Seduta n.411 del 14/05/2008 

CDXI Seduta

(Pomeridiana)

Mercoledì 14 maggio 2008

Presidenza del Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 16 e 55.

SERRA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di giovedì 21 febbraio 2008 (402), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Balia, Ibba, Bruno, Masia, Maninchedda e Pacifico hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 14 maggio 2008.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che nel BURAS numero 16 del 10 maggio 2008 è stata pubblicata la sentenza numero 102 del 2008 della Corte Costituzionale nella quale:

1) si dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 2 della legge regionale 11 maggio 2006, numero 4 ( Disposizioni varie materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo), nel testo originario e in quello sostituito dall'articolo 3, comma 1, della legge regionale 29 maggio 2007, numero 2 (legge finanziaria 2007);

2) si dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 3 della legge regionale numero 4 del 2006 nel testo originario e in quello sostituito dall'articolo 3, comma 2, della legge regionale numero 2 del 2007;

3) si dichiarano inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'articolo 4 della legge regionale numero 4 del 2006, nel testo originario e nel testo sostituito dall'articolo 3, comma 3, della legge regionale numero 2 del 2007;

4) infine, si dichiarano non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'articolo 4 della legge regionale numero 4 del 2006, nel testo originario e nel testo sostituito dall'articolo 3, comma 3, della legge regionale numero 2 del 2007 nonché dell'articolo 5 della legge regionale numero 2 del 2007.

Continuazione della discussione generale del testo unificato numero 154-160-182-226/A "Legge-quadro in materia di consorzi di bonifica" delle proposte di legge Sanciu - La Spisa - Pili - Sanna Paolo Terzo - Rassu - Petrini - Contu - Sanjust - Lombardo - Milia - Licandro - Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo - Oppi - Amadu - Capelli - Cappai - Biancareddu - Randazzo - Ladu - Murgioni - Onida - Cassano - Cuccu Franco Ignazio: "Norme in materia di bonifica e riordino dei consorzi" (154/A); Sanna Alberto - Cuccu Giuseppe - Atzeri - Cachia - Calledda - Corda - Fadda Giuseppe - Uggias: "Legge-quadro in materia di consorzi di bonifica" (160/A); Dedoni - Vargiu - Cassano - Pisano: "Riordino dei consorzi di bonifica" (182/A) e del disegno di legge: "Disposizioni in materia di consorzi di bonifica e delle relative funzioni" (226/A)

PRESIDENTE. Questo è quanto alle comunicazioni. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione generale del testo unificato numero 154-160-182-226/A.

Abbiamo iscritto a parlare l'onorevole Rassu, l'onorevole Stefano Pinna e l'onorevole Oscar Cherchi che concludono la discussione generale.

Sospendiamo per cinque minuti perché i colleghi entrino in aula. Cinque minuti di sospensione.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 59 , viene ripresa alle ore 17 e 06.)

PRESIDENTE. Va bene colleghi, riprendiamo il lavoro, il primo che interverrà è l'onorevole Pinna.

E' iscritto a parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (P.D.). Grazie signor Presidente. Beh, credo che l'esame e la conseguente approvazione della legge di riordino dei Consorzi di bonifica, questo lo si deduce un po' anche dall'andamento del dibattito, non possa prescindere dal riferimento che è stato fatto più volte tanto nella relazione introduttiva del relatore Alberto Sanna, come negli interventi che si sono succeduti in Aula alla legge numero 19 del 2006, una legge importante, proprio perché è stata la legge numero 19 che ha disciplinato finalmente la materia complessa e complessiva del multisettoriale che, in qualche modo, ha tracciato il contesto normativo di riferimento rispetto al quale la legge sui Consorzi di bonifica ne rappresenta un'articolazione, ben consci del fatto che la legge sul riordino dei Consorzi di bonifica è piuttosto un tassello importante che trova una sistemazione partendo dall'importante legge numero 13 con la quale si iniziò a riformare il comparto agricolo in Sardegna, però, è anche altrettanto vero che la legge di riordino dei Consorzi di bonifica interfaccia molto e non poco la riforma, se così possiamo dire, del sistema idrico, non fosse altro se non perché, come è stato ripetuto stamattina più volte, la legge numero 19, in modo particolare l'articolo 19 della legge numero 19, con il quale si riconosce alla Regione la titolarità delle infrastrutture e anche la titolarità delle concessioni, rappresenta il punto di partenza, una sorta di pietra angolare rispetto alla quale si sta costruendo gradualmente questo edificio. Ebbene, stamattina sono stati fatti diversi interventi dove, per alcuni versi, sembra quasi che non si comprenda il senso di una razionalizzazione che è stata già operata e che, a dire il vero, trova un fondamento ancora prima nella stessa legge numero 9 che abbiamo approvato, appunto, nella primavera del 2006. Cioè il principio è che la materia idrica, il bene idrico in quanto bene demaniale va ricondotto ed è stato ricondotto ad unità, in questo senso credo che noi non abbiamo fatto altro che riprendere e applicare la direttiva comunitaria, la numero 2060 del 2000, dove questa direttiva poneva in capo agli Stati membri, alle Regioni delle responsabilità precise, e così come accade nel 97, quando approvando la legge numero 29 la Regione recepì la legge numero 36, cioè la cosiddetta "legge Galli", allo stesso modo noi, approvando la legge numero 19, abbiamo recepito la direttiva comunitaria per cui questa riduzione o questa riconduzione all'Ente Regione della responsabilità della materia idrica nel suo complesso non risponde e non rispondeva certo allora ad un capriccio, ma rispondeva piuttosto ad un disegno ben preciso. Da questo punto di vista, la politica, in materia di risorsa idrica sia che attenga all'uso civile, all'uso agricolo, all'uso industriale e poi anche all'uso multisettoriale che rappresenta chiaramente la condizione di base, senza dubbio ci ha consentito di fare degli interventi di razionalizzazione molto significativi. Io credo che non saremmo arrivati alla delibera del marzo 2008 se non ci fosse stato un percorso, un percorso vuoi di natura legislativa e normativa, vuoi anche di natura finanziaria, che ci ha consentito di ottenere un grande risultato perché credo che la possibilità di introdurre o di disporre di una tariffa unica anche per quanto riguarda l'uso agricolo credo che questo rappresenti un risultato importantissimo, risultato che ci consentirà, sulla base anche delle osservazioni - penso, per esempio, all'intervento dell'onorevole Cuccu quando parlava del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale - di contenere quanto più possibile o di ridurre per quanto più possibile i costi. Bene, una parola va detta anche da questo punto di vista, noi possiamo arrivare a discutere e approvare una legge i cui aspetti sono stati messi in evidenza ancora stamattina, che attiene alle funzioni e al ruolo del consorzio di bonifica, che attiene alla sua organizzazione, al suo funzionamento, che attiene alla materia del personale, argomenti molto importanti che credo impegneranno l'Aula in uno sforzo anche di miglioramento del testo che è già frutto comunque di un lavoro lungo, ebbene, è vero che lo specifico della legge è questo, però è anche altrettanto vero che noi possiamo operare una ridefinizione dell'ambito di operatività entro il quale va a collocarsi il nuovo consorzio di bonifica così come viene ripensato proprio perché c'è stata a monte una politica intelligente di semplificazione e di riorganizzazione. Non a caso quando noi abbiamo approvato la finanziaria 2008, abbiamo proprio stabilito in quell'occasione - infatti l'articolo 9 recita proprio questo nel comma 2 per le finalità di cui all'articolo 21, comma 2, della legge regionale 6 dicembre 2006 - anche in relazione alla necessità di compensare il valore energetico dell'acqua fornita al settore agricolo, l'Amministrazione regionale è autorizzata a erogare all'ENAS... abbiamo parlato di 10 milioni per il 2008 e di 9 milioni per il 2009, dove il fondamento anche di questo intervento in finanziaria ha una radice, ha una legittimazione proprio nel regolamento comunitario, tant'è che il regolamento comunitario del 2000 all'articolo 9 parla appunto di recupero dei costi relativi ai servizi idrici tenendo conto dei problemi di natura ambientale, di natura sociale, di natura economica oltre che i problemi di natura orografica se volete o geografica, cioè siccome è capitato anche in diverse discussioni di non comprendere sino in fondo la ratio, quasi il fondamento, l'origine di questa natura di intervento, questa è raccomandata dall'Unione Europea che prevede e dice: "Benissimo, tu hai la responsabilità del governo delle acque, della salute delle acque, devi anche garantire i servizi in maniera adeguata, però siccome le realtà sociali, le realtà economiche nelle quali vieni ad operare sono molto diverse le une dalle altre, hai anche la possibilità di mitigare, di garantire quel risultato", perché capite perfettamente che anche la salute, la sanità delle acque e il controllo ha un costo, oltre che tutti gli altri elementi che poi rappresentano la politica in questo caso dell'Ente acque Sardegna, "puoi e devi anche responsabilmente intervenire per mitigare i maggiori costi che in qualche modo ne discendono". Quindi, questo percorso è stato fatto, grazie a questo lungo lavoro di preparazione che viene senz'altro da lontano perché anche molti interventi che oggi facciamo, per esempio, nel multisettoriale, ma anche interventi che sono stati fatti ancora con la scorsa legislatura rimandano ad una programmazione pluridecennale, è capitato più volte in occasione appunto delle diverse audizioni che noi abbiamo fatto in Commissione quarta di ricostruire questo lungo percorso, bene, però voglio dire, proprio perché c'è stato questo percorso, proprio perché c'è stata questa grande riforma noi oggi siamo anche in grado di legiferare finalmente in maniera, se così possiamo dire, settoriale. Per cui, credo che da questo punto di vista la cornice normativa che abbiamo costruito anche in questi quattro anni di legislatura rappresenta un punto di partenza fondamentale, imprescindibile, che ha consentito e consentirà poi di proseguire con quest'opera anche di semplificazione o se volete anche di ulteriore riforma. L'onorevole Uggias ha fatto un intervento anche critico in alcune parti questa mattina, volevo ricordare all'onorevole Uggias che, per esempio, la Commissione che io presiedo si è preoccupata (perché l'articolo 32 della "19" impone che all'anno il Consiglio regionale, quindi la Commissione, faccia un lavoro di verifica e di controllo, verifichi lo stato di attuazione della "19"), la Commissione si è preoccupata lo scorso anno di fare una audizione molto approfondita per conoscere lo stato di organizzazione e i grandi problemi relativi all'ENAS - mi dispiace casomai che l'onorevole Ladu si sia lasciato andare forse a espressioni anche eccessive nei confronti dell'ENAS stesso, perché noi questa impressione non l'abbiano avuta, anzi abbiamo avuto l'impressione di un consiglio di amministrazione e di un gruppo di tecnici molto serio e anche molto versato nella conoscenza dei problemi - e il 23 aprile del 2008 noi abbiamo tenuto la prima audizione dove l'Assessore ha relazionato sullo stato di attuazione della legge numero 19, tenendo conto del fatto che solamente dopo che è stata approvata la delibera nel dicembre del 2007, dal primo gennaio del 2008 c'è stato il passaggio, se così possiamo dire, dal vecchio sistema al nuovo sistema, cioè ENAS è entrata nella titolarità della gestione così come stabilito dall'articolo 21 della "19", c'è stato presentato il quadro dei problemi relativo soprattutto all'atteggiamento, in certi casi, di alcuni consorzi di bonifica, c'è stato detto che c'è un regime transitorio che si concluderà con la fine di maggio del 2008, però noi abbiamo chiesto che ai primi di luglio ci vengano formalizzati tutti i dati relativi all'attuazione della legge, con particolare riferimento anche alla operatività del gestore idrico così com'è stato individuato e devo dire che però noi avevamo nel complesso e abbiamo, e ci sono anche gli atti, un quadro sufficientemente significativo di una riforma che, tenete conto, la legge è stata approvata nel 2006, l'operatività si è avuta alla fine del 2007, dall'inizio del 2008 sta iniziando, tra l'altro la legge è stata approvata nel dicembre, mi sembra, del 2006, credo che un anno sia tutto sommato un tempo anche breve rispetto ai tempi necessari perché le riforme trovino attuazione, credo che però sia stato un anno speso molto bene. Certo, abbiamo visto che ci sono dei problemi, ci sono delle situazioni, si invocava - ho sentito qualche intervento stamattina - il principio della sussidiarietà, noi invece credo che abbiamo fatto prevalere perché questo ci ha chiesto l'Unione Europea, il principio forse anche dell'adeguatezza piuttosto che della sussidiarietà, cioè in materia di acque era assolutamente necessario che vi fosse un soggetto titolare che avesse la visione prospettica, ma anche totale di un fenomeno importante e delicato come la gestione del bene acqua e i problemi sono stati evidenziati e credo che da questo punto di vista l'approvazione della legge di riforma dei consorzi di bonifica rappresenti una spinta ulteriore, rappresenti un elemento che rafforza un processo, sono assolutamente d'accordo con le osservazioni che ha fatto l'onorevole Uggias, un processo che deve essere un processo di approfondimento, di avanzamento e non certamente un processo di controriforma di nessun tipo. Se noi cadessimo in questo errore, noi metteremmo in discussione nel suo complesso la riforma che invece tassello per tassello abbiamo costruito a partire dal 2004, riforma che in questo momento comincia a dare appunto dei risultati. Ecco, devo dire che la nostra Commissione pur sapendo che il tema specifico in questo caso in discussione, e noi infatti non ci siamo occupati di questo, riguarda una legge di settore, una riorganizzazione del comparto agricolo con particolare riferimento ai consorzi di bonifica che hanno una, non l'unica ma hanno una funzione importante nella distribuzione appunto dell'acqua agli agricoltori, però eravamo altrettanto consapevoli che solamente l'applicazione, solamente la realizzazione del grande progetto di riforma attuato con la "19", poteva rappresentare, poteva costituire il presupposto normativo, ma se volete anche di tipo culturale fondamentale che discendendo direttamente dalle direttive dell'Unione Europea, poteva dare sicurezza, tranquillità a questo percorso. Chiudo con un'ultima osservazione, credo che approfondiremo ulteriormente questo in Commissione quarta, ma io pensavo che sarebbe opportuno che facessimo anche una riunione congiunta con la Commissione sesta, è interessante il lavoro che ENAS sta facendo proprio nell'individuare il fabbisogno energetico del multisettoriale nel suo complesso, perché dagli studi che sono stati fatti abbiamo come l'impressione che con l'acquisizione tra l'altro anche delle centrali idroelettriche e con la realizzazione, d'altra parte la finanziaria del 2007, già autorizzava in questo senso è stato ribadito nella finanziaria 2008, noi saremmo, non necessariamente, anzi credo che arriveremo ad un'autosufficienza anche di tipo finanziario per cui non ci sarà più bisogno di introdurre in finanziaria risorse che consentano in questo caso all'ente gestore l'applicazione dell'articolo 9 dell'Unione Europea, cioè la possibilità di contenere i costi del servizio idrico per cui potremo veramente impostando correttamente l'autosufficienza energetica, arrivare anche ad una autosufficienza economica che consenta in questo caso al bene acqua destinato al mondo dell'agricoltura di mantenere, di contenere quei prezzi di cui ieri ha parlato l'onorevole Sanna che hanno un po' così suscitato questa reazione vivace anche dell'onorevole, il nostro compagno di Oristano, ita si narada, Diana, ecco l'onorevole Diana. Cumpazu de iscolasa oristanesos. Cioè credo che i calcoli che sono stati fatti partendo anche dalla delibera del 18 marzo del 2008 non sono calcoli, hanno un fondamento perché vi è un ragionamento, una riflessione, vi sono delle norme ben precise che consentono, cioè l'obiettivo finale è questo, io credo che la legge sui consorzi di bonifica risponde a tante altre necessità, vi sono anche tanti altri problemi che però con questa azione combinata e disposta tra legge numero 19, finanziaria, e la legge sui consorzi di bonifica, noi possiamo veramente arrivare a contenere il costo del bene acqua, beh, questo qua penso che sia un risultato innegabile di cui credo che i fatti ci daranno in qualche modo testimonianza.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (Forza Italia). Io apprezzo, dopo aver seguito interventi in quest'Aula, di stamattina e il primo intervento di questo pomeriggio, apprezzo moltissimo l'ottimismo che è chiaramente dentro tutta la maggioranza nel proporre questo disegno di legge che nell'insieme in sé è realmente positivo se lo vediamo come lavoro svolto fino ad oggi dalla Commissione, tanto impegno, la necessità di dover, diciamo così, trovare una sintesi su quattro proposte di legge che chiaramente capisco che non è un lavoro facile, è un lavoro che il Presidente della Commissione, con 1'intervento che mi ha appena preceduto ha ben voluto sottolineare, però è chiaro che quello che interessa è a quest'aula capire qual è la ratio di questa legge, ma soprattutto qual è la forma strutturale che porta realmente a dare risultati e risposte a tutto il comparto che è poi il comparto agricolo. Perché alla fine noi queste risposte dobbiamo dare, noi questo dobbiamo dire alla gente, noi questo dobbiamo dire agli agricoltori, che cosa realmente questa legge produce nel momento in cui verrà approvata eventualmente e nel momento in cui sarà attuata. E' chiaro che fino ad oggi noi molta preoccupazione ce l'abbiamo, non possiamo non averla, è stata definita anche questa legge una legge che entra nella stagione delle riforme, riforme che fanno in qualche modo, diciamo così, tracciano meglio la linea e il percorso di questa maggioranza dal 2004 ad oggi, riforme che però onestamente per molti casi e in molte situazioni fanno acqua per entrare nel tema un po' da tutte le parti, soprattutto il vero problema reale è poi chiaramente l'attuazione delle norme e delle leggi. Avete citato tantissimo, tutta la mattina, e anche il collega che mi ha preceduto, la famosa legge numero 9, noi sappiamo tutti i problemi che sta creando oggi la legge numero 9 in attuazione a quelli che sono i trasferimenti delle competenze che questa legge prevede, cioè noi abbiamo chiaramente non soltanto in agricoltura ma nel momento in cui la legge prevede chiaramente un più ampio respiro su varie attività, abbiamo e troviamo costantemente gli Uffici che onestamente non sanno dove girarsi e non riescono a capire o perlomeno rimbalzano e si rimbalzano da un ufficio all'altro. Quindi credo che uno degli elementi fondamentali che questa legge deve stabilire è il percorso di attuazione di questa legge. Il percorso di attuazione di questa legge ce l'abbiamo e lo vediamo ed è evidenziato già all'interno dell'articolo numero 1, nell'articolo 1 dove nelle finalità prevede due aspetti fondamentali, uno che giustamente e qui sottolineiamo che questa è la reale filosofia che deve portare avanti questa legge, cioè il riordino idrico e gestione delle risorse idriche in uso agricolo, ma chiaramente mi risulta e mi rimane difficile riuscire a capire nonostante la legge nazionale preveda anche questo genere di attività, che i consorzi di bonifica della Sardegna si possono interessare anche di riordino fondiario. Onestamente noi sappiamo che il riordino fondiario fino ad oggi era gestito prima in parte dall'ERSAT, poi veniva gestito, per un periodo è stato gestito…

(Interruzioni)

Un attimo collega… è stato gestito in parte dagli ispettorati agrari e oggi da un periodo in poi, da un periodo più, diciamo così, più recente sono i consorzi di bonifica che hanno attivato questa iniziativa. A me questo punto lascia piuttosto perplesso, continuo a rimanere perplesso e non ritengo, continuo a non ritenere, nonostante qualche collega può non essere d'accordo, che questo sia un compito specifico che debba essere necessariamente portato avanti dai consorzi di bonifica.

Lo dico perché? Perché è importante trovare il rapporto, diciamo così, un collegamento nei confronti degli agricoltori, lo dicevo prima, cioè è necessario, in qualche modo, dare delle risposte certe e concrete agli agricoltori. Allora, è inutile che giriamo e cerchiamo soluzioni diverse e particolari, noi lo sappiamo benissimo, l'abbiamo detto più volte anche oggi, l'agricoltura ha comunque necessità della contribuzione, non può andare avanti senza contribuzione, e allora troviamo il modo, il metodo e il sistema per capire come questa contribuzione debba essere fatta, perché la contribuzione deve essere fatta e per quale motivo e quando soprattutto questa contribuzione deve essere fatta. Prima di arrivare all'approvazione di una riforma e quindi di una legge forse, molto probabilmente, era necessario aprire prima una discussione, molto più attenta e molto più centrata, per cercare di capire realmente quali erano le esigenze e su queste esigenze proporre e, diciamo così portare l'attenzione dell'Aula una proposta di legge. Allora, il collega Cuccu stamattina ha in qualche modo, e giustamente credo, individuato i due punti fondamentali che sono quelli del rispetto della parte della gestione idrica, addirittura ad un certo punto, ha anche detto che non possiamo giustamente pensare che un consorzio di bonifica possa solo aprire e chiudere eventualmente dei rubinetti, siamo tutti perfettamente d'accordo, nessuno crea difficoltà in questo senso, in questa linea, però è chiaro che nel gestire, nel proporre iniziative di riforma credo che alcuni punti di gestione, per questo entreremo nel merito ed entrerò nel merito della discussione durante i vari articoli della proposta di legge, dicevo, sono punti ed elementi che in qualche modo hanno necessità di essere approfonditi, soprattutto per cercare di capire perché e come fino ad oggi i consorzi di bonifica hanno in qualche modo gestito e portato avanti esempi, io qui non voglio, sto cercando di girarci un po' intorno perché non voglio essere eccessivamente diretto, però credo che, in certe situazioni, obiettivamente, la gestione e la condotta interna dei consorzi di bonifica, anche se oggi addirittura praticamente tutti commissariati, non è certamente tra le più trasparenti e delle più chiare. Magari entrerò nel merito durante l'articolato stesso. L'altro aspetto che ci preoccupa, e che mi preoccupa in modo particolare, è naturalmente la questione del personale. Credo che tutti l'abbiano toccata, la legge ha una sua proposta, ha una sua posizione, tanti sono stati presentati, ho già visto una serie di emendamenti, uno anche da me, che è quello praticamente relativo all'articolo 34 dove dal momento in cui il personale può essere in qualche modo, viene in qualche modo, trasferito possa essere anche…, parlo del personale in esubero naturalmente, possa anche essere inserito nei vari altri enti regionali, come poter partecipare direttamente anche agli altri enti regionali, enti strumentali chiaramente della regione, come l'AGRIS, LAORE, l'AGEA, ed eventualmente poter essere inseriti anche nell'Ente foreste, e questo chiaramente è una proposta ma credo che l'Aula stessa poi avrà la possibilità eventualmente di approfondire e in qualche modo di migliorare l'eventuale proposta. Dicevo del personale, diciamo che una delle preoccupazioni principali che si vive oggi all'interno dei consorzi di bonifica, ognuno di noi chiaramente ha, all'interno stesso delle conoscenze, che in qualche modo ci tengono informati dello stato d'animo e della preoccupazione di chi oggi sta e vive all'interno dei consorzi di bonifica. Quindi credo che questo sia un aspetto importante e fondamentale da chiarire e da sottolineare, cioè l'aspetto che più interessa è quello dell'esodo, cioè la possibilità di essere inseriti anche in eventuali enti locali, noi sappiamo che gli enti locali hanno necessità in qualche modo… o comunque altri enti, se non sono locali, hanno la necessità o perlomeno per norma di prevedere che ci debba essere un concorso pubblico, credo che questo vada in qualche modo chiarito e anche questo credo che sia un percorso che ha la necessità di essere in qualche modo stabilito in legge e anche, diciamo così, evidenziato. Probabilmente poi l'Assessore che interverrà su questo aspetto chiarirà, prima del passaggio degli articoli, proprio per capire come eventualmente la Giunta stessa, oltre che chiaramente la Commissione, ha previsto questo percorso tecnico. Io credo che la preoccupazione fondamentale sia quella di evitare che un'altra riforma possa diventare una riforma difficile da attuare. Quindi chiedo ancora, e lo chiedo all'Assessore che molto gentilmente rimane attento nel seguire i nostri interventi, di cercare di chiarire soprattutto che cosa la Giunta e l'Assessore competente prevedono e come individua il percorso per accelerare, una volta approvata, spero, questa proposta di legge, ma soprattutto per chiarire agli utenti, quindi dalla parte degli agricoltori e a chi invece realmente lavora all'interno dei consorzi di bonifica a cercare di capire francamente come, quando e in quali tempi questo verrà veramente attuato proprio per evitare, così com'è successo in altre riforme che abbiamo presentato in Consiglio e che oggi si stanno attuando, evitare dicevo di trovare intoppi che fino ad oggi possono essere elencati in una serie di problemi e problematiche piuttosto evidenti.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Cerchi Oscar. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie Presidente, colleghi del Consiglio, penso che il mio sia un intervento abbastanza breve, era doveroso comunque esprimermi quale membro della commissione agricoltura. Anche oggi si parla di agricoltura, si parla delle probabili soluzioni e apporti che possono essere forniti da quest'Aula per la soluzione delle gravi problematiche del settore, e la legge sui consorzi di bonifica è una legge appunto che si identifica in tutti gli interventi, e non dovrebbero essere pochi, che dovrebbero far parte e fanno parte appunto di un contesto generale che mira a sollevare la nostra agricoltura dallo stato di grave necessità in cui oggi appunto versa. La legge sui consorzi, io ho sentito i colleghi, ho preso parte come tutta l'opposizione con molta serietà anche ai lavori della Commissione, l'opposizione nel voto finale si è astenuta, perché ritenevamo, come da parte anche dei colleghi della maggioranza che sulla legge restino perplessità, dubbi, incertezze, non fosse anche per il fatto che da parte del Governo regionale sia aveva in mano in commissione un disegno di legge che in parte contrastava con quella che era l'impostazione che la commissione stessa stava dando e ha dato alla legge sui consorzi di bonifica, comunque sia è necessario e in quest'Aula, se vogliamo veramente dare un contributo fattivo e positivo a questa norma che l'Aula stessa approfondisca il tema, approfondisca il dibattito, e possa dare, tra maggioranza e opposizione, un contributo fondante alla legge stessa perché solo così potremmo dire e affermare che questa norma sarà una norma compiuta, una norma che riviene dal Parlamento sardo, una norma che ritengo sia concertata anche con il governo regionale affinché poi appunto non vengano, in sede esecutiva, mandate avanti ipotetiche forme, così come sentito dire da un collega stamattina, di qualche eventuale controriforma conservatrice, ma bensì scaturisca da un lavoro di concerto una norma che venga incontro alle vere esigenze dell'agricoltura. E in questo caso si tratta di un'esigenza concreta consistente nell'utilizzo e uso delle acque in agricoltura mirante a che cosa? Mirante a fornire questo indispensabile servizio a un costo compatibile con la redditività del nostro settore, cosa non facile ma cosa senz'altro fattibile. A questo punto ecco perché si hanno delle perplessità, sinceramente, e dei dubbi. Innanzitutto, benché sia compreso nei piani di bonifica che l'amministrazione regionale andrà a realizzare l'identificazione dei piani di bacino e l'identificazione degli ambiti territoriali, laddove verranno a identificarsi i consorzi di bonifica, io ritengo che questa sia una materia che a suo tempo deve essere concertata tra il Governo regionale e, se non altro, la Commissione quinta per l'agricoltura, perché nella Commissione oltre che l'espressione di tutte le forze politiche presenti in aula, c'è l'espressione territoriale, almeno in buona parte, di tutto il territorio regionale. Siccome l'individuazione degli ambiti di intervento, quindi dei territori in cui i consorzi andranno ad operare, non è cosa da poco, perché è pur vero se pur nella legge numero 19 del 2006 e nella norma europea è consigliabile l'accorpamento se non all'annullamento, io sono contrario alla parola annullamento, di vari consorzi perché non ritengo esistano dei consorzi di bonifica in eccedenza, ma parliamo di accorpamento, sia pur necessario l'accorpamento, non vorrei come è successo per altre "riforme" che questo accorpamento significasse solamente una diminuzione di personale, non tanto dipendente in quanto resta quello che c'è, ma di personale amministrativo e poi ci si debba dimenticare dei territori che da quaranta anni a questa parte hanno solo sentito il sentore della bonifica, ben pagando i tributi che era necessario pagare; cosa che in questa legge è stata evidenziata ed evitata, pur non avendo un centimetro di terra irrigata. Mi rivolgo, ad esempio per quanto riguarda il territorio del sassarese, al consorzio di bonifica di Santa Lucia, Campo giavesu campu Lazzani, stiamo parlando di oltre dieci mila ettari irrigui, di ottimo terreno agricolo che non è mai stato in questi cinquant'anni dotato di un litro d'acqua benché sia presente e costituito come consorzio di bonifica. Ecco, io credo che al momento opportuno questa sia l'attenzione da apporre nei vari territori affinché giustamente non ci siano degli sprechi, ma affinché giustamente siano date a quei terreni, laddove possibile un'irrigazione redditizia, poter far fare il salto di qualità. Perché ciò vorrà dire anche nuovi investimenti, nuovi imprenditori in agricoltura. E se dovesse andare in porto il riordino fondiario, che per quanto bisogna capire anche con i colleghi non è competenza del consorzio di bonifica, ma il riordino fondiario è di competenza del piano di bonifica che l'amministrazione regionale andrà a redigere; questo abbiamo detto in legge. Ma sarà pure il consorzio, che attuerà praticamente il riordino fondiario in quelle unità produttive minime che dirà il piano di bonifica, che appunto indicherà quale sia la minima unità, non la chiamò unità marginale perché è già ben definita dal termine agronomico, ma quella unità produttiva che può essere il minimo indispensabile per dare a un'azienda quel minimo di reddito necessario alla sopravvivenza e alla sua produzione. Dicevo quindi che è necessario dipanare alcune di queste perplessità dibattiamone in aula, colleghi, perché è questa la sede in cui le leggi devono essere fatte, approfondite ed emanate. Questa è una di quelle leggi che non bisogna che nessuno si dia il merito della primogenitura, tantomeno nessun merito di carattere politico, questo è uno di quei temi in cui il Consiglio deve essere praticamente unito, se vogliamo veramente dare un segnale positivo a un settore che attualmente è al collasso economico. Allora, stiamo attenti se è necessario soffermarci ci soffermeremo e se è necessario sospendere, sospenderemo. Questo non vuol dire tornare indietro, questo non vuol dire respingere niente ma se necessario riflettere prima di poter emanare un provvedimento di questa importanza riflettiamo, discutiamo e confrontiamoci col Governo anche regionale, affinché scaturisca da quest'aula una vera norma sui consorzi di bonifica che ormai di bonifica hanno ben poco, perché si tratta di consorzi che devono solo ed esclusivamente prendere e ridistribuire le acque. Perché come il concetto di bonifica integrale è tutta ben altra cosa da quella che predispone questa legge, di fatto di bonifica, il senso della bonifica viene svuotato perché in qualche consorzio, di fatto, oltre che alla distribuzione dell'acqua provvede alla manutenzione della rete indispensabile per la sua distribuzione e di quella viabilità indispensabile per poter dare questa attività ai consorzi stessi. Per cui, si parla di consorzi di bonifica ma che di bonifica c'è poco e niente dal momento che non sono più i proprietari delle di idee, ma non realizzano più opere infrastrutturali, ma vanno a gestire quelle opere realizzate e da realizzare nell'ambito dei bacini. Per cui, comunque sia, dal momento in cui è anche snellita la competenza e il compito di questi consorzi, tentiamo di dare a questo strumento indispensabile per la nostra agricoltura, una sua funzionalità tale che possa rispondere effettivamente in quel comparto. Nel comparto dell'irrigazione che è importantissimo e che bisogna che possa rispondere concretamente alle esigenze del settore con costi abbordabili e con costi che possono mettere i nostri agricoltori in condizione di poter usufruire dell'irrigazione senza per questo dover vendersi l'azienda per pagare giustamente i canoni. Ma questa la legge nelle sue righe lo prevede e se ne fa capo, attenzione quindi diamo a quest'aula la sua autonomia, diamo a quest'aula la sua competenza, diamo a quest'aula la possibilità di produrre una norma che sia confacente e rispondente alle esigenze.

Ne approfitto anche per dire questo, è stato accennato stamattina da qualche collega, io non ho difficoltà ad ammettere sinceramente che è un passo avanti importantissimo nella riforma del settore agricolo, non fosse peraltro perché fa fuori tutti gli enti di gestione dell'acqua, per l'irrigazione agricola; questo è un dato importante e un dato positivo, ma debbo anche e voglio dire questo è vero che sta all'interno dell'interno della normativa, di questa cornice della legge numero 19 del 2006, ma ripeto ancora manca nella legge alcuni spunti che possono completare e che possono fare di questa legge veramente uno strumento funzionale, uno strumento che deve essere messo all'interno di un piano più generale, mi rivolgo all'Assessore è stato accennato stamattina come dicevo da qualche collega, forse dal collega Uggias, non ricordo chi, ricontrattare è necessario aprire un confronto Assessore con la Comunità europea. Non è possibile che la Sardegna nelle condizioni in cui è, nelle condizioni di svantaggio economico e strutturale con cui si trova nei confronti delle altre regioni italiane ed europee, mi rivolgo principalmente alla sua insularità, al costo di produzione e quant'altro. Quindi, al gap delle esportazioni e tutte le altre cose che concorrono a fare della nostra isola un'isola che subisce, a differenza delle altre, la mancanza di una continuità territoriale fisica intendo, fisica cioè su terra. E' necessario ricontrattare con l'unione europea quelle che possono essere le norme e gli incentivi che possono riguardare la nostra agricoltura, poiché noi non riusciamo a stare al passo oggi, malgrado tutte le iniziative normative, tutte le iniziative che qualsiasi Governo regionale possa intraprendere. Non sto dando la colpa a nessuno, questo è un retaggio che ci portiamo dietro da tante amministrazioni regionali ma ancora si ha tempo io credo, Assessore, di aprire una nuova frontiera con l'Unione Europea, ricontrattare per quanto riguarda l'agricoltura i rapporti con l'Unione Europea, affinché l'Unione Europea una volta per tutte capisca che il nostro stato di insularità fa della Sardegna una regione di fatto svantaggiata in tutto e per tutto nei confronti delle altre regioni europee e delle altre regioni italiane. Ed ecco quindi che anche questa norma, ben fatta, deve inserirsi in una cornice che possa non farci dire per esempio dall'Unione Europea che se noi dobbiamo intervenire per quanto riguarda, ad esempio, il personale o altre cose stiamo facendo concorrenza sleale. Perché io mi sto rendendo conto - ma non solo in questo settore ma in tutti gli altri settori, vedasi da LEGLER ed altri - che noi siamo sulla spada di Damocle, giusta per quanto riguarda l'intervento generale ma senz'altro esagerata e non positiva e non confacente alle nostre esigenze economiche specifiche di regione insulare, con cui l'Unione Europea falcidia con l'accetta le iniziative che sono volte solo ed esclusivamente non a creare concorrenza sleale ma bensì a dare la possibilità ai nostri settori, principalmente al settore agricolo, di poter competere alla pari come dignità economica e come dignità professionale con le altre regioni europee. Questa è una cosa importante che può averne merito... io non ho difficoltà a dire che deve essere ad iniziare con questo Governo regionale, che deve essere questo Governo regionale sin da oggi a portare avanti questa iniziativa, perché se è vero com'è vero che l'Unione Europea ha riconosciuto alle isole la specificità delle isole deve essere riconosciuto alla Sardegna, a differenza di altre isole del Mediterraneo, trattandosi di un'isola che è al centro del Mediterraneo, proprio questo gap negativo che la costringe a stare al palo nei confronti delle altre regioni italiane.

Quindi, questa legge, inclusa in un contesto generale, io credo che se in quest'Aula viene approfondita, viene da ambedue le parte esaminata con dovizia, con i tempi necessari a farlo, può essere uno strumento positivo e uno strumento abbastanza utilizzabile dal settore, affinché poi, così come in altre leggi non si trovi nuovamente a poter ridiscutere una norma che può essere in questo momento migliorata se da ambo le parti del Consiglio regionale c'è la volontà di farlo. L'opposizione così come ha dimostrato in Commissione io credo che faccia il suo ruolo di opposizione ma senz'altro costruttiva, non opposizione tanto per essere contro tutto e contro tutti ma, in questo caso, un'opposizione costruttiva che vada in un'unica direzione che è l'interesse della nostra agricoltura. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie all'onorevole Rassu che ha svolto l'ultimo intervento.

Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.Signor Presidente, signori consiglieri, io partirei dall'ultima considerazione dell'onorevole Rassu per dare atto, almeno durante la mia presenza nel dibattito in Commissione, di una pacata e costruttiva collaborazione che è pervenuta dall'opposizione nel dibattere i temi che poi hanno portato alla presentazione oggi di un testo per il riordino dei Consorzi di bonifica unificato. Ma soprattutto mi piace testimoniare non soltanto lo spirito costruttivo ma anche la pacatezza con la quale questo dibattito in Commissione si è sviluppato, al di là dei ruoli di rappresentanza tra maggioranza e opposizione. Di questo non posso che essere grato.

Il tema del riordino dei Consorzi di bonifica peraltro - è stato più volte ripetuto oggi - non è un tema avulso dalla situazione economica più generale e dalla situazione agricola in particolare. Gli scenari attuali dell'agricoltura mondiale sono fatti di luci e di ombre. Viviamo in questo periodo un dibattito per certi versi preoccupante, allarmistico; da un lato registriamo una crisi dei consumi a livello generale, dall'altro registriamo criticità mondiali nelle produzioni dei prodotti alimentari: dai cereali al latte non vi sono più scorte, ci sono accaparramenti speculativi che creano una situazione di oggettivo disagio per i consumatori e creano una situazione di grande drammaticità per quei Paesi dove manca proprio il sostentamento alimentare, guardiamo da ultimo l'innalzamento del prezzo del riso per quelle popolazioni - miliardi di persone - che si alimentano con il riso. Dall'altro, in una dimensione più locale, io credo che possano intravedersi delle opportunità, c'è una rivalutazione del lavoro agricolo, della produzione agricola; non dimentichiamoci che sino a pochi mesi fa si dibatteva e si discuteva se destinare aree del nostro territorio agricolo per la produzione di beni da destinare a produzioni energetiche, sulla scia di una tendenza che in altri Paesi, vedi Brasile piuttosto che Stati Uniti, si stava evolvendo. La Regione Sardegna, invece, forse anche prima che ci fosse questa dinamica improvvisa, ha previsto nel Programma di sviluppo rurale, per esempio, che circa 87.000 ettari fossero ricondotti alla coltivazione di grano per uso alimentare, piuttosto che cereali per uso zootecnico, piuttosto che delle proteaginose per poter sostituire la farina di soia o prodotti similari per l'alimentazione zootecnica. E questo accadeva prima di questa improvvisa modificazione mondiale dei mercati dei cereali. Questo perché? Perché se è vero che c'è una crisi generale che è acuita anche dalla globalizzazione per cui porta una tendenza anche ad una diminuzione dei consumi (consumi un po' più massivi) è anche vero che i prodotti che sono portatori di una specificità, di una tradizione, di una cultura, di non saper fare locale, continuano a mantenere buoni mercati e buone remunerazione. Il problema è accompagnare queste produzioni in una nicchia più ampia verso i mercati disponibili a premiare questa specificità.

Una settimana fa accompagnava i produttori regionale alla fiera Cibus di Parma e ho potuto notare con piacere che i nostri stand, i nostri prodotti - dal caseario all'olio agli altri prodotti più tradizionali - hanno un mercato, c'è attenzione, non è un problema di prezzo, anzi, è un problema di poter garantire le quantità per poter soddisfare logiche commerciali che non sono evidentemente di dimensione locale ma sono di dimensione più ampia. Rimane comunque e sempre il problema poi di produrre a costi competitivi, ancorché in un marcato chiamiamolo di fascia medio-alta. Quindi dico che abbiamo delle criticità e abbiamo delle opportunità che vogliamo e dobbiamo saper cogliere.

Noi siamo alla fine di un percorso che era il programma POR 2000-2006, l'impegno è quello di arrivare alla fine programmazione, almeno con riferimento alla mia responsabilità, che le risorse destinate al POR vengano utilizzate tutte nei termini che l'Unione Europea ci consente. Ma mi rendo conto che, probabilmente, anche queste risorse, unitamente alle risorse che provengono alle imprese agricole direttamente dal bilancio nazionale per il tramite di ACEA, che quindi non transitano nel bilancio regionale, risorse annuali, in ordine ai 250 milioni di euro, il 60 per cento di queste destinate alle imprese zootecniche, di fatto, non stanno incidendo in maniera strutturale per rilanciare le imprese. Il programma di sviluppo rurale io credo sia più attuale da questo punto di vista e possa cogliere meglio l'esigenza di accompagnamento delle imprese agricole verso i mercati, i nostri mercati di riferimento, che non sono i mercati dove la competizione si fa sui costi, come dicevo prima, ma si fa sulla qualità, sulla specificità. Ciò non toglie che, comunque, permangono nella nostra isola delle criticità strutturali, sono state accennate ripetutamente oggi, tra queste criticità strutturali certamente abbiamo da annoverare il costo dell'acqua, il servizio che accompagna la fornitura dell'acqua, i territori che sono infrastrutturati per poter servire gli agricoltori, anche in chiave moderna, che vogliono usufruire di questo importante supporto come quello idrico. Certo è che, fatto cento, del territorio strutturato ne viene utilizzato appena il 30 per cento, quindi dovremmo cercare di alimentare un percorso virtuoso affinché prima di tutto venga utilizzata in maniera efficace quella porzione di territorio strutturato che ancora non lo è. La realtà che abbiamo davanti, ante riforma - non l'ho detto io, ma lo hanno detto autorevoli consiglieri prima di me -, certamente è caratterizzata da un costo dell'acqua eccessivamente alto per l'agricoltore. Io apprezzo ancora una volta, come dicevo prima, l'intervento dell'onorevole Rassu, che non andava a cercare di chi è la responsabilità di questa situazione. Cinquant'anni diceva, guardiamo avanti, certo che partiamo da una situazione in cui, di fatto, abbiamo diversi consorzi di bonifica, e come prima cosa, voglio dire, anche perché sono presenti qua, che abbiamo anche dei consorzi virtuosi, dei consorzi la cui gestione è stata ed è lodevole, dei consorzi che possono sentirsi orgogliosi di essere guidati da un management all'altezza. Non tutti i consorzi però sono guidati da un management all'altezza, non tutti i consorzi sono portatori di un'eredità virtuosa, altri sono portatori di un'eredità meno virtuosa, hanno un carico di personale dipendente non certo coerente col fabbisogno reale di questa impresa, attività che i consorzi svolgono non coerenti né con lo spirito della riforma sulla quale discutiamo, ma neanche rispetto alla precedente normativa; consorzi che si occupano di gestire vigne, piuttosto che aziende agricole, consorzi che fatto cento, chiamiamolo il loro fatturato, le loro attività, 80 deriva dalla cessione di acqua dei consorzi industriali piuttosto che d'altro genere, turistici, eccetera.

Quindi credo che l'intervento sia estremamente necessario per rimettere in asse l'ammissione di questi consorzi, così come correttamente diceva stamattina l'onorevole Cuccu. Abbiamo, di fatto, una struttura della contabilità che una è diversa dall'altro consorzio, non sempre il tutto trasparente. Accade o è accaduto che risorse siano destinate agli investimenti, siano state utilizzate per pagare il personale, o cose di questo genere, una situazione evidentemente difficile, complessa, dove chi aveva la responsabilità di amministrare talvolta ha dovuto fare di necessità virtù. Peraltro, per diversi anni per anni non c'è stata quella consueta contribuzione da parte della Regione, almeno sulle spese che ordinariamente la legge numero 21 prevedeva, e in maniera tale da poter consentire una dinamica gestionale più tranquilla, più serena, tanto che il Consiglio regionale ha dovuto, negli anni passati, nel 2006, addirittura deliberare 65 milioni di euro per cercare di correggere questo bubbone che diventava estremamente difficile da poter ancora gestire in attesa della riforma. Ricordo che su questo tema il Presidente di un consorzio virtuoso mi diceva: "Ma come, date i denari a coloro che amministrano male, a coloro che hanno assunto senza bisogno; a me che invece gestisco in maniera virtuosa, non vieni incontro, non mi dici niente". Io credo che il disegno di legge che oggi è stato proposto tenga in giusta e doverosa considerazione anche questo aspetto, perché mi sembra corretto che questo accada. Quindi una situazione, come dicevo, che andava affrontata. Le vicissitudini che sono state rappresentate in quest'Aula oggi ci fanno capire che forse è andata eccessivamente a rilento, è andata eccessivamente a rilento perché certe situazioni di criticità strutturali, se forse le avessimo affrontate un anno fa, probabilmente avremmo creato quelle condizioni per le quali, per esempio il consorzio di bonifica dell'oristanese, che ci veniva richiamato oggi dall'onorevole Diana, non avrebbe avuto quella precarietà che oggi sembra manifestare, una precarietà oggettiva, una difficoltà vera, sulla quale però credo sia importante, per dovere quanto meno di informazione, mettere in evidenza che quelle cifre che venivano citate oggi, chiaramente, sono relative a due colture, per esempio il mais più l'oieto, che portano a 190 euro all'ettaro per due colture, alle quali vanno aggiunti però la rata di ammortamento del mutuo relativo alle quote a carico dei privati, nelle quali c'è da aggiungere che in quel consorzio in maniera specifica il 50 per cento della bolletta è causata dagli oneri energetici, oneri energetici derivati dal fatto che devi sollevare l'acqua per la distribuzione. Ma mi piace subito far notare che, se questo fosse accaduto prima, probabilmente soltanto con l'applicazione della legge numero 19 avremmo avuto la possibilità, nello specifico per il consorzio di bonifica dell'oristanese, di avere come simulazione della sola applicazione della delibera di Giunta, che prevede l'acqua a 0,07, acqua grezza all'incile, che prevede la gestione delle dighe ad ENAS, che prevede in capo ad ENAS il personale che era preposto alle dighe, che prevede in capo ad ENAS, quindi, il carico dell'energia elettrica necessaria, come simulazione avremmo avuto per il solo consorzio dell'oristanese un'economia di 5 milioni e 250 mila euro, economia che avranno per il 2008, stante il fatto che è dal primo gennaio del 2008 che questo arriverà. Ma questa simulazione non l'abbiamo solo per il consorzio dell'oristanese, io credo che è escluso sempre quel consorzio virtuoso che si troverà in pareggio, non avrà grandi economie, tutti gli altri avranno un significativo vantaggio non soltanto dall'applicazione della legge di cui discutiamo, ma soltanto dall'applicazione della legge numero 19 e della delibera di Giunta alla quale oggi si è fatto riferimento. Io ho portato in Commissione, nell'ambito delle mie responsabilità, un disegno di legge che io giudico coerente con quello che poi la Commissione ha licenziato. Probabilmente il disegno di legge che la Giunta aveva previsto aveva un'articolazione gestionale un attimino più snella. Do atto, però, che la collaborazione, il contributo che è pervenuto da tutti quanti ha aiutato affinché ci fosse una proposta che non fosse di tipo dirigistico, come talvolta è stato detto, ma fosse il frutto di una reale collaborazione, nell'interesse del mondo agricolo, tra opposizione e maggioranza, ma tengo a dire in maniera puntuale che questo è il frutto di una concertazione vera che c'è stata tra le forze sociali, che c'è stata con le organizzazioni agricole, e non mi si venga a dire che non li abbiamo sentiti. I due Presidenti delle Commissioni… quando prima era Presidente l'onorevole Sanna, ha fatto la concertazione con le organizzazioni agricole, con le forze sociali, stanno agli atti queste cose! Quando è diventato Presidente l'onorevole Antonello Licheri ha ripreso la concertazione ex novo, li ha sentiti diverse volte, siamo arrivati a questo comportamento virtuoso che è stato quello di prendere in mano i quattro testi che venivano dal Consiglio, dalle forze politiche con le proposte emendate delle organizzazioni agricole, articolo per articolo, cosa dice uno, cosa dice l'altro, si è discusso articolo per articolo quelli emendati dalle organizzazioni agricole; non mi si venga a dire, non ci si venga a dire che non abbiamo avuto quella partecipazione, quella acquisizione del consenso. Certo, le riforme sono sempre un po' dolorose, dolorose perché cambiano lo status quo e intervengono probabilmente in qualche situazione la cui rendita di posizione disturba, ma in una prospettiva bisogna fare i sacrifici. Non sempre la riforma, una volta deliberata, dà i suoi risultati. Giustamente è stata citata la complessità dell'applicazione della riforma sugli Enti agricoli. Io credo di poter dire che la riforma degli Enti agricoli, ancorché faticosamente, è una riforma difficile, è una riforma che è partita a settembre dell'anno scorso, ma i suoi risultati li sta iniziando a dire; non dico che l'abbiamo risolta, non dico che l'abbiamo mai definita, è in progress, ma in questo lavoro i risultati arrivano. E come lo misuriamo? Lo misuriamo con l'attività che LAORE sta facendo con la sua missione di assistenza tecnica nel territorio, lo misuriamo con i risultati che ARGEA sta portando nei pagamenti. Certo, ci possono essere dei ritardi, ma i numeri sono quelli che mi interessano, e i numeri dicono che intanto abbiamo raggiunto l'obiettivo di spesa del 2007, i numeri dicono che abbiamo abbattuto i residui passivi, nessuno se ne accorge, ma noi abbiamo ereditato residui passivi per 1 miliardo e 200 milioni, e oggi li abbiamo portati a 500 milioni. Chiudo dicendo che è giusto e corretto che la Regione intervenga, sostenga questo processo con contributi propri, però dobbiamo farlo anche in maniera parsimoniosa. Stiamo attenti a non versare troppi denari in fondo al pozzo e poi non misuriamo. Allora, parsimonia anche nelle contribuzioni indispensabili, giuste, ma dobbiamo misurarle. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. L'intervento dell'Assessore ha concluso la discussione generale. Penso che possiamo concludere, a questo punto, i lavori della giornata odierna di Consiglio. Propongo di riprendere i lavori martedì, dandoci il termine delle ore 10 di martedì per la presentazione degli emendamenti e alle ore 11 facciamo la votazione sul passaggio all'esame degli articoli. Come previsto, il calendario dei lavori dura per l'intera settimana prossima con gli argomenti all'ordine del giorno, poi una Conferenza dei Capigruppo stabilirà se dovremo proseguire anche la settimana successiva. Ricordo ai colleghi del Consiglio che domani alle ore 11 è previsto, in quest'aula, l'incontro con la Commissaria europea alle politiche regionali, la signora Hubner. A questo incontro parteciperanno la seconda e la terza Commissione del Consiglio regionale, gli onorevoli Capigruppo e i colleghi che vorranno comunque partecipare a questa riunione alla presenza anche del partenariato sociale. E' un momento di confronto sulle politiche regionali dell'Unione Europea. Grazie, la seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 18 e 16.