Seduta n.470 del 18/11/2008 

CDLXX Seduta

Martedì 18 novembre 2008

Presidenza del Presidente SPISSU

La seduta è aperta alle ore 11 e 16.

CAPPAI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 6 novembre 2008 (461), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Cucca, Farigu e Lanzi hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 18 novembre 2008.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata le seguente proposta di legge:

Manca - Pacifico - Biancu - Sabatini - Cucca - Scarpa - Giagu - Uggias - Tocco - Pisu - Cachia - Pinna - Salis - Uras - Davoli - Licheri - Cugini - Fadda - Lanzi - Frau - Serra - Corrias - Orrù - Cherchi Silvio - Lai Bachisio Silvio - Masia - Cuccu Giuseppe - Sanna Franco - Balia - Corda - Sanna Alberto - Barracciu - Cerina - Bruno - Sanna Simonetta - Mattana - Agus - Cocco - Lai Vittorio Renato - Calledda:

"Norme in materia di attività e terapie assistite dagli animali (pet therapy)". (350)

(Pervenuta il 13 novembre 2008 e assegnata alla settima Commissione.)

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione Liori - Diana sull'assegnazione di mansioni superiori agli operai specializzati dell'Ente foreste". (985)

(Risposta scritta in data 14 novembre 2008.)

"Interrogazione Vargiu sull'attività estrattiva nell'area ex Palmas Cave di Sant'Antioco". (1044)

(Risposta scritta in data 14 novembre 2008.)

"Interrogazione Corda sugli ostacoli che impediscono la compiuta realizzazione della strada a scorrimento veloce Abbasanta-Buddusò-Olbia". (1064)

(Risposta scritta in data 14 novembre 2008.)

"Interrogazione Sanna Matteo sull'ipotesi di edificazione nell'area sotto tutela di Coluccia (Santa Teresa di Gallura)". (1100)

(Risposta scritta in data 14 novembre 2008.)

"Interrogazione Corda sulla necessità di immediati interventi per fronteggiare l'emergenza ambientale seguita all'eccezionale nevicata del 17 dicembre 2007". (1134)

(Risposta scritta in data 14 novembre 2008.)

"Interrogazione Cherchi Silvio - Calledda - Lai Silvio sulla gestione del porto di Marina Piccola a Cagliari". (1255)

(Risposta scritta in data 14 novembre 2008.)

"Interrogazione Dedoni sulla grave situazione della formazione professionale della Provincia di Oristano a seguito della cessione di una parte della struttura all'ARPAS". (1357)

(Risposta scritta in data 14 novembre 2008.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CAPPAI, Segretario:

"Interrogazione Sanjust, con richiesta di risposta scritta, sul trasferimento all'Ente acque della Sardegna (ENAS) di 86 dipendenti degli ex consorzi di bonifica". (1432)

"Interrogazione Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sull'eventualità che una stazione di compressione del metanodotto Algeria-Sardegna-Italia possa essere ubicata nel territorio del Comune di Olbia". (1433)

"Interrogazione Sanjust, con richiesta di risposta scritta, sull'erogazione dei risarcimenti agli abitanti di Capoterra a seguito dell'alluvione del 22 ottobre 2008". (1434)

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio della interpellanza pervenuta alla Presidenza.

CAPPAI, Segretario:

"Interpellanza Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo sul rinvio del giudizio di parificazione del rendiconto 2006 da parte della Corte dei conti". (349)

Inserimento immediato all'ordine del giorno

PRESIDENTE. Bene colleghi, sulla base dell'intesa raggiunta con i Capigruppo, abbiamo convenuto che questa mattina si utilizzi per esitare un provvedimento legislativo relativo all'estensione dei benefici per zone colpite da alluvione, da calamità naturali, diverse da quelle che avevamo previsto nel disegno di legge precedente, approvato dal Consiglio regionale. Le Commissioni di merito hanno appena terminato il loro lavoro, abbiamo bisogno di 20 minuti, 25 minuti, per la relazione e per sistemare le modifiche al testo che sono state apportate durante la riunione della Commissione. Quindi, sospendo la seduta e riprendiamo alle 11 e 45. La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 21, viene ripresa alle ore 11 e 56.)

Discussione e approvazione del testo unificato numero 348-349/A: "Modifica della legge regionale 29 ottobre 2008, n. 15 (Interventi urgenti conseguenti agli eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico del mese di ottobre 2008)" della proposta di legge Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Cappai - Milia - Marracini - Vargiu - La Spisa - Ladu - Artizzu - Farigu - Pittalis - Lombardo - Murgioni - Pileri - Maninchedda: "Interventi urgenti conseguenti agli eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico del mese di novembre 2008" (348/A) e del disegno di legge: "Modifica della legge regionale 29 ottobre 2008, n. 15 (Interventi urgenti conseguenti agli eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico del mese

di ottobre 2008) (349/A)

PRESIDENTE. Prego, se i colleghi prendono posto, abbiamo il lavoro di questa mattinata sul testo unificato 348-349/A, recante: "Modifica della legge regionale 29 ottobre 2008, n. 15 (Interventi urgenti conseguenti agli eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico del mese di ottobre 2008)".

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.

PINNA (P.D.), relatore. Grazie Presidente. Si tratta, come recita il testo, di una modifica della legge regionale 29 ottobre 2008, n. 15: Interventi urgenti conseguenti agli eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico. Come tutti sanno, quanto è accaduto nel mese di novembre ha rappresentato una riproposta del tema che è stato affrontato con la legge 15, per cui - il testo che noi proponiamo è infatti un testo unificato su sollecitazione di una parte significativa dei consiglieri regionali, primo firmatario l'onorevole Capelli, e su proposta della Giunta regionale - la Commissione ha ritenuto, con l'accordo di tutti i Capigruppo del Consiglio regionale, di esaminare molto velocemente le modifiche alla legge 15: relativamente all'articolo 1 si tratta di estendere al mese di novembre i benefici previsti per gli eventi alluvionali accaduti nel mese di ottobre; l'articolo 1 bis specifica che i 10 giorni entro i quali la Giunta regionale è chiamata a definire esattamente, a fare la ricognizione precisa dei soggetti beneficiari, in primo luogo i Comuni, dell'intervento; e poi vi è l'articolo 2 che rappresenta una integrazione della norma finanziaria.

Devo dire che, per quanto veloce il dibattito in Commissione, abbiamo avuto modo di registrare molte osservazioni, fatte presenti da alcuni consiglieri, da alcuni commissari, relativamente a quanto è accaduto nello scorso mese di settembre in altre parti della Sardegna, fatti che in qualche modo sono riconducibili per alcuni versi alla stessa fattispecie, cioè alla fattispecie del nubifragio. Tant'è che, in seguito anche al dibattito che c'è stato in Commissione, però si è ritenuto poi di spostarlo in Aula, la Giunta regionale ha presentato due emendamenti: il primo col quale si integra ulteriormente l'articolo 1, e si estendono i benefici anche agli avvenimenti accaduti nel mese di settembre; e vi è anche un ulteriore integrazione dell'articolo 2, nel senso che passiamo dai 7 ai 12 milioni di euro, che rappresentano la dotazione della leggina che andiamo in questo momento ad esaminare. È chiaro che le procedure sono quelle richiamate dal corpo della legge 15. Per chiudere questa brevissima relazione introduttiva, la Commissione ritiene che quanto prima sia necessario che ci si doti, e credo che questo qua sia un impegno della Commissione quarta ma anche dalla Commissione quinta, che ci si doti di una legge quadro in materia di protezione civile, che disciplini esattamente sia per quel che riguarda la disponibilità di risorse, sia per quel che riguarda invece la tipologia degli interventi, perché voi sapete che noi, predisponendo la legge 15, ci siamo rifatti alla legge che

approvammo nel 2005, relativamente ai fatti che in quel caso interessarono l'Ogliastra, però, crediamo per due ragioni, primo principio che è un principio di uniformità, è assolutamente necessario che la Regione disponga di un modello, di una legge quadro, che consenta agli interventi di presentare le stesse caratteristiche. Quindi c'è un problema di giustizia, e anche di giustizia distributiva, secondo problema, che è emerso anche durante i numerosi dibattiti che abbiamo fatto in queste settimane, a proposito degli eventi alluvionali, una considerazione che siamo comunque in presenza di trasformazioni, anche di tipo climatico, che rende assolutamente necessario che anche la stessa Regione Sardegna abbia strumenti che le consentano di affrontare un sistema di avversità, ma una nuova condizione da Protezione civile, rispetto alla quale non possiamo tutte le volte agire sulla base di interventi di emergenza, credo che abbiamo a giudicare, io parlo semplicemente di questa legislatura ma mi sembra che il riferimento possa estendersi anche alle altre legislature, siamo in grado di avere una ricognizione, non solamente dei fatti ma anche degli strumenti normativi, cosa che ci consente di addivenire finalmente all'approvazione di uno strumento di carattere generale. La volta scorsa si è parlato anche della necessità di istituire, per esempio, o di rafforzare il sistema della Protezione civile, credo che questi due elementi: lo strumento operativo di cui dobbiamo dotarci e uno strumento normativo quadro, siano elementi essenziali, io credo anzi che, con l'impegno congiunto della Giunta e delle nostre due commissioni, la Quarta alla Quinta, dovremo, quanto prima, licenziare un testo che abbia questo tenore e abbia queste caratteristiche. Grazie.

PRESIDENTE. E' aperta la discussione su questo articolato, se i colleghi sono d'accordo possiamo e potete gestire il tempo degli interventi in discussione generale riducendolo a 10 minuti su una legge che abbiamo affrontato qualche settimana fa e che adesso viene completata con il provvedimento odierno.

E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Io cercherò di stare sicuramente all'interno di 10 minuti sottolineando che, essendo presentatore della proposta di legge che è stato unificata dalla Commissione avrei necessità di fare alcune osservazioni. La prima di queste osservazioni, non so chi sia all'Assessorato competente, a chi mi devo rivolgere se a Salis, all'assessore Mannoni o a Morittu. Se sarebbe così cortese di lasciar parlare..

PRESIDENTE. Onorevole Salis, per favore. Grazie

CAPELLI (U.D.C.). Dicevo, ovviamente, nel merito e nell'indirizzo che si vuole dare alla proposta di legge della Commissione, al testo unificato della Commissione, ovviamente nel merito presumo che l'Aula raggiunga la piena unanimità. Nella forma e nella tecnica legislativa avrei alcune osservazioni da fare. A seguito della proposta del testo della Commissione, che poi non è il testo della Commissione, ha recepito integralmente la proposta della Giunta, non tenendo in considerazione la proposta di legge mia e di altri colleghi. Questa è una prima osservazione, ma non dando l'opportuna attenzione alla proposta di legge si può spiegare il perché invece il testo presentato dalla Giunta e fatto solo dalla Commissione non va bene. Se noi leggiamo la legge numero 15 con le dovute modifiche che saranno portate da questo testo, il comma 1 dell'articolo 1 verrebbe così: se mi può seguire Assessore, per fronteggiare le conseguenze degli eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico verificatisi in Sardegna nel mese di settembre, ottobre e novembre 2008 nei comuni individuati con deliberazione della Giunta regionale, entro 10 giorni dall'entrata in vigore della presente legge. Allora, siccome non si è scelto il principio di estensione dei benefici, ma di correzione del comma 1, i comuni indicati nella relazione dall'Ogliastra, da Alghero, da Sassari, da Budoni, da San Teodoro ecc. ecc. non sono automaticamente inclusi perché sono quelli previsti nella Deliberazione della Giunta, approvata entro 10 giorni dall'approvazione della "15" stessa che la Giunta ha già fatto e che necessitano, quanto meno, di un'integrazione anche della Deliberazione di Giunta. Non so se sono stato chiaro e se sono riuscito a spiegarmi nel modo dovuto. Leggendo anche la relazione della Giunta al disegno di legge c'è un limite, individua la fascia costiera che va dall'Ogliastra fino a Budoni, lo indica con anche i livelli di piovosità e quant'altro, di fatto, se prendiamo come indicazione la relazione allegata al disegno di legge, escludendo le zone superiori, ma questo può essere un particolare irrilevante perché la Giunta può comunque inserire gli altri comuni. Il vincolo di legge è nella "15", perché la relazione della Giunta che individua i comuni è legato all'approvazione della legge stessa nei 10 giorni, quindi perché non si è scelto un vincolo, una formula estensiva dei benefici presente nella proposta di legge. Nella proposta di legge infatti che cosa si diceva? Nella proposta di legge si inseriva il termine:"gli interventi e le disposizioni previsti nella legge numero 29 eccetera eccetera sono estese ai comuni interessati dagli eventi alluvionali del mese di novembre" aggiungo perciò novembre e ottobre, nel caso specifico si può aggiungere anche settembre, cioè si dà una formulazione estensiva della legge approvata da questo Consiglio anche perché, collega Pinna, se poi lei va al comma 3 della legge numero 15 noterà che una quota di 500 mila euro noi l'abbiamo riservata per degli interventi mirati, se lei non usa la formula estensiva quegli interventi rimangono vincolati ai bacini fluviali costieri con foce compresa tra rio Masoni Ollastu e rio San Gerolamo eccetera eccetera, la Giunta così non può decidere per esempio di intervenire sul Cedrino, allora è scollegata e la proposta di legge cosa diceva? Quanto previsto nella "15" venga esteso anche agli eventi alluvionali di novembre e settembre comprendendo l'intera Sardegna e dando delega alla Giunta, badi bene, dando delega alla Giunta di individuare i territori dei comuni nei quali si deve intervenire, non è la stessa cosa perché c'è il vincolo della Delibera di Giunta. Va bene, io sto dicendo questo, ovviamente, ognuno può interpretare come meglio crede, io sto dicendo che se parliamo di tecnica legislativa è sbagliato quello che avete proposto, secondo il mio parere aggiungo: le somme non impegnate al dormire 2008, cosa possibile, su 32 milioni di euro noi proponiamo in un emendamento altri 30 milioni di euro per arrivare ad una cifra che sia almeno sufficiente per i primi interventi. Se non vengono impegnati entro il 2008 Assessore questi fondi che fine fanno? Vanno a residui? Se i 32 milioni che delibererete non vengono impegnati, per qualsiasi motivo perché siamo a dicembre per intenderci, che fine fanno se nel testo di legge non inseriamo che le somme non impegnate nell'anno 2008 permangono nel conto dei residui per essere impegnate nell'anno successivo? Noi possiamo fregarcene di tutto, possiamo dire: sì ma tanto a che cosa serve, tanto è una leggina. Se però le cose non si scrivono poi però non si possono fare, perché se fossi Assessore alla programmazione le direi: non lo può fare, se lei non me lo specifica in legge, non l'impegna nel 2008, non lo può fare. Allora, se siamo in fase di determinazione e stesura di una legge, perché non metterlo? Perché non prevedere? Perché non rendere le cose più scorrevoli, più semplici e più lineari? Queste sono le osservazioni che faccio, che mi permetto di fare non so se le trasformerò in emendamento perché vogliamo andare veloci, perché è una cosa da fare subito, perché ci aspetta la legge urbanistica. Non so se le trasformerò in emendamenti perché, al di là delle dichiarazioni d'Aula - in cui si dice chiediamo alla minoranza di collaborare -, la collaborazione che voi intendete è: votate quello che vi proponiamo. Perché la collaborazione è già presente nella proposta di legge che non avete neanche preso in considerazione. Questo per sottolineare la falsità delle vostre proposte, e parlo dei componenti del Consiglio regionale, in cui ripetutamente invitati a una collaborazione, a una proposta, a essere costruttivi, a fare le leggi insieme e quant'altro poi quando ve le presentano, probabilmente non avete dato neanche uno sguardo utile per una lettura superficiale.

PRESIDENTE. Grazie. Abbiamo dieci colleghi iscritti a parlare in discussione generale. E' iscritto a parlare il consigliere Salis. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). Rinuncio.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Grazie Presidente, io cercherò di limitare il tempo e non utilizzerò tutti i dieci minuti, anche perché ho partecipato in Commissione e quindi. Però volevo fare delle considerazioni, su quanto ha, tra l'altro, dichiarato qualche istante fa l'onorevole Capelli, credo di poter sostenere in qualche modo quelle che sono le perplessità espresse. Pertanto, abbiamo presentato alcuni emendamenti ancorché in Commissione abbiamo espresso un voto favorevole, per l'urgenza e per l'importanza di questa legge, ma nella stessa Commissione abbiamo evidenziato la necessità di incrementare le somme che sono state messe a disposizione, ritenendo che 7 milioni di euro non siano sufficienti per dare risposte per tutti i danni che si sono verificati in tutto il territorio sardo, dalla Gallura sino al Medio Campidano. Quindi, abbiamo chiesto, con un emendamento, l'incremento a 30 milioni di euro, cosa che avevamo fatto anche per quanto riguardava l'alluvione di Capoterra, avevamo chiesto un incremento che non era stato concesso, ma che probabilmente oggi la Giunta sarà chiamata ad aumentare. Uno degli emendamenti che noi stiamo presentando riguarda appunto l'impostazione della legge, perché nel testo che oggi esaminiamo in Aula, all'articolo 1, si fa espresso riferimento a una modifica che viene fatta alla legge numero 15. Però, probabilmente, poiché la legge numero 15 è molto selettiva, già all'articolo 1, perché individua delle zone ben definite del territorio sardo che erano state colpite da quella alluvione, del mese di ottobre, io credo che forse la modifica del periodo - cioè estendere il periodo di riferimento comprendendo oltre il mese di ottobre anche il mese di novembre - potrebbe non essere sufficiente. Allora, noi chiediamo anche che nell'articolo 1 vengano individuate in qualche modo le aree geografiche in linea preliminare dal Consiglio, affinché possano rientrare nei benefici della legge numero 15. E' ovvio che poi l'individuazione puntuale verrà fatta dalla Giunta, secondo quanto previsto dall'articolo 1 bis. Quindi, nell'emendamento noi chiediamo che venga individuata espressamente, in qualche modo, un'area geografica o più aree della Sardegna che comprendono e che partono dalla Gallura fino al medio Campidano, passando per la Baronia e l'Ogliastra. E chiediamo anche, poiché in Commissione è stato evidenziato anche quanto avvenuto nel mese di settembre nella zona di Alghero e di Sassari, che in qualche modo questa legge possa prevedere dei benefici per quelle aree, anche in deroga al periodo riferito ai mesi di ottobre e novembre, che con questa legge stiamo tenendo in considerazione. Quindi, io credo che l'Aula debba, in qualche modo, valutare con molta attenzione questi emendamenti, affinché la Giunta possa avere poi un indirizzo generale sul quale operare. E ripeto, quindi, l'intendimento nostro è quello di estendere l'area di intervento, che sarà soggetta ai benefici di cui alla legge numero 15, a un'area più vasta non limitata dall'individuazione dei due fiumi, che sono il San Giovanni e il rio Quirra, e poi la possibilità, eventualmente, di prendere in considerazione anche eventi che sono successi nel mese di settembre, come segnalato nella discussione in Commissione. Crediamo che, anche questa legge, debba avere un'attuazione immediata perché in molti territori della Sardegna si sono verificati dei gravissimi danni, soprattutto alle infrastrutture, ma anche in agricoltura dove penso che si possa intervenire con leggi specifiche di settore.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pileri.

E' iscritto a parlare il consigliere Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI (P.D.). Grazie Presidente, sarò breve. Io condivido pienamente la proposta del Presidente della Commissione, Stefano Pinna, che propone una legge organica che preveda interventi in situazioni come quella di cui oggi ci stiamo occupando. Perché tutti siamo soddisfatti, pienamente soddisfatti, della tempestività con cui la Regione è intervenuta, in queste settimane, e già siamo alla liquidazione dei danni che i cittadini dei comuni colpiti nel Campidano hanno avuto, conseguenti all'alluvione. Devo però far notare che a Villagrande non andò così, non è andata così, perché a Villagrande si scelsero delle procedure molto più complesse, molto più laboriose con certificazioni, perizie, documentazione aggiuntiva e, inoltre, si è proceduto a liquidare per stati di avanzamento. E voglio anche ricordare che non furono riconosciuti i danni per gli arredi, ma solo per le opere murarie. Aggiungo, che, questo lo sottopongo all'attenzione degli Assessori, credo che possa essere recuperato, non furono riconosciuti danni ai familiari delle vittime. Io credo che questa sia una profonda ingiustizia, che possiamo recuperare, in questo disegno di legge. Quindi, chiedo che la Giunta predisponga un emendamento riguardo a questo per porre rimedio.

Vi è un fatto più grave, che è quello riguardante le agende agricole. Gli agricoltori dei comuni di Villagrande e dei comuni Ogliastrini che ebbero danno dall'alluvione non hanno, ancora oggi molti agricoltori, avuto il rimborso dei danni. Questo è legato al problema degli usi civici, ci sono aziende agricole che sono insediate in terreni che sono gravati da usi civici, per cui l'allora Ispettorato agrario, oggi l'ARGEA, non procede alla liquidazione perché non ci sono contratti regolari di enfiteusi e quindi, non essendoci questi contratti, non si è proceduto al pagamento dei danni. Quindi, non vorrei, siccome stiamo riconoscendo anche a quelle zone e anche all'Ogliastra danni da alluvione, che toccano in modo particolare nelle piogge che si sono verificate nei mesi di ottobre e novembre le aziende agricole, le aziende agricole ogliastrine rimanessero ancora senza nessun tipo di risarcimento; per i fatti legati agli usi civici ma segnalo anche - e vi prego di prendere nota perché è un fatto che ho segnalato già da alcuni mesi ma su cui non si è fatto ancora niente - per la situazione in cui versa l'ufficio territoriale di ARGEA in Ogliastra, che ha sede a Lanusei, che è ancora oggi privo di computer, che ha in organico solo quattro funzionari istruttori, che è gravato di tutto l'arretrato che è stato trasferito dall'Ispettorato agrario di Nuoro all'ARGEA di Lanusei (e che quindi già oggi è in difficoltà) e che oggi è chiamata a verificare, in otto comuni colpiti, tutte le aziende che hanno segnalato di aver avuto danni, e che quindi sarà certamente nelle prossime settimane in forte difficoltà e non riuscirà ad assolvere a questo compito. Ho chiesto sia all'Assessorato dell'agricoltura, sia al direttore regionale di ARGEA di provvedere ma nulla è stato fatto, quindi ho paura che ulteriormente le aziende che hanno avuto danno nella provincia dell'Ogliastra saranno ancora una volta penalizzate.

PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Io credo che la modifica della legge regionale numero 15 del 2008 abbia bisogno di ulteriori approfondimenti, in base all'approvazione che ne è stata fatta in Giunta, e se vogliamo anche dalla Commissione con il testo unificato. Lo dico perché non vorrei che, una volta che noi stanziamo queste risorse, poi alla fine magari gli interventi verranno fatti soltanto in alcune zone della Sardegna. Io comprendo che ci sono zone che sono state colpite di più e altre di meno, ed è chiaro che noi dobbiamo dare la priorità a quelle zone che hanno subìto danni maggiori, però io credo che la legge deve essere chiara già quando esce dal Consiglio regionale perché, sia nella proposta che è stata fatta dalla Giunta, ma anche nell'approvazione che è venuta fuori dalla Commissione competente, si parla di zona alluvionale nel meridione della Sardegna, in altre zone, poi anche nell' Ogliastra e nella Baronia sino a Siniscola, senza indicare poi tutta l'altra zona che comprende i comuni di Posada, di Budoni, di San Teodoro, insomma tutta la Gallura. Io volevo che fosse specificato meglio che gli interventi sono per quelle zone, perché di fatto, così com'è stata approvata la legge, non è indicato dove vengono fatti questi interventi, perché se noi la approviamo in questo modo la Giunta potrebbe anche, per dire, impegnare queste risorse soltanto in alcune parti e non in tutte le zone. Ecco, magari sarebbe più opportuno, noi riteniamo che sia più opportuno che venga chiarito già in legge dove devono essere fatti gli interventi.

Il secondo punto che volevo evidenziare è legato alla quantità di risorse che noi stiamo impegnando. Io, che ho visto molte di quelle zone che sono state colpite dall'alluvione, so che i danni sono molti di più, e sicuramente queste cifre sono importanti ma sono assolutamente inadeguate per pagare questi danni; e quindi, sicuramente, se dovessero rimanere queste disponibilità finanziarie noi non saremmo in grado di soddisfare le richieste o comunque di pagare almeno i danni principali che sono stati causati da questa alluvione. Quindi, noi abbiamo presentato degli emendamenti, prima per chiarire il sito di intervento della Regione e poi anche per aumentare le risorse disponibili per quanto riguarda questo piano di intervento.

La terza considerazione, Assessore, che volevo fare riguarda il sistema di pagamento che noi dobbiamo adottare, considerato che già dal primo atto, dalla legge 15, l'obiettivo che ci si poneva era quello del pagamento immediato, il più immediato possibile, delle risorse. Questo credo che sia un fatto sicuramente importante perché chi ha subìto un danno non può avere le risorse dopo mesi o addirittura dopo anni, quindi è assolutamente indispensabile che le risorse arrivino il prima possibile alle persone danneggiate, però, Assessore, io ho visto che c'è molta confusione con il sistema dell'autocertificazione e molta gente non sa che fare, magari si rivolge a tecnici, che chiedono soldi… insomma, voglio dire, abbiamo visto cos'è successo giorni fa: io non credo che le persone che sono state arrestate siano dei ladri, credo che abbiano semplicemente sbagliato perché c'è una procedura che poteva portare anche ad un errore materiale. Allora, io credo, Assessore, che sarebbe opportuno invece ingaggiare una squadra di tecnici, come Giunta regionale, che quantifichino loro i danni perché, in questo modo, magari impiegheremo qualche giorno in più e forse una settimana in più, però almeno sappiamo cosa stiamo pagando e come è la situazione. Perché altrimenti noi rischiamo che tutti i cittadini per poter ottenere le risorse si rivolgano ad altri tecnici, pagando e magari, non essendo autorizzati, non vengono presi in considerazione da parte della Giunta regionale. Pertanto io propongo che, almeno d'ora in poi, la Giunta regionale incarichi venti, trenta tecnici, quelli che sono, in modo che siano loro a fare le perizie e stabilire quali sono i danni precisi, in modo che poi il cittadino, intanto non abbia difficoltà, perché ho visto molte persone, soprattutto persone anziane, che, di fronte ad un ruolo di autocertificazione, non sanno assolutamente cosa scrivere e non sanno soprattutto quantificare i danni, mentre un tecnico sicuramente fa molto più in fretta e soprattutto garantisce anche di più l'Amministrazione regionale. Nel senso che è chiaro che, di fronte ad una richiesta firmata da un tecnico, sicuramente c'è maggiore certezza che si sta finanziando l'intervento giusto.

Pertanto, chiudo dicendo che ritengo assolutamente indispensabile questa azione da parte del Governo della Regione per evitare che succedano pasticci e che magari certe persone siano danneggiate a vantaggio di altre, e perché comunque è giusto che venga pagato il danno che è stato fatto e non altro. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie.

E' iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Cuccu. Ne ha facoltà.

CUCCU GIUSEPPE (P.D.). Grazie, signor Presidente. In queste scorse settimane molta attenzione è stata dedicata dall'opinione pubblica ai fatti, per semplificare, di Capoterra; purtroppo in quell'evento si pagò anche un drammatico costo di vite umane, però anche il 4 novembre - dove grazie a Dio non abbiamo pagato per quell'evento così tragici prezzi - ci sono state delle zone che sono state colpite in maniera altrettanto drammatica, con ingenti danni materiali. Questa legge è l'occasione perché si intervenga nella stessa maniera e si mettano tutti i territori sullo stesso piano; sullo stesso piano sia per la destinazione delle risorse - non vorrei pensare che ci sia qualche territorio che venga considerato diversamente da altri - sia anche nella celerità di erogazione e nelle modalità di erogazione delle risorse, la celerità in questi giorni di erogazione nella zona di Capoterra deve essere ripetuta con le stesse modalità anche negli altri territori che sono stati danneggiati, ed è necessario che tutti i territori siano messi nelle stesse condizioni. Io non vorrei che alcune zone, forse più deboli, più povere, meno interessanti dal punto di vista economico, non abbiano le stesse attenzioni che vengono dedicate ad altri territori della Sardegna, perché io noto, Assessore, che per la zona di Capoterra la Giunta deliberò anche la richiesta al Governo dello stato di emergenza ai sensi dell'articolo 5 della legge numero 225, non altrettanto vedo che è stato fatto per la zona del medio Campidano degli altri territori che sono stati colpiti dalla calamità del 4 novembre. Io penso che sia necessario che chiediamo anche al Governo un intervento immediato, un'assunzione di responsabilità da parte del Governo nazionale anche con risorse specifiche dedicate agli eventi alluvionali del 4 novembre e poi c'è un'altra questione che mi preoccupa: l'ordinanza del Presidente Consiglio dei Ministri che nomina il Presidente della Regione commissario delegato per il superamento dell'emergenza fa riferimento nello specifico solamente all'evento alluvionale del 22 ottobre, quindi da questa nomina commissariale sono fuori e sono scoperti i territori che sono stati colpiti dell'evento alluvionale del 4 novembre. Ecco io penso che quindi attenzione particolare alta, lo stesso tipo di attenzione che abbiamo dato agli eventi alluvionali del 22 ottobre debba essere dedicata anche a questi eventi alluvionali, perché i danni sono ingenti, sono danni che hanno sopportato le famiglie, sono danni che hanno sopportato le aziende, sono danni anche che hanno sopportato le aziende agricole e qui apriamo un altro fronte che non è toccato dalla legge numero 15 e che però dobbiamo prendere in considerazione. Nel medio Campidano i danni alle aziende agricole, i danni all'agricoltura sono ingentissimi, sono danni alle aziende, alle infrastrutture loro, sono danni ingenti alle culture compromesse sicuramente per tutta quest'annata agraria e sono danni ingenti alle infrastrutture, che poi sono a carico delle amministrazioni comunali di quei comuni. Io penso che noi dovremo farci carico, che il Consiglio regionale, che la Regione debba farsi carico anche di questi danni. Quindi è apprezzabile lo sforzo di dotare di ulteriori risorse dai 7 milioni iniziali altri 5 milioni nell'emendamento che ho visto che è stato presentato, l'emendamento numero 2, quindi 12 milioni di risorse dobbiamo stare attenti e questa è la cosa più importante di non disperdere in tantissimi rivoli, anche in territori che danni non hanno subito, dando attenzione a quei territori che i veri danni hanno subito e sono sotto gli occhi di tutti, ed eventualmente facendo uno sforzo, perché comprendo che questa è una fase di fine dell'esercizio 2008, siamo in una fase però o ci stiamo presentando ad una fase anche di approvazione della finanziaria dove eventualmente se abbiamo attenzione, se la Giunta nel corso di questo mese, mese mezzo che avremo da lavorare sulla finanziaria avrà, a questo punto, una stima dei danni che ci sono nei diversi territori possiamo in quel momento o prendere l'impegno adesso in quel momento e intervenire con risorse finanziarie adeguate, sia per le famiglie, sia per le aziende, sia per le imprese agricole. Quello che non deve succedere, come dicevo in premessa, è che ci siano territori più deboli, più poveri che siano trascurati rispetto ad altri, che dal punto di vista economico possono essere più appetibili. Io chiedo alla Giunta di intervenire anche sul Governo nazionale e questo è anche l'oggetto di una mozione che è stata presentata unitamente ai colleghi del medio Campidano del P.D., che la Giunta presti attenzione, chieda un intervento del Governo nazionale anche con la dichiarazione dello stato di emergenza ai sensi dell'articolo 5 della legge numero 225 estendendo i poteri commissariali non solo agli eventi alluvionali del 22 ottobre, ma anche agli eventi alluvionali del 4 novembre.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.

UGGIAS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Il testo, la proposta di legge che andiamo ad esaminare stamattina riprende in parte il contenuto di una mozione che insieme altri colleghi di questo Consiglio abbiamo presentato affinché gli eventi alluvionali del 4 novembre fossero estesi o meglio gli interventi fossero estesi anche alle zone colpite dagli eventi alluvionali del 4 novembre e in parte dicevo è stato ripreso. In quella mozione si impegnava la Giunta a reperire, a ricercare, reperire ulteriori risorse e questo è stato fatto, rimane un punto scoperto che interesserà anche il collega Uras e cioè il fatto che noi rischiamo con questa unificazione di provvedimenti di rimandare, assessore Mannoni, ad un momento successivo le polemiche, perché se è vero, come lei ha detto in Commissione, che il Presidente della Giunta in virtù o meglio in forza dei poteri, che gli vengono attribuiti dall'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri del 31 ottobre, può disporre con le procedure che sono lì previste gli interventi necessari e rimodularli, dobbiamo dire con chiarezza, Presidente e Assessore, che quegli interventi con quelle procedure non possono essere disposti nelle zone per le quali il provvedimento viene portato oggi all'attenzione del Consiglio e in un'Aula, forse un pochino distratta, questa circostanza non può passare inosservata. Allora, o siamo consapevoli di questo, oppure dopo dobbiamo accettare il rischio che le polemiche possano investire il momento della scelta precisa.

Allora io credo che invece noi ci dobbiamo assumere la responsabilità di disciplinare, non certamente gli interventi, ma quanto meno la canalizzazione degli interventi stessi che io non vorrei farlo con una proposta emendativa della legge, lo possiamo fare anche con l'integrazione di un ordine del giorno allegato alla proposta, alla legge, proprio per evitare che possa nascere una rincorsa a tutelare i singoli territori o i singoli comuni. Se però vogliamo evitare questo rischio non possiamo tacere quella che può essere la conseguenza che stavo dicendo prima e cioè che i territori per i quali noi oggi stiamo invocando la disponibilità di risorse non vengano tutelati se non minimamente per tutti quanti.

Riprendo un passaggio già accennato poc'anzi dal collega Cuccu e che è ripreso nella mozione, che la Giunta, e in questo caso i validi rappresentanti che siedono ai banchi della Giunta stessa, assumano l'impegno di portare in adozione una delibera che chieda al Governo nazionale la dichiarazione dello stato di calamità proprio di quei territori, proprio per evitare che ci siano queste disparità e per consentire quella modulazione e quelle attuazioni particolari che vengono consentite dall'ordinanza. Io spero che ciò avvenga in occasione della dichiarazione finale, prima del passaggio agli articoli, da parte la Giunta.

Un passaggio lo voglio fare in questo momento relativamente al discorso che faceva il Presidente della Commissione l'onorevole Stefano Pinna a proposito della necessità di un provvedimento complessivo che non nasca dalla necessità di sopperire all'emergenza di uno o altri territori. Credo che questo debba essere, in virtù del passato, e purtroppo anche sulla paura di questi eventi che si stanno verificando sempre con maggiore frequenza, uno dei provvedimenti che questo Consiglio deve essere chiamato ad affrontare al più presto, altrimenti noi corriamo il rischio che ad ogni intervento alluvionale o ad ogni nubifragio il Consiglio regionale sia vestito dalla necessità di porre mano a interventi per la salvaguardia di altre zone. Questo auspicio, e lo dico per inciso in questa sede, l'avrei voluto dire quando abbiamo discusso la legge numero 15, ma sembrava che potesse essere interpretato come un riferimento personale alla responsabilità di amministratori singoli o specifici, invece lo dico in questa sede proprio per evidenziare il carattere generale, dicevo, il provvedimento deve andare però di pari passo attraverso una consapevolezza, che questi fenomeni non nascono semplicemente per il verificarsi di anomalie meteorologiche o di anomalie casuali, non nascono dal nulla, nascono molte volte dell'irresponsabilità dell'azione dei singoli e dell'Amministrazione. Allora, noi su questo dobbiamo essere chiari, Assessore, e dobbiamo essere anche chiari che nel momento in cui l'Amministrazione regionale è chiamata a mettere risorse, e ingenti risorse, su questo campo, di pari passo vanno accertate anche le responsabilità di coloro che hanno causato questi danni alle cose pubbliche e alle cose private. Quindi, credo che l'intervento che veniva invocato per verificare i danni, e io invece sono del parere che il sistema dell'autocertificazione, soprattutto nel momento dell'emergenza, sia lo strumento più utile, ma dicevo che quella task force alla quale si stava facendo riferimento, assessore Mannoni, possa essere utilizzata per capire quali sono state le cause del verificarsi di quei fenomeni, ma non semplicemente per punire qualcuno, ma perché non si verifichino successivamente, e perché se omissioni, inadempienze ci sono state, e anche da enti pubblici che hanno avuto da noi competenze e risorse per porre mano a questi problemi, questo venga individuato in termini di responsabilità e si faccia chiarezza su questo, proprio per evitare che ci troviamo la prossima volta a piangere altri morti o a mettere altre risorse per sopperire alle esigenze che vengono dai territori e risarcire i danni che hanno subito i beni pubblici e i beni dei privati.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uggias.

E' iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Non possiamo che essere d'accordo con l'ultimo intervento del collega Uggias. E' chiaro che se dovesse piovere abbondantemente anche tra qualche giorno ci troveremmo sempre con lo stesso problema, quindi non si può sempre rincorrere l'emergenza e dunque dotarsi di uno strumento che possa anche affrontare eventi di questa natura, anche per il futuro mi pare che sia assolutamente scontato. Però noi non capiamo, e non è che su questioni di questa natura si possa fare polemica, però non comprendiamo perché intanto non si sia tenuto conto di una proposta di legge che ha come primo firmatario l'onorevole Capelli, che secondo me coglie nell'obiettivo sotto due punti di vista. Il primo, nel congegnare una norma di carattere generale, che quindi affronta sicuramente tutte le situazioni dei comuni interessati ed evita di classificare di serie A o di serie B, a seconda delle zone, per quanto riguarda gli interventi. Chiedo scusa. Il secondo aspetto è quello delle risorse. Anche qui non apriamo un fronte di polemica, però rispetto ai danni, quali sono stati stimati anche con criterio prudenziale, che parlano di decine e decine di milioni di euro, mi pare che l'intervento di 7 milioni di euro sia assolutamente inadeguato. Anche qui si tratta di intervenire rispetto a territori, dalla Gallura passando per la Provincia di Nuoro, arrivando all'Ogliastra, mi riferisco in particolare all'evento alluvionale nei primi di novembre. 7 milioni sono davvero una goccia nell'oceano. Se noi consideriamo che si tratta di un contributo di solidarietà da parte della Regione, questo contributo non deve diventare però una sorta di elemosina, perché riteniamo che sia assolutamente inadeguato a far fronte soltanto all'emergenza, perché ci sono abitazioni di privati, strutture, mobili, macchinari, e c'è anche quel sistema produttivo dal mondo agricolo, da alcune attività artigianali e commerciali, che da quell'evento hanno subito gravissimi danni. Quindi, se vogliamo affrontare seriamente l'argomento, non possiamo, e la Giunta in questo senso se ne deve fare carico, mi dispiace che non ci sia l'Assessore della programmazione e del bilancio, ma noi abbiamo presentato degli emendamenti correttivi, perché, pur in situazione di ristrettezze di bilancio, fatti di questa portata devono avere la risposta adeguata. Quindi, interventi per portare quantomeno a 30 milioni di euro il primo intervento. E non vi nascondo che abbiamo delle serie preoccupazioni, serie preoccupazioni quando andiamo a leggere la delibera di Giunta, che nelle presentare, nel fare una relazione al disegno di legge individua alcuni comuni… per esempio, la Gallura è assolutamente assente, così come si citano alcuni comuni e non se ne citano altri. I maggiori danni sappiamo sono intervenuti in realtà come quella di San Teodoro, Porto San Paolo, Budoni, di Posada, oltre che Torpè, e allora vorremo capire se questa previsione contenuta in una delle ultime delibere della Giunta regionale è meramente esemplificativa, o se si tratta di una previsione puntuale, perché allora questo significa che alcuni comuni sono completamente tagliati fuori. E affronto, e qui chiederei l'attenzione anche della Giunta regionale, se mi consente l'onorevole Alberto Sanna, c'è un aspetto da non sottovalutare. Le vicende di questi ultimi giorni, che hanno visto addirittura provvedimenti di custodia cautelare per beneficiari dei contributi delle provvidenze di cui alla legge numero 15, io penso che l'Amministrazione regionale debba assolutamente porsi il problema di come intervenire per evitare che sia sempre la Magistratura a mettere mani su questioni delicate come questa, e vorremo capire dagli Assessori se si è creato un sistema a maglie troppo larghe che hanno consentito quindi la Commissione di fatti delittuosi, siccome sono sub iudice non entriamo nel merito sotto quell'aspetto, ma mi interessa dal punto di vista della responsabilità della gestione di queste risorse che cosa la Regione ha fatto o intenda fare, in relazione anche a questi episodi, e se esiste un sistema di controlli, e se soprattutto esiste un sistema di supporto tecnico effettivo ad evitare che si possa anche in buona fede sbagliare. E allora io penso che i veri alluvionati, quelli che aspettano le provvidenze siano le vere vittime alle quali noi dobbiamo pensare e non vorremmo che poi di tutta un'erba venisse fatto un fascio, e allora, però, ci vuole anche maggior rigore da parte dell'Amministrazione nel coniugare velocità nella erogazione dei contributi, da un lato, ma serietà anche nell'individuare i soggetti che sono i veri aventi diritto. Ecco perché questa sarebbe stata anche l'occasione, semmai, anche in un provvedimento normativo di questa portata che fronteggia le emergenze di questi giorni passati, però, prevedere anche al riguardo qualcosa, perché non può la Regione mettersi una benda, tanto c'è la Magistratura che interviene. Ecco, noi chiediamo, invece, che sia la Regione a precedere, ancora una volta, l'intervento della Magistratura.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pittalis.

E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Anch'io voglio fare qualche breve considerazione a margine della legge che stiamo andando ad approvare. La prima è rivolta alla valutazione dell'entità degli stanziamenti, perché se è vero che esiste un emendamento al testo di legge che è stato presentato ed è sostenuto dalla stessa Giunta regionale che prevede un'elevazione dei finanziamenti perché poi ammontino a 12 milioni di euro, è vero ancora che sembra che questi stanziamenti possano essere non sufficienti, e allora sarebbe stato forse un atto di disponibilità, tra l'altro su un problema che ha poco a che vedere con le appartenenze politiche, nel prendere in esame, da parte della Giunta regionale, i suggerimenti che erano arrivati da una proposta di legge presentata dalle opposizioni, che prevedeva stanziamenti differenti, e prevedeva stanziamenti differenti non soltanto rivolti a sanare le emergenze che si sono verificate con le alluvioni del mese di ottobre e di novembre, ma che avrebbe potuto consentire di aprire un ragionamento più ampio che, sostanzialmente, è anche il ragionamento presente negli interventi di molti colleghi che mi hanno preceduto, basterebbe quello che ha fatto il collega Uggias, per rimanere in argomento, e che potesse appunto avere la speranza di entrare nel merito delle condizioni che predispongono la realizzazione di eventi drammatici come quelli che si sono verificati durante le ultime piogge. Mi spiego meglio. Nella scorsa legge approvata, noi abbiamo stanziato 500 mila euro per poter avere dei piani, degli studi che ci consentissero di comprendere in che modo saremmo potuti intervenire strutturalmente nelle sedi che hanno maggiormente patito il disastro, per evitare la ripetizione di disastri. Beh, colleghi, va detto che noi, in alcuni casi, questi studi li abbiamo già disponibili, e faccio un esempio che riguarda la città di Cagliari. Il comune di Cagliari ha predisposto da tempo uno studio che è relativo alla situazione dei collettori delle acque pluviali della zona di Pirri, e si sa già da ora che sarebbero necessari 9 milioni di euro, una cifra variabile tra i 9 e i 15 milioni di euro, 9 milioni di euro, sembrerebbe, per poter riportare quel sistema di collettori ha una situazione che possa sopportare un carico maggiore di quello di una pluvialità di 30 millilitri per ora; noi abbiamo nella zona di Pirri alluvioni ricorrenti, l'ultima è stata nel 2006, appena due anni fa, abbiamo la necessità di intervenire con azioni di ristoro nei confronti di quelli che hanno subito danni, ma diventa semplicemente il modo con cui con i pannicelli caldi si va a curare la malattia, ma non si tratta di prevenire il nuovo evento alluvionale che forse non sarà nel 2009 ma nel 2010, ma, comunque, che le popolazione di Pirri sanno che devono aspettarsi, perché esiste uno studio sulla raccolta delle acque pluviali che rende assolutamente certo il verificarsi di eventi analoghi a quelli che sono successi il mese scorso, per pluvialità che tutto sommato sono modeste, perché, appunto, eccedono i 30 millilitri per ora. Ecco, se noi avessimo ipotizzato di stanziare in questa legge qualche cifra aggiuntiva rispetto a quella che abbiamo invece inserito all'interno della legge, probabilmente ci saremmo potuti iniziare ad occupare di interventi di risanamento strutturale, che sono poi quelli che ci impedirebbero di trovarci di fronte all'emergenza fra un anno, fra due anni, fra cinque anni, e alla nuova necessità di ristoro di popolazioni che hanno subito nuove alluvioni. Allora, io credo che la Regione dovrebbe fare un censimento complessivo di queste esigenze, e dovrebbe iniziare un progetto pluriennale nel quale cercare anche di ottenere risorse che vadano oltre quelle fisiologicamente presenti nei bilanci regionali, che abbia come obiettivo quello di riportare le aree dove un intervento strutturale può consentire con una certa facilità il recupero di condizioni oggettive di sicurezza per le popolazioni, dovrebbe consentire, per queste situazioni, l'intervento, perché non ha, ripeto, nessun senso che ogni due anni ci riuniamo per verificare la catastrofe, valutare i danni e intervenire col risarcimento a popolazioni che sappiamo già che se non verranno risolti i problemi strutturali, che in alcuni casi abbiamo già studiato e sappiamo quanti soldi ci servono per risolverli, beh, insomma, se non li risolviamo ci ritroviamo da capo la prossima volta. Anche i 500 mila euro che sono stati stanziati perché venga effettuato l'intervento, sulla zona maggiormente colpita, di studio, lasciano perplessi se poi, una volta che gli interventi di studio sono fatti, ci troviamo di fronte alla realtà dura che non abbiamo i soldi per finanziare interventi, anche quando questi interventi dal punto di vista economico non sono particolarmente gravosi; sarebbe forse necessario che la Regione ipotizzasse un percorso con cui individuare le priorità d'intervento e iniziare a stanziare i soldi non tanto per i risarcimenti o non soltanto per i risarcimenti, ma soprattutto per l'attuazione degli interventi. Se noi avessimo dotato questa legge della provvista finanziaria che le opposizioni hanno proposto, probabilmente avremmo potuto cominciare ad effettuare un ragionamento serio su questo argomento. La seconda valutazione che vorrei fare prima di concludere è quella relativa a un altro dei problemi che questi giorni ci sta un po' ossessionando, e cioè il problema dell'entità dei risarcimenti, della presenza di sciacalli che si sono gettati, senza averne titolo, sui risarcimenti, della difficoltà che qualcuno ha segnalato a compilare la modulistica regionale della carenza di controlli effettuati direttamente dalla Regione. Beh, io credo che questo Consiglio regionale, lo ha ricordato, anche se lo faceva in negativo, l'onorevole Sabatini nel suo intervento, bene abbia fatto ad individuare delle procedure che sono semplici e veloci, perché immagino che chi abbia subito una violenza come quella delle famiglie che hanno subito i danni dell'alluvione, tutto si aspetti dalla solidarietà pubblica meno che ritardi e burocrazia. E immagino che le imprese che hanno subito dei danni possano ripartire se il ristoro, nei limiti di quello che la Regione ha deciso, avviene in tempi rapidi. Immagino che le famiglie abbiano un senso nella ripartenza della vita quotidiana se gli elettrodomestici possano essere ricomprati e le macchine che sono state danneggiate possano essere rimesse in moto in tempi brevi con l'aiuto della solidarietà generale, mentre se la solidarietà generale serve soltanto dopo due, tre, quattro anni a ricostituire un capitale bancario o ad andare a coprire le spese delle finanziarie che nel frattempo sono state attivate, beh, credo che questa sia una solidarietà che non viene percepita come tale da chi la riceve, ma che anzi viene percepita quasi con fastidio, con l'idea che la Regione come sempre non è amica, ma con una mano dà e con l'altra toglie, e che sottopone chi ha subito il danno poi a una vessazione burocratica che è paragonabile alla violenza, quella del danno stesso. Quindi credo che bene abbiamo fatto, come Consiglio regionale, a stabilire che i rimborsi potessero avere delle fasi di automatismo che fossero rapidi e veloci, nelle misure in cui il Consiglio regionale ha stabilito e ha reputato essere giuste, e che potessero avvenire a presentazione di autocertificazione. I giornali e le cronache televisive ci dicono che in questi giorni ci sono stati dei problemi. Uno dei problemi che viene segnalato è quello della non estrema facilità nella compilazione dei questionari e probabilmente anche nello scarso supporto che è stato dato a coloro che i questionari dovevano compilare. Ora, è evidente che il livello culturale di coloro i quali devono compilare i questionari non è per forza lo stesso identico livello, quindi è evidente che ci deve essere un supporto, ma soprattutto è evidente che non sono tollerabili le ingiustizie, cioè che non è tollerabile che qualcuno riceva in misura diversa da quello che ricevono altri, avendo subito lo stesso danno, oppure che ci sia gente che ha subito il danno che non riceve e gente che non l'ha subito che riceva, questo al di là delle prime pagine dei giornali e dei titoli di cronaca giudiziaria. Quindi io credo che sia indispensabile che la Regione autonomamente attivi una propria struttura di verifica e anche di accompagnamento alla richiesta di risarcimento, che consenta di avere la certezza che i risarcimenti vengano fatti in maniera equa, perché uno dei segnali più importanti che la Regione deve dare è quello dell'equità, cioè della capacità di essere a fianco di chi ha subito danni e di chi ha subito sofferenze, ma di essere anche giusta nel risarcire il danno, quindi di essere comunque in grado di comprendere il danno subito, quindi di evitare ogni eventuale deprecabile fenomeno di sciacallaggio, e di saper dimostrare alle famiglie che hanno subito che la velocità nel risarcimento del danno non ha comportato grossolanità, cioè non ha determinato che ci sia stata sperequazione tra chi il danno l'ha subito sul serio e chi il danno non l'ha subito o tra chi ha subito lo stesso danno ed è stato risarcito in maniera differente.

Io credo che questo messaggio sia un messaggio importantissimo da parte della Regione e quindi mi rimetto alla Giunta regionale e a chi ha potere di esecutivo perché i controlli siano fatti in maniera capillare e seria, senza danneggiare la celerità dei risarcimenti, ma anche senza in nessun modo comportare ingiustizie che sarebbero percepite veramente in maniera pesante da chi ha subito i danni in quest'alluvione.

PRESIDENTE. E' possibile chiedere ai colleghi di silenziare i telefonini? Perché va bene telefonare… altrimenti schermiamo l'aula. Sono tutti muniti di silenziatore.

E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, sarò abbastanza veloce, anche perché alcune osservazioni che mi ero proposto di fare sono già state abbondantemente ed esaurientemente esposte da un paio di colleghi che mi hanno preceduto.

Volevo solo richiamare l'attenzione della Giunta su un particolare abbastanza significativo, anche perché parrebbe ora che in tutte le regioni della Sardegna vi sia un'alluvione dove dovere e potere intervenire. Non è così. Voglio solo richiamare l'attenzione della Giunta su un particolare che è avvenuto due anni fa e per il quale il comune interessato ha presentato regolare istanza con allegate le relazioni del Genio civile e del Comando dei Vigili del fuoco, nonché anche le note della prefettura di Sassari, sul quale un evento capitato nell'inverno del 2006 nell'abitato di Borutta ha causato dei seri danni alle infrastrutture pubbliche ed alle proprietà private e solo per un caso, appunto, non è capitata una tragedia equiparabile, dal punto di vista della perdita di vite umane, al comune di Capoterra e ai comuni contigui. Voglio solo richiamare l'attenzione in questo senso, non per dire che sia necessario metterlo in legge perché ritengo e suppongo che questo sia abbastanza difficile, a meno che la Giunta non intenda in questo caso specificatamente citare l'evento calamitoso avvenuto in data/presso, ma è necessario che, al pari dei comuni che hanno subito questo evento calamitoso in questa triste circostanza nel settembre, ottobre, novembre scorso, al pari di questi anche c'è un altro comune della Sardegna, dove non c'è stata giustamente questa eclatante - purtroppo dico eclatante - disgrazia che si è verificata nel comune di Capoterra, ma ha subito comunque sia un danno abbastanza consistente alle sue infrastrutture pubbliche e alle abitazioni private del centro abitato, debba avere sinceramente un sostegno di risorse tali da poter consentire a quel comune di affrontare le spese necessarie per poter sopperire ai danni causati dallo stesso evento calamitoso che, al pari di quello che è avvenuto un mese fa nei territori del basso Campidano, ha riguardato un centro abitato della Sardegna e per il quale il comune ha presentato regolare istanza all'Assessorato, corredata, ripeto, da tutte le certificazioni, le relazioni e i sopralluoghi necessari e per la quale lo stesso comune ha interessato il Presidente della Commissione, l'onorevole Pinna, a riguardo di quanto capitato.

Quindi credo che la Giunta debba prestare attenzione anche a questo caso e, se non sia possibile inserire in questa norma l'evento stesso, ne debba tener conto affinché in finanziaria sia tenuta la dovuta attenzione poiché i cittadini di quel comune sono alla pari dei cittadini di Villagrande, dei cittadini di Siniscola, dei cittadini di Capoterra, dei cittadini di Assemini. E non si tratta, credetemi, di portare l'attenzione per una marchetta territoriale, si tratta di dare pari dignità anche a quei cittadini e a quei comuni che probabilmente per cultura o per poca informazione fanno poca grancassa, sperando, e magari convinti, che con la loro richiesta documentata possano avere qualche risposta da parte della Giunta regionale, risposta che non è avvenuta in nessuna maniera, non dico per negare, ma manco per poter esperire gli accertamenti necessari che potevano e possono consentire a quel comune di sopperire alle spese gravi che sono state causate da questo evento calamitoso riconosciuto, ripeto, dagli uffici del Genio civile, dalla prefettura, dal Comando dei Vigili urbani e dalle autorità preposte ad accertare in questi casi se sia o meno un evento calamitoso o un danno causato da un evento normale.

Si è trattato anche in quel caso di un evento eccezionale, che ha rischiato anche di poter fare dei danni non solo alle cose, ma alle persone in quanto solo per caso anche lì non ci sono state delle vittime umane. Quindi richiamo l'attenzione della Giunta su questa cosa affinché, se non ora, nella prossima finanziaria possa destinare per quel comune le risorse necessarie ad affrontare le spese che debbono affrontare per la messa in ripristino delle strutture pubbliche e private. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Espa. Ne ha facoltà.

ESPA (P.D.). Signor Presidente, io credo che questa legge che andiamo a votare, e spero con i tempi rapidi con i quali avevamo votato la legge numero 15, abbia lo stesso destino, ovverosia che attraverso un impegno unitario del Consiglio si riesca a procedere in maniera veloce a dare ristoro alle popolazioni che adesso hanno subito i nuovi danni. Io voglio ricordare - me lo permetta, Presidente - che lei ha fatto un comunicato, dopo la seduta che ha approvato la legge numero 15, dove manifestava soddisfazione perché il Consiglio aveva prodotto un lavoro importante per il destino della Sardegna. E' un approccio che io condivido pienamente perché stiamo parlando di una materia che sta toccando lo spirito delle persone - scusate, lasciatemi usare questo termine - perché le risposte che prima di tutto ha dato il Consiglio, io voglio ricordarlo, cioè il Consiglio in pochissimi giorni, quindi noi, qui dentro, abbiamo approvato una legge in tempi rapidissimi che dava subito l'avvio all'organo esecutivo di poter dare risposte concrete ai cittadini e nel giro di dieci giorni dall'approvazione di una legge i cittadini per la prima volta hanno visto i benefici. Io non lo so se è un record mondiale, un record sardo, un record italiano, però il Consiglio ha approvato una legge e questa approvazione di questo Consiglio dopo dieci giorni ha portato i benefici concreti ai cittadini. Credo che tanta soddisfazione nel territorio, che io conosco, non ci sia mai stata, nel senso che nessuno ci credeva. Si continuava a dire, giorno per giorno, "non è vero", "non sarà", "è impossibile", "macché", "non sarà così" e io stesso, devo dire la verità, non credevo che in tempi così rapidi poteva esserci subito un ristoro.

Ecco, per questo io dico, ho sentito con attenzione l'intervento dell'onorevole Ladu, diceva: "Magari la situazione è un po' pasticciata, nel senso che la procedura… magari ci vorrebbero dei periti, ci vorrebbero…". Io mi permetto di dire che lo strumento dell'autocertificazione forse è usato adesso in questa maniera così come la legge dice, nel senso che tutti i cittadini sapevano - per quanto in situazione di difficoltà - sapevano che l'autocertificazione aveva comunque un rientro penale rispetto a false dichiarazioni. Sono stati tutti avvisati, sono stati tutti detti, ecco per questa situazione io ritengo, chiedo anzi alla Giunta di procedere per gli altri comuni con la stessa velocità e che il compito della magistratura sia totalmente separato dal compito... che proprio sono due strade diverse, quindi, ripeto, abbiamo avuto, per esempio nel caso di Capoterra, 600 cittadini onesti che hanno avuto in 10 giorni ristoro e quindi, dando per scontata la presunzione di innocenza fino a che non c'è una sentenza definitiva, non possiamo dire: "Sei passato col rosso, è colpa del semaforo!". Ecco, non è così! Io mi ricordo una polemica assurda che c'è stata a Cagliari per quanto riguarda la metropolitana leggera, ci sono stati degli incidenti ed erano incidenti... dice: "E' colpa della metropolitana!", dice, "perché la gente cerca di passare col rosso, però è colpa della metropolitana leggera"! Allora, mi sembra che anche in questo caso possiamo dire che il lavoro che è stato fatto, partito da qui dentro, e ovviamente messo in campo poi dalla Giunta, sia stato un lavoro importante che io chiedo venga continuato con questa formula. Poi i controlli amministrativi sono un'altra cosa, che ci sia una task force amministrativa, poi però io lo dico e ripeto senza voler giudicare nessuno, ma se è vero quello che dice la stampa, che ci sono casi in cui marito e moglie hanno presentato la stessa domanda per prendere, per la stessa casa, 15 mila euro e 15 mila euro, non è che la documentazione non è chiara, è che uno vuole passare col rosso! Lo fa in maniera... perché probabilmente la politica in passato ha insegnato a dire: "Va beh, dai!" o qualcuno avrà suggerito: "Ci pensu deu! Dai, ma fai la domanda, poi si vedrà!". Lo sappiamo come sono queste cose e grazie a Dio i casi mi sembra che sono molto limitati, sperando che comunque ci siano più innocenti possibile. Lo dico perché dispiace ovviamente anche per pochi casi, che succedano queste cose. Ecco, quindi, credo che da questo punto di vista, io credo che il problema fondamentale sia la velocità di spesa e mi sembra che si sta andando molto bene in questo senso, e queste nuove popolazioni colpite dalle alluvioni abbiano queste risposte.

C'è poi però, lo dico subito, un serio problema di risorse. Io su questo sono molto attento al fatto... io capisco che ci sono problemi grossi di risorse, allora mi chiedo, ma il Governo cosa sta facendo, il Governo nazionale? Cioè, pensa di cavarsela con 7 milioni di euro? Ci sono state interrogazioni da parte di alcuni deputati del mio partito in Parlamento su questo argomento e vorrei che tutti i deputati sardi, tutti i partiti, chiedessero più risorse perché 7 milioni di euro la Sardegna non se li merita 7 milioni di euro! La Giunta, noi Consiglio possiamo fare di più, ma 7 milioni di euro è un piccolo schiaffo alla Sardegna, io lo ritengo così, alle popolazioni colpite.

L'altra questione - e vado a chiudere il più presto possibile - è la questione di che cosa deve succedere, quindi le risorse per cosa deve succedere. Secondo me, io sono convinto che in questo momento noi abbiamo migliaia di persone non in sicurezza, quindi c'è bisogno di persone che tutti i giorni si chiedono e quando vedano un po' d'acqua guardano il cielo e hanno paura, cosa che non succedeva prima. Allora, io credo che anche la politica può cercare di dare un aiuto in questo senso, può, se c'è la volontà seria io credo di tutto il Consiglio di capire se si può iniziare una stagione di grandi opere in tutta la Sardegna, ovviamente, di grandi opere per questa situazione idrogeologica un po' sfasata che abbiamo, o comunque se è cambiato il clima, o comunque - come diceva bene il collega Uggias - perché ci sono state responsabilità e spero che la Commissione speciale di indagine che sarà messa in campo per capire anche le responsabilità di chi ha maltrattato il territorio in questi decenni. Però, concretamente, credo che ci sia bisogno di un segnale forte, cioè che ci sia un segnale che dia in maniera seria, faccia subito, capisca che bisogna rivedere, mettere in campo nuovi progetti compresa la grande e sofferta delocalizzazione, se dovesse essere il caso, però bisogna capire anche questo, bisogna studiare anche questa situazione e capire se poi veramente si può fare una stagione, in tutta la Sardegna, di opere importanti che possano servire a ridare sicurezza a migliaia di persone. Su, poi, i compiti dei Comuni, io credo, devo dirlo, che da questo punto di vista molti cittadini hanno avuto assistenza dagli enti locali, non solo dalla Regione. Mi piace ricordare, lo dico all'onorevole Vargiu, che molte volte i Comuni sono anche molto veloci, ma per esempio, l'esempio citato dall'onorevole Vargiu su Cagliari dimostra come a volte, per altri interessi, si evita di fare, diciamo così, la messa in sicurezza. Perché è vero che Cagliari ha fatto uno studio di 15 milioni di euro, però non l'ha messo neanche nel piano triennale, non è una cosa prioritaria, quindi non ha dato applicazione e seguito a questo studio che dice: "Guarda che Pirri è a rischio, guarda che Pirri è a rischio!". Quindi, non c'è stato il passo successivo, non è nelle priorità di chi amministra Cagliari. Allora, questo è un problema che ci mettiamo, ce lo dobbiamo mettere tutti perché poi alla fine lo sappiamo perché se io non dico che Pirri è a rischio idrogeologico, cioè se lo dico io dovrò bloccare l'espansione di Pirri. Invece, se dico che è a rischio idrogeologico probabilmente bisogna rivedere tutto il comparto da questo punto di vista. Quindi, in questo senso chiedo che tutti siamo chiamati e anche tutti gli enti locali sono chiamati in questo senso a procedere anche con richieste pressanti alla Regione, ne ho sentito alcune, ma concretamente ritengo che bisogna capire al ristoro subito, ripeto non è il problema per il ristoro i periti, i periti servono per i danni oggettivi, ma in secondo passaggio che si capisca come si può dare almeno un'idea di impegno politico per quanto riguarda la definitiva messa in sicurezza per persone che in questo momento hanno proprio la difficoltà di vivere nel loro territorio. Grazie.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

MORITTU, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Brevemente, qualche minuto, per lasciare poi la parola al collega Mannoni. L'evento, lo riconosciamo tutti, è stato un evento straordinario, più che straordinario, forse estremo. Ci consegna una lezione: che la Sardegna non solo, come dire, si deve difendere dalla piaga degli incendi alla quale è abituata, e per la quale si è anche sufficientemente attrezzata, da un po' di tempo stiamo assistendo ad eventi meteorologici estremi che ci pongono la responsabilità di adottare sicuramente strategie per difenderci. Strategie anche da un punto di vista della revisione complessiva degli studi che sono stati ad oggi messi in campo in Sardegna, ma anche strategie di protezione e di intervento straordinario di protezione civile. Su quest'ultimo punto la Giunta regionale, proprio ieri, propone nel disegno di legge della finanziaria, di fare un salto di qualità per quanto riguarda la protezione civile in Sardegna e di istituire una direzione generale presso la Presidenza della Giunta. Quindi, da un lato risorse per approfondire gli studi e per, come dire, difenderci in maniera strutturale - ma su questo credo che dirà meglio di me e più di me l'assessore Mannoni - ma anche strategie per affrontare le emergenze. Guardate, quest'emergenza Capoterra e più, diciamo così, è un'emergenza estrema che ci ha messo davanti un problema grosso, il problema non solo della difesa del territorio, non solo il problema forse di un utilizzo e senza forse, di un utilizzo non proprio sapiente da parte dell'uomo di quel territorio, probabilmente si è costruito dove non si poteva costruire. Guardando dall'elicottero si vedeva benissimo che una serie di insediamenti umani erano sulla foce naturale di quei rii, però, insomma, tutto ciò ormai c'è e a tutto ciò bisogna rispondere in termini di difesa. Forse anche in termini, se sarà necessario, in alcuni casi estremi anche di qualche delocalizzazione. Lo sta facendo il Comune di Capoterra intanto per la sua scuola materna o scuola elementare che ha deciso di situare in un altro sito. Le risorse poste dalla Giunta nei suoi provvedimenti d'urgenza, poi approvati in Consiglio regionale sono insufficienti, beh insomma, come dire, una ricognizione esatta delle cose da fare e dei danni da rimediare non ce l'abbiamo naturalmente nei tempi così stretti di cui abbiamo usufruito. Ma insomma, vi ricordo che risorse sulla difesa del suolo ve ne sono allocate anche nei fondi straordinari, sia nei fondi POR che nei fondi FAS, non tutto quindi dobbiamo risolvere in termini di assoluta urgenza. E certo, io concordo che il governo nazionale credo che debba fare uno sforzo superiore ai 7 milioni di euro che sono stati messi a disposizione, a fronte di 7 milioni la Giunta regionale, il governo regionale, il Consiglio regionale sta mettendo a disposizione oltre 36 milioni di euro o 38 milioni di euro che sono sicuramente una cifra importante ancorché dobbiamo verificare se sarà o meno una cifra sufficiente. Sul tema dell'autocertificazione e sul tema del ristoro del danno, beh insomma, tutti abbiamo convenuto e il Consiglio regionale con la sua legge dà alla Giunta cinque giorni di tempo per, come dire, emettere i primi provvedimenti, e la Giunta ha cercato di onorare questo impegno stringente, credo da record, come diceva il consigliere Espa, sicuramente da record, abbiamo cercato, come dire, di rispondere ad un'esigenza forte che era l'esigenza di dare una risposta alle centinaia di famiglie che erano state evacuate dalle loro case. E' davvero un fatto straordinario in Sardegna che centinaia di famiglie vadano fuori dalle loro case, sicuramente un fatto straordinario e a questo fatto straordinario si è risposto con una tempistica del tutto straordinaria, mettendo in campo uno strumento che da altre parti in Europa è uno strumento assolutamente normale, che è quello dell'autocertificazione, che dovrebbe diventare normale anche per tutti l'autocertificazione che per altro è previsto da una vecchia legge anche dello Stato che risale alla fine degli anni '80 o primi anni '90 insomma, cioè, voglio dire, o vecchia o ancora più vecchia probabilmente, ma utilizzata assolutamente poco. Mette in campo secondo me una modalità, una cultura diversa di approccio tra il cittadino e l'amministrazione in senso lato. Da un lato l'amministrazione si fida, dall'altro lato il cittadino deve rispondere in maniera responsabile. Era complicato compilare quel modulo? Guardate, ciascuno di voi può vederlo, non era assolutamente complicato, era semplificato, evidentemente non perfettissimo, ma insomma se si vuole agire in maniera diretta, immediata e in tempi certi, bisogna anche essere semplici, corretti, ma insomma anche in qualche modo facendo sintesi. Lo ricordava il consigliere Espa, su 600 domande solo alcune, solo alcune, noi non possiamo mica davvero fare di ogni erba un fascio, la maggior parte dei cittadini, la stragrande maggior parte dei cittadini è stata corretta e correttamente ha ricevuto il contributo. C'è stato chi forse per ragioni diverse, diciamo così, ha sottovalutato il suo atto di responsabilità, forse lo sottovalutato, lo ha, come dire, lo ha esercitato con grande leggerezza. Su questo interviene e interverrà come sta intervenendo la magistratura, ma su Capoterra c'è anche un intervento forte di verifica da parte dell'amministrazione regionale attraverso il corpo forestale che sta anche come dire cercando di indurre il cittadino anche a ravvedimenti operosi nei casi in cui ricorre alla circostanza, cioè a dire, si è sbagliato, c'è un rimedio da un punto di vista amministrativo per, come dire, superare l'errore. Però dalle cose che noi sappiamo e sono apparse anche sulla stampa, per la verità, mi pare che i casi eclatanti vadano al di là dal mero errore materiale. Cioè, c'è davvero come dire una leggerezza che devo dire, insomma, supera i limiti anche e in alcuni casi, della decenza. Noi continueremo, io credo, con il metodo dell'autocertificazione, naturalmente il cittadino adesso è un po' più attento, ovviamente è più attento, siamo sicuri che, come dire, riceveremo autocertificazioni del tutto corrette come per la stragrande maggior parte, ripeto, abbiamo ricevuto e che questo metodo forse porterà rispetto al passato che vi voglio solo ricordare, sui casi del passato, cioè sull'alluvione del '99 è stata data un'anticipazione dell'80 per cento, il 20 per cento non è stato poi dato ai cittadini perché i cittadini non hanno mai portato, come dire, la certificazione o la documentazione necessaria per risolvere complessivamente il contributo. Quindi, molto correttamente l'autocertificazione porterà a risolvere in tempi molto più brevi, e io credo ci abituerà anche ad un rapporto diverso tra i cittadini e la pubblica amministrazione.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.

MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Io risponderò proprio velocemente inserendomi nella esposizione del collega Morittu per dare alcune risposte veloci. Intanto ... evento, l'evento è stato un evento diffuso sul territorio regionale, ha un areale molto vasto, non è come l'evento del 22 di ottobre, va dal centromeridione della Sardegna e si estende poi per un'area molto più vasta partendo da Quirra, arrivando fino ad Arzachena. Ora, nella nostra relazione, la relazione della Giunta, il disegno di legge, questo è chiarito, non indichiamo appositamente i comuni perché ci pareva prematuro indicarlo perché questi comuni vanno individuati attraverso una rigorosa e puntuale analisi e sopralluoghi, abbiamo indicato l'area centrale della Sardegna, meridionale della Sardegna nella media valle del Fluminimannu e i bacini costieri che vanno dal rio Quirra fino a San Giovanni di Arzachena. Credo che ci siano tutti i bacini orientali fino a quelli del nord Sardegna.

Quindi non è escluso il nord Sardegna e non è esclusa la Gallura. L'evento è un evento come diceva l'assessore Morittu, molto, come dire, particolarissimo, è un evento anche questo eccezionale rispetto alle medie della pioggia in Sardegna storiche, si è concentrato su alcune zone e quindi su queste zone noi ci avvarremo anche delle analisi tecniche e delle analisi del nostro servizio idrografico. La legge; la legge è una legge molto semplice che si riaggancia alla legge precedentemente approvata dal Consiglio, tecnicamente ha avuto già delle modifiche, quindi abbiamo ritenuto di dover accettare già in Commissione un articolo, 1 bis che rifaccia decorrere i termini per l'individuazione dei comuni, quindi isolando il procedimento dalla legge precedente, e ci sentiamo anche di aderire alla proposta dell'onorevole Capelli sulla possibilità di porre una norma che conservi le risorse all'anno successivo, anche se probabilmente, adesso al di là del patto di stabilità le tecniche per impegnare le abbiamo, potremo anche impegnarle, ma credo che sia un suggerimento molto giusto e lo faremo. Sulle risorse abbiamo fatto già un emendamento, di portare da 7 a 12 milioni di euro lo stanziamento che va visto complessivamente con lo stanziamento precedentemente. Quindi lo leggerei nel sistema della legge, una legge allargata che stanzia le somme per tutti i territori, sia per quelli colpiti dall'evento del 22 di ottobre, che per quello del 4 novembre. Qui c'è un'esigenza di fare anche qui una puntuale verifica dei danni, la Giunta se ne fa carico, e lo fa per una parte il commissario governativo per l'alluvione del 22 di ottobre, per l'altro lo fa con i mezzi propri, con gli strumenti ordinari. Ricordo che sono 12 milioni con questo stanziamento e 20 con l'altro, sono 32 milioni, ma la Giunta ha già messo di suo altri 7 milioni, quindi siamo oltre 40 milioni di euro.

Quindi è già uno sforzo importante che può essere chiaramente implementato per la parte della difesa del suolo, quindi della mitigazione del rischio...

PRESIDENTE. Sì, prego.

MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Attraverso i fondi ordinari, sia sui fondi FAS che sui fondi POR. Sugli studi e sulle analisi che questa vicenda un po' in qualche modo stimola e ci impone, noi stiamo facendo, come Assessorato, uno studio importante sulle aste fluviali, se le ritrovo, eccole qua, è uno studio che si sta completando ed è importante, questo studio aggiorna un po' il piano di assetto idrogeologico e fa un'analisi, guardate, puntuale, vi do i chilometri delle analisi idrauliche, 1100 chilometri di fiumi ristudiati, con una differenza, che mentre il PAI studiava i corpi idrici nelle zone storicamente critiche, questo studio studia tutte le aste fluviali da quando, come dire, si crea il corpo idrico al nascere, a quando arriva a destinazione. 1100 chilometri, con un'analisi idraulica che si sta concludendo, mentre abbiamo, un'altra cosa, 2000 chilometri di altre aste fluviali, che non sono le primarie, per le quali però c'è un'analisi geomorfologica, quella che mette comunque in risalto la storia di quel corpo ridicolo, cos'è avvenuto nella sua storia millenaria. Quindi, è uno studio importante, che aggiorna il PAI e dimostra come la Regione è attenta, e che questi eventi avvengono, comunque, quando la Regione si sta dotando degli strumenti esatti per intervenire. Non avrei altro da dire, se non che il Commissario Governativo è stato nominato da poco, con un atto ufficiale, che è entrato in vigore da pochissimo, ha già adottato due ordinanze importanti per Capoterra, ricorderei la prima, che è quella degli aiuti alle famiglie, ma ricorderei molto la seconda, lo dico molto velocemente, ed è riportare alla normalità Capoterra e le zone che, oggi, sono senz'acqua e senza fognature. Abbiamo fatto un'ordinanza - il Commissario Governativo come ho detto - molto precisa, stanziando risorse, stabilendo tempi e fissando procedure. Ecco, credo che sarà, anche questo, uno strumento per dimostrare l'efficienza che la Regione ha dimostrato nella prima parte, assegnando i contributi alle famiglie in tempo veramente record. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie Assessore. Votiamo il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, sulle procedure, per chiedere cortesemente il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Va bene, prego i colleghi di prendere posto per la votazione con sistema il sistema elettronico palese.

Comunico intanto che, a partire da questa seduta, stiamo trasmettendo le nostre riunioni, sul sito del Consiglio regionale, in Internet. Questo naturalmente ci obbliga a una maggiore compostezza in Aula.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

PRESIDENTE. Prendo atto che i consiglieri Corda e Manca hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Amadu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Espa - Fadda - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Marracini - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras - Vargiu.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 75

votanti 74

astenuti 1

maggioranza 38

favorevoli 74

(Il Consiglio approva).

Metto ora in votazione il titolo. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 sono stati presentati gli emendamenti sostitutivi totali numero 6 e numero 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1e dei relativi emendamenti:

Art. 1

Modifiche all'articolo 1 della legge regionale
n. 15 del 2008

1. All'articolo 1, comma 1, della legge regionale 29 ottobre 2008, n. 15 (Interventi urgenti conseguenti agli eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico del mese di ottobre 2008), le parole "nel mese di ottobre" sono sostituite dalle seguenti: "nei mesi di ottobre e novembre".

Emendamento sostitutivo totale Pileri - Pittalis - Rassu - Capelli - Murgioni - Ladu - Contu

Articolo 1

L'art. 1 è così sostituito:

"Per fronteggiare le conseguenze degli eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico verificatisi in Sardegna nei mesi di ottobre e novembre 2008, nei comuni ricompresi tra la Gallura, la baronia, l'Ogliastra, il Medio Campidano e le altre aree che verranno individuate secondo quanto previsto dall'art. 1 bis, si applicano le disposizioni previste dalla legge n. 15 del 29 ottobre 2008.". (6)

Emendamento sostitutivo parziale Giunta Regionale

Articolo 1

All'articolo 1 le parole "nei mesi di ottobre e novembre" sono sostituite da "nei mesi di settembre, ottobre e novembre". (1) .)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Ma, molto brevemente, Presidente, non sono intervenuto in discussione generale, faccio un apprezzamento alla Regione per come sta affrontando questa fase di prima attuazione del provvedimento recentemente approvato, cioè della 15, e intervengo sull'articolo 1, perché l'articolo 1 recita sostanzialmente, sono sostituite le parole "l'emendamento presentato dalla Giunta a ottobre e novembre", con "settembre, ottobre e novembre". Quindi, ci siamo lasciati alle spalle un'alluvione che non avevamo considerato, sono contento del fatto che si sia recuperata, evidentemente abbiamo constatato e verificato che c'erano disagi anche in precedenza, ma soprattutto intervengo per sottolineare questo, che il richiamo che è stato fatto dalla Giunta, su come sia ormai un'emergenza la cura dell'ambiente, richiama ad una responsabilità tutti noi, al fatto che almeno le disposizioni che abbiamo approvato siano disposizioni che si attuano. Io ricordo, non so se poi queste aree coincidano, o in parte coincidano con lo stato dell'ambiente dei perimetri dei parchi regionali, che non si sono mai fatti, non lo so, non lo so se esiste, o non esiste, una coincidenza dal punto di vista territoriale; esiste sicuramente una coincidenza dal punto di vista concettuale, cioè se non c'è la cura dell'ambiente nasce la devastazione, le calamità naturali diventano più frequenti e più disastrose… Onorevole Murgioni!

(Interruzione dell'onorevole Murgioni.)

Presidente, io chiedo la cortesia di poter fare il ragionamento.

PRESIDENTE. Sì, prego, faccia, faccia, onorevole Uras.

URAS (R.C.). Dico questo, perché anche nella finanziaria dello scorso anno abbiamo recuperato somme non spese da diversi anni, per destinarne 21 ad interventi da fare nei perimetri dei parchi. È un esempio! I parchi non si sono istituiti, i 21 milioni di euro non si sono spesi, lamentiamo ritardi ancora più gravi, c'è anche chi sostiene che il Consiglio regionale abbia impedito, attraverso un emendamento introdotto nella finanziaria, impedito la spendita di quelle risorse per la cura e la tutela dell'ambiente; risorse che già da tre anni non si spendono e l'emendamento della finanziaria è datato febbraio 2008. Lo dico perché bisogna incominciare ad essere coerenti, lo dico perché bisogna incominciare ad essere efficienti. E vedo che, mentre si parla di leggi per danni, troviamo anche il modo di fare delle battute, di attivare modalità di spirito, io non ci riesco, perché penso che ci siano stati lutti, perché penso che ci siano stati disastri, perché penso che ci siano state macerie, perché penso che ci siano danni da pagare, 40 milioni di euro sono gli interventi che noi facciamo dopo, i 20 milioni di euro, che abbiamo destinato per l'ambiente, per i perimetri dei parchi, sono opere che si fanno prima. E questo lo sto dicendo perché c'è esattamente questo tipo di rapporto - quando siamo fortunati - che spendiamo, per non aver fatto le opere prima, il doppio dopo per i danni che abbiamo arrecato e che abbiamo subito. E che, quindi, forse è il momento, da questo punto di vista, di non tralasciare più nessuna iniziativa. Noi ne faremo una questione d'iniziativa politica interna alla maggioranza, perché non è possibile che una norma, come quella che abbiamo approvato con la finanziaria scorsa, rimanga inattuata. Ne faremo un'iniziativa politica, cercando di coinvolgere in questo la Commissione, che si è già resa disponibile, e i colleghi, tutti, che ci staranno su questo fronte, però una cosa è certa, stasera riprendiamo la discussione in materia urbanistica, che non è una cosa di poco conto, perché lottizzazioni di quel tipo, di Capoterra e altre, non si sarebbero dovute realizzare, perché erano, se si fosse fatto un piccolo studio di natura ambientale, se si fosse analizzato il territorio come si doveva analizzare, probabilmente non si sarebbero mai assentite quelle lottizzazione. E allora bisogna che, sotto questo profilo, noi ci facciamo carico, questo Consiglio se ne deve far carico, se ne deve far carico la maggioranza, se ne deve far carico la Giunta! Perché, per tornare ai parchi, che non sono roba di poco conto, sono passati vent'anni dal 1989, ci sono state Giunte di centrodestra e giunte di centrosinistra, c'è una Giunta di centrosinistra da cinque anni, ci sono assessori dell'ambiente capaci, illuminati, che guardano al progresso, ed un Parco regionale che uno, noi non siamo riusciti a farlo!

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sarò brevissima, io volevo esprimere apprezzamento, e soprattutto con riferimento alle ultime considerazioni fatte dall'Assessore Mannoni, relativamente al problema richiamato sull'emergenza acqua e fognatura a Capoterra perché ha rappresentato un problema veramente grave che ha destato molta preoccupazione nella popolazione e quindi questo richiamo è assolutamente necessario ed urgente e anche per la questione dello studio dell'analisi che lei ha richiamato dell'analisi idraulica e delle anse fluviali, a proposito dell'ambiente molte delle considerazioni fatte dall'onorevole Uras mi trovano concorde e tuttavia io credo che sia fondamentale, e sono contenta, che sia stato presentato un ordine del giorno, che ho visto solo in questo momento, e al quale chiedo di apporre anche la mia firma, della necessità di richiamare il governo nazionale ad un impegno più significativo ed incisivo nei confronti della calamità che ha colpito la Sardegna. Quindi, ritengo molto opportuno anche quest'ordine del giorno, in conclusione Presidente volevo anche ricordare che siccome abbiamo già votato il titolo che, evidentemente, sarà modificato in rapporto all'emendamento che è stato presentato perché si parla solo di ottobre e forse è opportuno introdurre nel titolo la modifica così come prevede l'emendamento relativo all'allargamento della fase, ma questo credo che dipenda esclusivamente dalla revisione che verrà fatta successivamente.

PRESIDENTE. Qualora l'emendamento venisse approvato naturalmente in sede di coordinamento modificheremo anche il titolo, al momento è così.

E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). La ringrazio Presidente, io intervengo brevemente in questo dibattito proprio per osservare e fare una considerazione importante, credo che col senno del poi noi ovviamente non risolviamo, e non possiamo nemmeno perdere molto tempo per denunciare quelle che sono state le inerzie e le incapacità delle amministrazioni a far fronte a quelli che potevano essere anche obblighi relativi alle responsabilità che incombeva loro. Credo che invece l'occasione sia molto utile in questo momento per percepire che sta cambiando sicuramente una cultura, che sta entrando nei comuni, nelle province, ma anche in quest'aula e che è quella relativa al senso e la preoccupazione dello studio della prevenzione da disastri per effetto idrogeologico. Quindi ha fatto bene l'assessore Mannoni ad indicare che è in atto uno studio e un'analisi fluviale per 1000 chilometri in Sardegna, per altri 2000 chilometri di assetto fluviale secondario, credo che occorra un coinvolgimento massimo di tutte le amministrazioni, da questo punto di vista in questi studi, perché nulla rimanga fuori da queste analisi Assessore. Lo dico con grande preoccupazione perché credo di interpretare anche il sentimento di molti sindaci e molti colleghi, noi abbiamo un assetto fluviale e secondario, forse terziario, dovrei chiamarlo che è affidato a gran parte delle bonifiche cosiddette, prima del genio civile oggi probabilmente dei Consorzi di bonifica. Per quel che mi riguarda conosco quelle dei Consorzi di bonifica. I Consorzi di bonifica, si sa, purtroppo non hanno assolutamente risorse per fare nemmeno quelle opere di manutenzione ordinarie che sono essenziali, probabilmente in qualcuno di quei comuni che oggi abbiamo aggiunto con questa leggina se si fosse fatto, mi associo appunto a questo coro inutile del senno del poi, se fossero state fatte le opere di prevenzione effettivamente, probabilmente, qualcosa si sarebbe registrata con entità minore. Io oggi ho alcune cartine che riproducono, in maniera esatta, quello che è accaduto a Capoterra. Lo voglio citare solo al titolo esemplificativo: si sta intervenendo con contributi di 25 mila euro, nella misura massima, per risanare delle abitazioni che sono in un lotto non risanabile, sia in funzione del PAI, in funzione naturalmente di altre considerazioni che qui in quest'aula sono state fatte. Mi chiedo: è opportuno davvero risonare un immobile che può valere …anzi oggi vale zero perché quell'immobile vale zero, chiunque oggi tentasse di metterlo nel mercato immobiliare vale zero perché nessuno lo vuole acquistare, ma non solo, il problema è anche un altro, noi abbiamo anche degli edifici pubblici una scuola elementare nata in un letto di un fiume, oggi mi dicono, ma anche ieri e anche l'altro ieri, i ragazzi non stanno ancora frequentando quella scuola, stanno frequentando pochissimi ragazzi, mi pare qualcosa come il 10 per cento degli iscritti, ma qui c'è qualche collega che abita in quelle zone e quindi meglio di me potrebbe riportarlo. Perché c'è questo senso di panico, questo senso naturalmente di angoscia, e i ragazzi psicologicamente, ma forse prima ancora le famiglie, non riescono, giustamente, a superare questo stato di preoccupazione, allora bisognerebbe forse coordinare meglio quella che è la nostra attenzione verso questi problemi perché realizzando una nuova scuola risanare delle case che chiaramente non sono risanabili forse ci conviene già utilizzare, anticipando possibilmente, lo dico all'Assessore agli Enti locali quello strumento che si sta introducendo nella legge urbanistica, della perequazione e compensazione, per vedere se ci siano dei lotti vicini, nella parte alta, che siano invece restituibili a queste persone per rifarsi effettivamente la casa, probabilmente spenderemo meno, probabilmente diventerebbe più semplice il ragionamento, raggiungerlo in questo modo. Voglio finire facendo una piccola considerazione: ho qui l'allegato a) che è stato compilato da tutti coloro che chiedevano, attraverso l'autocertificazione, il rimborso del danno subito da immobili, fino ad un massimo di 15 mila euro, chi me l'ha dato mi ha sfidato e mi ha detto: "prova a capire e ad immedesimarti, tu sei uno che ha subito un danno, lo devi compilare", confesso che l'ho fatto e confesso che se me lo avessero poi tolto di mano una volta che l'ho firmato mi avrebbero arrestato, perché al di là adesso della battuta è vero, questa modulistica è talmente sbagliata, soprattutto nel punto 1, che dice testualmente: i seguenti beni mobili, sta parlando dei beni mobili indispensabili alla vita familiare custoditi nel predetto immobile, sono risultati danneggiati, quindi uno si aspetta che naturalmente in queste… a. e b. Sarebbero distrutti o danneggiati a seconda, ci sia l'elenco dei beni immobili, invece vai a capire che non sono beni mobili quelli che elenca ma sono esattamente le camere nelle quali dovrebbero esserci beni immobili, quindi io credo che sarebbe utile che prima di adottare una modulistica, che ci fosse naturalmente anche una spiegazione alla compilazione della modulistica. Tra l'altro è confermato anche dal punto c. successivo che dice testualmente: "i predetti beni immobili", beh insomma di beni mobili nessuno parla, perché richiama sempre la dicitura dell'immobile ma i beni mobili non ci sono. Credo proprio che questo probabilmente è stato già cambiato, questo allegato a., però è quello che hanno compilato tutti, qualcuno mi dice che uno di quelli arrestati, io non so se sia vero, lo riporto per dovere naturalmente istituzionale mio, che uno degli arrestati, uno dei cinque arrestati, abbia sbagliato la dicitura dalla A alla B, cioè nel senso esattamente che ha indicato che gli è stato distrutto anziché danneggiato. Perché, nel suo sentimento diceva: sì, è danneggiato però non lo posso più utilizzare, quindi per me è come distrutto. Ora, non voglio pensare che tutto sia in questi termini, però se sono esistite delle contraddizioni, nell'ambito anche della compilazione della modulistica, credo che dovremmo essere un po' più attenti e naturalmente essere più vicini ai problemi della gente, in maniera diretta. Chiaramente, questo non significa che non debba essere utilizzato, anzi, approfittiamo per dirlo, lo strumento dell'autocertificazione, che è assolutamente quello più rapido e più rispondente alle emergenze che noi tutti stiamo richiamando.

PRESIDENTE. Grazie. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.

PINNA (P.D.), relatore. Grazie Presidente. Allora, l'emendamento numero 1 è positivo, devo dire che l'emendamento numero 5, di fatto nella sostanza, richiede la stessa cosa per cui è accolto per la parte relativa proprio all'estensione al settembre del 2008. L'emendamento numero 6, io chiederei il ritiro dell'emendamento, per un fatto molto semplice perché né la legge numero 15 fa riferimento specifico ai comuni o alle aree e poi avendo introdotto l'1 bis, dove diciamo precisamente che sarà la Giunta che dovrà predisporre, entro dieci giorni, dopo una ricognizione, chiediamo che venga ritirato perché è stato in qualche modo inserito già nel corpo dell'articolo 1 modificato, altrimenti il parere è negativo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.

MANNONI, Assessore tecnicodei lavori pubblici. Il parere è conforme al relatore.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 6, lo metto in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Sì, molto brevemente Presidente, per dire che con quanto indicato appunto nell'articolo 1 bis dovrebbe superare…

PRESIDENTE. Siamo all'articolo 1, onorevole.

PILERI (F.I.). Sì, però l'emendamento è collegato…

PRESIDENTE. Ah, sì.

PILERI (F.I.). …perché aveva una valenza che era relativa alla necessità di togliere la caratterizzazione del territorio nella legge numero 15, in modo tale che ci fosse un'estensione. Quindi o si precisa meglio con un emendamento, oppure si toglie quanto era contenuto nella legge numero 15. Quindi, va bene, il ritiro può essere fatto.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pileri. L'emendamento numero 6 è ritirato. Metto in votazione l'emendamento numero 1.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, votazione elettronica palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Pileri ha inteso votare a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Amadu - Artizzu - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Gallus - Gessa - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Masia - Mattana - Meloni - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Matteo - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras - Vargiu.

Si è astenuto il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 61

votanti 60

astenuti 1

maggioranza 31

favorevoli 60

(Il Consiglio approva).

Metto ora in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1 bis. All'articolo 1 bis sono stati presentati gli emendamenti numero 5 e 7.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 bis e dei relativi emendamenti:

Art. 1 bis

Modalità d'individuazione

1. I comuni beneficiari sono individuati, nel termine di dieci giorni dall'entrata in vigore della presente legge, con deliberazione della Giunta regionale.

Emendamento aggiuntivo Pileri - Pittalis - Rassu - Murgioni - Ladu - Lai Vittorio Renato - Cassano - Moro

Articolo 1 bis

"Art. 1 ter

In deroga al periodo di riferimento della legge n. 15 e dell'art. 1 la Giunta su istanza motivata dei comuni può estendere i benefici per danni causati da particolari eventi meteorologici verificatisi nel mese di settembre 2008.". (5)

Emendamento aggiuntivo Giunta Regionale

Dopo l'articolo 1 bis è aggiunto il seguente:

"Art. 1 ter

Il contributo di solidarietà istituzionale previsto dall'articolo 2 della legge regionale 28 ottobre 2008, n. 15 è esteso alle vittime degli eventi alluvionali di Villagrande del mese di dicembre 2004." (7).)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.

PINNA (P.D.), relatore. Allora, per il "5" credo che di fatto avendo approvato il numero 1, avendolo accolto per la parte relativa all'estensione al mese di settembre sia da considerare, cioè il parere era positivo per quella parte, quindi credo che l'invito fosse al ritiro in questo caso. Poi, l'emendamento numero 7?

PRESIDENTE. Sì.

PINNA (P.D.), relatore. 1 ter però è.

PRESIDENTE. E' un emendamento all'emendamento 1 bis, l'emendamento diventa 1 ter.

PINNA (P.D.), relatore. Sì, il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.

MANNONI, Assessore tecnicodei lavori pubblici. Conforme al relatore. PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). Proprio due secondi per intervenire in Aula per porre un problema legato alla ripetizione di questi eventi calamitosi. E' capitato, lo dico all'assessore Mannoni e anche all'assessore Sanna che conoscono il problema, che in zona di Orosei, precisamente in Rio sos alinos capitò, va beh, ci sono due scuole di pensiero, alinos mi fido di Giovanna quindi alinos. Il 24/12/2007 questo rio alinos tracimò e interessò circa 7 - 8 abitazioni più gli scantinati di un albergo e non si sa per quale ragione questi cittadini non hanno avuto nessun ristoro per questa alluvione. E' capitato che il 9 di novembre, assessore Mannoni, il 9 di novembre tutta quest'area nuovamente è stata nuovamente interessata. Siccome è successo che sia stata, non so per quale ragione, forse per problemi del comune, forse per inerzia di qualcuno, non è stata presa in esame la prima, il primo disastro a cui questi cittadini sono stati sottoposti, vorrei, e voto a favore dell'articolo 1 bis e degli emendamenti a cui il relatore ha dato l'adesione, vorrei che però non venisse dimenticato che anche stavolta, per la seconda volta quella zona, la zona di Orosei, è stata interessata da eventi alluvionali. E questo, solo un secondo per dirlo, ci porta anche a riflettere su quello che diceva il collega Pisano prima, che alcune zone, in alcune zone è inutile che noi interveniamo anche con finanziamenti cospicui perché purtroppo per l'errore a monte della costruzione in quegli alvei, io ho visto la zona di cui lei parlava, collega Pisano, l'ho vista personalmente venerdì mattina, ho visto la scuola, in quell'area è un delitto aver consentito di costruire, dovrebbero risponderne coloro che hanno fatto i miliardi urbanizzando e lottizzando quelle aree e non la comunità sarda che è costretta a stanziare decine di milioni di euro ogni quattro o cinque anni per cercare di attenuare i disagi di quelle popolazioni che purtroppo hanno acquistato una casa in quelle zone alluvionali. Questo è un problema serissimo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Sì Presidente, per confermare il ritiro dell'emendamento numero 5 che estendeva i benefici della legge numero 15 al mese di settembre perché è stato recepito nell'emendamento numero 1.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 5 è ritirato. Metto in votazione l'articolo 1 bis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2. All'articolo 2 sono stati presentati gli emendamenti sostitutivo parziale numero 4, 2 e l'aggiuntivo numero 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti:

Art. 2

Norma finanziaria

1. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge, quantificati in euro 7.000.000 per l'anno 2008, si fa fronte con la variazione di bilancio di cui al comma 2.

2. Nel bilancio della Regione per l'anno 2008 è introdotta la seguente variazione:

in diminuzione

UPB S08.01.004

Somme per le quali sussiste l'obbligo a pagare

2008 euro 7.000.000

in aumento

UPB S04.03.002

Emergenza idrica ed eventi alluvionali -Investimenti

2008 euro 7.000.000

Emendamento sostitutivo parziale Pileri - Pittalis - Rassu - Murgioni - Ladu - Capelli - Lai Vittorio Renato - Cassano - Moro

Articolo 2

Nell'art. 2, al comma 1, l'importo di 7.000.000 di euro per l'anno 2008 è sostituito dall'importo di 30.000.000 di euro. (4)

Emendamento sostitutivo parziale Giunta Regionale

Articolo 2

All'articolo 2 gli importi di cui alle UPB S08.01.004 in diminuzione e UPB S04.03.002 in aumento sono rideterminati in € 12.000.000. (2)

Emendamento aggiuntivo Pileri - Pittalis - Rassu - Murgioni - Ladu - Lai Vittorio Renato - Cassano - Moro

Articolo 2

Nell'art. 2, nel comma 2 sono aggiunte:

in diminuzione

6.800.000 della voce 3 Tab. A

16.200.000 della voce 1 Tab. B fondo nuovi oneri legislativi

in aumento

emergenza idrica ed eventi alluvionali

23.000.000 € (3).)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.

PINNA (P.D.), relatore. Allora, il parere è positivo per l'emendamento numero 2, è negativo e inviterei al ritiro per il "3" e per il "4" per un fatto molto semplice, si tratta di primi interventi che noi stiamo garantendo in questo modo, la ricognizione ci consentirà forse di avere un quadro più complessivo, abbiamo la legge finanziaria e gli altri strumenti citati nel dibattito, credo che sia opportuno che il tema venga affrontato successivamente, per cui piuttosto che votare negativamente io chiederei ai presentatori pur comprendendo lo spirito e condividendo il fatto che stiamo definendo primi interventi, chiederei il ritiro, altrimenti il parere è negativo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.

MANNONI, Assessore tecnicodei lavori pubblici. Conforme al relatore. PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Io ovviamente sarei tenuto, cioè vorrei tenerlo l'emendamento, però so che ovviamente non passa, quindi accolgo comunque lo spirito dell'emendamento numero 2 dove la somma viene rideterminata in incremento, e ovviamente fermo restando l'impegno da parte della Giunta di reperire le necessarie dotazioni finanziarie per dare delle risposte concrete a quelle che sono le esigenze delle popolazioni colpite da questa alluvione.

PRESIDENTE. Gli emendamenti si sono mantenuti. Mettiamo in votazione...

BIANCU (P.D.). No, sono ritirati!

PRESIDENTE. Scusate, mi sono distratto un attimo. L'emendamento numero 4 è ritirato, l'emendamento numero 2 ha il parere positivo.

Metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 2.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna, relatore.

PINNA (P.D.), relatore. Per proporre l'integrazione orale, l'ha annunciata l'Assessore, il comma 2 della proposta di legge 348, recita: "le somme non impegnate nell'anno 2008 permangono nel conto dei residui per essere impegnate nell'anno successivo". Bene, noi chiediamo che diventi in tal modo il comma 3 dell'articolo 2.

PRESIDENTE. Stiamo trasferendo quindi...

PINNA (P.D.), relatore. Il comma 2 della proposta Capelli e più diventa il comma 3 dell'articolo 2.

PRESIDENTE. Va bene. Se non ci sono obiezioni votiamo l'articolo in questa formulazione. Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Emendamento aggiuntivo numero 3.

Ha domandato di parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). E' ritirato.

PRESIDENTE. E' ritirato. Passiamo all'esame dell'articolo 3. Entrata in vigore.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3 :

Art. 3

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione

nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'ordine del giorno numero 1 che i colleghi hanno avuto.

(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno numero 61:

Ordine Del Giorno Uggias - Cuccu Giuseppe - Giagu - Cocco - Sanna Simonetta - Tocco - Agus - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Davoli - Dedoni - Diana - Espa - Floris Vincenzo - Gallus - Gessa - Ibba - Ladu - Lai Vittorio Renato - Lai Bachisio Silvio - Lombardo - Manca - Marracini - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Orrù - Pacifico - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Matteo - Scarpa - Uras - Vargiu sugli interventi urgenti a favore delle popolazioni colpite dall'evento meteorologico del 4 novembre 2008.

IL CONSIGLIO REGIONALE

a conclusione dell'esame del testo unificato 348-349/A "Modifica della legge regionale 29 ottobre 2008, n. 15 (Interventi urgenti conseguenti agli eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico del mese di ottobre 2008)",

impegna la Giunta regionale

- a richiedere alla Presidenza del Consiglio dei ministri la dichiarazione dello stato di emergenza per calamità naturale dei comuni interessati che ne abbiano fatto richiesta;

- a destinare gli interventi economici a favore dei comuni che abbiano deliberato di richiedere la dichiarazione dello stato di calamità naturale;

- a richiedere al Presidente del Consiglio dei ministri che renda disponibili somme pari almeno a quelle destinate dalla Regione autonoma della Sardegna.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (P.D.). Solamente per chiedere che vengano apposte le firme dei colleghi del gruppo del P.D. ai presentatori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto). Sì, per lo stesso motivo Presidente. Credo che un documento di questo genere abbia anche la firma di tutto il Gruppo socialista.

PRESIDENTE. Va bene colleghi. Possiamo...

Ha domandato di parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.

~PISU (R.C.). Chiedo che vengano aggiunte anche le firme del gruppo della Rifondazione Comunista.

PRESIDENTE. Va bene. Onorevole Salis, prego. Insomma colleghi, chi vuole firmare lo può firmare, sta passando l'assistente, prego?

(Interruzioni)

Tutti tranne quelli che dichiarano di non voler essere inclusi perché tutti non lo possiamo fare. C'è qualcuno che non lo vuole firmare? Nessuno.

Bene, l'ordine del giorno è dell'intero Consiglio regionale. Lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Votazione conclusiva della legge, col sistema elettronico palese. Prego i colleghi di prendere posto.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo unificato numero 348/349/A.

(Segue la votazione)

PRESIDENTE. Prendo atto che il consigliere Lai Renato ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Espa - Floris Vincenzo - Gallus - Gessa - Ibba - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Lombardo - Manca - Marracini - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Orrù - Pacifico - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Matteo - Scarpa - Uggias - Uras - Vargiu.

Si è astenuto:il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 51

votanti 50

astenuti 1

maggioranza 26

favorevoli 50

(Il Consiglio approva).

Grazie colleghi, la seduta è tolta, i lavori del Consiglio sono convocati per questa sera, alle ore 17, per la prosecuzione e la conclusione, spero, della legge urbanistica. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 14 e 06.



Allegati seduta

Risposta scritta ad interrogazioni

Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'ambiente all'interrogazione Liori - Diana sull'assegnazione di mansioni superiori agli operai specializzati dell'Ente foreste. (985)

In riscontro all'interrogazione di cui all'oggetto si trasmettono gli elementi utili alla risposta resi allo scrivente, con nota prot. n. 10410 del 12.09.2008, dalla competente Direzione Generale dell'Ente Foreste della Sardegna.

Si fa presente innanzitutto che, in considerazione delle peculiarità e dell'importanza del servizio antincendio svolto da personale assunto a tempo determinato, per esigenze contingenti e necessità effettive, terminata la rotazione degli operai generici o qualificati, la Direziono Generale dell'Ente Foreste autorizzava con nota dell'11 ottobre 2007, i Servizi Territoriali a utilizzare detto personale per un numero di giornate superiori a quelle contrattualmente previste a livello nazionale (25 consecutive o 40 discontinue - Art. 8 CCNL), tale utilizzazione; fino alla promulgazione della L.R. 29 maggio 2007 n. 2, ha comportato, come avvenuto, l'automatico riconoscimento dell'inquadramento nella qualifica superiore corrispondente alle mansioni superiori svolte, oltre al giusto riconoscimento delle competenze economiche professionali delle relative categorie.

Si significa infine, con specifico riferimento all'affermazione di cui all'ultimo capoverso della interrogazione, che i mezzi dell'Ente non hanno mai subito un fermo derivante da carenze di personale specializzato. Al riguardo si sottolinea che l'utilizzo di detto personale, nei termini suddetti, è stato confermato anche nella corrente campagna antincendio al fine di fronteggiare tutte le emergenze antincendio, di protezione civile oltre che quelle legate alla realizzazione dei progetti speciali.

Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'ambiente all'interrogazione Vargiu sull'attività estrattiva nell'area ex Palmas Cave di Sant'Antioco. (1044)

In riscontro all'interrogazione di cui all'oggetto, si comunica che con nota prot. n. 24483 del 29/09/2008, la competente Direzione Generale dell'Ambiente, ha fatto presente che non risultano attivate procedure di competenza del Servizio Sostenibilità Ambientale e Valutazione Impatti (settore VIA), non si hanno, pertanto, elementi utili alla risposta.

Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'ambiente all'interrogazione Corda sugli ostacoli che impediscono la compiuta realizzazione della strada a scorrimento veloce Abbasanta-Buddusò-Olbia. (1064)

In riscontro all'interrogazione di cui all'oggetto, si trasmettono gli elementi utili alla risposta resi allo scrivente, con nota prot. n. 24535, dalla competente Direzione Generale dell'Ambiente.

In merito ai quesiti sottoposti, relativi soprattutto alla procedura di VIA, si richiama quanto segue:

Procedura di VIA relativa al progetto "Intervento infrastrutturale prioritario nell'ambito della viabilità statale (S.S. 131 - prosecuzione collegamento con provinciale Abbasanta - Buddusò - Olbia) S.S. 389 Bitti - Buddusò. Proponente: Comunità Montana n. 10 delle Baronie.

Con deliberazione della Giunta regionale n. 9/18 del 7.3.2007 è stato disposto l'assoggettamento all'ulteriore procedura di VIA del progetto "Intervento infrastrutturale prioritario nell'ambito della viabilità statale (S.S. 131 - prosecuzione collegamento con la provinciale Abbasanta - Buddusò - Olbia) S.S. 389 Bitti - Buddusò".

A seguito di formale richiesta, da parte del proponente, di revisione della sopraccitata DGR n. 9/18 del 7.3.2007, la Giunta regionale, con la deliberazione n. 15/30 del 19.4.2007, ha stabilito l'esclusione dall'ulteriore procedura di VIA per il tratto ricompreso tra la sezione 130 (intersezione strada provinciale Collucheri su Listere ) e la sez. 672 (intersezione Sa Rocca), verificato che si tratta di un rifacimento del tracciato già esistente e che pertanto non presenta un significativo impatto sull'ambiente e il paesaggio.

Relativamente al tratto completamento nuovo compreso tra la sez. 0 e la sez. 130, la Giunta regionale, su proposta del Servizio Sostenibilità Ambientale e Valutazione Impatti (SAVI), con DGR n. 45/18 del 28.8.2008 ha espresso giudizio positivo sulla compatibilità ambientale del tracciato stradale.

Procedura di verifica relativa al progetto "Collegamento alla provinciale Abbasanta - Buddusò Olbia della S.S. 389 tratto Alà dei Sardi - Bivio Padru. Proponente: Provincia di Sassari.

Con deliberazione della Giunta regionale n. 22/27 del 7.6.2007 il progetto è stato sottoposto alla ulteriore procedura di VIA. Al 26.9.2008 l'Amministrazione Provinciale non ha presenta la relativa istanza.

Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'ambiente all'interrogazione Sanna Matteo sull'ipotesi di edificazione nell'area sotto tutela di Coluccia (Santa Teresa di Gallura). (1100)

In riscontro all'interrogazione dl cui all'oggetto, si comunica che con nota prot. n. 24587 del 30/09/2008, la competente Direzione Generale dell'Ambiente, ha fatto presente che non risultano attivate procedure di competenza del Servizio Sostenibilità Ambientale e Valutazione Impatti (settore VIA), non si hanno, pertanto, elementi utili alla risposta.

Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'ambiente all'interrogazione Corda sulla necessità di immediati interventi per fronteggiare l'emergenza ambientale seguita all'eccezionale nevicata del 17 dicembre 2007. (1134)

In riscontro all'interrogazione di cui all'oggetto, si trasmettono gli elementi utili alla risposta resi allo scrivente, con nota prot. n. 17073 del 04 marzo 2008, dalla competente Direzione Generale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale.

Si fa presente che il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, a seguito dell'emergenza ambientale determinata dall'eccezionale nevicata del 17 dicembre 2007 di cui trattasi, ha avviato, attraverso le stazioni forestali competenti per territorio, una attività di monitoraggio dei danni causati.

Le possibili iniziative di ripristino ambientale, con particolare riferimento ai compendi sughericoli, potranno pertanto essere esaminate una volta definito un quadro sufficientemente adeguato del fenomeno a seguito degli esiti di detta attività.

Risposta scritta dell'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica all'interrogazione Cherchi Silvio - Calledda - Lai Silvio sulla gestione del porto di Marina Piccola a Cagliari. (1255)

Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n.112, nel testo modificato dalla legge 16 marzo 2001, n.88 all'articolo 105, comma 1, lettera L) ha individuato le funzioni conferite alla Regione in materia di demanio marittimo.

In particolare, rientra nella competenza della Regione il "rilascio di concessioni di beni del demanio della navigazione interna, del demanio marittimo e di zone del mare territoriale per finalità diverse da quelle di approvvigionamento di fonti di energia".

Con la legge 12 giugno 2006, n.9, approvata dal. Consiglio, la Regione ha disciplinato il conferimento delle funzioni e dei compiti amministrativi agli enti locali, riservandosi la competenza in materia di concessioni di aree e specchi acquei connessi a strutture portuali di interesse regionale, tra i quali rientra anche il porticciolo di Marina Piccola.

Attualmente detto porticciolo è affidato alla Motomar Sarda s.r.l. (concessione n.117 del registro concessioni anno 1999 n.38 di repertorio rilasciata dalla Capitaneria di Porto di Cagliari e n.21 del registro concessioni anno 2000 rilasciata sempre dalla Capitaneria di Porto di Cagliari relativa al servizio del porto di Marina Piccola), in quanto le licenze di concessione e le autorizzazioni emesse dalle Autorità marittime competenti, aventi per oggetto l'affidamento di aree, strutture e pertinenze poste all'interno di aree portuali e relativi specchi acquei, scadute il 30 settembre 2005 sono attualmente in regime di proroga a seguito dell'adozione della determinazione interdirettoriale n.1406/D del 27 settembre 2005.

Risposta scritta dell'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale all'interrogazione Dedoni sulla grave situazione della formazione professionale della Provincia di Oristano a seguito della cessione di una parte della struttura all'ARPAS. (1357)

Con nota n. 3848 del 10 ottobre 2006, la Direzione Generale dell'ARPAS ha rappresentato all'Assessore del lavoro la necessità di reperire in tempi brevi nuovi locali per la sede del proprio dipartimento di Oristano, stante la condizione di inidoneità per mancanza dei requisiti di sicurezza dei laboratori allora utilizzati. La citata Direzione chiedeva a questo Assessorato la eventuale disponibilità dell'istituto professionale Giulio Pastore, immobile risultante in parte non utilizzato e rispondente, per localizzazione ed ampiezza alle esigenze della neo Agenzia regionale per la protezione ambientale.

Con nota n. 2488/Gab del 3 agosto 2007, l'Assessore del lavoro, acquisito il parere del competente Direttore del Servizio del coordinamento territoriale delle sedi periferiche di Cagliari - Medio Campidano - Carbonia/Iglesias - Oristano, ha rilasciato il proprio nulla osta per l'utilizzo degli spazi corrispondenti ai nn. 83 e 87 di cui alla planimetria allegata alla nota "salvo diversa disposizione da parte della Direzione generale degli affari generali per quanto concerne la sicurezza delle persone che gravitano dentro e nei pressi del C.R.F.P. in argomento".

Successivamente, con nota n. 4770 del 7 agosto 2007 la Direzione generale dell'ARPAS facendo seguito alla nota 2448/Gab sopra citata, faceva presente che i locali per i quali era stato espresso parere favorevole risultavano insufficienti per le necessità del dipartimento di Oristano; per tali ragioni l'Agenzia richiedeva una nuova comunicazione che esprimesse parere favorevole relativamente ai locali individuati nel corso di un sopralluogo effettuato il 05 gennaio del 2007 alla presenza di funzionari degli Assessorati enti locali e lavoro e dall'esame successivo della planimetria dell'immobile e reputati necessari per una migliore localizzazione del laboratorio amianto.

Con nota n. 2965/Gab. del 28 settembre 2007, l'Assessore del lavoro, ad integrazione della richiamata nota n. 2488/Gab., accoglieva tale richiesta dell'ARPAS e rilasciava il nulla osta "all'utilizzo degli spazi contrassegnati dalla planimetria allegata fatta esclusione delle sale indicate ai numeri 106 e 107 e dei. pertinenti servizi igienici dove sono in svolgimento corsi di formazione professionale per parrucchieri ed estetista".

Il 29 ottobre del 2007 veniva, quindi, stipulato tra la Regione Autonoma della Sardegna, Assessorato degli enti locali, finanze e urbanistica, Servizio territoriale demanio e patrimonio di Oristano-Nuoro-Medio Campidano e l'ARPAS, il contratto di concessione in uso gratuito di una parte del complesso immobiliare denominato "Giulio Pastore" di proprietà dell'amministrazione regionale da destinare a sede del dipartimento provinciale di Oristano della citata Agenzia.

Nella nota con la quale è stato trasmesso a questo Assessorato il contratto di concessione di cui sopra (cfr. nota n. 9 del 4 gennaio 2008 indirizzata all'Istituto Giulio Pastore), l'ARPAS nel far presente che la progettazione dell'adattamento e della ristrutturazione dei locali è stata affidata con convenzione sottoscritta il 21 dicembre 2007 all'Agenzia regionale A.R.E.A. (Agenzia regionale per l'edilizia abitativa) richiedeva che venisse consentito l'accesso ai tecnici incaricati allo svolgimento. di un sopralluogo strumentale all'avvio della progettazione in argomento.

In considerazione ditali richieste ed alla luce degli eventuali rischi in ordine alla sicurezza da garantire agli allievi, ai docenti ed a tutto il personale amministrativo del Centro, con le attività da porre in essere dall'ARPAS, il competente Servizio coordinamento territoriale con le note n. 1650 del 18 gennaio 2008 rilevava come le attività di analisi di tipo chimico - biologico, al di là di eventuali pericoli per la salute sia dei soggetti che operano nel Centro (allievi, docenti ed altro personale amministrativo) nonché di tutti coloro che gravitano nelle vicinanze dello stesso (Istituto scolastico statale), fossero da ritenere non funzionali allo svolgimento dell'attività formativa; a tale proposito si richiamava l'attenzione sulla necessità del rilascio da parte della Direzione generale degli affari generali degli atti di propria competenza proprio in ordine alla sicurezza da garantire a tutti.

Con successiva nota n. 4160 dell'11 febbraio 2008, indirizzata al Servizio territoriale demanio e patrimonio di Or - Nu - Mc, il competente Servizio coordinamento territoriale sedi periferiche di Cagliari - Medio Campidano - Carbonia/lglesias - Oristano comunicava di aver avviato le procedure relativamente ai locali individuati come deposito d'archivio e/o magazzino per lo spostamento del materiale presente che non poteva essere smaltito in quanto ancora in uso presso il Centro di Oristano e per il quale si richiedeva la collaborazione del Servizio demanio per l'individuazione di altri locali qualora gli stessi non risultassero idonei.

In ordine invece alla parte dell'immobile concessa in comodato all'ARPAS si ricordava come prima di procedere a qualunque ristrutturazione degli stessi fosse indispensabile "acquisire preventivamente il Nulla Osta dal Datore di Lavoro dell'Amministrazione Regionale, nella persona del Direttore generale degli Affari Generali in merito alla sicurezza della coabitazione di allievi (del Centro e di un altro Istituto Scolastico Statale che gravita nei pressi dell'immobile in oggetto) docenti ed altro personale amministrativo del Centro, con le attività di analisi di tipo chimico - biologico trattati dall'ARPAS".

Con nota n. 7268 del 10 luglio 2008 indirizzata alle Direzioni generali del lavoro e degli enti locali la Direzione generale dell'ARPAS, con riferimento ai lavori di adeguamento dell'immobile sollecitava la formalizzazione dell'atto di consegna dei locali (art. 11 del contratto).

Alla data odierna non risultano intervenuti gli adempimenti di cui sopra si è detto in ordine alla sicurezza dei locali, nonostante l'impegno assunto in occasione di un incontro tenutosi anche alla presenza del Responsabile della Sicurezza della Regione, da parte di, alcuni funzionari dell'ARPAS a fornire tutti gli elementi concernenti i materiali che sarebbero trattati, né che sia stata formalizzata la consegna dei locali.

Si allegano in copia i documenti citati nel testo.

Testo delle interrogazioni e interpellanza annunziate in apertura di seduta

Interrogazione Sanjust, con richiesta di risposta scritta, sul trasferimento all'Ente acque della Sardegna (ENAS) di 86 dipendenti degli ex consorzi di bonifica.

Il sottoscritto,

premesso che, in data 3 settembre 2008, con decreto n. 99 del Presidente della Regione Sardegna, veniva approvato "l'elenco contenente l'indicazione nominativa e mansionale del personale da trasferire all'Ente acque della Sardegna per la gestione delle opere trasferite al medesimo ente dal decreto n. 135 del 27 dicembre 2007";

considerato che:

tale decreto è stato emanato in attuazione della legge regionale n. 19 del 2006 che reca "Disposizioni in materia di risorse idriche e bacini idrografici", articolo 30 (Trasferimento di gestione);

si tratta di personale qualificato, con contratto a tempo indeterminato e proveniente dai consorzi di bonifica della Sardegna centrale, del Nord Sardegna, della Sardegna meridionale, del Basso Sulcis, del Cixerri e dell'Oristanese, per un numero complessivo di 86 unità;

preso atto che:

l'articolo 34 della legge regionale n. 19 del 2006 stabilisce che al personale trasferito all'ENAS in base al decreto del Presidente della Regione n. 99 del 2008 venga garantito il mantenimento dell'inquadramento, del compenso economico e della mansione precedente;

a far data dal 3 novembre 2008, sono già stati firmati, per accettazione ma con diritto di riserva, i nuovi contratti di assunzione di tale personale trasferito, con un inquadramento provvisorio previsto per categorie e livelli più bassi rispetto al precedente inquadramento contrattuale e, di conseguenza, un livello economico inferiore rispetto a quanto percepito con il contratto precedente;

tale differenza verrà integrata con assegno "ad personam" non riassorbibile, e questo compenso non entra a far parte dell'imponibile lordo che tali unità percepivano, con la conseguenza che si andrebbe a creare una forte diminuzione del loro potere contrattuale per crediti vari di fatto già esigibili;

evidenziato che:

nel sito della Regione, alla voce "decreti", è impossibile reperire on line i decreti n. 99 del 3 settembre 2008 e n. 135 del 27 dicembre 2007 necessari per l'esposizione corretta della presente interrogazione;

non è possibile reperire nemmeno lo stesso decreto del Presidente della Regione n. 99 del 2008 nelle versioni on line del BURAS susseguenti l'emanazione dello stesso decreto,

chiede di interrogare il Presidente della Regione per sapere:

se corrisponda al vero che agli 86 ex dipendenti dei consorzi di bonifica trasferiti all'ENAS sia stato proposto e già firmato un contratto provvisorio, con inquadramento contrattuale, livello mansione inferiore rispetto a quanto risultava in essere nell'ente di cui erano dipendenti precedentemente, e che ciò si ripercuota, inevitabilmente, in una sostanziale riduzione economica rispetto a quanto percepito in precedenza;

se non ritenga urgente un intervento in quanto si evidenzierebbe, di fatto, una situazione di assoluta non corrispondenza in merito all'articolo riguardante il trasferimento delle 86 unità, poiché tale carattere di provvisorietà è scaturito da un mancato accordo contrattuale di una delle rappresentanze sindacali presenti al momento dell'accordo, non approvando l'efficacia delle tabelle di comparazione, peraltro allegate al decreto n. 99 e firmato dal Presidente della Regione contestando, di fatto, ciò che la legge imponeva e non tutelando i lavoratori oggetto di questo trasferimento, i quali ora si trovano a dover essere inquadrati in un livello economico di retribuzione più basso con conseguenze negative pesanti;

quali iniziative intende attivare per ripristinare agli 86 dipendenti i legittimi inquadramenti contrattuali, i livelli, le mansioni e i compensi precedentemente acquisiti;

come si intende procedere affinché siano tutelate e garantite le professionalità acquisite negli anni di anzianità consortile di questo personale necessario all'ENAS, il quale si trova ad avere a che fare con gravi problematiche relative al demansionamento poiché si contesta non solo il danno economico, ma soprattutto un inquadramento inferiore che non rispetterebbe le posizioni giuridiche;

quali sono i motivi per cui, nella versione on line del sito della Regione, non compaiono, al link "decreti", i decreti del Presidente della Regione n. 99 del 2008 e n. 135 del 2007, e quando il decreto del Presidente della Regione n. 99 del 2008 è stato pubblicato nel BURAS. (1432)

Interrogazione Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sull'eventualità che una stazione di compressione del metanodotto Algeria-Sardegna-Italia possa essere ubicata nel territorio del Comune di Olbia.

Il sottoscritto,

premesso che il progetto per la realizzazione del metanodotto Algeria-Sardegna-Italia, illustrato alla popolazione olbiese il 21 ottobre 2008, prevede che la stazione di compressione al termine del tratto della condotta che percorre la superficie della Sardegna da sud-ovest verso nord-est sia ubicata nel territorio del Comune di Olbia, in un'area ricompresa tra la località di Murta Maria, le Saline e l'ospedale San Raffaele e prospiciente l'Isola di Tavolara;

considerato che, a seguito della presentazione del progetto, si è andato sviluppando nella popolazione di Olbia e della bassa Gallura un forte senso di preoccupazione nei confronti di un'opera di dimensioni imponenti, estesa quanto l'aeroporto di Olbia e con ciminiere alte oltre 15 metri;

ritenuto che la stazione di compressione comporta rischi per la sicurezza ed un forte impatto paesaggistico del tutto incompatibili con la vocazione turistica dell'area destinata ad ospitarla;

rammentato che la Regione partecipa alla società Galsi Spa, cui sono stati affidati i lavori di progettazione e realizzazione del metanodotto di cui sopra, per mezzo della società finanziaria regionale Sfirs Spa, la quale detiene l'11,6 per cento delle quote azionarie della Galsi,

chiede di interrogare il Presidente della Regione affinché riferisca

per quali ragioni si è scelta un'area nel territorio del Comune di Olbia per l'ubicazione della stazione di compressione del metanodotto Algeria-Sardegna-Italia anziché l'area nel territorio del Comune di Porto Torres precedentemente individuata a tale scopo;

quali rischi la stazione di compressione comporta per la sicurezza della popolazione;

se il progetto relativo alla stazione di compressione risulta a norma ai sensi del vigente Piano paesaggistico regionale;

se sono stati valutati gli effetti che la realizzazione della stazione di compressione potrebbe determinare per l'industria turistica gallurese;

quali effetti la realizzazione della stazione di compressione e del tratto sottomarino della condotta a partire dalla costa gallurese avrà sull'equilibrio dell'ecosistema del fondale marino. (1433)

Interrogazione Sanjust, con richiesta di risposta scritta, sull'erogazione dei risarcimenti agli abitanti di Capoterra a seguito dell'alluvione del 22 ottobre 2008.

Il sottoscritto,

premesso che:

il 10 novembre 2008 il Commissario governativo per l'emergenza alluvione in Sardegna del 22 ottobre 2008 ha emanato le ordinanze n. 1 recante "Concessione ed erogazione agli abitanti di Capoterra dei contributi per i danni subiti per il danneggiamento o la perdita dei beni mobili indispensabili e delle autovetture" e n. 2 che tratta di "Programmazione e impiego del primo stanziamento di euro 6.400.000 per gli interventi urgenti di ripristino reti idriche e fognarie nel Comune di Capoterra e per i primi e più urgenti interventi di manutenzione straordinaria degli alvei dei corsi d'acqua e delle opere di prevenzione dei rischi idrogeologici e idraulici relativi al rio San Girolamo";

allegato alle due ordinanze vi è l'elenco dei beneficiari di Capoterra a cui è stato riconosciuto il risarcimento dei danni subiti per il danneggiamento o la perdita dei beni mobili indispensabili e delle autovetture;

preso atto che:

risulterebbero dichiarate inammissibili numerose istanze;

al Comune di Capoterra sarebbero state depositate più di 900 richieste, mentre quelle che risultano ammissibili sono poco meno di 600;

verificato che:

numerosi casi uguali di persone danneggiate dall'alluvione avrebbero ottenuto trattamenti diversi sull'entità del risarcimento assegnato;

tanti nominativi ancora mancherebbero dall'elenco;

in tanti avrebbero ottenuto un risarcimento inferiore rispetto ai danni subiti e rispetto ad altre persone risarcite,

chiede interrogare il Presidente della Regione per sapere:

quale criterio sia stato adottato per giudicare ammissibili o meno numerose delle richieste di risarcimento inoltrate al Comune di Capoterra.

quali criteri e quali parametri siano stati utilizzati per calcolare il risarcimento di ogni istanza;

se l'elenco allegato alle ordinanze del 10 novembre 2008 sia da ritenersi definitivo oppure si prevede l'integrazione con una successiva ordinanza. (1434)

Interpellanza Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo sul rinvio del giudizio di parificazione del rendiconto 2006 da parte della Corte dei conti.

I sottoscritti,

premesso che, in data odierna, le sezioni riunite per la Regione Sardegna della Corte dei conti hanno rinviato il giudizio di parificazione sul rendiconto generale della Regione per l'esercizio 2006, precedentemente fissato per il 13 novembre 2008, all'udienza dell'11 dicembre 2008, ritenendo il tempo a disposizione non sufficiente per l'esame della documentazione presentata;

considerato che, in seguito al parere con cui la Corte costituzionale ha riconosciuto la non legittimità dell'anticipazione nel bilancio della Regione delle entrate fiscali preventivate per le annualità future, la Corte dei conti ha assegnato al Presidente della Regione il termine del 31 ottobre 2008 affinché la Regione provvedesse alle rettifiche contabili necessarie ad adeguare il rendiconto 2006 al parere espresso dalla Corte costituzionale;

verificato che, con nota del 29 ottobre 2008, la Regione ha riproposto alla Corte dei conti gli elaborati del rendiconto 2006, avendo "provveduto alla rettifica contabile" resasi necessaria dopo il pronunciamento della Corte costituzionale;

ritenuto che, a giudicare dalla decisione della Corte dei conti di rinviare di un mese la prevista udienza di parificazione, la rettifica contabile apportata dalla Giunta regionale potrebbe essersi rivelata non esaustiva ai fini dell'adeguamento del rendiconto 2006 al pronunciamento della Corte costituzionale;

sottolineato che la Corte dei conti deve ancora esprimere il giudizio di parificazione sui rendiconti 2007 e 2008, relativi a bilanci di previsione nei quali è stata ripetuta l'operazione di anticipazione delle entrate fiscali preventivate per le future annualità di bilancio, e che il Consiglio regionale si appresta ad esaminare il bilancio di previsione per il 2009, nel quale potrebbe figurare ancora una volta l'operazione contabile di cui sopra;

rammentato che, essendo il bilancio di previsione ed il rendiconto generale leggi regionali, la titolarità della loro approvazione e modifica spetta unicamente al Consiglio regionale;

valutato che il Consiglio regionale non ha apportato alcuna modifica nel rendiconto 2006 a seguito del pronunciamento della Corte costituzionale,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio affinché riferiscano:

1) come si è provveduto alla rettifica contabile che la Giunta regionale afferma di aver apportato nel rendiconto 2006 nella nota con cui ne trasmette gli elaborati alla Corte dei conti;

2) se ritengono che tale rettifica sia stata apportata nel pieno rispetto di tutte le norme di legge vigenti;

3) ai fini di provvedere alla rettifica del rendiconto 2006, di adottare le correzioni che si rendessero eventualmente necessarie nel rendiconto 2007 e evitare la possibilità di incorrere in vizi di legittimità costituzionale nella redazione del rendiconto 2008 e del bilancio di previsione 2009, quali misure la Giunta regionale intende adottare affinché sia richiesto un parere pro veritate sul rendiconto 2006, alla luce dell'avvenuto pronunciamento della Corte costituzionale al riguardo, ad uno o più professionisti di comprovata esperienza in materia. (349)