Seduta n.280 del 31/03/1998 

CCLXXX SEDUTA

Martedì, 31 marzo 1998

Presidenza del Vicepresidente Zucca

La seduta è aperta alle ore 10 e 04.

PIRAS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 17 marzo 1998, che è approvato.

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione BERRIA sulla revoca del finanziamento per il Porto canale di Cala Gonone". (923)

(Risposta scritta in data 26 marzo 1998.)

"Interrogazione BONESU - SANNA Giacomo - SERRENTI sugli interessi economici gravitanti sui parchi". (955)

(Risposta scritta in data 26 marzo 1998.)

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:

Dai consiglieri PETRINI - RANDACCIO - BUSONERA - CONCAS - DETTORI Ivana - LIORI - MARTEDDU: "Prevenzione dell'inquinamento da campi elettromagnetici ad alta frequenza". (405)

(Pervenuta il 10 marzo 1998 ed assegnata alla quinta Commissione.)

Dai consiglieri MASALA - BIGGIO - BOERO - CADONI - CARLONI - FRAU - LIORI - LOCCI - SANNA NIVOLI - USAI Edoardo: "Norme sulla tutela e riorganizzazione del settore artigiano". (406)

(Pervenuta il 25 marzo 1998 ed assegnata alla sesta Commissione.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

PIRAS, Segretario:

richiesta di risposta scritta, sulle dichiarazioni rilasciate dall'Assessore regionale degli enti locali in merito alla istituzione della nuova provincia del medio Campidano". (964)

"Interrogazione MONTIS, con richiesta di risposta scritta, sulla notizia di stampa che la Giunta non intende dare attuazione alla legge istitutiva delle nuove province escludendo quella del Guspinese-Medio Campidano". (965)

"Interrogazione MARRACINI, con richiesta di risposta scritta, sulla mancanza di programmazione da parte della Regione nella formazione delle figure professionali specializzate delle cosiddette vigilatrici d'infanzia". (966)

"Interrogazione MARRACINI - MANUNZA - LOMBARDO, con richiesta di risposta scritta, sulla disposizione di un servizio di autobus alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano 1998". (967)

"Interrogazione FOIS Paolo - BUSONERA - CUGINI - DETTORI Ivana - DIANA - FRAU - GHIRRA - GIAGU - MASALA - MILIA - OBINO - SANNA NIVOLI - SASSU - USAI Pietro - VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sull'inserimento dell'Isola dell'Asinara, a norma del Protocollo di Ginevra del 7 aprile 1982, nella 'Lista delle aree protette di importanza mediterranea'". (968)

"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta sulla necessità di ripristinare, ai sensi della Legge 236/93, la graduatoria per i lavoratori precari del Ministero per i beni culturali e ambientali in Sardegna". (969)

"Interrogazione DIANA - BERRIA, con richiesta di risposta scritta, sulla segnalazione dell'esistenza di numerosi casi di patologia tumorale in aree prossime agli impianti industriali di Ottana". (970)

"Interrogazione VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sulla riduzione delle provvigioni sulla biglietteria nazionale da parte della Compagnia di bandiera ALITALIA e sulle tariffe attualmente in vigore". (971)

"Interrogazione GRANARA - PIRASTU - PITTALIS - BALLETTO - LOMBARDO, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione dell'EMSA". (972)

"Interrogazione CUCCA, con richiesta di risposta scritta, sul funzionamento della Commissione per l'abilitazione venatoria della provincia di Nuoro". (973)

"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla razionalizzazione dei servizi postali in Sardegna". (974)

"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di estendere la possibilità di praticare la pesca a tutte le imbarcazioni ricadenti nel compartimento marittimo di Olbia e operanti la piccola pesca". (975)

"Interrogazione GRANARA, con richiesta di risposta scritta, sulla Cooperativa Telechance". (976)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

PIRAS, Segretario:

"Interpellanza BONESU - SANNA Giacomo - SERRENTI sulle dichiarazioni dell'Assessore Cogodi in ordine al riassetto generale delle province". (430)

"Interpellanza BONESU - SANNA Giacomo - SERRENTI sul sistema dei trasporti nell'Isola". (431)

"Interpellanza BUSONERA - CUCCA - DETTORI Ivana - MARROCU - SANNA Salvatore sulla grave situazione venutasi a determinare nell'Azienda Ospedaliera 'G. Brotzu' di Cagliari a seguito della carenza di organico della Divisione di Neurochirurgia". (432)

Annunzio di mozionI

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenuta alla Presidenza.

PIRAS, Segretario:

"Mozione MONTIS - CONCAS - VASSALLO - ARESU - LA ROSA - FOIS Paolo - GHIRRA - SANNA Salvatore sull'istituzione del parco geominerario delle ex miniere metallifere". (142)

"Mozione VASSALLO - CONCAS - MONTIS sull'applicazione del ticket per le prestazioni richiesta dal Centro antitumori presso l'Azienda ASL n. 5 di Oristano".(143)

Sostituzione di consigliere regionale

PRESIDENTE. A seguito delle dimissioni dell'onorevole Piersandro Scano dovremmo procedere, previa riunione della Giunta per le elezioni, alla promulgazione dell'elezione del consigliere che dovrebbe subentrare all'onorevole Scano.

Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Sulle comunicazioni, signor Presidente. È stato comunicato che la Giunta ha risposto sull'interrogazione a firma mia e dei colleghi Sanna Giacomo e Serrenti sugli interessi economici gravitanti sui parchi; l'interrogazione numero 955. Dichiarandomi insoddisfatto chiedo l'applicazione del secondo comma dell'articolo 107 e quindi la remissione in Commissione.

PRESIDENTE. Mi pare che la richiesta debba essere accolta, a termini di Regolamento, e così sarà fatto. Chiedo al Presidente della Giunta per le elezioni di convocare la Giunta, affinché esaminati gli atti si pronunci sul candidato che deve subentrare all'onorevole Scano.

Sospendo la seduta per 15 minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 09, viene ripresa alle ore 10 e 29.)

Giuramento della consigliera Amalia Schirru

PRESIDENTE. Comunico che la Giunta delle elezioni si è riunita per verificare qual è il candidato alle elezioni regionali del 12 giugno che subentra al consigliere regionale dimissionario, onorevole Pier Sandro Scano. Dall'esame degli atti redatti dall'ufficio centrale circoscrizionale presso il tribunale di Cagliari risulta che l'onorevole Pier Sandro Scano era stato eletto nella lista numero 11 avente il contrassegno Partito Democratico della Sinistra. I candidati della stessa lista e del medesimo collegio che seguono immediatamente l'ultimo eletto sono nell'ordine: Schirru Amalia, con cifra elettorale 3136, Sardu Antonio, con cifra elettorale 3037, Pusceddu Giancarlo, 2886. Sulla base di queste comunicazioni proclamo eletto il consigliere regionale Amalia Schirru, che essendo presente in aula invito a prestare giuramento, come prescrive l'articolo 23 dello Statuto speciale e l'articolo 3 del Decreto del Presidente della Repubblica numero 19 maggio 1949, numero 250. L'onorevole collega è invitata a presentarsi di fronte al banco della Presidenza e al neo consigliere, al quale faccio i miei auguri, do lettura della formula del giuramento, dopo di che risponderà "giuro": "Giuro di essere fedele alla Repubblica e di esercitare il mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione autonoma della Sardegna".

SCHIRRU (Progr.Fed.). Giuro.

PRESIDENTE. Il consigliere Amalia Schirru, accolta da un applauso, è invitata a prendere posto in aula.

Discussione del Progetto del bilancio di previsione

delle spese interne del Consiglio - Esercizio finanziario

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del progetto del bilancio di previsione delle spese del Consiglio per l'esercizio finanziario 1998 e il conto consuntivo dell'esercizio finanziario 1996. I questori Aresu, Degortes e Usai Edoardo sono invitati a prendere posto. Do la parola ai questori per la relazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Usai. Ne ha facoltà.

USAI EDOARDO (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, il progetto del bilancio di previsione delle spese interne del Consiglio e la relazione introduttiva formulata dal Collegio dei questori è stata consegnata da qualche tempo ai colleghi, per cui, secondo il Collegio dei questori si dà per illustrata e si invita il Consiglio a voler votare il bilancio del Consiglio stesso. Grazie.

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sulla sintetica relazione del questore.

Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, la discussione del bilancio del Consiglio è l'unica occasione per poter discutere dei problemi di funzionalità di questa Assemblea, e la relazione dei questori mi sembra sul punto troppo sintetica perché abbiamo problemi gravi che menomano l'attività di questa Assemblea. In particolare mi riferisco al problema del personale: il numero dei funzionari è chiaramente sottodimensionato in pianta organica ma ancora di più lo è di fatto. Questo, per esempio, blocca molto l'attività in certe commissioni, che potrebbero avere una funzionalità molto maggiore se fossero dotate di più di un funzionario. E, fra l'altro, vi è da rilevare la grave situazione del servizio studi che sta andando praticamente alla completa dissoluzione perché tutti i funzionari addetti hanno anche altri compiti. A questo si aggiunga che non è stato attuato il nuovo ordinamento, senza che per altro sia stato rimesso in discussione, e che il vecchio ordinamento è solo parzialmente attuato perché molti capi servizio sono ad interim, e quindi non vi è né un'attuazione del vecchio, né un'attuazione del nuovo ordinamento, né la predisposizione di un ordinamento che probabilmente sganciando le funzioni dai livelli economici consentirebbe in una assemblea come la nostra una maggiore funzionalità. A questo aggiungiamo che manca il personale anche nelle qualifiche inferiori e che non è avvenuta un'automazione dei servizi del Consiglio tale da consentire, per esempio, la riduzione di figure come i dattilografi. Credo che l'Ufficio di Presidenza debba prendere atto di questa situazione e adottare provvedimenti conseguenti.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

(E' approvato)

Si dia lettura della parte entrate.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla parte Entrate, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

Si dia lettura della parte Spese.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. A questa parte Spese, sono stati presentati gli emendamenti numero 1, 2 e 3. Se ne dia lettura.

PIRAS, Segretario:






PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Biancareddu per illustrare gli emendamenti.

BIANCAREDDU (F.I.). Parto dall'emendamento che riguarda le spese di rappresentanza della Presidenza e parto da una constatazione che spesso almeno una volta in questi quattro anni abbiamo affermato che l'unico organismo sovrano è il Consiglio; questo Consiglio, infatti, l'anno scorso, aveva dato un chiaro indirizzo, e ai questori e all'Ufficio di Presidenza, votando l'esatta entità che riteneva opportuna di quelle che dovevano essere le spese di rappresentanza della Presidenza. Quindi c'è stato un chiaro pronunciamento del Consiglio in tal senso; non ho capito in base a quali parametri, evidentemente, lontani dalla democrazia, qualcuno si sia sentito in dovere di superare, per non usare il termine "fregarsene", di quella che era la volontà del Consiglio e in barba a tutto questo ha ripristinato lo stanziamento di 500 milioni. Io l'anno scorso non sono voluto entrare nel merito nelle modalità di spesa dei 500 milioni, purtroppo quest'anno devo almeno dare qualche notizia ai colleghi consiglieri per sapere come si spendono questi soldi. Ora non voglio leggere tutto il resoconto perché non lo ritengo opportuno per diversi motivi, però mi pare che quei soldi siano stati spesi senza, diciamo, osservare criteri oggettivi. Perché se a tutte le parrocchie e a tutti i fornitori di medaglie, a tutti quelli che organizzano la sagra della pecora fossero stanziati soldi, allora ci sarebbe stato un criterio obiettivo cioè tutti chiedono e tutti hanno. Invece non mi risulta che certe parrocchie prendano i soldi, che certe sagre abbiano i soldi ma li prendono solo alcuni. Quindi vorrei sapere quali sono i criteri di assegnazione di questi fondi, se ci sono, perché se non ci sono non è giusto che vengano spesi a discrezione di una sola persona o di un collegio ristretto. O si stabiliscono dei parametri oggettivi o questi soldi non è giusto che vengano spesi in questo modo. Perché per dare i soldi agli amici siamo tutti capaci, ma non è il caso di dare soldi pubblici. Ognuno si metta la mano in tasca e dia i soldi alle sagre, alle feste, alle associazioni sportive che ritiene opportuno. Quindi la ratio principale è questa e la riassumo. Il primo è la violazione di quella che è la volontà consiliare chiaramente espressa l'anno scorso e il secondo che non c'è nessun parametro oggettivo di spesa che giustifichi tali importi. Per quanto riguarda gli altri due emendamenti, uno riguarda le spese per organizzazioni di convegni, seminari eccetera, non ho capito perché proprio quest'anno ci sia un aumento di 200 milioni, forse perché siamo in campagna elettorale e conviene organizzarne di più, mentre per il terzo, questo fantomatico articolo che si intitola "spese idonee a valorizzare il ruolo del Consiglio", forse abbiamo bisogno di essere valorizzati fuori, spendendo sempre soldi, ma sempre con questo sistema. Quindi io non ritengo giusto che l'attività del Consiglio non venga valorizzata in questo senso ma svilita, perché dare i soldi alla sagra della pecora non credo che sia una cosa che valorizzi il Consiglio. Quindi mi rivolgo ai colleghi, perché questi emendamenti vengano accolti e, anche per una questione di moralità, chiedo che vengano votati a scrutinio palese, e pertanto preannuncio il mio voto favorevole.

PRESIDENTE. Do la parola al Questore per il parere sugli emendamenti relativi alla voce Spese.

USAI EDOARDO (A.N.), questore. In questo caso il Collegio dei Questori non accoglie gli emendamenti, e se dovessi fare una brevissima replica a quello che ha detto il collega Biancareddu, vorrei dire che le spiegazioni che egli ha chiesto qua in Consiglio gli sono state fornite ampiamente non per vie riservate ma assieme a un altro gruppo di colleghi. Non so se le spiegazioni sono state sufficienti, i convegni servono perché c'è il cinquantennale della Regione e penso che in questo momento la Regione abbia necessità di promuovere la propria immagine. Chiede il collega Biancareddu quale siano i criteri di attribuzione dei contributi dell'Ufficio di Presidenza. Be', io mi permetto di dire che sono finalità e criteri più nobili dei contributi che quest'Aula ha erogato per la sagra della "zippola" a Tempio Pausania, per cui non credo che ci sia da menare tutto questo scandalo per questo bilancio, e invito i colleghi a respingere gli emendamenti ed a approvare il bilancio così come è stato formulato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Io non ho bisogno di assumere le difese cioè non ne ha bisogno il collega Biancareddu essendo anche un brillante avvocato del Foro di Tempio Pausania ma sicuramente quell'emendamento a cui faceva riferimento il collega Usai e che riguarda Tempio Pausania, non solo siamo grati al Consiglio di averlo approvato, ma in altra occasione lo riproporremo perché riteniamo che sia una iniziativa utile per la città di Tempio Pausania, e sicuramente soldi ben investiti a favore di un centro che valorizza proprio una manifestazione quale quella del carnevale. Quindi non ci vergogniamo e non si vergogna il collega Biancareddu, anzi ne fa una questione di merito e di vanto. Il collega Biancareddu in occasione della approvazione del bilancio del Consiglio ha posto all'aula un problema serio, e ha posto il problema di conoscere quali sono i criteri di spendita di queste somme. Quindi quello che chiede il collega Biancareddu non è nè offesa alle prerogative né della Presidenza, né dell'Ufficio di Presidenza, né dei Segretari o dei Questori, è semplicemente una richiesta legittima che rientra nelle sue prerogative di consigliere e che il Gruppo di Forza Italia appoggia in pieno. Lo dico questo perché non ci scandalizziamo per il fatto che siano previste somme per organizzare convegni, per valorizzare il ruolo del Consiglio o per le spese di rappresentanza della Presidenza, ci preoccupa il fatto che di queste spese forse troppi pochi consiglieri sappiano e molti altri ignorino. Il collega Biancareddu ha avuto il pregio di sollevare il problema, lo sottopone alla attenzione dei consiglieri; non si tratta di additare qualcuno, né di addebitare responsabilità e men che meno per cose che ci paiono sul piano oggettivo lecite, si tratta di capire i meccanismi di spesa, di funzionamento perché ogni cittadino sardo sia messo in grado di poter bussare alla porta del Consiglio e al pari di quelle associazioni che ha ricordato, che sono associazioni non certo, diciamo così, anzi sono sicuramente associazioni di tendenza se non appendici di partiti. Noi vogliamo che questa baraonda finisca una volta per tutte; il problema l'ha sollevato il collega Biancareddu e ha l'appoggio di tutto il Gruppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (F.I.). Non voglio polemizzare perché non mi sembra la sede opportuna, però io avevo chiesto al collegio dei Questori se c'erano dei criteri di spesa di queste somme, non ho chiesto un parere sui soldi del carnevale di Tempio. Perché del carnevale di Tempio ne abbiamo già parlato in sede di finanziaria e inoltre si è già espresso il Consiglio; quindi credo che tutto il Consiglio sia responsabile di questo. Però volevo ricordare che in mezzo a tanti soldi spesi forse è l'investimento migliore che facciamo, perché spendiamo cento al carnevale di Tempio e abbiamo un introito ben maggiore di quello che si ha dando i soldi a queste associazioni, a queste categorie che per carità cristiana non leggo. Quindi volevo ricordare che passi che il carnevale di Tempio sia una manifestazione folcloristica, però c'è una grande tradizione culturale, arrivano cinquantamila persone, molti commercianti di Tempio campano solo da quello, o soprattutto da quello, e quindi non mi sembra un paragone opportuno. Rimango sempre in attesa della spiegazione dei criteri di spesa di queste cifre che se non verranno dati evidentemente non ci sono.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demontis. Ne ha facoltà.

DEMONTIS (P.S.d'Az.). Signor Presidente, colleghe e colleghi, io direi e mi sento di condividere pienamente questi emendamenti presentati da Biancareddu, e condivido anche le osservazioni che sono state portate alla discussione. Mi sento contrario a quanto affermato dal questore Usai non per il significato del finanziamento a Tempio, quanto per la risposta. Perché se si evidenzia un fatto, un qualcosa, come in questo caso questi emendamenti che mirano a ridurre alcune proposte di finanziamento per alcuni capitoli di spesa, non credo che la risposta debba essere che un'altra scelta fatta dal Consiglio regionale sia peggiore di questa che stiamo per fare in questo momento. Oddio, se poi il Consiglio decidesse di approvarla sarebbero due scelte sballate, oppure due scelte precisissime, ottime; però come risposta dire che se se n'è fatta una di scelta sgarrata, si può fare anche questa, se ha questo significato non va bene. Se ne ha un altro di difesa a questi emendamenti ci possono essere anche altre argomentazioni, in ogni caso se il Consiglio ha necessità di sapere le modalità di spesa di questi fondi penso che non sia per niente una forzatura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, il proponente degli emendamenti ha chiesto di procedere con il voto palese, a me sembra una scelta non opportuna perché trattasi di un fatto delicato e abbiamo sentito adesso addirittura un componente dell'Ufficio di Presidenza che contesta il bilancio. Quindi credo che sia opportuno, per lasciare piena libertà ai consiglieri, votare a scrutinio segreto. Perciò chiedo la votazione a scrutinio segreto su tutti e tre gli emendamenti.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 1.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 67

Votanti 67

Maggioranza 34

Favorevoli 24

Contrari 43

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 68

Votanti 68

Maggioranza 35

Favorevoli 21

Contrari 47

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 3.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 66

Votanti 66

Maggioranza 34

Favorevoli 23

Contrari 43

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FANTOLA - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Passiamo ora alla votazione della parte Spese. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, col sistema elettronico, del bilancio interno del Consiglio nel suo complesso.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BERRIA - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - LA ROSA - LIORI - LOCCI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - PALOMBA - PETRINI - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Si sono astenuti i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - CASU - GIORDO - GRANARA - LIPPI - LOMBARDO - OPPIA - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Salvatore - TUNIS Marco.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 66

Votanti 54

Astenuti 12

Maggioranza 28

Favorevoli 54

(Il Consiglio approva).

Discussione del "Conto consuntivo - Esercizio finanziario 1996" delle entrate e delle spese del Consiglio

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del conto consuntivo del bilancio interno del Consiglio. Se ne dia lettura.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sul conto consuntivo il consigliere Demontis. Ne ha facoltà.

DEMONTIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, sto chiedendo di parlare per evidenziare un fatto che mi ha lasciato anche un po' sconcertato per l'esito infelice che ha avuto una mia richiesta. Il 30 dicembre del 1996 ho chiesto al Gruppo sardista, tramite raccomandata indirizzata all'onorevole Bonesu, onorevole Sanna e onorevole Serrenti, e per conoscenza al Presidente del Consiglio regionale, onorevole Gianmario Selis, al collegio dei Questori, ho chiesto di prendere in visione la contabilità del Gruppo sardista, in quanto il sottoscritto fino alla data del 21 novembre 1996 ne ha fatto parte, questa è la data della espulsione da quel Gruppo. Ritengo però…

PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto e di ascoltare col dovuto silenzio l'oratore che ha la parola. Consiglieri e Assessori prego di collaborare all'ordinato svolgersi dei lavori.

DEMONTIS (Gruppo Misto). Chiedevo di poter prendere visione dei dati del bilancio interno di quel Gruppo. Non avendo partecipato, ma non per assenza, credo perché mai è stata fatta una riunione per programmare i fondi a disposizione, quindi non avendo mai potuto decidere e programmare la spesa delle somme a disposizione del Gruppo, e considerato che a quella data, appunto il 21.11.96, il sottoscritto è stato espulso dal Gruppo, ritenevo fosse un mio diritto poter esercitare un controllo sulla contabilità. Non avendo avuto alcuna risposta il sottoscritto ha ulteriormente rinnovato la richiesta in data 12 marzo 1997, indirizzando sempre al Gruppo, ai componenti del Gruppo, al Presidente del Consiglio, al Collegio dei Questori, e questa volta anche all'ufficio Ragioneria. Chiedevo che il rendiconto di quel Gruppo fosse sottoscritto anche da me, almeno per la parte riguardante 1 gennaio (?)- 21 novembre 96. Devo dire che non ho avuto mai nessun riscontro. A me risulta che questi uffici sono ancora aperti, le persone sono tutte vive, non manca nessuno, in ogni caso non so la ragione, io non riesco a darmene ragione. Adesso io dovrei votare così come consuetudine, a favore del rendiconto '96 e a favore anche di quella parte che riguarda il mio ex Gruppo. Ora mi trovo in estrema difficoltà a votare a favore, proprio perché credo di essere stato offeso nei miei diritti. E' strano insomma che un gruppo nasconda i conti a un suo componente, è strano che non possa essere messo a conoscenza di come per queste voci che io mi ritrovo, spese di rappresentanza, vede onorevole Usai, anche qui c'è questo problema, la somma è abbastanza consistente; convegni, studi e ricerche, vale la stessa cosa, io non so cosa è stato fatto a questo proposito, ma in ogni caso è la non possibilità di poter e di avere potuto vedere come queste risorse siano state spese. A me potrebbero venire anche dei dubbi, ma certamente potrebbe anche darci notizie chi questi fondi ha avuto a disposizione. Non credo che dal punto di vista della trasparenza e della correttezza sia la perfezione questo modo di gestire i fondi a disposizione di questo Gruppo specialmente.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Bonesu che l'ha chiesta, è mio obbligo precisare che per quanto riguarda il prospetto riassuntivo dei conti resi dai gruppi consiliari sulle autorizzazioni dei contributi finanziari del Consiglio, il Consiglio non deve assolutamente votare su questo, è solo una presa d'atto e in questo prospetto riassuntivo sono precisati tutti i dati, però il Consiglio non è chiamato a votare su questo ma semplicemente a prenderne atto. Questa è una precisazione che era doverosa.

BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, lei mi ha preceduto in parte su quanto intendevo dire. Il Consiglio non approva i conti consuntivi dei Gruppi, semplicemente sono allegati al consuntivo per conoscenza, per sapere come vengono comunque utilizzati i fondi erogati dal Consiglio. Quanto alle osservazioni del consigliere Demontis le faccio notare che si partecipa alle attività dei gruppi, quando si vuole partecipare, fin quando se ne fa parte. E' noto che il consuntivo del gruppo non può essere approvato che all'inizio dell'anno successivo. E poiché dal 21 novembre del 1996 il consigliere Demontis non fa parte del Gruppo, chiaramente non è stato convocato alla riunione del Gruppo per l'approvazione del consuntivo che si è tenuta nel mese di febbraio del 1997. Credo che sia diritto di ogni gruppo di non far partecipare alle proprie riunioni chi del gruppo non fa parte. Detto questo, credo che i conti siano abbastanza cristallini e li possiamo esibire a chiunque.

Credo che questo tentativo di far giudicare al Consiglio l'operato dei conti di un Gruppo sia un precedente estremamente pericoloso, perché potrebbe portare la maggioranza dell'Assemblea a ingerirsi in questioni dei Gruppi di minoranza, chiaramente con conseguenze sull'attività dei Gruppi estremamente dannose.

PRESIDENTE. Onorevole Demontis, sullo stesso argomento…

DEMONTIS (Gruppo Misto). Solo un momento, per dire che non concordo su questa affermazione del consigliere Bonesu, nel senso che le mie richieste non erano orientate a prendere visione del conto consuntivo l'anno successivo, giustamente, come giustamente come per legge deve essere approvato dal gruppo, ma erano indirizzate a prendere visione di tutte le pezze giustificative della programmazione per il periodo che andava dal 1 gennaio al 21 novembre 1996, data appunto della cessazione dell'appartenenza a quel Gruppo, ma per 11 mesi io ho diritto, e rivendico questo diritto, di vedere come sono state spese quelle somme.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, metto in votazione il conto consuntivo per la parte che non riguarda i conti consuntivi dei Gruppi, per i quali non c'è votazione ma solamente presa d'atto.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del conto consuntivo per l'esercizio finanziario 1996.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARESU - BALLERO - BERRIA - BIANCAREDDU - BOERO BONESU - BUSONERA - CADONI - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MONTIS - MURGIA - OBINO - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Si è astenuto il consigliere: DEMONTIS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 60

Votanti 59

Astenuti 1

Maggioranza 30

Favorevoli 59

(Il Consiglio approva).

Onorevole Demontis per quanto riguarda il prospetto riassuntivo dei conti resi dai Gruppi consiliari, il Consiglio prende atto.

Elezione di cinque studiosi nell'ambito dell'Osservatorio

regionale per la cultura e la lingua sarda

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'elezione di cinque studiosi nell'ambito dell'Osservatorio regionale per la cultura e la lingua sarda. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Presidente, chiedo cortesemente, se i colleghi concordano, dieci o quindici minuti di sospensione.

PRESIDENTE. Prevediamo venti minuti di sospensione, riprendiamo i lavori alle ore 11 e 40.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 20, viene ripresa alle ore 11 e 51.)

Elezione di cinque studiosi nell'ambito dell'Osservatorio

regionale per la cultura e la lingua sarda

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Il Consiglio deve procedere, secondo l'articolo 5 comma 4 della legge 26 ottobre 1997, all'elezione di cinque studiosi nell'ambito dell'Osservatorio regionale per la cultura e la lingua sarda; tali studiosi devono essere di riconosciuto e comprovato prestigio nella vita culturale sarda nelle seguenti discipline: lingue e letterature sarde, storia della Sardegna, storia dell'arte della Sardegna, tradizioni popolari della Sardegna, geografia ed ecologia della Sardegna, diritto con specifico riferimento alle norme consuetudinarie locali e all'ordinamento della Regione autonoma della Sardegna. Poiché la norma citata prevede il voto limitato a tre, ogni consigliere dovrà scrivere nella propria scheda non più di tre nominativi, e risulteranno eletti i cinque nominativi più votati.

Procediamo alla votazione.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico per l'elezione di cinque studiosi nell'ambito dell'Osservatorio regionale per la cultura e la lingua sarda.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 67

Votanti 67

Schede bianche 2

Hanno ottenuto voti: Alberti Ottorino, 34; Manconi Francesco, 30; Marrocu Luciano, 30; Pinna Michele, 25; Piredda Vanna, 24; Guido Michele, 23; Patatu Salvatore, 6; Casula Francesco, 5; Nieddu Alfredo, 3; Medda Gianni, 2; Corraine Diego, 1; Sanna Emanuele, 1.

Vengono proclamati eletti: Alberti Ottorino, Manconi Francesco, Marrocu

Luciano, Pinna Michele, Piredda Vanna.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Aresu - Balia - Ballero - Balletto - Berria - Bertolotti - Biancareddu - Biggio - BONESU - Busonera - Carloni - Casu - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Degortes - Deiana - Demontis - Dettori Bruno - Dettori Ivana - Diana - Fadda - Falconi - Federici - Ferrari - Floris - Fois Paolo - Fois Pietro - Frau - Ghirra - Giagu - Giordo - Granara - La Rosa - Liori - Locci - Loddo - Lombardo - Lorenzoni - Macciotta - Manchinu - Marras - Marrocu - Marteddu - Masala - Montis - Obino - Oppia - Palomba - Petrini - Piras - Pirastu - Pittalis - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Sanna Nivoli - Sassu - Schirru - Secci - Serrenti - Tunis Gianfranco - Usai Edoardo - Usai Pietro - Vassallo - Zucca.)

La seduta è tolta alle ore 12 e 30.



Allegati seduta

Risposta scritta ad interrogazioni







Testo delle interpellanze, interrogazioni e mozioni annunziate in apertura di seduta

INTERPELLANZA BONESU - SANNA Giacomo - SERRENTI sulle dichiarazioni dell'Assessore Cogodi in ordine al riassetto generale delle province.

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I sottoscritti, premesso che:

- a seguito dell'approvazione della legge regionale n. 4 del 1997 si sono tenute le conferenze provinciali previste dall'articolo 4; l'ultima di tale conferenze si è tenuta ad Oristano il 14 aprile 1997;

- conseguentemente, entro il 14 luglio 1997 (entro tre mesi dallo svolgimento dell'ultima conferenza) la Giunta regionale doveva proporre al Consiglio, corredato dai pareri dei consigli delle esistenti province, lo schema di nuovo assetto provinciale);

tenuto conto del fatto che:

- ad oggi la Giunta non ha deliberato tale schema, e tantomeno lo ha inviato al Consiglio, ed anzi non ha richiesto alcun parere ai consigli provinciali, violando il dettato della legge. Il fatto è tantopiù grave in quanto l'Assessore degli enti locali ha presentato fin dal mese di luglio la proposta alla Giunta e l'ha illustrata in una conferenza regionale degli enti locali. Il compito della predisposizione dello schema è stato peraltro estremamente facilitato essendo emersa chiara la volontà di dar vita alle nuove province della Gallura, Ogliastra, Sulcis-Iglesiente e Medio Campidano ed il desiderio di un certo numero di comuni di cambiare provincia;

- l'ingiustificato prolungamento dei tempi, col mancato rispetto delle procedure previste dalla legge, sta creando conflitti in alcuni territori e favorendo il disegno di quanti operano affinché il nuovo assetto provinciale non vada in porto, poiché lederebbe interessi elettorali e di potere, meglio garantiti dall'attuale assetto. In questo quadro le dichiarazioni dell'Assessore Cogodi contro l'istituzione della provincia del Medio Campidano creano forti dubbi sulla volontà di attuare la legge, rispettando le procedure ed i termini stabiliti, in quanto emerge la volontà di non approvare lo schema di assetto provinciale già predisposto e tantomeno di un suo rapido invio al Consiglio. Non meraviglia comunque che affermazioni contro la capacità delle comunità locali di autoorganizzarsi provengano da un Assessore, espressione di una forza politica nemica del federalsimo e sostenitrice per tradizione storica e prassi politica del centralismo più totalizzante,

chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale per sapere se le affermazioni dell'Assessore Cogodi rispecchino quelle complessive della Giunta, quali azioni intenda svolgere per recuperare il tempo perduto ed accelerare le procedure per la realizzazione del nuovo assetto provinciale, tutelando le prerogative del Consiglio e soprattutto il diritto delle popolazioni, che costituisce l'elemento essenziale della legge, a decidere del proprio assetto istituzionale, senza subire le prevaricazioni degli Assessori regionali, ma con le previste procedure di deliberazione da parte dei consigli comunali ed eventuale consultazione diretta delle popolazioni mediante referendum.

Gli interpellanti ricordano che il nuovo assetto provinciale è essenziale in quanto sarebbe il primo passo per una radicale riforma della pubblica amministrazione in Sardegna, che rafforzerebbe il ruolo degli enti locali e faciliterebbe, con l'attuazione del principio dell'unicità dell'amministrazione, il rapporto con i cittadini. (430)

INTERPELLANZA BONESU - SANNA Giacomo - SERRENTI sul sistema dei trasporti nell'Isola.

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I sottoscritti, premesso che:

- in questi ultimi mesi il silenzio della Giunta sulle problematiche inerenti il settore dei trasporti nell'Isola rappresenta una delle caratterizzazioni più dannose dell'azione di governo dell'attuale maggioranza;

- il miglioramento del comparto dei trasporti e dei servizi ferroviari della Sardegna, da sempre inadeguato alle necessità degli operatori economici e dei cittadini sardi, sia in ordine alle infrastrutture e sia per ciò che attiene ai mezzi di trasporto ferroviario, è stato oggetto di importanti accordi di programma sottoscritti dalla Regione, dal Ministero dei trasporti e della navigazione marittima e dai massimi responsabili delle Ferrovie dello Stato S.p.A., i più importanti dei quali risultano quello dell'8 agosto 1995, in cui si prevedevano interventi per 1.000 miliardi e quello del 9 febbraio 1996, in cui i miliardi previsti ammontavano a 1.500 miliardi;

- quest'ultima intesa di programma, la cui attuazione e realizzazione degli interventi enunciati, unitamente a quelli previsti dall'accordo dell'8 agosto 1995, avrebbe dotato la Sardegna di infrastrutture e servizi ferroviari adeguati alle esigenze ed alle aspettative della nostra Isola, non gode a tutt'oggi della necessaria registrazione presso la Corte dei Conti, in quanto questa risulta rinviata, in considerazione del fatto che la Corte ha giudicato il suddetto accordo come programma di intenti politici perché privo della necessaria copertura finanziaria,

interpellano il Presidente della Giunta regionale per sapere:

I. quale sia lo stato di attuazione degli interventi previsti nell'accordo di programma dell'8 agosto 1995, che dovrebbero trovare realizzazione nel giugno del 1998 e nel dicembre del 1998;

II. quali siano le iniziative che intenda intraprendere nell'immediato per dar seguito all'avviso di gara per la realizzazione della nave tutto merci da destinare ai collegamenti Sardegna - Continente, la cui pubblicazione è avvenuta da più di un anno;

III. se, in riferimento alla mancata copertura finanziaria per la realizzazione degli interventi previsti nell'accordo del 9 febbraio 1996, sia a conoscenza che il Senato della Repubblica lo scorso 25 febbraio ha provveduto alla definitiva approvazione del disegno di legge n. 2983 "Conversione in legge, con modificazioni, del Decreto legge 30 dicembre 1997, n. 457, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo del settore dei trasporti e l'incremento dell'occupazione", dove, all'articolo 10, si autorizza il Ministero dei trasporti alla concessione alle Ferrovie dello Stato S.p.A., di contributi decennali, pari complessivamente a lire 32,2 miliardi annui dal 1997, 128 miliardi annui dal 1998 e 3,5 miliardi annui dal 1999, per consentire la completa realizzazione del tratto Andora - San Lorenzo a Mare della linea ferroviaria Genova - Ventimiglia nel limite di lire 470 miliardi, nonché per la progettazione del nodo ferroviario di Genova nel limite di lire 15 miliardi;

IV. se si considerino la mancata copertura finanziaria dell'accordo del 9 febbraio 1996 e le ultime determinazioni del Parlamento italiano in materia di sviluppo dei trasporti come la testimonianza dell'attenzione e della considerazione di cui gode la Giunta ed il suo Presidente presso il Governo nazionale ed in particolare presso il Ministero dei trasporti;

V. se sia a conoscenza che nel provvedimento approvato definitivamente dal Senato della Repubblica la settimana appena trascorsa, avente per oggetto trasporti e occupazione, non vi è alcun riferimento alle realtà della nostra Isola, fatto questo che denota una totale disattenzione da parte del Governo nazionale ed una manifesta e generale incapacità di questa Giunta e del suo Presidente ad operare concretamente in sintonia con il Governo ed il Parlamento italiano, su argomenti di vitale importanza per lo sviluppo e la crescita economica e sociale della nostra Isola;

VI. quali siano nel concreto le azioni e le iniziative che intenda intraprendere per far sì che vengano rispettati i tempi di attuazione degli interventi previsti nell'accordo dell'8 agosto 1995 e che cosa intenda fare per garantire che il Governo possa dare copertura finanziaria all'accordo del 9 febbraio 1996, per consentire alla nostra Isola di poter contare su di una rete di collegamenti ferroviari confacenti alle potenzialità ed alle aspettative della Sardegna, alla vigilia dell'ingresso in Europa della nostra regione, che viene considerata da specializzate riviste economiche internazionali come un angolo del mondo dove per percorrere in treno 200 Km occorre impiegare quasi cinque ore di viaggio. (431)

INTERPELLANZA BUSONERA - CUCCA - DETTORI Ivana - MARROCCU - SANNA Salvatore sulla grave situazione venutasi a determinare nell'Azienda Ospedaliera "G. Brotzu" di Cagliari a seguito della carenza di organico della Divisione di Neurochirurgia.

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I sottoscritti,

premesso che tale situazione di carenza di organico data oramai da lungo tempo, anche se essa si è venuta drammaticamente ad accentuare a causa della collocazione in congedo per fine rapporto di uno dei medici ivi operanti e della assenza per malattia di altri due dirigenti medici di I° livello;

considerato che non risulta che la Direzione dell'Azienda Ospedaliera abbia a tutt'oggi provveduto a bandire i concorsi per colmare i vuoti di organico di quella Divisione, nonostante l'approvazione della pianta organica da parte dell'Assessorato della Sanità e che altri servizi di primaria importanza dello stesso Ospedale, quali l'Urologia, la Cardiochirurgia e la Neurologia, soffrono di una altrettanto grave carenza di organico;

rilevato che, per far fronte all'emergenza, la Direzione Sanitaria ha disposto, con formale ordine di servizio, che il servizio di guardia notturna della Divisione Neurochirurgia venga espletato dal medico di guardia dell'attigua Divisione Neurologia;

considerato che l'inadeguatezza di tale decisione rischia di compromettere i livelli minimi di sicurezza di servizi tanto delicati, apparendo inverosimile che la salute e la vita degli oltre ottanta pazienti ricoverati nei due reparti possano essere adeguatamente tutelate da un unico medico di guardia;

considerato inoltre che alla Divisione Neurochirurgia vengono richieste consulenze altamente specialistiche, la gran parte delle quali urgenti, da parte di quasi tutti gli ospedali dell'Isola e che, paradossalmente, nell'attuale situazione tali consulenze vengono ad essere prestate da un medico specialista in una disciplina prettamente medica quale la neurologia, del tutto privo delle necessarie competenze neurochirurgiche;

valutato che, per le ragioni sopra esposte, tale decisione presenta evidenti implicazioni sociali, etiche e deontologiche;

tutto ciò premesso i sottoscritti consiglieri regionali chiedono di interpellare l'Assessore della sanità per sapere quali iniziative intenda intraprendere affinché venga sanata, con grande tempestività e in via definitiva, l'attuale situazione di emergenza, in modo da restituire piena efficienza ad una struttura di così grande rilievo per tutta la sanità sarda, ricordando che la situazione venutasi a creare rischia di mettere in discussione la qualifica di "Ospedale di rilievo nazionale e di alta specializzazione" dell'Ospedale Brotzu di Cagliari, risultando pericolosamente indeboliti e penalizzati proprio quei servizi, quali la Neurochirurgia, la Cardiochirurgia, l'attività di trapianto d'organo, su cui si fonda la qualifica stessa. (432)

INTERROGAZIONE SANNA Salvatore - BUSONERA - CHERCHI - MARROCU, con richiesta di risposta scritta, sulle dichiarazioni rilasciate dall'Assessore regionale degli enti locali in merito alla istituzione della nuova provincia del medio Campidano.

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I sottoscritti,

viste le dichiarazioni dell'Assessore regionale degli enti locali, riportate dall'Unione Sarda di domenica 8 marzo 1998, relative alla ipotesi di istituzione di una nuova provincia del medio Campidano;

preso atto della perentorietà di tali dichiarazioni,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere se intenda informare l'Assessore regionale degli enti locali:

I. del fatto che in data 10 dicembre 1996 il Consiglio regionale ha approvato la legge recante, tra l'altro, norme per l'istituzione di nuove provincie, diventata legge regionale n. 4 del 1997;

II. del fatto che tale legge riconosce alla Giunta la sola iniziativa di proposta, al Consiglio regionale, di uno schema di nuovo assetto provinciale derivante da indagini, analisi, ricerche relative, e dal conseguente pronunciamento delle Amministrazioni interessate in apposite conferenze provinciali;

III. del fatto che le strutture funzionariali dell'Assessorato degli enti locali hanno, da tempo, completato l'indagine e che la stessa è stata ufficialmente presentata al sistema delle autonomie locali a Oristano in data 26 novembre 1997;

IV. che tale schema definiva compatibile, anche in relazione ai parametri previsti dalla legge, l'istituzione della provincia del medio Campidano;

V. che, su iniziativa dell'Assessore, la Giunta deve proporre lo schema al Consiglio regionale per la eventuale approvazione;

VI. che sulla trasmissione dello schema al Consiglio la Giunta ha disatteso i termini e i tempi previsti dalla legge;

VII. che, nello specifico, molte Amministrazioni comunali e locali hanno, da tempo, fatto conoscere la propria posizione favorevole all'istituzione della nuova provincia del medio Campidano;

VIII. che, peraltro, la decisione definitiva è posta in capo alle popolazioni interessate, attraverso i referendum.

Gli interroganti chiedono, infine, al Presidente della Giunta regionale di sapere entro quali tempi intenda trasmettere al Consiglio la proposta di schema di nuovo assetto provinciale affinché lo stesso, in via esclusiva, possa pronunciarsi nel merito come previsto dalla normativa vigente. (964)

INTERROGAZIONE MONTIS, con richiesta di risposta scritta, sulla notizia di stampa che la Giunta non intende dare attuazione alla legge istitutiva delle nuove province escludendo quella del Guspinese - Medio Campidano.

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Il sottoscritto,

rilevato che in data 10 dicembre 1996 il Consiglio regionale deliberò all'unanimità il riassetto delle circoscrizioni provinciali del territorio della Regione sarda, dando corso alle procedure per la costituzione di nuove quattro province, in attuazione all'articolo 3, lettera b), della Legge Costituzionale 23 settembre 1948, n.3 (Statuto Regionale della Sardegna);

considerato che il citato deliberato regionale risponde alle condizioni espressamente richiamate dall'articolo 2, comma 2, sui rapporti sociali, economici, culturali e linguistici, nonché sulle omogeneità produttive per quanto attiene all'agricoltura, all'allevamento e pastorizia, già riconosciute dal Consiglio regionale anche negli anni sessanta con l'istituzione del "Comitato territoriale omogeneo" in attuazione della Legge nazionale di rinascita n. 588;

considerato altresì che per disattendere l'attuazione di un deliberato del Consiglio, la Giunta regionale ha una sola strada, quella di proporre un disegno di legge di modifica motivata con le mutate condizioni previste dalla legge che si intende modificare;

premesso che il sottoscritto è anche Consigliere del territorio interessato alla istituenda provincia del Guspinese - Medio Campidano;

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere:

1) se corrisponda al vero la notizia che la Giunta intenderebbe non dare corso alla legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4, per il solo territorio del Medio - Campidano, poiché sembrerebbe davvero fuori da qualunque concezione democratica un'iniziativa così clamorosa e punitiva nei confronti di quelle popolazioni;

2) quali sopraggiunte ragioni consiglierebbero di disattendere il provvedimento legislativo citato e comunque sembrerebbe opportuno dare comunicazioni ai comuni interessati onde consentire agli stessi di riproporre il provvedimento con aggiornate motivazioni;

3) se non intenda, cogliendo questa opportunità purtroppo anomala, affrontare i problemi dello sviluppo e dell'occupazione più volte sollecitati dal sottoscritto e dal Gruppo di Rifondazione Comunista, per il riequilibrio di queste zone dal continuo aggravarsi delle condizioni economiche e sociali. (965)

INTERROGAZIONE MARRACINI, con richiesta di risposta scritta, sulla mancanza di programmazione da parte della Regione nella formazione delle figure professionali specializzate delle cosiddette vigilatrici d'infanzia.

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I sottoscritto,

premesso che la Regione ha finanziato un corso di formazione triennale per infermiere pediatriche specializzate, definite in base alla vecchia normativa vigilatrici d'infanzia, la cui preparazione, alla fine del corsoi è risultata altamente specialistica e di discreto livello professionale;

considerato che delle 400 infermiere specializzate formatesi al corso regionale ben 250 risultano attualmente ancora disoccupate e che la Regione stessa ha investito in questo progetto formativo risorse umane e finanziarie, visto il notevole livello qualitativo del corso stesso;

rilevato che nelle piante organiche delle AA.SS.LL. della Sardegna, e di conseguenza nei concorsi che verranno banditi, i posti riservati alla figura professionale in questione sono pochissimi e che non esiste alcuna direttiva che indichi come primaria l'assunzione delle infermiere pediatriche nei reparti di pediatria, con il risultato che paradossalmente in questi reparti verrebbero assunti infermieri senza competenza specialistica in materia;

ritenuta al limite dell'assurdo la politica della Regione che istituisce e finanzia, con gran dispendio di risorse umane ed economiche, corsi di formazione per figure professionali che hanno ben poche possibilità di venire utilizzate a causa della errata programmazione del piano sanitario regionale, in cui questa figura professionale non viene neppure menzionata;

ritenuto, altresì, fondamentale garantire a tale figura professionale lo svolgimento dell'attività per cui è stata formata nonché il riconoscimento alla stessa figura del titolo di infermiera pediatrica specializzata al posto dell'obsoleto termine di vigilatrice d'infanzia;

chiede di interrogare, l'Assessore regionale della sanità per sapere quali specifiche iniziative intende assumere al fine:

- di rivalutare all'interno della programmazione sanitaria la figura professionale dell'infermiera pediatrica specializzata e di garantire alle 250 disoccupate che si sono diplomate con notevoli risultati un utilizzo professionale consono alla loro preparazione specifica, in modo da poter essere utilizzate presso i reparti di pediatria, loro sbocco occupativo naturale;

- di inserire in numero congruo di posti destinati alla figura professionale in questione all'interno dei concorsi che verranno banditi;

- di consentire a tali operatrici di venire indicate come infermiere pediatriche specializzate piuttosto che con il vetusto termine di vigilatrici d'infanzia. (966)

INTERROGAZIONE MARRACINI - MANUNZA - LOMBARDO, con richiesta di risposta scritta, sulla disposizione di un servizio di autobus alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano 1998.

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I sottoscritti,

premesso che si è avuta notizia della predisposizione di un servizio di autobus ESIT per raggiungere la sede della BIT( Borsa Internazionale del Turismo) di Milano, a disposizione, sembra, degli imprenditori sardi del settore per i cinque giorni della Fiera;

considerato che il vettore scelto è il TRAVELBUS e che non si hanno notizie sui criteri di scelta per lo stesso, nonché dei costi del servizio;

ritenuto opportuno conoscere il motivo per cui non è stata indetta una gara tra i diversi vettori per questo tipo di servizio,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale del turismo, artigianato e commercio per conoscere:

- da chi è stato pagato il servizio citato in premessa;

- i criteri di scelta del vettore (TRAVELBUS);

- la spesa destinata al servizio;

- il perché non si sia svolta una gara d'appalto per l'assegnazione del servizio;

- a chi è destinato il servizio stesso. (967)

INTERROGAZIONE FOIS Paolo - BUSONERA - CUGINI - DETTORI Ivana - DIANA - FRAU - GHIRRA - GIAGU - MASALA - MILIA - OBINO - SANNA NIVOLI - SASSU - USAI Pietro - VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sull'inserimento dell'Isola dell'Asinara, a norma del Protocollo di Ginevra del 7 aprile 1982, nella "Lista delle aree protette di importanza mediterranea" .

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I sottoscritti,

richiamata la precedente interrogazione datata 11 novembre 1997 nella quale venivano sottolineati lo straordinario valore ambientale e la particolare vulnerabilità dell'isola dell'Asinara;

rilevata con vivo rammarico la scarsa attenzione riservata, nella delicata fase iniziale della costituzione del parco, ad un elementare principio di gradualità nella dismissione delle strutture carcerarie, per poter progressivamente giungere, sulla base di un piano organico ancora da elaborare, alla definizione del futuro regime del Parco;

constatata la particolare rilevanza che, nell'attuale fase di transizione, riveste la definizione di misure di salvaguardia adeguate ed effettive, idonee a garantire il raggiungimento attraverso il Parco dell'obiettivo di uno sviluppo economico compatibile con il rispetto dell'ambiente;

sottolineata la sussistenza, nel caso dell'Asinara, dei requisiti richiesti dal Protocollo di Ginevra del 7 aprile 1982 (modificato con il Protocollo di Barcellona del 10 giugno 1995) ai fini della creazione di un'area da sottoporre ad una speciale protezione a livello internazionale;

rilevata altresì la previsione, nel citato Protocollo, di una serie di misure di salvaguardia per le zone rientranti nella "Lista delle aree specialmente protette di importanza mediterranea", misure di cui ogni Stato contraente è tenuto ad assicurare il rispetto;

constatato, infine, che a norma del Protocollo di Ginevra tutti gli Stati mediterranei contraenti sono impegnati a collaborare per rafforzare la protezione e la conservazione delle specie animali e vegetali esistenti nelle aree rientranti nella suddetta lista,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta e l'Assessore della difesa dell'ambiente al fine di conoscere:

1) se condividano la necessità e l'urgenza di ottenere l'inserimento dell'Asinara nella "Lista delle aree specialmente protette di importanza mediterranea", e ciò al fine di ottenere sia il riconoscimento internazionale dello straordinario valore ambientale dell'isola e della sua particolare vulnerabilità, sia il rafforzamento dei relativi sistemi di protezione;

2) quando intendano formulare una documentata proposta in tal senso al Ministero dell'Ambiente, affinché quest'ultimo, sottolineando lo straordinario valore ambientale e la particolare vulnerabilità dell'Isola, voglia tempestivamente provvedere a richiedere l'inserimento dell'Asinara nella "Lista delle aree specialmente protette di importanza mediterranea''. (968)

INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di ripristinare, ai sensi della Legge 236/93, la graduatoria per i lavoratori precari del Ministero per i beni culturali e ambientali in Sardegna.

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Il sottoscritto,

premesso che entro l'anno 1998 è previsto il cambiamento del rapporto di lavoro da tempo determinato ad indeterminato per i lavoratori, cosiddetti trimestrali, che nell'anno 1993 hanno prestato servizio presso il Ministero per i beni culturali e ambientali;

considerato che:

- tali assunzioni sono previste in osservanza della Legge 236/93 che contempla la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo definitivo;

- alcuni uffici sardi del Ministero non hanno rinnovato in tempo i progetti che contemplavano la chiamata di detto personale e per questo fatto i finanziamenti destinati alle assunzioni isolane sono stati dirottati presso altre regioni italiane;

appreso che il coordinamento regionale dei lavoratori precari del Ministero per i beni culturali, in una nota del 5 marzo u.s., ha esposto al Presidente della Giunta regionale la grave situazione di instabilità occupativa in cui versano a causa del mancato rinnovo dei progetti, leggerezza che ha portato all'esaurimento della graduatoria per i cosiddetti trimestrali sardi;

ritenuto fatto grave che, per lungaggini burocratiche e inadempienze degli uffici periferici sardi, i citati lavoratori siano stati esclusi e che le effettive carenze d'organico presenti in tutte le province sarde vengano colmate da precari che provengono da altre regioni d'Italia;

tenuto conto dell'impressionante tasso di disoccupazione presente in Sardegna e della disponibilità della categoria dei lavoratori in questione,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per conoscere quali iniziative urgenti intenda porre in atto presso il Presidente del Consiglio dei Ministri e presso il Ministro per i beni culturali al fine di:

- favorire la riapertura della graduatoria della Regione Sardegna, suggerendo l'applicazione dei criteri adottati per la Regione Calabria nella quale, non essendo stata attuata nel 1993 alcuna chiamata, fu annullata la graduatoria e alla quale il Ministero ha assegnato venti posti;

- in alternativa, promuovere in Sardegna l'assunzione da parte degli uffici di collocamento del personale di terza e quarta qualifica funzionale da impiegare nelle Soprintendenze del Ministero dei beni culturali, negli Archivi di Stato e nelle biblioteche pubbliche, in base alla qualifica posseduta e registrata nelle sedi circoscrizionali per l'impiego. (969)

INTERROGAZIONE DIANA - BERRIA, con richiesta di risposta scritta, sulla segnalazione dell'esistenza di numerosi casi di patologia tumorale in aree prossime agli impianti industriali di Ottana.

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I sottoscritti,

premesso che gli organi di stampa, nei giorni 7, 8, 9 e 10 marzo 1998, hanno riportato notizie contraddittorie a proposito di una allarmante incidenza di patologie tumorali nella piccola comunità di Molia (frazione di Illorai) localizzata in prossimità degli impianti industriali di Ottana;

tenuto conto che:

- la segnalazione dell'esistenza di tali patologie proviene da un medico di base, la Dr.ssa Silvana Tocco di Nuoro - specialista in medicina interna - e viene messa in relazione "con probabilità molto grande, a un qualche fattore di altissima pericolosità di inquinamento ambientale";

- sempre secondo quanto riporta la stampa, tali dati vengono contestati da un altro medico di base, il Dr. Michele Casula di Illorai;

- in altre zone industriali della Sardegna (Porto Torres, Portovesme, Sarroch) vengono ripetutamente segnalati e contestati analoghi problemi di aumento di gravi patologie, in particolare di quelle tumorali, collegati alle attività industriali;

considerato che:

- tali notizie contrastanti, fra l'altro provenienti da operatori della sanità, creano notevole allarme e sconcerto fra le popolazioni interessate e fra il personale addetto agli stabilimenti industriali;

- da diverso tempo si sono spontaneamente costituiti a Ottana, Porto Torres, Portoscuso e altrove dei comitati per la salute pubblica che in diverse occasioni hanno sollevato il problema dell'inquinamento ambientale di origine industriale richiedendo l'istituzione di commissioni di indagine in grado di fare chiarezza e offrire certezze sulle reali conseguenze dell'inquinamento provocato dalle emissioni degli impianti industriali;

- il Consiglio regionale, nella seduta del 1° febbraio 1997, ha approvato un ordine del giorno "sugli interventi di risanamento ambientale e sul monitoraggio delle patologie tumorali nelle aree industriali del nord Sardegna" che impegnava la Giunta regionale:

a) ad attivare un'azione di ricerca epidemiologica sulle tipologie tumorali per gli effetti derivanti dall'inquinamento industriale;

b) a predisporre le procedure per gli interventi di risanamento ambientale;

chiedono di interrogare l'Assessore della sanità, l'Assessore dell'industria e l'Assessore della difesa dell'ambiente per sapere:

- quali provvedimenti intendono adottare per accertare se effettivamente esiste una elevata incidenza di patologie tumorali fra le popolazioni più esposte alle emissioni degli insediamenti industriali citati e se esiste una relazione fra le attività industriali e l'eventuale anomala incidenza delle suddette patologie tumorali;

- attraverso quali procedure, da quali autorità e con quale periodicità vengono controllate le emissioni in atmosfera, lo scarico nei corpi idrici e lo smaltimento dei rifiuti derivanti dalle attività industriali, verosimilmente pericolosi;

- come vengono smaltiti i rifiuti industriali suddetti, tenuto conto che in Sardegna non esistono idonei impianti di smaltimento e che non risulta che gli stessi rifiuti vengano conferiti ad impianti ubicati fuori dalla Sardegna;

- se corrisponde al vero che nell'area industriale di Ottana e nelle altre aree industriali della Sardegna i residui dei processi industriali, sostanze altamente pericolose e inquinanti, sono stati - e forse continuano ad essere - accumulati in vasche inadeguate a garantire condizioni di sicurezza. (970)

INTERROGAZIONE VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sulla riduzione delle provvigioni sulla biglietteria nazionale da parte della Compagnia di bandiera ALITALIA e sulle tariffe attualmente in vigore.

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Il sottoscritto,

appreso che:

- la Compagnia di bandiera ALITALIA ha preannunciato in forma ufficiosa una riduzione delle commissioni percepite dagli agenti di viaggio con decorrenza agosto p.v. su base nazionale;

- qualora dovesse essere attuata questa decisione, a breve, altre compagnie di trasporto potrebbero seguire la stessa procedura;

considerato che questa riduzione comporterà gravi disagi alle agenzie di viaggi che saranno costrette a ricorrere alla riduzione del personale impiegato ed in alcuni casi alla cessazione di attività;

considerato altresì che le attuali tariffe da e per la Sardegna sono ancora eccessive e sproporzionate rispetto alla penisola e ancor più alle tariffe europee;

appurato che in base all'articolo 53 dello Statuto la Regione è rappresentata nella elaborazione delle tariffe ferroviarie e nella regolamentazione dei servizi nazionali di comunicazione e trasporti terrestri, marittimi ed aerei che possano direttamente interessarla,

chiede di interrogare l'Assessore regionale dei trasporti per sapere:

I. se sia a conoscenza della prevista riduzione delle provvigioni sulla biglietteria nazionale;

II. se intenda predisporre una regolamentazione in materia al fine di:

A. prevedere un limite per la riduzione delle provvigioni onde salvaguardare i titolari delle agenzie e il personale attualmente impiegato;

B. ridurre le attuali tariffe da e per la Sardegna per agevolare i cittadini sardi e garantire la continuità territoriale con la penisola e l'Europa. (971)

INTERROGAZIONE GRANARA - PIRASTU - PITTALIS - BALLETTO - LOMBARDO, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione dell'EMSA.

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I sottoscritti,

premesso che da tempo si continua a sostenere che sono state avviate le procedure di privatizzazione delle società controllate dall'EMSA in linea con i programmi assunti dalla Giunta;

valutato che tutta la Regione sta attraversando un periodo di enorme crisi sociale ed economica, particolarmente grave nei territori del Sulcis e del Guspinese, dove gli operai delle società Terrecotte ed Elephant da ben 8 mesi, nonostante tutte le assicurazioni, non percepiscono lo stipendio;

verificato che alla presenza dell'Assessore dell'industria era stata garantita la continuità produttiva degli impianti delle società prima citate con la cessione delle quote dell'azionista di maggioranza Lucchese e della Progemisa ad imprenditori del settore ceramico, in grado di garantire la ripresa ed il potenziamento degli impianti;

rilevato che i programmi dei nuovi soggetti imprenditoriali erano quelli di ampliare la capacità produttiva degli impianti, con aumento del numero delle unità occupate, verticalizzando in loco e con processi innovativi le materie prime locali e realizzando nuove tipologie produttive con elevate caratteristiche tecniche;

constatato che l'attuale proprietà (Lucchese ed EMSA) avevano siglato un accordo che prevedeva la cessione delle quote entro e non oltre il 5 febbraio 1998,

chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'industria per sapere:

1) se risponda al vero che gli accordi intrapresi con gli imprenditori privati alla presenza dell'EMSA fossero diversi;

2) se ai programmi annunciati si vuole dare seguito con i fatti, oppure si intende perseverare nella linea della confusione e dell'abbandono delle unità produttive;

3) se nel frattempo si sono verificate situazioni che hanno modificato l'atteggiamento della Giunta e dell'EMSA;

4) se è giusto e corretto continuare ad umiliare le vere iniziative produttive e trasformare le stesse in attività di puro assistenzialismo e clientelismo regionale;

5) se corrisponda al vero che ai nuovi acquirenti sarebbe stata resa una dichiarazione dell'EMSA il 16 marzo 1998 che sostiene l'inefficacia del contratto siglato il 19 gennaio, per inadempimento dell'autorità regionale, tale inefficacia sarebbe invece determinata non dall'approvazione effettuata dalla Giunta nel rispetto dei termini del contratto (entro il 4 febbraio), ma in quanto pare sia stata trasmessa oltre i termini ivi contemplati. Di fatto questa "guerra delle date" sembrerebbe abbia generato una situazione per la quale solo l'EMSA pare fosse a conoscenza di essere di fronte ad un contratto inefficace, ma ciò nonostante tra il 5 febbraio ed il 16 marzo 1998, pare abbia continuato ad intrattenere gli acquirenti in un'estenuante battaglia su modifiche contrattuali. (972)

INTERROGAZIONE CUCCA, con richiesta di risposta scritta, sul funzionamento della Commissione per l'abilitazione venatoria della provincia di Nuoro.

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Il sottoscritto,

premesso che la Commissione per l'abilitazione venatoria della provincia di Nuoro è stata ricostituita il 2 luglio 1996 con D.A. n. 1299 pubblicato nel BURAS n. 29 del 16 settembre 1996;

rilevato che il Comitato provinciale della caccia di Nuoro nella sua riunione di insediamento ha chiesto l'immediato avvio degli esami di abilitazione venatoria;

constatato che gli esami hanno avuto avvio solo nella giornata del 2 marzo 1998;

viste le note inviate il 6 marzo 1998 e il 10 marzo 1998 dai componenti la Commissione nonché da due componenti del C.P.C. di Nuoro presenti al momento dell'insediamento nelle quali si segnalava la mancata attuazione del decreto assessoriale n. 1299;

sottolineato il pericolo che una nuova interruzione dei lavori della Commissione esami possa determinare problemi di ordine pubblico e che, qualora venisse data attuazione alla costituzione degli ambiti territoriali di caccia, gli oltre 1800 aspiranti cacciatori non troverebbero una giusta collocazione nel proprio A.T.C.,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della difesa dell'ambiente per sapere se siano a conoscenza di quanto esposto e quali iniziative intendano porre in essere per rimuovere le cause oggettive e soggettive che impediscono alla Commissione di abilitazione venatoria della provincia di Nuoro di svolgere pienamente il proprio compito. (973)

INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla razionalizzazione dei servizi postali in Sardegna.

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Il sottoscritto,

premesso che:

I. dopo le assicurazioni dell'aprile 1997 si riparla con sempre maggiore insistenza di una drastica riduzione dei servizi postali in Sardegna, tant'è che l'Ente Poste starebbe studiando dei parametri per la presenza degli uffici postali nei vari comuni;

II. in quei centri dove il coefficiente non dovesse essere raggiunto, l'ufficio postale verrebbe soppresso meno che ogni singola Amministrazione Comunale non si addossi tutti gli oneri finanziari;

III. con la soppressione degli uffici postali non verrebbe più assicurato il recapito della corrispondenza a domicilio, con tutte le conseguenze negative che sono facilmente immaginabili;

IV. se questa nefasta operazione dovesse andare in porto, in Sardegna verrebbero chiusi almeno 173 uffici postali, con una riduzione di organico di almeno 300 unità;

V. questa razionalizzazione selvaggia porterebbe di fatto alla scomparsa dei piccoli centri, già penalizzati per il taglio di scuole, caserme, presidi sanitari, mezzi di trasporto, ecc.;

VI. contro queste paventate soppressioni degli uffici postali è stata organizzata in Sardegna una raccolta di firme, al fine di impedire simile arretramento sociale e culturale,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta per sapere:

1) se sia a conoscenza che - nonostante le assicurazioni pervenute nell'aprile 1997 da parte del Ministro delle Poste e Telecomunicazioni - l'Ente Poste starebbe per chiudere tutti quegli uffici postali che non dovessero raggiungere un determinato coefficiente (rapporto costi/benefici), impoverendo in tal modo moltissimi piccoli centri della Sardegna, già colpiti dal taglio di altri servizi pubblici essenziali;

2) se questa politica dei tagli non sia un ulteriore tentativo di desertificazione e marginalizzazione dell'Isola, già colpita da una grave crisi economico-sociale;

3) se non sia opportuno, pertanto, intervenire con urgenza presso il Ministro della Poste e Telecomunicazioni, invitandolo a mantenere fede a quanto ufficialmente comunicato con nota n°906/SP/332,del 10 aprile 1997, in cui affermava "vorrei chiarire che non vi è alcuna scelta di chiusura degli uffici postali sardi, secondo quanto mi ha detto e ribadito Presidente dell'EPI, prof. Enzo Cardi", ed inoltre " stiamo lavorando di concerto col il Ministero del Tesoro per provvedere ai bisogni del settore postale, agendo su diverse leve, che non toccano, però, la dislocazione attuale degli uffici postali", perché qualsiasi altra scelta sarebbe una presa in giro nei riguardi dei sardi. (974)

INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di estendere la possibilità di praticare la pesca a tutte le imbarcazioni ricadenti nel compartimento marittimo di Olbia e operanti la piccola pesca.

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Il sottoscritto,

premesso che il recente Decreto del Ministro dell'Ambiente che istituisce il Parco marino di Tavolara ha anche stabilito che le imbarcazioni per la piccola pesca possono praticare la loro attività solo nell'ambito marino di residenza del proprietario della stessa imbarcazione;

considerato che questo fatto penalizza in modo eccessivo, nel territorio circostante l'isola, l'attività della piccola pesca che, secondo tali disposizioni ministeriali, si dovrebbe effettuare esclusivamente nell'ambito marittimo del comune di appartenenza dei proprietari delle imbarcazioni; ad. es. i pescatori di Golfo Aranci possono praticare la piccola pesca solo nel territorio marittimo di Golfo Aranci;

rilevato che l'attività della piccola pesca nella zona della Gallura rappresenta una risorsa economica importante quale sostentamento per molte famiglie e che questa decisione ministeriale rischia di far sì che alcune zone marittime siano affollate dalle imbarcazioni da pesca rispetto ad altre, con il risultato di impoverire eccessivamente i tratti di mare;

ritenuta, quindi, tale decisione lesiva degli interessi degli operatori della piccola pesca nel territorio della Gallura, i quali auspicano che venga concesso loro di praticare tale attività all'interno almeno dell'intero compartimento marittimo di Olbia che comprende la zona da Golfo Aranci alla località di "La Caletta" nel Comune di Siniscola,

chiede di interrogare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per conoscere quali iniziative intenda assumere presso il Ministro della difesa dell'ambiente al fine di ripristinare l'attività della piccola pesca per i titolari delle imbarcazioni iscritte al compartimento marittimo di Olbia che traggono dalla pesca il loro sostentamento e che, per impedimenti di natura burocratica, verrebbero costretti a praticare la loro attività in un ambito territoriale troppo ristretto e affollato, con il risultato di affossare ulteriormente la già penalizzata economia della zona. (975)

INTERROGAZIONE GRANARA con richiesta di risposta scritta sulla Cooperativa Telechance.

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Il sottoscritto,

premesso che dopo la cessione di Video On Line alla Telecom, da parte dell'imprenditore sardo Nicola Grauso, avvenuta anche a causa della totale indifferenza dimostrata dalla Giunta Regionale a tale iniziativa, la continuità dei servizi offerti su Internet è stata assicurata attraverso la Cooperativa Telechance che opera a Cagliari con oltre 150 addetti;

considerato che l'alta professionalità dimostrata dagli operatori della Telechance, assieme al patrimonio tecnologico acquisito, impongono necessariamente diverse attenzioni e premure, rispetto a quelle a tutt'oggi applicate dalla Giunta regionale, che mai ha sostenuto l'intuizione di un imprenditore sardo e le potenzialità occupazionali di un settore a valenza mondiale;

appreso che la Telecom Italia Net intenderebbe trasferire a breve scadenza il servizio ad altre società operanti oltre Tirreno, privando i soci della Cooperativa Telechance di un'importante commessa di lavoro, persistendo nella logica del totale disimpegno da tutti i comparti produttivi in cui aveva garantito un preciso contributo in termini occupazionali,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta e l'Assessore del lavoro per conoscere se le indiscrezioni raccolte corrispondano alla concreta logica operativa della Telecom e come la Giunta Regionale intenda adoperarsi per evitare che una simile decisione sia presa, cancellando un patrimonio intellettuale notevole ed i 150 posti di lavoro che tale iniziativa a tutt'oggi ha già creato, soprattutto in un momento cosi grave di congiuntura economica quale quella che la nostra Regione sta attraversando. (976)

MOZIONEMONTIS - CONCAS - VASSALLO - ARESU - LA ROSA - FOIS Paolo - GHIRRA - SANNA Salvatore sull'istituzione del parco geominerario delle ex miniere metallifere.

IL CONSIGLIO REGIONALE

CONSIDERATOche:

- le ex miniere metallifere della Sardegna, le strutture del processo estrattivo e del trattamento di flottazione, gli edifici, i territori annessi, hanno ricevuto di recente l'alto riconoscimento dell'UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite) per la scienza e la cultura che esprimono;

- il recupero di questo patrimonio, quasi unico al mondo e per la Sardegna parte importante della identità storico-culturale, riveste un ruolo importante anche per lo sviluppo economico nell'Isola, con riflessi particolarmente positivi in territori peraltro penalizzati dalla disoccupazione e da fenomeni di mortificazione e disgregazione sociale;

RILEVATO che vengono propagandate (in modo poco responsabile) iniziative pubbliche, a volte prospettate come soluzione nel breve e medio periodo, e una valorizzazione complessiva dei siti ex minerari così creando aspettative che potranno invece trovare risposte nel lungo periodo con atti che tengono debitamente conto delle disponibilità finanziarie;

RILEVATOaltresì che:

- una risposta ufficiale, data in sede di assemblea regionale il 2 febbraio 1998 da un Assessore a nome della Giunta regionale, ha spazzato via la mistificazione di una imminente realizzazione del parco geominerario, affermando testualmente: "Il riconoscimento del parco geominerario è sicuramente rilevante. E' il primo al mondo che ottiene il riconoscimento. Io considero, la Giunta considera, questo evento di grande rilevanza, ovviamente il riconoscimento è solo il primo passo, On. Montis. Primo passo perché sarà necessaria una disposizione di legge nazionale, sarà necessario predisporre progetti concreti, dei progetti operativi, occorrerà reperire risorse finanziarie probabilmente da fonte europea oltre che statale";

- da questa risposta assessoriale è agevole dedurre come non esiste né una legge apposita, né progetti, né risorse finanziarie rendendo quindi necessario provvedere in tempi rapidi e idonei, in un arco di tempo ragionevole a rendere operante il parco,

impegna la Giunta regionale

1) a predisporre un disegno di legge nazionale per costituire il Parco regionale geominerario comprendente tutti i siti delle ex miniere metallifere;

2) ad elaborare un disegno di legge regionale che disciplini l'uso dei territori e determini gli aspetti di competenza di tutta la Regione;

3) a promuovere, fin dai prossimi mesi, iniziative volte ad ottenere dal governo le risorse finanziarie necessarie sia per consentire la predisposizione del progetto generale, sia di stralci esecutivi da utilizzare a fini turistici ed occupativi;

4) ad includere fin dal 1998 l'iniziativa della costituzione del parco nel documento di programmazione economica e finanziaria prevedendo nel bilancio regionale un adeguato finanziamento;

5) a considerare fin dal momento della predisposizione dei succitati disegni di legge proposti, una richiesta di finanziamento da parte della stessa Unione Europea. (142)

MOZIONE VASSALLO - CONCAS - MONTIS sull'applicazione del ticket per le prestazioni richieste dal Centro antitumori presso l'Azienda ASL n. 5 di Oristano.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che la normativa in materia di partecipazione alla spesa per le prestazioni rese dai centri antitumori prevede l'esenzione del pagamento del ticket, più precisamente una nota assessoriale cita le testuali parole "l'assistito non è tenuto al pagamento di alcuna quota di partecipazione alla spesa per le prestazioni che i Centri antitumori sono in grado di erogare autonomamente presso la propria struttura";

RILEVATO CHE:

- la stessa nota assessoriale prevede che le prestazioni in oggetto, effettuate in altre strutture specialistiche od ospedaliere, sono soggette alle quote di partecipazione alla spesa di cui alla normativa vigente;

- attualmente il Centro antitumori di Oristano non è in grado di erogare autonomamente i servizi richiesti in quanto è carente di una struttura e di macchinari adeguati;

- la ASL n. 5 si è limitata a trasferire il servizio presso altri reparti in attesa di predisporre una struttura specializzata;

APPURATO CHE:

- attualmente le prestazioni richieste dal Centro (situato al quinto piano) vengono eseguite, in attesa che venga resa disponibile la sede idonea, nel reparto di radiologia (situato al primo piano dello stesso Ospedale) e nell'anatomia patologica a 50 metri dallo stesso nosocomio;

- non si capisce perché per le prestazioni richieste dal centro antitumori, effettuate nel reparto di radiologia e anatomia patologia, facenti parte della medesima struttura ospedaliera, si applicano ticket sulla medicina preventiva;

- l'applicazione del ticket ha comportato un calo delle mammografie effettuate del 60% e un 50% delle pazienti non ha ritirato il referto;

impegna la Giunta Regionale

ad attuare una direttiva urgente al fine di applicare lo stesso principio per le diverse entità operative pubbliche dello stesso ospedale che preveda la sospensione immediata dell'applicazione del ticket sulle prestazioni richieste dal Centro antitumori della Azienda USL n. 5 di Oristano. (143)