Seduta n.271 del 12/01/2007 

CCLXXI SEDUTA

Venerdì 12 gennaio 2007

Presidenza del Vicepresidente Secci

indi

del Presidente Spissu

La seduta è aperta alle ore 11 e 19.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del lunedì 8 gennaio 2007 (265), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Giuseppe Cuccu, Cucca, Cugini e Farigu hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del venerdì 12 gennaio 2007.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Interpellanza Ladu - Murgioni - Gallus - La Spisa - Vargiu - Artizzu - Biancareddu sugli interventi della Regione a sostegno dell'editoria". (226)

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Mozione Liori - Artizzu - La Spisa - Biancareddu - Vargiu - Ladu - Diana - Moro - Sanna Matteo - Rassu - Lombardo - Contu - Sanjust - Sanciu - Petrini - Licandro - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cappai - Amadu - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Pisano - Cassano - Dedoni - Murgioni - Gallus - Floris Mario - Cherchi Oscar - Farigu sull'emergenza ambientale e sanitaria rappresentata dall'inquinamento da diossina intorno agli stabilimenti Syndial di Macchiareddu e Porto Torres, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (112)

PRESIDENTE. Tenuto conto che i lavori informali della Commissione sanità si protraggono nell'intento di trovare soluzione ai problemi che sono in discussione, il Presidente della Commissione mi ha comunicato di aver bisogno di un'altra ora circa, per cui sospendiamo i lavori del Consiglio e li aggiorniamo alle ore 12 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 22 , viene ripresa alle ore 12 e 30.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori soltanto per comunicare che il gruppo di lavoro che sta lavorando sugli emendamenti ha bisogno di un po' di tempo ancora, per cui i lavori sono di nuovo sospesi. La seduta riprenderà però improrogabilmente alle ore 13; quindi, alle ore 13, inizieranno i lavori dell'Aula. Prego i colleghi che sono presenti di farsi portatori di questo pensiero presso tutti gli altri, che sicuramente sono indaffarati. Grazie.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 31, viene ripresa alle ore 13 e 27.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

Continuazione della discussione delle partizioni del testo unificato "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. 11/A e Doc. 11 bis/A) del documento: "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11/A) e del documento: "Integrazione al Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11 bis/A)

PRESIDENTE. Ricordo che è all'ordine del giorno la discussione del testo unificato dei documenti numero 11 e 11 bis/A, il cui esame prosegue con la discussione del Capitolo I della Parte seconda. A tale Capitolo sono stati presentati 36 emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo del Capitolo I della Parte Seconda e dei relativi emendamenti:

PARTE SECONDA
OBIETTIVI DI SISTEMA

Con gli "obiettivi di sistema" il Piano sanitario regionale 2006-2008 affronta i problemi strutturali della rete di offerta e le strategie per la riqualificazione dei servizi, sulla base di criteri di qualità di risposta nei diversi territori e di equità nell'accesso all'assistenza.

A tal fine gli obiettivi considerano le macro aree di offerta, dipartimento di prevenzione, distretto, ospedale, emergenza, nonché gli aspetti di particolare rilevanza inerenti al rapporto tra domanda e offerta a valenza diagnostica, terapeutica e strategica.

PREVENZIONE

La Sanità pubblica è l'insieme degli "sforzi organizzati della società per sviluppare politiche per la salute pubblica, la prevenzione delle malattie, la promozione della salute e per favorire l'equità sociale nell'ambito di uno sviluppo sostenibile" (OMS 1996).

La situazione attuale

In Sardegna la situazione della Prevenzione è gravemente carente. Le principali criticità, legate alla mancata istituzione dei Dipartimenti di Prevenzione ed alla debolezza del settore, sono riconducibili a:

carenza, per i vari settori, di programmi di attività definiti negli obiettivi e nei tempi, con conseguente tendenza a operare con logiche contingenti, senza alcuna verifica di risultato;

insufficiente coordinamento ed integrazione operativa tra i servizi medici ed i servizi veterinari, con conseguenti situazioni di conflittualità che penalizzano l'iniziativa degli operatori e la stessa immagine del servizio;

assenza di analisi dei bisogni, delle priorità, delle soluzioni più efficaci, con conseguente tendenza a conservare lo schema della risposta su chiamata;

attività di formazione episodica, affidata all'iniziativa individuale e non orientata alla crescita di una specifica dirigenza;

scarsa capacità di gestire la comunicazione del rischio, anche in assenza di consolidate esperienze in tale settore;

carenza di analisi critica e revisione delle pratiche inutili, di predisposizione di linee-guida e di direttive per le varie attività.

Il Dipartimento di Prevenzione

Per superare tali criticità, il Piano prevede la concreta istituzione del Dipartimento di Prevenzione, quale strumento operativo attraverso il quale garantire la tutela della salute collettiva. Entro 90 giorni dall'entrata in vigore del Piano, la Regione predispone le direttive per l'istituzione del Dipartimento di Prevenzione che indicano compiti e funzioni dei servizi ed il modello organizzativo di riferimento. In coerenza con quanto previsto dal decreto legislativo n. 229 del 1999, le attività del Dipartimento sono integrate con quelle delle altre strutture della ASL, in particolare del Distretto.

Le debolezze del settore richiedono la definizione di una solida struttura organizzativa, a livello sia regionale sia aziendale.

Il livello regionale

Il livello regionale va rafforzato nelle competenze professionali e nell'organico, allo scopo di metterlo in condizione di svolgere gli importanti compiti direzionali e di governo del sistema. Esso svolge funzioni di programmazione, coordinamento e verifica delle attività svolte nei diversi settori di intervento, di predisposizione di specifici programmi di formazione, di sviluppo di un valido Sistema Informativo, di coordinamento in caso di catastrofi o emergenze.

Particolare attenzione va dedicata alla costruzione di una rete epidemiologica in grado di assicurare una costante analisi dei bisogni e della domanda di salute nonché dell'efficacia delle azioni intraprese sul fronte dell'offerta.

Analogamente, il settore della promozione della salute, in coerenza con le indicazioni del Piano Nazionale della Prevenzione 2005-2007, postula una serie di azioni in cui, accanto agli interventi di ordine sanitario, sono avviati interventi di educazione e di informazione ai cittadini, che consentano comportamenti attivi al fine del conseguimento degli obiettivi di salute.

Il livello regionale garantisce linee di indirizzo per lo sviluppo dei programmi di prevenzione e di screening per le principali patologie.

Il livello aziendale

Accanto al livello regionale, va potenziato il livello aziendale attraverso la formale istituzione del Dipartimento di Prevenzione, cui afferiscono i seguenti servizi:

Igiene e Sanità Pubblica;

Igiene degli alimenti e nutrizione;

Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro;

Sanità animale;

Igiene della produzione, trasformazione, commercializzazione, conservazione e trasporto degli alimenti di origine e loro derivati;

Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche.

La funzione epidemiologica, tenuto conto dell'assetto organizzativo locale, dovrà essere attivata all'interno del Dipartimento, quale elemento costitutivo della rete regionale.

Nei successivi paragrafi sono indicati gli obiettivi dei singoli settori di intervento, da realizzare dai Dipartimenti di Prevenzione, tenuto conto delle specificità locali.

Legame ambiente - salute

Il Piano promuove un'attenta valutazione del legame fra salute e ambiente. È noto, infatti, che il benessere delle persone è direttamente collegato all'ambiente fisico nel quale gli individui vivono e lavorano. Il contesto ambientale è quindi uno dei pre-requisiti fondamentali per il miglioramento dei livelli di salute della popolazione. A sua volta la salute è una risorsa significativa per lo sviluppo sociale ed economico della collettività. Salute, ambiente e sviluppo sono pertanto fortemente correlati e richiedono un'efficace azione strategica per la crescita della Sardegna.

Nello specifico, la regione Sardegna è caratterizzata da una situazione sanitaria e ambientale piuttosto diversificata. Sotto il profilo sanitario, si registrano aree con tassi di longevità del tutto eccezionali (verosimilmente sintomo di una buona qualità della vita e di un ambiente sufficientemente protetto) e territori con elevata incidenza di importanti patologie (rispetto alle quali devono essere attentamente valutati gli specifici fattori di rischio); sotto il profilo ambientale coesistono aree naturali per lo più incontaminate (nelle quali il suolo, l'aria, l'acqua e gli alimenti sono di fatto preservati dalla maggior parte degli inquinanti) e zone ad elevato rischio di contaminazione (per la presenza di inquinanti chimici, di sorgenti di campi elettromagnetici, di discariche abusive, di inquinanti atmosferici, di amianto, ecc.).

In particolare in Sardegna si registrano numerose aree a forte pressione ambientale, per la presenza di insediamenti industriali chimici, petrolchimici e metallurgici (Portoscuso-Portovesme, Macchiareddu, Porto Torres, Sarroch e Ottana), di siti minerari dismessi (Guspinese, Sulcis Iglesiente), di territori interessati da esercitazioni ed attività militari (Teulada, La Maddalena, Quirra).

Più in generale, è necessaria un'attenta valutazione del problema dei rifiuti (urbani, industriali e della zootecnia) che, ove non adeguatamente smaltiti, possono contaminare il suolo e le acque, con conseguenti rischi per la salute. Il problema appare rilevante perché in molti casi la discarica, abusiva o non controllata, costituisce il sistema più diffuso di smaltimento dei rifiuti, cui si ricorre in quanto meno costoso rispetto a sistemi alternativi.

Rispetto a tali aree, è necessario un preciso impegno da parte della Regione in risposta alle esigenze di informazioni complete ed accurate sullo stato dell'ambiente e sui rischi per la salute, nonché di interventi di prevenzione, sorveglianza e risanamento. Più specificamente, la presenza di aree già dichiarate "ad elevato rischio di crisi ambientale", e rispetto alle quali è in corso uno specifico "Piano di risanamento", richiede un rafforzamento della capacità di intervento della Regione, attraverso un'azione congiunta degli Assessorati più direttamente interessati, in termini di identificazione e valutazione dei rischi per la salute, sorveglianza e bonifica dei siti contaminati, informazione e comunicazione a tutti i portatori di interessi.

Igiene e Sanità pubblica

Igiene e sanità pubblica

Il principale obiettivo del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica è la lotta alle malattie infettive e diffusive. Nell'ambito della riorganizzazione del sistema informativo, è prevista la revisione del sistema di notifica, definendo un doppio flusso Regione - aziende e l'obbligo di segnalazione da parte di tutti i centri, territoriali e ospedalieri.

Con riguardo alle malattie prevenibili attraverso i vaccini, gli obiettivi per il triennio sono quelli indicati nel piano nazionale vaccini: 95% di copertura per le vaccinazioni obbligatorie e raccomandate e 75% per la vaccinazione antinfluenzale degli anziani e dei soggetti a rischio. In via prioritaria, il Piano mira a:

mantenere elevati livelli di copertura per tutte le vaccinazioni obbligatorie a 24 mesi;

accelerare le azioni per l'eliminazione del morbillo, in modo da conseguire l'obiettivo nel 2010, come indicato dall'OMS;

attivare e rivitalizzare i progetti di intervento nei confronti di TB, HIV e MST (malattie sessualmente trasmissibili) individuando centri regionali di riferimento;

istituire presso ogni ASL uno sportello di Medicina del viaggiatore, come riferimento per informazioni e prescrizioni per i cittadini che, per svago o lavoro, debbono recarsi in Paesi stranieri.

Ulteriori obiettivi del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica sono:

realizzazione di un capillare programma di monitoraggio sugli incidenti domestici, anche al fine di definire linee-guida di controllo e prevenzione;

avvio e potenziamento di programmi di vigilanza e controllo sulle strutture di vita collettiva (scuole, impianti sportivi) e sulle attività potenzialmente a rischio (solarium, centri di tatuaggio e piercing, cosmetici);

verifica degli effetti sulla salute collettiva dei rischi connessi all'inquinamento atmosferico ed allo smaltimento dei rifiuti;

verifica delle compatibilità ambientali e territoriali nei processi di insediamento industriale;

promozione, in collaborazione con le scuole, di corsi di primo soccorso rivolti ai ragazzi in età scolare (BLS/BLSD).

Le azioni dovranno essere delineate a partire da un approccio multiprofessionale e multisettoriale, previa definizione degli obiettivi prioritari di salute, con riferimento a interventi basati sulle prove di efficacia, i cui esiti di salute siano misurabili.

Tutti gli interventi di prevenzione connessi con i fattori di inquinamento e contaminazione ambientale sono effettuati con il supporto ed in collaborazione con le strutture tecniche dell'ARPAS.

Igiene degli alimenti e nutrizione

Igiene degli alimenti e nutrizione

Il Servizio Igiene degli alimenti e nutrizione si pone i seguenti obiettivi da perseguire:

migliorare gli standard di sicurezza alimentare anche attraverso la collaborazione ed il potenziamento dei controlli ufficiali, con particolare riferimento alla ristorazione collettiva, compresa quella scolastica, ed alla qualità nutrizionale dei pasti;

prevenire e controllare le tossinfezioni alimentari e le patologie collettive di origine alimentare;

attivare programmi speciali di monitoraggio e controllo sui residui da fitofarmaci nell'ortofrutta, sulle acque, sui prodotti dell'agricoltura biologica, sulla presenza di OGM negli alimenti, sulla verifica dell'attività di autocontrollo;

attivare interventi di verifica dell'etichettatura;

attivare campagne su larga scala di promozione della salute attraverso il miglioramento delle abitudini alimentari e degli stili di vita.

Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro

I mutamenti delle tecnologie produttive e dell'organizzazione del lavoro hanno prodotto, anche in Sardegna, profondi cambiamenti nei fattori di rischio presenti negli ambienti lavorativi e delle patologie occupazionali ad essi connesse. Ne è conseguito un aumento degli infortuni sul lavoro, particolarmente nel settore dell'agricoltura, che richiede un immediato adeguamento delle strategie di prevenzione e degli strumenti di intervento. L'integrazione delle competenze ed il coordinamento di tutte le strutture operanti in Sardegna nel campo della prevenzione in ambiente di lavoro, nell'ambito dei servizi territoriali, dell'università e degli enti pubblici previdenziali, è un obiettivo primario del sistema sanitario in ambito regionale.

Si individuano le seguenti priorità di intervento:

rafforzamento dei Servizi di prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPRESAL) in tutte le ASL e formazione dei loro operatori medici e tecnici;

prosecuzione del piano di prevenzione infortuni nel comparto dell'edilizia ed attivazione del piano di prevenzione degli incidenti in agricoltura;

potenziamento ed omogeneizzazione delle attività mirate all'abbattimento del rischio da esposizione ad amianto garantendo la sua rimozione controllata dagli ambienti di vita e di lavoro.

L'azione tesa alla realizzazione di questi obiettivi prioritari sarà svolta in quattro direzioni:

attivazione di flussi informativi diretti tra i presidi ospedalieri, INAIL, medici certificatori e SPRESAL, che consentano l'acquisizione tempestiva delle notizie relative ad infortuni e malattie professionali, allo scopo di garantire la conoscenza reale del fenomeno e di intraprendere con adeguata rapidità interventi preventivi mirati ed efficaci;

assistenza alle imprese, attraverso iniziative di informazione e formazione, rivolte a imprese artigiane, piccole e medie imprese ed associazioni di categoria;

rinnovo ed attivazione operativa del "Comitato Regionale di Coordinamento" previsto dall'articolo 27 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, al fine di realizzare l'uniformità degli interventi ed il necessario raccordo con la commissione consultiva permanente, già istituita in ambito regionale con rappresentanti di Regione, Università, ASL, INAIL, quale strumento di analisi, programmazione ed omogeneizzazione delle attività di prevenzione e sicurezza del lavoro sul territorio regionale e monitoraggio dello stato di attuazione del decreto legislativo n. 626 del 1994 e successive modifiche e integrazioni;

razionalizzazione dell'attività diagnostica ed implementazione della sorveglianza epidemiologica delle malattie da lavoro e degli incidenti domestici su tutto il territorio regionale.

1.4 Sanità Pubblica Veterinaria

Sanità Pubblica Veterinaria

La sanità pubblica veterinaria garantisce le funzioni di prevenzione collettiva attraverso le attività di tutela della sanità animale, della sicurezza alimentare e della igiene zootecnica. Tali attività possono incidere notevolmente sulla salute dei consumatori nonché sul benessere delle popolazioni rurali, che in Sardegna rappresentano una parte importante della popolazione complessiva. Il contesto socio economico, sempre più difficile per l'insorgenza di nuove gravi patologie e per la crisi di mercato delle principali produzioni zootecniche, impone azioni positive ed innovative che rispondano alle reali esigenze della tutela della salute pubblica e degli operatori del settore agroalimentare. Anche in armonia con la normativa europea sulla sicurezza alimentare, è necessario rafforzare il rapporto positivo tra veterinari e allevatori, coprotagonisti del risanamento e della tutela della sanità del patrimonio animale, al fine di garantire qualità delle produzioni zootecniche e redditività degli allevamenti.

Gli obiettivi di sanità pubblica veterinaria sono realizzati anche avvalendosi della collaborazione dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna.

Nelle ASL, la Sanità Pubblica Veterinaria è articolata nei tre servizi, i quali operano in stretta collaborazione, nel rispetto delle specifiche competenze.

Gli obiettivi del Servizio di Sanità animale, da raggiungere prevedendo una forte sinergia dell'Assessorato regionale della Sanità con l'Assessorato regionale dell'Agricoltura sono:

realizzazione dell'anagrafe degli allevamenti;

eradicazione e controllo di tubercolosi bovina, leucosi, blue tongue, peste suina ed encefalopatie spongiformi, brucellosi bovina e ovicaprina, prevedendo specifici piani annuali di intervento;

intensificazione dei programmi di biosicurezza e di vigilanza sugli scambi e sulla commercializzazione animale, anche con l'istituzione di uffici di sanità veterinaria frontalieri;

controllo delle emergenze epidemiche.

Gli obiettivi del Servizio di Igiene della produzione, trasformazione, commercializzazione, conservazione e trasporto degli alimenti di origine animale e loro derivati, strategici per la valorizzazione della produzione isolana, sono:

adeguamento rispetto alla normativa comunitaria delle procedure di controllo in tutti gli stabilimenti di produzione, lavorazione, trasformazione, deposito, distribuzione e somministrazione di alimenti di origine animale;

monitoraggio sull'applicazione degli standard strutturali e igienici degli stabilimenti, in collaborazione con il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica, con particolare attenzione a quelli destinati a mercati internazionali;

verifica sull'applicazione dei sistemi di autocontrollo;

controlli sui sistemi di certificazione della sicurezza e delle procedure di garanzia di tracciabilità.

Il Servizio di Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche svolge un ruolo di particolare importanza nella valorizzazione delle produzioni zootecniche isolane, legate alle particolari condizioni ambientali e alle originali tecniche di allevamento e di trasformazione.

Nello specifico, si pone i seguenti obiettivi da perseguire:

controllo della qualità del latte e dei prodotti derivati;

controlli sull'alimentazione animale;

vigilanza e controllo sull'impiego del farmaco veterinario e dei prodotti usati come promotori di performance;

vigilanza e controllo sulla produzione del miele;

vigilanza e controllo sulla riproduzione animale;

sorveglianza degli animali da reddito e di affezione, e vigilanza sull'impiego di animali nella sperimentazione.

Il comparto del latte

Per il prossimo triennio, il comparto della produzione-caseificazione del latte è individuato quale settore prioritario di riferimento per le attività della sanità veterinaria.

Al fine di evitare sovrapposizioni o conflitti di competenze, il Dipartimento di Prevenzione pone in essere forme d'integrazione fra il Servizio di Igiene della produzione, commercializzazione, conservazione e trasporto degli alimenti di origine animale e loro derivati e il Servizio alimenti e nutrizione.

Obiettivo prioritario del PSR è il miglioramento della sorveglianza epidemiologica a tutela del patrimonio zootecnico e della fauna dell'isola dal rischio di nuove introduzioni di patologie extra-isolane e il controllo delle zoonosi.

In questo ambito risulta prioritaria l'integrazione, all'interno di un sistema informativo sanitario regionale (SISAR) dell'ISZ della Sardegna.

Emendamento soppressivo parziale Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1

Il sub paragrafo "legame ambiente - salute" è soppresso. (164)

Emendamento soppressivo parziale Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.1

Al terzo capoverso del paragrafo 1.1 (igiene e sanità pubblica) i punti 2, 3 e 4 sono soppressi (165)

Emendamento soppressivo parziale Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.4

Al quarto capoverso, il secondo punto, dalle parole: Ÿ "Monitoraggio sull'applicazione..." fino a "mercati internazionali" è soppresso. (169)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - La Spisa - Licandro - Liori - Vargiu - Petrini - Amadu - Cappai - Gallus - Milia

Parte II - Introduzione

Nel primo capoverso la frase "sulla base di criteri di qualità" a "nell'accesso all'assistenza" è sostituito dalla seguente:

  • "sulla base di criteri di "equità" di risposta nei diversi territori di "uguale qualità di accesso e di assistenza". (76)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Premessa

Al quarto capoverso, alla settima riga, il periodo che inizia con le parole "Particolare attenzione…" è sostituito con il seguente:

"Particolare attenzione va dedicata alla costruzione della Rete epidemiologica e del sistema dei Registri per patologia che ha il proprio riferimento nell'Osservatorio Epidemiologico Regionale, adeguatamente potenziato. Tale rete deve essere posta in grado di assicurare una costante analisi dei bisogni e della domanda di salute, nonché dell'efficacia delle azioni intraprese sul fronte dell'offerta." (328)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.1

Al primo capoverso, la prima frase è sostituita con la seguente:

"La priorità per il triennio di vigenza del presente Piano, che viene individuata per il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica, è la lotta alle malattie infettive e diffuse" (331)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.4

L'ottavo e ultimo capoverso è sostituito dal seguente:

"In questo ambito risulta prioritario il raccordo e l'interscambio di informazioni con l'ISZ della Sardegna, da realizzarsi attraverso l'Osservatorio Epidemiologico Regionale". (344)

Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar

Parte II - Introduzione

Al termine della introduzione, dopo le parole: "diagnostica, terapeutica e strategica" aggiungere le seguenti:

"Gli obbiettivi di sistema si conseguono con la realizzazione strutturale della rete di offerta; dopo un anno dall'entrata in vigore del piano le macro-aree di offerta sono oggetto di esame della commissione consiliare competente per l'analisi dell'attivazione delle stesse, della qualità di risposta nei territori e per l'equità nell'accesso all'assistenza.

I correttivi da apportare al piano sono posti all'esame e all'approvazione del Consiglio Regionale." (160)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Premessa

Al termine del primo capoverso, è aggiunto il seguente:

Vi è piena consapevolezza che l'attivazione di adeguate azioni di prevenzione sanitaria è un importante elemento di qualificazione dell'assistenza sanitaria regionale, che può contribuire al miglioramento delle condizioni di salute della popolazione e, conseguentemente, all'innalzamento della vita media della popolazione. È peraltro evidente che l'allungamento della vita media dei sardi comporta un incremento percentuale della quota parte di anziani all'interno della complessiva popolazione, che si traduce nell'incremento delle richieste di prestazioni sanitarie, che è tipico di tale fascia anagrafica". (327)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Premessa

Al secondo capoverso (La situazione), alla terza riga, dopo le parole "sono riconducibili a:" è aggiunto il seguente:

"Insufficiente conoscenza dei dati epidemiologici ed assenza dei Registri per le più importanti patologie, anche a causa dell'assenza di un Osservatorio Epidemiologico degno di tale nome". (323)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Premessa

Al secondo capoverso (La situazione), alla terza riga, dopo le parole "sono riconducibili a:" è aggiunto il seguente:

"Scarsa collaborazione tra MMG e i pediatri di libera scelta e le strutture del Distretto, con conseguente estemporaneità dell'afferenza dei dati nella sede elaboratrice aziendale." (324)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Premessa

Al secondo capoverso (La situazione), alla terza riga, dopo le parole "sono riconducibili a:" è aggiunto il seguente:

"Insufficiente comunicazione dei dati epidemiologici tra il livello territoriale-aziendale e quello centrale, anche per la difficoltà nella raccolta omogenea dei dati e l'assenza di uniformità nei programmi di processazione e nei sistemi informatici di trasmissione dei dati di ciascuna ASL". (325)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Premessa

Al terzo capoverso (Il dipartimenti di prevenzione), alla quarta riga, dopo le parole "del Piano,", è aggiunto il seguente

"Sentita la competente Commissione Consiliare, che si esprime entro quindici giorni dalla ricezione della proposta," (326)

Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 1 Prevenzione - Paragrafo 1

Nel secondo capoverso del sub paragrafo "Il livello regionale", dopo le parole "una rete epidemiologica" aggiungere le seguenti: "Istituzionalizzando in ogni ASL un ufficio di statistica ed epidemiologia" (161)

Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 1 Prevenzione - Paragrafo 1

Nel settimo capoverso dopo il primo punto: "Ÿ Igiene e sanità pubblica" aggiungere i seguenti:

"Ÿ Medicina legale

Ÿ Igiene edilizia e dell'ambiente". (162)

Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 1 Prevenzione- Paragrafo 1

Nel settimo capoverso, al quinto punto, dopo le parole "alimenti di origine" aggiungere le seguenti: "animale e loro derivati". (163)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Premessa

Al quinto capoverso (Il livello aziendale), dopo il sesto punto (Igiene degli allevamenti..), è aggiunto il seguente:

"Medicina legale, Risk Management e Governo Clinico". (329)

Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Mattana - Corrias - Pirisi - Barracciu - Orrù - Cherchi Silvio - Floris Vincenzo - Lai - Marrocu

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.1

Alla fine del quinto capoverso, dopo le parole (…La Maddalena, Quirra) sono aggiunte le seguenti:

"Per queste aree con il presente piano si stabilisce l'avvio di una indagine scientifica regionale che stabilisca la presenza di eventuali correlazioni tra la incidenza di alcune patologie genetiche e tumorali e la presenza di fattori ambientali o umani presenti in quel territorio." (197)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Premessa

All'ottavo capoverso, (Legame ambiente-salute), alla ventiseiesima riga, dopo la parola "..Quirra." è aggiunto il seguente:

"L'eventuale rilevazione di significativi fattori di rischio per la salute, collegati alle attività industriali e militari ancora in essere, sarebbe un fatto di gravissima rilevanza, tale da imporre un immediato intervento correttivo delle cause da parte della Regione. E' infatti evidente che un eventuale danno alla salute, non può tassativamente, in nessuna maniera e in nessun caso, essere barattato con qualsivoglia vantaggio economico per la popolazione." (330)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.0

Al secondo capoverso, alla quinta riga, dopo le parole "mira a:", è aggiunto il seguente:

"Coerentemente con le indicazioni del Piano Nazionale Vaccini, dare corso alle azioni previste dal Piano Vaccini per la Pediatria, attualmente ancora disapplicato in Sardegna" (332)

Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.1

Dopo il paragrafo 1.1 (Igiene e sanità pubblica) è aggiunto il seguente:

"1.1bis - Medicina legale (D. Lgs. 229/19.06.99) art. 7 comma 2

La Medicina Legale non è più unicamente "complessa attività certificativi" ma attività specialistica articolata a tutto campo dalla Idoneità alla Invalidità, per l'intera Azienda Sanitaria.

Il Servizio di Medicina Legale persegue i seguenti obiettivi:

  • funzioni medico legali di medicina necroscopica e compiti di polizia mortuaria e la redazione del Re.N.Ca.M;
  • tutela sociale dei diversamente abili in un sistema integrato di accertamento;
  • sicurezza sociale e tutela della salute: giudizi medico-legali di idoneità;
  • tutela del diritto al lavoro: idoneità lavoratrice e tutela di controllo;
  • consulenze ed assistenza medico legale delle ASL e gestione del contenzioso;
  • consulenza medico-legale in materia di contenimento della spesa sanitaria (DRG. E SDO.);
  • collaborazione agli altri servizi per la prevenzione e gestione del rischio; valutazione degli indicatori di qualità assistenziale;
  • Definizione dei nuovi approcci al tema della sicurezza;
  • Istituzione e realizzazione dei registri della disabilità. (166)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.2

Dopo il titolo, è aggiunto il seguente:

"Il servizio di Igiene degli Alimenti è senz'altro tra i più meritevoli di attenzione, per il suo ruolo cruciale nel controllo della qualità delle derrate alimentari, della situazione igienica della produzione, della conservazione e della vendita degli alimenti. Le professionalità afferenti al servizio possono inoltre contribuire ad esercitare un ruolo fondamentale nella vigilanza della qualità della refezione nelle mense di comunità e, in particolare, in quelle scolastiche ove può essere attivata un'azione in collaborazione con le famiglie, finalizzata alla verifica della correttezza della complessiva alimentazione integrata dei bambini in età scolare" (333)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.2

Alla seconda riga, dopo le parole: "da perseguire", è aggiunto il seguente:

"Offrire attività di consulenza e collaborazione ai servizi di ristorazione, in particolare alle mense aziendali e scolastiche , finalizzata all'impostazione di progetti educativi mirati, rivolti a ridurre i fattori di rischio correlati ai disordini alimentari e prevenire l'obesità." (335)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.2

Alla seconda riga, dopo le parole: "da perseguire", è aggiunto il seguente:

"Vigilare sulla provenienza delle derrate alimentari, esercitando particolare attenzione nell'attività di repressione delle frodi e nei controlli sull'origine dell'alimento, con particolare rigore nella verifica dei potenziali veicoli di contaggio di malattie rare (Jacobs Kruetzfeld o "mucca pazza", botulismo etc.), di provenienza alimentare". (334)

Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.2

Al paragrafo 1.2 (Igiene degli alimenti e nutrizione) dopo il primo punto sono aggiunti i seguenti:

  • Verifica preliminare alla realizzazione e/o attivazione e/o modifica di imprese di promozione, preparazione, confezionamento, deposito, trasporto, somministrazione e commercio di prodotti alimentari di competenza e delle bevande;
  • Persegue la tutela delle acque destinate al consumo umano;

· Attivare la sorveglianza nutrizionale e gli interventi di prevenzione per la diffusione delle conoscenze di stili alimentari corretti e protettivi nella popolazione generale e per gruppi di popolazione attivando campagne su larga scala, di promozione della salute e della qualità nutrizionale. (168)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matte0 - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.2

Alla nona riga, al terzo punto, prima delle parole "attivare programmi...", aggiungere il seguente: "In collaborazione con l'ARPAS,…" (336)

Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.2

Dopo il paragrafo 1.2 (Igiene degli alimenti e nutrizione), è aggiunto il seguente:

1.1 bis Igiene edilizia e dell'ambiente.

Il piano promuove un'attenta valutazione del legame tra salute e ambiente, È noto infatti, che il benessere delle persone è direttamente collegato all'ambiente fisico nel quale gli individui vivono e lavorano. Il contesto ambientale è quindi uno dei pre-requisiti fondamentali per il miglioramento dei livelli di salute della popolazione. Salute, ambiente e sviluppo sono pertanto fortemente correlati e richiedono un efficace azione strategica per la crescita della Sardegna.

L'obbiettivo principale dei servizi di igiene edilizia e dell'ambiente è la tutela della salute pubblica dalle contaminazioni, pre-requisito per il miglioramento dei livelli di salute della popolazione.

Gli obbiettivi per il triennio del piano sono:

  • realizzazione di un capillare programma di prevenzione dai rischi di inquinamento di aria, acqua e suolo per la presenza di insediamenti fonti potenziali di emissioni e immissioni con conseguenti rischi per la salute umana e animale;
  • puntuale verifica sullo stato dell'ambiente e sui rischi per la salute attivando interventi di prevenzione sorveglianza e risanamento;
  • garantire il supporto tecnico igienico-sanitario per la verifica delle compatibilità ambientali e territoriali nei procedimenti di approvazione dei progetti di edilizia civile, artigianale, industriale e dell'allevamento;
  • partecipare al miglioramento degli standard di qualità della vita verificando i requisiti igienico-sanitari degli ambienti di vita e del lavoro;
  • avviare e potenziare i programmi di vigilanza e controllo sulle strutture di vita collettiva pubblica e privata (scuole, alberghi e strutture ricettive, strutture sanitarie e socio-assistanziali, impianti sportivi, cimiteri etc.) e sulle attività potenzialmente fonti di rischio (centri estetici, di cosmesi, di tatuaggio e piercing rtc.);
  • verifica degli effetti sulla salute collettiva dovuti all'inquinamento atmosferico, del suolo e delle acque;
  • programmare e attivare indagini epidemiologiche sulle popolazioni al fine di individuare correlazioni tra stato dell'ambiente e salute umana;

Sono competenze del servizio le attività di prevenzione non riconducibili alle competenze dell'ARPAS ex art. 17 L.R. N. 6/2006. (167)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.3

Al secondo capoverso, nel contesto del primo punto, alla terza riga del capoverso, dopo le parole "… le ASL", è aggiunto il seguente: ", in stretto raccordo con i Servizi di Medicina Legale," (337)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.3

Al secondo capoverso, alla fine del terzo punto, alla decima riga del capoverso, dopo le parole "… e di lavoro", è aggiunto il seguente:

", anche attraverso la indispensabile revisione dell'attuale normativa di legge regionale, troppo burocratizzata e farraginosa per poter essere realmente efficace." (338)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.4

Nel primo capoverso, alla decima riga, dopo le parole "… settore agroalimentare.", è aggiunto il seguente:

"Persistono in Sardegna abitudini tradizionali, legate all'allevamento familiare e alla macellazione diretta, che sono fortemente radicate nella cultura regionale e possono rappresentare un fattore di peculiarità compatibile con la normativa vigente, qualora adeguatamente supportate da un'efficace azione di educazione e di controllo sanitario, effettuata dalle ASL." (345)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.4

Nel primo capoverso, alla diciassettesima riga, dopo le parole "… della Sardegna", è aggiunto il seguente:

"e degli operatori impegnati nei progetti regionali assegnati all'ARA, per i quali si rende indispensabile un intervento regionale definitivo, che vada verso la istituzionalizzazione dell'intervento programmato e verso la stabilizzazione delle professionalità". (346)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.4

Alla fine del secondo capoverso, è aggiunto il seguente punto:

"collaborazione con i Comuni nell'attività di prevenzione del randagismo, anche alla fine di realizzare un monitoraggio regionale sul rischio epidemiologico di malattie diffusive nell'ambito del patrimonio animale allo stato randagio, selvatico e brado". (339)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.4

Alla fine del secondo capoverso, è aggiunto il seguente punto:

"Attivazione di programmi di ricerca e di indagine epidemiologica, anche in collaborazione con l'IZP, finalizzati alla valutazione di eventuali rischi, nel contesto del territorio regionale, di propagazione antropica di malattie a provenienza animale": (340)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.4

Al quarto capoverso (Il servizio di igiene degli Allevamenti), alla sesta riga, dopo il primo punto, è aggiunto il seguente:

"Specifica vigilanza e protezione sanitaria, con attivo monitoraggio del rischio, delle specie animali che rappresentano tipica e peculiare ricchezza del patrimonio faunistico sardo". (341)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.4

Al quarto capoverso (Il servizio di igiene degli Allevamenti), alla sesta riga, dopo il primo punto, è aggiunto il seguente:

"Predisposizione e adeguamento finanziamento all'interno della Legge Finanziaria 2007 di un progetto obiettivo mirato a fiancheggiare l'attività della proprietà pubblica nella protezione dal rischio sanitario generico e dalle patologie endemiche e nell'attivazione di misure sanitarie rivolte alla tutela dal rischio di estinzione della specie equina denominata "Cavallino della Giara". (342)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.4

Al settimo e penultimo capoverso, dopo le parole "Obbiettivo prioritario del PSR", è aggiunto il seguente: ", per il quale verranno predisposti adeguati e specifici interventi economici nel contesto delle manovre finanziarie del triennio di vigenza del presente Piano," (343).)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Vorrei sapere se dobbiamo dividere anche la Parte seconda con i capitoli, oppure se questa volta si esaminano il primo e il secondo capitolo insieme e poi gli altri tre insieme. Chiedo che venga ricordato il metodo di lavoro.

PRESIDENTE. Chiarisco che adesso si procederà alla discussione per capitoli, iniziamo dal primo punto della Parte seconda, relativo alla Prevenzione, proseguiremo con quello sul Distretto e poi sulla Rete ospedaliera. Va bene?

E' iscritto a parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, colleghi, la Parte seconda del Piano, ovvero quella che individua i cosiddetti obiettivi di sistema, rappresenta il cuore politico del vostro lavoro per la redazione del Piano. E' proprio in questa parte che noi cogliamo le incongruenze della vostra idea di sanità e l'impossibilità di realizzare ciò che voi vi proponete e proponete ai sardi. Badate, non credo che sia soltanto una questione di risorse, che fra l'altro sappiamo non ci sono, anche per i tempi che vi siete dati, nel senso che tutto il Piano e soprattutto questa Parte sono infarciti di date e scadenze che sappiamo non riuscirete mai a rispettare. Sono certo che lo sapete anche voi, a meno che non si tratti di termini ordinatori, come dicono i giuristi; ovvero di termini per i quali, anche se non fossero rispettati, non cambierebbe nulla, perché rappresentano soltanto una indicazione e al loro mancato rispetto non consegue una decadenza, né alcuna forma di sanzione.

Fra tre mesi, ad esempio, noi andremo a vedere se, come promettete, la Regione, cioè voi, avrà predisposto le direttive per l'istruzione del Dipartimento di prevenzione. Questa è soltanto una delle cento scadenze che voi elencate e sciorinate in questo Piano, dando sfoggio di tanta cultura manageriale della sanità e nascondendo il vero limite del Piano: l'assenza di soldi per realizzarlo. Quella carenza finanziaria di cui ormai noi parliamo da settimane e che anche nel lavoro in Commissione, nonostante tutto, abbiamo evidenziato.

Parlando delle ragioni e dei bisogni che giustificano l'adozione di questo Piano, voi elencate le criticità della gestione della sanità in Sardegna; non che non ce ne siano, su questo certamente siamo d'accordo anche noi, ma divergiamo profondamente sulla retorica con la quale voi dite che il problema "sanità" sarà avviato a soluzione. Noi siamo d'accordo sul fatto che i bisogni dei pazienti sardi non sono sufficientemente analizzati, non siamo d'accordo quando proponete di istituire, anche in questo caso, una commissione scientifica, cioè l'ennesima. Per sapere che la sanità è richiesta in tutta l'Isola, certamente non occorrono scienziati; per sapere che la sanità è un diritto che non dappertutto in Sardegna viene garantito nella stessa identica quantità, anche per questo, certamente, non servono i Premi Nobel. La vostra visione vi impone di fare abbondante ricorso alle citazioni, comprese le dichiarazioni di principio dell'Organizzazione Mondiale della sanità, che citate a pagina 48, e che noi condividiamo come voi, ci mancherebbe! Diteci allora come rispetterete le prescrizioni dell'OMS, continuando a tagliare i servizi e chiamando razionalizzazione questo taglio?

Voi individuate (anche qui siamo d'accordo trattandosi di una banalità, di un dato ovvio) una correlazione fra salute e ambiente. Dunque, la salute o la mancanza di salute vanno a braccetto con l'ambiente, che può essere salubre o degradato. Voi vi spingete anche oltre, affermando che la situazione ambientale attuale registra una forte pressione nelle aree sarde e, allora, siamo convinti che laddove c'è l'industria pesante, ci sono problemi di origine ambientale. Ma, dopo che abbiamo scoperto tutto quanto questo, abbiamo i soldi per cancellare le fabbriche del Sulcis, di Portotorres, di Sarroch o Macchiareddu? Avete i soldi per bonificare queste aree? Nel frattempo, dobbiamo pensare anche a dare un lavoro a chi lo perderà, in conseguenza appunto della chiusura dell'industria pesante. Se quei soldi non li avete, se quella riconversione non è immediatamente operabile, suona come una presa in giro grottesca quella correlazione tra salute e ambiente nella quale voi vi profondete. Noi non ci eravamo arrivati a capire che l'industria pesante, senza l'adozione delle migliori tecniche di prevenzione e di smaltimento dei rifiuti, è un rischio per la salute di migliaia di persone. Non ci eravamo arrivati, ci state illuminando voi. Allora finite di illuminarci facendoci sapere se il presidente Soru ha, in cassa, i fondi necessari per operare una riconversione, una bonifica dell'ambiente della Sardegna. Noi saremo felici di essere smentiti; nell'attesa che lo facciate, evitate di dirci, in maniera molto semplicistica, che l'industria non fa bene all'ambiente.

Anzi, a volte uccide più della norma, avete importato negli anni '70 questa economia industriale, in Sardegna, uccidendo la civiltà agro-pastorale che chiedeva soltanto di essere ammodernata. Tornando agli anni '70, ricordo in quei tempi, quando toccare dal vivo un operaio, un ex pastore vestito da operaio, era come toccare il cocchio di Sant'Efisio il primo maggio. Nemmeno una parola in merito al paragrafo dedicato alla prevenzione e alla sicurezza negli ambienti di lavoro, perché tanto in Sardegna il lavoro era poco prima, adesso meno, molto meno di prima. Con il vostro Governo, noi stiamo ottenendo questo risultato e, se non ne siete convinti, basta uscire da questo Palazzo, chiedere ai sardi cosa ne pensano, capire se intravedono un futuro radioso e vedono oggi invece il sereno oppure se si sentono con l'acqua alla gola oggi e domani magari sopra la testa. Dunque, io chiederei al presidente Soru, prima di discutere di sicurezza sul lavoro, parliamo di lavoro e basta e poi di sicurezza. Perché a noi, prima della sicurezza sul lavoro, ci interessa la sicurezza del lavoro.

Infine, vorrei dire anche due parole su qualcosa che manca. Parlo del fenomeno del randagismo, in questo Piano sanitario, che parla di tutto, forse due parole potevano essere spese. Ci abbiamo pensato noi con un emendamento, primo firmatario il collega Vargiu, per una collaborazione con i comuni per un'attività di prevenzione del randagismo. In effetti l'abbandono irresponsabile dei cani, da parte dell'uomo, soprattutto in alcuni periodi dell'anno, assume realmente dei livelli preoccupanti. Certamente è un fenomeno in crescita che non accenna a diminuire, l'animale che è lasciato solo non è abituato a procacciarsi il cibo e spesso muore di fame o di sete, in più gli animali che vengono lasciati ai bordi delle strade a volte causano degli incidenti automobilistici. Il randagismo, in special modo quello urbano, è materia che potrebbe essere inserita in un Piano sanitario perché se non può interessarci la salute di questi poveri animali, dobbiamo invece preoccuparci per le implicazioni di ordine igienico, sociale e sanitario col rischio di epidemie per l'uomo o per altri animali.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, anch'io condivido alcune delle considerazioni che ho sentito esprimere dal collega Licandro e cioè che siamo arrivati a un capitolo che è il nocciolo dell'intero Piano sanitario; anzi, io direi che i noccioli sono due, ovviamente uno è la Rete ospedaliera, compresa all'interno della Parte seconda, però il problema della prevenzione, che oggi, in questo momento, stiamo discutendo, in realtà funge da corollario (non è un caso che sia stato messo all'interno della stessa Parte) a tutti i ragionamenti che noi andremo a fare sulla Rete ospedaliera.

Anche sulla valutazione che voi fate relativamente alla prevenzione, noi abbiamo cercato, con l'attività correlata agli emendamenti, di iniziare un ragionamento con voi, nel senso che, riunendoci in modo informale con la Commissione sanità allargata, come abbiamo fatto nella saletta accanto, esaminando finalmente nel merito gli emendamenti ad uno ad uno, è apparso evidente che gli emendamenti che erano stati presentati avevano tre diverse tipologie: emendamenti di principio, sui quali noi enunciavamo dei principi politici che erano diversi o dei principi di tipo ideale o di quelle che voi definite ovvietà, nel senso che alle vostre ovvietà aggiungevamo nostre ovvietà, quindi sono stati emendamenti sui quali (essendo differente l'impostazione originaria che ciascuno di noi dà al Piano, nel senso che voi ne date una, ed è legittimo quello che fate, e noi ne diamo un'altra), ci siamo compresi finalmente sulla differente impostazione e, nel comprenderci, voi avete compreso che alcune delle cose che noi vi segnalavamo avevano una ragione d'essere.

Poi ci sono stati altri emendamenti più concreti perché intervenivano su parti importanti del sistema della prevenzione, dell'igiene e della sanità pubblica, eccetera, su cui voi ci avete detto di avere delle chiusure di carattere metodologico e ideologico, nel senso che questi emendamenti erano frutto degli obiettivi precisi di Piano, quindi obiettivi irrinunciabili. Ci siamo compresi anche su quelli, perché ovviamente voi avete diritto a scrivere il Piano, noi vi seguiamo su questo diritto contestandovi punto per punto le cose sulle quali non siamo d'accordo senza contestarvi però il fatto che voi abbiate il diritto di scrivere ciò su cui non siamo d'accordo e di fare, sino a quando non scadrà il vostro mandato, tutto quello che voi intendete fare, perché avete preso un impegno con i sardi sul quale noi non siamo d'accordo.

Poi ci sono altri emendamenti che sono relativi ad aspetti di carattere tecnico, quindi non esistono né divergenze di carattere ideologico, né divergenze relative agli obiettivi di Piano, ma esiste semplicemente una impostazione che può essere tecnicamente differente sulle cose tra noi e voi. Allora, uno di questi emendamenti è quello relativo all'istituzione dei servizi di medicina legale… Presidente, io solo perché sono rimasto senza voce nel corso della kermesse

PRESIDENTE. No, ha ragione, onorevole Vargiu, bisogna che i colleghi rispettino chi parla. Prego.

VARGIU (Riformatori Sardi). La ringrazio. Ecco, ci sono i servizi di medicina legale che noi vi proponiamo come un'esigenza reale della sanità sarda, nei confronti dei quali vi chiediamo un atteggiamento di disponibilità che non ha niente a che fare con l'ideologico, al massimo con il metodologico. Perché ve lo chiediamo? Intanto, siccome siamo abituati a guardare anche fuori dei confini sardi, l'istituzione dei servizi di medicina legale non ha nella Regione sarda una Regione capofila, al massimo è una Regione che viene al traino dopo che altri lo hanno già fatto, ma il motivo fondamentale è andare a vedere perché gli altri lo hanno già fatto. Anche perché voi stessi, autonomamente, raccogliete, all'interno del Piano, un'indicazione che è tipica dei servizi di medicina legale e cioè quella relativa al risk management. Io capisco che, per colleghi che, giustamente, non hanno un'esposizione nel settore sanitario che li obblighi ad avere l'aggiornamento in tempo reale su ciò che sta succedendo, molte delle parti che stiamo discutendo possano apparire eccessivamente tecniche, però sicuramente anche per coloro che non si interessano di sanità c'è un dato che è assolutamente immediato nella percezione, cioè che ci sono problemi, nella sanità odierna, che vent'anni fa non c'erano.

Vogliamo parlare dell'eutanasia? L'eutanasia ha inserito nella sanità una serie di problemi legati ai comitati etici, legati ai problemi di deontologia professionale e di deontologia più allargata che oggi sono in mano (per quanto riguarda non dico la soluzione del problema che è ancora in mente Dei, ma per quanto riguarda il tentativo della gestione) alle unità che si occupano di medicina legale. Parliamo del contenzioso tra medico e paziente, quello che ha reso necessaria l'istituzione degli UU.RR.PP. Vent'anni fa una denuncia di un medico in tribunale era, per motivi di carattere culturale, non certo perché si sbagliasse di meno, un'eccezione. Oggi, esiste un'attenzione, nei confronti dell'operato medico, sicuramente e largamente giustificata per i mille progressi della medicina e per i mille progressi della cultura del paziente nei confronti della dipendenza verso il medico, che comporta problemi che sono diventati enormi nella gestione della medicina, perché l'aumento del contenzioso medico legale ha comportato, per contro, l'aumento della cosiddetta medicina difensiva, cioè di quell'atteggiamento del medico che, per evitare la denuncia, impropriamente inventa una serie infinita di esami a cui sottoporre il paziente, che sono un costo sanitario forte per il sistema, che hanno una ricaduta notevole sulla gestione delle singole Aziende sanitarie e dei bilanci. Per cui è ovvio che oggi ci sono problemi che un tempo non c'erano.

Ma voi pensate ancora a quello che viene definito il governo clinico, quindi la partecipazione complessiva del mondo degli operatori sanitari, ma anche del mondo esterno rispetto alla gestione delle cose; voi pensate a tutto ciò che riguarda il risparmio in sanità, al giudizio sull'eticità del risparmio in sanità, quindi alla verifica di quali siano le situazioni di risparmio, al controllo della qualità, che viene esercitato sulle prestazioni e sul risparmio. Voi pensate soprattutto alle necessità di aggiornamento del sistema per chi, come me, si è laureato 20 anni fa, io, di risk management, vent'anni fa non ho mai sentito parlare, e come me non ne ha sentito parlare il dottor Cachia, che fa il medico, il quale di risk management ha sentito parlare adesso negli ultimi anni. Allora, anche la cultura del medico, rispetto alle problematiche della medicina legale, della malpractice, del governo clinico, del risk management, è tutta una cultura da rifare, perché il rifacimento della cultura del medico crea una consapevolezza che oggi non c'è sui doveri del medico e sul rischio che il medico ha sia nei rapporti col paziente che nella gestione complessiva dei suoi rapporti all'interno dell'azienda, così come comporta un'acquisizione, per chi è dipendente, della consapevolezza che la nuova funzione di dirigente, che la legge attribuisce al medico dipendente, ha in sé sia elementi positivi che elementi di obbligo nei confronti della complessiva gestione del sistema, che comunque devono tradursi in un atteggiamento differente rispetto a quello che avevo io il giorno che mi sono laureato.

Quindi ci sono problemi emergenti, all'interno del settore, che chiedono una risposta diversa rispetto a quella che si è data nel passato. E la risposta diversa non può che essere l'adeguamento della struttura delle aziende rispetto alle nuove necessità, adeguamento che non può che essere fatto attraverso dei servizi autonomi e non sono l'ennesimo servizio autonomo che si occupa di una cosa inesistente. Sono una risposta obbligatoria ad esigenze nuove del sistema, perché nessun'altra branca della risposta sanitaria sta attraversando, in questo momento, una rivoluzione così ampia quale quella legata ai rapporti tra il medico e il paziente. Oggi i rapporti tra medico e paziente sono totalmente cambiati, i rapporti tra il paziente e la struttura sanitaria sono totalmente cambiati, i rapporti tra il paziente e la risposta che il paziente attende non sono più fideistici come erano 20 anni fa, 30 anni fa, ma sono, giustamente, di confronto continuo che tende al miglioramento della prestazione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, colleghi, colleghe, la Parte seconda del Piano sanitario, con gli obiettivi di sistema, è la parte più prettamente impostata sui servizi territoriali, sul quale questa maggioranza vorrebbe impegnarsi e impegnare soprattutto le nuove scelte, quelle che, della "833" del 1978, non hanno avuto attuazione, se non in parte, e vorrebbero essere la scelta politica che caratterizza, in modo particolare, questo Piano, tant'è che quando si va a trattare di risorse si pensa pure all'inversione di tendenza nell'impegno delle risorse per la sanità in Sardegna, portandone la maggior parte sui servizi territoriali.

Questo non basta, non basta perché, purtroppo, anche stamattina ci siamo resi conto che, in termini culturali, non si ha ancora notizia certa sulla volontà di attuare questi cambiamenti. Si arriva addirittura alla anacronistica sensazione che si confondano le funzioni della sanità pubblica con quelle della profilassi. Ma su questo poi avremo modo di approfondire, quando si passerà all'esame degli emendamenti.

La cosa che mi urge far presente, parlando di prevenzione, è che non si sia spesa una parola sulle tematiche inerenti le peculiarità di un sistema territorio da cui emerge buona parte delle problematiche sanitarie, cito tutte le emergenze sanitarie che oggi stiamo vivendo, dalla blue tongue alla trichinellosi e così via, per cui c'è contrasto con quello che ha affermato qualche giorno fa il dottor Frau, per il quale non avremmo bisogno di avere delle leggi specifiche per affrontare le diverse patologie, invece noi abbiamo bisogno, di volta in volta, non solo di una legislazione specifica, parlo della peste suina africana, della trichinellosi e così via, ma delle altre campagne che sono state attivate anche di recente.

La carenza più grossa, della quale anche stamattina abbiamo dovuto discutere, è il randagismo dei cani. Si è appunto ottenuta la condivisione da parte dei colleghi della maggioranza della necessità di avere, da parte dei servizi di prevenzione, un'attenzione per il randagismo. Ma abbiamo dimenticato un qualcosa di cui tutti, anche chi non è medico, è a conoscenza, per casi vissuti magari in famiglia: dal randagismo dei cani ha origine una patologia, l'idatidosi, che in Sardegna impegna quotidianamente le sale della chirurgia generale in trattamenti chirurgici su pazienti da essa affetti. Bene, caro Assessore, l'idatidosi per la Sardegna è una piaga per la quale mai, e tanto meno in questo Piano, si è voluta accendere una luce per iniziare a provare davvero la sua eradicazione. Questa è la carenza più macroscopica che noi segnaliamo nel Capitolo "Prevenzione".

Ma le carenze non sono solo sanitarie, sono anche strutturali. Il collega Vargiu, poc'anzi, parlava della necessità di un confronto politico, di una politica sanitaria che veda una prevalenza del sistema che si intende attivare, quello del Dipartimento di prevenzione, nel quale si è badato più al mondo animale che a quello umano. Già in Commissione noi abbiamo avuto l'opportunità di presentare una proposta per rendere ragione di una funzione specifica dei servizi territoriali, ovvero della medicina legale, ma quando lo rileviamo, ci sentiamo opporre delle resistenze per il fatto che si pensa che la medicina legale sia solo un problema connesso al risk management. Detto in questo modo, potremmo dire che forse non rendiamo ragione a sufficienza su questo tema, perché se davvero noi avessimo la concezione precisa di che cosa sta avvenendo anche nelle altre Regioni italiane, noi avremmo la conoscenza precisa che almeno sei Regioni, nella loro pianificazione, hanno già istituito il servizio di medicina legale. Non capiamo questa ostinazione soprattutto nei confronti di una professionalità, quella della medicina legale, che assicura, oggi, anche la possibilità per i trapianti; senza la presenza di un servizio che assicuri, appunto, il rispetto delle procedure previste nel campo dei trapianti, non sarebbe possibile avere neanche i nostri centri trapianti funzionali e addirittura centri di eccellenza.

Ma, oltre a questi aspetti che sono innovativi e che fanno parte delle iniziative assunte… Presidente, per cortesia, invece che parlare e distrarsi anche lei, può garantire… Presidente Spissu…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu.

Onorevole Marracini, prego.

CONTU (F.I.). No, che grazie! Presidente Spissu, lei è proprio fuori dall'Aula in questo momento.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, pensavo che lei avesse finito.

CONTU (F.I.). Anche io pensavo che lei mi stesse ascoltando, Presidente.

PRESIDENTE. No, io faccio anche altro, onorevole Contu. Ascolto molto.

CONTU (F.I.). Perfetto, però è mezz'ora che la sto richiamando all'attenzione dell'Aula.

PRESIDENTE. Qualche secondo mi distraggo. Prego.

CONTU (F.I.). Perché se devo presiedere io, faccio io, Presidente, sennò presieda lei, come è nei suoi compiti.

PRESIDENTE. E' a rotazione la funzione, basta essere eletti.

CONTU (F.I.). Va bene, gradirei recuperare il tempo che i colleghi stanno cercando di far perdere a me e a lei. Grazie. Continuo.

Quando nell'organizzazione del dipartimento si trascurano aspetti quali quelli esposti dai colleghi mi hanno preceduto, e che io stesso sto cercando di presentare all'Aula, stiamo sancendo il fatto che abbiamo bisogno di approfondire ancora l'argomento, cioè molto probabilmente, l'Aula, la maggioranza, non è ancora pronta per affrontare e discutere il tema, addivenendo a soluzioni condivise. Devo dire che, complessivamente, mi è sembrato di capire l'importanza che oggi la statistica sanitaria svolge nel campo della sanità, non dimenticando che la statistica, in generale, deriva proprio dall'epidemiologia sanitaria, e si è sviluppata come materia qualche decennio fa. Con questo voglio dire che i colleghi della maggioranza hanno colto la possibilità che una rete epidemiologica si costruisca attraverso degli uffici organizzati in ogni azienda sanitaria, per cogliere soprattutto quelle istanze, quelle denunce, da quei sensori che sono la medicina generale e la pediatria di base, che sono la base per poter indirizzare non solo gli studi, ma gli approfondimenti e, soprattutto, la programmazione degli interventi in campo sanitario e in campo sociosanitario. Davvero, se noi non realizziamo questa rete informatizzata che comunica, molto probabilmente noi non avremo mai la sensazione di quale sia la situazione sanitaria dei territori, soprattutto di quelli più lontani, della Regione sarda.

Altro aspetto sulla prevenzione: il legame ambiente-salute. Nella presentazione del Dipartimento di prevenzione, il legame che è stato analizzato… Vorrei concludere, Presidente.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole.

CONTU (F.I.). … è il legame che esiste tra ambiente e salute. Ci si è dimenticati gravemente che queste competenze a qualcuno devono essere attribuite. Il fatto di aver incardinato queste competenze nell'ambito di un servizio di igiene e sanità pubblica, molto probabilmente, rende ragione alle motivazioni che hanno caratterizzato l'istituzione del Dipartimento di prevenzione, ma soprattutto rende ragione alla necessità di avere nei servizi territoriali, comunque sia, svolte quelle funzioni di controllo, non solo sull'ambiente confinato, quindi sull'edilizia, ma anche sull'ambiente in generale; sto parlando di tutte quelle verifiche che erano svolte, in particolare, dall'ARPAS e che vengono svolte, invece, dai servizi territoriali, distrettuali del servizio di igiene pubblica.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.

MARRACINI (Gruppo Misto). Credo che la…

(Interruzione del consigliere Vargiu)

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Vargiu, non mi sono reso conto che sono le ore 14. Sospendiamo pertanto a questo punto la seduta che riprenderà alle ore 15, primo iscritto a parlare l'onorevole Marracini.

(La seduta, sospesa alle ore 14 e 02, viene ripresa alle ore 15 e 38.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, chiedo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. La verifica del numero legale verrà effettuata dopo il primo intervento per consentire il decorso dei termini temporali previsti dal terzo comma dell'articolo 91 del Regolamento.

E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

(Interruzione del consigliere Marracini)

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Marracini, era lei il primo iscritto a parlare, lo avevo anche annunciato.

E' iscritto a parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.

MARRACINI (Gruppo Misto). Io avrei lasciato volentieri, almeno per anzianità di servizio, la parola al collega, visto che l'altro giorno mi ha detto che non ero sportivo, insomma, tutto mi può dire ma che non sono sportivo…

Allora, questi dieci minuti in cui devo trattenere quest'Aula devo passarli in qualche modo e quindi ho bisogno di riflettere su un particolare che abbiamo saputo durante la pausa prandiale. Non c'è l'Assessore però! Comunque, ho saputo da colleghi medici che hanno partecipato ad una riunione ieri con il Direttore generale della ASL 8, come si chiama, quello che viene da fuori…

COCCO (La Margherita-D.L.). Gumirato.

MARRACINI (Gruppo Misto). … il quale avrebbe detto che questo Consiglio regionale è un talk show. Due sono le cose, o rientra nella fattispecie…

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Marracini, siccome mi sembra di interesse la cosa che dice, aspettiamo un secondo l'Assessore perché vorrei che la ascoltasse.

MARRACINI (Gruppo Misto). Nel frattempo dico qualche altra cosa. Ho anche altre cose…

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Prego, onorevole Marracini, riprenda il filo.

MARRACINI (Gruppo Misto). Dicevo, a rompere un po' quel clima, diciamo, costruttivo che si era creato da ieri portando molti di noi ad essere presenti qui, alle 8 e 30 del mattino, per prepararci per la riunione del gruppo di lavoro nell'interesse dell'approvazione di un Piano che tutti vogliamo portare a compimento nel modo migliore, dando tutti un contributo che riteniamo utile, sia da parte della minoranza che da parte della maggioranza, a rompere questo clima, durante la sosta prandiale, un collega medico mi ha chiamato (credo che non abbia chiamato solo me, ma tocca a me per primo parlare e voglio denunciare questa cosa gravissima, gravissima!) per dirmi che questo direttore generale che viene da fuori… come si chiama?

CONTU (F.I.). Gumirato.

MARRACINI (Gruppo Misto). Questo signore, che noi paghiamo profumatamente per venire qua a fare quello che non sta facendo, avrebbe detto in una riunione di medici che questo Consiglio Regionale della Sardegna è paragonabile a un talk show.

PIRISI (D.S.). A che cosa?

MARRACINI (Gruppo Misto). Ad un talk show, quelle trasmissioni di Costanzo dove si "cazzeggia". Allora, è una cosa di una gravità che credo meriti provvedimenti disciplinari immediati, cioè io chiedo la cacciata immediata del direttore generale della ASL 8 se confermata questa frase offensiva nei confronti di questa Assemblea, di tutti i sardi e di coloro che lo hanno chiamato, volontariamente o involontariamente, più quelli involontariamente, a ricoprire un ruolo che, a questo punto, dichiaro che non si meriterebbe, sempre se confermata questa informazione.

Mi dispiace, perché avevamo ripreso un rapporto intelligente (anche se ogni tanto ostacolato da chi invece dovrebbe aiutarlo, che non è seduto in questi banchi) che ha portato, tra l'altro, ad approvare velocemente ieri la prima parte di questo Piano e che questo pomeriggio ci porterà ad approvare il primo segmento della Parte seconda di questo Piano, mi auguro; e tutto questo deve avvenire per dare la possibilità a certi personaggi di gestire questo lavoro che noi stiamo facendo in maniera così faticosa, lavorando sino alle 2 di notte mentre essi vengono a dire che noi stiamo a fare i talk show! Siamo veramente al ridicolo! Anche per fessi! Io, per oggi, ho concluso gli interventi perché la notizia è stata veramente di pessimo gusto, quindi non mi sento più di intervenire, voterò e basta. Assessore, la prego di informarsi su questo ma di informarsi nella maniera giusta cioè con elementi corretti, da testimonianze dirette, perché, se così fosse, è suo dovere e suo compito cacciare questa persona non dalla ASL ma dalla Sardegna.

PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, conferma la richiesta di verifica del numero legale?

ARTIZZU (A.N.). Sì, però vorrei anche aggiungere una questione, Presidente.

PRESIDENTE. Se chiede il numero legale votiamo, se invece vuole intervenire lo fa nei modi e nelle forme opportune.

ARTIZZU (A.N.). Allora votiamo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Va bene.

(Appoggiano la richiesta di verifica del numero legale i consiglieri Vargiu, La Spisa e Ladu.)

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue la verifica)

Risultato della verifica

PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 44 consiglieri.

(Risultano presenti i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Dedoni - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - La Spisa - Ladu - Lai - Lanzi - Licheri - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pittalis - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Vargiu.)

Constato la presenza del numero legale, per cui do ulteriore corso ai lavori.

E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessore e colleghi, la Parte seconda, Obiettivi di sistema, parla della istituzione del Dipartimento di Prevenzione. Secondo quanto contenuto all'interno del Piano, questa istituzione dovrebbe essere la panacea di tutti i mali e quindi dovrebbe risolvere tutti i problemi passati, presenti e anche futuri della sanità. Questo Piano dovrebbe praticamente affrontare tutta una serie di problemi che riguardano, come dicevo, la prevenzione perché noi sappiamo che la prevenzione è oggi la forma più importante per una buona sanità, per gestire bene la sanità in Sardegna e non si può prescindere dal fatto che comunque si possa fare una buona prevenzione nell'interesse della salute del malato, ma anche perché questo ci permette sicuramente di risparmiare in termini di risorse e quindi di avviare un discorso davvero nuovo per quanto riguarda la sanità.

Peccato però che non ci sia ombra di quella che dovrebbe essere la prevenzione in Sardegna perché tutto viene rimandato alle direttive che sono ancora da emanare e sulle quali praticamente non sono indicati i tempi, i modi e le forme che dovrebbero caratterizzarle. Quindi oggi diciamo che si tratta di un Piano che individua soltanto criteri molto generali e senza indicare soprattutto con quali risorse noi dobbiamo attivare la prevenzione in Sardegna. Allora, Assessore, io credo che sia tempo di riempire di contenuti questo Piano; cioè dobbiamo dire realmente cosa vogliamo fare, perché da quanto scritto, oggi, sicuramente non si può dedurre ciò che realmente vuole fare la Sardegna. Allora diciamo che si tratta di un documento di buoni propositi, questo sì, condivisibili anche, però io credo che la gente abbia bisogno di capire in modo concreto che cosa questa Giunta regionale e questa maggioranza vogliono fare per la sanità in Sardegna, soprattutto per un comparto così importante quale quello della prevenzione.

Altro capitolo importante riguarda, appunto, la promozione della salute. C'è tutta una serie di buone raccomandazioni, di buoni propositi, c'è un'analisi abbastanza adeguata e sufficiente dell'attuale situazione della sanità in Sardegna, però anche qui vediamo che si rimanda tutto ai singoli settori di intervento. Allora io non so fino a che punto possa essere importante e fino a che punto possa servire un Piano redatto in questo modo. Noi dobbiamo dire chiaramente in questa fase cosa vogliamo fare e come materialmente e concretamente vogliamo creare prevenzione in Sardegna; da questi dati non si evince tutto ciò.

Noi possiamo tranquillamente dire che questo Piano è una celebrazione dell'importanza della prevenzione. Questo sì. Ci sono tante belle parole, tanti discorsi che riguardano la prevenzione però poi alla fine prevenzione non ce n'è. Io credo che fare prevenzione significhi anche individuare tempi, modi, risorse soprattutto; ma dove sono queste risorse se noi vogliamo fare veramente prevenzione? Tutto questo ci è oscuro, non è previsto nel Piano, ma non mi pare che sia emerso neanche nel dibattito che si è sviluppato e che si sta sviluppando all'interno di quest'Aula. Assessore, al di là dell'analisi e di tutte le giuste considerazioni che si stanno facendo, io credo che, in questa sede, noi dobbiamo dire concretamente cosa vogliamo fare.

Un altro discorso particolare che mi pare qualche altro collega abbia sollevato questa mattina, è quello relativo alla medicina legale. Questa non può essere relegata in un angolo della gestione della sanità, ma deve essere collocata in un ruolo adeguato, che le compete in Sardegna, cosa che non si vede invece da questa proposta di Piano. Io non so che cosa sia emerso questa mattina dal dibattito in Commissione sanità; spero che questa parte, relativa alla medicina legale, abbia avuto la giusta considerazione perché nel Piano è relegata ai margini, è scomparsa quasi completamente. Io credo invece che essa caratterizzi una fase importante del Piano stesso, insieme agli interventi concreti di cui vi parlavo prima, ai quali devono essere indirizzate appunto le risorse. Esse devono essere destinate alla gestione di una buona sanità, ad una buona prevenzione in Sardegna, soprattutto non rimandando a domani, ma indicando gli interventi valutati necessari per attuare questo capitolo importante della sanità in Sardegna. Io credo che sia tempo di dire cose concrete e non di limitarsi a semplici enunciazioni perché non è questo che la gente si aspetta.

In merito poi alle cose che diceva poc'anzi il collega Marracini, devo dire che non sono sorpreso più di tanto perché anche in altre occasioni sono state dette cose che non si dovevano dire nei confronti del Consiglio regionale che, nonostante gli impegni presi dall'Assessore e dal Presidente, mi pare si stiano continuando a ripetere. Allora, in Sardegna ci sono state persone che hanno trattato male la sanità e hanno trattato male tutto il mondo della sanità, che poi si ricorra anche a chiamare da fuori gente che tratta peggio degli altri la sanità non mi pare giusto. Credo che l'Assessore e il Presidente della Giunta regionale debbano davvero prendere provvedimenti seri perché non è assolutamente pensabile che un operatore della sanità, che dovrebbe avere rispetto del Consiglio regionale, rispetto delle istituzioni prima di tutto oltre che della sanità, si esprima in questi termini. Mi auguro che questo non si ripeta più e non mi riferisco soltanto al fatto che si tratta di una persona che è venuta da fuori, perché anche questo è discutibile, ma mi riferisco soprattutto al fatto che questi non sono comportamenti assolutamente accettabili da parte di persone che sono state delegate per fare cose che, lo stiamo vedendo, non stanno facendo.

PRESIDENTE. Abbiamo concluso la discussione generale su questa seconda Parte.

Io prego l'Assessore di verificare questa notizia che riguarda il Direttore generale della ASL 8, che è stata data anche a me. Se i termini sono quelli che ci sono stati riferiti, naturalmente sono molto gravi e penso che l'Assessore e la Giunta debbano assumere provvedimenti anche perché non è la prima volta che questo Direttore generale si lascia andare ad affermazioni poco consone al ruolo che lui riveste.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.

PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, Si esprime parere negativo sugli emendamenti numero 164, 165, 169, 76, 328; viene accolto l'emendamento numero 331. Si esprime ancora parere negativo sugli emendamenti numero 344, 160, 327, 323, 324, 325 e 326. Sull'emendamento numero 161 si esprime parere negativo, verrà sostituito da un emendamento orale al testo che eventualmente poi esprimerò dopo, così parere negativo anche sul "162"; mentre positivo è il parere sul "163" e negativo sul "329". Si invita al ritiro dell'emendamento numero 197. Parere negativo sull'emendamento numero 330, parere positivo sul "332"; parere negativo sugli emendamenti numero 166, 333 e 335. Gli emendamenti numero 334 e 168 sono accolti parzialmente. Parere negativo sugli emendamenti numero 336, 167, 337, 338, 345, 346, 340, 341, 342, e 343; parere positivo sull'emendamento numero 339.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Si esprime parere conforme, con la richiesta di sospendere l'emendamento numero 329 che riguarda il ruolo che deve avere la medicina legale necroscopica sulla quale è in corso un approfondimento, tenuto conto anche degli accordi che avevamo in qualche modo definito in sede di Commissione e sul quale ci riserviamo subito dopo di dare indicazioni per quanto riguarda la Giunta.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 164.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, esprimo il voto a favore dell'emendamento numero 164 con il quale si chiede la soppressione di una parte del Capitolo I "Prevenzione", esattamente della parte "Legame ambiente-salute". Assessore, quando in un Piano si vuol coniugare l'ambiente con la salute bisogna anche dotarsi degli strumenti per poterlo fare. Strumenti che permettano di esercitare le funzioni, di avere quindi una struttura, un organico che provveda a esercitare il ruolo ma soprattutto bisogna avere le risorse economiche necessarie. Quando ci si ostina a dire che le AA.SS.LL. devono svolgere il ruolo della tutela della salute andando ad agire sull'ambiente e quindi sulla prevenzione ambientale, vorrei sapere in che termini, quando, come, con chi e in quali ambiti queste funzioni devono essere esercitate, tenendo anche presente che, nella legge sull'istituzione dell'ARPAS, sono state demandate alle aziende AA.SS.LL. tutte quelle funzioni ambientali che l'ARPAS non è in grado di svolgere.

Dette queste cose, vorrei sapere se non si debba considerare pleonastico e pletorico inserire nel Piano la tutela dell'ambiente senza indicare il come, il perché e il quando. Allora io non posso condividere il parere, che è stato espresso dal relatore di maggioranza ma confermato dall'Assessore, secondo il quale si vuole lasciare, dentro l'ambito del Dipartimento di prevenzione, il legame ambiente-salute, quando si sta negando, in pratica, con i fatti, che questo esercizio possa avvenire. Sinceramente sono strabiliato, sarà l'ora postprandiale, sarà che sinceramente anche l'intervallo e le interlocuzioni che ci sono state non sono servite, ma qui si sta parlando tra sordi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io esprimo il voto a favore dell'emendamento numero 164. E' un emendamento di forte buonsenso, come ha sottolineato il collega Contu, poiché tutti quanti condividiamo l'esigenza di avere in Sardegna la miglior qualificazione possibile dell'ambiente che sia anche il miglior viatico possibile per la garanzia che non ci siano rischi di salute collegati a tossicità ambientali. Però, signori, bisogna anche intenderci su qual è lo strumento, nel senso che questo Consiglio regionale ha licenziato una legge all'interno della quale si prescrive il funzionamento dell'ARPAS, credo almeno un anno fa, e ad oggi non sappiamo quali siano state le azioni di competenza che l'ARPAS ha fatto e in tutto il Piano regionale ricorre assai raramente, forse mai, il termine ARPAS; è suggerito in qualche nostro emendamento ma non ha avuto accoglienza, quasi che non ci fosse nessun raccordo tra ciò che fanno le AA.SS.LL. in materia di prevenzione ambientale e di tutela della salute e ciò che deve fare l'ARPAS.

Insomma questo emendamento è sicuramente un emendamento che meriterebbe attenzione almeno quanto la denuncia che ha fatto il collega Marracini, che ha riferito delle cose in quest'Aula di una gravità inaudita tanto più dette da un consigliere di maggioranza, bene ha fatto il Presidente del Consiglio a raccoglierle. Io credo che la dignità di questo Consiglio regionale, che sta discutendo da giorni di Piano sanitario levando ore alla famiglia, levando ore ad altre attività della politica, levando tempo nell'interesse generale a cose che ciascuno di noi avrebbe ben volentieri fatto altrove, non meriti certo commenti di scherno e derisione che fanno il paio con commenti per i quali sono state già chieste le scuse da parte di questo Consiglio regionale ed è stata promessa la censura qualora fossero state vere da parte del presidente Soru.

Le scuse sono arrivate, perché le scuse sono arrivate in Commissione ma le scuse, noi cattolici sappiamo, Assessore, presuppongono il pentimento e l'impegno a non commettere più, mentre se non c'è né pentimento e né impegno a non commettere più, le scuse non servono più, nel senso che questo Consiglio regionale non può essere offeso da nessuno e non è neanche suo interesse che ci siano persone in giro che lo offendono perché poi cambia il clima in cui si discutono i provvedimenti. Quindi io voglio sapere se le cose dette dal collega Marracini sono vere e, se sono vere, sono di una gravità inaudita o, se non sono vere, allora il collega Marracini è un bugiardo o è male informato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io voterò a favore dell'emendamento soppressivo numero 164 proprio perché l'intendimento relativo all'emendamento è di eliminare una forte ipocrisia contenuta, a mio giudizio, nella prima parte di questa presentazione. L'ipocrisia è presto detta, è riferita al fatto che di politiche di tutela ambientale (in relazione naturalmente alla salute delle persone) non se ne fa cenno; se non un proclama iniziale, non se ne fa cenno. Non vi è assolutamente alcuna indicazione dentro il Piano sanitario regionale che sia riferita ad esempio a un problema grossissimo che abbiamo in Sardegna, e anche noi consiglieri regionali in questo momento qui all'interno, è il problema dell'esposizione al gas "radon", gas radioattivo; dentro gli ambienti, come in questo caso, abbiamo dosi che sono superiori di decine di volte alla soglia minima consentita e che espone la Sardegna ad un livello di radioattività ambientale elevatissimo.

Se l'Assessore avesse potuto prendere in osservazione uno studio fatto in 170 plessi scolastici della Sardegna avrebbe potuto constatare che il nostro livello di esposizione relativa al gas "radon" è di tale tasso elevato da farci davvero preoccupare, tanto più che la questione è riferita soprattutto ad ambienti diciamo anche chiusi ma relativamente legati al problema cosiddetto geologico; quindi noi, che abbiamo qui in Sardegna molta ricchezza di graniti e di materiali capaci appunto di produrre il gas "radon", evidentemente siamo ancora più esposti. Tengo a riferire naturalmente la complessità relativa all'associazione del gas "radon" con il problema del tumore polmonare, per capire che l'incidenza elevatissima che noi abbiamo del cancro polmonare è sicuramente riferito, essendo il secondo fattore individuato, a questo problema.

Ecco, non si fa menzione di questo come non si fa menzione della tutela dell'ambiente dal problema dei campi elettromagnetici, non si fa menzione della tutela per i gas di emissione, che assai spesso lei stessa, Assessore, ha potuto riferire...

PRESIDENTE. Onorevole Pisano, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AMADU (U.D.C.). Signor Presidente, colleghe e colleghi, credo che, mentre prosegue l'attento esame di questo cosiddetto Piano che noi contestiamo sia nel metodo sia nei contenuti, emergano quelle lacune, emergano quei vuoti, emergano quelle potenzialità che evidentemente la Giunta regionale e le forze della maggioranza avevano ad esso attribuito e, mentre preannuncio chiaramente anch'io il mio voto favorevole all'emendamento in esame, non sfugge a nessuno, tantomeno a noi naturalmente, la valenza di questa nostra iniziativa. Non deve esserle data un giudizio negativo piuttosto deve assumere connotati di positività.

Noi diciamo che non possiamo continuare con le grida manzoniane senza che ci siano riscontri in termini di operatività e di concrete iniziative che diano il senso e il segno preciso di una disposizione agganciata alla realtà per giungere alla soluzione di un problema di così grande importanza che invece viene solo enunciato. Viene qualche volta da pensare che, più che davanti a un atto di alta amministrazione, siamo davanti ad un atto di approfondimento scolastico o universitario fine a se stesso senza agganci con la realtà. Questo mi preoccupa personalmente, ci preoccupa, Assessore, perché non c'è il riferimento preciso. Certo noi possiamo dire che ci sono vari enti, altre realtà che dovrebbero essere occupate in questo però il Piano, se non è agganciato alla realtà, diventa una sorta di dispensa universitaria o di studi superiori chiaramente non più efficace per la finalità che evidentemente questo tipo di normativa si pone.

Allora dobbiamo in qualche modo rimediare, io chiedo ai colleghi della maggioranza di intervenire per chiarire, con precise indicazioni, se eventualmente ci sono le sinergie in termini normativi, concreti e di operatività. Chiedo anche all'Assessore di darci delle delucidazioni per evitare di continuare ad intervenire per cercare di convincervi di cose che sono palesi e chiare per le quali evidentemente non ci sono le risposte adeguate che noi chiediamo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, voterò a favore di questo emendamento. Mi vorrei soffermare, in questo intervento, su questo emendamento e sugli emendamenti a venire. La prevenzione è una parte determinante del Piano sanitario regionale per ciò che comporta. Ritengo che la prevenzione si possa riassumere in quattro capitoli importanti, che sono appunto: la prevenzione, la promozione della salute, la salute e la sicurezza degli ambienti di lavoro e la sanità veterinaria. Queste sei pagine non danno nessuna risposta a questi quattro grandi capitoli della prevenzione.

In modo particolare, devo dire che questi emendamenti sono l'arricchimento di un Capitolo che non è stato adeguatamente sviluppato. Dico questo perché, dietro lo studio della prevenzione e la programmazione della prevenzione, si nasconde la reale conoscenza della situazione sanitaria locale. Già alcuni colleghi hanno fatto l'esempio del randagismo, dell'echinococcosi, che scompare, non è tenuta presente come realtà tipica e caratteristica della nostra Regione. Questo è uno di quei capitoli che si può trasportare in qualsiasi altro tipo di proposta di Piano sanitario regionale. Ma, come abbiamo visto, la specificità è una cosa che manca in questo Piano e viene arricchita dagli emendamenti della minoranza. Gli emendamenti costringono a parlare di specificità, ad entrare a fondo sul sistema della prevenzione e a stendere e ad attirare la vostra attenzione sui problemi specifici della Sardegna.

Un problema specifico della Sardegna è il dottor Gumirato, non nuovo ad esternazioni su questo Consiglio regionale, non nuovo a richiami del Presidente del Consiglio sulla negazione di accesso agli atti, non nuovo ad etichettare il Consiglio regionale nei modi più folkloristici possibili, che sono stati ereditati anche da altri esponenti della Giunta, magari dallo stesso Assessore, nella definizione della Commissione sanità. In altre sedi, in altri luoghi, la Commissione è stata etichettata come oggetto scomodo ed insignificante per la stesura del Piano sanitario regionale. Lo dico qua, pubblicamente, nel Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, in riferimento al lavoro che stiamo svolgendo in maniera, diciamo così, non ufficiale con i componenti della Commissione più qualcun altro, diciamo che è un lavoro estremamente utile. Io stesso avevo proposto in Aula, qualche giorno fa, un'interlocuzione diretta fra chi ha presentato l'emendamento e uno dei relatori di maggioranza di questo Piano, proprio per evitare quegli atteggiamenti che voi avete sempre definito ostruzionistici, che però ci trovavano quasi costretti a continuare a spiegare le stesse cose, fino ad avere una risposta.

Certamente la discussione che è stata spostata in Commissione sta consentendo perlomeno di alleggerire notevolmente la grossa mole di lavoro e di avere un'interlocuzione ed un confronto certamente più utili. E' successo così anche stamattina per questo capitolo e per il paragrafo della prevenzione, è chiaro che purtroppo non ci troviamo d'accordo su tutto; è difficile in tempi così ristretti trovarsi d'accordo su argomenti importanti, del resto non si può nemmeno sottovalutare il fatto che molti emendamenti, presentati dall'opposizione, sono certamente serviti a migliorare anche il paragrafo della prevenzione, mi riferisco al randagismo… Io non so se posso continuare a parlare…

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Pisu, non vorremmo disturbare! Se vi disturbiamo, tacciamo un attimo! Grazie.

LICANDRO (F.I.). No, posso parlare anche più piano, così si sentono meglio!

Dicevo che, anche per un paragrafo così importante come la prevenzione, e io da operatore della sanità certamente non ho bisogno che qualcuno mi spieghi qual è l'importanza della prevenzione, siamo riusciti ad integrare, con molta umiltà ma anche con determinazione, quelle parti del Piano che erano carenti. Ad esempio, per quanto riguarda il randagismo, so che un nostro emendamento è stato accettato. Per tornare a questo emendamento specifico, voterò a favore di questo emendamento, perché non si capisce, senza un servizio apposito, come si possano accettare soltanto delle considerazioni di carattere generale. L'ho detto anche stamattina, nella discussione generale, noi sappiamo e ci rendiamo perfettamente conto che una valutazione molto attenta fra salute ed ambiente può essere promossa a parole, ma può essere promossa anche con i fatti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Intanto, intervengo per dire che voterò contro l'emendamento soppressivo di questo capitolo perché noi, come Rifondazione Comunista, riteniamo questo capitolo, un capitolo assolutamente rilevante, perché va nella direzione in cui, più di ogni altra, deve essere potenziata l'azione dell'amministrazione a favore della salute del cittadino, cioè verso la direzione della prevenzione. Il legame tra un ambiente sano e conseguentemente una salute più diffusa, più tutelata, delle popolazioni è un legame sicuramente strettissimo, per questa ragione noi riteniamo che questo capitolo abbia tutto il suo senso all'interno del Piano sanitario regionale.

Ciò detto, anche a rischio di essere in qualche misura ripreso, ma non credo che questo sia diciamo auspicabile, le notizie che ci sono pervenute, devo dire da diverse fonti, circa un comportamento oltraggioso nei confronti del Consiglio regionale da parte di funzionari dirigenti di questa amministrazione pubblica, non solo ci lascia esterrefatti, ma ci preoccupa, perché non è un fatto isolato. Non è un fatto isolato! E' un fatto ricorrente, in modo tale da far supporre una strategia che abbia come obiettivo l'abbattimento della rappresentanza popolare nelle sedi parlamentari e, in questo caso, nel Consiglio regionale. Cose di questo genere sono state il preludio di situazioni di costruzione di regimi autoritari, quando chiunque ritiene di avere titolo per censurare questo o quel consigliere regionale, ma soprattutto per censurare il Consiglio in quanto tale. Credo che una situazione del genere abbia la necessità di un'immediata spiegazione, e se ci sono elementi che confermano in tutto questi episodi, chiedo un intervento, diretto ed immediato, della Giunta per la rimozione dei colpevoli.

PRESIDENTE. Io darei la parola all'Assessore, così evitiamo magari di ripeterci su questo argomento che abbiamo già stigmatizzato.

Ha domandato di parlare l'Assessoredell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Io colgo ovviamente l'invito del Presidente del Consiglio ad accertare quali sono stati i fatti che hanno coinvolto, non so in quale momento, il dottor Gumirato, a riferirli tempestivamente e, se saranno accertati, a prendere le conseguenti decisioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Signor Presidente, inizio col dire che voterò a favore dell'emendamento numero 164 e mi chiedo anche come mai i colleghi della maggioranza abbiano accettato questo sub paragrafo, dopo che ci sono state, neanche un mese fa o un mese e mezzo fa, tutte le polemiche riguardanti il bando per la concessione delle ex miniere, o comunque delle zone minerarie della Sardegna, per attività di tipo turistico. Io leggo qui: "In particolare in Sardegna si registrano numerose aree a forte pressione ambientale, per la presenza di insediamenti industriali chimici, petrolchimici e metallurgici (Portoscuso-Portovesme, Macchiareddu, Porto Torres, Sarroch e Ottana), di siti minerari dismessi (Guspinese, Sulcis Iglesiente)…"; queste sono aree interessate a quel bando. Io mi chiedo come mai ci preoccupiamo in questo periodo di approvare un paragrafo così importante, quando i sardi convivono in queste aree, con questi rischi ambientali, da decenni. Se è possibile chiedo anche una risposta da parte dell'Assessore, altrimenti chiedo ai colleghi della maggioranza di fare almeno una riflessione.

Mi associo anch'io alle lamentele sulle dichiarazioni del direttore generale di Cagliari, dottor Gumirato, chiedendo che al più presto queste ultime siano accertate.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Presidente, Assessore e colleghi, mi trovo per più motivi invitato a parlare. Intanto ho evitato in un primo momento di intervenire in discussione generale su questo Piano, relativamente al quale non riesco a capire chi abbia elaborato questa parte, sicuramente chi ha scritto questo Piano, quando lo ha scritto, non si riferiva alla Sardegna. Si dimentica, per esempio, in questo settore che manca un Osservatorio epidemiologico nella nostra isola, oppure prevede l'eradicazione della tubercolosi bovina, della brucellosi bovina e ovicaprina, per le quali in Sardegna notoriamente è stato fatto un Piano di eradicazione che è già stato portato a termine. Tra l'altro, nel Piano, l'avevamo introdotta noi, è stato anche ricordato in Commissione, è stata prevista un'azione di controllo a livello di porti per impedire l'arrivo di queste patologie che infestano la nostra Isola.

Comunque anch'io mi trovo a sparare, come tutto il resto del Consiglio, su queste dichiarazioni che, se fossero vere, sarebbero assolutamente di una gravità inaudita. Tanto ormai sparare sul Consiglio è diventato lo sport in Sardegna, il buon esempio l'ha dato il Presidente della Giunta, è chiaro che le emanazioni della Giunta seguono a ruota e si sentono libere di dire qualunque cosa. Bene ha fatto il Presidente del Consiglio, per una volta, a parlare di provvedimenti seri, se queste affermazioni fossero accertate. Tant'è.

Voglio entrare nello specifico dell'emendamento, che prevede appunto la rimozione di una parte del paragrafo per quanto riguarda gli obiettivi di sistema, riguardanti il distretto, l'attività dell'igiene e dell'ambiente. Se non è previsto un servizio ad hoc che vigili sulla realizzazione degli obiettivi (qualcuno dice che dovrebbero far parte dei compiti istituzionali dell'ARPAS, ma l'ARPAS non se ne occupa perché nella legge istitutiva questi compiti non le vengono attribuiti e ce li rimanda indietro), chi se deve occupare? E' chiaro che un emendamento di questo tenore soppressivo ha un valore provocatorio: non è possibile infatti che vada in porto un Piano di questo tipo che prevede dei compiti senza specificare l'esistenza di un servizio che li debba assolvere. E' assolutamente impossibile, improponibile e impensabile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, io voterò a favore di questo emendamento. Non sarei intervenuto se non avessi ascoltato attentamente ciò che ha dichiarato il collega Uras, siccome i nostri interventi restano agli atti, riporto ciò che il collega Uras ha detto, cioè che lui non era favorevole a questo emendamento che sopprimeva la prevenzione; probabilmente si è sbagliato nell'esporre ciò che voleva dire, nessuno di noi è contrario alla prevenzione, anzi noi abbiamo sempre sollecitato maggiore interesse verso la prevenzione. Questa Giunta, che è in carica già da due anni e mezzo, inizia il paragrafo dicendo che in Sardegna la situazione della prevenzione è gravemente carente. Ma se è carente, è anche colpa vostra, Assessore. Cosa avete fatto in due anni e mezzo per questo settore? Sicuramente poco o niente. Vi siete preoccupati di altro.

Tra i signori, che sparano a zero sul Consiglio, c'è soprattutto questo direttore generale a cui faccio un minimo accenno, Assessore. E' il suo uomo di fiducia, è quello che lavora mattina, sera e notte in Assessorato. Assessore, se deve andare via il direttore generale Gumirato, bene farebbe a dimettersi anche lei, Assessore, perché è una sua emanazione. Bene farebbe a dimettersi anche lei, Assessore! Sicuramente, il dottor Gumirato, che spara contro il Consiglio regionale, e non è la prima volta, che spende e spande in Sardegna, abbiamo evidenziato già in più occasioni in quest'Aula le spese sostenute da questo signore per le cene fuori, con i suoi consulenti, in giro con le macchine dell'azienda, ebbene, questo signore deve lasciare la Sardegna, ma io mi auguro che molto presto la lasci anche lei, Assessore. Veramente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Noi voteremo a favore dell'emendamento perché condividiamo il suo contenuto e perché è un po' una provocazione. Il legame ambiente-salute è chiaro che rientra tra le cose più importanti della sanità, pertanto noi non riteniamo opportuno che se ne parli soltanto, ma che si attivi veramente. Non vorremmo che si producesse carta (così come si è prodotta carta quando abbiamo creato l'ARPAS, che mi pare non stia assolutamente funzionando) anche adesso con l'approvazione di questo Piano. Altra carta, perché, come dicevo prima, è troppo vago e non si capisce bene cosa si vuole fare e quali sono i suoi contenuti veri. Assessore, io ho letto e riletto adesso, in questo spazio di tempo, il capitolo; non faccio parte della Commissione sanità, però dai contenuti del Piano non si capisce davvero bene chi deve fare la prevenzione e chi deve fare la promozione della prevenzione.

Credo che, all'interno del Piano, si sarebbe dovuto specificare meglio che cosa vuole fare effettivamente la Regione sarda per quanto riguarda la prevenzione; però, siccome questo capitolo parla anche dell'assistenza veterinaria, Assessore, io le volevo fare un ragionamento riguardante l'attuale assistenza veterinaria in Sardegna. Oggi ormai i medici veterinari della ASL non vanno più nelle campagne a seguire le aziende; se un allevatore ha bisogno di un intervento da un veterinario, perché ha l'allevamento affetto da una qualsiasi epizoozia, si deve rivolgere ad un veterinario privato perché, all'interno della ASL, non ci sono veterinari che vanno a seguire i problemi delle aziende.

Ecco, esiste una norma specifica che, secondo me, va rivista, non è pensabile che oggi le decine di veterinari che ci sono in tutti i distretti sanitari facciano soltanto ed esclusivamente lavoro di ufficio e non si rechino nelle campagne. Bisognerebbe rivedere il ruolo dei veterinari, perché io credo che, come una volta, questi devono andare nelle campagne a seguire le aziende, cosa che adesso non stanno facendo più.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, come comprimario del talk show, anche io voglio intervenire su questo aspetto così inquietante che il collega Marracini ha opportunamente sollevato in Aula e sul quale alcuni colleghi dell'opposizione e anche della maggioranza sono già intervenuti, ma sulla cui gravità, francamente, io mi attenderei un intervento anche da parte dell'Assessore, in quanto effettivamente è assolutamente non ipotizzabile che, qualora questo episodio fosse realmente accaduto, il Consiglio regionale si limitasse ad una censura, ad una lamentela senza vederci più chiaro e senza approfondirlo. Così come mi sembra francamente assurdo il disinteresse ostentato dalla signora Dirindin nei confronti di quanto accaduto, se accaduto. Io non chiedo le dimissioni dell'assessore Dirindin, io anzi voglio fare, se mi degna della sua attenzione, un atto di fiducia nei confronti dell'assessore Dirindin, cioè sia lei, Assessore, sia lei a chiarire quanto accaduto, se accaduto; ci faccia sapere immediatamente se il manager della ASL ha effettivamente usato la definizione "talk show".

Non faccia così, prenda il telefono e lo chiami! Allora io, signor Presidente del Consiglio regionale, Presidente, Presidente, io chiedo a lei, signor Presidente, di sospendere momentaneamente i lavori del Consiglio per consentire all'assessore Dirindin di verificare e di riferirci se questo episodio è realmente accaduto oppure no e di riprendere il lavoro, con maggiore serenità, soltanto dopo che il Consiglio regionale sia stato reso edotto di quanto effettivamente accaduto. La ringrazio, signor Presidente, e le chiedo di farsi garante di quanto richiesto.

PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, io penso che la sua richiesta non sia accoglibile. Mi faccio garante delle cose che ho detto, quando ho parlato di questo argomento; aspetto che l'Assessore faccia, così come dichiarato, le verifiche che è necessario fare, e assuma, l'Assessore, il provvedimento opportuno, riferendo al Consiglio quale provvedimento intenda assumere. Non penso che dobbiamo sospendere il nostro lavoro, il lavoro prosegue perché è giusto che prosegua.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Io, sinceramente, non riesco a capire che cosa stia succedendo questo pomeriggio. Ogni fatto viene utilizzato per venir meno agli impegni e per venir meno ad esercitare le funzioni per le quali siamo stati chiamati a questo ruolo. Noi stamane non abbiamo lavorato in Consiglio perché la Commissione era impegnata per consentire un'accelerazione dei lavori, invece veniamo in Consiglio e su un emendamento, già oggetto di esame della Commissione, sul quale non c'è accordo, ci sono dieci o dodici dichiarazioni di voto, il che significa che andare in Commissione per trovare sintesi e dibattere veramente il Piano per poi andare avanti svolgendo la nostra funzione, è semplicemente un modo per prendere tempo e per continuare ad allungare, in modo incomprensibile, questo lungo dibattito del Consiglio regionale.

Così come è incomprensibile che ogni altro elemento venga utilizzato a questo scopo, anche sul fatto denunciato da Marracini, solo quando sarà accertato, io farò il mio commento e dirò all'Assessore di assumere le sue decisioni, perché credo che il diritto di difesa vada garantito a tutti, prima occorre accertare se un fatto che viene denunciato sia vero e dopo, come ha chiesto il Presidente del Consiglio a nome di tutti, si potranno valutare le eventuali azioni successive. Ma non utilizziamo questo argomento per non andare avanti rispetto agli impegni che abbiamo assunto!

Il Consiglio si difende non solo gridando contro Gumirato o contro chiunque altro lo offende, si difende anche andando avanti, esitando il Piano sanitario, svolgendo la nostra funzione e non utilizzando tutti gli argomenti per parlare d'altro, c'è stata un'istruttoria durante la quale si sono trovati i punti di caduta, su quelli andiamo avanti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Serra per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SERRA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, intervengo per dire che voterò contro questo emendamento. Entrando nel merito, ritengo che sia giusto votare contro emendamenti di questo genere, dove si tende a sopprimere interi paragrafi senza discutere in Aula di quello di cui si deve esattamente discutere. Quindi è proprio il tipo di emendamento che io non condivido.

Sull'altra questione, io volevo dire prima di tutto che io non intervengo in continuazione in questo Consiglio perché ritengo che si possa fare il dovere di consigliere anche senza intervenire su tutti gli emendamenti e su tutte le singole questioni, che vengono poste. Credo che nessuno di noi sia in grado di poter fare una cosa di questo genere,cioè intervenire su tutte le singole questioni.

Sul punto che è venuto fuori in questo momento, voglio dire semplicemente che non sono assolutamente d'accordo, ovviamente, su quello che sembra aver fatto il direttore della ASL 8; se è vero quello che è stato detto, occorre assolutamente prendere provvedimenti, però ritengo anche che si debba intervenire, in questa Aula, per dire che non possiamo prestarci a nessun tipo di strumentalizzazione. L'Assessore ha risposto in questi termini e io sono d'accordo con quello che ha detto; ribadisco che l'Assessore deve prendere queste decisioni, però non ritengo che si debba aggiungere nient'altro a quello che è stato detto e a quello che è stato fatto. Le strumentalizzazioni sono sempre strumentalizzazioni e ciascuno di noi ha anche il dovere di intervenirvi contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Presidente, intervengo brevemente, stimolato a ciò dall'intervento dell'onorevole Marrocu nonostante avessi detto che non avevo nessuna intenzione di parlare in questa fase dei lavori, però sono stato spinto a parlare dalla risposta ricevuta in seguito ai contatti avuti coi colleghi per gli emendamenti concordati in Commissione. Non c'è stata una risposta sulla richiesta del servizio di medicina legale nelle AA.SS.LL., finché questa risposta non esiste, essendo l'argomento serio e importante, mi ritengo libero da ogni impegno, libero di parlare su tutti gli emendamenti, di esprimere dichiarazioni di voto e quant'altro. Credo che, come me, molti altri colleghi del centrodestra, in attesa di questa risposta, si sentano liberi e svincolati da ogni impegno.

PRESIDENTE. Naturalmente fate come ritenete. Penso che non dobbiamo attendere niente, perché non è possibile che il Consiglio regionale si blocchi per qualunque cosa succeda fuori, più o meno grave che sia. Quindi, il Consiglio prosegue e l'Assessore farà quello che abbiamo chiesto che faccia.

(Interruzione del consigliere Liori)

PRESIDENTE. Accordi o non accordi. Ripeto, questo è un altro fatto. Noi proseguiamo nel lavoro.

(Interruzione del consigliere Contu)

PRESIDENTE. Onorevole Contu, lei è già intervenuto per dichiarazione di voto, quindi non le posso dare la parola.

CONTU (F.I.). Deve darmela sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ma non è possibile! Insomma, stiamo disordinando i lavori, l'ordine dei lavori è che continuiamo a rendere dichiarazioni di voto.

CONTU (F.I.). Lei non può dare la parola all'onorevole Marrocu e a me no.

PRESIDENTE. No, l'onorevole Marrocu è intervenuto per dichiarazione di voto. Onorevole Contu, per piacere, le chiedo scusa, mi consenta di dirigere l'Aula al meglio.

Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Signor Presidente, lei rappresenta tutti e, adesso, ce l'ha dimostrato. Noi abbiamo chiesto una sospensione per assecondare la richiesta del collega Marrocu. Sarebbero bastati due minuti per verificare la veridicità di quanto detto dall'onorevole Marracini (che è un collega di quest'Aula parlamentare eletto dal popolo sardo) e tutto sarebbe già risolto evitando tante discussioni inutili. Ieri abbiamo approvato la metà del Piano in due ore, dando disponibilità a rimanere oltre l'orario previsto, la volontà è di proseguire con i ritmi che ci siamo dati, però desideriamo avere chiarimenti sulle affermazioni del dottor Gumirato (che io non conosco personalmente ma suppongo sia una persona seria e bravissima nel suo mestiere) che mi darebbero fastidio, se vere, da parlamentare regionale.

Collegandomi al discorso del collega Marrocu, ricordo che dodici interventi (di cui quattro della maggioranza) hanno chiesto chiarimenti possibilmente entro il 14 gennaio. Non conosco i medici che erano presenti a quella riunione e che hanno sollevato il problema per portarlo poi in quest'Aula parlamentare, sta di fatto che una smentita in tempi rapidi ci permetterebbe di riprendere i lavori in modo serio e veloce, come abbiamo fatto ieri sera. Non ci stiamo tirando indietro rispetto agli accordi presi. Noi rispettiamo il lavoro serio compiuto dalla Commissione; però, per affermare la nostra esistenza, gradiremmo una minima risposta a un problema sollevato in quest'Aula.

Come ha detto il collega Uras, vorrei sapere qualcosa, ma non perché ce l'abbia con qualcuno in particolare. Il problema è stato sollevato da diversi esponenti, rappresentanti di partiti politici qua dentro, e un minimo di considerazione, non di indifferenza, almeno il rispetto formale spetta a quest'Aula parlamentare, che rappresenta ed elegge coloro che poi nominano le persone in quegli enti per amministrarci.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). La dichiarazione di voto è conforme a quella dei miei colleghi dell'opposizione, è quindi favorevole. Vorrei fornire,riguardo a quanto detto dall'onorevole Marrocu, un chiarimento che credo utile alla discussione. Noi stiamo utilizzando un metodo di lavoro che abbiamo ritenuto conveniente per affrontare meglio nel merito le questioni e per dare al lavoro dell'Aula una maggiore snellezza. Quindi, nel metodo continua ad esservi da parte nostra una disponibilità a proseguire ragionevolmente per affrontare tutte le questioni che sono contenute nel testo del Piano e negli emendamenti proposti dall'opposizione che, di fatto, costituiscono quasi una controproposta, di fronte a cui la maggioranza in alcuni casi è attenta, e in altri casi, pur essendo attenta, non condivide le proposte. Ma, tra alcune questioni fondamentali, vi è quella sollevata dai nostri colleghi che l'hanno seguita anche in Commissione, cioè l'istituzione dei servizi di medicina legale nelle AA.SS.LL. Essa costituisce un punto di interesse generale, non una questione particolare da risolvere, un contenuto di interesse obiettivo, complessivo e generale che riteniamo qualificante di questo Piano.

Allora, non è che basta soltanto incontrarsi, onorevole Marrocu, in Commissione, per risolvere il problema. Se in questo lavoro di approfondimento in Commissione, di fronte a proposte significative, chiare, di interesse comune, non c'è neanche una risposta, è chiaro che poi il lavoro dell'Aula si ingarbuglia. Quindi, vi chiediamo di esprimervi bene su questo argomento che è qualificante per il Piano.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 164. E' stata richiesta la votazione elettronica dal consigliere La Spisa. Prego i colleghi di prendere posto.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 164.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Uggias e Caligaris hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Biancareddu - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Floris Vincenzo - La Spisa - Ladu - Licandro - Liori - Milia - Petrini - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanciu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Davoli - Fadda - Gessa - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 63

Votanti 62

Astenuto 1

Maggioranza 32

Favorevoli 22

Contrari 40

(Il Consiglio non approva)

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, volevo chiedere la possibilità di una pausa di cinque minuti dei lavori, stando in Aula, per la verifica di alcuni emendamenti su cui non c'è una certezza di definizione del parere.

PRESIDENTE. Sospendo i lavori. Riprendiamo alle ore 17 e 05.

(La seduta, sospesa alle ore 17, viene ripresa alle ore 17 e 13.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori con la votazione dell'emendamento numero 165.

(Interruzione del consigliere Mario Floris)

PRESIDENTE. Onorevole Mario Floris, su che cosa intende parlare?

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Sul Regolamento.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris sul Regolamento. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, di fronte alle gravi affermazioni fatte da un consigliere regionale, lei si è rivolto alla Presidenza della Giunta perché l'Assessore o il Presidente accertino i fatti gravissimi denunciati in questa Aula ed eventualmente informino questo Consiglio regionale. Io credo che chi deve garantire e tutelare le funzioni e le prerogative del Consiglio regionale e dei consiglieri non sia la Giunta regionale ma sia il Presidente del Consiglio regionale. Se queste affermazioni fossero vere, si tratterebbe di un grave oltraggio nei confronti di questa Istituzione, siccome c'è la recidiva, io credo che sia il Presidente del Consiglio regionale a fare in modo che avvenga un accertamento rapido sulle denunce fatte e poi sia egli stesso ad informare gli organi di questo Consiglio.

PRESIDENTE. Onorevole Floris, andrà così. E' evidente che essendo il direttore generale nominato dalla Giunta, la Giunta deve al Consiglio regionale fornire tutte le spiegazioni e, come ha detto lei, il Consiglio regionale, attraverso il suo Presidente, sarà puntualmente informato e chiederemo alla Giunta di assumere conseguenti provvedimenti a seconda della veridicità o meno delle affermazioni che abbiamo sentito qui. Quindi sono d'accordo e penso che sia questa la procedura che dobbiamo usare e che useremo.

Continuazione della discussione delle partizioni del testo unificato "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. 11/A e Doc. 11 bis/A) del documento: "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11/A) e del documento: "Integrazione al Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11 bis/A)

PRESIDENTE. Torniamo, se ci riusciamo, al nostro lavoro e all'emendamento numero 165.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, non tornerò sull'argomento. Io voterò a favore dell'emendamento numero 165 anche perché non è un semplice soppressivo parziale. Credo che la lettura del sub paragrafo "Igiene e Sanità pubblica", soprattutto nel primo periodo, dia l'idea di quanto sia restrittivo quanto riportato nel Piano in cui si dice che: "Il principale obiettivo del Servizio di Igiene e Sanità pubblica è la lotta alle malattie infettive e diffusive.". E' talmente restrittiva questa parte che basterebbe leggersi quali sono gli obiettivi, definiti soltanto dai livelli essenziali di assistenza sanitaria, per rendersi conto di quanto sia restrittiva questa definizione. Soltanto i LEA potrebbero servire per aprire la mente a chi ha scritto questo paragrafo.

Colgo l'occasione anche, Assessore e Presidente, per dissociarmi totalmente dalla richiesta che è stata fatta inopportunamente da qualche collega nel chiedere le dimissioni dell'Assessore della sanità. Non mi associo a questa richiesta anche perché sono stato abituato al "chi troppo vuole, nulla stringe", perciò, una per volta; se noi chiedessimo troppo in questa fase, credo che rischieremmo di non ottenere niente. Bisogna essere cauti nelle richieste, chiederne una per volta e motivarle nel modo giusto. Anche perché, per questo percorso che si sta indicando, credo che, per chi sposa la politica del "tanto peggio, tanto meglio", sia più vantaggioso che le cose continuino a rimanere così, siccome noi non siamo di questa opinione, riteniamo che quanto si debba fare per il dottor Gumirato, come è bene esposto da altri colleghi di maggioranza e di opposizione, debba seguire il suo corso. Forse non c'è neanche bisogno di accertare più di tanto, viste le due recidive a cui si è esposto il direttore dell'Azienda sanitaria numero 8 e a tutti gli atti e alle delibere, che io non ho nessuna difficoltà a definire illeciti, che ha portato avanti in questo ultimo periodo ma, direi, in questi anni.

Per tornare al tema, invece, dell'emendamento, ritengo che sarebbe opportuno, anche se è provocatoria ovviamente la soppressione, che si guardi con maggior attenzione agli emendamenti successivi per cogliere le indicazioni di maggior chiarezza e approfondimento che essi propongono soprattutto in tema di igiene e sanità pubblica.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 165. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 169. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 76.

Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Chiedo la votazione nominale dell'emendamento numero 76.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 76.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Dedoni ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Capelli - Cherchi Oscar - Dedoni - Floris Mario - Liori - Milia - Rassu - Sanciu - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Corda - Davoli - Fadda - Gessa - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pittalis - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Serra - Uggias.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 43

Votanti 42

Astenuto 1

Maggioranza 22

Favorevoli 11

Contrari 31

(Il Consiglio non approva)

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli, sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Prima di proseguire, Presidente, io vorrei porre una domanda al relatore, per quanto riguarda l'emendamento numero 328; mi risulta che ci fosse un accoglimento, però lo abbiamo votato adesso e voi avete votato contro. Noi…

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). No, il "328" è da votare.

CAPELLI (U.D.C.).Scusi Presidente, quale emendamento ha posto in votazione?

PACIFICO (D.S.), relatore. Adesso dobbiamo votare il "328". Abbiamo votato il "76".

PRESIDENTE. Abbiamo votato il "76". Stiamo arrivando al "328".

CAPELLI (U.D.C.). Allora ritiro tutto.

PRESIDENTE. Se procediamo con ordine, evitiamo anche possibili confusioni che ci possono naturalmente essere trattandosi di molti emendamenti.

Metto in votazione l'emendamento numero 328, sul quale è stato espresso parere sfavorevole.

PACIFICO (D.S.), relatore. Favorevole.

PRESIDENTE. Favorevole?

PACIFICO (D.S.), relatore. Sì, favorevole, con una correzione. Posso?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, l'emendamento è accolto soltanto per le prime tre righe, fino alla parola "Regionale".

PRESIDENTE. Va bene. Quindi l'emendamento numero 328 è in votazione fino alle parole "Epidemiologico Regionale".

Metto in votazione l'emendamento numero 328 nel testo così modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 331. L'onorevole Capelli ha chiesto la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 331.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Atzeri - Barracciu - Biancu - Bruno - Calledda - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Fadda - Floris Mario - Floris Vincenzo - Gessa - Lai - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pittalis - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Vargiu.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 48

votanti 47

astenuti 1

maggioranza 24

favorevoli 47

(Il Consiglio approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 344. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione il testo del Capitolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 160. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 327. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 323.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, esprimo il voto a favore di questo emendamento. In realtà mi ero prenotato per il precedente e mi prenoterò per il successivo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 323. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 324.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Io faccio la dichiarazione di voto sugli emendamenti numero 324 e 325 che sono due emendamenti dello stesso tenore; sottolineano un problema che, quando ne abbiamo discusso questa mattina, in realtà è stato considerato meritevole di considerazione pur dando per implicito il ragionamento su di essi. Questi due emendamenti mettono in evidenza l'attuale assenza di un sistema in rete informatico (ma purtroppo anche cartaceo, se ci volessimo accontentare di quello cartaceo) atto a mettere in comunicazione la rete dei medici di famiglia (che dovrebbero essere quelli che raccolgono le informazioni epidemiologiche sul territorio) con la rete che, all'interno di ogni ASL, si occupa di raccogliere i dati epidemiologici e con l'Osservatorio epidemiologico regionale che dovrebbe essere il terminale di tutto questo.

Ovviamente la raccolta di questi dati, oltre che dover avvenire in rete, dovrebbe avvenire con la capacità - da parte di chi raccoglie e mette in comunicazione i dati - di utilizzare gli stessi sistemi informativi; l'ulteriore dramma è che, ad oggi, purtroppo le informazioni vengono trasmesse attraverso canali differenti, attraverso sistemi di processazione informatica differenti, attraverso software differenti e quindi sostanzialmente la raccolta dei dati non è omogenea e non è assolutamente possibile avere un intreccio dei dati che consenta di arrivare ad una valutazione epidemiologica degna di tal nome.

Quindi, comprendo che non sia possibile riuscire a fare in breve un emendamento di sintesi che possa indicare l'importanza del problema, però quanto meno l'Assessore abbia a mente, se non lo conosceva, immagino che lo conoscesse, il problema e quindi tenga presente che, se si vuol far funzionare l'Osservatorio epidemiologico regionale, non è solo necessario potenziare l'Osservatorio, ma è necessario creare quel sistema di rete che raccoglie i dati( e che, ripeto, ancora oggi non funziona) e che deve coinvolgere per forza come terminale i medici di medicina generale.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 324. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 325. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 326. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 161.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, l'emendamento è così sostituito anche nell'inserimento nel testo: alla pagina 50, nell'undicesima riga del secondo capoverso de "Il livello regionale", a seguire le parole " sul fronte dell'offerta", inserire la frase "prevedendo in ogni ASL un ufficio di statistica ed epidemiologia".

PRESIDENTE. Dunque, a pagina 50…

PACIFICO (D.S.), relatore. Pagina 50, undicesima riga de "Il livello regionale", secondo capoverso.

PRESIDENTE. Quindi metto in votazione questa integrazione al testo così come proposto dal relatore. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Pertanto l'emendamento numero 161 decade.

Metto in votazione l'emendamento numero 162, sul quale è stato espresso parere negativo.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Il parere su questo emendamento è favorevole. E' un errore mio.

PRESIDENTE. Allora sul "162" c'è un parere favorevole. Metto in votazione l'emendamento numero 162. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Sul " 163", il parere è favorevole?

PACIFICO (D.S.), relatore. Sì.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 163. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

(Interruzioni dell'assessore Dirindin e del relatore Pacifico)

PRESIDENTE. Onorevole Pacifico, sul "163" io ho il parere favorevole, quindi...

(Interruzione del relatore Pacifico)

PRESIDENTE. Dunque, onorevole Pacifico, io li chiamo indicando il parere così com'è stato espresso, magari lavoriamo un po' più lentamente ma evitando di fare confusione. Allora annulliamo la votazione sull'emendamento numero 162, sul quale era stato dato un parere negativo, così come ho detto all'inizio. Quindi, votiamo l'emendamento numero 162.

CAPELLI (U.D.C.). Scusi, Presidente, probabilmente c'è un'inversione.

PRESIDENTE. E' così, c'è stata un'inversione tra l'emendamento numero 162 e il "163". Quindi, votiamo l'emendamento numero 162 su cui invece esiste parere negativo.

Metto in votazione l'emendamento numero 162. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 163 lo abbiamo approvato. Sull'emendamento numero 329 c'è un parere negativo e l'Assessore ha richiesto una sospensione.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Andiamo avanti, sospendiamo.

PRESIDENTE. Andiamo avanti? Rimane sospeso.

Metto in votazione l'emendamento numero 197. Sull'emendamento numero 197 c'è un parere negativo.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. E' uno degli emendamenti che sono stati oggetto della discussione nella pausa. L'emendamento si può accogliere con alcune correzioni, la dicitura corretta dovrebbe essere la seguente: "Per queste aree con il presente Piano si stabilisce l'avvio di un'indagine che approfondisca l'incidenza di alcune patologie genetiche e tumorali in relazione alla presenza di fattori ambientali o umani presenti in quel territorio". Posso rileggere con calma oppure posso trascriverlo.

PRESIDENTE. Leggo: "Per queste aree con il presente Piano si stabilisce l'avvio di un'indagine che approfondisca l'incidenza di alcune patologie genetiche e tumorali alla presenza di fattori ambientali o umani presenti in quel territorio". Va bene?

Metto in votazione l'emendamento numero 197, nel testo così modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 330, sul quale è stato espresso parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 332, parere favorevole. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 166, parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 333, parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 335, parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 334 è stato accolto parzialmente.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Chiedo che vengano eliminate le parole tra parentesi, per cui la frase risulta "veicoli di contagio di malattie rare di provenienza alimentare".

PRESIDENTE. Si elimina ciò che sta all'interno della parentesi.

Metto in votazione l'emendamento numero 334, nel testo così modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Anche l'emendamento numero 168 è stato accolto parzialmente.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Sono accolti soltanto i due punti iniziali, "Verifica" e poi "Persegue", mentre da "Attivare" è soppresso il testo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 168, i primi due commi. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 336, sul quale è stato espresso parere negativo.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, il parere negativo era stato accompagnato da una raccomandazione che sarebbe utile che il collega"Facis…", Pacifico facesse in Aula... chiedo scusa al collega, abbiamo entrambi diverse ore di lavoro alle spalle ed è normale qualche "acchicchio", direbbe il professor Gessa. Questo emendamento sottolinea come ci siano diversi punti all'interno del Piano, l'abbiamo ricordato anche durante la discussione generale della prevenzione, in cui ci si è dimenticati che è stata approvata una legge che è quella istitutiva dell'ARPAS, per cui non c'è mai né la citazione dell'eventuale competenza concorrente e né la citazione della competenza diretta laddove l'ARPAS l'ha diretta. In questo caso specifico,- stiamo parlando, per intenderci, di attivazione di programma di monitoraggio e controllo sui residui da fitofarmaci sulle acque, sui prodotti dell'agricoltura, di verifica di OGM negli alimenti, sono sicuramente compiti a metà strada se non addirittura più sbilanciati verso l'ARPAS rispetto alle AA.SS.LL.

Quindi, forse sarebbe opportuno che la maggioranza stessa, prima dell'approvazione definitiva del Piano, in sede di raccordo delle varie norme, verificasse i punti in cui c'è una competenza concorrente dell'ARPAS rispetto alle AA.SS.LL. dove è direttamente menzionato che le stesse AA.SS.LL. provvedano - quindi lo si scriva - in collaborazione con l'ARPAS. Questo non è certamente un emendamento da guerra civile, ma è un emendamento che ricorda che non è possibile citare la competenza unica delle AA.SS.LL. laddove sappiamo già che per legge questa non c'è e c'è una competenza concorrente che è svolta dall'Agenzia regionale della protezione dell'ambiente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Per chiedere all'onorevole Vargiu la disponibilità a ritirare l'emendamento sul presupposto che, non appena si riprenderà l'attività nelle Commissioni, sarà opportuno fare una verifica sia dello stato di attuazione dell'Agenzia sia appunto del tipo di raccordo e di collegamento che si andrà a creare su tutta una serie di provvedimenti, primo tra tutti questo.

PRESIDENTE. E' in votazione?

VARGIU (Riformatori Sardi). No, è ritirato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 336 è ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 167, parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 337, parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 338, parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 345, parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 346, parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 339, sul quale è stato espresso parere favorevole.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io voterò a favore dell'emendamento numero 339, perché porta all'attenzione un problema di grande e fondamentale importanza, soprattutto per i comuni, che è quello della lotta al randagismo. Il collega Vargiu, primo firmatario di questo emendamento, credo che nel suo proposito abbia voluto richiamare proprio l'Assessorato dell'igiene e sanità sul problema gravissimo che stanno vivendo in questo momento i vari comuni della Sardegna.

E' bene conoscere, Assessore, a mio giudizio, una situazione ormai diventata insostenibile. Assessore, lei sa che, a fronte di circa seimila cani che noi abbiamo nei cosiddetti canili adottati perché si è riusciti a salvarli da una certezza che è ovviamente la loro morte, l'Assessorato dell'igiene e sanità in questo momento a fronte appunto di questa situazione eroga un contributo totale ai comuni di 600.000 euro, quindi appena un contributo diciamo mediamente di 100 euro per capo che vive appunto in questa situazione nei vari canili.

A fronte di questo invece il costo oggi per tenere un cane in un canile è esattamente dai 3 ai 5 euro giornalieri, questo significa che diventa purtroppo una disgrazia per i comuni dover tenere dei cani, ai quali naturalmente viene salvata la vita, in questi canili. Adesso cito un esempio a caso, nel comune di Ossi, lei sa dove si trova Ossi, immagini che ci sono ben, poverini, 276 cani che vivono in un canile e ai quali è stata salvata la vita. Il povero comune di Ossi, proprio perché sono dei cani randagi, si trova a dover pagare un onere che è eccezionalmente notevole, ma come il comune di Ossi naturalmente sono tutti i comuni della Sardegna.

Questo per richiamare l'attenzione sul fatto che, in questo Piano, dobbiamo davvero in maniera effettiva concorrere ad una delle problematiche più grosse dell'igiene e naturalmente della salvaguardia e della tutela della salute delle persone che è quella di assicurare che la lotta al randagismo si possa davvero fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Due parole, Presidente, per esprimere il parere favorevole perché se no gli animalisti mi sparano addosso, già mi vogliono sparare gli altri, quindi... Io chiaramente sono d'accordo su questo emendamento perché sappiamo perfettamente quali siano i pericoli insiti nelle decine di migliaia di cani randagi che in Sardegna attualmente arrecano non solo danni alla salute dell'uomo ma arrecano dei gravi danni anche agli allevamenti e a quant'altro, anche se sono propenso a dire che prima dei cani bisognerebbe pensare ai cristiani. Sono sempre stato propenso a dire questo, niente togliendo giustamente al cane che colpa non ha perché è nato e perché è in giro. Sarebbe bene che questi cani, una volta ritirati, venissero messi in condizione di non continuare a proliferare affinché poi non possano continuare ad arrecare danni né tantomeno possano continuare a procurare spese alla comunità.

La Regione dovrebbe intervenire certamente, però più che altro io direi che questo intervento deve essere fatto nei comuni affinché venga acculturata la cittadinanza sul fatto che non è possibile allevare dei cani e poi lasciarli liberi per creare tutti i disagi che attualmente stanno creando; quelli sarebbero soldi ben spesi! Molti comuni, come diceva il collega Pisano, tutti i comuni della Sardegna spendono all'anno milioni di vecchie lire, centinaia di migliaia di euro per questo problema, un problema da risolvere, io direi che è necessario risolverlo alla radice, definitivamente, come ho detto, con interventi mirati. In contemporanea io credo che se queste centinaia di migliaia di euro fossero destinati a tante famiglie di disoccupati probabilmente ne trarrebbero più beneficio.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 339. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 340, sul quale è stato espresso parere contrario. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 341, parere negativo.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, questo emendamento è stato presentato per ricordare un impegno che noi Riformatori abbiamo assunto anche attraverso specifiche proposte di legge. Esso si ricollega al contenuto dell'emendamento successivo, il numero 342, del quale magari parlo contemporaneamente, tanto c'è anche un impegno da parte del relatore a spendervi qualche parola in Aula. Per cui esprimo insieme la dichiarazione di voto a favore.

Ci sono alcune specie animali in Sardegna che costituiscono una ricchezza della fauna endemica sarda e che sono a rischio di estinzione, una di queste è un orgoglio della Sardegna ed è la razza nana di cavalli chiamata "del cavallino della Giara". Sono tra l'altro animali di proprietà pubblica, purtroppo sono di proprietà di una comunità montana in scioglimento, e sono animali che vivono allo stato brado in un habitat naturale che, durante il periodo estivo, non ha una quantità di affluenza idrica sufficiente a garantirne la sopravvivenza, oltre tutto in quel periodo è frequente la diffusione di malattie di tipo animale che ne decimano la razza. Per tali motivi la Regione sarda si dovrebbe far carico della difesa sia delle specie nel settore equino, che magari meglio di me qualche altro collega del mio Gruppo potrebbe illustrare perché è stato l'estensore della proposta, sia della specie "del cavallino della Giara", che è una ricchezza spendibile anche dal punto di vista turistico oltre che dal punto di vista naturalistico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, chiedo al collega Vargiu di ritirare l'emendamento, di non sottoporlo al voto, perché è auspicio nostro che il cavallino della Giara sia oggetto di discussione in sede di esame della legge finanziaria; credo che si possano, in questo senso, stabilire delle iniziative a protezione e a tutela di questo patrimonio, verificando le più specifiche e concrete, proprio nell'ambito della discussione sulla legge finanziaria che avverrà tra breve in quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). L'impegno che il collega Pacifico ha esternato è sufficiente per ritirare sia l'emendamento numero 341 che l'emendamento numero 342.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 341 e 342 sono ritirati.

Metto in votazione l'emendamento numero 343, sul quale è stato espresso parere contrario. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Adesso passiamo all'esame del paragrafo successivo.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, per quanto riguarda il paragrafo successivo, vi è la solita difficoltà - in considerazione dell'elevato numero - di poter coordinare gli emendamenti presentati. Le chiedo la cortesia di avere dieci minuti di sospensione per definire gli ultimi accorgimenti.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta. Riprendiamo il lavoro alle ore 18 e 05.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 49, viene ripresa alle ore 19 e 33.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori con l'esame dell'emendamento numero 329, che era stato sospeso.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, l'emendamento sospeso viene sostituito da un emendamento orale. A pagina 51, dopo la terza riga, aggiungere: "Inoltre gli indirizzi dell'atto aziendale prevederanno l'istituzione e il funzionamento del Servizio di medicina legale presso le Aziende sanitarie locali". Ho anche il testo scritto, nel caso.

PRESIDENTE. Ci fa una cortesia, onorevole Pacifico, agevola il nostro lavoro. Va bene. Colleghi, proseguiamo sull'emendamento numero 329.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Anche per evitare che poi la memoria ci tradisca, io richiamo il relatore di maggioranza, se mi segue un attimo, collega Pacifico, sul fatto che, a pagina 52, è scritto che: "Il Piano mira a…" attraverso quattro punti. Chiedo di inserire in aggiunta un nuovo punto, quindi il punto numero 5: "Potenziare le attività di igiene edilizia e dell'ambiente".

PRESIDENTE. Onorevole Pacifico, dove siamo? Sul "329"?

PACIFICO (D.S.), relatore. Io non so se è ricevibile a questo punto, Presidente, perché l'emendamento orale che veniva proposto precedentemente in sostituzione di questo emendamento, prevedeva due punti tra cui anche la medicina legale, oltre a quello citato dal collega Contu. Quindi, pensando che quel punto fosse superato dall'emendamento orale, alla pagina 51 non abbiamo inserito la dicitura dettata adesso dal collega Contu. Però, richiamo il collega Contu al fatto che, alla pagina 54 del testo del Piano, esattamente sulle priorità di intervento, alla settima riga è scritto: "prosecuzione del piano di prevenzione infortuni del comparto dell'edilizia ed attivazione del piano di prevenzione degli incidenti in agricoltura", cosa che di fatto, seppure in parte, ricomprende l'osservazione fatta. Quindi, chiedo la cortesia, non avendo più la possibilità di produrre emendamenti, visto che il testo è già stato votato, di accettare questo tipo di indicazione e mi scuso.

CONTU (F.I.). Presidente, posso?

PRESIDENTE. No, ho bisogno di capire dove siamo, onorevole Contu.

(Interruzione del consigliere Contu)

PRESIDENTE. A parte le spiritosaggini, siamo arrivati all'emendamento numero 329, siccome saltiamo dalla pagina 51 alla pagina 54 del testo del Piano e siccome dobbiamo correggere il testo, vorrei capire come stiamo procedendo, così è più chiaro?

Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Presidente, mi scusi, durante l'attività svolta in Commissione, fino a qualche minuto fa, è stata avanzata l'ipotesi di proporre un emendamento orale che prevedesse l'inserimento di questi due punti tra gli impegni prioritari del Piano per l'igiene e sanità pubblica. Dice il collega Pacifico che l'emendamento orale prevede l'inserimento, alla pagina 51, sulla funzione epidemiologica dell'attività organizzativa locale e dipartimentale, della medicina legale. Mentre invece c'era da inserire, sempre con l'emendamento orale, a seguire al punto di istituzione dello sportello di medicina del viaggiatore, il potenziamento delle attività di igiene edilizia e dell'ambiente. Quanto ha proposto il collega "Prevenzione infortuni nel comparto di edilizia ed attivazione del piano di prevenzione degli incidenti", questi punti riguardano l'attività dell'igiene del lavoro. L'igiene del lavoro svolge quei compiti ma non può svolgere quelli dell'igiene edilizia. Io ricordavo, prima della conclusione dei lavori della Commissione, che avremmo vigilato sugli impegni presi e questi sono impegni presi ed assunti sulla fiducia e sulla buona fede. "Sulla fiducia e sulla buona fede" significa che non vorrei ricominciare a fare quei discorsi che ho evitato di fare questa sera in Aula fino a questo momento. Cioè, se qui siamo legittimati…

MARROCU (D.S.). Falli, siamo in crisi di astinenza.

CONTU (F.I.). Sei in crisi di astinenza, collega? Bene, bisogna che ti sostanzi, collega Marrocu!

Allora, io dico che, se i colleghi legittimamente (come anche diceva il capogruppo Licheri ieri), se la Commissione era legittimata ad avanzare proposte, non credo che possa essere smentito quanto, in termini di contributo, stiamo dando, soprattutto che si riconosca per quegli aspetti che sono stati condivisi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto). Signor Presidente, capisco le motivazioni che porta l'onorevole Contu, però credo anche che, con un po' di attenzione, sia da tener presente che l'emendamento orale, che stiamo andando a votare, supera in quanto l'istituzione di un servizio è molto di più del rafforzamento, del potenziamento di una situazione. Noi riteniamo che con l'approvazione dell'emendamento che c'è adesso in fase di approvazione e di votazione, questo decade. Le ragioni che lei porta non hanno più ragione di esistere.

(Interruzioni)

LA SPISA (F.I.). Perché vi ostinate e non lo approvate, se avete dato parere positivo?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, io mi rendo conto delle difficoltà che nascono dal notevole numero di emendamenti e anche dalla sovrapposizione dei temi e quindi di una qualche difficoltà di poter articolare e incastrare tutti i suggerimenti che sono stati accolti. La materia è abbastanza complessa. Il problema nasce dal fatto che ritenevamo, come ha detto il collega Masia, questo emendamento superato dall'emendamento che questo pomeriggio è stato concordato sulla medicina legale. Io non so, chiedo alla Presidenza, se sia possibile ulteriormente suggerire un emendamento orale al testo sulle attività di igiene edilizia e dell'ambiente che dovrebbero essere citate alla pagina 52. Se questo fosse possibile, risolverebbe il problema; nel senso che si votano entrambi gli emendamenti orali, così come concordato nella Commissione di lavoro. Se non fosse possibile, ritengo prioritario votare l'emendamento sulla medicina legale, che è stato portato questa sera in Aula. Però chiedo alla Presidenza se sia possibile.

L'emendamento orale suggerito è quindi come quinto capoverso della pagina 52: "Potenziare le attività di igiene edilizia e dell'ambiente". L'altro emendamento orale l'ho consegnato per iscritto.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Vorrei solo chiedere in poche parole se il consigliere può spiegarci in che cosa differisce questo emendamento rispetto a quello che abbiamo già scritto sulla prevenzione degli incidenti in edilizia e sull'ambiente.

PRESIDENTE. Io ho qualche difficoltà a gestire i lavori, sembra lascia o raddoppia.

LA SPISA (F.I.). La prassi si sta arricchendo.

PRESIDENTE. Infatti, onorevole La Spisa, non vorrei che la prassi si arricchisse troppo.

Chiedo scusa, se ci fosse bisogno di un approfondimento, preferisco cinque minuti di sospensione.

LA SPISA (F.I.). No, ci faccia una domanda anche lei.

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, la vicenda ha anche i suoi lati simpatici, ma preferisco cinque minuti di sospensione, per cui la Giunta, il relatore e il proponente chiariscono le cose e poi votiamo.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 45, viene ripresa alle ore 19 e 58.)

PRESIDENTE. Colleghi, possiamo riprendere i lavori? Abbiamo chiarito, onorevole Pacifico? Sì? Va bene. Allora votiamo gli emendamenti orali proposti dal relatore.

Poiché nessuno domanda di parlare, li metto in votazione. Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

Pertanto l'emendamento numero 329 decade.

Passiamo all'esame del Capitolo 2 della Parte II.

(Si riporta di seguito il testo del Capitolo 2 della Parte II e dei relativi emendamenti:

DISTRETTO

L'assistenza sanitaria distrettuale comprende tutte le attività di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, erogate in regime domiciliare, ambulatoriale, diurno, semiresidenziale e residenziale.

Il Distretto, dotato di autonomia tecnico gestionale ed economico-finanziaria nonché di adeguate risorse, è luogo di elezione per garantire l'integrazione sociosanitaria con particolare riferimento alle aree materno-infantile, disabilità, anziani, dipendenze, salute mentale, persone con HIV, con patologie cronico-degenerative e con patologie oncologiche.

Le funzioni strategiche del Distretto sono essenzialmente finalizzate al perseguimento degli obiettivi di salute definiti nel Piano locale unitario dei servizi (PLUS) ed al governo del rapporto fra domanda e offerta di servizi sanitari e sociali.

Il Distretto garantisce informazione, orientamento e accesso ai servizi, valutazione del bisogno e personalizzazione dell'assistenza.

Il Distretto è anche luogo fondamentale di partecipazione sociale, nella fase di analisi dei bisogni, di definizione delle priorità, di valutazione partecipata dei risultati di salute, coinvolgendo i cittadini e le organizzazioni che li rappresentano.

L'assistenza sanitaria primaria

Il medico di medicina generale (MMG), il pediatra di libera scelta (PLS), i medici della continuità assistenziale ed i professionisti dell'assistenza specialistica ambulatoriale territoriale, pubblica e privata accreditata devono sempre più divenire parte integrante e compartecipe delle logiche di sistema.

In particolare il coinvolgimento dei MMG e PLS è fondamentale per orientare in modo appropriato la domanda, promuovere la continuità tra macrolivello ospedaliero e territoriale e quindi incrementare l'efficienza e l'efficacia del sistema. Nell'ambito del Distretto la medicina di famiglia svolge il ruolo di guida dei percorsi, di presa in carico globale, di tutor della persona e di propulsore dell'integrazione professionale. Devono inoltre essere sviluppate le funzioni di produzione (capacità di dare risposte di tipo primario ai bisogni di salute, attraverso un processo di presa in carico diretta), di integrazione (capacità di rendere operanti relazioni e connessioni tra il sociale e il sanitario attraverso lo sviluppo di percorsi socioassistenziali) e di promozione della salute.

L'accordo integrativo regionale della medicina in convenzione dovrà essere dotato di adeguate risorse finanziarie aggiuntive; nell'accordo dovranno essere valorizzati gli strumenti che facilitino lo sviluppo di tali funzioni (es. l'associazionismo, le equipe territoriali, l'UTAP, ecc.) per coniugare le strategie aziendali con le esigenze specifiche della medicina generale, presupposto irrinunciabile per dare sostanza al concetto di continuità assistenziale integrata.

Con riferimento al Distretto il Piano concentra l'attenzione su alcuni aspetti rilevanti:

l'organizzazione dell'attività distrettuale;

le risposte alle persone con disabilità;

la tutela materno infantile;

la continuità assistenziale;

le dipendenze.

Pianificazione e organizzazione dell'attività distrettuale

Lo strumento per la promozione della salute e dell'offerta distrettuale è il Piano locale unitario dei servizi (PLUS), di cui fa parte integrante anche il Programma delle attività distrettuali, predisposto secondo quanto indicato nella legge regionale n. 10 del 2006. Pertanto, all'interno del PLUS, vengono definiti i criteri di allocazione delle risorse, dell'organizzazione dell'offerta, dell'accesso e della valutazione del bisogno, della continuità assistenziale, dell'efficace funzionamento della rete dei servizi territoriali. In particolare le risorse distrettuali sono allocate con riferimento alle cure primarie, all'assistenza farmaceutica, specialistica, riabilitativa e di continuità assistenziale e altre funzioni attribuite al Distretto, sulla base di specifici indirizzi regionali.

Alla definizione della programmazione attuativa locale concorre la Conferenza provinciale sanitaria e socio-sanitaria ai sensi e con le modalità di cui agli articoli 13 e 15 della legge regionale n. 10 del 2006.

Organizzazione e direzione del distretto

In coerenza con quanto previsto dall'articolo 17 della legge regionale n. 10 del 2006, il coordinamento delle attività distrettuali è attribuito dal Direttore generale al Direttore di Distretto, che si avvale di un Ufficio di Coordinamento delle attività distrettuali del quale deve far parte un medico di medicina generale con particolari e certificate attitudini e competenze. Il direttore di Distretto ha la responsabilità di direzione e governo delle risorse assegnate al Distretto, del conseguimento degli obiettivi, del rapporto con le amministrazioni locali e con gli altri soggetti che nella comunità locale collaborano per il conseguimento dei risultati condivisi di salute.

Il Direttore di Distretto collabora con la direzione aziendale in ordine alla programmazione delle attività aziendali ed alla definizione delle scelte strategiche.

Nella sua operatività il Distretto concorre alla conoscenza dei bisogni, creando le premesse per dare risposte appropriate e per sviluppare una programmazione adeguata. In questa logica ogni Distretto è parte viva di un sistema regionale di monitoraggio epidemiologico e di produzione di conoscenza a supporto delle decisioni.

Ai sensi del comma 3 dell'articolo 9 e del comma 7 dell'articolo 17 della legge regionale n. 10 del 2006, la Regione definisce gli indirizzi per l'assetto organizzativo delle ASL, anche con riguardo all'articolazione in distretti, sulla cui base i direttori generali individuano gli stessi.

L'organizzazione

Le attività del Distretto sono organizzate in modo da garantire:

attività e servizi di assistenza domiciliare per diverse tipologie di bisogno;

assistenza specialistica ambulatoriale;

attività e servizi per la prevenzione delle dipendenze;

attività e servizi consultoriali per la tutela della salute dell'infanzia, della donna e della famiglia;

attività e servizi per le persone disabili e anziane;

attività e servizi per le patologie da HIV;

attività e servizi per patologie croniche e assistenza ai pazienti nella fase terminale della vita.

Obiettivi strategici

Obiettivi strategici per qualificare l'assistenza distrettuale sono i seguenti:

promuovere l'integrazione dei processi di cura e la continuità assistenziale tra i diversi centri di offerta, in grado di garantire l'integrazione temporale e clinica fra le diverse fasi degli interventi, in particolare tra ospedale e territorio;

garantire in ogni Distretto risposte equamente distribuite nel territorio, tenendo conto dei bisogni e articolando gli interventi a livello domiciliare, ambulatoriale, diurno, semiresidenziale e residenziale;

sviluppare le risposte integrate sociosanitarie, tenendo conto della crescente domanda di assistenza da parte di persone e famiglie con bisogni complessi.

Il raggiungimento di tali obiettivi accompagna il processo di progressiva riduzione dell'assistenza ospedaliera di tipo tradizionale (ricoveri ordinari), rendendo possibile la riduzione della dotazione di posti letto per acuti e del tasso di ospedalizzazione, secondo quanto previsto dalla normativa nazionale. Le aziende sanitarie assicurano la realizzazione degli interventi di qualificazione dell'assistenza territoriale con modalità e tempi coerenti con il graduale superamento della centralità dell'ospedale.

Integrazione dei processi di cura

Con riguardo al primo obiettivo, ogni azienda sanitaria promuove l'integrazione dei processi di cura e la continuità assistenziale tra i diversi centri di offerta, in particolare fra ospedale e territorio.

La continuità assistenziale è finalizzata a qualificare l'assistenza, ovunque essa venga erogata, a ridurre gli accessi impropri al pronto soccorso, a contenere i ricoveri inappropriati, a favorire dimissioni programmate, a ridurre il consumo di prestazioni specialistiche non coerenti con i percorsi diagnostico-terapeutici personalizzati e ad evitare il consumo di prestazioni sanitarie di efficacia non documentata scientificamente.

La continuità assistenziale interessa in particolare l'assistenza alle persone con disabilità, alle persone non autosufficienti, alle persone affette da patologie in fase terminale, alle persone che necessitano di cure di lungo periodo, cioè tutte quelle situazioni in cui si richiede integrazione tra medici di famiglia, ospedale, servizi distrettuali.

Per qualificare il governo clinico dei percorsi di cura, in una logica di continuità assistenziale, il Distretto deve investire in strategie di governo del percorso assistenziale, a partire dall'accesso, dall'analisi della domanda e dall'identificazione dei bisogni assistenziali, definendo fin dal momento della presa in carico i centri di responsabilità ed i passaggi fondamentali dei percorsi di cura e di riabilitazione.

A tal fine, vanno attivati nel Distretto programmi sperimentali di supporto scientifico e metodologico applicati alle principali patologie che richiedono continuità assistenziale, quali demenze, ictus, ipertensione e altre patologie ad andamento cronico-degenerativo.

Compito del Distretto è facilitare l'effettiva collaborazione e ottimizzazione dei percorsi seguiti dai cittadini all'interno dell'offerta sanitaria, assumendo tutte le iniziative necessarie per il miglioramento dell'efficacia e dell'efficienza della rete integrata di risposte fornite al cittadino, nel rispetto dei principi stabiliti dall'articolo 1 della legge regionale n. 10 del 2006.

Qualificare la continuità assistenziale

La Regione emana linee guida ed indirizzi operativi per qualificare la continuità assistenziale con riferimento alle diverse tipologie di bisogno, all'integrazione tra decisioni cliniche e scelte organizzative, ai criteri per garantire adeguata continuità assistenziale nei rapporti tra ospedale e territorio. Il Piano individua nel modello riportato di seguito le condizioni necessarie per soddisfare questa esigenza e la conseguente strategia professionale ed operativa.

Risposte domiciliari, ambulatoriali, diurne, residenziali

Con riferimento al secondo obiettivo, ogni azienda organizza l'assistenza sanitaria extra ospedaliera nell'ambito dei distretti tenendo conto delle diverse aree di bisogno. A tal fine riorganizza e potenzia i servizi territoriali e le cure primarie, riservando l'ospedalizzazione ai casi in cui regimi alternativi al ricovero non appaiono appropriati sotto il profilo clinico.

La complessità delle problematiche affrontate dal Distretto impone un forte impulso alla progettualità ed al lavoro in rete con tutte le altre Istituzioni. Lo sviluppo organizzativo del Distretto va quindi accompagnato e sostenuto con l'aggiornamento e la formazione continua, incentivando la collaborazione tra tutti i professionisti e con quanti si prendono cura dei bisogni delle persone. Anche a questo fine l'area dei servizi specialistici necessita di un potenziamento per coprire le carenze territoriali, in stretta connessione con le effettive esigenze della popolazione e con adeguati investimenti strutturali.

Bisogno sanitario

Sviluppare risposte integrate sociosanitarie

Con riguardo al terzo obiettivo, ogni azienda sviluppa le risposte integrate sociosanitarie tenendo conto della crescente domanda di assistenza da parte di persone e famiglie in condizioni di bisogno tali da richiedere assistenza sociosanitaria, anche di lungo periodo.

Il livello distrettuale è la sede privilegiata dove realizzare un sistema di offerta capace di erogare le prestazioni vicino alle esigenze della popolazione e dove integrare le funzioni sociali e sanitarie.

Il medico di medicina generale, all'interno del Distretto, cura e promuove il rapporto fiduciario con il cittadino, lo assiste e lo accompagna nell'ambito di scelte responsabili ed appropriate.

Particolare attenzione va dedicata al momento dell'emersione del bisogno, quando le persone più deboli non sanno dove e come cercare risposte appropriate. Per superare le disuguaglianze che ne conseguono, il Distretto deve potenziare l'informazione ai cittadini, attivare sistemi unificati di prenotazione, attuare soluzioni favorenti l'accesso unitario a tutti i servizi sanitari e sociali, verificare la qualità dell'attività assistenziale, aumentare i tempi di accesso all'ambulatorio del medico di medicina generale.

Nuclei di cure primarie

In questa logica va sperimentata la formazione di Nuclei di cure primarie che vedono coinvolti il medico di medicina generale, il pediatra di libera scelta, il medico di continuità assistenziale e l'infermiere professionale, come forme innovative e volontarie di risposta da incentivare e potenziare nel prossimo triennio. La Regione, anche attraverso gli accordi integrativi regionali della medicina in convenzione, ne disciplina le modalità di attuazione.

Le risposte alle persone con disabilità

Le disabilità sono in progressivo aumento, in particolare quelle temporanee che richiedono una maggiore capacità di intervento, per garantire il recupero funzionale e l'integrazione sociale e lavorativa delle persone interessate.

La riabilitazione sta gradualmente superando gli approcci basati sulla gestione della "menomazione" e della "minorazione funzionale" (ciò che il paziente "non sa fare") a favore di interventi in grado di promuovere le abilità e le potenzialità (ciò che la persona "sa o potrebbe fare"). Non quindi soltanto prestazioni settoriali, ma una nuova e più qualificata capacità di presa in carico globale dei bisogni della persona e della famiglia con problemi di disabilità nelle diverse fasi dell'intervento assistenziale, riabilitativo e di integrazione sociale e lavorativa.

In questo senso la nuova classificazione delle disabilità (International Classification of Functioning, Disability and Health, ICF) propone criteri utili per riorientare le culture professionali, per ripensare le condizioni di appropriatezza nelle fasi di analisi e classificazione del bisogno.

In particolare è ormai universalmente raccomandato per una efficace azione di riabilitazione, di recupero funzionale, di integrazione lavorativa e sociale, l'approccio unitario al soggetto con metodi interdisciplinari e multiprofessionali. Altrettanto importante è il criterio della continuità terapeutica che va declinato nelle fasi caratterizzate da diversa intensità assistenziale nei servizi interessati.

Indicazioni strategiche

Sono pertanto obiettivi strategici del presente Piano:

la diminuzione degli esiti invalidanti delle disabilità più significative e frequenti, nel campo delle neuromotulesioni e in quello psichico e relazionale;

la qualificazione delle risposte con percorsi riabilitativi in tutto il territorio regionale, anche al fine di ridurre il ricorso ai trattamenti presso strutture extraregionali.

A tal fine, gli indirizzi strategici in base ai quali le aziende sanitarie devono ridisegnare gli interventi sono finalizzati a:

qualificare maggiormente la rete delle strutture di riabilitazione in modo da affrontare in condizioni di appropriatezza diverse tipologie di bisogno e di intensità riabilitativa;

rendere omogenea l'offerta di prestazioni riabilitative su tutto il territorio, dal punto di vista qualitativo e quantitativo;

adeguare ai nuovi sistemi di accertamento delle disabilità, basati su parametri che evidenzino le abilità funzionali e psicofisiche, il livello di partecipazione sociale e le potenzialità di relazione interpersonale e sociale;

integrare le attività di riabilitazione ospedaliere, residenziali e distrettuali, al fine di ottimizzare l'efficacia e l'efficienza delle prestazioni;

privilegiare il Distretto come ambito operativo che consenta di governare i processi assistenziali per garantire alle persone disabili percorsi riabilitativi continuativi e verificabili.

A tal fine vanno promosse la valutazione orientata al supporto della diagnosi precoce (con adeguata verifica degli strumenti valutativi utilizzati per selezionare quelli di maggiore affidabilità scientifica), la valutazione finalizzata alla scelta condivisa dal paziente e dai suoi familiari tra le diverse alternative assistenziali (sulla base dei bisogni della persona e della famiglia) che privilegi la valutazione di efficacia, di qualità dei percorsi assistenziali e delle risorse a tal fine utilizzate.

La situazione attuale

In Sardegna, la rete di servizi per la riabilitazione, per alcuni aspetti insoddisfacente, deve essere migliorata sia in riferimento alle strutture di riabilitazione intensiva - a livello ospedaliero o presso presidi extraospedalieri - sia in riferimento ai presidi di riabilitazione estensiva.

Essa è costituita in maggioranza da centri privati, convenzionati prevalentemente per prestazioni di riabilitazione ex articolo 26 della Legge 23 dicembre 1978, n. 833, e da presidi che erogano prestazioni specialistiche di riabilitazione secondo il decreto ministeriale 22 luglio 1996. La rete ha una distribuzione territoriale disomogenea, ha erogato nel tempo prestazioni sanitarie-riabilitative in risposta ad una domanda anche socio-assistenziale con conseguenti problemi di appropriatezza e di efficacia. Ne fa parte, inoltre, una realtà regionale di riabilitazione globale intensiva per gravi patologie invalidanti (comi, gravi cerebrolesioni, cardiopatie, malattie polmonari e pluripatologie) che ha ridotto il ricorso a strutture fuori regione.

Nella rete pubblica esiste una insufficiente dotazione di unità operative in termini quantitativi e nell'articolazione delle diverse tipologie riabilitative, con conseguente utilizzo improprio delle risorse professionali ed economiche disponibili e, soprattutto, con gravi ritardi nel recupero delle abilità personali, nell'avvio di azioni positive di gestione della condizione di disabilità, e rischio di accettazione passiva della disabilità.

Obiettivi

A partire da tale situazione, il presente Piano persegue i seguenti obiettivi strategici:

creazione di una rete regionale di riabilitazione globale intensiva;

rafforzamento della rete pubblica dei servizi di riabilitazione estensiva, attraverso la riqualificazione ed il potenziamento delle strutture esistenti e la loro riorganizzazione territoriale;

riqualificazione della riabilitazione estensiva erogata dalle strutture private, anche attraverso una valutazione sistematica e continuativa dell'attività svolta e del bisogno dell'utente, attraverso strumenti validati e riconosciuti ed una verifica delle capacità tecnico-organizzative di garantire progetti personalizzati di assistenza ai sensi del Dpcm 14 febbraio 2001;

potenziamento delle unità operative specializzate collocate presso presidi di alta specialità ed in presidi ospedalieri plurispecialistici o monospecialistici ove siano già presenti funzioni di ricovero e cura ad alta intensità diagnostica ed assistenziale;

potenziamento di strutture già operanti nel territorio regionale che abbiano sviluppato tecnologia e cultura riabilitativa globale intensiva riconosciuta, orientate alla presa in carico precoce del paziente con gravi malattie ad alto rischio invalidante ed alla diffusione regionale di questo tipo di cultura assistenziale con il massimo coinvolgimento delle realtà comunali e sovracomunali e che prediligano il ricorso all'ospedalità a domicilio durante il percorso assistenziale;

sviluppo di protocolli operativi (clinici e organizzativi) per garantire continuità assistenziale nelle diverse fasi del percorso riabilitativo, con chiara definizione delle responsabilità della presa in carico;

definizione di progetti riabilitativi individuali e di programmi terapeutici integrati tra attività sanitaria e attività sociale di competenza del Comune, differenziati in termini di complessità ed intensità della componente sanitaria e sociale nelle diverse fasi del percorso riabilitativo e a seconda della tipologia di intervento riabilitativo;

promozione di una rete di servizi sanitari e sociali volti alla prevenzione ed alla riabilitazione delle disabilità sensoriali (visive e uditive), ad ottimizzare le capacità residue, ad assicurare un soddisfacente livello di vita ed il mantenimento dell'autonomia delle persone in condizioni di disabilità;

realizzazione di un programma sperimentale di sport terapia, che preveda l'attività sportiva per i disabili come alternativa alla fisioterapia, a partire dalle positive esperienze di Sassari e Cagliari, da sviluppare in collaborazione con le organizzazioni sportive di volontariato aderenti al comitato italiano paralimpico.

Compiti di controllo delle Asl

Le ASL, nel rispetto dei compiti di controllo dell'adeguatezza delle prestazioni sanitarie erogate dai soggetti accreditati e della corretta attribuzione di spesa, verificano l'appropriatezza delle risposte e la qualità delle prestazioni erogate.

L'accoglienza dell'utente, in tutte le tipologie di strutture, deve comportare l'immediato avvio della valutazione multiprofessionale del bisogno e la formulazione di un progetto personalizzato di assistenza, dal quale si evincono le condizioni dell'utente al momento dell'inserimento, i motivi per cui il paziente necessita di attivazione di un percorso riabilitativo, le indicazioni al trattamento e gli interventi specifici, ovvero i programmi di intervento dei singoli operatori coinvolti, le misure di esito appropriate per la valutazione di efficacia degli interventi.

La dimissione del paziente dalle strutture riabilitative sanitarie si ha quando gli obiettivi sono stati raggiunti e quando la disabilità non è più suscettibile di modificazioni. La dimissione deve prevedere il percorso successivo dell'utente e la copertura di eventuali suoi bisogni erogabili da altre strutture non sanitarie.

Riqualificazione delle strutture residenziali per soggetti non autosufficienti

A favore dei soggetti non autosufficienti, il Piano Sanitario Regionale promuove un sistema integrato di servizi sociali e sanitari, articolato in livelli d'intervento differenziati per complessità e durata dell'assistenza, con riferimento alla fase in cui tali soggetti necessitano di interventi orientati a mantenere l'eventuale capacità funzionale residua, a contenerne il deterioramento, a sviluppare nuove abilità. Sono da privilegiare le offerte di assistenza all'integrazione che prevedano una partecipazione attiva dei Comuni nel potenziamento e riqualificazione dell'ADI in senso riabilitativo e progetti di ospedalizzazione a domicilio soprattutto se collegati in rete con strutture ospedaliere per acuti e/o post-acuti riabilitativi.

La situazione attuale

Infatti in Sardegna, la disponibilità di strutture volte alla prevenzione del degrado funzionale presenta notevoli criticità, in particolare quando il soggetto non autosufficiente non è assistibile a domicilio. Nel complesso, tali strutture hanno una distribuzione non equilibrata sul territorio e presentano livelli qualitativi molto differenti; le diverse tipologie residenziali non sono chiaramente definite; il sistema delle regole non è in grado di contrastare il ricorso improprio all'ospedalizzazione.

Regole e interventi per la riqualificazione

Al fine di garantire la riqualificazione delle strutture residenziali per soggetti non autosufficienti, la Regione disciplina, con uno o più provvedimenti:

i fabbisogni di strutture residenziali e semiresidenziali per soggetti non autosufficienti, sulla base di criteri demografici ed epidemiologici

i criteri per la riclassificazione dell'attuale offerta di strutture residenziali e semiresidenziali, stabilendo adeguati standard di personale, strutturali e di funzionamento;

le procedure per la riconversione di strutture residenziali e semiresidenziali che presentano un eccesso di offerta (esempio centri ex articolo 26) ad una tipologia differente, in grado di favorire il superamento di carenze assistenziali, da quella originariamente autorizzata;

le modalità per l'attivazione di un sistema di monitoraggio e analisi delle attività e dei costi delle residenze sanitarie assistenziali,

il sistema tariffario per il complesso delle tipologie residenziali, con l'obiettivo di orientare il settore verso prestazioni efficaci ed appropriate;

le modalità per promuovere programmi di sostegno dei familiari e riconoscere il loro ruolo come soggetti attivi nell'attività di cura.

Fino all'adozione del provvedimento sui criteri di accreditamento delle strutture non possono essere concesse autorizzazioni alla realizzazione di RSA e di centri ex articolo 26.

L'accesso alle Residenze Sanitarie Assistenziali è definito dall'Unità di Valutazione Territoriale, con compiti di valutazione e di predisposizione del progetto personalizzato di assistenza e di stima dei conseguenti costi di assistenza, tenendo conto del livello di intensità assistenziale, cui partecipa obbligatoriamente l'operatore sociale del territorio di residenza dell'assistito. L'Unità multiprofessionale accerta anche l'impossibilità di provvedere ad altre forme di assistenza che ne consentano la permanenza nel proprio domicilio.

I soggetti gestori favoriscono la presenza e la collaborazione delle associazioni di mutuo-aiuto e di volontariato - iscritte al Registro regionale, di cui all'articolo 5 della legge regionale 22 luglio 1993, n. 39 - nelle Residenze Sanitarie Assistenziali e nei centri diurni in relazione agli specifici bisogni degli ospiti e nel rispetto sia dell'autonomia degli stessi, sia delle esigenze organizzative e tecnico funzionali della struttura.

La tutela materno-infantile

La tutela della salute materno-infantile rappresenta una componente fondamentale della salute pubblica in quanto garantisce gli interventi sanitari rivolti non solo alla popolazione attuale ma anche alle generazioni future.

I cambiamenti in atto

Nella programmazione della rete dei servizi è necessario tenere conto dei profondi cambiamenti che sono avvenuti, anche nella nostra regione, nell'area della salute riproduttiva: si fa riferimento alla drastica riduzione della natalità, all'aumento dell'età media delle donne alla nascita del primo figlio, alla diffusione delle conoscenze e dell'uso dei metodi anticoncezionali, alla maggiore attenzione che viene posta alle problematiche della tutela sanitaria della gravidanza, del parto e del puerperio che, assieme all'evoluzione delle conoscenze in medicina, ha favorito la diminuzione della mortalità materna e perinatale.

Per quanto riguarda la salute in età evolutiva, le nuove capacità terapeutiche ed il miglioramento delle condizioni generali di vita hanno portato alla diminuzione di molte patologie in età pediatrica, evidenziando però nuovi problemi sanitari quali l'incremento dell'obesità e dei disagi psicologici.

Un altro fenomeno di cui è necessario tener conto è l'aumento dell'immigrazione che ci pone di fronte a problemi di tutela sanitaria di donne e di bambini provenienti da paesi con diversa formazione culturale e che vivono spesso in condizioni di disagio, per i quali deve comunque essere assicurato un grado di tutela sanitaria adeguato, anche attraverso meccanismi di facilitazione dell'integrazione e dell'accesso ai servizi.

La situazione attuale

La situazione sarda si caratterizza per tassi di natalità e di fecondità inferiori al dato medio nazionale; la natalità si attesta infatti su valori di 8,3 nati per mille abitanti rispetto a 9,4 di media nazionale (ISTAT 2003) e il tasso di fecondità totale è di 1,06 rispetto ad un valore medio nazionale di 1,29 (ISTAT 2003).

Prescindendo dai motivi sociali ed economici che certamente influenzano nella nostra Regione le scelte riproduttive, tra i comportamenti individuali direttamente finalizzati al controllo della fecondità, la contraccezione ormonale pesa nel 2003 in Sardegna per il 34,4% (media nazionale 18,9%).

Le interruzioni volontarie di gravidanza (IVG) nel triennio 2003-2005 sono state in Sardegna pari a 5,7 ogni 1.000 donne di età 15-49 anni (dato nazionale nel 2003, 9,1).

Negli ultimi 10 anni il numero di donne straniere residenti o domiciliate in Sardegna è sicuramente aumentato anche se è difficilmente quantificabile. Si tratta per lo più di giovani donne a cui è necessario facilitare l'accesso alle prestazioni sanitarie anche attraverso la presenza e il potenziamento dei servizi di mediazione linguistico - culturale. Infatti le donne immigrate sono generalmente esposte a tutta una serie di fattori di rischio per la salute, specie durante le varie fasi della vita riproduttiva, anche a causa della carenza di conoscenze dei servizi sanitari. La tutela della salute del bambino è garantita a tutte le persone immigrate.

Obiettivo strategico

L'obiettivo generale della Regione Sardegna è quello di riorganizzare la rete dei servizi territoriali e ospedalieri che intervengono nella erogazione delle prestazioni di prevenzione, diagnosi e cura in ambito materno - infantile, per migliorare il livello di tutela di questa parte della popolazione: si fa riferimento ai consultori e ai punti nascita, ma anche alla rete afferente all'area pediatrica, ai pediatri di libera scelta e ai servizi territoriali di salute mentale per bambini ed adolescenti, alle unità operative ospedaliere di neonatologia, pediatria e terapia intensiva neonatale.

Le strutture territoriali e quelle ospedaliere dovranno operare in stretta integrazione anche mediante la definizione di protocolli operativi di gestione dei pazienti cui deve essere assicurata la continuità diagnostico - terapeutica - riabilitativa.

Il potenziamento e la riorganizzazione della rete dei servizi territoriali è presupposto indispensabile per il ridimensionamento dell'offerta ospedaliera, in pediatria e in ostetricia.

La neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza

Neuropsichiatria infantile e dell'adolescenza (NPIA)

Con riferimento alla tutela della salute in età pediatrica e adolescenziale, il Piano prevede il potenziamento delle azioni di carattere preventivo, diagnostico e terapeutico anche in ambito neurologico, psichiatrico, neuropsicologico e riabilitativo. A tal fine è previsto l'avvio di una rete di servizi, territoriali e ospedalieri, compresi i consultori, che richiede il coinvolgimento delle diverse professionalità (neuropsichiatri infantili, psicologi, terapisti della neuropsicomotricità, educatori, logopedisti, assistenti sociali, ecc.) in grado di contribuire al miglioramento dell'assistenza.

I Servizi di N.P.I.A. devono occuparsi in modo unitario della fascia di età 0-18 e rispondere alle esigenze delle diverse fasi dell'età evolutiva, tenendo comunque presente la necessità di interventi articolati e continuativi, anche in rapporto con gli altri servizi sanitari dedicati.

L'operatività di tali servizi prevede un intervento integrato ospedale-territorio, che consenta, nel rispetto delle esigenze e delle aspettative del bambino, dell'adolescente e della sua famiglia, di identificare tempestivamente i disturbi e di rispondere ai bisogni nell'ambiente naturale di vita.

I servizi di N.P.I.A. attualmente operanti presso le ASL, le costituende aziende ospedaliero-universitarie e l'Azienda Ospedaliera Brotzu, dove è presente il Centro per l'autismo, sono riorganizzati in rete e potenziati al fine di migliorare e qualificare l'assistenza in relazione ai bisogni dei bambini, degli adolescenti e delle loro famiglie.

Deve, inoltre, essere prevista una forte integrazione tra i servizi di NPIA, i servizi sociali degli Enti Locali, il Sistema Scolastico, il Sistema Giudiziario e le Organizzazioni del Terzo Settore, prevedendo altresì un coordinamento regionale.

I consultori

Tra i servizi sanitari che si occupano della salute delle donne e dei bambini un posto di particolare importanza è ricoperto dai consultori; si tratta di strutture di prevenzione gratuita, ad accesso libero (cioè senza la prescrizione del medico curante), con un organico formato da un'equipe multidisciplinare e multi -professionale composta da ginecologo, ostetrica, pediatra, assistente sanitaria, psicologo e assistente sociale.

La situazione dei consultori

La legge regionale istitutiva dei consultori (legge regionale 8 marzo 1979, n. 8) ha attribuito a questi servizi compiti più ampi rispetto alla legislazione nazionale, dando particolare rilevanza agli interventi di educazione sanitaria, di informazione, di prevenzione, di assistenza psicologica e sociale alla famiglia. Negli anni, tale articolazione di compiti e di funzioni si è, in parte, indebolita. Non solo si sono determinati gravi ritardi nell'erogazione delle risorse, ma non sono stati adeguatamente definiti ruolo e funzione sociale del servizio ed il suo assetto organizzativo in relazione alle rinnovate esigenze della famiglia e della comunità

In Sardegna sono presenti 86 consultori familiari che, seppure con equipe carenti e in maniera non omogenea sul territorio, svolgono attività preventiva programmata di tutela della salute della donna e della maternità, di tutela del neonato, del bambino e dell'adolescente e di sostegno alle responsabilità familiari; in alcune situazioni specifiche svolgono anche attività di diagnosi e cura, non rientranti nei loro compiti istituzionali. Nonostante il numero consistente di tali presidi, non sempre la loro attività è adeguatamente visibile e accessibile.

Obiettivi

Il Piano propone la riorganizzazione della rete dei consultori e ne promuove l'integrazione nell'ambito del Distretto e delle attività sociali di competenza delle amministrazioni locali.

La riorganizzazione della rete consultoriale e delle attività svolte tiene conto dei nuovi bisogni e disagi emergenti in una situazione notevolmente cambiata sotto il profilo culturale, economico e demografico rispetto a quella degli inizi degli anni ottanta, in cui queste strutture sono nate.

Tutela della donna e della maternità

In particolare, il Piano promuove il potenziamento su tutto il territorio regionale delle attività di tutela della salute della donna e di tutela della maternità attraverso azioni quali:

il potenziamento delle attività di informazione ed educazione alla procreazione responsabile;

la riorganizzazione della rete dei servizi che, ai vari livelli, svolgono attività di consulenza e di genetica clinica per le coppie in condizioni di rischio o con storia familiare di malattie genetiche;

il monitoraggio delle gravidanze, con selezione di quelle a rischio da inviare a strutture di livello assistenziale superiore, attraverso un percorso che partendo dalla consulenza preconcezionale e genetica continui con la preparazione al parto, con il sostegno all'allattamento al seno e con l'assistenza durante il puerperio;

la realizzazione di azioni di sensibilizzazione che aiutino la donna a vivere il parto come evento fisiologico contribuendo a limitare il ricorso inappropriato al parto cesareo;

l'attivazione di programmi di educazione sanitaria rivolti agli operatori ed alla popolazione finalizzati alla diffusione delle conoscenze sugli effetti protettivi dell'acido folico sulle malformazioni fetali e su altre patologie ad alta rilevanza sociale;

lo sviluppo delle attività di prevenzione oncologica a chiamata;

l'approccio preventivo e di primo livello alle patologie disfunzionali e ai problemi inerenti l'infertilità e la sterilità, assicurando le condizioni per lo sviluppo di iniziative aventi ad oggetto attività di informazione ed assistenza relative alla procreazione medicalmente assistita;

la prevenzione e il trattamento dei disturbi psico-fisici inerenti il climaterio e la prevenzione delle patologie della terza età.

Tutela neonato, bambino e adolescente

Nel campo della tutela della salute del neonato, del bambino e dell'adolescente i consultori integrano le proprie attività con quelle del pediatra di libera scelta, connotandosi con interventi di pediatria di comunità.

I campi di attività riguardano prevalentemente:

l'informazione ed educazione sanitaria del bambino e dell'adolescente verso comportamenti e stili di vita favorevoli alla salute (alimentazione, attività fisica, ecc.),

la tutela minorile relativa ad abusi, maltrattamenti e situazioni di disagio, garantendo un supporto tecnico alle politiche di sostegno per gli adolescenti e i giovani mediante interventi educativi, diagnostico-terapeutici e psicologici rivolti al singolo o a piccoli gruppi,

la valorizzazione ed il sostegno delle responsabilità familiari (adozioni, supporto alla genitorialità, ecc.).

Entro 180 giorni dall'entrata in vigore del presente Piano, la Regione procede al riordino della rete dei consultori, disciplina l'assetto organizzativo e funzionale in modo da consentire il perseguimento degli obiettivi delineati.

Il percorso nascita

La programmazione del percorso di assistenza alla nascita è finalizzata a garantire, durante la gravidanza, il parto e il puerperio, livelli essenziali e appropriati di prevenzione, di assistenza ostetrica e pediatrica/neonatologica, sull'intero territorio regionale, attraverso una organizzazione in rete, articolata per diversi livelli di intensità assistenziale con differenti caratteristiche strutturali e tecnologiche dei presidi e competenze professionali.

La situazione attuale

Nel 2005 in Sardegna l'assistenza è stata erogata da un numero elevato di punti nascita (19 presidi ospedalieri pubblici e 4 case di cura private), con volumi di attività estremamente diversificati.

Solo 4 ospedali (P.O. Santissima Annunziata di Sassari, San Francesco di Nuoro, San Giovanni di Dio di Cagliari e A.O. Brotzu) effettuano un numero di parti/anno superiore a 1.000, valore indicato dal Progetto Obiettivo Nazionale Materno-infantile per le strutture di terzo livello. Altri 7 ospedali rispettano i parametri di attività fissati dal Progetto per il II e I livello (rispettivamente, 800 parti/anno e 500 parti/anno); ulteriori 8 punti nascita hanno volumi di attività inferiori a 500 parti/anno, ma mediamente attestati tra 200 e 400. Vi sono infine alcune strutture (P.O. La Maddalena, Sorgono, Isili, Muravera) al di sotto dei 200 parti/anno.

Eccessivo ricorso al parto cesareo

Per quanto attiene al ricorso al taglio cesareo si osserva una incidenza superiore ai dati nazionali: si ha infatti una percentuale di parti cesarei in costante incremento con valori medi regionali che sono passati dal 37% dell'anno 2003 a quasi il 39% del 2005.

Il ricorso al taglio cesareo presenta una notevole variabilità tra i diversi presidi ospedalieri, con valori che vanno (2005) da circa il 18% a oltre il 59%. Si può osservare che, salvo poche eccezioni, sono proprio i presidi ospedalieri che effettuano un basso numero di parti (al di sotto dei 500) quelli in cui è maggiore il ricorso al taglio cesareo, che dovrebbe invece essere effettuato prevalentemente nelle strutture di III livello.

In mobilità extraregionale il ricorso al cesareo è stato del 40% (2005).

Si ricorda che l'OMS raccomanda l'uso del taglio cesareo nel 10-15% dei casi, ponendo questa percentuale come uno degli indicatori per misurare la qualità delle cure alla nascita.

L'obiettivo strategico di medio periodo che la Regione si pone è quello della riorganizzazione della rete dei punti nascita secondo le indicazioni del Progetto Obiettivo Materno Infantile nazionale (la cui validità è stata confermata anche dal Piano sanitario nazionale 2003-2005), adattandole alla specificità della situazione regionale. Infatti la mera applicazione dei parametri del Progetto Obiettivo comporterebbe la chiusura di diversi punti nascita, per alcuni dei quali è invece necessario prevedere la possibilità di deroga tenendo conto delle particolari condizioni geomorfologiche e di viabilità dei territori di riferimento. Per queste situazioni particolari si potrà procedere alla sperimentazione di modelli organizzativi di erogazione dell'assistenza già utilizzati in altre regioni e che prevedono una forte integrazione tra più strutture ospedaliere (caratterizzate da diverse presenze di specialità appartenenti all'area funzionale materno infantile) nonché tra strutture ospedaliere e territorio (si pensi ad esempio alle case di maternità, o alla possibilità di dipartimenti interpresidi).

Più sicurezza per la madre e il bambino

Si tratta in ogni caso di disegnare una rete di punti nascita che sia in grado di garantire tempi rapidi di accesso e, al contempo, massima sicurezza della madre e del bambino attraverso un'adeguata presenza delle necessarie figure professionali.

Nell'ambito del percorso di assistenza alla nascita si vuole migliorare la messa in rete dei vari servizi di 1° e 2° livello e rafforzare il ricorso alle attività consultoriali, anche facilitandone l'accesso e garantendo la continuità del percorso nella presa in carico dell'intero ciclo della gravidanza, del parto e del puerperio.

Per tali ragioni dovranno essere avviate o potenziate tutte le azioni che promuovano la fisiologicità dell'evento e gli aspetti umani, comunicativi e relazionali.

Dovranno, altresì, essere facilitati e assicurati gli accessi ai livelli superiori, per l'aspetto diagnostico e terapeutico, garantendo omogeneità di prestazioni in tutto il territorio regionale e attivando servizi in rete.

Assistenza al parto e al puerperio

Altri obiettivi da raggiungere nell'ambito dell'assistenza al parto e al puerperio sono:

l'assistenza di almeno l'80% delle gravide e dei neonati ad alto rischio presso unità di terzo livello;

l'attivazione di percorsi per il parto-analgesia, uniformando i comportamenti delle diverse strutture;

la definizione di protocolli operativi per la riduzione del ricorso al parto cesareo, quando non motivato da esigenze cliniche e di sicurezza della madre e del bambino, in particolare nelle strutture di I e II livello dove più frequentemente si concentrano i casi di inappropriatezza;

la definizione di protocolli operativi per il trasporto in utero e per il trasporto protetto neonatale, che prevedano la riduzione del trasporto neonatale con incremento di quello in utero;

l'adozione di interventi rivolti alla umanizzazione dell'assistenza alle donne;

l'attivazione di percorsi specifici per le donne straniere nel rispetto delle diverse culture di appartenenza anche mediante gli interventi di mediazione culturale da realizzare attraverso iniziative di formazione degli operatori;

la formazione degli operatori su comunicazione della diagnosi e primo sostegno ai genitori in caso di nascita di un bambino con deficit;

l'immediata attivazione di percorsi di supporto alla famiglia, anche con la collaborazione delle associazioni dei familiari, in caso di nascita di un bambino con deficit.

ADIP

la sperimentazione della Assistenza Domiciliare Integrata in Puerperio (ADIP), erogata dalle strutture sanitarie in supporto alla dimissione precoce di madre e neonato.

Tutela del nascituro

È ormai accettato dall'intera comunità scientifica che i mesi di gravidanza sono fondamentali per la qualità della vita del neonato.

Tale consapevolezza non è però ancora pienamente entrata nel sentire comune, per cui ancora carenti sono le politiche sociali e sanitarie finalizzate all'educazione della gestante, alla prevenzione dei comportamenti devianti (tossicodipendenze, alcolismo, tabagismo), al sostegno ed al monitoraggio della qualità della vita del nascituro.

Obiettivo del presente Piano è la predisposizione, in ciascuna ASL, di un programma di intervento volto a sostenere le donne in gravidanza, a promuovere stili di vita protettivi per la saluto del nascituro, a prevenire comportamenti devianti e a rischio per la madre e il nascituro, anche in collaborazione con i servizi sociali dei Comuni e i Servizi di Tutela, quando necessario.

L'area pediatrica

Riorganizzare i servizi

Per la tutela della salute nell'area pediatrica è necessario prevedere alcune azioni inerenti l'organizzazione dei servizi che si prendono cura dei problemi sanitari dell'infanzia, con caratteristiche specifiche per il neonato, il bambino e l'adolescente sino a 18 anni, che si riportano di seguito:

la riorganizzazione in rete delle strutture ospedaliere e territoriali pediatriche su tre livelli di intensità assistenziale come da Progetto Obiettivo Materno Infantile;

il monitoraggio dei neonati con basso peso alla nascita e quello delle malformazioni congenite e l'osservazione epidemiologica delle malattie genetiche, attraverso la creazione degli appositi registri;

il coordinamento e l'integrazione tra i pediatri di libera scelta e gli altri servizi (continuità assistenziale, consultorio, medicina dello sport, unità operative ospedaliere, centri di riferimento per particolari patologie, servizi riabilitativi e unità di salute mentale per bambini e d adolescenti);

la riduzione del livello di inappropriatezza dei ricoveri in età pediatrica per cure di primo livello;

la umanizzazione dell'assistenza attraverso interventi di qualificazione del personale, adeguamento delle strutture, ospitalità del genitore durante il ricovero.


Parti e ricorso al cesareo - Dati SDO 2003-2005

Strutture

2003*

2004

2005

N. parti
(a)

N. cesarei
(b)

b/a %

N. parti
(a)

N. cesarei
(b)

b/a %

N. parti
(a)

N. cesarei
(b)

b/a %

ASL 1

OSPEDALE SANTISSIMA ANNUNZIATA SASSARI

1.244

525

42,2

1.410

622

44,1

1.437

663

46,1

OSPEDALE CIVILE ALGHERO

317

136

42,9

300

140

46,7

313

144

46,0

OSPEDALE ANTONIO SEGNI OZIERI

325

118

36,3

322

144

44,7

304

115

37,8

CASA DI CURA POLICLINICO SASSARESE SASSARI

607

236

38,9

537

207

38,5

605

302

49,9

ASL 2

OSPEDALE CIVILE TEMPIO PAUSANIA

289

118

40,8

296

126

42,6

313

143

45,7

OSPEDALE MERLO LA MADDALENA

126

43

34,1

97

25

25,8

103

35

34,0

OSPEDALE SAN GIOVANNI DI DIO OLBIA

801

223

27,8

763

239

21,3

831

251

30,2

ASL 3

OSPEDALE SAN FRANCESCO NUORO

1.139

424

37,2

1.128

408

36,2

1.297

442

34,1

OSPEDALE CIVILE SORGONO

141

70

49,6

129

67

51,9

129

58

45,0

OSPEDALE CIVILE BOSA

151

63

41,7

145

62

42,8

220

80

36,4

OSPEDALE CIVILE ISILI

157

75

47,8

160

75

46,9

152

60

39,5

ASL 4

OSPEDALE CIVILE LANUSEI

387

98

25,3

390

123

31,5

352

64

18,2

ASL 5

OSPEDALE SAN MARTINO ORISTANO

750

233

31,1

680

215

31,6

766

256

33,4

OSPEDALE DELOGU GHILARZA

186

85

45,7

142

61

43,0

-

-

-

ASL 6

OSPEDALE CIVILE SANGAVINO

600

171

28,5

622

196

31,5

540

146

27,0

ASL 7

OSPEDALE SIRAI CARBONIA

396

148

37,4

418

175

41,9

438

179

40,9

OSPEDALE SANTA BARBARA IGLESIAS

286

99

34,6

326

121

37,1

281

88

31,3

ASL 8

OSPEDALE SAN GIOVANNI DI DIO CAGLIARI

1.339

492

36,7

1.234

513

41,6

1.211

497

41,0

OSPEDALE (SANTISSIMA TRINITÀ) CAGLIARI

700

292

41,7

669

321

48,0

588

289

49,1

OSPEDALE SAN MARCELLINO MURAVERA

124

55

44,4

128

55

43,0

125

49

39,2

CASA DI CURA SANT'ANNA OSTETRICIA E GIN. CAGLIARI

390

155

39,7

639

304

47,6

625

307

49,1

CASA DI CURA CITTA' DI QUARTU QUARTU SANT'ELENA

10

9

90,0

60

36

60,0

223

88

39,5

CASA DI CURA VILLA ELENA CAGLIARI

854

352

41,2

648

222

34,3

665

221

33,2

Brotzu

OSPEDALE SAN MICHELE CAGLIARI

1.571

521

33,2

1,389

511

36,8

1,334

521

39,1

TOTALE

12.890

4.741

36,8

12.632

4.968

39,3

12.852

4.998

38,9

Fuori regione

213

79

37,1

224

93

41,5

204

82

40,2

*

Mancano circa 200 SDO presidio Santissima Annunziata (DRG 391 neonato sano)


La continuità assistenziale

La situazione attuale

Il servizio di continuità assistenziale assicura interventi domiciliari e territoriali per le urgenze notturne, festive e prefestive. Attualmente è articolato in 192 punti di guardia medica, distribuiti nel territorio regionale come riportato nella cartina allegata e occupa circa 860 medici per un monte ore complessivo di circa 29.000 all'anno.

Rispetto alla media nazionale di 0,2 medici di guardia medica per 1.000 abitanti, il dato relativo alla Sardegna è decisamente superiore (0,5 per mille), dato giustificato dalle condizioni geomorfologiche del territorio e dalle caratteristiche della rete viaria.

La situazione è caratterizzata da una diffusa presenza di punti nel territorio regionale (in circa la metà dei comuni dell'isola); la parcellizzazione della rete pone problemi di sicurezza degli operatori (spesso costretti a operare in situazioni di isolamento) e di efficienza del servizio.

Obiettivi di riorganizzazione

Il Piano si propone una riorganizzazione della continuità assistenziale, attraverso un progetto obiettivo, adottato ai sensi del comma 2 dell'articolo 12 della legge regionale n. 10 del 2006 entro centoventi giorni dall'entrata in vigore del Piano. La riorganizzazione è finalizzata a garantire tempestività delle risposte ed equità nell'accesso, in modo da assicurare un'effettiva continuità dell'assistenza rispetto sia ai medici di assistenza primaria sia al sistema del 118. Particolare attenzione va riservata all'esigenza di garantire la massima sicurezza al personale, già vittima di gravi episodi di violenza che hanno scosso tutto il mondo sanitario ed i cittadini sardi.

La riorganizzazione della rete di continuità assistenziale, da realizzare attraverso il coinvolgimento di tutte le componenti afferenti all'area della medicina di base nonché dei rappresentanti delle comunità locali, mira a restituire ai punti di guardia medica le caratteristiche di accoglienza e dignità dei luoghi di cura, in grado di accogliere le persone in sedi sicure, facilmente riconoscibili come strutture sanitarie integrate con le altre strutture del Servizio sanitario regionale e nelle quali i problemi di sicurezza sono affrontati attraverso una diversa localizzazione delle sedi ed un rafforzamento delle figure sanitarie presenti (e non solo attraverso la presenza di personale di vigilanza).

A tal fine, la riorganizzazione prevede:

la localizzazione dei punti di guarda medica, ove è possibile, presso i presidi sanitari o sociosanitari presenti nei territori di riferimento (pronto soccorso ospedalieri, postazioni di soccorso avanzato, associazioni di volontariato inserite nella rete dell'emergenza o, in assenza di uno dei presidi sopraindicati, anche presso strutture residenziali afferenti alla rete dell'assistenza residenziale territoriale); nel caso di allocazione presso i pronto soccorso e presso le postazioni di soccorso avanzato dovrà essere favorita l'integrazione degli operatori afferenti ai diversi servizi anche ai fini del miglioramento delle competenze professionali;

l'accorpamento, in via sperimentale, ove è possibile, dei punti guardia nelle costituende Unità Territoriali di Assistenza Primaria (UTAP) che dovranno garantire le cure primarie 24 ore al giorno per tutti i giorni dell'anno, attraverso la presenza di medici di assistenza primaria e di continuità assistenziale, di medici specialisti, infermieri professionali ed altro personale sanitario non medico;

la riallocazione, ove possibile, sulla base degli interventi di cui ai punti precedenti, delle risorse attualmente utilizzate per il servizio di vigilanza, a favore dell'acquisizione di professioni sanitarie, risorse che rafforzino la presenza di personale di assistenza presso i punti di guardia medica (ed anche eventualmente negli interventi a domicilio) e restituiscano a tali punti le caratteristiche di luoghi di accoglienza e cura in grado di garantire sicurezza al personale ed agli utenti.

La ristrutturazione del servizio di continuità assistenziale, nell'ottica del miglioramento della qualità della prestazione sanitaria resa, persegue l'obiettivo del mantenimento dei medici attualmente impegnati nella continuità assistenziale, all'interno della riorganizzazione delle attività distrettuali.

Le dipendenze

Il crescente utilizzo, anche da parte dei giovani, di sostanze che inducono dipendenza (droghe, alcool, fumo, ecc.), e la diffusione delle dipendenze comportamentali, spesso associati a difficoltà sociali, psicologiche e mediche, determinano gravi problemi di salute che devono essere presi in carico e trattati nell'ambito dei servizi sanitari delle ASL e degli organismi pubblici e privati accreditati e del privato sociale.

Data la complessità delle problematiche e dell'articolazione degli interventi richiesti alle ASL nell'area delle dipendenze, si predilige una logica organizzativa di carattere dipartimentale (aziendale o interaziendale) laddove compatibile con l'organizzazione complessiva.

A tal fine, costituiscono obiettivi prioritari da perseguire nel triennio di validità del presente Piano:

garantire la presa in carico personalizzata delle persone con problemi di abuso/dipendenza patologica, integrando la valutazione e gli interventi di ordine farmacologico, psicologico, riabilitativo nei contesti ambulatoriali, semiresidenziali o residenziali più indicati nel singolo caso;

coordinare e raccordare le risorse e l'operatività dei diversi punti della rete dei servizi (sanitari, sociosanitari, sociali, educativi) impegnati nell'attività di prevenzione, cura e riabilitazione anche attraverso una unità di coordinamento tecnico-scientifico regionale istituita con compiti di rilevazione epidemiologica, disseminazione delle evidenze scientifiche di efficacia, monitoraggio degli interventi, formazione;

riorientare l'operatività dei servizi, promuovendo:

a) la territorializzazione dell'assistenza e l'integrazione nel distretto con gli altri servizi;

b) la diversificazione degli interventi, in accordo con l'evoluzione dei comportamenti di abuso e dipendenza e con le richieste di salute;

garantire in particolare l'integrazione con i servizi per la tutela della salute mentale per assicurare la presa in carico integrata dei pazienti in situazione multiproblematica. A tal fine si prevede la formulazione di uno specifico atto di indirizzo che assicuri la piena collaborazione dei servizi per le dipendenze e di quelli per la salute mentale, in presenza di problemi di abuso e dipendenza associati a livelli significativi di sofferenza mentale;

adottare strumenti di analisi epidemiologica a livello regionale per sostenere la pianificazione degli interventi, il loro monitoraggio e la valutazione dei risultati ottenuti;

attuare programmi di prevenzione, (primaria, secondaria e terziaria) e di riduzione del danno, definiti in base alle evidenze scientifiche della loro efficacia, con l'intento di scoraggiare l'uso delle varie sostanze d'abuso (legali ed illegali) e di prevenire le complicanze (sanitarie e sociali) associate al comportamento tossicomanico;

Valorizzare ed integrare con il sistema pubblico, l'esperienza delle associazioni di volontariato operanti nel settore.

La Regione, entro 180 giorni dall'entrata in vigore del presente Piano, predispone un programma di interventi nel settore delle dipendenze (inclusi alcolismo e tabagismo), prevedendo il coinvolgimento di tutta la rete dei servizi, pubblici e privati, impegnati nella risposta a tale bisogno di salute.

Anche a tal fine, la Regione istituisce la Commissione regionale per le dipendenze con compiti di supporto all'analisi e valutazione degli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione nonché di sostegno tecnico nella promozione delle iniziative.

Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1

Il terzo capoverso è soppresso. (351)

Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1

Al quinto capoverso (Integrazione dei processi di cura), all'ultima riga, la parola "professionale" è soppressa. (355)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1

Il terzo capoverso è sostituito dal seguente:

"L'Assessorato regionale alla Sanità, sentito il parere della competente Commissione Sanità consiliare e di tutti gli organismi territoriali cointeressati dalla normativa vigente, definisce gli indirizzi per l'assetto organizzativo delle ASL e individua numero e pertinenza territoriale dei distretti di ciascuna ASL". (352)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1

Al quarto capoverso (Obiettivi strategici), alla dodicesima riga, il periodo che inizia con le parole "Il raggiungimento" e termina con le parole "dell'ospedale", è sostituito dal seguente:

"Il raggiungimento di tali obiettivi rappresenta la precondizione necessaria per iniziare l'azione di riduzione dei posti letto ospedalieri e del tasso di ospedalizzazione previsto dalla normativa nazionale e di graduale superamento della rete di prestazioni ambulatoriali impropriamente fornite al territorio all'interno della rete ospedaliera. Nel triennio di vigenza del Piano, le corrispondenti manovre finanziarie individueranno gli specifici finanziamenti aggiuntivi dedicati che verranno trasferiti alle ASL nelle annualità di competenza per garantire l'infrastrutturazione della risposta sanitaria territoriale, indispensabile per il riequilibrio della rete assistenziale". (353)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1

Al quinto capoverso, lo schema grafico, è sostituito con il seguente:

Il grafico è agli atti del Consiglio. (358)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1

Al settimo capoverso (Sviluppare risposte integrate sociosanitarie), l'ultimo periodo, che inizia con le parole "Particolare attenzione", è sostituito con il seguente:

", Per superare le disuguaglianze che ne potrebbero conseguire, il Distretto deve potenziare l'informazione ai cittadini, attivare sistemi unificati di prenotazione, attuare soluzioni favorenti l'accesso unitario a tutti i servizi sanitari e sociali nel contesto delle quali trovino integrazioni i punti unici d'accesso per le prestazioni sanitarie complesse.

Il Distretto dovrà occuparsi di verificare la qualità dell'attività assistenziali attraverso i meccanismi di governo clinico che rendano protagoniste del controllo le stesse professionalità operanti all'interno del sistema. Nell'ambito della contrattazione decentrata per la Medicina Generale e la Pediatria di Libera Scelta verranno individuate apposite risorse economiche da utilizzare per garantire l'ampliamento degli orari di accesso all'ambulatorio del medico di Medicina generale". (357)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1

L'ottavo capoverso (Nuclei di cure primarie), è sostituito dal seguente:

"Nell'ambito del progetto di riqualificazione della continuità assistenziale, la cui presentazione è prevista dal presente Piano, potrà essere valutata la possibilità della sperimentazione dei Nuclei di cure primarie, che vedano coinvolti il medico di medicina generale, il pediatra di libera scelta, il medico di continuità assistenziale e l'infermiere professionale. Gli obbiettivi di salute affidati a tali Nuclei saranno definiti all'interno del progetto, così come le modalità volontarie di adesione e le forme di incentivazione economica". (359)

Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 2 - Il Distretto

Dopo il titolo: "2. Distretto" è aggiunto il seguente capoverso:

I distretti socio-sanitari sono sede di gestione, di coordinamento operativo e organizzativo dei Servizi territoriali. (190)

Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 2 - Il Distretto

Al paragrafo "2. Distretto", dopo il primo capoverso è aggiunto il seguente:

"Il Distretto deve rappresentare per i cittadini del proprio ambito territoriale il riferimento per l'accesso a tutti i servizi dell'azienda ASL e, nello stesso tempo, il polo unificante di tutti i servizi sanitari, socio sanitari e socio assistenziali territoriali, nel perseguimento degli obbiettivi del piano. Dal Distretto dipendono tutti i servizi operanti sul territorio, di tipo semiresidenziale, ambulatoriale, domiciliare, i servizi residenziali sociosanitari" (191)

Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 2 - Il Distretto

Al paragrafo "2. Distretto" dopo il terzo capoverso è aggiunto il seguente:

Il PLUS, nella prospettiva di sviluppare il sistema dei servizi alla persona, considera gli enti morali, le organizzazioni di volontariato, le famiglie, le cooperative sociali, gli enti con finalità religiose, le libere associazioni, come soggetti concorrenti alla realizzazione di un sistema di servizi alla persona sulla logica di una comunità solidale, che produce le condizioni per il proprio sviluppo (192)

Emendamento aggiuntivo Contu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - La Spisa - Licandro - Liori - Vargiu - Petrini - Amadu - Cappai - Gallus - Milia

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2

Al termine del quarto capoverso dopo le parole "personalizzazione dell'assistenza" è aggiunta la seguente frase:

"coinvolgendo i cittadini e le organizzazioni che li rappresentano compresi gli enti del Terzo Settore del privato sociale non profit." (77)

Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 2 - Il Distretto

Al sesto capoverso del paragrafo 2., prima delle parole "il medico di medicina generale" aggiungere le seguenti: "… per il proprio sviluppo …" e alla fine del periodo aggiungere il seguente "L'attività del distretto quindi è finalizzata a realizzare un elevato livello di integrazione tra i diversi servizi che erogano le prestazioni sanitarie e tra questi e i servizi socio assistenziali in modo da consentire una risposta coordinata e continuativa ai bisogni socio sanitari della popolazione…". (193)

Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 2 - Il Distretto

Alla fine del sesto capoverso, dopo le parole "delle logiche di sistema" sono aggiunte le seguenti:

"L'integrazione tra le attività del distretto, del medico di famiglia e del pediatra di base, dei poliambulatori e dell'ospedale, deve garantire la continuità assistenziale e la tempestività degli interventi" (194)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Premessa

Dopo il secondo capoverso, (L'assistenza sanitaria primaria), è aggiunto il seguente:

"È però assolutamente velleitario pensare di ottenere la fattiva collaborazione del MMG e dei PLS in un nuovo ruolo attivo, assai più impegnativo e carico di responsabilità, senza mettere in campo una complessiva strategia di coinvolgimento, che necessita di nuovi stanziamenti economici mirati, commisurati all'importanza di sistema degli obiettivi prefissati." (347)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Premessa

Dopo il terzo capoverso, è aggiunto il seguente:

"Per quanto attiene all'assistenza specialistica ambulatoriale, il presente Piano ne riconosce il ruolo fondamentale per garantire il raccordo tra la medicina generale sul territorio e l'ospedalità. La tendenza strategica individuata nel Piano, mirante al riequilibrio verso il territorio della fornitura delle prestazioni sanitarie, passa decisamente attraverso il potenziamento della diffusione dei presidi di medicina specialistica ambulatoriale, che contribuisca a rafforzare il filtro territoriale, allentando la pressione sulle strutture ospedaliere, che spesso rende obbligata la risposta sanitaria impropria". (348)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Premessa

Dopo il terzo capoverso, è aggiunto il seguente:

"Nell'ambito del processo di rilocalizzazione territoriale delle risposte sanitarie, va infine sottolineato il fondamentale ruolo che può essere svolto dalla medicina accreditata exstraospedaliera ("ex convenzionati"), che può concorrere a fornire quelle risposte di qualità, buona parte delle quali è oggi fornita impropriamente, per necessità, dalla rete ospedaliera. Per valorizzare tale ruolo è indispensabile un rapporto nuovo tra la Regione e il mondo della Sanità accreditata estraospedaliera, finalizzato alla creazione di percorsi comuni di confronto e di incontro, verso obiettivi condivisi. Solo così potranno essere pienamente sfruttate tutte le potenzialità di tale forma di assistenza che, nella garanzia della qualità delle prestazioni, può consentire al sistema significativi risparmi di scala. La crescita delle prestazioni sanitarie fornite da tale comparto può dunque andare a compensare la riduzione delle prestazioni improprie ospedaliere, rendendo ovviamente necessaria stretto monitoraggio e vigilanza da parte della Regione perché sia sempre garantita la massima qualità delle prestazioni erogate". (349)

Emendamento aggiuntivo Contu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - La Spisa - Licandro - Liori - Vargiu - Petrini - Amadu - Cappai - Gallus - Milia

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1

Al primo capoverso del sottoparagrafo "organizzazione e direzione del distretto", dopo le parole "attitudine e competenza" è aggiunta la seguente frase:

"tale ufficio di coordinamento dovrà necessariamente prevedere la presenza al suo interno di una adeguata rappresentanza degli enti privati accreditati. Questo al fine di garantire il perseguimento degli obiettivi indicati." (78)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1

Al termine del secondo capoverso (Organizzazione e direzione del distretto), è aggiunto il seguente: ", che ha punto di riferimento regionale nell'Osservatorio Epidemiologico". (350)

Emendamento aggiuntivo Contu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Licandro - La Spisa - Liori - Vargiu - Petrini - Amadu - Cappai - Gallus - Milia

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1

Al secondo punto del sottoparagrafo "obiettivi strategici", dopo le parole "semiresidenziale e residenziale" è aggiunta la seguente frase: "con il coinvolgimento anche di strutture private accreditate in grado di garantire a questo scopo la necessaria dotazione organica, organizzativa e strutturale;". (79)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1

Al quinto capoverso (Integrazione dei processi di cura), alla ventesima riga, dopo le parole "… e di riabilitazione.", è aggiunto il seguente: "A tal fine, in ciascun distretto sanitario sarà attivato un punto unico d'accesso alle prestazioni sanitarie complesse, che avrà il compito di collaborare con tutti gli attori del sistema, indirizzando correttamente i percorsi sanitari individuali. Tale funzione farà capo ad un coordinamento, collocato in posizione di staff presso ciascuna Direzione Distrettuale". (354)

Emendamento aggiuntivo Contu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Licandro - Liori - La Spisa - Vargiu - Petrini - Amadu - Cappai - Gallus - Milia

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1

Al terzo capoverso della pagina 60, dopo le parole: "ipertensione e altre patologie ad andamento cronico degenerativo sono aggiunte le seguenti: "oltre a tutte le patologie che causano disabilità fisica, psichica e sensoriale.". (80)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1

Al sesto capoverso (Risposte domiciliari..), alla terza riga, dopo le parole "..i servizi territoriali") è aggiunto il seguente: ", con particolare riferimento al rafforzamento della medicina specialistica poliambulatoriale e della medicina specialistica accreditata (ex convenzionati esterni),". (356)

Emendamento aggiuntivo Contu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - La Spisa - Licandro - Liori - Vargiu - Petrini - Amadu - Cappai - Gallus - Milia

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1

Al primo capoverso del sottoparagrafo "sviluppare risposte integrate sociosanitarie" dopo le parole "anche di lungo periodo" sono aggiunte le seguenti: "nel rispetto del diritto alla salute e del diritto a conservare l'integrazione nel proprio ambiente di vita del singolo cittadino.". (81)

Emendamento aggiuntivo Contu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - La Spisa - Liori - Licandro - Vargiu - Petrini - Amadu - Cappai - Gallus - Milia

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1

Al 4° capoverso del sottoparagrafo "sviluppare le risposte integrate sociosanitarie" dopo le parole "l'informazione ai cittadini" sono aggiunte le seguenti: "anche mediante l'utilizzo di carta dei servizi e nel rispetto del diritto di libera scelta del cittadino-utente" [...] e dopo le parole "verificare la qualità dell'attività assistenziale" sono aggiunte le seguenti: "con riferimento a criteri normativi riconosciuti (certificazione di qualità), ...". (82)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2

Al quinto capoverso, all'ottava riga, il periodo che inizia con le parole "La rete.." e finisce con le parole "….e di efficacia.", è sostituito dal seguente: "La rete ha una distribuzione territoriale disomogenea e, a causa della carenza di risposte specifiche da parte del sistema pubblico, è stata costretta negli anni a vicariare l'insufficienza della risposta socio-sanitaria regionale sarda, con conseguenti, inevitabili ricadute sull'appropriatezza e sull'efficacia della prestazione resa.". (361)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2

Al sesto capoverso (Obiettivi), alla trentatreesima, all'ottavo punto, il periodo che è compreso tra le parole "…ad ottimizzare" e "..di disabilità;", è sostituito dal seguente: ", con particolare attenzione all'intercettazione precoce di tali disabilità, attraverso adeguati programmi di screening nella prima età pediatrica, che possano consentire il riconoscimento precoce, con conseguente, immediato avvio dell'approccio terapeutico, in grado di ridurre la portata e la risonanza della disabilità;". (364)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2

Al sesto capoverso (Obiettivi), alla trentasettesima riga, il nono punto, è sostituito dal seguente: "realizzazione di un programma sperimentale di sport terapia, per il quale saranno stanziate adeguate risorse economiche nell'ambito delle manovre finanziarie del triennio di vigenza del presente Piano, che preveda l'attività sportiva dei disabili come opzione alternativa o integrativa rispetto alla fisioterapia, che consenta di valorizzare, salvaguardare ed estendere le positive esperienze di Sassari, di La Maddalena e Cagliari, rafforzando i rapporti di collaborazione con l'Esercito Italiano per quanto attiene alle attività connesse all'ippoterapia, sviluppando il coinvolgimento delle organizzazioni sportive di volontariato aderenti al Comitato Italiano Paraolimpico". (365)

Emendamento sostitutivo parziale Frau - Cocco - Lai - Uggias - Bruno

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2

Nel 1° capoverso di pag. 64, alla fine dell'ultimo punto le parole "…da sviluppare in collaborazione con le organizzazioni sportive di volontariato aderenti al comitato italiano paraolimpico.", sono sostituite dalle seguenti: "da sviluppare in collaborazione con associazioni sportive riconosciute dal C.O.N.I. che operino esclusivamente nel campo delle disabilità". (171)

Emendamento aggiuntivo Contu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - La Spisa - Licandro - Liori - Vargiu - Petrini - Amadu - Cappai - Gallus - Milia

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2

Al secondo capoverso del paragrafo "Le risposte alle persone con disabilità" dopo le parole: "Non quindi soltanto prestazioni settoriali, ma una nuova e più qualificata capacità di presa in carico globale dei bisogni della persona e della famiglia con problemi di disabilità" sono aggiunte le seguenti: "così come attualmente garantito solo presso le strutture pubbliche e private convenzionate ex art.26". (83)

Emendamento aggiuntivo Contu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Liori - Licandro - La Spisa - Vargiu - Petrini - Amadu - Cappai - Gallus - Milia

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2

Al quarto capoverso del paragrafo "Le risposte alle persone con disabilità" dopo le parole: "Altrettanto importante è il criterio della continuità terapeutica" sono aggiunte le seguenti:

"in base al quale andranno privilegiate strutture in grado di garantire l'integrazione temporale e clinica tra le fasi successive degli interventi sanitari e sociosanitari". (84)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2

Al quinto capoverso, alla quarta riga, dopo le parole "…riabilitazione estensiva.", è aggiunto il seguente: "Tale rete si è notevolmente sviluppata negli anni in Sardegna, anche a causa della carenza di una soddisfacente risposta pubblica ed ha per lungo tempo sostanzialmente consentito di fornire una risposta accettabile e talora addirittura soddisfacente ai bisogni sanitari e socio sanitari di una parte particolarmente debole della popolazione sarda. All'interno di tale rete si sono formate o sono confluite le professionalità del settore, sino a costituire una riserva di conoscenza e di competenza che non può e non deve essere trascurata nella fase di ridefinizione e miglioramento della qualità della specifica e delicata offerta, che è tra gli obiettivi del presente Piano.". (360)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2

Al quinto capoverso, alla quindicesima riga, dopo le parole "..fuori Regione.", è aggiunto il seguente: "che ha sede nel territorio della ASL 3 di Oristano, che opera e continuerà ad operare in regime extraospedaliero.". (362)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2

Al sesto capoverso (Obiettivi), alla terza riga, dopo le parole "..globale intensiva", è aggiunto il seguente: ", la cui recettività non dovrà essere computata all'interno della dotazione regionale di posti letto". (363)

Emendamento aggiuntivo Contu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - La Spisa - Licandro - Liori - Petrini - Amadu - Cappai - Gallus - Milia - Vargiu

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2

Al 1° capoverso del paragrafo "Regole ed interventi…" è aggiunto il seguente punto: "La scelta da parte della Regione, sul modello toscano, di adottare il metodo della concertazione in tema di politica di elaborazione tariffaria relativamente alla riabilitazione extraospedaliera, attraverso il riconoscimento e l'interlocuzione con il Coordinamento dei Centri di Riabilitazione della Sardegna da istituirsi all'uopo, quale organismo di rappresentanza dell'intero settore anche nelle sue diverse articolazioni (post-acuta, neuropsichica intensiva ed estensiva, età evolutiva.)". (87)

Emendamento aggiuntivo Contu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Liori - La Spisa - Petrini - Amadu - Cappai - Gallus - Milia - Vargiu

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2

Al paragrafo "Regole e interventi per la riqualificazione" al termine del 2° punto del 1° capoverso sono aggiunte le seguenti parole:

"tenendo conto delle reali necessità assistenziali rilevate sull'utente". (85)

Emendamento aggiuntivo Contu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Licandro - La Spisa - Liori - Petrini - Amadu - Cappai - Gallus - Milia - Vargiu

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2

Al paragrafo "Regole e interventi per la riqualificazione" al termine del 5° punto è aggiunta la seguente frase:

"tenendo conto che tali tariffe sono ferme da diversi anni, dovrà essere differenziato a seconda della patologia come avviene già in alcune regioni d'Italia;". (86)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2

Al paragrafo intitolato "Riqualificazione delle strutture residenziali per soggetti non autosufficienti", al termine del terzo capoverso, è aggiunto il seguente: "Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del presente Piano, sentiti i Direttori Generali delle ASL, la Regione presenta alla competente Commissione Sanità una dettagliata ricognizione sulla presenza di RSA operative o autorizzate nel territorio regionale, sul livello qualitativo dell'attuale offerta, sulla distribuzione per aree geografiche e sull'adeguatezza numerica dell'offerta rispetto alle esigenze della domanda. Unitamente a tale documento ricognitivo, e sulla base delle risultanze contenute in esso, l'Assessorato proporrà un proprio programma che individui gli obiettivi a regime della rete di RSA della Regione Sardegna e valuti le necessità economiche correlate al loro pieno e soddisfacente funzionamento". (366)

Emendamento sostitutivo parziale Caligaris

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3

Il secondo capoverso del sottoparagrafo "Neuropsichiatria infantile e dell'adolescenza (NPIA)" è sostituito dal seguente: "I servizi di N.P.I.A., integrati e completi di professionalità multidisciplinari e di strutture, devono essere coordinati da un medico specialista in neuropsichiatria infantile quale responsabile aziendale e devono occuparsi in modo unitario della fascia di età 0-18 per rispondere alle esigenze delle diverse fasi dell'età evolutiva, tenendo comunque presente la necessità di interventi articolati e continuativi anche in rapporto con gli altri servizi sanitari dedicati". (5)

Emendamento sostitutivo parziale Caligaris

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3

All'inizio il terzo capoverso del sottoparagrafo "Neuropsichiatria infantile e dell'adolescenza (NPIA)" è sostituito parzialmente nel modo seguente: "L'operatività di ogni servizio N.P.I.A., che deve rivolgersi a un bacino di riferimento di circa 30.000 abitanti, prevede…" (4)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3

Nel paragrafo intitolato "Neuropsichiatria infantile e dell'adolescenza", alla diciannovesima riga, il periodo che inizia con le parole "I servizi di NPIA.." e finisce con le parole "…loro famiglie." è sostituito dal seguente: "Particolare attenzione dovrà essere posto al problema del riconoscimento precoce e del trattamento dell'autismo, per garantire adeguato supporto terapeutico ai piccoli pazienti e alle loro famiglie e consentire l'intervento di sostegno che possa garantire la maggior speranza di recupero in ciascuna situazione. In tal senso, il Centro per l'Autismo operante presso l'Azienda Ospedaliera Brotzu dovrà diventare il punto di riferimento funzionale dei servizi dedicati a tale patologia che dovranno essere presenti all'interno di ciascuna ASL, con personale e risorse commisurato alle esigenze del territorio di riferimento". (369)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3

Al secondo capoverso, alla quattordicesima riga, dopo le parole "…disagi psicologici.", è aggiunto il seguente: "E' nata e si è sviluppata, affermandosi scientificamente come specialità autonoma, la disciplina dell'Adolescentologia che segue e tratta le problematiche di salute fisica e psichica di tale, delicata età anagrafica". (367)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3

Al termine del secondo capoverso, è aggiunto il seguente: "va inoltre ricordata la presenza attiva della Sardegna nei programmi di cooperazione sanitaria internazionale, che può portare la nostra Regione al centro delle risposte sanitarie per alcune, importanti patologie pediatriche dell'area del Mediterraneo, introducendo complesse problematiche di assistenza ai piccoli pazienti e alle loro famiglie, a cui è necessario dare adeguate risposte sociali e sanitarie". (368)

Emendamento aggiuntivo Ibba

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3

A pagina 68 dopo il terzo capoverso del sottoparagrafo "Neuropsichiatria infantile" aggiungere: "Per tale finalità si prevede la costituzione di un centro di riferimento per l'accoglienza di adolescenti e giovani adulti fino ai 25 anni affetti da disturbi psichici che sono sottoposti a provvedimenti dell'autorità giudiziaria". (6)

Emendamento aggiuntivo Caligaris

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3

Alla fine dell'ultimo capoverso del sottoparagrafo "Neuropsichiatria infantile e dell'adolescenza (NPIA)" dopo "regionale" aggiungere: "con l'apposita Commissione per la salute neuropsichica dei bambini e degli adolescenti". (2)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3

Nel paragrafo intitolato "consultori", al quarto capoverso (Tutela della donna e della maternità), dopo le parole "della donna…", è aggiunto il seguente: ", di tutela della salute del nascituro". (370)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3

Nel paragrafo intitolato "consultori", al quarto capoverso (Tutela della donna e della maternità), alla quinta riga, dopo il primo punto, è aggiunto il seguente: "L'intercettazione delle gravide con abitudini che comportano il rischio di tossicità per il prodotto del concepimento (tabagismo, alcolismo, utilizzo di sostanze stupefacenti o di farmaci tossici per il feto) e la incentivazione della loro partecipazione volontaria a programmi di disassuefazione". (371)

Emendamento aggiuntivo Caligaris

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3

Nel quinto capoverso del sottoparagrafo "I consultori" al quarto punto dopo "cesareo" aggiungere: "e a prevenire la depressione post partum;". (3)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3

Nel paragrafo intitolato "Il percorso nascita", dopo il quinto capoverso, è aggiunto il seguente: "In realtà, ci sarebbe anche una differente ipotesi di lavoro, più attenta alle peculiarità della distribuzione demografica della popolazione sarda, della carenza della rete viaria e del diritto di ciascun cittadino sardo alla scelta di nascere nel territorio in cui vive. Dallo sviluppo di tale ipotesi di lavoro conseguirebbe la previsione del mantenimento degli attuali Reparti di Ostetricia negli ospedali sardi ove è presente, quanto meno per garantire il percorso nascita in tutte le gravidanze per le quali è ragionevolmente possibile prevedere un parto non complicato. In questo modo verrebbe mandato un forte messaggio identitario alle comunità locali perché possano continuare a riconoscersi e ad avere come punto di riferimento le strutture ospedaliere della propria area territoriale. Tale scelta dovrebbe però essere accompagnata dallo stanziamento di adeguate risorse economiche per potenziare gli Ospedali periferici, dotandoli di tutte le figure professionali e di tutte le apparecchiature tecnologiche indispensabili a garantire un percorso nascita di qualità. E' dunque evidente che tale opzione confligge con scelte di economia sanitaria contenute all'interno del presente Piano, che scelto di privilegiare comprensibili esigenze di compressione della spesa ospedaliera, rispetto alla possibilità di garantire ai cittadini dei territori periferici e decentrati una opzione ostetrica di qualità all'interno degli ospedali di dimensione minore.". (373)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3

Nel paragrafo intitolato "Il percorso nascita", all'ottavo capoverso (Assistenza al parto e al puerperio), alla terza riga, è aggiunto il seguente punto: "la realizzazione di un'indagine che consenta di accertare quali siano le motivazioni che giustificano lo scostamento percentuale dei parti cesarei nei punti nascita della Sardegna rispetto alla media nazionale". (372)

Emendamento aggiuntivo Pacifico - Masia - Frau - Cocco - Uggias - Lanzi - Ibba - Bruno - Lai

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3

A pagina 73, al primo punto, dopo le parole "con incremento di quello in utero" sono aggiunte le seguenti parole: "attraverso la cardiologia pediatrica di Cagliari e Sassari, il potenziamento della diagnosi precoce delle patologie congenite cardiache". (196)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3

Nel paragrafo intitolato "Tutela del nascituro", alla quarta riga, dopo le parole "…nel sentire comune" sono aggiunte le seguenti: "e di una parte degli stessi operatori sanitari,". (374)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.4

Nel secondo capoverso (Obiettivi di riorganizzazione), alla quattordicesima riga, la parola "restituire" è sostituita dalle parole "dare finalmente". (378)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.4

Al terzo capoverso, il secondo punto, che inizia con le parole "l'accorpamento..", è sostituito dal seguente: "Lo stanziamento di adeguate risorse finanziarie finalizzate all'aggiornamento professionale e all'incentivazione economica per la partecipazione volontaria di tutti gli operatori coinvolti nella fase di avvio della sperimentazione delle Unità Territoriali di sperimentazione dovranno essere contenute all'interno del progetto obiettivo sulla Continuità Assistenziale di cui sopra e dovranno essere concordate con i sindacati medici e sanitari di categoria". (379)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.4

Il quarto capoverso, che inizia con le parole "La ristrutturazione….", è sostituito dal seguente: "La ristrutturazione del servizio di continuità assistenziale, nell'ottica del miglioramento della qualità della prestazione sanitaria resa, persegue l'obiettivo del mantenimento degli attuali livelli di occupazione, anche valutando ipotesi di impegno dei medici dell'attuale continuità assistenziale in altre attività sanitarie distrettuali". (380)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.5

Nel primo capoverso, alla trentacinquesima riga, il punto che inizia con le parole "adottare strumenti…" è sostituito con il seguente: "Collaborare con l'Osservatorio Epidemiologico regionale per sostenere la pianificazione degli interventi, il loro monitoraggio e la valutazione dei risultati ottenuti". (385)

Emendamento sostitutivo parziale Petrini - Contu - Licandro - La Spisa - Randazzo Vittorio - Artizzu - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.5

L'ultimo capoverso di pag. 78 è sostituito dal seguente: "La Regione, entro 90 giorni dall'entrata in vigore del presente piano, predispone un programma di interventi nel settore delle dipendenze (inclusi alcolismo e tabagismo), prevedendo il coinvolgimento di tutta la rete dei serivzi pubblici e privati, impegnati nella risposta a tale bisogno di salute.

Anche a tal fine, e nello stesso termine di 90 giorni, la Regione istituisce la Commissione regionale per le dipendenze con compiti di supporto all'analisi e valutazione degli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione nonché di sostegno tecnico nella promozione delle iniziative.". (108)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.4

Nel primo capoverso (La situazione attuale), alla dodicesima riga, dopo le parole "…della rete") è aggiunto il seguente: ", correlata alla grande dispersione geografica della popolazione sarda e alle note carenze dell'infrastrutturazione viaria,". (376)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.4

Nel primo capoverso, all'undicesima riga, dopo le parole "…dell'isola) è aggiunto il seguente: ", che obbedisce alla necessità di portare la risposta sanitaria di base dell'emergenza quanto più possibile vicino alla residenza di ciascun cittadino sardo;". (375)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.4

Nel secondo capoverso (Obiettivi di riorganizzazione), alla decima riga, dopo le parole "…cittadini sardi") è aggiunto il seguente: "Tale protezione viene oggi garantita da un servizio di vigilanza armata che, nelle attuali condizioni, appare irrinunciabile.". (377)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.5

Nel primo capoverso, alla sesta riga, dopo le parole "…privato sociale.", è aggiunto il seguente: "In particolare, in Sardegna il consumo eccessivo di sostanze alcoliche, soprattutto all'interno delle comunità locali più periferiche e di minori dimensioni, assume profili di particolare rilievo sociale, a cui sono collegate implicazioni di carattere sanitario che obbligano a moltiplicare le attenzioni nella prevenzione e nel recupero dei comportamenti devianti". (381)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.5

Nel primo capoverso, alla dodicesima riga, dopo le parole "…presente Piano:", è aggiunto il seguente punto: "intervenire con particolare efficacia nelle fasce d'età adolescenziali, che appaiono quelle più deboli rispetto all'aggressività del fenomeno, agli interessi di mercato e ai condizionamenti dell'ambiente sociale". (382)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.5

Nel primo capoverso, alla tredicesima riga, dopo le parole "…presente Piano:", è aggiunto il seguente punto: "garantire un intervento mirato sul riconoscimento e sulla intercettazione dell'abuso di sostanze da dipendenza da parte della donna in gravidanza, al fine di tutelare pienamente la salute del nascituro". (383)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.5

Nel primo capoverso, alla ventunesima riga, dopo la parola "…epidemiologica", è aggiunto il seguente: ", istituita con compiti di raccolta di dati epidemiologici, da trasmettere all'Osservatorio Epidemiologico Regionale,". (384).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, accetterò il consiglio di utilizzare una piccola parte dei 10 minuti a mia disposizione. Siccome il Capitolo 2 della Parte II, "Obiettivi di sistema", è un capitolo piuttosto complesso e ha paragrafi molto importanti, io vorrei fare alcune considerazioni solo su uno di essi, cioè sulla guardia medica. E' una cosa che noi in Provincia di Oristano sentiamo moltissimo.

Io non sono assolutamente d'accordo sul fatto che, per la continuità assistenziale, noi dobbiamo adeguarci ai parametri nazionali, cioè di 0,2 medici di guardia ogni 1000 abitanti, mentre in Sardegna la media è 0,5, anche se. poi ammettete che questo dato è condizionato dalle condizioni geomorfologiche del territorio e dalle caratteristiche della rete viaria, termine che è gentilmente eufemistico solo per dire che, nelle zone interne della Sardegna, ci si mette più tempo che nel raccordo anulare di Roma. Diciamo però in ogni caso che lo 0,5 per cento non rende merito, perché se noi dovessimo rapportare il numero dei medici di guardia medica della Sicilia (che molto probabilmente, io questo non lo so, rispetta i parametri nazionali, quindi 1200-1300 medici, rispetto a quelli che abbiamo noi), vediamo se riusciamo a capire quale può essere il rapporto della distribuzione territoriale del servizio. Poi scrivete che la situazione è caratterizzata da una diffusa presenza di punti nel territorio regionale e che è presente in circa la metà dei comuni dell'isola; però io insisto nel dire che la Provincia di Oristano ha il 10 per cento della popolazione ma il 25 per cento dei comuni, e che attualmente si ritrova con soltanto 28 comuni con sede di guardia medica che, secondo quello che dicono i responsabili della ASL, dovrebbero essere ridotti a 16.

Io voglio chiudere l'intervento, non vado avanti, però, Assessore, io devo lanciare un appello, vorrei che lei mi sentisse: visto che non lo fa il nostro manager, faccia aprire, per favore, la sede di guardia medica del Comune di Solarussa, perché quell'ambulatorio chiuso è un dito puntato contro tutte le istituzioni, sappiamo quello che è successo, non voglio ricordare e rivangare il passato, ma lo chiedono tutti, lo chiedono le associazioni, lo chiedono gli abitanti, lo chiedono i comuni, è assolutamente un dovere morale riaprire quella sede.

Quella sede oramai è destinata a diventare un simbolo di quello che oggi rappresenta in Sardegna il servizio di guardia medica, cioè è un simbolo che dimostra che la violenza non può avere il sopravvento sullo spirito di servizio, sull'abnegazione di questi medici che svolgono un ruolo ingrato. Io mi fermo qui per mantenere la promessa e mi aspetto che ci siano dei riscontri positivi nel più breve tempo possibile.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io farò la stessa cosa che ha fatto il collega Licandro, cioè controllerò l'orologio e utilizzerò meno del tempo che è a mia disposizione seguendo il filo del ragionamento che abbiamo fatto e che ci ha consentito di avere un confronto sulle parti del Piano, quindi che ha soddisfatto l'esigenza che, come minoranza, noi avevamo più volte manifestato. Eviterò di essere puntuale e preciso sui singoli emendamenti e mi concentrerò esclusivamente su un argomento. E' un argomento importante, perché alla fine è un elemento di criticità del Piano ed è difficile discuterlo stasera, ma tanto torna, quindi è un argomento sul quale è necessario che, in qualche maniera, ragioniamo.

Colleghi, assessore Dirindin, se fosse possibile, lo so che lei è stanca almeno quanto me, le chiederei tre minuti di attenzione, perché vorrei che lei mi dicesse, o mi facesse dire, se c'è una parte del mio ragionamento che non è corretta. Fino a questo momento, noi abbiamo parlato della funzione degli ospedali e ci siamo detti che gli ospedali sardi, che peccano di ospedalocentricità come sistema, forniscono una risposta sanitaria impropria; abbiamo parlato, lo prendiamo come esempio, dell'Ospedale Brotzu che deve fare gli elettrocardiogrammi ai suoi ricoverati, ai pazienti che devono essere trapiantati, a pazienti critici, a pazienti raffinati, ma è evidente che non c'è motivo che l'Ospedale Brotzu abbia un ambulatorio di cardiologia collegato con il CUP che fa elettrocardiogrammi aspecifici a persone che possono essere ben soddisfatte da altre parti. Bene, dobbiamo porci il problema, quando otteniamo di ridurre o di eliminare questa inappropriatezza che ci aiuta anche a dare una ristrutturazione generale ai servizi dell'ospedale, utile, virtuosa, dobbiamo pensare dove daremo questa risposta.

Allora io lo chiedo a tutti i colleghi: i pazienti che non potranno più andare in ospedale ad ottenere questa risposta, perché è impropria in ospedale, dove la otterranno? Nei nostri emendamenti, c'erano due risposte che, a nostro avviso, non erano neanche in contrapposizione tra loro, ma erano due risposte che seguivano due filoni entrambi possibili; uno diceva che abbiamo le strutture specialistiche poliambulatoriali, nel senso che noi abbiamo già strutture pubbliche, all'interno delle quali operano dei professionisti, abbiamo tutti la sensazione che queste strutture pubbliche non siano pienamente utilizzate, siano male organizzate, siano mal disperse nel territorio, le potenziamo, diamo loro un ruolo maggiore, motiviamo i professionisti che ci lavorano dentro, otteniamo un risultato che copre parzialmente una domanda. Ma noi diciamo anche che ci sono delle altre strutture, che sono le strutture accreditate, all'interno delle quali, io credo a basso costo, mi corregga lei che è economista sanitaria se mi sto sbagliando, siamo in grado, a basso costo, di dare delle prestazioni che sono quelle che non vogliamo più dare nell'ospedale, ma che ci sono, perché c'è la domanda, quindi, stiamo addirittura pensando di portarle verso i pazienti, cioè verso la sede di residenza dei pazienti.

Quindi, chiedevamo che venisse precisato nel Piano che c'era un'attenzione specifica verso queste strutture, che erano valorizzate, che erano incentivate a migliorarsi, che erano comunque motivate a dare una prestazione importante nel contesto complessivo di un sistema integrato. Quando abbiamo sottolineato questa posizione, ci è stato risposto, da autorevoli rappresentanti della maggioranza, che queste strutture vanno depotenziate, per la presenza di un eccesso di offerta, e quindi c'è la volontà di ridurre l'offerta sanitaria.

Insomma, questa è la parte che ci spaventa di questo Piano sanitario, nel senso che noi non crediamo che, in questo momento, ci sia un problema di riduzione delle prestazioni offerte, crediamo che ci sia un problema sicuramente di riqualificazione della spesa, di ridestinazione delle strutture, di ridiscussione del ruolo di ciascuna struttura, ma è evidente che, in questo momento, noi non pensiamo che ci sia un eccesso di offerta, forse un'improprietà di offerta, forse una inappropriatezza di una parte di offerta, che le chiediamo di correggere, ma non un eccesso di offerta. Quindi, colleghi di centrosinistra, che leggerete meno volentieri il giornale quando queste cose diventeranno tagli reali della offerta sanitaria in Sardegna, perché dobbiamo tagliare l'offerta? Perché non diciamo che, nelle more di quello che stiamo facendo, ossia la riduzione dell'ospedalocentricità, diamo tutta la dignità che meritano alle strutture che oggi, a basso costo, per l'economia sanitaria della Sardegna, possono dare quelle risposte ai cittadini che noi dobbiamo garantire, perché le liste d'attesa sono lunghe, non corte. Quindi, questo eccesso di offerta non è un eccesso di offerta reale, è un eccesso di offerta del tutto ipotetico, del tutto immaginario.

Ecco, su questo, solo su questo, ci sono sessanta emendamenti; solo su questo sarebbe utile, interessante, positivo, giusto, utile a voi, non a noi, perché se ci sono i pazienti arrabbiati che non trovano le prestazioni, voi avete fatto il Piano, mentre noi abbiamo detto che non andava bene, e sarà così anche nei prossimi due anni e mezzo, ricordatevelo. Quindi, il problema lo poniamo per voi, oltre che per i sardi.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, su questo Capitolo, noi abbiamo speso tutti, maggioranza e minoranza, tante energie per capire che, attraverso quelle linee generali che sono state date, quel filo famoso del Piano, che non condividiamo a livello filosofico, dovrà comunque snodarsi nel distretto, perché, ancora qualche momento fa, quasi non riuscivamo più a trovare il bandolo. Faccio questa affermazione perché tante cose sono state affrontate, altre, per il momento, molto probabilmente, non sono ancora mature. E' questo il rincrescimento nostro; pensare che, nel distretto, l'assistenza sanitaria comprende tutte le attività di prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione, sia in regime domiciliare che ambulatoriale, diurno, semiresidenziale, residenziale, quindi, diciamo che il distretto diventa ancora di più il riferimento. Perché? Perché la distrettualizzazione, anche se già contenuta nella "833" del '78, purtroppo, in Sardegna, non era stata mai applicata in maniera piena, non era stato mai affrontato il tema, quindi si istituzionalizza oggi, dopo la legge numero 10, la gestione territoriale dei servizi, dotando il distretto stesso di autonomia finanziaria, oltre che della competenza sanitaria e sociosanitaria, con una gestione diretta dei servizi.

Credo che ci sarà un grosso problema da superare, con l'Assessore abbiamo avuto già in Commissione l'occasione di confrontarci in merito e, per sua stessa ammissione, molto probabilmente, avremo il completamento, o l'integrazione ulteriore, di questo percorso, quando verrà predisposto il Piano assistenziale. Oggi il sistema, dopo la legge numero 23 e la legge numero 10, appare ancora monco, per cui i prossimi due anni, alla fine, anche per questo sarà un periodo di sperimentazione, di prima applicazione, di prima attivazione; del resto le competenze sono tante, c'è da crescere e da investire su fatti culturali nuovi che, a grosse linee, si tracciano.

Di sicuro, un altro problema, e ancora un punto critico, che peraltro il Piano non riesce a far proprio e soprattutto non riesce ad integrare nella proposta, è quello del coinvolgimento dei medici di medicina generale e della pediatria di libera scelta, perché manca l'elemento primo dal coinvolgimento di queste figure. Noi sappiamo che tante competenze si vogliono demandare o in tante competenze si vuole coinvolgere il medico di medicina generale e il pediatra di base, però rimane un grosso punto interrogativo sulle modalità e le risorse attraverso le quali si tende a fare l'integrazione tra l'attività esercitata nell'ambito della struttura pubblica e quella libero-professionale, esercitata quindi nell'ambito privato convenzionato. Devo dire che questo, forse, è l'aspetto più importante sul quale, magari, ci troveremo a misurarci di più e meglio in occasione del Piano assistenziale. Davvero, tutte quelle competenze culturali rivolte alla modifica dell'atteggiamento rispetto al sistema sanitario riguardo ai nostri cittadini e alla risposta ai bisogni di salute, se vogliamo modificarle, dobbiamo modificarle, appunto, attraverso la collaborazione di chi, per primo, deve dare queste risposte sul territorio. Non possiamo pensare che la continuità assistenziale continui a indirizzare i pazienti, per qualsiasi problema, sulla rete ospedaliera quando la rete ospedaliera non è più chiamata a risolvere le problematiche che invece devono essere risolte a livello territoriale.

Credo che l'efficacia di quanto contenuto in questo Capitolo, possa trovare, comunque sia, anche una spinta nella promozione di quella cultura sanitaria che (come io, per diverse volte, ho ricordato) va attivata nei percorsi dell'educazione sanitaria che vengono e devono essere esercitati fin dalla più tenera età, almeno a cominciare dal periodo della scuola dell'obbligo. Questo è solo un richiamo, chiudo anche molto velocemente, all'emendamento orale previsto, vedi pagina 59, sulla medicina scolastica. Credo che i colleghi abbiano registrato questo messaggio.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.

PACIFICO (D.S.), relatore. Si esprime parere contrario sugli emendamenti numero 351, 355, 352, 353, 358, 357, così pure sul numero 359, 190, 191, 192, 193, 194, 347, 349, 78, 350, 354, 80, 356, 81, 82, 361, 365. Si esprime parere favorevole sugli emendamenti numero 77, 348 (con una correzione), 79 (in parte), 364 e 171. L'emendamento numero 83 è sostituito da un emendamento orale alla pagina 62, al momento della votazione lo vedremo. Il parere è positivo, con una variazione del testo, per il numero 84; mentre il parere è negativo per gli emendamenti numero 360, 362, 363, 87, 85, 86, 366, 5, 4, 369, 367, 368, 6 e 2. Il parere è favorevole per il numero 370; il numero 371 si potrebbe accogliere con le modifiche che verranno proposte; parere favorevole per il numero 3; negativo per il numero 373 e per il "372". Si esprime ancora favorevole sul numero 196 qualora modificato; parere favorevole per il numero 374; negativo per il numero 378 e 379. Il parere è favorevole per il numero 380 con alcune modifiche. Si esprime parere contrario per gli emendamenti numero 385, 376, 375, così pure per gli emendamenti numero 377, 381, 382 e 383. Parere favorevole per gli emendamenti numero 108 e 384. Presidente, preannuncio che un emendamento orale verrà proposto, alla pagina 65 del testo, di cui mi riservo dopo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il parere è conforme.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 351. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 355. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

VARGIU (Riformatori Sardi). Sull'emendamento numero 355 è stato espresso parere positivo!

PRESIDENTE. Sul numero 355 è stato dato parere negativo e l'abbiamo votato…

DEDONI (Riformatori Sardi). Era positivo.

PRESIDENTE. Però, colleghi, insomma! Dobbiamo verificare se dobbiamo rifare la votazione, onorevole Vargiu, sull'emendamento numero 355 che al relatore risulta con parere negativo.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico, relatore.

PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, posso chiedere di tenerlo sospeso?

PRESIDENTE. Va bene, quindi annulliamo la votazione e sospendiamo l'emendamento numero 355. Onorevole Pacifico, arriveremo al nodo rapidamente, dopo gli emendamenti sostitutivi parziali, perché dobbiamo votare il testo. Proseguiamo.

Metto in votazione l'emendamento numero 352, parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 353, parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 358, parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 357, parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 359, parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Torniamo all'esame dell'emendamento numero 355.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Si accoglie.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 355, parere favorevole. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione il testo del Paragrafo 2.1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Onorevole Pacifico, vuole proporre l'emendamento orale alla pagina 65?

PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, propongo di inserire alla pagina 65, dopo la seconda riga, il seguente punto: "sviluppo della rete di accoglienza residenziale del "Dopo di noi" destinata anche al ricovero di sollievo per soggetti portatori di gravi handicap intellettivi, compreso l'autismo, che non abbiano la possibilità di ricevere assistenza costante presso il proprio domicilio". Posso consegnare eventualmente il testo agli uffici.

PRESIDENTE. Sì, grazie, onorevole Pacifico.

Metto in votazione l'emendamento orale al testo. Chi lo approva alzi la mano

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 190. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 191. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 192. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 77. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 193. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 194. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 347.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, sull'emendamento numero 347, che è stato un emendamento sul quale non abbiamo trovato un accordo, io avevo preso l'impegno quanto meno di sollevare il problema in Aula, nel senso che questo emendamento si poneva l'obiettivo di garantire risorse, incentivi anzi, per cui si era arrivati alla disponibilità di sostituire il termine "risorse economiche" con "incentivi", per quel sistema che è incentrato sui medici di medicina generale che ha come obiettivo far crescere il medico di medicina generale, farlo collaborare all'interno delle UTAP, riuscire a tenere aperti gli ambulatori del medico di medicina generale quanto più a lungo nel corso della giornata, affinché ci sia finalmente attivo quel famoso filtro territoriale che è fondamentale per evitare che il paziente arrivi in ospedale.

Cioè siamo sempre allo stesso ragionamento, colleghi, per il quale elenca una serie di obiettivi di principio senza individuare la strada che consente di arrivare a questi obiettivi e senza avere in mente che, per arrivare a quegli obiettivi, sarà necessario comunque cambiare il sistema, perché se i medici di medicina generale oggi non garantiscono il filtro, rispetto all'ospedale, un motivo ci sarà! Quindi non basta dire nel Piano che da domani i medici di medicina generale devono essere il filtro per l'ospedale, perché questa diventa una asserzione di principio che non ha nessuna ricaduta sulla possibilità effettiva di essere filtro.

Quindi l'idea, il ragionamento e il motivo per cui noi vi abbiamo sollecitato è quello di dire: la centralità del medico di medicina generale, la famosa centralità del medico di medicina generale, non può essere uno slogan. La centralità deve essere sollecitata, stimolata, fatta crescere professionalmente e culturalmente, sollecitata in tutti i modi anche attraverso gli incentivi economici, gli incentivi al miglioramento tecnologico delle attrezzature (che in parte già ci sono), cioè tutti quegli strumenti che consentono poi complessivamente al medico di medicina generale di essere attore fondamentale del sistema e quindi che gli consentono di svolgere davvero quel ruolo di filtro rispetto all'ospedale che, se voi vi limitate a enunciare, non si ottiene senza un cambiamento del sistema attuale.

Se è enunciato, resta quello che è adesso! Bisogna individuare la strada perché poi il sistema funzioni. E' per questo che io voterò a favore dell'emendamento numero 347 per il quale chiedo il voto a scrutinio elettronico palese.

PRESIDENTE. Prego i colleghi di predisporsi per la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 347.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Bruno ha votato contro e il consigliere PETRINI si è astenuto.

Rispondono sì i consiglieri: Cappai - Contu - Dedoni - Diana - Licandro - Liori - Lombardo - Pisano - Rassu - Sanjust - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lai - Licheri - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Serra - Uggias.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Cachia - Petrini.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 46

Votanti 43

Astenuti 3

Maggioranza 22

Favorevoli 11

Contrari 32

(Il Consiglio non approva)

Passiamo all'emendamento numero 348,. sul quale è stato espresso parere favorevole, con una correzione.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Alla quinta riga depennare le parole "diffusione dei presidi di medicina".

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 348, nel testo così modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 349.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io desideravo parlare.

PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Vargiu.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). In realtà, Presidente, avevo chiesto di parlare sul "348" ma va bene anche sul "349". Io non ho sentito nessuna risposta sul problema che è posto dall'emendamento numero 349, nel senso che l'unica risposta che io ho avuto è stata quella che un autorevole esponente della maggioranza ci ha dato nelle riunioni informali della Commissione. La ripeto, colleghi: c'è un eccesso di offerta, quindi noi andiamo a ridurre le prestazioni di specialistica in ospedale e andiamo a ridurle anche nel territorio. Sto riassumendo ovviamente perché adesso ho tre minuti soltanto, l'ho fatto in maniera un po' più articolata durante il ragionamento nella discussione generale, avevo chiesto all'Assessore se era possibile avere un chiarimento o una conferma che ciò che io avevo capito era rispondente al vero, nel senso che noi decidiamo di ridurre le prestazioni improprie, ma comunque fornite in ospedale, non le trasferiamo sul territorio agli accreditati perché riteniamo che ci sia un eccesso di offerta e quindi riteniamo di dover comprimere il numero delle prestazioni disponibili.

A me questo sembra non congruo, nel senso che la mia sensazione è che ci siano liste d'attesa, che ci siano pazienti che chiedono prestazioni congrue e competenti per singole specialità e che non ci sia una soddisfazione sufficiente da parte del sistema o comunque che anche la riqualificazione e la "riappropriatezza" delle prestazioni non possa avvenire in un quadro complessivo di tagli. Quindi, sul tema dei tagli, chiedevo garanzie, le chiedevo per i cittadini ma, l'ho detto durante la discussione generale, le chiedevo anche per ogni singolo consigliere di maggioranza che, in linea di massima, è possibile che debba andare a ricandidarsi alle prossime elezioni e avrà da parte dei cittadini una richiesta sulla disponibilità delle prestazioni sanitarie, perché questa è una delle esigenze fondamentali di ciascun cittadino. Quale sarà la risposta? Che dobbiamo fare dei tagli perché sono in eccesso le offerte di prestazioni rispetto alla domanda?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Io credo di continuare il pensiero del collega Vargiu leggendo alcune parole di introduzione del Paragrafo 2.2: "Le disabilità sono in progressivo aumento…". Ero presente anch'io quando, da parte del consigliere della maggioranza, in Commissione informale, è stata fatta l'affermazione che comunque le prestazioni erano in esubero. Io mi chiedo come fate ad affermare nel Piano che le disabilità sono in aumento quando in realtà pensate che le prestazioni sono in esubero. Magari mi farebbe piacere una risposta da parte dell'Assessore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 349. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 78. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 350.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). L'emendamento numero 350 sottolinea come il riferimento complessivo della rete della raccolta dei dati deve rimanere comunque sempre nell'Osservatorio epidemiologico regionale, cosa che, forse per la scarsa dimensione attuale dell'Osservatorio epidemiologico regionale, voi dimenticate costantemente all'interno del Piano. In realtà io so benissimo qual è il motivo della dimenticanza, cioè che le varie parti sono scritte da persone differenti quindi qualcuno sa che c'è l'Osservatorio, qualcuno ignora la presenza dell'Osservatorio, qualcuno si vorrebbe fare l'Osservatorio in casa propria e, infatti, lo scrive individuando anche la propria struttura ospedaliera come sede del posto dove vengono raccolti i dati.

Insomma, questo non può andar bene all'interno di un Piano, perché un Piano ovviamente deve avere un sistema di pianificazione complessiva. Però, colleghi, io insisto anche su un aspetto e cioè che, avendo la possibilità di avere un economista sanitario in Aula, come ieri abbiamo ascoltato il professor Gessa che ha dato una lezione magistrale, apprezzata da tutti, su argomenti importanti anche per la sua competenza scientifica, io insisterei, se fosse possibile, senza nessuna polemica, per avere un parere di tipo economico-sanitario su un argomento importante che ritorna tante volte all'interno del Piano e ritornerà anche in futuro, quindi forse levandoci il dente stasera, cercando di comprendere meglio come funziona il meccanismo o perlomeno qual è la vostra idea, perché io so bene che ogni medaglia ha due facce, quindi io sicuramente ne vedo una sola.

Allora, sarebbe utile che mi venisse prospettata anche la seconda faccia della medaglia, magari per confermare quello che il collega Lai ci ha detto durante le riunioni informali e che può darsi che sia l'ottica generale con cui la Giunta intende affrontare questo Piano; con tutto il rispetto per la competenza del collega Lai (riconosciuta e assolutamente apprezzata, come il collega Lai stesso sa) sarebbe interessante poter fruire delle competenze specialistiche in economia sanitaria del nostro Assessore che ci aiuti a comprendere meglio qual è il pezzo del ragionamento, che io sto facendo, che è sbagliato e che, in qualche maniera, ha un'altra faccia che mi farebbe piacere comprendere meglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.). Signor Presidente, sarà che ho risposto informalmente durante la Commissione, però ritengo che la risposta possa essere utile anche in Aula. Collega, la risposta in Commissione, in un tavolo che doveva trovare in qualche modo un accordo, serviva anche ad evitare di tediare l'Aula; comunque io prendo la sollecitazione come una sollecitazione a dire ufficialmente qual è la nostra posizione. La nostra posizione è la seguente: laddove esiste un eccesso di offerta si crea anche una domanda di sanità che non è detto che sia eccessiva, ma che si amplia in qualche modo. Noi pensiamo che il sistema sanitario sardo abbia ampie sacche di inefficienza nel pubblico, di inutilizzo nel pubblico, di scarso rendimento nel pubblico e intendiamo, prima di accentuare ulteriormente la risposta privata specialistica o meno, aumentare l'efficienza del sistema pubblico.

Questo è quello che io ho detto nella riunione di Commissione prima e penso che sia una posizione che possiamo esprimere ufficialmente, poi si può essere d'accordo ovviamente o non d'accordo, però mi pare (per richiamarmi in qualche modo agli accordi che abbiamo preso) che, nel concentrarci su alcuni argomenti, c'era anche il fatto di procedere con la dovuta speditezza nella differenza di opinioni che ci può in qualche modo contraddistinguere.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 350. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Per quanto riguarda l'emendamento numero 79, è stato accolto parzialmente.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, si accoglie l'emendamento sino alle parole "con il coinvolgimento anche di strutture private accreditate".

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 79, nel testo così modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 354. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 80. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 356.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Collega Lai, mi sembra che stiamo rispettando l'impegno preso in Commissione che era quello di chiudere entro la serata il Capitolo 2 "Distretto". La serata qualche volta è durata fino alle quattro del mattino, come il collega Masia le potrà sicuramente ricordare, in Commissione; sono le 20 e 40, mi sembra che l'orario sia congruo per qualche approfondimento. Io parlo in maniera assolutamente attinente all'emendamento numero 356, come lei potrà verificare, a cui esprimo il voto favorevole. Già quello che lei ha detto in Aula è un po' diverso da quello che ha detto in Commissione, è diverso in meglio, quindi, magari io mi immagino che se andiamo in comizio siamo d'accordo alla fine. Il ragionamento che io pongo (ma, ripeto, mi piacerebbe sentire sul serio, per imparare qualcosa, l'Assessore della sanità) è se voi avete accertato che in Sardegna c'è un eccesso di offerta, nel senso che è possibile che ci sia uno studio che io non conosco, che magari mi piacerebbe avere, che mi farebbe capire che in Sardegna in questo momento il numero delle prestazioni sanitarie offerte è in eccesso, questo significherebbe che le liste d'attesa sono inappropriate, nel senso che sono date da persone che, per un errore complessivo del sistema, ingolfano le liste d'attesa.

Però, questo mi deve essere detto, mi deve essere detto di quanto eccede l'offerta rispetto a ciò che dovrebbe essere e mi dovrebbe essere detto che cosa avete individuato che crea questa domanda abnorme soddisfatta poi da un'altra offerta a sua volta abnorme e mi dovreste dire quali sono i sistemi virtuosi, lo dovreste dire nel Piano, nel senso che è nell'atto di pianificazione non nelle scuri dei direttori generali che tagliano come ragionieri che c'è la virtù nella quale è depositato il ragionamento con cui viene effettuato il taglio. Io vorrei capire se i sardi sono destinati nel prossimo biennio, attraverso l'azione non virtuosa - dal mio punto di vista - dei direttori generali, ad avere una disponibilità di prestazioni sanitarie inferiori, perchè voi dite "l'offerta genera nuova domanda", benissimo! Ma noi sappiamo, se l'offerta è in eccesso rispetto alla domanda, che ci attendiamo? Perché, prima di tagliarla, dobbiamo avere la certezza che la domanda sia una domanda inappropriata, perché se questa certezza non c'è, c'è il rischio che ci sia gente che resta senza le prestazioni di sanità che sono invece necessarie.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 356, sul quale è stato espresso parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente! Avevo chiesto la votazione elettronica palese!

PRESIDENTE. Sarà la stanchezza! Dispongo che la votazione venga ripetuta e annullo la precedente votazione sull'emendamento numero 356.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 356.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Franco Sanna ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Contu - Diana - La Spisa - Licandro - Liori - Lombardo - Petrini - Pisano - Randazzo Alberto - Sanjust - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lai - Lanzi - Licheri - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù' - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Serra - Soru - Uggias.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 48

Votanti 47

Astenuto 1

Maggioranza 24

Favorevoli 12

Contrari 35

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 81.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Presidente, giusto per esprimere un concetto semplice che voglio che rimanga nella mente di noi tutti perché questo concetto credo che debba far parte della sanità sarda nella misura in cui si chiede, in questo emendamento, di inserire questa frase "nel rispetto del diritto della salute e del diritto a conservare l'integrazione nel proprio ambiente di vita del singolo cittadino". Allora, se davvero si ha la volontà politica di realizzare quanto stiamo prevedendo per i servizi territoriali, è chiaro che questo concetto verrà applicato, era un rafforzativo forse era anche pleonastico, forse è questo davvero l'obiettivo che si può raggiungere, bene, vedremo nei percorsi, almeno nei primi percorsi sperimentali se davvero si tenderà a raggiungere questo obiettivo, altrimenti ce lo ricorderemo e questo sarà appunto una traccia per ricordare che noi l'avevamo chiesto e su questo concetto volevamo fondare il Piano.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 81. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 82. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 361.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, anche in questo caso rubo tre minuti di attenzione per la dichiarazione di voto essendo il primo firmatario di un emendamento che, anche nella discussione che c'è stata, ha fatto vedere quanto di pregiudizio esiste nella discussione di determinati argomenti. Ho il piacere che rimanga all'attenzione dei colleghi, che lo vorranno ascoltare, il mio personale parere di merito nel senso che questo è un emendamento che tenderebbe a correggere l'attuale situazione di ciò che è scritto nel Piano relativamente a quella parte della medicina che ha vicariato negli anni l'assenza di risposte sociosanitarie nella Regione Sardegna. Quindi una di quelle parti che è sempre stata accusata di essere un carrozzone clientelare, di essere qualche cosa che ha succhiato risorse senza dare, di essere una macchina mangia soldi alle spalle dei sardi. Bene, con questo emendamento, noi volevamo semplicemente certificare che c'è stata una risposta che è nata in Sardegna perché mancavano risposte di altro genere, una risposta che con fatica ha dato in certi momenti risposte che il pubblico per sua scelta (quindi dovremo andare a vedere chi governava la Sardegna quando certe scelte sono state fatte) non dava.

Quindi questo emendamento chiedeva semplicemente il riconoscimento di questa situazione,cioè del fatto che quella risposta, che io stesso, che noi stessi, all'interno dell'emendamento abbiamo definito inevitabilmente non appropriata e non efficace, l'abbiamo fotografata come l'effettiva risposta ad oggi, ma nel fotografarla abbiamo anche detto che questa è stata l'unica risposta per lustri in Sardegna quindi una risposta di cui, chi l'ha data, non si deve certo vergognare .

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 361. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 364. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 365. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 171. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione il testo del Paragrafo 2.2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'emendamento numero 83.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, propongo un emendamento orale: "con il coinvolgimento delle strutture pubbliche e private convenzionate".

PRESIDENTE. Dove lo aggiungiamo, onorevole Pacifico?

PACIFICO (D.S.), relatore. A pagina 62, ottava riga, dopo le parole "(ciò che la persona 'sa o potrebbe fare').

PRESIDENTE. Onorevole Pacifico, può ripetere?

PACIFICO (D.S.), relatore. "Con il coinvolgimento delle strutture pubbliche e private convenzionate".

PRESIDENTE. Va bene. Con questa integrazione è in votazione l'emendamento numero 83. Colleghi, possiamo votarlo?

Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.). In base alle vigenti leggi, non ci sono più le strutture convenzionate bensì accreditate quindi semplicemente bisogna sostituire la parola"convenzionate" con la parola "accreditate". E' solo una svista per la stanchezza.

Metto in votazione l'emendamento numero 83, nel testo così modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 84.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Propongo di sostituire il testo dell'emendamento numero 84 con il seguente: "garantendo la continuità assistenziale e l'integrazione degli interventi sanitari e sociosanitari.

PRESIDENTE. E' un sostitutivo totale dell'emendamento questa proposta?

PACIFICO (D.S.), relatore. Sì, è un sostitutivo totale dell'emendamento.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 84, così riformulato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 360.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, per questo emendamento, io chiederei la cortesia del voto con scrutinio elettronico palese. L'emendamento consente di completare il ragionamento che purtroppo l'Aula non ha ritenuto meritevole della considerazione che noi ritenevamo giusta sull'attuale sistema di prestazioni sociosanitarie. Anche in questo emendamento, colleghi, se qualcuno avesse la voglia di leggerselo, c'è scritta la realtà di una prestazione che è fornita non sempre in maniera appropriata ma che, se è fornita in maniera inappropriata, sicuramente non è detto che sia fornita in questo modo inappropriato a causa di chi la fornisce; è molto più facile che invece l'inappropriatezza sia figlia del sistema che ha selezionato l'inappropriatezza invece dell'appropriatezza. Allora una cosa è sicura, collega Pacifico e altri colleghi che si occupano di sanità all'interno del centrosinistra, dentro queste strutture (che, in maniera inappropriata, hanno fornito queste prestazioni molto spesso sanando l'assoluta assenza di disponibilità di prestazione di questo genere) si sono selezionate delle professionalità importanti e le professionalità importanti oggi sono quelle che comunque devono essere in qualche maniera sfruttate, nel senso che non è pensabile che, in questa riserva di competenze professionali, che comunque noi abbiamo, essendo la selezione avvenuta in maniera appropriata pur per dare una risposta inappropriata ad un'esigenza reale di salute dei cittadini sardi, , le professionalità siano tutte da buttare all'interno della spazzatura.

Quindi, nessuno pensa che, all'interno del Piano, che è uno strumento di programmazione, da queste parti del Piano, discendano delle cose che saranno applicate dopodomani. Ci rendiamo conto che la stragrande parte di queste cose sono indicazioni di indirizzo e, come tali, fungono da suggerimento virtuoso, da obiettivo da raggiungere, non certo da indicazioni di legge che deve essere attuata nelle prossime quarantott'ore. Noi riteniamo che avrebbe avuto un senso dare conto della realtà esistente, oltre che dicendo quali erano i limiti, anche sottolineando ciò che ha consentito di fornire ai sardi, per tanti anni, assistenza sanitaria e sociosanitaria.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 360.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Vargiu ha votato a favore e il consigliere Meloni ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Contu - Diana - La Spisa - Licandro - Pisano - Sanjust - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai - Lanzi - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Serra - Soru - Uggias.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 45

Votanti 44

Astenuto 1

Maggioranza 23

Favorevoli 8

Contrari 36

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 362.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Farò una dichiarazione di voto per brevità sia sul "362" che sul "363", esprimendo il voto favorevole ad entrambi gli emendamenti. Anche qui, cari colleghi, rimane un dubbio che sarà sanato soltanto negli anni. Noi vi abbiamo chiesto, già durante i lavori in Commissione, se il vostro tentativo virtuoso, condivisibile, di portare interamente, all'interno del sistema delle risposte della sanità sarda, all'Istituto Santa Maria Bambina di Oristano, una cosa utile per coprire, anche se non in maniera ottimale, devo dire, una falla nel sistema dell'assistenza sarda, sarebbe stato un tentativo aggiuntivo rispetto alle attuali offerte della sanità oristanese. C'era una garanzia in tal senso. Vi abbiamo chiesto più volte di mettere per iscritto che si trattava di un tentativo aggiuntivo. Voi ci avete detto che era talmente palese, che c'era scritto. Ma oggi la struttura è una struttura extra-ospedaliera per cui vi abbiamo chiesto se domani resterà una struttura ospedaliera. Oggi, per la prima volta, durante l'incontro informale, abbiamo saputo che, su Oristano, voi pensate che questa struttura debba diventare una struttura pubblica, e allora non ci sarebbero problemi, perché la riconversione di posti letto potrebbe avvenire all'interno degli spazi destinati ai sub-acuti e alla lungo-degenza, o una struttura mista, pubblico-privata. Se questo fosse, una parte di questi posti letto andrebbero nuovamente ad incidere sulla struttura privata. Struttura privata che oggi è ridimensionata su Oristano.

Allora chi conosce la sanità di Oristano sa che, da sempre, esiste un'integrazione nelle risposte sanitarie (io faccio i nomi e i cognomi) tra una casa di cura privata, la "Madonna del Rimedio" e un ospedale pubblico, i quali si sono addirittura, negli anni, divisi le specialità su cui dare le risposte di sanità. Se questo è, e se voi considerate aggiuntiva la risposta della "Santa Maria Bambina", per quale motivo non specificarlo nel Piano? Per quale motivo non dire in maniera chiara, nel Piano, che ai cittadini oristanesi è offerta un'opzione in più. La riduzione dei posti letto della sanità privata avviene in Oristano come avviene altrove, però la parte relativa alla "Santa Maria Bambina" non è ricompresa in questa riduzione, perché questa è una risposta che voi scegliete che sia aggiuntiva. Vi abbiamo chiesto di scriverlo nel Piano, per garantirlo, stasera ci avete spiegato perché non lo volete scrivere. Perché c'è il rischio che non sia come ci avete garantito sino adesso.

Presidente, chiedo anche la votazione nominale del primo emendamento.

PRESIDENTE. Va bene.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 362.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Secci ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Contu - Diana - La Spisa - Licandro - Liori - Pacifico - Petrini - Pisano - Randazzo Alberto - Sanjust - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai - Lanzi - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Serra - Soru - Uggias.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 47

Votanti 46

Astenuto 1

Maggioranza 24

Favorevoli 11

Contrari 35

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 363. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 87. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 85. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 86. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 366.

Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Presidente, molto brevemente, relativamente a questo emendamento, abbiamo ritenuto che sia più opportuno, piuttosto che inserire un argomento di questa portata all'interno del Piano, verificare, attraverso un esame in Commissione, la realtà presente in questo momento, relativa proprio alla situazione, alla presenza delle RSA e delle unità operative che sono state utilizzate nel territorio regionale. In funzione di questo, acquisendo alcuni elementi, noi riteniamo di poter assolvere meglio a quello che è previsto all'interno di questo emendamento e, con questo impegno, chiediamo appunto di ritirare l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io accedo senz'altro all'invito formulato dal Presidente della Commissione sanità e brevemente motivo le ragioni per cui era stato presentato l'emendamento, prima di ritirarlo. E' un filo rosso ricorrente nel Piano (ma anche nelle audizioni che la Commissione sanità ha più volte effettuato, perché ripetuto dai direttori generali) la valutazione secondo cui il numero delle RSA autorizzate, in fase di costruzione, già costruite in Sardegna, è di gran lunga eccedente rispetto alle reali esigenze dei territori. E' implicito nei numeri, che sono stati dati attraverso il Piano, ma anche in alcune dichiarazioni ufficiali, il fatto che si voglia utilizzare l'eccesso di posti in RSA per compensare, in qualche modo, il numero dei posti letto per lungo-degenti che, alla fine del triennio del Piano, com'è stato rilevato da più colleghi, rimane su una percentuale dello 0,7, cioè inferiore all'1 per mille, previsto dal quadro di indicatori nazionali.

Allora, è possibile, anzi devo dire che il discorso sembra un discorso intelligente, cioè abbiamo troppe RSA, bassa intensità assistenziale, la lungo-degenza e la riabilitazione post-acuti non è che siano la stessa cosa, lo sappiamo bene, però dobbiamo in qualche maniera compensare l'eccesso di offerta che esiste in un settore col settore che, tutto sommato, è più affine. Quindi non è che non condivido il ragionamento, semplicemente mi aspetto che se da questo ragionamento discende una riduzione del numero dei posti letto dei post-acuti e di riabilitazione all'interno del Piano, ci sia un Piano dedicato a spiegare questo: cioè, ci si dica quali sono le RSA autorizzate, dove sono ubicate, quanti posti letto hanno, quante sono autorizzate, quante costruite, quante non sono ancora costruite le possiamo eventualmente bloccare, tanto noi sappiamo come si fa a bloccare. Quanto tutte queste cose siano in questo momento presenti e utilizzabili per i bisogni di salute dei sardi. Come possono essere integrate negli ospedali attualmente esistenti, come possono essere integrate con gli ospedali di comunità che eventualmente noi pensiamo di portare in Sardegna.

Ecco questo era, a nostro avviso, l'obiettivo del Piano sanitario. Dare un'indicazione a tutte le sperequazioni, le discrasie di sanità che noi abbiamo in Sardegna e portarle a sintesi, fare una proposta che potesse capire come si possono portare a sintesi. Questo nel Piano sanitario manca! Quindi io accolgo volentieri l'indicazione e l'impegno del Presidente della Commissione sanità, ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. Va bene, l'emendamento numero 366 è stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 369.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale dell'emendamento numero 369.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 369.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Contu - Diana - La Spisa - Licandro - Liori - Petrini - Pisano - Rassu - Sanjust - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Serra - Soru - Uggias.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 47

votanti 46

astenuti 1

maggioranza 24

favorevoli 10

contrari 36

(Il Consiglio non approva).

Metto ora in votazione il testo del Paragrafo 2.3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 367. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 368.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, anche su questo emendamento io dichiaro il voto favorevole. E' uno di quegli emendamenti che, se avessimo potuto analizzare con maggiore disponibilità, forse si sarebbe potuto pensare di accettare. In quell'emendamento si dice che i meccanismi di accoglienza sociosanitaria, che sono necessari per poter dare risposta a quelle convenzioni internazionali e a quegli accordi internazionali che noi abbiamo ritenuto di porre in essere per valorizzare alcune eccellenze nell'ambito dei trapianti di cellule staminali che ci sono in Sardegna, avrebbero dovuto comportare anche che noi ci ponessimo il problema, visto che in Sardegna arriveranno, probabilmente, se dovessero funzionare le convenzioni che stiamo attivando, pazienti che vengono da un mondo diverso rispetto a quello nostro di riferimento, quindi pazienti arabi, avrebbero dovuto far pensare che fosse necessaria l'attivazione di un sistema di accoglienza e di gestione del paziente e delle loro famiglie che sicuramente è diverso rispetto a quello che siamo abituati.

Anche se poi forse avremmo avuto qualche problema a capire dove andare a localizzare queste strutture di accoglienza. Una delle cose che purtroppo non è stata ancora possibile chiarire (ma probabilmente la chiariremo nelle discussioni nei prossimi giorni quando andremo a parlare della rete degli ospedali) è il fatto che non abbiamo capito, assessore Dirindin, qual è il centro di riferimento dove verranno canalizzati i piccoli pazienti che debbono fare trapianti di cellule staminali. Prima ci è stato detto che la struttura dell'Ospedale Microcitemico rimaneva in vita perché era la più adatta ad accogliere i piccoli pazienti, poi però c'è stato spiegato che la struttura che ha la convenzione internazionale è quella che opera presso il "Binaghi". Quindi, sarebbe, anche in questo caso, interessante capire se i piccoli pazienti andranno al "Microcitemico" oppure "Binaghi".

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 368. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 6, sul quale è stato espresso parere favorevole. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

C'era il parere favorevole della Commissione. Ripetiamo la votazione sull'emendamento numero 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

(Interruzioni)

Colleghi, sull'emendamento numero 6, io ho segnato parere positivo. Abbiamo fatto due volte la votazione. Non so.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, era stato espresso parere negativo. Può darsi che la responsabilità sia mia, ma anche gli altri colleghi riportano, negli appunti che hanno, il parere negativo.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, sono io che ho indotto in errore l'Aula. Io ho segnato "positivo", ma siccome sono raggruppati gli emendamenti numero 367, 368 e 6, mi sono sbagliato, chiedo scusa. Annulliamo la votazione sull'emendamento numero 6 e la ripetiamo.

Metto in votazione l'emendamento numero 6, sul quale è stato espresso parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 370. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 371.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Propongo di sostituire, nel testo, le parole "L'intercettazione delle gravide" con le parole "La sensibilizzazione delle donne in gravidanza con abitudini che comportano il rischio di tossicità per il prodotto del concepimento".

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 371, nel testo così modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 373.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, mi sembra che il discorso sui Reparti di Ostetricia dei piccoli ospedali meriti qualche minuto di riflessione collettiva. Lo merita perché è stato un ragionamento che comunque ha impegnato in maniera forte, e la impegnerà quando andremo alla definizione della rete ospedaliera, quest'Aula. Colleghi, voglio raccontare, a quelli che hanno voglia di ascoltare, l'altra faccia della medaglia. Nel senso che la faccia della medaglia di coloro che sono d'accordo sulla chiusura la conosciamo, e devo dirvi che io sono d'accordo, però vi voglio raccontare anche l'altra faccia della medaglia per la quale si dice che noi non possiamo tollerare che nascano dei bambini fuori da quelli che sono gli standard di sicurezza internazionale e nazionale. Verissimo! C'è un modo per fare nascere i bambini a Muravera, a Isili, a Sorgono, dentro gli standard di sicurezza, volete che vi dica qual è? Il modo è metterci i soldi! Basta avere una rianimazione a Muravera, a Sorgono, a Isili e via dicendo, e noi ci possiamo far nascere i bambini, però si alzerebbe il collega Frau e direbbe che neanche questo è vero perché c'è il rischio che agli operatori, che seguono soltanto cento parti all'anno, gliene capitino solo tre al mese, allora non ci fideremo di un operatore che assiste ad un numero così basso di parti.

C'è una risposta anche a questo: basta usare le strutture dipartimentali che fanno turnare i professionisti nei vari Presidi, consentendo, come voi tante volte avete detto, a ciascun cittadino sardo, di nascere nell'ospedale che chiede, mantenendo la risposta identitaria dei territori, quindi usando tutti quegli slogan e tutte quelle parole d'ordine a cui voi della sinistra per tantissimi anni ci avete abituato ogni qual volta noi vi parlavamo di riqualificazione della spesa e di razionalizzazione dell'uso delle risorse. Quindi, colleghi, ricordatevi che una strada, che non pregiudica la qualità dell'assistenza e che garantisce l'identità dei piccoli ospedali per tenere aperte le Ostetricie c'è, siamo noi che scegliamo, per problemi di opportunità, di non seguire questa strada.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Anche se è tardi e la fatica si fa sentire su tutti, il problema che solleva questo emendamento, e che è stato illustrato sinteticamente, ma credo in maniera efficace per chiunque, dal collega Vargiu, credo che ponga una domanda che, evidentemente, è rivolta innanzi tutto al relatore, e poi a tutta la maggioranza, sulla opportunità di verificare possibilità di risposta, segnali reali, come questi indicati adesso, a meno che voi non abbiate argomentazioni diverse per dimostrare che, quanto scritto nell'emendamento numero 373, sia assurdo, incongruente, irragionevole o non sostenibile nell'ottica del potenziamento dei servizi sul territorio, così come dite che sia la caratteristica di questa parte del Piano, e come invece mi sembra che continuamente contraddiciate, non dando neanche un minimo di attenzione a questioni ragionevoli e utili per tutto il territorio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Serra per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SERRA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, esprimo il mio voto favorevole all'emendamento, presentato dal collega Vargiu, perché vengo da un territorio dove questo problema è particolarmente sentito. Noi dobbiamo rappresentare gli innteressi di tutta la Regione, ma credo che questo non sia in contrasto con il fatto che ciascuno di noi debba rappresentare anche gli interessi del proprio territorio. Ritengo che ci siano delle realtà particolari in cui certe esigenze vadano protette e rispettate, avrò modo di esprimere più compiutamente questo mio pensiero quando si parlerà della rete ospedaliera.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Visto anche il pronunciamento del collega della maggioranza, chiedo la votazione nominale dell'emendamento numero 373.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 373.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: LICANDRO - SERRA.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SECCI - SORU - UGGIAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - CONTU - LA SPISA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 38

Votanti 35

Astenuti 3

Maggioranza 19

Favorevoli 2

Contrari 33

Poiché il Consiglio non è in numero legale, sospendo la seduta e convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 21 e 18, viene ripresa alle ore 21 e 43.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Stiamo votando l'emendamento numero 373, per il quale era stata chiesta la votazione nominale. Onorevole La Spisa, conferma la richiesta?

LA SPISA (F.I.). Ritiro la richiesta di votazione nominale.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 373. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 372. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 196.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Chiedo di modificare il testo dell'emendamento numero 196, invertendo i due periodi in esso contenuti, come segue: "il potenziamento della diagnosi precoce delle patologie congenite cardiache attraverso la cardiologia pediatrica di Cagliari e Sassari".

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 196, nel testo così modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 374. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 378. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 379. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 380. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 385. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 108. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione il testo del Paragrafo 2.4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 376. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 375. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 377.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, chiedo lo scrutinio elettronico palese su questo emendamento e vorrei ricordare ai colleghi che questo emendamento è quello che riguarda il servizio di vigilanza che attualmente si svolge all'interno delle guardie mediche. All'interno del Piano, noi diciamo che deve essere garantita la massima vigilanza, lo diciamo dopo che è stato accettato un emendamento presentato dalla minoranza, ma io sono assolutamente d'accordo con voi, che non sia la vigilanza armata l'obiettivo della sicurezza delle guardie mediche ma, a oggi, non è possibile che non sia garantita la sicurezza senza la vigilanza armata. Quindi, vi chiedo, quando riterrete, magari attraverso il Piano di ristrutturazione del Servizio di continuità assistenziale, che vi siete impegnati di portare in Commissione entro 120 giorni, che tutto ciò che riguarda la continuità assistenziale, in particolare il Servizio della guardia medica, sia sempre visto nell'ottica di episodi che tutti quanti conosciamo e che quindi è inutile rivangare in quest'Aula. Noi siamo assolutamente convinti di quello che stiamo sostenendo, cioè che, ad oggi, per come è strutturato il sistema delle guardie mediche in Sardegna, non esiste nessuna possibilità di totale garanzia, forse neanche in questo modo è garantita pienamente la sicurezza degli operatori che svolgono il servizio e la sicurezza del servizio stesso, senza il ricorso alla vigilanza armata. Quindi, con questo emendamento, noi vi chiediamo che, sino a quando voi non cambierete in maniera radicale il sistema di sicurezza, restino le guardie armate.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 377.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Cerina - Contu - La Spisa - Licandro - Liori - Petrini - Pisano - Sanjust - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Biancu - Bruno - Calledda - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Serra - Soru - Uggias.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 43

Votanti 42

Astenuto 1

Maggioranza 22

Favorevoli 10

Contrari 32

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 381. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento 382. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 383. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 384, sul quale è stato espresso parere positivo. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.). Il relatore doveva proporre un emendamento orale, che fa parte degli accordi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Mi scuso, Presidente, era rimasta in sospeso la proposta di un emendamento orale. A pagina 59, al secondo capoverso, tra le attività del Distretto, dopo l'ultimo punto: "attività e servizi per patologie croniche e assistenza ai pazienti nella fase terminale della vita", aggiungere il seguente punto: " attività di medicina scolastica".

PRESIDENTE. Metto in votazione questa integrazione al testo. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Il Consiglio è riconvocato martedì 16 gennaio alle ore 11. Ricordo che lunedì 15 gennaio, alle ore 17, si riunisce il Gruppo di lavoro.

La seduta è tolta alle ore 21 e 51.



Allegati seduta

CCLXXI SEDUTA

Venerdì 12 gennaio 2007

Presidenza del Vicepresidente Secci

indi

del Presidente Spissu

La seduta è aperta alle ore 11 e 19.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del lunedì 8 gennaio 2007 (265), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Giuseppe Cuccu, Cucca, Cugini e Farigu hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del venerdì 12 gennaio 2007.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Interpellanza Ladu - Murgioni - Gallus - La Spisa - Vargiu - Artizzu - Biancareddu sugli interventi della Regione a sostegno dell'editoria". (226)

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Mozione Liori - Artizzu - La Spisa - Biancareddu - Vargiu - Ladu - Diana - Moro - Sanna Matteo - Rassu - Lombardo - Contu - Sanjust - Sanciu - Petrini - Licandro - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cappai - Amadu - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Pisano - Cassano - Dedoni - Murgioni - Gallus - Floris Mario - Cherchi Oscar - Farigu sull'emergenza ambientale e sanitaria rappresentata dall'inquinamento da diossina intorno agli stabilimenti Syndial di Macchiareddu e Porto Torres, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (112)

PRESIDENTE. Tenuto conto che i lavori informali della Commissione sanità si protraggono nell'intento di trovare soluzione ai problemi che sono in discussione, il Presidente della Commissione mi ha comunicato di aver bisogno di un'altra ora circa, per cui sospendiamo i lavori del Consiglio e li aggiorniamo alle ore 12 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 22 , viene ripresa alle ore 12 e 30.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori soltanto per comunicare che il gruppo di lavoro che sta lavorando sugli emendamenti ha bisogno di un po' di tempo ancora, per cui i lavori sono di nuovo sospesi. La seduta riprenderà però improrogabilmente alle ore 13; quindi, alle ore 13, inizieranno i lavori dell'Aula. Prego i colleghi che sono presenti di farsi portatori di questo pensiero presso tutti gli altri, che sicuramente sono indaffarati. Grazie.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 31, viene ripresa alle ore 13 e 27.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

Continuazione della discussione delle partizioni del testo unificato "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. 11/A e Doc. 11 bis/A) del documento: "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11/A) e del documento: "Integrazione al Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11 bis/A)

PRESIDENTE. Ricordo che è all'ordine del giorno la discussione del testo unificato dei documenti numero 11 e 11 bis/A, il cui esame prosegue con la discussione del Capitolo I della Parte seconda. A tale Capitolo sono stati presentati 36 emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo del Capitolo I della Parte Seconda e dei relativi emendamenti:

PARTE SECONDA
OBIETTIVI DI SISTEMA

Con gli "obiettivi di sistema" il Piano sanitario regionale 2006-2008 affronta i problemi strutturali della rete di offerta e le strategie per la riqualificazione dei servizi, sulla base di criteri di qualità di risposta nei diversi territori e di equità nell'accesso all'assistenza.

A tal fine gli obiettivi considerano le macro aree di offerta, dipartimento di prevenzione, distretto, ospedale, emergenza, nonché gli aspetti di particolare rilevanza inerenti al rapporto tra domanda e offerta a valenza diagnostica, terapeutica e strategica.

PREVENZIONE

La Sanità pubblica è l'insieme degli "sforzi organizzati della società per sviluppare politiche per la salute pubblica, la prevenzione delle malattie, la promozione della salute e per favorire l'equità sociale nell'ambito di uno sviluppo sostenibile" (OMS 1996).

La situazione attuale

In Sardegna la situazione della Prevenzione è gravemente carente. Le principali criticità, legate alla mancata istituzione dei Dipartimenti di Prevenzione ed alla debolezza del settore, sono riconducibili a:

carenza, per i vari settori, di programmi di attività definiti negli obiettivi e nei tempi, con conseguente tendenza a operare con logiche contingenti, senza alcuna verifica di risultato;

insufficiente coordinamento ed integrazione operativa tra i servizi medici ed i servizi veterinari, con conseguenti situazioni di conflittualità che penalizzano l'iniziativa degli operatori e la stessa immagine del servizio;

assenza di analisi dei bisogni, delle priorità, delle soluzioni più efficaci, con conseguente tendenza a conservare lo schema della risposta su chiamata;

attività di formazione episodica, affidata all'iniziativa individuale e non orientata alla crescita di una specifica dirigenza;

scarsa capacità di gestire la comunicazione del rischio, anche in assenza di consolidate esperienze in tale settore;

carenza di analisi critica e revisione delle pratiche inutili, di predisposizione di linee-guida e di direttive per le varie attività.

Il Dipartimento di Prevenzione

Per superare tali criticità, il Piano prevede la concreta istituzione del Dipartimento di Prevenzione, quale strumento operativo attraverso il quale garantire la tutela della salute collettiva. Entro 90 giorni dall'entrata in vigore del Piano, la Regione predispone le direttive per l'istituzione del Dipartimento di Prevenzione che indicano compiti e funzioni dei servizi ed il modello organizzativo di riferimento. In coerenza con quanto previsto dal decreto legislativo n. 229 del 1999, le attività del Dipartimento sono integrate con quelle delle altre strutture della ASL, in particolare del Distretto.

Le debolezze del settore richiedono la definizione di una solida struttura organizzativa, a livello sia regionale sia aziendale.

Il livello regionale

Il livello regionale va rafforzato nelle competenze professionali e nell'organico, allo scopo di metterlo in condizione di svolgere gli importanti compiti direzionali e di governo del sistema. Esso svolge funzioni di programmazione, coordinamento e verifica delle attività svolte nei diversi settori di intervento, di predisposizione di specifici programmi di formazione, di sviluppo di un valido Sistema Informativo, di coordinamento in caso di catastrofi o emergenze.

Particolare attenzione va dedicata alla costruzione di una rete epidemiologica in grado di assicurare una costante analisi dei bisogni e della domanda di salute nonché dell'efficacia delle azioni intraprese sul fronte dell'offerta.

Analogamente, il settore della promozione della salute, in coerenza con le indicazioni del Piano Nazionale della Prevenzione 2005-2007, postula una serie di azioni in cui, accanto agli interventi di ordine sanitario, sono avviati interventi di educazione e di informazione ai cittadini, che consentano comportamenti attivi al fine del conseguimento degli obiettivi di salute.

Il livello regionale garantisce linee di indirizzo per lo sviluppo dei programmi di prevenzione e di screening per le principali patologie.

Il livello aziendale

Accanto al livello regionale, va potenziato il livello aziendale attraverso la formale istituzione del Dipartimento di Prevenzione, cui afferiscono i seguenti servizi:

Igiene e Sanità Pubblica;

Igiene degli alimenti e nutrizione;

Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro;

Sanità animale;

Igiene della produzione, trasformazione, commercializzazione, conservazione e trasporto degli alimenti di origine e loro derivati;

Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche.

La funzione epidemiologica, tenuto conto dell'assetto organizzativo locale, dovrà essere attivata all'interno del Dipartimento, quale elemento costitutivo della rete regionale.

Nei successivi paragrafi sono indicati gli obiettivi dei singoli settori di intervento, da realizzare dai Dipartimenti di Prevenzione, tenuto conto delle specificità locali.

Legame ambiente - salute

Il Piano promuove un'attenta valutazione del legame fra salute e ambiente. È noto, infatti, che il benessere delle persone è direttamente collegato all'ambiente fisico nel quale gli individui vivono e lavorano. Il contesto ambientale è quindi uno dei pre-requisiti fondamentali per il miglioramento dei livelli di salute della popolazione. A sua volta la salute è una risorsa significativa per lo sviluppo sociale ed economico della collettività. Salute, ambiente e sviluppo sono pertanto fortemente correlati e richiedono un'efficace azione strategica per la crescita della Sardegna.

Nello specifico, la regione Sardegna è caratterizzata da una situazione sanitaria e ambientale piuttosto diversificata. Sotto il profilo sanitario, si registrano aree con tassi di longevità del tutto eccezionali (verosimilmente sintomo di una buona qualità della vita e di un ambiente sufficientemente protetto) e territori con elevata incidenza di importanti patologie (rispetto alle quali devono essere attentamente valutati gli specifici fattori di rischio); sotto il profilo ambientale coesistono aree naturali per lo più incontaminate (nelle quali il suolo, l'aria, l'acqua e gli alimenti sono di fatto preservati dalla maggior parte degli inquinanti) e zone ad elevato rischio di contaminazione (per la presenza di inquinanti chimici, di sorgenti di campi elettromagnetici, di discariche abusive, di inquinanti atmosferici, di amianto, ecc.).

In particolare in Sardegna si registrano numerose aree a forte pressione ambientale, per la presenza di insediamenti industriali chimici, petrolchimici e metallurgici (Portoscuso-Portovesme, Macchiareddu, Porto Torres, Sarroch e Ottana), di siti minerari dismessi (Guspinese, Sulcis Iglesiente), di territori interessati da esercitazioni ed attività militari (Teulada, La Maddalena, Quirra).

Più in generale, è necessaria un'attenta valutazione del problema dei rifiuti (urbani, industriali e della zootecnia) che, ove non adeguatamente smaltiti, possono contaminare il suolo e le acque, con conseguenti rischi per la salute. Il problema appare rilevante perché in molti casi la discarica, abusiva o non controllata, costituisce il sistema più diffuso di smaltimento dei rifiuti, cui si ricorre in quanto meno costoso rispetto a sistemi alternativi.

Rispetto a tali aree, è necessario un preciso impegno da parte della Regione in risposta alle esigenze di informazioni complete ed accurate sullo stato dell'ambiente e sui rischi per la salute, nonché di interventi di prevenzione, sorveglianza e risanamento. Più specificamente, la presenza di aree già dichiarate "ad elevato rischio di crisi ambientale", e rispetto alle quali è in corso uno specifico "Piano di risanamento", richiede un rafforzamento della capacità di intervento della Regione, attraverso un'azione congiunta degli Assessorati più direttamente interessati, in termini di identificazione e valutazione dei rischi per la salute, sorveglianza e bonifica dei siti contaminati, informazione e comunicazione a tutti i portatori di interessi.

Igiene e Sanità pubblica

Igiene e sanità pubblica

Il principale obiettivo del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica è la lotta alle malattie infettive e diffusive. Nell'ambito della riorganizzazione del sistema informativo, è prevista la revisione del sistema di notifica, definendo un doppio flusso Regione - aziende e l'obbligo di segnalazione da parte di tutti i centri, territoriali e ospedalieri.

Con riguardo alle malattie prevenibili attraverso i vaccini, gli obiettivi per il triennio sono quelli indicati nel piano nazionale vaccini: 95% di copertura per le vaccinazioni obbligatorie e raccomandate e 75% per la vaccinazione antinfluenzale degli anziani e dei soggetti a rischio. In via prioritaria, il Piano mira a:

mantenere elevati livelli di copertura per tutte le vaccinazioni obbligatorie a 24 mesi;

accelerare le azioni per l'eliminazione del morbillo, in modo da conseguire l'obiettivo nel 2010, come indicato dall'OMS;

attivare e rivitalizzare i progetti di intervento nei confronti di TB, HIV e MST (malattie sessualmente trasmissibili) individuando centri regionali di riferimento;

istituire presso ogni ASL uno sportello di Medicina del viaggiatore, come riferimento per informazioni e prescrizioni per i cittadini che, per svago o lavoro, debbono recarsi in Paesi stranieri.

Ulteriori obiettivi del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica sono:

realizzazione di un capillare programma di monitoraggio sugli incidenti domestici, anche al fine di definire linee-guida di controllo e prevenzione;

avvio e potenziamento di programmi di vigilanza e controllo sulle strutture di vita collettiva (scuole, impianti sportivi) e sulle attività potenzialmente a rischio (solarium, centri di tatuaggio e piercing, cosmetici);

verifica degli effetti sulla salute collettiva dei rischi connessi all'inquinamento atmosferico ed allo smaltimento dei rifiuti;

verifica delle compatibilità ambientali e territoriali nei processi di insediamento industriale;

promozione, in collaborazione con le scuole, di corsi di primo soccorso rivolti ai ragazzi in età scolare (BLS/BLSD).

Le azioni dovranno essere delineate a partire da un approccio multiprofessionale e multisettoriale, previa definizione degli obiettivi prioritari di salute, con riferimento a interventi basati sulle prove di efficacia, i cui esiti di salute siano misurabili.

Tutti gli interventi di prevenzione connessi con i fattori di inquinamento e contaminazione ambientale sono effettuati con il supporto ed in collaborazione con le strutture tecniche dell'ARPAS.

Igiene degli alimenti e nutrizione

Igiene degli alimenti e nutrizione

Il Servizio Igiene degli alimenti e nutrizione si pone i seguenti obiettivi da perseguire:

migliorare gli standard di sicurezza alimentare anche attraverso la collaborazione ed il potenziamento dei controlli ufficiali, con particolare riferimento alla ristorazione collettiva, compresa quella scolastica, ed alla qualità nutrizionale dei pasti;

prevenire e controllare le tossinfezioni alimentari e le patologie collettive di origine alimentare;

attivare programmi speciali di monitoraggio e controllo sui residui da fitofarmaci nell'ortofrutta, sulle acque, sui prodotti dell'agricoltura biologica, sulla presenza di OGM negli alimenti, sulla verifica dell'attività di autocontrollo;

attivare interventi di verifica dell'etichettatura;

attivare campagne su larga scala di promozione della salute attraverso il miglioramento delle abitudini alimentari e degli stili di vita.

Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro

I mutamenti delle tecnologie produttive e dell'organizzazione del lavoro hanno prodotto, anche in Sardegna, profondi cambiamenti nei fattori di rischio presenti negli ambienti lavorativi e delle patologie occupazionali ad essi connesse. Ne è conseguito un aumento degli infortuni sul lavoro, particolarmente nel settore dell'agricoltura, che richiede un immediato adeguamento delle strategie di prevenzione e degli strumenti di intervento. L'integrazione delle competenze ed il coordinamento di tutte le strutture operanti in Sardegna nel campo della prevenzione in ambiente di lavoro, nell'ambito dei servizi territoriali, dell'università e degli enti pubblici previdenziali, è un obiettivo primario del sistema sanitario in ambito regionale.

Si individuano le seguenti priorità di intervento:

rafforzamento dei Servizi di prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPRESAL) in tutte le ASL e formazione dei loro operatori medici e tecnici;

prosecuzione del piano di prevenzione infortuni nel comparto dell'edilizia ed attivazione del piano di prevenzione degli incidenti in agricoltura;

potenziamento ed omogeneizzazione delle attività mirate all'abbattimento del rischio da esposizione ad amianto garantendo la sua rimozione controllata dagli ambienti di vita e di lavoro.

L'azione tesa alla realizzazione di questi obiettivi prioritari sarà svolta in quattro direzioni:

attivazione di flussi informativi diretti tra i presidi ospedalieri, INAIL, medici certificatori e SPRESAL, che consentano l'acquisizione tempestiva delle notizie relative ad infortuni e malattie professionali, allo scopo di garantire la conoscenza reale del fenomeno e di intraprendere con adeguata rapidità interventi preventivi mirati ed efficaci;

assistenza alle imprese, attraverso iniziative di informazione e formazione, rivolte a imprese artigiane, piccole e medie imprese ed associazioni di categoria;

rinnovo ed attivazione operativa del "Comitato Regionale di Coordinamento" previsto dall'articolo 27 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, al fine di realizzare l'uniformità degli interventi ed il necessario raccordo con la commissione consultiva permanente, già istituita in ambito regionale con rappresentanti di Regione, Università, ASL, INAIL, quale strumento di analisi, programmazione ed omogeneizzazione delle attività di prevenzione e sicurezza del lavoro sul territorio regionale e monitoraggio dello stato di attuazione del decreto legislativo n. 626 del 1994 e successive modifiche e integrazioni;

razionalizzazione dell'attività diagnostica ed implementazione della sorveglianza epidemiologica delle malattie da lavoro e degli incidenti domestici su tutto il territorio regionale.

1.4 Sanità Pubblica Veterinaria

Sanità Pubblica Veterinaria

La sanità pubblica veterinaria garantisce le funzioni di prevenzione collettiva attraverso le attività di tutela della sanità animale, della sicurezza alimentare e della igiene zootecnica. Tali attività possono incidere notevolmente sulla salute dei consumatori nonché sul benessere delle popolazioni rurali, che in Sardegna rappresentano una parte importante della popolazione complessiva. Il contesto socio economico, sempre più difficile per l'insorgenza di nuove gravi patologie e per la crisi di mercato delle principali produzioni zootecniche, impone azioni positive ed innovative che rispondano alle reali esigenze della tutela della salute pubblica e degli operatori del settore agroalimentare. Anche in armonia con la normativa europea sulla sicurezza alimentare, è necessario rafforzare il rapporto positivo tra veterinari e allevatori, coprotagonisti del risanamento e della tutela della sanità del patrimonio animale, al fine di garantire qualità delle produzioni zootecniche e redditività degli allevamenti.

Gli obiettivi di sanità pubblica veterinaria sono realizzati anche avvalendosi della collaborazione dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna.

Nelle ASL, la Sanità Pubblica Veterinaria è articolata nei tre servizi, i quali operano in stretta collaborazione, nel rispetto delle specifiche competenze.

Gli obiettivi del Servizio di Sanità animale, da raggiungere prevedendo una forte sinergia dell'Assessorato regionale della Sanità con l'Assessorato regionale dell'Agricoltura sono:

realizzazione dell'anagrafe degli allevamenti;

eradicazione e controllo di tubercolosi bovina, leucosi, blue tongue, peste suina ed encefalopatie spongiformi, brucellosi bovina e ovicaprina, prevedendo specifici piani annuali di intervento;

intensificazione dei programmi di biosicurezza e di vigilanza sugli scambi e sulla commercializzazione animale, anche con l'istituzione di uffici di sanità veterinaria frontalieri;

controllo delle emergenze epidemiche.

Gli obiettivi del Servizio di Igiene della produzione, trasformazione, commercializzazione, conservazione e trasporto degli alimenti di origine animale e loro derivati, strategici per la valorizzazione della produzione isolana, sono:

adeguamento rispetto alla normativa comunitaria delle procedure di controllo in tutti gli stabilimenti di produzione, lavorazione, trasformazione, deposito, distribuzione e somministrazione di alimenti di origine animale;

monitoraggio sull'applicazione degli standard strutturali e igienici degli stabilimenti, in collaborazione con il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica, con particolare attenzione a quelli destinati a mercati internazionali;

verifica sull'applicazione dei sistemi di autocontrollo;

controlli sui sistemi di certificazione della sicurezza e delle procedure di garanzia di tracciabilità.

Il Servizio di Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche svolge un ruolo di particolare importanza nella valorizzazione delle produzioni zootecniche isolane, legate alle particolari condizioni ambientali e alle originali tecniche di allevamento e di trasformazione.

Nello specifico, si pone i seguenti obiettivi da perseguire:

controllo della qualità del latte e dei prodotti derivati;

controlli sull'alimentazione animale;

vigilanza e controllo sull'impiego del farmaco veterinario e dei prodotti usati come promotori di performance;

vigilanza e controllo sulla produzione del miele;

vigilanza e controllo sulla riproduzione animale;

sorveglianza degli animali da reddito e di affezione, e vigilanza sull'impiego di animali nella sperimentazione.

Il comparto del latte

Per il prossimo triennio, il comparto della produzione-caseificazione del latte è individuato quale settore prioritario di riferimento per le attività della sanità veterinaria.

Al fine di evitare sovrapposizioni o conflitti di competenze, il Dipartimento di Prevenzione pone in essere forme d'integrazione fra il Servizio di Igiene della produzione, commercializzazione, conservazione e trasporto degli alimenti di origine animale e loro derivati e il Servizio alimenti e nutrizione.

Obiettivo prioritario del PSR è il miglioramento della sorveglianza epidemiologica a tutela del patrimonio zootecnico e della fauna dell'isola dal rischio di nuove introduzioni di patologie extra-isolane e il controllo delle zoonosi.

In questo ambito risulta prioritaria l'integrazione, all'interno di un sistema informativo sanitario regionale (SISAR) dell'ISZ della Sardegna.

Emendamento soppressivo parziale Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1

Il sub paragrafo "legame ambiente - salute" è soppresso. (164)

Emendamento soppressivo parziale Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.1

Al terzo capoverso del paragrafo 1.1 (igiene e sanità pubblica) i punti 2, 3 e 4 sono soppressi (165)

Emendamento soppressivo parziale Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.4

Al quarto capoverso, il secondo punto, dalle parole: Ÿ "Monitoraggio sull'applicazione..." fino a "mercati internazionali" è soppresso. (169)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - La Spisa - Licandro - Liori - Vargiu - Petrini - Amadu - Cappai - Gallus - Milia

Parte II - Introduzione

Nel primo capoverso la frase "sulla base di criteri di qualità" a "nell'accesso all'assistenza" è sostituito dalla seguente:

  • "sulla base di criteri di "equità" di risposta nei diversi territori di "uguale qualità di accesso e di assistenza". (76)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Premessa

Al quarto capoverso, alla settima riga, il periodo che inizia con le parole "Particolare attenzione…" è sostituito con il seguente:

"Particolare attenzione va dedicata alla costruzione della Rete epidemiologica e del sistema dei Registri per patologia che ha il proprio riferimento nell'Osservatorio Epidemiologico Regionale, adeguatamente potenziato. Tale rete deve essere posta in grado di assicurare una costante analisi dei bisogni e della domanda di salute, nonché dell'efficacia delle azioni intraprese sul fronte dell'offerta." (328)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.1

Al primo capoverso, la prima frase è sostituita con la seguente:

"La priorità per il triennio di vigenza del presente Piano, che viene individuata per il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica, è la lotta alle malattie infettive e diffuse" (331)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.4

L'ottavo e ultimo capoverso è sostituito dal seguente:

"In questo ambito risulta prioritario il raccordo e l'interscambio di informazioni con l'ISZ della Sardegna, da realizzarsi attraverso l'Osservatorio Epidemiologico Regionale". (344)

Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar

Parte II - Introduzione

Al termine della introduzione, dopo le parole: "diagnostica, terapeutica e strategica" aggiungere le seguenti:

"Gli obbiettivi di sistema si conseguono con la realizzazione strutturale della rete di offerta; dopo un anno dall'entrata in vigore del piano le macro-aree di offerta sono oggetto di esame della commissione consiliare competente per l'analisi dell'attivazione delle stesse, della qualità di risposta nei territori e per l'equità nell'accesso all'assistenza.

I correttivi da apportare al piano sono posti all'esame e all'approvazione del Consiglio Regionale." (160)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Premessa

Al termine del primo capoverso, è aggiunto il seguente:

Vi è piena consapevolezza che l'attivazione di adeguate azioni di prevenzione sanitaria è un importante elemento di qualificazione dell'assistenza sanitaria regionale, che può contribuire al miglioramento delle condizioni di salute della popolazione e, conseguentemente, all'innalzamento della vita media della popolazione. È peraltro evidente che l'allungamento della vita media dei sardi comporta un incremento percentuale della quota parte di anziani all'interno della complessiva popolazione, che si traduce nell'incremento delle richieste di prestazioni sanitarie, che è tipico di tale fascia anagrafica". (327)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Premessa

Al secondo capoverso (La situazione), alla terza riga, dopo le parole "sono riconducibili a:" è aggiunto il seguente:

"Insufficiente conoscenza dei dati epidemiologici ed assenza dei Registri per le più importanti patologie, anche a causa dell'assenza di un Osservatorio Epidemiologico degno di tale nome". (323)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Premessa

Al secondo capoverso (La situazione), alla terza riga, dopo le parole "sono riconducibili a:" è aggiunto il seguente:

"Scarsa collaborazione tra MMG e i pediatri di libera scelta e le strutture del Distretto, con conseguente estemporaneità dell'afferenza dei dati nella sede elaboratrice aziendale." (324)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Premessa

Al secondo capoverso (La situazione), alla terza riga, dopo le parole "sono riconducibili a:" è aggiunto il seguente:

"Insufficiente comunicazione dei dati epidemiologici tra il livello territoriale-aziendale e quello centrale, anche per la difficoltà nella raccolta omogenea dei dati e l'assenza di uniformità nei programmi di processazione e nei sistemi informatici di trasmissione dei dati di ciascuna ASL". (325)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Premessa

Al terzo capoverso (Il dipartimenti di prevenzione), alla quarta riga, dopo le parole "del Piano,", è aggiunto il seguente

"Sentita la competente Commissione Consiliare, che si esprime entro quindici giorni dalla ricezione della proposta," (326)

Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 1 Prevenzione - Paragrafo 1

Nel secondo capoverso del sub paragrafo "Il livello regionale", dopo le parole "una rete epidemiologica" aggiungere le seguenti: "Istituzionalizzando in ogni ASL un ufficio di statistica ed epidemiologia" (161)

Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 1 Prevenzione - Paragrafo 1

Nel settimo capoverso dopo il primo punto: "Ÿ Igiene e sanità pubblica" aggiungere i seguenti:

"Ÿ Medicina legale

Ÿ Igiene edilizia e dell'ambiente". (162)

Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 1 Prevenzione- Paragrafo 1

Nel settimo capoverso, al quinto punto, dopo le parole "alimenti di origine" aggiungere le seguenti: "animale e loro derivati". (163)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Premessa

Al quinto capoverso (Il livello aziendale), dopo il sesto punto (Igiene degli allevamenti..), è aggiunto il seguente:

"Medicina legale, Risk Management e Governo Clinico". (329)

Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Mattana - Corrias - Pirisi - Barracciu - Orrù - Cherchi Silvio - Floris Vincenzo - Lai - Marrocu

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.1

Alla fine del quinto capoverso, dopo le parole (…La Maddalena, Quirra) sono aggiunte le seguenti:

"Per queste aree con il presente piano si stabilisce l'avvio di una indagine scientifica regionale che stabilisca la presenza di eventuali correlazioni tra la incidenza di alcune patologie genetiche e tumorali e la presenza di fattori ambientali o umani presenti in quel territorio." (197)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Premessa

All'ottavo capoverso, (Legame ambiente-salute), alla ventiseiesima riga, dopo la parola "..Quirra." è aggiunto il seguente:

"L'eventuale rilevazione di significativi fattori di rischio per la salute, collegati alle attività industriali e militari ancora in essere, sarebbe un fatto di gravissima rilevanza, tale da imporre un immediato intervento correttivo delle cause da parte della Regione. E' infatti evidente che un eventuale danno alla salute, non può tassativamente, in nessuna maniera e in nessun caso, essere barattato con qualsivoglia vantaggio economico per la popolazione." (330)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.0

Al secondo capoverso, alla quinta riga, dopo le parole "mira a:", è aggiunto il seguente:

"Coerentemente con le indicazioni del Piano Nazionale Vaccini, dare corso alle azioni previste dal Piano Vaccini per la Pediatria, attualmente ancora disapplicato in Sardegna" (332)

Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.1

Dopo il paragrafo 1.1 (Igiene e sanità pubblica) è aggiunto il seguente:

"1.1bis - Medicina legale (D. Lgs. 229/19.06.99) art. 7 comma 2

La Medicina Legale non è più unicamente "complessa attività certificativi" ma attività specialistica articolata a tutto campo dalla Idoneità alla Invalidità, per l'intera Azienda Sanitaria.

Il Servizio di Medicina Legale persegue i seguenti obiettivi:

  • funzioni medico legali di medicina necroscopica e compiti di polizia mortuaria e la redazione del Re.N.Ca.M;
  • tutela sociale dei diversamente abili in un sistema integrato di accertamento;
  • sicurezza sociale e tutela della salute: giudizi medico-legali di idoneità;
  • tutela del diritto al lavoro: idoneità lavoratrice e tutela di controllo;
  • consulenze ed assistenza medico legale delle ASL e gestione del contenzioso;
  • consulenza medico-legale in materia di contenimento della spesa sanitaria (DRG. E SDO.);
  • collaborazione agli altri servizi per la prevenzione e gestione del rischio; valutazione degli indicatori di qualità assistenziale;
  • Definizione dei nuovi approcci al tema della sicurezza;
  • Istituzione e realizzazione dei registri della disabilità. (166)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.2

Dopo il titolo, è aggiunto il seguente:

"Il servizio di Igiene degli Alimenti è senz'altro tra i più meritevoli di attenzione, per il suo ruolo cruciale nel controllo della qualità delle derrate alimentari, della situazione igienica della produzione, della conservazione e della vendita degli alimenti. Le professionalità afferenti al servizio possono inoltre contribuire ad esercitare un ruolo fondamentale nella vigilanza della qualità della refezione nelle mense di comunità e, in particolare, in quelle scolastiche ove può essere attivata un'azione in collaborazione con le famiglie, finalizzata alla verifica della correttezza della complessiva alimentazione integrata dei bambini in età scolare" (333)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.2

Alla seconda riga, dopo le parole: "da perseguire", è aggiunto il seguente:

"Offrire attività di consulenza e collaborazione ai servizi di ristorazione, in particolare alle mense aziendali e scolastiche , finalizzata all'impostazione di progetti educativi mirati, rivolti a ridurre i fattori di rischio correlati ai disordini alimentari e prevenire l'obesità." (335)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.2

Alla seconda riga, dopo le parole: "da perseguire", è aggiunto il seguente:

"Vigilare sulla provenienza delle derrate alimentari, esercitando particolare attenzione nell'attività di repressione delle frodi e nei controlli sull'origine dell'alimento, con particolare rigore nella verifica dei potenziali veicoli di contaggio di malattie rare (Jacobs Kruetzfeld o "mucca pazza", botulismo etc.), di provenienza alimentare". (334)

Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.2

Al paragrafo 1.2 (Igiene degli alimenti e nutrizione) dopo il primo punto sono aggiunti i seguenti:

  • Verifica preliminare alla realizzazione e/o attivazione e/o modifica di imprese di promozione, preparazione, confezionamento, deposito, trasporto, somministrazione e commercio di prodotti alimentari di competenza e delle bevande;
  • Persegue la tutela delle acque destinate al consumo umano;

· Attivare la sorveglianza nutrizionale e gli interventi di prevenzione per la diffusione delle conoscenze di stili alimentari corretti e protettivi nella popolazione generale e per gruppi di popolazione attivando campagne su larga scala, di promozione della salute e della qualità nutrizionale. (168)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matte0 - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.2

Alla nona riga, al terzo punto, prima delle parole "attivare programmi...", aggiungere il seguente: "In collaborazione con l'ARPAS,…" (336)

Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.2

Dopo il paragrafo 1.2 (Igiene degli alimenti e nutrizione), è aggiunto il seguente:

1.1 bis Igiene edilizia e dell'ambiente.

Il piano promuove un'attenta valutazione del legame tra salute e ambiente, È noto infatti, che il benessere delle persone è direttamente collegato all'ambiente fisico nel quale gli individui vivono e lavorano. Il contesto ambientale è quindi uno dei pre-requisiti fondamentali per il miglioramento dei livelli di salute della popolazione. Salute, ambiente e sviluppo sono pertanto fortemente correlati e richiedono un efficace azione strategica per la crescita della Sardegna.

L'obbiettivo principale dei servizi di igiene edilizia e dell'ambiente è la tutela della salute pubblica dalle contaminazioni, pre-requisito per il miglioramento dei livelli di salute della popolazione.

Gli obbiettivi per il triennio del piano sono:

  • realizzazione di un capillare programma di prevenzione dai rischi di inquinamento di aria, acqua e suolo per la presenza di insediamenti fonti potenziali di emissioni e immissioni con conseguenti rischi per la salute umana e animale;
  • puntuale verifica sullo stato dell'ambiente e sui rischi per la salute attivando interventi di prevenzione sorveglianza e risanamento;
  • garantire il supporto tecnico igienico-sanitario per la verifica delle compatibilità ambientali e territoriali nei procedimenti di approvazione dei progetti di edilizia civile, artigianale, industriale e dell'allevamento;
  • partecipare al miglioramento degli standard di qualità della vita verificando i requisiti igienico-sanitari degli ambienti di vita e del lavoro;
  • avviare e potenziare i programmi di vigilanza e controllo sulle strutture di vita collettiva pubblica e privata (scuole, alberghi e strutture ricettive, strutture sanitarie e socio-assistanziali, impianti sportivi, cimiteri etc.) e sulle attività potenzialmente fonti di rischio (centri estetici, di cosmesi, di tatuaggio e piercing rtc.);
  • verifica degli effetti sulla salute collettiva dovuti all'inquinamento atmosferico, del suolo e delle acque;
  • programmare e attivare indagini epidemiologiche sulle popolazioni al fine di individuare correlazioni tra stato dell'ambiente e salute umana;

Sono competenze del servizio le attività di prevenzione non riconducibili alle competenze dell'ARPAS ex art. 17 L.R. N. 6/2006. (167)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.3

Al secondo capoverso, nel contesto del primo punto, alla terza riga del capoverso, dopo le parole "… le ASL", è aggiunto il seguente: ", in stretto raccordo con i Servizi di Medicina Legale," (337)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.3

Al secondo capoverso, alla fine del terzo punto, alla decima riga del capoverso, dopo le parole "… e di lavoro", è aggiunto il seguente:

", anche attraverso la indispensabile revisione dell'attuale normativa di legge regionale, troppo burocratizzata e farraginosa per poter essere realmente efficace." (338)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.4

Nel primo capoverso, alla decima riga, dopo le parole "… settore agroalimentare.", è aggiunto il seguente:

"Persistono in Sardegna abitudini tradizionali, legate all'allevamento familiare e alla macellazione diretta, che sono fortemente radicate nella cultura regionale e possono rappresentare un fattore di peculiarità compatibile con la normativa vigente, qualora adeguatamente supportate da un'efficace azione di educazione e di controllo sanitario, effettuata dalle ASL." (345)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.4

Nel primo capoverso, alla diciassettesima riga, dopo le parole "… della Sardegna", è aggiunto il seguente:

"e degli operatori impegnati nei progetti regionali assegnati all'ARA, per i quali si rende indispensabile un intervento regionale definitivo, che vada verso la istituzionalizzazione dell'intervento programmato e verso la stabilizzazione delle professionalità". (346)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.4

Alla fine del secondo capoverso, è aggiunto il seguente punto:

"collaborazione con i Comuni nell'attività di prevenzione del randagismo, anche alla fine di realizzare un monitoraggio regionale sul rischio epidemiologico di malattie diffusive nell'ambito del patrimonio animale allo stato randagio, selvatico e brado". (339)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.4

Alla fine del secondo capoverso, è aggiunto il seguente punto:

"Attivazione di programmi di ricerca e di indagine epidemiologica, anche in collaborazione con l'IZP, finalizzati alla valutazione di eventuali rischi, nel contesto del territorio regionale, di propagazione antropica di malattie a provenienza animale": (340)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.4

Al quarto capoverso (Il servizio di igiene degli Allevamenti), alla sesta riga, dopo il primo punto, è aggiunto il seguente:

"Specifica vigilanza e protezione sanitaria, con attivo monitoraggio del rischio, delle specie animali che rappresentano tipica e peculiare ricchezza del patrimonio faunistico sardo". (341)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.4

Al quarto capoverso (Il servizio di igiene degli Allevamenti), alla sesta riga, dopo il primo punto, è aggiunto il seguente:

"Predisposizione e adeguamento finanziamento all'interno della Legge Finanziaria 2007 di un progetto obiettivo mirato a fiancheggiare l'attività della proprietà pubblica nella protezione dal rischio sanitario generico e dalle patologie endemiche e nell'attivazione di misure sanitarie rivolte alla tutela dal rischio di estinzione della specie equina denominata "Cavallino della Giara". (342)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 1 - Paragrafo 1.4

Al settimo e penultimo capoverso, dopo le parole "Obbiettivo prioritario del PSR", è aggiunto il seguente: ", per il quale verranno predisposti adeguati e specifici interventi economici nel contesto delle manovre finanziarie del triennio di vigenza del presente Piano," (343).)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Vorrei sapere se dobbiamo dividere anche la Parte seconda con i capitoli, oppure se questa volta si esaminano il primo e il secondo capitolo insieme e poi gli altri tre insieme. Chiedo che venga ricordato il metodo di lavoro.

PRESIDENTE. Chiarisco che adesso si procederà alla discussione per capitoli, iniziamo dal primo punto della Parte seconda, relativo alla Prevenzione, proseguiremo con quello sul Distretto e poi sulla Rete ospedaliera. Va bene?

E' iscritto a parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, colleghi, la Parte seconda del Piano, ovvero quella che individua i cosiddetti obiettivi di sistema, rappresenta il cuore politico del vostro lavoro per la redazione del Piano. E' proprio in questa parte che noi cogliamo le incongruenze della vostra idea di sanità e l'impossibilità di realizzare ciò che voi vi proponete e proponete ai sardi. Badate, non credo che sia soltanto una questione di risorse, che fra l'altro sappiamo non ci sono, anche per i tempi che vi siete dati, nel senso che tutto il Piano e soprattutto questa Parte sono infarciti di date e scadenze che sappiamo non riuscirete mai a rispettare. Sono certo che lo sapete anche voi, a meno che non si tratti di termini ordinatori, come dicono i giuristi; ovvero di termini per i quali, anche se non fossero rispettati, non cambierebbe nulla, perché rappresentano soltanto una indicazione e al loro mancato rispetto non consegue una decadenza, né alcuna forma di sanzione.

Fra tre mesi, ad esempio, noi andremo a vedere se, come promettete, la Regione, cioè voi, avrà predisposto le direttive per l'istruzione del Dipartimento di prevenzione. Questa è soltanto una delle cento scadenze che voi elencate e sciorinate in questo Piano, dando sfoggio di tanta cultura manageriale della sanità e nascondendo il vero limite del Piano: l'assenza di soldi per realizzarlo. Quella carenza finanziaria di cui ormai noi parliamo da settimane e che anche nel lavoro in Commissione, nonostante tutto, abbiamo evidenziato.

Parlando delle ragioni e dei bisogni che giustificano l'adozione di questo Piano, voi elencate le criticità della gestione della sanità in Sardegna; non che non ce ne siano, su questo certamente siamo d'accordo anche noi, ma divergiamo profondamente sulla retorica con la quale voi dite che il problema "sanità" sarà avviato a soluzione. Noi siamo d'accordo sul fatto che i bisogni dei pazienti sardi non sono sufficientemente analizzati, non siamo d'accordo quando proponete di istituire, anche in questo caso, una commissione scientifica, cioè l'ennesima. Per sapere che la sanità è richiesta in tutta l'Isola, certamente non occorrono scienziati; per sapere che la sanità è un diritto che non dappertutto in Sardegna viene garantito nella stessa identica quantità, anche per questo, certamente, non servono i Premi Nobel. La vostra visione vi impone di fare abbondante ricorso alle citazioni, comprese le dichiarazioni di principio dell'Organizzazione Mondiale della sanità, che citate a pagina 48, e che noi condividiamo come voi, ci mancherebbe! Diteci allora come rispetterete le prescrizioni dell'OMS, continuando a tagliare i servizi e chiamando razionalizzazione questo taglio?

Voi individuate (anche qui siamo d'accordo trattandosi di una banalità, di un dato ovvio) una correlazione fra salute e ambiente. Dunque, la salute o la mancanza di salute vanno a braccetto con l'ambiente, che può essere salubre o degradato. Voi vi spingete anche oltre, affermando che la situazione ambientale attuale registra una forte pressione nelle aree sarde e, allora, siamo convinti che laddove c'è l'industria pesante, ci sono problemi di origine ambientale. Ma, dopo che abbiamo scoperto tutto quanto questo, abbiamo i soldi per cancellare le fabbriche del Sulcis, di Portotorres, di Sarroch o Macchiareddu? Avete i soldi per bonificare queste aree? Nel frattempo, dobbiamo pensare anche a dare un lavoro a chi lo perderà, in conseguenza appunto della chiusura dell'industria pesante. Se quei soldi non li avete, se quella riconversione non è immediatamente operabile, suona come una presa in giro grottesca quella correlazione tra salute e ambiente nella quale voi vi profondete. Noi non ci eravamo arrivati a capire che l'industria pesante, senza l'adozione delle migliori tecniche di prevenzione e di smaltimento dei rifiuti, è un rischio per la salute di migliaia di persone. Non ci eravamo arrivati, ci state illuminando voi. Allora finite di illuminarci facendoci sapere se il presidente Soru ha, in cassa, i fondi necessari per operare una riconversione, una bonifica dell'ambiente della Sardegna. Noi saremo felici di essere smentiti; nell'attesa che lo facciate, evitate di dirci, in maniera molto semplicistica, che l'industria non fa bene all'ambiente.

Anzi, a volte uccide più della norma, avete importato negli anni '70 questa economia industriale, in Sardegna, uccidendo la civiltà agro-pastorale che chiedeva soltanto di essere ammodernata. Tornando agli anni '70, ricordo in quei tempi, quando toccare dal vivo un operaio, un ex pastore vestito da operaio, era come toccare il cocchio di Sant'Efisio il primo maggio. Nemmeno una parola in merito al paragrafo dedicato alla prevenzione e alla sicurezza negli ambienti di lavoro, perché tanto in Sardegna il lavoro era poco prima, adesso meno, molto meno di prima. Con il vostro Governo, noi stiamo ottenendo questo risultato e, se non ne siete convinti, basta uscire da questo Palazzo, chiedere ai sardi cosa ne pensano, capire se intravedono un futuro radioso e vedono oggi invece il sereno oppure se si sentono con l'acqua alla gola oggi e domani magari sopra la testa. Dunque, io chiederei al presidente Soru, prima di discutere di sicurezza sul lavoro, parliamo di lavoro e basta e poi di sicurezza. Perché a noi, prima della sicurezza sul lavoro, ci interessa la sicurezza del lavoro.

Infine, vorrei dire anche due parole su qualcosa che manca. Parlo del fenomeno del randagismo, in questo Piano sanitario, che parla di tutto, forse due parole potevano essere spese. Ci abbiamo pensato noi con un emendamento, primo firmatario il collega Vargiu, per una collaborazione con i comuni per un'attività di prevenzione del randagismo. In effetti l'abbandono irresponsabile dei cani, da parte dell'uomo, soprattutto in alcuni periodi dell'anno, assume realmente dei livelli preoccupanti. Certamente è un fenomeno in crescita che non accenna a diminuire, l'animale che è lasciato solo non è abituato a procacciarsi il cibo e spesso muore di fame o di sete, in più gli animali che vengono lasciati ai bordi delle strade a volte causano degli incidenti automobilistici. Il randagismo, in special modo quello urbano, è materia che potrebbe essere inserita in un Piano sanitario perché se non può interessarci la salute di questi poveri animali, dobbiamo invece preoccuparci per le implicazioni di ordine igienico, sociale e sanitario col rischio di epidemie per l'uomo o per altri animali.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, anch'io condivido alcune delle considerazioni che ho sentito esprimere dal collega Licandro e cioè che siamo arrivati a un capitolo che è il nocciolo dell'intero Piano sanitario; anzi, io direi che i noccioli sono due, ovviamente uno è la Rete ospedaliera, compresa all'interno della Parte seconda, però il problema della prevenzione, che oggi, in questo momento, stiamo discutendo, in realtà funge da corollario (non è un caso che sia stato messo all'interno della stessa Parte) a tutti i ragionamenti che noi andremo a fare sulla Rete ospedaliera.

Anche sulla valutazione che voi fate relativamente alla prevenzione, noi abbiamo cercato, con l'attività correlata agli emendamenti, di iniziare un ragionamento con voi, nel senso che, riunendoci in modo informale con la Commissione sanità allargata, come abbiamo fatto nella saletta accanto, esaminando finalmente nel merito gli emendamenti ad uno ad uno, è apparso evidente che gli emendamenti che erano stati presentati avevano tre diverse tipologie: emendamenti di principio, sui quali noi enunciavamo dei principi politici che erano diversi o dei principi di tipo ideale o di quelle che voi definite ovvietà, nel senso che alle vostre ovvietà aggiungevamo nostre ovvietà, quindi sono stati emendamenti sui quali (essendo differente l'impostazione originaria che ciascuno di noi dà al Piano, nel senso che voi ne date una, ed è legittimo quello che fate, e noi ne diamo un'altra), ci siamo compresi finalmente sulla differente impostazione e, nel comprenderci, voi avete compreso che alcune delle cose che noi vi segnalavamo avevano una ragione d'essere.

Poi ci sono stati altri emendamenti più concreti perché intervenivano su parti importanti del sistema della prevenzione, dell'igiene e della sanità pubblica, eccetera, su cui voi ci avete detto di avere delle chiusure di carattere metodologico e ideologico, nel senso che questi emendamenti erano frutto degli obiettivi precisi di Piano, quindi obiettivi irrinunciabili. Ci siamo compresi anche su quelli, perché ovviamente voi avete diritto a scrivere il Piano, noi vi seguiamo su questo diritto contestandovi punto per punto le cose sulle quali non siamo d'accordo senza contestarvi però il fatto che voi abbiate il diritto di scrivere ciò su cui non siamo d'accordo e di fare, sino a quando non scadrà il vostro mandato, tutto quello che voi intendete fare, perché avete preso un impegno con i sardi sul quale noi non siamo d'accordo.

Poi ci sono altri emendamenti che sono relativi ad aspetti di carattere tecnico, quindi non esistono né divergenze di carattere ideologico, né divergenze relative agli obiettivi di Piano, ma esiste semplicemente una impostazione che può essere tecnicamente differente sulle cose tra noi e voi. Allora, uno di questi emendamenti è quello relativo all'istituzione dei servizi di medicina legale… Presidente, io solo perché sono rimasto senza voce nel corso della kermesse

PRESIDENTE. No, ha ragione, onorevole Vargiu, bisogna che i colleghi rispettino chi parla. Prego.

VARGIU (Riformatori Sardi). La ringrazio. Ecco, ci sono i servizi di medicina legale che noi vi proponiamo come un'esigenza reale della sanità sarda, nei confronti dei quali vi chiediamo un atteggiamento di disponibilità che non ha niente a che fare con l'ideologico, al massimo con il metodologico. Perché ve lo chiediamo? Intanto, siccome siamo abituati a guardare anche fuori dei confini sardi, l'istituzione dei servizi di medicina legale non ha nella Regione sarda una Regione capofila, al massimo è una Regione che viene al traino dopo che altri lo hanno già fatto, ma il motivo fondamentale è andare a vedere perché gli altri lo hanno già fatto. Anche perché voi stessi, autonomamente, raccogliete, all'interno del Piano, un'indicazione che è tipica dei servizi di medicina legale e cioè quella relativa al risk management. Io capisco che, per colleghi che, giustamente, non hanno un'esposizione nel settore sanitario che li obblighi ad avere l'aggiornamento in tempo reale su ciò che sta succedendo, molte delle parti che stiamo discutendo possano apparire eccessivamente tecniche, però sicuramente anche per coloro che non si interessano di sanità c'è un dato che è assolutamente immediato nella percezione, cioè che ci sono problemi, nella sanità odierna, che vent'anni fa non c'erano.

Vogliamo parlare dell'eutanasia? L'eutanasia ha inserito nella sanità una serie di problemi legati ai comitati etici, legati ai problemi di deontologia professionale e di deontologia più allargata che oggi sono in mano (per quanto riguarda non dico la soluzione del problema che è ancora in mente Dei, ma per quanto riguarda il tentativo della gestione) alle unità che si occupano di medicina legale. Parliamo del contenzioso tra medico e paziente, quello che ha reso necessaria l'istituzione degli UU.RR.PP. Vent'anni fa una denuncia di un medico in tribunale era, per motivi di carattere culturale, non certo perché si sbagliasse di meno, un'eccezione. Oggi, esiste un'attenzione, nei confronti dell'operato medico, sicuramente e largamente giustificata per i mille progressi della medicina e per i mille progressi della cultura del paziente nei confronti della dipendenza verso il medico, che comporta problemi che sono diventati enormi nella gestione della medicina, perché l'aumento del contenzioso medico legale ha comportato, per contro, l'aumento della cosiddetta medicina difensiva, cioè di quell'atteggiamento del medico che, per evitare la denuncia, impropriamente inventa una serie infinita di esami a cui sottoporre il paziente, che sono un costo sanitario forte per il sistema, che hanno una ricaduta notevole sulla gestione delle singole Aziende sanitarie e dei bilanci. Per cui è ovvio che oggi ci sono problemi che un tempo non c'erano.

Ma voi pensate ancora a quello che viene definito il governo clinico, quindi la partecipazione complessiva del mondo degli operatori sanitari, ma anche del mondo esterno rispetto alla gestione delle cose; voi pensate a tutto ciò che riguarda il risparmio in sanità, al giudizio sull'eticità del risparmio in sanità, quindi alla verifica di quali siano le situazioni di risparmio, al controllo della qualità, che viene esercitato sulle prestazioni e sul risparmio. Voi pensate soprattutto alle necessità di aggiornamento del sistema per chi, come me, si è laureato 20 anni fa, io, di risk management, vent'anni fa non ho mai sentito parlare, e come me non ne ha sentito parlare il dottor Cachia, che fa il medico, il quale di risk management ha sentito parlare adesso negli ultimi anni. Allora, anche la cultura del medico, rispetto alle problematiche della medicina legale, della malpractice, del governo clinico, del risk management, è tutta una cultura da rifare, perché il rifacimento della cultura del medico crea una consapevolezza che oggi non c'è sui doveri del medico e sul rischio che il medico ha sia nei rapporti col paziente che nella gestione complessiva dei suoi rapporti all'interno dell'azienda, così come comporta un'acquisizione, per chi è dipendente, della consapevolezza che la nuova funzione di dirigente, che la legge attribuisce al medico dipendente, ha in sé sia elementi positivi che elementi di obbligo nei confronti della complessiva gestione del sistema, che comunque devono tradursi in un atteggiamento differente rispetto a quello che avevo io il giorno che mi sono laureato.

Quindi ci sono problemi emergenti, all'interno del settore, che chiedono una risposta diversa rispetto a quella che si è data nel passato. E la risposta diversa non può che essere l'adeguamento della struttura delle aziende rispetto alle nuove necessità, adeguamento che non può che essere fatto attraverso dei servizi autonomi e non sono l'ennesimo servizio autonomo che si occupa di una cosa inesistente. Sono una risposta obbligatoria ad esigenze nuove del sistema, perché nessun'altra branca della risposta sanitaria sta attraversando, in questo momento, una rivoluzione così ampia quale quella legata ai rapporti tra il medico e il paziente. Oggi i rapporti tra medico e paziente sono totalmente cambiati, i rapporti tra il paziente e la struttura sanitaria sono totalmente cambiati, i rapporti tra il paziente e la risposta che il paziente attende non sono più fideistici come erano 20 anni fa, 30 anni fa, ma sono, giustamente, di confronto continuo che tende al miglioramento della prestazione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, colleghi, colleghe, la Parte seconda del Piano sanitario, con gli obiettivi di sistema, è la parte più prettamente impostata sui servizi territoriali, sul quale questa maggioranza vorrebbe impegnarsi e impegnare soprattutto le nuove scelte, quelle che, della "833" del 1978, non hanno avuto attuazione, se non in parte, e vorrebbero essere la scelta politica che caratterizza, in modo particolare, questo Piano, tant'è che quando si va a trattare di risorse si pensa pure all'inversione di tendenza nell'impegno delle risorse per la sanità in Sardegna, portandone la maggior parte sui servizi territoriali.

Questo non basta, non basta perché, purtroppo, anche stamattina ci siamo resi conto che, in termini culturali, non si ha ancora notizia certa sulla volontà di attuare questi cambiamenti. Si arriva addirittura alla anacronistica sensazione che si confondano le funzioni della sanità pubblica con quelle della profilassi. Ma su questo poi avremo modo di approfondire, quando si passerà all'esame degli emendamenti.

La cosa che mi urge far presente, parlando di prevenzione, è che non si sia spesa una parola sulle tematiche inerenti le peculiarità di un sistema territorio da cui emerge buona parte delle problematiche sanitarie, cito tutte le emergenze sanitarie che oggi stiamo vivendo, dalla blue tongue alla trichinellosi e così via, per cui c'è contrasto con quello che ha affermato qualche giorno fa il dottor Frau, per il quale non avremmo bisogno di avere delle leggi specifiche per affrontare le diverse patologie, invece noi abbiamo bisogno, di volta in volta, non solo di una legislazione specifica, parlo della peste suina africana, della trichinellosi e così via, ma delle altre campagne che sono state attivate anche di recente.

La carenza più grossa, della quale anche stamattina abbiamo dovuto discutere, è il randagismo dei cani. Si è appunto ottenuta la condivisione da parte dei colleghi della maggioranza della necessità di avere, da parte dei servizi di prevenzione, un'attenzione per il randagismo. Ma abbiamo dimenticato un qualcosa di cui tutti, anche chi non è medico, è a conoscenza, per casi vissuti magari in famiglia: dal randagismo dei cani ha origine una patologia, l'idatidosi, che in Sardegna impegna quotidianamente le sale della chirurgia generale in trattamenti chirurgici su pazienti da essa affetti. Bene, caro Assessore, l'idatidosi per la Sardegna è una piaga per la quale mai, e tanto meno in questo Piano, si è voluta accendere una luce per iniziare a provare davvero la sua eradicazione. Questa è la carenza più macroscopica che noi segnaliamo nel Capitolo "Prevenzione".

Ma le carenze non sono solo sanitarie, sono anche strutturali. Il collega Vargiu, poc'anzi, parlava della necessità di un confronto politico, di una politica sanitaria che veda una prevalenza del sistema che si intende attivare, quello del Dipartimento di prevenzione, nel quale si è badato più al mondo animale che a quello umano. Già in Commissione noi abbiamo avuto l'opportunità di presentare una proposta per rendere ragione di una funzione specifica dei servizi territoriali, ovvero della medicina legale, ma quando lo rileviamo, ci sentiamo opporre delle resistenze per il fatto che si pensa che la medicina legale sia solo un problema connesso al risk management. Detto in questo modo, potremmo dire che forse non rendiamo ragione a sufficienza su questo tema, perché se davvero noi avessimo la concezione precisa di che cosa sta avvenendo anche nelle altre Regioni italiane, noi avremmo la conoscenza precisa che almeno sei Regioni, nella loro pianificazione, hanno già istituito il servizio di medicina legale. Non capiamo questa ostinazione soprattutto nei confronti di una professionalità, quella della medicina legale, che assicura, oggi, anche la possibilità per i trapianti; senza la presenza di un servizio che assicuri, appunto, il rispetto delle procedure previste nel campo dei trapianti, non sarebbe possibile avere neanche i nostri centri trapianti funzionali e addirittura centri di eccellenza.

Ma, oltre a questi aspetti che sono innovativi e che fanno parte delle iniziative assunte… Presidente, per cortesia, invece che parlare e distrarsi anche lei, può garantire… Presidente Spissu…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu.

Onorevole Marracini, prego.

CONTU (F.I.). No, che grazie! Presidente Spissu, lei è proprio fuori dall'Aula in questo momento.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, pensavo che lei avesse finito.

CONTU (F.I.). Anche io pensavo che lei mi stesse ascoltando, Presidente.

PRESIDENTE. No, io faccio anche altro, onorevole Contu. Ascolto molto.

CONTU (F.I.). Perfetto, però è mezz'ora che la sto richiamando all'attenzione dell'Aula.

PRESIDENTE. Qualche secondo mi distraggo. Prego.

CONTU (F.I.). Perché se devo presiedere io, faccio io, Presidente, sennò presieda lei, come è nei suoi compiti.

PRESIDENTE. E' a rotazione la funzione, basta essere eletti.

CONTU (F.I.). Va bene, gradirei recuperare il tempo che i colleghi stanno cercando di far perdere a me e a lei. Grazie. Continuo.

Quando nell'organizzazione del dipartimento si trascurano aspetti quali quelli esposti dai colleghi mi hanno preceduto, e che io stesso sto cercando di presentare all'Aula, stiamo sancendo il fatto che abbiamo bisogno di approfondire ancora l'argomento, cioè molto probabilmente, l'Aula, la maggioranza, non è ancora pronta per affrontare e discutere il tema, addivenendo a soluzioni condivise. Devo dire che, complessivamente, mi è sembrato di capire l'importanza che oggi la statistica sanitaria svolge nel campo della sanità, non dimenticando che la statistica, in generale, deriva proprio dall'epidemiologia sanitaria, e si è sviluppata come materia qualche decennio fa. Con questo voglio dire che i colleghi della maggioranza hanno colto la possibilità che una rete epidemiologica si costruisca attraverso degli uffici organizzati in ogni azienda sanitaria, per cogliere soprattutto quelle istanze, quelle denunce, da quei sensori che sono la medicina generale e la pediatria di base, che sono la base per poter indirizzare non solo gli studi, ma gli approfondimenti e, soprattutto, la programmazione degli interventi in campo sanitario e in campo sociosanitario. Davvero, se noi non realizziamo questa rete informatizzata che comunica, molto probabilmente noi non avremo mai la sensazione di quale sia la situazione sanitaria dei territori, soprattutto di quelli più lontani, della Regione sarda.

Altro aspetto sulla prevenzione: il legame ambiente-salute. Nella presentazione del Dipartimento di prevenzione, il legame che è stato analizzato… Vorrei concludere, Presidente.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole.

CONTU (F.I.). … è il legame che esiste tra ambiente e salute. Ci si è dimenticati gravemente che queste competenze a qualcuno devono essere attribuite. Il fatto di aver incardinato queste competenze nell'ambito di un servizio di igiene e sanità pubblica, molto probabilmente, rende ragione alle motivazioni che hanno caratterizzato l'istituzione del Dipartimento di prevenzione, ma soprattutto rende ragione alla necessità di avere nei servizi territoriali, comunque sia, svolte quelle funzioni di controllo, non solo sull'ambiente confinato, quindi sull'edilizia, ma anche sull'ambiente in generale; sto parlando di tutte quelle verifiche che erano svolte, in particolare, dall'ARPAS e che vengono svolte, invece, dai servizi territoriali, distrettuali del servizio di igiene pubblica.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.

MARRACINI (Gruppo Misto). Credo che la…

(Interruzione del consigliere Vargiu)

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Vargiu, non mi sono reso conto che sono le ore 14. Sospendiamo pertanto a questo punto la seduta che riprenderà alle ore 15, primo iscritto a parlare l'onorevole Marracini.

(La seduta, sospesa alle ore 14 e 02, viene ripresa alle ore 15 e 38.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, chiedo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. La verifica del numero legale verrà effettuata dopo il primo intervento per consentire il decorso dei termini temporali previsti dal terzo comma dell'articolo 91 del Regolamento.

E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

(Interruzione del consigliere Marracini)

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Marracini, era lei il primo iscritto a parlare, lo avevo anche annunciato.

E' iscritto a parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.

MARRACINI (Gruppo Misto). Io avrei lasciato volentieri, almeno per anzianità di servizio, la parola al collega, visto che l'altro giorno mi ha detto che non ero sportivo, insomma, tutto mi può dire ma che non sono sportivo…

Allora, questi dieci minuti in cui devo trattenere quest'Aula devo passarli in qualche modo e quindi ho bisogno di riflettere su un particolare che abbiamo saputo durante la pausa prandiale. Non c'è l'Assessore però! Comunque, ho saputo da colleghi medici che hanno partecipato ad una riunione ieri con il Direttore generale della ASL 8, come si chiama, quello che viene da fuori…

COCCO (La Margherita-D.L.). Gumirato.

MARRACINI (Gruppo Misto). … il quale avrebbe detto che questo Consiglio regionale è un talk show. Due sono le cose, o rientra nella fattispecie…

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Marracini, siccome mi sembra di interesse la cosa che dice, aspettiamo un secondo l'Assessore perché vorrei che la ascoltasse.

MARRACINI (Gruppo Misto). Nel frattempo dico qualche altra cosa. Ho anche altre cose…

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Prego, onorevole Marracini, riprenda il filo.

MARRACINI (Gruppo Misto). Dicevo, a rompere un po' quel clima, diciamo, costruttivo che si era creato da ieri portando molti di noi ad essere presenti qui, alle 8 e 30 del mattino, per prepararci per la riunione del gruppo di lavoro nell'interesse dell'approvazione di un Piano che tutti vogliamo portare a compimento nel modo migliore, dando tutti un contributo che riteniamo utile, sia da parte della minoranza che da parte della maggioranza, a rompere questo clima, durante la sosta prandiale, un collega medico mi ha chiamato (credo che non abbia chiamato solo me, ma tocca a me per primo parlare e voglio denunciare questa cosa gravissima, gravissima!) per dirmi che questo direttore generale che viene da fuori… come si chiama?

CONTU (F.I.). Gumirato.

MARRACINI (Gruppo Misto). Questo signore, che noi paghiamo profumatamente per venire qua a fare quello che non sta facendo, avrebbe detto in una riunione di medici che questo Consiglio Regionale della Sardegna è paragonabile a un talk show.

PIRISI (D.S.). A che cosa?

MARRACINI (Gruppo Misto). Ad un talk show, quelle trasmissioni di Costanzo dove si "cazzeggia". Allora, è una cosa di una gravità che credo meriti provvedimenti disciplinari immediati, cioè io chiedo la cacciata immediata del direttore generale della ASL 8 se confermata questa frase offensiva nei confronti di questa Assemblea, di tutti i sardi e di coloro che lo hanno chiamato, volontariamente o involontariamente, più quelli involontariamente, a ricoprire un ruolo che, a questo punto, dichiaro che non si meriterebbe, sempre se confermata questa informazione.

Mi dispiace, perché avevamo ripreso un rapporto intelligente (anche se ogni tanto ostacolato da chi invece dovrebbe aiutarlo, che non è seduto in questi banchi) che ha portato, tra l'altro, ad approvare velocemente ieri la prima parte di questo Piano e che questo pomeriggio ci porterà ad approvare il primo segmento della Parte seconda di questo Piano, mi auguro; e tutto questo deve avvenire per dare la possibilità a certi personaggi di gestire questo lavoro che noi stiamo facendo in maniera così faticosa, lavorando sino alle 2 di notte mentre essi vengono a dire che noi stiamo a fare i talk show! Siamo veramente al ridicolo! Anche per fessi! Io, per oggi, ho concluso gli interventi perché la notizia è stata veramente di pessimo gusto, quindi non mi sento più di intervenire, voterò e basta. Assessore, la prego di informarsi su questo ma di informarsi nella maniera giusta cioè con elementi corretti, da testimonianze dirette, perché, se così fosse, è suo dovere e suo compito cacciare questa persona non dalla ASL ma dalla Sardegna.

PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, conferma la richiesta di verifica del numero legale?

ARTIZZU (A.N.). Sì, però vorrei anche aggiungere una questione, Presidente.

PRESIDENTE. Se chiede il numero legale votiamo, se invece vuole intervenire lo fa nei modi e nelle forme opportune.

ARTIZZU (A.N.). Allora votiamo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Va bene.

(Appoggiano la richiesta di verifica del numero legale i consiglieri Vargiu, La Spisa e Ladu.)

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue la verifica)

Risultato della verifica

PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 44 consiglieri.

(Risultano presenti i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Dedoni - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - La Spisa - Ladu - Lai - Lanzi - Licheri - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pittalis - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Vargiu.)

Constato la presenza del numero legale, per cui do ulteriore corso ai lavori.

E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessore e colleghi, la Parte seconda, Obiettivi di sistema, parla della istituzione del Dipartimento di Prevenzione. Secondo quanto contenuto all'interno del Piano, questa istituzione dovrebbe essere la panacea di tutti i mali e quindi dovrebbe risolvere tutti i problemi passati, presenti e anche futuri della sanità. Questo Piano dovrebbe praticamente affrontare tutta una serie di problemi che riguardano, come dicevo, la prevenzione perché noi sappiamo che la prevenzione è oggi la forma più importante per una buona sanità, per gestire bene la sanità in Sardegna e non si può prescindere dal fatto che comunque si possa fare una buona prevenzione nell'interesse della salute del malato, ma anche perché questo ci permette sicuramente di risparmiare in termini di risorse e quindi di avviare un discorso davvero nuovo per quanto riguarda la sanità.

Peccato però che non ci sia ombra di quella che dovrebbe essere la prevenzione in Sardegna perché tutto viene rimandato alle direttive che sono ancora da emanare e sulle quali praticamente non sono indicati i tempi, i modi e le forme che dovrebbero caratterizzarle. Quindi oggi diciamo che si tratta di un Piano che individua soltanto criteri molto generali e senza indicare soprattutto con quali risorse noi dobbiamo attivare la prevenzione in Sardegna. Allora, Assessore, io credo che sia tempo di riempire di contenuti questo Piano; cioè dobbiamo dire realmente cosa vogliamo fare, perché da quanto scritto, oggi, sicuramente non si può dedurre ciò che realmente vuole fare la Sardegna. Allora diciamo che si tratta di un documento di buoni propositi, questo sì, condivisibili anche, però io credo che la gente abbia bisogno di capire in modo concreto che cosa questa Giunta regionale e questa maggioranza vogliono fare per la sanità in Sardegna, soprattutto per un comparto così importante quale quello della prevenzione.

Altro capitolo importante riguarda, appunto, la promozione della salute. C'è tutta una serie di buone raccomandazioni, di buoni propositi, c'è un'analisi abbastanza adeguata e sufficiente dell'attuale situazione della sanità in Sardegna, però anche qui vediamo che si rimanda tutto ai singoli settori di intervento. Allora io non so fino a che punto possa essere importante e fino a che punto possa servire un Piano redatto in questo modo. Noi dobbiamo dire chiaramente in questa fase cosa vogliamo fare e come materialmente e concretamente vogliamo creare prevenzione in Sardegna; da questi dati non si evince tutto ciò.

Noi possiamo tranquillamente dire che questo Piano è una celebrazione dell'importanza della prevenzione. Questo sì. Ci sono tante belle parole, tanti discorsi che riguardano la prevenzione però poi alla fine prevenzione non ce n'è. Io credo che fare prevenzione significhi anche individuare tempi, modi, risorse soprattutto; ma dove sono queste risorse se noi vogliamo fare veramente prevenzione? Tutto questo ci è oscuro, non è previsto nel Piano, ma non mi pare che sia emerso neanche nel dibattito che si è sviluppato e che si sta sviluppando all'interno di quest'Aula. Assessore, al di là dell'analisi e di tutte le giuste considerazioni che si stanno facendo, io credo che, in questa sede, noi dobbiamo dire concretamente cosa vogliamo fare.

Un altro discorso particolare che mi pare qualche altro collega abbia sollevato questa mattina, è quello relativo alla medicina legale. Questa non può essere relegata in un angolo della gestione della sanità, ma deve essere collocata in un ruolo adeguato, che le compete in Sardegna, cosa che non si vede invece da questa proposta di Piano. Io non so che cosa sia emerso questa mattina dal dibattito in Commissione sanità; spero che questa parte, relativa alla medicina legale, abbia avuto la giusta considerazione perché nel Piano è relegata ai margini, è scomparsa quasi completamente. Io credo invece che essa caratterizzi una fase importante del Piano stesso, insieme agli interventi concreti di cui vi parlavo prima, ai quali devono essere indirizzate appunto le risorse. Esse devono essere destinate alla gestione di una buona sanità, ad una buona prevenzione in Sardegna, soprattutto non rimandando a domani, ma indicando gli interventi valutati necessari per attuare questo capitolo importante della sanità in Sardegna. Io credo che sia tempo di dire cose concrete e non di limitarsi a semplici enunciazioni perché non è questo che la gente si aspetta.

In merito poi alle cose che diceva poc'anzi il collega Marracini, devo dire che non sono sorpreso più di tanto perché anche in altre occasioni sono state dette cose che non si dovevano dire nei confronti del Consiglio regionale che, nonostante gli impegni presi dall'Assessore e dal Presidente, mi pare si stiano continuando a ripetere. Allora, in Sardegna ci sono state persone che hanno trattato male la sanità e hanno trattato male tutto il mondo della sanità, che poi si ricorra anche a chiamare da fuori gente che tratta peggio degli altri la sanità non mi pare giusto. Credo che l'Assessore e il Presidente della Giunta regionale debbano davvero prendere provvedimenti seri perché non è assolutamente pensabile che un operatore della sanità, che dovrebbe avere rispetto del Consiglio regionale, rispetto delle istituzioni prima di tutto oltre che della sanità, si esprima in questi termini. Mi auguro che questo non si ripeta più e non mi riferisco soltanto al fatto che si tratta di una persona che è venuta da fuori, perché anche questo è discutibile, ma mi riferisco soprattutto al fatto che questi non sono comportamenti assolutamente accettabili da parte di persone che sono state delegate per fare cose che, lo stiamo vedendo, non stanno facendo.

PRESIDENTE. Abbiamo concluso la discussione generale su questa seconda Parte.

Io prego l'Assessore di verificare questa notizia che riguarda il Direttore generale della ASL 8, che è stata data anche a me. Se i termini sono quelli che ci sono stati riferiti, naturalmente sono molto gravi e penso che l'Assessore e la Giunta debbano assumere provvedimenti anche perché non è la prima volta che questo Direttore generale si lascia andare ad affermazioni poco consone al ruolo che lui riveste.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.

PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, Si esprime parere negativo sugli emendamenti numero 164, 165, 169, 76, 328; viene accolto l'emendamento numero 331. Si esprime ancora parere negativo sugli emendamenti numero 344, 160, 327, 323, 324, 325 e 326. Sull'emendamento numero 161 si esprime parere negativo, verrà sostituito da un emendamento orale al testo che eventualmente poi esprimerò dopo, così parere negativo anche sul "162"; mentre positivo è il parere sul "163" e negativo sul "329". Si invita al ritiro dell'emendamento numero 197. Parere negativo sull'emendamento numero 330, parere positivo sul "332"; parere negativo sugli emendamenti numero 166, 333 e 335. Gli emendamenti numero 334 e 168 sono accolti parzialmente. Parere negativo sugli emendamenti numero 336, 167, 337, 338, 345, 346, 340, 341, 342, e 343; parere positivo sull'emendamento numero 339.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Si esprime parere conforme, con la richiesta di sospendere l'emendamento numero 329 che riguarda il ruolo che deve avere la medicina legale necroscopica sulla quale è in corso un approfondimento, tenuto conto anche degli accordi che avevamo in qualche modo definito in sede di Commissione e sul quale ci riserviamo subito dopo di dare indicazioni per quanto riguarda la Giunta.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 164.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, esprimo il voto a favore dell'emendamento numero 164 con il quale si chiede la soppressione di una parte del Capitolo I "Prevenzione", esattamente della parte "Legame ambiente-salute". Assessore, quando in un Piano si vuol coniugare l'ambiente con la salute bisogna anche dotarsi degli strumenti per poterlo fare. Strumenti che permettano di esercitare le funzioni, di avere quindi una struttura, un organico che provveda a esercitare il ruolo ma soprattutto bisogna avere le risorse economiche necessarie. Quando ci si ostina a dire che le AA.SS.LL. devono svolgere il ruolo della tutela della salute andando ad agire sull'ambiente e quindi sulla prevenzione ambientale, vorrei sapere in che termini, quando, come, con chi e in quali ambiti queste funzioni devono essere esercitate, tenendo anche presente che, nella legge sull'istituzione dell'ARPAS, sono state demandate alle aziende AA.SS.LL. tutte quelle funzioni ambientali che l'ARPAS non è in grado di svolgere.

Dette queste cose, vorrei sapere se non si debba considerare pleonastico e pletorico inserire nel Piano la tutela dell'ambiente senza indicare il come, il perché e il quando. Allora io non posso condividere il parere, che è stato espresso dal relatore di maggioranza ma confermato dall'Assessore, secondo il quale si vuole lasciare, dentro l'ambito del Dipartimento di prevenzione, il legame ambiente-salute, quando si sta negando, in pratica, con i fatti, che questo esercizio possa avvenire. Sinceramente sono strabiliato, sarà l'ora postprandiale, sarà che sinceramente anche l'intervallo e le interlocuzioni che ci sono state non sono servite, ma qui si sta parlando tra sordi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io esprimo il voto a favore dell'emendamento numero 164. E' un emendamento di forte buonsenso, come ha sottolineato il collega Contu, poiché tutti quanti condividiamo l'esigenza di avere in Sardegna la miglior qualificazione possibile dell'ambiente che sia anche il miglior viatico possibile per la garanzia che non ci siano rischi di salute collegati a tossicità ambientali. Però, signori, bisogna anche intenderci su qual è lo strumento, nel senso che questo Consiglio regionale ha licenziato una legge all'interno della quale si prescrive il funzionamento dell'ARPAS, credo almeno un anno fa, e ad oggi non sappiamo quali siano state le azioni di competenza che l'ARPAS ha fatto e in tutto il Piano regionale ricorre assai raramente, forse mai, il termine ARPAS; è suggerito in qualche nostro emendamento ma non ha avuto accoglienza, quasi che non ci fosse nessun raccordo tra ciò che fanno le AA.SS.LL. in materia di prevenzione ambientale e di tutela della salute e ciò che deve fare l'ARPAS.

Insomma questo emendamento è sicuramente un emendamento che meriterebbe attenzione almeno quanto la denuncia che ha fatto il collega Marracini, che ha riferito delle cose in quest'Aula di una gravità inaudita tanto più dette da un consigliere di maggioranza, bene ha fatto il Presidente del Consiglio a raccoglierle. Io credo che la dignità di questo Consiglio regionale, che sta discutendo da giorni di Piano sanitario levando ore alla famiglia, levando ore ad altre attività della politica, levando tempo nell'interesse generale a cose che ciascuno di noi avrebbe ben volentieri fatto altrove, non meriti certo commenti di scherno e derisione che fanno il paio con commenti per i quali sono state già chieste le scuse da parte di questo Consiglio regionale ed è stata promessa la censura qualora fossero state vere da parte del presidente Soru.

Le scuse sono arrivate, perché le scuse sono arrivate in Commissione ma le scuse, noi cattolici sappiamo, Assessore, presuppongono il pentimento e l'impegno a non commettere più, mentre se non c'è né pentimento e né impegno a non commettere più, le scuse non servono più, nel senso che questo Consiglio regionale non può essere offeso da nessuno e non è neanche suo interesse che ci siano persone in giro che lo offendono perché poi cambia il clima in cui si discutono i provvedimenti. Quindi io voglio sapere se le cose dette dal collega Marracini sono vere e, se sono vere, sono di una gravità inaudita o, se non sono vere, allora il collega Marracini è un bugiardo o è male informato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io voterò a favore dell'emendamento soppressivo numero 164 proprio perché l'intendimento relativo all'emendamento è di eliminare una forte ipocrisia contenuta, a mio giudizio, nella prima parte di questa presentazione. L'ipocrisia è presto detta, è riferita al fatto che di politiche di tutela ambientale (in relazione naturalmente alla salute delle persone) non se ne fa cenno; se non un proclama iniziale, non se ne fa cenno. Non vi è assolutamente alcuna indicazione dentro il Piano sanitario regionale che sia riferita ad esempio a un problema grossissimo che abbiamo in Sardegna, e anche noi consiglieri regionali in questo momento qui all'interno, è il problema dell'esposizione al gas "radon", gas radioattivo; dentro gli ambienti, come in questo caso, abbiamo dosi che sono superiori di decine di volte alla soglia minima consentita e che espone la Sardegna ad un livello di radioattività ambientale elevatissimo.

Se l'Assessore avesse potuto prendere in osservazione uno studio fatto in 170 plessi scolastici della Sardegna avrebbe potuto constatare che il nostro livello di esposizione relativa al gas "radon" è di tale tasso elevato da farci davvero preoccupare, tanto più che la questione è riferita soprattutto ad ambienti diciamo anche chiusi ma relativamente legati al problema cosiddetto geologico; quindi noi, che abbiamo qui in Sardegna molta ricchezza di graniti e di materiali capaci appunto di produrre il gas "radon", evidentemente siamo ancora più esposti. Tengo a riferire naturalmente la complessità relativa all'associazione del gas "radon" con il problema del tumore polmonare, per capire che l'incidenza elevatissima che noi abbiamo del cancro polmonare è sicuramente riferito, essendo il secondo fattore individuato, a questo problema.

Ecco, non si fa menzione di questo come non si fa menzione della tutela dell'ambiente dal problema dei campi elettromagnetici, non si fa menzione della tutela per i gas di emissione, che assai spesso lei stessa, Assessore, ha potuto riferire...

PRESIDENTE. Onorevole Pisano, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AMADU (U.D.C.). Signor Presidente, colleghe e colleghi, credo che, mentre prosegue l'attento esame di questo cosiddetto Piano che noi contestiamo sia nel metodo sia nei contenuti, emergano quelle lacune, emergano quei vuoti, emergano quelle potenzialità che evidentemente la Giunta regionale e le forze della maggioranza avevano ad esso attribuito e, mentre preannuncio chiaramente anch'io il mio voto favorevole all'emendamento in esame, non sfugge a nessuno, tantomeno a noi naturalmente, la valenza di questa nostra iniziativa. Non deve esserle data un giudizio negativo piuttosto deve assumere connotati di positività.

Noi diciamo che non possiamo continuare con le grida manzoniane senza che ci siano riscontri in termini di operatività e di concrete iniziative che diano il senso e il segno preciso di una disposizione agganciata alla realtà per giungere alla soluzione di un problema di così grande importanza che invece viene solo enunciato. Viene qualche volta da pensare che, più che davanti a un atto di alta amministrazione, siamo davanti ad un atto di approfondimento scolastico o universitario fine a se stesso senza agganci con la realtà. Questo mi preoccupa personalmente, ci preoccupa, Assessore, perché non c'è il riferimento preciso. Certo noi possiamo dire che ci sono vari enti, altre realtà che dovrebbero essere occupate in questo però il Piano, se non è agganciato alla realtà, diventa una sorta di dispensa universitaria o di studi superiori chiaramente non più efficace per la finalità che evidentemente questo tipo di normativa si pone.

Allora dobbiamo in qualche modo rimediare, io chiedo ai colleghi della maggioranza di intervenire per chiarire, con precise indicazioni, se eventualmente ci sono le sinergie in termini normativi, concreti e di operatività. Chiedo anche all'Assessore di darci delle delucidazioni per evitare di continuare ad intervenire per cercare di convincervi di cose che sono palesi e chiare per le quali evidentemente non ci sono le risposte adeguate che noi chiediamo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, voterò a favore di questo emendamento. Mi vorrei soffermare, in questo intervento, su questo emendamento e sugli emendamenti a venire. La prevenzione è una parte determinante del Piano sanitario regionale per ciò che comporta. Ritengo che la prevenzione si possa riassumere in quattro capitoli importanti, che sono appunto: la prevenzione, la promozione della salute, la salute e la sicurezza degli ambienti di lavoro e la sanità veterinaria. Queste sei pagine non danno nessuna risposta a questi quattro grandi capitoli della prevenzione.

In modo particolare, devo dire che questi emendamenti sono l'arricchimento di un Capitolo che non è stato adeguatamente sviluppato. Dico questo perché, dietro lo studio della prevenzione e la programmazione della prevenzione, si nasconde la reale conoscenza della situazione sanitaria locale. Già alcuni colleghi hanno fatto l'esempio del randagismo, dell'echinococcosi, che scompare, non è tenuta presente come realtà tipica e caratteristica della nostra Regione. Questo è uno di quei capitoli che si può trasportare in qualsiasi altro tipo di proposta di Piano sanitario regionale. Ma, come abbiamo visto, la specificità è una cosa che manca in questo Piano e viene arricchita dagli emendamenti della minoranza. Gli emendamenti costringono a parlare di specificità, ad entrare a fondo sul sistema della prevenzione e a stendere e ad attirare la vostra attenzione sui problemi specifici della Sardegna.

Un problema specifico della Sardegna è il dottor Gumirato, non nuovo ad esternazioni su questo Consiglio regionale, non nuovo a richiami del Presidente del Consiglio sulla negazione di accesso agli atti, non nuovo ad etichettare il Consiglio regionale nei modi più folkloristici possibili, che sono stati ereditati anche da altri esponenti della Giunta, magari dallo stesso Assessore, nella definizione della Commissione sanità. In altre sedi, in altri luoghi, la Commissione è stata etichettata come oggetto scomodo ed insignificante per la stesura del Piano sanitario regionale. Lo dico qua, pubblicamente, nel Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, in riferimento al lavoro che stiamo svolgendo in maniera, diciamo così, non ufficiale con i componenti della Commissione più qualcun altro, diciamo che è un lavoro estremamente utile. Io stesso avevo proposto in Aula, qualche giorno fa, un'interlocuzione diretta fra chi ha presentato l'emendamento e uno dei relatori di maggioranza di questo Piano, proprio per evitare quegli atteggiamenti che voi avete sempre definito ostruzionistici, che però ci trovavano quasi costretti a continuare a spiegare le stesse cose, fino ad avere una risposta.

Certamente la discussione che è stata spostata in Commissione sta consentendo perlomeno di alleggerire notevolmente la grossa mole di lavoro e di avere un'interlocuzione ed un confronto certamente più utili. E' successo così anche stamattina per questo capitolo e per il paragrafo della prevenzione, è chiaro che purtroppo non ci troviamo d'accordo su tutto; è difficile in tempi così ristretti trovarsi d'accordo su argomenti importanti, del resto non si può nemmeno sottovalutare il fatto che molti emendamenti, presentati dall'opposizione, sono certamente serviti a migliorare anche il paragrafo della prevenzione, mi riferisco al randagismo… Io non so se posso continuare a parlare…

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Pisu, non vorremmo disturbare! Se vi disturbiamo, tacciamo un attimo! Grazie.

LICANDRO (F.I.). No, posso parlare anche più piano, così si sentono meglio!

Dicevo che, anche per un paragrafo così importante come la prevenzione, e io da operatore della sanità certamente non ho bisogno che qualcuno mi spieghi qual è l'importanza della prevenzione, siamo riusciti ad integrare, con molta umiltà ma anche con determinazione, quelle parti del Piano che erano carenti. Ad esempio, per quanto riguarda il randagismo, so che un nostro emendamento è stato accettato. Per tornare a questo emendamento specifico, voterò a favore di questo emendamento, perché non si capisce, senza un servizio apposito, come si possano accettare soltanto delle considerazioni di carattere generale. L'ho detto anche stamattina, nella discussione generale, noi sappiamo e ci rendiamo perfettamente conto che una valutazione molto attenta fra salute ed ambiente può essere promossa a parole, ma può essere promossa anche con i fatti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Intanto, intervengo per dire che voterò contro l'emendamento soppressivo di questo capitolo perché noi, come Rifondazione Comunista, riteniamo questo capitolo, un capitolo assolutamente rilevante, perché va nella direzione in cui, più di ogni altra, deve essere potenziata l'azione dell'amministrazione a favore della salute del cittadino, cioè verso la direzione della prevenzione. Il legame tra un ambiente sano e conseguentemente una salute più diffusa, più tutelata, delle popolazioni è un legame sicuramente strettissimo, per questa ragione noi riteniamo che questo capitolo abbia tutto il suo senso all'interno del Piano sanitario regionale.

Ciò detto, anche a rischio di essere in qualche misura ripreso, ma non credo che questo sia diciamo auspicabile, le notizie che ci sono pervenute, devo dire da diverse fonti, circa un comportamento oltraggioso nei confronti del Consiglio regionale da parte di funzionari dirigenti di questa amministrazione pubblica, non solo ci lascia esterrefatti, ma ci preoccupa, perché non è un fatto isolato. Non è un fatto isolato! E' un fatto ricorrente, in modo tale da far supporre una strategia che abbia come obiettivo l'abbattimento della rappresentanza popolare nelle sedi parlamentari e, in questo caso, nel Consiglio regionale. Cose di questo genere sono state il preludio di situazioni di costruzione di regimi autoritari, quando chiunque ritiene di avere titolo per censurare questo o quel consigliere regionale, ma soprattutto per censurare il Consiglio in quanto tale. Credo che una situazione del genere abbia la necessità di un'immediata spiegazione, e se ci sono elementi che confermano in tutto questi episodi, chiedo un intervento, diretto ed immediato, della Giunta per la rimozione dei colpevoli.

PRESIDENTE. Io darei la parola all'Assessore, così evitiamo magari di ripeterci su questo argomento che abbiamo già stigmatizzato.

Ha domandato di parlare l'Assessoredell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Io colgo ovviamente l'invito del Presidente del Consiglio ad accertare quali sono stati i fatti che hanno coinvolto, non so in quale momento, il dottor Gumirato, a riferirli tempestivamente e, se saranno accertati, a prendere le conseguenti decisioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Signor Presidente, inizio col dire che voterò a favore dell'emendamento numero 164 e mi chiedo anche come mai i colleghi della maggioranza abbiano accettato questo sub paragrafo, dopo che ci sono state, neanche un mese fa o un mese e mezzo fa, tutte le polemiche riguardanti il bando per la concessione delle ex miniere, o comunque delle zone minerarie della Sardegna, per attività di tipo turistico. Io leggo qui: "In particolare in Sardegna si registrano numerose aree a forte pressione ambientale, per la presenza di insediamenti industriali chimici, petrolchimici e metallurgici (Portoscuso-Portovesme, Macchiareddu, Porto Torres, Sarroch e Ottana), di siti minerari dismessi (Guspinese, Sulcis Iglesiente)…"; queste sono aree interessate a quel bando. Io mi chiedo come mai ci preoccupiamo in questo periodo di approvare un paragrafo così importante, quando i sardi convivono in queste aree, con questi rischi ambientali, da decenni. Se è possibile chiedo anche una risposta da parte dell'Assessore, altrimenti chiedo ai colleghi della maggioranza di fare almeno una riflessione.

Mi associo anch'io alle lamentele sulle dichiarazioni del direttore generale di Cagliari, dottor Gumirato, chiedendo che al più presto queste ultime siano accertate.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Presidente, Assessore e colleghi, mi trovo per più motivi invitato a parlare. Intanto ho evitato in un primo momento di intervenire in discussione generale su questo Piano, relativamente al quale non riesco a capire chi abbia elaborato questa parte, sicuramente chi ha scritto questo Piano, quando lo ha scritto, non si riferiva alla Sardegna. Si dimentica, per esempio, in questo settore che manca un Osservatorio epidemiologico nella nostra isola, oppure prevede l'eradicazione della tubercolosi bovina, della brucellosi bovina e ovicaprina, per le quali in Sardegna notoriamente è stato fatto un Piano di eradicazione che è già stato portato a termine. Tra l'altro, nel Piano, l'avevamo introdotta noi, è stato anche ricordato in Commissione, è stata prevista un'azione di controllo a livello di porti per impedire l'arrivo di queste patologie che infestano la nostra Isola.

Comunque anch'io mi trovo a sparare, come tutto il resto del Consiglio, su queste dichiarazioni che, se fossero vere, sarebbero assolutamente di una gravità inaudita. Tanto ormai sparare sul Consiglio è diventato lo sport in Sardegna, il buon esempio l'ha dato il Presidente della Giunta, è chiaro che le emanazioni della Giunta seguono a ruota e si sentono libere di dire qualunque cosa. Bene ha fatto il Presidente del Consiglio, per una volta, a parlare di provvedimenti seri, se queste affermazioni fossero accertate. Tant'è.

Voglio entrare nello specifico dell'emendamento, che prevede appunto la rimozione di una parte del paragrafo per quanto riguarda gli obiettivi di sistema, riguardanti il distretto, l'attività dell'igiene e dell'ambiente. Se non è previsto un servizio ad hoc che vigili sulla realizzazione degli obiettivi (qualcuno dice che dovrebbero far parte dei compiti istituzionali dell'ARPAS, ma l'ARPAS non se ne occupa perché nella legge istitutiva questi compiti non le vengono attribuiti e ce li rimanda indietro), chi se deve occupare? E' chiaro che un emendamento di questo tenore soppressivo ha un valore provocatorio: non è possibile infatti che vada in porto un Piano di questo tipo che prevede dei compiti senza specificare l'esistenza di un servizio che li debba assolvere. E' assolutamente impossibile, improponibile e impensabile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, io voterò a favore di questo emendamento. Non sarei intervenuto se non avessi ascoltato attentamente ciò che ha dichiarato il collega Uras, siccome i nostri interventi restano agli atti, riporto ciò che il collega Uras ha detto, cioè che lui non era favorevole a questo emendamento che sopprimeva la prevenzione; probabilmente si è sbagliato nell'esporre ciò che voleva dire, nessuno di noi è contrario alla prevenzione, anzi noi abbiamo sempre sollecitato maggiore interesse verso la prevenzione. Questa Giunta, che è in carica già da due anni e mezzo, inizia il paragrafo dicendo che in Sardegna la situazione della prevenzione è gravemente carente. Ma se è carente, è anche colpa vostra, Assessore. Cosa avete fatto in due anni e mezzo per questo settore? Sicuramente poco o niente. Vi siete preoccupati di altro.

Tra i signori, che sparano a zero sul Consiglio, c'è soprattutto questo direttore generale a cui faccio un minimo accenno, Assessore. E' il suo uomo di fiducia, è quello che lavora mattina, sera e notte in Assessorato. Assessore, se deve andare via il direttore generale Gumirato, bene farebbe a dimettersi anche lei, Assessore, perché è una sua emanazione. Bene farebbe a dimettersi anche lei, Assessore! Sicuramente, il dottor Gumirato, che spara contro il Consiglio regionale, e non è la prima volta, che spende e spande in Sardegna, abbiamo evidenziato già in più occasioni in quest'Aula le spese sostenute da questo signore per le cene fuori, con i suoi consulenti, in giro con le macchine dell'azienda, ebbene, questo signore deve lasciare la Sardegna, ma io mi auguro che molto presto la lasci anche lei, Assessore. Veramente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Noi voteremo a favore dell'emendamento perché condividiamo il suo contenuto e perché è un po' una provocazione. Il legame ambiente-salute è chiaro che rientra tra le cose più importanti della sanità, pertanto noi non riteniamo opportuno che se ne parli soltanto, ma che si attivi veramente. Non vorremmo che si producesse carta (così come si è prodotta carta quando abbiamo creato l'ARPAS, che mi pare non stia assolutamente funzionando) anche adesso con l'approvazione di questo Piano. Altra carta, perché, come dicevo prima, è troppo vago e non si capisce bene cosa si vuole fare e quali sono i suoi contenuti veri. Assessore, io ho letto e riletto adesso, in questo spazio di tempo, il capitolo; non faccio parte della Commissione sanità, però dai contenuti del Piano non si capisce davvero bene chi deve fare la prevenzione e chi deve fare la promozione della prevenzione.

Credo che, all'interno del Piano, si sarebbe dovuto specificare meglio che cosa vuole fare effettivamente la Regione sarda per quanto riguarda la prevenzione; però, siccome questo capitolo parla anche dell'assistenza veterinaria, Assessore, io le volevo fare un ragionamento riguardante l'attuale assistenza veterinaria in Sardegna. Oggi ormai i medici veterinari della ASL non vanno più nelle campagne a seguire le aziende; se un allevatore ha bisogno di un intervento da un veterinario, perché ha l'allevamento affetto da una qualsiasi epizoozia, si deve rivolgere ad un veterinario privato perché, all'interno della ASL, non ci sono veterinari che vanno a seguire i problemi delle aziende.

Ecco, esiste una norma specifica che, secondo me, va rivista, non è pensabile che oggi le decine di veterinari che ci sono in tutti i distretti sanitari facciano soltanto ed esclusivamente lavoro di ufficio e non si rechino nelle campagne. Bisognerebbe rivedere il ruolo dei veterinari, perché io credo che, come una volta, questi devono andare nelle campagne a seguire le aziende, cosa che adesso non stanno facendo più.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, come comprimario del talk show, anche io voglio intervenire su questo aspetto così inquietante che il collega Marracini ha opportunamente sollevato in Aula e sul quale alcuni colleghi dell'opposizione e anche della maggioranza sono già intervenuti, ma sulla cui gravità, francamente, io mi attenderei un intervento anche da parte dell'Assessore, in quanto effettivamente è assolutamente non ipotizzabile che, qualora questo episodio fosse realmente accaduto, il Consiglio regionale si limitasse ad una censura, ad una lamentela senza vederci più chiaro e senza approfondirlo. Così come mi sembra francamente assurdo il disinteresse ostentato dalla signora Dirindin nei confronti di quanto accaduto, se accaduto. Io non chiedo le dimissioni dell'assessore Dirindin, io anzi voglio fare, se mi degna della sua attenzione, un atto di fiducia nei confronti dell'assessore Dirindin, cioè sia lei, Assessore, sia lei a chiarire quanto accaduto, se accaduto; ci faccia sapere immediatamente se il manager della ASL ha effettivamente usato la definizione "talk show".

Non faccia così, prenda il telefono e lo chiami! Allora io, signor Presidente del Consiglio regionale, Presidente, Presidente, io chiedo a lei, signor Presidente, di sospendere momentaneamente i lavori del Consiglio per consentire all'assessore Dirindin di verificare e di riferirci se questo episodio è realmente accaduto oppure no e di riprendere il lavoro, con maggiore serenità, soltanto dopo che il Consiglio regionale sia stato reso edotto di quanto effettivamente accaduto. La ringrazio, signor Presidente, e le chiedo di farsi garante di quanto richiesto.

PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, io penso che la sua richiesta non sia accoglibile. Mi faccio garante delle cose che ho detto, quando ho parlato di questo argomento; aspetto che l'Assessore faccia, così come dichiarato, le verifiche che è necessario fare, e assuma, l'Assessore, il provvedimento opportuno, riferendo al Consiglio quale provvedimento intenda assumere. Non penso che dobbiamo sospendere il nostro lavoro, il lavoro prosegue perché è giusto che prosegua.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Io, sinceramente, non riesco a capire che cosa stia succedendo questo pomeriggio. Ogni fatto viene utilizzato per venir meno agli impegni e per venir meno ad esercitare le funzioni per le quali siamo stati chiamati a questo ruolo. Noi stamane non abbiamo lavorato in Consiglio perché la Commissione era impegnata per consentire un'accelerazione dei lavori, invece veniamo in Consiglio e su un emendamento, già oggetto di esame della Commissione, sul quale non c'è accordo, ci sono dieci o dodici dichiarazioni di voto, il che significa che andare in Commissione per trovare sintesi e dibattere veramente il Piano per poi andare avanti svolgendo la nostra funzione, è semplicemente un modo per prendere tempo e per continuare ad allungare, in modo incomprensibile, questo lungo dibattito del Consiglio regionale.

Così come è incomprensibile che ogni altro elemento venga utilizzato a questo scopo, anche sul fatto denunciato da Marracini, solo quando sarà accertato, io farò il mio commento e dirò all'Assessore di assumere le sue decisioni, perché credo che il diritto di difesa vada garantito a tutti, prima occorre accertare se un fatto che viene denunciato sia vero e dopo, come ha chiesto il Presidente del Consiglio a nome di tutti, si potranno valutare le eventuali azioni successive. Ma non utilizziamo questo argomento per non andare avanti rispetto agli impegni che abbiamo assunto!

Il Consiglio si difende non solo gridando contro Gumirato o contro chiunque altro lo offende, si difende anche andando avanti, esitando il Piano sanitario, svolgendo la nostra funzione e non utilizzando tutti gli argomenti per parlare d'altro, c'è stata un'istruttoria durante la quale si sono trovati i punti di caduta, su quelli andiamo avanti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Serra per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SERRA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, intervengo per dire che voterò contro questo emendamento. Entrando nel merito, ritengo che sia giusto votare contro emendamenti di questo genere, dove si tende a sopprimere interi paragrafi senza discutere in Aula di quello di cui si deve esattamente discutere. Quindi è proprio il tipo di emendamento che io non condivido.

Sull'altra questione, io volevo dire prima di tutto che io non intervengo in continuazione in questo Consiglio perché ritengo che si possa fare il dovere di consigliere anche senza intervenire su tutti gli emendamenti e su tutte le singole questioni, che vengono poste. Credo che nessuno di noi sia in grado di poter fare una cosa di questo genere,cioè intervenire su tutte le singole questioni.

Sul punto che è venuto fuori in questo momento, voglio dire semplicemente che non sono assolutamente d'accordo, ovviamente, su quello che sembra aver fatto il direttore della ASL 8; se è vero quello che è stato detto, occorre assolutamente prendere provvedimenti, però ritengo anche che si debba intervenire, in questa Aula, per dire che non possiamo prestarci a nessun tipo di strumentalizzazione. L'Assessore ha risposto in questi termini e io sono d'accordo con quello che ha detto; ribadisco che l'Assessore deve prendere queste decisioni, però non ritengo che si debba aggiungere nient'altro a quello che è stato detto e a quello che è stato fatto. Le strumentalizzazioni sono sempre strumentalizzazioni e ciascuno di noi ha anche il dovere di intervenirvi contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Presidente, intervengo brevemente, stimolato a ciò dall'intervento dell'onorevole Marrocu nonostante avessi detto che non avevo nessuna intenzione di parlare in questa fase dei lavori, però sono stato spinto a parlare dalla risposta ricevuta in seguito ai contatti avuti coi colleghi per gli emendamenti concordati in Commissione. Non c'è stata una risposta sulla richiesta del servizio di medicina legale nelle AA.SS.LL., finché questa risposta non esiste, essendo l'argomento serio e importante, mi ritengo libero da ogni impegno, libero di parlare su tutti gli emendamenti, di esprimere dichiarazioni di voto e quant'altro. Credo che, come me, molti altri colleghi del centrodestra, in attesa di questa risposta, si sentano liberi e svincolati da ogni impegno.

PRESIDENTE. Naturalmente fate come ritenete. Penso che non dobbiamo attendere niente, perché non è possibile che il Consiglio regionale si blocchi per qualunque cosa succeda fuori, più o meno grave che sia. Quindi, il Consiglio prosegue e l'Assessore farà quello che abbiamo chiesto che faccia.

(Interruzione del consigliere Liori)

PRESIDENTE. Accordi o non accordi. Ripeto, questo è un altro fatto. Noi proseguiamo nel lavoro.

(Interruzione del consigliere Contu)

PRESIDENTE. Onorevole Contu, lei è già intervenuto per dichiarazione di voto, quindi non le posso dare la parola.

CONTU (F.I.). Deve darmela sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ma non è possibile! Insomma, stiamo disordinando i lavori, l'ordine dei lavori è che continuiamo a rendere dichiarazioni di voto.

CONTU (F.I.). Lei non può dare la parola all'onorevole Marrocu e a me no.

PRESIDENTE. No, l'onorevole Marrocu è intervenuto per dichiarazione di voto. Onorevole Contu, per piacere, le chiedo scusa, mi consenta di dirigere l'Aula al meglio.

Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Signor Presidente, lei rappresenta tutti e, adesso, ce l'ha dimostrato. Noi abbiamo chiesto una sospensione per assecondare la richiesta del collega Marrocu. Sarebbero bastati due minuti per verificare la veridicità di quanto detto dall'onorevole Marracini (che è un collega di quest'Aula parlamentare eletto dal popolo sardo) e tutto sarebbe già risolto evitando tante discussioni inutili. Ieri abbiamo approvato la metà del Piano in due ore, dando disponibilità a rimanere oltre l'orario previsto, la volontà è di proseguire con i ritmi che ci siamo dati, però desideriamo avere chiarimenti sulle affermazioni del dottor Gumirato (che io non conosco personalmente ma suppongo sia una persona seria e bravissima nel suo mestiere) che mi darebbero fastidio, se vere, da parlamentare regionale.

Collegandomi al discorso del collega Marrocu, ricordo che dodici interventi (di cui quattro della maggioranza) hanno chiesto chiarimenti possibilmente entro il 14 gennaio. Non conosco i medici che erano presenti a quella riunione e che hanno sollevato il problema per portarlo poi in quest'Aula parlamentare, sta di fatto che una smentita in tempi rapidi ci permetterebbe di riprendere i lavori in modo serio e veloce, come abbiamo fatto ieri sera. Non ci stiamo tirando indietro rispetto agli accordi presi. Noi rispettiamo il lavoro serio compiuto dalla Commissione; però, per affermare la nostra esistenza, gradiremmo una minima risposta a un problema sollevato in quest'Aula.

Come ha detto il collega Uras, vorrei sapere qualcosa, ma non perché ce l'abbia con qualcuno in particolare. Il problema è stato sollevato da diversi esponenti, rappresentanti di partiti politici qua dentro, e un minimo di considerazione, non di indifferenza, almeno il rispetto formale spetta a quest'Aula parlamentare, che rappresenta ed elegge coloro che poi nominano le persone in quegli enti per amministrarci.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). La dichiarazione di voto è conforme a quella dei miei colleghi dell'opposizione, è quindi favorevole. Vorrei fornire,riguardo a quanto detto dall'onorevole Marrocu, un chiarimento che credo utile alla discussione. Noi stiamo utilizzando un metodo di lavoro che abbiamo ritenuto conveniente per affrontare meglio nel merito le questioni e per dare al lavoro dell'Aula una maggiore snellezza. Quindi, nel metodo continua ad esservi da parte nostra una disponibilità a proseguire ragionevolmente per affrontare tutte le questioni che sono contenute nel testo del Piano e negli emendamenti proposti dall'opposizione che, di fatto, costituiscono quasi una controproposta, di fronte a cui la maggioranza in alcuni casi è attenta, e in altri casi, pur essendo attenta, non condivide le proposte. Ma, tra alcune questioni fondamentali, vi è quella sollevata dai nostri colleghi che l'hanno seguita anche in Commissione, cioè l'istituzione dei servizi di medicina legale nelle AA.SS.LL. Essa costituisce un punto di interesse generale, non una questione particolare da risolvere, un contenuto di interesse obiettivo, complessivo e generale che riteniamo qualificante di questo Piano.

Allora, non è che basta soltanto incontrarsi, onorevole Marrocu, in Commissione, per risolvere il problema. Se in questo lavoro di approfondimento in Commissione, di fronte a proposte significative, chiare, di interesse comune, non c'è neanche una risposta, è chiaro che poi il lavoro dell'Aula si ingarbuglia. Quindi, vi chiediamo di esprimervi bene su questo argomento che è qualificante per il Piano.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 164. E' stata richiesta la votazione elettronica dal consigliere La Spisa. Prego i colleghi di prendere posto.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 164.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Uggias e Caligaris hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Biancareddu - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Floris Vincenzo - La Spisa - Ladu - Licandro - Liori - Milia - Petrini - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanciu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Davoli - Fadda - Gessa - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 63

Votanti 62

Astenuto 1

Maggioranza 32

Favorevoli 22

Contrari 40

(Il Consiglio non approva)

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, volevo chiedere la possibilità di una pausa di cinque minuti dei lavori, stando in Aula, per la verifica di alcuni emendamenti su cui non c'è una certezza di definizione del parere.

PRESIDENTE. Sospendo i lavori. Riprendiamo alle ore 17 e 05.

(La seduta, sospesa alle ore 17, viene ripresa alle ore 17 e 13.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori con la votazione dell'emendamento numero 165.

(Interruzione del consigliere Mario Floris)

PRESIDENTE. Onorevole Mario Floris, su che cosa intende parlare?

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Sul Regolamento.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris sul Regolamento. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, di fronte alle gravi affermazioni fatte da un consigliere regionale, lei si è rivolto alla Presidenza della Giunta perché l'Assessore o il Presidente accertino i fatti gravissimi denunciati in questa Aula ed eventualmente informino questo Consiglio regionale. Io credo che chi deve garantire e tutelare le funzioni e le prerogative del Consiglio regionale e dei consiglieri non sia la Giunta regionale ma sia il Presidente del Consiglio regionale. Se queste affermazioni fossero vere, si tratterebbe di un grave oltraggio nei confronti di questa Istituzione, siccome c'è la recidiva, io credo che sia il Presidente del Consiglio regionale a fare in modo che avvenga un accertamento rapido sulle denunce fatte e poi sia egli stesso ad informare gli organi di questo Consiglio.

PRESIDENTE. Onorevole Floris, andrà così. E' evidente che essendo il direttore generale nominato dalla Giunta, la Giunta deve al Consiglio regionale fornire tutte le spiegazioni e, come ha detto lei, il Consiglio regionale, attraverso il suo Presidente, sarà puntualmente informato e chiederemo alla Giunta di assumere conseguenti provvedimenti a seconda della veridicità o meno delle affermazioni che abbiamo sentito qui. Quindi sono d'accordo e penso che sia questa la procedura che dobbiamo usare e che useremo.

Continuazione della discussione delle partizioni del testo unificato "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. 11/A e Doc. 11 bis/A) del documento: "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11/A) e del documento: "Integrazione al Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11 bis/A)

PRESIDENTE. Torniamo, se ci riusciamo, al nostro lavoro e all'emendamento numero 165.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, non tornerò sull'argomento. Io voterò a favore dell'emendamento numero 165 anche perché non è un semplice soppressivo parziale. Credo che la lettura del sub paragrafo "Igiene e Sanità pubblica", soprattutto nel primo periodo, dia l'idea di quanto sia restrittivo quanto riportato nel Piano in cui si dice che: "Il principale obiettivo del Servizio di Igiene e Sanità pubblica è la lotta alle malattie infettive e diffusive.". E' talmente restrittiva questa parte che basterebbe leggersi quali sono gli obiettivi, definiti soltanto dai livelli essenziali di assistenza sanitaria, per rendersi conto di quanto sia restrittiva questa definizione. Soltanto i LEA potrebbero servire per aprire la mente a chi ha scritto questo paragrafo.

Colgo l'occasione anche, Assessore e Presidente, per dissociarmi totalmente dalla richiesta che è stata fatta inopportunamente da qualche collega nel chiedere le dimissioni dell'Assessore della sanità. Non mi associo a questa richiesta anche perché sono stato abituato al "chi troppo vuole, nulla stringe", perciò, una per volta; se noi chiedessimo troppo in questa fase, credo che rischieremmo di non ottenere niente. Bisogna essere cauti nelle richieste, chiederne una per volta e motivarle nel modo giusto. Anche perché, per questo percorso che si sta indicando, credo che, per chi sposa la politica del "tanto peggio, tanto meglio", sia più vantaggioso che le cose continuino a rimanere così, siccome noi non siamo di questa opinione, riteniamo che quanto si debba fare per il dottor Gumirato, come è bene esposto da altri colleghi di maggioranza e di opposizione, debba seguire il suo corso. Forse non c'è neanche bisogno di accertare più di tanto, viste le due recidive a cui si è esposto il direttore dell'Azienda sanitaria numero 8 e a tutti gli atti e alle delibere, che io non ho nessuna difficoltà a definire illeciti, che ha portato avanti in questo ultimo periodo ma, direi, in questi anni.

Per tornare al tema, invece, dell'emendamento, ritengo che sarebbe opportuno, anche se è provocatoria ovviamente la soppressione, che si guardi con maggior attenzione agli emendamenti successivi per cogliere le indicazioni di maggior chiarezza e approfondimento che essi propongono soprattutto in tema di igiene e sanità pubblica.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 165. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 169. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 76.

Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Chiedo la votazione nominale dell'emendamento numero 76.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 76.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Dedoni ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Capelli - Cherchi Oscar - Dedoni - Floris Mario - Liori - Milia - Rassu - Sanciu - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Corda - Davoli - Fadda - Gessa - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pittalis - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Serra - Uggias.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 43

Votanti 42

Astenuto 1

Maggioranza 22

Favorevoli 11

Contrari 31

(Il Consiglio non approva)

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli, sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Prima di proseguire, Presidente, io vorrei porre una domanda al relatore, per quanto riguarda l'emendamento numero 328; mi risulta che ci fosse un accoglimento, però lo abbiamo votato adesso e voi avete votato contro. Noi…

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). No, il "328" è da votare.

CAPELLI (U.D.C.).Scusi Presidente, quale emendamento ha posto in votazione?

PACIFICO (D.S.), relatore. Adesso dobbiamo votare il "328". Abbiamo votato il "76".

PRESIDENTE. Abbiamo votato il "76". Stiamo arrivando al "328".

CAPELLI (U.D.C.). Allora ritiro tutto.

PRESIDENTE. Se procediamo con ordine, evitiamo anche possibili confusioni che ci possono naturalmente essere trattandosi di molti emendamenti.

Metto in votazione l'emendamento numero 328, sul quale è stato espresso parere sfavorevole.

PACIFICO (D.S.), relatore. Favorevole.

PRESIDENTE. Favorevole?

PACIFICO (D.S.), relatore. Sì, favorevole, con una correzione. Posso?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, l'emendamento è accolto soltanto per le prime tre righe, fino alla parola "Regionale".

PRESIDENTE. Va bene. Quindi l'emendamento numero 328 è in votazione fino alle parole "Epidemiologico Regionale".

Metto in votazione l'emendamento numero 328 nel testo così modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 331. L'onorevole Capelli ha chiesto la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 331.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Atzeri - Barracciu - Biancu - Bruno - Calledda - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Fadda - Floris Mario - Floris Vincenzo - Gessa - Lai - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pittalis - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Vargiu.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 48

votanti 47

astenuti 1

maggioranza 24

favorevoli 47

(Il Consiglio approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 344. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione il testo del Capitolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 160. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 327. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 323.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, esprimo il voto a favore di questo emendamento. In realtà mi ero prenotato per il precedente e mi prenoterò per il successivo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 323. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 324.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Io faccio la dichiarazione di voto sugli emendamenti numero 324 e 325 che sono due emendamenti dello stesso tenore; sottolineano un problema che, quando ne abbiamo discusso questa mattina, in realtà è stato considerato meritevole di considerazione pur dando per implicito il ragionamento su di essi. Questi due emendamenti mettono in evidenza l'attuale assenza di un sistema in rete informatico (ma purtroppo anche cartaceo, se ci volessimo accontentare di quello cartaceo) atto a mettere in comunicazione la rete dei medici di famiglia (che dovrebbero essere quelli che raccolgono le informazioni epidemiologiche sul territorio) con la rete che, all'interno di ogni ASL, si occupa di raccogliere i dati epidemiologici e con l'Osservatorio epidemiologico regionale che dovrebbe essere il terminale di tutto questo.

Ovviamente la raccolta di questi dati, oltre che dover avvenire in rete, dovrebbe avvenire con la capacità - da parte di chi raccoglie e mette in comunicazione i dati - di utilizzare gli stessi sistemi informativi; l'ulteriore dramma è che, ad oggi, purtroppo le informazioni vengono trasmesse attraverso canali differenti, attraverso sistemi di processazione informatica differenti, attraverso software differenti e quindi sostanzialmente la raccolta dei dati non è omogenea e non è assolutamente possibile avere un intreccio dei dati che consenta di arrivare ad una valutazione epidemiologica degna di tal nome.

Quindi, comprendo che non sia possibile riuscire a fare in breve un emendamento di sintesi che possa indicare l'importanza del problema, però quanto meno l'Assessore abbia a mente, se non lo conosceva, immagino che lo conoscesse, il problema e quindi tenga presente che, se si vuol far funzionare l'Osservatorio epidemiologico regionale, non è solo necessario potenziare l'Osservatorio, ma è necessario creare quel sistema di rete che raccoglie i dati( e che, ripeto, ancora oggi non funziona) e che deve coinvolgere per forza come terminale i medici di medicina generale.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 324. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 325. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 326. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 161.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, l'emendamento è così sostituito anche nell'inserimento nel testo: alla pagina 50, nell'undicesima riga del secondo capoverso de "Il livello regionale", a seguire le parole " sul fronte dell'offerta", inserire la frase "prevedendo in ogni ASL un ufficio di statistica ed epidemiologia".

PRESIDENTE. Dunque, a pagina 50…

PACIFICO (D.S.), relatore. Pagina 50, undicesima riga de "Il livello regionale", secondo capoverso.

PRESIDENTE. Quindi metto in votazione questa integrazione al testo così come proposto dal relatore. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Pertanto l'emendamento numero 161 decade.

Metto in votazione l'emendamento numero 162, sul quale è stato espresso parere negativo.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Il parere su questo emendamento è favorevole. E' un errore mio.

PRESIDENTE. Allora sul "162" c'è un parere favorevole. Metto in votazione l'emendamento numero 162. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Sul " 163", il parere è favorevole?

PACIFICO (D.S.), relatore. Sì.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 163. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

(Interruzioni dell'assessore Dirindin e del relatore Pacifico)

PRESIDENTE. Onorevole Pacifico, sul "163" io ho il parere favorevole, quindi...

(Interruzione del relatore Pacifico)

PRESIDENTE. Dunque, onorevole Pacifico, io li chiamo indicando il parere così com'è stato espresso, magari lavoriamo un po' più lentamente ma evitando di fare confusione. Allora annulliamo la votazione sull'emendamento numero 162, sul quale era stato dato un parere negativo, così come ho detto all'inizio. Quindi, votiamo l'emendamento numero 162.

CAPELLI (U.D.C.). Scusi, Presidente, probabilmente c'è un'inversione.

PRESIDENTE. E' così, c'è stata un'inversione tra l'emendamento numero 162 e il "163". Quindi, votiamo l'emendamento numero 162 su cui invece esiste parere negativo.

Metto in votazione l'emendamento numero 162. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 163 lo abbiamo approvato. Sull'emendamento numero 329 c'è un parere negativo e l'Assessore ha richiesto una sospensione.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Andiamo avanti, sospendiamo.

PRESIDENTE. Andiamo avanti? Rimane sospeso.

Metto in votazione l'emendamento numero 197. Sull'emendamento numero 197 c'è un parere negativo.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. E' uno degli emendamenti che sono stati oggetto della discussione nella pausa. L'emendamento si può accogliere con alcune correzioni, la dicitura corretta dovrebbe essere la seguente: "Per queste aree con il presente Piano si stabilisce l'avvio di un'indagine che approfondisca l'incidenza di alcune patologie genetiche e tumorali in relazione alla presenza di fattori ambientali o umani presenti in quel territorio". Posso rileggere con calma oppure posso trascriverlo.

PRESIDENTE. Leggo: "Per queste aree con il presente Piano si stabilisce l'avvio di un'indagine che approfondisca l'incidenza di alcune patologie genetiche e tumorali alla presenza di fattori ambientali o umani presenti in quel territorio". Va bene?

Metto in votazione l'emendamento numero 197, nel testo così modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 330, sul quale è stato espresso parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 332, parere favorevole. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 166, parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 333, parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 335, parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 334 è stato accolto parzialmente.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Chiedo che vengano eliminate le parole tra parentesi, per cui la frase risulta "veicoli di contagio di malattie rare di provenienza alimentare".

PRESIDENTE. Si elimina ciò che sta all'interno della parentesi.

Metto in votazione l'emendamento numero 334, nel testo così modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Anche l'emendamento numero 168 è stato accolto parzialmente.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Sono accolti soltanto i due punti iniziali, "Verifica" e poi "Persegue", mentre da "Attivare" è soppresso il testo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 168, i primi due commi. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 336, sul quale è stato espresso parere negativo.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, il parere negativo era stato accompagnato da una raccomandazione che sarebbe utile che il collega"Facis…", Pacifico facesse in Aula... chiedo scusa al collega, abbiamo entrambi diverse ore di lavoro alle spalle ed è normale qualche "acchicchio", direbbe il professor Gessa. Questo emendamento sottolinea come ci siano diversi punti all'interno del Piano, l'abbiamo ricordato anche durante la discussione generale della prevenzione, in cui ci si è dimenticati che è stata approvata una legge che è quella istitutiva dell'ARPAS, per cui non c'è mai né la citazione dell'eventuale competenza concorrente e né la citazione della competenza diretta laddove l'ARPAS l'ha diretta. In questo caso specifico,- stiamo parlando, per intenderci, di attivazione di programma di monitoraggio e controllo sui residui da fitofarmaci sulle acque, sui prodotti dell'agricoltura, di verifica di OGM negli alimenti, sono sicuramente compiti a metà strada se non addirittura più sbilanciati verso l'ARPAS rispetto alle AA.SS.LL.

Quindi, forse sarebbe opportuno che la maggioranza stessa, prima dell'approvazione definitiva del Piano, in sede di raccordo delle varie norme, verificasse i punti in cui c'è una competenza concorrente dell'ARPAS rispetto alle AA.SS.LL. dove è direttamente menzionato che le stesse AA.SS.LL. provvedano - quindi lo si scriva - in collaborazione con l'ARPAS. Questo non è certamente un emendamento da guerra civile, ma è un emendamento che ricorda che non è possibile citare la competenza unica delle AA.SS.LL. laddove sappiamo già che per legge questa non c'è e c'è una competenza concorrente che è svolta dall'Agenzia regionale della protezione dell'ambiente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Per chiedere all'onorevole Vargiu la disponibilità a ritirare l'emendamento sul presupposto che, non appena si riprenderà l'attività nelle Commissioni, sarà opportuno fare una verifica sia dello stato di attuazione dell'Agenzia sia appunto del tipo di raccordo e di collegamento che si andrà a creare su tutta una serie di provvedimenti, primo tra tutti questo.

PRESIDENTE. E' in votazione?

VARGIU (Riformatori Sardi). No, è ritirato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 336 è ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 167, parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 337, parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 338, parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 345, parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 346, parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 339, sul quale è stato espresso parere favorevole.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io voterò a favore dell'emendamento numero 339, perché porta all'attenzione un problema di grande e fondamentale importanza, soprattutto per i comuni, che è quello della lotta al randagismo. Il collega Vargiu, primo firmatario di questo emendamento, credo che nel suo proposito abbia voluto richiamare proprio l'Assessorato dell'igiene e sanità sul problema gravissimo che stanno vivendo in questo momento i vari comuni della Sardegna.

E' bene conoscere, Assessore, a mio giudizio, una situazione ormai diventata insostenibile. Assessore, lei sa che, a fronte di circa seimila cani che noi abbiamo nei cosiddetti canili adottati perché si è riusciti a salvarli da una certezza che è ovviamente la loro morte, l'Assessorato dell'igiene e sanità in questo momento a fronte appunto di questa situazione eroga un contributo totale ai comuni di 600.000 euro, quindi appena un contributo diciamo mediamente di 100 euro per capo che vive appunto in questa situazione nei vari canili.

A fronte di questo invece il costo oggi per tenere un cane in un canile è esattamente dai 3 ai 5 euro giornalieri, questo significa che diventa purtroppo una disgrazia per i comuni dover tenere dei cani, ai quali naturalmente viene salvata la vita, in questi canili. Adesso cito un esempio a caso, nel comune di Ossi, lei sa dove si trova Ossi, immagini che ci sono ben, poverini, 276 cani che vivono in un canile e ai quali è stata salvata la vita. Il povero comune di Ossi, proprio perché sono dei cani randagi, si trova a dover pagare un onere che è eccezionalmente notevole, ma come il comune di Ossi naturalmente sono tutti i comuni della Sardegna.

Questo per richiamare l'attenzione sul fatto che, in questo Piano, dobbiamo davvero in maniera effettiva concorrere ad una delle problematiche più grosse dell'igiene e naturalmente della salvaguardia e della tutela della salute delle persone che è quella di assicurare che la lotta al randagismo si possa davvero fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Due parole, Presidente, per esprimere il parere favorevole perché se no gli animalisti mi sparano addosso, già mi vogliono sparare gli altri, quindi... Io chiaramente sono d'accordo su questo emendamento perché sappiamo perfettamente quali siano i pericoli insiti nelle decine di migliaia di cani randagi che in Sardegna attualmente arrecano non solo danni alla salute dell'uomo ma arrecano dei gravi danni anche agli allevamenti e a quant'altro, anche se sono propenso a dire che prima dei cani bisognerebbe pensare ai cristiani. Sono sempre stato propenso a dire questo, niente togliendo giustamente al cane che colpa non ha perché è nato e perché è in giro. Sarebbe bene che questi cani, una volta ritirati, venissero messi in condizione di non continuare a proliferare affinché poi non possano continuare ad arrecare danni né tantomeno possano continuare a procurare spese alla comunità.

La Regione dovrebbe intervenire certamente, però più che altro io direi che questo intervento deve essere fatto nei comuni affinché venga acculturata la cittadinanza sul fatto che non è possibile allevare dei cani e poi lasciarli liberi per creare tutti i disagi che attualmente stanno creando; quelli sarebbero soldi ben spesi! Molti comuni, come diceva il collega Pisano, tutti i comuni della Sardegna spendono all'anno milioni di vecchie lire, centinaia di migliaia di euro per questo problema, un problema da risolvere, io direi che è necessario risolverlo alla radice, definitivamente, come ho detto, con interventi mirati. In contemporanea io credo che se queste centinaia di migliaia di euro fossero destinati a tante famiglie di disoccupati probabilmente ne trarrebbero più beneficio.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 339. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 340, sul quale è stato espresso parere contrario. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 341, parere negativo.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, questo emendamento è stato presentato per ricordare un impegno che noi Riformatori abbiamo assunto anche attraverso specifiche proposte di legge. Esso si ricollega al contenuto dell'emendamento successivo, il numero 342, del quale magari parlo contemporaneamente, tanto c'è anche un impegno da parte del relatore a spendervi qualche parola in Aula. Per cui esprimo insieme la dichiarazione di voto a favore.

Ci sono alcune specie animali in Sardegna che costituiscono una ricchezza della fauna endemica sarda e che sono a rischio di estinzione, una di queste è un orgoglio della Sardegna ed è la razza nana di cavalli chiamata "del cavallino della Giara". Sono tra l'altro animali di proprietà pubblica, purtroppo sono di proprietà di una comunità montana in scioglimento, e sono animali che vivono allo stato brado in un habitat naturale che, durante il periodo estivo, non ha una quantità di affluenza idrica sufficiente a garantirne la sopravvivenza, oltre tutto in quel periodo è frequente la diffusione di malattie di tipo animale che ne decimano la razza. Per tali motivi la Regione sarda si dovrebbe far carico della difesa sia delle specie nel settore equino, che magari meglio di me qualche altro collega del mio Gruppo potrebbe illustrare perché è stato l'estensore della proposta, sia della specie "del cavallino della Giara", che è una ricchezza spendibile anche dal punto di vista turistico oltre che dal punto di vista naturalistico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, chiedo al collega Vargiu di ritirare l'emendamento, di non sottoporlo al voto, perché è auspicio nostro che il cavallino della Giara sia oggetto di discussione in sede di esame della legge finanziaria; credo che si possano, in questo senso, stabilire delle iniziative a protezione e a tutela di questo patrimonio, verificando le più specifiche e concrete, proprio nell'ambito della discussione sulla legge finanziaria che avverrà tra breve in quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). L'impegno che il collega Pacifico ha esternato è sufficiente per ritirare sia l'emendamento numero 341 che l'emendamento numero 342.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 341 e 342 sono ritirati.

Metto in votazione l'emendamento numero 343, sul quale è stato espresso parere contrario. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Adesso passiamo all'esame del paragrafo successivo.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, per quanto riguarda il paragrafo successivo, vi è la solita difficoltà - in considerazione dell'elevato numero - di poter coordinare gli emendamenti presentati. Le chiedo la cortesia di avere dieci minuti di sospensione per definire gli ultimi accorgimenti.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta. Riprendiamo il lavoro alle ore 18 e 05.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 49, viene ripresa alle ore 19 e 33.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori con l'esame dell'emendamento numero 329, che era stato sospeso.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, l'emendamento sospeso viene sostituito da un emendamento orale. A pagina 51, dopo la terza riga, aggiungere: "Inoltre gli indirizzi dell'atto aziendale prevederanno l'istituzione e il funzionamento del Servizio di medicina legale presso le Aziende sanitarie locali". Ho anche il testo scritto, nel caso.

PRESIDENTE. Ci fa una cortesia, onorevole Pacifico, agevola il nostro lavoro. Va bene. Colleghi, proseguiamo sull'emendamento numero 329.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Anche per evitare che poi la memoria ci tradisca, io richiamo il relatore di maggioranza, se mi segue un attimo, collega Pacifico, sul fatto che, a pagina 52, è scritto che: "Il Piano mira a…" attraverso quattro punti. Chiedo di inserire in aggiunta un nuovo punto, quindi il punto numero 5: "Potenziare le attività di igiene edilizia e dell'ambiente".

PRESIDENTE. Onorevole Pacifico, dove siamo? Sul "329"?

PACIFICO (D.S.), relatore. Io non so se è ricevibile a questo punto, Presidente, perché l'emendamento orale che veniva proposto precedentemente in sostituzione di questo emendamento, prevedeva due punti tra cui anche la medicina legale, oltre a quello citato dal collega Contu. Quindi, pensando che quel punto fosse superato dall'emendamento orale, alla pagina 51 non abbiamo inserito la dicitura dettata adesso dal collega Contu. Però, richiamo il collega Contu al fatto che, alla pagina 54 del testo del Piano, esattamente sulle priorità di intervento, alla settima riga è scritto: "prosecuzione del piano di prevenzione infortuni del comparto dell'edilizia ed attivazione del piano di prevenzione degli incidenti in agricoltura", cosa che di fatto, seppure in parte, ricomprende l'osservazione fatta. Quindi, chiedo la cortesia, non avendo più la possibilità di produrre emendamenti, visto che il testo è già stato votato, di accettare questo tipo di indicazione e mi scuso.

CONTU (F.I.). Presidente, posso?

PRESIDENTE. No, ho bisogno di capire dove siamo, onorevole Contu.

(Interruzione del consigliere Contu)

PRESIDENTE. A parte le spiritosaggini, siamo arrivati all'emendamento numero 329, siccome saltiamo dalla pagina 51 alla pagina 54 del testo del Piano e siccome dobbiamo correggere il testo, vorrei capire come stiamo procedendo, così è più chiaro?

Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Presidente, mi scusi, durante l'attività svolta in Commissione, fino a qualche minuto fa, è stata avanzata l'ipotesi di proporre un emendamento orale che prevedesse l'inserimento di questi due punti tra gli impegni prioritari del Piano per l'igiene e sanità pubblica. Dice il collega Pacifico che l'emendamento orale prevede l'inserimento, alla pagina 51, sulla funzione epidemiologica dell'attività organizzativa locale e dipartimentale, della medicina legale. Mentre invece c'era da inserire, sempre con l'emendamento orale, a seguire al punto di istituzione dello sportello di medicina del viaggiatore, il potenziamento delle attività di igiene edilizia e dell'ambiente. Quanto ha proposto il collega "Prevenzione infortuni nel comparto di edilizia ed attivazione del piano di prevenzione degli incidenti", questi punti riguardano l'attività dell'igiene del lavoro. L'igiene del lavoro svolge quei compiti ma non può svolgere quelli dell'igiene edilizia. Io ricordavo, prima della conclusione dei lavori della Commissione, che avremmo vigilato sugli impegni presi e questi sono impegni presi ed assunti sulla fiducia e sulla buona fede. "Sulla fiducia e sulla buona fede" significa che non vorrei ricominciare a fare quei discorsi che ho evitato di fare questa sera in Aula fino a questo momento. Cioè, se qui siamo legittimati…

MARROCU (D.S.). Falli, siamo in crisi di astinenza.

CONTU (F.I.). Sei in crisi di astinenza, collega? Bene, bisogna che ti sostanzi, collega Marrocu!

Allora, io dico che, se i colleghi legittimamente (come anche diceva il capogruppo Licheri ieri), se la Commissione era legittimata ad avanzare proposte, non credo che possa essere smentito quanto, in termini di contributo, stiamo dando, soprattutto che si riconosca per quegli aspetti che sono stati condivisi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto). Signor Presidente, capisco le motivazioni che porta l'onorevole Contu, però credo anche che, con un po' di attenzione, sia da tener presente che l'emendamento orale, che stiamo andando a votare, supera in quanto l'istituzione di un servizio è molto di più del rafforzamento, del potenziamento di una situazione. Noi riteniamo che con l'approvazione dell'emendamento che c'è adesso in fase di approvazione e di votazione, questo decade. Le ragioni che lei porta non hanno più ragione di esistere.

(Interruzioni)

LA SPISA (F.I.). Perché vi ostinate e non lo approvate, se avete dato parere positivo?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, io mi rendo conto delle difficoltà che nascono dal notevole numero di emendamenti e anche dalla sovrapposizione dei temi e quindi di una qualche difficoltà di poter articolare e incastrare tutti i suggerimenti che sono stati accolti. La materia è abbastanza complessa. Il problema nasce dal fatto che ritenevamo, come ha detto il collega Masia, questo emendamento superato dall'emendamento che questo pomeriggio è stato concordato sulla medicina legale. Io non so, chiedo alla Presidenza, se sia possibile ulteriormente suggerire un emendamento orale al testo sulle attività di igiene edilizia e dell'ambiente che dovrebbero essere citate alla pagina 52. Se questo fosse possibile, risolverebbe il problema; nel senso che si votano entrambi gli emendamenti orali, così come concordato nella Commissione di lavoro. Se non fosse possibile, ritengo prioritario votare l'emendamento sulla medicina legale, che è stato portato questa sera in Aula. Però chiedo alla Presidenza se sia possibile.

L'emendamento orale suggerito è quindi come quinto capoverso della pagina 52: "Potenziare le attività di igiene edilizia e dell'ambiente". L'altro emendamento orale l'ho consegnato per iscritto.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Vorrei solo chiedere in poche parole se il consigliere può spiegarci in che cosa differisce questo emendamento rispetto a quello che abbiamo già scritto sulla prevenzione degli incidenti in edilizia e sull'ambiente.

PRESIDENTE. Io ho qualche difficoltà a gestire i lavori, sembra lascia o raddoppia.

LA SPISA (F.I.). La prassi si sta arricchendo.

PRESIDENTE. Infatti, onorevole La Spisa, non vorrei che la prassi si arricchisse troppo.

Chiedo scusa, se ci fosse bisogno di un approfondimento, preferisco cinque minuti di sospensione.

LA SPISA (F.I.). No, ci faccia una domanda anche lei.

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, la vicenda ha anche i suoi lati simpatici, ma preferisco cinque minuti di sospensione, per cui la Giunta, il relatore e il proponente chiariscono le cose e poi votiamo.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 45, viene ripresa alle ore 19 e 58.)

PRESIDENTE. Colleghi, possiamo riprendere i lavori? Abbiamo chiarito, onorevole Pacifico? Sì? Va bene. Allora votiamo gli emendamenti orali proposti dal relatore.

Poiché nessuno domanda di parlare, li metto in votazione. Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

Pertanto l'emendamento numero 329 decade.

Passiamo all'esame del Capitolo 2 della Parte II.

(Si riporta di seguito il testo del Capitolo 2 della Parte II e dei relativi emendamenti:

DISTRETTO

L'assistenza sanitaria distrettuale comprende tutte le attività di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, erogate in regime domiciliare, ambulatoriale, diurno, semiresidenziale e residenziale.

Il Distretto, dotato di autonomia tecnico gestionale ed economico-finanziaria nonché di adeguate risorse, è luogo di elezione per garantire l'integrazione sociosanitaria con particolare riferimento alle aree materno-infantile, disabilità, anziani, dipendenze, salute mentale, persone con HIV, con patologie cronico-degenerative e con patologie oncologiche.

Le funzioni strategiche del Distretto sono essenzialmente finalizzate al perseguimento degli obiettivi di salute definiti nel Piano locale unitario dei servizi (PLUS) ed al governo del rapporto fra domanda e offerta di servizi sanitari e sociali.

Il Distretto garantisce informazione, orientamento e accesso ai servizi, valutazione del bisogno e personalizzazione dell'assistenza.

Il Distretto è anche luogo fondamentale di partecipazione sociale, nella fase di analisi dei bisogni, di definizione delle priorità, di valutazione partecipata dei risultati di salute, coinvolgendo i cittadini e le organizzazioni che li rappresentano.

L'assistenza sanitaria primaria

Il medico di medicina generale (MMG), il pediatra di libera scelta (PLS), i medici della continuità assistenziale ed i professionisti dell'assistenza specialistica ambulatoriale territoriale, pubblica e privata accreditata devono sempre più divenire parte integrante e compartecipe delle logiche di sistema.

In particolare il coinvolgimento dei MMG e PLS è fondamentale per orientare in modo appropriato la domanda, promuovere la continuità tra macrolivello ospedaliero e territoriale e quindi incrementare l'efficienza e l'efficacia del sistema. Nell'ambito del Distretto la medicina di famiglia svolge il ruolo di guida dei percorsi, di presa in carico globale, di tutor della persona e di propulsore dell'integrazione professionale. Devono inoltre essere sviluppate le funzioni di produzione (capacità di dare risposte di tipo primario ai bisogni di salute, attraverso un processo di presa in carico diretta), di integrazione (capacità di rendere operanti relazioni e connessioni tra il sociale e il sanitario attraverso lo sviluppo di percorsi socioassistenziali) e di promozione della salute.

L'accordo integrativo regionale della medicina in convenzione dovrà essere dotato di adeguate risorse finanziarie aggiuntive; nell'accordo dovranno essere valorizzati gli strumenti che facilitino lo sviluppo di tali funzioni (es. l'associazionismo, le equipe territoriali, l'UTAP, ecc.) per coniugare le strategie aziendali con le esigenze specifiche della medicina generale, presupposto irrinunciabile per dare sostanza al concetto di continuità assistenziale integrata.

Con riferimento al Distretto il Piano concentra l'attenzione su alcuni aspetti rilevanti:

l'organizzazione dell'attività distrettuale;

le risposte alle persone con disabilità;

la tutela materno infantile;

la continuità assistenziale;

le dipendenze.

Pianificazione e organizzazione dell'attività distrettuale

Lo strumento per la promozione della salute e dell'offerta distrettuale è il Piano locale unitario dei servizi (PLUS), di cui fa parte integrante anche il Programma delle attività distrettuali, predisposto secondo quanto indicato nella legge regionale n. 10 del 2006. Pertanto, all'interno del PLUS, vengono definiti i criteri di allocazione delle risorse, dell'organizzazione dell'offerta, dell'accesso e della valutazione del bisogno, della continuità assistenziale, dell'efficace funzionamento della rete dei servizi territoriali. In particolare le risorse distrettuali sono allocate con riferimento alle cure primarie, all'assistenza farmaceutica, specialistica, riabilitativa e di continuità assistenziale e altre funzioni attribuite al Distretto, sulla base di specifici indirizzi regionali.

Alla definizione della programmazione attuativa locale concorre la Conferenza provinciale sanitaria e socio-sanitaria ai sensi e con le modalità di cui agli articoli 13 e 15 della legge regionale n. 10 del 2006.

Organizzazione e direzione del distretto

In coerenza con quanto previsto dall'articolo 17 della legge regionale n. 10 del 2006, il coordinamento delle attività distrettuali è attribuito dal Direttore generale al Direttore di Distretto, che si avvale di un Ufficio di Coordinamento delle attività distrettuali del quale deve far parte un medico di medicina generale con particolari e certificate attitudini e competenze. Il direttore di Distretto ha la responsabilità di direzione e governo delle risorse assegnate al Distretto, del conseguimento degli obiettivi, del rapporto con le amministrazioni locali e con gli altri soggetti che nella comunità locale collaborano per il conseguimento dei risultati condivisi di salute.

Il Direttore di Distretto collabora con la direzione aziendale in ordine alla programmazione delle attività aziendali ed alla definizione delle scelte strategiche.

Nella sua operatività il Distretto concorre alla conoscenza dei bisogni, creando le premesse per dare risposte appropriate e per sviluppare una programmazione adeguata. In questa logica ogni Distretto è parte viva di un sistema regionale di monitoraggio epidemiologico e di produzione di conoscenza a supporto delle decisioni.

Ai sensi del comma 3 dell'articolo 9 e del comma 7 dell'articolo 17 della legge regionale n. 10 del 2006, la Regione definisce gli indirizzi per l'assetto organizzativo delle ASL, anche con riguardo all'articolazione in distretti, sulla cui base i direttori generali individuano gli stessi.

L'organizzazione

Le attività del Distretto sono organizzate in modo da garantire:

attività e servizi di assistenza domiciliare per diverse tipologie di bisogno;

assistenza specialistica ambulatoriale;

attività e servizi per la prevenzione delle dipendenze;

attività e servizi consultoriali per la tutela della salute dell'infanzia, della donna e della famiglia;

attività e servizi per le persone disabili e anziane;

attività e servizi per le patologie da HIV;

attività e servizi per patologie croniche e assistenza ai pazienti nella fase terminale della vita.

Obiettivi strategici

Obiettivi strategici per qualificare l'assistenza distrettuale sono i seguenti:

promuovere l'integrazione dei processi di cura e la continuità assistenziale tra i diversi centri di offerta, in grado di garantire l'integrazione temporale e clinica fra le diverse fasi degli interventi, in particolare tra ospedale e territorio;

garantire in ogni Distretto risposte equamente distribuite nel territorio, tenendo conto dei bisogni e articolando gli interventi a livello domiciliare, ambulatoriale, diurno, semiresidenziale e residenziale;

sviluppare le risposte integrate sociosanitarie, tenendo conto della crescente domanda di assistenza da parte di persone e famiglie con bisogni complessi.

Il raggiungimento di tali obiettivi accompagna il processo di progressiva riduzione dell'assistenza ospedaliera di tipo tradizionale (ricoveri ordinari), rendendo possibile la riduzione della dotazione di posti letto per acuti e del tasso di ospedalizzazione, secondo quanto previsto dalla normativa nazionale. Le aziende sanitarie assicurano la realizzazione degli interventi di qualificazione dell'assistenza territoriale con modalità e tempi coerenti con il graduale superamento della centralità dell'ospedale.

Integrazione dei processi di cura

Con riguardo al primo obiettivo, ogni azienda sanitaria promuove l'integrazione dei processi di cura e la continuità assistenziale tra i diversi centri di offerta, in particolare fra ospedale e territorio.

La continuità assistenziale è finalizzata a qualificare l'assistenza, ovunque essa venga erogata, a ridurre gli accessi impropri al pronto soccorso, a contenere i ricoveri inappropriati, a favorire dimissioni programmate, a ridurre il consumo di prestazioni specialistiche non coerenti con i percorsi diagnostico-terapeutici personalizzati e ad evitare il consumo di prestazioni sanitarie di efficacia non documentata scientificamente.

La continuità assistenziale interessa in particolare l'assistenza alle persone con disabilità, alle persone non autosufficienti, alle persone affette da patologie in fase terminale, alle persone che necessitano di cure di lungo periodo, cioè tutte quelle situazioni in cui si richiede integrazione tra medici di famiglia, ospedale, servizi distrettuali.

Per qualificare il governo clinico dei percorsi di cura, in una logica di continuità assistenziale, il Distretto deve investire in strategie di governo del percorso assistenziale, a partire dall'accesso, dall'analisi della domanda e dall'identificazione dei bisogni assistenziali, definendo fin dal momento della presa in carico i centri di responsabilità ed i passaggi fondamentali dei percorsi di cura e di riabilitazione.

A tal fine, vanno attivati nel Distretto programmi sperimentali di supporto scientifico e metodologico applicati alle principali patologie che richiedono continuità assistenziale, quali demenze, ictus, ipertensione e altre patologie ad andamento cronico-degenerativo.

Compito del Distretto è facilitare l'effettiva collaborazione e ottimizzazione dei percorsi seguiti dai cittadini all'interno dell'offerta sanitaria, assumendo tutte le iniziative necessarie per il miglioramento dell'efficacia e dell'efficienza della rete integrata di risposte fornite al cittadino, nel rispetto dei principi stabiliti dall'articolo 1 della legge regionale n. 10 del 2006.

Qualificare la continuità assistenziale

La Regione emana linee guida ed indirizzi operativi per qualificare la continuità assistenziale con riferimento alle diverse tipologie di bisogno, all'integrazione tra decisioni cliniche e scelte organizzative, ai criteri per garantire adeguata continuità assistenziale nei rapporti tra ospedale e territorio. Il Piano individua nel modello riportato di seguito le condizioni necessarie per soddisfare questa esigenza e la conseguente strategia professionale ed operativa.

Risposte domiciliari, ambulatoriali, diurne, residenziali

Con riferimento al secondo obiettivo, ogni azienda organizza l'assistenza sanitaria extra ospedaliera nell'ambito dei distretti tenendo conto delle diverse aree di bisogno. A tal fine riorganizza e potenzia i servizi territoriali e le cure primarie, riservando l'ospedalizzazione ai casi in cui regimi alternativi al ricovero non appaiono appropriati sotto il profilo clinico.

La complessità delle problematiche affrontate dal Distretto impone un forte impulso alla progettualità ed al lavoro in rete con tutte le altre Istituzioni. Lo sviluppo organizzativo del Distretto va quindi accompagnato e sostenuto con l'aggiornamento e la formazione continua, incentivando la collaborazione tra tutti i professionisti e con quanti si prendono cura dei bisogni delle persone. Anche a questo fine l'area dei servizi specialistici necessita di un potenziamento per coprire le carenze territoriali, in stretta connessione con le effettive esigenze della popolazione e con adeguati investimenti strutturali.

Bisogno sanitario

Sviluppare risposte integrate sociosanitarie

Con riguardo al terzo obiettivo, ogni azienda sviluppa le risposte integrate sociosanitarie tenendo conto della crescente domanda di assistenza da parte di persone e famiglie in condizioni di bisogno tali da richiedere assistenza sociosanitaria, anche di lungo periodo.

Il livello distrettuale è la sede privilegiata dove realizzare un sistema di offerta capace di erogare le prestazioni vicino alle esigenze della popolazione e dove integrare le funzioni sociali e sanitarie.

Il medico di medicina generale, all'interno del Distretto, cura e promuove il rapporto fiduciario con il cittadino, lo assiste e lo accompagna nell'ambito di scelte responsabili ed appropriate.

Particolare attenzione va dedicata al momento dell'emersione del bisogno, quando le persone più deboli non sanno dove e come cercare risposte appropriate. Per superare le disuguaglianze che ne conseguono, il Distretto deve potenziare l'informazione ai cittadini, attivare sistemi unificati di prenotazione, attuare soluzioni favorenti l'accesso unitario a tutti i servizi sanitari e sociali, verificare la qualità dell'attività assistenziale, aumentare i tempi di accesso all'ambulatorio del medico di medicina generale.

Nuclei di cure primarie

In questa logica va sperimentata la formazione di Nuclei di cure primarie che vedono coinvolti il medico di medicina generale, il pediatra di libera scelta, il medico di continuità assistenziale e l'infermiere professionale, come forme innovative e volontarie di risposta da incentivare e potenziare nel prossimo triennio. La Regione, anche attraverso gli accordi integrativi regionali della medicina in convenzione, ne disciplina le modalità di attuazione.

Le risposte alle persone con disabilità

Le disabilità sono in progressivo aumento, in particolare quelle temporanee che richiedono una maggiore capacità di intervento, per garantire il recupero funzionale e l'integrazione sociale e lavorativa delle persone interessate.

La riabilitazione sta gradualmente superando gli approcci basati sulla gestione della "menomazione" e della "minorazione funzionale" (ciò che il paziente "non sa fare") a favore di interventi in grado di promuovere le abilità e le potenzialità (ciò che la persona "sa o potrebbe fare"). Non quindi soltanto prestazioni settoriali, ma una nuova e più qualificata capacità di presa in carico globale dei bisogni della persona e della famiglia con problemi di disabilità nelle diverse fasi dell'intervento assistenziale, riabilitativo e di integrazione sociale e lavorativa.

In questo senso la nuova classificazione delle disabilità (International Classification of Functioning, Disability and Health, ICF) propone criteri utili per riorientare le culture professionali, per ripensare le condizioni di appropriatezza nelle fasi di analisi e classificazione del bisogno.

In particolare è ormai universalmente raccomandato per una efficace azione di riabilitazione, di recupero funzionale, di integrazione lavorativa e sociale, l'approccio unitario al soggetto con metodi interdisciplinari e multiprofessionali. Altrettanto importante è il criterio della continuità terapeutica che va declinato nelle fasi caratterizzate da diversa intensità assistenziale nei servizi interessati.

Indicazioni strategiche

Sono pertanto obiettivi strategici del presente Piano:

la diminuzione degli esiti invalidanti delle disabilità più significative e frequenti, nel campo delle neuromotulesioni e in quello psichico e relazionale;

la qualificazione delle risposte con percorsi riabilitativi in tutto il territorio regionale, anche al fine di ridurre il ricorso ai trattamenti presso strutture extraregionali.

A tal fine, gli indirizzi strategici in base ai quali le aziende sanitarie devono ridisegnare gli interventi sono finalizzati a:

qualificare maggiormente la rete delle strutture di riabilitazione in modo da affrontare in condizioni di appropriatezza diverse tipologie di bisogno e di intensità riabilitativa;

rendere omogenea l'offerta di prestazioni riabilitative su tutto il territorio, dal punto di vista qualitativo e quantitativo;

adeguare ai nuovi sistemi di accertamento delle disabilità, basati su parametri che evidenzino le abilità funzionali e psicofisiche, il livello di partecipazione sociale e le potenzialità di relazione interpersonale e sociale;

integrare le attività di riabilitazione ospedaliere, residenziali e distrettuali, al fine di ottimizzare l'efficacia e l'efficienza delle prestazioni;

privilegiare il Distretto come ambito operativo che consenta di governare i processi assistenziali per garantire alle persone disabili percorsi riabilitativi continuativi e verificabili.

A tal fine vanno promosse la valutazione orientata al supporto della diagnosi precoce (con adeguata verifica degli strumenti valutativi utilizzati per selezionare quelli di maggiore affidabilità scientifica), la valutazione finalizzata alla scelta condivisa dal paziente e dai suoi familiari tra le diverse alternative assistenziali (sulla base dei bisogni della persona e della famiglia) che privilegi la valutazione di efficacia, di qualità dei percorsi assistenziali e delle risorse a tal fine utilizzate.

La situazione attuale

In Sardegna, la rete di servizi per la riabilitazione, per alcuni aspetti insoddisfacente, deve essere migliorata sia in riferimento alle strutture di riabilitazione intensiva - a livello ospedaliero o presso presidi extraospedalieri - sia in riferimento ai presidi di riabilitazione estensiva.

Essa è costituita in maggioranza da centri privati, convenzionati prevalentemente per prestazioni di riabilitazione ex articolo 26 della Legge 23 dicembre 1978, n. 833, e da presidi che erogano prestazioni specialistiche di riabilitazione secondo il decreto ministeriale 22 luglio 1996. La rete ha una distribuzione territoriale disomogenea, ha erogato nel tempo prestazioni sanitarie-riabilitative in risposta ad una domanda anche socio-assistenziale con conseguenti problemi di appropriatezza e di efficacia. Ne fa parte, inoltre, una realtà regionale di riabilitazione globale intensiva per gravi patologie invalidanti (comi, gravi cerebrolesioni, cardiopatie, malattie polmonari e pluripatologie) che ha ridotto il ricorso a strutture fuori regione.

Nella rete pubblica esiste una insufficiente dotazione di unità operative in termini quantitativi e nell'articolazione delle diverse tipologie riabilitative, con conseguente utilizzo improprio delle risorse professionali ed economiche disponibili e, soprattutto, con gravi ritardi nel recupero delle abilità personali, nell'avvio di azioni positive di gestione della condizione di disabilità, e rischio di accettazione passiva della disabilità.

Obiettivi

A partire da tale situazione, il presente Piano persegue i seguenti obiettivi strategici:

creazione di una rete regionale di riabilitazione globale intensiva;

rafforzamento della rete pubblica dei servizi di riabilitazione estensiva, attraverso la riqualificazione ed il potenziamento delle strutture esistenti e la loro riorganizzazione territoriale;

riqualificazione della riabilitazione estensiva erogata dalle strutture private, anche attraverso una valutazione sistematica e continuativa dell'attività svolta e del bisogno dell'utente, attraverso strumenti validati e riconosciuti ed una verifica delle capacità tecnico-organizzative di garantire progetti personalizzati di assistenza ai sensi del Dpcm 14 febbraio 2001;

potenziamento delle unità operative specializzate collocate presso presidi di alta specialità ed in presidi ospedalieri plurispecialistici o monospecialistici ove siano già presenti funzioni di ricovero e cura ad alta intensità diagnostica ed assistenziale;

potenziamento di strutture già operanti nel territorio regionale che abbiano sviluppato tecnologia e cultura riabilitativa globale intensiva riconosciuta, orientate alla presa in carico precoce del paziente con gravi malattie ad alto rischio invalidante ed alla diffusione regionale di questo tipo di cultura assistenziale con il massimo coinvolgimento delle realtà comunali e sovracomunali e che prediligano il ricorso all'ospedalità a domicilio durante il percorso assistenziale;

sviluppo di protocolli operativi (clinici e organizzativi) per garantire continuità assistenziale nelle diverse fasi del percorso riabilitativo, con chiara definizione delle responsabilità della presa in carico;

definizione di progetti riabilitativi individuali e di programmi terapeutici integrati tra attività sanitaria e attività sociale di competenza del Comune, differenziati in termini di complessità ed intensità della componente sanitaria e sociale nelle diverse fasi del percorso riabilitativo e a seconda della tipologia di intervento riabilitativo;

promozione di una rete di servizi sanitari e sociali volti alla prevenzione ed alla riabilitazione delle disabilità sensoriali (visive e uditive), ad ottimizzare le capacità residue, ad assicurare un soddisfacente livello di vita ed il mantenimento dell'autonomia delle persone in condizioni di disabilità;

realizzazione di un programma sperimentale di sport terapia, che preveda l'attività sportiva per i disabili come alternativa alla fisioterapia, a partire dalle positive esperienze di Sassari e Cagliari, da sviluppare in collaborazione con le organizzazioni sportive di volontariato aderenti al comitato italiano paralimpico.

Compiti di controllo delle Asl

Le ASL, nel rispetto dei compiti di controllo dell'adeguatezza delle prestazioni sanitarie erogate dai soggetti accreditati e della corretta attribuzione di spesa, verificano l'appropriatezza delle risposte e la qualità delle prestazioni erogate.

L'accoglienza dell'utente, in tutte le tipologie di strutture, deve comportare l'immediato avvio della valutazione multiprofessionale del bisogno e la formulazione di un progetto personalizzato di assistenza, dal quale si evincono le condizioni dell'utente al momento dell'inserimento, i motivi per cui il paziente necessita di attivazione di un percorso riabilitativo, le indicazioni al trattamento e gli interventi specifici, ovvero i programmi di intervento dei singoli operatori coinvolti, le misure di esito appropriate per la valutazione di efficacia degli interventi.

La dimissione del paziente dalle strutture riabilitative sanitarie si ha quando gli obiettivi sono stati raggiunti e quando la disabilità non è più suscettibile di modificazioni. La dimissione deve prevedere il percorso successivo dell'utente e la copertura di eventuali suoi bisogni erogabili da altre strutture non sanitarie.

Riqualificazione delle strutture residenziali per soggetti non autosufficienti

A favore dei soggetti non autosufficienti, il Piano Sanitario Regionale promuove un sistema integrato di servizi sociali e sanitari, articolato in livelli d'intervento differenziati per complessità e durata dell'assistenza, con riferimento alla fase in cui tali soggetti necessitano di interventi orientati a mantenere l'eventuale capacità funzionale residua, a contenerne il deterioramento, a sviluppare nuove abilità. Sono da privilegiare le offerte di assistenza all'integrazione che prevedano una partecipazione attiva dei Comuni nel potenziamento e riqualificazione dell'ADI in senso riabilitativo e progetti di ospedalizzazione a domicilio soprattutto se collegati in rete con strutture ospedaliere per acuti e/o post-acuti riabilitativi.

La situazione attuale

Infatti in Sardegna, la disponibilità di strutture volte alla prevenzione del degrado funzionale presenta notevoli criticità, in particolare quando il soggetto non autosufficiente non è assistibile a domicilio. Nel complesso, tali strutture hanno una distribuzione non equilibrata sul territorio e presentano livelli qualitativi molto differenti; le diverse tipologie residenziali non sono chiaramente definite; il sistema delle regole non è in grado di contrastare il ricorso improprio all'ospedalizzazione.

Regole e interventi per la riqualificazione

Al fine di garantire la riqualificazione delle strutture residenziali per soggetti non autosufficienti, la Regione disciplina, con uno o più provvedimenti:

i fabbisogni di strutture residenziali e semiresidenziali per soggetti non autosufficienti, sulla base di criteri demografici ed epidemiologici

i criteri per la riclassificazione dell'attuale offerta di strutture residenziali e semiresidenziali, stabilendo adeguati standard di personale, strutturali e di funzionamento;

le procedure per la riconversione di strutture residenziali e semiresidenziali che presentano un eccesso di offerta (esempio centri ex articolo 26) ad una tipologia differente, in grado di favorire il superamento di carenze assistenziali, da quella originariamente autorizzata;

le modalità per l'attivazione di un sistema di monitoraggio e analisi delle attività e dei costi delle residenze sanitarie assistenziali,

il sistema tariffario per il complesso delle tipologie residenziali, con l'obiettivo di orientare il settore verso prestazioni efficaci ed appropriate;

le modalità per promuovere programmi di sostegno dei familiari e riconoscere il loro ruolo come soggetti attivi nell'attività di cura.

Fino all'adozione del provvedimento sui criteri di accreditamento delle strutture non possono essere concesse autorizzazioni alla realizzazione di RSA e di centri ex articolo 26.

L'accesso alle Residenze Sanitarie Assistenziali è definito dall'Unità di Valutazione Territoriale, con compiti di valutazione e di predisposizione del progetto personalizzato di assistenza e di stima dei conseguenti costi di assistenza, tenendo conto del livello di intensità assistenziale, cui partecipa obbligatoriamente l'operatore sociale del territorio di residenza dell'assistito. L'Unità multiprofessionale accerta anche l'impossibilità di provvedere ad altre forme di assistenza che ne consentano la permanenza nel proprio domicilio.

I soggetti gestori favoriscono la presenza e la collaborazione delle associazioni di mutuo-aiuto e di volontariato - iscritte al Registro regionale, di cui all'articolo 5 della legge regionale 22 luglio 1993, n. 39 - nelle Residenze Sanitarie Assistenziali e nei centri diurni in relazione agli specifici bisogni degli ospiti e nel rispetto sia dell'autonomia degli stessi, sia delle esigenze organizzative e tecnico funzionali della struttura.

La tutela materno-infantile

La tutela della salute materno-infantile rappresenta una componente fondamentale della salute pubblica in quanto garantisce gli interventi sanitari rivolti non solo alla popolazione attuale ma anche alle generazioni future.

I cambiamenti in atto

Nella programmazione della rete dei servizi è necessario tenere conto dei profondi cambiamenti che sono avvenuti, anche nella nostra regione, nell'area della salute riproduttiva: si fa riferimento alla drastica riduzione della natalità, all'aumento dell'età media delle donne alla nascita del primo figlio, alla diffusione delle conoscenze e dell'uso dei metodi anticoncezionali, alla maggiore attenzione che viene posta alle problematiche della tutela sanitaria della gravidanza, del parto e del puerperio che, assieme all'evoluzione delle conoscenze in medicina, ha favorito la diminuzione della mortalità materna e perinatale.

Per quanto riguarda la salute in età evolutiva, le nuove capacità terapeutiche ed il miglioramento delle condizioni generali di vita hanno portato alla diminuzione di molte patologie in età pediatrica, evidenziando però nuovi problemi sanitari quali l'incremento dell'obesità e dei disagi psicologici.

Un altro fenomeno di cui è necessario tener conto è l'aumento dell'immigrazione che ci pone di fronte a problemi di tutela sanitaria di donne e di bambini provenienti da paesi con diversa formazione culturale e che vivono spesso in condizioni di disagio, per i quali deve comunque essere assicurato un grado di tutela sanitaria adeguato, anche attraverso meccanismi di facilitazione dell'integrazione e dell'accesso ai servizi.

La situazione attuale

La situazione sarda si caratterizza per tassi di natalità e di fecondità inferiori al dato medio nazionale; la natalità si attesta infatti su valori di 8,3 nati per mille abitanti rispetto a 9,4 di media nazionale (ISTAT 2003) e il tasso di fecondità totale è di 1,06 rispetto ad un valore medio nazionale di 1,29 (ISTAT 2003).

Prescindendo dai motivi sociali ed economici che certamente influenzano nella nostra Regione le scelte riproduttive, tra i comportamenti individuali direttamente finalizzati al controllo della fecondità, la contraccezione ormonale pesa nel 2003 in Sardegna per il 34,4% (media nazionale 18,9%).

Le interruzioni volontarie di gravidanza (IVG) nel triennio 2003-2005 sono state in Sardegna pari a 5,7 ogni 1.000 donne di età 15-49 anni (dato nazionale nel 2003, 9,1).

Negli ultimi 10 anni il numero di donne straniere residenti o domiciliate in Sardegna è sicuramente aumentato anche se è difficilmente quantificabile. Si tratta per lo più di giovani donne a cui è necessario facilitare l'accesso alle prestazioni sanitarie anche attraverso la presenza e il potenziamento dei servizi di mediazione linguistico - culturale. Infatti le donne immigrate sono generalmente esposte a tutta una serie di fattori di rischio per la salute, specie durante le varie fasi della vita riproduttiva, anche a causa della carenza di conoscenze dei servizi sanitari. La tutela della salute del bambino è garantita a tutte le persone immigrate.

Obiettivo strategico

L'obiettivo generale della Regione Sardegna è quello di riorganizzare la rete dei servizi territoriali e ospedalieri che intervengono nella erogazione delle prestazioni di prevenzione, diagnosi e cura in ambito materno - infantile, per migliorare il livello di tutela di questa parte della popolazione: si fa riferimento ai consultori e ai punti nascita, ma anche alla rete afferente all'area pediatrica, ai pediatri di libera scelta e ai servizi territoriali di salute mentale per bambini ed adolescenti, alle unità operative ospedaliere di neonatologia, pediatria e terapia intensiva neonatale.

Le strutture territoriali e quelle ospedaliere dovranno operare in stretta integrazione anche mediante la definizione di protocolli operativi di gestione dei pazienti cui deve essere assicurata la continuità diagnostico - terapeutica - riabilitativa.

Il potenziamento e la riorganizzazione della rete dei servizi territoriali è presupposto indispensabile per il ridimensionamento dell'offerta ospedaliera, in pediatria e in ostetricia.

La neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza

Neuropsichiatria infantile e dell'adolescenza (NPIA)

Con riferimento alla tutela della salute in età pediatrica e adolescenziale, il Piano prevede il potenziamento delle azioni di carattere preventivo, diagnostico e terapeutico anche in ambito neurologico, psichiatrico, neuropsicologico e riabilitativo. A tal fine è previsto l'avvio di una rete di servizi, territoriali e ospedalieri, compresi i consultori, che richiede il coinvolgimento delle diverse professionalità (neuropsichiatri infantili, psicologi, terapisti della neuropsicomotricità, educatori, logopedisti, assistenti sociali, ecc.) in grado di contribuire al miglioramento dell'assistenza.

I Servizi di N.P.I.A. devono occuparsi in modo unitario della fascia di età 0-18 e rispondere alle esigenze delle diverse fasi dell'età evolutiva, tenendo comunque presente la necessità di interventi articolati e continuativi, anche in rapporto con gli altri servizi sanitari dedicati.

L'operatività di tali servizi prevede un intervento integrato ospedale-territorio, che consenta, nel rispetto delle esigenze e delle aspettative del bambino, dell'adolescente e della sua famiglia, di identificare tempestivamente i disturbi e di rispondere ai bisogni nell'ambiente naturale di vita.

I servizi di N.P.I.A. attualmente operanti presso le ASL, le costituende aziende ospedaliero-universitarie e l'Azienda Ospedaliera Brotzu, dove è presente il Centro per l'autismo, sono riorganizzati in rete e potenziati al fine di migliorare e qualificare l'assistenza in relazione ai bisogni dei bambini, degli adolescenti e delle loro famiglie.

Deve, inoltre, essere prevista una forte integrazione tra i servizi di NPIA, i servizi sociali degli Enti Locali, il Sistema Scolastico, il Sistema Giudiziario e le Organizzazioni del Terzo Settore, prevedendo altresì un coordinamento regionale.

I consultori

Tra i servizi sanitari che si occupano della salute delle donne e dei bambini un posto di particolare importanza è ricoperto dai consultori; si tratta di strutture di prevenzione gratuita, ad accesso libero (cioè senza la prescrizione del medico curante), con un organico formato da un'equipe multidisciplinare e multi -professionale composta da ginecologo, ostetrica, pediatra, assistente sanitaria, psicologo e assistente sociale.

La situazione dei consultori

La legge regionale istitutiva dei consultori (legge regionale 8 marzo 1979, n. 8) ha attribuito a questi servizi compiti più ampi rispetto alla legislazione nazionale, dando particolare rilevanza agli interventi di educazione sanitaria, di informazione, di prevenzione, di assistenza psicologica e sociale alla famiglia. Negli anni, tale articolazione di compiti e di funzioni si è, in parte, indebolita. Non solo si sono determinati gravi ritardi nell'erogazione delle risorse, ma non sono stati adeguatamente definiti ruolo e funzione sociale del servizio ed il suo assetto organizzativo in relazione alle rinnovate esigenze della famiglia e della comunità

In Sardegna sono presenti 86 consultori familiari che, seppure con equipe carenti e in maniera non omogenea sul territorio, svolgono attività preventiva programmata di tutela della salute della donna e della maternità, di tutela del neonato, del bambino e dell'adolescente e di sostegno alle responsabilità familiari; in alcune situazioni specifiche svolgono anche attività di diagnosi e cura, non rientranti nei loro compiti istituzionali. Nonostante il numero consistente di tali presidi, non sempre la loro attività è adeguatamente visibile e accessibile.

Obiettivi

Il Piano propone la riorganizzazione della rete dei consultori e ne promuove l'integrazione nell'ambito del Distretto e delle attività sociali di competenza delle amministrazioni locali.

La riorganizzazione della rete consultoriale e delle attività svolte tiene conto dei nuovi bisogni e disagi emergenti in una situazione notevolmente cambiata sotto il profilo culturale, economico e demografico rispetto a quella degli inizi degli anni ottanta, in cui queste strutture sono nate.

Tutela della donna e della maternità

In particolare, il Piano promuove il potenziamento su tutto il territorio regionale delle attività di tutela della salute della donna e di tutela della maternità attraverso azioni quali:

il potenziamento delle attività di informazione ed educazione alla procreazione responsabile;

la riorganizzazione della rete dei servizi che, ai vari livelli, svolgono attività di consulenza e di genetica clinica per le coppie in condizioni di rischio o con storia familiare di malattie genetiche;

il monitoraggio delle gravidanze, con selezione di quelle a rischio da inviare a strutture di livello assistenziale superiore, attraverso un percorso che partendo dalla consulenza preconcezionale e genetica continui con la preparazione al parto, con il sostegno all'allattamento al seno e con l'assistenza durante il puerperio;

la realizzazione di azioni di sensibilizzazione che aiutino la donna a vivere il parto come evento fisiologico contribuendo a limitare il ricorso inappropriato al parto cesareo;

l'attivazione di programmi di educazione sanitaria rivolti agli operatori ed alla popolazione finalizzati alla diffusione delle conoscenze sugli effetti protettivi dell'acido folico sulle malformazioni fetali e su altre patologie ad alta rilevanza sociale;

lo sviluppo delle attività di prevenzione oncologica a chiamata;

l'approccio preventivo e di primo livello alle patologie disfunzionali e ai problemi inerenti l'infertilità e la sterilità, assicurando le condizioni per lo sviluppo di iniziative aventi ad oggetto attività di informazione ed assistenza relative alla procreazione medicalmente assistita;

la prevenzione e il trattamento dei disturbi psico-fisici inerenti il climaterio e la prevenzione delle patologie della terza età.

Tutela neonato, bambino e adolescente

Nel campo della tutela della salute del neonato, del bambino e dell'adolescente i consultori integrano le proprie attività con quelle del pediatra di libera scelta, connotandosi con interventi di pediatria di comunità.

I campi di attività riguardano prevalentemente:

l'informazione ed educazione sanitaria del bambino e dell'adolescente verso comportamenti e stili di vita favorevoli alla salute (alimentazione, attività fisica, ecc.),

la tutela minorile relativa ad abusi, maltrattamenti e situazioni di disagio, garantendo un supporto tecnico alle politiche di sostegno per gli adolescenti e i giovani mediante interventi educativi, diagnostico-terapeutici e psicologici rivolti al singolo o a piccoli gruppi,

la valorizzazione ed il sostegno delle responsabilità familiari (adozioni, supporto alla genitorialità, ecc.).

Entro 180 giorni dall'entrata in vigore del presente Piano, la Regione procede al riordino della rete dei consultori, disciplina l'assetto organizzativo e funzionale in modo da consentire il perseguimento degli obiettivi delineati.

Il percorso nascita

La programmazione del percorso di assistenza alla nascita è finalizzata a garantire, durante la gravidanza, il parto e il puerperio, livelli essenziali e appropriati di prevenzione, di assistenza ostetrica e pediatrica/neonatologica, sull'intero territorio regionale, attraverso una organizzazione in rete, articolata per diversi livelli di intensità assistenziale con differenti caratteristiche strutturali e tecnologiche dei presidi e competenze professionali.

La situazione attuale

Nel 2005 in Sardegna l'assistenza è stata erogata da un numero elevato di punti nascita (19 presidi ospedalieri pubblici e 4 case di cura private), con volumi di attività estremamente diversificati.

Solo 4 ospedali (P.O. Santissima Annunziata di Sassari, San Francesco di Nuoro, San Giovanni di Dio di Cagliari e A.O. Brotzu) effettuano un numero di parti/anno superiore a 1.000, valore indicato dal Progetto Obiettivo Nazionale Materno-infantile per le strutture di terzo livello. Altri 7 ospedali rispettano i parametri di attività fissati dal Progetto per il II e I livello (rispettivamente, 800 parti/anno e 500 parti/anno); ulteriori 8 punti nascita hanno volumi di attività inferiori a 500 parti/anno, ma mediamente attestati tra 200 e 400. Vi sono infine alcune strutture (P.O. La Maddalena, Sorgono, Isili, Muravera) al di sotto dei 200 parti/anno.

Eccessivo ricorso al parto cesareo

Per quanto attiene al ricorso al taglio cesareo si osserva una incidenza superiore ai dati nazionali: si ha infatti una percentuale di parti cesarei in costante incremento con valori medi regionali che sono passati dal 37% dell'anno 2003 a quasi il 39% del 2005.

Il ricorso al taglio cesareo presenta una notevole variabilità tra i diversi presidi ospedalieri, con valori che vanno (2005) da circa il 18% a oltre il 59%. Si può osservare che, salvo poche eccezioni, sono proprio i presidi ospedalieri che effettuano un basso numero di parti (al di sotto dei 500) quelli in cui è maggiore il ricorso al taglio cesareo, che dovrebbe invece essere effettuato prevalentemente nelle strutture di III livello.

In mobilità extraregionale il ricorso al cesareo è stato del 40% (2005).

Si ricorda che l'OMS raccomanda l'uso del taglio cesareo nel 10-15% dei casi, ponendo questa percentuale come uno degli indicatori per misurare la qualità delle cure alla nascita.

L'obiettivo strategico di medio periodo che la Regione si pone è quello della riorganizzazione della rete dei punti nascita secondo le indicazioni del Progetto Obiettivo Materno Infantile nazionale (la cui validità è stata confermata anche dal Piano sanitario nazionale 2003-2005), adattandole alla specificità della situazione regionale. Infatti la mera applicazione dei parametri del Progetto Obiettivo comporterebbe la chiusura di diversi punti nascita, per alcuni dei quali è invece necessario prevedere la possibilità di deroga tenendo conto delle particolari condizioni geomorfologiche e di viabilità dei territori di riferimento. Per queste situazioni particolari si potrà procedere alla sperimentazione di modelli organizzativi di erogazione dell'assistenza già utilizzati in altre regioni e che prevedono una forte integrazione tra più strutture ospedaliere (caratterizzate da diverse presenze di specialità appartenenti all'area funzionale materno infantile) nonché tra strutture ospedaliere e territorio (si pensi ad esempio alle case di maternità, o alla possibilità di dipartimenti interpresidi).

Più sicurezza per la madre e il bambino

Si tratta in ogni caso di disegnare una rete di punti nascita che sia in grado di garantire tempi rapidi di accesso e, al contempo, massima sicurezza della madre e del bambino attraverso un'adeguata presenza delle necessarie figure professionali.

Nell'ambito del percorso di assistenza alla nascita si vuole migliorare la messa in rete dei vari servizi di 1° e 2° livello e rafforzare il ricorso alle attività consultoriali, anche facilitandone l'accesso e garantendo la continuità del percorso nella presa in carico dell'intero ciclo della gravidanza, del parto e del puerperio.

Per tali ragioni dovranno essere avviate o potenziate tutte le azioni che promuovano la fisiologicità dell'evento e gli aspetti umani, comunicativi e relazionali.

Dovranno, altresì, essere facilitati e assicurati gli accessi ai livelli superiori, per l'aspetto diagnostico e terapeutico, garantendo omogeneità di prestazioni in tutto il territorio regionale e attivando servizi in rete.

Assistenza al parto e al puerperio

Altri obiettivi da raggiungere nell'ambito dell'assistenza al parto e al puerperio sono:

l'assistenza di almeno l'80% delle gravide e dei neonati ad alto rischio presso unità di terzo livello;

l'attivazione di percorsi per il parto-analgesia, uniformando i comportamenti delle diverse strutture;

la definizione di protocolli operativi per la riduzione del ricorso al parto cesareo, quando non motivato da esigenze cliniche e di sicurezza della madre e del bambino, in particolare nelle strutture di I e II livello dove più frequentemente si concentrano i casi di inappropriatezza;

la definizione di protocolli operativi per il trasporto in utero e per il trasporto protetto neonatale, che prevedano la riduzione del trasporto neonatale con incremento di quello in utero;

l'adozione di interventi rivolti alla umanizzazione dell'assistenza alle donne;

l'attivazione di percorsi specifici per le donne straniere nel rispetto delle diverse culture di appartenenza anche mediante gli interventi di mediazione culturale da realizzare attraverso iniziative di formazione degli operatori;

la formazione degli operatori su comunicazione della diagnosi e primo sostegno ai genitori in caso di nascita di un bambino con deficit;

l'immediata attivazione di percorsi di supporto alla famiglia, anche con la collaborazione delle associazioni dei familiari, in caso di nascita di un bambino con deficit.

ADIP

la sperimentazione della Assistenza Domiciliare Integrata in Puerperio (ADIP), erogata dalle strutture sanitarie in supporto alla dimissione precoce di madre e neonato.

Tutela del nascituro

È ormai accettato dall'intera comunità scientifica che i mesi di gravidanza sono fondamentali per la qualità della vita del neonato.

Tale consapevolezza non è però ancora pienamente entrata nel sentire comune, per cui ancora carenti sono le politiche sociali e sanitarie finalizzate all'educazione della gestante, alla prevenzione dei comportamenti devianti (tossicodipendenze, alcolismo, tabagismo), al sostegno ed al monitoraggio della qualità della vita del nascituro.

Obiettivo del presente Piano è la predisposizione, in ciascuna ASL, di un programma di intervento volto a sostenere le donne in gravidanza, a promuovere stili di vita protettivi per la saluto del nascituro, a prevenire comportamenti devianti e a rischio per la madre e il nascituro, anche in collaborazione con i servizi sociali dei Comuni e i Servizi di Tutela, quando necessario.

L'area pediatrica

Riorganizzare i servizi

Per la tutela della salute nell'area pediatrica è necessario prevedere alcune azioni inerenti l'organizzazione dei servizi che si prendono cura dei problemi sanitari dell'infanzia, con caratteristiche specifiche per il neonato, il bambino e l'adolescente sino a 18 anni, che si riportano di seguito:

la riorganizzazione in rete delle strutture ospedaliere e territoriali pediatriche su tre livelli di intensità assistenziale come da Progetto Obiettivo Materno Infantile;

il monitoraggio dei neonati con basso peso alla nascita e quello delle malformazioni congenite e l'osservazione epidemiologica delle malattie genetiche, attraverso la creazione degli appositi registri;

il coordinamento e l'integrazione tra i pediatri di libera scelta e gli altri servizi (continuità assistenziale, consultorio, medicina dello sport, unità operative ospedaliere, centri di riferimento per particolari patologie, servizi riabilitativi e unità di salute mentale per bambini e d adolescenti);

la riduzione del livello di inappropriatezza dei ricoveri in età pediatrica per cure di primo livello;

la umanizzazione dell'assistenza attraverso interventi di qualificazione del personale, adeguamento delle strutture, ospitalità del genitore durante il ricovero.


Parti e ricorso al cesareo - Dati SDO 2003-2005

Strutture

2003*

2004

2005

N. parti
(a)

N. cesarei
(b)

b/a %

N. parti
(a)

N. cesarei
(b)

b/a %

N. parti
(a)

N. cesarei
(b)

b/a %

ASL 1

OSPEDALE SANTISSIMA ANNUNZIATA SASSARI

1.244

525

42,2

1.410

622

44,1

1.437

663

46,1

OSPEDALE CIVILE ALGHERO

317

136

42,9

300

140

46,7

313

144

46,0

OSPEDALE ANTONIO SEGNI OZIERI

325

118

36,3

322

144

44,7

304

115

37,8

CASA DI CURA POLICLINICO SASSARESE SASSARI

607

236

38,9

537

207

38,5

605

302

49,9

ASL 2

OSPEDALE CIVILE TEMPIO PAUSANIA

289

118

40,8

296

126

42,6

313

143

45,7

OSPEDALE MERLO LA MADDALENA

126

43

34,1

97

25

25,8

103

35

34,0

OSPEDALE SAN GIOVANNI DI DIO OLBIA

801

223

27,8

763

239

21,3

831

251

30,2

ASL 3

OSPEDALE SAN FRANCESCO NUORO

1.139

424

37,2

1.128

408

36,2

1.297

442

34,1

OSPEDALE CIVILE SORGONO

141

70

49,6

129

67

51,9

129

58

45,0

OSPEDALE CIVILE BOSA

151

63

41,7

145

62

42,8

220

80

36,4

OSPEDALE CIVILE ISILI

157

75

47,8

160

75

46,9

152

60

39,5

ASL 4

OSPEDALE CIVILE LANUSEI

387

98

25,3

390

123

31,5

352

64

18,2

ASL 5

OSPEDALE SAN MARTINO ORISTANO

750

233

31,1

680

215

31,6

766

256

33,4

OSPEDALE DELOGU GHILARZA

186

85

45,7

142

61

43,0

-

-

-

ASL 6

OSPEDALE CIVILE SANGAVINO

600

171

28,5

622

196

31,5

540

146

27,0

ASL 7

OSPEDALE SIRAI CARBONIA

396

148

37,4

418

175

41,9

438

179

40,9

OSPEDALE SANTA BARBARA IGLESIAS

286

99

34,6

326

121

37,1

281

88

31,3

ASL 8

OSPEDALE SAN GIOVANNI DI DIO CAGLIARI

1.339

492

36,7

1.234

513

41,6

1.211

497

41,0

OSPEDALE (SANTISSIMA TRINITÀ) CAGLIARI

700

292

41,7

669

321

48,0

588

289

49,1

OSPEDALE SAN MARCELLINO MURAVERA

124

55

44,4

128

55

43,0

125

49

39,2

CASA DI CURA SANT'ANNA OSTETRICIA E GIN. CAGLIARI

390

155

39,7

639

304

47,6

625

307

49,1

CASA DI CURA CITTA' DI QUARTU QUARTU SANT'ELENA

10

9

90,0

60

36

60,0

223

88

39,5

CASA DI CURA VILLA ELENA CAGLIARI

854

352

41,2

648

222

34,3

665

221

33,2

Brotzu

OSPEDALE SAN MICHELE CAGLIARI

1.571

521

33,2

1,389

511

36,8

1,334

521

39,1

TOTALE

12.890

4.741

36,8

12.632

4.968

39,3

12.852

4.998

38,9

Fuori regione

213

79

37,1

224

93

41,5

204

82

40,2

*

Mancano circa 200 SDO presidio Santissima Annunziata (DRG 391 neonato sano)


La continuità assistenziale

La situazione attuale

Il servizio di continuità assistenziale assicura interventi domiciliari e territoriali per le urgenze notturne, festive e prefestive. Attualmente è articolato in 192 punti di guardia medica, distribuiti nel territorio regionale come riportato nella cartina allegata e occupa circa 860 medici per un monte ore complessivo di circa 29.000 all'anno.

Rispetto alla media nazionale di 0,2 medici di guardia medica per 1.000 abitanti, il dato relativo alla Sardegna è decisamente superiore (0,5 per mille), dato giustificato dalle condizioni geomorfologiche del territorio e dalle caratteristiche della rete viaria.

La situazione è caratterizzata da una diffusa presenza di punti nel territorio regionale (in circa la metà dei comuni dell'isola); la parcellizzazione della rete pone problemi di sicurezza degli operatori (spesso costretti a operare in situazioni di isolamento) e di efficienza del servizio.

Obiettivi di riorganizzazione

Il Piano si propone una riorganizzazione della continuità assistenziale, attraverso un progetto obiettivo, adottato ai sensi del comma 2 dell'articolo 12 della legge regionale n. 10 del 2006 entro centoventi giorni dall'entrata in vigore del Piano. La riorganizzazione è finalizzata a garantire tempestività delle risposte ed equità nell'accesso, in modo da assicurare un'effettiva continuità dell'assistenza rispetto sia ai medici di assistenza primaria sia al sistema del 118. Particolare attenzione va riservata all'esigenza di garantire la massima sicurezza al personale, già vittima di gravi episodi di violenza che hanno scosso tutto il mondo sanitario ed i cittadini sardi.

La riorganizzazione della rete di continuità assistenziale, da realizzare attraverso il coinvolgimento di tutte le componenti afferenti all'area della medicina di base nonché dei rappresentanti delle comunità locali, mira a restituire ai punti di guardia medica le caratteristiche di accoglienza e dignità dei luoghi di cura, in grado di accogliere le persone in sedi sicure, facilmente riconoscibili come strutture sanitarie integrate con le altre strutture del Servizio sanitario regionale e nelle quali i problemi di sicurezza sono affrontati attraverso una diversa localizzazione delle sedi ed un rafforzamento delle figure sanitarie presenti (e non solo attraverso la presenza di personale di vigilanza).

A tal fine, la riorganizzazione prevede:

la localizzazione dei punti di guarda medica, ove è possibile, presso i presidi sanitari o sociosanitari presenti nei territori di riferimento (pronto soccorso ospedalieri, postazioni di soccorso avanzato, associazioni di volontariato inserite nella rete dell'emergenza o, in assenza di uno dei presidi sopraindicati, anche presso strutture residenziali afferenti alla rete dell'assistenza residenziale territoriale); nel caso di allocazione presso i pronto soccorso e presso le postazioni di soccorso avanzato dovrà essere favorita l'integrazione degli operatori afferenti ai diversi servizi anche ai fini del miglioramento delle competenze professionali;

l'accorpamento, in via sperimentale, ove è possibile, dei punti guardia nelle costituende Unità Territoriali di Assistenza Primaria (UTAP) che dovranno garantire le cure primarie 24 ore al giorno per tutti i giorni dell'anno, attraverso la presenza di medici di assistenza primaria e di continuità assistenziale, di medici specialisti, infermieri professionali ed altro personale sanitario non medico;

la riallocazione, ove possibile, sulla base degli interventi di cui ai punti precedenti, delle risorse attualmente utilizzate per il servizio di vigilanza, a favore dell'acquisizione di professioni sanitarie, risorse che rafforzino la presenza di personale di assistenza presso i punti di guardia medica (ed anche eventualmente negli interventi a domicilio) e restituiscano a tali punti le caratteristiche di luoghi di accoglienza e cura in grado di garantire sicurezza al personale ed agli utenti.

La ristrutturazione del servizio di continuità assistenziale, nell'ottica del miglioramento della qualità della prestazione sanitaria resa, persegue l'obiettivo del mantenimento dei medici attualmente impegnati nella continuità assistenziale, all'interno della riorganizzazione delle attività distrettuali.

Le dipendenze

Il crescente utilizzo, anche da parte dei giovani, di sostanze che inducono dipendenza (droghe, alcool, fumo, ecc.), e la diffusione delle dipendenze comportamentali, spesso associati a difficoltà sociali, psicologiche e mediche, determinano gravi problemi di salute che devono essere presi in carico e trattati nell'ambito dei servizi sanitari delle ASL e degli organismi pubblici e privati accreditati e del privato sociale.

Data la complessità delle problematiche e dell'articolazione degli interventi richiesti alle ASL nell'area delle dipendenze, si predilige una logica organizzativa di carattere dipartimentale (aziendale o interaziendale) laddove compatibile con l'organizzazione complessiva.

A tal fine, costituiscono obiettivi prioritari da perseguire nel triennio di validità del presente Piano:

garantire la presa in carico personalizzata delle persone con problemi di abuso/dipendenza patologica, integrando la valutazione e gli interventi di ordine farmacologico, psicologico, riabilitativo nei contesti ambulatoriali, semiresidenziali o residenziali più indicati nel singolo caso;

coordinare e raccordare le risorse e l'operatività dei diversi punti della rete dei servizi (sanitari, sociosanitari, sociali, educativi) impegnati nell'attività di prevenzione, cura e riabilitazione anche attraverso una unità di coordinamento tecnico-scientifico regionale istituita con compiti di rilevazione epidemiologica, disseminazione delle evidenze scientifiche di efficacia, monitoraggio degli interventi, formazione;

riorientare l'operatività dei servizi, promuovendo:

a) la territorializzazione dell'assistenza e l'integrazione nel distretto con gli altri servizi;

b) la diversificazione degli interventi, in accordo con l'evoluzione dei comportamenti di abuso e dipendenza e con le richieste di salute;

garantire in particolare l'integrazione con i servizi per la tutela della salute mentale per assicurare la presa in carico integrata dei pazienti in situazione multiproblematica. A tal fine si prevede la formulazione di uno specifico atto di indirizzo che assicuri la piena collaborazione dei servizi per le dipendenze e di quelli per la salute mentale, in presenza di problemi di abuso e dipendenza associati a livelli significativi di sofferenza mentale;

adottare strumenti di analisi epidemiologica a livello regionale per sostenere la pianificazione degli interventi, il loro monitoraggio e la valutazione dei risultati ottenuti;

attuare programmi di prevenzione, (primaria, secondaria e terziaria) e di riduzione del danno, definiti in base alle evidenze scientifiche della loro efficacia, con l'intento di scoraggiare l'uso delle varie sostanze d'abuso (legali ed illegali) e di prevenire le complicanze (sanitarie e sociali) associate al comportamento tossicomanico;

Valorizzare ed integrare con il sistema pubblico, l'esperienza delle associazioni di volontariato operanti nel settore.

La Regione, entro 180 giorni dall'entrata in vigore del presente Piano, predispone un programma di interventi nel settore delle dipendenze (inclusi alcolismo e tabagismo), prevedendo il coinvolgimento di tutta la rete dei servizi, pubblici e privati, impegnati nella risposta a tale bisogno di salute.

Anche a tal fine, la Regione istituisce la Commissione regionale per le dipendenze con compiti di supporto all'analisi e valutazione degli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione nonché di sostegno tecnico nella promozione delle iniziative.

Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1

Il terzo capoverso è soppresso. (351)

Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1

Al quinto capoverso (Integrazione dei processi di cura), all'ultima riga, la parola "professionale" è soppressa. (355)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1

Il terzo capoverso è sostituito dal seguente:

"L'Assessorato regionale alla Sanità, sentito il parere della competente Commissione Sanità consiliare e di tutti gli organismi territoriali cointeressati dalla normativa vigente, definisce gli indirizzi per l'assetto organizzativo delle ASL e individua numero e pertinenza territoriale dei distretti di ciascuna ASL". (352)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1

Al quarto capoverso (Obiettivi strategici), alla dodicesima riga, il periodo che inizia con le parole "Il raggiungimento" e termina con le parole "dell'ospedale", è sostituito dal seguente:

"Il raggiungimento di tali obiettivi rappresenta la precondizione necessaria per iniziare l'azione di riduzione dei posti letto ospedalieri e del tasso di ospedalizzazione previsto dalla normativa nazionale e di graduale superamento della rete di prestazioni ambulatoriali impropriamente fornite al territorio all'interno della rete ospedaliera. Nel triennio di vigenza del Piano, le corrispondenti manovre finanziarie individueranno gli specifici finanziamenti aggiuntivi dedicati che verranno trasferiti alle ASL nelle annualità di competenza per garantire l'infrastrutturazione della risposta sanitaria territoriale, indispensabile per il riequilibrio della rete assistenziale". (353)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1

Al quinto capoverso, lo schema grafico, è sostituito con il seguente:

Il grafico è agli atti del Consiglio. (358)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1

Al settimo capoverso (Sviluppare risposte integrate sociosanitarie), l'ultimo periodo, che inizia con le parole "Particolare attenzione", è sostituito con il seguente:

", Per superare le disuguaglianze che ne potrebbero conseguire, il Distretto deve potenziare l'informazione ai cittadini, attivare sistemi unificati di prenotazione, attuare soluzioni favorenti l'accesso unitario a tutti i servizi sanitari e sociali nel contesto delle quali trovino integrazioni i punti unici d'accesso per le prestazioni sanitarie complesse.

Il Distretto dovrà occuparsi di verificare la qualità dell'attività assistenziali attraverso i meccanismi di governo clinico che rendano protagoniste del controllo le stesse professionalità operanti all'interno del sistema. Nell'ambito della contrattazione decentrata per la Medicina Generale e la Pediatria di Libera Scelta verranno individuate apposite risorse economiche da utilizzare per garantire l'ampliamento degli orari di accesso all'ambulatorio del medico di Medicina generale". (357)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1

L'ottavo capoverso (Nuclei di cure primarie), è sostituito dal seguente:

"Nell'ambito del progetto di riqualificazione della continuità assistenziale, la cui presentazione è prevista dal presente Piano, potrà essere valutata la possibilità della sperimentazione dei Nuclei di cure primarie, che vedano coinvolti il medico di medicina generale, il pediatra di libera scelta, il medico di continuità assistenziale e l'infermiere professionale. Gli obbiettivi di salute affidati a tali Nuclei saranno definiti all'interno del progetto, così come le modalità volontarie di adesione e le forme di incentivazione economica". (359)

Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 2 - Il Distretto

Dopo il titolo: "2. Distretto" è aggiunto il seguente capoverso:

I distretti socio-sanitari sono sede di gestione, di coordinamento operativo e organizzativo dei Servizi territoriali. (190)

Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 2 - Il Distretto

Al paragrafo "2. Distretto", dopo il primo capoverso è aggiunto il seguente:

"Il Distretto deve rappresentare per i cittadini del proprio ambito territoriale il riferimento per l'accesso a tutti i servizi dell'azienda ASL e, nello stesso tempo, il polo unificante di tutti i servizi sanitari, socio sanitari e socio assistenziali territoriali, nel perseguimento degli obbiettivi del piano. Dal Distretto dipendono tutti i servizi operanti sul territorio, di tipo semiresidenziale, ambulatoriale, domiciliare, i servizi residenziali sociosanitari" (191)

Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 2 - Il Distretto

Al paragrafo "2. Distretto" dopo il terzo capoverso è aggiunto il seguente:

Il PLUS, nella prospettiva di sviluppare il sistema dei servizi alla persona, considera gli enti morali, le organizzazioni di volontariato, le famiglie, le cooperative sociali, gli enti con finalità religiose, le libere associazioni, come soggetti concorrenti alla realizzazione di un sistema di servizi alla persona sulla logica di una comunità solidale, che produce le condizioni per il proprio sviluppo (192)

Emendamento aggiuntivo Contu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - La Spisa - Licandro - Liori - Vargiu - Petrini - Amadu - Cappai - Gallus - Milia

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2

Al termine del quarto capoverso dopo le parole "personalizzazione dell'assistenza" è aggiunta la seguente frase:

"coinvolgendo i cittadini e le organizzazioni che li rappresentano compresi gli enti del Terzo Settore del privato sociale non profit." (77)

Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 2 - Il Distretto

Al sesto capoverso del paragrafo 2., prima delle parole "il medico di medicina generale" aggiungere le seguenti: "… per il proprio sviluppo …" e alla fine del periodo aggiungere il seguente "L'attività del distretto quindi è finalizzata a realizzare un elevato livello di integrazione tra i diversi servizi che erogano le prestazioni sanitarie e tra questi e i servizi socio assistenziali in modo da consentire una risposta coordinata e continuativa ai bisogni socio sanitari della popolazione…". (193)

Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 2 - Il Distretto

Alla fine del sesto capoverso, dopo le parole "delle logiche di sistema" sono aggiunte le seguenti:

"L'integrazione tra le attività del distretto, del medico di famiglia e del pediatra di base, dei poliambulatori e dell'ospedale, deve garantire la continuità assistenziale e la tempestività degli interventi" (194)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Premessa

Dopo il secondo capoverso, (L'assistenza sanitaria primaria), è aggiunto il seguente:

"È però assolutamente velleitario pensare di ottenere la fattiva collaborazione del MMG e dei PLS in un nuovo ruolo attivo, assai più impegnativo e carico di responsabilità, senza mettere in campo una complessiva strategia di coinvolgimento, che necessita di nuovi stanziamenti economici mirati, commisurati all'importanza di sistema degli obiettivi prefissati." (347)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Premessa

Dopo il terzo capoverso, è aggiunto il seguente:

"Per quanto attiene all'assistenza specialistica ambulatoriale, il presente Piano ne riconosce il ruolo fondamentale per garantire il raccordo tra la medicina generale sul territorio e l'ospedalità. La tendenza strategica individuata nel Piano, mirante al riequilibrio verso il territorio della fornitura delle prestazioni sanitarie, passa decisamente attraverso il potenziamento della diffusione dei presidi di medicina specialistica ambulatoriale, che contribuisca a rafforzare il filtro territoriale, allentando la pressione sulle strutture ospedaliere, che spesso rende obbligata la risposta sanitaria impropria". (348)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Premessa

Dopo il terzo capoverso, è aggiunto il seguente:

"Nell'ambito del processo di rilocalizzazione territoriale delle risposte sanitarie, va infine sottolineato il fondamentale ruolo che può essere svolto dalla medicina accreditata exstraospedaliera ("ex convenzionati"), che può concorrere a fornire quelle risposte di qualità, buona parte delle quali è oggi fornita impropriamente, per necessità, dalla rete ospedaliera. Per valorizzare tale ruolo è indispensabile un rapporto nuovo tra la Regione e il mondo della Sanità accreditata estraospedaliera, finalizzato alla creazione di percorsi comuni di confronto e di incontro, verso obiettivi condivisi. Solo così potranno essere pienamente sfruttate tutte le potenzialità di tale forma di assistenza che, nella garanzia della qualità delle prestazioni, può consentire al sistema significativi risparmi di scala. La crescita delle prestazioni sanitarie fornite da tale comparto può dunque andare a compensare la riduzione delle prestazioni improprie ospedaliere, rendendo ovviamente necessaria stretto monitoraggio e vigilanza da parte della Regione perché sia sempre garantita la massima qualità delle prestazioni erogate". (349)

Emendamento aggiuntivo Contu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - La Spisa - Licandro - Liori - Vargiu - Petrini - Amadu - Cappai - Gallus - Milia

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1

Al primo capoverso del sottoparagrafo "organizzazione e direzione del distretto", dopo le parole "attitudine e competenza" è aggiunta la seguente frase:

"tale ufficio di coordinamento dovrà necessariamente prevedere la presenza al suo interno di una adeguata rappresentanza degli enti privati accreditati. Questo al fine di garantire il perseguimento degli obiettivi indicati." (78)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1

Al termine del secondo capoverso (Organizzazione e direzione del distretto), è aggiunto il seguente: ", che ha punto di riferimento regionale nell'Osservatorio Epidemiologico". (350)

Emendamento aggiuntivo Contu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Licandro - La Spisa - Liori - Vargiu - Petrini - Amadu - Cappai - Gallus - Milia

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1

Al secondo punto del sottoparagrafo "obiettivi strategici", dopo le parole "semiresidenziale e residenziale" è aggiunta la seguente frase: "con il coinvolgimento anche di strutture private accreditate in grado di garantire a questo scopo la necessaria dotazione organica, organizzativa e strutturale;". (79)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1

Al quinto capoverso (Integrazione dei processi di cura), alla ventesima riga, dopo le parole "… e di riabilitazione.", è aggiunto il seguente: "A tal fine, in ciascun distretto sanitario sarà attivato un punto unico d'accesso alle prestazioni sanitarie complesse, che avrà il compito di collaborare con tutti gli attori del sistema, indirizzando correttamente i percorsi sanitari individuali. Tale funzione farà capo ad un coordinamento, collocato in posizione di staff presso ciascuna Direzione Distrettuale". (354)

Emendamento aggiuntivo Contu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Licandro - Liori - La Spisa - Vargiu - Petrini - Amadu - Cappai - Gallus - Milia

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1

Al terzo capoverso della pagina 60, dopo le parole: "ipertensione e altre patologie ad andamento cronico degenerativo sono aggiunte le seguenti: "oltre a tutte le patologie che causano disabilità fisica, psichica e sensoriale.". (80)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1

Al sesto capoverso (Risposte domiciliari..), alla terza riga, dopo le parole "..i servizi territoriali") è aggiunto il seguente: ", con particolare riferimento al rafforzamento della medicina specialistica poliambulatoriale e della medicina specialistica accreditata (ex convenzionati esterni),". (356)

Emendamento aggiuntivo Contu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - La Spisa - Licandro - Liori - Vargiu - Petrini - Amadu - Cappai - Gallus - Milia

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1

Al primo capoverso del sottoparagrafo "sviluppare risposte integrate sociosanitarie" dopo le parole "anche di lungo periodo" sono aggiunte le seguenti: "nel rispetto del diritto alla salute e del diritto a conservare l'integrazione nel proprio ambiente di vita del singolo cittadino.". (81)

Emendamento aggiuntivo Contu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - La Spisa - Liori - Licandro - Vargiu - Petrini - Amadu - Cappai - Gallus - Milia

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1

Al 4° capoverso del sottoparagrafo "sviluppare le risposte integrate sociosanitarie" dopo le parole "l'informazione ai cittadini" sono aggiunte le seguenti: "anche mediante l'utilizzo di carta dei servizi e nel rispetto del diritto di libera scelta del cittadino-utente" [...] e dopo le parole "verificare la qualità dell'attività assistenziale" sono aggiunte le seguenti: "con riferimento a criteri normativi riconosciuti (certificazione di qualità), ...". (82)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2

Al quinto capoverso, all'ottava riga, il periodo che inizia con le parole "La rete.." e finisce con le parole "….e di efficacia.", è sostituito dal seguente: "La rete ha una distribuzione territoriale disomogenea e, a causa della carenza di risposte specifiche da parte del sistema pubblico, è stata costretta negli anni a vicariare l'insufficienza della risposta socio-sanitaria regionale sarda, con conseguenti, inevitabili ricadute sull'appropriatezza e sull'efficacia della prestazione resa.". (361)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2

Al sesto capoverso (Obiettivi), alla trentatreesima, all'ottavo punto, il periodo che è compreso tra le parole "…ad ottimizzare" e "..di disabilità;", è sostituito dal seguente: ", con particolare attenzione all'intercettazione precoce di tali disabilità, attraverso adeguati programmi di screening nella prima età pediatrica, che possano consentire il riconoscimento precoce, con conseguente, immediato avvio dell'approccio terapeutico, in grado di ridurre la portata e la risonanza della disabilità;". (364)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2

Al sesto capoverso (Obiettivi), alla trentasettesima riga, il nono punto, è sostituito dal seguente: "realizzazione di un programma sperimentale di sport terapia, per il quale saranno stanziate adeguate risorse economiche nell'ambito delle manovre finanziarie del triennio di vigenza del presente Piano, che preveda l'attività sportiva dei disabili come opzione alternativa o integrativa rispetto alla fisioterapia, che consenta di valorizzare, salvaguardare ed estendere le positive esperienze di Sassari, di La Maddalena e Cagliari, rafforzando i rapporti di collaborazione con l'Esercito Italiano per quanto attiene alle attività connesse all'ippoterapia, sviluppando il coinvolgimento delle organizzazioni sportive di volontariato aderenti al Comitato Italiano Paraolimpico". (365)

Emendamento sostitutivo parziale Frau - Cocco - Lai - Uggias - Bruno

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2

Nel 1° capoverso di pag. 64, alla fine dell'ultimo punto le parole "…da sviluppare in collaborazione con le organizzazioni sportive di volontariato aderenti al comitato italiano paraolimpico.", sono sostituite dalle seguenti: "da sviluppare in collaborazione con associazioni sportive riconosciute dal C.O.N.I. che operino esclusivamente nel campo delle disabilità". (171)

Emendamento aggiuntivo Contu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - La Spisa - Licandro - Liori - Vargiu - Petrini - Amadu - Cappai - Gallus - Milia

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2

Al secondo capoverso del paragrafo "Le risposte alle persone con disabilità" dopo le parole: "Non quindi soltanto prestazioni settoriali, ma una nuova e più qualificata capacità di presa in carico globale dei bisogni della persona e della famiglia con problemi di disabilità" sono aggiunte le seguenti: "così come attualmente garantito solo presso le strutture pubbliche e private convenzionate ex art.26". (83)

Emendamento aggiuntivo Contu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Liori - Licandro - La Spisa - Vargiu - Petrini - Amadu - Cappai - Gallus - Milia

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2

Al quarto capoverso del paragrafo "Le risposte alle persone con disabilità" dopo le parole: "Altrettanto importante è il criterio della continuità terapeutica" sono aggiunte le seguenti:

"in base al quale andranno privilegiate strutture in grado di garantire l'integrazione temporale e clinica tra le fasi successive degli interventi sanitari e sociosanitari". (84)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2

Al quinto capoverso, alla quarta riga, dopo le parole "…riabilitazione estensiva.", è aggiunto il seguente: "Tale rete si è notevolmente sviluppata negli anni in Sardegna, anche a causa della carenza di una soddisfacente risposta pubblica ed ha per lungo tempo sostanzialmente consentito di fornire una risposta accettabile e talora addirittura soddisfacente ai bisogni sanitari e socio sanitari di una parte particolarmente debole della popolazione sarda. All'interno di tale rete si sono formate o sono confluite le professionalità del settore, sino a costituire una riserva di conoscenza e di competenza che non può e non deve essere trascurata nella fase di ridefinizione e miglioramento della qualità della specifica e delicata offerta, che è tra gli obiettivi del presente Piano.". (360)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2

Al quinto capoverso, alla quindicesima riga, dopo le parole "..fuori Regione.", è aggiunto il seguente: "che ha sede nel territorio della ASL 3 di Oristano, che opera e continuerà ad operare in regime extraospedaliero.". (362)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2

Al sesto capoverso (Obiettivi), alla terza riga, dopo le parole "..globale intensiva", è aggiunto il seguente: ", la cui recettività non dovrà essere computata all'interno della dotazione regionale di posti letto". (363)

Emendamento aggiuntivo Contu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - La Spisa - Licandro - Liori - Petrini - Amadu - Cappai - Gallus - Milia - Vargiu

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2

Al 1° capoverso del paragrafo "Regole ed interventi…" è aggiunto il seguente punto: "La scelta da parte della Regione, sul modello toscano, di adottare il metodo della concertazione in tema di politica di elaborazione tariffaria relativamente alla riabilitazione extraospedaliera, attraverso il riconoscimento e l'interlocuzione con il Coordinamento dei Centri di Riabilitazione della Sardegna da istituirsi all'uopo, quale organismo di rappresentanza dell'intero settore anche nelle sue diverse articolazioni (post-acuta, neuropsichica intensiva ed estensiva, età evolutiva.)". (87)

Emendamento aggiuntivo Contu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Liori - La Spisa - Petrini - Amadu - Cappai - Gallus - Milia - Vargiu

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2

Al paragrafo "Regole e interventi per la riqualificazione" al termine del 2° punto del 1° capoverso sono aggiunte le seguenti parole:

"tenendo conto delle reali necessità assistenziali rilevate sull'utente". (85)

Emendamento aggiuntivo Contu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Licandro - La Spisa - Liori - Petrini - Amadu - Cappai - Gallus - Milia - Vargiu

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2

Al paragrafo "Regole e interventi per la riqualificazione" al termine del 5° punto è aggiunta la seguente frase:

"tenendo conto che tali tariffe sono ferme da diversi anni, dovrà essere differenziato a seconda della patologia come avviene già in alcune regioni d'Italia;". (86)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2

Al paragrafo intitolato "Riqualificazione delle strutture residenziali per soggetti non autosufficienti", al termine del terzo capoverso, è aggiunto il seguente: "Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del presente Piano, sentiti i Direttori Generali delle ASL, la Regione presenta alla competente Commissione Sanità una dettagliata ricognizione sulla presenza di RSA operative o autorizzate nel territorio regionale, sul livello qualitativo dell'attuale offerta, sulla distribuzione per aree geografiche e sull'adeguatezza numerica dell'offerta rispetto alle esigenze della domanda. Unitamente a tale documento ricognitivo, e sulla base delle risultanze contenute in esso, l'Assessorato proporrà un proprio programma che individui gli obiettivi a regime della rete di RSA della Regione Sardegna e valuti le necessità economiche correlate al loro pieno e soddisfacente funzionamento". (366)

Emendamento sostitutivo parziale Caligaris

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3

Il secondo capoverso del sottoparagrafo "Neuropsichiatria infantile e dell'adolescenza (NPIA)" è sostituito dal seguente: "I servizi di N.P.I.A., integrati e completi di professionalità multidisciplinari e di strutture, devono essere coordinati da un medico specialista in neuropsichiatria infantile quale responsabile aziendale e devono occuparsi in modo unitario della fascia di età 0-18 per rispondere alle esigenze delle diverse fasi dell'età evolutiva, tenendo comunque presente la necessità di interventi articolati e continuativi anche in rapporto con gli altri servizi sanitari dedicati". (5)

Emendamento sostitutivo parziale Caligaris

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3

All'inizio il terzo capoverso del sottoparagrafo "Neuropsichiatria infantile e dell'adolescenza (NPIA)" è sostituito parzialmente nel modo seguente: "L'operatività di ogni servizio N.P.I.A., che deve rivolgersi a un bacino di riferimento di circa 30.000 abitanti, prevede…" (4)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3

Nel paragrafo intitolato "Neuropsichiatria infantile e dell'adolescenza", alla diciannovesima riga, il periodo che inizia con le parole "I servizi di NPIA.." e finisce con le parole "…loro famiglie." è sostituito dal seguente: "Particolare attenzione dovrà essere posto al problema del riconoscimento precoce e del trattamento dell'autismo, per garantire adeguato supporto terapeutico ai piccoli pazienti e alle loro famiglie e consentire l'intervento di sostegno che possa garantire la maggior speranza di recupero in ciascuna situazione. In tal senso, il Centro per l'Autismo operante presso l'Azienda Ospedaliera Brotzu dovrà diventare il punto di riferimento funzionale dei servizi dedicati a tale patologia che dovranno essere presenti all'interno di ciascuna ASL, con personale e risorse commisurato alle esigenze del territorio di riferimento". (369)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3

Al secondo capoverso, alla quattordicesima riga, dopo le parole "…disagi psicologici.", è aggiunto il seguente: "E' nata e si è sviluppata, affermandosi scientificamente come specialità autonoma, la disciplina dell'Adolescentologia che segue e tratta le problematiche di salute fisica e psichica di tale, delicata età anagrafica". (367)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3

Al termine del secondo capoverso, è aggiunto il seguente: "va inoltre ricordata la presenza attiva della Sardegna nei programmi di cooperazione sanitaria internazionale, che può portare la nostra Regione al centro delle risposte sanitarie per alcune, importanti patologie pediatriche dell'area del Mediterraneo, introducendo complesse problematiche di assistenza ai piccoli pazienti e alle loro famiglie, a cui è necessario dare adeguate risposte sociali e sanitarie". (368)

Emendamento aggiuntivo Ibba

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3

A pagina 68 dopo il terzo capoverso del sottoparagrafo "Neuropsichiatria infantile" aggiungere: "Per tale finalità si prevede la costituzione di un centro di riferimento per l'accoglienza di adolescenti e giovani adulti fino ai 25 anni affetti da disturbi psichici che sono sottoposti a provvedimenti dell'autorità giudiziaria". (6)

Emendamento aggiuntivo Caligaris

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3

Alla fine dell'ultimo capoverso del sottoparagrafo "Neuropsichiatria infantile e dell'adolescenza (NPIA)" dopo "regionale" aggiungere: "con l'apposita Commissione per la salute neuropsichica dei bambini e degli adolescenti". (2)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3

Nel paragrafo intitolato "consultori", al quarto capoverso (Tutela della donna e della maternità), dopo le parole "della donna…", è aggiunto il seguente: ", di tutela della salute del nascituro". (370)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3

Nel paragrafo intitolato "consultori", al quarto capoverso (Tutela della donna e della maternità), alla quinta riga, dopo il primo punto, è aggiunto il seguente: "L'intercettazione delle gravide con abitudini che comportano il rischio di tossicità per il prodotto del concepimento (tabagismo, alcolismo, utilizzo di sostanze stupefacenti o di farmaci tossici per il feto) e la incentivazione della loro partecipazione volontaria a programmi di disassuefazione". (371)

Emendamento aggiuntivo Caligaris

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3

Nel quinto capoverso del sottoparagrafo "I consultori" al quarto punto dopo "cesareo" aggiungere: "e a prevenire la depressione post partum;". (3)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3

Nel paragrafo intitolato "Il percorso nascita", dopo il quinto capoverso, è aggiunto il seguente: "In realtà, ci sarebbe anche una differente ipotesi di lavoro, più attenta alle peculiarità della distribuzione demografica della popolazione sarda, della carenza della rete viaria e del diritto di ciascun cittadino sardo alla scelta di nascere nel territorio in cui vive. Dallo sviluppo di tale ipotesi di lavoro conseguirebbe la previsione del mantenimento degli attuali Reparti di Ostetricia negli ospedali sardi ove è presente, quanto meno per garantire il percorso nascita in tutte le gravidanze per le quali è ragionevolmente possibile prevedere un parto non complicato. In questo modo verrebbe mandato un forte messaggio identitario alle comunità locali perché possano continuare a riconoscersi e ad avere come punto di riferimento le strutture ospedaliere della propria area territoriale. Tale scelta dovrebbe però essere accompagnata dallo stanziamento di adeguate risorse economiche per potenziare gli Ospedali periferici, dotandoli di tutte le figure professionali e di tutte le apparecchiature tecnologiche indispensabili a garantire un percorso nascita di qualità. E' dunque evidente che tale opzione confligge con scelte di economia sanitaria contenute all'interno del presente Piano, che scelto di privilegiare comprensibili esigenze di compressione della spesa ospedaliera, rispetto alla possibilità di garantire ai cittadini dei territori periferici e decentrati una opzione ostetrica di qualità all'interno degli ospedali di dimensione minore.". (373)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3

Nel paragrafo intitolato "Il percorso nascita", all'ottavo capoverso (Assistenza al parto e al puerperio), alla terza riga, è aggiunto il seguente punto: "la realizzazione di un'indagine che consenta di accertare quali siano le motivazioni che giustificano lo scostamento percentuale dei parti cesarei nei punti nascita della Sardegna rispetto alla media nazionale". (372)

Emendamento aggiuntivo Pacifico - Masia - Frau - Cocco - Uggias - Lanzi - Ibba - Bruno - Lai

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3

A pagina 73, al primo punto, dopo le parole "con incremento di quello in utero" sono aggiunte le seguenti parole: "attraverso la cardiologia pediatrica di Cagliari e Sassari, il potenziamento della diagnosi precoce delle patologie congenite cardiache". (196)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3

Nel paragrafo intitolato "Tutela del nascituro", alla quarta riga, dopo le parole "…nel sentire comune" sono aggiunte le seguenti: "e di una parte degli stessi operatori sanitari,". (374)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.4

Nel secondo capoverso (Obiettivi di riorganizzazione), alla quattordicesima riga, la parola "restituire" è sostituita dalle parole "dare finalmente". (378)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.4

Al terzo capoverso, il secondo punto, che inizia con le parole "l'accorpamento..", è sostituito dal seguente: "Lo stanziamento di adeguate risorse finanziarie finalizzate all'aggiornamento professionale e all'incentivazione economica per la partecipazione volontaria di tutti gli operatori coinvolti nella fase di avvio della sperimentazione delle Unità Territoriali di sperimentazione dovranno essere contenute all'interno del progetto obiettivo sulla Continuità Assistenziale di cui sopra e dovranno essere concordate con i sindacati medici e sanitari di categoria". (379)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.4

Il quarto capoverso, che inizia con le parole "La ristrutturazione….", è sostituito dal seguente: "La ristrutturazione del servizio di continuità assistenziale, nell'ottica del miglioramento della qualità della prestazione sanitaria resa, persegue l'obiettivo del mantenimento degli attuali livelli di occupazione, anche valutando ipotesi di impegno dei medici dell'attuale continuità assistenziale in altre attività sanitarie distrettuali". (380)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.5

Nel primo capoverso, alla trentacinquesima riga, il punto che inizia con le parole "adottare strumenti…" è sostituito con il seguente: "Collaborare con l'Osservatorio Epidemiologico regionale per sostenere la pianificazione degli interventi, il loro monitoraggio e la valutazione dei risultati ottenuti". (385)

Emendamento sostitutivo parziale Petrini - Contu - Licandro - La Spisa - Randazzo Vittorio - Artizzu - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.5

L'ultimo capoverso di pag. 78 è sostituito dal seguente: "La Regione, entro 90 giorni dall'entrata in vigore del presente piano, predispone un programma di interventi nel settore delle dipendenze (inclusi alcolismo e tabagismo), prevedendo il coinvolgimento di tutta la rete dei serivzi pubblici e privati, impegnati nella risposta a tale bisogno di salute.

Anche a tal fine, e nello stesso termine di 90 giorni, la Regione istituisce la Commissione regionale per le dipendenze con compiti di supporto all'analisi e valutazione degli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione nonché di sostegno tecnico nella promozione delle iniziative.". (108)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.4

Nel primo capoverso (La situazione attuale), alla dodicesima riga, dopo le parole "…della rete") è aggiunto il seguente: ", correlata alla grande dispersione geografica della popolazione sarda e alle note carenze dell'infrastrutturazione viaria,". (376)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.4

Nel primo capoverso, all'undicesima riga, dopo le parole "…dell'isola) è aggiunto il seguente: ", che obbedisce alla necessità di portare la risposta sanitaria di base dell'emergenza quanto più possibile vicino alla residenza di ciascun cittadino sardo;". (375)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.4

Nel secondo capoverso (Obiettivi di riorganizzazione), alla decima riga, dopo le parole "…cittadini sardi") è aggiunto il seguente: "Tale protezione viene oggi garantita da un servizio di vigilanza armata che, nelle attuali condizioni, appare irrinunciabile.". (377)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.5

Nel primo capoverso, alla sesta riga, dopo le parole "…privato sociale.", è aggiunto il seguente: "In particolare, in Sardegna il consumo eccessivo di sostanze alcoliche, soprattutto all'interno delle comunità locali più periferiche e di minori dimensioni, assume profili di particolare rilievo sociale, a cui sono collegate implicazioni di carattere sanitario che obbligano a moltiplicare le attenzioni nella prevenzione e nel recupero dei comportamenti devianti". (381)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.5

Nel primo capoverso, alla dodicesima riga, dopo le parole "…presente Piano:", è aggiunto il seguente punto: "intervenire con particolare efficacia nelle fasce d'età adolescenziali, che appaiono quelle più deboli rispetto all'aggressività del fenomeno, agli interessi di mercato e ai condizionamenti dell'ambiente sociale". (382)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.5

Nel primo capoverso, alla tredicesima riga, dopo le parole "…presente Piano:", è aggiunto il seguente punto: "garantire un intervento mirato sul riconoscimento e sulla intercettazione dell'abuso di sostanze da dipendenza da parte della donna in gravidanza, al fine di tutelare pienamente la salute del nascituro". (383)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Capelli - Gallus - Licandro - Murgioni - Diana - Liori - Artizzu - Sanna Matteo - Rassu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 2 - Paragrafo 2.5

Nel primo capoverso, alla ventunesima riga, dopo la parola "…epidemiologica", è aggiunto il seguente: ", istituita con compiti di raccolta di dati epidemiologici, da trasmettere all'Osservatorio Epidemiologico Regionale,". (384).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, accetterò il consiglio di utilizzare una piccola parte dei 10 minuti a mia disposizione. Siccome il Capitolo 2 della Parte II, "Obiettivi di sistema", è un capitolo piuttosto complesso e ha paragrafi molto importanti, io vorrei fare alcune considerazioni solo su uno di essi, cioè sulla guardia medica. E' una cosa che noi in Provincia di Oristano sentiamo moltissimo.

Io non sono assolutamente d'accordo sul fatto che, per la continuità assistenziale, noi dobbiamo adeguarci ai parametri nazionali, cioè di 0,2 medici di guardia ogni 1000 abitanti, mentre in Sardegna la media è 0,5, anche se. poi ammettete che questo dato è condizionato dalle condizioni geomorfologiche del territorio e dalle caratteristiche della rete viaria, termine che è gentilmente eufemistico solo per dire che, nelle zone interne della Sardegna, ci si mette più tempo che nel raccordo anulare di Roma. Diciamo però in ogni caso che lo 0,5 per cento non rende merito, perché se noi dovessimo rapportare il numero dei medici di guardia medica della Sicilia (che molto probabilmente, io questo non lo so, rispetta i parametri nazionali, quindi 1200-1300 medici, rispetto a quelli che abbiamo noi), vediamo se riusciamo a capire quale può essere il rapporto della distribuzione territoriale del servizio. Poi scrivete che la situazione è caratterizzata da una diffusa presenza di punti nel territorio regionale e che è presente in circa la metà dei comuni dell'isola; però io insisto nel dire che la Provincia di Oristano ha il 10 per cento della popolazione ma il 25 per cento dei comuni, e che attualmente si ritrova con soltanto 28 comuni con sede di guardia medica che, secondo quello che dicono i responsabili della ASL, dovrebbero essere ridotti a 16.

Io voglio chiudere l'intervento, non vado avanti, però, Assessore, io devo lanciare un appello, vorrei che lei mi sentisse: visto che non lo fa il nostro manager, faccia aprire, per favore, la sede di guardia medica del Comune di Solarussa, perché quell'ambulatorio chiuso è un dito puntato contro tutte le istituzioni, sappiamo quello che è successo, non voglio ricordare e rivangare il passato, ma lo chiedono tutti, lo chiedono le associazioni, lo chiedono gli abitanti, lo chiedono i comuni, è assolutamente un dovere morale riaprire quella sede.

Quella sede oramai è destinata a diventare un simbolo di quello che oggi rappresenta in Sardegna il servizio di guardia medica, cioè è un simbolo che dimostra che la violenza non può avere il sopravvento sullo spirito di servizio, sull'abnegazione di questi medici che svolgono un ruolo ingrato. Io mi fermo qui per mantenere la promessa e mi aspetto che ci siano dei riscontri positivi nel più breve tempo possibile.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io farò la stessa cosa che ha fatto il collega Licandro, cioè controllerò l'orologio e utilizzerò meno del tempo che è a mia disposizione seguendo il filo del ragionamento che abbiamo fatto e che ci ha consentito di avere un confronto sulle parti del Piano, quindi che ha soddisfatto l'esigenza che, come minoranza, noi avevamo più volte manifestato. Eviterò di essere puntuale e preciso sui singoli emendamenti e mi concentrerò esclusivamente su un argomento. E' un argomento importante, perché alla fine è un elemento di criticità del Piano ed è difficile discuterlo stasera, ma tanto torna, quindi è un argomento sul quale è necessario che, in qualche maniera, ragioniamo.

Colleghi, assessore Dirindin, se fosse possibile, lo so che lei è stanca almeno quanto me, le chiederei tre minuti di attenzione, perché vorrei che lei mi dicesse, o mi facesse dire, se c'è una parte del mio ragionamento che non è corretta. Fino a questo momento, noi abbiamo parlato della funzione degli ospedali e ci siamo detti che gli ospedali sardi, che peccano di ospedalocentricità come sistema, forniscono una risposta sanitaria impropria; abbiamo parlato, lo prendiamo come esempio, dell'Ospedale Brotzu che deve fare gli elettrocardiogrammi ai suoi ricoverati, ai pazienti che devono essere trapiantati, a pazienti critici, a pazienti raffinati, ma è evidente che non c'è motivo che l'Ospedale Brotzu abbia un ambulatorio di cardiologia collegato con il CUP che fa elettrocardiogrammi aspecifici a persone che possono essere ben soddisfatte da altre parti. Bene, dobbiamo porci il problema, quando otteniamo di ridurre o di eliminare questa inappropriatezza che ci aiuta anche a dare una ristrutturazione generale ai servizi dell'ospedale, utile, virtuosa, dobbiamo pensare dove daremo questa risposta.

Allora io lo chiedo a tutti i colleghi: i pazienti che non potranno più andare in ospedale ad ottenere questa risposta, perché è impropria in ospedale, dove la otterranno? Nei nostri emendamenti, c'erano due risposte che, a nostro avviso, non erano neanche in contrapposizione tra loro, ma erano due risposte che seguivano due filoni entrambi possibili; uno diceva che abbiamo le strutture specialistiche poliambulatoriali, nel senso che noi abbiamo già strutture pubbliche, all'interno delle quali operano dei professionisti, abbiamo tutti la sensazione che queste strutture pubbliche non siano pienamente utilizzate, siano male organizzate, siano mal disperse nel territorio, le potenziamo, diamo loro un ruolo maggiore, motiviamo i professionisti che ci lavorano dentro, otteniamo un risultato che copre parzialmente una domanda. Ma noi diciamo anche che ci sono delle altre strutture, che sono le strutture accreditate, all'interno delle quali, io credo a basso costo, mi corregga lei che è economista sanitaria se mi sto sbagliando, siamo in grado, a basso costo, di dare delle prestazioni che sono quelle che non vogliamo più dare nell'ospedale, ma che ci sono, perché c'è la domanda, quindi, stiamo addirittura pensando di portarle verso i pazienti, cioè verso la sede di residenza dei pazienti.

Quindi, chiedevamo che venisse precisato nel Piano che c'era un'attenzione specifica verso queste strutture, che erano valorizzate, che erano incentivate a migliorarsi, che erano comunque motivate a dare una prestazione importante nel contesto complessivo di un sistema integrato. Quando abbiamo sottolineato questa posizione, ci è stato risposto, da autorevoli rappresentanti della maggioranza, che queste strutture vanno depotenziate, per la presenza di un eccesso di offerta, e quindi c'è la volontà di ridurre l'offerta sanitaria.

Insomma, questa è la parte che ci spaventa di questo Piano sanitario, nel senso che noi non crediamo che, in questo momento, ci sia un problema di riduzione delle prestazioni offerte, crediamo che ci sia un problema sicuramente di riqualificazione della spesa, di ridestinazione delle strutture, di ridiscussione del ruolo di ciascuna struttura, ma è evidente che, in questo momento, noi non pensiamo che ci sia un eccesso di offerta, forse un'improprietà di offerta, forse una inappropriatezza di una parte di offerta, che le chiediamo di correggere, ma non un eccesso di offerta. Quindi, colleghi di centrosinistra, che leggerete meno volentieri il giornale quando queste cose diventeranno tagli reali della offerta sanitaria in Sardegna, perché dobbiamo tagliare l'offerta? Perché non diciamo che, nelle more di quello che stiamo facendo, ossia la riduzione dell'ospedalocentricità, diamo tutta la dignità che meritano alle strutture che oggi, a basso costo, per l'economia sanitaria della Sardegna, possono dare quelle risposte ai cittadini che noi dobbiamo garantire, perché le liste d'attesa sono lunghe, non corte. Quindi, questo eccesso di offerta non è un eccesso di offerta reale, è un eccesso di offerta del tutto ipotetico, del tutto immaginario.

Ecco, su questo, solo su questo, ci sono sessanta emendamenti; solo su questo sarebbe utile, interessante, positivo, giusto, utile a voi, non a noi, perché se ci sono i pazienti arrabbiati che non trovano le prestazioni, voi avete fatto il Piano, mentre noi abbiamo detto che non andava bene, e sarà così anche nei prossimi due anni e mezzo, ricordatevelo. Quindi, il problema lo poniamo per voi, oltre che per i sardi.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, su questo Capitolo, noi abbiamo speso tutti, maggioranza e minoranza, tante energie per capire che, attraverso quelle linee generali che sono state date, quel filo famoso del Piano, che non condividiamo a livello filosofico, dovrà comunque snodarsi nel distretto, perché, ancora qualche momento fa, quasi non riuscivamo più a trovare il bandolo. Faccio questa affermazione perché tante cose sono state affrontate, altre, per il momento, molto probabilmente, non sono ancora mature. E' questo il rincrescimento nostro; pensare che, nel distretto, l'assistenza sanitaria comprende tutte le attività di prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione, sia in regime domiciliare che ambulatoriale, diurno, semiresidenziale, residenziale, quindi, diciamo che il distretto diventa ancora di più il riferimento. Perché? Perché la distrettualizzazione, anche se già contenuta nella "833" del '78, purtroppo, in Sardegna, non era stata mai applicata in maniera piena, non era stato mai affrontato il tema, quindi si istituzionalizza oggi, dopo la legge numero 10, la gestione territoriale dei servizi, dotando il distretto stesso di autonomia finanziaria, oltre che della competenza sanitaria e sociosanitaria, con una gestione diretta dei servizi.

Credo che ci sarà un grosso problema da superare, con l'Assessore abbiamo avuto già in Commissione l'occasione di confrontarci in merito e, per sua stessa ammissione, molto probabilmente, avremo il completamento, o l'integrazione ulteriore, di questo percorso, quando verrà predisposto il Piano assistenziale. Oggi il sistema, dopo la legge numero 23 e la legge numero 10, appare ancora monco, per cui i prossimi due anni, alla fine, anche per questo sarà un periodo di sperimentazione, di prima applicazione, di prima attivazione; del resto le competenze sono tante, c'è da crescere e da investire su fatti culturali nuovi che, a grosse linee, si tracciano.

Di sicuro, un altro problema, e ancora un punto critico, che peraltro il Piano non riesce a far proprio e soprattutto non riesce ad integrare nella proposta, è quello del coinvolgimento dei medici di medicina generale e della pediatria di libera scelta, perché manca l'elemento primo dal coinvolgimento di queste figure. Noi sappiamo che tante competenze si vogliono demandare o in tante competenze si vuole coinvolgere il medico di medicina generale e il pediatra di base, però rimane un grosso punto interrogativo sulle modalità e le risorse attraverso le quali si tende a fare l'integrazione tra l'attività esercitata nell'ambito della struttura pubblica e quella libero-professionale, esercitata quindi nell'ambito privato convenzionato. Devo dire che questo, forse, è l'aspetto più importante sul quale, magari, ci troveremo a misurarci di più e meglio in occasione del Piano assistenziale. Davvero, tutte quelle competenze culturali rivolte alla modifica dell'atteggiamento rispetto al sistema sanitario riguardo ai nostri cittadini e alla risposta ai bisogni di salute, se vogliamo modificarle, dobbiamo modificarle, appunto, attraverso la collaborazione di chi, per primo, deve dare queste risposte sul territorio. Non possiamo pensare che la continuità assistenziale continui a indirizzare i pazienti, per qualsiasi problema, sulla rete ospedaliera quando la rete ospedaliera non è più chiamata a risolvere le problematiche che invece devono essere risolte a livello territoriale.

Credo che l'efficacia di quanto contenuto in questo Capitolo, possa trovare, comunque sia, anche una spinta nella promozione di quella cultura sanitaria che (come io, per diverse volte, ho ricordato) va attivata nei percorsi dell'educazione sanitaria che vengono e devono essere esercitati fin dalla più tenera età, almeno a cominciare dal periodo della scuola dell'obbligo. Questo è solo un richiamo, chiudo anche molto velocemente, all'emendamento orale previsto, vedi pagina 59, sulla medicina scolastica. Credo che i colleghi abbiano registrato questo messaggio.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.

PACIFICO (D.S.), relatore. Si esprime parere contrario sugli emendamenti numero 351, 355, 352, 353, 358, 357, così pure sul numero 359, 190, 191, 192, 193, 194, 347, 349, 78, 350, 354, 80, 356, 81, 82, 361, 365. Si esprime parere favorevole sugli emendamenti numero 77, 348 (con una correzione), 79 (in parte), 364 e 171. L'emendamento numero 83 è sostituito da un emendamento orale alla pagina 62, al momento della votazione lo vedremo. Il parere è positivo, con una variazione del testo, per il numero 84; mentre il parere è negativo per gli emendamenti numero 360, 362, 363, 87, 85, 86, 366, 5, 4, 369, 367, 368, 6 e 2. Il parere è favorevole per il numero 370; il numero 371 si potrebbe accogliere con le modifiche che verranno proposte; parere favorevole per il numero 3; negativo per il numero 373 e per il "372". Si esprime ancora favorevole sul numero 196 qualora modificato; parere favorevole per il numero 374; negativo per il numero 378 e 379. Il parere è favorevole per il numero 380 con alcune modifiche. Si esprime parere contrario per gli emendamenti numero 385, 376, 375, così pure per gli emendamenti numero 377, 381, 382 e 383. Parere favorevole per gli emendamenti numero 108 e 384. Presidente, preannuncio che un emendamento orale verrà proposto, alla pagina 65 del testo, di cui mi riservo dopo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il parere è conforme.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 351. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 355. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

VARGIU (Riformatori Sardi). Sull'emendamento numero 355 è stato espresso parere positivo!

PRESIDENTE. Sul numero 355 è stato dato parere negativo e l'abbiamo votato…

DEDONI (Riformatori Sardi). Era positivo.

PRESIDENTE. Però, colleghi, insomma! Dobbiamo verificare se dobbiamo rifare la votazione, onorevole Vargiu, sull'emendamento numero 355 che al relatore risulta con parere negativo.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico, relatore.

PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, posso chiedere di tenerlo sospeso?

PRESIDENTE. Va bene, quindi annulliamo la votazione e sospendiamo l'emendamento numero 355. Onorevole Pacifico, arriveremo al nodo rapidamente, dopo gli emendamenti sostitutivi parziali, perché dobbiamo votare il testo. Proseguiamo.

Metto in votazione l'emendamento numero 352, parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 353, parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 358, parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 357, parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 359, parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Torniamo all'esame dell'emendamento numero 355.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Si accoglie.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 355, parere favorevole. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione il testo del Paragrafo 2.1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Onorevole Pacifico, vuole proporre l'emendamento orale alla pagina 65?

PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, propongo di inserire alla pagina 65, dopo la seconda riga, il seguente punto: "sviluppo della rete di accoglienza residenziale del "Dopo di noi" destinata anche al ricovero di sollievo per soggetti portatori di gravi handicap intellettivi, compreso l'autismo, che non abbiano la possibilità di ricevere assistenza costante presso il proprio domicilio". Posso consegnare eventualmente il testo agli uffici.

PRESIDENTE. Sì, grazie, onorevole Pacifico.

Metto in votazione l'emendamento orale al testo. Chi lo approva alzi la mano

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 190. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 191. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 192. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 77. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 193. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 194. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 347.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, sull'emendamento numero 347, che è stato un emendamento sul quale non abbiamo trovato un accordo, io avevo preso l'impegno quanto meno di sollevare il problema in Aula, nel senso che questo emendamento si poneva l'obiettivo di garantire risorse, incentivi anzi, per cui si era arrivati alla disponibilità di sostituire il termine "risorse economiche" con "incentivi", per quel sistema che è incentrato sui medici di medicina generale che ha come obiettivo far crescere il medico di medicina generale, farlo collaborare all'interno delle UTAP, riuscire a tenere aperti gli ambulatori del medico di medicina generale quanto più a lungo nel corso della giornata, affinché ci sia finalmente attivo quel famoso filtro territoriale che è fondamentale per evitare che il paziente arrivi in ospedale.

Cioè siamo sempre allo stesso ragionamento, colleghi, per il quale elenca una serie di obiettivi di principio senza individuare la strada che consente di arrivare a questi obiettivi e senza avere in mente che, per arrivare a quegli obiettivi, sarà necessario comunque cambiare il sistema, perché se i medici di medicina generale oggi non garantiscono il filtro, rispetto all'ospedale, un motivo ci sarà! Quindi non basta dire nel Piano che da domani i medici di medicina generale devono essere il filtro per l'ospedale, perché questa diventa una asserzione di principio che non ha nessuna ricaduta sulla possibilità effettiva di essere filtro.

Quindi l'idea, il ragionamento e il motivo per cui noi vi abbiamo sollecitato è quello di dire: la centralità del medico di medicina generale, la famosa centralità del medico di medicina generale, non può essere uno slogan. La centralità deve essere sollecitata, stimolata, fatta crescere professionalmente e culturalmente, sollecitata in tutti i modi anche attraverso gli incentivi economici, gli incentivi al miglioramento tecnologico delle attrezzature (che in parte già ci sono), cioè tutti quegli strumenti che consentono poi complessivamente al medico di medicina generale di essere attore fondamentale del sistema e quindi che gli consentono di svolgere davvero quel ruolo di filtro rispetto all'ospedale che, se voi vi limitate a enunciare, non si ottiene senza un cambiamento del sistema attuale.

Se è enunciato, resta quello che è adesso! Bisogna individuare la strada perché poi il sistema funzioni. E' per questo che io voterò a favore dell'emendamento numero 347 per il quale chiedo il voto a scrutinio elettronico palese.

PRESIDENTE. Prego i colleghi di predisporsi per la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 347.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Bruno ha votato contro e il consigliere PETRINI si è astenuto.

Rispondono sì i consiglieri: Cappai - Contu - Dedoni - Diana - Licandro - Liori - Lombardo - Pisano - Rassu - Sanjust - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lai - Licheri - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Serra - Uggias.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Cachia - Petrini.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 46

Votanti 43

Astenuti 3

Maggioranza 22

Favorevoli 11

Contrari 32

(Il Consiglio non approva)

Passiamo all'emendamento numero 348,. sul quale è stato espresso parere favorevole, con una correzione.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Alla quinta riga depennare le parole "diffusione dei presidi di medicina".

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 348, nel testo così modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 349.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io desideravo parlare.

PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Vargiu.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). In realtà, Presidente, avevo chiesto di parlare sul "348" ma va bene anche sul "349". Io non ho sentito nessuna risposta sul problema che è posto dall'emendamento numero 349, nel senso che l'unica risposta che io ho avuto è stata quella che un autorevole esponente della maggioranza ci ha dato nelle riunioni informali della Commissione. La ripeto, colleghi: c'è un eccesso di offerta, quindi noi andiamo a ridurre le prestazioni di specialistica in ospedale e andiamo a ridurle anche nel territorio. Sto riassumendo ovviamente perché adesso ho tre minuti soltanto, l'ho fatto in maniera un po' più articolata durante il ragionamento nella discussione generale, avevo chiesto all'Assessore se era possibile avere un chiarimento o una conferma che ciò che io avevo capito era rispondente al vero, nel senso che noi decidiamo di ridurre le prestazioni improprie, ma comunque fornite in ospedale, non le trasferiamo sul territorio agli accreditati perché riteniamo che ci sia un eccesso di offerta e quindi riteniamo di dover comprimere il numero delle prestazioni disponibili.

A me questo sembra non congruo, nel senso che la mia sensazione è che ci siano liste d'attesa, che ci siano pazienti che chiedono prestazioni congrue e competenti per singole specialità e che non ci sia una soddisfazione sufficiente da parte del sistema o comunque che anche la riqualificazione e la "riappropriatezza" delle prestazioni non possa avvenire in un quadro complessivo di tagli. Quindi, sul tema dei tagli, chiedevo garanzie, le chiedevo per i cittadini ma, l'ho detto durante la discussione generale, le chiedevo anche per ogni singolo consigliere di maggioranza che, in linea di massima, è possibile che debba andare a ricandidarsi alle prossime elezioni e avrà da parte dei cittadini una richiesta sulla disponibilità delle prestazioni sanitarie, perché questa è una delle esigenze fondamentali di ciascun cittadino. Quale sarà la risposta? Che dobbiamo fare dei tagli perché sono in eccesso le offerte di prestazioni rispetto alla domanda?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Io credo di continuare il pensiero del collega Vargiu leggendo alcune parole di introduzione del Paragrafo 2.2: "Le disabilità sono in progressivo aumento…". Ero presente anch'io quando, da parte del consigliere della maggioranza, in Commissione informale, è stata fatta l'affermazione che comunque le prestazioni erano in esubero. Io mi chiedo come fate ad affermare nel Piano che le disabilità sono in aumento quando in realtà pensate che le prestazioni sono in esubero. Magari mi farebbe piacere una risposta da parte dell'Assessore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 349. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 78. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 350.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). L'emendamento numero 350 sottolinea come il riferimento complessivo della rete della raccolta dei dati deve rimanere comunque sempre nell'Osservatorio epidemiologico regionale, cosa che, forse per la scarsa dimensione attuale dell'Osservatorio epidemiologico regionale, voi dimenticate costantemente all'interno del Piano. In realtà io so benissimo qual è il motivo della dimenticanza, cioè che le varie parti sono scritte da persone differenti quindi qualcuno sa che c'è l'Osservatorio, qualcuno ignora la presenza dell'Osservatorio, qualcuno si vorrebbe fare l'Osservatorio in casa propria e, infatti, lo scrive individuando anche la propria struttura ospedaliera come sede del posto dove vengono raccolti i dati.

Insomma, questo non può andar bene all'interno di un Piano, perché un Piano ovviamente deve avere un sistema di pianificazione complessiva. Però, colleghi, io insisto anche su un aspetto e cioè che, avendo la possibilità di avere un economista sanitario in Aula, come ieri abbiamo ascoltato il professor Gessa che ha dato una lezione magistrale, apprezzata da tutti, su argomenti importanti anche per la sua competenza scientifica, io insisterei, se fosse possibile, senza nessuna polemica, per avere un parere di tipo economico-sanitario su un argomento importante che ritorna tante volte all'interno del Piano e ritornerà anche in futuro, quindi forse levandoci il dente stasera, cercando di comprendere meglio come funziona il meccanismo o perlomeno qual è la vostra idea, perché io so bene che ogni medaglia ha due facce, quindi io sicuramente ne vedo una sola.

Allora, sarebbe utile che mi venisse prospettata anche la seconda faccia della medaglia, magari per confermare quello che il collega Lai ci ha detto durante le riunioni informali e che può darsi che sia l'ottica generale con cui la Giunta intende affrontare questo Piano; con tutto il rispetto per la competenza del collega Lai (riconosciuta e assolutamente apprezzata, come il collega Lai stesso sa) sarebbe interessante poter fruire delle competenze specialistiche in economia sanitaria del nostro Assessore che ci aiuti a comprendere meglio qual è il pezzo del ragionamento, che io sto facendo, che è sbagliato e che, in qualche maniera, ha un'altra faccia che mi farebbe piacere comprendere meglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.). Signor Presidente, sarà che ho risposto informalmente durante la Commissione, però ritengo che la risposta possa essere utile anche in Aula. Collega, la risposta in Commissione, in un tavolo che doveva trovare in qualche modo un accordo, serviva anche ad evitare di tediare l'Aula; comunque io prendo la sollecitazione come una sollecitazione a dire ufficialmente qual è la nostra posizione. La nostra posizione è la seguente: laddove esiste un eccesso di offerta si crea anche una domanda di sanità che non è detto che sia eccessiva, ma che si amplia in qualche modo. Noi pensiamo che il sistema sanitario sardo abbia ampie sacche di inefficienza nel pubblico, di inutilizzo nel pubblico, di scarso rendimento nel pubblico e intendiamo, prima di accentuare ulteriormente la risposta privata specialistica o meno, aumentare l'efficienza del sistema pubblico.

Questo è quello che io ho detto nella riunione di Commissione prima e penso che sia una posizione che possiamo esprimere ufficialmente, poi si può essere d'accordo ovviamente o non d'accordo, però mi pare (per richiamarmi in qualche modo agli accordi che abbiamo preso) che, nel concentrarci su alcuni argomenti, c'era anche il fatto di procedere con la dovuta speditezza nella differenza di opinioni che ci può in qualche modo contraddistinguere.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 350. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Per quanto riguarda l'emendamento numero 79, è stato accolto parzialmente.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, si accoglie l'emendamento sino alle parole "con il coinvolgimento anche di strutture private accreditate".

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 79, nel testo così modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 354. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 80. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 356.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Collega Lai, mi sembra che stiamo rispettando l'impegno preso in Commissione che era quello di chiudere entro la serata il Capitolo 2 "Distretto". La serata qualche volta è durata fino alle quattro del mattino, come il collega Masia le potrà sicuramente ricordare, in Commissione; sono le 20 e 40, mi sembra che l'orario sia congruo per qualche approfondimento. Io parlo in maniera assolutamente attinente all'emendamento numero 356, come lei potrà verificare, a cui esprimo il voto favorevole. Già quello che lei ha detto in Aula è un po' diverso da quello che ha detto in Commissione, è diverso in meglio, quindi, magari io mi immagino che se andiamo in comizio siamo d'accordo alla fine. Il ragionamento che io pongo (ma, ripeto, mi piacerebbe sentire sul serio, per imparare qualcosa, l'Assessore della sanità) è se voi avete accertato che in Sardegna c'è un eccesso di offerta, nel senso che è possibile che ci sia uno studio che io non conosco, che magari mi piacerebbe avere, che mi farebbe capire che in Sardegna in questo momento il numero delle prestazioni sanitarie offerte è in eccesso, questo significherebbe che le liste d'attesa sono inappropriate, nel senso che sono date da persone che, per un errore complessivo del sistema, ingolfano le liste d'attesa.

Però, questo mi deve essere detto, mi deve essere detto di quanto eccede l'offerta rispetto a ciò che dovrebbe essere e mi dovrebbe essere detto che cosa avete individuato che crea questa domanda abnorme soddisfatta poi da un'altra offerta a sua volta abnorme e mi dovreste dire quali sono i sistemi virtuosi, lo dovreste dire nel Piano, nel senso che è nell'atto di pianificazione non nelle scuri dei direttori generali che tagliano come ragionieri che c'è la virtù nella quale è depositato il ragionamento con cui viene effettuato il taglio. Io vorrei capire se i sardi sono destinati nel prossimo biennio, attraverso l'azione non virtuosa - dal mio punto di vista - dei direttori generali, ad avere una disponibilità di prestazioni sanitarie inferiori, perchè voi dite "l'offerta genera nuova domanda", benissimo! Ma noi sappiamo, se l'offerta è in eccesso rispetto alla domanda, che ci attendiamo? Perché, prima di tagliarla, dobbiamo avere la certezza che la domanda sia una domanda inappropriata, perché se questa certezza non c'è, c'è il rischio che ci sia gente che resta senza le prestazioni di sanità che sono invece necessarie.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 356, sul quale è stato espresso parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente! Avevo chiesto la votazione elettronica palese!

PRESIDENTE. Sarà la stanchezza! Dispongo che la votazione venga ripetuta e annullo la precedente votazione sull'emendamento numero 356.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 356.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Franco Sanna ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Contu - Diana - La Spisa - Licandro - Liori - Lombardo - Petrini - Pisano - Randazzo Alberto - Sanjust - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lai - Lanzi - Licheri - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù' - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Serra - Soru - Uggias.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 48

Votanti 47

Astenuto 1

Maggioranza 24

Favorevoli 12

Contrari 35

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 81.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Presidente, giusto per esprimere un concetto semplice che voglio che rimanga nella mente di noi tutti perché questo concetto credo che debba far parte della sanità sarda nella misura in cui si chiede, in questo emendamento, di inserire questa frase "nel rispetto del diritto della salute e del diritto a conservare l'integrazione nel proprio ambiente di vita del singolo cittadino". Allora, se davvero si ha la volontà politica di realizzare quanto stiamo prevedendo per i servizi territoriali, è chiaro che questo concetto verrà applicato, era un rafforzativo forse era anche pleonastico, forse è questo davvero l'obiettivo che si può raggiungere, bene, vedremo nei percorsi, almeno nei primi percorsi sperimentali se davvero si tenderà a raggiungere questo obiettivo, altrimenti ce lo ricorderemo e questo sarà appunto una traccia per ricordare che noi l'avevamo chiesto e su questo concetto volevamo fondare il Piano.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 81. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 82. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 361.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, anche in questo caso rubo tre minuti di attenzione per la dichiarazione di voto essendo il primo firmatario di un emendamento che, anche nella discussione che c'è stata, ha fatto vedere quanto di pregiudizio esiste nella discussione di determinati argomenti. Ho il piacere che rimanga all'attenzione dei colleghi, che lo vorranno ascoltare, il mio personale parere di merito nel senso che questo è un emendamento che tenderebbe a correggere l'attuale situazione di ciò che è scritto nel Piano relativamente a quella parte della medicina che ha vicariato negli anni l'assenza di risposte sociosanitarie nella Regione Sardegna. Quindi una di quelle parti che è sempre stata accusata di essere un carrozzone clientelare, di essere qualche cosa che ha succhiato risorse senza dare, di essere una macchina mangia soldi alle spalle dei sardi. Bene, con questo emendamento, noi volevamo semplicemente certificare che c'è stata una risposta che è nata in Sardegna perché mancavano risposte di altro genere, una risposta che con fatica ha dato in certi momenti risposte che il pubblico per sua scelta (quindi dovremo andare a vedere chi governava la Sardegna quando certe scelte sono state fatte) non dava.

Quindi questo emendamento chiedeva semplicemente il riconoscimento di questa situazione,cioè del fatto che quella risposta, che io stesso, che noi stessi, all'interno dell'emendamento abbiamo definito inevitabilmente non appropriata e non efficace, l'abbiamo fotografata come l'effettiva risposta ad oggi, ma nel fotografarla abbiamo anche detto che questa è stata l'unica risposta per lustri in Sardegna quindi una risposta di cui, chi l'ha data, non si deve certo vergognare .

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 361. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 364. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 365. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 171. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione il testo del Paragrafo 2.2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'emendamento numero 83.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, propongo un emendamento orale: "con il coinvolgimento delle strutture pubbliche e private convenzionate".

PRESIDENTE. Dove lo aggiungiamo, onorevole Pacifico?

PACIFICO (D.S.), relatore. A pagina 62, ottava riga, dopo le parole "(ciò che la persona 'sa o potrebbe fare').

PRESIDENTE. Onorevole Pacifico, può ripetere?

PACIFICO (D.S.), relatore. "Con il coinvolgimento delle strutture pubbliche e private convenzionate".

PRESIDENTE. Va bene. Con questa integrazione è in votazione l'emendamento numero 83. Colleghi, possiamo votarlo?

Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.). In base alle vigenti leggi, non ci sono più le strutture convenzionate bensì accreditate quindi semplicemente bisogna sostituire la parola"convenzionate" con la parola "accreditate". E' solo una svista per la stanchezza.

Metto in votazione l'emendamento numero 83, nel testo così modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 84.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Propongo di sostituire il testo dell'emendamento numero 84 con il seguente: "garantendo la continuità assistenziale e l'integrazione degli interventi sanitari e sociosanitari.

PRESIDENTE. E' un sostitutivo totale dell'emendamento questa proposta?

PACIFICO (D.S.), relatore. Sì, è un sostitutivo totale dell'emendamento.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 84, così riformulato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 360.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, per questo emendamento, io chiederei la cortesia del voto con scrutinio elettronico palese. L'emendamento consente di completare il ragionamento che purtroppo l'Aula non ha ritenuto meritevole della considerazione che noi ritenevamo giusta sull'attuale sistema di prestazioni sociosanitarie. Anche in questo emendamento, colleghi, se qualcuno avesse la voglia di leggerselo, c'è scritta la realtà di una prestazione che è fornita non sempre in maniera appropriata ma che, se è fornita in maniera inappropriata, sicuramente non è detto che sia fornita in questo modo inappropriato a causa di chi la fornisce; è molto più facile che invece l'inappropriatezza sia figlia del sistema che ha selezionato l'inappropriatezza invece dell'appropriatezza. Allora una cosa è sicura, collega Pacifico e altri colleghi che si occupano di sanità all'interno del centrosinistra, dentro queste strutture (che, in maniera inappropriata, hanno fornito queste prestazioni molto spesso sanando l'assoluta assenza di disponibilità di prestazione di questo genere) si sono selezionate delle professionalità importanti e le professionalità importanti oggi sono quelle che comunque devono essere in qualche maniera sfruttate, nel senso che non è pensabile che, in questa riserva di competenze professionali, che comunque noi abbiamo, essendo la selezione avvenuta in maniera appropriata pur per dare una risposta inappropriata ad un'esigenza reale di salute dei cittadini sardi, , le professionalità siano tutte da buttare all'interno della spazzatura.

Quindi, nessuno pensa che, all'interno del Piano, che è uno strumento di programmazione, da queste parti del Piano, discendano delle cose che saranno applicate dopodomani. Ci rendiamo conto che la stragrande parte di queste cose sono indicazioni di indirizzo e, come tali, fungono da suggerimento virtuoso, da obiettivo da raggiungere, non certo da indicazioni di legge che deve essere attuata nelle prossime quarantott'ore. Noi riteniamo che avrebbe avuto un senso dare conto della realtà esistente, oltre che dicendo quali erano i limiti, anche sottolineando ciò che ha consentito di fornire ai sardi, per tanti anni, assistenza sanitaria e sociosanitaria.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 360.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Vargiu ha votato a favore e il consigliere Meloni ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Contu - Diana - La Spisa - Licandro - Pisano - Sanjust - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai - Lanzi - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Serra - Soru - Uggias.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 45

Votanti 44

Astenuto 1

Maggioranza 23

Favorevoli 8

Contrari 36

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 362.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Farò una dichiarazione di voto per brevità sia sul "362" che sul "363", esprimendo il voto favorevole ad entrambi gli emendamenti. Anche qui, cari colleghi, rimane un dubbio che sarà sanato soltanto negli anni. Noi vi abbiamo chiesto, già durante i lavori in Commissione, se il vostro tentativo virtuoso, condivisibile, di portare interamente, all'interno del sistema delle risposte della sanità sarda, all'Istituto Santa Maria Bambina di Oristano, una cosa utile per coprire, anche se non in maniera ottimale, devo dire, una falla nel sistema dell'assistenza sarda, sarebbe stato un tentativo aggiuntivo rispetto alle attuali offerte della sanità oristanese. C'era una garanzia in tal senso. Vi abbiamo chiesto più volte di mettere per iscritto che si trattava di un tentativo aggiuntivo. Voi ci avete detto che era talmente palese, che c'era scritto. Ma oggi la struttura è una struttura extra-ospedaliera per cui vi abbiamo chiesto se domani resterà una struttura ospedaliera. Oggi, per la prima volta, durante l'incontro informale, abbiamo saputo che, su Oristano, voi pensate che questa struttura debba diventare una struttura pubblica, e allora non ci sarebbero problemi, perché la riconversione di posti letto potrebbe avvenire all'interno degli spazi destinati ai sub-acuti e alla lungo-degenza, o una struttura mista, pubblico-privata. Se questo fosse, una parte di questi posti letto andrebbero nuovamente ad incidere sulla struttura privata. Struttura privata che oggi è ridimensionata su Oristano.

Allora chi conosce la sanità di Oristano sa che, da sempre, esiste un'integrazione nelle risposte sanitarie (io faccio i nomi e i cognomi) tra una casa di cura privata, la "Madonna del Rimedio" e un ospedale pubblico, i quali si sono addirittura, negli anni, divisi le specialità su cui dare le risposte di sanità. Se questo è, e se voi considerate aggiuntiva la risposta della "Santa Maria Bambina", per quale motivo non specificarlo nel Piano? Per quale motivo non dire in maniera chiara, nel Piano, che ai cittadini oristanesi è offerta un'opzione in più. La riduzione dei posti letto della sanità privata avviene in Oristano come avviene altrove, però la parte relativa alla "Santa Maria Bambina" non è ricompresa in questa riduzione, perché questa è una risposta che voi scegliete che sia aggiuntiva. Vi abbiamo chiesto di scriverlo nel Piano, per garantirlo, stasera ci avete spiegato perché non lo volete scrivere. Perché c'è il rischio che non sia come ci avete garantito sino adesso.

Presidente, chiedo anche la votazione nominale del primo emendamento.

PRESIDENTE. Va bene.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 362.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Secci ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Contu - Diana - La Spisa - Licandro - Liori - Pacifico - Petrini - Pisano - Randazzo Alberto - Sanjust - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai - Lanzi - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Serra - Soru - Uggias.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 47

Votanti 46

Astenuto 1

Maggioranza 24

Favorevoli 11

Contrari 35

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 363. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 87. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 85. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 86. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 366.

Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Presidente, molto brevemente, relativamente a questo emendamento, abbiamo ritenuto che sia più opportuno, piuttosto che inserire un argomento di questa portata all'interno del Piano, verificare, attraverso un esame in Commissione, la realtà presente in questo momento, relativa proprio alla situazione, alla presenza delle RSA e delle unità operative che sono state utilizzate nel territorio regionale. In funzione di questo, acquisendo alcuni elementi, noi riteniamo di poter assolvere meglio a quello che è previsto all'interno di questo emendamento e, con questo impegno, chiediamo appunto di ritirare l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io accedo senz'altro all'invito formulato dal Presidente della Commissione sanità e brevemente motivo le ragioni per cui era stato presentato l'emendamento, prima di ritirarlo. E' un filo rosso ricorrente nel Piano (ma anche nelle audizioni che la Commissione sanità ha più volte effettuato, perché ripetuto dai direttori generali) la valutazione secondo cui il numero delle RSA autorizzate, in fase di costruzione, già costruite in Sardegna, è di gran lunga eccedente rispetto alle reali esigenze dei territori. E' implicito nei numeri, che sono stati dati attraverso il Piano, ma anche in alcune dichiarazioni ufficiali, il fatto che si voglia utilizzare l'eccesso di posti in RSA per compensare, in qualche modo, il numero dei posti letto per lungo-degenti che, alla fine del triennio del Piano, com'è stato rilevato da più colleghi, rimane su una percentuale dello 0,7, cioè inferiore all'1 per mille, previsto dal quadro di indicatori nazionali.

Allora, è possibile, anzi devo dire che il discorso sembra un discorso intelligente, cioè abbiamo troppe RSA, bassa intensità assistenziale, la lungo-degenza e la riabilitazione post-acuti non è che siano la stessa cosa, lo sappiamo bene, però dobbiamo in qualche maniera compensare l'eccesso di offerta che esiste in un settore col settore che, tutto sommato, è più affine. Quindi non è che non condivido il ragionamento, semplicemente mi aspetto che se da questo ragionamento discende una riduzione del numero dei posti letto dei post-acuti e di riabilitazione all'interno del Piano, ci sia un Piano dedicato a spiegare questo: cioè, ci si dica quali sono le RSA autorizzate, dove sono ubicate, quanti posti letto hanno, quante sono autorizzate, quante costruite, quante non sono ancora costruite le possiamo eventualmente bloccare, tanto noi sappiamo come si fa a bloccare. Quanto tutte queste cose siano in questo momento presenti e utilizzabili per i bisogni di salute dei sardi. Come possono essere integrate negli ospedali attualmente esistenti, come possono essere integrate con gli ospedali di comunità che eventualmente noi pensiamo di portare in Sardegna.

Ecco questo era, a nostro avviso, l'obiettivo del Piano sanitario. Dare un'indicazione a tutte le sperequazioni, le discrasie di sanità che noi abbiamo in Sardegna e portarle a sintesi, fare una proposta che potesse capire come si possono portare a sintesi. Questo nel Piano sanitario manca! Quindi io accolgo volentieri l'indicazione e l'impegno del Presidente della Commissione sanità, ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. Va bene, l'emendamento numero 366 è stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 369.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale dell'emendamento numero 369.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 369.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Contu - Diana - La Spisa - Licandro - Liori - Petrini - Pisano - Rassu - Sanjust - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Serra - Soru - Uggias.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 47

votanti 46

astenuti 1

maggioranza 24

favorevoli 10

contrari 36

(Il Consiglio non approva).

Metto ora in votazione il testo del Paragrafo 2.3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 367. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 368.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, anche su questo emendamento io dichiaro il voto favorevole. E' uno di quegli emendamenti che, se avessimo potuto analizzare con maggiore disponibilità, forse si sarebbe potuto pensare di accettare. In quell'emendamento si dice che i meccanismi di accoglienza sociosanitaria, che sono necessari per poter dare risposta a quelle convenzioni internazionali e a quegli accordi internazionali che noi abbiamo ritenuto di porre in essere per valorizzare alcune eccellenze nell'ambito dei trapianti di cellule staminali che ci sono in Sardegna, avrebbero dovuto comportare anche che noi ci ponessimo il problema, visto che in Sardegna arriveranno, probabilmente, se dovessero funzionare le convenzioni che stiamo attivando, pazienti che vengono da un mondo diverso rispetto a quello nostro di riferimento, quindi pazienti arabi, avrebbero dovuto far pensare che fosse necessaria l'attivazione di un sistema di accoglienza e di gestione del paziente e delle loro famiglie che sicuramente è diverso rispetto a quello che siamo abituati.

Anche se poi forse avremmo avuto qualche problema a capire dove andare a localizzare queste strutture di accoglienza. Una delle cose che purtroppo non è stata ancora possibile chiarire (ma probabilmente la chiariremo nelle discussioni nei prossimi giorni quando andremo a parlare della rete degli ospedali) è il fatto che non abbiamo capito, assessore Dirindin, qual è il centro di riferimento dove verranno canalizzati i piccoli pazienti che debbono fare trapianti di cellule staminali. Prima ci è stato detto che la struttura dell'Ospedale Microcitemico rimaneva in vita perché era la più adatta ad accogliere i piccoli pazienti, poi però c'è stato spiegato che la struttura che ha la convenzione internazionale è quella che opera presso il "Binaghi". Quindi, sarebbe, anche in questo caso, interessante capire se i piccoli pazienti andranno al "Microcitemico" oppure "Binaghi".

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 368. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 6, sul quale è stato espresso parere favorevole. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

C'era il parere favorevole della Commissione. Ripetiamo la votazione sull'emendamento numero 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

(Interruzioni)

Colleghi, sull'emendamento numero 6, io ho segnato parere positivo. Abbiamo fatto due volte la votazione. Non so.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, era stato espresso parere negativo. Può darsi che la responsabilità sia mia, ma anche gli altri colleghi riportano, negli appunti che hanno, il parere negativo.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, sono io che ho indotto in errore l'Aula. Io ho segnato "positivo", ma siccome sono raggruppati gli emendamenti numero 367, 368 e 6, mi sono sbagliato, chiedo scusa. Annulliamo la votazione sull'emendamento numero 6 e la ripetiamo.

Metto in votazione l'emendamento numero 6, sul quale è stato espresso parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 370. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 371.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Propongo di sostituire, nel testo, le parole "L'intercettazione delle gravide" con le parole "La sensibilizzazione delle donne in gravidanza con abitudini che comportano il rischio di tossicità per il prodotto del concepimento".

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 371, nel testo così modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 373.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, mi sembra che il discorso sui Reparti di Ostetricia dei piccoli ospedali meriti qualche minuto di riflessione collettiva. Lo merita perché è stato un ragionamento che comunque ha impegnato in maniera forte, e la impegnerà quando andremo alla definizione della rete ospedaliera, quest'Aula. Colleghi, voglio raccontare, a quelli che hanno voglia di ascoltare, l'altra faccia della medaglia. Nel senso che la faccia della medaglia di coloro che sono d'accordo sulla chiusura la conosciamo, e devo dirvi che io sono d'accordo, però vi voglio raccontare anche l'altra faccia della medaglia per la quale si dice che noi non possiamo tollerare che nascano dei bambini fuori da quelli che sono gli standard di sicurezza internazionale e nazionale. Verissimo! C'è un modo per fare nascere i bambini a Muravera, a Isili, a Sorgono, dentro gli standard di sicurezza, volete che vi dica qual è? Il modo è metterci i soldi! Basta avere una rianimazione a Muravera, a Sorgono, a Isili e via dicendo, e noi ci possiamo far nascere i bambini, però si alzerebbe il collega Frau e direbbe che neanche questo è vero perché c'è il rischio che agli operatori, che seguono soltanto cento parti all'anno, gliene capitino solo tre al mese, allora non ci fideremo di un operatore che assiste ad un numero così basso di parti.

C'è una risposta anche a questo: basta usare le strutture dipartimentali che fanno turnare i professionisti nei vari Presidi, consentendo, come voi tante volte avete detto, a ciascun cittadino sardo, di nascere nell'ospedale che chiede, mantenendo la risposta identitaria dei territori, quindi usando tutti quegli slogan e tutte quelle parole d'ordine a cui voi della sinistra per tantissimi anni ci avete abituato ogni qual volta noi vi parlavamo di riqualificazione della spesa e di razionalizzazione dell'uso delle risorse. Quindi, colleghi, ricordatevi che una strada, che non pregiudica la qualità dell'assistenza e che garantisce l'identità dei piccoli ospedali per tenere aperte le Ostetricie c'è, siamo noi che scegliamo, per problemi di opportunità, di non seguire questa strada.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Anche se è tardi e la fatica si fa sentire su tutti, il problema che solleva questo emendamento, e che è stato illustrato sinteticamente, ma credo in maniera efficace per chiunque, dal collega Vargiu, credo che ponga una domanda che, evidentemente, è rivolta innanzi tutto al relatore, e poi a tutta la maggioranza, sulla opportunità di verificare possibilità di risposta, segnali reali, come questi indicati adesso, a meno che voi non abbiate argomentazioni diverse per dimostrare che, quanto scritto nell'emendamento numero 373, sia assurdo, incongruente, irragionevole o non sostenibile nell'ottica del potenziamento dei servizi sul territorio, così come dite che sia la caratteristica di questa parte del Piano, e come invece mi sembra che continuamente contraddiciate, non dando neanche un minimo di attenzione a questioni ragionevoli e utili per tutto il territorio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Serra per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SERRA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, esprimo il mio voto favorevole all'emendamento, presentato dal collega Vargiu, perché vengo da un territorio dove questo problema è particolarmente sentito. Noi dobbiamo rappresentare gli innteressi di tutta la Regione, ma credo che questo non sia in contrasto con il fatto che ciascuno di noi debba rappresentare anche gli interessi del proprio territorio. Ritengo che ci siano delle realtà particolari in cui certe esigenze vadano protette e rispettate, avrò modo di esprimere più compiutamente questo mio pensiero quando si parlerà della rete ospedaliera.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Visto anche il pronunciamento del collega della maggioranza, chiedo la votazione nominale dell'emendamento numero 373.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 373.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: LICANDRO - SERRA.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SECCI - SORU - UGGIAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - CONTU - LA SPISA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 38

Votanti 35

Astenuti 3

Maggioranza 19

Favorevoli 2

Contrari 33

Poiché il Consiglio non è in numero legale, sospendo la seduta e convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 21 e 18, viene ripresa alle ore 21 e 43.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Stiamo votando l'emendamento numero 373, per il quale era stata chiesta la votazione nominale. Onorevole La Spisa, conferma la richiesta?

LA SPISA (F.I.). Ritiro la richiesta di votazione nominale.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 373. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 372. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 196.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Chiedo di modificare il testo dell'emendamento numero 196, invertendo i due periodi in esso contenuti, come segue: "il potenziamento della diagnosi precoce delle patologie congenite cardiache attraverso la cardiologia pediatrica di Cagliari e Sassari".

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 196, nel testo così modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 374. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 378. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 379. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 380. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 385. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 108. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione il testo del Paragrafo 2.4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 376. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 375. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 377.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, chiedo lo scrutinio elettronico palese su questo emendamento e vorrei ricordare ai colleghi che questo emendamento è quello che riguarda il servizio di vigilanza che attualmente si svolge all'interno delle guardie mediche. All'interno del Piano, noi diciamo che deve essere garantita la massima vigilanza, lo diciamo dopo che è stato accettato un emendamento presentato dalla minoranza, ma io sono assolutamente d'accordo con voi, che non sia la vigilanza armata l'obiettivo della sicurezza delle guardie mediche ma, a oggi, non è possibile che non sia garantita la sicurezza senza la vigilanza armata. Quindi, vi chiedo, quando riterrete, magari attraverso il Piano di ristrutturazione del Servizio di continuità assistenziale, che vi siete impegnati di portare in Commissione entro 120 giorni, che tutto ciò che riguarda la continuità assistenziale, in particolare il Servizio della guardia medica, sia sempre visto nell'ottica di episodi che tutti quanti conosciamo e che quindi è inutile rivangare in quest'Aula. Noi siamo assolutamente convinti di quello che stiamo sostenendo, cioè che, ad oggi, per come è strutturato il sistema delle guardie mediche in Sardegna, non esiste nessuna possibilità di totale garanzia, forse neanche in questo modo è garantita pienamente la sicurezza degli operatori che svolgono il servizio e la sicurezza del servizio stesso, senza il ricorso alla vigilanza armata. Quindi, con questo emendamento, noi vi chiediamo che, sino a quando voi non cambierete in maniera radicale il sistema di sicurezza, restino le guardie armate.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 377.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Cerina - Contu - La Spisa - Licandro - Liori - Petrini - Pisano - Sanjust - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Biancu - Bruno - Calledda - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Serra - Soru - Uggias.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 43

Votanti 42

Astenuto 1

Maggioranza 22

Favorevoli 10

Contrari 32

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 381. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento 382. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 383. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 384, sul quale è stato espresso parere positivo. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.). Il relatore doveva proporre un emendamento orale, che fa parte degli accordi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Mi scuso, Presidente, era rimasta in sospeso la proposta di un emendamento orale. A pagina 59, al secondo capoverso, tra le attività del Distretto, dopo l'ultimo punto: "attività e servizi per patologie croniche e assistenza ai pazienti nella fase terminale della vita", aggiungere il seguente punto: " attività di medicina scolastica".

PRESIDENTE. Metto in votazione questa integrazione al testo. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Il Consiglio è riconvocato martedì 16 gennaio alle ore 11. Ricordo che lunedì 15 gennaio, alle ore 17, si riunisce il Gruppo di lavoro.

La seduta è tolta alle ore 21 e 51.