Seduta n.316 del 06/03/2003 

CCCXVI Seduta

Giovedì 6 Marzo 2003

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Salvatore Sanna

La seduta è aperta alle ore 10 e 37.

Licandro, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di mercoledì 26 febbraio 2003, che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Piero Carloni ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 6 marzo 2003. Poichè non vi sono opposizioni questo congedo si intende accordato.

Discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione degli articoli del disegno di legge numero 383/A (legge finanziaria 2003). Si dia lettura dell'articolo 1.

Licandro, Segretario:

CAPO I

Disposizioni di carattere finanziario
e programmatico

Art. 1

Disposizioni di carattere finanziario

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata, ai sensi dell'articolo 37 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11 (Norme in materia di bilancio e di contabilità della Regione), a contrarre uno o più mutui o, in alternativa, ad emettere prestiti obbligazionari da essa esclusivamente garantiti, per un importo di euro 1.572.975.000 (UPB E03.032 - Cap. 51005), così ripartito:

a) euro 1.161.655.000 per l'anno 2003, di cui euro 603.773.000 quale quota già autorizzata dall'articolo 1, comma 1, della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7;

b) euro 411.320.000 per l'anno 2004, quale quota già prevista dalla normativa di cui alla lettera a).

2. Le spese al cui finanziamento è possibile provvedere mediante l'autorizzazione di cui al comma 1 sono indicate, a' termini dell'ultimo comma del succitato articolo 37, nella tabella D) allegata alla presente legge.

3. L'Amministrazione regionale è, altresì, autorizzata nell'anno 2003 a contrarre uno o più mutui per un importo complessivo pari a euro 3.378.661.000 (UPB E03.032 - Cap. 05006) per la copertura del disavanzo di amministrazione presunto al 31 dicembre 2001 - pari a euro 2.993.461.000 - e per la copertura del saldo finanziario negativo presunto alla data del 31 dicembre 2002, pari a euro 385.200.000, derivanti dalla mancata contrazione dei mutui autorizzati e destinati ad investimenti in opere di carattere permanente.

4. L'autorizzazione alla contrazione dei mutui per l'anno 2002, disposta dalla legge regionale 9 agosto 2002, n. 13, è rinnovata nell'anno 2003.

5. Per la contrazione dei mutui di cui ai commi 1 e 3 valgono le condizioni e le modalità previste dall'articolo 1, commi 4, 5, 6, 11, 12, 13, 14 e 15 della legge regionale 8 marzo 1997, n. 8 (legge finanziaria 1997).

6. L'ammortamento dei mutui di cui ai precedenti commi decorre per una quota capitale di complessivi euro 1.000.000.000 dal 1° gennaio 2003, dal 1° gennaio 2004 per la restante quota di quelli autorizzati nel 2003 e dal 1° gennaio 2005 per quello autorizzato nel 2004.

7. Gli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo sono valutati in:

2003 euro 93.113.000

2004 euro 446.726.000

2005-2017 euro 485.016.000

2018 euro 391.903.000

2019 euro 38.270.000

8. Nelle tabelle A e B, allegate alla presente legge, sono indicate le voci da iscrivere nei fondi speciali per il finanziamento dei provvedimenti legislativi che si prevede possano essere approvati nel corso degli anni 2003, 2004, 2005; i relativi stanziamenti sono determinati come segue:

a) fondo speciale per spese correnti
(UPB S03.006 - Cap. 03030)

2003 euro 56.540.000

2004 euro 20.949.000

2005 euro 23.049.000

b) fondo speciale per spese in conto capitale (UPB S03.007 - Cap. 03035)

2003 euro 7.747.000

2004 euro 5.165.000

2005 euro 5.165.000

9. A' termini dell'articolo 13, comma 1, della legge regionale n. 11 del 1983, così come modificato dall'articolo 7, comma 2, della legge regionale 9 agosto 2002, n. 15, gli importi da iscrivere negli stati di previsione della spesa del bilancio per gli anni 2003-2005, relativamente alle spese di cui le vigenti norme determinano gli stanziamenti o fanno rinvio alla legge finanziaria, restano determinati nella misura indicata nell'allegata tabella C.

10. In conformità a quanto disposto dall'articolo 29, comma 18, della Legge 27 dicembre 2002, n. 289, il disavanzo finanziario, per l'anno 2003, dei comuni con popolazione superiore ai 5000 abitanti è calcolato sulla base dei parametri previsti dal comma 7, nonché dalla lettera e) del comma 5 della stessa legge.

PRESIDENTE. All'articolo 1, sono stati presentati i 14 emendamenti. Se ne dia lettura.

Licandro, Segretario:

Emendamento soppressivo totale Fadda - Sanna Gian Valerio - Biancu - Selis - Secci - Dore - Granella - Giagu

L'articolo 1 è soppresso. (104)

Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Selis - Biancu - Dore - Granella - Giagu - Secci

Il comma 1 dell'articolo 1 è soppresso. (103)

Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Selis - Biancu - Dore - Granella - Giagu - Secci

Il comma 2 dell'articolo 1 è soppresso. (102)

Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Selis - Biancu - Dore - Granella - Giagu - Secci

Il comma 3 dell'articolo 1 è soppresso. (101)

Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Selis - Biancu - Dore - Granella - Giagu - Secci

Il comma 4 dell'articolo 1 è soppresso. (100)

Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Selis - Biancu - Dore - Granella - Giagu - Secci

Il comma 5 dell'articolo 1 è soppresso. (99)

Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Selis - Biancu - Dore - Granella - Giagu - Secci

Il comma 6 dell'articolo 1 è soppresso. (98)

Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Selis - Biancu - Dore - Granella - Giagu - Secci

Il comma 7 dell'articolo 1 è soppresso. (97)

Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Selis - Biancu - Dore - Granella - Giagu - Secci

Il comma 8 dell'articolo 1 è soppresso. (96)

Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Selis - Biancu - Dore - Granella - Giagu - Secci

Il comma 9 dell'articolo 1 è soppresso. (95)

Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Selis - Biancu - Dore - Granella - Giagu - Secci

Il comma 9 bis dell'articolo 1 è soppresso. (94)

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Granella - Giagu - Secci - Selis

nel comma 8 gli importi di cui alla lettera a e b sono così modificati:

a) fondo speciale per spese correnti (UPB S03.006 - cap. 03030)

2003 euro 16.540.000

2004 euro 10.949.000

2005 euro 13.049.000

b) fondo speciale per spese in fondo capitale (UPB S03.007 - cap. 03035)

2003 euro 47.747.000

2004 euro 15.165.000

2005 euro 15.165.000 (105)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 1

Disposizioni di carattere finanziario

E' inserito il seguente comma:

9 bis. Il comma 7 dell'articolo 3 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7, è abrogato. (34)

Emendamento aggiuntivo Biancu - Fadda - Selis - Secci - Giagu - Dore - Granella

Dopo il comma 9 è inserito il seguente:

9 bis. Al fine del contenimento della spesa pubblica, fino a diversa disposizione, gli enti regionali, le ASL, le aziende regionali e ogni altro organismo dipendente dal finanziamento della Regione sarda, destinano alla pubblicità istituzionale non oltre gli importi già destinati nel 2002 a tale finalità, diminuiti del 10%. (106)

PRESIDENTE. Colleghi, come voi sapete, gli articoli e gli emendamenti possono essere votati anche a scrutinio segreto. Tuttavia, voglio ricordare - lo dico adesso per evitare che ci siano polemiche dopo - che non possono essere votati a scrutinio segreto articoli che possono determinare la bocciatura della legge finanziaria, nel senso che il voto segreto può intervenire sulla finanziaria e modificarne una parte anche sostanziale - questo naturalmente dipende dal dibattito e dalla volontà complessiva dell'Aula - ma nessun voto segreto può di fatto svuotarla e annullarla.

Detto questo, il Regolamento prevede che il Presidente valuti e decida. Lo dico per evitare polemiche dopo. Se c'è bisogno che ci fermiamo a parlare di questo, ci fermiamo a parlarne, facciamo una Conferenza dei Capigruppo. Però io non vorrei che ci fossero polemiche dopo.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Ritengo che, se lei valuta che sia opportuno, possa sempre convocare la Conferenza dei Capigruppo che però ha un'altra funzione, quella di ordinare, per quanto possibile, e prevedere le modalità attraverso cui si svolgono i lavori del Consiglio. Ma la Conferenza non ha sicuramente la competenza ad interpretare il Regolamento o ad applicare il Regolamento.

Ora, risulta del tutto singolare questa premessa presidenziale ai lavori del Consiglio regionale che sta per affrontare il merito della finanziaria; una premessa che, sostanzialmente, dice al Consiglio: "Tu potresti anche bocciare, non condividere cioè, interamente, parte per parte, tutta la finanziaria, però, caro Consiglio, io ti avverto che, se anche tu non condividessi, parte per parte, tutta la finanziaria, la finanziaria rimane in piedi". Io non comprendo. Chiedo di essere aiutato a capire che cosa può significare una tale asserzione preliminare, che non voglio qualificare. Come dire: "Fate quello che volete, tanto la finanziaria, io con decreto presidenziale dico che comunque ci sarà". Si vedrà!

I regolamenti non sono privi di valore giuridico, sono emanati per essere applicati!

Il Presidente di un'Assemblea applica il Regolamento. Non sancisce in premessa che qualunque sia la volontà del Consiglio, del Parlamento, quella volontà non vale! Non è questione di Conferenza, se si vuole la si faccia, però è una questione che va preliminarmente risolta nel Consiglio regionale. Se si vuole riunire la Conferenza perché decida il modo attraverso cui il Consiglio regionale risolva preliminarmente questa questione, va bene, ma non la si può riunire per dire che, qualunque sia la volontà del Consiglio, quella volontà non vale! Perché questo non c'è nel Regolamento, e non ci può essere in nessun Regolamento!

In ogni caso, questa non è una questione procedimentale, qui siamo di fronte ad una affermazione del tutto astrusa, ma ho detto che non l'avrei qualificata, e sto già qualificandola, ma ben si comprende qual è il senso, qual è il pensiero che è contenuto in questa mia osservazione preliminare. Quindi, veda lei come procedere, però non veda, perché non può vederlo lei, quanto vale il voto del Consiglio regionale.

Io immagino che sarà un voto di grande fiducia alla Giunta, di grande coesione di maggioranza, di celere e convinta entusiastica approvazione della finanziaria in tutte le sue parti! Penso che sarà così. Ma se non fosse così, sarà ugualmente la volontà sovrana, libera e limpida di un Consiglio regionale, che non può essere, né in premessa né in commento, in alcun modo messa in discussione.

PRESIDENTE. Non ho alcuna intenzione né di imbavagliare né di condizionare il volere dell'Assemblea che si esprimerà liberamente, naturalmente nei modi previsti dal Regolamento; né intendevo scaricare responsabilità di interpretazione del Regolamento su altri. Sono responsabilità che competeno al Presidente, e il Presidente se ne assumerà, come sempre, la responsabilità fino in fondo.

Volevo che insieme decidessimo un po' di regole; io credo che possa essere utile. Quindi, sospendo la seduta e convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 47, viene ripresa alle ore 11 e 56.)

PRESIDENTE. Procediamo ora all'illustrazione degli emendamenti.

Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento numero 104.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, l'emendamento 104 è l'emendamento che prevede la soppressione dell'articolo 1.

Credo che...

(Brusio in Aula)

Presidente, io parlo se l'Aula ha un comportamento coerente, se no ci diciamo che facciamo un po' di baldoria e interrompo il mio intervento.

PRESIDENTE. Colleghi, l'onorevole Sanna Gian Valerio ha diritto ad essere ascoltato e soprattutto a non essere disturbato. Se qualcuno non è interessato, si può accomodare da un'altra parte. Onorevole Scano, le dispiace?

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Preferirei, Presidente, se lei è d'accordo, procedere in maniera continuativa a illustrare tutti gli emendamenti che portano la mia firma, perché possiamo anche economizzare del tempo...

PRESIDENTE. Siccome sono stati presentati numerosi emendamenti, per abbreviare i tempi previsti dal Regolamento, diamo la possibilità ai presentatori di illustrare, nel tempo più breve possibile, tutti gli emendamenti che portano la loro firma.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Farò così, anche perché mi riservo di intervenire successivamente nella discussione generale.

Dicevo, gli emendamenti da noi presentati riguardano la soppressione dell'articolo 1 e, a seguire, la soppressione di tutti i commi di questo articolo.

Al di là del significato politico, che intende in qualche modo dare una risposta a questa sorta di mal celato fastidio, che la Giunta e l'Assessore competente manifestano ad ogni angolo, rispetto all'affronto che si farebbe in chiave tecnica alla finanziaria, mettendo in discussione l'articolo 1, voglio ricordare solo una cosa, anche in chirurgia, quando il sistema circolatorio non funziona, si passa ad una circolazione extra corporea, perché tale sistema non è in grado di rispondere alle esigenze fondamentali per la vita. Così avviene anche per il bilancio. Noi riteniamo che l'articolo 1 rappresenti il cuore, il motore, la base essenziale della manovra finanziaria che, non sto a ripeterlo, è nel giudizio complessivo, escluso quello ottuso che vi accompagna, una manovra finanziaria devastante, inutile e frutto di una serie di manchevolezze ma anche di incompetenze che vado a indicare.

Non mi soffermo sulla politica dell'indebitamento - è stato già fatto - non mi soffermo sulla mancanza di politiche delle entrate, vedo solo, al comma 8, la conferma colpevole di questa logica di incremento delle spese correnti a scapito delle spese di investimento. Siamo ai due terzi delle risorse complessive, il che vuole dire che questa Giunta intende, anche nel corso di questo anno finanziario, incentivare questo squilibrio privilegiando l'incremento delle spese correnti, quelle che poi distingueremo in questa lunga finanziaria. Le distingueremo e vi indicheremo anche dove avete esagerato, in questo campo, tra consulenze, studi e tutte le altre spese discrezionali che caratterizzano questa finanziaria.

Poi c'è il comma 10, che richiama il cosiddetto patto di stabilità e vi inviterei, Assessore, a scriverlo con migliore lessico. In questo comma, si dice infatti che il disavanzo finanziario, per l'anno 2003, dei comuni con popolazione superiore ai 5000 abitanti è calcolato sulla base dei parametri previsti dal comma 7, nonché della lettera E del comma 5. Di quale articolo, Assessore?

Vorrei, inoltre, sapere se lei ha letto il comma 18 dell'articolo 29, della legge 27 dicembre 2002, numero 289, al quale si fa riferimento e se la Regione Sardegna, come prevede questo comma, ha concordato - perché i termini si stanno avvicinando, il 31 marzo è vicino - con il Ministero dell'Economia, il livello delle spese correnti e dei relativi pagamenti, se questo adempimento è stato fatto o non è stato fatto e se ha qualche rilievo il fatto che la finanziaria nazionale non solo vi indica di interessarvi delle problematiche che attengono ai comuni, ma nel dispositivo finale dice che, quando queste norme non fossero in contrasto con i rispettivi statuti, si applicano anche alle Regioni a Statuto speciale. Credo che qualche ragionamento, sul rispetto del Patto di stabilità, lei abbia il dovere di farlo in quest'Aula, non fosse altro per un elemento di chiarezza complessiva sull'entità di una manovra che è cominciata nel peggiore dei modi, con una serie di bugie, a cominciare dalla relazione del Presidente della Commissione, che ci viene a dire che è stata rifinanziata la legge sull'occupazione giovanile in questa Regione.

È probabile che vi sia sfuggito che UPB S01.032, su quella legge, il testo del proponente ha residui zero, competenza zero e cassa zero, e il testo della Commissione ha residui zero, competenza zero e cassa zero. Ed è questo l'elemento che ci sorprende maggiormente, così come ci sorprende che lei, Assessore, ci abbia presentato, il 18 novembre, il disegno di legge di approvazione del rendiconto finanziario 2001, dove dichiara un disavanzo finanziario di seimila miliardi, e ci proponga, in questa finanziaria, con la consapevolezza di un andamento finanziario del 2002 tutt'altro che roseo rispetto alle medie fino a oggi conseguite, una copertura del disavanzo di seimila e seicento miliardi, facendoci credere che, nel 2002, avete realizzato una performance superiore, complessivamente, alla media realizzata nella complessiva esperienza dell'autonomia regionale.

Io credo che queste bugie stiano a dimostrare il nostro veder bene in questa finanziaria e nella filosofia che la accompagna.

Dico due parole sull'emendamento numero 105, nel quale noi proponiamo, in coerenza con le cose dette, la riquantificazione nella corretta proporzione del fondo speciale per le spese correnti rispetto a quelle in conto capitale. Ed è chiaro che, attraverso questo emendamento, ci proponiamo di riservare questo compito funzione al Consiglio, perché, anche a questo proposito, bisogna dire che, con questo tipo di impostazione, la Giunta regionale vuole impedire al Consiglio regionale la libera esplicazione, necessaria e coerente, della propria funzione legislativa, perché, quando si limita lo stanziamento del fondo speciale e del fondo nuovi oneri legislativi in questo modo, credo che sia molto problematico immaginare per il Consiglio regionale un anno in cui possa produrre nuove leggi. Basterebbe guardare la raccolta delle leggi del 2002 per capire che cosa ha prodotto questo Consiglio regionale, in campo legislativo, nel 2002, è poco meno che un fascicolo di poche pagine della cui consistenza, in termini quantitativi, possiamo solo vergognarci e il cui merito è totalmente ascrivibile al lavoro che, nelle Commissioni, hanno fatto le opposizioni e a ciò che esse hanno consentito di fare in quest'Aula..

Segnalo infine l'emendamento 106 che vuole proporre, in maniera provocatoria, all'Aula il tema della pubblicità istituzionale, in un regime finanziario di restrizioni...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, mi scusi. Colleghi, io capisco che chi parla abbia grandi difficoltà perché non riesce neanche a sentirsi. Per cortesia! Prego onorevole Sanna.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari - P.S.). Dicevo che l'emendamento vuole proporre, in maniera provocatoria, all'Aula, non alla Giunta, che ovviamente non solo è insensibile rispetto a questo tema, ma è il motore propulsore, in senso negativo, delle cose che invece noi vogliamo correggere, perché riteniamo che il contenimento della spesa che non possa realizzarsi solo tagliando le risorse ai settori produttivi ed ai comuni, che significa, in altre parole, tagliare il diritto ai servizi elementari dei cittadini, ma si fa anche con la limitazione delle spese di pubblicità istituzionale degli Enti regionali, delle Aziende sanitarie, dei Consorzi, che comprano diari per le scuole a tutta la Sardegna, che comprano calendari, con l'obiettivo di pubblicizzare il nome del direttore generale, che fanno viaggi alla "BIT" per pubblicizzare la presenza dei loro amministratori, in una vacanza di tre giorni, con una vergogna complessiva del sistema Sardegna. A queste cose bisogna mettere rimedio prima di tutto, perché sono la fonte di uno stile della politica che sta pervadendo tutto il sistema istituzionale della Sardegna e che sta facendo proseliti in un mondo della politica che sta diventando sempre più sensibile...

PRESIDENTE. Date un po' di tempo al collega perché deve illustrare tutti gli emendamenti.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari - P.S.)… Alle remunerazioni piuttosto che alla produzione politica. Noi proponiamo, con questo emendamento, che la spesa per la pubblicità istituzionale degli enti, che sono finanziati con fondi della Regione, non possa superare l'ammontare degli stanziamenti del 2002, diminuiti del 10 per cento. E' un segnale che è necessario dare, e che poi specificheremo, anche per quanto riguarda direttamente le scelte che sono contenute nella finanziaria, che rappresentano il vero apice di una situazione vergognosa, nello stile politico, che lei, Presidente Pili, avrà modo di osservare, con testimonianze ed atti documentali che noi produrremo in quest'Aula ai colleghi distratti, che non si rendono conto che, mentre il dibattito politico langue, lei vuole solo pubblicizzare, servendosi di questi fondi, la sua immagine nel territorio in attesa di essere riproposto come leader della coalizione che la esprime.

Io credo che avremo modo di tornare su questo, nel corso della discussione di questa finanziaria, che, vi annunciamo, non sarà né ostruzionistica né priva di contenuto critico. Noi l'abbiamo fatto negli anni passati e lo faremo anche quest'anno, perché è un nostro dovere.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA

(Segue SANNA GIAN VALERIO) E' principalmente un dovere morale far capire, a noi e a quelli che stanno fuori di qui, il senso delle scelte che avete fatto e dove ci volete portare.

Ed è per questo che questo articolo 1 ha bisogno di una circolazione extracorporea. Forse avrebbe bisogno di un ripensamento da parte di coloro che lavorano su un bilancio che è stato trasportato in quest'Aula quasi con un vagone ferroviario e che dimostra, anche per la prolificità degli emendamenti, di cui quasi la metà è vostra, non è nostra, la degenerazione del sistema finanziario della Regione che voi non solo non avete riformato ma non siete neanche in condizioni di arginare. Avete diminuito l'area di produzione normativa del Consiglio, questo sì, perché ritenete che sia giusto - e lo vedremo nel proseguo del dibattito - che nessuno possa darvi fastidio, che sia giusto sottrarvi al giudizio sul vostro operato, omettendo i dati oggettivi che possono consentirci di dare un giudizio politico sulla vostra attività e sulla vostra efficienza.

Mi riservo di dare un giudizio complessivo sulle finalità che si propone e si proporrà, credo, tutta l'opposizione, nel proseguo dell'esame di questa finanziaria. Cosa vogliamo fare noi, innanzitutto per essere coerenti con le nostre denunce e il nostro impegno e la nostra volontà di correggere questa finanziaria, e perché non vorremmo anche che essa fosse per qualcuno l'alibi, per ricostruirsi una verginità politica, per l'appuntamento di fine legislatura, quando non potrà fare a meno di essere giudicato e valutato, anche per la dimostrazione di demagogia e di mancanza di strategia che ci avete dato con questa finanziaria?

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sanna. Lei ha illustrato gli emendamenti sino al 105, passiamo ora all'emendamento aggiuntivo numero 34 della Giunta regionale.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio per illustrare l'emendamento aggiuntivo numero 34

MASALA, (A.N.) Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Lo scopo della norma che si intende abrogare è quello di esonerare i fondi unici di rotazione dalla limitazione dei trasferimenti per quote quadrimestrali di liquidità. In realtà, così scritta, elimina anche il concerto dell'Assessore della programmazione, nell'assegnazione dei trasferimenti agli istituti; quindi con l'abrogazione si ripristina il concerto e non è più necessaria, in quanto inserita nell'articolo 1 comma 6, la gestione nei pagamenti in rapporto alla liquidità di cassa.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 106 ha facoltà di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari -P.S.). Sia dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.

BALLETTO (F.I. - Sardegna), relatore. La Commissione ha espresso parere contrario agli emendamenti numero 104, 103, 102, 101, 100, 99, 98, 97, 96, 95, 94, 105 e 106. Esprime parere favorevole sull'emendamento numero 34.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta non accoglie gli emendamenti numero 104, 103, 102, 101, 100, 99, 98, 97, 96, 95, 94 e 105.

L'emendamento numero 34 è della Giunta.

Sull'emendamento numero 106 esprime parere contrario, ma ritiene di dover precisare che non è opportuno inserirlo in norma, basta dare tale indirizzo. Per esempio, per gli enti strumentali, è stato già dato un indirizzo del genere, anche molto più pesante di questo. Spetta agli organi di vigilanza verificare questo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (Gruppo Misto). L'articolo 1, come è noto, è l'articolo che contiene diciamo l'architettura finanziaria del bilancio.

Si è parlato molto, in questi anni, della questione dell'indebitamento, se ne è anche fatta materia di propaganda in modo massiccio, questo per altro può anche essere comprensibile. Ma, al di là delle discussioni, al di là delle operazioni propagandistiche, al di là delle operazioni pubblicitarie, quello che rimane è che il debito della Regione, nel corso di questa legislatura, è cresciuto a dismisura; è un fatto che noi abbiamo segnalato e denunciato in termini molto chiari e molto energici.

Ora, io prendo la parola non per ripetere cose che io stesso ed altri colleghi abbiamo detto tante volte, ma per sottolineare due punti, anche in risposta ad affermazioni che abbiamo udito in questi giorni, nel corso della discussione generale, da parte di colleghi della maggioranza e della Giunta.

Il primo dato è questo, si è detto che il disavanzo - lo ha detto in particolare il Presidente della Commissione Bilancio, relatore di maggioranza collega Balletto - si è ridotto rispetto al 2002. È vero che c'è una riduzione del disavanzo d'amministrazione rispetto al 2002, però, badate, colleghi, le oscillazioni, per quanto riguarda l'andamento del disavanzo d'amministrazione, sono un fatto abbastanza ovvio; è chiaro che, passando da un esercizio all'altro, a seconda delle operazioni che avvengono sui residui, a seconda della gestione complessiva, a seconda della contrazione o meno dei mutui, a seconda del livello di spesa molto basso, a seconda di tutta una serie di variabili finanziarie e contabili, può anche accadere che il disavanzo abbia, nel quadro di una linea di oscillazione, una certa riduzione.

Quello che però non potete in nessun modo negare, non potete in nessun modo contestare, è il trend di questi anni. Il trend di questi anni dice che, in tre - quattro anni, siamo andati vicini a triplicare il debito, non a incrementare, a triplicare, quindi lasciamo stare il fatto che, rispetto all'anno scorso, ci può essere una qualche oscillazione che può essere valutata positivamente; ammettiamolo pure, ma nel quadro di un trend disastroso.

La seconda osservazione - anche questa la faccio in termini molto espliciti e molto chiari - riguarda invece il ricorso al debito, il fabbisogno finanziario per l'esercizio 2003; perché qui si continua a parlare di esigenza di risanamento, si continua a parlare di necessità di limitare il debito, si continua a parlare della necessità di avviare una manovra di risanamento, e poi però ci ritroviamo un ricorso al debito di un miliardo e 161 milioni di Euro per il 2003.

Io ho già avuto modo di dire nella relazione, e quindi non lo ripeto se non per un brevissimo cenno, che non è corretto fare l'operazione che qualcuno ha tentato di fare, e cioè scomputare da questo dato, un miliardo e 161 milioni di Euro, seicento milioni di Euro, in quanto sono stati già autorizzati dall'articolo 1 della finanziaria precedente.

(Interruzioni)

Certo, ma quando si calcola l'entità del fabbisogno e il ricorso al debito naturalmente vanno sommati i mutui già autorizzati per quell'esercizio, perché ciò è stato fatto in sede previsionale nel quadro del bilancio triennale, con l'ulteriore ricorso al debito che viene autorizzato nella finanziaria relativa all'esercizio in questione. Quindi non facciamo il gioco delle tre carte. Il ricorso al debito per il 2003 è questo identificato nella lettera a) del primo comma dell'articolo 1: 1 miliardo 161 milioni di debito. Ed è un ricorso al debito a livelli record, è uno dei dati più alti mai toccati in questi anni, se non è il primo è il secondo. Non credo che andiamo più in là, se non è il secondo è il terzo, ma insomma va sul podio, o è medaglia d'oro, o è medaglia d'argento o è medaglia di bronzo, sempre lì siamo. Si continua a dire: "Combattiamo l'indebitamento" e si continua a ricorrere a man bassa a un indebitamento record per fare operazioni che non sono nemmeno dotate di una strategia economica e finanziaria, cioè ci si indebita in modo un tantino superficiale, perché la Regione Sardegna sta mantenendo un alto livello di spesa che non si può permettere, e questo alto livello di spesa non è però tutta spesa produttiva, che se fosse spesa produttiva il problema andrebbe impostato naturalmente in modo diverso. Questo alto livello di spesa è la somma, da una parte, della spesa obbligatoria, dall'altra, certo, anche degli investimenti ma anche di una massa enorme di spesa improduttiva.

In sostanza, noi stiamo, anzi voi state finanziando, con un ricorso assolutamente irragionevole e spropositato al debito, una massa notevole di spesa improduttiva, che andrebbe invece risanata, andrebbe presa di petto e andrebbe riqualificata e riconvertita in direzioni che siano limpidamente leggibili, come scelte per lo sviluppo, per il lavoro e per la modernizzazione complessiva del sistema.

Io concludo dicendo che questo sistema non si potrà portare avanti e che, chiunque vinca le prossime elezioni - spero naturalmente che le vinca l'Ulivo, il centrosinistra - in materia di politica economica e finanziaria, sarà obbligatorio, sarà inevitabile, sarà inesorabile voltare pagina, perché con questo andazzo si va in una direzione che, in pochissimi anni, sarebbe davvero insostenibile.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS (Rif. Sardi-U.D.R.). Signor Presidente, io mi collego a quello che testé ha detto l'onorevole Scano e concordo con il finale del suo discorso. Avevo anche predisposto un emendamento soppressivo dell'articolo 13 della legge regionale di contabilità, la numero 11 dell'83, una legge che ormai ha vent'anni e che, probabilmente, non risponde più alle esigenze della società moderna, ma anche perché tutti quanti insieme avevamo dato già una valutazione - l'onorevole Scano se lo ricorderà - in occasione dell'approvazione del DPEF, quando avevamo detto che da strumento generale il DPEF doveva diventare uno strumento cogente nei confronti del bilancio della Regione.

Allora noi avevamo voluto affermare la corrispondenza delle linee strategiche di programmazione dello sviluppo e della crescita economica della Sardegna con la destinazione delle risorse disponibili. Qualcuno potrebbe, onorevole Scano, sostenere, eccepire o osservare che si vorrebbe tornare indietro, all'antico, ad un periodo storico superato. Così non è, perché andiamo invece verso gli obiettivi che tanto la Giunta del centrosinistra quanto questa Giunta hanno detto di voler perseguire, cioè la modernizzazione e la semplificazione di tutta la struttura economica e finanziaria della Regione, per snellire le procedure e finalizzare la spesa verso gli investimenti, favorendo sviluppo, lavoro e occupazione. Oltretutto, l'esperienza maturata in questi anni ci conferma nella convinzione che la legge finanziaria regionale non solo non ha conseguito i risultati che si prefiggeva, ma è servita a scardinare il sistema legislativo vigente e le ordinarie procedure di approvazione delle leggi; anche a livello nazionale - lo abbiamo osservato numerose volte e denunciato - la legge finanziaria dello Stato ha portato addirittura a sovvertire, a snaturare la gerarchia delle norme, tant'è che la legge finanziaria è stata utilizzata dallo Stato per porre norme di principio attraverso le quali limitare, se non addirittura sottrarre, anche i poteri che alla nostra Regione spettano perché costituzionalmente garantiti.

La legge finanziaria era stata introdotta nell'ordinamento nel 1983, l'onorevole Selis lo ricorderà, in quanto gli ideatori ritenevano che si sarebbero così potuti superare i limiti propri della legge di bilancio, che, essendo solo legge formale, poteva recepire esclusivamente la legislazione vigente e non poteva prevedere modifiche alla stessa e conseguentemente nuovi interventi e nuove maggiori spese.

La legge finanziaria invece è diventata legge sostanziale e si poneva l'obiettivo di superare questa rigidità potendo incidere sulle risorse finanziarie disponibili e indirizzarle di conseguenza, attraverso modifiche alla legislazione vigente o con l'introduzione di nuove previsioni di interventi, verso settori e impieghi ritenuti necessari per attuare le strategie dello sviluppo. Ma due fattori oggi mettono in discussione l'utilità, quindi il permanere di un tale strumento nell'ordinamento regionale: il primo è quello, già messo in evidenza, dell'introduzione del DPEF, come abbiamo detto tante volte, come regolatore e indicatore dei processi di sviluppo e per un utilizzo buono delle risorse; strumento, quindi, cogente nei confronti del bilancio, che rende superflua o addirittura interferente, e perciò superata e nociva, la legge finanziaria così come è oggi. Il secondo fattore è proprio nel fallimento di fatto della legge finanziaria rispetto agli obiettivi per i quali era stata voluta: da strumento operativo della programmazione economica è diventata lo strumento del contingente, la scorciatoia per superare e per aggirare la formazione canonica delle leggi, per conseguire obiettivi di spinte particolaristiche (io non ho mai visto tanti emendamenti come in quest'ultimo periodo), individuando nuovi e diversi interventi rispetto a quelli correttamente programmati, e facendo lievitare, come diceva l'onorevole Scano, a dismisura la spesa. L'Assemblea legislativa ha assunto così di fatto il ruolo di ente di gestione, non più di ente di programmazione, regolatore degli interessi contrapposti. E' stata snaturata in tal modo la ripartizione istituzionale di poteri e di funzioni tra organi legislativi e organi esecutivi.

La legge finanziaria ha assunto così due grandi connotazioni negative: da un lato, le continue, e spesso contradditorie modifiche alle leggi vigenti hanno reso difficile a tutti, anche a noi stessi, ai cittadini soprattutto, agli operatori, agli imprenditori e agli amministratori, individuare le norme vigenti, la loro interpretazione e la loro attuazione. Dall'altro, la legge finanziaria si è trasformata in un mezzo di surroga dell'ordinamento ordinario dell'iter legislativo. Le Commissioni di merito, i gruppi politici, i singoli consiglieri, sono di fatto tagliati fuori dall'esame di materie e argomenti di competenza. Viene sconvolto e annullato il procedimento costituzionalmente garantito di formazione e di approvazione delle leggi. A ciò si aggiunge che ormai nulla è precluso alla legge finanziaria, nemmeno nelle materie per le quali la stessa legge istitutiva pone tassativi divieti. La legge stabilisce che non ci devono essere norme per il personale, ma moltissimi emendamenti riguardano questa materia!. E l'Assemblea nel suo complesso, i singoli gruppi politici, i singoli consiglieri, e anche gli Assessori, sono ostaggi di gruppi, di categorie, di singoli, che esercitano ogni forma di pressione per ottenere interventi e privilegi che, attraverso le regole ordinarie di democrazia, difficilmente verrebbero prese in considerazione.

L'esame della finanziaria diventa così una corrida, con uno stuolo di supporter e di tifosi da "dilettanti allo sbaraglio", che in diretta verificano l'ottenimento o meno di quanto richiesto o promesso. E le richieste di tal genere prescindono quasi sempre da un qualsiasi quadro di riferimento programmatorio, sono per lo più carenti sotto il profilo della copertura finanziaria, con il conseguente ricorso all'indebitamento a dismisura. L'eliminazione della legge finanziaria dal sistema di contabilità regionale si pone quindi come esigenza di contenimento della spesa pubblica, e come moralizzazione della vita politica, perché, vedete, in questo modo, nessuno risponde, di niente, gli emendamenti si sprecano, anche in Commissione i fondi vengono presi, spostati e nessuno ne risponde. Se questo avvenisse nell'amministrazione attiva, chissà quale tipo di responsabilità sarebbe riscontrabile! Quindi dobbiamo tornare a utilizzare gli strumenti della democrazia, secondo gli indirizzi primari dell'ordinamento e gli interessi generali della comunità. Ne trarrebbe beneficio la spesa in termini quantitativi e qualitativi che sono elementi imprescindibili, a garanzia dell'ordinamento del quale siamo a un tempo i creatori e i fruitori. senza far venir meno, in questo modo, il carattere fondamentale di astrattezza che le leggi dovrebbero avere.

E' chiaro che adesso noi siamo in presenza della legge finanziaria. Io ho voluto fare queste riflessioni per rendere una testimonianza che può servire per il futuro; adesso siamo chiamati ad analizzare, a votare, a correggere, a emendare questa legge finanziaria, e speriamo di farlo senza creare notevoli danni più gravi di quelli che abbiamo già creato.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Signor Presidente, faccio qualche breve considerazione, anche se potrebbero essere sufficienti le considerazioni fatte poco fa, solo che alle considerazioni fatte, collega Floris, bisognerebbe essere conseguenti, perché le cose che lei ha detto sono assolutamente condivisibili, perché la legge finanziaria, così come il centrodestra in questi ultimi tre anni ce l'ha presentata, è diventata di tutto e di più, è diventata una legge omnibus, a cui qualsiasi cosa può essere agganciata, tranne ciò che prevede la legge di contabilità numero 11 del 1983.

Ma adesso siamo chiamati a fare delle considerazioni su questa manovra, su ciò che questa Giunta ci ha presentato, e le facciamo alla luce dei lavori della terza Commissione, del dibattito che si è fatto qui in aula, della replica dell'assessore Masala che, uso le sue parole, è riuscito per la prima volta a mettere d'accordo tutti. Ci ha messo d'accordo tutti, maggioranza, opposizione, sindacati, tavolo datoriale, organizzazioni delle autonomie locali, nel dire no a questa finanziaria. Questo è l'accordo che l'assessore Masala ha ottenuto E lui stesso lo ha sottolineato in replica.

Bene, alla luce di tutte queste cose, mi pare ci siano non solo le vostre critiche, poco fa ribadite dal collega Floris, ma nei giorni scorsi ribadite soprattutto dai gruppi del centro, o centristi come li chiama il collega Cogodi. Allora, se queste critiche non devono essere lasciate cadere nel vuoto, perché non ci fermiamo, non vi fermate, e lavoriamo seriamente per ristrutturare completamente questa finanziaria?

(Interruzioni)

Le risposte vengono dall'esterno, questa mattina sono sui giornali: un'ennesima bocciatura dei sindacati e del tavolo datoriale, alla luce delle modifiche che voi stessi avete proposto in Commissione e che state proponendo con gli emendamenti. Le risposte vostre questa mattina sono ancora più inquietanti; io metto assieme il tentativo che c'è stato ieri, sulle pagine dei giornali, del Presidente della terza Commissione, collega Balletto, e il tentativo di questa mattina del Presidente dell'Assemblea, l'onorevole Serrenti. Badate, è veramente inquietante che si dica che non succede nulla se l'articolo 1 viene bocciato, che si va avanti con i lavori. E' inquietante. Il collega Balletto, sui giornali di ieri, ha anticipato che la manovra può andare avanti, ma che può essere un'occasione persa se l'articolo 1 viene bocciato.

Badate, l'articolo 1 prevede un ulteriore indebitamento, la contrazione di un mutuo - è stato ricordato anche questo - di 1 miliardo e 100 milioni di euro, cioè 2 mila miliardi di vecchie lire. Non ho capito come si possa chiudere la manovra finanziaria senza questo indebitamento, ce lo spiegherete voi stessi.

Ma la cosa inquietante è che ipotizziate una manipolazione del Regolamento, all'inizio di una discussione che sarà faticosa, che sarà difficile, che vedrà tra di noi un confronto aspro, ma io mi auguro anche momenti positivi. Però, se l'impostazione è questa, è un tentativo di imbroglio. Allora, fugate subito questi dubbi, dite che questa mattina vi siete sbagliati. Il presidente Serrenti, quando è rientrato in aula, ha chiesto scusa all'Aula per il tempo, ritengo. Io mi sono augurato, per qualche secondo, che avesse chiesto scusa per l'enorme gaffe fatta dalla Presidenza, perché, invece di difendere le prerogative di quest'Aula, le ha vistosamente attaccate.

Ma veniamo brevemente al merito. Ho già detto che la contrazione di mutuo prevista in questo articolo è abbastanza consistente, 2.000 miliardi. Si aggiunge a questo il fatto che voi inserite, nella manovra, ciò la Regione ha di credito nei confronti dello Stato, questo giustamente, io lo voglio ricordare per sottolinearlo: 554 milioni di euro di IVA pregressa dal 1999-2000, che lo Stato non ha ancora versato alla Regione. Voglio sottolineare il fatto che questo Governo vi è sempre amico, vi è sempre vicino, appena bussate cassa vi accredita immediatamente le cose! Stiamo parlando di IVA che i sardi hanno versato nel 1999, siamo nel 2003 e siamo ancora a credito.

Torno sull'indebitamento complessivo perché, davvero, non deve capirlo quest'Aula, che presumo abbia letto, capito, sentito più volte, ma lo debbono capire i sardi che l'indebitamento non è, come dice il collega Balletto, in regressione. Non è così, perché siamo passati in pochi anni, in questi quattro anni di centrodestra, da un indebitamento di 3.000 miliardi di lire a un indebitamento di quasi 12.000 miliardi di lire, più precisamente 5 miliardi 850 milioni di euro, che equivalgono a 11.500 miliardi di lire. Allora, a questa emergenza, a questo rischio di bancarotta, qual è la vostra risposta organica? Non c'è una politica di risanamento, non c'è un progetto.

Noi non individuiamo in questa finanziaria una politica di risanamento e una politica delle entrate. Ecco l'essenza vera della finanziaria. Voi dite "no" a emendamenti come il 106, perché dite d'aver fatto già tanto, ma l'emendamento 106 vi pone un problema. Voi lo considerate di poco conto, ma è un problema anche di moralità, vi dice: "Perché non tagliate dai fondi della pubblicità istituzionale solamente il 10 per cento rispetto a ciò che era contenuto nella precedente manovra?". Bene, questo è un segnale al quale dite "no" dicendo che avete già provveduto. Sicuramente non c'era l'Assessore competente, ma altri Assessori, altri colleghi consiglieri, che pure erano lì presenti, hanno notizia degli sperperi degli enti, e in ultimo quelli fatti alla BIT di Milano, ma torneremo su questi argomenti quando ne parleremo in modo specifico. Altro che aver posto freno agli sperperi, assessore Masala, come ha detto poco fa! In questo caso siamo veramente alla dissipazione ed in forme assolutamente preoccupanti.

Quindi nessuna politica di rientro! Voi proponete qualcosa di diverso, altro che politiche di rientro! Andate a rileggervi il comma 11 dell'articolo 20. Siccome si era gelosi del condono generale tombale che il Governo nazionale ha proposto agli italiani per recuperare alcune migliaia di miliardi di lire - lo ha proposto a qualcosa come sei milioni di utenti, rompendo quel patto positivo che gli italiani avevano instaurato con il fisco nazionale - anche noi regionalmente - ma anche su questo torneremo, riprenderemo più volte questo tema - anche noi abbiamo il nostro piccolo condonino all'articolo 20 comma 11, cioè perdoniamo, agli imprenditori che non vogliono pagare i mutui contratti con la Regione Sardegna, le rate scadute e non pagate, o almeno questo si prevede in questo articolo, questa è la vostra politica di rientro.

Mi avvio a concludere molto brevemente. Faccio un'ultima considerazione, dovevamo essere una regione europea, non lo siamo e non vogliamo esserlo in concreto, perché la normativi comunitaria consente la contrazione dei mutui solo qualora sia finalizzata agli investimenti.

PRESIDENTE. Qualche secondo per concludere.

FALCONI (D.S.). Noi non solo non seguiamo questa direttiva, non seguiamo neanche le nostre leggi che pure prevedono la stessa cosa. Non diamo nessuna affidabilità perché le risorse ce le spendiamo per le spese correnti e non per investimenti.

Su tutto, e con questo concludo questo mio breve intervento, aleggia la grande figura del Presidente Pili, aleggia perché è totalmente assente da questa manovra; lui si dedica a grandi opere, a grandi progettazioni, a grandi annunci, noi dobbiamo dedicarci ai problemi dei sardi; è altra cosa!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io ho apprezzato gli interventi oltre che, naturalmente, dei colleghi del centrosinistra, anche del collega Floris, sulla degenerazione della legge finanziaria, una degenerazione che in questa legislatura ha raggiunto livelli patologici.

Allora, io chiedo al collega Floris, che immagino parli almeno per parte della maggioranza, di trovare un tavolo di confronto per cercare, in prospettiva, di riformare l'articolo 13 della legge di contabilità, ma, siccome c'è una degenerazione pazzesca che è rappresentata da questa quantità di emendamenti, per i quali il collega Gian Valerio Sanna ha sottolineato che sono più della maggioranza che dell'opposizione, proviamo adesso a cercare di limitare questa degenerazione. Come? Per esempio, se il Presidente del Consiglio regionale e gli uffici ci aiutassero facendo una disamina degli emendamenti e indicandoci quali sono coerenti con la legge di contabilità e quali non lo sono, l'Aula, nella sua sovranità, potrebbe anche decidere di discutere gli uni e gli altri; ma se la Giunta e la maggioranza, in particolare, dessero il buon esempio, se l'onorevole Floris invitasse la Giunta e la maggioranza, a ritirare tutti gli emendamenti che non sono coerenti con la legge numero 11 del 1983, questo sarebbe un fatto molto apprezzabile.

Io non so se la maggioranza sosterrebbe la richiesta del collega Floris, io dico da subito che, per quello che mi riguarda, questo sarebbe un passo concreto. E siccome questo non è un fatto marginale ma è un fatto fondamentale e determinante, siccome è stato proposto dal collega Floris come un elemento di degenerazione della finanza e di patologia della nostra economia, io credo che questo sia un elemento dirimente, non è un fatto secondario, e io credo che questo fatto specifico debba essere trasformato in ipotesi di lavoro. Cominciate, maggioranza e Giunta - e per quello che mi riguarda sosterrei questa linea - ad eliminare tutti gli emendamenti che sono in contrasto con la legge numero 11. E chiedo alla Presidenza del Consiglio regionale, non di interferire, perché la Presidenza non può dire cosa è ammissibile o non ammissibile, però di fornirci un elenco, una sorta di istruttoria che aiuti l'Aula a capire che cosa è coerente e cosa è non coerente.

Certo è, onorevole Floris, che in prospettiva la finanziaria andrebbe totalmente rivista, questo però non lo possiamo fare adesso, ma adesso possiamo quanto meno ricondurre la finanziaria alla coerenza o almeno tentare di avvicinarla alla coerenza con la legge numero 11.

La seconda considerazione è questa: badate, molti degli emendamenti della maggioranza sono emendamenti di spesa, moltissimi dei nostri emendamenti sono emendamenti soppressivi di spesa, quindi di bonifica; ed allora chi è che degenera la finanziaria, se non la maggioranza e la Giunta? E questo è tanto più grave per la maggioranza e la Giunta, perché hanno avuto tutto il tempo per fare la finanziaria, anzi molto più del tempo per fare la finanziaria, poi l'hanno fatta con mesi di ritardo, e adesso in Aula la rifanno, è una cosa incredibile!

Gli emendamenti dell'opposizione in qualche modo si possono capire, noi non abbiamo partecipato e dobbiamo proporre una sorta di contromanovra. Ma che siate voi i propositori di una contromanovra è quanto meno allucinante! Questo dimostra la schizofrenia della maggioranza e l'inesistenza della maggioranza.

La terza considerazione che vorrei fare è questa: io concordo ancora una volta con il collega Floris e con gli altri colleghi che sono intervenuti, che dovremo in futuro bonificare la legislazione regionale anche dalle funzioni di interferenza del Consiglio regionale, per esaltare le funzioni di controllo e di indirizzo. Io sono disponibile già adesso a rinunciare a molte delle funzioni di interferenza, se le funzioni di controllo sono garantite. Funzioni di controllo garantite significa che la Giunta regionale, la Presidenza del Consiglio ma l'Assemblea in particolare rendono edotti i cittadini, o almeno i consiglieri, almeno la maggioranza, almeno le Commissioni di quelli che sono i contenuti dell'azione amministrativa.

Per fare un esempio: sulla pubblicità istituzionale, a cui si riferisce l'emendamento numero 106, proposto dal collega Gian Valerio Sanna e da altri di noi, noi non vogliamo dare un parere sul fatto che sia giusta o sbagliata, rinunciamo a tutti i pareri, ma dateci le informazioni. Che cosa sta succedendo? Noi chiediamo in quest'Aula al Presidente della Giunta - e chiediamo che la Presidenza del Consiglio tuteli il nostro diritto ad essere non soggetti di amministrazione ma soggetti di controllo - chiediamo al Presidente della Giunta di avere l'elenco delle spese della pubblicità istituzionale.

Per avere questo elenco, io sono anche disposto a rinunciare all'emendamento che prevede la riduzione di questo tipo di spesa. Ma chiedo che la funzione di controllo di quest'Aula possa essere fondata sulla conoscenza. Chiedo che la Presidenza del Consiglio garantisca il mio diritto di essere informato, e quindi faccia chieda alla Giunta gli elenchi della spesa istituzionale che vorremmo poi discutere e conoscere, perché da tempo né la Giunta, né gli Assessori rispondono più alle lettere di richiesta di informazione, in attuazione dell'articolo 105 e di tutte le norme sulla trasparenza; perché se avessimo questi dati, comprenderemmo, cari colleghi, perché c'è questa lievitazione del debito e a cosa è finalizzata. Abbiamo la sensazione che il debito non vada a finanziare investimenti e spese produttive - lo dicevano i colleghi - ma che vada a finanziare spese clientelari, ad una dispersione di risorse a pioggia che non hanno nessuna ricaduta in termini di produttività.

Chiedo ancora alla Giunta che fine ha fatto l'articolo sul monitoraggio della spesa. Ci potete dire che cosa state monitorando? C'è da anni quell'articolo! Che cosa avete monitorato? Ci potete dare un rapporto su questo monitoraggio? Ci potete dare un rapporto sullo stato di attuazione, che ci consenta di conoscere lo stato della spesa e quindi di collaborare con voi - se siete disposti a farlo, partendo dal primo punto al quale facevo riferimento, richiamando il collega Floris - a migliorare la spesa pubblica? Ma se non c'è monitoraggio, se non c'è un rapporto sullo stato d'attuazione, perché non l'avete presentato neanche quest'anno, se non fornite le minime informazioni sulla vostra gestione, sulla pubblicità istituzionale, sulle progettazioni, sul resto delle spese, voi state oscurando la trasparenza e trasformando la vostra gestione in un fatto chiuso, occulto, su cui neanche quest'Aula, immagino neanche la maggioranza, ma sicuramente l'opposizione, non riescono ad avere la minima informazione.

Questa è una violazione dei nostri diritti e forse è anche una violazione dei nostri doveri, e noi non possiamo più rinunciare ai nostri doveri; chiediamo al Presidente del Consiglio e al Presidente della Giunta di darci queste informazioni sulla pubblicità istituzionale, e al Presidente del Consiglio di farsi garante, questa volta sì, di quelli che sono i nostri diritti a conoscere, per legiferare con consapevolezza, con coscienza e con dignità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Io voglio riprendere brevemente il filo del ragionamento che il collega Selis stava avanzando.

Prima di tutto voglio ricordare all'Aula che noi, comunque, stiamo affrontando questa finanziaria sotto la cappa di un atteggiamento di ostilità manifesta da parte del Presidente e dell'Assessore della programmazione, nei confronti non solo di parte di questo Consiglio, e la dimostrazione c'è stata ieri, durante l'incontro con diciassette sindaci che da mesi stanno combattendo per avere i cantieri forestali, e che sono stati invitati a venire qui assieme ai rappresentanti del loro territorio, ai quali Pili ha mandato - e non ho vergogna di dirlo, caro Presidente Pili - il messaggio razzista che li avrebbe incontrati da soli. Fuori la rappresentanza di quei territori, fuori i consiglieri regionali! Ma per quale ragione, Presidente Pili, ha così fastidio del confronto? Quale importante rivelazione doveva fare ai sindaci di quei territori, che non fosse l'esito di una battaglia che, da mesi, insieme abbiamo portato avanti, per trovare sensibilità in una Giunta che ha saputo dire, come unica risposta che ci avrebbe pensato, senza avere depositato un emendamento che andasse in quella direzione? Ed oggi devono prendere atto che, solo grazie all'opposizione, potrete fare qualche intervento, se vorrete. Lo vedremo!

Ma c'è di più. Le frasi pesanti, anche queste discriminatorie, lesive degli interessi degli amministratori locali, pronunciate dall'assessore Masala, all'indomani della visita dei sindaci in quest'Aula, all'indomani di quelle manifestazioni di attenzione che erano state richieste nei confronti degli amministratori locali. Non c'è niente da fare! Questo è disprezzo della democrazia allo stato puro, ed è questo il punto centrale che noi dobbiamo ricordare ai colleghi ed a coloro che, nel silenzio, asseverano questa politica; a quelli che vanno nei loro comuni, a fine settimana, a portare solidarietà ai sindaci, ai pescatori, agli agricoltori, sapendo di prenderli in giro, perché poi sono consegnati al silenzio e all'impossibilità di offrire qualunque tipo di soluzione.

All'onorevole Floris voglio dire una cosa, ma la voglio dire anche all'assessore Fois, visto che è presente: si pone in questa finanziaria lo stesso problema dell'anno precedente, ci sono norme intruse che riguardano il personale, che erano state oggetto di una battaglia notevole ma molto chiara l'anno scorso, con impegni che sono stati onorati e lei deve attestare che sono stati onorati fino in fondo da parte di chi, su questo versante, li ha assunti, un po' meno da parte di altri, e che noi intendiamo riproporre, insieme alla questione del patrimonio regionale, in maniera ferma.

Ci sono leggi organiche che disciplinano queste materie, e noi non vorremmo che l'uso indiscriminato delle norme e degli emendamenti porti più confusione, nel sistema organizzativo della Regione. Lo vorremmo nel suo interesse, Assessore, e quindi io mi associo della proposta del collega Selis di istituire un tavolo su queste materie, e non accetto neanche una critica, fatta per assiomi, dal collega Floris.

Quando, sulla legge numero 11 del 1983, su sessanta interventi emendativi, nell'arco di vent'anni, solo questa Giunta, questo Governo di centrodestra ne ha fatto, negli ultimi quattro anni, più di un terzo. Su sessanta interventi emendativi voi ne avete fatto, in questa legislatura, più di un terzo. A chi state predicando e come possiamo essere conseguenti?

Assessore Masala. le dico un'ultima cosa: a me non interessa che lei liquidi il problema dicendo che sono gli organi di vigilanza che devono provvedere a questo, non è vero! C'è un organo che finanzia gli enti regionali e che ha l'obbligo di dare indirizzi. A dire il vero, comprendo il suo imbarazzo, lo comprendo perché come può lei dire agli enti regionali: "Riducete le spese istituzionali", quando nella finanziaaria di quest'anno lei le ha aumentate del 40 per cento rispetto gli stanziamenti dell'anno scorso? Come potrebbe?

Allora è bene che la gente veda dove vanno i soldi della pubblicità istituzionale. Ci sono qui dentro i finanziamenti della Presidenza della Giunta, di tutti gli Assessorati, dell'ESIT, dell'ISOLA, per fare che cosa? Per ritrarre il Presidente Pili in tutte le posizioni possibili e immaginabili! Per promuovere cose che non hanno senso e che offendono la dignità di questa Regione! Queste cose fate con le pubblicità istituzionali! Cose che non competono assolutamente alla funzione degli enti strumentali! Qui ci sono venti pagine di pubblicità istituzionale di enti finanziati della Regione, per che cosa, per quale finalità? E voi dovreste fare norme di indirizzo o di vigilanza degli enti regionali, quando siete voi quelli che procurano i maggiori danni?

Io ho concluso e voglio dire un'ultima cosa soprattutto agli amici dell'opposizione, perché conosciamo la vostra sordità e la vostra ottusità nella dialettica parlamentare, ai colleghi dell'opposizione voglio dire che ci sono momenti in cui occorre resistere anche quando il vento è contrario, perché, colleghi, la direzione del vento può cambiare, dobbiamo avere fiducia! Diceva Seneca, in un'espressione felice che "il vento aiuta chi sa dove andare" e, state tranquilli, con questi personaggi noi sappiamo dove andare, e il vento ci aiuterà.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sanna. I lavori del Consiglio riprenderanno questo pomeriggio alle ore 17 e 30.

La seduta è tolta alle ore 13 e 01.