Seduta n.408 del 05/11/2003 

CDVIII SEDUTA

(ANTIMERIDIANA)

Mercoledì 5 novembre 2003

Presidenza del Vicepresidente Salvatore Sanna

La seduta è aperta alle ore 10 e 15.

randazzo, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 28 ottobre 2003 (402), che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Franco Sergio Pisano ha chiesto congedo per la giornata del 5 novembre 2003. Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Ettore Businco, Luca Deiana, Mario Floris, Andrea Pirastu e Marco Fabrizio Tunis hanno costituito, in data 4 novembre 2003, il Gruppo U.D.R.-Centro.

Leggo la lettera pervenuta a firma del consigliere Luca Deiana: "Gentilissimo Presidente, le comunico, quale consigliere regionale, che partecipo alla costituzione del nuovo Gruppo consiliare U.D.R.-Centro. La mia adesione a detto Gruppo Consiliare è di natura prettamente tecnica. L'adesione è motivata dal fatto che ricopro l'incarico di Presidente dell'Associazione culturale e politica centro e che il Gruppo di nuova costituzione ha la denominazione U.D.R.-Centro. Ritengo opportuno sottolineare la mia posizione quale consigliere regionale di opposizione e come cattolico di centro continuo a svolgere l'attività politica nell'area dell'Ulivo. Il consigliere regionale Luca Deiana, Cagliari 4 novembre 2003".

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

RANDAZZO, Segretario:

"Interrogazione CORDA - LOCCI - CARLONI, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione scolastica e in particolare del Liceo Classico Dettori". (701)

"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sui tempi di attesa per l'iscrizione all'Albo regionale appaltatori di opere pubbliche (L.R. n. 14 del 2002)". (702)

"Interrogazione SANNA Gian Valerio, con richiesta di risposta scritta, sulle ragioni che motivano gli importi posti alla base della gara per la progettazione, realizzazione e avviamento del sistema integrato promo-prenotazione 'Prodotto turistico Regione sarda'". (703)

"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata applicazione della Legge 11 gennaio 1996, n. 23 'Norme per l'edilizia scolastica', in favore del Convitto nazionale 'Canopoleno' di Sassari". (704)

"Interrogazione BALIA - IBBA - MASIA, con richiesta di risposta scritta, sull'indebitamento del comparto agricolo della Sardegna e sull'ulteriore aggravamento della crisi nel settore conseguente al crollo del prezzo del latte". (705)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

RANDAZZO, Segretario:

"Interpellanza VASSALLO sull'impropria utilizzazione degli edifici scolastici 'Anna Frank' ed 'Edmondo De Amicis' in Porto Torres". (404)

"Interpellanza MURGIA sulla sicurezza degli edifici scolastici in Sardegna". (405)

Discussione dell'articolato ed approvazione del disegno di legge: "Autorizzazione alla contrazione di un mutuo per il ripiano dei disavanzi delle Aziende sanitarie locali relativi all'anno 2000". (476/A)

PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che siamo in fase di votazione del passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 476/A. Per Regolamento non possiamo dar corso alla votazione, siccome è stato richiesto il voto con il voto elettronico nella giornata di ieri, se la richiesta viene confermata sospendiamo i lavori per dare la possibilità ai colleghi di giungere in aula. Come sapete le votazioni non possono aver luogo se non dieci minuti dopo l'inizio della seduta che è iniziata alle ore 10 e 15. Quindi sospenderei i lavori e la votazione può avvenire alle ore 10 e 25. La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 19, viene ripresa alle ore 10 e 25.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Siamo in fase di votazione del passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 476/A. E' stato chiesto il voto elettronico palese, quindi invito i colleghi a prendere posto.

Ha domandato di parlare il consigliere Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI (Gruppo Misto). Il fatto è che ho una sola scheda e stamani l'ho scordata e non ho una scheda di ricambio perché non esiste. Le chiedo se posso utilizzare una scheda che ho visto prima qua dell'onorevole Pisano, che oggi è in congedo e votare con quella.

PRESIDENTE. In via del tutto eccezionale onorevole Locci, perché in tutti i casi per questo voto non sarebbe neanche necessario perché lei può dichiararlo essendo un voto palese.

LOCCI (Gruppo Misto). Allora lo dichiarerò.

PRESIDENTE. D'accordo, preferisco che lei lo dichiari.

LOCCI (Gruppo Misto). Semmai veda un attimo se è possibile che anch'io possa avere la scheda di ricambio.

PRESIDENTE. Se dovesse essere necessario in via del tutto eccezionale perché naturalmente lei capisce. E' probabile che gli uffici in mattinata riescano a procurarle la nuova scheda. Onorevole Biancu, c'è qualche problema con la sua tessera.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 476/A.

(Segue la votazione)

Colleghi, si tratta di una votazione palese, si può dichiarare il voto. Adesso con calma quelli che non hanno fatto in tempo a votare possono dichiarare il voto.

Iniziamo dall'onorevole Locci.

LOCCI (A.N.). Favorevole.

PRESIDENTE. Onorevole Tunis.

TUNIS (Rif. Sardi-U.D.R.). Favorevole

PRESIDENTE. Onorevole Petrini.

PETRINI (F.I.-Sardegna). Favorevole.

PRESIDENTE. Onorevole Onida.

ONIDA (P.P.S.-Sardistas). Favorevole.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CUGINI - DEIANA - DETTORI - FADDA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - LA SPISA - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MASALA - MASIA - ONIDA - OPPI - PETRINI - PIANA - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SCANO - TUNIS - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: COGODI - DEMURU - FALCONI - LAI - MARROCU - MORITTU - ORRU' - ORTU - SANNA Salvatore - VASSALLO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 56

Votanti 46

Astenuti 10

Maggioranza 24

Favorevoli 46

(Il Consiglio approva).

Si dia lettura dell'articolo 1.

RANDAZZO, Segretario:

Art. 1

1. Al fine di poter accedere ai conguagli statali relativi al finanziamento delle maggiori occorrenze finanziarie del Servizio sanitario, è autorizzata, nell'anno 2003 la contrazione di un mutuo di euro 144.000.000 per il ripristino dei disavanzi delle Aziende Sanitarie Locali relativi all'anno 2000.

2. Il mutuo di cui al comma 1 è contratto, in deroga alle vigenti disposizioni in materia, ai sensi dell'articolo 4, comma 4, del decreto legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito con modificazioni nella Legge 16 novembre 2001, n. 405, con la Cassa depositi e prestiti per una durata di 10 anni, con decorrenza non anteriore al 1° gennaio 2004.

3. Gli interessi di preammortamento e le annualità di ammortamento del predetto mutuo sono garantiti mediante l'iscrizione nel bilancio della Regione, per tutta la durata del mutuo medesimo, delle somme occorrenti per l'effettuazione dei relativi pagamenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Per chiedere il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Non avevo ancora indetto la votazione onorevole Fadda, lei mi ha anticipato. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Annuncio il mio voto favorevole all'articolo perché con questo provvedimento atteso si dà una parziale risposta a quelle che sono le esigenze del servizio sanitario regionale che soffre, come è nelle cose e così come è evidente a tutti quanti, di una carente, cronica assenza di trasferimenti da parte dell'amministrazione regionale alle ASL per fare fronte ai debiti e agli impegni che hanno assunto.

Al di là del risultato parziale che si sarebbe potuto, a mio modo di vedere, migliorare se solo fosse stata recepita nel giusto senso l'indicazione che come correlatore di maggioranza della legge nell'intervento illustrativo della legge avevo sollecitato, oggi avremmo potuto dare una risposta nettamente più positiva per le attese che da molto tempo devono essere soddisfatte. In quella sede era stata sollevata un'ipotesi da approfondire tra tutto il Consiglio, che poteva sfociare in un emendamento che era frutto delle Commissioni non solo bilancio ma anche sanità, evidentemente chi doveva non ha voluto o saputo ascoltare, quindi quando si dice che in quell'emendamento ci sono primogeniture o meriti di qualche parte politica evidentemente chi afferma questo sbaglia perché non ha ascoltato o era distratto, o evidentemente altri fini li hanno portati a prendere decisioni diverse, con quell'emendamento si anticipavano aspetti finanziari che sono contenuti nel disegno di legge di assestamento, e nella relazione della Giunta, quindi non nella relazione di un consigliere qualsiasi, ma nella relazione della Giunta, si diceva che all'articolo 1 erano disposte modifiche e integrazioni alla legge finanziaria 2003, tra le quali rilevava l'integrazione di 13.246.000 euro a favore del fondo sanitario, quota regionale necessaria a soddisfare l'onore del 29 per cento posto a carico della regione di 40.000.000, quale quota parte della copertura del disavanzo ASL relativo all'anno 2002, stimato in circa 260.000.000, di cui 70.00.000 a carico dello Stato e 190.000.000 a carico della Regione. Quindi chi sa leggere, chi vuole capire, chi è animato da interessi che esulano dalla propria parte politica, dalla propria persona, non poteva non vedere in questo atteggiamento della Giunta e nell'interesse dell'anticipazione delle somme una utilità totale per il sistema.

Io difficilmente credo, presidente Masala, che le interlocuzioni in corso con il ministro Tremonti possano attribuire risorse che in tanti anni in cui la sanità ha dormito possono essere assegnate in questi giorni, e comunque se ciò avvenisse nulla cambia rispetto a quanto è già contenuto nel disegno di legge di assestamento e quanto invece si voleva anticipare, perché delle due l'una: o il disegno di assestamento non serve a nulla, perché se mai si farà, perché intanto si farà dopo questa discussione, si farà dopo la legge elettorale, se andrà avanti, e quindi siamo anche nel limbo, noi non sappiamo neanche se ci sarà l'assestamento. Invece con questa proposizione, che doveva essere da tutta l'Aula e non solamente di una parte politica, ma c'è stato il rifiuto dell'Aula ad esserci il coinvolgimento, il problema l'avremmo sicuramente affrontato e quanto meno dato una soluzione. Quindi, se c'era qualcuno che dormiva, non è stata Forza Italia ma chi, evidentemente, ha diretto l'Assessorato per quattro anni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Per dire di un voto che è di astensione su questo articolo e che riguarda comunque coinvolge l'intero provvedimento. Io ho avuto modo di esprimere nel corso dei lavori istruttori in Commissione un voto contrario; un voto contrario che, a ben vedere e ragionare sul comportamento, sulla condotta e sulla responsabilità della Giunta e della maggioranza, potrebbe essere benissimo confermato perché non vi è nessun titolo di merito e nessun atto o gesto positivo da parte della Giunta e della maggioranza nei confronti né della buona amministrazione, né del comparto sanitario, cose che devono essere affrontate diversamente, in ben altro modo, attraverso la programmazione ordinaria e la buona amministrazione normale della Regione. Per i ritardi, per le colpe gravi, per la confusione, per il danno che avete già creato alla sanità e anche alle aziende e operatori economici del settore, questo provvedimento meriterebbe un voto contrario, per queste ragioni, per costringervi o a governare o ad andarvene, per fare meno danni. Allora perché un voto di astensione? Un voto di astensione perché dalla opposizione, e dalla opposizione vera, tuttavia ci rendiamo conto di una emergenza che, per colpa vostra, in alcuni comparti della sanità esiste e che la Regione deve comunque affrontare, perché voi non state risolvendo un problema, voi ne state aprendo altri, perché nel bilancio ordinario della Regione, che è in ritardo anche quest'anno, e voi volete che tutto sia in ritardo, perché tutto sia confuso e nella confusione possiate pescare a piacimento quello che vi pare, neppure il bilancio e la finanziaria di quest'anno, neppure il DPEF che dovrebbe precedere per legge il bilancio e la finanziaria, risultano ancora pervenuti al Consiglio regionale, all'esame del Consiglio e delle sue Commissioni, meritereste zero spaccato e un voto contrario.

Ma ancora di più, perché ci facciamo carico in parte di una emergenza che nonostante la vostra irresponsabilità deve essere affrontata, non può passare sotto silenzio però questa pervicace insistenza della maggioranza, direi di Forza Italia e direi di Balletto e company, che non so come definire, "la banda Tremonti", che continua a imperversare rappresentandosi in quest'Aula come campioni di buona amministrazione, come capaci di tirare centinaia di miliardi da non so dove per risolvere adesso, così in questo modo confusionario, i problemi della sanità. E così, siccome era maturato un accordo di metodo e anche parzialmente di merito per affrontare una emergenza, e il Consiglio nelle sue parti di maggioranza e anche di opposizione se n'era fatto carico, si presenta un emendamento che io non dico demagogico, io dico un emendamento killer che ieri ha voluto presentare la banda Tremonti, un emendamento killer per uccidere questo provvedimento, poi l'avete ritirato perché la stessa Giunta vi ha detto di ritirarlo, perché voi volevate uccidere questo provvedimento, però non si dice da dove prendano i soldi, si dice: "più soldi alla sanità". Certo, dal Bilancio della Regione, dal recupero attraverso la buona amministrazione, dall'eliminazione degli sprechi si devono trovare gli altri 100 o 200 o quanti serviranno miliardi pensando e parlando in lire. Ma voi da dove dicevate di toglierli? Dai piani di risanamento urbanistico ed anche altre voci? Ma come vi permettete in questi tempi nei quali piovono le aggressioni al territorio, bocciate la salvaguardia ambientale, il Governo Berlusconi regala, impone una cosa chiamata sanatoria - siamo in materia di sanità - che invece devasta il territorio, questa Regione si è dotata di leggi per il risanamento urbanistico, cioè per il recupero dei territori compromessi, e voi niente, togliete proprio da quella voce del recupero del territorio.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). La ringrazio anch'io, su questo articolo il voto è di astensione ci sarà modo, se non si chiariscono per bene le cose, anche da questa parte, dall'opposizione vera di chiarire ancora il nostro pensiero e il concetto che vogliamo esprimere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Noi come Gruppo voteremo a favore del provvedimento, e voteremo a favore perché l'abbiamo proposto. Siamo contro le primogeniture, siamo contro la incomprensione e soprattutto siamo contro la gente che è addormentata, perché l'anno scorso un buon amministratore, un buon presidente di Commissione si sarebbe accorto che la quota di competenza della Regione era insufficiente. I tredici milioni di euro che sono inseriti in questo emendamento sono quelli che sono stati scippati l'anno scorso, cioè la quota di competenza della Regione è stata mutilata. La nostra preoccupazione a questo emendamento, noi siamo preoccupati non quando qualcuno dorme, ma quando uno è troppo sveglio, siccome l'anno scorso abbiamo assistito ad una sceneggiata che ha portato grazie ad una connivenza ad approvare un provvedimento che dava 307 miliardi dati in quattro giorni alle A.S.L. che erano un palliativo con 38 voti a 37 con la richiesta partita da una parte verso l'altra di voto segreto, la nostra unica preoccupazione è approvare in fretta questo provvedimento. Abbiamo detto, ma qualcuno non capisce o non vuol capire, capirà in altre sedi, e allontana sempre le distanze che intercorrono fra noi e certa parte politica per oggi e per domani, è evidente che non vuol capire che i 103 miliardi, ho detto per oggi e per domani, Presidente, che le interlocuzioni per quanto ci riguarda non si sono, perché per quanto attiene il problema relativo a questo emendamento è chiaro che i 103 miliardi a seguito della assegnazione completa dei 307 per il 2001 saranno frutto probabilmente di un emendamento nella finanziaria ma non ci sono stati assegnati. Che significato ha assegnare non 150, 200, ma 78 miliardi, perché 40 milioni di euro sono 78 miliardi, che potrebbero essere insignificanti a seguito dell'interlocuzione, che lo Stato rivendica 380 miliardi, entro l'assestamento se si fa l'assestamento, entro il 31 dicembre, non chiede 30, 40, 50, anche perché ho detto stamattina all'Assessore che ci vogliono i soldi per la blue tongue, perché avant'ieri erano 15 mila, oggi sono già 24 mila e 500 e fra dieci giorni saranno praticamente 40 mila perché c'è in itinere, i dati arrivano in ritardo, eccetera. Quindi noi non dormivamo ieri e non dormiamo oggi, chi è troppo sveglio ci preoccupa, ma penso che in tempi brevi potrebbe preoccuparsi chi oggi evidentemente vuol fare fuga in avanti. È stato detto dall'opposizione, è questione di correttezza, nonostante le sceneggiate napoletane chi ha chiesto l'iscrizione all'ordine del giorno è il sottoscritto invitando gli amici del centrosinistra, anche perché chi poteva farlo non era in condizioni di farlo perché evidentemente ha qualcosa da nascondere. E quando il Presidente Pili mi convocò per affrontare il problema, invitai il Presidente Pili a non invitarmi più quando c'erano presenze che volevano tutelare soltanto gli interessi personali, perché qui dentro ce ne sono tanti, e meno gli interessi di carattere generale. Quindi abbiate la bontà di fare più silenzio per evitare che la gente vi dica quello che pensa realmente e lo dica a chiare lettere anche attraverso gli organi di stampa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Pilo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILO (F.I.-Sardegna). Voterò favorevolmente a questo provvedimento nonostante, ed è per questo la mia dichiarazione di voto, io non condivida questi modi di affrontare i temi della sanità in Sardegna, perché va detto, e qua badate non si salva nessuno, che questi ultimi dieci anni della sanità sono stati gestiti ed affrontati malamente per interessi personali, privati, pubblici, questo non lo so, la verità vera è che il buco della sanità diventerà sempre maggiore perché nessun provvedimento strutturale è stato proposto per la soluzione dei problemi e quindi è inutile mettere pezzette perché le pezzette è evidente che non sono sufficienti. Il problema vero è che la sanità non è un problema degli operatori, noi non dobbiamo porci il problema di tutelare gli operatori della sanità, il problema della sanità, e questo ci tocca come politici, è il problema degli utenti, perché qua abbiamo dei costi altissimi a fronte di una qualità della sanità e della cura che è decisamente scarsa in proporzione alla spesa che noi sosteniamo. E in ogni caso se anche fosse una spesa dimensionata rispetto alla capacità, è anche vero che nessuno degli amministratori preposti, e quindi gli Assessori, si è posto il problema di andare ad individuare nel merito, perché un'azienda sana avrebbe consultato e avrebbe fatto delle indagini precise per vedere quale era lo stato dell'arte per poi proporre i provvedimenti. Siamo in emergenza e in emergenza andiamo e voteremo a favore perché esiste un'emergenza ma non è il modo di risolvere i problemi e Forza Italia questo lo sta dicendo anche in Commissione sanità da anni.

Onorevole Oppi, l'amministratore che doveva proporre e valutare la quantità della spesa era lei, non era il Presidente della Commissione, non era il Consiglio regionale, a fronte di una proposta dell'Assessore il Consiglio regionale, e Forza Italia non si sarebbe tirata indietro, avrebbe valutato quali erano i provvedimenti da assumere per risolvere il problema. Assessore Oppi, non è a Forza Italia che deve parlare di trasversalismo, perché il trasversalismo con la sinistra certamente non è arrivato in tema di sanità da Forza Italia. Presidente, la ringrazio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Io ringrazio la collega Pilo, perché quando si è riferita agli ultimi dieci anni, essendo assente nella scorsa legislatura e non sapendo, anzi essendo presente come operatrice perché allora mi faceva i complimenti per come gestivo la sanità, non riesco a comprendere perché…

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia!

FADDA (La Margherita-D.L.). Quindi il giudizio che è stato dato, è riferito principalmente a questi quattro anni, quattro anni mezzo. E che la collega Pilo parli di trasversalismo non serve, nessuno ne ha parlato in Aula stamattina, possiamo dire una cosa, che io sfido la collega Pilo a prendere le registrazioni dei lavori della Commissione sanità per scoprire quando Forza Italia ha detto le cose che l'onorevole Pilo ha detto in Aula, io la sfido per capire. Se la collega Pilo anziché parlare in questo modo avesse sollecitato i suoi colleghi di essere presenti avremmo lavorato molto di più, avremmo prodotto molto di più perché siamo sempre stati noi dell'opposizione che abbiamo garantito il numero legale in Commissione. Quindi la prego, collega Pilo, lasci perdere il giudizio sui quindici anni, sulla storia della nostra autonomia, credo che lei possa dare un giudizio sugli ultimi quattro anni, sugli ultimi cinque anni, se ne assume la responsabilità di fronte ai suoi colleghi di maggioranza. Forza Italia una cosa l'ha fatta, dobbiamo dirlo pubblicamente, per un anno e mezzo ha bloccato la razionalizzazione della rete ospedaliera, l'unico vero intervento che Forza Italia ha fatto in Commissione, un anno e mezzo bloccata la razionalizzazione della rete ospedaliera. Credo che anche questo è documentato agli atti della Commissione, quindi per correttezza, onorevole Pilo, quando deve scagliare delle accuse faccia un mea culpa, lo faccia con molta serenità, dica con coraggio che, all'interno della Commissione Sanità, avete soltanto bloccato i lavori della Commissione. Delle altre cose siamo disponibili, su qualsiasi tema, sul passato ed anche sul presente, a confrontarci non solo con Forza Italia ma con tutta la maggioranza.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, vota a favore? Si astiene.

Ha domandato di parlare il consigliere Milia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MILIA (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente. Mi pare che da una legge voluta da tutti si arriva ad una sorta di diffamazione continuata ed aggravata da parte di qualche membro della Commissione che, evidentemente, per ragioni esclusivamente strumentali e politiche racconta il falso. Tutti sanno come sono andate le vicende in Commissione Sanità, sanno che i provvedimenti sono stati approvati, così come sono stati approvati decine di altri provvedimenti in altre Commissioni e non è colpa certamente né di Forza Italia, né dei consiglieri di Forza Italia, se molti di questi provvedimenti e non solo della sanità non sono approdati in Aula. Abbiamo una legislatura carica di provvedimenti che non sono arrivati in Aula, dai collegati alla finanziaria per opposizioni strumentali fatte in Commissione e in altre sedi, alle altre leggi che attendono di essere esitate da quest'Aula, i provvedimenti sono stati esitati, evidentemente chi non li ha voluti esitare nelle altre legislature per questioni esclusivamente elettorali di bottega anche in questo momento sta tentando di fare ostruzione dato che siamo in chiusura di legislatura e quindi ognuno vuole procrearsi e cercare di iniziare a trovare argomenti da sbandierare in campagna elettorale. Quindi rigettiamo le accuse al mittente perché il Gruppo di Forza Italia ha sempre fatto il proprio dovere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif.Sardi-U.D.R.). Io annuncio il voto favorevole dei Riformatori al provvedimento. Rapidissimamente riallacciandomi ad alcune cose sentite in quest'Aula vorrei ricordare, se c'è un attimo di disponibilità d'ascolto da parte dei colleghi, che tramite questo provvedimento abbiamo discusso in maniera anche virulenta, ma senz'altro costruttiva, di problemi importanti di questa Regione, di problemi che assorbono la metà del bilancio di questa Regione. Discutendone siamo senz'altro arrivati ad alcune considerazioni finali, la prima è che probabilmente è necessario che la Regione Sardegna in tema di sanità inizi una vertenza con lo Stato per un riequilibrio dei fondi che arrivano attraverso il Fondo sanitario nazionale che oggi penalizzano la Sardegna come quota capitaria. La seconda: che la sottostima del Fondo sanitario regionale è cronica ed è stato considerato da tutti i consiglieri che sono intervenuti, quindi è necessario che la Regione Sardegna metta più soldi in sanità e che lo decida all'atto della stesura del suo Dpef e della sua manovra finanziaria. La terza ed ultima considerazione è che probabilmente, consigliere Fadda dico qualcosa che consente di superare..

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, si rivolga alla Presidenza per cortesia. Onorevole Fadda, la prego.

VARGIU (Rif. Sardi-U.D.R.). La terza considerazione, che forse è la più importante, è che tutti coloro che si sono succeduti in questo Consiglio regionale, a qualunque titolo hanno ricoperto incarichi in Commissione da Assessori sulla sanità, hanno gestito cercando nel modo migliore di risolvere i problemi del quotidiano e non sono riusciti, ma per una mancanza di volontà congiunta dell'Aula, a mettere mano al problema sanità. Io credo che sul problema sanità ci debba essere una moratoria di accuse incrociate tanto sembra di sentire quei medici legali che di fronte al cadavere cercano di capire quale dei trenta medici che sono intervenuti lo hanno ammazzato. La sanità sarda non è un cadavere, è un paziente che forse sarà in condizioni gravi, ma è un paziente che necessita l'intervento dei medici e non dei medici pietosi ma dei medici che sappiamo lavorarci al capezzale e che sappiamo fare qualcosa. Sfido i consiglieri colleghi del centrosinistra a dirci quali sono i provvedimenti strutturali necessari per cambiare la sanità sarda e garantisco sin d'ora che, sia in quest'ultimo scorcio di legislatura, sia per quanto posso per l'impegno del Gruppo dei Riformatori per la prossima legislatura, che da parte dei Riformatori sul problema della sanità ci sarà apertura totale 360 a gradi, nel senso che lo consideriamo un problema da risolvere senza contrapposizioni tra la destra e la sinistra, con il ragionamento, con la ricerca di strumenti che possano indirizzare la sanità sarda verso quel cambiamento che non può essere imputato nel non essere fatto a nessuno perché siamo stati coinvolti tutti nella gestione della sanità e nessuno è riuscito a dare risposte che dal 1991 ad oggi abbattessero quel disavanzo cronico, strutturale di fondi e di controllo della spesa dei fondi che nella sanità sarda c'è. Se siamo d'accordo su questo invece di rimpallarci responsabilità che non modificano in niente lo stato della sanità sarda, mettiamoci a lavorare insieme decidendo che su questa cosa esiste la possibilità di una tregua santa, ma santa perché nell'interesse della salute e del diritto del cittadino, con la quale ed attraverso la quale riuscire a trovare degli strumenti che possono dare certezze alla sanità sarda e ai cittadini per i quali la sanità esiste, perché è stato detto più volte in quest'Aula, io lo ripeto, la sanità non è degli operatori sanitari, non è dei medici, dei presidenti dei medici, dei vicepresidenti, né degli assessori, né dei consiglieri regionali, la sanità è di chi ne ha bisogno, ciascuno di noi, perché ciascuno di noi ne ha avuto bisogno, le nostre famiglie e tutti i cittadini sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.). Ogni tanto il collega Vargiu ha questi sdoppiamenti di personalità, adesso non capisco se è nella fase di lotta o di governo quando fa queste affermazioni, lo richiamo semplicemente a due elementi nel dichiarare il mio voto di astensione. Il primo, in Commissione ci sono due sole riforme nella sanità, la prima è la riforma del sistema delle A.S.L., la seconda è la riforma dei servizi sociali, cioè l'applicazione della 328 in Sardegna. L'applicazione della 328 in Sardegna discende da una legge nazionale del 2000, siamo in ritardo di quattro anni e rischiamo di perdere costantemente fondi sui servizi sociali. La riforma delle A.S.L. è stata presentata oltre un anno fa ed entrambe sono state presentate dal centrosinistra, non c'è nessuna proposta di riforma di altro genere, perché le istituzioni di nuove cose non sono atti riformatori. La seconda questione è questa: dalla scorsa legislatura nella sanità sono arrivati un piano sanitario regionale e la ristrutturazione della rete ospedaliera. La ristrutturazione della rete ospedaliera è rimasta bloccata in Commissione per quattro anni, è stata esaminata su sollecitazione dei commissari dell'opposizione con una lettera formale al Presidente che se n'è fatto carico correttamente, la Commissione ha iniziato l'esame e quel documento conteneva due cose importanti, la prima era la ristrutturazione vera dei posti letto per consentire finalmente l'adeguamento della rete ospedaliera a quelle che sono le norme nazionali, e quindi anche la suddivisione tra ciò che deve essere la medicina, per l'acuzie della medicina per ciò che è tutta la parte cronica, la parte in qualche modo legata a una forma di cura che noi ancora in Sardegna non abbiamo realmente organizzato.

La riforma e la razionalizzazione della rete ospedaliera aveva poi un altro elemento che era la costituzione delle aziende miste Università-Regione. Ebbene, quella proposta era una proposta della maggioranza, è stata emendata dalla stessa maggioranza in una direzione totalmente diversa, per una parte di quel documento; quella modifica per venire incontro ad interessi locali ha di fatto bloccato un provvedimento di interesse generale che doveva servire a riorganizzare, a dare gli strumenti per la riorganizzazione della sanità in Sardegna. L'emendamento ha firme precise, sono firme non incoscienti ma coscienti, e sono firme di responsabilità precise e di volontà di bloccare e non modificare niente della sanità sarda. Le firme sono del Gruppo dei Riformatori e del Gruppo di Forza Italia.

Allora noi possiamo dire tutto quello che vogliamo, parlare di diffamazione, quello che volete, ma in quattro anni, questi sono dati concreti, nessuna proposta di riforma, nessuna azione concreta di cambiamento, anzi atti che hanno, per conflitti interni alla maggioranza, bloccato anche quei provvedimenti che potevano andare avanti e che erano essenziali. Non è che a sei mesi della fine della legislatura di colpo chi ha fatto la maggioranza per quattro anni e mezzo si inventa anche di fare l'opposizione, caro onorevole Vargiu, non è credibile, non ci crede nessuno.

Ma il mio intervento era per amore di verità, per amore di precisazione e il voto è quello di astensione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORDA (Gruppo Misto). Presidente e colleghi, ieri si diceva che questo è un atto dovuto. E' un atto dovuto come dovuti sono quando si debiri pagai su debitu, e il sistema per pagare questo debito qual è? Si fa un altro debito ancora più grande perché su quel debito ulteriore pagheremo gli interessi, anzi i sardi pagheranno gli interessi. E tutto questo per far fronte all'esubero di spesa di un settore che dire che è al disastro è dire poco; un settore nel quale si tortura la gente costringendola a fine estenuanti e ad attese anche di sei mesi per fare un semplice esame. Io dico per fortuna ci sono le strutture private, per fortuna! Perché se non ci fossero le strutture private la sofferenza della gente sarebbe ancora più grande.

E allora il collega Locci, Presidente della Commissione sanità, e non solo lui, ieri accusava il Consiglio di lavorare poco, è un eufemismo. Se si potesse dirla alla sarda: "Seusu una maniga de mandronisi", perché nella realtà - Presidente, il sardo è ammesso in Aula, quindi non faccia quella faccia, è così - se si dovesse applicare ancora una vecchia norma, vecchia e forse anche ingiusta o forse per certi versi giusta, che si chiama "licenziamento per scarso rendimento" qui non ne rimarrebbe uno! Saremmo licenziati tutti perché meriteremmo questo, perché abbiamo l'ordine del giorno del Consiglio che è fermo a un anno fa, ci sono cose uscite che riguardano provvedimenti proposti due - tre anni fa; il modo di lavorare di questo Consiglio è vergognoso! Si lavora dalle cinque in poi, sessantamila riunioni di capigruppo inutili, non si lavora il lunedì, non si lavora il venerdì, e tutto questo sapendo che ci sono provvedimenti importanti, come per esempio il piano regionale sanitario, che forse consentirebbe di mettere un po' di ordine in questo settore, e invece non ha importanza, si continua con questo andazzo, ci riempiono di vergogna i giornalisti tutti i giorni con attacchi a volte giusti, a volte inesatti, ma noi non facciamo una piega, il nostro tran tran, il nostro andazzo, continua così come è andato sempre avanti.

La Regione sarda oggi ha una possibilità di indebitamento pari a 300 milioni, dopodiché non ci danno più soldi, non ci fa credito più nessuno, non ci fa credito più nessuno! Ho sentito prima l'attacco dell'onorevole Oppi che ha fatto accuse gravissime. Io credo che queste accuse meritino un approfondimento urgente da parte di questa maggioranza e di questa opposizione; maggioranza si fa per dire perché mi sembra che la maggioranza si stia dissolvendo al sole, se mai ce n'è stata una; per quello che ha prodotto maggioranza non ce n'è stata, c'è litigiosità, c'è contrapposizione, ma certo non voglia di fare le cose, non voglia di produrre cose utili per la Sardegna.

E allora, davanti a un'accusa così grave come quella pronunciata dall'assessore Oppi, credo che tutti dobbiamo riflettere e credo che il Consiglio debba prendere un'iniziativa di aprire una inchiesta perché non è una cosa da poco quella che ha detto l'onorevole Oppi, è una cosa gravissima, e noi non possiamo far finta di non averla sentita. Comunque, siccome sta scadendo il tempo e questo è un atto dovuto, come abbiamo detto prima, naturalmente io voterò a favore.

PRESIDENTE. Se non vi sono altre dichiarazioni di voto metto in votazione l'articolo 1. È stato chiesto il voto elettronico palese. Se i colleghi hanno preso posto dichiaro aperte le votazioni.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'articolo numero 1.

Rispondono sì i consiglieri:AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CORDA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - USAI - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 68

Votanti 34

Astenuti 34

Maggioranza 18

Favorevoli 34

(Il Consiglio approva).

Il consigliere Locci vota a favore. I consiglieri Spissu, Scano, Cugini, Dettori si sono astenuti.

Si dia lettura dell'articolo 2.

RANDAZZO, Segretario:

Art. 2

1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutati in euro 580.000 per l'anno 2003 e in euro 12.950.000 per gli anni dal 2004 al 2013; agli stessi oneri si fa fronte con le risorse iscritte in conto delle UPB S03.050 e S03.051 del bilancio della Regione per gli stessi anni.

PRESIDENTE. All'articolo 2 è stato presentato l'emendamento sostitutivo parziale numero 2. Se ne dia lettura.

RANDAZZO, Segretario:

Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE

Art. 2

Nell'articolo 2 l'importo di euro "12.950.000" è modificato in euro "18.190.000". (2)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 2 ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Balletto.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Io ritengo di dover esprimere una valutazione...

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia!

COGODI (R.C.). Io ritengo di dover esprimere una valutazione, di dire una parola in relazione a questo articolo 2 che completa questo quadretto di normativa, che è arrivato in Aula perché vi è stato l'unanime convincimento di tutte le parti politiche che fosse, e speriamo ancora possa essere, un provvedimento che affronta, seppure parzialmente, una condizione di sofferenza non solo in termini di salute umana, ma anche di attività economiche legittime che si svolgono nell'ambito della nostra Regione.

Però quello che abbiamo appreso, quello che è stato detto e che abbiamo capito, soprattutto stamane, è argomento che non può passare sotto silenzio. Della politica si potrà dire quello che si vuole e ognuno dirà sempre quello che vuole, perché anche dire male della politica è anche quello un modo di fare politica, e quindi anche a dire che tutti sono uguali e che la notte tutti i gatti sono bigi si può, salvo poi dimostrare quanto si afferma.

Ora è accaduto che l'Assessore della sanità, l'ex Assessore della sanità, attuale segretario di un partito politico di rilievo nel panorama politico regionale, abbia affermato in quest'Aula cose che hanno valenza politica, quali la sceneggiata che, ben si vede, è stata posta in essere da una parte della destra, e soprattutto di Forza Italia e dai Riformatori da ultimo, sennò non si sentono bene se non si affiancano bene alla parte peggiore di Forza Italia, per apparire come quelli che si battono eroicamente per salvare la sanità e le imprese sanitarie pubbliche e private in Sardegna. È esattamente tutto il contrario, ma siamo nell'ambito del giudizio politico.

Un segretario di un partito, e di un partito importante, Assessore importante della sanità in questi anni, ha però affermato anche che nel tempo non remoto, ma abbastanza recente, le stesse riunioni istituzionali convocate dal Presidente della Regione per affrontare i temi della sanità quando si è trattato di temi come questi, questi o consimili, alle riunioni si presentavano solo i diretti interessati, quelli che avevano personale interesse nella valutazione e nello svolgimento e nell'attuazione di provvedimenti pubblici.

Io chiedo che questo intervento che, fino a prova contraria, debbo ritenere fondato, che fino a prova contraria debbo ritenere veritiero, possa essere messo, sbobinato, nella conoscenza dei singoli consiglieri regionali che siamo qui, che così abbiamo udito e così abbiamo capito, perché ne derivi ogni e qualsiasi legittima e doverosa conseguenza. Questo a tutela delle istituzioni pubbliche, a tutela vera della dignità del Consiglio regionale e di ognuno di noi che nei modi che può e che sa svolge una funzione pubblica e intende continuare a svolgere fino a quando ha il mandato, esclusivamente e scrupolosamente, una funzione pubblica. Chi volesse svolgere ancora funzioni private, perseguire personali interessi, deve trovare altro modo e altro luogo, non le istituzioni pubbliche in cui sedere, o se vuole, anche dormire. Chiedo il voto elettronico palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento sostitutivo parziale numero 2 all'articolo 2.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CORDA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOCCI - LIORI - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - USAI - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: CALLEDDA - COGODI - FADDA - FALCONI - MANCA - PIRISI - SANNA Salvatore - SPISSU - VASSALLO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 42

Votanti 33

Astenuti 9

Maggioranza 17

Favorevoli 33

(Il Consiglio approva).

Il consigliere Locci dichiara il suo voto favorevole.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 2. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Chiedo il voto segreto.

PRESIDENTE. Onorevole Locci, può votare con la scheda del collega Pisano che è in congedo.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'articolo 2.

Il voto è segreto. Colleghi, sapete che cosa dovete fare, spostatevi di posto e votate, sennò io dichiaro chiusa la votazione!

Onorevole Rassu, quello che non capiamo è come mai lei non abbia mai problemi quando si vota a voto palese e li abbia quando si vota a voto segreto, quindi per cortesia, il sistema funziona. Lei si sposti di posto quando si accorge che non funziona!

(Proteste dell'onorevole Rassu)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 36

Votanti 34

Astenuti 2

Maggioranza 18

Favorevoli 31

Contrari 3

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CORDA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - SATTA - USAI - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: FADDA - SANNA Salvatore.)

Manca quindi il numero legale. La seduta è sospesa. I lavori riprenderanno alle ore 12.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 23 , viene ripresa alle ore 12 e 02.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo la seduta. Vi ricordo che siamo in sede di votazione dell'articolo 2 ed era stato chiesto il voto segreto e a seguito di questo si era registrata la mancanza del numero legale. Viene reiterata la richiesta di voto segreto?

FADDA (La Margherita - D.L.). La manteniamo.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 38

Votanti 36

Astenuti 2

Maggioranza 19

Favorevoli 35

Contrari 1

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PETRINI - PIANA - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - USAI - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: FADDA - SANNA Salvatore.)

Manca il numero legale. I lavori sono aggiornati alle ore 13. Nel frattempo è convocata la conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 05 , viene ripresa alle ore 13 e 04.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori.

Siamo in sede di votazione dell'articolo 2 del disegno di legge 476/A. Alla votazione precedente era mancato il numero legale.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda sulle modalità di voto. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Noi ritiriamo la richiesta di voto segreto per un grande senso di responsabilità. Credo che abbiamo dimostrato che questa legge può essere approvata soltanto con il consenso, diciamo così, o comunque la non belligeranza delle opposizioni. Vorrei soltanto ricordare che è stata presentata il 21 ottobre, che i Capigruppo dell'opposizione avevano dato l'autorizzazione perché venisse discussa e approvata in Commissione, e che oggi siamo qui a approvare questo provvedimento soltanto per il grande senso di responsabilità delle opposizioni perchè far mancare ancora una volta il numero legale credo che non renderebbe comunque giustizia alla sanità, agli operatori e ai cittadini sardi.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Fadda, è stata quindi ritirata la richiesta di voto segreto.

Metto in votazione l'articolo l'articolo 2.Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 476.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - IBBA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCANO - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - GIAGU - GRANELLA - LAI - MANCA - MARROCU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 72

Votanti 44

Astenuti 28

Maggioranza 23

Favorevoli 44

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. I lavori del Consiglio dovrebbero proseguire con l'esame del testo unificato sulla legge elettorale. Avevamo previsto in sede di conferenza una ripresa dei lavori per le ore 16.30. Chiedo all'Aula se si può procedere secondo questo orario o se vi sono richieste per orari diversi.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Presidente, credo che sia necessario, non so se il tempo tra l'altro sarà sufficiente, esaminare, approfondire gli emendamenti che mi risulta che siano stati presentati, quindi io per il momento chiedo che venga convocato per le ore 17, poi vedremo alle ore 17 se si è in grado o meno di poter procedere dopo l'esame. La richiesta è per le ore 17; poi verificheremo se vi sono le condizioni per poter andare avanti.

PRESIDENTE. C'è una richiesta di iniziare i lavori dell'Aula alle ore 17. La richiesta è accolta, i lavori riprenderanno questo pomeriggio alle ore 17.

La seduta è tolta alle ore 13 e 10.



Allegati seduta

Testo delle interpellanze e interrogazioni annunziate in apertura di seduta

INTERPELLANZAVASSALLO sull'impropria utilizzazione degli edifici scolastici "Anna Frank" ed "Edmondo De Amicis" in Portotorres.

Il sottoscritto,

accertato che a Portotorres è stata promossa una petizione popolare, sottoscritta da diverse centinaia di cittadini, i quali richiedono che gli edifici scolastici della scuola media statale "Anna Frank", in via delle Vigne e della scuola elementare "Edmondo De Amicis", da troppo tempo sottratti alla originaria destinazione d'uso, siano restituiti alla originaria funzione scolastica;

verificato che la città di Portotorres soffre da tempo della insufficiente dotazione di locali da destinarsi alle attività scolastiche, anche in relazione alle mutate esigenze dei nuovi curricolum formativi;

considerato che tale situazione risulta aggravata dalla inadeguatezza dei locali esistenti anche rispetto alle normative vigenti in materia di spazi, dotazione di servizi e condizioni di sicurezza;

ritenuto che la sottrazione delle sopra citate strutture delle scuole "Anna Frank" ed "Edmondo De Amicis", se pure giustificabile a suo tempo per il supposto grave stato di degrado degli edifici, non ha attualmente alcuna ragion d'essere, infatti:

- per quanto riguarda la scuola "Anna Frank" il Comune ha beneficiato di finanziamenti regionali con i quali si è provveduto a realizzare opere di ristrutturazione e ammodernamento;

- per quanto la scuola "Edmondo De Amicis" l'inagibilità è certamente cessata, visto che viene regolarmente utilizzata per ogni tipo di manifestazioni e addirittura per lo svolgimento di corsi universitari;

considerato che, nonostante l'inefficienza dimostrata dall'amministrazione comunale di Portotorres con la mancata attivazione delle provvidenze comunitarie previste dall'apposita misura 3.12 del P.O.R. Sardegna, la Regione sarda ha comunque provveduto all'attribuzione di fondi propri di bilancio per l'edilizia scolastica per le annualità 2002 e 2003 pari a quasi 71 milioni di euro, destinando al Comune di Portotorres la somma di euro 1.144.074 per la scuola elementare "Dessì", la scuola materna "Pigliaru", la scuola materna-elementare "Lussu" di Borgona, nonché un ulteriore finanziamento di euro 571.306 per interventi straordinari di emergenza,

chiede di interpellare il Presidente della Regione, anche nella sua qualità di Assessore ad interim della pubblica istruzione, per sapere se non ritenga:

- di disporre una verifica straordinaria circa l'utilizzazione dei fondi destinanti alla edilizia scolastica presso il Comune di Portotorres;

- di verificare se gli edifici presso i quali sono stati utilizzati i suddetti fondi siano effettivamente utilizzati per le finalità di istituto e non distratti per altri scopi, seppure di pubblico interesse;

- di provvedere, nel caso che nel corso della suddetta verifica emergano eventuali distrazioni dei fondi e/o degli edifici dalla vincolante destinazione scolastica, a disporre il ripristino delle finalità originarie, ovvero, in difetto, il recupero immediato delle somme erogate indebitamente utilizzate, maggiorate degli interessi previsti dalla vigente normativa;

- di fornire alla Corte dei Conti ogni opportuna informazione sulle irregolarità che eventualmente emergessero dalle verifiche effettuate. (404)

INTERPELLANZA MURGIA sulla sicurezza degli edifici scolastici in Sardegna.

Il sottoscritto,

premesso che il quarto "Rapporto nazionale sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza", dedicato alla sicurezza scolastica, realizzato dall'Eurispes contiene un'impietosa radiografia della situazione italiana;

considerato che, come anche evidenziato nei giorni scorsi dagli organi di stampa sardi, la situazione che emerge da tale indagine sullo stato dell'edilizia scolastica è di estrema gravità e in particolar modo sono oggetto dell'indagine:

- le norme di sicurezza per quanto riguarda gli accessi agli edifici scolastici;

- la mancanza di accessi facilitati per disabili;

- la mancanza di vie di fuga;

- lo stato di generale fatiscenza per molti di essi;

ricordato che la Sardegna risulta in cima a questa triste classifica delle regioni italiane e, in particolare, un rilevante numero di scuole non sarebbe in possesso della certificazione idonea alla prevenzione agli incendi mentre oltre l'80 per cento degli istituti sardi è privo del certificato di agibilità sanitaria;

ribadito che molti edifici scolastici sardi sono costruiti in zone ad alto tasso di inquinamento acustico, atmosferico ed elettromagnetico;

sottolineato che gli enti locali competenti alla manutenzione degli istituti scolastici non riescono ad attuare una costante ed efficiente manutenzione degli istituti;

rilevata l'importanza sociale, culturale ed economica che il settore scolastico riveste in Sardegna,

chiede di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per sapere:

1) quali iniziative abbia assunto o intenda assumere la Giunta in merito ai problemi sopra esposti;

2) se siano a conoscenza dei modi e dei tempi previsti per la costituzione dell'anagrafe dell'edilizia scolastica predisposta dal Ministero della pubblica istruzione. (405)

INTERROGAZIONE CORDA - LOCCI - CARLONI, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione scolastica e in particolare del Liceo Classico Dettori.

I sottoscritti, premesso che:

- le scuole superiori della città soffrono di sovraffollamento di iscritti in rapporto alle aule disponibili;

- nell'ambito del piano di dimensionamento scolastico provinciale per sopperire a tale esigenza sono stati reperiti dei locali siti presso la via Peretti (loc. Su Planu);

- sino all'anno scolastico 2002/2003 il Liceo Dettori usufruiva di alcune aule della scuola elementare Riva situata nella piazza Garibaldi, posta a breve distanza dalla sede centrale di via Cugia;

- le difficoltà nel raggiungere le aule in località Su Planu determinano un grave disagio per gli studenti e le famiglie, in particolar modo per i pendolari provenienti dall'interno della provincia che arrivano nella piazza Repubblica;

- i professori, specie se insegnano in più sezioni, non potrebbero garantire un insegnamento adeguato data la lontananza delle sedi così distanti tra di loro (centro di Cagliari e Loc. Su Planu);

- da notizie di stampa si apprende che la Commissione pubblica istruzione del Comune di Cagliari ritiene agibili i locali siti nella scuola Riva e non risulta che alcuna altra autorità abbia formalmente e ufficialmente dichiarato l'inagibilità di tale stabile dove si svolgono regolari lezioni della scuola elementare;

- destano stupore le dichiarazioni di ingegneri della Provincia che affermano, nel mese di ottobre 2003, la sussistenza di pericoli per gli studenti quando evidentemente i medesimi ingegneri non ritenevano che gli stessi fossero presenti sino al mese di giugno 2003, poiché altrimenti sarebbe stato dovere d'ufficio, anche per tale periodo, non omettere di impedire l'accesso allo stabile del Riva:

- l'Assessore provinciale della pubblica istruzione continua a non concedere al Liceo Dettori le aule presso la scuola elementare Riva senza che sussistano concreti motivi per tale rifiuto,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per sapere se siano a conoscenza dei fatti e, in caso affermativo, quali provvedimenti intendano assumere per consentire lo svolgimento delle lezioni per gli studenti e gli insegnanti del Liceo Classico Dettori di Cagliari presso la scuola elementare Riva. (701)

INTERROGAZIONE CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sui tempi di attesa per l'iscrizione all'Albo regionale appaltatori di opere pubbliche (L.R. n. 14 del 2002).

Il sottoscritto,

premesso che le imprese sarde prima dell'entrata in vigore della legge "Merloni" potevano partecipare alle gare di appalto in base al giro di affari dei cinque anni precedenti per importi superiori a euro 150.000;

preso atto che da circa un anno alla stragrande maggioranza degli imprenditori sardi viene impedito di partecipare alle gare d'appalto in assenza di iscrizione all'albo;

visto che per la iscrizione per importi nettamente superiori, pur in presenza dei requisiti necessari, gli uffici regionali preposti non stanno provvedendo la relativa qualificazione in tempi ragionevolmente brevi;

considerato che questo stato di cose stia danneggiando notevolmente i nostri imprenditori a vantaggio di quelli che vengono dal continente;

venuto a conoscenza che il Governo nazionale, nella prossima legge finanziaria, ha previsto il ripristino delle regole vigenti al momento dell'entrata in vigore della legge "Merloni";

considerata, inoltre, la grave crisi che la Sardegna attraversa in diversi settori produttivi,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dei lavori pubblici per sapere

- se siano a conoscenza delle lunghe attese a cui vanno incontro gli imprenditori sardi per avere la qualificazione all'Albo regionale appaltatori;

- se non ritengano, in attesa dell'approvazione della finanziaria nazionale, di adottare un provvedimento tampone in favore delle imprese isolane, che si trovano in una posizione di inferiorità non per colpa loro, ma per la lentezza della macchina burocratica regionale, mettendole così alla pari delle altre imprese che partecipano e si aggiudicano le gare di appalto, in danno alla nostra economia. (702)

INTERROGAZIONE SANNA Gian Valerio, con richiesta di risposta scritta, sulle ragioni che motivano gli importi posti alla base della gara per la progettazione, realizzazione e avviamento del sistema integrato promo-prenotazione "Prodotto turistico Regione sarda".

Il sottoscritto,

premesso che con bando di gara del 28 dicembre 2001 il Direttore generale dell'Assessorato del turismo ha indetto licitazione privata ai sensi dell'articolo 6 del decreto legislativo n. 157 del 1995 per la progettazione, realizzazione, avviamento, aggiornamento e gestione del sistema integrato promo-prenotazione "Prodotto turistico Regione sarda", il cui importo a base d'asta è stato stimato in euro 2.582.284,46 Iva inclusa;

considerato che detto bando di gara è stato redatto in assenza di qualunque studio preliminare di congruità della base d'asta ed in assenza di correlazione funzionale fra importo stimato e prestazioni collegate, nonché nella evidente sproporzione delle garanzie economiche poste per la corretta esecuzione dell'oggetto della gara;

ravvisato che a fronte di dette osservazioni risulta che il Dirigente preposto a tale valutazione sia stato immotivatamente sollevato dall'incarico, proprio in coincidenza con lo svolgimento dell'istruttoria di che trattasi e che il sindacato ha ripetutamente richiesto all'Amministrazione di conoscere i criteri e le ragioni che supporterebbero tale decisione senza peraltro ricevere adeguato riscontro;

considerato che il decreto assessoriale contenente gli estremi di revoca dell'incarico appare evidentemente illegittimo per violazione dell'articolo 28 della legge regionale n. 31 del 1998 laddove prevede una durata quinquennale delle attribuzioni di direzione;

dato atto che il suddetto appalto ha avuto corso nelle condizioni di palese non congruità degli importi previsti in relazione alle prestazioni richieste,

chiede di interrogare l'Assessore regionale del turismo, artigianato e commercio per conoscere:

a) per quali ragioni manchino a supporto della gara in questione valutazioni di congruità della spesa prevista a base dell'appalto e se non si ritenga necessario comunque provvedere a sanatoria;

b) quali stime siano state effettuate per riconoscere in quasi 2,6 milioni di euro il giusto corrispettivo ad una prestazione che, complessivamente, da dati facilmente desumibili sul corrente mercato, non ammonterebbe a più di un decimo di tale importo;

c) le ragioni della scelta della licitazione privata in alternativa a metodiche di affido assolutamente più vantaggiose, trasparenti ed opportune per questo tipo di prestazione;

d) se esista correlazione fra tali procedure di gara e l'illegittimo trasferimento del Dirigente di cui al decreto assessoriale n. 267/p del 10 marzo 2003;

e) le motivazioni che abbiano indotto l'Assessore a sollevare dall'incarico il Dirigente in questione e le caratteristiche che hanno supportato la figura professionale del suo sostituto.

Infine, ai sensi dell'articolo 105 del vigente Regolamento interno del Consiglio Regionale, chiede di poter ottenere tutta la documentazione istruttoria degli uffici riguardante la gara ed il successivo affido, lo stato di esecuzione delle prestazioni e le spese impegnate ed erogate, con riserva di iniziativa giurisdizionale sugli stessi. (703)

INTERROGAZIONE CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata applicazione della Legge 11 gennaio 1996, n. 23 "Norme per l'edilizia scolastica", in favore del Convitto nazionale "Canopoleno" di Sassari.

Il sottoscritto,

preso atto che l'amministrazione provinciale di Sassari, nonostante gli impegni assunti fin dallo scorso mese di maggio, in netto contrasto con quanto previsto dall'articolo 3 della Legge n. 23 del 1996, continua a disattendere il dettato normativo che affida alla Provincia la competenza delle manutenzioni ordinarie e straordinarie per gli edifici di scuola di istruzione secondaria nonché dei convitti nazionali;

visto che la mancata convenzione tra la Provincia e il Convitto "Canopoleno" sta aggravando ogni giorno di più lo stato conservativo, strutturale e manutentivo fino al punto di creare pregiudizio alla stesso edificio scolastico;

considerato che il Convitto nazionale "Canopoleno" ha rappresentato e rappresenta tutt'oggi un pezzo di storia della città di Sassari;

evidenziato che l'amministrazione provinciale di Sassari, nonostante i numerosi solleciti, si rifiuta di addivenire ad un accordo per la stipula di apposita convenzione senza giustificato motivo;

ritenuto che il comportamento dell'amministrazione provinciale sia arbitrario, lesivo e dannoso nei confronti del Convitto che conta circa 1200 iscritti;

sottolineato che l'amministrazione provinciale, anziché protestare e rivendicare maggiori risorse dalla regione, farebbe molto meglio a spendere quelle che ha già ricevuto in favore dell'edilizia scolastica, compreso il Convitto "Canopoleno" di Sassari,

chiede di interrogare, il Presidente della Regione, Assessore ad interim della pubblica istruzione, per sapere:

a) se sia a conoscenza di quanto sopra esposto;

b) se non ritenga, ai sensi dell'articolo 4, comma 9, della Legge 23 del 1996, di provvedere ad attivare i poteri sostitutivi e procedere con immediatezza ad apposita convenzione tra la Provincia di Sassari ed il Convitto "Canopoleno", per consentire a quest'ultimo di svolgere l'attività scolastica e didattica nell'anno in corso e successivi in un contesto più generale alla pari degli altri istituti scolastici della provincia. (704)

INTERROGAZIONE BALIA - IBBA - MASIA, con richiesta di risposta scritta, sull'indebitamento del comparto agricolo della Sardegna e sull'ulteriore aggravamento della crisi nel settore conseguente al crollo del prezzo del latte.

I sottoscritti,

premesso che il comparto agricolo della Sardegna è investito da una crisi che senza interventi di carattere strutturale appare ormai irreversibile;

considerato che le imprese agricole, in numero di circa seimila, sono indebitate per un totale di circa 750.000.000 euro e che l'indebitamento, secondo la stima di un'associazione di categoria, coincide con l'80 per cento circa della produzione lorda vendibile;

constatato che centinaia di imprese hanno avuto i decreti ingiuntivi, altre saranno escusse in tempi brevi, molte sono già fallite, altre stanno per essere messe all'asta;

verificato che la crisi del comparto agricolo ha radici nella debolezza strutturale del settore, che ha dovuto far fronte peraltro ad eventi calamitosi ripetuti negli anni, a ritardi nell'erogazione degli incentivi, al blocco delle agevolazioni sui tassi di interesse previste dalla legge regionale 44/88 da parte dell'Unione Europea;

preso atto che per il settore ovicaprino la crisi è ulteriormente aggravata dal crollo del prezzo del latte, che nel 2001 veniva pagato 0,80 euro al litro, 0,70 lo scorso anno, mentre per l'anno corrente l'offerta delle industrie casearie si attesterebbe su 0,50 euro, contro un costo di produzione che è stimato in circa 0,78 euro per litro;

rilevato che gli allevatori sardi hanno già subìto gravissime perdite a causa della lingua blu, che sta decimando gli allevamenti di pecore del sud e del centro Sardegna, della forte riduzione dei livelli di piovosità negli ultimi decenni, del pesante rincaro dei prezzi per l'approvvigionamento dei mangimi, dell'energia elettrica e dei mezzi agricoli;

valutato che quello agricolo è un settore trainante dell'economia della Sardegna e che l'acuirsi della crisi si ripercuoterebbe su tutti gli altri settori, in particolare sulle industrie di trasformazione e sul turismo;

considerato, altresì, che la protesta degli allevatori dilaga e, soprattutto nel nuorese dove sono ancora occupati i comuni di Gavoi, Ollollai, Ovodda e Mamoiada, la situazione rischia di diventare incontrollabile,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale per conoscere:

- quali iniziative intendano intraprendere per evitare il collasso dell'intero comparto agricolo individuando, con gli istituti di credito, soluzioni che consentano la ricontrattazione dei debiti degli agricoltori;

- quali provvedimenti assumeranno per garantire agli allevatori sardi un congruo prezzo per il latte ovino e caprino. (705)