, di trovare delle sintesi di governo, all'opposizione di far pensare e pesare le loro opinioni. Ma ho anche il diritto di portare avanti i lavori.
Prego, onorevole La Rosa, prosegua con la lettura
LA ROSA, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Salvatore per illustrare il primo emendamento.
SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Presidente, è ritirato come è successo ieri, perché anche se l'articolo è diverso il contenuto è uguale, con la stessa raccomandazione di ieri.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Ripetizione, dichiaro di far proprio l'emendamento e chiedo di illustrarlo.
Presidente, non riesco a capire perché la maggioranza presenti emendamenti condivisi anche da noi, e poi, all'ultimo momento, li ritiri. Effettivamente questo non giova alla chiarezza dei lavori, perché mi pare che l'emendamento 102, come il 101, approvato ieri sera, sia un emendamento che giova alla semplificazione, cioè siamo in materia di lavoro, che sia l'Assessorato del lavoro a gestire le cose. Nello Statuto conosciamo due forme di decisione politico - amministrativa: o la decisione collegiale della Giunta, o la decisione del singolo capo di una branca dell'amministrazione, dell'Assessore o del Presidente.
Questa questione dei concerti effettivamente è un appesantimento, per di più, come notavo ieri sera, i concerti avvengono su materie che non hanno nessuna discrezionalità poiché i requisiti sono indicati dalla legge. Quindi, effettivamente è un appesantimento che non è assolutamente giustificato e che bene hanno visto i consiglieri Sanna, Schirru eccetera a proporre a quest'Aula. Non riesco a capire la marcia indietro. Questo Consiglio si sta dando linee e semplificazione amministrativa; è vero che non ha approvato la riforma della legge uno, però mi sembra che non si possano fare passi indietro reintroducendo questi concerti che effettivamente sono un appesantimento, che sono uno degli aspetti della nostra burocrazia che non fa lavorare la gente.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 142.
BALLETTO (F.I.). L'emendamento 142 ripropone nei contenuti l'emendamento 102 presentato dai colleghi Sanna, Schirru e più, ritirato e fatto proprio dal collega Bonesu. Le argomentazioni ad illustrazione sono le medesime e quindi mi rifaccio alle dichiarazioni del collega Bonesu.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 141.
BALLETTO (F.I.). Al secondo comma dell'articolo 15, dove sono indicati i contributi che l'amministrazione regionale può erogare a favore dei comuni, indicato nella misura annua di tre milioni, per quei lavoratori già impegnati nei progetti di lavori socialmente utili, che vengano assunti a tempo indeterminato.
Nel suo impianto complessivo il comma può anche essere accettato. Ciò che non è accettato è che si voglia in ogni caso favorire anche acquisizioni da parte di soggetti che il più delle volte non sono veri imprenditori, tanto è vero che nell'ultima parte del comma viene indicato che queste assunzioni possono avvenire anche in qualità di socio lavoratore. Qui rientriamo evidentemente nel discorso delle cooperative, le quali, da strumento veramente utile, se fossero state intese per quello che sono state le reali finalità che hanno dato origine alla nascita e alla regolamentazione delle cooperative, nulla da dire, ma siccome sappiamo cosa sono le cooperative, chi sono, quali interessi e quali volontà non estremamente chiare ed accettabili sono dietro questo fenomeno, diciamo che il contributo può star bene ma solo e in quanto i lavoratori già impegnati in lavori socialmente utili siano impegnati in imprese vere, cioè imprese che con i propri mezzi siano in grado di garantire quel lavoro per tempi lunghi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Montis per illustrare l'emendamento numero 22.
MONTIS (Gruppo Misto). Si tratta di impedire che possano esserci, non dico delle preferenze... Quindi si tratta di affermarlo in modo categorico con la parola "sono".
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 71.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E` un emendamento tecnico di rimodulazione degli stanziamenti simile a quelli illustrati in precedenza.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Montis per illustrare l'emendamento numero 21.
MONTIS (Gruppo Misto). Qui il problema è più delicato. Abbiamo assistito, purtroppo, nel corso degli anni a licenziamenti per discriminazione, non tanto perché erano lavoratori incapaci o non avevano la professionalità spiccata per assolvere le incombenze per le quali erano stati assunti, ma soprattutto perché difendevano con coerenza i propri diritti politici e sindacali, perché le due cose si intrecciano e si sono intrecciate nel passato durante lotte decennali.
Abbiamo presentato questo emendamento nel tentativo di evitare che ci fossero situazioni di questo genere con la nuova imprenditoria e i nuovi contributi che la legge prevede, e in modo particolare l'articolo in discussione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Montis per illustrare l'emendamento numero 23.
MONTIS (Gruppo Misto). Riguarda lo stesso argomento. Può essere considerato illustrato anche questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Biggio per illustrare l'emendamento numero 62.
BIGGIO (A.N.). Signor Presidente, l'emendamento tendeva a estendere le possibilità, il campo d'azione di questa norma a una serie di altri lavori, in particolare, come è richiamato nell'emendamento, la legge numero 280 prevedeva settori di servizi alla persona, della salvaguardia e cura dell'ambiente, del territorio, dello sviluppo rurale, dell'acquacoltura, del recupero e riqualificazione degli spazi urbani.
Da un esame più approfondito è emersa in Commissione la impossibilità di praticare questa strada, per cui l'emendamento si deve considerare ritirato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Montis per illustrare l'emendamento numero 18.
MONTIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, vi pregherei di fare una riflessione su questo articolo. In Sardegna, dal punto di vista della non occupazione, siamo in una situazione che si articola in una serie di categorie sociali, ma soprattutto di lavoratori che provengono da intraprese industriali, grandi, piccole e medie che sono via via scomparse nel corso di questi anni per le note ragioni, è inutile elencarle, l'abbiamo fatto più volte cercando di difendere gli interessi di questi lavoratori, di far vivere le imprese che potevano vivere, prosperare e persino dare profitti, spesso o quasi sempre con scarso successo.
Tra questi lavoratori che sono stati licenziati, che hanno perso il lavoro nel corso di questi anni c'è, se così si può dire, una categoria che è vasta: si tratta di migliaia di lavoratori che hanno maturato un'età per la quale difficilmente possono essere assunti nelle nuove iniziative industriali. Non ci sono grandi iniziative all'orizzonte che assumano centinaia o migliaia di lavoratori come negli anni sessanta e all'inizio degli anni settanta. Si punta sulla piccola e media industria, su uno sviluppo diffuso nel territorio, difficilmente quindi questi lavoratori possono essere assunti. E` gente che viaggia tra i 42 e i 55 anni. Se avessimo probabilmente chiesto dei dati, anche per poter discutere con maggiore cognizione di causa sia la legge che si richiama all'occupazione, sia i singoli articoli e gli emendamenti, avremmo visto che questi lavoratori sono migliaia e avremmo potuto accertarlo con precisione.
Allora bisogna fare qualcosa che consenta di ridare la speranza, anche se non di risolvere il problema, impensabile con una dimensione di disoccupazione vastissima in questo campo. Si tratta di individuare una risorsa finanziaria non dico adeguata alla bisogna, ma insomma una risorsa finanziaria significativa per l'assunzione di questi lavoratori per lavori di pubblica utilità.
Nell'emendamento, se posso fare una correzione orale, occorrerebbe cancellare, a noi è sfuggito nello stendere questo emendamento, la parola "all'assunzione". Noi (?) diciamo che "I contributi alle amministrazioni provinciali per l'attuazione di progetti destinati ai disoccupati di lunga durata nell'ambito della salvaguardia del patrimonio ambientale" eccetera, si dice anche "all'assunzione", ma questa storia dell'assunzione sarebbe certamente impossibile da parte delle amministrazioni provinciali, anche per legge. Quindi presento questo emendamento orale per la cancellazione delle parole "all'assunzione" e la modifica in "ai disoccupati di lunga durata".
Lo stanziamento, sebbene assolutamente impossibilitato a dare soddisfazione alle migliaia di lavoratori che sono in questa situazione, è tuttavia significativo. Il Consiglio regionale dimostrerebbe nei fatti, non nelle parole, non negli atteggiamenti, non nei discorsi che spesso tendono a nascondere una verità, che facciamo un po' tutti sui singoli problemi, ma significativamente a indicare, attraverso questo stanziamento, la possibilità di occupazione di alcune centinaia di questi lavoratori da parte delle amministrazioni provinciali. Perché non abbiamo indicato i comuni? Per un motivo molto semplice, perché una risorsa relativamente modesta riportata al numero dei comuni sardi, dei 380 comuni, sarebbe stata una dispersione assolutamente impossibile anche a suddividerla e a creare condizioni reali di assunzione di centinaia di lavoratori. Abbiamo individuato invece nelle quattro amministrazioni provinciali dell'Isola la possibilità di una ripartizione di questi fondi pensando anche che probabilmente le province hanno anche progetti cantierabili e quindi una possibilità di assunzione in tempi rapidissimi, ripeto, per dare segnali di attenzione che spesso questo Consiglio regionale non riesce a dare nei confronti dei lavoratori più bisognosi che hanno particolare esigenza di essere tutelati.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 72 ha facoltà di illustrarlo.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Il relatore di maggioranza esprime parere favorevole sugli emendamenti numero 102, 142, 22, 71, 21 e 23.
Sull'emendamento numero 141 esprime parere contrario. L'emendamento numero 62 è ritirato.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 18 si esprime parere contrario, anche se si apprezza la finalità sociale dell'emendamento stesso che guarda ai disoccupati di lunga durata. Si rileva però che questo emendamento ha in sé una incompatibilità di natura finanziaria rispetto alla proposta, e poi va detto anche che è di difficile gestione, infatti concede contributi alle amministrazioni provinciali destinati all'assunzione. Il consigliere Montis propone di cancellare il termine "assunzione", ma certamente rimane sempre inadeguata la formulazione dell'emendamento perché non evidenzia le finalità della destinazione delle risorse, per cui ritengo che sia di difficile gestione, quindi il parere è contrario.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 72 della Giunta regionale, voglio ricordare al Consiglio che è presente sulla stessa materia l'emendamento numero 97, che però si collega all'articolo 19. Allora proporrei ai presentatori, quindi alla Giunta, ed evidentemente al Consiglio, di sospendere l'emendamento numero 72 per farne una trattazione contestuale all'emendamento numero 97, che si collega all'articolo 19. Credo di avere espresso il parere su tutti gli emendamenti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Gli emendamenti numero 102 e 142, che mi pare siano identici, si accolgono; l'emendamento numero 141 non si accoglie; l'emendamento numero 22 si accoglie. L'emendamento numero 21 si accoglie, c'è da verificare, probabilmente, la necessità di aggiungere un riferimento "salvo giusta causa", ma questo lo verifichiamo in un attimo, nel corso del dibattito. L'emendamento numero 23 si accoglie. L'emendamento numero 71 è della Giunta. Sull'emendamento numero 72, d'accordo col relatore, possiamo soprassedere un attimo per vederlo in relazione all'articolo 19, dove c'è un emendamento che riguarda la stessa materia.
Due parole invece per quanto riguarda l'emendamento numero 18, che pone un tema molto rilevante; la finalità è condivisa dalla Giunta, finalità che d'altra parte rientra nell'impianto complessivo del disegno di legge, è di utilizzare, in un quadro di politiche attive del lavoro, diversi strumenti per poter impegnare disoccupati, anche disoccupati di lunga durata (verso questa categoria di lavoratori l'emendamento rivela una particolare sensibilità) in progetti di salvaguardia, tutela e valorizzazione ambientale.
Questa finalità è nel disegno di legge perseguita attraverso una serie di strumenti; gli strumenti sono l'articolo 19, le società miste dell'articolo 14, l'affidamento a terzi di servizi nell'articolo 15, e per certi versi i progetti speciali. Cioè, c'è una strumentazione molto forte per perseguire questo risultato.
Ora, qualora noi togliamo, mi rivolgo soprattutto al collega Montis, accogliendo la sua riflessione il riferimento all'assunzione che non è palesemente fattibile, l'unica differenza rispetto ai progetti già in essere, è che questi progetti vengono messi in capo alle province invece che ai comuni, cioè, la scelta del disegno di legge di operare attraverso i comuni. Ma, è questa una differenza tale da spingerci verso l'introduzione di ancora un altro strumento o non possiamo, invece, e in questo senso ci sarebbe una forte disponibilità di apertura della Giunta, non possiamo invece ragionare cercando di far confluire questo tipo di interventi nelle tipologie già previste dal disegno di legge, quindi, ripeto l'articolo 19, le società miste, l'affidamento a terzi di servizi e progetti speciali, eventualmente anche nell'ambito delle compatibilità finanziarie con un potenziamento degli interventi? E' una domanda che pongo nel manifestare questa disponibilità, perché probabilmente questo potrebbe dar modo di non ricorrere ad una nuova iniziativa, ma potenziare quelle già presenti, che hanno come riferimento principale i comuni che in questa materia hanno probabilmente anche maggiore operatività rispetto alle province e maggiore possibilità di intervento.
Io penso che si possa su questo sviluppare una interlocuzione che potrebbe portare ad una convergenza tra i presentatori e la Giunta.
Congedi
PRESIDENTE. Poco fa mi ero dimenticato di comunicare che oltre i colleghi Pietro Fois e Nardino Degortes anche il collega Bruno Dettori ha chiesto una giornata di congedo per oggi, se non vi sono opposizioni tale congedo si intende approvato.
Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Norme concernenti interventi finalizzati all'occupazione e allo sviluppo del sistema produttivo regionale e di assestamento e rimodulazione del bilancio" (447)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Sono un po' impaurito, signor Presidente, perché i colleghi oggi hanno intenzioni di linciarmi, a partire dall'Assessore della sanità.
(Interruzioni)
Io ritengo che veramente ognuno di noi rappresenti tutti i cittadini sardi ma, quanto più leggo questo provvedimento, maggiormente mi convinco che non sono tutti uguali i cittadini sardi. E mi dà un'idea ancora, un'ulteriore idea questo emendamento presentato dagli onorevoli Montis, Aresu e Concas, perché chiedono qualche cosa, ve lo leggo proprio per rinfrescare la memoria perché ritengo che qualche volta sia necessario: "L'amministrazione regionale è autorizzata a concedere contributi alle amministrazioni provinciali per attuare progetti destinati all'assunzione di disoccupati di lunga durata, nell'ambito della salvaguardia del patrimonio ambientale per la tutela del paesaggio".
Si tratta di disoccupati di lunga durata, caro onorevole Montis, la maggioranza è sensibile a questi problemi, però, non accoglie l'emendamento, quindi, noi assistiamo a questa gara che fa la maggioranza per dimostrare sensibilità, ma è sensibilità teorica, sensibilità astratta, solidarietà che è al di fuori delle cose concrete. Io ritengo che il disoccupato di lunga durata non abbia bisogno di questa sensibilità, ha bisogno di lavorare. Ecco allora, ho l'impressione che la torta che la Regione intende distribuire con queste svariate centinaia di miliardi, migliaia di miliardi, abbia delle destinazioni precise, non vada per tutti i sardi. Da qui, credo che scaturisca la mia opposizione più dura al provvedimento, perché noi dovremmo guardare ai cittadini tutti uguali, invece siamo sempre alle solite chi è dentro il carro rimane, chi è appeso al carro si cerca di farlo entrare dentro, chi è fuori dal carro rimane fuori dal carro! Non mi pare che noi possiamo comportarci in questo modo, io credo che questo concetto sia un concetto informatore del disegno di legge che non si abbandona mai. Se la Giunta intende procedere in questo modo, noi daremo campo libero, l'opposizione che noi possiamo fare è un'opposizione seria, ma certamente i numeri sono vostri, quindi, il braccio di ferro, ammesso che vi sia un braccio di ferro, lo vincerete voi! Il nostro compito però è almeno quello di mettere a nudo tutte le manchevolezze della legge, questo discorso credo che non ce lo possiate impedire, continueremo a farlo, fino all'approvazione definitiva della legge, qualche volta qualche concetto lo ripeteremo, ma io credo che giovi ripetere i concetti a questa maggioranza che non sente con facilità; è inutile che noi continuiamo a dire che con questo provvedimento non si crea, non si risponde alle aspettative della gente per la creazione di lavoro perché voi continuate imperterriti nella vostra strada.
Se ci volete proporre qualche cosa proponetela alla luce del sole! Io credo che i discorsi noi li stiamo facendo alla luce del sole!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az.). Signor Presidente, prendo la parola sull'articolo 15 che è un articolo abbastanza problematico. Presidente, prenderei la parola se non l'avessero altri colleghi!
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Per cortesia onorevoli colleghi lasciate continuare il consigliere Bonesu.
BONESU (P.S. d'Az.). L'articolo 15 è un provvedimento estremamente problematico, perché se gli incentivi sono pochi lo strumento che scarica la pubblica amministrazione di personale che comunque viene mantenuto, si rivela inadeguato. Se l'incentivo è estremamente forte crea una turbativa nel mercato, perché è chiaro che il soggetto imprenditoriale che assume questi lavoratori viene a godere di una situazione di privilegio che gli consente di fare concorrenza illecita al di là dei servizi assunti nei confronti di altre imprese.
Mi sembra che il comma due cerchi di risolvere al meglio dando un contributo annuo di lire tre milioni che costituisce sia un incentivo, ma non mi sembra che svisi le regole di mercato. Semmai manca un norma di chiarimento che stabilisca se questo beneficio è cumulabile con altri benefici, il ché effettivamente rende dubbia l'interpretazione e potrebbe dar luogo a controversie. Però, mi sembra tutto sommato che lo strumento funzioni con i chiarimenti che sarebbe stato opportuno introdurre nella legge.
Vi è però un aspetto delicato in questo articolo 15 che è sottolineato dall'emendamento del collega Aresu, l'emendamento numero 22, in cui dice: Le parole "possono essere" sono sostituite con le parole "sono"; ma io dico che oltre l'emendamento è la formulazione del comma uno che lascia perplessi, perché dice: "L'amministrazione regionale è autorizzata a concedere", cioè, non c'è un diritto dell'ente locale di ricevere, quindi, anche il "possono essere" poi del comma tre effettivamente mi sembra congruo al comma uno, cosa che i presentatori dell'emendamento non hanno invece rilevato.
Però, in effetti la norma così concepita crea una discrezionalità che sembra inesplicabile, perché tra l'altro gli enti locali non avrebbero garanzia. Ora, io mi chiedo forse questa "è autorizzata a concedere" e questo "possono essere concessi" è in relazione alle disponibilità finanziarie, quindi, il problema si pone in relazione a disponibilità finanziaria, perché chiaramente dando tre milioni a dipendente la disponibilità è per circa tre mila dipendenti poco più, e forse nella previsione di chi ha redatto la norma questa disponibilità è insufficiente. Mi sembra che il dibattito tutto questo non l'abbia chiarito, forse sarebbe opportuno che la Giunta chiarisca il suo punto di vista sulla questione, da parte nostra c'è la disponibilità di accettare emendamenti orali che possano dare sicurezza a questi meccanismi, certezza alle parti, cosa che invece nell'attuale testo non c'è.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.
MACCIOTTA (Gruppo Misto). Signor Presidente, il mio intervento voleva soltanto suggerire in sede di coordinamento una piccola modifica tecnica, perché leggendo le righe terminali del comma due, suonano in questo modo: "Al lavoratore già impegnato eccetera, eccetera, assunto dai terzi convenzionati a tempo indeterminato". Allora, siccome in legge anche le parole hanno un peso, leggendo così non si capirebbe bene se sia il personale assunto a tempo indeterminato o se siano i terzi convenzionati a tempo indeterminato. Uno semplice spostamento delle parole "a tempo indeterminato" dopo "assunto" chiarirebbe senza altro la norma. Mi fa riflettere che se il mio rilievo è giusto evidentemente ho avuto il modo e i tempi sufficienti per leggere bene testo ed emendamenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Montis. Ne ha facoltà.
MONTIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, credo che sia noto a tutti noi sardi che fino a non pochi anni fa, quando un giovanotto decideva di sposarsi, andava a chiedere in sposa non l'interessata, andava dai familiari della sposa, il padre qualche volta diceva di "sì, sei un bravo giovane, sei anche un bravo lavoratore, ma "ma filla mia no ti dono"(?), forse non si spiegava meglio e non diceva perché non gli dava la figlia, adesso la situazione è un po' diversa, adesso non hanno bisogno del consenso del padre e né di interloquire con la famiglia prima di convogliare a giuste nozze o di convivere insieme; però, fino a non molto tempo fa, in Sardegna, nella stragrande maggioranza dei centri sardi e nei paesi ed anche nelle città avveniva questo. Un po' è la stessa cosa che avviene per questo emendamento. Noi volevamo un segnale. Io l'ho detto in un'altra occasione e vedo che lo si crede, tra l'altro questo è stato chiesto da un comitato di disoccupati che esiste da anni presso le organizzazioni sindacali, presso un'organizzazione sindacale (è inutile fare nomi) è stato chiesto espressamente.
Ho detto anche inizialmente che probabilmente avremmo potuto avere anche dei dati esatti sui disoccupati di lunga durata, perché credo che gli uffici di collocamento li abbiano anche in un elenco apposito che comincia dagli otto anni, dieci, dodici eccetera, ci sono lavoratori che sono quindici anni iscritti all'ufficio di collocamento, che sono stati cacciati via da imprese esterne, da intraprese industriali che sono fallite e che hanno chiuso, eccetera.
Si trattava di dare un segnale di questo genere; non è possibile! A noi è stato chiesto, non lo dico che non è stato giusto chiederci molte volte, nel corso di questa legislatura, di assicurare la maggioranza, di assicurare il numero legale, di votare leggi, di votare provvedimenti, eppure essendo stati discriminati, qualcuno dovrebbe ricordarlo molto bene, compreso il Presidente della Giunta regionale per anni, pur essendo tra i concorrenti del successo della coalizione che, poi, ha dato vita alla Giunta e a questa maggioranza, pur in questa situazione noi abbiamo più volte assecondato, non dico quanto, ma certamente molte decine di volte, se non qualche centinaia di volte, assecondato questa richiesta. Io non dico che questo deve essere fatto soltanto per risarcirci(?) di questa nostra sensibilità, se così vogliamo chiamarla. Anche come elemento di compromesso. Il compromesso non è una cosa disonorevole, in politica il compromesso è una cosa assolutamente utile, legittima e fattibile quando è fatta in modo onesto; onesto dal punto di vista politico certamente. E` disonesto quando sottintende ad altri interessi, interessi che non sono legittimi e che non sono neanche confessabili.
C'è una proposta dell'assessore a cui io consento volentieri, non di ritirarlo ma di sospenderlo, per trovare una formulazione che non incorra in eventuali provvedimenti di illegittimità; ma a questo segnale, a questi lavoratori di lunga durata di cui io non mi avvantaggerò molto credo, mi sembra assolutamente necessaria per una questione umana, soprattutto umana. C'è tra questi, provate a fare un'indagine, qui ci sono dei consiglieri e delle consigliere regionali che sono eletti nel Sulcis e in altre zone dove questa situazione è forse più drammatica di altre, gente che ha dovuto togliere i figli dalle scuole che frequentavano, perché non erano più in grado di assisterli, gente che ha rinunciato al telefono. Questa non è demagogia e siete in grado di constatarlo voi stessi.
Se noi riusciremo a fare questo io lo sospendo, a destinare questi fondi e alla provincia, perché le provincie possono presiedere questo senza una dispersione di fondi destinandoli ai comuni, perché sono veramente lavori di pubblica utilità, che sono di pubblica utilità per tutti i cittadini, non solo del centro abitato, della città o del comune nella quale verranno realizzati, ma lavori di pubblica utilità nell'interesse di tutti i cittadini sardi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Io vorrei, in questo preciso istante, intervenire sull'articolo per fare queste considerazioni: Con l'articolo 14, votato ieri notte o meglio questa mattina presto, è stata prevista la possibilità che l'amministrazione regionale conceda contributi ai comuni affinché questi partecipino alla costituzione di società miste. Abbiamo discusso a lungo su questo fatto qui e non voglio entrare nuovamente nel merito della questione per non ripetere cose già dette.
Però, sta di fatto che l'orientamento della maggioranza è stato proprio quello di intervenire in questo settore. Con l'articolo 15, sempre in linea e sulla scia del precedente articolo, si prevede che l'amministrazione regionale possa concedere contributi agli enti locali nella misura di tre milioni per ciascun soggetto, facente riferimento a quella particolare categoria di lavoratori, lavori socialmente utili e lavori di pubblica utilità, che siano assunti con determinate modalità, da parte di soggetti convenzionati.
Ma, i soggetti convenzionati, se non vado errando, sono gli stessi soggetti di cui si vuole favorire, o possono essere e saranno in gran parte, gli stessi soggetti di cui all'articolo 14, per i quali sono state previste le contribuzioni a favore degli enti locali. Quindi, è un pacchetto che rimane tutto in famiglia, tutto in casa. Da una parte l'amministrazione regionale concede contributi agli enti locali per costituire le società miste, dall'altra parte, con il successivo articolo, si dice: bada, società mista, convenzionati con gli enti locali, potrai riassumere quelle persone che si trovano in determinate condizioni, esattamente quelle che si trovano previste dal decreto legislativo 468, in maniera tale da, eccetera, eccetera..." Tra le altre cose, nell'ultima parte del secondo comma, viene detto anche che questi lavoratori possono essere anche assunti in qualità di soci lavoratori; però, forse questa osservazione che sto facendo adesso non è pertinente al ragionamento che stavo facendo, perché ovviamente i soci lavoratori non possono essere assunti nelle società miste che hanno forma diversa dalle società cooperative. Noi questo disegno non lo condividiamo, noi riteniamo che non sia la forma valida per trasformare il lavoro precario in lavoro stabile, perché si tratta sempre di una forma di lavoro assistito che non produrrà nei tempi appena appena più lunghi del brevissimo nessuna utilità, perché il problema di questa fascia e di questa larga categoria di lavori precari, si parla di unità che vanno dalle quindici mila alle venti mila, avranno per breve tempo visto tamponato il problema ma che necessariamente si riproporrà nei tempi prossimi a venire. Saranno affrontati con maggiori difficoltà, in quanto per la situazione dell'indebitamento crescente, evidentemente risorse oggi disponibili lo saranno molto meno in futuro, e chissà che cosa dovranno inventarsi i governanti che verranno per far fronte a situazioni di questo genere.
Non si è scelta la strada degli interventi capaci di dare veramente incremento allo sviluppo e, quindi, di assicurare lavoro stabile; non si è scelta perché non si è avuto il coraggio di andare in quella direzione, in altre circostanze e in altre occasioni abbiamo detto e abbiamo sostenuto che questo tipo di scelta non paga nel tempo breve. E' molto più facile dare sussidi, che non sono incentivi, per tenere legati a sé, o al proprio carro, le persone bisognose.
Questo per quanto attiene l'articolo, quindi, non ne possiamo accettare o condividere il contenuto perché è veramente l'esatto contrario di quello che noi faremmo per risolvere o per affrontare il problema.
Se posso continuare, signor Presidente, naturalmente intervenendo su tutti gli emendamenti potrei avere necessità di qualche minuto in più. Per quanto riguarda l'emendamento numero 102 e quello successivo, il 142, presentato da Forza Italia, il cui il contenuto è identico, io vorrei chiedere al relatore di maggioranza la conferma sull'accettazione, perché io avevo annotato nei miei emendamenti...
SASSU (Progr. Fed.), relatore. L'ho già detto.
BALLETTO (F.I.). L'ho sentito, una sola precisazione poiché io avevo annotato nelle mie copie che la Commissione li aveva respinti, quindi li avevo annotati entrambi. Era così? In Commissione erano stati respinti, però in Aula la Commissione... No, lei ha detto prima che li accoglieva.
PRESIDENTE. Il relatore e la Giunta accolgono gli emendamenti.
BALLETTO (F.I.). Io però ho annotato in Commissione che la Commissione non li accoglieva, quindi voglio conferma.
PRESIDENTE. Fa fede quello che il relatore ha detto in Aula e la Giunta ha ribadito. Gli emendamenti numero 102 e il 142 sono stati accolti dal relatore e dalla Giunta.
BALLETTO (F.I.). Comunque, se sono confermati, evidentemente avevo sbagliato io nell'annotare, sta bene così. Quindi non c'è motivo di indugiare oltre perché la richiesta evidentemente è stata accolta. Sotto questo aspetto mi dichiaro soddisfatto.
L'emendamento numero 141 si propone di cassare nel secondo comma l'ultima parte, e cioè dopo le parole "assunto"... mi sembra fosse molto corretta la puntualizzazione fatta dal professor Macciotta, perché così come è formulato effettivamente c'è equivoco sui soggetti, quindi giustamente andrebbe ripreso in sede di coordinamento.
C'è da dire che l'emendamento 141 ha la finalità di evitare che al lavoro precario, al quale si vuol dare risposta, si dia ulteriore impulso attraverso l'assunzione da parte di soggetti che oggi stanno sul mercato solo perché assistiti da sussidi che consentono loro di rimanere in vita. Allora, se si consente che questi contributi vadano a soggetti che sul mercato vi sono, ma non certamente per fatto proprio in quanto incapaci con la propria attività di sostenere l'esercizio, evidentemente si tratta solamente di trasformare lavoro precario di un tipo in lavoro precario di un altro tipo, ma tale rimane. Quindi sarebbe opportuno quantomeno che questi contributi siano dati ad imprese che siano veramente in grado con le forze proprie di sostenere il lavoro che si vuole trasformare.
Per ciò che riguarda l'emendamento 22 condivido in pieno le argomentazioni che il collega Bonesu ha sollevato, pertanto credo che questo emendamento, così come è stato formulato, non possa essere accolto dall'Aula.
L'emendamento numero 71 prevede un incremento di queste somme per cinque miliardi, quindi si ritorna, o perlomeno ci si riavvicina alla misura originaria che era stata indicata in 20 miliardi per gli anni dal '99 al 2003. Praticamente la bellezza di cinque anni. Per cinque anni vi era un impegno di 50 miliardi.
Anche in questo caso c'è da fare l'annotazione che si tratta di anticipazione almeno di un'annualità al 1998, mentre la Commissione l'aveva già modificato portandolo al 1999.
Al di là delle giustificazioni tecniche che possono essere date dall'Assessore, mi chiedo: come è possibile che a fine 1998, quando questi contributi non sono e non possono essere stati concessi, perché non esisteva il titolo giuridico e quindi la norma che li autorizzava, possano essere concessi contributi con quelle finalità a fine anno quando, come dicevo prima, non c'era questa possibilità. Quindi chiedo conferma se si tratta di sanare situazioni per le quali evidentemente si è già proceduto in una certa direzione senza che esistesse il titolo giuridico, la norma che consentisse questo tipo di comportamento. A questo punto è opportuno che ci sia un chiarimento, diversamente la cosa parrebbe incomprensibile.
L'emendamento numero 21 dei colleghi Aresu, Montis e Concas, cerca di dare risposta a una giusta esigenza, perché ovviamente mi sembra che non sia consentito ad alcuno di erogare contributi che siano finalizzati solamente ad attività di tornaconto e speculazione da parte di imprenditori poco seri. Potrebbe essere facile licenziare il personale già in carico per assumerne dell'altro in maniera tale da beneficiare della contribuzione. Quindi è giusto prevedere che non ci siano state forme di licenziamento preordinate a questo tipo di beneficio, però, giustamente, come è stato osservato, occorre prevedere che restano esclusi da questa previsione quei licenziamenti che siano avvenuti per motivi riferibili a giusta causa, quindi rapporto di lavoro che si è interrotto per giusta causa.
Un attimo solo, chiedo scusa... sto sfogliando...
CUCCA (Progr. Fed.). Tempo!
PRESIDENTE. Diamo la possibilità al consigliere Balletto di concludere l'intervento.
BALLETTO (F.I.). Collega Cucca, lei è molto distratto, lei non partecipa ai lavori, perché non abbiamo sentito neanche un suo intervento. Lei è molto distratto, consigliere Cucca, perché non partecipando ai lavori, come ha dimostrato di fare in questa circostanza, ha evitato di sentire l'autorizzazione del Presidente a debordare rispetto al termine consentito.
PRESIDENTE. Non polemizzate su queste cose, ce ne sono altri di argomenti su cui polemizzare!
BALLETTO (F.I.). Mi sento provocato e quindi polemizzo.
PRESIDENTE. Andiamo avanti. Ho concesso al consigliere Balletto un paio di minuti in più per esaminare, la prego, e richiamo anche il consigliere Balletto.
BALLETTO (F.I.). Ho terminato. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, passiamo alla votazione. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sul primo emendamento.
PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto segreto sull'emendamento numero 102. Ricordo ai colleghi che l'emendamento numero 102 è uguale all'emendamento numero 142. Quindi la votazione avviene unitariamente, se è approvato l'uno, è approvato l'altro, ed ovviamente viceversa.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 102 e numero 142 all'articolo 15. (v.p.v.)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 54
Votanti 53
Astenuti 1
Maggioranza 27
Favorevoli 49
Contrari 4
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - LA ROSA - LADU - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARTEDDU - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
Questo vale per l'emendamento numero 102 e numero 142. Metto in votazione l'emendamento numero 141. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 141.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 141 all'articolo 15.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 44
Votanti 42
Astenuti 2
Maggioranza 22
Favorevoli 4
Contrari 37
Voti nulli 1
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLERO - BERRIA - BONESU - BUSONERA - CHERCHI - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - LA ROSA - LADU - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARTEDDU - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si sono astenuti: il Presidente SELIS - MARROCU.)
Né gli uffici, né la presidenza possono controllare la scheda con cui votate, se uno vota con la scheda di un altro figura che ha votato il proprietario della scheda e non il soggetto che intende votare. Comunque in questo caso non ha nessuna influenza.
Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 22.
Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Per dichiarazione di voto, Presidente, ovviamente nessuno chiede lo scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Se nessuno ha chiesto lo scrutinio segreto, ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Credevo di essere stato chiaro parlando in discussione generale di questo emendamento, ma credo di essere stato frainteso; mi dichiaro favorevole a questo emendamento. Notavo che l'emendamento dovrebbe riguardare anche il comma 1, ma credo che comunque l'approvazione giovi alla certezza perché leva un'arbitrarietà che non è assolutamente giustificata nell'erogazione di questi contributi. Ritengo che sostituire le parole "possono essere" con le parole "sono" sia un fatto che dà certezza alle parti di questo rapporto, perché l'Assessore, ricorrendo le condizioni, non può che erogare il contributo, mentre col "possono essere" ci sarebbe una discrezionalità, fra l'altro non ancorata a nessun criterio, quindi sconfinerebbe nell'arbitrarietà.
Presidente, colgo l'occasione anche per dichiararmi contrario alla correzione proposta al comma 2 dall'onorevole Macciotta; "a tempo indeterminato" non può che riferirsi al lavoro, all'assunzione, perché mentre il lavoro è a tempo indeterminato, l'ordinamento giuridico non prevede nessuna convenzione a tempo indeterminato. Sarebbe veramente assurdo che vi fossero convenzioni a tempo indeterminato, perché chiaramente obblighi come quelli risultanti da convenzione devono avere un termine nel tempo, quindi l'espressione "a tempo indeterminato" non crea nessun equivoco perché si riferisce al rapporto di lavoro.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 22. Chi l'approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'articolo 15. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 21. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 23. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Circa l'emendamento numero 18, a firma Montis, Aresu e Concas, la Giunta aveva chiesto la sospensione e il consigliere Montis mi pare che avesse accettato. Quindi lo sospendiamo?
Ha domandato di parlare il Consigliere Montis. Ne ha facoltà.
MONTIS (Gruppo Misto). La Giunta ha parlato di una possibilità che sarebbe data dando un'interpretazione su altri provvedimenti di legge. Se vuol precisare, io poi deciderò in merito.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per un riepilogo.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Intanto colgo l'occasione per precisare in relazione all'emendamento 21, già votato, che in sede di coordinamento c'è da tener conto di quella aggiunta di valore esclusivamente tecnico "salvo i casi di giusta causa", che sarebbe da aggiungere dopo "assumere". Non cambia il senso della norma, ma la integra. Mi pare che se il Consiglio è d'accordo in sede di coordinamento possa essere fatto.
Per quanto riguarda l'emendamento 18, intanto la Giunta, ho detto in premessa, ha chiara la portata politica della posizione espressa dal consigliere Montis, e manifesta attenzione e sensibilità, per certi profili la questione investe altri livelli di responsabilità, e comunque la Giunta fa una dichiarazione di attenzione, di grande sensibilità.
Per quanto riguarda la questione precisa posta dall'emendamento 18, non ripeto le cose già dette circa la portata sociale e la condivisione della finalità, le finalità di cui all'emendamento numero 18 sono perseguibili, questa è la risposta che la Giunta sta mettendo a punto, sono perseguibili attraverso la legge regionale numero 7, che va naturalmente letta in connessione con la legislazione nazionale in tema di lavori socialmente utili e di lavori di pubblica utilità.
In sostanza è possibile prevedere, non naturalmente nel "447" ma nella legge finanziaria, uno stanziamento aggiuntivo per la legge 7 e, se necessario (questo bisogna verificarlo dal punto di vista tecnico), una integrazione normativa della stessa legge 7, da apportare in legge finanziaria. Questo consentirebbe di lavorare al raggiungimento delle finalità previste dall'emendamento 18, ma con uno strumento che sia coerente rispetto all'attuale normativa statale e regionale.
Penso che questo preciso impegno della Giunta costituisca una risposta concreta all'esigenza posta dall'emendamento 18.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 72 della Giunta regionale.
Ha domandato di parlare il consigliere Sassu. Ne ha facoltà.
SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Presidente, avevo chiesto di sospendere questo emendamento per collegarlo nella discussione e nella votazione all'emendamento 97, che si collega all'articolo 19.
PRESIDENTE. Il 18 è ritirato, l'emendamento 72 è sospeso per collegarlo all'emendamento 97 dell'articolo 19.
Si dia lettura dell'articolo 16.
LA ROSA, Segretario:
Art. 16
Contributo regionale a favore
della micro-imprenditorialità
1. La Regione eroga ai lavoratori impegnati in progetti di lavori socialmente utili sottoposti al regime transitorio dell'articolo 12 decreto legislativo n. 468 del 1997, che dimostrino di aver avviato forme di autoimpiego e autoimprenditorialità ed abbiano avuto accesso ai benefici di cui all'articolo 3, comma 5, del decreto interministeriale del 21maggio 1998, una somma aggiuntiva fino a raggiungere l'ammontare dei benefici di cui all'articolo 9 septies della Legge n. 608 del 1996 rispettando le percentuali a fondo perduto e a tasso agevolato di cui al medesimo articolo.
2. Il contributo di cui al comma 1 viene erogato con provvedimento dell'Assessorato del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale sulla base della certificazione dell'accoglimento dell'istanza per l'ottenimento del beneficio di cui all'articolo 3, comma 5, del decreto interministeriale di cui al comma 1.
3. Per l'attuazione del presente articolo è autorizzata la spesa di lire 9.000.000.000 per l'anno 1999 e di lire 3.000.000.000 per l'anno 2000 (cap 10136/05).
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato l'emendamento numero 73 della Giunta regionale. Se ne dia lettura.
LA ROSA, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento è dello stesso tenore di tanti emendamenti precedenti, cioè è una rimodulazione dello stanziamento nelle annualità.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore relatore di maggioranza. Si accoglie.
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sull'emendamento. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). L'articolo 16 è una formulazione estremamente pericolosa per i lavoratori che ne possono usufruire perché dice "che dimostrino di aver avviato forme di autoimpiego". Siccome questi lavoratori stanno effettuando i lavori socialmente utili e quindi ricevono il contributo che è equiparato a quello di cassa integrazione, se hanno avviato forme di autoimpiego stanno compiendo una attività illecita, perché starebbero realizzando un'attività mentre dovrebbero astenersi da altre attività. Capisco la finalità, però ogni lavoratore che firma una dichiarazione del genere chiaramente si sta mettendo nelle mani della Procura della Repubblica, per cui direi che è necessario un emendamento che gli dia la possibilità di poter avviare forme di autoimpiego, perché la forma di autoimpiego non deve essere in atto altrimenti costituirebbe un illecito penale.
PRESIDENTE. Grosso modo la proposta del consigliere Bonesu è invece di "aver avviato forme di autoimpiego" di "poter avviare forme di autoimpiego".
Ha domandato di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.
DEIANA (Popolari), Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Il pericolo che il collega Bonesu presentava non è reale perché è una derivazione da una norma nazionale. Ma visto che vuole tutelare maggiormente, penso possa essere accettato in sede di coordinamento anche la correzione che proponeva il collega Bonesu.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.
MURGIA (F.D.). L'obiezione sembra eccessiva in quanto l'articolo si riferisce al caso di operai che non solo dimostrano di avere avviato forme di autoimpiego, ma abbiano già avuto accesso ai benefici di cui all'articolo tre, comma cinque del decreto interministeriale, per cui la condizione vera, che è la seconda, esclude la fattispecie temuta dall'onorevole Bonesu, non so se è chiaro. Si parla di lavoratori che hanno già avviato l'attività e ricevuto quella, e quella formulazione può essere imperfetta ma non esiste il pericolo a cui si riferisce.
PRESIDENTE. Credo che questo dibattito in aula comunque abbia senso, in quanto rimane agli atti e diventa forma di interpretazione autentica, viene sottolineata dall'onorevole Bonesu che non debba trattarsi di una doppia forma di lavoro, lavori socialmente utile e auto-impiego, con questa determinazione, con questo chiarimento.
Ha domandato di parlare il consigliere La Rosa. Ne ha facoltà.
LA ROSA (G.D.R.I. e Ind.). La questione di cui si parla nel articolo 16 è già normata dal decreto legislativo 468 e dal decreto interministeriale a cui si fa riferimento. L'intervento che la Regione prevede è di tipo integrativo per quanto attiene la misura finanziaria; sostanzialmente qua si prevede che oltre quanto già è previsto dal decreto interministeriale di incentivazione per queste situazioni qua, si può arrivare sino a quanto previsto dalle legge 608, che è riferimento famoso prestito d'onore cosiddetto, quindi, a quella somma che è quasi raddoppiata rispetto a quella prevista dal decreto interministeriale. Ma, questa integrazione appunto avviene a seguito dall'accesso già avuto a quanto previsto dal 468 e dal decreto interministeriale, per cui è assolutamente corretto.
PRESIDENTE. Rimane la formulazione originale con l'avvertenza interpretativa che è emersa dall'intervento dall'onorevole Bonesu e dagli altri interventi.
Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 73. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 16. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 17.
La Rosa, Segretario:
Art. 17
Contribuzione volontaria
1. L'Assessorato del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, tramite l'Istituto Nazionale Previdenza Sociale allo scopo convenzionato, eroga contributi ai soggetti sottoposti al regime transitorio dell'articolo 12 del decreto legislativo n. 468 del 1997, in concorrenza con gli analoghi benefici concessi dallo Stato ai sensi dell'articolo 1 del decreto interministeriale (Ministero del lavoro e previdenza sociale e Ministero del tesoro) del 28 maggio 1998, finalizzati alla contribuzione previdenziale volontaria.
2. Tali contributi sono erogati nella misura del 50 per cento del beneficio di cui all'articolo 1 del decreto interministeriale predetto.
3. Gli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo sono valutati in lire 5.000.000.000 per l'anno 1999 (cap. 10136/07).
PRESIDENTE. All'articolo 17 sono stati presentati cinque emendamenti. Se ne dia lettura.
La Rosa, Segretario:
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 143 ha facoltà di parlare il consigliere Balletto.
BALLETTO (F.I.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 74 ha facoltà di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' puramente tecnico.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Schirru per illustrare l'emendamento numero 120.
SCHIRRU (Progr. Fed.). L'emendamento all'articolo 17, in particolare al secondo comma, intende proporre all'amministrazione regionale di farsi carico dell'intera somma emessa a carico del lavorare per pagare la contribuzione volontaria prevista dall'articolo 12 del 468. Si pone questo problema, perché a mio parere oggi si ha la possibilità di affrontare in modo radicale il problema dei lavoratori che hanno un percorso lavorativo molto precario, che si trovano con un'età avanzata difficilmente collocabili in altre attività e che purtroppo, per il fatto di aver lavorato sempre in modo precario, si ritrovano a poter usufruire di una pensione di seicento mila lire. Se noi chiediamo al lavoratore di accollarsi il cinquanta per cento previsto dalla legge, questi lavoratori sono costretti ad utilizzare le duecento mila lire previste da un reddito di seicento mila lire; quindi, lascio ad immaginare che cosa significhi per una famiglia sopravvivere con un reddito al mese di quattrocento mila lire.
Questo è un esempio per dire che, secondo me, così come hanno fatto altre regioni d'Italia, affrontare l'intero carico di contribuzione volontaria prevista per questi lavoratori significa risolvere anche il problema di queste persone e, nello stesso tempo, probabilmente, anche attivare un risparmio, poi, nella gestione dei lavori socialmente utili, perché questi lavoratori continuerebbero comunque, se non si affronta questo problema, a gravare anche sul bilancio regionale per poter, poi, continuare a lavorare per poter affrontare il pagamento della contribuzione volontaria.
Non dimentichiamo che questi lavoratori già percepiscono dalla Regione duecento mila lire, che sarebbe poi l'importo pari a quello che la Regione potrebbe pagare per sostenere la contribuzione volontaria di questi lavoratori. In questo modo noi assicuriamo anche l'allontanamento di questi lavoratori dal carico dei lavori socialmente utili che oggi iniziano a pesare nei comuni di residenza.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare gli emendamenti numero 144 e 145.
BALLETTO (F.I.). L'emendamento numero 144 parte da una considerazione molto semplice, che è quella che la Regione, quindi l'amministrazione regionale, non ha compiti istituzionali, quindi non ha doveri, in questa particolare direzione.
E` evidente che il problema è reale, esiste, e che per questioni di natura sociale ed umanitaria vi sia la tendenza ed anche l'obbligo morale di interessarsi di problemi di questo genere. Quindi è anche possibile derogare o, quanto meno, meglio direi, intervenire in questa direzione per dare o cercare di dare una qualche risposta a queste particolari categorie di bisognosi. Però, vedete, se si dovesse in maniera acritica percorrere questa strada, si aprirebbe un varco, anzi una breccia enorme, per far entrare le istanze e le argomentazioni di tante altre categorie di soggetti che bene non stanno, o che svolgendo lavori si trovano in condizioni di difficoltà. Perché non è difficile pensare, e mi rivolgo alla collega Schirru, che vi sono dei lavoratori dipendenti che non si trovano nelle condizioni di questi soggetti, verso i quali si vuole intervenire, che vivono con stipendi di 1.200.000 lire al mese o anche meno, aventi situazioni drammatiche alle spalle di famiglie numerose, di casa e di abitazione da pagare e via dicendo. Quindi le situazioni dei bisognosi sono tantissime ed infinite, e se da una parte si vuole intervenire, pur non avendo obblighi specifici, perché non è compito istituzionale della Regione, lo ripeto, è anche vero che ci si deve muovere con una certa attenzione perché la Regione, come ho avuto occasione di dire in tante altre circostanze, non può essere madre per taluni figli e matrigna per tal altri. Quindi, se ci si deve muovere lo si deve fare con molta attenzione, con molto grano salis.
Allora, anche per dare un'indicazione, l'emendamento si propone di intervenire attraverso un intervento una tantum, come dire la Regione, l'amministrazione regionale è cosciente del problema, non è insensibile alle esigenze di questa categoria, interviene con un contributo, con un sostegno che è una tantum e che comunque è limitato a un determinato importo per evitare che ci siano anche situazioni che si ripropongono per un tempo estremamente lungo, e quindi indefinito ai fini delle valutazioni economiche, e che non possono evidentemente impegnare, anche per le ragioni che dicevo prima, la Regione nei confronti di altrettante istanze che a quel punto diventerebbero legittime. Ecco la ragione dell'emendamento.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore. Esprimo parere negativo sugli emendamenti numero 143, 120, 144 e 145. Si accoglie l'emendamento numero 74.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Il parere della Giunta è contrario sugli emendamenti numero 143, 120, 144 e 145.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Signor Presidente, colleghi, l'articolo 17, così come il precedente articolo 16, ma per gran lunga anche altre disposizioni presenti in questo fantomatico piano della occupazione, indicano come le problematiche del lavoro non possono essere considerate in termini di assistenzialismo sulla spinta dell'emergenza. Gli articoli 16 e 17 testimoniano come l'aver affrontato questo tema con il carattere dell'emergenza e con risposte di carattere assistenziale non chiude il capitolo e risolve il problema in quell'istante, ma, lo ripropone e lo perpetua negli anni, riproponendo periodicamente la necessità di interventi pubblici.
Ben diversa cosa avremmo fatto se questi lavoratori fossero stati impiegati in attività di formazione, di qualificazione, di preparazione e di specializzazione per poter consentire di creare realmente posti di lavoro stabili. Abbiamo fatto perdere a questa gente mesi ed anni della loro vita per lavori di piccola entità, di manovalanza, non certamente qualificanti, condannandoli stabilmente a dover essere assistiti.
Questa è l'immagine di uno sviluppo che non ci porta da nessuna parte, questa è l'immagine di uno sviluppo che pregna questo provvedimento così come altre più ampie azioni di questo Governo, così come del Governo nazionale. Però, mentre a livello nazionale l'onorevole D'Alema, anche ieri, dichiarava che è finita l'era dell'assistenzialismo nello sviluppo e nell'economia, lo stesso presidente della commissione parlamentare della Camera, in visita a questo Consiglio, ampiamente criticava queste politiche forse non sapendo che i suoi compagni di partito in Sardegna, invece, continuavano su questa strada, la Sardegna continua a percorrere strade che sono ormai antiquate, vecchie, superate dal tempo, superate dalla storia e superate dalle esigenze dal settore economico e produttivo.
Questo è l'esempio di come due diverse impostazioni dello sviluppo si confrontano; noi riteniamo che l'occupazione si crei creando vere e reali prospettive di lavoro, si crei creando prospettive di formazione e di specializzazione, si crei creando dei posti di lavori che si reggano da soli. Ci ritroveremo ancora in futuro a dover affrontare problemi di questa natura, a dover affrontare la necessità di sostenere i lavoratori che sono stati impiegati nei lavori socialmente utili, ma io mi chiedo anche perché i sostegni a favore di coloro che hanno fatto parte del progetto dei lavori socialmente utili e non di tutti i disoccupati? Che cosa hanno di diverso le persone che a quarant'anni non hanno ancora un'occupazione, che non sono riuscite a entrare nei progetti sull'occupazione finanziati in questa maniera, dalle persone che invece in qualche modo almeno un sussidio da parte dello Stato o dalla Regione hanno avuto? Che cosa hanno di diverso i 330 mila iscritti alle liste di disoccupazione da quei pochi che rispetto a questi sono riusciti a entrare in questi progetti? Stiamo commettendo e perpetuando un'ingiustizia nei confronti dei disoccupati.
Certo, le esigenze della gente vanno affrontate con le dovute emergenze, ma, se a fianco a queste politiche, e qua non ci sono, non riusciamo a introdurre elementi nuovi di speranza e di capacità di produrre veri posti di lavoro autonomi, e un esempio su tutti è stato l'emendamento bocciato sulla formazione sugli stage all'estero presso le aziende, che mirava a far sì che i giovani laureati potessero andare in aziende industriali ad alta tecnologia, che potessero acquisire e carpire eventualmente i segreti della produzione avanzata e che potessero riportarli in Patria. E' ciò che hanno fatto, per intenderci, i giapponesi dal dopoguerra fino ai primi anni sessanta. Ricordate la barzelletta del giapponese che fotografava tutto? Quello era un metodo diffuso di popolo per cercare di carpire tutto quello che nel mondo occidentale avanzato funzionava ed andava avanti, portarlo in patria, rielaborarlo, costituirne patrimonio di carattere culturale e di esperienza, utilizzarlo per produrre sviluppo e occupazione.
Noi invece andiamo nel senso contrario, nel senso dei paesi nel Terzo Mondo. Questo può essere chiamato tranquillamente piano per la disoccupazione e non certamente per l'occupazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az.). Presidente, io mi dichiaro contrario all'emendamento numero 74 della Giunta, perché sposta lo stanziamento dal 1999 al 1998. Siccome questi 5 miliardi non verranno spesi perché il meccanismo dell'articolo ne impedisce la spendita, tanto vale tenerli nel 1999 e poi, con una variazione di bilancio, portarli su un altro capitolo. Chi ha scritto l'articolo non si rende conto di com'è il meccanismo della contribuzione volontaria. La contribuzione volontaria avviene con versamenti trimestrali che devono essere effettuati al trimestre successivo a quello di riferimento; per cui, prima di tutto lo stanziamento per un singolo anno non ha nessuna utilità perché al massimo consente per un anno di versare contributi volontari. La norma credo che abbia la finalità, invece, di portare questi lavoratori alla pensione, quindi, scaricando l'onere sull'Istituto nazionale della previdenza sociale anziché su altri enti pubblici.
Il risultato, quindi, è che il lavoratore deve avere la disponibilità finanziaria entro quei 90 giorni. Con questo meccanismo non è assicurata al lavoratore nessuna anticipazione, anzi, nel testo dell'articolo si prevede che il concorso sia solo al 50 per cento e, considerato che il lavoratore essendo in quella situazione, difficilmente ha risorse finanziarie, nessun lavoratore se ne potrà valere. Per cui, in effetti andrebbe accolto l'emendamento numero 120, ma dovrebbe essere disposta l'anticipazione delle somme a favore del lavoratore. Né la cosa è ovviata da una strana convenzione con l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale che non può operare che nello stesso modo, perché la legge sulla contribuzione volontaria, dice che vi è contribuzione volontaria quando vi è stato il versamento nella misura giusta e in quei termini di tempo. Per cui anche la convenzione non potrebbe che prevedere il rimborso; quindi, il lavoratore dovrebbe comunque anticipare.
Se non si scrive l'articolo 17 prevedendo l'anticipazione al lavoratore, nessun lavoratore o quasi, usufruirà di questa norma, e pertanto i cinque miliardi possono essere agevolmente portati su altro capitolo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis Marco. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.). Signor Presidente e colleghi consiglieri, anch'io volevo associarmi alle parole dei colleghi che mi hanno preceduto per esprimere le mie personali perplessità su questa forma di contribuzione volontaria prevista nell'articolo 17. E` un tentativo di voler mantenere in piedi gli operai in una situazione di precarietà, è sempre un tentativo da parte di certe maggioranze di poter avere nelle mani il lavoratore per doverlo poi rendere disponibile ad altre corresponsioni nel momento elettorale; cioè più il lavoratore non cammina con le proprie gambe e più lavora con i contributi di un ente, più esso si sente dipendente da quella maggioranza e quindi in dovere nei momenti elettorali di restituire questa forma di elemosina.
Noi, come forza politica abbiamo cercato di incidere alla radice e creare degli elementi di ricchezza che devono avvenire nel mondo imprenditoriale, e quindi, eliminando alcuni nodi strutturali. Questo è un modo, è un palliativo di poter tenere soggiogate alcune categorie di persone; mi associo a queste forme di critica perché noi non vogliamo colpire questa categoria perché magari andiamo loro contro, ma perché vogliamo rendere gli uomini più sensibili e più liberi, magari con l'ottenimento di un posto di lavoro anziché avere dei posti di lavoro regolarmente puntellati e strumentalizzati dalle maggioranze di turno.
Quindi, gli emendamenti che il nostro Gruppo politico ha presentato sono due: uno che tende alla eliminazione dell'articolo e qualora eventualmente non potesse ottenere questo risultato, sono stati presentati i successivi, il "144" e il "145", che tendono a ridurre questo stanziamento perché lo riteniamo troppo elevato; quindi, è uno sperpero di denari e riteniamo che più di un piano di occupazione è un altro piano a pioggia per tenere la gente impegnata e con la speranza in campagna elettorale. Sappiamo del perché è stato presentato in questo periodo, lo avevo già motivato nel mio precedente intervento, abbiamo capito tutti che siete alla ricerca di un consenso che tanto non vi merita in un periodo molto delicato. La gente non è che abbia l'anello al naso, la gente ha già valutato quelli che sono stati quattro anni e mezzo di fallimento, quello che è stato uno spettacolo inverecondo, non c'è certamente bisogno di aspettare altri sei mesi. Noi riteniamo pertanto di adeguarci a queste critiche, nel senso di non colpire il lavoratore ma cercare di aiutarlo perché possa camminare con le proprie gambe.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Io vorrei spendere ancora due parole, proprio per ribadire il concetto che ho già espresso in corso di illustrazione dell'articolo.
Per Forza Italia vi sono due opzioni: quella ortodossa, coerente con quella che è la nostra linea politica, la visione e l'interpretazione del fenomeno economico, e quella subordinata che tiene conto anche di altri determinati aspetti.
Non essendo un'attività istituzionale della Regione, non vi è motivo e non vi è titolo, questo è il prossimo assunto, perché la Regione debba ancora intervenire in questa direzione con un impiego di risorse che vengono valutate nella misura di cinque miliardi.
Si dirà che è poca cosa in relazione a tanti altri impegni di spesa che, sia in passato, sia nell'attualità, non danno ricadute e addirittura hanno dimostrato di essere modestissime espressioni di spreco e di inefficienza. Anche perché riteniamo che le risorse debbano essere più....
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Prego gli onorevoli qui davanti...
Prego onorevole Balletto.
BALLETTO (F.I.). Vi dicevo, ho perso un po' il filo, non riprendo dall'inizio anche perché mi hanno così seguito attentamente che è inutile che ripeta cose già dette, io penso che l'unico che mi abbia seguito insieme al Presidente sia il collega Macciotta, e forse anche i colleghi Pittalis e Tunis. Comunque non ha importanza.
Come dicevo che le opzioni sono due: una è quella della soppressione dell'articolo perché riguarda iniziative della Regione per le quali la Regione stessa non ha doveri istituzionali. Come dicevo prima in corso di illustrazione, questo tipo di intervento se attuato nella forma prevista, apre, e ha avuto modo anche l'assessore Scano in Commissione terza di paventare il pericolo che un provvedimento di questa natura suscita; per la verità l'Assessore si riferiva ad una copertura del contributo nella misura del 100 per cento come veniva proposto ed inteso da qualche collega consigliere.
Però, il principio e il concetto è lo stesso. Intervenire per l'intero o intervenire per una parte significativa dell'intero, qual è il 50 per cento, il problema non lo modifica, rimane aperto e quindi c'è la possibilità e il problema che in futuro visto che non ci sono prospettive rosee di ripresa in tempi brevi dell'economia tali che in periodi prossimi la situazione possa essere radicalmente modificata in funzione del fatto che non esisteranno più categorie di lavoratori bisognosi. No, questo purtroppo è così, tenderà anche ad accentuarsi questo tipo di situazione, per cui si aprirebbe quella breccia, quel varco pericoloso che metterebbe la Regione, probabilmente, definitivamente in ginocchio.
Se, però, si vuole accedere - come è giusto che un'amministrazione attenta a dare un certo tipo di risposte ad esigenze delle classi sociali meno abbienti e più bisognose - questo intervento dove essere giustificato da una natura una tantum, cioè una volta per tutte si interviene e si dà il contributo.
Per questo, la misura più congeniale e più efficiente è quella di una una tantum, come fa il nostro governo nazionale ulivista quando dice: "C'è bisogno di un sacrificio, paghiamo una tantum, un certo qualcosa". Nella consapevolezza e nella speranza che quella una tantum non diventi una semper.
Quindi, se si vuole fare un qualcosa di ben fatto, al di là della prima ipotesi, si consideri seriamente la possibilità che l'intervento della Regione sia orientato a dare una risposta che sia veramente di tipo solidaristico ed umanitario, e non del tutto assistenziale come, invece, parrebbe essere nella stesura proposta, approvata e licenziata nella Commissione, il testo dell'articolo 17.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Se non sono fuori tempo, chiederei un minuto di sospensione per vedere se si può dare una risposta ad una serie di perplessità e d'interrogativi che sono stati posti nella discussione.
PRESIDENTE. L'Assessore ha chiesto un minuto di sospensione, se siamo d'accordo è concesso.
(La seduta sospesa alle ore 12 e 22 viene ripresa alle ore 12 e 34.)
PRESIDENTE. Si riprende la seduta. Faccio il punto della situazione: stiamo discutendo l'articolo 17 e abbiamo visto, illustrato e discusso gli emendamenti. Siamo in sede di votazione dell'emendamento 143 soppressivo totale, era stato predisposto dai colleghi Balletto, Pittalis e Tunis, non è accettato né dal relatore né dalla Giunta. E` stata chiesta la controprova sull'emendamento 143.
Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 143.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico dell'emendamento numero 143.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 55
Votanti 54
Astenuti 1
Maggioranza 28
Favorevoli 15
Contrari 38
Voti nulli 1
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - GHIRRA - GIAGU - LA ROSA - LADU - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
Metto in votazione l'emendamento numero 74 della Giunta regionale. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Ha domandato di parlare la consigliera Schirru. Ne ha facoltà.
SCHIRRU (Progr. Fed.). L'emendamento 120 è ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento 120 viene ritirato. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az.). Per fare proprio l'emendamento 120 e per chiedere lo scrutinio segreto. Lo faccio proprio perché mi sembra l'unica possibilità che l'articolo funzioni almeno sotto questo profilo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ringrazio la collega Schirru per aver ritirato l'emendamento seguendo la richiesta della Giunta. Prendo la parola semplicemente per dire che pur non contestando, dal punto di vista formale, l'ammissibilità dell'emendamento che è stato fatto proprio dal collega Bonesu, segnalo - perché rimanga - che non è coperto o comunque, io non lo giudico totalmente coperto, e sul piano del merito apre una falla anche un po' rischiosa.
PRESIDENTE. L'Assessore dichiara che le risorse disponibili che, invece, nella formulazione originale della legge, erano a livello di stima sufficienti per coprire la totalità dell'intervento, raddoppiando l'intervento stesso, senza raddoppiare le risorse, la copertura quanto meno è parziale, non è totale.
Ma, siccome c'è comunque uno stanziamento, l'emendamento è ammissibile sapendo l'Aula che la totalità degli interventi, con queste risorse, non potrà essere garantito. Questo è il punto di disquisizione.
Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az.). Presidente, l'Assessore non ha tenuto conto di quello che avevo affermato in discussione, e cioè, che la copertura dei 5 miliardi attuali, con l'attuale sistema è assolutamente inutile perché verranno impiegati per zero lire. Col 120 qualche possibilità che vengano utilizzati, vi è. La quantificazione non so quanto possa essere, perché è un fenomeno che non conosciamo.
PRESIDENTE. Controllo la compatibilità degli emendamenti 120 e 144. I due emendamenti sono connessi, se non dovesse essere approvato l'emendamento numero 120, rimane in piedi il 144; se passa il 120, decade il 144.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 120.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 54
Votanti 53
Astenuti 1
Maggioranza 27
Favorevoli 18
Contrari 34
Voti nulli 1
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - GHIRRA - GIAGU - LA ROSA - LADU - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Per il Gruppo di Forza Italia chiedo la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 144.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 144.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 53
Votanti 52
Astenuti 1
Maggioranza 27
Favorevoli 14
Contrari 38
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - GHIRRA - GIAGU - LA ROSA - LADU - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
L'emendamento numero 145 era collegato finanziariamente all'emendamento numero 144, quindi è decaduto.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto, ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). L'emendamento numero 145 prevede che per le finalità indicate nell'articolo, la dotazione finanziaria sia indicata in quella misura. Non c'è collegamento, anche se si può ritenere che, sulla base di quell'emendamento che prevedeva un impegno ridotto, ci fosse. Noi riteniamo che la valutazione della Giunta, per le occorrenze previste nell'articolo, sia sovradimensionata.
PRESIDENTE. La parte finanziaria non l'abbiamo votata, però richiamo l'attenzione del collega - e anche su questo poi l'Assemblea è sovrana- la Giunta aveva sottolineato che i 5 miliardi erano una valutazione congrua per l'intervento previsto.
BALLETTO (F.I.).Ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 17. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Ha domandato di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Ne ha facoltà.
DEIANA (Popolari), Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Chiedo di sostituire la frase "eroga contributi ai soggetti", con la frase "eroga contributi per i soggetti".
PRESIDENTE. In sede di coordinamento, se siamo d'accordo questa precisazione può essere accolta.
Si dia lettura dell'articolo 18.
LA ROSA, Segretario:
Art. 18
Progetti speciali finalizzati all'occupazione
1. E' autorizzata, negli anni 1998, 1999 e 2000, la prosecuzione degli interventi previsti dalle azioni 7A/1 e 7A/4 dal programma approvato dal Consiglio regionale il 27 aprile 1989, relativo ai progetti speciali finalizzati a favorire l'occupazione, di cui agli articoli 92 e 93 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11, e successive modifiche e integrazioni; i termini di cui al comma 2 dell'articolo 81 della legge regionale 7 aprile 1995, n. 6, come sostituito dall'articolo 24 della legge regionale 10 novembre 1995, n. 28, relativi all'approvazione dei progetti speciali e all'emissione del decreto di finanziamento, da ultimo determinati dal comma 2 dell'articolo 44 della legge regionale 15 febbraio 1996, n. 9, sono fissati rispettivamente in sessanta e novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge.
2. La misura dell'aiuto regionale è determinata nel 100 per cento per il primo anno di attività, nell'80 per cento per il secondo anno e nel 60 per cento per il terzo anno; la spesa prevista per l'attuazione del presente articolo è valutata in lire 6.500.000.000 per l'anno 1998, in lire 5.200.000.000 per l'anno 1999 e in lire 3.900.000.000 per l'anno 2000 (cap. 01080).
3. Al fine di evitare la discontinuità nello svolgimento degli interventi previsti dalle azioni di cui al comma 1 il finanziamento previsto per l'anno 1998 può essere utilizzato anche per attività svolte dai soggetti attuatori nel medesimo anno.
Presidenza del Vicepresidente Zucca
PRESIDENTE. All'articolo 18 sono stati presentati otto emendamenti. Se ne dia lettura.
LA ROSA, Segretario:
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 146 ha facoltà di illustrarlo.
BALLETTO (F.I). Con l'articolo 18 si arriva a un altro punto dolente dell'intero disegno di legge, si riaffronta il problema (oggi non ci sono fortunatamente i destinatari dell'intervento, stranamente, forse devono avere già avuto assicurazioni) dei progetti di cui agli articoli 92 e 93 della legge finanziaria del 1988, dieci anni or sono.
Questo poteva anche inquadrarsi in una di quelle misure che facevano seguito alla Conferenza del lavoro del 1986, perché in una certa misura là si voleva affrontare il problema dell'occupazione, e tra l'istituzione dell'Agenzia hanno fatto anche capolino, probabilmente, gli articoli 92 e 93 della finanziaria dell'88 che istitutiva questi progetti speciali.
Il comma primo dell'articolo 92 diceva testualmente: "E' autorizzata per ciascuno degli anni '88 - '89 e '90 la spesa di lire 160.000.000 per anno". Noi sappiamo che questi progetti speciali non sono finiti negli anni di riferimento della legge istitutiva, anche proseguito nel tempo.
Se avessimo la pazienza e la voglia di andare a leggere quei due articoli vedremmo quali sono le condizioni alle quali questi progetti speciali dovevano essere finanziati. Tra questi sicuramente c'era l'indicazione della ricaduta dell'occupazione in iniziative che poi dovevano, evidentemente, diventare stabili.
Sono passati la bellezza di altri otto anni dal 1990, però questi progetti speciali, al di là di dare risposta a forme di lavoro precario, non sono andati oltre.
Lo scorso anno, in occasione della discussione della finanziaria, abbiamo avuto modo di tornare sull'argomento e proprio, guarda caso, i lavori per i quali si richiedeva il rifinanziamento erano quelli previsti dalle azioni 7A/1 e 7A/4.
La discussione fu animata e accesa, il dibattito fu prolungato e alla fine l'Aula ritenne di non dover rifinanziare questi lavori. Evidentemente quest'Aula ritenne che quei tipi di progetti avevano dimostrato il loro fallimento e che al di là del rispetto delle situazioni di bisogno dei lavoratori ivi impiegati si doveva dare una risposta di tipo diverso a quelle che sono le esigenze di occupazione.
In buona sostanza volevamo (?) dirci che gli sforzi dell'Amministrazione regionale devono essere rivolti verso altre direzioni, e cioè devono essere finalizzati a promuovere iniziative che diano lavoro stabile.
Chi è riformatore in quest'Aula, se a distanza di un anno il problema tale e quale si ripropone? Quali sono le spinte che motivano l'Esecutivo a riproporre un provvedimento che l'Aula aveva ritenuto di non dover più sostenere, non perché non fossero rispettabili le esigenze dei lavoratori, ma perché quella è una linea di politica economica superata, che ha fatto il suo tempo e che ha dimostrato solamente di essere una utilizzazione, una fonte di acquisizione che si alimenta solamente di risorse regionali. Ebbene, oggi ritorniamo indietro.
Ma devo dire ancora di più, che l'articolo 18 nella stesura originaria voluta dalla Giunta, una qualche forma di garanzia la dava per l'esecuzione di lavori che avessero almeno la parvenza di una qualche proficuità. In Commissione c'è stato lo stravolgimento in termini, a mio modo di vedere, peggiorativi perché si è limitato a finanziare la prosecuzione di due lavori che erano già stati bocciati, mentre invece la stesura originaria prevedeva la globalità dei progetti subordinando il finanziamento alla presentazione di piani, programmi e comunque al verificarne la loro utilità.
Vedo adesso che la Giunta, con un emendamento che ha presentato, che adesso non ho sotto gli occhi, perché se dovessi andare a sfogliarli perderei altro tempo e non voglio far perdere tempo alla gente, ripristina ciò che la Commissione aveva tralasciato nella stesura dell'articolo 18. Lo ripristina prevedendo anche un ampliamento degli stanziamenti, subordinandolo ancora a fantomatiche condizioni che non sarà mai in grado di verificare se danno quelle risposte per le quali i contributi si intendono finalizzati. Diciamocelo chiaro e tondo, ma che cosa vogliamo fare? Ma questo è veramente un provvedimento che dà risposte ad iniziative che vogliono risolvere i problemi del lavoro? Io direi proprio di no. Badate amici della maggioranza che tutte le forme e tutte le linee di politica sono legittime, basta che chi le propone abbia la consapevolezza, la serietà di chiamarle per il nome che sono, seguire quelle determinate politiche, dopodiché sarà l'elettorato nella globalità che dirà "è una politica che va approvata" e quindi confermare il consenso, oppure non accordarlo più.
Noi diciamo che queste operazioni sono mistificazioni della realtà, sono pure operazioni di carattere assistenziale e l'inutilità o l'inefficienza è dimostrata da un decennio di interventi cospicui da parte dell'Amministrazione regionale, e quindi ancora una volta si dimostra che si vuole seguire una strada, però mascherandola e improntandola con le dichiarazioni di ricorso a principi innovatori che non sono mai stati seguiti in precedenza, che sono quelli di un liberismo mitigato da principi di solidarismo.
Questo non è, abbiate il coraggio di dire le cose per quelle che sono. Noi riteniamo che questo tipo di impostazione non sia corretta e non sia quella idonea a dare le giuste risposte alla società sarda che pena, e quindi ne proponiamo la sua soppressione con questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, per illustrare l'emendamento numero 148, soppressivo parziale.
BALLETTO (F.I). Emendamento numero 148. Il terzo comma, così come previsto, è niente più che una sanatoria per una situazione che riguarda, ancorché il Consiglio avesse deciso di non finanziare quei lavori, evidentemente quei progetti sono stati portati avanti, quindi, senza copertura finanziaria, senza il sostegno delle risorse regionali, gli esecutori di quei progetti hanno continuato a lavorare.
La previsione dell'articolo è quella di dare sanatoria ad una situazione di gravissima irregolarità che si è verificata non perché gli attuatori, gli esecutori non potessero fare quello che hanno fatto, è un soggetto privato e può fare quello che vuole, ma non lo può fare a mio modo di vedere senza avere la copertura finanziaria del provvedimento normativo che non gliela aveva accordata.
Questa è una sanatoria, qua si tratta di sistemare a posteriori una gravissima situazione che evidentemente è stata permessa.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, per illustrare l'emendamento numero 112.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Brevemente, si tratta effettivamente, come è stato ricordato, di materia molto complessa e che ha visto, anche in precedenti occasioni, dibattiti anche accesi, perché si tratta - delineo in una battuta la problematica - se rifinanziare, come e quali, se riqualificare e come, in quale direzione gli interventi.
L'emendamento numero 112 che non muta l'approccio e la filosofia dell'articolo 18, ma lo sistema in modo a noi sembra più efficace, più adeguato, contiene due distinti interventi.
Un intervento finalizzato alle azioni 7A/1 e 7A/4, su cui non mi diffondo perché il Consiglio ha chiarissima la problematica, problematica che è stata trattata in Aula, in incontri con il sindacato, con le cooperative interessate, incontri che non hanno - mi si consenta senza polemica - riguardato solo la maggioranza, hanno riguardato un po' tutti.
Ricordo quali furono le iniziative assunte da pressoché tutti i Gruppi dopo il voto avvenuto su questa materia nella legge finanziaria '98. Quindi, se parliamo di assistenzialismo e di quant'altro bisogna avere buona memoria. Tra l'altro non credo si tratti di un vizio o di un eccesso di assistenzialismo, credo che stiamo invece operando con l'articolo 18 e con la riscrittura un tentativo molto serio per riqualificare gli interventi.
Per quanto riguarda il 7A/1 e il 7A/4 l'intervento previsto è, proprio per la natura delle azioni che sono servizi diretti all'utenza, il rifinanziamento, con copertura del '98, perché nel '98 questi servizi non sono stati interrotti e dobbiamo ringraziare chi non li ha interrotti e ha continuato a erogare questi servizi avendo alle spalle un voto del Consiglio regionale che cancellava l'intervento di sostegno. Io rovescio in positivo questo, non lo vedo come un fatto negativo.
L'intervento regionale però viene previsto, e questa è la novità, a scalare, cento per cento, ottanta per cento, sessanta per cento, non perché la destinazione sia il mercato, non c'è il mercato per questi interventi, la destinazione è che come per tutte le altre Amministrazioni, provinciali o comunali che gestiscono direttamente servizi di queste genere, l'onere sia progressivamente non più a carico della Regione, ma di queste pubbliche amministrazioni che rientrino, quindi, nella norma. Questo il primo intervento.
Il secondo intervento riguarda gli altri progetti. Abbiamo fatto tre scelte; primo evitare di assumere criteri a priori, cioè queste azioni sì, possono concorrere, possono essere rifinanziate, e queste azioni no, e criteri anche di tipo temporale, cioè rifinanziare ciò che non è scaduto, ciò che è ancora operativo, non rifinanziare ciò che non è più operativo, perché anche questo poteva non essere equo ed efficace.
Secondo punto, abbiamo adottato un criterio molto netto di selettività, cioè tutti sono su un piede di parità, tutti possono guardare alla possibilità di un sostegno, però ci debbono essere dei presupposti molto seri che possono essere riassunti dicendo piano d'impresa, verifica della possibilità di trasformazione in imprese autonome. So bene, lo sottolinea Giorgio Balletto, che non è semplice; so bene che è una cosa complessa, però la selettività che stiamo introducendo guarda a questo, ciò alla verifica della possibilità di trasformarsi in impresa autonoma e quadro finanziario che preveda la diminuzione della quota pubblica e l'aumento delle altre fonti finanziarie.
Terzo punto, la copertura finanziaria, proprio in virtù della scelta di selettività fatta, che non è una foglia di fico, è dimensionata in un certo modo. E` dimensionata, quindi non immaginando che tutti i progetti superino questo vaglio (piano d'impresa, verifica della possibilità, quadro finanziario di questo genere), ma viene fatta una stima che noi naturalmente auspichiamo possa anche essere sottodimensionata, perché se così fosse vorrebbe dire che tanti sono i progetti speciali che possono darsi piani d'impresa e che possono percorrere un cammino di trasformazione in imprese autonome.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento sostituivo parziale numero 147.
BALLETTO (F.I.). Questo emendamento, il numero 147, si ricollega proprio alla parte finale dell'intervento dell'Assessore Scano.
L'Assessore Scano ha detto che per i nuovi progetti, che saranno sottoposti ad un attentissimo vaglio eccetera, è anche previsto che il meccanismo di intervento debba prevedere che ci sia anche una partecipazione da parte dei soggetti esecutori dei progetti speciali.
Noi riteniamo, perché questo emendamento è subordinato al testo, quindi è una modifica parziale di un testo che si presume - non evidentemente nelle intenzioni dei presentatori - superi il vaglio, la valutazione dell'Assemblea con l'approvazione dell'articolo, quindi diciamo che è un emendamento subordinato, che vuole sin da adesso, nella primissima fase di attuazione, prevedere un concreto intervento da parte del soggetto attuatore del progetto esecutivo, del progetto speciale in maniera tale che sin dall'origine ci sia, proprio per il concorso delle risorse proprie, una garanzia di serietà sulla fattibilità del progetto e che siano gli stessi esecutori a ritenere che il progetto sia valido e poi possa camminare con gambe proprie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Biggio per illustrare l'emendamento numero 63.
BIGGIO (A.N.). Signor Presidente, colleghi, l'emendamento nell'ambito della situazione che si è venuta creare per tutti coloro che hanno prestato la loro opera nelle azioni 7A/1 e 7A/4 nei diversi territori dell'Isola. Gruppi di lavoratori, ex disoccupati, alcuni targati ed altri no, ma non è questo il punto importante. Il punto importante è che sono gruppi di lavoratori che si sono trovati improvvisamente per strada e hanno pensato bene di proseguire il loro impegno nei servizi nei quali dagli Enti locali sono stati impiegati.
Come ha detto l'Assessore molti di questi servizi non sono remunerati, né remunerativi, né possono esserlo. Biblioteche e cose di questo tipo non possono esserlo.
E` chiaro che andava posto un termine; la sollecitazione posta lo scorso anno questo termine lo ha determinato, e come avviene quando si fanno grandi modifiche e si interviene a tagliare dei rami, come in altri casi si è tenuto conto di coloro i quali non hanno responsabilità per determinate situazioni che si verificano, e quindi vengono tenuti e protetti per quanto attiene il loro posto di lavoro.
In questo caso non è che siano protetti, in questo caso ci si sta preparando a renderli autonomi.
La cosa è stata fortemente voluta da molti, soprattutto coloro i quali hanno e conoscono l'utilizzo che nei vari territori dell'Isola si fa di queste organizzazioni, che indirettamente, spesso contribuiscono a portare un indotto nei territori stessi. Quando costoro tengono aperte e a disposizione strutture museali, strutture di valore archeologico e cose di questo tipo, svolgono una funzione che direttamente non porta a loro risorse, ma le porta al territorio.
L'emendamento, fatta questa premessa, tende a salvaguardare le professionalità e le figure che hanno già prestato opera in questi servizi, nei casi previsti ed ovviamente prevedibili che poi attraverso le posizioni che assumeranno gli Enti locali, a cui certamente dovrà essere delegata la gestione di queste organizzazioni, non vengano poi superate da terzi che dovessero presentarsi o essere presentati. Questo è lo scopo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la consigliera Schirru per illustrare l'emendamento numero 118.
SCHIRRU (Progr. Fed.). Si tratta solo di dire che è ritirato, anche perché il contenuto è ben compreso all'interno dell'emendamento della Giunta.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Marteddu per illustrare l'emendamento numero 107.
MARTEDDU (Popolari). Intervengo per annunciare che avendo valutato meglio l'emendamento stesso e il contenuto dell'emendamento ed anche i riferimenti finanziari, ed avendo assunto l'impegno in Commissione la Giunta di rivederlo nel bilancio, trattandosi di un problema serio e concreto per Nuoro, questo emendamento si intende ritirato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Intendo farlo mio.
PRESIDENTE. Quindi rimane in piedi l'emendamento numero 107 relativo all'Ente Musicale di Nuoro.
Ha facoltà di parlare la consigliera Schirru per illustrare l'emendamento numero 119 aggiuntivo.
SCHIRRU (Progr. Fed.). L'emendamento è aggiuntivo, e vuole suggerire alla Giunta regionale di autorizzare la spese di lire 2.700.000.000, quale quota regionale, per l'attuazione di un progetto di lavori socialmente utili, finalizzato alla realizzazione del parco geominerario, su cui la Giunta regionale aveva assunto l'impegno, attraverso l'intesa con il Governo, in particolar modo con l'Assessorato dell'ambiente, per realizzare questo progetto teso alla valorizzazione dei siti minerari.
Il progetto è già iniziato, interessa 500 lavoratori; la richiesta è tesa ad avere la copertura finanziaria per garantire la realizzazione completa del progetto stesso.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. La Commissione esprime parere negativo per gli emendamenti numero 146 e numero 148.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 112 della Giunta regionale, debbo dire che, in qualche modo l'avevo annunciato nel mio intervento di relazione di maggioranza, in occasione della discussione generale. E` un emendamento, così come si diceva allora e come ha ricordato oggi illustrandolo l'Assessore, che integra i contenuti dell'articolo 18 includendo anche altre azioni.
Da un lato comprende la parte dell'articolo che si riferisce alle azioni 7A/4 e 7A/1 che riguardano i servizi, la cui soppressione avrebbe determinato un grave blocco di attività in alcuni Comuni, e peraltro c'era stato un impegno dei Gruppi politici, dopo il voto nella precedente finanziaria, che aveva impegnato non solo i Gruppi della maggioranza ma anche dell'opposizione; e poi l'emendamento numero 112 introduce anche altre azioni, senza indicare quali, generalizza, perché indica un criterio che secondo me è molto giusto, molto importante, della selezione dei progetti che sono maggiormente rispondenti al presupposto di stabilità nel tempo.
E` prevista anche l'idea del cofinanziamento, perché è giusto che si preveda che questi progetti debbano evolvere verso il lavoro autosufficiente. Sono progetti che non costituiscono di per sé impresa, ma certamente debbono avviarsi verso la costituzione d'impresa. Tant'è che c'è una dislocazione anche del trasferimento di risorse regionali che vanno dal novanta per cento nel primo anno, al sessanta per cento nel secondo anno, al quaranta per cento nel terzo anno.
Quindi sull'emendamento numero 112 la Commissione esprime parere favorevole.
Esprime parere contrario sull'emendamento numero 147, per le stesse ragioni del 146 e del 148.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 63, a firma dei consiglieri Biggio e Masala, ascoltati i ragionamenti dei consiglieri, devo dire che vanno condivisi; tra l'altro i contenuti di questo emendamento sono accolti nella sostanza nell'emendamento numero 112 della Giunta regionale, per cui prego il consigliere Biggio di ritirare l'emendamento.
L'emendamento numero 118 a firma del consigliere Schirru è ritirato.
L'emendamento numero 107, ritirato dal collega Marteddu, ma fatto proprio dal collega Pittalis, ha il parere contrario della Commissione.
Infine, per quanto riguarda l'emendamento numero 119, debbo ricordare che la Commissione aveva già espresso, in occasione di un precedente emendamento proposto in Commissione, una sua valutazione. L'emendamento allora era stato ritirato, ci sono elementi nuovi, forse, rispetto a quelle valutazioni, però l'indicazione della Commissione è che debba essere l'Aula ad esprimere compiutamente un giudizio, e quindi non do un parere favorevole e neppure negativo, però. La Commissione si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sugli emendamenti soppressivi 146, 148, 112 e 147 il parere della Giunta è contrario.
Per quanto riguarda il 117, sull'argomento c'è attenzione da parte della Giunta, l'ho dichiarato in Commissione e ribadisco questa posizione, però va collocato in un quadro più ampio: c'è l'Ente Lirico di Cagliari, c'è l'ente De Carolis si Sassari, allora noi possiamo impegnarci, secondo la dichiarazione resa in Commissione, a verificare in un quadro un tantino più ampio la questione anche dell'ente musicale di Nuoro.
Se rimanesse così, essendo dato fatto proprio dal Capogruppo di Forza Italia Pittalis, noi non potremo che esprimere un parere negativo (anche se a malincuore) proprio perché c'è quest'esigenza di un quadro più ampio.
Per quanto riguarda il 119, la Giunta avendo firmato un accordo di programma che contiene questo intervento, non può che accogliere il 119.
PRESIDENTE.Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (Popolari). L'articolo 18 durante tutto il dibattito in Commissione è stato considerato uno dei punti fondamentali di questo provvedimento, ed è innegabile che ci fosse stata o che ci sia stata in Commissione anche una conclusione che andava in una certa direzione. Come tutti ricordano, l'articolo 18 originario prevedeva il rifinanziamento di tutti i progetti speciali in essere, con l'intento di una trasformazione di questi progetti speciali in lavoro stabile attraverso i meccanismi della riduzione progressiva dell'intervento regionale. A questa logica la Commissione si era opposta in qualche maniera, e aveva trovato la soluzione nel riproporre quei progetti speciali per i quali c'era una certezza di bisogno, ed erano i progetti 7A1 e 7A4 meritevoli di rifinanziamento, a prescindere dal discorso di trasformazione in lavoro stabile, perché si tratta di musei e di biblioteche prevalentemente, e sono cose che sono sicuramente necessarie a una società civile e a una crescita culturale del nostro territorio. Questa, quindi, era stata la decisione della Commissione.
Rispetto a questa posizione non ci sono modifiche, salvo un fatto, che è quello che ha determinato poi l'emendamento tecnicamente presentato dalla Giunta, ma l'emendamento che è stato concordato in maniera diffusa con molte aree della Commissione, e che è determinato dal fatto che c'è stata una fortissima pressione sociale su questo problema, c'è stata un'assunzione di un'ulteriore informativa su tutta una serie di progetti speciali che sono in essere o che si stanno concludendo, e c'è, sembra di capire, rispetto a questa dimensione del problema, la possibilità che veramente alcuni di questi progetti speciali possano essere trasformati in lavoro stabile.
Su questa base l'emendamento proposto dalla Giunta non reintroduce il testo originario, ma introduce un nuovo meccanismo che dice:" siccome ci possono essere ulteriori progetti speciali che possono essere meritevoli del rifinanziamento sulla base del presupposto che si ritiene valido, allora si faccia una graduatoria di questi, si trovino le condizioni per rifinanziarli e si mandino avanti queste operazioni".
Sono operazioni distinte, la prima parte dell'articolo emendato diventa a copertura delle azioni 7A1 e 7A4, la seconda parte, sulla base di criteri e valutazioni oggettivi, riguarda, invece, il rifinanziamento di altri progetti speciali.
La conclusione, comunque, dell'intero provvedimento riguarda comunque un impegno finanziario della Regione che è circa la metà di quello previsto originariamente. Quindi, mi sembra che la direzione nella quale la Commissione si era impegnata sia assolutamente salvaguardata e sono salvaguardati anche i principi di ridurre progressivamente il lavoro assistenziale, così come tutti ci siamo impegnati a fare.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Signor Presidente, intervengo per sottolineare ancora una volta alcune anomalie. Un piano per l'occupazione che doveva tenere conto delle emergenze, e quindi della necessità di creare posti di lavoro, che continua a incidere e a intervenire su un capitolo di spesa e su un meccanismo in capo alla Presidenza che sappiamo tutti in che misura è utilizzato e quanti residui vanta nelle casse inutilizzate e ferme per non produrre niente.
Presidente, salvo che non abbia fatto miracoli negli ultimi due mesi - la cosa mi potrebbe anche non stupire visto il miracolo dell'acqua recentemente avvenuto - fino a qualche mese fa svariate decine di miliardi erano ancora ferme presso questo capitolo di spesa, quindi vorrei capire.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Da 400 miliardi a 10 miliardi, certo!
BERTOLOTTI (F.I.).Forse ha operato meglio l'Assessore del bilancio nel tagliarle, con le ripetute finanziarie, i fondi che erano in eccesso. Probabilmente il dato di spesa rispetto a quello che era all'origine deriva da quello.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Ci sono pochi fondi perché sono stati spesi.
BERTOLOTTI (F.I.). Probabilmente perché sono stati tagliati, Presidente, ne siamo stati testimoni tutti nelle manovre finanziarie.
Ripeto, uno dei motivi per cui questo capitolo non ha prodotto granché risultati era la pretesa di creare progetti d'impresa non riconoscendo, nell'ambito delle iniziative d'impresa, alcune voci che con l'impresa hanno a che fare, per esempio quella della direzione, quella dell'attività d'indirizzo delle società.
Voi sapete che non si può essere dipendenti di sé stessi. Un amministratore di una società semplice, di una società in nome comune, di una S.a.s. non può procedere a una chiamata di sé stesso dall'Ufficio di collocamento. E tra le voci di spesa, questa capacità di mettere a pieno (?) un progetto, di indirizzarlo, di dirigerlo, di individuare le linee strategiche dell'azienda, di condurre il personale in quello che è il campo lavorativo, è una delle voci di spesa che non viene riconosciuta, così come non viene riconosciuta tutta un'altra serie di voci di spesa che fanno sì che questi progetti vadano regolarmente in fallimento. Questo è un altro degli esempi di come non si fa occupazione; difficilmente si farà occupazione stabile, perché quando finirà l'intervento da parte della Regione difficilmente queste società potranno reggersi anche se con l'intervento di altre amministrazioni, ma, è la logica che porta dallo Stato alla Regione e dalla Regione alle amministrazioni locali, non tanto logiche d'intervento e di sviluppo, quanto di scarica del peso del bilancio negativo dello Stato che sempre più si sta disimpegnando dai propri compiti, non attribuendo risorse a sufficienza per far sì che chi sta sotto di lui e deve assorbire questi compiti riesca a farvi fronte.
Noi continueremo a dover fare un decentramento nei confronti dei livelli di amministrazione inferiori a quello regionale, unicamente per toglierci le spese e non trasferire nessuna disponibilità che consenta a queste amministrazioni di poter far fronte a questi interventi. Complessivamente sia il livello dei servizi che quello dello sviluppo decadranno, mentre il livello della disoccupazione aumenterà.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, il dibattito che si sta sviluppando sull'articolo 18 è molto interessante e, devo dire la verità, al di là degli interventi serafici dei colleghi che mi hanno preceduto, probabilmente si nascondono botte da orbi che ci sono state sicuramente all'interno della maggioranza, perché se uno controlla meglio il testo vede che originariamente quello presentato dalla Giunta prevedeva la possibilità di rendere stabili questi rapporti di lavoro, stabilendo anche delle modalità per poter favorire questo tipo di processo. Poi, questo testo previsto all'articolo 18, commi 1, 2, 3 e 4, è stato cancellato in sede di Commissione perché, probabilmente, era prevalsa l'opinione di dare corso, valutando che si nascondevano degli interessi clientelari da parte di una certa parte politica all'interno della maggioranza, e non volendo dare questo spazio enorme hanno preferito dedicare l'attenzione a questi progetti 7A1 e 7A4 che, bisogna riconoscere, sulla scorta delle pressioni che ci sono state da parte dei soci di queste cooperative che lavorano nei monumenti naturali della Sardegna. E mi riferisco a Montessu, la necropoli di Villaperuccio, mi riferisco a Sirai, Carbonia, mi riferisco agli addetti in forma precaria a monumenti, biblioteche e musei. Sulla scorta di quelle pressioni devo dare atto all'Assessore che i Capigruppo incontrarono una delegazione di questi addetti e che, in verità, assicurarono all'unanimità un particolare impegno per risolvere questa funzione, perché si riconosceva che era essenziale e che approssimandosi la stagione estiva si correva il rischio di vedere chiusi tutti questi monumenti.
Abbiamo riconosciuto come giusto questo diritto, addirittura bisogna dare atto - e gliene diamo, nonostante siamo forza d'opposizione - che queste cooperative, nonostante questa chiusura netta che c'era stata precedentemente, hanno continuato a lavorare gratis. Stanno lavorando gratis e avranno un Natale amaro, perché nonostante noi possiamo eventualmente votare questo provvedimento, chiaramente le loro tasche non potranno essere piene in un momento molto delicato. Però, di questo passaggio bisogna darne atto.
Il mio intento era mettere in evidenza quello che è l'anacronismo fra due posizioni, cioè un testo che è pervenuto in Commissione che è stato cassato a favore di un altro, ora però prevale la linea dell'onorevole Scano, il quale ha assunto ormai la funzione principale, non più quella di pompiere (come lo si chiamava solitamente nei primi trenta mesi), ma da quando è diventato assessore possiamo chiamarlo l'ammortizzatore della Giunta regionale. Cioè, lui si pone in mezzo tra le forze d'azione e quelle di reazione, quindi riesce a contemperare e a trovare anche le soluzioni che possono soddisfare le varie maggioranze all'interno della maggioranza e, comunque queste - bisogna darne atto - esistono nonostante lo sforzo dell'Assessore ammortizzatore.
Il problema che io volevo porre è che è essenziale salvaguardare la funzione e l'attività di queste cooperative, però, caro Assessore, non doveva essere oggetto di intervento all'interno di una manovra che viene chiamata piano per il lavoro. Secondo me un certo tipo d'intervento, così come lo ha fatto da mediatore, da uomo equilibrato, circa le attività museali e i relativi contributi per Nuoro, per Sassari, che ha (?) citato, e tanti altri, anche quello di Cagliari, questo poteva essere oggetto di bilancio. In sede di bilancio andava sanata correttamente una cosa del genere; e non è che per una certa azione si fa in sede di bilancio e qui, invece, si fa con il piano per il lavoro, che sa molto di clientelismo.
Noi riconosciamo, comunque, che le azioni 7A1 e 7A4 hanno la loro ragione d'essere, probabilmente hanno e possono essere azioni nobili che andavano salvaguardate in sede di bilancio. Devo fare un'osservazione critica sul problema del piano di lavoro, che non è certamente risolvendo questi casi, per altro giusti, che si potrà dire che si stanno creando occasioni di lavoro. Il piano di lavoro che è stato presentato ha risolto solo un caso, ha risolto il caso a favore dell'onorevole Cogodi che ha stabilizzato fino a giugno il suo rapporto di lavoro con la Giunta, ed ha reso precario quelli della Giunta regionale precedente, e mi riferisco a degli assessori sardisti, che ha reso nullo il rapporto di lavoro che essi avevano.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Devo ribadire tutte le mie perplessità su un intervento di questa natura, perché qua non si disconosce che i lavoratori che sono impiegati in questi progetti speciali abbiano capacità e anche taluna delle intraprese sia realmente utile ed assolva a un compito. Non è questo il problema. Il problema è capire se questo deve essere fatto con le risorse pubbliche o debba essere, invece, fatto con le risorse che sono tipiche e che provengono dal mondo dell'imprenditoria.
E` normale che alle soglie del 2000 debbano ancora sussistere, in maniera così larga e diffusa, delle nicchie dove si sono soggetti che intraprendono in condizioni di vantaggio, perché interviene il protettore, che in questo caso è l'ente locale territoriale di primo livello, e cioè la Regione Sardegna? Io penso proprio che non sia così.
E' possibile che in 10 anni dalla data d'istituzione dei progetti speciali, il processo di emancipazione o di totale svincolo dalla dipendenza della Regione, non si sia attuato in questi soggetti esecutori dei progetti speciali? E se non si è verificato, dove stanno i limiti e le responsabilità di chi non ha consentito che questo fatto, questo fenomeno si verificasse?
Questi sono lavoratori che hanno diritto a un posto di lavoro, ma, allo stesso modo potremmo dire perché non hanno diritto al posto di lavoro i lavoratori della FAS? Perché non hanno diritto al mantenimento del posto di lavoro tutti quei dipendenti che, se provengono dal settore privato, vanno incontro alla loro triste sorte, se, invece, in un qualche modo fanno parte o gravitano intorno al sistema pubblico, questi debbano sempre essere tutelati e difesi, com'è giusto che sia in linea di principio generale, ma solo perché gravitano sul sistema pubblico c'è necessità di dover intervenire continuamente!?
Dico: se questa è una scelta di questa maggioranza, che avvenga anche per i lavoratori degli altri settori. Perché i cento e più dipendenti della FAS non possono avere un trattamento analogo? E perché non lo possono avere tutti gli altri soggetti lavoratori di imprese private che rischiano in proprio, che vanno male, che falliscono, perché non devono avere lo stesso aiuto? Questo è un problema di giustizia, perché, lo ripeto, la Regione non può fare figli e figliastri, ed i figli propri sono quelli che gravitano sul proprio sistema, e questo sistema è favorito, è inutile che non lo si voglia dire apertamente. E` stato favorito da un sistema di acquisizione di consenso e di clientele, e non si vuole abbandonare questo sistema, e non lo si vuole abbandonare soprattutto in concomitanza con la tornata elettorale. Questo ce lo dobbiamo dire, signori! Abbiate pazienza, sono cose che gridano vendetta, perché vi sono, come dicevo prima, lavoratori che hanno lo stesso diritto a lavorare quanto l'hanno gli altri, e non è giusto che con la protezione della Regione, sottraendo anche quei servizi alla libera concorrenza, ci siano altri soggetti che non vi possono accedere.
E` una questione di giustizia, di vera giustizia e il legislatore regionale non può prescindere, non può lavarsi le mani e dire, andiamo avanti, copriamoci gli occhi e manteniamo la situazione attuale. assessore Scano, lei che è una persona sensibile, rifletta su queste cose.
Sul terzo comma dell'articolo 18 ho già detto in sede di illustrazione e quindi non intervengo in sede di dibattito.
Sull'emendamento della Giunta devo confermare quanto ho detto prima, Assessore, lei ha detto giustamente: "Si sono individuate delle procedure, si sono imposti dei vincoli, la presentazione del piano, del progetto, la copertura finanziaria, le ricadute eccetera", cioè si è meglio specificato quanto già, in sostanza, era detto negli articoli 91 e 93 della legge numero 11 del 1998, perché anche allora non è che si dicesse: "Si danno denari e si fa l'intervento così tanto per darli". Anche prima era subordinato a lavori che avessero una loro utilità e via dicendo, e che quindi potessero dare e via dicendo, anche perché il programma era per tre anni e quindi si riteneva e si presupponeva che quei progetti avviati potessero avere una prosecuzione e potessero camminare con gambe proprie. Oggi si è detto meglio, però se non c'è la volontà poi o non c'è la forza politica a scadenza e a verifica, di rispettare la sussistenza delle condizioni, che senso ha metterlo in legge?
E` una questione di volontà nel perseguire una determinata strada, ed è un questione di forza, di avere la capacità di farlo, di essere veramente governanti e autonomi nell'interesse di tutti e non solamente di chi ha più forza e di chi grida più forte. Anche in questo purtroppo devo esprimere il mio parere (e a questo punto lo voglio manifestare come personale) di totale contrarietà. Per ciò che riguarda l'aspetto dell'intervento nella seconda parte dell'articolo, che poi è quella parte intensamente e significativamente modificata dall'emendamento della Giunta, dico che la Giunta proprio per dare dimostrazione del reale perseguimento o individuazione di una volontà d'impresa che sia seria, non gli si può dare al soggetto esecutore del progetto speciale copertura in maniera pressoché prossima al cento per cento.
Questo significa invogliare l'imprenditore a intraprendere solamente perché c'è la contribuzione totale da parte dell'ente pubblico. Penso che, non essendo imprenditore, se avessi la volontà di diventare tale, ogni qualvolta che mi si dice: "Fai l'imprenditore perché ti diamo tutto quello che ti occorre" anche se imprenditore non sono e sono destinato a fallire, dico: "Tutto sommato, proviamoci". Non mi sembra che sia un modo corretto.
Presidente, io mi riserverei di intervenire sull'emendamento aggiuntivo, e quindi, terminerei il mio intervento qui.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Rosa. Ne ha facoltà.
LA ROSA (G.D.R.I. e Ind.). Soltanto un minuto per un intervento che sarà prevalentemente destinato all'emendamento 119 sul parco geominerario, ma prima volevo fare una rapidissima considerazione a seguito dell'intervento del collega Balletto, testé concluso, che ho seguito con molta attenzione, il quale sostiene che vi sia una sostanziale ingiustizia nei comportamenti e nelle scelte della Regione nei confronti delle diverse categorie di lavoratori.
Io credo che così non sia. Se si è - come credo che il collega Balletto sia - attenti osservatori della politica che si fa nei confronti delle diverse categorie dei lavoratori, ma, anche della presenza nella nostra legislazione di diverse leggi di settore tendenti, anche nei casi come quello citato della Fas, ma anche in altri casi analoghi a favorire la ripresa produttiva, o comunque il riavvio dell'azienda o la possibilità di cessione dell'azienda, in questo caso o anche in altri, con interventi che sono anche di tipo finanziario, quindi che hanno anche un carattere diretto della Regione per favorire la ripresa produttiva, non sono interventi diversi da quelli che la Regione effettua in modo diretto anche in questo caso, per esempio, come le previsioni dell'articolo 18. Per cui, è evidente che ci sono situazioni diverse alle quali si possono dare risposte diverse e per le quali si possono prevedere soltanto interventi diversi, ma tutti sono sicuramente sostenuti dalla stessa volontà di ripresa produttiva, di stabilizzazione dell'occupazione e così via. Per cui, non mi sembra che la differenza degli interventi possa essere valutata in termini d'ingiustizia, perché questi sono comunque sempre destinati allo stesso obiettivo.
Ma, detto questo e affermato che certamente su questi problemi ci sarebbe bisogno anche di ulteriori considerazioni, sul parco geominerario mi ricollego a quanto detto poc'anzi dalla Giunta; su questo problema così importante per la nostra regione è in atto un progetto interministeriale, cioè, che vede impegnato il governo nazionale e la Regione Sardegna a seguito anche di un'intesa che è stata sottoscritta tra Regione e Governo e che vede anche l'interesse su questa questione manifestato formalmente e ufficialmente dei paesi del mondo, non soltanto dalla regione Sardegna e del nostro paese. Vorrei dire quanto questo problema lo stiamo affrontando in qualche modo a mercato, perché grazie a un progetto di lavori socialmente utili, per i quali la Regione deve compartecipare con poco più di due miliardi, si predispongono opere interessanti, importanti e risolutive rispetto alla possibilità di istituire il parco geominerario, per il quale, fra l'altro, anche da un punto di vista normativo si sta procedendo e credo che siamo alla vigilia della possibilità di avere una norma per questo problema.
Ma si vuole davvero ritenere che un'operazione di questo genere non abbia nel tempo grandi potenzialità e grandi ricadute in termini di sviluppo, non soltanto culturale ma anche economico, oltre che ovviamente di valorizzazione ambientali di quei siti che sono diffusi in tutta la Sardegna; credo veramente di no.
Quale ragione vi può essere per ritenere che siano impiegati male poco più di due miliardi per sostenere un'azione di questo tipo, davvero non vi può essere alcuna ragione sotto qualunque riguardo il problema si voglia affrontare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà. CASU (F.I.). Presidente, non volevo intervenire per non arrecarle un dispiacere, per non allungare i tempi, ma dopo tanti interventi mi è venuta la voglia di dire qualcosa anche io.
Anche questo articolo 18, e così gli emendamenti, non fanno altro che accentuare la mia convinzione che io, da idealista che sono, pensavo ad uno Stato buon padre di famiglia, ad una Regione, dato che è femminile, buona madre di famiglia, e cioè che vedesse i cittadini sardi tutti come figli. Invece, purtroppo mi devo convincere, forse più realisticamente, che abbiamo una classe politica dominante in sede nazionale e abbiamo una classe politica dominante in sede regionale.
La classe politica dominante in sede nazionale attraverso il sistema tributario cerca di sopprimere gli avversari, una classe politica regionale che attraverso le manovre finanziarie cerca di proteggere i propri figli e lasciare fuori gli altri.
La similitudine che ho fatto, mi pare questa mattina, immaginando questo grande carrozzone, che è la Regione Autonoma Sardegna, nel quale carrozzone trovano posto una certa quantità di persone, altre persone tentano di salirvi. La classe politica dirigente non fa altro che aiutare a salire nel carrozzone gli amici e di pestare le mani per coloro che amici non sono. La stessa incertezza nella determinazione delle somme, se si va a leggere la proposizione originaria, il provvedimento licenziato dalla Commissione, gli emendamenti presentati, mi persuadono che la verità è questa, che c'è gente da proteggere.
Altre volte credo di aver fatto la similitudine; c'è una grande torta, tutti cercano di prenderne una buona parte, ma non si tiene conto di questa lunga schiera di persone che al carrozzone non arrivano, che alla torta non arrivano.
Ho visto che l'onorevole Montis ha rinunciato a presentare quell'emendamento, dal quale appariva la coda di queste persone che non riescono a prendere né il carrozzone, né riescono ad avere le briciole della torta; c'è tanta gente che continuerà ad assistere alla distruzione della torta e non potrà parteciparvi neanche a prenderne una briciola.
PRESIDENTE. Rimane da esaurire l'intervento sull'emendamento aggiuntivo del consigliere Balletto, poi passiamo alla votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Grazie Presidente. Chiedo scusa del ritardo con cui mi sono presentato.
L'emendamento 119 autorizza un intervento della Regione per la modestissima somma di due miliardi e settecento milioni per l'attuazione di un progetto di lavori socialmente utili finalizzato alla realizzazione del parco geominerario.
Prima considerazione, come può la Regione sarda, ma questa è una considerazione che poi è anche una pregiudiziale, come può l'amministrazione regionale intervenire per sostenere dei lavori socialmente utili per la realizzazione di un parco che non esiste, perché il parco si istituisce con legge. Non esiste la legge, esiste un progetto di parco, ma il parco non esiste e quindi, nell'ipotesi in cui questa legge non intervenisse si andrebbero a fare lavori finalizzati a un qualche cosa che non esisterà mai. Altro che quel riferimento di quel nume che aveva la possibilità di ingravidare le nuvole, Presidente! Si tratterebbe anche in questo caso di fare un qualche cosa che è finalizzato al nulla.
Ma poi bisogna anche distinguere, perché viene detto che il parco minerario è previsto dall'intesa di programma, ma l'intesa di programma non è neanche l'accordo di programma, è un'intesa, e le intese, come tali, sappiamo quanto durano, quanto possono durare e soprattutto quanto non possono pervenire a nessuna realizzazione e finalizzazione. Quindi qua siamo veramente sul vago, sul generico. Deve intervenire sempre la Regione con fondi propri per dare risposta a un certo tipo di lavoro.
Perché non la fa un privato un'iniziativa di questo genere con soldi propri? La domanda è proprio questa; perché non la fa un privato con risorse proprie per mandare avanti un'iniziativa di questo genere? Non si presenterà mai un privato, lo può fare solamente l'ente pubblico, sprecando i suoi soldi, i suoi denari, le sue risorse, sottraendole allo sviluppo produttivo.
Si dice tanto che per i lavori socialmente utili dobbiamo andare ad un esaurimento di quei lavoratori che già abbiamo, e invece ne dobbiamo anche individuare degli altri? Questa è una domanda alla quale sarebbe lecito dare una risposta.
La mia paura è che questo parco geominerario, e non mi si venga a dire che ha il riconoscimento dell'UNESCO, perché l'UNESCO di riconoscimenti di questo genere ne fa, non dico a pagamento, ma ne fa dietro sollecitazione; e poi va anche detta una cosa, che l'UNESCO nel riconoscere soldi non ne mette; se è tanto influente, se è tanto importante, se tanto crede nell'iniziativa, ente internazionale a dimensione sovranazionale che può avere e raccogliere disponibilità, ma perché non raccoglie e non mette a disposizione per la realizzazione di questo fantomatico parco le risorse che sono necessarie? No, deve intervenire sempre la Regione, e neanche con assegnazione dei fondi statali; deve intervenire la Regione.
No, questo a noi non sta bene, non sta bene perché è un'offesa ai sardi, è un'offesa alla dignità di chi lavora, è un'offesa alla dignità di chi non ha lavoro, è un'offesa continua.
Ebbene, vi è anche il fondato sospetto che questo parco geominerario che si vuole istituire non sia altro che una grandissima costruzione che taluni personaggi, che oggi stanno all'interno dell'EMSA in condizioni di preminenza, e che sono gli attuali responsabili dello stato di sfascio dell'EMSA, vogliano, con questa invenzione, costituirsi la propria campagna elettorale per una possibile candidatura e per concorso ad un seggio in questa legislatura. Se questa ipotesi risponde al vero, o abbia qualche parvenza di realtà, è pensabile e possibile che si debbano utilizzare i denari pubblici per fare campagne elettorali per soggetti che poi sono responsabili dello sfascio? Beh, signori, mettetevi una mano sulla coscienza e valutate a fondo quando sarà il momento di votare su questo emendamento.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento 146. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento 148. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento 112. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'emendamento 147 decade essendo stato già approvato un sostitutivo.
I proponenti dell'emendamento 147 ritengono di mantenerlo. La decadenza secondo me deriverebbe dal fatto che si propone di modificare un comma di un articolo che come tale non esiste più essendo stato sostituito da un nuovo articolo. Il 147 si riferiva al comma due dell'articolo 18, nella forma che aveva...
SECCI (Popolari). L'emendamento 147 viene ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento 68 aggiuntivo è stato ritirato, altrettanto dicasi per il 118, mentre il 107 era stato fatto proprio dal consigliere Pittalis. Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo 107. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo 119.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Circa l'emendamento 119, chiedo a nome del Gruppo consiliare di Forza Italia, la votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento aggiuntivo 119, aggiuntivo rispetto all'articolo 18.
(Interruzioni)
BIGGIO (A.N.). Vorrei che ricordasse il parere della Commissione.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione era di remissione alla clemenza dell'Aula. Il parere della Giunta è favorevole.
Siamo in votazione, quindi non si dibatte più.
BIGGIO (A.N.). No, sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione, non si dibatte più. Ho parlato solo per dare chiarimenti che potevano essere utili alla votazione, al di là di questo, mi dispiace onorevole Biggio, altre considerazioni non dovrebbero aver luogo. Siamo in fase di votazione.
BIGGIO (A.N.). E` una precisazione. Io non ero presente al momento dell'intervento del relatore, ma in Commissione l'espressione fu negativa, probabilmente l'argomento è stato rimesso all'Aula per come si sono evolute le vicende, ma in Commissione il parere era negativo.
PRESIDENTE. Ho riferito, come mio dovere, né altro potevo fare, il parere da me richiesto al relatore.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 52
Votanti 52
Maggioranza 27
Favorevoli 21
Contrari 31
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - GHIRRA - GIAGU - LA ROSA - LADU - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
La seduta è sospesa. I lavori riprenderanno alle ore 15.30.
(La seduta, sospesa alle ore 14 e 10, viene ripresa alle ore 15 e 42.)
Presidenza del Presidente Selis
PRESIDENTE. La seduta è ripresa. Si dia lettura dell'articolo 19.
LA ROSA, Segretario:
Capo III
Interventi a favore dello sviluppo locale
Art. 19
Iniziative locali per lo sviluppo e l'occupazione
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concorrere con proprie risorse finanziarie alla contrazione, da parte dei Comuni, singoli o associati, di mutui per il finanziamento di iniziative finalizzate allo sviluppo e all'occupazione, anche in regime di cofinanziamento con altri soggetti pubblici o privati, attraverso:
a) la partecipazione dei Comuni agli strumenti di programmazione integrata dello sviluppo locale previsti dalla normativa comunitaria, nazionale e regionale;
b) la promozione di attività produttive per la valorizzazione di risorse locali nonché dei servizi funzionali allo sviluppo con particolare riferimento ai settori ambientali, culturali, storici, archeologici, artistici e naturalistici;
c) la realizzazione di opere pubbliche necessarie e funzionali alle attività di cui alle lettere a) e b).
2. Per le finalità di cui al presente articolo, in aggiunta ai finanziamenti ordinari, le disponibilità di cui alla legge regionale 1° giugno 1993, n. 25, e successive modifiche e integrazioni, sono incrementate nell'esercizio 1999 delle somme occorrenti per la copertura di mutui contratti dai Comuni il cui importo complessivo a livello regionale non sia superiore a lire 333.000.000.000.
3. All'atto della predisposizione delle leggi finanziarie per gli anni 2000 e 2001 la Giunta regionale effettua una verifica sui risultati conseguiti; nel caso di valutazione positiva, la legge finanziaria prevede, per il rispettivo anno di esercizio, l'assegnazione di finanziamenti sufficienti per consentire la contrazione di mutui di importo non superiore comunque a quello autorizzato nell'anno precedente.
4. Le somme per l'attuazione del presente articolo sono ripartite tra i Comuni secondo i criteri di cui all'articolo 3, comma 1, della legge regionale 1° giugno 1993, n. 25, e successive modifiche e integrazioni; l'assegnazione delle somme spettanti a ciascun Comune per la prima annualità avviene anticipatamente, per ogni intervento, entro quindici giorni dalla presentazione al competente Assessorato regionale degli enti locali della documentazione corredata dallo specifico atto della programmazione locale e della determinazione di contrarre il mutuo.
5. I finanziamenti regionali sono destinati a copertura di mutui le cui condizioni di ammortamento non siano superiori a quelle stabilite dalla Cassa Depositi e Prestiti e il cui periodo di ammortamento non superi i quindici anni.
6. Gli interessi di pre-ammortamento e le annualità di ammortamento sono garantiti dalla Regione mediante iscrizione nei propri bilanci di previsione, per tutta la durata dei mutui medesimi, compreso il periodo di pre-ammortamento, delle somme occorrenti per far fronte ai pagamenti, che vengono corrisposti annualmente, in forma anticipata, a ciascun Comune.
7. Per l'attuazione degli interventi di cui al presente articolo è autorizzata, per gli anni dal 1999 al 2010, la spesa di lire 40.000.000.000 (cap. 04019).
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 64, 149, 151, 75, 150, 121, 97. Se ne dia lettura.
LA ROSA, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Biggio per illustrare l'emendamento 64.
BIGGIO (A.N.). Presidente, colleghi, colleghe, l'emendamento soppressivo numero 64 nasce dal convincimento già discusso nel precedente articolo sulla imprenditorialità dei comuni, imprenditorialità nella quale noi non crediamo, e non solo noi. L'abbiamo voluto ribadire in questo articolo 19 perché è uno strumento che creerà soltanto una serie di costi all'amministrazione, delle illusioni probabilmente per centinaia di famiglie, una panacea che non risolve e non contribuisce a risolvere i problemi che attanagliano la nostra economia, i problemi che determinano una forte percentuale di disoccupati come quella che noi abbiamo. Allora si pone l'esigenza da parte nostra, per i convincimenti che qui dobbiamo portare, per le correzioni che qui dobbiamo cercare di portare, di proporre a quest'Aula, a questa Assemblea, l'attenzione, la riflessione sulle scelte che vengono compiute. Qui non si è voluto, come anche nel corso di questi giorni, in assoluto opporsi alla manovra, come qualcuno ha erroneamente inteso, ma si è voluto contribuire a correggere alcuni aspetti della manovra.
L'atteggiamento di assoluta chiusura e anche la conoscenza da parte mia dell'atteggiamento che la maggioranza esprime, non ci esime dal continuare la nostra battaglia perché siano demarcate, siano delineate meglio e più precisamente le linee delle differenziazioni fra il nostro e il vostro modo di vedere di questa maggioranza di come si possano impiegare le risorse.
I comuni e gli enti locali, a parte la considerazione su questi pezzi, spezzoni di autonomia dati così, sempre a pezzetti mentre non si realizza e non si danno autonomie reali a tutte queste strutture in base alle normative già vigenti, sempre ritardi, ritardi costanti, continui in tutti i settori, in tutti gli ambienti e in tutti i rami della nostra amministrazione. Si danno a pezzi, sempre con la Regione che deve essere l'arbitro, la Regione che deve essere l'elemento fondante, l'elemento decisivo per questa o quella concessione. Allora ai comuni diamogli veramente autonomia, diamogli risorse che gli competono, si assumano e abbiamo loro le responsabilità, gestiscano essi al meglio, non c'era bisogno di ribadirlo in questo provvedimenti perché già le disposizioni in essere consentono agli enti locali di costituirsi e partecipare a società, e realizziamo veramente l'autonomia degli enti locali.
Qui i conti non quadrano; la Regione dà, però vuol partecipare, vuole essere presente, vuol fare. La Regione faccia il suo dovere! Promuova, aiuti a promuovere, gli enti locali aiutino a promuovere e a indirizzare, si faccia un serio monitoraggio dei vari settori portanti della nostra economia per poter poi portare a frutto i riscontri che si hanno da un'analisi degli impieghi fatti e delle iniziative prese.
Così non è, così non appare, così non è stato voluto in tutti questi anni. A questo gioco evidentemente noi non possiamo starci, a questo gioco non ci possiamo prestare e queste scelte non possiamo condividere.
Questa è la ragione del nostro emendamento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Casu per illustrare l'emendamento 149.
CASU (F.I.). Signor Presidente del Consiglio, signori della Giunta, colleghi; qualcuno ha definito l'articolo 14 un articolo non felice o addirittura una presa di posizione scellerata. Io definirei tale, non l'articolo 14, ma l'articolo 19. Si prende una massa di denaro, è fatto in modo apparentemente innocuo, perché si sostiene, nell'articolo 19, che i comuni possono contrarre mutui; possono contrarre mutui per la somma massima di 333 miliardi nell'anno 1999; possono contrarre mutui il cui onere è a carico della Regione.
Questa è una grande scoperta. Io credo che sia la scoperta che è stata fatta dalla Giunta, perché nella prima stesura si parlava di contrazione di mutui da parte della Regione per 333 miliardi.
Cerchiamo di annacquare il provvedimento, cerchiamo di far vedere che la Regione non contrae mutui, che sono i comuni che contraggono mutui; però contrarre mutui i comuni con oneri a carico della Regione, oneri di ammortamento dei mutui, cioè pagamento della rata interessi e della rata capitali per l'estensione del debito capitale, sono a carico della Regione. Ma allora che senso ha che siano i comuni a contrarre i mutui? Era più semplice la prima via seguita, che fosse direttamente la Regione a contrarre i mutui. Ma sa, evidentemente pensano, coloro che hanno formulato l'articolo in questo modo, sull'effetto psicologico, perché prima si parlava di 333 miliardi, adesso si parla di quaranta miliardi l'anno a carico delle casse della Regione. Una massa di denaro enorme, di enormi dimensioni, che verrà divisa fra i comuni, e chissà se tutti i comuni riusciranno ad avere la loro quota.
Spesse volte in quest'Aula si è parlato di desertificazione di certe zone interne della Sardegna. Io ritengo che con un provvedimento di questo genere noi accentuiamo questo fenomeno. Difficilmente riesco a vedere nei piccoli comuni entità capaci di creare attività produttive e creare dei servizi, ma prima di tutto attività produttive. E già il titolo di questa legge è un titolo che non indica, in sostanza, i risultati che la legge poi si prefigge; è un titolo non fedele perché si parla di sostegno allo sviluppo economico e all'occupazione.
Non si sostiene lo sviluppo economico in questo modo. Quando si ha bisogno di creare occupazione, si creano imprese vere, non fasulle. Qui non si creano imprese vere, perché ci saranno dei comuni ai quali spetterà qualche centinaio di milioni, ci saranno dei comuni che avranno diritto a qualche miliardo, ci saranno dei comuni che avranno diritto a qualche decina di miliardi.
Io ritengo che costituire delle imprese validamente produttive sarà un'impresa quasi impossibile; ed allora cosa stiamo facendo noi con la contrazione di questi mutui da parte dei comuni di 333 miliardi? Torniamo alle imprese miste, torniamo ai carrozzoni.
(Interruzioni)
CASU (F.I.). Le cose che stiamo dicendo, onorevole Presidente, non sono molto importanti, ma è importante che noi stanziamo 333 miliardi l'anno, e li stanziamo in un momento in cui le finanze regionali non lo consentono; non lo consentono perché ci stiamo indebitando fino ai capelli. E` un'azione della Giunta regionale fatta a danno della futura e delle future amministrazioni regionali; fatta a danno delle generazioni future, perché noi contraiamo debiti oggi, domani dovranno pagare, perché qui si impegna la Regione fino al 2010. Non è un impegno per un anno, è un impegno per undici anni, tanti mi pare che siano dal 1999 al 2010.
E poi noi facciamo ostruzionismo? Dite che noi facciamo ostruzionismo di fronte ad un provvedimento di questo genere? Ma qui veramente meritereste ostruzionismo, ostruzionismo di quello vero, ostruzionismo di quello capace di bloccare l'azione della maggioranza, perché l'azione della maggioranza merita di essere bloccata, perché non si riesce a capire con quale intento voglia impiegare queste grossissime somme di denaro per non produrre occupazione se non in modo marginale. Forse riusciranno a creare qualche posto di lavoro, ma con un impegno finanziario di questo genere non si può pretendere la creazione di qualche posto di lavoro, si pretende che la Regione affronti i nodi cruciali dell'economia sarda, ma i nodi cruciali non vengono affrontati dividendo queste risorse fra i quattrocento - cinquecento comuni dell'Isola. E` la Regione che avrebbe dovuto fare un disegno di intervento per quanto riguarda le infrastrutture dell'Isola, capaci di creare i presupposti per l'investimento. Così non creiamo i presupposti noi, con interventi a pioggia che vanno a finire nelle tasche di tutti i comuni noi infrastrutture, signor Presidente, non ne creiamo. Quelle infrastrutture di cui ella ha parlato quel giorno in cui ci siamo riuniti in presenza della Commissione bilancio della Camera. Io ricordo perfettamente, e credo che anche lei ricordi, che i presupposti per creare attività produttive in Sardegna da lei elencati, se non ricordo male, erano questi: problema della diffusione della cultura; primo basilare problema. Naturalmente cultura, cultura scolastica, extra scolastica, formazione professionale, tutta la cultura. Non credo che se noi mettiamo la nostra cultura a confronto con la cultura del centro nord Italia, siamo in grado di reggere il passo, ma se noi non reggiamo il passo sotto il profilo culturale, non possiamo pretendere di reggere il passo sotto il profilo dello sviluppo economico. Quindi, prima di tutto problema di carattere culturale.
Secondo: problema delle infrastrutture. Furono principi da lei enunciati. Infrastrutture a partire dai trasporti per finire all'erogazione dell'acqua.
Investimenti, sicurezza per i cittadini sardi e non sardi.
Questi io ritengo che, condividendo le idee del nostro Presidente del Consiglio, siano i presupposti perché l'attività economica si possa svolgere in Sardegna in modo proficuo. Non si toccano i presupposti attraverso questi provvedimenti, che non fanno altro che attribuire denari ai Comuni, i quali li utilizzeranno per i loro protetti e non per tutta la cittadinanza. Siamo ancora una volta di fronte a provvedimenti che possono servire - io non ho mai fatto questa affermazione - per creare una buona base elettorale per il 1999. Creerete forse una buona base elettorale per il 1999, ma non passerete alla storia per aver affrontato finalmente i problemi della comunità sarda. E con questa massa di denaro, aggiunta a quell'altra grande massa di denaro che si può spendere nel 1999, proveniente dalla 402, dalla 268, da altre leggi varie, con questo noi avremmo potuto affrontare, incominciare, poteva essere l'inizio della creazione delle infrastrutture in Sardegna. Certo, voi continuerete per la vostra strada, ma se permettete noi queste cose ve le dobbiamo almeno dire, vi dobbiamo almeno mettere di fronte alle vostre responsabilità, gravi, gravissime responsabilità.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 151.
BALLETTO (F.I.). Il terzo comma dell'articolo 19 è quanto più di anacronistico possa esserci nel disegno di legge 447 in esame. Questa situazione deriva anche da quelle che sono state le ammissioni dello stesso Assessore della programmazione, il collega onorevole Scano, perché in Commissione, più di una volta, veramente con la massima lealtà, ha riconosciuto che uno dei limiti dell'attività di Governo è proprio rappresentato dall'incapacità, da parte della struttura amministrativa della Regione, di riconoscere quale sia l'efficacia della spesa in relazione allo stato di esecuzione delle leggi di settore che contengono interventi nei più disparati ambiti d'intervento della Regione. Il limite proprio dell'attività di Governo nasce dalla capacità di conoscere qual è lo stato di esecuzione delle leggi di spesa, e soprattutto, fatto ancora più incisivo, dalla circostanza che l'Amministrazione non è in grado di rilevare quale sia stata l'utilità della spesa, e quindi quelle che sono state le ricadute in termini di concorso allo sviluppo e in termini, conseguentemente, perché la seconda considerazione che faccio è subordinata alla prima, in termini, dicevo, di consolidamento di occupazione, o addirittura di andare incontro a quella che è l'esigenza di dare risposte ai fenomeni della disoccupazione. Allora io mi chiedo: Assessore la prego, perché non è capacità di tutti riuscire a seguire due, però a lei gliela riconosco; questa capacità gliela riconosco per la verità, però non è un fatto usuale, o comune.
Dicevo, che se queste sono le premesse, e derivano proprio da suoi onesti e leali riconoscimenti, come si può inserire in questo programma, in questa legge, un'affermazione quale è quella contenuta nell'articolo 19 al terzo comma? E cioè che la Giunta regionale effettua una seria verifica sui risultati conseguiti, e in caso che alla fine del 1999, o meglio, nel momento in cui si predisporrà la Finanziaria per il 2000 e il triennale che ne è collegato, e quindi ad agosto del 1999, si possa valutare, in termini positivi, qual è stata la ricaduta della spesa per ciò che riguarda questo impegno di 333 miliardi per i mutui che devono essere contratti dai comuni. Allora, assessore, la prego, coerentemente alle sue affermazioni, che sono apprezzabili, e noi glielo riconosciamo, glielo riconosciamo veramente con la stessa serietà con la quale lei fa queste affermazioni in Commissione, perché dobbiamo illudere la gente e dire alla gente che ci saranno anche per il 2000 e per il 2001, sebbene subordinati a questa verifica, la possibilità di rinnovare la contrazione di mutui? Noi sappiamo che questo sarà materialmente impossibile. Se la scelta politica dell'amministrazione che predisporrà la finanziaria del 2000 fosse in quella direzione, che lo faccia con fatto proprio, ma non con un atto che deriva, non voglio dire da un imbroglio, ma certamente da un'illusione, perché la gente che soffre, la gente che aspetta, la gente che ha bisogni, di fronte ad affermazioni di questo tipo non le considera solamente aspettative, ma le considera come fatti acquisiti e diritti acquisiti.
Io penso che questa sia una cattiva abitudine da parte di chi amministra, perché poi sarà difficile, se queste situazioni non si dovessero verificare, dire: "Non si potrà fare", perché l'impegno è già stato assunto.
Ecco qual è lo scopo e la finalità di questo accordo: essere coerenti e veramente realisti e attaccati a quelle che sono le situazioni.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 75.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 75 contiene semplicemente la sostituzione del periodo di dodici anni con quello di quindici anni.
Io però, voglio cogliere questa occasione, illustrando l'emendamento numero 75, per dire alcune cose sull'articolo 19, perché è un punto chiave del piano; la Giunta sta ascoltando con attenzione le argomentazioni che nell'aula si vanno facendo; è un punto sul quale si è discusso molto, anche prima di oggi, e con opinioni diverse. L'articolo, così come è uscito dalla Commissione, non costituisce una banale mediazione. Posso fare una battuta: non è roba da ammortizzatori, insomma. E', credo di poterlo dire, è una sintesi alta di posizioni diverse, non perfetta, opinabile, criticabile, ma è una sintesi seria e alta di posizioni diverse, di un dibattito che è stato ampio e sofferto. E la sintesi riguarda: 1) le risorse. Noi avremmo voluto poter investire di più, ma si tiene conto dei vincoli di bilancio. C'è stata un'operazione, anche sulle risorse finanziarie destinate all'articolo 19 che è segnata dalla preoccupazione per le compatibilità di bilancio. L'onere, così come è attualmente quantificato, 40 miliardi per anno (parlo allo stato, poi per il 2000 e 2001 si vedrà sulla base di una verifica che non potrà che comportare un esame da una parte della bontà dell'iniziativa, dall'altra delle compatibilità di bilancio, le due cose è chiaro che sono connesse, perché si tratta di scegliere le priorità) non è un onere insostenibile, è un onere sostenibile, il problema è che si facciano, con questi 40 miliardi per anno delle cose che servono per affrontare le questioni dello sviluppo e dell'occupazione, altrimenti chi dovrà scegliere nel 2000 o nel 2001 farà delle scelte diverse.
Le procedure (questo è il secondo punto della sintesi): si è ritenuto conclusivamente, dopo un lungo dibattito, di privilegiare la rapidità, rispetto anche, se volete, all' organicità di nuove procedure. Così come oggi sono definite, le procedure sono abbastanza rapide, cioè con i soldi messi in capo ai comuni che procedono alla contrazione dei mutui senza appesantimento di strutture centrali e così via.
Terzo punto, le finalità. Il primo comma raccoglie un' elaborazione seria, che non è un'elaborazione solo della Giunta o della maggioranza; è un' elaborazione, una discussione delle forze sociali a cui hanno dato un contributo che io, non diplomaticamente, ma sinceramente dico determinante, anche le forze di opposizione, della cui opinione si è tenuto conto. E le finalità sono così definite, lo leggo, perché non saprei dire in modo più efficace e più sintetico: "A) La partecipazione dei comuni agli strumenti di programmazione integrata dello sviluppo locale previsti dalla normativa comunitaria, nazionale e regionale".
Io credo che si apra qui una scelta, un terreno di grande momento, che continuerà, io sono convinto che continuerà questa iniziativa e questo intervento; B) la promozione di attività produttive per la valorizzazione di risorse locali, e dei servizi funzionali allo sviluppo con particolare riferimento ai settori ambientali, culturali, storici, archeologici, artistici e naturalistici.; C) la realizzazione di opere pubbliche (il tema delle infrastrutture è anch'esso molto ben presente nel testo) necessarie e funzionali alle attività di cui alle lettere A) e B)". Non esiste l'istituto della fiducia nel nostro Regolamento, ma se esistesse non c'è alcun dubbio che la Giunta su questo porrebbe la fiducia. Lo dico paradossalmente per capire qual è la valenza del convincimento della Giunta sull'articolo 19. Se avessimo la fiducia nemmeno la porremmo.
Sulla verifica, ho detto, avrà tutti gli elementi chi avrà la responsabilità di fare questa verifica nell'agosto 1999. Se li avrà farà la scelta, se non li avrà la farà due o tre mesi più avanti o nell'agosto del 2000, ma è un'affermazione di principio, collega Balletto, il terzo comma, che dice: "Se funziona vogliamo continuare su questa strada". Se funziona vogliamo continuare su questa strada, non illudiamo, non promettiamo. Non funziona, se ne prenderà atto. Funziona? Beh, allora bisognerà investirci le risorse.
Io sono convinto che con questo articolo, lo dico perché credo in ciò che sto dicendo, i comuni faranno, se la Regione saprà sostenerli, cose utili e buone per lo sviluppo e per l'occupazione, e sono anche convinto che si possano fare in tempi brevi, in tempi assai più brevi rispetto ai tempi previsti da tante altre iniziative contenute nella legislazione regionale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 150.
BALLETTO (F.I.). Questo emendamento noi lo consideriamo un emendamento chiave dell'articolo 19, perché in questo emendamento si incentra quella che è la filosofia, quella che è la visione dell'intero problema da parte di Forza Italia.
Siamo convinti, l'abbiamo detto in più di una circostanza, che la Regione non può fare l'imprenditore e che, a maggior ragione, l'imprenditore non lo possa fare l'Ente locale ad essa subordinato, e cioè il comune, proprio perché anche il comune non è dotato delle strutture di cui, come ho avuto modo di dire in altra occasione, è dotata la Regione Sardegna. Se i risultati della Regione in veste di imprenditore sono stati negativi, fallimentari, e so per certo, nell'affermare questo, che nessuno può smentirmi, abbiamo veramente dei grossi dubbi che in questo processo, in questo cammino, possano riuscire i comuni, che, come dicevo prima, non hanno strutture, non hanno apparati, non hanno organizzazione.
Ricordiamoci che i trecentottanta comuni della Regione Sardegna, per la stragrande maggioranza, sono costituiti da comuni che non arrivano alle poche migliaia di unità di abitanti, e che sono caratterizzati da tutta una serie di problemi di emarginazione, di lontananza dai centri abitati, di difficoltà nei trasporti, di problemi di scolarizzazione, tutti problemi che non sono, almeno nella misura fondamentale principale, a carico della Regione, ma sono problemi del nostro Stato, al quale noi apparteniamo, ma che, sovente, ci considera proprio ancora forse come coloni.
Io, se mai fossi stato il Presidente della Giunta, mi auguro di non esserlo mai, perché è un onore, mi rendo conto, troppo difficile, troppo pesante, troppo gravoso, ma caro Presidente Palomba, con la stima che ho per lei, che credo ricambiata, e non è mancata occasione per dimostrarcela reciprocamente, con lo Stato veramente la vertenza l'avrei condotta, non dico in maniera diversa perché ognuno, nella propria libertà di coscienza, libertà intellettuale e senso di responsabilità la fa come ritiene giusto che sia, ma avrei fatto come i minatori nella vertenza dello Stato, avrei bivaccato, da Presidente della Regione con una tenda davanti a Montecitorio e a Palazzo Chigi per rappresentare veramente questi problemi della nostra Regione che sono gravi, e che non possono essere risolti se non vengono affrontati con l'intervento dello Stato.
Noi siamo inermi di fronte a questi problemi, siamo veramente inermi, e non ho difficoltà a riconoscerlo a questa maggioranza, e a lei Presidente. Sotto questo aspetto io avrei fatto in maniera diversa. Non vorrei essere al suo posto sotto questo aspetto, perché mi rendo conto che è un problema difficile.
Allora, per ritornare al discorso di prima. Come è mai possibile che questi comuni che hanno questi problemi, siano in grado, con questi mutui contratti, di affrontare e di risolvere i problemi dello sviluppo e dell'occupazione nelle loro realtà territoriali? Ma anche se li volessimo dividere questi 333 miliardi, e nell'articolo 19 sono anche previste le modalità, ma io per semplificare, andassi a dire che vengono divisi in parti uguali, spettano settecento - ottocento milioni a comune, facendo una media tra comuni grandi e comuni piccoli. Che cosa si può realizzare? Ma che cosa si può creare da parte di soggetti che non hanno vocazione, che non hanno strutture, che non hanno organizzazione per affrontare questo immane problema che è quello dello sviluppo e dell'occupazione. Voi mi potrete dire: facciamo quello che si può fare. Noi diciamo che questo lo possiamo anche capire e lo possiamo anche apprezzare. Onestamente lo apprezziamo, ma non è questa la strada, voi ritenete che questa sia la strada minima per intraprendere? Noi non ci crediamo, non è questa. Qualcuno, anche dai banchi dell'opposizione, forse se non ricordo male il collega Montis, ha detto che in una situazione di questo genere la nostra Regione avrebbe dovuto affrontare uno, due, tre temi, il quarto fosse è eccessivo, dei grandi problemi che angosciano la nostra Isola, ma non intesi come un problema di carattere generale la disoccupazione, perché è vastissimo ed è irrisolvibile; uno, due, tre temi che avrebbero caratterizzato la legislatura e che se affrontati e risolti avrebbero anche dato lustro a questa maggioranza e a questo esecutivo. Questo nell'interasse dei sardi, anche se questo avrebbe potuto gettare ombre sull'attività dell'opposizione che non ne avrebbe tratto vantaggio in termini di consenso e quindi di approvazione elettorale, l'avremmo accettato volentieri perché è nell'ordine naturale delle cose che chi amministra faccia bene nell'interesse degli amministrati, e la parte che sta all'opposizione non potrebbe che prenderne atto se con un punto o un disappunto, per quello che è la possibilità dell'alternanza, certamente nella grande soddisfazione di aver reso un servizio ai nostri amministrati. E allora, siamo veramente convinti che l'ente pubblico possa essere un imprenditore, che sia in grado di promuovere realmente lo sviluppo attraverso iniziative imprenditoriali di cui si fa patrocinatore, o non altro avrebbe dovuto fare l'amministrazione regionale che migliorare l'efficienza della propria burocrazia regionale, ed anche di quella dei comuni, per rendere più snelle le procedure, e basta? E non è più giusto che questi investimenti e che questo indebitamento che non è di poco conto - e lei Assessore ha avuto occasione di sottolinearlo più di una volta nel momento in cui ha parlato di compatibilità, di rigore, di D.P.E.F., di legge finanziaria e di legge di bilancio; non sarebbe stato più utile e produttivo dire ai comuni - così come è nell'intenzione dell'emendamento 150 - che queste risorse cospicue nel loro ammontare, ma forse quasi insignificanti nella loro frammentazione all'atto della ripartizione, non sarebbe più giusto dire ai comuni che conoscono le realtà dei territori di provvedere a realizzare quelle infrastrutture che in un qualche modo possano promuovere condizioni di equilibrio per chi ha voglia di investire e per chi ha voglia di intraprendere. Eliminare quei gap quindi che nascono proprio da quelle grosse problematiche che sono legate alla carenza di infrastrutture: acqua, mezzi di trasporto, comunicazione, viabilità e quant'altro. Se vogliamo veramente rendere partecipi, consapevoli e responsabili dello sviluppo dei territori i relativi comuni di appartenenza, mettiamo pure a disposizione queste risorse dei comuni, ma che siano finalizzate alla creazione di infrastrutture perché il problema dell'economia in Sardegna e del sottosviluppo è sempre un problema di insufficienza di infrastrutture, e invece noi vogliamo fare qualcos'altro, qualcos'altro che va sempre verso il settore dell'ingerenza, dell'invadenza e della partecipazione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la consigliera Schirru per illustrare l'emendamento numero 121.
schirru (Progr. Fed.). Si tratta di un emendamento per inserire tra gli interventi e le iniziative di sviluppo locale per l'occupazione, anche gli interventi tesi alla realizzazione di una rete di servizi per le persone, in particolar modo per la prima infanzia e l'adolescenza, perché siamo convinti che anche attraverso questi interventi è possibile migliorare le condizioni di vita delle nostre comunità, soprattutto effettuando interventi di prevenzione e di socializzazione per i bambini più piccoli.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Salvatore per illustrare l'emendamento numero 97.
SANNA SALVATORE (Progr. Fed). Questo emendamento è stato riscritto perché come d'intesa si è provveduto a riformulare una sintesi tra questo emendamento e l'emendamento numero 72 che a suo tempo la Giunta aveva presentato sull'articolo 15. La filosofia di questo emendamento congiunto sostanzialmente tende a superare i limiti che erano previsti dall'articolo 52 della legge finanziaria regionale del 1994, la numero 2, che per la prima volta cercava di incentivare i comuni ad associarsi ma poneva dei chiari limiti. Con questo emendamento questi limiti si vorrebbero superare, e tra l'altro si vorrebbe stabilizzare questa norma inserendola nel testo e nel corpo della legge regionale numero 25 che riguarda i trasferimenti di risorse e di funzione agli enti locali. Naturalmente l'obiettivo è quello di incentivare soprattutto l'associazione tra piccoli comuni, infatti stiamo prevedendo un importo di lire 20.000 ad abitante ma a patto che le associazioni, le unioni o i Consorzi non superino i 40 mila abitanti, e la possibilità di erogare questi contributi in via diretta, senza ulteriori appesantimenti burocratici, con le procedure della legge 25.
Ritengo che l'approvazione da parte del Consiglio regionale di questo emendamento consenta, tra l'altro, di recepire una serie di proposte e di preoccupazioni che scaturivano anche dall'Aula, quando da più parti veniva sottolineato il fatto che la polverizzazione dei comuni in Sardegna in un qualche modo rende difficoltosa anche l'operatività degli stessi comuni, in relazione ai problemi dello sviluppo locale e all'esercizio di funzioni trasferite. In questo modo riteniamo che si stia dando una prima concreta risposta, anche nel giusto ambito, che è quello del piano straordinario per il lavoro, e un incentivo serio a tutti i comuni perché superino l'isolamento e il campanile e tendano invece ad associarsi con un chiaro e preciso incentivo che discende da questa norma. (v.p.v.)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
Sassu (Progr. Fed), relatore di maggioranza. Brevemente per dire che la riformulazione dell'articolo 19 è frutto di una riflessione profonda del lavoro della Commissione terza, e credo che complessivamente il risultato di questo lavoro sia un testo fortemente migliorato; l'essenza consiste nel ruolo che si vuole assegnare ai comuni come soggetti essenziali per lo sviluppo locale. I comuni vengono da un'esperienza secondo me positiva dei piani integrati d'area, che al di là dei limiti anche vistosi che hanno manifestato nella loro gestione, hanno determinato però anche un'esperienza positiva che porta oggettivamente i comuni a superare la cultura anche minima della buca, della quotidianità, che pure è molto importante nelle nostre realtà, ad una cultura molto più essenziale e molto più importante, che è la cultura dello sviluppo del territorio e delle vocazioni locali. Quindi, noi assegniamo un valore importante a questo articolo, proprio in funzione del ruolo che il comune può assolvere in relazione allo sviluppo locale.
Per quanto riguarda gli emendamenti, c'è un parere contrario all'emendamento soppressivo numero 64; parere contrario all'emendamento 149; parere contrario all'emendamento 151; si accoglie l'emendamento della Giunta regionale 75, in quanto emendamento tecnico; parere contrario per l'emendamento 150, al quale i firmatari assegnano un ruolo chiave della filosofia della proposta che viene da quel Gruppo, però io vorrei osservare come non cogliere, da parte dei firmatari di questo emendamento, l'innovazione forte che è presente nella formulazione nuova dell'articolo 19 che credo va fortemente in direzione della filosofia di questo emendamento che, se dovessimo lasciarlo così, sarebbe fortemente limitativo sempre rispetto agli stessi contenuti in relazione alla definizione invece della riformulazione dell'articolo 19. Quindi per questi motivi diciamo no all'emendamento 159. Diciamo no anche all'emendamento 121, non perché non si accolga lo spirito, che è fortemente positivo nell'indicazione che viene avanzata, ma sicuramente non rientra nello spirito dei contenuti di questo articolo e di questa manovra finanziaria, pertanto chiediamo che i firmatari ritirino l'emendamento perché possa ritrovare una più giusta collocazione in provvedimenti successivi.
Per quanto riguarda l'emendamento 97 il collega Sanna ha già illustrato molto efficacemente i contenuti della riscrittura dell'emendamento, alla luce anche della proposta che veniva avanzata dalla Giunta regionale con l'emendamento 72 che era stato sospeso, quindi diciamo sì a questa riformulazione e invitiamo la Giunta regionale, a questo punto, a ritirare l'emendamento 72.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Intanto per quanto riguarda l'incentivazione dei consorzi comunali, si era rimasti d'intesa di riformulare il 97 coniugandolo un po' con l'emendamento 72 della Giunta; la riformulazione è positiva e soddisfacente, quindi l'emendamento 72 è ritirato.
Per quanto riguarda gli altri emendamenti il parere è contrario per gli emendamenti soppressivi 64 e 149; il 151 che tocca un punto, il comma terzo, che non riguarda tanto l'operatività nell'immediato ma una questione di principio, quel "se funziona si va avanti" di cui parlavo prima e che ci sembra importante rimanga nella legge; il 75 è della Giunta; sul 150 il parere è conforme a quello della Commissione, cioè negativo. Il 121 è un emendamento che personalmente apprezzo molto, aggiungo però anch'io l'invito ai presentatori, rivolto dal relatore di maggioranza, a ritirarlo, per un motivo molto semplice: il 19 è il frutto, nella riscrittura, di una ricerca anche tormentata e di un equilibrio difficile. Quindi credo che noi dobbiamo mantenerlo esattamente così come è, salvo appunto integrazioni largamente condivise, come quella relativa ai consorzi comunali. Il 19 per altro è una pagina che si apre, avrà un percorso, una storia, credo che questa potrà essere un'articolazione successiva.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Siccome è pervenuto questo emendamento 97, avremmo voluto quanto meno che...
PRESIDENTE. E` giusto. L'emendamento 97 che è stato distribuito ora è una riscrittura dell'emendamento 97 originale ed è un tentativo di superare l'emendamento 72 della Giunta e di fonderlo. Questo emendamento, però, lo dico ai presentatori, può essere accolto se c'è un accordo complessivo.
(Interruzione)
Ricordo la situazione: all'articolo 15 era stato presentato l'emendamento 72 dalla Giunta, il relatore aveva chiesto la sospensione perché era collegato con il 97. Il 97 è stato oggi riformulato in modo tale da comprendere il 72 e il 97, questo però, lo dico al relatore, alla Giunta, ai presentatori e all'Assemblea, può essere accolto solo se c'è un accordo complessivo dell'intera Assemblea. E` evidente che nell'aprire il dibattito - credo che questo fosse implicito - i colleghi che intervengono, di qualunque area, sono pregati di esprimersi anche su questo emendamento. Se c'è qualcuno che eccepisce sull'emendamento, questa seconda formulazione non viene accolta e rimangono le formulazioni iniziali sia del 72 che del 97, poi l'Assemblea deciderà per l'uno e per l'altro come accoglierli. Se invece viene accolta questa seconda formulazione viene ritirato l'emendamento 72. Se i colleghi vogliono da subito esprimersi su questo. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Ci sarebbe la necessità di una brevissima sospensione di questo emendamento per poterlo valutare, perché visto così, è appena arrivato, pronunciarsi nell'ambito...
PRESIDENTE. Naturalmente prima di procedere a qualunque valutazione e votazione sospendiamo questo emendamento perché c'è l'esigenza di vederlo.
Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (Popolari). Signor Presidente, prendo la parola su questo articolo che ritengo, assieme a una serie di altri, fondamentale per la comprensione del complesso della manovra.
Intanto voglio dire che la proposta della Giunta e la valutazione della Commissione sulla manovra nel suo complesso si dispiegava su tre concetti fondamentali: uno è il sistema di incentivo all'impresa, che è contenuto nel capo primo e che, evidentemente, attiene a iniziative del sistema imprenditoriale che realizza le sue iniziative dove meglio ritiene. Abbiamo detto che il sistema imprese deve essere incentivato e abbiamo trovato le forme di incentivazione con gli articoli dall'1 al 13, condivisi o meno che fossero. Abbiamo detto che una delle emergenze del nostro sistema produttivo e della nostra economia è quella della disoccupazione, quindi era necessario mantenere un certo grado di lavoro assistito, facendo tendere questo lavoro assistito ad una stabilizzazione e, quindi, alla creazione di lavoro produttivo in termini economici. Questo è il risultato della modifica sostanziale, importante che la Commissione e l'aula hanno apportato ai provvedimenti compresi negli articoli dal 14 al 18. Si è posto poi un problema, che in Commissione è stato discusso a lungo, e dispiace che in qualche maniera non si evidenzi questo particolare, perché la Sardegna non è soltanto zone industriali ad alta intensità di crescita e di insediabilità di aziende, non è soltanto lavori socialmente utili o di pubblica utilità, non è soltanto lavoro assistito, ma è anche territorio diffuso dove c'è bisogno in qualche maniera di dare un segnale di speranza alla gente. Allora, seppure con un certo grado di contrarietà, e i colleghi che sono in Commissione ne hanno sicuramente la memoria, noi abbiamo trovato una formulazione dell'articolo 19 che mi sento di sostenere, di giustificare e, in qualche maniera, di valutare, che prego i colleghi anche delle minoranze di tenere presente. L'articolo 19 originario prevedeva una serie di interventi che partivano dalla contrazione dei mutui da parte della Regione, che creavano un sistema di controllo quasi dirigistico del sistema regionale, attraverso tutta una serie di meccanismi burocratici di controllo e di articolazione che rendevano farraginosa l'operazione e, soprattutto, destinava a iniziative non meglio specificate dei comuni per lo sviluppo dei loro territori. Se chi è attento - e c'è molta gente attenta in quest'aula - ha letto la formulazione dell'articolo 19 così come è stato approvata dalla Commissione, avrà visto che è un articolo 19 diverso. E' un articolo 19 che distribuisce ai comuni le risorse sulla base di un indirizzo di decentramento che è importante, che è consolidato e che viene riconfermato, e sono i meccanismi previsti dalla 25. Quindi stiamo togliendo alla Regione quello che tutti auspicano in mille circostanze tutte le volte che se ne parla, quello di avere il controllo su tutto, di attivare i meccanismi secondo criteri clientelari, di dare le risorse secondo meccanismi che non sono oggettivi. Abbiamo trovato quindi un meccanismo oggettivo e condiviso, perché la 25 nelle sue articolazioni non è mai stata discussa da nessuno. Abbiamo trovato soprattutto, cari colleghi, al comma primo -ed è stata una fatica, come ricordava l'Assessore -una formulazione che rende possibili iniziative da parte dei comuni per creare lo sviluppo locale, per promuovere lo sviluppo locale. Attraverso che cosa? Attraverso gli strumenti che già esistono e che non è stato possibile attivare perché molti comuni non avevano risorse, molti comuni non si sono fatti promotori di PIA perché non sapevano con quali risorse cofinanziare le iniziative. Molti comuni non riescono a valorizzare le proprie risorse locali perché non si possono dotare di quel sistema infrastrutturale indispensabile perché imprese insedino le loro attività nei territori. Molti nostri comuni non dispongono di infrastrutture che incentivino questo tipo di insediamento. Questo è il ruolo, ed è riconosciuto, valorizzato, specificato ed amplificato, di tutti i comuni della Sardegna. Noi abbiamo il dovere di dare risposte ai territori forti, e abbiamo ritenuto doveroso anche dare risposte ai territori deboli. In questo senso va interpretata la stesura dell'articolo 19, e in questo senso modificarlo oggi in un senso oppure in un altro, se non con un'attenzione e con un dosaggio importante, significa, probabilmente, rendere meno possibile, meno agevole e meno proiettata nel futuro l'azione amministrativa dei nostri sindaci e delle persone che in quei comuni vivono.
Io sono convinto che si sia rispettato, cari colleghi, quell'equilibrio più volte richiamato dalle opposizioni, più volte richiamato anche da forze della maggioranza, più volte richiamato anche da me stesso in Commissione quando se n'è discusso, che il piano per il lavoro atteso da tutti, perché c'è bisogno di lavoro e di sviluppo nella nostra Regione, doveva trovare un equilibrio giusto. Forse la prima stesura era squilibrata verso il sistema della presenza pubblica e dell'assistenzialismo, così come è definito tra virgolette per fare in fretta perché se no ci sarebbe da fare troppe distinzioni, oggi il provvedimento che esce dall'aula, se verrà approvato anche l'articolo 19 così come è stato dalla Commissione approvato, è quello di un sistema equilibrato di interventi nel territorio che rende gli interventi orientati verso l'occupazione stabile per la creazione di impresa, che rende gli interventi orientati verso la difesa di fasce deboli che ancora ci sono e che auspichiamo tutti che siano sempre meno, ma finché ci sono in questa misura occorre dare un'attenzione, e abbiamo orientato le risorse soprattutto verso tutti i nostri territori che devono potersi giocare una opportunità.
In questo senso ritengo di difendere l'articolo 19 e il provvedimento nel suo complesso. In questo senso penso che abbiamo fatto una cosa ben fatta fino a questo momento approvando il testo così come l'abbiamo approvato, questo ovviamente nel rispetto di posizioni che sono assolutamente accettabili di chi la può pensare diversamente, ma questo è stato lo sforzo di questa maggioranza, questo è stato lo sforzo della Commissione e questo è lo sforzo che stiamo perseguendo anche con molta fatica in Aula perché la stanchezza comincia ad essere abbastanza. Però, non si può dire che ci sia stata attenzione; non si può dire che l'articolo 19 sia ancora buttare soldi per far fare ai comuni cose diverse da quelle per cui sono deputati; significa invece contribuire a dare ai comuni l'opportunità di fare quello per cui sono deputati e di farlo meglio e con qualche risorsa aggiuntiva.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi. Il senso di tutto questo articolo 19 della legge che stiamo discutendo trova molti argomenti e molti spunti per la discussione. Intanto questo articolo che almeno nelle intenzioni del programmatore regionale vorrebbe attuare un maggiore decentramento amministrativo, come testé ricordato dall'onorevole Secci, proprio perché a mio parere distribuisce questi 333 miliardi a tutti i comuni per una quota se non ricordo male del 33 o 37 per cento in parti uguali a tutti i comuni, indipendentemente anche dalle dimensioni di questi comuni ( comunque percentuale in più o percentuale in meno siamo lì), proprio per questo finisce per non centrare questo obiettivo portando, sempre a mio parere, ad uno spreco notevole di risorse perché questo procedimento intanto comporterà ad una rincorsa da parte di tutti i comuni a non perdere anche quella piccola percentuale di fondi che assolutamente andranno spesi in opere che tutto potranno avere come possibilità e come utilità fuorché quelle della partecipazione dei comuni ad una programmazione integrata dello sviluppo locale, per la creazione di attività produttive in settori ambientali, culturali, storici, archeologici e quant'altro. Intanto molti di questi comuni, e lo sappiamo bene, non hanno la capacità progettuale di creare alcunché di infrastrutturale che possa comportare una messa in opera di attività che creino sviluppo e, tanto meno, ce l'hanno e l'hanno dimostrato tutti quei settori regionali come per esempio le strutture dell'Agenzia regionale del lavoro che tutto ha creato in Sardegna fino ad oggi fuorché lavoro, se non di quelli che ci partecipano attivamente perché lavorano in questa Agenzia, perché i risultati sono sotto gli occhi di tutti e non credo che questa legge servirà a far cambiare registro all'Agenzia stessa.
Intanto, come già è stato ricordato da altri colleghi, tutti questi progetti che dovranno essere finalizzati a creare attività stabile per la produzione di beni e servizi, anche questo secondo me è criticabile ampiamente se non censurabile perché ormai è dimostrato a tutti i livelli che i settori pubblici ed anche quelli misti hanno finito poi per creare soltanto disastri in campo economico, perché i settori misti sappiamo bene, e ripeto concetti che ormai sono nel buon senso e nella testa di tutti gli italiani, altro non fanno che privatizzare utili e socializzare perdite, o creare sempre settori economici clientelari, assistenziali, certo non creano né sviluppo né lavoro, tutt'al più possono creare occupazione, cioè assistenzialismo, cose che ormai non vogliamo e credo che nessuno qua dentro possa volere perché altro non comporta che uno spreco di risorse. Questo è importante perché le cifre non sono di poco conto; si parla di decine di miliardi all'anno da spendere per un totale di 333 miliardi di spesa complessiva, credo che la Regione in questo frangente, e oggi più che mai, stia perdendo la possibilità di indirizzare questa cifra verso qualche settore strategico come già avevamo suggerito all'inizio di questa legislatura. La Regione dovrebbe impegnarsi a risolvere definitivamente qualcuno dei grandi problemi della Sardegna, impegnandoci una parte importante delle proprie risorse, perché soltanto così si può pensare che si possono creare infrastrutture, perché con questo principio noi stiamo delegando proprio una delle nostre facoltà che è quella dell'attività programmatoria regionale. Non credo che nessuno di noi possa dire che i comuni abbiano la capacità di programmare lo sviluppo di un territorio, tutt'al più possono risolvere qualcuno dei loro problemi, piccoli ma non certo dei problemi infrastrutturali che possono comportare un miglioramento della qualità della vita, della qualità dell'ambiente o dei problemi strettamente legati all'occupazione. Il fatto stesso poi che la Regione si impegni per debiti che intende contrarre anche negli anni 2000-2001 per un periodo di circa 15 anni, non rende giustizia alle aspettative dei comuni che invece vogliono delle grandi opere che li attraversino, che li tocchino in qualche modo, dalle quali possano trarre vantaggi per tutte le attività imprenditoriali che devono essere private oggi più che mai. Noi stiamo andando contro corrente anche in Italia, anche nei confronti della politica nazionale, il governo nazionale con le opere di privatizzazione cerca di uscire da tutte le pastoie nelle quali si era impantanato in questi ultimi decenni e noi cerchiamo nuovamente di entrare in società miste, facciamo partecipare i comuni a questi pasticci dai quali credo avranno ben pochi vantaggi. Il fatto stesso poi che i comuni che hanno delle attività indirizzate verso le attività produttive per creare nuova occupazione che possano ricavare degli investimenti superiori addirittura doppi rispetto agli altri, credo sia anche questo ulteriormente un'aggravante per quanto già ho avuto modo di dire prima.
Per quanto riguarda poi la realizzazione di dotazioni strutturali e infrastrutturali, credo che la Regione debba individuarle essa stessa. Per esempio nei settori dell'ambiente dovrebbe dotare tutti i comuni di depuratori. Questa è una attività indirizzata, programmatoria di carattere regionale e ai comuni potrebbe dare l'opportunità di farsi questi servizi che creerebbero un miglioramento della qualità della vita, un miglioramento di un bene importante e prezioso in Sardegna più che altrove perché di questa risorsa abbiamo una grande necessità, però l'atto programmatorio dovrebbe essere regionale, l'indirizzo dovrebbe essere regionale, non certo lasciato ai comuni. Lo spreco di risorse che si ottiene dando ai comuni queste piccole cifre non è di poco conto, perché sappiamo bene che alcuni dei comuni della Sardegna, tanti sono al di sotto dei mille abitanti, abbiamo in Sardegna anche alcuni tra i comuni più piccoli d'Italia, beh non stiamo andando verso il decentramento, verso un maggiore federalismo, verso una maggiore libertà dei comuni, stiamo soltanto prendendoli in giro. Il decentramento vero è ben altra cosa, ed è quello che oggi più che mai i comuni della Sardegna aspettano per uscire dalle pastoie nelle quali li abbiamo legati per poter avere una maggiore libertà, ma in altri settori, non certo in quelli della creazione di un atto programmatorio, per il quale non sono nati, per il quale invece esiste l'ente sovracomunale, esiste la Regione, esiste la Provincia che noi dobbiamo assolutamente attuare dando contenuti a questi compiti istituzionali che abbiamo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Boero. Ne ha facoltà.
BOERO (A.N.). Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, l'articolo 19 non è che l'ennesimo brutto specchio di questa strana legge 447, l'unica cosa che ha di buono è il titolo, la presunzione del titolo: "Norme concernenti interventi finalizzati all'occupazione e allo sviluppo del sistema produttivo regionale di assestamento e rimodulazione del bilancio". A me pare che di assestamento e rimodulazione, in via concettuale, non ve ne sia affatto, perché la 447 non è altro che la ripetizione del modo di concepire il bilancio della Regione da parte di questa maggioranza, un bilancio a pioggia, che tutto vuole toccare e nulla risolve. Quindi, il senso dell'emendamento numero 64, soppressivo, è quello proprio di sopprimere un mostricciattolo che pretende, con 333 miliardi erogati in una strana ripartizione ai comuni, di risolvere il titolo, il fondamento concettuale della legge. Non risolve un bel niente. Il problema lavoro, secondo la concezione di Alleanza Nazionale, del sottoscritto, è un problema particolarmente serio e il lavoro che si deve produrre deve essere occupazione definitiva e permanente. Occupazione costruttiva che dia soddisfazione a tutti i soggetti imprenditoriali ed occupati, seguendo principi di economia virtuosa. E non è certo attraverso le amministrazioni comunali, che hanno altre necessità, altre prerogative, altri compiti, che si possa perseguire lo scopo di creare principi di economia virtuosa, in modo tale da creare occupazione permanente e soddisfacente per tutte le parti.
Fare un conto economico della ripartizione dei vari comuni della Sardegna di queste risorse equivale a dire: 333 miliardi buttati al vento o, peggio, dire passare dalla partitocrazia alla comunocrazia o la partitocrazia dei comuni, alimentare nei comuni ulteriormente la partitocrazia in quanto queste mini risorse ripartite a pioggia non alimenteranno certo un'occupazione come fatto di economia virtuosa ma continueranno ad alimentare un'occupazione non certo permanente, non certo produttiva, una occupazione clientelare. Ecco i motivi sostanziali, veri, reali dell'emendamento 64. Sopprimere un mostro, e che sia un mostro lo dimostra tutto l'iter di questo articolo, articolo prima pensato dalla Giunta, ma già ieri, per precedenti articoli, ho avuto l'opportunità di dimostrare che la Giunta non sapeva e non sa cosa sta facendo, o almeno ufficialmente anche per autopentimenti solari in quest'Aula, dimostra di avere la necessità di continuare ad autoemendarsi. Assistiamo alla prima stesura dell'articolo presentato nel testo di legge della Giunta, assistiamo a una prima elaborazione della Commissione, assistiamo ad una serie di autoemendamenti della maggioranza e poi, in corso d'opera, assistiamo all'ultimo autoemendamento. Ma che cosa volete? Io ho l'impressione, cari colleghi della maggioranza e della Giunta, che voi siate sardi che non conoscono la Sardegna. La Sardegna, allo stato attuale, continua ad avere gravissime carenze infrastrutturali, carenze che non permettono neanche il vivere civile, ad esempio la possibilità di avere costantemente in tutti i comuni e dappertutto ove ci sia attività lavorativa, l'acqua, e questa è roba da terzo mondo, e voi perdete queste risorse in questo tipo di amministrazione a pioggia che soltanto nella parola ha a che vedere qual cosa con il bene che regolarmente viene lasciato scorrere rapidamente a mare: il bene primario per il lavoro e per la vita. Allora, non avete la capacità di individuare alcuni settori vitali e importanti della nostra economia per risolvere problematiche fondamentali, primarie, quali per esempio le problematiche dell'ambiente. Basta vedere, e lo vedremo, che cosa avete destinato nel bilancio per l'ambiente e cosa state destinando con questi soldi, perché l'ambiente è la vera scommessa per il futuro, per l'occupazione. Sull'ambiente si possono e si devono innescare veramente forme virtuose di economia, ma bisogna distribuire, prima delle elezioni, ipoteticamente soldi ai comuni e conseguentemente si arriva a questo mostricciattolo dell'articolo 19, come è tutto un mostro questo testo di legge. Come si può non produrre l'emendamento 64 soppressivo totale? Mancheremmo al nostro dovere, al dovere per il quale gli elettori ci hanno portato qui dentro, perché evidentemente noi dell'opposizione conosciamo la Sardegna, i suoi bisogni tuttora inespressi da una maggioranza disattenta, sbadigliante che, occorre ricordare, ha appena finito di produrre 337 mila disoccupati. 333 miliardi spesi in modo oculato, in modo intelligente per uno, massimo due settori, avrebbero risolto definitivamente, costantemente alcune delle tante, tantissime problematiche in essere, storiche, scottanti problematiche in essere della Sardegna, ma questa filosofia, dall'inizio della legislatura, non vi entra in testa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis Marco. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, io non ho mai creduto nell'attività di questa Giunta, non ho creduto nell'attività di questa maggioranza. Quindi, neppure gli sforzi del presidente Palomba, il quale si è sforzato per tutta la legislatura di fare qualcosa di buono, sono riusciti a convincermi.
Devo dire la verità, non c'è riuscito neanche il collega Secci, nonostante il lavoro appassionato, un bel discorso, il fatto stesso che siamo stati colleghi alla Provincia di Cagliari e quindi ci conosciamo a fondo, non mi ha consentito di apprezzare quello che era il suo sforzo principale. Dover giustificare una spesa di 333 miliardi a favore dei comuni per ogni anno sino al 2013 per favorire una forma di sviluppo economico-locale, secondo me si sta andando oltre quelli che sono gli ideali di tutti noi. Secondo me si è voluto non favorire il comune come forma di decentramento, ma sicuramente perché si è fatto uno studio analitico di maggioranza e si è scoperto che il 93 per cento dei comuni della Sardegna appartiene a questa maggioranza e sono simili per gestione.
Quindi, occorreva soddisfare questi comuni assegnando loro una certa somma per realizzare ancora piazzette, per realizzare monumenti ai caduti, per realizzare il ponticello che è stato buttato giù dalle acque impetuose di quest'inverno o di quelle future. Svolgo questo discorso in una maniera semplice per farmi capire: come fa un comune come Baradili, come Pompu, prendo Baradili come esempio che ha 180 abitanti, come fa il segretario comunale, che svolge anche part-time l'attività di necroforo e di bibliotecario... noi sappiamo che i comuni della Sardegna sono infinitamente piccoli e ho fatto un esempio paradossale per significare che a volte la frammentazione, il decentramento eccessivo non è una soluzione favorevole quando nella legislazione comunitaria, nella legislazione nazionale si prevedono altre forme di decentramento, di cui poi parlerò. Molto probabile invece che si sia deciso di favorire i comuni perché questi comuni hanno un amico che ha le sue radici in questa maggioranza, perché l'opposizione, in questo caso noi, rappresentiamo il 7 per cento dei comuni governati dalla nostra parte.
Allora si giustifica anche il perché si è previsto che questa somma possa essere destinata fino al 2013, perché da un calcolo sicuramente profondo dell'Assessore della programmazione, hanno accertato che se anche gli sforzi di questa maggioranza nei comuni arrivassero fino al 51 per cento probabilmente ci arriveranno nel 2013, quindi fatto in una maniera subdola per cercare di rafforzare quei loro comuni che hanno necessità di fondi non per lo sviluppo locale, ma accontentarli in quanto poi c'è il ritorno di voti in campagna elettorale. Questa è la verità. E` una manovra di tipo clientelare che ricorda quarant'anni di amministrazione che noi abbiamo avuto dal dopoguerra ad oggi da questa parte politica. Cioè, dalla gestione centrosinistra, sinistracentro, probabilmente i miei amici mi vorranno ricordare che ho i trascorsi in quei partiti. Ma siccome sono un pentito ed esiste questo partito, io sono qui per accorgermi degli errori fatti e poterli denunciare.
Presidenza del Vicepresidente Zucca (?)
(Segue TUNIS MARCO). Quindi, assessore Fadda, lei fa ancora in tempo ad accorgersi di questi e la aspettiamo lì dai banchi della maggioranza a dire: mi cospargo la fronte di cenere e riconosco che ho sbagliato anch'io. Quindi, noi abbiamo avuto quarant'anni di gestione di questo tipo, occorreva soddisfare i sindaci perché soddisfacendo i sindaci si continua a perpetuare quella maggioranza e così è questa intenzione. Perché non si sono trovati altri strumenti, come per esempio quello che è già previsto nella legge delle province? Orbene, l'ex presidente della Provincia di Cagliari Secci, tutti coloro che sono stati consiglieri provinciali, si ricordano che la pianificazione territoriale è una competenza della Provincia stessa? Io non posso dimenticare, come assessore della Provincia, che sono stati fatti degli studi particolari affidati a degli emeriti studiosi nostri della Sardegna, pagati fior di quattrini per prevedere uno sviluppo - se volete ve lo posso anche dire - della zona orientale della provincia di Cagliari, della zona occidentale, del medio Campidano e del Cagliaritano. Ci sono studi precisi anche in provincia di questo, perché non ricordarsi di questo e affidare questi fondi alle province stesse perché hanno strutture adatte, hanno funzionari, hanno competenze, hanno sedi. Ma il comune di Baradili non è in grado di fare una cosa del genere. Quindi, signori miei, io intravedo in questa normativa non una forma di condanna ab origine, cioè dover dire che voi avete sbagliato, l'idea è buona ma vi siete traditi perché avete pensato che lo strumento attuatore fosse quello del comune e avete invece sperperato delle somme perché potevano essere utilizzate in forma giusta e per colpire l'obiettivo che noi vogliamo nella visuale provinciale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. E' con piacere.
CASU (F.I.). Anch'io la prendo con piacere, visto e considerato che adesso lei presiede l'Assemblea. Siccome qualche argomento probabilmente non è stato affrontato con l'attenzione dovuta direi che devo riprendere qualcosa, qualche punto che ho trascritto del brevissimo intervento del nostro Assessore del bilancio e della programmazione economica. Come io prevedevo l'Assessore quando parla di impegno regionale non parla di 330 miliardi l'anno, ma parla di 40 miliardi. 40 miliardi sono gli oneri, l'ammontare capitale è di 330 miliardi l'anno. Ecco la variazione che è stata fatta nell'articolo 19, perché prima l'articolo 19 riportava l'impegno annuo di 333 miliardi. Adesso, invece, parla di 40 miliardi, ma riferito ai costi che la Regione dovrà sostenere ogni anno. Ma - dice l'Assessore - noi dobbiamo fare la verifica. Se dalla verifica risulta inefficienza, allora nell'anno successivo l'investimento non avverrà", ma credo che una volta che noi lo stanziamo per il primo anno fare marcia indietro diventerà una cosa estremamente difficile. Anche oggi abbiamo stanziato dei fondi per quanto riguarda dei progetti particolari che dovevano essere rifinanziati. Un domani avremo le imprese che sono nate in virtù di questi stanziamenti che devono essere rifinanziate. Allora ci porterete e ci presenterete, io voglio sperare di no, che non ce lo presentiate, perché non sarete più al governo, ma se foste al governo ci presentereste lo spauracchio del licenziamento per i dipendenti impiegati e quindi la necessità di tenere in vita le aziende che siano o no produttive di reddito e produttive di occupazione.
Ecco, l'Assessore ha messo in evidenza anche un altro punto. Io credo tanto all'articolo 19 che se ci fosse anche nell'amministrazione regionale la possibilità di mettere la fiducia io porrei la fiducia.
La mia convinzione è altrettanto forte che l'articolo 19 non segua la strada giusta per lo sviluppo economico della Sardegna. Forse l'articolo 19 può anche servire, ma non in regioni a livello di sviluppo della Sardegna. In una regione dove la disoccupazione è una disoccupazione fisiologica nella percentuale del 6, 7 per cento come può essere nel centro - nord in Italia allora quel provvedimento è buono perché è capace di assorbire una parte di questa disoccupazione, perché il tessuto economico lì esiste, è forte, è capace di produrre. Da noi purtroppo dobbiamo pensare a creare questo tessuto economico che è inesistente. E` inesistente come complesso di aziende capaci di presentare conti economici con utili o almeno in pareggio. Abbiamo delle imprese che presentano i conti economici che riescono ad essere in pareggio soltanto in virtù o dell'abbattimento degli interessi o dei contributi in conto esercizio o dei contributi in conto capitale, delle imprese capaci di produrre nel vero senso del termine in economia, io credo ne abbiamo ben poco. Ecco perché prima di procedere alla creazione di queste società miste che intendono valorizzare lo sviluppo territoriale noi dobbiamo pensare a creare un sistema economico valido, cosa che fino adesso non abbiamo fatto. Ha toccato anche un altro punto, quello dell'indebitamento. Scusate se questo discorso ricorre spesso. Io in questa stessa Aula poco tempo fa ho portato l'esempio della Sicilia. Non era "Il Giornale" di Milano a fare questo discorso, era il "Corriere della Sera", è un giornale ritengo assolutamente affidabile. Nel "Corriere della Sera" si parlava di crac della Regione Sicilia. Perché crac, perché la Regione Sicilia arriva ad un indebitamento di lire 4500 miliardi, noi siamo sui 6 mila miliardi, ci siamo già. L'Assessore Ferrari sorride. Ricordo l'Assessore Ferrari, due - tre anni fa quando era seduto in quei banchi, e dopo varie insistenze prese l'iniziativa con gli amici del partito di presentare un ordine del giorno, il quale ordine del giorno impegnava la Giunta a non continuare nella via dell'indebitamento. Ma allora eravamo a circa 2 mila-3 mila miliardi, oggi siamo a 5-6 mila miliardi, e 5 o 6 mila miliardi se 4.500 è molto per la Sicilia, 6 mila miliardi per noi è quattro volte tanto. Quattro volte tanto perché la popolazione è di appena un terzo, ritengo, rispetto alla popolazione siciliana. Il bilancio della Regione Sardegna è all'incirca il 40 per cento del bilancio della Regione Sicilia ed allora, fatte le debite proporzioni, per noi dovrebbe essere preoccupante, secondo la presa di posizione del "Corriere della Sera", già un indebitamento di 3-4 mila miliardi, e invece siamo a 6 mila miliardi. Ecco perché io sostengo che questa percentuale di indebitamento per noi è già troppo elevata. Ho annotato anche un altro elemento relativamente a quel breve intervento dell'Assessore: la concertazione. Sembra che la concertazione abbia un potere miracolistico, risolve tutti i problemi. Io sostengo che le parti sociali non possano essere ascoltate ma debbano essere ascoltate, ma la Giunta regionale e il governo dell'Isola non deve governare con le parti sociali, deve governare per tutti i cittadini dell'isola. Alla concertazione c'erano i rappresentanti dei disoccupati? C'erano i rappresentanti delle migliaia di giovani che non hanno lavoro? Io credo che non ci fossero! Noi abbiamo sempre i più deboli che non hanno voce in capitolo. Allora la Giunta regionale deve decidere non perché la Confindustria o perché le tre confederazioni sindacali o perché i rappresentanti degli agricoltori vogliono quel provvedimento, deve adottare i provvedimenti che vadano in direzione della tutela di tutti i cittadini sardi che siano o no rappresentati da categorie. Perché se noi continuiamo ad ascoltare queste categorie continuiamo a dimenticare coloro che sono più esposti, coloro che hanno maggiore bisogno dell'attenzione da parte della Giunta. La convinzione che ha l'Assessore Scano relativamente all'efficacia dell'articolo 19 è tale che se esistesse porrebbe il problema della fiducia. Per me la convinzione è tale in senso opposto, e cioè che questo articolo non risolverà i problemi dell'occupazione in Sardegna, non risolverà perché la soluzione dei problemi dell'occupazione chiederà degli interventi a lunga scadenza e non certamente a breve scadenza, ma io ritengo che non sia neanche in grado di scalfire la disoccupazione del 26 - 28 per cento che noi attualmente abbiamo. Questa è la mia preoccupazione, ecco perché ho la convinzione opposta a quella manifestata dall'Assessore e da molti componenti della maggioranza. Se noi abbiamo insistito negli interventi relativamente a questo e agli altri articoli, credete che lo stiamo facendo solo perché crediamo...
Chiudo lasciando spazio agli altri perché credo di aver recitato già la mia parte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Solo alcune brevi considerazioni. Il collega Eliseo Secci che mi ha preceduto, e che ha accuratamente difeso l'impostazione dell'articolo 19, avrebbe qualche motivo di ragione se questo articolo contenesse alcuni elementi che invece non vi sono. Prima di tutto il finanziamento e le modalità di erogazione, qui si tratta di creare debiti per i comuni, di creare cioè una situazione che già va ad aggravare il pesante carico di indebitamento che le amministrazioni comunali hanno, spesso con bilanci totalmente rigidi e nell'impossibilità di programmare alcunché di investimenti, gli stiamo dicendo ancora: "se vuoi investire quest'anno indebitati, e poi chi lo sa e cosa succede nel futuro". Per cui, non credo che tutto questo entusiasmo nel voler indicare questo articolo come uno dei punti qualificanti di questa legge debba essere sostenuto, perché saranno ben poche le amministrazioni comunali che realmente usufruiranno di questi finanziamenti; saranno poche perché esistono anche delle norme in campo nazionale che impediscono alle amministrazioni comunali di indebitarsi oltre un certo tetto, e le amministrazioni comunali della Sardegna sono per lo più vicine a quel tetto di indebitamento. Non avranno granché libertà, perché la maggior parte delle amministrazioni comunali, essendo piccole, avranno dei finanziamenti irrisori, o meglio la possibilità di contrarre mutui del tutto irrisori, la maggior parte non arriverà ai cento milioni di contrazione di mutuo. E mi spiegate che cosa può esser fatto di interventi per l'occupazione e lo sviluppo locale con cento milioni che poi devono essere, tra l'altro, interventi di mutuo e quindi che dovranno essere ripagati? Non avrà un motivo di dover prevedere nelle aree interne sistemi di equilibrio dello sviluppo, perché la suddivisione della capacità di finanziamento non tiene conto di parametri di carattere economico, a cominciare dai tassi di disoccupazione, che non sono uniformi nel territorio regionale, se è vero come è vero che in alcune aree raggiungono a mala pena il 20 per cento e in altri aree si approssimano addirittura al 40 per cento di tassi di disoccupazione. Occorrevano quindi dei criteri diversi, per esempio sulla stessa impostazione data dalla Comunità Europea individuando comuni di diversi obiettivi e cominciando a favorire la possibilità di sviluppo nei comuni con peggiori indici economici, per consentire quei criteri di equità che ancora non abbiamo neanche nell'ottica del federalismo interno.
Infine la libertà tanto auspicata. Si è dato ai comuni il criterio di suddivisione in base al numero degli abitanti, ma poi si dice (e praticamente di fatto lo si riserva a questo solo intervento): "Per favorire la partecipazione dei comuni agli strumenti di programmazione integrata dello sviluppo locale previsti dalla normativa comunitaria nazionale e regionale". Ciò vuol dire che quei pochi comuni che in qualche modo avranno una qualche iniziativa lo faranno mettendo in campo progetti da far finanziare sui PIA, il che vuol dire che questi progetti ritornano nell'alveo della decisione della Regione e dell'Assessorato della programmazione, e che non sarà possibile fare cose diverse, data l'entità dei finanziamenti che possono essere messi in campo su queste disposizioni, se non allacciandosi a questi strumenti. Quindi è falsa anche quell'ipotesi di dover indicare nella libertà totale delle autonomie locali l'impostazione dello sviluppo.
Prevediamo infine una catena di indebitamento che andrà avanti negli anni perché stiamo dicendo: "Se i comuni saranno bravi a spendere e a indebitarsi noi gli consentiremo di indebitarsi ancora", creando quindi, ciliegina dopo ciliegina, una strada che porterà al disastro finanziario di quest'Isola e delle amministrazioni comunali, in un momento in cui a livello nazionale si sente sempre più parlare di federalismo e di norme che faranno sì da creare situazioni di autosostentamento, quindi, nel momento in cui mettiamo le nostre amministrazioni comunali in condizioni di maggior rigidità di bilancio, impediremo a esse di avere uno sviluppo futuro di qualsiasi livello.
Per questi motivi non si può plaudire a questa impostazione dell'articolo 19, e ancora meno si può plaudire al fatto che si consideri questo articolo 19 come uno degli elementi caratterizzanti di questa manovra. E' un esempio come un altro per dire che questa manovra non ha prospettive da poter creare quelle situazioni che tanto si sbandierano: posti di lavoro, sviluppo locale; è soltanto un grande bufala.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.
MACCIOTTA (Gruppo Misto). Signor Presidente ho ritenuto opportuno intervenire in questo dibattito, anche alla luce del rinnovato spirito di concorrenza da parte di tutte le forze politiche a questo dibattito con spirito costruttivo, ancorché critico, che personalmente mi ha fatto piacere, e vorrei dare il mio piccole contributo in questo senso. Il mio intervento riguarda l'articolo 19 che, a prescindere momentaneamente dal giudizio di merito sull'opportunità dell'intervento previsto e sull'entità delle risorse ad esso destinate, si presta, a mio avviso, nella sua formulazione, a rilievi critici di non secondaria importanza sotto il profilo giuridico. La logica della manovra prospettata è ben chiara a tutti noi, è stata ricordata ripetutamente questa sera, cioè offrire alle amministrazioni comunali dell'Isola, per il perseguimento delle finalità indicate che personalmente sento di condividere, e che è stato ripetutamente affermato da diversi colleghi dell'opposizione, l'opposizione dei colleghi stessi all'intromissione dei comuni dal punto di vista di azioni di tipo imprenditoriale. Io non riscontro rilievi di questo genere nel corso del testo dell'articolo quando si parla di queste finalità; si parla di promozione non di gestione diretta, ma soprattutto richiamo l'attenzione sulle lettere A) e C) per quanto riguarda le tanto invocate opere di infrastrutturazione, per quanto riguarda la compartecipazione, anche sotto questo profilo a tutti gli strumenti di programmazione negoziata con l'intervento di proprie risorse finanziarie. A parte questo, con questo articolo si dà ai comuni l'opportunità, sottolineo per qualche altro intervento in cui ho colto questo rilievo, non l'obbligo (l'onorevole Bertolotti che mi ha proceduto addirittura è passato all'estremo opposto dicendo che probabilmente, per le ragioni che ha spiegato, ben pochi comuni si gioveranno di questa opportunità) ai comuni dell'isola di reperire adeguate risorse per quelle finalità, mediante l'accensione di mutui sino ad un importo globale tra tutti i comuni interessati, di 333 miliardi. Ciò in prima istanza, cioè per l'esercizio finanziario 1999, con la prospettiva di poter procedere ad analoga operazione negli esercizi successivi 2000 - 2001, qualora venisse accertata la reale efficacia della manovra relativa all'esercizio '99.
Prescindendo dalla giusta considerazione proposta da alcuni colleghi, ricordo in particolare al collega Balletto, nel corso di questo dibattito, sulla effettiva validità di una tale valutazione nel corso di un arco di tempo relativamente breve, ma tenendo conto anche delle considerazioni che a questo proposito ha svolto l'assessore del bilancio e della programmazione su questo tema, vengo subito, comunque, prescindendo da ciò, al punto cruciale delle mia riflessione. Per la contrazione di tali mutui viene offerta ai comuni la garanzia di una copertura degli oneri finanziari da essa derivanti mediante l'utilizzo di risorse regionali - questa destinazione degli apporti finanziari regionali alla copertura degli oneri finanziari relativi a questi mutui è detta esplicitamente nel testo dell'articolo, in particolare nei commi 1, 3, 4, 5 e 6 poste in carico alla legge regionale numero 25 del 1993 sotto forma di un incremento dei finanziamenti ordinari su questa legge, per un importo annuale complessivo di 40 miliardi per il periodo che era inizialmente previsto tra il 1999 e il 2010 (con l'emendamento proposto dalla Giunta, che abbiamo sentito illustrare nel corso del dibattito di stasera, ne viene proposta l'estensione fino al 2013), importo ripartito tra i comuni interessati secondo i criteri indicati dalla stessa regionale 25. Orbene, a mio avviso è proprio l'espressa indicazione nella formulazione dell'articolo della specifica finalità delle risorse regionali così allocate in bilancio per il lungo periodo indicato a prestarsi a dubbi, per me fondati, di illegittimità. Ciò che sarebbe senz'altro legittimo, ai sensi dell'articolo 37 della legge regionale numero 11 del 1983, (la legge di contabilità) e successive modifiche, nel caso di mutui contratti direttamente dall'amministrazione regionale, configurandosi questi stanziamenti in bilancio nel lungo periodo come spese obbligatorie, in quel caso, non lo è altrettanto - o non lo è per niente, secondo le mie vedute - nel caso della copertura anche se parziale con fondi regionali delle rate di ammortamento di mutui contratti da altre diverse amministrazioni pubbliche, caso in cui gli stanziamenti regionali dovrebbero limitarsi al bilancio triennale di competenza. E` pur vero che la allocazione delle risorse in capo alla legge regionale 25 può rientrare nelle fattispecie previste dal primo comma dell'articolo 38 della predetta legge di contabilità (leggi regionali di spesa), ma anche in tali casi l'obbligo di indicare i mezzi per far fronte alle spese è limitato globalmente o partitamente al bilancio pluriennale. Comunque, sia o non sia possibile anche per tale legge di spesa la formale previsione di una allocazione di risorse nel lungo periodo, ciò che potrebbe prestarsi a configurare un escamotage per aggirare la legge di contabilità e l'esplicito accostamento tra lo stanziamento di risorse fino al 2012-2013 e la loro finalizzazione alla copertura dei mutui contratti dai comuni. E' questo accostamento che, a mio avviso, occorrerebbe evitare senza smantellare l'articolo nella sua struttura.
La mia è voluta essere solo una riflessione aperta alla valutazione, anche la più critica, da parte del Consiglio, e in questo spirito non ho inteso presentare uno specifico emendamento al riguardo. Ho per altro, per mio diletto, buttato giù un testo alternativo dell'articolo con poche, ma significative modifiche, che qualora dovesse convenirsi sulle considerazioni da me esposte metto a disposizione dell'Assemblea.
Chiuso, comunque, questo è che il punto cruciale del mio intervento, volevo concludere con qualche brevissima considerazione su quanto ho colto dagli interventi, per me tutti molto significativi e istruttivi, dalla maggioranza pochi e dell'opposizione molti, che si sono succeduti nel dibattito su questo articolo. Vorrei dire che sono state dette molte cose giuste e molte cose condivisibili; forse, se posso fare un'osservazione critica, è mancata in diversi di questi interventi una visione globale del problema, cioè non concentriamoci soltanto su questo che è l'argomento specifico del nostro dibattito, ma non pretendiamo di esaminarlo e di valutarlo non tenendo conto di tutto quello che è intorno a questo specifico intervento regionale ai fini dello sviluppo e dell'occupazione con uno strumento legislativo, diciamo di carattere straordinario non per il carattere in sé, quanto per l'entità delle risorse che vengono coinvolte, tutto quello che si muove intorno, cioè degli interventi a livello più alto dal punto di vista delle competenze e della disponibilità di risorse, intendo riferirmi a livello statale ed ancor più, ovviamente, al livello europeo. Non perdiamo di vista, a mio avviso, il fatto che questo nostro intervento, comunque lo si voglia considerare, in tutti gli aspetti, con l'equilibrio che il collega Secci ha molto appassionatamente rivendicato, difeso e illustrato, si muove sotto un profilo in un certo senso aggiuntivo a tutto quello che nel senso dello sviluppo e dell'occupazione si muove sulla base di risorse statali e di risorse regionali, di quelle già acquisite e in movimento, e di quelle che si spera o ci si batte per acquisire nel futuro.
Allora, collega Casu, quando si parla giustamente della destinazione di risorse a infrastrutture, io non la vedo come una critica fondata a questo aspetto sia perché di infrastrutture, sia pure di una determinata dimensione, si parla anche in questo articolo, ma soprattutto perché il problema di quelle infrastrutture necessarie, di entità finanziaria, di portata e di dimensioni tali da realmente incidere profondamente sul nostro sviluppo e sulla conseguente possibile occupazione, sono al di fuori dalla nostra portata. Rivendicarle è giusto, contribuire a programmarle è giusto, e richiamo tutti quanti alla responsabilità di tener ben presente che le recuperate disponibilità in cui si spera effettivamente relative ai fondi strutturali europei dell'obiettivo 1, comporterà la possibilità di concentrarle su grandi infrastrutture, e anch'io ritengo che quella sia un'occasione, sotto questo profilo, da non perdere.
Un'ultima considerazione è quella che recentemente letture economiche di cui in questo momento, certamente da non esperto, mi occupo, vedo che mettono addirittura in discussione il rapporto così sic et simpliciter tra lo stesso sviluppo e l'occupazione. Ma è comunque certo, senza entrare in questo grande tema, che i riflessi dei nostri interventi sull'occupazione li dobbiamo sempre vedere in maniera diretta e in maniera indiretta, nei riflessi indiretti. E allora, una parte di tutto quello che anche nel bilancio ordinario che discuteremo nelle prossime settimane noi mettiamo in moto in campi che apparentemente sembrano differenti da quello di cui ci occupiamo oggi, e intendo riferirmi a campi già richiamati, come istruzione e formazione professionale, la stessa tutela ambientale e direi la stessa tutela della salute, il governo delle acque, l'altrettanto richiamato governo delle fonti energetiche, tutto questo è un'altra massa di investimenti messa in moto con i fondi ordinari che non possiamo ignorare perché tutto concorre, anche questo primariamente, a sviluppo e possibilmente a occupazione sia in via diretta che in via indiretta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Presidente, colleghi, intervengo brevemente sull'articolo 19 anche perché il dibattito è stato abbastanza ampio e l'argomento è stato approfondito ed esaminato in tutti i suoi molteplici aspetti. Devo dire, e forse in parte anche contraddicendo qualcuno che mi ha preceduto e non me ne abbia male, che l'articolo 19 così come è formulato e come è stato recepito e licenziato dalla Commissione terza in buona sostanza accoglie o rispetta o rispecchia buona parte delle osservazioni che Forza Italia aveva fatto con il suo lavoro che poi è stato anche oggetto di una conferenza stampa, e in quella circostanza è stato illustrato nei suoi contenuti e dettagli. Dobbiamo anche dire che quel lavoro è stato messo a disposizione di tutti i colleghi del Consiglio e può, ne siamo convinti, perché molte delle istanze che in quel lavoro erano racchiuse, molte indicazioni che venivano fornite in riferimento all'articolo 19, sono state poi alla fine raccolte e vogliamo, e ci fa piacere, assumere i meriti che ci spettano per aver concorso o aver dato qualche contributo alle forze della maggioranza che all'interno dei loro dialoghi e nei rapporti con le parti sociali e le parti datrici di lavoro hanno, evidentemente, ritenuto di dover accogliere perché non se ne poteva non tenerne conto e quindi non se ne poteva fare a meno. Quindi, diciamo che c'è già una certa soddisfazione per come è l'attuale formulazione dell'articolo 19 rispetto alla stesura originaria però, ciò non di meno, non possiamo ancora una volta sottolineare che non ci soddisfa a pieno, perché evidentemente vi sono ancora rimasugli, e non certamente marginali, di una certa convinzione su ciò che deve essere fatto, e su quella che deve essere la politica economica dell'Amministrazione regionale in materia di sviluppo, e quindi di lavoro, che poi è l'argomento principale al quale ci si riferisce. Allora ribadisco ancora una volta che l'Amministrazione regionale e gli enti locali non possono essere gli artefici dello sviluppo economico, e tanto più non lo possono essere nel momento in cui si arrogano, pretendono in maniera velleitaria, di essere essi stessi gli interpreti dello sviluppo attraverso la partecipazione diretta al governo dell'economia; partecipazione diretta che avviene, in questa circostanza, attraverso l'utilizzo degli enti locali, che non sono affatto quegli organismi, ancor meno di quanto non abbia fatto la Regione in passato con le sue imprese totalmente partecipate; lo sono ancora meno, come ho avuto occasione di dire in precedenza, della Regione, perché non possiedono neanche quella minima organizzazione che consenta loro di poter essere veramente incisive nei processi di sviluppo, in questa forma e con questo tipo di iniziative.
Quindi la nostra proposta finale, per ciò che riguarda l'articolo 19, è che se si vogliono mettere a disposizione dei comuni risorse, e in quella misura, queste risorse abbiano una destinazione specifica, ben individuata, tassativa, al di fuori della quale gli stessi comuni non possono andare perché impossibilitati a promuovere alcunché di utile e di produttivo. Questa soluzione consiste nel fatto che i comuni, artefici e profondi conoscitori delle problematiche e delle carenze infrastrutturali possano, con queste risorse messe a disposizione, incidere su quei processi o in forma singola, o ancor meglio associandosi tra di loro.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 75 prendo atto della correzione della Giunta, perché sembrava effettivamente una forzatura ritenere che a fronte di un mutuo di 333 miliardi, o meglio di più mutui, perché sono i comuni che prenderanno in carico i mutui, ci fosse un onore finanziario da parte della Regione, di quaranta miliardi annui per dodici anni; quaranta miliardi per dodici anni fanno appena cinquecentoventi milioni, che potevano essere inadeguati, e quindi la Giunta ha corretto prevedendo annualità per pari importo per ulteriori tre anni, in maniera tale che l'onere complessivo per il rimborso delle annualità per capitale ed interessi, sia quantificato in cinquecentocinquanta miliardi. Non è un indebitamento di poco conto.
Ancora mi sorprende, leggendo l'articolo 5, al comma 5, il perché l'Amministrazione regionale debba anticipare ai comuni le annualità relative alle rate di ammortamento. Se i comuni contraggono i mutui, evidentemente nel momento in cui stipulano gli atti, secondo le procedure che sono tipiche dell'istituto erogatore, nel momento in cui l'atto è perfezionato, verranno messe a disposizione dei comuni le somme relative. Non si riesce a capire perché l'Amministrazione regionale debba mettere a disposizione dei comuni anticipatamente le somme che ai comuni occorreranno per far fronte ai rimborsi.
Questo è un qualche cosa che non ha senso, non se ne riesce a capire il motivo, se non fosse quello di dare maggiore e più immediata liquidità ai comuni per utilizzarle in attività di spendita, ma che se così fosse, poi si ritroverebbero nella impossibilità, a scadenza della rata di mutuo, di provvedervi.
Quindi io direi che le disponibilità che occorrono per far fronte agli oneri del rimborso del mutuo, vengano messe a disposizione nel momento in cui i mutui giungano a scadenza, e non anche prima perché, non essendoci un vincolo di destinazione, evidentemente la libera disponibilità, potrebbe portare i comuni che sono costantemente in difficoltà di liquidità, ad utilizzare quelle somme, e poi trovarsi in difficoltà al momento del rimborso, con problemi che sono riversati e rigirati all'Amministrazione regionale, che dovrebbe in qualche modo provvedervi, anche perché comunque questi mutui sono garantiti dalla Regione che non potrebbe, in nessun modo, sottrarsi al pagamento.
Per ciò che riguarda l'emendamento numero 121, presentato dalla collega Schirru e più, io, anche questa volta, ho motivo di avanzare riserve e perplessità. Non sono attività di poco conto quelle indicate ai punti A, B e C del primo comma. Dover pensare che ai comuni in questa...
(Interruzione)
BALLETTO (F.I.). Collega Marrocu, lei gentilmente mi ha fatto osservare l'orario, però io ripeterei quello che ho detto al collega Cucca.
PRESIDENTE. Continui; sta parlando su più di un emendamento, quindi può continuare.
BALLETTO (F.I.). Allora il problema, gentile collega, non è tanto quello di creare le funzioni per poi individuare i meccanismi per far fronte alle funzioni; qui il problema è quello di dare risposte ad esigenze che sono reali, effettive, che poche non sono, e per le quali vi è già difficoltà a provvedervi con quelle che sono le modestissime risorse.
Se si creano nuove esigenze, nuove necessità, non ci sarà mai la possibilità di provvedervi, proprio perché ci sono bisogni primari che devono essere già soddisfatti.
Quindi accontentatevi delle indicazioni che sono contenute nelle lettere A, B e C, perché ce n'è già d'avanzo rispetto a ciò che può essere utilmente svolto dai comuni, quindi non credo che sia proprio il caso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Intervengo molto brevemente per chiarire la posizione del Gruppo di Forza Italia su questo articolo 19, "Iniziative locali per lo sviluppo e l'occupazione", che hanno, come principali destinatari dell'intervento, i comuni. Ieri, partendo dalla constatazione, quindi anche dal riconoscimento che è venuto dai banchi della maggioranza, che in Sardegna esiste una larga fascia di lavoro assistito, perché voglio ricordare che sono circa quindicimila unità tra lavori socialmente utili, lavori di pubblica utilità, progetti speciali per l'occupazione e via discorrendo, e si è segnalato che sarebbe stato opportuno trasformare questi lavoratori precari in altrettanti lavoratori produttivi a tutti gli effetti, soprattutto rendendo stabile il rapporto di lavoro che invece si configura come occasionale e precario.
Anche con riferimento specifico alla norma in discussione, noi abbiamo messo in evidenza, nel corso della discussione generale, che i nuovi posti di lavoro non possono essere creati dai comuni; i posti di lavoro debbono essere creati dall'impresa, cioè dal mondo produttivo.
Quindi ci appare singolare la proposta di coinvolgere, sotto questo specifico profilo, i comuni che si rischia, secondo questa ottica, di farli diventare, o farli apparire, agli occhi della gente, come degli uffici di collocamento, e non perché i comuni non possano e non debbano avere il giusto riconoscimento nell'ambito dell'ordinamento regionale, anzi, spesso è stato sbandierato il principio della sussidiarietà; spesso si è detto che bisogna delegare compiti e funzioni, decentrare, e questo ha invece da venire. Ma ci preoccupa quando lo si individua come il soggetto principale dell'intervento nel settore dell'economia, e quindi dello sviluppo, e quindi come soggetto che può porsi come protagonista nella creazione di occupazione; e ci preoccupa, in particolare, perché questo è un intervento straordinario, non è un intervento ordinario come il problema della occupazione avrebbe dovuto essere affrontato, come è stato già ricordato, riferendoci all'utilizzazione di strumenti di intervento regionali già collaudati, come le leggi di incentivazione già esistenti, ma si è preferito scegliere una via del tutto nuova, una via che, a nostro modesto avviso, rende sicuramente molto più difficile, se non impossibile, in termini reali, in tempi certi, in tempi brevi creare, o dare quanto meno una risposta al fenomeno della disoccupazione.
Lo strumento per far fronte alla emergenza disoccupazione riteniamo non sia assolutamente adeguato, neanche nel medio periodo, perché occorrerebbe una mobilitazione di risorse ancora più adeguata; occorrerebbe una mobilitazione di risorse sufficienti per un reale coinvolgimento dei comuni.
Ecco perché permangono tutti i motivi del nostro dissenso, e riteniamo che anche gli emendamenti proposti dalle opposizioni tentavano di indirizzare, in maniera precisa ed oculata, le risorse, destinandole agli interventi per le opere di infrastrutturazione, che avrebbero quindi avuto un senso compiuto.
La chiusura della maggioranza e della Giunta regionale rispetto alle proposte migliorative presentate anche dal nostro Gruppo, non hanno sortito alcun effetto; ne prendiamo atto, ed è chiaro che su argomenti di notevole importanza, almeno le opposizioni stanno dimostrando di non abbassare la guardia e di non lasciar passare provvedimenti di questa natura senza l'adeguata discussione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Intervengo solo per pochi secondi, non per replicare dal punto di vista politico, credo che abbiamo ascoltato con attenzione, ma valgano le considerazioni fatte inizialmente.
Intervengo semplicemente perché è necessario fare una brevissima considerazione sulla questione posta da Aniello Macciotta.
Noi abbiamo un convincimento differente, però ascoltiamo e studiamo la cosa con molto rispetto e con molta attenzione. Il nostro convincimento è che il vincolo dell'articolo 37 della legge di contabilità, varrebbe se stessimo autorizzando la contrazione di mutui, cioè se ci fosse una autorizzazione alla contrazione di mutui. Nella fattispecie dell'articolo 19 stiamo facendo un'altra operazione, infatti non si tratta di investimenti nostri in senso stretto. Noi stiamo vincolando le nostre entrate tributarie per coprire interventi dei comuni.
Detto questo, però, credo sia doveroso, pur riconfermando la validità dell'impianto, e quindi andando avanti nell'approvazione dell'articolo, procedere a un approfondimento per eventuali futuri correttivi, che però, allo stato, noi non riteniamo indispensabili.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione degli emendamenti e degli articoli, con l'ordine che vado ad indicare: voteremo innanzitutto l'emendamento soppressivo totale 64, che coincide con il soppressivo totale 149, quindi la votazione dell'uno implica anche la votazione dell'altro; poi voteremo il 151, soppressivo parziale, i sostitutivi parziali numero 75 e 150, poi l'articolo e infine i due emendamenti aggiuntivi numero 121 e 97.
Ha domandato di parlare il consigliere Locci. Ne ha facoltà.
LOCCI (A.N.). Chiedo la votazione segreta sull'emendamento numero 64.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 64 e 149 che recitano la stessa cosa.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 55
Votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 19
Contrari 36
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BOERO - BUSONERA - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - GHIRRA - GIAGU - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Metto in votazione l'emendamento numero 151. Chi lo approva alzi la mano.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). A nome del Gruppo chiedo la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 151.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 151.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 55
Votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 18
Contrari 37
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BOERO - BUSONERA - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - GHIRRA - GIAGU - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Metto in votazione l'emendamento numero 75. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 150.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 150.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 150.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 54
Votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 19
Contrari 35
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BOERO - BUSONERA - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - GHIRRA - GIAGU - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 121.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Schirru. Ne ha facoltà.
SCHIRRU (Progr. Fed.). E` stato ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 121 si intende, per volontà del proponente, ritirato.
Metto in votazione l'articolo 19. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Ora rimane il problema dell'emendamento aggiuntivo numero 97, che doveva essere riformulato.
Ha domandato di parlare il consigliere Sassu. Ne ha facoltà.
SASSU (Progr. Fed.), relatore. La riformulazione era stata illustrata dal presentatore, onorevole Salvatore Sanna. Il relatore di maggioranza aveva dato il parere favorevole della Commissione terza.
PRESIDENTE. La riformulazione era stata ipotizzata dall'onorevole Sanna. C'era una riserva, se male non ricordo, da parte di Forza Italia. Vorrei sapere qual è l'attuale opinione su questo punto.
BALLETTO (F.I.) . Non ci opponiamo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Intervengo solo per precisare, dicendo che va benissimo la riformulazione, che la copertura finanziaria è quella prevista nell'emendamento numero 72 della Giunta.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 97. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
L'emendamento numero 72, che era stato sospeso, viene assorbito, e quindi non ha più senso che venga messo in votazione.
Si dia lettura dell'articolo 20.
LA ROSA, Segretario:
Art. 20
Programmi integrati d'area
1. E' autorizzato, nell'anno 1998, lo stanziamento di lire 100.000.000.000 per l'incremento del Fondo destinato al finanziamento dei programmi integrati d'area di cui alla legge regionale 26 febbraio 1996, n. 14 (cap 03056).
PRESIDENTE. All'articolo 20 è stato presentato l'emendamento numero 116 sostitutivo parziale. Se ne dia lettura.
Non c'è nessun emendamento al numero 20, ma lo vedo in una posizione ambigua. Allora è aperta la discussione sull'articolo 20. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Intervengo solo per una piccola e brevissima considerazione. I programmi integrati d'area in realtà si stanno rivelando per il motivo per cui erano stati, in realtà, introdotti dai precedenti governi dell'onorevole Palomba, e cioè un modo abile di propagandismo, ma anche un modo abile di ricondurre all'Amministrazione regionale, e quindi al vaglio dell'Amministrazione regionale, tutti i programmi di intervento delle singole imprese, che avrebbero potuto tranquillamente andare avanti per conto loro usufruendo delle leggi di settore; non per niente la maggior parte dei programmi integrati d'area, recitano proprio, a fianco all'intestazione dell'impresa "finanziamento con legge di settore".
Sui programmi integrati d'area sono state fatte tante riunioni, sono stati fatti tanti incontri con imprenditori, sono stato fatti tanti incontri con le amministrazioni; in realtà hanno creato una sovrapposizione di carattere burocratico, hanno rallentato i tempi di conseguimento dei finanziamenti da parte delle imprese, perché necessitavano preventivamente di un'opera di ricognizione per la loro predisposizione. In realtà non sono altro che una logica per bloccare l'autonomia e la libertà d'impresa, ricondurla, ripeto, al vaglio della pubblica amministrazione, un'occasione per ribadire il primato della burocrazia e dell'apparato, rispetto a quelle che sono invece le libertà e l'autonomia di attività di impresa. E` stato un modo per bloccare l'occupazione, per frenarla, per doverla condizionare, probabilmente fino al punto da dover condizionare anche le scelte nell'ambito dell'occupazione e degli occupati.
Non possiamo certamente essere d'accordo su questo genere di interventi. Noi crediamo che lo sviluppo lo si crei solo valorizzando le migliori risorse, ma in modo da salvaguardare per intero la libertà, ed evitando invece di soffocare le iniziative con apparati di governo e burocratici che invece le rendono monche all'origine, in partenza. Si sono vinte anche elezioni di amministrazioni comunali con la propaganda fatta sui programmi integrati d'area, e non per niente sono contenuti in questo fantomatico piano dell'occupazione, su cui questo governo probabilmente crede di far partire la campagna elettorale per la prossima tornata alle elezioni regionali.
I sardi però non sono accecati più da questi sistemi, sono talmente ormai scafati nel dover fare le loro scelte, che anche se ci possa essere l'illusione, attraverso la partecipazione nell'ambito di queste iniziative, alla fine, nel segreto dell'urna sapranno fare esattamente il loro dovere nel modo giusto e libero così come si richiede in qualsiasi sistema democratico.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Con l'articolo 20 abbiamo uno stanziamento di cento miliardi, e per di più per l'anno 1998, ormai trascorso, quindi mi pare che è la indicazione del sempre più accentuato sistema economico scelto dalla nostra Giunta, dal nostro Governo regionale, dirigismo in campo economico; mentre da tutte le parti si abbandona questo tipo di conduzione economica, noi lo stiamo sempre più ampliando.
Più volte abbiamo messo in evidenza l'inefficacia del sistema pubblico, e d'altra parte la lentezza con la quale gli enti pubblici si muovono, sia Provincia, comuni ed anche la Regione.
D'altra parte le risorse destinate erano già tante, se non ricordo male abbiamo delle somme di 150 - 200 miliardi destinate ai programmi integrati d'area per l'anno 1998, e ne accentuiamo adesso lo stanziamento attraverso ulteriori cento miliardi.
L'articolo 21 porta ancora delle somme per quanto riguarda i piani integrati d'area; quindi, effettivamente, il nostro discorso fatto per le società miste trova ancora riscontro in questo articolo, per cui la Giunta evidentemente ripone tutta la sua fiducia nello sviluppo economico e nella creazione di occupazione nelle aziende condotte direttamente dal pubblico, oppure almeno aziende miste, capitale pubblico e capitale privato.
Credo si dovrebbe mettere lo stop alla creazione di imprese pubbliche perché ormai il risultato che hanno dato, che è stato verificato in sede regionale, nazionale e mondiale, è che l'economia condotta dal pubblico non si svolge con quella efficacia e con quei risultati che noi tutti auspichiamo. E` inutile dire queste cose perché un ripensamento della Giunta ormai non l'avremo; è orientata in questa direzione.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 21.
LA ROSA, Segretario:
Art. 21
Programmi integrati d'area
di rilevanza regionale
1. I programmi integrati d'area di rilevanza regionale predisposti ai sensi dell'articolo 2 della legge regionale n. 14 del 1996 che prevedano interventi destinati anche a promuovere, integrare e migliorare le attività di servizio nelle aree caratterizzate da specifica potenzialità e significativo sviluppo nel settore del turismo e dalla presenza di beni culturali, storici, archeologici e naturalistici, anche ai fini del prolungamento della stagione turistica, fruiscono in via prioritaria delle agevolazioni previste dalla vigente legislazione specifica di settore.
2. Per l'attuazione del presente articolo è autorizzata la spesa di lire 1.000.000.000 per l'anno 1998 e di lire 15.000.000.000 per ciascuno degli anni 1999 e 2000 (cap. 03056).
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato l'emendamento sostitutivo parziale numero 116. Se ne dia lettura.
LA ROSA, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balia per illustrare l'emendamento.
BALIA (F.D.S. - Progr. Sard.). Presidente, si tratta di illustrarlo davvero con due parole perché l'articolo è di evidente interpretazione. Si tratta di sostituire i quindici miliardi, così come previsti, per i piani integrati d'area di valenza regionale con una cifra un attimino più consistente che consenta davvero di dare un segnale di esistenza in quel settore, senza il quale ci pare che mancheremmo davvero alla portata di un'altra normativa, che è quella dei PIA regionali. Ovviamente vorrei sentire il parere del relatore e della Giunta.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Il tema richiamato nell'emendamento 116 è un tema rilevante, si riferisce allo sviluppo locale attraverso i piani integrati d'area regionale.
C'è da dire ai colleghi dell'Assemblea che ci troviamo però di fronte a due fatti nuovi: da una parte la proposta in finanziaria di consolidamento delle risorse che riguardano i piani integrati d'area per 220 miliardi l'anno e per undici anni, quindi si tratta di risorse straordinarie, 2500 miliardi nell'arco di un decennio.
L'altro fatto è che c'è una proposta di riforma, una avanzata dal collega Balia, l'altra dalla Giunta regionale, proprio dei piani integrati d'area, quindi credo che questo tema che introduce l'emendamento può essere considerato, contemplato all'interno di questi fatti nuovi, per cui se ci fosse un impegno da parte della Giunta regionale, di considerare con la giusta attenzione il tema che propone il collega Balia e gli altri firmatari con l'emendamento 116, l'emendamento stesso potrebbe essere ritirato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento pone una questione molto rilevante che è stata oggetto altre volte di discussione sia in Aula sia nella Commissione bilancio e programmazione del Consiglio, cioè la questione dei programmi integrati di rilevanza regionale, che sono un istituto, un intervento previsto nella legge 14 ma che sinora non ha avuto operatività ed attuazione e che invece credo che sia giusto predisporci, attrezzarci perché possano essere resi operanti.
La risposta che la Giunta può dare, chiedendo ai presentatori di ritirare l'emendamento sulla base di questa dichiarazione, è che per quanto riguarda i PIA stiamo passando dal primo al secondo ciclo; col 31 dicembre dovrebbe concludersi, forse con qualche piccola coda, il primo ciclo, cioè i trentotto PIA già approvati dalla Giunta, per i quali siamo anche in una fase molto avanza per quanto riguarda la predisposizione degli accordi di programma e la sottoscrizione conseguente, e quindi l'apertura del secondo ciclo. Il secondo ciclo è fatto di tre operazioni: la dotazione finanziaria, che è prevista nella legge finanziaria, duecentoventi miliardi per anno per dieci anni; la revisione della legge 14, che stiamo mettendo in essere, il disegno di legge dovrebbe essere presentato in un arco di tempo molto circoscritto, e naturalmente nell'ambito della revisione della 14 dovremmo mettere a punto meglio la questione dei PIA di rilevanza regionale con le relative procedure, che non sono invece definite nella legge regionale 14; terzo pezzo dell'operazione: quadro di riferimento, cioè una cornice leggera di programmazione regionale in cui possa inserirsi l'operatività e la progettualità degli enti locali e anche dei soggetti privati.
Quindi, l'emendamento trova una risposta di questo genere:
1) Revisione della legge 14 per definire bene natura, percorso e procedure dei piani integrati di rilevanza regionale;
2) Per quanto riguarda la dotazione finanziaria, per i PIA regionali, conseguentemente alla revisione della 14, potrebbe essere utilizzata una quota della dotazione finanziaria presente nella legge finanziaria che discuteremo a partire dalla prossima settimana per quanto riguarda i PIA.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (F.D.S. - Progr. Sard.). Presidente, sull'emendamento, alla luce delle specificazioni che adesso ha fornito l'Assessore a nome della Giunta regionale, e che ovviamente interpreto come un preciso impegno in quella direzione per il futuro, ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. L'emendamento 116 si intende ritirato.
Poiché nessun altro domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 22.
LA ROSA, Segretario:
Art. 22
Programmi di intervento contro l'abbandono
e la dispersione scolastica
1. L'Amministrazione regionale, nell'ambito delle proprie competenze e nel rispetto della legislazione statale in materia di istruzione di ogni ordine e grado e ordinamento degli studi, al fine di contrastare e ridurre l'abbandono scolastico e l'interruzione dei percorsi di studio e di favorire il recupero di un adeguato livello di istruzione di base per la popolazione adulta, assicura, nei limiti degli stanziamenti previsti allo scopo nel bilancio annuale della Regione, i necessari finanziamenti per l'attuazione di programmi provinciali d'intervento.
2. Le Amministrazioni provinciali predispongono annualmente i predetti programmi da presentare all'Assessorato regionale competente in materia di istruzione entro il 30 di giugno di ogni anno e, in sede di prima applicazione, entro sessanta giorni dall'approvazione della presente legge. I programmi devono essere predisposti d'intesa con le competenti strutture scolastiche formative e culturali interessate.
3. I programmi finalizzati all'attivazione di azioni di sostegno all'apprendimento, alla creazione di centri e servizi per l'assistenza scolastica, all'ampliamento e alla diversificazione dei trasporti locali per gli studenti, a iniziative di alfabetizzazione ed istruzione per adulti, allo sviluppo delle tecnologie informatiche e telematiche presso gli istituti scolastici, devono indicare:
I. gli interventi da realizzare;
II. i soggetti pubblici o privati ai quali affidare l'esecuzione dei predetti interventi;
III. l'individuazione delle aree territoriali d'intervento, in relazione all'incidenza dei fenomeni di analfabetismo, abbandono e dispersione scolastica;
IV. l'indicazione delle risorse strutturali, finanziarie, professionali necessarie e quelle già disponibili ed utilizzabili;
V. l'occupazione aggiuntiva indotta;
VI. i criteri per la verifica dei risultati.
4. La ripartizione delle risorse finanziarie finalizzata all'erogazione è approvata dalla Giunta regionale secondo i criteri di cui all'articolo 3, comma 2, della legge regionale 1 giugno 1993, n. 25, su proposta dell'Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, sport e spettacolo previa deliberazione della Giunta regionale; al medesimo Assessorato competono le funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo delle attività.
5. Le spese per l'attuazione del presente articolo sono valutate in lire 20.000.000.000 per ciascuno degli anni 1999 e 2000 (cap. 11003/02).
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.(v.p.v.)
LA ROSA, Segretario:
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sassu. Ne ha facoltà.
SASSU (Progr. Fed.) relatore di maggioranza. Chiedo la sospensione dell'articolo 22.
PRESIDENTE. Poiché non ci sono opposizioni, l'esame dell'articolo 22 è sospeso. Si dia lettura dell'articolo 22 bis
LA ROSA, Segretario:
Art. 22 bis
Modifiche all'art. 4 della L.R. n. 30 del 1993
1. A parziale modifica di quanto disposto dal comma 2 dell'articolo 4 della legge regionale 8 luglio 1993, n. 30, il contributo dell'Assessorato della pubblica istruzione destinato al Comune di Cagliari per la ristrutturazione dell'Anfiteatro Romano, nell'ambito dell'allestimento dei pubblici spettacoli, può essere utilizzato in concorso con il contributo straordinario disposto dallo Stato nell'ambito del piano di interventi autorizzato dalla Legge 7 agosto 1997, n. 270 (Piano degli interventi di interesse nazionale relativi ai percorsi giubilari e pellegrinaggi in località al di fuori del Lazio).
2. Il contributo di cui al comma 1 può essere utilizzato dal Comune di Cagliari per l'esecuzione di tutti i lavori contenuti nel progetto esecutivo, elaborato ai sensi della Legge n. 270 del 1997, finalizzati alla conservazione e alla destinazione ad uso teatrale dell'Anfiteatro Romano.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato l'emendamento numero 115. Se ne dia lettura.
LA ROSA, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balia per illustrare l'emendamento.
BALIA (F.D.S.- Progr. Sard.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. La Commissione, nell'esame dell'emendamento, ha espresso parere negativo, però chiederei al presentatore, vista la complessità del tema che introduce l'emendamento, di ritirarlo e di poterlo riconsiderare in una prossima manovra finanziaria in Consiglio.
PRESIDENTE. Il parere del relatore, più che un parere è un suggerimento al ritiro perché il tema sia affrontato in un altro contesto legislativo.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne chiederei il ritiro per un approfondimento.
PRESIDENTE. Richiesta analoga a quella del Presidente della Commissione.
Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (F.D.S. - Progr. Sard.). Mi pare di cogliere che possa esserci uno spiraglio ed una volontà per verificare il problema all'interno della prossima norma finanziaria, e con questo spirito lo si ritira.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 22 bis. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 23.
LA ROSA, Segretario:
Capo IV
Norme in materia di sviluppo tecnologico,
beni culturali, sviluppo delle attività turistiche
e disposizioni varie
Art. 23
Programma di ricerca applicata
e di innovazione tecnologica
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a finanziare un programma di ricerca applicata e di innovazione tecnologica nelle misure consentite dalla "Disciplina comunitaria per gli aiuti di Stato alla ricerca e sviluppo" n. 96/C45/06, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee del 17 febbraio 1996, n. C45/C.
2. Per la determinazione delle misure dell'intervento nei casi di attività di ricerca industriale e di sviluppo precompetitivo, così come definite dalla disciplina di cui al comma 1, si applicano i criteri generali di cui all'articolo 4, comma 11, del Decreto del Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica 23 ottobre 1997, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 27, supplemento ordinario, del 3 febbraio 1998.
3. Per le finalità di cui al comma 1 le disponibilità sussistenti in conto residui e in conto competenza dei capitoli 03211 e 03211/01 - articolo 1 - relativamente alla misura 4.6 del sottoprogramma 4 del Programma Operativo Plurifondo per gli anni 1994-1999, di cui alla legge regionale 3 maggio 1995, n. 10, alla data di entrata in vigore della presente legge sono trasferite alla contabilità speciale di cui all'articolo 2, comma 2, della Legge 24 giugno 1974, n. 268, per essere attribuite al titolo di spesa 11.3.10./I del programma d'intervento per gli anni 1988-89-90, approvato dal CIPE il 12 marzo 1991.
4. Per le finalità di cui al comma 1 e, in particolare, per lo svolgimento di programmi di ricerca da parte delle Università della Sardegna è autorizzata, nell'anno 1998, la spesa di lire 6.500.000.000 (cap. 03034/01); detto stanziamento è trasferito alla contabilità speciale di cui all'articolo 2, comma 2, della Legge 24 giugno 1974, n. 268, per essere attribuito al titolo di spesa 11.3.10./I.
5. Il relativo programma è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, a' termini dell'articolo 4, lettera i), della legge regionale 7 gennaio 1997, n. 1, e successive modifiche e integrazioni.
PRESIDENTE. All'articolo 23 sono stati presentati tre emendamenti. Se ne dia lettura.
LA ROSA, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pittalis per illustrare l'emendamento numero 152.
PITTALIS (F.I.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento 77.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento contiene una sola modifica sostanziale rispetto al testo originario, ed è al comma quattro, laddove si parla non più di programmi di ricerca, ma di contratti di ricerca. Inoltre viene abolito il riferimento - sempre in relazione all'attivazione dei contratti di ricerca - alle finalità previste nel comma uno, per rendere più ampia la possibilità di determinazione degli indirizzi e dell'uso di queste risorse da parte delle università.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 13, essendo assenti gli estensori, si dà per illustrato.
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore. Il parere contrario sull'emendamento 152; si accoglie il 77; è contrario per il 13.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Parere contrario per il 13 e per il 152.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento 152. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento 77. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'articolo 23. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Si dia lettura dell'articolo 24.
LA ROSA, Segretario:
Art. 24
Parco scientifico e tecnologico regionale
1. E' autorizzata la concessione di un contributo annuale ad integrazione di quelli già disposti dalla legge regionale 23 agosto 1985, n. 21, e successive modifiche e integrazioni, al Consorzio 21 per sostenere le attività di ricerca, di servizi all'impresa e di trasferimento tecnologico dei soggetti deputati, nella sede centrale e nei poli locali, ad operare per la promozione, lo sviluppo e la gestione del parco scientifico e tecnologico nonché a favorire la localizzazione, all'interno del parco, di centri di ricerca di piccole, medie e grandi imprese, anche consorziate, per iniziative di ricerca e di sviluppo che comportino la creazione di occupazione qualificata.
2. A valere sul contributo di cui al comma 1, una quota è destinata al CRS4, in considerazione del suo ruolo di centro di eccellenza all'interno del parco scientifico e tecnologico regionale, per lo svolgimento delle attività di ricerca e di promozione per l'ammodernamento delle infrastrutture e per favorire la produzione dei prodotti multimediali elettronici.
3. Per le finalità di cui al presente articolo il Consorzio 21 predispone un programma annuale; detto programma, su proposta dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, è sottoposto all'approvazione della Giunta regionale.
4. L'onere relativo all'attuazione del presente articolo è determinato per l'anno 1998 in lire 12.000.000.000, alla determinazione della spesa per gli anni successivi si provvede con la legge finanziaria.
5. Lo stanziamento di cui al comma 3 è trasferito alla contabilità speciale di cui all'articolo 2 della Legge 24 giugno 1974, n. 268, per essere attribuito al titolo di spesa 11.3.10/I del programma d'intervento per gli anni 1988-1989-1990 approvato dal CIPE il 12 marzo 1991 (cap. 03034/01).
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 153, 158 e 78. Se ne dia lettura.
LA ROSA, Segretario:
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 153 ha facoltà di illustrarlo.
BALLETTO (F.I.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 158 ha facoltà di illustrarlo.
BERTOLOTTI (F.I.). Signor Presidente, mi sembra che questa volta la Commissione, nell'esaminare il testo originario presentato nel disegno di legge, abbia fatto un passo indietro rispetto a quella che è la legislazione europea, in particolare. Infatti io non ho fatto altro che riproporre pari pari il testo che era stato inizialmente presentato dalla Giunta regionale, perché ritengo che sia più corretto nella sua formulazione e nei meccanismi che introduce. Più corretto perché risolve più concretamente i problemi di indirizzo politico in materia di ricerca e di innovazione che devono essere propri della Giunta, di indirizzo che la Regione, in quanto tale, non può delegare ad altri soggetti come invece viene indicato nel testo emendato dalla Commissione, poiché nel testo emendato dalla Commissione si lascia al Consorzio 21 l'articolazione del programma da fare nell'ambito delle attività previste dall'articolo 24.
E` da precisare che in ogni nazione industrializzata d'Europa è sempre il governo che definisce le strategie di carattere politico in materia di ricerca e di innovazione. A livello nazionale infatti tale competenza è del Ministero dell'Università; questa competenza non può essere delegata ad enti di altra natura. E così infatti non fa nessun governo, né a livello europeo, né a livello nazionale, italiano.
C'è poi un dubbio sui discorsi legati ai criteri di gestione delle risorse in materia di ricerca ed innovazione che appaiono non in linea nel testo emendato dalla Commissione con la normativa nazionale e comunitaria. Infatti, il testo trasmesso originariamente alla Commissione si preoccupava di definire prioritariamente i criteri di eleggibilità dei soggetti interessati all'attività di ricerca, e conseguentemente i criteri di utilizzazione delle risorse e il ruolo del soggetto gestore dell'investimento, in particolare il Parco scientifico e tecnologico.
Il ruolo del Consorzio 21, invece, come disegnato dall'articolo 24, emendato, è ambiguo in quanto è gestore e garante contemporaneamente dell'utilizzo delle risorse affidategli dalla Regione sarda e contemporaneamente è soggetto concorrente al loro utilizzo, ponendo una questione di dubbia legittimità in quanto dovrebbe essere nel ruolo di controllore e controllato.
Mi chiedo che garanzie di praticità, di opportunità e di riservatezza, che in tema di ricerca è una qualità intrinseca all'attività stessa, può avere un soggetto proponente un progetto se lo stesso Consorzio 21 è suo concorrente direttamente o tramite società da questi controllate. Non solo: il Consorzio 21, utilizzando in proprio risorse pubbliche in maniera contraria ai principi dell'Unione Europea, ha già creato e creerà turbativa al libero mercato.
Ci chiediamo perché nei disegni della maggioranza possa essere considerato lecito al Consorzio 21 ciò che finalmente è stato invece vietato ormai per l'Ente Minerario Sardo, per esempio, poiché con questi meccanismi stiamo creando l'identica strada intrapresa a suo tempo dall'Ente Minerario, creando quindi una struttura che poi diventerà non più controllabile dal Governo, che ha utilizzato risorse pubbliche al di fuori dei vincoli di mercato per promuovere iniziative industriali di cui oggi la Sardegna sta pagando a caro prezzo il conto. Lo stesso Consorzio 21 si è tra l'altro lanciato nella promozione, sempre con risorse pubbliche, al di fuori del vincolo del mercato, nella costituzione di varie società di ricerca, di servizi, e sia per l'uno che per l'altro caso il discorso non cambia, e che sono sino al momento attuale assistite in aperta violazione dei principi del libero mercato.
Il Consorzio 21 ha finora abbondantemente usato risorse pubbliche fondamentalmente per la propria promozione (le locandine pubblicate sui quotidiani sono di dimensioni mediamente doppie di quelle di qualsiasi Ministero che annuncia bandi pubblici), e tra l'altro non viene indicato in nessuna parte di questo articolo quanto deve essere destinato per spese di gestione del Consorzio 21 e quanto debba essere invece indirizzato alle aziende percettrici dei servizi, lasciando la piena e totale discrezionalità in questo senso.
Non vorrei continuare con polemiche, per esempio fino alla famosa organizzazione del viaggio di studi a Cuba, ma credo che questa non sia la politica che la Regione sarda debba fare in tema di promozione della ricerca e dei servizi alle imprese.
Vorrei che si cominciassero ad attuare criteri diversi di gestione delle risorse, soprattutto in campi che dovrebbero qualificare l'azione di governo e che dovrebbero quindi avere diversi approcci nell'ambito della lotta alla disoccupazione. Per cui il mio è un invito a votare l'emendamento proposto, che del resto, ripeto, non fa altro che riproporre il testo originario della Giunta, al fine di evitare che ripercorriamo strade già percorse, che ci hanno portato a dover buttare al vento notevoli qualità di risorse finanziarie, strade che abbiamo voluto chiudere con la legge di scioglimento, per esempio, dell'Ente Minerario Sardo e che non si capisce perché debbano trovare nuove edizioni solo perché questo soggetto sia semplicemente diverso da quello precedente.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 78 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore. Parere contrario per quanto riguarda gli emendamenti 153 e 158, parere favorevole per l'emendamento 78.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Conforme al parere del relatore della Commissione. Desidero aggiungere una considerazione sull'emendamento 158, illustrato dal consigliere Bertolotti, per dire che su alcune delle questioni che sono state sollevate, il secondo gruppo di osservazioni, varrà la pena, anche come Giunta, di fare una riflessione.
Per quanto riguarda invece il ripristino del testo precedente, siamo contrari, e la Giunta difende con molto convincimento il comma tre nel testo uscito dalla Commissione, però invito a leggerlo con attenzione, perché non dice che il programma è fatto dal Consorzio Ventuno, dice un'altra cosa. Dice: "Il Consorzio Ventuno predispone un programma annuale. Detto programma, su proposta dell'Assessore della programmazione, è sottoposto all'approvazione della Giunta". Ciò significa che l'Assessore della programmazione propone quel programma se è d'accordo, e che la Giunta lo approva se è d'accordo. Non credo sia automatico, non parlo né di questo Assessore né di questa Giunta, ma la normativa è chiara; il Consorzio predispone un programma, ed è giusto che lo predisponga il Consorzio, altrimenti chi lo predisporrebbe? Un ufficio dell'assessorato? No. Lo predispone il Consorzio Ventuno, il capofila del Parco, l'Assessore della programmazione lo propone, non lo propone, lo varia, lo modifica, la Giunta poi lo approva se lo condivide, altrimenti lo modifica, lo respinge, ne fa un altro.
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Io capisco che tanto ormai qua le cose vanno secondo logiche che non sono quelle del mondo europeo. Mi sono anche semplicemente preso la briga di qualche piccola rassegna stampa, in cui l'Unione Europea ha attivato procedure di contestazione ad aiuti analoghi.
Io ho il dubbio che questo articolo venga sottoposto e possa trovare la valutazione positiva del controllo europeo, non fosse altro perché, anche recentemente, in tema di ricerca, sono per esempio entrate nel mirino dell'Unione Europea - è un articolo de "Il sole 24 ore" - le cosiddette stazioni sperimentali che fungono, analogamente a quello con cui opera il Consorzio 21, però con specializzazioni nei campi economici particolari, così come sono capitati sotto il vaglio dell'Unione Europea alcuni finanziamenti nei confronti dell'ENI, in particolare circa 133 miliardi. Se voi vi volete prendere la responsabilità di un blocco di questa legge sotto il vaglio della Comunità Europea, che siano scritte per bene a verbale queste dichiarazioni; ovviamente noi non possiamo seguirvi su questa strada.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione il soppressivo totale numero 153. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene?
(Non è approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 158. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 158 soppressivo totale dell'articolo 24.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 158.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 49
Votanti 49
Maggioranza 25
Favorevoli 20
Contrari 29
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BOERO - BUSONERA - CASU - CHERCHI - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - GHIRRA - GIAGU - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Comma 5, lo stanziamento di cui al comma 3, per un errore materiale, si intende lo stanziamento di cui ai commi 3 e 4.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 24. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 78. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 25.
LA ROSA, Segretario:
Art. 25
Valorizzazione delle località turistiche
1. È autorizzata la spesa complessiva di lire 30.000.000.000, in ragione di lire 15.000.000.000, per ciascuno degli anni 1999 e 2000, per la realizzazione di un programma di completamento di opere atte a valorizzare le località d'interesse turistico, già finanziate ai sensi della legge regionale 21 marzo 1957, n. 7 (cap. 07003/06).
2. Il relativo programma d'intervento è approvato dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore competente in materia di turismo, a' termini dell'articolo 4, lettera i), della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, e successive modifiche e integrazioni.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.
LA ROSA, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Lorenzoni per illustrare gli emendamenti.
LORENZONI (Popolari). Intervengo in maniera molto breve. Il senso di questo emendamento, che sarà poi ritirato, è semplicemente una segnalazione. Io volevo segnalare alla Giunta un fatto estremamente grave che si sta verificando in questi ultimi anni. C'è in atto una erosione marina in alcune spiagge dell'isola, in particolare a Stintino, ad Alghero, a Santa Teresa di Gallura, a Castelsardo, a Cala Gonone, e nella stessa Cagliari, che sta oramai pregiudicando la stessa sussistenza delle spiagge.
E` un problema gravissimo, essendo le spiagge fondamentali per lo sviluppo turistico di quella zona. Ho voluto porre questo emendamento all'interno di questo articolo, perché parlava esattamente di valorizzazione di località turistiche; non è pensabile che la Giunta regionale non intervenga su questo settore.
Io ho voluto fare in questo caso una segnalazione specifica, ben sapendo che l'emendamento non poteva essere accoglibile, sperando che nella prossima finanziaria ci sia attenzione verso questo problema.
PRESIDENTE. Se ho ben capito l'emendamento ha sollevato un problema, ma non si intende passare ad un suo vaglio da parte dell'Aula. Il problema è stato sollevato dall'onorevole Lorenzoni.
Per illustrare l'emendamento 79 ha facoltà di parlare l'assessore della programmazione, bilancio , credito e assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 79 ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Il numero 9 evidentemente è ritirato, parere favorevole per il numero 79.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Io invito la Giunta, sull'emendamento numero 79, nella parte finale del punto numero 1, del primo comma, dove si dice: "detto Assessorato provvede anche attraverso collaborazioni professionali". Siccome la disciplina delle collaborazioni professionali è già prevista nel 101, mi pare anche compiutamente, che sia il caso di eliminare, perché non solo è pleonastico, sarebbe ripetitivo di ciò che è già normato nelle disposizioni di carattere generale e specifico, ma lascia, come al solito, in questi casi, proprio la normazione semplificata, anche qualche dubbio sul quale ora non voglio portare l'attenzione dell'Aula sul problema specifico.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Presidente, l'onorevole Pittalis ha chiesto una modifica, un emendamento orale, vorremmo conoscere cosa ci rispondono.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio ,credito e assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si può accogliere.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 25. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 79 che si intende, nel caso che venga approvato, nella forma successiva all'emendamento orale proposto.
Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
I lavori sono aggiornati a mercoledì 9 dicembre alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 19 e 02.
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