Seduta n.333 del 02/10/1998 

(Antimeridiana)

Venerdì 2 Ottobre 1998

Presidenza del Presidente Selis

La seduta è aperta alle ore 10 e 07.

PIRAS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 30 Settembre 1998 (329), che è approvato.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA Salvatore (Progr. Fed.). La Commissione ha concluso i propri lavori ieri a mezzanotte e mezza, o meglio stamattina, e ancora abbiamo la necessità di almeno un'ora di lavoro perché c'è da fare il coordinamento sul lavoro che è stato fatto ieri sera, può essere che poi sia sufficiente anche mezz'ora ma noi per non creare problemi ai colleghi chiediamo un'ora di rinvio dell'inizio dei lavori perché, ripeto, abbiamo la necessità in Commissione di procedere al coordinamento del lavoro che è stato fatto ieri.

Presidente, forse non è né il momento opportuno e neanche la sede adatta, ma lo voglio fare per sottolineare il disagio dei consiglieri regionali che decidono di lavorare anche dopo certe ore, per esempio dopo le 21.00, e che sono costretti a lavorare senza la possibilità di utilizzare gli impianti di condizionamento dell'aria o altri servizi e contando esclusivamente soltanto sulla disponibilità, che debbo dire è veramente encomiabile, dei commessi che ci hanno assistito, tutti gli altri servizi vengono disattivati alle 21.00. Quindi questo significa in sostanza che i consiglieri regionali che vogliono lavorare non possono farlo perché il palazzo alle 21.00 "muore".

PRESIDENTE. Prendo atto di questo e chiedo agli uffici di provvedere in maniera più assidua, naturalmente l'impianto di aria condizionata è una vecchia storia, è inutile parlarne ora, è tarato in un certo modo, stiamo provvedendo a ristrutturarlo pezzo per pezzo.

E` stato proposto il rinvio di un'ora per consentire alla Commissione di concludere i lavori. Credo che possiamo aggiornarci alle undici; se non ci sono osservazioni la seduta è sospesa, riprendiamo alle ore undici.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 10, viene ripresa alle ore 11 e 13.)

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Maria Teresa Petrini e Bruno Dettori hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 2 ottobre '98, i consiglieri regionali, Assessori: Benedetto Ballero, Pietro Fois e Pasquale Onida hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo per motivi istituzionali a far data dal 2 ottobre. Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accolti.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che è pervenuto alla Presidenza il seguente disegno di legge:

"Istituzione dell'Ente foreste demaniali". (457)

(Pervenuto il 29 settembre 1998 ed assegnato alla prima Commissione.)

Continuazione della discussione degli articoli del testo unificato della proposta di legge Masala - Locci - Usai Edoardo - Frau: "Organizzazione dell'Amministrazione regionale. Revisione della disciplina in materia di pubblico impiego" (22) e del disegno di legge: "Razionalizzazione del sistema organizzativo e revisione della disciplina in materia di personale regionale" (101)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge 101 B. I colleghi e l'Assemblea sanno che ieri c'è stata una sospensione per consentire alla Commissione, che ha continuato stamattina, anche l'esame degli emendamenti, e anche i tentativi di un confronto più diretto fra le parti politiche, riprendiamo i nostri lavori, facciamo il punto.

Chiedo un momento di attenzione così sento l'Aula e anche la Commissione se ha concordato. Noi siamo arrivati all'articolo 69, sono stati illustrati gli emendamenti, forse la cosa più corretta è continuare con l'articolo 69 e poi riprendere dagli articoli arretrati dopo. Quindi siamo all'articolo 69, sono stati presentati gli emendamenti numero 12, 48, 2, 16 e 61. Il 2 e il 16 sono praticamente uguali, l'11, che è stato ritirato, gli emendamenti sono stati illustrati, deve dare il parere la Commissione e poi la Giunta.

Per esprimere il parere del relatore della Commissione sugli emendamenti 12, 48, 2, 16 e 61 ha facoltà di parlare il consigliere Macciotta.

MACCIOTTA (Gruppo Misto), relatore. Sull'emendamento 12, relativo alla proposta di soppressione del comma 2 dell'articolo, il parere della Commissione è che conferma quello che è l'orientamento della Commissione nella stesura del testo, quindi non lo accetta.

Sull'emendamento numero 48 ci sono da fare due tipi di osservazioni che posso riassumere: non si accetta sia per quanto riguarda la prima parte dell'emendamento, sia per quanto riguarda la seconda parte, cioè la sostituzione del comma 3, tenendo presente per quest'ultimo aspetto che la sostituzione del comma 3, come viene proposto, a parte il merito che non si accetta, escluderebbe una norma che è importante, quella che è trascritta nel comma 3 del testo del 101 che deve rimanere, poiché è una norma che ha la sua validità e la sua importanza.

L'emendamento 11 è stato ritirato, l'emendamento 2, sovrapponibile a quello citato in precedenza, non si accetta per gli stessi motivi. L'emendamento 16 non è ritirato e allora non si accetta, non si accoglie. L'emendamento 61 aggiuntivo non si accetta, ritenendolo emendamento che può essere ripresentato nella sua sede più idonea sui collegati.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

LODDO (G.D.R.I. ed Ind.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. La Giunta ha già espresso ieri nel merito il proprio parere, però il proprio parere proveniva da una considerazione globale, cioè dall'accordo che era stato raggiunto a livello di Commissione, che vedo stamattina superato nuovamente. Per cui l'emendamento 11, di cui ieri avevo annunciato il ritiro rimane naturalmente in campo, perché era strettamente collegato all'emendamento 12, quindi esprime parere favorevole sugli emendamenti 11, 2 e 16.

PRESIDENTE. L'11 rimane, quindi non è ritirato?

LODDO (G.D.R.I. ed Ind.). Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. No, l'11 rimane, l'ho ritirato ieri ma sulla base di un accordo che era stato raggiunto in Commissione e stamattina invece vedo che questo accordo non è più considerato valido, a questo punto l'emendamento rimane in piedi.

PRESIDENTE. Allora l'11 rimane.

LODDO (G.D.R.I. ed Ind.). Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì, quindi non può che esprimere conseguentemente parere favorevole sul 2 e sul 16, sul 1° comma o sulla prima parte dell'emendamento 48, ritiene invece assolutamente non accettabile la parte successiva dell'emendamento 78, nella parte in cui si estende al personale dipendente dei consorzi le norme di stato giuridico e di trattamento economico del personale del ruolo unico regionale. Così pure esprime parere non favorevole all'emendamento 61 in quanto riguarda materia che è stata già normata e che sarà discussa nel collegato di cui si parlerà non appena si terminerà la discussione del 101.

PRESIDENTE. Sul 12 parere favorevole per definizione, l'11 resta e quindi il parere è favorevole. Sul 48, Assessore?

LODDO (D.R.I. e Indip.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sul 48 il parere è favorevole per la prima parte dell'emendamento, cioè fin dove si dice: "Al termine del comma 2 sono aggiunte le parole", mentre è negativo sulla sostituzione del comma 3.

PRESIDENTE. Sull'emendamento 2 è stato espresso parere favorevole, sull'emendamento 16 è stato espresso ugualmente parere favorevole, mentre sull'emendamento 61 il parere è sfavorevole. Giusto?

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS MARCO (F.I.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, signor Assessore del personale della Regione, il mio intervento vuole essere a difesa della proposta che ho elaborato senza tener conto che molte parti politiche, compreso l'Assessore, la pensano allo stesso modo. Per riassumere, ho voluto fare una nota per evidenziare questi aspetti peculiari dell'attività degli Istituti Autonomi Case Popolari. Sono stati riformati dalla legge 22 ottobre 1971, numero 865, che conservava l'autonomia gestionale e la finalità istitutiva di enti preposti alla realizzazione e gestione del patrimonio, preminentemente nel settore dell'edilizia sovvenzionata.

Ma questa autonomia si rifletteva anche sotto l'aspetto patrimoniale e finanziario, posto che l'Istituto provvede con mezzi propri all'organizzazione e al sostentamento dell'apparato burocratico dell'ente; i mezzi finanziari derivano infatti dall'attività costruttiva, spese generali, e dall'attività di gestione degli alloggi.

Il personale fino al 1985 godeva di un contratto autonomo; a partire dal 1° gennaio 1986, per un mero errore materiale, è stato relegato nel comparto enti locali, nonostante il Consiglio di Stato, con parere dell'adunanza generale del 24 maggio '90 abbia ritenuto la non applicabilità del D.P.R. 268/87 al personale degli Istituti Autonomi Case Popolari e delle Regioni a Statuto speciale, in quanto enti riconducibili nell'area della competenza regionale. Il Tar del Lazio, con sentenza 774 del '90, in data 25 gennaio '90, ha fatto rilevare che gli Istituti Autonomi Case Popolari sono da considerare enti strumentali della Regione e quindi enti dipendenti dalla Regione stessa. Quindi di fronte a questa situazione non possiamo far altro che rimarcare che i dipendenti e l'ente sono il braccio operativo della Regione in questa importante materia. Si evidenzia, in estrema sintesi, per non tediare neppure i colleghi, che il costo del personale grava interamente sui bilanci dei rispettivi enti, senza alcun gravame sulle risorse regionali.

Da chiarire, inoltre, che il mio emendamento l'ho voluto porre nel 2° comma perché è posto nelle more della riforma, così come per i consorzi di frutticoltura, cioè che lascia la possibilità, a discrezione della Commissione e del Consiglio, di poter andare avanti senza essere strozzati di dover fare subito questa riforma, però gli si dà almeno la qualifica, il porlo invece nel 1° comma, invece, senza d'emblée di considerarlo come ente regionale, ma potrebbe causare degli altri elementi che ci può contrapporre fra consiglieri, mentre secondo me il mio emendamento, che poi si identifica con quello anche di altre parti politiche, permette di considerarlo, in base alla sentenza del Tar, ente strumentale della Regione nelle more della sua riforma.

RESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.

MARTEDDU (Popolari). Colleghi, Presidente, brevemente per riportare questo dibattito su un argomento così importante alla reale valenza di quello che stiamo vedendo, in particolare sugli emendamenti 2 e 11, cioè sulla funzione degli Istituti delle case popolari.

Noi come Regione Sarda arriviamo ultimi, credo, in Italia a definire il ruolo vero, quello che peraltro gli Istituti stanno già svolgendo in maniera autonoma, senza che noi abbiamo legiferato. Giacciono in Consiglio almeno due proposte di legge e un disegno di legge della Giunta che cambia radicalmente la natura e la ragione sociale, direi, degli Istituti, dandogli una configurazione, così come avviene in altre parti d'Italia, come già è avvenuto in altre parti d'Italia, una configurazione di Istituti, di enti economici gestiti con criteri privatistici, non solo per le funzioni che svolgono e per la capacità che stanno dimostrando di essere sul mercato immobiliare e quindi con un trattamento del personale adeguato a questa funzione.

Queste proposte sono in Commissione, il disegno di legge della Giunta è in Commissione, noi riteniamo di dover procedere rapidamente ad approvare un testo unificato per adeguare gli IACP sardi alla normativa nazionale e alla funzione che peraltro già svolgono.

Voglio ricordare ai colleghi che già alcuni Istituti operano di fatto in maniera privatistica, essendosi messi nel mercato immobiliare, non gestendo solo ed esclusivamente l'edilizia residenziale pubblica, ma immettendosi nel mercato immobiliare privato.

Debbo dire anche che gli emendamenti non fanno altro che estendere il contratto regionale ai dipendenti, senza modificare la natura degli stessi Istituti e il peso, naturalmente, lo diceva adesso l'onorevole Tunis Marco, presentatore dell'emendamento numero 2, che ovviamente i costi aggiuntivi dell'estensione del contratto regionale ricadrebbero esclusivamente sugli Istituti - e ci mancherebbe altro! - però bisogna dire soprattutto, senza mascherarsi dietro le belle parole, che ricadrebbero solo ed esclusivamente sugli assegnatari delle case popolari, ricadrebbero in una fase come questa di transizione, dove gli Istituti vivono sostanzialmente attraverso gli introiti degli assegnatari, ricadrebbero esclusivamente sulle tasche degli assegnatari di case popolari.

Vorrei ricordare anche, ai colleghi, che in questi anni c'è stata una profonda riforma anche del rapporto fra assegnatari e Istituti stessi. Abbiamo contribuito, con legge regionale, ad accelerare le procedure di vendita delle case popolari, c'è un grande dibattito sollevato da alcuni colleghi anche in quest'Aula attraverso interrogazioni, interpellanze e mozioni sugli alti costi degli affitti per le case popolari.

Credo che attraverso questi emendamenti se venissero approvati, sia il 2 che l'11, ci sarebbe un aumento dei costi degli affitti insopportabile per le famiglie degli assegnatari degli alloggi popolari in Sardegna, ci sarebbe un aumento insopportabile. Oggi naturalmente questo problema non si pone perché abbiamo solo l'occhio rivolto verso i dipendenti che, forse in maniera legittima, aspirano ad entrare nel grande calderone dei regionali, però non faremo un'operazione nell'interesse generale dei sardi.

Aggiungo ancora, e concludo, che nella legislazione regionale già noi stiamo configurando oggi in leggi già approvate di recente, penso alla legge sui centri storici, gli Istituti come soggetti di diritto privato, capaci di proporsi come soggetti di diritto privato nelle attività immobiliari nei centri storici per esempio, è una legge che abbiamo approvato 10 giorni fa, che è già operante e prevede che gli Istituti autonomi per le case popolari possono essere dei soggetti proponenti che si propongono come soggetti privati per migliorare i centri storici, per operare nei centri storici.

Non vorrei che questa nostra legislazione fosse così schizofrenica e così a passo del gambero, che da una parte va avanti, è propositiva, va a modernizzare strutture vecchie, antiquate e logore, dall'altra però non appena c'è l'occasione riscopriamo antichi amori e antichi ardori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (Progr. Fed.). In questo articolo e in quello che successivamente dovremo discutere, vengono un po' al pettine alcuni nodi di questi anni in relazione proprio a questo desiderio che c'è, più aumenta la crisi, più ci sono difficoltà, più c'è il desiderio di trovare rifugio per dare garanzia e per dare prospettiva ai rapporti di lavoro di chi lavora negli enti non regionali o fuori dalla Regione, le garanzie di entrare nel ruolo unico regionale.

E` una tendenza che si è sviluppata molto in questi anni, è una tendenza che ha di volta in volta interessato più categorie, qualche volta i settemila operai forestali, qualche volta i lavoratori del Consorzio Frutticoltura, in qualche caso anche i dipendenti degli enti locali, tra l'altro c'era un progetto di legge che prevedeva la possibilità di estendere anche a loro il trattamento dei dipendenti regionali, un po' è stata vista la situazione di diventare dipendenti regionali, di entrare nel ruolo unico regionale, di avere il trattamento economico dei dipendenti regionali, come il punto di riferimento, l'obiettivo da raggiungere da parte di queste categorie dei lavoratori.

In questi anni si è cercato di dire che la garanzia per l'operaio forestale, che discuteremo nell'articolo 70, della continuità del rapporto di lavoro non è dato da una riforma della forestazione in Sardegna, non è dato dal garantire, come stiamo garantendo, duecentoventi miliardi all'anno, non è dato da garantire quell'intervento se è un intervento che sia utile per la Sardegna, quindi si superano quelle contraddizioni di cantieri che hanno più operai di ettari da coltivare, perché ci sono cantieri che hanno più di 15 - 20 dipendenti e 97 ettari da gestire, la garanzia è data dall'essere inseriti nei ruoli regionali, poi scopriamo che negli ultimi 8 anni la spesa per la forestazione (adesso cito solo la forestazione) è stata raddoppiata ma l'indice di boscosità è rimasto lo stesso di quello di 8 anni fa.

Questa esigenza di garantire non è data dalla riforma dell'intervento che garantisca a quei lavoratori e garantisca l'intervento, è dato dall'inserimento nei ruoli regionali; così avviene per quanto riguarda da alcuni anni per gli stessi consorzi frutticoltura, i dipendenti del consorzio non sono dipendenti di ruolo, sono lavoratori, anche i tecnici e gli impiegati che hanno l'Enpaia, il consorzio per la frutticoltura è un ente sano, è un consorzio di ente al quale partecipano altri enti oltre l'amministrazione regionale, ma anche lì la garanzia non è data dalla riforma dell'ente, da dargli una collocazione più corretta, dall'evitare le contrapposizioni o la concorrenza con altri enti come essere il Cras eccetera, è data dall'inserimento nei ruoli regionali e così via.

Cioè una tendenza, più si va ad una situazione di difficoltà, più gli si riducono le risorse regionali, più il bilancio regionale viene ristretto e la spesa, che è quella già definita, rimane poco la possibilità di manovrare e di poter avere risorse per investire, più c'è la tendenza a caricare questo vagone, a questo poi si aggiunge lo IACP, si aggiungeranno tantissimi altri lavoratori e tantissime altre categorie.

Credo che a questi lavoratori, anche se può diventare impopolare per la categoria dei lavoratori, la garanzia della serietà dell'ente, la garanzia della continuità del rapporto di lavoro, la garanzia non è dato dall'inserimento nel ruolo ma è dato da una vera politica di riforma di quegli enti, ecco perché sono perché alcuni emendamenti che sono stati presentati siano respinti, altri invece come quello della Giunta sia accolto e voterò in quella direzione.

Aggiungo anche che nessuno si illuda, anche in questa vicenda, che può entrare un pezzo e può entrare l'altro, perché assurdamente in questo progetto di legge vedo qualche norma che tende a decentrare personale che oggi è già nell'amministrazione regionale e ha un ruolo anche di grande responsabilità all'interno dell'amministrazione regionale, intende decentrarla e contemporaneamente si vorrebbe però aprire un varco per far entrare tantissima altra gente nei loro ruoli regionali.

Se qualche collega si illude che si può decidere chi far entrare e chi non far entrare, questi lavoratori, quelli che da anni chiedono di entrare nei ruoli sono tutti uguali, per cui se entra uno entrano tutti i sette mila lavoratori che sono all'interno di questo comparto, chiamiamolo così, pararegionale, perché è la Regione che paga, però hanno un ruolo che non è completamente nei ruoli unici regionali, cioè se entra uno sicuramente entrano tutti, nessuno si illuda di poter decida che per uno entra e per l'altro no, per questo mi pare che l'azione dell'Assessore oggi sicuramente la condivido.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.

MACCIOTTA (Gruppo Misto), relatore. Volevo brevemente sottolineare, perché l'Aula lo tenesse presente nel momento della votazione, che questi emendamenti, anche quelli che parlano apparentemente dello stesso problema certamente, ma della modalità con cui affrontarlo, sono in realtà alternativi perché abbiamo degli emendamenti che inseriscono l'estensione agli IACP dopo il comma 1, e ci sono degli emendamenti che lo inseriscono invece nel comma 2, e le conseguenze sono diverse: nel primo caso mettiamo "ipso facto" gli IACP nell'ambito degli enti strumentali della Regione, nel secondo caso viceversa, questo non avviene, se lo attacchiamo al comma 2 e si tratta soltanto di estendere, di immetterli nel comparto regionale, che sono due cose diverse.

Per il resto volevo anche sottolineare come siano, quello che è già stato detto, cioè il problema può ricevere una trattazione organica nell'ambito di progetti di riforma che, come avete sentito, sono già inserite nel calendario della Prima Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, vorrei intervenire sull'emendamento numero 61 a proposito del ruolo del personale e dei ruoli speciali. E` vero che nel collegato numero 429 si parla di tutto questo personale, ma se noi andiamo a vedere l'articolato credo che non si vada verso la direzione che vorrebbe questo personale. Se noi andiamo a controllare sempre lo stesso collegato, ci accorgiamo anche che, dei 29 articoli di cui era composto, sono stati cassati ben 24 articoli, in pratica restano solamente in piedi, in posizione importante, l'articolo 9 e l'articolo 12.

Però con questo articolato dividiamo questa categoria di lavoratori in pratica in tre gruppi, coloro i quali potranno restare alle province e ai Comuni, coloro i quali eventualmente potranno restare nel ruolo regionale o coloro i quali passeranno ad altre amministrazioni.

Credo che questo non sia andare incontro alle richieste di questo personale, che ha lavorato molto bene in questi anni e principalmente coloro i quali che ingenuamente sono andati a lavorare sia per i Comuni che per le province, noi creeremmo una disparità. Pertanto, non vorrei che dicendo: "No, lo respingiamo adesso perché ne parliamo dopo" qualcuno non abbia a dire: "L'abbiamo già respinto e pertanto non si potrà fare niente" nonostante abbiamo presentato anche nel 429 altri emendamenti, credo che sia opportuno che questa norma vada inserita all'interno del disegno di legge 101 e della proposta di legge numero 22, sicuramente per dare certezza affinché tutto questo personale vada a finire nel ruolo unico regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Mi pare che la discussione sull'articolo 69 e sugli emendamenti sia l'indice di quel pericolo che il Gruppo di Forza Italia già paventava, e cioè quello di imbarcarsi in una riforma attesa, doverosa, ma una riforma che prescindeva dall'urgente necessità di rivedere la legge numero 1, legge che avrebbe dovuto, riforma che avrebbe dovuto precedere quella oggi in esame.

Ecco quindi il grosso problema che oggi viene posto all'attenzione dell'Aula, cioè quello se ricomprendere o meno alcuni enti; e la discussione poi si avvita su considerazioni che nulla hanno a che vedere, si richiama l'interesse generale dei sardi, si richiama il pericolo di dare giusta sistemazione ad una serie innumerevole di situazioni che hanno un qualche rapporto con l'ente Regione ma che non trovano diretta e giusta sistemazione nell'ordinamento regionale. Ebbene, l'onorevole Marrocu deve certamente preoccuparsi che in Regione si creino le commistioni, questo sì. Deve sicuramente preoccuparsi delle risorse che in questi quattro anni sono state dilapidate per alimentare l'assistenzialismo e per decretare la morte, anche di strutture produttive; deve certamente preoccuparsi di evitare che si crei la commistione tra il pubblico e il privato. Non riusciamo, dunque, a comprendere il perché, per esempio con riferimento ai consorzi provinciali, enti provinciali per la frutticoltura, il personale dipendente non possa trovare il giusto riconoscimento nei ruoli regionali.

Lo hanno avuto gli ex dipendenti del Moderno, una causa che anche noi abbiamo sostenuto, e non riusciamo a capire la posizione anacronistica che viene assunta in relazione ai dipendenti degli Istituti Autonomi Case Popolari. Non siamo noi dai banchi dell'opposizione, ma sono giudici amministrativi che hanno riconosciuto la funzione di enti strumentali della Regione agli Istituti Autonomi Case Popolari.

Il collega Tunis ha richiamato un parere autorevole del Consiglio di Stato (quello relativo all'adunanza generale del 24 maggio 1990, nonché una, tra le altre sentenze, del Tar Lazio del 22 febbraio 1990) nelle quali chiaramente si afferma e si ribadisce la natura di enti strumentali della Regione; e lo si ribadisce alla luce di quelle considerazioni che vi ha già svolto il collega Tunis. Voglio ricordare che gli Istituti Autonomi Case Popolari provvedono al raggiungimento dei propri scopi attraverso rendite patrimoniali, spese generali derivanti dall'attività costruttiva e proventi derivanti dalla gestione degli alloggi dati in locazione, mentre l'attività finanziaria dell'Ente è regolata dal principio del conseguimento del pareggio di bilancio.

Dunque, nel rapporto con l'Amministrazione è perfino superfluo evidenziare che l'autonomia gestionale si riduce alla mera attuazione di normative e programmi disposti dalla Regione, sia relativamente ai programmi costruttivi, la cui localizzazione, dimensione e costo è predeterminata con provvedimento della Giunta Regionale, sia in relazione alla gestione degli alloggi, la cui normativa relativa all'assegnazione, determinazione e canoni è costituita da provvedimenti legislativi che emanano dal Consiglio regionale, senza poi tralasciare che gli atti amministrativi dell'istituto, a decorrere dal 1988, sulla base della legge regionale numero 40, sono sottoposti a controllo di legittimità e di merito da parte della Regione.

Mi pare che non vi siano preclusioni di ordine giuridico per ritenere che anche i dipendenti degli Istituti Autonomi Case Popolari possano avere il loro giusto e doveroso riconoscimento; non si comprenderebbe altrimenti questa differente posizione, anzi questo differente trattamento, che viene assunto in relazione a questa categoria di lavoratori.

Le preoccupazioni espresse dai colleghi della maggioranza che mi hanno preceduto non hanno assolutamente posto in evidenza, in senso contrario, alcun elemento che contraddica quanto io ho detto, se non il solito fiume di parole per giustificare, probabilmente, il mantenimento di posizioni che con i principi di buona amministrazione, razionalità ed efficienza dell'Amministrazione nulla hanno a che fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, mi sembra che nella discussione siano state dette cose non esatte, perché il testo del "101" e dei collegati, così com'è, non mette dentro il ruolo regionale personale che non è già dipendente di fatto della Regione; fa semplicemente chiarezza su certe posizioni, ma credo che occorra invece far chiarezza anche su altre posizioni. Per esempio, ci sono 50 lavoratori che figurano dipendenti di cooperative che avrebbero preso appalto alla Regione e che di fatto, da anni, stanno svolgendo funzioni incardinate nei uffici regionali.

Smettiamo di fare gli ipocriti e sistemiamo, di fatto, tutto il personale che lavora per la Regione, retribuito dalla Regione.

Si è notato che nei collegati, la spesa, una volta razionalizzata, è diminuita rispetto alla stessa proposta iniziale, per cui non stiamo andando a sostenere nuove spese, stiamo semplicemente riallocando, molto spesso, in capitoli diversi di bilancio, personale che comunque veniva pagato dalla Regione.

Io mi dichiaro favorevole pertanto a tutte le proposte che tendono a razionalizzare la questione. Se poi alla fine verrà fuori che dichiarare unico comparto di contrattazione regionale tutto il personale regionale non risponde alla finalità di settori completamente diversi, intacchiamo anche questo tabù e facciamo comparti di contrattazione differenziati, se le mansioni sono talmente diverse da non poter essere contenute in un unico comparto.

Per cui credo che, sotto questa luce, vadano ripresi anche gli emendamenti all'articolo 69. In materia di I.A.C.P., gli emendamenti tendono a portare nel comparto regionale i dipendenti dello I.A.C.P., così come avviene in tutte le regioni in Italia, dove sono nel comparto regionale. Effettivamente la posizione del personale dello I.A.C.P. della Sardegna è assolutamente anomala.

Consorzio frutticoltura: credo che qua sia una specie di giostra degli equivoci; ritengo che la seconda parte dell'emendamento numero 48, che cerca di risolvere un problema vero, poi finisca per non risolverlo veramente, perché il vero problema nei consorzi di frutticoltura è che c'è personale in pianta stabile, che svolge funzioni amministrative, che continua ad essere inquadrato come bracciante agricolo.

Il problema non lo risolve la seconda parte dell'emendamento numero 48 perché va letta sempre alla luce del terzo comma dell'articolo 1. Se vogliamo affrontare questo problema (e credo che nei collegati ci potrà essere l'occasione), scriviamolo espressamente ed inquadriamo questo personale in modo chiaro.

Credo che questo emendamento, oltre che essere proposto in un punto rilevante, perché non è la collocazione del consorzio di frutticultura fra gli enti del comparto regionale o meno che determina le sorti di questo personale, ma vi è proprio la necessità di un'apposita norma che lo inquadri, norma che può essere legislativa, ma può essere anche una norma del consiglio di amministrazione dell'ente, purché leviamo la preclusione dell'aumento di pianta organica per quell'ente, in relazione a questo inquadramento.

Mi sembra che, effettivamente, il problema in questo senso vada molto attenuato; l'inserire lo I.A.C.P. o i consorzi frutticoltura in questo quadro... già per i consorzi frutticoltura vi è una sentenza della Magistratura che li dichiara enti strumentali, ma anche gli I.A.C.P., ricordiamoci che li abbiamo contemplati nelle leggi 14 e 20 alla stregua dei enti regionali, che non li abbiamo classificati come enti strumentali a Regione perché le norme di attuazione allo Statuto prevedono che possiamo riformarli, mantenendoli agganciati al sistema dei enti locali, tanto che abbiamo mantenuto nel consiglio di amministrazione due rappresentanti del Consiglio Provinciale.

Per cui credo che, in questa sede, non stiamo discutendo della natura degli enti e del loro inquadramento quali enti strumentali, ma stiamo discutendo dall'applicabilità del contratto regionale ai dipendenti di questi enti, cioè includendo il personale di questi enti nel comparto di contrattazione regionale. Il che non mi sembra scandaloso, anzi direi che, per quanto riguarda i consorzi di frutticoltura, va completato da norme più chiare sull'inquadramento del personale che fa parte, col contratto di braccianti agricoli, del personale stabile di quegli enti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Molto rapidamente per dire che anche la discussione di stamattina e il lavoro che abbiamo fatto ieri in Commissione alla fine dei lavori dell'Aula stanno a dimostrare che la richiesta di sospensione dei lavori di ieri sera non era pretestuosa, perché obiettivamente ci sono dei problemi, abbastanza complessi, contenuti anche nell'articolo 69 che non sono stati chiariti, neanche dopo il lavoro di ieri sera e di stamattina.

Le posizioni rimangono abbastanza divaricate, anche se l'intervento del collega Bonesu, sotto il profilo strettamente tecnico, ha chiarito parecchie cose.

Ieri in Commissione abbiamo assunto l'impegno formale di inserire, in tutti i casi, ai primi punti dell'ordine del giorno della ripresa dei lavori della Commissione, dopo la conclusioni di questa tornata consiliare, all'esaurimento dei punti sul personale, le proposte e i disegni di legge che sostanzialmente si occupano della riforma degli enti in agricoltura, della riforma dello I.A.C.P. e il disegno di legge, approvato dai giorni scorsi dalla Giunta, recante "Avvocatura Regionale"; la presentazione del disegno di legge che ha consentito alla Commissione di proporre all'Aula (ed è anche passato) lo stralcio di alcuni commi che invece introducevano nel 101 questo argomento.

Dico queste cose per dire che vi è un impegno formale, assunto da tutta la Commissione, per procedere rapidamente anche all'esame di queste proposte di legge di riforma e quindi di trasmetterle immediatamente all'Aula, perché sarà solo che in quella sede che compiutamente si potranno dare risposte di ristrutturazione, di riorganizzazione di questi enti e di tutti i problemi che sono legati al personale.

In particolare, io credo anche ad una definizione, o ridefinizione, delle funzioni che dovranno rimanere allocate presso la Regione, e quelle che invece dovranno essere comunque devolute o trasferite al sistema delle autonomie. La Commissione aveva già fatto da parecchio tempo queste considerazioni, ed è per questo che la Commissione, nella sua interezza, senza nessuna esclusione, aveva individuato nell'originaria scrittura dell'articolo 69 quel punto di equilibrio che, in qualche modo, teneva conto di tutte queste discussioni. Non è che ai membri della Commissione non fossero arrivate, anche negli anni scorsi, le sollecitazioni, giuste sotto il profilo personale, dei diversi dipendenti degli Istituti Autonomi delle Case Popolari, dei consorzi, dei forestali etc.., ma è chiaro che la Commissione non poteva e non voleva prendere impegni in questo senso e, tanto meno, voleva e poteva prenderli soprattutto sulla riforma generale della burocrazia, in particolare sulla proposta di legge numero 22 e sul 101.

La Commissione aveva sempre sostenuto, e ha dimostrato col testo approvato, che alcuni problemi urgenti da risolvere dovevano e sono stati risolti nei testi dei due collegati presentati all'Aula.

Allora, io credo che questo lavoro fatto dalla Commissione, cioè quello della ricerca di una sintesi unitaria, vada in qualche modo colto; io invito i colleghi a riflettere su alcuni emendamenti che, in qualche modo, se approvati soprattutto sul 101, potrebbero vanificare il lavoro di aver voluto fare una legge di principi, cioè il 101, ed altre leggi collegate che dessero altri tipi di risposte.

Invito quindi l'Aula a riflettere su questo, anche in relazione a quello che diceva il collega Frau a proposito dei dipendenti del Crai. Noi siamo stati abituati, e lo abbiamo dimostrato, ad assumere impegni e a portarli avanti sino in fondo, come Commissione, perché è tutta la Commissione nella sua interezza che ha assunto questi impegni, quindi non si tratta di impegni né di maggioranza né di opposizione.

Se è sul Crai che noi abbiamo trovato soluzioni (al di là del merito sul quale entreremo nel momento opportuno) nel collegato, io vedo inopportuna la presentazione di questo emendamento numero 61 ed invito il proponente e i colleghi che sarebbero disposti a sostenerlo, a riflettere su questo; uso questo come esempio per tutti gli altri esempi.

Sullo I.A.C.P. la riflessione che chiaramente indicava il collega Marteddu: risulta difficile dire che inserire i dipendenti degli I.A.C.P. nel comparto di contrattazione dei Regionali non comporti maggiori oneri, ma occorre anche avere chiaro il concetto che vi è una proposta di legge alla quarta Commissione per l'istituzione del fondo sociale, cioè perché la Regione trovi soldi da dare a quegli inquilini che non hanno i soldi per pagare gli affitti.

Noi, invece, approvando questi emendamenti, sostanzialmente stiamo dicendo che gli aumenti, che sicuramente deriveranno agli I.A.C.P., dovranno essere, a loro volta, scaricati sugli inquilini, perché gli I.A.C.P. hanno l'obbligo del pareggio di Bilancio. Io credo che queste riflessioni vadano fatte, non perché non vi sia l'attenzione dovuta e doverosa anche nei confronti dei dipendenti degli I.A.C.P., però attenzione a voler risolvere tutto e subito e comunque tutto o solo sul testo del disegno di legge numero 101. Facendo in questo modo, io credo che noi, anziché rendere un buon servizio all'interesse generale, probabilmente riusciremo anche a soddisfare le esigenze, peraltro giuste e legittime, di singole categorie, ma non avremo sicuramente svolto un lavoro nel senso dell'interesse generale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (Gruppo Misto). Presidente, chiedo per l'emendamento numero 12 della Giunta Regionale lo scrutinio segreto.

PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 12 è stato chiesto lo scrutinio segreto. Abbiamo i seguenti emendamenti: il numero 12, soppressivo parziale, per il quale è stato chiesto lo scrutinio segreto; poi abbiamo l'emendamento modificativo numero 48. Questo emendamento ha una parte, il primo comma, uguale all'emendamento numero 2 e quindi, se si vota l'emendamento 48, riassorbe l'emendamento numero 2, nella prima parte, ovviamente. Poi abbiamo gli emendamenti numero 11 e 16 che sono identici, salvo il fatto (lo chiedo all'onorevole Bonesu) che nel 16 c'è la lettera: nel primo comma, dopo la lettera "o" è aggiunta la lettera "m". E` un errore materiale. Quindi, l'11 e il 16 vanno votati insieme.

C'è, poi, l'emendamento numero 61. Ricordo che gli emendamenti aggiuntivi sono votati dopo l'articolo.

Ha facoltà di parlare il consigliere Amadu.

AMADU (Gruppo Misto). Signor Presidente, chiedo il voto segreto anche sull'emendamento numero 61.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 12.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 65

Votanti 64

Astenuti 1

Maggioranza 33

Favorevoli 30

Contrari 34

Il Consiglio non approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MONTIS - MURGIA - OBINO - OPPIA - PALOMBA - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Si è astenuto: il Presidente SELIS.)

Faccio una precisazione sull'ordine delle votazioni: avevo annunciato prima che avremmo votato l'emendamento numero 48. Se prendete l'emendamento numero 48 e l'emendamento numero 2 vedete che il primo comma del 48 e l'emendamento 2 sono la stessa cosa, e sono aggiuntivi, quindi vanno votati dopo l'articolo; però, la seconda parte dell'emendamento numero 48 ha natura diversa, perché dice: "Il comma 3 è sostituito dal seguente". Il secondo comma dell'emendamento numero 48 è sostitutivo, quindi va votato prima dell'articolo.

Il nocciolo del ragionamento è questo: noi mettiamo in votazione ora il 2° comma dell'emendamento numero 48 perché è sostituivo, e sostituisce il comma 3, poi voteremo l'articolo, poi gli altri emendamenti che sono tutti aggiuntivi.

Ha domandato di parlare il consigliere Tunis Marco. Ne ha facoltà.

TUNIS MARCO (F.I.). Dal punto di vista istituzionale quello che lei ha detto è preciso, però non bisogna dimenticare che se io ho presentato un emendamento al quale, per facilità, ho aggiunto le parole "agli Istituti Autonomi per le Case Popolari" significava che volevo accodarmi alla dicitura precedente, cioè quella che poi è andata soppressa; per cui, adesso, si intende che sono aggiunti... cioè è stato respinto. Per cui è aggiuntivo rispetto a quella formulazione. Perfetto.

PRESIDENTE. E` stato un piccolo malinteso, ma abbiamo chiarito.

Ha domandato da parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (F.I.). Per chiedere a nome del Gruppo di Forza Italia il voto segreto sulla seconda parte dell'emendamento numero 48.

PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 48, metto in votazione il 2° comma, la seconda parte dell'emendamento che va dalle parole "il comma 3 è sostituito dal seguente" fino "della presente disposizione". E` stato chiesto il voto segreto. Prego i colleghi di prendere posto, nel frattempo chiarisco che l'emendamento a firma Biancareddu, Giordo, Amadu, Casu, Lombardo, Bertolotti non è accolto dal relatore né dalla Giunta per la seconda parte, mentre invece la Giunta accoglie la prima parte. Questo è il quadro complessivo.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto della seconda parte dell'emendamento numero 48 all'articolo 69

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 64

Votanti 63

Astenuti 1

Maggioranza 32

Favorevoli 23

Contrari 40

Il Consiglio non approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MONTIS - MURGIA - OBINO - OPPIA - PALOMBA - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Si è astenuto: il Presidente SELIS.)

Dobbiamo procedere ora alla votazione dell'articolo perché tutti gli altri emendamenti sono aggiuntivi.

Metto in votazione l'articolo 69. Chi lo approva alzi la mano.

E` mezz'ora che sto dicendo che siamo in sede di votazione, no, però ragazzi! Io sono lentissimo proprio perché non voglio.., faccio un giro di parole, non è un mio vizio bizantino ma è proprio per consentire ai colleghi di capire che cosa stiamo... L'ho detto tre volte, l'ho riepilogato prima, l'ho riepilogato dopo, l'ho riepilogato adesso, allora, vi prego di essere....stiamo votando l'articolo 69. Scusate abbiamo votato l'articolo 69 perché tutto il resto è aggiuntivo.

(Interruzione del consigliere Pittalis)

PRESIDENTE. Stiamo votando l'articolo 69, abbiamo votato l'articolo 69 e ho spiegato perché tutti gli altri emendamenti sono aggiuntivi; l'articolo 69 l'abbiamo votato ed è approvato.

Gli emendamento numero 48 e 2 sono della stessa natura, l'abbiamo chiarito prima, sono aggiuntivi, e quindi, votiamo in un'unica votazione sia il 2, sia il primo comma del 48; ricordo che l'emendamento numero 2 è presentato dal collega Tunis Marco Fabrizio, e l'emendamento 48 dai colleghi Biancareddu, Giordo ed Amadu, sono non accolti dal relatore ed accolti dall'Assessore, dalla Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Tunis Marco. Ne ha facoltà.

TUNIS MARCO (F.I.). A nome del gruppo di Forza Italia e dei colleghi che si erano espressi a favore, chiedo la votazione a scrutinio per appello nominale.

PRESIDENTE. Prego i colleghi, ricordo che devono essere il 10 per cento, prego i colleghi che si associano di sollevare la mano perché così facciamo una verifica e basta.

Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S. d'Az.). Per dichiarazione di voto, Presidente. Faccio notare ai colleghi che un voto favorevole sugli emendamenti numero 2 e 48 precluderebbe, poi, gli emendamenti numero 11 e 16; siccome, mi sembra che siano molto più logici gli emendamenti numero 11 e 16, che inquadrano gli IACP nel comma uno che, quindi, rendono applicabili per intero le norme del comparto e non con le riserve previste dal comma due; io dichiaro di votare contro gli emendamenti 2 e 48 proprio per poi passare all'approvazione degli emendamenti 11 e 16.

PRESIDENTE. E` chiaro il discorso. Benissimo, allora, procediamo alla votazione, prego i segretari di procedere.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Presidente, bisogna capire, il problema sollevato dal collega Bonesu, perché noi saremo sicuramente più favorevoli a quella soluzione, allora, se è possibile votare prima gli emendamenti 11 e 16, e votare poi, io propongo all'Aula se è possibile questa inversione, e votare quindi solo successivamente l'emendamento presentato dal Gruppo di Forza Italia.

PRESIDENTE. Scusate, se voi - mi pare di capire - presentatori di emendamenti diversi, siete d'accordo su una priorità, votiamone una, votiamo la prioritaria e poi votiamo la prioritaria e gli altri vengono ritirati. Allora, se siamo d'accordo, mi pare di capire che ritiriamo il 48 e il 2 e votiamo il 16 e l'11, ed allora, mi pare che c'è questa... Ritiriamo il 48 e il 2, ritirate il 48 e il 2, e votiamo il 16 e l'11, siamo d'accordo? D'accordo. Allora gli emendamenti numero 2 e 48 sono ritirati; si vota l'emendamento numero 11 proposto dalla Giunta con l'emendamento numero 16 proposto dal collega Bonesu, e mi pare accolto dagli altri proponenti degli emendamenti 48 e 2.

Ha domandato di parlare il consigliere Tunis Marco. Ne ha facoltà.

TUNIS MARCO (F.I.). Con la specifica, Presidente, che se dovesse essere bocciato, rimangono validi il 2 e il 48. Perché no? Sono due cose diverse!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Tunis, vi prego di prendere posto un attimo, scusate, questa è una fase un po' delicata, per cui aiutiamoci a decidere al meglio. Se lei pone il problema, io devo porre prima in votazione il suo emendamento perché è presentato prima, se lei, invece, concorda con i colleghi che c'è una priorità sugli altri è chiaro che la sua volontà politica, che lei ha già manifestato presentando l'emendamento, converge su una formulazione che viene considerata più generale.

TUNIS Marco (F.I.). D'accordo, Presidente.

PRESIDENTE. Grazie, allora, sono stati ritirati l'emendamento 48 primo comma e l'emendamento numero 2 dell'onorevole Tunis. Quindi, si vota per appello nominale sempre, onorevoli colleghi?

Voglio sapere, se non viene riproposta...

TUNIS Marco (F.I.). Ripropongo la richiesta per appello nominale.

PRESIDENTE. Su questo, siccome era stato chiesto sugli altri emendamenti, prego i colleghi di sollevare la mano sull'emendamento 11 e 16.

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale partendo dal numero 19.

Rispondono sì i consiglieri: FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FRAU - GIORDO - GRANARA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - MARRACINI - OPPIA - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Edoardo - AMADU - BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BOERO - BONESU - CASU.

Rispondono no i consiglieri: CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Ivana - FALCONI - FOIS Paolo - GHIRRA - GIAGU - LA ROSA - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MONTIS - OBINO - PIRAS - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA - ARESU - BALIA - BERRIA - BUSONERA - CHERCHI - CONCAS - CUCCA.

Si sono astenuti: il Presidente SELIS e il consigliere FADDA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione per appello nominale dell'emendamento 11/16:

Presenti 61

Votanti 59

Astenuti 2

Maggioranza 30

Favorevoli 28

Contrari 31

Il Consiglio non approva.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del primo comma dell'emendamento numero 61.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 61

Votanti 60

Astenuti 1

Maggioranza 31

Favorevoli 18

Contrari 42

Il Consiglio non approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MONTIS - OBINO - OPPIA - PALOMBA - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Si è astenuto:il Presidente SELIS.)

Si dia lettura dell'articolo 70

PIRAS, Segretario:

Art. 70
Disciplina transitoria dei rapporti di lavoro

1. Gli accordi sindacali recepiti in decreti del Presidente della Giunta ai sensi della legge regionale 25 giugno 1984, n. 33, e le norme generali e speciali disciplinanti il rappor­to d'impiego nell'Amministrazione e negli enti integrano la disciplina del rapporto di lavoro di cui al Titolo IV nella parte non abrogata esplici­tamente o implicitamente dalla presente legge.

2. Le disposizioni dei decreti del Presi­den­te della Giunta e le norme generali e speciali indicate nel comma 1 sono derogabili da quelle dei contratti collettivi stipulati come previsto dal Titolo VI; esse cessano di produrre effetti, per ciascun ambi­to di riferimento, dal momento della sottoscrizione del primo contratto collettivo regionale stipulato ai sensi del Titolo VI.

3. Contestualmente alla sottoscrizione del primo contratto collettivo regionale stipulato ai sensi del Titolo VI, sono abrogate le disposizioni che prevedono automatismi che influenzano il tratta­mento economico, nonché le disposizioni che prevedono trattamenti economici accessori comunque denominati. I contratti collettivi fanno comunque salvi i trattamenti economici fonda­mentali e accessori in godimento aventi natura retributiva ordinaria o corrisposti con carattere di generalità.

PRESIDENTE. All'articolo 70 sono stati presentati cinque emendamenti. Se ne dia lettura.

PIRAS, Segretario:







Presidente. Ha facoltà di parlare il consigliere Biancareddu per illustrare gli emendamenti.

BIANCAREDDU (F.I.). Presidente e colleghi, l'emendamento 49 è stato presentato in relazione al contenzioso tuttora pendente sulla materia presso il TAR della Sardegna. Si considera necessario introdurre una norma di garanzia tesa a salvaguardare le posizioni acquisite ormai da diversi anni, e mantenere gli attuali assetti delle dotazioni organiche.

Emendamento numero 50: è stato presentato al fine di dare certezza rispetto agli emolumenti percepiti in vigenza dell'ex DPG 212 del 1992, poi abrogato con sentenza della Corte Costituzionale, si propone una norma di ne definisca la pendenza.

Emendamento 51: nelle more della riorganizzazione e comparto della forestazione, con l'emendamento che si propone si intende accorpare la gestione della cantieristica forestale nella sola Azienda foreste demaniali, che è già titolare di gran parte della attività; d'altro canto le funzioni in materia attualmente svolte dagli ispettorati forestali, erano state affidati dagli stessi soltanto in via transitoria e si ritiene che non rappresentino un elemento di organicità e funzionalità, sia per l'attività di forestazione sia per i rapporti con il personale addetto.

Emendamento 52, si dà per illustrato.

Passiamo al 54, sul quale intendo richiamare l'attenzione dell'Aula, perché è un problema che interessa circa cinque mila lavoratori. Avrei preferito che questo emendamento fosse firmato da tutti i Gruppi, per cui chiedo la disponibilità già da ora. Espongo brevemente il problema: si tratta degli operai e degli impiegati agricoli che sono stati assunti da tempo con un contratto a tempo indeterminato; c'è anche un ricorso pendente al TAR perché questo contratto, in effetti, dovrebbe avere natura pubblicistica anche se vengono inquadrati in un settore di diritto privato. Quindi, c'è una disparità di trattamento tra il personale regionale che svolge lo stesso ruolo e queste cinque mila persone che da anni chiedono un posto di lavoro stabile. Sappiamo tutti la differenza tra un posto di lavoro stabile e la precarietà assoluta in cui versano questi lavoratori. Non mi soffermo sull'utilità delle opere di sistemazione nell'ambito forestale, perché tutti sappiamo che la Sardegna è quasi in una fase di desertificazione per cui, la preziosa opera di questi operai e impiegati agricoli è irrinunciabile. Ed è irrinunciabile tanto che nessuno è mai stato licenziato: c'è gente che lavora da vent'anni e non è mai stata licenziata. Se questa gente lavorasse presso una ditta privata sicuramente il Pretore del lavoro li avrebbe già obbligati ad assumerli; invece la Regione Sardegna li tiene da vent'anni in situazione di precariato. Con l'emendamento, quindi, si vuole porre fine a questa lunga storia, che può essere definita una telenovela e dare certezza, stabilità del posto di lavoro a cinquemila operai. La cosa importante è che non c'è aggravio di spesa per le casse della Regione perché tanto questi operai vengono pagati di anno in anno, e quindi non si tratta di aggiungere dei denari, ma soltanto di spostare il denaro dal capitolo dell'ambiente al capitolo degli affari generali. Mi appello pertanto alla sensibilità dei colleghi per cercare di dare una soluzione a questo problema annoso, e visto anche che dal punto di vista della legittimità credo che sia un atto dovuto e non solo un atto di assistenzialismo perché tanto questi svolgono un'opera meritoria e la Regione non ne ha mai licenziato uno.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Macciotta.

MACCIOTTA (Gruppo Misto), relatore. Per quanto riguarda l'emendamento numero 49, si chiede ai presentatori se sia possibile ritirarlo in quanto la norma, nell'esatta proposizione dell'emendamento, è contenuta all'articolo 1 del primo collegato che è di prossimo esame in quest'Aula.

Pertanto, viene accolta la richiesta, giusta, ma è già stata sistemata legislativamente in quella sede.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 50, si precisa intanto che si tratta di materia contrattuale, trattandosi di emolumenti; in secondo luogo bisogna considerare attentamente tutti gli antefatti della motivazione della Corte Costituzionale, ed andrebbe comunque considerata non in questa sede di 101, ma in sede di collegato. Ma, ripeto, è opinione della Commissione che questa sia materia schiettamente contrattuale, pertanto non viene accolto.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 51, ci sono queste osservazioni: intanto è in contrasto con i limiti numerici che abbiamo fissato per i comandi, anche con l'approvazione dell'articolo 40 del 101, che abbiamo approvato ieri, quindi eccederebbe i limiti che con questa legge abbiamo già fissato; poi, comunque, contrasta non solo con il disposto del comma 4 di questo articolo, ma anche con lo stesso concetto giuridico di comando, a cui è necessario richiamarsi, per quanto riguarda quello che è detto nel comma 2 dell'emendamento: il comando è un istituto a carattere, che deve essere motivato da esigenze particolari, in linea di massima eccezionali, e che ha una durata temporale ben limitata. Se noi facciamo un comando (questa è una discussione che può valere per tutti, che abbiamo cercato di disciplinare negli articoli già approvati, anche sotto questo profilo) per un tempo che non è più così limitato, come il concetto giuridico di comando comporta, e poi la permanenza un po' protratta in questa posizione comporta, come è già successo in passato, la trasformazione in un rapporto definito di inserimento in ruolo, noi stiamo andando (a parte il contesto volta per volta del tipo di operazione che si sta facendo) contro il concetto giuridico che deve presiedere a stabilire posizioni di comando. Pertanto non si accoglie.

Per quanto riguarda gli ultimi due emendamenti, i numeri 52 ed 54, esprimo il parere insieme: è già pervenuto alla Presidenza (quindi prossimo ad essere assegnato alle Commissioni) il disegno di legge che affronta organicamente il problema per quanto riguarda la questione dell'Azienda foreste demaniali, il riordino e i problemi connessi.

A parte questo, per quanto riguarda l'emendamento numero 54, come il presidente Sanna ha ben puntualizzato stamattina nel suo intervento, andiamo contro con emendamenti che portano problemi di sistemazioni di personale (pur legittime), problemi di questo tipo, di sistemarli nell'ambito di una legge che, come è stato riaffermato, vuole essere una legge di principi, una legge di regole, lasciando agli altri strumenti - che la stessa Commissione si è preoccupata di mettere in campo - di affrontare problemi concreti che pure possano trovare risoluzione in sede legislativa, sapendo che l'orientamento della Commissione è che quelle situazioni di fatto, che sono legittimamente portate avanti come rivendicazioni e che debbono essere, per criteri di equità, affrontate e possibilmente risolte, sono però problemi che per gran parte ricadono nell'ambito contrattuale e, in tale sede, secondo un documento già predisposto, si detteranno direttive per la loro risoluzione.

Per questi motivi anche sugli emendamenti numeri 52 e 54 la Commissione esprime parere negativo, cioè non li accoglie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

ASSESSORE LODDO, Assessore agli affari generali, personale e riforma della Regione. Per quanto riguarda l'emendamento numero 49, faccio presente quanto già ricordato dal collega Macciotta, dal relatore interno: i disegni di legge numero 249, 438, 440, 442 e la P.L. 27, sono stati recepiti in un testo unitario dalla Commissione, che è già in carico al Consiglio regionale e che sarà discusso, io ritengo, al termine di questa seduta di lavori, e l'articolo 1 riprende alla lettera il testo di questo emendamento.

Quindi, confermo il parere del relatore e chiedo anch'io ai presentatori di ritirare l'emendamento.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 50, concordo con il relatore sulla inopportunità della presentazione di questo emendamento, ma per ragioni differenti: questo emendamento fa riferimento all'accordo contrattuale numero 212 che era stato stipulato nel 1992, in un periodo in cui c'era il famoso blocco sulla contrattazione che sarebbe dovuto durare per un triennio. Comunque, questo contratto trovò applicazione solo che il Governo promosse giudizio di legittimità nanti la Corte Costituzionale per cui venne annullato, su ricorso del Governo, alla Corte Costituzionale.

Naturalmente, a questo punto, si aprirono delle questioni; il problema è che furono già anticipate, versate delle somme ai dipendenti e quindi, il problema che si pose fu ed è quello del recupero eventuale di queste somme, somme che dovrebbero essere recuperate.

Rimane aperto il problema che queste somme sono state ricevute dai dipendenti in buona fede, pertanto si tratta di problema di non semplice soluzione.

La Giunta ritiene che si tratti di una norma che, sostanzialmente, risponde ad un criterio di equità, che comunque deve essere rimeditata; si ritiene che inserirla in questo momento, in questo contesto, sia troppo affrettato, e quindi abbia bisogno di un ulteriore passaggio e di un ulteriore ragionamento.

Per quanto riguarda invece l'emendamento numero 51, si fa presente che la Regione Sardegna ha già un proprio Corpo Forestale di Vigilanza ambientale; se vi sono delle unità che appartengono al Corpo Forestale dello Stato e che desiderano e gradiscono essere trasferiti in Sardegna, esiste per questo l'istituto del comando, che è stato già disciplinato precedentemente all'interno di questo stesso testo di legge che stiamo esaminando, per cui è sufficiente che chi lo richiede, anche se non è un problema di richiesta da parte degli interessati, quanto di esigenza da parte dell'Amministrazione, laddove l'Amministrazione dovesse trovare l'esigenza, esiste l'istituto del comando, per cui appare assolutamente inopportuno promuovere il comando per legge, bisogna verificarne l'opportunità e la necessità.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 52 ed anche l'emendamento numero 54 il collega Macciotta, relatore interno, ha già ampiamente motivato; mi limito a confermare che per quanto riguarda l'emendamento numero 52, è già in carico alla quinta Commissione in modo organico sia il disegno di legge che alcune proposte di legge di riforma complessiva degli enti di forestazione per arrivare, possibilmente, ad un ente unico di forestazione. Per cui normare anche qui, en passant, all'interno di questo testo di legge, una materia di questo genere appare inopportuno.

Per quanto riguarda infine l'emendamento numero 54, se ne ribadisce l'inopportunità totale perché comporterebbe l'assunzione, da parte dell'Amministrazione Regionale, di oltre 4.000 dipendenti e sicuramente l'Amministrazione Regionale in questo momento non è in grado di sopportare e di accollarsi un onere simile.

Queste sono le ragioni che confermano, anche da parte della Giunta, i motivi di rigetto degli emendamenti numeri 50, 51, 52, 54 e 49.

PRESIDENTE. Chiedo, perché lo ha fatto prima il relatore, al consigliere Biancareddu e ai proponenti qual è la valutazione sulla proposta del relatore di ritirare l'emendamento numero 49. Se viene lasciato, si discute anche il 49, se viene ritirato, è sottratto alla discussione.

Ha facoltà di parlare il consigliere Biancareddu.

BIANCAREDDU (F.I.). Le motivazione di opportunità, signor Presidente, non sono convincenti, per cui l'emendamento non viene ritirato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.

BERTOLOTTI. (F.I.). Solo per alcune precisazioni in merito all'emendamento numero 54; mi pare che l'assessore Loddo adduceva, a motivo della non accoglibilità di questo emendamento, ad oneri a carico della Regione Sarda.

Mi pare che nell'illustrazione da parte dei proponenti dell'emendamento una delle argomentazioni presentate è che la Regione Sarda non potrebbe accollarsi 4.000 dipendenti in più perché avrebbe degli oneri aggiuntivi. Francamente, non riusciamo a capire quali oneri aggiuntivi sono, visto che la Regione Sarda, attualmente, paga regolarmente i 4.000 dipendenti che sono inseriti in questo emendamento.

Volevo precisare ulteriormente qual è la logica e la filosofia che ispirano questo, come altri emendamenti che sono stati presentati, che qualcuno ha voluto insinuare come una retromarcia da parte di Forza Italia.

No. Noi vogliamo ribadire un concetto: pubblico e privato devono avere delle distinte operatività ed operare quindi in settori distinti nell'ambito della società; ma non è corretto che quando dei lavoratori operano nel sistema pubblico vengano, in qualche modo, inquadrati e normatizzati sulla base delle logiche della struttura privata perché questo comporta un'impossibilità da parte di quei lavoratori di difendersi dal loro principale datore di lavoro, cioè il potere politico.

Questa logica porta ad introdurre, nell'ambito della gestione di queste attività, situazioni di sperequazione, logiche di clientelismo che non stanno bene né ai lavoratori né ai principi democratici.

Questa opera da parte degli operatori idraulico - forestali è da considerare, a tutti gli effetti, un'opera di difesa del territorio della Sardegna che va progressivamente desertificandosi; è quindi un'opera di valenza pubblica. Chi la compie deve avere inquadramento di natura pubblica; gli ibridi non ci piacciono.

(Applausi dalle tribune riservate al pubblico)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.

Biancareddu (F.I.). Per quanto riguarda l'emendamento numero 51, si tratta di trenta forestali sardi che prestano servizio presso il Corpo Forestale dello Stato; quindi, la Regione Sarda, già con legge regionale del 1982, aveva permesso il rientro di venti forestali. Ora, non ho capito perché si voglia negare questa opportunità.

Per quanto riguarda invece l'emendamento numero 54, esporrò delle motivazioni di carattere giuridico e alla fine anche di opportunità politica. Volevo ricordare che con contratto di lavoro a tempo determinato sono stati assunti dall'Azienda Foreste Demaniali e dagli Ispettorati Dipartimentali questa pletora di persone, che adesso dovrebbero essere più di 4.000 persone, con svolgimento di attività di sistemazione idraulico - forestale ed idraulico - agricola.

Tale rapporto di lavoro, pur avendo natura pubblicistica, è stato sottoposto alla disciplina privatistica prevista dalla contrattazione collettiva di settore la quale, a fronte di attività che integra un rapporto di pubblico impiego, non prevede il conferimento dello status di dipendente di ruolo, con conseguente inquadramento degli istanti(?) nell'organigramma burocratico dell'ente datoriale.

Ciò premesso, al fine di ottenere l'attribuzione di uno status giuridico compatibile con quello di dipendente regionale di ruolo, ponendo così termine all'ingiusta ed illegittima situazione venutasi a rideterminare, è stato presentato anche un ricorso al Tar nonché un'istanza al Presidente della Regione Sardegna. Nessuna risposta è stata data - come al solito - sicché i ricorrenti si sono trovati costretti a ricorrere al Tar.

Ora, non vi voglio tediare con le altre motivazioni del ricorso, però volevo solo fare appello alle vostre coscienze; sia voi che i vostri predecessori e colleghi di partito si sono fatti diverse campagne elettorali assumendo queste persone.

Ora, le stesse persone che si sono cercate i voti assumendo queste categorie, dovrebbero ricordarsi di loro quando si tratta di dare un lavoro stabile e duraturo perché le persone non vanno prese in giro solo nel momento elettorale; le promesse vanno mantenute fino in fondo. Ora che dovete invece pagare il conto, vi state nascondendo dietro un dito. Abbiate la coerenza e la volontà di dare la risposta definitiva e completa a quello che avete promesso negli anni precedenti, altrimenti dovrete ammettere che erano solo propaganda elettorale e prese in giro per la povera gente che, da disoccupata, veniva occupata solo con la premessa del voto.

Quindi, io vi chiedo di votare a favore e chiedo che si voti a scrutinio palese perché ognuno venga posto di fronte alle proprie responsabilità e non si possa nascondere dietro un dito, soprattutto nelle campagne elettorali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lorenzoni. Ne ha facoltà.

LORENZONI (Popolari). Giusto per raccogliere l'invito del collega Biancareddu al fine di non nasconderci dietro un dito ed è opportuno, effettivamente, non nasconderci e dire esattamente quello che pensiamo sulla materia.

Ritengo che la parte finale del discorso del collega sia abbastanza impropria sulle situazioni, anche perché i forestali hanno un contratto a tempo indeterminato, quindi non è che ci sia dietro l'angolo la paventata possibilità che illustrava il collega Biancareddu.

Io volevo ricordare all'Aula che la Giunta regionale ha recentemente approvato, su proposta dell'Assessore, un progetto di riordino del sistema della forestazione. Il progetto di riordino evidentemente non riguarda solo ed esclusivamente le carriere dei dipendenti che lavorano all'interno della struttura, ma riguarda anche i sistemi di forestazione ed apporta notevoli innovazioni rispetto alla realtà attuale.

Allora, se è vero che noi vogliamo procedere ad una razionale modifica del settore, se è vero che vogliamo affrontare una riforma seria, io credo sia opportuno farlo il sede di esame della legge; la legge arriverà presto in Commissione e discutendo questa legge saremo in condizioni di venire incontro sia alle esigenze del personale che vi lavora, che alle esigenze dell'utenza e all'utilità del servizio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Brevemente, signor Presidente, mi rendo conto che è facile cadere nell'equivoco che emendamenti di questa natura si possano prestare a valutazioni diverse, ma sicuramente ciò che ha ben illustrato il collega Biancareddu dovrebbe far riflettere i colleghi sulla situazione di circa 4.000 addetti in un settore importante come quello dell'Azienda Foreste e Demanio e dell'Ispettorato ripartimentale forestali che non può assolutamente essere lasciato in una situazione di assoluta precarietà. Quella precarietà che probabilmente ha fatto le fortune di molti assessori, sicuramente, ma che purtroppo oggi pone a grave rischio il destino stesso dei lavoratori e delle loro famiglie.

Allora, siccome la preoccupazione del collega Lorenzoni è una preoccupazione giusta, ci rendiamo conto che dovrebbe trovare razionale e logica disciplina in un testo, quale quello già preannunciato dal collega, però ci rendiamo conto anche dei tempi biblici di questa Regione e del modo in cui, purtroppo, si affrontano i problemi. Questa riforma che doveva essere già esitata, probabilmente dieci anni fa, o quanto meno che avrebbe dovuto essere esitata nel primo anno (perché questi erano gli impegni assunti dalla prima Giunta Palomba). Io lo ricordo bene quando in quest'Aula, pomposamente, riferì in questo Consiglio che nei primi 100 giorni questa riforma avrebbe sicuramente visto la luce. Siamo a fine legislatura, è stato uno sforzo incredibile di maggioranza ed opposizione per dare luce ad una riforma che, pur non appagandoci, comunque rappresenta già un buon punto di partenza. Ecco perché insistiamo sull'emendamento, certi come siamo che altrimenti la disciplina per gli addetti a questo settore potrebbe sicuramente slittare di qualche altro quinquennio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Boero. Ne ha facoltà. BOERO (A.N.). Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, le ultime considerazioni fatte dal capogruppo di Forza Italia sottolineano ed evidenziano una grossa preoccupazione, oserei dire una certezza: i tempi biblici per risolvere cose che andavano risolte, assai importanti, del nostro modo di legiferare.

Altre volte, per altri interventi legislativi, il mio Gruppo ha concordato con la maggioranza, evitando di portare avanti emendamenti di questo genere, perché ci veniva promesso che in un iter legislativo più logico, nella sede, nei tempi e nei modi dovuti, venivano risolte situazioni assai particolari e scottanti, per esempio, che riguardavano il mondo dell'agricoltura e il mondo dei forestali è contiguo, conseguente o omologo al mondo dell'agricoltura. Invece, la pratica dei fatti, l'evidenza dei fatti è che risolvere nell'iter più logico, consequenziale, formale e legale certe problematiche, non si è mai arrivati in porto.

Ecco perché oggi, pur essendo anch'io come il mio collega Biggio, il mio capogruppo, come il Gruppo di Alleanza Nazionale, assai rispettosi della proceduralità e degli accordi, non mi sento più di essere preso in giro (perché la pratica dei fatti dice che siamo stati presi in giro) da promesse del tipo: "Questo lo risolviamo nella sede legislativa apposita, lo facciamo", ma non lo si fa mai.

Ecco perché adesso sottolineo la necessità di appoggiare quanto ha detto il capogruppo di Forza Italia e il presentatore dell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Presidente e colleghi, l'emendamento numero 54 pone certamente un grosso problema, che è un problema, prima di tutto morale, e poi è un problema anche giuridico ed economico. Si può condividere o non condividere, a seconda delle posizioni che ciascuno di noi rappresenta, però non è da condividere ciò che è avvenuto prima quando, votandosi gli emendamenti numero 11 e 16, da parte della maggioranza c'è stato un fuggi fuggi per non assumere coscientemente e responsabilmente una posizione che poteva anche essere impopolare. Abbiamo visto il Presidente della Giunta andarsene, abbiamo visto alcuni Assessori andare via e abbiamo visto molti esponenti della maggioranza che, non avendo voluto pronunciarsi ed assumersi una responsabilità, si sono allontanati dall'Aula.

Per la verità questo è successo anche dalle parti dell'opposizione ed anche questo certamente non fa onore, ma diversi sono i ruoli; la maggioranza non può certamente permettersi di scappare di fronte a problemi per i quali, pronunciandosi in un modo o nell'altro, di fronte a chi assiste a questa discussione, può avere delle impopolarità.

Quindi, ritornando all'emendamento numero 54, può condividersi o non condividersi e ciascuno di noi, proprio per i problemi morali ed etici che questo emendamento rappresenta, deve essere chiamato a pronunciarsi in aula e non a nascondersi nei corridoi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS (F.I.). Certamente non servirebbe questo mio intervento se non a rimarcare e a proseguire sul discorso del collega Balletto sul quadro delle responsabilità.

Se noi oggi discutiamo del problema dei forestali, lo stiamo facendo (ci rendiamo conto) al di fuori di quel quadro organico di discussione che sarebbe dovuta avvenire in quest'Aula.

Prima la riforma della Regione in senso lato, poi la riforma degli enti della Regione, delle Province e dei Comuni, a seconda delle varie funzioni che il personale avrebbe dovuto assumere.

Ci troviamo, purtroppo, oggi nelle condizioni di non dover più accettare quelli che sono i dettati di questa maggioranza, la quale presenta disegni di legge in una maniera che, certamente, non è quella organica, non è quella forma che avrebbe dovuto vedere un grosso disegno della Regione portato avanti da questa maggioranza.

Purtroppo, invece, si assiste alla presentazione in Aula di disegni che, con una correlazione cronologica, non hanno niente a che vedere.

Proprio per quanto dicevano i colleghi del Gruppo di Forza Italia, al di là delle ideologie, al di là di tutte le difficoltà che comportano un inserimento dei forestali, io non riesco a capire perché questo problema lo si voglia ulteriormente dilazionare nel tempo, soprattutto quando voi della maggioranza siete colpevoli di non aver portato i disegni di legge in ordine cronologico. Ripeto: disegno di legge riguardante la riforma della Regione in senso lato, degli enti strumentali della Regione, le attribuzioni alle Province e ai Comuni per l'effettuazione del decentramento che in questa Regione è assolutamente assente, essendo una Regione centralista; tutto deve essere governato dai banchi di chi detiene la centralità del potere in questo momento, ovvero del P.D.S., per cui nessun decentramento. E infine ci si stupisce quando correttamente un partito di opposizione, al di là del proprio credo, che per avere la maggiore snellezza nella burocrazia regionale presenta un emendamento che fa ordine, che fa giustizia. E` facile dire, voi di Forza Italia state proponendo un emendamento contrario a quello che è il vostro credo. E` vero, ed è contrario anche al mio credo però, di fronte a una maggioranza inerte, ad un maggioranza che non propone in correlazione cronologica le riforme che avrebbe dovuto proporre, questo mi pare un peccato veniale in confronto a quello che è il vostro peccato mortale, e che speriamo a giugno dell'anno prossimo di vedervi da questa parte e noi dall'altra parte.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S. d'Az.). Signor Presidente, vedo con piacere che l'onorevole Floris si sposta sua banchi della sinistra. Chi non si sposta è l'immobilità dell'Amministrazione regionale che perpetua situazioni create tanti anni fa e che oggi sono francamente superate. Caso tipico è il problema sollevato dall'emendamento numero 54, e io ribadisco in questa sede quanto già avevo dichiarato in sede di bilancio dell'azienda foreste demaniali. E` una situazione paradossale che si tengano 5000 persone con la fictio che questo personale possa essere licenziato la settimana seguente, mentre è personale che c'è da decenni e svolge lavori continuativi. Noi abbiamo l'assurdità che approviamo ogni anno, come allegato al bilancio della Regione, un bilancio dell'Azienda foreste demaniali che contiene somme ridicole in relazione all'attività che l'Azienda foreste demaniali svolge, perché l'Azienda foreste demaniali finanzia la propria attività presentando progetti alla Regione ed avendo il finanziamento progetto per progetto, con il risultato che spesso manca addirittura la liquidità per pagare gli stipendi al personale. Questa è l'esigenza che ha il personale, un'esigenza che lo status giuridico corrisponda a quella che è la situazione di fatto, e cioè che sono lavoratori permanenti. Quando questo Consiglio ha dovuto affrontare il problema del lavoratori della SAF questi, ad un certo punto, nonostante alcune richieste sindacali, erano d'accordo per passare all'Azienda foreste demaniali, però ci hanno chiesto di garantirgli che gli stipendi gli fossero pagati puntualmente e, in quel caso, abbiamo avviato con una norma di quella legge che stabilisce che sono pagati sul bilancio dell'Azienda foreste demaniali senza dover richiedere relativo finanziamento all'assessorato all'ambiente volta per volta di sei mesi in sei mesi. Credo che il problema di tutto questo personale sia questo, perché non è neanche un problema economico, cioè altre categorie di personale chiedono di entrare nel ruolo unico regionale perché pensano di avere vantaggi economici. Questa categoria di personale probabilmente vantaggi economici non ne ha.

Per cui, sotto questo profilo occorre sgomberare il campo anzi, considerato che al comma quinto dell'emendamento non si dice neanche che l'assegno personale non è riassorvibile, dovrebbero applicarsi le norme generali sugli assegni personali, per cui sarebbe riassorbibile e quindi, in prospettiva, approvando questo emendamento il personale perderebbe, in taluni casi, anche dal punto di vista economico.

Mi sembra però che la sistemazione che l'emendamento 54 vuol dare a questo personale sia erronea, perché su un comparto come quello regionale, di contrattazione, in cui il personale è essenzialmente personale impiegatizio che lavora negli uffici, noi aggiungiamo 5000 persone, diventa la maggioranza assoluta del personale, che fa un'attività completamente diversa. Ora, inquadrare nello stesso comparto contrattuale questo personale sarebbe affondare la macchina regionale perché chiaramente il contratto, a quel punto, dovrebbe tener conto delle esigenze della maggioranza dei dipendenti e quindi di questo personale.

Credo che il problema possa essere risolto mediante qualche norma sul funzionamento dell'Azienda foreste demaniali, applicando a tutto il personale permanente la norma che abbiamo già approvato per il personale della SAF, e questo può avvenire con la legge finanziaria, in quanto potremmo allocare le risorse che attualmente sono presso l'Assessorato all'Ambiente presso l'Azienda foreste demaniali affermando che non c'è più bisogno dell'approvazione di progetti da parte dell'Azienda foreste demaniali. Ma il problema noi lo risolviamo facendo un legge quadro sull'attività forestale della Regione, perché gran parte di queste attività possono essere decentrate presso gli enti locali, ferma l'unicità di contratto e, in quella sede, potremmo stabilire che questo costituisce comparto di contrattazione, con proprie regole, ma inquadrato nell'ambito vasto del personale che comunque dalla Regione viene pagato, anche se in forme indirette (?), e quindi affidato a quelle stesse forme di contrattazione che la legge 101 prevede per il personale del ruolo unico.

Per concludere un'ultima imperfezione tecnica. Noi mettiamo questo personale nel ruolo unico, ma nel ruolo unico non ci sono i posti perché questo emendamento non è correlato a nessuna variazione di pianta organica, per cui ritengo che l'approvazione di un emendamento di questo genere sarebbe dannosa per il personale sotto il profilo economico, poco funzionale per l'intera struttura del personale regionale ed illegittimo per cui un rinvio del Governo sarebbe difficilmente superabile.

Per cui probabilmente occorre esaminare il problema con altri provvedimenti più organici che superino tutti questi problemi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghe e colleghi, francamente desta stupore, almeno in me, il fatto che sia facile, e per certi versi anche immotivata, la posizione di chi ritiene di esprimersi in termini sfavorevoli all'emendamento 54. E` stato detto, mi pare con estrema chiarezza, che la finalità di questo emendamento non è quella di creare sacche di privilegio o situazioni più favorevoli a chicchessia. Questo emendamento, invece, va nella direzione di un contributo ad una riforma più generale della Regione, di cui da troppo tempo si parla e di cui non si vedono i risultati concreti.

Credo che quando si presentano proposte che tendono addirittura a ridurre la spesa regionale, che tendono a moralizzare, perché mettono ordine in un campo specifico quale quello del sistema ambientale, si debbano apprezzare i tentativi di fare passi in avanti per muovere le acque stagnanti di una situazione dove le clientele, spesso il permissivismo e qualche volta anche gli abusi la fanno da padrone rispetto ad un ordinato procedere tecnico-amministrativo.

Allora io credo che debba essere accolta la proposta di chi, costruttivamente, vuole andare avanti nella direzione di una organica sistemazione di ciò che rimane di importante, di ciò che rimane di molto utile in un campo che nei prossimi anni sarà una risorsa importante dal punto di vista economico e sociale. Quindi, dare una certezza di collocazione, di rispetto dei diritti e dei doveri, credo che in questo ramo sia importantissimo, se appunto coinvolgendo direttamente gli addetti è possibile ottenere dei risultati importanti.

Chiedo, pertanto, ai colleghi di sostenere l'emendamento 54 perché proprio andando in questa direzione, e con altri atti importanti che nello stesso settore potranno essere assunti, si vada verso un riordino più generale e si arrivi finalmente a far si che il settore possa costituire davvero in Sardegna il volano per creare ulteriore nuova occupazione e per creare le condizioni per una ripresa economica e sociale della Sardegna.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Dovevo una spiegazione al collega Bertolotti, il quale mi diceva che il problema degli oneri finanziari è un problema inesistente. E' vero, da quel punto di vista, dal punto di vista finanziario non esistono problemi. I veri problemi sono gli oneri organizzativi che verrebbero in capo all'Amministrazione regionale nel momento in cui ci trovassimo a dover avere all'interno dell'organico del ruolo unico regionale oltre 4000 persone in più, cioè si tratterebbe praticamente di raddoppiare l'attuale organico, il che crea situazioni organizzative di organico e oneri gestionali che in questo momento l'Amministrazione regionale non è in grado di assumere. Quindi, non si tratta soltanto di onere economici, quanto piuttosto di oneri organizzativi e gestionali.

Per quanto riguarda il merito dei lavori di sistemazione idraulico-forestale ricordo che i disegni di legge relativi solo già in carico alla quinta Commissione che credo li stia già esaminando. Quindi non ci sono negligenze o mancata attenzione da parte della Giunta regionale su questo problema, si tratta semplicemente di esitare disegni di legge che sono già in carico alle competenti commissioni consiliari. In ogni caso, il disegno di legge dell'Assessore dell'ambiente prevede appunto la riorganizzazione complessiva dell'Azienda foreste demaniali e stabilisce, tra l'altro, che tutti i lavori vengano svolti nell'ambito dell'Azienda. Quindi credo che anche queste aggiunte che ho fornito in questo momento possano ulteriormente tranquillizzare, laddove fosse necessario, i presentatori di questo emendamento, e quindi continuo a essere del parere che non sono da accogliere.

PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione, riepilogo la situazione. Stiamo discutendo l'articolo 70, al quale sono stati presentati gli emendamenti aggiuntivi numero 49, 50, 51, 52 e 54 dei colleghi Biancareddu, Giordo, Amadu, Lombardo e più. Su tutti c'è stato il parere non favorevole del relatore e della Giunta. Si voterà prima l'articolo 70 e poi i singoli emendamenti.

Metto in votazione l'articolo 70. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 49. Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 50. Chi l'approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 51. Chi l'approva alzi la mano (viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 52. Chi l'approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 54. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (F.I.). Prima di tutto devo specificare che questo emendamento non è stato presentato né per dare promozioni, né aumenti di stipendi a taluno, perché negli interventi dei colleghi è balenata anche questa possibilità. E` stato solo per dare certezza del posto di lavoro e parità di trattamento, di godimento delle ferie, di assegno di malattia, di infortunio e di orario di lavoro. Solo questo chiediamo; non abbiamo chiesto nessun miglioramento e tanto meno peggioramenti, solo l'inquadramento in ruolo.

Volevo ricordare anche ai colleghi che era già in carico alla Commissione una proposta di legge firmata dal collega Amadu, sul cui voto non ho dubbi, firmata anche dai colleghi La Rosa e Aresu, che invito a mantenere gli impegni presi.

Con questo auspico che il Consiglio venga incontro a questa esigenza di 5000 lavoratori, che altrimenti dovranno prendere atto del diniego di quanto richiesto. Chiedo, a nome del Gruppo di Forza Italia, il voto per appello nominale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Boero. Ne ha facoltà.

BOERO (A.N.). Sempre per dichiarazione di voto. Vorrei chiarire a chi interviene e si meraviglia se dai banchi dall'opposizione e della destra viene una difesa del mondo del lavoro dice ma come state a sinistra. Questo è un concetto superato da decenni, da storici e la storia ha dimostrato che la socialità è patrimonio primario della destra e, in modo particolare, di Alleanza Nazionale; la socialità quindi la difesa del lavoro comunque inteso, anche se il riaffermare quello che adesso io riaffermo a qualcuno pizzica. E` la storia, i fatti e la realtà che il lavoro viene difeso con concretezza e competenza dalla destra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Devo precisare che il consigliere Boero parlava a titolo personale e non per il Gruppo. Il Gruppo è libero di votare secondo coscienza. Per quanto riguarda la mia persona io voterò contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). E` stato già anticipato dal collega Biancareddu, perché non ci siano equivoci, il Gruppo Forza Italia voterà compatto per sostenere questo emendamento.

PRESIDENTE. Prego i colleghi che ritengono di aderire alla richiesta di appello nominale di alzare la mano.

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale dell'emendamento numero 54 all'articolo 70.

Prego i consiglieri Segretari di procedere all'appello a partire dal numero 46 che corrisponde al nome del consigliere Lorenzoni.

Rispondono sì i consiglieri: MARRACINI - OPPIA - PIRASTU - PITTALIS - SANNA NIVOLI - AMADU - BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BOERO - CASU - FLORIS - FRAU - GIORDO - GRANARA - LIPPI - LOMBARDO.

Rispondono no i consiglieri: LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MONTIS - MURGIA - OBINO - PALOMBA - PIRAS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA - ARESU - BALIA - BERRIA - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - GHIRRA - GIAGU - LA ROSA - LODDO.

Si è astenuto: il Presidente SELIS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione per appello nominale dell'emendamento numero 54 all'articolo 70:

Presenti 59

Votanti 58

Astenuti 1

Maggioranza 30

Favorevoli 17

Contrari 41

(Il Consiglio non approva.)

Si dia lettura dell'articolo 71.

PIRAS, Segretario:

Art. 71
Prima definizione degli uffici

1. In sede di prima applicazione della presente legge, è istituita una direzione generale per la Presidenza della Giunta, per ciascun Assessorato e per l'Azienda foreste demaniali della Regione.

2. Sono altresì costituiti in direzioni generali i servizi legislativo, della Ragioneria generale, di organizzazione e metodo e del personale, istituiti con l'articolo 8 della legge regionale n. 51 del 1978, e il coordinamento del Corpo forestale e di vigilanza ambien­tale, istituito con l'articolo 2 della legge regionale 13 dicembre 1993, n. 53.

3. Al fine di consentire l'immediata applicazione della presente legge, entro trenta giorni dalla sua entrata in vigore e sino alla ridefinizione dei servizi prevista dal comma 4, i servizi in cui si articola la direzione generale di organizzazione e metodo e del personale sono provvisoriamente costituiti in conformità alla tabella A allegata alla presente legge. Sino al termine previsto nel comma 8, le unità organizzative in cui si articolano i servizi della medesima direzione generale sono provvisoriamente costituite in conformità alla medesima tabella A e sono equiparate a tutti gli effetti ai settori di cui al comma 6.

4. Alla ridefinizione dei servizi dell'Amministrazione e dell'Azienda foreste demaniali si procede in conformità ai criteri e con le procedure di cui agli articoli 13 e 14.

5. Il decreto del Presidente della Giunta adottato in attuazione del comma 4 è pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regio­ne entro 180 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, ed entra in vigore il sessantesimo giorno successivo alla data di pubblicazione. Fino alla sua entrata in vigore sono provvisoriamente confermati i servizi istituiti con legge o regolamento e le unità organizzative già dichiarate ad essi corrispondenti, purché operanti alla data di entrata in vigore della presente legge.

6. I settori istituiti con legge o regolamento e le unità organizzative già dichiarate ad essi corrispondenti, purché operanti alla data di entrata in vigore della presente legge, possono essere provvisoriamente confermati quali articolazioni delle strutture dirigenziali competenti per materia.

7. La conferma, con gli adeguamenti eventualmente necessari ad assicurare la coerenza delle articolazioni con le competenze dei servizi, è disposta con decreto dell'Assessore competente in materia di personale, d'intesa con l'Assessore competente per materia, entro 90 giorni dalla pubblicazione sul Bollettino ufficiale del decreto adottato in applicazione del comma 4. Il decreto è pubblicato sul Bollettino ufficiale.

8. I settori e le altre unità organizzative confermati restano operativi fino alla data della prima ripartizione fra le direzioni generali del fondo per la retribuzione delle funzioni di coordinamento e responsabilità e comunque non oltre il trentesimo giorno successivo alla pubblicazione del primo contratto collettivo regionale per il personale dell'Amministrazione e degli enti.

9. I settori e le altre unità organizzative non confermati sono soppressi dalla data di pubblicazione del decreto di cui al comma 7.

10. Fino alla entrata in vigore delle leggi di riforma degli enti elencati all'articolo 69 e degli Istituti autonomi case popolari (IACP), le deliberazioni dei medesimi enti che istituiscono nuove articolazioni organizzative dei rispettivi uffici diventano esecutive, in deroga all'articolo 4 della legge regionale 15 maggio 1995, n. 15, soltanto a seguito di espressa approvazione della Giunta regionale, che valuta l'effettiva necessità ed urgenza del provvedimento. Restano sottoposte all'ordinaria procedura di controllo le deliberazioni che dispongono la soppressione o l'accorpamento di strutture.

PRESIDENTE. All'articolo 71 sono stati presentati tre emendamenti, il numero 13, il numero 55 e il numero 56. Se ne dia lettura.

PIRAS, Segretario:





PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 13 ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

LODDO (G.D.R.I. e Ind.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. L'emendamento numero 13 è ritirato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Biancareddu per illustrare gli emendamenti numero 55 e 56.

BIANCAREDDU (F.I.). Si pone l'esigenza di integrare le norme dell'articolo 2 della legge regionale 26/85 riguardo alle stazioni forestali, dato che non prevedono l'istituzione delle stazioni marittime. Attualmente infatti sono già attive diverse sedi navali, prive però di riconoscimento giuridico. Di conseguenza è necessario modificare il citato articolo 2 prevedendo l'aumento delle stazioni, comprendendo quelle marittime.

Con l'emendamento si propone inoltre di assegnare alle stazioni la competenza al rilascio delle autorizzazioni di minore entità, al fine di semplificare l'attività amministrativa e di fornire tempestiva risposta all'utenza.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore ha facoltà di parlare il consigliere Macciotta..

MACCIOTTA (Gruppo Misto), relatore. L'emendamento 55 non si accoglie perché il comma e la tabella rispondono ad effettive esigenze dell'amministrazione.

Ugualmente non si accoglie l'emendamento numero 56 rinviando ad un apposito provvedimento legislativo, non in questa sede.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

LODDO (G.D.R.I. e Ind.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Per quanto riguarda l'emendamento 55 si ritiene di non accoglierlo, tra l'altro è identico all'emendamento a suo tempo presentato dalla Giunta regionale, perché con una riflessione successiva poi ci si è resi conto che effettivamente è necessario dare l'avvio di questa riforma e, per poter dare l'avvio a questa riforma, è necessario che l'Assessorato al personale sia sufficientemente dotato e sia distribuita meglio al suo interno l'attività lavorativa.

Per quanto riguarda l'emendamento 56 si fa presente ancora una volta che è già in corso di presentazione da parte della Giunta regionale un disegno di legge da parte dell'Assessorato dell'ambiente, all'interno del quale sono già previste novanta stazioni tra forestali e marittime di vigilanza ambientale contro le ottanta che sono attualmente vigenti. Per cui anche qui si ritiene opportuno non intervenire attualmente nel merito ma, dal momento che è già intenzione della Giunta arrivare a questa stessa conclusione, si ritiene più opportuno inserire questo comma o questo emendamento all'interno di un disegno organico complessivo, così come già detto a proposito dell'emendamento 54.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (F.I.). Si considera del tutto contraddittoria, con le finalità e la logica della presente legge, la previsione del terzo comma, che determinerebbe una quanto meno anomala moltiplicazione delle strutture dell'Assessorato del personale, portandolo ad un rapporto struttura - personale di circa 1 a 3. Già questo dimostra l'insostenibilità dell'articolo, che in ogni caso risulta in aperto contrasto anche con la stessa prassi organizzativa prevista dalla legge, oltre che con il criterio di uniformità di trattamento. Inoltre non capisco la Giunta che presenta un emendamento uguale al mio, poi misteriosamente lo ritira, dà parere negativo anche al mio emendamento, che è uguale a quello della Giunta.

PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi voteremo in questo modo: prima l'emendamento 55, che è soppressivo parziale, poi l'articolo 71 e poi l'emendamento numero 56, che è aggiuntivo. L'emendamento numero 55 soppressivo è stato presentato dal collega Biancareddu, non è stato accolto né dal relatore né dalla Giunta.

Metto in votazione l'emendamento numero 55 soppressivo parziale. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 71. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 56. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Si dia lettura dell'articolo 72.

PIRAS, Segretario:

Art. 72
Prima costituzione dell'ufficio del controllo interno di gestione

1. Fino all'attivazione delle ordinarie procedure per la determinazione delle dotazioni organiche ai sensi dell'articolo 15, il contingente di personale occorrente per il funzionamento dell'ufficio del controllo interno di gestione di cui all'articolo 10 è definito in via provvisoria con provvedimento dell'Assessore competente in materia di personale, da emanare entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge. Ove l'Amministrazione non disponga, neppure mediante il ricorso a processi di mobilità nell'area contrattuale, delle figure professionali necessarie per assicurare l'immediata attivazione dell'ufficio, l'Assessore è autorizzato a bandire, nell'ambito delle disponibilità delle dotazioni organiche, apposite selezioni per titoli.

PRESIDENTE. Poichè nessuno domanda di parlare su questo articolo lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 73.

PIRAS, Segretario:

Art. 73
Prima attribuzione delle funzioni di direzione

1. Le funzioni di direzione generale previste dalla presente legge sono conferite, con le procedure dell'articolo 28, entro il sessantesimo giorno successivo all'entrata in vigore della legge medesima. A tale data scadono comunque gli incarichi di coordinamento generale attribuiti ai sensi della precedente normativa. Dalla stessa data si computano altresì i quindici giorni decorsi i quali il Presidente della Giunta esercita il potere sostitutivo previsto dal comma 7 dell'articolo 28.

2. Le funzioni di direzione dei servizi e le altre posizioni funzionali dirigenziali previste dalla presente legge sono tassativamente conferite, con le procedure dell'articolo 28, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto del Presidente della Giunta previsto nel comma 5 dell'articolo 71. A tale data scadono comunque gli incarichi di coordinamento di servizio attribuiti ai sensi della precedente normativa. Dalla stessa data si computano altresì i quindici giorni decorsi i quali il Presidente della Giunta esercita il potere sostitutivo previsto dal comma 7 dell'articolo 28.

3. In deroga al comma 7 dell'articolo 28, le funzioni di cui ai commi 1 e 2 e le funzioni di direzione di strutture dirigenziali di nuova istituzione sono attribuite fino al 31 marzo 2000.

4. Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto del Presidente della Giunta previsto nel comma 5 dell'articolo 71 sono inoltre nominati i responsabili dei settori e delle altre unità organizzative confermati ai sensi del comma 6 del medesimo articolo. La nomina avviene con decreto del componente della Giunta regionale competente nel ramo dell'Amministrazione di cui la struttura fa parte, su proposta motivata del direttore generale, tra il personale di qualifica ottava o settima assegnato alla direzione generale. Le nomine cessano di avere efficacia al cessare dell'operatività delle strutture secondo quanto stabilito dal comma 8 dell'articolo 71.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 74.

PIRAS, Segretario:

Art. 74
Copertura di funzioni dirigenziali vacanti
negli enti

1. In sede di prima attuazione della presente legge, negli enti che non possano inquadrare alcun dipendente nella qualifica dirigenziale ai sensi del comma 1 dell'articolo 77, le funzioni di direzione di servizio possono essere attribuite a dirigenti dell'Amministrazione o di altro ente, con il consenso dell'interessato ed il nulla-osta della Giunta regionale o del consiglio di amministrazione dell'ente di provenienza.

PRESIDENTE. All'articolo 74 è stato presentato l'emendamento numero 21 sostitutivo parziale, a firma Marteddu e Macciotta. Se ne dia lettura.

PIRAS, Segretario:



PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Macciotta per illustrare l'emendamento numero 21.

MACCIOTTA (Gruppo Misto). Anche questo è un emendamento tecnico in quanto era sfuggita una discordanza tra la possibilità di coprire posti dirigenziali vacanti negli enti con personale proveniente da altri enti o dall'amministrazione, era sfuggito il termine "provvisoriamente", perché questa copertura è vista soltanto per assicurare, nell'immediatezza del trapasso da un regime all'altro, le necessarie funzioni, che però cessano, con questa sostituzione, nel momento in cui vengono attuati i concorsi previsti dai commi 11 e seguenti dell'articolo 77.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

LODDO (G.D.R.I. ed Ind.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Si concorda con il relatore.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento 21. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 74. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Sospendo la seduta per due minuti e convoco la Conferenza dei Capigruppo. per decidere come procedere.

(La seduta, sospesa alle ore13 e 51, viene ripresa alle ore 14 e 02.)

PRESIDENTE. Comunico all'Assemblea l'esito dei lavori della Conferenza dei Capigruppo, in ordine alla programmazione dei nostri lavori. Questa tornata si conclude qui ed i lavori sono aggiornati a mercoledì mattina alle ore 10. Questa comunicazione vale come convocazione ufficiale, perché altrimenti non arrivano i telegrammi, quindi in aula è perfettamente valida. Inizieremo con una "leggina" concordata tra tutte le forze politiche su un provvedimento che riguarda la 28 "Occupazione giovanile", la numero 454, poi voteremo il 101 conclusivamente e i collegati.

Martedì non c'è Consiglio, è stato lasciato libero perché la prima Commissione deve completare e vedere i lavori dei collegati, ma, essendo un giorno libero, lo dico ufficialmente agli altri Presidenti e alle altre Commissioni, può essere utilizzato a pieno titolo per i lavori di Commissione. Quindi, i Presidenti di Commissione con i rispettivi Uffici di presidenza, concordino come utilizzare questo tempo.

La seduta è tolta alle ore 14 e 03.