Seduta n.351 del 08/04/2003
CCCLI SEDUTA
Martedì 8 Aprile 2003
(ANTIMERIDIANA)
Presidenza del Presidente SERRENTIindi
del Vicepresidente BIGGIO
La seduta è aperta alle ore 10 e 13.
licandro, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 2 aprile 2003, che è approvato.
CongedoPRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Vincenzo Satta ha chiesto congedo per la giornata dell'8 aprile 2003.
Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:
dai consiglieri Pacifico - Granella - Deiana - Demuru - Dettori - Dore - Giagu - Ibba - Manca - Ortu - Pinna - Sanna Alberto - Scano:
"Norme per la protezione della flora sarda". (433)
(Pervenuta il 3 aprile 2003 ed assegnata alla quinta Commissione.)
dal consigliere Granella:
"Istituzione del Servizio Regionale meteorologico e di monitoraggio delle risorse ambientali della Sardegna". (434)
(Pervenuta il 3 aprile 2003 ed assegnata alla quinta Commissione.)
Risposta scritta a interrogazioniPRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
Interrogazione SANNA Gian Valerio - BIANCU - SANNA Alberto sui ritardi che gravano sull'appalto dei lavori per il ripristino conservativo dell'ex Seminario di Cuglieri. (559)
(Risposta scritta in data 3 aprile 2003.)
Interrogazione PISANO sui ritardi nell'esecuzione dei lavori di ricostruzione del ponte "Su Flumini Durci" in località Murtas nel Comune di Villaputzu. (565)
(Risposta scritta in data 3 aprile 2003.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interrogazione pervenuta alla Presidenza.
licandro, Segretario:
Interrogazione PILO - CORDA - CAPELLI - SANNA NIVOLI, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione finanziaria dell'Ente Sardo Acquedotti e Fognature (ESAF) e sui comportamenti tenuti dall'organo di amministrazione dell'ente. (610)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
licandro, Segretario:
Interpellanza SANNA Alberto - GRANELLA - DEMURU - GIAGU - MANCA - ORTU sugli adempimenti in materia di "emissioni in atmosfera" a carico delle imprese artigiane. (348)
Interpellanza FALCONI - DEMURU - DETTORI - BALIA - PIRISI - MANCA sulla grave situazione creatasi nel settore chimico in Sardegna ed in particolare alla Montefibre di Ottana. (349)
Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge:
"Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale
della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A)
PRESIDENTE. Comunico di aver inviato una formale diffida all'onorevole Cogodi, ai sensi dell'articolo 63 del Regolamento interno del Consiglio, a seguito del comportamento da lui tenuto in Aula nella giornata di venerdì.
E' all'ordine del giorno il disegno di legge numero 383/A la cui discussione prosegue con la votazione degli emendamenti all'articolo 18.
E' stato presentato un emendamento di sintesi della Giunta. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, è in corso una riunione dei Gruppi dell'opposizione, quindi chiediamo un'ora sospensione dei lavori. Credo che possa servire anche per snellire i lavori della giornata.
PRESIDENTE. L'onorevole Fadda, a nome dell'opposizione, ha chiesto una sospensione della seduta di un'ora. Poiché si tratta di dare un contributo all'accelerazione dei lavori, credo sia opportuno accogliere la richiesta.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, da parte nostra non c'è nessun motivo di opposizione. Voglio solo far rilevare che, con molto garbo e con stile parlamentare, la maggioranza non si è mai opposta alle richieste che pervengono dall'opposizione, anche se in altre circostanze, soprattutto nella scorsa legislatura, non c'era altrettanto rispetto.
PRESIDENTE. Credo che l'onorevole Fadda e l'opposizione siano in grado di rendersi conto della disponibilità della maggioranza in questa circostanza.
FADDA (La Margherita-D.L.). Posso dire che sono stati i colleghi della maggioranza a dirmi di chiedere la sospensione?
PRESIDENTE. La seduta è sospesa, i lavori riprenderanno alle ore 11 e 15.
(La seduta sospesa alle ore 10 e 18, viene ripresa alle ore 11 e 34.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori, prego i colleghi di prendere posto e di silenziare i telefonini.
Ricordo che siamo in sede di votazione degli emendamenti all'articolo 18 del disegno di legge numero 383/A e che venerdì stavamo procedendo alla votazione degli emendamenti sostitutivi parziali all'emendamento 230. Così come prevede il Regolamento stavamo votando l'emendamento numero 749 che era il più vicino al testo originario, che è stato poi ritirato dall'onorevole Sanna. Voteremo adesso l'emendamento numero 753 che è quello che più si allontana dal testo originario.
E' stato presentato ora l'emendamento di sintesi numero 846, che modificherebbe totalmente la situazione, perché se venisse approvato tutti gli altri emendamenti decadrebbero. Se ne dia lettura.
LICANDRO, Segretario:
Emendamento GIUNTA REGIONALE di sintesi degli emendamenti nn. 230-606-628-548
1. E' rifinanziato, nell'anno 2003, per un importo pari a euro 100.000.000, l'articolo 19 della legge regionale n. 37 del 1998, da utilizzarsi prioritariamente per il finanziamento degli interventi di cui alla lettera a) dello stesso articolo; per le annualità 2004 e 2005, con uno stanziamento per ciascun anno pari a quello dell'annualità 2003, la Giunta Regionale, entro il 30 giugno 2003, presenta al Consiglio un apposito disegno di legge in materia di intervento straordinario per lo sviluppo e l'occupazione. Gli interventi relativi alle annualità sino al 2002 devono essere programmati dagli enti destinatari entro il 31 dicembre 2003. Qualora non programmate, le relative risorse sono restituite all'Amministrazione regionale entro il termine perentorio del 31 gennaio 2004, senza aggravio di interessi. Per le predette finalità, relativamente all'annualità del 2003, è autorizzata la contrazione di uno o più mutui di pari importo, le cui rate di ammortamento decorrono dal 1 gennaio 2004, secondo le condizioni e le modalità previste dal comma 5 dell'articolo 1 della presente legge (UPB S04.017 - cap. 04048). (846)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, l'emendamento numero 846 è stato da me presentato in apertura dei lavori della mattinata proprio per consentire all'Aula di non essere costretta a passare immediatamente al voto, perché sapevo della possibilità che ci fosse ancora un confronto su questo tema, quindi l'emendamento, che è stato presentato non nella forma specifica alla quale ricorre la Giunta ed è anche privo di copertura, allo stato deve considerarsi ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 846 è ritirato.
Passiamo quindi alla votazione dell'emendamento numero 753. Onorevole Cogodi, poi le darò la parola, adesso dobbiamo procedere alle dichiarazioni di voto. Poiché l'emendamento numero 753 ha la firma dell'onorevole Sanna, può darsi che intenda ritirarlo. Se lo ritirasse eviteremmo discussioni poco utili.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Non siamo in questa situazione fortunata, intervengo per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, mi scusi, aveva chiesto di intervenire prima l'onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Per me va bene intervenire dopo Gian Valerio Sanna.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sanna.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, l'emendamento numero 753 rappresenta una delle diverse varianti di integrazione dell'emendamento 230 che abbiamo proposto.
E' pur vero che l'emendamento numero 230, che si prevede di integrare col 753 per la parte esclusivamente finanziaria, propone il rifinanziamento complessivo dall'articolo 19 della legge 37, però, al di là di tutto, non possiamo non fare riferimento anche alla proposta testé ritirata dalla Giunta su un'ipotesi di convergenza. A me sembra, prima di tutto di dover sottolineare che al di là delle diverse posizioni complessive, emerge una sorta di convergenza dell'Aula sull'idea di salvaguardare le finalità dell'articolo 19 della legge 37. Ora, escludendo dai nostri discorsi la questione dell'entità del rifinanziamento, sul quale credo permangano ancora margini di confronto e di approfondimento, però vorrei...
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Colleghi, vi devo chiedere di fare silenzio e soprattutto di abbassare il volume dei telefonini, perché io non riesco neanche a seguire le cose che dicono gli oratori. Abbiate pazienza. Prego, onorevole Sanna.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Voglio far osservare soprattutto alla Giunta e all'Assessore che, a parte l'entità del rifinanziamento, si pongono due problemi di coerenza nelle interlocuzioni. Il primo riguarda il rapporto fra l'ipotesi del ripristino della triennalità e la condizione, mi sembra abbastanza assodata, di andare a definire, attraverso un percorso legislativo autonomo, una rivisitazione di questa norma per renderla più attuale rispetto alle esigenze. E' chiaro che l'ipotesi del ripristino della triennalità abbinata all'impegno di rivedere la norma è una sorta di contraddizione perché, sostanzialmente, oggi noi disponiamo la triennalizzazione del provvedimento in attesa che una norma ridefinisca nel suo complesso non solo gli ambiti di applicazione e le finalità, ma decida se sostituire la triennalità, a cui fa riferimento l'articolo 19, con altre forme a regime oppure preveda periodi diversi.
Il secondo problema è che non vediamo molta coerenza fra l'idea del recupero del pregresso e l'idea di mettere mano all'aggiornamento della legislazione. Anche qui, il recupero del pregresso ha senso e ha una finalizzazione laddove si individui a quale fine vanno destinati i fondi, e quindi anche questo elemento, prima ancora di definire una proposta di aggiornamento della normativa, appare prematuro.
Credo quindi che, dette queste cose, si possa ragionare nei termini di cercare, se possibile, un punto di convergenza sull'entità dello stanziamento che si ritiene più adeguata e rinviare a una successiva disposizione di legge nei termini che sono stati posti per definire in quella sede il permanere o meno della triennalità, o l'introduzione di un diverso regime, e anche il carattere del recupero complessivo della finalità.
Credo che se eliminiamo questi due elementi si possa in qualche modo ancora ragionare e salvaguardare questa comune valutazione sul permanere dell'articolo 19, che deve essere, ovviamente, rivisto in sede legislativa per decidere come rinnovarlo, come migliorarlo e anche come, recuperando il pregresso, eventualmente in quella sede, finalizzarlo per le modifiche e per l'attualizzazione che abbiamo dato al testo legislativo.
Posto anche che questo impegno viene circoscritto in un tempo definito, mi sembra che sia ampiamente ricompreso all'interno della vigenza del rifinanziamento del 2003, e che questo ci consenta, con tutta calma e con gli approfondimenti necessari, di dare vita a una nuova fase, però nella sede propria, non attraverso anticipazioni che in qualche modo determinerebbero dei vincoli anche sulla libertà legislativa che dovrà dar luogo alla ridefinizione del testo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). L'emendamento numero 753 è il primo di una serie di emendamenti che convergono verso la stessa finalità; diversi emendamenti, presentati dai diversi Gruppi dell'opposizione e tuttavia convergenti verso la possibilità e l'utilità di salvare innanzitutto l'impianto normativo della legge 37 e in specie dell'articolo 19, cioè la programmazione di intervento regionale in materia di sviluppo locale e di occupazione, modificando anche, laddove si ravvisa l'opportunità, il modo attraverso il quale si può raggiungere l'obiettivo, però salvando questo obiettivo, cioè tenere nella legislazione regionale la legge per il lavoro, questa legge per il lavoro, la legge 37 e l'articolo 19: "Sviluppo locale e occupazione".
Noi vogliamo dirlo subito, ancora una volta, perché sia chiaro: il Consiglio adesso inizia a discutere non sulla entità delle risorse; sta iniziando a discutere, stante il tipo di proposte che sono in campo, sulla possibilità di salvare o meno l'impianto normativo dell'articolo 19, perciò conviene che chiunque vuole giocare, giochi a carte scoperte, cioè che vi sia realmente quell'assunzione di responsabilità politica, collettiva ed anche personale di cui, nel suo ultimo intervento dell'altro ieri, da ultimo parlava opportunamente il collega Eliseo Secci.
Vi è il tentativo, con più proposte emendative, travisate da proposte di mediazione, di offrire all'opposizione un terreno di ipotetico accordo nel quale accordo è contenuto il travolgimento della legge 37 e dell'articolo 19. Quello non sarebbe un accordo, sarebbe un patto scellerato che travolgerebbe o punterebbe a travolgere un'operatività programmatoria dello sviluppo e dell'occupazione locale estremamente positiva in ogni parte della Sardegna; cosa che la Giunta e la maggioranza non sono state in grado neppure di pensare e quindi di proporre, neanche quando hanno presentato la finanziaria - cioè travolgere l'impianto normativo della legge 37 - tant'è che finora si è solo parlato, da parte della Giunta e da parte della maggioranza in tutte le sue varianti, non di travolgere la legge 37, si è parlato di difficoltà finanziarie, di una contingenza particolare per cui la Giunta e la maggioranza non potrebbero sorreggere, nei termini ormai usuali degli ultimi quattro anni, l'articolo 19, per cui si è detto: "Per quest'anno si dovrà intervenire con una posta minore".
Si parlava di quantità delle risorse; adesso in conclusione della finanziaria, in esito ad un itinerario, come abbiamo visto, difficile ed anche tormentato, si arriva ad una soluzione che ipotizza addirittura il superamento della legge 37.
Con questi emendamenti, questo ed altri, noi tenteremo di spiegare quanto è dannosa questa ipotesi, quanto farà male alla Regione, per cui davvero confidiamo nel fatto che possa esservi ancora la possibilità di un ripensamento da parte della Giunta e della maggioranza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Presidente, questo non emendamento ma argomento più generale - perché ce ne sono diversi di emendamenti che riguardano l'articolo 19 della 37 - ha di fatto chiuso i lavori, peraltro in forma abbastanza burrascosa, di un'intensa settimana; e comunque quella chiusura e quel modo di fare hanno lasciato in questo fine settimana, in tutti noi, presumo, una certa preoccupazione.
Voglio brevemente ricordare che la discussione era stata rinviata, e che ci eravamo quasi tutti sentiti d'accordo con la preoccupazione espressa dal collega Secci che ha detto di non volere - e questo lo condivido - affidare al voto segreto, ad una sorta di lotteria, una questione così importante, e io aggiungo che non può essere affidata una discussione del genere e un'eventuale soluzione o la determinazione dell'entità del finanziamento dell'articolo 19, ad un unico consigliere, ma direi neanche ad un unico gruppo. Quindi mettiamo da parte, per adesso, questi due postulati sui quali possiamo concordare tutti, e vediamo quali sono le questioni rimaste aperte, che sono contenute nei diversi emendamenti. Alcune erano contenute anche nell'emendamento di sintesi che la Giunta ha cercato di presentare e poi ha ritirato, ma le dobbiamo riprendere perché si tratta di problemi non eludibili che sono quelli della triennalità, dell'entità del pregresso e della legge di riordino che stabilizzi quella spesa.
Tra gli emendamenti che abbiamo dinanzi alcuni prevedono la triennalità ed altri no, mi pare di capire che l'orientamento comunque prevalente è quello di confermare un finanziamento triennale. Ciò che inizia a dividerci è l'entità di questo finanziamento, una prima proposta è di 83 milioni di euro, ci sono proposte intermedie che si aggirano intorno ai 100 milioni di euro, infine molti emendamenti, compresi il 230 e il 450, prevedono il rifinanziamento così come nel pregresso triennale di 172 milioni di euro per anno.
L'assessore Masala ha argomentato su questa entità dicendo che i fondi sono assolutamente insufficienti e che è impensabile rifinanziare un triennale con altri 1000 miliardi di vecchie lire; poi su questo e sulla reperibilità delle risorse potremmo anche suggerire, se questo si ritenesse utile, diverse soluzioni su dove reperirli, sulle varie disponibilità, sui fondi di programmazione negoziata che possono essere parzialmente indirizzati al piano del lavoro, sul FNOL, sui tagli che ci sono stati ai diversi Assessorati via via nell'approvazione dell'articolato di questa finanziaria.
Il tempo sta per scadere e io vorrei dichiarare il mio voto favorevole a questo emendamento, ma avremo sicuramente altre occasioni per continuare questa discussione perché la ritengo centrale in tutta la manovra finanziaria e quindi dovremo tornarci per fare bene le cose, non per la maggioranza o per l'opposizione, ma per garantire l'efficacia di una legge che ha dato i suoi frutti - è monitorata - ma ha anche i suoi difetti, e il compito nostro è quello di andare a correggerli.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, voglio dire due cose, una è una questione tecnica che riguarda l'emendamento 753 che è un emendamento all'emendamento 230. Nell'emendamento 753 si dice che l'importo di 88 milioni e 800 mila euro è sostituito dall'importo di euro 38 milioni e 800 mila però se si modifica l'importo di 88 milioni e 800 mila si deve modificare anche la parte iniziale dell'emendamento numero 230, la frase: "E` rifinanziato nell'anno 2003 per un importo pari a 171 milioni e 800 mila euro " perché questo importo si deve ridurre di 50 milioni di euro in relazione al fatto che gli 88 milioni e 800 mila si sono ridotti a 38 milioni e 800 mila. E' un fatto tecnico perché non può essere approvare questo emendamento senza modificare anche la parte iniziale dell'emendamento 230 dove si dice che il finanziamento complessivo è di 171 milioni e 800 mila. Questo per dire che così com'è l'emendamento non può essere votato, deve essere corretto e la correzione comporta la presentazione di un emendamento e questo emendamento all'emendamento, se non siamo in una fase di coordinamento, deve essere accettato da tutti quanti.
Per quanto riguarda l'emendamento nel suo complesso, ovviamente dichiaro che voterò contro per due ordini di motivi, prima di tutto perché non è possibile e non è pensabile, per le ragioni che sono state portate negli interventi che la maggioranza ha fatto sulla materia, che di fronte ad una norma, l'articolo 19 della legge 37, che ha dimostrato nel tempo quanta ragione aveva chi sosteneva che quel provvedimento non avrebbe dato assolutamente gli esiti sperati, esiti su cui ritengo che nessuno oggi possa dubitare, perché sia la maggioranza sia l'opposizione, sulla base dei risultati a consuntivo, non potranno sostenere il contrario. Io che credevo che non avrebbe dato frutti avrei voluto essere smentito dai fatti, e cioè verificare che quei mille miliardi investiti e impiegati avessero procurato reale sviluppo nei territori interessati e avessero dato, in correlazione allo sviluppo, quei posti di lavoro che con quella legge si volevano creare.
Quindi il problema oggi non è tanto rifinanziare quella legge per quegli importi e con quelle modalità di attuazione, ma capire come deve essere modificata quella legge e, in funzione delle modifiche, quali siano le risorse che si devono stanziare.
Oggi tutto questo non è emerso; nella lunga discussione della finanziaria in Aula, non è emerso come modificare l'articolo 19 per ottenere e raggiungere le finalità dello sviluppo e dell'occupazione, e quindi, di fronte a una norma che è scaduta, perché in origine il piano straordinario del lavoro la finanziava per tre anni - 1999, 2000, 2001 - e si è avuto eccezionalmente lo scorso anno un altro finanziamento, con una legge che è rimasta uguale e che ancora non dà esiti, probabilmente il collega Secci, nel suo intervento di venerdì sera, voleva dire: "Se dobbiamo votare un emendamento...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Balletto, prego.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Che ripristina finanziamenti e dotazioni così importanti in relazione ad un impianto della legge che non risulta modificato, siamo tutti responsabili per capire come si deve intervenire e dove si deve intervenire", perché non è affatto vero che in quest'Aula ci si confronterà fino a quando non emergerà un'idea; non è che ci si possa confrontare fino a quando l'idea che emerge non sia quella dell'opposizione, perché così come l'opposizione in tutta buona fede ritiene di avere ragione nell'impostare questo discorso in questi termini, altrettanto la maggioranza, che ha il diritto di governare, ritiene che il discorso debba essere impostato in altra maniera.
Non è stando qui un mese, due mesi o tre mesi che si determina la bontà delle idee, perché non è lo stare qui, ma è solo il confronto delle idee che dà ovviamente i risultati.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ORRU' (D.S.). Presidente, credo che il tentativo di trovare una soluzione ai problemi posti dall'articolo 19 sia un tentativo perseguito da tutti, quindi voglio pensare che non ci siano, su questo, retropensieri. Non sono d'accordo sulle valutazioni espresse più volte, e ribadite poc'anzi anche dal collega Balletto, Presidente della Commissione. Il carattere della straordinarietà dell'articolo 19 rimane perché rimane la straordinarietà del dramma della disoccupazione che non si affronta e si risolve solo con l'articolo 19, ma con un insieme di strumenti. Questi strumenti fanno parte delle politiche attive per il lavoro che una classe dirigente, e noi siamo parte di questa classe dirigente, non siamo la sola, ha il dovere di mettere in campo.
Ma questa non è materia da affrontare tra le pieghe della finanziaria, è qualcosa su cui occorre ragionare in maniera meditata, utilizzando ciò che di buono hanno prodotto gli strumenti già in atto e migliorando, adeguando, o rimuovendo anche, ciò che non ha prodotto effetti positivi.
Ma perché si mette sempre l'accento sui 600 miliardi di residui - è giusto, ma questo fa parte appunto del ragionamento che bisogna fare - e non invece sui 400 miliardi già utilizzati per cercare lì gli elementi positivi? Io faccio solo due esempi. È rilevante, sulla base dei dati che la Giunta ci ha trasmesso, che nell'annualità 2000, ad esempio, i 50 milioni di euro investiti abbiano prodotto 2325 posti di lavoro. C'è qualche altro strumento che ha questo impatto? Cioè cinquanta milioni di vecchie lire per un posto di lavoro certo, aggiuntivo rispetto agli attuali? Se ce n'è qualcuno, me lo si dimostri.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO(Segue ORRU'.) Certamente c'è la parte dei residui, però non è rilevante che i comuni con questo strumento abbiano potuto svolgere un ruolo attivo nella programmazione e nello sviluppo locale? Perché altrimenti si parla di sviluppo locale, però poi i comuni come lo attuano, in maniera attiva? E quanti di quei 500 miliardi di residui sono dentro i tredici PIT approvati dalla Giunta che non hanno visto nessuna opera cantierata? E quanti di quei 500 miliardi di residui fanno parte degli interventi dei comuni - che appunto svolgono un ruolo attivo - e sono dentro quegli altri quindici PIT che invece non hanno vinto la lotteria? Perché non si ragiona su questo? Però c'è bisogno di tempo. E allora la continuità dello strumento va garantita, e l'emendamento numero 753 dimostra che non è un problema di un milione di euro in più o in meno, questo si valuta in base alla disponibilità. Però va garantita la pluriennalità perché la straordinarietà non può essere affrontata in un anno e va garantita da qui al 2005.
Su questo stiamo chiedendo risposte, e su questo stiamo ragionando e ci stiamo confrontando da giorni. Questa è la base sulla quale si può discutere e trovare una sintesi, altre non ne esistono.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio sulle modalità di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Chiedo la votazione nominale.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri MANCA, PUSCEDDU, DEMURU, VASSALLO, SECCI, SELIS, FADDA.)
PRESIDENTE. Colleghi, prima di procedere alla votazione devo informarvi che, nel caso fosse approvato l'emendamento numero 753, si dovrebbe correggere nell'emendamento numero 230 l'importo di 171 milioni e 800 mila euro sostituendolo con la somma di 83 milioni di euro più 38 milioni e 800mila euro.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 753.
(Il consigliere PACIFICO non essendo riuscito a votare dichiara di aver inteso votare a favore.)
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA -CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 76
votanti 76
maggioranza 39
favorevoli 34
contrari 42
(Il Consiglio non approva)
Abbiamo messo in votazione l'emendamento più lontano e quello più vicino al testo originario.. Adesso votiamo un altro degli emendamenti all'emendamento 230, che è un emendamento intermedio, il numero 751. .
SPISSU (D.S.-F.D.). Chiedo la votazione nominale.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri MANCA, PUSCEDDU, DEMURU, VASSALLO, SECCI, SELIS, FADDA.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Voglio fare una breve dichiarazione di voto perché, con tutta la serenità e la compostezza necessarie da parte di tutti, noi riteniamo che questa materia debba essere comunque resa chiara, nel Consiglio e oltre il Consiglio, nella sua portata e nelle sue possibili conseguenze.
Il Consiglio è sovrano, il Consiglio regionale fa le leggi della Regione, un altro Consiglio regionale in altro tempo ha fatto le leggi per il lavoro, fra tante difficoltà anche allora. Non sono le leggi migliori possibili, e meno che mai le leggi migliori che servirebbero; sono le leggi che si è riusciti a fare nel tempo nel quale i rapporti politici hanno consentito comunque di avviare una stagione nuova in questa nostra Regione nella quale, fino a quindici anni fa, non esisteva nessuna norma che trattasse di politiche attive del lavoro. Oggi esistono invece diverse leggi differenziate nelle modalità, negli istituti, nella strumentazione che mettono in campo, tuttavia convergenti tutte verso un obiettivo: se non affrontare e risolvere in un giorno, però inaugurare progressivamente un'attività dell'istituzione pubblica regionale attraverso anche le autonomie locali per alleggerire il dramma della disoccupazione che è un dramma sociale, ma non è solo un dramma sociale, è anche una debolezza economica.
Parte del Consiglio, in questa fase della vicenda politica, è convinto che l'economia sia più in salute se permarranno tanti, tanti, tanti disoccupati. E invece non è vero perché, a ragionare non solo serenamente ma anche seriamente, il costo della non occupazione, il costo economico non solo sociale, il costo economico della non occupazione è un costo economico altissimo. Il fatto è che questo costo lo paga poi quella parte di società attiva e produttiva che lavora, perché i non occupati non è che sono inesistenti, non è che sono persone ibernate. I non occupati sono persone che comunque vivono e chiedono di vivere, con maggiore difficoltà e disagio, soprattutto e spesso disagio psicologico e morale, vivono - e non possono fare altrimenti - su parte di economia che le stesse istituzioni pubbliche in altro modo elargiscono (forme di assistenza, assegni di disoccupazione, precariato vario), e ancora di più vivono non sulle spalle, vivono insieme ai loro simili; i più simili sono i familiari, ma non necessariamente o non sempre solo i familiari.
Per cui, la parte di società non produttiva, resa non produttiva, lasciata fuori dalla possibilità di produrre, non è che agevola nell'insieme lo sviluppo dell'economia, appesantisce per molti versi - e sarà utile riportare qualche dato numerico e più in là sarà possibile farlo - appesantisce anche la condizione economica oltre che la condizione sociale.
Questo emendamento è uno dei diversi emendamenti che vanno nella direzione di salvare una normativa regionale utile, la qual cosa non vuol dire che questa normativa, ripeto, sia la migliore possibile; si deve migliorare la normativa, però si deve sconfiggere il tentativo di liquidare quel poco di buono che si è riuscito a fare; seppur insufficiente nell'entità e anche nella qualità, va sventato il tentativo di eliminare quello che di positivo comunque la Regione è riuscita a fare
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 751.
(Il consigliere Salvatore SANNA il cui voto risulta nullo dichiara di aver votato a favore.)
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS - VARGIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 75
votanti 75
maggioranza 38
favorevoli 35
contrari 40
(Il Consiglio non approva)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 230.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (D.S.-F.D.). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 230.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 76
votanti 76
maggioranza 39
favorevoli 38
contrari 38
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI -FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.)
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 606.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, dichiaro il mio voto favorevole ricordando all'Aula che, con questo emendamento, si introduce una modifica all'impianto normativo del primo comma dell'articolo 18, perché qui si inserisce - modificando la vecchia normativa all'articolo 19 appunto - la possibilità che i mutui, anziché essere contratti dalla Regione per l'intera cifra messa a disposizione dei comuni, vengano invece contratti direttamente dai comuni sulla base di progetti che vengono presentati.
In questo modo si evita di costituire, così come è avvenuto in passato, residui attivi in relazione a somme che vengono trasferite ai Comuni e che per mancanza di progettualità non vengono impiegate. Questo emendamento dà la certezza che vengono finanziati progetti, con somme spettanti ai comuni che vengono programmate, e in funzione proprio dei progetti approvati i comuni provvedono a contrarre direttamente i mutui, impegnandosi la Regione a mettere a disposizione dei comuni le somme che occorrono per procedere all'estinzione dei mutui stessi attraverso i piani di ammortamento per i quali sono stati previsti in finanziaria i dovuti accantonamenti.
Questa è una innovazione sul piano normativo che permette quanto meno di fare ordine per ciò che riguarda l'utilizzo delle risorse e stimola, ancora una volta e di più, i comuni a farsi parte attiva e parte diligente per poter utilizzare le somme che vengono messe a disposizione - cosa che invece in passato in parte non è avvenuta, e non andiamo a cercare le responsabilità perché si possono dividere abbondantemente tra tutti - mettendo però i comuni nella condizione di dover necessariamente programmare quelle risorse per poter ottenere la disponibilità dei mezzi per procedere all'esecuzione di ciò che essi hanno ritenuto, attraverso quei progetti, utile per favorire lo sviluppo dei territori e quindi l'occupazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). In realtà l'emendamento proposto dai collega Balletto, Corona e Pittalis non interviene solo nella diversa modalità di assunzione dei mutui, interviene più pesantemente invece - e mi dispiace che i colleghi presentatori non abbiano illustrato questi aspetti nefasti - in altri due aspetti.
Il primo è che si toglie l'autonomia ai comuni di utilizzare i finanziamenti per le due diverse opzioni che l'articolo 19 consente, e cioè il concorso alla programmazione negoziata e anche l'attivazione di nuova impresa fondata sui fattori locali di sviluppo; ed è la seconda opzione che la maggior parte dei comuni della Sardegna riesce meglio ad attivare anche perché la programmazione negoziata non tocca tutti i comuni della Sardegna, e poi anche perché la programmazione negoziata - spesso e volentieri - è un negozio che è in mano ad altri, da cui i comuni, e soprattutto le comunità locali, il più delle volte sono totalmente escluse.
Quindi questo è un emendamento che innanzitutto tocca la potestà, l'autonomia, la possibilità che gli enti locali hanno di programmare il loro sviluppo e di ipotizzare nuova impresa e lavoro produttivo così come ritengono meglio fare, e questo è il primo aspetto negativo.
Il secondo aspetto negativo è che comunque questo emendamento conferma che l'articolo 19 dovrebbe avere la metà dello stanziamento rispetto all'entità che usualmente, negli ultimi 4 anni, gli enti locali della Sardegna hanno avuto, la metà di quanto per diversi anni la Regione è riuscita a garantire. Si può essere contrari ad una cosa per molte ragioni, ma basta dire una delle ragioni vere per cui si è contrari, io penso che non si offenderà nessuno. Però non si insista nel dire che si è contrari alla legge per il lavoro perché registra un fallimento, perché non è vero. Non è vero!
Io invito i colleghi ad essere un pochino sinceri e anche poco poco più applicati, e ad andarsi a vedere quei dati. Non è che se noi facciamo riferimento ai dati, per altro quelli che ha fornito la Giunta, stiamo svelando chissà quali segreti di Stato! Risulta che un quarto dell'insieme dei provvedimenti e dei danari messi a disposizione dei comuni, delle iniziative per il lavoro sono già attivate, e questo un quarto attivato vuol dire cantieri, vuol dire attività in essere, cioè imprese che già stanno funzionando, e questo quarto ha dato quei sette - ottomila occupati stabili rispetto ai venticinquemila e più che darebbe l'intero. Se un quarto attivato, cioè già in essere, dà sei - settemila occupati, vuol dire che l'insieme può dare venticinquemila mila e più occupati stabili. Un quarto di imprese nuove in essere non vuol dire che gli altri tre quarti non nasceranno mai. Gli altri tre quarti sono nella programmazione comunale, cioè sono nella fase di decisione, di avvio dei programmi, di scrittura dei progetti e di messa in campo.
Risulta che tutti i comuni della Sardegna hanno messo in campo, con ritardo sì, ma oggi hanno messo in campo questa operatività con dei risultati che sono superiori alle migliori aspettative di un tempo. Vi volete leggere i dati del Comune di Cagliari, del comune capoluogo della Regione? Traggo dall'informazione data dal Comune di Cagliari, città capoluogo della Regione, il 15 febbraio 2003: il Comune di Cagliari ha utilizzato solo quattro milioni di euro a fronte degli ottanta miliardi, quindi dei quaranta milioni di euro circa di cui dispone. Utilizzando solo quattro milioni di euro si è creata una occupazione che si prevede sia di carattere stabile di cinquecentododici nuovi lavoratori; cinquecentododici, avendo messo in campo sinora solo un decimo della somma di cui il Comune dispone. Cinquecentododici nuovi occupati a Cagliari, in nuove imprese prevalentemente nei settori del turismo, dell'artigianato e dei servizi, per dieci fa più di cinquemila nuovi occupati a Cagliari, mantenendo la stessa proporzione, con la spesa degli ottanta e più miliardi di cui dispone il Comune di Cagliari, rispetto agli otto miliardi utilizzati.
Allora, seppure così, a pezzettini, noi riusciremo a darvi e a ricordarvi i dati, che sono dati ufficiali dei comuni e che anche la Regione possiede, perché si ristabilisca almeno la verità.
Questa legge non è fallita, questa legge è la più grande legge che la Regione allo stato abbia. E` veramente un errore madornale non solo volerla abrogare ma anche volerla colpire come si sta tentando di fare.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Voglio soltanto sottolineare un aspetto tecnico, perché in caso di accoglimento, la copertura andrebbe così modificata: quattro milioni di euro invece di otto milioni per il 2003 a valere sulla UPB S 03009, e otto milioni di euro dal 2004 al 2018.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.
ORRU` (D.S.). Quando si chiede giustamente di modificare, adeguare, migliorare gli strumenti, migliorare significa renderli più funzionali, più efficaci dal punto di vista del risultato che intendono ottenere; se invece si interviene in questo modo, oltre a non produrre quel tipo di effetto, si creano a cascata un'altra serie di problemi.
Brevissimamente ricordo che nel 1999, nella prima annualità, i fondi dell'articolo 19 furono trasferiti nei bilanci dei comuni; nel 2000, con la legge finanziaria, il sistema è cambiato e i fondi dell'articolo 19 sono fuori dai bilanci dei comuni; nel 2003 si cambia ancora e si introducono nuovamente "in maniera virtuale" nei bilanci dei comuni.
Io non capisco perché - e credo che sia difficile da spiegare - nell'arco di quattro anni, prima si va in una direzione, poi ci si arresta, si va in un'altra e così via. Ma qual è l'aspetto peggiore? I comuni contrarranno dei mutui, ma li contrarranno sulla base delle normative ad essi applicate, delle loro possibilità, e la copertura non verrà da un emendamento alla legge finanziaria. In che modo si potranno finanziare, ad esempio, la gestione di servizi con cooperative, società e così via? Contraendo un mutuo? Il comune non potrà farlo. In che modo si potranno finanziare i de minimis, quelli che il Comune di Cagliari ha utilizzato massicciamente aggregando parecchie annualità? Il Comune non può finanziare l'immobile di un privato. Non può farlo! Io preferirei che il collega Balletto sostenesse l'ipotesi di non rifinanziare l'articolo 19. per le ragioni che più volte ha espresso, e questo sarebbe molto lineare, ma non si può dire che si danno otto milioni di euro per la copertura di mutui contratti dai Comuni, quando poi i comuni non potranno contrarre questi mutui, o se li contrarranno si infileranno in un ginepraio da cui non potranno uscire.
Quindi, io penso che questo sia un modo di intervenire non ordinato, non ragionato e soprattutto non pensando agli effetti che questo produce sui comuni ma pensando solo agli effetti finanziari e contabili che produce sul bilancio della Regione.
Io inviterei il Consiglio a riflettere per evitare che si procurino ulteriori danni e non benefici.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per una comunicazione il Presidente Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.), Presidente della Regione. Come ho già avuto modo di riferire al presidente Serrenti, la Giunta per impegni istituzionali sopravvenuti, chiede che si sospendano i lavori dell'Aula e che si riprendano alle ore 15 e 30 o alle ore 16.
PRESIDENTE. La Giunta chiede, per propri impegni istituzionali, che si interrompa la seduta. Il Consiglio è riconvocato per le ore 16.
La seduta è tolta alle ore 12 e 37.
Allegati seduta
CCCLI SEDUTA
Martedì 8 Aprile 2003
(ANTIMERIDIANA)
Presidenza del Presidente SERRENTIindi
del Vicepresidente BIGGIO
La seduta è aperta alle ore 10 e 13.
licandro, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 2 aprile 2003, che è approvato.
CongedoPRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Vincenzo Satta ha chiesto congedo per la giornata dell'8 aprile 2003.
Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:
dai consiglieri Pacifico - Granella - Deiana - Demuru - Dettori - Dore - Giagu - Ibba - Manca - Ortu - Pinna - Sanna Alberto - Scano:
"Norme per la protezione della flora sarda". (433)
(Pervenuta il 3 aprile 2003 ed assegnata alla quinta Commissione.)
dal consigliere Granella:
"Istituzione del Servizio Regionale meteorologico e di monitoraggio delle risorse ambientali della Sardegna". (434)
(Pervenuta il 3 aprile 2003 ed assegnata alla quinta Commissione.)
Risposta scritta a interrogazioniPRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
Interrogazione SANNA Gian Valerio - BIANCU - SANNA Alberto sui ritardi che gravano sull'appalto dei lavori per il ripristino conservativo dell'ex Seminario di Cuglieri. (559)
(Risposta scritta in data 3 aprile 2003.)
Interrogazione PISANO sui ritardi nell'esecuzione dei lavori di ricostruzione del ponte "Su Flumini Durci" in località Murtas nel Comune di Villaputzu. (565)
(Risposta scritta in data 3 aprile 2003.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interrogazione pervenuta alla Presidenza.
licandro, Segretario:
Interrogazione PILO - CORDA - CAPELLI - SANNA NIVOLI, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione finanziaria dell'Ente Sardo Acquedotti e Fognature (ESAF) e sui comportamenti tenuti dall'organo di amministrazione dell'ente. (610)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
licandro, Segretario:
Interpellanza SANNA Alberto - GRANELLA - DEMURU - GIAGU - MANCA - ORTU sugli adempimenti in materia di "emissioni in atmosfera" a carico delle imprese artigiane. (348)
Interpellanza FALCONI - DEMURU - DETTORI - BALIA - PIRISI - MANCA sulla grave situazione creatasi nel settore chimico in Sardegna ed in particolare alla Montefibre di Ottana. (349)
Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge:
"Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale
della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A)
PRESIDENTE. Comunico di aver inviato una formale diffida all'onorevole Cogodi, ai sensi dell'articolo 63 del Regolamento interno del Consiglio, a seguito del comportamento da lui tenuto in Aula nella giornata di venerdì.
E' all'ordine del giorno il disegno di legge numero 383/A la cui discussione prosegue con la votazione degli emendamenti all'articolo 18.
E' stato presentato un emendamento di sintesi della Giunta. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, è in corso una riunione dei Gruppi dell'opposizione, quindi chiediamo un'ora sospensione dei lavori. Credo che possa servire anche per snellire i lavori della giornata.
PRESIDENTE. L'onorevole Fadda, a nome dell'opposizione, ha chiesto una sospensione della seduta di un'ora. Poiché si tratta di dare un contributo all'accelerazione dei lavori, credo sia opportuno accogliere la richiesta.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, da parte nostra non c'è nessun motivo di opposizione. Voglio solo far rilevare che, con molto garbo e con stile parlamentare, la maggioranza non si è mai opposta alle richieste che pervengono dall'opposizione, anche se in altre circostanze, soprattutto nella scorsa legislatura, non c'era altrettanto rispetto.
PRESIDENTE. Credo che l'onorevole Fadda e l'opposizione siano in grado di rendersi conto della disponibilità della maggioranza in questa circostanza.
FADDA (La Margherita-D.L.). Posso dire che sono stati i colleghi della maggioranza a dirmi di chiedere la sospensione?
PRESIDENTE. La seduta è sospesa, i lavori riprenderanno alle ore 11 e 15.
(La seduta sospesa alle ore 10 e 18, viene ripresa alle ore 11 e 34.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori, prego i colleghi di prendere posto e di silenziare i telefonini.
Ricordo che siamo in sede di votazione degli emendamenti all'articolo 18 del disegno di legge numero 383/A e che venerdì stavamo procedendo alla votazione degli emendamenti sostitutivi parziali all'emendamento 230. Così come prevede il Regolamento stavamo votando l'emendamento numero 749 che era il più vicino al testo originario, che è stato poi ritirato dall'onorevole Sanna. Voteremo adesso l'emendamento numero 753 che è quello che più si allontana dal testo originario.
E' stato presentato ora l'emendamento di sintesi numero 846, che modificherebbe totalmente la situazione, perché se venisse approvato tutti gli altri emendamenti decadrebbero. Se ne dia lettura.
LICANDRO, Segretario:
Emendamento GIUNTA REGIONALE di sintesi degli emendamenti nn. 230-606-628-548
1. E' rifinanziato, nell'anno 2003, per un importo pari a euro 100.000.000, l'articolo 19 della legge regionale n. 37 del 1998, da utilizzarsi prioritariamente per il finanziamento degli interventi di cui alla lettera a) dello stesso articolo; per le annualità 2004 e 2005, con uno stanziamento per ciascun anno pari a quello dell'annualità 2003, la Giunta Regionale, entro il 30 giugno 2003, presenta al Consiglio un apposito disegno di legge in materia di intervento straordinario per lo sviluppo e l'occupazione. Gli interventi relativi alle annualità sino al 2002 devono essere programmati dagli enti destinatari entro il 31 dicembre 2003. Qualora non programmate, le relative risorse sono restituite all'Amministrazione regionale entro il termine perentorio del 31 gennaio 2004, senza aggravio di interessi. Per le predette finalità, relativamente all'annualità del 2003, è autorizzata la contrazione di uno o più mutui di pari importo, le cui rate di ammortamento decorrono dal 1 gennaio 2004, secondo le condizioni e le modalità previste dal comma 5 dell'articolo 1 della presente legge (UPB S04.017 - cap. 04048). (846)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, l'emendamento numero 846 è stato da me presentato in apertura dei lavori della mattinata proprio per consentire all'Aula di non essere costretta a passare immediatamente al voto, perché sapevo della possibilità che ci fosse ancora un confronto su questo tema, quindi l'emendamento, che è stato presentato non nella forma specifica alla quale ricorre la Giunta ed è anche privo di copertura, allo stato deve considerarsi ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 846 è ritirato.
Passiamo quindi alla votazione dell'emendamento numero 753. Onorevole Cogodi, poi le darò la parola, adesso dobbiamo procedere alle dichiarazioni di voto. Poiché l'emendamento numero 753 ha la firma dell'onorevole Sanna, può darsi che intenda ritirarlo. Se lo ritirasse eviteremmo discussioni poco utili.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Non siamo in questa situazione fortunata, intervengo per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, mi scusi, aveva chiesto di intervenire prima l'onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Per me va bene intervenire dopo Gian Valerio Sanna.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sanna.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, l'emendamento numero 753 rappresenta una delle diverse varianti di integrazione dell'emendamento 230 che abbiamo proposto.
E' pur vero che l'emendamento numero 230, che si prevede di integrare col 753 per la parte esclusivamente finanziaria, propone il rifinanziamento complessivo dall'articolo 19 della legge 37, però, al di là di tutto, non possiamo non fare riferimento anche alla proposta testé ritirata dalla Giunta su un'ipotesi di convergenza. A me sembra, prima di tutto di dover sottolineare che al di là delle diverse posizioni complessive, emerge una sorta di convergenza dell'Aula sull'idea di salvaguardare le finalità dell'articolo 19 della legge 37. Ora, escludendo dai nostri discorsi la questione dell'entità del rifinanziamento, sul quale credo permangano ancora margini di confronto e di approfondimento, però vorrei...
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Colleghi, vi devo chiedere di fare silenzio e soprattutto di abbassare il volume dei telefonini, perché io non riesco neanche a seguire le cose che dicono gli oratori. Abbiate pazienza. Prego, onorevole Sanna.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Voglio far osservare soprattutto alla Giunta e all'Assessore che, a parte l'entità del rifinanziamento, si pongono due problemi di coerenza nelle interlocuzioni. Il primo riguarda il rapporto fra l'ipotesi del ripristino della triennalità e la condizione, mi sembra abbastanza assodata, di andare a definire, attraverso un percorso legislativo autonomo, una rivisitazione di questa norma per renderla più attuale rispetto alle esigenze. E' chiaro che l'ipotesi del ripristino della triennalità abbinata all'impegno di rivedere la norma è una sorta di contraddizione perché, sostanzialmente, oggi noi disponiamo la triennalizzazione del provvedimento in attesa che una norma ridefinisca nel suo complesso non solo gli ambiti di applicazione e le finalità, ma decida se sostituire la triennalità, a cui fa riferimento l'articolo 19, con altre forme a regime oppure preveda periodi diversi.
Il secondo problema è che non vediamo molta coerenza fra l'idea del recupero del pregresso e l'idea di mettere mano all'aggiornamento della legislazione. Anche qui, il recupero del pregresso ha senso e ha una finalizzazione laddove si individui a quale fine vanno destinati i fondi, e quindi anche questo elemento, prima ancora di definire una proposta di aggiornamento della normativa, appare prematuro.
Credo quindi che, dette queste cose, si possa ragionare nei termini di cercare, se possibile, un punto di convergenza sull'entità dello stanziamento che si ritiene più adeguata e rinviare a una successiva disposizione di legge nei termini che sono stati posti per definire in quella sede il permanere o meno della triennalità, o l'introduzione di un diverso regime, e anche il carattere del recupero complessivo della finalità.
Credo che se eliminiamo questi due elementi si possa in qualche modo ancora ragionare e salvaguardare questa comune valutazione sul permanere dell'articolo 19, che deve essere, ovviamente, rivisto in sede legislativa per decidere come rinnovarlo, come migliorarlo e anche come, recuperando il pregresso, eventualmente in quella sede, finalizzarlo per le modifiche e per l'attualizzazione che abbiamo dato al testo legislativo.
Posto anche che questo impegno viene circoscritto in un tempo definito, mi sembra che sia ampiamente ricompreso all'interno della vigenza del rifinanziamento del 2003, e che questo ci consenta, con tutta calma e con gli approfondimenti necessari, di dare vita a una nuova fase, però nella sede propria, non attraverso anticipazioni che in qualche modo determinerebbero dei vincoli anche sulla libertà legislativa che dovrà dar luogo alla ridefinizione del testo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). L'emendamento numero 753 è il primo di una serie di emendamenti che convergono verso la stessa finalità; diversi emendamenti, presentati dai diversi Gruppi dell'opposizione e tuttavia convergenti verso la possibilità e l'utilità di salvare innanzitutto l'impianto normativo della legge 37 e in specie dell'articolo 19, cioè la programmazione di intervento regionale in materia di sviluppo locale e di occupazione, modificando anche, laddove si ravvisa l'opportunità, il modo attraverso il quale si può raggiungere l'obiettivo, però salvando questo obiettivo, cioè tenere nella legislazione regionale la legge per il lavoro, questa legge per il lavoro, la legge 37 e l'articolo 19: "Sviluppo locale e occupazione".
Noi vogliamo dirlo subito, ancora una volta, perché sia chiaro: il Consiglio adesso inizia a discutere non sulla entità delle risorse; sta iniziando a discutere, stante il tipo di proposte che sono in campo, sulla possibilità di salvare o meno l'impianto normativo dell'articolo 19, perciò conviene che chiunque vuole giocare, giochi a carte scoperte, cioè che vi sia realmente quell'assunzione di responsabilità politica, collettiva ed anche personale di cui, nel suo ultimo intervento dell'altro ieri, da ultimo parlava opportunamente il collega Eliseo Secci.
Vi è il tentativo, con più proposte emendative, travisate da proposte di mediazione, di offrire all'opposizione un terreno di ipotetico accordo nel quale accordo è contenuto il travolgimento della legge 37 e dell'articolo 19. Quello non sarebbe un accordo, sarebbe un patto scellerato che travolgerebbe o punterebbe a travolgere un'operatività programmatoria dello sviluppo e dell'occupazione locale estremamente positiva in ogni parte della Sardegna; cosa che la Giunta e la maggioranza non sono state in grado neppure di pensare e quindi di proporre, neanche quando hanno presentato la finanziaria - cioè travolgere l'impianto normativo della legge 37 - tant'è che finora si è solo parlato, da parte della Giunta e da parte della maggioranza in tutte le sue varianti, non di travolgere la legge 37, si è parlato di difficoltà finanziarie, di una contingenza particolare per cui la Giunta e la maggioranza non potrebbero sorreggere, nei termini ormai usuali degli ultimi quattro anni, l'articolo 19, per cui si è detto: "Per quest'anno si dovrà intervenire con una posta minore".
Si parlava di quantità delle risorse; adesso in conclusione della finanziaria, in esito ad un itinerario, come abbiamo visto, difficile ed anche tormentato, si arriva ad una soluzione che ipotizza addirittura il superamento della legge 37.
Con questi emendamenti, questo ed altri, noi tenteremo di spiegare quanto è dannosa questa ipotesi, quanto farà male alla Regione, per cui davvero confidiamo nel fatto che possa esservi ancora la possibilità di un ripensamento da parte della Giunta e della maggioranza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Presidente, questo non emendamento ma argomento più generale - perché ce ne sono diversi di emendamenti che riguardano l'articolo 19 della 37 - ha di fatto chiuso i lavori, peraltro in forma abbastanza burrascosa, di un'intensa settimana; e comunque quella chiusura e quel modo di fare hanno lasciato in questo fine settimana, in tutti noi, presumo, una certa preoccupazione.
Voglio brevemente ricordare che la discussione era stata rinviata, e che ci eravamo quasi tutti sentiti d'accordo con la preoccupazione espressa dal collega Secci che ha detto di non volere - e questo lo condivido - affidare al voto segreto, ad una sorta di lotteria, una questione così importante, e io aggiungo che non può essere affidata una discussione del genere e un'eventuale soluzione o la determinazione dell'entità del finanziamento dell'articolo 19, ad un unico consigliere, ma direi neanche ad un unico gruppo. Quindi mettiamo da parte, per adesso, questi due postulati sui quali possiamo concordare tutti, e vediamo quali sono le questioni rimaste aperte, che sono contenute nei diversi emendamenti. Alcune erano contenute anche nell'emendamento di sintesi che la Giunta ha cercato di presentare e poi ha ritirato, ma le dobbiamo riprendere perché si tratta di problemi non eludibili che sono quelli della triennalità, dell'entità del pregresso e della legge di riordino che stabilizzi quella spesa.
Tra gli emendamenti che abbiamo dinanzi alcuni prevedono la triennalità ed altri no, mi pare di capire che l'orientamento comunque prevalente è quello di confermare un finanziamento triennale. Ciò che inizia a dividerci è l'entità di questo finanziamento, una prima proposta è di 83 milioni di euro, ci sono proposte intermedie che si aggirano intorno ai 100 milioni di euro, infine molti emendamenti, compresi il 230 e il 450, prevedono il rifinanziamento così come nel pregresso triennale di 172 milioni di euro per anno.
L'assessore Masala ha argomentato su questa entità dicendo che i fondi sono assolutamente insufficienti e che è impensabile rifinanziare un triennale con altri 1000 miliardi di vecchie lire; poi su questo e sulla reperibilità delle risorse potremmo anche suggerire, se questo si ritenesse utile, diverse soluzioni su dove reperirli, sulle varie disponibilità, sui fondi di programmazione negoziata che possono essere parzialmente indirizzati al piano del lavoro, sul FNOL, sui tagli che ci sono stati ai diversi Assessorati via via nell'approvazione dell'articolato di questa finanziaria.
Il tempo sta per scadere e io vorrei dichiarare il mio voto favorevole a questo emendamento, ma avremo sicuramente altre occasioni per continuare questa discussione perché la ritengo centrale in tutta la manovra finanziaria e quindi dovremo tornarci per fare bene le cose, non per la maggioranza o per l'opposizione, ma per garantire l'efficacia di una legge che ha dato i suoi frutti - è monitorata - ma ha anche i suoi difetti, e il compito nostro è quello di andare a correggerli.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, voglio dire due cose, una è una questione tecnica che riguarda l'emendamento 753 che è un emendamento all'emendamento 230. Nell'emendamento 753 si dice che l'importo di 88 milioni e 800 mila euro è sostituito dall'importo di euro 38 milioni e 800 mila però se si modifica l'importo di 88 milioni e 800 mila si deve modificare anche la parte iniziale dell'emendamento numero 230, la frase: "E` rifinanziato nell'anno 2003 per un importo pari a 171 milioni e 800 mila euro " perché questo importo si deve ridurre di 50 milioni di euro in relazione al fatto che gli 88 milioni e 800 mila si sono ridotti a 38 milioni e 800 mila. E' un fatto tecnico perché non può essere approvare questo emendamento senza modificare anche la parte iniziale dell'emendamento 230 dove si dice che il finanziamento complessivo è di 171 milioni e 800 mila. Questo per dire che così com'è l'emendamento non può essere votato, deve essere corretto e la correzione comporta la presentazione di un emendamento e questo emendamento all'emendamento, se non siamo in una fase di coordinamento, deve essere accettato da tutti quanti.
Per quanto riguarda l'emendamento nel suo complesso, ovviamente dichiaro che voterò contro per due ordini di motivi, prima di tutto perché non è possibile e non è pensabile, per le ragioni che sono state portate negli interventi che la maggioranza ha fatto sulla materia, che di fronte ad una norma, l'articolo 19 della legge 37, che ha dimostrato nel tempo quanta ragione aveva chi sosteneva che quel provvedimento non avrebbe dato assolutamente gli esiti sperati, esiti su cui ritengo che nessuno oggi possa dubitare, perché sia la maggioranza sia l'opposizione, sulla base dei risultati a consuntivo, non potranno sostenere il contrario. Io che credevo che non avrebbe dato frutti avrei voluto essere smentito dai fatti, e cioè verificare che quei mille miliardi investiti e impiegati avessero procurato reale sviluppo nei territori interessati e avessero dato, in correlazione allo sviluppo, quei posti di lavoro che con quella legge si volevano creare.
Quindi il problema oggi non è tanto rifinanziare quella legge per quegli importi e con quelle modalità di attuazione, ma capire come deve essere modificata quella legge e, in funzione delle modifiche, quali siano le risorse che si devono stanziare.
Oggi tutto questo non è emerso; nella lunga discussione della finanziaria in Aula, non è emerso come modificare l'articolo 19 per ottenere e raggiungere le finalità dello sviluppo e dell'occupazione, e quindi, di fronte a una norma che è scaduta, perché in origine il piano straordinario del lavoro la finanziava per tre anni - 1999, 2000, 2001 - e si è avuto eccezionalmente lo scorso anno un altro finanziamento, con una legge che è rimasta uguale e che ancora non dà esiti, probabilmente il collega Secci, nel suo intervento di venerdì sera, voleva dire: "Se dobbiamo votare un emendamento...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Balletto, prego.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Che ripristina finanziamenti e dotazioni così importanti in relazione ad un impianto della legge che non risulta modificato, siamo tutti responsabili per capire come si deve intervenire e dove si deve intervenire", perché non è affatto vero che in quest'Aula ci si confronterà fino a quando non emergerà un'idea; non è che ci si possa confrontare fino a quando l'idea che emerge non sia quella dell'opposizione, perché così come l'opposizione in tutta buona fede ritiene di avere ragione nell'impostare questo discorso in questi termini, altrettanto la maggioranza, che ha il diritto di governare, ritiene che il discorso debba essere impostato in altra maniera.
Non è stando qui un mese, due mesi o tre mesi che si determina la bontà delle idee, perché non è lo stare qui, ma è solo il confronto delle idee che dà ovviamente i risultati.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ORRU' (D.S.). Presidente, credo che il tentativo di trovare una soluzione ai problemi posti dall'articolo 19 sia un tentativo perseguito da tutti, quindi voglio pensare che non ci siano, su questo, retropensieri. Non sono d'accordo sulle valutazioni espresse più volte, e ribadite poc'anzi anche dal collega Balletto, Presidente della Commissione. Il carattere della straordinarietà dell'articolo 19 rimane perché rimane la straordinarietà del dramma della disoccupazione che non si affronta e si risolve solo con l'articolo 19, ma con un insieme di strumenti. Questi strumenti fanno parte delle politiche attive per il lavoro che una classe dirigente, e noi siamo parte di questa classe dirigente, non siamo la sola, ha il dovere di mettere in campo.
Ma questa non è materia da affrontare tra le pieghe della finanziaria, è qualcosa su cui occorre ragionare in maniera meditata, utilizzando ciò che di buono hanno prodotto gli strumenti già in atto e migliorando, adeguando, o rimuovendo anche, ciò che non ha prodotto effetti positivi.
Ma perché si mette sempre l'accento sui 600 miliardi di residui - è giusto, ma questo fa parte appunto del ragionamento che bisogna fare - e non invece sui 400 miliardi già utilizzati per cercare lì gli elementi positivi? Io faccio solo due esempi. È rilevante, sulla base dei dati che la Giunta ci ha trasmesso, che nell'annualità 2000, ad esempio, i 50 milioni di euro investiti abbiano prodotto 2325 posti di lavoro. C'è qualche altro strumento che ha questo impatto? Cioè cinquanta milioni di vecchie lire per un posto di lavoro certo, aggiuntivo rispetto agli attuali? Se ce n'è qualcuno, me lo si dimostri.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO(Segue ORRU'.) Certamente c'è la parte dei residui, però non è rilevante che i comuni con questo strumento abbiano potuto svolgere un ruolo attivo nella programmazione e nello sviluppo locale? Perché altrimenti si parla di sviluppo locale, però poi i comuni come lo attuano, in maniera attiva? E quanti di quei 500 miliardi di residui sono dentro i tredici PIT approvati dalla Giunta che non hanno visto nessuna opera cantierata? E quanti di quei 500 miliardi di residui fanno parte degli interventi dei comuni - che appunto svolgono un ruolo attivo - e sono dentro quegli altri quindici PIT che invece non hanno vinto la lotteria? Perché non si ragiona su questo? Però c'è bisogno di tempo. E allora la continuità dello strumento va garantita, e l'emendamento numero 753 dimostra che non è un problema di un milione di euro in più o in meno, questo si valuta in base alla disponibilità. Però va garantita la pluriennalità perché la straordinarietà non può essere affrontata in un anno e va garantita da qui al 2005.
Su questo stiamo chiedendo risposte, e su questo stiamo ragionando e ci stiamo confrontando da giorni. Questa è la base sulla quale si può discutere e trovare una sintesi, altre non ne esistono.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio sulle modalità di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Chiedo la votazione nominale.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri MANCA, PUSCEDDU, DEMURU, VASSALLO, SECCI, SELIS, FADDA.)
PRESIDENTE. Colleghi, prima di procedere alla votazione devo informarvi che, nel caso fosse approvato l'emendamento numero 753, si dovrebbe correggere nell'emendamento numero 230 l'importo di 171 milioni e 800 mila euro sostituendolo con la somma di 83 milioni di euro più 38 milioni e 800mila euro.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 753.
(Il consigliere PACIFICO non essendo riuscito a votare dichiara di aver inteso votare a favore.)
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA -CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 76
votanti 76
maggioranza 39
favorevoli 34
contrari 42
(Il Consiglio non approva)
Abbiamo messo in votazione l'emendamento più lontano e quello più vicino al testo originario.. Adesso votiamo un altro degli emendamenti all'emendamento 230, che è un emendamento intermedio, il numero 751. .
SPISSU (D.S.-F.D.). Chiedo la votazione nominale.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri MANCA, PUSCEDDU, DEMURU, VASSALLO, SECCI, SELIS, FADDA.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Voglio fare una breve dichiarazione di voto perché, con tutta la serenità e la compostezza necessarie da parte di tutti, noi riteniamo che questa materia debba essere comunque resa chiara, nel Consiglio e oltre il Consiglio, nella sua portata e nelle sue possibili conseguenze.
Il Consiglio è sovrano, il Consiglio regionale fa le leggi della Regione, un altro Consiglio regionale in altro tempo ha fatto le leggi per il lavoro, fra tante difficoltà anche allora. Non sono le leggi migliori possibili, e meno che mai le leggi migliori che servirebbero; sono le leggi che si è riusciti a fare nel tempo nel quale i rapporti politici hanno consentito comunque di avviare una stagione nuova in questa nostra Regione nella quale, fino a quindici anni fa, non esisteva nessuna norma che trattasse di politiche attive del lavoro. Oggi esistono invece diverse leggi differenziate nelle modalità, negli istituti, nella strumentazione che mettono in campo, tuttavia convergenti tutte verso un obiettivo: se non affrontare e risolvere in un giorno, però inaugurare progressivamente un'attività dell'istituzione pubblica regionale attraverso anche le autonomie locali per alleggerire il dramma della disoccupazione che è un dramma sociale, ma non è solo un dramma sociale, è anche una debolezza economica.
Parte del Consiglio, in questa fase della vicenda politica, è convinto che l'economia sia più in salute se permarranno tanti, tanti, tanti disoccupati. E invece non è vero perché, a ragionare non solo serenamente ma anche seriamente, il costo della non occupazione, il costo economico non solo sociale, il costo economico della non occupazione è un costo economico altissimo. Il fatto è che questo costo lo paga poi quella parte di società attiva e produttiva che lavora, perché i non occupati non è che sono inesistenti, non è che sono persone ibernate. I non occupati sono persone che comunque vivono e chiedono di vivere, con maggiore difficoltà e disagio, soprattutto e spesso disagio psicologico e morale, vivono - e non possono fare altrimenti - su parte di economia che le stesse istituzioni pubbliche in altro modo elargiscono (forme di assistenza, assegni di disoccupazione, precariato vario), e ancora di più vivono non sulle spalle, vivono insieme ai loro simili; i più simili sono i familiari, ma non necessariamente o non sempre solo i familiari.
Per cui, la parte di società non produttiva, resa non produttiva, lasciata fuori dalla possibilità di produrre, non è che agevola nell'insieme lo sviluppo dell'economia, appesantisce per molti versi - e sarà utile riportare qualche dato numerico e più in là sarà possibile farlo - appesantisce anche la condizione economica oltre che la condizione sociale.
Questo emendamento è uno dei diversi emendamenti che vanno nella direzione di salvare una normativa regionale utile, la qual cosa non vuol dire che questa normativa, ripeto, sia la migliore possibile; si deve migliorare la normativa, però si deve sconfiggere il tentativo di liquidare quel poco di buono che si è riuscito a fare; seppur insufficiente nell'entità e anche nella qualità, va sventato il tentativo di eliminare quello che di positivo comunque la Regione è riuscita a fare
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 751.
(Il consigliere Salvatore SANNA il cui voto risulta nullo dichiara di aver votato a favore.)
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS - VARGIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 75
votanti 75
maggioranza 38
favorevoli 35
contrari 40
(Il Consiglio non approva)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 230.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (D.S.-F.D.). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 230.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 76
votanti 76
maggioranza 39
favorevoli 38
contrari 38
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI -FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.)
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 606.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, dichiaro il mio voto favorevole ricordando all'Aula che, con questo emendamento, si introduce una modifica all'impianto normativo del primo comma dell'articolo 18, perché qui si inserisce - modificando la vecchia normativa all'articolo 19 appunto - la possibilità che i mutui, anziché essere contratti dalla Regione per l'intera cifra messa a disposizione dei comuni, vengano invece contratti direttamente dai comuni sulla base di progetti che vengono presentati.
In questo modo si evita di costituire, così come è avvenuto in passato, residui attivi in relazione a somme che vengono trasferite ai Comuni e che per mancanza di progettualità non vengono impiegate. Questo emendamento dà la certezza che vengono finanziati progetti, con somme spettanti ai comuni che vengono programmate, e in funzione proprio dei progetti approvati i comuni provvedono a contrarre direttamente i mutui, impegnandosi la Regione a mettere a disposizione dei comuni le somme che occorrono per procedere all'estinzione dei mutui stessi attraverso i piani di ammortamento per i quali sono stati previsti in finanziaria i dovuti accantonamenti.
Questa è una innovazione sul piano normativo che permette quanto meno di fare ordine per ciò che riguarda l'utilizzo delle risorse e stimola, ancora una volta e di più, i comuni a farsi parte attiva e parte diligente per poter utilizzare le somme che vengono messe a disposizione - cosa che invece in passato in parte non è avvenuta, e non andiamo a cercare le responsabilità perché si possono dividere abbondantemente tra tutti - mettendo però i comuni nella condizione di dover necessariamente programmare quelle risorse per poter ottenere la disponibilità dei mezzi per procedere all'esecuzione di ciò che essi hanno ritenuto, attraverso quei progetti, utile per favorire lo sviluppo dei territori e quindi l'occupazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). In realtà l'emendamento proposto dai collega Balletto, Corona e Pittalis non interviene solo nella diversa modalità di assunzione dei mutui, interviene più pesantemente invece - e mi dispiace che i colleghi presentatori non abbiano illustrato questi aspetti nefasti - in altri due aspetti.
Il primo è che si toglie l'autonomia ai comuni di utilizzare i finanziamenti per le due diverse opzioni che l'articolo 19 consente, e cioè il concorso alla programmazione negoziata e anche l'attivazione di nuova impresa fondata sui fattori locali di sviluppo; ed è la seconda opzione che la maggior parte dei comuni della Sardegna riesce meglio ad attivare anche perché la programmazione negoziata non tocca tutti i comuni della Sardegna, e poi anche perché la programmazione negoziata - spesso e volentieri - è un negozio che è in mano ad altri, da cui i comuni, e soprattutto le comunità locali, il più delle volte sono totalmente escluse.
Quindi questo è un emendamento che innanzitutto tocca la potestà, l'autonomia, la possibilità che gli enti locali hanno di programmare il loro sviluppo e di ipotizzare nuova impresa e lavoro produttivo così come ritengono meglio fare, e questo è il primo aspetto negativo.
Il secondo aspetto negativo è che comunque questo emendamento conferma che l'articolo 19 dovrebbe avere la metà dello stanziamento rispetto all'entità che usualmente, negli ultimi 4 anni, gli enti locali della Sardegna hanno avuto, la metà di quanto per diversi anni la Regione è riuscita a garantire. Si può essere contrari ad una cosa per molte ragioni, ma basta dire una delle ragioni vere per cui si è contrari, io penso che non si offenderà nessuno. Però non si insista nel dire che si è contrari alla legge per il lavoro perché registra un fallimento, perché non è vero. Non è vero!
Io invito i colleghi ad essere un pochino sinceri e anche poco poco più applicati, e ad andarsi a vedere quei dati. Non è che se noi facciamo riferimento ai dati, per altro quelli che ha fornito la Giunta, stiamo svelando chissà quali segreti di Stato! Risulta che un quarto dell'insieme dei provvedimenti e dei danari messi a disposizione dei comuni, delle iniziative per il lavoro sono già attivate, e questo un quarto attivato vuol dire cantieri, vuol dire attività in essere, cioè imprese che già stanno funzionando, e questo quarto ha dato quei sette - ottomila occupati stabili rispetto ai venticinquemila e più che darebbe l'intero. Se un quarto attivato, cioè già in essere, dà sei - settemila occupati, vuol dire che l'insieme può dare venticinquemila mila e più occupati stabili. Un quarto di imprese nuove in essere non vuol dire che gli altri tre quarti non nasceranno mai. Gli altri tre quarti sono nella programmazione comunale, cioè sono nella fase di decisione, di avvio dei programmi, di scrittura dei progetti e di messa in campo.
Risulta che tutti i comuni della Sardegna hanno messo in campo, con ritardo sì, ma oggi hanno messo in campo questa operatività con dei risultati che sono superiori alle migliori aspettative di un tempo. Vi volete leggere i dati del Comune di Cagliari, del comune capoluogo della Regione? Traggo dall'informazione data dal Comune di Cagliari, città capoluogo della Regione, il 15 febbraio 2003: il Comune di Cagliari ha utilizzato solo quattro milioni di euro a fronte degli ottanta miliardi, quindi dei quaranta milioni di euro circa di cui dispone. Utilizzando solo quattro milioni di euro si è creata una occupazione che si prevede sia di carattere stabile di cinquecentododici nuovi lavoratori; cinquecentododici, avendo messo in campo sinora solo un decimo della somma di cui il Comune dispone. Cinquecentododici nuovi occupati a Cagliari, in nuove imprese prevalentemente nei settori del turismo, dell'artigianato e dei servizi, per dieci fa più di cinquemila nuovi occupati a Cagliari, mantenendo la stessa proporzione, con la spesa degli ottanta e più miliardi di cui dispone il Comune di Cagliari, rispetto agli otto miliardi utilizzati.
Allora, seppure così, a pezzettini, noi riusciremo a darvi e a ricordarvi i dati, che sono dati ufficiali dei comuni e che anche la Regione possiede, perché si ristabilisca almeno la verità.
Questa legge non è fallita, questa legge è la più grande legge che la Regione allo stato abbia. E` veramente un errore madornale non solo volerla abrogare ma anche volerla colpire come si sta tentando di fare.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Voglio soltanto sottolineare un aspetto tecnico, perché in caso di accoglimento, la copertura andrebbe così modificata: quattro milioni di euro invece di otto milioni per il 2003 a valere sulla UPB S 03009, e otto milioni di euro dal 2004 al 2018.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.
ORRU` (D.S.). Quando si chiede giustamente di modificare, adeguare, migliorare gli strumenti, migliorare significa renderli più funzionali, più efficaci dal punto di vista del risultato che intendono ottenere; se invece si interviene in questo modo, oltre a non produrre quel tipo di effetto, si creano a cascata un'altra serie di problemi.
Brevissimamente ricordo che nel 1999, nella prima annualità, i fondi dell'articolo 19 furono trasferiti nei bilanci dei comuni; nel 2000, con la legge finanziaria, il sistema è cambiato e i fondi dell'articolo 19 sono fuori dai bilanci dei comuni; nel 2003 si cambia ancora e si introducono nuovamente "in maniera virtuale" nei bilanci dei comuni.
Io non capisco perché - e credo che sia difficile da spiegare - nell'arco di quattro anni, prima si va in una direzione, poi ci si arresta, si va in un'altra e così via. Ma qual è l'aspetto peggiore? I comuni contrarranno dei mutui, ma li contrarranno sulla base delle normative ad essi applicate, delle loro possibilità, e la copertura non verrà da un emendamento alla legge finanziaria. In che modo si potranno finanziare, ad esempio, la gestione di servizi con cooperative, società e così via? Contraendo un mutuo? Il comune non potrà farlo. In che modo si potranno finanziare i de minimis, quelli che il Comune di Cagliari ha utilizzato massicciamente aggregando parecchie annualità? Il Comune non può finanziare l'immobile di un privato. Non può farlo! Io preferirei che il collega Balletto sostenesse l'ipotesi di non rifinanziare l'articolo 19. per le ragioni che più volte ha espresso, e questo sarebbe molto lineare, ma non si può dire che si danno otto milioni di euro per la copertura di mutui contratti dai Comuni, quando poi i comuni non potranno contrarre questi mutui, o se li contrarranno si infileranno in un ginepraio da cui non potranno uscire.
Quindi, io penso che questo sia un modo di intervenire non ordinato, non ragionato e soprattutto non pensando agli effetti che questo produce sui comuni ma pensando solo agli effetti finanziari e contabili che produce sul bilancio della Regione.
Io inviterei il Consiglio a riflettere per evitare che si procurino ulteriori danni e non benefici.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per una comunicazione il Presidente Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.), Presidente della Regione. Come ho già avuto modo di riferire al presidente Serrenti, la Giunta per impegni istituzionali sopravvenuti, chiede che si sospendano i lavori dell'Aula e che si riprendano alle ore 15 e 30 o alle ore 16.
PRESIDENTE. La Giunta chiede, per propri impegni istituzionali, che si interrompa la seduta. Il Consiglio è riconvocato per le ore 16.
La seduta è tolta alle ore 12 e 37.
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