Seduta n.440 del 02/02/2004 

CDXL SEDUTA

(Antimeridiana)

Lunedì 2 febbraio 2004

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Biggio

La seduta è aperta alle ore 11 e 27.

Masia, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del mercoledì 14 gennaio 2004 (434), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico all'Aula che i consiglieri regionali Mario Diana e Claudia Lombardo hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 2 febbraio 2004. Se non vi sono opposizioni, i congedi naturalmente sono accordati.

Assenza per motivi istituzionali

PRESIDENTE Comunico che, ai sensi del comma 5 dell'articolo 58 del Regolamento, l'assessore Giorgio La Spisa è assente nella seduta antimeridiana del 2 febbraio 2004 perché fuori sede per motivi istituzionali.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico ancora che il Presidente della Giunta regionale, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio '77 n. 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 21, 26, 28 novembre 2003 e 5, 12 e 22 dicembre 2003.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza le seguenti proposte di legge:

dal consigliere DEIANA:

"Osservatorio regionale per il controllo del transito marittimo e della navigazione del petrolio". (519)

(Pervenuta il 27 gennaio 2004 ed assegnata alla quarta Commissione.)

dai consiglieri CORDA - LOCCI - CARLONI:

"Integrazione delle prerogative degli eletti e degli amministratori di enti pubblici regionali". (520)

(Pervenuta il 28 gennaio 2004 ed assegnata alla prima Commissione.)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine del giorno il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, comprendendo anche che da un punto di vista regolamentare la mia richiesta non può essere accolta, io chiedo al Presidente della Regione che, in seguito alle gravissime dichiarazioni rilasciate dal Ministro Martino nei confronti di questa Assemblea e di tutto il popolo sardo, riferisca in Aula sulle iniziative che intende intraprendere per tutelare la dignità sia di questo Consiglio che del popolo sardo. Credo che si possa in termini regolamentari sorvolare, se vogliamo, altrimenti noi saremo costretti, come del resto anche preannunciato allo stesso Presidente del Consiglio, come opposizioni a presentare una mozione con una convocazione urgente del Consiglio regionale per dibattere di questo problema.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, prima di dare la parola all'onorevole Cogodi, tenga presente che è mia intenzione su questo argomento convocare una Conferenza di Capigruppo perché ritengo che poi insieme dobbiamo decidere che cosa fare. Adesso sentiamo altri interventi, suppongo tutti sull'ordine del giorno. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Io ritengo, avendo chiesto la parola sullo stesso argomento, che invece la domanda che io rivolgo a nome del nostro Gruppo possa e debba essere benissimo accolta dal Consiglio, anche a norma di Regolamento. La domanda è che, con assoluta urgenza, con immediatezza, dato l'interesse vitale della Regione, delle sue istituzioni autonomistiche, non in astratto della difesa della sola dignità, ma in concreto nella difesa delle prerogative istituzionali, il Presidente della Regione che chiunque sia e comunque, per Statuto e per norma costituzionale, rappresenta legalmente, ma comunque è il Presidente della Regione, venga chiamato e riferisca immediatamente al Consiglio regionale le determinazioni che intende assumere la rappresentanza istituzionale della Regione, in ossequio e nel rispetto dei deliberati dell'Assemblea legislativa, in ossequio e nel rispetto delle decisioni del Consiglio regionale cui tutti sono tenuti, il Presidente della Regione in primis, il Governo nazionale, i suoi componenti e chiunque nel territorio dello Stato italiano, posto che le determinazioni di un organo costituzionale qual è il Consiglio regionale dell'autonomia sarda sono determinazioni e decisioni anche dello Stato italiano, fino a quando lo Stato italiano ha questa configurazione e conformazione costituzionale.

Quindi io avanzo la domanda che se il Presidente deve essere tecnicamente avvicinato e ha bisogno per avvicinarsi di tempo, il Consiglio si sospenda il tempo indispensabile, dei minuti ... ecco è arrivato, il tempo tecnico è superato, il Presidente della Regione è testé pervenuto e si rivolga la domanda al Presidente della Regione di dichiarare al massimo Consesso dell'autonomia se le decisioni di questo Consiglio regionale sono o no prescrittive, cogenti, per tutti i poteri della Regione e dello Stato. Se c'è bisogno di breve sospensione per concordare in sede di Conferenza noi chiediamo che questa breve sospensione avvenga adesso, preliminarmente, in modo che nel frattempo il Presidente della Regione possa raccogliere le sue idee, se non le ha ancora raccolte, e le possa esporre al Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (Gruppo Misto). Io sono d'accordo con i colleghi. Il fatto inaudito e senza precedenti di un Ministro...

PRESIDENTE. Scusi onorevole Scano. Se disturbiamo la discussione, sospendiamo un momento, onorevole Rassu! Prego onorevole Scano.

SCANO (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Dicevo il fatto inaudito e senza precedenti di un Ministro della Repubblica che offende il Consiglio regionale e insulta il popolo sardo impone sicuramente una variazione dell'ordine del giorno del Consiglio, che non può non dedicare la prima parte dei suoi lavori a questo fatto, perché ritengo che ci si troverà d'accordo, al di là delle differenze politiche, nel decidere che il Presidente della Giunta da una parte per la sua alta funzione di rappresentanza esterna dei poteri della Regione, il Consiglio regionale dall'altra, assumono un'iniziativa, qualcosa come una nota di protesta, di censura e di protesta, da indirizzare al Governo e, io credo, al Capo dello Stato che domani sarà in Sardegna. In ogni caso mi sembra opportuno l'indirizzo anticipato dal Presidente del Consiglio regionale di riunire immediatamente la Conferenza dei Capigruppo per decidere le modalità attraverso cui il Consiglio assumerà le sue necessarie ed urgenti determinazioni.

PRESIDENTE. Direi che a questo punto è opportuno convocare la Conferenza. È convocata, i lavori sono sospesi per il tempo necessario a svolgere la Conferenza.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 37, viene ripresa alle ore 12 e 38.tugiu)

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO

PRESIDENTE. Colleghi, riprendono i lavori. Dopo la discussione in Conferenza dei Capigruppo si è deciso di proseguire il lavoro fino alle 14 circa, 13 e 30 o 14 circa, con la caccia, poi si interrompe per dare tempo al Presidente Masala di riferirci, questo pomeriggio alle 18.30, sui fatti e su quanto è occorso in occasione della consegna delle quattro unità navali alla Marina Militare a Cagliari, quindi alle dichiarazioni dell'onorevole Martino ed anche all'incidente relativo al cerimoniale non rispettato nei confronti della Regione sarda. Per cui riprendono i lavori.

Continuazione e fine della discussione generale del disegno di legge: "Integrazione alla legge regionale 29 luglio 1998, n. 23 (Norme per la protezione della fauna selvatica e per l'esercizio della caccia in Sardegna), in attuazione della Legge 3 ottobre 2002, n. 221" (518/A)

Ha domandato di parlare il consigliere Granella sul DL 518/A della Regione sarda. Ne ha facoltà. Si raccomanda cortesemente a tutti i colleghi brevità, onde guadagnare un po' di tempo.

GRANELLA (La Margherita-D.L.). Non ha bisogno, Presidente, di raccomandarmi di essere breve perché ho sempre cercato di esserlo, ma alcune cose le debbo mettere in evidenza, se i colleghi me lo consentono. Si parla del disegno di legge 518/A che, ribadisco, non è un prolungamento della stagione venatoria. Sarò grato a tutti se riuscirò a parlare, so che è difficile pensare...

PRESIDENTE. Assessore Frongia per cortesia, si vuole accomodare nel posto che le è riservato? Ella non potrebbe neanche andare in quegli scanni! Non potrebbe neanche andare, a norma di buon senso e direi quasi di Regolamento. Qui c'è ormai superdemocrazia, talvolta forse è meglio un po' di ordine. Prego, onorevole Granella.

GRANELLA (La Margherita-D.L.). So che è difficile concentrarsi sui lavori dell'Aula per chi ha altri problemi, ma mi pare che le indennità che ci vengono devolute siano proprio per lavorare anche in Aula e non per farci ognuno i nostri comodi.

Questo disegno di legge 518/A non dà assolutamente, come spesso si sente dire o si legge, la possibilità di prolungare l'annata venatoria, la stagione venatoria; si tratta soltanto di un'integrazione alla legge numero 23 consentita dalle norme comunitarie e consentita dalla legge nazionale numero 157 per poter contenere in qualche modo, quando non ci si è riusciti altrimenti, con altri sistemi, utilizzando i cacciatori, certe specie di selvaggina che sono dannose alle colture agricole, solo questo. Quindi non è una furbata per poter far andare i cacciatori in campagna anche a febbraio, non è la furbata di un Consiglio che - qualcuno dice - dovrebbe pensare ad altro e invece pensa solo a queste cose, non è una furbata di questo Consiglio per fare un qualcosa di incostituzionale.

Questo disegno di legge è un disegno di legge regolarissimo, costituzionale e non parla di prolungamento della stagione venatoria. D'altronde molto si dice dei cacciatori, molto e male, ma nessuno ha mai riflettuto sul fatto che per diventare cacciatori ci si sottopone ad esami seri e bisogna avere una cosa importantissima, che è l'assenza di condanne penali o di carichi pendenti. Il cacciatore prima di tutto deve essere un cittadino probo, onesto e incensurato; deve dimostrare la propria affidabilità nel momento in cui usa le armi o gli viene concesso il permesso di usare le armi, quindi il cacciatore non è un delinquente. Fuorilegge sono coloro che non rispettano le norme del vivere civile, sono coloro che, pur avendo determinate possibilità o determinate autorizzazioni a portare le armi, ne abusano e quei signori una volta scoperti non potranno più avere autorizzazioni a portare le armi.

Quella dei cacciatori è una categoria che nella realtà sarda è diffusissima, a tutti i livelli, dall'operaio, addirittura dal disoccupato al professionista, al magistrato, chiunque, tutte le categorie hanno nel loro interno dei cacciatori. Se mi consentite cacciatore sardo, e sottolineo sardo, è una categoria dello spirito, il cacciatore è quello sportivo che ha in sé una moralità certamente superiore a quella di molte altre categorie, cacciatore è un difensore della natura, cacciatore è uno che ama la vita libera in campagna, è uno che tutela la selvaggina, checché se ne dica, perché il prelievo di selvaggina e l'abbattimento non è mai un qualcosa a caso, è sempre ragionato e il cacciatore che non tutela la selvaggina che cosa andrà a cacciare domani?

Quindi è un controsenso che si dica cacciatore in contrapposizione ad ambientalista, l'ambientalista migliora il cacciatore perché conosce anche la campagna, al contrario di tanti sedicenti ambientalisti che dalle loro poltrone o dalle loro sedie in città parlano di natura. Ma la natura la vedono in campagna oppure la vedono sui libri? Questo è il cacciatore sardo. Era dovuta questa mia difesa di una categoria spesso vilipesa.

Passando alla legge sulla caccia ho avuto modo anche, nella rassegna stampa, di leggere alcuni apprezzamenti di colleghi carissimi, ottime persone, del centrodestra che come al solito vanno a sparare su un centrosinistra che rovina tutto allungando i tempi della discussione. Ma scherziamo, presidente Frau? O presidente Cappai? Da quando il centrosinistra ha rovinato tutto? Sono cinque anni che chiediamo di fare un qualcosa di serio, sono cinque anni che chiediamo anche all'Assessore di applicare la legge; io per lo meno personalmente sono tre anni che chiedo all'Assessore di applicare la legge e di istituire l'Istituto regionale per la fauna selvatica.

Ma queste cose non vengono raccolte, probabilmente non c'è tempo per fare le cose bene e seriamente. Ma non va, non va bene che la maggioranza, dopo che questo disegno di legge è stato approvato all'unanimità in Commissione, protesti contro il centrosinistra, ma facendo vedere effettivamente che non ha mai, fino a ieri, fino all'altro giorno, avuto la volontà di portare in Aula questo disegno di legge. Una maggioranza non dovrebbe avere nessun problema, nessuna difficoltà a portarlo in Aula, perché? Perché il lupo che beve sopra dice all'agnello che gli fa torbida l'acqua? Torniamo a Fedro, che mi pare la favola più adatta in questo momento. Non è giusto utilizzare in maniera demagogica e a fini esclusivamente elettorali questo problema della legge sulla caccia, non è giusto, non lo riteniamo giusto e non lo accettiamo, chi vi parla è cacciatore e come tutti i cacciatori non può essere preso in giro da nessuna propaganda elettorale.

La Sardegna ha bisogno di una legge seria sulla caccia, la Sardegna ha bisogno di un governo che applichi veramente la legge sulla caccia, studiandola bene e non raffazzonandola o rattoppandola con uscite dell'ultimo momento.

Vorrei concludere sperando che questo Consiglio in tempo brevissimo approvi questo disegno di legge 518/A, ma che soprattutto si riprometta di fare le cose seriamente, di operare seriamente per una legge vera della Regione autonoma della Sardegna che prescinda da manovre elettoralistiche o da prese in giro gratuite.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Diana. No, scusate. E' iscritto a parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.

DEMURU (D.S.). Signor Presidente, io come prima cosa le prometto di rispondere positivamente al suo appello di farla breve, anche perché in Commissione e anche qui in Aula troppe volte, e con finalità diverse da quelle che sembra prescrivere anche il disegno di legge, abbiamo parlato di questo argomento ed anche in Commissione.

Io sarò brevissimo, e cercherò di spiegare all'Assemblea quello che in Commissione più volte ho detto. Intanto come giustamente ha detto il relatore, presidente della Commissione, questo disegno di legge modificato in gran parte, disegno di legge della Giunta, è stato approvato all'unanimità, diversamente da quella che era la proposta di legge che tendeva in qualche maniera a introdurre norme sulla legge 23 che modificassero, o tendessero a modificare, contro ormai due sentenze della Corte Costituzionale il calendario venatorio.

Questo disegno di legge invece poco ha a che fare, come giustamente diceva il vice presidente Granella, con il calendario venatorio e con questo spirito è stato approvato all'unanimità, quindi anche con il mio voto favorevole in Commissione. Ma il voto favorevole è stato dato perché le finalità di questa legge, come sono raccolte nel primo articolo, non sono altro che il recepimento della normativa nazionale, a sua volta attuativa della direttiva CEE, per quanto concerne l'esercizio delle deroghe previste dall'articolo 9 della direttiva CEE. In soldoni che cosa vuol dire? Vuol dire che noi recepiamo nel nostro ordinamento legislativo quello che la direttiva CEE e la norma nazionale prevedono per l'esercizio delle deroghe. C'era bisogno di questo recepimento? È un interrogativo a cui ciascuno di noi può rispondere come crede.

Io personalmente penso che forse se ne poteva fare anche a meno, stante che nella normativa regionale, la legge 23 cosiddetta, l'articolo 6, è ben normata la cattura e l'abbattimento autorizzati, cosiddetti, che vuol dire individuare qualora ci siano delle popolazioni di uccelli nocivi in particolari momenti, individuare modi e mezzi per poter abbattere selettivamente o catturare selettivamente e riportare un po' a norma o evitare eventualmente quello che può essere un rischio per colture, per la stessa popolazione degli uccelli ed anche per altre situazioni che l'articolo 9 della legge delle direttive CEE individua ed elenca.

Detto questo bisogna sgombrare il campo da quell'equivoco, che sicuramente si è voluto formare da parte di qualcuno quando si portano questi argomenti e questa discussione per tre, quattro anni in questo Consiglio regionale a ridosso della scadenza del calendario venatorio. Su questo sicuramente non c'era unanimità e non ci sarà mai, anzi noi, io personalmente ho già annunciato il voto contrario a un'ipotesi di questo tipo.

Votiamo favorevolmente questo disegno di legge qualora lo spirito e la finalità enunciati all'articolo 1, a quello spirito corrisponda anche la norma per cui nell'ordinamento delle leggi regionali, quindi nella legge 23, siano introdotte le procedure previste sia dalla normativa nazionale che la direttiva CEE. Solo a queste condizioni questo disegno di legge avrà il mio voto favorevole. E chiudo qui la questione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA Alberto (D.S.). Io credo che questa discussione anche quest'anno si sarebbe potuta evitare, questo appuntamento l'avremmo potuto evitare, ad una condizione, che la Giunta regionale avesse fatto quello che avrebbe dovuto fare e che non ha fatto nel corso di questa lunga legislatura che si sta ormai avviando a conclusione.

Nella scorsa legislatura, nel '98, il centrosinistra aveva dato alla Regione sarda la nuova legge sulla caccia, la legge 23. Questa legge prevede delle cose molto importanti; prevede intanto che si istituiscano i distretti di caccia, cosa che ancora questa Giunta non ha messo in atto. I distretti servono a stabilire un rapporto tra il cacciatore e il territorio, servono a far sì che il cacciatore o che quei cacciatori che hanno, magari per una serie di motivi anche culturali, un atteggiamento predatorio, non possano più praticare questi atteggiamenti, e che ci sia davvero un rapporto serio tra il mondo venatorio, tra il cacciatore e l'insieme delle specie e un rapporto di programmazione serio, che purtroppo senza l'attuazione della legge 23 non si può avere.

Un altro punto importante previsto dalla legge 23, anch'esso non attuato, è l'Istituto regionale per la protezione della fauna selvatica, che è uno strumento scientifico fondamentale, fondamentale per il monitoraggio delle specie, delle loro abitudini, delle esigenze, insomma fondamentale per programmare un rapporto corretto tra il mondo venatorio e le specie. A questo serve l'istituto per la tutela e la protezione della fauna selvatica in Sardegna, che non esiste.

A me ha fatto un po' sorridere il fatto che nel disegno di legge presentato dalla Giunta, e firmato dagli assessori Pani e Contu, si faceva riferimento in diversi passaggi a questo istituto che non esiste, infatti abbiamo proposto, per evitare battute ironiche, di togliere questo riferimento. Io però non posso non parlarne, perché? Perché forse in questa situazione questo strumento sarebbe stato fondamentale per affrontare questo problema.

Questo è un aspetto della questione, questi sono i ritardi e le inadempienze di questa Giunta regionale. Giunta regionale che però non è neanche in grado di condurre una battaglia seria contro il bracconaggio, che è l'altro vero problema che riguarda le specie, è una situazione di illegalità diffusa nella nostra regione, di cui pare che anche le guardie forestali poco si occupino, in molti comuni della Sardegna poco si occupano di questi problemi. Insomma, sembra che i responsabili delle cose che non funzionano sono i cacciatori.

A fronte di queste inadempienze gravi, e sto parlando di illegalità gravi, mi pare che bisogna fare una riflessione seria. Poi c'è l'altro versante, quello dei rapporti con il Governo, che non presenta aspetti meno delicati. Nella scorsa legislatura questo Consiglio regionale aveva approvato una proposta di legge regionale di modifica della legge 157 sulla caccia, legge nazionale. Diversi colleghi che sono intervenuti prima di me hanno sottolineato - e io condivido questa opinione - che il calendario venatorio stabilito con legge nazionale in modo rigido, uguale come inizio e come fine, come durata, per tutte le regioni italiane è un non senso, questo noi lo sappiamo bene; io di questo ne sono pienamente convinto. Io non credo che si possa stabilire lo stesso calendario venatorio per il Trentino Alto Adige, per la Sicilia e per la Sardegna. Quindi l'esigenza di modificare la legge 157 su questo punto specifico è un'esigenza condivisa.

Il problema dove sta? Il problema sta nel fatto che qualcuno deve agire nei confronti del Governo nazionale perché questa modifica ci sia. La proposta di legge di modifica approvata dal Consiglio regionale è ferma in Parlamento. Io mi chiedo: questa Giunta di centrodestra che ha un Presidente di Alleanza Nazionale, che ha un Assessore di Alleanza Nazionale che si occupa di questo problema, il cui Presidente della Commissione Ambiente è di Alleanza Nazionale, il cui Ministro dell'Ambiente è di Alleanza Nazionale, ma come fate voi di Alleanza Nazionale che avete gli uomini chiave in tutti i punti che riguardano l'ambiente in Sardegna e in Italia, come fate a dire che è il centrosinistra che è contrario? Ma contrario a che cosa? Alla vostra incapacità? Avete tutte le leve di governo in Sardegna e in Italia e ci costringete ogni anno a inseguire questo problema con leggi e leggine. Cari belli, state dimostrando, anche su questo punto, la vostra totale incapacità a governare la Sardegna! Questa è la verità vera, in cinque anni la Giunta regionale non ha fatto nessun passo nei confronti del Governo nazionale perché la 157 e il calendario venatorio venissero modificati. E ci costringete ogni anno, alla fine di gennaio, ad inseguire queste questioni.

Quindi, chiarite queste cose, fra l'altro voglio anche dirvi una cosa molto chiaramente: che senza l'apporto determinante del centrosinistra nessuna legge passa, ed anche le leggine che abbiamo approvato negli anni precedenti sono passate grazie al contributo di proposte e di voti in Commissione, in Aula, del centrosinistra, perché non siete neanche capaci di fare una proposta di legge, e io mi sento dire, mi debbo sentir dire dai cacciatori che qualcuno di Alleanza Nazionale gli avrebbe detto che noi siamo contrari alla caccia. Ma quali sciocchezze sono queste? Di fronte all'incapacità di chi ha potere per decidere si vuole rovesciare la responsabilità delle proprie incapacità su chi non ha responsabilità e che ciononostante agisce per risolvere i problemi molte volte colmando vuoti che sono di chi dovrebbe governare e non lo sa fare. Questa è la sostanza delle cose. Qui non (?) siamo per modificare il calendario venatorio, perché del resto gli stessi cacciatori sanno bene che l'inizio ai primi di settembre è un non senso in Sardegna, per le questioni climatiche che conosciamo e così via. I cacciatori sardi non chiedono di andare un mese in più a caccia, chiedono che lo stesso lasso di tempo sia programmato in modo diverso, perché le esigenze climatiche, le esigenze delle specie, di quelle stanziali, di quelle migratorie e così via, hanno determinate necessità, hanno determinate regole biologiche. Questo è! Siccome di questo si tratta e siccome questa Giunta non è in grado di affrontare i problemi, allora ci riduciamo a discutere all'ultimo momento di una leggina. Questa leggina dice alla Giunta regionale, perché è compito della Giunta regionale, dice: "Badate bene, siccome la Corte Costituzionale ci ha bocciato per due volte consecutive la legge che in qualche modo cercava di aggirare la legge 157 ed allungava il calendario venatorio" e siccome il calendario venatorio, se non si modifica la 157 non può essere modificato, allora diciamo alla Giunta regionale: "Approviamo questa leggina che consente di usare un'altra norma per difendere le colture in atto per eventuali specie che in sovrannumero possono determinare danni a quelle colture". Questa è la sostanza. Certo, questo può essere fatto a febbraio, a marzo, ad aprile, i cormorani si abbattono al di fuori del calendario venatorio, questo può essere fatto anche per gli storni, che ormai sono diventati così numerosi che è opportuno abbatterli in modo programmato. E questo può essere il caso dei tordi. Insomma, cari belli che governate questa Regione e che non siete in grado di farlo, assumetevi le vostre responsabilità. Noi siamo favorevoli a questa leggina, ben sapendo come stanno le cose.

PRESIDENTE. Era iscritto a parlare il consigliere Dore, ma non lo vedo in Aula. È iscritto a parlare il consigliere Sanna Salvatore, che rinuncia. È iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I. - Sardegna). Sembra che questa norma, che poi interessa tutti, stia dando lo spunto per farne un caso politico di inusitata ampiezza e gravità. È appurato che si tratta di una norma che consente un prelievo e non si tratta di un procrastinare del calendario dell'esercizio venatorio, e questo penso sia pacifico. Questa è la risposta anche agli ambientalisti che hanno il diritto/dovere giustamente, secondo giustamente quanto loro pensano e quanto loro ritengono opportuno, di manifestare la loro perplessità su questa norma. E' appurato indiscutibilmente che alcune specie di volatili, e non solo, in determinati periodi dell'anno, come può essere questo, arrecano dei danni irreparabili alla economia personale e alla economia di parecchie aziende in Sardegna, per non dire di tutte. Parlo dell'olivicoltura in special modo, in questo periodo. Non cito in questo periodo la viticoltura perché chi ha, come me, la fortuna di abitare in centri rurali sa perfettamente quale sia il danno che alcune specie, come principalmente lo storno, arrechino a queste colture in periodi determinati dell'anno. Per cui il prelievo numerico, il prelievo controllato, il prelievo scientificamente programmato non può e non deve e non arreca alcun danno a quella che è la consistenza di una specie, ma bensì tutela non solo quella specie, bensì altre specie che a causa appunto di questa invasione, parlo principalmente dello storno in Sardegna, stanno in questi ultimi anni marcando una sensibile diminuzione come numero. È necessario anche dire questo: la caccia in sé stessa, se vogliamo parlare di caccia o di esercizio venatorio, è un'attività sportiva e da sportivi è necessario che il cacciatore osservi quelle regole e quelle norme che consentano sì l'esercizio venatorio, ma consentano anche alla specie di riprodursi e di far sì che l'ambiente non abbia a subirne un danno irreperibile. Ma questo sta alla coscienza degli sportivi, alla coscienza del cacciatore e al controllo che io ritengo deve essere più mirato, più intensivo e numericamente più garantito da parte delle forze dell'ordine che sono a questo preposte, perché ritengo siano insufficienti come numero a poter controllare regolarmente e sufficientemente questa attività. Quindi non è giusto in alcun modo che possa essere demonizzata, seppur giustamente rispettando le opinioni altrui, da altre fasce, non è assolutamente accettabile. Questo non è giusto perché ci sono altri tipi di sport che pure interessano altre specie animali e non e non ho visto mai in questo senso levarsi una protesta da chicchessia. Questa norma non è una norma che procrastina il calendario venatorio, ma - come mi hanno detto giustamente i colleghi - è una norma che autorizza annualmente il prelievo di alcune specie nocive, dannose che in elenco, in calendario, metterà l'Assessore e la Giunta regionale. Sono d'accordo quando si dice che verosimilmente e probabilmente forse non era necessario neanche adottarla, ma se questo serve giustamente per garantire l'azione di governo e per rafforzare giustamente l'azione di governo ben venga questa norma, che sarà una norma base che di anno in anno consentirà, dove e quando si riterrà opportuno, nei periodi e nei tempi che riterranno opportuno e necessario farlo, consentirà appunto un prelievo di alcune specie affinchè queste specie non continuino a danneggiare colture e quant'altro. Questo è il senso di questa norma, non deve scandalizzare nessuno, semmai può essere sospetto il periodo in cui questa viene effettuata, ma comunque sia ritengo sia una norma giusta, una norma che risponde anche alla normativa europea e nazionale, per cui una norma che non può essere se non adottata senza che si gridi allo scandalo e che possa essere detto qualcosa ancora di più.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C). Soltanto due cose Presidente e onorevoli colleghi. A me sembra che la discussione che si stia facendo esca fuori dai binari, nel senso che noi qua siamo stati chiamati ad esaminare un disegno di legge che con i cacciatori poco ha a che fare, nel senso che il tema che discute e affronta è completamente al di fuori dell'enfasi che invece in questi giorni è stata data che sembrerebbe che questo disegno di legge dovrebbe allungare il calendario venatorio e permettere a tutti di andare a caccia, anche se di alcune specie particolari. Non è esattamente così ed è bene ribadirlo questo concetto, perché basta guardare il disegno di legge per renderci conto non siamo in fronte ad una deroga per andare a cacciare, siamo di fronte a una eventuale deroga per permettere il prelievo di uccellagione e non solo, perché per altro la norma non è che parla in modo particolare di uccelli, parla di animali a sangue caldo, per cui possono essere anche altri gli animali su cui bisognerà eventualmente derogare. Quello che meraviglia è tutta la fretta, tutta l'enfasi che viene data per varare questa norma, in quanto sarebbe bene e sarebbe stato opportuno che l'Assessorato, o in questo caso gli Assessorati, avessero fornito al Consiglio le relazioni dei loro consulenti o comunque degli uffici, o comunque della parte tecnica dell'Assessorato che ha certificato che in Sardegna siamo di fronte a delle vere e proprio catastrofi derivanti da animali a sangue caldo. Non è bene precisata nemmeno cosa, però siamo di fronte a questo fatto. Io non penso che il Consiglio regionale possa varare le norme senza conoscere a che finalità vengono emesse e vengono attuate, per cui questo è un primo aspetto.

L'altro aspetto è quello di, se siamo in buona fede, se siamo veramente in una sede dove si fanno leggi nel rispetto delle leggi o di altre leggi o altre normative, se veramente si vuole andare nel verso giusto, per cui quello di emanare norme che garantiscono tutti, cacciatori e non cacciatori. Io non sono cacciatore, non sono uno che ha mai avuto nulla con i cacciatori, anzi ho un mucchio di amici cacciatori, ho apprezzato molte volte l'azione che fanno nell'habitat sardo, per cui le azioni che fanno anche nel senso del ripopolamento, ma questi fatti di per sé non vogliono dire e non debbono farci dire che si deve violare le norme che noi ci siamo dati, che il Parlamento Europeo si è dato se non in ambito di ragionamenti più generali. Per cui io sono d'accordo con coloro che dicono che bisogna riformare, che bisogna rivedere la nostra legge regionale sulla caccia, ma si faccia quello, non si facciano altre cose in momenti non opportuni come questo. Già ci avviciniamo alla campagna elettorale per cui tutti sono tentati di dire: "anch'io sto facendo qualcosa per te" in questo caso si dice rivolti ai cacciatori, cerchiamo di essere seri, e io dico soprattutto cerchiamo di essere seri agli Assessori che devono gestire una materia così delicata, e pongo alcuni interrogativi anche nella formulazione dello stesso disegno di legge che da una parte mira a tutelare tutti, incominciando dalla selvaggina, perché la normativa dice chiaramente che le deroghe sono applicate per periodi determinati e soprattutto sentito l'istituto nazionale per la fauna selvatica, qualcuno qua poc'anzi diceva: "non c'è quello regionale". E va bene, non c'è quello regionale, avete grandi responsabilità per non averlo costituto, ve ne assumete la responsabilità, però è pure vero che un ente esiste e nella legge è citato espressamente, è quello nazionale, per cui qualunque cosa comunque si debba porre in essere, chiederei all'Assessore all'agricoltura di ascoltare perché gradirei anche una risposta, capisco che c'è un'attenzione particolare verso i cacciatori, però forse è bene che si ascolti anche chi ha qualche obiezione, chi intende porre qualche interrogativo in questa sede. Stavo dicendo che se è vero come è vero che non esiste l'istituto a livello regionale, è pure vero che l'attuazione della legge 221 del 2002 prevede espressamente che le deroghe comunque devono essere applicate per periodi determinati e sentito l'istituto nazionale per la fauna selvatica, è espressamente detto. Ed allora non mi spiego perché nel disegno di legge si faccia riferimento solamente al comma 1 e non all'intero articolato della direttiva CEE, così come per altro recepita dalla legge 221 della Repubblica italiana. Questo è il senso dell'intervento. Riteniamo che ci sia un'urgenza? Riteniamo che questa leggina comunque si debba fare? Possiamo anche farla, però facciamola nel rispetto delle norme e nel rispetto delle leggi.

A questo riguardo io ho presentato due emendamenti, uno che riguarda il Titolo, perché quando si parla di integrazione alla legge regionale 23, che è la norma per la protezione della fauna selvatica e l'esercizio della caccia, a mio avviso mi sembra che sia improprio perché qua stiamo esclusivamente non integrando la legge 23, ma stiamo recependo la legge 221 e l'articolo 9 delle direttive CEE, per cui richiamiamoci a questo, stiamo nell'argomento, stiamo all'ordine del giorno, non giriamo ad altre cose. E così come per altro abbiamo modificato in parte l'articolo 2, che è la parte poi sostanziale, quella che dà attuazione a questa leggina, portandolo anche questo testo più conforme a quello che è previsto dalla normativa nazionale e dalla normativa comunitaria. Non mi sembra che sia necessario andare oltre, basta soltanto buon senso. Il buon senso mi farebbe anche dire che forse sarebbe opportuno sospendere la discussione, aggiornarci ad altri momenti, varare una norma di riforma complessiva della 23 regionale facendo una grossa battaglia in Parlamento perché vengano riconosciuti i giusti diritti dei sardi e anche dei cacciatori. Però finiamola con queste farse perché rischiamo, se facciamo le cose male, non soltanto di non far bene ma anche di arrecare danno non soltanto ai cacciatori, ma soprattutto alla fauna selvatica che in un certo modo diciamo di voler tutelare e proteggere con questo provvedimento.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Avevo quasi pensato, dopo aver sentito e ascoltato alcuni appellativi che la settimana scorsa mi sono stati rivolti, di non intervenire, però siccome stamattina ho riletto molto attentamente il testo che è uscito dalla Commissione, mi sento di intervenire perché ci sarebbe, dopo aver confrontato anche con l'amico e collega Granella una frase, bisognerà apportare un emendamento, io lo definisco emendamento orale, che poi andrò ad esplicitare.

Mi dispiace aver ascoltato in questi giorni, nei giorni scorsi vocaboli del tipo: "volete fare una furbata; è una leggina incostituzionale, non siete ambientalisti" e quant'altro, di tutto e di più. Io, come ho avuto modo di esprimere la mia posizione in diverse occasioni, lo ripeto ancora qui: la caccia è uno sport, non è di destra, non è di sinistra e non è di centro. Si dicono anche tante altre cose, che la Giunta regionale prenda in mano la legge 23. Non è la legge 23 che va presa in mano, bensì ci si deve adoperare perché venga modificata la 157 che vincola a quei periodi l'esercizio di caccia. Quindi pur volendo la Giunta regionale non può modificare una legge nazionale.

Noi abbiamo dichiarato di condividere dal primo momento il disegno di legge presentato dalla Giunta regionale, che non è, e lo ripeto, così come hanno fatto tanti altri colleghi, un proseguo dell'esercizio della caccia in Sardegna. E' un'integrazione alla legge che consente di effettuare prelievi di specie cacciabili, io dico, in qualsiasi periodo dell'anno, così come ha sottolineato l'amico Sanna, quando ci sono comunque elementi per cui l'Assessorato, in questo caso l'Assessore dell'ambiente sentito l'Assessore regionale dell'agricoltura, a seguito di determinati eventi può procedere ad autorizzare con proprio decreto il prelievo.

L'amico e collega Granella dice che si vuole speculare in termini politici. Assolutamente, lungi da me, almeno per quanto mi riguarda, non so se altri colleghi questo abbiano inteso, lungi da me la volontà di voler approfittarne politicamente. Non rientra nel mio stile, non rientra nel mio modo di fare. Io difendevo la 408, è stata bocciata[s1] , pazienza, è stata rinviata, ne ho preso atto, ma non per questo mi sono tirato indietro per esaminare qualsiasi altra proposta, da qualunque parte essa venisse, l'interessante è che comunque quel mondo di cacciatori, che sono oltre 40 mila, che contribuiscono anche in termini economici, potessero esercitare un loro diritto.

Nel disegno di legge noi abbiamo messo, all'articolo 2, che poi diventerà articolo 1, sulle condizioni di prelievo in deroga, e qui vuol essere l'emendamento orale… se noi stabiliamo, all'articolo 2, le condizioni per il prelievo in deroga e diciamo che l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, sentito l'Assessore regionale dell'agricoltura, all'articolo 6 sulla sospensione del prelievo non possiamo fare a meno di indicare l'Assessore della difesa dell'ambiente sentiti l'Assessore regionale dell'agricoltura e il Comitato regionale faunistico, perché se è vero che sentiamo l'Assessore per stabilire le condizione di prelievo lo dobbiamo sentire anche per le condizioni di sospensione del prelievo, quindi qui vuol essere l'emendamento orale che io volevo apportare.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, prendo brevissimamente la parola solamente per ribadire alcune osservazioni che ho fatto l'altro giorno, e lo faccio perché sento l'esigenza di fornire dei chiarimenti ai colleghi e a varie persone che mi hanno chiesto di precisare la mia posizione.

Io continuo a credere che il nostro lavoro debba avere il massimo di serietà e di consapevolezza e ognuno di noi, ogni consigliere, deve essere a conoscenza delle cose che vota e delle cose che discute. Il mio intervento dell'altro giorno tendeva a rivendicare il mio diritto e dovere di approfondire una legge, per qualche minuto, per qualche ora, nel momento in cui questa legge mi veniva appena fornita non si poteva pensare e pretendere che mentre discutevamo dell'abusivismo e del condono potessimo leggere la legge, approvarla e votarla, anche perché, dico ai colleghi, se volessimo proporre degli emendamenti occorre avere il tempo per istruirla e per discuterla. Il chiedere a quest'Aula e al Presidente la cortesia di poter approfondire la legge mi sembrava quindi non solo un mio diritto ma un mio dovere.

Alla luce di questa considerazione e alla luce di questo approfondimento, io credo che noi dovremmo valutare, quest'Aula debba valutare, la Commissione, io non ho formalizzato l'emendamento proprio per lasciare libera la Commissione, la Giunta di valutarne l'opportunità, la possibilità che il lavoro dell'Assessore dell'ambiente, che deve emettere un decreto, possa essere confortato dal parere della Commissione consiliare. Ripeto, non ho formalizzato, almeno per ora, l'emendamento perché volevo sentire una prima valutazione.

La cosa che vorrei dire, entrando più nel merito dell'aspetto politico della vicenda, è che anche su questo tema e su questa legge ancora una volta si fa una sorta di battaglia navale, di battaglia in un bicchiere d'acqua. Il Consiglio è chiamato per la terza volta a discutere una legge che abbiamo già approvato, che la Corte costituzionale ha bocciato e, lo ribadisco per i colleghi del centrodestra, ha bocciato su ricorso del Governo Berlusconi. Chi ha messo in discussione la legge è stato il Governo, chi ha ricorso alla Corte costituzionale è stato il Presidente del Consiglio. Allora continuare ad alzarsi per dire che il centrosinistra non vuole la legge sulla caccia è un po' una burletta. Se volete giocare a queste parti, commedie, "la vogliamo, non la vogliamo", stiamo però riducendo il prestigio di quest'Aula. Quest'Aula si è già espressa, quest'Aula ha già votato una legge, il Governo ha impugnato la legge, la Corte costituzionale ha rigettato la legge, possiamo venire qua di nuovo convinti che questo teatrino e questo gioco delle parti possa risolvere chissà quali vicende elettorali, ma, ragazzi, guardiamoci in faccia, stiamo mortificando noi stessi, la nostra intelligenza e il prestigio delle istituzioni. Credo che il futuro della politica e anche i nostri futuri personali non si giochino su questo teatrino abbastanza miserando di chi è favorevole alla caccia e di chi è contrario alla caccia, si giochino su un livello un pochino più alto. Credo che dovremmo avere un po' più considerazione per noi stessi e, se mi consentite, anche più considerazione per l'intelligenza dei cacciatori nel giudicare le istituzioni e nel giudicare il nostro ruolo, che non può esaurirsi in questo essere appiattiti sulle richieste di ogni categoria, per quanto prestigiosa possa essere, come sono prestigiose tutte le categorie.

Recuperiamo davvero la nostra dignità, rispettiamo l'intelligenza del prossimo e anche dei cacciatori, cerchiamo un momento di portare l'attività istituzionale su un livello di maggiore decoro e maggior prestigio.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico della difesa dell'ambiente.

PANI, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Signor Presidente, signori consiglieri, intervengo su questo argomento e voi ben sapete che i miei interventi in quest'Aula sono rari, se non quando viene chiamato in causa l'ambiente, se non quando, come in questo caso, l'intervento dell'Assessore e dell'Assessorato che mi onoro di rappresentare può in qualche modo chiarire le diverse posizioni che mi sembra, rispettando la verità dei fatti, siano ora non definibili, così come correttamente ha detto l'onorevole Selis, né a favore, né a sfavore di una parte di questo nostro Parlamento isolano, tanto è vero che la comunità dei consiglieri espressa nella quinta Commissione aveva varato nel mese di febbraio dell'anno scorso, quasi un anno fa, una proposta di legge che chiaramente esprimeva la proposta di legge perché fosse consentita la caccia nel mese di febbraio, modificando un calendario che, così come è stato ricordato, in più occasioni il Consiglio regionale ha ritenuto opportuno modificare.

E' verissimo che la proposta di legge del 2002 accolta dal sottoscritto aveva determinato una presa di posizione da parte del Governo centrale (anche lì senza andare a vedere le colpe e le responsabilità della destra o della sinistra) che per la legittimità in ambito nazionale delle proposte, che dovevano essere rispettose del calendario fissato dalla legge nazionale 157, non poteva apportare deroghe a quel calendario. E allora, proprio per questa ragione, adducendo motivazioni diverse, la Commissione aveva proposto una modifica della legge, legge che è rimasta ed è ancora oggi inserita all'ordine del giorno di questo Consiglio, ma non è stata finora discussa. Si è discusso invece il disegno di legge presentato dalla Giunta in data 14 gennaio, perché si è ritenuto opportuno recepire la legge nazionale, la 221, e anche una sentenza della Corte europea che dice, in ordine proprio all'applicazione della legge di cui si discute e della applicazione dell'articolo 9 della direttiva che concerne la conservazione degli uccelli selvatici, permette a uno stato membro, questo è il punto, di derogare alle date di apertura e di chiusura della caccia fissate in considerazione degli obiettivi menzionati dall'articolo 7, comma quarto, della medesima direttiva. L'articolo 9 deve essere interpretato nel senso che la caccia può essere autorizzata, eseguita e praticata con il rispetto di quella prerogativa, ma aggiunge anche che non vi è un'altra soluzione soddisfacente tale da sussistere, in particolare se l'unico scopo - badate, l'unico scopo - della misura che autorizza la caccia a titolo derogatorio fosse quello di prolungare i periodi di caccia a determinate specie di uccelli territoriali già frequentati da queste ultime, quindi durante i periodi di caccia stabiliti conformemente all'articolo 7 della direttiva 79/409 viene effettuata la cattura in modo tale che si svolga in condizioni rigidamente controllate e in modo selettivo: si riferisce solo a determinati uccelli e in quantità piccole, determinate; devono essere menzionate queste qualità e quantità, sicché le deroghe devono riferirsi a queste caratteristiche; i mezzi, gli impianti e i metodi di cattura o di uccisione devono essere autorizzati e infine le condizioni di rischio e le circostanze di tempo e di luogo in cui possono effettuarsi devono essere indicati nella deroghe.

Quindi per muoverci nell'ambito di cui si parla è chiaro che se si dovesse applicare la legge che questo Consiglio sta discutendo, e segnatamente quanto si espone nell'articolo 6 e nell'articolo 2, le deroghe terranno conto in maniera rigida, puntuale e precisa di queste norme comunitarie. E allora mi chiedo: se diversamente devono essere intese e interpretate è il Consiglio che deve decidere e deliberare, è il Consiglio che deve esprimere questo giudizio in maniera univoca, e non si può pretendere che a ignorare le deroghe sia il sottoscritto Assessore, perché, credetemi, nella rigidità dell'osservanza delle norme, per quanto riconosca che ancora non si sono attuati gli ATC, cioè gli ambiti territoriali di caccia a cui alludeva l'onorevole Alberto Sanna nel suo intervento, non si sono attuati perché mancano ancora nella totalità le previsioni e i piani faunistici provinciali che sono proprio alla base degli ambiti territoriali di caccia. Manca ancora l'attuazione di una norma che modifichi la legge 157, quindi di conseguenza la legge nostra regionale 23, e anche se proposte di legge innovative in questo senso sono proprio in questi giorni all'esame del Parlamento, tanto è vero che il sottoscritto è stato convocato dall'apposita Commissione parlamentare per riferire in ordine a questi problemi che si stanno presentando anche in ambito nazionale.

La proposta presentata da un Gruppo di deputati che, trasversalmente, presso il nostro Parlamento è sostenuta dall'onorevole Onnis, già consigliere regionale della nostra regione, vede nella imminenza della discussione in Aula la possibilità che questa modifica, che questa legge sia varata entro il prossimo anno. Altrettanto deve dirsi per quanto si riferisce a una disposizione comunitaria presentata dall'onorevole Berlato, che prevede sotto questo titolo e sotto questo aspetto, il recepimento di queste note innovative, ma che debbono, a mio giudizio, precisare ancor meglio e con maggiore e utile determinazione qual è l'ipotesi di calendario che nelle diverse regioni può essere presentato e attuato.

Richiamo quindi la responsabilità del Consiglio in ordine alle deroghe che dovranno essere conferite soprattutto perché nell'indirizzo e nella decisione della legge dovranno essere tenute nella dovuta considerazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Prendo la parola, onorevole Presidente ed onorevoli colleghi perché il disegno presentato dalla Giunta porta anche il nome dell'Assessore dell'agricoltura. La Giunta aveva presentato un disegno di legge che riguarda il prelievo in deroga, individuando negli storni, nei passeri e in altre specie, specie dannose per l'agricoltura. Ora a me dà l'impressione che in quest'Aula si stia verificando un certo equivoco, il disegno di legge presentato ed anche il disegno di legge modificato dalla Commissione parla esclusivamente di prelievi; non prevede quindi automaticamente la cosiddetta proroga della caccia a febbraio ma parla soltanto di prelievi che si possono fare anche a febbraio, ovviamente, ma si possono fare anche a marzo, anche ad aprile, anche a giugno ed anche a luglio.

Allora, cari colleghi, a me la commedia degli equivoci non è mai piaciuta. La Commissione agricoltura ha varato la 408 che è all'ordine del giorno, la quale 408 dice esattamente: "La caccia viene prorogata per il mese di febbraio", il Consiglio regionale desidera che la caccia venga prorogata al mese di febbraio? Abbia il coraggio, dato che la 408 è all'ordine del giorno, di esaminarla e di votarla assumendosene tutti quanti la responsabilità. Ma questo equivoco di dire che la legge che la Giunta fa un disegno di legge che prevede soltanto il prelievo in deroga di alcune specie per contrabbandarlo come legge che invece proroga la caccia a febbraio, è soltanto un equivoco ed è bene che gli equivoci vengano chiariti.

Io, pertanto, invito il Consiglio regionale a votare questa legge che è necessaria perché questa ci consente di fare i prelievi per tutte le specie che riterremmo dannose per l'agricoltura, comprese le volpi, compresi persino i cinghiali, quando sia possibile e nei momenti che lo riterremmo più opportuno, non solo a febbraio, ma anche a marzo, anche ad aprile a maggio e così via. Per quanto riguarda invece la proroga, il Consiglio regionale ha all'ordine del giorno l'esame della 408 già votata dalla Commissione e che prevede appunto la cosiddetta proroga a febbraio della caccia. Allora, io invito i colleghi ad avere il coraggio di votare anche questa legge e così usciamo dall'equivoco.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Contu. Allora, poniamo in votazione il passaggio agli articoli. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (D.S.). Presidente, sull'ordine del giorno, prima di passare al voto per il passaggio agli articoli, voglio far osservare che l'Assessore della difesa dell'ambiente ha posto un problema non di poco conto. In sostanza ha detto che il cardine di questo provvedimento che è incentrato su una delega senza nessun limite dal Consiglio all'Assessore, problema sul quale io intendevo intervenire ma mi riservavo di farlo anche durante l'esame degli articoli è per quanto lo riguarda, cioè per quanto riguarda l'Assessore, da rimandare al mittente perché ha detto l'Assessore dell'ambiente, se non ho capito male, che per quanto lo riguarda non ci deve essere nessuna delega all'Assessore ma che la decisione deve essere assunta dal Consiglio regionale e cioè che debba essere il Consiglio regionale a decidere tempi, modalità e specie che in qualche modo debbono rientrare nel prelievo di cui parlava per ultimo anche l'assessore Contu.

Allora, qui c'è un punto fondamentale, forse è opportuno che l'Assessore quindi presenti un emendamento al disegno di legge della Giunta in maniera tale da riportare nel seno del Consiglio questa decisione che è una decisione molto importante perché quello che c'è scritto nel testo è l'esatto contrario di questo punto che io sottolineavo e che l'Assessore ha giustamente sottolineato. Quindi, io chiedo se non sia opportuno sospendere la votazione per il passaggio agli articoli per dare il tempo alla Giunta di correggere il provvedimento che attualmente è all'esame dell'Aula.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Sanna. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Sì, per rappresentare anch'io all'attenzione del Consiglio, dopo gli interventi dell'Assessore dell'ambiente e dell'Assessore dell'agricoltura che hanno usato diversi e convergenti argomenti, per rappresentare la totale inutilità ed inefficacia, a questo punto, di votare il passaggio agli articoli nel testo della legge in esame. Ad onor del vero, se quello che la Giunta ha dichiarato poc'anzi lo avesse con la stessa chiarezza, ed aggiungo onestà politica intellettuale, dichiarato qualche giorno fa almeno alla sua maggioranza perché sul piano regolamentare il momento della replica era questo, ma sul piano della relazione politica avesse rappresentato qualche giorno fa con la stessa chiarezza la posizione che ha espresso poc'anzi in Aula, il Consiglio avrebbe anche guadagnato qualche giorno di tempo per lavorare meglio a questa legge o ad altre leggi, perché sia l'Assessore dell'ambiente che l'Assessore dell'agricoltura con chiarezza hanno espresso un al Consiglio la seguente determinazione. Uno: che la delega che si intende dare all'Assessore dell'ambiente così com'è, è equivoca, dice l'Assessore giustamente, perché è equivoca e quindi inapplicabile e che se il Consiglio vuole altro... mi usate la cortesia almeno di parlare piano? Continuate a parlare però più piano!

Se il Consiglio vuole altro è giusto che dica altro, se vuole una cosa è giusto che dica quella cosa. Peraltro l'Assessore dell'agricoltura ha detto: "Io non posso stare ancora in questa condizione dove si recita la commedia degli equivoci", qualcuno di noi aveva detto già qualche giorno fa, badate, qui si sta iniziando la commedia degli inganni, si dice una cosa intendendone un'altra, si rappresenta un evento che così com'è nella norma non si verificherà, e questo non è onesto, e questo non è manco giusto perché le leggi devono essere ben fatte e soprattutto non si deve tentare di ingannare nessuno. Io dico nessuno, nessun cittadino, quindi neppure il cittadino cacciatore che esercita un legittimo diritto e lo deve esercitare nei modi nei quali è possibile che lo eserciti.

Per cui, ho finito, anche l'obiezione del collega Salvatore Sanna, testé avanzata, è fondata ma è insufficiente perché dice: "Bisogna completare l'elenco delle specie", ma se l'elenco è quello che richiamavano i signori Assessori, quello dell'allegato al disegno di legge della Giunta, badate che nell'elenco c'è "passero, passero mattugio, storno, e tortora del collare", non ce n'è tordo e io dagli amici o non amici, dai cittadini cacciatori con i quali, come tutti, ho potuto interloquire, ho saputo e so che principalmente a febbraio tutti pensano al tordo, non allo storno, su sturrupintu che ai cacciatori interessa relativamente, cioè bisogna pagarli i cacciatori per andare a prenderli, perché dovrebbero rendere un servizio agli altri, non a se stessi, per andare a prendere delle specie che non sono di norma apprendibili nella caccia ordinaria. Si tratta di specie o non commestibili o poco appetibili. Per cui, dare ai cacciatori l'idea che possono andare a prendere storni adesso a febbraio, sturrupintu, interessa secondo me relativamente. Allora a che pro continuare in questa cosa? Si sospenda l'esame di questo provvedimento oppure si approvi ma sapendo che è tutto fondato su un equivoco, su un tentativo di inganno, i colleghi che continuano a pensare e qualcuno me lo diceva questi giorni dei colleghi, risparmio la citazione...

PRESIDENTE. Prego.

COGODI (R.C.). Risparmio la citazione nominativa, mi diceva: "Ma guarda, siamo alla vigilia della elezioni, questa materia, l'importante è quello che sembra", e no! L'importante è quello che è in questa come in tutte le circostanze nelle quali peraltro si utilizza lo strumento più delicato e più importante che un'assemblea legislativa ha, che è quello della normativa e della legislazione. Non basta far sembrare quello che non è vero, bisogna che sembri esattamente quello che è, i colleghi che si sono imbarcati in questa commedia degli equivoci, come l'ha chiamata l'assessore Contu, farebbero bene a sciogliere l'equivoco oppure, se proprio non voglio sciogliere l'equivoco, a sciogliere magari se stessi in questa loro espressività ingannevole.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Cogodi. Ha domandato di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Se l'Assessore replica, voglio parlare anche io.

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. È un'informazione.

PRESIDENTE. Replica ha un significato preciso. Non sta replicando, non è sotto accusa l'assessore Pani, è un chiarimento che sta dando, un'informazione dell'assessore Pani. Va bene? Se poi volete fare interventi a non finire io sono qui. Avrei un'altra intenzione, onorevole.

(Interruzione del consigliere Marrocu)

PRESIDENTE. L'Assessore ha chiesto di dare un'informazione. Prego.

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. Certo, anche perché fa parte della Commissione. Faceva, mi scusi, io sono antico anche in questo!

Volevo soltanto precisare all'onorevole Salvatore Sanna che non è compito della Giunta emendare o proporre un emendamento posto che ha presentato un testo di disegno di legge che è completo e che è stato emendato dalla Commissione. A mio giudizio dovrebbe, caso mai, la Commissione provvedere ad un emendamento perché si presenti in Aula un testo che, soprattutto per quanto si riferisce alla deroga e alle deroghe, precisi meglio entro quale ambito queste deroghe devono essere applicate. Grazie. Era soltanto una precisazione, non una riapertura del dibattito.

PRESIDENTE. A questo punto, signori, c'è una richiesta di sospensione, avvenga un'interlocuzione.

(Interruzione)

Allora metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Allora, io voterò "sì" al passaggio agli articoli, ritengo non corretto e grave che un Assessore sostenga e inviti il Consiglio ad approvare un disegno di legge il cui testo è stato per due volte impugnato dal Governo e per due volte è stato incostituzionale; il quale Assessore ritiene che sia meno grave che il Consiglio approvi un disegno di legge già comunque dichiarato incostituzionale per due volte dalla Corte Costituzionale che assumersi un po' di responsabilità e verificare se gli animali che si propone o che verranno proposti o che si riterrà opportuno possono essere oggetto di prelievo, possano essere considerati effettivamente dannosi oppure no per alcune colture. Io ritengo che il disegno di legge 408 era illegittimo, improponibile, anticostituzionale e quindi non approvabile.

Stiamo approvando, se lo approveremo, un disegno di legge come è stato approvato da altre Regioni, Toscana e Basilicata, che consentono di verificare se è vero oppure no, che la presenza della selvaggina migratoria in Sardegna a febbraio c'è, e non c'è in altre Regioni e se questa, non consentendo il prelievo, può determinare danno oppure no alle nostre colture. Io personalmente sostengo, anche in virtù di documenti a me forniti dall'Ufficio Regionale della Fauna Selvatica quando ero Presidente della Commissione, che è vero che ci sono e che è vero che possono anche determinare danni. La Giunta se ne assuma la responsabilità, se non se ne vuole assumere la responsabilità, non inviti il Consiglio a fare qualcosa che è illegittima, anticostituzionale come è stato invece indicato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Io faccio la dichiarazione di voto come l'ha fatta il mio collega. Io sono un consigliere regionale e come consigliere regionale ho diritto di fare dichiarazioni di voto.

SECCI (La Margherita-D.L.). Non da quei banchi!

PRESIDENTE. Onorevole Contu, per dichiarazione di voto, però non commenti, lei specifichi per cosa vuole parlare e io le do la parola.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Scusate, io pposso fare dichiarazioni di voto perché faccio parte di questa Assemblea e voto anch'io come votano tutti gli altri miei colleghi. Dichiarazione di voto. Naturalmente voto "sì" al passaggio degli articoli e voto "sì" sempre più convinto però che se una Commissione del Consiglio regionale sardo ha approvato un disegno di legge o meglio una proposta di legge chiamata numero 408 dove si proroga la caccia per tutto il mese di febbraio non capisco perché dopo che la Commissione competente ha approvato questa proposta di legge e questa proposta di legge è all'ordine del giorno del Consiglio, tant'è vero che è inserito nell'ordine del giorno, io non riesco a capire perché l'Assemblea...

(Interruzione)

Non è stato bocciato da nessuno, onorevole, mi perdoni. Lei ha fatto bocciare l'inversione all'ordine del giorno, non facciamo equivoci!

SPISSU (D.S.). Appunto!

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Una cosa è l'inversione perché abbiamo chiesto di poterlo discutere subito e lei si assume la responsabilità di non averlo fatto discutere subito, su questo le do atto, però rimane sempre preciso il fatto che una Commissione consiliare competente ha votato la proroga a febbraio e inserita all'ordine del giorno e si è impedito a questo Consiglio, attraverso il voto dell'altro giorno, di esaminarlo e di votarlo se il Consiglio lo voleva votare.

SPISSU (D.S.). Si assuma la responsabilità o si dimetta!

CONTU (U:D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Non mi dimetto affatto!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Io dichiaro personalmente un voto di astensione sul passaggio agli articoli, il Consiglio deciderà nei modi che riterrà, la maggioranza del Consiglio; un voto di astensione che non significa equidistanza rispetto al tema e meno che mai significa distanza o prendere le distanze dalla questione. Significa invece vicinanza a quella che è, mi pare, un po' tutti da ultimo stavano definendo, una condotta di serietà dell'Assemblea legislativa; però è durato poco. Poi lo spirito più ancestrale della strumentalità e della demagogia peggiore ha ripreso subito a galoppare, caro assessore Contu.

Perché mi devo astenere e nessuno potrebbe votare un passaggio agli articoli di questa legge? Perché voi avete detto che è inefficace, così com'è, l'avete detto voi. L'Assessore dell'ambiente, e secondo me giustamente, ha detto: "Voi non potete pretendere di dare una delega che non è in bianco ma che è equivoca", che è un'altra cosa. Delega in bianco vuol dire che c'è la possibilità con criteri interpretativi sicuri di poterla scrivere. Una delega invece equivoca non è scrivibile se non con l'arbitrio. E adesso io che critico, ho mille ragioni e mille non bastano per criticare l'Assessore di questa Giunta, anche quello dell'ambiente tuttavia dico: "Questa è una posizione seria ed è equivoca quella norma", ma non può dire peraltro l'Assessore dell'agricoltura: "La Giunta aveva presentato una proposta completa, voi, la Commissione, l' avete cambiata". Perché la proposta della Giunta ai fini di questa legge non di un'altra, ai fini di questa legge, ma è questa legge che stiamo discutendo e non un'altra, nella tabella allegata va letto: "Passero, passero mattugio, storno, tortora del collare", il tordo non c'è.

I cacciatori che pensano di poter esercitare la caccia a febbraio per la fauna migratoria pensano alle specie commestibili, così come l'uomo da sempre, da quando esiste l'esercizio della caccia l'ha esercitata, il resto è un'altra cosa.

Si può sparare agli uccelli, si può sparare ai barattoli, si può sparare alla Luna ma non è andare a caccia. La caccia si esercita sulle specie, come dire, dove l'uomo ritiene oltre che fare sport, ecologia e tutto quanto è connesso all'esercizio di questo diritto, pensa anche di apprendere una specie commestibile. Quindi voi non avete proposto con questa legge né di allungare a febbraio, ovviamente, né di allungare la caccia; proponevate un prelievo di specie nocive.

Adesso stiamo attenti: non è che qualcuno aveva pensato, inganno per inganno, che fra le specie nocive, in base a chissà quale parere, con una delega in bianco ed equivoca poi si potesse ritenere che non so chi abbia già dichiarato o dichiari domani il tordo in febbraio in Sardegna specie nociva per l'agricoltura in atto? Perché, badate, in altri periodi sì, in altri momenti sì, dice la norma: "Per l'agricoltura in atto, per le culture agricole in atto" e per le colture agricole in atto - siamo tutti di queste parti - lei potrà...

(Interruzione dell'assessore Contu)

COGODI (R.C.). Ma lasciamo perdere, adesso a febbraio... Insomma, d'altronde seppure fosse la normativa comunitaria prevede ed anche la legge che si sta recependo, prevede che questa valutazione di nocività per le colture in atto e delle specie eventualmente in deroga apprensibili o da prelevare deve essere dichiarato da un istituto, lo prevede la legge che si sta recependo, che l'Istituto Nazionale Faunistico o se vi fosse - ed è colpa vostra se non c'è - l'Istituto Regionale Faunistico. Per cui non è un arbitrio assessoriale, neppure il suo onorevole Contu che può definire in luogo della legge che stiamo discutendo quali siano le specie…

PRESIDENTE. Interrotto per la seconda volta, è scaduto. Prego onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). L'Istituto Nazionale Faunistico in base alla legge che si sta approvando. Ecco perché questa cosa non serve a nulla, voi volete continuare a far finta che serve, provate ancora a far finta che serve, perché l'avete detto voi stessi che non serve a nulla.

PRESIDENTE.. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Per dire, Presidente...

USAI (A.N.). Diteci fino a che ora dobbiamo rimanere!

SANNA ALBERTO (D.S.). Poi l'onorevole Sanna Noemi, se vuole intervenire lo può fare dopo di me, non ci sono problemi.

Presidente, la programmazione dell'Aula chi la decide? Non ho capito. Volevo semplicemente, se non vengo interrotto, dire che io voterò a favore del passaggio agli articoli di questa legge che stiamo discutendo; e voglio anche cogliere questa occasione per dire che anche nella discussione di oggi è emersa l'incapacità di questa Giunta regionale, ma un'incapacità reiterata a non volersi assumere la sua quota di responsabilità.

Ma come si fa, onorevole Contu, a insistere ancora nel voler chiedere al Consiglio che è la massima Assemblea del popolo sardo, che è un Parlamento, ad adottare una norma che la Corte Costituzionale per ben due volte ha giudicato incostituzionale?

Non è accettabile, questo non lo può proporre chi conosce queste cose, voglio anche ricordare all'onorevole Giunta...

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e della riforma agro-pastorale. Se ha il coraggio di farlo!

SANNA ALBERTO (D.S.). Presidente io vorrei completare il mio breve intervento.

Ricordare all'onorevole Giunta che fin dal primo anno di insediamento di questa Giunta, di questo Consiglio, c'è stato l'impegno da parte di questa Giunta ad intervenire, ad agire sul governo e sulla maggioranza che governa il nostro Paese, l'Italia, perché modificasse la legge 157 sul calendario venatorio, cosa che non ha mai fatto. E non si può chiedere al Consiglio regionale di fare cose illegali e illegittime perché non è accettabile; le persone responsabili non possono chiedere questo soprattutto in un dibattito nel Consiglio regionale.

Ciò di cui noi stiamo parlando è il disegno di legge proposto dalla Giunta, firma onorevoli Pani e Contu, che consente il prelievo in determinate situazioni accertate. Vogliamo dare, e questo lo abbiamo deciso all'unanimità in Commissione agricoltura ed ambiente una settimana fa, vogliamo dare alla Giunta regionale il potere di decidere in base ad uno studio serio quali sono le specie che arrecano danni e quali sono le specie che quindi vanno assoggettate a questa legge. Più di questo volete da questo Consiglio? Assumetevi la vostra responsabilità.

PRESIDENTE. Grazie. Chi sostiene il voto elettronico? Nessuno. Va bene. Mi è sembrato di aver sentito qualcosa. Non è stato chiesto.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri SPISSU, MARROCU, PIRISI, ORTU, DETTORI, SCANO, PACIFICO.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del passaggio all'esame degli articoli.

Mentre attendiamo i risultati ricordo che i lavori riprendono alle 18.30 con le dichiarazioni del Presidente Masala.

Onorevole Manca che cosa ha votato? Verde. Onorevole Frau...

FRAU (A.N.). Vorrei intervenire prima che chiuda i lavori.

PRESIDENTE. Su che cosa vuole intervenire onorevole Frau?

FRAU (A.N.). Volevo dire che questa legge potremmo farla questo pomeriggio dalle 16 e 30 alle 18 e 30.

PRESIDENTE. Era già deciso dai Capigruppo. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Signor Presidente...

PRESIDENTE. Gli uffici sostengono giustamente che bisogna prima completare le operazioni di voto, giustamente ritorniamo all'ordine.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DEIANA - DEMURU - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FRAU - GIAGU - GOVANNELLI - GRANELLA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MURGIA - ONIDA - ORRU' - PETRINI - PIANA - PILI - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: COGODI - DETTORI - DORE - MORITTU - ORTU - PACIFICO - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - VASSALLO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 65

votanti 55

astenuti 10

maggioranza 28

favorevoli 55

(Il Consiglio approva)

Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, io la ringrazio, non sono intervenuto prima in dichiarazione. Lei diceva prima che il Consiglio è convocato questo pomeriggio alle ore 18.30 per poter sentire le dichiarazioni del Presidente della Giunta in merito alle dichiarazioni del ministro Martino. Perfetto, ma io credo, visto che avevamo tanta fretta l'altro giorno di portare in Commissione, la Commissione ha fatto il proprio dovere, abbiamo iniziato la discussione...

(Interruzione dell'onorevole Vassallo)

FRAU (A.N.). Onorevole Vassallo, io vi ascolto anche troppo, vi ascolto anche troppo, io lo so però posso anche dire...

PRESIDENTE. Onorevole Frau, parli con la Presidenza, per cortesia.

FRAU (A.N.). Con tutto il rispetto dei Capigruppo, sto parlando con lei. Le stavo dicendo, sarebbe a mio avviso opportuno che possiamo utilizzare il tempo di questo pomeriggio senza andare alle ore 18.30 per continuare la discussione di questa legge, e io credo che...

SPISSU (D.S.). Abbiamo già deciso.

FRAU (A.N.). E va bene, però ditelo che è no!

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia silenzio, un attimo. Onorevole Frau, scusi un attimo. Lasciatelo terminare, poi gli sarà risposto e i commenti li farete sulle risposte. Lei chiede di lavorare alle quattro, va bene? Grazie. L'abbiamo capito.

FRAU (A.N.). Io sarei del parere di lavorare alle ore 16.30 per lavorare dalle 16.30 alle 18.30 su questo argomento.

PRESIDENTE. Colleghi, onorevole Frau, la devo informare come è già stata informata l'Assemblea che la Conferenza dei Capigruppo ha esaminato non solo la possibilità di andare a casa e tornare ed interrompere i lavori e tornare alle 18.00 ma addirittura di rientrare alle tre e mezzo - quattro. Ci sono dei problemi, non è che ci siamo inventati questo fermo, ci sono dei problemi rappresentati da alcuni Gruppi dei quali la Conferenza dei Capigruppo ha ritenuto di dover tenere conto. Ci sono degli impedimenti che non nascono dal fatto che... Ci sono altri impedimenti. Per cui, non è possibile, i colleghi tutti hanno aderito e confermato questo calendario per esigenze che sono emerse in Conferenza dei Capigruppo, ecco perché si fa alle 18.30, non è nato così, si è anche ipotizzato di venire qui alle 15.30, cosa che si potrebbe fare benissimo. Quindi, noi riprendiamo i lavori alle 18.30 con l'intervento del Presidente Masala sui noti fatti avvenuti con la consegna delle quattro unità navali alla Marina Militare della Sardegna.

La seduta è tolta alle ore 14 e 16.


[s1]Non è stata approvata l'inversione dell'ordine del giorno