Seduta n.185 del 18/12/2001 

ClXXXV SEDUTA

Martedì , 18 Dicembre 2001

Presidenza del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente SPISSU

La seduta è aperta alle ore 10 e 06.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 14 novembre 2001, che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico all'Aula che la consigliera regionale Sanna Nivoli ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo, a far data dal 18 dicembre 2001. Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Giunta regionale, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 23 ottobre 2001 e del 6, 13 e 22 novembre 2001.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione LAI - MORITTU - SPISSU sul programma di elettrificazione rurale in Goceano". (400)

(Risposta scritta in data 5 dicembre 2001.)

"Interrogazione DETTORI Ivana - LAI sull'applicazione della norma transitoria della L.R. n. 17 del 17 maggio 1999". (3)

(Risposta scritta in data 13 dicembre 2001.)

"Interrogazione AMADU sull'urgenza di adottare il piano di dimensionamento nelle scuole in Sardegna". (88)

(Risposta scritta in data 13 dicembre 2001.)

"Interrogazione DETTORI Bruno sullo striscione offensivo contro i sardi e la Sardegna esposto durante la partita di calcio Venezia-Cagliari di domenica 13 febbraio 2000". (106)

(Risposta scritta in data 13 dicembre 2001.)

"Interrogazione SANNA Giacomo - MANCA sulla realizzazione di un impianto di acquacoltura nelle acque di Bosa". (214)

(Risposta scritta in data 13 dicembre 2001.)

"Interrogazione AMADU sulla cancellazione del distaccamento dei vigili del fuoco di Alghero (SS)". (386)

(Risposta scritta in data 13 dicembre 2001.)

"Interrogazione CASSANO sulla soppressione del distaccamento dei vigili del fuoco ad Alghero". (388)

(Risposta scritta in data 13 dicembre 2001.)

"Interrogazione MASIA sulla paralisi causata nel settore turismo dall'inoperatività del Comitato tecnico regionale per le Agenzie di viaggio". (393)

(Risposta scritta in data 13 dicembre 2001.)

"Interrogazione FRAU sulla chiusura del distaccamento dei vigili del fuoco di Alghero". (394)

(Risposta scritta in data 13 dicembre 2001.)

"Interrogazione CASSANO sulla Motorizzazione Civile di Sassari". (399)

(Risposta scritta in data 13 dicembre 2001.)

Continuazione della discussione della mozione Biancu - Cugini - Fadda - Balia - Dore - Cogodi - Calledda - Deiana - Demuru - Dettori - Falconi - Giagu - Granella - Ibba - Lai - Marrocu - Masia - Morittu - Orru' - Ortu - Pacifico - Pirisi - Pusceddu - Sanna Alberto - Sanna Emanuele - Sanna Gian Valerio - Sanna Salvatore - Scano - Secci - Selis - Spissu - Vassallo sulle modalità attuative del POR Sardegna 2000-2006 con particolare riferimento ai Progetti Integrati Territoriali (PIT) (50)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione della mozione numero 50. In considerazione del fatto che le condizioni meteorologiche sono pessime e sicuramente soprattutto i colleghi che vengono dal nord della Sardegna hanno incontrato difficoltà a raggiungere la sede del Consiglio, ritengo opportuno sospendere per mezzora i lavori, che riprenderanno alle ore 10 e 40.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 08, viene ripresa alle ore 10 e 54.)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, chiedo, se è possibile, un'ulteriore sospensione fino alle ore 11 e 30 per permettere ai Gruppi di valutare l'ipotesi di presentazione di un ordine del giorno unitario.

PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni la richiesta è accolta.

Commemorazione dell'ex consigliere regionale Antonio Franceschi

PRESIDENTE. Cari colleghi, alcune settimane fa è scomparso a Oristano l'onorevole Antonio Franceschi componente di questa Assemblea nell'ottava legislatura.

L'onorevole Franceschi era stato eletto nel collegio di Oristano nelle file della Democrazia Cristiana, partito nel quale ha militato nella sua lunga e appassionata attività pubblica.

Era nato a Tonara, a Oristano aveva stabilito la sua residenza dopo gli studi quando aveva cominciato a lavorare nel mondo della scuola e a interessarsi di politica. Già Presidente della Provincia di Oristano, nella sua permanenza nell'Assemblea legislativa sarda ha portato le istanze non solo di quella provincia, ma anche delle zone più trascurate della nostra Isola, come il Sulcis, le zone interne e altre.

Attento osservatore dei fatti economici, in particolare di quelli legati all'agricoltura, nella sua permanenza in Consiglio aveva presentato numerosissime interpellanze e interrogazioni proprio su argomenti legati al mondo dei campi e alla tutela dell'ambiente, confermando in tutte le occasioni la necessità di tutelare e valorizzare le nostre risorse ambientali, naturali e agricole. Conclusa la sua esperienza in Consiglio aveva continuato a occuparsi nella sua provincia partecipando attivamente alla vita politica, sempre nelle file del partito nel quale aveva iniziato la sua attività.

Cattolico convinto ha vissuto fino al termine della sua vita la solidarietà cristiana con impegno, operando a fianco dei meno fortunati, dei nuovi poveri e di coloro che a lui si rivolgevano confidando nella sua disponibilità umana.

Ai suoi familiari, agli amici più affezionati e a tutti coloro che con lui hanno vissuto quella stagione di passione politica, i sensi del mio personale cordoglio e di tutta l'Assemblea.

Propongo un minuto di silenzio prima di sospendere la seduta, che riprenderà alle ore 11 e 30.

(Il Consiglio regionale in silenzio osserva un minuto di raccoglimento)

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 58, viene ripresa alle ore 12 e 48.)

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SPISSU

Continuazione della discussione della mozione Biancu - Cugini - Fadda - Balia - Dore - Cogodi - Calledda - Deiana - Demuru - Dettori - Falconi - Giagu - Granella - Ibba - Lai - Marrocu - Masia - Morittu - Orru' - Ortu - Pacifico - Pirisi - Pusceddu - Sanna Alberto - Sanna Emanuele - Sanna Gian Valerio - Sanna Salvatore - Scano - Secci - Selis - Spissu - Vassallo sulle modalità attuative del POR Sardegna 2000-2006 con particolare riferimento ai Progetti Integrati Territoriali (PIT) (50)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.

CASSANO (Patto Segni-Rif. Sardi). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta regionale, colleghe e colleghi, a seguito di una ponderata riflessione intervengo nel dibattito odierno per ciò che concerne le difficoltà oggettive incontrate dai tecnici e dai politici correlate alla pianificazione delle procedure di questo primo bando dei Progetti integrati territoriali. Stigmatizzo i toni da catastrofe provenienti da ampie parti politiche e spero di contribuire, con questo mio intervento, a riportare il dialogo e quindi il dibattito sull'unico tema possibile, e cioè trarre il massimo dell'esperienza dagli errori e procedere senza indugio a pianificare, consentendo, in una omogenea azione da calarsi nel medio periodo, di esprimere progettualità e propositività alla base del principio liberatorio di autodeterminazione e l'individuazione delle più idonee politiche, soprattutto locali.

Non a caso questo strumento - cioè i Progetti integrati territoriali - giunge all'interno del POR a seguito di una fase di programmazione dello sviluppo proveniente dal basso. In tale fase la filosofia della concertazione tra forze sociali e amministratori ha permesso sovente un dialogo tale da consentire il varo e quindi lo sviluppo di importanti strumenti meglio noti come programmazione negoziata. Tale misura concertativa ha visto la nostra Regione eccellere nella captazione di risorse, i cui risultati analizzeremo in futuro.

Anche se è giusto chiedersi, e io ora mi chiedo, signor Presidente, onorevole collega Assessore della Programmazione, se è vero ciò che è asserito a pagina 5 del documento intitolato "Bando PIT 2001 - Relazione conclusiva", dove nel quinto capoverso si riporta in sostanza: "Il PIT è stato inteso come un ulteriore strumento di programmazione dal basso, piuttosto che come una modalità di attuazione del POR Sardegna", perché nel bando è stato inserito l'obbligo di sottoscrizione del protocollo d'intesa da parte delle parti sociali, determinando così l'esclusione per non ammissibilità per vizi formali, tra gli altri, del PIT Coros-Villanova-Logudoro-Goceano, che, senza campanilismi, probabilmente - anzi con certezza - aveva i requisiti necessari? Per questo non sarà il caso di riflettere sulla rilevante limitazione dell'autonomia perpetrata a danno degli enti locali che sono stati così sottoposti di fatto a un potere di veto?

Pertanto, cari colleghi, a prescindere da qualsiasi azione di distribuzione delle risorse a favore di territori, non è invece il caso di eliminare qualsiasi limitazione formale alle ipotesi di sviluppo formulate dagli enti locali? Vedete, se è vero quanto riportato sempre a pagina 5 del documento citato, nei capoversi decimo e tredicesimo, in cui viene ricordata l'esigenza di recepire i dettati comunitari in materia di concentrazione delle risorse e di integrazione delle operazioni, vorrei capire, forse anche da sindaco, com'è possibile mettere assieme una pluralità di soggetti privati da un lato e di organismi corporativi dall'altro su un unico obiettivo, come di fatto è necessario fare per evitare di essere considerati generici e/o dispersivi nell'individuazione dell'idea-forza dei PIT e quindi, magari, per questo motivo essere esclusi.

La conferma di questi assunti la troviamo a pagina 6, settimo capoverso, che recita testualmente: "Non si è infatti compreso che il PIT non è un modo di attuare il POR e non costituisce una riserva di risorse da destinare senza vincoli a iniziative frutto di accordi partenariali a livello dei singoli territori".

Signor Presidente, signori Assessori, rivedete quindi i risultati conseguiti, attribuendo un adeguato peso ponderale innanzitutto all'indice di disoccupazione dei rispettivi territori. Al PIL locale prevedete dei sistemi di riparto delle risorse, consentendo a tutti i territori di autodeterminare le proprie libere scelte, con l'unica limitazione che non siano in contrasto con la programmazione regionale e con il Programma operativo regionale.

In questo modo consentiremo a tutti di ripartire con il prossimo bando con reale pari dignità e opportunità, limitando l'effetto dello sviluppo a macchia di Leopardo.

Signor Presidente, colleghe e colleghi consiglieri, i Progetti integrati territoriali rappresentano per tutti i sardi, e soprattutto per i nostri territori, un barlume di speranza, una legittima attesa. Cerchiamo di non deluderli, dal momento che già pagano, hanno pagato, vivono, soffrono, sentono più di una volta l'assenza delle varie istituzioni - dello Stato, della Regione - soprattutto le zone interne della provincia, in alcuni casi, permettetemi di dire, anche dei comuni.

PRESIDENTE. La maggior parte dei colleghi ha rinunciato a intervenire. E' iscritto a parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, la vicenda dei PIT è stata, in ordine di tempo, l'ultima sintomatica ed emblematica di un certo modo di programmare le risorse e lo sviluppo da parte di questa maggioranza.

Nel corso della discussione sul POR - discussione che peraltro è stata avviata con grande difficoltà, perché la maggioranza non voleva che avvenisse - a più riprese abbiamo messo in evidenza, dai banchi della opposizione, che questa stagione della programmazione delle risorse comunitarie nazionali e regionali dei prossimi sette anni doveva essere un'occasione unica per la nostra Isola, per il suo futuro, che andava colta fino in fondo. Stiamo parlando di circa 30 mila miliardi aggiuntivi, di cui la nostra Regione dispone per i prossimi sette anni.

Però, Presidente, io non sono obbligato a parlare in tutte le condizioni. Vorrei svolgere il mio intervento in modo breve e sintetico, ma vorrei poterlo svolgere.

PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Sanna. Invito i colleghi a prendere posto e a non stazionare all'interno dell'aula.

FADDA (Popolari-P.S.). Presidente, questi della maggioranza non ci sono mai e quando ci sono disturbano!.

SANNA ALBERTO (D.S.). Dicevo che questa è un'occasione unica che la Regione sarda non dovrebbe mancare o fallire. Abbiamo a disposizione per i prossimi sei, sette anni, e ne sono già passati due, quindi per i prossimi cinque anni, circa 30 mila miliardi aggiuntivi rispetto alle risorse ordinarie. Si tratta di 30 mila miliardi destinati a investimenti che dovrebbero modificare nel profondo l'economia della Sardegna e rimuovere gli ostacoli di fondo che le impedisconodi essere competitiva in ambito nazionale e comunitario. Il senso dello stare nell'Obiettivo 1 è questo, cioè riuscire a rimuovere gli ostacoli che impediscono all'economia della nostra regione di essere diciamo ricca, capace di stare nel mercato globale e di assicurare ai cittadini un livello dignitoso di vita, un livello di reddito adeguato.

Questo è il senso di questa scommessa che, però, a me pare che stiamo perdendo, perché le premesse sono piuttosto negative. Affinché la nostra economia diventi competitiva io penso che il punto fondamentale su cui si dovrebbe incentrare l'azione dell'amministrazione regionale sia il potenziamento delle infrastrutture. Noi purtroppo abbiamo un sistema di infrastrutture, da quelle dei trasporti, a quelle dell'acqua, a quelle dell'energia e delle reti informatiche, profondamente arretrato e inadeguato, e non credo che sia possibile, nel lungo periodo, creare condizioni di sviluppo durature soltanto sostenendo il sistema delle imprese.

Se non creiamo le condizioni perché le imprese siano competitive e se non interveniamo soprattutto sull'abbattimento dei costi dovuti alle carenze infrastrutturali, non credo che la nostra economia potrà superare questo gap e potrà diventare quindi competitiva. Questo è il punto, io credo, di maggiore debolezza della programmazione, della impostazione che la maggioranza di centrodestra ha dato anche alla programmazione delle risorse che riguardano i Progetti integrati territoriali.

Voglio però richiamare un altro punto di grande debolezza che, in qualche modo, avevamo cercato di affrontare inserendo in finanziaria un emendamento che stabiliva che il 60 per cento delle risorse stanziate per i PIT andava destinato alle aree più deboli della nostra regione, a quelle aree che hanno un reddito inferiore al 75 per cento del reddito medio europeo, e quindi solo a quelle aree (mi riferisco alle zone interne del nuorese, dell'oristanese, ma anche del cagliaritano e del sassarese) che hanno consentito a questa Regione di restare nell'Obiettivo 1 e di avere un grande quantitativo di risorse da utilizzare. Quell'emendamento, che il Consiglio approvò all'unanimità, poi è stato completamente disatteso.

L'onorevole Pittalis, che porta la responsabilità principale, in negativo, del modo in cui è stata attuata questa normativa, ha disatteso completamente questo punto che era fondamentale, non ha rispettato quello che il Consiglio regionale ha deciso con l'articolo 3 della finanziaria e ha colpito in modo concreto le aspettative e l'economia delle aree interne della Sardegna, che continuano a spopolarsi. Anzi, con questi PIT io credo che quel processo di spopolamento avrà un ulteriore sostegno.

Noi avevamo chiesto, come centrosinistra, che fossero definiti dei bandi provinciali, in modo tale da assicurare a ciascuna provincia un minimo di risorse, e invece neanche questo la Regione Sardegna è stata capace di fare, al contrario, per esempio, della Regione Sicilia che haassicurato a ciascuna provincia un budget certo. Poi c'è stata una grande confusione e il risultato di questa impostazione davvero incredibile che l'onorevole Pittalis ha avuto modo di realizzare è stato un capolavoro di inefficienza e di ingiustizia che ha colpito i territori più deboli e che ha lasciato intere aree della nostra regione fuori dalla programmazione e dalla possibilità di utilizzare queste risorse. Cioè si è realizzata una profonda e intollerabile ingiustizia.

Credo che dobbiamo evitare che questi errori si ripetano e l'anno venturo, per i prossimi bandi, occorrerà tenere conto delle esigenze dei territori più deboli, fare in modo che l'amministrazione regionale sostenga questi territori, che hanno anche maggiori difficoltà a predisporre progettazioni adeguate, a fare proposte adeguate alle loro esigenze di sviluppo. Insomma, quella coesione che l'Unione Europea persegue tra tutti i quindici paesi ad essa appartenenti serve e ha un senso ancora più profondo quando parliamo delle aree più interne e più deboli della nostra Regione.

Purtroppo anche i PIT, così come li abbiamo visti, seguono una vecchia impostazione che parte dall'idea dello sviluppo per poli della nostra Isola. E' un'idea di sviluppo che a mio parere va profondamente modificata e superata; noi dobbiamo pensare a uno sviluppo diffuso che riguardi tutta la regione, comprese le zone interne, che hanno un grande patrimonio, costituito dall'ambiente e dai beni culturali, che dobbiamo cercare di valorizzare, perché possa essere il volano del loro sviluppo.

Il caso, poi, della provincia di Oristano è ancora più emblematico rispetto a quello che è avvenuto nel resto della Sardegna. Circa la metà del territorio provinciale è stato escluso da questa opportunità; tutta la costa oristanese, la parte che anche economicamente ha maggiori risorse e maggiore vocazione per lo sviluppo è stata esclusa, e in questo ha contributo in modo determinante l'incapacità dell'amministrazione provinciale di svolgere un ruolo di indirizzo e di coordinamento, che era appunto nei suoi compiti, nelle sue competenze.

L'amministrazione provinciale è andata contro i comuni, contro le comunità montane, che invece hanno dimostrato di avere un'idea, di avere una proposta di sviluppo per i loro territori, e nella mancanza di indirizzi da parte della Regione l'amministrazione provinciale ha fatto quanto di peggio poteva essere fatto.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Onorevole Presidente del Consiglio, Presidente della Giunta, colleghi, la mozione presentata dal centrosinistra sui Progetti integrati territoriali, ha avuto l'indiscutibile merito di provocare una non formale discussione sullo stato di avanzamento della spendita delle risorse comunitarie destinate alla Sardegna per il sessennio 2000-2006 con particolare riferimento appunto ai PIT.

Il consuntivo dei primi anni di gestione del governo di centrodestra è davanti agli occhi dei sardi, delle organizzazioni imprenditoriali e sociali, degli enti locali e di noi consiglieri regionali in tutta la sua cruda, inconfutabile e fallimentare drammaticità. La puntuale e didascalica illustrazione della mozione effettuata dal collega Biancu e corroborata dagli interventi dei colleghi del centrosinistra che mi hanno preceduto, mi esime, per la esiguità del tempo a disposizione, dal procedere a una puntigliosa analisi delle incongruenze contenute nel primo bando sui PIT, dell'abborracciato approccio sullo stato di attuazione delle cinquantaquattro misure contenute nel complemento di programmazione e della inapplicata previsione di quel 60 per cento delle risorse riservate dai PIT a favore delle zone sarde con maggior ritardo di sviluppo.

La critica corale che si è levata, convinta e responsabilmente preoccupata, dai banchi del Consiglio regionale verso l'operato della Giunta non mi pare sia stata quella di una preconcetta opposizione che aprioristicamente dice che le cose non vanno bene, anche se è giusto e doveroso che in quest'aula vengano riportate le critiche e le argomentazioni che all'unisono si levano da tutta la Sardegna, dalle zone costiere a quelle interne, dalle aree rurali alle aree urbane grandi e piccole. Che la maggioranza di centrodestra non avesse un progetto di sviluppo e un'idea guida e che la Giunta abbia brancolato nel buio è stato sottolineato con una sferzante arringa critica anche dai colleghi Diana e Piana e mi dispiace che il collega Pittalis, l'altro giorno, non abbia potuto sentire gli interventi che provenivano dai banchi della maggioranza di questo Consiglio. Un giudizio tranciante e severo sul vostro operato fallimentare è generalizzato e diffuso e proviene quindi anche dai banchi della maggioranza di questo Consiglio.

E con voce chiara e forte credo debba essere affermato che se una sola lira delle risorse comunitarie destinate alla Sardegna sarà reincamerata dall'Unione Europea, voi e solo voi, colleghi del centrodestra, e voi e solo voi, Presidente e Giunta di centrodestra, sarete responsabili di un vergognoso scippo ai danni del popolo sardo.

Alcuni di coloro che per anni si sono distinti con una pervicace litania sulla inefficienza della Giunta di centrosinistra alla prova dei fatti hanno dato ampia dimostrazione di una perniciosa supponenza e di una macroscopica inefficienza. La politica non può essere appannaggio di chi ha una concezione illuministica del potere e che scambia il diritto dei tanti con le concessioni ai pochi, la chiarezza e univocità dei bandi pubblici con le soluzioni sussurrate e clientelari ad amministrazioni o a soggetti amici.

Il risultato è che, purtroppo, rischiamo concretamente di perdere l'aggancio con il treno dello sviluppo europeo e nel contempo abbiamo certezza che la forbice tra le diverse zone della nostra Isola continuerà a crescere. E badate, cari colleghi, qualora vi fosse stata una litania in tal senso, non mi voglio unire alla querula lamentazione di un territorio contro l'altro, ma voglio semplicemente ribadire che è un dato inconfutabile o inconfutabilmente oggettivo che se siamo nell'Obiettivo 1 lo dobbiamo alle zone più povere delle nostra Isola. Ed è soprattutto anche per quelle zone che bisogna cambiare rotta. Vorrei sbagliarmi, ma credo, purtroppo, di avere qualche ragione se affermo che di ciò non sarete capaci nel prosieguo di questa legislatura.

Signor Assessore della programmazione, io ho avuto già modo di porre una questione a lei nell'ultima riunione che si è tenuta la settimana scorsa in Commissione programmazione, chiedendo lumi su quello che io ritengo un atto lesivo della dignità, delle prerogative e della sovranità di questo Consiglio regionale. Gradirei, Assessore, sapere se mi può dare delle spiegazioni. Mi basta solo un cenno e io mi fermo qui, non continuo il mio intervento se lei mi dice che darà dei chiarimenti a me e a questo Consiglio su un atto che ritengo vergognosamente lesivo delle prerogative del Consiglio regionale della Sardegna. Se lei mi darà una risposta interverrò su questa parte in dichiarazione di voto, altrimenti devo proseguire questo intervento, Assessore.

Io vorrei sapere se ci sono delle novità, se i suoi uffici le hanno dato dai chiarimenti. No, non gliene hanno dato? Bene, allora, Assessore e colleghi, non è da una settimana che attendo una plausibile risposta a un chiaro quesito, lo aspetto dal 3 maggio di quest'anno quando, assieme ai colleghi Salvatore Sanna, Gian Valerio Sanna, Biancu e Demuru, presentai un'interrogazione al Presidente della Giunta e all'Assessore della programmazione. Successivamente, il 1° giugno, non avendo ancora avuto risposta, presentai una mozione assieme ai colleghi della prima Commissione. Ancora silenzio, certo imbarazzato, mi auguro silenzio non colpevole, Assessore.

Io vorrei avere una semplice, chiara, univoca e incontrovertibile risposta a un altrettanto semplice quesito che è il seguente: chi ha manomesso, cambiato, alterato, o imbrogliato sul complemento di programmazione del POR Sardegna 2000-2006?

Un brevissimo antefatto: il Consiglio regionale ha licenziato prima il POR poi il complemento di programmazione, senza che comparisse per la Sardegna centrale alcun centro intermodale. Nel disegno di legge finanziaria numero 141, approvato il 29 marzo 2001, era stata prevista, invece, la realizzazione del centro intermodale a Macomer, in località Tossilo. Questa è legge della Regione. Come d'incanto, però, nel tragitto tra questo Consiglio e la sede dell'Assessorato della programmazione, qualcuno ha modificato il complemento stesso, lo ha modificato e alterato in modo deliberato, inserendoci un centro intermodale in località Borore, senza che né il Consiglio regionale, né la Giunta regionale, né il comitato di sorveglianza ne avessero discusso. Io ritengo questo un fatto inauditamente scandaloso, di cui possiedo tutta la documentazione che le posso fornire, Assessore, perché mi sono premurato di fare una ricerca attenta, ma non ho avuto risposte.

E allora io vorrei che venisse individuato chi ha compiuto questo atto; vorrei sapere chi ha manomesso questo documento che, come risulta dagli atti di questo Consiglio, e dagli atti in possesso della Giunta regionale, è stato alterato in maniera inequivocabile. Vorrei sapere se si tratta di un atto concertato, oppure dovuto al libero arbitrio di qualcuno che aveva accesso a operazioni di modifica del POR, e che lo ha inserito anche nel circuito informatico. Vorrei sapere se su questo fatto grave si è aperta, come minimo, un'indagine interna per cercare di avere risposte chiare, e comunque io le attendo, perché questo fatto grave rischia di diventare un atto illegittimo con conseguenze che potrebbero addirittura travalicare l'Aula di questo Consiglio. Non credo che sia mai successo, nella storia dell'autonomia regionale, che qualcuno, con un fine proditorio e mirato certamente ad assecondare interessi sicuramente poco confessabili, abbia compiuto un'azione di questo tipo.

Credo che tutto il Consiglio, non solo il sottoscritto, abbia diritto di avere una risposta chiara e immediata.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, colleghe e colleghi, io ho ascoltato con attenzione il dibattito, soprattutto l'altro giorno, ma anche oggi evidentemente, e inizierò proprio dall'ultimo intervento per manifestare la mia sorpresa per la fretta con cui l'onorevole Pirisi ha portato in Aula un problema di questo genere, posto che gli avevo personalmente assicurato che avrebbe ricevuto le risposte nei tempi tecnici che, ahimè, sono necessari in queste circostanze, tant'è che sto per ricevere il fascicolo con le informazioni richieste.

Bastava avere un po' di pazienza, senza creare drammi, e noi avremmo risolto pacificamente anche questa questione.

PIRISI (D.S.). Sono passati sette mesi, Assessore!

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io rispondo da quando ho ricevuto la richiesta da parte della seconda Commissione, e comunque la risposta sarà data.

Nell'affrontare, per conto della Giunta, un argomento come quello che è stato introdotto dalla mozione presentata dal centrosinistra non posso non richiamare alcune norme che attengono al procedimento di cui stiamo parlando, il cui richiamo serve certamente più a me stesso che a voi. I Progetti integrati territoriali rappresentano una delle modalità attuative del Programma operativo regionale Sardegna, che copre il periodo di programmazione decorrente dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2006 e che fa parte integrante del Quadro comunitario di sostegno, insieme al quale individua gli interventi strutturali comunitari per le Regioni in ritardo di sviluppo ricomprese nell'Obiettivo 1.

Il Quadro comunitario di sostegno definisce tali Progetti come un complesso di azioni intersettoriali, strettamente coerenti e collegate fra loro, che convergono verso un comune obiettivo di sviluppo del territorio e giustificano un approccio attuativo unitario. Essendo i PIT una delle modalità attuative del POR, il loro obiettivo non è rivolto soltanto alla crescita dei singoli territori, ma anche e principalmente al raggiungimento dell'obiettivo globale del POR medesimo, vale a dire al conseguimento di un tasso di crescita economica superiore al tasso medio dell'Unione Europea per l'intera Isola.

Infatti, il miglioramento generale si deve ottenere salvaguardando il principio della coesione economico-sociale che per la Sardegna significa sviluppo della competitività e del sistema economico delle aree interne. In tale contesto si inseriscono gli interventi per la valorizzazione delle risorse locali in chiave produttiva, per l'incremento dell'occupazione, per la dotazione infrastrutturale, per il potenziamento della base produttiva regionale, per l'attrazione di iniziative imprenditoriali e risorse dall'esterno. La rimozione degli ostacoli che si frappongono allo sviluppo è uno degli obiettivi strumentali per il raggiungimento dell'obiettivo globale, ma non rappresenta l'obiettivo finale del por stesso. Questo implica, come già detto, un approccio globale della definizione delle strategie di sviluppo e quindi, nella spendita delle risorse disponibili, prima fra tutte quella del POR 2000-2006.

Pertanto non sarebbe giustificabile la semplice destinazione ai territori di risorse finanziarie che, prescindendo da tale logica di approccio globale, si potrebbe configurare quale assistenzialismo. Il POR, infatti, è un documento complesso e completo nella sua formulazione, che oltre a individuare obiettivi principali e obiettivi specifici indica, per ciascuno di essi, la modalità di attuazione attraverso l'individuazione delle strategie di intervento e delle procedure attuative.

Nel complemento di programmazione, in particolare, vengono individuate per ciascuna misura le procedure di attuazione, nel rispetto della disciplina comunitaria in materia di aiuti che, per quanto riguarda gli incentivi alle imprese, sono rappresentati dai regimi di aiuto debitamente notificati e registrati dalla Direzione generale della concorrenza dell'Unione Europea.

La procedura di attuazione di alcune misure va, invero, meglio specificata con la preventiva predisposizione di alcuni documenti programmatici; tra i più importanti il piano regionale dei trasporti e il piano regionale della società dell'informazione, in fase di definizione. La mancata predisposizione di tali piani, peraltro, non impedisce la spendita dei fondi comunitari. Il POR, infatti, consente nel primo triennio di realizzare, quindi presentare a rendicontazione all'Unione Europea per le spese sostenute, interventi o tipologie di interventi che siano indicati nel complemento di programmazione e che siano coerenti con il POR medesimo.

Quanto al riconoscimento di una qualche priorità per gli interventi ricompresi nei PIT, le stesse procedure di attuazione stabilite dall'Unione Europea vincolano in maniera tassativa. Mentre da una parte, per le misure finanziate dal fondo sociale europeo, la disciplina prevede che sia garantita - così com'è stato fatto - una priorità delle azioni formative a supporto dei PIT, dall'altra, per i fondi che finanziano le altre misure (FESR e FEOGA) è necessaria l'applicazione della normativa di settore che attualmente non consente riserve o priorità per gli interventi inseriti nei PIT.

Questa preclusione è tassativa per le misure finanziate con il FEOGA in quanto lo stesso Quadro comunitario di sostegno esclude che le procedure di attuazione di tali misure possano essere modificate per essere finanziate attraverso lo strumento dei PIT. Quanto alle misure finanziarie, finanziate dal FESR, allo stato attuale il regime di aiuto prevede la modalità del bando con graduatorie a livello regionale.

La Giunta sta valutando la possibilità di apportare delle modifiche: in particolare dovranno essere individuati, in primo luogo, i casi in cui i regimi di aiuto già notificati consentano una modifica dei criteri di attuazione con semplice delibera della Giunta; in secondo luogo, i casi che richiedono l'iter ordinario di approvazione da parte del Consiglio regionale e di nuova notifica alla Commissione Europea.

In considerazione del fatto che le risorse del Quadro comunitario di sostegno rappresentano una componente significativa del bilancio regionale per l'incentivazione degli investimenti produttivi da parte delle imprese e del mondo del lavoro, la Giunta è particolarmente attenta allo strumento dei Progetti integrati territoriali che rappresentano, come detto, una delle modalità attuative dei complementi di programmazione.

Sulla base del documento approvato dal Comitato di sorveglianza è stato predisposto il bando pubblico di selezione a carattere sperimentale (sottolineo, a carattere sperimentale) per l'assegnazione di una prima quota di finanziamento, pari al 10 per cento delle risorse complessive del POR, rispetto al 40 per cento delle risorse riservate complessivamente dal complemento di programmazione al finanziamento dei Progetti integrati.

Tale percentuale è da intendersi riferita all'ammontare complessivo delle risorse e non alle singole misure. Alcune di esse, infatti, possono essere attuate solo a regia regionale, come ad esempio la misura 1.1, che riguarda il ciclo integrato dell'acqua, mentre altre riguardano iniziative che possono ricadere nell'ambito di un PIT, ma che richiedono la previa partecipazione ai bandi regionali, come ad esempio la misura 4.9 finanziata dal FEOGA.

I PIT si realizzano, infatti, nel rispetto delle modalità di attuazione, interamente definite dal complemento di programmazione, che sono finalizzate ad assicurare uno sviluppo integrato dei territori. In questa logica è richiesto ai soggetti che si fanno promotori dei PIT, di dimostrare la pertinenza e la stretta correlazione e sinergia fra gli investimenti infrastrutturali previsti e gli investimenti produttivi privati. Infatti, le imprese private trarranno vantaggio della partecipazione al Progetto integrato territoriale, che offre garanzia circa la localizzazione delle iniziative imprenditoriali, in un contesto socioeconomico favorevole e con il supporto del partenariato economico e sociale del territorio in cui opera. Nel primo bando la selezione tecnica delle proposte di progetto presentate è stata effettuata dal Gruppo regionale di coordinamento, costituito da funzionari dell'amministrazione regionale, da funzionari delle province, da rappresentanti del partenariato e da esperti esterni sulla base delle disposizioni indicate nel complemento di programmazione e nel bando. L'esame si è concluso con l'individuazione di tredici PIT valutati positivamente, per un importo di circa 453 milioni di euro, a fronte di 389 milioni 245 milioni di euro da programmare con il bando, pari al 10 per cento delle risorse POR.

Per altri sedici PIT, espressione di altrettante aree omogenee, nelle quali a seguito degli incontri partenariali si doveva dar vita a Progetti integrati territoriali, il Gruppo regionale di coordinamento ha valutato le proposte progettuali incomplete o non competitive. La scelta del bando quale strumento di attuazione del POR, pur non essendo l'unica alternativa possibile, ha consentito in questa fase il puntuale rispetto dei tempi. In questo senso il bando si è dimostrato il sistema più efficace per mantenere gli impegni comunitari in materia di spendita dei fondi.

E' stato scelto il bando quale strumento di selezione (in sede partenariale, non solo dall'Assessorato) perché essendo finalizzato alla valorizzazione delle progettualità locali, con l'aiuto e necessario limite della coerenza con gli obiettivi del POR, offriva a tutti i partecipanti pari opportunità nella selezione.

Non sono peraltro da nascondere i timori, già allora manifestati da più parti, circa la possibile allocazione delle risorse sul territorio per le modalità con cui il bando esercita la selezione in applicazione del principio della concorrenza ma, in certa misura, a discapito del principio di coesione. Il Consiglio regionale aveva puntualmente cercato di dare una risposta apportando quale correttivo la cosiddetta riserva del 60 per cento per i territori regionali svantaggiati. Il risultato ottenuto, a seguito dell'istruttoria tecnica del Gruppo regionale di coordinamento, ha consentito di stilare una graduatoria, della quale la Giunta ha preso doverosamente atto non potendo entrare nel merito di valutazioni tecniche, frutto dell'applicazione di regole predefinite e concertate con le province, i rappresentanti delle istituzioni locali e le parti sociali, eapprovate nel complemento di programmazione.

Ciò non toglie che la Giunta debba ora fare un'attenta analisi e valutazione in merito agli obiettivi che si intendevano raggiungere attraverso lo strumento del bando; qualora l'esito di questa valutazione non fosse ritenuto soddisfacente, la Giunta dovrà proporre i necessari adeguamenti e modifiche.

A questo proposito la Regione Sardegna, in occasione dell'ultimo comitato di sorveglianza svoltosi il 7 dicembre, ha concordato con i rappresentanti del Governo nazionale e della Commissione Europea, un percorso che prevede di far seguire al bando e alla selezione una fase di ottimizzazione dei tredici PIT approvati e collocatisi utilmente in graduatoria, fornendo una qualificata assistenza tecnica ai proponenti, al fine di pervenire in tempi brevi a una loro valida e completa elaborazione e, ove possibile, al recupero di iniziative facenti parte dei Progetti, ma escluse nella fase di valutazione iniziale, anche elevando la percentuale delle risorse POR da destinare al primo bando PIT.

Peraltro, i tredici PIT giudicati ammissibili non hanno consentito di centrare l'obiettivo che ci si era proposti di raggiungere, e cioè offrire opportunità di sviluppo alle aree interne o maggiormente vantaggiate. Ci si è trovati di fronte a una conflittualità nell'applicazione del principio di coesione e del principio della concorrenza. Infatti non è stato possibile, date le regole predefinite, operare nella fase di selezione un'armonizzazione dei principi di concorrenza e coesione in grado di far emergere le migliori progettualità da parte dei territori più svantaggiati.

Pertanto, nel rispetto e in attuazione del principio di coesione che ispira l'intera politica comunitaria, la Giunta ha avviato il confronto con i soggetti interessati per promuovere ulteriori sedici PIT, mettendo a disposizione una qualificata assistenza tecnica specialistica, salvaguardando sia lo spirito del partenariato che quello della concorrenzialità tra i territori e individuando i percorsi che permettono di spostare l'applicazione del principio di concorrenzialità dal criterio della selezione al criterio della premialità.

In questo contesto, sia nella fase della programmazione che nella fase dell'attuazione, il rapporto con i soggetti istituzionali espressione del territorio e con le parti sociali dev'essere improntato alla ricerca delle soluzioni che consentano, nella certezza dei tempi di spendita e della qualità delle proposte progettuali, il rispetto del principio di coesione.

I progetti che saranno promossi dovranno infatti essere dei progetti concorrenziali e dovranno consentire di raggiungere obiettivi certi, chiari e integrati e che non disperdano le risorse in mille rivoli. Al fine di assicurare il raggiungimento di questo risultato, si potenzierà l'attività di animazione socioeconomica in favore dei PIT, proseguendo nell'azione, in parte già svolta ad esempio dal BIC Sardegna, che ha utilizzato a questo scopo le risorse del POP '94-'99. Il processo di ottimizzazione verrà svolto per conto della Regione dall'autorità di gestione, avvalendosi anche dei componenti del Gruppo regionale di coordinamento che ha selezionato i PIT e dei responsabili delle singole misure del POR. La Giunta regionale ha già impegnato l'autorità di gestione a fornire entro il 15 gennaio una nota metodologica e procedurale. Al fine di ottimizzare la scelta vincolante delle operazioni integrate, restringendo l'attenzione alle iniziative particolarmente valide per l'attuazione del POR, la Regione intende fornire, quale parametro di riferimento per l'elaborazione di ciascun PIT, una base di risorse finanziarie calcolate tenendo conto del livello di sviluppo dei territori di riferimento dei singoli PIT.

In questo modo sarà anche data attuazione, nel rispetto delle normative comunitarie, al disposto della legge numero 6 del 2001, con la quale è stato previsto di destinare il 60 per cento delle risorse alle aree dei territori provinciali il cui prodotto interno lordo risulta inferiore al 75 per cento del prodotto medio europeo. Naturalmente il rispetto di questo principio richiede una rivisitazione della norma citata in quanto, non esistendo una rilevazione EUROSTAT sul PIL provinciale, espresso in termini di parità di potere d'acquisto, gli altri parametri indicati, cioè gli indici di spopolamento e disoccupazione, finiscono paradossalmente per portare a un'applicazione distorta della norma rispetto alle intenzioni del legislatore, favorendo territori meno svantaggiati.

In conclusione, la Giunta ritiene che la fase sperimentale che è stata realizzata attraverso la partecipazione e la concertazione e attraverso un tavolo di partenariato debba essere chiusa e si debba aprire un'altra fase nella quale si rende assolutamente necessaria un'adeguata assistenza ai proponenti, al fine di garantire in tempi certi la realizzazione di progetti che siano realizzabili e coerenti con il POR.

Infine, la Giunta si dichiara disponibile a riferire periodicamente al Consiglio regionale sullo stato di attuazione di questi Progetti.

PRESIDENTE. Poiché nessuno dei presentatori ha domandato di replicare, dichiaro chiusa la discussione. Sulla base del Regolamento, non essendo pervenuto alcun ordine del giorno, dobbiamo procedere alla votazione della mozione.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, io mi auguravo che qualche consigliere della maggioranza chiedesse di sospendere per il momento la votazione della mozione, perché su un argomento così importante, e nonostante la non soddisfacente replica dell'Assessore, una replica di carattere burocratico più che politico, credo sia necessario fare qualsiasi sforzo per individuare un ordine del giorno unitario.

Per questo abbiamo concordato insieme ai colleghi della maggioranza e alla Giunta regionale di porre in votazione la mozione subito dopo la discussione e l'approvazione del DPEF.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Intervengo per aggiungere una rapidissima considerazione: la proposta del collega Fadda deriva dall'interlocuzione che è in corso anche fra le forze politiche del Consiglio regionale, quindi non è un fatto puramente di calendario, di tempi, di modalità attraverso le quali procedere.

Che sia più opportuno che questa discussione sulla corretta attuazione dei PIT si concluda con i suoi atti deliberativi tecnicamente un attimo dopo, ma politicamente e logicamente insieme alla valutazione del DPEF, è un fatto a questo punto ovvio, che la maggioranza avrebbe dovuto avvertire, com'è stato rilevato, senza bisogno di alcun richiamo.

Siccome quello che accade in questo Consiglio regionale deve essere, in qualche modo, comprensibile non solo a noi che siamo qui, ma possibilmente anche a qualche altro che sta al di fuori, dev'essere detto, e io chiedo che la Giunta regionale e il suo Presidente lo confermino, che l'intenzione annunciata da parte della Giunta - e immaginiamo anche della maggioranza che la sorregge - è quella di ipotizzare, quindi di proporre al Consiglio, innovazioni, modificazioni migliorative del sistema di attuazione dei PIT e quindi dell'impatto, nella condizione economica e sociale della regione, del Quadro comunitario di sostegno. Una partita che è contenuta anche, ovviamente, nella programmazione generale della Regione e nell'ipotesi di uso coordinato delle risorse, quindi nel DPEF.

Questo significa che se questa intenzione è confermata, e la deve confermare il Presidente della Giunta, perché è stata rappresentata finora in modo informale, essa vale per un eventuale atto di indirizzo politico del Consiglio regionale sul tema PIT, che l'opposizione ha sollevato con la sua mozione, ma vale ugualmente per le formulazioni che sono contenute del DPEF e che quindi, essendo il tutto rispetto alla parte, debbono essere rese coerenti con questo annuncio di buona intenzione migliorativa nell'attuazione dei PIT.

Quindi accedo all'ipotesi che qui si avanza di rimandare a un momento successivo, cioè alla definizione del DPEF, la conclusione del dibattito sui PIT, intendendo però che questa è una valutazione che attraverserà, e non può che attraversare la discussione del DPEF che si inizierà subito dopo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.

CORONA (F.I.-Sardegna). Confermo quello che diceva l'onorevole Fadda, cioè che è stato raggiunto un accordo, sulla base dell'importanza dell'argomento in discussione e delle valenze che ha sulla vita della nostra Regione, per procedere alla votazione della mozione dopo l'approvazione del DPEF.

Mi sembra molto opportuno e importante che si trovi una strada unitaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Giunta. Signor Presidente, colleghi, credo che in riferimento a queste ultime sollecitazioni mi sia assolutamente d'obbligo confermare quello che già l'assessore Masala ha sottolineato, e cioè la totale disponibilità della Giunta regionale di giungere alla predisposizione di un ordine del giorno unitario che consenta di accogliere alcune indicazioni importanti che sono venute dal dibattito e che sono state sintetizzate poc'anzi dall'onorevole Cogodi. Occorre infatti tentare di trarre da tutto quello che di sperimentale si è fatto in questa prima fase le utili convergenze che consentano di migliorare il percorso attuativo della programmazione integrata territoriale.

In questa direzione io posso assolutamente affermare che sarà nostra premura intervenire all'interno della filosofia dei Progetti integrati territoriali, che ha già ricompreso questo tipo di obiettivo, ma credo che da un dibattito così completo come quello che c'è stato può tranquillamente emergere un documento unitario il cui fondamento sia quello di ottimizzare i Progetti integrati territoriali rispetto ad alcuni indicatori precisi che consentano di dare a ogni singolo territorio la propria idea-forza da sviluppare e costruire lungo il percorso. In questa direzione la Giunta regionale si sente assolutamente impegnata a creare tutte quelle ulteriori titolarità, anche regionali, che consentano di attuare, in ogni singola area, quegli elementi di idea-forza e di portarli a compimento.

Credo che sia compito dell'Esecutivo sentire le indicazioni che il Consiglio darà anche in un ordine del giorno, auspico, unitario per dare valenza strategica alle risorse comunitarie, che non possono certamente essere gestite senza una linea guida e di indirizzo dello stesso Consiglio regionale.

Posso assolutamente dare assicurazioni al Consiglio che questo sarà fatto sino in fondo, individuando quei parametri positivi per le aree deboli che consentano davvero di dare degli indicatori di base fondamentali come riferimento per l'attuazione della politica integrata sul territorio.

Su questo il confronto è già stato avviato non soltanto nel corso del dibattito, ma anche nei colloqui intercorsi prima di questa seduta. Credo che si tratterà di concretizzarlo perché l'impegno che il Consiglio darà alla Giunta sarà sicuramente confermato e sostenuto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). C'è effettivamente una convergenza che deriva da una discussione che è stata fatta; non c'è un testo scritto e quindi siamo in presenza di una convergenza dialettica. Però, sia il collega Fadda sia il collega Cogodi hanno evidenziato un aspetto che è bene, in questo momento, precisare, poi domani lo riprenderemo chiaramente, e che è riferito al contenuto del DPEF.

Per capirci, noi non dobbiamo votare solo l'ordine del giorno finale, ma dobbiamo operare già da domani per introdurre le modificazioni, sulle quali c'è stato il confronto, nel DPEF. Questo lo dico perché i colleghi che domani dovranno fare le relazioni, e in particolare il collega Balletto, relatore di maggioranza, devono essere puntualmente informati su questo orientamento, per fare in modo che la relazione introduttiva già contenga il merito che è stato esaminato stamattina.

Se la relazione introduttiva non dovesse contenere il ragionamento che è stato fatto, è chiaro che noi ci troveremmo allo stesso punto in cui eravamo quando il collega Biancu ha illustrato la nostra posizione sui PIT. Il DPEF li richiama e quindi c'è bisogno di questa correzione già domani mattina nella relazione introduttiva del collega Balletto, in modo tale che poi il collega Scano, relatore di minoranza, abbia presente che c'è di fatto una modifica del DPEF, che è stato approvato a maggioranza dalla Commissione programmazione, in quanto noi abbiamo votato contro.

Se questa è la posizione, allora va bene e domani mattina verificheremo, nel corso del confronto, se è cambiato qualcosa o se si conferma lo stesso indirizzo che questa mattina, verbalmente, si è proposto all'attenzione dei colleghi che hanno partecipato a quella riunione.

PRESIDENTE. Mi pare che i termini della questione e anche della proposta di rinvio della votazione della mozione per consentire la predisposizione di un ordine del giorno unitario siano stati rappresentati in maniera chiara.

La seduta odierna è terminata. Il Consiglio è riconvocato per domani alle ore 10 e 30.

La seduta è tolta alle ore 13 e 48.



Allegati seduta

Risposta scritta ad interrogazioni

Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione Lai - Morittu - Spissu sul programma di elettrificazione rurale in Goceano. (400)

Nell'ambito della esiguità della cifra totale (£it. 8.000.000.000, circa £it. 330.000/Kmq per l'Isola) l'area 2 ha ricevuto £it. 1.700.000.000, pari al 21,25% del totale per elettrificazione rurale.

Come può evincersi, la Giunta Regionale ha tenuto conto sia di non frazionare troppo gli interventi, sia di dar priorità agli areali in cui vi sono aziende in cui è in corso l'adeguamento della struttura di produzione del latte alla direttiva CEE 92/46, non già l'ampiazza delle stesse. In questo ambito la domanda del Comune di Benetutti non ha potuto trovare pratico accoglimento.

E' però da ricordare che nell'interno della misura 4.20 del POR 2000-2006, ove il Comune abbia presentato la propria domanda, si spera di avere la capienza finanziaria per soddisfare la quasi totalità delle esigenze prospettate.

Si vuole però far notare che l'ENEL Distribuzione s.p.a. ha proposto ricorso nanti al TAR Sardegna contro la delibera della Giunta Regionale 28/08/2001 n. 28/25 e la conseguente Determinazione Direttore Generale dell'Assessorato dell'Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale n° 1053 del 12/09/2001. Tale richiesta di giudizio si spera non appesantirà l'iter di spesa.

Risposta scritta dell'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport all'interrogazione Dettori Ivana - Lai sull'applicazione della norma transitoria della L.R. n. 17 del 17 maggio 1999. (3)

In risposta all'interrogazione in oggetto, si precisa che non è stato possibile accogliere positivamente la richiesta degli onorevoli interpellanti, poiché l'integrazione normativa, proposta al riguardo dall'Assessore pro-tempore, non venne inserita nelle modifiche alla legge finanziaria regionale per l'anno 1999.

Risposta scritta dell'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport all'interrogazione Amadu sull'urgenza di adottare il piano di dimensionamento nelle scuole in Sardegna. (88)

In esito alla nota di codesta Presidenza, prot. n. 464 del 10/2/2000, unitamente alla presente si trasmette la risposta dello scrivente in ordine a quanto in oggetto.

In risposta all'interrogazione n. 88/A presentata dall'On.le AMADU, si precisa che nella seduta del 3 febbraio 2000 la Giunta Regionale ha approvato il Piano regionale di dimensionamento ottimale delle istituzioni scolastiche previsto ai sensi del D.P.R. 233/1998.

L'elaborazione di tale Piano è avvenuta d'intesa con le Amministrazioni provinciali sulla base delle proposte contenute nei Piani presentati dalle Conferenze Provinciali di Organizzazione delle reti scolastiche, tenuto conto delle esigenze del mondo della scuola e dei territori, e prevedendo un maggior numero di scuole autonome rispetto ai limiti numerici indicati dal Ministero della P.I..

Al riguardo, sono in corso contatti con il Ministero della P.I. e si attende quindi che le proposte contenute nel Piano regionale, ivi comprese quelle derogatorie rispetto ai parametri previsti dal D.P.R. 233/98, vengano definitivamente e interamente accolte, così che possa avere piena attuazione, a cura dei Provveditori agli Studi, a partire dall'anno scolastico 2000-2001.

Risposta scritta dell'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport all'interrogazione Dettori Bruno sullo striscione offensivo contro i sardi e la Sardegna esposto durante la partita di calcio Venezia-Cagliari di domenica 13 febbraio 2000. (106)

In risposta all'interrogazione in oggetto, si assicura di aver segnalato alle autorità sportive interessate la vicenda e si precisa, inoltre, che l'Assessorato sta lavorando da tempo con la Federazione dei Club Sportivi (affiliata alla Federazione Italiana Giuoco Calcio) all'organizzazione di iniziative rivolte a contrastare i fenomeni più negativi del tifo calcistico e sportivo in genere.

Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'ambiente all'interrogazione Sanna Giacomo - Manca sulla realizzazione di un impianto di acquacoltura nelle acque di Bosa. (214)

In riscontro alla nota sopra emarginata, si trasmettono gli elementi di risposta disponibili.

La Giunta è stata ripetutamente sollecitata a fornire motivate valutazioni sul problema della maricoltura, ovvero delle tecnologie di allevamento di pesci a mare mediante la realizzazione di strutture fisse o gabbie galleggianti.

Si tratta di una tecnologia di allevamento che gli stati hanno da tempo adottato sulla base del dato, riconosciuto a livello di organismi mondiali, che il fabbisogno alimentare di pesce della popolazione, in crescente aumento come consumo pro-capite, può trovare soddisfazione unicamente dal sistema degli allevamenti ittici a terra e a mare. La Sardegna non sfugge a questa regola di mercato, considerata la dipendenza dall'approvvigionamento estero per circa il 60% del prodotto consumato.

L'acquacoltura in Sardegna ha avuto inizio in tempi relativamente recenti soprattutto per la specifica previsione della legge 28 sull'imprenditoria giovanile e per quanto riguarda gli allevamenti in gabbie galleggianti nel 1992, allorché l'Assessorato prese in considerazione il rilascio di una concessione in mare finalizzata a tale attività. Sulla base di uno specifico studio volto a determinare gli effetti dell'insediamento sull'ambiente marino costiero, l'Assessorato, sentito il Comitato tecnico consultivo regionale della pesca, ha elaborato i criteri/presupposti per il rilascio di tale tipo di concessione, ratificati successivamente nella deliberazione n. 59/100 del 29.12.1998, adottata dopo aver sentito la competente Commissione consiliare. L'elaborazione di tali criteri costituisce, nell'ambito delle realizzazioni in argomento, un'opzione che non ha riscontri in analoghe procedure adottate da altre amministrazioni.

Gli interventi in corso di realizzazione, ultimabili a breve termine, non superano il numero di dieci impianti.

Nell'intento di attuare interventi in coerenza con i principi affermati, maggiormente rispettosi delle scelte di sviluppo degli enti locali e indicate dall'Amministrazione regionale, la Giunta, con deliberazione n. 55/98, del 29.12.2000, adottata su conforme decisione della competente Commissione consiliare, nel confermare le prescrizioni volte a salvaguardare l'ambiente marino, ha introdotto la preventiva consultazione del Comune e ha autorizzato, con ulteriore deliberazione, la realizzazione di uno specifico studio volto all'individuazione, in termini scientifici, delle aree da destinare a tale tipo di investimento, nel rispetto dei principi della sostenibilità ambientale.

Sull'insediamento specifico nelle acque di Bosa, si fa rilevare quanto segue:

- l'impianto, posizionato nella fascia costiera del Comune di Bosa, pur rientrante in aree di sicuro valore ambientale e paesaggistico, riscontrabile nella fascia marino-costiera della Sardegna, non è sottoposto a particolare regime di tutela, essendo escluso dall'area del SIC;

- non è interessata in alcun modo da prateria di posidonia, come descritto nell'apposita relazione tecnica e verificato da organismi scientifici;

- l'insediamento che prevede un'occupazione di 5000 m² circa non è da sottoporre a valutazione di impatto ambientale ai sensi delle vigenti disposizioni, che prevedono tale procedura per insediamenti di cinque ettari.

Conclusivamente, può affermarsi che non sussistono da un lato violazioni degli obblighi assunti dalla Regione in applicazione della Direttiva comunitaria "Habitat", mentre l'Assessorato ha assunto l'obbligo di un puntuale monitoraggio e tutela dell'ambiente marino, con riserva di dettare, in vista di tale obiettivo, ulteriori prescrizioni relative sia alla somministrazione di mangimi, sia alla capacità dell'impianto.

Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'ambiente all'interrogazione Amadu sulla cancellazione del distaccamento dei vigili del fuoco di Alghero (SS). (386)

Il Distaccamento dei Vigili del fuoco di Alghero, è stato chiuso dal 3 Ottobre 2001 a causa del trasferimento del personale nella Penisola.

La riapertura del distaccamento, è connessa alla riassegnazione del personale a seguito di apposito concorso ed è previsto che il Ministero competente disponga la riassegnazione di nuovo Personale entro il mese di Dicembre del corrente anno.

La parte di struttura dei Vigili del fuoco chiusa per i motivi sopra accennati, era destinata a far fronte alle necessità che potevano insorgere nella città di Alghero e comunque non ha interessato il servizio elicotteristico ne quello aeroportuale destinato a far fronte ad eventuali emergenze strettamente connesse allo scalo medesimo.

La situazione attuale pone, in realtà, il territorio in condizioni di criticità per l'insorgere di eventuali problemi di Protezione Civile connessi all'intempestività di qualsivoglia intervento in considerazione sia del relativo isolamento a causa del tipo della viabilità che collega la cittadina al Comando Provinciale, sia per il fatto relativo alla sistematica e sensibile presenza della popolazione turistica che si prolunga per estesi periodi oltre la stagione meteorologica estiva, nonché per il fenomeno degli incendi boschivi.

E' certamente cura dello scrivente, formulare al Ministro dell'Interno opportune attenzioni in merito.

Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'ambiente all'interrogazione Cassano sulla soppressione del distaccamento dei vigili del fuoco ad Alghero. (388)

Il Distaccamento dei Vigili del fuoco di Alghero, è stato chiuso dal 3 Ottobre 2001 a causa del trasferimento del personale nella Penisola.

La riapertura del distaccamento, è connessa alla riassegnazione del personale a seguito di apposito concorso ed è previsto che il Ministero competente disponga la riassegnazione di nuovo Personale entro il mese di Dicembre del corrente anno.

La parte di struttura dei Vigili del fuoco chiusa per i motivi sopra accennati, era destinata a far fronte alle necessità che potevano insorgere nella città di Alghero e comunque non ha interessato il servizio elicotteristico ne quello aeroportuale destinato a far fronte ad eventuali emergenze strettamente connesse allo scalo medesimo.

La situazione attuale pone, in realtà, il territorio in condizioni di criticità per l'insorgere di eventuali problemi di Protezione Civile connessi all'intempestività di qualsivoglia intervento in considerazione sia del relativo isolamento a causa del tipo della viabilità che collega la cittadina al Comando Provinciale, sia per il fatto relativo alla sistematica e sensibile presenza della popolazione turistica che si prolunga per estesi periodi oltre la stagione meteorologica estiva, nonché per il fenomeno degli incendi boschivi.

E' certamente cura dello scrivente, formulare al Ministro dell'Interno opportune attenzioni in merito.

Risposta scritta dell'Assessore del turismo, artigianato e commercio all'interrogazione Masia sulla paralisi causata nel settore turismo dall'inoperatività del Comitato tecnico regionale per le Agenzie di viaggio. (393)

La concessione per l'apertura delle Agenzie di Viaggio e per le volture è rilasciata dall'Assessore del Turismo ai sensi dell'art. 5 della L.R. 13/88, sentito il Comitato Tecnico consultivo.

L'organo attualmente in carica, nelle more della nuova costituzione, opera in regime di prorogatio ed in attesa del perfezionamento della procedura di instaurazione del nuovo Comitato Tecnico Regionale per le Agenzie di Viaggio, garantisce la continuità amministrativa e la regolare attività del Settore.

Al riguardo si precisa che, nel corso dell'anno 2001, il predetto Comitato si è riunito nei giorni 27 aprile e 7 novembre ed ha esaminato le richieste per il rilascio delle autorizzazioni di nuove aperture e di voltura nonché del cambio di denominazione e trasferimenti.

Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'ambiente all'interrogazione Frau sulla chiusura del distaccamento dei vigili del fuoco di Alghero. (394)

Il Distaccamento dei Vigili del fuoco di Alghero, è stato chiuso dal 3 Ottobre 2001 a causa del trasferimento del personale nella Penisola.

La riapertura del distaccamento, è connessa alla riassegnazione del personale a seguito di apposito concorso ed è previsto che il Ministero competente disponga la riassegnazione di nuovo Personale entro il mese di Dicembre del corrente anno.

La parte di struttura dei Vigili del fuoco chiusa per i motivi sopra accennati, era destinata a far fronte alle necessità che potevano insorgere nella città di Alghero e comunque non ha interessato il servizio elicotteristico ne quello aeroportuale destinato a far fronte ad eventuali emergenze strettamente connesse allo scalo medesimo.

La situazione attuale pone, in realtà, il territorio in condizioni di criticità per l'insorgere di eventuali problemi di Protezione Civile connessi all'intempestività di qualsivoglia intervento in considerazione sia del relativo isolamento a causa del tipo della viabilità che collega la cittadina al Comando Provinciale, sia per il fatto relativo alla sistematica e sensibile presenza della popolazione turistica che si prolunga per estesi periodi oltre la stagione meteorologica estiva, nonché per il fenomeno degli incendi boschivi.

E' certamente cura dello scrivente, formulare al Ministro dell'Interno opportune attenzioni in merito.

Risposta scritta dell'Assessore dei trasporti all'interrogazione Cassano sulla Motorizzazione Civile di Sassari. (399)

Questo Assessorato ha già provveduto in data 27.11.2001 ad inviare ai Ministeri competenti la nota il cui testo si allega alla presente.

Questo Assessorato non può esimersi dall'esprimere ai Ministeri in indirizzo la propria preoccupazione in merito alla vicenda che riguarda la questione in oggetto.

Tale situazione ci risulta avere risvolti anche a carattere nazionale, ma il perdurare del mancato pagamento da circa sette mesi ha provocato lo stato di agitazione del solo Ufficio Provinciale di Sassari.

Ne consegue che gli esami già programmati di tutte le autoscuole della Provincia non vengono effettuati con gravi ripercussioni sull'utenza, che deve attendere a lungo, spesso rischiando di vanificare esami già dati e riflessi sul personale dipendente delle autoscuole che rischia il proprio posto di lavoro per il blocco quasi totale delle attività, e questo per la nostra economia locale sarebbe già un grave problema.

Si potrebbe ovviare all'inconveniente lamentato con le seguenti modalità:

- l'istituzione di due conti correnti, uno intestato agli uffici della Motorizzazione ove versare il netto delle prestazioni relative agli esami di guida e alle revisioni;

- e uno intestato al Tesoro ove versare le relative tasse.

Questo per permettere a tutto il personale impegnato in questo settore di avere le proprie competenze corrisposte in tempo utile alla prestazione data.

Considerando la gravità della situazione si fa appello alla sensibilità delle S.V. affinché questo problema possa trovare una rapida soluzione.

In attesa di cortese riscontro si porgono distinti saluti.