Seduta n.358 del 17/12/1998 

SEDUTA CCCLVIII

Giovedì 17 dicembre 1998

(Antimeridiana)

Presidenza del Presidente Selis

indi

del Vicepresidente Zucca

La seduta è aperta alle ore 10 e 24.

PIRAS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di martedì 12 dicembre 1998 (354), che è approvato.

CONGEDO

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Aniello Macciotta ha chiesto di poter usufruire di due giorni di congedo, a far data dal 17 dicembre. se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 1999)" (459)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la prosecuzione della discussione del disegno di legge 459A, legge finanziaria, siamo arrivati all'articolo 13. Sono stati illustrati, espresso il parere, discussi tutti gli emendamenti, poi, è stata chiesta la sospensione e adesso nel riprendere ha chiesto la parola l'onorevole Bonesu.

Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). L'avevo chiesto ieri sera, poi, è stata interrotta, quindi, non sono stati discussi, perché ci sono interventi che non sono stati svolti!

PRESIDENTE. Onorevole Bonesu non sto chiudendo la discussione, ma sto dicendo che è stata avviata e io non ho ad oggi, in questo momento, altri iscritti, però, nell'aprire la seduta chiedo a tutti i colleghi che intendono intervenire sull'articolo 13 e su tutti gli emendamenti che sono in discussione possono farlo. Non vi è una chiusura di discussione, abbiamo sospeso qui e possiamo farlo.

Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Devo coordinare un po' il mio materiale!

PRESIDENTE. Non ho altri iscritti, se ne frattempo vuole intervenire il consigliere Bonesu, ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, la Giunta propone l'emendamento 49 che sopprime il terzo comma, perché questa norma è sostanzialmente stata approvata col piano del lavoro; però, poi questa concezione multipolare della ricerca che è un concetto che da anni viene sviluppato, non trova applicazione perché mentre il quarto e il sesto comma prevedono appunto i provvedimenti per i poli di Alghero e di Pula, niente viene fatto per i poli di Nuoro e Oristano, soltanto l'eventuale approvazione dell'emendamento 61 porterebbe a realizzare questi interventi. Per cui, non vorrei che l'emendamento 49, fosse di forma e di fatto l'abbandono del sistema multipolare dei poli di ricerca, e che si continui col privilegiare due poli a detrimento degli altri due, che finora non hanno goduto di nessun intervento. Per cui dichiaro il mio appoggio all'emendamento numero 61.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Presidente, qualcosa in generale sull'articolo 13 perché sulla ricerca io credo che dovremmo, in qualche modo, coordinare le nostre idee, troppi soldi spendiamo per la ricerca. Non sono certamente contro la ricerca perché è evidente che la preparazione, la cultura, la conoscenza sono elementi indispensabili per lo sviluppo economico e per il progresso civile, solo che mi pare che noi foraggiamo sempre gli stessi enti che si intersecano l'uno con l'altro, quindi, dubito molto della loro efficacia nella ricerca e nella utilizzazione poi, all'applicazione delle ricerche, dei risultati ottenuti nell'attività produttiva. Ma, c'è un emendamento che mi colpisce, l'emendamento 120, il quale stabilisce che l'amministrazione regionale è autorizzata a costituire, unitamente ad altri soggetti pubblici e privati, l'agenzia dei porti turistici della Sardegna S.p.A. (questa è la denominazione) destinata alla razionalizzazione - promozione della portualità turistica in Sardegna, un miliardo. A dire la verità la somma non è una somma eccessiva, però mi preoccupa il fatto che mentre da un lato stiamo cercando, con molta fatica, di sciogliere le società a partecipazione regionale, e a fatica si comprende, perché una volta che viene costituita una società, questa si indebita, questa subisce perdite, la messa in liquidazione poi diventa una cosa non certamente facile, mentre da un lato si procede con questo intento ad abolire o a limitare al minimo indispensabile la partecipazione regionale alla cosa economica, dall'altro si vogliono creare ancora una volta altre società regionali. Ecco, mi sorge il dubbio, credo, onorevole Presidente, dubbio che abbia un fondamento, che si voglia creare un'altra società anche in questo settore per la nomina degli amministratori, per la nomina del collegio sindacale, per collezionare delle perdite che arriveranno a carico della Regione. Poi, sorprendentemente, vado a vedere l'imputazione sotto il profilo finanziario, e vedo che la risorsa di un miliardo, da utilizzare nella costituzione di questa società, è da ricercare nella diminuzione del capitolo 03016, voce una; per completare il discorso, vado alla tabella 03016 e, nella voce uno, trovo: "piano per l'occupazione". Cioè, stiamo scherzando? Noi costituiamo questa società per incrementare l'occupazione; ma no! Non incrementiamo l'occupazione! Io credo che abbia la finalità non confessata di incrementare il clientelismo, non l'occupazione! Credo che sia un settore che debba essere regolato da privati, la Regione se è competente rilascerà autorizzazioni e non costituirà società per promuovere l'attività turistica, già ne abbiamo troppe di società nel settore agricoltura, nel settore industria, nel settore artigianato, e chi più ne ha più ne metta.

Vogliamo anche intervenire in questo settore creando una società regionale? Credo che sia assolutamente fuori luogo, che imputare agli stanziamenti per l'occupazione un miliardo per la creazione di questa società che deve promuovere l'attività turistica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cadoni. Ne ha facoltà.

CADONI (A.N.). Io voglio intervenire in generale sull'articolo 13, signor Presidente, senz'altro dirò delle cose che non verranno condivise da nessuno, penso. Perché ritengo che tra tutti gli emendamenti, manca il più importante, cioè quello del soppressivo totale dell'articolo, anzi mancherebbe l'emendamento soppressivo totale sia del consorzio 21 e sia del CRS4. Io li conosco per nove anni e mezzo che sono qua in questo Consiglio, mediamente sono stati devoluti a questi due enti una media di quaranta miliardi l'anno, cioè, in nove anni sono 360 - 400 miliardi, cioè, un mezzo piano di rinascita.

Sono nati, penso, soprattutto per equilibri; per equilibri di partiti maggiori che dovevano sistemare quel Presidente o quell'altro Presidente; indubbiamente di fama come Rubbia, di fama come Pani, poi, addirittura sono stati anche causa di eventuali crisi regionali, proprio perché servivano come equilibrio per motivi politici e non certo per motivi economici o di ritorno economico. A questo punto io mi chiedo: visto che in tanti altri paesi del mondo, anche forse più avanzanti dell'Italia, la ricerca viene comprata, si comprano i brevetti, cosa ha prodotto il CRS4, cosa ha prodotto il Consorzio 21 in termini di occupazione o in termini economici di vendita, di produzione di brevetti e di progetti e quant'altro, che potevano essere messi sul mercato e rendere in termini economici ed anche in termini di immagine. Perché avere professor Rubbia, Presidente del CRS4, con tutto il rispetto di questo mondo, non credo che possa produrre qualcosa di positivo, se non quello che gli viene dato a fine anno che penso che avrebbe dato perlomeno tre o quattro posti di lavoro in più in Sardegna, con vantaggi maggiori.

Molte volte in questo Consiglio regionale, anche in termini di bilancio, si hanno difficoltà a portare avanti problemi che qualcuno dice "sono targati e non si possono portare avanti", comunque sono problemi reali che vanno a completare un'opera, vanno a definire un qualcosa in cui c'è il torna conto economico ed occupazionale; con quaranta miliardi l'anno, quest'anno sono previsti venti miliardi complessivamente nell'articolo 13, adesso io dico: con venti miliardi noi andiamo a dire, vogliamo quantificarlo in strade campestri, camminando ad otto chilometri ogni miliardo, noi facciamo 240 chilometri di strade di penetrazione agraria in Sardegna, sapendo come sono disastrate le campagne, vengono abbandonate proprio perché manca l'elettrificazione, mancano le strade, mancano i laghetti collinari, possiamo fare le dighe, possiamo fare un censimento...

MARTEDDU (Popolari). Qui si fanno strade telematiche.

CADONI (A.N.). Qua le strade telematiche si contano(?), fino adesso non ne abbiamo fatto e non certo le faremo con questi quaranta miliardi che stiamo dando al CRS4 e al consorzio 21; noi andiamo ad annullare quelli che sono i problemi reali della Sardegna ed a illuderci solo di poter fare un convegno con la grande personalità o con il grande cervellone che non produce; noi abbiamo problemi più spiccioli, noi cerchiamo di affrontare problemi che sono fuori dalla nostra portata, quando invece dovremo cercare di risolvere i problemi che sono alla nostra portata, i problemi di tutti i giorni, quei problemi che il singolo consigliere, con quel emendamento che sembrerebbe ridicolo agli occhi dei più, è quello, è l'emendamento che invece andrebbe casomai a risolvere il problemino di quel paese o della città, o di quant'altro; qua, noi stiamo spendendo una barca di miliardi per niente, cioè li stiamo buttando via solo ed esclusivamente per accontentare mire politiche o mire di equilibri, mentre sarebbe molto più facile andare e vedere all'interno del bilancio, come si dice, proprio spogliarlo veramente di tutte quelle spese inutili, e vedere un po' di affrontare un problema che è stato riportato qua molte volte. Anche il problema di cosa vogliamo fare della Sardegna; vogliamo veramente fare della Sardegna un paese turistico? Artigianale o commerciale? Ritornare alla grande agricoltura? Abbandonare la grande industria che è stata un fallimento? Perché noi stiamo buttando dentro l'industria un sacco di soldi che non servono a niente, per fare puro e semplice assistenzialismo, quando invece noi abbiamo i settori produttivi che vengono puntualmente dimenticati perché non hanno forza all'interno di questo Consiglio regionale. Cioè, c'è gente che la butta per battuta quando si parla di agricoltura, quando si parla di turismo, quando si parla di commercio, si parla di artigianato la butta per battuta dentro "mettiamo cento miliardi sull'agricoltura", però, poi non ha la forza o non ha la convinzione da sostenere a pieno quei provvedimenti che servirebbero veramente a sostenere le attività produttive della Sardegna, che non certo verranno dall'industria pesante perché da trent'anni a questa parte l'industria pesante è risultata un fallimento. Noi stiamo abbandonando le attività produttive in favore di quelle attività che sappiamo benissimo che sono un buco nell'acqua, così come tenere in piedi strutture come: consorzio 21 e CRS4, che fino ad oggi non sono serviti a niente; io, in nove anni mi ricordo di aver fatto solo un sopralluogo al Consorzio 21 e di aver visto la simulazione delle previsioni del tempo, oltretutto anche sbagliate, le hanno giustificate dicendo che il vento era aumentato di due o tre nodi, e quello si sa! Dunque, se noi dobbiamo tenere in piedi certe strutture per queste cose, io dico che manca l'emendamento soppressivo totale dei due enti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente e colleghi, credo che il collega Masala, il mio Capogruppo, avrebbe fatto meglio nell'indicare la modifica del titolo di questo capitolo, di questo Capo terzo, anziché "disposizioni in materia di attività produttive" definirlo meglio come "disposizioni in materia di attività improduttive", perché di questo si tratta. Di questa materia io ogni volta puntualmente ho fatto le mie obiezioni e le mie eccezioni, si dice che la Sardegna non è a la page, non è una Regione moderna se non fa ricerca. La Sardegna è una regione povera, non l'ha scritto nessun medico e nessun economista che deve fare ricerca. Facciamo parte di un paese dove ricerca parte viene fatta anche male, figuriamoci cosa possiamo fare in Sardegna; poi è strano, questa ricerca viene distribuita guarda caso per province, con un aumento dei costi evidentemente notevole. Le economie di scala anche in quel settore si possono avere; poi, si vuole sempre rinforzare, si vuole sempre tenere in prima linea alcune di queste strutture, quando è della settimana scorsa da parte della Giunta la difficoltà per qualche centinaia di milioni per gli istituti benemeriti della nostra Sardegna, che puntualmente fanno il loro lavoro e poi alla prima difficoltà vengono quasi non considerati e vengono disattese le giuste esigenze di questi istituti.

E poi, guarda caso ricerca organizzata attraverso passaggi di istituti, Consorzio 21 che deve interferire a norma di legge, tutto molto ben organizzato, io credo che siano ricerche di collocazione soltanto, è stato già detto e non mi voglio dilungare. Poi, questa lungimiranza che abbiamo nel proporre anche organizzazioni ed enti, e strutture per gestire i porti; se li gestiscano coloro i quali gestiscano i porti, la Regione quando ha gestito ha solo creato passività, ma la vogliamo smettere con questa cultura stracciona di creare soltanto organizzazioni finalizzate a consigli di amministrazione e a prebende per consiglieri di amministrazione. Adesso la Regione si intende anche di navigazione e di gestione di porti. Chissà quale personaggio sarà da collocare. Altro che volare alto; è stato detto qui detto "volare alto". Con cose di questo tipo, signori, non si vola alto, si vola molto basso. Con gli emendamenti che abbiamo visto qui in questo copiosissimo mazzo di 150 o 160 emendamenti, anche la porta di casa qualcuno vuole farsi riparare con le proposte di farlo in un bilancio, la finanziaria, l'atto, lo strumento più importante per una attività di governo per la gestione di un'economia, per la gestione di una regione. Alla faccia dei disoccupati!

Sarà delittuoso passare emendamenti come quello che prevede la costituzione dell'agenzia, ha tentato qualcuno di limitare il danno non indicando la percentuale di partecipazione della Regione a queste società, ma qualunque essa sia non può produrre assolutamente nessuna attività futura, e nessun posto di lavoro che non sia un posto rubato alla società che produce, un posto rubato alla società che lavora, un posto rubato alla società da cui noi attingiamo le risorse per poi distribuirle, dovremo essere molto attenti alla distribuzione di queste risorse.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Rapidamente, sul senso dell'articolo, poi, può essere che ci sia più avanti spazio per qualche precisazione di dettaglio. Per noi l'articolo 13 è molto importante, in Commissione abbiamo fatto una lunga discussione; è un articolo che riguarda la ricerca scientifica, il parco tecnologico, ma per la verità riguarda i servizi alle imprese. Vedremo poi al termine anche in sede di coordinamento, se non sia anche il caso di precisare il titolo, "servizi alle imprese, ricerca scientifica e parco tecnologico".

La strategia è quella detta: risorse locali, attrazioni dall'esterno di impresa e di tecnologia. Noi pensiamo (l'abbiamo scritto nel DPEF e lo abbiamo detto nella discussione sul "447", ora nella finanziaria) che la Sardegna possa svolgere un ruolo per quanto riguarda la ricerca applicata e le tecnologie avanzate.

Ci sono in Sardegna presenze e iniziative importanti in questo settore, penso al Consorzio 21, penso al CRS4, penso ad Atlantis, città dell'innovazione finanziata dallo Stato con un contratto di programma, penso al progetto Marte, informatizzazione delle scuole di ogni ordine e grado in Sardegna finanziato da un progetto nazionale con un cofinanziamento regionale, che conterrà la possibilità - collega Lippi - di fare anche quello che lei diceva ieri a proposito della telematica in Sardegna.

La strada è un'altra ma consente di arrivare allo stesso risultato. Io penso che se queste presenze, queste iniziative pubbliche e private fanno sistema noi possiamo credibilmente proporci e proporre allo Stato e all'Unione Europea di individuare la Sardegna come un'area avanzata, anche sperimentale, anche capo fila di una grande esperienza in materia di tecnologia avanzata e di ricerca. Non sono sogni, sono cose praticabili se ci crediamo. Tutto sommato stiamo spendendo molto meno di quanto si favoleggia, io adesso non voglio, l'ho fatto in Commissione, dare le cifre per tutti gli anni passati del Consorzio 21, ma sono molto inferiori come investimento regionale di quanto si legge, si sente e si dice.

Il collega Balletto chiedevo nel suo intervento di ieri sera qualche specificazione in più per quanto riguarda il primo comma dell'articolo; è il progetto, il nome ufficiale è "grande antenna SRP". Di che cosa si tratta? Si tratta con un progetto nazionale che vede un modestissimo, com'è chiaro, cofinanziamento regionale di realizzare in Sardegna un radio telescopio di grandi dimensioni. E` stata individuata l'area, è stato firmato un documento di intesa, se il Consiglio sarà d'accordo andiamo alla firma dell'accordo di programma col MUST, Ministero della Ricerca Scientifica, con l'associazione spaziale italiana e con il CNR; è un intervento di eccellenza nel senso tecnico del termine, per quanto riguarda questo campo che molte Regioni sicuramente ambirebbero avere, tenendo conto anche che il cofinanziamento a carico della Regione è molto modesto, complessivamente al termine sarà di dieci miliardi per un investimento che probabilmente per quanto riguarda il cofinanziamento statale andrà ben oltre i cinquanta miliardi, poi, a conclusione. Quindi, io credo che sia un intervento che ha un senso, che è utile ed anche prestigioso per la Sardegna.

Un'ultima considerazione riguarda il concetto su cui siamo tornati molte volte, il problema veniva ora riproposto da Salvatore Bonesu della multipolarità del parco. Va detto a chiare lettere, ancora una volta, che multipolarità non significa Cagliari è Sassari, significa che dobbiamo dare pienamente corpo a quella concezione diffusiva del parco che si innerva nel territorio regionale e che come prima tappa, ora, ha proprio la presenza nei territori richiamati da Salvatore Bonesu, adesso nel suo intervento, e anche da un emendamento presente e cioè, dall'area nuorese e dall'area oristanese. Non riteniamo che sia giusto quantificare preventivamente, utilizzando quasi un sistema automatico delle ripartizioni delle risorse, perché questo non è corrispondente alla natura dell'intervento, così si possono programmare costruzioni di case, ma non si può programmare la partecipazione (perché di questo si tratta) a progetti di ricerca applicata, si fanno anche dove esistono i proponenti naturalmente, ma è del tutto evidente che l'orientamento, l'indirizzo, l'asse di comportamento che la Giunta assume, e si impegna formalmente e solennemente in Consiglio in questa direzione, è di andare ad una diffusione del parco nel territorio.

In questa fase, quindi, con particolare riferimento alle due aree, che dopo Cagliari e Sassari, che hanno già visto un certo investimento, richiedono ora una sensibilità e l'avranno da parte della Giunta.

La Giunta darà direttive al Consorzio 21 con un documento, sia per questo tipo di attività, ma anche per quanto riguarda l'attività complessiva del Consorzio 21. Cioè la Giunta, rispettando le autonomie gestionali degli strumenti della Regione, intende assumersi pienamente la responsabilità di indicare al Consorzio 21 con un proprio documento di direttive che cosa vada fatto nel campo dei servizi alle imprese, nel campo della ricerca applicata, con gli stanziamenti, con le dotazioni del Consorzio 21 per assicurare la coerenza rispetto alle linee programmatiche del governo della Regione.

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione. E` stato presentato l'emendamento numero 166, sostituivo degli emendamenti numeri 120 e 13. Lo stiamo duplicando e distribuendo.

L'emendamento 166 che è stato presentato pochi minuti fa unifica gli emendamenti 120 e 13, che sono gli emendamenti di cui si è discusso poc'anzi sull'agenzia dei porti turistici, questi naturalmente vengono in coda, quindi credo che possiamo iniziare le votazioni sino a questo emendamento, e appena verrà distribuito su questo si potrà dire il proprio parere.

Quindi propongo di precedere in questo modo, iniziare a votare, quando arriviamo all'emendamento numero 166 naturalmente ci fermiamo.

Metto in votazione l'emendamento numero 100 che sopprime il comma 1.

Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Presidente intervengo per dichiarare che l'emendamento numero 100 è ritirato sulla base delle delucidazioni che ha fornito l'assessore Scano.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 100 è ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 101 che sopprime il comma due e sul quale c'è il parere non favorevole del relatore e della Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà. (?) vedi verbale.

BALLETTO (F.I.). Presidente trattandosi di prima votazione chiediamo il rispetto del termine di venti minuti, ovviamente per non intralciare i lavori dell'Aula possiamo sospendere la votazione e andare avanti.

PRESIDENTE. Esauriamo comunque prima di procedere alla votazione, visto che sono stati reiteratamente chiesti i termini, ovviamente va tenuto conto di questo, chiedo ai colleghi che hanno presentato l'emendamento numero 166, sostituivo degli emendamenti numero 120 e 13 che vengono ritirati, se intendono illustrarlo. L'emendamento si dà per illustrato. (Vedi verbale per lettura emendamento n. 166)

Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.

SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Mi sembra che comunque sia la sintesi dei due emendamenti, quindi si accoglie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.La Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cadoni. Ne ha facoltà.

CADONI (A.N.). Chiedo se all'interno delle promozioni esiste anche la pubblicazione del Portolano, perché credo che la Sardegna sia l'unica sprovvista del Portolano.

Il Portolano sarebbe libro dove ci sono tutte le indicazioni dei porti della Sardegna dove la gente può attraccare, che non credo sia poca cosa come immagine e come promozione.

Anche se l'assessore Scano sorride, penso sia importantissimo come promozione e come immagine dotarsi del Portolano, in modo che la gente dal Continente o dall'estero sappia dove si può attraccare in Sardegna, sappia dove esistono dei servizi per un determinato tipo di barche, per determinati tipi di attività.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.), relatore di minoranza. Presidente, si ha l'impressione che stiamo veramente girando intorno a questa società, l'Agenzia dei porti turistici della Sardegna S.p.a., perché è un emendamento che è stato presentato già al 447, adesso a proposito della legge finanziaria ve ne erano due, unifichiamo, ma la sostanza non cambia, vogliamo per forza creare una società anche in questo settore.

PIRAS (Popolari). Posti di lavoro?

CASU (F.I.), relatore di minoranza. Certo, ci andranno almeno tre amministratori amici, ci andranno almeno tre membri del collegio sindacale amici, ecco i posti di lavoro che si vogliono creare. Ecco, i miliardi che devono andare all'occupazione vanno a finire qui.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Piras per cortesia, si accomodi.

Se l'onorevole Piras deve chiedere la parola, la chieda e l'avrà come tutti gli altri, non c'è bisogno di innescare....

Però credo che soprattutto il collega Piras, che ha per mandato dell'Assemblea, essendo Segretario, ma questo vale per tutti noi consiglieri, il dovere di far completare gli interventi, collaborerà con me per questo obiettivo.

Credo con questo di interpretare anche le richieste, mi sembra un diritto di tutti parlare ed esprimere il proprio parere.

Onorevole Casu, può proseguire l'intervento.

CASU (F.I.). Si ha veramente l'impressione che si voglia creare....

Per cortesia, signor Presidente, non è che chieda il silenzio, ma il tanto per potermi concentrare su quello che sto dicendo. Diversamente, se vogliamo approvare questa legge finanziaria, con tutti gli emendamenti distributivi, perché si tratta di distribuire risorse, senza discutere, andiamo ad oltranza.

PRESIDENTE. Onorevole Casu mi pare che adesso ci sia molta attenzione, quindi la prego di continuare.

CASU (F.I.). Ripeto, è il caso proprio che non andiamo più in questa direzione; se si vuole proprio stimolare il turismo nei porti turistici, si promuova la creazione di una società a capitale minoritario da parte della Regione. Il capitale oltre il cinquanta per cento deve essere sottoscritto dai privati, esiste l'Assessorato del Turismo, non c'è bisogno di creare un altro carrozzone che assorbirà miliardi.

Ve l'ho detto prima, a proposito del 120, per curiosità vado a vedere da dove si attingono le risorse, e riscontro che le risorse vengono attinte dal capitolo 03016 voce 1; il capitolo 03016 voce 1 contiene gli stanziamenti per l'occupazione. Qui vogliamo occupare sì, ma vogliamo occupare tutti gli spazi, se ancora ve ne fossero liberi nella Regione. Questo vogliamo occupare noi, non vogliamo certamente intervenire per dare lavoro ai cittadini sardi.

Comunque sin da adesso, signor Presidente, su questo emendamento, a nome del Gruppo, chiedo la votazione segreta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirastu. Ne ha facoltà.

PIRASTU (F.I.). Presidente, sicuramente questo emendamento sarebbe estremamente interessante se fosse riferito ad un'altra realtà, non alla Sardegna, perché uno dei cavalli di battaglia della prima Giunta Palomba, che si è ripetuto, anche se poi pian piano è sparito dalle varie dichiarazioni programmatiche, era proprio il, collegato allo sviluppo turistico, il potenziamento dei porti turistici della Sardegna.

Oggi la Sardegna è sicuramente una delle regioni più disastrate sotto il profilo della consistenza di porti turistici. Ve ne sono pochi, male organizzati, e soprattutto là dove si vorrebbero fare porti turistici c'è l'ambientalista di turno che crea problemi. Quindi, credo che parlare di costituire un'agenzia per promuovere qualcosa che non c'è sia veramente una presa in giro.

Ritengo, e credo che almeno dalla parte di questi banchi ci sarebbe un parere positivo, che invece di stanziare 800 milioni per il '99, per la costituzione di questa agenzia fantasma, che come giustamente diceva il collega Casu sarebbe un ennesimo duplicato di enti e piccoli enti che attualmente non si occupano di turismo, né di sviluppo della portualità turistica, vediamo di stanziare venti, trenta, quaranta, cento miliardi in questo settore per costruire porti e per favorire i privati che vogliono investire in questo settore.

Ci sono moltissime richieste in varie zone della Sardegna, sono pratiche bloccate sia a livello ministeriale che a livello regionale, quindi questo emendamento è semplicemente un insulto, una presa in giro; sicuramente bisognerebbe che la Giunta ed anche i presentatori dell'emendamento magari si facessero un giro, una circumnavigazione della Corsica ed anche di altre regioni dell'Europa, per rendersi conto di che cosa vuol dire porti turistici e portualità turistica. Quindi inviterei, proprio per un fatto di dignità, di buon gusto, a ritirare questo emendamento e magari lavorare su qualche emendamento che incrementi realmente la possibilità per i privati e non di costruire porti turistici.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Su questo emendamento, Presidente, chiederei ai colleghi dell'opposizione prima di fare interventi, come dire, che sostanzialmente sono ripetitivi ma - chiedo scusa nel caso specifico - anche assolutamente vuoti di contenuti nel merito del problema, sono degli slogans, io stamattina su questo argomento dai colleghi dell'opposizione ho sentito slogans e basta, anche triti e ritriti.

Nel merito apriamo il confronto. Allora, la prima cosa che dovrebbero fare i colleghi che sono intervenuti che, peraltro stimo e dai quali, proprio per la stima che ho per loro, pretendo che nel merito delle questioni portino argomentazioni valide, allora i colleghi dell'opposizione, prima di lanciare slogans, per cortesia si informino o costringano chi dovrebbe informarli, nel caso specifico l'Assessore regionale del turismo, a dare in Aula, a rendere in Aula conto di che cosa significhi una proposta di questo genere, da che cosa discenda una proposta di questo genere, perché non è un'invenzione dell'ultima ora. Non è, collega Biggio, la necessità e l'urgenza che ha la Regione di entrare in una società di gestione dei porti della Sardegna, perché qui non stiamo parlando di gestione, non stiamo parlando di gestione di niente.

Allora, dobbiamo essere precisi quando parliamo delle questioni, non stiamo costruendo porti, nessuno vuole mettersi a gestire o a costruire porti per conto di terzi. La Regione non vuole assolutamente sperperare denaro pubblico, nel caso specifico, mettendo in piedi società o enti inutili. Qui c'è un problema di un patrimonio dell'intera collettività regionale, di porti e porticcioli costruiti prevalentemente con denaro della Regione, che spesse volte non sono stati completati e che sarebbero sicuramente tutti quanti da completare, e l'auspicio è che vengano tutti quanti completati, e a quel punto si aprono due problemi, come tutti quanto ben possono capire. Il primo problema è quello della gestione di questo patrimonio; il secondo problema collegato alla gestione è quello di andare ad impostare una strategia di gestione unificando e creando il sistema della portualità turistica della Sardegna collegando in rete tutti questi porti turistici non come momento di gestione, ma soprattutto come momento di promozione e di commercializzazione di questo intero prodotto.

Allora la necessità di costituire questa agenzia discende da uno studio commissionato dalla Regione, non quest'anno, che ha indicato questo strumento come uno strumento utile al quale concorrano complessivamente sia la Regione, sia i privati, sia la SFIRS e sia gli enti locali, i comuni, nei quali i porticcioli turistici sono stati realizzati, proprio perché tutti quanti assieme, Regioni, Comuni, SFIRS, privati, si concorra a determinare una strategia di gestione che porti sostanzialmente alla creazione del sistema della portualità turistica in Sardegna, per ottenere quello che il collega Andrea Pirastu segnalava come un modello da seguire, cioè il modello della Corsica o il modello della Costa Azzurra, a questo si vuole tendere.

Allora, colleghi dell'opposizione, non può essere che ogni volta che c'è una proposta innovativa, ci dobbiamo sentire la litania che tutto quello che viene proposto, o fatto, o realizzato è un imbroglio, è una scatola cinese che chissà che cosa nasconde per sistemare amici, amiche o chissà chi altro. Insomma, cerchiamo di ragionare, cerchiamo di entrare nel merito, poi può essere che i colleghi dell'opposizione portino anche in discussione, nel merito del problema, argomentazioni tali che mi possono convincere che questi stessi risultati li possiamo ottenere senza costituire l'agenzia, ma per cortesia vorrei che davvero in discussione portaste argomenti che non siano la solita ripetizione dello slogan "insomma state creando l'ennesimo carrozzone".

No, io vi sto chiedendo, e vorrei che su questo mi rispondeste, un contributo alla discussione nel merito dei problemi che sono stati sollevati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S. d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento numero 166 ha un merito, quello di far discutere il Consiglio sulla questione dei porti turistici, che è un argomento serio, una possibilità di sviluppo turistico della Sardegna legata alla nautica da diporto, e perché vi sia nautica da diporto occorre che vi siano delle infrastrutture.

In Sardegna i programmi mandati avanti finora in materia di porti turistici sono sicuramente carenti, perché abbiamo un numero di porti estremamente limitato, abbiamo ampi spazi senza nessun porto, abbiamo gran parte dei porti incompleti, abbiamo i problemi di gestione di questi porti che nella quasi totalità dei casi non sono risolti. Abbiamo un problema di rapporti con lo Stato che strozza la competitività di porti, basti pensare che per il porto di Torre Grande, costruito interamente a spese della Regione, la società che lo gestisce da più di 300 milioni l'anno allo Stato come canone di concessione demaniale. Chiaramente non possiamo andare avanti con simili balzelli, la Regione paga e lo Stato incassa. Credo che tutti questi problemi esigano un piano dei porti che vada oltre la semplice costruzione, oltre la semplice spendita di denaro, ma affronti il problema gestionale.

Quello che non condivido dell'emendamento numero 166 è il voler far sorgere d'imperio dalla Regione un'agenzia, prima di tutto perché la Regione quando fa un'attività ha anche gli strumenti per farla. Mi chiedo a che cosa serve l'ESIT se non ha tra i suoi fini quello della promozione turistica. Non capisco perché questa società, questa agenzia, non debba veder la luce, invece, per impulso di società che già gestiscono i porti turistici. Per cui mi sembra che questa proposta sia mettere il carro davanti ai buoi, se andare avanti senza una linea di comportamento, senza le idee chiare, andando a creare nuove strutture e a disperdere denari, senza sapere bene che obiettivi si devono raggiungere e con quali metodi, perché di porti turistici credo se ne stiano occupando fin troppe emanazioni della Regione; si sussurra che la Sigma invest, che dovrebbe occuparsi di aziende da recuperare, si sia messa ad acquistare porti turistici, per cui non vorrei che questo emendamento fosse una copertura di certe operazioni.

Per cui invito i proponenti a ritirarlo e invito la Giunta a presentare una proposta organica, un piano per i porti turistici della Sardegna, e in quel quadro si discuterà degli strumenti con cui attuare il piano.

In questo momento mi sembra assolutamente controproducente andare a creare questa agenzia senza avergli dato delle finalità concrete con motivazioni generiche, che rientrano nelle finalità di altri enti, per cui mi sembra che cercare di trovare il porto senza avere la bussola sia un'impresa disperata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà. BIGGIO (A.N.). Presidente, colleghi, ringrazio l'amico Sanna per l'apprezzamento che ha espresso, peraltro ricambiato da parte mia e credo anche degli altri colleghi nei suoi confronti, ma non sono stati pronunciati soltanto degli slogan, sono state dette delle cose corrette e serie.

Non dubito che la Regione possa avere competenza ed avere delle esperienze pronte per essere messe in un circuito di un'agenzia per porti turistici in Sardegna, e lo valuto da quello che ha fatto finora, dall'incompletezza delle opere, dal non aver mai curato nulla in questo settore, dall'aver lasciato porti - come ha detto il collega Pirastu - non ha detto cose senza senso; ha detto che prima dobbiamo fare e finire le attrezzature, definiamo le attrezzature, dopodiché ci si può anche organizzare o durante ci si può anche organizzare, non c'è questa fretta. Qui c'è fretta signori! C'è una grande fretta! Questa è un'argomentazione seria, io accennavo prima a smetterla con un certo atteggiamento da cultura stracciona, "all time", superata. Si è perlato di volare, qui non si vola alto, qui qualcuno ha deciso che da questa manovra deve uscire l'agenzia, e l'agenzia a tutti i costi deve venire fuori. E` questo che non quadra! Quanto ad informazioni, caro collega Sanna, io conosco l'origine lontana del discorso che poi è approdato all'assessorato del turismo per studiare questo problema. Lo conosco molto bene, ab origene! Perché per avventura conosco colui il quale per primo ha sussurrato questo argomento all'Assessore, agli ambienti dell'assessorato, non c'era l'attuale Assessore, diversi, diversi anni fa! E poi si è fatto la consulenza e si è fatto lo studio, bontà sua, non so quanto sarà costato! Ma i tempi non sono maturi, né le esperienze nostre sono mature, d'altro canto ogni porto ed ogni detentore e ogni gestore di porto sa che cosa occorre e sa di che cosa ha bisogno; nel seno, nell'ambito, come diceva Bonesu, delle strutture, è possibile che non ci sia la volontà di creare un dipartimento o un settore per promuovere queste iniziative? Abbiamo già una serie di società e di enti che provvedono a questo. Abbiamo l'EMSA che dovrebbe promuovere agricolture, assistenza agricola e promuove prodotti, poi, non vedo come l'esit non possa promuovere porticcioli; organizziamo i porticcioli prima! Ma non passiamolo a "mò di ricatto" per forza deve uscire, perché non sospendiamo questo provvedimento? Passa alle Commissioni di merito, ma non è passato alle Commissioni di merito. Tout court viene accettato da Commissione che non ha dibattuto e da Giunta e questo non può essere accettato, non è uno slogan, caro Tore Sanna, non è uno slogan! E` una cosa che non va bene, è una cosa poco corretta, ed è una cosa poca seria se questo Consiglio varerà questo provvedimento.

PRESIDENTE. Mi ha chiesto la parola uno dei proponenti, l'onorevole Cugini, per proporre un emendamento orale; se la richiesta è ancora valida credo che sia utile proporla in modo tale che poi gli altri colleghi che devono intervenire, Masala, Granara, Lorenzoni, Sanna Giacomo, Balletto, Lippi e gli altri abbiano questo quadro.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (Progr. Fed.). I colleghi che sono intervenuti sull'argomento oltre ad esprimere valutazioni sulla utilità del provvedimento, hanno evidenziato che con questo emendamento 166, da parte della maggioranza, e in particolare dei proponenti, si volesse costituire un ente inutile, un carrozzone, questi sono i termini che sono stati usati.

Siccome ormai ci conosciamo da quattro anni e, quindi, possiamo tranquillamente dire che non sono queste le intenzioni, ma quelle che il collega Tore Sanna ha precisato col suo intervento, quindi, io proporrei, lo dico per i colleghi che devono intervenire, al primo rigo: "l'amministrazione regionale è autorizzata a costituire" dopo costituire si aggiunge "con partecipazione minoritaria, unitamente ad altri soggetti eccetera", quindi, aggiungerei tre parole "con partecipazione minoritaria", per rispondere positivamente ad un argomento che è stato introdotto ma che non era minimamente presente nella volontà dei proponenti. Questo può essere utile per continuare la discussione, per trattare il merito e superare questa preoccupazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). Se noi ricordiamo le dichiarazioni programmatiche del primo governo del Presidente Palomba, ricordiamo che egli parlava del turismo elevato a sistema, progetto bellissimo ahimè ma fu di quattro anni fa, poi non se ne parlò più! Che cosa vuole dire turismo elevato a sistema? Turismo elevato a sistema vuole dire, innanzitutto, una riforma organica del settore turistico; non significa certamente introdurre una norma di soppiatto in finanziaria, senza il dovuto approfondimento nella Commissione di merito, sicuramente non significa questo. Significa certamente qualcosa d'altro. Significa cioè inserire, prevedere una proposta o disegno di legge organico; significa insediarlo, radicarlo nella Commissione competente, significa approfondire in quella sede tutte le problematiche relative al sistema turistico, quindi, emanare un provvedimento che oggi, per essere elevato a sistema, non può prescindere dalla previsione di un organismo inter-assessoriale, che sia competente proprio per quella attività di promozione e di sviluppo dell'attività turistica. Questi sono argomenti di sostanza, io potrei continuare a leggere, caro presidente Sanna, sulle questioni di sostanza, ma non le voglio fare in questa sede perché a me pare che debba essere privilegiato l'aspetto formale del problema.

Ed allora, noi abbiamo oggi appreso che questo emendamento è il risultato di uno studio che è stato fatto a cura della Giunta; però, io non assistito ad una proposta formale della Giunta nel disegno di legge, né attraverso un emendamento della Giunta, a meno ché la Giunta non si sia avvalsa, come strumento, della collaborazione di colleghi consiglieri per presentare un emendamento al posto della Giunta; se questo non fosse non vedo per quale motivo...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Chiedo scusa onorevole Masala, prego i colleghi di fare silenzio!

MASALA (A.N.). E se questo non fosse stato non vedo in che modo sia possibile collegare questo emendamento allo studio fatto dalla Giunta; se la Giunta ha fatto i suoi studi ne deve rendere conto in quest'Aula, in questo Consiglio e alla Commissione competente, e io mi aspetto che il presidente della Commissione industria, commercio e turismo, l'onorevole Tunis, faccia la stessa protesta che ha fatto ieri in relazione ad un emendamento sul cui contenuto non era d'accordo, perché il principio è identico, è un problema che va affrontato in sede di Commissione competente e non può essere assolutamente messo qui, a prescindere dal merito, a prescindere dalla bontà o meno della proposta, non può essere inserito nella finanziaria.

Mi richiamo a quello che è stato detto qui ieri, dall'Assessore alla programmazione, allorquando invitava i colleghi della maggioranza che avevano presentato quell'emendamento che parlava di questioni di merito, su materie industriali, a ritirare l'emendamento medesimo, perché ha affermato è più utile, è più congruo, è più utile soprattutto per una buona legge che il problema venga affrontato seriamente, con una istruttoria seria, nella competente Commissione di merito. Non vedo che differenza esista tra la proposta di ieri e la proposta di oggi. Allora, se la modificazione dell'Assemblea e della Giunta, in relazione al metodo di affrontare il problema, è stato determinato esclusivamente dalla presa di posizione del Presidente della Commissione competente, io chiedo che il Presidente della Commissione sia coerente con quanto affermato ieri, e che l'Assessore sia ugualmente coerente con quanto affermato ieri, e che i proponenti siano coerenti con quello che hanno affermato ieri, e ritirino questo emendamento, e lo propongano nelle sedi opportune con una proposta organica in materia di turismo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Usai Pietro. Ne ha facoltà.

USAI PIETRO (Progr. Fed.). Concordo sulle cose dette dal collega Tore Sanna, e mi limito ad aggiungere che in una Regione che spende oltre cinquecento miliardi nella costruzione di porti turistici, è evidente che doveva arrivava il momento in cui la Regione mettesse in piedi un minimo di coordinamento. Siccome più in là, nei lavori, dovremo affrontare un emendamento che farà naturalmente discutere in materia di nautica turistica, l'emendamento mi pare che fosse presentato dal collega Giagu, a proposito dei punti di attracco per navi da crociera in Sardegna, io penso che su questa materia, tante volte trascurata dalle giunte regionali, bisognerà aprire come dire un confronto, io penso anche che l'assessore al turismo possa anche in questa occasione proporre una sorta di conferenza regionale sulla nautica, perché noi abbiamo migliaia di posti barca in Sardegna che si muovono in modo spontaneo, non in termini imprenditoriali. Spesso accade che i porti che funzionano sono quelli fatti dai privati, non quelli fatti con i soldi pubblici. Si tratta di mettere in piedi, quindi, non un carrozzone, ma un coordinamento, un'agenzia che coordini e promuova il prodotto che noi offriamo. Noi siamo generalmente tagliati fuori dai grandi circuiti della nautica del Mediterraneo, soprattutto dai circuiti che contano economicamente; penso per esempio alle questioni "crocieristiche", saltano la Sardegna, vanno a Palma di Maiorca, vanno in Tunisia, vanno in Sicilia, si tratta di affrontarlo il problema; questo è un modo anche di rivitalizzare alcuni centri storici marini che noi abbiamo qui in questa Regione. Per quanto attiene poi l'agenzia in sé, se nasce per assumere disoccupati non serve a nulla, se nasce per promuovere immagine, mettersi in rete (come diceva Sanna) e soprattutto per ricominciare a riparlare in Sardegna di cantieristica nautica, fa una cosa che serve. Io penso che tra le cose che l'agenzia dovrà fare, oltre promuovere e coordinare, si tratta di affrontare per davvero la questione, lo snodo dello sviluppo nautico in Sardegna, la questione cioè della cantieristica, migliaia di barche che vanno per il Continente in inverno, oppure vengono parcheggiate in stalle o in parcheggi pubblici vicino ai porti. Si tratta di promuovere certe iniziative, in coordinamento con l'assessorato all'industria, per quanto attiene la cantieristica, e che cominci a parlare di nuova professionalità per quanto attiene appunto la nautica. Penso che l'assessore possa, anche oggi, avanzare la proposta nell'Aula, di promuovere entro la primavera una conferenza nella materia, mettere insieme i tanti imprenditori che nascono in modo spontaneo, spesso molto piccoli, che però danno tanta possibilità e tante opportunità di lavoro in tantissimi comuni costieri della Sardegna; nella sola Gallura esistono sei mila posti barca, almeno la metà non sono neanche censiti dal demanio, dalle capitanerie di porto, e la Regione non è sicuramente neanche a conoscenza, pontili che vengono acquistati col leasing e con tassi altissimi, vi è un disordine dentro un comparto che ha potenzionalità enormi che comunque va rimesso e riportato ad un minimo di buon senso nell'organizzare.

Vorrei dire, Assessore al Turismo, invece di promuovere tante fiere che spesso (non dico a lei, dico a tanti suoi predecessori) hanno fatto ridere in Sardegna, promuoviamo un qualcosa che possa servire, facciamo in primavera una conferenza sulla nautica sarda, portiamo la nautica nelle fiere europee e cominciamo a far contare un comparto che per davvero può avere grandi potenzionalità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis Gianfranco. Ne ha facoltà.

TUNIS GIANFRANCO (Popolari). Signor Presidente, intervengo anch'io sull' emendamento 166; è un emendamento che ha fatto discutere a lungo, ed è un emendamento su cui anch'io, come Presidente della Commissione industria, esprimo la contrarietà, perché ancora una volta si tende ad introdurre delle norme che vogliono evitare il parere della Commissione. Si tratta di leggi di settore, e io ho condiviso ed apprezzato molto l'intervento di ieri, fatto dall'assessore Scano, che ha appunto puntualizzato e condivide che in questa legge finanziaria non ci debbano essere colpi di mano o colpi di spugna. Così come anche già può intravedersi su un emendamento presentato dalla Giunta stessa, quando andremo a parlare dell'articolo 17. Quindi io chiedo, e mi associo, a quanti hanno chiesto il ritiro di questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lorenzoni. Ne ha facoltà.

LORENZONI (Popolari). Io sono il primo firmatario dell'emendamento presentato al decreto di legge 447, che trattava della medesima materia, ma non solo. Quando ho avuto l'onore di ricoprire la carica di sindaco di Castelsardo, insieme con i colleghi di Santa Teresa, di Alghero e di Palau, ci recammo dall'assessore al turismo di turno per chiedergli che si facesse promotore di una iniziativa che tendesse a creare un organismo di coordinamento di una realtà che già nel 1990 era estremamente evidente: la nautica da diporto attraverso il circuito del porto turistico. Gli chiedevamo, praticamente, di farsi promotore di un organismo di coordinamento che avesse come competenza primaria la promozione e il coordinamento delle iniziative di questi porti. Ha ragione Bonesu quando significa che i porti turistici, in questi anni, hanno avuto delle difficoltà; difficoltà nei rapporti con le capitanerie di porto, difficoltà nei rapporti con lo Stato, quando il porto di Torre Grande paga per la concessione trecento milioni, evidentemente questo incide nella gestione diretta che poi la società di gestione del porto deve avere. Ma, allora, io mi pongo una domanda: Noi, in questo momento, abbiamo un quadro della situazione dei porti turistici della Sardegna? Dal dibattito che si è verificato ho la sensazione che noi non lo abbiamo. Diceva giustamente il collega Piero Usai: è stata investita una somma rilevante nei porti turistici, abbiamo fatto in questo senso una scelta strategica, abbiamo scelto di attivare i meccanismi della nautica da diporto per promuovere un turismo di qualità. Su questo abbiamo investito tanti denari, ma abbiamo anche molte realizzazioni. Io non so se voi, se tutti noi abbiamo conoscenza di quella che è la consistenza della disponibilità dei posti barca che in Sardegna ci sono, e mi consenta il collega Pirastu, che è di gran lunga superiore a quello della Corsica, e che non ha niente da invidiare neanche per qualità rispetto a quelli della Corsica. Ed allora, se è una presa di posizione perché deve essere formulata una posizione diversa da quella che è una posizione di maggioranza, la posso anche capire, ma, nell'essenza del dibattito, che non si riconosca la necessità di un organismo di coordinamento e di promozione, di quelle che sono oggi le esigenze del porto turistico della Sardegna, grande realtà che si stà sviluppando e che in questo momento stà segnando il passo proprio per l'assenza di un organismo di questo genere, che con la correzione che è stata suggerita dall'onorevole Cugini mi sembra sia ampiamente garantista per quella che deve essere la partecipazione di privati, e quando si parla di privati si fa evidentemente riferimento ai privati gestori dei porti, perché le società di gestione devono essere fatte da privati se vogliamo che queste società siano attive, se vogliamo che la forma di promozione, di offerta del prodotto sia consapevole a quello che può essere il grande vantaggio che una collettività deve avere dai porti turistici.

Ma, se manca un'iniziativa che questo Consiglio propone, e non fa un reato di lesa maestà, come sono convinto di non aver fatto un reato di lesa maestà presentando gli emendamenti in questa direzione, ed allora, noi la consapevolezza che dobbiamo avere nella trattazione di questo problema è se esiste l'esigenza di questa struttura, se esiste coraggiosamente dobbiamo prendere le decisioni conseguenti, dobbiamo votare questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Granara. Ne ha facoltà.

GRANARA (F.I.). Ogni qualvolta si propone qualcosa che sia capace di razionalizzare, di coordinare un settore dove esiste soprattutto tanta confusione, bisognerebbe guardare ad iniziative indubbiamente con un certo interesse, perché è proprio di ordine che abbiamo bisogno, di programmazione seria e lo sappiamo tutti quanti. Soprattutto nel settore dei porti che si è sviluppato con grande confusione, dove sono sorti porti in prossimità di località turistiche naturali, sono sorti porti più grandi in zone praticamente desertiche, sono sorti piccoli porti in zone dove esiste del ridosso, sono sorti degli enormi porti in zone dove andare a terra - e mi riferisco all'Assessore dei lavori pubblici, un attimo di attenzione - rappresenta veramente un grande pericolo, e quel porto non è un punto di accoglienza e di rifugio ma diventa spesso una trappola mortale.

E` questa l'attività di razionalizzazione del territorio che la Regione avrebbe dovuto fare, prima di promuovere, prima di finanziare con centinaia di miliardi una serie di iniziative valide e giuste, necessarie per dare sviluppo al turismo, però che si sono rivelate al di fuori di quelle piccole iniziative private, si sono rivelate veramente deficitarie e hanno ottenuto ben poco risultato nel mercato naturale del turismo.

Anche io penso, sinceramente, come l'amico Tore Sanna che esista la necessità di creare un organismo che coordini l'attività, che coordini la tipologia di servizi da dare, che controlli sulla professionalità nei vari porti, ma non può essere una società regionale, non può essere una società che, con un escamotage dell'amico Cugini, ci dice che la Regione partecipa solamente anche in misura minoritaria, e tutto l'altro è sottoscritto dagli enti locali.

Deve essere una società dove partecipano i privati, dove partecipano le associazioni di categoria, dove partecipano i rappresentanti dei porti, dove partecipano i rappresentanti della cantieristica, queste cose si possono vedere e studiare a suo tempo. Non mi pare che questo possa essere e debba essere visto necessariamente nell'ambito della finanziaria, dovrà essere affrontato nelle commissioni competenti e trattato non come un blitz, ma trattato in termini giusti e corretti come il problema pretende.

Di questa agenzia non si conoscono le competenze, non si capisce che cosa potrà fare, non sappiamo quale sarà l'attività di programmazione e si corre il rischio che questa attività di programmazione sia solamente a discapito di quella portualità che oggi dà servizi, si sostiene abbondantemente a discapito di questa professionalità e a vantaggio di piccoli porti che sono completamente abbandonati a se stessi tutto l'anno, vuoti undici mesi all'anno, e solamente nel mese di agosto, proprio perché la gente è presa per disperazione, vengono frequentati.

Vorrei toccare ancora un punto: la necessità di far funzionare i porti. E' necessario affrontare il discorso della professionalità; bisogna avere personale competente, personale capace e che dia assistenza, che possa consentire alle barche di svernare tutto l'anno e rimanere dentro i porti, non solamente le nostre strutture devono essere viste come società di passaggio. Grazie a quest'Aula il mio paese gode di un finanziamento di 25 miliardi e finalmente abbiamo un porto. Il porto è stato avviato, noi abbiamo già un traffico naturale, ma abbiamo delle professionalità enormi, di gente che veramente sa gestire un porto. Abbiamo avviato per elevare questa professionalità dei corsi di formazione professionale nel mio paese, e stranamente davanti a tanti laureati è stato mandato un metalmeccanico a dirigere. Queste cose non devono capitare. Non dobbiamo meravigliarci se un porto non funziona, non dobbiamo meravigliarci se un'attività non si regge sul mercato, se noi l'andiamo ad assistere in questi termini. Un po' di correttezza, un po' di responsabilità tutti quanti, questo è problema molto delicato, che va affrontato in termini molto più sereni e non sicuramente oggi da un momento all'altro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (P.S.d'Az). Signor Presidente, io avrei preferito che l'Aula tutto il tempo che sta impegnando a parlare di promozione, l'avesse dedicato invece ad un tema fondamentale, che poi porta anche al discorso della promozione, che è quello del demanio, che è quello della classificazione delle nostre realtà portuali, dove la non classificazione porta all'indecisione di chi deve intervenire per garantire la sopravvivenza delle realtà portuali sarde, dove però lo Stato continua ad incassare e la Regione continua a mettere denaro della stessa per garantire la sopravvivenza di queste strutture. Quest'Aula ha già parlato, in diverse circostanze, del problema promozione; ne ha parlato sul porto canale, ne ha parlato nella finanziaria 1997 sulla promozione del sistema aeroportuale sardo, ed anche in quella circostanza ci fu una bocciatura del discorso promozione. Oggi ritorna l'argomento in termini completamente diversi. Diversi per quale motivo? Perché per il sistema aeroportuale avevamo già individuato e costruito, rese operative le società di gestioni, quindi, avevamo chiaro il sistema di cui dotarci per garantire una gestione corretta, incisiva, capace, per porre sul mercato gli aeroporti sardi, e quindi, crearne la promozione.

Qui avviene l'inverso. Avviene l'inverso per il semplice motivo che l'allora assessore, Salvatore Lai, del turismo, portò una proposta in Giunta, si deliberò per dare un incarico a professionisti che dovevano costruire il sistema gestionale delle nostre realtà portuali e più precisamente di quelle turistiche. Oggi nessuno conosce questo sistema, si porta all'attenzione invece dell'Aula il problema della promozione. Il problema della promozione è un problema che avviene dopo, perché promuovere significa vendere, penetrare nel mercato, cercare gli elementi necessari per portare qui quel traffico che molti hanno richiamato e che non arriva, significa parlare di sistema, di un sistema portuale, turistico che possa veramente creare presupposti di sviluppo e di occupazione, quindi di un'economia reale.

Oggi noi, in quest'Aula, ci riproponiamo di parlare di promozione, di un qualcosa che non sappiamo neanche come vogliamo far funzionare, stiamo andando a vendere un qualcosa che non siamo in grado di proporre sul mercato, in quanto non credibili. La maggior parte dei porti non è dotata dei servizi essenziali, di quelle incisività per riuscire a presentarsi sul mercato internazionale in termini veramente validi; allora, io mi chiedo: perché tutta questa fretta? Perché tutta questa necessità di valutare il discorso promozionale, anziché, con grande chiarezza portare all'attenzione, quindi, dare credibilità ai nostri porti turistici dicendo chiaramente con quale tipo di gestione vogliamo governare questo sistema.

Nessuno di noi conosce il tipo di gestione che la Regione vuol dare ai suoi porti turistici. Non bisogna guardare le piccole o isolate realtà, forse potrà avere ragione il collega Tore Sanna, quando fa una analisi riferita al porto turistico che ricade nel suo territorio, nel comune che amministra, io consiglierei invece di fare un panorama ben più ampio, nel valutare attentamente tutte le realtà portuali che abbiamo costruito, quelle che sono in fase di costruzione e quindi necessitano di ulteriori risorse per dare completezza, e quelle che dovrebbero nascere per creare il vero sistema.

Mi chiedo quante di queste realtà stiano funzionando nel migliore dei modi, con quale tipo di gestione esse si siano presentate sul mercato, se veramente al cento per cento questo sistema gestionale stia dando i frutti sperati.

Oggi, invece, con questo emendamento si vorrebbe portare il discorso sulla promozione, non si possono anticipare i tempi, è prioritario il discorso gestionale, nel momento in cui si dovesse fare chiarezza sul discorso gestionale diventerebbe essenziale il discorso della promozione. Sono elementi concatenati, dove però le priorità hanno un significato, dove la gestione non è scorporata dalla promozione.

Ripeto, stare sul mercato significa vendere un prodotto che abbia quelle caratteristiche di incisività che oggi mancano alla maggior parte dei nostri porti turistici.

Quindi, ritengo che l'emendamento debba essere ritirato dai proponenti, che si debba prendere con attenzione e risolvere immediatamente, perché troppi anni sono passati, il problema gestionale e riproporre a tempo debito il problema della promozione. Solo così diventeremo credibili, non rischieremo di gettare i denari in iniziative che non hanno senso; non è con le conferenze o i convegni che si risolvono i problemi, si risolvono con proposte concrete, con progetti seri, adeguati ai tempi, alla nostra realtà, che ci possa consentire di entrare veramente in un libero mercato che è sempre più difficile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). L'emendamento numero 166, che poi è sostitutivo degli emendamenti numero 120 e l'altro che non ricordo, ha scatenato una discussione in Aula che ormai dura da oltre un'ora, e questo a mio modo di vedere rallenta i lavori. Questo è un emendamento che proviene dai settori della maggioranza, non certamente dall'opposizione, sicché mi sembra veramente difficile che si possa sostenere che il tempo in Aula viene perso per un'attività ostruzionistica prestata dall'opposizione.

Cosa dire di questo emendamento? Qua si possono ripetere le cose che si sono dette sempre, e cioè che è mai possibile che in finanziaria venga inserito un provvedimento di questa portata, al quale lo stesso collega Sanna ha dato un'importanza fondamentale e ha sfidato, anche se con termini bonari, l'opposizione a portare argomentazioni valide, e non le solite parole trite e ritrite del carrozzone, dell'assunzione e dell'impiego di amici degli amici e così via.

Risponderei con la stessa pacatezza al collega Sanna, ma è mai possibile che si possano portare argomentazioni in aula durante la discussione della finanziaria, quando un emendamento viene presentato all'ultimo momento? Evidentemente ci sono persone che in quei banchi sono particolarmente dotate di capacità superiori e sono in grado di proporre, e dall'altra parte invece ci sono persone che di fronte ad un foglietto di carta, dove si propongono, sulla base delle parole dello stesso collega Sanna, argomenti di vitale importanza, si debba interloquire discutendo, dando controproposte con argomenti validi. Sarebbe veramente esagerato pretendere che questo possa avvenire.

Ma il malvezzo della proposizione in finanziaria di argomenti che meriterebbero invece l'attenzione della Commissione di merito, continua, e continua nonostante ci sia anche da parte della Giunta, che quindi chiede alla maggioranza di accelerare e snellire i lavori in Aula. Tutto il tempo che stiamo perdendo su questo argomento non può che ricadere, quanto a responsabilità, sui proponenti dell'emendamento stesso.

Quindi, fatte queste considerazioni, riservandomi di dare le risposte alle quali faceva riferimento il collega Sanna, in Commissione, dove mi auguro che il provvedimento approdi, mi limito a fare delle considerazioni di carattere tecnico sull'emendamento.

E mi viene prima di tutto da dire, per le finalità di cui al comma uno è autorizzata una spesa non superiore ai 200 milioni, per la sottoscrizione del capitale sociale. Il che significa che il capitale sociale di questa società può essere o in totale maggioranza, perché 200 milioni è il capitale minimo e può essere quindi di maggioranza della Regione, o addirittura può essere una percentuale infinitesimale nella misura in cui gli altri soggetti pubblici e privati che partecipassero sottoscrivessero 100 miliardi di capitale, perché non vi è limite al capitale.

Quindi i 200 milioni indicano solamente l'impegno che può essere maggioritario, che può essere di partecipazione, anche per una partecipazione insignificativa quando non viene fissato il capitale sociale.

PRESIDENTE. Prego i colleghi di tacere durante gli interventi degli oratori di turno.

BALLETTO (F.I.). Penso che un punto di tale rilevanza non possa essere trascurato, ma l'emendamento lo trascura perché è affrettato, perché non è approfondito, perché si limita - collega Sanna - ad enunciare principi, punto e basta. Non indica metodiche, metodologie, programmi, non indica nulla. Quindi sul nulla, mi rifaccio al mio presidente di turno, non sia come quella divinità che riusciva ad ingravidare le nuvole, non faccia altrettanto.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ZUCCA

(Segue BALLETTO.) Detto questo, penserei proprio che si è detto tutto su questo emendamento, e che forse sarebbe anche il momento, per dare celerità ai lavori, che si proceda in maniera più spedita su cose sulle quali effettivamente si può discutere perché c'è materia da discutere e c'è materia di contesa.

PRESIDENTE. Il consigliere Lippi rinuncia ad intervenire.

Ha domandato di parlare il consigliere Cadoni. Ne ha facoltà.

CADONI (A.N.). Credo che nessuno sia contrario alla promozione della portualità turistica in Sardegna, sempre che in Sardegna si possa parlare di portualità, visto che quei pochi che esistono funzionano male, altri sono incompleti, altri sono stati finanziati e sono in itinere. Comunque, che il mondo dei diportisti sia composto da milioni di persone è indubbio, che ci sia un grosso introito dal movimento di questi diportisti è indubbio anche quello, il problema è un altro, che il diportista (quando ho parlato del Portolano qualcuno ha sorriso, forse non sapendo che cosa è il Portolano) non si muove senza il Portolano, sarebbe come uno che va in mare si muovesse senza la bussola. Bisognerebbe andare a vedere cosa è questo Portolano, ed allora si parla veramente di promozione, perché è l'unico mezzo informativo di promozione non solo dei servizi che può offrire un porto, ma dei servizi che offre la città dove è locato il porto, che vanno dai posti letto, alla cultura, al commercio, turismo, artigianato, tutto quello che è promozione di immagine della zona.

Oggi come oggi il turismo mondiale si sta spostando verso paesi dove effettivamente esistono delle portualità: va in Spagna, va in Costa Azzurra, va in Corsica, va addirittura nel Persico e via dicendo. In Sardegna non ci va perché non è conosciuta, al di là di quella che può essere la conoscenza della Costa Smeralda, dove la gente tiene la barche ferme tutto l'anno, oppure dove arrivano solo i miliardari; negli altri porti non possono arrivare perché non hanno notizie esatte di quella che può essere la ricettività dello stesso porto.

BERTOLOTTI (F.I.). Perché non ci sono servizi non ci vanno nei nostri porti.

CADONI (A.N.). Perché cosa ho detto fino adesso, scusa? Qualcuno dovrebbe guardare da una parte ed ascoltare dall'altra parte, sto dicendo che in Sardegna mancano i servizi, e il servizio maggiore che manca è quello della conoscenza dei luoghi e della pubblicizzazione dei porti che hanno un minimo di servizio. Ho detto che la Costa Smeralda, oggi come oggi, forse è l'unica zona conosciuta nel mondo, ma non credo sia alla portata di tutti noi. Certo noi conosciamo dei porti come Alghero, come Marina Piccola, come Oristano e via dicendo, lo sappiamo noi in Sardegna. Comunque, volevo dire che mi associo a quello che ha detto il Capogruppo Masala, che bisognerebbe riportarlo in Commissione e parlare del problema interamente, non si può parlare di promozione di un qualcosa che non esiste. Però ciò non toglie che dobbiamo iniziare a conoscere perlomeno quel qualcosa che già esiste, ma non ai sardi che lo sanno, al mondo dei diportisti, che possono dare un grande rilancio turistico della Sardegna nell'immagine mondiale, perché oggi purtroppo l'immagine della Sardegna é solo banditismo e Costa Smeralda, altre immagini non ve ne sono.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.

BERTOLOTTI (F.I.). Presidente, parlerò prima di tutto da diportista, in quest'Aula, prima ancora che da politico. E parlo da diportista che ha avuto la fortuna di frequentare scuole specializzate, in particolare ne abbiamo una conosciutissima ormai nel mondo della nautica, che è quella di Caprera, di cui sono diventato anche istruttore e conseguentemente ho dovuto avere la responsabilità di trasmettere ad altre persone alcuni concetti sul modo di andare in barca in piena sicurezza, evitando pericoli, prima di tutto per se stesso, ma ancora di più per gli equipaggi che normalmente vengono accompagnati e portati su questi mezzi di trasporto.

E qui incominciamo a sfatare una cosa, mi dispiace dover contraddire il collega Cadoni, ma se c'è una cosa seria in Italia sono proprio i Portolani. I Portolani per chi va in barca sa che cosa sono, sono degli strumenti specializzati di cartografia che contengono tutti le informazioni dettagliate sui porti attrezzati. Nel Portolano, quello ufficiale, i porti della Sardegna, attrezzati e in grado di dare servizi e approdi in piena sicurezza, ci sono tutti, gli altri non ci sono semplicemente perché non sono collaudati, perché non hanno servizi, perché non sono in grado di ospitare le imbarcazioni in piena e completa sicurezza.

Allora, il problema non è quello di fare il Portolano della Sardegna o dei porti sardi, ma è quello di attrezzare i porti sardi in condizioni tali di sicurezza e di servizi che consentano di essere inseriti nei registri ufficiali che sono conosciuti da chi va in mare, perché se c'è una cosa che prima di tutto si fa quando si va in mare, e quando si esce in barca, perlomeno quelli che lo fanno in sicurezza, è sapere quando si parte, in che maniera si parte, dove si intende arrivare, il più possibile in condizioni di garanzia e di sicurezza, di sapere dove parare quando ci sono condizioni di tempo che impediscono una normale navigazione.

Questo per dire come questo sia un problema complesso, che non può essere affrontato in una discussione di questa natura, Assessore, che non può essere affrontato in una discussione parziale, che non considera gli interventi che devono essere fatti per il completamento dei porti, e quindi mi riferisco all'Assessore dei lavori pubblici, peraltro anche lui so essere persona di ampia conoscenza nel settore, sicuramente in condizione e in grado di presentare qualcosa di più completo per quanto attiene la sua materia.

Ripeto che quindi deve essere affrontato su livelli di diversi, il primo è quello della ricognizione degli interventi che devono essere fatti a livello di opere pubbliche nei porti per dotarli di moli sufficienti, di attrezzature sufficienti, di servizi sufficienti per garantire la sicurezza degli approdi. Il secondo è quello della gestione, che non può essere quella pubblica. Noi lo vediamo dai piccoli porticcioli che sono stati affidati ai comuni, Assessore, a parte qualche comune che ha ritenuto intelligentemente di utilizzare strutture specializzate, la maggior parte attendono che si costituiscano cooperative o società giovanili sulla legge 28 per garantire qualche posto di lavoro nell'ambito del proprio comune, dimenticandosi che i posti di lavori si creano e si perpetuano solo quando ci sono imprenditori seri e specializzati che sono in grado di guidare le strutture per sfruttare al meglio le occasioni e le opportunità di carattere economico che una struttura pubblica può creare.

E da qui nasce il problema del rapporto pubblico e privato, qui continuiamo a dire a parole che vogliamo privatizzare, che vogliamo disimpegnare l'Amministrazione regionale dalla gestione della cosa pubblica, e poi presentiamo emendamenti o norme che invece reintroducono la manus longa del pubblico anche sul privato.

Diverso impatto avrebbe avuto, collega Cugini, un intervento volto a favorire la costituzione di consorzi tra privati che siano nelle condizioni di poter autonomamente gestire questi servizi e lo faranno sicuramente in maniera più attenta, puntuale, precisa e con maggiori opportunità di carattere economico, perché è giusto che si creino i circuiti, è giusto che, proprio per i discorsi che facevo prima sulla sicurezza, si sappia, nel momento in cui si esce da un porto, quali posti disponibili e liberi esistono a poche miglia di distanza per poter andare; per questo però basta anche, semplicemente, dotare le strutture portuali di una rete interconnessa computerizzata, con un servizio che non costa certamente grandi cifre, ma che consentirebbe di avere una programmazione dei circuiti.

Ma di circuiti specializzati nel turismo non si deve parlare soltanto a livello di nautica, si deve parlare a livello di altre situazioni. C'è un flusso turistico in Sardegna che sta cominciando a prendere una discreta consistenza, che è quello legato agli ultraleggeri, e che incontra le difficoltà che incontrano tutti i flussi turistici che hanno necessità della creazione di circuiti, cioè le infrastrutture. E quando si comincia a parlare di circuiti specializzati, bisogna incominciare a parlare anche di interconnessioni tra queste strutture e i circuiti specializzati, perché se nel retroterra di un porto turistico ci fosse anche, per esempio, una pista per ultraleggeri, ci sono molte persone che amano spostarsi in questi maniera, e che magari lascerebbero la propria imbarcazione tutto l'anno (veniva richiamata come esigenza) e quindi con lavoro da fare per meccanici, operatori specializzati nell'ambito dei porti, con maggiori posti di lavoro, e quindi la lascerebbero in Sardegna perché potrebbero avere la facilità dal resto della Penisola o dal Continente europeo di potersi spostare con il proprio mezzo aereo, che ormai consente una diffusione ampia di questo mezzo di trasporto per l'accessibilità ormai dei costi che ne derivano su questo tipo di attrezzature e macchinari, che quindi incrementerebbe conseguentemente anche la doppia valenza delle strutture legate sia al turismo portuale, sia agli altri turismi cosiddetti specializzati.

Così come si aprono, ripeto, problemi legati alla gestione, al conseguente completamento e alla necessità di prevedere delle norme che consentano ai privati di completare i porti, magari con interventi aggiuntivi regionali, ma che devono essere ovviamente soggetti alla concessione pluriennale delle strutture per l'accoglimento delle imbarcazioni.

Quindi una materia complessa che, secondo me, necessita di avere un attimo in più di tempo per poter essere messa a punto nell'ambito normale e naturale della Commissione. Il mio invito è quello del ritiro di questo emendamento. E` un invito che rivolgo a chi ha sottoscritto questo emendamento, per consentire che si faccia una discussione più completa, puntuale, precisa che eviti che una grande risorsa come questa per il turismo della Sardegna si vanifichi con iniziative che invece non servono a mandare avanti e creare effettivamente posti di lavoro, e che anzi screditerebbero ulteriormente l'immagine della Sardegna per quel poco che nell'ambito dei porti turistici ci è stato consentito di avere, non per interventi regionali, ma per interventi dei privati in campo mondiale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (Progr. Fed.). Un minuto. Diversi colleghi hanno invitato i presentatori dell'emendamento a ritirarlo, non ci sono obiezioni in questo senso, però i presentatori degli emendamenti e dell'emendamento vorrebbero sentire l'opinione dell'Assessore del settore sulla discussione che sin qui si è svolta, che mi è sembrata puntuale sull'argomento, e in ragione dell'intervento dell'Assessore noi saremmo disponibili a ritirarlo.

PRESIDENTE. L'Assessore doveva parlare dopo l'ultimo intervento, prima del suo, che è dell'onorevole Falconi.

Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (Progr. Fed.). Grazie Presidente, proprio qualche minuto per disquisire ancora sulla nautica da turismo e da diporto, uno di Fonni non può fare questo, mi inchino a cotanta bravura espressa questa mattina in Aula.

Pare singolare, comunque, che l'Aula stia resistendo su un emendamento che prevede una razionalizzazione ed uno sforzo per far conoscere un patrimonio dove la Sardegna ha speso negli ultimi vent'anni qualcosa come 700 miliardi per creare 23 porti turistici, che peraltro non ha ancora completato. Ma non è questo che volevo dire, mi pare sia stato già detto. Solamente volevo proporre non tanto un ritiro immediato dell'emendamento, ma un rinvio a questo pomeriggio, e quindi un rinvio anche del voto su questo, affinché la Commissione di merito, la Commissione sesta, si esprima su questo e su altri argomenti che abbiamo più avanti via via nell'articolato, affinché si abbia una posizione della Commissione, e non dei singoli componenti della Commissione di merito.

Ritengo che in una discussione in quella sede si debba ritrovare il giusto equilibrio tra il tentativo di esproprio, come l'ha definito qualcuno, e le esigenze che deve avere e che ha una Giunta di essere operativa e di governare le situazioni anche di emergenza, però diciamo che non è possibile prendere questa discussione in Aula. Chiederei, quindi, la sospensione di questo articolo e la convocazione della Commissione sesta di merito per questo pomeriggio o per questa mattina.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

PABA, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Dalla ricca e articolata discussione credo sia emersa una valutazione unanime sulla necessità di intervenire per creare un sistema organizzativo e promozionale per sfruttare molto di più e molto meglio di quanto finora sia avvenuto il sistema della portualità turistica in Sardegna. Ci sono tra pubblici e privati 31 porti turistici che sono gestiti, come molti consiglieri hanno messo in rilievo, in modo molto differente, ci sono porti che funzionano bene, porti che funzionano male.

La consapevolezza delle potenzialità, anche in termini occupativi, oltre che economici, del sistema della portualità turistica in Sardegna è stata riconosciuta sia da tutti i sindaci dei Comuni nei quali ci sono dei porti turistici, sia da tutti gli operatori privati, nel senso che la proposta che la Giunta ha approvato della costituzione di un'agenzia dei porti turistici in Sardegna, è una proposta che ha un largo consenso sia presso gli amministratori pubblici, sia presso gli operatori privati.

Quindi c'è questa esigenza di organizzare a livello di sistema un'offerta turistica, come quello della portualità turistica, c'è un'esigenza di creare per i singoli porti turistici, ciascuno dei quali dovrebbe mantenere la sua autonomia gestionale, la convenienza a partecipare direttamente alla gestione di questa agenzia. Quindi credo che, a fronte di questa generale condivisione della necessità di una risposta sistemica all'offerta della portualità turistica in Sardegna, corrisponda anche l'esigenza di una riflessione più precisa dal punto di vista organizzativo delle modalità con le quali dare questa risposta.

Quindi accolgo l'invito che è stato fatto di rinviare, ad una riflessione ulteriore presso la Commissione, la proposta degli aspetti di contenuto delle modalità di costituzione e di funzionamento di questa agenzia.

Quindi l'invito che faccio come Assessore, e a nome della Giunta, ai proponenti di questo emendamento è quello di riproporlo alla discussione presso la competente Commissione consiliare.

PRESIDENTE. L'onorevole Cugini che intendeva acquisire l'opinione dell'Assessore ce l'ha, quindi ne tragga le deduzioni che ritiene di doverne trarre.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (Progr. Fed.). Come Capogruppo, ma penso di poter esprimere l'opinione almeno dei colleghi della maggioranza, non abbiamo niente in contrario ad autorizzare la Commissione a riunirsi fuori dall'orario dell'Aula per trattare gli altri argomenti che sono stati richiamati, se richiesti. Però mi sono rivolto all'Assessore per avere una risposta sul merito dell'emendamento, alla luce degli interventi che sono stati svolti in Aula.

L'Assessore dice, se ho capito bene, che l'argomento è interessante, l'esigenza di dare una risposta completa è altrettanto vera, si impegni la Commissione, si impegnino prima la Giunta e l'Assessore ad avanzare alla Commissione competente una proposta organica che affronti e risolva il problema, in ragione di questo impegno dell'Assessore e della Giunta, con il quale si presenterà alla Commissione competente una proposta organica, noi ritiriamo l'emendamento.

Ho voluto chiarire, d'altra parte, perché quella riferita alla possibile riunione della Commissione, se viene richiesta la daremo, però non può intralciare i lavori dell'Aula sulla discussione della finanziaria.

Quindi, per quanto riguarda Cugini, Balia e Lorenzoni l'emendamento è ritirato alla luce di questa precisazione che apprezziamo, che ha svolto l'Assessore.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico dell'emendamento numero 101 all'articolo 13.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 70

Votanti 70

Maggioranza 36

Favorevoli 33

Contrari 37

(Il Consiglio non approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIORI - LOMBARDO - LORENZONI - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale numero 49 presentato dalla Giunta regionale. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 102 soppressivo parziale.

Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, per chiedere la votazione a scrutinio segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico dell'emendamento numero 102, sul quale ricordo era stato espresso parere negativo da parte del relatore e della Giunta.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 70

Votanti 70

Maggioranza 36

Favorevoli 35

Contrari 35

(Il Consiglio non approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIORI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Passiamo all'emendamento soppressivo parziale numero 103 a firma Balletto, Pittalis e più. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, per chiedere la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 103.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico dell'emendamento numero 103, sul quale ricordo era stato espresso parere negativo dal relatore e dalla Giunta.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 70

Votanti 70

Maggioranza 36

Favorevoli 33

Contrari 37

(Il Consiglio non approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Metto ora in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 61 a firma Falconi. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (Progr. Fed.). L'emendamento è ritirato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S. d'Az.). Dichiaro di fare proprio l'emendamento 61 e chiedo il voto segreto sullo stesso.

PRESIDENTE. L'onorevole Bonesu fa proprio, come il Regolamento gli consente, l'emendamento numero 61, sul quale era stato espresso parere negativo in caso di non ritiro dal relatore e dalla Giunta.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico dell'emendamento numero 61, all'articolo 13.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 69

Votanti 69

Maggioranza 35

Favorevoli 31

Contrari 38

(Il Consiglio non approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Metto ora in votazione l'articolo 13 . Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 60, 78 e 77 vengono ritirati dai presentatori.. Gli emendamenti numero 166 e 120 erano già stati ritirati in precedenza.

Si dia lettura dell'articolo 14.

PIRAS, Segretario:

Art. 14


Norma transitoria in materia di valutazione
di impatto ambientale

1. In attuazione delle disposizioni comunitarie e del decreto del Presidente della Repubblica del 12 aprile 1996: "Atto di indirizzo e coordinamento per l'attuazione dell'articolo 40, comma 1, della Legge 22 febbraio 1994, n. 146, concernente disposizioni in materia di valutazione di impatto ambientale", si dispone che:

I. sono assoggettati alla procedura di valutazione di impatto ambientale i progetti di cui all'allegato A del predetto decreto presidenziale e i progetti di cui all'allegato B che ricadono, anche parzialmente, all'interno di aree naturali protette, come definite dalla Legge 6 dicembre 1991, n. 394, e come delimitate, anche provvisoriamente, dalla legge regionale 7 giugno 1989, n. 31;

II. la Regione è l'autorità competente in materia di valutazione di impatto ambientale;

III. l'Assessorato della difesa dell'ambiente è l'organo tecnico competente allo svolgimento dell'istruttoria, per tale funzione si avvale della collaborazione degli uffici dell'Amministrazione regionale competenti nelle materie oggetto dello studio di impatto ambientale; qualora la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) interessi aree sottoposte a vincolo ai sensi delle Leggi 29 giugno 1939, n. 1497, e 8 agosto 1985, n. 431, è richiesto il parere dell'Assessorato della pubblica istruzione;

IV. la domanda contenente il progetto dell'opera e lo studio di impatto ambientale è depositata, a cura e spese del proponente, presso gli uffici della Regione, della Provincia, dei Comuni interessati e, nel caso di aree naturali protette, presso gli organismi di gestione;

V. contemporaneamente alla trasmissione di cui al punto d), il proponente provvede, a proprie spese, a far pubblicare su un quotidiano nazionale e su un quotidiano regionale, l'annuncio dell'avvenuto deposito nel quale sono specificati il proponente, l'oggetto, la localizzazione e una sommaria descrizione dell'intervento, nonché l'indicazione dei termini e dei luoghi di deposito;

VI. l'istruttoria dovrà essere conclusa, con un giudizio motivato, entro sessanta giorni dal ricevimento della domanda, prima del rilascio del provvedimento amministrativo che consente, in via definitiva, la realizzazione del progetto e, comunque, prima dell'inizio dei lavori.

2. Per i progetti di infrastrutture, di cui all'allegato B del decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile 1996, ammessi a finanziamento nell'ambito del POP Sardegna 1994-1999, che non ricadono all'interno di aree naturali protette, come definite al comma 1, lettera a), si dispone che:

I. la Regione, sentiti i Comuni nei cui territori sono realizzate le opere e previa opportuna verifica, decide, entro trenta giorni dall'annuncio di cui alla successiva lettera b), se le caratteristiche del progetto non richiedono lo svolgimento della procedura di valutazione di impatto ambientale, individuando eventuali prescrizioni per la mitigazione degli impatti e il monitoraggio degli interventi; in caso contrario si applica la procedura di cui al comma 1;

II. il soggetto attuatore dopo il deposito del progetto dell'opera presso l'Assessorato della difesa dell'ambiente, provvede a pubblicare su un quotidiano nazionale e su un quotidiano regionale l'annuncio dell'attivazione della procedura di cui alla lettera a);

III. qualora la verifica di cui alla lettera a) si concluda con un giudizio di esclusione dalla procedura di valutazione di impatto ambientale, il soggetto attuatore provvede a darne annuncio secondo le modalità di cui alla lettera b).

3. L'Assessore della difesa dell'ambiente tiene e cura l'aggiornamento degli elenchi dei progetti di cui ai commi 1 e 2.

4. Per quanto non previsto nel presente articolo, si rimanda al citato decreto del Presidente della Repubblica del 12 aprile 1996.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Chiedo scusa, ho avuto un attimo di distrazione. C'è un problema di coordinamento sul 13, se il Consiglio volesse accertarlo con le mie scuse per la mia piccola defaillance. In sede di coordinamento le risorse, il miliardo che era destinato ad un emendamento che aveva una copertura, dovrebbero essere accantonate nel fondo Nuovi Oneri con quella eventuale destinazione per il disegno di legge ove il Consiglio lo approvasse.

Nel mio intervento avevo posto il problema (se può essere accolto, non è una questione di sostanza) di aggiungere al titolo "servizi alle imprese, ricerca scientifica e parco - tecnologico", cioè le parole "servizi alle imprese". Se viene accolto è positivo, se non viene accolto non succede nulla, però penso che sul 13 sarebbe il titolo più appropriato.

PRESIDENTE. Si tratta di una correzione di natura tecnica, se non ci sono obiezioni si può considerare accolta la richiesta.

All' articolo 14 sono stati presentati nove emendamenti. Se ne dia lettura.

PIRAS, Segretario:


PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 142 ha facolta di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 127 ha facoltà di parlare il consigliere Cugini.

CUGINI (Progr.Fed.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 104, ha facoltà di parlare il consigliere Balletto.

BALLETTO (F.I.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 109 si dà per illustrato.

Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu per illustrare l'emendamento 110.

BONESU (P.S. d'Az.). Presidente, credo di dover sprecare qualche parola di fronte ad un Consiglio che è sempre insensibile ai problemi della pesca. La Sardegna ha un unico mercato ittico all'ingrosso che è quello di Cagliari, mentre sono iniziati ormai da molti anni i lavori di costruzione di altri due mercati ittici, quello di Cabras e quello di Porto Torres. Ebbene, questi mercati ittici non hanno mai avuto alcun contributo regionale, i finanziamenti sono stati promessi, sono stati portati addirittura in Giunta e non sono stati mai approvati. Noi sappiamo i motivi, chiaramente intorno al mercato ittico di Cagliari, come intorno ad altri mercati ittici, c'è un groviglio di interessi che non consente di rompere una situazione di monopolio che fa sì che pochi commercianti siano in grado di determinare il prezzo dei prodotti ittici in Sardegna, per questo non si vuole che si aprano questi mercati alternativi che pure servirebbero e valorizzerebbero il pescato di altre zone della Sardegna. In tutto questo vi è la colpevolezza perché quando per esempio sui PIA l'Assessore della programmazione porta in Giunta la proposta di finanziamento questa viene dalla Giunta respinta. Mi chiedo in effetti se si voglia fare politica per la pesca oppure si voglia semplicemente consolidare questa situazione paramafiosa che vi è nel settore dei mercati ittici all'ingrosso, perché questa situazione sta creando gravi danni, per esempio la pesca del pesce azzurro non trovando sbocchi nel mercato sardo, non viene neppure inviata su altri mercati che pure l'accoglierebbero perché mancano i canali di commercializzazione in quanto, nel mercato ittico all'ingrosso di Cagliari, vi è l'ostracismo verso questi prodotti che invece potrebbero trovare possibilità di commercializzazione e contrattazione negli altri due mercati ittici che vi sono. Siccome stiamo parlando di incompiute da quindici anni, di incompiute che sono state finora sabotate dalla Regione, chiedo un voto del Consiglio per dare linfa ad un settore produttivo che finora è stato abbondantemente snobbato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 125, ha facoltà di parlare il consigliere Balia.

BALIA (F.D.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 36 ha facoltà di parlare il consigliere Obino.

OBINO (Progr.Fed.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 54 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 139 ha facoltà di parlare il consigliere Masala.

MASALA (A.N.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.

SASSU (Progr. Fed.), relatore. Presidente, per comodità seguo l'ordine di accorpamento da parte degli uffici.

Sugli emendamenti 142 e 104 che vedo collegati per contenuto, uno, l'emendamento numero 142 della Giunta regionale si accoglie e sposta i termini da 60 giorni a 150 giorni, in qualche modo credo che risponda anche all'emendamento numero 104 a firma del consigliere Balletto che proporrebbe il silenzio-assenso rispetto all'esiguità dei termini previsti dall'articolo stesso. Ma il silenzio-assenso è improponibile in virtù dell'articolo 7 del D.P.R. del 1996 che reca orientamenti e coordinamento delle valutazioni di impatto ambientale, collega Balletto, questo D.P.R. prevede al primo comma che comunque l'amministrazione pubblica deve concludere le procedure con un giudizio motivato e da questo si desume che l'istituto del silenzio-assenso non può essere previsto nella nostra normativa. Quindi io credo che l'emendamento numero 142 possa suggerire, collega Balletto, il ritiro dell'emendamento numero 104, quindi si esprime parere favorevole per l'emendamento della Giunta regionale numero 142, si chiede il ritiro dell'emendamento numero 104 da parte del collega Balletto. L'emendamento numero 36, a firma Obino e più, propone un problema che è reale, cioè di fatto in Sardegna la realizzazione di opere di sbarramento determina oggettivamente un impedimento alla risalita naturale, come è detto nell'emendamento, di alcune specie di pesci e quindi è un problema serio. Credo che il Consiglio dovrebbe ringraziare i consiglieri per aver presentato un tema così importante, ma la Commissione è convinta che non può trovare accoglimento questo argomento così importante in una legge finanziaria, manca la giusta e dovuta istruzione da parte del Consiglio, d'altra parte c'è possibilità che si possano individuare anche risorse comunitarie e risorse dello Stato e, in ogni caso, occorre una legge più approfondita. Quindi il relatore di maggioranza chiede ai presentatori il ritiro dell'emendamento e in sintonia un po' con quello che abbiamo deciso per altri argomenti stamane per quanto riguarda le questioni attinenti i porti turistici, ieri per quanto riguarda gli argomenti delle industrie abbiamo posto l'esigenza di approfondire quei temi all'interno delle Commissioni di merito. Credo che questo argomento così importante può essere anch'esso oggetto di approfondimento nella Commissione di merito, per cui si chiede al collega Obino e agli altri firmatari di ritirare l'emendamento, diversamente l'Aula dovrebbe esprimere parere contrario.

Si esprime parere favorevole sull'emendamento numero 54 della Giunta regionale sulla pesca sciabica.

Parere favorevole sull'emendamento numero 109 della Giunta regionale per quanto riguarda i piani territoriali paesistici, di questo abbiamo già parlato qualche giorno fa in occasione dell'emendamento Schirru su un argomento similare. Si esprime parere contrario all'emendamento 110 a firma del collega Bonesu.

Si esprime parere favorevole per l'emendamento 139, a firma del collega Liori, che prevede un piano di disinquinamento del territorio dell'agro di Villasor e Decimoputzu.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 125, la Commissione non ha potuto approfondire del tutto l'argomento, perché forse ci sono anche altri strumenti sui quali poter intervenire, per cui la Commissione non esprime un parere compiuto e lascia la decisione all'Aula.

Parere favorevole sull'emendamento 127.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Sul 104 il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione; ha argomentato molto bene il relatore, quindi io non aggiungo verbo. Il 127 è accolto.

Sul 36 desidero spendere una parola brevissima, per dire che forse è la prima volta che viene sollevato questo problema formalmente, con emendamento, poi certo che se ne sarà parlato. Prego i colleghi di non fare ironie perché il tema invece, ne sono convinti tutti, è davvero molto importante.

La presentazione dell'emendamento ha sollecitato la Giunta, l'Assessore dell'ambiente innanzitutto, e l'Assessore della programmazione, ad una riflessione su questo punto.

Proprio perché riteniamo che si tratti di un problema serio, noi pensiamo che possa essere ripreso in due diversi itinerari. Vi ricordo che noi, nei prossimi due mesi, dobbiamo predisporre la proposta di quadro comunitario di sostegno 2000 - 2006, deve essere pronto a febbraio insomma, dove c'è, come tutti sanno, la misura pesca, anzi, diverse misure pesca.

Credo che in quel quadro possa essere naturalmente collocata questa discussione. Poi rimane la possibilità, questa è la seconda strada cui ha fatto riferimento il relatore, cioè quello di una piccola legge anche di pochi articoli, per i quali la Giunta non avrebbe nemmeno difficoltà per gli anni a venire, a predisporre un apposito accantonamento del fondo.

Il 54 è della Giunta, il 109 è della Giunta. Sul 110 la Giunta non accoglie, in linea col parere della Commissione, in quanto dovrebbero provvedere, per questo tipo di interventi, i comuni con i fondi ordinariamente disponibili, anche se mi rendo conto che, purtroppo, non bastano per tutte le esigenze.

Sull'emendamento numero 125 noi abbiamo la possibilità, per problemi di questo genere che vengono sollevati ora per un territorio, ora per un altro territorio, e in genere sono anche cose molto serie, apprezzabili, utili, abbiamo la possibilità di intervenire con gli strumenti ordinari. In particolare, abbiamo la possibilità di intervenire utilizzando lo strumento PIA, che ha proprio questo tipo di connotazione. Un intervento per l'elettrificazione rurale, che quindi si inserisce in un intervento più complessivo per i settori produttivi, per l'agricoltura e così via, ha, proprio nel PIA, il suo naturale ed appropriato strumento e, tra l'altro, noi stiamo passando - l'ho detto in fase di discussione generale - dalla prima alla seconda fase dei PIA, cioè stiamo andando alla impostazione della seconda generazione dei PIA.

In quella sede verranno esaminate tutte le proposte che in varie fasi della discussione in sessione di bilancio sono state avanzate in relazione a singoli territori, con lo strumento più appropriato. A me sembrerebbe invece - in questo senso la Giunta non può accogliere l'emendamento numero 125 - sbagliato avere un intervento mirato, un intervento targato nella legge finanziaria. La legge finanziaria, dopo la discussione molto vivace di ieri sera, sta rientrando nel giusto alveo con la discussione di stamattina, e con la disponibilità anche al ritiro di emendamenti da parte di molti presentatori; nel giusto alveo costituito dai due criteri: norme generali e riduzione al minimo delle norme di merito. Il 139 è accolto.

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Io voglio intervenire sull'articolo e su qualche emendamento, tra i tanti che sono stati presentati a questo articolo. La prima cosa che voglio far rilevare a quest'Aula, è che ancora una volta in questa circostanza si dimostrano i ritardi con i quali l'Amministrazione regionale interviene in materia di valutazione di impatto ambientale. Il primo comma testualmente recita: "In attuazione delle disposizioni comunitarie e del decreto del Presidente della Repubblica del 12 aprile 1996, atto di indirizzo e coordinamento per l'attuazione dell'articolo 40, comma 1° della legge 22 febbraio 1994, concernente disposizioni in materia ambientale, si dispone che...", quindi si interviene sul delicatissimo aspetto delle problematiche che si creano con opere, impianti, progetti che debbano essere sottoposti ai VIA, cioè alla valutazione di impatto ambientale, a due anni di distanza, dicevo, oggi, in finanziaria, e non nella sede competente, viene proposto un articolo, che è abbastanza elaborato quanto a contenuti, ma che certamente può non essere esaustivo di tutte le problematiche che l'argomento richiede.

PRESIDENTE. Prego i colleghi di favorire col silenzio l'ordinato svolgersi dei lavori. Prego ancora i colleghi di non conversare in aula.

Sta discutendo della Finanziaria. Continui pure.

BALLETTO (F.I.). Presidente, non mi dica di che cosa stiamo discutendo, perché non sono tanto idiota da non capire che stiamo parlando del 459 A e dell'articolo 14!

PRESIDENTE. Appunto, stiamo parlando di cose serie, della finanziaria.

BALLETTO (F.I.). Presidente, lei è una persona alla quale io riconosco serietà ed anche onestà intellettuale, però, molto spesso, va un po' oltre le righe. Mi consenta questo sfogo.

PRESIDENTE. Non mi devo scusare per aver detto che stiamo parlando della finanziaria!


BALLETTO (F.I.). Non le sto facendo nessuna accusa, le sto dicendo che talvolta va fuori dalle righe, perché non mi ricordi che stiamo discutendo della finanziaria, perché lo so quanto lei.

PRESIDENTE. Lo sto ricordando all'Aula sulla base di ciò che ha detto lei. Sto collaborando con lei perché possa intervenire in maniera ordinata. Sto ricordando all'Aula che stiamo parlando di una cosa seria come la legge finanziaria. Non in polemica con lei, non veda polemica dove non ce n'è. Abbia pazienza onorevole Balletto! Io sto collaborando con lei perché lei possa intervenire nella più pacata delle maniere e con un indice di ascolto il più alto possibile. Mi dovrebbe ringraziare invece mi rimbrotta. Non so cosa pensare.

BALLETTO (F.I.). Presidente, prendo atto e la ringrazio, avevo malinteso.

Dicevo (perché l'Assessore Onida mi sta ascoltando fin dall'inizio dell'intervento) che questa è una materia molto delicata, ed è molto importante, perché, a seconda di come si svolge, può essere un motivo di rallentamento o di impulso anche delle attività economiche. Qui si dice quali sono le modalità e quali sono gli obblighi cui devono essere sottoposti i soggetti che eseguono attività che sono soggette a valutazioni di impatto ambientale. Allora io chiedo - è la mia domanda ed è la mia preoccupazione -: su un argomento di tale portata, è possibile che si arrivi a parlarne solamente in finanziaria con un articolo - e le do atto Assessore - abbastanza articolato, ma non è materia di competente Commissione che deve esaminarla ed approfondirla sotto tutti gli aspetti che questo provvedimento, che questa materia evidentemente implica?

Io personalmente, a nome del Gruppo ovviamente, mi sono limitato a fare un emendamento; io a nome del Gruppo ovviamente, al primo comma, alla lettera F, dove vedo e leggo: "L'istruttoria dovrà essere conclusa con un giudizio motivato entro 60 giorni dal ricevimento della domanda prima del rilascio del provvedimento amministrativo che consente, in via definitiva, la realizzazione del progetto, e comunque prima dell'inizio dei lavori.

La mancanza di approfondimento, mi ha portato a formulare un emendamento con il quale si introduceva, in questa situazione, la disciplina del silenzio - assenso, perché io mi preoccupo fortemente della sorte che avranno tutte quelle iniziative e quei problemi che saranno sottoposti alla valutazione di impatto ambientale. E se l'amministrazione non risponde nei sessanta giorni indicati, è pensabile ed è possibile che le attività, i progetti, debbano essere sottoposti ai voleri di una amministrazione che potrebbe essere inadempiente, o che potrebbe anche non essere in grado di dare una risposta nei tempi? Proprio per la sicurezza del diritto, per la sicurezza che deve avere il cittadino, e così è previsto anche da tutte le nuove norme che tendono ad allargare l'istituto del silenzio - assenso, mi sono preoccupato di inserirlo nella lettera F del comma 1. Però, da un successivo approfondimento, che però è successivo, e perché non deve essere fatto in Commissione? Probabilmente punti da esaminare e da approfondire ce ne saranno tanti. Il relatore di maggioranza mi dice che, essendoci una legge statale che prevede che comunque i progetti sottoposti a valutazione di impatto ambientale devono concludersi con un giudizio motivato, una norma di questo genere, se fosse contemplata nell'ordinamento legislativo regionale, sarebbe illegittima, e pertanto nulla.

Sotto questo aspetto, prima considerazione, comunque il problema esiste, perché l'Amministrazione deve comunque essere in grado di dare una risposta ai soggetti.

Possiamo liquidare la faccenda così, in quattro e quattro otto, per averne solamente parlato qui in cinque minuti e rilevato che esiste un problema di questo genere? Io penso che le misure attraverso le quali la Regione debba essere nelle condizioni di assolvere al suo obbligo di dare una risposta, a tutela delle esigenze di salvaguardia dell'ambiente, io dico che alle due esigenze si deve evidentemente accostare e formulare una disciplina che dia certezze a tutti: ai cittadini e agli imprenditori il diritto a poter intraprendere, alla Regione, come è giusto, perché è una sua prerogativa, di tutelare gli interessi dell'ambiente. Può essere risolto in questo modo, ma io ritengo, e non ho avuto modo di approfondire la questione, che questo articolo problemi ne susciterà degli altri. Vedo l'Assessore Onida, che fa un cenno con il capo, e assente. Allora io chiederei se non fosse più opportuno che con apposito disegno di legge, nell'assessorato competente si esaminasse e si istruissero i problemi e la disciplina che l'articolo 14 propone, per dare e per fare una cosa che sia, non dico più equilibrata o più approfondita, perché non credo che l'assessore e la Giunta, nel redigere questo articolo, l'abbiano fatto non con attenzione insufficiente, ma certamente non esaustiva di tutte le problematiche che le questioni relative alle valutazioni di impatto ambientale possono creare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (Gruppo Misto). Presidente, intendo intervenire sull'emendamento numero 110, un emendamento, per altro, soppesato anche nella Commissione programmazione, però ritengo non sufficientemente approfondito, in quanto probabilmente alla Commissione programmazione mancavano gli elementi di riferimento per dare un giudizio appropriato allo stesso emendamento, sia dal punto di vista finanziario, sia rispetto ai contenuti. In effetti qua non si tratta di piccoli interventi su cui le amministrazioni locali, con fondi propri, possono far fronte ad interventi di questo tipo.

Peraltro, l'intervento, a mio avviso, si inserisce nella necessità di fare scelte strategiche da parte dell'Amministrazione regionale, uno sforzo anche rilevante in alcuni momenti è stato fatto per l'adeguamento della flotta peschereccia, per cui il rinnovamento delle attrezzature e quant'altro. Poco è stato fatto, anzi, si può dire che nulla è stato fatto, per la commercializzazione del prodotto. E` un discorso che necessiterebbe di un approfondimento ed una discussione di sicuro molto più ampia; però, a mio avviso, questo Consiglio deve fermarsi un attimo a riflettere su cosa significano i mercati ittici all'ingrosso per la nostra Sardegna, un settore da tutti ritenuti strategico, e rispetto a quella che è la situazione oggi. Bonesu poc'anzi diceva che l'unico mercato all'ingrosso che si può chiamare come tale, se può essere definito così, è quello di Cagliari, mentre tutta l'altra parte dell'Isola è completamente priva di qualsiasi struttura che possa svolgere le funzioni di un mercato ittico. E questo sappiamo anche cosa comporta concretamente per i produttori, per la gente del mare: l'impossibilità di poter collocare nel mercato, nel mercato isolano e non solo, il loro prodotto a prezzi competitivi. Molte volte sono strozzati da un sistema di commercializzazione in mano a pochissime persone, per cui, a mio avviso, lo sforzo finanziario che si richiede rispetto a questo indirizzo, è uno sforzo che va sostenuto, per cui io chiedo una riconsiderazione del voto negativo dato in Commissione, e anche del voto negativo, l'espressione negativa data poc'anzi dalla Giunta. A mio avviso si potrebbe anche ridurre lo stanziamento di cinque miliardi, in quanto mentre abbiamo la possibilità di un utilizzo concreto di somme per terminare, per completare il mercato ittico della zona del Centro Sardegna, di Oristano, abbiamo alcuni problemi di sicuro per completare quello del Nord Sardegna, per cui di Portotorres, per cui ci potrebbe essere un'articolazione diversa, anche una riduzione della spesa; però io chiedo che questo problema venga in qualche modo affrontato, considerato, perché non affrontarlo significa dare una risposta parziale ad un settore che, invece, da tanto tempo aspetta risposte. Perché dico questa cosa? Perché più in avanti c'è un altro emendamento che riguarda comunque la pesca, un settore, come dicevo poc'anzi, da tutti ritenuto fondamentale, che però, a mio avviso, non riceve dal Governo e da quest'Aula, la dovuta attenzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Io vorrei spendere qualche parola per l'emendamento numero 110. Vorrei fare un invito al Consiglio ad una riflessione per quanto riguarda questo emendamento, perché innanzitutto si parla di completamento di opere già iniziate.

D'altra parte, se si pensa che il mercato ittico dovrebbe sorgere a Cabras, io credo che non abbiamo bisogno di fare molti commenti; ritengo che Cabras sia la sede più naturale, perché un mercato di questo genere sorga nel suo territorio. E noi, più volte, abbiamo detto che bisogna stimolare le attività economiche laddove c'è il terreno favorevole per l'esercizio delle stesse. Sul fatto che i mercati ittici possano stimolare l'attività della pesca io credo che non ci siano dubbi; ma se c'è un comune che ha delle potenzialità notevoli in questa materia, io ritengo che si tratti di Cabras. Allora un piccolo sforzo credo che debba essere fatto per soddisfare le esigenze del completamento dei mercati ittici nel comune di Cabras. Credo che facciamo un intervento che va a beneficio di Cabras, e non solo di Cabras, perché può andare a beneficio di tutta la provincia di Oristano.

Quindi io esprimerò col mio Gruppo, a nome del mio Gruppo, anche il voto favorevole per questo emendamento, e chiedo al Consiglio che mediti sulla possibilità di dare veramente un appoggio all'emendamento presentato dal collega Bonesu.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Molto brevemente, io mi ero iscritto per intervenire in relazione all'emendamento presentato dal collega Balletto sulla valutazione di impatto ambientale per ricordare che la procedura del silenzio-assenso non è compatibile con la valutazione stessa, ma mi pare che questo lo abbia riconosciuto lo stesso collega Balletto molto opportunamente, e se non vi sono esigenze particolari di urgenze straordinarie, io credo che anche in questo caso si potrebbe tranquillamente rivedere tutto il ricevimento del procedimento all'interno di un disegno più organico da valutare opportunamente anche nella Commissione di merito.

L'altra considerazione la volevo fare, Presidente, in relazione all'emendamento del collega Bonesu che ha sollevato un problema che anche io reputo di estremo interesse, e che, a mio avviso, ma naturalmente occorrerebbe precisare meglio sotto il profilo tecnico la questione, potrebbe trovare una risposta all'interno della previsione delle opere pubbliche di interesse locale e regionale previste dall'articolo 25 di questa finanziaria. A mio avviso cioè, i mercati ittici all'ingrosso, ed anche gli altri mercati, possono trovare opportuna collocazione all'interno dei programmi che si dovranno fare relativamente alle opere pubbliche di interesse locale e regionale previste appunto dall'articolo 25 di questa finanziaria, senza dover stravolgere e modificare le previsioni di spesa che sono già contenute nello stesso articolo 25.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (Progr. Fed.). Intervengo sull'emendamento numero 36. Ho ascoltato con attenzione le argomentazioni del relatore della Commissione Bilancio e dell'Assessore in merito a questo argomento. Prendo atto con soddisfazione che l'argomento proposto ha suscitato interesse. Tuttavia devo far rilevare che le argomentazioni portate per chiedere che l'emendamento sia ritirato, non sono coerenti con quello che poi è il contenuto dell'articolo stesso, numero 14. Si dice che è un argomento importante, che deve essere istruito in maniera approfondita e diversa, e poi ci ritroviamo l'articolo 14 che parla della procedura di valutazione di impatto ambientale che istruito non è. Questo mi basta per rilevare l'incoerenza delle argomentazioni, e per ritenere che ci siano motivi quanto meno per rivedere appunto questa argomentazione, e non vedrei assolutamente male la possibilità che l'emendamento sia votato e faccia parte della finanziaria, ritenendo che una scelta di questo tipo sia una scelta non solo tecnica, ma anche di civiltà. Ripristinare la continuità del flusso d'acqua dalla sorgente alla foce non è un semplice capriccio di qualcuno, ma è una necessità che da più parti è stata risolta con interventi che sono semplici e che non sfigurerebbero certamente, per quanto riguarda una norma di questo tipo, non sfigurerebbe certamente all'interno di questa finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (Progr. Fed.). Presidente, non vorrei qui sollevare un argomento più volte emerso nel dibattito rispetto a questioni che avrebbero avuto bisogno di un passaggio nella Commissione di merito in riferimento all'articolo 14.

So bene che qualche volta ci possono essere delle emergenze, delle urgenze, che obbligano ad utilizzare questo veicolo, che è la finanziaria, per caricarci qualcosa di urgente. Effettivamente la norma in materia di valutazione di impatto ambientale, aveva la sua urgenza, però, proprio poche ore fa ho visto l'ordine del giorno della Giunta regionale dell'altro ieri, del 15, e all'ordine del giorno della Giunta ho letto: "Disegno di legge in materia di valutazione di impatto ambientale". Allora mi chiedo: se la Giunta l'altro ieri ha approvato un disegno di legge che regola le norme per la valutazione di impatto ambientale, se questa urgenza di mantenere l'articolo 14 nella finanziaria c'è o non c'è, nel senso che a questo punto si può chiedere all'Assessore, visto che la Giunta ha approvato un disegno di legge in materia, lavoriamo come Commissione per dargli una corsia preferenziale data l'urgenza di portarlo rapidamente in Aula, e invece di ritirare l'articolo 14, per evitare che ci sia una certa incoerenza, cioè si approva un disegno di legge due giorni fa, in piena discussione della finanziaria, e contemporaneamente si approva un articolo che magari anticipa una valutazione di quel disegno di legge da parte della Commissione.

Infine, sugli emendamenti proposti vorrei segnalare due questioni: sull'emendamento 110, ed anche sul 36, ci sono state due questioni e due problemi lungamente dibattuti nella Commissione quinta, tant'è che quando abbiamo approvato il disegno di legge, che poi oggi è legge, sullo SFOP (?), abbiamo inserito tra le priorità importanti della finanziaria proprio quanto contenuto sia nell'emendamento 110 che nell'emendamento 36 allora, poiché questo programma sullo SFOP però non è ancora pervenuto formalmente alla Commissione, chiederei all'Assessore, che poi ha chiesto la parola ed interverrà dopo, se questa esigenza posta nell'emendamento 110 che era condivisa anche dalla Commissione quando si approvò il disegno di legge sullo SFOP, è statA o no recuperata dal programma SFOP, perché fu un argomento da noi voluto e da noi inserito come una delle priorità nell'approvazione del disegno di legge sullo SFOP che l'aula approvò unanimemente, e nello SFOP può essere trovata risposta sia a quanto indicato dall'emendamento 110 che da quanto indicato dell'emendamento 36, le risorse ci sono, si tratta di verificare i programmi e inserirlo nei programmi. Programmi tra l'altro, aggiungo per i colleghi che sono presentatori degli emendamenti 36 e 110, che hanno un passaggio in Commissione, quindi la Commissione può anche chiedere che se quei programmi non hanno mantenuto l'impegno sia in materia di quanto proposto con l'emendamento 110, cioè i mercati all'ingrosso, sia per quanto riguarda il problema che poneva l'emendamento 36 del collega Obino, possano dalla Giunta essere rivisti e reinserirti all'interno dello stesso programma.

Infine, vorrei segnalare un aspetto sull'emendamento 139 che è stato accolto dalla Commissione e dalla Giunta. Il collega Liori ha presentato questo emendamento per quattro anni in modo puntuale ad ogni finanziaria, e per quattro anni la Commissione, la Giunta e l'Aula non l'hanno accolto. Improvvisamente, nel 1998, si accoglie l'emendamento 139 che è lo stesso che per quattro anni ha presentato il collega. Allora, nulla da obiettare, può darsi che le risorse stanziate, lire 100 milioni, siano poche cose, però si è valutato se è corretto oppure no che sia indicato il territorio e persino la zona, sapendo tutti benissimo che il Rio Mannu è un problema grosso di inquinamento che non riguarda solo la zona Sisca tra Villasor e Decimoputzu, è un problema grosso di inquinamento che riguarda altri comuni ed altri territori. Per lo meno chiederei al collega Liori, che non vedo presente, se almeno si potesse togliere da questo emendamento il riferimento alla località, perché mi ricorda un po' troppo l'emendamento del ponte anche in via Tal dei Tali. Io direi di togliere almeno la località nella quale c'è il problema dell'inquinamento perché, sinceramente, accogliendolo così mi metterei nel ridicolo nei confronti di quegli altri territori che hanno un problema di disinquinamento del Rio Mannu per la quale ci sono progetti esecutivi trasmessi al CIPE per decine e decine di miliardi, vedere che c'è bisogno di uno studio solo per una parte limitata di località. Quindi almeno che venisse cassata la parte nella quale si individua anche la località nella quale dovrà essere fatto lo studio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Obino. Ne ha facoltà.

Obino (Progr. Fed.). Sull'articolo e sull'emendamento 36. Sull'articolo credo di condividere pienamente le evidenziazioni e gli argomenti portati dal collega Diana e dal collega Marrocu. Le norme di impatto ambientale sono norme importanti, sono in attuazione di norme dell'Unione Europea e di norme nazionali. In Sardegna dobbiamo recuperare cultura nell'applicazione ed è urgente una normativa, ma una normativa che deve essere valutata dalla Commissione di merito, dalla Commissione ambiente e dalla Commissione lavori pubblici, la quarta Commissione. Non so come la Giunta, i proponenti e il relatore si orienteranno in base a questo argomento, però credo che questa sia una valutazione da fare.

Sul 36 ringrazio il relatore, l'Assessore della programmazione per l'apprezzamento che hanno rivolto all'emendamento, anche se l'emendamento ha suscitato una qualche ilarità nella Commissione terza, soprattutto del suo Presidente che ne ha una lettura particolare. Credo che l'emendamento che è firmato da me, ma che credo possa dirsi non mio, perché è un emendamento che è ripreso esattamente da proposte di legge di colleghi e della Giunta regionale esitate dalla Commissione in altri periodi, in altre legislature e non approdate mai all'Aula. Credo che l'emendamento proponga una questione importante che è quella di ristabilire la continuità dei flussi d'acqua, e quindi della vita dei fiumi della Sardegna, che inopinatamente gli interventi dei primi decenni del secolo ed anche degli ultimi decenni hanno interrotto, impedendo la vita vera della popolazione di quelle acque. Credo che ai colleghi non sfugga che l'emendamento è composto da tre parti, a ciascuno dei tre commi corrisponde una parte. La prima parte è una parte normativa che credo abbia pieno titolo e piena dignità per far parte di una legge qual è quella finanziaria. La seconda individua i soggetti destinatari, che sono i soggetti più attenti, e quelli che la propongono. La Regione è molto distratta nel saper monitorare quelle che sono le esigenze dei territori, i territori questa cosa la chiedono. Ciascuno dei nostri paesi ha un fiume che è sbarrato, un fiume che diventa spesso cloaca nel senso che non vi è depurazione e non vi è una giusta attenzione per il mantenimento della sua vita, e quindi si rivolge ai comuni per suscitare la loro progettualità attraverso risorse che possono venire da varie parti non solo dalla Regione e poi dirò da che parte possono venire.

La terza è la parte finanziaria che individua le risorse per il '99, il 2000 e il 2001. Credo che i primi due commi siano irrinunciabili nel senso che debbano essere mantenuti e hanno diritto di essere posti all'attenzione e votati in quest'Aula. Per il terzo comma mi rifaccio alla valutazione della Commissione bilancio e dell'Assessorato che potrebbe anche ridimensionare, secondo le possibilità che vi sono i finanziamenti. Anche perché si badi bene non si è mai posto all'attenzione dei soggetti gestori e costruttori delle dighe questo problema. So ad esempio che l'ENEL è disponibile ad investire risorse proprie e ha propri programmi, basta solamente che vi sia un soggetto proponente che possono essere i comuni, i consorzi dei comuni o la stessa Regione per cui, le poche lire che possono essere stanziate, possono servire a porre il problema e ad interloquire con i soggetti che possono porre anche risorse proprie per la predisposizione di questi impianti e di queste strutture. Ben vengano gli impegni a valere sul quadro comunitario di sostegno, però di là a venire io non so se avrò la possibilità di seguirli, ci terrei a che venisse votata oggi.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

onida (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Prendo la parola per rappresentare ai colleghi la necessità che l'articolo 14 rimanga vivo in questa finanziaria. L'esigenza nasce da un problema soltanto, cioè impedire l'apertura di un procedimento di infrazione da parte dell'Unione Europea. Si tratta di norma transitoria. Condivido tutte le cose che sono state dette in quest'Aula in ordine all'esigenza che una problematica così complessa, vasta ed importante, trovi il suo cammino normale, fisiologico, cioè della Giunta, della Commissione e dell'aula. Debbo dire però al collega Balletto e agli altri colleghi che da tre mesi ho depositato in Giunta il disegno di legge organico sul VIA; una necessità di interlocuzione con l'Assessorato della pubblica istruzione e del paesaggio ha comportato che questo provvedimento soltanto oggi venga dalla Giunta approvato (non è ancora approvato Marrocu). E' in Giunta e la Giunta lo approverà oggi perché siamo arrivati a definire con il collega della pubblica istruzione le problematiche che, in qualche modo, coinvolgono entrambi gli assessorati. E` anche vero che siamo in ritardo su questo argomento, ma debbo dire all'Aula che l'ambiente era privo di tutta un serie di norme di pianificazione, non soltanto la valutazione di impatto ambientale, ci manca l'ARPA , ci manca la legge sulla pesca, la riforma dell'azienda foreste demaniali, il piano regionale di gestione dei rifiuti e qualche altro che in questo momento mi sfugge. Ho dovuto compiere uno sforzo straordinario per approntare gli strumenti di lavoro e di governo per il futuro di questa materia, che certamente è centrale nella politica di sviluppo, ma che è altrettanto complessa. E con orgoglio devo dire che oggi tutti i provvedimenti legislativi a livello di disegno di legge sono tutti pronti, sono tutti in Giunta. Oggi la Giunta approverà il piano regionale di gestione dei rifiuti e approverà la valutazione di impatto ambientale, questo non significa però che, dato che questo sta avvenendo, possiamo eliminare dalla finanziaria l'articolo 14; io ho concordato con l'Assessore della programmazione l'esigenza di mantenerlo per questo breve periodo che intercorrerà tra il momento in cui l'Aula licenzia la finanziaria e il momento in cui il Consiglio approverà il disegno di legge organico che finalmente esiste, è un disegno che segue gli indirizzi dell' atto unico contenuto nel decreto del Presidente della Repubblica, sappiamo anche che c'è a breve una rivisitazione delle problematiche da parte del Governo quindi, probabilmente, l'Aula e la Commissione farà in tempo anche a riorganizzare la proposta che sta pervenendo in Aula, quindi è giusto che rimanga il provvedimento, il disegno organico è pronto, oggi viene approvato dalla Giunta, da domani viene tramesso all'attenzione della Commissione e poi al Consiglio.

Sui problemi che tratta l'emendamento 110 devo dire che, per quanto riguarda il mercato di Cabras, il finanziamento al completamento del mercato all'ingrosso di Cabras è finanziato all'interno dello SFOP(?). E` una settimana che ho avuto l'assicurazione, da parte del Direttore Generale del servizio pesca, di questa decisione statale. Il problema è più ampio, non è soltanto quello di Cabras, perché tocca anche i mercati all'ingrosso del nord e del sud. Condivido l'esigenza quindi che venga recuperato, ma chiedo la cortesia, se è possibile, all'onorevole Bonesu di ritirare questo emendamento, avendo fatto chiarezza sulla questione che riguarda Cabras. Per quanto riguarda invece Porto Torres e Cagliari, il problema venga ripreso e collocato nella legge che a breve, tra qualche mese, verrà dalla Giunta proposta, che riguarda il quadro comunitario di sostegno.

Per quanto riguarda invece il problema che pone l'onorevole Obino, condivido nella sostanza ed anche la sensibilità e positività di questo emendamento. Direi che i primi due commi possono essere accolti, inviterei la Commissione e i Presidenti della commissioni che hanno già esaminato il provvedimento, ad avere una attenzione ad un problema che può sembrare di così poco conto ma che di poco conto non è. Per quanto riguarda l'aspetto del terzo comma della dotazione finanziaria, a partire dal 1999, mi sforzerò, in sede di esame del bilancio, di trovare le risorse almeno per un avviamento del provvedimento stesso.

Per quanto riguarda l'emendamento Liori, devo dare atto che oggettivamente le Giunte passate, compresa quella alla quale ho partecipato nel precedente anno, prese impegno per finanziare questa iniziativa. Io non l'ho portato in questa sede perché il Parlamento ha licenziato un disegno di legge che ha una copertura di circa 1200 miliardi, alla Sardegna toccherà una quota di queste risorse, finalizzata a questo tipo di bonifiche. Però, sono d'accordo che stia stato comunque, come segnale, accolta dalla Giunta e della Commissione la proposta, quindi ritengo che anche questo possa rimanere, salvo poi cogliere anche il senso dell'intervento di Marrocu per quanto riguarda l'individuazione precisa dell'area che, in qualche modo, tocca quelle valutazioni di principio che spesso abbiamo portato in ordine alle finanziarie che abbiamo esaminato anche negli anni scorsi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (Progr. Fed.). Intervengo sull'ordine dei lavori. Ci sono stati un insieme di interventi sugli articoli e sui diversi emendamenti; sento l'esigenza di sospendere a questo punto i lavori per permettere di coordinare le diverse indicazioni di lavoro che sono state date e per passare alla votazione questo pomeriggio all'ora che lei Presidente proporrà.

PRESIDENTE. Se non ci sono obiezioni chiudo i lavori per aggiornare la seduta alle ore 16 e 30.

Avverto i colleghi che si inizierà con una votazione, l'avvertimento ha un significato molto chiaro, la votazione potrebbe anche essere elettronica, quindi il preavviso dei 20 minuti è largamente contenuto nell'orario in cui sto facendo l'annuncio.

La seduta è tolta alle ore 13 e 37.