Seduta n.423 del 17/12/2003 

CDXXIII Seduta

Mercoledì 17 Dicembre 2003

(Antimeridiana)

Presidenza del Vicepresidente Biggio

La seduta è aperta alle ore 11 e 23.

MASIA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del Martedì 9 Dicembre 2003 (417), che è approvato.

Assenza per motivi istituzionali

PRESIDENTE. Comunico, ai sensi del comma 5 dell'articolo 58 del Regolamento, che l'Assessore Pasquale Onida è assente nella seduta del 17 dicembre 2003, in quanto fuori sede per motivi istituzionali.

Annunzio di presentazione di disegni di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni di legge:

Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2004 e altre disposizioni. (501)

(Pervenuto il 16 dicembre 2003 ed assegnato alla terza Commissione.)

Norme di riordino in materia di controllo dell'attività urbanistico-edilizia, di risanamento urbanistico, di sanatoria di insediamenti ed opere abusive e di snellimento ed accelerazione delle procedure amministrative in materia edilizia. (502)

(Pervenuto il 16 dicembre 2003 ed assegnato alla quarta Commissione.)

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge:

dai consiglieri VARGIU - FANTOLA - CASSANO - PISANO:

"La lingua inglese per lo sviluppo della Sardegna: "Sardegna speaks English". (500)

(Pervenuta il 12 dicembre 2003 ed assegnata alla ottava Commissione.)

Richiesta di procedura abbreviata

PRESIDENTE. Riprendiamo dall'articolo 7. Siamo all'emendamento 14. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione.

MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Grazie Presidente, siccome la Commissione bilancio ha licenziato il disegno di legge numero 51 che è l'autorizzazione all'esercizio provvisorio, e su questo sono stati chiesti i termini per la relazione di minoranza, io chiedo l'autorizzazione alla riduzione dei termini ai sensi dell'articolo 101 del Regolamento.

PRESIDENTE. E' stata chiesta l'anticipazione dei termini, come avete sentito, per l'esercizio provvisorio. L'articolo 101 prevede la votazione per alzata di mano.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C). Sì, è nella facoltà della Giunta, a norma di legge, di chiedere la riduzione dei termini, però, siccome sono stati avanzati dei rilievi in sede di Commissione che attengono alla stessa procedibilità del disegno di legge autorizzativo dell'esercizio provvisorio, a me pare doveroso che di queste obiezioni, che sono obiezioni fondamentali, sia edotto il Consiglio.

L'autorizzazione all'esercizio provvisorio della spesa della Regione, per il prossimo anno, può aversi se ed in quanto si sappia qual è l'ammontare della spesa che provvisoriamente può essere fatta, in dodicesimi. Allo stato delle cose, questa Regione versa nella seguente condizione, che il bilancio preventivo di spesa per il 2004 non risulta neppure inviato ancora al Consiglio. La legge prevede che questo adempimento debba essere fatto entro il 30 settembre. Credo che si tratti della prima volta nella storia della Regione che allo scadere dell'esercizio finanziario non si abbia neppure ancora trasmesso al Consiglio il progetto di spesa per l'anno successivo. Non solo!

Il progetto di spesa del 2004 non è inviato e non è neppure ancora inviabile, pur essendo alla fine del 2003, per la semplice ragione che le linee guida, le linee direttive per il bilancio le deve dare, a norma di legge, il Dpef, e il Dpef ancora non ha avuto ingresso in Aula, in ogni caso non è approvato. E senza le linee guida non solo non può pervenire in Consiglio, ma neppure la Giunta può ancora approvare il bilancio di previsione per il 2004. Ed io mi domando, ho provato a domandarlo in Commissione, ma lo domando alla Giunta in Aula come intende porre rimedio a questo disastro che non è solo politico ma è anche amministrativo e contabile, che crea un danno sicuro alla Regione. Mancando la previsione di spesa 2004 è chiaro che l'esercizio provvisorio può essere autorizzato solo ed esclusivamente sull'autorizzazione di spesa 2003, cioè sulla legge di bilancio sul bilancio 2003. Ma qual è il bilancio 2003?

E' quello che è stato approvato nella primavera scorsa, o forse era già decorsa la primavera? Posto che quel bilancio è soggetto in questi giorni, in queste ore, adesso a modificazione profonda in via di assestamento; qual è il bilancio al quale la legge autorizzatoria della spesa per dodicesimi per l'anno prossimo, che sicuramente saranno quattro dodicesimi e cioè il massimo che la legge consente, ammesso e non concesso che l'anno prossimo questa Regione riesca ad avere un bilancio? Qual è? Il bilancio assestato o quello dissestato? Il bilancio assestato non c'è ancora perché in via di assestamento. Il bilancio dissestato in quanto tale non è azionabile in dodicesimi, perché in via di modificazione ed è quindi appunto in via di assestamento. Io mi sono permesso di chiedere in Commissione di prevedere, la Giunta e la maggioranza, e di dire chiaramente entro quanto intendano approvare, se hanno la maggioranza per approvare l'assestamento, sarà oggi, immagino! Domani! E che un attimo dopo si riunisse la Commissione Bilancio perché su quella base sicura e certa può essere autorizzata una spesa in anticipazione. Su un ammontare incerto ed insicuro come si fa a dire un dodicesimo di un numero incerto? Un dodicesimo in bianco!

Ho posto questa questione in Commissione e la Giunta fa finta di non capire, e la maggioranza fa finta di non capire, debbo dire anche i funzionari fanno finta di non capire, perché esistono nelle istituzioni anche le competenze tecniche perché diano i pareri tecnici e, poi, uno sul piano politico può pensare anche di travolgere le leggi e le interpretazioni procedimentali, può pensare di farlo a suo rischio e pericolo, assumendosene le responsabilità, però io mi domando su che cosa e su quale base certa adesso si potrebbe approvare una legge autorizzatoria di una spesa in anticipazione per dodicesimi rispetto ad un bilancio che è in via di assestamento, e quindi è in movimento. Questa è l'obiezione che è stata avanzata.

Per cui ridurre i termini vuol dire ridurre i termini di niente, perché tanto questa questione si riproporrà. Si riproporrà nel momento nel quale eventualmente la legge avesse ingresso in Aula. Per cui io mi permetto, e ho concluso, ancora di suggerire alla Giunta e alla Maggioranza un attimino di saggezza, di buon senso, e di dire "approviamo l'assestamento", un attimo dopo andiamo in Commissione e chiediamo l'autorizzazione in via istruttoria all'esercizio provvisorio. E così si fa prima perché se non ci sono obiezioni di principio è chiaro che anche i termini regolamentari che sono concessi per le stesse relazioni di minoranza, chi ha un diritto che vede calpestato cerca di non lasciarlo calpestare, e quindi, rivendica quel diritto e quindi anche i termini ancorché dimezzati, e gioco forza richiederli ed averli. Se c'è una procedura invece concordata anche sul filo del buon senso, nonostante i ritardi imperdonabili sul piano politico della Giunta e della maggioranza, e del danno che sta producendo alla Regione, almeno sul procedere ci si può accordare. Questa è la proposta che è stata fatta e che io ripropongo adesso alla Giunta. Se ritiene che un attimo dopo che sia approvato l'esercizio provvisorio si debba tornare in Commissione per l'approvazione formale dell'autorizzazione alla spesa per l'anno prossimo, diversamente, va beh, rimane lo strappo alle regole, si aggiunge illegalità alle legalità, perché non rispettare la legge, non è che ha un altro nome, non rispettare la legge vuol dire essere nella illegalità! E i termini ancorché dimezzati è chiaro ed è evidente che dovranno essere utilizzati per tentare almeno di spiegare le proprie buone ragioni, perché un Consiglio regionale sì, sarà fatto di persone che pensano di essere a passeggio, ma nella sua entità, consistenza e dignità costituzionale dovrebbe avere sempre il senso di sé, e sulle regole e sui principi non transigere mai.

PRESIDENTE. Metto in votazione, colleghi, la riduzione dei termini per l'esercizio provvisorio.

Chi la approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non la approva alzi la mano.

(Non é approvata)

BALLETTO (F.I.). Ha contato male, Presidente!

PRESIDENTE. Colleghi, io ho due Segretari, adesso controlliamo. Un attimo, per cortesia, i due Segretari devono fare un chiarimento tra di loro, c'è stato un problema!

SPISSU (D.S.). Il voto è stato proclamato!

(Interruzione del consigliere Rassu)

PRESIDENTE. Al di là dell'urlo da giungla, onorevole Rassu vuole accomodarsi, per cortesia, la faccio accomodare fuori dall'Aula! Se non la smette la faccio accomodare fuori dall'Aula! Stia calmo onorevole Rassu per cortesia. Qui sappiamo urlare tutti se ci mettiamo, onorevole Rassu, stia tranquillo, sappiamo urlare tutti, se dobbiamo cambiare i modi, per cui lei rispetti il Regolamento, faccia il suo dovere con sé stesso e poi vediamo di farlo rispettare anche agli altri!

(Interruzioni)

Prima di tutto volevo dire che la lungaggine sul voto e sull'esito del voto, e sulla conta, attiene, onorevole Spissu, ai segretari e a nessun altro, e non al popolo votante e all'Assemblea votante, per cui quando si hanno proteste da inviare e da indirizzare, tramite questa Presidenza, le indirizza per coloro i quali sono chiamati in questo caso a compiere il loro dovere di contare che sono i segretari, attraverso la Presidenza. Detto questo è avvenuto che è stato comunicato l'esito del voto con 32 voti a favore della proposta, e 31 contro. Ho interpretato a rovescio la cosa, mi hanno chiamato i Segretari, per cui il Consiglio per un voto approva la proposta di riduzione dei termini.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Modifiche alla legge regionale 29 aprile 2003, n. 3 (Legge finanziaria), variazioni di bilancio e disposizioni varie (475/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 475. Procediamo all'esame dell'emendamento numero 14. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento lo metto in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Sulle modalità di votazione, Presidente. Per chiedere comunque il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi vuole fare una dichiarazione di voto?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri SELIS, SANNA Gian Valerio, SECCI, GIAGU, GRANELLA, BIANCU, DORE.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Io mi ero permesso ieri, non dico di avanzare, ma di tratteggiare un ragionamento che valeva per diversi emendamenti a questo articolo 7, e che dal punto di vista della opposizione, pur ritenendo fondate e valide alcune ragioni di intervento finanziario della Regione, tendevano però a dire: ogni cosa si faccia nel momento giusto, nel modo giusto e nella sede giusta. Per cui, dal punto di vista della opposizione, un'astensione ritenuta su diversi di questi emendamenti poteva sembrare ed era sicuramente, come dire, un atto di disponibilità positiva. Invece questo abbozzo di ragionamento è caduto nel vuoto, come pressoché tutto cade nel vuoto in quest'Aula quando si avanzano dei ragionamenti, e chi presenta un emendamento si affeziona talmente che muove non solo gli argomenti, ma anche tutti i cellulari disponibili intorno, per avvertire il mondo che lui sta presentando l'emendamento e che gli altri poi invece non li sostengono tanto. Insomma la discussione in quest'Aula e il confronto politico non è poi così sincero. Per cui anche la mia valutazione sarà, lasciando cadere anche l'abbozzo di ragionamento di carattere generale, il mio parere sugli emendamenti sarà di merito a seconda del contenuto.

Che cosa dice l'emendamento 14? Che è un emendamento presentato dalla Giunta, cioè la Giunta presenta la proposta di assestamento e poi fa anche seguire una valanga di emendamenti, che è un modo scorretto attraverso cui il proponente una legge procede, in modo scorretto, perché chi propone la legge dovrebbe, salvo alcuni aggiustamenti o esigenze assolute e sopravvenute, sottoporre all'istruttoria preliminare e alla valutazione d'insieme tutta la sua proposta. Invece la Giunta da molto tempo a questa parte lo fa anche col bilancio, con la finanziaria, propone tre cosette e poi aggiunge trecento "cosone"! E così sta accadendo con questo assestamento.

L'emendamento 14 intanto andrebbe, come dire, analizzato. Io non pretendo di essere ascoltato, Presidente! Io non pretendo di essere ascoltato, se è possibile vorrei non essere impedito nell'argomentare.

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia!

COGODI (R.C.). Pili, ti dispiace almeno abbassare la voce?

Se mi fa recuperare questi trenta secondi ho finito.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Cogodi, lei è sempre in recupero.

COGODI (R.C.). L'emendamento 14, dicevo, intanto andrebbe analizzato nel suo significato, cosa può voler dire essendo una norma di legge. In buona sostanza qui si dice che la Regione versa 8 milioni di euro, sedici miliardi, alla SFIRS per ricapitalizzare la SFIRS, al fine di favorire la conversione dei crediti della medesima vantanti nei confronti della Legler S.p.A.. Ora delle due l'una: o si deve ricapitalizzare la SFIRS o si deve ricapitalizzare la Legler. Oppure si ricapitalizza la SFIRS vincolando i fondi ad essere versati alla Legler, perché "al fine di favorire" non vuol dire niente! "Al fine di favorire" vuol dire che deve essere ancora esaminato appunto un "favor", una condizione favorevole che consenta. Io così leggo, e così è scritto, e così si intende, per cui questa norma vuol dire: intanto do 16 miliardi alla SFIRS, al fine di favorire un'operazione, se l'operazione però non riesce o non si fa quei 16 miliardi sono comunque assegnati alla SFIRS. E poi, se la Regione invece intende dare 16 miliardi alla Legler, perché vi sono ragioni produttive, ragioni sociali, ragioni diverse, dica quali sono le ragioni e direttamente, apertamente, sovvenzioni un'intrapresa, un'azienda, che è un'azienda privata, però non dica, questa maggioranza, che questa Regione non dà più i danari alle aziende private, quando serve li dà. Dica quali sono le ragioni, spieghi al Consiglio e proponga che si diano 16 miliardi alla Legler perché non licenzi mille persone, perché aumenti la produzione, perché c'è un beneficio per l'economia della Sardegna, dica qual è la ragione, ma non questo contorsionismo per dire che per intanto alla SFIRS vanno 16 miliardi per favorire la trasformazione dei debiti della Legler nei confronti della SFIRS in azioni.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei non può fare una conferenza. Il problema è stato posto molto chiaramente e credo che possa concludersi così il suo intervento. Ha posto il suo dubbio e ha centrato, ma non possiamo fare qui la storia della SFIRS e la storia della Legler!

COGODI (R.C.). No, non la sto facendo.

PRESIDENTE. Lei ha fatto molto puntualmente la sua osservazione, ha esposto il suo dubbio sul tipo di operazione, qualcuno risponderà, altri interverranno, non è che può prendersi tutto lo spazio! Ha abbondantemente recuperato il tempo.

COGODI (R.C.). Non sto facendo la storia né della SFIRS né della Legler. Ho finito, le chiedo scusa.

PRESIDENTE. Mi consenta, onorevole Cogodi, io ho sempre molto rispetto dei suoi interventi, però sta andando al di là del nodo che è qui posto sia dall'emendamento, sia dalla vicenda, sta andando oltre. Lei ha posto un serio problema, peraltro già dibattuto dalla Commissione competente, mi risulta.

COGODI (R.C.). So bene!

PRESIDENTE. Quindi credo che possa concludere.

COGODI (R.C.). Ho concluso, Presidente. Dibattuto nella Commissione competente, non chiarito affatto nella Commissione competente, però nell'Aula competente, che è quella che approva questo finanziamento, dovrebbe essere chiarito se questo è un finanziamento della Regione alla Legler, e può essere che vi sia il fondamento e quindi dica quali sono le ragioni, perché su quelle ragioni poi si fonda il convincimento e la volontà del Consiglio di votare o non votare una norma, e anche le ragioni per le quali un debito viene trasformato in acquisto di azioni, e che quindi si chiarisca che questo è per davvero un finanziamento e non invece un'agevolazione, così, del tutto astratta o anche solo marginale. Sono 16 miliardi che attraverso la SFIRS la Regione sta assegnando.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, è concluso l'argomento, tanto più che ella non usa un termine corretto, perché non è scritto in questi termini, in lingua italiana, in questo emendamento. Non è scritto nei termini in cui lei sta recitando il contenuto dell'emendamento. E debbo, su questo per la verità, pro veritate, proprio perché lei vuole ripetere il discorso in Aula, rispetto a quanto è stato, mi risulta, già discusso e approfondito in Commissione, per cui vedo che qualche commissario sta intervenendo, non è esattamente espresso in questi termini l'emendamento.

COGODI (R.C.). La conversione dei crediti in azioni vuol dire questo, ha voglia lei di dire!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Grazie, Presidente. Io intervengo brevemente, oltre che per dichiarare il mio voto favorevole, per riprendere un po' ciò che diceva poco fa il collega Cogodi e per dire che questo intervento, che io ritengo assolutamente legittimo, così come previsto, e dirò più avanti, dalla legge 17, articolo 30, questo intervento, dicevo, serve ed è indispensabile per salvare parecchie centinaia di posti di lavoro nel settore tessile, che è in particolare crisi congiunturale in tutto e non solo nel centro Sardegna. Allora, la Poli (?) Legler ha già effettuato questi investimenti, che non sono rientrati per due ragioni nel finanziamento previsto nella 17. Non sono rientrati perché nel frattempo sono cambiate due fondamentali procedure, e cioè non rientra la spesa pregressa, così come prevede la direttiva comunitaria, per tutte le leggi di sostegno, e non rientrano altresì le spese e i finanziamenti fatti da imprese considerate grandi imprese. Non possono essere più finanziate con la 17 e con la 15.

Questi interventi sono stati fatti a cavallo di queste due normative che nel frattempo sono subentrate, queste nuove direttive subentrate da parte della Comunità Europea. L'unico intervento possibile oggi è esattamente questo. Come è previsto in legge? La legge 17, l'articolo 30 è suddiviso in tre commi a, b e c. Il comma a) è il contributo in conto capitale, il comma b) è il contributo in conto interessi, il comma )c - ed è quello che ci interessa - consente alla SFIRS l'intervento in compartecipazione azionaria all'impresa interessata. Questo ci consenta di far entrare la SFIRS nella compartecipazione della Poli Legler nazionale e quindi di sopperire a ciò che non è stato possibile qualche anno fa, e soprattutto ci consente di mettere liquidità in un'azienda che ha problemi appunto di liquidità, ma che non ha problemi per il mantenimento dei posti di lavoro e per il mantenimento del mercato che ha già. Si tratta di questa operazione che, appunto, io condivido e mi auguro che la condivida l'Aula, perché serve a salvare dei posti di lavoro che vanno già bene da soli e non c'è bisogno per un intervento previsto in legge, peraltro, di mettere a repentaglio dei posti di lavoro.

PRESIDENTE. Ci sono altri interventi? Onorevole Rassu, per cortesia, non si riesce a seguire i lavori!

E' stato chiesto il voto elettronico palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 14.

(Segue la votazione)

PRESIDENTE. Onorevole Biancu, vuole dichiarare il voto?

BIANCU (La Margherita-D.L.). Favorevole.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI -CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS -PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si è astenuta la consigliera: PILO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 68

votanti 67

astenuti 1

maggioranza 34

favorevoli 67

(Il Consiglio approva)

Emendamento numero 16. Ha domandato di parlare il consigliere Secci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.). Presidente, l'emendamento numero 16 prevede la concessione di un contributo di 550 mila euro al Comune di Sennori per la ristrutturazione della casa comunale, gravemente compromessa da un incendio nel 2003. La stessa materia la tratta l'emendamento 18 che decade in quanto è stato associato al comma 13 che è stato bocciato. Cosa poco comprensibile sul piano sostanziale, ma se l'interpretazione è questa non stiamo a dirimere. A questa stessa materia faceva riferimento l'emendamento 39, che cercava in qualche maniera di dare dignità di carattere generale e astratto a una norma di intervento su una fattispecie particolare di bisogno dei nostri comuni, e che diceva che per le cause di eventi dolosi che hanno danneggiato le strutture pubbliche la Regione interveniva con un finanziamento di un milione di euro da destinare, con un programma dell'Assessore degli enti locali, competente per materia, alla cosa.

Allora, la mia dichiarazione di voto è questa, signor Presidente: nonostante io condivida questo tipo di intervento, ritengo assolutamente parziale che il Consiglio approvi l'emendamento 16 nei termini in cui è stato presentato. Per cui la proposta che sento di fare al Consiglio è questa: o si trova un modo di coordinare il testo che renda se è possibile generale nello spirito dell'emendamento 39 le cose che vi sono contenute, sennò chiedo ai proponenti il ritiro dell'emendamento per ripresentarlo riformulato nel disegno di legge di esercizio provvisorio che verrà discusso dal Consiglio tra qualche giorno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIANA (U.D.C.). Presidente, in merito sempre all'emendamento 16, e poi al 18, ma anche al 28, che riguarda un altro comune, sempre danneggiato, strutture comunali danneggiate da eventi dolosi, io a questo punto faccio la proposta che la Giunta regionale faccia un emendamento di sintesi per formulare in un unico capitolo, che è quello poi che è stato presentato anche dal collega Secci, in modo da poter poi, con delibere di Giunta regionale, decidere i finanziamenti a quei comuni danneggiati, quindi, eventualmente, aumentando lo stesso capitolo e facendo questo emendamento proprio la Giunta regionale.

PRESIDENTE. La Giunta? Colleghi, non so se hanno seguito. Frau, Murgia, avete seguito? Vuole dichiarare qualcosa in merito?

FADDA (La Margherita-D.L.). Perché deve chiedere lei, se non si iscrive prima a parlare?

PRESIDENTE. E' stata chiesta una sintesi.

FADDA (La Margherita-D.L.). Sì, ma se qualcuno non si iscrive non è che lo sollecita lei!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Noi possiamo anche essere d'accordo con l'onorevole Piana di fare un emendamento di sintesi, ma non è della Giunta, essendo questa un'iniziativa del Consiglio regionale noi siamo disponibili, come Gruppo, visto che ci ritroviamo con l'emendamento che è stato presentato dal Gruppo La Margherita, ecco che sia la sintesi intorno a quell'emendamento firmato da tutti gli altri colleghi del Consiglio.

PRESIDENTE. Vede che ci vuole un'armonia. Lei sta già ponendo condizioni. Onorevole Fadda, parlavo con lei, vede ci vuole un'armonia. Io cercavo un'armonia, lei sta già iniziando ponendo una condizione. Condizionando il modo, lingua italiana, onorevole Fadda!

FADDA (La Margherita-D.L.). Sì, però, Presidente, lei non può fare queste osservazioni.

PRESIDENTE. E lei non può fare osservazioni a me. Io le rispondo! Io faccio il Presidente, e proprio in qualità di Presidente è mio dovere cercare le soluzioni ottimali in base a quanto sta emergendo ed è emerso dall'Aula.

FADDA (La Margherita-D.L.). Se sono d'accordo le forze politiche, sono d'accordo i Gruppi!

PRESIDENTE. E' lingua italiana, è registrato quello che lei ha dichiarato, ha iniziato con una proposta che posto insieme una condizione. I lavori proseguono, onorevole Fadda.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Sono anch'io d'accordo che in questa materia, posto che ci sono diversi emendamenti che riguardano diversi singoli stabili di diversi comuni, essendovi anche una proposta di carattere generale, che è proprio quella contenuta nell'emendamento 39, che poc'anzi richiamava il collega Secci, sia opportuno fare sintesi intendendo, però, che la sintesi non sia la sommatoria di queste particolarità, nel senso che si possono sospendere tutti gli emendamenti che trattano casi consimili sia singolarmente, sia l'emendamento di carattere generale, perché la sintesi secondo me è già contenuta nell'emendamento 39, magari ampliando un poco lo stanziamento. E quindi intendendo che già le buone ragioni che sono state qui, come dire, rappresentate, rientrino ovviamente nel programma generale che la Regione farà, perché? Perché diversamente anche in questa materia si apre una questione molto delicata. Io l'ho già accennata anche ieri. Se esistono diversi, e purtroppo sono non pochi, comuni della Sardegna che hanno degli stabili danneggiati per eventi dolosi, non è pensabile che il comune del quale uno di noi si ricorda e presenta l'emendamento in Aula abbia il finanziamento regionale, e il comune del quale uno di noi non si ricorda e non presenta l'emendamento in Aula non abbia il suo buon diritto ad avere, come dire, risistemata la casa comunale o un altro stabile pubblico di interesse generale. Ecco perché è necessario un programma che sia equanime e che per quanto possibile, come dire, risponda compiutamente ed equamente alle diverse esigenze.

Aggiungo una considerazione, perché nel fare le leggi qualche volta utilmente si danno anche dei suggerimenti, si fanno delle riflessioni che servono a chi governa oggi e a chi governerà domani per tenerne conto e per fare le cose meglio. Ma è possibile che ancora si debbano spendere miliardi, miliardi e miliardi, sempre per riparare i danni e che, anche se istituisse adesso un fondo, poi io ricordo che un altro fondo questa Regione l'ha istituito per i danni che subiscono gli amministratori pubblici e quant'altro, ma non esistono anche altri modi che possono essere perseguiti, che affianchino almeno l'intervento diretto della Regione? Ma, le assicurazioni che valgono per i privati, perché non valgono per gli stabili pubblici?

E se i comuni non avessero, come dire, le risorse per assicurare i loro beni pubblici, a partire dai loro municipi, non sarebbe preferibile istituire un fondo che aiuti i comuni ad assicurare i loro beni pubblici, a partire dai municipi e dalle carte che appartengono ai cittadini e che sono contenute, e spesso sono indispensabili anche alla vita civile ed economica di una comunità? O la custodia degli stessi beni pubblici e degli atti fondamentali degli enti locali ma anche della Regione non meriterebbe un'attenzione maggiore ed anche una custodia, ed anche se è necessaria una spesa che sarebbe una spesa produttiva? Quanti documenti vengono bruciati soprattutto negli uffici edilizi, nei nostri comuni ed anche in alcuni depositi della Regione?

Se venissero custoditi i documenti, forse, si avrebbe più documentato il buon diritto e forse si eviterebbe qualche volta anche che passino i diritti che proprio tali non sono, che sono più storti che diritti. Però, molte volte, un incendio doloso può, come dire, sistemare molte cose. E, poi, interviene anche il finanziamento ad hoc che può anche in determinate situazioni rifare lo stabile meglio di prima. Insomma, ripropongo una riflessione che in altre circostanze in questo Consiglio si è pure avanzata, perché la Giunta, e il Consiglio, adesso elabori un intervento di carattere generale ed equanime per questa emergenza, perché adesso se risponde voglio dire a questo insieme di emergenze, quelle rappresentate e quelle che sfuggono alla cognizione diretta dei singoli consiglieri, attraverso il programma di interventi, e però raccomandando a chi governa oggi, e a chi governa domani, ma intanto a chi governa oggi di proporre una misura di carattere più generale che non sempre gravi in modo così pesante sul bilancio pubblico.

PRESIDENTE. Ci sono altri interventi? Ha domandato di parlare il consigliere Cassano, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CASSANO (Rif. Sardi). Grazie Presidente, poche parole per dire che io sono favorevole all'emendamento 16 anche perché non mi risulta che questo emendamento sia decaduto e tanto meno il proponente o i proponenti abbiano deciso di ritirarlo, anzi preannuncio che non solo sono favorevole a questo emendamento 16, interpretando anche le giuste esigenze degli amministratori della comunità di Sennori e nonché gli stessi funzionari del Comune di Sennori che sono praticamente impossibilitati a poter eventualmente effettuare il loro servizio, quindi preannuncio che non solo sono favorevole a questo emendamento anche perché ritengo che se si voleva eventualmente evitare questo passaggio, la Giunta regionale poteva eventualmente anche affrontare questo problema che già dal mese di giugno è impellente ed è sotto gli occhi di tutti.

Quindi, preannuncio che non solo sono favorevole a questo emendamento, ma qualora eventualmente i proponenti lo dovessero ritirare, lo faccio proprio come consigliere regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Grazie signor Presidente, ma anch'io per dire che non ho difficoltà ad accedere al ragionamento proposto dal collega Secci, e poi ripreso ed ampliato dal collega Cogodi; ricordo semplicemente che insomma non è proprio un caso straordinario il fatto che si destini con un emendamento una somma ad un comune o comunque ad una situazione particolare, io vi ricordo che l'anno scorso la Giunta nella finanziaria del 2003 ha proposto un analogo provvedimento ad hoc per il Comune di Uri, peraltro sollecitato da questo Consiglio con l'approvazione di un apposito ordine del giorno che impegnava per l'appunto il Presidente della Giunta ad intervenire in una situazione del tutto analoga a quella che oggi stiamo rappresentando. Poi, come dire, la problematica proposta dal collega Secci riguarda un fatto avvenuto forse quindici o venti giorni fa, quindi sopraggiunto diciamo, così come il fatto che mette all'attenzione il collega Piana.

Sono comunque d'accordo su una norma che abbia un carattere generale, ma particolare, perché si riferisce comunque ai fatti avvenuti nel 2003, e quindi i fatti avvenuti nel 2003 sono, mi pare, sostanzialmente questi tre, ed è evidente che la somma deve essere congrua per rispondere alle esigenze; poi, condivido le considerazioni che faceva il collega Cogodi. Io credo che i casi sollevati richiedano, e che peraltro non sono nuovi in Sardegna, una disciplina organica di carattere sicuramente astratto e che riguarda il futuro che speriamo non ci riservi situazioni dolose di questo tipo, così copiose come abbiamo avuto in quest'ultimo 2003.

Non concordo comunque con la proposta di andare all'esercizio provvisorio per risolvere questa problematica; io credo che questa problematica possa essere risolta oggi con l'assestamento di bilancio, con un emendamento di sintesi se il collega Frau accede a questa ipotesi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, è strano, io ho sentito troppe cose strane in questo Consiglio regionale. Tutti i consiglieri regionali della Sardegna, tutti, hanno ricevuto questa lettera, tutti, compreso l'altro giorno in duplice copia in cui si invitavano i consiglieri regionali della Sardegna, e non solamente i consiglieri regionali del territorio di Sassari di intervenire per questo fatto straordinario che era successo a Sennori. Ci sono stati consiglieri che si sono attivati e ci sono stati consiglieri che non si sono attivati, e questo pazienza se è successo. Anzi, vi posso dire che ci sono stati consiglieri che si sono attivati e che hanno, conoscendo questo Consiglio regionale, conoscendo la richiesta di scrutinio segreto, di far sì che l'emendamento almeno per quanto mi riguarda fosse in coda all'articolo 7 e non in mezzo a qualche comma poi bocciato, quindi la colpa sicuramente non è del consigliere Frau e non è nemmeno del comune di Sennori. Però colleghi, anch'io comprendo che ci possano essere, che bisogna fare una norma generale, però il troppo generale generalizza ed allora io sono anche del parere però che alcuni emendamenti che sono decaduti, non possa la ratio di quegli emendamenti andare a finire in questo emendamento di sintesi, perché altrimenti decadono e poi indirettamente rientrano. Non solo, e qui bisogna stare molto, ma molto attenti a non prenderci in giro, questo emendamento interessa la casa comunale, e giustamente c'è anche la casa comunale di Decimomannu, ma non altre cosette. Non altre cosette! Una è la casa comunale e nei piccoli comuni la casa comunale è il tutto, dove ci sono gli uffici e quant'altro, non credo che si possa pensare di poter unire in tutto questo, e me ne dispiace, l'emendamento 28 del collega Piana che a proposito dell'incendio che ha interessato Villanova, ma non il comune all'interno di Villanova, ma le zone circostanti, questo incendio abbia potuto così distruggere strutture ricettive e infrastrutturali di proprietà dell'Amministrazione comunale che è un'altra cosa, sicuramente importante, però è un'altra cosa e pertanto quando poi cerchiamo di generalizzare allora non ci siamo ed io mantengo il mio emendamento.

PIANA (U.D.C.). Si parla di strutture comunali.

FRAU (A.N.). "Strutture ricettive e infrastrutturali di proprietà", non è la casa comunale, è una cosa diversa. Io leggo in italiano "strutture ricettive".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente. Io inviterei l'onorevole Frau a ragionare con un po' più di calma…

FRAU (A.N.). Io parlo sempre così, mi conosci.

CAPPAI (U.D.C.). Perché io capisco l'attaccamento al comune di Sennori, però il collega Frau deve ricordare anche che il suo ruolo di consigliere regionale lo deve svolgere a favore di tutti i comuni della Sardegna e non di un singolo comune. Io condivido l'emendamento, però mi sia consentito di portare qui anche altri esempi di case comunali distrutte da atti vandalici. Ne cito uno che è nel mio territorio, il comune di San Basilio, non l'ha voluto citare il collega Cogodi perché è il suo territorio, lo cito io. Il comune di San Basilio ha subito danni per 300 milioni, 4 anni fa, 3 anni fa. Fu invitato l'allora sindaco Cogodi, non Luigi, il fratello, a presentare una domanda all'Assessorato dei lavori pubblici. Domanda presentata con tanto di calcoli fatti e l'Assessorato dei lavori pubblici della Regione non ha mai elargito il becco di un quattrino al comune di San Basilio per la ristrutturazione di quella casa comunale. Io condivido l'impostazione che volevano dare i colleghi Secci e Piana, cioè qui noi(?)non(?) dobbiamo stabilire un fondo che non vada a favore del comune di Sennori o a favore del comune di Villanova Monteleone o a favore del comune di Decimo, un fondo a cui possono attingere tutte le amministrazioni che hanno subito questo tipo di danno. Come non deve sfuggire e l'ha sottolineato bene il collega Cogodi, io lo riprendo il discorso del collega Cogodi, noi oggi se dovessimo deliberare a favore dell'emendamento 16 io prima di deliberare chiederei a quella Amministrazione se per caso non fosse già assicurato quello stabile, perché da una indagine di mercato fatta dall'ANCI quasi tutti i comuni oggi hanno stipulato polizze di assicurazione contro eventi dolosi e per gli incendi. Quindi, non vorrei che il comune di Sennori fosse già stato indennizzato da qualche compagnia di assicurazione e poi la Regione interviene con un ulteriore finanziamento. Quindi, l'invito che posso rivolgere ai colleghi che tengono tanto a questo emendamento è di invitarli a ritirarlo per predisporre tutti assieme, le forze politiche dico, un emendamento di sintesi da inserire magari nell'esercizio provvisorio, non dimenticando però che non può essere adottato neanche questo criterio se prima non viene accertato se questi stabili sono già assicurati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente. Io su questo emendamento e sul problema che è stato sollevato per primo dal collega Secci vorrei intervenire per esprimere il mio pensiero in ordine ad altri aspetti che questi emendamenti stanno sollevando, perché volevo dire che l'Aula in tante occasioni, in questa legislatura, ma anche nel passato, forse sotto la spinta emotiva che nasce dal confronto politico più o meno aspro, più o meno acceso, boccia determinati provvedimenti senza talvolta rendersi anche conto degli effetti che questa bocciatura produce e poi ci si rende conto che il più delle volte si tratta di effetti non voluti, o che comunque creano danno nella complessità della stessa Aula e quindi nei confronti dell'azione politica che il Consiglio deve svolgere. Per esempio, nella scorsa legislatura ricordo che in sede di discussione di finanziaria un emendamento allora presentato dalla maggioranza di centrosinistra che riguardava un finanziamento al Consorzio 21 di 7, 8, 10 miliardi venne bocciato, però immediatamente dopo nella dialettica e nel confronto instauratosi tra le forze politiche presenti ci si accorse che quell'emendamento tutto sommato avrebbe svolto utilità se fosse stato approvato. E in occasione della stessa finanziaria si ritornò su una decisione già presa inserendo proprio nella stessa legge e non con un provvedimento successivo anche se ravvicinato nel tempo, si intervenne e si modificò una decisione già presa introducendo ed approvando ciò che prima, in precedenza, era stata bocciato. Allora, ritornando al caso concreto, nessuno credo possa in linea di principato controvertire il contenuto dell'emendamento 39 che pure è stato dichiarato decaduto perché collegato ad un comma che è stato bocciato. Quindi, sulla validità di quell'emendamento nessuno può discuterne, tanto è vero che anche la Commissione, nell'esprimere il parere, si era rimessa all'Aula perché l'Aula nella pienezza dei suoi poteri lo valutasse e se l'avesse ritenuto utile lo avrebbe potuto approvare. Oggi il Regolamento ci dice che quell'emendamento lì praticamente è bocciato, decaduto, perché è stato bocciato ciò che ad esso è collegato. Allora, quello che io voglio dire ai colleghi è che siamo tutti un pochettino più sensibili a determinate situazioni che si creano e che originano scompensi tali da causare danni a tutto il Consiglio, e questo vale soprattutto nel riferimento a quanto oggi è stato esaminato nella Commissione, in sede di esercizio provvisorio, laddove la Giunta bene ha fatto, a mio modo di vedere, di inserire perché l'Aula nella sua sovranità possa rivedere una decisione nella misura in cui l'Aula si rendesse necessaria di aver approvato e bocciato un provvedimento che tutto sommato, invece, merita dignità. E così vale il discorso anche per l'emendamento che riguarda l'intervento sulle case popolari del collega Calledda che pure è stato respinto(?).

Ora io dico questo perché credo che in maniera molto responsabile non si debba e non si possa da una parte politica sostenere la tesi del possibile recupero di provvedimenti bocciati, sempre che ci sia la condivisione in Aula, per ciò che riguarda la soddisfazione di interessi e di aspetti che riguardano la propria parte politica e si debba demonizzare a priori, invece, aspetti eguali che riguardano altra parte politica.

Quindi, per quanto mi riguarda, senza nulla togliere all'emendamento di Sennori che rappresenta un'esigenza specifica e l'Aula, ovviamente, nell'esprimere il proprio voto si pronuncerà, è quindi un emendamento che mantiene tutta la sua valenza e la sua legittimità nell'essere mantenuto, però io capisco che anche la questione sollevata dall'emendamento 39 è altrettanto legittima; l'Aula può ritornare sulle sue decisioni e prevedere che, con una decisione diversa, quella determinata esigenza sia approvata.

Ecco, però io chiedo alle forze di opposizione che la stessa sensibilità ci sia anche su altre questioni che, evidentemente, vengono sollevate da una parte e che se non soddisfa queste esigenze anche di tornaconto politico e non di utilità devono essere viste e valutate.

PRESIDENTE. Onorevole Balletto, lei è andato super oltre, sta superando anche i colleghi.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente recupero tutto il tempo per le precedenti dichiarazioni di voto che non ho fatto, però chiedo scusa all'Aula, direi di essere un pochettino più responsabili sotto questo aspetto o più sensibili.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Io avevo adoperato a suo tempo un termine considerato improprio e poi adottato da molti colleghi, sarò costretto a riappropriarmene. Cioè io credo che autorevoli esponenti di questo Consiglio non abbiano bisogno di grandi suggerimenti per ottenere un risultato; questo provvedimento è stato bocciato in Commissione. Questo provvedimento è stato bocciato in Commissione, è stato riproposto dalle stesse persone, ma si potrà benissimo e si può fare un provvedimento diverso, si possono fare nelle Commissioni delle risoluzioni dove si stabilisce che si mette una cifra X e sono mirate a questi interventi: A, B, C, D, E se no sono e restano, senza che nessuno si offenda, se non si trova una soluzione di sintesi, è una "marchetta" come ho detto l'altra volta.

E la fibrillazione nasce dal fatto della competizione elettorale e ne vedremo delle belle oggi, domani e in fase di bilancio, allorquando tutti quanti faranno una serie di emendamenti che servono soltanto a dimostrare in quel territorio, a quelle persone che ci si è interessati. Quindi, ci saranno 300 miliardi per un investimento in particolare; ci saranno investimenti nel settore della sanità, attrezzature, mirate eccetera, però obiettivamente nulla quaestio, io dico che questo emendamento è stato bocciato due volte in Commissione, che è giusto, perché ci sono altri comuni che sono nelle stesse condizioni, fare un emendamento di sintesi in cui si mette la cifra e per dare il contributo agli stessi comuni di cui stiamo parlando.

Ma che significato ha uno o due nomi in modo tale che si sappia, la storia sappia che qualcuno è stato bravo perché si è fatto carico di questo provvedimento. E' una "marchetta" lo ribadisco e non è corretto nei confronti, nell'ambito della maggioranza l'impegno era non presentarne di queste cose. Quindi, le fughe in avanti non servono. Ovviamente se si fa un provvedimento che ha un emendamento di sintesi ha un significato diverso, per darlo agli stessi con qualche piccola integrazione se ci sono altri comuni nelle stesse condizioni. Diversamente continueremo sempre a fare provvedimenti mirati finalizzati soltanto a rendere gloria per una giornata, ma non serve ad altro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu.

MARROCU (D.S.).Rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, io debbo dire che condivido le osservazioni che alcuni colleghi hanno portato, che l'emendamento numero 39 essendo decaduto non può essere riproposto. Non creiamo e non vogliamo creare dei precedenti che non aiutano tutti noi nei lavori dell'Aula. Quindi, io invito i presentatori dell'emendamento numero 16 a ritirarlo, altrimenti chiedo il voto segreto sul 16 perché...

(Intervento fuori microfono)

FADDA (La Margherita - D.L.). Certo, lo facciamo, certo. Chiedo il voto segreto perché ritengo che problemi di questa natura non possano essere risolti nelle modalità che ha detto il collega Oppi. Dopo che la Commissione, la maggioranza ha respinto, ha detto di no a questo emendamento, credo che riproporlo in Aula dopo che una maggioranza ha già detto di no sia una "marchetta"; e allora NOI vogliamo affrontare come opposizione i problemi di carattere generale di tutti i comuni che sono stati colpiti, quindi riteniamo giusto che ci sia il Comune di Sennori, come gli altri comuni del nostro territorio regionale, r la norma deve essere di carattere generale.

E ve lo dice uno che è all'opposizione e il programma lo farà la Giunta regionale. Quindi, voi siete garantiti, chi non è garantito sono i comuni che sono amministrati dal centrosinistra perché lo fa la Giunta regionale il programma. Quindi, per quanto ci riguarda ritiriamo, invitiamo anche gli altri, perché credo che con una formulazione diversa, completamente diversa, possa essere riproposto nell'esercizio provvisorio dando una risposta a tutti i comuni che si trovano nelle stesse identiche situazioni .

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, chiedo anche ai colleghi un attimo di attenzione perché c'è una strana predisposizione ad ingarbugliare e rendere difficili anche le questioni che possono essere semplici e che vogliamo agevolare, posto che intendiamo perseguire un interesse di carattere generale, onorevole Oppi. Se la questione sollevata dall'emendamento 16 è certamente una risposta ad una situazione particolare, ma che tuttavia trova in altre situazioni analoghe esigenze, io penso che possiamo insieme trovare una strada perché quei problemi che non sono problemi di persone, di amici e di singoli, sono problemi di amministrazioni locali che oggi sono governate da amici miei, domani non si sa da chi saranno governate.

OPPI (U.D.C.). E noi non stiamo dicendo la stessa cosa?

SPISSU (D.S.). Allora, noi eravamo d'accordo per sospendere l'emendamento 16 per vedere se la logica proposta dall'emendamento 39 anche con una dotazione finanziaria maggiore non possa costituire una strada per risolvere attraverso programmi una serie di situazioni particolari che diano risposte anche al comune di Sennori, il cui problema è tuttavia sollevato e condiviso da gran parte del Consiglio.

Quindi, io sono per sospendere un attimo la discussione su questo emendamento, senza aggiungere ulteriori cose a quelle che stiamo dicendo, per trovare insieme, i Gruppi, una formulazione che comprenda anche questa situazione particolare; penso che avremmo fatto un buon servizio a quegli amministratori locali che chiedono a noi una risposta. Penso che la possiamo chiudere qui senza continuare ad ingarbugliare una discussione che non mi sembra che meriti tanto tempo, peraltro.

PRESIDENTE. Colleghi se avete bisogno di dieci minuti di sospensione possiamo. Nessuna sospensione. Io vado avanti se non ci sono proposte di sospensione.

SPISSU (D.S.). Io ho chiesto una sospensione.

PRESIDENTE. L'ha chiesta? Sospendo i lavori per dieci minuti. Non ho capito io cosa volete? Cosa devo sospendere, i lavori, l'articolo, l'emendamento, la legge. Non ho capito, fate una domanda precisa. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Ho chiesto, Presidente, di sospendere la trattazione di questo emendamento in maniera tale che possiamo accordarci su una sua migliore formulazione e alla fine riportarlo in discussione.

PRESIDENTE. La sospensione di questo emendamento 16 la dispone, salvo che poi qualche altro non la faccia propria, l'estensore dell'emendamento stesso. No?

E' stata chiesta la sospensione dell'articolo 16 e noi diciamo anche del 28; il 18 è decaduto. Colleghi, una sospensione tecnica di cinque minuti in Aula.

(La seduta, sospesa alle ore 12 34, viene ripresa alle ore 12 e 42.)

PRESIDENTE. Colleghi possiamo riprendere? Onorevole Spissu avete raggiunto un accordo?

SPISSU (D.S.). No, Presidente, c'è ancora un supplemento di discussione, per cui se non si raggiunge una sintesi si vota l'emendamento 16.

PRESIDENTE. Non è stato trovato un accordo? Si vota l'emendamento 16. E' stato chiesto il voto elettronico palese.

FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo il voto segreto.

FRAU (A.N.). L'ho chiesto io prima palese.

PRESIDENTE. Sono state fatte dichiarazioni di voto, non si può più chiedere, c'è il Regolamento che osta. Prepararsi al voto, colleghi.

PRESIDENTE. Allora poniamo in votazione l'emendamento 16.

SECCI (La Margherita-D.L.). Io ho già parlato. Non posso più parlare.

PRESIDENTE. Neanche se le do la parola in via eccezionale? Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Per cucire? Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Io non so cucire molto, allora Presidente io credo che principalmente la ratio dell'emendamento 39, che è decaduto, era stato presentato dall'onorevole Secci, era quella di contemplare in questa norma almeno per questa annata finanziaria anche il comune di Decimomannu che è stato interessato dallo stesso problema. Si parla sempre di case comunali interessate, in cui avviene quella che è l'attività comunale. Pertanto la mia proposta è questa: "è autorizzato nell'anno 2003 lo stanziamento di 550 mila euro per un finanziamento straordinario al comune di Sennori e di euro 100 mila per il comune di Decimomannu, per la ristrutturazione delle rispettive case comunali gravemente compromesse a seguito di incendi nel 2003".

PRESIDENTE. Qui c'è la proposta Frau.

FRAU (A.N.). Questa è la proposta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione.

MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Grazie Presidente, io per la verità avevo cercato di intervenire prima ma essendo basso e sotto non ho avuto la possibilità di farlo. Dunque, in realtà noi abbiamo su questo argomento tre emendamenti, c'è il numero 16, il numero 18 e poi il numero 28 e il 39 che era quello di carattere generale legato al tredicesimo comma dell'articolo 7 che è decaduto. Pertanto, noi ci troviamo di fronte ad un unico problema sia pure con diverse articolazioni. Ora, è chiaro che i colleghi hanno omesso di utilizzare gli strumenti regolamentari perché sarebbe stato facile fare l'emendamento all'emendamento 16 per inserire anche altri interventi che pure sono assolutamente necessari. Sulle questioni sollevate in ordine alle assicurazioni, se noi dovessimo avventurarci nella verifica di queste cose, dovremmo farlo anche per tutti i casi nei quali c'è. E' chiaro che vale in questi casi il principio della buonafede perché non è pensabile che un'Amministrazione comunale rinnovi al Consiglio regionale una richiesta dopo aver già avuto soddisfazione eventualmente dalle compagnie di assicurazione, quindi su questo non mi pare eccetera.

Io avrei accolto, sarei stato favorevole, avrei anch'io fatto la proposta di sospensione degli emendamenti 16 e 18 e così via di seguito per vedere se non fosse possibile eccetera. Però in realtà la strada che potrebbe emergere da questa cosa attraverso il sistema degli emendamenti agli emendamenti potrebbe risolvere la questione in quanto la Giunta è nelle condizioni di poter garantire la copertura finanziaria fino ad un tetto di un milione di euro che era stato indicato in quanto noi abbiamo la copertura che ci deriva dal terzo comma dello stesso articolo 7 che è caduto. Quindi, se volessimo su questo punto fare un attimo di riflessione ulteriore, forse sarebbe meglio, perché effettivamente noi potremmo aggiungere anche Decimomannu, ma sicuramente ci sarebbe da aggiungere anche un altro comune che magari non è stato citato oggi e quindi sarebbe alquanto difficile. Io avrei fatto un emendamento che però non ho potuto raccogliere perché la proposta che fece inizialmente l'onorevole Piana, era quella di affidare alla Giunta la possibilità di fare l'emendamento di sintesi. Proposta che è stata immediatamente rigettata nel corso del dibattito, che poi ha scatenato tutta questa cosa; perché è logico che quando si parla e ci si trova di fronte a fatti di questo genere l'emendamento di sintesi può essere attribuito solo alla Giunta perché diversamente succede... Deve essere in modo indeterminato, oppure deve essere fatto in modo tale da coinvolgere tutti coloro che hanno firmato, da coinvolgere tutti coloro che hanno sottoscritto gli emendamenti perché diversamente è difficile che uno riconosca la primogenitura all'altro di questa cosa. Pertanto, le strade di fronte alle quali noi ci troviamo sono quelle o dell'emendamento all'emendamento, così come suggeriva poc'anzi l'onorevole Frau, ovvero quella di una soluzione più complessiva che tenga conto però anche di un'esigenza che è l'esigenza di non creare il presupposto, oppure l'illusione o il messaggio, che poi tutto quello che accade debba trovare copertura nel fondo, chiamiamolo così, da costituirsi presso la Regione. Quindi, sotto questo profilo andrebbe valutato bene. Io dico che forse la Regione potrebbe avere un fondo per concorrere eventualmente alle spese di assicurazione, di modo che tutti gli enti pubblici sottopongano i loro beni ad assicurazione perché è chiaro che non può la regione farsi carico di tutti i danni in assoluto che si realizzano, che si verificano nelle case comunali, oppure in tutti i beni del comune. Pertanto, essendo stato preceduto nel mio intervento dalle proposte integrative all'emendamento 18 è chiaro che in questa fase mi rimetto all'Aula, essendo la mia propensione più favorevole ad una sospensione degli emendamenti 16 e 18 e quanti sono collegati ad esso, compreso Villanova Monteleone eccetera, per verificare. dando a ciascuno il giusto riconoscimento per il contributo dato a risolvere questo problema, sarei più propenso ad una sospensione di questi emendamenti, in modo da studiare congiuntamente un testo che sia di comune soddisfazione e maggiormente condiviso dalla stragrande maggioranza, io auspico, dell'Assemblea, tenendo conto che su questo tema, su questo argomento e per questo argomento non esistono problemi di copertura.

PRESIDENTE. Allora sospendiamo la trattazione dell'emendamento 16 e collegati e proseguiamo con l'emendamento 20 al quale è stato presentato un emendamento connesso che è il 91. Quindi, abbiamo prima da votare l'emendamento 91 e poi l'emendamento 20.

Ha facoltà di parlare il consigliere Piana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIANA (U.D.C.). Per dichiarazione di voto, naturalmente voto favorevole, come ho già spiegato negli emendamenti, ma anche per fare una ulteriore proposta, siccome sono tutti emendamenti il 20, 21 e il 22 che poi è recepito dal 91 che abbrevia i termini anche, sono tutti emendamenti che non hanno impegni di spesa, ma sono solamente emendamenti tecnici per recuperare alcuni contenziosi, alcune domande, alcune finanziamenti all'interno di finanziamenti già attribuiti. La proposta che faccio io è se, visto che sono emendamenti tecnici.

PRESIDENTE. No, guardi, lei deve fare dichiarazioni di voto su questo emendamento, non può fare proposte, comunque il 21 e il 22 sono decaduti e comunque in questa fase non potrebbe, non avrebbe potuto fare proposte di lavoro eccetera, perché lei sta intervenendo solo per dichiarazione di voto all'emendamento 20 ed in questo caso poi si parlava specificatamente del 91, onorevole mi dispiace. Comunque il 21 e il 22 sono decaduti.

PIANA (U.D.C.). Quindi, per quanto riguarda l'emendamento 20 sono favorevole, quindi dichiaro di votare favorevole ed eventualmente avrei anche gradito che l'emendamento fosse riassunto anche dalla Giunta regionale per non dare la paternità su un problema che riguarda tutti e su un problema che è sentito da quasi tutti e condiviso anche da diversi colleghi consiglieri regionali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà..

MARROCU (D.S.). Intanto il 21 non mi pare che sia decaduto, ma comunque non ha importanza, non lo condivido. L'emendamento 20 noi in Commissione non l'abbiamo accolto perché si trattava di una proroga al 31.12.2003 di...

PRESIDENTE. Deve fare dichiarazione di voto, onorevole Marrocu, non facciamo interventi.

MARROCU (D.S.). Mi faccia fare dichiarazioni di voto però, me le faccia fare. Sull'emendamento 20 in Commissione non l'avevamo accolto neanche noi perché si trattava di una proroga di due leggi, la 17 e la 7, dal '97 al 2003, e ci pareva veramente inaccettabile una proroga di questo tipo. L'emendamento 91, dopo anche un chiarimento, io ho avuto modo di essere anche informato e sensibilizzato, invece si tratta semplicemente, e su questo chiederei alla Giunta di valutare se può essere accolto, del fatto che si tratta di manifestazioni che si sono invece realizzate e per la quale la Regione ha un debito verso le associazioni. C'è stato un contenzioso di interpretazione sui tempi della proroga che quella legge del '97 aveva concesso e ha impedito all'Amministrazione regionale di erogare il contributo all'associazione, però si tratta di manifestazioni fatte. Quindi i soldi che sono stati impegnati, i fondi non sono stati liquidati perché c'è stata una discussione, se si era tenuta o no nei termini previsti dalla legge quella manifestazione. Quindi di fatto, approvando l'emendamento 91, che corregge l'emendamento 20, si consente all'amministrazione regionale di liquidare risorse ad associazioni le cui iniziative si sono tenute e i cui soldi sono stati regolarmente impegnati. Quindi non determina né un aumento di spesa...

PRESIDENTE. Sta facendo una dichiarazione di voto! Lei sta facendo una presentazione di emendamenti e di provvedimenti e motivando qualcosa che non c'entra niente! Onorevole Marrocu, lei è in dichiarazione di voto, lei deve dire perrché vota e come vota questo emendamento e basta, e se lo vota, e poi, per il 23 - 24 - 25 interverrà successivamente!

MARROCU (D.S.). Mi lascia finire! Lei oggi è particolarmente agitato, io sono abituato a spiegare perché voto sì, se lei invece col suo fare non è attento a quello che sto dicendo, io sto spiegando che ritengo accoglibile l'emendamento numero 91 perché consente all'amministrazione regionale di pagare a delle associazioni debiti riconosciuti per un contenzioso interpretativo della legge 7 di una proroga avvenuta. Fosse l'emendamento 20 non l'avrei approvato, così come non l'ho approvato in Commissione. L'emendamento 91 corregge l'emendamento 20 e riconosce debiti verso delle associazioni che le manifestazioni hanno tenuto e hanno speso e a cui l'amministrazione non è in grado di liquidare quanto di competenza perché c'è stata una discussione interpretativa di una legge, per cui ritengo che l'emendamento 91... Io invito la Giunta ad accoglierlo.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 91. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 20. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Gli emendamenti 21 e 22 sono decaduti. Sull'emendamento 24, Pittalis, Murgia e più è già stata fatta la discussione generale. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Per chiedere il voto segreto a nome del Gruppo.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 24.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 65

votanti 65

maggioranza 33

favorevoli 29

contrari 36

(Il Consiglio non approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - VARGIU.)

PRESIDENTE. Per l'emendamento 25, Vargiu, Mura e più manca la copertura finanziaria, quindi non può essere votato. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Presidente della Regione. I presentatori mi hanno fatto pervenire una segnalazione che se venisse confermata potrebbe anche modificare l'atteggiamento della Giunta in relazione a questo emendamento, come pure a qualche altro. Qui manca la copertura nel senso che viene aumentata una percentuale, quindi è chiaro che non c'è la quantificazione. Se però venisse modificato, integrato con la formula "nei limiti degli stanziamenti del bilancio", allora il mio atteggiamento potrebbe essere diverso, ma questo devono farlo i proponenti, non la Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (RIF Sardi). L'emendamento è integrato e modificato così come detto dal Presidente della Giunta.

PRESIDENTE. Cioè "nei limiti dello stanziamento di bilancio", con questa aggiunta. Metto in votazione l'emendamento 25 con la modifica di cui abbiamo detto prima. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. L'emendamento 28 è sospeso. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Per chiedere sull'emendamento 29 il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Durante il parere era stato detto che era incerto nella determinazione degli oneri, quindi secondo me non è... Io avevo chiesto all'onorevole Piana il ritiro, perché sulla base dei dati che io ho dall'Assessorato all'agricoltura ci sono migliaia di domande ancora da istruire. Conseguentemente noi oggi non siamo nelle condizioni di conoscere quale sarà la somma disponibile e se ci sarà una somma disponibile. Conseguentemente dire che noi valutiamo in 40 milioni una determinata spesa senza avere la copertura certa equivale a votare un emendamento che non può trovare esecuzione. Quindi la pregherei di riesaminare, sentito ovviamente l'Assessore all'agricoltura che io ho preventivamente consultato, di prendere in considerazione la richiesta fatta dalla Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.

PIANA (U.D.C.). La formulazione dell'emendamento, ora anche i chiarimenti del Presidente della Giunta regionale nonché anche Assessore al bilancio, però la finalità dell'emendamento è caratterizzata ad una condizione: avanzano dei finanziamenti sulla legge regionale 13 del 2002, allora estendiamo, non avanzano, non ne estendiamo. Lo spirito dell'emendamento era questo. Siccome noi siamo convinti, anzi, ne sono convintissimo, che della legge regionale 13 avanzino dei soldi anche sullo stanziamento della stessa legge, siccome sono convinto di questo io dico che questo emendamento può rimanere in piedi, può essere votato alla condizione che sulla legge regionale 12 avanzino dei soldi, solo in quel caso scatta il meccanismo di estendere a tutti gli imprenditori agricoli. Credo che sia chiarissimo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Vorrei chiedere al collega Piana, visto anche gli umori dell'Aula, che forse è più opportuno approfondirlo nella manovra finanziaria. In questo momento le suggerirei, per non essere bocciato, di ritirare l'emendamento perché mi sembra che sia... lo vedremo con più calma nella manovra finanziaria del 2004 se c'è questo problema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Brevissimamente, Presidente, io ho preso la parola per sostenere questi emendamenti in Aula convinto che ci fossero delle somme certe da attribuire alle voci richieste. Siccome non c'è una voce certa nel capitolo di bilancio che ci dia una copertura, anch'io accedo alla richiesta che viene anche dall'Aula di discuterla eventualmente in finanziaria. Per quanto mi riguarda quindi non lo voterò a favore in questo momento e la giustificazione che do all'Aula del mio cambiamento di opinione è questa.

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, mi hanno rimproverato di non effettuare spesso l'alternanza fra una parte e l'altra. Lei era iscritto prima dell'onorevole Liori, però, per questi rimproveri che ho avuto, giusti, per altro... ho pensato meglio di fare...

ORTU (R.C.). Sinceramente non ho capito qual è l'alternanza. Prima di fare una dichiarazione di voto, vorrei capire due cose: se Piana ritira o no l'emendamento, e questo deve essere detto con chiarezza, se l'emendamento è ammissibile oppure no, ed anche questo deve essere detto con chiarezza, perché ieri il Presidente della Giunta ha sostenuto, a ragione, che l'emendamento non è ammissibile, perché non si può fare una legge dove si dice che se eventualmente rimangono soldi su una legge precedente, poi quel provvedimento che diventa legge sarà coperto con quelle risorse. Ma stiamo scherzando! Allora si dica prima, eventualmente, che io chieda la parola per dichiarazione di voto con chiarezza se l'emendamento viene ritirato oppure se l'emendamento non è ammissibile, come dovrebbe essere.

PRESIDENTE. Stiamo parlando del 29. Ha domandato di parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.

PIANA (U.D.C.). Mi arrendo, bandiera bianca! Va bene, ad alcune condizioni! Presidente, ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. Colleghi, col voto dell'emendamento 25 è sfuggito che la materia trattata dall'emendamento 25 è stata ripresa in un successivo emendamento che è stato collegato a un altro comma, è stato messo dopo, emendamento 85, e poi un successivo emendamento all'emendamento 85 portava il famoso limite indicato nell'emendamento 25, "nella misura dell'85 per cento", l'emendamento 87, emendamento all'emendamento 85, lo portava addirittura al 90 per cento.

E' stata una svista, perché questo avrebbe dovuto precedere il 25 stesso, perché era una modifica all'emendamento 25 stesso, se l'Aula è d'accordo.

Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Signor Presidente, tutti gli emendamenti ovviamente devono riportare la formula "Nei limiti degli stanziamenti di bilancio", quindi se è 85 o 90 per cento, quello che è, sempre nei limiti degli stanziamenti di bilancio. Quindi può essere rivotato formalmente forse l'emendamento all'emendamento, ma lo spirito dell'emendamento 25, che è stato votato, era quello.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, purtroppo è stata una svista, quindi non mi è stata data la possibilità di intervenire. Questo emendamento che porta al 90 per cento, e può benissimo essere emendato a voce, se i colleghi sono d'accordo, anche al 98 per cento sulla legge 40 del '93, praticamente sulla legge sull'alberghiero, sempre compatibilmente nei limiti delle disponibilità del bilancio, io chiedo l'attenzione dei colleghi della sesta Commissione, con i quali ho discusso questo particolare, trattandosi della legge 40, alberghiero, che non è cumulabile, le cui provvidenze non sono cumulabili con altre provvidenze e nella quale legge non sono previsti contributi in conto capitale, ma bensì solo ed esclusivamente contributi in conto interessi, il limite dell'abbattimento del tasso può essere portato benissimo al 98 per cento, perché il 100 per cento, che pure era previsto nella legge Sabatini non è più consentito dall'Unione Europea, in quanto è necessario che ci sia un concorso da parte degli imprenditori con i mezzi propri, quindi può essere benissimo portato addirittura al 98 per cento in quanto calcolando il limite massimo che è l'equivalente sovvenzione netta pari al 30 per cento delle provvidenze, più l'equivalente sovvenzione lorda, arrivando al 45 per cento, si arriva al 22,2 per cento sul 45 per cento sostenibile. Per cui non solo il 90 per cento, ecco il richiamo all'attenzione dei colleghi che hanno presentato il primo emendamento, ma se si vuole veramente intervenire con l'abbattimento del tasso, sempre nei limiti delle disponibilità di bilancio, io propongo come minimo il 90 per cento, ma se l'Aula è d'accordo sull'emendamento orale, portare l'abbattimento del tasso al 98 per cento, perché siamo al 50 per cento del limite massimo imposto dall'equivalente sovvenzione netta, e cioè se la volontà politica è quella di intervenire sull'abbattimento del tasso sulla legge 40 si intervenga sino al limite massimo. Questo è lo scopo politico. Grazie.

PRESIDENTE. Colleghi, se non ci sono obiezioni, metto in votazione l'emendamento numero 87, che porta la percentuale al 90 per cento. All'emendamento 85 è stato presentato l'emendamento 87. E' un emendamento all'emendamento, per cui è difficile rendersi conto. Si tratta di aumentare ulteriormente di cinque punti il termine dell'emendamento 25, che è stato votato e approvato poc'anzi.

Metto in votazione l'emendamento numero 87. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvato)

I lavori si sospendono qui. Riprendiamo questo pomeriggio alle ore 16 e 30.

La seduta è tolta alle ore 13 e 17.



Allegati seduta

CDXXIII Seduta

Mercoledì 17 Dicembre 2003

(Antimeridiana)

Presidenza del Vicepresidente Biggio

La seduta è aperta alle ore 11 e 23.

MASIA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del Martedì 9 Dicembre 2003 (417), che è approvato.

Assenza per motivi istituzionali

PRESIDENTE. Comunico, ai sensi del comma 5 dell'articolo 58 del Regolamento, che l'Assessore Pasquale Onida è assente nella seduta del 17 dicembre 2003, in quanto fuori sede per motivi istituzionali.

Annunzio di presentazione di disegni di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni di legge:

Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2004 e altre disposizioni. (501)

(Pervenuto il 16 dicembre 2003 ed assegnato alla terza Commissione.)

Norme di riordino in materia di controllo dell'attività urbanistico-edilizia, di risanamento urbanistico, di sanatoria di insediamenti ed opere abusive e di snellimento ed accelerazione delle procedure amministrative in materia edilizia. (502)

(Pervenuto il 16 dicembre 2003 ed assegnato alla quarta Commissione.)

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge:

dai consiglieri VARGIU - FANTOLA - CASSANO - PISANO:

"La lingua inglese per lo sviluppo della Sardegna: "Sardegna speaks English". (500)

(Pervenuta il 12 dicembre 2003 ed assegnata alla ottava Commissione.)

Richiesta di procedura abbreviata

PRESIDENTE. Riprendiamo dall'articolo 7. Siamo all'emendamento 14. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione.

MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Grazie Presidente, siccome la Commissione bilancio ha licenziato il disegno di legge numero 51 che è l'autorizzazione all'esercizio provvisorio, e su questo sono stati chiesti i termini per la relazione di minoranza, io chiedo l'autorizzazione alla riduzione dei termini ai sensi dell'articolo 101 del Regolamento.

PRESIDENTE. E' stata chiesta l'anticipazione dei termini, come avete sentito, per l'esercizio provvisorio. L'articolo 101 prevede la votazione per alzata di mano.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C). Sì, è nella facoltà della Giunta, a norma di legge, di chiedere la riduzione dei termini, però, siccome sono stati avanzati dei rilievi in sede di Commissione che attengono alla stessa procedibilità del disegno di legge autorizzativo dell'esercizio provvisorio, a me pare doveroso che di queste obiezioni, che sono obiezioni fondamentali, sia edotto il Consiglio.

L'autorizzazione all'esercizio provvisorio della spesa della Regione, per il prossimo anno, può aversi se ed in quanto si sappia qual è l'ammontare della spesa che provvisoriamente può essere fatta, in dodicesimi. Allo stato delle cose, questa Regione versa nella seguente condizione, che il bilancio preventivo di spesa per il 2004 non risulta neppure inviato ancora al Consiglio. La legge prevede che questo adempimento debba essere fatto entro il 30 settembre. Credo che si tratti della prima volta nella storia della Regione che allo scadere dell'esercizio finanziario non si abbia neppure ancora trasmesso al Consiglio il progetto di spesa per l'anno successivo. Non solo!

Il progetto di spesa del 2004 non è inviato e non è neppure ancora inviabile, pur essendo alla fine del 2003, per la semplice ragione che le linee guida, le linee direttive per il bilancio le deve dare, a norma di legge, il Dpef, e il Dpef ancora non ha avuto ingresso in Aula, in ogni caso non è approvato. E senza le linee guida non solo non può pervenire in Consiglio, ma neppure la Giunta può ancora approvare il bilancio di previsione per il 2004. Ed io mi domando, ho provato a domandarlo in Commissione, ma lo domando alla Giunta in Aula come intende porre rimedio a questo disastro che non è solo politico ma è anche amministrativo e contabile, che crea un danno sicuro alla Regione. Mancando la previsione di spesa 2004 è chiaro che l'esercizio provvisorio può essere autorizzato solo ed esclusivamente sull'autorizzazione di spesa 2003, cioè sulla legge di bilancio sul bilancio 2003. Ma qual è il bilancio 2003?

E' quello che è stato approvato nella primavera scorsa, o forse era già decorsa la primavera? Posto che quel bilancio è soggetto in questi giorni, in queste ore, adesso a modificazione profonda in via di assestamento; qual è il bilancio al quale la legge autorizzatoria della spesa per dodicesimi per l'anno prossimo, che sicuramente saranno quattro dodicesimi e cioè il massimo che la legge consente, ammesso e non concesso che l'anno prossimo questa Regione riesca ad avere un bilancio? Qual è? Il bilancio assestato o quello dissestato? Il bilancio assestato non c'è ancora perché in via di assestamento. Il bilancio dissestato in quanto tale non è azionabile in dodicesimi, perché in via di modificazione ed è quindi appunto in via di assestamento. Io mi sono permesso di chiedere in Commissione di prevedere, la Giunta e la maggioranza, e di dire chiaramente entro quanto intendano approvare, se hanno la maggioranza per approvare l'assestamento, sarà oggi, immagino! Domani! E che un attimo dopo si riunisse la Commissione Bilancio perché su quella base sicura e certa può essere autorizzata una spesa in anticipazione. Su un ammontare incerto ed insicuro come si fa a dire un dodicesimo di un numero incerto? Un dodicesimo in bianco!

Ho posto questa questione in Commissione e la Giunta fa finta di non capire, e la maggioranza fa finta di non capire, debbo dire anche i funzionari fanno finta di non capire, perché esistono nelle istituzioni anche le competenze tecniche perché diano i pareri tecnici e, poi, uno sul piano politico può pensare anche di travolgere le leggi e le interpretazioni procedimentali, può pensare di farlo a suo rischio e pericolo, assumendosene le responsabilità, però io mi domando su che cosa e su quale base certa adesso si potrebbe approvare una legge autorizzatoria di una spesa in anticipazione per dodicesimi rispetto ad un bilancio che è in via di assestamento, e quindi è in movimento. Questa è l'obiezione che è stata avanzata.

Per cui ridurre i termini vuol dire ridurre i termini di niente, perché tanto questa questione si riproporrà. Si riproporrà nel momento nel quale eventualmente la legge avesse ingresso in Aula. Per cui io mi permetto, e ho concluso, ancora di suggerire alla Giunta e alla Maggioranza un attimino di saggezza, di buon senso, e di dire "approviamo l'assestamento", un attimo dopo andiamo in Commissione e chiediamo l'autorizzazione in via istruttoria all'esercizio provvisorio. E così si fa prima perché se non ci sono obiezioni di principio è chiaro che anche i termini regolamentari che sono concessi per le stesse relazioni di minoranza, chi ha un diritto che vede calpestato cerca di non lasciarlo calpestare, e quindi, rivendica quel diritto e quindi anche i termini ancorché dimezzati, e gioco forza richiederli ed averli. Se c'è una procedura invece concordata anche sul filo del buon senso, nonostante i ritardi imperdonabili sul piano politico della Giunta e della maggioranza, e del danno che sta producendo alla Regione, almeno sul procedere ci si può accordare. Questa è la proposta che è stata fatta e che io ripropongo adesso alla Giunta. Se ritiene che un attimo dopo che sia approvato l'esercizio provvisorio si debba tornare in Commissione per l'approvazione formale dell'autorizzazione alla spesa per l'anno prossimo, diversamente, va beh, rimane lo strappo alle regole, si aggiunge illegalità alle legalità, perché non rispettare la legge, non è che ha un altro nome, non rispettare la legge vuol dire essere nella illegalità! E i termini ancorché dimezzati è chiaro ed è evidente che dovranno essere utilizzati per tentare almeno di spiegare le proprie buone ragioni, perché un Consiglio regionale sì, sarà fatto di persone che pensano di essere a passeggio, ma nella sua entità, consistenza e dignità costituzionale dovrebbe avere sempre il senso di sé, e sulle regole e sui principi non transigere mai.

PRESIDENTE. Metto in votazione, colleghi, la riduzione dei termini per l'esercizio provvisorio.

Chi la approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non la approva alzi la mano.

(Non é approvata)

BALLETTO (F.I.). Ha contato male, Presidente!

PRESIDENTE. Colleghi, io ho due Segretari, adesso controlliamo. Un attimo, per cortesia, i due Segretari devono fare un chiarimento tra di loro, c'è stato un problema!

SPISSU (D.S.). Il voto è stato proclamato!

(Interruzione del consigliere Rassu)

PRESIDENTE. Al di là dell'urlo da giungla, onorevole Rassu vuole accomodarsi, per cortesia, la faccio accomodare fuori dall'Aula! Se non la smette la faccio accomodare fuori dall'Aula! Stia calmo onorevole Rassu per cortesia. Qui sappiamo urlare tutti se ci mettiamo, onorevole Rassu, stia tranquillo, sappiamo urlare tutti, se dobbiamo cambiare i modi, per cui lei rispetti il Regolamento, faccia il suo dovere con sé stesso e poi vediamo di farlo rispettare anche agli altri!

(Interruzioni)

Prima di tutto volevo dire che la lungaggine sul voto e sull'esito del voto, e sulla conta, attiene, onorevole Spissu, ai segretari e a nessun altro, e non al popolo votante e all'Assemblea votante, per cui quando si hanno proteste da inviare e da indirizzare, tramite questa Presidenza, le indirizza per coloro i quali sono chiamati in questo caso a compiere il loro dovere di contare che sono i segretari, attraverso la Presidenza. Detto questo è avvenuto che è stato comunicato l'esito del voto con 32 voti a favore della proposta, e 31 contro. Ho interpretato a rovescio la cosa, mi hanno chiamato i Segretari, per cui il Consiglio per un voto approva la proposta di riduzione dei termini.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Modifiche alla legge regionale 29 aprile 2003, n. 3 (Legge finanziaria), variazioni di bilancio e disposizioni varie (475/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 475. Procediamo all'esame dell'emendamento numero 14. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento lo metto in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Sulle modalità di votazione, Presidente. Per chiedere comunque il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi vuole fare una dichiarazione di voto?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri SELIS, SANNA Gian Valerio, SECCI, GIAGU, GRANELLA, BIANCU, DORE.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Io mi ero permesso ieri, non dico di avanzare, ma di tratteggiare un ragionamento che valeva per diversi emendamenti a questo articolo 7, e che dal punto di vista della opposizione, pur ritenendo fondate e valide alcune ragioni di intervento finanziario della Regione, tendevano però a dire: ogni cosa si faccia nel momento giusto, nel modo giusto e nella sede giusta. Per cui, dal punto di vista della opposizione, un'astensione ritenuta su diversi di questi emendamenti poteva sembrare ed era sicuramente, come dire, un atto di disponibilità positiva. Invece questo abbozzo di ragionamento è caduto nel vuoto, come pressoché tutto cade nel vuoto in quest'Aula quando si avanzano dei ragionamenti, e chi presenta un emendamento si affeziona talmente che muove non solo gli argomenti, ma anche tutti i cellulari disponibili intorno, per avvertire il mondo che lui sta presentando l'emendamento e che gli altri poi invece non li sostengono tanto. Insomma la discussione in quest'Aula e il confronto politico non è poi così sincero. Per cui anche la mia valutazione sarà, lasciando cadere anche l'abbozzo di ragionamento di carattere generale, il mio parere sugli emendamenti sarà di merito a seconda del contenuto.

Che cosa dice l'emendamento 14? Che è un emendamento presentato dalla Giunta, cioè la Giunta presenta la proposta di assestamento e poi fa anche seguire una valanga di emendamenti, che è un modo scorretto attraverso cui il proponente una legge procede, in modo scorretto, perché chi propone la legge dovrebbe, salvo alcuni aggiustamenti o esigenze assolute e sopravvenute, sottoporre all'istruttoria preliminare e alla valutazione d'insieme tutta la sua proposta. Invece la Giunta da molto tempo a questa parte lo fa anche col bilancio, con la finanziaria, propone tre cosette e poi aggiunge trecento "cosone"! E così sta accadendo con questo assestamento.

L'emendamento 14 intanto andrebbe, come dire, analizzato. Io non pretendo di essere ascoltato, Presidente! Io non pretendo di essere ascoltato, se è possibile vorrei non essere impedito nell'argomentare.

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia!

COGODI (R.C.). Pili, ti dispiace almeno abbassare la voce?

Se mi fa recuperare questi trenta secondi ho finito.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Cogodi, lei è sempre in recupero.

COGODI (R.C.). L'emendamento 14, dicevo, intanto andrebbe analizzato nel suo significato, cosa può voler dire essendo una norma di legge. In buona sostanza qui si dice che la Regione versa 8 milioni di euro, sedici miliardi, alla SFIRS per ricapitalizzare la SFIRS, al fine di favorire la conversione dei crediti della medesima vantanti nei confronti della Legler S.p.A.. Ora delle due l'una: o si deve ricapitalizzare la SFIRS o si deve ricapitalizzare la Legler. Oppure si ricapitalizza la SFIRS vincolando i fondi ad essere versati alla Legler, perché "al fine di favorire" non vuol dire niente! "Al fine di favorire" vuol dire che deve essere ancora esaminato appunto un "favor", una condizione favorevole che consenta. Io così leggo, e così è scritto, e così si intende, per cui questa norma vuol dire: intanto do 16 miliardi alla SFIRS, al fine di favorire un'operazione, se l'operazione però non riesce o non si fa quei 16 miliardi sono comunque assegnati alla SFIRS. E poi, se la Regione invece intende dare 16 miliardi alla Legler, perché vi sono ragioni produttive, ragioni sociali, ragioni diverse, dica quali sono le ragioni e direttamente, apertamente, sovvenzioni un'intrapresa, un'azienda, che è un'azienda privata, però non dica, questa maggioranza, che questa Regione non dà più i danari alle aziende private, quando serve li dà. Dica quali sono le ragioni, spieghi al Consiglio e proponga che si diano 16 miliardi alla Legler perché non licenzi mille persone, perché aumenti la produzione, perché c'è un beneficio per l'economia della Sardegna, dica qual è la ragione, ma non questo contorsionismo per dire che per intanto alla SFIRS vanno 16 miliardi per favorire la trasformazione dei debiti della Legler nei confronti della SFIRS in azioni.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei non può fare una conferenza. Il problema è stato posto molto chiaramente e credo che possa concludersi così il suo intervento. Ha posto il suo dubbio e ha centrato, ma non possiamo fare qui la storia della SFIRS e la storia della Legler!

COGODI (R.C.). No, non la sto facendo.

PRESIDENTE. Lei ha fatto molto puntualmente la sua osservazione, ha esposto il suo dubbio sul tipo di operazione, qualcuno risponderà, altri interverranno, non è che può prendersi tutto lo spazio! Ha abbondantemente recuperato il tempo.

COGODI (R.C.). Non sto facendo la storia né della SFIRS né della Legler. Ho finito, le chiedo scusa.

PRESIDENTE. Mi consenta, onorevole Cogodi, io ho sempre molto rispetto dei suoi interventi, però sta andando al di là del nodo che è qui posto sia dall'emendamento, sia dalla vicenda, sta andando oltre. Lei ha posto un serio problema, peraltro già dibattuto dalla Commissione competente, mi risulta.

COGODI (R.C.). So bene!

PRESIDENTE. Quindi credo che possa concludere.

COGODI (R.C.). Ho concluso, Presidente. Dibattuto nella Commissione competente, non chiarito affatto nella Commissione competente, però nell'Aula competente, che è quella che approva questo finanziamento, dovrebbe essere chiarito se questo è un finanziamento della Regione alla Legler, e può essere che vi sia il fondamento e quindi dica quali sono le ragioni, perché su quelle ragioni poi si fonda il convincimento e la volontà del Consiglio di votare o non votare una norma, e anche le ragioni per le quali un debito viene trasformato in acquisto di azioni, e che quindi si chiarisca che questo è per davvero un finanziamento e non invece un'agevolazione, così, del tutto astratta o anche solo marginale. Sono 16 miliardi che attraverso la SFIRS la Regione sta assegnando.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, è concluso l'argomento, tanto più che ella non usa un termine corretto, perché non è scritto in questi termini, in lingua italiana, in questo emendamento. Non è scritto nei termini in cui lei sta recitando il contenuto dell'emendamento. E debbo, su questo per la verità, pro veritate, proprio perché lei vuole ripetere il discorso in Aula, rispetto a quanto è stato, mi risulta, già discusso e approfondito in Commissione, per cui vedo che qualche commissario sta intervenendo, non è esattamente espresso in questi termini l'emendamento.

COGODI (R.C.). La conversione dei crediti in azioni vuol dire questo, ha voglia lei di dire!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Grazie, Presidente. Io intervengo brevemente, oltre che per dichiarare il mio voto favorevole, per riprendere un po' ciò che diceva poco fa il collega Cogodi e per dire che questo intervento, che io ritengo assolutamente legittimo, così come previsto, e dirò più avanti, dalla legge 17, articolo 30, questo intervento, dicevo, serve ed è indispensabile per salvare parecchie centinaia di posti di lavoro nel settore tessile, che è in particolare crisi congiunturale in tutto e non solo nel centro Sardegna. Allora, la Poli (?) Legler ha già effettuato questi investimenti, che non sono rientrati per due ragioni nel finanziamento previsto nella 17. Non sono rientrati perché nel frattempo sono cambiate due fondamentali procedure, e cioè non rientra la spesa pregressa, così come prevede la direttiva comunitaria, per tutte le leggi di sostegno, e non rientrano altresì le spese e i finanziamenti fatti da imprese considerate grandi imprese. Non possono essere più finanziate con la 17 e con la 15.

Questi interventi sono stati fatti a cavallo di queste due normative che nel frattempo sono subentrate, queste nuove direttive subentrate da parte della Comunità Europea. L'unico intervento possibile oggi è esattamente questo. Come è previsto in legge? La legge 17, l'articolo 30 è suddiviso in tre commi a, b e c. Il comma a) è il contributo in conto capitale, il comma b) è il contributo in conto interessi, il comma )c - ed è quello che ci interessa - consente alla SFIRS l'intervento in compartecipazione azionaria all'impresa interessata. Questo ci consenta di far entrare la SFIRS nella compartecipazione della Poli Legler nazionale e quindi di sopperire a ciò che non è stato possibile qualche anno fa, e soprattutto ci consente di mettere liquidità in un'azienda che ha problemi appunto di liquidità, ma che non ha problemi per il mantenimento dei posti di lavoro e per il mantenimento del mercato che ha già. Si tratta di questa operazione che, appunto, io condivido e mi auguro che la condivida l'Aula, perché serve a salvare dei posti di lavoro che vanno già bene da soli e non c'è bisogno per un intervento previsto in legge, peraltro, di mettere a repentaglio dei posti di lavoro.

PRESIDENTE. Ci sono altri interventi? Onorevole Rassu, per cortesia, non si riesce a seguire i lavori!

E' stato chiesto il voto elettronico palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 14.

(Segue la votazione)

PRESIDENTE. Onorevole Biancu, vuole dichiarare il voto?

BIANCU (La Margherita-D.L.). Favorevole.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI -CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS -PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si è astenuta la consigliera: PILO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 68

votanti 67

astenuti 1

maggioranza 34

favorevoli 67

(Il Consiglio approva)

Emendamento numero 16. Ha domandato di parlare il consigliere Secci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.). Presidente, l'emendamento numero 16 prevede la concessione di un contributo di 550 mila euro al Comune di Sennori per la ristrutturazione della casa comunale, gravemente compromessa da un incendio nel 2003. La stessa materia la tratta l'emendamento 18 che decade in quanto è stato associato al comma 13 che è stato bocciato. Cosa poco comprensibile sul piano sostanziale, ma se l'interpretazione è questa non stiamo a dirimere. A questa stessa materia faceva riferimento l'emendamento 39, che cercava in qualche maniera di dare dignità di carattere generale e astratto a una norma di intervento su una fattispecie particolare di bisogno dei nostri comuni, e che diceva che per le cause di eventi dolosi che hanno danneggiato le strutture pubbliche la Regione interveniva con un finanziamento di un milione di euro da destinare, con un programma dell'Assessore degli enti locali, competente per materia, alla cosa.

Allora, la mia dichiarazione di voto è questa, signor Presidente: nonostante io condivida questo tipo di intervento, ritengo assolutamente parziale che il Consiglio approvi l'emendamento 16 nei termini in cui è stato presentato. Per cui la proposta che sento di fare al Consiglio è questa: o si trova un modo di coordinare il testo che renda se è possibile generale nello spirito dell'emendamento 39 le cose che vi sono contenute, sennò chiedo ai proponenti il ritiro dell'emendamento per ripresentarlo riformulato nel disegno di legge di esercizio provvisorio che verrà discusso dal Consiglio tra qualche giorno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIANA (U.D.C.). Presidente, in merito sempre all'emendamento 16, e poi al 18, ma anche al 28, che riguarda un altro comune, sempre danneggiato, strutture comunali danneggiate da eventi dolosi, io a questo punto faccio la proposta che la Giunta regionale faccia un emendamento di sintesi per formulare in un unico capitolo, che è quello poi che è stato presentato anche dal collega Secci, in modo da poter poi, con delibere di Giunta regionale, decidere i finanziamenti a quei comuni danneggiati, quindi, eventualmente, aumentando lo stesso capitolo e facendo questo emendamento proprio la Giunta regionale.

PRESIDENTE. La Giunta? Colleghi, non so se hanno seguito. Frau, Murgia, avete seguito? Vuole dichiarare qualcosa in merito?

FADDA (La Margherita-D.L.). Perché deve chiedere lei, se non si iscrive prima a parlare?

PRESIDENTE. E' stata chiesta una sintesi.

FADDA (La Margherita-D.L.). Sì, ma se qualcuno non si iscrive non è che lo sollecita lei!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Noi possiamo anche essere d'accordo con l'onorevole Piana di fare un emendamento di sintesi, ma non è della Giunta, essendo questa un'iniziativa del Consiglio regionale noi siamo disponibili, come Gruppo, visto che ci ritroviamo con l'emendamento che è stato presentato dal Gruppo La Margherita, ecco che sia la sintesi intorno a quell'emendamento firmato da tutti gli altri colleghi del Consiglio.

PRESIDENTE. Vede che ci vuole un'armonia. Lei sta già ponendo condizioni. Onorevole Fadda, parlavo con lei, vede ci vuole un'armonia. Io cercavo un'armonia, lei sta già iniziando ponendo una condizione. Condizionando il modo, lingua italiana, onorevole Fadda!

FADDA (La Margherita-D.L.). Sì, però, Presidente, lei non può fare queste osservazioni.

PRESIDENTE. E lei non può fare osservazioni a me. Io le rispondo! Io faccio il Presidente, e proprio in qualità di Presidente è mio dovere cercare le soluzioni ottimali in base a quanto sta emergendo ed è emerso dall'Aula.

FADDA (La Margherita-D.L.). Se sono d'accordo le forze politiche, sono d'accordo i Gruppi!

PRESIDENTE. E' lingua italiana, è registrato quello che lei ha dichiarato, ha iniziato con una proposta che posto insieme una condizione. I lavori proseguono, onorevole Fadda.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Sono anch'io d'accordo che in questa materia, posto che ci sono diversi emendamenti che riguardano diversi singoli stabili di diversi comuni, essendovi anche una proposta di carattere generale, che è proprio quella contenuta nell'emendamento 39, che poc'anzi richiamava il collega Secci, sia opportuno fare sintesi intendendo, però, che la sintesi non sia la sommatoria di queste particolarità, nel senso che si possono sospendere tutti gli emendamenti che trattano casi consimili sia singolarmente, sia l'emendamento di carattere generale, perché la sintesi secondo me è già contenuta nell'emendamento 39, magari ampliando un poco lo stanziamento. E quindi intendendo che già le buone ragioni che sono state qui, come dire, rappresentate, rientrino ovviamente nel programma generale che la Regione farà, perché? Perché diversamente anche in questa materia si apre una questione molto delicata. Io l'ho già accennata anche ieri. Se esistono diversi, e purtroppo sono non pochi, comuni della Sardegna che hanno degli stabili danneggiati per eventi dolosi, non è pensabile che il comune del quale uno di noi si ricorda e presenta l'emendamento in Aula abbia il finanziamento regionale, e il comune del quale uno di noi non si ricorda e non presenta l'emendamento in Aula non abbia il suo buon diritto ad avere, come dire, risistemata la casa comunale o un altro stabile pubblico di interesse generale. Ecco perché è necessario un programma che sia equanime e che per quanto possibile, come dire, risponda compiutamente ed equamente alle diverse esigenze.

Aggiungo una considerazione, perché nel fare le leggi qualche volta utilmente si danno anche dei suggerimenti, si fanno delle riflessioni che servono a chi governa oggi e a chi governerà domani per tenerne conto e per fare le cose meglio. Ma è possibile che ancora si debbano spendere miliardi, miliardi e miliardi, sempre per riparare i danni e che, anche se istituisse adesso un fondo, poi io ricordo che un altro fondo questa Regione l'ha istituito per i danni che subiscono gli amministratori pubblici e quant'altro, ma non esistono anche altri modi che possono essere perseguiti, che affianchino almeno l'intervento diretto della Regione? Ma, le assicurazioni che valgono per i privati, perché non valgono per gli stabili pubblici?

E se i comuni non avessero, come dire, le risorse per assicurare i loro beni pubblici, a partire dai loro municipi, non sarebbe preferibile istituire un fondo che aiuti i comuni ad assicurare i loro beni pubblici, a partire dai municipi e dalle carte che appartengono ai cittadini e che sono contenute, e spesso sono indispensabili anche alla vita civile ed economica di una comunità? O la custodia degli stessi beni pubblici e degli atti fondamentali degli enti locali ma anche della Regione non meriterebbe un'attenzione maggiore ed anche una custodia, ed anche se è necessaria una spesa che sarebbe una spesa produttiva? Quanti documenti vengono bruciati soprattutto negli uffici edilizi, nei nostri comuni ed anche in alcuni depositi della Regione?

Se venissero custoditi i documenti, forse, si avrebbe più documentato il buon diritto e forse si eviterebbe qualche volta anche che passino i diritti che proprio tali non sono, che sono più storti che diritti. Però, molte volte, un incendio doloso può, come dire, sistemare molte cose. E, poi, interviene anche il finanziamento ad hoc che può anche in determinate situazioni rifare lo stabile meglio di prima. Insomma, ripropongo una riflessione che in altre circostanze in questo Consiglio si è pure avanzata, perché la Giunta, e il Consiglio, adesso elabori un intervento di carattere generale ed equanime per questa emergenza, perché adesso se risponde voglio dire a questo insieme di emergenze, quelle rappresentate e quelle che sfuggono alla cognizione diretta dei singoli consiglieri, attraverso il programma di interventi, e però raccomandando a chi governa oggi, e a chi governa domani, ma intanto a chi governa oggi di proporre una misura di carattere più generale che non sempre gravi in modo così pesante sul bilancio pubblico.

PRESIDENTE. Ci sono altri interventi? Ha domandato di parlare il consigliere Cassano, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CASSANO (Rif. Sardi). Grazie Presidente, poche parole per dire che io sono favorevole all'emendamento 16 anche perché non mi risulta che questo emendamento sia decaduto e tanto meno il proponente o i proponenti abbiano deciso di ritirarlo, anzi preannuncio che non solo sono favorevole a questo emendamento 16, interpretando anche le giuste esigenze degli amministratori della comunità di Sennori e nonché gli stessi funzionari del Comune di Sennori che sono praticamente impossibilitati a poter eventualmente effettuare il loro servizio, quindi preannuncio che non solo sono favorevole a questo emendamento anche perché ritengo che se si voleva eventualmente evitare questo passaggio, la Giunta regionale poteva eventualmente anche affrontare questo problema che già dal mese di giugno è impellente ed è sotto gli occhi di tutti.

Quindi, preannuncio che non solo sono favorevole a questo emendamento, ma qualora eventualmente i proponenti lo dovessero ritirare, lo faccio proprio come consigliere regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Grazie signor Presidente, ma anch'io per dire che non ho difficoltà ad accedere al ragionamento proposto dal collega Secci, e poi ripreso ed ampliato dal collega Cogodi; ricordo semplicemente che insomma non è proprio un caso straordinario il fatto che si destini con un emendamento una somma ad un comune o comunque ad una situazione particolare, io vi ricordo che l'anno scorso la Giunta nella finanziaria del 2003 ha proposto un analogo provvedimento ad hoc per il Comune di Uri, peraltro sollecitato da questo Consiglio con l'approvazione di un apposito ordine del giorno che impegnava per l'appunto il Presidente della Giunta ad intervenire in una situazione del tutto analoga a quella che oggi stiamo rappresentando. Poi, come dire, la problematica proposta dal collega Secci riguarda un fatto avvenuto forse quindici o venti giorni fa, quindi sopraggiunto diciamo, così come il fatto che mette all'attenzione il collega Piana.

Sono comunque d'accordo su una norma che abbia un carattere generale, ma particolare, perché si riferisce comunque ai fatti avvenuti nel 2003, e quindi i fatti avvenuti nel 2003 sono, mi pare, sostanzialmente questi tre, ed è evidente che la somma deve essere congrua per rispondere alle esigenze; poi, condivido le considerazioni che faceva il collega Cogodi. Io credo che i casi sollevati richiedano, e che peraltro non sono nuovi in Sardegna, una disciplina organica di carattere sicuramente astratto e che riguarda il futuro che speriamo non ci riservi situazioni dolose di questo tipo, così copiose come abbiamo avuto in quest'ultimo 2003.

Non concordo comunque con la proposta di andare all'esercizio provvisorio per risolvere questa problematica; io credo che questa problematica possa essere risolta oggi con l'assestamento di bilancio, con un emendamento di sintesi se il collega Frau accede a questa ipotesi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, è strano, io ho sentito troppe cose strane in questo Consiglio regionale. Tutti i consiglieri regionali della Sardegna, tutti, hanno ricevuto questa lettera, tutti, compreso l'altro giorno in duplice copia in cui si invitavano i consiglieri regionali della Sardegna, e non solamente i consiglieri regionali del territorio di Sassari di intervenire per questo fatto straordinario che era successo a Sennori. Ci sono stati consiglieri che si sono attivati e ci sono stati consiglieri che non si sono attivati, e questo pazienza se è successo. Anzi, vi posso dire che ci sono stati consiglieri che si sono attivati e che hanno, conoscendo questo Consiglio regionale, conoscendo la richiesta di scrutinio segreto, di far sì che l'emendamento almeno per quanto mi riguarda fosse in coda all'articolo 7 e non in mezzo a qualche comma poi bocciato, quindi la colpa sicuramente non è del consigliere Frau e non è nemmeno del comune di Sennori. Però colleghi, anch'io comprendo che ci possano essere, che bisogna fare una norma generale, però il troppo generale generalizza ed allora io sono anche del parere però che alcuni emendamenti che sono decaduti, non possa la ratio di quegli emendamenti andare a finire in questo emendamento di sintesi, perché altrimenti decadono e poi indirettamente rientrano. Non solo, e qui bisogna stare molto, ma molto attenti a non prenderci in giro, questo emendamento interessa la casa comunale, e giustamente c'è anche la casa comunale di Decimomannu, ma non altre cosette. Non altre cosette! Una è la casa comunale e nei piccoli comuni la casa comunale è il tutto, dove ci sono gli uffici e quant'altro, non credo che si possa pensare di poter unire in tutto questo, e me ne dispiace, l'emendamento 28 del collega Piana che a proposito dell'incendio che ha interessato Villanova, ma non il comune all'interno di Villanova, ma le zone circostanti, questo incendio abbia potuto così distruggere strutture ricettive e infrastrutturali di proprietà dell'Amministrazione comunale che è un'altra cosa, sicuramente importante, però è un'altra cosa e pertanto quando poi cerchiamo di generalizzare allora non ci siamo ed io mantengo il mio emendamento.

PIANA (U.D.C.). Si parla di strutture comunali.

FRAU (A.N.). "Strutture ricettive e infrastrutturali di proprietà", non è la casa comunale, è una cosa diversa. Io leggo in italiano "strutture ricettive".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente. Io inviterei l'onorevole Frau a ragionare con un po' più di calma…

FRAU (A.N.). Io parlo sempre così, mi conosci.

CAPPAI (U.D.C.). Perché io capisco l'attaccamento al comune di Sennori, però il collega Frau deve ricordare anche che il suo ruolo di consigliere regionale lo deve svolgere a favore di tutti i comuni della Sardegna e non di un singolo comune. Io condivido l'emendamento, però mi sia consentito di portare qui anche altri esempi di case comunali distrutte da atti vandalici. Ne cito uno che è nel mio territorio, il comune di San Basilio, non l'ha voluto citare il collega Cogodi perché è il suo territorio, lo cito io. Il comune di San Basilio ha subito danni per 300 milioni, 4 anni fa, 3 anni fa. Fu invitato l'allora sindaco Cogodi, non Luigi, il fratello, a presentare una domanda all'Assessorato dei lavori pubblici. Domanda presentata con tanto di calcoli fatti e l'Assessorato dei lavori pubblici della Regione non ha mai elargito il becco di un quattrino al comune di San Basilio per la ristrutturazione di quella casa comunale. Io condivido l'impostazione che volevano dare i colleghi Secci e Piana, cioè qui noi(?)non(?) dobbiamo stabilire un fondo che non vada a favore del comune di Sennori o a favore del comune di Villanova Monteleone o a favore del comune di Decimo, un fondo a cui possono attingere tutte le amministrazioni che hanno subito questo tipo di danno. Come non deve sfuggire e l'ha sottolineato bene il collega Cogodi, io lo riprendo il discorso del collega Cogodi, noi oggi se dovessimo deliberare a favore dell'emendamento 16 io prima di deliberare chiederei a quella Amministrazione se per caso non fosse già assicurato quello stabile, perché da una indagine di mercato fatta dall'ANCI quasi tutti i comuni oggi hanno stipulato polizze di assicurazione contro eventi dolosi e per gli incendi. Quindi, non vorrei che il comune di Sennori fosse già stato indennizzato da qualche compagnia di assicurazione e poi la Regione interviene con un ulteriore finanziamento. Quindi, l'invito che posso rivolgere ai colleghi che tengono tanto a questo emendamento è di invitarli a ritirarlo per predisporre tutti assieme, le forze politiche dico, un emendamento di sintesi da inserire magari nell'esercizio provvisorio, non dimenticando però che non può essere adottato neanche questo criterio se prima non viene accertato se questi stabili sono già assicurati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente. Io su questo emendamento e sul problema che è stato sollevato per primo dal collega Secci vorrei intervenire per esprimere il mio pensiero in ordine ad altri aspetti che questi emendamenti stanno sollevando, perché volevo dire che l'Aula in tante occasioni, in questa legislatura, ma anche nel passato, forse sotto la spinta emotiva che nasce dal confronto politico più o meno aspro, più o meno acceso, boccia determinati provvedimenti senza talvolta rendersi anche conto degli effetti che questa bocciatura produce e poi ci si rende conto che il più delle volte si tratta di effetti non voluti, o che comunque creano danno nella complessità della stessa Aula e quindi nei confronti dell'azione politica che il Consiglio deve svolgere. Per esempio, nella scorsa legislatura ricordo che in sede di discussione di finanziaria un emendamento allora presentato dalla maggioranza di centrosinistra che riguardava un finanziamento al Consorzio 21 di 7, 8, 10 miliardi venne bocciato, però immediatamente dopo nella dialettica e nel confronto instauratosi tra le forze politiche presenti ci si accorse che quell'emendamento tutto sommato avrebbe svolto utilità se fosse stato approvato. E in occasione della stessa finanziaria si ritornò su una decisione già presa inserendo proprio nella stessa legge e non con un provvedimento successivo anche se ravvicinato nel tempo, si intervenne e si modificò una decisione già presa introducendo ed approvando ciò che prima, in precedenza, era stata bocciato. Allora, ritornando al caso concreto, nessuno credo possa in linea di principato controvertire il contenuto dell'emendamento 39 che pure è stato dichiarato decaduto perché collegato ad un comma che è stato bocciato. Quindi, sulla validità di quell'emendamento nessuno può discuterne, tanto è vero che anche la Commissione, nell'esprimere il parere, si era rimessa all'Aula perché l'Aula nella pienezza dei suoi poteri lo valutasse e se l'avesse ritenuto utile lo avrebbe potuto approvare. Oggi il Regolamento ci dice che quell'emendamento lì praticamente è bocciato, decaduto, perché è stato bocciato ciò che ad esso è collegato. Allora, quello che io voglio dire ai colleghi è che siamo tutti un pochettino più sensibili a determinate situazioni che si creano e che originano scompensi tali da causare danni a tutto il Consiglio, e questo vale soprattutto nel riferimento a quanto oggi è stato esaminato nella Commissione, in sede di esercizio provvisorio, laddove la Giunta bene ha fatto, a mio modo di vedere, di inserire perché l'Aula nella sua sovranità possa rivedere una decisione nella misura in cui l'Aula si rendesse necessaria di aver approvato e bocciato un provvedimento che tutto sommato, invece, merita dignità. E così vale il discorso anche per l'emendamento che riguarda l'intervento sulle case popolari del collega Calledda che pure è stato respinto(?).

Ora io dico questo perché credo che in maniera molto responsabile non si debba e non si possa da una parte politica sostenere la tesi del possibile recupero di provvedimenti bocciati, sempre che ci sia la condivisione in Aula, per ciò che riguarda la soddisfazione di interessi e di aspetti che riguardano la propria parte politica e si debba demonizzare a priori, invece, aspetti eguali che riguardano altra parte politica.

Quindi, per quanto mi riguarda, senza nulla togliere all'emendamento di Sennori che rappresenta un'esigenza specifica e l'Aula, ovviamente, nell'esprimere il proprio voto si pronuncerà, è quindi un emendamento che mantiene tutta la sua valenza e la sua legittimità nell'essere mantenuto, però io capisco che anche la questione sollevata dall'emendamento 39 è altrettanto legittima; l'Aula può ritornare sulle sue decisioni e prevedere che, con una decisione diversa, quella determinata esigenza sia approvata.

Ecco, però io chiedo alle forze di opposizione che la stessa sensibilità ci sia anche su altre questioni che, evidentemente, vengono sollevate da una parte e che se non soddisfa queste esigenze anche di tornaconto politico e non di utilità devono essere viste e valutate.

PRESIDENTE. Onorevole Balletto, lei è andato super oltre, sta superando anche i colleghi.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente recupero tutto il tempo per le precedenti dichiarazioni di voto che non ho fatto, però chiedo scusa all'Aula, direi di essere un pochettino più responsabili sotto questo aspetto o più sensibili.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Io avevo adoperato a suo tempo un termine considerato improprio e poi adottato da molti colleghi, sarò costretto a riappropriarmene. Cioè io credo che autorevoli esponenti di questo Consiglio non abbiano bisogno di grandi suggerimenti per ottenere un risultato; questo provvedimento è stato bocciato in Commissione. Questo provvedimento è stato bocciato in Commissione, è stato riproposto dalle stesse persone, ma si potrà benissimo e si può fare un provvedimento diverso, si possono fare nelle Commissioni delle risoluzioni dove si stabilisce che si mette una cifra X e sono mirate a questi interventi: A, B, C, D, E se no sono e restano, senza che nessuno si offenda, se non si trova una soluzione di sintesi, è una "marchetta" come ho detto l'altra volta.

E la fibrillazione nasce dal fatto della competizione elettorale e ne vedremo delle belle oggi, domani e in fase di bilancio, allorquando tutti quanti faranno una serie di emendamenti che servono soltanto a dimostrare in quel territorio, a quelle persone che ci si è interessati. Quindi, ci saranno 300 miliardi per un investimento in particolare; ci saranno investimenti nel settore della sanità, attrezzature, mirate eccetera, però obiettivamente nulla quaestio, io dico che questo emendamento è stato bocciato due volte in Commissione, che è giusto, perché ci sono altri comuni che sono nelle stesse condizioni, fare un emendamento di sintesi in cui si mette la cifra e per dare il contributo agli stessi comuni di cui stiamo parlando.

Ma che significato ha uno o due nomi in modo tale che si sappia, la storia sappia che qualcuno è stato bravo perché si è fatto carico di questo provvedimento. E' una "marchetta" lo ribadisco e non è corretto nei confronti, nell'ambito della maggioranza l'impegno era non presentarne di queste cose. Quindi, le fughe in avanti non servono. Ovviamente se si fa un provvedimento che ha un emendamento di sintesi ha un significato diverso, per darlo agli stessi con qualche piccola integrazione se ci sono altri comuni nelle stesse condizioni. Diversamente continueremo sempre a fare provvedimenti mirati finalizzati soltanto a rendere gloria per una giornata, ma non serve ad altro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu.

MARROCU (D.S.).Rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, io debbo dire che condivido le osservazioni che alcuni colleghi hanno portato, che l'emendamento numero 39 essendo decaduto non può essere riproposto. Non creiamo e non vogliamo creare dei precedenti che non aiutano tutti noi nei lavori dell'Aula. Quindi, io invito i presentatori dell'emendamento numero 16 a ritirarlo, altrimenti chiedo il voto segreto sul 16 perché...

(Intervento fuori microfono)

FADDA (La Margherita - D.L.). Certo, lo facciamo, certo. Chiedo il voto segreto perché ritengo che problemi di questa natura non possano essere risolti nelle modalità che ha detto il collega Oppi. Dopo che la Commissione, la maggioranza ha respinto, ha detto di no a questo emendamento, credo che riproporlo in Aula dopo che una maggioranza ha già detto di no sia una "marchetta"; e allora NOI vogliamo affrontare come opposizione i problemi di carattere generale di tutti i comuni che sono stati colpiti, quindi riteniamo giusto che ci sia il Comune di Sennori, come gli altri comuni del nostro territorio regionale, r la norma deve essere di carattere generale.

E ve lo dice uno che è all'opposizione e il programma lo farà la Giunta regionale. Quindi, voi siete garantiti, chi non è garantito sono i comuni che sono amministrati dal centrosinistra perché lo fa la Giunta regionale il programma. Quindi, per quanto ci riguarda ritiriamo, invitiamo anche gli altri, perché credo che con una formulazione diversa, completamente diversa, possa essere riproposto nell'esercizio provvisorio dando una risposta a tutti i comuni che si trovano nelle stesse identiche situazioni .

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, chiedo anche ai colleghi un attimo di attenzione perché c'è una strana predisposizione ad ingarbugliare e rendere difficili anche le questioni che possono essere semplici e che vogliamo agevolare, posto che intendiamo perseguire un interesse di carattere generale, onorevole Oppi. Se la questione sollevata dall'emendamento 16 è certamente una risposta ad una situazione particolare, ma che tuttavia trova in altre situazioni analoghe esigenze, io penso che possiamo insieme trovare una strada perché quei problemi che non sono problemi di persone, di amici e di singoli, sono problemi di amministrazioni locali che oggi sono governate da amici miei, domani non si sa da chi saranno governate.

OPPI (U.D.C.). E noi non stiamo dicendo la stessa cosa?

SPISSU (D.S.). Allora, noi eravamo d'accordo per sospendere l'emendamento 16 per vedere se la logica proposta dall'emendamento 39 anche con una dotazione finanziaria maggiore non possa costituire una strada per risolvere attraverso programmi una serie di situazioni particolari che diano risposte anche al comune di Sennori, il cui problema è tuttavia sollevato e condiviso da gran parte del Consiglio.

Quindi, io sono per sospendere un attimo la discussione su questo emendamento, senza aggiungere ulteriori cose a quelle che stiamo dicendo, per trovare insieme, i Gruppi, una formulazione che comprenda anche questa situazione particolare; penso che avremmo fatto un buon servizio a quegli amministratori locali che chiedono a noi una risposta. Penso che la possiamo chiudere qui senza continuare ad ingarbugliare una discussione che non mi sembra che meriti tanto tempo, peraltro.

PRESIDENTE. Colleghi se avete bisogno di dieci minuti di sospensione possiamo. Nessuna sospensione. Io vado avanti se non ci sono proposte di sospensione.

SPISSU (D.S.). Io ho chiesto una sospensione.

PRESIDENTE. L'ha chiesta? Sospendo i lavori per dieci minuti. Non ho capito io cosa volete? Cosa devo sospendere, i lavori, l'articolo, l'emendamento, la legge. Non ho capito, fate una domanda precisa. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Ho chiesto, Presidente, di sospendere la trattazione di questo emendamento in maniera tale che possiamo accordarci su una sua migliore formulazione e alla fine riportarlo in discussione.

PRESIDENTE. La sospensione di questo emendamento 16 la dispone, salvo che poi qualche altro non la faccia propria, l'estensore dell'emendamento stesso. No?

E' stata chiesta la sospensione dell'articolo 16 e noi diciamo anche del 28; il 18 è decaduto. Colleghi, una sospensione tecnica di cinque minuti in Aula.

(La seduta, sospesa alle ore 12 34, viene ripresa alle ore 12 e 42.)

PRESIDENTE. Colleghi possiamo riprendere? Onorevole Spissu avete raggiunto un accordo?

SPISSU (D.S.). No, Presidente, c'è ancora un supplemento di discussione, per cui se non si raggiunge una sintesi si vota l'emendamento 16.

PRESIDENTE. Non è stato trovato un accordo? Si vota l'emendamento 16. E' stato chiesto il voto elettronico palese.

FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo il voto segreto.

FRAU (A.N.). L'ho chiesto io prima palese.

PRESIDENTE. Sono state fatte dichiarazioni di voto, non si può più chiedere, c'è il Regolamento che osta. Prepararsi al voto, colleghi.

PRESIDENTE. Allora poniamo in votazione l'emendamento 16.

SECCI (La Margherita-D.L.). Io ho già parlato. Non posso più parlare.

PRESIDENTE. Neanche se le do la parola in via eccezionale? Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Per cucire? Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Io non so cucire molto, allora Presidente io credo che principalmente la ratio dell'emendamento 39, che è decaduto, era stato presentato dall'onorevole Secci, era quella di contemplare in questa norma almeno per questa annata finanziaria anche il comune di Decimomannu che è stato interessato dallo stesso problema. Si parla sempre di case comunali interessate, in cui avviene quella che è l'attività comunale. Pertanto la mia proposta è questa: "è autorizzato nell'anno 2003 lo stanziamento di 550 mila euro per un finanziamento straordinario al comune di Sennori e di euro 100 mila per il comune di Decimomannu, per la ristrutturazione delle rispettive case comunali gravemente compromesse a seguito di incendi nel 2003".

PRESIDENTE. Qui c'è la proposta Frau.

FRAU (A.N.). Questa è la proposta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione.

MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Grazie Presidente, io per la verità avevo cercato di intervenire prima ma essendo basso e sotto non ho avuto la possibilità di farlo. Dunque, in realtà noi abbiamo su questo argomento tre emendamenti, c'è il numero 16, il numero 18 e poi il numero 28 e il 39 che era quello di carattere generale legato al tredicesimo comma dell'articolo 7 che è decaduto. Pertanto, noi ci troviamo di fronte ad un unico problema sia pure con diverse articolazioni. Ora, è chiaro che i colleghi hanno omesso di utilizzare gli strumenti regolamentari perché sarebbe stato facile fare l'emendamento all'emendamento 16 per inserire anche altri interventi che pure sono assolutamente necessari. Sulle questioni sollevate in ordine alle assicurazioni, se noi dovessimo avventurarci nella verifica di queste cose, dovremmo farlo anche per tutti i casi nei quali c'è. E' chiaro che vale in questi casi il principio della buonafede perché non è pensabile che un'Amministrazione comunale rinnovi al Consiglio regionale una richiesta dopo aver già avuto soddisfazione eventualmente dalle compagnie di assicurazione, quindi su questo non mi pare eccetera.

Io avrei accolto, sarei stato favorevole, avrei anch'io fatto la proposta di sospensione degli emendamenti 16 e 18 e così via di seguito per vedere se non fosse possibile eccetera. Però in realtà la strada che potrebbe emergere da questa cosa attraverso il sistema degli emendamenti agli emendamenti potrebbe risolvere la questione in quanto la Giunta è nelle condizioni di poter garantire la copertura finanziaria fino ad un tetto di un milione di euro che era stato indicato in quanto noi abbiamo la copertura che ci deriva dal terzo comma dello stesso articolo 7 che è caduto. Quindi, se volessimo su questo punto fare un attimo di riflessione ulteriore, forse sarebbe meglio, perché effettivamente noi potremmo aggiungere anche Decimomannu, ma sicuramente ci sarebbe da aggiungere anche un altro comune che magari non è stato citato oggi e quindi sarebbe alquanto difficile. Io avrei fatto un emendamento che però non ho potuto raccogliere perché la proposta che fece inizialmente l'onorevole Piana, era quella di affidare alla Giunta la possibilità di fare l'emendamento di sintesi. Proposta che è stata immediatamente rigettata nel corso del dibattito, che poi ha scatenato tutta questa cosa; perché è logico che quando si parla e ci si trova di fronte a fatti di questo genere l'emendamento di sintesi può essere attribuito solo alla Giunta perché diversamente succede... Deve essere in modo indeterminato, oppure deve essere fatto in modo tale da coinvolgere tutti coloro che hanno firmato, da coinvolgere tutti coloro che hanno sottoscritto gli emendamenti perché diversamente è difficile che uno riconosca la primogenitura all'altro di questa cosa. Pertanto, le strade di fronte alle quali noi ci troviamo sono quelle o dell'emendamento all'emendamento, così come suggeriva poc'anzi l'onorevole Frau, ovvero quella di una soluzione più complessiva che tenga conto però anche di un'esigenza che è l'esigenza di non creare il presupposto, oppure l'illusione o il messaggio, che poi tutto quello che accade debba trovare copertura nel fondo, chiamiamolo così, da costituirsi presso la Regione. Quindi, sotto questo profilo andrebbe valutato bene. Io dico che forse la Regione potrebbe avere un fondo per concorrere eventualmente alle spese di assicurazione, di modo che tutti gli enti pubblici sottopongano i loro beni ad assicurazione perché è chiaro che non può la regione farsi carico di tutti i danni in assoluto che si realizzano, che si verificano nelle case comunali, oppure in tutti i beni del comune. Pertanto, essendo stato preceduto nel mio intervento dalle proposte integrative all'emendamento 18 è chiaro che in questa fase mi rimetto all'Aula, essendo la mia propensione più favorevole ad una sospensione degli emendamenti 16 e 18 e quanti sono collegati ad esso, compreso Villanova Monteleone eccetera, per verificare. dando a ciascuno il giusto riconoscimento per il contributo dato a risolvere questo problema, sarei più propenso ad una sospensione di questi emendamenti, in modo da studiare congiuntamente un testo che sia di comune soddisfazione e maggiormente condiviso dalla stragrande maggioranza, io auspico, dell'Assemblea, tenendo conto che su questo tema, su questo argomento e per questo argomento non esistono problemi di copertura.

PRESIDENTE. Allora sospendiamo la trattazione dell'emendamento 16 e collegati e proseguiamo con l'emendamento 20 al quale è stato presentato un emendamento connesso che è il 91. Quindi, abbiamo prima da votare l'emendamento 91 e poi l'emendamento 20.

Ha facoltà di parlare il consigliere Piana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIANA (U.D.C.). Per dichiarazione di voto, naturalmente voto favorevole, come ho già spiegato negli emendamenti, ma anche per fare una ulteriore proposta, siccome sono tutti emendamenti il 20, 21 e il 22 che poi è recepito dal 91 che abbrevia i termini anche, sono tutti emendamenti che non hanno impegni di spesa, ma sono solamente emendamenti tecnici per recuperare alcuni contenziosi, alcune domande, alcune finanziamenti all'interno di finanziamenti già attribuiti. La proposta che faccio io è se, visto che sono emendamenti tecnici.

PRESIDENTE. No, guardi, lei deve fare dichiarazioni di voto su questo emendamento, non può fare proposte, comunque il 21 e il 22 sono decaduti e comunque in questa fase non potrebbe, non avrebbe potuto fare proposte di lavoro eccetera, perché lei sta intervenendo solo per dichiarazione di voto all'emendamento 20 ed in questo caso poi si parlava specificatamente del 91, onorevole mi dispiace. Comunque il 21 e il 22 sono decaduti.

PIANA (U.D.C.). Quindi, per quanto riguarda l'emendamento 20 sono favorevole, quindi dichiaro di votare favorevole ed eventualmente avrei anche gradito che l'emendamento fosse riassunto anche dalla Giunta regionale per non dare la paternità su un problema che riguarda tutti e su un problema che è sentito da quasi tutti e condiviso anche da diversi colleghi consiglieri regionali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà..

MARROCU (D.S.). Intanto il 21 non mi pare che sia decaduto, ma comunque non ha importanza, non lo condivido. L'emendamento 20 noi in Commissione non l'abbiamo accolto perché si trattava di una proroga al 31.12.2003 di...

PRESIDENTE. Deve fare dichiarazione di voto, onorevole Marrocu, non facciamo interventi.

MARROCU (D.S.). Mi faccia fare dichiarazioni di voto però, me le faccia fare. Sull'emendamento 20 in Commissione non l'avevamo accolto neanche noi perché si trattava di una proroga di due leggi, la 17 e la 7, dal '97 al 2003, e ci pareva veramente inaccettabile una proroga di questo tipo. L'emendamento 91, dopo anche un chiarimento, io ho avuto modo di essere anche informato e sensibilizzato, invece si tratta semplicemente, e su questo chiederei alla Giunta di valutare se può essere accolto, del fatto che si tratta di manifestazioni che si sono invece realizzate e per la quale la Regione ha un debito verso le associazioni. C'è stato un contenzioso di interpretazione sui tempi della proroga che quella legge del '97 aveva concesso e ha impedito all'Amministrazione regionale di erogare il contributo all'associazione, però si tratta di manifestazioni fatte. Quindi i soldi che sono stati impegnati, i fondi non sono stati liquidati perché c'è stata una discussione, se si era tenuta o no nei termini previsti dalla legge quella manifestazione. Quindi di fatto, approvando l'emendamento 91, che corregge l'emendamento 20, si consente all'amministrazione regionale di liquidare risorse ad associazioni le cui iniziative si sono tenute e i cui soldi sono stati regolarmente impegnati. Quindi non determina né un aumento di spesa...

PRESIDENTE. Sta facendo una dichiarazione di voto! Lei sta facendo una presentazione di emendamenti e di provvedimenti e motivando qualcosa che non c'entra niente! Onorevole Marrocu, lei è in dichiarazione di voto, lei deve dire perrché vota e come vota questo emendamento e basta, e se lo vota, e poi, per il 23 - 24 - 25 interverrà successivamente!

MARROCU (D.S.). Mi lascia finire! Lei oggi è particolarmente agitato, io sono abituato a spiegare perché voto sì, se lei invece col suo fare non è attento a quello che sto dicendo, io sto spiegando che ritengo accoglibile l'emendamento numero 91 perché consente all'amministrazione regionale di pagare a delle associazioni debiti riconosciuti per un contenzioso interpretativo della legge 7 di una proroga avvenuta. Fosse l'emendamento 20 non l'avrei approvato, così come non l'ho approvato in Commissione. L'emendamento 91 corregge l'emendamento 20 e riconosce debiti verso delle associazioni che le manifestazioni hanno tenuto e hanno speso e a cui l'amministrazione non è in grado di liquidare quanto di competenza perché c'è stata una discussione interpretativa di una legge, per cui ritengo che l'emendamento 91... Io invito la Giunta ad accoglierlo.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 91. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 20. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Gli emendamenti 21 e 22 sono decaduti. Sull'emendamento 24, Pittalis, Murgia e più è già stata fatta la discussione generale. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Per chiedere il voto segreto a nome del Gruppo.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 24.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 65

votanti 65

maggioranza 33

favorevoli 29

contrari 36

(Il Consiglio non approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - VARGIU.)

PRESIDENTE. Per l'emendamento 25, Vargiu, Mura e più manca la copertura finanziaria, quindi non può essere votato. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Presidente della Regione. I presentatori mi hanno fatto pervenire una segnalazione che se venisse confermata potrebbe anche modificare l'atteggiamento della Giunta in relazione a questo emendamento, come pure a qualche altro. Qui manca la copertura nel senso che viene aumentata una percentuale, quindi è chiaro che non c'è la quantificazione. Se però venisse modificato, integrato con la formula "nei limiti degli stanziamenti del bilancio", allora il mio atteggiamento potrebbe essere diverso, ma questo devono farlo i proponenti, non la Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (RIF Sardi). L'emendamento è integrato e modificato così come detto dal Presidente della Giunta.

PRESIDENTE. Cioè "nei limiti dello stanziamento di bilancio", con questa aggiunta. Metto in votazione l'emendamento 25 con la modifica di cui abbiamo detto prima. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. L'emendamento 28 è sospeso. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Per chiedere sull'emendamento 29 il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Durante il parere era stato detto che era incerto nella determinazione degli oneri, quindi secondo me non è... Io avevo chiesto all'onorevole Piana il ritiro, perché sulla base dei dati che io ho dall'Assessorato all'agricoltura ci sono migliaia di domande ancora da istruire. Conseguentemente noi oggi non siamo nelle condizioni di conoscere quale sarà la somma disponibile e se ci sarà una somma disponibile. Conseguentemente dire che noi valutiamo in 40 milioni una determinata spesa senza avere la copertura certa equivale a votare un emendamento che non può trovare esecuzione. Quindi la pregherei di riesaminare, sentito ovviamente l'Assessore all'agricoltura che io ho preventivamente consultato, di prendere in considerazione la richiesta fatta dalla Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.

PIANA (U.D.C.). La formulazione dell'emendamento, ora anche i chiarimenti del Presidente della Giunta regionale nonché anche Assessore al bilancio, però la finalità dell'emendamento è caratterizzata ad una condizione: avanzano dei finanziamenti sulla legge regionale 13 del 2002, allora estendiamo, non avanzano, non ne estendiamo. Lo spirito dell'emendamento era questo. Siccome noi siamo convinti, anzi, ne sono convintissimo, che della legge regionale 13 avanzino dei soldi anche sullo stanziamento della stessa legge, siccome sono convinto di questo io dico che questo emendamento può rimanere in piedi, può essere votato alla condizione che sulla legge regionale 12 avanzino dei soldi, solo in quel caso scatta il meccanismo di estendere a tutti gli imprenditori agricoli. Credo che sia chiarissimo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Vorrei chiedere al collega Piana, visto anche gli umori dell'Aula, che forse è più opportuno approfondirlo nella manovra finanziaria. In questo momento le suggerirei, per non essere bocciato, di ritirare l'emendamento perché mi sembra che sia... lo vedremo con più calma nella manovra finanziaria del 2004 se c'è questo problema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Brevissimamente, Presidente, io ho preso la parola per sostenere questi emendamenti in Aula convinto che ci fossero delle somme certe da attribuire alle voci richieste. Siccome non c'è una voce certa nel capitolo di bilancio che ci dia una copertura, anch'io accedo alla richiesta che viene anche dall'Aula di discuterla eventualmente in finanziaria. Per quanto mi riguarda quindi non lo voterò a favore in questo momento e la giustificazione che do all'Aula del mio cambiamento di opinione è questa.

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, mi hanno rimproverato di non effettuare spesso l'alternanza fra una parte e l'altra. Lei era iscritto prima dell'onorevole Liori, però, per questi rimproveri che ho avuto, giusti, per altro... ho pensato meglio di fare...

ORTU (R.C.). Sinceramente non ho capito qual è l'alternanza. Prima di fare una dichiarazione di voto, vorrei capire due cose: se Piana ritira o no l'emendamento, e questo deve essere detto con chiarezza, se l'emendamento è ammissibile oppure no, ed anche questo deve essere detto con chiarezza, perché ieri il Presidente della Giunta ha sostenuto, a ragione, che l'emendamento non è ammissibile, perché non si può fare una legge dove si dice che se eventualmente rimangono soldi su una legge precedente, poi quel provvedimento che diventa legge sarà coperto con quelle risorse. Ma stiamo scherzando! Allora si dica prima, eventualmente, che io chieda la parola per dichiarazione di voto con chiarezza se l'emendamento viene ritirato oppure se l'emendamento non è ammissibile, come dovrebbe essere.

PRESIDENTE. Stiamo parlando del 29. Ha domandato di parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.

PIANA (U.D.C.). Mi arrendo, bandiera bianca! Va bene, ad alcune condizioni! Presidente, ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. Colleghi, col voto dell'emendamento 25 è sfuggito che la materia trattata dall'emendamento 25 è stata ripresa in un successivo emendamento che è stato collegato a un altro comma, è stato messo dopo, emendamento 85, e poi un successivo emendamento all'emendamento 85 portava il famoso limite indicato nell'emendamento 25, "nella misura dell'85 per cento", l'emendamento 87, emendamento all'emendamento 85, lo portava addirittura al 90 per cento.

E' stata una svista, perché questo avrebbe dovuto precedere il 25 stesso, perché era una modifica all'emendamento 25 stesso, se l'Aula è d'accordo.

Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Signor Presidente, tutti gli emendamenti ovviamente devono riportare la formula "Nei limiti degli stanziamenti di bilancio", quindi se è 85 o 90 per cento, quello che è, sempre nei limiti degli stanziamenti di bilancio. Quindi può essere rivotato formalmente forse l'emendamento all'emendamento, ma lo spirito dell'emendamento 25, che è stato votato, era quello.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, purtroppo è stata una svista, quindi non mi è stata data la possibilità di intervenire. Questo emendamento che porta al 90 per cento, e può benissimo essere emendato a voce, se i colleghi sono d'accordo, anche al 98 per cento sulla legge 40 del '93, praticamente sulla legge sull'alberghiero, sempre compatibilmente nei limiti delle disponibilità del bilancio, io chiedo l'attenzione dei colleghi della sesta Commissione, con i quali ho discusso questo particolare, trattandosi della legge 40, alberghiero, che non è cumulabile, le cui provvidenze non sono cumulabili con altre provvidenze e nella quale legge non sono previsti contributi in conto capitale, ma bensì solo ed esclusivamente contributi in conto interessi, il limite dell'abbattimento del tasso può essere portato benissimo al 98 per cento, perché il 100 per cento, che pure era previsto nella legge Sabatini non è più consentito dall'Unione Europea, in quanto è necessario che ci sia un concorso da parte degli imprenditori con i mezzi propri, quindi può essere benissimo portato addirittura al 98 per cento in quanto calcolando il limite massimo che è l'equivalente sovvenzione netta pari al 30 per cento delle provvidenze, più l'equivalente sovvenzione lorda, arrivando al 45 per cento, si arriva al 22,2 per cento sul 45 per cento sostenibile. Per cui non solo il 90 per cento, ecco il richiamo all'attenzione dei colleghi che hanno presentato il primo emendamento, ma se si vuole veramente intervenire con l'abbattimento del tasso, sempre nei limiti delle disponibilità di bilancio, io propongo come minimo il 90 per cento, ma se l'Aula è d'accordo sull'emendamento orale, portare l'abbattimento del tasso al 98 per cento, perché siamo al 50 per cento del limite massimo imposto dall'equivalente sovvenzione netta, e cioè se la volontà politica è quella di intervenire sull'abbattimento del tasso sulla legge 40 si intervenga sino al limite massimo. Questo è lo scopo politico. Grazie.

PRESIDENTE. Colleghi, se non ci sono obiezioni, metto in votazione l'emendamento numero 87, che porta la percentuale al 90 per cento. All'emendamento 85 è stato presentato l'emendamento 87. E' un emendamento all'emendamento, per cui è difficile rendersi conto. Si tratta di aumentare ulteriormente di cinque punti il termine dell'emendamento 25, che è stato votato e approvato poc'anzi.

Metto in votazione l'emendamento numero 87. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvato)

I lavori si sospendono qui. Riprendiamo questo pomeriggio alle ore 16 e 30.

La seduta è tolta alle ore 13 e 17.