Seduta n.171 del 12/04/2006
CLXXI Seduta
Mercoledì 12 aprile 2006
Presidenza del Presidente Spissu
INDICE
La seduta è aperta alle ore 10 e 23.
CALLEDDA, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 15 febbraio 2006 (165), che è approvato.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'esame del disegno di legge 216/A.
Ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, adempio con molto piacere al compito di illustrare il disegno di legge 216/A, il cosiddetto maxi collegato, che è il completamento della manovra finanziaria del 2006; un completamento che si è reso necessario, come tutti certamente ricordiamo, a seguito dell'adozione del nuovo Regolamento del Consiglio che impone il rispetto in maniera molto rigida dell'articolo 13 della legge di contabilità.
La legge finanziaria per lunghi periodi, soprattutto nell'ultimo quinquennio in cui ha governato il centrodestra, si può dire che sia stata quasi l'unica legge esitata dal Consiglio; quindi una "legge contenitore" nella quale si riversavanodiverse problematiche ma che era ormai uno strumento assolutamente inadeguato a rispondere alle attuali necessità. E' giusto quindi che ci sia stata un'inversione di tendenza, anche se questa inversione di tendenza e questa rigidità nell'applicazione della norma hanno fatto emergere una serie di questioni che, nel più breve tempo possibile e sicuramente prima dell'approvazione della prossima manovra finanziaria, renderà necessario modificare l'articolo 13 della legge di contabilità.
Se è corretto che la legge finanziaria non contenga modifiche sostanziali di leggi di settore, è altrettanto corretto che la manovra finanziaria sia una manovra organica, che abbia una visione d'insieme dei problemi, al cui interno siano possibili le eventuali, piccole, necessarie modifiche a leggi esistenti.
Si pone quindi la necessità (penso che la Giunta stia già lavorando in tal senso) di una modifica della legge numero 11/83 che consenta di approntare, per il futuro, una manovra finanziaria degna di tale nome, che non intervenga pesantemente sulle materie specifiche che devono essere regolate da leggi proprie, ma sviluppi un progetto organico tale da consentire una migliore e più efficace spendita delle risorse.
Vorrei inoltre evidenziare che per la prima volta, pur non essendo una novità assoluta, questo provvedimento è stato sottoposto, secondo una nuova modalità prevista dal Regolamento, all'esame congiunto da parte della Commissione bilancio e delle Commissioni di merito. Non è una novità perché, come ricorda chi è in quest'Aula da più legislature, altri provvedimenti sono stati oggetto di esame congiunto da parte delle Commissioni del Consiglio; e, se posso esprimere un giudizio, dico che a differenza di altri provvedimenti di natura finanziaria del passato, questo provvedimento arriva all'esame dell'Aula con un livello di discussione e di condivisione, all'interno delle Commissioni, maggiore rispetto alla semplice espressione del parere data dalle Commissioni di merito sulle leggi finanziarie cui facevo ferimento.
Da questo punto di vista parlerei di un miglioramento rispetto al passato, seppure bisogna osservare che è bene che questa procedura non diventi una prassi perché ciascuna Commissione deve avere la facoltà e il titolo per esaminare provvedimenti di settore dall'inizio alla fine e di cui avere quindi la responsabilità complessiva. Nel ringraziare sia i colleghi Presidenti che i colleghi commissari di tutte le Commissioni mi sembra comunque, da un esame delle cose fatte, di poter dire che abbiamo fatto un buon lavoro; un lavoro che ci consentirà anche di capire come orientare le norme per evitare nel futuro il ripetersi di queste situazioni.
La discussione sul provvedimento è stata particolarmente approfondita all'interno sia della Commissione bilancio che delle Commissioni di merito; e sia la maggioranza che l'opposizione hanno dato un contributo rilevante al dibattito consentendo l'arricchimento del testo in parti significative.
In particolare, la discussione all'interno della maggioranza, ha consentito di capire meglio gli obiettivi che si intendevano perseguire e, quindi, di approvare un testo maggiormente condiviso.
Il provvedimento affronta diverse tematiche, ma si caratterizza soprattutto per alcune disposizioni in materia finanziaria. Tra queste, a mio giudizio, senza nulla togliere alle altre contenute nel provvedimento, la più importante è l'istituzione dell'Agenzia per le entrate che era attesa da tutti (se ne discuteva da molto tempo) e condivisa da tutti. Una posizione contraria mi avrebbe meravigliato, tenuto conto del dibattito che c'è stato in quest'ultimo anno e mezzo sulla materia delle entrate fiscali.
Sull'istituzione dell'Agenzia è stato espresso quindi, unanimemente, un giudizio positivo salvo, come sempre capita nel dibattito politico, i necessari e ovvii distinguo sulle modalità di realizzazione e quant'altro.
Io sono convinto che l'istituzione dell'Agenzia ci consentirà di evitare i ritardi, che ci sono stati finora, sia nei trasferimenti di risorse da parte dello Stato che nella definizione delle compartecipazioni regionali ai tributi maturati in Sardegna.
Io spero nella ripresa di un dialogo equilibrato con il Parlamento e soprattutto con il nuovo Governo del nostro Paese per giungere ad una soluzione della vertenza sulle spettanze pregresse e per una completa attuazione dell'intesa Stato-Regione del 1999 in materia di entrate. .
Un'altra novità contenuta nel provvedimento è l'istituzione di nuovi tributi: imposta sulle plusvalenze dei fabbricati adibiti a seconda casa, imposta sulle seconde case ad uso turistico, imposta regionale sugli aeromobili e unità da diporto. L'imposizione di questi tributi ha suscitato un ampio dibattito tra le forze politiche regionali, tra le forze sociali della Sardegna, ma anche fuori dalla Sardegna. Noi crediamo che l'istituzione di nuovi tributi, che significa affermare il diritto di compartecipazione alle entrate, pur presentando qualche difficoltà dal punto di vista tecnico, sia la strada giusta da seguire.
La Commissione peraltro ha proceduto a rimodulare gli importi abbassandoli rispetto a quelli proposti dalla Giunta, ma con queste nuove entrate si afferma anche il principio, che è importante, del riequilibrio territoriale; infatti una quota significativa di queste entrate rimarrà ai comuni su cui insiste il bene tassato, mentre un'altra quota verrà ridistribuita nell'ambito di tutto il territorio regionale. Si fa valere così il principio per cui la ricchezza che deriva da quel bene prezioso che la natura ci ha dato: le coste, non può essere spesa solo a beneficio di parti marginali del nostro territorio ma deve andare a beneficio di tutte le comunità.
La Giunta ha introdotto nel collegato un'altra serie di proposte che le Commissioni hanno condiviso e che, schematicamente, si possono ricondurre esemplificando al programma di interventi denominato "Sardegna fatti bella" (ventimilioni di euro), da realizzare da parte dei comuni al fine di risanare i centri urbani, le periferie, per migliorare in definitiva le condizioni di "presentabilità" della Sardegna.
E' previsto poi il programma "Sardegna speaks English", sempre ventimilioni di euro, che non finalizzato soltanto alla diffusione della conoscenza della lingua inglese, che è pure una necessità, ma è finalizzato alla conoscenza di questa lingua come risorsa aggiuntiva per la crescita economica e sociale della nostra Isola.
E' prevista ancora l'istituzione dell'Agenzia regionale di promozione economica "Sardegna Promozione". Sappiamo tutti, pur non dando giudizi sul passato remoto perché non ci compete, che la promozione dell'immagine della Sardegna a livello nazionale e internazionale nei vari settori economici è stata portata avanti in maniera abbastanza disordinata, non organica, senza un disegno unitario. L'istituzione di questa Agenzia tende a superare queste difficoltà e a creare i presupposti per promuovere all'esterno una immagine unitaria delle produzioni dell'Isola, fornendo aiuto e assistenza alle aziende per stare sul mercato nazionale e internazionale..
Il provvedimento affronta anche altri argomenti (politiche sociali, formazione professionale, interventi sul personale) su cui le Commissioni, rispetto alla proposta della Giunta, sono intervenute con modifiche in alcune parti anche significative. Ne cito alcune che più di altre hanno acceso l'attenzione e il dibattito nelle Commissioni.
Sulle politiche sociali, in sede di Commissione si sono condivise le proposte della Giunta tendenti a promuovere programmi qualificati e qualificanti per il benessere della società, ma è stata introdotta anche la modifica all'articolo 45 della legge 23 del 2005. I contenuti di questo articolo non li richiamo perché sono arcinoti ma devo solo sottolineare che su questo provvedimento, a differenza di tanti altri che hanno visto divise maggioranza e opposizione, c'è stato l'accordo di tutte le forze politiche presenti in Commissione.
Formazione professionale e personale regionale. L'articolo 15 sulla formazione professionale, pur affrontando solo il problema del personale costituisce un passo avanti notevole per cercare di dare una soluzione strutturale al settore della formazione professionale. Il problema del personale viene affrontato prevedendo significative misure di incentivazione per l'accompagnamento alla pensione del personale della legge 42, per la ricollocazione del restante personale all'interno di altre strutture pubbliche o private; ma viene detta nell'articolo soprattutto una cosa importante, e cioè che la Giunta regionale si impegna a riferire periodicamente al Consiglio sullo stato di attuazione di questo provvedimento per valutare l'efficacia delle misure ed eventualmente per un adeguamento degli interventi previsti.
L'articolo 15 non contiene (ovviamente non poteva essere previsto nel maxi collegato) il nuovo modello di formazione professionale di cui la Regione si può dotare.. Questo è previsto nel testo di riforma sull'istruzione e la formazione, che auspichiamo la Giunta approvi a breve scadenza, così che il provvedimento, insieme alle proposte avanzate da diverse forze politiche, venga esaminato nelle Commissioni competenti. Il mondo della formazione non deve vedere soltanto il buio del passato ma deve incominciare a intravedere qualche piccolo raggio di luce per il futuro, perché tutti noi pensiamo, io almeno lo penso, che una società moderna, una società della conoscenza, una società dell'istruzione più evoluta non possa fare a meno di una formazione professionale forte che intervenga in modo strutturato all'interno della società.
Anche l'articolo 16 contiene una serie di previsioni, in parte aggiuntive e in parte migliorative, miranti ad una razionalizzazione delle politiche del personale. Accenno soltanto ad una misura che ci sembra molto importante: la stabilizzazione dei lavoratori assunti annualmente a tempo determinato dall'Ente Foreste per le campagne antincendio. La stabilizzazione di questi lavoratori significa riconoscere agli stessi tutele e garanzie che pongono fine ad una lunga condizione di precariato e, nel contempo, consentire alla Regione una maggiore capacità di impiego di queste risorse. Nel provvedimento sono contenute anche altre proposte meno significative, seppure rilevanti.
In conclusione penso si possa dire che le Commissioni hanno fatto un buon lavoro., A mio avviso, con l'approvazione di questo e di altri disegni di legge collegati alla finanziaria, all'esame delle Commissioni di competenza, con le altre leggi di riforma già approvate dalle Commissioni e altre in itinere, si sta delineando in modo abbastanza chiaro il nuovo modello di Regione che vogliamo, il nuovo modello di sviluppo che questa Giunta, questo Presidente, questa maggioranza, stanno offrendo alla nostra Isola.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli, relatore di minoranza.
CAPELLI (U.D.C.), relatore di minoranza. Signor Presidente, Assessori, io vorrei dividere la mia relazione in due parti; nella prima parte mi soffermerò soprattutto sul metodo e nella seconda entrerò, in maniera non approfondita, sia per questioni di tempo sia perché riprenderò il discorso durante l'esame dell'articolato, nel merito.
Perché partire dal metodo? Perché il metodo non può essere secondario quando si legifera e soprattutto, come in questo caso, quando si discute una norma a cui tutti i cittadini si dovranno attenere, una norma che deve regolare i rapporti sociali, il buon funzionamento dell'amministrazione che presiede all'organizzazione sociale nell'interesse generale, seguendo i principi di equità, di giustizia, di efficacia e di efficienza e non col solo intento della ricerca del consenso. Una legge deve perseguire il bene comune; ecco perché a volte, nell'interesse generale, si fanno delle leggi che nell'immediato possono apparire anche antipopolari; ma sta alla responsabilità del legislatore avere il coraggio, la forza di proporre appunto delle norme che possono apparire antipopolari nel breve periodo ma che nel medio e lungo termine invece raggiungeranno l'obiettivo indicato.
Lo stesso legislatore, per legiferare seguendo sempre questi principi, si è' dotato di regole; regole che dovrebbero essere sempre valide al di là dell'appartenenza politica, al di là della forma e del colore del Governo del momento. Per questi motivi, pochi ma significativi, il metodo diventa sostanza.
Chi governa può dire di aver perseguito gli obiettivi del suo programma di governo, legittimamente, quando garantisce questi elementari principi democratici; e avrà ancora più forza e più rispetto, anche da parte delle opposizioni e delle minoranze, quanto più riesce a portare avanti le sue leggi di riforma e di azioni di governo esasperando, se fosse possibile, i principi di democrazia, concertazione e confronto, nel pieno rispetto del concetto di libertà. Tutto ruota attorno a questo concetto, così come emerge dalle risposte date dal Presidente Soru in una recente intervista pre-elettorale dell'8 di aprile, di cui vorrei proporvi due brevi passaggi.
L'intervistatore domanda: "Presidente Soru ma lei è un Berlusconi di sinistra?" Il Presidente risponde: "Sa quante volte mi sono domandato chi sia veramente Silvio Berlusconi e che cosa sia il berlusconismo?"Alla successiva domanda: "C'è da immaginarlo, e che cosa si è risposto?" Il Presidente dice: "Tutto ruota intorno alla libertà, già la libertà di comportarsi, di agire al di fuori delle regole, la libertà di applicare la legge del più forte, del più astuto, del più veloce, la libertà di partecipare alla vita sociale senza tener conto delle necessità degli altri, questo e non solo sono Berlusconi e il berlusconismo". C'è dell'altro: l'uguaglianza; ma evito di entrare nel merito del concetto di uguaglianza espresso dal Presidente. L'altra domanda importante è la seguente: "Il cavaliere è ricco ma anche lei lo è, quindi l'accusa è di somigliargli". Risposta: "I ricchi non sono da demonizzare, la differenza tra me e lui è che io penso che la ricchezza debba essere ridistribuita; chi è povero o meno ricco può essere aiutato a superare il disagio".
Voi vi chiederete che cosa c'entri il concetto di libertà espresso dal Presidente col disegno di legge numero 216; io ritengo che c'entri e c'entri molto, anche in relazione a questo concetto della ridistribuzione della ricchezza: un concetto proprio di altri tempi, sulla cui esistono interpretazioni diverse. Infatti, tra chi pensa che la ricchezza debba essere ridistribuita e chi pensa che si debba mettere nelle condizioni chi è meno fortunato di avere le stesse condizioni per migliorare il suo stato sociale e, perché no, raggiungere anche la ricchezza, c'è una differenza sostanziale: sono due ragionamenti totalmente opposti.
Io non capisco, ma la risposta non me la potrete dare voi. Faccio un esempio. Se qualcuno mettesse a frutto la sua ricchezza costruendo degli alberghi sarebbe giusto, sarebbe corretto che un altro gli chieda, per ridistribuire la ricchezza, magari un albergo? Mi sembra l'attuazione pratica di un concetto abbastanza pericoloso, anche per chi ha il dovere e il diritto di amministrare seguendo i concetti di giustizia, equità e onestà
SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Lei sta estremizzando il concetto.
CAPELLI (U.D.C.), relatore di minoranza... Questa intervista mi ha fatto riflettere perché il suo contenuto si rispecchia nell'impostazione del disegno di legge 216. Questo disegno di legge nasce purtroppo sotto una cattiva stella perché stravolge quelle regole a cui facevo riferimento in premessa. Non sempre il fine giustifica i mezzi, non sempre e in questo caso ancor meno; ma, come ho già detto, nel merito del provvedimento entreremo in una fase successiva, diciamo subito però che non fa onore a questo Consiglio, in particolare a chi colpevolmente sta consentendo la scrittura di un brutto testo, e permettetemi, sta costruendo un pericoloso precedente.
"Ci si prende la libertà di comportarsi ed agire al di fuori delle regole, la libertà di applicare la legge del più forte", numericamente più forte, "del più astuto e del più veloce". Sono parole che ben mutano il mio giudizio sul "216". Perché dico questo? Perché si è iniziato con il calpestare in particolare le disposizioni della legge numero 11/83, alla quale devono attenersi la legge di bilancio e la legge finanziaria e quindi anche i collegati, del Regolamento consiliare, dell'ordine del giorno che definiva i collegati alla Finanziaria e su cui non torno perché ne abbiamo già discusso.
Noi tutti sappiamo che i collegati alla Finanziaria presentati dalla Giunta non sono quelli che erano previsti nell'ordine del giorno. Tutti sappiamo che il Regolamento consiliare prevede che il Consiglio individui, mediante l'approvazione di un ordine del giorno, i disegni di legge, ove non precedentemente approvati, già presentati dalla Giunta regionale, da collegare alla manovra economico-finanziaria..
Noi abbiamo invece di fronte un ordine del giorno che introduce disegni di legge che non sono collegati alla Finanziaria, o quanto meno non sono stati presentati come tali. Infatti, abbiamo alcuni testi che vengono collegati, altri che vengono reinseriti e il disegno di legge numero 216 è uno di questi perchè non esisteva nel momento in cui è stata presentata la Finanziaria. Si dice infatti che sono le norme intruse, precedentemente stralciate all'atto della presentazione della Finanziaria che vengono recuperate. Benissimo, l'atto del recupero è legittimo, ma non è legittimo a mio avviso, che questo debba avvenire in un maxi collegato che è stato definito in tanti modi: disegno di legge omnibus, minestrone e quant'altro. In questo disegno di legge ritroviamo di tutto e di più, al punto che è stato alquanto difficile assegnare alle Commissioni gli argomenti di loro competenza
A tal proposito voglio precisare, al di là delle interpretazioni date dall'ufficio, che la responsabilità di tale decisione non può essere messa in capo ai dirigenti e agli uffici, ma essendo una decisione strumentale, errata e di parte, come altre assunte anche nel recente passato in quest'Aula, è totalmente e integralmente in capo al Presidente del Consiglio e al Consiglio stesso. Consiglio che, perdonatemi colleghi ma quanto sto per dire nasce dal rispetto che vi porto, non più tardi di ieri votando contro la pregiudiziale del collega Floris, ha prevaricato le regole.
Abbiamo iniziato l'esame della Finanziaria decidendo univocamente di seguire il Regolamento e la legge numero 11 per porre rimedio alle tante finanziarie omnibus del passato caratterizzate da norme a volte fortemente clientelari, a volte chiaramente elettorali quando si trattava di finanziarie varate a fine legislatura o a ridosso di una consultazione politica. Non sempre quindi erano provvedimenti adottati secondo lo spirito legislativo che ho richiamato in premessa.
Consci degli errori del passato, errori di cui ci assumiamo la nostra parte di responsabilità ovviamente, ci siamo dichiarati disponibili a che tali impostazioni non fossero più faro e guida per il futuro. Su questo abbiamo immediatamente tutti concordato, tanto che abbiamo modificato il Regolamento, tant'è che abbiamo sollecitato la pulizia della Finanziaria presentata secondo il vecchio schema e da cui sono state eliminate alcune norme.
Su questo non voglio trattenermi oltre perché ieri il collega Floris ha bene illustrato quali e quante norme sono state forzate, diciamo così. Ma il votodell'Aula di ieri ha ulteriormente manifestato la volontà di perseverare su questa via.
Bene, comunque siamo andati avanti, abbiamo messo a disposizione in Commissione la nostra collaborazione, riscontrando che comunque i numeri non ci consentivano e non ci consentono di fare diversamente; collaborazione e disponibilità al confronto subito dimostrata da questa minoranza nel consentirvi di andare avanti nonostante la cronica mancanza del numero legale che solo raramente siete stati in grado di garantire.
A tal proposito vorrei ulteriormente sottolineare che solo il rispetto istituzionale nei confronti del Presidente della Commissione e degli Assessori, che si sono avvicendati sul banco della difesa dell'indifendibile, ci ha trattenuto dall'abbandonare i lavori della Commissione.
In risposta a tale atteggiamento di disponibilità, la maggioranza ha risposto negativamente alla nostra richiesta di audizione delle parti sociali, dei sindacati, delle associazioni che erano direttamente interessate al disegno di legge 216con la motivazione che questi soggetti erano stati già auditi nelle Commissioni competenti nel corso dell'esame della Finanziaria. Ma noi,avendo partecipato a quei lavori siamo stati testimoni del fatto che questo non è realmente avvenuto. Diamo anche per buono che questo possa essere avvenuto per la Finanziaria, ma credo sia sotto gli occhi di tutti che il "216", essendo stato presentato dopo la Finanziaria, non è stato concertato in sede di Commissione.
Noi tutti inoltre siamo coscienti che il testo del "216" che è stato esitato dalla Commissione è tutt'altra cosa rispetto al testo pervenuto alla Commissione; e non si è trattato di una semplice ricomposizione o rivisitazione derivata dalla presentazione di qualche emendamento correttivo e sostitutivo. Sappiamo tutti che la Giunta ha presentato, ne parleremo successivamente ma è stato già illustrato dal Presidente della Commissione nella sua relazione, emendamenti sostitutivi totali di alcuni articoli e in alcuni casi emendamenti agli emendamenti sostitutivi totali che hanno ulteriormente modificato il principio informatore dell'articolato stesso. Perciò è indiscutibile che questo disegno di legge non sia stato, così come avrebbe meritato, concordato, concertato, discusso con le parti sociali .
Tali emendamenti, che poi sono diventati articoli di questa legge, li abbiamo esaminati sapendo che sono in totale contrasto con i principi costituzionali; e quel che più stupisce è che questo contrasto è pienamente conosciuto da voi (parlo dell'articolo 2, dell'articolo 3 e dell'articolo 4, le nuove tassazioni); altri li avete cancellati voi stessi nonostante fossero tra i pochi concertati e sbandierati sulla stampa come provvedimenti innovativi (non rinnegati con pari clamore), parlo della legge sulla conservatoria delle coste, come vedete parlo di legge e non di articolo, sarebbe l'articolo 9. Costituzione di nuovi enti che ora chiamate agenzie… Posso continuare, Presidente?
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, sta parlando da 20 minuti. Il suo tempo è terminato.
Colleghi, i lavori riprenderanno martedì 18 alle ore 16 e 30.
La seduta è tolta alle ore 11 e 04.
Versione per la stampa