Seduta n.314 del 23/02/1994
CCCXIV SEDUTA
(POMERIDIANA)
MERCOLEDI' 23 FEBBRAIO 1994
Presidenza del Presidente FLORIS
indi
della Vicepresidente SERRI
indi
del Vicepresidente SERRENTI
indi
del Presidente FLORIS
indi
del Vicepresidente SERRENTI
INDICE
Comunicazioni del Presidente
Proposte di legge Dadea - Sanna - Cuccu - Urraci - Barranu - Casu - Cocco - Cogodi - Ladu L Muledda - Pes - Pubusa - Ruggeri - Satta G. - Scano - Serri - Zucca - "Norme per la protezione degli animali e istituzione dell'anagrafe canina" (21) e Serra Pintus - Tidu - Lorettu - Sechi - Serra G. "Sulla tutela e protezione degli animali" (34). Continuazione e approvazione del testo unificato):
COGODI ................................
SECHI, relatore .......................
PUBUSA ................................
FADDA PAOLO ....................
BACHINO...............................
SERRA PINTUS ....................
CABRAS, Presidente della Giunta
USAI SANDRO .....................
DADEA ..................................
COLLU, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione
CARUSILLO .........................
(Votazione segreta) .................
(Risultato della votazione) ......
Sull'ordine del giorno:
DEIANA..................................
La seduta è aperta alle ore 17 e 07.
PORCU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 2 febbraio 1994, che è approvato.
Comunicazioni del Presidente
PRESIDENTE. Informo il Consiglio che, nel corso della mattinata, ho trasmesso a tutti gli onorevoli colleghi consiglieri una lettera nella quale questa Presidenza sottolinea l'imprescindibile necessità che, con l'approssimarsi della fine della corrente decima legislatura, contrassegnata peraltro da molteplici appuntamenti elettorali, l'attività consiliare possa continuare a svolgersi con la consueta regolarità e serenità, nell'ambito della programmazione dei lavori concordata in sede di Conferenza dei Presidenti di Gruppo.
Ritengo, pertanto, opportuno ribadire, anche in questa sede, l'invito a tutti i consiglieri a profondere il massimo impegno nell'espletamento del loro mandato, onde garantire la più ampia partecipazione nell'esame e nella discussione dei diversi importanti provvedimenti ancora in carico.
Desidero sottolineare l'esigenza di assicurare una presenza costante alle sedute del Consiglio e delle Commissioni e, a tale riguardo, voglio chiarire che questa Presidenza è fermamente intenzionata a dare rigorosa applicazione alle disposizioni contenute nell'articolo 58 del vigente Regolamento interno del Consiglio e, in particolare, ai commi quarto e quinto che prescrivono l'annuncio in Aula dei nomi dei consiglieri assenti per oltre cinque giornate di sedute consecutive senza avere ottenuto regolare congedo ed inoltre la pubblicazione dei nomi degli assenti nel Bollettino Ufficiale della Regione.
Ricordo infine che è intendimento dell'Ufficio di Presidenza accogliere giustificazioni solo per assenze dovute a gravi e comprovati motivi.
Sull'ordine del giorno
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Deiana. Ne ha facoltà.
DEIANA (P.P.I.). Per chiedere l'inserimento all'ordine del giorno del disegno di legge numero 475 concernente "Interventi a favore del Consorzio di ricerca Corisa".
COGODI (Rinascita e Sardismo). Voglio intervenire sulle dichiarazioni.
PRESIDENTE. Mi dispiace, onorevole Cogodi, ma sulle dichiarazioni del Presidente non si interviene.
Prego, onorevole Deiana, non ho capito la sua richiesta.
DEIANA (P.P.I.). Per chiedere l'inserimento all'ordine del giorno e possibilmente, se questo Consiglio e il Presidente lo riterranno opportuno, la discussione in questa tornata di lavori del Consiglio del disegno di legge numero 475.
PRESIDENTE. Il disegno di legge è stato appena approvato in Commissione. Il suo Presidente di Gruppo porterà la sua richiesta alla Conferenza dei Capigruppo che dovrà stabilire l'ordine di priorità dei lavori. Voglio però ricordarle che il disegno di legge non è pronto per l'esame dell'Aula perché mancano ancora le relazioni.
Continuazione ed approvazione della discussione del testo unificato delle proposte di legge Dadea - Sanna - Cuccu - Urraci - Barranu - Casu - Cocco - Cogodi - Ladu Leonardo - Lorelli - Manca - Muledda - Pes - Pubusa - Ruggeri - Satta Gabriele - Scano - Serri - Zucca "Norme per la protezione degli animali e istituzione dell'anagrafe canina " (21) e Serra Pintus - Tidu - Lorettu - Sechi - Serra Giuseppe "Sulla tutela e protezione degli animali" (34)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del testo unificato delle proposte di legge numero 21 e 34. Siamo in sede di discussione dell'articolo 2 e degli emendamenti numero 1 e 17. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Sechi.
SECHI (P.P.I.), relatore. La Commissione li accoglie.
PRESIDENTE. Metto ora in votazione l'emendamento numero 17. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 3.
PORCU, Segretario:
Art. 3
Competenze dei Comuni
1. I Comuni singoli o associati provvedono al risanamento ed alla gestione dei canili comunali secondo quanto disposto dagli articoli 6, 7 e 8 della presente legge.
2. Ai canili comunali, che assumono la denominazione di canili sanitari, vengono attribuite, in aggiunta a quelle previste dal decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, le seguenti funzioni:
a) profilassi veterinaria;
b) vaccinazioni;
c) controllo della popolazione canina e felina;
d) limitazione delle nascite;
e) vigilanza veterinaria dei ricoveri gestiti da associazioni ed enti zoofili privati;
f) ogni altro intervento che si renda necessario.
3. Agli animali custoditi nel canile sanitario e nelle strutture private si assicurano condizioni di vita adeguata alla loro specie e non mortificanti.
4. Ogni canile sanitario è dotato di un servizio permanente di guardia veterinaria, preposta ad interventi urgenti di vaccinazione, chirurgia o di soppressione eutanasica.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Ho detto in questi giorni, discutendo diverse leggi, che non c'è nessun intendimento di carattere ostruzionistico, non c'è bisogno perché l'ostruzionismo vero alle leggi della Regione lo stanno facendo la maggioranza e la Giunta. Il vero ostruzionismo - ostruzionismo nel senso di difficoltà che si creano al cammino regolare di un provvedimento legislativo - è quello che esprime una maggioranza che non si presenta in Aula, non c'è, non partecipa. E' inammissibile, signor Presidente, che le leggi vengano solo votate da una maggioranza di una Assemblea legislativa. Parliamo di leggi, non di ordini del giorno, non di regole e regolette; le regole di Fantola potevano essere approvate o non approvate da larghe maggioranze, erano nell'ambito di una valutazione empirea della politica e del vivere civile, ma le leggi della Regione appartengono ai cittadini, incidono nei diritti dei cittadini. E non si può protrarre questa situazione desolante, io arrivo a dire ai limiti della legalità, nella quale una minoranza esigua del Consiglio prende parte alla discussione e quindi alla valutazione delle leggi e tutti compaiono improvvisamente raccogliendosi da anditi, stanze e bar per votare leggi che non conoscono. Signor Presidente, siamo al limite (e al limite vuol dire non so se al di qua o al di là) della legalità. Lei, secondo me, e la ringrazio, ha fatto bene a mandare questa lettera di richiamo ai consiglieri regionali, lettera che ovviamente è stata consegnata a chi è presente, perché il guaio di questo nostro dire e di questo nostro essere è questo: che chi c'è può dire e può prendersi anche un pezzo della responsabilità, chi non c'è è esente da colpe, non c'è per cui ci facciamo carico noi che ci siamo, anche del resto.
Lei ha scritto una lettera - sto parlando sempre dell'articolo 3 che riguarda le competenze dei comuni riferite ai cani e ai gatti, non sono fuori tema - lei ha scritto una lettera nobile nel suo spirito, debole però, ancora, nella sua efficacia. Se ha senso quello che è scritto e che io ho ricevuto e che tutti noi abbiamo positivamente valutato, lei, signor Presidente, deve dire: primo, che la Giunta regionale deve sedere su quelle tredici sedie, in questa fase ultima della legislatura in cui stiamo affrontando leggi importanti, che la Giunta regionale, che è tecnica, si era detto, non può scorrazzare per anditi regionali mentre il Consiglio è riunito, quel Consiglio che l'ha fatta quella Giunta, che la sostiene, che la legittima.
Noi sappiamo benissimo che esistono drammi sociali di pescatori, di pastori, di malati, ma stiamo discutendo di una materia che ha attinenza con le competenze della sanità, almeno l'Assessore competente dovrebbe essere presente. E' arrivato il Presidente che è competente in tutto, quindi può anche sostituire l'Assessore della sanità, però, un tocco di specialità, di specialismo non farebbe male, anche perché la Giunta tecnica si legittimava sul fatto che erano i massimi esperti della materia che dovevano governare la Regione, quindi è chiaro ed evidente che il dottor Demuro doveva reggere l'Assessorato dell'agricoltura perché è il massimo esperto in materia di agricoltura, e si capisce, si legittima e quant'altro. Però, l'assessore competente non c'è. Qui non è questione di forma, è questione di sostanza, perché noi siamo in una fase delicatissima della vita politica, che non è solo elettorale. Qualcuno pensa che il mondo finisca con le elezioni, siamo in una fase delicatissima della vita politica della Regione che è di più delle elezioni, dove è in gioco il rapporto di fiducia minimo, non massimo, tra cittadini e istituzioni e si dirà quel che si vuole, ma in questo Consiglio regionale, si discutono in questo modo le leggi e la gente appare solo per votare e non conosce le leggi. Perché stamattina, per esempio, si è approvata una legge importante, che in altri momenti avrebbe richiesto tanta attenzione e avrebbe messo a dura prova la capacità di comprensione e di valutazione e di decisione dei consiglieri regionali e tutta la vicenda del C.I.S. e la questione del rapporto con il sistema bancario, e quindi col sistema finanziario, e quindi con l'economia, e quindi con la politica e gli equilibri politici della Regione, è stata chiusa con un emendamento che è apparso qui, che nessuno conosceva, eppure si è liquidato il problema dicendo: "E' un emendamento!".
La sua lettera è una lettera nobile che richiama articoli del Regolamento che lei dice di voler applicare in moro rigoroso. Ma perché non applicare in modo rigoroso tutti gli articoli del Regolamento, a partire da quelli che regolano l'esercizio corretto della vita istituzionale, cioè la presenza dei consiglieri, la presenza della Giunta che è necessaria e che lei ha richiamato più volte? I suoi sforzi sono stati eroici, però inconcludenti, e ne deve trarre conseguenze, perché lei presiede questo Consiglio, e lei può arrivare alla determinazione di non presiedere più questo Consiglio che è insensibile ai suoi richiami, che lei fa non solo dall'alto della sua autorità morale, che lei fa dall'alto della sua autorità istituzionale. I colleghi continuano a chiacchierare, stanno parlando del collegio numero 7, del candidato numero 12, però questa è la situazione e i pochi superstiti di questa avventura continuano a chiedere inserimenti di leggi e leggine in un ordine del giorno che ha già ventiquattro o ventinove punti, continuano a chiedere di aggiungere altri argomenti perché le Commissioni stanno lavorando in deroga. Ogni tanto qualcuno passa di qui e chiede di riunire la Commissione in deroga. Si riunisca pure, tanto tutto è derogato qui e ormai la deroga è la norma non è più l'eccezione. Qualcuno dovrebbe passare di qui a chiedere se può stare nella norma, perché stare nella deroga qui è normale. La situazione è questa. E io mi appello ancora al Presidente perché deve garantire non solo noi - noi siamo niente, singolarmente presi - deve garantire la dignità di un'assemblea che è l'Assemblea rappresentativa del popolo sardo che sta facendo leggi, che poi rimangono. Si è detto più volte che tra le tante disgrazie che sono già capitate e che possono ancora capitare a una Regione come la nostra, oltre che i suoi governi, sono le leggi di fine legislatura, perché tutti pensano che l'ultima legge possa risolvere i problemi di rapporto con questa o quella categoria. Badate, se uno se l'è conquistata la sua credibilità ce l'ha - se la tenga e se l'amministri se ritiene - ma chi non ce l'ha non tenti di conquistarla con luna leggina negli ultimi due giorni. Non è possibile, quindi tanto vale desistere; o almeno, se si deve consumare un rito, che il rito obbedisca alle sue regole, cioè che i consiglieri almeno siano presenti. Io non sto chiedendo la verifica del numero legale, io non sto dicendo nulla che vada oltre la normalità delle considerazioni che si possono fare in qualsiasi sede, però rimane il fatto che questo Consiglio sta lavorando in una condizione che non è compatibile con l'importanza delle sue decisioni.
Lei si appella alla consueta regolarità e serenità con cui il Consiglio avrebbe lavorato. Presidente, se lei togliesse il consueto il resto andrebbe bene, perché la consuetudine di questo Consiglio, soprattutto per una fase…
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, siamo sull'articolo 3, la prego, lei surrettiziamente adesso sta introducendo il dibattito sulle dichiarazioni del Presidente.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Ho chiuso, voglio dire che la consuetudine, soprattutto nell'ultima fase, è quella invece che noi abbiamo di fronte. Sull'articolo 3 ho detto e posso anche concludere; questo articolo assegna ai comuni della Sardegna un serie di competenze relative alla tutela di alcune specie animali principalmente della specie canina, che sono tali che io mi domando, come mi sono domandato in relazione all'articolo 2 che affida altre competenze e incombenze alle Unità Sanitarie Locali, come e con quali mezzi i comuni potranno attendere a queste funzioni, posto che la norma finanziaria prevedeva prima, mi pare, 30 milioni, che diviso per 375 comuni della Sardegna faceva qualcosa come 150 mila lire a comune; ammettiamo che i 30 milioni diventino 800 milioni, diviso per 375 comuni grandi e piccoli farebbe 3 o 4 milioni a comune sono il costo medio di un operatore per un mese. Io mi domando come può la Regione fare una legge che affida tutte queste incombenze agli amministratori comunali che rispondono degli atti che non compiono, assegnando 3 o 4 milioni a comune? Insisto nel dire che questa è una legge giusta nei suoi obiettivi, che va difesa, però è una legge inconsistente nella sua strumentazione. Poi si avrà modo, nella discussione su successivi articoli, di poter ancora dimostrare questo assunto per confermare quello che noi sosteniamo cioè che la legge è giusta, che va sostenuta, però va sorretta in modo sincero e coerente, anche con la strumentazione, senza la quale i princìpi non valgono molto.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Art. 4
Istituzione dell'anagrafe canina
1. Presso il servizio veterinario delle Unità sanitarie locali è istituita l'anagrafe del cane, alla quale devono essere iscritti tutti gli animali presenti nel territorio regionale.
2. I proprietari o i detentori, a qualsiasi titolo, residenti in Sardegna o ivi dimoranti per un periodo di tempo superiore ai 90 giorni, devono iscrivere gli animali entro il termine di 10 giorni dalla nascita o, comunque, dall'acquisizione del possesso; allo stesso ufficio dovrà essere denunziato lo smarrimento o la morte dell'animale entro 7 giorni dall'evento.
3. All'atto dell'iscrizione deve essere compilata l'apposita scheda, secondo il modello predisposto dall'Assessorato dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale ed approvato dalla Giunta regionale; la scheda verrà utilizzata anche per la registrazione degli interventi di profilassi e di polizia veterinaria eseguiti sull'animale.
4. Nella scheda devono essere riportati: lungo e data di nascita, stato segnaletico, nome del cane, generalità ed indirizzo del proprietario o del detentore ed il codice assegnato all'animale.
5. Copia della scheda deve essere consegnata al proprietario o al detentore e deve seguire il cane nei trasferimenti di proprietà o detenzione.
6. Il proprietario o il detentore è tenuto a comunicare entro 30 giorni l'eventuale cambio di residenza.
7. In sede di prima applicazione le Unità sanitarie locali sono tenute ad istituire l'anagrafe canina entro sei mesi dalla entrata in vigore della presente legge. I proprietari o i detentori dei cani sono tenuti a provvedere all'iscrizione entro tre mesi dall'istituzione dell'anagrafe canina.
8. L'omessa iscrizione all'anagrafe è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 300.000 a lire 1.000.000.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale
Art. 4
Dopo il comma 8 è aggiunto il seguente: "I dati concernenti i cani iscritti all'anagrafe sono comunicati alle associazioni protezionistiche che ne facciano richiesta". (16)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare l'onorevole Sechi, relatore.
SECHI (P.P.I.), relatore. La Commissione lo accoglie.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
COGODI (Rinascita e Sardismo). Presidente, ho chiesto la parola.
PRESIDENTE. Su che cosa?
COGODI (Rinascita e Sardismo). Sull'articolo e sull'emendamento.
PRESIDENTE. Può intervenire per dichiarazione di voto, onorevole Cogodi, perché prima di mettere in votazione l'articolo, io ho chiesto chi intendeva parlare sull'articolo 4 e sull'emendamento aggiuntivo.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Io sono ossequioso. Se lei chiede "Chi chiede parlare" e non rivolge lo sguardo all'Aula, è difficile che lei possa vedere che ha alzato la mano.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Cogodi.
COGODI (Rinascita e Sardismo). All'articolo 4: "Istituzione dell'anagrafe canina", si prevede che, presso il servizio veterinario delle Unità sanitarie sia istituita l'anagrafe del cane, alla quale devono essere iscritti tutti gli animali presenti nel territorio regionale. Io voglio capire se all'anagrafe del cane si possono iscrivere tutti gli animali. Immagino che si debbano iscrivere tutti i cani. Andrebbe come minimo precisato, in via di interpretazione autentica di chi ha scritto questo articolo che per "tutti gli animali" intende tutti gli animali canini.
I commi successivi prevedono tutta una serie di adempimenti che sono a carico dei proprietari o dei possessori. Non so che termine usare, perché il Consiglio ha approvato precedentemente un emendamento che ha soppresso il riferimento al rapporto di affezione con l'animale, per cui la tutela, già in base all'articolo 2, non è più estesa solo agli animali, come dire, in rapporto di affezione col detentore - chiamatelo padrone, possessore, ospitante - ma a tutti gli animali, quindi anche non interessati dal vincolo di affezione, perciò non solo a quelli ben voluti, come ho detto prima, ma anche a quelli mal voluti. Tutti devono essere comunque iscritti nell'anagrafe del cane, sia i benvoluti che i malvoluti. Ora è chiaro che un cane benvoluto sarà iscritto dal proprietario, dal detentore, dal padrone, dall'accompagnatore - perché non sono i cani che accompagnano le persone, spesso sono le persone che si accompagnano ai cani - . Ma i cani non benvoluti, che li iscrive all'anagrafe canina? Si iscrive il cane da solo? Bisogna almeno dargli l'indirizzo, o qualcosa per il fiuto, dargli una traccia. Il cane ci arriva se qualcuno ce lo porta una prima volta. Sto ponendo il problema del cane che non è - come dire? - coinvolto in un vincolo affettivo per cui qualcuno l'accompagni all'anagrafe. Chi ce lo porta? Cane sciolto.
(Interruzione)
Se dovesse andarci il Consiglio regionale ci arriverebbe tutto in fila nel registro speciale dei cani sciolti. Ma qui sono cani vincolati, non so se dal vincolo di affezione, però da vincoli di altra natura sicuramente sì.
Quindi, si pone un problema: siccome l'emendamento precedente ha eliminato il vincolo dell'affezione, per proteggere gli animali in senso lato, tutti, in quanto tali, all'anagrafe, come si realizza questa cosa? L'articolo dice: "Presso il servizio veterinario delle Unità sanitarie locali è istituita l'anagrafe del cane alla quale devono essere iscritti tutti gli animali presenti nel territorio regionale". Debbono essere iscritti ma il cane non benvoluto se nessuno lo accompagna che lo iscrive? Badate, io non sto ponendo un problema ilare, sto ponendo un problema serio, perché - l'ho detto prima - questa legge istituisce una serie di obblighi per gli amministratori pubblici. Questa cosa si sta sottovalutando. Per gli amministratori delle Unità Sanitarie Locali e dei comuni, che sono già vessati dalle leggi che dicono: "il comune deve", "la USL deve" nell'ipotesi che si realizzi una condizione di abbandono di un animale che deve essere iscritto all'anagrafe, alla quale tutti debbono essere iscritti, qualora l'amministratore non vi abbia provveduto, andando a cercare i cani per iscriverli, nasce un obbligo, nasce una responsabilità, nasce un'omissione…
(Interruzione dell'onorevole Pubusa)
Con l'emendamento che avete approvato, non so se avrei iscritto il cagnolino, che avevo alla Casa dello studente. Peggio per voi che avete fatto l'emendamento. Però qui nasce un problema delicato: gli amministratori pubblici sono vessai dalle imputazioni di responsabilità da parte di tutti i Tribunali, civili, penali, amministrativi, contabili, morali, etici, perché siamo in un Paese nel quale non c'è giustizia ma continuano a proliferare i Tribunali. Perché un malato sia curato dovrebbero bastare il Tribunale della legge, il Tribunale della morale, il Tribunale della professionalità e anche quello penale, civile, amministrativo, invece si è costretti ad inventare anche un Tribunale del malato. Questo è un Paese senza giustizia, e con troppi Tribunali, senza ordine e con troppe polizie. Ho visto che stiamo istituendo anche una polizia dell'animale con l'articolo successivo. Il problema è serio; se l'amministrazione della USL viene chiamato a censire e a iscrivere nell'anagrafe i cani di nessuno, chiamiamoli così, non legati da vincolo affettivo ad alcuno, deve farlo, se non lo fa risponde di omissione di atti d'ufficio. Però, siccome parliamo della difesa necessaria, insisto ancora, della tutela degli animali, a partire dagli animali che servono l'uomo, o meglio degli animali di cui l'uomo si serve, questo concetto continua ad esser troppo lontano, perché non è vero che qui ci si sta preoccupando della specie animale, dell'equilibrio tra i viventi. Qui ci si sta preoccupando principalmente degli animali che servono l'uomo, si sta riaffermando il concetto del dominio dell'animale uomo sugli altri esseri viventi, mantenendo una visione egoistica, del rapporto con la natura e con gli altri esseri viventi, perché si tutela l'animale che ci è utile e che viene schiavizzato, ma l'animale libero, che pure serve all'equilibrio naturale se non serve a eliminare l'insetto che è nel nostro giardino, vale, può essere schiacciato, ucciso dal pesticida, può essere eliminato anche se serve all'equilibrio naturale complessivo. Non è vero che questo è una legge di equilibrio né naturalistico, né animalistico, è una legge di egoismo umano. Però, pur essendo parziale è sempre un passo avanti e va salvata ed io non dirò alla fine che questa legge è inutile, dirò che è utile; l'importante è non confondere mai i valori e i princìpi e non giocare sulla responsabilità altrui e che il Consiglio regionale, non chiami Unità Sanitaria Locale e Comuni, e quindi amministratori pubblici già in difficoltà per mille ragioni, a rispondere di cose che non potranno fare, perché non c'è la strumentazione adeguata. Aggiungiamo a questa legge un articolo nel quale diciamo che per la sua inottemperanza, rispondono i consiglieri regionali, che della sua impossibilità di attuazione rispondono penalmente, civilmente, amministrativamente, contabilmente, i consiglieri regionali che l'anno approvata.
Io l'approverei e dichiaro di essere disponibile a risponderne, cioè mi associo, entro in vincolo di solidarietà con voi, però fatelo, perché voi non potete scaricare sugli amministratori locali, ancora altre incombenze e altre responsabilità perché già i cittadini, quelli che lavorano, operano, pensano e producono, oggi sono restii ad assumere responsabilità di amministrazione attiva, perché sono colpiti da tante responsabilità e non hanno la tutela necessaria, gli strumenti e i mezzi per svolgere serenamente la funzione pubblica alla quale sono chiamati.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il relatore, onorevole Sechi. Ne ha facoltà.
SECHI (P.P.I.), relatore. Presidente, se si vuol fare polemica, a provocazione bisogna rispondere con provocazione.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Lo hai capito.
SECHI (P.P.I.), relatore. Certo che l'ho capito, e allora se la vogliamo dire tutta, diciamo anche che la Commissione ha lavorato su due proposte di legge e tra l'altro la prima è firmata dall'onorevole Cogodi. Non solo, all'articolo 6: "Anagrafe del cane", che cosa proponeva l'onorevole Cogodi? "Presso il servizio veterinari dell'Unità Sanitaria Locale è istituita l'anagrafe del cane, alla quale devono essere iscritti tutti gli animali presenti nel territorio regionale ". Onorevole Cogodi, smettiamo di prenderci in giro, perché i tre quarti dei provvedimenti in discussione sono quelli che lei ha sottoscritto al momento in cui il 2 novembre ha presentato la proposta di legge. Lei ha affermato che si tratta di una legge che tutela solo i cani e non è vero. Legga la tabella A, se la legga bene, completa. Lei continua inoltre ad affermare che i consiglieri non lavorano, che siamo tutti poltroni, che non siamo presenti, ma noi siamo presenti e se qualcuno non è in Aula evidentemente qualcosa sta facendo. Bisogna smetterla con queste cose. Ora se si vuol mandare avanti questo progetto di legge si vada avanti, altrimenti lasciamo i cani come stanno, però diciamo chiaramente che non lo vogliamo approvare. Mi scusi, Presidente, per il tenore del mio intervento mai arrivato a questo punto, non vorrei far perdere tempo ai consiglieri perché so che ci sono altre leggi importanti. Non ho portato io questo provvedimento in Aula. L'hanno chiesto altri, l'hanno chiesto le associazioni, noi lo stiamo portando, se ritenete che sia una legge inutile possiamo ritirarla. Grazie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 4. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 16. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 5.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Art. 5
Codice di riconoscimento
1. Il cane iscritto all'anagrafe è contrassegnato da un codice di riconoscimento, impresso mediante tatuaggio indolore sulla parte interna della coscia destra, recante un numero progressi vo e la sigla dell'Unità sanitaria locale. L'operazione del tatuaggio va fatta tra il sesto e l'ottavo mese di vita dell'animale.
2. Le tecniche impiegate per il tatuaggio devono essere tali da evitare sofferenza all'animale.
3. Il tatuaggio è eseguito gratuitamente a cura dei servizi veterinari dell'Unità sanitaria locale o da veterinari liberi professionisti convenzionati con le Unità sanitarie locali.
4. Il tatuaggio può essere eseguito anche da veterinari non convenzionati, purché autorizzati dalla Unità sanitaria locale.
5. I dati concernenti i cani iscritti all'anagrafe sono comunicate alle associazioni protezionistiche che ne facciano richiesta.
6. La mancata sottoposizione al tatuaggio è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di lire 100.000.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale
Art. 5
Il comma 1 dell'articolo è sostituito dal seguente: "Il cane iscritto all'anagrafe è contrassegnato da un codice di riconoscimento impresso mediante inoculazione di un microprocessore sottocutaneo, effettuate sulla fascia sinistra del collo, alla base del padiglione auricolare. Il microprocessore deve contenere in memoria un codice alfanumerico di dodici cifre inalterabile e unico, che possa essere evidenziato da apposito lettore. Deve, inoltre, contenere in sigla l'indicazione della USL di riferimento".
Nei commi successivi il termine "tatuaggio" è sostituito con le parole inoculazione del microprocessore". Negli articoli successivi il termine "tatuati" è sostituito con il termine "identificati". (2)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Presidente, colleghi, io ho potuto apprezzare l'equilibrio e la saggezza del collega Sechi il quale ha richiamato una cosa ovvia, cioè che la presentazione di questa legge riguarda Gruppi politici e consiglieri, fra i quali io, che sono onorato di aver avanzato questa proposta, perché io sto difendendo lo spirito e l'obiettivo della legge. Ho detto fin dall'inizio che questa è una legge giusta e importante e ho espresso l'irritazione di alcuni di noi, ed in ciò sono d'accordo con il collega Massimo Dadea, perché non può essere questa legge oggetto di irrisione, di canzonatura, di superficiale commento, perché questo abbiamo colto, qui e fuori di qui. Questa è una legge importante perché afferma princìpi innovatori apparentemento oggi di frontiera, questi proibiti per il livello di consapevolezza che abbiamo, però aperti agli sviluppi successivi, e quindi bisogna iniziare bene questo cammino. Ciò detto, collega Sechi, e cioè che la proposta era giusta perché intendeva porre il problema con le conoscenze che si avevano quando essa è stata presentata. Le leggi vengono proposte, istruite, discusse ed approvate, quindi hanno un itinerario di confronto perché vengano migliorate, ed anche il proponente ha diritto non solo di volere la legge ma anche di volerla istruita, discussa e migliorata. Ed io sto sottolineando il fatto che tra princìpi, obiettivi e mezzi non c'è corrispondenza; io sto difendendo la legge dicendo: approntiamo i mezzi necessari, diamo le gambe a questa legge perché possa reggersi. Non accontentiamoci di un titolo che dica che è stata approvata una legge di tutela di alcune specie di animali, ma andiamo a vedere come garantiamo questa tutela, perché siamo noi stessi umiliati, offesi dal fatto che approviamo tante leggi dicendo: abbiamo fatto un passo avanti, "c'è la legge che garantisce questo" e poi ci rendiamo conto che abbiamo approvato il nulla, carta straccia, perché la legge era inapplicabile, imperfetta, era priva di sostegno finanziario. Quante leggi ci sono con queste caratteristiche! Vi ho detto stamattina delle leggi del lavoro che sono cosa molto rilevante in questa Regione.
Fatte queste considerazioni, torniamo all'articolo. Io non avrei da dire molto su questo articolo se non avessi sotto gli occhi l'emendamento. Questo articolo è accompagnato da un emendamento della Giunta regionale. Signor Presidente della Giunta, lei avrà pensato a lungo in questi giorni, negli intervalli delle contrattazioni con il Governo sulla legge di rinascita, quella che da i danari dell'Agenzia del Mezzogiorno al Tesoro invece di darli alla Regione, quel decreto che avete chiamato "Nuovo piano di rinascita", quello per cui l'Assessore del bilancio dice "Grazie Ciampi" sui giornali. Lo ringrazia perché ci ha portato via 120 miliardi che erano dell'Agenzia per il Mezzogiorno e che dovevano andare a sostenere la partecipazione regionale nel C.I.S., una importante banca di interesse regionale. Noi non diciamo "Grazie Ciampi", meno che mai glielo diciamo quando ci porta via i danari, le competenze o le aspettative della Regione. Però lei, che era impegnato in tutte queste cose importanti, tra un intervallo e l'altro, ha trovato il tempo di presentare questo emendamento a nome della Giunta regionale. L'articolo e l'emendamento si riferiscono al codice di riconoscimento. Nell'articolo 5 era previsto un tatuaggio indolore. Il tatuaggio indolore è un segnetto sulla pelle dell'animale che non crea dolore e che lo contraddistingue. Però il tatuaggio indolore che era previsto dall'articolo 5 non era sufficiente per la Giunta regionale, la quale Giunta propone questo emendamento: "Il cane iscritto all'anagrafe è contrassegnato da un codice di riconoscimento impresso mediante inoculazione di un microprocessore sottocutaneo effettuata sulla faccia sinistra del collo, alla base del padiglione auricolare. Il microprocessore deve contenere in memoria un codice alfanumerico di 12 cifre, inalterabile ed unico che possa esser evidenziato da un apposito lettore e deve inoltre contenere in sigla l'indicazione della USL di riferimento". Mi rendo conto che, essendo poco versato in materia, può darsi che nella mia rappresentazione esageri la difficoltà dell'impresa.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. Ad ognuno il suo mestiere.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Infatti, lei, Presidente, come mestiere ha quello di mettere microprocessori ai cani! Prima di approvare una norma di questo genere, vorrei sapere, se si ha idea di quanti cani risiedano nel territorio della Regione. Dovremmo sapere quanti cani ci sono pressappoco nel territorio regionale. Poi ce ne sarà sempre qualcuno imboscato come dappertutto. Dovremmo sapere quanti microprocessori debbono essere messi in circolazione. Forse dovremmo sapere anche quanto costa l'intera operazione, mi sia consentito di dire, perché so che un tempo il microprocessore era una cosa innovativa e ora è diventato un elemento di consumo quotidiano. Il sistema previsto nell'emendamento, richiederà, credo, un sistema organizzativo di acquisizione dei microprocessori, di sistemazione dei microprocessori, di lettura dei microprocessori, di attribuzione delle Unità Sanitarie Locali. Chi lo fa tutto questo? E qual è il costo di tutta questa operazione complessa? Ma per ogni animale uomo o animale donna - cioè per noi stessi - che sì può ammalare, può avere un incidente stradale, può rimanere ai bordi di una strada, abbiamo un sistema così complesso? Io non sto aprendo un problema di concorrenza tra uomini e cani, perché vincerebbe il cane, ma sto dicendo che qui si stanno prescrivendo cose che sono al di là delle normali possibilità. O c'è un'impresa che distribuisce microprocessori per cani?
Ci deve essere un progetto, e non mi dica che è un sistema semplice, perché non è così. Questo sistema va pensato e va organizzato. Il microprocessore va comprato, va applicato, va letto. E avete pensato alle Unità Sanitarie Locali inondate di microprocessori e di dati cui cani, quando non hanno i dati sui malati ricoverati in ospedale, come ci dicono ogni giorno le cronache e la nostra esperienza? Vi sembra una cosa facile? Approvate pure questa norma ma ricordatevi che poi dovrà essere attuata. E l'Assessore che dovrà attuarla verrà a dire che è dovuto andare in Giappone a cercare i microprocessori per cani, e ha dovuto indire la gara d'appalto perché il Consiglio ha approvato questa norma. Io vorrei capire, signor Presidente mi spieghi cos'è questo sistema dei microprocessori per cani.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Pubusa. Ne ha facoltà.
PUBUSA (P.D.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi sono permesso prima di interrompere amichevolmente il collega Cogodi ricordandogli un episodio, che credo ricordiamo tutti con simpatia, di anni che ormai si allontanano, quando il collega Cogodi, allora studente, ebbe l'opportunità di dimostrare il suo affetto per gli animali, oltre che per gli uomini, attraverso l'adozione di un cagnolino randagio, molto simpatico, che egli tenne per mesi alla Casa dello studente. Gli diede anche un nome, che adesso non faccio, perché era il nome di un notabile democristiano del tempo, il notabile è defunto e i nomi dei defunti non si fanno. Questo cagnolino, divenne un po' la mascotte degli studenti di allora, anche se ricordo che l'onorevole Cogodi rivendicava non in modo esclusivo, ma direi legittimamente la proprietà e la…
FADDA PAOLO (P.P.I.). La paternità.
PUBUSA (P.D.S.). Beh, no, la paternità no. La proprietà del cane medesimo. Ora ricordo che improvvisamente, non so per quale circostanza della vita, questo cagnolino improvvisamente scomparve…
SANNA EMANUELE, Assessore della difesa dell'ambiente. E' passato per Quartu.
PUBUSA (P.D.S.). E' probabile che qualche studente della zona di Quartu, passato lì alla casa dello studente, abbia approfittato della situazione. Però io ricordo che i giorni successivi, ma direi forse anche i mesi successivi alla scomparsa di questo cagnolino, furono di grande sofferenza non solo per l'onorevole Cogodi, ma direi per tutti coloro che l'avevano adottato. Ecco perché io non capisco…
SERRI (P.D.S.). Nacque nel '68?
PUBUSA (P.D.S.). No, nacque dopo il '68 e non credo che fosse legato esclusivamente a questo, però può darsi che anche questo elemento fosse presente. Ecco, io dico che se questo cagnolino avesse avuto il microprocessore, onorevole Cogodi, è probabile che con pochi segnali noi saremmo riusciti a individuare il luogo in cui il cagnolino veniva tenuto e probabilmente, se è vero quanto diceva l'assessore Sanna, anche a salvarlo da una fine che, se effettivamente è stata quella, è anche un po' atroce. Quindi io volevo, con questo elemento, ricordare un fatto giovanile che ricordo sempre con piacere, che denota una sensibilità, direi, fuori dal comune verso quest'animale che è sempre vicino all'uomo.
Ora io non riesco a capire, e vedo sempre con una certa amarezza, il fatto che, con il trascorrere degli anni, gli entusiasmi e i trasporti giovanili, vengano in qualche modo lasciati cadere. Io capisco che la vita ci indurisce, che la passione politica, gli scontri politici tendono talvolta a inaridire le nostre idealità, tuttavia io credo che taluni elementi del carattere giovanile e talune passioni, pur in questo andare del tempo, devono essere mantenute. D'altra parte, io ricordo che già allora - eravamo studenti, col collega Cogodi, di giurisprudenza - già allora i filosofi del diritto iniziavano a interrogarsi su una tematica che oggi è diventata di grande interesse e di cui abbiamo dato atto molto rapidamente nella relazione che accompagna la nostra proposta. Iniziavano ad interrogarsi su una tematica che è molto affascinante, e cioè sulla tematica attinente ai diritti degli animali. Non vorrei che qui si ridesse perché ci sono filosofi che sono tra i più grandi filosofi del diritto che hanno trascorso gran parte della loro vita a studiare un tema che qui sembrerebbe, dalle cose che ha detto in taluni passaggi l'onorevole Cogodi, del tutto inutile. Quindi questi uomini, stando a questa valutazione, avrebbero sostanzialmente trascorso inutilmente la loro vita, perché l'anno dedicata quasi esclusivamente a risolvere questo nodo, che è un nodo centrale, badate, dello sviluppo dell'umanità, attinente alla tematica dei diritti. Hanno diritto soltanto gli uomini in quanto noi tradizionalmente li consideriamo soggetti del diritto, e consideriamo il rapporto tra l'uomo e le altre parti dell'universo come un rapporto tra soggetto e oggetto, oppure intendiamo che la soggettività è un qualcosa che sta nell'uomo, ma sta anche al di fuori di esso, nel senso che può essere riconosciuta a qualsiasi entità esistente sulla terra che abbia una qualche sensibilità? Il problema della sensibilità è importante. Cioè tutti gli esseri sensibili, che hanno sensibilità, quindi affetto, sofferenza, eccetera, devono essere considerati solo oggetti di diritto rispetto all'uomo, oppure anche soggetti di diritto? Bene, questi filosofi, sia pure con studi che è difficile seguire, perché sembrano talvolta astratti o inutili, sono pervenuti a ritenere che tutti gli esseri che hanno in qualche modo una sensibilità devono essere riconosciuti titolari di diritti. Naturalmente i diritti variano. Ad esempio per molti animali si ritiene che debbano avere il diritto alla libertà, che vi siano talune manifestazioni minime che devono essere riconosciute a tutti, e tuttavia se voi riflettete, al disotto di questi studi che possono sembrare inutili, emerge una rivoluzione nel modo di pensare il mondo. Noi, e lo diciamo nella nostra relazione, firmata anche dal collega Cogodi, abbiamo sempre pensato il mondo in modo antropocentrico, cioè l'uomo è il soggetto che sta al centro e tutto ciò che sta attorno è servente. Voi capite che una visione di questo genere è una visione destinata, se mantenuta ferma così come noi l'abbiamo intesa, paradossalmente a distruggere il mondo, perché è fuori di dubbio che una visione in cui le uniche esigenze da tenere in considerazione sono quelle dell'uomo, porterà immancabilmente alla distruzione del mondo medesimo. E allora queste teorie filosofiche che sembrano astratte, in realtà sono le teorie che man mano che prederanno piede, anche inconsapevolmente, salveranno il mondo, perché ritengono che il mondo sia frutto di un equilibrio in cui certo l'uomo ha la sua rilevanza ma non è l'unico soggetto; tutti i soggetti esistenti hanno un diritto ad essere tutelati. Ora io penso, tornando al nostro tema, che questa legge così come altre leggi che abbiamo tatto, si inquadri in questa visione che, badate, è una visione di grande civiltà perché un ordinamento che riesce a riconoscere diritti agli animali, sempre che lo faccia in modo equilibrato, ovviamente a maggior ragione e prima ha riconosciuto ampie libertà e ampi diritti agli uomini. Questo è e deve essere fuori di discussione. Per cui io, tornando all'esordio, in cui ricordavo simpaticamente un episodio giovanile che, credo, col collega Cogodi ricordiamo con grande simpatia e nostalgia, penso che bisogna stare attenti nel fare una critica radicale, perché questa critica radicale, che tende a negare una tematica, in definitiva, nega tutti i presupposti culturali che stanno alla base delle battaglie ambientalistiche e di una nuova visione del mondo e dei consumi che noi abbiamo, e io so che l'onorevole Cogodi invece - gliene do atto senza alcuna difficoltà - ha speso la sua esistenza, da quegli anni fino a oggi, ad affermare questi princìpi. Quindi, pregherei il collega Cogodi, al di là dei dissensi su singole parti della legge, che sono del tutto legittimi, di sforzarsi di comprendere che, almeno in termini generali, questa legge si inquadra in un filone di cui senz'altro egli, come credo molti di noi, probabilmente tutti noi in quest'Aula, ma sicuramente egli più di altri, e gliene do atto volentieri, è un promotore. Quindi non vorrei che la tematica venisse banalizzata. In ogni caso io credo che, se questa legge fosse stata approvata nel 1966, quel famoso e simpatico cagnolino, probabilmente, non sarebbe stato smarrito, sarebbe stato ritrovato, con grande soddisfazione non solo dell'onorevole Cogodi ma di tutta la comunità universitaria del tempo, che aveva fatto di questo animale un po' la sua mascotte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Paolo Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA PAOLO (P.P.I.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io avevo deciso di non intervenire su queste due proposte di legge che la Commissione ha approvato perché mi sembrava che non ci fosse necessità di spiegazioni da parte del Presidente della Commissione. Credo che il testo sia abbastanza semplice. Del resto, come ha ricordato l'onorevole Sechi, uno dei firmatari di questa proposta di legge, che poi è la proposta base che la Commissione ha preso come modello, è anche l'onorevole Cogodi.
Io, però prendo la parola per ringraziare tre colleghe del Consiglio regionale. Ringrazio l'onorevole Urraci, ringrazio l'onorevole Serri, ringrazio l'onorevole Serra Pintus, ringrazio anche l'onorevole Mulas, cioè le donne del Consiglio regionale che si sono battute strenuamente perché questa legge venisse approvata in Commissione e poi in Consiglio regionale. Se per ogni emendamento che viene presentato si hanno dei sospetti, io credo che basterebbe chiedersi il perché degli emendamenti.
Questo emendamento ha l'obiettivo di evitare ulteriori trafile ai cani, perché è stato già realizzato un progetto in Sardegna, utilizzando questo tipo di tatuaggio. Si voleva evitare quindi che si ritornasse ai vecchi metodi. La Regione sarda finalmente è all'avanguardia in un settore e noi pensiamo che sotto vi sia chissà quale sotterfugio! Io mi complimento con la Giunta che ha mandato avanti questo progetto, che prevede questo nuovo sistema. Se però vogliamo spendere altre centinaia di milioni basta approvare l'articolo nel testo originario e saremo costretti a buttare via questi macchinali di cui la Regione sarda è già dotata per questa campagna che è stata realizzata. Bastava chiedere, non c'è niente di poco chiaro, credo che le due proposte di legge che sono state presentate fossero abbastanza chiare, e mi auguro che con questo chiarimento l'onorevole Cogodi comprenda che l'emendamento è stato presentato non per spendere in più ma per risparmiare centinaia di milioni, in considerazione della campagna che la Giunta regionale ha già attuato nel territorio regionale.
Si vuole continuare con questo sistema, credo che sia un sistema moderno, all'avanguardia, quindi io mi complimento con la Giunta regionale che lo ha mandato avanti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare l'onorevole Sechi, relatore.
SECHI (P.P.I.), relatore. La Commissione lo accoglie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 6.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Art. 6
Programma di prevenzione del randagismo
1. In attuazione dell'articolo 2 della legge 14 agosto 1991, n. 281, la Regione predispone un programma annuale di prevenzione del randagismo finalizzato alla costruzione ed alla ristrutturazione dei canili municipali.
2. Il programma contiene:
a) i criteri di riparto dei contributi ai Comuni previsti dagli articoli 3 e 8 della legge 14 agosto 1991, n. 281;
b) l'ammontare del contributo concesso a ciascun Comune;
c) la localizzazione, la tipologia e la ricettività di ciascuna struttura finanziata.
3. Il programma è approvato con deliberazione della Giunta regionale, su proposta del l'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale, sentita la competente Commissione consiliare entro il 30 maggio di ogni anno, sulla base delle richieste dei Comuni.
4. Entro il 30 marzo di ogni anni i Comuni presentano all'Assessorato dell'igiene, sanità e assistenza sociale la domanda di contributo corredata da:
a) copia della deliberazione del Consiglio comunale concernente la richiesta di contributi;
b) il progetto di massima della struttura e la sua localizzazione;
c) il piano finanziario con l'indicazione delle diverse fonti di finanziamento.
5. I contributi sono erogati nella misura del 60 per cento all'atto dell'approvazione del programma regionale e per la quota restante al completamento dell'opera.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo. Lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 7.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Art.7 Convenzioni per strutture di ricovero
1. La Regione e gli enti locali possono concludere con le organizzazioni protezionistiche iscritte nel Registro regionale del volontariato convenzioni aventi ad oggetto:
a) l'erogazione di prestazioni di ricovero, cura e custodia degli animali abbandonati o randagi, in strutture proprie dell'organizzazione protezionistica;
b) la gestione di strutture pubbliche di ricovero da parte dell'organizzazione protezionistica.
2. Le convenzioni sono concluse sulla base di uno schema tipo approvato dall'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
3. La convenzione deve indicare:
a) la tipologia e le modalità di erogazione delle prestazioni;
b) le somme minime e massime entro cui devono contenersi le voci relative alle spese vive sostenute dall'organizzazione per le prestazioni, le modalità di rendicontazione e le modalità di rimborso;
c) l'indicazione dei bene immobili e delle attrezzature di proprietà pubblica eventualmente messia a disposizione dell'organizzazione;
d) la durata della convenzione.
4. La Regione e gli enti locali possono con cedere in uso alle organizzazioni protezionistiche iscritte nel Registro regionale del volontariato terreni pubblici per la realizzazione di strutture di ricovero.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Emendamento soppressivo parziale Giunta regionale
Art. 7
Al comma 1 sono soppresse le parole: "la Regione". (3)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà
COGODI (Rinascita e Sardismo). Presidente, siamo all'articolo 6?
PRESIDENTE. Siamo all'articolo 7 e all'emendamento numero 3.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Un collega mi stava comunicando una sua impressione fuggevole, in quell'istante è stato approvato l'articolo 6.
Io vorrei dire - parlando sull'articolo 7 o 6, fa lo stesso - che io non so cosa debbo dire per riuscire a spiegarmi. Io ho detto dal primo istante che sono favorevole, come siamo tutti noi del Gruppo di Rinascita e Sardismo, a questa legge. Quindi voteremo a favore, questo per evitare di chiamare animalisti, animali liberi e in cattività, ad accerchiarci, già siamo accerchiati da tanti problemi. Siamo favorevoli, quindi nessuno si preoccupi, voteremo a favore. Stiamo cercando di dire che questa legge, rispetto alla finalità che enuncia, non garantisce che essa possa essere raggiunta, cioè siamo preoccupati del fatto che la legge possa essere inutile. Non è vero che non la vogliamo. La vogliamo e la vogliamo migliorare.
Andrea Pubusa, non ti preoccupare, il nostro cagnolino dei ricordi giovanili rimane lì, e ho il piacere di comunicare, a te e a quanti si fossero preoccupati, che quel cagnolino non è finito né a Quartu né a S. Avendrace. Da una personale indagine accurata che ho potuto condurre, quel cagnolino è finito nelle mani di un cacciatore nuorese che lo ha trattato benissimo, non so se lo abbia usato interamente a fin di bene in termini ambientali ed ecologici, ma parliamo di venticinque anni fa e quindi c'erano delle cose ritenute più compatibili, quali l'esercizio della caccia. Però il cane è vissuto, è vissuto bene, ho avuto modo di rivederlo, di salutarlo e ti porto anche i suoi saluti.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SERRI
(Segue COGODI.) Quindi non c'è problema di nozione di affetti, di conquistare l'opposizione alla causa della maggioranza. Per carità! A questa tematica siamo noi i più conquistati, non per le firme di prima ma per il sostegno di oggi, che è conosciuto. Poi, perché dire che sono le compagne, le amiche, le consigliere che di più sono sensibili? Siamo sensibili tutti, poi di sicuro la collega, onorevole Urraci, posso anche io testimoniarlo è tra le persone più attente e sensibili che hanno sollecitato i colleghi, molti, tra i quali io stesso, all'approvazione di questa legge. Quindi è scontato, l'ho detto dal primo istante, è agli atti del Consiglio, che noi siamo favorevoli.
SECHI (P.P.I.). Non sembrerebbe.
COGODI (Rinascita e Sardismo). No, sembra benissimo. Se no badate, qui non dobbiamo discutere più di cani, ma di uomini che non capiscono. Io l'ho detto cento volte, siamo favorevoli, voteremo a favore e, nell'essere favorevoli, siamo preoccupati del fatto che la strumentazione della legge, e non solo di questa, ma anche di altre leggi, ma adesso di questa stiamo discutendo, non è adeguata allo scopo, tutto qui.
Quindi che vuole usare un argomento per convincere Cogodi, Urraci, Mulas, usi un argomento per dimostrare che i mezzi sono adeguati ai fini. I mezzi non sono adeguati. Non stiamo combattendo una battaglia di principio che è contro la falsa coscienza. Questa è un'ulteriore dimostrazione della falsa conoscenza, si dice che si vuole tutelare un valore e questo valore è negato dalla strumentazione, cioè dalla pratica utilizzazione dei mezzi.
(Interruzioni)
Non basta che tu mi prometta di portarmi a Tokio, caro collega Sechi, mi devi anche pagare il biglietto perché io ti dica grazie. Se no, se mi porti a Tokio con il biglietto pagato da me, grazie della compagnia! Qui si vogliono tante tutele senza mettere nulla. C'è chi vuole fare battaglie astratte e non di principio; perché i princìpi non sono astratti i princìpi sono concreti, perché realizzano idealità, qui si tratta invece non di princìpi ma, si tratta, perdonatemi la cacofonia, di astrattezza, cioè di irrealizzabilità, che è un'altra cosa, è falsa coscienza. Avete approvato poc'anzi un articolo che dice che i Comuni sono tenuti a fare un sacco di cose fra cui costruire, ristrutturare e gestire i canili per i cani randagi. Se andate a vedere l'articolo finanziario, per i comuni per fare tutto questo, cioè costruire gestire e ristrutturare canili, sono previsti 30 milioni all'anno.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. C'è un emendamento.
COGODI (Rinascita e Sardismo). C'è un emendamento, l'ho visto, però in partenza, chi ha proposto la legge in Commissione e in Consiglio ha previsto trenta milioni. I comuni della Sardegna sono 375, quindi a ogni comune andrebbe qualcosa come 75 mila lire, e con 75 mila lire non solo non si costruisce un canile, ma neanche una "baracca". Un pacchetto di plastica si può comprare con 75 mila lire! Mettiamo che con l'emendamento adesso, perché si è scoperto che lo Stato non mette più nulla e mette tutto la Regione, si aumenti - evviva l'abbondanza - e che anziché trenta milioni si mettano trecento, seicento milioni, 75 mila lire moltiplicato anche per tre o per quattro quanto fa? Trecentomila, quattrocentomila? Ma con quattrocentomila lire può un comune costruire, ristrutturare e gestire canili per i cani randagi? Anche con 300 mila lire si compra una cuccia per un cane.
Sto dicendo che c'è una falsa coscienza, caro Andrea Pubusa, che è la cosa più indecorosa che di questi tempi possa essere tollerata, quindi se volete davvero quest'articolo, e noi lo vogliamo, mettete per iniziare, trenta miliardi, quelli del C.I.S. per esempio, se è più importante questa cosa. Però non potete fare una norma in cui dite che ogni comune della Sardegna è obbligato, perché poi non l'esponente dell'associazione animalista, ma qualunque cittadino potrà dire: "C'è un cane randagio, tu comune, tu sindaco devi provvedere a costruire il canile, a ristrutturarlo, a gestirlo". E il sindaco dovrà rispondere a quel cittadino: "Io non posso". Ecco dov'è la falsa coscienza. Quando si prevede una norma di questo genere e altre e si stanziamo 75 mila lire a comune, che è il costo di un collare antipulci per un cane, si sta facendo finta di risolvere un problema. Allora, chi vuol fare norme le faccia, io le voglio fare, noi le vogliamo fare, però vogliamo fare norme serie che abbiano efficacia, non propaganda, non uno squillo di tromba elettorale o sub elettorale.
Quanti ragionamenti e discorsi abbiamo sentito sull'ambiente, salgo poi quando si va al dunque dire: ma ci sono i disoccupati, ma c'è l'imprenditore, ma c'è la certezza del diritto, c'è il progresso e tutte queste altre cose! Siamo stufi, per favore facciamo cose serie. Approviamo queste norme, ma diamo gli strumenti perché possano essere attuate. E, se gli strumenti non ci sono, è nostro dovere dirvi che non ci sono, dirlo a voi, dirlo ai cittadini, dirlo alle associazioni ambientaliste e animaliste e dire che non è vero che si sta risolvendo il problema. Si sta facendo finta di risolverlo. E allora, abbasso la falsa coscienza, approviamo le norme però dando loro gambe e realizzando l'obiettivo; tutto il resto è una finzione. Quindi, perché sia chiaro, noi stiamo dicendo fin dal primo momento, anche perché siamo tra i presentatori di questa legge, che la voteremo comunque, nonostante voi non vogliate migliorarla, ma vi stiamo chiedendo di migliorarla, cioè di dare più danaro, più strumenti e soprattutto di rilevare dalla responsabilità amministrativa e altra gli amministratori che non c'entrano nulla e non possono esser chiamati a rispondere di tutto. Troviamo una diversa strumentazione perché gli obiettivi e la finalità siano garantite. Noi stiamo conducendo una battaglia che è per le finalità della legge non contro. Se saremo costretti, naturalmente, e non avremo altra scelta, voteremo questa legge perché siamo i presentatori, ma la voteremo a malincuore, perché non ha strumenti. Noi vi stiamo dicendo di garantire gli strumenti, cioè i danari, le strutture, l'organizzazione, perché le finalità possano essere raggiunte. Questo sull'articolo 6, poi vedremo ancora sui successivi articoli, come questo si evidenzia in ogni articolo. Non potete dire che si devono fare i canili e dare per questo 75 mila lire per un comune. Ripeto, con 75 mila lire non si fa un canile ma una cuccia a stracu barattu al mercatino rionale. Quindi non è vero che si vuole quel risultato. Questo è il ragionamento che stiamo facendo, quindi mi pare che ogni altro richiamo sia inutile. Dovete risolvere questi problemi per garantire la funzionalità della legge, per fare una legge vera, se non nasce l'equivoco che qui c'è chi è contrario a questa legge. Sapete chi è contrario a questa legge? Quelli che dicono che la finalità è una e poi non garantiscono gli strumenti perché funzioni, perché fanno finta di volere la legge ma in realtà la boicottano sin dall'origine.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Baghino. Ne ha facoltà.
BAGHINO (P.P.I.). Presidente, ritengo che la proposta che ha formulato il capo dei barbari sia seria. Non si può far finta di essere favorevoli, per avere la coscienza a posto, senza che esistano gli strumenti per rendere operativa una legge. Non capita spesso che il collega Cogodi - proprio perché parla molto - faccia delle osservazioni così appropriate, perciò io ritengo che sarebbe utile, per dimostrare che il Consiglio approva una legge ed è coerente, la sente davvero, sospendere dieci minuti per trovare le cifre necessarie.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Si può rimandare in Commissione.
BAGHINO (P.P.I.). No, Luigi, io dico che bisogna trovare i quattrini perché la legge possa camminare, altrimenti il Consiglio non fa cosa utile. Durante il periodo estivo - io me lo posso permettere - vedo le spiagge quando la gente non va più al mare. La gente è abituata, soprattutto qui in Sardegna, ad abbandonare le bestie. I signorotti villeggianti vanno in vacanza, rientrano a casa e abbandonano le cose; e spesso chi vi parla è stato costretto, e non lo dico con ironia, a protrarre il periodo di soggiorno al mare proprio per accudire i cani, perché i comuni non sono in condizione di soddisfare l'esigenza di sfamare le bestie. Ai miei tempi si diceva "no si comprat mancu una castangia 'e Napoli", io sono del periodo in cui la gente, quando non aveva da mangiare, mangiava "sa castangia 'e Napoli", con 900 milioni all'anno, così dice un articolo, divisi tra i comuni della Sardegna - un miliardo e 200 milioni, e per gli anni a venire 900 milioni - non facciamo niente. Non si va incontro alle esigenze dei comuni che dovrebbero costruire i canili. Non è una cosa seria; io direi che se dobbiamo sospendere forse conviene approvarla domani. Non è necessario rinviarla io dico che, approfittando della presenza del Presidente della Giunta, siccome so che anche il Presidente è sensibile a questi problemi, accogliendo la proposta del barbaro - in questo caso hai dimostrato di non essere barbaro, ma sei barbaro nei confronti degli uomini non delle bestie, e questo ti fa onore - se vogliamo essere concreti, dobbiamo trovare la possibilità di finanziare in modo adeguato il capitolo che riguarda la spesa per dare ai comuni quanto è necessario per soddisfare queste esigenze.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Serra Pintus. Ne ha facoltà.
SERRA PINTUS (P.P.I.). Mi posso considerare una esperta anche in cani perché, avendo fatto per 5 anni l'assessore all'igiene e ai servizi sociali al comune di Cagliari, ho trattato diverse volte questa materia. E mi pare che qui, purtroppo, esperti in materia non ce ne siano tanti, per cui si sta facendo un gran parlare forse senza conoscere bene il problema. Io credo che, per quanto riguarda la norma finanziaria e il problema che pone l'onorevole Cogodi da stamattina, perché non fa altro che ripetere che lui è d'accordo con la legge, però non ci sono i mezzi sufficienti, si debbano fare delle precisazioni e credo che precisazioni farà anche la Giunta a questo proposito. Questo articolo parla di competenze dei comuni e parla degli obblighi dei comuni e anche dei loro oneri in materia. Parla inoltre di risanamento e di gestione dei canili comunali. Allora, è bene sapere che tutti i comuni hanno il canile e che alcuni comuni, in particolare quelli più grossi, hanno dei canili in ottime condizioni che non hanno bisogno di nessuna ristrutturazione né di risanamento, e che appunto la famosa cifra stanziata - cioè 900 milioni - che appare così esigua, in realtà secondo me esigua non è perché effettivamente canili ne esistono tanti ed anche in buone condizioni. Si tratta forse di organizzare più che altro il lavoro delle Unità Sanitarie Locali, ma non credo che sia un lavoro così gravoso da non poter organizzare un registro dei cani esistenti sul territorio. Stiamo facendo un dramma di una cosa che a mio modo di vedere, non ha niente di drammatico. Forse non si vuole approvare la legge, allora è un'altra cosa, lo diciamo chiaramente e non stiamo qui a perdere tanto tempo, perché il tempo è prezioso per tutti, e vediamo di esaminare qualche altro provvedimento di legge che alcuni ritengono più urgente.
Questo provvedimento, a mio modo di vedere le cose, è indispensabile per una società che si reputa civile, ed arrivo alle stesse conclusioni dell'onorevole Pubusa anche se in modo diverso. L'onorevole Pubusa si poneva il problema se i cani hanno diritti, io credo che i cani non abbiano diritti però gli uomini amano il creato e devono tutelarlo e difenderlo in tutte le sue espressioni. Io credo che le nostre tesi arrivino alle stesse conclusioni e credo che qui ci siano molti consiglieri che vogliono approvare questa legge. Se qualcuno insiste a non volerla approvare lo dica esplicitamente. Se ritiene che la legge sia fatta male, - è da stamattina che lo dice - perché non ha presentato degli emendamenti? Avremmo esaminato gli emendamenti. Ma non si può chiedere adesso di rivedere il tutto. Io credo che la cifra stanziata vada benissimo e sia sufficiente e che le Unità Sanitarie Locali, anche in previsione della riforma sanitaria, saranno in grado di espletare questo servizio, senza recare danno agli uomini che stanno negli ospedali, perché tutt'altro servizio si occuperà di questo settore. Quindi, se c'è volontà andiamo avanti, altrimenti non perdiamo ulteriore tempo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. Io vorrei soltanto fare osservare che l'emendamento numero 18 supplisce, in maniera direi rilevante ad una carenza finanziaria del provvedimento approvato dalla Commissione. Vorrei inoltre ricordare che, come per tutte le leggi, ogni anno, nel predisporre il bilancio, noi possiamo tranquillamente integrare le annualità previste secondo le valutazioni che vengono fatte in sede di programmazione. Ora, una legge che parte con uno stanziamento triennale di 2 miliardi e 400 milioni può consentire una prima fase programmatica che può tranquillamente, sulla base anche degli effetti che l'approvazione della legge produrrà nel sistema degli enti locali che, come è stato ricordato, svolgeranno un ruolo fondamentale, anche avere un adeguamento ancorato all'effettiva realtà del fabbisogno che la legge impone. Quindi credo che abbia ragione chi sosteneva che la dotazione iniziale forse era insufficiente, ma questo deriva anche dal fatto che spesso le leggi, quando nascono dall'iniziativa delle Commissioni e dei Gruppi, hanno poi bisogno di un confronto sul piano finanziario per quanto riguarda il bilancio.
La Giunta ha proposto l'emendamento numero 18, che fa partire la legge con una dotazione finanziaria che, come prima fase di programmazione, noi riteniamo possa essere adeguata. Ovviamente, siccome la legge è permanente e viene istituito un capitolo di bilancio, la Giunta, che presenterà l'aggiornamento del triennale valuterà se sarà necessario, come è probabile, integrare le dotazioni finanziarie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Baghino. Ne ha facoltà.
BAGHINO (P.P.I.). Voglio dire grazie, signor Presidente. Ritiro la richiesta formale di modificare il progetto di legge perché mi soddisfa la precisazione del Presidente e l'impegno che naturalmente rimane agli atti.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'articolo 7. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 8.
PORCU, Segretario:
Art. 8
Requisiti delle strutture di ricovero
1. Tutte le strutture destinate alla custodia permanente o temporanea di animali a scopo di commercio, addestramento o ricovero devono essere dotate di requisiti strutturali, funzionali ed igienico sanitari stabiliti con deliberazione della Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare entro 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
PORCU, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale
Art. 8
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
"2. L'inosservanza degli standard di cui al comma precedente è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 300.000 a lire 1.000.000, per le strutture di custodia a scopo di ricovero, e da lire 1.000.000 a lire 5.000.000, per le strutture di custodia a scopo di addestramento o commercio". (4)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Vorrei dire alla collega, onorevole Serra, come ho detto prima all'onorevole Sechi, e a ogni altro che vorrà ancora insistere per domandare a noi del Gruppo di Rinascita e Sardismo se vogliamo o no la legge, che noi vogliamo approvarla e l'abbiamo detto nel corso della discussione su ciascun articolo. Stiamo solo rappresentando l'incongruenza e l'insufficienza di questa legge. Quindi, non rovesciamo la frittata. Siamo un po' tutti casalinghi e le frittate le possiamo rovesciare quanto vogliamo. A patto che ognuno presenti gli emendamenti che vuole, e lei può presentare i suoi, e non ne ha presentati molti in cinque anni e non credo che si possa esercitare oggi a presentare emendamenti…
SERRA PINTUS (P.P.I.). Meglio che presentarli fasulli come li presenti tu.
COGODI (Rinascita e Sardismo). E credi di aver presentato migliaia di emendamenti su centinaia di leggi, alcuni molto importanti, altri fasulli come dice lei, come fasullo è il modo di dire per non concludere nulla. Forse si può essere anche qualche volta poco poco più comprensivi. Certo, possiamo presentare emendamenti, ma siccome stiamo dicendo che l'impianto della legge va bene e vi stiamo solo invitando a garantire che questo impianto possa funzionale, non c'è bisogno di complicare le cose e neppure di complicare la vita. E' tutto qui, è inutile prendere le cose per altro verso, la legge verrà approvata, per quanto ci riguarda, e non saremo noi a chiedere il voto segreto. E non vi vogliamo dare alibi, perché fate finta di volerla questa legge e non la volete. Per cui…
BAGHINO (P.P.I.). Ma chi è che non la vuole?
COGODI (Rinascita e Sardismo). Qualcuno. Tutti quelli che hanno ironizzato. E noi stiamo dicendo che è una cosa seria. Nessuno pensi che sarà chiesto dall'opposizione il voto segreto, chiederemo la votazione a voto palese perché noi voteremo a favore della legge; l'abbiamo detto dal primo momento, siamo tra i proponenti della legge. Vi stiamo dicendo che è insufficiente, è zoppa, è debole, è gracile nella strumentazione e questo vale anche per questo articolo, che riguarda ancora le strutture di ricovero. Le strutture di ricovero sono quelle previste dall'articolo 7 che dovrebbero essere garantite dai comuni e dovrebbero avere determinati requisiti. Ed è giusto, ci mancherebbe che non debba essere così! E possono essere affidate dalla Regione e dagli enti locali in convenzione alle organizzazioni protezionistiche iscritte nel registro regionale del volontariato. E va benissimo, perché nessuno più di chi si affeziona alle cose e ritiene di poter far missione di un principio, non solo di condividerlo, ma di dedicarsi ad esso in concreto, è capace di fare queste cose. Però, se queste strutture di ricovero devono essere affidate alle organizzazioni protezionistiche, se il sostegno finanziario previsto per queste strutture di ricovero, che l'articolo precedente dice devono essere in tutti i comuni, grandi e piccoli, è di venti milioni, ogni Comune avrà circa 55 mila lire. Ma mi sapete dire che convenzione si può fare con 55 mila lire all'anno? A quale struttura? Perché si è detto che nella convenzione devono essere specificate le voci minime e massime del costo di questa gestione, perché le associazioni di volontariato, non necessariamente dovranno metterci quello che non hanno, perché potrebbero anche non averlo. Chi l'ha detto che sono i ricchi che si devono dedicare a queste cose? Quindi è giusto che le spese siano rilevate dal pubblico. E voi dite nella legge che devono essere rilevate delle spese di gestione indicate nel minimo e nel massimo, almeno l'acqua per lavare il posto dove stanno gli animali e il servizio minimo. Ma con 55 mila lire all'anno mi sapete dire con chi fate una convenzione per gestire una struttura?
PIRAS (P.P.I.). Ma chi si dedica agli animali lo fa come volontariato.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Non c'entra il volontariato, una cosa è il volontariato, una cosa è l'impossibilità, una cosa è falsa coscienza; il volontariato va bene, uno si può dedicare volontariamente e non voler nulla per sé, però se c'è un bisogno di un medicinale, di una cura, di un'alimentazione, se c'è un'emergenza, bhé, insomma, è la legge che dice queste spese devono essere sostenute dal comune, e qui state prevedendo 55 mila lire all'anno per un comune.
PIRAS (P.P.I.). 55 mila lire a cane.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Non a cane! A comune. Non scherziamo più di quanto non sia lecito. A comune, è scritto qui. Ammettiamo che si aumenti anche la posta finanziaria e che anziché 20 milioni si faccia 200 milioni, arriviamo a 550 mila lire all'anno.
Allora, io insisto nel dire: è giusto fare leggi che prevedano cose importanti, però se le cose importanti sono garantite è serio, se le cose importanti sono solo enunciate nei princìpi e non sono garantite nella fattibilità non è serio, perché è una finzione e di finzioni nelle leggi non se ne devono fare. Ne abbiano viste troppe di leggi finte, cioè che fanno finta di risolvere un problema e invece non lo possono risolvere. E allora questa cosa è giusta? Noi diciamo è giusta. Anche voi lo dite? E allora, siccome è giusta, si trovino i denari per sostenerla, i mezzi da dare ai comuni per fare le convenzioni con le organizzazioni che devono fare questo servizio. Perché, al di fuori di questo, delle due una: o abbiamo inguaiato le organizzazioni di volontariato, o abbiamo inguaiato i comuni o abbiamo inguaiato i cani. O meglio, abbiamo inguaiato tutti e tre assieme, e chi li ha inguaiati è un Consiglio regionale che pensa di fare leggi, e poi dirà che le ha fatte e ha risolto un problema, invece non è vero che l'ha risolto. Eccone un'altra dimostrazione, le strutture di ricovero che prevedevate di finanziare con 55 mila lire all'anno per comune. Moltiplicate pure per dieci, non avete risolto nulla. Allora si dica che si fa quello che davvero si vuol fare, non quello che uno dice "propagando che farò". Perché, vedete, la responsabilità politica è una cosa seria...
(Interruzione)
L'Assessore della sanità, che è competente in questa materia, mi è parso di capire, non è che si stia sforzando neanche di ascoltare. Non è stato neanche presente tutto il giorno. E magari domani farà una conferenza stampa dirà "Approvata la legge sulla tutela degli animali". Lo fanno tutti. Barranu, forse, ha già convocato i giornalisti, perché c'è anche la posta finanziaria che appartiene a lui, perché c'è anche la parte del C.I.S. - sono 18 miliardi - quindi è ancora più importante. Basta che la Regione sprechi i soldi! Pare che per alcuni o molti degli Assessori di questa Giunta sia un grande titolo di merito. E poi i giornalisti ci credono pure! Infatti, leggiamo i giornali di ieri: "Grazie Ciampi", perché ci ha portato via quei 140 miliardi del valore delle azioni C.I.S.! Però, se avessimo un Governo della Regione che non si fa portar via 140 miliardi dal Governo Ciampi - per giunta ringraziandolo - e di quei 140 miliardi ne avesse recuperato non dico 140 e neanche 100, ma almeno 40, con 40 miliardi si potrebbe fare un'azione seria di tutela degli animali. Con 40 miliardi, non con 40 fichi secchi, come mi pare che qui si voglia fare. Il Presidente dice: "Ci sono i bilanci degli anni prossimi e in quella sede si vedrà, si potranno aumentare gli stanziamenti". Caro Presidente, anche questo non è giusto, non è serio, perché lei è responsabile politicamente oggi. Può essere che lei domani non ci sia. Il merito di aver fatto una legge sarà suo, perché le domani dirà: "Io e questa Giunta abbiamo fatto questa legge", ma è una legge che non funziona e l'onere di farla funzionare sarà di chi verrà dopo di lei. Ora, lei dirà: "A seconda di chi c'è dopo di me, ben gli sta". Può darsi che uno pensi così; "A seconda di chi c'è dopo di me, ben gli sta, gli lascio un bel carico di cose da risolvere e così impara". Però questo è un ragionamento tutto tattico-politico, non è un ragionamento politico-politico, perché delle leggi che facciamo dobbiamo essere responsabili oggi, noi che ci siamo; e delle leggi che facciamo dobbiamo rispondere consentendo che abbiano efficacia. Quindi, ancora una volta insisto: o si riduce l'ambito dell'intervento e si modifica la normativa, a malincuore, ma noi siamo contrari, perché riteniamo che quelle che prevede la legge siano tutte cose utili, o si amplia - si deve ampliare - la strumentazione, la parte finanziaria mettendo in capo a chi fa le leggi la responsabilità del fatto che non si possano attuare, non i campo ai comuni e alle Unità Sanitarie Locali. La responsabilità se le leggi non dovessero funzionare è in capo a chi le fa.
Questi sono i due punti che noi stiamo trattando: dare sostanza e mezzi e, emettere in capo a chi fa le leggi la responsabilità del loro funzionamento e non scaricare sul sistema istituzionale di base la responsabilità delle cose che la legge prescrive. Non si danno i mezzi necessari e questo ne deve rispondere. Questo lo dovreste dire allora ai sindaci, agli amministratori delle Unità sanitarie e ai funzionari - e ce n'è anche di capaci, per fortuna nostra - che poi si trovano a dover gestire leggi della Regione senza mezzi. E questo non va bene, non è giusto, è un sistema che deve essere modificato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare l'onorevole Sechi, relatore.
SECHI (P.P.I.), relatore. La Commissione lo accoglie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 8. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 9.
PORCU, Segretario:
Art. 9
Controllo del randagismo
1. I cani vaganti catturati, regolarmente tatuati, devono essere restituiti al proprietario o detentore.
2. I cani vaganti non tatuati devono essere catturati, a cura del servizio veterinario dell'Unità sanitaria locale competente per territorio; nessuno, al di fuori degli addetti ai suddetti servizi, può procedere alla cattura di cani randagi.
3. La cattura deve essere effettuata con sistemi indolore. E' vietato l'uso di tagliole e di bocconi avvelenati, nonché l'uso di trappole che non consentono una rapida segnalazione della presenza dell'animale catturato.
4. La decorrenza del periodo di sequestro ha inizio dal momento dell'avviso al proprietario del ritrovamento dell'animale iscritto all'anagrafe.
5. Le spese di cattura, custodia ed eventuali cure dell'animale sono, in ogni caso, a carico del proprietario o detentore.
6. Gli animali non reclamati entro 15 giorni, (dopo l'osservazione sanitaria) possono essere ceduti gratuitamente a privati che diano idonee garanzie di buon trattamento, ad enti o associazioni protezionistiche; è fatto divieto a chiunque di cedere gli animali ad istituti o privati che effettuino esperimenti di vivisezione.
7. I cani ritrovati o accalappiati possono essere soppressi, in modo eutanasico, solo se gravemente malati o incurabili. Alla soppressione provvedono esclusivamente i medici veterinari.
8. E' comunque vietata la soppressione dei cani al di fuori dei casi previsti dal comma precedente.
9. Chi per errore o involontariamente uccida un cane tatuato deve darne segnalazione entro cinque giorni al Sindaco del Comune del territorio in cui è avvenuto il fatto.
10. I veterinari liberi professionisti che nell'esercizio della loro attività vengono a conoscenza dell'esistenza di cani non iscritti all'anagrafe, hanno l'obbligo di segnalare la circostanza all'Unità sanitaria locale competente.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati quattro emendamenti. Il numero 15 è stato ritirato.
Si dia lettura dei tre emendamenti restanti.
PORCU, Segretario:
Emendamento soppressivo parziale Giunta regionale
Art. 9
"Il comma 2 dell'articolo è soppresso". (5)
Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale
Art. 9
Al comma 7 la parola "incurabili" è così sostituita: "o affetti da patologie progressivamente debilitanti o incurabili, o se di comprovata pericolosità". (6)
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale
Art. 9
Dopo l'articolo è aggiunto il seguente:
Art. 9 bis
Profilassi della echinococcosi e della leishmaniosi
1. Tutti i cani devono essere sottoposti a trattamento periodico contro la tenia echinococco secondo le cadenze previste dal piano regionale di eradicazione della echinococcosi, nonché al periodico prelievo di sangue per la sierodiagnosi della leishmaniosi.
2. L'Assessore all'Igiene, Sanità e Assistenza Sociale emana apposite direttive sulla cadenza temporale e sulle alte modalità dei prelievi per la sierodiagnosi della leishmaniosi.
3. I trattamenti ed i prelievi sono effettuati gratuitamente dai servizi veterinari delle USL, nonché dai veterinari liberi professionisti con spese a carico del proprietario o detentore del cane.". (14)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Usai Sandro. Ne ha facoltà.
USAI SANDRO (P.P.I.). Per chiedere alla Giunta qual è la ratio della soppressione del comma secondo dell'articolo 9, cioè dell'emendamento numero 5. Perché sopprimere un comma così importante che riguarda la cattura dei cani vaganti non tatuati? Se si sopprime questo comma non possono più essere catturati i cani vaganti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà
COGODI (Rinascita e Sardismo). Non capisco. L'emendamento numero 5 sopprime il comma secondo ma mi pare di aver capito che è stato ritirato.
PRESIDENTE. E' stato ritirato l'emendamento numero 15.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Quindi, il comma secondo dovrebbe essere soppresso? Io dico la mia opinione. Il comma secondo dell'articolo 9 si inserisce nella visione apparentemente supergarantistica di questa tutela, però anche qui bisognerebbe che qualcuno si domandasse, e rispondesse anche, come è possibile che si possa attuare. Perché si prevedeva - e spero non si preveda più se l'emendamento o gli emendamenti incrociati faranno cadere questa previsione - che i cani randagi non possano essere catturati se non attraverso l'intervento del servizio veterinario. E nessuno, al di fuori degli addetti al suddetto servizio, anche quelli del servizio volontario, può catturare i cani randagi. I cani randagi, come voi sapete, sono anche cani in una certa condizione psichica; i cani hanno una psiche e chi ha un briciolo di dimestichezza col mondo animale, sa benissimo che gli animali hanno una psicologia e che la psicologia di branco degli animali, in certe condizioni di disagio materiale, di sfavore, rispetto alla loro indole, diventa anche una condizione di estrema pericolosità, non solo per i beni ma anche per le persone. Quindi, un articolo che preveda che laddove esistono fenomeni di randagismo - e qui non stiamo pensando solo a via Roma stiamo pensando al grande territorio della Sardegna, alle zone interne - sia vietato catturare i cani randagi sottintende un'azione di sfiducia nell'azione volontaria del cittadino. Non è detto che un cittadino responsabile, un cittadino sensibile, pur non essendo partecipe di un'associazione di volontariato, perché vive a Ballao o a Buddusò, non sia una persona civile e non possa catturare un randagio e consegnarlo a chi lo deve consegnare con sistemi che non siano di tortura. Perché avere questa sfiducia nel cittadino? Come dire che o lo prende il veterinario, o l'addetto al servizio - che poi dovrebbe essere un volontario e non si capisce dove si trova e se può arrivare - oppure il cane randagio singolo o in branco non può essere catturato se pericolosissimo per i beni e per le persone o per gli altri animali. Se si capisse cosa succede quando un branco di cani randagi che attacca un gregge di pecore e di agnelli - che sono altri animali che vogliamo tutelare, non perché l'uomo ne prende la lana, il latte e la carne, ma in quanto esseri viventi - non si direbbe che nessun cittadino può catturare un randagio se non è presente il servizio della USL, a Ballao, o nel vasto territorio della Barbagia. Non può nessun cittadino a catturare un cane randagio se non c'è il servizio della USL e se non viene chiamato dal pastore con il portatile il volontario. Voi comprendete che questo non è possibile, qui va fatta un'azione di sostegno ai cittadini e di sensibilizzazione, agevolando invece il compito di procedere a questo tipo di cattura, non di eliminazione fisica, ma di cattura indolore, da parte dei cittadini, perché una società è civile quando i cittadini, anche singoli, adottano metodi civili nel comportamento con gli altri uomini e anche con gli animali. Invece questa norma proibisce al cittadino di catturare un cane randagio. E' una norma veramente abnorme che si sa benissimo che non verrà applicata. Stiamo attenti perché, volendo fare norme di questa portata, poi si finisce per criminalizzare i cittadini, presupponendo che i cittadini siano tutti verso gli animali degli incivili, dei sadici, dei torturatori, tant'è che poi si dice anche: "la cattura deve essere effettuata con sistemi indolori". E va bene, ma si aggiunge che è vietato l'uso di tagliole e di bocconi avvelenati. Scusate, ma se uno cattura un cane con un boccone avvelenato non lo sta catturando, lo sta ammazzando. Qui si dimostra una totale sfiducia nei cittadini. La nostra è una Regione civilissima, la cui cultura oggi non è interamente pastorale, ma deriva da una cultura pastorale. Tutti noi abbiamo un ascendente pastorale, anche quelli che non lo sanno, tutti noi abbiamo una pecora, una capra dalla quale abbiamo succhiato, anche se non lo sappiamo, e quindi abbiamo nei confronti degli animali, specialmente nei confronti dei cani, quella sensibilità, quel rispetto che deriva anche da una collaborazione che è tipica del mondo pastorale. Partire da questo concetto di sfiducia totale nel cittadino, prevedendo che non possa catturare un cane randagio se non c'è il servizio veterinario della USL e addirittura specificare che il sistema di cattura deve essere indolore non può essere la tagliola e il boccone avvelenato - badate che il boccone avvelenato non cattura il cane ma lo uccide, è un'altra cosa - è un esorcismo, non è una norma, e io credo che le norme debbano essere norme positive e che cogliere il senso più positivo del cittadino, non le espressioni più negative ed estremizzate. Questo vale anche per i commi successivi, al comma 7 sulla soppressione, che dice che la soppressione deve avvenire in modo eutanasico, solo quando i cani sono gravemente malati e incurabili. C'è un emendamento che specifica: affetti da patologie progressivamente incurabili. Insomma si comprende bene che questo serve solo a sollevare da responsabilità coloro che sopprimeranno i cani, perché che è che potrà contestare che il cane era affetto da malattia che si rappresentava progressivamente incurabile? Allora anche qui vale più una normativa di carattere generale che punti ad elevare il tasso di sen-sibilizzazione e di consapevolezza e quindi in qualche modo non prescrive, perché una norma non può essere solo esorcizzante, deve essere una norma positiva, programmatica, che preveda indicazioni, prescrizioni, che valgano poi in concreto a risolvere queste cose in modo civile. Anche qui, ripeto, si presenta quella difficoltà applicativa che ho detto prima. Una legge che vorrebbe essere di grande tutela, in realtà si traduce in un insieme di prescrizioni che sono talmente tassative, puntuali e quasi pignolesche che, in realtà, poi servono a sollevare dalle responsabilità, perché anche dire che non si possono usare tagliole e bocconi avvelenati può voler dire che ogni altro sistema si potrebbe anche usare. Magari non è il boccone avvelenato, non è la tagliola, può essere il cappio, può essere il laccio. Quanti modi ci sono per catturare in modo violento un animale! Però, siccome se ne elencano due a titolo di esorcismo, parrebbe anche che tutti gli altri sistemi siano consentiti. Basterebbe dire che la cattura deve avvenire solo con un sistema indolore, sistema indolore vuol dire tutti i sistemi indolori, poi ognuno userà gli accorgimenti che vuole purché siano indolori, una elencazione di due modi parrebbe che consenta tutti gli altri modi, e sappiamo che non solo la bontà ma anche la malvagità umana è capace di trovare espedienti che rispettino la forma, ma che contraddicano la sostanza, quindi anche qui, se si vorrà aggiustare questa norma e renderla più operativa e più applicabile, non sarebbe male.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Dadea. Ne ha facoltà.
DADEA (P.D.S.). Signor Presidente, a proposito dell'emendamento numero 5, l'assenza dell'Assessore ci impedisce di capire lo spirito dell'emendamento, mi sembra però di capire che la finalità dell'emendamento presentato dalla Giunta regionale che sopprime il comma 2 dell'articolo 9 sia legato ad un problema di competenze nel senso che, probabilmente, l'intendimento dell'Assessore era quello di porre in capo non all'Unità Sanitaria Locale, ma bensì a carico dei Comuni, la competenza della cattura dei cani che sto facendo riferimento alla legge quadro, da cui discende questa proposta di legge, cioè la legge numero 281. A mio modo di vedere, però anche la legge quadro non è molto chiara nell'affidare le competenze in materia di cattura dei cani per quanto riguarda il controllo del randagismo, non tanto all'Unità Sanitaria Locale, quanto ai Comuni. Mi parrebbe però profondamente sbagliato sopprimere il comma 2 dell'articolo 9; semmai si tratta comunque di individuare di chi è la competenza, in questo caso, non essendoci la possibilità di produrre ulteriori emendamenti, penso che esso possa rimanere in capo all'Unità Sanitaria Locale. Quindi chiederei alla Giunta regionale dì ritirare l'emendamento numero 5.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale, e riforma della Regione.
COLLU, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Resone. La Giunta ritira l'emendamento numero 5 e ripropone l'emendamento numero 15.
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'emendamento numero 15.
PORCU, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale
Art. 9
Al comma 2 dell'articolo, dopo le parole "per territorio" sono aggiunte le seguenti: "che provvede agli adempimenti di cui agli articoli 4, 5 della presente legge". (15)
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 6. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'articolo 9. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 14. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Ha domandato di parlare l'onorevole Dadea. Ne ha facoltà
DADEA (P.D.S.). Per un problema di coordinamento, quando si parala di cani vaganti non tatuati, non si fa chiaramente riferimento al metodo del tatuaggio ma sempre al microprocessore.
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 10.
PORCU, Segretario:
Art. 10
Trasferimento, smarrimento o morte del cane
1. I proprietari o detentori, a qualsiasi titolo, del cane devono segnalare al servizio veterinario dell'Unità sanitaria locale di competenza i mutamenti nella titolarità della proprietà o nella detenzione, lo smarrimento o la morte dell'animale.
2. La segnalazione deve avvenire tempestivamente, anche tramite mezzo telefonico, e comunque essere confermata per iscritto entro 15 giorni dagli eventi di cui al primo comma.
3. In caso di mutamenti di residenza del proprietario o del detentore, ovvero i trasferimento della proprietà o della detenzione, come pure nel caso di animali acquistati in altre Regioni in cui è istituita l'anagrafe canina, il cane deve essere riscritto presso l'anagrafe dell'Unità sanitaria locale competente per territorio, con il codice ad esso già attribuito.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
PORCU, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale
Art.10
Al comma 3 dell'articolo dopo le parole "in altre regioni in cui" sono inserite le seguenti: "pur essendo istituita l'anagrafe canina, l'identificazione sia effettuata diversamente da quanto disposto dal precedente articolo 5". (7)
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 10. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 11.
PORCU, Segretario:
Art. 11
Abbandono e custodia degli animali
1. Chiunque abbandona cani, gatti o altri animali custoditi nel proprio luogo di residenza o di domicilio è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di lire 300.000 a lire 1.000.000.
2. Il proprietario o detentore, a qualsiasi ti tolo, degli animali di cui al comma precedente, in caso di sopravvenuta e comprovata impossibilità di mantenimenti deve chiedere al competente servizio veterinario dell'Unità sanitaria locale di essere autorizzato a consegnare l'animale ed apposite strutture di ricovero pubbliche o private.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 12.
PORCU, Segretario:
Art.12
Controllo delle nascite
1. I servizi veterinari delle Unità sanitarie locali, su richiesta dei proprietari, dei detentori o delle associazioni protezionistiche, predispongono interventi preventivi atti al controllo delle nascite della popolazione canina e felina servendosi delle proprie strutture o dei presidi veterinari privati convenzionati.
2. La limitazione delle nascite, decisa dai proprietari, è effettuata previa anestesia se la natura dell'intervento lo richiede, con mezzi chirurgici e chimici, con modalità ed effetti tali da preservare, per quanto possibile, la vitalità sessuale dell'animale. Gli interventi sono eseguiti esclusivamente dai medici veterinari.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
PORCU, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale
Art. 12
Dopo il comma 2 dell'articolo è aggiunto il seguente: "3. Gli interventi riguardanti gli animali di proprietà sono effettuati a spese del richiedente sulla base di un tariffario concordato dalla Regione con l'ordine provinciale dei medici veterinari entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge". (13)
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 12. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 13.
PORCU, Segretario:
Art. 13
Protezione dei gatti in libertà
1. La Regione promuove la tutela dei gatti che vivono in stato di libertà. E' vietato a chiunque maltrattarli e spostarli dal loro "habitat".
2. I gatti che vivono liberi devono essere sterilizzati dall'Unità sanitaria locale di competenza e reimmessi nel loro gruppo.
3. Enti o associazioni iscritte all'albo regionale possono, in accordo con le Unità sanitarie locali di competenza, avere in gestione le colonie di felini che vivono in stato di libertà curandone la salute e le condizioni di sopravvivenza.
4. I gatti liberi possono essere soppressi soltanto se gravemente ammalati o incurabili.
5. La decisione della soppressione spetta unicamente al veterinario dell'Unità sanitaria locale di competenza, sentite le associazioni protezionistiche del territorio iscritte al registro regionale del volontariato.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
PORCU, Segretario:
Emendamento soppressivo parziale Giunta regionale
Art. 13
Al comma 5 dell'articolo sono soppresse le parole "sentite le associazioni protezionistiche del territorio iscritte al registro regionale del territorio iscritte al registro regionale del volontariato". (8)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Finora abbiamo tentato di spendere alcune parole e considerazioni a sostegno delle ragioni dei cani, e abbiamo provato a dire che i giusti princìpi non sono però giustamente sorretti dalla strumentazione di legge. Comunque quegli articoli sono stati approvati così com'erano, auguri quindi a questi animali simpatici che sono i cani, domestici o randagi! Speriamo che questa legge, per la parte che li riguarda non sia uno strumento attraverso cui si da l'impressione di volerli tutelare che in realtà diventa un specie di operazione di pulizia etnica canina, perché ho l'impressione che, regolando regolando, qui in buona sostanza si voglia procedere ad una forma di eliminazione fisica, massiva, di specie animali che non siano quelle opportunamente tenute solo da certi uomini, cioè quelli che li possono tenere in un certo modo, magari continuando a pensare che un cane stia meglio quando il padrone gli mette il corpetto o quando lo tiene chiuso nell'appartamento riscaldato e nessuno ha mai chiesto al cane se in ipotesi egli non preferisca stare all'aperto, libero, con i ricoveri necessari magari in campagna dove i ricoveri sono naturali, dove il rapporto affettivo con l'uomo e con gli altri animali con cui il cane sa e vuole stare è più vero. Tutto questo abbiamo provato a dirlo per cercare di migliorare questa legge in favore degli animali e in favore dei cani però qui si è detto che è già troppo questo. A noi non pare troppo, pare troppo poco però lo vedremo nella sperimentazione pratica della legge.
L'articolo 13 cambia tasto e dalla specie canina palla alla specie felina. Anche qui bisogna stare attenti, questo articolo dice che la Regione promuove la tutela dei gatti che vivono in stato di libertà e che è vietato a chiunque maltrattarli - e ci mancherebbe - e spostarli dal loro habitat. I gatti che vivono liberi devono essere sterilizzati dalla USL, ovviamente, che deve andare alla caccia dei gatti e sterilizzarli; enti ed associazioni possono avere in accordo con le Unità Sanitarie Locali, in gestione le colonie di felini che vivono in stato di libertà, curandone la salute e le condizioni di sopravvivenza. I gatti liberi, solo se gravemente ammalati o incurabili devono essere soppressi. Qui bisogna che ci intendiamo, io non ci capisco più nulla, se qualcuno può mi aiuti a mettere in pace la coscienza e a farmi tornare un po' le idee al posto giusto; mi aiuti perché queste norme sono un coacervo di incoerenza. I gatti liberi sono i gatti che vivono in giro perché dalle case sono fuoriusciti, oppure sono stati abbandonati e si riuniscono in colonie, soprattutto nei luoghi dove l'uomo li disturba di meno. Il gatto rispetto al cane è un animale più libero, il gatto è un po' anarchico, è anche simpatico il gatto, perché dell'uomo, ne fa anche a meno. Il gatto se sta in compagnia di altri animali sta meglio, si affeziona al luogo, infatti si dice che il gatto si affeziona alla casa. I gatti che vengono abbandonati si riuniscono tra di loro e fanno la loro vita e, invece di essere coccolati e altro, stanno meglio. Però capita che questi gatti si riuniscano in luoghi dove l'uomo è momentaneamente assente, può essere una casa del centro storico, può essere una chiesa momentaneamente non utilizzata, può essere un luogo monumentale purtroppo incustodito e poco utilizzato a fini culturali. A Cagliari, le colonie dei gatti sono nel centro storico, dove ci sono i ruderi, a Tuvixeddu e Tuvumannu, all'Anfiteatro. Questi gatti devono essere tutelati, però può dirsi che i gatti che vivono liberi non possono essere spostati dal loro habitat? Non possono, dice la legge. Ora io non credo che un gatto sia più affezionato alle vestigia romane di via Tigellio, rispetto ad un altro ambiente confortevole nel quale può essere spostato se per esempio invece di esser abbandonata la villa di Tigellio fosse frequentata dalle persone, dagli studenti, che possono benissimo convivere con i gatti, per carità, però non vorrei che una cosa divenisse impedimento all'altra. Quindi la norma è troppo tassativa anche perché l'habitat del gatto libero o dei gatti che si sono messi insieme non è quello che loro hanno scelto; non è che sono andati all'ufficio comunale e hanno detto: dov'è la graduatoria della casa per noi gatti? Si sono rifugiati nel primo rudere che hanno trovato e magari ci può essere un altro rudere che gli è più congeniale. E chi l'ha detto che l'habitat deve essere il primo rudere, magari non del tutto confacente, che hanno trovato, quando possono trovare un luogo magari più confortevole, magari col tetto non sfondato e quant'altro?
Poi c'è il comma 2 che dice: "I gatti che vivono liberi devono essere sterilizzati". E chi ve lo permette di sterilizzare i gatti? Si potrà dire che possono essere sterilizzati, in certi condizioni, se si vorrà controllare le nascite o non creare condizioni di squilibrio in certe situazioni. Dire che devono essere sterilizzati è una violenza, perché vuol dire che il servizio sanitario regionale deve andare alla caccia dei gatti da sterilizzare perché è obbligatorio sterilizzarli. E io dico che non è giusto. La sterilizzazione è pur sempre una forma non dico di violenza ma di limitazione che in certe condizioni può essere adottata, ma ci deve essere una ragione per adottarla, e chi sa più di queste cose dirà qual è la ragione, qual è l'equilibrio, e lo diranno le associazioni ambientalistiche, lo diranno la consapevolezza e la coscienza civica o la scienza, ma una norma che dica che i gatti, solo perché liberi solo perché non tenuti in cattività, solo perché non sequestrati nelle case, i gatti liberi debbono essere per forza sterilizzati non mi sembra giusta. Mi sembra una forma di sadismo: sei libero, ti sterilizzo. E no, il gatto può essere libero e non essere sterilizzato, può essere libero ed essere gatto maschio, libero ed essere gatta femmina, e vivere in libertà e farsi anche i gattini; chi l'ha detto che un gatto libero non debba poter fare i gattini? Perché lo deve dire la legge regionale che un gatto libero non può fare i gattini? Solo voi lo state dicendo: "i gatti che vivono liberi devono essere sterilizzati dalla Unità Sanitaria Locale di competenza ed reimessi nel gruppo". Ma che cosa è? E' forse un harem? E sterilizzate solo i maschi o solo le femmine? Ma questo è sadismo sugli animali! Gli uomini si difendono, gli animali possono difendersi meno. E chi è che consente ad un uomo, ancorché dell'Unità Sanitaria Locale, di sterilizzare i gatti liberi? Chi vi permette di fare una legge che obbliga alla sterilizzazione dei gatti perché liberi? Io mi ribello perché la libertà del gatto consiste anche nel concepire un gattino, e non glielo si deve impedire se non in certe condizioni ambientali o igieniche, perché questo non è voler bene agli animali, è voler esercitare un dominio, una padronanza, che è contro i princìpi che sono enunciati, perché la tutela degli animali comporta un principio di equilibrio ma innanzitutto di rispetto di tutte le condizioni di libertà nelle quali gli animali possono vivere. Ecco dov'è lo spirito...
(Interruzione)
Perché non si inizia con gli uomini? Allora io potrei dire: iniziato con gli uomini si passi alle altre specie animali, ma perché voler iniziare dai gatti liberi? I gatti liberi debbono vivere in libertà, perché è nell'indole del gatto; il gatto è invidiabile, il gatto dà lezioni per autonomia, per pulizia, perché fra l'altro il gatto si lava (cosa che non fanno tutti gli uomini), il gatto ha l'istinto della libertà; non a caso il gatto è simbolo di molte divinità in molte religioni e filosofie. E una legge di questa Regione li vuole inseguire per sterilizzarli solo perché solo liberi. Io vi chiedo per favore di bocciare questa norma. Votate questo articolo per parti. Chichita, proponi che si voti per parti, in modo che si possa abolire questo comma antilibertà, antigatto. Io penso che sia una svista; può capitare in una legge complicata come questa che ci siano delle sviste...
(Interruzioni)
Qui si continua a ridere, io non vorrei...
(Interruzioni)
Questa è una legge che investe princìpi di moralità, di etica, di bioetica perché non è che si può giocare e scherzare nell'equilibrio naturale e nel rapporto tra viventi e specie animali che sono quelle più vicine all'uomo, facendo finta di fare una legge di tutela. Si è fatta una legge che può apparire di tutela e invece può essere di punizione e, come in questo caso, anche di castrazione gratuita e proprio non ce n'è bisogno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Dadea. Ne ha facoltà.
DADEA (P.D.S.). Signor Presidente, io non vorrei difendere l'operato della Commissione perché penso che non spetti a me farlo, d'altra parte non posso pensare che la Commissione abbia scritto questo articolo in preda ad un delirio di sadismo nei confronti dei poveri gatti liberi. Siccome non penso che le cose che sono state scritte siano delle bizzarrie scaturite dalle menti sadiche e perfide dei componenti della Commissione, penso che bisogna trovare una motivazione e la motivazione secondo me è da ricercare sempre in questa famosa legge quadro da cui è scaturita questa legge. E siccome io penso che anche i nostri legislatori nazionali, non fossero animati da un delirio sadico nei confronti dei gatti liberi, allora bisogna andare a vedere cosa i nostri legislatori nazionali, rifacendosi a un direttiva della Comunità Economica Europea hanno scritto. Allora, la legge 14 agosto 1991, numero 281, legge quadro in materia di animale d'affezione e prevenzione del randagismo, all'articolo 2, comma ottavo, dice testualmente: "I gatti che vivono in libertà sono sterilizzati dall'autorità sanitaria competente per territorio e riammessi nel loro gruppo". Allora, evidentemente c'è una motivazione. Forse il collega Carusillo, che vedo non particolarmente interessato a questa legge, per le sue competenze in materia veterinaria, può venirci incontro nel trovare la motivazione per cui sia il legislatore nazionale, sia il Parlamento europeo hanno proposto una norma che appare tanto sadica quanto bizzarra. Ma non solo, per esempio, tra i punti più qualificanti del programma di governo che ha consentito al sindaco Rutelli di vincere le elezioni nell'amministrazione comunale di Roma c'era anche la lotta contro il randagismo e si faceva riferimento ai gatti liberi, alla necessità di sterilizzarli e a quella ugualmente importante di lasciarli liberi nel loro habitat naturale, senza spostarli.
Allora quale può essere la motivazione che può aver spinto, il legislatore europeo, il legislatore nazionale e poi anche i colleghi della Commissione sanità? Bene, c'è un problema che riguarda la riproduzione: è evidente che i gatti liberi, che vanno incontro a un processo di riproduzione molto intenso, possono diventare veicoli di malattie che possono contagiare gli stessi uomini. E questa può essere indubbiamente una delle motivazioni. Il secondo problema, essendo liberi, quindi non essendo sottoposti alle cure veterinarie, è quello delle vaccinazioni. Io penso che anche questa motivazione possa essere alla base di un provvedimento che può apparire tanto sadico ma che sadico effettivamente non è. Io pregherei eventualmente il collega Carusillo, per le sue competenze in materia, di intervenire per dirci il suo parere sulle motivazioni che possono stare alla base di una decisione ribadita nella legge nazionale, nelle direttive della Comunità economica europea e anche dai colleghi della Commissione sanità del Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Sechi. Ne ha facoltà.
SECHI (P.P.I.), relatore. Io rinuncio. Sono d'accordo con l'onorevole Dadea.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Carusillo. Ne ha facoltà.
CARUSILLO (P.P.I.). Accetto l'invito. E' una provocazione costruttiva quella del collega Dadea.
Per dire molto brevemente che siccome, come credo tutti possiamo immaginare, è difficile che in questo settore si utilizzino pillole o contraccettivi di altro genere, il mancato condizionamento dell'attività sessuale significherebbe una moltiplicazione assoluta e incontrollata, nei confronti della quale o c'è l'abbattimento che è un rimedio ancora più drastico, oppure…
COGODI (Rinascita e Sardismo). Non prolifereranno più di tanto, c'è un equilibrio di natura.
CARUSILLO (P.P.I.). Va bene, prendo atto di questa considerazione scientifica, che non so dove abbia rilevato, però mi pare abbastanza evidenziarle come i piccioni ovunque sono in condizioni naturali di equilibrio o che altro! Sappiamo che non è così. Così sono i gatti e così sono gli altri animali. Allora, premesso che mi pare difficile ipotizzare l'uso della pillola o di contraccettivi di altro genere per i cani e per i gatti, la sterilizzazione, che, per altro non forzata ma volontaria, può essere praticata anche sull'uomo, senza alcun riflesso sull'attività sessuale, mi pare che sia un metodo assolutamente indolore, che non impedisce, anche se qualcuno si preoccupa di questo, la successiva attività sessuale del soggetto maschio o femmina. Non è niente di scandaloso, l'ha richiamato il collega Dadea stesso, è una normativa a carattere non solo locale ma nazionale ed europeo, che non deve spingere nessuno di noi a gridare inutilmente allo scandalo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Fadda Paolo. Ne ha facoltà.
FADDA PAOLO (P.P.I.). Io credo che l'onorevole Dadea, leggendo la legge nazionale - ma l'avevo detto anche al collega Cogodi - abbia spiegato quali sono i motivi che hanno indotto la Commissione. Però le riflessioni ha fatto l'onorevole Cogodi sono in parte condivisibili, quindi, se tutti siamo d'accordo, anziché "devono", perché comunque non siamo in grado di sterilizzare tutti i gatti, possiamo iscrivere "possono essere sterilizzati dall'Unità sanitaria locale".
(Interruzioni)
Ritiro la proposta.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 13. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 14.
PORCU, Segretario:
Art. 14
Tutela dell'integrità fisica degli animali
1. Il compimento di atti crudeli su animali e l'impiego di animali che per vecchiaia, ferite o malattie non sono più idonei al lavoro, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di lire 500.000 a lire 1.000.000.
2. L'uccisione di un animale senza giustificato motivo o la produzione di lesioni, parimenti ingiustificate, tali da richiedere la soppressione dell'animale sono punite con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 500.000 a lire 1.000.000.
3. Sono vietati gli spettacoli, le gare, le rappresentazioni pubbliche e le forme di addestra mento che comportino sevizie di animali, secondo quanto indicato dalla tabella A allegata alla presente legge. La violazione di tali disposizioni è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 500.000 a lire 3.000.000, fatto salvo quanto disposto dall'articolo 71 del Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.
4. Chiunque cede a titolo gratuito od oneroso cani o gatti o altre specie animali al fine di sperimentazione, in violazione delle leggi vigenti, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 5.000.000 a lire 10.000.000.
5. Chiunque cagiona la diffusione di una malattia tra animali soggiace alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 80.000 a lire 800.000.
6. L'avvelenamento causato da acque di scarico e rifiuti inquinati, da terreno avvelenato o dall'impiego non appropriato di prodotti chimici, nonché dalla mancata recinzione di discariche e rifiuti è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma pari al doppio del valore dell'animale e comunque non inferiore a lire 100.000.
7. Restano ferme le ulteriori sanzioni penali, civili ed amministrative previste dalla vigente legislazione nazionale e regionale.
8. Le Unità sanitarie locali garantiscono la presenza obbligatoria di un veterinario a gare, spettacoli e rappresentazioni che implichino l'uso di animali.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura
PORCU, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale
Art. 14
Al comma 8 dopo le parole "a gare" sono inerite le seguenti: "e la vigilanza su". (9)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Sull'articolo 14 io intendo dire una cosa che è semplice ma è anche molto delicata e prego i colleghi consiglieri e tutti coloro che hanno una qualche sensibilità non solo animalista ma anche ambientalista di pensarci bene. Con l'articolo 13 si è decisa la sterilizzazione dei gatti liberi. Tutti i gatti liberi verranno sterilizzati. Voi comprendete che sterilizzare tutti i gatti liberi vuol dire l'eliminazione fisica dei gatti liberi. E' inutile che qui si voglia dire che c'è un'azione di protezione degli animali. E' un genocidio, è un genocidio di una specie animale. E' inutile nascondersi la verità. Ma scusate io vi ho detto fin dall'inizio. Non nascondiamoci, ognuno la può pensare come vuole. Qui si è iniziata questa discussione quasi volendo ribaltare la frittata, sull'atteggiamento del Gruppo Rinascita e Sardismo, che invece sta conducendo una battaglia in favore della libertà degli animali e quindi di tutela vera degli animali, mentre questa è una legge che sotto il titolo "Tutela e protezione degli animali" nasconde la velleità, l'egoistico desiderio dell'uomo di tenersi gli animali che sono a lui assoggettati, e di eliminare gli animali liberi. La sterilizzazione massiva dei gatti vuol dire che gatti liberi nel giro di una generazione, morti quelli sterilizzati non ce ne saranno più, salvo quelli che verranno buttati via dalle case e saranno gatti abbandonati. Questo articolo significa l'eliminazione del gatto libero. E' inutile indorare la pillola del gatto, anche se gliela date indorata, lo sterilizzate lo stesso. Indorare la pillola e dire che non possono essere...
(Interruzione)
Non c'entrano niente i topi liberi, di roditori ce n'è già qui nei pressi. Stiamo parlando dei gatti, è inutile dire che è un sistema indolore…
PRESIDENTE. Siamo all'articolo 14, onorevole Cogodi.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Sì, infatti siamo all'integrità fisica degli animali e ho detto che con l'articolo 13 si è intaccata gravemente l'integrità fisica degli animali, cioè dei gatti liberi, che con questo articolo vengono portati allo sterminio, perché è chiaro che mettere una specie animale nelle condizioni di non figliare significa sterminarla.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SERRENTI
(Segue COGODI.) Vuol dire eliminare i gatti, non li eliminate per via naturale, ma per via di sterilizzazione. Non è una norma di tutela degli animali, è una norma di sterminio degli animali che invece, in certe condizioni, possono vivere benissimo, liberi. All'articolo 14 io pongo un problema, che è delicato ugualmente, ma ancora più serio. Voi sapete che c'è una specie animale che è il gatto selvatico, che vive in Sardegna? Signor Assessore dell'ambiente, voi sapete, tutti sappiamo e lei sicuramente sa che c'è una specie animale che è il gatto selvatico, che vive in Sardegna e che è una specie in via di estinzione, non solo protetto, ma superprotetto? E il gatto selvatico è gatto libero o no? Scusate, abbiate pazienza, voi con questa norma, che è successiva ad altre norme, state dicendo che i gatti liberi devono essere sterilizzati. Sto ponendo un problema, il gatto selvatico non è che non è libero, il gatto selvatico è più libero, fra libero e in cattività c'è una differenza, fra libero e più libero bisogna che qualcuno mi spieghi chi è che incorre o non incorre in sanzione, o se non deve, l'Unità Sanitaria Locale, andare a cercare anche i gatti liberi in campagna. Il gatto selvatico è una specie di gatto, non è un altro genere, è un gatto, assomiglia all'altro, non è che sia così diverso, solo che è selvatico ed è libero, e qui nessuno si è premurato di pensare che si poteva incorrere almeno in questo equivoco. Si dirà che è tutelato da un'altra legge, ma c'è anche l'abrogazione implicita delle norme e del problema del gatto selvatico qui non c'è traccia. Nessuno se ne premura e io mi sto premurando di chiedere che si chiarisca almeno in via interpretativa; in via formale non si può perché non ci avete pensato, ma almeno in via interpretativa si chiarisca che questo effetto non si vuole, anzi si vuole l'effetto contrario. Poi quanto possa valere non lo so, però questo significa ancora una volta che quando si fanno norme un po' troppo approssimate si corrono brutti, bruttissimi rischi.
Quanto poi alla legge quadro, questa è un'argomentazione curiosa, che sento ripetere ogni tanto. Cosa vuol dire legge quadro? Legge quadro è la legge del Parlamento nazionale, cioè la legge di un'altra fonte di legislazione. La Regione ha un suo organo legislativo che siamo noi, muniti di potere e di autorità legislativa. Se l'autorità legislativa regionale dovesse solo copiare la legislazione nazionale o le direttive europee, non ci farebbe niente…
SECHI (P.P.I.). Non la puoi fare neppure in contrasto però.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Ma chi te l'ha detto?
SECHI (P.P.I.). Io te lo dico.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Ma chi te l'ha detto? Se qui si dovessero solo copiare le leggi fatte altrove non ci sarebbe bisogno di noi, né di me né di te. Per copiare le leggi, basta un copiatore, mica c'è bisogno di altri. Le leggi, quando devono essere adottate in sede regionale, da Assemblee legislative, chiaramente devono essere adattate, ricommisurate, devono essere fatte tenendo conto dell'insieme dei princìpi e dei valori che una legge quadro contiene, mica devono essere ricopiate, se no l'autonomia, altro che autonomia forte, è autonomia debole, è autonomia niente, è autonomia zero. Quindi anche l'Assemblea legislativa sarebbe del tutto superflua e del tutto inutile. Però ogni tanto torna quest'argomentazione: c'è nella legge quadro, c'è nella direttiva europea. Naturalmente c'è perché sia tenuta in conto, ma l'Assemblea legislativa regionale, nell'ambito poi delle sue competenze specifiche, può benissimo, anzi deve adattare, in base al suo punto di vista e sensibilità oltre che competenze, le norme delle leggi quadro.
Quindi, siamo in materia di integrità fisica, che visto che non avete voluto riservare ai gatti liberi, io vi prego di riservare almeno ai gatti selvatici, perché se non si chiarisce questa cosa si può incorrere in un inconveniente veramente grave.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Dadea Ne ha facoltà.
DADEA (P.D.S.). Signor Presidente, siccome le considerazioni che faceva il collega Cogodi non sono considerazioni di secondaria importanza, penso che sia opportuno specificare, ma da questo punto di vista ci vengono in soccorso anche le norme legislative, che quando si parla di gatti liberi è cosa completamente diversa dal gatto selvatico, tant'è che esiste una legge, la numero 157 del '92, "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e il prelievo venatorio" che definisce oggetto della tutela il gatto selvatico cioè il felix silvestris, che è cosa diversa dal gatto libero. Quindi il gatto selvatico è tutelato dalle leggi della nostra Repubblica. La seconda considerazione riguarda il fatto che si faccia riferimento alla legge quadro e anche alle direttive comunitarie. Io non metto in dubbio che per quanto riguarda il nostro istituto autonomistico, noi possiamo fare anche delle leggi che si discostato naturalmente dalla legge nazionale e dalle direttive comunitarie però io vorrei chiedere al collega Cogodi, siccome io non penso, e lo ripeto, che il legislatore comunitario e il legislatore nazionale quando hanno fatto queste leggi non fossero in preda ad un delirio di sadismo e neanche in vena di bizzarrie, se non gli sorge il dubbio che ci possano essere delle motivazioni di carattere scientifico e sanitario che stanno alla base di queste considerazioni e di queste indicazioni di carattere legislativo? Io penso quindi che ci siano motivazioni, così come sono state richiamate dal collega Carusillo e da altri colleghi, che rendono plausibile il ricorso ad un metodo quale quello della sterilizzazione, che sono di carattere scientifico, sanitario e igienico.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 14. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 9. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 15.
PORCU, Segretario:
Art. 15
Modalità di custodia degli animali
1. Chiunque possieda o detenga animali, a qualunque titolo, è obbligato a provvedere ad un trattamento adeguato alla specie, al mantenimento ed alla nutrizione degli stessi.
2. Gli animali devono disporre di uno spazio sufficiente, fornito di tettoia idonea a ripararli dalle intemperie e tale da consentire un adeguato movimento e la possibilità di accovacciarsi ove siano legati con catene. La catena, ove necessaria, deve avere la lunghezza minima di metri 5 oppure di metri 3 se fissata tramite un anello di scorrimento ed un gancio snodabile ad una fune di scorrimento di almeno 5 metri.
3. Chiunque custodisce presso la propria abitazione o in altri locali, in proprietà o in detenzione, animali domestici, deve garantire loro condizioni igieniche e ambientali tali da non recare nocumento né alla loro salute, né all'igiene ed alla quiete della persone.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
PORCU, Segretario:
Emendamento soppressivo parziale Giunta regionale
Art. 15
Al comma 3 dell'articolo è soppressa la parola "domestici". (12)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il relatore onorevole Sechi.
SECHI (P.P.I.), relatore. La Commissione lo accoglie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 15. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 12. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 16.
PORCU, Segretario:
Art. 16
Modalità di trasporto degli animali
1. Il trasporto e la custodia degli animali, da chiunque siano effettuati e per qualunque motivo, devono avvenire in modo adeguato alla specie, con esclusione di ogni sofferenza.
2. I mezzi di trasporto o gli imballaggi devono esser tali da proteggere gli animali da intemperie o lesioni e consentire altresì l'ispezione e la cura degli stessi; la ventilazione e la cubatura d'aria devono essere adeguate alle condizioni di trasporto ed alle specie animali trasportate.
3. Ad ogni trasporto di animali si applicano le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 1982, n. 624, emanato in attuazione della direttiva CEE n. 77/489 in materia di protezione degli animali.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 17.
PORCU, Segretario:
Art. 17
Vigilanza
1. La vigilanza sull'applicazione della presente legge è affidata, oltre che al servizio veterinario di ciascuna USL:
a) agli addetti al servizio di polizia municipale, ai sensi dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1979 e della legge 7 marzo 1986, n. 5;
b) agli agenti del corpo di vigilanza ambientale di cui alla legge regionale 5 novembre 1985, n. 26;
c) alle guardie volontarie delle associazioni di tutela degli animali, secondo quanto disposto dall'articolo 18 della presente legge.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 18.
PORCU, Segretario:
Art. 18
Guardie zoofile
1. Per la vigilanza sull'applicazione della presente legge, il Presidente della Giunta regionale, su proposta delle associazioni iscritte al Registro regionale del volontariato, procede alla nomina di guardie giurate addette alla protezione degli animali - denominate guardie zoofile - in possesso dei requisiti prescritti dal Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, T.U. di pubblica sicurezza e dal Regio decreto 6 maggio 1940, n. 635.
2. Le guardie zoofile svolgono i loro compiti a titolo volontario e gratuito alle dipendenze dei servizi veterinari delle Unità sanitarie locali, in collegamento con le associazioni protezionistiche.
3. Possono essere proposti dalle associazioni protezionistiche i giovani iscritti nelle liste di leva che intendono ottenere, ai sensi e per gli effetti della legge 15 dicembre 1972, n. 772 e successive modificazioni, il riconoscimento dell'obiezione di coscienza.
4. Il servizio sostitutivo civile nell'attività di guardia zoofila dovrà avvenire previa convenzione tra il Ministro per la difesa e gli enti o associazioni indicati. A tal fine trovano applicazione le norme del decreto del Presidente della Repubblica 28 novembre 1977, n. 1139, recante disposizioni per l'attuazione della legge 15 dicembre 1972, n. 772.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 19.
PORCU, Segretario:
Art.19
Formazione e aggiornamento delle guardie zoofile
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a stipulare con le associazioni protezionistiche iscritte nel Registro Regionale del volontariato convenzioni per la formazione e l'aggiornamento delle guardie zoofile.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 20.
PORCU, Segretario:
Art.20
Promozione educativa
1. La Regione promuove, con la collaborazione dei servizi veterinari delle Unità sanitarie locali, degli ordini professionali, dei medici veterinari e delle associazioni per la protezione degli animali, programmi di informazione ed educazione al rispetto degli animali ed alla tutela della loro salute al fine di realizzare sul territorio un corretto rapporto uomo-animale-ambiente.
2. La Regione autorizza altresì l'istituzione di corsi di formazione professionale per personale ausiliario da utilizzare presso strutture veterinarie private.
3. La Regione istituisce altresì, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presenta legge, in collaborazione con Province, associazioni ed ordini professionali dei medici veterinari nell'ambito del piano annuale di formazione professionale, corsi di riqualificazione professionale del personale dei servizi veterinari delle Unità sanitarie locali.
4. La Regione promuove, attraverso le necessarie intese con le competenti autorità scolastiche, lo svolgimento, nell'ambito delle attività scolastiche integrative e di sostegno, di appositi programmi di informazione e di educazione al rispetto degli animali e alla tutela della loro salute.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
PORCU, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale
Art. 20
Al comma 2 dell'articolo la parola "private" è sostituita con la parola "pubbliche". (10)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare l'onorevole Sechi, relatore.
SECHI (P.P.I.), relatore. La Commissione lo accoglie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 10. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 20. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 21.
PORCU, Segretario:
Art. 21
Limiti di applicazione
1. Le disposizioni di cui alla presente legge non si applicano nei confronti dei cani delle forze armate e dalle forze di polizia utilizzati per servizio.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E'approvato)
Si dia lettura dell'articolo 22.
PORCU, Segretario:
Art. 22
Procedure per l'applicazione delle sanzioni amministrative
1. Per l'inflizione delle sanzioni amministrative si applica la procedura di cui la titolo IV della legge regionale 25 aprile 1978, n. 32 e successive modifiche ed integrazioni.
2. Le entrate derivanti dalle sanzioni amministrative previste dalla presente legge confluiscono nel fondo previsto dell'articolo 8 della legge 14 agosto 1991, n. 281.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 23.
PORCU, Segretario:
Art. 23
Norma finanziaria
1. Le spese per l'attuazione della presente legge sono valutate in lire 100.000.000 annue.
2. Agli stessi oneri si fa fronte con le risorse assegnate dallo Stato ai sensi dell'articolo 8 della legge 14 agosto 1991, n. 281.
3. Nel bilancio pluriennale della Regione per gli anni finanziari 1993-1995 sono apportate le seguenti variazioni:
ENTRATA
In aumento
Capitolo 23260 (2.3.2.) -
Assegnazioni statali per la tutela degli animali di affezione e prevenzione del randagismo (art. 8 legge 14 agosto 1991, n. 281)
1993 lire 100.000.000
1994 lire 100.000.000
1995 lire 100.000.000
SPESA
08 ASSESSORATO LAVORI PUBBLICI
Capitolo 08082 (2.1.2.3.2.3.08.15.) (03.02) - (AS.) -
Contributi ai Comuni per la costruzione di canili municipali (legge 14 agosto 1991, n. 281 e art. 6 della presente legge)
1993 lire 30.000.000
1994 lire 30.000.000
1995 lire 30.000.000
12 ASSESSORATO IGIENE E SANITÀ'
Capitolo 12186 (1.1.1.4.2.2.08.08) (08.02)
Convenzioni con le organizzazioni protezionistiche per il ricovero di animali di affezione (legge 14 agosto 1991, n. 281 e art. 7 della presente legge)
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
PORCU, Segretario:
Emendamento sostitutivo totale Giunta regionale
Art. 23
1. Le spese per l'attuazione della presente legge sono valutate in lire 1.000.000.000 annue.
2. Agli stessi oneri si fa fronte quanto a lire 100.000.000 con le risorse trasferite dallo Stato ai sensi dell'articolo 8 della legge 14 agosto 1991, n. 281; quanto a lire 900.000.000 con risorse proprie della Regione.
3. Nel bilancio pluriennale della Regione per gli anni 1994-1995-1996 sono apportate le seguenti variazioni:
In diminuzione
02 STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA DELL'ASSESSORATO DEGLI AFFARI GENERALI, PERSONALE E RIFORMA DELLA REGIONE.
Capitolo 02159 -
Spese per l'organizzazione o la partecipazione all'organizzazione di convegni, conferenze e seminari, nonché per pubblicazioni e simili (art. 69 L.R. 29.01.1994, n. 2)
1994 lire 900.000.000
1995 lire 900.000.000
1996 lire 900.000.000
In aumento
ENTRATA
Capitolo 23261 (N.I.) (2.3.2.) -
Assegnazioni statali per la tutela degli animali di affezione e prevenzione del randagismo (art. 8 legge 14 agosto 1991, n. 281)
1994 lire 100.000.000
1995 lire 100.000.000
1996 lire
100.000.000
SPESA
08 STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA DELL'ASSESSORATO DEI LAVORI PUBBLICI.
Capitolo 08083 (N.I.) (2.1.13.2.3.08.15) (03.02) -
Contributi ai Comuni per la costruzione di canili municipali (art. 6 della presente legge)
1994 lire 900.000.000
1995 lire 900.000.000
1996 lire 900.000.000
12 STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA DELL'ASSESSORATO DELL'IGIENE E SANITÀ E DELL'ASSISTENZA SOCIALE
Capitolo 12186 (1.1.1.4.2.2.08.08) (08.02) (AS.) -
Convenzioni con le organizzazioni protezionistiche per il ricovero di animali di affezione (legge 14 agosto 1991, n. 281 e art. 7 della presente legge)
1994 lire 20.000.000
1995 lire 20.000.000
1996
lire 20.000.000
Capitolo 12187 (1.1.1.4.1.06.05) (05.02) (AS.) -
Spese per la formazione e l'aggiornamento delle guardie zoofile (legge 14 agosto 1991, n. 281 e art. 19 della presente legge)
1994 lire 20.000.000
1995 lire 20.000.000
1996
lire 20.000.000
Capitolo 12188 (1.1.1.5.7.2.08.08) (08.02) (AS.) -
Finanziamenti alle Unità sanitarie locali per l'istituzione dell'anagrafe canina e per la formazione e l'aggiornamento del personale addetto alla vigilanza degli animali di affezione (legge 14 agosto 1991, n. 281 e artt. 4 e 20 della presente legge)
1994 lire 60.000.000
1995 lire 60.000.000
1996 lire 60.000.000
4. Alla spesa di lire 900.000.000 quale quota regionale prevista per gli anni successivi al 1996 si fa fronte con questa parte del maggior gettito dell'imposta sul reddito delle persone fisiche derivante dal suo naturale incremento.
5. Gli oneri previsti dalla presente legge gravano sui sopra indicati capitoli del bilancio della Regione per gli anni 1994-1995-1996 e sui corrispondenti capitoli dei bilanci per gli anni successivi. (11)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). L'articolo 23 è l'ultimo articolo, l'articolo finanziario di questa legge, quindi offre l'occasione di una rapida dichiarazione di voto. L'ho detto fin dal primo articolo, l'abbiamo ripetuto più volte, il nostro parere è favorevole alla legge, era favorevole e rimane favorevole, nonostante tante delle cose che abbiamo sottolineato e richiamato, che a noi parevano e ancora paiono giuste e che avrebbero potuto migliorare la legge, siano impattate nella sostanziale insensibilità della maggioranza del Consiglio regionale. La norma finanziaria prevedeva 100 milioni all'anno, inizialmente, così distribuiti: 20 milioni per fare canili, per sterilizzare gatti, per fare convenzioni di custodia, per fare 100 cose, uno stanziamento cioè che non avrebbe potuto garantire neppure una parziale applicazione della legge. Adesso con l'emendamento la posta finanziaria viene incrementata, anziché 100 milioni si arriva a 900, cioè si aumenta di 10 volte; non è sicuramente quanto serve per garantire l'efficacia e la corretta applicazione di questa legge, ma almeno permette un avvio almeno parziale. Quindi già questo risultato c'è, cioè una norma finanziaria appena più adeguata. Nel merito, lo dobbiamo dire, rimangono tutte le nostre perplessità; questa è una legge che in parte tutela e difende alcune specie animali, in parte le insegue e le sevizia, però tra il bene e il male ci pare che, almeno tra i motivi ispiratori, prevalgono le ragioni positive e quindi, sia pure con questa riserva di insufficienza, e alcuni versi anche con la preoccupazione per questa sorta di pulizia etnica che si vuole perpetrare, in questa nuova visione serba del rapporto tra animale e uomo, e animale cane e animale gatto, pur tuttavia le ragioni positive ci pare che prevalgano su quelle negative. Quindi confermiamo il nostro parere favorevole e il nostro conseguente voto favorevole.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 18, chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura della tabella A.
PORCU, Segretario:
Sono vietate ai sensi dell'art. 14 della presente legge le seguenti attività:
- le corse con uso di pungolo acuminato;
- l'uso di collari muniti di aculei affilati;
- spettacoli, gare, rappresentazioni pubbliche con l'uso di corrente elettrica sugli animali o di gabbie per volatili troppo strette;
- i combattimenti tra animali;
- il lancio di uccelli acquatici in acqua;
- l'uso di animali vivi per alberi di cuccagna o il loro uso come bersaglio o simili;
- l'introduzione di sassi o oggetti simili nei pesci per aumentarne il peso;
- la custodia di pesci - in particolar modo in occasione di mercati, feste e parchi di divertimento - in acqua torbida, insufficiente e povera d'ossigeno;
- le gare di pesca in occasione delle quali si superi la quantità massima consentita dalla legge sulla caccia e pesca per tutti gli altri casi. I pesci catturati devono essere conservati nell'acqua o uccisi subito.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa Tabella la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Votazione per appello nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale del testo unificato delle proposte di legge numero 21 e 34.
Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello nominale. (E' estratto il numero 28, corrispondente al nome del consigliere Ladu Giorgio)
Prego il Segretario di procedere all'appello iniziando dal consigliere Ladu Giorgio.
PORCU Segretario, procede all'appello:
Rispondono sì i consiglieri: Lombardo - Lorelli - Lorettu - Manca - Manchinu - Mannoni - Manunza - Marteddu - Mereu Orazio - Mereu Salvatorangelo - Morittu - Mulas - Muledda - Murgia - Onida - Onnis - Oppi - Ortu - Pau - Pes - Pili - Planetta - Porcu - Pubusa - Puligheddu - Ruggeri - Salis - Satta Antonio - Satta Gabriele - Scano - Sechi - Serra - Serra Pintus - Serri - Tamponi - Urraci - Usai Edoardo - Usai Sandro - Zucca - Amadu - Baghino - Baroschi - Cabras - Cadoni - Carusillo - Casu - Cocco - Cogodi - Corda - Dadea - Degortes - Deiana - Desini - Dettori - Erittu - Fadda Antonio - Fadda Paolo - Fantola - Ferrari - Giagu.
Si sono astenuti il Vicepresidente Serrenti e i consiglieri: Sanna - Tarquini - Tidu - Demontis.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FLORIS
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 65
votanti 60
astenuti 5
maggioranza 31
favorevoli 60
(Il Consiglio approva).
Sospendo la seduta per dieci minuti e convoco la conferenza dei Presidenti di Gruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 20 e 01, viene ripresa alle ore 20 e 25)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SERRENTI
PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprenderanno martedì 1° marzo alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 20 e 25.
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