Seduta n.101 del 06/07/2005 

CI Seduta

(Pomeridiana)

Mercoledì 6 luglio 2005

Presidenza della Vicepresidente Lombardo

indi

del Presidente Spissu

La seduta è aperta alle ore 17 e 12.

CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del martedì 22 giugno 2005 (96), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico all'Assemblea che i consiglieri regionali Giuseppe Fadda e Paolo Antonio Licheri hanno chiesto di poter usufruire di congedo per la seduta pomeridiana del 6 luglio 2005. Poiché non ci sono opposizioni da parte dei colleghi i congedi s'intendono accordati.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CASSANO, Segretario:

"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di sospendere il programma di chiusura del laboratorio di analisi di Via Tempio in Sassari e dei laboratori di Ittiri e Thiesi". (253)

"Interrogazione CALIGARIS, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di cancellare quello di Cagliari dall'elenco dei porti per il transito e l'attracco di navi a propulsione nucleare". (254)

"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sul calendario venatorio per l'anno 2005". (255)

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

Cassano, Segretario:

"Mozione CAPELLI - OPPI - LA SPISA - DIANA - VARGIU - LADU - AMADU - BIANCAREDDU - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO - ARTIZZU - LIORI - MORO - SANNA Matteo - ONIDA - MURGIONI - SANJUST - SANNA Paolo Terzo - RASSU - SANCIU - LOMBARDO - MILIA - PETRINI - CONTU - PISANO - DEDONI di sfiducia alla Giunta regionale". (39)

Continuazione della discussione del disegno di legge: "Norme sul trasferimento del personale dei soggetti gestori dei servizi idrici regionali al servizio idrico integrato, in attuazione del comma 3 dell'articolo 12 della Legge 5 gennaio 1994, n. 36, e dell'articolo 16 della legge regionale 17 ottobre 1997, n. 29, modificata con legge regionale 7 maggio 1999, n. 15". (114/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione generale del disegno di legge numero 114/A.

È iscritto a parlare il consigliere Atzeri. Non è presente, è decaduto.

Poiché nessun altro è iscritto a parlare, ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, colleghi consiglieri l'articolato dibattito che si è sviluppato durante la mattinata ed anche i puntuali interventi che si sono susseguiti consentono alla Giunta, naturalmente, di semplificare il proprio lavoro e il proprio intervento, nel senso che per quanto mi riguarda mi limiterò ad alcune considerazioni che sono legate al disegno di legge numero 114/A.

La prima considerazione, naturalmente, si riferisce al contenuto del disegno di legge. Penso sia opportuno sgomberare il terreno da alcuni equivoci che anche stamattina sono emersi durante il dibattito. Il disegno di legge presentato dalla Giunta, e poi modificato di concerto con la Commissione, detta norme sul trasferimento del personale dei soggetti gestori dei servizi idrici regionali al nuovo gestore del servizio idrico integrato, e principalmente detta norme sul trasferimento dei dipendenti dell'Esaf all'Esaf S.p.A., una società per azioni di interesse pubblico, in cui il capitale è interamente detenuto dai comuni. Questo è l'oggetto prioritario del disegno di legge, quindi tutte una serie di considerazioni che sono state fatte stamattina penso che siano ascrivibili ad altre tematiche che saranno sicuramente oggetto di discussione e di confronto in seno al Consiglio regionale quando verranno esaminati i prossimi disegni di legge.

La seconda considerazione è che questo disegno di legge porta a compimento un processo di riforma che viene da lontano, che è iniziato con la "legge Galli" che, voglio ricordare, risale al 1994 e che ha trovato attuazione da parte della Regione Sardegna attraverso delle norme che sono state dettate nel corso degli anni. Mi riferisco, innanzitutto, alla legge regionale numero 29 del 1997 che aveva individuato in maniera molto precisa il gestore unico del servizio idrico integrato. La prima considerazione legata alla data di inizio del processo di riforma, al 1994, ci porta a dire che questo disegno di legge colma sicuramente un ritardo che si è accumulato in tutti questi anni. Voglio ricordare che molte regioni nel frattempo, anzi proprio in questi giorni, in queste settimane, hanno iniziato il primo bilancio decennale di attuazione della legge Galli, e noi, invece, solo oggi portiamo a compimento questo processo di riforma attraverso il trasferimento del personale al soggetto gestore del servizio idrico integrato.

Voglio anche ricordare che questo disegno di legge si salda in maniera profonda con un altro disegno di legge che è stato già approvato dalla Giunta regionale, che è in carico alla Commissione quarta del Consiglio regionale, che detta norme in materia di risorse idriche, e che quindi completa questo disegno riformatore, nel senso che quello che è attualmente in discussione si riferisce al servizio idro-potabile e noi completeremo questa riforma che riguarda le risorse idriche in Sardegna attraverso il disegno di legge che verrà presto esaminato dalla Commissione competente. Questo porterà al raggiungimento di un obiettivo che per noi appare, naturalmente, prioritario, e cioè la realizzazione di un governo unitario del sistema delle risorse idriche che faccia riferimento a criteri di sostenibilità e che comunque consenta un'ampia partecipazione di tutti i soggetti istituzionali, del sistema delle autonomie locali, ma anche di singoli cittadini. Questo è l'obiettivo che la Giunta regionale si pone e che noi cercheremo di concretizzare attraverso il disegno di legge odierno e attraverso il successivo disegno di legge che riguarda, appunto, il sistema idrico multisettoriale.

La seconda considerazione è che attraverso questo disegno di legge si delinea oramai una riforma che interessa la gran parte degli enti regionali. Io penso che anche per i più scettici sia possibile percepire questa linea di riforma che oramai interessa non soltanto il governo delle risorse idriche, ma che ha interessato gli enti del turismo, ha interessato gli enti agricoli e quindi direi che la Giunta regionale, attraverso i propri provvedimenti, sta incidendo profondamente sul sistema degli enti regionali.

Inoltre questo disegno di legge è fortemente innovativo perché, sostanzialmente, anticipa una parte di quel processo di riforma che noi stiamo perseguendo a livello più generale, che si impernia sul trasferimento di competenze, di risorse e di personale al sistema delle autonomie locali. Anche in questo caso la Regione si libera di un potere gestionale in un settore importante, qual è quello appunto delle acque, e lo trasferisce al sistema delle autonomie locali. Si delinea, quindi, un modello di Regione che noi pensiamo possa essere profondamente modificato attraverso questi provvedimenti. Una Regione che perde questo suo potere gestionale, e lo trasferisce sempre più al sistema delle autonomie locali; a questo trasferimento di competenze si associano, naturalmente, gli strumenti necessari perché il sistema delle autonomie locali possa concretamente svolgere queste competenze, e quindi il riferimento è al personale e alle risorse. Così facendo noi pensiamo si possa costruire un modello di regione che si occupi essenzialmente di programmazione, di indirizzo e di controllo e quindi una regione più snella, più asciutta, capace cioè di rispondere con sollecitudine e con dinamismo alle sollecitazioni di una società sarda che diventa sempre più attenta e sempre più esigente.

Vorrei soffermare la vostra attenzione soprattutto sul percorso che viene indicato da questo disegno di legge. È un percorso fortemente inedito. Se noi andiamo a comparare i processi che si sono sviluppati nel corso della nostra oramai più che cinquantennale storia dell'autonomia, possiamo vedere che attraverso questo disegno di legge si inverte una tendenza che per cinquantasei anni ha caratterizzato la nostra autonomia. Nel senso che in tutto questo periodo la Regione ha acquisito competenze, ha acquisito personale attraverso una sorta di incorporazione, e tutto questo naturalmente ha portato anche alla configurazione odierna della nostra Regione. Una Regione che appare, quindi, pletorica, che appare ipertrofica, proprio perché in tutti questi anni si è accentuato questo processo di acquisizione di competenze e di personale.

Per la prima volta si attiva un processo di privatizzazione, è stato detto. Un processo di privatizzazione che porta a spogliare la Regione di quel potere gestionale che l'ha caratterizzata in tutti questi anni. Si spoglia di un servizio essenziale qual è appunto la gestione del sistema idrico, e questo potere gestionale viene affidato ad una società per azioni, ma è bene dire che di fatto la parola privatizzazione in questo caso è da intendersi tra virgolette, perché si tratta di una società per azioni di interesse pubblico, il cui capitale è interamente detenuto dal sistema delle autonomie, essenzialmente dai comuni. Con questo disegno di legge si inverte quel processo di acquisizione per cui queste competenze, questi poteri gestionali passano al sistema delle autonomie locali e la Regione, naturalmente, se ne libera.

Naturalmente per fare questo, per portare avanti un processo di riforma che ha caratteri di forte novità, che ha degli aspetti inediti, era necessario individuare elementi di salvaguardia dei diritti dei lavoratori dell'Esaf. Non potevamo pensare che da parte dei lavoratori dell'Esaf ci potesse essere un consenso se avessero valutato questo processo come una sorta di salto nel buio. Per evitare che questo si verificasse è stato compito della Giunta regionale, che poi si è andato ulteriormente specificando anche attraverso il concorso della prima Commissione, è stato compito quindi della Giunta e della prima Commissione, individuare gli elementi di tutela e di salvaguardia dei diritti giuridici, economici e previdenziali dei lavoratori dell'Esaf. Si trattava non solo di salvaguardare questi diritti fondamentali dei lavoratori, ma anche di riconoscere la dignità e professionalità di lavoratori che sono stati assunti dall'Amministrazione regionale e che oggi attraverso questo processo che si avvia vengono, in qualche modo, portati verso una situazione di grossa novità, quale appunto quella di dipendenti di una società per azioni d'interesse pubblico.

Altro elemento su cui vorrei soffermare la vostra attenzione è che il disegno di legge è il frutto di un confronto serrato che è avvenuto con le organizzazioni sindacali; un confronto che in alcuni casi è stato anche aspro, è stato anche difficile, ma al termine del quale bisogna riconoscere alle organizzazioni sindacali un forte senso di responsabilità, perché non avremo sicuramente centrato l'obiettivo di creare consenso intorno a questo disegno di legge senza un atteggiamento di forte responsabilità da parte delle organizzazioni sindacali. Dobbiamo dare anche atto al lavoro proficuo che è stato svolto in seno alla prima Commissione, anche in questo caso attraverso un confronto, importante direi, a seguito il quale nel testo che era stato esitato dalla Giunta regionale si è riusciti ad introdurre alcuni elementi che lo hanno migliorato fortemente, che hanno accresciuto gli aspetti di tutela e di salvaguardia dei diritti dei lavoratori dell'Esaf.

Voglio anche dire che, per quanto riguarda ulteriori elementi di salvaguardia, in questi giorni c'è stato un forte conciliabolo all'interno dei Gruppi consiliari, tra la Giunta regionale e le organizzazioni sindacali, e che penso che possiamo trovare in questa fase di discussione anche degli ulteriori elementi che possano salvaguardare, per esempio, il personale assunto a tempo determinato, introducendo attraverso degli emendamenti la possibilità di assicurare la continuità dei rapporti di lavoro a tempo determinato in essere sino alla loro conclusione. Questo mi pare che sia un elemento di ulteriore tutela, un elemento di ulteriore salvaguardia che può essere introdotto dal Consiglio regionale, per cui la Giunta, naturalmente, si riserva di presentare degli emendamenti che possano arricchire tutti quegli elementi di tutela e di salvaguardia di cui abbiamo parlato.

È stato, quindi, un preciso dovere della Giunta regionale quello di indicare tutti questi elementi di salvaguardia. Voglio ricordare che è stata inserita, tra gli altri ulteriori elementi di salvaguardia, anche la possibilità di conservare, da parte dei dipendenti dell'Esaf, il trattamento previdenziale integrativo mediante il trasferimento della relativa gestione al FTQ. Ma voglio anche ricordare la possibilità di ingresso nei ruoli dell'Amministrazione regionale, naturalmente a domanda e sulla base di criteri che devono essere individuati dalla Giunta regionale, di personale altamente qualificato, di professionalità che sono presenti all'interno dell'Esaf e che possano rimanere in seno all'Amministrazione regionale se, naturalmente, ritenuti compatibili con i criteri che verranno individuati di concerto con le organizzazioni sindacali.

È stato anche ampliato l'arco temporale di applicazione del paracadute che noi avevamo previsto per quanto riguarda la possibilità - in caso di esuberi derivanti da ristrutturazioni aziendali - che il personale che è transitato prima all'Esaf S.p.a. e poi al soggetto gestore unico potesse rientrare in seno all'Amministrazione regionale. Noi avevamo individuato un arco temporale di otto anni, abbiamo concordato con la prima Commissione che questo arco temporale può essere naturalmente dilatato sino a non individuare un termine finale. Questo mi pare che sia proprio l'ultimo elemento di tutela che noi abbiamo voluto inserire. Questo per dire che non abbiamo tralasciato niente per evitare che il passaggio di dipendenti dell'Esaf all'Esaf S.p.a. potesse considerarsi come una sorta di salto nel buio. Noi pensiamo di aver individuato sufficienti elementi perché questo passaggio possa essere non solo indolore, ma altamente positivo.

Abbiamo, naturalmente, anche annesso grande importanza a questo disegno di legge, e all'individuazione di un metodo, che per noi è un metodo che diventa fondamentale, perché questo è il metodo che dovremo utilizzare per tutti i processi di riforma che comporteranno il trasferimento di competenze, di personale e di risorse al sistema delle autonomie locali, che noi pensiamo debbano avvenire salvaguardando il confronto e la concertazione, perché solo dal confronto e dalla concertazione si può ottenere la condivisione più ampia ed anche il consenso più ampio. Siamo consapevoli che questi processi di riforma possono andare avanti solo se c'è la massima fiducia reciproca, se c'è naturalmente la disponibilità da parte di tutti a percorrerli riconoscendo i diversi livelli di responsabilità, perché questi processi di riforma possono viaggiare solo se c'è il consenso, e questo consenso noi dobbiamo cercare di conquistarlo individuando delle norme che possano salvaguardare tutti diritti e possano far considerare questi processi di riforma, in qualche modo, positivi da tutte le parti interessate.

Ecco perché, quindi, con questo disegno di legge noi pensiamo di inaugurare un metodo; un metodo comportamentale che potrà essere esteso a ulteriori processi di riforma di cui il Consiglio regionale verrà investito in tempi rapidissimi.

PRESIDENTE. Grazie, assessore Dadea. Con l'intervento della Giunta si chiude la discussione generale.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Chiedo una sospensione di trenta minuti al fine di esaminare proposte e modifiche che sono state avanzate.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per mezzora, i lavori riprenderanno alle ore 18 e 05.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 33, viene ripresa alle ore 18 e 48.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori. Se i colleghi prendono posto forse riusciamo ad avviare i lavori. Siamo in fase di votazione del passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Chi sostiene la richiesta dell'onorevole La Spisa?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri SANJUST, LOMBARDO, CASSANO, RASSU, LADU, CONTU, PETRINI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del passaggio all'esame degli articoli.

Rispondono sì: AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCAREDDU - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CAPELLI - CASSANO - CERINA - CHERCHI Oscar - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - LA SPISA - LADU - LAI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MORO - MURGIONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - RASSU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SANNA Simonetta - SANNA Paolo Terzo - SCARPA - UGGIAS - URAS - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 64

Votanti 63

Astenuti 1

Maggioranza 32

Favorevoli 63

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1 al quale sono stati presentati gli emendamenti numero 1 sostitutivo parziale degli onorevoli Sanjust e La Spisa, che è uguale al 2, a firma Cappai, Oppi e più, e l'emendamento numero 16, a firma Balia, Uras e più.

(Si riporta il testo dell'articolo e degli emendamenti:

Art. 1

Trasferimento del personale al soggetto gestore

1. Il personale dipendente dei comuni, dei consorzi tra enti locali, delle aziende speciali istituite dagli enti locali, dei soggetti gestori dei servizi idrici nel territorio regionale costituiti in forma di società per azioni a totale partecipazione pubblica che, alla data del 27 dicembre 2004, risultava adibito ai servizi idrici nel territorio regionale, è trasferito al gestore affidatario del servizio idrico integrato nel numero e secondo le qualifiche risultanti dagli atti di ricognizione adottati da ciascun soggetto gestore e certificati dal rappresentante legale.

2. Il personale trasferito è inquadrato dal gestore affidatario con le garanzie dell'articolo 2112 del Codice civile, facendo esclusivo riferimento alla posizione giuridica ricoperta nell'ente di provenienza; in ogni caso allo stesso personale, nell'applicazione del contratto collettivo di lavoro delle aziende pubbliche del settore di riferimento, è garantito un trattamento economico non inferiore a quello corrisposto dall'ente di provenienza all'atto del trasferimento.

3. L'ente di provenienza provvede alla liquidazione di tutti i crediti esigibili che il prestatore di lavoro ha maturato all'atto del trasferimento.

4. Il personale trasferito ha facoltà di esercitare l'opzione di cui alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 5 della Legge 8 agosto 1991, n. 274, e successive modificazioni, per il mantenimento del trattamento previdenziale goduto presso l'ente di appartenenza.

EMENDAMENTO sostitutivo parziale SANJUST - LA SPISA

Art. 1

Le parole "alla data del 27 dicembre 2004" sono sostituite dalle parole:

"in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge". (1)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CAPPAI - OPPI - CAPELLI - CUCCU - DEDONI

Art. 1

Le parole "… alla data del 27 dicembre 2004" sono sostituite dalle seguenti:

"… alla data di entrata in vigore della presente legge". (2)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale BALIA - URAS - ORRU' - MARRACINI - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - SANNA Franco - MANINCHEDDA

Art. 1

Le parole "alla data del 27 dicembre 2004" sono sostituite dalle parole:

"alla data di approvazione della presente legge". (16) )

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 1 ha facoltà di illustrarlo.

SANJUST (F.I.). Presidente, cercherò di essere breve. Con questo emendamento si vuole sostituire la frase "alla data del 27 dicembre 2004" con le parole "in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge". La motivazione della presentazione di questo emendamento può essere esemplificata facendo riferimento a ciò che è successo alla SIM del comune di Cagliari, il cui personale, nel primissimo periodo della sua istituzione era precedentemente dipendente dell'Amministrazione comunale di Cagliari. Lo stato di incertezza che purtroppo fino ad oggi vige all'interno della stessa SIM ha fatto in modo che una buonissima parte di tale personale facesse richiesta di reintegro all'interno degli uffici dell'Amministrazione comunale stessa. Questo stato di fatto ha creato ovviamente...

Io chiederei ai colleghi un attimo di attenzione, perché se si vuole cercare di risolvere i problemi si deve avere anche un attimino di pazienza per cercare di capirne la portata, se invece continua ad esserci questo brusio, Presidente, preferisco neanche illustrarlo.

Stavo dicendo che purtroppo l'incertezza di status nella SIM ha fatto sì che buonissima parte dei dipendenti facesse richiesta di reintegro negli uffici dell'Amministrazione comunale di Cagliari. Quindi i posti che alla fine sono risultati vacanti sono stati ricoperti da personale che è stato acquisito attraverso alcune società interinali, non so se una o più di una, ovviamente portando ancora una volta uno stato di precariato all'interno degli stessi uffici. Il fatto che nel comma 1 ci sia la data del 27 dicembre 2004 non fa altro che rendere ancora più precario un lavoro che già precario era, nel senso che tutti questi addetti, che tra l'altro sono diverse decine, che sono stati assunti in data successiva, verrebbero a trovarsi in una situazione ancor più precaria di quella che c'era precedentemente e dovrebbero addirittura cessare immediatamente di lavorare.

Io ho potuto vedere adesso un emendamento della Giunta regionale, che non mi pare comunque voglia o tenti di risolvere il problema alla radice. Mi pare che la Giunta stia dando la possibilità a questi lavoratori di mantenere il lavoro fino alla scadenza dei contratti, o sbaglio?

PRESIDENTE. Onorevole, illustri l'emendamento.

SANJUST (F.I.). L'emendamento l'ho illustrato, però mi pare che sia leggermente superato rispetto a un emendamento che ha presentato la Giunta, quindi vorrei capire.

PRESIDENTE. All'articolo 1 sono presentati gli emendamenti…

SANJUST (F.I.). Sì, però è stato presentato adesso un emendamento da parte della Giunta all'articolo 3, che comunque comprende gli emendamenti 1 e 2. Non so se lei ha avuto modo di vederli, Presidente. Allora, mi pare che l'emendamento che ho illustrato venga superato dall'emendamento all'articolo 3.

PRESIDENTE. Tanto meglio, può decidere di ritirarlo.

SANJUST (F.I.). No, non lo ritiro.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sanjust. L'emendamento numero 2 a firma Cappai, Oppi, Capelli è uguale al numero 1, si dà per illustrato.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 16 ha facoltà di illustrarlo.

URAS (R.C.). L'emendamento si propone in parte anche di dare risposta all'esigenza che veniva poc'anzi manifestata dal collega Sanjust, comunque di procedere alla regolarizzazione dello status dei dipendenti in riferimento ai soggetti gestori altri e diversi dall'ente regionale strumentale. Sostanzialmente si tratta di fare una fotografia della dotazione di personale alla data di approvazione della legge in discussione e quindi di trattare il trasferimento del personale delle aziende speciali, dei consorzi e degli enti locali esattamente avuto riguardo a questa data, fotografando quindi la dotazione del personale di questi soggetti e consentendo di mantenere l'operatività che questi soggetti hanno. Poi, il problema che si poneva prima trova ulteriore trattazione, e quindi soluzione, negli emendamenti che verranno esaminati successivamente, perché tutto il personale viene poi trasferito al soggetto gestore unico nella condizione giuridica in cui si trova nell'ente di provenienza e quindi può espletare le proprie attività di servizio garantendo il funzionamento delle strutture a cui è adibito.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Uras, relatore.

URAS (R.C.), relatore. Il parere è contrario sull'emendamento numero 1, favorevole sull'emendamento numero 16.

SANJUST (Forza Italia). Sono uguali, ma siamo seri!

PRESIDENTE. Chiedo scusa, colleghi, gli emendamenti non sono identici, altrimenti avremmo detto che sono identici. Sono identici l'1 e il 2, il 3 dispone "dall'entrata in vigore della presente legge" che è diverso da "dalla approvazione della presente legge", i colleghi che si intendono della materia sanno di cosa stiamo parlando, poi se si chiede di unificarli questo è un altro discorso.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). L'articolo 1, che tratta la questione del trasferimento del personale al soggetto gestore, è stato ampiamente discusso e anche in qualche modo reso chiaro nel suo significato dalla stessa illustrazione di numerosi emendamenti. Credo che a questo punto ci siano semplicemente due questioni che vanno chiarite, anche molto brevemente, e cioè la data a partire dalla quale questo trasferimento del personale ha valore e la natura del rapporto contrattuale, che credo non siano ancora sufficientemente chiare. Io provo a fare un'interpretazione molto rapida, non certo del testo che abbiamo letto, quanto di quello che si può evincere dal testo dell'unico emendamento sul quale molto diplomaticamente la maggioranza, per bocca sia del relatore sia della Giunta, ha voluto esprimere il parere favorevole, che è il numero 16, che certo formalmente è diverso dall'emendamento numero 1, ma che sostanzialmente va nella medesima direzione di voler indicare un termine che, in qualche modo, è riconducibile all'approvazione della legge da parte del Consiglio regionale.

Credo che non ci sia alcuna difficoltà a dire che nella sostanza i due emendamenti sono uguali, anche perché uno degli ultimi emendamenti proposti dalla Giunta prevede che la legge entri in vigore nel giorno stesso della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione, presumibilmente può accadere anche domani se il problema è fissare una data certa, quindi credo, Presidente del Consiglio, che forse formalmente lei ha ragione ma nella sostanza davvero gli emendamenti sono identici perché queste norme avranno efficacia sostanzialmente dallo stesso momento. Non vedo davvero che differenza ci sia, l'unica differenza credo che sia semplicemente quella di voler distinguere le posizioni della maggioranza da quelle dell'opposizione. Noi comprendiamo benissimo le valutazioni di tipo tattico, crediamo che non siano il segno certo di un fair play particolarmente raffinato da parte dei nostri colleghi, ma il fair play è del tutto gratuito, non lo pretendiamo assolutamente.

In ogni caso è evidente che l'istanza proviene da diverse parti del Consiglio regionale, fa riferimento ad un'esigenza molto diffusa, e se troverà accoglimento così come sembra di capire, credo che sia sicuramente un buon risultato, quanto meno per dare una ragionevole certezza a tutti i rapporti giuridici maturati. Vedremo poi, io ho sentito dalle parole non dette al microfono dall'Assessore, e anche dalle considerazioni fatte poco fa da Uras, che l'emendamento numero 16 ha un'altra valenza e non si incrocerebbe con questa nuova formulazione dell'articolo 1. Credo che si possa vedere al momento, oppure nella discussione successiva, se veramente la situazione è in questi termini. L'interpretazione che si può dare, mi sembra di capire, sia questa, cioè viene sostanzialmente fotografata la situazione giuridica attuale, stabilizzando i rapporti contrattuali sul piano del diritto del lavoro così come oggi sono in ciascuno dei soggetti, sia che siano comuni, sia consorzi di comuni e società comunali, il cui personale viene trasferito con l'obbligo per il soggetto gestore di utilizzare lo stesso rapporto contrattuale, poi quel che succederà dopo è tutto da definire. Credo che l'interpretazione sia questa; da un certo di vista noi crediamo che comunque il risultato in questo modo sia raggiunto e che ciò sia evidentemente un dato positivo per le aspettative più che legittime dei lavoratori.

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, la data di approvazione della legge può precedere la data di pubblicazione della legge anche di una settimana. Quindi, se si concorda che la data che certifica questa situazione è quella di approvazione della legge va benissimo. C'è una differenza non soltanto formale, ci può essere una differenza di una settimana, quindi se volete determinare questa data indicando il giorno nel quale la legge viene approvata, va bene, questa è la formulazione che verrà adottata.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). L'illustrazione dell'emendamento numero 16 è stata già fatta nel corso della discussione di questo articolo; intervengo solo per riaffermare che condivido con la minoranza il contenuto dell'emendamento proposto al comma 1 relativamente alla data, che non riguarda solo il personale adibito al servizio. Noi abbiamo discusso dell'argomento in Commissione, qualcuno ricorderà che veniva considerato il personale che era adibito in via esclusiva a quel tipo di servizio. Questa formulazione è stata superata in Commissione, il personale di cui si tratta è personale adibito a quel servizio, ma non solo in via esclusiva, anche in via prevalente, si tratta di personale che ha diverso rapporto di lavoro e stato giuridico, qualcuno a tempo indeterminato, qualcuno a tempo determinato, può essere anche part time, vigono nel trasferimento al nuovo soggetto gestore esattamente gli stessi rapporti giuridici in essere con le società e con i soggetti pubblici, i consorzi, gli enti locali che oggi gestiscono il servizio in quelle realtà.

Questo perché si tratta di un provvedimento che riguarda alcune migliaia di persone che sono in una condizione molto diversa l'una dall'altra, che stanno in un rapporto di lavoro con il loro datore di lavoro pubblico o di natura privatistica, ma a capitale pubblico, in una specifica condizione. La normativa, poi lo vedremo anche nel corso dell'esame degli emendamenti, garantisce la permanenza in servizio di quei soggetti almeno fino al 31 di dicembre di quest'anno e quindi lascia agli accordi sindacali che verranno stipulati dal soggetto responsabile della gestione del sistema idrico regionale, la trattazione di tutti quanti gli argomenti, dalla trasformazione dei rapporti di lavoro alla loro conservazioneo, così come sono oggi definiti, a tutti gli aspetti riguardanti la condizione del lavoratore e il rapporto del lavoratore con il datore di lavoro. Quello che a noi sembrava che oggi la legge non potesse fare, è intervenire in qualche modo a pregiudicare, non dico a non tutelare, la tutela c'è tutta, anzi è stata ampliata, io credo che di questo si renda conto anche la minoranza, ma a pregiudicare l'esercizio delle funzioni da parte del soggetto che è affidatario del sistema idrico integrato.

Credo che, nella sostanza, ci sia una condivisione, che la formulazione che abbiamo trovato accolga anche le richieste della minoranza esplicitate negli emendamenti proposti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Innanzitutto colgo l'occasione per chiedere scusa ai colleghi se prima mi sono espresso magari con toni un po' irriguardosi, ma inizialmente mi era sembrato veramente che voleste approvare il vostro emendamento bocciando il nostro solo ed esclusivamente perché l'abbaimo proposto noi. Quindi, chiedo scusa, ho capito perfettamente la ratio della norma che proponete e trovo che sia assolutamente giusta e chiedo al Presidente se gli emendamenti si possono unificare votandoli assieme. Grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Sanjust, stiamo di fatto utilizzando l'emendamento numero 16, che a questo punto diventa l'emendamento anche dei presentatori dell'emendamento numero 1 e numero 2, perché si conviene su un testo che è condiviso. Quindi, formalmente, mettiamo in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 16, che consideriamo firmato anche dai presentatori degli emendamenti numero 1 e 2.

Metto in votazione l'emendamento numero 16. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 1. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Chi sostiene la richiesta alzi la mano.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri RASSU, CONTU, Paolo Terzo SANNA, SANJUST, LA SPISA, SANCIU, LADU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

Rispondono sì: ARTIZZU - ATZERI - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LA SPISA - LADU - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MILIA - MORO - MURGIONI - ORRU' - PETRINI - PIRISI - PISU - PORCU - RANDAZZO - RASSU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SANNA Simonetta - SANNA Paolo Terzo - SCARPA - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 57

Votanti 56

Astenuti 1

Maggioranza 29

Favorevoli 56

(Il Consiglio approva).

Passiamo ora all'esame dell'articolo 2 al quale sono stati presentatigli emendamenti sostitutivi parziali 10, 11, 4, 12, 3 e 8, e gli emendamenti aggiuntivi 5 e 9.

(Si riporta il testo dell'articolo e degli emendamenti:

Art. 2

Trasferimento del personale dell'ESAF

1. Il personale di ruolo dell'ESAF è assegnato alle dipendenze dell'ESAF Spa e quindi al nuovo soggetto gestore affidatario del servizio idrico integrato sino alla data di cessazione dell'ESAF, con il trattamento giuridico ed economico spettante sulla base del contratto collettivo di lavoro del comparto.

2. Dalla data di cessazione dell'ESAF, il personale di cui al comma 1 è trasferito all'ESAF Spa; allo stesso si applica il contratto collettivo di lavoro di maggior favore delle aziende pubbliche del settore di riferimento, osservando l'articolo 37 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 e salvaguardando, comunque, il trattamento più favorevole. Sino all'applicazione del predetto contratto continua ad applicarsi quello già applicato presso l'ente cedente, ai sensi dell'articolo 2112 del codice civile. L'eventuale differenza tra il trattamento economico in godimento e quello spettante per effetto del nuovo inquadramento è conservato con assegno personale non riassorbibile; nel trattamento predetto è inclusa la retribuzione accessoria la quale tuttavia non è cumulabile con analogo emolumento eventualmente spettante secondo la disciplina del nuovo contratto collettivo. con accordo quadro tra l'ESAF Spa e le organizzazioni sindacali rappresentative ai sensi dell'articolo 60 della legge regionale n. 31 del 1998 è stabilita una specifica disciplina a salvaguardia degli istituti normativi ed economici previsti nel contratto collettivo regionale.

3. Il personale trasferito ai sensi del comma 2 può presentare istanza, entro il periodo di sei mesi decorrenti dalla data di cessazione dell'ESAF, di inquadramento nei ruoli ordinari dell'amministrazione regionale o degli enti di cui alla legge regionale n. 31 del 1998, nonché nell'ARPAS e nell'ente foreste della Sardegna. Alla valutazione delle domande si provvede con deliberazione della Giunta regionale nei limiti delle dotazioni organiche delle categorie esistenti, tenendo conto della possibilità di acquisire figure professionali in relazione a specifici fabbisogni e della essenzialità dei servizi da garantire. I criteri di valutazione sono definiti dalla Giunta medesima, previa consultazione delle organizzazioni sindacali. Non operano, ai fini della definizione delle domande, le limitazioni di cui all'articolo 15 della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7 (finanziaria 2005).

4. Il personale dell'ESAF che, entro il 30 giugno 2006, maturi il diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia per raggiunti limiti di età o risulti in possesso dei requisiti per l'ottenimento della pensione di anzianità è escluso dal trasferimento di cui al comma 2 a condizione che presenti domanda, entro il termine di 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. detto personale è inquadrato, fino alla data di cessazione, nel ruolo ordinario dell'Amministrazione regionale o di uno degli enti elencati nell'articolo 69 della legge regionale n. 31 del 1998, con la qualifica giuridica e con il trattamento economico, compresa la retribuzione di posizione, in atto alla data di cessazione dell'ESAF e con l'adeguamento, a decorrere dal nuovo inquadramento, ai successivi contratti collettivi di comparto. l'eventuale differenza tra trattamento economico in godimento presso l'ente di provenienza e quello spettante per effetto del nuovo inquadramento è conservata come assegno personale non riassorbibile.

5. I dipendenti già iscritti all'INPDAP mantengono l'iscrizione al medesimo istituto previdenziale.

6. Ai dipendenti iscritti al fondo integrativo pensioni (FIP) dell'ESAF è assicurata la continuità del trattamento previsto dalle norme istitutive del medesimo fondo. A tal fine la gestione del FIP è trasferita, dalla data di soppressione dell'Ente, al F.I.T.Q. costituito presso l'Amministrazione regionale. Ad esso, a cura della gestione liquidatoria dell'ESAF, sono trasferite le quote rivalutate dei contributi a carico dei dipendenti e dell'ente nonché le risorse necessarie per corrispondere i trattamenti integrativi in atto alla predetta data. Lo stanziamento autorizzato dal comma 3 dell'articolo 5 della legge regionale n. 7 del 2005 a favore della gestione liquidatoria dell'ESAF è incrementata di euro 1.500.000 per l'anno 2005 e di euro 2.000.000 per ciascuno degli anni 2006 e 2007.

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LADU - DEDONI - CHERCHI Oscar

Art. 2

Il comma 1 dell'art. 2 è cosi sostituito

"1. Il personale dell'ESAF in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge è assegnato alle dipendenze dell'ESAF Spa e quindi al nuovo soggetto gestore affidatario del servizio idrico integrato sino alla data di cessazione dell'ESAF, con il trattamento giuridico ed economico spettante sulla base del contratto collettivo di lavoro del comparto." (10)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE

Art. 2

All'articolo 2, il comma 1 è così sostituito:

"Il personale di ruolo dell'ESAF è trasferito alle dipendenze dell'ESAF spa e quindi al nuovo soggetto gestore del servizio idrico integrato." (11)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - SANJUST - RASSU - PILI - LOMBARDO - SANCIU - PETRINI - DIANA - SANNA Matteo - LIORI - MORO - LADU - MURGIONI - CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - CAPPAI - RANDAZZO - PISANO -VARGIU -CASSANO - DEDONI

Art. 2

Nel comma 1, dopo le parole "servizio idrico integrato" il testo è sostituito dal seguente periodo:

"mantenendo lo status giuridico, economico e previdenziale proprio dei dipendenti regionali fino alla definitiva conclusione delle procedure di fusione e incorporazione nel soggetto gestore unico". (4)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE

Art. 2

All'articolo 2, comma 2 le parole:

"Dalla data di cessazione dell'ESAF, il personale di cui al comma 1 è trasferito ad ESAF spa; allo stesso si applica ..." sono sostituite dalle seguenti:

"Al personale di cui al comma 1 si applica…". (12)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - SANJUST - RASSU - PILI - LOMBARDO - SANCIU - PETRINI - DIANA - SANNA Matteo - LIORI - MORO - LADU - MURGIONI - CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - CAPPAI - RANDAZZO - PISANO -VARGIU -CASSANO - DEDONI

Art. 2

II comma 3 è così sostituito:

"Il personale trasferito ai sensi del comma 2 può presentare istanza, entro il periodo di dodici mesi decorrenti dalla data di trasferimento al soggetto gestore unico definitivo, di inquadramento nei ruoli ordinati dell'Amministrazione Regionale o degli Enti di cui alla legge regionale n°31 del 1998, nonché nell'ARPAS e nell'Ente Foreste della Sardegna o nelle Amministrazioni Provinciali o Enti Locali.

L'Amministrazione Regionale predispone delle graduatorie valide nel triennio successivo, redatte sulla base della categoria e area professionale di appartenenza. La stessa Amministrazione utilizza prioritariamente tali graduatorie, nei limiti delle dotazioni organiche esistenti, al fine di acquisire figure professionali in relazione a specifici fabbisogni, anche nel caso di nuove assunzioni nell'Amministrazione e negli Enti. Le graduatorie sono formate sulla base dei criteri stabiliti previo accordo tra l'Assessore agli Affari Generali e Personale e le Organizzazioni Sindacali. Non operano, ai fini della definizione delle domande, le limitazioni di cui all'articolo 15 della legge regionale 21 aprile 2005, numero 7 (finanziaria 2005)." (3)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - SANJUST - RASSU - PILI - LOMBARDO - SANCIU - PETRINI - DIANA - SANNA Matteo - LIORI - MORO - LADU - MURGIONI - CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - CAPPAI - RANDAZZO - PISANO -VARGIU -CASSANO - DEDONI

Art. 2

Nel comma 4:

sostituire la data del 30 giugno 2006 con quella del 31 dicembre 2007. (8)

EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - SANJUST - RASSU - PILI - LOMBARDO - SANCIU - PETRINI - DIANA - SANNA Matteo - LIORI - MORO - LADU - MURGIONI - CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - CAPPAI - RANDAZZO - PISANO -VARGIU -CASSANO - DEDONI

Art. 2

Nel comma 2, dopo le parole "con assegno personale non riassorbibile" è aggiunto il seguente periodo:

"rivalutato in occasione dei rinnovi contrattuali, in misura percentuale pari a quella applicata per gli stipendi tabellari." (5)

EMENDAMENTO aggiuntivo LIORI - DIANA - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo

Art. 2

Dopo il comma 3 dell'art. 2 è aggiunto il seguente comma:

"Le domande di inquadramento nei ruoli ordinari degli Enti di cui alla legge regionale n.31/1998 de! personale ESAF che, alla data di entrata in vigore della L.R. 21 aprile 2005, n.7, fosse in comando presso uno dei medesimi Enti, possono essere accolte, entro tre mesi decorrenti dalla data di cessazione dell'ESAF, con semplice deliberazione degli organi di amministrazione degli Enti interessati." (9) )

PRESIDENTE. Gli emendamenti possono essere illustrati. L'emendamento numero 10 è a firma Ladu, Dedoni e Cherchi. Ha domandato di parlare il consigliere Cherchi per illustrarlo. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Signor Presidente, io ho apprezzato la replica dell'assessore Dadea che, nella conclusione del suo intervento, ha mostrato sensibilità nei confronti di chi oggi ha delle difficoltà di inquadramento perché a tempo determinato. Il nostro emendamento al comma 1 dell'articolo 2 dà la possibilità al personale in servizio all'Esaf di passare alle dipendenze dell'Esaf S.p.a.. Il comma 1, la proposta è questa, dovrebbe essere sostituito in questi termini: "Il personale dell'Esaf in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge (quindi chiunque oggi è dipendente dell'Esaf) è assegnato alle dipendenze dell'Esaf S.p.a. e quindi al nuovo soggetto gestore affidatario del servizio idrico integrato sino alla data di cessazione dell'Esaf, con il trattamento giuridico ed economico spettante sulla base del contratto collettivo di lavoro del comparto". Ho visto che la Giunta ha comunque presentato degli emendamenti all'articolo 3 uno dei quali prevede una norma transitoria, l'articolo 3 bis, sarà poi la Giunta chiaramente che illustrerà la motivazione per la quale viene proposto questo emendamento, però credo che se dovesse venire accolto l'emendamento da noi proposto cadrebbe automaticamente la norma transitoria che propone la Giunta e che comunque dice praticamente la stessa identica cosa.

Quindi chiedo di spostare questo emendamento dall'articolo 2 all'articolo 3, accorpandolo eventualmente con quello proposto dalla Giunta.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 11 ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.

MANNONI, Assessore dei lavori pubblici. Signor Presidente, signori consiglieri, l'emendamento numero 11, si collega all'emendamento numero 12, che riguarda l'articolo 2 comma secondo, mentre il numero 11 riguarda l'articolo 2 comma primo. In buona sostanza ricordiamo il percorso di questo disegno di legge, percorso lungo come diceva l'assessore Dadea nel suo intervento, che dopo una lunga trattativa sindacale durata mesi, è stato in buona parte concordato con i sindacati ed approvato nello scorso mese di dicembre. Diciamo che l'orientamento di ambedue i partecipanti alla trattativa, Giunta e sindacati, era quello di pervenire all'approvazione di un disegno di legge in una data ben precedente a quella di oggi, indicativamente si prevedeva ai primi dell'anno. E' stato definito un procedimento di trasferimento del personale all'Esaf S.p.a. basato su due fasi: una prima fase, disciplinata dal primo comma, con l'assegnazione del personale, che manterrebbe ancora lo status di pubblico impiegato, all'Esaf S.p.a. e una seconda fase che ha inizio con la data di scioglimento dell'ente, che è prevista normativamente per il 29 luglio, questo mese, con il trasferimento vero e proprio del personale all'Esaf S.p.a., con la modifica dello stato giuridico e il passaggio dallo stato di dipendente pubblico a dipendente di una S.p.a. privata, seppure a totale capitale pubblico.

Ecco, siamo ormai a luglio inoltrato, questa esigenza del doppio passaggio non c'è più, ma soprattutto ve n'è un'altra prevalente secondo noi, quella che oggi vi illustro, ed è l'aspetto societario dell'Esaf S.p.a. Come loro sanno, l'Esaf S.p.a. è una società partecipata oggi da Esaf e dai comuni ed ha un capitale che deve nel tempo essere incrementato attraverso gli opportuni conferimenti. Il conferimento più importante sarebbe dovuto essere quello di Esaf che avrebbe dovuto conferire una quota del capitale sociale di 8 milioni di euro, conferimento che non si è potuto fare per una ragione giuridica importante: non si può procedere al conferimento di beni o di ramo di azienda se non si trasferisce anche il personale assieme ai beni stessi. Un trasferimento di ramo di azienda o di beni senza il personale è un trasferimento nullo, inoltre viola le norme sulla salvaguardia dello status dei dipendenti stessi. Da qui l'esigenza di accelerare in questa fase questo conferimento, di farlo al più presto, perché come loro sanno l'Esaf S.p.a. è ormai inserita in un percorso che porterà alla istituzione di un gestore unico regionale, fa parte della Sidris, della società consortile insieme a Govossai, Siinos, Sim, un percorso di fusione che è iniziato e che deve chiudersi entro questo mese con la perizia da parte dei periti nominati da Siinos e dal Tribunale. I periti dovranno periziare le varie società, quantificarne il peso in termini di capitale sociale, di valore patrimoniale e procedere attraverso una sequenza di adempimenti non semplici e di ampiezza temporale non limitata, alla fusione. Entro luglio quindi c'è anche la necessità di fare i conferimenti, per avere quindi una situazione di Esaf consolidata in termini di capitale e di patrimonio, per cui questo conferimento deve essere fatto nei giorni prossimi. Da qui l'esigenza di provvedere già con questa legge a delineare un percorso molto più veloce, molto più accelerato che di fatto porta i dipendenti di diritto, non solo di fatto, ad essere dipendenti della S.p.a. nei giorni successivi all'approvazione della legge e quindi accelera questo percorso di conferimento. E' un percorso di garanzie societarie per realizzare la fusione che non lede nessun diritto dei lavoratori perché anticipa soltanto di quindici giorni il passaggio all'Esaf S.p.a., un' esigenza societaria forte ed ineludibile della quale la Giunta si fa carico con questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per illustrare l'emendamento numero 4, il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). L'emendamento numero 4 ha lo scopo di rendere il testo approvato dalla Commissione più corrispondente alle richieste fatte dai rappresentanti dei lavoratori in tutti gli incontri avuti nelle audizioni in Commissione o negli incontri informali avuti con le diverse componenti politiche sia di maggioranza che di opposizione, incontri che, se non ricordo male, sono stati fatti congiuntamente. Cioè quello di prevedere in sostanza che il trasferimento dei dipendenti dell'Esaf al soggetto gestore unico avvenga soltanto al momento della conclusione del complesso procedimento fatto di atti di diversa natura che porteranno a fusioni e incorporazioni, comunque ad attività di ridefinizione della stessa natura giuridica, della consistenza economica e patrimoniale dei diversi soggetti che nelle diverse fasi dovranno assumere il compito di gestire il servizio idrico integrato. Le richieste fatte dai lavoratori erano sostanzialmente indirizzate ad ottenere nel periodo transitorio il mantenimento dello stato giuridico, economico, previdenziale attualmente in godimento in quanto dipendenti regionali. Sostanzialmente assegnando nelle diverse fasi, si diceva così nel testo, all'Esaf S.p.a., e quindi al nuovo soggetto, il personale in una forma che dal punto di vista tecnico - giuridico si potrebbe definire di distacco, di prestazione di servizio ma mantenendo lo stato giuridico di dipendenti regionali.

Questo per evitare tutta una serie di passaggi che in qualche modo non fossero ancora definiti in quanto tutti sappiamo che Esaf S.p.a. non sarà il soggetto gestore, che dovrà essere ancora costituito secondo procedure di fusione ed incorporazioni che ancora sono in fase di definizione in tutti i particolari per cui si chiedeva di dare al personale, in questo periodo transitorio, la possibilità di mantenere il proprio stato giuridico. Tutto ciò anche collegandosi con l'altra richiesta che è quella di mantenere nel periodo transitorio, cioè fino a quando verrà effettuato il trasferimento al soggetto gestore unico definitivo, la possibilità di decidere se mantenere non solo lo stato giuridico ma anche l'effettivo incardinamento nei ruoli regionali, una opzione già prevista nel caso di servizio idrico gestito da enti locali in cui cioè al personale, prospettandosi la possibilità di entrare in un soggetto privato, sia pure di proprietà pubblica, si dava però una finestra temporale entro la quale poter scegliere. In sostanza la richiesta dei lavoratori è da un lato di mantenimento dello stato giuridico, dall'altro di poter usufruire di un periodo più ampio di riflessione e di valutazione sulle scelte professionali di ciascuno. Una richiesta più che legittima che potrebbe ancora essere accolta e che crediamo meriti il più ampio rispetto.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 12 ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 3 ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa.

LA SPISA (F.I.). Ho già di fatto iniziato ad illustrarlo e quindi non utilizzerò molto tempo. L'emendamento numero 3 evidentemente ha senso collegato a quanto noi prevediamo sostanzialmente nell'emendamento 4, riguarda però il comma 3, e tende a dare al personale la possibilità di valutare meglio quale possa essere il percorso futuro. Non solo, quindi, proponiamo l'estensione a dodici mesi del periodo di possibile esercizio dell'opzione, ma anche una serie di disposizioni che nell'emendamento numero 3 darebbero ai dipendenti dell'Esaf una maggiore possibilità di scelta su dove prestare il loro servizio di dipendenti pubblici nell'ambito dell'Amministrazione regionale non assegnando alla Giunta regionale, così come previsto nel terzo comma, una discrezionalità così ampia nell'individuazione dei criteri di valutazione delle domande che i dipendenti che valutino questa possibilità migliore per il proprio futuro professionale devono presentare alla stessa Giunta per poter essere inseriti nelle dotazioni organiche del ruolo unico regionale. Non solo quindi una estensione del periodo, ma anche il conferimento alla Giunta di un potere di decisione meno discrezionale e meno ampio di quello previsto dal terzo comma.

Si chiede all'Amministrazione regionale di predisporre certamente delle graduatorie che siano valide nel triennio successivo, redatte sulla base della categoria e area professionale di appartenenza, ma si dà anche alla stessa Amministrazione un vincolo sostanziale, cioè il vincolo ad utilizzare prioritariamente tali graduatorie, nei limiti delle piante organiche, per acquisire figure professionali in relazione a specifici fabbisogni anche in caso di nuove assunzioni nell'Amministrazione e negli enti. Questo per dare innanzitutto al dipendente la possibilità di rendere all'Amministrazione regionale il proprio servizio nell'ambito della propria professionalità, e rendendo quindi possibile un percorso lavorativo più adatto anche alle proprie aspettative, ma anche più rispondente alle esigenze dell'Amministrazione regionale che deve dare priorità a questo desiderio rispetto a altre scelte. In secondo luogo anche consentendo, ed è questo l'effetto più favorevole che si avrebbe, anche rispetto alla qualità del servizio del nuovo gestore, di non accelerare decisioni che possono nuocere alla stessa qualità del servizio del nuovo gestore, cioè dando la possibilità a tutti di iniziare a svolgere il proprio lavoro al servizio del gestore unico, e di valutare in seguito, a seconda anche dell'andamento della gestione, la scelta da fare. Ciò darebbe a questi soggetti ed anche all'ente la possibilità di iniziare un'esperienza che potrebbe risultare soddisfacente sia per il dipendente sia per il soggetto unico, consentendo quindi un avvio immediato e qualificato del servizio.

Se invece questa possibilità viene chiusa troppo rigidamente e troppo rapidamente, è evidente che si favorisce, ovviamente ampliando le possibilità di ingresso nell'Amministrazione regionale, una smobilitazione dei lavoratori dal nuovo soggetto gestore. Credo che su questo aspetto una maggiore e più attenta riflessione da parte della maggioranza e della stessa Giunta sarebbe davvero utile nello stesso interesse della qualità del servizio.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 8 ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa.

LA SPISA (F.I.).Credo che il suo significato sia abbastanza evidente e quindi lo do per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento aggiuntivo numero 5 ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.) Potrebbe anche darsi per illustrato, ma forse è meglio in pochissime parole illustrarlo. L'indicazione della formula "con assegno personale non riassorbibile" da un lato dà la possibilità di un trattamento economico migliore, d'altro lato però evidentemente dà adito ad una spinta livellatrice che nel futuro potrebbe effettivamente realizzarsi. Noi crediamo che l'aspettativa dei lavoratori dipendenti dell'Esaf possa in qualche modo essere riconsiderata.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 9 ha facoltà di parlare il consigliere Liori.

DADEA Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Doveva essere ritirato.

PRESIDENTE. Si dà per illustrato. Può essere ritirato anche dopo. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Uras, relatore.

URAS (R.C.), relatore. Il parere della Commissione è favorevole sugli emendamenti numero 11, 12, contrario sugli emendamenti numero 9, 3, 10 e 5.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforme della regione.

DADEA, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, intervengo soltanto per illustrare i motivi che mi hanno indotto a presentare l'emendamento 9 di cui preannuncio il ritiro. Praticamente non esiste un motivo che lo giustifichi posto che il problema è stato già risolto. Io ho soltanto voluto prendere in carico il problema di coloro che essendo dipendenti dell'Esaf lavorano presso altri enti, anche regionali magari, e mi sono preoccupato del loro destino. Ma mi si dice che non esiste problema alcuno per chi voglia rientrare o chi voglia rimanere nell'ente di appartenenza. Quindi l'emendamento è da considerarsi ritirato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Mi è parso di capire che il parere espresso sia dal Presidente della Commissione che dalla Giunta sull'emendamento numero 10 sia contrario e pertanto non si accolga la richiesta da me avanzata durante l'illustrazione di questo emendamento, di spostarlo all'articolo 3 per poter essere rivisto insieme all'emendamento della Giunta, così come ho chiarito. Siccome la valutazione è stata completamente negativa vorrei capire se è effettivamente respinto e quindi non sia neanche possibile, considerando che è abbastanza simile, unificarlo a quello della Giunta, spostandolo all'articolo 3.

PRESIDENTE. Non ho capito la sua proposta, onorevole Cherchi. Il parere è stato espresso sia dalla Commissione che dalla Giunta, quindi se lo votiamo adesso l'opinione è chiara; eventualmente, se lei ritiene che questo problema possa essere affrontato e risolto in sede di discussione dell'articolo 3, possiamo spostare l'emendamento numero 10 all'articolo 3. Poi potrà essere espresso parere contrario o favorevole, ma in quell'ambito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Dopo l'illustrazione degli emendamenti e dopo l'espressione del parere da parte del relatore e da parte della Giunta sugli emendamenti con i quali poteva essere accolta quella serie di richieste che i dipendenti hanno fatto nel corso delle diverse audizioni e degli incontri informali, esprimo evidentemente una forte insoddisfazione nei confronti dell'atteggiamento della maggioranza e della Giunta.

Direi anzi che con gli emendamenti numero 11 e 12 si sia voluta sostanzialmente superare anche quella iniziale disponibilità, che era stata manifestata in sede di Commissione, di prevedere un passaggio graduale; dopo numerose, lunghe discussioni addirittura si era previsto il mantenimento del trattamento giuridico ed economico che veniva nel comma 1 dell'articolo 2 comunque calcolato sulla base del contratto collettivo di lavoro esistente, pur non essendo stata accolta la richiesta di fondo, cioè quella di considerare il personale dipendente dell'Esaf, assegnato all'Esaf S.p.a. e poi al soggetto gestore in forma di distacco o comando, mantenendo in questo modo lo stato giuridico, economico e previdenziale di dipendenti regionali.

Nella discussione in Commissione la formulazione del comma 1 era stata considerata come una sorta di compromesso, e su di esso noi avevamo anche espresso le nostre perplessità e quindi ci eravamo astenuti. Nel vedere come la vicenda va a finire non possiamo fare altro che sottolineare che sostanzialmente tutta una serie di parole spese nella trattativa da parte dei colleghi della maggioranza, anche pochi minuti prima dello svolgimento della riunione di Commissione che poi ha portato all'approvazione dell'articolo 2 e del comma 1 con questa formulazione, formulazione con la quale è arrivato in Aula il testo, non hanno avuto seguito e già allora avevamo assistito ad una sostanziale inadempienza rispetto agli impegni politici assunti dai rappresentanti della maggioranza nei confronti dei lavoratori.

Oggi si vuole risolvere il problema con gli emendamenti numero 11 e 12, evidentemente con la giustificazione che il tempo è passato, ma sapevamo anche a maggio che il tempo sarebbe passato, non credo che si potesse pensare allora che la disciplina dettata dal comma 1 dell'articolo 2 potesse durare lo spazio di due mesi. Non capisco davvero perché accelerare in questo modo e chiudere definitivamente la strada in questi termini pur sapendo che il percorso sarebbe potuto essere veramente diverso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Molto brevemente vorrei ricordare che le modifiche al primo e secondo comma dell'articolo 2 proposte con gli emendamenti numero 12 e 11, sostanzialmente non trasformano radicalmente l'articolo per una ragione molto semplice. Perché il trasferimento del personale, lo spiegava prima la Giunta, a Esaf S.p.a. rappresenta una necessità operativa ed organizzativa che non può essere elusa se non si vogliono perdere i finanziamenti di provenienza comunitaria che devono essere investiti per il miglioramento della rete idrica regionale. Quindi è un atto necessitato. Io colgo, in quanto diceva l'onorevole La Spisa, la preoccupazione che secondo me trova risposta nel comma 2, che è quello che è stato modificato dalla Commissione, mantenendo in capo al personale proveniente da Esaf ente, anche nella fase in cui sta in Esaf S.p.a., nella fase di contrattazione collettiva che riguarda la definizione dell'accordo quadro, il trattamento economico e lo stato giuridico del personale regionale, cioè le condizioni normative non mutano, tanto è vero, e lo si vede nel proseguo dell'articolo, che a questo personale è garantito il trattamento previdenziale, anche quello integrativo, di cui già godeva, fino a quando non andrà in pensione. È consentito, ed ecco perché ha una ricaduta già sostanzialmente prevista dalla norma, un sistema di opzione e di valutazione da parte della Giunta, di coloro che vogliono rimanere nei ruoli dell'Amministrazione regionale, che ha come riferimento non la dotazione organica dell'amministrazione e degli enti che è stata definita in sede di legge finanziaria alla data del 31 dicembre 2004, ma supera quei limiti, quindi c'è la possibilità di optare di rimanere in servizio in ordine anche alle utilità generali del gestore successivamente affidatario del sistema idrico integrato, in ragione delle esigenze dell'Amministrazione fuori dai limiti, c'è la concreta previsione del mantenimento del trattamento previdenziale, anche quello integrativo, c'è il mantenimento del contratto collettivo di lavoro fintanto che non si trova l'accordo sull'applicazione del contratto, il migliore, quello più vicino alle condizioni di maggiore favore, del settore della gestione delle acque.

Ci sono tutta una serie di elementi che sono stati introdotti anche accogliendo le sollecitazioni che provenivano, in Commissione e fuori dalla Commissione, dalla minoranza. Quindi, la modifica che interviene con gli emendamenti proposti dalla Giunta, riguarda soltanto il periodo di trasferimento, cioè quei venti giorni che passano tra la data di approvazione della legge e il conferimento del personale a Esaf S.p.a.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù. Ne ha facoltà

ORRÙ (D.S.). Signor Presidente, non intendo ripetere alcune cose perché condivido le cose dette poc'anzi dal collega Uras. Vorrei solo riferirmi ai rilievi che sono stati fatti, in particolare sull'esigenza di accompagnare nella fase transitoria il personale dipendente con il regime contrattuale dei regionali, senza prefigurare il termine temporale che la maggioranza propone. Io credo che l'esigenza che è stata posta sia stata raccolta, perché il secondo capoverso del comma 2 assicura che sino al nuovo inquadramento continua ad applicarsi il contratto già applicato presso l'ente cedente. Io credo che sia giusto formulare la norma in quei termini, perché capisco la volontà di privilegiare la tutela, però irrigidire la disciplina legislativa potrebbe paradossalmente impedire di applicare il trattamento di maggior favore. Oltretutto questa materia sarà oggetto di un accordo quadro che varrà per tutti i soggetti, certamente per quelli che provengono dall'Esaf, ma anche per quelli che provengono da altri soggetti con differenti regimi contrattuali. Quindi io credo che sia stata giusta la scelta di affidare la definizione della materia ad un accordo quadro e di non prefigurare già in legge una soluzione, fermo restando l'accompagnamento con il regime contrattuale attuale, fino a che non vi sarà l'applicazione di quel contratto di miglior favore liberamente sottoscritto e contrattato dalle parti.

L'ultima considerazione che voglio fare riguarda il diritto di opzione. Io credo che un diritto di opzione che viene ampliato a quattro anni e più - questo si propone nell'emendamento numero 3, collega La Spisa, perché tre anni più un anno sono certi, infatti per il varo del nuovo ente gestore non è prevedibile un periodo di tempo certo, ci auguriamo che avvenga in tempi rapidi ma nessuno di noi è certo sui tempi - un diritto di opzione, che può essere anche visto come un diritto valido, validissimo, che può però portare ad un periodo di instabilità certamente nocivo per il soggetto gestore. In fin dei conti credo che ciò possa essere contraddittorio, persino nocivo nei confronti del personale, che per un periodo così lungo si trova nella condizione di coloro che sono sospesi, tra la possibilità di accedere ad un profilo professionale diverso e la possibilità sempre aperta di rientrare nei ruoli regionali. Una fase così lunga, di cui peraltro non è certa neanche la data conclusiva, perché non è possibile stabilire entro quale data nascerà il gestore unico, i tre anni decorrerebbero da quella data, credo che impedirebbe a qualsiasi ente di organizzarsi in modo corretto. Ripeto, io sono intimamente convinto che ciò si convertirebbe in un danno anche per lo stesso personale dipendente; credo che sia preferibile la strada della certezza, della tutela dei diritti che non debbono essere toccati, ma anche della certezza e della possibilità di progredire nella carriera, di inserirsi nell'organizzazione del nuovo ente gestore, non di avere la prospettiva della graduatoria aperta, che poi è difficile che si verifichi. Inoltre, ripeto, bisogna tener conto che l'intera materia è comunque soggetta sempre alla concertazione e alla valutazione preventiva che sono salvaguardate dal comma 3; l'Assessore competente e la Giunta regionale non decidono in piena solitudine ma previa intesa con le organizzazioni dei lavoratori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). La fase relativa alla destinazione del personale dell'Esaf e di tutti quegli enti gestori della risorsa idrica, è sicuramente una fase importantissima e credo una delle parti più delicate della legge. Questa legge di riforma ha vissuto momenti abbastanza difficili perché il Consiglio regionale non ha avuto un atteggiamento univoco per quanto riguarda l'applicazione della legge Galli in Sardegna, pertanto io credo che alla fine, dopo una discussione che è durata assai a lungo, praticamente si è arrivati a dei punti fermi, che secondo me credo siano condivisibili, nel senso che in una prima fase era stato previsto il bando internazionale, ma poi giustamente ha prevalso in Giunta, ma anche nell'Assemblea regionale, la volontà di valorizzare soprattutto le risorse umane, quelle professionalità che sono maturate in questi anni di gestione della risorsa idrica da parte di diversi soggetti, e quindi si è fatto in modo di adottare la soluzione dell'affidamento in house del servizio ad un soggetto pubblico.

Credo che questa fosse la soluzione più giusta che potesse fare allora la Giunta regionale, confermata peraltro anche da questo Consiglio regionale. Si sta chiudendo una certa fase e oggi siamo al momento della definizione del trasferimento del personale, che è un altro momento delicato. Noi sappiamo che ci sono stati problemi per quanto riguarda la destinazione di questo personale, si era pensato ad un tipo di opzione diversa da quella che noi stiamo perseguendo in questa fase, e credo che forse sarebbe stata anche la soluzione migliore. Però, arrivati a questo punto, mancano solo alcuni dettagli e poiché abbiamo fatto il più possiamo fare anche quest'ultimo passo, cioè rimane da definire lo status di quella parte del personale che lavora nelle ditte esterne: l'emendamento numero 10 che prevede anche per questo un momentaneo passaggio all'Esaf S.p.a.; credo che in questo modo per tutto il personale, sia per quello dell'Esaf e degli enti gestori, sia anche per quello che lavora nelle ditte esterne si chiuda il cerchio e si tutelino i diritti di tutto il personale che ha lavorato, anche quello precario, perché c'è gente che con contratti semestrali ha lavorato anche per venti anni, io credo che queste persone abbiano diritto ad un trattamento diverso da parte dell'Amministrazione regionale, perché in tutti questi anni hanno maturato esperienza e ritengo che sia giusto che l'Amministrazione regionale abbia un occhio di riguardo nei loro confronti.

Onorevole Uras, credo che non sia opportuno rinviare sempre le cose, in questa fase stiamo discutendo una parte delicata del problema, e già da oggi questo Consiglio regionale può stabilire dei punti fermi anche per quanto riguarda questa parte del personale che è praticamente l'ultima che rimane, e se noi chiudiamo il cerchio in questo modo possiamo dire che la riforma si attua sulla base degli indirizzi di questo Consiglio regionale, e che salvaguardiamo i diritti di tutto il personale, compreso quello precario, anche se chiaramente non tutti sono pienamente soddisfatti, però si è trovata una mediazione.

Così come penso che anche gli emendamenti numero 3 e 4 diano una possibilità in più, non credo che sia molto il personale che potrà usufruirne, credo che saranno in pochi, non penso che incideranno sul bilancio della Regione Sardegna. Ritengo siano pochi casi ma diamo a questi una ulteriore opportunità, perché, come dicevo prima, il più è fatto. Credo che la Regione abbia fatto tanto non solo per trovare una soluzione, per avviare una vera grande privatizzazione, anche se parziale perché in realtà sarà un soggetto a capitale interamente pubblico a gestire il servizio, ma anche per realizzare, lo diceva stamattina anche l'Assessore, un considerevole trasferimento di competenze a favore degli enti locali che, all'insegna di un vero federalismo interno, gestiranno una risorsa importante che fino adesso era in capo alla Regione.

Si è fatto un grande passo avanti nella direzione del federalismo, anche dello snellimento delle competenze della Regione Sardegna; credo che questa sia la prima vera grande riforma iniziata in passato, ma che si sta giustamente completando adesso; credo che questi ultimi dettagli debbano essere presi in considerazione perché mi pare che siano veramente poca cosa in confronto a tutto quello che è stato fatto fino a adesso, in modo tale da consentirci di dire che la riforma viene completata col consenso di tutto il personale, quello che lavora all'Esaf, ma anche quello che lavora negli altri enti e per le ditte esterne, che in tutti questi anni ha dato un contributo importante, e se le cose in qualche modo sono andate bene, se si sono superate emergenze particolari, soprattutto derivanti dalla siccità, è anche merito di questo personale che ha garantito il servizio in condizioni spesso difficili.

Pertanto io chiedo alla Giunta regionale di fare questo ulteriore sforzo perché mi pare che, al confronto di tutto a quello che è stato fatto, queste siano veramente delle piccole richieste che possono essere accolte.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 11. Chi lo approva alzi la mano?

(È approvato)

PRESIDENTE. Abbiamo approvato l'emendamento numero 11, pertanto il numero 4 è decaduto. Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 12 della Giunta regionale.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Gli emendamenti numero 11 il 12 sono evidentemente collegati, quindi dichiaro che il nostro voto sul numero 12, del quale già da subito chiedo anche la votazione nominale, sarà contrario perché io credo che, volendo in questo modo superare sostanzialmente il meccanismo previsto in Commissione si siano realizzate due cose: la prima dal punto di vista sostanziale è la chiusura di una partita. Credo che Giunta e maggioranza con questo emendamento vogliano dire una cosa semplicissima: che la privatizzazione, il trasferimento del personale all'ESAF S.p.a., e quindi poi al soggetto gestore, deve essere una cosa da liquidare al più presto possibile - questo è il significato politico di questi emendamenti - non considerando una cosa importante, cioè che il processo non sarà così rapido, come viene detto. Si vuole chiudere la questione in modo tale da non pensarci più, non considerando alcune legittime aspettative, espresse in tutta la trattativa, relative sia alla possibilità di prevedere due tempi nel passaggio sia alla possibilità di prevedere un diritto di opzione da esercitare in tempi più ragionevoli e più utili sia per i lavoratori sia per la qualità del servizio. In questo modo la Giunta vuole risolvere il problema nella maniera più rapida possibile. Di questo dobbiamo prendere atto.

Ma c'è un altro aspetto, cioè che questo accade dopo una serie di trattative nelle quali esponenti politici della maggioranza avevano invece lasciato intravedere una possibilità di dialogo, di confronto, di modifica, di accoglimento di alcune richieste senza esplicitare da subito, più lealmente, il loro intendimento. E' stato detto fino all'ultimo che si era disponibili ad accogliere alcune richieste e poi di fatto, nel momento decisionale, si è sbrigativamente scelta la strada sostanzialmente già individuata dalla Giunta e dalla maggioranza, sia pure con qualche correzione di rotta, con qualche modifica che comunque è positiva, ma che certamente non dà alla trattativa la dignità che aveva avuto fin dall'inizio. Noi rimarchiamo questo fatto e perciò voteremo contro.

PRESIDENTE. Ha chiesto la votazione nominale, onorevole La Spisa?

LA SPISA (F.I.). Sì.

PRESIDENTE. Chi sostiene la richiesta dell'onorevole La Spisa?

(Appoggiano la richiesta di votazione nominale i consiglieri LADU, MURGIONI, VARGIU, AMADU, RANDAZZO, LIORI, LOMBARDO.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 12.

(Segue la votazione)

Scusi, onorevole Pisu, vuole dichiarare il suo voto che risulta nullo?

PISU (R.C.). Favorevole.

Rispondono sì i consiglieri: ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Paolo - FLORIS Mario - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - ORRU' - PIRISI - PISU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - CAPELLI - CONTU - DEDONI - DIANA - LA SPISA- LADU - LIORI - LOMBARDO - MURGIONI - RANDAZZO - SANNA Matteo - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 54

Votanti 53

Astenuti 1

Maggioranza 27

Favorevoli 40

Contrari 13

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 9 è stato ritirato.

Passiamo ora all'esame dell'articolo 3 al quale sono stati presentati gli emendamenti numero 6, 7, 13 e 14, ai quali va aggiunto il numero 10, spostato dall'articolo precedente.

(Si riporta il testo dell'articolo e degli emendamenti:

Art. 3

Garanzie a favore del personale in esubero

1. Il personale trasferito ai sensi dell'articolo 2 all'ESAF Spa, il quale risultasse in esubero, a seguito di ristrutturazioni aziendali deliberate dalla stessa società ovvero dai subentranti soggetti gestori successivamente all'affidamento del servizio idrico integrato, è assunto nei ruoli ordinari degli enti indicati nel comma 3 dell'articolo 2, dell'ente foreste della Sardegna o dell'ARPAS ovvero dell'Amministrazione regionale.

2. Il personale medesimo è inquadrato nella categoria già rivestita all'atto del trasferimento all'ESAF Spa con il relativo trattamento retributivo e con l'applicazione, a decorrere dal nuovo inquadramento, dei contratti collettivi regionali successivamente intervenuti. il personale assegnato all'Ente foreste e all'ARPAS è inquadrato con la qualifica giuridica individuata secondo criteri di corrispondenza tra il contratto collettivo del comparto regionale e quello dell'ente di assegnazione e con l'attribuzione, a titolo di assegno personale, dell'eventuale differenza tra il trattamento retributivo in atto e quello relativo al nuovo inquadramento.

3. L'assunzione nei ruoli degli enti e della Regione sarà accompagnata da specifici percorsi formativi, secondo programmi definiti previo confronto con le organizzazioni sindacali rappresentative.

EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - SANJUST - PILI - RASSU - LOMBARDO - SANCIU - PETRINI - DIANA - SANNA Matteo - LIORI - MORO - LADU - MURGIONI - CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - CAPPAI - RANDAZZO - PISANO -VARGIU -CASSANO - DEDONI

Art. 3

Nel comma 1 dopo le parole "è assunto" è aggiunto il seguente periodo:

"anche in soprannumero". (6)

EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - SANUST - RASSU - PILI - LOMBARDO - SANCIU - PETRINI - DIANA - SANNA Matteo - LIORI - MORO - LADU - MURGIONI - CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - OPPI - CAPPAI - RANDAZZO - PISANO -VARGIU -CASSANO - DEDONI

Art. 3

Nel comma 1 dopo le parole "a seguito di ristrutturazione aziendale" è aggiunto il seguente periodo:

", fallimento, cassa integrazione, mobilità obbligatoria". (7)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 3

Nel comma 1 dopo le parole "in esubero" aggiungere "anche". (13)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 3

Dopo l'articolo 3 è inserito il seguente:

"Art. 3 bis

Norma transitoria

1. Il personale dipendente degli enti e dei soggetti gestori di cui agli articoli 1 e 2 adibito al servizio idrico integrato alla data di entrata in vigore della presente legge con contratti di lavoro a tempo determinato è mantenuto in servizio sino al 31 dicembre 2005 ovvero fino alla data di scadenza dei contratti se successiva." (14)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 6 ha facoltà di illustrarlo.

LA SPISA (F.I.). L'emendamento numero 6 dispone l'introduzione di una formulazione che in qualche modo definisca meglio la fattispecie e preveda la possibilità che nel caso in cui si verifichi un esubero di personale, a seguito di ristrutturazioni aziendali deliberate dalla stessa società, esso possa essere assunto nei ruoli ordinari degli enti indicati nel comma 3 dell'articolo 2 ecc. anche in soprannumero. Questa formulazione dà maggiore certezza sul fatto che l'assunzione nei ruoli ordinari della Regione o degli enti indicati nel comma 1 dell'articolo 3 possa avvenire anche qualora le dotazioni organiche non fossero sufficientemente capienti.

Nella stessa direzione, lo illustro adesso così non chiedo la parola dopo, va anche l'emendamento numero 7, che precisa i casi in cui questo debba avvenire. Si specifica meglio, in sostanza, che l'esubero di personale può derivare oltre che da ristrutturazione aziendale, da fallimento, cassa integrazione o mobilità obbligatoria.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 13 ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 14 ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Presidente, come ho già avuto modo si dire durante l'intervento nel corso della discussione generale, questo emendamento cerca di dare una risposta a un'esigenza fortemente sentita e di cui la Giunta, ma anche l'intero Consiglio, penso si debba fare carico. Nel senso che penso sia giusto che il personale dipendente dei soggetti gestori, adibito al servizio idrico integrato alla data di entrata in vigore della presente legge, con un rapporto di lavoro a tempo determinato, mantenga questo rapporto di lavoro sicuramente fino al 31 dicembre 2005, e, qualora il loro contratto a tempo determinato scadesse in una data successiva, sino alla data di scadenza del contratto stesso.

Mi pare che sia una norma di salvaguardia che recepisce una esigenza del personale a tempo determinato che in questo momento assolve compiti molto importanti e positivi in seno ai soggetti gestori.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Uras, relatore.

URAS (R.C.), relatore. Sugli emendamenti numero 6 e 7 esprimo parere contrario; sugli emendamenti numero 13 e 14 favorevole; sul numero 10 ci siamo già espressi.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforme della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Io all'inizio non avevo capito bene la decisione assunta in merito all'emendamento numero 10, che ho chiesto di spostare all'articolo 3, per essere discusso assieme all'emendamento numero 14 della Giunta regionale. E' chiaro che sono due emendamenti completamente diversi: l'emendamento numero 10 dispone che il personale delle ditte esterne debba essere assunto dall'ESAF S.p.a., mentre l'emendamento della Giunta rinvia tutto al 31 dicembre 2005, e poi per i contratti che non sono scaduti a quella data si rinvia a data successiva.

Ma, assessore Dadea, lei pensa che un dipendente il cui contratto scada nel mese di dicembre avrebbe potuto vedere rescisso il contratto già firmato? Credo che questo emendamento non serva assolutamente a nulla, nel senso che un contratto di lavoro che scade a novembre, a dicembre o a febbraio, continuerebbe ad avere efficacia anche se la Giunta dicesse cose diverse. Io credo che, a oggi, con un provvedimento della Giunta non si potrebbe privare di efficacia un contratto valido. La norma serve a rafforzare la garanzia per il lavoratore? Ma questa norma non serve a rafforzare, serve solo a gettare fumo negli occhi, Assessore, perché la Giunta non può interrompere un rapporto di lavoro nel caso in cui il contratto sia stato già firmato.

Quindi questo emendamento si può tranquillamente ritirare, perché non serve assolutamente a nulla, mi scusi, perché il contratto già firmato sarà valido sino alla scadenza da esso prevista, sia che sia il mese di settembre, di dicembre o di marzo prossimo. Quindi credo che questo emendamento sia assolutamente inutile, e consiglio alla Giunta di ritirarlo. E invece chiedo alla Giunta di prendere in considerazione l'emendamento numero 10.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). La prima cosa che si deve dire su questo articolo è che arriva in Aula depurato da una limitazione temporale che era assolutamente ingiusta nei confronti dei lavoratori, una limitazione temporale prevista originariamente in otto anni successivi all'affidamento del servizio idrico integrato, che poneva i lavoratori in una condizione di assoluta incertezza sul proprio futuro lavorativo. Questo è un dato di fatto e un obiettivo raggiunto, sicuramente grazie alla mobilitazione dei dipendenti, dei lavoratori che su questo punto hanno svolto un'azione di difesa della propria posizione giuridica soggettiva molto decisa, molto forte per cui la soluzione di questo problema non può che essere attribuita a loro merito, esclusivamente, direi, a loro merito.

Quanto alla possibilità di migliorare ancora questo articolo, una volta che è stato tolto questo macigno dalla strada, credo di poter condividere alcune delle considerazioni che ha fatto poco fa il collega Ladu. Le condivido nel senso che è vero che l'emendamento della Giunta tende evidentemente a rassicurare i lavoratori che hanno un contratto di lavoro a tempo determinato, infatti prevedere in legge il mantenimento in servizio fino al 31 dicembre, ovvero fino alla data di scadenza dei contratti, se successiva al 31 dicembre 2005, ha un valore più di rassicurazione, di conferma sul piano forse più psicologico che strettamente giuridico. Tuttavia credo che forse in questi casi sia sempre meglio qualcosa di più che qualcosa di meno, per cui tutto sommato ragionevolmente credo sia utile comunque inserire una formulazione di questo genere, quanto meno perché se c'è da difendere i diritti dei lavoratori è sempre meglio accertarsi che questo avvenga in ogni caso, anche se mi sembra che le osservazioni del collega Ladu siano abbastanza realistiche, però tutto sommato è sempre meglio che tale garanzia venga posta per iscritto. C'è da dire però che rimane il dato di fatto fondamentale già rilevato in precedenza che comunque va nella direzione di cui abbiamo già parlato prima.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). L'articolo 3 è un articolo che nasce da un'esigenza, quella di garantire al personale proveniente dagli enti gestori, in modo particolare dall'ESAF, i medesimi diritti di cui godono in ragione del rapporto di lavoro con l'ente di provenienza, la prima delle garanzie, quella della conservazione del posto di lavoro. Noi andiamo a una gestione diversa: il soggetto, per quanto a capitale pubblico, è un soggetto che opera nelle forme privatistiche, quindi può anche verificarsi il caso in cui vengano riscontrati degli esuberi.

Il personale che viene dichiarato in esubero rientra nei ruoli dell'amministrazione regionale e degli enti. Rientra in ogni caso. La precedente formulazione prevedeva che ciò potesse avvenire solo se risultasse in esubero a seguito di ristrutturazioni aziendali deliberate dalla stessa società ovvero dai subentranti soggetti gestori. Non per altri eventi che pure si possono verificare, quindi gli emendamenti proposti, penso al numero 6, per esempio, e al numero 7, dall'onorevole La Spisa e da altri, trovano accoglimento nell'emendamento numero 13, che prevede che verranno assunti tutti i dipendenti che risultassero in esubero, indicando a titolo esemplificativo "anche a seguito di ristrutturazioni aziendali", cioè in tutti i casi, anche quello. Cioè io direi che abbiamo lavorato e la Giunta ha lavorato positivamente per trovare soluzioni che andassero verso gli obiettivi condivisi.

L'articolo 3 bis non può stabilizzare a tempo indeterminato tutto il personale che anche a titolo precario sia dentro il sistema, perché ciò pregiudicherebbe la funzionalità dello stesso sistema, però dà un'opportunità a molti lavoratori, molti più di quanti ne erano previsti dalla norma del testo che è stato proposto dalla Giunta, di stare dentro il sistema in questa fase di evoluzione.

Io non so di quanti lavoratori, di quali qualifiche in modo dettagliato abbia bisogno il nuovo gestore, però se ha bisogno di qualifiche e di professionalità aggiuntive rispetto a quanto si era originariamente previsto, credo possa attingere in modo non traumatico ma continuativo dal personale che attualmente presta servizio e che ha avuto il contratto rinnovato fino al 31 dicembre di quest'anno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cherchi Oscar. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente. Ho chiesto di spostare l'emendamento numero 10 a questo articolo per una semplice ragione, perché, come ho detto nel mio intervento precedente, ero convinto che potesse essere accorpato all'emendamento della Giunta; l'ultimo intervento del collega, mi dimostra che in realtà la ratio è completamente diversa da quella dell'emendamento numero 10.

Ha ragione di esistere solo ed esclusivamente l'emendamento presentato dalla Giunta regionale, se essa ha intenzione di mantenere all'interno dell'Esaf S.p.a. queste figure che fino ad oggi, al contrario di quello che ha appena detto il collega che mi ha preceduto, hanno permesso al servizio di funzionare invece che creare problemi. Se è così e se la Giunta ritiene che questa sia la ratio della norma che ha proposto io credo che allora si possa avviare una discussione per la soluzione del problema dei lavoratori precari. Se invece l'emendamento numero 14 ha soltanto lo scopo di rafforzare una garanzia già esistente, come ha appena suggerito al collega Ladu, credo che l'emendamento numero 10 non possa essere ritirato, chiediamo che venga votato dall'Aula anche perché ha un significato completamente differente che è quello del mantenimento dei livelli occupativi attuali comprensivi dei lavoratori precari che dopo il trasferimento dall'Esaf all'Esaf S.p.a. devono passare al nuovo gestore. E, perdonatemi, ma rimango allibito veramente di fronte al fatto che un componente del Gruppo di Rifondazione Comunista faccia in quest'Aula un ragionamento del genere, perché la difesa del lavoratore significa anche questo, noi non stiamo facendo né campanilismo né tanto assistenzialismo nei confronti del lavoratore. Questi lavoratori fino ad oggi hanno prestato la loro attività per la gestione del sistema idrico della Sardegna, il che significa che fino ad oggi sono serviti e sono necessari per il suo funzionamento. La nuova società, non è una società privata, lo sappiamo benissimo, è finanziata dalla Regione e quindi siamo noi che oggi possiamo dire se questi lavoratori possono o no proseguire il loro lavoro con garanzie certe per i prossimi anni, perché con la loro professionalità possano lavorare a tempo indeterminato alle dipendenze del soggetto gestore del nuovo sistema idrico integrato.

Mi spiace anche perché in un intervento di stamattina l'onorevole Marracini mi ha definito uno che non si interessa, o quantomeno uno che non conosce il problema. Questa è la dimostrazione che il problema lo conosco benissimo e che la tutela del lavoratore non si realizza solo con la creazione dei posti di lavoro attraverso fantasie, quello che io propongo è un sistema chiaro, che funziona e che fino ad oggi ha funzionato. Allora, non ci vuole niente, basta approvare l'emendamento numero 10 per risolvere il problema di questi lavoratori.

SANNA MATTEO. (A.N.) Chiedo la votazione nominale dell'articolo.

PRESIDENTE. Il collega Matteo Sanna ha chiesto la votazione nominale dell'articolo 3, chi sostiene la richiesta?

(Appoggiano la richiesta di votazione nominale i consiglieri DIANA, LIORI , MORO, AMADU, LADU, LA SPISA, LOMBARDO.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

Rispondono sì i consiglieri: ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Paolo - FLORIS Mario - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIORICO - IBBA - LAI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - CAPPAI - CONTU - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LADU - LIORI - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - SANNA Matteo - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 55

Votanti 42

Astenuti 13

Maggioranza 22

Favorevoli 42

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 10. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Interruzioni dei consiglieri La Spisa e Cherchi Oscar))

PRESIDENTE. Scusate, nessuno ha chiesto niente, nessuno ha alzato la mano.

(Interruzioni)

Se prenotate la richiesta attraverso il sistema elettronico rendete più facile il nostro lavoro.

LA SPISA (Gruppo F.I.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Annulliamo la votazione, è stata richiesta la votazione nominale dell'emendamento numero 10. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri Oscar CHERCHI, LOMBARDO, LADU, DIANA, Matteo SANNA, MURGIONI, AMADU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 10.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ATZERI - CHERCHI Oscar - CONTU - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - LA SPISA - LADU - LAI - LIORI - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIORICO - IBBA - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione.

PRESIDENTE: Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 57

Votanti 56

Astenuti 1

Maggioranza 29

Favorevoli 16

Contrari 40

(Il Consiglio non approva).

Passiamo alla votazione dell'emendamento aggiuntivo numero 6 La Spisa e più.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Ne chiedo la votazione nominale e, per evitare fraintendimenti, sono pochissimi emendamenti, la chiedo anche sugli altri.

PRESIDENTE. Va bene. Metto in votazione l'emendamento numero 6, La Spisa, Sanjust.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 6.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CONTU - DEDONI - DIANA - LA SPISA- LADU - LIORI - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - SANNA Matteo.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI.

Risultato della votazione.

PRESIDENTE: Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 53

Votanti 51

Astenuti 2

Maggioranza 26

Favorevoli 11

Contrari 40

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 7, La Spisa Sanjust e più.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa.

LA SPISA (F.I.). Ritiro l'emendamento in considerazione del contenuto dell'emendamento della Giunta che aggiungendo la parola "anche" sostanzialmente assorbe il nostro emendamento.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 7 è ritirato.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 13.

Rispondono sì: AMADU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DIANA - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LA SPISA - LADU - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MORO - MURGIONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione.

PRESIDENTE: Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 54

Votanti 53

Astenuti 1

Maggioranza 27

Favorevoli 53

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 14.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DIANA - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LA SPISA - LADU - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MORO - MURGIONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.

Risponde no il consigliere: CACHIA.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione.

PRESIDENTE: Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 54

Votanti 53

Astenuti 1

Maggioranza 27

Favorevoli 52

Contrari 1

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 4 al quale è stato presentato un emendamento.

(Si riporta il testo dell'articolo e degli emendamenti:

Art. 4

Norma finanziaria

1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutati in euro 2.100.000 per l'anno 2005 e in euro 3.000.000 per ciascuno degli anni 2006 e 2007; agli oneri per gli anni successivi si provvede mediante legge finanziaria.

2. Nel bilancio regionale per gli anni 2005, 2006 e 2007 sono apportate le seguenti variazioni:

In aumento

UPB S08.014

Finanziamenti agli enti strumentali

2005 euro 1.500.000

2006 euro 2.000.000

2007 euro 2.000.000

UPB S02.045

Oneri per il trattamento economico dei dipendenti ivi compreso il salario accessorio

2005 euro 450.000

2006 euro 760.000

2007 euro 760.000

UPB S02.067

Oneri di fine rapporto

2005 euro 25.000

2006 euro 40.000

2007 euro 40.000

UPB S02.068

Versamenti di contributi previdenziali

2005 euro 125.000

2006 euro 200.000

2007 euro 200.000

In diminuzione

UPB S03.006

Fondo per nuovi oneri legislativi di parte corrente

2005 euro 2.100.000

2006 euro 3.000.000

2007 euro 3.000.000

mediante riduzione delle sottoelencate voci della tabella A allegata alla legge regionale 21 aprile 2005 n. 7 (legge finanziaria):

2005 voce 3) euro 1.630.000

voce 5) euro 470.000

2006 voce 5) euro 3.000.000

2007 voce 5) euro 3.000.000

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 4

Dopo l'articolo 4 è aggiunto il seguente:

"Art. 4 bis

Entrata in vigore

La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione nel BURAS." (15)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 15 ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Uras, relatore.

URAS (R.C.), relatore. Il parere sull'emendamento è favorevole.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Procediamo ora alla votazione finale del disegno di legge numero 114/A.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge 114/A.

Rispondono sì i consiglieri: ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - AMADU - CAPELLI - CONTU - DIANA - LA SPISA - LADU - LIORI - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - SANNA Matteo - VARGIU.

Risultato della votazione.

PRESIDENTE: Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 55

Votanti 42

Astenuti 13

Maggioranza 22

Favorevoli 42

(Il Consiglio approva).

Con questa votazione termina la seduta. I lavori riprenderanno domani alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 20 e 38.



Allegati seduta

CI Seduta

(Pomeridiana)

Mercoledì 6 luglio 2005

Presidenza della Vicepresidente Lombardo

indi

del Presidente Spissu

La seduta è aperta alle ore 17 e 12.

CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del martedì 22 giugno 2005 (96), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico all'Assemblea che i consiglieri regionali Giuseppe Fadda e Paolo Antonio Licheri hanno chiesto di poter usufruire di congedo per la seduta pomeridiana del 6 luglio 2005. Poiché non ci sono opposizioni da parte dei colleghi i congedi s'intendono accordati.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CASSANO, Segretario:

"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di sospendere il programma di chiusura del laboratorio di analisi di Via Tempio in Sassari e dei laboratori di Ittiri e Thiesi". (253)

"Interrogazione CALIGARIS, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di cancellare quello di Cagliari dall'elenco dei porti per il transito e l'attracco di navi a propulsione nucleare". (254)

"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sul calendario venatorio per l'anno 2005". (255)

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

Cassano, Segretario:

"Mozione CAPELLI - OPPI - LA SPISA - DIANA - VARGIU - LADU - AMADU - BIANCAREDDU - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO - ARTIZZU - LIORI - MORO - SANNA Matteo - ONIDA - MURGIONI - SANJUST - SANNA Paolo Terzo - RASSU - SANCIU - LOMBARDO - MILIA - PETRINI - CONTU - PISANO - DEDONI di sfiducia alla Giunta regionale". (39)

Continuazione della discussione del disegno di legge: "Norme sul trasferimento del personale dei soggetti gestori dei servizi idrici regionali al servizio idrico integrato, in attuazione del comma 3 dell'articolo 12 della Legge 5 gennaio 1994, n. 36, e dell'articolo 16 della legge regionale 17 ottobre 1997, n. 29, modificata con legge regionale 7 maggio 1999, n. 15". (114/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione generale del disegno di legge numero 114/A.

È iscritto a parlare il consigliere Atzeri. Non è presente, è decaduto.

Poiché nessun altro è iscritto a parlare, ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, colleghi consiglieri l'articolato dibattito che si è sviluppato durante la mattinata ed anche i puntuali interventi che si sono susseguiti consentono alla Giunta, naturalmente, di semplificare il proprio lavoro e il proprio intervento, nel senso che per quanto mi riguarda mi limiterò ad alcune considerazioni che sono legate al disegno di legge numero 114/A.

La prima considerazione, naturalmente, si riferisce al contenuto del disegno di legge. Penso sia opportuno sgomberare il terreno da alcuni equivoci che anche stamattina sono emersi durante il dibattito. Il disegno di legge presentato dalla Giunta, e poi modificato di concerto con la Commissione, detta norme sul trasferimento del personale dei soggetti gestori dei servizi idrici regionali al nuovo gestore del servizio idrico integrato, e principalmente detta norme sul trasferimento dei dipendenti dell'Esaf all'Esaf S.p.A., una società per azioni di interesse pubblico, in cui il capitale è interamente detenuto dai comuni. Questo è l'oggetto prioritario del disegno di legge, quindi tutte una serie di considerazioni che sono state fatte stamattina penso che siano ascrivibili ad altre tematiche che saranno sicuramente oggetto di discussione e di confronto in seno al Consiglio regionale quando verranno esaminati i prossimi disegni di legge.

La seconda considerazione è che questo disegno di legge porta a compimento un processo di riforma che viene da lontano, che è iniziato con la "legge Galli" che, voglio ricordare, risale al 1994 e che ha trovato attuazione da parte della Regione Sardegna attraverso delle norme che sono state dettate nel corso degli anni. Mi riferisco, innanzitutto, alla legge regionale numero 29 del 1997 che aveva individuato in maniera molto precisa il gestore unico del servizio idrico integrato. La prima considerazione legata alla data di inizio del processo di riforma, al 1994, ci porta a dire che questo disegno di legge colma sicuramente un ritardo che si è accumulato in tutti questi anni. Voglio ricordare che molte regioni nel frattempo, anzi proprio in questi giorni, in queste settimane, hanno iniziato il primo bilancio decennale di attuazione della legge Galli, e noi, invece, solo oggi portiamo a compimento questo processo di riforma attraverso il trasferimento del personale al soggetto gestore del servizio idrico integrato.

Voglio anche ricordare che questo disegno di legge si salda in maniera profonda con un altro disegno di legge che è stato già approvato dalla Giunta regionale, che è in carico alla Commissione quarta del Consiglio regionale, che detta norme in materia di risorse idriche, e che quindi completa questo disegno riformatore, nel senso che quello che è attualmente in discussione si riferisce al servizio idro-potabile e noi completeremo questa riforma che riguarda le risorse idriche in Sardegna attraverso il disegno di legge che verrà presto esaminato dalla Commissione competente. Questo porterà al raggiungimento di un obiettivo che per noi appare, naturalmente, prioritario, e cioè la realizzazione di un governo unitario del sistema delle risorse idriche che faccia riferimento a criteri di sostenibilità e che comunque consenta un'ampia partecipazione di tutti i soggetti istituzionali, del sistema delle autonomie locali, ma anche di singoli cittadini. Questo è l'obiettivo che la Giunta regionale si pone e che noi cercheremo di concretizzare attraverso il disegno di legge odierno e attraverso il successivo disegno di legge che riguarda, appunto, il sistema idrico multisettoriale.

La seconda considerazione è che attraverso questo disegno di legge si delinea oramai una riforma che interessa la gran parte degli enti regionali. Io penso che anche per i più scettici sia possibile percepire questa linea di riforma che oramai interessa non soltanto il governo delle risorse idriche, ma che ha interessato gli enti del turismo, ha interessato gli enti agricoli e quindi direi che la Giunta regionale, attraverso i propri provvedimenti, sta incidendo profondamente sul sistema degli enti regionali.

Inoltre questo disegno di legge è fortemente innovativo perché, sostanzialmente, anticipa una parte di quel processo di riforma che noi stiamo perseguendo a livello più generale, che si impernia sul trasferimento di competenze, di risorse e di personale al sistema delle autonomie locali. Anche in questo caso la Regione si libera di un potere gestionale in un settore importante, qual è quello appunto delle acque, e lo trasferisce al sistema delle autonomie locali. Si delinea, quindi, un modello di Regione che noi pensiamo possa essere profondamente modificato attraverso questi provvedimenti. Una Regione che perde questo suo potere gestionale, e lo trasferisce sempre più al sistema delle autonomie locali; a questo trasferimento di competenze si associano, naturalmente, gli strumenti necessari perché il sistema delle autonomie locali possa concretamente svolgere queste competenze, e quindi il riferimento è al personale e alle risorse. Così facendo noi pensiamo si possa costruire un modello di regione che si occupi essenzialmente di programmazione, di indirizzo e di controllo e quindi una regione più snella, più asciutta, capace cioè di rispondere con sollecitudine e con dinamismo alle sollecitazioni di una società sarda che diventa sempre più attenta e sempre più esigente.

Vorrei soffermare la vostra attenzione soprattutto sul percorso che viene indicato da questo disegno di legge. È un percorso fortemente inedito. Se noi andiamo a comparare i processi che si sono sviluppati nel corso della nostra oramai più che cinquantennale storia dell'autonomia, possiamo vedere che attraverso questo disegno di legge si inverte una tendenza che per cinquantasei anni ha caratterizzato la nostra autonomia. Nel senso che in tutto questo periodo la Regione ha acquisito competenze, ha acquisito personale attraverso una sorta di incorporazione, e tutto questo naturalmente ha portato anche alla configurazione odierna della nostra Regione. Una Regione che appare, quindi, pletorica, che appare ipertrofica, proprio perché in tutti questi anni si è accentuato questo processo di acquisizione di competenze e di personale.

Per la prima volta si attiva un processo di privatizzazione, è stato detto. Un processo di privatizzazione che porta a spogliare la Regione di quel potere gestionale che l'ha caratterizzata in tutti questi anni. Si spoglia di un servizio essenziale qual è appunto la gestione del sistema idrico, e questo potere gestionale viene affidato ad una società per azioni, ma è bene dire che di fatto la parola privatizzazione in questo caso è da intendersi tra virgolette, perché si tratta di una società per azioni di interesse pubblico, il cui capitale è interamente detenuto dal sistema delle autonomie, essenzialmente dai comuni. Con questo disegno di legge si inverte quel processo di acquisizione per cui queste competenze, questi poteri gestionali passano al sistema delle autonomie locali e la Regione, naturalmente, se ne libera.

Naturalmente per fare questo, per portare avanti un processo di riforma che ha caratteri di forte novità, che ha degli aspetti inediti, era necessario individuare elementi di salvaguardia dei diritti dei lavoratori dell'Esaf. Non potevamo pensare che da parte dei lavoratori dell'Esaf ci potesse essere un consenso se avessero valutato questo processo come una sorta di salto nel buio. Per evitare che questo si verificasse è stato compito della Giunta regionale, che poi si è andato ulteriormente specificando anche attraverso il concorso della prima Commissione, è stato compito quindi della Giunta e della prima Commissione, individuare gli elementi di tutela e di salvaguardia dei diritti giuridici, economici e previdenziali dei lavoratori dell'Esaf. Si trattava non solo di salvaguardare questi diritti fondamentali dei lavoratori, ma anche di riconoscere la dignità e professionalità di lavoratori che sono stati assunti dall'Amministrazione regionale e che oggi attraverso questo processo che si avvia vengono, in qualche modo, portati verso una situazione di grossa novità, quale appunto quella di dipendenti di una società per azioni d'interesse pubblico.

Altro elemento su cui vorrei soffermare la vostra attenzione è che il disegno di legge è il frutto di un confronto serrato che è avvenuto con le organizzazioni sindacali; un confronto che in alcuni casi è stato anche aspro, è stato anche difficile, ma al termine del quale bisogna riconoscere alle organizzazioni sindacali un forte senso di responsabilità, perché non avremo sicuramente centrato l'obiettivo di creare consenso intorno a questo disegno di legge senza un atteggiamento di forte responsabilità da parte delle organizzazioni sindacali. Dobbiamo dare anche atto al lavoro proficuo che è stato svolto in seno alla prima Commissione, anche in questo caso attraverso un confronto, importante direi, a seguito il quale nel testo che era stato esitato dalla Giunta regionale si è riusciti ad introdurre alcuni elementi che lo hanno migliorato fortemente, che hanno accresciuto gli aspetti di tutela e di salvaguardia dei diritti dei lavoratori dell'Esaf.

Voglio anche dire che, per quanto riguarda ulteriori elementi di salvaguardia, in questi giorni c'è stato un forte conciliabolo all'interno dei Gruppi consiliari, tra la Giunta regionale e le organizzazioni sindacali, e che penso che possiamo trovare in questa fase di discussione anche degli ulteriori elementi che possano salvaguardare, per esempio, il personale assunto a tempo determinato, introducendo attraverso degli emendamenti la possibilità di assicurare la continuità dei rapporti di lavoro a tempo determinato in essere sino alla loro conclusione. Questo mi pare che sia un elemento di ulteriore tutela, un elemento di ulteriore salvaguardia che può essere introdotto dal Consiglio regionale, per cui la Giunta, naturalmente, si riserva di presentare degli emendamenti che possano arricchire tutti quegli elementi di tutela e di salvaguardia di cui abbiamo parlato.

È stato, quindi, un preciso dovere della Giunta regionale quello di indicare tutti questi elementi di salvaguardia. Voglio ricordare che è stata inserita, tra gli altri ulteriori elementi di salvaguardia, anche la possibilità di conservare, da parte dei dipendenti dell'Esaf, il trattamento previdenziale integrativo mediante il trasferimento della relativa gestione al FTQ. Ma voglio anche ricordare la possibilità di ingresso nei ruoli dell'Amministrazione regionale, naturalmente a domanda e sulla base di criteri che devono essere individuati dalla Giunta regionale, di personale altamente qualificato, di professionalità che sono presenti all'interno dell'Esaf e che possano rimanere in seno all'Amministrazione regionale se, naturalmente, ritenuti compatibili con i criteri che verranno individuati di concerto con le organizzazioni sindacali.

È stato anche ampliato l'arco temporale di applicazione del paracadute che noi avevamo previsto per quanto riguarda la possibilità - in caso di esuberi derivanti da ristrutturazioni aziendali - che il personale che è transitato prima all'Esaf S.p.a. e poi al soggetto gestore unico potesse rientrare in seno all'Amministrazione regionale. Noi avevamo individuato un arco temporale di otto anni, abbiamo concordato con la prima Commissione che questo arco temporale può essere naturalmente dilatato sino a non individuare un termine finale. Questo mi pare che sia proprio l'ultimo elemento di tutela che noi abbiamo voluto inserire. Questo per dire che non abbiamo tralasciato niente per evitare che il passaggio di dipendenti dell'Esaf all'Esaf S.p.a. potesse considerarsi come una sorta di salto nel buio. Noi pensiamo di aver individuato sufficienti elementi perché questo passaggio possa essere non solo indolore, ma altamente positivo.

Abbiamo, naturalmente, anche annesso grande importanza a questo disegno di legge, e all'individuazione di un metodo, che per noi è un metodo che diventa fondamentale, perché questo è il metodo che dovremo utilizzare per tutti i processi di riforma che comporteranno il trasferimento di competenze, di personale e di risorse al sistema delle autonomie locali, che noi pensiamo debbano avvenire salvaguardando il confronto e la concertazione, perché solo dal confronto e dalla concertazione si può ottenere la condivisione più ampia ed anche il consenso più ampio. Siamo consapevoli che questi processi di riforma possono andare avanti solo se c'è la massima fiducia reciproca, se c'è naturalmente la disponibilità da parte di tutti a percorrerli riconoscendo i diversi livelli di responsabilità, perché questi processi di riforma possono viaggiare solo se c'è il consenso, e questo consenso noi dobbiamo cercare di conquistarlo individuando delle norme che possano salvaguardare tutti diritti e possano far considerare questi processi di riforma, in qualche modo, positivi da tutte le parti interessate.

Ecco perché, quindi, con questo disegno di legge noi pensiamo di inaugurare un metodo; un metodo comportamentale che potrà essere esteso a ulteriori processi di riforma di cui il Consiglio regionale verrà investito in tempi rapidissimi.

PRESIDENTE. Grazie, assessore Dadea. Con l'intervento della Giunta si chiude la discussione generale.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Chiedo una sospensione di trenta minuti al fine di esaminare proposte e modifiche che sono state avanzate.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per mezzora, i lavori riprenderanno alle ore 18 e 05.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 33, viene ripresa alle ore 18 e 48.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori. Se i colleghi prendono posto forse riusciamo ad avviare i lavori. Siamo in fase di votazione del passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Chi sostiene la richiesta dell'onorevole La Spisa?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri SANJUST, LOMBARDO, CASSANO, RASSU, LADU, CONTU, PETRINI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del passaggio all'esame degli articoli.

Rispondono sì: AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCAREDDU - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CAPELLI - CASSANO - CERINA - CHERCHI Oscar - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - LA SPISA - LADU - LAI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MORO - MURGIONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - RASSU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SANNA Simonetta - SANNA Paolo Terzo - SCARPA - UGGIAS - URAS - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 64

Votanti 63

Astenuti 1

Maggioranza 32

Favorevoli 63

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1 al quale sono stati presentati gli emendamenti numero 1 sostitutivo parziale degli onorevoli Sanjust e La Spisa, che è uguale al 2, a firma Cappai, Oppi e più, e l'emendamento numero 16, a firma Balia, Uras e più.

(Si riporta il testo dell'articolo e degli emendamenti:

Art. 1

Trasferimento del personale al soggetto gestore

1. Il personale dipendente dei comuni, dei consorzi tra enti locali, delle aziende speciali istituite dagli enti locali, dei soggetti gestori dei servizi idrici nel territorio regionale costituiti in forma di società per azioni a totale partecipazione pubblica che, alla data del 27 dicembre 2004, risultava adibito ai servizi idrici nel territorio regionale, è trasferito al gestore affidatario del servizio idrico integrato nel numero e secondo le qualifiche risultanti dagli atti di ricognizione adottati da ciascun soggetto gestore e certificati dal rappresentante legale.

2. Il personale trasferito è inquadrato dal gestore affidatario con le garanzie dell'articolo 2112 del Codice civile, facendo esclusivo riferimento alla posizione giuridica ricoperta nell'ente di provenienza; in ogni caso allo stesso personale, nell'applicazione del contratto collettivo di lavoro delle aziende pubbliche del settore di riferimento, è garantito un trattamento economico non inferiore a quello corrisposto dall'ente di provenienza all'atto del trasferimento.

3. L'ente di provenienza provvede alla liquidazione di tutti i crediti esigibili che il prestatore di lavoro ha maturato all'atto del trasferimento.

4. Il personale trasferito ha facoltà di esercitare l'opzione di cui alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 5 della Legge 8 agosto 1991, n. 274, e successive modificazioni, per il mantenimento del trattamento previdenziale goduto presso l'ente di appartenenza.

EMENDAMENTO sostitutivo parziale SANJUST - LA SPISA

Art. 1

Le parole "alla data del 27 dicembre 2004" sono sostituite dalle parole:

"in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge". (1)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CAPPAI - OPPI - CAPELLI - CUCCU - DEDONI

Art. 1

Le parole "… alla data del 27 dicembre 2004" sono sostituite dalle seguenti:

"… alla data di entrata in vigore della presente legge". (2)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale BALIA - URAS - ORRU' - MARRACINI - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - SANNA Franco - MANINCHEDDA

Art. 1

Le parole "alla data del 27 dicembre 2004" sono sostituite dalle parole:

"alla data di approvazione della presente legge". (16) )

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 1 ha facoltà di illustrarlo.

SANJUST (F.I.). Presidente, cercherò di essere breve. Con questo emendamento si vuole sostituire la frase "alla data del 27 dicembre 2004" con le parole "in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge". La motivazione della presentazione di questo emendamento può essere esemplificata facendo riferimento a ciò che è successo alla SIM del comune di Cagliari, il cui personale, nel primissimo periodo della sua istituzione era precedentemente dipendente dell'Amministrazione comunale di Cagliari. Lo stato di incertezza che purtroppo fino ad oggi vige all'interno della stessa SIM ha fatto in modo che una buonissima parte di tale personale facesse richiesta di reintegro all'interno degli uffici dell'Amministrazione comunale stessa. Questo stato di fatto ha creato ovviamente...

Io chiederei ai colleghi un attimo di attenzione, perché se si vuole cercare di risolvere i problemi si deve avere anche un attimino di pazienza per cercare di capirne la portata, se invece continua ad esserci questo brusio, Presidente, preferisco neanche illustrarlo.

Stavo dicendo che purtroppo l'incertezza di status nella SIM ha fatto sì che buonissima parte dei dipendenti facesse richiesta di reintegro negli uffici dell'Amministrazione comunale di Cagliari. Quindi i posti che alla fine sono risultati vacanti sono stati ricoperti da personale che è stato acquisito attraverso alcune società interinali, non so se una o più di una, ovviamente portando ancora una volta uno stato di precariato all'interno degli stessi uffici. Il fatto che nel comma 1 ci sia la data del 27 dicembre 2004 non fa altro che rendere ancora più precario un lavoro che già precario era, nel senso che tutti questi addetti, che tra l'altro sono diverse decine, che sono stati assunti in data successiva, verrebbero a trovarsi in una situazione ancor più precaria di quella che c'era precedentemente e dovrebbero addirittura cessare immediatamente di lavorare.

Io ho potuto vedere adesso un emendamento della Giunta regionale, che non mi pare comunque voglia o tenti di risolvere il problema alla radice. Mi pare che la Giunta stia dando la possibilità a questi lavoratori di mantenere il lavoro fino alla scadenza dei contratti, o sbaglio?

PRESIDENTE. Onorevole, illustri l'emendamento.

SANJUST (F.I.). L'emendamento l'ho illustrato, però mi pare che sia leggermente superato rispetto a un emendamento che ha presentato la Giunta, quindi vorrei capire.

PRESIDENTE. All'articolo 1 sono presentati gli emendamenti…

SANJUST (F.I.). Sì, però è stato presentato adesso un emendamento da parte della Giunta all'articolo 3, che comunque comprende gli emendamenti 1 e 2. Non so se lei ha avuto modo di vederli, Presidente. Allora, mi pare che l'emendamento che ho illustrato venga superato dall'emendamento all'articolo 3.

PRESIDENTE. Tanto meglio, può decidere di ritirarlo.

SANJUST (F.I.). No, non lo ritiro.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sanjust. L'emendamento numero 2 a firma Cappai, Oppi, Capelli è uguale al numero 1, si dà per illustrato.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 16 ha facoltà di illustrarlo.

URAS (R.C.). L'emendamento si propone in parte anche di dare risposta all'esigenza che veniva poc'anzi manifestata dal collega Sanjust, comunque di procedere alla regolarizzazione dello status dei dipendenti in riferimento ai soggetti gestori altri e diversi dall'ente regionale strumentale. Sostanzialmente si tratta di fare una fotografia della dotazione di personale alla data di approvazione della legge in discussione e quindi di trattare il trasferimento del personale delle aziende speciali, dei consorzi e degli enti locali esattamente avuto riguardo a questa data, fotografando quindi la dotazione del personale di questi soggetti e consentendo di mantenere l'operatività che questi soggetti hanno. Poi, il problema che si poneva prima trova ulteriore trattazione, e quindi soluzione, negli emendamenti che verranno esaminati successivamente, perché tutto il personale viene poi trasferito al soggetto gestore unico nella condizione giuridica in cui si trova nell'ente di provenienza e quindi può espletare le proprie attività di servizio garantendo il funzionamento delle strutture a cui è adibito.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Uras, relatore.

URAS (R.C.), relatore. Il parere è contrario sull'emendamento numero 1, favorevole sull'emendamento numero 16.

SANJUST (Forza Italia). Sono uguali, ma siamo seri!

PRESIDENTE. Chiedo scusa, colleghi, gli emendamenti non sono identici, altrimenti avremmo detto che sono identici. Sono identici l'1 e il 2, il 3 dispone "dall'entrata in vigore della presente legge" che è diverso da "dalla approvazione della presente legge", i colleghi che si intendono della materia sanno di cosa stiamo parlando, poi se si chiede di unificarli questo è un altro discorso.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). L'articolo 1, che tratta la questione del trasferimento del personale al soggetto gestore, è stato ampiamente discusso e anche in qualche modo reso chiaro nel suo significato dalla stessa illustrazione di numerosi emendamenti. Credo che a questo punto ci siano semplicemente due questioni che vanno chiarite, anche molto brevemente, e cioè la data a partire dalla quale questo trasferimento del personale ha valore e la natura del rapporto contrattuale, che credo non siano ancora sufficientemente chiare. Io provo a fare un'interpretazione molto rapida, non certo del testo che abbiamo letto, quanto di quello che si può evincere dal testo dell'unico emendamento sul quale molto diplomaticamente la maggioranza, per bocca sia del relatore sia della Giunta, ha voluto esprimere il parere favorevole, che è il numero 16, che certo formalmente è diverso dall'emendamento numero 1, ma che sostanzialmente va nella medesima direzione di voler indicare un termine che, in qualche modo, è riconducibile all'approvazione della legge da parte del Consiglio regionale.

Credo che non ci sia alcuna difficoltà a dire che nella sostanza i due emendamenti sono uguali, anche perché uno degli ultimi emendamenti proposti dalla Giunta prevede che la legge entri in vigore nel giorno stesso della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione, presumibilmente può accadere anche domani se il problema è fissare una data certa, quindi credo, Presidente del Consiglio, che forse formalmente lei ha ragione ma nella sostanza davvero gli emendamenti sono identici perché queste norme avranno efficacia sostanzialmente dallo stesso momento. Non vedo davvero che differenza ci sia, l'unica differenza credo che sia semplicemente quella di voler distinguere le posizioni della maggioranza da quelle dell'opposizione. Noi comprendiamo benissimo le valutazioni di tipo tattico, crediamo che non siano il segno certo di un fair play particolarmente raffinato da parte dei nostri colleghi, ma il fair play è del tutto gratuito, non lo pretendiamo assolutamente.

In ogni caso è evidente che l'istanza proviene da diverse parti del Consiglio regionale, fa riferimento ad un'esigenza molto diffusa, e se troverà accoglimento così come sembra di capire, credo che sia sicuramente un buon risultato, quanto meno per dare una ragionevole certezza a tutti i rapporti giuridici maturati. Vedremo poi, io ho sentito dalle parole non dette al microfono dall'Assessore, e anche dalle considerazioni fatte poco fa da Uras, che l'emendamento numero 16 ha un'altra valenza e non si incrocerebbe con questa nuova formulazione dell'articolo 1. Credo che si possa vedere al momento, oppure nella discussione successiva, se veramente la situazione è in questi termini. L'interpretazione che si può dare, mi sembra di capire, sia questa, cioè viene sostanzialmente fotografata la situazione giuridica attuale, stabilizzando i rapporti contrattuali sul piano del diritto del lavoro così come oggi sono in ciascuno dei soggetti, sia che siano comuni, sia consorzi di comuni e società comunali, il cui personale viene trasferito con l'obbligo per il soggetto gestore di utilizzare lo stesso rapporto contrattuale, poi quel che succederà dopo è tutto da definire. Credo che l'interpretazione sia questa; da un certo di vista noi crediamo che comunque il risultato in questo modo sia raggiunto e che ciò sia evidentemente un dato positivo per le aspettative più che legittime dei lavoratori.

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, la data di approvazione della legge può precedere la data di pubblicazione della legge anche di una settimana. Quindi, se si concorda che la data che certifica questa situazione è quella di approvazione della legge va benissimo. C'è una differenza non soltanto formale, ci può essere una differenza di una settimana, quindi se volete determinare questa data indicando il giorno nel quale la legge viene approvata, va bene, questa è la formulazione che verrà adottata.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). L'illustrazione dell'emendamento numero 16 è stata già fatta nel corso della discussione di questo articolo; intervengo solo per riaffermare che condivido con la minoranza il contenuto dell'emendamento proposto al comma 1 relativamente alla data, che non riguarda solo il personale adibito al servizio. Noi abbiamo discusso dell'argomento in Commissione, qualcuno ricorderà che veniva considerato il personale che era adibito in via esclusiva a quel tipo di servizio. Questa formulazione è stata superata in Commissione, il personale di cui si tratta è personale adibito a quel servizio, ma non solo in via esclusiva, anche in via prevalente, si tratta di personale che ha diverso rapporto di lavoro e stato giuridico, qualcuno a tempo indeterminato, qualcuno a tempo determinato, può essere anche part time, vigono nel trasferimento al nuovo soggetto gestore esattamente gli stessi rapporti giuridici in essere con le società e con i soggetti pubblici, i consorzi, gli enti locali che oggi gestiscono il servizio in quelle realtà.

Questo perché si tratta di un provvedimento che riguarda alcune migliaia di persone che sono in una condizione molto diversa l'una dall'altra, che stanno in un rapporto di lavoro con il loro datore di lavoro pubblico o di natura privatistica, ma a capitale pubblico, in una specifica condizione. La normativa, poi lo vedremo anche nel corso dell'esame degli emendamenti, garantisce la permanenza in servizio di quei soggetti almeno fino al 31 di dicembre di quest'anno e quindi lascia agli accordi sindacali che verranno stipulati dal soggetto responsabile della gestione del sistema idrico regionale, la trattazione di tutti quanti gli argomenti, dalla trasformazione dei rapporti di lavoro alla loro conservazioneo, così come sono oggi definiti, a tutti gli aspetti riguardanti la condizione del lavoratore e il rapporto del lavoratore con il datore di lavoro. Quello che a noi sembrava che oggi la legge non potesse fare, è intervenire in qualche modo a pregiudicare, non dico a non tutelare, la tutela c'è tutta, anzi è stata ampliata, io credo che di questo si renda conto anche la minoranza, ma a pregiudicare l'esercizio delle funzioni da parte del soggetto che è affidatario del sistema idrico integrato.

Credo che, nella sostanza, ci sia una condivisione, che la formulazione che abbiamo trovato accolga anche le richieste della minoranza esplicitate negli emendamenti proposti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Innanzitutto colgo l'occasione per chiedere scusa ai colleghi se prima mi sono espresso magari con toni un po' irriguardosi, ma inizialmente mi era sembrato veramente che voleste approvare il vostro emendamento bocciando il nostro solo ed esclusivamente perché l'abbaimo proposto noi. Quindi, chiedo scusa, ho capito perfettamente la ratio della norma che proponete e trovo che sia assolutamente giusta e chiedo al Presidente se gli emendamenti si possono unificare votandoli assieme. Grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Sanjust, stiamo di fatto utilizzando l'emendamento numero 16, che a questo punto diventa l'emendamento anche dei presentatori dell'emendamento numero 1 e numero 2, perché si conviene su un testo che è condiviso. Quindi, formalmente, mettiamo in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 16, che consideriamo firmato anche dai presentatori degli emendamenti numero 1 e 2.

Metto in votazione l'emendamento numero 16. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 1. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Chi sostiene la richiesta alzi la mano.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri RASSU, CONTU, Paolo Terzo SANNA, SANJUST, LA SPISA, SANCIU, LADU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

Rispondono sì: ARTIZZU - ATZERI - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LA SPISA - LADU - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MILIA - MORO - MURGIONI - ORRU' - PETRINI - PIRISI - PISU - PORCU - RANDAZZO - RASSU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SANNA Simonetta - SANNA Paolo Terzo - SCARPA - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 57

Votanti 56

Astenuti 1

Maggioranza 29

Favorevoli 56

(Il Consiglio approva).

Passiamo ora all'esame dell'articolo 2 al quale sono stati presentatigli emendamenti sostitutivi parziali 10, 11, 4, 12, 3 e 8, e gli emendamenti aggiuntivi 5 e 9.

(Si riporta il testo dell'articolo e degli emendamenti:

Art. 2

Trasferimento del personale dell'ESAF

1. Il personale di ruolo dell'ESAF è assegnato alle dipendenze dell'ESAF Spa e quindi al nuovo soggetto gestore affidatario del servizio idrico integrato sino alla data di cessazione dell'ESAF, con il trattamento giuridico ed economico spettante sulla base del contratto collettivo di lavoro del comparto.

2. Dalla data di cessazione dell'ESAF, il personale di cui al comma 1 è trasferito all'ESAF Spa; allo stesso si applica il contratto collettivo di lavoro di maggior favore delle aziende pubbliche del settore di riferimento, osservando l'articolo 37 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 e salvaguardando, comunque, il trattamento più favorevole. Sino all'applicazione del predetto contratto continua ad applicarsi quello già applicato presso l'ente cedente, ai sensi dell'articolo 2112 del codice civile. L'eventuale differenza tra il trattamento economico in godimento e quello spettante per effetto del nuovo inquadramento è conservato con assegno personale non riassorbibile; nel trattamento predetto è inclusa la retribuzione accessoria la quale tuttavia non è cumulabile con analogo emolumento eventualmente spettante secondo la disciplina del nuovo contratto collettivo. con accordo quadro tra l'ESAF Spa e le organizzazioni sindacali rappresentative ai sensi dell'articolo 60 della legge regionale n. 31 del 1998 è stabilita una specifica disciplina a salvaguardia degli istituti normativi ed economici previsti nel contratto collettivo regionale.

3. Il personale trasferito ai sensi del comma 2 può presentare istanza, entro il periodo di sei mesi decorrenti dalla data di cessazione dell'ESAF, di inquadramento nei ruoli ordinari dell'amministrazione regionale o degli enti di cui alla legge regionale n. 31 del 1998, nonché nell'ARPAS e nell'ente foreste della Sardegna. Alla valutazione delle domande si provvede con deliberazione della Giunta regionale nei limiti delle dotazioni organiche delle categorie esistenti, tenendo conto della possibilità di acquisire figure professionali in relazione a specifici fabbisogni e della essenzialità dei servizi da garantire. I criteri di valutazione sono definiti dalla Giunta medesima, previa consultazione delle organizzazioni sindacali. Non operano, ai fini della definizione delle domande, le limitazioni di cui all'articolo 15 della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7 (finanziaria 2005).

4. Il personale dell'ESAF che, entro il 30 giugno 2006, maturi il diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia per raggiunti limiti di età o risulti in possesso dei requisiti per l'ottenimento della pensione di anzianità è escluso dal trasferimento di cui al comma 2 a condizione che presenti domanda, entro il termine di 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. detto personale è inquadrato, fino alla data di cessazione, nel ruolo ordinario dell'Amministrazione regionale o di uno degli enti elencati nell'articolo 69 della legge regionale n. 31 del 1998, con la qualifica giuridica e con il trattamento economico, compresa la retribuzione di posizione, in atto alla data di cessazione dell'ESAF e con l'adeguamento, a decorrere dal nuovo inquadramento, ai successivi contratti collettivi di comparto. l'eventuale differenza tra trattamento economico in godimento presso l'ente di provenienza e quello spettante per effetto del nuovo inquadramento è conservata come assegno personale non riassorbibile.

5. I dipendenti già iscritti all'INPDAP mantengono l'iscrizione al medesimo istituto previdenziale.

6. Ai dipendenti iscritti al fondo integrativo pensioni (FIP) dell'ESAF è assicurata la continuità del trattamento previsto dalle norme istitutive del medesimo fondo. A tal fine la gestione del FIP è trasferita, dalla data di soppressione dell'Ente, al F.I.T.Q. costituito presso l'Amministrazione regionale. Ad esso, a cura della gestione liquidatoria dell'ESAF, sono trasferite le quote rivalutate dei contributi a carico dei dipendenti e dell'ente nonché le risorse necessarie per corrispondere i trattamenti integrativi in atto alla predetta data. Lo stanziamento autorizzato dal comma 3 dell'articolo 5 della legge regionale n. 7 del 2005 a favore della gestione liquidatoria dell'ESAF è incrementata di euro 1.500.000 per l'anno 2005 e di euro 2.000.000 per ciascuno degli anni 2006 e 2007.

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LADU - DEDONI - CHERCHI Oscar

Art. 2

Il comma 1 dell'art. 2 è cosi sostituito

"1. Il personale dell'ESAF in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge è assegnato alle dipendenze dell'ESAF Spa e quindi al nuovo soggetto gestore affidatario del servizio idrico integrato sino alla data di cessazione dell'ESAF, con il trattamento giuridico ed economico spettante sulla base del contratto collettivo di lavoro del comparto." (10)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE

Art. 2

All'articolo 2, il comma 1 è così sostituito:

"Il personale di ruolo dell'ESAF è trasferito alle dipendenze dell'ESAF spa e quindi al nuovo soggetto gestore del servizio idrico integrato." (11)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - SANJUST - RASSU - PILI - LOMBARDO - SANCIU - PETRINI - DIANA - SANNA Matteo - LIORI - MORO - LADU - MURGIONI - CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - CAPPAI - RANDAZZO - PISANO -VARGIU -CASSANO - DEDONI

Art. 2

Nel comma 1, dopo le parole "servizio idrico integrato" il testo è sostituito dal seguente periodo:

"mantenendo lo status giuridico, economico e previdenziale proprio dei dipendenti regionali fino alla definitiva conclusione delle procedure di fusione e incorporazione nel soggetto gestore unico". (4)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE

Art. 2

All'articolo 2, comma 2 le parole:

"Dalla data di cessazione dell'ESAF, il personale di cui al comma 1 è trasferito ad ESAF spa; allo stesso si applica ..." sono sostituite dalle seguenti:

"Al personale di cui al comma 1 si applica…". (12)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - SANJUST - RASSU - PILI - LOMBARDO - SANCIU - PETRINI - DIANA - SANNA Matteo - LIORI - MORO - LADU - MURGIONI - CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - CAPPAI - RANDAZZO - PISANO -VARGIU -CASSANO - DEDONI

Art. 2

II comma 3 è così sostituito:

"Il personale trasferito ai sensi del comma 2 può presentare istanza, entro il periodo di dodici mesi decorrenti dalla data di trasferimento al soggetto gestore unico definitivo, di inquadramento nei ruoli ordinati dell'Amministrazione Regionale o degli Enti di cui alla legge regionale n°31 del 1998, nonché nell'ARPAS e nell'Ente Foreste della Sardegna o nelle Amministrazioni Provinciali o Enti Locali.

L'Amministrazione Regionale predispone delle graduatorie valide nel triennio successivo, redatte sulla base della categoria e area professionale di appartenenza. La stessa Amministrazione utilizza prioritariamente tali graduatorie, nei limiti delle dotazioni organiche esistenti, al fine di acquisire figure professionali in relazione a specifici fabbisogni, anche nel caso di nuove assunzioni nell'Amministrazione e negli Enti. Le graduatorie sono formate sulla base dei criteri stabiliti previo accordo tra l'Assessore agli Affari Generali e Personale e le Organizzazioni Sindacali. Non operano, ai fini della definizione delle domande, le limitazioni di cui all'articolo 15 della legge regionale 21 aprile 2005, numero 7 (finanziaria 2005)." (3)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - SANJUST - RASSU - PILI - LOMBARDO - SANCIU - PETRINI - DIANA - SANNA Matteo - LIORI - MORO - LADU - MURGIONI - CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - CAPPAI - RANDAZZO - PISANO -VARGIU -CASSANO - DEDONI

Art. 2

Nel comma 4:

sostituire la data del 30 giugno 2006 con quella del 31 dicembre 2007. (8)

EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - SANJUST - RASSU - PILI - LOMBARDO - SANCIU - PETRINI - DIANA - SANNA Matteo - LIORI - MORO - LADU - MURGIONI - CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - CAPPAI - RANDAZZO - PISANO -VARGIU -CASSANO - DEDONI

Art. 2

Nel comma 2, dopo le parole "con assegno personale non riassorbibile" è aggiunto il seguente periodo:

"rivalutato in occasione dei rinnovi contrattuali, in misura percentuale pari a quella applicata per gli stipendi tabellari." (5)

EMENDAMENTO aggiuntivo LIORI - DIANA - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo

Art. 2

Dopo il comma 3 dell'art. 2 è aggiunto il seguente comma:

"Le domande di inquadramento nei ruoli ordinari degli Enti di cui alla legge regionale n.31/1998 de! personale ESAF che, alla data di entrata in vigore della L.R. 21 aprile 2005, n.7, fosse in comando presso uno dei medesimi Enti, possono essere accolte, entro tre mesi decorrenti dalla data di cessazione dell'ESAF, con semplice deliberazione degli organi di amministrazione degli Enti interessati." (9) )

PRESIDENTE. Gli emendamenti possono essere illustrati. L'emendamento numero 10 è a firma Ladu, Dedoni e Cherchi. Ha domandato di parlare il consigliere Cherchi per illustrarlo. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Signor Presidente, io ho apprezzato la replica dell'assessore Dadea che, nella conclusione del suo intervento, ha mostrato sensibilità nei confronti di chi oggi ha delle difficoltà di inquadramento perché a tempo determinato. Il nostro emendamento al comma 1 dell'articolo 2 dà la possibilità al personale in servizio all'Esaf di passare alle dipendenze dell'Esaf S.p.a.. Il comma 1, la proposta è questa, dovrebbe essere sostituito in questi termini: "Il personale dell'Esaf in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge (quindi chiunque oggi è dipendente dell'Esaf) è assegnato alle dipendenze dell'Esaf S.p.a. e quindi al nuovo soggetto gestore affidatario del servizio idrico integrato sino alla data di cessazione dell'Esaf, con il trattamento giuridico ed economico spettante sulla base del contratto collettivo di lavoro del comparto". Ho visto che la Giunta ha comunque presentato degli emendamenti all'articolo 3 uno dei quali prevede una norma transitoria, l'articolo 3 bis, sarà poi la Giunta chiaramente che illustrerà la motivazione per la quale viene proposto questo emendamento, però credo che se dovesse venire accolto l'emendamento da noi proposto cadrebbe automaticamente la norma transitoria che propone la Giunta e che comunque dice praticamente la stessa identica cosa.

Quindi chiedo di spostare questo emendamento dall'articolo 2 all'articolo 3, accorpandolo eventualmente con quello proposto dalla Giunta.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 11 ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.

MANNONI, Assessore dei lavori pubblici. Signor Presidente, signori consiglieri, l'emendamento numero 11, si collega all'emendamento numero 12, che riguarda l'articolo 2 comma secondo, mentre il numero 11 riguarda l'articolo 2 comma primo. In buona sostanza ricordiamo il percorso di questo disegno di legge, percorso lungo come diceva l'assessore Dadea nel suo intervento, che dopo una lunga trattativa sindacale durata mesi, è stato in buona parte concordato con i sindacati ed approvato nello scorso mese di dicembre. Diciamo che l'orientamento di ambedue i partecipanti alla trattativa, Giunta e sindacati, era quello di pervenire all'approvazione di un disegno di legge in una data ben precedente a quella di oggi, indicativamente si prevedeva ai primi dell'anno. E' stato definito un procedimento di trasferimento del personale all'Esaf S.p.a. basato su due fasi: una prima fase, disciplinata dal primo comma, con l'assegnazione del personale, che manterrebbe ancora lo status di pubblico impiegato, all'Esaf S.p.a. e una seconda fase che ha inizio con la data di scioglimento dell'ente, che è prevista normativamente per il 29 luglio, questo mese, con il trasferimento vero e proprio del personale all'Esaf S.p.a., con la modifica dello stato giuridico e il passaggio dallo stato di dipendente pubblico a dipendente di una S.p.a. privata, seppure a totale capitale pubblico.

Ecco, siamo ormai a luglio inoltrato, questa esigenza del doppio passaggio non c'è più, ma soprattutto ve n'è un'altra prevalente secondo noi, quella che oggi vi illustro, ed è l'aspetto societario dell'Esaf S.p.a. Come loro sanno, l'Esaf S.p.a. è una società partecipata oggi da Esaf e dai comuni ed ha un capitale che deve nel tempo essere incrementato attraverso gli opportuni conferimenti. Il conferimento più importante sarebbe dovuto essere quello di Esaf che avrebbe dovuto conferire una quota del capitale sociale di 8 milioni di euro, conferimento che non si è potuto fare per una ragione giuridica importante: non si può procedere al conferimento di beni o di ramo di azienda se non si trasferisce anche il personale assieme ai beni stessi. Un trasferimento di ramo di azienda o di beni senza il personale è un trasferimento nullo, inoltre viola le norme sulla salvaguardia dello status dei dipendenti stessi. Da qui l'esigenza di accelerare in questa fase questo conferimento, di farlo al più presto, perché come loro sanno l'Esaf S.p.a. è ormai inserita in un percorso che porterà alla istituzione di un gestore unico regionale, fa parte della Sidris, della società consortile insieme a Govossai, Siinos, Sim, un percorso di fusione che è iniziato e che deve chiudersi entro questo mese con la perizia da parte dei periti nominati da Siinos e dal Tribunale. I periti dovranno periziare le varie società, quantificarne il peso in termini di capitale sociale, di valore patrimoniale e procedere attraverso una sequenza di adempimenti non semplici e di ampiezza temporale non limitata, alla fusione. Entro luglio quindi c'è anche la necessità di fare i conferimenti, per avere quindi una situazione di Esaf consolidata in termini di capitale e di patrimonio, per cui questo conferimento deve essere fatto nei giorni prossimi. Da qui l'esigenza di provvedere già con questa legge a delineare un percorso molto più veloce, molto più accelerato che di fatto porta i dipendenti di diritto, non solo di fatto, ad essere dipendenti della S.p.a. nei giorni successivi all'approvazione della legge e quindi accelera questo percorso di conferimento. E' un percorso di garanzie societarie per realizzare la fusione che non lede nessun diritto dei lavoratori perché anticipa soltanto di quindici giorni il passaggio all'Esaf S.p.a., un' esigenza societaria forte ed ineludibile della quale la Giunta si fa carico con questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per illustrare l'emendamento numero 4, il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). L'emendamento numero 4 ha lo scopo di rendere il testo approvato dalla Commissione più corrispondente alle richieste fatte dai rappresentanti dei lavoratori in tutti gli incontri avuti nelle audizioni in Commissione o negli incontri informali avuti con le diverse componenti politiche sia di maggioranza che di opposizione, incontri che, se non ricordo male, sono stati fatti congiuntamente. Cioè quello di prevedere in sostanza che il trasferimento dei dipendenti dell'Esaf al soggetto gestore unico avvenga soltanto al momento della conclusione del complesso procedimento fatto di atti di diversa natura che porteranno a fusioni e incorporazioni, comunque ad attività di ridefinizione della stessa natura giuridica, della consistenza economica e patrimoniale dei diversi soggetti che nelle diverse fasi dovranno assumere il compito di gestire il servizio idrico integrato. Le richieste fatte dai lavoratori erano sostanzialmente indirizzate ad ottenere nel periodo transitorio il mantenimento dello stato giuridico, economico, previdenziale attualmente in godimento in quanto dipendenti regionali. Sostanzialmente assegnando nelle diverse fasi, si diceva così nel testo, all'Esaf S.p.a., e quindi al nuovo soggetto, il personale in una forma che dal punto di vista tecnico - giuridico si potrebbe definire di distacco, di prestazione di servizio ma mantenendo lo stato giuridico di dipendenti regionali.

Questo per evitare tutta una serie di passaggi che in qualche modo non fossero ancora definiti in quanto tutti sappiamo che Esaf S.p.a. non sarà il soggetto gestore, che dovrà essere ancora costituito secondo procedure di fusione ed incorporazioni che ancora sono in fase di definizione in tutti i particolari per cui si chiedeva di dare al personale, in questo periodo transitorio, la possibilità di mantenere il proprio stato giuridico. Tutto ciò anche collegandosi con l'altra richiesta che è quella di mantenere nel periodo transitorio, cioè fino a quando verrà effettuato il trasferimento al soggetto gestore unico definitivo, la possibilità di decidere se mantenere non solo lo stato giuridico ma anche l'effettivo incardinamento nei ruoli regionali, una opzione già prevista nel caso di servizio idrico gestito da enti locali in cui cioè al personale, prospettandosi la possibilità di entrare in un soggetto privato, sia pure di proprietà pubblica, si dava però una finestra temporale entro la quale poter scegliere. In sostanza la richiesta dei lavoratori è da un lato di mantenimento dello stato giuridico, dall'altro di poter usufruire di un periodo più ampio di riflessione e di valutazione sulle scelte professionali di ciascuno. Una richiesta più che legittima che potrebbe ancora essere accolta e che crediamo meriti il più ampio rispetto.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 12 ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 3 ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa.

LA SPISA (F.I.). Ho già di fatto iniziato ad illustrarlo e quindi non utilizzerò molto tempo. L'emendamento numero 3 evidentemente ha senso collegato a quanto noi prevediamo sostanzialmente nell'emendamento 4, riguarda però il comma 3, e tende a dare al personale la possibilità di valutare meglio quale possa essere il percorso futuro. Non solo, quindi, proponiamo l'estensione a dodici mesi del periodo di possibile esercizio dell'opzione, ma anche una serie di disposizioni che nell'emendamento numero 3 darebbero ai dipendenti dell'Esaf una maggiore possibilità di scelta su dove prestare il loro servizio di dipendenti pubblici nell'ambito dell'Amministrazione regionale non assegnando alla Giunta regionale, così come previsto nel terzo comma, una discrezionalità così ampia nell'individuazione dei criteri di valutazione delle domande che i dipendenti che valutino questa possibilità migliore per il proprio futuro professionale devono presentare alla stessa Giunta per poter essere inseriti nelle dotazioni organiche del ruolo unico regionale. Non solo quindi una estensione del periodo, ma anche il conferimento alla Giunta di un potere di decisione meno discrezionale e meno ampio di quello previsto dal terzo comma.

Si chiede all'Amministrazione regionale di predisporre certamente delle graduatorie che siano valide nel triennio successivo, redatte sulla base della categoria e area professionale di appartenenza, ma si dà anche alla stessa Amministrazione un vincolo sostanziale, cioè il vincolo ad utilizzare prioritariamente tali graduatorie, nei limiti delle piante organiche, per acquisire figure professionali in relazione a specifici fabbisogni anche in caso di nuove assunzioni nell'Amministrazione e negli enti. Questo per dare innanzitutto al dipendente la possibilità di rendere all'Amministrazione regionale il proprio servizio nell'ambito della propria professionalità, e rendendo quindi possibile un percorso lavorativo più adatto anche alle proprie aspettative, ma anche più rispondente alle esigenze dell'Amministrazione regionale che deve dare priorità a questo desiderio rispetto a altre scelte. In secondo luogo anche consentendo, ed è questo l'effetto più favorevole che si avrebbe, anche rispetto alla qualità del servizio del nuovo gestore, di non accelerare decisioni che possono nuocere alla stessa qualità del servizio del nuovo gestore, cioè dando la possibilità a tutti di iniziare a svolgere il proprio lavoro al servizio del gestore unico, e di valutare in seguito, a seconda anche dell'andamento della gestione, la scelta da fare. Ciò darebbe a questi soggetti ed anche all'ente la possibilità di iniziare un'esperienza che potrebbe risultare soddisfacente sia per il dipendente sia per il soggetto unico, consentendo quindi un avvio immediato e qualificato del servizio.

Se invece questa possibilità viene chiusa troppo rigidamente e troppo rapidamente, è evidente che si favorisce, ovviamente ampliando le possibilità di ingresso nell'Amministrazione regionale, una smobilitazione dei lavoratori dal nuovo soggetto gestore. Credo che su questo aspetto una maggiore e più attenta riflessione da parte della maggioranza e della stessa Giunta sarebbe davvero utile nello stesso interesse della qualità del servizio.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 8 ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa.

LA SPISA (F.I.).Credo che il suo significato sia abbastanza evidente e quindi lo do per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento aggiuntivo numero 5 ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.) Potrebbe anche darsi per illustrato, ma forse è meglio in pochissime parole illustrarlo. L'indicazione della formula "con assegno personale non riassorbibile" da un lato dà la possibilità di un trattamento economico migliore, d'altro lato però evidentemente dà adito ad una spinta livellatrice che nel futuro potrebbe effettivamente realizzarsi. Noi crediamo che l'aspettativa dei lavoratori dipendenti dell'Esaf possa in qualche modo essere riconsiderata.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 9 ha facoltà di parlare il consigliere Liori.

DADEA Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Doveva essere ritirato.

PRESIDENTE. Si dà per illustrato. Può essere ritirato anche dopo. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Uras, relatore.

URAS (R.C.), relatore. Il parere della Commissione è favorevole sugli emendamenti numero 11, 12, contrario sugli emendamenti numero 9, 3, 10 e 5.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforme della regione.

DADEA, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, intervengo soltanto per illustrare i motivi che mi hanno indotto a presentare l'emendamento 9 di cui preannuncio il ritiro. Praticamente non esiste un motivo che lo giustifichi posto che il problema è stato già risolto. Io ho soltanto voluto prendere in carico il problema di coloro che essendo dipendenti dell'Esaf lavorano presso altri enti, anche regionali magari, e mi sono preoccupato del loro destino. Ma mi si dice che non esiste problema alcuno per chi voglia rientrare o chi voglia rimanere nell'ente di appartenenza. Quindi l'emendamento è da considerarsi ritirato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Mi è parso di capire che il parere espresso sia dal Presidente della Commissione che dalla Giunta sull'emendamento numero 10 sia contrario e pertanto non si accolga la richiesta da me avanzata durante l'illustrazione di questo emendamento, di spostarlo all'articolo 3 per poter essere rivisto insieme all'emendamento della Giunta, così come ho chiarito. Siccome la valutazione è stata completamente negativa vorrei capire se è effettivamente respinto e quindi non sia neanche possibile, considerando che è abbastanza simile, unificarlo a quello della Giunta, spostandolo all'articolo 3.

PRESIDENTE. Non ho capito la sua proposta, onorevole Cherchi. Il parere è stato espresso sia dalla Commissione che dalla Giunta, quindi se lo votiamo adesso l'opinione è chiara; eventualmente, se lei ritiene che questo problema possa essere affrontato e risolto in sede di discussione dell'articolo 3, possiamo spostare l'emendamento numero 10 all'articolo 3. Poi potrà essere espresso parere contrario o favorevole, ma in quell'ambito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Dopo l'illustrazione degli emendamenti e dopo l'espressione del parere da parte del relatore e da parte della Giunta sugli emendamenti con i quali poteva essere accolta quella serie di richieste che i dipendenti hanno fatto nel corso delle diverse audizioni e degli incontri informali, esprimo evidentemente una forte insoddisfazione nei confronti dell'atteggiamento della maggioranza e della Giunta.

Direi anzi che con gli emendamenti numero 11 e 12 si sia voluta sostanzialmente superare anche quella iniziale disponibilità, che era stata manifestata in sede di Commissione, di prevedere un passaggio graduale; dopo numerose, lunghe discussioni addirittura si era previsto il mantenimento del trattamento giuridico ed economico che veniva nel comma 1 dell'articolo 2 comunque calcolato sulla base del contratto collettivo di lavoro esistente, pur non essendo stata accolta la richiesta di fondo, cioè quella di considerare il personale dipendente dell'Esaf, assegnato all'Esaf S.p.a. e poi al soggetto gestore in forma di distacco o comando, mantenendo in questo modo lo stato giuridico, economico e previdenziale di dipendenti regionali.

Nella discussione in Commissione la formulazione del comma 1 era stata considerata come una sorta di compromesso, e su di esso noi avevamo anche espresso le nostre perplessità e quindi ci eravamo astenuti. Nel vedere come la vicenda va a finire non possiamo fare altro che sottolineare che sostanzialmente tutta una serie di parole spese nella trattativa da parte dei colleghi della maggioranza, anche pochi minuti prima dello svolgimento della riunione di Commissione che poi ha portato all'approvazione dell'articolo 2 e del comma 1 con questa formulazione, formulazione con la quale è arrivato in Aula il testo, non hanno avuto seguito e già allora avevamo assistito ad una sostanziale inadempienza rispetto agli impegni politici assunti dai rappresentanti della maggioranza nei confronti dei lavoratori.

Oggi si vuole risolvere il problema con gli emendamenti numero 11 e 12, evidentemente con la giustificazione che il tempo è passato, ma sapevamo anche a maggio che il tempo sarebbe passato, non credo che si potesse pensare allora che la disciplina dettata dal comma 1 dell'articolo 2 potesse durare lo spazio di due mesi. Non capisco davvero perché accelerare in questo modo e chiudere definitivamente la strada in questi termini pur sapendo che il percorso sarebbe potuto essere veramente diverso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Molto brevemente vorrei ricordare che le modifiche al primo e secondo comma dell'articolo 2 proposte con gli emendamenti numero 12 e 11, sostanzialmente non trasformano radicalmente l'articolo per una ragione molto semplice. Perché il trasferimento del personale, lo spiegava prima la Giunta, a Esaf S.p.a. rappresenta una necessità operativa ed organizzativa che non può essere elusa se non si vogliono perdere i finanziamenti di provenienza comunitaria che devono essere investiti per il miglioramento della rete idrica regionale. Quindi è un atto necessitato. Io colgo, in quanto diceva l'onorevole La Spisa, la preoccupazione che secondo me trova risposta nel comma 2, che è quello che è stato modificato dalla Commissione, mantenendo in capo al personale proveniente da Esaf ente, anche nella fase in cui sta in Esaf S.p.a., nella fase di contrattazione collettiva che riguarda la definizione dell'accordo quadro, il trattamento economico e lo stato giuridico del personale regionale, cioè le condizioni normative non mutano, tanto è vero, e lo si vede nel proseguo dell'articolo, che a questo personale è garantito il trattamento previdenziale, anche quello integrativo, di cui già godeva, fino a quando non andrà in pensione. È consentito, ed ecco perché ha una ricaduta già sostanzialmente prevista dalla norma, un sistema di opzione e di valutazione da parte della Giunta, di coloro che vogliono rimanere nei ruoli dell'Amministrazione regionale, che ha come riferimento non la dotazione organica dell'amministrazione e degli enti che è stata definita in sede di legge finanziaria alla data del 31 dicembre 2004, ma supera quei limiti, quindi c'è la possibilità di optare di rimanere in servizio in ordine anche alle utilità generali del gestore successivamente affidatario del sistema idrico integrato, in ragione delle esigenze dell'Amministrazione fuori dai limiti, c'è la concreta previsione del mantenimento del trattamento previdenziale, anche quello integrativo, c'è il mantenimento del contratto collettivo di lavoro fintanto che non si trova l'accordo sull'applicazione del contratto, il migliore, quello più vicino alle condizioni di maggiore favore, del settore della gestione delle acque.

Ci sono tutta una serie di elementi che sono stati introdotti anche accogliendo le sollecitazioni che provenivano, in Commissione e fuori dalla Commissione, dalla minoranza. Quindi, la modifica che interviene con gli emendamenti proposti dalla Giunta, riguarda soltanto il periodo di trasferimento, cioè quei venti giorni che passano tra la data di approvazione della legge e il conferimento del personale a Esaf S.p.a.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù. Ne ha facoltà

ORRÙ (D.S.). Signor Presidente, non intendo ripetere alcune cose perché condivido le cose dette poc'anzi dal collega Uras. Vorrei solo riferirmi ai rilievi che sono stati fatti, in particolare sull'esigenza di accompagnare nella fase transitoria il personale dipendente con il regime contrattuale dei regionali, senza prefigurare il termine temporale che la maggioranza propone. Io credo che l'esigenza che è stata posta sia stata raccolta, perché il secondo capoverso del comma 2 assicura che sino al nuovo inquadramento continua ad applicarsi il contratto già applicato presso l'ente cedente. Io credo che sia giusto formulare la norma in quei termini, perché capisco la volontà di privilegiare la tutela, però irrigidire la disciplina legislativa potrebbe paradossalmente impedire di applicare il trattamento di maggior favore. Oltretutto questa materia sarà oggetto di un accordo quadro che varrà per tutti i soggetti, certamente per quelli che provengono dall'Esaf, ma anche per quelli che provengono da altri soggetti con differenti regimi contrattuali. Quindi io credo che sia stata giusta la scelta di affidare la definizione della materia ad un accordo quadro e di non prefigurare già in legge una soluzione, fermo restando l'accompagnamento con il regime contrattuale attuale, fino a che non vi sarà l'applicazione di quel contratto di miglior favore liberamente sottoscritto e contrattato dalle parti.

L'ultima considerazione che voglio fare riguarda il diritto di opzione. Io credo che un diritto di opzione che viene ampliato a quattro anni e più - questo si propone nell'emendamento numero 3, collega La Spisa, perché tre anni più un anno sono certi, infatti per il varo del nuovo ente gestore non è prevedibile un periodo di tempo certo, ci auguriamo che avvenga in tempi rapidi ma nessuno di noi è certo sui tempi - un diritto di opzione, che può essere anche visto come un diritto valido, validissimo, che può però portare ad un periodo di instabilità certamente nocivo per il soggetto gestore. In fin dei conti credo che ciò possa essere contraddittorio, persino nocivo nei confronti del personale, che per un periodo così lungo si trova nella condizione di coloro che sono sospesi, tra la possibilità di accedere ad un profilo professionale diverso e la possibilità sempre aperta di rientrare nei ruoli regionali. Una fase così lunga, di cui peraltro non è certa neanche la data conclusiva, perché non è possibile stabilire entro quale data nascerà il gestore unico, i tre anni decorrerebbero da quella data, credo che impedirebbe a qualsiasi ente di organizzarsi in modo corretto. Ripeto, io sono intimamente convinto che ciò si convertirebbe in un danno anche per lo stesso personale dipendente; credo che sia preferibile la strada della certezza, della tutela dei diritti che non debbono essere toccati, ma anche della certezza e della possibilità di progredire nella carriera, di inserirsi nell'organizzazione del nuovo ente gestore, non di avere la prospettiva della graduatoria aperta, che poi è difficile che si verifichi. Inoltre, ripeto, bisogna tener conto che l'intera materia è comunque soggetta sempre alla concertazione e alla valutazione preventiva che sono salvaguardate dal comma 3; l'Assessore competente e la Giunta regionale non decidono in piena solitudine ma previa intesa con le organizzazioni dei lavoratori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). La fase relativa alla destinazione del personale dell'Esaf e di tutti quegli enti gestori della risorsa idrica, è sicuramente una fase importantissima e credo una delle parti più delicate della legge. Questa legge di riforma ha vissuto momenti abbastanza difficili perché il Consiglio regionale non ha avuto un atteggiamento univoco per quanto riguarda l'applicazione della legge Galli in Sardegna, pertanto io credo che alla fine, dopo una discussione che è durata assai a lungo, praticamente si è arrivati a dei punti fermi, che secondo me credo siano condivisibili, nel senso che in una prima fase era stato previsto il bando internazionale, ma poi giustamente ha prevalso in Giunta, ma anche nell'Assemblea regionale, la volontà di valorizzare soprattutto le risorse umane, quelle professionalità che sono maturate in questi anni di gestione della risorsa idrica da parte di diversi soggetti, e quindi si è fatto in modo di adottare la soluzione dell'affidamento in house del servizio ad un soggetto pubblico.

Credo che questa fosse la soluzione più giusta che potesse fare allora la Giunta regionale, confermata peraltro anche da questo Consiglio regionale. Si sta chiudendo una certa fase e oggi siamo al momento della definizione del trasferimento del personale, che è un altro momento delicato. Noi sappiamo che ci sono stati problemi per quanto riguarda la destinazione di questo personale, si era pensato ad un tipo di opzione diversa da quella che noi stiamo perseguendo in questa fase, e credo che forse sarebbe stata anche la soluzione migliore. Però, arrivati a questo punto, mancano solo alcuni dettagli e poiché abbiamo fatto il più possiamo fare anche quest'ultimo passo, cioè rimane da definire lo status di quella parte del personale che lavora nelle ditte esterne: l'emendamento numero 10 che prevede anche per questo un momentaneo passaggio all'Esaf S.p.a.; credo che in questo modo per tutto il personale, sia per quello dell'Esaf e degli enti gestori, sia anche per quello che lavora nelle ditte esterne si chiuda il cerchio e si tutelino i diritti di tutto il personale che ha lavorato, anche quello precario, perché c'è gente che con contratti semestrali ha lavorato anche per venti anni, io credo che queste persone abbiano diritto ad un trattamento diverso da parte dell'Amministrazione regionale, perché in tutti questi anni hanno maturato esperienza e ritengo che sia giusto che l'Amministrazione regionale abbia un occhio di riguardo nei loro confronti.

Onorevole Uras, credo che non sia opportuno rinviare sempre le cose, in questa fase stiamo discutendo una parte delicata del problema, e già da oggi questo Consiglio regionale può stabilire dei punti fermi anche per quanto riguarda questa parte del personale che è praticamente l'ultima che rimane, e se noi chiudiamo il cerchio in questo modo possiamo dire che la riforma si attua sulla base degli indirizzi di questo Consiglio regionale, e che salvaguardiamo i diritti di tutto il personale, compreso quello precario, anche se chiaramente non tutti sono pienamente soddisfatti, però si è trovata una mediazione.

Così come penso che anche gli emendamenti numero 3 e 4 diano una possibilità in più, non credo che sia molto il personale che potrà usufruirne, credo che saranno in pochi, non penso che incideranno sul bilancio della Regione Sardegna. Ritengo siano pochi casi ma diamo a questi una ulteriore opportunità, perché, come dicevo prima, il più è fatto. Credo che la Regione abbia fatto tanto non solo per trovare una soluzione, per avviare una vera grande privatizzazione, anche se parziale perché in realtà sarà un soggetto a capitale interamente pubblico a gestire il servizio, ma anche per realizzare, lo diceva stamattina anche l'Assessore, un considerevole trasferimento di competenze a favore degli enti locali che, all'insegna di un vero federalismo interno, gestiranno una risorsa importante che fino adesso era in capo alla Regione.

Si è fatto un grande passo avanti nella direzione del federalismo, anche dello snellimento delle competenze della Regione Sardegna; credo che questa sia la prima vera grande riforma iniziata in passato, ma che si sta giustamente completando adesso; credo che questi ultimi dettagli debbano essere presi in considerazione perché mi pare che siano veramente poca cosa in confronto a tutto quello che è stato fatto fino a adesso, in modo tale da consentirci di dire che la riforma viene completata col consenso di tutto il personale, quello che lavora all'Esaf, ma anche quello che lavora negli altri enti e per le ditte esterne, che in tutti questi anni ha dato un contributo importante, e se le cose in qualche modo sono andate bene, se si sono superate emergenze particolari, soprattutto derivanti dalla siccità, è anche merito di questo personale che ha garantito il servizio in condizioni spesso difficili.

Pertanto io chiedo alla Giunta regionale di fare questo ulteriore sforzo perché mi pare che, al confronto di tutto a quello che è stato fatto, queste siano veramente delle piccole richieste che possono essere accolte.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 11. Chi lo approva alzi la mano?

(È approvato)

PRESIDENTE. Abbiamo approvato l'emendamento numero 11, pertanto il numero 4 è decaduto. Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 12 della Giunta regionale.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Gli emendamenti numero 11 il 12 sono evidentemente collegati, quindi dichiaro che il nostro voto sul numero 12, del quale già da subito chiedo anche la votazione nominale, sarà contrario perché io credo che, volendo in questo modo superare sostanzialmente il meccanismo previsto in Commissione si siano realizzate due cose: la prima dal punto di vista sostanziale è la chiusura di una partita. Credo che Giunta e maggioranza con questo emendamento vogliano dire una cosa semplicissima: che la privatizzazione, il trasferimento del personale all'ESAF S.p.a., e quindi poi al soggetto gestore, deve essere una cosa da liquidare al più presto possibile - questo è il significato politico di questi emendamenti - non considerando una cosa importante, cioè che il processo non sarà così rapido, come viene detto. Si vuole chiudere la questione in modo tale da non pensarci più, non considerando alcune legittime aspettative, espresse in tutta la trattativa, relative sia alla possibilità di prevedere due tempi nel passaggio sia alla possibilità di prevedere un diritto di opzione da esercitare in tempi più ragionevoli e più utili sia per i lavoratori sia per la qualità del servizio. In questo modo la Giunta vuole risolvere il problema nella maniera più rapida possibile. Di questo dobbiamo prendere atto.

Ma c'è un altro aspetto, cioè che questo accade dopo una serie di trattative nelle quali esponenti politici della maggioranza avevano invece lasciato intravedere una possibilità di dialogo, di confronto, di modifica, di accoglimento di alcune richieste senza esplicitare da subito, più lealmente, il loro intendimento. E' stato detto fino all'ultimo che si era disponibili ad accogliere alcune richieste e poi di fatto, nel momento decisionale, si è sbrigativamente scelta la strada sostanzialmente già individuata dalla Giunta e dalla maggioranza, sia pure con qualche correzione di rotta, con qualche modifica che comunque è positiva, ma che certamente non dà alla trattativa la dignità che aveva avuto fin dall'inizio. Noi rimarchiamo questo fatto e perciò voteremo contro.

PRESIDENTE. Ha chiesto la votazione nominale, onorevole La Spisa?

LA SPISA (F.I.). Sì.

PRESIDENTE. Chi sostiene la richiesta dell'onorevole La Spisa?

(Appoggiano la richiesta di votazione nominale i consiglieri LADU, MURGIONI, VARGIU, AMADU, RANDAZZO, LIORI, LOMBARDO.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 12.

(Segue la votazione)

Scusi, onorevole Pisu, vuole dichiarare il suo voto che risulta nullo?

PISU (R.C.). Favorevole.

Rispondono sì i consiglieri: ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Paolo - FLORIS Mario - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - ORRU' - PIRISI - PISU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - CAPELLI - CONTU - DEDONI - DIANA - LA SPISA- LADU - LIORI - LOMBARDO - MURGIONI - RANDAZZO - SANNA Matteo - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 54

Votanti 53

Astenuti 1

Maggioranza 27

Favorevoli 40

Contrari 13

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 9 è stato ritirato.

Passiamo ora all'esame dell'articolo 3 al quale sono stati presentati gli emendamenti numero 6, 7, 13 e 14, ai quali va aggiunto il numero 10, spostato dall'articolo precedente.

(Si riporta il testo dell'articolo e degli emendamenti:

Art. 3

Garanzie a favore del personale in esubero

1. Il personale trasferito ai sensi dell'articolo 2 all'ESAF Spa, il quale risultasse in esubero, a seguito di ristrutturazioni aziendali deliberate dalla stessa società ovvero dai subentranti soggetti gestori successivamente all'affidamento del servizio idrico integrato, è assunto nei ruoli ordinari degli enti indicati nel comma 3 dell'articolo 2, dell'ente foreste della Sardegna o dell'ARPAS ovvero dell'Amministrazione regionale.

2. Il personale medesimo è inquadrato nella categoria già rivestita all'atto del trasferimento all'ESAF Spa con il relativo trattamento retributivo e con l'applicazione, a decorrere dal nuovo inquadramento, dei contratti collettivi regionali successivamente intervenuti. il personale assegnato all'Ente foreste e all'ARPAS è inquadrato con la qualifica giuridica individuata secondo criteri di corrispondenza tra il contratto collettivo del comparto regionale e quello dell'ente di assegnazione e con l'attribuzione, a titolo di assegno personale, dell'eventuale differenza tra il trattamento retributivo in atto e quello relativo al nuovo inquadramento.

3. L'assunzione nei ruoli degli enti e della Regione sarà accompagnata da specifici percorsi formativi, secondo programmi definiti previo confronto con le organizzazioni sindacali rappresentative.

EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - SANJUST - PILI - RASSU - LOMBARDO - SANCIU - PETRINI - DIANA - SANNA Matteo - LIORI - MORO - LADU - MURGIONI - CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - CAPPAI - RANDAZZO - PISANO -VARGIU -CASSANO - DEDONI

Art. 3

Nel comma 1 dopo le parole "è assunto" è aggiunto il seguente periodo:

"anche in soprannumero". (6)

EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - SANUST - RASSU - PILI - LOMBARDO - SANCIU - PETRINI - DIANA - SANNA Matteo - LIORI - MORO - LADU - MURGIONI - CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - OPPI - CAPPAI - RANDAZZO - PISANO -VARGIU -CASSANO - DEDONI

Art. 3

Nel comma 1 dopo le parole "a seguito di ristrutturazione aziendale" è aggiunto il seguente periodo:

", fallimento, cassa integrazione, mobilità obbligatoria". (7)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 3

Nel comma 1 dopo le parole "in esubero" aggiungere "anche". (13)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 3

Dopo l'articolo 3 è inserito il seguente:

"Art. 3 bis

Norma transitoria

1. Il personale dipendente degli enti e dei soggetti gestori di cui agli articoli 1 e 2 adibito al servizio idrico integrato alla data di entrata in vigore della presente legge con contratti di lavoro a tempo determinato è mantenuto in servizio sino al 31 dicembre 2005 ovvero fino alla data di scadenza dei contratti se successiva." (14)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 6 ha facoltà di illustrarlo.

LA SPISA (F.I.). L'emendamento numero 6 dispone l'introduzione di una formulazione che in qualche modo definisca meglio la fattispecie e preveda la possibilità che nel caso in cui si verifichi un esubero di personale, a seguito di ristrutturazioni aziendali deliberate dalla stessa società, esso possa essere assunto nei ruoli ordinari degli enti indicati nel comma 3 dell'articolo 2 ecc. anche in soprannumero. Questa formulazione dà maggiore certezza sul fatto che l'assunzione nei ruoli ordinari della Regione o degli enti indicati nel comma 1 dell'articolo 3 possa avvenire anche qualora le dotazioni organiche non fossero sufficientemente capienti.

Nella stessa direzione, lo illustro adesso così non chiedo la parola dopo, va anche l'emendamento numero 7, che precisa i casi in cui questo debba avvenire. Si specifica meglio, in sostanza, che l'esubero di personale può derivare oltre che da ristrutturazione aziendale, da fallimento, cassa integrazione o mobilità obbligatoria.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 13 ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 14 ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Presidente, come ho già avuto modo si dire durante l'intervento nel corso della discussione generale, questo emendamento cerca di dare una risposta a un'esigenza fortemente sentita e di cui la Giunta, ma anche l'intero Consiglio, penso si debba fare carico. Nel senso che penso sia giusto che il personale dipendente dei soggetti gestori, adibito al servizio idrico integrato alla data di entrata in vigore della presente legge, con un rapporto di lavoro a tempo determinato, mantenga questo rapporto di lavoro sicuramente fino al 31 dicembre 2005, e, qualora il loro contratto a tempo determinato scadesse in una data successiva, sino alla data di scadenza del contratto stesso.

Mi pare che sia una norma di salvaguardia che recepisce una esigenza del personale a tempo determinato che in questo momento assolve compiti molto importanti e positivi in seno ai soggetti gestori.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Uras, relatore.

URAS (R.C.), relatore. Sugli emendamenti numero 6 e 7 esprimo parere contrario; sugli emendamenti numero 13 e 14 favorevole; sul numero 10 ci siamo già espressi.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforme della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Io all'inizio non avevo capito bene la decisione assunta in merito all'emendamento numero 10, che ho chiesto di spostare all'articolo 3, per essere discusso assieme all'emendamento numero 14 della Giunta regionale. E' chiaro che sono due emendamenti completamente diversi: l'emendamento numero 10 dispone che il personale delle ditte esterne debba essere assunto dall'ESAF S.p.a., mentre l'emendamento della Giunta rinvia tutto al 31 dicembre 2005, e poi per i contratti che non sono scaduti a quella data si rinvia a data successiva.

Ma, assessore Dadea, lei pensa che un dipendente il cui contratto scada nel mese di dicembre avrebbe potuto vedere rescisso il contratto già firmato? Credo che questo emendamento non serva assolutamente a nulla, nel senso che un contratto di lavoro che scade a novembre, a dicembre o a febbraio, continuerebbe ad avere efficacia anche se la Giunta dicesse cose diverse. Io credo che, a oggi, con un provvedimento della Giunta non si potrebbe privare di efficacia un contratto valido. La norma serve a rafforzare la garanzia per il lavoratore? Ma questa norma non serve a rafforzare, serve solo a gettare fumo negli occhi, Assessore, perché la Giunta non può interrompere un rapporto di lavoro nel caso in cui il contratto sia stato già firmato.

Quindi questo emendamento si può tranquillamente ritirare, perché non serve assolutamente a nulla, mi scusi, perché il contratto già firmato sarà valido sino alla scadenza da esso prevista, sia che sia il mese di settembre, di dicembre o di marzo prossimo. Quindi credo che questo emendamento sia assolutamente inutile, e consiglio alla Giunta di ritirarlo. E invece chiedo alla Giunta di prendere in considerazione l'emendamento numero 10.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). La prima cosa che si deve dire su questo articolo è che arriva in Aula depurato da una limitazione temporale che era assolutamente ingiusta nei confronti dei lavoratori, una limitazione temporale prevista originariamente in otto anni successivi all'affidamento del servizio idrico integrato, che poneva i lavoratori in una condizione di assoluta incertezza sul proprio futuro lavorativo. Questo è un dato di fatto e un obiettivo raggiunto, sicuramente grazie alla mobilitazione dei dipendenti, dei lavoratori che su questo punto hanno svolto un'azione di difesa della propria posizione giuridica soggettiva molto decisa, molto forte per cui la soluzione di questo problema non può che essere attribuita a loro merito, esclusivamente, direi, a loro merito.

Quanto alla possibilità di migliorare ancora questo articolo, una volta che è stato tolto questo macigno dalla strada, credo di poter condividere alcune delle considerazioni che ha fatto poco fa il collega Ladu. Le condivido nel senso che è vero che l'emendamento della Giunta tende evidentemente a rassicurare i lavoratori che hanno un contratto di lavoro a tempo determinato, infatti prevedere in legge il mantenimento in servizio fino al 31 dicembre, ovvero fino alla data di scadenza dei contratti, se successiva al 31 dicembre 2005, ha un valore più di rassicurazione, di conferma sul piano forse più psicologico che strettamente giuridico. Tuttavia credo che forse in questi casi sia sempre meglio qualcosa di più che qualcosa di meno, per cui tutto sommato ragionevolmente credo sia utile comunque inserire una formulazione di questo genere, quanto meno perché se c'è da difendere i diritti dei lavoratori è sempre meglio accertarsi che questo avvenga in ogni caso, anche se mi sembra che le osservazioni del collega Ladu siano abbastanza realistiche, però tutto sommato è sempre meglio che tale garanzia venga posta per iscritto. C'è da dire però che rimane il dato di fatto fondamentale già rilevato in precedenza che comunque va nella direzione di cui abbiamo già parlato prima.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). L'articolo 3 è un articolo che nasce da un'esigenza, quella di garantire al personale proveniente dagli enti gestori, in modo particolare dall'ESAF, i medesimi diritti di cui godono in ragione del rapporto di lavoro con l'ente di provenienza, la prima delle garanzie, quella della conservazione del posto di lavoro. Noi andiamo a una gestione diversa: il soggetto, per quanto a capitale pubblico, è un soggetto che opera nelle forme privatistiche, quindi può anche verificarsi il caso in cui vengano riscontrati degli esuberi.

Il personale che viene dichiarato in esubero rientra nei ruoli dell'amministrazione regionale e degli enti. Rientra in ogni caso. La precedente formulazione prevedeva che ciò potesse avvenire solo se risultasse in esubero a seguito di ristrutturazioni aziendali deliberate dalla stessa società ovvero dai subentranti soggetti gestori. Non per altri eventi che pure si possono verificare, quindi gli emendamenti proposti, penso al numero 6, per esempio, e al numero 7, dall'onorevole La Spisa e da altri, trovano accoglimento nell'emendamento numero 13, che prevede che verranno assunti tutti i dipendenti che risultassero in esubero, indicando a titolo esemplificativo "anche a seguito di ristrutturazioni aziendali", cioè in tutti i casi, anche quello. Cioè io direi che abbiamo lavorato e la Giunta ha lavorato positivamente per trovare soluzioni che andassero verso gli obiettivi condivisi.

L'articolo 3 bis non può stabilizzare a tempo indeterminato tutto il personale che anche a titolo precario sia dentro il sistema, perché ciò pregiudicherebbe la funzionalità dello stesso sistema, però dà un'opportunità a molti lavoratori, molti più di quanti ne erano previsti dalla norma del testo che è stato proposto dalla Giunta, di stare dentro il sistema in questa fase di evoluzione.

Io non so di quanti lavoratori, di quali qualifiche in modo dettagliato abbia bisogno il nuovo gestore, però se ha bisogno di qualifiche e di professionalità aggiuntive rispetto a quanto si era originariamente previsto, credo possa attingere in modo non traumatico ma continuativo dal personale che attualmente presta servizio e che ha avuto il contratto rinnovato fino al 31 dicembre di quest'anno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cherchi Oscar. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente. Ho chiesto di spostare l'emendamento numero 10 a questo articolo per una semplice ragione, perché, come ho detto nel mio intervento precedente, ero convinto che potesse essere accorpato all'emendamento della Giunta; l'ultimo intervento del collega, mi dimostra che in realtà la ratio è completamente diversa da quella dell'emendamento numero 10.

Ha ragione di esistere solo ed esclusivamente l'emendamento presentato dalla Giunta regionale, se essa ha intenzione di mantenere all'interno dell'Esaf S.p.a. queste figure che fino ad oggi, al contrario di quello che ha appena detto il collega che mi ha preceduto, hanno permesso al servizio di funzionare invece che creare problemi. Se è così e se la Giunta ritiene che questa sia la ratio della norma che ha proposto io credo che allora si possa avviare una discussione per la soluzione del problema dei lavoratori precari. Se invece l'emendamento numero 14 ha soltanto lo scopo di rafforzare una garanzia già esistente, come ha appena suggerito al collega Ladu, credo che l'emendamento numero 10 non possa essere ritirato, chiediamo che venga votato dall'Aula anche perché ha un significato completamente differente che è quello del mantenimento dei livelli occupativi attuali comprensivi dei lavoratori precari che dopo il trasferimento dall'Esaf all'Esaf S.p.a. devono passare al nuovo gestore. E, perdonatemi, ma rimango allibito veramente di fronte al fatto che un componente del Gruppo di Rifondazione Comunista faccia in quest'Aula un ragionamento del genere, perché la difesa del lavoratore significa anche questo, noi non stiamo facendo né campanilismo né tanto assistenzialismo nei confronti del lavoratore. Questi lavoratori fino ad oggi hanno prestato la loro attività per la gestione del sistema idrico della Sardegna, il che significa che fino ad oggi sono serviti e sono necessari per il suo funzionamento. La nuova società, non è una società privata, lo sappiamo benissimo, è finanziata dalla Regione e quindi siamo noi che oggi possiamo dire se questi lavoratori possono o no proseguire il loro lavoro con garanzie certe per i prossimi anni, perché con la loro professionalità possano lavorare a tempo indeterminato alle dipendenze del soggetto gestore del nuovo sistema idrico integrato.

Mi spiace anche perché in un intervento di stamattina l'onorevole Marracini mi ha definito uno che non si interessa, o quantomeno uno che non conosce il problema. Questa è la dimostrazione che il problema lo conosco benissimo e che la tutela del lavoratore non si realizza solo con la creazione dei posti di lavoro attraverso fantasie, quello che io propongo è un sistema chiaro, che funziona e che fino ad oggi ha funzionato. Allora, non ci vuole niente, basta approvare l'emendamento numero 10 per risolvere il problema di questi lavoratori.

SANNA MATTEO. (A.N.) Chiedo la votazione nominale dell'articolo.

PRESIDENTE. Il collega Matteo Sanna ha chiesto la votazione nominale dell'articolo 3, chi sostiene la richiesta?

(Appoggiano la richiesta di votazione nominale i consiglieri DIANA, LIORI , MORO, AMADU, LADU, LA SPISA, LOMBARDO.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

Rispondono sì i consiglieri: ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Paolo - FLORIS Mario - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIORICO - IBBA - LAI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - CAPPAI - CONTU - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LADU - LIORI - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - SANNA Matteo - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 55

Votanti 42

Astenuti 13

Maggioranza 22

Favorevoli 42

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 10. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Interruzioni dei consiglieri La Spisa e Cherchi Oscar))

PRESIDENTE. Scusate, nessuno ha chiesto niente, nessuno ha alzato la mano.

(Interruzioni)

Se prenotate la richiesta attraverso il sistema elettronico rendete più facile il nostro lavoro.

LA SPISA (Gruppo F.I.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Annulliamo la votazione, è stata richiesta la votazione nominale dell'emendamento numero 10. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri Oscar CHERCHI, LOMBARDO, LADU, DIANA, Matteo SANNA, MURGIONI, AMADU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 10.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ATZERI - CHERCHI Oscar - CONTU - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - LA SPISA - LADU - LAI - LIORI - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIORICO - IBBA - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione.

PRESIDENTE: Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 57

Votanti 56

Astenuti 1

Maggioranza 29

Favorevoli 16

Contrari 40

(Il Consiglio non approva).

Passiamo alla votazione dell'emendamento aggiuntivo numero 6 La Spisa e più.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Ne chiedo la votazione nominale e, per evitare fraintendimenti, sono pochissimi emendamenti, la chiedo anche sugli altri.

PRESIDENTE. Va bene. Metto in votazione l'emendamento numero 6, La Spisa, Sanjust.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 6.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CONTU - DEDONI - DIANA - LA SPISA- LADU - LIORI - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - SANNA Matteo.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI.

Risultato della votazione.

PRESIDENTE: Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 53

Votanti 51

Astenuti 2

Maggioranza 26

Favorevoli 11

Contrari 40

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 7, La Spisa Sanjust e più.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa.

LA SPISA (F.I.). Ritiro l'emendamento in considerazione del contenuto dell'emendamento della Giunta che aggiungendo la parola "anche" sostanzialmente assorbe il nostro emendamento.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 7 è ritirato.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 13.

Rispondono sì: AMADU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DIANA - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LA SPISA - LADU - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MORO - MURGIONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione.

PRESIDENTE: Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 54

Votanti 53

Astenuti 1

Maggioranza 27

Favorevoli 53

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 14.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DIANA - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LA SPISA - LADU - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MORO - MURGIONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.

Risponde no il consigliere: CACHIA.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione.

PRESIDENTE: Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 54

Votanti 53

Astenuti 1

Maggioranza 27

Favorevoli 52

Contrari 1

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 4 al quale è stato presentato un emendamento.

(Si riporta il testo dell'articolo e degli emendamenti:

Art. 4

Norma finanziaria

1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutati in euro 2.100.000 per l'anno 2005 e in euro 3.000.000 per ciascuno degli anni 2006 e 2007; agli oneri per gli anni successivi si provvede mediante legge finanziaria.

2. Nel bilancio regionale per gli anni 2005, 2006 e 2007 sono apportate le seguenti variazioni:

In aumento

UPB S08.014

Finanziamenti agli enti strumentali

2005 euro 1.500.000

2006 euro 2.000.000

2007 euro 2.000.000

UPB S02.045

Oneri per il trattamento economico dei dipendenti ivi compreso il salario accessorio

2005 euro 450.000

2006 euro 760.000

2007 euro 760.000

UPB S02.067

Oneri di fine rapporto

2005 euro 25.000

2006 euro 40.000

2007 euro 40.000

UPB S02.068

Versamenti di contributi previdenziali

2005 euro 125.000

2006 euro 200.000

2007 euro 200.000

In diminuzione

UPB S03.006

Fondo per nuovi oneri legislativi di parte corrente

2005 euro 2.100.000

2006 euro 3.000.000

2007 euro 3.000.000

mediante riduzione delle sottoelencate voci della tabella A allegata alla legge regionale 21 aprile 2005 n. 7 (legge finanziaria):

2005 voce 3) euro 1.630.000

voce 5) euro 470.000

2006 voce 5) euro 3.000.000

2007 voce 5) euro 3.000.000

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 4

Dopo l'articolo 4 è aggiunto il seguente:

"Art. 4 bis

Entrata in vigore

La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione nel BURAS." (15)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 15 ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Uras, relatore.

URAS (R.C.), relatore. Il parere sull'emendamento è favorevole.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Procediamo ora alla votazione finale del disegno di legge numero 114/A.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge 114/A.

Rispondono sì i consiglieri: ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - AMADU - CAPELLI - CONTU - DIANA - LA SPISA - LADU - LIORI - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - SANNA Matteo - VARGIU.

Risultato della votazione.

PRESIDENTE: Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 55

Votanti 42

Astenuti 13

Maggioranza 22

Favorevoli 42

(Il Consiglio approva).

Con questa votazione termina la seduta. I lavori riprenderanno domani alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 20 e 38.