Seduta n.400 del 20/02/2008 

CD Seduta

Mercoledì 20 Febbraio 2008

(ANTIMERIDIANA)

Presidenza del Vicepresidente BIANCU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 10 e 16.

CALLEDDA, Segretario dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del giovedì 13 febbraio 2008 (393), che è approvato.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CALLEDDA, Segretario:

"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sulle spese sostenute per l'istituzione e il funzionamento della Commissione regionale per la tutela del paesaggio". (1152)

"Interrogazione Cappai - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione in cui versa la società Fluorite di Silius Spa e sulla paventata chiusura dell'attività estrattiva di fluorite". (1153)

"Interrogazione Maninchedda - Atzeri, con richiesta di risposta scritta, sulle modalità di assunzione del personale a tempo determinato, presso il Servizio territoriale di Nuoro, nell'ambito del Piano servizio antincendi boschivi (SAIB)". (1154)

"Interrogazione Lanzi, con richiesta di risposta scritta, sulla riorganizzazione della rete dei consultori familiari del Medio Campidano". (1155)

"Interrogazione Lombardo, con richiesta di risposta scritta, sul finanziamento erogato dalla Giunta regionale al Comune di Iglesias sul programma straordinario di edilizia abitativa, di cui all'articolo 5 della legge regionale n. 1 del 2006, per la costruzione e il recupero di alloggi da attribuire prioritariamente in locazione a canone moderato". (1156)

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.

CALLEDDA, Segretario:

"Interpellanza Pileri - La Spisa - Petrini - Amadu - Rassu - Contu - Licandro - Sanjust - Cherchi Oscar sui ritardi relativi all'organizzazione del G8 alla Maddalena nel 2009". (303)

PRESIDENTE. I lavori si interrompono qui, riprendono alle ore 10 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 19, viene ripresa alle ore 10 e 40.)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e

pluriennale della Regione (legge finanziaria 2008)" (301/S/A)

PRESIDENTE. Colleghi, possiamo riprendere. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 301/S/A.

Allora, poiché l'emendamento di sintesi sul quale abbiamo sospeso i lavori ieri che erano legati all'emendamento numero 804, non è ancora pronto, quindi possiamo sospendere anche l'emendamento numero 407 che è al comma 18 e dovremo passare all'emendamento numero 907 che è l'emendamento della Giunta.

E' a pagina 29. Possiamo andare avanti?

MASIA (Gruppo Misto). L'emendamento è della Giunta?

PRESIDENTE. Sì, l'emendamento della Giunta, onorevole Masia.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto.

Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). In sintesi e senza vena polemica a proposito della legge numero 32, i socialisti hanno chiesto due cose; primo non inserire in finanziaria un provvedimento che si configura come una nuova disciplina senza avere proceduto ad un confronto con le forze sociali, con i sindacati degli inquilini e con le espressioni politiche della maggioranza. Secondo; se questo non è possibile prevedere almeno il doppio binario per una legge che ha prodotto effetti positivi negli anni in cui è stata correttamente applicata. Questo emendamento non soddisfa il primo suggerimento come del resto il testo originario della Giunta confermato dalla Commissione e viene infatti presentata una nuova disciplina in materia di edilizia agevolata. La modifica del comma 20 è irrilevante ai fini del positivo accoglimento delle osservazioni svolte in Aula dai socialisti, il comma 21 riscritto pone dei criteri di priorità nell'assegnazione dei finanziamenti orientandoli al recupero edilizio della casa piuttosto che all'acquisto di un nuovo locale, non solo, nello stesso comma si fa riferimento ad un avviso pubblico permanente di cui non vi è traccia nell'articolo 1 della legge numero 32, se ne parla tutt'al più all'articolo 4. Per quanto riguarda il fondo non si capisce se sarà sufficiente a soddisfare le nuove domande e in che misura, non è chiaro se esaurito l'avviso pubblico e le richieste giacenti, ci sarà ancora possibilità di ottenere finanziamenti. Ed infine, la suddivisione in 60 percento e 40 percento, e tutta la filosofia di questo provvedimento, sembrano esclusivamente ispirati al principio del risparmio del denaro, e non ad aiutare le persone che si trovano davvero in difficoltà. Senza contare che l'abbattimento del 50 percento e del 30 percento degli interessi è assolutamente insufficiente. Per tutte queste ragioni, Presidente, voterò contro. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie Presidente. Ma, ci si chiede, perché chi è addetto ai lavori e chi mastica un po' la materia si rende perfettamente conto che si vuole, di fatto, sminuire al massimo l'intervento pubblico nell'edilizia abitativa, e specialmente per le giovani coppie. Ci si chiede quale è lo scopo, probabilmente ha già risposto la collega Caligaris. Sull'altare del risparmio e dei tagli, si sacrifica un intervento di carattere sociale, che si è dimostrato estremamente utile, non solo dal punto di vista sociale, ma anche dal punto di vista del lavoro edilizio. Quando si dice che gli si dà un contributo non superiore a 20 mila euro, alla giovane coppia, gli si gli si sta dicendo: "zero o niente". È una cifra risibile, per chi appena, appena mastica materia edilizia. E gli interventi fatti sull'abbattimento degli interessi portano, lo stesso, ad una limitazione incomprensibile e non giustificabile dell'intervento abitativo per la prima casa. Dica chiaramente la Regione, il Governo regionale, che vuole far fuori questa importantissima legge, dicano chiaramente che non vogliono più agevolare l'edilizia abitativa, dicano chiaramente che hanno scelto un tipo di politica diversa, poiché non è possibile far le nozze con i fichi secchi. O si interviene con cifre e con un intervento consono a quella che è l'esigenza di costruzione, acquisto e ammodernamento, o non si interviene. E quando si dà precedenza al recupero dei fabbricati vecchi, si dimostra di non capire un tubo dell'edilizia, perché la spesa necessaria per intervenire in recupero è di tre volte tanto quella che è necessaria per costruire ex novo, e certamente non si raggiungono i vantaggi, né tantomeno si raggiungono le condizioni abitative ottimali, come con una nuova abitazione. Non si può tentare di salvare i centri storici dando l'elemosina di 20 mila euro alle giovani coppie, è vergognoso, è veramente vergognoso e umiliante. E comunque sia si deve fare un paragone con la precedente legge, che è intervenuta e ha fatto tanto del bene. Dite chiaramente che non si vuole più dare incentivi per la costruzione della prima casa; questa è la sacrosanta verità!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente. Per confermare il voto contrario all'emendamento numero 907. Intanto, qualora l'emendamento numero 907 venisse approvato, decadrebbe il nostro emendamento numero 248, che è sostitutivo parziale dell'articolo 8. Ma, l'emendamento 248 cerca di introdurre una modifica di sostanza, che invece nell'emendamento numero 907 non c'è. Ecco, io non comprendo da dove discenda l'esigenza di intervenire, attraverso la legge finanziaria, per modificare la legge 32, una delle leggi che sicuramente ha funzionato in maniera ottimale, che ha prodotto risultati, e col rischio, con interventi straordinari e sporadici, di annullare quei risultati positivi, senza quella necessaria riflessione che è frutto della concertazione, ma è anche frutto di ragionamenti politici un attimino più approfonditi. La metodica, non troppo chiara, che viene introdotta attraverso l'emendamento numero 907, parrebbe introdurre, anche per la legge sulla prima casa, un criterio in qualche maniera legato ai bandi, così come si è fatto per la legge 52. E quando si introducono criteri legati ai bandi, tanto più con risorse limitate come in questo caso, il rischio è che in sofferenza vadano evidentemente le categorie più deboli, le categorie più disagiate, e non quelle con capacità di difesa. Ci sono inoltre una serie di altre priorità di intervento, inserite all'interno dell'emendamento numero 907, che male si conciliano con lo spirito, con la logica e con la filosofia che ha animato il legislatore che ha istituito, a suo tempo, la legge 32.

Io su questo voto contro, ma invito la Giunta a riflettere se sia opportuno modificare, in maniera così estemporanea, una legge che ha prodotto ottimi risultati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (P.D.). Ma, sulla legge 32, penso che questo Consiglio non può, e io dico anche, né noi vogliamo sbagliare. L'emendamento numero 907 doveva servire proprio a venire incontro alle richieste, annunciate nella discussione generale, dai colleghi dello S.D.I., e raccoglieva anche dei suggerimenti che venivano da altre parti della maggioranza e del Consiglio. Lo strumento della finanziaria si è utilizzato anche nel passato, sulla legge 32, perché la possibilità del conto capitale, non solo conto interessi, l'avevamo già prevista precedentemente, come opzione, già nella legge finanziaria di due o tre anni fa, adesso non ricordo bene l'anno di riferimento. Se serve, anch'io penso, anzi faccio questa proposta, mi dispiace che stiamo sospendo troppo, di sospenderlo, perché è un punto su cui vogliamo trovare un punto di incontro.

Le mie considerazioni: Io ritengo che l'inserimento del conto capitale, trasformando quanto paga la Regione in conto interessi, e trasformandolo in conto capitale, sia un fatto positivo, perché si rivolge soprattutto a chi opera nei paesi, non a chi opera nelle città. Nei paesi c'è tanta gente che attraverso il contributo in fondo capitale, attraverso magari la possibilità di ricorrere anche a prestiti, e soprattutto al lavoro, per ristrutturare, per acquistare, acquisire patrimonio edilizio già presente, magari familiare, di parenti e così via, consente, per chi vive nei paesi sa che si interviene nella casa attraverso l'aiuto di parenti, di amici, di gente che ci lavora, di gente che ci dedica il sabato e la domenica ecc., e quindi il conto capitale è qualcosa che aiuta. La possibilità di dare priorità, io personalmente, al recupero del patrimonio edilizio esistente, come priorità, anche con la possibilità di acquisto e recupero, io la ritengo una delle cose positive. È inutile continuare a costruire nelle periferie dei paesi, e lasciare il centro del paese, le volumetrie esistenti, in completo stato di abbandono; è un danno per quella comunità ed è un danno… i ragazzi giovani, se sono aiutati, vogliono stare dove sono nati, dove magari hanno conosciuto i parenti, i nonni, gli zii e così via. Io penso che sia una delle priorità che va mantenuta, e lo dico con… a me non piace che si continui a costruire nelle periferie dei paesi, e magari intorno a Cagliari, e a vendere appartamenti e a favorire soltanto le imprese che hanno costruito, acquistando terreni, costruiscono palazzi, e poi vendono gli appartamenti utilizzando le risorse regionali. Preferisco, invece, quella di una politica seria, che incentivi il recupero delle volumetrie esistenti, e lasci la gente dove è nata, dove ha vissuto, dove ha anche un rapporto stretto e radici.

E quindi io questa priorità la vedo, se c'è bisogno di vedere se il contributo è quello giusto, se il conto interessi è quello giusto, se il rapporto tra il conto interessi e il conto capitale… si sospende ci si lavora ancora perché mi auguro un voto unanime su questo emendamento, perché l'obiettivo era questo, di venire incontro, di ragionare e di costruire il doppio binario. Quindi proporrei la sospensione, lavorando in Aula, quindi senza interrompere i lavori, con l'Assessore, la Giunta e i colleghi che sono interessati a questa specifica competenza per eventualmente apportare le necessarie modifiche all'emendamento numero 907 e raggiungere un voto il più possibile… anzi mi auguro addirittura unanime dell'Aula.

PRESIDENTE. C'è la richiesta della sospensione dell'emendamento numero 907. Faccio presente che la sospensione dell'emendamento numero 907 comporta anche la sospensione del 21, del 248, del 148, del 15 e del 360.

Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto). Intanto per dire che mi sembra opportuno sospendere la discussione, perché faremmo un grande anno perché ancora una volta si sta usando una scorciatoia che non dovrebbe essere consentita, in particolare quando si entra in merito leggi così importanti che hanno ben funzionato. A noi sembra, con questa modifica, che ci possa essere davvero l'azzeramento, la vanificazione di una legge che è fondamentale, è stata fondamentale in questi anni che ha dato a molti la possibilità di poter realizzare il sogno della prima casa. Io mi domando, ma quando mai, proprio perché l'ho sentito da alcuni, si vuole intervenire perché si ritiene che sia un difetto il grande numero di richieste che sono presenti per poter accedere al numero 32 da parte dei sardi, da parte di coloro che si vogliono realizzare la casa. Io concordo con l'onorevole Marrocu quando dice che altre volte si è intervenuti, ma non sono d'accordo se si vuole fare una similitudine, si è intervenuti per fare delle piccole modifiche, non di questa entità, così sostanziali. Io sono anche d'accordo che c'è, da parte della Giunta, la condivisione che è giusto percorrere, 1'esperienza del doppio binario, cioè consentire ancora prima di passare totalmente ai contributi, di consentire ancora all'abbattimento del mutuo. Ma non è così che questo emendamento della Giunta procede. Io credo che vada in maniera totalmente diversa da quella che noi intendevamo. Primo, per il semplice fatto che una delle cose che questa legge, questo emendamento impone - si legge nelle righe - che l'acquisto delle case da parte di chi accede alla legge "32" è solo ed esclusivamente e prioritariamente, ma le risorse sono poche, rivolto verso il recupero e quindi l'acquisto di case esistenti e siccome non si può intervenire nei centri storici, onorevole Rassu, siccome non si può intervenire nei centri storici stiamo dicendo che l'acquisto è fatto soltanto per le case delle periferie. Ma quali periferie visto che si dice che può accedere solo ed esclusivamente, e questo emendamento lo precisa, per coloro che sono residenti o lavorano nei comuni con una popolazione inferiore ai 5000 abitanti. Stiamo totalmente vanificando la legge, non si capisce il motivo per cui si vuole procedere in questo modo, e se è vero che si vuole azzerare la legge numero 32 consentitemi… non si può fare attraverso la finanziaria! E' giusto sicuramente fermarsi un altro prima di fare danno.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Masia, pertanto viene sospeso. C'è una proposta di sospensione Assessore…

Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.

MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Chiedo scusa siccome la sospensione… la Giunta aderisce alla sospensione ovviamente, nasce da una serie di osservazioni di coloro che sono intervenuti, io vorrei dare alcuni chiarimenti, intanto uno in assoluto, immediato, per una serie di raccordi tecnici fra emendamento e testo base, giustamente, quindi me ne faccio carico di questa imprecisione, si interpreta la norma, l'emendamento della Regione collegato col testo base, come se la "32" si riferisse esclusivamente ai comuni sotto i 5000 abitanti. Intanto dico che questo così non è perché, per un fatto tecnico, per il richiamo degli emendamenti, la Giunta ha fatto una scelta di tipo diverso, ha creato due filoni di intervento, fondamentali, ripristinando totalmente la "32" ex ante, qui ricordiamolo, teniamolo presente, con questo emendamento si ripristina il fondo della "32" che opererà anche quest'anno con l'apertura dell'avviso pubblico perché l'avviso pubblico non è altro che lo strumento che la "32" riconosce, come comunicazione all'esterno, e quindi agli aventi titolo che la data delle domande è riaperta. Quindi la "32" si riapre totalmente così come lo è sempre stata nella sua storia ventennale. Viene previsto invece, a fianco della "32", lasciando al cittadino utente la possibilità di scegliere in termini di strumento finanziario di aiuto tra mutuo agevolato, quindi di abbattimento del costo degli interessi ovvero contributo in conto capitale. Per i contributi in capitale facciamo una scelta invece, come Giunta, e quindi l'emendamento - ma siamo disposti a discuterlo, a fare una sospensione - di intervenire con contributi in capitale mutuando un'analisi storica degli interventi sull'edilizia che ci viene dagli anni 80 in cui i contributi in conto capitale ha un "successo forte", tra virgolette, nei comuni piccoli con minori abitanti e non lo ha invece nelle grandi città, ma chiunque conosce la storia dell'attività dell'edilizia in Sardegna e dell'incentivazione, ricorderà i "buoni casa" nell'83, la 588 e le famose "case malsane". Tutti finanziamenti che hanno avuto grande successo nei comuni piccoli, non nei comuni grandi, quindi la limitazione ai comuni sotto i 5000 abitanti riguarderebbe solo i contributi in conto capitale. Ricordo che i comuni sotto i 5000 abitanti in Sardegna sono circa 340, 350 e quindi la maggior parte, quindi facciamo una scelta in cui proprio l'intervento della famiglia sulla casa è più facile in termini di spesa, di costi nei comuni più piccoli lasciando invece i mutui aperti a tutte quante le categorie. Quindi il doppio filone va chiarito, opera la "32" pienamente, aperta a tutti e i buoni casa sotto i 5000 abitanti. Restiamo aperti nella discussione che faremo adesso nella sospensione di aggiustare e magari le priorità o le maggiori attenzioni che la legge riserva ad alcune categorie di intervento. In questo la Giunta è disponibile a fare una ulteriore valutazione. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie Assessore, quindi è sospeso l'emendamento numero 907 insieme all'emendamento numero 21,248,148, 15 e 360.

Passiamo all'emendamento numero 150. C'è il parere contrario della Commissione e della Giunta. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento 231, c'è un invito al ritiro altrimenti c'è il parere della Commissione e della Giunta è contrario.

Ha domandato di parlare la consigliere Lanzi. Ne ha facoltà.

LANZI (Sinistra Autonomista.). Lo ritiriamo.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 231 è stato ritirato, a questo punto dobbiamo ritornare all'emendamento di sintesi che comprende l'emendamento numero 804 e il 407.

Ha domandato di parlare il consigliere Salis. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). C'è il problema che non c'è l'onorevole Vargiu, chiederei se è possibile andare avanti.

PRESIDENTE. Non è possibile andare avanti onorevole Salis, gli altri emendamenti sono emendamenti aggiuntivi per cui a questo punto non possiamo procedere oltre se non viene risolto il problema dell'emendamento di sintesi relativo all'emendamento numero 804 e gli emendamenti legati al 907. Prego, vuol darne lettura onorevole Salis.

Ha facoltà di parlare il consigliere Salis per illustrare l'emendamento. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). Sì, grazie signor Presidente. I due emendamenti orali, allora, il primo emendamento orale, numero 2, la modifica alla legge numero 21 del '94, era considerata già approvata da ieri.

PRESIDENTE. No, onorevole Salis, non c'è nessun emendamento approvato che riguarda il randagismo, sono tutti sospesi. Doveva essere fatto l'emendamento di sintesi che doveva comprendere anche quei due emendamenti orali presentati da lei.

SALIS (Gruppo Misto). Ah, va bene. Benissimo. Allora l'emendamento di sintesi è così concepito: "Al comma 18 le parole 'per l'erogazione di contributi in favore di' sono sostituite da 'per un programma di prevenzione del randagismo, anche al fine di realizzare un monitoraggio regionale sul rischio epidemiologico di malattie diffusive nell'ambito del patrimonio animale allo stato randagio, selvatico e brado. Per l'attuazione del programma la Regione si avvale dei Comuni e dalle associazioni di volontariato'". Poi il comma continua così come era già scritto nella proposta della Giunta. A questo comma, poi si aggiunge la modifica dell'articolo 7 della legge regionale numero 21, nell'articolo 7 comma 1 della legge regionale numero 21 '94, legge regionale contro il randagismo le parole "concludere con le associazioni protezionistiche" sono sostituite da "concludere con i privati di cui all'articolo 6 e con le associazioni di volontariato iscritte all'albo regionale".

DEDONI (Riformatori Sardi). Guarda che è lo stesso che c'è scritto nel Piano sanitario, sono le stesse parole.

PRESIDENTE. Allora, è stato annunciato l'emendamento di sintesi che si compone di due parti, una prima parte che ricomprende l'emendamento di sintesi numero 1 di ieri più le considerazioni e il contenuto dell'emendamento del primo firmatario l'onorevole Vargiu e in più l'aggiuntivo di cui poc'anzi ha dato lettura l'onorevole Salis. Se non ci sono interventi metto in votazione…

ATZERI (Gruppo Misto). Elettronico palese, Presidente.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento di sintesi.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Cappai si è astenuto.

Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Espa - Fadda - Gessa - Giagu - La Spisa - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Pacifico - Pirisi - Pittalis - Porcu - Salis - Sanjust - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.

Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Floris Mario - Licandro - Lombardo - Maninchedda - Moro - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sanna Matteo - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 57

votanti 44

astenuti 13

maggioranza 23

favorevoli 44

(Il Consiglio approva).

Ritorniamo all'emendamento numero 853, a pagina 19, che era sospeso.

Metto ora in votazione questo emendamento.

Ha domandato di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Chiedo scusa, chiedo un minuto di sospensione.

PRESIDENTE. Un minuto di sospensione in aula.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 10, viene ripresa alle ore 11 e 11.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'emendamento numero 853, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 140. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Allora, la Giunta chiede qualche minuto di sospensione, che sono opportuni perché va risolto il problema dell'emendamento numero 907 e di quelli collegati perché altrimenti non possiamo procedere, perché gli altri emendamenti sono aggiuntivi all'articolo. La seduta è sospesa per cinque minuti e riprende alle ore 11 e 20.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 12, viene ripresa alle ore 11 e 49.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Allora, è stato presentato un emendamento di sintesi. Se la Giunta vuole illustrare quali sono le integrazioni che sono state realizzate...

Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.

MANNONI, Assessore tecnicodei lavori pubblici. Grazie, signor Presidente. L'emendamento viene sostanzialmente ricostruito e reimpostato, anche tecnicamente, con però delle modifiche anche di carattere sostanziale.

Intanto, il programma straordinario, che è oggetto di deliberazione della Giunta regionale, è riferito...

MARROCU (P.D.). Presidente, non è stato ancora distribuito l'emendamento.

MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Va bene, allora sospendo.

PRESIDENTE. Siamo così efficienti che sono mancate le fotocopie, sono andati a farne altre e tra un po' arrivano.

MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Allora, riprendo e reimposto il ragionamento.

L'emendamento è stato riscritto e, sostanzialmente, le modifiche dell'impostazione dell'intervento regionale sono le seguenti: la legge 32 riparte con i criteri e con le modalità che l'hanno sempre contraddistinta, quindi viene ripristinata nella sua versione storica; abbiamo però una novità, che per le giovani coppie, che avrebbero avuto il tasso al 50 per cento agevolato, con un reddito inferiore a 21.000 euro, abbiamo allargato la faccia dell'agevolazione portandola, con il medesimo abbattimento degli interessi al 50 per cento, fino ad un reddito di 35.000 euro. Quindi, allarghiamo la fascia delle giovani coppie: la legge 32 riparte con le giovani coppie con la massima agevolazione per una fascia di intervento allargata.

Il contributo in capitale, invece, che si avvale del 40 per cento delle risorse al netto degli impegni della vecchia legge 32, è destinato, ripetiamo, ai comuni sotto i 10.000 abitanti e viene incrementato l'importo del contributo da 20 a 25.000 euro. Rimane ferma la particolare attenzione nei criteri, quindi, all'acquisto, alla costruzione e al recupero della prima casa - con priorità agli interventi di recupero - e viene mantenuta sempre l'attenzione alle giovani coppie.

Quindi, doppio binario: il primo è quello ordinario della legge 32, con una maggiore agevolazione alle giovani coppie come fascia di intervento, il contributo in capitale si riserva ai comuni più piccoli - che sono 340 in Sardegna - con un incremento però del contributo in capitale a 25.000 euro.

Questo è il testo dell'emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, Assessore.

Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie, Presidente. Io volevo richiamare l'attenzione dell'assessore Mannoni su due aspetti. Innanzitutto, se è possibile, invece che utilizzare la parola "priorità" per i centri storici, usare la stessa dicitura che si usa per le giovani coppie, dove si parla non di priorità ma bensì "con particolare attenzione". Invece che usare "dando la priorità per gli interventi sui centri storici", dicendo "dando particolare attenzione", questo perché sappiamo benissimo che i vincoli che esistono nei centri storici e le limitazioni purtroppo rendono gli stessi immobili presenti nei centri storici poco appetibili dal punto di vista pratico, dal punto di vista urbanistico, dal punto di vista funzionale. Lei quanto me, quanto noi tutti, sa quali siano le difficoltà di intervento abitativo nei centri storici, in prima battuta per quanto riguarda i vincoli che vigono nei centri storici stessi, che impediscono...l'altro ieri ricordo che una coppia di anziani ultraottantenni sono stati denunciati per abuso edilizio perché si erano costruiti il bagno...

Presidente, grazie lo stesso, tanto ho capito che ogni cosa che si dice è inutile...

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Rassu. Onorevole Marrocu, per cortesia.

RASSU (F.I.). Non è possibile, se uno fa un intervento e fa un intervento interlocutorio è necessario che la Giunta ascolti, tutto qui!

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Rassu.

RASSU (F.I.). Io l'ho già detto, lo ripeto. Io credo, ritengo opportuno che possa essere utilizzato invece la parola "dando la priorità agli interventi sui centri storici" la parola "ponendo particolare attenzione", questo perché, e ripeto e ribadisco, perché gli interventi nei centri storici sono oltre modo limitati dalle vigenti disposizioni che vincolano completamente i centri storici. Ho citato l'esempio di quella coppia di ultraottantenni che la settimana scorsa è stata denunciata per abuso edilizio perché hanno costruito il bagno perché tra l'altro è volume tecnico laddove non esiste un bagno, uno ha diritto di costruirsi un bagno, un posto dove poter andare a fare i propri bisogni, bene è stata denunciata una coppia di ultraottantenni che avrebbero costruito il bagno al di fuori delle volume già precostituito. Questo la dice lunga sui vincoli che abbiamo nei centri storici, per cui sarà molto difficile convincere i giovani, in certi casi senz'altro, si tratta di una casa di interesse storico, ma in altri sarà praticamente impossibile. Come dico che il fatto di aver riportato da 20 a 25 mila euro, cioè prima era 25 mila euro nel disposto dell'articolato di legge, è stato abbassato a 20 mila euro nel primo emendamento, ora è stato portato nuovamente a 25 mila euro… ma va beh… è una cosa…, Presidente non è cosa… ma, Presidente, se una interviene è necessario che possa, almeno, almeno far arrivare…

PRESIDENTE. Onorevole Rassu, c'era l'altra parte della Giunta che era…

RASSU (F.I.). Io parlo con l'Assessore competente, io parlo con l'Assessore competente, due secondi mi faccia recuperare questi cinque secondi. Ora il fatto che 25 mila euro che poi erano 25 mila in legge per portati a 20 con l'emendamento, riportati a 25 con questo emendamento, il problema chi capisce un attimo chi è un po' all'interno dei problemi, ora sa perfettamente che 25 mila euro vogliono dire comprarsi la birra in materia edilizia. Allora o si dà un consistente apporto perché 25 mila euro rappresentano sì e no l'interesse al tre percento sì e no di otto anni, di otto anni, non di vent'anni. Allora o rapportiamo a 25 mila euro a 40 mila euro, perché questa è la comparazione con gli interessi, ventennali o 25 annali oppure, sinceramente, la misura è abbastanza ristretta, che si portino almeno a 30 mila euro e si usi la parte della parola particolare attenzione anziché priorità dei centri storici perché ci sono grosse difficoltà a edificare nei centri storici. Ognuno può essere libero di edificare dove gli pare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Un emendamento, chiamiamolo sostitutivo del sostitutivo, perché comunque sia elabora ulteriormente quelli che sono i contenuti degli articoli 20 e 21 e 22 e 23 e 24 e 25, è una elaborazione dove molto probabilmente abbiamo la definizione dell'articolo 20 delle risorse che si rendono disponibili. Quello che meraviglia, invece, è il contenuto del comma 21 dove non è chiaro, quanto meno, si cerca di introdurre una nuova articolazione dove la quota più importante e il rifinanziamento della legge regionale numero 32, 60 percento. La quota che invece si inserisce come nuovo provvedimento, che è quello del contributo a sostenere l'accesso alla prima casa mediante un fondo perduto di 25 mila euro è stato riveduto rispetto alla proposta che avevamo fino alla serata di ieri. Io credo che in merito molto probabilmente ci sia davvero da elaborare ulteriormente questa proposta, Assessore. Diceva correttamente il collega Rassu, oggi l'accesso alla prima casa…

PRESIDENTE. Onorevole Pinna e onorevole Rassu, per gentilezza. Prego, onorevole Contu.

CONTU (F.I.). Oggi l'accesso alla prima casa, se la si vuol favorire soprattutto per le giovani coppie, molto probabilmente non può non tenere conto di quelle che sono state le modificazioni introdotte nel mercato immobiliare. Innanzitutto se è vero che c'è un vantaggio nell'avere esteso la possibilità di contrarre mutui anche per trent'anni, soprattutto per i giovani, è vero altresì che trent'anni di mutuo ti maturano interessi che dilatati nel tempo, comunque sia, portano ad impegni negli anni ben superiori di quanto noi non stiamo concedendo con questo fondo perduto di 25 mila euro. Credo che su questo tema, colleghi, ci sia da riflettere perché molto probabilmente io condivido il concetto espresso dal collega Rassu, molto probabilmente la quota interessi per un mutuo trentennale molto probabilmente per una casa di medie dimensioni, per una giovane coppia, di 80-70 metri quadri oggi sul mercato immobiliare può maturare complessivamente interessi fino a 35-40 mila euro. Allora detto questo, se noi davvero vogliamo agevolare le giovani coppie, molto probabilmente dovremo fare un ulteriore elaborazione del punto B del comma 21 e sarebbe davvero allora la reale risposta rispetto all'interesse delle giovani coppie per la prima casa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (P.D.). Voglio proporre un emendamento orale all'emendamento della Giunta, nell'ultima parte si fa riferimento che il contributo in conto capitale opera solo per i siti residenti nei comuni con popolazione inferiore ai 5 mila abitanti. Io penso che questo sia un eccesso, perché escludere tutti i residenti, i ragazzi, le giovani coppie che abitano in comuni che hanno più di 5 mila abitanti, escluderli in modo aprioristico dalla possibilità del conto capitale, secondo me non è corretto, non è giusto. Propongo che può essere inserito prioritariamente, ma non esclusivamente per chi è residente nel comune sopra i 5 mila abitanti, cioè lo ritengo che può essere fatta una scelta di dare priorità, perché per i più piccoli comuni evitiamo che la gente vada via e quindi magari se uno viene incentivato a ristrutturarsi la casa ci rimane a vivere. Ma escludere gli altri mi sembra una cosa inaccettabile, quindi propongo di inserire prima delle parole in un comune, prioritariamente in un comune con popolazione inferiore ai 5 mila abitanti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Sì grazie. Io intervengo per una brevissima considerazione. Innanzitutto apprezzo, ovviamente, la modifica che è stata apportata con questo emendamento, che credo vada nella direzione giusta di avere la doppia opzione di scelta, quindi per le giovani coppie e anche insomma per chi deve acquistare la prima casa. Ovviamente mi nasce una piccola perplessità. La lettera A, relativamente all'utilizzo dell'istituto dell'abbattimento degli interessi nella misura del 50 percento, chiedo dall'Assessore se non sia il caso ovviamente di elevare i massimali di investimento, perché lei sa bene, Assessore, che quei massimali sono fermi da qualche anno e quindi non consentono assolutamente di acquistare alcuna prima casa, né per le giovani coppie né per nessun altro cittadino, e questo quasi sempre occorre andare ad un mutuo suppletivo a interessi pieni. Quindi con quell'importo non si può trovare casa. Io direi che sarebbe opportuno introdurre almeno un incremento o un adeguamento del massimale di investimento con un incremento del 20 percento. La seconda considerazione, che mi viene anche suggerita da quanto affermava adesso l'onorevole Marrocu, e l'insieme delle priorità dentro la lettera B. Il fatto che si parli di programma, mi fa capire che non avrà più la lettera B un funzionamento a sportello e quindi questo significa che la scelta delle priorità, addirittura se ne introduciamo un'altra, ancora peggio, implica per forza un bando, e quindi non abbiamo più funzionalità con questo strumento, perché sappiamo bene i tempi di risposta del bando cosa possano significare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (Sinistra Autonomista). Grazie Presidente, per stabilire un principio, che duri almeno la mattinata. Il collega Rassu ha tentato prima di richiamare l'attenzione della Giunta, e non è riuscito a farsi ascoltare, e parlava dell'emendamento, richiamando il concetto dei centri storici. Questo concetto nell'emendamento non c'è, non è riferito ai centri storici, e quindi la risposta al collega Rassu è una risposta positiva, perché la sua provocazione viene a cadere. E invece l'esigenza del 21 bis di recuperare il costruito nei termini che viene detto è un'esigenza giusta. Poi, noi non dobbiamo pensare che tutti i piani comunali siano uguali, ce ne sono che limitano e ce ne sono invece che tengono conto che una casa senza il bagno è una casa che non può essere abitata. Questa impostazione è un incentivo, secondo me, per le amministrazioni, per fare in modo, visto che stiamo correggendo anche le leggi urbanistiche, che ci sia un'attenzione; perché abbandonare i centri storici o le case dei centri storici è un delitto, e noi lo sappiamo che è così, e andare in periferia sappiamo che non sempre è un vantaggio. Allora, mi pare che la correzione che è stata fatta dalla Giunta sia una correzione, collega Rassu, da accogliere, perché tiene conto delle esigenze che lei stava rappresentando nel suo intervento, e cade anche quella preoccupazione riferita ai centri storici. Il concetto che ha introdotto, invece, il collega Marrocu, "prioritariamente", attenti, si capisce che questo è come quando si stabilisce l'affitto nelle varie aree di una città, c'è una mezzeria, chi sta di fronte paga una quota, chi sta di fronte ne paga un'altra. Dare questa attenzione ai comuni con meno di 5 mila abitanti è anche questa un'attenzione, perché, fermo restando le direttive della "32", chi non accede in quel modo accede in un altro modo. Io capisco la preoccupazione: 5 mila e 500 perde il diritto…

MARROCU (P.D.). Sotto i 5 mila, Villasimius non ha 5 mila abitanti, e non è che Villasimius…

CUGINI (P.D.). Onorevole Marrocu, io non sono contrario, sto esprimendo una considerazione per dire che è un'esigenza giusta. Forse con " prioritariamente" si affronta il problema e lo si porta anche qui ad una buona soluzione.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cugini.

Ha domandato di parlare il consigliere Silvio Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI SILVIO (P.D.). A me sembra che l'emendamento di sintesi che è stato presentato possa dare una risposta a tutte le perplessità, o parziale almeno, che abbiamo avuto. Due considerazioni. La prima: sull'entità della risorsa. Io ho qui un piano di ammortamento su un tasso di interesse al 5 per cento, che sono quelli correnti. Nell'arco di quaranta rate di vent'anni, gli interessi da pagare alle banche assommano a 52 mila euro. Noi diamo in pratica un contributo del 50 per cento degli interessi con il contributo in conto capitale, e non mi sembra né birra né gazzosa né altro. Nel senso che abbattiamo del 50 per cento, nell'arco dei vent'anni, gli interessi. La seconda questione: il conto capitale. Perché, nel problema della casa, come tutti sappiamo, ci sono diverse sfaccettature. Per le coppie giovani, uno dei grandi ostacoli è quello di riuscire a pagare l'anticipo per la casa, tanto è vero che molti hanno preso in questi anni il doppio mutuo, uno, quello della "32", e l'altro, a tasso ordinario per poter pagare l'anticipo. Quindi, mi sembra che il conto capitale possa rispondere anche a questa esigenza. La terza questione. Anche io sono d'accordo che il conto capitale non possa essere, pur comprendendone il senso, che è anche quello di attenuare lo spopolamento e così via, per i comuni al di sotto dei 5 mila abitanti, e anche le tipologie di intervento, compresa l'autocostruzione nei piccoli centri, però limitarla a questo mi sembrerebbe un errore. Sono d'accordo anche io che si trovi una formula che consenta, in particolare per le giovani coppie, di poter partecipare, scegliendo sia l'uno che l'altro. Quindi, la proposta che faceva Siro mi sembra che tenga conto di queste cose e di aggiungere il " prioritariamente". Credo, Assessore, vada fatto uno sforzo. Questa è una delle misure delle quali c'è maggiore necessità, e lo stesso numero di domande che sono pervenute lo hanno dimostrato, che da un punto di vista operativo si faccia ogni sforzo perché non ci sia nessun interruzione dei flussi e della quantità, e che quindi gli uffici debbano dedicare una particolare attenzione anche ad evitare furbizie da parte dell'invitato di pietra, che è la banca, normalmente che tende a muoversi in direzioni completamente diverse.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cherchi.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Io sono parzialmente d'accordo con quanto proposto dall'onorevole Marrocu. Mi fa piacere il suo intervento, anche perché, così come era la stesura proposta dalla Giunta, si sarebbero provocate sicuramente dei grossi problemi per quanto riguarda lo spopolamento che avviene ormai già da tantissimi anni nelle grandi città. Tutti noi, spesso e volentieri, spendiamo tantissime parole per trovare delle soluzioni, e sicuramente questo emendamento della Giunta non ne trovava tantissime, anzi le aumentava. Il problema, però, a mio parere, onorevole Marrocu, anche gli altri colleghi che sono intervenuti a favore dell'emendamento orale da te proposto, è quello sicuramente del "prioritariamente". Penso che questo provochi dei problemi di interpretazione al momento del bando, e anche dei problemi di equità, soprattutto in riferimento all'esiguità dei fondi che sono stati messi. Si rischia che i fondi vengano comunque e solo utilizzati da persone che risiedono o che hanno comunque domicilio in comuni inferiori a 5 mila abitanti. Sappiamo benissimo che in Sardegna, adesso non ricordo l'esatta percentuale, la stragrande maggioranza dei comuni sono sotto i 5 mila abitanti, e si rischia seriamente che i fondi siano utilizzati solo ed esclusivamente per persone che risiedono in comuni sotto i 5 mila abitanti. Chiedo, se fosse possibile, 5 minuti di sospensione per poter discutere su questo, magari anche senza sospendere l'Aula, ma che due, tre di noi ci riflettano sopra. Stiamo esitando una norma, poi è sempre difficile, anzi impossibile, tornarci indietro. Penso che la cosa migliore sia fare una cosa fatta bene. Prendiamoci un attimino di tempo prima di esitarla.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sanjust.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, io avevo espresso il voto negativo sull'emendamento numero 907, e quindi volevo rettificare la mia dichiarazione di voto. Io credo…

CUGINI (P.D.). E chiedi anche perdono.

CALIGARIS (Gruppo Misto). No, non ho motivo di chiedere perdono, anche perché sto annunciando un voto di astensione, onorevole Cugini, e le motivo con una ragione, secondo me, importante, che resta come nodo, e che non può essere veramente superato, nel senso che si tratta, come abbiamo più volte sostenuto, di una riforma. E' una riforma che per quanto possa essere importante ha bisogno del confronto più meditato e più articolato, anche con le forze sociali e con i sindacati degli inquilini. Mi sembra che si sia fatto decisamente un miglioramento, ma ciò non toglie che, se noi accettiamo che ogni volta che si discute - vedo la perplessità dell'assessore Secci, e me ne dispiace - ma se ogni volta che si discute di un tema così delicato poi ci limitiamo a emendamenti modificativi in corso d'opera che aumentano e diminuiscono quote, partecipazioni, opportunità, e, ancora, si chiede come ha fatto correttamente sia l'onorevole Rassu, sottolineando l'aspetto della particolare attenzione, perché mi sembra importante, sia come ha fatto l'onorevole Marrocu, ben sapendo che sono trecentoquarantanove i comuni al di sotto dei 5000 abitanti, quindi credo che sarebbe stato opportuno e necessario un approfondimento. Per tutte queste ragioni, mi asterrò sull'emendamento di sintesi. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Caligaris.

Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto). Sì, grazie. Ribadisco, che questa sulla modifica della legge numero 32, era una delle richieste che il Gruppo socialista aveva più volte sollecitato, e devo dire anche che essere intervenuti è stato positivo perché consente alla legge numero 32 di continuare a vivere. L'emendamento di sintesi, questo che adesso è all'attenzione, credo che abbia proprio il vantaggio di aver corretto alcune parti, restituendo a quelli che erano i valori della legge numero 32 la possibilità di continuare ad esistere. Mi sono avvicinato poco fa all'Assessore per dire che nel punto b del punto 21 si parla di 25 milioni di euro, non è così, ne finanzieremo una sola di contributo a conto capitale, ma soltanto di 25 mila euro; è una correzione. Il fatto di dare l'opportunità del contributo a conto capitale a 5000 abitanti, ai comuni che hanno una popolazione inferiore ai 5000 abitanti, è positivo, aggiungere la parola "prioritariamente" diciamo che dà la possibilità, casomai, a quelle 1000 opportunità che sono previste, perché questo è nella divisione delle risorse messe a disposizione, caso mai non ci fossero richieste, di poter consentire anche a comuni con abitanti superiori di poter accedere. Noi dichiariamo il voto di astensione come Socialisti per due motivi. Il primo sicuramente è perché nonostante i miglioramenti non siamo disponibili a modificare leggi così importanti attraverso la finanziaria, e secondo, perché a nessuno sfugge che, con questa modifica, sicuramente per le giovani coppie che hanno avuto l'opportunità negli anni passati di poter avere l'abbattimento del costo degli interessi a tasso zero, in questo modo non è più possibile. Si sa che sono grandi risorse che sono messe a disposizione, ma si sa anche che quella che è la politica per le famiglie in qualche modo viene interrotta e credo che bisognerebbe un attimino riflettere; sono grandi risorse che sono state messe a disposizione, sono grandi opportunità che le giovani coppie hanno avuto, credo che non sia giusto che soltanto a chi è capitato di sposarsi, di formare una famiglia nell'anno passato, possa aver avuto questa fortuna, e invece, per gli anni futuri, questo non sia possibile. Una riflessione naturalmente dev'essere fatta, e credo che il nostro voto di astensione, per i motivi che ho detto, sia ampiamente giustificato.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Masia.

Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AMADU (F.I.). Grazie Presidente, colleghe e colleghi. Molto brevemente, in relazione a questo punto e con particolare riferimento alla stesura finale del testo… non vorrei disturbare il tavolo della Giunta, Presidente... grazie. Per esprimere una considerazione, e poi anch'io ho un suggerimento in relazione al punto riferito alla possibilità di aggiungere "prioritariamente" per quanto riguarda gli interventi in conto capitale nei comuni con popolazione inferiore ai 5000 abitanti. Ritengo che sia opportuno il suggerimento dell'onorevole Marrocu, perché si possa arrivare ad una soluzione. E' chiaro che a questo punto andrebbe valutata la possibilità di variare anche le poste finanziarie a disposizione, in maniera tale che non si creino solo aspettative, ma si crei anche la concreta possibilità di dare risposte concrete a quanti accedono a questa legge. Devo anche dire, cosa che mi pare si dia per scontata, ma che non è stato rilevato, che con la crisi dell'edilizia di questi anni, che si verificherà anche nei prossimi anni in previsione dei vincoli del Piano paesaggistico, quindi una sorta di collasso dell'attività dell'edilizia con gravi contraccolpi sull'occupazione nel campo dell'edilizia, lo scenario che si stava prefigurando nei mesi scorsi, con riferimento ad una attenuazione della presenza della legge numero 32 per la prima casa in Sardegna, si paventavano ulteriori rischi anche per quanto riguarda l'edilizia, la sana edilizia. Quindi, io credo che una maggiore attenzione… abbiamo visto, c'è una marcia indietro da parte della Giunta, e quando è positivo questo va bene, ne prendiamo atto, merito anche dell'Assessore che è competente nella materia, quindi sa anche di cosa si tratta, in qualche altro caso, invece, purtroppo la stessa valutazione non si può fare, per qualche altro collega di Giunta, ma, questo è tema casomai di altra sede, di altro momento. Quindi io credo che si debba fare attenzione, stiamo trattando un argomento che ha aspetti sociali, ma che anche riflessi importanti nel campo dell'edilizia, nel campo dell'occupazione, della produzione edilizia, per cui dobbiamo, in qualche modo, trovare soluzioni migliori perché si dia risposta ad entrambe le esigenze. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Amadu.

Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Grazie Presidente. Dagli interventi che sono stati fatti c'è una certa preoccupazione per l'oggetto in essere…

CAPPAI (U.D.C.). Leggi l'elenco telefonico.

MORO (A.N.). Purtroppo non ce l'ho e non so se prendere l'elenco telefonico che riguarda Cagliari…

CUGINI (Sinistra Autonomista). Ti sto ascoltando, parla.

MORO (A.N.). La ringrazio… Dunque, il problema è molto serio e molto sentito, perché, come si diceva in diversi interventi, si chiede addirittura un atto di riflessione; sta a significare che è all'attenzione e logicamente i consiglieri si aspettano molto da questo emendamento. Sta di fatto che la posta in bilancio non mi sembra adeguata, ecco per quale motivo si chiede un momento di riflessione, perché, se effettivamente vogliamo dare un contributo perché questi giovani con la prima casa possano veramente averla, io sono convinto che l'abbattimento del 50 per cento in conto interessi sia molto poco, perché questi non possono decollare né si possono sposare. Secondo, quando uno guadagna 1000 euro, se li guadagna, al mese, e ne tira fuori per gli affitti, e ci deve mettere anche l'anticipo, io sono convinto che questo non potrà andare avanti. Quindi bisogna fare uno sforzo maggiore per quanto riguarda il problema della prima casa. Molto interessante sarebbe quello di incentivare il ripristino o il recupero nei centri storici, perché con la vecchia legge sui centri storici, sinceramente, non penso che la gente possa andare a vivere, perché c'è anche un problema per quanto riguarda i comuni che hanno dei centri storici che sono disabitati e che vorrebbero recuperare, vorrebbero riportare la gente nel centro storico, perché riportarla in periferia, io so addirittura, per quanto riguardava città dove opero e dove vivo, che ci sono le depressioni da periferia, gli manca il centro storico per gente che è nata e ha vissuto nel centro storico, portarla in periferia non penso sia una soluzione al problema. Terzo, il problema dei 5000 abitanti. Io sono convinto che l'attenzione della Giunta per proporre questo punto in questo emendamento sia una considerazione fatta soprattutto per lo spopolamento dei piccoli centri; ci sono centri dove la gente non abita più, ci sono delle strade completamente disabitate, infatti, molti dei comuni, che sono quelli più avveduti, stanno pensando di costruire l'albergo diffuso, però, se noi dessimo l'opportunità di poter andare in questi piccoli centri, sono convinto che sia molto più accessibile, più facile e meno costoso, perché una casa di 100 metri quadri a Sassari ha un certo prezzo, una casa di 100 metri quadri a Laerru ne ha neanche un quarto del costo.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Moro.

Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Grazie Presidente. Io chiederei la sua attenzione, in maniera tale da avere l'attenzione anche dagli altri colleghi, Presidente.

PRESIDENTE. Onorevole Uggias, chiedo scusa.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Siccome la materia che stiamo toccando è delicata, e tutti abbiamo la consapevolezza che stiamo trattando un problema che poi va ad incidere direttamente sulle aspettative della gente, di una massa diffusa, io vorrei rilanciare la proposta che ha fatto il collega Sanjust di una sospensione, Presidente, per un approfondimento, sia perché tra telefoni cellulari, colloqui e altre questione, siamo dispersi, o meglio la nostra attenzione è dispersa, mentre mi sembra che non si stia sufficientemente valutando il fatto che stiamo creando una situazione non solo di discriminazione, ma addirittura stiamo dando il via ad una situazione di incostituzionalità, colleghi, perché se è vero che l'esigenza primaria è l'esigenza abitativa, di dare risposte al problema abitativo, noi stiamo facendo di quelle esigenze secondarie, cioè quelle sociali ed urbanistiche, un aspetto primario, almeno per quanto riguarda la lettera b). Allora questo significa discriminare coloro non solo… noi abbiamo presenti Cagliari, Olbia, Sassari, che sono città sulle quali, per un luogo comune purtroppo negativo, non bisogna dare niente, ma noi stiamo purtroppo penalizzando realtà tipo Macomer, Ittiri, Tempio Pausania e altre realtà per le quali le giovani coppie non potranno mai accedere a questo tipo di finanziamenti, Assessore. E' così! Perché prioritariamente significa che se ci sono 340 comuni al di sotto dei 5000 abitanti le risorse saranno finite nel momento in cui una di queste persone avrà fatto la richiesta. Se noi vogliamo compenetrare le diverse esigenze poniamo attenzione al recupero dei beni presenti nei diversi centri storici. Allora il centro storico che è presente a Sassari, a Cagliari, a Macomer, nei paesi che poi da soli rappresentano il centro storico, ci consente di ottenere l'obiettivo di dare risposte alle esigenze abitative, al sociale e all'urbanistico senza dover discriminare nessuno.

Io penso che se facciamo questa sospensione di cinque minuti possiamo mettere a punto un accorgimento che ci consenta di dare effettive risposte non discriminatorie ai cittadini della Sardegna.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Uggias.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Io vorrei che anche Presidente… chiedo scusa, siccome stiamo vedendo una cosa… posso ripartire col tempo Presidente?

PRESIDENTE. Prego, onorevole La Spisa, la sto ascoltando.

LA SPISA (F.I.). La ringrazio, però stiamo... - e chiedo in particolare, ma vedo che c'è già, l'attenzione del Capogruppo del Partito Democratico - esaminando questo emendamento che oggettivamente tutta l'Aula vede con favore nel suo impianto e nell'obiettivo che vuol raggiungere, ma nella fretta di fare una cosa buona rischiamo di non raggiungere in realtà il risultato, perché la questione posta da Siro Marrocu sul limite dei 5000 abitanti non è di poco conto. E' una cosa centrale su questo emendamento. Se cioè noi vogliamo raggiungere l'obiettivo di aiutare le giovani coppie, o comunque tutti quelli che vogliono avere la prima casa, a ottenerla non è che dobbiamo aggiungere a questo scopo lo scopo di evitare o fermare lo spopolamento dei centri delle zone interne, perché lo spopolamento non è determinato dal prezzo alto delle case, lo sappiamo tutti, lo spopolamento è determinato ad altre cause. Non è che incentivando la ristrutturazione nei piccoli centri aiutiamo, diminuiamo lo spopolamento, mentre la domanda di questo servizio e di questo incentivo da parte della Regione è più alta, ragionevolmente, nei centri urbani dove il valore immobiliare delle case è molto più alto. Quindi se noi affrettatamente mettiamo questo o togliamo una cosa possiamo fare un danno.

Mi sembra quindi che la richiesta, fatta anche e caldeggiata poco fa da Uggias, di sospendere un pochino, ragionarci su e cercare di cogliere questo problema, perché anche aggiungere "prioritariamente" non risolve la questione. Scarse disponibilità finanziarie porteranno a dare priorità e ad esaurire tutte le risorse per queste categorie. E' evidente! Casomai se si vuole far fronte a entrambi i problemi si può al limite, diceva poco fa il collega Sanjust, stabilire delle quote, una parte nei centri storici dei piccoli centri e una parte nei centri urbani più numerosi, ma comunque affrontiamo il problema in maniera più razionale e senza fretta.

Aggiungo poi che forse si potrebbe anche mettere mano alla questione, che credo sia contenuta anche in alcuni emendamenti, del limite stabilito nella legge dei 90.000 euro come massimale che in realtà non coglie più l'esigenza. Potrebbe essere anche che ritocchiamo questo limite, se ci si ferma e si dà un'ulteriore limatura a quest'emendamento.

PRESIDENTE. Sì, onorevole La Spisa, credo che sia opportuna una sospensiva di 10 minuti perché, alla luce di queste osservazioni che arrivano da tutti gli interventi, mi sembra che anche nell'economia dei lavori sia opportuna una sospensione di 10 minuti. I lavori riprendono alle ore 12 e 40.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 29, viene ripresa alle ore 12 e 38.)

PRESIDENTE. Colleghi, possiamo riprendere poiché mi è stato comunicato che è stata trovata la sintesi, quindi darei la parola all'assessore Mannoni per comunicarci qual è il frutto di questa interlocuzione.

Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.

MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, dopo gli interventi e anche nella breve discussione con l'opposizione, la Giunta addiviene al convincimento che possa essere cassata nell'emendamento quella riserva per i comuni con popolazione di 5000 abitanti. Quindi l'intervento in conto capitale sarà un intervento disciplinato da un programma e da un bando di concorso, un avviso di concorso che sarà aperto a tutta la Sardegna. Questa è la decisione della Giunta che io annuncio e quindi l'emendamento va letto fino a "nel comma 23, dopo le parole 'i richiedenti il contributo' sono aggiunte le seguenti 'in conto capitale'", qui ci fermiamo e va cassata "in un comune con popolazione inferiore ai 5 mila abitanti". Quindi, ci fermiamo a "contributi in conto capitale". Questa è la proposta della Giunta.

PRESIDENTE. Dopo questa precisazione da parte della Giunta i colleghi intendono mantenere le iscrizioni a parlare?

Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Per dire quello che avrei detto prima, se mi avesse consentito di parlare prima della sospensione, cioè la proposta che è stata appena formulata dalla Giunta. Questo è un accorgimento necessario ed opportuno, voi pensate cosa sarebbe accaduto, per esempio, nella Nurra di Sassari dove la frazione di La Corte sarebbe stata esclusa, mentre la frazione di Pozzo San Nicola sarebbe stata inclusa, essendo parte del comune di Stintino. Oppure chiedo se il comune di Stintino o il comune di Castelsardo presentavano quelle esigenze, mentre il centro storico del comune di Porto Torres - che ha fenomeni di spopolamento molto maggiori legati alla crisi industriale - ne aveva di meno. Quindi, questo è sicuramente un intervento auspicabile e necessario, quindi mi dichiaro soddisfatto. Naturalmente anche sul contenuto generale della norma non si può che condividere sull'ampliamento e sulla proposta che ha fatto la Giunta.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Scarpa, anche per la brevità.

Ha domandato di parlare il consigliere Calledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALLEDDA (P.D.). Presidente, io credo che la considerazione fatta poc'anzi dall'Assessore possa essere, in qualche misura, l'elemento che risolve la questione. Però, io vorrei soffermarmi su un fatto, perlomeno il termine messo in rilievo prima dall'onorevole Marrocu, e cioè il concetto di "prioritariamente", fosse un qualcosa che lasciasse la possibilità di intervenire anche in termini sperimentali per capire come può essere, in qualche misura, applicata questa norma. Faccio un esempio, tanto per intenderci: nei piccoli comuni esiste ancora in grandi quantità la cosiddetta autocostruzione. Allora, se noi diamo 25 mila euro a una giovane coppia è chiaro che questi 25 mila euro possono essere utilizzati e servire solo ed esclusivamente a fare le fondamenta di una casa, però questo mette e attiva in se tutta un'altra serie di strumenti, perché oggi le banche, dopo la "32", tutte quante si sono dotate di canali di intervento finanziario verso la prima casa, creerebbe un qualcosa di estremamente positivo. Ecco, la cosa che non ho capito, Assessore, io nei mesi scorsi quando ho visto la delibera di Giunta che intendeva bloccare la legge numero 32, non ho capito la ratio perché la "32", una legge del 1985, forse ha messo la nostra Regione all'avanguardia in Italia rispetto alla costruzione della prima casa. Quindi, il doppio binario, a mio modo di vedere, deve essere inteso nella seguente maniera: fermo restando la "32", utilizzando il fondo perduto in termini di sperimentazione e rivedere, se è possibile, perché sono state citate anche le questioni dei centri storici, rivedere, per esempio, la "29" come può essere ulteriormente messa nelle condizioni di affrontare e risolvere quei problemi che abbiamo avuto anche nella passata legislatura, attraverso la liberazione dei fondi che erano per molto tempo bloccati. Io credo che questo sia l'elemento sul quale dare una risposta sia sulla costruzione della prima casa, ma anche l'intervento nei centri storici attraverso le leggi che sono proprie di questa Regione. Quindi sono d'accordo sul modo con il quale si è chiusa la questione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Franco Ignazio Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Grazie, Presidente. Io ho alcune perplessità, Assessore, sulla formulazione della lettera d) dell'articolo 23, laddove dice "residenza o attività lavorativa in un comune della provincia in cui ha luogo l'intervento" a seguire al capoverso iniziale "i richiedenti devono possedere i seguenti requisiti". Allora, la perplessità è questa: se due giovani di due diverse province contraggono matrimonio e fanno una nuova coppia, andranno ad abitare in una delle due province, non in tutte e due, quindi chi possiede il requisito è solo uno dei due. Ora, perché la coppia acceda come coppia al beneficio sarebbe giusto scriverlo in maniera tale che si dica che almeno uno dei due... in teoria il beneficiario potrebbe essere il solo soggetto che è in quella provincia.

La seconda perplessità per la stessa formulazione è: sappiamo tutti che ci sono molti dei nostri ragazzi che frequentano l'università che per ragioni, le più differenti, spostano la residenza per il periodo di frequentazione dell'università a Cagliari o a Sassari. Questo interromperebbe il periodo di cinque anni, magari uno è nato in Sardegna...

MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Cinque anni sono per la Sardegna!

CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). No, "residenza o attività lavorativa in un comune della provincia in cui ha luogo l'intervento". Per i cinque anni, ha ragione, chiedo scusa.

La terza cosa che volevo fare presente è che, sempre a proposito della residenza, se è per i sardi con un occhio di specialità alle giovani coppie dovrebbe valere anche per le giovani coppie di immigrati e quindi non residenti in Sardegna che decidono di tornare a casa, loro non avrebbero il requisito dei cinque anni, contraggono matrimonio e tornano in Sardegna, mi pare che sarebbe giusto che fossero ricompresi tra i potenziali beneficiari.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente. Io sono assolutamente d'accordo alla proposta che la Giunta ha accolto di togliere ed eliminare il vincolo dei 5 mila abitanti. Facevo una riflessione, Assessore, sul fatto che una norma del genere, ancorché giusta e da salvaguardare per evitare lo spopolamento dei piccoli centri, avrebbe impedito a tutti gli abitanti dei comuni delle cinte urbane, prima, seconda, terza fascia urbana di Cagliari, di Sassari, e che sono i comuni che subiscono di più la pressione immigratoria da parte delle città, di poter usufruire di queste agevolazioni della "32". Io una raccomandazione farei, Assessore, relativamente proprio ai piccoli comuni per l'esperienza che ho fatto, esperienza di sindaco del mio paese, io la pregherei di incentivare, oltre a questa normativa, che va bene, è una buona legge, l'unico neo che ha probabilmente è che siccome non ci sono più programmi di edilizia residenziale pubblica dei comuni, abbiamo la "32" che spesso è esclusivamente in mano alle imprese e questo ha portato anche una lievitazione dei costi anche per coloro che non accedono alle provvidenze della "32", ma per superare questo problema, Assessore, io la pregherei se potesse studiare una iniziativa, una proposta per riprendere la linea di finanziamento verso i comuni per le urbanizzazioni e per l'acquisizione e urbanizzazione di terreni da concedere poi a canone e a prezzo chiaramente agevolato ai cittadini che ne facciano richiesta. Il fenomeno dell'autocostruzione nei comuni, non dico nelle grandi città, ma nei piccoli e medi comuni è un fenomeno che ha consentito di abbattere notevolmente i costi delle abitazioni e svincola i cittadini che fanno accesso a questo modo di costruirsi le case, li svincola dai prezzi elevatissimi delle imprese. Io penso che una politica per la casa, che lei meritoriamente ha riaperto in questa Regione, assessore Mannoni, se fosse completata anche con questa linea di finanziamento verso i Comuni per l'urbanizzazione di aree per l'edilizia residenziale pubblica, darebbe una mano notevolissima, un aiuto notevole a moltissimi cittadini sardi per risolvere il problema sociale della prima casa. Grazie, Assessore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA (P.D.). Grazie, Presidente. Per esprimere il parere favorevole prima di tutto, ma soprattutto per dire che in questo modo noi, non dico correggiamo, diamo un'impostazione ancora più definitiva alla sperimentazione che è in atto in questa Regione già da alcuni anni, perché non dimentichiamo che dal 2004 al 2007 il numero di coloro che hanno fatto ricorso alla "32" è quasi raddoppiato,da 1400 a 2800, nel 2007 di questi 2800 il 44 per cento erano giovani coppie. Allora, da questo punto di vista l'emendamento non fa altro che mantenere in piedi la "32" e sapete perfettamente dai calcoli fatti, 39 milioni a disposizione per la "32" e significa che circa tremila persone potrebbero accedere a questi contributi e la restante parte consente a un numero che va oltre i 1000 di poter accedere al contributo anche per le giovani coppie. Quindi mi sembra assolutamente un miglioramento, un miglioramento che non fa altro che stabilizzare un processo in atto, un miglioramento, e mi dispiace, è un'affermazione che ha fatto all'inizio l'onorevole Rassu, un miglioramento che si inserisce in un contesto di politiche della casa che ha visto questa amministrazione destinare per l'edilizia sociale, stiamo parlando di 265 milioni di euro, destinare, vi è più, quest'anno abbiamo 4 milioni in più rispetto anche a quanto ci dà lo Stato, risorse significative per consentire il pagamento degli affetti e destinare quest'anno 105 milioni per la "32", cioè stiamo parlando di quasi 400 milioni. Credo che siano delle cifre estremamente significative.

Questa legge non riforma nulla, non stravolge nulla, integra e stabilizza un processo di integrazione che va incontro al bisogno della casa che è un bisogno fondamentale. Credo che poi la proposta che è stata fatta cioè quella di non citare il riferimento ai piccoli comuni a parte il fatto che esiste la legge numero 12 della quale bisognerà comunque tener conto, consentirà poi di fare dei programmi forse molto più flessibili rispetto a quanto noi non possiamo mettere impropriamente in legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GIORICO (Gruppo Misto). Prendo la parola per ripetere quanto sulla sanità di Alghero ciò che avevo detto in passato perché nulla è cambiato tranne le promesse. La sanità ad Alghero fa un passo avanti e due indietro, ma qualcosa cambierà in futuro, è inevitabile. Ma dopo oltre tre anni di governo Dirindin è arrivato anche il tempo del rendiconto, la medicina è profondamente mutata, la tecnologia e i livelli assistenziali sono cresciuti, ciò non possiamo prendere come raffronto i livelli di vent'anni per sostenere che nel frattempo la situazione è migliorata. Grazie tante, se non lo fosse saremmo in mano agli sciamani. Il confronto va fatto con altre realtà più efficaci nella risposta sanitaria, intendo dire che occorre stabilire se i cittadini algheresi sono assistiti con la qualità di altre AA.SS.LL. e di altre Regioni o se qui da noi si registri un ritardo pregiudizievole e se vi sono responsabilità della classe politica per questo ritardo. Il compianto Gianni Cherchi sulle cui competenze nessuno dubitava, disse in audizione alla Commissione sanità che per la mancanza dell'unità coronarica e dell'angioplastica i cardiopatici di Alghero avevano un destino diverso rispetto ai pazienti di altre aziende o presidi sanitari meglio attrezzati. Disse, parole testuali: "E' immorale che ciò si verifichi".

Statisticamente l'intervento dell'unità coronarica riduce nei casi acuti la mortalità del 40 per cento, è certo che la mortalità più alta non può avere alcuna giustificazione né di razionalizzazione della spesa né di risparmio. Ora l'atto aziendale promette ad Alghero l'unità coronarica, l'atto aziendale ha il valore di una dichiarazione di intenti, apre una porta, ma apre anche un problema che è quello più generale della cardiologia chiamata se gli intenti saranno attuati alla gestione di un servizio molto impegnativo, l'assegnazione di alcuni letti di medicina per cardiopatici acuti, crescerà il carico di lavoro che non può essere assolto da un primario e da cinque medici, o si rafforza il personale o lo si mette in condizioni di lavorare oppure si complica la vita al malato perché gli ambulatori si intasano e le liste d'attesa sono destinate...

PRESIDENTE. Concluda onorevole Giorico.

GIORICO (Gruppo Misto). ...ho concluso, ad allungarsi. La cardiologia di Alghero non ha una reperibilità ventiquattr'ore su ventiquattro e può accadere di conseguenza che le urgenze possano essere gestite da personale non idoneo. Una cosa è dire, potenziamo cardiologia con l'unità coronarica, un'altra cosa è fare in modo che la cardiologia funzioni nell'interesse del malato, un altro problema silente che fa sprofondare la sanità a livello di terzo mondo, è la logistica ospedaliera, vi sono camere con otto letti, vi sono barelle nei corridoi, vi sono pavimenti con alta percentuale di amianto, non c'è riservatezza per i malati oncologici, non c'è rispetto per la loro situazione, se depotenzieremo i laboratori come sembra per centralizzarli a Sassari sempre nell'ottica del risparmio, si allungheranno i tempi delle risposte. Le ricordo, signor Assessore, che c'erano stati precisi impegni da parte dalla Giunta per risolvere subito alcuni di questi problemi gravi e molto sentiti dall'utenza. Impegni da lei presi sin dalla prima volta che è venuta ad Alghero prodiga...

PRESIDENTE. Concluda onorevole Giorico.

GIORICO (Gruppo Misto). ...di promesse per una sanità migliore. Intervengo nella prossima...

(Applausi)

...intervengo sempre per dichiarazione di voto nella prossima...

PRESIDENTE. Dichiari il voto.

GIORICO (Gruppo Misto). Favorevole…

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Dunque, io volevo fare alcune domande se è possibile sull'emendamento presentato con le modifiche proposte. Allora, collega Masia, e colleghi che hanno richiamato la legge numero 32, non mi sembra né che l'articolato della finanziaria né che l'emendamento modifichi minimamente la "32", infatti non è richiamato in nessun caso nessuna modifica della "32", leggendo non c'è nessuna modifica di articolato, di commi o di quant'altro. La "32" rimane, interviene la legge finanziaria con una nuova normativa aggiuntiva se così la vogliamo considerare, alla "32", ma non modifica della "32". Secondo aspetto; sugli emendamenti proposti e sull'articolato io volevo porre un'altra domanda all'Assessore, ma per comprendere; quando per esempio noi richiamiamo la residenza attività lavorativa in comune della Provincia, della Provincia in cui ha luogo l'intervento, mi sembra molto restrittivo richiamare la Provincia in cui ha luogo l'intervento. Questo perché? Perché può determinare degli ostacoli considerevoli anche se noi dovessimo destinare la gestione di questi fondi alla Provincia stessa. Allora, il limite condividendo l'obiettivo, il limite è quello che ha detto l'onorevole Masia, cioè noi non possiamo discutere in finanziaria di cose così importanti, anzi chiedo come mai è stato sotto la lente di ingrandimento la modifica dei consorzi quale norma intrusa e quest'anno pur condividendo l'importanza dell'intervento e l'obiettivo. Si genera così una situazione che a mio avviso ci ritroverà quanto prima a discutere nuovamente delle modifiche di questa proposta. Io credo che sia più opportuno per la dignità dell'argomento e per l'importanza dell'argomento, ma ovviamente voteremo perché l'obiettivo venga raggiunto, ma, non si può esaurire con un articolo di finanziaria o con un comma di finanziaria tanto meno. Ci sono dei limiti che pongono seri problemi per la corretta applicazione e la giusta, in termini di giustizia, giusta applicazione della norma stessa. Perciò io credo che i momenti di sospensione non possano essere relegati a "5 minuti e parliamone", ma semplicemente a capire se l'obiettivo viene realmente raggiunto. Questo può costituire una delle azioni perché non ci sia lo spopolamento nei piccoli centri, è sicuramente un'azione importante, ma non può essere un'azione slegata da un intervento di programmazione, che nel complesso esamini lo spopolamento dei piccoli centri. Se il Presidente mi concede, poi non intervengo nel prossimo, vorrei richiamare l'attenzione dell'Assessore su una cosa, perché è richiamata l'edilizia abitativa, l'emergenza abitativa. Assessore, lei, nel 2005, nell'aprile del 2005, ha cortesemente risposto ad una mia interrogazione sullo stato di attuazione del Programma straordinario di edilizia abitativa, che lei ha richiamato anche nella fase di replica. In quella fase lei mi disse che era uno stato fisiologico di attuazione, ricordo la frase della sua interrogazione. È in grado di garantirmi che siamo ancora in quello stato fisiologico, e che sull'emergenza abitativa invece siamo in reale emergenza, per carenza di applicazione delle direttive della Giunta stessa e del Consiglio, e nel gravissimo ritardo dall'applicazione, realizzazione di quel importante intervento di edilizia abitativa, straordinario appunto?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Grazie Presidente. Solo per dire che voteremo…

PRESIDENTE. Chiedo scusa, solo un attimo, onorevole Uras. Chiederei l'accortezza di poter rimanere entro i tre minuti.

URAS (R.C.). No, se vuole anche in un minuto e mezzo. Soltanto per dire che votiamo a favore dell'emendamento di sintesi, così come concordato, con il superamento del limite quantitativo dei 5000 abitanti, e per evidenziare anche che non è attraverso uno strumento come questo che si può fare operazione di riequilibrio territoriale, che è fondamentale per contrastare lo spopolamento. Noi ci abbiamo provato, anche con le imposte, cosiddette, sul lusso. E se anche la minoranza, anziché gioire per una mancata provvista finanziaria, si fosse adoperata a mantenerla, probabilmente le azioni di riequilibrio territoriale le avremo fatte, con più consistenza, attribuendo agli enti locali una possibilità finanziarie in più. Perché i mutui casa, e i contributi per l'acquisto della prima casa vanno dati a coloro che devono comprare la casa dove vivono e lavorano, non che devono comprare la casa a prescindere da dove vivono e da dove lavorano; bisogna comprarla dove si vive e dove si lavora perché questo è il bisogno. Il che vuol dire che bisogna costruire condizioni di vita e di lavoro, dove queste condizioni non ci sono. E allora, tutta l'attività…

PRESIDENTE. Sì, onorevole Corda, onorevole Porcu, onorevole Marrocu, onorevole Diana, ha ragione il collega!

URAS (R.C.). Comunque, votiamo a favore, non utilizziamo mezzi sbagliati per fare cose giuste!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Ma, io condivido l'ultima modifica che riguarda i 5000 abitanti, perché ritengo che effettivamente non sia cosa giusta inserirla in questa fase, anche perché credo che per quanto riguarda lo spopolamento e il riequilibrio territoriale ci sono altri strumenti. Quindi, condivido questa correzione ultima, ma devo dire anche che, rispetto al testo originale, c'è un'altra modifica importante, che io ho segnalato nella discussione generale, e che riguarda il fatto che non era giusto che tutti i fondi della legge 32 dell'85, sull'edilizia abitativa, andassero impegnati con contributo, anche perché, lo dico, condivido l'idea di creare un'opzione per chi vuole eventualmente il prestito agevolato, o chi vuole il contributo. Questo anche perché le caratteristiche di chi richiede il finanziamento sono diverse, perché per alcune persone il contributo può essere importante, perché ci sono alcune persone che con 25 mila euro, e con mezzi propri, quasi, quasi riescono a fare una parte importante della casa, mentre altre persone hanno l'esigenza di avere più prestito agevolato in conto interessi. Quindi ritengo giusta la possibilità che il richiedente abbia la possibilità di scegliere una soluzione o l'altra. Io dico che effettivamente questa è una legge importante, importantissima. Io mi ricordo che negli anni scorsi noi l'abbiamo finanziata anche diverse volte all'anno per le richieste che c'erano, e anche perché, bisogna dirlo, questi finanziamenti hanno un effetto moltiplicatore. Cioè, si spendono, per dire, 100 milioni, e si mettono in movimento cifre che sono tre, quattro volte più importanti. Quindi, a tutti gli effetti, ritengo che sia una legge importante, che va incentivata. Un'ultima cosa, Assessore, perché io l'ho posto in discussione generale, però non ho ancora, o almeno non ho sentito che lei abbia risposto, l'unico dubbio che ho è per quanto riguarda il contributo, se queste persone che chiedono il contributo debbano o no pagare la tassa su questo contributo. Perché c'era questo dubbio, che è sorto anche in passato. Io vorrei che fosse esclusa questa ipotesi, che magari uno che prende il contributo, poi debba pagare una tassa su questo contributo. Questo particolare volevo capire. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, non voglio rubare tempo, anche perché il documento di sintesi potrebbe andar bene. Però volevo soltanto, se mi è consentito, proporre un emendamento orale, nel senso che noi, qui, rischiamo di privilegiare chi ha i denari, e di colpire chi non ha i denari, cioè un discorso legato ai massimali. La legge 32 prevede che il massimale sia 90 mila euro. Io sfido chiunque a trovare oggi una casa per quella cifra lì. Io dico che dovrà essere portato almeno a 120 mila euro. Se questo è possibile, io dico che noi stiamo facendo un atto di giustizia, non è un discorso che va ad inserirsi in un contesto diverso. Per cui io inviterei la Giunta a fare una riflessione al riguardo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.

MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Grazie, volevo rispondere a due domande, una dell'onorevole Capelli e una dell'onorevole Ladu. Onorevole Capelli, la condizione imposta dalla legge sulla residenza in un Comune della Provincia, ripeto, è un po' una norma consolidata, magari ultraventennale, ultradecennale direi, nell'edilizia agevolata; quella di privilegiare, come dire, la stabilità, cioè coloro che vivono in un Comune e intendono acquistare, nei comuni limitrofi, in un'area ben delimitata. Ed è una norma che noi troviamo nella 32 già da tanti anni, e che viene ripetuta nei vari avvisi ai cittadini. Quindi nella legge finanziaria, nella norma finanziaria, non si fa altro che ripetere un principio. Quindi non abbiamo nulla… avremmo semplicemente richiamare la legge 32, l'abbiamo fatto tecnicamente con, invece, un'edizione espressa. Sui programmi, velocemente, vecchi, quelli di cui parlava lei, nel 2005, adesso non ricordo, sono molto sincero, non ricordo la risposta, né ricordo la domanda. Sui vecchi programmi, quelli ante questa Giunta, c'erano dei ritardi dovuti, in qualche modo, dal fatto che alcuni Comuni non assegnassero le aree, quindi c'era un ritardo proprio nei finanziamenti delle aree, cito Cagliari, cito Alghero, cito Olbia, e cito anche Sassari, che alcune di queste cose si stanno rimediando. Sui ritardi della struttura operativa, che erano gli IACP, io stesso fui anche abbastanza critico nel rilevare qualche ritardo. Abbiamo creato AREA, che è l'azienda della casa, che ha bisogno, e sta, con i concorsi, per rafforzarsi, perché gli strumenti operativi, gli IACP, hanno perso, in questi anni, molti dipendenti tecnici, oggi dobbiamo rinnovarli e ristrutturarli. Però c'è una nuova visione della politica della casa, basata più su interventi strategici di città, di quartiere più ampio, e quindi c'è anche un, come dire, salto di qualità che presuppone, non solo una strumentazione tecnica, in termini di numeri, ma una strumentazione tecnica, dico i dirigenti, i funzionari con una visione del lavoro diversa, proiettata verso interventi più innovativi. All'avvocato rispondo che a mia conoscenza.. non sono un fiscalista, non ci dovrebbero essere problemi sulla tassabilità dei contributi in conto capitale. Ricordo che la tassabilità è solo per i contributi in conto gestione, su alcune tipologie produttive ma sulla casa ritengo senz'altro che il contenuto alla famiglia sia esente dalle tasse. Questo a quanto mi risulta, non ho notizie contrarie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (F.I.). Per chiedere il voto elettronico palese, grazie.

(Appoggia la richiesta il consigliere Capelli.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento di sintesi numero 907.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Corda, Pisu e Vargiu hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Dedoni - Diana - Espa - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Ladu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Mattana - Meloni - Moro - Murgioni - Orrù - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Uggias - Vargiu.

Si sono astenuti i consiglieri: Balia - Caligaris - Cappai - Ibba - Masia - Randazzo Vittorio.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 65

votanti 59

astenuti 6

maggioranza 30

favorevoli 59

(Il Consiglio approva).

Con l'emendamento orale 907 che abbiamo votato erano ricompresi anche l'emendamento numero 21, 248, il 148, il 15 e il 360. Per cui è in votazione l'articolo 8.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì grazie Presidente, io ritengo, al di là degli sforzi che sono stati fatti almeno all'apparenza, che in realtà non ci sia stato un vero chiarimento. Il capogruppo del Partito democratico Siro Marrocu, alcuni esponenti del P.D., il segretario regionale della Rifondazione comunista, hanno fatto alcuni importanti tentativi ma né la Giunta, né la maggioranza nella sua interezza, hanno accolto i contributi presentati dai socialisti, sia con gli emendamenti, che nel dibattito. E mentre come atto di fiducia, pur non condividendolo, i socialisti hanno votato a favore del taglio dei fondi per la sanità. Non sono stati accolti neanche i suggerimenti secondari, come quello per il marchio IPG e addirittura si fa finta di non comprendere l'emendamento numero 291 a pagina 78. Questo mi appare davvero paradossale, se si considera che le donne con bambini sotto i tre anni finiscono in carcere direttamente e sa bene l'onorevole Giuseppe Cucca che non si di misure alternative al carcere anche perché i detenuti che accedono alle misure alternative ottengono gli arresti domiciliari e solo quelli senza dimora e senza parenti andranno in queste case particolari. Faccio evidenziare che anche tutti gli emendamenti dei componenti di maggioranza della Commissione sanità sottoscritti dall'onorevole Ibba sono stati ritirati perché non sono stati accolti dalla Giunta e dalla Commissione. Non mi riferisco solo alla questione dei precari della, sanità per i quali permane l'incertezza. C'è infine un tratto relativo al metodo…

PRESIDENTE. Concluda onorevole Caligaris.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente, è assurdo che all'interno della maggioranza si debba sempre ingaggiare una lunga defatigante trattativa per problemi e questioni, il più delle volte banali, soltanto per avere un po' di ascolto. Pertanto mi asterrò Presidente grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Caligaris. Prima di dare la parola all'onorevole Vargiu la Giunta intende fare un emendamento orale sul comma 5.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio

SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie Presidente, per chiedere correttamente al Consiglio nel comma cinque, dopo tutta la parte descrittiva, prima dei punti a),b),c), d) ed e), di aggiungere le seguenti parole: "il programma di interventi deve riguardare - in particolare - quella fattispecie", quindi aggiungere le parole " in particolare".

PRESIDENTE. Grazie assessore Secci.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, io esprimo voto decisamente contrario all'articolo 8 e credo che con questo articolo 8 si stia facendo veramente un danno di cui questo Consiglio regionale deve mantenere comunque la responsabilità e la memoria alla sanità sarda. Credo che l'emendamento 993 che la Giunta regionale ha proposto all'Aula ieri, che il Consiglio ha provato, sia veramente una violenza che viene fatta ai sardi perché tutti quanti sapevamo, qualcuno con più convinzione qualche altro con meno convinzione, che le tasse sulle seconde case sarebbero state dichiarate non costituzionali perché andavano a creare un balzello aggiuntivo rispetto a uno che già veniva pagato da ciascun cittadino italiano. Ma pensare che l'errore fatto dalla Giunta di centrosinistra, e condiviso dalla sua maggioranza, debba essere pagato dalla parte più debole dei cittadini sardi, e cioè da quella che fruisce delle prestazioni di salute, credo che sia una cosa che neanche il più odioso, becero, razionale governo di destra, non di centrodestra, avrebbe mai potuto immaginare! Perché quelli erano soldi veri, non come quelli del 2012 e 2018 perché ci sono 84 milioni di euro che vengono dati via, ma 44 sono finti, ne siamo consapevoli, ma ci sono 40 milioni veri, che servivano per l'aggiornamento tecnologico, che servivano per ammodernare gli ospedali, che servivano per mantenere il livello degli ospedali esistenti accettabile per la qualità della salute dei sardi. E' un errore della Giunta Soru! Comunque questo è odioso!

PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu.

Ha domandato di parlare il consigliere Giorico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

La prego di stare dentro i tre minuti per la dichiarazione di voto.

GIORICO (Gruppo Misto). Sì Presidente, senz'altro, io Assessore e onorevoli colleghi vi prego di non spazientirvi, spero di non farlo, quindi riprendo… perché sono abituato Assessore a parlare con franchezza. Difende il territorio che rappresento e le dico, con franchezza, che la qualità della sanità non può dipendere dal futuro del nuovo ospedale super tecnologico, di cui lei parla tanto, che non sarà costruito quest'anno, ne l'anno venturo, aimè, e quando inizierà a costruire ci vorranno da 4, a 5, 6, 7 anni per ultimarlo. Nel frattempo non si può essere risparmiosi negli investimenti sulle vecchie strutture perché qualcuno pensa, con buona dose di cinismo, sarebbe uno spreco farli, tanto si dirà: faremo il nuovo ospedale. Io mi preoccupo molto che in questi anni di attesa la qualità della sanità possa abbassarsi ulteriormente. Mi preoccupa che i disservizi, le disfunzioni, le difficoltà possano accentuarsi. Non discuto se i 371 milioni di euro disponibili in finanziaria per l'edilizia ospedaliera siano reali o virtuali, se si possano spendere o esistano sulla carta, ammettiamo che ci siano, è tuttavia improbabile che possano essere spesi rapidamente e possano dare risposte immediate, signor Assessore.

Vede signor Assessore, i pavimenti dell'amianto. C'è una legge regionale dimenticata sono un segnale, sono il segnale di un'evidente trascuratezza in attesa delle super tecnologie del nuovo ospedale, dove i malati di Alghero saranno sicuramente lieti di farsi curare. Ma al momento, non per la loro scelta, devono farsi curare in ospedali che registrano sempre maggiori carenze.

Tralascio il discorso sui piccoli ospedali, che riguardano da vicino il nostro territorio comprendo, essendo stato a lungo amministratore della ASL, che siano scelte difficili e impegnative, ma ritengo che è più difficile e impegnativo abbassare il livello di assistenza senza mettere in campo, tra l'altro, una politica che valuti il territorio…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giorico conclude al prossimo intervento.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, io dichiaro… avevo intenzione di chiedere il voto per parti, ma poi ho pensato che è quantomeno inutile e dichiaro il mio voto contrario. La mia contrarietà non è tanto a quanto contenuto in alcune parti dell'articolo 8, non si può votare contro il Piano del sangue, non si possono votare contro alcuni interventi che sono necessitati, ma il mio voto contrario è perché alle domande fatte, in corso di esame dell'articolo 8 e dei suoi commi, non ho avuto la cortesia di una risposta, dei chiarimenti utili che mi potessero dare la possibilità di sostenere questo articolo. Chiarimenti che non arriveranno, chiarimenti ai quali si sfugge normalmente, nelle sedi opportune, nei confronti corretti e diretti, che vengono sempre a mancare non vengono accettati. Quanto detto sui tagli che si stanno effettuando per quanto riguarda i servizi sanitari e le prestazioni dei servizi sanitari, credo che ormai sia sotto l'attenzione non solo più di quest'aula, ma anche di tutti i cittadini sardi. Non trovo corretto che altri siano chiamati a pagare gli errori di chi ha precise responsabilità su quegli errori commessi, e suoi quali non si è data spiegazione neanche in quest'Aula. Io rimango convinto che questa non sarà la soluzione ideale per rimediare a quelle mancate entrate, derivanti dalle tasse delle seconde case. Rimango convinto e mi spiace che l'aula non abbia contezza di quanto dovremo recuperare, perché nessuno ufficialmente in quest'aula, da tutte le istituzioni comprese nell'Esecutivo, ma anche la Presidenza del Consiglio a cui è stato chiesto di farsi interprete di questa risposta, quanto dobbiamo esattamente stornare dal bilancio per recuperare quelle mancate entrate? Quando dobbiamo recuperare per le somme che saremo costretti a restituire per le annualità precedentemente indebitamente incassate? Non ci sono risposte si evita, perciò io chiedo ai colleghi, cosa stiamo votando, cosa state votando? Avete sicuramente tutti i dati necessari per un voto di coscienza e di responsabilità? Io chiedo anche a voi, se voi li avete, forniteceli e probabilmente al voto ci assoceremo; ma anche da questo siete sfuggiti, ecco perché no a questo articolo.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Capelli.

CAPELLI (U.D.C.). Tutto ciò che è compreso qui si potrà sicuramente recuperare, si può recuperare con un assestamento di bilancio che altri, mi auguro, potranno presentare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. Credo che la ratio che sosteneva il primo elaborato, affrontato in Commissione prima e la discussione generale, avesse tutti i contenuti perché questo articolo potesse arrivare in Aula compiuto, compiuto significa senza la necessità di dover ricorrere a modifiche importanti, stravolgimenti addirittura come è capitato per il comma 1 di questo articolo. Io credo che sarebbe stato necessitato un approfondimento fin dall'esame dell'articolo 1 della finanziaria, necessitato significava fin da quel momento, Assessore, quando le chiedevamo di poter interpretare alcune norme che ispiravano quell'articolo, ovvero l'utilizzo di queste risorse a valere sugli anni 2011 e a seguire, avessero e fossero sospesi per questa annualità e per questa finanziaria. Bene, non avete voluto ascoltarci. Il fatto che oggi siamo arrivati a dover approvare questo articolo privato di una importante risorsa 84 milioni di euro complessivamente, ci porta a dire il contenuto dell'emendamento numero 903, assessore Secci, parla di una riduzione di risorse per 40 milioni di euro per il 2008 e altri 44 a valere fino all'annualità 2018. Cosa inusitata anche questa. Le ho chiesto ieri addirittura di rifare le somme, di presentare un emendamento per modificare la somma contenuta nella prima parte del comma 1, non avete avuto neanche l'accortezza di modificare, non solo quel dato oggi inesatto dopo l'approvazione dell'emendamento numero 903, non avete modificato neanche la somma di 300 mila euro che manca invece rispetto al contenuto della lettera e, dove 300 mila euro mancano nel conteggio dell'utilizzazione complessiva dei 606 milioni di euro e 600 mila. Allora, anche questi piccoli errori che sono errori formali andavano modificati, bene non siete stati capaci e non avete avuto quella ratio, quella lucidità di apportare anche queste modifiche. Bene, il voto sarà contrario. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Io credo che sia una cosa scontata che noi dell'opposizione votiamo contro questo articolo, ma non per partito preso si decida che non si debba far passare quanto la maggioranza ha proposto, è per le negligenze insite all'interno di questo articolo, è per la cattiveria che è inserita all'interno di questo articolo e parlo di cattiveria. Perché quando si maltratta il malato, l'indifeso l'impossibilitato a difendersi è cattiveria. Allora, io mi chiedo avete sponsorizzato e messo danari perché dovete costruire ospedali a Cagliari, a San Gavino, ad Alghero ovunque ospedali. Questo è diventato un Assessorato di costruttori, oserei dire per alcuni aspetti di speculatori, o immobiliaristi giusto appunto. Attenzione, potrei toccarne anche più profondi. Perché vi debbo ricordare allora che voi avete negato la possibilità di avere la disponibilità di sangue negli ospedali, non avete consentito che ci fossero altri letti per i tetraplegici nell'unica unità spinale che è presente in Sardegna. Siete stati così malvagi, nei confronti di chi non può muovere né braccia e né gambe e che ha bisogno di assistenza tutti i momenti, di non attivare neanche quelle cose che avete promesso nel Piano sanitario e nella programmazione triennale che avete posto. Questi sono i dati per cui fanno veramente male all'anima, sono questi i dati che ci portano a votare in coscienza contro queste attività che la Giunta pone in essere. Al di là del fatto che volete far pagare ai sardi gli errori di ricerca di finanziamenti in entrata che non siete capaci alternativamente di portare a compimento.

Questa malvagità credo che vi colpirà perché il popolo sardo, quando sarà il momento, capirà dove avete voi voluto, in maniera così grave, colpire i più deboli dei deboli, i malati!

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dedoni.

Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Grazie, Presidente. Per esprimere il voto contrario, debbo dire con molta sofferenza perché questo articolo è un articolo molto importante e forse meritava più attenzione e soprattutto una strategia. Quanto detto dai colleghi in merito ai tagli per gli interventi di ammodernamento tecnologico previsto dal comma 1, lettera a) è un fatto assolutamente da censurare: non possono pagare gli ammalati sardi, quelli che hanno bisogno di cure, quelli che cercano con questo articolo la speranza di poter guarire, pagare una impostazione sbagliata, demagogica, populistica, come quella che è stata perpetrata con le tasse sul lusso, che sapevate che erano sbagliate, che non erano costituzionali ma a tutti i costi le avete volute portare avanti. E questo, purtroppo, lo pagano e lo pagheranno i sardi, soprattutto i più deboli.

Manca, Assessore, una adeguata risposta per garantire in Sardegna i LEA, i livelli essenziali di assistenza; io non ho avuto ancora risposta ad una interpellanza per quanto riguarda l'assistenza domiciliare integrata, e lei sa che in molte Province sono stati tagliati i servizi di assistenza fisioterapica, con gravi conseguenze anche in questo caso per gli ammalati. Quindi, mancano risposte importanti e fondamentali per la sanità sarda.

Mi dispiace votare contro questo articolo, perché in questo articolo è presente anche la politica sulla casa, e qua devo dare atto all'Assessore di aver ascoltato le nostre richieste di modifica e quindi l'emendamento che era stato presentato dalla Giunta è stato coerentemente corretto, sono state ascoltate e recepite le nostre istanze, quindi, se io potessi votare per parti su questo ovviamente esprimerei il parere positivo, però, ovviamente, sull'articolato esprimo parere contrario.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pileri.

Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai per dichiarazione di voto.

Ne ha facoltà.

LAI RENATO (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente. Intervengo per annunciare il mio voto contrario a questo articolo, e se è grande la sofferenza dell'onorevole Pileri lo è altrettanto la mia, ma devo dire che non sono stato messo nelle condizioni di poter votare favorevolmente, e ci sono tre ragioni, che io esporrò, che mi hanno indotto a questo.

Prima di tutto la ridefinizione, la rideterminazione della spesa che, solo ad una visione disattenta e superficiale, può consentire aspetti che non tocchino i risvolti importanti, che pure ci sono e possono esserci. Perché se andiamo a parlare di referenzialità e a dire che questo articolo si basa sul Piano sanitario regionale, e noi stessi abbiamo nei nostri interventi confermato il valore del Piano sanitario, la fiducia che questo elemento di programmazione ha. Se noi abbiamo dato questa visione del Piano dovevamo essere messi nella condizione di avere risposte alle importanti questioni che noi abbiamo posto, altrimenti è solo autoreferenzialità. Perché se poi, nella valutazione dell'articolo 8, si dà grande valenza a quello che è stato disposto negli interventi finalizzati all'ammodernamento del patrimonio edilizio e tecnologico, e in tutto quell'articolato che alle lettere a) e b) esprime voci piene di significato per chi è operatore sanitario, non si capisce perché questa referenzialità continui ad essere espressa nel momento in cui si toglie anche un euro a questo importante comma. E ci sono delle conseguenze, che poi noi negli emendamenti vedremo sul piano pratico, vedremo poi come si potrà intervenire sulla riqualificazione dei punti di continuità assistenziale se si interviene sulla voce b).

Mi limito a questo, potrei dire tante cose ma all'Assessore voglio dire che quando si interviene, per le competenze che si hanno, sul materno infantile, perché si ha una visione più completa, perché ci si riferisce a quel documento fondamentale che è il progetto obiettivo materno infantile, come è stato concepito, come deve essere dato nella sua integralità alle Regioni, perché non sia preso su aspetti parziali, peraltro apprezzabili, peraltro opportuni - come può essere una politica sui consultori, che noi condividiamo - quando si accettano emendamenti e sono apprezzati questi provvedimenti che inseriscono la voce del progetto materno infantile, è chiaro che si aspettano delle risposte.

Quindi, siamo stati messi nella condizione, noi, di non poter esprimere nient'altro, e convintamente, che un parere assolutamente negativo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lai.

Ha domandato di parlare il consigliere Espa per dichiarare il voto. Ne ha facoltà.

ESPA (P.D.). Grazie, Presidente. Io voterò invece con convinzione a favore di questo articolo perché io voglio ringraziare questa Giunta e questo Assessorato per il lavoro che è stato fatto in questa finanziaria, perché mai come in questa finanziaria sono state investite risorse per i più deboli, anzi proprio per le persone in situazioni più estreme. Abbiamo 13.000 sardi, grazie a questa finanziaria, in condizioni gravissime che saranno assistiti, non in ospedale, ma saranno assistiti a casa loro, nel loro domicilio, dando diritti di cittadinanza alle persone. Contro gli zero del 2000.

Quindi: i sardi che vengono assistiti; i finanziamenti ai comuni innovativi per favorire la formazione delle badanti che assistono i nostri cari; e non solo, voi avete fatto un passo ulteriore, con il progetto "Ritornare a casa" non vi siete accontentati di assistere i sardi che hanno diritto a vivere nella loro comunità, nei loro paesi, nelle loro famiglie e nelle loro città, ma volete pure che tornino a casa, ovvero fornite risorse per chi non è riuscito a rimanere nel proprio domicilio ed è stato costretto al ricovero in istituto, e state riuscendo a fare in modo che, pian pianino, le persone in situazioni più estreme tornino a casa.

Per questo dico: tutto è perfettibile, si può fare di più, sicuramente, ma questo mi convince che il mio voto a favore è doveroso.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Espa.

Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Noi, nonostante ci sia stata la nota positiva della legge numero 23 del 1985, voteremo no a questo articolo perché riteniamo che questo articolo di legge non risolve i problemi e non mira neanche a risolvere i problemi sanitari in Sardegna. A differenza di chi mi ha preceduto - lui, si vede, vive in città, in una grande città dove certi problemi probabilmente non li vive, non li conosce - io posso dire che questa finanziaria tende sempre di più a centralizzare la sanità perché, se andiamo a vedere bene, c'è una polarizzazione dell'assistenza sanitaria, soprattutto nei centri di Sassari e Cagliari. Dei nuovi ospedali previsti, parliamoci chiaramente, dobbiamo essere seri, non ne verrà costruito neanche uno, purtroppo, quello che invece noi abbiamo già visto è la chiusura dei piccoli ospedali Sardegna, senza che si siano create soluzioni alternative.

Quindi, io credo che l'assistenza sanitaria, dopo l'approvazione di questa manovra, verrà ulteriormente indebolita, anche perché io non vedo che ci siano miglioramenti per quanto riguarda la sanità e anche perché l'ultimo provvedimento che è stato messo in essere dalla Giunta regionale, che è quello di far ricadere sulla sanità gli introiti che non ha potuto incassare dalle tasse sul lusso a causa della sentenza della Corte Costituzionale, fanno sì che peggiorerà ancora la sanità in Sardegna, peggioreranno ancora quelle condizioni che sono il punto debole della sanità, che sono le liste d'attesa, Assessore, che sono ancora lunghissime e stanno costringendo la gente ad andare a curarsi fuori. Pertanto io credo che avrebbe davvero dovuto avere una maggiore attenzione a quella che è la sanità nel territorio, nelle periferie perché è quella l'assistenza vera, quella che impedisce il sovraffollamento nei grandi ospedali che dà la maggiore possibilità di garanzia di assistenza nel territorio. Per queste motivazioni, perché non riteniamo che questo articolo risolva minimamente i problemi della sanità, noi voteremo contro l'articolo stesso. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). Sì signor Presidente, molto brevemente, ma non posso esimermi dall'intervenire per dichiarare il mio voto a favore, convintamene a favore dell'articolo 8. Ma io non vivo in città, come ha detto il collega Ladu, e soprattutto rifiuta l'etichetta di malvagio, che il collega Dedoni, rifiuto l'etichetta di malvagio che il collega Dedoni ha voluto affibbiare a tutti i consiglieri di maggioranza, con troppa enfasi e forse con troppa superficialità, e forse anche non volendo, perché se andiamo a verificare veramente cosa quest'articolo 8 dice ai sardi sulla sanità non possiamo non rilevare che nella finanziaria del 2008 il tema della sanità e del bisogno di sanità ed assistenza dei sardi è un tema che è stato assunto come prioritario dalla Giunta regionale e da questa maggioranza. In termini di disponibilità finanziarie, io non so, non ho esperienza molto lunga di Consiglio regionale, ma non so se nelle scorse legislature, una disponibilità finanziaria, qual è quella prevista per questa finanziaria del 2008, sia mai stata destinata da qualsiasi Giunta regionale. Senza assunzione di mutui, senza indebitamento dei sardi, con risorse che sono state trovate, reperite e destinate a migliorare la salute dei sardi e la necessità anche di sicurezza che l'esigenza di salute porta nelle nostre popolazioni. Il problema dell'emendamento numero 993, a cui ha fatto riferimento il collega Contu che non vedo in Aula, mai io non so, se noi non avessimo, mettiamo il caso, che noi avessimo, collega Contu, accolto il vostro consiglio di lasciar perdere le tasse sulle seconde case, le cosiddette tasse sul lusso. Noi avremmo dovuto tagliare per forza quei fondi, quei finanziamenti, non sarebbero venuti lo stesso e i 40 milioni che noi stiamo sottraendo ad una dotazione di 660 milioni è assolutamente inseribile senza danni alla sanità, anzi, non viene intaccata, se non parzialmente la capacità di risposta per la sanità sarda, che è inserita nell'articolo 5. Per questa ragione Italia dei Valori vota a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PACIFICO (P.D.). Grazie, Presidente. Il mio voto è favorevole per l'articolo 8, in particolare per quanto attiene la parte sugli interventi del sociale che io ritengo straordinario e non condivido le critiche espresse dai consiglieri di minoranza e su questo non mi dilungo perché è sotto gli occhi di tutti l'articolato. Permangano le mie perplessità, invece, e mi perdonino i colleghi, sulla superficialità dell'approccio della discussione sui reali problemi della sanità e anche sulle analisi e sulle risposte che ne derivano. Io non possono non segnare anche i ritardi, i ritardi sull'applicazione delle norme di legge licenziate dal Consiglio regionale, mi riferisco in particolare al regolamento della legge numero 23, che è atteso da due anni, agli atti aziendali delle aziende miste e dell'azienda ospedaliera Brotzu, al provvedimento della rete ospedaliera con la suddivisione dei posti letto per specialità nelle singole aziende e alle difficoltà nella strutturazione dell'attività dei distretti sociosanitari. Credo ancora che non favorisca il processo di contrapposizione con molte categorie professionali, mi riferisco in particolare alle difficoltà nella trattativa con i sindacati dei medici di base che dura oramai da tre anni. Io credo che non si possa fare a meno dell'impegno dei medici generalisti nel raggiungimento degli obiettivi della medicina del territorio e ancora mi riferisco alle preoccupazioni sull'obsolescenza del parco tecnologico e mi preoccupa la scarsa celerità nei processi di umanizzazione delle strutture sanitarie. La percezione di una scarsa attenzione e processi di prevenzione in particolare nella scuola. In conclusione vorrei più forze di incisibilità nei processi di prese in carico reale dei pazienti, di coloro che soffrono e che ondivaghi pellegrinano nelle nostre strutture sanitarie alla ricerca di una risposta certa, di una prestazione di qualità, di una certezza di presa in carico nelle diverse fasi della malattia, pur con tutte queste perplessità voto a favore dell'articolo 8 della finanziaria, perché ritengo, non solo condividendo la parte sul sociale, ma anche di dover condividere con la Giunta e con la maggioranza alle stesse responsabilità, nel bene e nel male, e di avere, rispetto ad altri, responsabilità maggiori nell'aver contribuito anche in ciò che non va.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente, per esprimere il voto contrario all'articolo 8. Io durante gli interventi sugli emendamenti ho avuto modo di giustificare il perché eravamo contrari a questa manovra sulla sanità. Mi meraviglia che in 12 ore il Presidente della Commissione, cercando con difficoltà anche in questo momento di giustificare il cambio del voto. 12 ore fa era per l'astensione, adesso invece è per il voto favorevole. Stranamente hanno parlato i due colleghi Salis ed Espa di una manovra nel settore della sanità mai vista, con una montagna di soldi, probabilmente, io ho letto un'altra finanziaria, probabilmente ho letto un'altra finanziaria. Io mi auguro che dopo maggio tutta questa montagna di soldi vi sia veramente, intanto una parte l'abbiamo già persa, e l'avete persa anche voi. Io ricordo le parole del Presidente della Giunta, dice: toglieremo i soldi del mancato introito della tassa sul lusso alla sanità e cioè alla costruzione di nuovi ospedali. Invece improvvisamente non si toglie a quello che ha detto il Presidente, si toglie ad altro, e questo perché, perché pur essendo previsti 371 milioni di euro in questo articolo 8 per la realizzazione di nuovi ospedali e sistemazione degli altri, quei 371 milioni di euro non ci sono, sono virtuali e non sono soldi della Regione che avete reperito, collega Salis. Sono soldi dello Stato e comunitari, ma di fatto non ce li abbiamo, perché se ce li avessimo probabilmente sarebbero stati tolti da lì i 40 milioni, e invece non ce li abbiamo. Quindi questo è fumo negli occhi per i cittadini. Certo non tutto l'articolo 8 è da bocciare, per carità, così come ha detto il mio collega Capelli avremmo preferito votare per parti, perché alcune cose buone ci sono, ma la maggior parte delle cose sicuramente sono negative. Ecco perché quindi ancora una volta, ripeto, il voto negativo sull'articolo 8.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gallus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GALLUS (Fortza Paris). Grazie Presidente. Diciamo che purtroppo questo articolo, l'articolo 8, appunto, sconta quello che è un peccato originale, peccato originale che si è consumato con l'istituzione delle tasse sul lusso e che purtroppo è caduto tra capo e collo durante questa discussione. Ieri nel mio intervento ho cercato di sottolineare il fatto che distraendo questi fondi dell'ammodernamento tecnologico degli ospedali, si sarebbe aperto un vulnus; questo si è puntualmente verificato, perché si è aperto talmente in modo profondo, che anche il Presidente della Commissione ha dovuto ritrattare sul suo voto di astensione, che in un primo momento aveva espresso. E' vero, è un articolo che senza questa decisione, che è arrivata proprio quasi a fagiolo, sarebbe potuto essere licenziato e anche commentato con parole diverse. Però questo è quello che scontiamo, e su questo dobbiamo votare. L'onorevole Pacifico, mi dispiace che si sia espresso in questi termini nella sua dichiarazione di voto - non lo vedo in Aula, ecco, lo vedo adesso -, mi dispiace perché il rapporto che lui sa che si tiene in Commissione non è certo quello di superficialità. Il confronto che con l'opposizione è sempre andato su contenuti, non certo su parole prive di fondamento, e quindi forse stamattina, non so indispettito da che cosa, si è lasciato andare a delle espressioni che non sono a lui consone. Questo, ripeto, mi dispiace, perché i rapporti in Commissione viaggiano quasi su binari paralleli, ma tante volte convergono. Probabilmente, il nervosismo di questi giorni lo ha un pochettino tradito. Per quanto riguarda poi l'onorevole Espa, che afferma che vuole che si parli di politiche sociali, io sono pronto a parlarne, e sono pronto anche a riconoscere le leggi di cui ha parlato, che sono state sicuramente leggi utili, e che vengono applicate anche nei comuni come il mio. Però, voglio far notare anche questo: io è da due o tre mesi che, devo dire con molto piacere, ho contatti con l'Assessorato, perché alcuni paesi che nel sociale hanno sempre speso, investito negli anni, quasi nei lustri, oggi si vedono a dover forse tagliare dei servizi, sto parlando dei comuni dell'interno, perché purtroppo, con la questione del fondo unico, tutti questi quattrini che venivano impegnati nel sociale adesso non li possiamo più impegnare. Quindi, voglio dire, ci sono come sempre i locus minori resistentiae, e questo è uno di quelli. Noi siamo ancora che aspettiamo che venga definita questa specie di confronto che c'è in atto, perché purtroppo ai nostri anziani, ai nostri diversamente abili, ai nostri giovani non possiamo più dare le risposte di prima.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Gallus.

GALLUS (Fortza Paris). Concludo dicendo che pagando questo articolo quel peccato originale che dicevo in principio, il voto non può essere che negativo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gallus.

Ha domandato di parlare il consigliere Farigu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FARIGU (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Questo è un classico articolo che tratta una materia dove interessi forti e purtroppo interessi debolissimi si intrecciano e confliggono. Pertanto, non solo qui, è una denuncia generalizzata nel nostro Paese, in tutte le regioni del nostro Paese, l'Assessorato della sanità sta diventando una voragine. A fronte di risposte pessime, quasi anch'esse generalizzate, se è vero che ci sono notevoli risorse destinate alla sanità anche in Sardegna, però nessuno, nemmeno i colleghi della maggioranza, hanno potuto clamorosamente negare che vi è uno stato diffuso di malessere nel mondo della sanità. Vi è un diffuso e generalizzato stato di malessere, e negli operatori della sanità, abbiamo avuto occasione di visitarne qualcuno, e la denuncia è stata diffusa di disfunzioni, di inadeguatezze, eccetera; per non parlare del diffuso, clamoroso malessere che tutti i giorni noi riceviamo da parte dei cittadini. Non c'è nessuno di noi, nessuno di noi che non raccolga tutti i giorni denuncie clamorose sulle liste d'attesa, sulla disfunzione dentro gli ospedali, sulle inefficienze, su tutto. E' un fatto che a nessuno può essere negato. Non lo ha potuto negare nemmeno il nuovo Gruppo, che in questo Consiglio è venuto costituendosi in occasione di questa finanziaria, che ho definito il Gruppo del taglia e cuci. E' detto, anzi, proprio il Gruppo del taglia e cuci, che dimostra che dentro di questo vi è un enorme conflitto di interessi, soprattutto politici. La schizofrenia con la quale questa finanziaria, ed in particolare questo articolato è stato affrontato dalla Giunta, denuncia. che vi è uno sbando generale, e che la demagogia utilizzata in termini propagandistici ha funzionato anche piuttosto male. Ma era tutta evidente, in tutto questo articolo che si prestava evidentemente al diffuso e generalizzato benessere venutosi a creare nel mondo dei servizi sociali. Io non lo so se a tutti gli aventi diritto sia assicurata una badante, o siano state invece assicurate risorse a chi le badanti le governa e le amministra…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Farigu.

FARIGU (Gruppo Misto). Caro Presidente, siamo sempre al solito. C'è chi per i deboli vive, ma c'è chi vive, purtroppo, e in maniera spregevole, dei deboli.

Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Farigu.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (P.D.). Sono d'accordo col collega Farigu sull'ultima parte.

FARIGU (Gruppo Misto). E meno male.

MARROCU (P.D.). Bisognerebbe approfondire l'argomento.

FARIGU (Grruppo Misto). Io è questo che sollecito, io sollecito che si approfondisca.

MARROCU (P.D.). Il Gruppo dei Democratici voterà a favore dell'articolo 8 con convinzione, perché condivide il contenuto dell'articolo 8. Gli stessi colleghi del centrodestra, dell'opposizione, hanno comunque riconosciuto, nel sostenere anche che, se si voterà per parti, alcune parti verranno votate a favore, la validità dell'articolo 8, come veniva ricordato anche dal collega Pacifico, in particolare per le novità e per lo sforzo finanziario che si fa nelle politiche sociali. Poi c'è la sanità. L'articolo 8 è l'articolo che ha più emendamenti, tra aggiuntivi, sostitutivi, eccetera. C'è un interesse sulla sanità. In quest'Aula, la categoria sociale più presente sono i medici. Se aggiungiamo che anche chi non è medico ha interessi molto diffusi nella sanità, di altri colleghi, è evidente che il tema sanità è un tema che coinvolge il dibattito consiliare notevolmente. Io non sono convinto, anche sono convinto del contrario, che non si possa applicare alla Sardegna il concetto di malasanità. Io credo ci siano grandi sforzi intorno alla sanità, tanti e tali sono gli interessi in questo settore che non è facile, è una battaglia immane per riuscire a darsi una sanità che risponda a quegli interessi che tutti qua abbiamo un po' richiamato. Però, onestamente, io questo sforzo lo vedo. E' uno sforzo che è in campo, e credo che anche l'intervento un po' critico di chi è nella Commissione, di chi vive nel settore, perché proviene da quella categoria, dalla sanità, eccetera, e quindi li vivere giorno per giorno, fossero interventi più di richiamo ad attuare quel piano sanitario che finalmente alla Sardegna si è dato, più di richiamo ad andare avanti in una strada che si è intrapresa, che è un non condividere la strada che insieme abbiamo scelto. Forse più un richiamo a dire: "Andiamo avanti convinti in quella strada che ci siamo dati, del Piano sanitario", piuttosto che non condividere le scelte che invece la Giunta, il Governo regionale ha fatto. Per questo votiamo con grande convinzione l'articolo 8. E poi è possibile che magari quando andremo a discutere sugli emendamenti aggiuntivi, qualcosa, ulteriormente, può essere ancora fatta per migliorare l'articolo 8, e per instaurare meglio quel rapporto di dialogo che è auspicato anche dal collega Pacifico tra il lavoro della Commissione…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marrocu.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISU (R.C.). Ne decaduto né caduto, sempre in piedi, caro onorevole Sanna.

Grazie, Presidente. Come era scontato, su questo articolo, sulla sanità, si sono concentrate attenzioni e appassionati dibattiti. Devo anche dire, però, con molta chiarezza, che ho riscontrato anche tante, direi troppe strumentalizzazioni. Rimango dell'opinione che ho espresso all'inizio di questa discussione, che tanto si è fatto, tanto si sta facendo, e tanto ancora si deve fare. Tanto per sintetizzare con una frase un concetto. Certo, siamo su una strada difficile, ma io credo che con l'approvazione del Piano regionale sanitario e con le finanziarie di quest'anno e dell'anno scorso abbiamo anche ben chiaro il percorso che dobbiamo fare. Dare un'immagine, come qui è stato fatto, negativa, io credo che non solo sia un qualcosa che non corrisponde alla realtà, ma è anche sbagliato perché contribuisce a generare ulteriore sfiducia e rassegnazione tra la gente e, soprattutto, tra i settori sociali più deboli. In questo momento, cari colleghi del centrodestra, onorevole Cappai, mi riferisco a lei in modo particolare, avremmo avuto bisogno dei 50 milioni delle cosiddette tasse sul lusso che sarebbero stati utilizzati per altro; noi li avremmo voluti, questi soldi, per dare quelle risposte che servono ai cittadini. E per queste ragioni che erano giuste quelle tasse, è giusto quello che stiamo facendo, che noi abbiamo cercato di migliorare questo articolo, per cui, i consiglieri della sinistra arcobaleno voteranno a favore.

PRESIDENTE. Grazie Onorevole Pisu.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Io raccolgo l'accorato appello che è venuto da un decano, dal decano del Consiglio regionale, che nella sua anche pacatezza e compostezza ha messo a nudo i limiti, probabilmente, di una politica, quella sanitaria, che sicuramente va corretta, e bisogna dare atto all'onorevole Pino Giorico di aver, nei suoi frazionati interventi, invitato tutti ad un'attenta riflessione. Io riprendo dicendo subito che l'approvazione di questo articolo determina necessariamente una correzione anche del documento annuale di programmazione economico finanziaria, perché mi si deve spiegare come l'adeguamento del patrimonio edilizio e sanitario e l'ammodernamento tecnologico possano avere una qualche previsione positiva all'esito del depauperamento che ha drasticamente subito proprio quel capitolo di spesa. Ed ecco le ragioni per le quali riteniamo, anche per quanto già detto dall'onorevole Renato Lai, in particolare, che forse alcune problematiche potevano essere affrontate senza, appunto, la necessità di affrontare problemi, come anche quello sulla povertà, perché oggi il dato è che la povertà in Sardegna aumenta, non diminuisce, quindi c'è da chiedersi se le politiche poste in essere in questi ultimi anni siano adeguate, se forse non fosse necessario un qualche intervento correttivo. Ragione per la quale, insieme anche al gravoso problema dei precari della sanità, perché si tenta di dare risposte ad alcuni e non ad altri, parlo per l'esempio del caso dei veterinari, ecco, tutte cose che mi pare non possano far parte di una considerazione complessiva che ci porta a ritenere non esaustive le risposte sul campo sanitario e sul campo sociale che la Giunta ha inteso dare. Per cui, il nostro voto su questo articolo sarà negativo.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pittalis. E' in votazione l'articolo 8. E' stato chiesto il voto elettronico palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 8.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Cugini ha votato a favore e che i consiglieri

Cassano, Gallus e Giorico hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Marrocu - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Amadu - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Dedoni - Farigu - Floris Mario - Gallus - Giorico - Lai Renato - Licandro - Liori - Lombardo - Marracini - Milia - Murgioni - Petrini - Pileri - Pittalis - Rassu - Sanjust - Vargiu.

Si sono astenuti i consiglieri: Balia - Caligaris - Masia.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 67

votanti 64

astenuti 3

maggioranza 33

favorevoli 41

contrari 23

(Il Consiglio approva).

I lavori si sospendono qui, riprendono alle ore 16. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 14 e 06.



Allegati seduta

Testo dell'interpellanza e delle interrogazioni annunziate in apertura di seduta

Interpellanza Pileri - La Spisa - Petrini - Amadu - Rassu - Contu - Licandro - Sanjust - Cherchi Oscar sui ritardi relativi all'organizzazione del G8 alla Maddalena nel 2009.

I sottoscritti,

premesso che, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 21 settembre 2007, è stata attribuita la dichiarazione di "grande evento" alla presidenza italiana del G8 da svolgersi alla Maddalena nel mese di luglio 2009;

considerato che, a seguito di tale decreto, dovranno essere adottate misure di carattere straordinario ed urgente per assicurare il regolare svolgimento del grande evento sotto il profilo della sicurezza, dell'ordine pubblico, della mobilità, della ricezione alberghiera e delle telecomunicazioni con interventi infrastrutturali e di ricettività alberghiera, anche ai fini dell'accoglienza e dell'assistenza;

rilevato che la presidenza italiana del G8 verrà ricoperta dal 1° gennaio 2009 al 31 dicembre 2009, periodo nel quale si svolgeranno tutte le manifestazioni ed incontri ad essa connessi;

preso atto che:

- il summit del G8 si svolgerà, come stabilito dal decreto, nell'Isola di La Maddalena nel mese di luglio 2009;

- le somme attualmente stanziate, pari a 30 milioni di euro, risultano inadeguate per garantire la
realizzazione delle necessarie infrastrutture e che verranno impegnate soprattutto per la sicurezza;

considerato che nei giorni in cui si svolgerà il vertice sono prevedibili azioni dimostrative di decine di migliaia di manifestanti no global, black blocks, ecc.;

valutato che l'evento si svolgerà nel periodo estivo e che, oltre le evidenti e prevedibili difficoltà organizzative, potrebbero verificarsi gravi disagi con conseguenti danni al sistema turistico, anche a causa dei provvedimenti che comporteranno una forte limitazione al traffico aereo e marittimo nei giorni in cui si verificherà l'evento;

tenuto conto dell'accertato ritardo organizzativo soprattutto in riferimento alla progettualità delle opere infrastrutturali e alla cantierabilità delle stesse, sia sull'Isola della Maddalena (adeguamento Arsenale, ricettività, ecc.), che nei territori limitrofi (adeguamento viabilità e allungamento pista aeroporto di Olbia, ecc.);

accertato che il mancato inizio dei lavori, nei prossimi mesi, non consentirà di portare a termine gli stessi nei termini previsti per lo svolgimento dell'importante evento,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione al fine di sapere se:

1) sia a conoscenza delle effettive disponibilità finanziarie attualmente stanziate per la realizzazione delle necessarie opere infrastrutturali per il G8;

2) corrisponda al vero la notizia relativa alla chiusura al traffico civile dello spazio aereo degli aeroporti di Olbia e Alghero nei giorni del summit ed in quelli immediatamente precedenti e successivi e quali provvedimenti intenda attivare in merito;

3) non ritenga utile attivare con urgenza un tavolo di concertazione tra Regione, commissario straordinario ed enti locali interessati;

4) non ritenga opportuno richiedere al Governo lo spostamento della data dell'evento, dal mese di luglio all'autunno (settembre-ottobre), al fine di evitare i disagi prevedibili per i flussi turistici e per consentire la realizzazione delle necessarie infrastrutture;

5) verranno attuate opportune intese atte a coinvolgere nella realizzazione delle opere (con procedura di urgenza) professionalità, imprese e maestranze locali. (303)

Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sulle spese sostenute per l'istituzione e il funzionamento della Commissione regionale per la tutela del paesaggio.

I sottoscritti,

premesso che, con deliberazione n. 51/12 del 12 dicembre 2006, la Giunta regionale ha istituito la Commissione regionale per la tutela del paesaggio, ai sensi dell'articolo 137 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42;

considerato che della Commissione di cui sopra fanno parte, oltre al direttore generale dell'Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, al direttore generale dei beni culturali e paesaggistici per la Sardegna, al soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici, al soprintendente per i beni archeologici e al direttore del Servizio tutela del paesaggio, anche quattro esperti in materia nominati dalla Giunta regionale;

verificato che, con sentenze n. 200800127, n. 200800128 e n. 200800129, il TAR della Sardegna ha riconosciuto l'illegittimità della delibera di cui sopra, determinandone l'immediata decadenza, per varie ragioni tra cui la necessità che la Commissione sia istituita per mezzo di una legge regionale e non di un atto amministrativo e la mancata indicazione dei titoli e della procedura di selezione che avrebbero portato all'indicazione dei quattro esperti nominati dalla Giunta regionale;

valutato che si deve, pertanto, ritenere che la Commissione regionale per la tutela del paesaggio abbia finora operato in assenza dei necessari titoli di legge,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport affinché riferiscano:

quali costi sono stati sostenuti per l'istituzione e il funzionamento della Commissione regionale per la tutela del paesaggio;

se ai quattro esperti nominati dalla Giunta regionale siano stati corrisposti emolumenti di qualsiasi genere, anche a titolo di rimborso spese, e in quale misura;

quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di rifondere le casse regionali delle somme indebitamente spese a seguito dell'adozione di una delibera illegittima. (1152)

Interrogazione Cappai - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione in cui versa la società Fluorite di Silius Spa e sulla paventata chiusura dell'attività estrattiva di fluorite.

I sottoscritti,

preso atto delle recenti manifestazioni di protesta da parte degli operai della società Fluorite di Silius Spa che hanno dichiarato lo stato di agitazione a causa delle azioni poste in essere dalla Giunta regionale;

considerato che emerge lo stato di profonda preoccupazione in cui versano gli operai a causa delle dichiarazioni del Presidente della Regione, Renato Soru, che disattendendo gli impegni presi con l'Assessore dell'industria, nell'accordo stipulato il 21 dicembre 2007, avrebbe manifestato la ferma volontà di chiudere la miniera, posizione confermata dallo stesso Assessore dell'industria il 4 febbraio 2008;

constatato che, per mesi, il Presidente della Regione ha lasciato intendere che l'ostacolo alla ripresa produttiva della società sarebbe stato la Comunità europea, che avrebbe dichiarato illegittimi gli aiuti concessi dalla Regione alla società, mentre appare evidente che la volontà di chiudere la miniera è esclusivamente della Regione;

considerato che:

- proprio recentemente si è dimostrata la validità economica dell'estrazione della fluorite in quanto la Cina ha rinunciato all'esportazione del suo minerale e il prezzo dello stesso è triplicato negli ultimi cinque anni;

- altresì, appare ancora più incomprensibile la decisione della Regione di voler chiudere la più grossa attività estrattiva di fluorite d'Europa se si considera che il Piano industriale permetterà alla società di raggiungere la parità di bilancio in pochi anni e che lo stesso Assessorato regionale dell'industria ha dato positivo responso alla valutazione di impatto ambientale;

evidenziato che lo stesso Presidente Soru, all'indomani della elezione, aveva dichiarato pubblicamente che la Mineraria Silius rappresenta una realtà industriale e occupazionale tra le più importanti dell'Isola per cui sarebbe stata cura della nuova Amministrazione regionale, in tempi brevi, approfondire le vicende e concorrere alla soluzione dei problemi con scelte operative e gestionali economiche efficaci e trasparenti,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'industria per conoscere:

1) quali motivazioni abbiano indotto il Presidente della Regione a disattendere le buone intenzioni manifestate nel giugno 2004;

2) quali motivazioni abbiano indotto il Presidente e l'Assessore regionale dell'industria a disattendere dopo solo un mese e mezzo, l'accordo stipulato con il sindacato degli operai della Fluorite di Silius in data 21 dicembre 2007, che dettava precise garanzie per la società, e a decidere per la tempestiva cessazione dell'attività estrattiva;

3) se non ritengano opportuno porre in essere una tempestiva ed efficace azione politica intervenendo autorevolmente presso il Governo nazionale, affinchè lo Stato da una parte e la Regione dall'altra possano trovare una mediazione con l'Unione europea per scongiurare la cessazione dell'attività della miniera che, a tutt'oggi, rappresenta l'unica realtà industriale potenzialmente capace di produrre reddito;

4) quali provvedimenti urgenti intendano porre in essere per risolvere la grave emergenza occupazionale in cui versano gli operai per arrivare ad una rapida e positiva soluzione della vertenza. (1153)

Interrogazione Maninchedda - Atzeri, con richiesta di risposta scritta, sulle modalità di assunzione del personale a tempo determinato, presso il Servizio territoriale di Nuoro, nell'ambito del Piano servizio antincendi boschivi (SAIB).

I sottoscritti,

premesso che il regolamento per la stesura delle graduatorie per l'assunzione del personale a tempo determinato per la campagna antincendi boschivi individua tra i requisiti comuni a tutte le figure da individuare per l'assunzione: l'età, la residenza, lo stato di disoccupazione, il carico familiare, il reddito ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente); a questi titoli si aggiunge, per le vedette, gli autobottisti e gli autisti una selezione tecnico-pratica;

accertato che il Servizio territoriale di Nuoro dell'Ente foreste della Sardegna ha proceduto all'espletamento, nell'ambito del Piano servizio antincendi boschivi (SAIB), di selezioni per 15 operai agricoli forestali, di cui uno da inquadrare al 3° livello retributivo con il profilo di autobottista per il Comune di Bolotana; a seguito di selezione espletata in data 8 agosto 2005, vennero ammessi i signori Tanchis Giampaolo e Pisanu Dario che si classificarono, rispettivamente, al primo e al secondo posto; la graduatoria così stilata venne rivisitata a seguito della presentazione della documentazione da parte del signor Tanchis; infatti quest'ultimo, nella produzione della attestazione ISEE, contraddiceva il dato contenuto nella dichiarazione di autocertificazione e, pertanto, nell'attribuzione del nuovo punteggio veniva retrocesso in graduatoria; alla luce di tutto questo e a seguito della documentazione presentata risultava dunque vincitore della selezione il signor Dario Pisanu;

considerato che:

- il Nucleo mobile della Guardia di finanza di Macomer, successivamente all'espletamento dell'assunzione del signor Pisanu, ha comunicato all'Ente foreste della Regione autonoma della Sardegna, con nota n. 3996/3012 di sched., che nel corso di attività di polizia tributaria è stato accertato che quanto dichiarato dal signor Pisanu sul reddito familiare non corrisponde a quanto risultato dall'accertamento svolto, al punto che se ne è data apposita informativa di reato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Oristano;

- il direttore del Servizio territoriale di Nuoro dell'Ente foreste, preso atto degli accertamenti della Guardia di finanza, in data 22 gennaio 2007, prot. n. 917 pos. 5.5.6, ha comunicato all'Ente che "in considerazione delle notizie contenute nella nota della Guardia di finanza di Macomer emerge la non correttezza della documentazione presentata dal Pisanu a riguardo dei dati riguardanti il coniuge a carico che riverbera sulla reale condizione reddituale della certificazione ISEE; tutti dati che se giustamente presentati al momento della selezione avrebbero comportato un posizionamento (dello stesso) diverso nella graduatoria finale"; lo stesso direttore del Servizio "preso atto delle informazioni della Guardia di finanza" e "visto che il signor Pisanu ha reso dichiarazioni, nonché prodotto documentazione, non corrispondenti alla verità e che hanno falsato il risultato della selezione in oggetto" ha prospettato, ritenendo il signor Tanchis Giampaolo "il reale/naturale vincitore della selezione", l'opportunità dell'avvio al lavoro del signor Tanchis per la campagna AIB 2007,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per conoscere i motivi per cui l'Ente foreste non ha assunto alcuna iniziativa sulla vicenda in oggetto. (1154)

Interrogazione Lanzi, con richiesta di risposta scritta, sulla riorganizzazione della rete dei consultori familiari del Medio Campidano.

La sottoscritta,

considerato che il Piano regionale dei servizi sanitari (PRS) 2006-2008, approvato dal Consiglio regionale il 19 gennaio 2007, individua, fra gli obiettivi strategici, la riqualificazione della rete dei servizi territoriali e ospedalieri che erogano prestazioni sanitarie e socio-sanitarie nell'area materno infantile, al fine di pervenire ad un sistema integrato dei diversi livelli di offerta che impedisca le sovrapposizioni e realizzi appieno la continuità assistenziale;

visto che la riorganizzazione è necessaria al fine di dare risposta alle nuove esigenze di tutela della salute della donna e dell'età evolutiva e di sostegno alla coppia e alla famiglia, derivate dai profondi cambiamenti intervenuti nel contesto sociale, economico e demografico della Sardegna, secondo principi di accessibilità ai servizi, di efficacia degli interventi e di efficienza nell'uso delle risorse complessivamente disponibili;

tenuto conto che nell'allegato alla delibera n. 48/19 del 29 novembre 2007, relativamente alla riorganizzazione della rete dei consultori della Asl n. 6 di Sanluri, si prevede la presenza di 4 sedi principali e di 2 sedi distaccate, rispetto alle 6 sedi consultoriali attualmente presenti e uniformemente distribuite sul territorio;

precisato che, nell'allegato succitato, si afferma che "la scelta delle sedi principali è effettuata tenuto conto della viabilità, della centralità rispetto al bacino di utenza e dello stato dei locali";

rilevato che sono state individuate come principali le sedi di Sanluri, Villacidro, San Gavino e Serramanna, e due sedi distaccate (Guspini e Villamar - Lunamatrona)

considerato che Guspini, risponde ad un bacino di utenza di notevole importanza (circa 35.000 persone) e rappresenta un punto di riferimento per i paesi limitrofi, quali Arbus, Gonnosfanadiga e Pabillonis e che la sede di Guspini prevista nel nuovo poliambulatorio Asl possiede tutte le caratteristiche precisate nella delibera succitata,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale affinché precisino:

1) se nella individuazione delle sedi principali si è tenuto conto del tipo di viabilità e dei collegamenti esistenti tra i centri interessati dalla riorganizzazione nel Medio Campidano;

2) quali provvedimenti intendono assumere per garantire la parità di trattamento, il libero accesso e la fruizione dei servizi alle famiglie residenti nel territorio. (1155)

Interrogazione Lombardo, con richiesta di risposta scritta, sul finanziamento erogato dalla Giunta regionale al Comune di Iglesias sul programma straordinario di edilizia abitativa, di cui all'articolo 5 della legge regionale n. 1 del 2006, per la costruzione e il recupero di alloggi da attribuire prioritariamente in locazione a canone moderato.

La sottoscritta,

visti:

- l'articolo 33, comma 8, della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2 (legge finanziaria 2007), sulla prosecuzione del programma straordinario di edilizia abitativa di cui all'articolo 5 della legge regionale n. 1 del 2006, per la costruzione e il recupero di alloggi da attribuire prioritariamente in locazione a canone moderato;

- il 2° Programma di edilizia a canone moderato, la delibera della Giunta regionale n. 47/10 del 16 novembre 2006 e la determinazione del direttore generale n. 38376/3014 dell'8 ottobre 2007 "Nomina Nucleo di valutazione";

- la delibera della Giunta regionale n. 49/20 del 5 dicembre 2007;

considerato che il Comune di Iglesias ha presentato un progetto per il recupero di una parte del patrimonio edilizio delle "ex casermette" per realizzare alloggi a canone moderato, ricevendo un finanziamento di euro 4.743.259,81, come risulta dalla predetta delibera della Giunta regionale n. 49/20 del 5 dicembre 2007;

rilevato che:

- si tratta di beni di proprietà, tutt'oggi, dell'Amministrazione regionale e non del Comune di Iglesias;

- il Programma di edilizia per la locazione a canone moderato si propone di privilegiare gli interventi di recupero del patrimonio abitativo o edilizio, pubblico e privato, esistente nei centri dell'Isola e attualmente inutilizzato;

verificato che:

- il Nucleo di valutazione aveva escluso il Comune di Iglesias, così come risulta dal verbale n. 16 del 26 novembre 2007, in quanto "gli alloggi oggetto dell'intervento, non sono in disuso";

- gli alloggi oggetto dell'intervento non siano in disuso é un fatto noto, peraltro, agli stessi uffici della Regione in considerazione dell'allegato (ottavo elenco dei beni cedibili ai comuni) alla delibera della Giunta regionale n. 7/12 del 21 febbraio 2006, in cui viene specificato che si tratta di "alloggi utilizzati per famiglie senza tetto";

preso atto della nota n. 39165 del 4 dicembre 2007, con la quale il sindaco di Iglesias ha sottolineato che "nessun ente ha mai gestito tali beni e fino ad oggi le successioni negli alloggi sono avvenute al di fuori di qualsiasi regola di diritto pubblico";

considerato che, contrariamente alle dichiarazioni del sindaco di Iglesias, moltissimi cittadini sono legittimi conduttori dei predetti immobili, in considerazione di regolari contratti di locazione e di numerose autorizzazioni edilizie rilasciate dalla stessa amministrazione comunale di Iglesias;

valutato che la nota n. 39165 del 4 dicembre 2007 del sindaco di Iglesias non appartiene all'attuazione dell'indirizzo politico-amministrativo generale del comune, ma alla gestione amministrativa;

ribadito che la Giunta regionale ha erogato al Comune di Iglesias un finanziamento di euro 4.743.259,81, come risulta, appunto, dalla predetta delibera della Giunta regionale n. 49/20 del 5 dicembre 2007 e che, contrariamente, la proposta del Comune di Ortacesus non è stata ammessa "in quanto trattasi di ristrutturazione edilizia di edificio non totalmente adibito ad uso residenziale, nonché attualmente utilizzato",

chiede di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale dei lavori pubblici e l'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica per sapere se non ritengano necessario verificare la legittimità:

1) del finanziamento erogato al Comune di Iglesias;

2) della nota del sindaco di Iglesias. (1156)