Seduta n.398 del 22/04/1999
CCCXCVIII SEDUTA
(POMERIDIANA)
GIOVEDÌ 22 APRILE 1999
Presidenza del Vicepresidente MILIA
La seduta è aperta alle ore 17 e 07.
DEMONTIS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 20 aprile 1999, che è approvato.
PRESIDENTE. Sospendo dieci minuti la seduta, in attesa dell'arrivo della Giunta. I lavori riprenderanno alle ore 17 e 20.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 10, viene ripresa alle ore 17 e 21.)
Congedo
PRESIDENTE. Il consigliere regionale Matteo Marteddu ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo. Se non ci sono osservazioni il congedo si intende accordato.
Continuazione della discussione degli articoli della proposta di legge Balia - Degortes - Manchinu - Sanna Salvatore - Marteddu: "Modifiche alla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione), assunzione delle funzioni dei centri di servizi culturali ed altre norme in materia di personale" (429/B parte seconda)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli della proposta di legge numero 429/B parte seconda. Riprendiamo dall'articolo 15 undecies. Eravamo rimasti al gruppo di emendamenti relativi all'Agenzia del lavoro ed era stata chiesta una sospensione da parte del consigliere Vassallo.
Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (Gruppo Misto). Mi sembra che si sia arrivati utilmente a un momento di sintesi. La proposta verrà formulata dall'onorevole Bertolotti e penso sia una proposta unitaria che possa consentire all'Aula di andare avanti e di votare anche l'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). L'emendamento mantiene il testo del 72, con l'aggiunta nel primo comma, dopo "numero 33", delle parole "e in servizio da almeno due anni alla data di entrata in vigore della presente legge"; e poi al settimo comma, anziché prevedere che l'intero articolo 43 venga abrogato, sarebbero invece le lettere b) e c) del primo comma dell'articolo 43 della legge regionale 24 ottobre '88 numero 33 sono abrogate.
Se volete vi do anche breve lettura di cosa prevedeva l'articolo 43 della legge 33: "Personale dell'Agenzia. Per il suo funzionamento l'Agenzia Regionale del Lavoro si avvale: a) di personale appartenente al ruolo unico regionale assegnato temporaneamente all'Agenzia su richiesta del direttore che indica altresì i profili professionali del personale da utilizzare nell'ambito dei suoi servizi; b) di personale assunto con contratto di diritto privato a tempo determinato; c) di consulenze e di incarichi professionali affidati...", per cui il funzionamento dell'Agenzia, per quanto residua delle sue competenze, sarebbe comunque garantito dal personale che vi è, anche attualmente, comandato da parte della Regione, perché ci sono ben venticinque-ventisei unità che sono dipendenti regionali di ruolo, che lavorano presso l'Agenzia del lavoro, che potrebbe espletare la parte finale delle sue competenze e poi andare al destino che gli è stato riservato non in questo ambito e da questa legge, ma già dalla legge finanziaria del '99, che ne ha di fatto sancito la definitiva chiusura, perché nel momento in cui si è cancellata la contabilità speciale per l'Agenzia e le si sono tolte, poi, con il Piano del lavoro, tutte le attribuzioni che erano precedentemente di competenza dell'Agenzia, di fatto la si è posta, come si potrebbe dire per una società per azioni, in liquidazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.
MACCIOTTA (Gruppo Misto). Vorrei intervenire in questa discussione per fare alcune riflessioni, a cui mi hanno spinto anche gli interventi dei colleghi nel corso della mattinata, che indubbiamente hanno portato elementi che non mi sento di ignorare sic et simpliciter, e che potrebbero anche farmi in qualche modo correggere la posizione assunta in Commissione in senso contrario all'approvazione di questi emendamenti.
Vorrei riepilogare gli elementi che sono emersi dai contributi di stamani. C'è indubbiamente un vizio iniziale, di fondo che risale alla predisposizione della legge istitutiva, cioè la possibilità data all'Amministrazione di assumere personale a tempo determinato senza, almeno per quanto risulta, alcuna procedura di verifica della professionalità, dei titoli e di quant'altro è necessario ormai per l'ammissione a una pubblica amministrazione. E questo è un vizio di fondo che non possiamo purtroppo sanare retroattivamente, ma su cui tornerò.
Non voglio entrare nel merito di quello che è stato detto stamattina, se queste sono state assunzioni clientelari o meno, non ho elementi per dirlo, lascio al collega che in questo modo si è espresso la responsabilità di questa affermazione. Voglio dire che comunque questo vizio di fondo rimane.
L'altro elemento che mi è mancato è stata la possibilità di prendere in visione i termini di questo contratto di diritto privato, da cui avrei potuto trarre delle indicazioni: qual era il termine che questo contratto poneva, che cosa è successo per il fatto che un contratto, che non penso avesse una scadenza decennale, abbia coperto di fatto un periodo anche superiore al decennio.
Immagino che si sia proceduto nel tempo al rinnovo di questi contratti; rinnovo che prevede due parti, come ogni contratto: un datore di lavoro, che esprime una sua volontà di rinnovare un contratto, ed anche il lavoratore, a cui sta bene, se lo rifirma, che quel contratto venga rinnovato. Quindi, nella durata abnorme del rapporto di lavoro c'è la considerazione che deve toccare tutte e due le parti in causa, però, anche se assolutamente non sono un esperto, neanche da lontano, di diritto del lavoro, penso, per quello che so, di poter condividere la fondata sicurezza che forse una causa davanti al magistrato che si occupa di diritto del lavoro possa considerare questo rinnovo automatico di contratto quasi un inghippo fatto per trasformare un rapporto di lavoro a scadenza determinata in un rapporto di lavoro di fatto a scadenza indeterminata. Quindi, probabilmente, per quello che ritengo non mi meraviglierei che l'Amministrazione fosse condannata in questo caso a rispondere di questo suo operato, a tutela ovviamente del lavoratore.
Poste queste condizioni si potrebbe cercare una soluzione a questa vicenda; ragionando sul fatto, scusate, cerco di mettermi sempre, anche se capisco i problemi umani che stanno dietro queste richieste e dietro queste aspirazioni, a quello che devo fare in questa sede come consigliere e legislatore, cioè considerare se sussiste o no un interesse da parte della pubblica amministrazione.
Questo interesse credo di poterlo ravvisare proprio nel fatto che l'amministrazione, sua sponte, che poteva licenziare benissimo al termine del contratto questi lavoratori, ha rinnovato agli stessi il contratto per un periodo certamente tutt'altro che indifferente. In questo si riconosce, a mio avviso, la fiducia, l'apprezzamento da parte dell'Amministrazione per l'operato svolto da questi lavoratori che indubbiamente, nell'arco di un periodo così ampio, se già non la possedevano, hanno indubbiamente acquisito una professionalità specifica in questo specifico campo.
Penso che nelle nostre decisioni questo interesse della pubblica amministrazione che, a mio avviso, sussiste, debba essere il quid che può spostare la nostra valutazione da una negatività ad un accoglimento della richiesta.
Tornando al vizio originale, peraltro, se dovessimo, come dovremmo essere, corretti fino in fondo, la via dovrebbe essere un'altra: quella di operare su questi lavoratori, farli partecipare o ad una selezione o ad una prova concorsuale comunque, tenendo conto della possibilità, che è accettata, di valutare nell'ambito dei titoli in questa sede o per riservare l'intera prova di concorso o per tenerne conto nella valutazione dei titoli proprio della professionalità acquisita all'interno di questa Amministrazione regionale, come la legge ammette. Questa per me sarebbe la via preferenziale.
Se dovesse comunque questa Amministrazione orientarsi difformemente, e cioè per l'accettazione ope legis di un inquadramento, un dato è necessario, che si ponga un termine. Noi non possiamo dire indiscriminatamente che tutti i lavoratori che si trovano in questa condizione vengono gratificati nell'uno o nell'altro modo che ho esposto, dobbiamo mettere un termine, cioè dobbiamo dire "i lavoratori che si trovano in questa posizione da almeno "x" anni", cioè un periodo sufficiente perché ci sia stata una valutazione da parte dell'Amministrazione, si sia creato un rapporto di lavoro veramente che sfiora l'indeterminatezza per la sua ampiezza, ma non possiamo mettere, sullo stesso piano, personale che possa essere entrato in questa Agenzia in questo modo da pochi mesi a fronte di personale che ci ha lavorato nelle condizioni suddette per oltre un decennio. Questo mi pare che sia un termine inderogabile. Se si dovesse arrivare ad una soluzione del genere, fisserei questo termine ad almeno tre anni, e lo giustifico perché sia un periodo non enorme ma sufficientemente congruo a rispondere ai requisiti di cui dicevo prima, di un tempo necessario a questa valutazione a creare l'interesse dell'Amministrazione, e insisto sul termine di almeno tre anni da un punto di vista personale e per coerenza perché questo è il termine che era stato a suo tempo fissato dalla Commissione per l'entrata in ruolo di comandati, di distaccati (ricordate i provvedimenti che abbiamo già esaminato) ed è questo il motivo, la riduzione generalizzata di questo periodo ai due anni che mi ha fatto votare contro questi provvedimenti. Per cui, anche se con mio dispiacere, se il termine fosse inferiore ai tre anni, sarei costretto a votare contro anche a questo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Presidente, prendo atto del fatto che sull'intervento svolto da me stamattina in Aula si sia trovata una mediazione che di fatto comporta, con la proposta illustrata dal collega Bertolotti, la soppressione di una parte dell'Agenzia, di quella parte almeno che relativamente all'organico doveva essere coperta con i contratti esterni. Mi pare che sia stata trovata questa soluzione, mi pare che siano forse ancora da limare alcune questioni che sono state sollevate anche dal collega Macciotta.
Ne approfitto, ne parlavo anche stamattina, c'è un punto che reputo di straordinaria importanza e che riguarda tutti quanti noi, che non ha un'attinenza diretta con il problema del transito dei collaboratori dell'Agenzia nel ruolo unico regionale, però è molto importante, riguarda la norma di attuazione che è stata approvata dalla Commissione Paritetica e che è stata trasmessa al Consiglio regionale, quindi sostanzialmente chiederei innanzitutto al Presidente della Commissione Sesta, al collega Gianfranco Tunis, se vi siano gli spazi, nella programmazione del lavoro della sua Commissione, per dare rapidamente il parere di merito su questa norma e ritrasmetterla alla Prima in maniera tale che la Prima poi la possa approvare e trasmettere rapidissimamente all'Aula. Faccio presente ai colleghi che la Regione Autonoma della Sardegna corre il rischio di essere una delle pochissime regioni in tutta Italia, non recependo questa norma, a non poter regolamentare con norme proprie, con un'organizzazione propria tutta la materia del lavoro e dell'occupazione.
Credo ci siano tutti i termini e i tempi possibili perché, entro questa legislatura, questa norma di attuazione possa essere approvata, ed è del tutto evidente, credo non sfugga a nessuno l'importanza che l'approvazione e il recepimento di questa norma di attuazione possono avere su tutti i lavoratori sardi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.
LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Apprezzo il tentativo che è stato fatto di cercare di combinare le varie ipotesi che erano sul tappeto, però continuo a tenere in piedi alcune perplessità che voglio esternare al Consiglio, alla Commissione e al relatore in modo particolare. Rimangono comunque aperte, con questo emendamento così come è stato modificato e come è stato letto dal consigliere Bertolotti, alcune problematiche, la prima riguarda il posizionamento di questo personale all'interno del ruolo unico; in quale qualifica funzionale andiamo a posizionare questo personale.
Secondo...
BERTOLOTTI (F.I.). C'è scritto!
LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Dove è scritto? E` disposto nella qualifica funzionale corrispondente, ma non c'è una corrispondenza immediata tra il lavoro che si svolge all'interno dell'Agenzia del Lavoro e quello che si svolge all'interno del ruolo unico, non esiste una corrispondenza meccanica, perché laddove vi fosse una corrispondenza meccanica nulla quaestio, ma siccome questa non esiste credo vada specificato.
C'è un secondo problema che va ancora valutato, che in altri emendamenti è presentato ma in questo non è presente, e riguarda l'eventuale differenza tra lo stipendio percepito e lo stipendio che andrà a godere all'interno del ruolo unico. Viene considerato come assegno personale non riassorbibile? Viene eliminato? Si transita simpliciter e basta, e non ci sono altri limiti?
Terzo: questo personale va collocato nei limiti dell'organico o va collocato anche in soprannumero? Qui non è previsto. Se oggi fossero tutti ricoperti i posti nel ruolo unico regionale e nelle qualifiche rispondenti, questo personale dove lo collochiamo?
Quarto: non è prevista alcuna formula concorsuale; io torno a dire quello che ho detto stamattina. Una formula concorsuale di qualsiasi genere, un corso-concorso, un concorso riservato, ma qualcosa la vogliamo prevedere, fermo restando, cosa che posso anche non condividere, come diceva l'onorevole Macciotta poc'anzi, che in quest'Aula è stato detto che le formule di assunzione di questo personale non sono state le più trasparenti possibili.
Allora vogliamo inventare almeno un meccanismo concorsuale minimo per valutare l'opportunità, la professionalità, le attitudini, le competenze di questo personale, che peraltro ne ha manifestato di grandissime e di eccezionali lavorando come ha lavorato fino ad oggi, però non possiamo rinnegare tutto quello che cinque mesi fa abbiamo scritto sulla "31", nella quale abbiamo detto "Questi sono i modi attraverso i quali si accede all'interno del ruolo unico regionale".
Qualcuno anche ha detto in quest'Aula "Abbiamo fatto entrare comandati, abbiamo fatto entrare distaccati", verissimo, ma si trattava già di personale di ruolo nelle amministrazioni di appartenenza che erano comandati o distaccati nella Regione. Stiamo facendo un passaggio di ruolo, potremmo chiamarlo, in termini impropri, un semplice trasferimento da un'amministrazione all'altra.
Qui non stiamo facendo un trasferimento di personale di ruolo, qui stiamo prendendo personale che è a tempo determinato e lo stiamo trasferendo in un ruolo effettivo a tempo indeterminato. Mi pare che le innovazioni che sono state apportate all'emendamento non siano tali da superare tutti questi rilievi che ho presentato all'Aula.
Quindi torno a dire, la proposta che faceva poc'anzi il Presidente della Commissione credo sia, se ho ben compreso, la migliore; è in Sesta Commissione la legge di riordino complessivo dei servizi all'impiego, se vogliamo fare una cosa ben fatta, quello è il luogo specifico per poter risolvere questo problema. Se è vero come è vero che questo disegno di legge, questa norma di attuazione ha già ricevuto l'approvazione della Prima Commissione ed è in transito nella Sesta, che dovrebbe approvarla e che possiamo ancora fare in tempo, se la Sesta Commissione ci lavora un attimo, ad approvarla in questa tornata di Consiglio, io credo che quello sia il luogo opportuno per inserire questa proposta nell'ambito più complessivo di riordino dei servizi dell'impiego, altrimenti permangono tutte queste difficoltà che non mi paiono superabili dall'emendamento nella stesura definitiva con la quale è stato proposto all'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Stupiscono alcune considerazioni fatte dall'Assessore. Intanto stiamo parlando di personale che lavora in un ufficio regionale, non è certamente né un'officina meccanica né uno stabilimento navale.
Che lei mi parli del fatto che l'inquadramento non è possibile farlo pensando di doverlo disporre, così come è scritto al secondo comma, nella qualifica funzionale corrispondente, sembra che stiamo parlando di personale che fa altro da quello che ha fatto fino adesso, cioè lavorare in un ufficio.
Tenuto conto che il contratto che è stato sottoposto a questo personale fa riferimento esattamente a quello che viene stabilito per queste funzioni, quello che ha usufruito fino adesso, ed è quello corrispondente al contratto regionale, conseguentemente tutte queste strane cose che dovrebbero venir fuori se dovesse essere approvato questo emendamento francamente non le vedo.
Lei dice "Salviamo almeno la forma, facciamo fare delle prove a questo personale"; ma signor Assessore, tutta questa legge è stata fatta per fare sistemazioni di personale senza né prove, ne concorsi di nessun genere. Qui stiamo parlando di gente che in ogni caso avrebbe diritto, certo, facendo le dovute cause di lavoro, ad essere assunta definitivamente nei ruoli regionali, vogliamo evidentemente far prestare il fianco a questa Amministrazione regionale, che evidentemente ha tanti soldi da perdere in avvocati, in ricorsi legali e così via dicendo, stiamo sanando una situazione che fa risparmiare alla Regione quantomeno le spese legali che saranno conseguenti e necessitate per difendersi nei confronti delle cause di lavoro che saranno intentate e si fanno tutte queste questioni dicendo "lo rinviamo a un'altra occasione". E chi mi garantisce che lasciando aperta la possibilità di continuare a dover ricorrere alle famose lettere b) e c) del primo comma dell'articolo 43 adesso, sotto elezioni, e sapendo quale dovrebbe essere il destino dell'Agenzia del Lavoro, non ci siano delle infornate di assunzioni nel giro di uno, due mesi di qui a dover approvare quelle norme famose!
Credo che dobbiamo porre una parola fine a tutta questa situazione, che dobbiamo decidere oggi di dare uno stop a questa situazione, definitivamente dare una sistemazione a questi lavoratori e da domani poter consentire agli uffici di essere nel giusto grado di efficienza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Questa mattina il collega Sanna si preoccupava che l'approvazione dell'emendamento avrebbe determinato l'abrogazione dell'Agenzia del Lavoro. Voglio ricordare al collega e ai colleghi che l'abrogazione dell'Agenzia però è già nei fatti.
L'Agenzia del Lavoro ha una pianta organica di 66 unità sulla base della deliberazione della Giunta regionale dell'8 maggio del '96, la numero 18/27.
L'Agenzia Regionale del Lavoro conta attualmente 52 unità di cui 24 appartenenti al ruolo unico regionale. Questo innanzitutto sta a significare che non è vero che l'Agenzia non avrebbe più personale e sarebbe quindi impossibilitata ad operare. Ma sull'abrogazione dell'Agenzia voglio ricordare che la legge finanziaria del '99, quella che abbiamo approvato il 18 gennaio di quest'anno, all'articolo 7 dispone che a decorrere dall'anno finanziario 2000 sarà soppressa la contabilità speciale del fondo per l'Agenzia del Lavoro istituita dall'articolo 46 della legge 33 dell'88. Quindi ciò comporta, di fatto, il riassorbimento del bilancio dell'agenzia in quello della Regione e le conseguenze naturali in ordine alla risoluzione dei rapporti di lavoro del personale a contratto che non troverebbero più alcuna legittimazione normativa. Quindi penso che a maggior ragione noi dovremmo dare oggi definitiva collocazione a questo personale, e mi riporto integralmente alle considerazioni che ho fatto questa mattina sul ruolo e sulla utilità della funzione che gli stessi hanno svolto nel corso di questo decennio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Schirru. Ne ha facoltà.
SCHIRRU (Progr. Fed.), relatrice. A titolo personale, ho ascoltato questo dibattito e comunque colgo l'esigenza di trovare una soluzione a questo problema, in particolar modo sento anch'io l'esigenza di trovare una soluzione, tenuto conto che l'Agenzia non è altro che un braccio dell'Amministrazione, quindi a tutti gli effetti, come dicevo anche intervenendo prima, non è altro che una branca dell'amministrazione che lavora per un servizio, per un progetto particolare. Quindi comprendo tutte le aspettative, le esigenze che si pongono, però ho colto anche le difficoltà, le perplessità poste dall'Assessore, in particolar modo sulla questione della identificazione del profilo professionale della qualifica attinente e il problema di specificare anche se questi possono trovare collocazione all'interno della attuale pianta organica che ci siamo dati o che comunque possono, e questa sarebbe a questo punto la soluzione migliore, visto che in questo momento non siamo in grado di definire se ci sono i posti corrispondenti, magari utilizzare anche la formula del sovrannumero e comunque la cosa più importante penso che sia l'ultima considerazione, quello di individuare comunque una formula di selezione come il metodo più corretto che garantisce ed assicura comunque non solo ai dipendenti, ma all'amministrazione in particolar modo, di riconoscere le migliori esperienze e le professionalità che esistono all'interno di quel servizio prestato per l'ente.
Allora, una formula, una proposta potrebbe essere quella di utilizzare le formula del concorso riservato per titoli ed esami, naturalmente a coloro che hanno maturato già un'esperienza di lavoro per almeno due anni, così come mi è sembrato di capire dall'emendamento presentato questo pomeriggio. Questo io volevo suggerire per individuare se possiamo trovare, all'interno di questa formula, un modo corretto di risolvere questo problema.
PRESIDENTE. Esaurita la discussione, ritengo opportuno sospendere un attimo gli emendamenti relativi all'Agenzia del lavoro, e passare all'emendamento 60 riguardante gli Enti.
Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Salvatore per illustrare l'emendamento.
SANNA SALVATORE (PROGR. FED.). Rapidamente Presidente, perché l'emendamento mi pare sia abbastanza chiaro. Si introduce per gli amministratori degli enti regionali, una formula, soprattutto per i Presidenti degli enti regionali che siano dipendenti pubblici e che quindi, in un qualche modo, debbano andare in aspettativa, una forma maggiorativa del compenso del 50per cento, appunto nel caso dell'aspettativa dall'amministrazione di provenienza perché questo, soprattutto per alcuni enti, crediamo sia il minimo indispensabile perché gli amministratori possano svolgere serenamente il loro lavoro. Lo dico subito perché in Commissione questo argomento è stato in qualche modo rigettato con la motivazione che, essendo tutti gli enti a scadenza, essendo prossima la fine della legislatura, e però in Commissione è sfuggito ai più, me compreso, che alcuni enti non sono in scadenza insieme alla Giunta ed alla legislatura; per esempio, tra questi ci sono gli Ersu e credo ci siano anche alcuni I.A.C.P., ed anche forse altri enti. Quindi, il problema sussiste, il problema rimane ed è per questo motivo che io non ho ritirato l'emendamento, perché il problema è, obiettivamente, in piedi.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare la consigliera Schirru, relatrice.
SCHIRRU (Progr.Fed.), relatrice. Il parere è contrario e per questo si chiede di ritirarlo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Io potrei proporre un tentativo di mediazione, laddove nell'emendamento si dice che agli oneri che derivano dall'attuazione dell'articolo, si fa fronte mediante le disponibilità esistenti nei bilanci, e poi imponiamo agli enti di fare questo tipo di operazioni; probabilmente stiamo facendo un'ingerenza indebita nei confronti degli enti, ed allora potrei proporre di scrivere che possono essere incrementate fino al 50per cento per tutta la durata del collocamento in aspettativa. Possono essere incrementate, e poi la forma di aumento la stabiliranno i Consigli di amministrazione degli enti. Comunque, la Giunta si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Non mi sorprende l'emendamento anche perché, chi lo ha presentato, è persona serissima, e posso comprendere anche lo spirito; certo rilevo che su queste questioni esiste uno scollamento incredibile all'interno della maggioranza, ed è uno scollamento tra Presidenti di Commissione, Assessore e componenti dei diversi Gruppi della maggioranza. Questo sta ad indicare l'omogeneità di questo centro sinistra anche su questioni fondamentali ed importanti, come la disciplina del personale della Regione. Ma, al di là di questa osservazione, io sono ancora sorpreso come l'assessore Loddo, che tanto parsimonioso è stato questo mattina nel porre le questioni di copertura finanziaria, non se lo ponga per aumentare del 50per cento l'incremento di indennità di carica dei Presidenti degli enti strumentali, che come ben sappiamo, poi sono coloro che, fatte alcune eccezioni, sono i "trombati" in qualche elezione, sono coloro che per ragioni interne di spartizione debbono essere per forza collocati e premiati, e si vogliono, a fine legislatura, anche creare le condizioni perché possano arrivare ad ottenere un'indennità simile a quella dell'Assessore; così i conti possono tornare tra Assessori e Presidenti di questi enti. Io dico soltanto che al di là delle sicure buone intenzioni, è un fatto, un'operazione che noi non possiamo assolutamente consentire; le risorse si destinino per settori in cui veramente vi è necessità e bisogno, non si discuta dei 520 milioni, Assessore Loddo, necessari per coloro che debbono avere riconosciuto il diritto con decorrenza al 1994 del F.T.Q., e non ci si scandalizzi per un emendamento di questa natura, che va sicuramente ad allargare enormemente il già pesante deficit della Regione e degli stessi enti.
Anziché porvi il problema di come eliminare gli enti, quelli soprattutto inutili, e di come imporre una cura dimagrante dei sostanziosi consigli di amministrazione, vi ponete, a chiusura della legislatura, il problema solo di incrementare le indennità di questi signori. Assessore Loddo, mi sarei aspettato da lei quanto meno uguale determinazione e decisione, di quella dimostrata per gli altri casi; quelli sì che attendono risposta ed attendono giustizia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az.). Signor Presidente, io capisco la similitudine tra questo emendamento e le norme della legge 816 per gli enti locali, però agisce in un contesto completamente diverso; perché l'applicazione di questa norma porterebbe che qualunque presidente di IACP o di stazione sperimentale del sughero, avrebbe un compenso lordo di oltre 12 milioni mensili, e mi sembra che sia veramente un'offesa verso gli amministratori locali, verso quei sindaci che prendono un milione al mese e che sono esposti anche alle bombe. Mi sembra che questa situazione dell'indennità vada sistemata in un disegno organico, tra l'altro differenziando maggiormente fra gli enti regionali, perché l'attuale differenziazione fra le due fasce di enti con una sola differenza al 20per cento, credo che non renda giustizia alla diversa complessità degli enti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Presidente, per preannunciare il ritiro; io non volevo assolutamente suscitare tutta questa discussione, questa levata di scudi; mi sembra anche che si siano usate delle argomentazioni fuori luogo, soprattutto da alcuni colleghi che prima di parlare di clientelismo o di cose di questo genere, bene farebbero ad andare a rileggersi gli emendamenti che hanno presentato singolarmente o come Gruppo, sia alla 31 sia a tutte le leggi sul personale, compresa quella che oggi abbiamo in discussione.
Quindi, io credo che sarebbe buona cosa rifarsi all'insegnamento del Vangelo, guardare a quello che abbiamo in casa nostra prima di parlare di quello che c'è in casa altrui.
Detto questo, proprio perché l'emendamento era stato presentato per risolvere un problema che comunque è aperto ed è presente, e non possiamo far finta che con ci sia, né possiamo far finta di scandalizzarci, probabilmente non è la sede opportuna per affrontarlo, probabilmente possiamo dire tutto quello che vogliamo e, comunque, credo che occorrerebbe usare dei toni e delle argomentazioni, molte volte, che facciano a meno di toni propagandistici come quelli che sono stati usati qui stasera e non soltanto per questo emendamento. A ogni buon conto, l'emendamento è ritirato, e in questa maniera il problema è risolto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Presidente, voglio intervenire sull'emendamento.
PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato.
BALLETTO (F.I.). Lo faccio proprio e ne voglio parlare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Io avevo chiesto di parlare, onorevole Presidente, prima per dire che non mi scandalizzavo di questo emendamento, anche se ero e sono assolutamente contrario, perché, come ha detto il consigliere Pittalis, probabilmente l'indennità di qualcuno di questi presidenti voleva essere portata più o meno all'indennità dell'Assessore.
Ricordo che alcuni di questi Presidenti forse credendosi assessori, e io sollevai qui il problema al quale non mi è stata data risposta - e questo è molto grave - qualcuno di questi presidenti si arrogava il diritto di rispondere via stampa alle interrogazioni dei consiglieri regionali. Non credo che questo fosse un loro diritto; sicuramente potevano passare il tutto agli assessori competenti, ma indubbiamente così facevano e quindi, probabilmente, bisognava dare qualche cosa in più a questi signori.
Io volevo dir questo: quando ogni anno vengono pubblicate nel Bollettino ufficiale della Regione le indennità di consiglieri regionali tutti si strappano le vesti; io credo che sarebbe opportuno, una volta tanto, che si pubblicassero anche le indennità di questi presidenti, dei vicepresidenti, dei componenti dei consigli di amministrazione affinché i sardi sappiano veramente quanti soldi si spendono e si spendono malamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Questa legge, l'ho già detto in un'altra occasione, forse è una delle più grosse porcherie che in assoluto si stia facendo in questa undicesima legislatura.
SANNA SALVATORE (Progr.Fed.). Guardi che l'ha votata anche il suo Capogruppo in Commissione una parte di questa legge.
BALLETTO (F.I.). Non ha importanza, non si preoccupi, qui ci sono gli emendamenti, caro collega. Io sto parlando di come è stravolta dagli emendamenti.
BALLETTO (F.I.). Una cosa è la legge, caro collega Sanna, un'altra cosa sono gli ottanta emendamenti che sono stati presentati della maggioranza della quale lei fa parte. E lei, intanto, dovrebbe avere il buon gusto di stare zitto quando parlano gli altri, come solitamente chiede il silenzio quando parla lei. Quindi, dimostra di non avere proprio il minimo garbo e il rispetto degli altri. Forse si sente toccato quando le cercano, come si dice in sardo, "pisci 'e carinu"(?), caro collega.
SANNA SALVATORE (Progr.Fed.). Proprio lei?
BALLETTO (F.I.). Sì, glielo dico proprio io, perché a questi presidenti di enti, non li obbliga nessuno ad andare a presiedere gli enti, caro collega. E, guarda caso, sono sempre tutti galoppini "trombati". Questa è la verità, caro collega. Quando si pongono i problemi per i dipendenti allora si può anche discutere, perché è gente che si guadagna lo stipendio. Quando si tratta di politici "trombati", ai quali si vuole raddoppiare l'indennità, perché in una prima stesura era scritto "raddoppio" e neanche il 50 per cento, le cose cambiano fortemente. Questa è la verità, e su queste cose non si può tacere. Quindi io l'emendamento l'ho fatto mio per discuterne e adesso lo ritiro.
PRESIDENTE. Passiamo agli emendamenti numero 68, 70, 78 e 79, relativi ai consorzi di frutticoltura.
Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Sugli emendamenti relativi ai Consorzi di frutticoltura, io avevo in elenco anche il 47, che mi dicono sia stato ritirato, ma lo vorrei fare mio.
PRESIDENTE. Il 47 è stato sostituito dal 68.
BERTOLOTTI (F.I.). Sì, Presidente, è stato sostituito, ma non è che sia riportato nell'ambito del 68. E` un emendamento che il collega Masala ha ritenuto di dover riformulare in maniera diversa. Siccome io sono del parere che la formulazione più giusta per risolvere questo problema sia quella contenuta nel 47 faccio mio il 47.
PRESIDENTE. Gli emendamenti quindi sono il 47, 68, 70, 78 e 79.
Ha facoltà di parlare il consigliere Bertolotti per illustrare l'emendamento numero 47.
BERTOLOTTI (F.I.). Signor Presidente, stiamo ritornando su una materia che è quella che riguarda i Consorzi interprovinciali per la frutticoltura, che era stata già oggetto di attenzione di quest'Aula nel precedente dispositivo che è stato discusso nei giorni scorsi, e cioè la prima parte del 429 B), e si tratta di superare, anche in questo caso, una situazione non chiara per quanto attiene all'inquadramento del personale che è in forza al Consorzio interprovinciale della frutticoltura. All'Aula distratta ricorderò che Consorzi interprovinciali per la frutticoltura sono stati previsti e disciplinati nell'ordinamento dello Stato con decreto legge 18 febbraio 1927(?), numero 323, convertito con legge 15 ottobre 1923, numero 2.293, e che tale legge dava a questi enti il compito di diffondere la coltivazione delle piante fruttifere al fine di migliorare l'alimentazione e dare incremento all'industria delle conserve alimentari e all'esportazione. Compiti che si sono poi, di volta in volta, trasformati in compiti anche di sperimentazione nel campo dell'agricoltura, e che comunque sono sempre stati indicati e definiti come compiti a valenza pubblica. La stessa organizzazione di questo ente implica un potere di controllo e di indirizzo da parte della Regione che è pregnante, anche se prevede la possibilità per i privati di poter partecipare alla ragione sociale di tali enti, come tale non si capisce perché il relativo personale non possa usufruire del trattamento riservato ai dipendenti degli enti regionali. E in tal senso si sono espressi, in più di una occasione, sia il Tribunale amministrativo regionale, sia la Corte di Cassazione, sia numerosi pretori che hanno dovuto giudicare su cause di lavoro.
I pretori, in particolare, per dichiarare la propria incompetenza - perché materia di carattere pubblico -, il Tar per dare, in più di una occasione, motivo di stabilire che questi sono ...per il riconoscimento di enti di carattere pubblico; pertanto con questo emendamento, si tende a far sì che, nel caso del 47, tutto il personale, e cioè, tecnici, impiegati e operai possano essere considerati dipendenti regionali. In subordine a questo, esistono altri emendamenti che riserverebbero questa possibilità al personale impiegatizio e tecnico.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu per illustrare l'emendamento numero 68.
BONESU (A.N.). Presidente, insieme al collega Masala, abbiamo presentato questo emendamento numero 68 che intendeva sostituire il "47" per rifarci un po' allo spirito della legge ed alle decisioni che il Consiglio ha preso in situazioni, per certi versi, simili. Qui, abbiamo la situazione di personale che lavora nella stessa stanza ed è regolato da due contratti profondamente diversi, che è un trattamento economico e giuridico assolutamente diverso. Tutti i casi del genere che derivavano da distacchi o comandi, li abbiamo risolti con le norme precedenti, invece lasceremo questa situazione anomala, ed è una situazione anomala chiaramente che non troverebbe più riscontro nell'intero comparto dell'impiego regionale. L'ente ed i consorzi di frutticoltura che hanno una pianta organica, quindi personale che è deputato a svolgere le funzioni pubbliche fondamentali dei consorzi, anziché occupare questa pianta organica con regolari concorsi, hanno invece richiesto personale dagli uffici di collocamento e l'hanno mandato a fare lo stesso lavoro del personale che è in pianta organica.
Chiaramente, ciò porta una serie di sperequazioni ed anche di mancata funzionalità perché anche i doveri, non solo i diritti dei dipendenti, vengono ad essere diversi, essendo alcuni dipendenti pubblici ed invece gli altri, fittiziamente, dipendenti privati. L'emendamento tende a far sì che a mansioni uguali invece corrisponda trattamento economico e giuridico uguale. Per cui si autorizzano, non si opera nessun trasferimento di ruolo, di qualifica o meno, si autorizzano semplicemente i consorzi della frutticoltura ad inquadrare il personale che svolge determinate mansioni proprio nei posti previsti dalla pianta organica per quelle mansioni.
Chiaramente, essendo la pianta organica esclusivamente personale impiegatizio e tecnico, l'inquadramento riguarda soltanto il personale che svolge quelle mansioni di carattere impiegatizio e tecnico.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu per illustrare l'emendamento numero 70.
MARROCU (Progr.Fed.). Si tratta delle stesse questioni che sono state poste dai colleghi ma affrontate da un punto di vista diverso. La legge numero 31 all'articolo 69 ha inserito al secondo comma, anche il consorzio della frutticoltura, come un ente, nelle more della riforma, perché il comma secondo viene preceduto da "nelle more della riforma, le disposizioni della presente legge si applicano anche ai consorzi per la frutticoltura". La stessa legge numero 31, al terzo comma, esclude però, ai consorzi per la frutticoltura nelle more della riforma, ed alle aziende di soggiorno ed agli enti provinciali del turismo, l'applicazione della parte relativa della "31" che riguarda il personale.
Il consorzio per la frutticoltura ha circa 300 dipendenti che sono inquadrati dal punto di vista previdenziale, contrattuale e come disciplina del rapporto di lavoro, nel diritto privato, in quanto trattasi di un consorzio di enti. Tra l'altro, visto che qualcuno ha citato la Cassazione, più volte la Cassazione ha stabilito la legittimità, che anche l'essere dipendenti di un ente pubblico, la disciplina può essere quella privatistica.
Nel consorzio di frutticoltura si è creata una situazione paradossale, nel senso che alcuni lavoratori, 42 precisamente, assunti con la qualifica di trattoristi, potatori, muratori e cose varie, non hanno mai svolto le mansioni, qualcuno di trattorista, potatore o di altre mansioni agricole, e svolgono invece le mansioni di impiegati d'ordine o di tecnico, e così via.
Però, il consorzio per la frutticoltura li continua a retribuire, e li continua ad inquadrare dal punto di vista previdenziale e dal punto di vista contrattuale, come trattoristi e quindi realizzando una situazione di illegalità, perché i lavoratori che non svolgono le mansioni di trattorista, sono retribuiti da trattoristi e invece, sono attualmente utilizzati negli uffici. Allora, la soluzione a questo problema è stata più volte affrontata; ci sarebbe la soluzione più semplice, quella che portò un'inchiesta anche penale all'interno del consorzio, quella che uno che è stato assunto da trattorista, andasse a fare il trattorista in azienda o se è stato assunto nominativamente - perché nessuno di questi è stato assunto numericamente dall'ufficio di collocamento -andasse a fare le mansioni per le quali è stato assunto. Quindi, quello che si riportasse la legalità all'interno dell'ente e poiché l'assunzione è avvenuta per potatore, facesse effettivamente il potatore. Questa è una delle soluzioni.
L'altra soluzione che è stata invece pensata è quella di inserire negli organici regionali e quindi di applicare la normativa del pubblico impiego, a tutti questi 300 lavoratori. Quindi, prima parlavamo di 22 tecnici laureati che sono nell'agenzia lavoro, qui parliamo di 300 dipendenti tra operai, impiegati eccetera che oggi sono inquadrati come braccianti agricoli con la fiscalizzazione degli oneri sociali, in quanto operano in comuni svantaggiati; quindi, con costi quasi zero per l'ente, dal punto di vista previdenziale, e che verrebbero ad essere inquadrati, secondo alcuni emendamenti, invece nei ruoli senza entrare nei ruoli attraverso nessun concorso con questi costi che andrebbero(?) aggiuntivi.
Io, poiché ritengo che questa soluzione sia una soluzione inaccettabile dal punto di vista politico, soprattutto nelle more della riforma, in quanto è previsto esclusivamente che nelle more della riforma si applicano le disposizioni della legge numero 31, abbiamo ipotizzato che nelle more della riforma si applichino a questi dipendenti, che svolgono mansioni impiegatizio-tecniche e agli operai, il contratto nazionale di lavoro degli operai, tecnici ed impiegati, dipendenti dai consorzi agrari, dai consorzi agricoli. Quel contratto che è stato preso a riferimento dalle parti sociali e sottoscritto un accordo, quel contratto che è stato deliberato all'unanimità dal Consiglio di amministrazione del consorzio per la frutticoltura e che non si è potuto attuare perché non vi era un riferimento giuridico che consentisse l'applicazione. Per cui, non potendo applicare il contratto per il quale il consorzio ha deliberato e sottoscritto un impegno con le parti sociali, continua a permanere una situazione di illegalità, cioè di lavoratori che vengono retribuiti con un contratto improprio rispetto al contratto che gli viene attribuito.
Questo ha portato e porta i lavoratori a fare sponda in Consiglio, "a tirare un po' la giacchetta" perché pensano che possa essere possibile che anche loro possano essere inseriti anche loro di ruolo e quindi, un'ulteriore entrata di 300 dipendenti nei ruoli. Io penso che tra la soluzione di dire "Non si fa nulla", come mi avete detto che sarebbe una soluzione; cioè, non si applica nulla e la soluzione invece che nelle more della riforma si applica un contratto che è stato sottoscritto dalle parti sociali che il Consiglio di amministrazione del consorzio ha già deliberato, che fa rimanere quei lavoratori nella disciplina contrattuale previdenziale privata, così come sono stati assunti, ma gli si riconosce contrattualmente le mansioni che stanno effettivamente svolgendo attualmente. Credo che questa soluzione nelle more della riforma sia una soluzione dignitosa, di giustizia che vada incontro anche alle rivendicazioni dei lavoratori.
PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numero 78 e 79 ha facoltà di parlare il consigliere Bertolotti.
BERTOLOTTI (F.I.). L'emendamento numero 78 si dà per illustrato. L'emendamento numero 79 è in subordine agli altri due, in effetti si parte della situazione che riteniamo più giusta per i lavoratori, a quelle che poi, a caduta, possono comunque almeno sanare delle situazioni parziali.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare la consigliera Schirru, relatrice.
SCHIRRU (Progr.Fed.), relatrice. Allora, intanto per dire che si esprime parere contrario sul "47", "68", "70", "78" e "79". Le motivazioni sono un po' diversificate, anche se l'argomento è simile, in particolare modo per quanto riguarda il numero 68, dove si prevede la possibilità di autorizzare alcuni dipendenti assunti a tempo indeterminato dei consorzi provinciali ed interprovinciali per la frutticoltura, a passare nel ruolo organico dell'ente. Intanto questo creerebbe una diversità di trattamento tra dipendenti che comunque sono stati assunti regolarmente attraverso un contratto, attraverso le modalità previste per il settore agricolo come impiegati.
E quindi, destiniamo un diverso trattamento ad alcuni e non a tutti quanti.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 70, penso che l'esigenza posta dal consigliere Marrocu di definire, attraverso questo emendamento, il contratto da applicare agli impiegati e agli operai dei consorzi attraverso una norma penso sia una decisione un po' arbitraria perché si dovrebbe definire nell'ambito di un livello di contrattazione tra ente ed organizzazione dei lavoratori.
Per questo esprimiamo parere contrario.
Le stesse valutazioni valgono per quanto riguarda gli emendamenti numero 78 e 79 che a nostro parere sono inammissibili, quindi il parere è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
LODDO (GRUPPO MISTO). Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Nel merito di questi emendamenti vorrei fare una considerazione preliminare. La Commissione ed anche l'Aula si erano ampiamente occupate di questo problema in sede di dibattito, quando si stava affrontando la legge 31.
In quella occasione fu adottata una soluzione che si riteneva il punto più alto possibile di mediazione; il punto più alto possibile di mediazione è rappresentato dal comma terzo dell'articolo 69 della legge numero 31 e dal comma terzo dell'articolo 1. Oggi si sta complessivamente rimettendo in discussione una norma che è stata approvata non più di qualche mese fa; appare assolutamente incongruo che a distanza di tre mesi dall'entrata in vigore della legge 31 ritorniamo ad analizzare un argomento che era stato già ampiamente analizzato e che si sperava risolto una volta per tutte.
A parte questa considerazione di carattere generale, voglio aggiungere che dietro tutti questi emendamenti, in realtà, c'è un problema non risolto che è vivo all'interno dei consorzi; si tratta di quel personale che è stato assunto per essere adibito a mansioni lavorative all'interno delle aziende e che è stato poi trasferito all'interno degli uffici. Se questi emendamenti dovessero andare avanti, come giustamente rilevava la relatrice, si creerebbe una situazione di diseguaglianza e di disparità all'interno del consorzio.
Per questi motivi la Giunta esprime parere negativo su questi emendamenti. Per quanto riguarda l'emendamento numero 68 si esprime parere negativo per la ragioni appena dette.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 70, si fa rilevare e si ribadisce quanto già detto dal relatore, cioè che appare assolutamente incongruo decidere per legge quale contratto applicare, perché il contratto da applicare lo si decide - se si crede nella contrattazione (e abbiamo fatto una legge che questo prevede) - in sede contrattuale; sarà il confronto fra le parti, in questo caso l'ente, i lavoratori e i rappresentanti dei lavoratori a decidere che tipo di contratto applicare.
Superare la contrattazione per legge significa violare uno dei più importanti capisaldi della contrattazione, quindi anche per questo si esprime parere negativo.
Parere negativo anche sull'emendamento numero 78; vorrei rilevare che qui manca il consorzio provinciale per la frutticoltura di Sassari e quindi anche all'interno della Regione si creerebbe una situazione di disparità perché per il consorzio interprovinciale di Cagliari, Nuoro e Oristano si applicherebbe una norma mentre per quello di Sassari non si applicherebbe; probabilmente si tratta di un errore di battitura perché altrimenti, così come è, sembrerebbe illogico.
Naturalmente si esprime parere negativo anche sull'emendamento numero 79 perché con questo emendamento sarebbe rivoluzionato completamente il dettato della 31. Parere contrario anche per l'emendamento numero 47.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sugli emendamenti relativi ai consorzi di frutticoltura. Metto in votazione l'emendamento numero 47. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 68. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu.
BONESU (P.S.d'Az.). Per questo emendamento chiedo il voto segreto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico dell'emendamento numero 68.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 64
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 21
Contrari 43
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Balia - Balletto - Berria - Bertolotti - Biancareddu - Biggio - Boero - Bonesu - Busonera - Cadoni - Carloni - Casu - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Degortes - Deiana - Demontis - Dettori Bruno - Dettori Ivana - Diana - Fadda - Falconi - Fantola - Federici - Floris - Frau - Ghirra - Giagu - Giordo - La Rosa - Ladu - Liori - Lippi - Locci - Loddo - Lombardo - Macciotta - Manchinu - Manunza - Marracini - Marrocu - Milia - Montis - Murgia - Obino - Onida - Oppia - Petrini - Piras - Pirastu - Pittalis - Sanna Salvatore - Sassu - Schirru - Secci - Serrenti - Tunis Gianfranco - Tunis Marco - Usai Pietro - Vassallo - Zucca.)
Metto in votazione l'emendamento numero 70. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 78. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 79. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Passiamo agli emendamenti numero 81 e 86 relativi ai comandi. Per illustrare l'emendamento numero 81 ha facoltà di parlare il consigliere Pittalis.
PITTALIS (F.I.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Anche l'emendamento numero 86 si dà per illustrato.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare la consigliera Schirru, relatrice.
SCHIRRU (Progr.Fed.), relatrice. Questi due emendamenti ripropongono il tema del comando e del distacco a due anni, però alla data del 30 aprile 1999, il numero 86, e l'altro al 30 aprile 1999. Abbiamo stabilito, approvando anche altri emendamenti simili, che i due anni devono essere consecutivi e devono essere maturati alla data dell'approvazione della legge 31.
Per questo motivo il parere della Commissione è contrario, sia per l'emendamento numero 81 che per l'emendamento numero 86.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
LODDO (GRUPPO MISTO). Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Per le stesse ragioni già dette dal relatore, la Giunta dichiara il suo parere negativo sugli emendamenti numero 81 e 86.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 81. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 86. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Passiamo ora all'emendamento numero 88 relativo alla selezione. L'emendamento si dà per illustrato.
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare la consigliera Schirru, relatrice.
SCHIRRU (Progr.Fed.), relatrice. Il parere della Commissione è contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
LODDO (GRUPPO MISTO). Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Qui non si riesce a capire quale selezione possa essere riservata al personale che ha già contratto a tempo indeterminato e che quindi dovrebbe essere già in servizio con un trattamento di ruolo. Il parere è negativo.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 88. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Passiamo agli emendamenti relativi ai forestali, numero 89 e 91.
Per illustrare l'emendamento numero 89 ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo.
VASSALLO (Gruppo Misto). L'emendamento numero 89 è stato recepito dall'emendamento numero 91 per cui viene ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 89 è ritirato. Per illustrare l'emendamento numero 91 ha facoltà di parlare il consigliere Diana.
DIANA (Progr. Fed.).Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 91 ha facoltà di parlare la Consigliera Schirru, relatrice.
SCHIRRU (Progr.Fed.), relatrice. La Commissione esprime parere favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
LODDO (GRUPPO MISTO). Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Anche il parere della Giunta è favorevole, eventualmente con l'aggiunta, al secondo comma : "Essere inquadrato nel corpo forestale di vigilanza ambientale nei limite dei posti vacanti nella relativa dotazione organica".
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Per questo emendamento chiedo il voto segreto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico dell'emendamento numero 91 all'articolo 15 undecies.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 41
Votanti 41
Maggioranza 21
Favorevoli 26
Contrari 15
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Aresu - Balia - Ballero - Berria - Bonesu - Busonera - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Degortes - Deiana - Dettori Bruno - Diana - Fadda - Falconi - Fois Paolo - Ghirra - La Rosa - Ladu - Lippi - Loddo - Macciotta - Manchinu - Manunza - Milia - Montis - Murgia - Obino - Onida - Petrini - Piras - Pittalis - Sanna Salvatore - Sassu - Schirru - Secci - Usai Pietro - Vassallo - Zucca.)
Passiamo agli emendamenti relativi al centro di programmazione, numero 90 e 93.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore.
SANNA SALVATORE (Progr.Fed.). Su questo punto, come si può vedere, ci sono due emendamenti che probabilmente richiederanno un'integrazione fra di essi, quindi credo che, una volta illustrati, se l'Aula è d'accordo, occorrerà trovare un punto di incontro in modo tale che i due emendamenti possano essere integrati fra di essi perché si arrivi ad una proposta organica.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 90 ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu.
BONESU (P.S.d'Az.). Il problema del centro di programmazione è stato sottovalutato non dal Consiglio ma un po' da tutti nell'esame della riorganizzazione e dell'organizzazione regionale. Il fatto è che si è concepita la 31 prevedendo che l'organizzazione venisse rimessa ad atti non legislativi, e questo avrebbe dovuto consentire la presenza di un ufficio di staff come il centro di programmazione; è poi da vedere se mantenerlo nella struttura accentrata di un unico centro, in particolare presso l'assessorato alla programmazione, oppure dargli una struttura di tipo diverso, più disseminata nell'amministrazione.
Sta di fatto che l'applicazione della 31, essendo stato ritirato, anzi non approvato, l'articolo 5 del collegato che regolava il centro di programmazione, ha finito per lasciare questo centro di programmazione affidato esclusivamente ad una contrattazione che non sta arrivando. L'emendamento numero 90 cerca, nelle more della contrattazione e della riorganizzazione della Regione, di dettare alcune norme, cioè di mantenere la natura di ufficio di staff, per cui la riorganizzazione in servizi non avrebbe nessuna influenza sul centro di programmazione e di stabilire il punto riguardo alla responsabilità.
Non avendo il centro dirigenti, occorre dare a qualche soggetto la responsabilità che normalmente incombe sui dirigenti e in particolare sul direttore generale.
Date le particolarità del centro occorrono anche delle particolarità contrattuali che si pensa di ricondurre all'interno dell'unico comparto regionale, non apparendo la necessità di un autonomo comparto, che fra l'altro avrebbe un numero limitatissimo di dipendenti, prevedendo espressamente (ma ciò mi sembra sia già nella legge 31) la conservazione del trattamento in atto fino all'approvazione del nuovo contratto.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 93 ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
LODDO (Gruppo Misto). Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. L'emendamento numero 93 riprende in parte l'emendamento presentato da Bonesu e più con alcune modifiche, ma si ritiene opportuno accedere alla richiesta fatta dal Presidente della Commissione di una breve sospensione dei lavori per tentare di coordinare i due testi, perché credo che ci siano le condizioni per poter arrivare ad un emendamento unitario sull'argomento.
PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta per 15 minuti e cerchiamo, oltre che combinare i testi relativi al Centro di programmazione, anche di vedere quelli sospesi relativi all'Agenzia del lavoro in modo che poi si possa passare alla votazione di questi gruppi di emendamenti.
La seduta riprenderà alle ore 19.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 44, viene ripresa alle ore 19 e 10.)
PRESIDENTE. Eravamo rimasti in attesa di un accordo sugli emendamenti numero 90 e 93 relativi al Centro di programmazione e al gruppo di emendamenti relativi all'Agenzia del lavoro.
Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). La Giunta regionale è disposta a ritirare l'emendamento numero 93 purché all'emendamento 90 vengano apportate le seguenti modifiche: il primo comma resta invariato, mentre in coda al secondo comma vanno aggiunte le parole "In caso di assenza o impedimento del medesimo tali funzioni sono esercitate dal vicedirettore". Al terzo comma vengono cancellate le parole "di qualifica funzionale settima o superiore" e le parole "in godimento" sono sostituite dalle parole "ai sensi degli articoli 13 e 14 della legge regionale numero 7 del 1962".
PRESIDENTE. Onorevole Balletto, ha sentito l'accordo raggiunto sugli emendamenti?
BALLETTO (F.I.). No, non ho sentito, chiedo scusa.
PRESIDENTE. Siamo ancora in fase di discussione di questo emendamento, sull'accordo trovato per quanto riguarda gli emendamenti relativi al centro di programmazione e la formulazione, così come riferita dall'onorevole Bonesu, mi pare trovi l'accoglimento dell'Aula. Se non ci sono interventi, metto in votazione l'emendamento numero 90 così come formulato, che è la sintesi dell'emendamento 89, del 90 e del 93..
Onorevole Pittalis, ha preso visione dell'emendamento?
PITTALIS (F.I). Presidente, l'emendamento così come modificato va bene, a condizione però che al punto 4, dopo le parole "Centro regionale di programmazione" sia eliminata la congiunzione "e per" e siano quelle parole sostituite dalle seguenti "ivi compreso" (poi lo leggo interamente). Al terzo rigo, dopo la parola "coordinamento", sono eliminate le parole "nonché per", ed è inserita la congiunzione "e".
Andrebbe così riformulato il punto 3: "Per il personale qualificato del Centro regionale di programmazione, ivi compreso il personale dell'Ufficio regionale per l'assistenza tecnica e sociale e della Segreteria tecnica del Comitato di coordinamento e il personale di qualifica funzionale settima o superiore...".
Allora, ci sono diversi testi che stanno circolando. Comunque, le modifiche che mi interessano... il testo è questo: al terzo punto inserire l'espressione "ivi compreso" in sostituzione delle parole "e per" che seguono alle parole "Centro regionale di programmazione" prima delle parole "il personale dell'Ufficio regionale", e eliminare "nonché per" e inserire la congiunzione "e".
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.
MACCIOTTA (Gruppo Misto). Se noi scriviamo "per il personale qualificato del Centro di programmazione e per il personale dell'Ufficio regionale" eccetera, è una cosa; se noi scriviamo "per il personale qualificato del Centro regionale di programmazione ivi compreso" si qualifica il personale dell'Ufficio regionale per l'assistenza tecnica e sociale e della segreteria tecnica come personale qualificato che, viceversa, non mi risulta essere. Vorrei un chiarimento e una verifica su questo. PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az.). Effettivamente la formulazione dell'onorevole Pittalis non riesco a capire che conseguenze abbia, però proprio perchè sono imprevedibili mi sembra estremamente pericolosa, perché fino ad ora il personale qualificato del centro di programmazione è stato su posizioni diverse con condizioni diverse del personale delle segreterie tecniche, per cui mi sembra in effetti che la formulazione, non comprendendo questo personale, sia rispettosa dell'ordinamento fino ad ora vigente.
Se si vuole conseguire un qualche risultato, prego l'onorevole Pittalis perlomeno di chiarire il perché di questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Progr. Fed.). Volevo dire la stessa cosa che ha detto il collega Bonesu. Pittalis non ha sentito, quindi non può contribuire alla costruzione di una soluzione positiva. Allora, Presidente, la pregherei di riassumere.
PRESIDENTE. C'è un conciliabolo, onorevole Cugini, lasciamo finire il conciliabolo.
CUGINI (Progr.Fed.). Lo rispettiamo. Speriamo che non confondano più di tanto il collega Pittalis.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Chiedo 5 minuti di sospensione per chiarire meglio questo aspetto con il Presidente della Commissione ed anche con i colleghi Capigruppo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Zucca. Ne ha facoltà.
ZUCCA (Progr. Fed.). Questo mio chiarimento serve perchè la riunione, che durerà tre minuti, come io spero, sia più proficua. Va da se che "i corni" del dilemma sono due, o aggiungere "ivi compreso" è ultroneo, tautologico, perché se fanno parte della stessa tipologia della segreteria tecnica, non ha senso ripetere "ivi compreso", se invece non è così, la formulazione originaria era certamente più perspicua e più chiara. Quindi, bisogna scegliere tra questi due "corni" del dilemma. Volevo dare questo piccolo suggerimento.
PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta e la riprendiamo alle ore 19.30.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 24, viene ripresa alle ore 19 e 34)
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.
Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az). Le consultazioni avvenute hanno portato una leggera modifica del testo. L'inizio del terzo comma suonerebbe così: "Per il personale a contratto del centro regionale di programmazione, dell'ufficio regionale per l'assistenza tecnica e sociale, della segreteria tecnica del comitato di coordinamento e per il personale del ruolo unico..." eccetera eccetera. La differenza è che il termine "qualificato" viene sostituito con il termine "a contratto" perché qualcuno ha avanzato l'ipotesi che il termine "qualificato" ingenerasse più equivoci che chiarimenti.
PRESIDENTE. C'è stato l'accordo su questa modifica dell'emendamento numero 90.
Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione sull'emendamento numero 93. Ne ha facoltà.
LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. La Giunta avrebbe preferito che venissero recepite anche altre osservazioni, però dal momento che questo rappresenta il punto massimo di confluenza e di convergenza all'interno dell'Aula, non si può che ritirare l'emendamento numero 93.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 93 è ritirato.
Metto in votazione l'emendamento numero 90. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo agli emendamenti relativi all'Agenzia del Lavoro.
Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (Gruppo Misto). Mi sembra che questa volta forse siamo arrivati ad un punto di convergenza rispetto a questo emendamento, nel senso che si propone d'integrare l'emendamento stesso, oltre che con le indicazioni fornite prima dal consigliere Bertolotti, per cui, di inserire dopo la parola "trentatré" "in possesso di un'anzianità di servizio di almeno due anni dalla data in entrata in vigore della presente legge", e la modifica del punto 7, dove si dice che "sono abrogate le lettere b) e c)", aggiungere al primo comma dopo "amministrazione regionale", "previo concorso per esami e titoli da svolgersi entro 180 giorni dall'approvazione della presente legge".
Per cui, verrebbero recepite le indicazioni e le osservazioni formulate anche dall'Assessore per parte della Giunta.
PRESIDENTE. Il testo scritto di questo emendamento è stato predisposto?
Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
Vassallo (Gruppo Misto). C'è stato un ulteriore coordinamento nella proposta. La proposta definitiva sarebbe questa; dopo "trentatré" "in possesso di un'anzianità di servizio di almeno due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è inquadrato nel limite della dotazione organica nei ruoli dell'amministrazione regionale". Rimane poi la variazione del punto 7, "alla legge regionale 24/10/98, articolo 43, comma 1, sono abrogate le lettere b) e c)".
Questo è quello che abbiamo integrato. Dopo la parola trentatré inserire "in possesso di un anzianità di servizio di almeno due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è inquadrato nei limiti della dotazione organica nei ruoli dell'amministrazione regionale, previo concorso per esami e titoli, da svolgersi entro 180 giorni dall'approvazione della presente legge".
PRESIDENTE. La formulazione, così come ce l'ha riferita l'onorevole Vassallo, è stata recepita dall'Aula?
Ha domandato di parlare il consigliere Manunza. Ne ha facoltà.
MANUNZA (Gruppo Misto). Devo dire che non mi trovo d'accordo con questo emendamento orale, credo che sia improponibile.
PRESIDENTE. Non c'è accordo e quindi si deve porre in votazione l'emendamento così come è stato presentato.
Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
Vassallo (Gruppo Misto). Se non c'è accordo, rimane l'emendamento numero 72. Sull'emendamento numero 72 chiediamo il voto segreto.
PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto segreto sull'emendamento numero 72.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Sull'ordine dei lavori. Molto rapidamente per dire che abbiamo lavorato tutta la sera anche per risolvere questo problema. Mi pare che, probabilmente, si siano create le condizioni per chiudere l'accordo. Adesso non voglio chiedere al collega che non ha dato l'assenso, di ritirarlo, però, chiedo davvero a tutti, forse mi rendo conto che tutta l'Aula si trova spiazzata a dover esprimersi su un provvedimento che, per una serie di motivi non dipendenti dalla volontà di qualcuno, in modo particolare, un provvedimento che risulta proposto da singole persone, mentre c'è davvero il concorso, per trovare questa soluzione, di tutta l'Aula, di tutti i Gruppi, nessuno escluso.
Probabilmente, se riuscissimo a ribadire questo concetto che si tratta di una formulazione che prescinde anche dal presentatore formale della proposta e che però arriva al risultato concreto, con un apporto complessivo di tutta l'Aula, nessuno escluso, credo che forse potrebbero esserci anche le condizioni per trovare questo accordo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Aresu. Ne ha facoltà.
Aresu (Gruppo Misto). Se è possibile, propongo la sospensione dell'emendamento numero 97, ritirando il voto segreto, sperando che entro domani riusciamo a fare una proposta unitaria su questo emendamento, riproposto per iscritto.
Sull'emendamento numero 72, però, con la nuova stesura che ha proposto il collega Vassallo, d'accordo con l'assessore e - mi sembra - con la Commissione e con quasi l'intero consiglio. Altrimenti, continuiamo con il voto segreto e pazienza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
Pittalis (F.I.). Mi associo a quanto testé detto dal collega Salvatore Sanna, e faccio appello alla sensibilità del collega Amadu e del collega Manunza, già dimostrata in altre occasioni, anche perché il collega Amadu è firmatario di un emendamento, il numero 85, che è simile agli emendamenti 39 e 72.
Dunque, è un appello all'onorevole Manunza quale rappresentante del Gruppo UDR, del quale è rappresentante il collega Amadu, perché è firmatario di un simile emendamento, e quindi, se si superasse questa impasse mi pare che vi siano le condizioni per trovare soluzione ad un problema che, finalmente, vede tutte le forze politiche d'accordo per trovare una soluzione.
Presidente. C'è una richiesta dell'onorevole Aresu perché si rinvii a domani e si cerchi di trovare un accordo sul punto. La maggioranza dell'Aula mi pare che si sia espressa per questo rinvio.
Ha domandato di parlare il consigliere Piras sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
PIRAS (Popolari). Qui si sta rinviando un emendamento a domani. L'aula è vuota, siamo rimasti in pochi. Direi che forse sarebbe più giusto rinviare i lavori dell'Aula a domani, perché così non si può lavorare più.
Presidente. E` la proposta che stavo facendo, perché mi pare che non ci siano altre soluzioni.
I Capi Gruppo hanno deciso di lavorare domani mattina, il Consiglio finirà domani a fine mattinata.
I lavori del Consiglio riprenderanno domani mattina alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 19 e 50.
Versione per la stampa