Seduta n.278 del 18/03/1998 

SEDUTA CCLXXVIII

Mercoledì 18 marzo 1998

Presidenza del Presidente Selis

indi

del Vicepresidente Zucca

indi

del Presidente Selis

indi

del Vicepresidente Milia

La seduta è aperta alle ore 10 e 16.

DEMONTIS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 16 marzo 1998 (274), che è approvato.

Discussione dei capitoli della "Proposta di programma pluriennale per gli anni 1998-2000" (Progr. n. 39)

PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi, e faccio il punto con voi sulla situazione dei nostri lavori, che abbiamo votato ieri, lo ricordo a tutti i colleghi, il bilancio nelle tabelle, con gli emendamenti, con gli allegati e prima di procedere alla votazione finale l'itinerario è questo. Poi non chiedetemi di ripeterlo perché non lo ripeto più. Dobbiamo discutere e votare il programma pluriennale; la discussione generale è stata come sempre, ricorderete, abbinata alla finanziaria e al bilancio, comunque dobbiamo votare il programma. Dopo di che prima delle votazioni finali c'è da esaminare e votare gli ordini del giorno, poi si faranno le dichiarazioni di voto e le votazioni finali. A quel punto, ma mi consulterò velocemente con i Capigruppo, ci sarebbero degli altri punti secondari dell'ordine del giorno e decideremo come procedere. Però adesso l'obiettivo fondamentale è concludere l'iter del bilancio e della finanziaria. Se prendete il programma 39, ricordo ai colleghi due cose. Così come ieri abbiamo votato il bilancio dando per acquisite le parti non contestate e discutendo solamente gli emendamenti, illustrandoli, dovremmo fare anche sul programma, credo che tutti quanti condivideremo, anche l'onorevole Casu nella fattispecie, che dare lettura di tutto il programma significherebbe mettere a dura prova le corde vocali dei nostri segretari. Allora secondo la prassi degli anni scorsi ma anche secondo le cose concordate ieri, non essendoci emendamenti, noi procederemo in questo modo. Capitolo per capitolo leggiamo il capoverso del primo capitolo, i colleghi che vogliono intervenire sul quel capitolo me lo segnalano, lo dibattiamo e lo votiamo. Allora in questo caso vi prego di prendere il programma e iniziamo da pagina 6. Il primo capitolo, leggo il titolo e poi il collega segretario legge il primo capoverso e voi mi direte se volete intervenire. Il primo capitolo è dedicato al contesto economico e istituzionale. Il primo capoverso va letto.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sul primo capitolo. Ha domandato di

parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Signor Presidente, io credo che se noi dovessimo aprire una discussione su questi problemi si protrarrebbe per le lunghe. Questa unione monetaria che in effetti ci sta un po' piovendo dall'alto, nel senso che l'unione monetaria doveva essere il punto di arrivo della unione prima di tutto delle politiche fiscali, delle politiche economiche di tutti i paesi membri. Io non so come ci troveremo noi in Sardegna nel momento in cui entreremo a far parte dell'unione monetaria. Io credo che neanche gli economisti che hanno seguito con attenzione tutto l'iter dell'unione monetaria oggi siano in grado di prevedere gli effetti che produrrà sulla nostra isola. Stiamo bene attenti perché noi siamo abituati ad affrontare i problemi solo quando ci piovono addosso. Prima non li affrontiamo. Quindi non credo che oggi siamo in grado di affrontare una discussione sull'oggetto in esame. Lo approviamo e basta.

PRESIDENTE. Metto in votazione il capitolo primo. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura del capitolo secondo.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo capitolo lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura del capitolo terzo.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione il capitolo 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Parte B, si dia lettura del capitolo 1.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo capitolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura del capitolo 2.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo capitolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura del capitolo 3.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo capitolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura del capitolo 4.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo capitolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura del capitolo 5.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo capitolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura del capitolo 6.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo capitolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura del capitolo 7.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo capitolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura del capitolo 8.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo capitolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura del capitolo 9.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo capitolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Prima di passare alla votazione finale comunico che sono stati presentati quattro ordini del giorno. Poiché sono stati presentati dopo la chiusura della discussione generale non possono essere illustrati.

Si dia lettura degli ordini del giorno.

DEMONTIS, Segretario:

ORDINE DEL GIORNO VASSALLO - DETTORI Bruno - CUGINI - BALIA - MARTEDDU - RANDACCIO - ARESU - PITTALIS - BALLETTO - BIGGIO sulla necessità di una legislazione nel settore dei non vedenti e degli ipovedenti.

IL CONSIGLIO REGIONALE

a conclusione della discussione sui disegni di legge n. 382/A (legge finanziaria 1998) e n. 383/A (legge di bilancio);

PRESO ATTO della opportunità di dotarsi di una adeguata e organica legislazione nel settore riguardante i non vedenti e gli ipovedenti;

CONSIDERATO che lo sviluppo della ricerca scientifica e le nuove conoscenze hanno precisato le varie forme della cecità e i modi e i tempi diversi della perdita della vista;

RILEVATO che:

- in Sardegna emerge una casistica molto variegata che porta a riconsiderare le disposizioni attuali per ridefinire un intervento ed una iniziativa legislativa capace di creare maggiori opportunità, moderna assistenza e maggiore integrazione;

- molti cittadini sardi (circa 1500) sono affetti da cecità notturna, da cecità parziale, da ipovisione binoculare che producono perdite di autonomia, perdita del lavoro, disagio sociale e conseguenze psicologiche pesanti;

- vi sono molti problemi di assistenza riabilitativa, psicologica, di istruzione, di orientamento, di formazione e sostegno occupazionale, di riabilitazione e di aggiornamento professionale e tecnologico;

- la pluralità della patologie, dei bisogni di interventi e ancor più i modi e i tempi con cui la malattia produce i danni, richiedono pluralità e specializzazione delle risposte ed impongono un sostegno specializzato;

RILEVATO ALTRESI' che la Regione Sardegna ha legiferato in materia con la L.R. 14/'68, legge superata dallo sviluppo scientifico, tecnologico e associativo nonché dalla legislazione successiva e dallo scioglimento delle IPAB (Istituti dei ciechi di Cagliari);

per questi motivi e con l'obiettivo di avviare interventi organici,

impegna la Giunta regionale

a definire una proposta legislativa che definisca, a partire dal 1998, gli interventi mirati al recupero e al rilancio delle strutture, dei servizi e della partecipazione delle associazioni. (1)

ORDINE DEL GIORNO LA ROSA - AMADU - ARESU - BONESU - DEMONTIS - DETTORI Bruno - LOCCI - MANCHINU - MANUNZA - RANDACCIO - SANNA Salvatore - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO sulla necessità e urgenza di adottare modifiche ed integrazioni alle direttive regionali per l'applicazione della delibera CIPE 13 marzo 1995 e successive modifiche ed integrazioni recante "Criteri per la determinazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica".

Il CONSIGLIO REGIONALE,

a conclusione della discussione sui disegni di legge n. 382/A (legge finanziaria 1998) e n. 383/A (legge di bilancio);

CONSIDERATO che è urgente e necessario introdurre alcune modifiche ed integrazioni alle direttive con le quali la Regione ha emanato criteri per la determinazione del canone degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP);

AFFERMATO che è indispensabile tenere debitamente conto della situazione generale di difficoltà economica e sociale della nostra Regione ed in particolare della condizione delle fasce sociali maggiormente svantaggiate;

RITENUTO che il patrimonio di ERP è differenziato per tipologia, vetustà, ubicazione, condizioni reali degli alloggi, ecc.

SOTTOLINEATO che è in forte ritardo la realizzazione del piano di vendita di cui alla legge 560 del 1993 e alla L.R n. 22 del 1995,

impegna la Giunta regionale

a modificare nell'immediato le direttive di cui sopra per la determinazione dei canoni di ERP secondo le seguenti indicazioni:

I. il canone di locazione degli alloggi di ERP non può comunque superare una determinata percentuale di incidenza sul reddito convenzionale del nucleo familiare, graduandola col massimo di equità a seconda delle fasce di riferimento;

II. la percentuale da applicare al canone di riferimento per la determinazione del canone va applicata con una nuova e diversa gradualità a partire dalla fascia più bassa a quella più alta;

III. sul canone così determinato si dovrà applicare una riduzione per ogni anno di anzianità di costruzione degli alloggi dalla data di costruzione sino al 1960, a condizione che gli inquilini tranne quelli della fascia A, si impegnino all'acquisto degli immobili;

IV. dare facoltà agli Istituti Autonomi Case Popolari di adottare un abbattimento ulteriore del canone che potrebbe essere intorno al 10% per gli alloggi che hanno superato almeno 20 anni di anzianità di costruzione a seconda della tipologia, dell'ubicazione, delle loro condizioni reali;

V. allo scopo di garantire il pareggio tra uscite ed entrate dei bilanci degli Istituti, deve essere costituito il Fondo Sociale Regionale che assicuri la compensazione delle minori entrate conseguenti alle necessarie misure di tutela delle situazioni di disagio abitativo,

impegna altresì la competente Commissione consiliare

ad esaminare con la massima sollecitudine possibile le proposte e il disegno di legge in materia di edilizia residenziale pubblica. (2)

ORDINE DEL GIORNO CUGINI - PITTALIS - MARTEDDU - CADONI - RANDACCIO - BALIA - VASSALLO - BONESU - DETTORI Bruno - MANUNZA - ARESU sugli interventi di ricostruzione e risanamento dei Comuni di Gairo e Osini

IL CONSIGLIO REGIONALE,

a conclusione della discussione sui disegni di legge n. 382/A (legge finanziaria 1998) e n. 383/A (legge di bilancio);

PREMESSO CHE:

- per gli abitati dei Comuni di Gairo e Osini, danneggiati dall'alluvione del 1951, non è stato ancora definito un organico sistema di interventi di ricostruzione e di risanamento igienico-urbanistico;

- in carenza di una compiuta azione di risanamento, gli abitati dei due comuni corrono, ancora oggi, gravi rischi di instabilità strutturale e che comunque i cittadini vivono una situazione di diffuso e storico disagio civile;

- si rende urgente e inderogabile l'impegno finanziario e tecnico dell'amministrazione Regionale,

tutto ciò premesso, il Consiglio regionale

impegna la Giunta regionale

1) a promuovere una verifica immediata sulle condizioni di stabilità dei versanti collinari su cui insistono gli abitati di Gairo e Osini e a riferire, entro 2 mesi, alla competente commissione consiliare;

2) ad individuare, attraverso la conferenza di servizio con i comuni interessati, da tenersi entro 2 mesi, le soluzioni tecniche più adeguate e definitive;

3) a porre in essere ogni concreta iniziativa affinché, anche in stretto rapporto con lo Stato, si realizzi:

a) l'adeguamento ai costi di costruzione odierni dei contributi per la costruzione delle case di abitazione spettanti agli aventi diritto;

b) il completamento dei frazionamenti delle aree dei nuovi abitati e degli accatastamenti degli alloggi nonché la regolarizzazione giuridica dell'assegnazione in proprietà ai richiedenti sia pubblici che privati;

4) ad operare per reperire risorse, per la quota regionale, a partire dall'assestamento del corrente esercizio finanziario. (3)

ORDINE DEL GIORNO DIANA - CUGINI - PITTALIS - MASALA - MARTEDDU - BALIA - VASSALLO - BONESU - BALLETTO - BERRIA - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CHERCHI - CUCCA - DETTOR1 Bruno - DETTORI Ivana - FALCONI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MACC10TTA - MARROCU - MONTIS - MURGIA - OBINO - PETRINI - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - ZUCCA sulla necessità di verificare la reale incidenza delle patologie tumorali nelle aree e fra le popolazioni esposte agli effetti dell'inquinamento derivante dall'attività degli impianti industriali della Sardegna, con particolare riferimento a quelli ubicati nelle zone industriali di Ottana, Porto Torres, Portovesme, Sarroch, Assemini-Cagliari-Macchiareddu.

IL CONSIGLIO REGIONALE

a conclusione della discussione sui disegni di legge n. 382/A (legge finanziaria 1998) e n. 383/A (legge di bilancio),

PREMESSO che periodicamente vengono riportate dagli organi di stampa notizie contraddittorie a proposito di una allarmante incidenza di patologie tumorali fra le popolazioni residenti in prossimità delle più importanti aree industriali della Sardegna;

TENUTO CONTO che il Consiglio regionale, nella seduta del 1° febbraio 1997, ha approvato un ordine del giorno "sugli interventi di risanamento ambientale e sul monitoraggio delle patologie tumorali nelle aree industriali del nord Sardegna" che impegnava la giunta regionale:

I. ad attivare un'azione di ricerca epidemiologica sulle tipologie tumorali per gli effetti derivanti dall'inquinamento industriale;

II. a predisporre le procedure per gli interventi di risanamento ambientale;

CONSIDERATO che tali notizie contrastanti, fra l'altro talvolta provenienti da operatori della sanità, creano notevole allarme e sconcerto fra le popolazioni interessate e fra il personale addetto agli stabilimenti industriali;

CONSIDERATA la necessità di fare chiarezza e di dare certezze alle popolazioni interessate sulle reali conseguenze dell'inquinamento provocato dalle emissioni in atmosfera, dallo scarico nei corpi idrici e dalla produzione di rifiuti pericolosi derivanti dall'attività degli impianti industriali,

impegna la Giunta regionale

1) ad attivare immediatamente tutte le iniziative necessarie, comprese le indagini epidemiologiche, per accertare la reale incidenza delle gravi patologie denunciate, e in particolare di quelle tumorali, nelle aree e fra le popolazioni esposte agli effetti dell'inquinamento di origine industriale;

2) a verificare la consistenza e la tipologia delle emissioni in atmosfera, dello scarico nei corpi idrici e della produzione di rifiuti pericolosi derivanti dalle attività degli impianti industriali della Sardegna;

3) a predisporre, nell'ambito delle proprie competenze tutte le iniziative conformi alla legislazione nazionale e comunitaria per gli interventi di risanamento ambientale. (4)

PRESIDENTE. Abbiamo dato lettura degli ordini del giorno, tra l'altro paiono quasi tutti a firma congiunta delle forze politiche. Chiederei alla Giunta di esprimere il parere sugli ordini del giorno a cominciare dall'ordine del giorno a firma Vassallo, Dettori Bruno, Cugini e più.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il primo ordine del giorno la Giunta lo accoglie. Nasce, tra l'altro da una discussione che si è svolta prima in Commissione poi in Aula. Effettivamente c'è l'esigenza di andare a un testo legislativo che affronti una buona volta una questione che è di non grandissima portata, è una questione circoscritta, ma che in tutte le finanziarie regolarmente impegna l'Aula a lungo e talvolta anche in modo contrastato. Quindi la Giunta lo accoglie.

Per quanto riguarda l'ordine del giorno numero 2 la Giunta può riconoscersi nel testo complessivo; abbiamo qualche dubbio sul fatto che il punto A sia conforme alla legislazione nazionale ed è del tutto evidente che non solo non può la Giunta, ma non può il Consiglio modificare una legge nazionale, però con questa riserva nell'impianto complessivo dell'ordine del giorno la Giunta si riconosce quindi, con un dubbio sul punto A, lo accoglie.

L'ordine del giorno numero 3 riguarda la questione dei comuni di Gairo e Osini; la Giunta ha già reso all'Aula dichiarazioni molto nette, forti e impegnative. Troviamo queste dichiarazioni raccolte nell'ordine del giorno. Io non so se possiamo, lo dico ai presentatori, al punto 4 dell'ordine del giorno vedere una formulazione un tantino più elastica. "Adoperare per reperire risorse per la quota regionale", perché poi c'è la quota nazionale, "a partire dall'assestamento del corrente esercizio finanziario" va bene, quando si dice "per dispiegarle nel corso del triennio 1998-2000", onorevole Marteddu, lei forse è l'estensore di questo su Gairo e Osini, mi chiedo se dire, nell'ultima riga, "dispiegarle nel corso del triennio 1998-2000" non sia limitativo, nel senso che per esempio uno degli strumenti con cui si potrebbe affrontare la questione è quello di un mutuo finalizzato, che sicuramente avrebbe un arco temporale più ampio, quindi forse possiamo fare anche un emendamento verbale, concordarlo, che dica "operare per reperire risorse per la quota regionale a partire dall'assestamento del corrente esercizio finanziario", io mi fermerei lì, perché il concetto c'è già. E' chiaro che se si dice "a partire" poi si prosegue per il tempo necessario.

L' ordine del giorno numero 4 la Giunta lo accoglie. Mi sembra un emendamento molto positivo per quanto riguarda lo spirito, la finalità e anche per la parte dispositivo nel quale la Giunta si riconosce pienamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.

MARTEDDU (Popolari). Signor Presidente, per dichiararmi favorevole all'emendamento verbale proposto dall'Assessore, lo accolgo insomma, per cui il punto 4 del dispositivo dell' ordine del giorno numero 3 risulterebbe "ad operare per reperire risorse per la quota regionale a partire dall'assestamento del corrente esercizio finanziario".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Rosa. Ne ha facoltà.

LA ROSA (Gruppo Misto). Signor Presidente, una considerazione intanto per dichiararmi favorevole a tutti e quattro gli ordini del giorno, ma per quanto riguarda l' ordine del giorno numero 2 vorrei precisare che i punti che sono richiamati, a partire dalla A che suscita qualche riserva, sono soltanto richiamati come indicazioni di lavoro, ed è precisato nell'ordine del giorno, perché chiaramente vanno verificati, tuttavia il punto A trova già la sua presenza in diverse leggi regionali, per cui non dovrebbero esserci neppure problemi a diventare un dispositivo legislativo nel caso, in quanto appunto è già presente in alcune leggi regionali sulla materia.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare metto in votazione l' ordine del giorno numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'ordine del giorno numero 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'ordine del giorno numero 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'ordine del giorno numero 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Siamo in sede di votazione dell'intera manovra finanziaria, bilancio e programma pluriennale. La discussione generale è stata unificata, unificato è il voto e unificate sono le dichiarazioni di voto. Io pregherei i colleghi che intendono intervenire per fare dichiarazioni di voto di iscriversi in modo da stabilire un ordine degli interventi.

E' iscritto a parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Grazie signor Presidente. A conclusione di un lungo dibattito ci accingiamo ad esprimere il voto che chiude i documenti finanziari che tracciano il programma di lavoro per la Giunta per l'anno 1998. Un dibattito lungo e spesse volte duro, con momenti di grande tensione, che ha visto fronteggiarsi la maggioranza, con le opposizioni, specialmente con Forza Italia, che non ha lesinato critiche alla legge finanziaria e al bilancio di previsione. E'a tutti noto che la nostra Isola vive momenti drammatici per l'occupazione, la manovra finanziaria perciò doveva essere tutta tesa a stimolare la produzione di ricchezza, reddito e occupazione. Noi abbiamo visto invece una manovra conservatrice che soddisfa qua e là interessi di gruppi e di associazioni con grave nocumento per la collettività isolana. Abbiamo esaminato nei minimi particolari, così si spiega la lunghezza della discussione, tutti gli articoli della legge finanziaria e tutti i capitoli del bilancio, in questa non facile disamina dei disegni di legge numero 382 e 383 ha trovato piena conferma la nostra impressione, la tendenza cioè da parte del Governo regionale di privilegiare decisamente l'industria rispetto all'ambiente, all'agricoltura, alla pesca, all'artigianato e al turismo. Le condizioni di privilegio dell'industria emergono senza ombra di dubbio dai conti della nostra Regione, se prendiamo per esempio i fondi di rotazione disponibili al 30.6.1997 ci accorgiamo che i dati sono questi; in sintesi risultano per l'industria disponibili 576 miliardi, 007.279.324, per l'agricoltura 78, onorevole Lorenzoni c'è una bella differenza, ho letto il dato per l'industria 576 miliardi disponibili nei fondi di rotazione e per l'agricoltura 78 miliardi. Per il turismo e artigianato 359 miliardi, per la difesa dell'ambiente 7 miliardi. Si nota immediatamente la sproporzione nella disponibilità delle risorse a tutto vantaggio dell'industria, di quell'industria che ha distrutto una quantità immensa dei fondi regionali, di quell'industria che tutti gli anni colleziona perdite a carico del bilancio regionale per 100 o 150 miliardi, pertanto, insistere ancora nel considerare, questo settore economico, capace di dare sviluppo, ricchezza, migliore qualità della vita ai cittadini, costituisce un'azione politica di una gravità inaudita. Si dice che oggi le risorse sono necessarie per risanare e privatizzare quella serie infinita di società a partecipazione regionale. Le persone attente all'amministrazione della cosa pubblica si accorgono che questo è un paravento per proseguire nel clientelismo spendaccione della Regione. Basta vedere alcuni bilanci di quelle società, per accorgersi dell'esistenza di un'amministrazione finanziaria economica allegra, molto allegra, con conseguente sperpero di risorse che produce non ricchezza, non benessere, ma perdite. Alcune impostazioni della finanziaria e del bilancio rivelano il disegno stantio della maggioranza di attribuire risorse rilevanti all'industria, all'industria pubblica, rivelano - è il caso dell'articolo 20 della legge finanziaria - la risoluta intenzione di dare in esclusiva l'industria agro-alimentare alle cooperative. Le cooperative sostituiranno le società regionali nell'uso sfrenato della ricchezza pubblica, cioè fino ad oggi in effetti sono stati destinati fondi ben elevati alle società a partecipazione regionale, siccome adesso si deve procedere, volere o no, nella razionalizzazione delle società a partecipazione regionale, apriamo un'altra falla, quella delle cooperative. Le chiedo solo un minuto, Presidente, per concludere, signori della Giunta, nel documento di programmazione economica e finanziaria che vi accingete a varare a breve scadenza, cambiate rotta, tenete conto della drammatica situazione occupativa dell'Isola e tornate a stimolare, dopo aver usato la scure per tagliare gli sperperi, l'agricoltura, il turismo, legato al risanamento ambientale, l'artigianato e la pesca. Il nostro controllo, potete stare certi, continuerà nel modo più serrato ed efficace possibile; il caso della finanziaria costituisce un primo assaggio, il massimo appuntamento importante sarà costituito dal varo del documento di programmazione economica e finanziaria e dall'assestamento che contate di fare a brevissima scadenza. In conclusione vi ricordo che ho tentato più volte di avere un approccio con la maggioranza, non approccio per la ripartizione della torta, non è nel mio stile questo, non per la richiesta di fondi, neanche questo, no, solo perché cambiaste atteggiamento nella filosofia della manovra finanziaria, il cambio di atteggiamento si poteva concentrare in due punti: uno, articolo 20, dando l'accesso ai finanziamenti e ai contributi nell'industria agroalimentare alle altre imprese che non fossero cooperative, alle imprese individuali o alle società. Il diniego più assoluto! Non chiedevo la luna nel pozzo, chiedevo solo l'accesso delle altre imprese al settore dell'agroindustriale. Credo con beneficio per tutta la società. Un'altra cosa, che chiedevo, era quella di ridurre gli stanziamenti della manovra finanziaria per l'EMSA, per destinarli a stimolare in modo più diretto l'attività produttiva e l'occupazione; il più risoluto rifiuto! Cioè in sostanza, la maggioranza ha dimostrato veramente che la discussione, il dibattito, lo ha accettato con fastidio, perché la finanziaria era quella e la discussione non doveva servire a niente. La finanziaria doveva rimanere così, senza tener conto nel modo più assoluto e categorico di un qualsiasi apporto da parte delle opposizioni. Credo che in queste condizioni il voto che io esprimerò sarà scontato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (Gruppo Misto). Signor Presidente, quanto tempo?

PRESIDENTE. Cinque minuti. Ricordo ai colleghi, visto che adesso me lo ha chiesto il collega Bruno Dettori, che siamo in sede di dichiarazione di voto, quindi il tempo è di cinque minuti. Prego onorevole Dettori.

DETTORI BRUNO (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente. Signor Presidente del Consiglio, colleghe e colleghi, durante il dibattito su questa finanziaria si sono registrati momenti di grande intensità, animati da forte passione politica che hanno messo in evidenza con toni qualche volta un po' troppo accesi un profondo disagio e un malessere nei nostri territori ormai a livello di guardia, che solo uno straordinario sforzo comune è possibile superare. La Sardegna si trova in un momento molto delicato, con una serie di problemi da risolvere di portata storica, primo fra tutti la ridefinizione del proprio Statuto di autonomia. Su questo versante si dovrà inaugurare una nuova stagione che dopo cinquant'anni di autonomia negata e incompleta consenta ai sardi un rapporto meno fragile con lo Stato, restituendo ad essi l'orgoglio di appartenere a una terra che non vuole essere più straniera all'Italia. La Sardegna è e vuole essere una Regione dell'Italia, ma vuole che le si riconosca una specificità che richiede un nuovo patto istituzionale con lo Stato, con tutto ciò che esso implica. Saremmo tuttavia sprovveduti se oggi, qui, attribuissimo le responsabilità delle nostre difficoltà a cause esterne senza, una severa autocritica, approfondire le ragioni vere che ci vedono responsabili del mancato sviluppo che ha portato le nostre comunità private spesso del diritto alla propria identità. Io penso che una classe dirigente che non si ponga in termini corretti prospettive serie e praticabili di sviluppo reale, non possa candidarsi alla guida del progetto di riscatto di questa Regione, attraversata com'è in maniera cronica da un malessere diffuso. Dal confronto delle idee e dei progetti, dalla consapevolezza delle nostre fisionomie umane e culturali, dobbiamo attingere le forze per la formazione di un itinerario corretto per meglio impiegare le risorse finanziarie, per conseguire la migliore produttività con le stesse. Io definisco questo approccio una questione morale, signor Presidente, non è una questione tecnica, non è un modo di interpretare la finanziaria in maniera ragionieristica. Io credo che qui siamo di fronte ad un aspetto morale che ci coinvolge tutti. Ed una finanziaria sulla quale non ci sia uno straordinario impegno per dare risposte agli interrogativi in ordine agli indirizzi di sviluppo, ne denuncio l'impoverimento e, continuo a ripetere, ne faccio una questione morale. Si mette in discussione a questo punto il ruolo del consigliere regionale e dello stesso Consiglio regionale. A noi non compete gestire le risorse ma indicare, dopo averli discussi e dibattuti, gli indirizzi. Più volte abbiamo sottolineato l'esiguità delle risorse in relazione alla diminuzione dei bisogni. Questo dato ci condanna a spendere bene; moralmente ci dobbiamo sentire impegnati tutti perché il risultato di questo lavoro sia quanto è umanamente possibile realizzare nell'interesse collettivo dei sardi, da La Maddalena a Carloforte. Dobbiamo avere il coraggio di dire ai giovani di 20, di 30, e di 40 anni che qui si lavora seriamente, che qui non hanno prevalso i furbi e le furbizie, che il loro portafoglio è in buone mani e che le poche risorse disponibili le stiamo centellinando per investirle in processi produttivi vincenti. La legge finanziaria e di bilancio devono essere sempre più occasione di rilancio per lo sviluppo, e sempre meno devono essere visti come occasione per garantire il consenso personale o di gruppo, perché di questo saremo chiamati a rendere conto. Il limite di una finanziaria, legata al respiro corto a cui la vogliamo legare, abbiamo necessità di monitoraggi analitici sulla nostra economia perché si possa essere in condizioni di centrare obiettivi significativi. Signor Presidente, io faccio un appello alla Giunta, all'assessore Scano, abbiamo definito questa finanziaria come una finanziaria di transizione, ci siamo attardati, devo dire attraverso questo dibattito lungo, faticoso, ci siamo resi conto che possiamo fare di più e meglio. Io aspetto con trepidazione le proposte che nell'assestamento di bilancio il nostro Assessore intenderà portare, ma mi auguro che l'Assessore voglia essere coadiuvato dall'intero Consiglio, perché io sono convinto che in quest'aula ci sono intelligenze, ci sono disponibilità che possano garantire alla manovra di assestamento quell'efficacia che i sardi da troppo tempo aspettano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.

MARRACINI (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi, in questa fase di votazione intervengo per esprimere il mio voto che sarà un voto contrario a questa manovra. Una manovra che ha impiegato diverse settimane, una manovra che ci ha portato a stare in aula dopo anni di assoluta inefficienza di questo Consiglio, che ci ha portato in aula anche di sabato e di domenica per arrivare poi ad un qualsiasi mercoledì di marzo, dove grazie all'accelerata determinata, così come anche recitano gli organi di informazione, dall'apporto e dall'accordo della maggioranza dell'Ulivo con Alleanza Nazionale, si arriva al mercoledì del voto. Io non conosco le vicende intrinseche, mi limito a leggere. Sicuramente ci sarà un momento in cui anche queste fasi della vita del Consiglio dovranno trovare delle motivazioni. Io credo che sicuramente ci saranno state delle motivazioni nel merito che hanno portato a far sì che questa accelerata servisse ad arrivare oggi al voto. Nel contempo si è verificato, cosa che non si era verificata nel passato, negli ultimi anni, negli anni di questa legislatura, che invece i colleghi di Forza Italia hanno armato le loro armi più nuove attraverso i loro consiglieri tecnici ed attraverso il lavoro politico del Capogruppo, hanno invece continuamente verificato quali potevano essere le varie falle che questa manovra aveva al suo interno. E a considerare dal numero degli interventi che essi hanno svolto in aula e dal tempo impiegato, sicuramente di falle evidentemente ce ne sono state tante e pochissime sono state rimesse a posto. La nave non è rientrata in cantiere, anzi una delle falle che si era aperta in corso di navigazione, attraverso il finanziamento al Consorzio 21 e che era stata dall'Aula aggiustata è stata ieri sera, a parer mio in maniera illegittima, ripresa da tutta l'Aula, in questo caso evidentemente anche dai banchi dell'opposizione, io credo che quindi anche in questi evidentemente, ahimé, e in questo caso me ne rammarico, i sacerdoti del tempio abbiano ben pagato affinché si arrivasse a questo risultato. Però io credo che forse, e mi auguro che forse la stanchezza determinata da tutti questi giorni abbia anche portato a questa defaillance, a questa che considero una deffaillance. E' evidente che quindi in questo grande caos e marasma politico si incrociano diverse situazioni, diverse votazioni hanno manifestato comunque una certa insofferenza anche da alcuni banchi della maggioranza, altri piccoli partiti del così centro o del centro sinistra, nati anche a livello nazionale da situazioni occasionali, hanno evidentemente ottenuto, anche a livello regionale, quelle occasioni che gli consentono di sopravvivere e quindi siamo arrivati, stancamente, a una manovra che mi rifiuto di votare perché, anche laddove avrebbe potuto trovare un minimo di spiraglio verso una rinascita della produttività e dell'economia della Sardegna ha trovato fortemente, invece, quelle clientele e quei sistemi da campagna elettorale che non hanno bisogno di essere elencati.

Poiché il tempo è tiranno, mi limito a ringraziare e a dire che voterò contro la manovra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.

BERTOLOTTI (F.I.). Signor Presidente, colleghi, questa è una manovra che non crea nessuna innovazione rispetto a quelle precedenti, è una manovra anzi che continua su quella falsa riga, che creerà ancora maggior povertà, non può ovviamente trovare, per questi motivi, il voto favorevole mio, ma credo anche di tanti altri colleghi presenti in quest'Aula. Mi limito solo ad elencare qualche dato del dissesto creato da queste politiche. Nel solo 1996 le aziende cessate in Sardegna nei settori industriale, artigianali, commerciali e dei servizi, sono state 1957, contro una richiesta di nuove iscrizioni di appena 471. Abbiamo creato 1486 ex imprenditori disoccupati, oltre a tutti i posti di lavoro che assieme a loro sono andati persi. Le tendenze di questo anno non dicono che questa tendenza, che questi dati saranno modificati. Sono i risultati di una politica dissennata che privilegia il sottosviluppo, che privilegia politiche di carattere clientelare, senza respiro, senza prospettive per l'economia di quest'Isola.

I dati dell'Istat sul reddito delle famiglie italiane ci dicono che la Sardegna è fanalino di coda, fanalino di coda anche perché nessuno inserisce in questi dati il gravame che pesa sulle famiglie sarde in termini di costi di trasporto dà e per il continente. Siccome siamo unici ad affrontare questi costi, in Italia, nessuno ne tiene conto. Per cui le classifiche, appesantite da questo maggiore onere, ci portano ad essere il fanalino di coda di questo Stato. 20 mila poveri in più nel solo 1997, in Sardegna, io credo che non ci possa essere nessun criterio serio che possa far sì che non si denuncino queste cose, che si possa essere in linea con le politiche che l'Ulivo sta portando avanti in quest'Isola, che non danno respiro, che non danno sviluppo e come tali e per questo motivo, e per rispetto soprattutto dei sardi voterò contro questa manovra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Serrenti. Ne ha facoltà.

SERRENTI (P.S.d'Az.). Nella dichiarazione di voto, signor Presidente, piuttosto che riprendere considerazioni sul bilancio che sono state fatte, vorrei invece fare almeno un paio di valutazioni di ordine politico.

Presidenza del Presidente Selis

(Segue SERRENTI.) Io credo che in queste settimane del dibattito alcune cose siano emerse in modo chiaro. E lo voglio sottolineare, perché è giusto che se ne parli, anche perché credo che poi siano alla base di ciò che quest'Aula deve fare per il futuro e dei problemi che si deve porre da qui alla fine della legislatura. La prima valutazione è che non c'è dubbio, è stato sottolineato da molti, questo bilancio è un bilancio che ci vede più poveri rispetto al passato; è un bilancio che non è vero che darà maggiore opportunità allo sviluppo; è un bilancio che non è vero darà più opportunità di lavoro e quindi risolverà, soddisferà le esigenze dei giovani, dei disoccupati e di tutti quegli imprenditori che speravano in un momento di rilancio dell'economia sarda, e quindi di soluzione dei loro problemi. L'altro problema è che a me pare che, al di là dei numeri, questa maggioranza che si è formata dalla crisi che abbiamo risolto solo pochi mesi sia dal punto di vista assolutamente inconsistente. E si è visto. Il confronto per il bilancio è stato un confronto per modo di dire, è stata una sorta di monologo dell'opposizione, confronto non ce n'è stato, la maggioranza non ha praticamente partecipato, e non credo che le ragioni siano solo strategiche per fare in fretta, anche perché tre settimane di confronto sul bilancio non sono poca cosa. Ma io credo, probabilmente, perché la maggioranza non avesse argomentazioni, non fosse in grado di confrontarsi, perché per confrontarsi bisogna essere portatori di interessi dei cittadini e qua se mi permette, signor Presidente, se mi permettete cari colleghi, non tutte le forze politiche che compongono questa maggioranza sono referenti della società. Certo tutti i consiglieri regionali sono eletti, però non dimentichiamo che buona parte di questa maggioranza è fatta da persone che si sono presentate, da Gruppi che si sono presentati all'elettorato con un programma, con obiettivi politici che hanno stravolto nel corso della legislatura e oggi sono in quest'Aula numeri e non sono referenti politici della società. E questo è un problema politico del quale non si può non tener conto, vuol dire che questa non è una maggioranza politica, è una maggioranza di numeri. La terza questione che volevo porre, io mi scuso fin da adesso col presidente Palomba, perché non voglio essere irrispettoso verso di lui, però mi consenta, Presidente, di ricordare un aneddoto che lei qualche volta ha raccontato nelle stanze della Giunta, o magari del terzo piano qua, quando ci siamo incontrati e abbiamo dovuto magari passare ore perché aspettavamo un Gruppo che non veniva. Lei ricorderà di quel signore che una sera rientrando a casa aveva un po' bevuto, mi perdoni, nessuna analogia, Presidente, e cercava di infilare la chiave nella toppa e non riusciva a trovare il buco della serratura. Passa un signore, lo vede in difficoltà e lo aiuta, dice: non ti preoccupare, lo faccio io, dammi la chiave. Apre la porta ed entrano. Questo signore che era in difficoltà per sdebitarsi vuole a tutti i costi mostrare la casa al signore che lo aveva aiutato. Quel signore capisce che se perde tempo a dire di no probabilmente impiega più tempo e accetta di entrare. Il primo signore allora dice: "Vede, questo è l'ingresso, questa è la cucina, questa è la camera da letto e quello che è coricato vicino a mia moglie sono io." Perché ho fatto questo esempio, Presidente, è per questo che chiedo di perdonarmi, non è una mancanza di rispetto. Quando lei accompagna qualcuno a Villa Devoto e vuole mostrare la sala della Giunta lei dice: "Vedi questa è la mia Giunta, e quello che è seduto a capotavola sono io". Presidente, mi perdoni, non è lei a capotavola, a capotavola ci sono altri, sono altri che governano questa maggioranza e questa Giunta. Stia attento, perché in questo dibattito, in questo confronto, è emerso molto chiaro, Presidente: lei non è più il Presidente vero di questa Giunta, lei non è il capo della Sardegna. Io credo che lei dovrebbe tenerne conto, fare riferimento a tutto l'orgoglio di cui la so capace, a tutta la dignità che lei ha, Presidente, perché ne tragga le conseguenze. Non si faccia portare alla fine di questa legislatura e rendere ridicolo, perché lei non lo merita, lei sul piano umano, io la conosco, è una persona per bene, una persona che merita molte cose, non si faccia fare quello che le stanno facendo, reagisca la prego, nel nome di quello che lei ha rappresentato fino ad adesso per i sardi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Dopo un lungo e approfondito esame della legge finanziaria e di bilancio si possono infine trarre le dovute conclusioni. Esse non sono certamente lusinghiere, né tanto meno soddisfacenti. La qualità complessiva della manovra è assolutamente insufficiente, a conferma della conclamata incapacità della maggioranza e del sesto esecutivo a guida del presidente Palomba. Le prime e più evidenti valutazioni confermano che il bilancio e la legge finanziaria sono state improntate all'insegna del più ostinato mantenimento dell'esistente, e che nel fare ciò si è agito sotto la spinta delle emergenze tanto più diffuse quanto sempre più impellenti a causa di una povertà dilagante alla cui formazione non è estraneo neanche il governo centrale.

La mancanza di interventi tesi alla eliminazione dei deficit infrastrutturali che penalizzano il tessuto imprenditoriale è uno degli aspetti negativi della manovra; la mancata eliminazione dei privilegi diffusi è un altro aspetto negativo di questa manovra; la mancata riforma dell'amministrazione regionale è un altro aspetto negativo di questa manovra; la mancata soppressione degli enti inutili e che tanti sono è ancora un aspetto negativo di questa manovra. Questa Giunta ci ha rimandato alla manovra di assestamento. L'assestamento, che dovrebbe essere una semplice revisione di errori nella programmazione o di non corretta o inesatta valutazione delle spese, si trasforma d'incanto nella manovra bis, e quindi in un'altra legge finanziaria e in un'altra legge di bilancio, cosa che peraltro non è neanche prevista dal nostro ordinamento.

Lo scontro, il confronto sarebbe meglio dire, si rimanda a quella data. Noi siamo certamente sfiduciati, perché in quella circostanza sapremo che dovremo affrontare le situazioni di sempre, e cioè discutere sul fumo, discutere del nulla. Anche la tanto reclamizzata e proclamata conferenza sul lavoro, promessa solennemente entro il mese di marzo, è slittata alla fine del mese di aprile. Ci si chiede di essere presenti per concorrere, con i nostri progetti, alla formazione di un progetto migliore. Ma come possiamo concorrere con voi, quando già da questa manovra con emendamenti qualificati abbiamo cercato di porre rimedio a tutti i limiti di questa manovra cercando di eliminare sprechi e inefficienze, recuperando somme per indirizzarle in quei settori per i quali voi avete promesso aperture nella manovra di assestamento?

Noi crediamo proprio che questo Esecutivo non sia al servizio dei sardi, ne ha dato una piena dimostrazione in questa manovra di bilancio e in quelle che l'hanno preceduto sino adesso. Voi siete al servizio di voi stessi, siete al servizio dei partiti politici di appartenenza e gestite la cosa pubblica solo e nell'esclusivo scopo ultimo di assicurarvi la perpetuazione in questa Assemblea. Noi a tutte queste cose ci opponiamo, noi queste cose le combattiamo; non siamo per la forma, per la legislazione di emergenza, per la legislazione che vede accontentati i soggetti che di volta in volta frequentano questa tribuna, o che di volta in volta scendono nelle piazze a dimostrare. Noi sappiamo che un buon legislatore deve legiferare nell'interesse di tutti indistintamente, deve eliminare i limiti e gli ostacoli che si frappongono a una crescita sociale, deve trascurare gli amici, deve trascurare gli amici degli amici. Solo così si può dare sicurezza alla nostra Isola, solo così dando risposte negative a cento persone quali possono essere quelle dei progetti speciali per l'occupazione si può dare invece risposta a quelle decine di migliaia di giovani che non hanno lavoro e non lo possono avere perché non hanno politici di riferimento e non hanno protezione. Al danno di pochi, se si segue questa nuova strada, si può fare la fortuna delle decine di migliaia di disoccupati che attendono e che nulla possono perché non hanno amici in queste stanze che li proteggano.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare per dichiarazione di voto il consigliere La Rosa. Ne ha facoltà.

LA ROSA (Gruppo Misto). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, onorevoli colleghe e colleghi, alcune considerazioni al termine di questo confronto che ha visto impegnato il Consiglio, qualcuno dice, soprattutto l'opposizione, qualche altro addirittura dice la maggioranza non ha partecipato, io non sono d'accordo, non sono d'accordo anche perché, almeno per come vedo io la maggioranza, questa si esprime attraverso la Giunta, si esprime attraverso il Presidente della Commissione, relatore in Aula, di volta in volta quando lo ritiene opportuno produce alcuni interventi su determinati settori, quando appunto si consideri che sia necessario, e questo è avvenuto. Pertanto io credo veramente che la prova complessiva che questo Consiglio ha fornito nella discussione impegnativa che si è svolta sulla manovra di bilancio, sia una prova da considerarsi positiva, ci sono stati alcuni eccessi, anche questo è stato ricordato, e ci sono stati anche alcuni momenti, occasioni, situazioni, che hanno, purtroppo, portato a perdere del tempo, ma devo dire che alla fine di questa lunga discussione la cosa che rimane a mio avviso non sono questi aspetti negativi, questi limiti che ci sono stati e che è utile tenere presenti perché potranno essere evitati per le prossime scadenze, ugualmente impegnative che avremo. Rimane la prova, secondo me molto positiva, di un Consiglio regionale che ha lavorato intensamente, che si è confrontato, che ha discusso e che ha anche confermato e rafforzato con il proprio voto questa coalizione di maggioranza che era certamente attesa alla prova anche del voto e, perché no?, nella discussione e nella definizione di questa manovra finanziaria. Ciò che è stato anche, secondo me, molto positivo, è che il confronto, come era giusto e inevitabile, ha aperto una proiezione sulle prossime scadenze impegnative e sulle scelte prossime che dovranno essere compiute, a partire dalla Conferenza per il lavoro e dal documento di programmazione economica e finanziaria. Si tratta di tappe importanti di una sessione di bilancio che non è soltanto una sessione di bilancio, e che quindi non si conclude neppure oggi, oggi si vota questa manovra, ma certamente questo Consiglio rimane, e non può che essere così, impegnato a sviluppare nelle prossime settimane e nei prossimi mesi la propria attività giovandosi positivamente di quanto di costruttivo è venuto fuori ed è sicuramente molto, secondo me, dal confronto che si è sviluppato attorno a questa manovra finanziaria. Io so bene che le misure per l'occupazione e per il lavoro che sono presenti in questa manovra finanziaria non corrispondono agli impegni programmatici che ha dato vita alla nuova maggioranza, però so bene che questi impegni dovranno trovare nelle prossime settimane e nei prossimi mesi gli strumenti e il percorso per la loro realizzazione. Quindi possiamo uscire da questo confronto e dal voto col conforto che c'è un Consiglio che ha dato buona prova di sé e che c'è una maggioranza che ha dato una buona prova di sé. Questi sono l'uno e l'altra presupposti importanti per andare avanti in quest'ultima parte della legislatura e per riuscire a produrre atti e provvedimenti importanti che possano dare un segno positivo a questa legislatura difficile, di transizione, il giudizio sulla quale, io credo, debba essere ancora rinviato, aggiornato, appunto, al termine, dopo che ancora questo periodo che rimane di lavoro sarà completato. Per queste ragioni io credo che il voto sulla manovra non possa che essere positivo ma anche la valutazione sul lavoro che abbiamo svolto in questi giorni non può che essere positivo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Lippi. Ne ha facoltà.

LIPPI (F.I.). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, colleghi, sono convinto che Forza Italia e l'intera opposizione ancora una volta siano riusciti a dimostrare quanto inconcludente sia non solo il programma politico che accomuna le forze di maggioranza, ma quanto evanescente sia il patto che accomuna queste forze, il patto che dovrebbe essere di governo per la Sardegna e per i sardi, il patto che dovrebbe essere per il rilancio dell'economia e dell'occupazione e che invece miseramente, ancora una volta, attraverso lo strumento di legge più importante che il Consiglio regionale possa portare all'attenzione dei sardi ci si è dovuti arrendere di fronte alla testardaggine di una maggioranza sorda e cieca ai richiami dell'opposizione. Il lavoro che si è svolto e che ha caratterizzato queste tre settimane di lavoro in Consiglio è stato un lavoro intenso, appassionante, che ha visto in alcuni momenti sicuramente anche dei colleghi esprimersi con dei toni accesi, forse a volte anche non consoni al ruolo istituzionale al quale siamo chiamati dentro quest'Assemblea. Però va anche detto che, di fronte alla necessità, alla sentita necessità che animava e che anima la proposta politica dell'opposizione, in alcune situazioni e in alcuni frangenti probabilmente di quei toni e di quegli atteggiamenti non se n'è veramente potuto fare a meno. Io sono convinto che una manovra di bilancio, una legge finanziaria, non sia uno strumento che debba andare né ad appannaggio della maggioranza né tanto meno evidentemente a quello dell'opposizione, ma credo che occasioni come quella che ci riuniscono per discutere questa importante legge debbano vedere maggioranza e opposizione accomunate dal solo intento di far bene per la Sardegna, di trovare delle idee e novità capaci e in grado di poter ridare fiducia e speranza a tutti quei settori produttivi dell'economia senza i quali, e sottolineo senza i quali, non si potrà certamente sperare di avere un'occupazione giusta nel rispetto di quelle che sono le richieste e le esigenze del popolo della Sardegna. Nessuna novità quindi è stata inserita all'interno di questa manovra, nessuna linea programmatica diversa rispetto a quelle che hanno caratterizzato le passate manovre finanziarie, l'unico elemento di grande novità rispetto al quale ci si aspettava anche un impegno più forte dell'intera maggioranza, nei confronti del mondo del lavoro, era dettata dalla curiosità di quanto i colleghi della Rifondazione Comunista avrebbero potuto incidere rispetto alle linee che questa maggioranza intendeva portare avanti per il mondo del lavoro; niente si è visto. Abbiamo assistito invece, cosa peraltro inedita, ad una maggioranza pressoché silenziosa; il collega La Rosa poc'anzi si giustificava e giustificava il fatto nel fare una considerazione, se vogliamo peraltro giusta, e cioè che la maggioranza si sente rappresentata dal suo Presidente, dal suo Assessore al bilancio, dall'intera Giunta, dal presidente della Commissione e dal relatore. Non mi risulta però che neanche durante i lavori della Commissione la maggioranza abbia avuto la possibilità nelle singole componenti di poter esprimere quelle che erano realmente le richieste che provenivano giustamente dal territorio che ognuno di noi rappresenta all'interno di questa assemblea, probabilmente l'impegno, il patto è quello di rivedere il tutto durante la manovra di assestamento. E' già stato detto prima del mio intervento. Concludo Presidente, ha veramente dell'incredibile che si voglia creare una manovra finanziaria bis, che uno strumento come quello dell'assestamento lo si voglia far diventare una seconda manovra finanziaria. A queste regole del gioco evidentemente Forza Italia non può sottostare e quindi, rispetto al tutto che si è tentato faticosamente di far prevalere durante questa discussione, e al niente che si è ricevuto in cambio non potrete che aspettarvi una opposizione forte, dura, a volte anche urlata, anche in fase di assestamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto, il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS (F.I.). E' con vero dispiacere che devo esprimere un parere sul voto per questa finanziaria. Dispiacere perché la prima considerazione che mi viene in mente è il ritardo che noi continuiamo ad accumulare verso quella realtà, realtà che si chiama Europa, realtà che si chiama globalizzazione del mercato. Con questa manovra certamente ci aspettavamo qualcosa di diverso, ci aspettavamo un nuovo orientamento della Giunta, dell'Assessore della programmazione che tendesse appunto alla competizione dei mercati; una competizione dei mercati che non viene richiesta certamente dalla Sardegna, ma che ci viene imposta dalla comunità Europea e dalla globalizzazione dei sistemi. Questa manovra invece è in piena continuità con il passato, nessun elemento nuovo vediamo tra le righe della manovra stessa e del bilancio. E' una manovra che parte viziata, come già diceva precedentemente il collega Lippi, viziata dal fatto che questa Giunta probabilmente non la ritiene sufficiente, e mi meravigliano i colleghi della maggioranza quando votano a favore o si esprimono a favore di questa manovra, essendo gli stessi presentatori insoddisfatti della stessa. Manovra dicevo viziata, dal presupposto che la stessa verrà totalmente riformata con l'assestamento del bilancio. Assestamento di bilancio che dovrà seguire quello che è il documento di programmazione economica e finanziaria del quale ancora non sconosciamo neanche le finalità, del quale nulla è dato conoscere al Consiglio; e tra meno di un mese o tra due mesi ci si dice che dovremo affrontare l'assestamento del bilancio. Sui ritardi accumulati peserà anche lo spostamento della conferenza sul lavoro; conferenza del lavoro che non sappiamo quali risultati utili potrà dare, quando abbiamo delle certezze davanti; certezze che sono quelle del mercato. Non credo che noi risolveremo i nostri problemi, Presidente, Assessore, con le mega conferenze; di queste conferenze ne abbiamo fatto già altre. Abbiamo fatto la conferenza sul credito che mi pare di risultati ne abbia veramente portati pochi per l'economia sarda; faremo anche la conferenza sul lavoro, un grande show dove tutti i partiti si eserciteranno per elaborare tesi alle quali seguirà sicuramente un piano che non sarà al passo con quello che ci si chiede nell'Europa del 2000, nel ventunesimo secolo, per l'ingresso appunto in quella che sarà l'Europa del ventunesimo secolo. Posti di lavoro, noi diciamo che posti di lavoro ne dobbiamo creare di nuovi sicuramente; posti di lavoro però stabili, invece la realtà è che stiamo perdendo posti di lavoro, assistiamo come se fosse un bollettino di guerra alla chiusura di nuove industrie, di nuove imprese, di nuova imprenditorialità. Chiusura in parte anche dovuta all'assenza di capitalizzazione delle imprese, all'assenza di interventi che favoriscano la concorrenza non che aboliscano la concorrenza. Stiamo assistendo continuamente ad incentivi verso imprenditorie come le cooperative che creano concorrenza ad altre imprese e che determinano la chiusura delle stesse. Le statistiche riportate sull'occupazione, caro Assessore, non sono semplici numeri, le statistiche sono la gente, le statistiche sono il popolo sardo. 320 mila disoccupati che vanno progressivamente aumentando, al contrario della finzione che viene portata in aula da alcuni rimaneggiamenti delle statistiche stesse. Contro questa disoccupazione, contro quella che noi riteniamo indispensabile, come forza politica, la necessità di riforme e di innovazione noi invece continuiamo con il passato, continuiamo con una politica assistenziale, fino a quando mi chiedo io. Fino a quando sarà possibile assistere tanta gente dal momento che le risorse per la Sardegna stanno sempre diminuendo. Fin quando noi potremo assicurare agli occupati, non più ai disoccupati il lavoro. Queste sono le preoccupazioni. Ritornando al concetto precedentemente espresso sulla manovra finanziaria, non abbiamo capito se realmente l'Assessore della programmazione ritiene con la manovra di assestamento di poter cambiare e di invertire la rotta di questa manovra finanziaria. Io ritengo che una volta approvata la manovra finanziaria lascerà ben poco spazio alle manovre di assestamento; salvo che con trucchi o artifici non si ritrovino quelle risorse che sarebbero già dovute essere presenti nell'attuale manovra finanziaria. E se anche si trovassero le risorse senza le riforme, senza quelle preannunziate riforme, questa doveva essere la legislatura delle riforme senza la riforma degli enti inutili o anche utili, senza una vera innovazione nelle politiche del bilancio io ritengo che saremo destinati ad essere esclusi dal mercato e questa volta accumulando dei ritardi che non saranno colmabili in nessuna maniera. Caro Assessore, io so che lei ha la volontà di cambiare qualcosa, però finora di questa volontà non abbiamo visto nessuna traccia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto la consigliera Petrini. Ne ha facoltà.

PETRINI (Gruppo Misto). Presidente, io vorrei parlare su una parte di questo programma, in particolare sulla proposta di programma pluriennale per gli anni 1998-2000 ;non su tutto logicamente, ma ho scelto un capitolo che ho letto accuratamente e che mi ha veramente, profondamente colpito. E' il capitolo che riguarda il turismo; e mi conforta sentire che in Italia, intendendo per Italia la penisola italiana, nell'ultimo triennio vi sia stato un notevole incremento nel campo del turismo. A pagina 247 si dice che le azioni intraprese dall'Unione Europea a favore del settore sono diventate, a partire dagli anni Ottanta, più incisive ed organiche, perché il turismo, in ragione della sua crescente importanza e natura, può contribuire al raggiungimento degli obiettivi della comunità e, in particolare, alla crescita dell'occupazione e al rafforzamento della coesione economica e sociale, specialmente in quelle regioni meno sviluppate, ultraperiferiche e insulari. La Commissione europea ha anche varato il programma filoxenia (?) che già il nome la dice lunga su questo importante programma, che sostiene la crescita politica con quattro obiettivi. Primo, migliorare le conoscenze nel campo turistico; secondo migliorare il contesto legislativo e finanziario, sempre del turismo, migliorare la qualità del turismo europeo, aumentare il numero dei turisti provenienti da paesi terzi. Ecco io chiedo se noi colleghi siamo pronti a questa sfida per l'Europa e in Europa. In questi ultimi giorni mi ha colpito una grave novità, e dico grave, che avrà ripercussioni nel futuro per il nostro turismo, e mi riferisco alla Grecia che ha svalutato la dracma del 14 per cento. E' una notizia molto importante, perché molte nazioni europee avranno, rispetto a questa svalutazione, un cambio molto vantaggioso, e non ultimo, direi anzi al primo posto, i cittadini tedeschi, che sono i maggiori fruitori europei del turismo greco. E anche gli italiani, grazie a questa svalutazione della dracma, andranno in Grecia. Quindi qualche cosa verrà sicuramente a mancare, una grossa fetta di turismo ci mancherà, ci mancherà in parte quello tedesco e in parte anche quello che dalla penisola verrà da noi. Ecco, la Grecia ha poche risorse, vive quasi esclusivamente di turismo, però ancora una volta, sono sicura, riuscirà a farcela con questo fatto che ha svalutato la dracma del 14 per cento. Sì, forse noi non potremmo reggere, questa è un'obiezione che spesso si fa quando parlo di questo argomento, la Grecia ha, nel campo del turismo, delle risorse illimitate, però io devo dire che le ho studiate a fondo queste loro risorse, perché sono stata in Grecia quattro volte, l'ultima in particolare, mandata appunto dalla Regione Sardegna in veste di consigliere, sono stata a Salonicco, che è una città, forse una delle meno vistose dal punto di vista culturale della Grecia, che si è portata in dieci anni da 150 mila abitanti a 1 milione di abitanti, 1 milione di abitanti che vivono discretamente, tutti occupati in vari settori. Non voglio farla troppo lunga ma vi dirò che il boom economico della città di Salonicco è legato alla scoperta della tomba di Federico il Macedone. Su questa tomba Salonicco è riuscita a vivere alla grande. Ecco, la Grecia ha molte risorse, ma molte, vi dicevo, se le è create. Vi faccio un piccolo esempio, che può aiutarci per il nostro domani. Vi è un'isoletta della Grecia, una piccola isola, che non ha niente di archeologia, ha soltanto questi abitanti che, una volta alla settimana, si alzano all'alba, quasi notte, e fanno il pane con i forni a legna. Le navi portano migliaia di turisti perché godano di questa piccola cosa. La chiamo piccola cosa perché noi, qui in Sardegna, potessimo e volessimo sviluppare la nostra capacità in questo campo direi che siamo, i nostri artigiani, chiamiamoli così, sono degli artisti, non hanno niente da invidiare a nessuno. Allora io credo che noi dovremmo dispiegare tutte le nostre forze imprenditoriali in questo campo. Conosciamo i bisogni della nostra Isola, conosciamo i tassi di disoccupazione e già da questa prima stagione turistica che è alle porte, con uno sforzo di volontà e di fantasia la Sardegna può farcela. A mio parere è stato un grave errore (lo dico a tutta l'Aula) votare contro le cooperative che gestiscono i musei, lo dico con tutta serenità. Ma scherziamo: invece di aprire noi chiudiamo. Dobbiamo investire, potenziare, dobbiamo fare delle offerte, dei pacchetti per congressi, per week end, settimane turistiche, dobbiamo fare questo e più di questo. Dobbiamo potenziare le sagre, le manifestazioni canore e musicali, concerti. Non si possono bocciare delle proposte di legge per grandi manifestazioni turistiche. Chi ha votato contro questa importante richiesta se ne prenda tutta la responsabilità. Possiamo entrare in Europa e farne parte a pieno titolo; vogliamo entrare in Europa, però bocciamo una proposta di legge per finanziare, con 200 milioni, una scuola per interpreti e traduttori. Avremmo dovuto investirci 2 miliardi e avremmo avuto dei giovani molto qualificati. A ogni modo non posso approfittare di più della vostra pazienza, né del tempo, con la sfida del turismo noi giochiamo le nostre carte per il 2000. Invito la Giunta a impegnarsi per il raggiungimento di questo obiettivo. Alla Giunta, a noi stessi, al popolo sardo porgo i migliori auguri.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.-Progr.). Signor Presidente, signori consiglieri, qua si è detto che eravamo di fronte a una finanziaria senza nessuna innovazione; una finanziaria piatta, una finanziaria e un bilancio che segnavano la perfetta continuità. Io non so se questo si possa dire che sia vero, anzi, penso che assolutamente che non sia vero. E' vero che eravamo di fronte a una finanziaria che aveva già un'impostazione, che era l'impostazione della precedente Giunta e della precedente maggioranza. Però già dei segni di innovazione e di cambiamento abbiamo visto in questa finanziaria, e in questa struttura dello stesso bilancio; una serie di segnali, di risparmi e di riqualificazioni della spesa sono alquanto evidenti. Ma se così non fosse, così come dice la minoranza, forse l'unica innovazione che c'è stata è che abbiamo registrato in quest'Aula, da quattro anni a questa parte, è la rigidità dell'opposizione di Forza Italia, lo stesso ostruzionismo, io lo chiamo, perché in alcuni momenti si è manifestato come tale, e che ha prodotto, l'unico fine che ha prodotto, l'unica cosa che è riuscito ad ottenere era l'ulteriore mese di esercizio provvisorio. Io ritengo che negli atteggiamenti che si sono tenuti in Aula, tutti peraltro legittimi, legati a un Regolamento antiquato che va immediatamente riformato, penso che però le responsabilità vadano date e assegnate a chi in quest'Aula si è comportato in una certa maniera. E' vero ci sono stati alcuni momenti anche di forte tensione; va anche dato che sono giunte da parte dell'opposizione una serie di proposte e indicazioni altamente positive, che andavano verso lo sviluppo e l'occupazione, indicando alcuni settori fondamentali per la nostra economia. E mi sembra che da questa parte, da parte della maggioranza, non è venuto meno il recepimento di una serie di indicazioni, che peraltro sono anche indicazioni condivise dalla stessa maggioranza, perché non penso che ci si possa dividere rispetto ad alcuni obiettivi fondamentali, se veramente vogliamo dare una risposta complessiva alla richiesta di occupazione che viene dalla nostra Isola. Un'altra questione che mi sembra che non sia venuta a galla è la differenza che si è verificata in quest'ultima finanziaria rispetto ai tre anni e mezzo che abbiamo vissuto, per cui ci sono due dati: uno è quello che abbiamo visto, un'opposizione ferrea, dura, a mio avviso, a volte, anche, che ha raggiunto l'ostruzionismo fine a se stesso, e l'altra è invece un ruolo diverso della maggioranza. Una maggioranza che per la prima volta si può chiamare tale, nel senso che ha retto a quest'onda d'urto che veniva da parte dell'opposizione, che ha dimostrato di non essere soltanto una maggioranza numerica così come diceva poc'anzi l'onorevole Serrenti, ma è una maggioranza di tipo politico. Vedete, ci sono stati alcuni momenti di cedimento, è vero che ogni consigliere regionale ha l'autonomia, la libertà di esprimersi sui vari provvedimenti con libertà, nel senso che anche l'esercizio del voto segreto, che peraltro è stato esercitato a mio avviso con molto dispendio, nel senso che si è votato spesso a scrutinio segreto, ha dimostrato due cose: una cosa che rispetto agli obiettivi che la minoranza si poneva, cioè di stravolgere questo documento politico e finanziario, non è riuscita, ci sono state soltanto due occasioni importanti, una peraltro recuperata dall'aula, perché penso che tutte le forze politiche si siano rese conto che far venir meno i contributi a sostegno alla piccola e media impresa non era cosa giusta; l'altra questione era quella dei progetti speciali. Su un tema, a mio avviso anche sbagliando, l'Aula ha bocciato questo provvedimento, anche se su questi provvedimenti l'Aula dovrà ritornare, le forze politiche dovranno ritornare, perché non è possibile pensare che i progetti speciali possano continuare così, tre, quattro, cinque anni con un sostegno puramente finanziario da parte della Regione per permettere che i progetti stessi continuino ad andare avanti così come stanno andando avanti. E' vero, sono progetti che danno un servizio alla collettività, ma proprio per questo vanno riqualificati e vanno rifinalizzati. E in questo caso bisogna instaurare un rapporto e una normativa chiara che veda un nostro rapporto come Regione rispetto agli enti che poi utilizzano, non soltanto gli utenti, ma gli enti che gestiscono gli stessi progetti, che sono i comuni, le province, e quant'altro. Per cui è necessario che si passi dalla fase della precarietà seppur facendo ottimi servizi, alla fase della stabilità, nel senso che non si può continuare ad avere posti di lavoro assistiti, ma là dove è possibile al posto del lavoro assistito va messo in campo il posto di lavoro che si regge invece con le proprie gambe.

Vedo che il tempo è scaduto per cui concludo questa dichiarazione ponendo un solo problema. Questa è una finanziaria, abbiamo detto, che di sicuro reca ancora segni di continuità con il passato, non c'è da... peraltro il passato non ha segnato tutti dati negativi, vi sono stati anche molti dati positivi. Io penso che avremo l'opportunità, attraverso il documento di programmazione economica e le successive azioni di assestamento e rimodulazione del bilancio, di fare ulteriori passi avanti, però voglio ricordare all'Aula che non è soltanto attraverso il bilancio che si riqualifica l'azione di governo di una Regione. L'azione di governo di una Regione si riqualifica anche attraverso l'approvazione di una serie di provvedimenti legislativi che sono già pronti per l'Aula e possono segnare un cambiamento, possono segnare una risposta in concreto alle esigenze del popolo sardo.

Concludo perciò con un auspicio: vi sono due comportamenti, uno che è l'azione di bilancio, la razionalizzazione, le risposte concrete alla popolazione, l'altra è la risposta che deve dare questo Consiglio regionale facendo il proprio dovere, lavorando più celermente, perché è possibile cambiare, è possibile dare un segno positivo, perché questo è quello che la Sardegna chiede. grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare per dichiarazione di voto il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che si sia persa una grande occasione. Il bilancio 1998 rappresentava l'ultimo esercizio completo di questa legislatura, una legislatura che ha innovato molto nella gestione finanziaria ed economica della Regione, una legislatura che non ha inciso, per cui il bilancio 1998 e quel che è più grave anche il triennale che contempla il 1999-2000 sono nel segno della continuità, ma non è una continuità di scelte, o almeno di scelte fatte da questo Consiglio. E' una continuità su una formulazione del bilancio regionale non più rispondente alle esigenze della società sarda.

E' restato un bilancio che tende a promuovere la cultura, il consenso, non è un bilancio rivolto alla produzione. Si ereditano contributi ad associazioni, sindacati, convegni, consulenze, si continua su questa strada. Mentre, quindi, si finanzia molto il discutere, si finanzia decisamente poco il fare. Gli incentivi alle imprese sono ancora un sistema assolutamente superato, contraddittorio, molto spesso in contrasto con le norme della Unione europea, eppure ce lo siamo trascinato tutto intero, magari tagliando qualche strumento che aveva una sua razionalità e una sua efficacia. E' un bilancio che non tiene conto, nonostante tutte le chiacchiere, del problema lavoro, perché i tagli sui fondi di rotazione alla fine si risolveranno in mancanza di fondi per le attività produttive, i nuovi finanziamenti per le attività produttive non ci sono, anzi molti capitoli per le attività produttive subiscono tagli. Non è diminuita quella grande spesa improduttiva che è la sanità: mentre altre regioni hanno ridotto la spesa sanitaria noi non la riduciamo e questa pesa per circa il 40 per cento sul bilancio. Si è ricorsi a qualche espediente, a qualche lifting in materia di indebitamento: si sono cancellati 1900 miliardi di indebitamento, ma semplicemente spostandoli nel tempo e quindi rallentando la spesa, ma si sono creati 924 nuovi miliardi di indebitamento in un solo esercizio, il che non consentirà agli stessi ritmi di chiudere i bilanci del 1999 e 2000.

Io avevo parlato, all'inizio dell'esame della finanziaria, di una finanziaria delle non scelte. In effetti, dopo i leggerissimi ritocchi apportati dal Consiglio, ritocchi privi di un disegno comune, avvenuti sull'onda di votazioni casuali, credo che sia restata una finanziaria delle non scelte, una finanziaria della continuità, una finanziaria dell'immobilismo, ma anche una finanziaria del clientelismo, perché finisce per alimentare soprattutto un sistema clientelare, un sistema assistito e non un sistema di aiuto che tenda a portare le nostre imprese in un quadro europeo. E' chiaro che non tutto deriva dalla manovra finanziaria. La mancata risoluzione di due problemi essenzialmente sta condizionando: la riforma dell'amministrazione regionale e degli enti, con la liquidazione pressoché completa, si impone, delle società regionali, e il problema del sistema fiscale autonomo, che per comodità chiameremo zona franca. Sul primo ho sentito ieri sera una curiosa teoria di un assessore tecnico che addebita i ritardi nell'approvazione delle leggi di riforma al regolamento. Non è un problema di regolamento se la legge sull'acqua non è andata avanti, non è un problema di regolamento se l'ERSAT si è bloccata, non è un problema di regolamento se non si è proceduto sugli enti turistici, non è certamente un problema di regolamento se sull'EMSA non si è arrivati alla decisione. Non sono certamente questi i problemi di regolamento, non si può imputare tutto al regolamento, e soprattutto da parti politiche che non hanno voluto accettare l'immediata entrata in vigore di quelle norme che la Giunta per il Regolamento all'unanimità aveva comunque deliberato e che avrebbero semplificato certe procedure rese più consone al clima politico odierno. Non si può accusare il Regolamento di colpe che appartengono alla politica e alla volontà degli schieramenti, certe volte anche alla scarsa volontà di lavorare dei consiglieri, alla scarsa qualità dei disegni di legge che arrivano dalla Giunta. Non si può scaricare su questo strumento, che poi è uno strumento del Consiglio, che il Consiglio può modificare se ne vede l'utilità, ovviamente con le forme che il Regolamento stesso prevede. Per cui il nostro voto contrario non sarà un voto contrario, controllato, principale di governo della Giunta, ma è un voto contrario ai contenuti di una manovra finanziaria che è assolutamente priva di respiro nuovo e le promesse fatte per sistemare la questione con l'assestamento di bilancio appaiono oggi scarsamente credibili, considerato che l'assestamento di quest'anno non ha certamente a disposizione le risorse degli anni precedenti. E' una manovra finanziaria che si consuma alla fine di questa legislatura, che chiude una legislatura sotto questi profili, decisamente negativa e a cui non si è cercato neppure di porre rimedio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (F.D.S.- Progr. Sard.). Signori Presidenti, colleghi, siamo arrivati alla conclusione di un lavorio, di un dibattito abbastanza lungo, stancante, qualche volta persino snervante, connotato da venature talora utili perché venature essenziali per arricchire la discussione, venature essenziali a volte per migliorare i contenuti della legge finanziaria e del bilancio, e talaltra invece inutili, inopportune e da considerarsi soltanto come perdita di tempo. Si evidenzia, signor Presidente del Consiglio, a conclusione proprio del dibattito sulla legge finanziaria e sul bilancio, l'esigenza sempre più avvertita, ma che lei stesso rimarcava attraverso una lettera che ha inviato ai Capigruppo, di procedere in tempi rapidi, in tempi stretti, alla convocazione del Consiglio per verificare la possibilità di introdurre quelle modifiche regolamentari necessarie in maniera da mettere anche il Consiglio regionale della Sardegna al passo con gli altri Consigli regionali, al passo col Parlamento, al passo con l'Europa. E' un'esigenza, a questo punto, ormai irrinunciabile ed è un processo di modernizzazione che noi non possiamo mancare, ulteriori lungaggini o rinunce in questo senso segnerebbero un ritorno indietro, segnerebbero un momento di conservazione. Il bilancio e la manovra finanziaria, signor Presidente, sapevamo già originariamente che aveva forti connotati di rigidità, forti connotati di rigidità perché legato a leggi e vincoli che sono leggi e vincoli di settore, che condizionano le poste per modificare le quali bisognerebbe intervenire a monte, cercando di ammodernarne la legislazione. Forti connotati di rigidità che rendono il bilancio un'operazione che rientra nel tradizionale, non appare certamente come un fatto rivoluzionario e di forte innovazione, però alcune cose fortemente innovative sono chiaramente leggibili, intanto dalla volontà fortemente rimarcata dall'Assessore, alla quale poi la maggioranza in Aula si è attenuta, di invertire una metodica che era dentro quest'Aula una metodica consacrata dalla notte dei tempi, cioè quello di lasciare liberi e svincolati quegli articoli della finanziaria che, per aggiustarli poi nella fase finale, che erano destinati a contenere le linee dell'indebitamento regionale. L'aver invece voluto, fortemente voluto, l'Assessore e la maggioranza, definire anticipatamente quegli articoli è stato questo fatto elemento di forte garanzia e fortemente innovativo nel tentativo di porre un ancoraggio già immediato a un allargamento del debito che diversamente rischiava di debordare a dismisura, di debordare a dismisura anche nel tentativo di soddisfare pure esigenze legittime, che però non potevano evidentemente essere in questa fase di esame della manovra tutte soddisfatte. Così come bisogna riconoscere, signor Presidente, io lo faccio anche con una certa soddisfazione, che la maggioranza in Aula contrariamente ad altre volte, ha in linea generale manifestato forti capacità di tenuta, anche rispetto al voto segreto. Però qualche segnale, qualche momento di forte scricchiolio rispetto ad aspetti importanti devono farci tutti riflettere e devono costringere la maggioranza a ripensare in termini di maggiore unitarietà il proprio comportamento. Le tanto criticate risorse del settore industriale hanno visto più volte, anche il mio Gruppo, prendere non posizioni contrastanti, però posizioni critiche, noi partiamo dalla consapevolezza che l'allocazione di quelle risorse in quel settore sia un fatto assolutamente obbligato per poter procedere alle privatizzazioni, alle dismissioni e alla razionalizzazione dell'intero settore stesso, così come, per cui è necessario relativamente a questo problema, misurarci subito e lanciamo un messaggio in questa direzione perché ne raccolga le indicazioni, perché si attivi in maniera più compiuta e più rapida, l'Assessore, misurarsi subito, dicevo, con un processo di riforma, così come l'accenno fatto dall'onorevole Bonesu alla spesa sanitaria è consapevolezza di tutta la maggioranza del Consiglio che in quel settore c'è l'esigenza di intervenire per attuare una pratica di migliore e più compiuta razionalizzazione unitamente a una pratica di razionalizzazione e di asciugamento di alcune voci che nel bilancio sono contenute. Sto chiedendo, chiudo in un minuto, signor Presidente.

La conferenza per il lavoro deve rappresentare un momento di analisi e un momento di sintesi, noi su quella conferenza ci contiamo e tanto, sinché la percentuale dei disoccupati in Sardegna è così elevata io credo che nessuno di noi possa sentirsi tranquillo e sereno con la propria coscienza. Così come è opportuno riaprire una vertenza con lo Stato, ma non da petulanti, non da straccioni, ma per consentire alla nostra Regione di raggiungere in termini di servizi civili le stesse condizioni che hanno raggiunto altre Regioni d'Italia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.

MARTEDDU (Popolari). Sì, Presidente, è stato detto abbondantemente in questi giorni che questo è un bilancio, è una manovra ponte, sarà pure così nel senso che stiamo guardando tutti un po' in avanti, sta di fatto che eravamo molto stretti tra una condizione di gravissimo ritardo nella predisposizione e nella approvazione della manovra finanziaria e del bilancio. Gravissimo ritardo che si riversava anche sulla necessità delle garanzie di spesa ordinaria; è chiaro anche che le responsabilità di questo sono responsabilità delle politiche della maggioranza che ha subito, che ha attivato una iniziativa di grande chiarimento negli ultimi mesi riferita non solo alla formazione della Giunta attuale, ma io credo riferita soprattutto alle prospettive della alleanza di centro sinistra per questa legislatura e oltre l'orizzonte di questa legislatura. Quindi i ritardi seppur nella gravissima responsabilità politica hanno una ragione seria, fondata e politicamente credibile almeno da parte nostra. Ma i ritardi ci sono stati e significa questo che il sistema Sardegna si regge per larga parte ancora sul bilancio regionale; questo per me è un dato assolutamente negativo. Vorrei riferire all'Assessore del bilancio e della programmazione che alcuni istituti di credito si stanno rifiutando di pagare gli stipendi ordinari di aziende pubbliche, fra l'altro, in attesa dell'approvazione della manovra finanziaria. E' una cosa mi pare da repubblica delle banane questa; è un comportamento che andrebbe comunque censurato. Nel sistema Sardegna il bilancio è lo specchio fedele di questa Regione ipertrofica, che dispiega tutte le sue capacità di presenza in ogni angolo della Regione ed è il modello interventista che è stato scelto a metà degli anni '60, che ancora - ha ragione Bonesu in questo - è un bilancio continuista che in qualche modo non ci ha reso possibili scelte strategicamente differenziate e diverse. E' vero che per superare quelle povertà drammatiche la Sardegna si affidava alla Regione che si costruiva, si affidava al pubblico. E basta vedere, l'abbiamo visto discutendo anche in maniera molto forte, con un tasso di scontro abbastanza elevato i giorni scorsi con le opposizioni, con Forza Italia in particolare, quando si parla di sistema industria verso il quale il bilancio regionale, il sistema pubblico riversa notevoli risorse, senza avere chiara ancora una via di uscita. Ma basta vedere anche il sistema agricolo regionale che è ancora legato in maniera omerica, direi, al dramma delle stagioni; e la siccità che è alle porte, che è già in atto, ci fa intravedere una necessità prossima futura di un intervento pubblico nel sistema dell'agricoltura. Dobbiamo farlo, non dobbiamo farlo? Anche noi siamo presi da un caso di coscienza, se continuare a sorreggere un sistema che fonda le sue radici nel sistema pubblico oppure se intervenire con operazioni chirurgiche. Io francamente, e credo neppure i Popolari in Sardegna, abbiamo questa volontà di operazioni chirurgiche e di una crescita liberista che mette sul lastrico centinaia di persone, centinaia di famiglie che pur vivono ancora del sistema pubblico, sia nell'industria che nell'agricoltura. Però dobbiamo fare uno sforzo, un grande sforzo culturale perché questo bilancio che stiamo per approvare sia l'ultimo bilancio così confezionato, così strutturato, perché rappresenti una sorta di canto del cigno di un sistema regionale che è fondato su altri parametri che oggi possiamo esaltare o condannare, ma che comunque hanno rappresentato una parte che è finita della nostra storia regionale. Allora il voto che noi diamo, positivo e favorevole, è proprio fondato su questi germogli di novità che ci sono nella manovra finanziaria che abbiamo votato e nell'impianto che la Giunta regionale e l'Assessore hanno voluto dare. E cioè quello di bloccare le spese in mille rivoli e quello di dotare la finanziaria regionale di uno strumento nuovo, dello strumento che ci consentirà davvero di uscire dalle pochezze, dalle piccolezze ma di proiettarci verso il futuro attraverso scelte che sono davvero strategiche di un sistema Sardegna che sia un sistema regionale in cui l'impresa, in cui i giovani, chi studia, chi lavora, chi ha speranza, chi è bravo tecnicamente possa trovare un suo spazio per stare e per operare in Sardegna. Abbiamo introdotto uno strumento che io credo renderemo efficace, alla costruzione del quale parteciperemo con grande forza e con grande speranza. Altre isole ce l'hanno fatta, altre regioni d'Europa come la nostra ce l'hanno fatta in questo decennio; noi dobbiamo avere l'ambizione di fare così, di essere dentro un grande Stato federale, di essere noi stessi un istituto federale in Sardegna, di non essere da soli, di non essere un avamposto di uomini perduti nel fare le battaglie per il federalismo con lo Stato, per ricontrattare con lo Stato, ma di avere tutti i sardi con noi, perché i sardi saranno con noi, Assessore e signor Presidente della Giunta, se diamo la speranza che c'è uno spazio, uno spazio di crescita, uno spazio di lavoro in Sardegna, che sarà un lavoro alto, un lavoro che coinvolge l'intelligenza, l'intelletto, lo spirito di iniziativa. E questo fa parte anche di un progetto politico nel quale noi ci riconosciamo; il progetto del centrosinistra nel quadro del bipolarismo o affonda le radici in questa cultura del rinnovamento e del cambiamento della Sardegna, del nuovo, oppure è destinato a perdere. Io credo che non perderà, sarà uno scontro duro; con altri progetti politici; ma noi intendiamo vincerlo basandoci sul nuovo, sul cambiamento di questa Regione, sul cambiamento della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Masala. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, onorevoli colleghi della Giunta e del Consiglio, una legge fisica dice che ad ogni azione corrisponde una reazione analoga e contraria. Che cosa intendo dire? Intendo dire che se la maggioranza rimane sorda alle proposte della opposizione, la opposizione evidentemente deve utilizzare tutti gli strumenti che il Regolamento mette a disposizione per sostenere le proprie tesi. Quando invece la maggioranza accetta di confrontare le proprie tesi, i propri progetti con quelli presentati dalla opposizione, allora è chiaro che l'azione muta atteggiamento, la reazione deve ugualmente essere coerente alla intensità di quella azione. Se le indicazioni che provengono dalla opposizione vengono condivise dalla maggioranza tanto meglio nell'interesse della Sardegna. Se le indicazioni non vengono condivise non succede niente; ciò che conta è che la maggioranza abbia anche la umiltà di sentire le ragioni della opposizione e di verificare la percorribilità o meno delle indicazioni che vengono fornite dalle opposizioni. L'opposizione non ha il diritto di pretendere che le proprie proposte vengano accolte dalla maggioranza, perché i tempi del consociativismo sono finiti; e devono essere finiti per la maggioranza ma devono essere finiti anche per l'opposizione. Il confronto deve essere tra progetti, non ci deve essere una corresponsabilizzazione della opposizione nella gestione della cosa pubblica. Si tratta di scegliere la strada che deve essere percorsa nel prossimo futuro. Una delle caratteristiche della democrazia dell'alternanza è proprio questa, il saper elaborare e presentare progetti alternativi a quelli che vengono portati avanti dalle forze di governo; saperli presentare, pretendere che avvenga il confronto su tali progetti, senza essere coinvolti nella gestione della cosa pubblica, perché se per avventura, se per caso la maggioranza dovesse accettare delle proposte articolate, delle scelte che vengano definite anche nei minimi particolari, queste sarebbero azioni di governo, e se queste sono azioni di governo, anche e soprattutto se provenienti dalla opposizione, si realizzerebbe la condizione della associazione dell'opposizione al governo. E al governo verrebbe facilissimo dire: scusate, che avete da dire, io ho fatto quello che voi mi avete detto, evidentemente voi mi avete dato delle indicazioni errate. Se, al contrario, si danno soltanto le indicazioni, si indicano le linee, se condivise, l'articolazione del progetto è sempre una prerogativa della maggioranza, perché la maggioranza ha accettato, diciamo così, la sfida sui temi da affrontare, ma se ne riserva giustamente la prerogativa di scriverne in dettaglio la sua attuazione. E allora non potrà più attribuire all'opposizione l'eventuale fallimento, ma sarà compito esclusivo e una responsabilità esclusiva della maggioranza, in una chiara, pacifica e leale accettazione dei ruoli di maggioranza da una parte e di opposizione dall'altra.

Questo è quello che è avvenuto qua dentro, nient'altro. Se per intrinseco si intende dire nascosto, sotteso, sotterraneo, io debbo dire che questo che è avvenuto invece è estrinseco, nel senso cioè di chiaro, alla luce del sole, o meglio di questi riflettori, di questa luce. Niente di nascosto, ma una rivendicazione puntuale del ruolo che l'opposizione deve svolgere in una democrazia di alternanza. Sotto questo aspetto, e mio avvio alla conclusione, perché ahimè in cinque minuti che il Regolamento ci concede, e il Regolamento in questo va cambiato, perché in un dibattito politico cinque minuti sono veramente pochi per svolgere un tema politico di così grande, almeno dal mio punto di vista, portata, però, avviandomi alla conclusione debbo dire che dal dibattito che c'è stato su questa finanziaria io sono convinto che è venuto un passo avanti nella direzione del bipolarismo. Sembrerà strano, forse sfugge ai più, però, in realtà a mio giudizio si è fatto un notevole passo avanti verso la direzione del bipolarismo, della democrazia dell'alternanza, perché sono chiariti i ruoli i ruoli che devono svolgere le opposizioni da un lato e la maggioranza dall'altro. E questa è la direzione che la Sardegna deve perseguire anche attraverso la stagione delle riforme, che tutti invochiamo ma che mai ci accingiamo a realizzare veramente, se non attraverso i comunicati stampa e i propositi estranei ed esterni a quest'aula, se noi imboccheremo questa strada non rimarremo in ritardo rispetto al processo evolutivo e di riforma che è stato avviato in campo nazionale. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (Progr. Fed.). Nei cinque minuti non si possono trattare gli argomenti che ci hanno impegnato per oltre venti giorni, la sintesi impone una breve considerazione di tipo politico e un aggiornamento del confronto in ragione degli impegni che sono stati assunti dalla maggioranza e dalla Giunta in questo dibattito.

La manovra che ci apprestiamo a votare, e che noi voteremo positivamente, abbiamo detto è un passaggio per un impegno che consideriamo fondamentale per le prospettive della nostra regione. E' vero che si è confermata più che nel passato la possibilità del bipolarismo in Sardegna, è vero perché c'è stata una proposta integrativa, ma con una forza alternativa, e che quella andrà ripresa nel confronto dei prossimi giorni. La domanda che io pongo al collega Pittalis che parlerà dopo di me è la seguente: sul tema dell'assestamento, sulla conferenza per il lavoro, sulla riforma del bilancio, il confronto avverrà così come è avvenuto quando abbiamo discusso della finanziaria e del bilancio? Se è quella l'impostazione è chiaro che gli spazi per il confronto si restringono. Se si pensa che attraverso quella impostazione la maggioranza avrà difficoltà nel sostenere la propria proposta si sbaglia, è un altro errore. Abbiamo dimostrato non so in quante votazioni, ma in molte votazioni, che i numeri e la politica della maggioranza si possono manifestare sempre.

Occorre, quindi, da parte vostra accogliere il nostro invito, occorre accogliere l'invito a misurarci sul tema dello sviluppo della Sardegna, con una dimensione e un'ottica nazione e, lo ripeto, una dimensione europea, perché lì sono i riferimenti per la prospettiva. Se ci proponete il metodo che è stato evidenziato in questi giorni è chiaro che non c'è possibilità di confronto, perché manca l'avversario. Noi abbiamo bisogno di un avversario, e l'avversario deve avere una proposta, perché senza proposta non si può fare confronto. E la proposta non è la divisione delle poche risorse che abbiamo: una parte per la maggioranza e una parte per l'opposizione. Non è quella la strada. Le risorse sono poche, vanno spese presto e bene, e occorre avere indicazioni chiare perché all'esterno si attendono queste indicazioni.

E' stato detto in questi giorno: non abbiamo fatto ostruzionismo. Va bene, non avete fatto neanche l'ostruzionismo. Non è dell'ostruzionismo che abbiamo bisogno, è della partecipazione, della qualità nuova del confronto politico. Siete una forza giovane con esperienze politiche diverse, non c'è l'amalgama giusto per aprire un confronto delle dimensioni che l'aula richiama, io tutto questo lo capisco, ma non ci si può proporre un comportamento che scivola tra la socialdemocrazia peggiore e la peggiore prima Repubblica. Questo non può essere accolto, noi dobbiamo misurarci perché nel Consiglio regionale e nelle commissioni competenti si apra il confronto sulle linee per l'assestamento, senza illuderci: sappiamo che le risorse sono poche ed è per questo che bisogna misurarsi ancora più puntualmente. Ma dobbiamo misurarci sulla conferenza per lo sviluppo e per il lavoro perché quella è una tappa decisiva per procedere successivamente al confronto elettorale, per aggiornare il bilancio, perché se noi non facciamo questo confronto di merito, caro collega Pittalis, rimangono...

CASU (F.I.). Che confronto? Eravate assenti, non c'eravate in aula!

CUGINI (Progr. Fed.). Noi l'abbiamo fatto, collega Casu, per darle la possibilità di parlare quanto voleva.

PRESIDENTE. Prego onorevole Cugini, concluda.

CUGINI (Progr. Fed.). Si ma il collega Casu è un collega simpatico col quale ho stabilito anche un rapporto di scambio di opinioni in questi giorni, quindi mi scuserà, me lo permette. Però chiudo dicendo che appunto non può avvenire il confronto con il metodo che adesso mi è stato ricordato anche con l'udito, dicendo che noi stiamo su questa strada, noi siamo su questa proposta. I colleghi della maggioranza che mi hanno preceduto hanno dato indicazioni chiare; aspettiamo altrettante risposte chiare, perché strade diverse da questa non ce ne possono essere, non ce ne sono, non si fanno inciuci, non si fa niente che non sia confronto alla luce del sole, assunzione di responsabilità, rappresentanza di interessi nella società sarda con quella dimensione che abbiamo avuto prima. Se c'è questa indicazione siamo qui pronti a misurarci, se invece le indicazioni sono altre, la risposta sarà negativa. Per noi questa è la strada giusta per superare le difficoltà che la nostra Regione e il Meridione d'Italia subiscono, dove molti Governi sono di segno opposto di questo nostro però le difficoltà sono uguali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Avrò modo, nel corso di questo breve intervento, di rispondere al collega Cugini che ha una visione della democrazia assembleare veramente distante, almeno mille miglia se possiamo misurare in termini numerici la distanza che ci separa. Abbiamo veramente visioni diverse: una è comunista e questa è liberaldemocratica. Ma voglio subito dire che, alla conclusione di questa lunga maratona consiliare che ci ha visti, almeno i banchi dell'opposizione di forza Italia in particolare, si seriamente tutti, e le assicuro concordi, uniti, ... onorevole Cugini, in Forza Italia sa la differenza che c'è rispetto al suo Gruppo, abbiamo anche diversità di vedute, ma le sappiamo conciliare e riportare all'unità. Vedo che voi spesso litigate e molto spesso per problemi che non sono certo nobili, ultimo, ne dava risalto la stampa, per la fondazione del Banco di Sardegna o quando si tratta di attribuire qualche poltrona assessoriale o di qualche ente decotto della nostra Regione. Noi non litighiamo né per queste cose, ma le assicuro è un dibattito da veri liberali e democratici quali siamo, che si sviluppa al nostro interno e non abbiamo la necessità né di giudizi, né di suggerimenti, né di consigli che farebbe bene a dare ai suoi compagni di avventura. E dicevo, noi molto correttamente, per noi non muta il giudizio estremamente negativo sulla struttura di una manovra finanziaria che è fatta col solo scopo (questo sì, onorevole Cugini, che bisogna dirlo a voce alta) di mantenere in vita l'esistente, una manovra che non crea, che non inventa, non costruisce, non giova, non innova, non progetta e non impianta. Altro che discorsi campati in aria, quelli sì, onorevole Cugini, sono queste le cose di cui dobbiamo parlare in quest'aula; lasciamo al dibattito dei Gruppi le vicende interne dei Gruppi, che non riguardano il dibattito tra le forze politiche. Già lo dicemmo, e con l'esame in aula non possiamo che ripeterlo: siamo di fronte all'ennesimo provvedimento che degrada, questo sì, l'amministrazione regionale e il suo Governo ad ente dispensatore e lo spoglia della sua nobile ed alta funzione di ente programmatore, di ente che pensi e progetti le linee di marcia e di sviluppo. Ma se il giudizio nel merito della manovra non è cambiato, cambia purtroppo il giudizio che abbiamo da esprimere sul metodo politico col quale questa maggioranza di governo ha deciso di affrontare l'esame della manovra. Si è trattato, a nostro avviso, di un atteggiamento sterile e improduttivo, un vero e proprio atteggiamento, questo sì, ostruzionistico del centro sinistra in dispregio anche delle più elementari regole di un confronto democratico. Cosa poteva fare l'opposizione legittima, doverosa del Gruppo di Forza Italia? L'azione di forza Italia è quella, onorevole Cugini, che ha analizzato il bialncio e ha spulciato ogni singolo provvedimento, nel suo pieno diritto oltre che preciso compito di chi sta qui per fare il proprio dovere. Non è una opposizione che si piega, non è una opposizione che si presta alle facile logiche consociative, che settori della maggioranza volevano riportare in quest'aula, ed ella mi parla ancora di logica dell'alternanza. No, lei è ancora fermo alle vecchie legislature, onorevole Cugini. Quale confronto? Il confronto con una maggioranza che deve possedere e avere un progetto, quando questa maggioranza tirerà fuori un progetto per la Sardegna allora ci sarà il confronto. Ella sollecita da parte dell'opposizione, una proposta, ma ella non si è chiesta dov'è la vostra proposta, quale è la vostra proposta; i sardi ancora l'attendono in questi cinque anni. E allora, vergogniamoci anche di fare propaganda anche all'interno di quest'aula, perché la propaganda, le assicuro, ormai non incanta i sardi e men che meno incanta il Gruppo di Forza Italia. Io ho apprezzato l'intervento dell'assessore Scano, anche in apertura di questo dibattito, che dava concreti segni di apertura ad un confronto. Purtroppo il risultato è stato negativo, ma devo convenire con lei, Assessore, che la manovra è ricca di provvedimenti clientelari e destinati a finanziare un vecchio sistema politico, un sistema che Forza Italia riteneva morto per sempre. Signori cari, noi riteniamo che alle porte della logica esista un limite, e sinceramente affermare che l'opposizione, come è stato detto e sbandierato in tutti gli organi di informazione, provoca un ritardo nell'approvazione della manovra finanziaria, è un fatto grave oltre che davvero ridicolo. E allora ripeto: l'ostruzione, che è anche l'esercizio legittimo di una facoltà dell'opposizione, non è stata la nostra ma è stata la vostra, che avete pensato la manovra con un ritardo che, da solo, vi avrebbe dovuto portare ad un meditato silenzio. E avremmo gradito, davvero gradito, che in segno di contrizione avreste per lo meno taciuto. Invece avete ripetuto talmente tante volte la bugia che il ritardo era colpa delle opposizioni, che alla fine sospetto che anche i più ingenui tra voi lo abbiano creduto essi stessi. E anziché tacere qualcuno addirittura si è permesso il lusso di sostenere che l'opposizione disturbava i manovratori. E mentre l'ampio senso democratico, anche me ne dispiace ricordarlo in quest'aula, di qualche esponente della maggioranza, lo ricordo a beneficio degli assenti, lo ha portato a dichiarare che la parola "tutti" è uno dei limiti della democrazia. Veda, assessore Scano, mi rivolgo a lei, proprio perché ho appuntato il suo intervento iniziale e la sua ironia, vede bene che questi sono fatti che non depongono certo a favore di un'ansia democratica e collaborativa o almeno di confronto con le opposizioni. E si è richiamato a proposito il problema del Regolamento, e concludo Presidente, se mi consente un breve flash, ma una riforma deve essere un riconoscimento di un sistema politico di riferimento. E allora se il nostro faro è il bipolarismo come auspico e non l'assemblearismo, allora la riforma dovrà comprendere tutte quelle garanzie per le opposizioni, quale un reale potere di sindacato ispettivo, un concreto potere di esercizio del controllo, la possibilità che si discutano nostre leggi e nostre iniziative. Parlare di riforma senza tenere conto di questo significa solo dare fiato alle trombe. E anche su questo punto demagogia e propaganda a parte vi aspettiamo ai fatti. Io desidero ringraziare, in particolare i colleghi Giorgio Balletto e Desiderio Casu che, a nome del Gruppo di Forza Italia, hanno dato un contributo grandissimo per la abnegazione, per la generosità e per la competenza delle loro argomentazioni e delle loro iniziative. Un ultimo richiamo lo voglio fare agli amici di Alleanza Nazionale. Io dico, con i colleghi di Alleanza Nazionale la sintonia non è né episodica, né strumentale, abbiamo visioni simili della società e del suo sviluppo e le ragioni della nostra alleanza non sono assolutamente di facciata. Per questo posso consentirmi, possiamo consentirci di esprimere anche un giudizio in dissenso sulla scelta di firmare quelle che noi riteniamo cambiali in bianco alla Giunta Palomba, noi, lo dico con rispetto ma convinto che con quell'operazione la maggioranza è riuscita a portare in porto un'operazione di fronte alle evidenti sue interne debolezze. Concludo veramente, signor Presidente, al giudizio negativo per la manovra che non cambia affatto dalle posizioni espresse in discussione generale, si aggiunge il giudizio negativo e anche severo da parte del Gruppo di Forza Italia per un metodo che non esitiamo a definire antidemocratico e arrogante. In una parola voteremo contro questa finanziaria che per noi, signor Presidente, ha già depresso in questi quattro anni l'Isola, ma che purtroppo anche nel 1998 continuerà a deprimerla ancora di più.

PRESIDENTE. La Giunta ha chiesto di poter fare un intervento conclusivo dividendo il tempo tra l'assessore Scano e il presidente Palomba.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Prendo la parola brevemente, signor Presidente e colleghi, per dare atto al Consiglio nel suo insieme di aver svolto un lavoro serio. La manovra di bilancio è stata passata al setaccio, vorrei dire al setaccio della politica e anche a quello della ragioneria. Ci sono ruoli diversi, ciascuno ha svolto il proprio, c'è stato scontro durissimo e c'è stata anche, in particolare col Gruppo di Alleanza Nazionale, una scelta di confronto nella dialettica limpida: maggioranza e opposizione. Ma tutto, sia lo scontro durissimo che il confronto, è avvenuto sul terreno della politica.

La manovra proposta dalla Giunta viene approvata sostanzialmente nella sua integrità, ritocchi ma non modifiche. Io penso che questa sia una prima differenza e una prima novità. Ce n'è delle altre, reali. Vorrei dire, senza accendere il tono della polemica, al Gruppo di Forza Italia e a Giorgio Balletto che ha usato questa frase, se siamo al servizio dei sardi lasciamolo decidere ai sardi che avranno l'occasione per pronunciarsi su questo punto. Differenze e novità, dicevo, reali. Le elenco semplicemente: l'introduzione del DPEF è una differenza e una novità; la tenuta della maggioranza in oltre 120 votazioni a scrutinio segreto, è una differenza e una novità; il numero e i tempi degli emendamenti della Giunta e della maggioranza rientrano anche questi in questa categoria, così come la scomparsa quasi totale del trasversalismo e il modo di porre la questione dell'indebitamento prefissando il tetto, sono delle differenze e delle novità. Io penso che sia il segno di un inizio di un mutamento di cultura politica nel segno del bipolarismo. Il bilancio è il progetto della Giunta, del Governo sostenuto dalla maggioranza, non è il frutto di un negoziato. Ha detto delle parole che io condivido pienamente il Capogruppo Masala, il Governo propone e porta la responsabilità del bilancio, l'opposizione stimola, contrasta, combatte, propone un'alternativa. Ora comunque guardiamo avanti, guardiamo alla realizzazione della strategia innovativa che la Giunta ha proposto, al risanamento e alla riforma del bilancio, alla qualificazione della spesa. C'è un percorso di guerra davanti a noi, davanti a tutto il Consiglio, la conferenza per il lavoro, assestamento, DPEF, riforma del bilancio, la necessità di dare risposte sull'occupazione e sullo sviluppo ai sardi. Io concludo con un ultimo telegrafico riferimento al fatto che i nostri lavori, diciamo così non frettolosi, pongono una questione ineludibile non in termini di polemica politica o di scontro politico, pongono il tema di un'Assemblea capace di decidere, di una democrazia capace di decidere, con un Regolamento che consenta la decisione nei tempi e nei modi di una moderna democrazia.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.

PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Grazie, Presidente. Ci siamo davvero divisi il tempo, quindi io non ripeterò le cose che l'Assessore del bilancio ha già detto per illustrare la posizione del Governo regionale oggi e nei giorni passati. Io vorrei soltanto sottolineare brevemente un altro aspetto, quello cioè che riguarda la tenuta della maggioranza, la maggioranza che sostiene il Governo regionale, la coalizione di centrosinistra in queste settimane ha dimostrato grande determinazione e forte compattezza nel sostenere con coerenza, senza smagliature, la proposta politica presentata e sostenuta in Aula dalla Giunta in nome dell'intera maggioranza. Essa ha dato ottima prova di sé, come ha detto Peppino La Rosa, il consigliere Peppino La Rosa, affrontando vittoriosamente 280 emendamenti, quasi tutti proposti dalle opposizioni, 125 votazioni a scrutinio segreto, che grazie alla coesione della maggioranza non hanno intaccato la manovra e la proposta; la condotta consiliare di Forza Italia è stata tanto legittima quanto inefficace, proprio per la compattezza della coalizione di governo. E nell'assumere vanto di quella linea liberamente scelta, io credo che Forza Italia dovrà anche prendere atto che essa non ha incrinato la maggioranza ma ne ha fatto emergere la coesione. Questa compattezza è la garanzia più forte per i prossimi impegnativi passaggi nei quali si sostanzierà quella che è la vera forte proposta politica della maggioranza e della coalizione a cominciare dalla Conferenza regionale per l'occupazione e lo sviluppo, per proseguire con il documento di programmazione economica e finanziaria e con il conseguente assestamento di metà anno. Non abbiamo affatto in questo dibattito voluto evitare il confronto, abbiamo semplicemente proposto uno spostamento di esso a un prossimo e imminente altro campo di verifica; questo sarà il terreno di sfida, sfida pacifica e costruttiva che la maggioranza propone alla Sardegna e quindi anche all'opposizione. Confrontiamoci su proposte compiute sullo sviluppo, anche alternative in tutto e in parte, senza attestarsi sul facile dire di no a tutto. Questo impone una moderna cultura bipolare, su questo si può fondare la legittimazione delle forze di opposizione a candidarsi per un ruolo di governo, questo gli elettori hanno diritto di capire per potersi orientare. La maggioranza è disponibile e pronta in questo confronto a raccogliere tutte le proposte positive che dal confronto stesso emergeranno nella limpidezza delle posizioni e dei ruoli di maggioranza e di opposizione, limpidezza che non è mai venuta meno neanche per un momento in questo dibattito.

PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione. Prego i colleghi di prendere posto. Ricordo ai colleghi che, come tradizione, si vota con un'unica votazione il disegno di legge numero 382 e 383 e il programma 39. Ricordo anche che il voto è a scrutinio palese e dobbiamo votare, siccome votiamo con il sistema elettronico, mentre invece con la chiama si dicevano tre volte sì o due volte sì e una volta no, dobbiamo votare per ciascuno dei provvedimenti.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del disegno di legge 382.

Rispondono sì i consiglieri: ARESU - BALIA - BERRIA - BUSONERA - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - GHIRRA - GIAGU - LADU - LA ROSA - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - CADONI - CARLONI - CASU - FANTOLA - FLORIS - FRAU - GIORDO - GRANARA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LOMBARDO - MANUNZA - MARRACINI - MARRAS - MASALA - MILIA - OPPIA - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Edoardo.

Si è astenuto: il Presidente SELIS.)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 77

Votanti 76

Astenuti 1

Maggioranza 39

Favorevoli 44

Contrari 32

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del disegno di legge numero 383.

Rispondono sì i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BERRIA - BUSONERA - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - GHIRRA - GIAGU - LADU - LA ROSA - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - CADONI - CARLONI - CASU - FANTOLA - FLORIS - FRAU - GIORDO - GRANARA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LOMBARDO - MANUNZA - MARRACINI - MARRAS - MASALA - OPPIA - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Edoardo.

Si è astenuto: il Presidente SELIS.)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 77

Votanti 76

Astenuti 1

Maggioranza 39

Favorevoli 45

Contrari 31

(Il Consiglio approva).

Comunico ai colleghi che secondo la tradizione, immediatamente dopo la votazione del bilancio dell'amministrazione regionale, dovremo esaminare e votare il bilancio interno del Consiglio regionale che è stato distribuito nei giorni scorsi.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico della Proposta di programma pluriennale numero 39.

Rispondono sì i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BERRIA - BUSONERA - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - GHIRRA - GIAGU - LADU - LA ROSA - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - CADONI - CARLONI - CASU - FANTOLA - FLORIS - FRAU - GIORDO - GRANARA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LOMBARDO - MANUNZA - MARRACINI - MARRAS - MASALA - MILIA - OPPIA - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Edoardo.

Si è astenuto: il Presidente SELIS.)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 78

Votanti 77

Astenuti 1

Maggioranza 39

Favorevoli 45

Contrari 32

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. Siccome sono pervenuti al bilancio del Consiglio degli emendamenti, per dare la possibilità di registrarli e di duplicarli, utilizziamo questo tempo, facendo adesso una breve Conferenza dei Capigruppo, quella stessa che avremmo dovuto fare dopo.

Sospendo la seduta per cinque minuti

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 01, viene ripresa alle ore 13 e 13.)

PRESIDENTE. Comunico all'Assemblea l'esito dei lavori della Conferenza dei Presidenti di Gruppo sull'ordine dei lavori. E' stata chiesta una inversione dell'ordine dei lavori in questi termini: procediamo ora all'elezione di un componente del Consiglio di amministrazione dell'Ersat, poi di un componente del Comitato paritetico sulle servitù militari, poi i Gruppi hanno necessità di riunirsi e rinviamo a oggi pomeriggio l'esame del bilancio del Consiglio, che i gruppi hanno necessità di riesaminare con un po' più di attenzione. Mentre l'elezione del Comitato scientifico dell'osservatorio sulla lingua, è stato rinviato a martedì 31 marzo, che è il giorno ultimo disponibile.

Elezione di un componente nel Consiglio di amministrazione dell'Ersat in sostituzione di Giuseppe Giordo

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'elezione di un componente nel Consiglio di amministrazione dell'Ersat in sostituzione di Giuseppe Giordo, dimissionario. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE MILIA

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 71

Votanti 61

Schede bianche 9

Schede nulle 1

Hanno ottenuto voti: Mura Ambrogio, 61.

Viene proclamato eletto Mura Ambrogio.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Elezione di un componente effettivo del Comitato misto paritetico per le servitù militari

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Il Consiglio regionale deve procedere all'elezione di un componente effettivo del Comitato misto paritetico per le servitù militari, in sostituzione di Antonella Nicolai dimissionaria.

Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 63

Votanti 63

Schede bianche 2

Schede nulle 6

Hanno ottenuto voti: Bifulco Agostino, 55.

Viene proclamato eletto Agostino Bifulco.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - OBINO - OPPIA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

I lavori del Consiglio riprenderanno alle ore 17.

La seduta è tolta alle ore 13 e 43.