Seduta n.246 del 24/10/2006 

CCXLVI Seduta

(Pomeridiana)

Martedì 24 ottobre 2006

Presidenza del Vicepresidente Secci

indi

del Presidente Spissu

indi

del Vicepresidente Secci

indi

del Presidente Spissu

La seduta è aperta alle ore 15 e 57.

SERRA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di martedì 3 ottobre 2006 (240), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Alessandro Frau, Gian Luigi Gessa e Fedele Sanciu hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di martedì 24 ottobre 2006.

Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

SERRA, Segretario:

"Interrogazione Contu, con richiesta di risposta scritta, sullo svolgimento dei lavori del Consiglio comunale di Quartucciu." (670)

"Interrogazione Dedoni - Pisano - Cassano - Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulla grave condizione che attraversa il comparto artigiano in seguito alla mancata applicazione dell'articolo 2 della legge regionale 19 ottobre 1993, n. 51." (671)

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenute alla Presidenza.

SERRA, Segretario:

"Interpellanza Biancareddu - Cappai - Amadu - Milia - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio sulla politica del credito in Sardegna e sul ruolo della Sfirs Spa." (204)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Prima di riprendere l'esame dell'ordine del giorno ho il dovere di comunicare al Consiglio che siccome era previsto che i lavori del Consiglio dovessero completarsi entro la mattinata di oggi, entro le 14, sono state allo scopo programmate riunioni di varie Commissioni che, dove prevedano la prosecuzione dell'attività nei giorni successivi, si intendono convocate nei termini, naturalmente. Quindi, stasera le Commissioni non si tengono perché c'è Consiglio, i lavori delle Commissioni riprendono regolarmente - per quelle che sono convocate, naturalmente - domani mattina con gli orari consueti.

Bene, siamo all'esame della risoluzione numero 6/19 sulla modifica dell'articolo 8 dello Statuto speciale, siamo in fase di discussione e stiamo esaurendo gli interventi dei Capigruppo.

E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Grazie, Presidente...

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, io ho chiesto di parlare!

PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Floris, non l'avevo vista. Su che cosa onorevole Floris?

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris Mario. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, per dire che non è possibile che il Presidente del Consiglio regionale convochi o sconvochi le Commissioni. Questo è un atto e un adempimento che va fatto dai Presidenti di Commissione. Io ho una Commissione convocata per le ore 17, non è che i telegrammi arrivano compatibilmente, che non vuol dire niente, con i lavori del Consiglio. Le Commissioni seguono il Regolamento, il Regolamento va rispettato fino in fondo! Quindi, le Commissioni che sono state convocate vanno sconvocate e riconvocate, secondo quanto prescrive il Regolamento del Consiglio. Ecco perché non basta la sua dichiarazione, cerchiamo di rispettarci a vicenda! Se il Presidente del Consiglio non è in condizioni di dire ai Presidenti delle Commissioni quando e come convocare non lo faccia ma una volta che è convocata è convocata e allora segue la procedura normale! Perché ho l'impressione che in questo Consiglio regionale si stiano seguendo delle norme che non vanno bene. Quando io sento un segretario regionale di un partito che dice che il Presidente della Giunta può perfino abolire le leggi che abbiamo e quindi nella nuova cosa dell'elezione diretta il Presidente della Regione può anche disattendere le leggi che abbiamo, stiamo esagerando Presidente! Perché arrivati a questo punto bisogna prendere una posizione chiara, la presidenza rispetti i consiglieri regionali e le forze politiche.

PRESIDENTE. Grazie, consigliere Floris, questa presidenza tanto rispetta questo Consiglio e le prerogative di ciascuno e di ciascuna sua autorità che non si è mai sognato di pensare di convocare Commissioni. Ha solo detto queste testuali parole che io ripeto e che penso che siano nella prassi consolidata di questo Consiglio, che siccome sono previsti lavori di Commissioni per questo pomeriggio, avendo la Conferenza dei Capigruppo detto che con molta probabilità i lavori del Consiglio si sarebbero conclusi entro la mattinata e non essendosi questo verificato, le Commissioni per questa sera sono sconvocate e che nell'eventualità che i Presidenti abbiano convocato le Commissioni, per proseguire l'attività nei giorni successivi a partire da domani, questa attività si svolgerà regolarmente e, quindi, non mi sto arrogando diritti e poteri di nessuno, sto solo comunicando all'Aula cose che sono, a mio avviso, abbastanza note, consolidate e assolutamente rispettose delle regole che attendono al nostro modo di lavorare. Detto questo, prego onorevole Porcu per il suo intervento.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Non prego niente, non state applicando il Regolamento! Lei non ha nessun diritto di fare così!

PRESIDENTE. Onorevole Floris, la prego onorevole Floris, la prego...

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Io sto chiedendo il rispetto del Regolamento!

PRESIDENTE. Onorevole Floris, lei in questa istituzione rappresenta certamente un consigliere regionale ma anche di più per le funzioni che ha avuto. La prego di rispettare questa presidenza e questa istituzione, onorevole Floris.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Lei poverino non è nessuno!

PRESIDENTE. La ringrazio per questo, onorevole Floris, è un'affermazione che sta tutta nelle sue considerazioni. Non si preoccupi di quello che sono io, onorevole Floris, pensi a quello che può essere lei! Prego onorevole Porcu.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Rispetti il Regolamento! Se lo legga, almeno!

Continuazione e fine della discussione della risoluzione sulla modifica dell'articolo 8 dello Statuto speciale per la Sardegna (6/19)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione della risoluzione numero 6/19.

E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Colleghi, provo a riprendere il filo del ragionamento, devo dire che anche questa osservazione che formula l'onorevole Floris è una continuazione di alcune altre affermazioni che ha fatto durante il suo intervento, dove ha manifestato totale dissenso su metodi e contenuti, e credo che su questo filo conduttore parte dell'opposizione abbia articolato i suoi interventi. Risulta difficile quando si raggiungono conclusioni così sbrigative, così ultimative anche analizzare alcuni dubbi, anche legittimi che sono emersi e che dovrebbero portarci semmai a migliorare un provvedimento che per tanti aspetti è straordinario e dà risposte significative ai bisogni della Sardegna. Ma purtroppo, e credo che ce ne rammarichiamo tutti, si preferisce seguire una strada diversa, il dubbio non viene seminato per migliorare, non viene seminato in maniera legittima, ma viene seminato per scardinare alla radice un impianto, una proposta senza il minimo riguardo per quello che può essere l'interesse più generale della nostra comunità. Quindi, si pone magari il dubbio se la spesa sanitaria possa aumentare, se possa crescere più o meno dell'IVA, se le nuove competenze nel campo del trasporto pubblico locale possano comportare, collega Biancareddu io l'ho ascoltata in aula, non so se vuole continuare, mi interrompo, o magari riprende dopo nelle sue dichiarazioni di voto ma si conclude non con una proposta migliorativa, ho anche questi dubbi, ma con delle affermazioni gravi, io credo che sono affermazioni così gravi che non possono essere lasciate cadere, io prendo seriamente i colleghi quando dicono e invitano a rigettare l'accordo e siccome li prendo così seriamente, vorrei ricordare perché nasce quest'accordo, dove eravamo qualche anno fa, quali sono i risultati assai inferiori rispetto ai quali ci siamo ritenuti soddisfatti e perché invece questa proposta è per molti aspetti, per molti aspetti assolutamente straordinaria. Allora noi veniamo da una situazione in cui nel 1999 un'intesa di programma a cui bisognava dare seguito, a cui ci si aspettava che si potesse dare seguito stilata dal governo Palomba nel '99 è rimasta inattesa per lunghi anni, è rimasta inattesa in tutte quelle parti che più ci riguardavano e che riguardavano il computo dell'IVA, che riguardano le servitù militari, che riguardavano il demanio e rispetto a quella intesa non solo è rimasta del tutto disattesa ma siamo arrivati per esempio, faccio un esempio, nel 2003 a considerare chiusa la partita dell'IVA per quell'anno per una somma di circa 193 milioni di euro. Quindi il clima era che ancora nel 2003 nonostante l'intesa di programma nel '99 nonostante una consapevolezza che prepotentemente cresceva come è manifestato anche negli atti consiliari, dell' inadeguatezza dei trasferimenti e dalla mancanza di norme di attuazione sugli aspetti specifici che nel nostro Statuto riguardano le entrate, ancora nel 2003 abbiamo chiuso la partita con lo Stato per 193 milioni di euro.

Se andiamo a vedere un atto che ha caratterizzato questa legislatura, ancora nel 2005 a seguito di una manifestazione fatta a Roma, autorevoli esponenti delle forze sociali manifestavano soddisfazione, soddisfazione per un anticipo che in realtà era un posticipo perché riguardava gli anni 2004 e 2005 che prevedeva un acconto, quindi un posticipo non un anticipo per il 2004 - 2005 per 193 milioni di euro.

Ora, io credo che se uno manifesta soddisfazione per un acconto dato in ritardo ritenga che quella somma se non congrua, se non a chiusura della vertenza sia in qualche modo rappresentativa del totale, diciamo del credito che la Regione potesse vantare, magari migliorabile di un cinquanta per cento, di un cento per cento ma se si arriva a manifestare soddisfazione per una chiusura del 2004 - 2005 di 193 milioni, e non ho sentito voci dei colleghi della minoranza che in quella circostanza non abbiano condiviso quella soddisfazione, si presume che la cifra di 193 milioni di euro come calcolo dell'IVA fosse una cifra, diciamo, un buon acconto tanto che arrivava anche con molto ritardo. Ora, credo che se ci prendiamo le tabelle e se abbiamo ben compreso al di là delle quote dell'IVA perché si utilizzano gli indici al consumo delle famiglie e si rapporterà l'IVA alle varie tipologie di beni consumati non credo che sia un calcolo complicato credo che sia un calcolo molto più semplice di quelli che abbiamo provato a mettere in atto fino adesso visto che la risposta arrivava sempre con molto ritardo, ci accorgiamo che con questa proposta la Sardegna pone la sua autonomia in termini di gettito finanziario nella posizione più avanzata delle autonomie delle Regioni italiane, stiamo parlando di 1900 milioni di euro di IVA, cioè quello che sembrava un buon acconto dato in ritardo è soltanto alla luce di quest'accordo un decimo, un decimo del contenuto di questa proposta contenuta nell'articolo 102 della finanziaria, ecco credo quindi colleghi che ci si assume una grande responsabilità, una grandissima responsabilità rispetto ai cittadini sardi nel dire che quest'acconto e, diciamo, dei dubbi appena abbozzati, un accordo che ci dà e ci propone dieci volte di più di quell'accordo che probabilmente cinque o sei volte di più di quello che poteva essere nei nostri migliori auspici, credo che ci si assuma veramente una grande responsabilità, responsabilità tanto più grande perché in quegli stessi anni in cui si è chiuso l'accordo per 193 milioni di euro sull'IVA del 2003 i deficit previsionali della Regione erano oltre un miliardo e 200 milioni di euro quindi c'era un accordo a incassare poco dallo Stato e allo stesso tempo a indebitare in maniera pesante la nostra Regione senza preoccuparsi in alcun modo di una possibile quadratura del cerchio. Io non mi dilungo sul contenuto anche se qualche dato l'ho dato e forse va ribadito perché se no sembra che parliamo di un qualcosa che mano a mano che ci proviamo a migliorarlo perde anche valore e importanza, ma stiamo parlando di una partita che non solo a regime ci porterà 1600 milioni di euro in più al netto di tutte le competenze che dobbiamo trasferire e quindi anche con qualche ragionevole margine di manovra sull'imprevisto, visto che l'Assessorato ci dice anche che in parte queste cifre potrebbero essere anche sottostimate, ma ci mette già a disposizione nella transizione, considerato le maggiori entrate legate all'Irpef e all'IVA circa 600 milioni di euro in più all'anno.

Quindi non stiamo parlando di un percorso che da oggi non ci dà risultati stiamo parlando di un percorso che 2007, 2008 e 2009 ci mette già a disposizione da subito, da subito, un importo pari a una annualità del POR. Qualcuno si è lamentato del pregresso, ma anche sul pregresso è opportuno ricordare che l'unica partita veramente aperta era quella dell'Irpef e anche il pregresso che comunque porta maggiori risorse alla Sardegna pari a circa 800 milioni di euro, non può non essere vista in funzione anche di quello che si ottiene nella transizione e di quello che si ottiene a regime perché io sfido chiunque a preferire di incastrare 500 milioni di più sul pregresso e magari a ottenere una compartecipazione sull'IVA di nove decimi non sull'IVA consumata non sull'IVA pagata ma sull'IVA riscossa che vorrebbe dire un aggravio di ben oltre 500 milioni di euro. Quindi mi chiedo, colleghi, ma perché assoggettare tali evidenze perché non sforzarci tutti di capire magari come ha cercato di fare il collega Balia come sforzarci tutti di mettere in cassaforte questo risultato, di renderlo meno facilmente attaccabile anche da chi verrà dopo di noi, magari sforzandoci di migliorarlo su quelle parti in cui abbiamo dei dubbi, fare delle proposte piuttosto che arrivare a conclusioni sinceramente imbarazzanti, sinceramente imbarazzanti credo per il livello del dibattito di questo Consiglio come quelli di chi dice che suggerisce un rigetto totale di questo accordo. Qualche collega è tornato nel merito, l'ha fatto qualche collega di minoranza ma anche della maggioranza sul fatto che la procedura sia stata ineccepibile nella stesura di quest'accordo, ma io credo che l'articolo 54 dello Statuto sia stato rispettato letteralmente, non credo che si possa avere dei dubbi quando si dice e sentito la Regione a cui ci si si riferisce…

PRESIDENTE. Concluda onorevole Porcu!

PORCU (Progetto Sardegna). Ma dico anche che nelle prerogative di questo Consiglio anche blindare questa proposta scrivendo un nuovo articolo 54, cassando il comma 4 e portando questi risultati e questa proposta dentro il nostro statuto per renderlo se riteniamo che questo sia importante, inattaccabile da chi verrà dopo di noi.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Porcu.

E' iscritto a parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Grazie Presidente, ancora una volta siamo chiamati a esprimere una valutazione sul risultato relativo alla vertenza sulle entrate, un risultato peraltro non ancora definitivo e altresì ad esprimere una valutazione sul parere, sulla risoluzione della Commissione che esprime un parere in merito all'intesa con lo Stato.

Io credo che oggi noi dobbiamo registrare con soddisfazione, l'importante lavoro svolto in questi due anni relativamente alla vertenza sulle entrate, un lavoro estremamente importante che ha visto da subito la Giunta, l'assessore Pigliaru in merito alla definizione di quanto dovuto alla Sardegna relativamente alle entrate a statuto vigente, al lavoro importante, impegnativo, pressante del presidente Soru, al lavoro della Commissione sia nel momento della definizione negli incontri con le parti sociali, nella definizione delle risoluzioni precedenti e negli incontri con le forze parlamentari. Così come io credo che sia stato determinante la mobilitazione generale che si è creata nella nostra Regione, attraverso il coinvolgimento delle autonomie locali e delle forze sociali e imprenditoriali. Io credo che sia innegabile che il risultato finora conseguito è da registrare come un risultato certamente positivo. E questo risultato non è merito soltanto di una parte, non è merito soltanto di qualcuno, ma è merito di tutti quanti quelli che hanno creduto in questa importante vertenza e che hanno portato con determinazione questa rivendicazione. Il collega Floris stamattina diceva: "Sconfitta e mortificazione!". Io credo che, invece, dobbiamo registrare una positiva valutazione dell'importante lavoro svolto. Io credo che questa vertenza abbia avuto tre parti: una che riguarda il pregresso; una che riguarda la fase transitoria e un'altra che riguarda la fase a regime delle nuove entrate. Io credo che per quanto riguarda il pregresso certamente ci potevamo aspettare di più, ma io credo che questa vertenza vada calata anche nel momento storico in cui si sta realizzando, credo che se questo fosse avvenuto qualche anno fa, probabilmente, avremmo avuto qualche difficoltà in meno.

E dicevo, appunto, per quanto riguarda la fase del pregresso, io credo che pur non registrando una soddisfazione ampia, certamente, abbiamo un risultato significativo. Sono 821 milioni in più che noi abbiamo: 500 rateizzati in vent'anni e 321 che ci vengono per i tre anni pregressi, 107 milioni di euro per i tre anni pregressi; e sono 821 milioni. Così anche per la fase transitoria. Anche la fase transitoria è una fase certamente in cui avremmo aspirato ad avere qualcosa in più, ma anche questo è un risultato significativo. Ci ritroviamo a registrare, per il 2007, 450 milioni in più; per il 2008, 480 milioni in più; per il 2009, 590 milioni in più. Ma io credo che il risultato più importante, più significativo, perché non ce lo avremo soltanto per il 2010 ma ce lo avremo anche negli anni successivi, è un risultato che abbiamo conseguito relativamente al 2010 in poi, che ci vede con un saldo positivo di 1.500 milioni in più, appunto, a partire dal 2010. Il collega Floris, stamattina, diceva che il Presidente aveva il mandato per gli arretrati e non per la modifica dell'articolo 8. Io credo, collega Floris, che le risoluzioni che noi abbiamo approvato hanno sempre fatto riferimento a quanto contenuto nell'APQ 7, relativa al regime delle entrate fiscali, relativamente all'intesa stipulata nel 1999. Io credo che, probabilmente, forse era dovere di tutti, sia di questa Giunta che ha lavorato in questa direzione sia delle giunte della passata legislatura e anche del periodo in cui lei ha avuto in capo la responsabilità. Io credo che ha fatto bene la Giunta, ha fatto bene il Presidente a portare avanti sia la parte relativamente alle entrate sia anche per quanto riguarda una rinegoziazione di quello che è il regime delle nuove entrate. Certo, io sono convinto anche che si potrà fare di più, che si potrà fare meglio e io credo che anche questa occasione ci impone di fare una riflessione e, per quanto mi riguarda, di lanciare un appello per realizzare la riscrittura dello Statuto, anche perché all'interno di quella noi possiamo realizzare quella ricontrattazione del regime delle entrate a cui voi aspirate, noi aspiriamo, ma soprattutto vi aspirano tutti i sardi. Il problema della spesa sanitaria. Io credo che in queste settimane si è discusso molto sulla spesa sanitaria, sull'accollarci la spesa sanitaria, e io credo che sia un falso problema per come è stato posto. Sono a carico attualmente… lo Stato ci trasferisce 950 milioni, per quanto riguarda la spesa sanitaria, bene, a fronte di questa, noi ci troviamo un maggiore trasferimento di 1.700 milioni, che sono 950 per la spesa sanitaria, per la continuità territoriale, per quanto riguarda le ferrovie. Io credo che questo dato… il collega Floris, stamattina - chiedo scusa se faccio riferimento a lui - diceva: "Ma, non ci sono dati certi sull'IVA!". Io credo che sono i dati dell'Istat, è chiaro che questa quantificazione è avvenuta non considerando tutta l'IVA al 20 percento, ma considerando l'IVA generata, è ovvio che quella che è generata al 4 produrrà un certo X, così come sarà quella al 10 e quella al 20. Quindi, credo che questi dati siano dati frutto della rilevazione da parte dell'Istat e non, certamente, di qualche calcolo estemporaneo da parte di qualcuno. Per cui, questo dato relativamente soltanto all'IVA, con un più di un milione e 700 milioni di euro, tolta la spesa sanitaria che grava sulla regione Sardegna, ci consente di avere un saldo positivo di oltre 600 milioni. Per quanto riguarda il livello dell'assistenza, non è certamente questo che determinerà il cambio dei livelli di assistenza nel servizio sanitario. Io credo che in Italia continua a permanere una definizione di standard dei livelli minimi di assistenza, che certamente non potranno variare se non, io credo, eventualmente migliorare, sulla base di quella che sarà la capacità finanziaria che la Regione Sardegna avrà. La risoluzione. Io credo che la risoluzione esprima molto opportunamente una valutazione positiva sul contenuto dell'articolo 102 della finanziaria, che peraltro riscrive l'articolo 8 dello Statuto. Io credo che qui, oggi, noi, nelle prossime settimane, nei prossimi giorni, dovremo compiere ogni utile azione per migliorare quanto contenuto nell'articolo 102 e, verosimilmente, per l'ottenimento dell'anticipazione sul nuovo regime delle entrate. Anche perché, come dicevo, il risultato non è definitivo, è un risultato che è in itinere, è un risultato che io credo che tutti quanti noi abbiamo il dovere di adoperarci per conseguirlo definitivamente. E io credo che su questo bisogna ritrovare quello spirito unitario nell'interesse della Sardegna e nell'interesse di tutti i sardi. Mi auguro che anche oggi… certo gli interventi che si sono succeduti non mi dicono che io possa sperare in qualcosa di positivo, ma ritengo che nonostante il tono degli interventi, il non voto in Commissione, io credo, assumendoci un alto senso di responsabilità, io mi auguro che possa trasformarsi in un voto positivo da parte di tutti. Ritengo così, anche nella risoluzione, importante quanto diceva stamattina il Presidente della Commissione Cucca, che sia importante l'incontro proposto dallo stesso, dal Presidente della terza Commissione, tra la Commissione stessa ed i parlamentari sardi; perché io credo che è importante che quanto contenuto nell'articolo 102 venga sostenuto con la massima determinazione, anche al fine di ottenere ulteriori miglioramenti, che risultassero possibili durante l'iter parlamentare, anche alla luce delle proposte emerse durante questo dibattito. Io ho colto con molto interesse alcuni suggerimenti e io credo questi suggerimenti possano essere trasmessi pari, pari ai nostri parlamentari, che appunto possano, in qualche modo, lavorare per migliorare ulteriormente quanto contenuto nell'articolo 102.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Sì Presidente, cari colleghi. Io devo dire che non capisco un po' il nervosismo e l'esasperazione dei toni e anche l'eccesso nel quale si manifesta una posizione, una diversità di pensiero rispetto ad alcune questioni. Tanto che un collega ha coinvolto la Presidenza rispetto ad una questione. Nel passato mi è capitato spesso di aver ricevuto una convocazione di Commissione, dove il Presidente informava: "compatibilmente ai lavori del Consiglio". Ancor più è giustificata per la giornata di oggi, perché la Conferenza dei Capigruppo aveva stabilito che si concludesse alle quattordici e c'era solo un impegno dell'opposizione, eventualmente, di valutare l'ipotesi di proseguire qualora il dibattito avesse necessitato un impegno a proseguire per concludere il tema all'ordine del giorno. Così almeno nel passato è sempre avvenuto e la sconvocazione della Commissione, perché contemporaneamente lavora il Consiglio, non intende essere la sconvocazione anche per i giorni successivi. Se si vuol porre questo problema si ponga, ma sono atteggiamenti che io ritengo esasperati e non giustificati. Così come, devo essere sincero, non capisco perché l'opposizione esasperi la questione dei rifiuti, di 200 tonnellate stiamo parlando, che si arrivi ad una manifestazione di opposizione come quella che abbiamo visto stamane, o è semplicemente perché tanto c'è una campagna stampa che va in quella direzione e quindi ci uniamo a quella campagna stampa, per avere un po' di visibilità all'opposizione. Ma state attenti a non esasperare, l'ho detto anche al sindaco di Cagliari che ho incontrato ieri, quando si esaspera troppo può darsi che succeda anche che il sindaco di Cagliari non farà entrare le 200 tonnellate di rifiuti prodotti fuori Sardegna e magari a Villacidro, il sindaco non farà entrare quelli di Cagliari, che spesso entrano a Villacidro per affrontare l'emergenza della città di Cagliari, quando il CASIC và in tilt.

MURGIONI (Fortza Paris). E questo cosa c'entra?

CALLEDDA (D.S.). Come cosa c'entra?

MARROCU (D.S.). C'entra eccome!

(Interruzioni)

MARROCU (D.S.). Un tema come questo…

PRESIDENTE. Prego i colleghi di consentire al collega Marrocu di completare il suo intervento, colleghi per gentilezza, ciascuno ha avuto modo di dire quello che voleva.

MARROCU (D.S.). Perché quando si esagera…

PRESIDENTE. Prego onorevole Marrocu.

MARROCU (D.S.). Io sono convinto che non c'entri e infatti sto semplicemente invitandovi a non esasperare i toni, proprio perché non c'entra nulla! Io sono d'accordo che non c'entri nulla, tant'è che i rifiuti arrivano, all'impianto di smaltimento e alle discariche di Villacidro come sono arrivati a Sarroch, e così via.

Non esasperiamo i toni rispetto a questo termine, del resto voglio dire nel passato, quando tra l'altro il governo dell'ambiente era in mano vostra, visto che non c'entra, in Sardegna sono arrivati i rifiuti che se non fosse per la magistratura che ha bloccato quei camion… le discariche di rifiuti speciali tossici di Porto Torres li ha bloccati la magistratura! E il Consiglio regionale ha approvato una norma non certamente per iniziativa di quel governo regionale o della maggioranza, ma per iniziativa dell'opposizione e dei colleghi dell'opposizione della precedente legislatura che andava in quella direzione. E quindi su questo tema…

RASSU (F.I.). La Commissione ha deliberato!

PRESIDENTE. Onorevole Rassu, la prego! Lei è uno tollerante, abbia pazienza!

MARROCU (D.S.). Su questo tema…non esasperare né dibattito, né esagerare nelle manifestazioni di dissenso e non farsi strumento di campagne stampa!

Perché è un tema sul quale occorre un atteggiamento di molta cautela e di molto equilibrio.

Così come, io non so sul tema di oggi se abbia ragione il collega Biancareddu, che la maggioranza non abbia fatto tutto quanto era nelle sue possibilità per arrivare ad un voto unanime sulla risoluzione che la Terza commissione ha portato oggi in Consiglio. Io non lo so! Può darsi! Io penso di no! Penso che noi, la maggioranza, la Giunta, abbia fatto tutto ciò che era possibile per arrivare a concludere questa vertenza sulle entrate con un voto unanime del Consiglio. Io penso che lo abbiamo fatto tutti però può darsi anche che qualche passaggio, qualche azione della maggioranza possa avere determinato una decisione assunta dalla minoranza di non votare in Commissione e di manifestare questo dissenso in modo così eccessivo nella giornata di oggi, ma vorrei ricordare da dove siamo partiti. Siamo partiti che nel 2004 ci siamo resi conto che il disavanzo in Sardegna stava galoppando oltre il 20 per cento annuo, e che noi in quegli anni, e dico noi, perché io c'ero, anche se ero all'opposizione, abbiamo dato più funzione e ruolo alla spesa e non ci siamo non preoccupati delle entrate, perché eravamo in una situazione gravissima dove la spesa corrente era superiore alle disponibilità delle risorse a disposizione della Sardegna e che andava fatta un'operazione di risanamento che era, da un lato coraggiosa perché tagliava, e sappiamo benissimo che quando si taglia, si fanno le riforme, si pagano prezzi sociali, e quindi di avere anche la gente in piazza, ma se tu sei convinto che è giusta quella riforma la fai anche quando paghi il consenso che ne viene meno perché è giusto farla! Così come sapevamo benissimo che bisogna andare al risanamento attraverso i tagli della spesa, quella che oggi viene contestata con il governo nazionale e a cercare di andare ad aumentare le entrate, e si è aperta una vertenza, ed è la prima volta che una vertenza come questa ha assunto un carattere di importanza nazionale e questo dobbiamo dirlo! Per l'autorevolezza del Presidente della Giunta, ed è la prima volta che la Giunta regionale ha portato, per la capacità e la serietà con cui l'Assessore ha lavorato, ha portato argomenti a Roma che portavano la legittimità delle rivendicazioni dei sardi e si è ottenuto un risultato che è importante, un risultato che comunque o il centrodestra porta dati, sostengono che i dati che la Giunta ha fornito in Commissione nelle schede sono dati non veritieri o altrimenti dire che 600 milioni di euro in più nella transizione all'anno dal 2007 al 2009, e che oltre 1 miliardo e 500 milioni di euro in più dal 2010 a regime con il nuovo articolo 8, è un risultato straordinario. Io non riesco a capire, o portate elementi diversi, dico: "non sono quelli i dati, non sono veritieri, state barando!", allora portate dati differenti! O altrimenti è incomprensibile la vostra posizione.

Io vado oltre. Io mi auguro che chi qui sostiene che non ci sono risultati…

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue MARROCU.)…e che anzi la Sardegna ne esce mortificata dall'articolo 102 riesca a far fare una bella iniziativa parlamentare ai propri rappresentanti, in Parlamento nazionale, per dire che la Sardegna è mortificata e per migliorare l'articolo 102 come voi ritenete che debba essere migliorato.

La mia preoccupazione è un'altra, la mia preoccupazione è tutta politica, è che da un lato voi qui sostenete la tesi che non c'è nulla, che la Sardegna ne esce mortificata, perché avete paura non che non ci sia realmente un risultato, come ho detto l'altra volta, ma che il risultato ci sia! E che questo risultato porterà la Sardegna, nei prossimi anni, ad avviare realmente politiche di sviluppo perché ci sono le risorse e che quindi il risultato porti consenso nei confronti di chi questa battaglia l'ha fatta seriamente e l'ha fatta sino in fondo e che magari qui voi sostenete la tesi che non ci sono risultati e che i vostri rappresentanti in Parlamento, in Commissione alla Camera e al Senato, diranno che la Sardegna sta ottenendo qualcosa che non deve ottenere, che magari in Parlamento ci dovremo difendere dagli attacchi che verranno dai vostri parlamentari delle regioni forti che diranno che la Sardegna sta ottenendo qualcosa che non dovrebbe tenere. Allora io vi aspetto a Roma verso i vostri parlamentari con un'iniziativa politica vera per ottenere quei miglioramenti che comunque anche la risoluzione, la Commissione ha chiesto si potesse ottenere, sapendo bene che quello che abbiamo ottenuto è un risultato straordinario, storico, importante data anche la situazione grave economica nella quale avete lasciato l'Italia in cinque anni di governo Berlusconi.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Marrocu. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

Onorevole Floris, di che cosa intende parlare?

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Per un richiamo al regolamento, quando lei non era in aula ho posto un problema regolamentare, il fatto che le commissioni siano state convocate compatibilmente con i lavori del Consiglio. E che le commissioni che sono state convocate non sono state sconvocate, non potevano continuare attraverso una dichiarazione semplice del Presidente, quindi senza esasperare nessun animo tant'è vero che alcuni presidenti di commissione come il collega Pirisi hanno, anche se con distribuzione in aula, comunicato che la Quarta commissione prevista per mercoledì 25 ottobre 2006 alle ore 16, è rinviata a Giovedì 26 ottobre 2006.

E che quindi non bastava la comunicazione del Presidente, ma i presidenti di commissione avrebbero dovuto scomodare le commissioni e riconvocarle.

Ecco perché io ho posto questo problema, che mi pare un problema abbastanza semplice e comprensibile e non soltanto per il Presidente di turno, ma per tutti quanti noi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.). Sì, Presidente, sull'ordine dei lavori. Io pensavo di aver risposto, dalla Presidenza, all'onorevole Floris come è consuetudine in questo Consiglio. Mi rendo conto e prendo atto del comportamento assolutamente scorretto che l'onorevole Floris tiene nei confronti di un collega, innanzitutto, e di chi è oberato dall'incarico di presiedere questo Consiglio, per chiedere cose che sono assolutamente improponibili, perché io siedo in questo Consiglio non quanto l'onorevole Floris, ma da tanto tempo sufficiente per ricordare quali sono le prassi, le consuetudini e anche la conoscenza regolamentare. Allora, io non ho deciso di sconvocare o di convocare Commissioni, ho detto soltanto, e lo ripeto, in quest'Aula che io prendevo atto del fatto che le Commissioni non si potevano tenere questo pomeriggio e che, in quanto fossero state convocate per i giorni successivi, le Commissioni si intendevano convocate. Quindi, chi convoca e sconvoca le Commissioni sono i Presidenti di Commissione, la Presidenza di questo Consiglio e nessun altro fa cose differenti, pregherei i colleghi, e il collega Floris soprattutto, che è persona giudicata qui esperta, giudicata qui scafata, giudicata qui portatore di valori e di quant'altro, ogni tanto con orgoglio rappresenta anche a questa Aula, di tornare poco poco nel seminato e di rispettare non soltanto i colleghi, ma anche la Presidenza di questo Consiglio quando a presiedere non è il Presidente.

PRESIDENTE. Va bene, grazie onorevole Secci. Il lavoro e la programmazione dei lavori delle Commissioni son stati modificati dalla decisione assunta stamattina, per la verità anche in forma non rituale perché non abbiamo fatto una Conferenza dei Capigruppo ma abbiamo sentito i Capigruppo per le vie brevi in Aula, decidendo di proseguire la discussione senza limitare il numero degli interventi e quindi, così come c'eravamo detti, cercando di concludere questa discussione entro le ore 14. Questo evidentemente può portare anche, sotto l'aspetto formale, a qualche procedura non strettamente regolamentare, e tuttavia mi pare che siccome le cose avvengono qui e i poteri sono quelli dati, non quelli che si modificano di volta in volta, mi sembra che se di ogni questione facciamo una vicenda regolamentare penso che questo, come ho detto altre volte, non ci aiuti e che insieme al Regolamento ci aiuti molto anche il buon senso che utilizziamo nel nostro lavoro.

Continuazione e fine della discussione della risoluzione sulla modifica dell'articolo 8 dello Statuto speciale per la Sardegna (6/19)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, colleghi. Su questa vicenda che si chiude in parte oggi con l'esame di una risoluzione proposta dalla Commissione bilancio, si è detto molto nei giorni scorsi, credo che si possa realisticamente, in questo momento, semplicemente sintetizzare qual è il livello reale del problema che stiamo affrontando e qual è il motivo per cui oggi la maggioranza, con l'approvazione di questa risoluzione, vuole evidentemente dare un avallo politico, istituzionale all'assenso dato nella sede del Consiglio dei Ministri dal Presidente della Regione sulla modifica del Titolo III dello Statuto inserita nella legge finanziaria dello Stato. La maggioranza dà oggi un avallo cui l'opposizione, oggi, non aderisce e non aderisce per motivazioni sia di sostanza, sia di metodo di procedura sul piano normativo e statutario, sia per motivazioni politiche.

Nella sostanza non condividiamo, e lo diciamo chiaramente, più esplicitamente di quanto forse non si possa capire dalla polemica, non perché diciamo che nel "102" non siano contenuti alcuni aspetti che in prospettiva possano essere positivi per la Regione, nell'articolo 102 vi è un contenuto che riguarda il metodo di calcolo, il sistema di calcolo dei trasferimenti alla Regione Sardegna riguardanti l'IVA e le altre imposte, che in qualche modo possono, nel futuro, portare entrate superiori, sia per quanto riguarda il metodo di calcolo, sia per quanto riguarda l'IVA avendo riferimento e guardando la diversa proporzione tra le entrate riscosse e le entrate trasferite alla Regione. Diciamo però che questo risultato, questo aspetto positivo in proiezione futura, è troppo poco. E' troppo poco rispetto a quello che la Sardegna correttamente vanta, è troppo poco rispetto a quello che la Regione, noi compresi insieme a voi, insieme alla Giunta regionale, insieme alla maggioranza, insieme alle forze sociali, abbiamo rivendicato coerentemente mesi fa scendendo in piazza a Roma anche contro un Governo cosiddetto amico. E' troppo poco perché gli eventuali benefici sono differiti nel tempo e perché questi benefici che sono calcolabili, onorevole Marrocu, anche da parte vostra sulla base di proiezioni, di valutazioni, di stime e non su dati di fatto concreti, sono, questi risultati, troppo poco rispetto a quello che voi stessi avete chiesto insieme a noi al Governo di allora, al Parlamento di allora. Perché, ricordo, la vertenza che c'ha visto insieme protagonisti l'anno scorso riguardava innanzitutto l'arretrato, io ricordo perfettamente le parole del Presidente della Regione, qui in Aula, fuori da quest'Aula in diverse sedi, quando affermava che sull'arretrato non si sarebbero fatti sconti a nessuno. Quando si affermava addirittura che si sarebbe avviata una procedura giudiziaria legale contro i funzionari dello Stato che per anni avevano impedito il trasferimento alla Regione Sardegna delle somme correttamente ascrivibili come diritto alla stessa Regione Sardegna. Dove è la denuncia, sulla base del diritto penale, al funzionario della Ragioneria centrale dello Stato che aveva promesso il Presidente Soru qualche tempo fa? Dove è la richiesta di non fare sconti sul totale dell'arretrato che era stato calcolato da voi intorno ai quattro miliardi e mezzo di euro, se non ricordo male.

PORCU (Progetto Sardegna). Con l'IVA, onorevole La Spisa.

LA SPISA (F.I.). Dove è il risultato raggiunto se noi vediamo che gli effetti positivi di quanto contenuto nel "102" saranno valutabili concretamente, e non sulla base di stime, soltanto nel 2010? Ma dove sono gli effetti positivi se calcolati riguardo ad una vertenza che da anni riguardava l'arretrato, ma riguardava soprattutto la modifica del Titolo III dello Statuto che viene oggi modificato soltanto in una parte e che non è stato possibile ottenere, se non in cambio di una forte e preoccupante contropartita che la Regione sta dando allo Stato, e cioè la realizzazione di una devoluzione di funzioni importantissime come quelle della sanità e dei trasporti alla Regione Sardegna. Dopo appena tre mesi da un referendum in cui questa devoluzione era stata sonoramente bocciata in tutto il Paese, ma in particolare nella nostra Regione. Dite oggi di aver ottenuto un grande risultato che sarà calcolabile nel 2010, cioè ascrivibili a un Parlamento che forse sarà ancora quello attuale, forse, e a un Governo che forse sarà quello attuale. Non si può non sottolineare in questo, quindi, che è facile concedere a una Regione impegnando i bilanci neanche della manovra finanziaria in corso, ma quelli di manovre finanziarie future. E' facile liquidare la partita dell'arretrato con una limitata somma che viene trasferita e poi una serie di cambiali da poter scontare, perché l'arretrato è stato sostanzialmente liquidato così, con un prestito accollato a carico dello Stato, che sicuramente potrà essere anche portato allo sconto come una normale cambiale, ma di cambiali si tratta, prevalentemente di promesse, di impegni per il futuro. Che cosa potrà vedere di questo la Regione? Potrà vedere invece, da subito, la devoluzione della sanità e dei trasporti in capo totalmente alla Regione, a differenza di quanto accade per la Regione Sicilia, e senza alcuna compensazione di norme di salvaguardia così come, pochi giorni dopo l'assenso dato al Presidente della Regione Sardegna in Consiglio dei Ministri, è stato concesso dallo stesso Presidente del Consiglio dei Ministri ad un altro Presidente di Regione, quello del Friuli, con un protocollo in cui si prevede esattamente una norma di salvaguardia, un impegno solennissimo ad adeguare i trasferimenti dello Stato, "la compartecipazione ai tributi della Regione, in presenza di significative modificazioni del quadro finanziario di riferimento nel settore sanitario, laddove attenzione dovrà essere posta anche sugli aspetti correlati agli investimenti nel medesimo settore"... pochi giorni dopo, pochi giorni dopo il Friuli otteneva questo. E in un articolo precedente al 102 la Sicilia si tratteneva ben altro.

In una trattativa vale sia quello che viene dato, e quindi speso sul tavolo, sia le carte che si consumano in una trattativa che deve guardare lontano; noi in questo modo, dando l'assenso a questo articolo, a questa modifica del Titolo Terzo, ci stiamo consumando una carta importantissima cioè quella di chiedere un diverso regime, un diverso sistema di calcolo della spesa sanitaria per la Sardegna, per portare la qualità e la quantità dei servizi a livello del resto del Paese e non ad avere trasferimenti ancora calcolati sulla base della quota capitaria. E così per la continuità territoriale, che ci costa, che costa oggi poco ma che tutti sappiamo che è insoddisfacente. Ci siamo consumati una carta importante, ci siamo consumati soprattutto la possibilità di una unità del sistema politico e sociale della Sardegna. Oggi voi dite: se ci dividiamo oggi indeboliamo il fronte; colleghi, non è da oggi che la Sardegna è divisa, e non è da oggi che il Consiglio regionale è diviso; voi avete diviso la Sardegna, avete usato come massa d'urto contro il Governo Berlusconi l'opposizione e ci avete usato come una forza politica...

Sto concludendo, Presidente.

PRESIDENTE. Sì, prego.

LA SPISA (F.I.). ... come una forza politica che appiattendosi, o rischiando di appiattirsi, sulle vostre posizioni ha permesso un'azione rivendicazionistica del Presidente della Regione che, in tutte le sedi, da quelle istituzionali a quelle mediatiche, ha fatto presa e, per un po' di tempo almeno, ha sollevato i suoi indici di gradimento nella popolazione sarda, andando a dire in giro che i Ministri della Repubblica odiavano la Sardegna.

Questo noi abbiamo fatto, non ci pentiamo di aver condiviso quel percorso ma certamente non possiamo oggi essere corresponsabili di un salto nel buio.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa.

Ha facoltà di parlare, per la Giunta, il Presidente della Regione. Presidente Soru, prego.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Grazie, signor Presidente. E' un momento in cui il Consiglio sembra sufficientemente diviso per schieramenti e in cui la mancanza di volontà di discutere senza pregiudizi, di confrontare tesi, di confrontare opinioni, sulla base però di dati di fatto, di elementi un po' circostanziati, sia del tutto sparita. E' un momento in cui si tende in tutte le maniere possibili ad esasperare i toni, ad esasperare le tensioni, in maniera perfino disarmante; e anche oggi in questa Assemblea sono accaduti almeno due episodi non particolarmente edificanti che non servono a contribuire ad accrescere il valore della discussione in quest'Aula. Quindi anche parlare è difficile, perché sembra di parlare effettivamente senza alcuna possibilità di essere ascoltati o di, comunque, parlare come normalmente accade per confrontare idee invece che semplicemente per occupare un po' di tempo e compiere un rito; nondimeno ci provo lo stesso, magari partendo da alcune considerazioni. Il collega Vargiu ha detto: condividiamo tutti la volontà di avere maggiori entrate e maggiore autonomia e quindi maggiori competenze per la nostra Regione, abbiamo fatto una battaglia assieme però poi c'è stata una conferenza stampa e questo qui ha compromesso tutto e quindi, per colpa di questa conferenza stampa, forse tutti quanti esasperiamo le nostre posizioni, forse le manifestiamo anche in modo che noi stessi non crediamo. Ma veramente facciamo tutto questo pasticcio per una conferenza stampa? Ma veramente fare una conferenza stampa e comunicare ai sardi che comunque c'è forse una buona notizia, che ci riguarda tutti e che è una conquista di tutti com'è stata presentata, veramente quello ha pregiudicato la possibilità di continuare a discutere in questo Consiglio, in quest'Aula, e confrontarci sul merito? Veramente c'è stata l'unità dei sardi, di tutto il popolo sardo, destra e sinistra, e poi c'è stato un Presidente che, per protagonismo, è voluto scappar via e correre da solo? Non mi pare. Abbiamo avuto una grande unità che ha avuto un culmine in una manifestazione a Roma, e ancora - lo faccio per l'ennesima volta - ringrazio tutti i partecipanti e tutte le adesioni, in particolar modo quelle dell'opposizione che comunque sono state importantissime e sicuramente sono una parte importante di quello che ritengo sia stata una conquista.

Nondimeno quella unità non si è mantenuta, nondimeno c'è stata poi una legge finanziaria, nondimeno c'è stato un diverso atteggiamento di persone importanti dell'opposizione nel momento in cui si è discussa una legge finanziaria, che ha avuto come unico epilogo concreto quello di mandare il Presidente della Regione a discutere con il Ministro delle Regioni dell'epoca, cioè zero! Poi c'è stato il cambio del Governo, c'è stata la campagna elettorale e il cambio del Governo è un nuovo Governo che si è insediato appena pochi mesi fa, e si è entrati subito nel vivo perché si stava arrivando a discutere la legge finanziaria. Come ci si doveva confrontare con questo Governo? Con altre manifestazioni, o andando tutta l'Assemblea, o andando tutti, l'Assemblea, i sindacati, le parti sociali, in trecento a Roma? O ad un certo punto c'è un mandato al Presidente della Regione di rappresentare, di far sintesi degli interessi di questa Regione? Credo che sia semplicemente in virtù di questo mandato elettorale e di un mandato, anche, di questo Consiglio regionale con diverse mozioni, e le responsabilità di portare a termine una Intesa istituzionale che è stata, credo colpevolmente, totalmente dimenticata nel quinquennio precedente. Questo ha fatto sì che alla discussione abbia dovuto partecipare io, e non per dei ruoli nuovi o per delle prerogative nuove, di un nuovo sistema elettorale, esattamente con gli stessi identici poteri che tutti i Presidenti hanno avuto prima di me, con gli stessi identici poteri: i Presidenti firmavano le Intese istituzionali, i Presidenti avrebbero dovuto attuare le Intese istituzionali, i Presidenti venivano invitati a presentare la posizione della Regione Sardegna tutte le volte che nel Consiglio dei Ministri si discute qualcosa di particolare rilevanza per la nostra regione. Con gli stessi poteri del precedente sistema elettorale è stato indicato un ultimo comma dell'articolo 54 sulla base del quale ho discusso e ho dato la mia intesa a questa proposta di disegno di legge finanziaria. Quindi nessuna fuga, semplicemente portare responsabilmente a termine un lavoro fatto tutti assieme. Andava comunicato prima al Consiglio, o alla stampa, o i sardi? Beh, io ho fatto, mi pare di giovedì, di venerdì alla fine della Giunta l'abbiamo comunicato, 2 minuti o 3 minuti di conferenza stampa; e il lunedì mattina la prima cosa che ho fatto ho chiesto di comunicare in Consiglio; è stato veramente un affronto irreparabile averlo comunicato per 2 minuti in tv? Senza essersi preso alcun merito particolare, ma utilizzando parte del tempo per ringraziare tutti, compresa la minoranza che siede in questo Consiglio, mi pare di no. Credo che non sia stato un affronto irreparabile, e se c'è un problema vi domando scusa per non averlo comunicato prima al Consiglio che al resto dei sardi. Quindi non mi pare che questo possa essere un argomento portato al dibattito. Piuttosto mi sembra che, per non riparlare di numeri, che i numeri parlano da soli, e chi non li vuole sentire non li sentirà mai, quindi difficilmente li convincerò io, per cui uso questo tempo anche per dire questo.

Effettivamente viviamo un sistema elettorale nuovo, c'è un Presidente, eletto direttamente, che gode di una certa stabilità, per il fatto che ha un mandato per cinque anni, c'è un Presidente che si è presentato con un programma di governo, e c'è una maggioranza coesa che lo vuole portare avanti, e lo sta portando avanti, questa maggioranza sta portando avanti un programma di governo, e se ci guardiamo un po' indietro devo dire che lo sta portando avanti con successo, se guardiamo quello che è stato fatto sull'ambiente, sul Piano paesaggistico regionale, che viene fatto per le servitù militari, che viene fatto per le entrate, che viene fatto per le riforme della Regione e altre riforme forse si andranno a discutere sulle (nelle) prossime settimane. Per cui è possibile che questa maggioranza che ha vinto le elezioni, e che nonostante tutte le polemiche dell'epoca ha vinto così in maniera marcata le elezioni provinciali, e poi ha rivinto in maniera così decisa le elezioni politiche in questa Regione, pochi mesi fa, è possibile che questa maggioranza vincerà le prossime elezioni elettorali regionali in Sardegna.

MURGIONI (Fortza Paris). Calma…

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Dico che è molto possibile, è molto possibile sulla base delle cose fatte, è molto possibile sulla base delle cose fatte, e sulla base delle cose che anche voi state capendo si stanno facendo e verranno fatte nei prossimi mesi. E allora nel momento in cui si avvicina forse il giro di boa, e magari siamo tutti a pensare alla campagna elettorale, forse un briciolo di preoccupazione in più arriva, e allora si cerca di come esasperare gli animi, di provare a delegittimare le cose, o a banalizzare, arrivando, però, a situazioni paradossali, a fare un caso di 10 camion di rifiuti solidi urbani, a dimenticare le tradizioni della solidarietà, oppure come ha fatto lei, mi scusi, a dire "la solidarietà va bene ma non con i campani perché loro hanno un sacco colpe", che vuol dire che se c'è un incidente stradale prima chiedo a che velocità stava andando se era in eccesso di velocità nemmeno gli presto soccorso perché è colpa sua. E quindi la solidarietà solamente per chi non ha colpe, che mi sembra veramente, stiamo arrivando a degli assurdi, oppure siccome non siamo contenti, io sento suonare, sento suonare quei rumori sinistri, va bene? Di chi, quando non ha argomenti, cerca di montare una ribellione una parvenza di ribellione, e le tecniche sono sempre le stesse, portare la ribellione davanti a casa della gente, intimidire, suscitare violenza, portare la ribellione persino dentro un funerale, come stato fatto ad Ozieri, portare la ribellione persino o condividerla -onorevole Capelli- dicendo "chi è che non ha mai avuto voglia di prendere a schiaffi il Presidente della Regione?" è comprensibile, e quindi questo è il clima che sta emergendo, che non mi pare che sia un modo di esprimersi onorevole per chi presta il lavoro in questa Aula, e non c'è stata una voce di censura di questo modo di fare. Allora torniamo alle cose, torniamo al merito, torniamo alla discussione, siamo tutti rappresentanti a vario titolo del popolo sardo, e io credo che siamo rappresentanti, e ci viene data rappresentanza, non per combattere l'uno contro gli altri, ma anche per fare assieme delle cose, e questa di oggi è una delle cose di quei momenti rari, in cui è più facile poter fare assieme delle cose. E' più facile poter fare delle cose perché i numeri sono di una semplicità disarmante. Il livello delle compartecipazioni attuali della nostra Regione, cioè tutto quello che fino al 2006 la nostra Regione incassa come compartecipazioni, è 2 miliardi e 800 milioni di euro, con le modifiche a regime aumenta di 1 miliardo e 600 milioni di euro, vuol dire che aumentano più del 50 per cento, stiamo dicendo, tutto il resto fermo, che le compartecipazioni della nostra Regione aumentano di oltre il 50 per cento, è difficile dire che siamo contenti tutti, che forse è un bel passo avanti. A me mi risulta impossibile comprendere la vostra difficoltà. 1 miliardo e 600 milioni di euro in più, siccome è difficile dire che è una bella cifra, allora uno inizia a dire "ma corriamo il rischio di accollarci i costi del trasporto pubblico locale" che è come dire se arrivi sino a Cagliari in pullman c'è lo stipendio che ti aspetta, e no, non lo vado a prendere perché non voglio addebitarmi il costo del biglietto dell'ARST, e cioè stiamo facendo problemi sul costo del biglietto dell'ARST quando poi, a Cagliari, c'è uno stipendio importante che ci aspetta, voi state parlando del costo del biglietto dell'ARST, questa è la proporzione. Ed è la proporzione è anche un riferimento puntuale, visto che appunto di trasporto pubblico locale stavamo parlando. Allora, ancora, io mi riconosco totalmente nelle parole che sono state ricordate dal capogruppo di Forza Italia, non faremo sconti a nessuno a nessun governo, e infatti non chiamo questo governo amico e non facciamo queste cose perché è un governo amico, è un governo leale che almeno ascolta, dove il Ministro del tesoro e dell'economia si fa ascoltare, riceve il Presidente della Regione Sardegna come riceve quelli delle altre Regioni, si fanno ascoltare tutti quanti, impossibile nella mia esperienza passata. Poiché ci hanno ascoltato abbiamo avuto la possibilità di presentare le nostre ragioni. Le nostre ragioni sono state tutte esaurite ed è stato pienamente accolta ogni mia richiesta, ogni nostra richiesta, no abbiamo anche richiesto che ci fosse un limite di impegno di 100 milioni di euro all'anno per i prossimi vent'anni con cui avere 2 miliardi di euro di crediti rimborsati seppure a rate, ma a rate vanno bene lo stesso, perché sono cassa dal punto di vista finanziario, si possono scontare, non ce li hanno dati, vorrà dire che rimane qualcosa da fare per chi verrà dopo di noi o per noi stessi l'anno prossimo, non è che stiamo abbandonando la lotta, rimarrà qualcosa da fare o deve essere fatto tutto subito in un momento. Quindi questo sconto noi non l'abbiamo fatto, io non so se sia troppo quello che c'è stato dato, penso che sia tanto e di sicuro, sono certo, che è troppo niente quello che c'è stato dato dal 2000 al 2005, troppo niente perché non è stato chiesto niente, e nonostante ci fosse un'intesa istituzionale, di cui si poteva chiedere conto, chi ha avuto responsabilità non l'ha fatto, e non ha ottenuto proprio niente, a danno di tutti i sardi, e allora, forse è poco, vediamo se è poco e comunque confrontiamolo con il niente è infinitamente maggiore del niente degli anni passati. E allora vediamo intanto se è poco, abbiamo detto che chiedevamo il risanamento del debito Iva, è stata citata l'Iva, è stato citato anche quello che ha fatto l'ex Assessore Cappellacci che ha scritto 280-300 milioni di euro di Iva, anziché 200 che venivano garantiti, l'ha scritto perché lo sperava, l'ha scritto perché c'è stato detto, gli avevano dato anche affidamento verbalmente, poi non gli sono stati dati, per cui nel bilancio del 2003, credo, c'era scritto 300, ma poi non gli sono stati dati, e non gli sono stati dati, ma nonostante non gli siano stati dati, si firmava l'intesa, si è firmata nel 2000, si è firmata del 2001, si è firmata nel 2002 e si è firmata nel 2003, per cui avendo firmato l'intesa non ci sono debiti che possiamo richiedere indietro per quanto riguarda l'Iva. Per quanto riguarda l'articolo 8, l'articolo 8 modifica lo Statuto, certamente, lo modifica per una parte decostituzionalizzata, male ha fatto il Presidente della Regione a dare un'intesa per questa modifica, perché è prerogativa di questo Consiglio, che anzi avrebbe dovuto modificare tutto il Titolo III, l'articolo 12, l'articolo 13 e quant'altro. Lo faccia! Il Consiglio lo faccia! Anzi, prego il Consiglio, spero che lo faccia. Ma nel frattempo, fintanto che il Consiglio non farà il nuovo Statuto, fintanto che non si discuterà di Statuto e si continuerà a discutere di mozioni, interpellanze, ordini del giorno, del metodo, cosa facevamo? Continuavamo a prendere il troppo zero, il troppo nulla o magari ci portiamo a casa qualcosa? Attraverso uno strumento e attraverso un testo che potrà essere modificato e che questo Consiglio modificherà e migliorerà e blinderà, come ha ricordato il consigliere Balia, ma credo che fosse nell'interesse e nelle attese dei sardi portare a casa quanto possibile fin da subito, e quanto è stato possibile è enorme, perché fin da subito ci sono 500 milioni di euro, sì a rate, però per noi sono subito, entrano subito tutti nel bilancio della Regione. 240 milioni in contanti che entrano per il 2006, quindi subito 740 milioni di euro per il pregresso e, per il 2007, 2008, 2009, sono stati calcolati, considerando anche l'incremento di IVA che già Capellacci si aspettava, oltre 500 milioni di euro mediamente all'anno, e quindi vuol dire nel triennio un miliardo e mezzo. E, dal 2010, vuol dire un miliardo 600 milioni di euro in più al netto di tutti i costi, della sanità, del trasporto pubblico locale e del costo attuale della continuità territoriale. Un miliardo 600 milioni di euro in più rispetto ai 2 miliardi 800 milioni che è il totale delle compartecipazioni di oggi, quindi un incremento di circa il 55 per cento. Mi sembra un'enormità. Tra le cose che avete detto per cercare di negare che il bianco è bianco o cercare di negare che il nero è nero, e dire che è blu notte e in più c'è buio nella stanza e non si capisce bene che colore sia, in questo tentativo veramente encomiabile, sono state dette un sacco di inesattezze, per esempio, che la regione Sicilia paga il 50 per cento della sanità. Non è vero! A quel 50 per cento occorre aggiungere l'IRAP e l'addizionale ICI, per cui con quel 50 per cento la Regione Sicilia si sta dicendo che paga l'85 per cento della sanità, e caso mai la differenza è il 15 per cento, e se fosse il 15 per cento dei nostri 2 miliardi e 4…

CAPELLI (U.D.C.) Ma perché dice così?

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. … non faccia così, onorevole Capelli, è così. No, perché mi sembra che sta cercando… poi se vuole facciamo dei seminari di studio su queste cose…

CAPELLI (U.D.C.). Purtroppo ha solo tre minuti.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Se vorrà faremo dei seminari di studio e sono disponibile.

CAPELLI (U.D.C.). Quando vuole.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Mi scusi. Quindi, quel 15 per cento, rapportato alla nostra spesa sanitaria, eventualmente sarebbe 360 milioni di euro, ma al confronto con la Sicilia, anziché ai 10 decimi dell'IVA riscossa nella nostra Regione, noi abbiamo i 9 decimi dell'IVA pagata dai nostri consumatori, che vale il doppio. L'ex presidente Floris ha dei dubbi sulla possibilità di calcolare quella roba lì. Presidente Floris, uso gli ultimi secondi per frugarle questi dubbi, così magari siamo un pochino più tranquilli. La modalità di calcolo è la stessa modalità identica, letteralmente, che viene utilizzata per calcolare la compartecipazione IVA per la formazione del fondo sanitario nazionale, ed è di una banalità sconcertante, basta prendere le stime sui consumi della nostra Regione - e l'ISTAT lo fa molto bene - ed applicarci l'aliquota media IVA del nostro Paese. Quindi, non bisogna, mi scusi, calcolare quanto è al 4, quanto è al 7, quanto è al 13, basta prendere la media, la media naturalmente ponderata del gettito IVA dell'intero Paese. Finisco, se mi dà dieci secondi.

PRESIDENTE. Sì.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Basta prendere la media ponderata facendo una divisione, il gettito IVA del Paese rispetto ai consumi del paese. Si ottiene certo una media che non è perfettissima, ma è un'approssimazione utilissima per calcolare il gettito IVA della nostra Regione. Per terminare…

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Lo faccia scrivere quello che ha detto.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Mi scusi, non c'è bisogno che lo faccia scrivere, io, perché naturalmente è agli atti del Consiglio, quindi, chiunque lo voglia leggere lo può leggere. Lei avrebbe potuto utilizzare le sue competenze quando era Presidente della Regione, adesso…

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Io ho chiuso la vertenza prima.

PRESIDENTE. Presidente, concluda, prego.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Mi scusi, vorrei evitare questa interlocuzione che è poco utile e io l'ascolto sempre e non la interrompo mai. Però, lei, pur essendo stato Presidente della Regione, Presidente del Consiglio, ha sbagliato da Presidente della Regione e da Presidente del Consiglio. Anche oggi in quest'aula ne ha dato dimostrazione.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Lei non ne ha azzeccato mai una!

PRESIDENTE. Colleghi… onorevole Biancu, è iscritto a parlare?

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Presidente, prima di passare alle eventuali dichiarazioni di voto e alla votazione chiederei cinque minuti di sospensione per un'interlocuzione.

PRESIDENTE. Se non ci sono obiezioni, facciamo cinque minuti di sospensione. Il Consiglio riprenderà, che poi non sono cinque, alle ore 17 e 20. La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 12, viene ripresa alle ore 17 e 33.)

PRESIDENTE. Se i colleghi prendono posto riprendiamo i nostri lavori. Prego colleghi, prendete posto.

Ho alcune prenotazioni a parlare, ma immagino che siano prenotazioni per dichiarazioni di voto.

E'stato presentato un ordine del giorno, l'ordine del giorno numero 1… chiedo scusa… l'ordine del giorno numero 1 degli onorevoli Diana, Artizzu, La Spisa, Capelli e più, che viene presentato, discusso e votato prima della risoluzione, questo è secondo il Regolamento, e poi alla risoluzione è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno e dell'emendamento:

ORDINE DEL GIORNO DIANA - ARTIZZU - LA SPISA - CAPELLI - VARGIU - LADU - LIORI - MORO - SANNA Matteo - RASSU - LOMBARDO - CONTU - SANJUST - SANCIU - PETRINI - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - CAPPAI - AMADU - BIANCAREDDU - MILIA - PISANO - CASSANO - DEDONI - MURGIONI - GALLUS - LICANDRO - FARIGU sulla modifica dell'articolo 8 dello Statuto speciale per la Sardegna.

IL CONSIGLIO REGIONALE

RICHIAMATI, in relazione alla vertenza sulla compartecipazione della Regione alle entrate fiscali riscosse dallo Stato nel territorio dell'Isola, il confronto con le forze politiche e le parti sociali e gli ordini del giorno approvati dal Consiglio regionale, nei quali si è dato mandato al Presidente della Regione di richiedere allo Stato la corresponsione del credito pregresso accumulato nel corso degli anni a causa del mancato rispetto, da parte dello Stato, del dettato dell'articolo 8 dello Statuto speciale per la Sardegna e il rispetto del dettato di tale articolo a partire dall'annualità 2007 del bilancio statale;

ATTESTATO che nelle sedi istituzionali regionali non vi è stata alcuna discussione sulla modifica dell'articolo 8 dello Statuto speciale per la Sardegna, prevista dall'articolo 102 del disegno di legge finanziaria dello Stato per l'anno 2007;

VISTO l'articolo 54, comma 2, dello Statuto speciale per la Sardegna, il quale recita: "I progetti di modificazione del presente Statuto di iniziativa governativa o parlamentare sono comunicati dal Governo della Repubblica. al Consiglio regionale, che esprime il suo parere entro due mesi";

VISTO l'articolo 54, comma 5, dello Statuto speciale per la Sardegna, il quale recita: "Le disposizioni del Titolo III del presente Statuto (in cui ricade l'articolo 8) possono essere modificate con leggi ordinarie della Repubblica su proposta del Governo o della Regione, in ogni caso sentita la Regione";

PRESO ATTO che ancora il Consiglio dei Ministri non ha provveduto a trasmettere al Consiglio regionale, secondo i corretti canali istituzionali, copia dell'articolo 102 del disegno di legge finanziaria dello Stato per l'anno 2007 e che pertanto il Consiglio regionale è impossibilitato a esprimere un parere formale al riguardo;

ATTESO che la proposta del Governo, così come formulata nell'articolo 102 del disegno di legge finanziaria dello Stato per l'anno 2007, non recepisce gli obiettivi previsti dall'articolo 7 dell'Accordo di Programma Quadro n. 7, relativo al regime delle entrate fiscali di cui all'Intesa Istituzionale di Programma del 21 aprile 1999, stipulata tra il Governo della Repubblica e la Giunta della Regione Autonoma della Sardegna;

NON CONDIVIDENDO la proposta del Governo contenuta nell'articolo 102 del disegno di legge finanziaria dello Stato per l'anno 2007;

NELLA FATTISPECIE, si ritiene di non poter condividere la proposta che la Regione debba farsi carico per intero delle spese relative al funzionamento del Sistema sanitario regionale, del trasporto pubblico locale (Ferrovie della Sardegna e Ferrovie meridionali sarde), della cosiddetta continuità territoriale e dell'Agenzia del territorio, spese alle quali non si ritiene di poter dare copertura con risorse di per sé aleatorie come quelle provenienti dal gettito fiscale, che variano in funzione del prodotto interno lordo della Regione e che sono soggette a un impegno di trasferimento che lo Stato finora non ha rispettato;

RITENUTO di dover richiedere ancora una volta al Governo nazionale la corresponsione del credito pregresso maturato dalla Sardegna nel corso degli anni a causa del mancato trasferimento delle quote di compartecipazione fiscale stabilite dall'articolo 8 dello Statuto speciale per la Sardegna, il quale ammonta a una cifra di circa 4.500 milioni di Euro,

richiede
al Consiglio dei Ministri

lo stralcio dell'articolo 102 del disegno di legge finanziaria dello Stato per l'anno 2007, la sua ripresentazione come disegno di legge a sé stante e la trasmissione di quest'ultimo al Consiglio regionale della Sardegna per l'espressione del parere di cui all'articolo 54, comma 5, dello Statuto speciale per la Sardegna,

impegna

il Presidente della Regione

a promuovere ogni idonea iniziativa diretta a ottenere:

a) il rispetto, da parte dello Stato, dell'articolo 8 dello Statuto speciale per la Sardegna, nella sua formulazione attuale;

b) la corresponsione per intero dei credito pregresso maturato dalla Sardegna nel corso degli anni a causa del mancato trasferimento da parte dello Stato delle quote di compartecipazione fiscale spettanti alla Regione;

c) la corresponsione alla Regione, a partire dall'annualità. 2007 del bilancio statale, dei dieci decimi del gettito Iva prodotto nel territorio della Sardegna;

d) la pari compartecipazione dello Stato alle spese relative al funzionamento del Servizio sanitario regionale;

e) la pari compartecipazione dello Stato alle spese relative al funzionamento del trasporto pubblico locale (Ferrovie della Sardegna e Ferrovie meridionali sarde), della cosiddetta continuità territoriale e dell'Agenzia del territorio;

f) l'approvazione di una norma di salvaguardia che preveda l'automatico decadere dell'obbligo di compartecipazione della Regione alle spese di cui ai punti d) ed e) in caso di inadempienza. dello Stato nel trasferimento alla Regione delle quote di compartecipazione fiscale;

g) la costituzione nell'intero territorio della Sardegna, ai sensi dell'art. 13 dello Statuto speciale per la Sardegna, di una zona franca. per un periodo non inferiore a dieci anni (rinnovabile), caratterizzata dall'esonero per tutti i soggetti titolari di attività di impresa, di qualsiasi settore produttivo e in qualsiasi forma costituiti:

- dalla tassazione degli utili, a partire dal 50% degli stessi, per i primi cinque anni e in maniera decrescente per i successivi cinque;

- dal pagamento delle imposte locali sulle attività produttive, sui redditi imponibili fino a 600.000 Euro (lasciando alla Regione, ai sensi dell'art. 10 dello Statuto speciale, in raccordo con i Comuni, la definizione dell'ammontare e prevedendo che la legge finanziaria nazionale determini ogni anno la dotazione di un fondo destinato a compensare parzialmente le minori entrate dei Comuni);

- dal pagamento degli oneri sulle retribuzioni, in misura pari al 40% delle somme dovute e per tutto il periodo agevolativo previsto. (1)

Emendamento aggiuntivo BALIA

Risoluzione n. 6/19

Dopo il punto b) è aggiunto il seguente punto:

"b bis) a impegnare comunque il Governo a rivedere con la Regione il finanziamento delle funzioni trasferite in presenza di significative modificazioni del sistema finanziario di riferimento e delle rilevazioni dei costi di perequazione degli standard qualitativi e quantitativi della sanità e dei trasporti;" (1).)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'ordine del giorno ha facoltà di illustrarlo.

Ha chiesto di illustrarlo l'onorevole Diana. Prego, onorevole Diana, le ricordo che ha dieci minuti di tempo per l'illustrazione dell'ordine del giorno.

DIANA (A.N.). Prima di iniziare, Presidente, volevo far notare che è stato depennato il nominativo dell'onorevole Cuccu Franco Ignazio, che comunque intendeva firmare, ma proprio si tratta di un errore, quindi si intende firmato anche dall'onorevole Cuccu Franco Ignazio.

PRESIDENTE. Se l'onorevole Cuccu intende firmarlo, magari si avvicina un secondo, lo firma, così si intende firmato davvero. Prego, onorevole Diana.

DIANA (A.N.). Grazie, Presidente. Ovviamente, sarei voluto intervenire prima, come dichiarazione di voto sulla risoluzione, anche per aver ascoltato con attenzione il Presidente della Regione. Credo che se il Presidente fosse in Aula, magari sarebbe meglio, se il Presidente non fosse in Aula, continuerò e, eventualmente, poi dirò al Presidente le cose che debbo dire. Questo ordine del giorno non è un ordine del giorno nel quale si dice che la risoluzione non ha nessun senso, che la battaglia che è stata fatta e che si sta facendo è inutile. Non abbiamo mai inteso dire queste cose e non le diciamo neanche oggi. Noi ci siamo riferiti esclusivamente a ciò che il Presidente della Regione, direi il Presidente della Giunta regionale, a suo tempo iniziando questa battaglia si fece carico di un esame attentissimo che venne fatto allora certamente col grande concorso dell'Assessorato del bilancio e programmazione e ovviamente con la grande capacità messa in piedi allora dall'assessore Pigliaru. Bene, quelle cifre di allora sono scomparse. Su questo non c'è dubbio! E non può il Presidente della Regione, in sede di replica su questa risoluzione e sul dibattito, dirci che è uno straordinario successo. Se voleva intendere in linea di principio uno straordinario successo, beh insomma, ne possiamo anche discutere, ma che alla Sardegna a seguito della approvazione dell'articolo 102 che modifica integralmente l'articolo 8 del nostro Statuto possano derivare per sempre e per il futuro, così come si presume che una norma comunque costituzionale, benché modificata con legge ordinaria, beh insomma, da qui a dire che questa è la norma che tutti quanti ci saremmo aspettati e che vi sareste aspettati anche voi, io credo che sia veramente inopportuno ribadire questo. Lo stesso Presidente della Regione ha detto che non era estremamente soddisfatto. Ma perché non ha coinvolto la minoranza e non ha coinvolto il Consiglio per far sì che fosse estremamente soddisfatto su tutto? Questa ammissione, che non è una ammissione solo del Presidente della Giunta regionale, è un'ammissione anche da diversi interventi che ci sono stati, mi risulta che è stato presentato un emendamento anche dalla minoranza. Perché, quindi, presentare un ordine del giorno? Presentare un ordine del giorno non per… ma per rilanciare, per dire al Governo nazionale che non siamo soddisfatti affatto di questo! E allora per evitarvi di leggere tutto il preambolo, intendo leggere qui e commentare eventualmente l'impegno che noi chiediamo al Presidente della Giunta regionale. Noi chiediamo che venga rispettato da parte dello Stato l'articolo 8 dello Statuto speciale della Sardegna nella sua formulazione attuale, e dirò perché nella formulazione attuale, perché da qui nasce il mancato riconoscimento delle risorse che dovevano essere trasferite. "La corresponsione per intero del credito pregresso maturato dalla Sardegna", quella che era la battaglia che noi abbiamo fatto. "La corresponsione alla Regione, a partire dall'annualità 2007 del bilancio statale, dei 10 decimi del gettito IVA prodotto nel territorio della Sardegna". Non cambia molto i 9 o i 10 decimi, o meglio cambia. "La pari compartecipazione dello Stato alle spese relative al funzionamento del servizio sanitario regionale". Almeno la pari compartecipazione! Poi il Presidente dice: "Ma la Sicilia non è vero che ha il 50 per cento, ha l'85". Beh, mi faccia capire per quale motivo noi non dobbiamo essere comunque messi nella stessa situazione. "La pari compartecipazione dello Stato alle spese relative al funzionamento del trasporto pubblico locale". Perché si impone questo? Assessore Pigliaru, lei dai dati che ci ha dato sappiamo benissimo a quanto ammonta il trasferimento dello Stato oggi per le ferrovie meridionali e per le ferrovie della Sardegna. Sono circa 72-73 milioni di euro. Ma sono tutte spesa corrente! Quota capitale ci sono 2 milioni e 650 mila euro trasferiti nell'ultimo anno, e abbiamo un parco circolante che è assolutamente obsoleto, è da rifare completamente. Non ci si può accontentare di questo! E noi ce lo stiamo prendendo in carico.

Noi chiediamo anche che venga approvata da quest'Aula "una norma di salvaguardia che preveda l'automatico decadere dell'obbligo di compartecipazione della Regione alle spese dei punti precedenti in caso di inadempienza dello Stato", perché uno dei problemi che è successo fino adesso è proprio questo, che noi comunque sia, che lo Stato pagasse o non pagasse, ci siamo dovuti accollare costi ingenti che hanno determinato il disavanzo della Regione Sardegna. E solo oggi si scopre che il disavanzo non è la mala amministrazione, come qualcuno ha voluto veicolare anche in questi giorni, ma è dovuto eventualmente a questo. E poi la costituzione, e qui non sto scoprendo niente, nell'ultimo punto, colleghi vi invito a leggerlo, vi risparmio questo perché aspetto che arrivi il Presidente della Regione per dire due cosettine a lui…

L'ultimo punto: abbiamo ripreso praticamente la mozione che voi avevate presentato nel 2002 sulla zona franca. Perché non si è fatta una rivendicazione in questo senso? E' una battaglia di tutti i sardi! Lo hanno richiesto tutti i partiti, non solo il Partito Sardo d'Azione, non solo Fortza Paris ma tutti quanti abbiamo discusso di questo problema. E per quale motivo, in una trattativa stringente come questa, il Presidente della Regione non si è fatto carico di discutere un argomento così importante, che è oggetto di contrattazione con lo Stato? Lo sappiamo da sempre, però della zona franca non se ne è parlato, cioè ci si è accontentati degli spiccioli. Noi non ci vorremmo accontentare degli spiccioli. Oltretutto avremmo anche voluto capire e vorremmo capire anche, e non ci è stato detto, in quale maniera il Presidente della Regione intende utilizzare queste eventuali risorse in più, perché questo non c'è stato detto. Noi avevamo fatto una proposta a suo tempo ed eravamo andati a Roma con questo impegno, che tutte le risorse necessarie per chiudere definitivamente il disavanzo della Regione, qualora fossero state accolte dal Governo di allora o da questo Governo, dovessero servire per chiudere definitivamente il disavanzo della Regione. Era un impegno che era stato preso! Vale ancora questo impegno? O non vale più questo impegno? Sono tutte cose alle quali probabilmente bisognerebbe dare una risposta.

Il Presidente della Regione non torna e allora, visto che non torna, io dico lo stesso le cose che debbo dire. Vede presidente Soru, da ragazzo ho avuto un professore molto illuminato che mi ha insegnato una cosa importantissima, che bisognava non mettersi mai nella condizione di chiedere scusa a qualcuno. Il presidente Soru ha già chiesto scusa due volte a questo Consiglio regionale, ammettendo colpe gravi! Ma non basta chiedere scusa in questo modo perché una volta va bene, la seconda volta pure, ma non può durare all'infinito perché il presidente Soru che ho visto stranamente stizzito, probabilmente anche perché con qualche sondaggio che sta circolando ha capito che l'aria non è più quella di una volta, ma io voglio dire, non mi fido dei sondaggi per cui verifico personalmente e vado a capire se la gente è estremamente soddisfatta del suo condurre l'amministrazione regionale. Non mi pare che questo sia condiviso dalla gente. E allora il presidente Soru nel suo nervosismo ha chiesto ancora una volta scusa al Consiglio regionale. Perché deve chiedere scusa, onorevole Soru? Lei si metta nella condizione di massimo rispetto per quest'Aula e non dovrà mai chiedere scusa! Semmai saranno i consiglieri.

LADU (Fortza Paris). Non c'è!

DIANA (A.N.). So benissimo che non c'è, ma parlo alla sua ombra perché dentro e fuori è sempre la sua ombra! E allora banalizzare un discorso come quello che ha tenuto a quest'Aula in replica, mi sarei aspettato qualcosa di molto più importante. Non ho ascoltato nessuna cosa che non conoscessimo già tutti quanti. Non si può dire che è una breve conferenza stampa! E' una serie infinita di conferenze stampa! E quando non sono di due minuti… ho terminato, Presidente…

PRESIDENTE. Sì. Prego.

DIANA (A.N.). E quando non sono di 2 minuti sono conferenze di un'ora e mezzo, di un'ora e tre quarti in una pubblica emittente che pedissequamente gli ha fatto dire tutto e il contrario di tutto, ai sardi! Non ci credono più! Ricordatevelo che i sardi si stanno ribellando.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana.

PIRISI (D.S.). Non era un tuo professore, era un film: "Non dover dire mai mi dispiace"!

MARROCU (D.S.). Tanto lo hanno votato gli extracomunitari!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Chiedo scusa, colleghi. Sull'ordine del giorno è previsto il parere del relatore dell'argomento per la Commissione.

Per esprimere il parere sull'ordine del giorno ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore. Io credo che sia nelle cose che il parere della Commissione sia negativo. E' evidente che l'ordine del giorno svilisce quello che è, invece, il contenuto della risoluzione che è stata proposta all'attenzione di quest'Aula, svilisce evidentemente, c'è un tentativo di svilire e di questo me ne dispiaccio enormemente, di svilire tutta l'attività che è stata compiuta da questo Consiglio, dalla Giunta, dal Presidente della Regione per conseguire il risultato che invece, che piaccia o non piaccia, il risultato sarà certamente eclatante. L'ho detto stamattina, lo ribadisco adesso, la matematica non è un'opinione, le cifre sono quelle e come ben ha ricordato anche l'onorevole Maninchedda stamattina i dati sono condivisi e sono stati offerti anche dalla Confindustria e quei dati la non fanno, portano alla nostra attenzione una previsione per il futuro sicuramente, non dico che sia la migliore che ci si potesse aspettare, questo è stato ribadito molte volte, però sicuramente consente di guardare al futuro della Sardegna in maniera sicuramente più ottimistica di quanto si sia fatto fino ad oggi. Evidentemente, ritornerò poi in dichiarazione di voto sulla risoluzione, tornerò poi a puntualizzare alcuni argomenti perché, come dicevo, l'atteggiamento che è stato tenuto oggi da molti colleghi della maggioranza che sono giunti, taluno è arrivato a parlare anche di imbroglio mi pare... dell'opposizione chiedo scusa, taluno è arrivato a parlare di imbroglio, onorevole Ladu mi riferivo a lei anche se è distratto, quando si parla di imbroglio in ordine ad argomenti come quelli di oggi evidentemente non si può che pensare che taluno sia animato da malafede, dall'intento di distruggere il buono che questa Giunta, questa amministrazione, questo Consiglio insieme hanno fatto fino ad oggi.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cucca. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Negativo.

PRESIDENTE. Sono ammesse dichiarazioni di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, grazie Presidente, sono favorevole all'ordine del giorno di cui sono firmatario. Vorrei rimarcare due cose, mi rivolgo a lei Presidente cosa che nell'ultimo periodo non avevo mai fatto, è vero che nessuno ha censurato la mia dichiarazione di invidia al fatto che metaforicamente noi avremmo dovuto assumere atteggiamenti quali quelli che lei ha subito negli ultimi giorni, nel contempo condannavo quella azione e nessuno, non c'è stata nessuna censura alla mia osservazione perché credo di aver rappresentato quello che molti pensano. Oggi per reazione alla sua dichiarazione vorrei tanto togliere quel "metaforicamente", ma per educazione e rispetto istituzionale non lo faccio. Vede, ho grande stima e simpatia e rispetto per i colleghi, per quasi tutti i colleghi della maggioranza, sarei falso se dicessi per tutti, ma perchè contestualmente ho un profondo disprezzo per l'arroganza, la malafede e la mancanza di onestà intellettuale. Quando tale Briatore ha avuto modo di esprimersi in maniera non corretta nei confronti del Presidente della Regione non ho esitato a esternare il mio pensiero contro quelle affermazioni e devo dire che ho gradito alcune chiamate da parte dei colleghi della maggioranza che hanno manifestato il loro assenso per quella difesa istituzionale che ho cercato, in maniera solitaria, di portare avanti. Sicuramente non ho ricevuto la sua, Presidente, che si è guardato bene dal sostenere chi, pur dalla minoranza, ha cercato con l'onestà intellettuale che credo di possedere di difendere un'istituzione. Per quanto riguarda, invece, i numeri che lei ha dato, purtroppo non ho il tempo come vede di addentrarmi e non ho bisogno di una conferenza per spiegare o per sostenere le mie ragioni. Lei si sottrae, invece, a un confronto per sostenere le sue, non c'è bisogno di conferenza bastava farlo approfonditamente in Commissione e forse, come altre volte è successo, sarei uscito da quella convinzione con il pieno convincimento anche da solo per quello che conta di sostenere la tesi da lei portata, così come nessuno mi ha obbligato e nessuno mi ha potuto proibire di essere a Roma a manifestare in quella giornata. Questa, continuo a dire, si chiama onestà intellettuale. Purtroppo in Commissione non c'è stato modo di poter discutere e confrontarmi sui numeri... un secondo, un secondo...

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, un secondo.

CAPELLI (U.D.C.). ...sui numeri che lei ha portato, alcuni devo dire non sono rispettosi della matematica sicuramente e alcuni non sono rispettosi dei dati che vengono riportati per le altre regioni, come quelli della Sicilia che lei ha annunciato poc'anzi. Ma non ho il tempo di spiegarlo, mi riservo nei prossimi 3 minuti di approfondire.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Per fatto personale, Presidente.

PRESIDENTE. Dopo Presidente, dopo, per fatto personale dopo. Ha domandato di parlare il consigliere Farigu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FARIGU (Gruppo Misto). C'è stato un fatto tecnico, io intendevo chiedere di parlare sulla risoluzione. Quindi, se appare questa richiesta di dichiarazione di voto la prego di trasferirla sulla risoluzione, grazie.

PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Balia, ho una sua prenotazione ma era precedente.

Ha domandato di parlare il consigliere Floris Mario per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Sì, signor Presidente, per dire che auguro al presidente Soru che lui ottenga dal confronto con lo Stato quello che io ho ottenuto nel 1983, ma dai dati che lui ha dato sarà difficile, nonostante il clima politico oggi sia migliorato rispetto al 1983. Io la pregherei, signor Presidente, di non banalizzare e di vedere quello che c'è, la differenza che esiste tra la tabella e l'articolato perché esistono differenze tra la tabella e l'articolato. Ora lei ha inventato, forse su suggerimento dell'Assessore, questo problema dell'IVA media che non c'è in legge, è un'invenzione pura e io ho il bluff delle cifre, anche prendendo in esame l'IVA media, noi in Sardegna abbiamo 570.845 famiglie che moltiplicato per 25.788 che è il consumo complessivo a famiglia viene 14.720.950.860. Sull'IVA che viene dell'11 per cento, considerando la media, viene 1 milione e 487 mila. Se noi avessimo preso dalla vecchia disciplina 500 milioni dell'IVA, sommati a 970 della sanità che ci viene trasferita, noi non abbiamo ottenuto nulla! Abbiamo ottenuto zero! E queste sono le cifre, colleghi del Consiglio, non facciamo il balletto, il bluff di queste cifre perché questi sono i dati ufficiali! Ma se come è probabile l'IVA del 20 per cento verrà annullata e verrà parificata al 10 per cento, la media tra il 4 e il 10 sarà del 7 per cento! Col 7 per cento noi possiamo chiudere la Regione e andiamo tutti in fallimento! Io sto prendendo come dato l'IVA media, che non esiste però in legge, se almeno volete mettere l'IVA media scrivetelo in legge, nell'articolato per quanto riguarda i 9/10 del valore aggiunto sulle famiglie eccetera, dite a quale IVA vi state riferendo, sennò si apre un grande contenzioso e non avremo neanche questo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Floris. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Per esprimere il voto contrario, in ragione della richiesta che viene avanzata al Consiglio dei ministri, ovvero di procedere allo stralcio dell'articolo 102. Non credo che ci sia un problema di valutazione tecnica errata, che l'oggetto della discussione con il Governo è stato chiaro sin dall'inizio e non credo che qua si possa pensare ci sia solo dell'ingenuità, per cui tutto ciò che ci passa oggi il Governo Prodi si accoglie come se fosse qualcosa da subire, i conti li facciamo tutti, io credo che nella formulazione che è contenuta nel "102", che è una legge ordinaria, è una norma della finanziaria, è sottoponibile a verifica, si può contestare il risultato una volta il risultato non sia soddisfacente quello ottenuto. Si può modificare, si può imporre al governo un cambio di rotta se tutto ciò che oggi viene sollevato dovesse risultare veritiero.

Per intanto io credo che questo provvedimento consenta alla Regione di recuperare risorse importanti per cui tracciare in modo chiaro un'inversione di tendenza verso lo sviluppo. I toni che si usano oggi tra i due schieramenti sono toni anche particolarmente forti, e sono toni forti perché esiste una diversa considerazione e valutazione non solo dell'operato del governo regionale ma anche della prospettiva, e io dico "non concordo con la prospettiva che disegna il centrodestra perché avanza in modo polemico e strumentale posizioni che non gli appartengono, anche questa sui rifiuti non mi convince Nizzi come ambientalista, non mi ha convinto ieri non mi convincerà domani, mi convince la mia di posizione che era così ieri ed è rimasta così anche oggi, ieri quando con Vassallo scrivevamo quella norma, oggi quando abbiamo sollevato delle opportune considerazioni…

PRESIDENTE. E' finito il tempo onorevole Uras. Le do due secondi per concludere…

URAS (R.C.). Due secondi per concludere proprio per sottolineare che non è con la strumentalità che si andrà avanti anche nel dibattito interno al Consiglio regionale sulle cose da fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Per dire che io voterò a favore dell'ordine del giorno numero 1 presentato, firmatario Diana e altri, compreso io sottoscritto perché mi pare che introduca temi, diciamo, molto più seri per quanto riguarda alcune competenze che dovrebbero riguardare la Regione Sardegna nel futuro, in modo particolare i problemi relativi alla sanità e al trasporto pubblico locale sulla quale a parer mio questo Consiglio regionale sta facendo un grave errore, non sta riflettendo sulle conseguenze che poi potrebbe portare la modifica dello Statuto su questo punto.

Io continuo a dire che siamo in tempo per riflettere, per rivedere questa posizione perché questo creerà grossissimi problemi nel prossimo futuro e soprattutto quello che è più grave è che praticamente in questo momento la Regione dopo una vertenza avviata con tutte le forze politiche e sociali con grande unanimità viene scippata senza ottenere nulla in cambio immediatamente per poi avere, diciamo invece delle risposte nel prossimo futuro, io ho molti dubbi anzi, non condivido assolutamente questa improntazione mentre credo molto su quanto è contenuto nell'ordine del giorno numero 1 anche perché si introduce un tema importante, quello sulle zone franche, tema che è stato affrontato in modo, diciamo, parziale ma che verrà ripreso nel Consiglio regionale precedente e devo dire che in quell'occasione è mancato l'apporto proprio del Presidente della Giunta regionale che è stato sempre assente su un dibattito che ritengo invece sia di grande importanza. Io mi auguro, insomma, che invece questo nel prossimo futuro veda coinvolto tutto il Consiglio regionale ma anche la Giunta e il suo Presidente perché credo che noi dovremmo soprattutto puntare sulle zone franche in una situazione che vede il fallimento di tutte le politiche che noi abbiamo portato avanti fino adesso, pertanto io con più convinzione di prima, anche dopo che ho ascoltato le dichiarazioni del Presidente voterò l'ordine del giorno numero 1. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Ladu.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Il voto per questo ordine del giorno è favorevole perché vuole distinguere la nostra posizione politica su questo tema nella direzione che abbiamo già detto nella discussione e cioè di chiedere ancora al Parlamento italiano molto più di quello che il governo a cui ha dato la fiducia, ha concesso, sembra di concedere in quest'articolo 102 ottenuto dal Presidente che dice di aver ottenuto un grandissimo risultato ma che noi contestiamo per il fatto che il risultato consiste in alcune opportunità per il futuro che potrebbero essere definite interessanti per alcuni aspetti ma ancora avvolte nella nebbia, e per l'immediato invece peggiorativo questo risultato sul versante di un federalismo fiscale che proprio voi avete combattuto.

Noi crediamo ancora che si possa condividere un sistema dell'autonomia finanziaria della Regione in cui davvero le risorse non vengano distribuite sulla capacità fiscale dei singoli territori, è stato detto anche stamattina da un collega proprio della vostra maggioranza, ma che debba essere invece realizzata, l'autonomia finanziaria dei diversi territori e dell'autonomia regionale in particolare badando molto e centrandosi sul criterio della solidarietà nazionale attraverso meccanismi di perequazione che invece in questo modo vengono cancellati di fatto, che vengono utilizzati subito per ottenere qualche risultato tra l'altro molto opinabile per il futuro ma che da subito invece impegnerà questa Regione ad accollarsi una spesa che tra l'altro è fuori controllo, fuori controllo e che d'altra parte almeno per le stime che si conoscono presenta un trend di crescita che non è inferiore al 6,7-7 per cento annuo e che cioè in prospettiva può erodere completamente il beneficio qualora arrivi.

La trattativa non si fa soltanto con la modalità del confronto contrattuale tra le imprese, la trattativa istituzionale si fa tenendo conto di quello che è l'esigenza di un territorio e la prospettiva futura, questo non è stato fatto, questo è stato fatto con un metodo sbagliato noi non lo condividiamo assolutamente, proponiamo un'alternativa.

PRESIDENTE. Grazie onorevole La Spisa.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Sì Presidente, grazie per annunciare il voto favorevole dei Riformatori all'ordine del giorno e per fare qualche valutazione aggiuntiva sulla replica del presidente Soru.

Presidente, il mandato che lei aveva ricevuto dalle forze consiliari ai tempi del vecchio governo era quello di ottenere 2600 milioni di euro sul pregresso e la ? dell'articolo 8 dello statuto. Per motivi che lei dice essere convenienti per la Sardegna ha fatto cose diverse, nel senso che non ha ottenuto i 2600 miliardi di pregresso e non ha ottenuto l'attuazione dell' articolo 8 ma una cosa che secondo quello che lei dice è addirittura più vantaggiosa. Noi le abbiamo espresso dei dubbi ragionevoli e ragionati e motivati, sul comma 4 e sul comma 5 dell'articolo 102 che secondo noi introducono delle variabili che potrebbero essere gravemente inficianti dell'ottimo accordo che lei dice di aver raggiunto. In questo senso Presidente, abbiamo ritenuto inopportuna il tipo di comunicazione che lei ha fatto sul risultato ottenuto, non perché lei ci debba chiedere scusa perché ha organizzato una conferenza stampa, io credo che dei Riformatori lei ha sempre avuto rispetto sia istituzionale che umano, lei dimostra di voler fraintendere ciò che noi le abbiamo detto dicendo che la conferenza stampa è quello che ha interrotto il rapporto e se non ci siamo capiti Presidente per noi c'è il dubbio che ci sia un deficit di comunicazione, nel senso che il percorso che era stato indicato quando noi eravamo andati a chiedere tutti insieme comprese forze di minoranza allo Stato i diritti della Sardegna sulle entrate era un percorso di condivisione significa ragionamento insieme, condivisione significa che se io ottengo un risultato diverso da quello che è il mio mandato, ma secondo me vantaggioso per i sardi, beh, condivido, discuto, ragiono e spiego e ottengo insieme la condivisione del risultato prima di dare l'assenso. Altrimenti si chiama comunicazione di un risultato che può darsi che gli anni dicano, in futuro, che sia stato un buon risultato per la Sardegna, ma sul quale noi abbiamo dei dubbi fortissimi e glieli abbiamo esternati, sia nel merito che nella sostanza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Si poteva ottenere di più, diceva il collega adesso, noi esprimiamo dubbi, abbiamo perplessità e però nel documento che si vuole portare al voto si chiede al Parlamento, anzi al Consiglio dei Ministri, di stralciare l'articolo 102 e di affidarlo ad un disegno di legge. So che questa idea è venuta anche in ambienti, riferendosi alla 83, della nostra area. Questo sarebbe il danno più grave che si potrebbe fare alla Sardegna e al Popolo sardo in questo momento. Stralciamo l'articolo 102, affidiamolo ad un disegno di legge, che si perderebbe nella notte dei tempi e che avrebbe l'opposizione di tutto il territorio nazionale. Voto quindi no all'ordine del giorno e ritengo questa richiesta, che è l'unica vera richiesta perché poi l'altra impegna la richiesta dello stralcio dell'articolo 102, un danno per la Sardegna.

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione dell'ordine del giorno numero 1 colleghi, non è stata chiesta la votazione elettronica…

Ha domandato di parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.

CASSANO (Riformatori Sardi). Voto elettronico palese!

PRESIDENTE. Sì, chi si associa alla richiesta dell'onorevole Cassano?

(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Biancareddu - Capelli - Cassano - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Farigu - Gallus - La Spisa - Ladu - Licandro - Liori - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Fadda - Floris Vincenzo - Giagu - Giorico - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orru' - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Floris Mario.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 71

votanti 68

astenuti 3

maggioranza 35

favorevoli 23

contrari 45

(Il Consiglio non approva.)

La risoluzione della terza Commissione. Alla risoluzione è stato presentato un emendamento aggiuntivo, a firma dell'onorevole Balia. La risoluzione è stata già presentata e discussa, sono ammesse dichiarazioni di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Rinuncio!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Rinuncio!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, rapidissimo per riconfermare il significato dell'emendamento aggiuntivo. Dicevo rapidissimo anche perché i contenuti dello stesso sono stati ampiamente illustrati in sede di dibattito generale, sono intervenuto in quella sede così come sono intervenuti altri colleghi del gruppo, sia l'onorevole Maninchedda che l'onorevole Serra, che hanno posto l'accento sulle problematiche contenute all'interno dell'emendamento. L'emendamento, praticamente, costituisce un elemento di maggiore garanzia all'interno della risoluzione e rappresenta, in qualche maniera, un possibile paracadute per il futuro, qualora vi siano variazioni significative nei costi sia della sanità che dei trasporti, relativamente alla continuità territoriale, qualora queste variazioni implichino, comportino una dimensione della spesa di questi due comparti molto onerosa. Quindi è un elemento di garanzia ulteriore a riconferma di un impegno e di un lavoro che la Giunta regionale ha portato avanti e che comporta così un risultato maggiormente garantista e maggiormente positivo. Naturalmente il voto è favorevole all'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Farigu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FARIGU (Gruppo Misto). Sull'emendamento Presidente o sulla risoluzione?

PRESIDENTE. Sulla risoluzione e sull'emendamento!

FARIGU (Gruppo Misto). Presidente, il mio voto è contrario per sottolineare negativamente l'azione del Governo Prodi, realizzata sull'articolo 102 della finanziaria all'esame del Parlamento, che ci riguarda direttamente. Negatività non solo per un rituale che ha offeso il nostro Statuto, articolo 54, ma per un giudizio negativo sulla sostanza, a fronte di uno scarico della sanità, a cui sono contrario al di là di ogni considerazione e valutazione di risorse finanziarie, perché la regionalizzazione del diritto alla salute è un fatto estremamente pericoloso, a fronte di un diritto costituzionalmente garantito. Contrario per il trasferimento tout court dei trasporti, perché il sistema dei trasporti sono elemento essenziale per lo sviluppo della nostra Regione e la nostra Regione è una regione che va considerata nel contesto del Meridione; e nel momento in cui si dice che l'Italia non potrà, come dire, decollare, riprendere il suo sviluppo, se non avrà un Meridione che cammina. Senza un sistema adeguato ai trasporti non c'è sviluppo economico, non c'è crescita sociale. La continuità territoriale. Bisogna che il paese capisca che non è una questione di sardi, è una questione del paese, è una questione d'Europa, è una questione, nel 2010, del Mediterraneo. Quindi non è un problema che si rinchiude nel perimetro della nostra Isola. Quindi, non si può scaricare questo problema interamente sulla nostra competenza amministrativa e finanziaria regionale. Il mio voto è contrario per sottolineare questo atteggiamento subalterno del Presidente della Giunta, che si comporta più come un proconsole di Prodi, Presidente del Consiglio, che come un sardo autentico chiamato a difendere valori della nostra Autonomia. Una subalternità, lo sottolineo, al Presidente del Consiglio Prodi e non lo dico a caso, lo dico per sottolineare un aspetto politico che aggrava il suo atteggiamento che certo non fa onore alla grande tradizione di uomini di valore della Sardegna, a partire dall'Angioi, ai Cavallera, ad Emilio Lussu o a Gramsci…

PRESIDENTE. Prego, Concluda onorevole Farigu. Qualche secondo, prego!

FARIGU (Gruppo Misto). E' finito il tempo? …che non erano abituati - le chiedo un po' di tempo! - ad offrir le terga a nessun dominante! Il mio voto contrario e per sollecitare il Consiglio regionale ad una rapida approvazione di una legge regionale nuova, per liberarci da un ingombrante Presidente della Giunta che rassomiglia più ad un tiranno paludato di formale democrazia, questo è…

(Interruzioni)

FARIGU (Gruppo Misto). Presidente, quando fanno chiasso è come se a lei spegnessero la luce!

PRESIDENTE. Concluda onorevole Farigu.

FARIGU (Gruppo Misto). Voglio dire, voglio sottolineare la mia volontà di voto contrario accompagnato all'auspicio che il Parlamento nazionale bocci la finanziaria per aiutare il paese a liberarsi anche di un altro Capo del governo che rassomiglia più a un esperto delle lobby finanziarie economiche internazionali.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Farigu.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi, andiamo avanti. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Emendamento e risoluzione vero?

PRESIDENTE. No.

CAPELLI (U.D.C.). Sull'emendamento e la risoluzione. Io voterò contro la risoluzione e vorrei spiegare brevemente anche perché. Come ho detto in Commissione avremmo accettato di discutere la risoluzione, senza la parte che inizia con "condividendo la proposta del Governo" è parere favorevole. Per il resto eravamo disponibili a discutere la risoluzione. Aggiungo che l'emendamento Balia che noi avremmo voluto inserire in Commissione è un emendamento che ci trova concordi ed era la formula che volevamo inserire in Commissione e forse saremo arrivati anche alla condivisione della risoluzione. Tutto questo non si è voluto fare, non si è voluto fare e oggi si rappresenta in aula la necessità dell'unità, c'era il modo, il tempo per avere l'unità e siccome Presidente lei non c'era durante il mio intervento di stamattina, ho spiegato del perché a volte, soprattutto quando si fanno leggi, si discute sul futuro degli altri e quando c'è un rapporto istituzionale basato sullo stato di diritto le regole sono, e il metodo quindi, sono "sostanza" e non si può prescindere dalle regole e dal metodo. Le vorrei sottolineare, in chiusura di quanto le ho detto stamattina che quando c'è stato dato modo di confrontarci, a volte anche i vostri numeri sono stati corretti da noi, in un rapporto di collaborazione, com'è avvenuto nell'ultima è nella penultima finanziaria e abbiamo contribuito a correggere degli errori così come abbiamo accettato delle proposte. Questa è l'onestà intellettuale, io vorrei farle una domanda se avrà modo di rispondere perché diversamente devo dire che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Si è mai chiesto perché lei doveva rappresentare l'intesa sul mandato del Consiglio? Questo doveva rappresentare in sede di intesa con lo Stato, si è mai chiesto del perché il Presidente Prodi che le ha rappresentato una proposta passata prima al vaglio dell'approvazione del Consiglio dei ministri e che deve passare al vaglio dell'approvazione del Parlamento diversamente dal fatto che, per quanto riguarda la parte regionale dovesse essere solo lei ad esprimere l'intesa, non le sembra che ci sia una diversità della rappresentazione di poteri? La conferenza stampa non ha niente a che vedere con la nostra posizione, ma quello che viene prima della conferenza stampa, lei sarebbe stato sicuramente il rappresentante dell'intesa del Consiglio e avrebbe fatto sicuramente bene a rappresentarla in conferenza stampa se prima di quel passaggio avesse usato la correttezza istituzionale del confronto, perché nessuno è perfetto, è il "102" dimostra che nessuno è perfetto…

PRESIDENTE. Continui onorevole Capelli.

CAPELLI (U.D.C.). …e tutti insieme, colleghi della maggioranza e della minoranza, cioè un Consiglio regionale che ha a cuore la risoluzione di un problema avrebbero potuto partecipare per rendere il "102" più opportuno, più efficace, più prudente e sicuramente avrebbe fatto l'interesse di tutti i sardi.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli. Prego i colleghi di stare entro i termini previsti.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Io pongo al Presidente del Consiglio un problema relativamente a questa risoluzione nel senso che il mio voto per scelta e determinazione politica è condizionato dall'accoglimento dell'emendamento numero 1 a firma dell'onorevole Peppino Balia. Io reputo infatti che la risoluzione, così com'è stata formulata, così come è uscita dal lavoro della Commissione, così com'è stata illustrata in aula, sia più completa e più adeguata laddove venga accolta questa modifica che offre l'opportunità di modificare il sistema proprio con le rilevazioni dei costi di partecipazione. So che non è usuale quello che sto chiedendo forse non fa parte della prassi consolidata di quest'Assemblea, però io vorrei che venisse rispettato questo assunto nel senso che l'emendamento aggiuntivo, per me è parte integrante del testo, di conseguenza reputo di dover esprimere l'eventuale mio voto di astensione sulla risoluzione qualora l'emendamento numero 1 dovesse essere bocciato. Grazie Presidente.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Caligaris. Come sa per regolamento gli emendamenti aggiuntivi si votano dopo il testo, quindi questo suo legare una cosa all'altra, in termini di regolamento non è possibile, può farsi rassicurare politicamente dai colleghi che hanno lavorato all'emendamento.

Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente. Per annunciare il voto favorevole all'emendamento numero 1 a firma dell'onorevole Balia, perché esplode lo spirito autonomistico e compensativo oltre che aggiuntivo, come l'emendamento, perché impegna il Governo a rivedere dunque con la Regione ciò che si sta addensando attualmente sul nostro orizzonte, e quello che potrà accadere fra tre anni, infatti è la sintesi dell'intervento che ho portato avanti stamattina quando con preoccupazione facevo vivere cosa vorrà dire accollarsi quest'onere della sanità e soprattutto anche la cancellazione, una volta per tutte, di una legge che sanciva finalmente il principio anche per i sardi di spostarsi in continuità territoriale. Perché sparisce la "144", legge che ha impegnato non solo il partito sardo ma anche forze del centrosinistra. Con questo emendamento compensativo che io vedo con favore , mentre mi asterrò sulla risoluzione perché non si può applicare ad un organo politico così complesso come il Consiglio regionale il motto: "il fine giustifica i mezzi" perché le spettanze si ottengono perseguendo una strada di correttezza istituzionale e i buoni fini si ottengono con i buoni mezzi. Questa volta non c'è stato, e drammaticamente si intreccia sia il metodo che il merito. L'ho sottolineato stamattina, per questo sulla risoluzione mi asterrò e voterò a favore dell'emendamento dell'onorevole Balia.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Atzeri. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Il nostro voto sarà sfavorevole alla risoluzione presentata dalla maggioranza e mi dispiace per il collega Cucca, io avrei voluto esprimere, avremmo voluto esprimere un voto positivo, almeno per questioni di vicinanza, però effettivamente questa risoluzione non è votabile, non ha avuto i miglioramenti che noi avevamo previsto e richiesto. Mentre voteremo… un voto di astensione per l'emendamento Balia perché pur ritenendo che in questo contesto non porterà da nessuna parte però almeno ha affrontato in modo diverso, con un approccio diverso, il problema. Secondo me è giusto il concetto, l'idea di poter introdurre questa modifica alla risoluzione però io Presidente mi riferisco sempre alle sue dichiarazioni che ha fatto durante l'intervento in questo Consiglio soprattutto rispondendo agli interventi della minoranza, per dire che non sono per niente soddisfatto, anche perché mi pare che la regione Sardegna abbia votato un Presidente, non un commissario. Il Commissario io invece lo manderei alla Regione Campania, e al Comune di Napoli, che sono i veri responsabili di questa situazione per quanto riguarda i rifiuti di cui stiamo parlando, perché le situazioni di emergenza, quali quelle che si sono verificate in questo momento a Napoli, sono dovute a due motivazioni: o sono dovute a cause di calamità naturali, o a cause di malgoverno. Allora, la situazione di emergenza in Campania è dovuta al malgoverno, pertanto io credo che noi non ci saremmo dovuti comunque prestare a questa forma di aiuto, anche perché mi pare che, mi pare che…

PRESIDENTE. Onorevole Ladu, stia al tema.

(Interruzioni)

LADU (Fortza Paris). Non mi spaventi, non mi spaventi.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Sei fuori tema, parla della risoluzione.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Ladu, le chiedo scusa, non si deve spaventare però dovrebbe stare nel tema.

LADU (Fortza Paris). Io chiedo di recuperare i due minuti e mezzo che mi hanno fatto perdere. Per dire che il comportamento di questo Governo regionale mi pare che sia più orientato a non pestare i piedi al Governo nazionale che a risolvere i problemi della Sardegna. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ladu.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Dichiaro il voto contrario alla risoluzione e il voto di astensione, da parte del nostro Gruppo, all'emendamento Balia, per le motivazioni che sono state già sottolineate su questo emendamento. Sulla risoluzione il voto è contrario non sottovalutando che certamente il voto contrario della opposizione e la non unanimità, quindi, di questa approvazione certamente non rafforza la posizione della Regione sull'intesa a questa modifica del Titolo III dello Statuto, noi siamo pienamente coscienti di questo e d'altra parte, però, abbiamo tentato di modificare la linea proprio in quella direzione che i D.S. considerano come sciagurata, cioè l'approvazione e la conversione di questo contenuto della riforma del Titolo III in un disegno di legge ad hoc che più prudentemente si sarebbe potuto fare se, evidentemente, da un lato si avesse avuto più fiducia nei confronti del Governo nazionale, da parte vostra eh, nei confronti del Governo nazionale e del Parlamento nazionale, non volendo cioè affrettare la dichiarazione d'intesa da parte della Regione nella stessa sede del Consiglio dei Ministri ed affidando a un confronto serio, ponderato tra tutte le forze politiche e sociali della Sardegna su un'ipotesi della riforma del Titolo III dello Statuto, così come è accaduto nel 1983 quando l'allora assessore Floris, credo, aveva effettivamente contribuito con la Giunta di allora ad ottenere, sì allora, un grandissimo risultato per la Sardegna in termini di riforma del regime delle entrate. Si poteva fare, attivare un percorso se si fosse avuta una maggiore fiducia nel sistema di governo e nel sistema parlamentare italiano, evidentemente voi non avete questa fiducia e d'altra parte volevate subito portare all'incasso un risultato sul piano della comunicazione interna alla Regione, noi siamo portati a pensare anche questo. Se si credesse davvero nell'utilità del "102", così come formulato, si sarebbe percorsa un'altra strada, non l'avete voluto fare, avete avuto fretta di dare l'intesa e di portare ad un Consiglio regionale diviso, su questo argomento, una risoluzione che esprime soltanto una parte della Sardegna.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa.

Ha domandato di parlare il consigliere Cachia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CACHIA (La Margherita-D.L.). Mah, io signor Presidente non volevo intervenire, ho chiesto il permesso al mio Capogruppo e lui me l'ha consentito, quindi, parlerò a titolo personale. Comunque, io voto a favore della risoluzione e dell'emendamento del collega, poi vorrei rivolgermi al nostro Presidente - lo riconosco perché l'abbiamo eletto noi, l'hanno eletto tutti i sardi - non mio personale, ma di tutta la Sardegna. Lei, signor Presidente - mi consenta di fare alcune considerazioni -a me risulta che sia un uomo fortunato, ha avuto successo negli affari, nella vita, è un uomo alto, disse qualcuno per Cesare: "homo longus si nihil sapiens", ma Cesare rispose: "sed sapiens sapientissimus". Io ancora non ho verificato, ma ci sono vicino, che lei è un uomo molto sapiente, però è sfortunato perché anche se lei regala Fiscali - non so se sia proprietario o meno, so che lei ha ceduto tutto - lei farà sempre peggio, qualsiasi cosa lei faccia qualcuno lo dipingerà come il Leviatano di Hobbes, qualche altro come uno che dice bugie. Ora, a me non sembra che sia così. Anche perché sono un lettore di Nostradamus, e Nostradamus per il 3000, per il trentunesimo secolo, prevede che la Sardegna sarà rigogliosa. Io non lo so se sarà merito suo, ma questo me lo auguro.

Poi, vorrei, così sommessamente, dall'alto dei miei sessant'anni, dire a qualche collega come diceva San Paolo: non abbiate quest'alta considerazione di voi stessi. Sono persone intelligenti, se usiamo la nostra intelligenza per costruire, per proporre, per dialogare credo che facciamo una cosa che va bene a noi stessi e soprattutto va bene per la Sardegna. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cachia.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Annuncio il voto di astensione dei Riformatori sull'emendamento presentato dal collega Balia e il voto contrario alla risoluzione. Devo dire, mi rivolgo ai colleghi del centrosinistra, che l'emendamento Balia, a cui noi daremo il voto di astensione in segno di attenzione, sostanzialmente riprende le preoccupazioni che noi vi abbiamo rappresentato in Aula, per cui sostanzialmente nel merito delle cose che noi abbiamo detto, se voi andrete, come Aula, ad approvare l'emendamento che è proposto come primo firmatario dal collega Balia, beh insomma, in un certo qual senso direte che ciò che noi abbiamo detto nel merito non era completamente privo di fondamento, perché se lo fosse stato non ci sarebbe stato nessun bisogno di impegnare il Governo alla revisione qualora, se questa necessità che noi vi abbiamo suggerito nei nostri interventi, è stata fatta da voi è perché qualcosa, tra quelle che noi abbiamo detto sulla sanità, tra quelle che abbiamo detto sulla continuità territoriale, sul trasporto pubblico locale, colpisce anche voi e qualcuna delle perplessità che abbiamo noi è anche vostra.

Sul metodo, beh colleghi, quello che succederà tra pochi istanti in quest'Aula è un vostro fallimento, perché se effettivamente il risultato che si era raggiunto, e che era frutto di una condivisione di intenti per l'intero Consiglio regionale, è un buon risultato e se questo risultato non è, come voi sostenete, più condiviso, mentre è stato condiviso il percorso sino al momento precedente al risultato, beh insomma mi sembra che sia un insuccesso politico il vostro, quindi mi sembra che sul metodo sia importante che voi vi interroghiate, perché forse ragionando e riflettendo sulle cose che la minoranza vi ha detto in quest'Aula, beh insomma, forse troverete il modo per evitare che il metodo sia ripercorso e che un insuccesso politico, come quello che voi incasserete pur nel voto positivo tra qualche istante, sia ripetuto nel tempo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Ha domandato il consigliere Cucca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore. Grazie, Presidente. Intanto per esprimere parere favorevole della Commissione sull'emendamento proposto dall'onorevole Balia e per annunciare il voto favorevole all'emendamento, evidentemente, e al testo della risoluzione. Mi dispiace ribadire che probabilmente oggi abbiamo perso un'occasione, abbiamo perso un'occasione di continuare quel percorso che avevamo avviato e che certamente, non per volontà della maggioranza, viene oggi in qualche maniera interrotto, io non sono assolutamente d'accordo con quanto ha testé detto l'onorevole Vargiu circa il fatto del fallimento della maggioranza, il fallimento non è della maggioranza, sono convinto, anzi sono certo che questo percorso, questa Traviata porterà sicuramente a risultati ottimi per la Sardegna. Il fallimento eventualmente lo vedrei nell'azione che è stata condotta oggi dall'opposizione che francamente mi è sembrata oggi veramente incapace di fare opposizione costruttiva, così come ci saremmo aspettati considerata la vastità e la portata degli argomenti di cui oggi si tratta. E osservo, in maniera assolutamente..., in qualche maniera anche estraniandomi dal ruolo, ma mi pare di capire oggi si è contestato, ed è da diversi giorni che si parla, si è contestato il metodo laddove il Presidente è stato chiamato a dare l'intesa, ma io ho detto - l'avevo detto in Commissione, l'ho ribadito stamattina, lo ribadisco anche in questa sede - a me pare che il procedimento sia stato assolutamente corretto. La lettura, la semplice lettura del testo dell'articolo 54 consente di dire che si è agito nella maniera assolutamente legittima. Siamo in presenza di un procedimento complesso e la conferma di tutto questo giunge esattamente dal contenuto dell'ordine del giorno che è stato presentato dall'opposizione, perché mi domando che cosa sarebbe accaduto se per caso questo Consiglio oggi avesse approvato l'ordine del giorno, se non quello di dare mandato al Presidente della Regione di andare a Roma e dire: non ci sta bene ciò che avete fatto fino ad ora, per cui io avevo inizialmente prestato l'intesa e invece questo Consiglio ha inteso non condividere. Mi pare che si veda qui quali siano effettivamente i veri obiettivi che sono stati portati all'attenzione di quest'Aula da parte dell'opposizione che come dicevo, come ho detto prima, lo ribadisco adesso, è semplicemente quello di distruggere strumentalmente, di criticare strumentalmente e non costruttivamente, quanto di buono è stato fatto, e i risultati - io sono certo - arriveranno in tempi ragionevolmente brevi per quanto è stato già esposto dal Presidente della Regione che ha già detto che, di fatto, anche il risultato per il tempo intermedio ci consentirà una programmazione efficace per lo sviluppo economico della nostra Isola. E quindi, ovviamente, confermo il voto favorevole per la risoluzione e anche per l'emendamento.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Sì, solo per chiarire. Intanto per annunciare il voto contrario alla risoluzione, però, vede presidente Cucca, qui non siamo in un tribunale, qua siamo in un'Aula consiliare; io capisco che lei voglia anche interpretare ciò che non è interpretabile però, se lei avesse letto con attenzione l'ordine del giorno, noi richiediamo, ma poi impegniamo il Presidente della Regione in ben altre cose; quindi il problema non si pone assolutamente. Io sono convinto che la prassi corretta sarebbe stata quella di predisporre un disegno di legge da trasmettere al Consiglio regionale, il Consiglio regionale avrebbe potuto prendere anche le stesse decisioni, non c'è dubbio, e non è una formalità, è il rispetto delle norme. Noi lo abbiamo fatto come richiesta ma l'impegno che noi chiediamo al Presidente della Regione è un altro e lei lo troverà ampiamente descritto. Quindi non si possono stravolgere le regole, noi non stiamo facendo né populismo, né demagogia, noi ci stiamo richiamando all'impegno che il Presidente della Regione aveva preso a suo tempo con noi a Roma e a quello ci siamo richiamati. Ora, il Presidente della Regione, che era assente quando sono intervenuto prima, ha ritenuto di dover chiedere scusa a quest'Aula; ho detto, Presidente, che è inopportuno che lei chieda scusa all'Aula perché è già la seconda volta che lo fa, non è opportuno: lei si misuri con le forze politiche di quest'Aula e stia tranquillo che non dovrà chiedere scusa a nessuno.

Lei ha avuto il consenso, è il Presidente, non c'è dubbio, non glielo leva nessuno, anche se io la continuerò a chiamare "onorevole Soru" ma questo non cambia i termini della vicenda. Però la invito, veramente, non è corretto, né per lei e né per noi, che qualcuno ci chieda scusa, perché lei non si deve scusare con il Consiglio regionale, il Consiglio regionale è una parte fondamentale della Regione Sardegna, quanto la Giunta e quanto il Presidente del Consiglio, ecco perché io mi sono richiamato a questo. Ora, se poi si vogliono fare le arringhe che si vogliono fare, presidente Cucca, le faccia pure, però non è questo, lei in Commissione ha manifestato le stesse perplessità nostre, le stesse perplessità nostre, sull'articolo 54, sul comma 2 e 5. Io rimango del parere che quando si dice "sentita la Regione" si dice sentito il Consiglio regionale, su questo ci sono interpretazioni diverse, benissimo, io ho chiesto un parere all'Ufficio legislativo, all'Ufficio studi della Regione, l'ho chiesto ma non l'ho chiesto solo qui, l'ho chiesto anche da altre parti. Ora lei dirà: non cambia i termini della vicenda; ma non si venga a dire che i passaggi sono stati fatti tutti! Questa è una sanatoria, quella che stiamo facendo, non è altro! Poi i risultati saranno buoni o cattivi, verranno giudicati in seguito, io mi auguro comunque che il "102" venga approvato, attenzione, non è questo che stiamo discutendo, ma non ci si venga a vendere dei numeri che non esistono, perché io avrei voluto sentire l'Assessore parlare di alcune cose, sulle quali purtroppo non è intervenuto. Perché io i problemi li ho sollevati sull'IVA, non è che non li ho sollevati, nessuno di voi si è permesso di confutarli.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana.

Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Per esprimere il voto a favore della risoluzione e dell'emendamento e per ragionare su alcune cose che sono state dette in quest'Aula.

Il ruolo del Consiglio. Il Consiglio ha un ruolo quando la ragionevolezza delle posizioni prevale sui rapporti di forza. Oggi non si può dire che non ci sia stata una disponibilità ad ascoltare la ragionevolezza delle posizioni, anche di quelle critiche. Se dinanzi a una apertura di ragionevolezza si mantiene, invece, la logica delle parti allora sì che non ha molto senso difendere a oltranza il ruolo dell'Aula, perché l'Aula ha un ruolo quando serve a modificare le posizioni in base alla ragionevolezza delle posizione e non ai numeri.

Quanto ai numeri, richiamati dall'onorevole Diana, una cosa è certa: il meccanismo dell'IVA e quello previsto dal decreto legislativo 56 del 2000; noi non abbiamo un meccanismo perequativo perché abbiamo una percentuale più alta di gettito. Oggi il Consiglio regionale si pronuncia e dice: siccome abbiamo ancora bisogno di perequare la Sardegna con le altre Regioni d'Italia - e ha ragione l'onorevole Vargiu che certamente la ragionevolezza di alcune posizioni incide nel modificare queste posizioni - noi oggi diciamo che sulla perequazione della Sardegna, ma anche dei livelli, degli standard, dei trasporti e della sanità in Sardegna, noi manteniamo un rapporto pattizio con lo Stato, lo manteniamo, la cosa che invece, a mio avviso, sarà incomprensibile è che noi sulla vigilanza di ciò che prevede il "102" ci dividiamo, perché il 102 è una promessa e il Governo nazionale in due, tre anni, può non mantenere quella promessa; e certamente è molto incentivato a non farlo quando ci vede divisi, anche quando si accetta di inserire clausole che accolgono posizioni ragionevolmente distinte che sono state espresse nel corso di questi giorni.

Il Consiglio ha un ruolo quando non si fanno valere i muscoli e vale la ragionevolezza delle posizioni: oggi c'era il clima per farle valere, forse si è persa un'occasione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Non abbiamo perso un'occasione, qualcuno in quest'Aula ha perso un'occasione, mi riferisco al centrodestra, noi riteniamo di non aver perso un'occasione esprimendo il voto a favore della risoluzione della Commissione e dell'emendamento del collega Balia.

La Regione ha un suo legittimo rappresentante, collega Diana, ed è stato legittimato dal voto popolare; il Consiglio oggi approva una risoluzione della Commissione che rafforza l'intesa già espressa nel Consiglio dei Ministri nel quale era seduto il Presidente della Regione. Noi riteniamo l'articolo 102 un risultato straordinario e storico per la Sardegna, ciò nonostante il Consiglio approverà una risoluzione che chiede di più, e chiede un ulteriore sforzo, chiede di anticipare al 2010, data la straordinaria difficoltà nella quale la Sardegna vive, chiede di introdurre nella modifica dell'articolo 8 al secondo comma dell'articolo 102 e chiede oggi, accogliendo l'emendamento del collega Balia, un ulteriore modificazione dell'articolo 102. E' questo il diverso atteggiamento che abbiamo avuto su questo aspetto: voi avete chiesto lo stralcio dell'articolo 102 e il rinvio ad una legge che avrebbe avuto, come ho detto prima, nel tempo, la discussione; noi invece ci attrezziamo a difendere l'articolo 102 coscienti delle difficoltà che troverà in Parlamento, e le prime avvisaglie le abbiamo avute nel dibattito sulla finanziaria e sull'atteggiamento delle altre Regioni sull'articolo 102. Quindi ci attrezziamo con i nostri parlamentari, con tutto ciò che possiamo schierare a difendere l'articolo 102, e chiediamo, se è possibile, di andare a migliorare ulteriormente l'articolo 102. Voi vi siete attestati su una posizione di rigetto, di opposizione pensando che il terreno positivo per la opposizione sia quello del malessere agitando un malessere, come ha ricordato il Presidente, pensando che questo sia il terreno utile per l'opposizione. Devo dire sinceramente pensavo che questo atteggiamento dell'opposizione fosse frutto nel passato, di un atteggiamento isterico di qualche collega che era stato sconfitto nelle elezioni regionali e che influenzava negativamente, quel collega non c'è più, è rimasto però l'atteggiamento isterico di opposizione e (di non) disponibilità invece a partecipare in un ruolo positivo e di governo anche da parte dell'opposizione.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Marrocu. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (U.D.C.). Ma, Presidente, colleghi, collega Marrocu. Io faccio parte dell'opposizione e non credo che il mio intervento fosse isterico stamattina, anzi ho cercato, me ne hai dato atto, ho cercato di lamentare forse una mancanza di sensibilità, non ascrivibile soltanto e sempre al presidente Soru, ma anche ascrivibile a noi stessi, e a voi stessi che rappresentate la maggioranza. E questo emendamento di Peppino Balia, che io voterei anche a favore, però mi astengo perché poi devo votare contro la risoluzione, sancisce il fallimento dell'impalcatura dell'articolo 102, perché fa proprio riferimento alla sanità e ai trasporti, sembrano quegli espropri che si facevano un tempo dove si scriveva alla fine "salvo conguaglio". Il dubbio da cosa nasce, il pregiudizio, vero però, dal fatto che la spesa sanitaria nessuno è in condizioni di quantificarla in termini certi né oggi e né per il futuro, quando si sente parlare, da autorevoli esponenti, uno che afferma che la sanità costa 970 milioni di euro e un altro altrettanto autorevole dice che costa 2 miliardi 400 milioni di euro, qualcuno sta bluffando. Quindi, ma come si fa ad accollarsi questa intera spesa quando non c'è certezza di quale sarà. Io su questo avrei gradito un confronto più serrato da parte di tutti i colleghi del Consiglio anche tenuto conto che la spesa sanitaria aumenterà, in quanto in questa Regione grazie a Dio l'età media avanza, purtroppo necessità di cure all'estero, quindi veramente se c'era una possibilità di dialogo eccetera poi l'ha cancellata il presidente Soru, perché, stasera Presidente, mi consenta, insomma, il suo intervento era un po' a gamba tesa, anche se in qualche parte condivisibile, ma sicuramente ha stoppato in qualche volenteroso, di questa parte, quell'idea di poter addivenire ad una soluzione, non dico unitaria, ma un po' più concordata rispetto a quella che si otterrà votando, come al solito, a maggioranza. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Biancareddu. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Sì, voterò a favore dell'emendamento e dell'articolo. Voto a favore dell'emendamento perché ritengo che sia già compreso nella previsione dell'articolo e se può essere utile per chiarire, è accolto. C'è qualcuno che pensa che per essere forti occorre non chiedere scusa mai, c'era anche una famosa pubblicità, io credo diversamente, invece, credo che… che sia utile ogni tanto chiedere scusa, soprattutto quando le scuse non servono per dichiarare una colpa o per ammettere, appunto una colpa, ma semplicemente per richiamarsi anche ad una volontà di maggiore attenzione, di maggiore disponibilità per il futuro. Però c'è qualcuno che pensa che sia dei forti non chiedere scusa mai, continui a coltivare quest'atteggiamento. Voto con molta convinzione a favore, perché siamo all'interno delle regole, siamo all'interno dell'articolo 54, questo Consiglio ha la possibilità di modificare l'articolo 54, scrivere un nuovo Statuto e di modificarlo. Ma fintanto che siamo all'interno dell'articolo 54, siamo all'interno delle regole, perché l'ultimo comma dell'articolo 54, chiede appunto, l'intesa della Regione, e del suo rappresentante legale, non del Consiglio. Ma pur non essendo necessaria l'intesa del Consiglio, mi sono presentato in Aula il giorno dopo dicendo, che in ogni caso volevo la condivisione del Consiglio, e ho portato questa discussione in Consiglio, e ho anche detto che sarei stato disponibile a chiedere la cancellazione dell'articolo 102, cioè quello che avete proposto voi oggi con il vostro ordine del giorno, se la Aula avesse ritenuto di doverlo fare. Io credo che l'Aula razionalmente oggi ritenga di non dover chiedere la cancellazione dell'articolo 102, ma di sostenerlo in tutte le maniere perché, se sarà legge dello Stato, sarà veramente una conquista importante epocale per questa Regione. Perché quando tutte queste storie, quando queste parole si poseranno e rimarrà poco, e rimarrà solamente traccia per chi lo vorrà andare a leggere, quello che rimarrà è che, comunque arrivano 740 milioni di euro, pochi o tanti che siano, io preferisco tradurli in ospedale Brotzu, sono più di tre ospedale Brotzu, sono sette ospedali per Sassari, per il passato, del prossimo anno per il 2007 ci sono circa 500 milioni di euro e dal 2010 in poi ci sono oltre 1 miliardo e mezzo di euro in più, che vuol dire oltre sette ospedale Brotzu ogni anno o un'autostrada tra Cagliari e Sassari ogni anno. E quindi rimarranno i fatti e per questo sono assolutamente sono tranquillo e sereno, come mai questa polemica, come mai ci siamo divisi per questo, io penso perché qualcuno sta comprendendo che è un fatto importante, è un fatto importante che accade dopo due anni e mezzo di legislatura, poco più di due anni di legislatura e dopo pochi…

PRESIDENTE. Concluda Presidente.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Posso terminare? 10 secondi. Qualcuno forse si sta rendendo, molto amaramente conto, di come siano stati sprecati e passati invano cinque anni del passato governo di centrodestra in Sardegna e di centrodestra nazionale, che non ha fatto nulla e ha portato zero euro, zero modifiche, zero chiarimenti sull'articolo 8 del nostro Statuto

PRESIDENTE. Grazie presidente Soru.

(Interruzioni dai banchi dell'opposizione)

PRESIDENTE. Bene. Possiamo anche proseguire, bene, siamo in fase di votazione colleghi, votiamo, nessuno ha chiesto la votazione elettronica, chi chiede la votazione elettronica? Onorevole Marrocu.

Prego i colleghi di predisporsi per la votazione elettronica. La risoluzione naturalmente e successivamente l'emendamento aggiuntivo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico della risoluzione numero 6/19.

(Segue la votazione)

PRESIDENTE. Prendo atto che i consiglieri Marracini e Uggias hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Giagu - Giorico - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orru' - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Biancareddu - Capelli - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - La Spisa - Ladu - Licandro - Liori - Milia - Murgioni - Pisano - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 67

votanti 66

astenuto 1

maggioranza 34

favorevoli 46

contrari 20

(Il Consiglio approva).

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Chiedo la votazione nominale dell'emendamento numero 1.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento aggiuntivo numero 1.

(Segue la votazione)

PRESIDENTE. Prendo atto che i consiglieri Pittalis, Pisu e Francesco Sanna hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Giagu - Giorico - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orru' - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Amadu - Biancareddu - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - La Spisa - Ladu - Licandro - Liori - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Pisano - Randazzo Alberto - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 70

votanti 48

astenuti 22

maggioranza 25

favorevoli 48

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. Bene, colleghi, dobbiamo proseguire il nostro lavoro con la conclusione della discussione sulla mozione 99, 88 e le interpellanze 151 A e 197 A. C'erano alcune iscrizioni a parlare dalla seduta precedente. Le iscrizioni a parlare sono dall'onorevole Calledda, Mattana e Pisano.

Chiedo scusa, c'era una richiesta di intervento per fatto personale del presidente Soru, al termine dell'argomento precedente.

Per fatto personale

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Grazie, signor Presidente. Ho chiesto di intervenire per fatto personale, perché sentendo parlare il consigliere Capelli ho ritenuto protestare. Protestare è l'unico modo che mi è possibile, protestare per le parole espresse in quest'aula. Credo che sia stato sbagliato, ed è assolutamente censurabile, che si facciano dei giochi verbali, delle acrobazie verbali per dire che comunque molti sarebbero voluti essere al posto di una qualche persona nel commettere atti in qualche maniera violenti nei confronti del Presidente della Regione o, come ho letto sul giornale, chi è che non ha mai avuto voglia di dare uno schiaffo al Presidente della Regione? Credo che sia stato sbagliato. Oggi c'è stato detto che era in termini figurati ma, avendo sentito il mio intervento, toglierebbe anche il termine "figurati" per sottolineare che proprio è importante e l'avrebbe voluto fare in qualsiasi maniera, in maniera figurata e no. Bene, io credo che sia un modo di agire in quest'Aula che, per il rispetto che ho di quest'Aula, tengo a sottolineare che è profondamente sbagliato, e sarebbe auspicabile che nel futuro trovassimo altre forme per protestare un dissenso politico, entrassimo nel merito delle cose piuttosto che sulle persone, senza parlare del carattere delle persone, degli atteggiamenti mentali delle persone, senza parlare delle persone, parlare delle cose. Quando si finisce per parlare delle cose, in ogni conversazione, vuol dire che la conversazione è già finita, quando si finisce per parlare delle persone, invece che delle cose, vuol dire che la conversazione è finita, che si ha pochissimo da dire e che è già tempo sciupato.

PRESIDENTE. Grazie, Presidente. Onorevole Capelli, mi dica su che cosa intende parlare.

CAPELLI (U.D.C.). Un fatto personale.

PRESIDENTE. Va bene. Alla fine della seduta vediamo se c'è un fatto personale… infatti, il Presidente ha parlato al termine dell'argomento, a termini di Regolamento.

CAPELLI (U.D.C.). Non vuole che risponda, Presidente?

PRESIDENTE. Sì, ma non dobbiamo fare un dibattito. No, non c'è bisogno di rispondere secondo me. Grazie.

CAPELLI (U.D.C.). Tuteli in questo modo il suo Presidente!

PRESIDENTE. No, tutelo l'Aula, onorevole Capelli.

CAPELLI (U.D.C.). Stia molto tranquillo, lei.

PRESIDENTE. E anche lei, un pochettino, stia tranquillo.

Appunto, quindi andiamo avanti. Se lei chiede per fatto personale poi ci spiega qual è il fatto personale e a termini di Regolamento le darò la parola. Né più né meno.

CAPELLI (U.D.C.). Che lei ha già interpretato male, perché i fatti personali sono a fine seduta.

PRESIDENTE. Appunto. Se lei si legge bene il Regolamento, vedrà che ho ragione io. Comunque non mi va di polemizzare con lei, però ho ragione.

CAPELLI (U.D.C.). Mi dica dove!

PRESIDENTE. Nell'articolo del Regolamento. Se lo legga lei e comunque, onorevole Capelli, non ha la parola.

Continuazione e fine della discussione delle mozioni La Spisa - Artizzu - Capelli - Cappai - Cherchi Oscar - Ladu - Vargiu - Lombardo - Contu - Licandro - Petrini - Rassu - Sanciu - Sanjust - Dedoni - Murgioni - Amadu - Moro - Sanna Matteo - Diana - Pisano - Farigu - Liori - Biancareddu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Milia - Cassano - Cuccu Franco Ignazio sulla problematica industriale ed energetica, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (99) e Floris Vincenzo - Marrocu - Calledda - Barracciu - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Lai - Mattana - Orrù - Pacifico - Pirisi - Sanna Alberto - Sanna Franco sulla grave crisi industriale della Sardegna (88) abbinata allo svolgimento delle interpellanze Maninchedda - Balia sulla crisi dell'industria nella Sardegna centrale (151/A) e Balia - Maninchedda - Masia - Salis - Serra sul rischio di smantellamento della termocentrale

di Ottana (197).

PRESIDENTE. Andiamo avanti. L'ordine del giorno reca la prosecuzione della discussione congiunta delle mozioni numero 99 e 88 abbinata allo svolgimento delle interpellanze numero 151/A e 197/A.

E' iscritto a parlare l'onorevole Calledda. Ne ha facoltà.

CALLEDDA (D.S.). Signor presidente del Consiglio, signor Presidente della Regione, colleghi…

PRESIDENTE. Prego, onorevole Calledda.

CALLEDDA (D.S.). Io ho avuto modo di ascoltare i colleghi che hanno illustrato le due mozioni e le interpellanze, e mi piacerebbe tanto, anzi, auspico che il clima che era presente nella seduta precedente potesse essere, come dire… Presidente…

PRESIDENTE. Onorevole Calledda, prosegua.

CALLEDDA (D.S.). C'è un brusio… dicevo, mi auguro che il clima che abbiamo visto nella precedente seduta possa essere in qualche misura un clima che possa condurre l'Aula a una scelta, diciamo così, unitaria dei contenuti delle due mozioni. Però, prima vorrei fare alcune considerazioni legate al fatto dello sciopero generale del Sulcis, dove tanti colleghi - e parecchi anche del centrodestra - hanno voluto valorizzare quella manifestazione e quello sciopero. Io devo dire che, per forza di cose, quello sciopero non è stato un qualcosa fatto perché in qualche modo si volesse andare contro questo o contro quell'altro. Credo che lo sciopero abbia origine seria nella situazione reale che vive quel territorio e posso anche aggiungere che quello sciopero ha visto in modo particolare alcune forze politiche impegnate a far sì che la riuscita dello stesso fosse di quelle dimensioni. E devo anche dire, a onor del vero, che in preparazione di quello sciopero non è che la Giunta regionale, questa maggioranza sia stata a guardare. C'è stata una grossa assemblea istituzionale, organizzata a Carbonia, alla quale hanno partecipato tutti i sindaci, hanno partecipato i consiglieri provinciali, hanno partecipato le organizzazioni sindacali, hanno partecipato le associazioni degli industriali, l'API sarda. E' emerso con grande vigore che quella iniziativa dovesse in qualche misura servire non tanto a compiere un'azione di forza nei confronti della Regione sarda, ma soprattutto a continuare a sollecitare un impegno da parte dello Stato, quindi del Parlamento italiano, ad affrontare e a risolvere le questioni che sono presenti in quel territorio. Badate, in quell'assemblea non c'è stato un minimo di polemica contro questo o contro quell'altro. Addirittura, erano presenti tutte quelle microvertenze che si sono aperte nel territorio. Erano presenti i lavoratori del Parco geominerario, erano presenti i lavoratori della ILA, erano presenti i lavoratori della formazione professionale, erano presenti i lavoratori dell'ALI, erano presenti, cioè, tutti quei soggetti che hanno partecipato allo sciopero. E' chiaro che il problema del Sulcis, oggi, deve essere riproposto non tanto così come l'abbiamo posto e seguito in questi ultimi anni, ma deve essere riproposto in termini completamente diversi, in termini completamente nuovi rispetto al passato. E mi spiego: abbiamo detto che il problema maggiore che è presente oggi nel Sulcis è la questione dell'energia. Però, voglio dire, auspico una conclusione unitaria, però non è indifferente alle cose che sono accadute in questi anni. Non sono assolutamente indifferenti, perché, badate bene, io non posso dimenticare che l'atteggiamento che teneva il centrodestra sino al 1994 era un atteggiamento, per esempio, dove si diceva: "Miniera chiusa. Nessuna possibilità per realizzare il gassificatore". Tutte queste cose hanno pesato e non poco. Io do atto, per esempio, all'onorevole La Spisa, che non appena lui ha assunto la responsabilità di Assessore dell'industria ha ascoltato, ha seguito con grande coraggio e con grande determinazione ciò che veniva dal nostro territorio, ha seguito queste vicende ed è riuscito anche in qualche misura a dare una risposta positiva. E do atto anche che comunque la Giunta Soru e in modo particolare l'Assessore dell'industria, l'assessore Rau, si è trovato in una situazione un po' particolare. Per esempio le cose che si erano decise di fare, mi riferisco in modo particolare all'area dove doveva sorgere la centrale, quell'area è stata venduta per altre ragioni nella zona industriale e si è dovuto ricominciare da capo e oggi, finalmente dico, siamo riusciti ad avere un quadro preciso dove comunque questa centrale deve essere costruita. Questo è uno degli aspetti sui quali, secondo me, bisogna concentrarci e avere le idee chiare sul da farsi. Possiamo seguire le questioni che abbiamo posto in essere con il Governo nazionale e con la Commissione europea così come le abbiamo seguite sino adesso? Io credo di no. Io credo che oggi noi dobbiamo porre la questione in termini completamente diversi. Dobbiamo in qualche misura chiarire in termini espliciti che il problema degli aiuti non è una cosa che riguarda solo la Sardegna o solo l'Italia. Il problema degli aiuti esiste, in altra maniera e in altra forma, in Spagna così come in altre realtà. Allora noi o riusciamo a convincere la Commissione europea che quei provvedimenti che hanno assunto governi nazionali, per esempio quello della Spagna può essere applicato anche in Italia, oppure c'è il rischio che per l'ennesima volta andremo a scontrarci con una realtà diversa rispetto a quella per la quale ognuno di noi sta facendo la battaglia.

Un'altra questione non secondaria, Assessore, è quella che noi non possiamo solo dire riapplicazione del CIP 6, realizzazione della centrale, energia a basso costo. Noi abbiamo a che fare oggi con società multinazionali dove le decisioni talvolta non vengono assunte né a Roma e tanto meno in Europa, molte volte vengono assunte altrove, fuori dall'Europa. Allora io credo che con questi signori per non essere solo, come dire, ricattati dal punto di vista… perché esistono tanti lavoratori e quindi tanti salari, occorre anche fare un ragionamento, diciamo così, di prospettiva perché se è solo realizzare una centrale e mantenere 2, 3 aziende senza che quel territorio abbia una prospettiva, beh io credo sia poca cosa. Io credo che noi oggi con queste multinazionali dobbiamo in qualche misura trattare anche il futuro di quel territorio perché io personalmente sono consapevole che molte di quelle aziende ormai, per ragioni che non dipendono dalla volontà sicuramente della Regione sarda e tanto meno dal Governo nazionale, possono essere trasferite in altre realtà perché ovviamente una multinazionale fa un ragionamento di convenienza. Se fanno un impianto di quel genere tipo la Portovesme S.r.l. o ALCOA, se vanno, che ne so, in Brasile o in Cina o in India è del tutto evidente che loro si trovano in condizioni completamente diverse e differenti di quanto non sono oggi nel nostro Paese.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SECCI

(Segue CALLEDDA.) Allora io credo se queste produzioni sono strategiche il nostro ruolo, il nostro dovere è quello sì di fare la battaglia per fare in modo che nulla venga messo in discussione dell'industria sarda, ma soprattutto dobbiamo essere in grado ed essere nelle condizioni di fare in modo che oltre alla produzione ci siano anche elementi, diciamo così come si diceva un tempo, di verticalizzazione. Perché, badate, le partecipazioni statali a suo tempo danni è vero che ne hanno fatto, però almeno nel settore dell'alluminio c'erano due piccole realtà, mi riferisco alla COMSAL di allora, oggi ALI, e alla SARDAL di Iglesias, che erano due aziende le quali facevano le seconde lavorazioni. Allora io mi chiedo: ma è possibile che noi dobbiamo fare solo produzioni primarie e in questo territorio e nella Sardegna, aggiungo, non cada nulla di produzioni che sono ad altissimo valore aggiunto? Io credo che questo sia un tema da rimettere in campo, un tema che può in qualche misura dare risposta, visto anche che quel territorio ha una vocazione di carattere industriale. Oltre a questo, ovviamente, c'è tutto un ragionamento delle questioni che ci portiamo appresso in quel territorio. Per esempio, tutta la vicenda delle bonifiche è una cosa che è legata al problema dell'industria, sì o no? Io credo proprio di sì! E allora le tematiche che abbiamo posto in essere, quella del Piano energetico, quella delle bonifiche, io credo che davvero, Assessore e signor Presidente, ne valga la pena, vista anche la manifestazione civile che c'è stata, che il Governo - io so perché ho contati permanenti con chi sta seguendo queste cose - il Governo è impegnato a seguire questa strada e auspico che in tempi brevi…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Calledda.

CALLEDDA (D.S.). …negli incontri che ci saranno anche per quel territorio ci possa essere una risposta positiva che possa vedere anche i lavoratori non più protagonisti nelle piazze, ma protagonisti nei luoghi di lavoro. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Calledda.

E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Sì grazie, Presidente. Io credo che parlare qui del problema dell'industria e del problema energetico in Sardegna in questo momento significhi soprattutto porre l'attenzione massima a quello che è accaduto, da un punto di vista occupazionale, nel settore industriale in quest'ultimo anno e quindi andare a verificare quali siano le ragioni e i motivi che hanno determinato, nell'arco di 12 mesi, la perdita di ben 9 mila posti di lavoro totalmente nel settore industriale, di cui 7 mila nel solo settore delle costruzioni. Tra l'altro con un raffronto che è davvero strano per chi è appassionato anche delle statistiche, perché questo raffronto è fatto ponendo insieme i dati relativi al 30 giugno del 2005 con il 30 giugno del 2006, arco temporale nel quale sappiamo bene che soprattutto il settore delle costruzioni non avrebbe dovuto registrare alcuna perdita di posti di lavoro. La flessione, da un punto di vista percentuale, è drammatica perché 9 mila posti di lavoro significa verificare un'incidenza che mai si era verificata negli ultimi vent'anni di calo occupazionale. C'è stato qualche allarme, tra l'altro segnalato anche dalle forze sindacali, ma probabilmente non vi è stata analoga attenzione da parte né di questo Consiglio, né tanto meno del mondo politico in generale. E' evidente che i motivi principali relativi alla caduta occupazionale nel settore delle costruzioni a giudizio di molti possono essere soltanto riferibili a quell'evento importante che in quei 12 mesi è accaduto e che è il blocco del settore derivante dai vincoli paesaggistici nelle nostre coste. Non può che essere quello il reale motivo perché altri motivi afferenti una caduta occupazionale così grave, perlomeno in questo momento, non è registrabile. Però ne voglio parlare ponendo il riferimento a quello che è il vero elemento importante che ci deve animare anche nel dibattito e che è il Piano energetico regionale. In un passo importante del Piano energetico regionale è detto: non abbiamo dati molto attuali se non quelli riferiti alla produzione energetica misurata alla fine del 2003. Possiamo soltanto prendere a riferimento alcuni elementi del 2004. E' evidente che lo studio che è stato condotto da parte, mi pare, di un dipartimento dell'Università di Cagliari e che ha presentato questo studio come la proposta relativa al Piano energetico regionale diventa un Piano datato, nel senso che è facile oggi cliccare su Internet e avere tutti i dati riferiti invece al 31 dicembre del 2005, anche quelli relativi alla produzione energetica nelle varie regioni. Ed è importante attualizzare questi dati per capire qual è l'evoluzione, proprio perché nella premessa è detto non si intuisce quale possa essere l'evoluzione futura. L'evoluzione futura è presto detta, noi che puntiamo in maniera abbastanza decisa a valorizzare la produzione energetica da fonti rinnovabili, ci accorgiamo che non abbiamo recuperato quasi niente in questi ultimi 2 anni, ma non solo da un punto di vista del rapporto rispetto alle altre regioni abbiamo notevolmente perso il passo. Nonostante l'eolico ci abbia dato un buon contributo siamo scesi esattamente dal 4,1 per cento al 3,9 per cento, totalmente sull'intera produzione energetica da fonti rinnovabili. Allora questo davvero deve farci capire che cosa vogliamo, io credo che così come poco fa il Presidente ha detto "ogni tanto è bene salutare e chiedere scusa" io dico e aggiungo "è bene ed è importante anche riconoscere qualche volta di sbagliare". Dentro il Piano energetico regionale ci sono sicuramente delle discontinuità rispetto alle cose che lo stesso programma di questa maggioranza conteneva, non voglio dirlo con tono polemico, però so bene quali erano quelle premesse politiche per il futuro Piano energetico regionale, so bene quali erano le valutazioni che si facevano in quel momento sia sulla fonte energetica dell'eolico, sia su altre fonti rinnovabili. Ecco, mai personalizzare le aggettivazione che vengano fatte in questa sede, però seppur le persone possono non essere ipocrite come qualche collega forse aveva detto, è vero invece che il documento, in questo caso, è pieno di ipocrisia perché davvero il Piano energetico regionale soffre di una scelta che, a mio giudizio, è limitativa nel ritenere che il valore paesaggistico sia l'unico valore ambientale. La Sardegna oggi è la regione che contribuisce percentualmente in maniera maggiore rispetto a tutte le altre regioni alla cosiddetta immissione in aria di quelli che sono fattori inquinanti e, quindi, abbiamo e per ogni chilowattora prodotta abbiamo un chilogrammo di CO2 che viene immesso in aria. Una cosa esterrefante perché, naturalmente, abbiamo delle percentuali ben più basse per via della tecnologia di produzione energetica in altre regioni. Quindi, uno 0,7 che può essere riferibile alla media nazionale diventa spaventosamente elevato quando raggiunge un coefficiente di 1,0 qui in Sardegna. Allora l'ipocrisia e tutta lì, perché da un lato noi vogliamo un paesaggio perfetto, ma evidentemente non ci rendiamo conto che siamo dentro un ambiente che davvero ci deve far paura. Ma ancor più paura se risentiamo ciò che l'Assessore alla sanità, che in questo momento non è presente, qualche giorno fa ha denunciato rispetto all'anomalia di alcune patologie tumorali qui in Sardegna per effetto diretto a quello che è l'inquinamento ambientale. Quindi, che cosa vogliamo fare? Quali sono davvero le scelte determinanti che si collegano ovviamente al problema occupazionale e quali sono le scelte strategiche per l'immediato futuro? Noi vorremmo davvero che questo Piano energetico regionale contenesse il contributo di tutta questa Aula, che davvero potesse essere finalmente reso esecutivo, quindi, anche con l'acquisizione del parere della sesta Commissione, penso che fra qualche giorno andremo a dibatterlo e che però fosse anche più coraggioso, perchè significa, naturalmente, non solo avere un ripensamento utile, io apprezzo tantissimo sul problema del sistema isolato della Sardegna che si diceva "no", non vogliamo naturalmente il cavo SAPEI perché tanto noi non dobbiamo esportare energia. Ma ben venga il cavo SAPEI, ben vengano altre due cavi SAPEI che ci consentirebbero davvero di produrre energia pulita e di venderla anche! Ben venga l'accordo sull'eolico che ci consentirebbe, come ha detto anche poco fa il collega Calledda, tra le righe, di poter barattare in maniera precisa l'abbattimento del costo energetico in funzione, naturalmente, di alcune concessioni. Qual è la vera grande nostra paura, e concludo? La nostra grande paura è che questo prezzo che noi dovremo pagare non vada a risolversi, ancora una volta, come un premio da dare a delle multinazionali dell'energia che ci terrebbero in smacco qualora noi dovessimo arrivare finalmente a essere autosufficienti in senso pieno, nei termini della energia e nei termini occupazionali che questo implicherebbe.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisano. E' iscritto a parlare il consigliere Mattana. Ne ha facoltà.

MATTANA (D.S.). Grazie signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi. La discussione sulle 2 mozioni per l'industria e sull'interpellanza ha portato all'attenzione di questo Consiglio alcune considerazioni e un'analisi anche condivisa sui temi che riguardano l'industria. E' stato già detto che il sistema industriale attraversa oramai da lungo tempo una crisi di carattere strutturale, che ha origini lontane legata al sistema delle partecipazioni statali e a delle carenze infrastrutturali della nostra regione, soprattutto con riguardo ai trasporti e all'energia. Si sono evidenziate in questi anni alcune situazioni di emergenza, con ripercussioni sia sul versante economico che su quello occupazionale, in particolare bisogna dire che in questi anni si è rivelata quella che è la fragilità del sistema industriale sardo proprio in relazione all'impostazione originaria che era quella delle partecipazioni statali, quindi, con la dismissione ad opera dei grandi attori in questa vicenda degli interventi nelle diverse aree industriali. Però, nonostante questo io credo si debba dire che l'industria nella nostra regione è ancora uno degli anelli importanti del tessuto economico e produttivo perché rappresenta anche nel nostro prodotto interno lordo il 21 per cento che è sempre inferiore all'incidenza che ha a livello nazionale che è pari al 28 per cento.

Io vorrei focalizzare il mio intervento su una parte dell'industria, un pezzo importante che è quello dell'industria chimica che rappresenta uno dei comparti importanti del sistema produttivo della nostra regione anche se allo stesso modo ha subito un ridimensionamento consistente soprattutto in alcune aree industriali: quella di Ottana, quella di Assemini e di Porto Torres anche per l'integrazione che esiste tra questi due siti produttivi. L'importanza del settore chimico si evidenzia, io credo, con alcuni dati che sono i dati forniti dalla Commissione dell'Unione Europea, dove si afferma che in Europa la chimica è al terzo posto in ordine di importanza, rappresenta il 28 per cento del mercato, ha 24 mila imprese che operano nel settore con circa 3 milioni di occupati e, d'altro canto, lo stato dell'industria chimica è uno dei parametri utilizzati a livello internazionale per valutare le condizioni dello sviluppo economico di un paese. Le imprese chimiche tedesche e americane si stanno rafforzando sul mercato europeo ed è in atto una forte competizione proprio per guadagnare le prime posizioni nel mercato della chimica in Europa. In Italia c'è una condizione diversa, per la debolezza delle condizioni generali del sistema, per un'assenza in questi anni - dobbiamo dirlo - anche di scelte di politica industriale e in particolare per la decisione di alcune grandi aziende come l'ENI di uscire dal settore della chimica. La conseguenza è una fase di declino di questo settore con ripercussioni sul piano occupazionale e anche sulla bilancia commerciale del nostro Paese. Nonostante questo, chimica e petrolchimica hanno un ruolo portante nell'economia del nostro Paese e della nostra Regione, forniscono materie prime e servizi per molte attività produttive cioè con la chimica si fanno tante cose della nostra vita quotidiana, questo bicchiere è fatto con la chimica, insomma, nonostante la dismissione di alcuni settori è ancora uno dei settori trainanti.

In Sardegna era stato individuato un modello di rilancio per la chimica che era quello dell'accordo di programma per la chimica siglato a palazzo Chigi il 14 luglio del 2003 con l'obiettivo di dare risposte reali e concrete per il rilancio del settore con un impegno finanziario del governo nazionale di 200 milioni di euro e del governo regionale con 100 milioni di euro. Con una impostazione per un'innovazione qualitativa delle produzioni in Sardegna, bene, questo modello di rilancio è stato detto è in buona parte ancora inattuato dopo oltre tre anni e io devo dire che anche i recenti interventi della Corte dei Conti che hanno sospeso l'efficacia delle delibere Cipe con le quali sono stati approvati i contratti di programma inseriti nell'accordo per la chimica nonostante poi il provvedimento del governo, il decreto legge Bersani hanno destato, destano preoccupazione, insomma, cioè sommano anche ritardi a quelli già esistenti, io nonostante questo quadro insomma che naturalmente non ha tinte colorate ma alcune tinte anche grigie purtroppo vorrei evidenziare, focalizzando l'intervento, alcune delle realtà produttive di eccellenza che ci sono nella nostra Regione, cioè alcune produzioni che sono all'avanguardia e alcuni impianti che andrebbero non dismessi ma potenziati.

Questo per sfatare anche il luogo comune che la chimica è tutta da superare, che bisogna chiudere insomma con la chimica e tra queste io vorrei citare nel sistema produttivo isolano la produzione del "cloro soda", la filiera del "cloro soda" che riguarda il sito industriale di Assemini ma non solo, riguarda molto anche il sito industriale di Portotorres con il quale insomma le produzioni sono integrate, su questo specifico argomento sono anche firmatario di un'interpellanza che pone insomma l'attenzione soprattutto su quello che è l'area di Assemini e di Macchiareddu nell'area vasta di Cagliari è uno dei cardini del sistema economico e produttivo con 280 occupati diretti e 400 nell'indotto e 400 mila tonnellate di produzione annua, certo non sono i dati di alcuni anni fa, io mi sono fatto dare insomma quello che era l'andamento dell'organico dello stabilimento di Assemini, che nel '77 aveva 1400 occupati e solo dieci anni fa ne aveva circa 500 quindi insomma è una fase a me pare di declino e stiamo parlando di una produzione di qualità e di eccellenza, una produzione che è compatibile con l'ambiente anche per le cose che diceva il collega Pisano, poi una produzione che è nel novero delle produzioni d'eccellenza a livello internazionale e nazionale e mentre noi parliamo di dismissione a Marghera dove si sta operando una riconversione, si propone un impianto a celle a membrana per sostituire quello a celle a mercurio.

Beh, io credo che se noi restassimo indietro in questa vicenda o se il governo nazionale operasse scelte diverse sarebbe un grave errore, e un grave danno per la Sardegna. Ora la produzione del "cloro soda" richiede però un forte consumo di energia elettrica, è una delle cosiddette imprese energivore, e qui voglio sottolineare un dato, il peggior competitore europeo paga l'energia elettrica 33 euro a "megawatt ora" contro i 65 della Sindial che è lo stabilimento di Assemini, per cui i costi dell'energia per quest'azienda sono il 65 per cento del costo della produzione, quindi senza una tariffa agevolata quindi per l'energia, quest'azienda è chiaramente fuori dal mercato, l'apertura da parte della Commissione dell'Unione Europea di un'ulteriore procedura d'infrazione, dopo quella già avviata per il piombo - zinco, per l' alluminio ed altri settori, io credo desti ancora maggiori preoccupazioni, insomma, l'Unione Europea non fa che peggiorare insomma la situazione e io dico che non siamo in presenza di un sito chimico isolato, siamo in presenza di una filiera che riguarda l'intero sistema produttivo in Sardegna nel quale perdura poi l'atteggiamento dell'Eni di incertezza, di dismissione, e io credo che un autorevole intervento della nostra Regione sul governo nazionale debba richiamare ai suoi doveri l'Eni che in Sardegna ha investito, ha guadagnato e adesso vuole andare via lasciando solamente macerie.

Quindi io ritengo debba essere fatto ogni sforzo, mi avvio alla conclusione, perché venga scongiurato il pericolo della revoca della tariffa agevolata e con riferimento a questo, lo ricordava il collega Calledda, le regole in materia di concorrenza non devono essere regole che vengono applicate in modo astratto e rigido, ma devono tener conto della realtà dei territori e quindi devono garantire parità di condizioni soprattutto per le imprese che sono in territori che hanno un forte ritardo infrastrutturale e pagano alti costi di produzione. Io credo…

PRESIDENTE. Sì, concluda onorevole Mattana!

MATTANA (D.S.). …che sarebbe sbagliato pensare di costruire il futuro della nostra economia e dello sviluppo della Sardegna sulla chimica, solo sulla chimica e sull'industria, non ho nostalgia dei modelli di monocoltura industriale, ma sarebbe allo stesso modo sbagliato abbandonare un settore e delle produzioni valide e utile per il rilancio di un settore che non può essere trascurato anzi deve essere rafforzato per un'economia della nostra Regione che sia all'avanguardia e al primo posto nei mercati internazionali.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Mattana. Ha facoltà di parlare per la Giunta, l'Assessore dell'industria.

RAU, Assessore tecnico dell'industria. Grazie Presidente, onorevoli consiglieri. Sì, anch'io ringrazio per la discussione pacata che c'è stata non solo oggi ma anche da parte degli interventi che ci sono stati in minoranza, ma credo che sia giusto chiarire e fornirvi informazioni rispetto al lavoro che è stato fatto e la situazione che è stata messa in luce. Intanto il primo punto su cui bisogna fare chiarezza, la Giunta crede assolutamente che il comparto industriale sia fondamentale per lo sviluppo dell'economia di questa Regione, credo che questo qua ne dia dimostrazione tutti gli atti e le azioni che sono state svolte fino adesso e di cui, insomma adesso, mi accingerò a spiegarvi.

Intanto bisogna considerare che modello abbiamo di sviluppo dell'industria, la divisione internazionale del lavoro mette in evidenza che abbiamo un contesto competitivo che non soltanto è nuovo, ma si gioca su fattori di competizione che sono completamente diversi dal passato, con una velocità tale che non ha mai visto in passato questa aggressività e questa competizione, in particolare io credo che il nostro sistema industriale sia un sistema industriale in alcune parti molto debole soprattutto laddove c'era stato un modello di sviluppo che era incentrato su produzioni che avevano come unico fattore di localizzazione il fattore dei costi, oggi il fattore dei costi non è più sostenibile, in Regioni come la Sardegna perché il sistema Italia è un sistema di costi molto più elevato e quindi imprese che avevano, che si erano localizzate esclusivamente su questi fattori bisogna cercare di farle qualitativamente avanzare perché altrimenti non ci sarà possibilità di avere competizione nel medio e lungo termine e quindi la naturale evoluzione sarà quella della chiusura. Quindi non sono i dati rispetto alla chiusura delle perdite dei posti di lavoro dell'industria che di fatto tra l'altro dev'essere letto insieme a un altro fattore, il fatto del decentramento, dell'outsourcing che molte imprese stanno attivando per cui molto spesso si riduce perché alcune funzioni che prima erano industriali vengono esternalizzate dalle stesse industrie e quindi vengono conteggiate nel comparto del terziario tanto che il comparto del terziario ha aumentato l'occupazione nello stesso periodo di riferimento di 14000 unità, quindi non è tanto questo secondo me il problema e la chiave di lettura preoccupante dell'industria è, in alcune tipologie di industria che tipo di industria abbiamo e come possiamo pensare, come possiamo supportare queste industrie nell'evolversi e nel spostarsi a fasi a maggior valore aggiunto, perché rimanendo in fasi a basso valore aggiunto non potranno avere un futuro e non potranno avere competizione di medio-lungo termine. Un'altra consapevolezza, di cui sono assolutamente convinta, che credo che è così difficile oggi attrarre nuove imprese, ma basta… non solo in Sardegna, i flussi internazionali, basta vedersi le statistiche degli investimenti degli enti esteri nei flussi internazionali dell'industria del nostro paese, che il buonsenso anche fa evidenziare come sia strategico il consolidamento dell'esistente. E' così difficile aprire nuove imprese, attività che ovviamente dobbiamo sempre fare e dobbiamo cercare di supportare, ma che certamente è molto strategico cercare di non far chiudere quelle che già ci sono. E quindi credo che questa sia la nostra strategia e credo anche che le azioni che abbiamo fatto finora vadano in questa direzione. Certo c'è un fattore che ci è difficile, c'è stato difficile cercare di avere una strategia di politica industriale rispetto allo scorso Governo centrale. E questo sì e ve lo dimostro con i fatti! E' vero, è stato dichiarato da tutti quanti, l'accordo della chimica firmato a luglio del 2003, uno strumento strategico, uno strumento di politica industriale sicuramente fondamentale che, oltre ad un insieme di strategie, definiva delle risorse certe: 200 milioni di euro da parte del Governo: 100 per il sito di Ottana, 50 per il sito di Portotorres, 50 di Assemini; col coofinanziamento per il sito di Portotorres e di Assemini di altri 50 milioni di euro. E quando sono arrivata, appunto, l'onorevole La Spisa, allora Assessore, aveva portato avanti con fatica tutti i progetti, tutti gli accordi che erano già stati definiti, presentando già un consorzio di piccole e medie imprese, attraverso un contratto di programma, che era il Consorzio CREO, nel mese di maggio del 2004 e nel mese di luglio, il progetto di Equipolymers, che era il consolidamento di un settore fondamentale della chimica di Ottana. Questi due progetti… e quindi bisognava continuare nella progettualità e portare avanti l'approvazione di questi. Intanto, a febbraio, viene fuori l'istruttoria del CREO, completamente negativa da parte del Ministero, non soltanto negativa nei vari progetti singoli ma, addirittura, il Governo che prima aveva selezionato, insieme ai rappresentanti della Regione, le varie undici iniziative su una parte di imprese che avevano dato le manifestazioni d'interesse, ma metteva in discussione l'impalcatura del contratto di programma, dicendo che non c'erano le integrazioni, che era quello che la normativa richiedeva. E quindi boccia, con una comunicazione fatta alla Regione e alle stesse imprese, il contratto di programma. Questo è successo a febbraio del 2005, a marzo del 2005, con la nostra insistenza: "Ma le risorse sono solo in accordo? Dateci certezza che ci siano realmente queste risorse, perché le imprese fanno progetti se sanno che poi le aspettative non vengono deluse!". E quindi hanno messo una priorità, con una delibera del CIPE, in cui si dava priorità alle istruttorie di progetti che venivano dagli accordi di programma della chimica. Continuiamo ad insistere e il primo progetto approvato è stato quella a maggio del 2005, della società Equipolymers, che era stato presentato a luglio, quindi quasi un anno di tempo solo per fare l'istruttoria di un progetto. Il CREO… continuando ad andare avanti rispetto a questa situazione, CREO, siamo riusciti a far approvare… nel frattempo, a maggio 2005, interviene la modifica degli incentivi dal vecchio Governo, quindi non accettavano più proposte, contratti e quindi non si capiva neanche quelli precedenti che fine facessero. Avevano poi approvato, sempre in una delibera del CIPE, altri due mesi di tempo, quindi entro il 30 settembre dello stesso anno, per poter presentare questi progetti. E quindi cerchiamo di far andare avanti il nostro progetto CREO, da maggio, e EVC, che erano già dei contratti che erano stati presentati. Il Governo nonostante le promesse, nonostante la delibera del CIPE che desse priorità ai contratti della chimica della Sardegna, ha approvato il contratto CREO, dandogli il 25 percento del finanziamento a fondo perduto; molto peggio di quello che sarebbe stata la nuova normativa in essere, quindi inaccettabile da parte delle imprese per avere gli investimenti. Per sintetizzarvi, quasi un anno c'è voluto per il primo progetto in cui non avevano niente dell'istruttoria da replicare; un anno e mezzo per una presa in giro, cioè un 25 percento - che non si è mai visto di finanziamento! - ai progetti d'investimento che erano stati presentati a maggio del 2004; il progetto EVC e l'altra parte di CREO, infine, è stata deliberata il 22 marzo del 2006. Peccato la sorpresa, a luglio, la Corte dei Conti ha rigettato la delibera del CIPE, perché non c'era il decreto del Ministero delle attività produttive per quanto riguarda la nuova normativa della legge d'incentivazione e non era stata notificata la nuova normativa alla Commissione europea, come invece è richiesto per i grandi progetti. E' chiaro che tutti noi ci rendiamo conto! Noi viviamo, in un'impresa, che è stata messa nella mozione, nelle interpellanze, un momento di difficoltà in cui le istituzioni non è che hanno bisogno di promettere senza mantenere, millantare aspettative alle imprese, ma le imprese in questa velocità di contesto e di cambiamenti dei fattori, un progetto dopo due anni di tempo per un'istruttoria, ma che validità può avere? Le imprese non hanno necessità di avere risposte dopo due anni, due anni e mezzo e ancora non abbiamo le risposte perché in realtà mancano le risorse per finanziare questi progetti. Quindi, stiamo cercando con il nuovo Governo… e il 31 avremo una riunione per verificare come possiamo fare. Ma credo che questo sia il problema. Noi abbiamo anche cercato di poter far siglare con il Governo un accordo di programma quadro, che avrebbe vincolato dal lato amministrativo le risorse, così come ha fatto la Regione peraltro, ma in realtà il Governo ci ha sempre detto: "No, no le risorse le prendiamo dal fondo FAS!", che come conosciamo tutti è il grande calderone dove si fanno le mille promesse e poi non si possono mantenere. Io credo che, insomma, con le interlocuzioni che abbiamo avuto col Governo, con il 31 con questo tavolo che faremo col Ministro Bersani, in cui ci saranno le organizzazioni sindacali, tutte le parti economiche e sociali dell'isola e le imprese, cercheremo di trovare una soluzione per questi progetti che sono stati presentati e che in questa situazione di difficoltà di risorse finanziarie, che sappiamo essere la programmazione integrata, in questo momento crediamo...

Però certamente, noi abbiamo bisogno non tanto di firmare accordi che sono delle gran parole, abbiamo bisogno che gli accordi si susseguono ai fatti e i fatti non ci sono stati! L'energia. E' ovvio che l'energia è un fattore… l'avete messo in evidenza voi, l'energia è un fattore per noi ancora più delicato. Il fattore energia, del costo dell'energia, è un fattore nazionale. L'Italia ha un costo energetico più elevato mediamente del 30-35 percento degli altri paesi, perché abbiamo oneri di sistema molto alti, perché abbiamo molto C6, perché non abbiamo il nucleare. Abbiamo anche un mix di centrali e quindi di centrali alimentate da combustibili che sono più costose rispetto agli altri paesi. Ed è ovvio anche che questa diseconomia dell'energia per noi è ancora più elevata, come è stato scritto anche nella mozione. Il fatto che noi abbiamo un'incidenza sul totale dell'industria più alto di imprese energivore, ovviamente, da noi penalizza molto di più. Qui il problema non è tanto di volontà della Regione, di volontà del Governo, è la Commissione europea che qua, come sappiamo, ostacola le tariffe agevolate che sono state inserite sia in un DPCM del febbraio 2004, che poi sono state inserite nella legge 80, ma che sono state, in tutti e due gli interventi, attaccate dalla Commissione europea come aiuti di Stato; aiuti di Stato non compatibili con rilievi rispetto alla non compatibilità. Allora, secondo noi la Commissione qui sbaglia, nel senso che il settore dell'energia è un settore a sé stante rispetto agli altri settori di produzione, quindi la Carta degli aiuti, che oggi vigono per tutelare la concorrenza tra i settori, mentre sono validi per i settori manifatturieri, industriali e dei servizi, per l'energia, che non è un mercato libero, oggi non hanno senso, anche perché ogni Stato applica un prezzo speciale per le energivore, che magari alla Francia viene bene perché l'operatore di energie è pubblico e quindi può far fare facilmente accordi bilaterali con le imprese, e altri paesi come la Spagna, che però ha costi molto più bassi dei nostri ha una tariffa flat per cui più consumi meno paghi, e quindi di fatto non è discriminante per poche imprese. Quello che secondo noi è stato sbagliato, anche su questo, è non cercare alleanze rispetto agli altri paesi, cioè la questione energetica deve essere una questione che deve essere vista sotto la chiave europea e quindi deve coinvolgere i ministri degli altri paesi europei perché anche se hanno delle soluzioni transitorie differenti e maggiormente compatibili con gli aiuti ogni paese ha i suoi settori energivori e quindi ogni paese vuole tenerli aperti. Quindi crediamo che sia il vecchio Governo, secondo noi, è stato insufficiente nell'attivazione di concordare misure che possano essere con la Commissione e trovare alleanze con gli altri paesi. Noi ci auspichiamo, e su questo e continueremo a fare una pressione affianco del Governo, nei confronti della Commissione, con gli altri paesi affinché assolutamente passi il fatto di una tariffa che debba essere uguale a quella degli altri paesi europei. Cioè noi non vogliamo che le tariffe siano differenziate e vogliamo quindi non avere situazioni favorevoli o di vantaggio rispetto a nessuno, ma vogliamo la stessa uguaglianza rispetto agli altri paesi. Noi continueremo a lottare su questa strada perché crediamo che questa strada sia giusta e che le nostre imprese la debbano necessariamente avere perché questo credo che sia giusto così, è ovvio che questa possa essere una situazione temporanea, tra l'altro non aiuta neanche avere questi provvedimenti a 2/3 anni per le imprese, perché le imprese non fanno investimenti, non hanno una visione di medio-lungo termine e quindi certamente noi siamo impegnati, anzi in questi giorni ci sarà l'ultima fase dell'offerta ai concorrenti che hanno passato la prima fase per quanto riguarda l'affidamento della centrale e della miniera del Sulcis e in cui appunto con il decreto di competitività è stato replicato l'impegno, qiundi il …., e tutti gli interventi che sono la condizione necessaria per far sviluppare questo progetto. E' stato detto, forse dall'onorevole Calledda, è ovvio la situazione che ci siamo trovati davanti non è facile, infatti i tempi non sono stati più brevi, come noi ci auspicavamo in precedenza perché mancava l'aria, perché il Governo non ha riunito il Comitato di monitoraggio e sorveglianza che invece è stato…

PRESIDENTE. Scusate colleghi, un minimo di attenzione, c'è un brusio fastidiosissimo, invidio l'Assessore che riesce a parlare in queste condizioni, però mi sembra un pochino… per cortesia! Prego Assessore.

RAU, Assessore tecnico dell'industria. Quindi stiamo ultimando la documentazione in una legge che è stata fatta dal Governo e quindi ci auspichiamo nella sua legittimità più totale che quindi noi stiamo avanti con il progetto integrato proprio per trovare una soluzione strutturale.

E' anche vero che, è stato detto più volte, ma secondo me non neella maniera giusta, noi oggi abbiamo, e questo anche nel piano energetico regionale viene rilevato, noi osserviamo anche una situazione perché i tempi di cambiamento di cambiamento di regole comunitarie non è detto siano dei tempi che siano brevissimi e quindi c'è necessità per queste imprese anche di trovare una soluzione anche temporanea che traghetti, sia verso la soluzione strutturale sia verso le decisione della Commissione Europea.

Allora io credo che un impegno forte debba essere chiesto anche agli operatori di energia perché se è vero che in Italia il sistema paese ha il costo dell'energia più elevato è anche vero che la Sardegna, per il fatto dell'assenza del metano, dovrebbe avere il Parco di generazione elettrica meno costoso e più efficiente di tutte le regioni d'Italia, cioè noi abbiamo più del 50 per cento che oggi va a carbone, e si sa che le centrali a carbone sono quelle che fanno fare i maggiori margini alle imprese. Quindi quello che noi stiamo facendo, e lo stiamo facendo in maniera determinata, anche con il supporto del Governo, con cui con il ministro Bersani abbiamo incontrato gli operati e di energia sia ENEL che ESAF, e di dire anche a questi operatori che non devono venire in Regione per aprire soltanto centrali a carbone ma devono anche mostrarsi sensibili nei confronti delle imprese perché non è possibile che questo sia quello che… e così credo che dobbiamo farlo con tutti i nostri campioni nazionali, con tutte le nostre imprese che oggi fanno margini molto elevati ma che spesso non hanno mostrato questa sensibilità col sistema produttivo nostro. Credo, in questo mi riferisco anche, è emerso anche da degli interventi che sono stati fatti in precedenza, la questione dell'ENI, non è possibile che noi ci troviamo in situazioni da dover gestire, in alcuni territori, dismissioni completamente errate, situazioni di politica occupazionali che non ti fanno fare scelte industriali ma ovviamente scelte sociali, perché l'ENI ha deciso di dismettere in condizioni che assolutamente sono inaccettabili quindi l'altro punto, per quanto riguarda l'industria sarda è quello sia per quanto riguarda le dismissioni sbagliate, gli esuberi, i progetti perché il Sulcis, Ottana, i posti che sono caratterizzati dalla grande impresa che è quella che ci occupa il nostro tempo nelle vertenze e ovviamente desta preoccupazione alle istituzioni è quella che era delle partecipazioni statali. Quindi quella non era una scelta di benchmarketing internazionale e poi si è scelto Ottana, il Sulcis…quella era una scelta politica e quindi le dismissioni fatte in maniera errata ovviamente creano un contesto che non è possibile poter aggiustare in maniera autonoma o del mercato, quindi sia per le bonifiche, ma io credo anche per gli esuberi occupazionali, noi dobbiamo cercare di riportare la responsabilità delle imprese che di responsabilità in passato nel nostro territorio non ne hanno assolutamente avuto e quindi io credo che agendo con quello che noi possiamo fare in termini di ricadute sul sistema industriale, con il supporto del Governo, che comunque condivide queste tematiche con noi che non sono decentrate alle regioni, dobbiamo cercare tutti insieme di portare a compimento…

PRESIDENTE. Prego Assessore concluda.

RAU, Assessore tecnico dell'industria. …il consolidamento del sistema industriale sardo.

PRESIDENTE. Grazie Assessore, sulle mozioni che abbiamo in discussione è stato presentato un ordine del giorno unitario primo firmatario Marrocu, La Spisa, Biancu e più e che non può essere illustrato ma deve essere messo in votazione, quindi si può parlare per dichiarazione di voto. E' previsto per regolamento che i proponenti le mozioni possano parlare per la replica, se qualcuno intende farlo. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa, ha dieci minuti di tempo. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Molto meno, non voglio assolutamente polemiche certamente non utili adesso per ottenere i risultati che tutti desideriamo inquini il clima di collaborazione e di attenzione a rimanere sugli aspetti positivi. Non sarei intervenuto se però non ci fosse la necessità di mettere qualche puntino sulle "i" dopo l'intervento dell'Assessore che fa riferimento ad un assenza di collaborazione da parte del Governo centrale, scaricando quindi sul Ministero delle attività produttive della vecchia gestione, naturalmente, le responsabilità sulla mancata attuazione dell'accordo di programma per la chimica. Assessore, lei crede che io, o altri della nostra Giunta avessimo molte più opportunità e capacità di dialogare e confrontarci con le strutture dirigenziali del ministero? Con le strutture che analizzano, fanno le istruttorie sui contratti di programma, sulle proposte, sui progetti di investimento…lei sa perfettamente, tutti sanno, perfettamente come un conto è il rapporto politico, un altro conto è il contatto e il rapporto continuo con queste strutture che non sono per niente tenere qualunque governo ci sia. Io credo che in questi due anni e mezzo, diciamola così, si potesse avere un diverso ritmo di confronto con la struttura del ministero delle attività produttive e anche un diverso coinvolgimento con le imprese locali o anche non sarde, evidentemente interessate a fare investimenti e a proporre progetti per accedere ai contratti di programma, in ogni caso il tempo va recuperato, credo che si possa ancora recuperare, poi abbiamo adesso un Governo che non dovrebbe avere nei vostri confronti alcuna remora a poter dialogare, personalmente stimo il ministro Bersani, non tanto per gli aspetti dei decreti che toccano la fiscalità, ma certamente come Ministro dell'industria, per quel che ha fatto nel passato, ritengo che sia uno dei pochi Ministri decenti di questo Governo, per cui credo che possa effettivamente dare alle problematiche della Sardegna un'attenzione e l'attenzione che merita.

Sulla questione energetica fateci capire, in questo tempo però, che cosa volete fare, cioè la centrale nel Sulcis si fa o non si fa?

RAU, Assessore tecnico dell'industria. Sì, sì.

LA SPISA (F.I.). E con quale tecnologia si fa? Se intendete rispolverare il progetto della gassificazione, io credo che non si risolverà il problema né del metallurgico, né del chimico, credo che si debba andare nella direzione intrapresa, che era quella che, alla fine della scorsa legislatura, era stata individuata sulla base dell'accordo di programma per un'ipotesi di centrale a tecnologia avanzata e ad alto rendimento, con il coinvolgimento dei produttori. Attenzione, perché a questo è collegato non solo il metallurgico ma anche la chimica, non si potrà chiudere il progetto di investimento e potenziamento della filiera del cloro e dei cloro-derivati che coinvolge Assemini e Porto Torres, come diceva anche Mattana poco fa, se anche il soggetto che intende subentrare alla SYNDIAL non ha possibilità di risolvere anche il problema dell'alto costo energetico. Perché il cloro-soda è un impianto ad alto consumo di energie elettrica, quindi bisogna veramente tener presente queste due cose contemporaneamente e affrettarsi a trovare una soluzione. Io credo che siamo ancora in tempo per la soluzione strutturale e siamo ancora in tempo per una posizione politica forte a tutti i livelli, in modo tale che l'Unione Europea, insieme anche al nuovo scenario che il sistema del mercato dell'energia, e soprattutto il nuovo scenario dei paesi che essendosi affacciati da poco all'Unione Europea, reclamano norme diverse sulla concorrenza che facciano salve le possibilità di assicurare tariffe competitive per le industrie, per le produzioni che sono strategiche, questo cioè è un obiettivo che ancora credo si possa raggiungere con un'intesa forte. E' per questo motivo che noi accediamo, al di là di un approfondimento polemico sugli aspetti che possono ancora dividerci, alla prospettiva di concludere questo dibattito con il ritiro della nostra mozione e con la firma, già avvenuta, di un ordine del giorno condiviso da tutti.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa. Ha domandato di replicare il consigliere Vincenzo Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS VINCENZO (D.S.). L'ordine del giorno unitario mi sembra che raccolga i contenuti delle mozioni numero 99 e 88 frutto anche delle interpellanze che sono state presentate e che riguardavano appunto specificatamente il settore industriale.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue FLORIS VINCENZO.) Mi sembra che anche l'ordine del giorno tenga conto del dibattito che è avvenuto in quest'Aula, e riuscire a chiudere questo dibattito unitariamente mi sembra che sia un segnale positivo, dimostra anzitutto la maturità di questo Consiglio che nei momenti più significativi, che interessano il destino di migliaia di lavoratori, sa in qualche modo unirsi e superare la difesa delle proprie bandiere per definire un percorso unitario che dia risposte all'attuale situazione di malessere che vive l'apparato industriale sardo. Io sono convinto che noi dobbiamo cercare anche di superare le polemiche sterili che non servono a nessuno, non si tratta di dare delle pagelle per vedere chi, oggi o nel passato, ha lavorato di più per risolvere i problemi del settore industriale, noi ci siamo trovati di fronte, negli anni passati, alle dismissioni produttive portate avanti dall'Eni, che ha mandato avanti un'opera di demolizione del nostro apparato produttivo lasciando in qualche modo, in quasi tutte le aree, macerie industriali che poi abbiamo dovuto in qualche modo gestire. In modo particolare avevamo dovuto sopportare gli effetti negativi che queste dismissioni hanno determinato, in modo particolare, per quanto riguarda l'occupazione, è emblematica la vicenda dei lavoratori della Montefibre, ma è emblematico anche tutto l'effetto domino che è stato determinato, per esempio, ad Ottana dove non riusciamo a mettere in sicurezza le imprese che sono rimaste. Quindi, oggi di fronte alla fortissima concorrenza, tra l'altro in cui si dibatte il nostro sistema produttivo, è necessario definire una chiara linea di politica industriale. Noi, negli anni passati, ci siamo battuti insieme anche all'onorevole La Spisa per ottenere, da parte del Governo, un'intesa di programma che in qualche modo riparlasse di chimica in Sardegna e facesse ripartire il treno dello sviluppo industriale nella nostra Isola. Quel risultato è arrivato non perché qualcuno ce l'ha regalato, ma è arrivato a seguito di grandissime battaglie che i lavoratori sardi e le popolazioni sarde hanno portato avanti per ottenere delle risposte da parte del Governo. Oggi, di fronte anche alla mancanza di risultati, o a risultati parziali ottenuti da quell'intesa, è necessario riandare di nuovo dal Governo e rivedere che cosa ha funzionato all'interno di quell'accordo e che cosa non ha funzionato all'interno di quell'accordo. Io sono convinto che alcune cose, per esempio, per quanto riguarda Ottana siamo riusciti ad ottenerle: il finanziamento del Equipolymers, non siamo riusciti però a far partire il consorzio Creo, non siamo riusciti a far finanziare nessuna intesa che permettesse, per esempio, l'individuazione di un contratto di localizzazione per il territorio, è mancata la stessa gestione della "181" che siamo riusciti, a fatica, a far passare all'interno della Comunità Economica Europea. Oggi, io credo che noi, all'interno del tavolo governativo, dobbiamo rifare un po' il punto della situazione, ma tracciare anche un percorso di ripresa del settore industriale risolvendo alcuni nodi strutturali, partendo dal mondo energetico che attualmente attanaglia e penalizza gran parte dell'apparato produttivo sardo, ad iniziare dalle imprese energivore del Sulcis-Iglesiente. E' chiaro che va trovata una risposta strutturale con la costruzione della centrale nel Sulcis-Iglesiente, io concordo che la soluzione non deve essere una soluzione di basso profilo, ma deve essere una soluzione tecnologicamente avanzata. Come, secondo me, va vista con attenzione, osservata con attenzione e seguita con attenzione la realizzazione del gasdotto dall'Algeria.

Cioè noi abbiamo una serie di partite aperte che possono effettivamente dare delle risposte certe all'industria in Sardegna a condizione che noi presentiamo, nei tavoli del Governo, un progetto chiaro, ed è per questo che bisogna riaprire una trattativa immeditata anche con le parti sociali per definire quali sono i punti essenziali da portare all'interno di quel tavolo. E' solo in questo modo che noi, secondo me, riusciremo effettivamente a far ripartire, con il concorso del Governo e della Regione sarda, il treno dello sviluppo produttivo nella nostra Isola. Se siamo d'accordo che l'industria rappresenta un fattore essenziale e di sviluppo, non soltanto economico e produttivo ma anche culturale per la nostra Isola, io credo che rispetto a questa sfida noi dobbiamo crederci intensamente e cercare su questo di trovare i maggiori punti di intesa unitari.

Io credo che, appunto l'ordine del giorno, sia un passo importante, avanti, un segnale che questo Consiglio dà all'esterno di ritrovata unità su uno dei problemi fondamentali che in questo momento attanagliano la nostra Isola. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Floris.

Gli interpellanti possono, in tre minuti, dire se si dichiarano soddisfatti o insoddisfatti. Non c'è né l'onorevole Maninchedda e neanche l'onorevole Balia, e quindi si dichiarano soddisfatti.

E' stato presentato un ordine del giorno a firma degli onorevoli Marrocu, La Spisa, Biancu, Diana, Floris Vincenzo, Giagu, e così via.

(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno numero 1:

ORDINE DEL GIORNO MARROCU - LA SPISA - BIANCU - DIANA - FLORIS Vincenzo - GIAGU - LICHERI - BALIA - MATTANA - PORCU - PIRISI - CALLEDDA - CUGINI - SANNA Franco - MANINCHEDDA - CHERCHI Silvio - BARRACCIU - SANNA Francesco - VARGIU - PISANO - CERINA sulla problematica industriale ed energetica e sulle iniziative da adottare nell'immediato.

IL CONSIGLIO REGIONALE

A CONCLUSIONE della discussione delle mozioni n. 99 e n. 88 sulla crisi industriale ed energetica della Sardegna;

PRESO ATTO che:

- il settore industriale soffre di una crisi strutturale di lunga durata, con alcune particolari situazioni di pericolo per la produzione e per il lavoro;

- le produzioni tradizionali dell'industria chimica e metallurgica, da tempo sono soggette ad una competizione fortissima su cui incidono negativamente, per i nostri impianti, alcuni differenziali di costo che rischiano di portare definitivamente fuori mercato le nostre industrie;

- le origini di tale disagio sono da attribuire certamente alle modalità di dismissione del sistema delle PP.SS. oltre alle forti carenze infrastrutturali nell'ambito dei trasporti e dell'energia;

CONSIDERATO che:

- il problema energetico è il punto di snodo centrale per lo sviluppo dell'industria sarda, in considerazione dell'alta incidenza della grande industria energivora sul complesso delle produzioni, soprattutto nella metallurgia e nella chimica, e della assoluta importanza che tali produzioni hanno nell'equilibrio del sistema economico nazionale e della stessa bilancia commerciale;

- l'alto costo dell'energia elettrica in Italia, rispetto al resto dell'Europa e del mondo, è grave per tutto il Paese, ma è gravissimo in particolare per la Sardegna, che, facendo a suo tempo la scelta della chimica e della metallurgia, ha dato e dà ancora un significativo contributo all'economia italiana, ed ha quindi ormai maturato una legittima aspettativa, se non un vero e proprio diritto, a scelte decise e lungimiranti nella politica energetica;

- in assenza di scelte appropriate verranno impediti i progetti finalizzati al mantenimento e rafforzamento delle filiere più competitive come quelle dell'alluminio, del piombo e dello zinco (Portovesme), del cloro (Assemini e Porto Torres), del PET (Ottana);

- il piano energetico regionale e la sua attuazione costituisce il banco di prova della validità della politica industriale della Regione e dello Stato;

- la progettazione e realizzazione del gasdotto GALSI ridurrà oggettivamente il gap energetico e tecnologico della Sardegna e consentirà la localizzazione di produzioni oggi impedite dalla mancanza del metano;

- per il mantenimento delle produzioni strategiche e per il rafforzamento delle filiere che hanno ancora buone prospettive di inserimento nei mercati occorre una strategia indirizzata sia all'adozione di soluzioni transitorie (tariffe speciali per le energivore), sia all'individuazione che all'avvio di concrete scelte finalizzate a soluzioni strutturali (nuova centrale del Sulcis con tecnologie avanzate, alto rendimento e basso costo, da sfruttare a vantaggio finanziario delle industrie locali);

- sono stati fatti alcuni passi importanti in questa direzione:

a) accordo di programma per la riqualificazione dei poli chimici della Sardegna;

b) intesa Stato - Regione sull'energia;

c) Piano energetico regionale;

d) avvio del bando di gara per la gestione integrata della miniera di carbone centrale Sulcis;

e) iniziative per il rilancio della centrale di Ottana;

f) partecipazione alla fase di progettazione tecnica e finanziaria del gasdotto GALSI;

RIMARCATO che:

- tali passi costituiscono un presupposto da sviluppare, verificare, finanziare e attuare in una concreta interazione tra scelte dei diversi protagonisti, pubblici e privati, nel sistema;

- è necessario, oggi, trarre alcune conclusioni operative sui problemi esposti, per smuovere una situazione che inevitabilmente è destinata a ristagnare e a morire, in assenza di decisioni puntuali e coraggiose;

- in particolare, occorre incidere su quattro livelli:

1) forte azione di tutto il sistema politico e istituzionale italiano e sardo, nei confronti dell'Unione europea per l'autorizzazione alle tariffe speciali transitorie per le produzioni energivore, al momento sottoposte a procedura di infrazione;

2) aggiudicazione della concessione per la costruzione della nuova centrale del Sulcis che affronti e risolva contemporaneamente il problema delle industrie chimiche e metallurgiche e della miniera Carbosulcis;

3) accelerazione dei progetti industriali nelle filiere più produttive della chimica, per dare piena attuazione all'accordo di programma del luglio 2004; definizione degli atti amministrativi necessari per il finanziamento dei contratti di programma derivanti dall'accordo,

impegna la il Presidente della Regione e la Giunta regionale

- a trattare con forza nei confronti del Governo nazionale e dell'Unione europea per l'attuazione degli impegni assunti;

- a riferire puntualmente al Consiglio sull'esito delle iniziative assunte..)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno può essere illustrato... lo diamo per illustrato.

Ha facoltà di parlare, per esprimere il parere della Giunta l'Assessore dell'industria.

RAU, Assessore tecnico dell'industria. Favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GIAGU (La Margherita-D.L.). No, signor Presidente, è per dichiarare la soddisfazione rispetto a quest'ordine del giorno unitario che riporta il dibattito e stabilisce le linee, i criteri, che la Giunta deve seguire, ma che ha seguito fino ad ora. Io devo dire che è soddisfacente il fatto che si veda oggi, per questa materia di così rilevante importante, una opposizione dialogante. Io credo che sia questo un aspetto serio che la Giunta non deve sottovalutare, e credo che sia anche un'apertura di credito, a mio avviso, perché anche la stessa minoranza apprezza il lavoro che sta svolgendo la Giunta, che sta svolgendo l'assessore Rau, non ripetiamo in quale maniera lo stia svolgendo perché anche lei, richiamando il predecessore, ne ha valutato positivamente l'operato.

E' chiaro che l'attività della Giunta è conseguente a quella che è un'emergenza, che noi abbiamo trovato, che è stata gestita precedentemente dagli amici dell'opposizione. E' chiaro che, per quanto riguarda la chimica, e non voglio ripetere, qui sono state portate delle posizioni totalmente condivise da me personalmente e da parte della Commissione che ho l'onore di presiedere e che ogni giorno lavora su queste tematiche. E' chiaro che sull'energia sono state portate delle posizioni, noi abbiamo il Piano energetico in Commissione, vedremo, vedremo e valuteremo anche le volontà di quelle aziende produttrici per quanto riguarda l'appello che l'Assessore e la Giunta lanciano: vedere finché sono in grado di dare una mano allo sviluppo, quello sviluppo che noi ci aspettiamo, e che chiaramente deve vedere anche loro coinvolti. Vogliamo vedere, per esempio, cosa farà l'ENEL, vogliamo vedere cosa farà ENDESA, vogliamo vedere cosa farà SARLUX, vogliamo vedere se l'ENEL, particolarmente dopo aver diminuito del 45 per cento di gli investimenti in Sardegna, ci potrà dire qualcosa. Bene, verificheremo in Commissione quello che sarà e daremo un parere.

Chiaramente sono desolato, però, per la partecipazione: questo dibattito sinceramente avrebbe dovuto avere una platea differente. E una raccomandazione, quella di non ritagliare per determinati dibattiti alcune parentesi di giornata, oppure ritagli di giornata, credo che meritino altre platee e meritino anche altra partecipazione da parte nostra: la considerazione è importante anche per l'argomento che stiamo affrontando. Un'ultima considerazione, Assessore, per quanto mi riguarda, che il Governo è amico quando dimostra qualche cosa, con i fatti, però certamente bisogna anche farsi rispettare, credo che ci stiamo facendo rispettare e oggi la risposta deve essere questa da parte del Consiglio, netta, sia da parte del Consiglio e sia da parte della Giunta stessa.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giagu. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Grazie, Presidente. Se mi fossi dovuto lasciar trascinare dalla sensazione di stamane, quando ho ricevuto la risposta ad un'interrogazione, dell'assessore Rau, pervenuta dopo circa tre mesi, beh, insomma, probabilmente non avrei neanche accettato di condividere l'ordine del giorno, onorevole Giagu. Non parlo di apprezzamento nei confronti della Giunta e dell'Assessore, l'apprezzamento le è dovuto in quanto, voglio dire, insomma,... Apprezzamento ce n'è poco, c'è poco apprezzamento anche per la partecipazione che lei ha rimarcato essere insufficiente per l'argomento importante. Ma siccome non voglio lasciar cadere il problema dell'interrogazione, Assessore, quella interrogazione aveva un fondamento importante; parlava, è vero, e trattava esclusivamente di energia, ma mi chiedevo in quella interrogazione quali provvedimenti intendesse prendere il Presidente della Regione nei confronti dei gruppi di Fiume Santo per la riconversione a carbone delle centrali a olio combustibile. Beh, insomma, voglio dire, è arrivata stamattina una risposta assolutamente parziale. Io ipotizzai in quel momento che ci potesse essere la possibilità di avere fonti energetiche a prezzo agevolato, lei ha escluso questo e lo ha escluso nel senso che non è possibile, per una eventuale centrale nel Sulcis, di poter avere quell'energia a tariffa agevolata... lo ha scritto lei, Assessore, non faccia smorfie perché guardi che non è assolutamente il caso. Lei ha smentito questo, allora, vede, siccome questo lo ha detto il presidente Soru, che la costruzione di un eventuale centrale a carbone nel Sulcis, innovativa tutto quello che si vuole, avrebbe permesso che... Non permetterà proprio niente, e bene ha scritto lei, che non si potrà avere energia a tariffa agevolata da quella centrale, e sarà difficile ottenerne anche da altre parti, io mi auguro che questo sia.

Ma il problema che io avevo sollevato era il problema del metanodotto, perché ancora oggi, visto che ne stiamo parlando, nessuno sa esattamente a che punto siamo, nessuno sa se c'è stato un aumento di capitale del consorzio Galsi - è anche a questo è stata fatta un'interrogazione e non è stata data risposta - perché, se, come pare, la Regione Sardegna avrebbe deciso di partecipare all'aumento di capitale del consorzio Galsi per una cifra pari a 30 milioni di euro, beh, io credo che quanto meno questo Consiglio regionale dovrebbe sapere...

Ho terminato, Presidente.

PRESIDENTE. Sì, prego termini, onorevole Diana.

DIANA (A.N.). ... dovrebbe sapere a cosa serve un aumento di capitale di questo genere, visto che la Regione Sardegna ha una quota pari al 10 per cento del consorzio Galsi: il numero ve lo calcolate da voi, 30 milioni di euro per la Regione Sardegna vogliono dire molti soldi per tutti gli altri e vorrei capire per quale fine.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'ordine del giorno unitario numero 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato all'unanimità)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Va bene, colleghi, nell'impegno, per la verità un po' lungo, che avevamo assunto, nel senso che avevamo deciso di concludere alle 14, abbiamo utilizzato tutta la giornata odierna perché l'argomento in discussione, quello del parere soprattutto, era un argomento importante, ha fatto protrarre la discussione per l'intera serata di oggi; ma l'impegno restava quello di concludere tutte le mozioni.

Capisco che l'ora è tarda, però io ho il dovere di avvertire i colleghi che, qualora non affrontassimo la discussione sulla formazione professionale, sollecitata da alcune mozioni, la riunione del Consiglio si terrà in data da destinarsi, non certamente in questa settimana, perché è giusto che le Commissioni - così come ci siamo detti altre volte - lavorino, recuperando anche la serata di oggi.

Quindi io sono a disposizione dei colleghi per eventuali decisioni ma sapendo che è così è che il Consiglio si terrà in giornate che non modifichino la programmazione del lavoro delle Commissioni.

Chiedo ai colleghi di pronunciarsi, ai Capigruppo di esprimere...

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Noi ci siamo tutti, era un impegno che abbiamo assunto, tra l'altro la formazione è un'emergenza, la mozione è stata presentata con urgenza quindi va discussa. Siamo per proseguire.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Presidente, noi abbiamo concordato, nella Conferenza dei Capigruppo, di verificare la possibilità, modificando, eventualmente, anche la decisione presa in Conferenza dei Capigruppo, che prevedeva la discussione oggi sulla risoluzione sulle entrate, e poi dopo la mozione l'ordine del giorno unitario sull'industria. Qualora i tempi lo avessero consentito, anche di valutare la possibilità di concludere l'ordine del giorno, e affrontare anche la mozione numero sulla formazione professionale. Non mi sembra che un argomento di questo genere possa essere affrontato dopo una giornata di lavoro molto intenso, su due argomenti molto importanti, e con il livello di attenzione e di presenza che c'è in questo momento, se ci sono altre motivazioni, per affrettare la discussione sulla mozione, vengano dette chiaramente. Non crediamo che discutere in questo momento e in questo clima non sia una cosa positiva.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Francesco. Ne ha facoltà.

SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Presidente perché comunque sia chiara, qualsiasi decisione sia assuma, che noi siamo in Aula, siamo in grado di affrontare la discussione, e riteniamo tempestiva una discussione oggi, anche rispetto agli eventi che si sono manifestati nei giorni scorsi, quindi se differimento della discussione ci sarà, che sia un differimento esplicitamente richiesto dai colleghi che rinunciano a discutere la loro, per quanto ci riguarda la discussione e l'informativa da parte della Giunta è opportuna e anche tempestiva e urgente.

PRESIDENTE. Sospendiamo per 5 minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 20 e 19, viene ripresa alle ore 20 e 24.)

PRESIDENTE. Va bene colleghi, manteniamo i lavori dell'Aula sospesi e convoco una Conferenza dei Capigruppo nella sala attigua.

(La seduta, sospesa alle ore 20 e 25, viene ripresa alle ore 20 e 57.)

PRESIDENTE. Chiedo scusa colleghi, onorevole Pirisi si componga. Grazie. Ebbene colleghi la Conferenza dei Capigruppo ha valutato che non ci siano le condizioni per proseguire e concludere questa sera le mozioni 98, 100 e… e basta. Quindi si conclude questa sera, a questo punto, la riunione del Consiglio, che è convocato, sulle due mozioni 98 e 100, venerdì mattina alle ore 9 e 30; chiedo scusa colleghi, venerdì mattina alle ore 9 e 30, con l'impegno di esitare queste due mozioni, più un'altra mozione urgente, che è stata presentata, che ancora non abbiamo numerato, nella mattinata di venerdì. La seduta è tolta. La prima Commissione lavora domani con inizio alle ore 10 e 30, la prima, la prima.

La seduta è tolta alle ore 20 e 59.



Allegati seduta

CCXLVI Seduta

(Pomeridiana)

Martedì 24 ottobre 2006

Presidenza del Vicepresidente Secci

indi

del Presidente Spissu

indi

del Vicepresidente Secci

indi

del Presidente Spissu

La seduta è aperta alle ore 15 e 57.

SERRA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di martedì 3 ottobre 2006 (240), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Alessandro Frau, Gian Luigi Gessa e Fedele Sanciu hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di martedì 24 ottobre 2006.

Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

SERRA, Segretario:

"Interrogazione Contu, con richiesta di risposta scritta, sullo svolgimento dei lavori del Consiglio comunale di Quartucciu." (670)

"Interrogazione Dedoni - Pisano - Cassano - Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulla grave condizione che attraversa il comparto artigiano in seguito alla mancata applicazione dell'articolo 2 della legge regionale 19 ottobre 1993, n. 51." (671)

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenute alla Presidenza.

SERRA, Segretario:

"Interpellanza Biancareddu - Cappai - Amadu - Milia - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio sulla politica del credito in Sardegna e sul ruolo della Sfirs Spa." (204)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Prima di riprendere l'esame dell'ordine del giorno ho il dovere di comunicare al Consiglio che siccome era previsto che i lavori del Consiglio dovessero completarsi entro la mattinata di oggi, entro le 14, sono state allo scopo programmate riunioni di varie Commissioni che, dove prevedano la prosecuzione dell'attività nei giorni successivi, si intendono convocate nei termini, naturalmente. Quindi, stasera le Commissioni non si tengono perché c'è Consiglio, i lavori delle Commissioni riprendono regolarmente - per quelle che sono convocate, naturalmente - domani mattina con gli orari consueti.

Bene, siamo all'esame della risoluzione numero 6/19 sulla modifica dell'articolo 8 dello Statuto speciale, siamo in fase di discussione e stiamo esaurendo gli interventi dei Capigruppo.

E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Grazie, Presidente...

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, io ho chiesto di parlare!

PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Floris, non l'avevo vista. Su che cosa onorevole Floris?

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris Mario. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, per dire che non è possibile che il Presidente del Consiglio regionale convochi o sconvochi le Commissioni. Questo è un atto e un adempimento che va fatto dai Presidenti di Commissione. Io ho una Commissione convocata per le ore 17, non è che i telegrammi arrivano compatibilmente, che non vuol dire niente, con i lavori del Consiglio. Le Commissioni seguono il Regolamento, il Regolamento va rispettato fino in fondo! Quindi, le Commissioni che sono state convocate vanno sconvocate e riconvocate, secondo quanto prescrive il Regolamento del Consiglio. Ecco perché non basta la sua dichiarazione, cerchiamo di rispettarci a vicenda! Se il Presidente del Consiglio non è in condizioni di dire ai Presidenti delle Commissioni quando e come convocare non lo faccia ma una volta che è convocata è convocata e allora segue la procedura normale! Perché ho l'impressione che in questo Consiglio regionale si stiano seguendo delle norme che non vanno bene. Quando io sento un segretario regionale di un partito che dice che il Presidente della Giunta può perfino abolire le leggi che abbiamo e quindi nella nuova cosa dell'elezione diretta il Presidente della Regione può anche disattendere le leggi che abbiamo, stiamo esagerando Presidente! Perché arrivati a questo punto bisogna prendere una posizione chiara, la presidenza rispetti i consiglieri regionali e le forze politiche.

PRESIDENTE. Grazie, consigliere Floris, questa presidenza tanto rispetta questo Consiglio e le prerogative di ciascuno e di ciascuna sua autorità che non si è mai sognato di pensare di convocare Commissioni. Ha solo detto queste testuali parole che io ripeto e che penso che siano nella prassi consolidata di questo Consiglio, che siccome sono previsti lavori di Commissioni per questo pomeriggio, avendo la Conferenza dei Capigruppo detto che con molta probabilità i lavori del Consiglio si sarebbero conclusi entro la mattinata e non essendosi questo verificato, le Commissioni per questa sera sono sconvocate e che nell'eventualità che i Presidenti abbiano convocato le Commissioni, per proseguire l'attività nei giorni successivi a partire da domani, questa attività si svolgerà regolarmente e, quindi, non mi sto arrogando diritti e poteri di nessuno, sto solo comunicando all'Aula cose che sono, a mio avviso, abbastanza note, consolidate e assolutamente rispettose delle regole che attendono al nostro modo di lavorare. Detto questo, prego onorevole Porcu per il suo intervento.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Non prego niente, non state applicando il Regolamento! Lei non ha nessun diritto di fare così!

PRESIDENTE. Onorevole Floris, la prego onorevole Floris, la prego...

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Io sto chiedendo il rispetto del Regolamento!

PRESIDENTE. Onorevole Floris, lei in questa istituzione rappresenta certamente un consigliere regionale ma anche di più per le funzioni che ha avuto. La prego di rispettare questa presidenza e questa istituzione, onorevole Floris.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Lei poverino non è nessuno!

PRESIDENTE. La ringrazio per questo, onorevole Floris, è un'affermazione che sta tutta nelle sue considerazioni. Non si preoccupi di quello che sono io, onorevole Floris, pensi a quello che può essere lei! Prego onorevole Porcu.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Rispetti il Regolamento! Se lo legga, almeno!

Continuazione e fine della discussione della risoluzione sulla modifica dell'articolo 8 dello Statuto speciale per la Sardegna (6/19)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione della risoluzione numero 6/19.

E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Colleghi, provo a riprendere il filo del ragionamento, devo dire che anche questa osservazione che formula l'onorevole Floris è una continuazione di alcune altre affermazioni che ha fatto durante il suo intervento, dove ha manifestato totale dissenso su metodi e contenuti, e credo che su questo filo conduttore parte dell'opposizione abbia articolato i suoi interventi. Risulta difficile quando si raggiungono conclusioni così sbrigative, così ultimative anche analizzare alcuni dubbi, anche legittimi che sono emersi e che dovrebbero portarci semmai a migliorare un provvedimento che per tanti aspetti è straordinario e dà risposte significative ai bisogni della Sardegna. Ma purtroppo, e credo che ce ne rammarichiamo tutti, si preferisce seguire una strada diversa, il dubbio non viene seminato per migliorare, non viene seminato in maniera legittima, ma viene seminato per scardinare alla radice un impianto, una proposta senza il minimo riguardo per quello che può essere l'interesse più generale della nostra comunità. Quindi, si pone magari il dubbio se la spesa sanitaria possa aumentare, se possa crescere più o meno dell'IVA, se le nuove competenze nel campo del trasporto pubblico locale possano comportare, collega Biancareddu io l'ho ascoltata in aula, non so se vuole continuare, mi interrompo, o magari riprende dopo nelle sue dichiarazioni di voto ma si conclude non con una proposta migliorativa, ho anche questi dubbi, ma con delle affermazioni gravi, io credo che sono affermazioni così gravi che non possono essere lasciate cadere, io prendo seriamente i colleghi quando dicono e invitano a rigettare l'accordo e siccome li prendo così seriamente, vorrei ricordare perché nasce quest'accordo, dove eravamo qualche anno fa, quali sono i risultati assai inferiori rispetto ai quali ci siamo ritenuti soddisfatti e perché invece questa proposta è per molti aspetti, per molti aspetti assolutamente straordinaria. Allora noi veniamo da una situazione in cui nel 1999 un'intesa di programma a cui bisognava dare seguito, a cui ci si aspettava che si potesse dare seguito stilata dal governo Palomba nel '99 è rimasta inattesa per lunghi anni, è rimasta inattesa in tutte quelle parti che più ci riguardavano e che riguardavano il computo dell'IVA, che riguardano le servitù militari, che riguardavano il demanio e rispetto a quella intesa non solo è rimasta del tutto disattesa ma siamo arrivati per esempio, faccio un esempio, nel 2003 a considerare chiusa la partita dell'IVA per quell'anno per una somma di circa 193 milioni di euro. Quindi il clima era che ancora nel 2003 nonostante l'intesa di programma nel '99 nonostante una consapevolezza che prepotentemente cresceva come è manifestato anche negli atti consiliari, dell' inadeguatezza dei trasferimenti e dalla mancanza di norme di attuazione sugli aspetti specifici che nel nostro Statuto riguardano le entrate, ancora nel 2003 abbiamo chiuso la partita con lo Stato per 193 milioni di euro.

Se andiamo a vedere un atto che ha caratterizzato questa legislatura, ancora nel 2005 a seguito di una manifestazione fatta a Roma, autorevoli esponenti delle forze sociali manifestavano soddisfazione, soddisfazione per un anticipo che in realtà era un posticipo perché riguardava gli anni 2004 e 2005 che prevedeva un acconto, quindi un posticipo non un anticipo per il 2004 - 2005 per 193 milioni di euro.

Ora, io credo che se uno manifesta soddisfazione per un acconto dato in ritardo ritenga che quella somma se non congrua, se non a chiusura della vertenza sia in qualche modo rappresentativa del totale, diciamo del credito che la Regione potesse vantare, magari migliorabile di un cinquanta per cento, di un cento per cento ma se si arriva a manifestare soddisfazione per una chiusura del 2004 - 2005 di 193 milioni, e non ho sentito voci dei colleghi della minoranza che in quella circostanza non abbiano condiviso quella soddisfazione, si presume che la cifra di 193 milioni di euro come calcolo dell'IVA fosse una cifra, diciamo, un buon acconto tanto che arrivava anche con molto ritardo. Ora, credo che se ci prendiamo le tabelle e se abbiamo ben compreso al di là delle quote dell'IVA perché si utilizzano gli indici al consumo delle famiglie e si rapporterà l'IVA alle varie tipologie di beni consumati non credo che sia un calcolo complicato credo che sia un calcolo molto più semplice di quelli che abbiamo provato a mettere in atto fino adesso visto che la risposta arrivava sempre con molto ritardo, ci accorgiamo che con questa proposta la Sardegna pone la sua autonomia in termini di gettito finanziario nella posizione più avanzata delle autonomie delle Regioni italiane, stiamo parlando di 1900 milioni di euro di IVA, cioè quello che sembrava un buon acconto dato in ritardo è soltanto alla luce di quest'accordo un decimo, un decimo del contenuto di questa proposta contenuta nell'articolo 102 della finanziaria, ecco credo quindi colleghi che ci si assume una grande responsabilità, una grandissima responsabilità rispetto ai cittadini sardi nel dire che quest'acconto e, diciamo, dei dubbi appena abbozzati, un accordo che ci dà e ci propone dieci volte di più di quell'accordo che probabilmente cinque o sei volte di più di quello che poteva essere nei nostri migliori auspici, credo che ci si assuma veramente una grande responsabilità, responsabilità tanto più grande perché in quegli stessi anni in cui si è chiuso l'accordo per 193 milioni di euro sull'IVA del 2003 i deficit previsionali della Regione erano oltre un miliardo e 200 milioni di euro quindi c'era un accordo a incassare poco dallo Stato e allo stesso tempo a indebitare in maniera pesante la nostra Regione senza preoccuparsi in alcun modo di una possibile quadratura del cerchio. Io non mi dilungo sul contenuto anche se qualche dato l'ho dato e forse va ribadito perché se no sembra che parliamo di un qualcosa che mano a mano che ci proviamo a migliorarlo perde anche valore e importanza, ma stiamo parlando di una partita che non solo a regime ci porterà 1600 milioni di euro in più al netto di tutte le competenze che dobbiamo trasferire e quindi anche con qualche ragionevole margine di manovra sull'imprevisto, visto che l'Assessorato ci dice anche che in parte queste cifre potrebbero essere anche sottostimate, ma ci mette già a disposizione nella transizione, considerato le maggiori entrate legate all'Irpef e all'IVA circa 600 milioni di euro in più all'anno.

Quindi non stiamo parlando di un percorso che da oggi non ci dà risultati stiamo parlando di un percorso che 2007, 2008 e 2009 ci mette già a disposizione da subito, da subito, un importo pari a una annualità del POR. Qualcuno si è lamentato del pregresso, ma anche sul pregresso è opportuno ricordare che l'unica partita veramente aperta era quella dell'Irpef e anche il pregresso che comunque porta maggiori risorse alla Sardegna pari a circa 800 milioni di euro, non può non essere vista in funzione anche di quello che si ottiene nella transizione e di quello che si ottiene a regime perché io sfido chiunque a preferire di incastrare 500 milioni di più sul pregresso e magari a ottenere una compartecipazione sull'IVA di nove decimi non sull'IVA consumata non sull'IVA pagata ma sull'IVA riscossa che vorrebbe dire un aggravio di ben oltre 500 milioni di euro. Quindi mi chiedo, colleghi, ma perché assoggettare tali evidenze perché non sforzarci tutti di capire magari come ha cercato di fare il collega Balia come sforzarci tutti di mettere in cassaforte questo risultato, di renderlo meno facilmente attaccabile anche da chi verrà dopo di noi, magari sforzandoci di migliorarlo su quelle parti in cui abbiamo dei dubbi, fare delle proposte piuttosto che arrivare a conclusioni sinceramente imbarazzanti, sinceramente imbarazzanti credo per il livello del dibattito di questo Consiglio come quelli di chi dice che suggerisce un rigetto totale di questo accordo. Qualche collega è tornato nel merito, l'ha fatto qualche collega di minoranza ma anche della maggioranza sul fatto che la procedura sia stata ineccepibile nella stesura di quest'accordo, ma io credo che l'articolo 54 dello Statuto sia stato rispettato letteralmente, non credo che si possa avere dei dubbi quando si dice e sentito la Regione a cui ci si si riferisce…

PRESIDENTE. Concluda onorevole Porcu!

PORCU (Progetto Sardegna). Ma dico anche che nelle prerogative di questo Consiglio anche blindare questa proposta scrivendo un nuovo articolo 54, cassando il comma 4 e portando questi risultati e questa proposta dentro il nostro statuto per renderlo se riteniamo che questo sia importante, inattaccabile da chi verrà dopo di noi.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Porcu.

E' iscritto a parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Grazie Presidente, ancora una volta siamo chiamati a esprimere una valutazione sul risultato relativo alla vertenza sulle entrate, un risultato peraltro non ancora definitivo e altresì ad esprimere una valutazione sul parere, sulla risoluzione della Commissione che esprime un parere in merito all'intesa con lo Stato.

Io credo che oggi noi dobbiamo registrare con soddisfazione, l'importante lavoro svolto in questi due anni relativamente alla vertenza sulle entrate, un lavoro estremamente importante che ha visto da subito la Giunta, l'assessore Pigliaru in merito alla definizione di quanto dovuto alla Sardegna relativamente alle entrate a statuto vigente, al lavoro importante, impegnativo, pressante del presidente Soru, al lavoro della Commissione sia nel momento della definizione negli incontri con le parti sociali, nella definizione delle risoluzioni precedenti e negli incontri con le forze parlamentari. Così come io credo che sia stato determinante la mobilitazione generale che si è creata nella nostra Regione, attraverso il coinvolgimento delle autonomie locali e delle forze sociali e imprenditoriali. Io credo che sia innegabile che il risultato finora conseguito è da registrare come un risultato certamente positivo. E questo risultato non è merito soltanto di una parte, non è merito soltanto di qualcuno, ma è merito di tutti quanti quelli che hanno creduto in questa importante vertenza e che hanno portato con determinazione questa rivendicazione. Il collega Floris stamattina diceva: "Sconfitta e mortificazione!". Io credo che, invece, dobbiamo registrare una positiva valutazione dell'importante lavoro svolto. Io credo che questa vertenza abbia avuto tre parti: una che riguarda il pregresso; una che riguarda la fase transitoria e un'altra che riguarda la fase a regime delle nuove entrate. Io credo che per quanto riguarda il pregresso certamente ci potevamo aspettare di più, ma io credo che questa vertenza vada calata anche nel momento storico in cui si sta realizzando, credo che se questo fosse avvenuto qualche anno fa, probabilmente, avremmo avuto qualche difficoltà in meno.

E dicevo, appunto, per quanto riguarda la fase del pregresso, io credo che pur non registrando una soddisfazione ampia, certamente, abbiamo un risultato significativo. Sono 821 milioni in più che noi abbiamo: 500 rateizzati in vent'anni e 321 che ci vengono per i tre anni pregressi, 107 milioni di euro per i tre anni pregressi; e sono 821 milioni. Così anche per la fase transitoria. Anche la fase transitoria è una fase certamente in cui avremmo aspirato ad avere qualcosa in più, ma anche questo è un risultato significativo. Ci ritroviamo a registrare, per il 2007, 450 milioni in più; per il 2008, 480 milioni in più; per il 2009, 590 milioni in più. Ma io credo che il risultato più importante, più significativo, perché non ce lo avremo soltanto per il 2010 ma ce lo avremo anche negli anni successivi, è un risultato che abbiamo conseguito relativamente al 2010 in poi, che ci vede con un saldo positivo di 1.500 milioni in più, appunto, a partire dal 2010. Il collega Floris, stamattina, diceva che il Presidente aveva il mandato per gli arretrati e non per la modifica dell'articolo 8. Io credo, collega Floris, che le risoluzioni che noi abbiamo approvato hanno sempre fatto riferimento a quanto contenuto nell'APQ 7, relativa al regime delle entrate fiscali, relativamente all'intesa stipulata nel 1999. Io credo che, probabilmente, forse era dovere di tutti, sia di questa Giunta che ha lavorato in questa direzione sia delle giunte della passata legislatura e anche del periodo in cui lei ha avuto in capo la responsabilità. Io credo che ha fatto bene la Giunta, ha fatto bene il Presidente a portare avanti sia la parte relativamente alle entrate sia anche per quanto riguarda una rinegoziazione di quello che è il regime delle nuove entrate. Certo, io sono convinto anche che si potrà fare di più, che si potrà fare meglio e io credo che anche questa occasione ci impone di fare una riflessione e, per quanto mi riguarda, di lanciare un appello per realizzare la riscrittura dello Statuto, anche perché all'interno di quella noi possiamo realizzare quella ricontrattazione del regime delle entrate a cui voi aspirate, noi aspiriamo, ma soprattutto vi aspirano tutti i sardi. Il problema della spesa sanitaria. Io credo che in queste settimane si è discusso molto sulla spesa sanitaria, sull'accollarci la spesa sanitaria, e io credo che sia un falso problema per come è stato posto. Sono a carico attualmente… lo Stato ci trasferisce 950 milioni, per quanto riguarda la spesa sanitaria, bene, a fronte di questa, noi ci troviamo un maggiore trasferimento di 1.700 milioni, che sono 950 per la spesa sanitaria, per la continuità territoriale, per quanto riguarda le ferrovie. Io credo che questo dato… il collega Floris, stamattina - chiedo scusa se faccio riferimento a lui - diceva: "Ma, non ci sono dati certi sull'IVA!". Io credo che sono i dati dell'Istat, è chiaro che questa quantificazione è avvenuta non considerando tutta l'IVA al 20 percento, ma considerando l'IVA generata, è ovvio che quella che è generata al 4 produrrà un certo X, così come sarà quella al 10 e quella al 20. Quindi, credo che questi dati siano dati frutto della rilevazione da parte dell'Istat e non, certamente, di qualche calcolo estemporaneo da parte di qualcuno. Per cui, questo dato relativamente soltanto all'IVA, con un più di un milione e 700 milioni di euro, tolta la spesa sanitaria che grava sulla regione Sardegna, ci consente di avere un saldo positivo di oltre 600 milioni. Per quanto riguarda il livello dell'assistenza, non è certamente questo che determinerà il cambio dei livelli di assistenza nel servizio sanitario. Io credo che in Italia continua a permanere una definizione di standard dei livelli minimi di assistenza, che certamente non potranno variare se non, io credo, eventualmente migliorare, sulla base di quella che sarà la capacità finanziaria che la Regione Sardegna avrà. La risoluzione. Io credo che la risoluzione esprima molto opportunamente una valutazione positiva sul contenuto dell'articolo 102 della finanziaria, che peraltro riscrive l'articolo 8 dello Statuto. Io credo che qui, oggi, noi, nelle prossime settimane, nei prossimi giorni, dovremo compiere ogni utile azione per migliorare quanto contenuto nell'articolo 102 e, verosimilmente, per l'ottenimento dell'anticipazione sul nuovo regime delle entrate. Anche perché, come dicevo, il risultato non è definitivo, è un risultato che è in itinere, è un risultato che io credo che tutti quanti noi abbiamo il dovere di adoperarci per conseguirlo definitivamente. E io credo che su questo bisogna ritrovare quello spirito unitario nell'interesse della Sardegna e nell'interesse di tutti i sardi. Mi auguro che anche oggi… certo gli interventi che si sono succeduti non mi dicono che io possa sperare in qualcosa di positivo, ma ritengo che nonostante il tono degli interventi, il non voto in Commissione, io credo, assumendoci un alto senso di responsabilità, io mi auguro che possa trasformarsi in un voto positivo da parte di tutti. Ritengo così, anche nella risoluzione, importante quanto diceva stamattina il Presidente della Commissione Cucca, che sia importante l'incontro proposto dallo stesso, dal Presidente della terza Commissione, tra la Commissione stessa ed i parlamentari sardi; perché io credo che è importante che quanto contenuto nell'articolo 102 venga sostenuto con la massima determinazione, anche al fine di ottenere ulteriori miglioramenti, che risultassero possibili durante l'iter parlamentare, anche alla luce delle proposte emerse durante questo dibattito. Io ho colto con molto interesse alcuni suggerimenti e io credo questi suggerimenti possano essere trasmessi pari, pari ai nostri parlamentari, che appunto possano, in qualche modo, lavorare per migliorare ulteriormente quanto contenuto nell'articolo 102.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Sì Presidente, cari colleghi. Io devo dire che non capisco un po' il nervosismo e l'esasperazione dei toni e anche l'eccesso nel quale si manifesta una posizione, una diversità di pensiero rispetto ad alcune questioni. Tanto che un collega ha coinvolto la Presidenza rispetto ad una questione. Nel passato mi è capitato spesso di aver ricevuto una convocazione di Commissione, dove il Presidente informava: "compatibilmente ai lavori del Consiglio". Ancor più è giustificata per la giornata di oggi, perché la Conferenza dei Capigruppo aveva stabilito che si concludesse alle quattordici e c'era solo un impegno dell'opposizione, eventualmente, di valutare l'ipotesi di proseguire qualora il dibattito avesse necessitato un impegno a proseguire per concludere il tema all'ordine del giorno. Così almeno nel passato è sempre avvenuto e la sconvocazione della Commissione, perché contemporaneamente lavora il Consiglio, non intende essere la sconvocazione anche per i giorni successivi. Se si vuol porre questo problema si ponga, ma sono atteggiamenti che io ritengo esasperati e non giustificati. Così come, devo essere sincero, non capisco perché l'opposizione esasperi la questione dei rifiuti, di 200 tonnellate stiamo parlando, che si arrivi ad una manifestazione di opposizione come quella che abbiamo visto stamane, o è semplicemente perché tanto c'è una campagna stampa che va in quella direzione e quindi ci uniamo a quella campagna stampa, per avere un po' di visibilità all'opposizione. Ma state attenti a non esasperare, l'ho detto anche al sindaco di Cagliari che ho incontrato ieri, quando si esaspera troppo può darsi che succeda anche che il sindaco di Cagliari non farà entrare le 200 tonnellate di rifiuti prodotti fuori Sardegna e magari a Villacidro, il sindaco non farà entrare quelli di Cagliari, che spesso entrano a Villacidro per affrontare l'emergenza della città di Cagliari, quando il CASIC và in tilt.

MURGIONI (Fortza Paris). E questo cosa c'entra?

CALLEDDA (D.S.). Come cosa c'entra?

MARROCU (D.S.). C'entra eccome!

(Interruzioni)

MARROCU (D.S.). Un tema come questo…

PRESIDENTE. Prego i colleghi di consentire al collega Marrocu di completare il suo intervento, colleghi per gentilezza, ciascuno ha avuto modo di dire quello che voleva.

MARROCU (D.S.). Perché quando si esagera…

PRESIDENTE. Prego onorevole Marrocu.

MARROCU (D.S.). Io sono convinto che non c'entri e infatti sto semplicemente invitandovi a non esasperare i toni, proprio perché non c'entra nulla! Io sono d'accordo che non c'entri nulla, tant'è che i rifiuti arrivano, all'impianto di smaltimento e alle discariche di Villacidro come sono arrivati a Sarroch, e così via.

Non esasperiamo i toni rispetto a questo termine, del resto voglio dire nel passato, quando tra l'altro il governo dell'ambiente era in mano vostra, visto che non c'entra, in Sardegna sono arrivati i rifiuti che se non fosse per la magistratura che ha bloccato quei camion… le discariche di rifiuti speciali tossici di Porto Torres li ha bloccati la magistratura! E il Consiglio regionale ha approvato una norma non certamente per iniziativa di quel governo regionale o della maggioranza, ma per iniziativa dell'opposizione e dei colleghi dell'opposizione della precedente legislatura che andava in quella direzione. E quindi su questo tema…

RASSU (F.I.). La Commissione ha deliberato!

PRESIDENTE. Onorevole Rassu, la prego! Lei è uno tollerante, abbia pazienza!

MARROCU (D.S.). Su questo tema…non esasperare né dibattito, né esagerare nelle manifestazioni di dissenso e non farsi strumento di campagne stampa!

Perché è un tema sul quale occorre un atteggiamento di molta cautela e di molto equilibrio.

Così come, io non so sul tema di oggi se abbia ragione il collega Biancareddu, che la maggioranza non abbia fatto tutto quanto era nelle sue possibilità per arrivare ad un voto unanime sulla risoluzione che la Terza commissione ha portato oggi in Consiglio. Io non lo so! Può darsi! Io penso di no! Penso che noi, la maggioranza, la Giunta, abbia fatto tutto ciò che era possibile per arrivare a concludere questa vertenza sulle entrate con un voto unanime del Consiglio. Io penso che lo abbiamo fatto tutti però può darsi anche che qualche passaggio, qualche azione della maggioranza possa avere determinato una decisione assunta dalla minoranza di non votare in Commissione e di manifestare questo dissenso in modo così eccessivo nella giornata di oggi, ma vorrei ricordare da dove siamo partiti. Siamo partiti che nel 2004 ci siamo resi conto che il disavanzo in Sardegna stava galoppando oltre il 20 per cento annuo, e che noi in quegli anni, e dico noi, perché io c'ero, anche se ero all'opposizione, abbiamo dato più funzione e ruolo alla spesa e non ci siamo non preoccupati delle entrate, perché eravamo in una situazione gravissima dove la spesa corrente era superiore alle disponibilità delle risorse a disposizione della Sardegna e che andava fatta un'operazione di risanamento che era, da un lato coraggiosa perché tagliava, e sappiamo benissimo che quando si taglia, si fanno le riforme, si pagano prezzi sociali, e quindi di avere anche la gente in piazza, ma se tu sei convinto che è giusta quella riforma la fai anche quando paghi il consenso che ne viene meno perché è giusto farla! Così come sapevamo benissimo che bisogna andare al risanamento attraverso i tagli della spesa, quella che oggi viene contestata con il governo nazionale e a cercare di andare ad aumentare le entrate, e si è aperta una vertenza, ed è la prima volta che una vertenza come questa ha assunto un carattere di importanza nazionale e questo dobbiamo dirlo! Per l'autorevolezza del Presidente della Giunta, ed è la prima volta che la Giunta regionale ha portato, per la capacità e la serietà con cui l'Assessore ha lavorato, ha portato argomenti a Roma che portavano la legittimità delle rivendicazioni dei sardi e si è ottenuto un risultato che è importante, un risultato che comunque o il centrodestra porta dati, sostengono che i dati che la Giunta ha fornito in Commissione nelle schede sono dati non veritieri o altrimenti dire che 600 milioni di euro in più nella transizione all'anno dal 2007 al 2009, e che oltre 1 miliardo e 500 milioni di euro in più dal 2010 a regime con il nuovo articolo 8, è un risultato straordinario. Io non riesco a capire, o portate elementi diversi, dico: "non sono quelli i dati, non sono veritieri, state barando!", allora portate dati differenti! O altrimenti è incomprensibile la vostra posizione.

Io vado oltre. Io mi auguro che chi qui sostiene che non ci sono risultati…

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue MARROCU.)…e che anzi la Sardegna ne esce mortificata dall'articolo 102 riesca a far fare una bella iniziativa parlamentare ai propri rappresentanti, in Parlamento nazionale, per dire che la Sardegna è mortificata e per migliorare l'articolo 102 come voi ritenete che debba essere migliorato.

La mia preoccupazione è un'altra, la mia preoccupazione è tutta politica, è che da un lato voi qui sostenete la tesi che non c'è nulla, che la Sardegna ne esce mortificata, perché avete paura non che non ci sia realmente un risultato, come ho detto l'altra volta, ma che il risultato ci sia! E che questo risultato porterà la Sardegna, nei prossimi anni, ad avviare realmente politiche di sviluppo perché ci sono le risorse e che quindi il risultato porti consenso nei confronti di chi questa battaglia l'ha fatta seriamente e l'ha fatta sino in fondo e che magari qui voi sostenete la tesi che non ci sono risultati e che i vostri rappresentanti in Parlamento, in Commissione alla Camera e al Senato, diranno che la Sardegna sta ottenendo qualcosa che non deve ottenere, che magari in Parlamento ci dovremo difendere dagli attacchi che verranno dai vostri parlamentari delle regioni forti che diranno che la Sardegna sta ottenendo qualcosa che non dovrebbe tenere. Allora io vi aspetto a Roma verso i vostri parlamentari con un'iniziativa politica vera per ottenere quei miglioramenti che comunque anche la risoluzione, la Commissione ha chiesto si potesse ottenere, sapendo bene che quello che abbiamo ottenuto è un risultato straordinario, storico, importante data anche la situazione grave economica nella quale avete lasciato l'Italia in cinque anni di governo Berlusconi.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Marrocu. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

Onorevole Floris, di che cosa intende parlare?

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Per un richiamo al regolamento, quando lei non era in aula ho posto un problema regolamentare, il fatto che le commissioni siano state convocate compatibilmente con i lavori del Consiglio. E che le commissioni che sono state convocate non sono state sconvocate, non potevano continuare attraverso una dichiarazione semplice del Presidente, quindi senza esasperare nessun animo tant'è vero che alcuni presidenti di commissione come il collega Pirisi hanno, anche se con distribuzione in aula, comunicato che la Quarta commissione prevista per mercoledì 25 ottobre 2006 alle ore 16, è rinviata a Giovedì 26 ottobre 2006.

E che quindi non bastava la comunicazione del Presidente, ma i presidenti di commissione avrebbero dovuto scomodare le commissioni e riconvocarle.

Ecco perché io ho posto questo problema, che mi pare un problema abbastanza semplice e comprensibile e non soltanto per il Presidente di turno, ma per tutti quanti noi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.). Sì, Presidente, sull'ordine dei lavori. Io pensavo di aver risposto, dalla Presidenza, all'onorevole Floris come è consuetudine in questo Consiglio. Mi rendo conto e prendo atto del comportamento assolutamente scorretto che l'onorevole Floris tiene nei confronti di un collega, innanzitutto, e di chi è oberato dall'incarico di presiedere questo Consiglio, per chiedere cose che sono assolutamente improponibili, perché io siedo in questo Consiglio non quanto l'onorevole Floris, ma da tanto tempo sufficiente per ricordare quali sono le prassi, le consuetudini e anche la conoscenza regolamentare. Allora, io non ho deciso di sconvocare o di convocare Commissioni, ho detto soltanto, e lo ripeto, in quest'Aula che io prendevo atto del fatto che le Commissioni non si potevano tenere questo pomeriggio e che, in quanto fossero state convocate per i giorni successivi, le Commissioni si intendevano convocate. Quindi, chi convoca e sconvoca le Commissioni sono i Presidenti di Commissione, la Presidenza di questo Consiglio e nessun altro fa cose differenti, pregherei i colleghi, e il collega Floris soprattutto, che è persona giudicata qui esperta, giudicata qui scafata, giudicata qui portatore di valori e di quant'altro, ogni tanto con orgoglio rappresenta anche a questa Aula, di tornare poco poco nel seminato e di rispettare non soltanto i colleghi, ma anche la Presidenza di questo Consiglio quando a presiedere non è il Presidente.

PRESIDENTE. Va bene, grazie onorevole Secci. Il lavoro e la programmazione dei lavori delle Commissioni son stati modificati dalla decisione assunta stamattina, per la verità anche in forma non rituale perché non abbiamo fatto una Conferenza dei Capigruppo ma abbiamo sentito i Capigruppo per le vie brevi in Aula, decidendo di proseguire la discussione senza limitare il numero degli interventi e quindi, così come c'eravamo detti, cercando di concludere questa discussione entro le ore 14. Questo evidentemente può portare anche, sotto l'aspetto formale, a qualche procedura non strettamente regolamentare, e tuttavia mi pare che siccome le cose avvengono qui e i poteri sono quelli dati, non quelli che si modificano di volta in volta, mi sembra che se di ogni questione facciamo una vicenda regolamentare penso che questo, come ho detto altre volte, non ci aiuti e che insieme al Regolamento ci aiuti molto anche il buon senso che utilizziamo nel nostro lavoro.

Continuazione e fine della discussione della risoluzione sulla modifica dell'articolo 8 dello Statuto speciale per la Sardegna (6/19)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, colleghi. Su questa vicenda che si chiude in parte oggi con l'esame di una risoluzione proposta dalla Commissione bilancio, si è detto molto nei giorni scorsi, credo che si possa realisticamente, in questo momento, semplicemente sintetizzare qual è il livello reale del problema che stiamo affrontando e qual è il motivo per cui oggi la maggioranza, con l'approvazione di questa risoluzione, vuole evidentemente dare un avallo politico, istituzionale all'assenso dato nella sede del Consiglio dei Ministri dal Presidente della Regione sulla modifica del Titolo III dello Statuto inserita nella legge finanziaria dello Stato. La maggioranza dà oggi un avallo cui l'opposizione, oggi, non aderisce e non aderisce per motivazioni sia di sostanza, sia di metodo di procedura sul piano normativo e statutario, sia per motivazioni politiche.

Nella sostanza non condividiamo, e lo diciamo chiaramente, più esplicitamente di quanto forse non si possa capire dalla polemica, non perché diciamo che nel "102" non siano contenuti alcuni aspetti che in prospettiva possano essere positivi per la Regione, nell'articolo 102 vi è un contenuto che riguarda il metodo di calcolo, il sistema di calcolo dei trasferimenti alla Regione Sardegna riguardanti l'IVA e le altre imposte, che in qualche modo possono, nel futuro, portare entrate superiori, sia per quanto riguarda il metodo di calcolo, sia per quanto riguarda l'IVA avendo riferimento e guardando la diversa proporzione tra le entrate riscosse e le entrate trasferite alla Regione. Diciamo però che questo risultato, questo aspetto positivo in proiezione futura, è troppo poco. E' troppo poco rispetto a quello che la Sardegna correttamente vanta, è troppo poco rispetto a quello che la Regione, noi compresi insieme a voi, insieme alla Giunta regionale, insieme alla maggioranza, insieme alle forze sociali, abbiamo rivendicato coerentemente mesi fa scendendo in piazza a Roma anche contro un Governo cosiddetto amico. E' troppo poco perché gli eventuali benefici sono differiti nel tempo e perché questi benefici che sono calcolabili, onorevole Marrocu, anche da parte vostra sulla base di proiezioni, di valutazioni, di stime e non su dati di fatto concreti, sono, questi risultati, troppo poco rispetto a quello che voi stessi avete chiesto insieme a noi al Governo di allora, al Parlamento di allora. Perché, ricordo, la vertenza che c'ha visto insieme protagonisti l'anno scorso riguardava innanzitutto l'arretrato, io ricordo perfettamente le parole del Presidente della Regione, qui in Aula, fuori da quest'Aula in diverse sedi, quando affermava che sull'arretrato non si sarebbero fatti sconti a nessuno. Quando si affermava addirittura che si sarebbe avviata una procedura giudiziaria legale contro i funzionari dello Stato che per anni avevano impedito il trasferimento alla Regione Sardegna delle somme correttamente ascrivibili come diritto alla stessa Regione Sardegna. Dove è la denuncia, sulla base del diritto penale, al funzionario della Ragioneria centrale dello Stato che aveva promesso il Presidente Soru qualche tempo fa? Dove è la richiesta di non fare sconti sul totale dell'arretrato che era stato calcolato da voi intorno ai quattro miliardi e mezzo di euro, se non ricordo male.

PORCU (Progetto Sardegna). Con l'IVA, onorevole La Spisa.

LA SPISA (F.I.). Dove è il risultato raggiunto se noi vediamo che gli effetti positivi di quanto contenuto nel "102" saranno valutabili concretamente, e non sulla base di stime, soltanto nel 2010? Ma dove sono gli effetti positivi se calcolati riguardo ad una vertenza che da anni riguardava l'arretrato, ma riguardava soprattutto la modifica del Titolo III dello Statuto che viene oggi modificato soltanto in una parte e che non è stato possibile ottenere, se non in cambio di una forte e preoccupante contropartita che la Regione sta dando allo Stato, e cioè la realizzazione di una devoluzione di funzioni importantissime come quelle della sanità e dei trasporti alla Regione Sardegna. Dopo appena tre mesi da un referendum in cui questa devoluzione era stata sonoramente bocciata in tutto il Paese, ma in particolare nella nostra Regione. Dite oggi di aver ottenuto un grande risultato che sarà calcolabile nel 2010, cioè ascrivibili a un Parlamento che forse sarà ancora quello attuale, forse, e a un Governo che forse sarà quello attuale. Non si può non sottolineare in questo, quindi, che è facile concedere a una Regione impegnando i bilanci neanche della manovra finanziaria in corso, ma quelli di manovre finanziarie future. E' facile liquidare la partita dell'arretrato con una limitata somma che viene trasferita e poi una serie di cambiali da poter scontare, perché l'arretrato è stato sostanzialmente liquidato così, con un prestito accollato a carico dello Stato, che sicuramente potrà essere anche portato allo sconto come una normale cambiale, ma di cambiali si tratta, prevalentemente di promesse, di impegni per il futuro. Che cosa potrà vedere di questo la Regione? Potrà vedere invece, da subito, la devoluzione della sanità e dei trasporti in capo totalmente alla Regione, a differenza di quanto accade per la Regione Sicilia, e senza alcuna compensazione di norme di salvaguardia così come, pochi giorni dopo l'assenso dato al Presidente della Regione Sardegna in Consiglio dei Ministri, è stato concesso dallo stesso Presidente del Consiglio dei Ministri ad un altro Presidente di Regione, quello del Friuli, con un protocollo in cui si prevede esattamente una norma di salvaguardia, un impegno solennissimo ad adeguare i trasferimenti dello Stato, "la compartecipazione ai tributi della Regione, in presenza di significative modificazioni del quadro finanziario di riferimento nel settore sanitario, laddove attenzione dovrà essere posta anche sugli aspetti correlati agli investimenti nel medesimo settore"... pochi giorni dopo, pochi giorni dopo il Friuli otteneva questo. E in un articolo precedente al 102 la Sicilia si tratteneva ben altro.

In una trattativa vale sia quello che viene dato, e quindi speso sul tavolo, sia le carte che si consumano in una trattativa che deve guardare lontano; noi in questo modo, dando l'assenso a questo articolo, a questa modifica del Titolo Terzo, ci stiamo consumando una carta importantissima cioè quella di chiedere un diverso regime, un diverso sistema di calcolo della spesa sanitaria per la Sardegna, per portare la qualità e la quantità dei servizi a livello del resto del Paese e non ad avere trasferimenti ancora calcolati sulla base della quota capitaria. E così per la continuità territoriale, che ci costa, che costa oggi poco ma che tutti sappiamo che è insoddisfacente. Ci siamo consumati una carta importante, ci siamo consumati soprattutto la possibilità di una unità del sistema politico e sociale della Sardegna. Oggi voi dite: se ci dividiamo oggi indeboliamo il fronte; colleghi, non è da oggi che la Sardegna è divisa, e non è da oggi che il Consiglio regionale è diviso; voi avete diviso la Sardegna, avete usato come massa d'urto contro il Governo Berlusconi l'opposizione e ci avete usato come una forza politica...

Sto concludendo, Presidente.

PRESIDENTE. Sì, prego.

LA SPISA (F.I.). ... come una forza politica che appiattendosi, o rischiando di appiattirsi, sulle vostre posizioni ha permesso un'azione rivendicazionistica del Presidente della Regione che, in tutte le sedi, da quelle istituzionali a quelle mediatiche, ha fatto presa e, per un po' di tempo almeno, ha sollevato i suoi indici di gradimento nella popolazione sarda, andando a dire in giro che i Ministri della Repubblica odiavano la Sardegna.

Questo noi abbiamo fatto, non ci pentiamo di aver condiviso quel percorso ma certamente non possiamo oggi essere corresponsabili di un salto nel buio.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa.

Ha facoltà di parlare, per la Giunta, il Presidente della Regione. Presidente Soru, prego.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Grazie, signor Presidente. E' un momento in cui il Consiglio sembra sufficientemente diviso per schieramenti e in cui la mancanza di volontà di discutere senza pregiudizi, di confrontare tesi, di confrontare opinioni, sulla base però di dati di fatto, di elementi un po' circostanziati, sia del tutto sparita. E' un momento in cui si tende in tutte le maniere possibili ad esasperare i toni, ad esasperare le tensioni, in maniera perfino disarmante; e anche oggi in questa Assemblea sono accaduti almeno due episodi non particolarmente edificanti che non servono a contribuire ad accrescere il valore della discussione in quest'Aula. Quindi anche parlare è difficile, perché sembra di parlare effettivamente senza alcuna possibilità di essere ascoltati o di, comunque, parlare come normalmente accade per confrontare idee invece che semplicemente per occupare un po' di tempo e compiere un rito; nondimeno ci provo lo stesso, magari partendo da alcune considerazioni. Il collega Vargiu ha detto: condividiamo tutti la volontà di avere maggiori entrate e maggiore autonomia e quindi maggiori competenze per la nostra Regione, abbiamo fatto una battaglia assieme però poi c'è stata una conferenza stampa e questo qui ha compromesso tutto e quindi, per colpa di questa conferenza stampa, forse tutti quanti esasperiamo le nostre posizioni, forse le manifestiamo anche in modo che noi stessi non crediamo. Ma veramente facciamo tutto questo pasticcio per una conferenza stampa? Ma veramente fare una conferenza stampa e comunicare ai sardi che comunque c'è forse una buona notizia, che ci riguarda tutti e che è una conquista di tutti com'è stata presentata, veramente quello ha pregiudicato la possibilità di continuare a discutere in questo Consiglio, in quest'Aula, e confrontarci sul merito? Veramente c'è stata l'unità dei sardi, di tutto il popolo sardo, destra e sinistra, e poi c'è stato un Presidente che, per protagonismo, è voluto scappar via e correre da solo? Non mi pare. Abbiamo avuto una grande unità che ha avuto un culmine in una manifestazione a Roma, e ancora - lo faccio per l'ennesima volta - ringrazio tutti i partecipanti e tutte le adesioni, in particolar modo quelle dell'opposizione che comunque sono state importantissime e sicuramente sono una parte importante di quello che ritengo sia stata una conquista.

Nondimeno quella unità non si è mantenuta, nondimeno c'è stata poi una legge finanziaria, nondimeno c'è stato un diverso atteggiamento di persone importanti dell'opposizione nel momento in cui si è discussa una legge finanziaria, che ha avuto come unico epilogo concreto quello di mandare il Presidente della Regione a discutere con il Ministro delle Regioni dell'epoca, cioè zero! Poi c'è stato il cambio del Governo, c'è stata la campagna elettorale e il cambio del Governo è un nuovo Governo che si è insediato appena pochi mesi fa, e si è entrati subito nel vivo perché si stava arrivando a discutere la legge finanziaria. Come ci si doveva confrontare con questo Governo? Con altre manifestazioni, o andando tutta l'Assemblea, o andando tutti, l'Assemblea, i sindacati, le parti sociali, in trecento a Roma? O ad un certo punto c'è un mandato al Presidente della Regione di rappresentare, di far sintesi degli interessi di questa Regione? Credo che sia semplicemente in virtù di questo mandato elettorale e di un mandato, anche, di questo Consiglio regionale con diverse mozioni, e le responsabilità di portare a termine una Intesa istituzionale che è stata, credo colpevolmente, totalmente dimenticata nel quinquennio precedente. Questo ha fatto sì che alla discussione abbia dovuto partecipare io, e non per dei ruoli nuovi o per delle prerogative nuove, di un nuovo sistema elettorale, esattamente con gli stessi identici poteri che tutti i Presidenti hanno avuto prima di me, con gli stessi identici poteri: i Presidenti firmavano le Intese istituzionali, i Presidenti avrebbero dovuto attuare le Intese istituzionali, i Presidenti venivano invitati a presentare la posizione della Regione Sardegna tutte le volte che nel Consiglio dei Ministri si discute qualcosa di particolare rilevanza per la nostra regione. Con gli stessi poteri del precedente sistema elettorale è stato indicato un ultimo comma dell'articolo 54 sulla base del quale ho discusso e ho dato la mia intesa a questa proposta di disegno di legge finanziaria. Quindi nessuna fuga, semplicemente portare responsabilmente a termine un lavoro fatto tutti assieme. Andava comunicato prima al Consiglio, o alla stampa, o i sardi? Beh, io ho fatto, mi pare di giovedì, di venerdì alla fine della Giunta l'abbiamo comunicato, 2 minuti o 3 minuti di conferenza stampa; e il lunedì mattina la prima cosa che ho fatto ho chiesto di comunicare in Consiglio; è stato veramente un affronto irreparabile averlo comunicato per 2 minuti in tv? Senza essersi preso alcun merito particolare, ma utilizzando parte del tempo per ringraziare tutti, compresa la minoranza che siede in questo Consiglio, mi pare di no. Credo che non sia stato un affronto irreparabile, e se c'è un problema vi domando scusa per non averlo comunicato prima al Consiglio che al resto dei sardi. Quindi non mi pare che questo possa essere un argomento portato al dibattito. Piuttosto mi sembra che, per non riparlare di numeri, che i numeri parlano da soli, e chi non li vuole sentire non li sentirà mai, quindi difficilmente li convincerò io, per cui uso questo tempo anche per dire questo.

Effettivamente viviamo un sistema elettorale nuovo, c'è un Presidente, eletto direttamente, che gode di una certa stabilità, per il fatto che ha un mandato per cinque anni, c'è un Presidente che si è presentato con un programma di governo, e c'è una maggioranza coesa che lo vuole portare avanti, e lo sta portando avanti, questa maggioranza sta portando avanti un programma di governo, e se ci guardiamo un po' indietro devo dire che lo sta portando avanti con successo, se guardiamo quello che è stato fatto sull'ambiente, sul Piano paesaggistico regionale, che viene fatto per le servitù militari, che viene fatto per le entrate, che viene fatto per le riforme della Regione e altre riforme forse si andranno a discutere sulle (nelle) prossime settimane. Per cui è possibile che questa maggioranza che ha vinto le elezioni, e che nonostante tutte le polemiche dell'epoca ha vinto così in maniera marcata le elezioni provinciali, e poi ha rivinto in maniera così decisa le elezioni politiche in questa Regione, pochi mesi fa, è possibile che questa maggioranza vincerà le prossime elezioni elettorali regionali in Sardegna.

MURGIONI (Fortza Paris). Calma…

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Dico che è molto possibile, è molto possibile sulla base delle cose fatte, è molto possibile sulla base delle cose fatte, e sulla base delle cose che anche voi state capendo si stanno facendo e verranno fatte nei prossimi mesi. E allora nel momento in cui si avvicina forse il giro di boa, e magari siamo tutti a pensare alla campagna elettorale, forse un briciolo di preoccupazione in più arriva, e allora si cerca di come esasperare gli animi, di provare a delegittimare le cose, o a banalizzare, arrivando, però, a situazioni paradossali, a fare un caso di 10 camion di rifiuti solidi urbani, a dimenticare le tradizioni della solidarietà, oppure come ha fatto lei, mi scusi, a dire "la solidarietà va bene ma non con i campani perché loro hanno un sacco colpe", che vuol dire che se c'è un incidente stradale prima chiedo a che velocità stava andando se era in eccesso di velocità nemmeno gli presto soccorso perché è colpa sua. E quindi la solidarietà solamente per chi non ha colpe, che mi sembra veramente, stiamo arrivando a degli assurdi, oppure siccome non siamo contenti, io sento suonare, sento suonare quei rumori sinistri, va bene? Di chi, quando non ha argomenti, cerca di montare una ribellione una parvenza di ribellione, e le tecniche sono sempre le stesse, portare la ribellione davanti a casa della gente, intimidire, suscitare violenza, portare la ribellione persino dentro un funerale, come stato fatto ad Ozieri, portare la ribellione persino o condividerla -onorevole Capelli- dicendo "chi è che non ha mai avuto voglia di prendere a schiaffi il Presidente della Regione?" è comprensibile, e quindi questo è il clima che sta emergendo, che non mi pare che sia un modo di esprimersi onorevole per chi presta il lavoro in questa Aula, e non c'è stata una voce di censura di questo modo di fare. Allora torniamo alle cose, torniamo al merito, torniamo alla discussione, siamo tutti rappresentanti a vario titolo del popolo sardo, e io credo che siamo rappresentanti, e ci viene data rappresentanza, non per combattere l'uno contro gli altri, ma anche per fare assieme delle cose, e questa di oggi è una delle cose di quei momenti rari, in cui è più facile poter fare assieme delle cose. E' più facile poter fare delle cose perché i numeri sono di una semplicità disarmante. Il livello delle compartecipazioni attuali della nostra Regione, cioè tutto quello che fino al 2006 la nostra Regione incassa come compartecipazioni, è 2 miliardi e 800 milioni di euro, con le modifiche a regime aumenta di 1 miliardo e 600 milioni di euro, vuol dire che aumentano più del 50 per cento, stiamo dicendo, tutto il resto fermo, che le compartecipazioni della nostra Regione aumentano di oltre il 50 per cento, è difficile dire che siamo contenti tutti, che forse è un bel passo avanti. A me mi risulta impossibile comprendere la vostra difficoltà. 1 miliardo e 600 milioni di euro in più, siccome è difficile dire che è una bella cifra, allora uno inizia a dire "ma corriamo il rischio di accollarci i costi del trasporto pubblico locale" che è come dire se arrivi sino a Cagliari in pullman c'è lo stipendio che ti aspetta, e no, non lo vado a prendere perché non voglio addebitarmi il costo del biglietto dell'ARST, e cioè stiamo facendo problemi sul costo del biglietto dell'ARST quando poi, a Cagliari, c'è uno stipendio importante che ci aspetta, voi state parlando del costo del biglietto dell'ARST, questa è la proporzione. Ed è la proporzione è anche un riferimento puntuale, visto che appunto di trasporto pubblico locale stavamo parlando. Allora, ancora, io mi riconosco totalmente nelle parole che sono state ricordate dal capogruppo di Forza Italia, non faremo sconti a nessuno a nessun governo, e infatti non chiamo questo governo amico e non facciamo queste cose perché è un governo amico, è un governo leale che almeno ascolta, dove il Ministro del tesoro e dell'economia si fa ascoltare, riceve il Presidente della Regione Sardegna come riceve quelli delle altre Regioni, si fanno ascoltare tutti quanti, impossibile nella mia esperienza passata. Poiché ci hanno ascoltato abbiamo avuto la possibilità di presentare le nostre ragioni. Le nostre ragioni sono state tutte esaurite ed è stato pienamente accolta ogni mia richiesta, ogni nostra richiesta, no abbiamo anche richiesto che ci fosse un limite di impegno di 100 milioni di euro all'anno per i prossimi vent'anni con cui avere 2 miliardi di euro di crediti rimborsati seppure a rate, ma a rate vanno bene lo stesso, perché sono cassa dal punto di vista finanziario, si possono scontare, non ce li hanno dati, vorrà dire che rimane qualcosa da fare per chi verrà dopo di noi o per noi stessi l'anno prossimo, non è che stiamo abbandonando la lotta, rimarrà qualcosa da fare o deve essere fatto tutto subito in un momento. Quindi questo sconto noi non l'abbiamo fatto, io non so se sia troppo quello che c'è stato dato, penso che sia tanto e di sicuro, sono certo, che è troppo niente quello che c'è stato dato dal 2000 al 2005, troppo niente perché non è stato chiesto niente, e nonostante ci fosse un'intesa istituzionale, di cui si poteva chiedere conto, chi ha avuto responsabilità non l'ha fatto, e non ha ottenuto proprio niente, a danno di tutti i sardi, e allora, forse è poco, vediamo se è poco e comunque confrontiamolo con il niente è infinitamente maggiore del niente degli anni passati. E allora vediamo intanto se è poco, abbiamo detto che chiedevamo il risanamento del debito Iva, è stata citata l'Iva, è stato citato anche quello che ha fatto l'ex Assessore Cappellacci che ha scritto 280-300 milioni di euro di Iva, anziché 200 che venivano garantiti, l'ha scritto perché lo sperava, l'ha scritto perché c'è stato detto, gli avevano dato anche affidamento verbalmente, poi non gli sono stati dati, per cui nel bilancio del 2003, credo, c'era scritto 300, ma poi non gli sono stati dati, e non gli sono stati dati, ma nonostante non gli siano stati dati, si firmava l'intesa, si è firmata nel 2000, si è firmata del 2001, si è firmata nel 2002 e si è firmata nel 2003, per cui avendo firmato l'intesa non ci sono debiti che possiamo richiedere indietro per quanto riguarda l'Iva. Per quanto riguarda l'articolo 8, l'articolo 8 modifica lo Statuto, certamente, lo modifica per una parte decostituzionalizzata, male ha fatto il Presidente della Regione a dare un'intesa per questa modifica, perché è prerogativa di questo Consiglio, che anzi avrebbe dovuto modificare tutto il Titolo III, l'articolo 12, l'articolo 13 e quant'altro. Lo faccia! Il Consiglio lo faccia! Anzi, prego il Consiglio, spero che lo faccia. Ma nel frattempo, fintanto che il Consiglio non farà il nuovo Statuto, fintanto che non si discuterà di Statuto e si continuerà a discutere di mozioni, interpellanze, ordini del giorno, del metodo, cosa facevamo? Continuavamo a prendere il troppo zero, il troppo nulla o magari ci portiamo a casa qualcosa? Attraverso uno strumento e attraverso un testo che potrà essere modificato e che questo Consiglio modificherà e migliorerà e blinderà, come ha ricordato il consigliere Balia, ma credo che fosse nell'interesse e nelle attese dei sardi portare a casa quanto possibile fin da subito, e quanto è stato possibile è enorme, perché fin da subito ci sono 500 milioni di euro, sì a rate, però per noi sono subito, entrano subito tutti nel bilancio della Regione. 240 milioni in contanti che entrano per il 2006, quindi subito 740 milioni di euro per il pregresso e, per il 2007, 2008, 2009, sono stati calcolati, considerando anche l'incremento di IVA che già Capellacci si aspettava, oltre 500 milioni di euro mediamente all'anno, e quindi vuol dire nel triennio un miliardo e mezzo. E, dal 2010, vuol dire un miliardo 600 milioni di euro in più al netto di tutti i costi, della sanità, del trasporto pubblico locale e del costo attuale della continuità territoriale. Un miliardo 600 milioni di euro in più rispetto ai 2 miliardi 800 milioni che è il totale delle compartecipazioni di oggi, quindi un incremento di circa il 55 per cento. Mi sembra un'enormità. Tra le cose che avete detto per cercare di negare che il bianco è bianco o cercare di negare che il nero è nero, e dire che è blu notte e in più c'è buio nella stanza e non si capisce bene che colore sia, in questo tentativo veramente encomiabile, sono state dette un sacco di inesattezze, per esempio, che la regione Sicilia paga il 50 per cento della sanità. Non è vero! A quel 50 per cento occorre aggiungere l'IRAP e l'addizionale ICI, per cui con quel 50 per cento la Regione Sicilia si sta dicendo che paga l'85 per cento della sanità, e caso mai la differenza è il 15 per cento, e se fosse il 15 per cento dei nostri 2 miliardi e 4…

CAPELLI (U.D.C.) Ma perché dice così?

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. … non faccia così, onorevole Capelli, è così. No, perché mi sembra che sta cercando… poi se vuole facciamo dei seminari di studio su queste cose…

CAPELLI (U.D.C.). Purtroppo ha solo tre minuti.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Se vorrà faremo dei seminari di studio e sono disponibile.

CAPELLI (U.D.C.). Quando vuole.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Mi scusi. Quindi, quel 15 per cento, rapportato alla nostra spesa sanitaria, eventualmente sarebbe 360 milioni di euro, ma al confronto con la Sicilia, anziché ai 10 decimi dell'IVA riscossa nella nostra Regione, noi abbiamo i 9 decimi dell'IVA pagata dai nostri consumatori, che vale il doppio. L'ex presidente Floris ha dei dubbi sulla possibilità di calcolare quella roba lì. Presidente Floris, uso gli ultimi secondi per frugarle questi dubbi, così magari siamo un pochino più tranquilli. La modalità di calcolo è la stessa modalità identica, letteralmente, che viene utilizzata per calcolare la compartecipazione IVA per la formazione del fondo sanitario nazionale, ed è di una banalità sconcertante, basta prendere le stime sui consumi della nostra Regione - e l'ISTAT lo fa molto bene - ed applicarci l'aliquota media IVA del nostro Paese. Quindi, non bisogna, mi scusi, calcolare quanto è al 4, quanto è al 7, quanto è al 13, basta prendere la media, la media naturalmente ponderata del gettito IVA dell'intero Paese. Finisco, se mi dà dieci secondi.

PRESIDENTE. Sì.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Basta prendere la media ponderata facendo una divisione, il gettito IVA del Paese rispetto ai consumi del paese. Si ottiene certo una media che non è perfettissima, ma è un'approssimazione utilissima per calcolare il gettito IVA della nostra Regione. Per terminare…

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Lo faccia scrivere quello che ha detto.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Mi scusi, non c'è bisogno che lo faccia scrivere, io, perché naturalmente è agli atti del Consiglio, quindi, chiunque lo voglia leggere lo può leggere. Lei avrebbe potuto utilizzare le sue competenze quando era Presidente della Regione, adesso…

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Io ho chiuso la vertenza prima.

PRESIDENTE. Presidente, concluda, prego.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Mi scusi, vorrei evitare questa interlocuzione che è poco utile e io l'ascolto sempre e non la interrompo mai. Però, lei, pur essendo stato Presidente della Regione, Presidente del Consiglio, ha sbagliato da Presidente della Regione e da Presidente del Consiglio. Anche oggi in quest'aula ne ha dato dimostrazione.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Lei non ne ha azzeccato mai una!

PRESIDENTE. Colleghi… onorevole Biancu, è iscritto a parlare?

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Presidente, prima di passare alle eventuali dichiarazioni di voto e alla votazione chiederei cinque minuti di sospensione per un'interlocuzione.

PRESIDENTE. Se non ci sono obiezioni, facciamo cinque minuti di sospensione. Il Consiglio riprenderà, che poi non sono cinque, alle ore 17 e 20. La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 12, viene ripresa alle ore 17 e 33.)

PRESIDENTE. Se i colleghi prendono posto riprendiamo i nostri lavori. Prego colleghi, prendete posto.

Ho alcune prenotazioni a parlare, ma immagino che siano prenotazioni per dichiarazioni di voto.

E'stato presentato un ordine del giorno, l'ordine del giorno numero 1… chiedo scusa… l'ordine del giorno numero 1 degli onorevoli Diana, Artizzu, La Spisa, Capelli e più, che viene presentato, discusso e votato prima della risoluzione, questo è secondo il Regolamento, e poi alla risoluzione è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno e dell'emendamento:

ORDINE DEL GIORNO DIANA - ARTIZZU - LA SPISA - CAPELLI - VARGIU - LADU - LIORI - MORO - SANNA Matteo - RASSU - LOMBARDO - CONTU - SANJUST - SANCIU - PETRINI - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - CAPPAI - AMADU - BIANCAREDDU - MILIA - PISANO - CASSANO - DEDONI - MURGIONI - GALLUS - LICANDRO - FARIGU sulla modifica dell'articolo 8 dello Statuto speciale per la Sardegna.

IL CONSIGLIO REGIONALE

RICHIAMATI, in relazione alla vertenza sulla compartecipazione della Regione alle entrate fiscali riscosse dallo Stato nel territorio dell'Isola, il confronto con le forze politiche e le parti sociali e gli ordini del giorno approvati dal Consiglio regionale, nei quali si è dato mandato al Presidente della Regione di richiedere allo Stato la corresponsione del credito pregresso accumulato nel corso degli anni a causa del mancato rispetto, da parte dello Stato, del dettato dell'articolo 8 dello Statuto speciale per la Sardegna e il rispetto del dettato di tale articolo a partire dall'annualità 2007 del bilancio statale;

ATTESTATO che nelle sedi istituzionali regionali non vi è stata alcuna discussione sulla modifica dell'articolo 8 dello Statuto speciale per la Sardegna, prevista dall'articolo 102 del disegno di legge finanziaria dello Stato per l'anno 2007;

VISTO l'articolo 54, comma 2, dello Statuto speciale per la Sardegna, il quale recita: "I progetti di modificazione del presente Statuto di iniziativa governativa o parlamentare sono comunicati dal Governo della Repubblica. al Consiglio regionale, che esprime il suo parere entro due mesi";

VISTO l'articolo 54, comma 5, dello Statuto speciale per la Sardegna, il quale recita: "Le disposizioni del Titolo III del presente Statuto (in cui ricade l'articolo 8) possono essere modificate con leggi ordinarie della Repubblica su proposta del Governo o della Regione, in ogni caso sentita la Regione";

PRESO ATTO che ancora il Consiglio dei Ministri non ha provveduto a trasmettere al Consiglio regionale, secondo i corretti canali istituzionali, copia dell'articolo 102 del disegno di legge finanziaria dello Stato per l'anno 2007 e che pertanto il Consiglio regionale è impossibilitato a esprimere un parere formale al riguardo;

ATTESO che la proposta del Governo, così come formulata nell'articolo 102 del disegno di legge finanziaria dello Stato per l'anno 2007, non recepisce gli obiettivi previsti dall'articolo 7 dell'Accordo di Programma Quadro n. 7, relativo al regime delle entrate fiscali di cui all'Intesa Istituzionale di Programma del 21 aprile 1999, stipulata tra il Governo della Repubblica e la Giunta della Regione Autonoma della Sardegna;

NON CONDIVIDENDO la proposta del Governo contenuta nell'articolo 102 del disegno di legge finanziaria dello Stato per l'anno 2007;

NELLA FATTISPECIE, si ritiene di non poter condividere la proposta che la Regione debba farsi carico per intero delle spese relative al funzionamento del Sistema sanitario regionale, del trasporto pubblico locale (Ferrovie della Sardegna e Ferrovie meridionali sarde), della cosiddetta continuità territoriale e dell'Agenzia del territorio, spese alle quali non si ritiene di poter dare copertura con risorse di per sé aleatorie come quelle provenienti dal gettito fiscale, che variano in funzione del prodotto interno lordo della Regione e che sono soggette a un impegno di trasferimento che lo Stato finora non ha rispettato;

RITENUTO di dover richiedere ancora una volta al Governo nazionale la corresponsione del credito pregresso maturato dalla Sardegna nel corso degli anni a causa del mancato trasferimento delle quote di compartecipazione fiscale stabilite dall'articolo 8 dello Statuto speciale per la Sardegna, il quale ammonta a una cifra di circa 4.500 milioni di Euro,

richiede
al Consiglio dei Ministri

lo stralcio dell'articolo 102 del disegno di legge finanziaria dello Stato per l'anno 2007, la sua ripresentazione come disegno di legge a sé stante e la trasmissione di quest'ultimo al Consiglio regionale della Sardegna per l'espressione del parere di cui all'articolo 54, comma 5, dello Statuto speciale per la Sardegna,

impegna

il Presidente della Regione

a promuovere ogni idonea iniziativa diretta a ottenere:

a) il rispetto, da parte dello Stato, dell'articolo 8 dello Statuto speciale per la Sardegna, nella sua formulazione attuale;

b) la corresponsione per intero dei credito pregresso maturato dalla Sardegna nel corso degli anni a causa del mancato trasferimento da parte dello Stato delle quote di compartecipazione fiscale spettanti alla Regione;

c) la corresponsione alla Regione, a partire dall'annualità. 2007 del bilancio statale, dei dieci decimi del gettito Iva prodotto nel territorio della Sardegna;

d) la pari compartecipazione dello Stato alle spese relative al funzionamento del Servizio sanitario regionale;

e) la pari compartecipazione dello Stato alle spese relative al funzionamento del trasporto pubblico locale (Ferrovie della Sardegna e Ferrovie meridionali sarde), della cosiddetta continuità territoriale e dell'Agenzia del territorio;

f) l'approvazione di una norma di salvaguardia che preveda l'automatico decadere dell'obbligo di compartecipazione della Regione alle spese di cui ai punti d) ed e) in caso di inadempienza. dello Stato nel trasferimento alla Regione delle quote di compartecipazione fiscale;

g) la costituzione nell'intero territorio della Sardegna, ai sensi dell'art. 13 dello Statuto speciale per la Sardegna, di una zona franca. per un periodo non inferiore a dieci anni (rinnovabile), caratterizzata dall'esonero per tutti i soggetti titolari di attività di impresa, di qualsiasi settore produttivo e in qualsiasi forma costituiti:

- dalla tassazione degli utili, a partire dal 50% degli stessi, per i primi cinque anni e in maniera decrescente per i successivi cinque;

- dal pagamento delle imposte locali sulle attività produttive, sui redditi imponibili fino a 600.000 Euro (lasciando alla Regione, ai sensi dell'art. 10 dello Statuto speciale, in raccordo con i Comuni, la definizione dell'ammontare e prevedendo che la legge finanziaria nazionale determini ogni anno la dotazione di un fondo destinato a compensare parzialmente le minori entrate dei Comuni);

- dal pagamento degli oneri sulle retribuzioni, in misura pari al 40% delle somme dovute e per tutto il periodo agevolativo previsto. (1)

Emendamento aggiuntivo BALIA

Risoluzione n. 6/19

Dopo il punto b) è aggiunto il seguente punto:

"b bis) a impegnare comunque il Governo a rivedere con la Regione il finanziamento delle funzioni trasferite in presenza di significative modificazioni del sistema finanziario di riferimento e delle rilevazioni dei costi di perequazione degli standard qualitativi e quantitativi della sanità e dei trasporti;" (1).)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'ordine del giorno ha facoltà di illustrarlo.

Ha chiesto di illustrarlo l'onorevole Diana. Prego, onorevole Diana, le ricordo che ha dieci minuti di tempo per l'illustrazione dell'ordine del giorno.

DIANA (A.N.). Prima di iniziare, Presidente, volevo far notare che è stato depennato il nominativo dell'onorevole Cuccu Franco Ignazio, che comunque intendeva firmare, ma proprio si tratta di un errore, quindi si intende firmato anche dall'onorevole Cuccu Franco Ignazio.

PRESIDENTE. Se l'onorevole Cuccu intende firmarlo, magari si avvicina un secondo, lo firma, così si intende firmato davvero. Prego, onorevole Diana.

DIANA (A.N.). Grazie, Presidente. Ovviamente, sarei voluto intervenire prima, come dichiarazione di voto sulla risoluzione, anche per aver ascoltato con attenzione il Presidente della Regione. Credo che se il Presidente fosse in Aula, magari sarebbe meglio, se il Presidente non fosse in Aula, continuerò e, eventualmente, poi dirò al Presidente le cose che debbo dire. Questo ordine del giorno non è un ordine del giorno nel quale si dice che la risoluzione non ha nessun senso, che la battaglia che è stata fatta e che si sta facendo è inutile. Non abbiamo mai inteso dire queste cose e non le diciamo neanche oggi. Noi ci siamo riferiti esclusivamente a ciò che il Presidente della Regione, direi il Presidente della Giunta regionale, a suo tempo iniziando questa battaglia si fece carico di un esame attentissimo che venne fatto allora certamente col grande concorso dell'Assessorato del bilancio e programmazione e ovviamente con la grande capacità messa in piedi allora dall'assessore Pigliaru. Bene, quelle cifre di allora sono scomparse. Su questo non c'è dubbio! E non può il Presidente della Regione, in sede di replica su questa risoluzione e sul dibattito, dirci che è uno straordinario successo. Se voleva intendere in linea di principio uno straordinario successo, beh insomma, ne possiamo anche discutere, ma che alla Sardegna a seguito della approvazione dell'articolo 102 che modifica integralmente l'articolo 8 del nostro Statuto possano derivare per sempre e per il futuro, così come si presume che una norma comunque costituzionale, benché modificata con legge ordinaria, beh insomma, da qui a dire che questa è la norma che tutti quanti ci saremmo aspettati e che vi sareste aspettati anche voi, io credo che sia veramente inopportuno ribadire questo. Lo stesso Presidente della Regione ha detto che non era estremamente soddisfatto. Ma perché non ha coinvolto la minoranza e non ha coinvolto il Consiglio per far sì che fosse estremamente soddisfatto su tutto? Questa ammissione, che non è una ammissione solo del Presidente della Giunta regionale, è un'ammissione anche da diversi interventi che ci sono stati, mi risulta che è stato presentato un emendamento anche dalla minoranza. Perché, quindi, presentare un ordine del giorno? Presentare un ordine del giorno non per… ma per rilanciare, per dire al Governo nazionale che non siamo soddisfatti affatto di questo! E allora per evitarvi di leggere tutto il preambolo, intendo leggere qui e commentare eventualmente l'impegno che noi chiediamo al Presidente della Giunta regionale. Noi chiediamo che venga rispettato da parte dello Stato l'articolo 8 dello Statuto speciale della Sardegna nella sua formulazione attuale, e dirò perché nella formulazione attuale, perché da qui nasce il mancato riconoscimento delle risorse che dovevano essere trasferite. "La corresponsione per intero del credito pregresso maturato dalla Sardegna", quella che era la battaglia che noi abbiamo fatto. "La corresponsione alla Regione, a partire dall'annualità 2007 del bilancio statale, dei 10 decimi del gettito IVA prodotto nel territorio della Sardegna". Non cambia molto i 9 o i 10 decimi, o meglio cambia. "La pari compartecipazione dello Stato alle spese relative al funzionamento del servizio sanitario regionale". Almeno la pari compartecipazione! Poi il Presidente dice: "Ma la Sicilia non è vero che ha il 50 per cento, ha l'85". Beh, mi faccia capire per quale motivo noi non dobbiamo essere comunque messi nella stessa situazione. "La pari compartecipazione dello Stato alle spese relative al funzionamento del trasporto pubblico locale". Perché si impone questo? Assessore Pigliaru, lei dai dati che ci ha dato sappiamo benissimo a quanto ammonta il trasferimento dello Stato oggi per le ferrovie meridionali e per le ferrovie della Sardegna. Sono circa 72-73 milioni di euro. Ma sono tutte spesa corrente! Quota capitale ci sono 2 milioni e 650 mila euro trasferiti nell'ultimo anno, e abbiamo un parco circolante che è assolutamente obsoleto, è da rifare completamente. Non ci si può accontentare di questo! E noi ce lo stiamo prendendo in carico.

Noi chiediamo anche che venga approvata da quest'Aula "una norma di salvaguardia che preveda l'automatico decadere dell'obbligo di compartecipazione della Regione alle spese dei punti precedenti in caso di inadempienza dello Stato", perché uno dei problemi che è successo fino adesso è proprio questo, che noi comunque sia, che lo Stato pagasse o non pagasse, ci siamo dovuti accollare costi ingenti che hanno determinato il disavanzo della Regione Sardegna. E solo oggi si scopre che il disavanzo non è la mala amministrazione, come qualcuno ha voluto veicolare anche in questi giorni, ma è dovuto eventualmente a questo. E poi la costituzione, e qui non sto scoprendo niente, nell'ultimo punto, colleghi vi invito a leggerlo, vi risparmio questo perché aspetto che arrivi il Presidente della Regione per dire due cosettine a lui…

L'ultimo punto: abbiamo ripreso praticamente la mozione che voi avevate presentato nel 2002 sulla zona franca. Perché non si è fatta una rivendicazione in questo senso? E' una battaglia di tutti i sardi! Lo hanno richiesto tutti i partiti, non solo il Partito Sardo d'Azione, non solo Fortza Paris ma tutti quanti abbiamo discusso di questo problema. E per quale motivo, in una trattativa stringente come questa, il Presidente della Regione non si è fatto carico di discutere un argomento così importante, che è oggetto di contrattazione con lo Stato? Lo sappiamo da sempre, però della zona franca non se ne è parlato, cioè ci si è accontentati degli spiccioli. Noi non ci vorremmo accontentare degli spiccioli. Oltretutto avremmo anche voluto capire e vorremmo capire anche, e non ci è stato detto, in quale maniera il Presidente della Regione intende utilizzare queste eventuali risorse in più, perché questo non c'è stato detto. Noi avevamo fatto una proposta a suo tempo ed eravamo andati a Roma con questo impegno, che tutte le risorse necessarie per chiudere definitivamente il disavanzo della Regione, qualora fossero state accolte dal Governo di allora o da questo Governo, dovessero servire per chiudere definitivamente il disavanzo della Regione. Era un impegno che era stato preso! Vale ancora questo impegno? O non vale più questo impegno? Sono tutte cose alle quali probabilmente bisognerebbe dare una risposta.

Il Presidente della Regione non torna e allora, visto che non torna, io dico lo stesso le cose che debbo dire. Vede presidente Soru, da ragazzo ho avuto un professore molto illuminato che mi ha insegnato una cosa importantissima, che bisognava non mettersi mai nella condizione di chiedere scusa a qualcuno. Il presidente Soru ha già chiesto scusa due volte a questo Consiglio regionale, ammettendo colpe gravi! Ma non basta chiedere scusa in questo modo perché una volta va bene, la seconda volta pure, ma non può durare all'infinito perché il presidente Soru che ho visto stranamente stizzito, probabilmente anche perché con qualche sondaggio che sta circolando ha capito che l'aria non è più quella di una volta, ma io voglio dire, non mi fido dei sondaggi per cui verifico personalmente e vado a capire se la gente è estremamente soddisfatta del suo condurre l'amministrazione regionale. Non mi pare che questo sia condiviso dalla gente. E allora il presidente Soru nel suo nervosismo ha chiesto ancora una volta scusa al Consiglio regionale. Perché deve chiedere scusa, onorevole Soru? Lei si metta nella condizione di massimo rispetto per quest'Aula e non dovrà mai chiedere scusa! Semmai saranno i consiglieri.

LADU (Fortza Paris). Non c'è!

DIANA (A.N.). So benissimo che non c'è, ma parlo alla sua ombra perché dentro e fuori è sempre la sua ombra! E allora banalizzare un discorso come quello che ha tenuto a quest'Aula in replica, mi sarei aspettato qualcosa di molto più importante. Non ho ascoltato nessuna cosa che non conoscessimo già tutti quanti. Non si può dire che è una breve conferenza stampa! E' una serie infinita di conferenze stampa! E quando non sono di due minuti… ho terminato, Presidente…

PRESIDENTE. Sì. Prego.

DIANA (A.N.). E quando non sono di 2 minuti sono conferenze di un'ora e mezzo, di un'ora e tre quarti in una pubblica emittente che pedissequamente gli ha fatto dire tutto e il contrario di tutto, ai sardi! Non ci credono più! Ricordatevelo che i sardi si stanno ribellando.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana.

PIRISI (D.S.). Non era un tuo professore, era un film: "Non dover dire mai mi dispiace"!

MARROCU (D.S.). Tanto lo hanno votato gli extracomunitari!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Chiedo scusa, colleghi. Sull'ordine del giorno è previsto il parere del relatore dell'argomento per la Commissione.

Per esprimere il parere sull'ordine del giorno ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore. Io credo che sia nelle cose che il parere della Commissione sia negativo. E' evidente che l'ordine del giorno svilisce quello che è, invece, il contenuto della risoluzione che è stata proposta all'attenzione di quest'Aula, svilisce evidentemente, c'è un tentativo di svilire e di questo me ne dispiaccio enormemente, di svilire tutta l'attività che è stata compiuta da questo Consiglio, dalla Giunta, dal Presidente della Regione per conseguire il risultato che invece, che piaccia o non piaccia, il risultato sarà certamente eclatante. L'ho detto stamattina, lo ribadisco adesso, la matematica non è un'opinione, le cifre sono quelle e come ben ha ricordato anche l'onorevole Maninchedda stamattina i dati sono condivisi e sono stati offerti anche dalla Confindustria e quei dati la non fanno, portano alla nostra attenzione una previsione per il futuro sicuramente, non dico che sia la migliore che ci si potesse aspettare, questo è stato ribadito molte volte, però sicuramente consente di guardare al futuro della Sardegna in maniera sicuramente più ottimistica di quanto si sia fatto fino ad oggi. Evidentemente, ritornerò poi in dichiarazione di voto sulla risoluzione, tornerò poi a puntualizzare alcuni argomenti perché, come dicevo, l'atteggiamento che è stato tenuto oggi da molti colleghi della maggioranza che sono giunti, taluno è arrivato a parlare anche di imbroglio mi pare... dell'opposizione chiedo scusa, taluno è arrivato a parlare di imbroglio, onorevole Ladu mi riferivo a lei anche se è distratto, quando si parla di imbroglio in ordine ad argomenti come quelli di oggi evidentemente non si può che pensare che taluno sia animato da malafede, dall'intento di distruggere il buono che questa Giunta, questa amministrazione, questo Consiglio insieme hanno fatto fino ad oggi.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cucca. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Negativo.

PRESIDENTE. Sono ammesse dichiarazioni di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, grazie Presidente, sono favorevole all'ordine del giorno di cui sono firmatario. Vorrei rimarcare due cose, mi rivolgo a lei Presidente cosa che nell'ultimo periodo non avevo mai fatto, è vero che nessuno ha censurato la mia dichiarazione di invidia al fatto che metaforicamente noi avremmo dovuto assumere atteggiamenti quali quelli che lei ha subito negli ultimi giorni, nel contempo condannavo quella azione e nessuno, non c'è stata nessuna censura alla mia osservazione perché credo di aver rappresentato quello che molti pensano. Oggi per reazione alla sua dichiarazione vorrei tanto togliere quel "metaforicamente", ma per educazione e rispetto istituzionale non lo faccio. Vede, ho grande stima e simpatia e rispetto per i colleghi, per quasi tutti i colleghi della maggioranza, sarei falso se dicessi per tutti, ma perchè contestualmente ho un profondo disprezzo per l'arroganza, la malafede e la mancanza di onestà intellettuale. Quando tale Briatore ha avuto modo di esprimersi in maniera non corretta nei confronti del Presidente della Regione non ho esitato a esternare il mio pensiero contro quelle affermazioni e devo dire che ho gradito alcune chiamate da parte dei colleghi della maggioranza che hanno manifestato il loro assenso per quella difesa istituzionale che ho cercato, in maniera solitaria, di portare avanti. Sicuramente non ho ricevuto la sua, Presidente, che si è guardato bene dal sostenere chi, pur dalla minoranza, ha cercato con l'onestà intellettuale che credo di possedere di difendere un'istituzione. Per quanto riguarda, invece, i numeri che lei ha dato, purtroppo non ho il tempo come vede di addentrarmi e non ho bisogno di una conferenza per spiegare o per sostenere le mie ragioni. Lei si sottrae, invece, a un confronto per sostenere le sue, non c'è bisogno di conferenza bastava farlo approfonditamente in Commissione e forse, come altre volte è successo, sarei uscito da quella convinzione con il pieno convincimento anche da solo per quello che conta di sostenere la tesi da lei portata, così come nessuno mi ha obbligato e nessuno mi ha potuto proibire di essere a Roma a manifestare in quella giornata. Questa, continuo a dire, si chiama onestà intellettuale. Purtroppo in Commissione non c'è stato modo di poter discutere e confrontarmi sui numeri... un secondo, un secondo...

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, un secondo.

CAPELLI (U.D.C.). ...sui numeri che lei ha portato, alcuni devo dire non sono rispettosi della matematica sicuramente e alcuni non sono rispettosi dei dati che vengono riportati per le altre regioni, come quelli della Sicilia che lei ha annunciato poc'anzi. Ma non ho il tempo di spiegarlo, mi riservo nei prossimi 3 minuti di approfondire.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Per fatto personale, Presidente.

PRESIDENTE. Dopo Presidente, dopo, per fatto personale dopo. Ha domandato di parlare il consigliere Farigu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FARIGU (Gruppo Misto). C'è stato un fatto tecnico, io intendevo chiedere di parlare sulla risoluzione. Quindi, se appare questa richiesta di dichiarazione di voto la prego di trasferirla sulla risoluzione, grazie.

PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Balia, ho una sua prenotazione ma era precedente.

Ha domandato di parlare il consigliere Floris Mario per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Sì, signor Presidente, per dire che auguro al presidente Soru che lui ottenga dal confronto con lo Stato quello che io ho ottenuto nel 1983, ma dai dati che lui ha dato sarà difficile, nonostante il clima politico oggi sia migliorato rispetto al 1983. Io la pregherei, signor Presidente, di non banalizzare e di vedere quello che c'è, la differenza che esiste tra la tabella e l'articolato perché esistono differenze tra la tabella e l'articolato. Ora lei ha inventato, forse su suggerimento dell'Assessore, questo problema dell'IVA media che non c'è in legge, è un'invenzione pura e io ho il bluff delle cifre, anche prendendo in esame l'IVA media, noi in Sardegna abbiamo 570.845 famiglie che moltiplicato per 25.788 che è il consumo complessivo a famiglia viene 14.720.950.860. Sull'IVA che viene dell'11 per cento, considerando la media, viene 1 milione e 487 mila. Se noi avessimo preso dalla vecchia disciplina 500 milioni dell'IVA, sommati a 970 della sanità che ci viene trasferita, noi non abbiamo ottenuto nulla! Abbiamo ottenuto zero! E queste sono le cifre, colleghi del Consiglio, non facciamo il balletto, il bluff di queste cifre perché questi sono i dati ufficiali! Ma se come è probabile l'IVA del 20 per cento verrà annullata e verrà parificata al 10 per cento, la media tra il 4 e il 10 sarà del 7 per cento! Col 7 per cento noi possiamo chiudere la Regione e andiamo tutti in fallimento! Io sto prendendo come dato l'IVA media, che non esiste però in legge, se almeno volete mettere l'IVA media scrivetelo in legge, nell'articolato per quanto riguarda i 9/10 del valore aggiunto sulle famiglie eccetera, dite a quale IVA vi state riferendo, sennò si apre un grande contenzioso e non avremo neanche questo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Floris. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Per esprimere il voto contrario, in ragione della richiesta che viene avanzata al Consiglio dei ministri, ovvero di procedere allo stralcio dell'articolo 102. Non credo che ci sia un problema di valutazione tecnica errata, che l'oggetto della discussione con il Governo è stato chiaro sin dall'inizio e non credo che qua si possa pensare ci sia solo dell'ingenuità, per cui tutto ciò che ci passa oggi il Governo Prodi si accoglie come se fosse qualcosa da subire, i conti li facciamo tutti, io credo che nella formulazione che è contenuta nel "102", che è una legge ordinaria, è una norma della finanziaria, è sottoponibile a verifica, si può contestare il risultato una volta il risultato non sia soddisfacente quello ottenuto. Si può modificare, si può imporre al governo un cambio di rotta se tutto ciò che oggi viene sollevato dovesse risultare veritiero.

Per intanto io credo che questo provvedimento consenta alla Regione di recuperare risorse importanti per cui tracciare in modo chiaro un'inversione di tendenza verso lo sviluppo. I toni che si usano oggi tra i due schieramenti sono toni anche particolarmente forti, e sono toni forti perché esiste una diversa considerazione e valutazione non solo dell'operato del governo regionale ma anche della prospettiva, e io dico "non concordo con la prospettiva che disegna il centrodestra perché avanza in modo polemico e strumentale posizioni che non gli appartengono, anche questa sui rifiuti non mi convince Nizzi come ambientalista, non mi ha convinto ieri non mi convincerà domani, mi convince la mia di posizione che era così ieri ed è rimasta così anche oggi, ieri quando con Vassallo scrivevamo quella norma, oggi quando abbiamo sollevato delle opportune considerazioni…

PRESIDENTE. E' finito il tempo onorevole Uras. Le do due secondi per concludere…

URAS (R.C.). Due secondi per concludere proprio per sottolineare che non è con la strumentalità che si andrà avanti anche nel dibattito interno al Consiglio regionale sulle cose da fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Per dire che io voterò a favore dell'ordine del giorno numero 1 presentato, firmatario Diana e altri, compreso io sottoscritto perché mi pare che introduca temi, diciamo, molto più seri per quanto riguarda alcune competenze che dovrebbero riguardare la Regione Sardegna nel futuro, in modo particolare i problemi relativi alla sanità e al trasporto pubblico locale sulla quale a parer mio questo Consiglio regionale sta facendo un grave errore, non sta riflettendo sulle conseguenze che poi potrebbe portare la modifica dello Statuto su questo punto.

Io continuo a dire che siamo in tempo per riflettere, per rivedere questa posizione perché questo creerà grossissimi problemi nel prossimo futuro e soprattutto quello che è più grave è che praticamente in questo momento la Regione dopo una vertenza avviata con tutte le forze politiche e sociali con grande unanimità viene scippata senza ottenere nulla in cambio immediatamente per poi avere, diciamo invece delle risposte nel prossimo futuro, io ho molti dubbi anzi, non condivido assolutamente questa improntazione mentre credo molto su quanto è contenuto nell'ordine del giorno numero 1 anche perché si introduce un tema importante, quello sulle zone franche, tema che è stato affrontato in modo, diciamo, parziale ma che verrà ripreso nel Consiglio regionale precedente e devo dire che in quell'occasione è mancato l'apporto proprio del Presidente della Giunta regionale che è stato sempre assente su un dibattito che ritengo invece sia di grande importanza. Io mi auguro, insomma, che invece questo nel prossimo futuro veda coinvolto tutto il Consiglio regionale ma anche la Giunta e il suo Presidente perché credo che noi dovremmo soprattutto puntare sulle zone franche in una situazione che vede il fallimento di tutte le politiche che noi abbiamo portato avanti fino adesso, pertanto io con più convinzione di prima, anche dopo che ho ascoltato le dichiarazioni del Presidente voterò l'ordine del giorno numero 1. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Ladu.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Il voto per questo ordine del giorno è favorevole perché vuole distinguere la nostra posizione politica su questo tema nella direzione che abbiamo già detto nella discussione e cioè di chiedere ancora al Parlamento italiano molto più di quello che il governo a cui ha dato la fiducia, ha concesso, sembra di concedere in quest'articolo 102 ottenuto dal Presidente che dice di aver ottenuto un grandissimo risultato ma che noi contestiamo per il fatto che il risultato consiste in alcune opportunità per il futuro che potrebbero essere definite interessanti per alcuni aspetti ma ancora avvolte nella nebbia, e per l'immediato invece peggiorativo questo risultato sul versante di un federalismo fiscale che proprio voi avete combattuto.

Noi crediamo ancora che si possa condividere un sistema dell'autonomia finanziaria della Regione in cui davvero le risorse non vengano distribuite sulla capacità fiscale dei singoli territori, è stato detto anche stamattina da un collega proprio della vostra maggioranza, ma che debba essere invece realizzata, l'autonomia finanziaria dei diversi territori e dell'autonomia regionale in particolare badando molto e centrandosi sul criterio della solidarietà nazionale attraverso meccanismi di perequazione che invece in questo modo vengono cancellati di fatto, che vengono utilizzati subito per ottenere qualche risultato tra l'altro molto opinabile per il futuro ma che da subito invece impegnerà questa Regione ad accollarsi una spesa che tra l'altro è fuori controllo, fuori controllo e che d'altra parte almeno per le stime che si conoscono presenta un trend di crescita che non è inferiore al 6,7-7 per cento annuo e che cioè in prospettiva può erodere completamente il beneficio qualora arrivi.

La trattativa non si fa soltanto con la modalità del confronto contrattuale tra le imprese, la trattativa istituzionale si fa tenendo conto di quello che è l'esigenza di un territorio e la prospettiva futura, questo non è stato fatto, questo è stato fatto con un metodo sbagliato noi non lo condividiamo assolutamente, proponiamo un'alternativa.

PRESIDENTE. Grazie onorevole La Spisa.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Sì Presidente, grazie per annunciare il voto favorevole dei Riformatori all'ordine del giorno e per fare qualche valutazione aggiuntiva sulla replica del presidente Soru.

Presidente, il mandato che lei aveva ricevuto dalle forze consiliari ai tempi del vecchio governo era quello di ottenere 2600 milioni di euro sul pregresso e la ? dell'articolo 8 dello statuto. Per motivi che lei dice essere convenienti per la Sardegna ha fatto cose diverse, nel senso che non ha ottenuto i 2600 miliardi di pregresso e non ha ottenuto l'attuazione dell' articolo 8 ma una cosa che secondo quello che lei dice è addirittura più vantaggiosa. Noi le abbiamo espresso dei dubbi ragionevoli e ragionati e motivati, sul comma 4 e sul comma 5 dell'articolo 102 che secondo noi introducono delle variabili che potrebbero essere gravemente inficianti dell'ottimo accordo che lei dice di aver raggiunto. In questo senso Presidente, abbiamo ritenuto inopportuna il tipo di comunicazione che lei ha fatto sul risultato ottenuto, non perché lei ci debba chiedere scusa perché ha organizzato una conferenza stampa, io credo che dei Riformatori lei ha sempre avuto rispetto sia istituzionale che umano, lei dimostra di voler fraintendere ciò che noi le abbiamo detto dicendo che la conferenza stampa è quello che ha interrotto il rapporto e se non ci siamo capiti Presidente per noi c'è il dubbio che ci sia un deficit di comunicazione, nel senso che il percorso che era stato indicato quando noi eravamo andati a chiedere tutti insieme comprese forze di minoranza allo Stato i diritti della Sardegna sulle entrate era un percorso di condivisione significa ragionamento insieme, condivisione significa che se io ottengo un risultato diverso da quello che è il mio mandato, ma secondo me vantaggioso per i sardi, beh, condivido, discuto, ragiono e spiego e ottengo insieme la condivisione del risultato prima di dare l'assenso. Altrimenti si chiama comunicazione di un risultato che può darsi che gli anni dicano, in futuro, che sia stato un buon risultato per la Sardegna, ma sul quale noi abbiamo dei dubbi fortissimi e glieli abbiamo esternati, sia nel merito che nella sostanza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Si poteva ottenere di più, diceva il collega adesso, noi esprimiamo dubbi, abbiamo perplessità e però nel documento che si vuole portare al voto si chiede al Parlamento, anzi al Consiglio dei Ministri, di stralciare l'articolo 102 e di affidarlo ad un disegno di legge. So che questa idea è venuta anche in ambienti, riferendosi alla 83, della nostra area. Questo sarebbe il danno più grave che si potrebbe fare alla Sardegna e al Popolo sardo in questo momento. Stralciamo l'articolo 102, affidiamolo ad un disegno di legge, che si perderebbe nella notte dei tempi e che avrebbe l'opposizione di tutto il territorio nazionale. Voto quindi no all'ordine del giorno e ritengo questa richiesta, che è l'unica vera richiesta perché poi l'altra impegna la richiesta dello stralcio dell'articolo 102, un danno per la Sardegna.

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione dell'ordine del giorno numero 1 colleghi, non è stata chiesta la votazione elettronica…

Ha domandato di parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.

CASSANO (Riformatori Sardi). Voto elettronico palese!

PRESIDENTE. Sì, chi si associa alla richiesta dell'onorevole Cassano?

(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Biancareddu - Capelli - Cassano - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Farigu - Gallus - La Spisa - Ladu - Licandro - Liori - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Fadda - Floris Vincenzo - Giagu - Giorico - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orru' - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Floris Mario.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 71

votanti 68

astenuti 3

maggioranza 35

favorevoli 23

contrari 45

(Il Consiglio non approva.)

La risoluzione della terza Commissione. Alla risoluzione è stato presentato un emendamento aggiuntivo, a firma dell'onorevole Balia. La risoluzione è stata già presentata e discussa, sono ammesse dichiarazioni di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Rinuncio!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Rinuncio!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, rapidissimo per riconfermare il significato dell'emendamento aggiuntivo. Dicevo rapidissimo anche perché i contenuti dello stesso sono stati ampiamente illustrati in sede di dibattito generale, sono intervenuto in quella sede così come sono intervenuti altri colleghi del gruppo, sia l'onorevole Maninchedda che l'onorevole Serra, che hanno posto l'accento sulle problematiche contenute all'interno dell'emendamento. L'emendamento, praticamente, costituisce un elemento di maggiore garanzia all'interno della risoluzione e rappresenta, in qualche maniera, un possibile paracadute per il futuro, qualora vi siano variazioni significative nei costi sia della sanità che dei trasporti, relativamente alla continuità territoriale, qualora queste variazioni implichino, comportino una dimensione della spesa di questi due comparti molto onerosa. Quindi è un elemento di garanzia ulteriore a riconferma di un impegno e di un lavoro che la Giunta regionale ha portato avanti e che comporta così un risultato maggiormente garantista e maggiormente positivo. Naturalmente il voto è favorevole all'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Farigu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FARIGU (Gruppo Misto). Sull'emendamento Presidente o sulla risoluzione?

PRESIDENTE. Sulla risoluzione e sull'emendamento!

FARIGU (Gruppo Misto). Presidente, il mio voto è contrario per sottolineare negativamente l'azione del Governo Prodi, realizzata sull'articolo 102 della finanziaria all'esame del Parlamento, che ci riguarda direttamente. Negatività non solo per un rituale che ha offeso il nostro Statuto, articolo 54, ma per un giudizio negativo sulla sostanza, a fronte di uno scarico della sanità, a cui sono contrario al di là di ogni considerazione e valutazione di risorse finanziarie, perché la regionalizzazione del diritto alla salute è un fatto estremamente pericoloso, a fronte di un diritto costituzionalmente garantito. Contrario per il trasferimento tout court dei trasporti, perché il sistema dei trasporti sono elemento essenziale per lo sviluppo della nostra Regione e la nostra Regione è una regione che va considerata nel contesto del Meridione; e nel momento in cui si dice che l'Italia non potrà, come dire, decollare, riprendere il suo sviluppo, se non avrà un Meridione che cammina. Senza un sistema adeguato ai trasporti non c'è sviluppo economico, non c'è crescita sociale. La continuità territoriale. Bisogna che il paese capisca che non è una questione di sardi, è una questione del paese, è una questione d'Europa, è una questione, nel 2010, del Mediterraneo. Quindi non è un problema che si rinchiude nel perimetro della nostra Isola. Quindi, non si può scaricare questo problema interamente sulla nostra competenza amministrativa e finanziaria regionale. Il mio voto è contrario per sottolineare questo atteggiamento subalterno del Presidente della Giunta, che si comporta più come un proconsole di Prodi, Presidente del Consiglio, che come un sardo autentico chiamato a difendere valori della nostra Autonomia. Una subalternità, lo sottolineo, al Presidente del Consiglio Prodi e non lo dico a caso, lo dico per sottolineare un aspetto politico che aggrava il suo atteggiamento che certo non fa onore alla grande tradizione di uomini di valore della Sardegna, a partire dall'Angioi, ai Cavallera, ad Emilio Lussu o a Gramsci…

PRESIDENTE. Prego, Concluda onorevole Farigu. Qualche secondo, prego!

FARIGU (Gruppo Misto). E' finito il tempo? …che non erano abituati - le chiedo un po' di tempo! - ad offrir le terga a nessun dominante! Il mio voto contrario e per sollecitare il Consiglio regionale ad una rapida approvazione di una legge regionale nuova, per liberarci da un ingombrante Presidente della Giunta che rassomiglia più ad un tiranno paludato di formale democrazia, questo è…

(Interruzioni)

FARIGU (Gruppo Misto). Presidente, quando fanno chiasso è come se a lei spegnessero la luce!

PRESIDENTE. Concluda onorevole Farigu.

FARIGU (Gruppo Misto). Voglio dire, voglio sottolineare la mia volontà di voto contrario accompagnato all'auspicio che il Parlamento nazionale bocci la finanziaria per aiutare il paese a liberarsi anche di un altro Capo del governo che rassomiglia più a un esperto delle lobby finanziarie economiche internazionali.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Farigu.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi, andiamo avanti. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Emendamento e risoluzione vero?

PRESIDENTE. No.

CAPELLI (U.D.C.). Sull'emendamento e la risoluzione. Io voterò contro la risoluzione e vorrei spiegare brevemente anche perché. Come ho detto in Commissione avremmo accettato di discutere la risoluzione, senza la parte che inizia con "condividendo la proposta del Governo" è parere favorevole. Per il resto eravamo disponibili a discutere la risoluzione. Aggiungo che l'emendamento Balia che noi avremmo voluto inserire in Commissione è un emendamento che ci trova concordi ed era la formula che volevamo inserire in Commissione e forse saremo arrivati anche alla condivisione della risoluzione. Tutto questo non si è voluto fare, non si è voluto fare e oggi si rappresenta in aula la necessità dell'unità, c'era il modo, il tempo per avere l'unità e siccome Presidente lei non c'era durante il mio intervento di stamattina, ho spiegato del perché a volte, soprattutto quando si fanno leggi, si discute sul futuro degli altri e quando c'è un rapporto istituzionale basato sullo stato di diritto le regole sono, e il metodo quindi, sono "sostanza" e non si può prescindere dalle regole e dal metodo. Le vorrei sottolineare, in chiusura di quanto le ho detto stamattina che quando c'è stato dato modo di confrontarci, a volte anche i vostri numeri sono stati corretti da noi, in un rapporto di collaborazione, com'è avvenuto nell'ultima è nella penultima finanziaria e abbiamo contribuito a correggere degli errori così come abbiamo accettato delle proposte. Questa è l'onestà intellettuale, io vorrei farle una domanda se avrà modo di rispondere perché diversamente devo dire che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Si è mai chiesto perché lei doveva rappresentare l'intesa sul mandato del Consiglio? Questo doveva rappresentare in sede di intesa con lo Stato, si è mai chiesto del perché il Presidente Prodi che le ha rappresentato una proposta passata prima al vaglio dell'approvazione del Consiglio dei ministri e che deve passare al vaglio dell'approvazione del Parlamento diversamente dal fatto che, per quanto riguarda la parte regionale dovesse essere solo lei ad esprimere l'intesa, non le sembra che ci sia una diversità della rappresentazione di poteri? La conferenza stampa non ha niente a che vedere con la nostra posizione, ma quello che viene prima della conferenza stampa, lei sarebbe stato sicuramente il rappresentante dell'intesa del Consiglio e avrebbe fatto sicuramente bene a rappresentarla in conferenza stampa se prima di quel passaggio avesse usato la correttezza istituzionale del confronto, perché nessuno è perfetto, è il "102" dimostra che nessuno è perfetto…

PRESIDENTE. Continui onorevole Capelli.

CAPELLI (U.D.C.). …e tutti insieme, colleghi della maggioranza e della minoranza, cioè un Consiglio regionale che ha a cuore la risoluzione di un problema avrebbero potuto partecipare per rendere il "102" più opportuno, più efficace, più prudente e sicuramente avrebbe fatto l'interesse di tutti i sardi.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli. Prego i colleghi di stare entro i termini previsti.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Io pongo al Presidente del Consiglio un problema relativamente a questa risoluzione nel senso che il mio voto per scelta e determinazione politica è condizionato dall'accoglimento dell'emendamento numero 1 a firma dell'onorevole Peppino Balia. Io reputo infatti che la risoluzione, così com'è stata formulata, così come è uscita dal lavoro della Commissione, così com'è stata illustrata in aula, sia più completa e più adeguata laddove venga accolta questa modifica che offre l'opportunità di modificare il sistema proprio con le rilevazioni dei costi di partecipazione. So che non è usuale quello che sto chiedendo forse non fa parte della prassi consolidata di quest'Assemblea, però io vorrei che venisse rispettato questo assunto nel senso che l'emendamento aggiuntivo, per me è parte integrante del testo, di conseguenza reputo di dover esprimere l'eventuale mio voto di astensione sulla risoluzione qualora l'emendamento numero 1 dovesse essere bocciato. Grazie Presidente.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Caligaris. Come sa per regolamento gli emendamenti aggiuntivi si votano dopo il testo, quindi questo suo legare una cosa all'altra, in termini di regolamento non è possibile, può farsi rassicurare politicamente dai colleghi che hanno lavorato all'emendamento.

Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente. Per annunciare il voto favorevole all'emendamento numero 1 a firma dell'onorevole Balia, perché esplode lo spirito autonomistico e compensativo oltre che aggiuntivo, come l'emendamento, perché impegna il Governo a rivedere dunque con la Regione ciò che si sta addensando attualmente sul nostro orizzonte, e quello che potrà accadere fra tre anni, infatti è la sintesi dell'intervento che ho portato avanti stamattina quando con preoccupazione facevo vivere cosa vorrà dire accollarsi quest'onere della sanità e soprattutto anche la cancellazione, una volta per tutte, di una legge che sanciva finalmente il principio anche per i sardi di spostarsi in continuità territoriale. Perché sparisce la "144", legge che ha impegnato non solo il partito sardo ma anche forze del centrosinistra. Con questo emendamento compensativo che io vedo con favore , mentre mi asterrò sulla risoluzione perché non si può applicare ad un organo politico così complesso come il Consiglio regionale il motto: "il fine giustifica i mezzi" perché le spettanze si ottengono perseguendo una strada di correttezza istituzionale e i buoni fini si ottengono con i buoni mezzi. Questa volta non c'è stato, e drammaticamente si intreccia sia il metodo che il merito. L'ho sottolineato stamattina, per questo sulla risoluzione mi asterrò e voterò a favore dell'emendamento dell'onorevole Balia.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Atzeri. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Il nostro voto sarà sfavorevole alla risoluzione presentata dalla maggioranza e mi dispiace per il collega Cucca, io avrei voluto esprimere, avremmo voluto esprimere un voto positivo, almeno per questioni di vicinanza, però effettivamente questa risoluzione non è votabile, non ha avuto i miglioramenti che noi avevamo previsto e richiesto. Mentre voteremo… un voto di astensione per l'emendamento Balia perché pur ritenendo che in questo contesto non porterà da nessuna parte però almeno ha affrontato in modo diverso, con un approccio diverso, il problema. Secondo me è giusto il concetto, l'idea di poter introdurre questa modifica alla risoluzione però io Presidente mi riferisco sempre alle sue dichiarazioni che ha fatto durante l'intervento in questo Consiglio soprattutto rispondendo agli interventi della minoranza, per dire che non sono per niente soddisfatto, anche perché mi pare che la regione Sardegna abbia votato un Presidente, non un commissario. Il Commissario io invece lo manderei alla Regione Campania, e al Comune di Napoli, che sono i veri responsabili di questa situazione per quanto riguarda i rifiuti di cui stiamo parlando, perché le situazioni di emergenza, quali quelle che si sono verificate in questo momento a Napoli, sono dovute a due motivazioni: o sono dovute a cause di calamità naturali, o a cause di malgoverno. Allora, la situazione di emergenza in Campania è dovuta al malgoverno, pertanto io credo che noi non ci saremmo dovuti comunque prestare a questa forma di aiuto, anche perché mi pare che, mi pare che…

PRESIDENTE. Onorevole Ladu, stia al tema.

(Interruzioni)

LADU (Fortza Paris). Non mi spaventi, non mi spaventi.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Sei fuori tema, parla della risoluzione.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Ladu, le chiedo scusa, non si deve spaventare però dovrebbe stare nel tema.

LADU (Fortza Paris). Io chiedo di recuperare i due minuti e mezzo che mi hanno fatto perdere. Per dire che il comportamento di questo Governo regionale mi pare che sia più orientato a non pestare i piedi al Governo nazionale che a risolvere i problemi della Sardegna. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ladu.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Dichiaro il voto contrario alla risoluzione e il voto di astensione, da parte del nostro Gruppo, all'emendamento Balia, per le motivazioni che sono state già sottolineate su questo emendamento. Sulla risoluzione il voto è contrario non sottovalutando che certamente il voto contrario della opposizione e la non unanimità, quindi, di questa approvazione certamente non rafforza la posizione della Regione sull'intesa a questa modifica del Titolo III dello Statuto, noi siamo pienamente coscienti di questo e d'altra parte, però, abbiamo tentato di modificare la linea proprio in quella direzione che i D.S. considerano come sciagurata, cioè l'approvazione e la conversione di questo contenuto della riforma del Titolo III in un disegno di legge ad hoc che più prudentemente si sarebbe potuto fare se, evidentemente, da un lato si avesse avuto più fiducia nei confronti del Governo nazionale, da parte vostra eh, nei confronti del Governo nazionale e del Parlamento nazionale, non volendo cioè affrettare la dichiarazione d'intesa da parte della Regione nella stessa sede del Consiglio dei Ministri ed affidando a un confronto serio, ponderato tra tutte le forze politiche e sociali della Sardegna su un'ipotesi della riforma del Titolo III dello Statuto, così come è accaduto nel 1983 quando l'allora assessore Floris, credo, aveva effettivamente contribuito con la Giunta di allora ad ottenere, sì allora, un grandissimo risultato per la Sardegna in termini di riforma del regime delle entrate. Si poteva fare, attivare un percorso se si fosse avuta una maggiore fiducia nel sistema di governo e nel sistema parlamentare italiano, evidentemente voi non avete questa fiducia e d'altra parte volevate subito portare all'incasso un risultato sul piano della comunicazione interna alla Regione, noi siamo portati a pensare anche questo. Se si credesse davvero nell'utilità del "102", così come formulato, si sarebbe percorsa un'altra strada, non l'avete voluto fare, avete avuto fretta di dare l'intesa e di portare ad un Consiglio regionale diviso, su questo argomento, una risoluzione che esprime soltanto una parte della Sardegna.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa.

Ha domandato di parlare il consigliere Cachia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CACHIA (La Margherita-D.L.). Mah, io signor Presidente non volevo intervenire, ho chiesto il permesso al mio Capogruppo e lui me l'ha consentito, quindi, parlerò a titolo personale. Comunque, io voto a favore della risoluzione e dell'emendamento del collega, poi vorrei rivolgermi al nostro Presidente - lo riconosco perché l'abbiamo eletto noi, l'hanno eletto tutti i sardi - non mio personale, ma di tutta la Sardegna. Lei, signor Presidente - mi consenta di fare alcune considerazioni -a me risulta che sia un uomo fortunato, ha avuto successo negli affari, nella vita, è un uomo alto, disse qualcuno per Cesare: "homo longus si nihil sapiens", ma Cesare rispose: "sed sapiens sapientissimus". Io ancora non ho verificato, ma ci sono vicino, che lei è un uomo molto sapiente, però è sfortunato perché anche se lei regala Fiscali - non so se sia proprietario o meno, so che lei ha ceduto tutto - lei farà sempre peggio, qualsiasi cosa lei faccia qualcuno lo dipingerà come il Leviatano di Hobbes, qualche altro come uno che dice bugie. Ora, a me non sembra che sia così. Anche perché sono un lettore di Nostradamus, e Nostradamus per il 3000, per il trentunesimo secolo, prevede che la Sardegna sarà rigogliosa. Io non lo so se sarà merito suo, ma questo me lo auguro.

Poi, vorrei, così sommessamente, dall'alto dei miei sessant'anni, dire a qualche collega come diceva San Paolo: non abbiate quest'alta considerazione di voi stessi. Sono persone intelligenti, se usiamo la nostra intelligenza per costruire, per proporre, per dialogare credo che facciamo una cosa che va bene a noi stessi e soprattutto va bene per la Sardegna. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cachia.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Annuncio il voto di astensione dei Riformatori sull'emendamento presentato dal collega Balia e il voto contrario alla risoluzione. Devo dire, mi rivolgo ai colleghi del centrosinistra, che l'emendamento Balia, a cui noi daremo il voto di astensione in segno di attenzione, sostanzialmente riprende le preoccupazioni che noi vi abbiamo rappresentato in Aula, per cui sostanzialmente nel merito delle cose che noi abbiamo detto, se voi andrete, come Aula, ad approvare l'emendamento che è proposto come primo firmatario dal collega Balia, beh insomma, in un certo qual senso direte che ciò che noi abbiamo detto nel merito non era completamente privo di fondamento, perché se lo fosse stato non ci sarebbe stato nessun bisogno di impegnare il Governo alla revisione qualora, se questa necessità che noi vi abbiamo suggerito nei nostri interventi, è stata fatta da voi è perché qualcosa, tra quelle che noi abbiamo detto sulla sanità, tra quelle che abbiamo detto sulla continuità territoriale, sul trasporto pubblico locale, colpisce anche voi e qualcuna delle perplessità che abbiamo noi è anche vostra.

Sul metodo, beh colleghi, quello che succederà tra pochi istanti in quest'Aula è un vostro fallimento, perché se effettivamente il risultato che si era raggiunto, e che era frutto di una condivisione di intenti per l'intero Consiglio regionale, è un buon risultato e se questo risultato non è, come voi sostenete, più condiviso, mentre è stato condiviso il percorso sino al momento precedente al risultato, beh insomma mi sembra che sia un insuccesso politico il vostro, quindi mi sembra che sul metodo sia importante che voi vi interroghiate, perché forse ragionando e riflettendo sulle cose che la minoranza vi ha detto in quest'Aula, beh insomma, forse troverete il modo per evitare che il metodo sia ripercorso e che un insuccesso politico, come quello che voi incasserete pur nel voto positivo tra qualche istante, sia ripetuto nel tempo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Ha domandato il consigliere Cucca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore. Grazie, Presidente. Intanto per esprimere parere favorevole della Commissione sull'emendamento proposto dall'onorevole Balia e per annunciare il voto favorevole all'emendamento, evidentemente, e al testo della risoluzione. Mi dispiace ribadire che probabilmente oggi abbiamo perso un'occasione, abbiamo perso un'occasione di continuare quel percorso che avevamo avviato e che certamente, non per volontà della maggioranza, viene oggi in qualche maniera interrotto, io non sono assolutamente d'accordo con quanto ha testé detto l'onorevole Vargiu circa il fatto del fallimento della maggioranza, il fallimento non è della maggioranza, sono convinto, anzi sono certo che questo percorso, questa Traviata porterà sicuramente a risultati ottimi per la Sardegna. Il fallimento eventualmente lo vedrei nell'azione che è stata condotta oggi dall'opposizione che francamente mi è sembrata oggi veramente incapace di fare opposizione costruttiva, così come ci saremmo aspettati considerata la vastità e la portata degli argomenti di cui oggi si tratta. E osservo, in maniera assolutamente..., in qualche maniera anche estraniandomi dal ruolo, ma mi pare di capire oggi si è contestato, ed è da diversi giorni che si parla, si è contestato il metodo laddove il Presidente è stato chiamato a dare l'intesa, ma io ho detto - l'avevo detto in Commissione, l'ho ribadito stamattina, lo ribadisco anche in questa sede - a me pare che il procedimento sia stato assolutamente corretto. La lettura, la semplice lettura del testo dell'articolo 54 consente di dire che si è agito nella maniera assolutamente legittima. Siamo in presenza di un procedimento complesso e la conferma di tutto questo giunge esattamente dal contenuto dell'ordine del giorno che è stato presentato dall'opposizione, perché mi domando che cosa sarebbe accaduto se per caso questo Consiglio oggi avesse approvato l'ordine del giorno, se non quello di dare mandato al Presidente della Regione di andare a Roma e dire: non ci sta bene ciò che avete fatto fino ad ora, per cui io avevo inizialmente prestato l'intesa e invece questo Consiglio ha inteso non condividere. Mi pare che si veda qui quali siano effettivamente i veri obiettivi che sono stati portati all'attenzione di quest'Aula da parte dell'opposizione che come dicevo, come ho detto prima, lo ribadisco adesso, è semplicemente quello di distruggere strumentalmente, di criticare strumentalmente e non costruttivamente, quanto di buono è stato fatto, e i risultati - io sono certo - arriveranno in tempi ragionevolmente brevi per quanto è stato già esposto dal Presidente della Regione che ha già detto che, di fatto, anche il risultato per il tempo intermedio ci consentirà una programmazione efficace per lo sviluppo economico della nostra Isola. E quindi, ovviamente, confermo il voto favorevole per la risoluzione e anche per l'emendamento.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Sì, solo per chiarire. Intanto per annunciare il voto contrario alla risoluzione, però, vede presidente Cucca, qui non siamo in un tribunale, qua siamo in un'Aula consiliare; io capisco che lei voglia anche interpretare ciò che non è interpretabile però, se lei avesse letto con attenzione l'ordine del giorno, noi richiediamo, ma poi impegniamo il Presidente della Regione in ben altre cose; quindi il problema non si pone assolutamente. Io sono convinto che la prassi corretta sarebbe stata quella di predisporre un disegno di legge da trasmettere al Consiglio regionale, il Consiglio regionale avrebbe potuto prendere anche le stesse decisioni, non c'è dubbio, e non è una formalità, è il rispetto delle norme. Noi lo abbiamo fatto come richiesta ma l'impegno che noi chiediamo al Presidente della Regione è un altro e lei lo troverà ampiamente descritto. Quindi non si possono stravolgere le regole, noi non stiamo facendo né populismo, né demagogia, noi ci stiamo richiamando all'impegno che il Presidente della Regione aveva preso a suo tempo con noi a Roma e a quello ci siamo richiamati. Ora, il Presidente della Regione, che era assente quando sono intervenuto prima, ha ritenuto di dover chiedere scusa a quest'Aula; ho detto, Presidente, che è inopportuno che lei chieda scusa all'Aula perché è già la seconda volta che lo fa, non è opportuno: lei si misuri con le forze politiche di quest'Aula e stia tranquillo che non dovrà chiedere scusa a nessuno.

Lei ha avuto il consenso, è il Presidente, non c'è dubbio, non glielo leva nessuno, anche se io la continuerò a chiamare "onorevole Soru" ma questo non cambia i termini della vicenda. Però la invito, veramente, non è corretto, né per lei e né per noi, che qualcuno ci chieda scusa, perché lei non si deve scusare con il Consiglio regionale, il Consiglio regionale è una parte fondamentale della Regione Sardegna, quanto la Giunta e quanto il Presidente del Consiglio, ecco perché io mi sono richiamato a questo. Ora, se poi si vogliono fare le arringhe che si vogliono fare, presidente Cucca, le faccia pure, però non è questo, lei in Commissione ha manifestato le stesse perplessità nostre, le stesse perplessità nostre, sull'articolo 54, sul comma 2 e 5. Io rimango del parere che quando si dice "sentita la Regione" si dice sentito il Consiglio regionale, su questo ci sono interpretazioni diverse, benissimo, io ho chiesto un parere all'Ufficio legislativo, all'Ufficio studi della Regione, l'ho chiesto ma non l'ho chiesto solo qui, l'ho chiesto anche da altre parti. Ora lei dirà: non cambia i termini della vicenda; ma non si venga a dire che i passaggi sono stati fatti tutti! Questa è una sanatoria, quella che stiamo facendo, non è altro! Poi i risultati saranno buoni o cattivi, verranno giudicati in seguito, io mi auguro comunque che il "102" venga approvato, attenzione, non è questo che stiamo discutendo, ma non ci si venga a vendere dei numeri che non esistono, perché io avrei voluto sentire l'Assessore parlare di alcune cose, sulle quali purtroppo non è intervenuto. Perché io i problemi li ho sollevati sull'IVA, non è che non li ho sollevati, nessuno di voi si è permesso di confutarli.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana.

Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Per esprimere il voto a favore della risoluzione e dell'emendamento e per ragionare su alcune cose che sono state dette in quest'Aula.

Il ruolo del Consiglio. Il Consiglio ha un ruolo quando la ragionevolezza delle posizioni prevale sui rapporti di forza. Oggi non si può dire che non ci sia stata una disponibilità ad ascoltare la ragionevolezza delle posizioni, anche di quelle critiche. Se dinanzi a una apertura di ragionevolezza si mantiene, invece, la logica delle parti allora sì che non ha molto senso difendere a oltranza il ruolo dell'Aula, perché l'Aula ha un ruolo quando serve a modificare le posizioni in base alla ragionevolezza delle posizione e non ai numeri.

Quanto ai numeri, richiamati dall'onorevole Diana, una cosa è certa: il meccanismo dell'IVA e quello previsto dal decreto legislativo 56 del 2000; noi non abbiamo un meccanismo perequativo perché abbiamo una percentuale più alta di gettito. Oggi il Consiglio regionale si pronuncia e dice: siccome abbiamo ancora bisogno di perequare la Sardegna con le altre Regioni d'Italia - e ha ragione l'onorevole Vargiu che certamente la ragionevolezza di alcune posizioni incide nel modificare queste posizioni - noi oggi diciamo che sulla perequazione della Sardegna, ma anche dei livelli, degli standard, dei trasporti e della sanità in Sardegna, noi manteniamo un rapporto pattizio con lo Stato, lo manteniamo, la cosa che invece, a mio avviso, sarà incomprensibile è che noi sulla vigilanza di ciò che prevede il "102" ci dividiamo, perché il 102 è una promessa e il Governo nazionale in due, tre anni, può non mantenere quella promessa; e certamente è molto incentivato a non farlo quando ci vede divisi, anche quando si accetta di inserire clausole che accolgono posizioni ragionevolmente distinte che sono state espresse nel corso di questi giorni.

Il Consiglio ha un ruolo quando non si fanno valere i muscoli e vale la ragionevolezza delle posizioni: oggi c'era il clima per farle valere, forse si è persa un'occasione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Non abbiamo perso un'occasione, qualcuno in quest'Aula ha perso un'occasione, mi riferisco al centrodestra, noi riteniamo di non aver perso un'occasione esprimendo il voto a favore della risoluzione della Commissione e dell'emendamento del collega Balia.

La Regione ha un suo legittimo rappresentante, collega Diana, ed è stato legittimato dal voto popolare; il Consiglio oggi approva una risoluzione della Commissione che rafforza l'intesa già espressa nel Consiglio dei Ministri nel quale era seduto il Presidente della Regione. Noi riteniamo l'articolo 102 un risultato straordinario e storico per la Sardegna, ciò nonostante il Consiglio approverà una risoluzione che chiede di più, e chiede un ulteriore sforzo, chiede di anticipare al 2010, data la straordinaria difficoltà nella quale la Sardegna vive, chiede di introdurre nella modifica dell'articolo 8 al secondo comma dell'articolo 102 e chiede oggi, accogliendo l'emendamento del collega Balia, un ulteriore modificazione dell'articolo 102. E' questo il diverso atteggiamento che abbiamo avuto su questo aspetto: voi avete chiesto lo stralcio dell'articolo 102 e il rinvio ad una legge che avrebbe avuto, come ho detto prima, nel tempo, la discussione; noi invece ci attrezziamo a difendere l'articolo 102 coscienti delle difficoltà che troverà in Parlamento, e le prime avvisaglie le abbiamo avute nel dibattito sulla finanziaria e sull'atteggiamento delle altre Regioni sull'articolo 102. Quindi ci attrezziamo con i nostri parlamentari, con tutto ciò che possiamo schierare a difendere l'articolo 102, e chiediamo, se è possibile, di andare a migliorare ulteriormente l'articolo 102. Voi vi siete attestati su una posizione di rigetto, di opposizione pensando che il terreno positivo per la opposizione sia quello del malessere agitando un malessere, come ha ricordato il Presidente, pensando che questo sia il terreno utile per l'opposizione. Devo dire sinceramente pensavo che questo atteggiamento dell'opposizione fosse frutto nel passato, di un atteggiamento isterico di qualche collega che era stato sconfitto nelle elezioni regionali e che influenzava negativamente, quel collega non c'è più, è rimasto però l'atteggiamento isterico di opposizione e (di non) disponibilità invece a partecipare in un ruolo positivo e di governo anche da parte dell'opposizione.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Marrocu. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (U.D.C.). Ma, Presidente, colleghi, collega Marrocu. Io faccio parte dell'opposizione e non credo che il mio intervento fosse isterico stamattina, anzi ho cercato, me ne hai dato atto, ho cercato di lamentare forse una mancanza di sensibilità, non ascrivibile soltanto e sempre al presidente Soru, ma anche ascrivibile a noi stessi, e a voi stessi che rappresentate la maggioranza. E questo emendamento di Peppino Balia, che io voterei anche a favore, però mi astengo perché poi devo votare contro la risoluzione, sancisce il fallimento dell'impalcatura dell'articolo 102, perché fa proprio riferimento alla sanità e ai trasporti, sembrano quegli espropri che si facevano un tempo dove si scriveva alla fine "salvo conguaglio". Il dubbio da cosa nasce, il pregiudizio, vero però, dal fatto che la spesa sanitaria nessuno è in condizioni di quantificarla in termini certi né oggi e né per il futuro, quando si sente parlare, da autorevoli esponenti, uno che afferma che la sanità costa 970 milioni di euro e un altro altrettanto autorevole dice che costa 2 miliardi 400 milioni di euro, qualcuno sta bluffando. Quindi, ma come si fa ad accollarsi questa intera spesa quando non c'è certezza di quale sarà. Io su questo avrei gradito un confronto più serrato da parte di tutti i colleghi del Consiglio anche tenuto conto che la spesa sanitaria aumenterà, in quanto in questa Regione grazie a Dio l'età media avanza, purtroppo necessità di cure all'estero, quindi veramente se c'era una possibilità di dialogo eccetera poi l'ha cancellata il presidente Soru, perché, stasera Presidente, mi consenta, insomma, il suo intervento era un po' a gamba tesa, anche se in qualche parte condivisibile, ma sicuramente ha stoppato in qualche volenteroso, di questa parte, quell'idea di poter addivenire ad una soluzione, non dico unitaria, ma un po' più concordata rispetto a quella che si otterrà votando, come al solito, a maggioranza. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Biancareddu. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Sì, voterò a favore dell'emendamento e dell'articolo. Voto a favore dell'emendamento perché ritengo che sia già compreso nella previsione dell'articolo e se può essere utile per chiarire, è accolto. C'è qualcuno che pensa che per essere forti occorre non chiedere scusa mai, c'era anche una famosa pubblicità, io credo diversamente, invece, credo che… che sia utile ogni tanto chiedere scusa, soprattutto quando le scuse non servono per dichiarare una colpa o per ammettere, appunto una colpa, ma semplicemente per richiamarsi anche ad una volontà di maggiore attenzione, di maggiore disponibilità per il futuro. Però c'è qualcuno che pensa che sia dei forti non chiedere scusa mai, continui a coltivare quest'atteggiamento. Voto con molta convinzione a favore, perché siamo all'interno delle regole, siamo all'interno dell'articolo 54, questo Consiglio ha la possibilità di modificare l'articolo 54, scrivere un nuovo Statuto e di modificarlo. Ma fintanto che siamo all'interno dell'articolo 54, siamo all'interno delle regole, perché l'ultimo comma dell'articolo 54, chiede appunto, l'intesa della Regione, e del suo rappresentante legale, non del Consiglio. Ma pur non essendo necessaria l'intesa del Consiglio, mi sono presentato in Aula il giorno dopo dicendo, che in ogni caso volevo la condivisione del Consiglio, e ho portato questa discussione in Consiglio, e ho anche detto che sarei stato disponibile a chiedere la cancellazione dell'articolo 102, cioè quello che avete proposto voi oggi con il vostro ordine del giorno, se la Aula avesse ritenuto di doverlo fare. Io credo che l'Aula razionalmente oggi ritenga di non dover chiedere la cancellazione dell'articolo 102, ma di sostenerlo in tutte le maniere perché, se sarà legge dello Stato, sarà veramente una conquista importante epocale per questa Regione. Perché quando tutte queste storie, quando queste parole si poseranno e rimarrà poco, e rimarrà solamente traccia per chi lo vorrà andare a leggere, quello che rimarrà è che, comunque arrivano 740 milioni di euro, pochi o tanti che siano, io preferisco tradurli in ospedale Brotzu, sono più di tre ospedale Brotzu, sono sette ospedali per Sassari, per il passato, del prossimo anno per il 2007 ci sono circa 500 milioni di euro e dal 2010 in poi ci sono oltre 1 miliardo e mezzo di euro in più, che vuol dire oltre sette ospedale Brotzu ogni anno o un'autostrada tra Cagliari e Sassari ogni anno. E quindi rimarranno i fatti e per questo sono assolutamente sono tranquillo e sereno, come mai questa polemica, come mai ci siamo divisi per questo, io penso perché qualcuno sta comprendendo che è un fatto importante, è un fatto importante che accade dopo due anni e mezzo di legislatura, poco più di due anni di legislatura e dopo pochi…

PRESIDENTE. Concluda Presidente.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Posso terminare? 10 secondi. Qualcuno forse si sta rendendo, molto amaramente conto, di come siano stati sprecati e passati invano cinque anni del passato governo di centrodestra in Sardegna e di centrodestra nazionale, che non ha fatto nulla e ha portato zero euro, zero modifiche, zero chiarimenti sull'articolo 8 del nostro Statuto

PRESIDENTE. Grazie presidente Soru.

(Interruzioni dai banchi dell'opposizione)

PRESIDENTE. Bene. Possiamo anche proseguire, bene, siamo in fase di votazione colleghi, votiamo, nessuno ha chiesto la votazione elettronica, chi chiede la votazione elettronica? Onorevole Marrocu.

Prego i colleghi di predisporsi per la votazione elettronica. La risoluzione naturalmente e successivamente l'emendamento aggiuntivo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico della risoluzione numero 6/19.

(Segue la votazione)

PRESIDENTE. Prendo atto che i consiglieri Marracini e Uggias hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Giagu - Giorico - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orru' - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Biancareddu - Capelli - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - La Spisa - Ladu - Licandro - Liori - Milia - Murgioni - Pisano - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 67

votanti 66

astenuto 1

maggioranza 34

favorevoli 46

contrari 20

(Il Consiglio approva).

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Chiedo la votazione nominale dell'emendamento numero 1.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento aggiuntivo numero 1.

(Segue la votazione)

PRESIDENTE. Prendo atto che i consiglieri Pittalis, Pisu e Francesco Sanna hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Giagu - Giorico - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orru' - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Amadu - Biancareddu - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - La Spisa - Ladu - Licandro - Liori - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Pisano - Randazzo Alberto - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 70

votanti 48

astenuti 22

maggioranza 25

favorevoli 48

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. Bene, colleghi, dobbiamo proseguire il nostro lavoro con la conclusione della discussione sulla mozione 99, 88 e le interpellanze 151 A e 197 A. C'erano alcune iscrizioni a parlare dalla seduta precedente. Le iscrizioni a parlare sono dall'onorevole Calledda, Mattana e Pisano.

Chiedo scusa, c'era una richiesta di intervento per fatto personale del presidente Soru, al termine dell'argomento precedente.

Per fatto personale

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Grazie, signor Presidente. Ho chiesto di intervenire per fatto personale, perché sentendo parlare il consigliere Capelli ho ritenuto protestare. Protestare è l'unico modo che mi è possibile, protestare per le parole espresse in quest'aula. Credo che sia stato sbagliato, ed è assolutamente censurabile, che si facciano dei giochi verbali, delle acrobazie verbali per dire che comunque molti sarebbero voluti essere al posto di una qualche persona nel commettere atti in qualche maniera violenti nei confronti del Presidente della Regione o, come ho letto sul giornale, chi è che non ha mai avuto voglia di dare uno schiaffo al Presidente della Regione? Credo che sia stato sbagliato. Oggi c'è stato detto che era in termini figurati ma, avendo sentito il mio intervento, toglierebbe anche il termine "figurati" per sottolineare che proprio è importante e l'avrebbe voluto fare in qualsiasi maniera, in maniera figurata e no. Bene, io credo che sia un modo di agire in quest'Aula che, per il rispetto che ho di quest'Aula, tengo a sottolineare che è profondamente sbagliato, e sarebbe auspicabile che nel futuro trovassimo altre forme per protestare un dissenso politico, entrassimo nel merito delle cose piuttosto che sulle persone, senza parlare del carattere delle persone, degli atteggiamenti mentali delle persone, senza parlare delle persone, parlare delle cose. Quando si finisce per parlare delle cose, in ogni conversazione, vuol dire che la conversazione è già finita, quando si finisce per parlare delle persone, invece che delle cose, vuol dire che la conversazione è finita, che si ha pochissimo da dire e che è già tempo sciupato.

PRESIDENTE. Grazie, Presidente. Onorevole Capelli, mi dica su che cosa intende parlare.

CAPELLI (U.D.C.). Un fatto personale.

PRESIDENTE. Va bene. Alla fine della seduta vediamo se c'è un fatto personale… infatti, il Presidente ha parlato al termine dell'argomento, a termini di Regolamento.

CAPELLI (U.D.C.). Non vuole che risponda, Presidente?

PRESIDENTE. Sì, ma non dobbiamo fare un dibattito. No, non c'è bisogno di rispondere secondo me. Grazie.

CAPELLI (U.D.C.). Tuteli in questo modo il suo Presidente!

PRESIDENTE. No, tutelo l'Aula, onorevole Capelli.

CAPELLI (U.D.C.). Stia molto tranquillo, lei.

PRESIDENTE. E anche lei, un pochettino, stia tranquillo.

Appunto, quindi andiamo avanti. Se lei chiede per fatto personale poi ci spiega qual è il fatto personale e a termini di Regolamento le darò la parola. Né più né meno.

CAPELLI (U.D.C.). Che lei ha già interpretato male, perché i fatti personali sono a fine seduta.

PRESIDENTE. Appunto. Se lei si legge bene il Regolamento, vedrà che ho ragione io. Comunque non mi va di polemizzare con lei, però ho ragione.

CAPELLI (U.D.C.). Mi dica dove!

PRESIDENTE. Nell'articolo del Regolamento. Se lo legga lei e comunque, onorevole Capelli, non ha la parola.

Continuazione e fine della discussione delle mozioni La Spisa - Artizzu - Capelli - Cappai - Cherchi Oscar - Ladu - Vargiu - Lombardo - Contu - Licandro - Petrini - Rassu - Sanciu - Sanjust - Dedoni - Murgioni - Amadu - Moro - Sanna Matteo - Diana - Pisano - Farigu - Liori - Biancareddu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Milia - Cassano - Cuccu Franco Ignazio sulla problematica industriale ed energetica, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (99) e Floris Vincenzo - Marrocu - Calledda - Barracciu - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Lai - Mattana - Orrù - Pacifico - Pirisi - Sanna Alberto - Sanna Franco sulla grave crisi industriale della Sardegna (88) abbinata allo svolgimento delle interpellanze Maninchedda - Balia sulla crisi dell'industria nella Sardegna centrale (151/A) e Balia - Maninchedda - Masia - Salis - Serra sul rischio di smantellamento della termocentrale

di Ottana (197).

PRESIDENTE. Andiamo avanti. L'ordine del giorno reca la prosecuzione della discussione congiunta delle mozioni numero 99 e 88 abbinata allo svolgimento delle interpellanze numero 151/A e 197/A.

E' iscritto a parlare l'onorevole Calledda. Ne ha facoltà.

CALLEDDA (D.S.). Signor presidente del Consiglio, signor Presidente della Regione, colleghi…

PRESIDENTE. Prego, onorevole Calledda.

CALLEDDA (D.S.). Io ho avuto modo di ascoltare i colleghi che hanno illustrato le due mozioni e le interpellanze, e mi piacerebbe tanto, anzi, auspico che il clima che era presente nella seduta precedente potesse essere, come dire… Presidente…

PRESIDENTE. Onorevole Calledda, prosegua.

CALLEDDA (D.S.). C'è un brusio… dicevo, mi auguro che il clima che abbiamo visto nella precedente seduta possa essere in qualche misura un clima che possa condurre l'Aula a una scelta, diciamo così, unitaria dei contenuti delle due mozioni. Però, prima vorrei fare alcune considerazioni legate al fatto dello sciopero generale del Sulcis, dove tanti colleghi - e parecchi anche del centrodestra - hanno voluto valorizzare quella manifestazione e quello sciopero. Io devo dire che, per forza di cose, quello sciopero non è stato un qualcosa fatto perché in qualche modo si volesse andare contro questo o contro quell'altro. Credo che lo sciopero abbia origine seria nella situazione reale che vive quel territorio e posso anche aggiungere che quello sciopero ha visto in modo particolare alcune forze politiche impegnate a far sì che la riuscita dello stesso fosse di quelle dimensioni. E devo anche dire, a onor del vero, che in preparazione di quello sciopero non è che la Giunta regionale, questa maggioranza sia stata a guardare. C'è stata una grossa assemblea istituzionale, organizzata a Carbonia, alla quale hanno partecipato tutti i sindaci, hanno partecipato i consiglieri provinciali, hanno partecipato le organizzazioni sindacali, hanno partecipato le associazioni degli industriali, l'API sarda. E' emerso con grande vigore che quella iniziativa dovesse in qualche misura servire non tanto a compiere un'azione di forza nei confronti della Regione sarda, ma soprattutto a continuare a sollecitare un impegno da parte dello Stato, quindi del Parlamento italiano, ad affrontare e a risolvere le questioni che sono presenti in quel territorio. Badate, in quell'assemblea non c'è stato un minimo di polemica contro questo o contro quell'altro. Addirittura, erano presenti tutte quelle microvertenze che si sono aperte nel territorio. Erano presenti i lavoratori del Parco geominerario, erano presenti i lavoratori della ILA, erano presenti i lavoratori della formazione professionale, erano presenti i lavoratori dell'ALI, erano presenti, cioè, tutti quei soggetti che hanno partecipato allo sciopero. E' chiaro che il problema del Sulcis, oggi, deve essere riproposto non tanto così come l'abbiamo posto e seguito in questi ultimi anni, ma deve essere riproposto in termini completamente diversi, in termini completamente nuovi rispetto al passato. E mi spiego: abbiamo detto che il problema maggiore che è presente oggi nel Sulcis è la questione dell'energia. Però, voglio dire, auspico una conclusione unitaria, però non è indifferente alle cose che sono accadute in questi anni. Non sono assolutamente indifferenti, perché, badate bene, io non posso dimenticare che l'atteggiamento che teneva il centrodestra sino al 1994 era un atteggiamento, per esempio, dove si diceva: "Miniera chiusa. Nessuna possibilità per realizzare il gassificatore". Tutte queste cose hanno pesato e non poco. Io do atto, per esempio, all'onorevole La Spisa, che non appena lui ha assunto la responsabilità di Assessore dell'industria ha ascoltato, ha seguito con grande coraggio e con grande determinazione ciò che veniva dal nostro territorio, ha seguito queste vicende ed è riuscito anche in qualche misura a dare una risposta positiva. E do atto anche che comunque la Giunta Soru e in modo particolare l'Assessore dell'industria, l'assessore Rau, si è trovato in una situazione un po' particolare. Per esempio le cose che si erano decise di fare, mi riferisco in modo particolare all'area dove doveva sorgere la centrale, quell'area è stata venduta per altre ragioni nella zona industriale e si è dovuto ricominciare da capo e oggi, finalmente dico, siamo riusciti ad avere un quadro preciso dove comunque questa centrale deve essere costruita. Questo è uno degli aspetti sui quali, secondo me, bisogna concentrarci e avere le idee chiare sul da farsi. Possiamo seguire le questioni che abbiamo posto in essere con il Governo nazionale e con la Commissione europea così come le abbiamo seguite sino adesso? Io credo di no. Io credo che oggi noi dobbiamo porre la questione in termini completamente diversi. Dobbiamo in qualche misura chiarire in termini espliciti che il problema degli aiuti non è una cosa che riguarda solo la Sardegna o solo l'Italia. Il problema degli aiuti esiste, in altra maniera e in altra forma, in Spagna così come in altre realtà. Allora noi o riusciamo a convincere la Commissione europea che quei provvedimenti che hanno assunto governi nazionali, per esempio quello della Spagna può essere applicato anche in Italia, oppure c'è il rischio che per l'ennesima volta andremo a scontrarci con una realtà diversa rispetto a quella per la quale ognuno di noi sta facendo la battaglia.

Un'altra questione non secondaria, Assessore, è quella che noi non possiamo solo dire riapplicazione del CIP 6, realizzazione della centrale, energia a basso costo. Noi abbiamo a che fare oggi con società multinazionali dove le decisioni talvolta non vengono assunte né a Roma e tanto meno in Europa, molte volte vengono assunte altrove, fuori dall'Europa. Allora io credo che con questi signori per non essere solo, come dire, ricattati dal punto di vista… perché esistono tanti lavoratori e quindi tanti salari, occorre anche fare un ragionamento, diciamo così, di prospettiva perché se è solo realizzare una centrale e mantenere 2, 3 aziende senza che quel territorio abbia una prospettiva, beh io credo sia poca cosa. Io credo che noi oggi con queste multinazionali dobbiamo in qualche misura trattare anche il futuro di quel territorio perché io personalmente sono consapevole che molte di quelle aziende ormai, per ragioni che non dipendono dalla volontà sicuramente della Regione sarda e tanto meno dal Governo nazionale, possono essere trasferite in altre realtà perché ovviamente una multinazionale fa un ragionamento di convenienza. Se fanno un impianto di quel genere tipo la Portovesme S.r.l. o ALCOA, se vanno, che ne so, in Brasile o in Cina o in India è del tutto evidente che loro si trovano in condizioni completamente diverse e differenti di quanto non sono oggi nel nostro Paese.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SECCI

(Segue CALLEDDA.) Allora io credo se queste produzioni sono strategiche il nostro ruolo, il nostro dovere è quello sì di fare la battaglia per fare in modo che nulla venga messo in discussione dell'industria sarda, ma soprattutto dobbiamo essere in grado ed essere nelle condizioni di fare in modo che oltre alla produzione ci siano anche elementi, diciamo così come si diceva un tempo, di verticalizzazione. Perché, badate, le partecipazioni statali a suo tempo danni è vero che ne hanno fatto, però almeno nel settore dell'alluminio c'erano due piccole realtà, mi riferisco alla COMSAL di allora, oggi ALI, e alla SARDAL di Iglesias, che erano due aziende le quali facevano le seconde lavorazioni. Allora io mi chiedo: ma è possibile che noi dobbiamo fare solo produzioni primarie e in questo territorio e nella Sardegna, aggiungo, non cada nulla di produzioni che sono ad altissimo valore aggiunto? Io credo che questo sia un tema da rimettere in campo, un tema che può in qualche misura dare risposta, visto anche che quel territorio ha una vocazione di carattere industriale. Oltre a questo, ovviamente, c'è tutto un ragionamento delle questioni che ci portiamo appresso in quel territorio. Per esempio, tutta la vicenda delle bonifiche è una cosa che è legata al problema dell'industria, sì o no? Io credo proprio di sì! E allora le tematiche che abbiamo posto in essere, quella del Piano energetico, quella delle bonifiche, io credo che davvero, Assessore e signor Presidente, ne valga la pena, vista anche la manifestazione civile che c'è stata, che il Governo - io so perché ho contati permanenti con chi sta seguendo queste cose - il Governo è impegnato a seguire questa strada e auspico che in tempi brevi…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Calledda.

CALLEDDA (D.S.). …negli incontri che ci saranno anche per quel territorio ci possa essere una risposta positiva che possa vedere anche i lavoratori non più protagonisti nelle piazze, ma protagonisti nei luoghi di lavoro. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Calledda.

E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Sì grazie, Presidente. Io credo che parlare qui del problema dell'industria e del problema energetico in Sardegna in questo momento significhi soprattutto porre l'attenzione massima a quello che è accaduto, da un punto di vista occupazionale, nel settore industriale in quest'ultimo anno e quindi andare a verificare quali siano le ragioni e i motivi che hanno determinato, nell'arco di 12 mesi, la perdita di ben 9 mila posti di lavoro totalmente nel settore industriale, di cui 7 mila nel solo settore delle costruzioni. Tra l'altro con un raffronto che è davvero strano per chi è appassionato anche delle statistiche, perché questo raffronto è fatto ponendo insieme i dati relativi al 30 giugno del 2005 con il 30 giugno del 2006, arco temporale nel quale sappiamo bene che soprattutto il settore delle costruzioni non avrebbe dovuto registrare alcuna perdita di posti di lavoro. La flessione, da un punto di vista percentuale, è drammatica perché 9 mila posti di lavoro significa verificare un'incidenza che mai si era verificata negli ultimi vent'anni di calo occupazionale. C'è stato qualche allarme, tra l'altro segnalato anche dalle forze sindacali, ma probabilmente non vi è stata analoga attenzione da parte né di questo Consiglio, né tanto meno del mondo politico in generale. E' evidente che i motivi principali relativi alla caduta occupazionale nel settore delle costruzioni a giudizio di molti possono essere soltanto riferibili a quell'evento importante che in quei 12 mesi è accaduto e che è il blocco del settore derivante dai vincoli paesaggistici nelle nostre coste. Non può che essere quello il reale motivo perché altri motivi afferenti una caduta occupazionale così grave, perlomeno in questo momento, non è registrabile. Però ne voglio parlare ponendo il riferimento a quello che è il vero elemento importante che ci deve animare anche nel dibattito e che è il Piano energetico regionale. In un passo importante del Piano energetico regionale è detto: non abbiamo dati molto attuali se non quelli riferiti alla produzione energetica misurata alla fine del 2003. Possiamo soltanto prendere a riferimento alcuni elementi del 2004. E' evidente che lo studio che è stato condotto da parte, mi pare, di un dipartimento dell'Università di Cagliari e che ha presentato questo studio come la proposta relativa al Piano energetico regionale diventa un Piano datato, nel senso che è facile oggi cliccare su Internet e avere tutti i dati riferiti invece al 31 dicembre del 2005, anche quelli relativi alla produzione energetica nelle varie regioni. Ed è importante attualizzare questi dati per capire qual è l'evoluzione, proprio perché nella premessa è detto non si intuisce quale possa essere l'evoluzione futura. L'evoluzione futura è presto detta, noi che puntiamo in maniera abbastanza decisa a valorizzare la produzione energetica da fonti rinnovabili, ci accorgiamo che non abbiamo recuperato quasi niente in questi ultimi 2 anni, ma non solo da un punto di vista del rapporto rispetto alle altre regioni abbiamo notevolmente perso il passo. Nonostante l'eolico ci abbia dato un buon contributo siamo scesi esattamente dal 4,1 per cento al 3,9 per cento, totalmente sull'intera produzione energetica da fonti rinnovabili. Allora questo davvero deve farci capire che cosa vogliamo, io credo che così come poco fa il Presidente ha detto "ogni tanto è bene salutare e chiedere scusa" io dico e aggiungo "è bene ed è importante anche riconoscere qualche volta di sbagliare". Dentro il Piano energetico regionale ci sono sicuramente delle discontinuità rispetto alle cose che lo stesso programma di questa maggioranza conteneva, non voglio dirlo con tono polemico, però so bene quali erano quelle premesse politiche per il futuro Piano energetico regionale, so bene quali erano le valutazioni che si facevano in quel momento sia sulla fonte energetica dell'eolico, sia su altre fonti rinnovabili. Ecco, mai personalizzare le aggettivazione che vengano fatte in questa sede, però seppur le persone possono non essere ipocrite come qualche collega forse aveva detto, è vero invece che il documento, in questo caso, è pieno di ipocrisia perché davvero il Piano energetico regionale soffre di una scelta che, a mio giudizio, è limitativa nel ritenere che il valore paesaggistico sia l'unico valore ambientale. La Sardegna oggi è la regione che contribuisce percentualmente in maniera maggiore rispetto a tutte le altre regioni alla cosiddetta immissione in aria di quelli che sono fattori inquinanti e, quindi, abbiamo e per ogni chilowattora prodotta abbiamo un chilogrammo di CO2 che viene immesso in aria. Una cosa esterrefante perché, naturalmente, abbiamo delle percentuali ben più basse per via della tecnologia di produzione energetica in altre regioni. Quindi, uno 0,7 che può essere riferibile alla media nazionale diventa spaventosamente elevato quando raggiunge un coefficiente di 1,0 qui in Sardegna. Allora l'ipocrisia e tutta lì, perché da un lato noi vogliamo un paesaggio perfetto, ma evidentemente non ci rendiamo conto che siamo dentro un ambiente che davvero ci deve far paura. Ma ancor più paura se risentiamo ciò che l'Assessore alla sanità, che in questo momento non è presente, qualche giorno fa ha denunciato rispetto all'anomalia di alcune patologie tumorali qui in Sardegna per effetto diretto a quello che è l'inquinamento ambientale. Quindi, che cosa vogliamo fare? Quali sono davvero le scelte determinanti che si collegano ovviamente al problema occupazionale e quali sono le scelte strategiche per l'immediato futuro? Noi vorremmo davvero che questo Piano energetico regionale contenesse il contributo di tutta questa Aula, che davvero potesse essere finalmente reso esecutivo, quindi, anche con l'acquisizione del parere della sesta Commissione, penso che fra qualche giorno andremo a dibatterlo e che però fosse anche più coraggioso, perchè significa, naturalmente, non solo avere un ripensamento utile, io apprezzo tantissimo sul problema del sistema isolato della Sardegna che si diceva "no", non vogliamo naturalmente il cavo SAPEI perché tanto noi non dobbiamo esportare energia. Ma ben venga il cavo SAPEI, ben vengano altre due cavi SAPEI che ci consentirebbero davvero di produrre energia pulita e di venderla anche! Ben venga l'accordo sull'eolico che ci consentirebbe, come ha detto anche poco fa il collega Calledda, tra le righe, di poter barattare in maniera precisa l'abbattimento del costo energetico in funzione, naturalmente, di alcune concessioni. Qual è la vera grande nostra paura, e concludo? La nostra grande paura è che questo prezzo che noi dovremo pagare non vada a risolversi, ancora una volta, come un premio da dare a delle multinazionali dell'energia che ci terrebbero in smacco qualora noi dovessimo arrivare finalmente a essere autosufficienti in senso pieno, nei termini della energia e nei termini occupazionali che questo implicherebbe.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisano. E' iscritto a parlare il consigliere Mattana. Ne ha facoltà.

MATTANA (D.S.). Grazie signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi. La discussione sulle 2 mozioni per l'industria e sull'interpellanza ha portato all'attenzione di questo Consiglio alcune considerazioni e un'analisi anche condivisa sui temi che riguardano l'industria. E' stato già detto che il sistema industriale attraversa oramai da lungo tempo una crisi di carattere strutturale, che ha origini lontane legata al sistema delle partecipazioni statali e a delle carenze infrastrutturali della nostra regione, soprattutto con riguardo ai trasporti e all'energia. Si sono evidenziate in questi anni alcune situazioni di emergenza, con ripercussioni sia sul versante economico che su quello occupazionale, in particolare bisogna dire che in questi anni si è rivelata quella che è la fragilità del sistema industriale sardo proprio in relazione all'impostazione originaria che era quella delle partecipazioni statali, quindi, con la dismissione ad opera dei grandi attori in questa vicenda degli interventi nelle diverse aree industriali. Però, nonostante questo io credo si debba dire che l'industria nella nostra regione è ancora uno degli anelli importanti del tessuto economico e produttivo perché rappresenta anche nel nostro prodotto interno lordo il 21 per cento che è sempre inferiore all'incidenza che ha a livello nazionale che è pari al 28 per cento.

Io vorrei focalizzare il mio intervento su una parte dell'industria, un pezzo importante che è quello dell'industria chimica che rappresenta uno dei comparti importanti del sistema produttivo della nostra regione anche se allo stesso modo ha subito un ridimensionamento consistente soprattutto in alcune aree industriali: quella di Ottana, quella di Assemini e di Porto Torres anche per l'integrazione che esiste tra questi due siti produttivi. L'importanza del settore chimico si evidenzia, io credo, con alcuni dati che sono i dati forniti dalla Commissione dell'Unione Europea, dove si afferma che in Europa la chimica è al terzo posto in ordine di importanza, rappresenta il 28 per cento del mercato, ha 24 mila imprese che operano nel settore con circa 3 milioni di occupati e, d'altro canto, lo stato dell'industria chimica è uno dei parametri utilizzati a livello internazionale per valutare le condizioni dello sviluppo economico di un paese. Le imprese chimiche tedesche e americane si stanno rafforzando sul mercato europeo ed è in atto una forte competizione proprio per guadagnare le prime posizioni nel mercato della chimica in Europa. In Italia c'è una condizione diversa, per la debolezza delle condizioni generali del sistema, per un'assenza in questi anni - dobbiamo dirlo - anche di scelte di politica industriale e in particolare per la decisione di alcune grandi aziende come l'ENI di uscire dal settore della chimica. La conseguenza è una fase di declino di questo settore con ripercussioni sul piano occupazionale e anche sulla bilancia commerciale del nostro Paese. Nonostante questo, chimica e petrolchimica hanno un ruolo portante nell'economia del nostro Paese e della nostra Regione, forniscono materie prime e servizi per molte attività produttive cioè con la chimica si fanno tante cose della nostra vita quotidiana, questo bicchiere è fatto con la chimica, insomma, nonostante la dismissione di alcuni settori è ancora uno dei settori trainanti.

In Sardegna era stato individuato un modello di rilancio per la chimica che era quello dell'accordo di programma per la chimica siglato a palazzo Chigi il 14 luglio del 2003 con l'obiettivo di dare risposte reali e concrete per il rilancio del settore con un impegno finanziario del governo nazionale di 200 milioni di euro e del governo regionale con 100 milioni di euro. Con una impostazione per un'innovazione qualitativa delle produzioni in Sardegna, bene, questo modello di rilancio è stato detto è in buona parte ancora inattuato dopo oltre tre anni e io devo dire che anche i recenti interventi della Corte dei Conti che hanno sospeso l'efficacia delle delibere Cipe con le quali sono stati approvati i contratti di programma inseriti nell'accordo per la chimica nonostante poi il provvedimento del governo, il decreto legge Bersani hanno destato, destano preoccupazione, insomma, cioè sommano anche ritardi a quelli già esistenti, io nonostante questo quadro insomma che naturalmente non ha tinte colorate ma alcune tinte anche grigie purtroppo vorrei evidenziare, focalizzando l'intervento, alcune delle realtà produttive di eccellenza che ci sono nella nostra Regione, cioè alcune produzioni che sono all'avanguardia e alcuni impianti che andrebbero non dismessi ma potenziati.

Questo per sfatare anche il luogo comune che la chimica è tutta da superare, che bisogna chiudere insomma con la chimica e tra queste io vorrei citare nel sistema produttivo isolano la produzione del "cloro soda", la filiera del "cloro soda" che riguarda il sito industriale di Assemini ma non solo, riguarda molto anche il sito industriale di Portotorres con il quale insomma le produzioni sono integrate, su questo specifico argomento sono anche firmatario di un'interpellanza che pone insomma l'attenzione soprattutto su quello che è l'area di Assemini e di Macchiareddu nell'area vasta di Cagliari è uno dei cardini del sistema economico e produttivo con 280 occupati diretti e 400 nell'indotto e 400 mila tonnellate di produzione annua, certo non sono i dati di alcuni anni fa, io mi sono fatto dare insomma quello che era l'andamento dell'organico dello stabilimento di Assemini, che nel '77 aveva 1400 occupati e solo dieci anni fa ne aveva circa 500 quindi insomma è una fase a me pare di declino e stiamo parlando di una produzione di qualità e di eccellenza, una produzione che è compatibile con l'ambiente anche per le cose che diceva il collega Pisano, poi una produzione che è nel novero delle produzioni d'eccellenza a livello internazionale e nazionale e mentre noi parliamo di dismissione a Marghera dove si sta operando una riconversione, si propone un impianto a celle a membrana per sostituire quello a celle a mercurio.

Beh, io credo che se noi restassimo indietro in questa vicenda o se il governo nazionale operasse scelte diverse sarebbe un grave errore, e un grave danno per la Sardegna. Ora la produzione del "cloro soda" richiede però un forte consumo di energia elettrica, è una delle cosiddette imprese energivore, e qui voglio sottolineare un dato, il peggior competitore europeo paga l'energia elettrica 33 euro a "megawatt ora" contro i 65 della Sindial che è lo stabilimento di Assemini, per cui i costi dell'energia per quest'azienda sono il 65 per cento del costo della produzione, quindi senza una tariffa agevolata quindi per l'energia, quest'azienda è chiaramente fuori dal mercato, l'apertura da parte della Commissione dell'Unione Europea di un'ulteriore procedura d'infrazione, dopo quella già avviata per il piombo - zinco, per l' alluminio ed altri settori, io credo desti ancora maggiori preoccupazioni, insomma, l'Unione Europea non fa che peggiorare insomma la situazione e io dico che non siamo in presenza di un sito chimico isolato, siamo in presenza di una filiera che riguarda l'intero sistema produttivo in Sardegna nel quale perdura poi l'atteggiamento dell'Eni di incertezza, di dismissione, e io credo che un autorevole intervento della nostra Regione sul governo nazionale debba richiamare ai suoi doveri l'Eni che in Sardegna ha investito, ha guadagnato e adesso vuole andare via lasciando solamente macerie.

Quindi io ritengo debba essere fatto ogni sforzo, mi avvio alla conclusione, perché venga scongiurato il pericolo della revoca della tariffa agevolata e con riferimento a questo, lo ricordava il collega Calledda, le regole in materia di concorrenza non devono essere regole che vengono applicate in modo astratto e rigido, ma devono tener conto della realtà dei territori e quindi devono garantire parità di condizioni soprattutto per le imprese che sono in territori che hanno un forte ritardo infrastrutturale e pagano alti costi di produzione. Io credo…

PRESIDENTE. Sì, concluda onorevole Mattana!

MATTANA (D.S.). …che sarebbe sbagliato pensare di costruire il futuro della nostra economia e dello sviluppo della Sardegna sulla chimica, solo sulla chimica e sull'industria, non ho nostalgia dei modelli di monocoltura industriale, ma sarebbe allo stesso modo sbagliato abbandonare un settore e delle produzioni valide e utile per il rilancio di un settore che non può essere trascurato anzi deve essere rafforzato per un'economia della nostra Regione che sia all'avanguardia e al primo posto nei mercati internazionali.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Mattana. Ha facoltà di parlare per la Giunta, l'Assessore dell'industria.

RAU, Assessore tecnico dell'industria. Grazie Presidente, onorevoli consiglieri. Sì, anch'io ringrazio per la discussione pacata che c'è stata non solo oggi ma anche da parte degli interventi che ci sono stati in minoranza, ma credo che sia giusto chiarire e fornirvi informazioni rispetto al lavoro che è stato fatto e la situazione che è stata messa in luce. Intanto il primo punto su cui bisogna fare chiarezza, la Giunta crede assolutamente che il comparto industriale sia fondamentale per lo sviluppo dell'economia di questa Regione, credo che questo qua ne dia dimostrazione tutti gli atti e le azioni che sono state svolte fino adesso e di cui, insomma adesso, mi accingerò a spiegarvi.

Intanto bisogna considerare che modello abbiamo di sviluppo dell'industria, la divisione internazionale del lavoro mette in evidenza che abbiamo un contesto competitivo che non soltanto è nuovo, ma si gioca su fattori di competizione che sono completamente diversi dal passato, con una velocità tale che non ha mai visto in passato questa aggressività e questa competizione, in particolare io credo che il nostro sistema industriale sia un sistema industriale in alcune parti molto debole soprattutto laddove c'era stato un modello di sviluppo che era incentrato su produzioni che avevano come unico fattore di localizzazione il fattore dei costi, oggi il fattore dei costi non è più sostenibile, in Regioni come la Sardegna perché il sistema Italia è un sistema di costi molto più elevato e quindi imprese che avevano, che si erano localizzate esclusivamente su questi fattori bisogna cercare di farle qualitativamente avanzare perché altrimenti non ci sarà possibilità di avere competizione nel medio e lungo termine e quindi la naturale evoluzione sarà quella della chiusura. Quindi non sono i dati rispetto alla chiusura delle perdite dei posti di lavoro dell'industria che di fatto tra l'altro dev'essere letto insieme a un altro fattore, il fatto del decentramento, dell'outsourcing che molte imprese stanno attivando per cui molto spesso si riduce perché alcune funzioni che prima erano industriali vengono esternalizzate dalle stesse industrie e quindi vengono conteggiate nel comparto del terziario tanto che il comparto del terziario ha aumentato l'occupazione nello stesso periodo di riferimento di 14000 unità, quindi non è tanto questo secondo me il problema e la chiave di lettura preoccupante dell'industria è, in alcune tipologie di industria che tipo di industria abbiamo e come possiamo pensare, come possiamo supportare queste industrie nell'evolversi e nel spostarsi a fasi a maggior valore aggiunto, perché rimanendo in fasi a basso valore aggiunto non potranno avere un futuro e non potranno avere competizione di medio-lungo termine. Un'altra consapevolezza, di cui sono assolutamente convinta, che credo che è così difficile oggi attrarre nuove imprese, ma basta… non solo in Sardegna, i flussi internazionali, basta vedersi le statistiche degli investimenti degli enti esteri nei flussi internazionali dell'industria del nostro paese, che il buonsenso anche fa evidenziare come sia strategico il consolidamento dell'esistente. E' così difficile aprire nuove imprese, attività che ovviamente dobbiamo sempre fare e dobbiamo cercare di supportare, ma che certamente è molto strategico cercare di non far chiudere quelle che già ci sono. E quindi credo che questa sia la nostra strategia e credo anche che le azioni che abbiamo fatto finora vadano in questa direzione. Certo c'è un fattore che ci è difficile, c'è stato difficile cercare di avere una strategia di politica industriale rispetto allo scorso Governo centrale. E questo sì e ve lo dimostro con i fatti! E' vero, è stato dichiarato da tutti quanti, l'accordo della chimica firmato a luglio del 2003, uno strumento strategico, uno strumento di politica industriale sicuramente fondamentale che, oltre ad un insieme di strategie, definiva delle risorse certe: 200 milioni di euro da parte del Governo: 100 per il sito di Ottana, 50 per il sito di Portotorres, 50 di Assemini; col coofinanziamento per il sito di Portotorres e di Assemini di altri 50 milioni di euro. E quando sono arrivata, appunto, l'onorevole La Spisa, allora Assessore, aveva portato avanti con fatica tutti i progetti, tutti gli accordi che erano già stati definiti, presentando già un consorzio di piccole e medie imprese, attraverso un contratto di programma, che era il Consorzio CREO, nel mese di maggio del 2004 e nel mese di luglio, il progetto di Equipolymers, che era il consolidamento di un settore fondamentale della chimica di Ottana. Questi due progetti… e quindi bisognava continuare nella progettualità e portare avanti l'approvazione di questi. Intanto, a febbraio, viene fuori l'istruttoria del CREO, completamente negativa da parte del Ministero, non soltanto negativa nei vari progetti singoli ma, addirittura, il Governo che prima aveva selezionato, insieme ai rappresentanti della Regione, le varie undici iniziative su una parte di imprese che avevano dato le manifestazioni d'interesse, ma metteva in discussione l'impalcatura del contratto di programma, dicendo che non c'erano le integrazioni, che era quello che la normativa richiedeva. E quindi boccia, con una comunicazione fatta alla Regione e alle stesse imprese, il contratto di programma. Questo è successo a febbraio del 2005, a marzo del 2005, con la nostra insistenza: "Ma le risorse sono solo in accordo? Dateci certezza che ci siano realmente queste risorse, perché le imprese fanno progetti se sanno che poi le aspettative non vengono deluse!". E quindi hanno messo una priorità, con una delibera del CIPE, in cui si dava priorità alle istruttorie di progetti che venivano dagli accordi di programma della chimica. Continuiamo ad insistere e il primo progetto approvato è stato quella a maggio del 2005, della società Equipolymers, che era stato presentato a luglio, quindi quasi un anno di tempo solo per fare l'istruttoria di un progetto. Il CREO… continuando ad andare avanti rispetto a questa situazione, CREO, siamo riusciti a far approvare… nel frattempo, a maggio 2005, interviene la modifica degli incentivi dal vecchio Governo, quindi non accettavano più proposte, contratti e quindi non si capiva neanche quelli precedenti che fine facessero. Avevano poi approvato, sempre in una delibera del CIPE, altri due mesi di tempo, quindi entro il 30 settembre dello stesso anno, per poter presentare questi progetti. E quindi cerchiamo di far andare avanti il nostro progetto CREO, da maggio, e EVC, che erano già dei contratti che erano stati presentati. Il Governo nonostante le promesse, nonostante la delibera del CIPE che desse priorità ai contratti della chimica della Sardegna, ha approvato il contratto CREO, dandogli il 25 percento del finanziamento a fondo perduto; molto peggio di quello che sarebbe stata la nuova normativa in essere, quindi inaccettabile da parte delle imprese per avere gli investimenti. Per sintetizzarvi, quasi un anno c'è voluto per il primo progetto in cui non avevano niente dell'istruttoria da replicare; un anno e mezzo per una presa in giro, cioè un 25 percento - che non si è mai visto di finanziamento! - ai progetti d'investimento che erano stati presentati a maggio del 2004; il progetto EVC e l'altra parte di CREO, infine, è stata deliberata il 22 marzo del 2006. Peccato la sorpresa, a luglio, la Corte dei Conti ha rigettato la delibera del CIPE, perché non c'era il decreto del Ministero delle attività produttive per quanto riguarda la nuova normativa della legge d'incentivazione e non era stata notificata la nuova normativa alla Commissione europea, come invece è richiesto per i grandi progetti. E' chiaro che tutti noi ci rendiamo conto! Noi viviamo, in un'impresa, che è stata messa nella mozione, nelle interpellanze, un momento di difficoltà in cui le istituzioni non è che hanno bisogno di promettere senza mantenere, millantare aspettative alle imprese, ma le imprese in questa velocità di contesto e di cambiamenti dei fattori, un progetto dopo due anni di tempo per un'istruttoria, ma che validità può avere? Le imprese non hanno necessità di avere risposte dopo due anni, due anni e mezzo e ancora non abbiamo le risposte perché in realtà mancano le risorse per finanziare questi progetti. Quindi, stiamo cercando con il nuovo Governo… e il 31 avremo una riunione per verificare come possiamo fare. Ma credo che questo sia il problema. Noi abbiamo anche cercato di poter far siglare con il Governo un accordo di programma quadro, che avrebbe vincolato dal lato amministrativo le risorse, così come ha fatto la Regione peraltro, ma in realtà il Governo ci ha sempre detto: "No, no le risorse le prendiamo dal fondo FAS!", che come conosciamo tutti è il grande calderone dove si fanno le mille promesse e poi non si possono mantenere. Io credo che, insomma, con le interlocuzioni che abbiamo avuto col Governo, con il 31 con questo tavolo che faremo col Ministro Bersani, in cui ci saranno le organizzazioni sindacali, tutte le parti economiche e sociali dell'isola e le imprese, cercheremo di trovare una soluzione per questi progetti che sono stati presentati e che in questa situazione di difficoltà di risorse finanziarie, che sappiamo essere la programmazione integrata, in questo momento crediamo...

Però certamente, noi abbiamo bisogno non tanto di firmare accordi che sono delle gran parole, abbiamo bisogno che gli accordi si susseguono ai fatti e i fatti non ci sono stati! L'energia. E' ovvio che l'energia è un fattore… l'avete messo in evidenza voi, l'energia è un fattore per noi ancora più delicato. Il fattore energia, del costo dell'energia, è un fattore nazionale. L'Italia ha un costo energetico più elevato mediamente del 30-35 percento degli altri paesi, perché abbiamo oneri di sistema molto alti, perché abbiamo molto C6, perché non abbiamo il nucleare. Abbiamo anche un mix di centrali e quindi di centrali alimentate da combustibili che sono più costose rispetto agli altri paesi. Ed è ovvio anche che questa diseconomia dell'energia per noi è ancora più elevata, come è stato scritto anche nella mozione. Il fatto che noi abbiamo un'incidenza sul totale dell'industria più alto di imprese energivore, ovviamente, da noi penalizza molto di più. Qui il problema non è tanto di volontà della Regione, di volontà del Governo, è la Commissione europea che qua, come sappiamo, ostacola le tariffe agevolate che sono state inserite sia in un DPCM del febbraio 2004, che poi sono state inserite nella legge 80, ma che sono state, in tutti e due gli interventi, attaccate dalla Commissione europea come aiuti di Stato; aiuti di Stato non compatibili con rilievi rispetto alla non compatibilità. Allora, secondo noi la Commissione qui sbaglia, nel senso che il settore dell'energia è un settore a sé stante rispetto agli altri settori di produzione, quindi la Carta degli aiuti, che oggi vigono per tutelare la concorrenza tra i settori, mentre sono validi per i settori manifatturieri, industriali e dei servizi, per l'energia, che non è un mercato libero, oggi non hanno senso, anche perché ogni Stato applica un prezzo speciale per le energivore, che magari alla Francia viene bene perché l'operatore di energie è pubblico e quindi può far fare facilmente accordi bilaterali con le imprese, e altri paesi come la Spagna, che però ha costi molto più bassi dei nostri ha una tariffa flat per cui più consumi meno paghi, e quindi di fatto non è discriminante per poche imprese. Quello che secondo noi è stato sbagliato, anche su questo, è non cercare alleanze rispetto agli altri paesi, cioè la questione energetica deve essere una questione che deve essere vista sotto la chiave europea e quindi deve coinvolgere i ministri degli altri paesi europei perché anche se hanno delle soluzioni transitorie differenti e maggiormente compatibili con gli aiuti ogni paese ha i suoi settori energivori e quindi ogni paese vuole tenerli aperti. Quindi crediamo che sia il vecchio Governo, secondo noi, è stato insufficiente nell'attivazione di concordare misure che possano essere con la Commissione e trovare alleanze con gli altri paesi. Noi ci auspichiamo, e su questo e continueremo a fare una pressione affianco del Governo, nei confronti della Commissione, con gli altri paesi affinché assolutamente passi il fatto di una tariffa che debba essere uguale a quella degli altri paesi europei. Cioè noi non vogliamo che le tariffe siano differenziate e vogliamo quindi non avere situazioni favorevoli o di vantaggio rispetto a nessuno, ma vogliamo la stessa uguaglianza rispetto agli altri paesi. Noi continueremo a lottare su questa strada perché crediamo che questa strada sia giusta e che le nostre imprese la debbano necessariamente avere perché questo credo che sia giusto così, è ovvio che questa possa essere una situazione temporanea, tra l'altro non aiuta neanche avere questi provvedimenti a 2/3 anni per le imprese, perché le imprese non fanno investimenti, non hanno una visione di medio-lungo termine e quindi certamente noi siamo impegnati, anzi in questi giorni ci sarà l'ultima fase dell'offerta ai concorrenti che hanno passato la prima fase per quanto riguarda l'affidamento della centrale e della miniera del Sulcis e in cui appunto con il decreto di competitività è stato replicato l'impegno, qiundi il …., e tutti gli interventi che sono la condizione necessaria per far sviluppare questo progetto. E' stato detto, forse dall'onorevole Calledda, è ovvio la situazione che ci siamo trovati davanti non è facile, infatti i tempi non sono stati più brevi, come noi ci auspicavamo in precedenza perché mancava l'aria, perché il Governo non ha riunito il Comitato di monitoraggio e sorveglianza che invece è stato…

PRESIDENTE. Scusate colleghi, un minimo di attenzione, c'è un brusio fastidiosissimo, invidio l'Assessore che riesce a parlare in queste condizioni, però mi sembra un pochino… per cortesia! Prego Assessore.

RAU, Assessore tecnico dell'industria. Quindi stiamo ultimando la documentazione in una legge che è stata fatta dal Governo e quindi ci auspichiamo nella sua legittimità più totale che quindi noi stiamo avanti con il progetto integrato proprio per trovare una soluzione strutturale.

E' anche vero che, è stato detto più volte, ma secondo me non neella maniera giusta, noi oggi abbiamo, e questo anche nel piano energetico regionale viene rilevato, noi osserviamo anche una situazione perché i tempi di cambiamento di cambiamento di regole comunitarie non è detto siano dei tempi che siano brevissimi e quindi c'è necessità per queste imprese anche di trovare una soluzione anche temporanea che traghetti, sia verso la soluzione strutturale sia verso le decisione della Commissione Europea.

Allora io credo che un impegno forte debba essere chiesto anche agli operatori di energia perché se è vero che in Italia il sistema paese ha il costo dell'energia più elevato è anche vero che la Sardegna, per il fatto dell'assenza del metano, dovrebbe avere il Parco di generazione elettrica meno costoso e più efficiente di tutte le regioni d'Italia, cioè noi abbiamo più del 50 per cento che oggi va a carbone, e si sa che le centrali a carbone sono quelle che fanno fare i maggiori margini alle imprese. Quindi quello che noi stiamo facendo, e lo stiamo facendo in maniera determinata, anche con il supporto del Governo, con cui con il ministro Bersani abbiamo incontrato gli operati e di energia sia ENEL che ESAF, e di dire anche a questi operatori che non devono venire in Regione per aprire soltanto centrali a carbone ma devono anche mostrarsi sensibili nei confronti delle imprese perché non è possibile che questo sia quello che… e così credo che dobbiamo farlo con tutti i nostri campioni nazionali, con tutte le nostre imprese che oggi fanno margini molto elevati ma che spesso non hanno mostrato questa sensibilità col sistema produttivo nostro. Credo, in questo mi riferisco anche, è emerso anche da degli interventi che sono stati fatti in precedenza, la questione dell'ENI, non è possibile che noi ci troviamo in situazioni da dover gestire, in alcuni territori, dismissioni completamente errate, situazioni di politica occupazionali che non ti fanno fare scelte industriali ma ovviamente scelte sociali, perché l'ENI ha deciso di dismettere in condizioni che assolutamente sono inaccettabili quindi l'altro punto, per quanto riguarda l'industria sarda è quello sia per quanto riguarda le dismissioni sbagliate, gli esuberi, i progetti perché il Sulcis, Ottana, i posti che sono caratterizzati dalla grande impresa che è quella che ci occupa il nostro tempo nelle vertenze e ovviamente desta preoccupazione alle istituzioni è quella che era delle partecipazioni statali. Quindi quella non era una scelta di benchmarketing internazionale e poi si è scelto Ottana, il Sulcis…quella era una scelta politica e quindi le dismissioni fatte in maniera errata ovviamente creano un contesto che non è possibile poter aggiustare in maniera autonoma o del mercato, quindi sia per le bonifiche, ma io credo anche per gli esuberi occupazionali, noi dobbiamo cercare di riportare la responsabilità delle imprese che di responsabilità in passato nel nostro territorio non ne hanno assolutamente avuto e quindi io credo che agendo con quello che noi possiamo fare in termini di ricadute sul sistema industriale, con il supporto del Governo, che comunque condivide queste tematiche con noi che non sono decentrate alle regioni, dobbiamo cercare tutti insieme di portare a compimento…

PRESIDENTE. Prego Assessore concluda.

RAU, Assessore tecnico dell'industria. …il consolidamento del sistema industriale sardo.

PRESIDENTE. Grazie Assessore, sulle mozioni che abbiamo in discussione è stato presentato un ordine del giorno unitario primo firmatario Marrocu, La Spisa, Biancu e più e che non può essere illustrato ma deve essere messo in votazione, quindi si può parlare per dichiarazione di voto. E' previsto per regolamento che i proponenti le mozioni possano parlare per la replica, se qualcuno intende farlo. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa, ha dieci minuti di tempo. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Molto meno, non voglio assolutamente polemiche certamente non utili adesso per ottenere i risultati che tutti desideriamo inquini il clima di collaborazione e di attenzione a rimanere sugli aspetti positivi. Non sarei intervenuto se però non ci fosse la necessità di mettere qualche puntino sulle "i" dopo l'intervento dell'Assessore che fa riferimento ad un assenza di collaborazione da parte del Governo centrale, scaricando quindi sul Ministero delle attività produttive della vecchia gestione, naturalmente, le responsabilità sulla mancata attuazione dell'accordo di programma per la chimica. Assessore, lei crede che io, o altri della nostra Giunta avessimo molte più opportunità e capacità di dialogare e confrontarci con le strutture dirigenziali del ministero? Con le strutture che analizzano, fanno le istruttorie sui contratti di programma, sulle proposte, sui progetti di investimento…lei sa perfettamente, tutti sanno, perfettamente come un conto è il rapporto politico, un altro conto è il contatto e il rapporto continuo con queste strutture che non sono per niente tenere qualunque governo ci sia. Io credo che in questi due anni e mezzo, diciamola così, si potesse avere un diverso ritmo di confronto con la struttura del ministero delle attività produttive e anche un diverso coinvolgimento con le imprese locali o anche non sarde, evidentemente interessate a fare investimenti e a proporre progetti per accedere ai contratti di programma, in ogni caso il tempo va recuperato, credo che si possa ancora recuperare, poi abbiamo adesso un Governo che non dovrebbe avere nei vostri confronti alcuna remora a poter dialogare, personalmente stimo il ministro Bersani, non tanto per gli aspetti dei decreti che toccano la fiscalità, ma certamente come Ministro dell'industria, per quel che ha fatto nel passato, ritengo che sia uno dei pochi Ministri decenti di questo Governo, per cui credo che possa effettivamente dare alle problematiche della Sardegna un'attenzione e l'attenzione che merita.

Sulla questione energetica fateci capire, in questo tempo però, che cosa volete fare, cioè la centrale nel Sulcis si fa o non si fa?

RAU, Assessore tecnico dell'industria. Sì, sì.

LA SPISA (F.I.). E con quale tecnologia si fa? Se intendete rispolverare il progetto della gassificazione, io credo che non si risolverà il problema né del metallurgico, né del chimico, credo che si debba andare nella direzione intrapresa, che era quella che, alla fine della scorsa legislatura, era stata individuata sulla base dell'accordo di programma per un'ipotesi di centrale a tecnologia avanzata e ad alto rendimento, con il coinvolgimento dei produttori. Attenzione, perché a questo è collegato non solo il metallurgico ma anche la chimica, non si potrà chiudere il progetto di investimento e potenziamento della filiera del cloro e dei cloro-derivati che coinvolge Assemini e Porto Torres, come diceva anche Mattana poco fa, se anche il soggetto che intende subentrare alla SYNDIAL non ha possibilità di risolvere anche il problema dell'alto costo energetico. Perché il cloro-soda è un impianto ad alto consumo di energie elettrica, quindi bisogna veramente tener presente queste due cose contemporaneamente e affrettarsi a trovare una soluzione. Io credo che siamo ancora in tempo per la soluzione strutturale e siamo ancora in tempo per una posizione politica forte a tutti i livelli, in modo tale che l'Unione Europea, insieme anche al nuovo scenario che il sistema del mercato dell'energia, e soprattutto il nuovo scenario dei paesi che essendosi affacciati da poco all'Unione Europea, reclamano norme diverse sulla concorrenza che facciano salve le possibilità di assicurare tariffe competitive per le industrie, per le produzioni che sono strategiche, questo cioè è un obiettivo che ancora credo si possa raggiungere con un'intesa forte. E' per questo motivo che noi accediamo, al di là di un approfondimento polemico sugli aspetti che possono ancora dividerci, alla prospettiva di concludere questo dibattito con il ritiro della nostra mozione e con la firma, già avvenuta, di un ordine del giorno condiviso da tutti.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa. Ha domandato di replicare il consigliere Vincenzo Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS VINCENZO (D.S.). L'ordine del giorno unitario mi sembra che raccolga i contenuti delle mozioni numero 99 e 88 frutto anche delle interpellanze che sono state presentate e che riguardavano appunto specificatamente il settore industriale.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue FLORIS VINCENZO.) Mi sembra che anche l'ordine del giorno tenga conto del dibattito che è avvenuto in quest'Aula, e riuscire a chiudere questo dibattito unitariamente mi sembra che sia un segnale positivo, dimostra anzitutto la maturità di questo Consiglio che nei momenti più significativi, che interessano il destino di migliaia di lavoratori, sa in qualche modo unirsi e superare la difesa delle proprie bandiere per definire un percorso unitario che dia risposte all'attuale situazione di malessere che vive l'apparato industriale sardo. Io sono convinto che noi dobbiamo cercare anche di superare le polemiche sterili che non servono a nessuno, non si tratta di dare delle pagelle per vedere chi, oggi o nel passato, ha lavorato di più per risolvere i problemi del settore industriale, noi ci siamo trovati di fronte, negli anni passati, alle dismissioni produttive portate avanti dall'Eni, che ha mandato avanti un'opera di demolizione del nostro apparato produttivo lasciando in qualche modo, in quasi tutte le aree, macerie industriali che poi abbiamo dovuto in qualche modo gestire. In modo particolare avevamo dovuto sopportare gli effetti negativi che queste dismissioni hanno determinato, in modo particolare, per quanto riguarda l'occupazione, è emblematica la vicenda dei lavoratori della Montefibre, ma è emblematico anche tutto l'effetto domino che è stato determinato, per esempio, ad Ottana dove non riusciamo a mettere in sicurezza le imprese che sono rimaste. Quindi, oggi di fronte alla fortissima concorrenza, tra l'altro in cui si dibatte il nostro sistema produttivo, è necessario definire una chiara linea di politica industriale. Noi, negli anni passati, ci siamo battuti insieme anche all'onorevole La Spisa per ottenere, da parte del Governo, un'intesa di programma che in qualche modo riparlasse di chimica in Sardegna e facesse ripartire il treno dello sviluppo industriale nella nostra Isola. Quel risultato è arrivato non perché qualcuno ce l'ha regalato, ma è arrivato a seguito di grandissime battaglie che i lavoratori sardi e le popolazioni sarde hanno portato avanti per ottenere delle risposte da parte del Governo. Oggi, di fronte anche alla mancanza di risultati, o a risultati parziali ottenuti da quell'intesa, è necessario riandare di nuovo dal Governo e rivedere che cosa ha funzionato all'interno di quell'accordo e che cosa non ha funzionato all'interno di quell'accordo. Io sono convinto che alcune cose, per esempio, per quanto riguarda Ottana siamo riusciti ad ottenerle: il finanziamento del Equipolymers, non siamo riusciti però a far partire il consorzio Creo, non siamo riusciti a far finanziare nessuna intesa che permettesse, per esempio, l'individuazione di un contratto di localizzazione per il territorio, è mancata la stessa gestione della "181" che siamo riusciti, a fatica, a far passare all'interno della Comunità Economica Europea. Oggi, io credo che noi, all'interno del tavolo governativo, dobbiamo rifare un po' il punto della situazione, ma tracciare anche un percorso di ripresa del settore industriale risolvendo alcuni nodi strutturali, partendo dal mondo energetico che attualmente attanaglia e penalizza gran parte dell'apparato produttivo sardo, ad iniziare dalle imprese energivore del Sulcis-Iglesiente. E' chiaro che va trovata una risposta strutturale con la costruzione della centrale nel Sulcis-Iglesiente, io concordo che la soluzione non deve essere una soluzione di basso profilo, ma deve essere una soluzione tecnologicamente avanzata. Come, secondo me, va vista con attenzione, osservata con attenzione e seguita con attenzione la realizzazione del gasdotto dall'Algeria.

Cioè noi abbiamo una serie di partite aperte che possono effettivamente dare delle risposte certe all'industria in Sardegna a condizione che noi presentiamo, nei tavoli del Governo, un progetto chiaro, ed è per questo che bisogna riaprire una trattativa immeditata anche con le parti sociali per definire quali sono i punti essenziali da portare all'interno di quel tavolo. E' solo in questo modo che noi, secondo me, riusciremo effettivamente a far ripartire, con il concorso del Governo e della Regione sarda, il treno dello sviluppo produttivo nella nostra Isola. Se siamo d'accordo che l'industria rappresenta un fattore essenziale e di sviluppo, non soltanto economico e produttivo ma anche culturale per la nostra Isola, io credo che rispetto a questa sfida noi dobbiamo crederci intensamente e cercare su questo di trovare i maggiori punti di intesa unitari.

Io credo che, appunto l'ordine del giorno, sia un passo importante, avanti, un segnale che questo Consiglio dà all'esterno di ritrovata unità su uno dei problemi fondamentali che in questo momento attanagliano la nostra Isola. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Floris.

Gli interpellanti possono, in tre minuti, dire se si dichiarano soddisfatti o insoddisfatti. Non c'è né l'onorevole Maninchedda e neanche l'onorevole Balia, e quindi si dichiarano soddisfatti.

E' stato presentato un ordine del giorno a firma degli onorevoli Marrocu, La Spisa, Biancu, Diana, Floris Vincenzo, Giagu, e così via.

(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno numero 1:

ORDINE DEL GIORNO MARROCU - LA SPISA - BIANCU - DIANA - FLORIS Vincenzo - GIAGU - LICHERI - BALIA - MATTANA - PORCU - PIRISI - CALLEDDA - CUGINI - SANNA Franco - MANINCHEDDA - CHERCHI Silvio - BARRACCIU - SANNA Francesco - VARGIU - PISANO - CERINA sulla problematica industriale ed energetica e sulle iniziative da adottare nell'immediato.

IL CONSIGLIO REGIONALE

A CONCLUSIONE della discussione delle mozioni n. 99 e n. 88 sulla crisi industriale ed energetica della Sardegna;

PRESO ATTO che:

- il settore industriale soffre di una crisi strutturale di lunga durata, con alcune particolari situazioni di pericolo per la produzione e per il lavoro;

- le produzioni tradizionali dell'industria chimica e metallurgica, da tempo sono soggette ad una competizione fortissima su cui incidono negativamente, per i nostri impianti, alcuni differenziali di costo che rischiano di portare definitivamente fuori mercato le nostre industrie;

- le origini di tale disagio sono da attribuire certamente alle modalità di dismissione del sistema delle PP.SS. oltre alle forti carenze infrastrutturali nell'ambito dei trasporti e dell'energia;

CONSIDERATO che:

- il problema energetico è il punto di snodo centrale per lo sviluppo dell'industria sarda, in considerazione dell'alta incidenza della grande industria energivora sul complesso delle produzioni, soprattutto nella metallurgia e nella chimica, e della assoluta importanza che tali produzioni hanno nell'equilibrio del sistema economico nazionale e della stessa bilancia commerciale;

- l'alto costo dell'energia elettrica in Italia, rispetto al resto dell'Europa e del mondo, è grave per tutto il Paese, ma è gravissimo in particolare per la Sardegna, che, facendo a suo tempo la scelta della chimica e della metallurgia, ha dato e dà ancora un significativo contributo all'economia italiana, ed ha quindi ormai maturato una legittima aspettativa, se non un vero e proprio diritto, a scelte decise e lungimiranti nella politica energetica;

- in assenza di scelte appropriate verranno impediti i progetti finalizzati al mantenimento e rafforzamento delle filiere più competitive come quelle dell'alluminio, del piombo e dello zinco (Portovesme), del cloro (Assemini e Porto Torres), del PET (Ottana);

- il piano energetico regionale e la sua attuazione costituisce il banco di prova della validità della politica industriale della Regione e dello Stato;

- la progettazione e realizzazione del gasdotto GALSI ridurrà oggettivamente il gap energetico e tecnologico della Sardegna e consentirà la localizzazione di produzioni oggi impedite dalla mancanza del metano;

- per il mantenimento delle produzioni strategiche e per il rafforzamento delle filiere che hanno ancora buone prospettive di inserimento nei mercati occorre una strategia indirizzata sia all'adozione di soluzioni transitorie (tariffe speciali per le energivore), sia all'individuazione che all'avvio di concrete scelte finalizzate a soluzioni strutturali (nuova centrale del Sulcis con tecnologie avanzate, alto rendimento e basso costo, da sfruttare a vantaggio finanziario delle industrie locali);

- sono stati fatti alcuni passi importanti in questa direzione:

a) accordo di programma per la riqualificazione dei poli chimici della Sardegna;

b) intesa Stato - Regione sull'energia;

c) Piano energetico regionale;

d) avvio del bando di gara per la gestione integrata della miniera di carbone centrale Sulcis;

e) iniziative per il rilancio della centrale di Ottana;

f) partecipazione alla fase di progettazione tecnica e finanziaria del gasdotto GALSI;

RIMARCATO che:

- tali passi costituiscono un presupposto da sviluppare, verificare, finanziare e attuare in una concreta interazione tra scelte dei diversi protagonisti, pubblici e privati, nel sistema;

- è necessario, oggi, trarre alcune conclusioni operative sui problemi esposti, per smuovere una situazione che inevitabilmente è destinata a ristagnare e a morire, in assenza di decisioni puntuali e coraggiose;

- in particolare, occorre incidere su quattro livelli:

1) forte azione di tutto il sistema politico e istituzionale italiano e sardo, nei confronti dell'Unione europea per l'autorizzazione alle tariffe speciali transitorie per le produzioni energivore, al momento sottoposte a procedura di infrazione;

2) aggiudicazione della concessione per la costruzione della nuova centrale del Sulcis che affronti e risolva contemporaneamente il problema delle industrie chimiche e metallurgiche e della miniera Carbosulcis;

3) accelerazione dei progetti industriali nelle filiere più produttive della chimica, per dare piena attuazione all'accordo di programma del luglio 2004; definizione degli atti amministrativi necessari per il finanziamento dei contratti di programma derivanti dall'accordo,

impegna la il Presidente della Regione e la Giunta regionale

- a trattare con forza nei confronti del Governo nazionale e dell'Unione europea per l'attuazione degli impegni assunti;

- a riferire puntualmente al Consiglio sull'esito delle iniziative assunte..)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno può essere illustrato... lo diamo per illustrato.

Ha facoltà di parlare, per esprimere il parere della Giunta l'Assessore dell'industria.

RAU, Assessore tecnico dell'industria. Favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GIAGU (La Margherita-D.L.). No, signor Presidente, è per dichiarare la soddisfazione rispetto a quest'ordine del giorno unitario che riporta il dibattito e stabilisce le linee, i criteri, che la Giunta deve seguire, ma che ha seguito fino ad ora. Io devo dire che è soddisfacente il fatto che si veda oggi, per questa materia di così rilevante importante, una opposizione dialogante. Io credo che sia questo un aspetto serio che la Giunta non deve sottovalutare, e credo che sia anche un'apertura di credito, a mio avviso, perché anche la stessa minoranza apprezza il lavoro che sta svolgendo la Giunta, che sta svolgendo l'assessore Rau, non ripetiamo in quale maniera lo stia svolgendo perché anche lei, richiamando il predecessore, ne ha valutato positivamente l'operato.

E' chiaro che l'attività della Giunta è conseguente a quella che è un'emergenza, che noi abbiamo trovato, che è stata gestita precedentemente dagli amici dell'opposizione. E' chiaro che, per quanto riguarda la chimica, e non voglio ripetere, qui sono state portate delle posizioni totalmente condivise da me personalmente e da parte della Commissione che ho l'onore di presiedere e che ogni giorno lavora su queste tematiche. E' chiaro che sull'energia sono state portate delle posizioni, noi abbiamo il Piano energetico in Commissione, vedremo, vedremo e valuteremo anche le volontà di quelle aziende produttrici per quanto riguarda l'appello che l'Assessore e la Giunta lanciano: vedere finché sono in grado di dare una mano allo sviluppo, quello sviluppo che noi ci aspettiamo, e che chiaramente deve vedere anche loro coinvolti. Vogliamo vedere, per esempio, cosa farà l'ENEL, vogliamo vedere cosa farà ENDESA, vogliamo vedere cosa farà SARLUX, vogliamo vedere se l'ENEL, particolarmente dopo aver diminuito del 45 per cento di gli investimenti in Sardegna, ci potrà dire qualcosa. Bene, verificheremo in Commissione quello che sarà e daremo un parere.

Chiaramente sono desolato, però, per la partecipazione: questo dibattito sinceramente avrebbe dovuto avere una platea differente. E una raccomandazione, quella di non ritagliare per determinati dibattiti alcune parentesi di giornata, oppure ritagli di giornata, credo che meritino altre platee e meritino anche altra partecipazione da parte nostra: la considerazione è importante anche per l'argomento che stiamo affrontando. Un'ultima considerazione, Assessore, per quanto mi riguarda, che il Governo è amico quando dimostra qualche cosa, con i fatti, però certamente bisogna anche farsi rispettare, credo che ci stiamo facendo rispettare e oggi la risposta deve essere questa da parte del Consiglio, netta, sia da parte del Consiglio e sia da parte della Giunta stessa.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giagu. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Grazie, Presidente. Se mi fossi dovuto lasciar trascinare dalla sensazione di stamane, quando ho ricevuto la risposta ad un'interrogazione, dell'assessore Rau, pervenuta dopo circa tre mesi, beh, insomma, probabilmente non avrei neanche accettato di condividere l'ordine del giorno, onorevole Giagu. Non parlo di apprezzamento nei confronti della Giunta e dell'Assessore, l'apprezzamento le è dovuto in quanto, voglio dire, insomma,... Apprezzamento ce n'è poco, c'è poco apprezzamento anche per la partecipazione che lei ha rimarcato essere insufficiente per l'argomento importante. Ma siccome non voglio lasciar cadere il problema dell'interrogazione, Assessore, quella interrogazione aveva un fondamento importante; parlava, è vero, e trattava esclusivamente di energia, ma mi chiedevo in quella interrogazione quali provvedimenti intendesse prendere il Presidente della Regione nei confronti dei gruppi di Fiume Santo per la riconversione a carbone delle centrali a olio combustibile. Beh, insomma, voglio dire, è arrivata stamattina una risposta assolutamente parziale. Io ipotizzai in quel momento che ci potesse essere la possibilità di avere fonti energetiche a prezzo agevolato, lei ha escluso questo e lo ha escluso nel senso che non è possibile, per una eventuale centrale nel Sulcis, di poter avere quell'energia a tariffa agevolata... lo ha scritto lei, Assessore, non faccia smorfie perché guardi che non è assolutamente il caso. Lei ha smentito questo, allora, vede, siccome questo lo ha detto il presidente Soru, che la costruzione di un eventuale centrale a carbone nel Sulcis, innovativa tutto quello che si vuole, avrebbe permesso che... Non permetterà proprio niente, e bene ha scritto lei, che non si potrà avere energia a tariffa agevolata da quella centrale, e sarà difficile ottenerne anche da altre parti, io mi auguro che questo sia.

Ma il problema che io avevo sollevato era il problema del metanodotto, perché ancora oggi, visto che ne stiamo parlando, nessuno sa esattamente a che punto siamo, nessuno sa se c'è stato un aumento di capitale del consorzio Galsi - è anche a questo è stata fatta un'interrogazione e non è stata data risposta - perché, se, come pare, la Regione Sardegna avrebbe deciso di partecipare all'aumento di capitale del consorzio Galsi per una cifra pari a 30 milioni di euro, beh, io credo che quanto meno questo Consiglio regionale dovrebbe sapere...

Ho terminato, Presidente.

PRESIDENTE. Sì, prego termini, onorevole Diana.

DIANA (A.N.). ... dovrebbe sapere a cosa serve un aumento di capitale di questo genere, visto che la Regione Sardegna ha una quota pari al 10 per cento del consorzio Galsi: il numero ve lo calcolate da voi, 30 milioni di euro per la Regione Sardegna vogliono dire molti soldi per tutti gli altri e vorrei capire per quale fine.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'ordine del giorno unitario numero 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato all'unanimità)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Va bene, colleghi, nell'impegno, per la verità un po' lungo, che avevamo assunto, nel senso che avevamo deciso di concludere alle 14, abbiamo utilizzato tutta la giornata odierna perché l'argomento in discussione, quello del parere soprattutto, era un argomento importante, ha fatto protrarre la discussione per l'intera serata di oggi; ma l'impegno restava quello di concludere tutte le mozioni.

Capisco che l'ora è tarda, però io ho il dovere di avvertire i colleghi che, qualora non affrontassimo la discussione sulla formazione professionale, sollecitata da alcune mozioni, la riunione del Consiglio si terrà in data da destinarsi, non certamente in questa settimana, perché è giusto che le Commissioni - così come ci siamo detti altre volte - lavorino, recuperando anche la serata di oggi.

Quindi io sono a disposizione dei colleghi per eventuali decisioni ma sapendo che è così è che il Consiglio si terrà in giornate che non modifichino la programmazione del lavoro delle Commissioni.

Chiedo ai colleghi di pronunciarsi, ai Capigruppo di esprimere...

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Noi ci siamo tutti, era un impegno che abbiamo assunto, tra l'altro la formazione è un'emergenza, la mozione è stata presentata con urgenza quindi va discussa. Siamo per proseguire.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Presidente, noi abbiamo concordato, nella Conferenza dei Capigruppo, di verificare la possibilità, modificando, eventualmente, anche la decisione presa in Conferenza dei Capigruppo, che prevedeva la discussione oggi sulla risoluzione sulle entrate, e poi dopo la mozione l'ordine del giorno unitario sull'industria. Qualora i tempi lo avessero consentito, anche di valutare la possibilità di concludere l'ordine del giorno, e affrontare anche la mozione numero sulla formazione professionale. Non mi sembra che un argomento di questo genere possa essere affrontato dopo una giornata di lavoro molto intenso, su due argomenti molto importanti, e con il livello di attenzione e di presenza che c'è in questo momento, se ci sono altre motivazioni, per affrettare la discussione sulla mozione, vengano dette chiaramente. Non crediamo che discutere in questo momento e in questo clima non sia una cosa positiva.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Francesco. Ne ha facoltà.

SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Presidente perché comunque sia chiara, qualsiasi decisione sia assuma, che noi siamo in Aula, siamo in grado di affrontare la discussione, e riteniamo tempestiva una discussione oggi, anche rispetto agli eventi che si sono manifestati nei giorni scorsi, quindi se differimento della discussione ci sarà, che sia un differimento esplicitamente richiesto dai colleghi che rinunciano a discutere la loro, per quanto ci riguarda la discussione e l'informativa da parte della Giunta è opportuna e anche tempestiva e urgente.

PRESIDENTE. Sospendiamo per 5 minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 20 e 19, viene ripresa alle ore 20 e 24.)

PRESIDENTE. Va bene colleghi, manteniamo i lavori dell'Aula sospesi e convoco una Conferenza dei Capigruppo nella sala attigua.

(La seduta, sospesa alle ore 20 e 25, viene ripresa alle ore 20 e 57.)

PRESIDENTE. Chiedo scusa colleghi, onorevole Pirisi si componga. Grazie. Ebbene colleghi la Conferenza dei Capigruppo ha valutato che non ci siano le condizioni per proseguire e concludere questa sera le mozioni 98, 100 e… e basta. Quindi si conclude questa sera, a questo punto, la riunione del Consiglio, che è convocato, sulle due mozioni 98 e 100, venerdì mattina alle ore 9 e 30; chiedo scusa colleghi, venerdì mattina alle ore 9 e 30, con l'impegno di esitare queste due mozioni, più un'altra mozione urgente, che è stata presentata, che ancora non abbiamo numerato, nella mattinata di venerdì. La seduta è tolta. La prima Commissione lavora domani con inizio alle ore 10 e 30, la prima, la prima.

La seduta è tolta alle ore 20 e 59.