Seduta n.74 del 25/07/2000
Seduta LXXIV
Martedì 25 luglio 2000
Presidenza del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Carloni
INDICE
La seduta è aperta alle ore 17 e 08.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di mercoledì 12 luglio 2000 (69) che è approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Balletto ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 25 luglio 2000; che i consiglieri Fois, Liori e Rassu hanno chiesto di poter usufruire di due giorni di congedo a far data dal 25 luglio 2000; che il consigliere Milia ha chiesto di poter usufruire di quattro giorni di congedo a far data dal 25 luglio 2000; che la consigliera Pilo ha chiesto di poter usufruire di cinque giorni di congedo a far data dal 25 luglio 2000.
Se non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.
Annunzio di presentazione di proposta di legge
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta alla Presidenza la seguente proposta di legge:
Dai consiglieri LIORI - ONNIS - FRAU - USAI - BIGGIO - CARLONI - CORDA - MURGIA - SANNA NIVOLI: "Provvidenze per l'agalassia contagiosa". (103)
(Pervenuta il 20 luglio 2000 ed assegnata alla quinta Commissione.)
Risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti risposte scritte alle interrogazioni formulate dai consiglieri:
"Interrogazione MANCA - SANNA Giacomo sull'informazione della gestione contabile della ASL n. 3 di Nuoro". (59)
(Risposta scritta in data 24 luglio 2000.)
"Interrogazione FRAU sulla gestione del settore carburanti presso l'Azienda Foreste Demaniali di Sassari". (181)
(Risposta scritta in data 24 luglio 2000.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza:
MANCA, Segretario:
"Interrogazione SANNA Alberto - SANNA Salvatore - MARROCU - DEMURU - ORTU - MANCA - GIAGU, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata apertura delle basi estive dei vigili del fuoco e sul conseguente inadeguato coordinamento della campagna antincendio in corso". (188)
"Interrogazione PIANA, con richiesta di risposta scritta, sulla concessione dello stabile di proprietà della Regione autonoma della Sardegna di Fertilia (Alghero)". (189)
"Interrogazione SPISSU, con richiesta di risposta scritta, sulla riduzione degli stanziamenti delle Ferrovie dello Stato per la fornitura di servizi in appalto". (190)
"Interrogazione FOIS, con richiesta di risposta scritta, sullo stato dei lavori per il collegamento veloce tra Sassari-Alghero e l'aeroporto di Fertilia-S.S. 291". (191)
"Interrogazione PIANA, con richiesta di risposta scritta, sui contributi previsti per i centri storici". (192)
"Interrogazione CAPPAI, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione determinata dall'abbattimento del prezzo del grano". (193)
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sul Centro oncologico di Sassari". (194)
"Interrogazione PIRISI - FALCONI - DEMURU, con richiesta di risposta scritta, sulla chiusura dello stabilimento della XINOX Meccanica S.r.l. di Isili". (195)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza:
MANCA, Segretario:
"Interpellanza SANNA Emanuele - CUGINI - LAI - SPISSU - CALLEDDA - MARROCU sulla carenza di mezzi tecnici, finanziari e professionali dei Servizi veterinari delle ASL sarde". (56)
"Interpellanza COGODI - ORTU - VASSALLO sui contenuti di rilevanza pubblica dei reiterati incontri 'privati' del Presidente della Regione nella dimora del Principe Aga Khan". (57)
"Interpellanza PINNA - CUGINI - CALLEDDA - PACIFICO - PUSCEDDU sul fallimento della privatizzazione dello stabilimento SARDAMAG di Sant'Antioco". (58)
"Interpellanza VASSALLO sullo stato della sicurezza e della salute dei lavoratori nello stabilimento ENICHEM di Porto Torres". (59)
"Interpellanza SANNA Giacomo - MANCA sulle visite del Presidente della Giunta regionale a villa 'Cerbiatta'". (60)
"Interpellanza SELIS - GIAGU - FADDA - SANNA Gian Valerio - TUNIS Gianfranco sulla nomina del Consiglio di Amministrazione dell'ISOLA". (61)
PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.
MANCA, Segretario:
"Mozione ONNIS - USAI - COSSA - FLORIS Emilio - CONTU - FOIS - BIGGIO - FRAU - CORDA - SANNA NIVOLI - MURGIA - CARLONI - LIORI - PILI - BIANCAREDDU - TUNIS Marco - NUVOLI - LOMBARDO - CORONA - FEDERICI - PILO - BALLETTO - LICANDRO - LA SPISA - RANDAZZO - PIANA - CAPPAI - CAPELLI - AMADU - SCARPA sull'attuazione in Sardegna della Direttiva comunitaria 92/43 CEE 'Habitat'". (23)
Sull'ordine del giorno
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione sulle dichiarazioni del Presidente della Giunta regionale.
Poichè sono pervenuti elementi nuovi ritengo opportuno fare una breve Conferenza dei Capigruppo per decidere come procedere. Pertanto il Consiglio è sospeso per mezz'ora; convoco la Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 13, viene ripresa alle ore 17 e 52)
PRESIDENTE. Comunico ai colleghi che la Conferenza dei Capigruppo ha deciso di proseguire i lavori col punto tre dell'ordine del giorno: elezione dei due componenti effettivi e due supplenti nella Commissione regionale per l'impiego. In questo modo si dà il tempo ai Gruppi di accordarsi sulla presentazione di un ordine del giorno, possibilmente unitario, sulle questioni poste in ordine alla Corte dei conti.
Elezione di due componenti effettivi e due supplenti
nella commissione regionale per l'impiego
PRESIDENTE. Ricordo che il Consiglio regionale deve procedere ai sensi dell'articolo 4 del Decreto legge 30 ottobre 1984, convertito in legge 19 dicembre 1984, numero 863, alla designazione di due componenti effettivi e due componenti supplenti nella Commissione regionale per l'impiego.
A mente dell'articolo citato, ogni consigliere può esprimere un solo voto per i componenti effettivi e un solo voto per i componenti supplenti. Risulteranno eletti i due nominativi che avranno riportato il maggior numero dei voti nelle rispettive votazioni. A parità di voti risulterà eletto, ai sensi dell'articolo 124 comma ter, del regolamento interno, il più anziano d'età.
Indico pertanto la votazione a scrutinio segreto per l'elezione di due componenti effettivi e di due supplenti nella Commissione regionale per l'impiego e prego i consiglieri segretari di procedere alla chiama.
(Seguono la votazione e lo spoglio delle schede)
PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione per l'elezione di due membri effettivi nella Commissione regionale per l'impiego:
Presenti 63
Votanti 61
Astenuti 2
Schede bianche 2
Hanno ottenuto voti: Pietro OGGIANO, 30; Piergiorgio PIRA, 28; Luciano URAS, 1.
Vengono proclamati eletti: Pietro OGGIANO e Piergiorgio PIRA.
Proclamo il risultato della votazione per l'elezione di due componenti supplenti nella Commissione regionale per l'impiego:
Presenti 63
Votanti 61
Astenuti 2
Schede bianche 3
Hanno ottenuto voti: Gagliardo Carlo DEIDDA, 30; Luciano URAS, 27; Luciano USAI, 1.
Vengono proclamati eletti: Gagliardo Carlo DEIDDA e Luciano URAS.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LAI - LICANDRO - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONNIS - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS Gianfranco - USAI - VASSALLO.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - TUNIS Marco.)
Presidente. L'ordine del giorno reca ora la discussione dello schema di "Norme di attuazione (numero 8A) dello Statuto speciale della Regione Sardegna in materia di atti statali di indirizzo e coordinamento dell'esercizio delle funzioni delegate".
Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Salvatore, relatore.
SANNA SALVATORE (D.S.), relatore. Con lo schema di norma di attuazione in esame, viene adottata anche per la Sardegna una nuova disciplina dell'attività statale di indirizzo e di coordinamento delle funzioni amministrative regionali.
In effetti, questa disciplina sostituisce quella contemplata dall'articolo 3 della legge 22 luglio 1975 numero 382, ed è stata introdotta per le regioni a Statuto ordinario con l'articolo 8 della legge 15 marzo 1997 numero 59, meglio conosciuta come "Bassanini uno". In Sardegna, invece, continuano ad applicarsi tuttora in materia le norme di attuazione emanate con il decreto del Presidente della Repubblica 19 giugno 1979 numero 348, per adeguare le competenze regionali a seguito del primo processo di regionalizzazione realizzato con la legge 382 del 1975, richiamata precedentemente, ed infine con il successivo decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977 numero 616.
Ricordo ai colleghi che stiamo parlando di materie nelle quali la Regione ha competenza concorrente o attuativa, in relazione alle quali lo schema di norma di attuazione (questo che stiamo esaminando oggi) prevede che la funzione di indirizzo e di coordinamento venga esercitata dallo Stato con le stesse modalità vigenti per le regioni ordinarie, questo dice in sostanza l'articolo 1 comma 1 dello schema. Cosa significa? Significa che l'atto di indirizzo è adottato previa intesa con la Conferenza Stato - Regioni, oppure con la singola regione interessata. Nel caso in cui però l'intesa non si raggiunga entro 45 giorni, l'atto di indirizzo può essere adottato unilateralmente dal Governo, previo il parere della Commissione parlamentare per le questioni regionali. Inoltre lo schema aggiunge, nel rispetto della più ampia competenza della Regione Sardegna in materia di organizzazione interna rispetto alle regioni ordinarie, che l'atto di indirizzo e di coordinamento non può vincolare la Sardegna all'adozione di determinati moduli organizzativi per il conseguimento dei risultati richiesti.
Per quanto riguarda l'esercizio della funzione statale di indirizzo e coordinamento nelle materie nelle quali la Regione ha competenza primaria, lo schema di norma di attuazione propone, in sostanza, una soluzione analoga a quella adottata già da molti anni, per il Trentino Alto Adige, con il decreto legislativo 16 marzo 1992 numero 266. Ciò significa che alla Regione Sardegna è data la possibilità di esprimere autonomamente il proprio parere circa la compatibilità dell'atto statale di indirizzo e coordinamento con le specificità dell'autonomia regionale e di fruire, nel caso di contrasto con il Governo, di un meccanismo di speciale tutela che consiste nella sospensione, nel territorio regionale, dell'efficacia dell'atto statale di indirizzo fino a quando non sia intervenuta una pronuncia della Corte Costituzionale. E` per questo che si può giudicare il contenuto dello schema complessivamente soddisfacente.
Il puntuale raffronto con il decreto legislativo 16 marzo 1992 numero 266 per il Trentino Alto Adige, il cui contenuto si estende anche ai rapporti tra legislazione statale e regionale e all'esercizio delle funzioni amministrative statali nel territorio del Trentino Alto Adige, evidenzia tuttavia, ancora una volta, un ritardo nei tempi e un limite nei contenuti delle nostre norme di attuazione rispetto a quelle riguardanti le altre regioni a autonomia differenziata, e rispetto anche all'assetto dei rapporti tra Stato e regioni ordinarie, su cui appare ormai urgente una riflessione che credo avremo modo di fare quando esamineremo, spero al più presto in quest'Aula, gli altri due schemi di norme di attuazione, quello di recepimento del decreto legislativo 112 sul trasferimento di funzioni al sistema delle autonomie, e quello specifico in materia di agricoltura. In quella sede, essendo io relatore anche di questi altri due schemi, proporrò all'Assemblea una riflessione sul ritardo dell'entrata in vigore di questi trasferimenti a causa del sistema delle norme di attuazione che vige per la Regione Sardegna.
Tutto ciò detto, ho proposto ai Capigruppo uno schema di ordine del giorno che è stato firmato e presentato e che, sostanzialmente, contiene le riflessioni che ho esposto adesso in relazione, e quindi credo possa essere utilmente discusso e, se il Consiglio lo ritiene, approvato.
PRESIDENTE. Come appena detto dall'onorevole Sanna, è stato presentato un ordine del giorno a firma: Cugini, Floris Emilio e più. Se ne dia lettura.
MANCA, Segretario:
ORDINE DEL GIORNO CUGINI - FLORIS Emilio - FRAU - FOIS - SANNA Gianvalerio - COSSA - SANNA Giacomo - CONTU - COGODI - DETTORI Bruno - BALIA sullo schema di norma di attuazione dello Statuto speciale per la Regione Sardegna in materia di atti statali di indirizzo e coordinamento e di esercizio delle funzioni delegate.
IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione del dibattito sullo schema di norma di attuazione n. 8/A;
CONSIDERATO che, con lo schema di norma di attuazione in oggetto viene adottata, anche per la Sardegna, una nuova disciplina dell'attività statale di indirizzo e coordinamento delle funzioni amministrative regionali;
PRESO ATTO che, nelle materie nelle quali la Regione ha competenza legislativa concorrente o meramente attuativa, lo schema di norma di attuazione prevede che la funzione di indirizzo e coordinamento sia esercitata dallo Stato con le stesse modalità vigenti per le regioni ordinarie, e che, nel rispetto della più ampia competenza della regione Sardegna in materia di organizzazione interna rispetto alle regioni ordinarie, si prevede che l'atto di indirizzo e coordinamento non possa vincolare la Sardegna all'adozione di determinati moduli organizzativi per il conseguimento dei risultati richiesti;
VISTO che, per quanto riguarda l'esercizio della funzione statale di indirizzo e coordinamento nelle materie nelle quali la Regione ha competenza primaria, lo schema di norma di attuazione propone una soluzione sostanzialmente analoga a quella adottata per il Trentino-Alto Adige e che pertanto alla Regione è data la possibilità di esprimere autonomamente il proprio avviso circa la compatibilità dell'atto statale di indirizzo e coordinamento con le specificità dell'autonomia regionale e di fruire, in caso di contrasto con il Governo, di un meccanismo di speciale tutela che consiste nella sospensione, nel territorio regionale, dell'efficacia dell'atto statale di indirizzo fino a quando non sia intervenuta una pronuncia della Corte costituzionale;
RITENUTO che si possa giudicare il contenuto dello schema, nelle condizioni date, complessivamente soddisfacente,
esprime
parere favorevole sullo schema di norma di attuazione dello Statuto speciale per la Regione Sardegna in materia di atti statali di indirizzo e coordinamento e di esercizio delle funzioni delegate.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale sul disegno di legge e sull'ordine del giorno.
E' iscritto a parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Signor Presidente e colleghi del Consiglio, questo schema di norme di attuazione dello Statuto in buona sostanza riprende e ripropone un modo usuale, direi ormai quasi abitudinario, di dare attuazione alle prerogative dello Statuto di autonomia in modo parziale, incoerente e del tutto insoddisfacente.
Diciamo che questo modo non è mai apparso sufficiente, non è mai apparso incisivo, non è mai apparso rispettoso della natura dello Statuto di autonomia e delle ragioni più profonde per cui questa Regione è nata, vuole continuare ad esistere e vuole migliorare la sua condizione di Regione a autonomia speciale.
Ma se questa debolezza poteva essere in qualche modo compresa, se non proprio giustificata, nel passato, risulta davvero difficile accettarla di questi tempi di federalismo proclamato a così gran voce, di devolution così fortemente rivendicata e, in termini tali, da mettere addirittura più volte a rischio la stessa concezione unitaria dello Stato e la stessa Costituzione repubblicana. Non si comprende perché gente tanto attenta e tanto ansiosa di federalismo e di devolution nelle parti nordiche del Paese, poi diventi così debole, così disattenta, così poco sensibile quando le stesse cose si trattano in altre parti del Paese, principalmente dalle nostre parti, soprattutto nella Regione autonoma della Sardegna.
Parrebbe questo un ragionamento, o comunque un abbozzo di ragionamento, o comunque una considerazione di carattere generale anche abbastanza generica, invece non è così. Analizziamo il testo brevemente: nelle materie di cui agli articoli 4 e 5 dello statuto in cui la Regione esercita le funzioni amministrative in maniera concorrente con lo Stato, lo Stato fa praticamente tutto, cioè, come dice la norma, esercita la funzione di indirizzo e di coordinamento con le modalità di cui all'articolo tal dei tali. Si vorrebbe temperare questo potere esclusivo dello Stato, che pure se in quelle materie la competenza della Regione è concorrente, dovrebbe essere concorrente, quindi dovremmo avere due soggetti istituzionali, lo Stato e la Regione, che possono esplicare funzioni concorrenti, sul piano cioè della pari dignità istituzionale. Tuttavia in questo caso è lo Stato che detta le regole e il temperamento a vantaggio della Regione, come prevede il secondo comma, sarebbe costituito dal fatto che gli atti di indirizzo e i coordinamento vincolano la Regione - "udite, udite!" , come dice talvolta il collega Salvatore Sanna - solo in una cosa: il conseguimento degli obiettivi e dei risultati stabiliti. Bontà sua - dello Stato - che si accontenta del fatto che trattandosi di materie concorrenti pone alla Regione un solo vincolo: l'obbligo di garantire il risultato. La Regione, se vuole, può decidere autonomamente la organizzazione e le modalità di attuazione funzionali al raggiungimento del risulti. Cioè, io decido cosa voglio, tu lo devi fare, anzi mi devi garantire il risultato, e eserciti la tua autonomia per trovare i modi attraverso cui devi raggiungere il risultato che io ho fissato. Questa è la prima modalità di attuazione del potere di indirizzo e coordinamento nelle materie concorrenti.
Nelle materie in cui la Regione ha potestà legislativa esclusiva, o primaria, è previsto un meccanismo, a dir poco acrobatico, di partecipazione - direbbe Gian Mario "di partecipazione e di solidarietà" - tra istituzioni democratiche a vocazione autonomistica, perché nelle materie previste dall'articolo 3 dello Statuto, gli atti di indirizzo e coordinamento vengono adottati previa intesa fra i due soggetti. Badate, stiamo parlando di materie in cui la Regione ha potestà primaria, quindi se la Regione ha una potestà primaria per Statuto, per norma costituzionale, almeno in quel campo lo Stato l'avrà secondaria, perché due potestà primarie non possono coesistere. Nonostante ciò la norma prescrive che deve maturare un'intesa; si potrebbe dire: si lavori finché non si trova l'intesa. Invece no, perché se l'intesa non si trova, la Regione, non lo Stato, deve sollevare il conflitto di attribuzione. Chi dovrebbe lamentarsi di più tra due soggetti istituzionali dei quali uno ha la potestà primaria, l'altro secondaria? Quello che ha la potestà secondaria. Semmai lo Stato, se non si raggiunge l'intesa, dovrebbe sollevare il conflitto di attribuzione. No, è la Regione, per cui, nel frattempo, ancora una volta, sarebbe lo Stato a indirizzare nel modo che riterrebbe più opportuno e alla Regione non resterebbe che andare all'inseguimento sollevando il conflitto di attribuzione.
La terza osservazione che voglio fare è relativa al comma tre (ce ne sarebbero altre, ma mi limito alle osservazioni di carattere principale). Quella che ho indicato è la procedura da seguire in via ordinaria, ma se in una certa materia, per dare un certo indirizzo o attuare un certo coordinamento, si ravvisasse l'urgenza allora è sospeso tutto, perché se c'è l'urgenza il Consiglio dei ministri può provvedere senza l'osservanza delle procedure di cui sopra. Anche in questo caso si prevede tuttavia un temperamento: la Regione, data l'urgenza, (e in quale codice siano stabiliti i casi di urgenza, dove sia il codice delle urgenze in materia politica, di indirizzo e di coordinamento amministrativo non si capisce, non esiste questo codice, l'urgenza è oggetto di valutazione da parte dell'autorità competente ad emanare il provvedimento, se chi deve procedere valuta un'urgenza fa quello che vuole) la Regione, dicevo, ha tuttavia un rimedio, cioè può chiedere al Consiglio dei Ministri, entro un certo termine, di riesaminare il suo provvedimento. E' certo un rimedio efficace, perché se colui che ha già deciso, viene chiamato a riesaminare può esercitare la clemenza che la Corte, quando ti vuole condannare, esercita facendoti un piccolo sconto, però certamente chi ti ha condannato difficilmente, su domanda, riesaminerà il provvedimento che ha assunto ritenendolo dal suo punto di vista legittimo e legittimato.
Ho fatto queste osservazioni per sottolineare la debolezza a cui faceva cenno il collega Salvatore Sanna, di questa mediazione al ribasso che è tipica del modo in cui si sono sempre fatte le norme di attuazione, che invece di attuare depotenziano la norma statutaria; è vero che la norma statutaria priva di norma di attuazione è inefficace, rimane solo scritta, ma normarla male vuol dire anche peggiorarne la portata. Un potere non esercitato può essere sempre rivendicato perché si possa opportunamente e tempestivamente esercitarlo; ma un potere diminuito, un potere indebolito lo eserciti nei modi nei quali tu hai concordato di indebolirlo. E in questo caso c'è un concorso della Regione, una connivenza regionale, una corresponsabilità regionale nell'indebolire quei poteri, pure ancora gracili, che sono nello Statuto, quegli stessi poteri dei quali si dice che vanno ampliati, con un nuovo Statuto che ne preveda di più incisivi; nel frattempo però indeboliamo ed affievoliamo con le norme di attuazione concordate fra la Regione e lo Stato i poteri che già abbiamo.
E in base a questa procedura strampalata (non diremo mai a sufficienza male di questa procedura), per cui tutto si concorda prima in via tecnica fra esecutivi e funzionari nominati dagli esecutivi, e solo dopo il provvedimento arriva in Consiglio, quasi per una ratifica, e il Consiglio deve dire: "Sì, meglio che niente, lo accompagno con un ordine del giorno con cui mi salvo l'anima", però quella la norma che si sta concordando rimane. Allora qualche volta il Consiglio dica pure: "No, non mi convince, tornate in Commissione paritetica, migliorate il testo, datemene un altro".
Queste sono le osservazioni che devono essere secondo noi puntualmente sviluppate. Ritenete sufficiente perciò il testo dell'ordine del giorno, come già è accaduto con l'altra norma di attuazione che abbiamo discusso qualche giorno fa? Non so se il solo ordine del giorno è idoneo a imporre una migliore formulazione del testo già concordato. Per quanto detto, noi dovremmo coerentemente votare contro, però trattandosi di materia di attuazione statutaria, responsabilmente, il Gruppo della Rifondazione Comunista esprime un voto di astensione, ma è un'astensione critica, è un'astensione di non condivisione, e se tutto il Consiglio si astenesse forse sarebbe la migliore espressione di voto che si potrebbe dare, perché non si respinge l'idea di attuare lo Statuto e si pone, però, alla Commissione paritetica l'obbligo di migliorare quel testo. Per cui noi esprimiamo un voto di astensione, che è un voto di valutazione fortemente critica che vuole nel contempo sottolineare l'esigenza che lo Statuto, per quanto attuabile, comunque si attui, ma che non può essere accettata l'idea che in questo modo, per mezzo nostro, con la nostra partecipazione attiva in realtà si sminuiscano anche quegli istituti, quei poteri già così gracili e deboli che sono sanciti nello Statuto di autonomia.
PRESIDENTE. Io non ho chiesto al relatore il parere sull'ordine del giorno perché ha detto che è stato presentato su sua iniziativa, ma lo chiediamo naturalmente alla Giunta.
Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
MASALA (A.N.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Lo schema è stato approvato dalla Commissione paritetica l'11 marzo 1999, è stato esitato dalla Commissione competente nei giorni scorsi ed è pervenuto oggi all'esame dell'Aula. Indubbiamente sul testo si possono esprimere molte riserve, si può sicuramente discutere sui contenuti, però si tratta di un processo che dev'essere portato avanti passo dopo passo. Il giudizio, comunque, è ovviamente favorevole, quindi la Giunta accoglie l'ordine del giorno che è stato presentato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 45.
Ha domandato di parlare l'Assessore dei trasporti. Ne ha facoltà.
MANUNZA, Assessore tecnico dei trasporti. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, a nome della Giunta propongo a questa onorevole Assemblea la sospensione dell'esame della proposta di legge numero 45 e il suo rinvio alla quarta Commissione, per l'esame congiunto con l'analoga proposta che ha già in carico e con il disegno di legge della Giunta regionale. La riforma dei trasporti, dettata dalla normativa statale di principio, si presenta particolarmente complessa e disagevole sia nella fase di normazione sia, soprattutto, in quella successiva di attuazione, specie se la fase normativa di recepimento dovesse risultare scarsamente incisiva e non opportunamente approfondita. Pertanto chiedo all'Assemblea il rinvio della proposta di legge in Commissione.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, come lei sa questo provvedimento non è stato esaminato in Commissione, pertanto non c'è un relatore indicato dalla Commissione. Adesso il collega della Giunta ha posto la questione sospensiva. Naturalmente, se lei concordasse, si potrebbe rinviare la proposta di legge in Commissione e in quella sede si procederebbe all'unificazione della discussione. In caso contrario sono obbligato ad applicare il quarto comma dell'articolo 86 del Regolamento, che prevede in questi casi che, oltre al proponente, possa parlare un consigliere per Gruppo e che ciascun intervento non possa superare i cinque minuti.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Signor Presidente, credo che la complessità dell'argomento non possa giustificare un ritardo che si era peraltro evidenziato già sul finire della passata legislatura. Ritengo sia arrivato il momento di portare a compimento, su una materia così delicata, una riforma ormai vigente in tutta Italia e che solo in Sardegna, guarda caso, tarda ad essere attuata.
Io avevo chiesto che la proposta di legge venisse inserita all'ordine del giorno, anche senza che fosse stata esaminata dalla commissione competente, perché erano ormai scaduti i termini stabiliti in base all'articolo 100 del Regolamento. Io l'ho chiesto e l'Aula ha accettato. Oggi invece la Giunta ne chiede il rinvio in commissione adducendo, come motivazione, la presentazione in questi ultimi giorni (per non dire in queste ultime ore), di un proprio disegno di legge. Io invece intendo prendere le distanze dai ritardi che la Giunta ha accumulato, evidenziando i danni che da essi potrebbero derivare.
Sugli organi d'informazione, l'altro giorno, sono state riportate alcune prese di posizione riguardo ad un probabile commissariamento della Regione per i mancati adempimenti legislativi in una materia delicata come quella del commercio. Nessuno ha il diritto, a mio parere, di scandalizzarsi richiamando i valori dell'autonomia, quando noi siamo stati capaci di svilire l'autonomia sino al punto tale da non riuscire a legiferare, ponendo mano ad un adeguamento legislativo ritenuto necessario sia a livello nazionale che comunitario, in materie così delicate come il commercio e, in questo caso, i trasporti. Rinviare la proposta di legge in Commissione, signor Presidente, cari colleghi, significa intraprendere di nuovo un percorso che tutti noi conosciamo, un percorso di allontanamento dalla soluzione di un problema che neanche quest'anno, e chissà negli anni a venire, riusciremo a portare a soluzione. La quarta commissione, in diverse circostanze, è stata criticata, al pari di altre, per il mancato funzionamento, l'assenza dei componenti, la mancanza di quel numero legale che - ripeto - non spetta all'opposizione, ma alla maggioranza garantire.
La maggioranza ha voluto occupare tutti gli spazi nelle Commissioni, pur non avendo né i numeri né il dono dell'ubiquità per poterle far funzionare. Vi siete assegnate tutte le Presidenze, vi era la necessità di attribuire un riconoscimento ad alcuni colleghi, ma non vi siete preoccupati che vi fossero le presenze necessarie (come succede nella quarta commissione) per farle funzionare. Arrivati a questo punto, qualcuno mi dovrà spiegare che conseguenze potranno derivare, nel prossimo futuro, da questo rinvio in commissione. Certamente non la soluzione del problema. Pertanto consentitemi di prendere le distanze da tutto ciò.
Io ritengo invece che stasera, signor Presidente, sia necessario procedere almeno alla discussione generale su questo tema, un tema in merito al quale, in questi giorni, troppi consiglieri e troppi personaggi della Giunta hanno denunciato con una certa forza ciò che a livello nazionale il ministro Bersani ha intenzione di fare.
La realtà vera è che, su un argomento come quello dei trasporti, in quest'Aula e da parte della Giunta (non me ne voglia il collega e amico Manunza) si avverte un silenzio totale. I riferimento sono solo negativi; siamo stati superati dagli eventi e quindi dai tempi, siamo gli ultimi anche per quanto riguarda le scelte da operare, siamo assenti dal confronto con lo Stato, siamo assenti dai processi di riammodernamento aziendale. In Sardegna il riammodernamento aziendale ha un solo significato: la perdita di posti di lavoro. Il Governo vuole infatti riammodernare le aziende (e il termine riammodernare va messo senz'altro tra virgolette) diminuendo il livello occupazionale.
Se questo è ciò che voi volete, accettatelo pure, assumetevene le responsabilità, continuate a far finta di niente, ma leggi di riforma come queste non possono essere dimenticate, non possono essere messe da parte. Questo è un Consiglio regionale che, su questa materia, è stato latitante per lungo tempo; una latitanza continua, sia come impegno di risorse, sia come impegno di carattere personale. E` ora di cambiare registro; per uno sviluppo serio ed integrato di un'Isola come la nostra, questa materia necessariamente deve ritrovare uno slancio reale, un impegno credibile nella risoluzione dei problemi.
Quindi, signor Presidente, rinnovo la mia proposta di aprire, questo pomeriggio, almeno la discussione generale. Si potrebbe poi giungere eventualmente anche a concordare, sulle tre proposte presenti, un documento finale, che possa finalmente offrire le risposte che da tempo si aspettano.
PRESIDENTE. Voglio ricordare ai colleghi che stiamo discutendo su una richiesta di sospensiva avanzata dalla Giunta, pertanto può intervenire un consigliere per Gruppo per un tempo non superiore ai cinque minuti. Naturalmente negli interventi si terrà conto della proposta illustrata dall'onorevole Sanna e della richiesta avanzata dalla Giunta.
Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (I Democratici). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, intervengo brevemente per condividere le argomentazioni illustrate dal collega Sanna e le sue doglianze in ordine ai ritardi e alle inadempienze di questa Commissione. Aggiungo che l'onorevole Sanna, al di là del dato regolamentare, che è indiscutibile, ha ragioni da vendere anche nel merito, nello spirito e nella sostanza, trattandosi di una legge urgentissima, di rilevante portata sociale in un settore nel quale la Regione è gravemente assente ed inadempiente, quando afferma che una volta approdata in Aula, la proposta di legge non deve essere respinta al mittente. Mi pare che la stessa proposta di legge sia frutto di una riflessione sufficientemente approfondita. Tutte le considerazioni principali sono state fatte; se ci sarà da discutere si discuterà. Credo che comunque non si possa tornare indietro e che ci siano tanti motivi che giustifichino una trattazione immediata.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S). Signor Presidente, voglio solo ricordare che noi, come Consiglio, abbiamo già votato; infatti il testo è stato inserito all'ordine del giorno perché il Consiglio si è pronunciato in tal senso, credo all'unanimità, dietro richiesta avanzata dal collega Giacomo Sanna. Nel frattempo, non solo la Giunta, onorevole Serrenti, ha presentato disegni di legge in materia, ma anche il mio Gruppo, per il tramite del primo firmatario, onorevole Alberto Sanna, ha presentato alla Commissione una proposta sull'argomento. Quindi, allo stato ci sono una proposta del collega Sanna Giacomo, una proposta del collega Sanna Alberto e il disegno di legge della Giunta.
Da una prima lettura dei testi emerge una convergenza generale sull'impianto, anche se occorre chiaramente procedere ad un approfondimento sul merito. Io comprendo che l'approfondimento è competenza soprattutto della commissione, che in Aula è difficile trattare puntualmente un argomento così delicato come quello che trattano i diversi testi, per questo concordo sull'esigenza di una "prediscussione" in Consiglio, di una discussione generale, ma ritengo anche che, dopo la discussione generale, la proposta debba tornare in Commissione, facendo tesoro delle indicazioni scaturite dal confronto in Aula..
Concordo quindi con la proposta avanzata dal collega Giacomo Sanna, mentre non accolgo l'indicazione dell'assessore Manunza di una semplice sospensione della discussione e di un rinvio della proposta alla Commissione competente. Abbiamo infatti potuto verificare che la commissione incontra notevoli difficoltà a concludere sull'argomento; in realtà non riesce neanche a iniziare i lavori. Tutto ciò mi fa pensare che da parte della maggioranza (e mi dispiace per l'assessore Manunza) non ci sia un indirizzo comune sulla materia. Credo che per determinare una convergenza sia importante, nel merito, sentire l'opinione del Presidente della Commissione, in modo tale che emerga, già dalla discussione generale in Aula, una possibile linea di convergenza o comunque una indicazione per avvicinare le posizioni.
Sarei d'accordo, invece, dopo aver sentito il Presidente della stessa Commissione, sull'ipotesi che l'argomento venisse inserito al primo punto dell'ordine del giorno della commissione stessa e discusso prioritariamente; diversamente, accogliendo l'indicazione del collega Sanna Giacomo, è preferibile che si proceda al suo esame in Aula. In subordine, sono favorevole alla proposta del collega Sanna Giacomo di procedere alla discussione generale e poi demandare l'esame alla Commissione.
Comunque questo è un argomento che dev'essere deciso stasera, sentendo le opinioni delle diverse parti politiche che sono chiamate ad esprimere una valutazione sulle indicazioni che vengono proposte alla nostra attenzione.
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, stiamo sempre discutendo la richiesta di sospensiva avanzata dalla Giunta.
Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.).Signor Presidente, colleghi, collega Sanna, io condivido gran parte delle valutazioni e delle considerazioni addotte a giustificazione della richiesta che la proposta di legge venga discusso subito in Aula. Già a titolo personale ho avuto occasione di richiamare l'attenzione della maggioranza ad un più puntuale lavoro in commissione. Tuttavia, collega Cugini, è quasi una sorta di prassi consolidata la circostanza che quando vengono presentati più progetti di legge su uno stesso argomento, qualcuno deve chiudere un occhio, armarsi di buona pazienza ed attendere la discussione in Commissione dell'intero complesso..
Il tempo è trascorso, esiste anche un progetto presentato da un vostro collega, c'è un progetto della Giunta, quindi chiederei di non arrivare al voto, ma con quel buon senso che spesso riesce a prevalere anche in quest'Aula, malgrado la diversità delle situazioni e delle posizioni, chiedo che si arrivi ad una soluzione equilibrata.
PRESIDENTE. Sull'ordine del giorno ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo solo per un chiarimento abbastanza semplice e rapido. Io non ho chiesto di approvare la proposta di legge, ho chiesto di procedere nella discussione generale per poi rinviare l'esame dell'articolato alla commissione. Questa è una ipotesi ben diversa, completamente differente da quelle che ho sentito in questi ultimi interventi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna).Signor Presidente, Non c'è dubbio che il problema dei trasporti e quello della continuità territoriale interna siano di drammatica attualità; abbiamo letto stamattina e siamo a conoscenza delle dismissioni che il Governo sta effettuando e che interessano le ferrovie della Sardegna. Per questo, indubbiamente, la disciplina dei trasporti deve essere esaminata con urgenza da parte di questo Consiglio; ma proprio per questo, proprio perché la normativa nazionale attribuisce al Consiglio la disciplina generale in materia di trasporto pubblico locale, invito l'onorevole Sanna a ritirare la sua richiesta di discussione della proposta di legge - (pur avendo io stesso votato a favore o non essendomi opposto alla sua discussione in Aula, nella tornata attuale) e a lasciare che venga esaminata in Commissione.
Comunque, pur ritenendolo io non utile, sono disponibile ad accogliere anche la richiesta di procedere alla discussione generale in Aula, purché, ben inteso, la legge torni comunque in Commissione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (C. S.), Presidente della Giunta. La Giunta è grata al collega Sanna per aver posto un problema così importante, come quello dei trasporti, all'attenzione dell'Assemblea. Tuttavia oggi ricordo che esistono un disegno di legge e una proposta di legge presentata da un Gruppo di questo Consiglio. D'altra parte credo che altre volte, in questa Assemblea, abbiamo iniziato una discussione generale su progetti di legge che non erano stati sufficientemente istruiti, o addirittura per nulla istruiti, e ci siamo dovuti rendere conto della grande difficoltà che abbiamo incontrato.
Tuttavia, se la richiesta che viene formulata dall'onorevole Sanna è quella di fare una discussione generale non sulla "45", ma sui tre progetti di legge, 101, 45 e 84, presentati, si può anche fare; poi l'argomento si rimanda in Commissione per poter istruire questo testo fondamentale per i trasporti interni della Sardegna.
PRESIDENTE. Se non ci sono altri Gruppi che devono intervenire sulla richiesta di sospensiva, riassumo che abbiamo di fronte tre proposte. La proposta di Giacomo Sanna di fare la discussione generale sulla sua proposta, e poi rinviarla in commissione; la proposta dell'Assessore che chiede di sospendere subito la discussione e rinviare tutto in Commissione; infine la proposta del Presidente della Giunta che chiede di unificare la discussione su tutti e tre i progetti, quello di Sanna Giacomo, quello dei D.S. e quello della Giunta. E` chiaro ed evidente che quest'ultima proposta presuppone che noi stasera non possiamo fare la discussione, perché i colleghi non hanno tutti i progetti, l'unico oggi all'esame dell'Aula è quello di Sanna Giacomo. Dico questo per chiarezza, perché l'Aula è sovrana nelle sue decisioni.
Chiedo ora all'Assessore se mantiene la sua richiesta di sospensiva e, se la mantiene, che fissi i termini.
MANUNZA, Assessore tecnico dei trasporti. Io come sempre mi rimetto all'Aula; ho soltanto fatto presenti le difficoltà. E` quasi impossibile lavorare su un articolato di tale complessità, in aula. Succede il finimondo anche per un progetto di legge di due articoli!. Ripeto che la materia è talmente complessa, soprattutto l'attuazione di questa normativa, che è quasi impossibile lavorare in Aula.
D'altronde io avevo già preannunciato all'onorevole Sanna, che me ne può dare atto, il disegno di legge della Giunta, sul quale si sarebbe dovuta pronunciare la Commissione. Però all'ordine del giorno della Commissione c'erano sempre la proposta di legge dell'onorevole Sanna e quella presentata dai consiglieri del Gruppo D.S. Ho sempre partecipato ai lavori della Commissione e avrei potuto dare un apporto anche sulle altre due proposte di legge, sarei riuscito ad inserirmi, ma così è quasi impossibile. Io mi rimetto quindi all'Aula dopo aver fatto presenti le difficoltà.
Vorrei far presente, onorevole Sanna, che si tratta di dare attuazione ad un decreto legislativo del 1997, io non ero Assessore nel 1997; io sono in carica da sei mesi, abbiamo impiegato quattro mesi per fare questa legge, però in questo periodo ho dovuto confrontarmi con i sindacati per più di un mese, ho dovuto consultare le province, e altre organizzazioni, per cui, questo tempo di quattro mesi credo non sia eccessivo.
PRESIDENTE. Poiché l'Assessore non ha ritirato la sua richiesta di sospensiva la devo mettere ai voti.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo, per dichiarazione di voto sulla sospensiva. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Io non ho voluto e non voglio fare nessuna polemica ma credo che le ultime osservazioni dell'assessore Manunza siano fuori luogo. Perché se fa riferimento al fatto che la normativa statale da attuare è del '97, gli dico che è del novembre del '97, e io sono stato Assessore per un mese. Se lui non c'è riuscito a predisporre il disegno di legge in sei mesi, pensi se potevo riuscirci io in un mese!
A prescindere da ciò, questo Consiglio (voglio ricordarlo a tutti i colleghi), ad una mia richiesta di iscrizione all'ordine del giorno della proposta di legge numero 45 dopo che era stata inserita nella programmazione bimestrale dei lavori, ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento, ha risposto positivamente perché ha riconosciuto che aver superato i termini in Commissione è un fatto che accade sempre più spesso.
Questa non è una legge sulla continuità territoriale, forse qualcuno confonde; basta leggere il titolo per rendersi conto che stiamo parlando di tutt'altra cosa, stiamo finalmente regolamentando un sistema di trasporto pubblico all'interno dell'Isola, in ordine al quale comuni, province e quant'altro aspettano quel decentramento di funzioni del quale ci riempiamo, sempre più spesso la bocca, e non a ragione.
Quindi, la proposta del Presidente della Giunta di unificare la discussione generale sulle due proposte di legge e il disegno di legge, non è attuabile per il semplice motivo che all'ordine del giorno (e lo diceva il Presidente del Consiglio) c'è solo questa proposta di legge. Allora, siccome trattano tutti lo stesso l'argomento, e procedere alla discussione generale della mia proposta significa comunque esaminare questa materia, non credo che gli altri due progetti possano stravolgere il contenuto di quello che ho portato all'attenzione di quest'aula.
La verità vera la interpreto in modo completamente diverso; se cioè qualcuno sta cercando primogeniture, pur arrivando per ultimo, lo faccia. Se questo è considerato il modo per risolvere i problemi, se il contributo da me dato viene recepito in questo modo, ne prendo atto, perché da questo momento di contributo, nei confronti di chi non lo vuole, non ce ne sarà alcuno. Ci sarà una presa di posizione corretta, come normalmente abbiamo fatto e facciamo, seria e puntuale nel rispetto di un rapporto che ritenevo di aver trovato con quest'Aula, ma mi accorgo che una parte di quest'Aula, in questo momento, ritiene che siano più importanti quelle primogeniture a cui facevo riferimento. Allora, tenetevi le primogeniture, le porterete all'attenzione della Commissione.
Il Presidente del Consiglio chiedeva una indicazione di tempi all'Assessore, non so che termini possa fissare l'Assessore, a meno che non sia lui a condurre la danza in Commissione, ma nessuno, io per primo, credo sia in grado di prevedere entro quali tempi la Commissione possa esitare positivamente una proposta di legge, oppure elaborare un testo unificato che rappresenti una "sommatoria" puntuale, precisa e produttiva dei tre progetti. Vogliamo ritardare? Andiamo avanti così. Volete insistere proponendo di votare la sospensiva come ha fatto l'Assessore? Andiamo al voto, ma certamente il mio voto non potrà essere un positivo.
PRESIDENTE. Assessore, quando si chiede la sospensiva bisogna dare anche una indicazione di tempi, gliel'ho già chiesto e adesso le rinnovo la richiesta perché l'Aula deve sapere, se eventualmente la sua richiesta fosse accettata, per quanto tempo bisogna sospendere.
Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). La domanda è stata posta all'Assessore, diamoci una regolata!
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, quando il Presidente della Giunta in situazioni come questa, chiede di parlare è probabile che intenda avanzare una proposta per togliere tutti dall'impasse.
CUGINI (D.S.). Io prima avevo chiesto di parlare per esprimermi sulla proposta del
Presidente della Giunta. Non è che ci inventiamo le regole al momento!
PRESIDENTE. Io le posso dare la parola per dichiarazione di voto, lei non può chiedere la parola su ogni intervento.
CUGINI (D.S.). Lei non può dire che io chiedo la parola su ogni intervento, perché questo non è vero. Ho chiesto la parola sulla proposta del Presidente della Giunta per dichiarare il voto, e lei non me l'ha data. Lei fa finta di non vedere.
PRESIDENTE. La vedo, la vedo. Le do la parola, non è mia intenzione impedirle di parlare. Assessore Manunza, ci vuole dire di quanto tempo deve essere questa sospensione?
MANUNZA, Assessore tecnico dei trasporti. Io non posso essere in grado di fissare i tempi. La Giunta e l'Assessore sono disponibili da domani a lavorare in Commissione su questo disegno di legge e sulle altre due proposte. Quindi i tempi dipenderanno dalla Commissione. E' il Consiglio stesso che dovrà fissare i termini. Io sono pronto a lavorare da domani mattina in Commissione. Non ho problemi.
CUGINI (D.S.). Ma lei non convoca la Commissione. Io ho chiesto al Presidente della Commissione di pronunciarsi sulla proposta.
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, io non le avevo dato ancora la parola. Adesso gliela do, prego.
CUGINI (D.S.). No, rinuncio, perché l'argomento è serio e va riportato, al di là delle interruzioni e delle battute, a serietà, come seriamente, il collega Giacomo Sanna ha proposto Consiglio, che il si è già pronunciato, l'inserimento all'ordine del giorno della sua proposta.
Il Presidente della Giunta regionale ha avanzato una proposta sulla quale io, se dovessi essere chiamato al voto, sarei favorevole, quindi sto nella logica del ragionamento e dichiaro la mia opinione e il mio voto favorevole alla proposta avanzata dal Presidente Floris.
La cosa che non va bene è che lei si rivolga all'assessore Manunza chiedendogli di indicare quanto tempo occorre alla commissione per trattare l'argomento. Penso che l'assessore Manunza non sia in grado di dare un'indicazione che risponda positivamente alla richiesta. L'unico che può dare un'indicazione sui tempi di lavoro è il Presidente della Commissione, il quale però non è intervenuto nel dibattito nonostante sia stato invitato a farlo.
Io concordo con quanto ha proposto il Presidente Floris; il Consiglio si è pronunciato a favore dell'inserimento all'ordine del giorno della proposta del collega Giacomo Sanna, si faccia questa discussione, si capisce che stiamo trattando la proposta del collega Sanna. Noi, come Gruppo, intervenendo in questa discussione sulla proposta del collega Sanna Giacomo illustreremo i nostri intendimenti sul tema, chiaramente ritenendo che le diverse impostazioni siano compatibili. Siamo d'accordo che la discussione di merito torni poi in Commissione, ma vogliamo che dal dibattito emerga anche una indicazione sui tempi di lavoro della Commissione, perché se dobbiamo trattare l'argomento in via prioritaria è chiaro che il Presidente della Commissione, l'Ufficio di Presidenza e la Commissione daranno priorità all'argomento. Però questo dei tempi diventa un problema di merito, perché se sino a questo momento la questione non è stata trattata in Commissione vuol dire che da parte della maggioranza c'è una volontà politica precisa che mi fa dire che non c'è disponibilità a disciplinare l'argomento del trasporto urbano (Emilio Floris parla di continuità territoriale urbana). Allora il fatto che dalla discussione emerga un indirizzo per la Commissione mi sembra estremamente importante, e penso che su questa indicazione possa convenire anche l'assessore Manunza, che avendo presentato un disegno di legge avrà anche lui interesse a un confronto in Aula che possa aiutare la discussione in Commissione.
Quindi io mi dichiaro d'accordo con la proposta del Presidente Floris che risponde positivamente alla sollecitazione del collega Giacomo Sanna, però se i colleghi non ritengono che questo argomento sia urgente si voti pure. Io voterò a favore della proposta Sanna.
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, lei capisce che di fronte a una richiesta molto precisa di sospensiva io non posso che applicare il Regolamento. O l'Assessore la ritira oppure io per forza devo metterla in votazione.
CUGINI (D.S.). Ma poiché il Presidente Floris ha fatto una proposta diversa io pensavo che, essendo la Giunta abbastanza omogenea, ci fosse convergenza.
PRESIDENTE. Non è così semplice. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
selis (Popolari-P.S.). Intervengo brevemente per fare una considerazione che vale non solo per questo caso, ma per tanti casi.
La proposta di legge numero 45, a firma Sanna e Manca, è stata inserita all'ordine del giorno della seduta di oggi, in base all'articolo 100 del Regolamento. L'articolo 100 è un articolo che consente all'Assemblea di esprimersi sulla programmazione dei lavori. L'Assemblea ha accolto la proposta di inserimento all'unanimità. La domanda che rivolgo al Presidente del Consiglio è se può l'Assemblea, a maggioranza, modificare una volontà che è stata assunta all'unanimità? Perché se questo fosse ci sarebbe una violazione sempre dei diritti delle opposizioni, e la programmazione dei lavori verrebbe sempre e in ogni caso determinata solo dalla maggioranza. Lo spirito del Regolamento riformato non è questo; lo spirito del Regolamento è garantire alla maggioranza una programmazione dei lavori stabile, ma garantire anche all'opposizione che le suoe proposte siano discusse. Questo è una proposta dell'opposizione, sono scaduti i termini, i colleghi Sanna e Manca hanno chiesto che essa venisse discussa nel testo del proponente all'Assemblea, la quale ha concordato all'unanimità di inserirla all'ordine del giorno di queste sedute. L'altra domanda che intendo allora porre è se possa esservi sospensiva solamente grazie ad una decisione assunta a maggioranza. Questo è il problema.
Seconda considerazione; non è che il collega Sanna stia facendo le barricate, lo dico anche all'amico Ignazio Manunza. Non sta dicendo: "Andiamo avanti su questa proposta di legge, - potrebbe anche dirlo - vi do una giornata, due giornate, per trasformare le altre in emendamenti a questa". Sta invece dicendo: "Le rivediamo tutte insieme, al limite torniamo in Commissione, però, visto che la proposta è stata inserita all'unanimità all'ordine del giorno, quanto meno una discussione su questo tema è consentito averla"? Una discussione che non ci porterà via giornate, neanche ore, secondo me, ma almeno può essere consentito all'opposizione, che su questo ha ottenuto il consenso del cento per cento dell'Assemblea, quanto meno di fare una discussione di carattere generale, sempre sulla presupponendo che l'Assemblea a maggioranza non possa modificare la volontà espressa dall'Assemblea all'unanimità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
Floris Mario (C.S.), Presidente della Giunta. Signor Presidente, io avevo capito dall'intervento dell'assessore Manunza che l'Assessore, dopo aver messo in rilievo le difficoltà di affrontare in aula un argomento così delicato, si fosse rimesso all'Aula, non avesse più insistito cioè sulla sua proposta. Per altro io credo anche che quando parla il Presidente della Giunta parli a nome dell'intera Giunta e, quindi, anche a nome degli Assessori.
Noi, onorevole Sanna, non vogliamo primogeniture. Abbiamo detto che esiste una proposta di legge, e anche che non possiamo far finta che non esistano sia il progetto di legge della Giunta che quello del Gruppo DS. Abbiamo chiesto di unificare la discussione generale dei diversi testi, io li ho richiamati con il loro numero perché ci sono, perché esistono, vuol dire che quando si interverrà su questo argomento ognuno parlerà della proposta di legge dell'onorevole Sanna come parlerà del disegno di legge, come ovviamente, parlerà della proposta di legge che ha presentato il Gruppo DS, per evitare il ripetersi della discussione generale una volta che l'articolato ritorna in Aula dopo l'istruttoria in Commissione. Quindi è una discussione generale che riguarda i progetti di legge che sono stati presentati, nel caso specifico quello che è oggi all'ordine del giorno, quindi mi pare che la posizione della Giunta sia abbastanza trasparente e chiara.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis Marco. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, io non ho voluto prendere la parola perché sull'argomento si era già espresso il mio Capogruppo, e non volevo che, con le mie dichiarazioni, si potesse eventualmente inasprire il confronto su un argomento molto delicato.
La verità è che l'argomento della attuazione del decreto legislativo numero 422 è complesso come dimostrano i numerosi seminari, organizzati da diverse forze politiche e da associazioni esterne, che si sono svolti e il fatto che soltanto alla luce di questi confronti si è arrivati alla elaborazione dei progetti. La verità è che è pervenuta per prima in Commissione la proposta del collega Sanna, questo è indubbio, poi sono seguiti quella del Gruppo dei democratici di sinistra e, da ultimo il disegno di legge della Giunta da me un preannunciato ai componenti della Commissione. Debbo precisare che la mia Commissione ha un sovraccarico di lavoro; ha infatti in carico argomenti molto importanti che vanno dai collegati alla finanziaria, ai progetti di legge su i centri storici, la pianificazione territoriale, cioè i piani paesistici, tutti iscritti all'ordine del giorno, così come erano sempre iscritti all'ordine del giorno i provvedimenti del collega Sanna Giacomo, quello del Gruppo dei D.S. e anche quello della Giunta. E' chiaro che poiché i lavori dell'Aula si sono susseguiti, signor Presidente, ininterrottamente per un mese, le Commissioni sono in difficoltà, altrimenti saremmo arrivati qui con un'istruttoria perfezionata. Signori, si tratta anche, ed è un argomento che proponngo alla riflessione comune, di trovare il modo di contemperare i lavori dell'Aula con i lavori delle Commissioni. Io le debbo dire, signor Presidente, che la buona volontà di trattarli c'era, sono all'ordine del giorno da tanto tempo, non ce l'abbiamo fatta anche perché, l'opposizione, nonostante fossero dei provvedimenti che li riguardavano da vicino amava fare le conferenze stampa anziché venire in Commissione a trattare quegli argomenti, non lo sto dicendo con vena polemica, lo sto dicendo in senso costruttivo, per impostare, indirizzare, attuare e realizzare proposte di cui erano presentatori. Era quello il momento di lavorare, lo dico senza voler polemizzare. Voglio ribadire che in Commissione ci sono stati, ci sono anche adesso per la riunione di giovedì tutti gli argomenti iscritti all'ordine del giorno, ma non abbiamo materialmente avuto la possibilità di esaminarli perché ci sono altri argomenti, come il disegno di legge sui centri storici, di cui abbiamo approvato appena sei articoli.
Tutto ciò premesso, signori, la Commissione non si tira indietro, avendo il tempo sufficiente, dal trattare questi argomenti. Siamo disponibili a lavorare anche nel mese di agosto, il Presidente in prima linea, presentandosi anche in abbigliamento estivo; però c'è da tenere conto delle intenzioni dei colleghi e, a volte, può capitare che non si raggiunga il numero legale. Allora, signori miei, ritengo ovviamente che le richieste del collega Sanna siano legittime, perché una volta che c'è stato il pronunciamento dell'Aula deve essere fatta la discussione, ma è una discussione viziata perché occorrerebbe discutere anche gli altri progetti che sono ugualmente importanti. Orbene, noi oggi discutiamo la proposta di legge del collega Sanna, e gli altri articolati quando si devono esaminare, a rate? Io consiglierei di riconoscere che il collega Sanna ha presentato per primo la proposta di legge e chiedergli che emocraticamente acconsenta che venga fatta una discussione unica successivamente, altrimenti ha ragione lui, oggi si affronti parzialmente una discussione inerente un provvedimento che comunque sia è limitato, perché non tiene conto degli apporti della sinistra, né di quelli della Giunta.
Signori, confermo che la Commissione è comunque disponibile a lavorare anche nei mesi estivi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.
Dettori Bruno (I democratici). Io non so se il percorso che si sta proponendo possa portare a qualche soluzione, mi sembra comunque che sia quanto meno anomalo, perché io ho chiesto la parola e mi è stato detto che potevo intervenire solo per dichiarazione di voto, poi si è aperta una discussione non so in merito a che cosa.
Non voglio creare ostacoli o ulteriori difficoltà, ma ritengo che la richiesta avanzata dal collega Sanna tenda a dare una corsia preferenziale a un tema che è da troppo tempo in discussione, ma che non è mai stato affrontato, per cui non so se il Consiglio, dovendo procedere a un ulteriore rinvio possa conseguire, con questo tipo di impostazione, risultati positivi. Credo che una possibile soluzione sia quella di svolgere comunque, così come l'ordine del giorno prevede, la discussione generale. Poi, se il Consiglio riterrà di non dover procedere oltre nell'esame del provvedimento, si rimanderà tutto in Commissione. Questa, molto semplicemente, è la strada che si dovrà seguire se non si raggiungerà un accordo. Ma se volessimo invece trovare un accordo, poiché i tre provvedimenti di legge riguardano lo stesso argomento, si può affrontare la discussione generale congiunta dei tre progetti e non vedo che cosa osti a ciò, anche perché da troppo tempo i cittadini sardi stanno rivendicando il diritto alla mobilità , per essere cittadini uguali agli altri, se non a livello europeo, per lo meno in campo nazionale, ed è tempo che si adottino strumenti moderni perché questo avvenga.
Pertanto il Gruppo dei Democratici ritiene che si debba procedere alla discussione generale del provvedimento iscritto all'ordine del giorno, dopodiché ci si potrà accordare sulla unificazione dei tre testi di legge, perché sono convinto che anche il collega Giacomo Sanna sia disponibile al miglioramento della sua proposta, miglioramento che può venire dal concorso di tutte le forze presenti in quest'Aula. Tutti noi vogliamo ottimizzare il testo di questo provvedimento in modo da conseguire il massimo dei risultati per cui, da questo punto di vista, mi sfuggono le ragioni di questa battuta di arresto, ritengo concordata , perché credo che non sia prevista dal Regolamento. Fra l'altro, una procedura di questo tipo mi insospettisce e rende vana per qualsiasi consigliere di questa Assemblea la possibilità di porre a frutto il proprio lavoro, in quanto gli si chiede si ritirare sempre il proprio impegno.
Pertanto il nostro Gruppo ritiene che sia ancora possibile, attraverso il voto, aprire la discussione generale su questo importantissimo progetto di legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.
pusceddu (D.S). Signor Presidente, mi rendo conto che in questa vicenda esistono due ordini di problemi: c'è un problema di carattere politico e un problema di carattere regolamentare. L'Aula ha accolto la richiesta del collega Giacomo Sanna, di inserimento all'ordine del giorno, sulla base di una precedente richiesta formulata ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento, della proposta di legge numero 45, che era stata presentata nel mese di gennaio e non era stata ancora esaminata e quindi esitata dalla Commissione competente.
Il dover richiedere l'applicazione dell'articolo 100 del Regolamento significa che c'è qualcosa che non funziona nei meccanismi istituzionali, che c'è un problema reale, in questa legislatura, inerente al funzionamento delle Commissioni, e quindi, per converso, alla qualità della produzione legislativa. Per cui, avendo l'Aula autorizzato l'esame della proposta di legge numero 45, chiaramente una nuova votazione non può evitare che questa proposta di legge venga discussa. Però, c'è anche un aspetto di carattere politico, che è stato rilevato: sullo stesso tema esistono una proposta di legge del Gruppo dei Democratici di Sinistra e, come annunciato poc'anzi dall'Assessore, un disegno di legge, approvato in una delle ultime riunioni della Giunta regionale, anch'esso concernente l'attuazione del disposto del decreto legislativo numero 422/97 in materia di trasporto pubblico locale.
Rispetto alle due proposte formulate, io ritengo, chiaramente, che sia da escludere l'ipotesi avanzata dall'Assessore di rimandare in Commissione la discussione di questo provvedimento, perché significherebbe rimandarlo nel porto delle nebbie. Oggi la Commissione è proprio questo, forse per un problema di conduzione da parte di chi ha la responsabilità di presiederla, che magari non riesce neanche ad avere il concorso solidale dei componenti di maggioranza, per garantire il numero legale. Questo è comunque un problema reale, per cui la nostra preoccupazione è dovuta al fatto che rimandare il provvedimento in Commissione significa forse far arenare il tutto.
Noi riteniamo che il provvedimento debba essere discusso in Aula, debba avere questa corsia preferenziale, che l'Aula ha autorizzato; come ipotesi di mediazione si potrebbe, al limite, rinviare la discussione di ventiquattr'ore e nel frattempo integrare l'ordine del giorno in modo che insieme alla proposta di legge numero 45 vengano discussi anche gli altri due progetti in materia, cioè la proposta di legge dei Democratici di Sinistra e il disegno di legge della Giunta. Dobbiamo però renderci conto che in questo caso si dovrà lavorare in Aula senza una preliminare istruttoria della Commissione, il che è sempre complesso e difficile. Però siamo in queste condizioni, siamo cioè in una situazione di vera e propria emergenza istituzionale, determinata dalla inefficienza delle Commissioni, addebitabile in primo luogo a questa maggioranza che, in termini di produzione legislativa, non va incontro ai bisogni dei cittadini sardi.
PRESIDENTE. Quando sorgono problemi procedurali, bisogna trovare una via per risolverli, e, onorevole Selis, lei conosce il Regolamento e la norma sull'inserimento all'ordine del giorno sulla base dell'articolo 100. C'è stata una richiesta in tal senso e la proposta di legge numero 45 è stata iscritta all'ordine del giorno. La questione sospensiva posta dalla Giunta in base all'articolo 86 non significa che la maggioranza intenda cassare un argomento già inserito all'ordine del giorno, non significa affatto questo. La Giunta ha chiesto, così come è previsto, un rinvio della discussione, e questo è possibile e per altro giustificato dal fatto che altri due progetti in materia sono in carico alla Commissione competente. Mi pare, quindi, che la richiesta di sospensiva avanzata dalla Giunta sia legittima. Naturalmente, chi decide è l'Aula e poiché tale richiesta non è stata ritirata dal Presidente della Giunta deve essere posta in votazione. Non ci sono altre possibilità, e io devo applicare il Regolamento.
Quindi, se la Giunta ritiene che la richiesta di sospensiva possa essere ritirata lo dica e passiamo a un altro argomento all'ordine del giorno.
Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
Floris Mario (C.S.), Presidente della Giunta. Se esiste una formuletta magica che consenta di ritirare la richiesta dell'Assessore, la diciamo; ma mi pare che la proposta che io ho fatto in sede di dibattito consentisse di superare quella dell'Assessore. Io ho proposto, così come altri colleghi, di andare avanti, di fare la discussione generale sulla proposta di legge presentata dall'onorevole Sanna, tenendo presente che ci sono gli altri due progetti di legge. Quindi la discussione è generale, nel senso che riguarda tutti i progetti in materia di trasporti interni della Sardegna.
PRESIDENTE. La richiesta di sospensiva è ritirata, possiamo quindi procedere alla discussione generale della proposta di legge numero 45.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Non so se abbia titolo a prendere la parola, perché mi sembra che il Presidente del Consiglio abbia inserito di nuovo all'ordine del giorno la proposta di legge numero 45 e non abbia considerato la richiesta di rinvio. Quindi si procederà alla discussione generale, terminata la quale il Consiglio valuterà l'opportunità o meno di rinviare il provvedimento in Commissione. Mi sembra che sia questa la procedura da seguire.
PRESIDENTE. Dal punto di vista regolamentare non vi sono altre possibilità, onorevole Fadda, a meno che il Presidente della Giunta non chieda la convocazione della Conferenza dei Capigruppo per concordare un percorso diverso. Io devo comunque applicare il Regolamento.
FADDA (Popolari-P.S.). Il Presidente del Consiglio ha aperto la discussione generale su questo provvedimento.
PRESIDENTE. Ho ritenuto, dopo le dichiarazioni fatte, che sia stata ritirata la richiesta di sospensiva. Devo quindi aprire la discussione generale sulla proposta di legge numero 45, è evidente, non ho altre strade.
Ha domandato di parlare sul Regolamento il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
contu (c.c.d.). Credo, Presidente e colleghi, che dall'impasse si possa uscire applicando l'articolo 102 del Regolamento, il quale dice che possono essere inseriti all'ordine del giorno progetti di legge che non siano stati esitati dalle Commissioni purché ci sia l'accordo unanime dei Presidenti di Gruppo. Siamo tutti quanti d'accordo che bisogna iniziare la discussione generale sul provvedimento presentato dall'onorevole Sanna, ma mi pare di capire che si ritengano pertinenti le ragioni di coloro che chiedono che vengano discussi anche gli altri due progetti. Ora, io mi domando: che cosa costerebbe a noi se, utilizzando l'articolo 102, chiedessimo ai Presidenti di Gruppo se sono favorevoli all'inserimento all'ordine del giorno anche della proposta di legge della sinistra e del disegno di legge presentato dalla Giunta. In tal modo la discussione avverrebbe su tutti e tre i progetti di legge.
PRESIDENTE. Dal punto di vista regolamentare c'è un solo ostacolo, occorre l'unanimità e l'onorevole Sanna ha già detto, nella sua dichiarazione, che vuole la discussione in Aula del suo progetto. L'articolo 102 presuppone, ripeto, l'unanimità dei consensi.
contu (c.c.d.). Forse non si è capito bene il senso della proposta che faccio all'onorevole Sanna. Io propongo di chiedere l'assenso dei Presidenti di Gruppo perché siano inseriti all'ordine del giorno anche gli altri due progetti di legge. Si fa la discussione generale e poi nessuno impedisce al Consiglio di rimandare in Commissione l'intero pacchetto.
Questo si può fare se c'è l'unanimità; se non c'è, ne prendiamo atto.
PRESIDENTE. L'onorevole Sanna non ha chiesto di esprimere un voto sulla legge oggi, ma di fare la discussione generale per poi rimandare tutto alla Commissione, la quale si pronuncerà nel merito dell'articolato.
Questo è ciò che io ho compreso, e mi pare che su questo ci sia un accordo generale.
Onorevole Cogodi, deve intervenire nel merito? Altrimenti do la parola all'onorevole Sanna perché illustri la sua proposta di legge.
COGODI (R.C.). L'onorevole Contu si è rivolto a tutti, fra i quali pensavo di esserci anch'io!
PRESIDENTE. Lei c'è e si sente, però può intervenire sulle proposte avanzate dai colleghi, perché non ho ancora aperto la discussione generale della proposta di legge numero 45.
COGODI (R.C.). Quindi, lei reputa del tutto infondata, inesistente e campata per aria la richiesta del collega Contu?
PRESIDENTE. Non la reputo affatto campata per aria; ho semplicemente detto che l'articolo 102 non è applicabile, perché occorre l'unanimità, che non c'è. C'è invece l'accordo per svolgere la discussione generale e rinviare alla Commissione l'esame dell'articolato. Pertanto procediamo in questo senso.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Il collega Contu ha avanzato una richiesta al Consiglio: egli ritiene che, in base all'articolo 102, sia possibile introdurre nuovi argomenti all'ordine del giorno. Quindi sarebbe utilizzabile il veicolo dell'articolo 102 per arrivare a una diversa soluzione della questione. Teoricamente i Gruppi politici potrebbero anche esprimersi concordemente sulla invocazione del collega Contu e, in questo caso, l'articolo 102 sarebbe applicabile.
Io ho preso la parola non tanto per dire "no" alla richiesta del collega Contu; è ovvio che devo dire "no", perché è una proposta del tutto incoerente, improduttiva ed estemporanea. Abbiamo una proposta di legge che giaceva in Commissione, per la quale è stato chiesto il rispetto dei termini. La Commissione competente non ha voluto procedere all'istruttoria, quindi il rimedio è che il provvedimento venga chiamato in Aula. E il Consiglio ha assentito a che venisse chiamato in Aula, per un'inerzia colpevole della Commissione, che ha una maggioranza di cui lei è parte.
La colpa della difficoltà che in questo momento il Consiglio attraversa non è di nessun altro, è vostra, della maggioranza, perché non facendo funzionare le Commissioni non istruite i progetti di legge. Non che le istruiate voi le leggi, perché non ve ne importa nulla; voi istruite nomine e altre cose, ma le leggi no, però dovreste almeno consentire agli altri consiglieri di istruirle, invece non consentite neanche questo. L'unico rimedio è che qualche progetto sia discusso direttamente dall'Aula nel testo del proponente, aggravando le difficoltà nelle quali l'Aula già si trova, perché affrontare leggi di carattere complesso, senza una preliminare istruttoria, rende tutto più difficile, per cui, poi, bisognerà pur trovare una soluzione a questi problemi. Ma il primo rimedio da trovare è per voi, che impedite all'Assemblea legislativa di funzionare. Ho chiesto di intervenire perché mi è sembrato di capire che il Presidente del Consiglio non abbia ritenuto accoglibile nemmeno la proposta avanzata dal Presidente della Giunta, che quindi è una proposta ugualmente campata in aria.
La discussione generale sarà aperta solo sulla proposta di legge numero 45 e non può essere diversamente, perché il Presidente della Giunta ha detto: "Noi ritiriamo la nostra proposta di sospensiva ed accediamo all'idea che si proceda alla discussione generale sul tema del trasporto locale", intendendo che la discussione generale abbracci quanto è contemplato in questa proposta di legge, ma anche in un'altra proposta di legge che la Commissione deve ancora istruire. La istruisca, per favore, oppure i proponenti, fra i quali io stesso, si faranno carico di trasferirla qui, sotto forma di emendamenti, quando si esamineranno gli articoli. Questo lo valuteranno soprattutto i colleghi che a quella proposta di legge hanno maggiormente lavorato.
Ma il disegno di legge della Giunta che c'entra? Abbiamo letto sul giornale che la Giunta ha approvato, l'altro giorno, cioè il giorno prima che si convocasse il Consiglio e si iscrivesse questo argomento all'ordine del giorno, un disegno di legge in materia di trasporto locale. Io non so neppure se è pervenuto al Consiglio.
PRESIDENTE. E' arrivato.
COGODI (R.C.). Di sicuro non ne ha ancora preso conoscenza la Commissione che dovrà istruirlo. In Aula sicuramente non c'è, quindi come possiamo discutere un disegno di legge che non c'è, che non abbiamo? Lo dobbiamo ipotizzare? La Giunta dovrebbe darcene almeno una versione orale, in modo che nella discussione generale possiamo fare qualche riferimento a quell'articolato.
Io reputo la proposta del Presidente della Giunta ugualmente estemporanea, alla pari di quella dell'onorevole Contu. Siamo nella maggioranza dell'estemporaneità! Si dica quello che si vuole, ma l'unica possibilità è che si proceda all'esame della proposta di legge numero 45, che è all'ordine del giorno, con la sua illustrazione e l'esame degli articoli che la compongono.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Giacomo per l'illustrazione. Data l'ora, comunico che il dibattito su questa proposta di legge verrà aperto nella seduta di domani mattina.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Voglio far presente che il mio atteggiamento, come quello di molti colleghi che sono intervenuti, non è un atteggiamento strumentale, cioè il voler necessariamente procedere almeno alla discussione generale della proposta di legge numero 45, non vuole essere un espediente per ritardare la discussione sull'assestamento di bilancio, argomento sul quale tutto il Consiglio aveva acconsentito a discutere. Ripeto che, da parte mia, e credo di molti colleghi, l'atteggiamento tenuto non è assolutamente strumentale.
Oltretutto, durante la discussione generale, chi in materia ha presentato disegni e proposte di legge, cioè la Giunta e i colleghi del centro-sinistra, ha la possibilità di portare serenamente la sua conoscenza, e il suo lavoro, come contributo al testo che l'Aula poi dovrà comunque assimilare; cioè si considera come elemento ulteriore di conoscenza per la stessa Commissione, la quale poi, dovrà riuscire a fare una sintesi delle tre proposte per presentare in Aula un articolato serio e reale rivolto ad un comparto che merita maggior attenzione.
Detto questo, signor Presidente, prima di tutto per l'esame di questa proposta di legge dobbiamo far riferimento al decreto legislativo numero 422 del novembre del 1977, ma non solo, in quanto il legislatore nazionale l'ha modificato ulteriormente, integrandolo, con un altro decreto legislativo del settembre del 1999 e con la legge numero 472 del 7 dicembre 1999. Quindi si sono susseguite tante modifiche certamente migliorative nei confronti di una legge che per ultimi stiamo recependo, mi auguro, discutendo della proposta di legge che dovrebbe disciplinare il trasporto pubblico locale, un trasporto pubblico che negli anni ha vissuto più sulla fantasia e sull'iniziativa dei singoli che su regole ben precise, ormai indispensabili per quella certezza che ormai viene richiesta soprattutto quando si parla di libero mercato. E' quindi importante approvarla, perché essa finalmente riconosce alla Regione specifici compiti e funzioni in materia di trasporti , cosa che, in questi anni, è stata messa sempre in dubbio, per le limitate competenze ad essa attribuite che la rendevano prigioniera di una situazione che pure subiva passivamente.
Ciò non significa che la Regione eserciterà direttamente le competenze ad essa attribuite; queste competenze, in buona parte, dovranno essere decentrate agli enti locali, cioè le province e i comuni, in vista di quel decentramento serio, reale e responsabile, che a gran voce viene richiesto e che dovrebbe essere realizzato in base alle norme del decreto legislativo 422.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CARLONI
(Segue GIACOMO SANNA.) Siamo chiamati ad assolvere un compito che già da tempo avremmo dovuto assolvere; invece grandi lungaggini, e forse anche qualche disinteresse, stanno rallentando enormemente la realizzazione di quello strumento di programmazione che questa Regione si sarebbe dovuta dare. Sto parlando del Piano regionale dei trasporti. In questa proposta di legge, recependo la normativa nazionale, definiamo sia il metodo che i criteri da adottare per l'approvazione del Piano, cosa non di poco conto, e contemporaneamente cerchiamo di portare a compimento anche il Piano per il trasporto delle merci, esigenza manifestata già da tempo con incarichi dati e mai portati a termine, con attività di programmazione avviata, con studi iniziati, di cui niente è stato mai portato a compimento.
La legge aiuta anche a definire altri elementi fondamentali, come il Piano di bacino, lo stesso Piano del trasporto pubblico urbano, che ne diventa parte integrante. Quindi tutta una serie di elementi e regole che riteniamo ormai indispensabili, per avere finalmente certezza di diritto e disciplinare in modo appropriato il comparto dei trasporti, che non è limitato al trasporto su gomme, ma tocca il trasporto ferroviario e il trasporto marittimo di nostra competenza che riguarda il collegamento con le isole minori, sino a comprendere il trasporto di terzo livello, cioè quello aereo.
Questo è lo strumento legislativo che il Consiglio dovrà adottare, dopo che la Commissione avrà esaminato attentamente e portato a sintesi le tre proposte, con un articolato che possa dare risposte alle giuste aspettative dei diversi soggetti interessati a questo settore.
Con questa proposta di legge inoltre non sarà più consentito alla Regione, come ente pubblico, di essere regolatore e produttore di servizi, cioè avere aziende di sua proprietà e attraverso esse erogare servizi. Questa legge adegua il nostro ordinamento in materia alle norme comunitarie, con l'introduzione dei contratti di servizio e del principio di concorrenzialità fra le imprese del mercato del trasporto.
Voglio esplicitare meglio questo pensiero: sino ad oggi tutti, compreso il sottoscritto, in assenza di regole ben precise, abbiamo distribuito, a torto o a ragione, ma senza strumenti di certezza, le diverse concessioni alle aziende di trasporto pubblico che ne facevano richiesta, fossero esse di proprietà della stessa Regione o consorzi fra comuni e province, o fossero di privati operanti da tempo nel territorio dell'Isola. Da oggi questo non sarà più possibile in quanto viene a mancare la discrezionalità con la quale queste concessioni sono state date. Anzi, a parer mio, siamo fuori legge, perché tutte le altre realtà in campo nazionale si sono già adeguate tranne noi.
Per essere più chiari, nelle altre realtà d'Italia, le concessioni si stanno assegnando con apposita gara d'appalto. L'obbligo di adottare tale procedura mette in discussione la situazione sarda e rischia di provocare un grosso contenzioso su ciò che noi abbiamo fatto sino ad oggi e stiamo continuando a fare rispetto al contesto nazionale ed europeo.
Dobbiamo uscire da questa condizione perché, com'è successo in altre circostanze, ancora una volta i nostri imprenditori o le nostre aziende non siano chiamati un domani a rispondere, come lo sono oggi gli agricoltori, lo sono stati gli armatori che hanno usufruito dei finanziamenti previsti dalla legge numero 9, abrogata da quest'Aula da poco, come si stanno chiamando i destinatari a restituire i finanziamenti ottenuti ai sensi della legge numero 28 (e poiché questo sarà argomento di discussione in sede di esame dell'assestamento di bilancio, non voglio entrare nel merito in questo momento per non appesantire la discussione) ma ritengo, appunto, di poter terminare dicendo che, finalmente, la Regione legifererà in modo serio, appropriato e adeguato ai tempi, dando la possibilità, con chiarezza, in un libero mercato, di aprire la concorrenza in un settore in relazione al quale abbiamo sempre denunciato una situazione di monopolio, con riferimento all'Alitalia, alla Tirrenia e poi, per primi, in terraferma abbiamo creato noi il monopolio con le aziende di proprietà pubblica.
Da questa condizione è necessario uscire. Stasera ho detto che l'ammodernamento delle aziende e il rilancio del comparto ad opera dello Stato in Sardegna significa solo perdita di posti di lavoro, perché l'interpretazione che, almeno stando agli atteggiamenti assunti, viene data è che per ridurre i bilanci si deve ridurre il personale, e non rilanciare le aziende, riammodernarle, renderle più competitive, incentivare l'uso del mezzo pubblico. Sino ad ora noi abbiamo fatto il contrario, ma mi auguro che da questo momento questa materia così delicata, ma così importante, sia discussa in quest'Aula con l'attenzione che merita e con la partecipazione dell'intero Consiglio.
PRESIDENTE. I lavori dell'Aula riprenderanno domani mattina alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 20 e 05.
Allegati seduta
Risposta scritta ad interrogazioni
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione MANCA - SANNA Giacomo sull'informazione della gestione contabile della ASL n. 3 di Nuoro". (59)
In riscontro alla nota Prot. 96/Gab del 22.02.2000, si trasmettono gli elementi di risposta all'interrogazione di cui all'oggetto.
Documenti allegati inviati dall'Azienda U.S.L. n° 3 di Nuoro:
"Si evidenzia altresì che la natura di Azienda (e non più di U.S.L. diretta, gestita e governata centralmente dalla Regione) impone la realizzazione di un sistema informativo basato sull'elaborazione dei dati nei luoghi di produzione. La vecchia concezione del rapporto CED-USL prevedeva imput dei dati in periferia (Azienda), trasmissione al centro e qui elaborazione dei dati. Attualmente è necessario un sistema informativo autonomo in quanto è l'Azienda che dispone dei dati e risponde di tali dati in sede civile e penale.
Il legame con il CED Regionale, paradossalmente, conduce ad una situazione che vede l'Azienda di fatto totalmente priva del controllo e della proprietà dei dati.
Infine si precisa che l'acquisizione del sistema informatico di contabilità è solo il primo passo di un fondamentale ed irreversibile adeguamento informatico con procedure interfacciali in grado di veicolare notizie ed elaborare dati provenienti da tutti i servizi, sia di natura sanitaria sia di natura amministrativa.
Questa Direzione, pertanto, considera la scelta praticata, idonea a garantire una gestione aziendale corretta in termini non solo di efficienza e di efficacia, ma anche di economicità semplificando e snellendo gli attuali processi di formazione di atti ed atività."
Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'ambiente all'interrogazione FRAU sulla gestione del settore carburanti presso l'Azienda Foreste Demaniali di Sassari". (181)
1. La relazione alla quale si riferisce l'Interrogante in realtà è una comunicazione di servizio, peraltro non inoltrata secondo le vie formali, nella quale viene informato l'ufficio che in alcuni cantieri sono stati riscontrati errori formali nella compilazione dei ruolini mensili di marcia. Da successive indagini interne, all'uopo attivate, non è peraltro risultato alcun ammanco di carburante nei cantieri evidenziati, dalla funzionaria incaricata dei controlli routinari dei consumi di carburante, nella comunicazione sopraccitata.
2. la richiesta di chiarimenti a cui si riferisce il Consigliere Frau non è da considerarsi né "strana" né particolarmente "dettagliata", quanto piuttosto una doverosa richiesta di elementi utili a stabilire se, oltre agli errori formali, sussistessero, per quanto a conoscenza della funzionaria che aveva redatto la comunicazione di servizio citata al punto 1), responsabilità dirette a carico di dipendenti dell'Amministrazione al fine di procedere secondo la normativa ed il contratto in vigore.
3. non risulta che il Direttore del Servizio, attualmente "ad interim" il Direttore Generale dell'Azienda, abbia proposto né tantomeno abbia effettuato alcun trasferimento della funzionaria che ha redatto la già citata comunicazione di servizio.
4. la richiesta di chiarimenti di cui al punto 2), lungi dall'essere "strana e dettagliata", è la dimostrazione lampante che l'intendimento dell'Amministrazione non è quello di "insabbiare" alcunché quanto piuttosto di accertare la reale portata dei fatti in argomento senza nulla trascurare. Si assicura quindi un intervento calibrato a seconda dell'errore commesso da ciascun dipendente, secondo il contratto vigente, salvo interventi più drastici nel caso di accertati abusi.
Si porta inoltre a conoscenza la S.V. che già nel mese di Dicembre 1999, dopo alcune segnalazioni della funzionaria incaricata del controllo dei consumi di carburante, il Direttore del Servizio aveva convocato tutti i responsabili dei cantieri del Servizio Azienda Foreste Demaniali di Sassari unitamente alla funzionaria citata affinché la stessa li informasse degli errori riscontrati e concordasse con loro una migliore metodologia per la contabilità dei consumi. In quella stessa occasione la funzionaria incaricata dei controlli, affermò pubblicamente di non aver riscontrato alcun ammanco di carburante.
Nella stessa occasione il Coordinatore del Servizio dispose che la funzionaria segnalasse all'incaricato per gli aspetti informatici dell'ufficio, di quale programma avesse necessità, al fine di realizzarlo in ufficio ovvero di acquistarlo presso la distribuzione commerciale.
Testo delle interpellanze, interrogazioni e mozione annunziate in apertura di seduta
INTERPELLANZA SANNA Emanuele - CUGINI - LAI - SPISSU - CALLEDDA - MARROCU sulla carenza di mezzi tecnici, finanziari e professionali dei Servizi veterinari delle ASL sarde.
I sottoscritti,
premesso che il Ministero della Sanità e lo stesso Assessorato regionale della sanità con diverse note e direttive fin dal 1997 hanno sollecitato i direttori generali della Aziende USL a destinare ai Servizi veterinari il personale amministrativo indispensabile per l'attuazione del D.P.R. n. 317/1996 e il Regolamento CEE 820/'97 che normano la identificazione e la anagrafatura del bestiame;
sottolineato che la nuova e avanzata normativa rappresenta il presupposto essenziale per la corretta gestione sanitaria del patrimonio zootecnico e per la erogazione dei premi comunitari a sostegno di un fondamentale comparto produttivo;
ricordato che anche in occasione della recente indagine della Commissione sanità del Consiglio regionale il responsabile del Servizio veterinario di sanità animale della ASL n. 1 di Sassari, ha denunciato in termini quanto mai allarmanti la situazione di paralisi che si è determinata nell'esame di valutazione di ben 3.851 domande di premio PAC relative alla sola campagna ovicaprini col rischio che non vengano erogate provvidenze per circa 40 miliardi agli allevatori di quella provincia;
considerato che questa insostenibile situazione è determinata da cause tutto sommato banali (che richiamano però gravi inadempienze dei direttori generali delle ASL) dovute alla mancanza di un nucleo di pochi addetti amministrativi per la gestione dinamica delle banche dati del patrimonio zootecnico e la gestione informatizzata di tutti gli elementi che concorrono al monitoraggio della sanità animale e di conseguenza alla tutela degli interessi degli allevatori e della salute dei consumatori;
ritenuto che oltre al gravissimo ed inaccettabile danno economico per un comparto (quello zootecnico e della pastorizia) che nella nostra isola riveste una importanza economica e sociale straordinaria, è facile prevedere le ineluttabili e comprensibili tensioni sociali che esploderebbero e che rappresentano grande preoccupazione per la stessa incolumità fisica dei veterinari che operano sul territorio;
valutato che la situazione, già grave, rischia di diventare incontrollabile non solo in Provincia di Sassari ma in tutto il territorio regionale se non verranno evase in tempi stretti alcune decine di migliaia di pratiche AIMA, per le quali è prevista la verifica dei dati forniti dai richiedenti da parte dei servizi veterinari delle ASL sarde, per l'erogazione dei premi comunitari nel settore ovino, caprino e bovino che riguardano circa 32.000 allevamenti e 4 milioni di capi;
chiedono di interpellare gli Assessori della sanità e dell'agricoltura per conoscere quali iniziative intendano assumere in termini immediati e operativi nei confronti dei responsabili della gestione della ASL di Sassari e delle altre aziende sanitarie della Regione per dotare i servizi preposti dei mezzi tecnici, finanziari e professionali necessari per la soluzione di questi pressanti problemi. (56)
INTERPELLANZA COGODI - ORTU - VASSALLO sui contenuti di rilevanza pubblica dei reiterati incontri "privati" del Presidente della Regione nella dimora del Principe Aga Khan.
I sottoscritti,
avuta notizia, come tutti i sardi, delle reiterate frequentazioni del Presidente della Regione presso la dimora privata del Principe Aga Khan per trattare temi di rilevante interesse pubblico quali l'assetto del territorio, i programmi di sviluppo turistico e le rappresentanze della Regione nel mondo,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale per conoscere, attraverso specifica e puntuale relazione da svolgere nel Consiglio regionale della Sardegna, quali siano i contenuti, quali gli elementi di confronto e quali gli obiettivi generali di una trattativa che si svolge da tempo non pubblicamente nelle sedi istituzionali della Regione, ma riservatamente nella privata dimora di un privato imprenditore. (57)
INTERPELLANZA PINNA - CUGINI - CALLEDDA - PACIFICO - PUSCEDDU sul fallimento della privatizzazione dello stabilimento SARDAMAG di S. Antioco.
I sottoscritti.
premesso che, nel corso delle audizioni effettuate dalla Sesta Commissione permanente del Consiglio regionale il 17 maggio u.s., il rappresentante legale della SEAMAG S.p.A. ha comunicato alla stessa Commissione l'esistenza di ostacoli che impediscono la realizzazione del piano industriale oggetto del contratto di privatizzazione dello stabilimento per la produzione di ossido di magnesio di S. Antioco della società regionale NUOVA SARDAMAG S.r.l. in liquidazione ;
constatato che ad oltre due anni dalla stipula del contratto per la privatizzazione dello stabilimento non sono stati rispettati gli impegni sottoscritti per la ristrutturazione e la riattivazione produttiva dello stesso stabilimento con la prevista assunzione di 125 lavoratori;
preso atto che l'Assessore regionale dell'Industria, nel corso della stessa audizione del 17 maggio u.s., ha ribadito i contenuti di una nota stampa diffusa nei giorni precedenti nella quale ha sostenuto come "la Regione abbia adempiuto a tutte le obbligazioni contrattuali previste nel contratto di cessione del ramo di azienda stipulato in data 4.04.1998";
valutato che la mancata realizzazione del piano industriale oggetto del contratto di privatizzazione determina l'immediata rescissione dello stesso contratto senza oneri per la Regione che ha adempiuto a tutte le obbligazioni;
rilevato che a distanza di oltre un mese dalla conferma del fallimento della privatizzazione da parte dei soggetti contraenti nulla è stato fatto per la risoluzione del contratto;
appreso che la SEAMAG S.p.A., pur avendo comunicato che sono venute a mancare le condizioni per il rispetto degli impegni contrattuali, sembrerebbe ancora pretendere di commercializzare i prodotti giacenti nello stabilimento di S. Antioco e quelli rivenienti dalla cava di proprietà della società PALMAS CAVE S.p.A. ubicata nello stesso Comune di S. Antioco ed oggetto di contratto di affitto al solo scopo di consentire alla SEAMAG S.p.A. di utilizzare i materiali estratti ed estraibili esclusivamente per la produzione di ossido di magnesio;
evidenziato che la commercializzazione e l' utilizzo dei prodotti giacenti nello stabilimento e quelli rivenienti dalla cava, se effettuati al di fuori del rispetto dei vincoli contrattuali, creano ulteriori danni economici, se pure indotti, alla Regione Sarda;
!
ricordato che è stata finora disattesa la risoluzione approvata all' unanimità dalla Sesta Commissione del Consiglio Regionale in data 18 maggio 2000 con la quale si invitava la Giunta e l'Assessore regionale dell'Industria "a provvedere all'immediato ricollocamento di tutti i1 125 lavoratori ex NUOVA SARDAMAG, compresi quelli già assunti dalla SEAMAG, nell'ambito di aziende regionali nel rispetto degli impegni assunti dall'Assessore regionale dell'Industria";
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale, l'Assessore dell'industria, l'Assessore del turismo e l'Assessore dell'ambiente per sapere se non ritengano, nell'esercizio dei poteri di indirizzo e di controllo di cui dispongono e a cui sono tenuti per tutelare gli interessi della Regione sarda, di :
1) richiedere la rescissione dei contratti per la cessione dello stabilimento della NUOVA SARDAMAG S.r.l. in liquidazione e per l'affitto della cava della PALMAS CAVE S.p.A. essendo venute a mancare, come ammesso dal privato contraente, le condizioni per realizzare l'oggetto degli stessi contratti;
2) impedire che, anche nella more della definizione dei rapporti contrattuali, la SEAMAG S.p.A. prosegua nelle operazioni di commercializzazione dei prodotti giacenti nell'impianto e nella cava di S. Antioco con conseguente presumibile aggravio degli oneri a carico della Regione;
3) verificare se l' impiego dei ricavi rivenienti dalle vendite già effettuate dei prodotti giacenti nello stabilimento e dei materiali della cava siano stati utilizzati nel rigoroso rispetto dei vincoli contrattuali pattuiti;
4) dare attuazione agli impegni sottoscritti con le organizzazioni sindacali e sollecitati dalla Sesta Commissione del Consiglio Regionale per l'immediato ricollocamento di tutti i 125 lavoratori ex SARDAMAG, compresi quelli già assunti dalla SEAMAG S.p.A., nell'ambito di aziende regionali;
5) impiegare gli stessi lavoratori nelle operazioni di demolizione degli impianti, di bonifica del sito industriale, di recupero ambientale dell'area di cava e di risanamento dello stagno di IS PRUINIS sotto la direzione della società regionale già operante nel settore del risanamento ambientale, utilizzando, d'intesa con il comune di S. Antioco, le risorse finanziarie già disponibili, al fine di contenere gli oneri a carico della Regione;
6) chiarire il ruolo svolto e le finalità perseguite dall'Assessore del turismo nel promuovere e propagandare il fantomatico progetto turistico alternativo all'attività industriale il quale ha contribuito ad accrescere l'ostilità che ha impedito la ripresa dell'attività produttiva dello stabilimento, causa principale, quest'ultima, degli oneri conseguentemente generati a carico della Regione per la ricollocazione dei lavoratori e per la risoluzione dei rapporti contrattuali con la SEAMAG S.p.A.;
7) vigilare affinché i lavori di risanamento ambientale dello stagno di IS PRUINIS, qualora non affidati direttamente ad un ente regionale dotato di strutture aziendali competenti con il vincolo di impiegare i lavoratori ex SARDAMAG, vengano assegnati a società di comprovata esperienza e capacità nel rigoroso rispetto della normativa in materia di appalti pubblici, anche per non deludere le aspettative degli oltre 3000 abitanti di S. Antioco che, nel sottoscrivere una specifica petizione popolare, hanno richiesto il risanamento ambientale dell'area per tutelare la salute dei cittadini e non già per favorire gli interessi di novelli ed improbabili imprenditori ambientali;
8) procedere, a seguito della risoluzione dei richiamati contratti, alla dismissione delle proprietà immobiliari della NUOVA SARDAMAG S.r.l. in liquidazione e della PALMAS CAVE S.p.A. attraverso bandi pubblici di vendita affidati da un adivisor qualificato al fine di rendere trasparenti le operazioni di cessione del patrimonio delle società pubbliche regionali assicurando nel contempo la riconversione economica dei siti nel rispetto degli strumenti di programmazione e di sviluppo adottati dall'Amministrazione comunale di S. Antioco;
9) verificare la correttezza degli atti compiuti in relazione alla gestione dei rapporti contrattuali sulla cessione dell'impianto, sull'affitto della cava e sull'affidamento dei lavori per il risanamento ambientale dello stagno di Is Pruinis al fine di fugare eventuali dubbi e perplessità sulla legittimità delle procedure seguite come segnalato da più parti attraverso la stampa locale. (58)
INTERPELLANZA VASSALLO sullo stato della sicurezza e della salute dei lavoratori nello stabilimento ENICHEM di Porto Torres.
Il sottoscritto,
constatato che:
- lo stabilimento petrolchimico sito a Porto Torres, per via della rilevante capacità produttiva dei vari impianti e dei prodotti in esso trattati, risulta essere uno stabilimento ad alto rischio;
- tale situazione determina per lo stabilimento l'obbligo di precise procedure nei casi di emergenza e l'attuazione di normative adeguate per la gestione, la conduzione e la manutenzione degli impianti per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori in esso impegnati e delle popolazioni limitrofe;
constatato, altresì, che il piano di emergenza dello stabilimento petrolchimico predisposto per far fronte a gravi calamità, nonostante sia stato varato ormai da diverso tempo, non risulta essere opportunamente divulgato e portato alla conoscenza delle popolazioni per la parte loro afferente;
appurato che negli ultimi tempi continuano a verificarsi gravissimi incidenti (esplosione al fenolo, incendio agli aromatici, perdita di VCM);
accertato che, nonostante negli ultimi anni nello stabilimento si sia provveduto ad alcuni significativi interventi di ottimizzazione dei vari sistemi produttivi, con ricadute benefiche anche per l'ambiente e la sicurezza, questi complessivamente possono risultare fine a se stessi o significativi al solo fine dell'aumento delle capacità produttive e dei minori costi di gestione, se parallelamente non si provvederà quanto prima ad un serio intervento sulle apparecchiature, sulle strutture e sulle tubazioni al servizio dei vari impianti;
accertato, altresì, che dagli ultimi rilievi effettuati dall'A.S.I. il sottosuolo dell'area industriale di Porto Torres risulta essere fortemente inquinato da numerose sostanze utilizzate o prodotte nello stabilimento dell'ENICHEM, inoltre il sistema fognante non risulta abbia subìto negli ultimi anni seri e costanti interventi manutentivi;
ritenute fondate le segnalazioni che tra gli addetti del settore metalmeccanico, operanti nelle imprese di appalto alle opere di adeguamento impiantistico, i ritmi e i tempi di lavoro, le sovrapposizioni delle attività lavorative e l'alta concentrazione di lavoratori in spazi limitati, aumentano considerevolmente i rischi di infortuni e che in diverse occasioni solamente la casualità di circostanze positive ha evitato vere e proprie tragedie;
ritenuto, altresì, che negli ultimi anni a causa della grave crisi che ha coinvolto il settore industriale nel territorio turritano, in modo particolare il settore metalmeccanico, i lavoratori stanno subendo la pressione da parte dell'imprenditoria, sempre più sorda al rispetto delle più elementari norme sui diritti e sulle condizioni dei posti di lavoro, una tendenza questa che appare in linea con quanto emerge dal rapporto annuale dell'INAIL sugli infortuni in Italia,
chiede di interpellare l'Assessore regionale dell'industria, l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente e l'Assessore regionale del lavoro per conoscere se ritengano opportuno, per quanto di loro competenza, congiuntamente tra loro:
1) chiedere alle autorità competenti di provvedere con la massima urgenza ad un controllo accurato sullo stato delle apparecchiature e delle strutture di servizio dei vari sistemi produttivi, con un'attenzione specifica a quelle parti soggette a periodiche verifiche di collaudo per l'accertamento di eventuali trasgressioni alle normative vigenti;
2) predisporre una verifica sull'adeguatezza del sistema fognario dello stabilimento per appurare le eventuali responsabilità e cause dell'inquinamento del sottosuolo, delle falde acquifere e della parte di mare prospiciente la stessa zona industriale;
3) richiedere alla A.S.L. di Sassari:
a) di coordinare le funzioni di controllo necessarie per accertare se le condizioni della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro all'interno dello stabilimento ENICHEM, in modo particolare quelli impiegati negli interventi di costruzione, rifacimento o manutenzione di impianti, risultano essere conformi alle normative vigenti;
b) di verificare, tenendo conto che all'interno dello stabilimento operano più imprese metallurgiche nella medesima area, se i piani di sicurezza siano coordinati fra loro considerando le sovrapposizioni delle attività in essere;
c) attivare una conferenza di servizi con tutti i soggetti interessati al fine di verificare lo stato del piano di emergenza dello stabilimento e stabilire quali strumenti devono essere posti in essere per garantire un'adeguata informazione per una opportuna tutela delle popolazioni interessate. (59)
INTERPELLANZA SANNA Giacomo - MANCA sulle visite del Presidente della Giunta regionale a villa "Cerbiatta".
I sottoscritti, premesso che:
- in data 2 maggio 2000 e 13 luglio 2000, il Presidente della Giunta regionale, si è recato in visita ufficiale a villa "Cerbiatta" in Porto Cervo, per incontrare il capo spirituale di 15 milioni di Ismailiti, il Principe Karim Khan, icona di successo del turismo nel Mondo, per via degli importanti risultati imprenditoriali e di immagine registrati con l'ideazione e la realizzazione della Costa Smeralda nella Sardegna Nord Orientale;
- il Principe Karim, ormai da qualche anno, principalmente per motivazioni di carattere religioso, derivanti dall'importante carica rivestita in seno alla comunità ismailita, non ha più alcun interesse diretto nelle attività economiche dell'occidente ed in particolare in Sardegna nel settore turistico, avendo ceduto la Ciga Immobiliare Sardegna ad una multinazionale del turismo mondiale;
- anche nel comparto dei trasporti aerei, l'Aga Khan ha annunciato pubblicamente la cessione del pacchetto di maggioranza della società di navigazione aerea Meridiana S.p.a., primo vettore aereo privato in Europa, che impiega oltre 1.000 lavoratori, gran parte dei quali sardi, che ha base operativa ad Olbia e che controlla la società di gestione dello scalo aeroportuale di Vena Fiorita, la GE.A.SAR., ed altre aziende di minore entità come ad esempio la Cerasarda nel comparto ceramicolo;
- da quanto appreso dagli organi d'informazione, riportanti le dichiarazioni del Presidente della Giunta regionale e del Principe Karim, nel corso degli incontri, non sono state affrontate e neppure accennate le modalità e le prospettive, di un improbabile coinvolgimento diretto dell'Aga Khan in nuove iniziative di investimenti turistici nell'isola; né si sono affrontati i temi legati all'incerto futuro dell'Azienda Meridiana S.p.a.;
- da quanto dichiarato dai due protagonisti, oggetto degli incontri sono stati i seguenti temi:
- " il futuro economico della Regione Sardegna"
- "il ruolo di Karim Khan, in veste di consulente strategico del Presidente della Giunta regionale per il rilancio del turismo sardo";
- " il ruolo del Principe Ismailita quale testimonial della Regione sarda nel Mondo";
- "il rilancio del turismo sardo";
- "un progetto di politica turistica e di ingresso della Sardegna nel turismo mondiale, nel Mediterraneo, in Italia ed in Europa";
- " una riflessione strategica sullo sviluppo del turismo in Sardegna";
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale per sapere:
- quali siano i motivi per i quali non si sia avvalso della collaborazione e della partecipazione del competente Assessore regionale del turismo e delle professionalità dei tecnici del preposto assessorato;
- quali siano i progetti ed i programmi politicamente realizzabili della Giunta regionale e del capo dell'esecutivo in materia di sviluppo turistico della Sardegna;
- considerata l'importanza degli argomenti trattati, che riguardano un comparto vitale per l'economia sarda, quali siano i motivi per i quali abbia ritenuto opportuno evitare un approfondito confronto ed un costruttivo dibattito nella preposta sede istituzionale;
- se, per l'attuazione delle politiche turistiche in Sardegna, il Presidente della Giunta regionale intende avvalersi dell'ennesima consulenza esterna e della prima consulenza straniera, tralasciando e trascurando i contributi e le proposte della Giunta regionale e dell'intero Consiglio;
- se non ritenga che le iniziative fino ad oggi intraprese, oltre che una propaganda personale "principesca", rappresentino la denuncia palese del fallimento e della profonda debolezza della proposta e dell'efficacia dell'azione della Giunta regionale in materia di sviluppo turistico;
- se, alla luce di tali inspiegabili ed anomali atteggiamenti, non ritenga opportuno smentire, le numerose illazioni che vedono il Presidente della Giunta regionale impegnato a favorire l'acquisizione delle strutture alberghiere della Costa Smeralda, attualmente di proprietà della Starwood, da parte di un gruppo di imprenditori privati;
- se intende favorire l'adesione della Regione Sarda alla Aga Khan Foundation, l'organizzazione "no profit" del Principe Ismailita che ha come scopo quello di prestare aiuto ai Paesi in via di sviluppo;
se non giudichi opportuno, prima di recarsi in visita a villa "Cerbiatta" per dar luogo al già preannunciato nuovo incontro ufficiale con il Principe Karin Khan, riferire nell'Aula del Consiglio regionale sui contenuti dei colloqui fin'ora svolti e per illustrare le personali idee del Presidente della Giunta in materia di rilancio turistico della Sardegna, che annualmente registra un sempre crescente numero di presenze turistiche e che da tempo ha trovato nella sua terra, nel suo mare e nel suo popolo, i suoi originali testimonial di successo nel mondo. (60) INTERPELLANZA SELIS - GIAGU - FADDA - SANNA Gianvalerio - TUNIS Gianfranco sulla nomina del Consiglio di Amministrazione dell'ISOLA.
I sottoscritti, premesso che:
- la Giunta regionale ha provveduto in data 16 giugno 2000 a deliberare la nomina del Consiglio di Amministrazione dell'ISOLA;
- l'articolo 19, comma 2, della legge regionale n. 20 del 1995, relativamente alla nomina di uno dei tre membri di tale Consiglio, prevede che sia "…prescelto in elenchi di almeno tre nomi proposti dalle organizzazioni di categoria degli artigiani maggiormente rappresentative";
- le organizzazioni regionali CONFARTIGIANATO e CNA, rappresentanti più dell'85 per cento degli artigiani (dati CPA e Consigli Camere di Commercio) hanno comunemente inviato in data 15 gennaio u.s. alla Presidente della Giunta una terna di nominativi tra i quali poter scegliere il membro del Consiglio di Amministrazione dell'ISOLA di cui all'articolo 19, comma 2, della legge di cui sopra;
considerato che:
- la Giunta regionale non ha tenuto in alcun conto tali designazioni, nominando un membro designato da una Associazione nettamente minoritaria rispetto a CNA e CONFARTIGIANATO;
- nessun riscontro si è avuto alle richieste di modifica della delibera inviate al Presidente della Giunta dalle organizzazioni CNA e CONFARTIGIANATO,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale per conoscere le motivazioni che hanno indotto la Giunta a disattendere il contenuto della legge regionale n. 20 del 1995 e a non tener conto delle osservazioni delle più rappresentative organizzazioni del settore artigianato in Sardegna. (61)
INTERROGAZIONE SANNA Alberto - SANNA Salvatore - MARROCU -DEMURU - ORTU - MANCA - GIAGU, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata apertura delle basi estive dei vigili del fuoco e sul conseguente inadeguato coordinamento della campagna antincendio in corso.
I sottoscritti,
considerata la drammatica rilevanza che la piaga degli incendi estivi rappresenta per la nostra Isola;
vista la necessità di mettere in campo in tutto il territorio regionale le energie disponibili con relativi uomini e mezzi per combattere gli incendi estivi;
considerato:
- l'esperienza positiva rappresentata, nelle precedenti campagne antincendio, dalla attivazione delle basi estive dei vigili del fuoco attraverso la stipula di una convenzione con la Regione autonoma della Sardegna;
- che la mancata stipula per l'anno in corso della convenzione di cui sopra, ha, a tutt'oggi, impedito l'attivazione di un servizio capillare in tutto il territorio regionale che consentirebbe di mettere a frutto le competenze professionali e operative dei vigili del fuoco;
- che con l'apertura delle basi estive dei vigili del fuoco potrebbero essere assunti 390 lavoratori stagionali, contribuendo, in tal modo, ad alleviare il dramma dell'occupazione;
rilevata anche la necessità di creare le condizioni per un effettivo coordinamento della campagna antincendio,
chiedono di interrogare l'Assessore della difesa dell'ambiente per conoscere quali siano stati i motivi che hanno impedito di avviare il servizio richiamato e quali atti intenda adottare per provvedere all'apertura immediata delle basi estive dei vigili del fuoco. (188)
INTERROGAZIONE PIANA, con richiesta di risposta scritta, sulla concessione dello stabile di proprietà della Regione autonoma della Sardegna di Fertilia (Alghero).
Il sottoscritto, premesso che:
- alcuni organi di stampa della provincia di Sassari hanno diffuso la notizia che lo stabile di proprietà della Regione autonoma della Sardegna, situato in località di Fertilia ad Alghero, dato in concessione per trent'anni all'Amministrazione provinciale di Sassari che lo aveva adibito a colonia estiva per bambini, anziani e portatori di handicap;
- che la suddetta concessione è scaduta lo scorso anno e l'Amministrazione provinciale ha rinnovato richiesta senza ricevere risposta;
- parrebbe che tale struttura sia stata data in concessione alla Cooperativa Luna per vent'anni;
- che la Cooperativa Luna ha presentato progetto al Comune di Alghero per la ristrutturazione e la realizzazione di una struttura ricettiva di ventotto camere e che il Comune ha dato parere favorevole;
considerato che se tale struttura venisse adibita ad uso alberghiero non rispetterebbe le leggi regionali che prevedono la distanza di 300 metri dalla riva del mare,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica per sapere se ciò corrisponda al vero e quali risoluzioni intendano adottare affinché la popolazione della provincia di Sassari non venga privata di una struttura da sempre al servizio delle fasce sociali più deboli. (189)
INTERROGAZIONE SPISSU, con richiesta di risposta scritta, sulla riduzione degli stanziamenti delle Ferrovie dello Stato per la fornitura di servizi in appalto.
Il sottoscritto,
premesso che le Ferrovie dello Stato hanno deciso di ridurre progressivamente il budget stanziato per la fornitura di servizi in appalto;
considerato che le aziende che operano in Sardegna nel settore degli appalti dei servizi ferroviari (MANUTENCOOP - LAGORARA e ITALIA) avevano già dal 1998 avviato processi di mobilità del personale dipendente;
appreso che le società LAGORARA e ITALIA a causa di un'ulteriore riduzione del budget delle Ferrovie dello Stato di oltre un miliardo nei settori della pulizia e della custodia delle stazioni hanno in animo di procedere ad un taglio occupazionale di circa 20 unità;
considerato che oltre alla grave perdita di posti di lavoro si avrebbe un'ulteriore riduzione dei livelli già scarsi dei servizi nelle stazioni e nei treni;
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori del lavoro e dei trasporti per conoscere quali iniziative intendano assumere per evitare la riduzione dei livelli occupazionali e per evitare che i servizi delle FS subiscano un ulteriore degrado. (190)
INTERROGAZIONE FOIS, con richiesta di risposta scritta, sullo stato dei lavori per il collegamento veloce tra Sassari - Alghero e l'aeroporto di Fertilia - S.S. 291.
Il sottoscritto,
premesso che la stagione estiva è ormai avanzata e che la tempestiva apertura al traffico della S.S. 291 avrebbe consentito una più massiccia affluenza turistica, nonché un più celere e agevole servizio di distribuzione delle merci e una maggiore sicurezza per tutti coloro che da Sassari intendono recarsi in auto ad Alghero e viceversa;
constatato che i lavori per il collegamento veloce tra Sassari - Alghero e l'aeroporto di Fertilia sono stati appaltati fin dal 1992 alle imprese Aleandri S.r.l. di Roma (1° lotto - 1° stralcio) e Asfalti Sintex S.p.A. (1° lotto - 2° stralcio);
considerato che per ottenere almeno la parziale apertura al traffico del tratto fino a Bancali (avvenuta il 29 luglio 1999) fu necessaria una clamorosa manifestazione di protesta nei confronti dell'ANAS;
appreso che i lavori relativi al tratto Sassari - Bancali sono pressoché ultimati;
al fine di evitare ulteriori disagi al territorio nonché ulteriori e clamorose iniziative,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dei lavori pubblici, per conoscere:
a) lo stato dei lavori relativi alla S.S. 291;
b) quali impedimenti non abbiano finora consentito l'apertura al traffico del tratto fino a Bancali già ultimato;
c) la data esatta dell'apertura al traffico del 2° tratto e quindi dell'intera S.S. 291. (191)
INTERROGAZIONE PIANA, con richiesta di risposta scritta, sui contributi previsti per i centri storici.
Il sottoscritto,
premesso che con legge regionale 13 ottobre 1998, n. 29, la Regione trasferisce ai comuni le risorse per l'attribuzione dei contributi ai privati per la realizzazione degli interventi di recupero primario sui centri storici;
considerato che l'erogazione di detti contributi era stata sospesa in quanto la Regione aveva esaurito le somme messe a disposizione in quel capitolo, riprendendo poi a erogarli in seguito al rimpinguamento dei fondi messi a disposizione dal bilancio per l'esercizio 2000-2002;
constatato che, da notizie apprese, le pratiche relative al comune di Sassari, sono per il momento in sospeso in quanto il comune non ha ancora approvato il piano particolareggiato del centro storico;
constatato altresì, che quasi tutti i comuni della Sardegna hanno ricevuto i finanziamenti per i centri storici,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale, l'Assessore regionale della programmazione e l'Assessore regionale degli enti locali per sapere:
1) se quanto appreso corrisponda al vero;
2) in caso affermativo, se intendano intervenire autorevolmente affinché tutte le pratiche relative al comune di Sassari non corrano il rischio di trovarsi escluse definitivamente dai contributi previsti dalla legge regionale n. 28 del 1998. (192)
INTERROGAZIONE CAPPAI, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione determinata dall'abbattimento del prezzo del grano.
Il sottoscritto,
vista la gravissima crisi che il settore cerealicolo della Trexenta e del Campidano sta attraversando, che potrebbe sfociare in una vera e propria "guerra del grano" a causa dell'irrisorio prezzo del grano;
preso atto che il Consorzio Agrario ha fatto chiaramente intendere di non essere più disposto a rispettare il prezzo del grano garantito all'inizio della raccolta, cioè lire 25.000 al quintale più un eventuale conguaglio;
considerato che il 19 giugno u.s. è iniziato il conferimento che dopo 24 ore è stato bloccato per effettuare verifiche su campioni di cereale con conseguente annullamento del prezzo stabilito;
rilevato che si apre in questo modo uno scenario desolante in quanto il prezzo del grano potrebbe scendere al minimo storico di lire 18.000, suscitando la reazione dei produttori cerealicoli che si vedono costretti a ritirare il prodotto consegnato, tutto ciò a causa del fenomeno della "bianconatura" del seme che ne deprezzerebbe la qualità;
sottolineato che i produttori non hanno avuto a tutt'oggi alcuna spiegazione su quanto deciso, vedendosi così messi in ginocchio sia dal fatto che la resa a ettaro è estremamente modesta sia da un prezzo di vendita che non copre neanche le spese di mietitura,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere:
1) quali siano i motivi che abbiano indotto il Consorzio agrario a stabilire un prezzo così basso mortificando tutti quei produttori agricoli che si vedono in questo modo traditi proprio da quella istituzione che dovrebbe avere come competenza primaria quella di andare incontro alle difficoltà tutelando i loro interessi, non quella di affossarli;
2) se e in che modo intendano intervenire affinché si ponga rimedio immediato alla suddetta situazione che rischia di portare sull'orlo del tracollo un settore già fortemente penalizzato dai frequenti eventi calamitosi che si susseguono nella nostra Isola e far sì che in questo modo possa recuperarsi un minimo di fiducia nei confronti delle istituzioni. (193)
INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sul Centro oncologico di Sassari.
Il sottoscritto chiede di interrogare l'Assessore regionale della sanità per sapere:
1) se sia a conoscenza dello stato di degrado e di abbandono in cui versa il Centro oncologico di Sassari (viale Margherita di Savoia), presidio sanitario insostituibile e punto di riferimento per migliaia e migliaia di persone, le quali sono costrette ad attendere o essere visitate in spazi del tutto insufficienti e fatiscenti ed igienicamente carenti, che ricordano gli ospedali del terzo e quarto mondo;
2) per quali motivi, nonostante le tante promessi di trasferimento in locali più spaziosi (ex INAM di via Zanfarino - via Tempio), a tutt'oggi niente sia cambiato, nonostante il Centro abbia bisogno di strutture più idonee a monte di oltre 30.000 viste ed esami che annualmente vengono effettuati;
3) se sia a conoscenza che, nonostante tutta la buona volontà e l'impegno del personale medico e paramedico, non si può dar corso a tutte le richieste dell'utenza sempre più numerosa per mancanza di personale tecnico (nel reparto radiologico) ed amministrativo, tant'è che i referti debbono essere scritti a mano e così consegnati ai pazienti;
4) quali azioni intenda intraprendere nei confronti della attuale dirigenza della ASL n. 1 di Sassari, affinché si dia corso nel più breve tempo possibile al trasferimento del Centro oncologico nei ristrutturati locali dell'ex INAM, così come più volte promesso, poiché un servizio così importante e delicato possa essere espletato in ambienti più rispondenti alla gravità delle patologie. (194)
INTERROGAZIONE PIRISI - FALCONI - DEMURU, con richiesta di risposta scritta, sulla chiusura dello stabilimento della XINOX Meccanica S.r.l. di Isili.
I sottoscritti,
premesso che la XINOX Meccanica S.r.l. di Isili sta procedendo allo smantellamento dei macchinari per trasferirli ad Albairate, in provincia di Milano;
considerato che l'impresa, nata cinque anni fa nell'area industriale di Isili, pur avendo beneficiato dei finanziamenti regionali dell'accordo di programma per la reindustrializzazione della Sardegna centrale, non è mai entrata in produzione rendendo in tal modo vane le speranze di lavoro di tanti disoccupati;
sottolineato che mentre il precedente tentativo (nel marzo del 1999) dell'azienda di vendere i capannoni e di trasferire i macchinari a Macchiareddu, venne bloccato dal Sindaco di Isili e dalla Regione, ora, in coincidenza con il cambio del Governo regionale, l'operazione di chiusura non ha trovato ostacolo alcuno tanto che, proprio in questi giorni, vengono portate via le ultime apparecchiature;
sottolineato, inoltre, come appaia quanto meno strano che macchinari industriali acquistati con finanziamenti regionali possano essere trasferiti fuori dalla regione senza che si conosca dove finiranno e come saranno utilizzati,
chiedono di interrogare il Presidente della Giunta e l'Assessore dell'industria per sapere:
1) quali azioni abbiano intrapreso o intendano intraprendere per evitare la chiusura definitiva della XINOX S.r.l. di Isili;
2) se sia possibile che una azienda che ha beneficiato di contributi pubblici, a distanza di appena cinque anni dalla sua nascita, possa vendere le strutture e le attrezzature finalizzate alla produzione. (195)
MOZIONE ONNIS - USAI - COSSA - FLORIS Emilio - CONTU - FOIS - BIGGIO - FRAU - CORDA - SANNA Noemi - MURGIA - CARLONI - LIORI - PILI - BIANCAREDDU - TUNIS Marco Fabrizio - NUVOLI - LOMBARDO - CORONA - FEDERICI - PILO - BALLETTO - LICANDRO - LA SPISA - RANDAZZO - PIANA - CAPPAI - CAPELLI - AMADU - SCARPA sull'attuazione in Sardegna della Direttiva comunitaria 92/43 CEE "Habitat".
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO CHE:
1) con delibera di Giunta n.63/86 del 29 dicembre 1995 la Regione Sardegna ha aderito al progetto Bioitaly, cofinanziato dalla Commissione Europea nell'ambito del programma Life Natura 2000;
2) con successiva delibera di Giunta n. 55/67, in data 4 dicembre 1996, è stato approvato il contratto stipulato con il Ministero dell'ambiente e avente ad oggetto l'adesione al richiamato progetto Bioitaly;
3) tali iniziative della Giunta regionale si sono tradotte nella esplicita accettazione, da parte della Regione Sardegna, delle tassative previsioni normative di cui alla Direttiva comunitaria 92/43 CEE, detta Habitat, che stabilisce l'istituzione di una "rete ecologica europea coerente di zone speciali, denominata Natura 2000";
4) proprio alla stregua di tale Direttiva l'Assessorato della difesa dell'ambiente della Regione Sardegna ha da tempo individuato e censito ben 114 siti di importanza comunitaria sparsi in tutto il territorio dell'Isola, per una superficie complessiva di circa 460.000 ettari (il venti per cento, un quinto, della superficie complessiva della Sardegna!);
5) tali siti, trasmessi al Ministero dell'ambiente, sono stati "proposti" dallo Stato italiano in vista della elaborazione, da parte della Commissione Europea, e "d'accordo con ognuno degli Stati membri", di un progetto di elenco di siti di importanza comunitaria;
6) elaborato da parte della Commissione Europea l'elenco dei siti, il Ministro dell'ambiente della Repubblica Italiana, con decreto 3 aprile 2000, pubblicato sul Supplemento ordinario alla Gazzetta ufficiale n. 95 del 22 aprile 2000, ha designato i 114 siti precedentemente indicati dall'Assessore dell'ambiente della Regione Sarda quali "zone speciali di conservazione";
7) il provvedimento del Ministro, viziato ed illecito per le ragioni che di seguito si esporranno, è stato emanato con insolita rapidità proprio nei giorni del trapasso dal Governo D'Alema al Governo Amato (nel quale il precedente titolare del Ministero è stato sostituito!);
8) che la rapidità nella designazione dei siti appare sospetta e potrebbe sottendere intenti punitivi anche perché, secondo quanto previsto dalla Direttiva 92/43 CEE (art. 4, paragrafo 4) e dal Regolamento di attuazione (art. 3, comma 2, D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357) l'Italia disponeva e dispone, per la designazione, di "un termine massimo di sei anni" che decorre "dalla definizione da parte della Commissione Europea dell'elenco dei siti";
9) l'assoggettamento alla Direttiva Habitat dei 114 siti individuati comporta, per una parte molto rilevante del territorio della Sardegna, l'attivazione (già avvenuta!) di una lunga serie di misure di conservazione che si traducono in pesanti divieti, limiti e vincoli (art. 6);
10) peraltro le varie fasi del procedimento conclusosi con il Decreto ministeriale 3 aprile 2000, ivi compresa l'individuazione dei 114 siti da parte dell'Assessorato dell'Ambiente della Regione Sarda, sono state segnate da gravi violazioni di norme fondamentali della Direttiva 92/43 CEE e del Regolamento di attuazione;
11) in particolare, non sono stati rispettati i princìpi informatori della Direttiva e la stessa filosofia del provvedimento di legge, laddove, in spregio dell'ultimo "considerando" di cui alla premessa della norma comunitaria ("considerando che l'istruzione e l'informazione generale relative agli obiettivi della presente Direttiva sono indispensabili per garantirne l'efficace attuazione") per un verso la designazione dei 114 siti da parte dell'Assessorato dell'ambiente della Regione Sardegna è avvenuta nella più totale ignoranza da parte degli enti locali e delle popolazioni (pare che i 114 siti "tocchino" i territori di ben 162 Comuni!) e, per altro verso, ogni informazione e consultazione con gli enti locali e le popolazioni è stata omessa sia allorquando, designati i siti, è stato elaborato dalla Commissione Europea il "progetto di elenco dei siti di importanza comunitaria" (l'art. 4, comma 2 ,della Direttiva prevede che tale "progetto" debba essere elaborato "d'accordo con ognuno degli Stati membri") sia allorquando, elaborato in sede comunitaria l'elenco, il nostro Stato ha formalizzato l'individuazione dei siti attraverso il richiamato Decreto Ministeriale 3 aprile 2000.
L'emanazione di tale decreto, infatti, fulminante per la sua rapidità, ha impedito (volutamente?), ancora una volta, ogni intervento, ogni sindacato, ogni richiesta, ogni suggerimento da parte delle Province, dei Comuni e delle popolazioni, di nuovo non informati e responsabilizzati.
Con ulteriore violazione della norma di cui all'articolo 22 della Direttiva nella parte in cui sancisce che gli stati membri "nell'attuare le disposizioni della presente Direttiva hanno l'obbligo di promuovere l'istituzione e l'informazione generale sull'esigenza di tutelare le specie di fauna e flora selvatiche e di conservare il loro habitat nonché gli habitat naturali".
Dunque il Ministro dell'ambiente, prima di individuare i siti, avrebbe dovuto informare i soggetti controinteressati, anche istituzionali, ascoltandone le istanze, le obiezioni e le controdeduzioni;
12) sembrerebbe pertanto ripetersi, ai danni della Sardegna e dei Sardi, il poco edificante e pericoloso scenario già vissuto e subito in occasione della emanazione del decreto istitutivo del Parco Nazionale del Gennargentu, decreto che, imposto dall'alto in odio alle popolazioni ed alle istituzioni locali, ha creato tanti fermenti, tanti allarmanti dissensi e tanta pericolosa, ma comprensibile ribellione.
Ponendo la Sardegna ed i Sardi di fronte al fatto compiuto della inopinata individuazione dei siti di importanza comunitaria il Ministro dell'ambiente ha gravemente compromesso le stesse condivisibili e valide finalità della Direttiva Habitat che, prefiggendosi attraverso la protezione dei siti il mantenimento e la tutela delle biodiversità facenti parte del patrimonio naturale della comunità, stabilisce che tale obiettivo deve essere raggiunto "tenendo conto al tempo stesso delle esigenze economiche, sociali, culturali e regionali" e grazie al "mantenimento e la promozione di attività umane".
Orbene è incontestabile che le modalità della procedura di ricerca, indicazione, trasmissione, elaborazione, formazione ed individuazione dell'elenco dei 114 siti interessanti la Sardegna hanno frustrato in termini marcati e sostanziali le "esigenze economiche, sociali, culturali e regionali" della Sardegna.
D'altro canto le previsioni e la portata della Direttiva Habitat si intrecciano, con riferimento alla nostra Isola, alle problematiche dei parchi nazionali e regionali, e più in generale delle aree protette, di cui alla Legge n. 394 del 1991 ed alla legge regionale n. 31 del 1989.
Invero la superficie complessiva impegnata dalla Direttiva - circa 460.000 ettari - è sensibilmente maggiore di quella prevista in astratto per i parchi e le aree protette (circa 320.000 ettari).
Peraltro nei 114 siti individuati sarebbero approssimativamente comprese - anche se le diverse aree non sembrano esattamente sovrapponibili - le superfici in astratto destinate a parco.
Ebbene, il complesso dei pesi indotti dalla attuazione della Direttiva 43/92 CEE, in termini di obblighi, divieti, vincoli, limitazioni etc., appare meno gravoso e, allo stato della legislazione sui parchi, più leggero dei gravissimo impatto economico, sociale, culturale ed ambientale ricollegabile alla costituzione degli stessi parchi.
Tanto più che, mentre una ricaduta socioeconomica dei parchi, così come previsti in Sardegna, è opinabile, virtuale e comunque non predeterminabile, il "cofinanziamento comunitario" introdotto dalla Direttiva (talvolta già attuato in Sardegna) potrebbe davvero rappresentare una concreta e utile boccata d'ossigeno per la nostra economia, specie delle zone interne; assicurando nel contempo una equilibrata, compatibile e non esasperata tutela dell'ambiente e delle biodiversità.
Si prospetta dunque e si propone l'esigenza, difficilmente eludibile, di una scelta di campo tra il ricorso agli strumenti di cui alla Direttiva Habitat, una volta ricontrattati, rimodulati ed accettati i siti (nella loro ubicazione, perimetrazione e nella loro "invasività") e l'istituzione dei parchi così come disegnati dalla vigente legislazione nazionale e regionale, peraltro superata, anche sotto il profilo dell'approccio dell'uomo all'ambiente e dei rapporto uomo-ambiente, dalla successiva e più equilibrata normativa comunitaria.
Così come pare allo stato contraddittoria, incoerente e comunque superata la previsione di cui all'articolo 31 della legge regionale n. 1 del 1999 (Legge finanziaria 1999) che assoggetta alla valutazione di impatto ambientale i progetti di cui all'allegato B del Decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile 1996 che ricadono, anche parzialmente, all'interno di aree naturali protette "come delimitate, anche provvisoriamente, dalla legge regionale 7 giugno 1999, n. 31".
Invero, a fronte della obbligatorietà di valutazione di impatto ambientale la Direttiva CEE n. 43192 prevede (art. 6) la meno drastica e meno paralizzante valutazione di incidenza ambientale,
impegna la Giunta regionale
a) a valutare l'opportunità di intervenire immediatamente ed energicamente presso le competenti sedi istituzionali per ottenere, a tutela degli interessi e dei diritti della Sardegna e dei Sardi, previa revoca del Decreto del Ministero dell'ambiente in data 3 aprile 2000, e degli atti regionali presupposti, che l'elenco dei siti di importanza comunitaria interessanti la Sardegna venga riformulato con l'apporto consapevole e informato di tutti i soggetti interessati; non rinunziando, se necessario sul piano giuridico, ad impugnare il Decreto 3 Aprile 2000 nelle competenti sedi giurisdizionali;
b) a considerare l'opportunità di una forte iniziativa politica tendente ad ottenere dal Consiglio regionale l'abrogazione o la modifica dell'articolo 31 della legge regionale n. 1 del 1999 e l'abrogazione della legge regionale 7 giugno 1989, n. 31. (23)
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