Seduta n.465 del 11/11/2008
CDLXV Seduta
(POMERIDIANA)
Martedì 11 novembre 2008
Presidenza del Vicepresidente RASSU
indi
del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 34.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 30 ottobre 2008 (456), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Serra ha chiesto congedo per la seduta pomeridiana dell'11 novembre 2008.
Poiché non vi sono opposizioni, questo congedo si intende accordato.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di legge:
"Modifica della legge regionale 29 ottobre 2008, n. 15 (Interventi urgenti conseguenti agli eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico del mese di ottobre 2008)". (349)
(Pervenuto il 10 novembre 2008 e assegnato alla quarta Commissione)
Annunzio di presentazione di proposte di legge nazionali
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge nazionali:
Balia - Caligaris - Ibba - Masia: "Elezione dell'Assemblea costituente per la revisione della Costituzione". (10/NAZ)
(Pervenuta il 7 novembre 2008 e assegnata alla prima Commissione)
Balia - Caligaris - Ibba - Masia: "Norme per la tutela degli utenti dei pubblici servizi e per la riduzione delle tariffe dell'energia elettrica e della telefonia". (11/NAZ)
(Pervenuta il 7 novembre 2008 e assegnata alla sesta Commissione)
Balia - Caligaris - Ibba - Masia: "Norme per il contenimento del lavoro precario e per il sostegno dell'occupazione stabile". (12/NAZ)
(Pervenuta il 7 novembre 2008 e assegnata alla sesta Commissione)
Balia - Caligaris - Ibba - Masia: "Disciplina del patto civile di solidarietà". (13/NAZ)
(Pervenuta il 7 novembre 2008 e assegnata alla seconda Commissione)
Risposta scritta a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione Dedoni sulla competenza amministrativa dell'Unità organizzativa CRFP di Bosa". (385)
(Risposta scritta in data 10 novembre 2008.)
"Interrogazione Caligaris sulla situazione dell'Ufficio di controllo di II livello della spesa comunitaria della Regione". (1326)
(Risposta scritta in data 10 novembre 2008.)
"Interrogazione Vargiu sul grave stato di disagio creatosi all'interno dell'Ufficio regionale di controllo di II livello della spesa comunitario". (1328)
(Risposta scritta in data 10 novembre 2008.)
Bene, colleghi, stante il numero esiguo di presenti, io sospendo i lavori per dieci minuti, ma tra dieci minuti si inizia senza ulteriori tentennamenti. Quindi la seduta è aggiornata alle ore 16 e 45. Prego i colleghi di stare in aula, se no è inutile che aggiorniamo i lavori. Grazie.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 35, viene ripresa alle ore 16 e 46.)
del contenimento dei consumi energetici (290)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A.
Siamo in discussione sull'articolo 26.
E' iscritto a parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Cosa volete fare?
PRESIDENTE. Onorevole Pileri, prego.
DEDONI (Riformatori Sardi). Numero legale!
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Prego, onorevole Pileri.
Chi sta chiedendo il numero legale, scusate? Prego, onorevole Pileri.
CAPPAI (U.D.C.). Numero legale!
PILERI (F.I.). Allora…
PRESIDENTE. Prego, onorevole Pileri.
CUGINI (Sinistra Autonomista). No, Presidente, lei è una persona seria, non si comporti…
PRESIDENTE. Onorevole Pileri prego! Onorevole Cugini, la prego.
PILERI (F.I.). Possiamo iniziare, Presidente?
(Interruzioni)
Beh, scusate, mettetevi d'accordo, io inizio a parlare. Se c'è il Capogruppo che lo chiede non è un problema.
Presidente, posso iniziare?
PRESIDENTE. Le ho dato la parola già da un minuto, onorevole Pileri. Prego, inizi!
PILERI (F.I.). Se c'è un attimo di attenzione.
PRESIDENTE. Inizi! Colleghi, vi prego di prestare attenzione, grazie.
PILERI (F.I.). Io dico di prestare attenzione anche perché forse entriamo nel vivo della discussione della legge urbanistica e l'articolo 26 con gli articoli che seguono rappresentano, appunto, il cuore della legge urbanistica, il documento di programmazione territoriale, e quindi, come ho detto prima, l'articolo 26, ma anche il 27 per il quale poi farò anche qualche breve considerazione e poi a seguire il 28 che riguarda il Piano paesaggistico regionale, il 29 le procedure di approvazione del Piano paesaggistico regionale, l'articolo 30 relativo alle varianti al Piano paesaggistico regionale, l'articolo 31 che sono gli atti di indirizzo per il Piano, come ho detto prima rappresentano un momento importante dell'esame della legge e quindi forse potrebbe essere lanciata non una sfida al centrosinistra per confrontarsi su questa legge, ma la richiesta di un confronto per discutere in maniera costruttiva la stessa legge, purché però su questi articoli, e cioè in particolare sugli articoli 28, 29, 30 e 31, ci sia la volontà di un cambio di rotta, quindi non più una strategia di politica urbanistica che vede la Giunta come protagonista del potere legislativo, ma deve vedere la Giunta come promotrice dell'attività legislativa di programmazione territoriale. Noi saremmo d'accordo su questo principio, cioè che la Giunta possa proporre e predisporre gli atti, ma che il potere legislativo su questi importanti atti di pianificazione rimanga nelle prerogative del Consiglio regionale.
In mattinata io ho ascoltato con molta attenzione gli interventi, ad esempio, dell'onorevole Uras, che ha dichiarato: "La minoranza ha rinunciato alla discussione". Non mi sembra, perché la minoranza ha presentato anche emendamenti importanti come quello, appunto, all'articolo 29, l'emendamento numero 145, dove cerchiamo in qualche modo di modificare quelle che sono le procedure di approvazione del Piano paesaggistico regionale. La minoranza in qualche modo era anche promotrice degli articoli 36 e 37 perché sono due articoli che derivano, e per i quali noi avevamo chiesto di poterli stralciare dalla legge, derivano da due proposte di legge, la "290" e la "279": la "290" per quanto riguarda il risparmio energetico e la "279" per quanto riguardava le deroghe per i diversamente abili, che era stata recepita tra l'altro nella legge regionale 3, cioè nella finanziaria, quindi c'è già un provvedimento legislativo che tratta questo importante argomento. Noi, in Commissione, avevamo chiesto di poter esitare, in maniera indipendente, questi due articoli con dei provvedimenti legislativi appositi. E poi l'onorevole Masia che dichiara giustamente: "L'articolo 26 e l'unico che viene approvato dal Consiglio regionale", ma c'è una novità che poi, sulla base degli emendamenti, vi dirò dopo. L'onorevole Cugini stamattina ha parlato, con molta attenzione, dell'importanza della conservazione del bene ambiente. Vedete, qua, l'opposizione, per chiarirci una volta per tutte, non sta mettendo in discussione la salvaguardia dell'ambiente, la salvaguardia del territorio, la necessità di una pianificazione, ma sta mettendo in discussione il modo e il merito con i quali questa salvaguardia si vuole portare avanti. Il bene ambiente è un bene dei cittadini, non è di una parte politica, non appartiene né alla destra, né alla sinistra, noi tutti insieme abbiamo il dovere di tutelarlo. Però, quello che è importante, che ci distingue, sono i metodi. Per entrare nel vivo dell'articolato, l'articolo 36 non è, così come è scritto, un articolo che può essere contestato in toto, però rischia di essere un mezzo doppione del Piano paesaggistico regionale. C'è il rischio, infatti, che troppi strumenti di pianificazione creino confusione, e possano comportare il ritardo di un importante pianificazione, che poi dal livello regionale si deve spostare a livello comunale. Anche in questo caso noi riteniamo che questo articolo possa rimanere in piedi, semplicemente come atto politico di indirizzo, perché nel momento in cui si interviene con degli emendamenti a modificarlo, e non lo si rende né PPR, né documento di indirizzo, è un articolo che non ha una identificazione precisa nel contesto normativo di pianificazione urbanistica, e quindi rischia, in questo caso, se non è un documento strategico di pianificazione, e se non è neppure un Piano paesaggistico, di diventare uno strumento di pianificazione inutile che può far, a questo punto, forse, perdere tempo al Consiglio regionale, che dovrebbe essere l'organo deputato per la sua approvazione. E qua voglio richiamare la necessità che era opportuno, forse, e lo richiamiamo sempre perché è molto importante, apportare le necessarie modifiche al Piano paesaggistico regionale vigente; sarebbe stato importante approvare immediatamente o contestualmente, con questo disegno di legge, in Consiglio regionale, in questo momento, sarebbe forse stato uno sforzo che avremmo potuto fare anche tutti insieme, quello di approvare le direttive che avrebbero potuto dare gli strumenti necessari e importanti alle amministrazioni comunali, per fare in tempi stretti e brevi, con la certezza e la chiarezza delle norme sovraordinate, appunto, approvare i Piani urbanistici comunali. Su questo articolo si era espresso anche il Consiglio delle autonomie locali, con dichiarazioni del tipo: "Il DPT, cioè il documento di programmazione e pianificazione territoriale, è evanescente, assomiglia agli assetti del territorio del vecchio Piano di rinascita, appare essere una duplicazione del Piano paesaggistico regionale, o meglio una scissione dello stesso in due". E qua io vorrei aprire una riflessione sugli emendamenti che sono stati presentati. La Giunta ha presentato due emendamenti sostitutivi, entrambi dell'articolo 26, e cioè gli emendamenti numero 252 e 254. Sono due emendamenti praticamente simili, cambiano semplicemente due parole, io ho sinceramente non capisco la necessità di presentare due emendamenti da parte della Giunta, quando probabilmente se ci fossero state le idee chiare, anche un consenso da parte della maggioranza, si poteva presentare un unico emendamento sostitutivo dell'articolo 26. Non quale delle due deve essere considerato buono. Mentre l'emendamento numero 271 Biancu, Pinna è un timido tentativo di trasformare il DTP in strumento di pianificazione territoriale, quindi anche questo non è un emendamento che possa sostanzialmente diventare determinante. Ma quello che mi preoccupa è l'emendamento all'articolo 27 cioè quello presentato dalla Giunta relativa alla procedura di approvazione del DTP. Poiché questo era un articolo che veniva approvato al Consiglio regionale ho notato che la Giunta ha presentato un emendamento soppressivo all'articolo 27, l'articolo 27 è l'articolo che stabilisce i criteri di approvazione del DTP, che erano di competenza del Consiglio regionale. Credo che questo emendamento poiché c'è anche un nostro emendamento soppressivo abbia un significato totalmente diverso da quello che abbiamo presentato noi. Spero che non sia soppressivo per il fatto che il DTP deve essere approvato dal Consiglio regionale e non dalla Giunta.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pileri, ha chiesto di intervenire l'onorevole Mattana, prego...
DEDONI (Riformatori Sardi). Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Si prenoti innanzitutto, onorevole Dedoni, deve essere sostenuta da altri otto consiglieri o due Capigruppo, ok. Due segretari al tavolo della Presidenza.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri Ladu e La Spisa.)
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
Prendo atto che i consiglieri Cerina e Rassu sono presenti.
PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 62 consiglieri.
Risultano presenti i consiglieri: Agus - Amadu - Atzeri - Barracciu - Biancu - Bruno - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Gessa - Ladu - Lai Renato - Lanzi - Licandro - Licheri - Lombardo - Manca - Marracini - Masia - Mattana - Moro - Orrù - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Tocco - Uggias - Uras - Vargiu.
Constato la presenza del numero legale.
E' iscritto a parlare il consigliere Mattana. Ne ha facoltà.
MATTANA (P.D.). Grazie, signor Presidente, come è stato già detto, io credo che con la discussione di questo articolo si affronti una delle parti qualificanti della legge. Dopo la discussione sui principi e sulle finalità, sui soggetti della pianificazione, che sono stati individuati sui diversi livelli di competenza, quello dei comuni che sono, è affermato, titolari della pianificazione territoriale, quello della provincia che ha invece una funzione di coordinamento e deve incentivare la pianificazione sovracomunale, quello della Regione che stabilisce le regole generali della pianificazione del territorio; e collegata, appunto, ai soggetti della pianificazione vi sono gli strumenti della pianificazione richiamati dall'articolo 3 del testo di legge che è ora in discussione.
Tra questi strumenti ruolo e funzione principale viene svolta dai DTP, dal documento di programmazione territoriale che, analogamente a quello che è stato individuato anche in altre Regioni d'Italia, ha la funzione proprio di essere uno strumento strategico della pianificazione territoriale regionale, e ancora di più è uno strumento di coordinamento e di programmazione generale del territorio, quindi con una nota, io dico di novità e di modernità, intanto perché rappresenta lo strumento sovraordinato e quindi credo che riporti al sistema il quadro della pianificazione nella nostra Regione, che io ricordo all'inizio della legislatura ha dovuto affrontare un'emergenza, quindi affrontando prima l'aspetto della tutela paesaggistica rispetto a quello del più ampio governo del territorio all'interno del quale anche gli strumenti tutela paesaggistica rientrano. Perché, come veniva ricordato anche in precedenza, noi abbiamo trovato all'inizio della legislatura un vuoto normativo, con l'annullamento di tutti i piani territoriali paesaggistici paesistici ad eccezione di quello del Sinis. Quindi è stato necessario operare una inversione, io la chiamerei così, al processo di pianificazione affrontando prima l'emergenza, che era quella di ripristinare regole nella nostra Regione, regole che colpevolmente, colpevolmente dico, non erano state ripristinate in cinque anni di governo del centrodestra e che quindi dopo circa sette anni dall'annullamento dei PTP era necessario ripristinare per evitare come è stato detto la cementificazione delle nostre coste, ma per evitare un uso, dico di più sregolato del territorio che questa legge vuole evitare quindi con la legge regionale numero 8 del 2004 che ha ripristinato regole e ha determinato poi l'approvazione del piano paesaggistico regionale. E io credo che rispetto al piano paesaggistico regionale noi non effettuiamo alcun arretramento, noi difendiamo le scelte operate, seppur con l'esigenze di miglioramento nel corso dell'attuazione del piano e diciamo che queste rappresentano oltre che un riferimento dell'azione paesaggistica una scelta, una scelta in ordine al modello di sviluppo che vogliamo dare per il nostro territorio; perché quando si dice che tutti vogliono tutelare l'ambiente e si discute solo delle modalità, come veniva detto in cui viene salvaguardato l'ambiente, non si dice una cosa precisa, perché intanto quello che è apparso è che ci sono due visioni diverse di tutelare il paesaggio e di concepire anche lo sviluppo della nostra Regione, e sono una visione che ritiene ancora che si debba insistere nell'edificazione sulle coste, che è il bene di pregio della nostra Regione, che per incrementare il turismo è necessario, sono necessarie nuove volumetrie sulle coste, come se le volumetrie fossero uguali allo sviluppo, che quindi non siano sufficienti 250 mila e oltre seconde case sulle nostre coste, che sono utilizzate solo al 50 percento per pochi mesi durante la stagione estiva e non danno alcuna ricaduta economica sul territorio. Io credo che si debba invece pensare ad un altro modello di sviluppo, ed è quello che noi proponiamo con la legge sul governo del territorio, perché la legge sul governo del territorio, e in particolare il documento di programmazione territoriale ha una funzione che non è solamente quella di dare indirizzo per la redazione del PPR ma è una funzione di programmazione di pianificazione dello sviluppo cioè di determinare le scelte socio economico che riguardano lo sviluppo del nostro territorio, quindi si basa su una concezione e su un modello dello sviluppo che è diverso rispetto a quello del centrodestra, è un'altra cosa, noi abbiamo un'altra visione dello sviluppo che vuole fare un uso equilibrato del territorio, intanto riducendo il consumo del territorio, soprattutto del territorio di pregio che è la nostra fascia costiera che è il valore aggiunto della nostra Regione, tutelando e valorizzando il paesaggio identità storico culturale e tra le altre cose tra le altre finalità indicate dall'articolo 2, mettendo in sicurezza anche nostri territori, attraverso evitando il rischio idrogeologico, che, come abbiamo visto anche di recente, in seguito a un'edificazione sregolata, io non dico altre cose. Quando sono stati approvati quei piani, forse, erano nel rispetto delle leggi, ma sicuramente avevano poca attenzione per il territorio e per un uso equilibrato del territorio. Quindi, noi vogliamo un uso del territorio che sia equilibrato e sia il meno possibile sulle coste. Quindi, un diverso modello di sviluppo e delle linee guida della programmazione territoriale che anche con il modo in cui è stato emendato, sia l'articolo 26, ma in particolare l'articolo 27, che veniva richiamato anche dal collega Pileri prima, valorizza il ruolo del Consiglio regionale. Io sono convinto che la nuova stesura proposta con l'emendamento al successivo articolo 27 dia un ruolo nuovo al Consiglio, non restituisce solo un ruolo al Consiglio, come è stato detto, mi pare riduttivo, da un ruolo nuovo al Consiglio, perché il Consiglio regionale intanto attua le procedure che danno applicazione al principio di partecipazione, cioè attraverso la consultazione e la concertazione con il sistema delle autonomie locali e con tutti i soggetti portatori di interessi diffusi, e poi lo fa attraverso strumenti nuovi, non come l'ha fatto la Commissione quarta in occasione, lo ricorda il relatore Pirisi, dell'esame del Piano paesaggistico regionale, del parere sul Piano paesaggistico regionale, attraverso delle audizioni provinciali che hanno dato buoni risultati. Io credo che abbiamo fatto un buon lavoro con quelle audizioni, ed è stato di ausilio al lavoro della Giunta regionale, ma questa è un'altra cosa, questa è un'altra cosa, perché il Consiglio regionale si dota di strumenti nuovi, che sono quelli richiamati dall'articolo 15 della legge statutaria, cioè strumenti che la stessa Giunta regionale mette a disposizione, strutture quindi; si organizza un sistema nuovo attraverso il quale c'è un nuovo ruolo del Consiglio regionale, quindi una novità che io credo debba essere apprezzata. E la novità è data anche dal fatto che a questo Documento di programmazione territoriale si deve uniformare anche la relazione del PPR, che deve essere fatto in coerenza, come dice l'emendamento successivo. Quindi, io non sono d'accordo con quanto sosteneva prima il collega Pileri. Io credo che anche su questo noi stiamo migliorando la procedura e stiamo dando un ruolo più incisivo al Consiglio regionale.
Quindi, credo che il testo sia stato migliorato, e ci sia un contributo fattivo del centrosinistra in questo caso, devo dire, al miglioramento del testo, perché io mi sarei aspettato che il centrodestra si confrontasse. Cioè noi accettiamo la sfida, collega Pileri, però chiediamo che ci sia un contributo fattivo e non ruolo da spettatori critici. Noi vogliamo confrontarci sul merito, sulle proposte. E' stato detto che questa legge forse alcuni non la volevano, lo dicevo al collega Masia, io penso che sia, come diceva lei, una legge che serve e che dia risposte alle esigenze che noi stiamo…
PRESIDENTE. Prego, onorevole.
MATTANA (P.D.). Concludo… Attraverso il confronto e il contributo anche di quelli che avevano scetticismo su alcune parti, che adesso invece stanno aiutando con degli utili spunti e proposte a migliorare il testo di legge e a renderlo un testo condiviso che possa dare più risposte alle esigenze della Sardegna.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Mattana. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze, urbanistica. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Grazie, Presidente. Io credo, onorevoli consiglieri, che la sincerità poi alla fine paga sempre, e allora perché non dire in maniera molto serena che il cuore di cui parla l'onorevole Pileri, che dovrebbe essere quello che affrontiamo, non è il cuore, il cuore vero, per come abbiamo ragionato in questi giorni, è certamente il Piano urbanistico comunale, ma io capisco che per lui sia il cuore perché individua in questi prossimi articoli un punto di oggettiva difficoltà. E perché non dirlo? Le difficoltà ci sono, e, come le sofferenze sono maestre di vita, le difficoltà aiutano a essere migliori, più attenti a perfezionare le cose. La politica si deve scandalizzare poco di migliorarsi qualche volta, e anche di ammettere i limiti di alcune posizioni. E noi abbiamo lavorato per superarle queste difficoltà, e credo che il modo con cui abbiamo lavorato dovrebbe prestare una maggiore accoglienza e attenzione anche nelle opposizioni, perché il punto non era cercare di discutere su come ripristinare la logica della catena di comando fra Giunta e Consiglio, ma è quello di individuare i processi che come abbiamo, e si vedrà, elaborato pensano a norme che debbano esistere per chiunque verrà dopo questo governo regionale, e quindi invocare posizioni che inducono solo la divisione della maggioranza, senza prestare attenzione invece ai contenuti di alcuni strumenti molto importanti, significa perdere anche delle occasioni per portare avanti questa continua contestazione senza contropartita. Il nostro problema era quello di individuare, è stato possibile farlo, nel Documento di programmazione territoriale il vero punto nel quale il Consiglio regionale può disporre totalmente della sua autonomia nell'assegnare gli indirizzi e le prescrizioni agli atti che poi verranno delegati. La formulazione dell'emendamento numero 271, sul quale noi ci ritroviamo, ed è per questo che gli emendamenti numero 252 e 254 rappresentano il senso di questa difficoltà, che poi è approdato a una soluzione unitaria, dice anche una cosa importante, che la mediazione sociale, rispetto agli indirizzi da dare alla pianificazione territoriale, non la fa la Giunta per conto del Consiglio, ma la fa il Consiglio direttamente; la Giunta mantiene l'onere di una proposta e l'affida al Consiglio perché la elabori nel pieno della sua autonomia e consegni gli indirizzi su tutti gli strumenti della pianificazione, cioè sulla pianificazione paesaggistica, ma anche sugli atti di indirizzo, in maniera tale che possa esercitare quella funzione di controllo e di verifica rispetto all'esecuzione di questi atti, senza bisogno che ci sia una posizione intermedia della Giunta che faccia da mediazione sociale con le organizzazioni, con il sistema degli enti locali, con i portatori di interessi diffusi. E' ben vero che questa posizione poteva anche entrare in rotta di collisione, colleghi, previsioni della statutaria, ma non è così, perché certamente il Consiglio regionale rappresenta il popolo sardo, ma può anche utilizzare la sua rappresentatività su argomenti delicati e importanti come questi per accogliere anche le osservazioni, le indicazioni del più ampio corpo sociale, ed è chiaro che gli emendamenti numero 252 e 254, che ovviamente, Presidente, la Giunta ritira, sono collegati anche a quello invocato dall'onorevole Pileri sull'abrogazione dell'articolo 27, che basta leggere il contenuto dell'emendamento numero 252 e si capisce logicamente in che contesto sta. Io credo che questa soluzione rappresenti un punto di discontinuità rispetto ai normali processi nei quali anche gli atti di indirizzo e le linee guida assegnati a atti delegati poi alla Giunta assumono un livello di autonomia totale in capo al Consiglio regionale. Potrà sembrarvi strano, ma io credo che una democrazia, anche con l'elezione diretta del Presidente, si rafforza se fa guadagnare, nel momento in cui assegna gli indirizzi, alla Giunta la sua forza, perché è chiaro che l'azione della Giunta non può che essere volta a traguardare anche altri livelli, che sono livelli più amministrativi, più tecnici, più conoscitivi, ed è per questo che nel Documento di programmazione territoriale vengono inseriti tutti quegli elementi propedeutici e necessari affinché le lineedi indirizzo prendano consistenza, motivazione e ragione; questo è il punto sul quale noi abbiamo riflettuto, certamente può essere banalizzato, come spesso si fa per questioni di parte, ma io credo che se verrà letto adeguatamente, e questo è un punto di discontinuità reale rispetto a quello che è avvenuto anche, come diceva l'onorevole Mattana, in un momento di fretta e di emergenza tra la presentazione delle linee guida, cosiddette, del Piano paesaggistico, che poi, di fatto, non avevano la strumentazione necessaria per aprire un dibattito di merito sugli obiettivi finali della pianificazione paesaggistica, cosa che era anche molto difficile fare dal momento che , a pochi mesi dall'approvazione del Codice Urbani, questo Governo regionale si è trovato a dover dare, per primo in Italia, l'interpretazione su come doveva conformare un documento di questo genere, e per fortuna siamo stati sulla linea della norma, che comunque ha portato oggi ad avere un documento importante della pianificazione. D'ora in poi, con l'approvazione del documento territoriale di pianificazione, il Consiglio assegnerà, potrà assegnare qualunque linea guida, anche per la trasformazione che è avvenuta del punto c) del comma 2 dell'emendamento citato, nel quale si parla di linee guida della pianificazione territoriale, cioè gli indirizzi necessari non solo alla predisposizione della pianificazione paesaggistica, ma anche necessaria alla predisposizione degli atti di indirizzo e che quindi sarà il Consiglio a dire in che limiti, in che momento, in che consistenza devono raggiungere quei determinati obiettivi. Poi, ovviamente, ci sarà il lavoro di predisposizione, ma poi ci sarà anche l'onere della verifica, della coerenza, sia all'interno della pianificazione paesaggistica, come abbiamo definito meglio, sia all'interno degli altri atti tecnici di indirizzo e di coordinamento. Io credo che sia un passo in avanti, che dimostra come molte volte il discutere non è un fatto negativo volto solo a ingenerare divisioni tra di noi, ma è un momento nel quale dobbiamo cercare di portarci al di fuori della nostra esperienza contingente, e guardare alle leggi secondo una visione più ampia, tenendo conto che quelli che ci sono oggi potranno non esserci domani, e che una legge deve avere la forza di reggere l'impatto di tempi che cambiano, e che quindi devono anche essere capaci di salvaguardare alcuni valori importanti del nostro ordinamento, che credo noi tutti abbiamo a cuore.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Sanna.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza.
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Grazie, Presidente. Sull'emendamento numero 100, il parere è negativo, sul numero 252 è negativo ma l'Assessore ha detto che viene ritirato, così pure negativo per il numero 254 che, ha detto l'Assessore, è stato ritirato anch'esso, si accoglie l'emendamento numero 271, si invita al ritiro o è negativo il numero 238, come pure per il numero 239, perché si tratta di parti che sono comprese parzialmente anche all'interno dell'emendamento numero 271. Sull'emendamento numero 275 lo stesso, si invita al ritiro perché anche esso è parzialmente compreso all'interno del numero 271, oppure sarebbe negativo il parere, negativo sul numero 240. Ho finito.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.
SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Il parere è coerente.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento numero 100.
Ha domandato di parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Per dire che apprezzo il fatto che la Giunta abbia ritirato gli emendamenti "252" e "254", e per dire anche all'assessore Sanna che, sincerità per sincerità, io mi aspettavo che lei dicesse che il PUC è il cuore della pianificazione urbanistica perché è di competenza dei comuni, questo mi fa sicuramente molto piacere, ma quando io ho parlato di "cuore della legge", parlando della pianificazione regionale del PPR, ne parlavo perché non ci può essere un cuore che batte, un PUC che viene fatto se a monte non c'è una pianificazione che consente di fare questo, e visti gli effetti del Piano paesaggistico regionale approvato, non mi sembra un buon esempio, perché se andiamo a guardare i comuni che hanno approvato piani urbanistici comunali, a distanza di due anni, quando dovevano approvarli entro un anno, questi sono bene pochi. Quindi, ripeto, il cuore sono d'accordo che sia il Piano urbanistico comunale, ma purché ci sia una pianificazione seria come piano paesaggistico regionale, che noi continuiamo a sostenere debba essere approvata dal Consiglio regionale e non dalla Giunta; questo è proprio una visione diversa dell'impostazione. Credo che, rispetto per rispetto, noi rispettiamo voi, voi dovete rispettare noi.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pileri. Pongo in votazione...
PILERI (F.I.). Presidente, l'emendamento viene ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 100 quindi è ritirato. Sono stati ritirati gli emendamenti "252" e "254", è in discussione l'emendamento numero 271. Pongo in votazione l'emendamento.
CAPELLI (U.D.C.). Chiedo la votazione elettronica palese.
PRESIDENTE. Va bene, è stata chiesta la votazione elettronica palese. Un altro Capogruppo...
Prego i colleghi di prendere posto. Dichiaro aperta la votazione
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 271.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Ibba - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Tocco - Uggias - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Capelli - Cassano - Cherchi Oscar - Cuccu Franco Ignazio - Farigu - Floris Mario - La Spisa - Lai Renato - Liori - Lombardo - Milia - Moro - Pileri - Pittalis - Randazzo Alberto - Sanjust.
Si è astenuto il consigliere: Rassu.
Ripetiamo la votazione, c'è metà Aula che non è riuscita a votare. Annulliamo la votazione e ripetiamo la votazione. Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 271.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Ibba - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Franco - Sanna Matteo - Scarpa - Tocco - Uggias.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Capelli - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Farigu - Floris Mario - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Liori - Lombardo - Milia - Murgioni - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Vittorio - Sanjust - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Rassu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 62
votanti 60
astenuti 2
maggioranza 31
favorevoli 39
contrari 21
(Il Consiglio approva).
Con l'approvazione dell'emendamento numero 271 decadono gli emendamenti numero 238 e 239. C'è un invito al ritiro degli emendamenti numero 275 e 240. Sono ritirati.
Passiamo all'esame dell'articolo 27. All'articolo 27 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totali numero 101 e 253 e i sostitutivi parziali 291 e 255.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 27 e dei relativi emendamenti:
Art. 27
Procedure di approvazione del Documento di programmazione territoriale
1. La Giunta regionale elabora una proposta preliminare di Documento di programmazione territoriale. Essa è trasmessa, entro trenta giorni, alle province, ai comuni, alle unioni di comuni. Entro sessanta giorni dal ricevimento, la Giunta regionale convoca e presiede una conferenza regionale che, articolata per ambiti provinciali, si svolge con le procedure dell'istruttoria pubblica di cui all'articolo 18 della legge regionale n. 40 del 1990. Ad essa partecipano, oltre alla Regione, le province, i comuni, le unioni comuni, gli altri enti pubblici e le associazioni economiche e sociali portatrici di interessi diffusi ricadenti nella circoscrizione territoriale provinciale. La Giunta regionale, acquisite le risultanze della conferenza, adotta la proposta definitiva di Documento di programmazione territoriale e lo trasmette al Consiglio regionale.
2. Il Consiglio regionale, acquisito il parere del Consiglio delle autonomie locali ai sensi dell'articolo 9 della legge regionale 17 gennaio 2005, n. 1 (Istituzione del Consiglio delle autonomie locali e della Conferenza permanente Regione-enti locali), approva il Documento di programmazione territoriale.
3. Copia integrale del Documento di programmazione territoriale approvato è depositata per la libera consultazione presso la Regione, è trasmessa agli enti locali ed è, contestualmente, pubblicata sul BURAS.
Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.
Articolo 27
L'art. 27 è soppresso. (101)
Emendamento soppressivo totale Giunta Regionale.
Articolo 27
L'articolo 27 è soppresso. (253)
Emendamento sostitutivo parziale Biancu - Pinna.
Articolo 27
Il comma 1 è così sostituito: "La Giunta Regionale elabora una proposta di Documento di Programmazione territoriale e lo trasmette al Consiglio Regionale". (255)
Emendamento all'emendamento numero 255 sostitutivo totale Pinna - Pirisi - Mattana - Sabatini - Corda - Manca - Fadda.
Articolo 27
1. La Giunta Regionale elabora e approva la proposta di Documento di Programmazione Territoriale e la trasmette al Consiglio Regionale.
2. Il Consiglio Regionale nel Rispetto di quanto previsto all'articolo 5 della presente legge, svolge ogni attività volta al coinvolgimento del sistema della Autonomie Locali e dei soggetti portatori di interresse diffusi, avvalendosi di quanto previsto al comma 2 art. 15 della L.R. 9/2007.
3. Il Consiglio Regionale svolte le procedure di cui al comma 2 e acquisito il parere del Consiglio delle Autonomie Locali, approva il Documento di Programmazione Territoriale.
4. Il Documento di Programmazione Territoriale entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sul BURAS. (291).)
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.
Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi al banco della Presidenza non oltre la conclusione del primo intervento.
E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Signor Presidente, mi auguro di non stimolare nell'onorevole Cugini il piacere e il desiderio di rispondermi!
Mai come in questo articolo, come si dice, dalla prima riga si capisce tutto, nel senso che la costruzione del procedimento con cui si arriva all'approvazione del Documento di programmazione territoriale spiega benissimo molto più di relazioni, articoli e commi qual è la filosofia del Governo regionale in materia di pianificazione del territorio. E' una filosofia sbagliata, non ci stancheremo mai di ripeterlo, ma soprattutto è vecchia perché ripercorre pedissequamente quella alla quale abbiamo assistito in occasione dell'approvazione del Piano paesistico. Come quel Piano, anche il DPT nasce non dalla copianificazione del confronto con gli enti locali, ma nelle stanze della Giunta regionale e negli uffici fiduciariamente ad essa collegati. Nasce cioè nella totale assenza dei contributi positivi di conoscenza e di esperienza che vengono dai territori che, ovviamente, possono esprimere posizioni diverse, vocazioni storico-culturali e socioeconomiche diverse, interessi legittimi diversi, anche in relazione a particolari situazioni di crisi che possono interessare, in determinati periodi, certe aree e non altre.
Ebbene, tutti questi contenuti che dovrebbero essere il cuore del DPT, se questo fosse una cosa seria, vengono saltati a piè pari. Se ne prescinde completamente con uno scavalcamento istituzionale e politico che, a nostro giudizio, intacca in modo irreparabile la validità e la credibilità del Documento... se volete posso anche attendere perché, seppure non risponde mai l'Assessore, vorrei che sentisse almeno e che non fosse disturbato! Tant'è che dopo l'approvazione del Documento preliminare da parte della Giunta - e ripetiamo, solo dopo - si dà luogo ad una conferenza regionale articolata in ambiti provinciali cui partecipano finalmente gli enti locali ed un'altra serie di soggetti: enti pubblici, categorie produttive, cittadini associati e portatori di interessi diffusi nella forma della cosiddetta istruttoria pubblica. Qui nasce spontanea una prima osservazione, che non si possono paragonare la valenza di un soggetto intermedio della società, appunto, che sono gli enti locali e non sono la stessa cosa le associazioni di categoria, eppure, praticamente, si fa questa specie, in queste assemblee rappresentative, che sono quelle delle diverse comunità, sono soggetti, appunto, come abbiamo detto, istituzionali espressi direttamente dal corpo elettorale e riflettono, ribadiamo direttamente, l'adesione dei cittadini a diversi progetti e programmi politici e culturali. Quindi, ci sembra quasi irriguardoso e anche offensivo, se vogliamo, verso il ruolo che rivestono gli enti locali, ad una istruttoria pubblica esattamente al pari, come dicevamo, di qualunque associazione di consumatori rispettabilissima, per carità, ma qui stiamo mischiando cose che giustamente la costituzione del nostro ordinamento giuridico distinguono in modo molto netto.
Questo metodo perciò è assolutamente inaccettabile, è da respingere in blocco sul piano dei principi giuridici che presiedono all'azione politica istituzionale della Regione, anche perché - e richiamiamo ancora una volta il precedente del Piano paesistico - anche il DPT arriva all'istruttoria pubblica praticamente blindato. Certo, è un Documento che saltella qua e là per i territori, che viene spiegato dall'Assessore come appunto è accaduto per il Piano paesistico che acquisisce pareri, ma è quello che resta alla fine di un percorso in cui si produce molta carta senza poter veicolare con un minimo di efficacia idee, progetti, opzioni diverse. Tanto è vero che sotto questo profilo registriamo nel procedimento relativo al DPT esattamente gli stessi rilievi che gli enti locali, attraverso il Consiglio delle autonomie, ed altre organizzazioni come l'ANCI e l'UPS, mossero a suo tempo nei confronti del Piano paesistico. Gli stessi rilievi perfettamente sovrapponibili tanto nel metodo quanto nel merito, beh, qualcosa vorrà dire! Ad anni di distanza dal Piano paesistico la Sardegna dei Comuni è ancora bloccata, gli enti locali ripetono alla Regione le stesse cose, sottolineano gli stessi errori, prefigurano le gravi conseguenze di scelte ancora una volta sbagliate e di fronte a tutto questo la Regione fa finta di non sentire e va avanti come se niente fosse accaduto! E' stato fin troppo facile ricordare che tali osservazioni non sono il risultato della raccolta di interventi espressi nei convegni, di ritagli di stampa o di documenti interni ai partiti, sono molto di più, sono agli atti della Regione e nel caso specifico del documento del Consiglio delle autonomie locali sarebbe un gravissimo errore derubricarlo come semplice parere. In quel documento c'è, invece, un'altra legge urbanistica quasi articolo per articolo e comma per comma, a dimostrare del fatto che il testo che abbiamo in esame non può essere limato, integrato o migliorato in questo o in quel punto, ma va completamente riscritto. Non crediamo ci siano precedenti nella nostra storia di un documento formalmente classificabile come uno dei tanti pareri che in realtà si spinge ad un dettaglio particolarmente puntuale, preciso e compiuto del lavoro che c'è ancora da fare per arrivare a una buona legge urbanistica.
Ed è stato ancora più facile denunciare che la chiara volontà di fare una legge, non solo senza, ma anche contro e a prescindere dagli enti locali trova un riscontro emblematico perfino in un DPT che, così come è stato concepito, appare un documento talmente generico e banale da poter essere condiviso. Nemmeno su questo piano così poco impegnativo si è disposti a riconoscere il ruolo istituzionale degli enti locali e se questa è la filosofia che ispira di DPT sappiamo già cosa aspettarci quando si arriverà ad affrontare i problemi veri.
Nemmeno in quest'articolo, aggiungiamo, si riesce a trovare il minimo spazio per definire normativamente, perché solo questo conta, un concetto di intesa fra Regione e autonomie. Semplicemente non c'è, perché la Regione non vuole che ci sia in nessuna fase, in nessun articolo, in nessun passaggio di questa legge. Al punto in cui siamo arrivati e mentre ci prepariamo ad affrontare questioni ancora più spinose, possiamo già affermare che il meccanismo perverso messo in piedi da questa legge ha già raggiunto lo stesso risultato del piano paesistico. Come il PPR anche il DPT è una proposta chiusa, un documento blindato, abbiamo detto, sul quale si sono raccolte tante opinioni peraltro tutte contrarie o in larghissima prevalenza contrarie che però non producono alcun effetto pratico ed altre ancora se ne raccoglieranno sempre con lo stesso esito. Noi pensiamo al contrario che la Regione, ma soprattutto il Consiglio regionale non possano essere qualcosa di altro rispetto alla società da cui pervengono e di cui sono diretta espressione. Ciascuno di noi milita in un partito, piccolo o grande non importa, che come tale rappresenta una parte della società sarda nelle sue tante articolazioni anche attraverso i Consigli comunali e provinciali, Assessori, componenti a vario titolo di enti pubblici, è possibile e ci rivolgiamo in questo momento alla maggioranza che non abbia sentito in giro che questa legge è sbagliata, che anche questo articolo è sbagliato, è possibile che vi basti per l'ennesima volta legare l'asino dove dice il padrone? Se non avete sentito niente in giro, cosa di cui dubitiamo fortemente, vi siete chiesti allora perché questo testo ha avuto solo in Commissione una serie infinita di letture, di rimaneggiamenti, di "tagli e cuci", come vi spiegate che su questo testo siete stati costretti a fare continui vertici di maggioranza senza arrivare a delle conclusioni accettabili?
PRESIDENTE. Prego, concluda.
MORO (A.N.). Mi lasci concludere. Se pensate o volete far credere ai sardi che tutto è accaduto per caso, per una sequenza impressionante di circostanze fortuite, fate pure, prendete la corda e legate l'asino, ma non dimenticate che i sardi vi guardano e ci guardano.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.
PINNA (P.D.). L'articolo 27 di cui discutiamo in questo momento e che l'emendamento numero 291 ha riscritto, è un articolo importante, è stato detto prima precedentemente che questa legge ha più cuori, si capisce. Qua stiamo parlando della parte relativa alla pianificazione regionale e se ci pensate un po' il testo della Commissione, sin dalle prime riscritture ha riconosciuto un ruolo importante, tanto al documento di programmazione territoriale, come alle procedure per la sua approvazione. Tra l'altro abbiamo anche chiarito perché c'è stato una sorta di equivoco in una prima fase nel rapporto anche col sistema degli enti locali perché si pensava che il documento di programmazione in qualche modo interfacciasse direttamente alla pianificazione territoriale locale, mentre invece abbiamo precisato che il documento di programmazione rappresenta in coerenza col piano generale di sviluppo, lo strumento più importante che raccoglie, ecco perché viene approvato dal Consiglio regionale, raccoglie con un livello di dettaglio anche sufficiente la visione complessiva del territorio. Per giunta con la modifica della lettera c) abbiamo anche detto che il documento detta le linee di indirizzo della pianificazione territoriale. Però è molto importante, c'è stato un lavoro, un lavoro di affinamento o se volete anche di interpretazione che ci ha portato poi al "291", fermarci sul prodotto finale.
L'architettura della legge sotto questo punto di vista è chiara e semplice, e cioè vi è una funzione che è posta in capo al Consiglio regionale che è quella di definire le linee di indirizzo fondamentali delle politiche di pianificazione, vi è poi una funzione un po' più operativa che è affidata alla Giunta regionale, questo spiega gli articoli 28 e 29 e l'articolo 31, vi è una funzione di verifica per alcuni versi demandata alla Giunta stessa in sede di elaborazione del testo, per altri versi invece affidata alla Commissione regionale. La Commissione che questa volta trae la propria forza nell'esprimere il parere proprio in virtù del documento di programmazione che viene approvato dall'Assemblea legislativa nel suo complesso. Cioè, sotto questo punto di vista l'articolo numero 291 (emendamento) sul quale effettivamente ci siamo confrontati in un primo momento, ci siamo confrontati col sistema degli enti locali, poi ci siamo confrontati anche all'interno delle forze della maggioranza, è in perfetta sintonia con il disegno definito dalla statutaria. In un'altra occasione ebbi modo di dire che la distinzione dei ruoli e delle funzioni era stata già definita dalla legge statutaria. Si trattava questa volta di darle la prima interpretazione tenendo conto che la legge statutaria come recita è appunto la legge di autoorganizzazione, cioè è la legge sovra ordinata rispetto alle altre leggi regionali. Sotto questo punto di vista il ragionamento che si è fatto è questo, ebbene non c'è dubbio che il documento di programmazione territoriale sia approvato dal Consiglio. E' chiaro che però quest'articolo doveva tener conto della legge stessa e in modo particolare doveva tener conto dell'articolo 5, l'articolo 5 di questa legge che definisce l'istituto della partecipazione tant'è che il primo obiettivo che ci siamo posti, ma questo era anche il tenore delle osservazioni che ci fecero il sistema delle autonomie locali e che non ravvisavano nella stesura, nella prima stesura del testo che mandammo al primo esame, in maniera soddisfacente la coerenza rispetto a questo articolo. Il secondo problema riguardava il fatto che però si tratta non di un piano, ma si tratta di un documento dove il livello di concertazione è diverso rispetto a quello che si esprime in presenza di un piano, e da questo punto di vista abbiamo ritenuto che citando l'articolo 5 della legge, prevedevamo una forma di partecipazione non ad uno strumento di pianificazione, ma ad uno strumento che definisce le politiche di governo del territorio. Per giunta, perché l'osservazione che si è posta in Commissione prima devo dire, ma ancora in queste settimane è questa: "Fino a che punto il Consiglio regionale è attrezzato a garantire l'istituto della partecipazione?"
Sotto questo punto di vista, a parte l'esperienza alla quale ha fatto riferimento prima l'onorevole Mattana, l'esperienza in relazione al parere sul piano paesaggistico regionale, ci è venuta incontro anche la statutaria che più andiamo avanti e più ci rendiamo conto che rappresenta un punto di riferimento nei momenti nodali, nei momenti difficili, e la statutaria dice una cosa molto semplice tant'è che mi ricordo che quando discutemmo l'articolo 15 dicemmo due cose, infatti sono riassunte nei due commi, il primo e il secondo comma; nel primo comma dicemmo questo: "Laddove per le funzioni che il Consiglio regionale intende svolgere ci sia bisogno di un rafforzamento, di un potenziamento anche a tempo, questo è sempre possibile".
Al secondo comma abbiamo detto una cosa diversa, tant'è che quest'esperienza l'abbiamo anticipata, mi ricordo per esempio quando abbiamo approvato anche l'agenzia sulla sanità, dove abbiamo ripetuto questa espressione, ecco perché l'abbiamo recepita poi anche in statutaria. Abbiamo detto: "Poiché la Giunta dispone di conoscenze, di strumenti, di strutture che possono essere molto utili al Consiglio regionale, nel comma 2 abbiamo detto questo: laddove fosse necessario la Giunta mette a disposizione con relazioni supplementari, con strumentazioni ad hoc in modo tale che l'azione di consultazione, l'azione di partecipazione, di coinvolgimento che il Consiglio regionale attraverso la Commissione competente esercita, si sviluppi nel pieno rispetto della statutaria e in un rapporto non di tipo di contrapposizione, ma un rapporto in questo caso competitivo e collaborativo con la Giunta regionale". Questo è il risultato di questo dibattito, rispetto alla prima stesura il DPT doveva essere approvato dal Consiglio regionale, doveva essere comunque elaborato dalla Giunta regionale, la differenza
é che, pur mantenendo il rapporto con il sistema delle autonomie locali e di tutti i portatori di interessi diffusi, riteniamo (questo il passo in avanti che abbiamo fatto tutti) che il Consiglio regionale, in virtù anche della legge statutaria, in virtù già dei regolamenti e dello Statuto precedente, ma in virtù della legge statutaria è ulteriormente abilitato e rafforzato. Credo che, poiché non c'era mai stato scritto, noi abbiamo sempre pensato alla legge urbanistica in una forma equilibrata del rapporto tra l'Esecutivo e Legislativo, senza dubbio il lavoro fatto ancora in queste settimane, duro, conflittuale, ci ha aiutati effettivamente ad arrivare ad un livello di definizione che noi riteniamo sia effettivamente uno tra i più alti possibili e rende questa legge sul governo del territorio una delle prime interpretazioni, visto che una legge molto importante, una interpretazione autorevole del sistema istituzionale che noi abbiamo disegnato con la legge statutaria. Il sistema istituzionale che ricordo prevede l'elezione diretta, continuiamo a parlare, sbagliando, di presidenzialismo perché per il modello presidenzialista dice delle cose molto diverse, però credo che effettivamente sia stato compiuto uno sforzo importante che ha visto tutta la nostra maggioranza anche ricompattarsi e convenire, e questo mi sembra oltretutto un fatto estremamente positivo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Salis. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Io parto dalle ultime considerazioni che faceva il Presidente Pinna sul fatto che l'equilibrio che è stato trovato nell'emendamento numero 291, sostitutivo dell'articolo 27, è un emendamento che coglie tutte le esigenze che da più parti, all'interno della maggioranza non solo dell'opposizione ponevano il problema e come Italia dei valori l'abbiamo posto a più riprese, il problema del ruolo del Consiglio regionale nell'approvazione di strumenti importanti nella programmazione territoriale e nel governo del territorio qual è la legge urbanistica. Bene, io concordo con il Presidente Pinna quando dice che con l'emendamento numero 291 che, stranamente, è stato totalmente ignorato dall'intervento dell'onorevole Moro che non vedo qui in aula, con questo emendamento abbiamo trovato una sintesi alta delle esigenze di precisione tecnica che non è data per quel che riguarda gli strumenti del Consiglio regionale ma contemporaneamente - e quindi una delega raggiunta per la predisposizione del documento iniziale del documento di programmazione territoriale - subito dopo questo passaggio anche con riferimento al comma 2 dell'articolo 15 della Statutaria, il compito per il Consiglio regionale di intraprendere tutte le azioni di coinvolgimento tecnico, politico e istituzionale di tutte le realtà, autonomie locali e soggetti portatori di interessi diffusi che abbiano interesse alla definizione di uno strumento, quale quello del documento di programmazione territoriale, che sia preciso nelle indicazioni da dare, per quel che riguarda la stesura del piano paesaggistico regionale, che sia preciso, che sia sensibile alle indicazioni che vengono dai territori e che sia soprattutto in sintonia con quelle che sono le ragioni della tutela paesaggistica, della tutela del territorio e contemporaneamente che curi anche l'aspetto della valorizzazione del territorio stesso nell'ambito delle funzioni precise e specifiche che gli enti locali e chi è portatore di interessi diffusi nel territorio possono e debbono manifestare. Ecco che, da questo punto di vista, noi esprimiamo la soddisfazione perché uno dei punti più qualificanti dal punto di vista politico della discussione che è intervenuto in Consiglio, ma anche all'interno della maggioranza, ha dato la possibilità di dimostrare sul campo, dela discussione all'interno anche della coalizione di centrosinistra della possibilità, ove ci sia la disponibilità all'ascolto e alla comprensione degli opinioni di tutti di riuscire a trovare una sintesi alta qual è questo emendamento che abbiamo trovato. In questo modo, dal punto di vista politico, diamo una risposta certa ad uno degli elementi più importanti della legge urbanistica regionale e leghiamo questo elemento dei compiti importanti della Giunta regionale, della collaborazione istituzionale statuita e stabilita anche dalla legge statutaria e del ruolo indispensabile dei comuni nella gestione del territorio, diamo una risposta importante e moderna, e significativamente moderna, a quelle che sono le nuove esigenze che poniamo a base del governo condiviso e responsabile del territorio regionale, per cui io esprimo soddisfazione per questo emendamento e chiaramente voto a favore dell'emendamento numero 291.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Io credo che non sfugga a nessuno che questi due articoli, il 26 e il 27, il 26 è già provato, il 27 che abbiano in questo momento in discussione, e che è stato totalmente riscritto con quest'emendamento, il numero 291, come ho già detto rappresenta un po' il cuore di questa legge, il Consiglio regionale esce totalmente rafforzato, ha detto bene… ingigantito addirittura, se dovessimo utilizzare parole che ho già sentito, e ha detto bene l'onorevole Mattana quando, con grande pacatezza, ha evidenziato quello che è il processo che si sta verificando in questa fase di dibattito nel Consiglio. Debbo dire che sono rimasto meravigliato anche dal voto favorevole espresso in maniera autonoma, da solo, da parte dell'onorevole Moro, un emendamento che mi faceva capire - non solo perché è sassarese - ma che l'intelligenza conta, che sarebbe stato conseguente anche nel valutare positivamente quello che è l'emendamento che abbiamo in questo momento in discussione, perché se prima stavamo rafforzando quello che è il contenuto del documento di programmazione territoriale adesso stiamo discutendo quella che è la procedura della sua formazione che non è meno importante anzi, devo dire che è quello che maggiormente conta per le ragioni che stiamo evidenziando, noi stiamo dicendo che il ruolo del Consiglio passa, non soltanto attraverso quelli che sono i contenuti dei documenti di programmazione territoriale che servono a gestire tutto quello che a cascata proviene da questo documento approvato in Consiglio, ma stiamo dicendo anche che in Consiglio deve essere approvato, non solo come era previsto nel testo iniziale ma con un processo che noi stiamo andando a dettagliare con questo emendamento che ha delle caratteristiche non indifferenti, in particolare io le evidenzio, perché mi sembra opportuno, precisamente nel comma 2. Il comma 2 recita (di questo emendamento, numero 291) recita: "il Consiglio regionale nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 5", e devo dire che all'articolo 5 di questa legge, e ne abbiamo parlato abbondantemente perché si tratta del coinvolgimento dei cittadini in quello che è la pianificazione territoriale regionale, "svolge ogni attività volta al coinvolgimento del sistema delle autonomie locali e dei soggetti portatori di interessi diffusi". Se si fermasse qui devo dire che sarebbe sottinteso perché la statutaria è patrimonio di questo Consiglio della nostra Regione ma va ad evidenziare in particolare l'opportunità che esiste, all'interno di questa legge, proprio nell'articolo 15 dove, qua parla del comma 2, io solleciterei: attenzione al relatore, al Presidente, all'Assessore, se non fosse in caso, d'altronde perché citare solo il comma 2? Citare tutta la legge, senza citare… senza prendere in considerazione i commi perché intanto credo che sia un'opportunità che questo Consiglio ha, ma, in particolare, a quel punto davvero è il caso di prendere in considerazione entrambi i commi dove, se nel secondo dava la possibilità a questo Consiglio di poter ottenere dalla Giunta, così come diceva appunto relazioni tecniche di supporto per l'esame degli atti ad esso - Consiglio - sottoposti, e ne rende disponibile tutti i documenti utili alle eventuali valutazioni, credo che il comma 1 dica qualche cosa di più di questo articolo, è importante, perché dice che nel momento in cui il Consiglio si sta prendendo in carico l'opportunità di approvare un proprio documento di programmazione territoriale che è, diciamo lo strumento principe, chiamiamolo così, ha la possibilità, perché così recita il comma 1: nell'autonomia prevista dall'articolo 10 comma 7, il Consiglio regionale si dota di strutture e uffici adeguati al pieno esercizio di tutte le funzioni ad esso attribuite. Perché dico queste cose? Perché la perplessità nel momento in cui il Documento di Programmazione Territoriale assumeva quella valenza era proprio, almeno dal mio punto di vista, quella che riguardava la possibilità di fare concertazione, che al Consiglio non è dato. Il Consiglio può fare soltanto audizioni con questo, col citare, col prendere in considerazione la statutaria io credo che voglia questo emendamento, ma in particolare questo Consiglio, evidenziare che questa opportunità va messa a frutto per far sì, davvero, che ci sia la possibilità che il Documento di Programmazione Territoriale sia uno strumento che poi possa davvero incidere sia sul Piano Paesaggistico, sia su quelli che sono gli atti di indirizzo e coordinamento. Perché dico queste ultime cose? Perché nessuno può nascondere che il livello del dibattito, che è andato avanti in questo periodo e che per alcuni versi ad alcuni li ha portati a chiedere anche di sospendere l'esame di questa legge, ad alcuni ha portato anche all'ipotesi di riportarla in Commissione per poter migliorare quelli che sono i contenuti. Credo che, invece, in questo modo noi abbiamo sicuramente superato una dell'empasse più importanti che era, appunto, quella di dare ruolo a questo Consiglio, perché potesse davvero incidere in quello che è lo strumento fondamentale di pianificazione che ha la nostra regione. Cosa che non c'è stata, cosa che ci ha fatto discutere in questi anni e ha messo il centrosinistra, in particolare, in conflittualità con se stessa, che invece attraverso questa legge io credo che stia riconquistando quella unità che, sicuramente, a nessuno sfugge.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Masia. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente. L'articolo 26, nella nuova formulazione, fa emergere tre aspetti qualificanti relativamente a un tema, quello della partecipazione, sul quale io ero intervenuta facendo alcune osservazioni di carattere critico, che finora mi sembra sia stato usato in modo vuoto e insignificante. Dà, infatti, senso alla concertazione con le associazioni economiche e sociali e alla consultazione dei cittadini, anche organizzati, sulla base di interessi comuni diffusi. Penso in particolare ai soggetti con disabilità, ma anche alle nuove esigenze derivanti da una società che invecchia progressivamente ed esige, quindi, un'attenzione particolare verso tutti questi aspetti problematici, che molto spesso si manifestano proprio all'interno delle piccole comunità. Disegna insomma un approccio più orizzontale ai problemi. Il secondo aspetto, che considero positivo, è il ruolo assegnato al Parlamento regionale proprio nel rapporto con il sistema delle autonomie locali e con il Consiglio delle autonomie locali, che finora, con la formulazione, non appariva in maniera così diretta e così pregnante di significato politico. Infine, il terzo aspetto, è quello di una Giunta che elabora, utilizzando gli strumenti che le sono propri, e propone lasciando poi al Consiglio la strutturazione articolata, sulla base delle conoscenze derivate dall'incontro reale con le autonomie locali e sulla base di strutture che possono agire positivamente per rendere il lavoro, che si intende realizzare, veramente attuale e possibile. L'unica perplessità che mi resta, ma è un aspetto che penso possa essere superato da questioni tecniche, nelle quali io non entro perché non ho competenza, è quello dei tempi. Cioè nella prima stesura erano indicati dei tempi molto precisi, ora questi aspetti sono totalmente cancellati.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue CALIGARIS.) Ho ritenuto che fosse una necessità tecnica da prendere in considerazione, rispetto proprio alle esigenze elaborative dei tempi della Giunta e dei tempi del Consiglio, ma è un aspetto che mi sembra comunque si debba tenere in considerazione proprio perché nell'ultima parte, quella che il documento entra in vigore il giorno della sua pubblicazione, determina poi un'accelerazione che è voluta e rappresentata anche in tutto il percorso che il documento vuole raggiungere e vuole conseguire come fine. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris. E' iscritto a parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Sì, Presidente la ringrazio. Io intervengo anche se devo dire che praticamente stiamo intervenendo soltanto noi della maggioranza in questo dibattito e la cosa, in qualche misura, dispiace, nel senso che soprattutto in questi articoli sarebbe stato interessante sentire la voce dei nostri colleghi della minoranza. Io intervengo perché ritengo questi due articoli, quello che abbiamo già approvato, il 26, assieme a quello che stiamo discutendo adesso, il 27, due articoli centrali nella proposta dell'articolazione complessiva della presente legge. L'ha già detto l'Assessore, l'hanno detto altri colleghi e io lo ribadisco, anche se lo strumento principe è il Piano Urbanistico Comunale con il quale si fa la pianificazione, a quel livello che è davvero il livello centrale, com'è stato detto. Ma io credo che sia importante anche sottolineare l'importanza di questi due articoli. Allora, l'articolo 26 è l'articolo nel quale è stabilito qual è il contenuto del Documento di Programmazione Territoriale e, va detto, che non è un doppione del PPR, né rischierà di esserlo in alcun modo e neppure evanescente. Ormai, chiedo scusa colleghi, si sta citando il parere delle Consiglio delle autonomie locali, che tra l'altro è fatto su un testo precedente, e che non tiene conto neanche degli emendamenti che stiamo studiando, quasi fosse una sorta di Vangelo che ogni volta siccome i colleghi del centrodestra sono a corto di argomentazioni allora ci leggono il parere del Consiglio delle autonomie. Beh, è superato di fatto, lo dico senza alcuna intenzione di polemizzare, ma nei fatti è superato questo parere. Dicevo, che è uno strumento, il DPT, fondamentale che stabilisce in modo inequivocabile qual è il contenuto, di quanto deve essere fatto nelle politiche di programmazione generale e di governo del territorio. Io credo che questo sia un aspetto importante e il 26 è stato riscritto completamente, dall'emendamento numero 271 che è stato ampiamente citato e io non lo rileggo perché sono stati dei brani già riportati anche da altri colleghi, come il collega Masia, per esempio che mi ha preceduto, il collega Pinna, insomma altri hanno già fatto questo lavoro. Però, credo sia un articolo di grandissima importanza. L'articolo 27, che stiamo appunto discutendo, afferma ed esalta il ruolo del Consiglio regionale anche rispetto a quelle che sono le funzioni del Governo regionale, bisogna dirlo, e credo che sia giusto quello che ha detto l'Assessore, l'assessore Sanna, c'è stato un momento di difficoltà ma non un momento di difficoltà soltanto, si sono confrontati dei punti di vista inizialmente che erano lontani e diversi, e io inviterei i colleghi tutti a fare, a vedere il combinato disposto tra gli emendamenti numero 252 e numero 254, che sono stati ritirati, come giustamente ha detto l'Assessore, e l'emendamento che è stato presentato sull'articolo 27, sempre da parte della Giunta, il quale è stato anche esso, sarà, insomma è stato già dichiarato ritirato dall'Assessore, che è un soppressivo totale dell'articolo 27. Beh insomma, io credo che questo aspetto non possa essere sottaciuto neanche qui dentro, l'Assessore l'ha detto in maniera corretta, io lo voglio riprendere brevissimamente; cioè in sostanza nell'emendamento sostitutivo, in uno degli emendamenti sostitutivi presentato dalla Giunta in sostanza il DPT veniva relegato al rango di un collegato sostanzialmente al documento di sviluppo generale, al piano di programma generale di sviluppo, un allegato cioè della finanziaria regionale. E io credo che oggi noi abbiamo fatto dei passi in avanti, d'accordo, assieme trovando il punto di sintesi che è un punto di sintesi alto. Oggi le linee generali vengano tracciate dal Consiglio regionale della Sardegna, a me poi insomma, sentire l'onorevole Moro che fa l'intervento che ha fatto, mi sembrava che stesse parlando d'altro, poi va via non c'è modo manco di confrontarci, ci si dice che non siamo aperti al confronto, ve ne andate via senza neanche sentire le cose che dobbiamo dire. Beh insomma io credo invece che ciò che abbiamo elaborato e proposto all'Aula sia veramente un passo in avanti di grandissima rilevanza; e allora, è un aspetto questo qui che possiamo far passare sotto silenzio, cari colleghi, di maggioranza e soprattutto di minoranza, assolutamente no, è il Consiglio regionale che traccerà linee di quelle che saranno anche i contenuti futuri del PPR, questo è il dato che emerge da questa legge, ma quando si dice, cari colleghi, che il Consiglio regionale nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 5 della presente legge, che è quello della partecipazione, svolge un'attività volta al coinvolgimento del sistema delle autonomie locali, dei soggetti portatori di interessi diffusi, avvalendosi di quanto previsto, ecco qui lo propongo e lo dico anziché parlare anziché dirlo poi successivamente, che da quanto previsto dall'articolo 15 della legge statutaria, cioè il contenuto di complessivamente non del comma secondo soltanto, ma come giustamente diceva il collega Masia anche del comma primo. Ecco quindi svolte le procedure di cui al comma 2, acquisito il parere del Consiglio regionale delle autonomie locali approva il documento di programmazione territoriale, questo è un ruolo importantissimo di questo Consiglio che deve essere valorizzato ed esaltato come una conquista di tutta l'Assemblea, cari colleghi, invece ciò che sta avvenendo è che siamo, voglio dire non avete neanche rilevato qualche contraddizione iniziale, lo ha detto l'Assessore per primo, senza che nessuno, neanche lo sollecitasse a fare le affermazioni che ha fatto, lo so ribadendo io, che sono il relatore di maggioranza di questa legge, per dire, colleghi, quando ci sono conquiste di questa Assemblea dobbiamo sottolinearle e valorizzarle. Come si fa a non cogliere questi aspetti che sono degli aspetti fondamentali, bene io, Presidente, non voglio dilungarmi oltre, ma ritenevo che questi fossero degli aspetti, appunto, da sollecitare con la giusta solennità, perché approvando la legge senza sottolineare questi aspetti sostanzialmente passerebbe questa come fosse una cosa normale ed ordinaria, così non è, è il frutto di un confronto anche aspro, è il frutto di una mediazione, è il frutto di un punto di sintesi tra posizioni iniziali, che c'erano da una parte e dall'altra, e che oggi noi possiamo dire che attraverso l'articolo 26 e 27 abbiamo fatto veramente un passo grande in avanti, sia nell'approvazione della legge, che stiamo discutendo, e sia anche per quanto attiene, diciamo, il ruolo e la funzione del Consiglio regionale. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pirisi, abbiamo concluso la discussione generale sull'articolo 27.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza.
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Sì, Presidente, sì, sì, l'ho detto era distratto, onorevole Masia, anche adesso, l'ho già detto. Allora, un attimo solo, Presidente, emendamento numero 101 è negativo, sull'emendamento numero 253 di cui l'Assessore ha parlato nel suo precedente intervento è stato già approvato il ritiro, poi sull'emendamento numero 255 si esprime il parere favorevole, ma viene sostituito integralmente dall'emendamento numero 291, che riscrive complessivamente tutto l'articolo e si esprime parere favorevole sull'emendamento numero 291. Grazie, Presidente. Ah scusi, Presidente, le dico per maggiore chiarezza, siccome l'ho detto durante il mio intervento che si richiama l'articolo 15 della statutaria e non soltanto voglio dire il comma secondo, ma complessivamente l'articolo 15 della statutaria.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.
SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Il parere della Giunta è conforme; l'emendamento numero 253 è ritirato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Presidente, l'emendamento numero 101, per dichiarare il voto contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Una volta che facciamo una dichiarazione di voto giusta è anomala?
PILERI (F.I.). No, no. Mi ero iscritto forse. No due brevi considerazioni, la prima è su quanto affermato prima dall'onorevole Pirisi relatore di maggioranza quando ha detto che il testo esaminato dal consiglio delle autonomie locali era superato, questo non è un fatto positivo ma un fatto negativo perché si sono espressi su un testo che è stato cambiato il giorno dopo, quindi è ovvio che trovarci nel testo presentato un altro testo... comunque è un altro aspetto quando parla di interventi, onorevole Pirisi, dovrebbe controllarsi e sbobinare perché se contiamo i suoi interventi di stasera e il mio forse c'è una differenza nell'altro senso. Comunque io, Presidente, poiché viene ritirato l'emendamento numero 253 della Giunta e visto anche l'emendamento numero 291, ritiro l'emendamento numero 101.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pileri. Quindi l'emendamento numero 101 è ritirato, l'emendamento numero 253 è ritirato, emendamento numero 291, che è un sostitutivo totale dell'emendamento numero 255. All'emendamento numero 291 abbiamo introdotto alcune correzioni avvalendosi di quanto previsto dall'articolo 15 della legge statutaria, perché qua si fa invece riferimento invece alla legge numero 9 del 2007.
Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale riforma della Regione. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. E' bene specificare: che "non" legge statutaria, perché legge statutaria possono essere diverse, la legge numero 1 del 2008.
PRESIDENTE. La legge statutaria, non è la legge numero 1 del 2008? Sì certo... facciamo riferimento a quella approvata, poi quelle che verranno approvate insomma difficilmente le possiamo citare nella presente legge. Comunque grazie, Assessore, preciseremo data e anno, mese ed anno e numero della legge.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Va bene, vale anche per questo perché, purtroppo quando il lavoro viene fatto, come giustamente sottolineava prima il relatore in Aula, o a latere, succede che quando scriviamo gli emendamenti a uno sfugge, magari non è lei, quale legge? La "9" del 2007, no, la "1" del 2008, e si finisce per dare un pochino di numeri, però…
(Interrruzioni)
…questa è una precisazione. Concordando sul riferimento all'articolo 15, quindi sia al primo comma che al secondo, a me pare importante sottolineare il valore della procedura che si attiva, perché è in riferimento alla statutaria che un'altra delle leggi è stata sottoposte a referendum in funzione della sua cancellazione. Poi, badate, io ho una stima relativa nei confronti di noi stessi, e quando dico noi stessi il primo in causa sono io, però questo Consiglio regionale pur nelle mille difficoltà è riuscito a fare buone norme, buone leggi, ad adottare buoni provvedimenti, e se venissero attuati tutti dalla Giunta sarebbe anche meglio, e a farli in gran parte con il consenso generale dell'Aula. Non è vero che siamo stati spesso divisi, siamo stati spesso anche uniti nelle conclusioni. Anche questo articolo, questa formulazione, questo percorso è frutto di una discussione che forse non è stata valorizzata sufficientemente tra maggioranza e minoranza, però c'è stata, e da, proprio con l'utilizzo di una legge che per fortuna nessun referendum ha cancellato, come la statutaria, un ruolo decisivo al Consiglio regionale in materia di pianificazione territoriale.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Il Presidente della Commissione e relatore di maggioranza ha valutato con una conquista l'emendamento di sintesi, il numero 291, che ridà i poteri, restituisce al Consiglio regionale il potere che gli è proprio. Ho capito che usare termini forti come "una conquista" evidentemente nasce dal rapporto tra conquistati e conquistatore, tra dominati e dominatore, e quindi è normale che si abbia un sussulto di dignità nel momento in cui si fa una prova di forza, e questa prova di forza, effettivamente, un qualche risultato lo ha generato. Ma è la cosa più ovvia, è la cosa più normale, io non vedo nulla di straordinario in questo, vedo il modo democratico di porsi, non vedo assolutamente niente di eccezionale, perché esautorare il Consiglio regionale come è stato fatto in molte leggi che voi avete approvato era la regola, oggi parlare di conquista, sono d'accordo con lei, onorevole Pirisi, ha senso usare questo termine, e se questo metodo lo si applicherà anche per quanto riguarda i documenti successivi, mi riferisco in particolare alle norme che dobbiamo ancora esaminare, allora dirò e griderò con lei, onorevole Pirisi, che è davvero una conquista, altrimenti non sottovaluto l'importanza di cosa stiamo approvando, ma il banco di prova sarà negli articoli successivi, in particolare nell'articolo 28, per capire se sono vere conquiste o se sono semplici palliativi per digerire, sì, quella sì, una pillola difficilmente digeribile. Allora, e concludo, il nostro non può che essere, in relazione alle cose sensate che si fanno, un giudizio prudente e una valutazione prudente, che non ci soddisfa neanche nella sua formulazione, perché qualcuno ci deve spiegare cosa vuol dire soggetti portatori di interessi diffusi. Non ho bisogno che mi si spieghi il senso tecnico-giuridico, lo capisco benissimo, ma capite bene cosa poi si cela dietro queste formulette così vaghe da far ritenere che vi rientrino anche quelli che hanno interessi confusi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, per annunciare il mio voto contrario all'emendamento presentato dalla Giunta, ma anche al testo dell'articolo, perché stiamo inventando altri documenti, perché stiamo parlando di un documento di programmazione territoriale. Ricordo a quest'Aula quando avevano inventato il Documento di programmazione economico e finanziario, che prima veniva presentato nel mese di giugno per consentire a quest'Aula di avere gli elementi di valutazione per poi approvare il bilancio, adesso invece il bilancio viene approvato unitamente al Documento di programmazione economica e finanziaria. E' una sovrastruttura che non ha assolutamente necessità di esistere e si sta facendo di questo tutto un ragionamento politico come se il Consiglio regionale avesse vinto chissà quale tipo di battaglie, quale tipo di scontro con la Giunta regionale. Io credo che la Giunta regionale farebbe bene a portare il bilancio, perché siamo per cinque anni con l'esercizio provvisorio. Entro il trenta di settembre di ogni anno il bilancio deve essere presentato al Consiglio regionale, ed è una norma cogente, è una norma che deve essere rispettata, e invece si continua ad andare avanti così a discutere di una legge quando la Sardegna attraversa una delle più gravi crisi economiche della storia autonomistica, e adesso vogliamo farne un vanto perché la maggioranza si è messa d'accordo su un termine anziché un altro termine. Quindi io voterò contro questo emendamento e contro l'articolo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Floris. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Sì, Presidente, per dire che l'emendamento che è stato riformulato è anche una conquista, si tratta però di un fatto importante. Io ricordo, onorevole Floris, lei è stato Presidente della Giunta regionale nella passata legislatura, le cose che sono state proposte nei disegni di legge quando lei era Presidente e quando lei era autorevolissimo, comunque per tutto il quinquennio passato non prevedevano niente di tutto ciò, cosa viene a dire che si tratta di una cosa ovvia e banale. Onorevole Pittalis, io apprezzo le cose che ha detto poc'anzi, ma anche lei era Assessore regionale, onorevole Pittalis, nella passata legislatura.
PITTALIS (F.I.). Anche lei è stato Presidente della Regione di Nuoro e del comparto industriale di Ottana.
PIRISI (P.D.). Ascolti, onorevole Pittalis, quando lei vuole ci confrontiamo su tutto quello che crede.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, onorevole Pirisi.
PIRISI (P.D.). Però, io lo sto dicendo per un motivo. Scusate un attimo, voi avevate una concezione centralistica, che è quella che vi è stata proposta dalla Giunta regionale, rispetto a ciò che avevate proposto voi era il massimo del liberalismo possibile, e siccome noi invece questo l'abbiamo corretto, se me lo permettete, ed è stata una conquista, adesso si viene a dire: "Viviamo una delle peggiori crisi che attraversi la Sardegna", e non abbiamo dubbi. Ma perché quando stiamo discutendo di una cosa si parla d'altro? Insomma, onorevole Floris, mettiamoci d'accordo, ma mettiamoci d'accordo. Lei adesso porta la stessa posizione che ha portato l'associazione degli industriali quando ha sollecitato invece in tutti i modi e le maniere questa legge. A me non piace polemizzare né con l'associazione degli industriali né con lei, ma prendere delle bacchettate sulle mani quando si svolge il ruolo e funzioni qui dentro, da chi poi è anche abbastanza silente durante tutto l'iter di questa legge, beh, non è accettabile, scusate tanto, non è accettabile! Allora, è ovvie e normale che il Consiglio eserciti il proprio ruolo, non c'è ombra di dubbio, però, sta di fatto, che oggi questo ruolo questo Consiglio c'è l'ha, perché c'è questa maggioranza e questa parte che ha trovato, assieme al Governo regionale, rappresentato dall'Assessore, un punto di sintesi che noi riteniamo comunque un punto di sintesi alto, che esalta il ruolo e la funzione del Consiglio regionale, e quindi anche la vostra funzione e il vostro ruolo di consiglieri regionali, se mi è consentito. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pirisi. Il suo voto quindi è favorevole?
PIRISI (P.D.). Beh! Direi di sì.
PRESIDENTE. No, perché questa era la ragione per la quale abbiamo dato la parola a lei e anche agli altri colleghi.
Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Sì, Presidente. Sullo spirito generale dell'emendamento che era riportato, tra l'altro, nell'articolo, e cioè che prevede l'approvazione da parte del Consiglio regionale, io non vedo particolari motivi ostativi. La sostanza, però, rimane nel collegamento tra l'articolo 26 e l'articolo 27, e negli emendamenti che sono stati apportati all'articolo 26, cercando di far passare e di modificare il documento di programmazione territoriale, di mascherarlo come se fosse un Piano paesaggistico regionale. Quindi, ovviamente questo non ci soddisfa, da quella che potrebbe essere un'astensione sull'emendamento, non ci può essere certo il voto favorevole sull'articolo, perché rimanda a un piano e a un documento di programmazione che non riteniamo importante e determinante per il territorio.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pileri. Stiamo votando l'emendamento numero 291 che è sostitutivo totale del numero 255 che è un sostitutivo parziale... chiedo scusa. Abbiamo specificato che ci avvaliamo di quanto previsto dall'articolo 5 della legge regionale numero 1 del 2008-legge statutaria, così è chiarissimo di che cosa stiamo parlando. Siamo in votazione.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 28. All'articolo 28 sono stati presentati i seguenti emendamenti: il soppressivo totale "102", il sostitutivo totale "256", il soppressivo parziale "50" e il "51", e gli aggiuntivi "144" e "172".
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 28 e dei relativi emendamenti:
Art. 28
Piano paesaggistico regionale
1. La Regione approva il Piano paesaggistico regionale (PPR), ai sensi dell'articolo 135 del decreto legislativo n. 42 del 2004, e successive modifiche al fine di assicurare un'adeguata tutela e valorizzazione del paesaggio. Esso assume i contenuti di cui all'articolo 143 del decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modifiche, individua i valori paesaggistici, ambientali e culturali del territorio regionale e le risorse storiche, culturali, paesaggistiche e ambientali del territorio regionale e ne definisce la disciplina di tutela e valorizzazione. Il Piano può essere proposto, adottato e approvato per fasi e per ambiti territoriali diversi e costituisce comunque riferimento per l'applicazione coordinata degli atti di indirizzo e coordinamento.
2. Il Piano attua la strategia dello sviluppo territoriale mediante l'indicazione:
a) dei tipi di intervento nei relativi ambiti territoriali di paesaggio che, per i loro effetti intercomunali, sono oggetto di concertazione fra i vari livelli istituzionali anche in relazione alle forme di compensazione tra comuni;
b) del ruolo dei sistemi delle città e dei sistemi locali, degli insediamenti turistici, dei servizi produttivi, delle aree agricole e di quelle caratterizzate da intensa mobilità nonché degli ambiti territoriali di rilievo sovraprovinciale;
c) delle azioni integrate per la tutela e valorizzazione delle risorse essenziali.
3. L'approvazione del Piano paesaggistico regionale comporta l'obbligo per:
a) le province di adeguarsi adottando apposite varianti al Piano di coordinamento provinciale vigente entro il termine di sei mesi, ivi compreso ogni conseguente adeguamento ai nuovi assetti amministrativi;
b) i comuni di adeguarsi entro il termine di dodici mesi.
Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.
Articolo 28
L'art. 28 è soppresso. (102)
Emendamento sostitutivo totale Giunta Regionale.
Articolo 28
L'articolo 28 è così sostituito:
Art. 28
Piano Paesaggistico Regionale
1. La Regione approva il Piano Paesaggistico Regionale (PPR), ai sensi del decreto legislativo n. 42 del 2004, e successive modifiche al fine di assicurare un'adeguata tutela e valorizzazione del paesaggio. Esso individua ì valori paesaggistici, ambientali e culturali del territorio regionale e le risorse storiche, culturali, paesaggistiche e ambientali del territorio regionale e ne definisce la disciplina di tutela e valorizzazione. Il Piano può essere proposto, adottato e approvato per fasi e per ambiti territoriali diversi.
2. Il Piano attua la strategia dello sviluppo territoriale mediante l'indicazione:
a) dei tipi di intervento nei relativi ambiti territoriali di paesaggio che, per i loro effetti intercomunali, sono oggetto di concertazione fra i vari livelli istituzionali anche in relazione alle forme di compensazione tra comuni;
b) del ruolo dei sistemi delle città e dei sistemi locali, degli insediamenti turistici, dei servizi produttivi, delle aree agricole e di quelle caratterizzate da intensa mobilità nonché degli ambiti territoriali di rilievo sovraprovinciale;
c) delle azioni integrate per la tutela e valorizzazione delle risorse essenziali.
3. L'approvazione del Piano Paesaggistico Regionale comporta l'obbligo per:
a) la Regione di verificare la coerenza con il Documento di Programmazione Territoriale;
b) le province di adeguarsi adottando apposite varianti al Piano di coordinamento provinciale vigente entro il termine di sei mesi, ivi compreso ogni conseguente adeguamento ai nuovi assetti amministrativi;
c) i comuni di adeguarsi entro il termine di dodici mesi. (256)
Emendamento soppressivo parziale Masia - Balia - Ibba - Caligaris.
Articolo 28
Nel comma 2, la lettera b) è soppressa. (50)
Emendamento soppressivo parziale Masia - Balia - Ibba - Caligaris.
Articolo 28
Nel comma 2, la lettera c) è soppressa. (51)
Emendamento aggiuntivo Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.
Articolo 28
Nel comma i dopo le parole "atti di indirizzo e coordinamento" sono aggiunte:
Il piano paesistico regionale costituisce atto fondamentale di indirizzo, agli assetti territoriali, della programmazione di settore della Regione, nonché di orientamento della programmazione e pianificazione territoriale dei Comuni e delle Province. (144)
Emendamento aggiuntivo Lanzi - Fadda Giuseppe - Cugini - Licheri - Serra.
Articolo 28
Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
2 bis. In ogni caso sono inedificabili in quanto sottoposti a vincolo di integrale conservazione dei singoli caratteri naturalistici, storico morfologici e dei rispettivi insiemi,i terreni costieri compresi in una fascia di profondità di 500 metri dalla linea di battigia anche se elevati sul mare. (172).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). L'articolo 28, che riguarda il Piano paesaggistico regionale, è un articolo molto importante, perché il Piano paesaggistico regionale rappresenta uno strumento importantissimo di pianificazione sovraordinata che, però, deve, nella sua applicazione, consentire ai comuni e agli enti locali di poter effettuare una pianificazione più puntuale a livello comunale, cioè, i Piani urbanistici comunali. Ovviamente, questa legge, che oggi individua con l'articolo 28 la procedura di approvazione del Piano paesaggistico regionale, e quali devono essere i documenti contenuti in esso, sembrerebbe fuori contesto, nel senso che da poco, cioè da due anni circa, questa Giunta, questa Amministrazione, questa maggioranza di Governo regionale, ha approvato un Piano paesaggistico regionale, Piano paesaggistico regionale che è stato approvato sulla scorta di una legislazione normativa urbanistica vigente, cioè la legge numero 45 del 1989, poi modificata dalla legge numero 8, legge numero 8 che, con l'articolo 2, aveva modificato l'articolo 11 della legge numero 45, sottraendo il potere legislativo di approvazione del Piano paesaggistico regionale al Consiglio, delegandolo alla Giunta. Questo è un aspetto importante e fondamentale che noi abbiamo contestato e che abbiamo contestato fortemente in riferimento alla legge numero 8; ma perché abbiamo contestato questa procedura? Non avrebbe senso contestare atti di pianificazione o procedure che producono effetti positivi sul territorio, di salvaguardia, che consentono di sposare gli aspetti di salvaguardia ambientale e paesaggistica anche con gli aspetti legati all'economia e anche alla certezza del diritto. E poiché questo Piano paesaggistico regionale, approvato su questi criteri, si è rivelato un Piano paesaggistico che non è idoneo, un Piano paesaggistico che meriterebbe attenzione, un Piano paesaggistico che è stato contestato da tutti gli enti locali, dai cittadini, dalle associazioni, un Piano paesaggistico che non ha recepito neppure una delle oltre 2000 osservazioni presentate durante la fase di pubblicazione da parte dei comuni, ma anche dei privati cittadini. Quindi, un Piano paesaggistico che, a distanza di oltre due anni dalla sua approvazione, doveva essere modificato in maniera sostanziale, sia perché conteneva in se forti elementi di illegittimità che sono stati fatti rilevare, tra l'altro, con diverse sentenze di Tribunali Amministrativi Regionali, ma anche perché, come ho detto prima, gli effetti prodotti sono stati effetti negativi, che hanno creato disoccupazione e che non hanno garantito la salvaguardia del territorio. Piano territoriale paesaggistico che, ad esempio, con le intese ha dato un potere discrezionale fortissimo nelle mani della Giunta, ma intese che, comunque, non hanno prodotto effetti uguali per tutti i cittadini. E, quindi, è ovvio che un Piano paesaggistico così strutturato, così formulato, che all'articolo 105, relativo all'adeguamento degli atti di programmazione e pianificazione regionale, rileva, o meglio, contiene il comma 2 "gli strumenti vigenti di pianificazione regionale per la pianificazione delle infrastrutture, l'organizzazione dei servizi e la difesa del suolo si conformano al presente PPR entro 12 mesi", non mi pare che la Regione abbia attuato questo comma. Articolo 106, "adeguamento della disciplina urbanistica provinciale": "Entro sei mesi dalla pubblicazione nel BURAS del Piano paesaggistico regionale, le province adeguano i propri piani urbanistici alle sue disposizioni, previsioni e prescrizioni, al fine di conferire contenuti paesaggistici alla pianificazione provinciale", e questo non è avvenuto nei sei mesi successivi, e neanche nei 24 mesi successivi. Per quanto riguarda invece l'articolo 107, "adeguamento della disciplina urbanistica comunale": "I comuni il cui territorio ricade interamente negli ambiti di paesaggio costieri di cui all'articolo 14, adeguano i propri Piani urbanistici entro 12 mesi". Anche in questo caso abbiamo rilevato che i piani urbanistici non sono stati fatti. Il comma 2: "per i comuni il cui territorio è solo in parte ricompreso negli ambiti di paesaggio costieri di cui all'articolo 14, il termine decorre dall'entrata in vigore della disciplina del PPR relativa gli ambiti interni". Io volevo conoscere, a questo punto, se il Piano paesaggistico relativo agli ambiti interni, in qualche modo, è o verrà sottoposto all'approvazione. E quindi un Piano che non ha, come ho detto prima, prodotto esiti positivi, un Piano sicuramente da censurare, ma forse questo è accaduto per un motivo, perché se il Piano fosse stato approvato nell'ambito del Consiglio regionale, come noi proponiamo con la modifica, emendando l'articolo 29, in riferimento alle procedure di adozione e di approvazione del Piano paesaggistico regionale, probabilmente, anzi, sicuramente si riuscirebbe a realizzare uno strumento di pianificazione sovraordinata con un consenso maggiore, con un dibattito più approfondito e sicuramente potrebbe essere un Piano che potrebbe consentire agli enti locali di realizzare la pianificazione urbanistica e cioè Piani urbanistici. Ovviamente il tutto non potrebbe avvenire se contestualmente non vengono approvate le direttive, cioè gli atti di indirizzo previsti dall'articolo 31, sempre in Consiglio regionale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà. Ho una sua iscrizione a parlare, onorevole, faccia un cenno, non faccia finta che stiamo parlando a qualcun altro! Onorevole, ho una sua iscrizione, non so se fatta per errore! Va bene, va bene. Non aveva chiesto di parlare, va bene, onorevole.
URAS (R.C.). Ho schiacciato io, ma ho sbagliato!
PRESIDENTE. Va bene. Se io la chiamo evidentemente ho una iscrizione, altrimenti non mi permetterei di disturbarla!
E' iscritto a parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Signor Presidente, le chiedo la cortesia di non considerare questo secondo che utilizzerò a favore del collega Pisu. Si è iscritto a parlare prima del congresso! Poi c'è stata un'evoluzione che ha prodotto questo ripensamento...
PRESIDENTE. Torni al tema, onorevole Cugini!
CUGINI (Sinistra Autonomista). Per dire che l'articolo 28 noi lo discutiamo, come ha fatto adesso giustamente il collega Pileri, però dobbiamo, credo, tenere conto del fatto che c'è un emendamento che è sostitutivo e quindi più che fare una discussione riferita al testo che è stato licenziato dalla Commissione, che ha visto nel voto l'astensione anche del collega Pileri, è bene soffermare la nostra attenzione sull'emendamento sostitutivo. Per dire che nell'insieme noi approviamo l'emendamento sostitutivo e poi l'Assessore dirà, ma pensiamo che debba essere migliorato, così come è capitato per tanti articoli e anche per emendamenti. Per dire che le modifiche che devono essere conseguenti, coerenti con il Documento di programmazione territoriale, che è alla seconda riga del comma primo, e la parte finale dell'emendamento, in particolare il punto a), pensiamo che debba essere considerato superato. Questo serve per snellire la procedura e per comprendere che l'evoluzione che c'è stata dalla Commissione all'Aula noi la consideriamo positiva e credo che sia opportuno, poi vediamo se c'è convergenza, ma credo che sia opportuno tener conto della situazione generale.
La legge è arrivata a buon punto, ci sono alcuni aspetti ancora controversi, ci sono i temi, lo dico per i colleghi della minoranza, ci sono ancora temi complessi, quello dell'agro in particolare che merita un'attenzione da parte di tutti, però, insomma, all'esterno ci dicono: "La finanziera è urgente!", figuriamoci se noi non siamo d'accordo per dire che la finanziaria è urgente. Ci sono esigenze particolari riferite alla situazione che ha colpito la nostra regione, quindi è possibile, nel rispetto dei ruoli, con tutte le funzioni che la maggioranza e la minoranza devono esplicare in questo Consiglio, ma è possibile senza rinunciare a nulla, rinunciamo solo al superfluo, come si dice in questa fase di crisi, ma è possibile darci dei tempi certi, collega Pittalis, fermo restando le posizioni che devono essere espresse per approvare la legge? Non sto chiedendo voti, sto dicendo, ma insomma, a questo punto il confronto è stato sin qui un confronto di merito, ci sono aspetti ancora da verificare, aggiungo verifichiamoli, aggiungo ancora, destiniamo il tempo proprio alle parti più complesse del testo che dobbiamo ancora discutere, però, insomma, sarebbe cosa apprezzabile da tutti se il Consiglio regionale, non nel contenuto, ma nella procedura, trovasse un punto d'incontro per dire: "Insomma, abbiamo approfondito l'argomento, ci siamo misurati, abbiamo espresso le nostre opinioni, però abbiamo anche utilizzato positivamente il tempo, in modo tale che abbiamo qualche giornata in più per ragionare sulla finanziaria". Dicendo da subito, guardate che quello che è avvenuto nel centrosinistra non è una conquista, collega Pittalis, non è una conquista! In tempi normali sarebbe una procedura normale, ma lei che è stato un po' la e un po' qua comprende che la dialettica interna alla maggioranza è una dialettica vera e lei è uno dei colleghi, al pari di tanti altri, ma lei è uno dei colleghi che questo aspetto può apprezzarlo meglio degli altri.
Allora, io credo che se facciamo il lavoro che abbiamo fatto sin qui, perché bisogna riconoscere che c'è stato sostegno dalle opposizioni, ma sostegno corretto, partecipazione, insomma non c'è stato nessun tentativo di perdere tempo, questo credo, Assessore, che debba essere riconosciuto ai colleghi dell'opposizione, però si può fare ancora di più. Se noi domani riuscissimo ad approvare il testo per dedicare alla discussione generale finale qualche attimo di tempo in più per poter comprendere tutti assieme la portata e concorrere per stabilire la portata strategica di questa legge, credo che anche qui facciamo un servizio collettivo unitario, positivo alla nostra regione.
Allora, concludo. Gli aspetti complessi. Evidenziamo: l'agro è un aspetto complesso, noi abbiamo le nostre idee, nella maggioranza ci sono tante idee, è una maggioranza che ha anche fantasia, come si sa, però acceleriamo sulle parti meno complesse e dedichiamo il tempo, tutto quello che serve, ma utilizziamo il tempo per fare una operazione politica che può avere una conseguenza positiva anche per i prossimi appuntamenti. Quindi, articolo e emendamento. Io penso che la nostra attenzione, a questo punto, debba essere maggiormente dedicata all'emendamento in quanto sostitutivo. Per l'emendamento, Assessore, noi stiamo proponendo delle semplici modifiche migliorative, lo stiamo facendo noi, noi come Sinistra, ma il collega Masia è d'accordo con noi, diciamo che io parlo prima di lui quindi ho accettato il suggerimento nel merito, ma per confermare che c'è una rinuncia alle posizioni per fare avanzare quelle più unitarie e corrispondenti. Penso che potremo farlo anche su altri momenti della legge se da parte della Giunta, però, si conferma l'attenzione che fin qui c'è stata nelle questioni più controverse che hanno caratterizzato la nostra discussione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Signor Presidente, siamo arrivati, non dico stancamente, ma quasi, all'articolo 28. Mi fa piacere parlare dopo il collega Cugini perché altrimenti, senz'altro, nel suo intervento m'avrebbe bacchettato come spesso fa piacere a lui, però se entriamo nell'argomento di questo piano paesaggistico regionale vi devo dire che raramente accade di vedere come in questo caso una norma che contraddice se stessa nello spazio di poche righe. Intanto la formulazione dell'articolo potrebbe lasciar pensare che il piano paesaggistico regionale sia davvero adottato ai sensi del cosiddetto codice Urbani come se lo stesso testo quadro nazionale fornisse copertura integrale a quelle che poi sono state le scelte della Regione sarda e in particolare del governo regionale. Non è così, anzi pur non volendo fare dietrologia, ci sembra opportuno osservare che nessun legislatore proprio in materia di tutela e valorizzazione del paesaggio avrebbe mai immaginato e ritenuto coerente con i suoi indirizzi una legge regionale come questa che di fatto si traduce in un'applicazione concreta più velocità o a macchia di leopardo. Perché in effetti questo è quanto avviene interpretando correttamente la seconda parte del primo comma laddove dopo aver affermato che il PPR è un piano regionale che si applica su tutto il territorio regionale, si dice che lo stesso piano può essere proposto, adottato ed approvato per fasi e per ambiti territoriali diversi. Cosa significa? Ciò significa nella lingua italiana che in fatto e in diritto ci può anche non essere un piano regionale e nemmeno qualcosa che lontanamente gli somiglia già che una pianificazione che incide solo su uno o più ambiti è senza dubbio particolare, e non generale. Non è un passaggio di poco conto anche perché la norma non chiarisce da nessuna parte né chi decide di rinunciare ad una pianificazione generale per predisporne una particolare, né in base a quali criteri viene assunta questa decisione. Senza presumere di saper interpretare il futuro possiamo facilmente immaginare che il soggetto senza volto che si prende una responsabilità così ampia, sia la Giunta regionale e di questo peraltro troviamo puntuale conferma nel successivo articolo. Dunque, l'esecutivo regionale che stabilisce di predisporre una pianificazione per parti, perché lo fa? Forse sulla base dei documenti di suo esclusivo possesso dai quali emergerebbero significative priorità o emergenze, si confronta con qualcuno magari con gli enti locali che fanno parte di quell'ambito e di quegli ambiti su cui intende intervenire? No, semplicemente lo fa e basta tracciando una linea sugli ambiti che non gli interessano e concentrando la sua attenzione su quelli evidentemente che gli premono di più.
Eppure, continuo a parlare del piano regionale e di conseguenza dovrebbe essere valido da nord a sud e viceversa, mentre da una delle fasi ipotizzate all'altra potrebbe passare chissà quanto tempo, e mentre alcuni ambiti sarebbero interessati dalla nuova disciplina ed altri no, si assume che questa realtà spezzettata possa essere poi tranquillamente ricondotta alla sintesi richiesta dagli atti di indirizzo e coordinamento previsti dall'articolo 31. Come questo possa accadere resta un mistero impenetrabile, non sono pedanterie o questioni di lana caprina, Assessore, infatti come c'insegna l'esperienza di questi anni, il PPR non è uno strumento di pianificazione qualsiasi, non è il DPT tanto per intendersi dove si tracciano linee guida che poi possono essere interpretate a piacimento fino a disattenderle. No, il PPR entra nel merito di molte questioni, saremmo portati a dire di tutte le questioni che riguardano il governo del territorio, se poi ci fosse qualche riserva sul punto, c'è il secondo comma dell'articolo che la chiarisce, ci pare, definitivamente. Il piano, è scritto, attua la strategia dello sviluppo territoriale mediante la definizione delle tipologie di intervento nei vari ambiti di paesaggio, definisce in dettaglio il ruolo dei sistemi urbani e locali, degli insediamenti turistici, dei servizi produttivi, delle aree agricole e molto altro ancora. Praticamente, andando per esclusione, più semplicemente dire cosa tralascia, rispetto a che cosa tocca in profondità, ed ecco quindi perché è necessario e a nostro parere pregiudiziale, chiedersi i veri motivi per cui in un determinato ambito del territorio regionale occorre intervenire attraverso il PPR e in un altro no. Facevo questa domanda retorica ben sapendo che siamo di fronte all'ennesima cambiale in bianco che si è voluta consegnare nelle mani della Giunta regionale per denunciare come ancora una volta i macroscopici limiti di questa legge che da una parte risente della fortissima influenza del fondamentalismo ambientalista, e dall'altra dissemina scientificamente di se e di ma alcune parti del testo corrispondenti a quelle dove è maggiore e pressoché totale l'esercizio della discrezionalità dell'esecutivo. Tutto è vero che i destinatari degli interventi di pianificazione programmati, province e comuni non hanno facoltà di parola su tali processi, entrambi devono semplicemente come chiede la legge, adeguarsi. L'unica differenza è che i comuni hanno un po' più di tempo a disposizione perché indubbiamente è diversa l'incidenza reale che i piani urbanistici comunali producono sul territorio e in definitiva sui cittadini. Da quanto affermato emerge un quadro complessivamente contraddittorio e preoccupante di ciò che si intende per governo del territorio e per pianificazione, mettendo ipoteticamente in fila il programma di governo, il piano regionale di sviluppo, il DPT, il PPR, è impossibile non notare che la montagna di carta che si produce è inversamente proporzionale al senso delle scelte che si vogliono fare. Da un lato si danno in pasto praticamente a tutti i nobili e alti principi ai quali non corrisponde nessun impegno concreto e dall'altro si accentrano i processi decisionali quando si tratta di incidere sulle prospettive di sviluppo dei territori. Non è azzardato prevedere che anche rispetto al nuovo PPR che poi nuovo non è se vogliamo, si svilupperà un enorme contenzioso amministrativo così come è accaduto alla pianificazione urbanistica che abbiamo conosciuto in questi anni, smontata a pezzi dalle sentenze dei TAR salvandone il cosiddetto impianto secondo l'ultima linea di difesa della Giunta aggiungendo incertezza ad incertezza, a nostro parere in un crescendo di contraddizioni che nel frattempo hanno prodotto in Sardegna guai gravissimi. Il colmo è che poi forse per un refuso terminologico si parla di concertazione fra i vari livelli istituzionali a proposito della strategia di sviluppo territoriale che dovrebbe essere tracciata dal PPR. Ma di quale concertazione si parla visto che gli enti locali non vengono nemmeno interpellati quando si tratta di decidere se il piano deve procedere per fasi, e se sì quali e riguardare certi ambiti, e se sì, quali? Davvero non resta nulla da concertare quando si inizia con una decisione unilaterale oltretutto assai carica di conseguenze dato che il PPR dice quasi esclusivamente cosa non si può fare e peraltro a livello residuale cosa si può fare. E' evidente a tutti che in questo momento particolare di crisi economica senza precedenti tutto si può fare anche nella pianificazione urbanistica tranne che procedere per fasi e per ambiti. Serve una legge chiara e condivisa che non confonda i divieti con le regole, ma che si metta al passo con una società sarda che sta mostrando sempre maggiori difficoltà a risalire la china. Purtroppo questa legge è totalmente priva di entrambi i requisiti che in questa fase storica sono davvero minimi. Non è chiara perché lascia una discrezionalità enorme alla Giunta regionale affidandole una maxidelega all'interno della quale non c'è nessuna trasparenza, non c'è condivisione perché gli enti locali che sono poi il livello istituzionale al quale si rivolgono i cittadini sono tagliati fuori dalle vere scelte di sviluppo dei loro territori. E' dunque una legge sbagliata che si sarebbe potuta correggere se fosse stata fatta ad inizio di legislatura, così purtroppo proietterà i suoi effetti negativi anche lungo tutto l'arco del 2009, facendo perdere alla Sardegna tempo prezioso e opportunità di sviluppo e di crescita forse irripetibili.
PRESIDENTE. Abbiamo concluso gli interventi.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza.
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Parere negativo sull'emendamento numero 102, sull'emendamento numero 256, Presidente, è accolto l'emendamento con, per facilitare anche la lettura dell'articolo stesso… cioè proporrei questo: che la lettera a. al punto 3, venga cancellata e la "coerenza" venga trasferita alla seconda riga dopo "successive modifiche".
Quindi il testo dovrebbe essere così: "la Regione approva il piano paesaggistico regionale, PPR, ai sensi del decreto legislativo numero 42 del 2004, e successive modifiche, in coerenza con il DPT", e poi prosegue così com'è il testo.
Sull'emendamento numero 50 il parere è negativo e si invita ritiro; sull'emendamento numero 51 idem; parere negativo e si invita ritiro per il 194; per il 172 si propone che venga sospeso per accorparlo all'emendamento numero 244, all'articolo 10, pagina 63, perché è un emendamento che è sospeso e quindi, trattando lo stesso argomento, si propone che anche esso venga sospeso e visto contestualmente agli altri.
PRESIDENTE. Per il esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.
SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Parere conforme.
PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 102, c'è il parere negativo.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Intervengo anche per rispondere all'appello dell'onorevole Cugini, che reclama tempi certi per l'approvazione, io mi fermo solo a questo aspetto perché sul resto, avendo deciso ormai di lasciare quest'Aula, onorevole Cugini, da quello che abbiamo capito, è come sparare sulla Croce Rossa, infierire a risponderle o a ricordare anche i trascorsi politici che, essendo lui politico di lungo corso e stimato, serio politico di lungo corso, comprendiamo che è sempre bene prendersela con qualcuno dell'opposizione, ora il povero collega Moro…
PIRISI (P.D.). Perché "povero"?
PITTALIS (Gruppo Misto). Povero di spirito, non di portafoglio!
Questa me l'ha suggerita l'onorevole Renato Cugini.
Il problema dei tempi, caro collega Cugini, è legato un po' alla storia di questa legge, com'è entrata questa proposta, e per questo ti devi rivolgere all'onorevole Biancu, al tuo Capogruppo, non è un problema nostro, il problema è delle richieste di rinvii, di sospensione, di sedute rinviate, oggi noi ci stiamo prendendo pochissimo tempo, forse ha ragione l'onorevole Pirisi quando denunciava, forse una certa rilassatezza su alcuni aspetti di questa legge, abbiamo voluto vedere quale fosse la vostra capacità anche di dare un'accelerata all'iter, bene, allora vedete non siamo noi a togliergli le castagne dal fuoco. Dimostrate, stando in aula, che avete i numeri per approvarvela, l'abbiamo sempre detto che questa una legge vostra, non ce ne assumiamo minimamente la paternità, non andiamo ad averne la compartecipazione, e poi, se il confronto continua ad essere quello che è, cioè soltanto una unilaterale discussione tra voi all'interno della maggioranza e qualche interlocuzione con la Giunta, continuate pure, noi continueremo a sostenere i nostri emendamenti come il numero 102 e per il quale preannuncio il voto favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Io dichiaro il voto favorevole all'emendamento, il motivo per cui noi siamo favorevoli alla soppressione dell'articolo consiste evidentemente nel fatto che complessivamente le norme, si ha nell'articolo 28, e forse ancora di più nell'articolo 29, disegnano una impostazione della politica paesaggistica e quindi l'inserimento nella legge urbanistica di un contenuto e di un metodo di approvazione del Piano paesaggistico regionale che non corregge i vizi di fondo della legge numero 8, da cui nasce poi Piano paesaggistico che la stessa maggioranza, a più riprese, ha segnalato essere inadeguato per affrontare il problema, sia della tutela del paesaggio, sia dello sviluppo economico e di una gestione razionale del territorio. Con un accentramento dei poteri e con una sempre più pregnante invadenza della Regione nei confronti delle autonomie locali. Chiedo tra l'altro il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Presidente, per dichiarare il voto contrario alla soppressione dell'articolo 28, perché qua c'è il senso del contrasto proprio netto tra centrosinistra e la destra, è nettissimo, qua è il dato politico, hanno fatto il referendum, hanno chiesto prima il referendum per cassare il Piano paesaggistico; sono andati per tribunali tutti a cercare di farlo annullare dai magistrati; hanno aperto una battaglia sulla "8" convinti che abrogando la norma all'origine del Piano paesaggistico avrebbero così ottenuto l'abrogazione del Piano paesaggistico, e oggi, ovviamente, siccome stiamo discutendo di un provvedimento che prevede la redazione della pianificazione degli strumenti, pianificazione urbanistica e paesaggistica, parla in modo esplicito del PPR, abrogare l'articolo 28 per loro sarebbe fare un terno al lotto, cioè dopo una legislatura passata a contrastare questo strumento, dopo non esserci riusciti, dopo avere incassato la bocciatura del popolo, dopo aver millantato la distruzione della Sardegna e avendo invece ricevuto un diniego, proprio su questo terreno, esplicito, palese, tale da determinare anche scelte diverse rispetto agli assetti prossimi futuri della loro coalizione per le elezioni regionali, se oggi avessero trovato, lo dico perché sembra che sia una cosa di poco conto ma lo dico perché serve a fare un pochino di storia e che la storia ci deve aiutare perché è la nostra guida, se oggi, su questo provvedimento, su questo articolo, avessero trovato condizioni poco poco favorevoli avrebbero vinto, il Super Enalotto se lo sarebbero portato a casa! Avrebbero cioè costretto questa maggioranza a bocciare lo strumento principale del governo del territorio che questa maggioranza ha promosso, difeso, riempito di contenuti, reso operativo con un semplice emendamento come quello che stiamo discutendo. L'articolo 28 è soppresso. Bene, vi è andata buca! Questa maggioranza ha retto, anche in questa circostanza, con tutti i limiti che pure può avere nel modo di fare la discussione, non perché discute, casomai nel modo in cui fa la discussione, perché non si preoccupa di coprirsi, la fa in modo esplicito, com'è il suo costume, perché qua sta la democrazie, lì sta un pochino altro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Intervengo per esprimere il voto favorevole all'emendamento e per dire che noi non siamo contrari al fatto che il Piano Paesaggistico Regionale venga fatto, ne avete già uno basterebbe modificare quello, non è che decade quel Piano, basterebbe modificarlo e aggiustarlo per quante cose ci sono all'interno di esso che non vanno bene. Quindi, noi siamo per il Piano Paesaggistico Regionale, ma vogliamo una procedura diversa e quindi il voto contrario è strettamente collegato a quanto poi discuteremo nell'articolo successivo, perché già avete detto che non cambierete nulla, che il Piano Paesaggistico Regionale verrà approvato dalla Giunta e non dal Consiglio regionale. Quindi, non possiamo far finta di nulla, un piano paesaggistico approvato con questi criteri non ci sta assolutamente bene. Per quanto riguarda l'invito che ha fatto l'onorevole Cugini a dare dei tempi certi, l'ha detto prima l'onorevole Pittalis, io non voglio ricordare la situazione che si è verificata in questo Consiglio regionale quando dovevamo iniziare il dibattito sulla legge urbanistica, o quello che è successo, anche in Commissione, qualche volta, per mancanza del numero legale della maggioranza. Quindi noi siamo disponibili, non vogliamo fare ostruzionismo, vorremmo essere ascoltati, però non avete neppure accettato un emendamento banale, come qualcuno che c'è e che è stato presentato da noi. Quindi gli emendamenti soppressivi ovviamente, in questo caso, rimangono in piedi.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, grazie Presidente. Io voterò a favore dell'emendamento numero 102 soppressivo e devo dichiarare la mia meraviglia per i toni veramente diversi che provengono dalla sinistra. Ha parlato poco fa l'onorevole Uras rivangando e rimettendo un fossato tra la collaborazione del centrosinistra e il centrodestra in quest'Aula, e si discosta notevolmente il tono e il contenuto del suo intervento da quello invece dell'onorevole Cugini che richiamava una vecchia canzone "Si può fare di più". L'onorevole Cugini ovviamente non l'ha cantata per intero quella canzone, perché se conoscesse per intero i versi ricorderebbe anche che: è vero bisogna non essere eroi, si può fare di più, però non lo sai, non lo so io e non lo sai tu. Dice la canzone. Quindi, questo significa evidentemente che quella strada è poco percorribile e oggi bisogna riconoscere un qualcosa che sta avvenendo ed è avvenuto attraverso la dichiarazione del parere, devo dire, del relatore che dice di correggere l'emendamento sostitutivo per intero dell'articolo 28 da parte della Giunta, presentato dalla Giunta nel punto in cui porta dal comma 3, mi pare di ricordare, al comma 1 dove riporta l'indicazione della coerenza rispetto al DPT. Questo ovviamente riconosciamo che è importante perché pone una correlazione diretta tra i due strumenti. Ciò che non va bene, in assoluto non va bene - ed è su questo che noi diciamo che il Piano Paesaggistico Regionale non può andar bene - è che la competenza dell'approvazione sia affidata ancora una volta alla Giunta e non sia questa invece una grande occasione per dire in maniera indiretta, così come il DPT, anche il Piano Paesaggistico Regionale debba essere approvato dal Consiglio regionale, non dalla Giunta.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliare Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Per annunciare il mio voto a favore per le motivazioni che sono state portate dal Capogruppo di Forza Italia. E anche per dire io non faccio mai riferimento ai colleghi che parlano, perché ritengo che i colleghi che parlano e fanno riferimento ad altri colleghi è perché non hanno niente da dire, e non ho l'abitudine di andare a cercare una fetta di cielo sulla terra, per cui lo accantono. Però, voglio significare al Presidente e ai colleghi della maggioranza, che questa legge è entrata in Consiglio il 9 ottobre del 2008, sono state operate sedici sedute per un totale di 48,28 minuti 48 ore,28 minuti senza la seduta odierna. Di queste 50 ore, 30 ore sono state dedicate dalla maggioranza a parlare male del passato e della minoranza e a scaricare responsabilità nei confronti della minoranza, per dissidi interni che sono evidenti, per contrasti, legittimi, tutto quello che vogliamo, ma tutti appartenenti a quella parte e non a questa parte. Perché la minoranza è stata silenziosa, meno male il silenzio qualche volta è la miglior forma di eloquenza, perché assolutamente non ha utilizzato gli strumenti che le mette a disposizione il Regolamento del Consiglio, non ha fatto nessuna strumentalità su questa legge. Quindi, per quanto riguarda la minoranza, non mi riferisco alle persone perché non voglio citare, ve la potete approvare anche adesso, anche stasera, anche domani mattina, quando volete perché le cause di questo ritardo sono soltanto della maggioranza, noi non c'entriamo assolutamente niente. E se non abbiamo parlato, o abbiamo parlato poco, l'abbiamo fatto per rispetto a voi della maggioranza e perché volevamo sgombrare il campo da questa legge urbanistica, che tanto non servirà perché sappiamo benissimo che voi stessi, in quest'Aula, avete detto che questa è una legge che nasce morta. Perché ho sentito tutti gli interventi della maggioranza che hanno detto: questo bisogna correggerlo; quell'altro bisogna rifarlo; le leggi sono fatte perché abbiano un tempo temporale ridotto, perché la società cammina ed è in fermento ed è veloce e quindi ogni anno bisogna fare una legge urbanistica. Lo state dicendo voi, quindi assumetevi la responsabilità di quello che state facendo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Sì, signor Presidente solamente per dire che questa legge altro che morta, onorevole Floris, questa legge è una legge che, man mano che sta venendo conosciuta ai livelli territoriali dopo le consultazioni che sono state fatte, sta creando consensi sempre più numerosi. Anche perché non sarà perfetta, come legge, come nessuna legge peraltro, però è una legge che risponde alle necessità espresse, soprattutto dai comuni e dai ceti produttivi che operano nei territori, in edilizia, artigianato e quant'altro e risponde a criteri di semplificazione, di armonizzazione con altre norme, di rispetto del territorio e, complessivamente, riesce a dare risposte a domande che da decenni - lo posso dire io che ho vissuto l'esperienza di Sindaco ormai venticinque anni fa - risposte che le Amministrazioni comunali chiedevano da parecchi anni. Di alcune modifiche alla legge regionale "45" che peraltro, e lo ripeto perché l'ho già detto, non è da considerare assolutamente una pessima legge anzi è stata una buona legge, ma è una legge che ormai è datata, ha necessità di essere rivista in alcuni punti soprattutto legati alla gestione coordinata e condivisa dei territori, da parte dei comuni e degli operatori economici e sociali dei territori. Detto questo, ecco perché dico che altro che morta, questa è una legge importante, e ove il Consiglio regionale riuscisse ad approvarla nei tempi più veloci, per potersi dedicare poi alla manovra finanziaria, non è un vanto esclusivamente dalla maggioranza di governo o della Giunta regionale, sarebbe un vanto di tutto il Consiglio regionale perché è una buona legge. Certo, perfettibile ma essa è una buona legge, per cui non riesco a capire come si possa presentare un emendamento, collega Pileri lei che è il primo firmatario, ma come si può presentare un emendamento che dice che l'articolo 28 è soppresso? Il Piano Paesaggistico Regionale, che è reso obbligatorio da un vostro ex Ministro, dalle norme del Codice Urbani, un provvedimento del Governo di centrodestra, quindi come è possibile, se non strumentalmente e per propaganda politica, voler continuare un discorso che si riteneva chiuso con il referendum sulla legge numero 8…
PRESIDENTE. Prego, concluda.
SALIS (Gruppo Misto). … continuare a presentare emendamenti che sono, secondo me, anche inaccettabili dal punto di vista tecnico. Per cui, io voto contro Presidente. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Ma, noi votiamo a favore dell'emendamento e tentiamo di motivare anche questo voto a favore, perché qualcheduno si chiede: ma come è possibile insomma che in una legge urbanistica praticamente si vada a cassare proprio un articolo che è centrale della legge, che è fondamentale, e che parla, appunto, del piano paesistico regionale. Ma è ovvio che quando noi votiamo contro questo articolo, vuol dire che stiamo votando contro la legge, ma contro la logica che ha guidato la legge stessa, quindi per noi questo piano paesaggistico regionale è figlio della logica che ha guidato la legge, è figlio della logica della legge numero 8 del 2004, dei precedenti piani paesaggistici regionali, insomma, che non bisogna dimenticarli non hanno prodotto nulla nel senso che i comuni non sono riusciti ad approvare i PUC ad oltre due anni dall'approvazione del piano paesistico regionale i comuni sono fermi. Io mi chiedo come fa qualche componente della maggioranza a dire, che chissà quale disastro succederà se questa legge non passerà. Il disastro vero è quello che stanno creando queste leggi che non fanno approvare gli strumenti urbanistici che sono lo strumento per lo sviluppo e la crescita del territorio, la vera domanda che vi dovete porre ad iniziare dal collega Uras è quella di dire perché non sono partiti e se con questa legge si riesce a far invertire questa tendenza. Io sono convinto che questa legge peggiorerà questa tendenza e che se prima magari ci volevano tre anni ad approvare il piano paesistico regionale adesso probabilmente ce ne vorranno quattro, ce ne vorranno cinque. Allora queste cose dovete andarle a dire ai comuni perché state approvando, ai sindaci, una legge che di fatto noi sappiamo che non risolverà i problemi dell'urbanistica in Sardegna e, diciamo, è inquadrata con una logica che noi condividono non condividiamo realmente, e quindi la rigettiamo, voi la potete anche approvare, così come l'avete proposta, ma noi non la sentiamo come legge anche proposto dalla minoranza. Ve ne assumete per intero la responsabilità di questa legge, poi i benefici li vedremo, io spero insomma che la prossima Giunta regionale, il prossimo governo della Regione sia capace davvero di cestinare questo strumento, se verrà approvato, perché visto i chiari di luna che ci sono all'interno della maggioranza non lo so neanche, però se malauguratamente per i Sardi verrà approvato, io credo che sarà opportuno mettere mano subito a questa legge perché bisogna modificarla e sostituirla di sana pianta, grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Si è molto brevemente, Presidente, per evidenziare il voto contrario a questo emendamento e, non me ne voglia l'onorevole Floris se lo cito, io credo che nel suo intervento c'è una contraddizione, la contraddizione sta nel fatto che quando dice che il centrodestra sta zitto perché vuole in qualche modo rimarcare la contrarietà a questa legge, io credo che stia rinunciando a quello che è uno dei principali motivi per cui noi in questo momento stiamo dibattendo, e se davvero per 50 ore siamo entrati in merito e abbiamo approfondito questa legge, io credo che questo sia un valore non un disvalore, perché davvero abbiamo potuto riprendere in mano quello che è la principale funzione di questo Consiglio, che è quella di fare leggi, non si può dire da una parte che ci arrivano le leggi e qui alziamo la mano senza discutere e dall'altra quando si discute, e si cerca di riportare a questo Consiglio il ruolo e la funzione che gli è propria, criticarlo. Io credo che non ci sia soltanto all'interno di questa legge l'aver riportato al Consiglio la titolarità di pianificare per uno strumento così importante quale, appunto, il governo del territorio, c'è anche questo aspetto che non deve sfuggire. La mia perplessità è quindi se è vero che al momento del voto al passaggio degli articoli il centrodestra ha votato contro per evidenziare una sua posizione di parte, fa bene l'onorevole Cugini quando dice che per una legge così importante sarebbe stato opportuno la partecipazione anche del centrodestra, fa bene a ricordare che la precedente legge, numero 45 è stata votata quasi all'unanimità dal Consiglio, con soli due voti contrari, perché è una legge importante, una legge di tutti dove la partecipazione, se ci fosse stata, avrebbe sicuramente arricchito i contenuti. E credo che questo sia una deficienza che sicuramente potrebbe anche darsi che dobbiamo pagare, ma non certamente per la raggiunta unità nel portarla avanti da parte del centrosinistra. Io credo che questo sia una delle riflessioni che devono essere fatte.
PRESIDENTE. Stiamo votando, con la votazione elettronica richiesta dall'onorevole La Spisa l'emendamento numero 102.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 102.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Capelli - Cappai - Contu - Diana - Floris Mario - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Licandro - Liori - Lombardo - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Vittorio - Rassu.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Tocco - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Maninchedda.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 67
votanti 65
astenuti 2
maggioranza 33
favorevoli 21
contrari 44
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'emendamento sostitutivo numero 256, il relatore ha proposto di utilizzare una parte della lettera A del comma 3, inserendo dopo "modifiche" nel primo comma là dove si dice: "decreto legislativo numero 42 del 2004 e successive modifiche" e "in coerenza con il documento di programmazione territoriale".
AMADU (Forza Italia). Stravolge tutto!
PRESIDENTE. Serve semplicemente per una migliore comprensione del testo, tutto qui, naturalmente la lettera A, del comma 3 sparisce, semplicemente questa correzione.
Su dichiarazione di voto?
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Sì, su questo aspetto, Presidente, no, no sulla proposta che lei ha riferito testé, perché né vorremmo comprendere bene la portata e io per esempio, così d'emblè, non sono d'accordo, vorrei capire qual è la coerenza si sta introducendo un qualcosa che è completamente estranea all'iter, al processo dell'istituto di cui ci stiamo occupando, non vedo perché questo collegamento, quindi mi si spieghi la ragione forse poi proviamo a trarne le conclusioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Sì, Presidente, non si sta introducendo niente di nuovo nel senso che la Regione al punto numero 3 lettera A è scritta in maniera che la Regione di verificare la coerenza con il documento di programmazione territoriale, sì, siccome è un doppione, si propone di spostarlo alla seconda riga anche perché in questo modo diciamo, ha una maggiore evidenza e probabilmente, onorevole Pittalis, assume anche un maggior valore, cioè il fatto che la Regione approva il piano paesaggistico in coerenza con le linee che vengano tracciate dal documento di programmazione territoriale, che viene fatta al Consiglio regionale. Questa la ratio, nessun altra motivazione sovraintende la proposta. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Per dichiarare il voto favorevole sull'emendamento sostitutivo totale numero 256, convengo con il relatore sul fatto che decisamente è molto più corretto sotto il profilo anche della stesura, della comprensione del testo, del resto sarebbe strano che la Regione, che approva il piano paesaggistico regionale, verifica la coerenza, che deve verificare prima di approvarlo. E quindi è messo nel primo comma perché è parte costitutiva del processo di approvazione, non è una conseguenza successiva, non è un obbligo che deriva dall'approvazione, ma è una cosa che precede l'iter, il percorso di approvazione. Io credo che questa stesura dell'articolo 28, che un pochino anticipa, che migliora il senso del successivo articolo, che è quello relativo alle procedure, vada proprio nella direzione che da tempo si è discussa in questo Consiglio, sulla cioè titolarità… Apriamo cinque minuti di sospensione, vediamo qual è il problema, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Uras, anche se una sospensione non si nega a nessuno in quest'Aula, però, forse non è necessaria. Prego.
URAS (R.C.). Dicevo, il senso del voto favorevole sul sostitutivo totale è anche nel fatto che anticipa le procedure, che poi sono definite nell'articolo 29, consentendo un'approvazione del Piano paesaggistico con il livello e la qualità della partecipazione che è stata richiesta più volte anche in quest'Aula, quando di questa materia si è trattato. Abbiamo finito.
PRESIDENTE. Onorevole Uras!
URAS (R.C.). Abbiamo chiuso.
PRESIDENTE. Va bene, grazie.
URAS (R.C.). Si distrae anche lei, Presidente.
PRESIDENTE. Può succedere che ci sia qualche momento di calo.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Sì, Presidente. Intanto la formulazione di questo emendamento, cosa significa "la Regione approva"? Chi? Io spero che qui si abbia, mi rivolgo indistintamente ai colleghi della maggioranza, anche coerenza di specificare qual è l'organo, la Giunta regionale? Allora si scriva "la Giunta regionale", e ve assumete la responsabilità. O ho mal compreso, e cioè che avete opportunamente introdotto, a proposito del Documento di programmazione territoriale, che è il Consiglio regionale, allora scriviamo "il Consiglio regionale", ma questa formulazione ritengo che sia l'emblema della coerenza se si legge Consiglio regionale, oppure che vi state rimangiando tutto quello che avete detto pochi minuti fa. Sulla modifica poi non è una questione semplicemente terminologica, il problema è che il punto 3 testualmente recita: "L'approvazione del Piano paesaggistico regionale comporta l'obbligo per la Regione di verificare la coerenza con il Documento di programmazione territoriale", quindi è un preciso obbligo, non è qualcosa di sfumato come lo si vorrebbe intendere, con un'allocazione nella prima linea del punto 1 dell'emendamento in esame. Ecco perché riteniamo che questa formulazione di per se, pur contestando l'emendamento, pur non essendo assolutamente d'accordo, però le perplessità che avevamo inizialmente rimangono tutte, perché questa, diciamo così, è una forma rafforzata anche rispetto a quella che si propone. Ripeto ancora, io spero di sentire da qualche collega della maggioranza che si faccia un emendamento orale, altrimenti lo proponiamo noi, che per "Regione", nel contesto di questo emendamento, si deve intendere il Consiglio regionale. Quindi, Presidente, vorrei che prendesse atto di questa proposta di formuliamo, sperando che non vi siano motivi ostativi da parte dell'Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Sì, non ci siamo coordinati con l'onorevole Pittalis, però credo che quanto ha dichiarato in riferimento al comma 1, dove appunto il Codice Urbani prevede che la Regione approvi il Piano paesaggistico regionale, io credo che un'apertura, quella che voi continuate a richiamare da parte della minoranza, potrebbe anche esserci nel caso in cui effettivamente si possa specificare nel comma 1 che la Regione è il Consiglio regionale. Allora, in questo caso, noi saremmo anche disponibili a valutare con attenzione questo emendamento.
PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Adriano Salis, per aiutarci.
Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Sì, per aiutare, proprio per aiutare, Presidente. Vista l'obiezione del collega Pittalis, che quindi impedirebbe di approvare l'emendamento orale proposto sul punto A del terzo comma, proporrei al collega Pittalis e all'opposizione se fossero d'accordo di traslare il comma 3 e farlo diventare 2, quindi portando l'obbligo della Regione di verificare la coerenza con il DPT al punto 2, e il comma 2 diventerebbe il comma 3. Questo è per aiutare, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Salis. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì, sempre per aiutare…
PRESIDENTE. Non ho dubbi, onorevole Capelli.
CAPELLI (U.D.C.). … perché sono sempre molto puntuali e stimolanti gli interventi del collega Salis. Il collega Salis qui chiede di capire chi è l'organo della Regione che approva il PPR…
SALIS (Gruppo Misto). C'è un'altra obiezione.
CAPELLI (U.D.C.). …e chiediamo che qualcuno - poi se si collega le do anche la cassetta del film, così se lo rivede, collega Salis -, per capire se quanto detto e sostenuto dal collega Masia, di cui richiamerei l'attenzione, che a nome dei Socialisti ha detto che respingeva l'emendamento precedente di soppressione dell'articolo 28, perché si era ottenuto lungo la discussione della legge urbanistica che quanto richiesto in vari momenti di questa legislatura dalle minoranze stesse, cioè che venisse restituita la funzione legislativa al Consiglio regionale, e quindi le prerogative del Consiglio regionale non venissero mortificate come continuamente, questo è innegabile, in questo Consiglio è stato fatto in questi quattro anni e mezzo, almeno per onestà intellettuale alla fine le dovrete dire, si chiede se abbiamo capito bene, onorevole Masia, e quindi chiedo io a lei come vota ora in questo caso, se riporta realisticamente i poteri al Consiglio, e quindi si specifichi che l'approvazione è in capo al Consiglio regionale, nullaosta, perché noi sappiamo tutti che il termine Regione è direttamente e immediatamente riferibile alla Giunta e non al Consiglio regionale, o almeno chi fa le leggi dovrebbe saperlo, mentre invece da più parti si è convinti, e parlo della vostra parte, e parlo del partito socialista, che invece sia stata restituita la prerogativa al Consiglio. Se così è, che cosa osta perché si specifichi tutto questo? E nel caso si accettasse l'emendamento orale di specificazione dell'approvazione in capo poi al Consiglio regionale, noi annunciamo il voto favorevole, perché questa è sicuramente una conquista del Consiglio regionale. Per quanto riguarda gli apporti della minoranza, il silenzio a volte è molto eloquente, ma noi contiamo molto sul fatto che questa legge venga approvata, e se al passaggio agli articoli noi abbiamo votato contro era una posizione politica del momento, ma noi ci siamo sempre opposti al fatto che rientrasse in Commissione la legge, vogliamo che voi approviate questa legge, e che in campagna elettorale possiate andare orgogliosi di questa legge e di ciò che avete unilateralmente approvato, senza la necessità di un coinvolgimento della minoranza, da più parti richiesto, ma in modo tardivo, onorevole Cugini, non l'ha chiesto quando abbiamo discusso la legge numero 8, non l'ha chiesto durante la stesura e discussione della finanziaria, non l'ha chiesto durante la discussione del PPR, non l'ha chiesto per quattro anni e mezzo; oggi il consenso, come faremo noi, d'altronde, chiedetelo agli elettori.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Ma, noi abbiamo detto sempre che i limiti di questa legge sono, non tanto le cose che dice, ma le cose che non dice, ed è chiaro che, poi, sulle cose che non dice altri decideranno, non certamente questo Consiglio regionale. Io credo, allora, che bisogna uscire veramente da questa ambiguità, ed essere chiari, con noi stessi prima che con gli elettori. Quando noi diciamo che vogliamo dare, e questo lo dico soprattutto ai colleghi della maggioranza, un maggior ruolo al Consiglio regionale, dobbiamo essere coerenti con le cose che diciamo, ma non è che diciamo da una parte che diamo un ruolo al Consiglio regionale, poi approviamo provvedimenti, come questo, che non hanno il coraggio di dire neanche le cose che si vogliono fare, perché quando si vuole dire che "la Giunta regionale approva", si dice "la Regione approva"; ma cosa significa? allora ditelo chiaramente se è la Regione o se è il Consiglio regionale che approva, perché avrebbe tutto un altro senso, perché quello che ne sta uscendo fuori è una cosa poco chiara, che non avete probabilmente neanche voi il coraggio di dire, probabilmente è "la foglia di fico" che si vuole utilizzare in questa legge sapendo già in partenza, voi lo sapete bene, che si vuole dare ulteriore potere alla Giunta regionale, poi contraddicendo anche le cose che abbiamo detto poche ore fa. Allora io chiedo ai colleghi della maggioranza di essere più coerenti e dire le cose come stanno, chiamare le cose con il proprio nome e, quando parliamo di "Regione", noi intendiamo che sia una cosa logica dire che è il "Consiglio regionale", però, insomma, io credo che sia opportuno che venga chiarito, perché non ha nessun senso, effettivamente, approvare una dicitura come questa, dove si vuole parlare per "Regione", ma, sicuramente, per "Regione" voi intendete "la Giunta regionale". Noi abbiamo un'idea diversa, spero dalle cose che ho sentito che sia anche l'idea della maggioranza, ma se così è, chiaritelo bene, perché io credo che le cose vadano chiarite da subito, perché le cose equivoche poi non portano certamente a nulla di buono. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Ladu. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, grazie Presidente. Io credo che questi minuti di questo dibattito che dura 50 ore, come diceva l'onorevole Floris, rischiano di essere i più importanti dell'intero dibattito, rischiano di portarci ad una svolta definitiva anche di accelerazione, forse una risposta all'invocazione anche dell'onorevole Cugini. Ma cosa costa, davvero, accondiscendere a questo emendamento orale così piccolo, così poco incisivo, se poi voi stessi state dicendo che tanto la legge statutaria già prevede che debba essere il Consiglio regionale ad approvare il Piano paesaggistico regionale, se poi voi dite che nell'articolo 29 state preparando delle indicazioni e degli emendamenti che rettificheranno pure questa assegnazione di funzioni al Consiglio regionale per approvare il Piano paesaggistico regionale. Io credo che questi minuti siano preziosissimi, riflettete in maggioranza, noi siamo appena 20 consiglieri, voi siete quasi 50 consiglieri in aula, quindi avete tutta la possibilità di scegliere tra la nostra collaborazione, oppure l'alternativa di approvarvi voi la legge urbanistica. Mi pare che il prezzo che andate a pagare sia a costo zero, come si suole dire, quindi accondiscendere all'emendamento orale dell'onorevole Pittalis credo che convenga a tutti, e, soprattutto, conviene, in questo momento, ai sardi.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, la ringrazio Presidente. Io volevo evidenziare due aspetti: il primo, quello relativo all'introduzione dell'incisa incoerenza con il DPT che, francamente, mi sembra meno garantista rispetto alla formula usata nella lettera a) del comma 3, laddove si esprime chiaramente un obbligo per la Regione, e qua, quando si parla di "Regione" è evidente che si sta parlando della "Giunta regionale", che sta evidenziando. Al che, mi fa ritenere, e credo di non sbagliare, che anche nel comma 1, sia la Giunta regionale ad approvare il Piano paesaggistico regionale. Allora, nel momento in cui però noi abbiamo approvato l'articolo 27, forse è opportuno apportare, anche qui, per analogia rispetto all'articolo 27, che abbiamo approvato da poco, mettere in evidenza che "il Consiglio regionale approva in modo definitivo il piano paesaggistico regionale". Cioè, francamente, ripeto, mi sembra che questa formulazione, anche con questa aggiunta, "in coerenza con il DPT", non corrisponda esattamente a quanto si sta affermando con la formulazione precedente, ed è ovvio che lasciare scritto "la regione", si intende "la Giunta regionale" e che, quindi, anche questo aspetto deve essere chiarito una volta per tutte, perché, altrimenti, si crea la condizione per la quale, da un lato si afferma che il Consiglio regionale svolgere tutte le procedure, mentre dall'altro si sta affermando che, alla fine, l'approvazione del Piano paesaggistico avviene soltanto tenendo conto in buona sostanza del DPT che perde, invece, quella valenza di indicazione forte e condivisa che aveva in origine.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Caligaris. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Prendo la parola intanto per dire che questo emendamento, che è un emendamento di sintesi, è sicuramente il frutto di una serie di approfondimenti su questa legge, e nessuno può negare che noi socialisti, nel presentare una serie di emendamenti, abbiamo cercato di essere stimolo, perché questa legge, in qualche modo, venisse migliorata. Io all'onorevole Capelli voglio ricordare che la coerenza, principalmente noi socialisti, l'abbiamo dimostrata, quando dal primo momento dicevamo, e con forza, che per fare un Piano paesaggistico regionale occorreva, a monte, una legge urbanistica che governasse questo, e la nostra esistenza nel volere questa legge, è principalmente dettata da argomenti che mettono in sequenza questi elementi, e naturalmente la coerenza sta nel fatto che nel momento in cui si stanno discutendo gli emendamenti che noi abbiamo presentato, che erano pure improntati a dare al Piano paesaggistico la possibilità di essere discusso in Consiglio regionale...
CAPELLI (U.D.C.). Approvato!
MASIA (Gruppo Misto)... Approvato in Consiglio regionale, hanno avuto un esito, onorevole Capelli, che a lei sicuramente non sfugge, nel modificare quelli che sono i contenuti del documento di programmazione territoriale, e quello che è il processo di approvazione che il documento di programmazione territoriale ha negli articoli che abbiamo appena approvato; ma che senso ha dover ritornare, ancora una volta, su argomenti che sono stati approfonditi nel momento in cui il documento di programmazione territoriale ha quel processo di approvazione, ma, in particolare, quei contenuti che noi abbiamo evidenziato. Io credo che questo sia il motivo fondamentale per cui approviamo quest'emendamento in quelli che sono i contenuti, pur specificando che se il problema, nel senso che diminuisce, come ha detto poco fa la collega Caligaris, la valenza del comma A, del punto 3, quello che è l'obbligo che ha la Regione, perché questo era l'intendimento fondamentale, l'obbligo che ha la Giunta nel portare avanti... sì, perché la Giunta, quella che approverà il Piano paesaggistico regionale, la coerenza, di verificare la coerenza del Piano paesaggistico regionale con un Documento di programmazione territoriale può restare dove è, non c'è problema, anzi se questo è l'elemento del contendere noi riteniamo che l'emendamento può restare così, ma noi diciamo che è favorevole il nostro voto proprio perché è in coerenza con le cose che abbiamo detto ed è conseguente a quelle che sono le approvazioni che noi Socialisti abbiamo dato a questa legge fino a questo momento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, per dire che se esistono queste contrarietà da parte dell'Aula, io ritiro l'emendamento orale e propongo, Presidente, però, una votazione per parti, se così fosse. Se c'è un parere non unanime ritengo che questa possa essere la strada. Propongo anche la votazione per parti perché in tutti i casi l'articolo 28 va visto anche collegato all'articolo 29 dove sono stabilite le procedure di approvazione. Quindi, io credo che comunque la scelta che è stata operata... l'onorevole Pittalis sta telefonando e quindi...
PRESIDENTE. Ascolta, ascolta, l'onorevole Pittalis.
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Chiedo scusa, non era polemico il mio... era semplicemente per dire che probabilmente si indebolisce, noi dovremo dare maggiore forza, che in tutti casi è contenuta anche nell'articolo 29 che la verifica, comunque, col DPT ci deve essere, ci deve essere! Badate che la proposta che è stata avanzata precedentemente, dove tutta l'istruttoria la faceva la Giunta eccetera eccetera, con i riferimenti che abbiamo fatto per quanto riguarda i DPT, il richiamo alla statutaria sulle procedure e su tutto ciò che deve essere fatto, tanto per essere chiari, il Consiglio regionale può dettare delle norme stringenti nei confronti della Giunta, dando le indicazioni precise su quelle che devono essere le linee e può arrivare a dettagliarla in maniera molto forte perché non ci sono dei recinti e dei limiti all'interno del quale deve stare il documento, salvo ciò che è indicato nella legge.
E voglio dire anche, verrà detto poi, che la Commissione, in tutti i casi, esprimerà sul PPR il proprio parere e qualora non fosse coerente con il Documento di programmazione territoriale, io voglio vedere se la Commissione darà il parere positivo e favorevole! In tutti casi ritengo che gli Uffici, gli Uffici in tutti i casi, non consentirebbero una cosa di questo tipo. Allora, è stato detto: "La Giunta se ne infischia!". Vorrei ricordare ai colleghi che fino a quando la Commissione non ha espresso il proprio parere, la Giunta non ha potuto approvare il PPR! Non l'ha potuto approvare! Vorrei che questo fatto fosse ricordato.
Quindi oggi, è vero, ci sono dei punti di vista, in alcune regioni è approvato direttamente dal PPR, ma ciò che abbiamo fatto con il Documento di programmazione territoriale a me pare che sia un lavoro buono che abbiamo fatto per far sì che il Consiglio regionale possa esercitare appieno le proprie prerogative e dare gli indirizzi che siano i più stringenti possibili. Sta al Consiglio farlo questo, sta al Consiglio, alla capacità che avrà il Consiglio regionale di mettere in essere tutte le azioni che servono, appunto, a stabilire il recinto all'interno della quale la Giunta si dovrà muovere.
Comunque, io, Presidente, se ci sono delle contrarietà ritiro l'emendamento e chiedo che venga votato per parti e propongo anche la soppressione della lettera a) al punto 3, che messa lì non ha senso di essere.
PRESIDENTE. Va bene, colleghi. Dobbiamo votare l'emendamento numero 256. Se vengono mantenute le obiezioni dell'onorevole Pittalis, l'emendamento numero 256 si vota nella formulazione depositata agli atti e conseguentemente lo votiamo per parti così come richiesto dal relatore. Quindi, onorevole Pittalis, se lei mantiene la sua riserva andiamo avanti nel testo depositato agli atti.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Presidente, però io ho proposto un emendamento orale...
PRESIDENTE. Stiamo votando.
PITTALIS (F.I.). Sì, sull'emendamento orale, siccome non ho capito se è stato accolto pure no, nel corso della discussione, era semplicemente...
PRESIDENTE. No, onorevole Pittalis, non c'è stato accoglimento. Del resto questa dizione è una dizione che deriva dal Codice Urbani e poi l'articolo 29 specifica bene quali sono le procedure e i soggetti...
PITTALIS (F.I.). Il Codice Urbani lo pone in correlazione alle competenze statali, quindi parla di Regione, giustamente. Qui stiamo normando...
PRESIDENTE. E' questa la dizione che abbiamo adottato. L'articolo 29 precisa e specifica quali procedure sono in capo alla Giunta, quali in capo al Consiglio e quali sono le modalità con le quali si coinvolgono tutti i soggetti interessati in questa complicata azione di costruzione del Piano paesaggistico regionale. Comunque, se la sua riserva, onorevole Pittalis - circa l'accoglimento proposto dal relatore, quello orale proposto dal relatore - rimane, lo votiamo per parti. Rimane?
PITTALIS (F.I.). Sì.
PRESIDENTE. Va bene, colleghi. Votiamo l'emendamento numero 256, il primo comma, il secondo comma e le lettere b) e c) del terzo. Onorevole Pirisi, va bene? Ho sintetizzato bene la proposta.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Voto elettronico.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del primo comma, secondo comma e le lettere b) e c) del terzo comma dell'emendamento numero 256.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Scarpa - Tocco - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Capelli - Cappai - Contu - Floris Mario - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Licandro - Lombardo - Maninchedda - Marracini - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 63
votanti 62
astenuti 1
maggioranza 32
favorevoli 41
contrari 21
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della lettera a) del comma 3 dell'emendamento numero 256.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Floris Mario, Gessa e Pisano hanno votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Caligaris - Ibba - Masia.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - La Spisa - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Rassu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Scarpa - Tocco - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti: LAI Renato - Marracini - Moro - Murgioni - Sanjust.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 53
astenuti 5
maggioranza 27
favorevoli 4
contrari 49
(Il Consiglio non approva).
Colleghi, andiamo avanti, votiamo il resto dell'articolo. Gli emendamenti numero 50 e 51 sono rimasti in piedi?
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). No, ritiro il mio intervento. Rinuncio.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 50 è ritirato. L'emendamento numero 51?
Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). E' ritirato.
PRESIDENTE. E' ritirato. Va bene. L'emendamento numero 144 è decaduto e il numero 172 abbiamo detto che è uguale, ha detto il relatore che è uguale ad un emendamento che abbiamo tenuto sospeso all'articolo 10 e quindi lo sospendiamo e lo vediamo quando affronteremo l'articolo 10, l'emendamento che avevamo sospeso.
La seduta è tolta. I lavori del Consiglio riprendono domani alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 19 e 57.
Allegati seduta
Risposta scritta a interrogazioni
Risposta scritta dell'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale all'interrogazione Dedoni Sulla competenza amministrativa dell'Unità organizzativa CRFP di Bosa. (385)
Con l'interrogazione in argomento il consigliere regionale On.le Dedoni, premesso che la Regione Sardegna con la legge 2 gennaio 1997, n. 41 ha individuato il riassetto del territorio regionale con la suddivisione dello stesso in otto province, con la conseguenza che la determinazione dei nuovi perimetri provinciali assegna alla provincia di Oristano oltre al comune di Bosa, i comuni di Magomadas, Montresta, Tinnura, Suni, Sagama, Flussio e Modolo; avendo appreso che su indicazione del competente Assessore, la Direzione generale dell'Assessorato del Lavoro avrebbe rielaborato l'assetto organizzativo dei servizi sulla cui base parrebbe aver assegnato la competenza dell'unità organizzativa CRFP di Bosa al Servizio coordinamento territoriale delle sedi periferiche di Sassari e Nuoro,
chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, per sapere:
"1) se corrisponde ai vero che la Direzione generale dell'Assessorato del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale avrebbe adottato la determinazione di riassetto organizzativo dei servizi non in sintonia con le nuove perimetrazioni provinciali;
2) se, in caso affermativo, ritengano opportuno adottare tutti i provvedimenti necessari all'assegnazione dell'unità organizzativa CRFP di Bosa al Servizio coordinamento territoriale delle sedi pedferiche cli Cagliari e Qristano"
In relazione alle questioni sollevate, si fa presente che l'unità organizzativa C.R.F.P. di Bosa a seguito del passaggio dalla provincia di Nuoro a quella di Oristano del comune di Bosa, è stata trasferita al Servizio coordinamento territoriale delle sedi periferiche di Cagliari, - Carbonia/lglesias -. Medio Campidano - Oristano. A decorrere dall'anno 2006 ed a tutt'oggi, pertanto, rientra nella competenza del Servizio citato secondo quanto previsto dal riassetto organizzativo della Direzione generale dell'Assessorato allora definito e tutt'ora vigente, determinato in sintonia con le nuove perimetrazioni provinciali.
Risposta scritta dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio all'interrogazione Caligaris sulla situazione dell'Ufficio di controllo di II livello della spesa comunitaria della Regione. (1326)
In riferimento alle questioni poste dal Consigliere regionale Caligaris si forniscono di seguito gli elementi di risposta sulle singole questioni:
1 - Motivi per i quali il sindacato RdB e i dipendenti dell'Ufficio di controllo di II livello non abbiano ricevuto risposta alle importanti questioni poste.
Il dirigente Certificatore ha fornito puntuale risposta a tutte le questioni poste dall'organizzazione sindacale. Il 3 aprile 2008 è stata convocata dalle OO.SS. RdB e Fendress un'assemblea sindadale alla quale, dietro indicazione della D.G. dell'Organizzazione del Personale, non è stata ammessa a partecipare l'organizzazione sindacale RdB, in quanto non rappresentativa nell'ambito contrattuale. A seguito della riunione del 3 aprile la Fendress ha avuto un incontro con il dirigente dell'Ufficio di II livello, in seguito al quale ha riconosciuto che gli atti adottati dal dirigente appaiono legittimi e non lesivi delle prerogative dei dipendenti, avanzando unicamente la richiesta, per il futuro, di una preventiva comunicazione degli stessi alle rappresentanze sindacali.
Va aggiunto che, relativamente alla richiesta della stessa O.S. RdB di accesso agli atti del contratto della Società Reconta Ernst & Young, l'art.22 della L.15/2005, lett. a) comma 1 definisce, esattamente il diritto di accesso quale "diritto degli interessati di prendere visione e di estrarre copia dei documenti amministrativi". Tale articolo, inoltre, individua l'area dei soggetti interessati, ossia dei possibili titolari del diritto di accesso, affermando che l'interesse deve essere "diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l'accesso". L'interesse, dunque, deve essere degno di tutela, deve essere attuale, con riferimento della richiesta di accesso, diretto, ossia personale, dovendo appartenere alla sfera dell'interessato (e non ad altri soggetti, quali ad es. alle associazioni sindacali) e concreto, essendo necessario un collegamento tra il soggetto ed un bene della vita coinvolto dall'atto, non essendo, quindi, sufficiente il generico interesse alla trasparenza amministrativa. Tale ultimo principio è ripreso, anche dall'art. 24, il quale al comma 3, prevede che "non sono ammissibili istanze di accesso preordinata ad un controllo generalizzato dell'operato della pubblica amministrazione".
E chiaro che nel caso specifico accesso è teso, evidentemente, ad un mero, generico controllo, data la assenta situazione di "scarsa chiarezza" nei rapporti tra l'Ufficio di controllo di II livello a la Assistenza Tecnica Reconta, tant'è che i documenti richiesti sono svariati e molteplici. Sì chiede, infatti, copia dell'elenco dei nominativi dei componenti la Società, i titoli posseduti, i loro timesheet delle presenze, la documentazione afferente ai loro pagamenti, copia delle relazioni periodiche delle attività programmate.
2 - Effettuare, prima di procedere all'eventuale rinnovo dell'incarico alla Società Reconta, un'indagine ispettiva sul servizio di assistenza tecnica per verificare la rispondenza al bando di gara ed al capitolato d'oneri
Non è stato chiesto alcun rinnovo né estensione del vigente contratto di assistenza tecnica, ma solo ampliamento del contratto originario, peraltro, consentito , dalle norme vigenti nei limiti del quinto d'obbligo (art. 11 R.D. 2440/23 e degli artt. 119 e 120 dei relativo regolamento di esecuzione R.D. 827/24), per far fronte alla maggiore necessità di attività.
Per la programmazione europea 2007-2013 in cui l'attività di verifica dei sistemi di gestione e controllo di II livello è affidata alla stesso ufficio che prende la denominazione di Autorità d'Audit, è previsto l'affidamento del servizio di Assistenza Tecnica, come per la precedente programmazione, ad un organismo esterno che sarà selezionato mediante procedura di gara ad evidenza pubblica.
Il contratto riporta il contenuto del bando di gara e del capitolato d'oneri, definisce correttamente competenze, ruoli e contenuti. Il lavoro prestato è conforme ai piani di lavoro redatti ai sensi del capitolato d'oneri e approvati dal dirigente Certificatore. Per quanto riguarda la rispondenza del servizio reso dalla Reconta, l'art. 14 del contratto specifica che "semestralmente la Società dovrà fornire al Responsabile dell'Ufficio di II livello una relazione n cui siano indicate e attività svolte. Il Responsabile dell'Ufficio valuterà le prestazioni svolte in linea con i piani di lavoro e comunicherà alla Società, in caso di riscontri negativi, le azioni correttive da porre in essere per il ristabilimento del livello concordato, secondo le modalità stabilite nel Capitolato d'Oneri e provvederà ad inoltrare la relazione al Responsabile della Misura 7.1 per il tramite del Responsabile del Procedimento" prima della liquidazione delle fattura
3 - Garantire al personale dell'Ufficio di controllo di II livello la continuità operativa nel servizio, al fine di ripristinare condizioni ottimali di funzionamento della struttura.
La diminuzione dell'organico dei. funzionari in servizio (da 13 a 8) ha creato e sta creando problemi al funzionamento dell'Ufficio di II livello, anche con riferimento alla sola programmazione 2000-2006, dovuto anche a fatti nuovi, imprevisti e imprevedibili che hanno avuto carne conseguenza ulteriori banchi di lavoro. Proprio la struttura dell'Assistenza Tecnica ha garantito e sta garantendo la continuità operativa dell'ufficio stesso.
Per quanto riguarda, nello specifico, la situazione interna dell'Ufficio di II livello si rinvia alla nota predisposta dal dirigente certificatore ed inviata a codesta Presidenza il 7 ottobre 2008 prot.0001123/13 Ris.
Risposta scritta dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio all'interrogazione Vargiu sul grave stato di disagio creatosi all'interno dell'Ufficio regionale di controllo di II livello della spesa comunitario.(1328)
In riferimento alle questioni poste dal Consigliere regionale Vargiu si forniscono di seguito gli elementi di risposta sulle singole questioni:
1 - Motivi per i quali il sindacato RdB e i dipendenti dell'Ufficio di controllo di Il livello non abbiano ricevuto risposta alle importanti questioni poste.
Il dirigente Certificatore ha fornito puntuale risposta a tutte le questioni poste dall'organizzazione sindacale. Il 3 aprile 2008 è stata convocata dallo OO.SS. RdB e Fendress un'assemblea sindacale alla quale, dietro indicazione della D.G. dell'Organizzazione del Personale, non è stata ammessa a partecipare l'organizzazione sindacale RdB, in quanto non rappresentativa nell'ambito contrattuale. Ha invece partecipato alla stessa assemblea l'O.S. Fendress. A seguito della riunione del 3 aprile la Fendress ha avuto un incontro con il dirigente dell'Ufficio di Il livello, in seguito al quale ha riconosciuto che gli atti adottati dal dirigente appaiono legittimi e non lesivi delle prerogative dei dipendenti, avanzando unicamente la richiesta, per il futuro, di una preventiva comunicazione degli stessi alle rappresentanze sindacali.
Va aggiunto che, relativamente alla richiesta della stessa O.S. RdB di accesso agli atti del contratto della Società Reconta Ernst & Young, l'art.22 della L.15/2005, lett. a) comma 1 definisce esattamente il diritto di accesso quale "diritto degli interessati di prendere visione e di estrarre copia dei documenti amministrativi". Tale articolo, inoltre, individua l'area dei soggetti interessati, ossia dei possibili titolari del diritto di accesso, affermando che l'interesse deve essere "diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l'accesso". L'interesse, dunque, deve essere degno di tutela, deve essere attuale, con riferimento della richiesta di accesso, diretto, ossia personale, dovendo appartenere alla sfera dell'interessato (e non ad altri soggetti, quali ad es. alle associazioni sindacali) e concreto, essendo necessario un collegamento tra il soggetto ed un bene della vita coinvolto dall'atto, non essendo, quindi, sufficiente il generico interesse alla trasparenza amministrativa. Tale ultimo principio è ripreso, anche dall'art. 24, il quale al comma 3, prevede che "non sono ammissibili istanze di accesso preordinate ad un controllo generalizzato dell'operato della pubblica amministrazione".
E' chiaro che nel caso specifico l'accesso è teso, evidentemente, ad un mero, generico controllo, data la assenta situazione di "scarsa chiarezza" nei rapporti tra l'Ufficio di controllo di II livello a la Assistenza Tecnica Reconta, tant'è che i documenti richiesti sono svariati e molteplici. Si chiede, infatti, copia dell'elenco dei nominativi dei componenti la Società, i titoli posseduti, i loro timesheet delle presenze, la documentazione afferente ai loro pagamenti, copia delle relazioni periodiche delle attività programmate.
2 - Si è conoscenza delle contestazioni specifiche sugli atti e i comportamenti attribuiti al dirigente Certificatore.
Lo stato di malessere del personale dell'Ufficio di controllo di II livello è stato evidenziato dallo stesso personale con una nota inviata all'Autorità di Gestione. Essendo l'Ufficio di II livello un ufficio dotato di autonomia funzionale e operativa l'Autorità di Gestione ha esternato le proprie preoccupazioni al dirigente Certificatore, chiedendo allo stesso di trovare le soluzioni che portassero al ripristino di una situazione ottimale per poter ottemperare a quanto richiesto all'Ufficio di II livello dai regolamenti comunitari e, ancor più, per affrontare le ulteriori incombenze legate alla nuova programmazione comunitaria 2007-2013.
Il dirigente Certificatore ha introdotto, fin dal 2006, procedure di garanzia che consentissero la distinzione dei livelli di responsabilità all'interno dell'Ufficio, con il Progetto Obiettivo annuale e con gli ordini idi servizio per l'affidamento di incarichi specifici.
Si rinvia, al riguardo, alla nota del dirigente Certificatore inviata a codesta Presidenza con nota n.001124/14 Ris del 7 ottobre 2008, nella quale sono stati spiegati tutti gli atti posti in essere a garanzia dell'autonomia funzionale di ciascun dipendente e della distinzione dei livelli di responsabilità all'interno dell'Ufficio.
3 e 4 - Quali azioni dì vigilanza sono state poste in essere sull'operato della Società e se il contratto è pienamente conforme a quanto disposto nel bando e nel capitolato d'oneri.
Il contratto riporta il contenuto del bando di gara e del capitolato d'oneri, definisce correttamente competenze, ruoli e contenuti. Il lavoro prestato dalla Società è conforme ai piani di lavoro redatti ai sensi del capitolato d'oneri e approvati dal dirigente Certificatore. Per quanto riguarda la rispondenza del servizio reso dalla Reconta, l'art. 14 del contratto specifica che "semestralmente la Società dovrà fornire al Responsabile dell'Ufficio di II livello una relazione in cui siano indicate le attività svolte. Il Responsabile dell'Ufficio valuterà le prestazioni svolte in linea con piani di lavoro e comunicherà alla Società, in caso di riscontri negativi, le azioni correttive da porre in essere per il ristabilimento del livello concordato, secondo le modalità stabilite nel Capitolato d'Oneri e provvederà ad inoltrare la relazione al Responsabile della Misura 7.1 per il tramite del Responsabile del Procedimento prima della liquidazione delle fatture.
5 - Rinnovo contratto alla Reconta Ernst & Young
Non è stato chiesto alcun rinnovo né estensione del vigente contratto di assistenza tecnica, ma solo l'ampliamento del contratto originario, peraltro, consentito dalle norme vigenti nei limiti del quinto d'obbligo (art.11 R.D. 2440/23 e degli artt. 119 e 120 del relativo regolamento di esecuzione R.D. 827/24), per far fronte alla maggiore necessità di attività.
Per la programmazione europea 2007-2013 in cui l'attività di verifica dei sistemi di gestione e controllo di II livello è affidata allo stesso ufficio che prende a denominazione di Autorità d'Audit, è previsto affidamento del servizio di Assistenza Tecnica, come per la precedente programmazione, ad un organismo esterno che sarà selezionato mediante procedura di gara ad evidenza pubblica.
Le Assistenze tecniche sono prassi assolutamente normali nell'attività della Pubblica Amministrazione: nei fondi strutturali esistono specifiche previsioni di spesa finalizzate a queste attività. Il compito dell'A.T. non è quello di sovrapposizione ai compiti e alle funzioni cui è chiamato istituzionalmente l'Ufficio e, nel caso specifico, non sostituisce la responsabilità del certificatore indipendente che dovrà, a chiusura del programma, certificare le spese all'Unione Europea, ma lo affianca nella sua attività di controllo del sistema. L'attività della Società Reconta è stata, oltre che di affiancamento, una attività di formazione e di crescita dell'Ufficio nel suo complesso senza che si possa parlare di sostituzione o sovrapposizione di attività.
6 - garantire al personale dell'Ufficio di controllo di Il livello la continuità operativa nel servizio, al fine di ripristinare condizioni ottimali di funzionamento della struttura.
La diminuzione dell'organico dei funzionari in servizio (da 13 a 8), attività previste, ha creato e sta creando problemi al funzionamento dell'Ufficio di II livello, anche con riferimento alla sola programmazione 2000-2006, dovuto anche a fatti nuovi, imprevisti e imprevedibili che hanno avuto come conseguenza ulteriori carichi di lavoro. Proprio la struttura dell'Assistenza Tecnica ha garantito e sta garantendo la continuità operativa dell'ufficio stesso.
Per quanto riguarda, nello specifico, la situazione interna dell'Ufficio di II livello si rinvia alla nota predisposta dal dirigente certificatore ed inviata a codesta Presidenza il 7 ottobre 2008 prot.0001123/13 Ris.
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