Seduta n.313 del 23/02/1994 

CCCXIII SEDUTA

(ANTIMERIDIANA)

MERCOLEDI' 23 FEBBRAIO 1994

Presidenza del Presidente FLORIS

indi

della Vicepresidente SERRI

indi

del Vicepresidente SERRENTI

INDICE

Disegno di legge: "Modifiche alle leggi regionali 29 gennaio 1994, n. 2 e 31 gennaio 1994, n. 3, concernenti rispettivamente la legge finanziaria 1994 e il bilancio annuale 1994 e pluriennale 1994/1996 della Regione" (470).

(Discussione e approvazione):

DADEA, relatore.....................

COGODI ................................

BARRANU, Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio ...

USAI SANDRO .....................

ONNIS ....................................

(Votazione segreta) .................

(Risultato della votazione) ......

Proposte di legge Dadea - Sanna - Cuccu - Urraci - Barranu - Casu - Cocco - Cogodi - Ladu Leonardo - Lorelli - Manca - Muledda - Pes - Pubusa - Ruggeri - Satta Gabriele - Scano - Serri Zucca: "Norme per la protezione degli animali e istituzione dell'anagrafe canina"(21) e Serra Pintus - Tidu - Lorettu - Sechi - Serra Giuseppe: "Sulla tutela e protezione degli animali" (34). (Discussione del testo unificato):

SECHI, relatore .......................

COLLU UGO, Assessore degli affari generali,

personale e riforma della Regione

COGODI .................................

DADEA ...................................

Sull'ordine del giorno:

BAROSCHI.............................

COGODI .................................

LORETTU................................

DADEA ...................................

PILI .........................................

Sull'ordine dei lavori:

SECHI .....................................

La seduta è aperta alle ore 10 e 02.

PORCU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 2 febbraio 1994, che è approvato.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Sechi. Ne ha facoltà.

SECHI (P.P.I.). Chiedo che i lavori siano sospesi per quindici minuti per consentirci di predisporre alcuni emendamenti.

PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni, sospendiamo i lavori del Consiglio non soltanto perché qualcuno vuol presentare emendamenti, ma perché si tratta di un provvedimento importante per il quale credo sarebbe opportuna la presenza di un numero più consistente di consiglieri regionali.

Sospendo quindi la seduta per quindici minuti e, in ordine all'assenza dei consiglieri, mi riservo di fare, nella seduta di stasera, una comunicazione in Aula.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 05, viene ripresa alle ore 10 e 24).

Discussione ed approvazionedel disegno di legge: "Modifiche alle leggi regionali 29 gennaio 1994, n. 2, e 31 gennaio 1994, n. 3, concernenti rispettivamente la legge finanziaria 1994 e il bilancio annuale 1994 e pluriennale 1994/1996 della Regione" (470)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 470, relatore l'onorevole Dadea.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare l'onorevole Dadea, relatore.

DADEA (P.D.S.), relatore. Mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, credito, bilancio e assetto del territorio.

BARRANU (P.D.S.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta si rimette alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1.

PORCU, Segretario:

Art. 1

Abrogazione di norme

1. Nella legge regionale 29 gennaio 1994, n. 2, sono abrogate le seguenti norme:

a) articolo 5, commi 2 e 3;

b) articolo 30;

c) articolo 35, comma 2;

d) articolo 41;

e) articolo 59;

f) articolo 70, comma 5.

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

PORCU, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Mannoni - Desini - Salis - Sechi - Tarquini

Art. 1

Dopo l'articolo 1 è inserito il seguente:

"Art. 1 bis

Per il programma di manifestazioni di carattere culturale e sportivo, effettuato in Sardegna e nella Repubblica del Kazakistan nel corso del 1992, in attuazione del protocollo d'intesa stipulato ad Alma - Ata, in data 24 maggio 1991, tra la Regione Sardegna e la predetta Repubblica (protocollo ratificato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento Affari regionali il 18.12.1991), è concesso all'Associazione Sardegna Kazakistan, con sede in Cagliari, un finanziamento di L. 250.000.000.

L'Associazione beneficiaria dovrà, a tal fine, presentare la documentazione delle spese effettivamente sostenute.

Nel bilancio regionale 1994 è istituito il sotto indicato capitolo di spesa: Cap. 11096-02 (N.I.).

Concessione di un finanziamento all'Associazione Sardegna - Kazakhstan per lo svolgimento di un programma di manifestazioni culturali e sportive nell'ambito del protocollo d'intesa Regione Sardegna - Repubblica del Kazakistan L. 250.000.000.

Alla spesa suindicata si farà fronte mediante una corrispondente riduzione dello stanziamento del capitolo 11099 del bilancio regionale 1994". (15)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Dadea.

DADEA (P.D.S.), relatore. Esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione , bilancio, credito e assetto del territorio.

BARRANU (P.D.S.), Assessore della programmazione bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

PORCU, Segretario:

Art. 2

Aziende di trasporto

1. Nella legge regionale n. 2 del 1994 dopo l'articolo 30 è inserito il seguente:

"Art. 30 bis

Aziende di trasporto

1. Per la concessione alle aziende di trasporto pubbliche o private dei contributi per conseguire l'equilibrio economico dei bilanci, ai sensi dell'articolo 2 della legge regionale 27 agosto 1982 n. 16, e successive modificazioni e integrazioni, è autorizzato, nell'anno 1994, lo stanziamento di lire 130.000.000.000 (cap. 13002/01).

2. E' altresì autorizzato, nell'anno 1994, lo stanziamento di lire 28.000.000.000 per la concessione, alle aziende di trasporto pubbliche o private, dei contributi per investimenti previsti dall'articolo 9 della legge regionale n. 16 del 1982 (cap. 13026)".

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 3.

PORCU, Segretario:

Art. 3

Progetti speciali finalizzati all'occupazione

1. Nell'articolo 38 della legge regionale n. 2 del 1994, dopo il comma 2, è aggiunto il seguente:

"2 bis. Sono fatti salvi i progetti presentati per l'attuazione delle azioni di cui al comma 2, così come individuati dall'articolo 19, comma 4, della legge regionale 30 giugno 1993, n. 27, sostituito dall'articolo 11, comma 2, della legge regionale 23 dicembre 1993, n. 54".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, chiedo di parlare su questo articolo, non è il caso di farla lunga, ormai è evidente che questo Consiglio regionale ha esaurito le sue batterie, però con il poco di energia residua, e non tutta energia positiva, si continua ad approvare leggi. Io ho avuto modo di dirlo già ieri alla ripresa dei lavori del Consiglio, inutilmente perché tra l'altro non c'è attenzione solo ad alcune cose che si rifilano solo attraverso emendamenti che appaiono innocui; non c'è attenzione in Aula, c'è attenzione solo ad alcune cose che si rifilano solo attraverso emendamenti che appaiono innocui; e poi non c'è attenzione da parte dell'opinione pubblica, ormai la vita politica sarda va al traino delle vicende elettorali nazionali, con candidati, controcandidati, risse, dichiarazioni e contro dichiarazioni e i tanti richiami fatti alla nuova qualità della politica, ai contenuti, ai programmi, le regole diventano parole al vento; coerenza, serietà, responsabilità sono parole superflue, quasi inutili e in questa condizione desolante e desolata si dovrebbe continuare ad approvare leggi. Io ho già detto ieri che conviene sospendere, signor Presidente, e colleghi. Conviene sospendere l'approvazione di queste leggi e semmai concertare, vedere se c'è la possibilità di fare alcune cose ritenute utili, essenziali, che diano una chiusura dignitosa a questa legislatura regionale. I progetti di legge che arrivano in Aula si annunciano in un modo e poi diventano un'altra cosa ed è inevitabile forse che ciò accada. Su questa stessa leggina dell'Assessore del bilancio, che concerne modifiche alla legge finanziaria, e al bilancio - ma l'abbiamo discusso qualche mese fa il bilancio e fu uno sforzo eccezionale a cui tutti hanno concorso - abbiamo 16, 20 emendamenti. Si dirà che alcuni sono tecnici. E' vero ma, altri sono invece, di merito, sono politici, perché attraverso di essi si reintroducono normative che furono discusse per giorni e giorni in Commissione e allora si ritenne, in una condizione più tranquilla, che non dovessero diventare norme della Regione. Poi vedremo alcuni di questi emendamenti che si rifilano all'ultima ora in una modifica del bilancio e della legge finanziaria. Tutto questo non è serio. Io non voglio dire molto di più, dico solo che tutto questo non è serio, ragione per cui, intervenendo adesso sull'articolo 3 che per esempio porta ulteriori modifiche normative alla procedura di approvazione dei progetti speciali, non posso esimermi dal ricordare che questa materia si gira e si rigira tra le carte ormai da tanti anni, e ogni volta si introducono nuove normative dicendo che rappresentano la soluzione. C'era un inghippo tecnico-procedurale, si propone una norma che dovrebbe superare quell'inghippo tecnico-procedurale, si danno dei termini e la Giunta annuncia che si sbloccano i progetti speciali. L'ha annunciato la primavera scorsa, l'estate scorsa, l'autunno scorso, l'inverno scorso e quello in corso. E sempre tempi, e sempre termini, i giovani delle cooperative, i giovani disoccupati occupano i locali della Regione per dieci giorni per ottenere un incontro con la Giunta che viene fissato a dieci giorni dall'inizio della protesta. Dieci giorni la Giunta ha detto e dieci giorni sono stati, con questi giovani che occupavano i locali della Regione. Abbiamo visto l'insensibilità, l'assenza, la fuga di alcuni Assessori, ad iniziare dall'Assessore del lavoro, desaparecido, scomparso! Inefficace, inefficiente, inconcludente e pure assente.

Ma chi è assente qualche volta fa meno danni e chi è presente non è che sia coerente con il comportamento che si era inizialmente annunciato. Bisogna spiegare perché mai in cinque anni, quando si aveva tutto il tempo di modificare le normative, - e sono state modificate tante volte - i progetti speciali non sono stati resi esecutivi, perché non sono stati, in cinque anni, anche riconvertiti se vi era la possibilità di fare cose migliori rispetto a quelle inizialmente previste. Però disporre di quasi mille miliardi, perché a tanto assomma l'intera manovra finanziaria, l'intero sacrificio regionale per promuovere politiche attive del lavoro e non riuscire a mettere in campo un solo cantiere, soprattutto in riferimento ai progetti speciali, è una vergogna.

Uso l'espressione, signor Presidente del Consiglio, che lei ebbe ad usare circa due anni fa mi pare, se non di più, da Presidente della Giunta. Diceva allora: "E' una vergogna, mi sono reso conto che i progetti speciali non sono in attuazione". Dopo quella sua condanna, quella sua espressione dura che accompagnava tante altre espressioni dure, tanti altri movimenti di contestazione - io vi ho più di una volta chiesto scusa per avervi annoiato con questa questione - stiamo ancora modificando la normativa. L'articolo che abbiamo in discussione modifica ancora una volta la normativa, perché si dice che ci sono ancora inghippi procedurali. Ma insomma, chi le studia queste cose? Cosa fanno in merito gli uffici regionali, che abbiamo istituito e che abbiamo chiamati uffici speciali, task force, sotto la diretta responsabilità della Giunta e del Presidente della Giunta, togliendo tutti i passaggi che si ritenevano defatiganti di Commissioni e di Comitati vari? Ciò nonostante tutto è fermo, tutto è bloccato. Tutto questo è una vergogna. Io non capisco perché non si vergogni chi si deve vergognare. Voi volete ancora modificare la normativa dicendo che la responsabilità è delle norme; ma le norme le avete fatte voi, le avete proposte voi e, in questa materia, noi dell'opposizione vi abbiamo sempre detto: "Va bene, se voi ritenete che questa sia la norma giusta per sbloccare votiamole". Se quest'articolo 3 serve lo votiamo ancora, votiamo anche altre norme, tutto quello che volete, purché l'obiettivo si raggiunga. Ma non ci crediamo più, non è vero, perché si vuol far pagare alle norme, che poi sono il frutto della capacità di legislazione, che sono il frutto della capacità di governo e quindi della incapacità di governo, le responsabilità che sono invece della politica, che sono di chi compone il governo della Regione.

Ecco, questa legge che è arrivata in Aula e che si è detto essere quasi innocua, perché era una leggina, adesso si arricchisce di tutte queste altre cose, di tante altre modificazioni che sono introdotte alla legge finanziaria approvata di recente.

Ma scusate, perché noi dell'opposizione, noi di Rinascita e Sardismo rinunciando addirittura ai termini, per approvare il bilancio entro dicembre? C'era, un valore politico in questo che non può essere oggi tradito, perché la maggioranza, tutto il Consiglio, tutte le forze politiche, responsabilmente, nell'anno della lunga tornata elettorale era giusto che disponessero del bilancio approvato in termini, entro il dicembre dell'anno precedente, e ciò è avvenuto anche per il concorso positivo dell'opposizione, proprio per evitare, nel corso della lunga tornata elettorale, modificazioni al bilancio della Regione che alterano l'equilibrio che voi avete proposto, che voi vi siete dati.

E se cominciamo con le modifiche di bilancio e di finanziaria adesso e poi ancora di sicuro nelle settimane successive, se si tocca questo principio, che è un principio di valore politico, che faceva parte anche dell'affermata volontà di non cambiare le regole che si erano date, di non giocare con i danari pubblici, soprattutto in campagna elettorale, cade anche un altro di quei pur deboli baluardi che si erano posti a suo tempo per la correttezza del confronto politico.

Tutto questo viene meno, tutto è travolto: regole, impegni, principi, tutto; e adesso anche questo impegno. Io noto, signor Presidente, che questi emendamenti sono stati distribuiti poc'anzi, nel momento in cui il Consiglio era più sguarnito di quanto non lo sia adesso che pure è sguarnito. Il Presidente dirà quello che avrà da dire in relazione alla capacità di tenuta di questo Consiglio, e non è un'astrazione il Consiglio, è formato dalle forze politiche, è formato dalle persone che compongono a loro volta le forze politiche. E' chiaro che queste sono in questi giorni più altrove che qui, dove dovrebbero essere con i loro rappresentanti. Non è possibile; questo è un Consiglio, signor Presidente, che non è agibile. Le dico che questo non è giusto, perché è un'altra alterazione, una lesione della correttezza dei rapporti politici e anche dei rapporti elettorali. Noi non abbiamo una visione demoniaca delle elezioni, le elezioni sono un momento del confronto politico di fronte ai cittadini perché essi esprimano una valutazione responsabile e un consenso e un dissenso rispetto a chi si presenta. Ma se in quest'Assemblea che è composta di tanti consiglieri, dei quali molti sono candidati mentre noi tentiamo di rendere ancora un qualche servizio, assolvendo peraltro al nostro compito e alla nostra funzione, altri soprattutto i capi, sono assenti perché sono in tutt'altre faccende affaccendati, questa è anche concorrenza sleale. Non è giusto, non va bene, e io ripropongo signor Presidente, la questione che io ho proposto in tempi non sospetti e, cioè molto prima della tornata elettorale. Il Consiglio lavori nella pienezza delle sue funzioni ma lavori anche con la presenza o compresenza dei suoi componenti. Mi sono permesso di chiedere ieri che anche i congedi vengano sottoposti di questi tempi ad una qualche verifica, perché non basta telefonare e dire: "Chiedo congedo". Perché chi è assente in Consiglio, se il Consiglio deve operare, deve motivare e giustificare la propria assenza in Consiglio regionale. E io vorrei sapere dove sono i componenti dell'Assemblea legislativa sarda, dove sono i componenti della Giunta, che non è vero che sono tecnici, sono politici a tempo pieno, applicati in campagna elettorale più di ogni altro. E forse è il caso che questo Consiglio si dia - non so quanto varrà perché ogni regola che si è data non è servita a nulla - ma si dia almeno, qualche altra direttiva del tipo che gli Assessori per esempio, si astengano in campagna elettorale dal tenere Convegni e troppe conferenze stampa e dal propagandare attraverso i giornali con pubblicità (che non è vero che è istituzionale; è politica) fatti e iniziative. Facciano ma con spirito di servizio, ciò che debbono fare e per due o tre mesi, se devono restare per forza - perché se ne dovrebbero andare - accettino di operare in silenzio, accettino di operare produttivamente, per l'utilità per le quali un atto di amministrazione si fa e non sempre con telecamere, con giornalisti a propagandare peraltro cose inesistenti. Quando leggo che l'Assessore regionale della programmazione e del bilancio dai giornali dice: "Grazie Ciampi", mi dico: "ma quale 'Grazie Ciampi'", ma quale "Piano di Rinascita" per quattro danari in cinque anni che sono l'esproprio certificato del diritto alla rinascita di questa Regione! Che cos'è tutto questo? E i giornali a titolare: "La Regione: Grazie Ciampi". Noi non possiamo ringraziare quelli che colpiscono i diritti di questa Regione. E se c'è qui una Giunta che vuole ringraziare, in questa subalternità, per una specie di sindrome di Stoccolma, per cui nella debolezza, nel ricatto, il debole, il ricattato addirittura ringrazia l'aguzzino perché non lo sevizia più di tanto. Tutto questo è inammissibile per una Regione che finora ha manifestato seppure in modo difficile, in modo non sempre lineare, una sua dignità. Come si fa a ringraziare un Governo come quello che ha espropriato questa Regione dei suoi diritti, che ha negato il Piano di Rinascita e se ne esce con un decretino elettorale che stanzia quattro danari in cinque anni che non sono la rinascita, che non sono la solidarietà, che non sono i diritti di questa Regione. Perché queste finzioni, questi stravolgimenti? Qui bisogna fare il punto sulla situazione, e principalmente sulla situazione politica. In conclusione, signor Presidente, colleghi, io comunque, per intanto, almeno chiedo che questo provvedimento, con i suoi tanti emendamenti, sia riesaminato in Commissione, che si valuti il merito di tutta questa materia e arrivi in Aula, se volete proprio che si discuta e si approvi già istruito. Il momento è troppo difficile e delicato per portare in Aula in questa fase provvedimenti che non siano passati al vaglio della Commissione, ed è chiaro ed evidente che il progetto di legge in discussione non è più quello originale ma è quello costituito da questo mazzo di emendamenti ed è ormai un'altra cosa, quindi chiedo formalmente che almeno ci sia un passaggio in Commissione per valutare la portata degli emendamenti e la coerenza con gli impegni politici e anche con la manovra complessiva di bilancio che la Regione già si è data.

PRESIDENTE. Siamo all'articolo 3; c'è una richiesta formale da parte dell'onorevole Cogodi di rimandare il provvedimento in Commissione. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione bilancio, credito e assetto del territorio.

BARRANU (P.D.S.). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, al di là del numero degli emendamenti, il disegno di legge non è altro che il recepimento delle osservazioni del Governo alla legge finanziaria, alla legge numero 2, che comportano l'abrogazione o le riscritture di vari articoli, e il testo che stiamo discutendo è esattamente quello che ha chiesto il Governo. Anche gli emendamenti non portano nessuna innovazione di carattere sostanziale rispetto alla legge finanziaria approvata perché gli emendamenti che vengono presentati, in particolare il numero 1, sono la riscrittura concordata col Governo degli articoli che erano stati sottoposti a censura dal Governo stesso, quando venne approvata la legge finanziaria, la legge numero 2. Quindi non c'è nessun articolo innovativo. Non solo la Giunta regionale aveva accolto la richiesta, fatta alcune settimane fa, di presentare un disegno di legge che recepisse le osservazioni del Governo alla finanziaria, ha ritirato gli emendamenti che aveva presentato alla legge sull'agricoltura, perché tutti questi articoli erano stati presentati come emendamenti alla legge di accompagnamento in materia di agricoltura e proprio su richiesta dell'onorevole Cogodi ha trasformato questi emendamenti in un disegno di legge che è stato discusso e approvato in Commissione bilancio. Sulla norma sull'Azienda Foreste Demaniali, che è l'unica norma sostanziale, si è concordato in Commissione bilancio di presentarla sotto forma di emendamento in Aula dopo aver avuto contatti diretti con il Governo. Noi abbiamo avuto questi contatti diretti con il Governo e, su questo punto, il Governo ha dichiarato che è disponibile ad accettare la formulazione dell'intervento dell'Azienda Foreste Demaniali, solo se la formulazione stessa è nominativa, cioè se l'Azienda Foreste Demaniali può procedere al rilevamento di aziende attraverso un'autorizzazione di legge così come avviene per la Regione. Il motivo per il quale aveva rinviato l'articolo della legge finanziaria è che vi era una modifica dello Statuto dell'Azienda Foreste Demaniali che delegava in bianco, alla stessa Azienda Foreste demaniali, la possibilità di rilevare aziende pubbliche o private senza autorizzazione di legge. E' l'unica norma sostanziale che viene presentata sotto forma di emendamento alla legge che stiamo discutendo. Gli altri emendamenti, come ben può vedere l'onorevole Cogodi, non sono norme sostanziali, sono soltanto variazioni di bilancio. Per l'esattezza, ci sono reiscrizioni per somme che sono andate in economia che costituiscono esclusivamente variazioni di bilancio; non ci sono norme di carattere sostanziale. Ancora, per essere più precisi, l'unica norma di carattere sostanziale, innovativa, non discussa nella Commissione bilancio, che è stata approvata poco fa in Aula, è quella relativa ed un emendamento, l'emendamento numero 15, firmato anche da componenti del Gruppo presieduto dall'onorevole Cogodi, che prevede un intervento a sanatoria, per una relazione intercorsa tra la Sardegna e il Kazakistan, che è una norma sostanziale, innovativa, non discussa nella Commissione bilancio, su cui peraltro la Giunta aveva, in sede informale, espresso alcune perplessità di carattere formale, poi mi pare superate. Ripeto: tutti gli altri emendamenti, che possono essere tranquillamente visti, sono reiscrizioni di somme, sono variazioni di bilancio. Non ci sono modifiche di carattere sostanziale inserite qui in Consiglio e non discusse in Commissione. Vi è in effetti, dimenticavo, l'emendamento - ma su questo credo che sia giusto che si apra una discussione in Aula - relativo all'aumento del capitale del CIS, e ieri si è svolta su questo punto in Commissione programmazione e bilancio una discussione e si è dato mandato alla Giunta di presentare un emendamento in Aula perché in Aula avvenga la discussione su questo punto. Quindi, anche su questo emendamento, che costituisce, per la portata finanziaria e anche politica dell'intervento, un elemento di novità, vi è stata una discussione ieri mattina in Commissione programmazione e bilancio con l'incarico alla Giunta di presentare l'emendamento in Aula, cosa che la Giunta ha fatto.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei insiste sulla sua richiesta?

COGODI (Rinascita e Sardismo). Sì, insisto nella richiesta, perché non è che non sapessi quello che ha detto l'Assessore del bilancio e della programmazione regionale. E' vero, il Consiglio sta esaminando la modifica sostanziale della legge finanziaria e del bilancio, attraverso l'eliminazione di parti sostanziali del bilancio stesso, e attraverso una serie di emendamenti che innovano profondamente la manovra di bilancio. Io riterrei che tutte queste cose debbano essere necessariamente ordinate e correlate perché - e si vedrà meglio dall'emergere via via della manovra così come si compone, attraverso immissioni e innovazioni - si tratta di una vera e propria manovra di bilancio. Per queste ragioni io insisto per la sospensiva e per il rinvio in Commissione dell'insieme del provvedimento che è all'esame del Consiglio.

PRESIDENTE. Voglio far presente all'onorevole Cogodi che gli emendamenti presentati in Aula che comportino aumenti o riduzioni di spesa sono inviati contemporaneamente alla Commissione finanze che può esprimere il parere in Aula attraverso il Presidente della Commissione o un suo relatore, come da Regolamento.

Ha domandato di parlare l'onorevole Dadea, relatore. Ne ha facoltà.

DADEA (P.D.S.), relatore. Presidente, in qualità di relatore del disegno di legge numero 470, per esprimere la contrarietà all'eventuale rinvio in Commissione, anche perché questo sostanzialmente è quasi impossibile dal punto di vista regolamentare, a meno che non si faccia ricorso all'articolo 86, che riguarda la sospensiva, ma non mi sembra sia questo il riferimento a cui si è appellato il collega Cogodi. Contrarietà al rinvio e comunque all'eventuale sospensione del provvedimento in quanto il disegno di legge "470", come ha opportunamente ricordato l'Assessore, si limita soltanto a riformulare quelle parti della finanziaria e del bilancio che sono state oggetto di osservazioni da parte del Governo e sulla base, appunto, di queste osservazioni la Giunta si è impegnata, pena il rinvio dell'intera manovra di bilancio, a riformulare attraverso un proprio provvedimento di legge.

Voglio anche ricordare che questo stesso Consiglio regionale, di fronte all'ipotesi di provvedere alla riformulazione degli articoli oggetto di osservazione da parte del Governo attraverso la predisposizione di emendamenti, ha espresso la sua contrarietà, decidendo invece di procedere attraverso lo strumento ordinario che è quello del disegno di legge da parte della Giunta regionale. Il disegno di legge è stato esaminato con molta attenzione da parte della Commissione competente, che ha sviluppato un confronto abbastanza interessante al suo interno e alla fine ha approvato il provvedimento stesso.

Per quanto riguarda, invece, quegli emendamenti che sono stati predisposti e presentati dalla Giunta regionale, che non si limitano a modificare gli articoli oggetto delle osservazioni del Governo, e in particolare per quanto riguarda l'emendamento numero 9, che riguarda la partecipazione regionale al capitale del Credito Industriale Sardo, per la rilevanza dell'emendamento, una rilevanza anche politica perché riguarda un aspetto quanto mai importante della politica del credito in Sardegna e anche per la rilevanza delle risorse che sono state impegnate, penso che dal momento della discussione, sarà opportuna una sospensione da parte del Consiglio ed eventualmente una riunione della Commissione bilancio per valutare tutte le implicazioni di carattere economico e di bilancio che questo emendamento comporta. Ma io penso che solo ed esclusivamente su questo emendamento sarà necessaria una riflessione e comunque sarà necessario coinvolgere pienamente l'intera Commissione bilancio.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, insiste sulla sua richiesta di sospensione? Se insiste la metto in votazione.

COGODI (Rinascita e Sardismo). No, chiedo scusa Presidente io pensavo che fosse una richiesta condivisa; siccome non è condivisa, nessuno vuole né perdere tempo né far perdere tempo, si prosegua pure. Pensavo fosse utile. Se si ritiene che non sia utile si proceda.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 3 bis.

PORCU, Segretario:

Art. 3 bis

Rideterminazione di autorizzazione di spesa

1. Le autorizzazioni di spesa previste per gli anni 1995 e 1996 dagli articoli, 6, commi 1 e 2,7 e 13 della legge regionale 29 gennaio 1994, n. 2, sono determinate come segue:

art. 6, comma 1 -

edilizia abitativa - (cap. 08112)

1995 lire 77.300.000.000

1996 lire 9.000.000.000

art. 6, comma 2 -

edilizia sanitaria - (cap. 08070/03)

1995 lire 5.000.000.000

1996 lire 55.000.000.000

art. 7. - interventi nel settore idrico, (cap. 08069/11)

1995 lire 5.000.000.000

1996 lire 85.000.000.000

art. 13 - mattatoi (cap. 08073/01)

1995 lire 1.000.000.000

1996 lire 7.000.000.000

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero: 1, 3, 5, 7, 8, 9, 11, 13, 16. Se ne dia lettura.

PORCU, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale

Art. 3 ter

Nella legge regionale 29 gennaio 1994, n. 2 dopo l'articolo 59 è inserito il seguente:

Art. 59 bis Aziende foreste demaniali

1. Nello statuto dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione sarda, approvato con Legge regionale 29 febbraio 1956, n. 6 modificato dalla legge regionale 5 luglio 1972, n. 19, al punto 1 è inserita la seguente lettera:

"h) perseguire le proprie attività istituzionali anche attraverso l'acquisto e la gestione, compresa la forma partecipativa, di società pubbliche, private o miste, previa autorizzazione legislativa della Regione".

2. Per sostenere gli oneri derivanti dall'attività di cui al precedente comma 1°, è autorizzata, nell'anno 1994, l'erogazione di un contributo di lire 2.000.000.000 a favore della precitata Azienda per l'acquisto di partecipazioni azionarie e per le spese di gestione della SARFOR Sardegna Forestale SpA (cap. 05036).

Il programma di spesa è approvato dalla Giunta regionale a termini dell'art. 4, lett. i), della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1. (1)

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale

Art. 3 quater

Nella legge regionale 29 gennaio 1994, n. 2, dopo l'art.67 è inserito il seguente:

Art. 67 bis

Assemblea del volontariato

E' autorizzata, nell'anno 1994, la spesa di lire 25.000.000 per l'organizzazione e lo svolgimento della prima assemblea generale del volontariato, prevista dall'articolo 19, 6° comma, della legge regionale 13 settembre 1993, n. 39 (cap. 01069). (3)

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale

Art. 3 quinques

Nella legge regionale 29 gennaio 1994, n. 2, dopo l'articolo 68 è inserito il seguente:

Art. 68 bis

Produttività

1. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 19, commi 1° e 5° delle norme risultanti dalla disciplina dell'accordo contrattuale per il triennio 1988/1990, di cui al decreto del Presidente della Giunta regionale 7 giugno 1990, n. 116, è autorizzata, nell'anno 1994, la spesa di lire 5.993.000.000 (cap. 02017). (5)

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale

Art. 3 sexies

Nella legge regionale 29 gennaio 1994, n. 2, dopo l'art. 67 bis è inserito il seguente:

Art. 67 ter

L.R. 25/93 - Trasferimento risorse agli enti locali

1. Nella tabella A, allegata alla legge regionale 1 giugno 1993, n. 25 le dotazioni del capitolo 05065 deve intendersi confluita nel fondo di cui al capitolo 04018 anziché nel fondo di cui al capitolo 04019. (7)

Emendamento aggiuntivo Usai Sandro - Sanna Antonio - Satta Antonio - Tidu - Sechi

All'articolo 3 bis è aggiunto il seguente:

Art. 3 septies

Contributi per gli oneri di gestione dei Musei di Ente Locale

E' autorizzata, nell'anno 1994, la spesa di L. 500.000.000 per le finalità previste dal quarto comma dell'art. 9 della L.R.23 dicembre 1993 (cap. 11105/2).

Nel bilancio della regione per l'anno finanziario 1994 è introdotta la seguente variazione:

In diminuzione

03 PROGRAMMAZIONE

Capitolo 03016 Fondo speciale per fronteggiare spese correnti dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30 L.R. 5.5.1983 n. 11 e art. 3 della Legge finanziaria)

L. 500.000.000

In aumento

11 PUBBLICA ISTRUZIONE

Capitolo 11105/02

Contributo straordinario ai Comuni per gli oneri di gestione dei musei (art. 9 4° comma L.R. 23.12.1993 n. 54)

L. 500.000.000. (8)

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale

Dopo l'articolo 3 bis è inserito il seguente:

Art. 3 octies

Partecipazione regionale al capitale del Credito Industriale Sardo

Nell'articolo 18 della legge regionale 21 gennaio 1994, n. 2, è inserito il seguente 2° comma:

2. Per le finalità di cui al precitato articolo 43 della legge regionale n. 6/1992 è autorizzata, nell'anno 1994, l'ulteriore spesa di lire 19.200.000.000 (cap. 03070/01).

Nell'articolo 4, disposizioni finanziarie, tra le variazioni in diminuzione è inserita la seguente:

03 - PROGRAMMAZIONE

Cap. 03017 Fondo speciale per fronteggiare spese in conto capitale dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11 e art. 3 della Legge finanziaria)

1994 lire 19.200.000.000

1995 lire -

1996 lire -
mediante riduzione delle riserve di cui alle seguenti voci della Tab. B, allegata alla Legge finanziaria:

voce 2 lire 10.000.000.000

voce 3 lire 3.000.000.000

voce 6 lire 6.200.000.000

Tra le variazioni in aumento è inserita la seguente:

03 - PROGRAMMAZIONE

Cap. 03070/01 Partecipazione della Regione al capitale sociale del Credito Industriale Sardo - CIS S.p.A. (art. 43, L.R. 28 aprile 1992, n. 6 e art. 18 della Legge finanziaria)

1994 lire 19.200.000.000

1995 lire -

1996 lire -. (9)

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale

Dopo l'articolo 3 bis è inserito il seguente:

Art 3 nonies

Nella tabella E, allegata alla legge regionale 29 gennaio 1994, n. 2 è inserito il seguente provvedimento:

12 SANITÀ

L.R. 11/90 - Interventi a sostegno della ricerca sulla B - Talassemia (importi in milioni)

Cap. 12058/02

1994 500
1995 500
1996 500 . (11)

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale

All'art. 3 bis è aggiunto il seguente

Art. 3 decies

Nella legge regionale 29 gennaio 1994, n. 2 dopo l'articolo 23 è inserito il seguente:

Art. 23 bis

Interventi a favore dei lavoratori dell'industria

In conseguenza dell'economia di lire 334.000.000 realizzatasi al 31 dicembre 1993, a fronte dello stanziamento previsto dall'articolo 1, terzo comma della legge regionale 26 aprile 1993, n. 20, la relativa spesa è riautorizzata nell'anno 1994 (cap. 01068/01) per la concessione dei sussidi una tantum ai lavoratori dell'industria colpiti da licenziamento o sospensione di lavoro. (13)

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale

Dopo l'articolo 3 bis inserire il seguente:

Art. 3 undecies

Dal 4° comma dell'art. 17 della L.R. 30 giugno 1993, n. 27, sono soppresse dopo la parola privatistica le parole "e deve avere, quest'ultimo, una durata non inferiore a quella dell'intero progetto". (16)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Dadea, relatore. Ne ha facoltà.

DADEA (P.D.S.), relatore. Presidente, mi pare che il corpo di emendamenti che dovremmo esaminare in questo momento, tra cui è compreso anche l'emendamento numero 9 che riguarda la partecipazione regionale al capitale del Credito Industriale Sardo, necessiti di una opportuna riflessione, quindi chiedo una sospensione di quindici minuti dei lavori dell'Aula.

PRESIDENTE. Sospendiamo i lavori del Consiglio per venti minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 59, viene ripresa alle ore 11 e 35).

PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori. Era stata aperta e conclusa la discussione sull'articolo 3 bis e sugli emendamenti aggiuntivi. Per esprimere il parlare sugli emendamenti, ha facoltà di parlare l'onorevole Dadea, relatore.

DADEA (P.D.S.), relatore. Si accolgono tutti gli emendamenti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

BARRANU (P.D.S.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta accoglie tutti gli emendamenti.

Metto in votazione l'articolo 3 bis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 9. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 11. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 16. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 4.

PORCU, Segretario:

Art. 4

Disposizioni finanziarie

1. Nei sottoelencati stati di previsione della spesa del bilancio annuale 1994 e pluriennale per gli anni 1994/1996 della regione sono introdotte le seguenti variazioni:

In diminuzione

05 - DIFESA AMBIENTE

Cap. 05036 -

Contributo annuo dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione - quota per spese correnti - (LL.RR. 29 febbraio 1956, n. 6, 5 luglio 1972, n. 19 e artt. 17 e 44 della legge regionale 31 gennaio 1994, n. 3)

1994 lire 2.000.000.000

1995 lire ----

1995 lire ----

Cap 05107 -

Fondo da ripartire per compensi afferenti alla revisione dei prezzi contrattuali alle imprese esecutrici di opere immobiliari a carico diretto della Regione, dovuti a norma del D.L.C.P.S. 6 dicembre 1947, n. 1501, ratificato con la legge 9 maggio 1950, n. 359, e successive modificazioni e integrazioni, e a norma della legge 21 giugno 1964, n. 463, e successive modificazioni e integrazioni, per maggiori compensi dovuti alle imprese medesime per effetto della definizione di riserve da loro formulate nei competenti atti contabili, per il pagamento della maggiorazione dell'imposta sul valore aggiunto, nonché per interessi per ritardato pagamento dovuti in base a norme di legge, di capitolato generale e speciale o di contratto ai sensi della legge 10 dicembre 1981, n. 741 (art. 29, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 5 comma 2, della legge regionale 29 gennaio 1994, n. 3)

1994 lire 3.000.000.000

(soppresso)

1995 lire ----

1996 lire ----

08- LAVORI PUBBLICI

Cap. 08069/11 -

Spese per la realizzazione di interventi nello schema idrico del Flumendosa nell'ambito del programma organico di riassetto del sistema idrico del bacino del basso Flumendosa (art. 7, comma 1, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2)

1994 lire -

1995 lire -

1996 lire 25.000.000.000

Cap. 08070/03 -

Spese per l'esecuzione di opere di ristrutturazione edilizia del patrimonio sanitario pubblico e di realizzazione di residenze per anziani e soggetti non autosufficienti (art. 20, L. 11 marzo 1988, n.67, decreto Ministero del tesoro del 7 dicembre 1988, decreto Ministro della sanità 29 agosto 1989, n. 321, deliberazione del CIPE del 13 ottobre 1989, art. 15, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art. 15, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 36, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 17 L.R. 20 aprile 1993, n. 17 e art. 6, comma 3, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2)

1994 lire ---

1995 lire ---

1996 lire 25.000.000.000

Cap. 08073/01 -

Spese per l'attuazione di un programma straordinario di interventi per la realizzazione di mattatoi intercomunali (art. 29, comma 5, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 7, comma 6, L.R. 1 ottobre 1993, n. 50 e art. 13, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2)

1994 lire -

1995 lire ---

1996 lire 3.000.000.000

Cap. 02112 -

Fondo regionale per l'edilizia abitativa (L.R. 30 dicembre 1985, n. 32, art. 24, L.R. 24 febbraio 1987, n. 6, art. 27, L.R. 14 giugno 1988, n. 11, art. 117, comma 1, L.R. 30 maggio 1989, n. 18, art. 4, comma 2, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art. 22, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 6, comma 4, L.R. 24 dicembre 1991, n. 39, art. 39, commi 1 e 11, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 14, comma 1, L.R. 20 aprile 1993, n. 17, art. 10, L.R. 8 luglio 1993, n. 29, art. 6, comma 1, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2)

1994 ---

1995 53.000.000.000

1996 ---

In aumento

02 - AFFARI GENERALI

Cap. 02017 -

Fondo per il finanziamento dei premi di produttività e di altri compensi incentivanti la produttività, per la promozione di una più razionale ed efficace utilizzazione del lavoro, nonché per favorire i necessari processi di innovazione e riorganizzazione dei servizi (punto 4.2 delle norme risultanti dalla disciplina dell'accordo contrattuale per il triennio 1985-1987 di cui al D.P.G. 5 dicembre 1986, n. 193, art. 19, commi 1 e 5, del D.P.G. 7 giugno 1990, n. 116 e art. 96, L.R. 30 aprile 1991, n. 13)

1994 lire 2.000.000.000

1995 lire -

1996 lire -

03 - PROGRAMMAZIONE

Cap. 03013 -

Fondo da ripartire per compensi afferenti alla revisione dei prezzi contrattuali alle imprese esecutrici di opere immobiliari a carico diretto della Regione, dovuti a norma del D.L.C.P.S. 6 dicembre 1947, n. 1501, ratificato con la legge 9 maggio 1950, n. 359, e successive modificazioni e integrazioni, e a norma della legge 21 giugno 1964, n. 463, successive modificazioni e integrazioni, per maggiori compensi dovuti alle imprese medesime per effetto della definizione di riserve da loro formulate nei competenti atti contabili, per il pagamento della maggiorazione dell'imposta sul valore aggiunto nonché per interessi per ritardato pagamento dovuti in base a norme di legge, di capitolato generale e speciale o di contratto ai sensi della legge 10 dicembre 1981, n. 741 (art. 29, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, e art. 10 della legge regionale 31 gennaio 1994, n. 3)

1994 lire 3.000.000.000

1995 lire -

1996 lire -

08 - LAVORI PUBBLICI

Cap. 08069/11-

Spese per la realizzazione di interventi nello schema idrico del Fumendosa nell'ambito del programma organico di riassetto del sistema idrico del bacino del basso Fumendosa (art. 7, comma 1, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2)

1994 lire -

1995 lire 25.000.000.000

1996 lire -

Cap. 08070/03

Spese per l'esecuzione di opere di ristrutturazione edilizia del patrimonio sanitario pubblico e di realizzazione di residenze per anziani e soggetti non autosufficienti (art. 20, L. 11 marzo 1988, n. 67, decreto del Ministero del tesoro del 7 dicembre 1988, decreto Ministro della sanità 29 agosto 1989 n. 321, deliberazione del CIPE del 13 ottobre 1989, art. 15, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art. 15, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 36, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 17, L.R. 20 aprile 1993, n. 17 e art. 6, comma 3, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2)

1994 lire -

1995 lire 25.000.000.000

1996 lire-

Cap. 08073/01-

Spese per l'attuazione di un programma straordinario di interventi per la realizzazione di mattatoi intercomunali (art. 29, comma 5, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 7, comma 5, L.R. 1° ottobre 1993, n. 50 e art. 13, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2)

1994 lire ---

1995 lire 3.000.000.000

1996 lire ----

Cap. 08112-

Fondo regionale per l'edilizia abitativa (L.R. 30 dicembre 1985, n. 32, art. 24, L.R. 24 febbraio 1987, n. 6, art. 27, L.R. 4 giugno 1988, n. 11, art. 117, comma 1, L.R. 30 maggio 1989, n. 18, art. 4, comma 2, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art. 22, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 6, comma 4, L.R. 24 dicembre 1991, n. 39, art. 39, commi 1 e 11, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 14, comma 1, L.R. 20 aprile 1993, n. 17, art. 10, L.R. 8 luglio 1993, n. 29 e art. 6, comma 1, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2)

1993,

1994 lire -

1995 lire -

1996 lire 53.000.000.000


2. Nel bilancio annuale 1994 e pluriennale per gli anni 1994/1996 dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione sono introdotte le seguenti variazioni:

In diminuzione

ENTRATA

Cap. 103 -

Trasferimenti della Regione Autonoma della Sardegna per la gestione, anche in forma par-tecipativa, di società private

1994 lire 2.000.000.000

1995 lire -

1996 lire -

(soppresso)

SPESA

Cap. 242 -

Spese per la gestione, anche in forma partecipativa, di società private

1994 lire 2.000.000.000

1995 lire ---

1996 lire ---

(soppresso).

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati sei emendamenti. Se ne dia lettura

PORCU, Segretario:

Emendamento soppressivo parziale Giunta regionale

Art. 4

Disposizioni finanziarie

Nel primo comma, nelle variazioni in diminuzione il capitolo 05036 è eliminato e nelle variazioni in aumento il capitolo 02017 è eliminato.

Il secondo comma è eliminato. (2)

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale

Art. 4

Disposizioni finanziarie

Nelle variazioni in diminuzione è inserita la seguente:

Cap. 03016 Fondo speciale per fronteggiare spese correnti dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11 e art. 3 della legge finanziaria)

1994 lire 25.000.000

1995 lire -

1996 lire -. (4)

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale

Art. 4

Disposizioni finanziarie

Tra le variazioni in diminuzione è inserita la seguente:

Cap. 03016

Fondo speciale per fronteggiare spese correnti dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11 e art. 3 della legge finanziaria)

1994 lire 5.993.000.000

1995 lire ---

1996 lire ---

mediante riduzione delle riserve di cui alle voci 3 (per lire 3.000.000.000) e 7 (per lire 2.993.000.000 della Tabella A, allegata alla legge finanziaria.

Tra le variazioni in aumento è inserita la seguente:

Cap. 02017

Fondo per il finanziamento dei premi di produttività e di altri compensi incentivanti la produttività, per la promozione di una più razionale ed efficace utilizzazione del lavoro, nonché per favorire i necessari processi di innovazione e riorganizzazione dei servizi (punto 4.2 delle norme risultanti dalla disciplina dell'accordo contrattuale per il triennio 1985-1987 di cui al D.P.G. 5 dicembre 1986, n. 193, art. 96, L.R. 30 aprile 1991, n. 13 e presente legge)

1994 lire 5.993.000.000

1995 lire -

1996 lire -. (6)

Emendamento modificativo Giunta regionale

Nell'articolo 4, disposizioni finanziarie, sono apportate le seguenti variazioni:

In diminuzione

08 - LAVORI PUBBLICI

Cap. 08069/11

passa da a

1994 --- ---

1995 --- lire 25.000.000.000

1996 lire 25.000.000.000 ---


Cap. 08070/03

passa da a

1994 --- ---

1995 --- lire 25.000.000.000

1996 lire 25.000.000.000 ---


Cap. 08073/01

passa da a

1994 --- ---

1995 --- lire 3.000.000.000

1996 lire 3.000.000.000 ---

Cap. 08112

passa da a

1994 --- ---

1995 lire 53.000.000.000 ---

1996 --- lire 53.000.000.000

In aumento

Cap. 08069/11

passa da a

1994 --- ---

1995 lire 25000.000.000 ---

1996 --- lire 25.000.000.000

Cap. 08070/03

passa da a

1994 --- ---

1995 lire 25.000.000.000 ---

1996 --- lire 25.000.000.000

Cap. 08073/01

passa da a

1994 --- ---

1995 lire 3.000.000.000 ---

1996 --- lire 3.000.000.000

Cap. 08112

passa da a

1994 --- ---

1995 --- lire 53.000.000.000

1996 lire 53.000.000.000 ---. (10)

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale

Art. 4

Tra le variazioni alla parte 2 spesa sono inserite le seguenti:

A) - In aumento: Rubrica Sanità.

a) Capitolo 12133-05 lire 80.000.000

b) 12133-06 nuova costituzione Saldi di impegni di esercizi precedenti per la pubblicazione del notiziario informativo dell'Osservatorio Epidemiologico della Regione Sarda e di edizioni scientifiche nel campo epidemiologico (L.R. 6.5.91 n. 16) lire 20.000.000

Totale variazioni in aumento lire 100.000.000

B) - in diminuzione: Rubrica Programmazione

a) - Capitolo 03057-00 (°) lire 100.000.000

(°) a valere sull'originario apporto del Capitolo 12060/00. (12)

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale

Art.4

Disposizioni finanziarie

Nelle variazioni in diminuzione è inserita la seguente:

Cap. 03016

Fondo speciale f.n.o.l. di parte corrente

1994 lire 334.000.000

mediante riduzione della riserva di cui alla voce 1 della Tabella A, allegata alla legge finanziaria.

Nelle variazioni in aumento è inserita la seguente:

Cap. 01068/01 (N.I.)

Saldo d'impegni di esercizi decorsi (2.1.1.6.1.2.08.07) (08.02)

Per gli interventi a sostegno dei lavoratori licenziati o sospesi ( L.R. 26 aprile 1993, n. 20)

1994 lire 334.000.000. (14)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Signor Presidente, intanto io vorrei sottoporre alla sua attenzione e alla sua valutazione una questione apparentemente procedurale. A questo articolo della legge sono stati appoggiati molti emendamenti; di questi molti emendamenti alcuni sono di tale rilevanza che sicuramente meriterebbero un'attenzione specifica da parte del Consiglio. Faccio riferimento, per esempio, al fondo di produttività per i dipendenti regionali - si tratta di sei miliardi - questione a tempo già discussa in Commissione, in sede di esame del bilancio. Faccio riferimento soprattutto all'emendamento...

(Interruzioni)

Come? Che cosa? Anche l'emendamento sul C.I.S., l'avete già approvato? Voi siete matti! Ma, scusate, la sospensione per che cosa si è fatta?

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io ho ripreso la seduta.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Signor Presidente, io sono senza parole, su che cosa sto parlando?

PRESIDENTE. Mi dispiace, noi stiamo parlando dall'articolo 4.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Va bene. Intervengo sull'articolo 4. Io, Presidente, proprio mi scuso con lei e mi scuso con tutti i colleghi. Si è avuta una sospensione per valutare la portata di alcuni emendamenti, lavoro che si è fatto, non riesco a capire perché, non avendosi un orario preciso al secondo…

PRESIDENTE. Avevo detto che avrei ripreso alle 11 e 20, ho ripreso alle 11 e 35.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Signor Presidente, non sto rimproverando nessuno. Sto dicendo che la sospensione si è avuta per valutare nel merito alcuni emendamenti rilevanti. Nel momento nel quale un consigliere che ha posto un problema, e che è presente sempre, sta compiendo i cinque passi che lo portano al suo posto in Aula, in quel momento si approvano tutti quegli emendamenti, ivi compreso quello sul C.I.S. che è stato oggetto del confronto nel corso della sospensione del Consiglio. Io mi sento veramente umiliato. Parlo quindi su quello che resta e sul quale posso parlare. Mi rivolgo esclusivamente alla Giunta regionale, caro assessore Barranu, perché io voglio capire, da lei che rappresenta la Giunta, perché abbiamo nel corso della sospensione trattato il merito di quell'emendamento, e non avete avuto, non dico la cortesia perché qui la cortesia non c'entra nulla, ma non avete avvertito il dovere istituzionale di consentire che questo potesse essere, trattato in Aula. Voi sapete bene che cosa avete approvato in questo modo, non è corretto. Avete approvato un articolo che è una legge vera e propria, è una nuova importante legge della Regione, inserita clandestinamente, furtivamente nel corpo di modifiche alla finanziaria, che si sono definite tecniche e che invece non sono tecniche, attraverso cui diciotto miliardi della Regione vengono aggiunti nel capitale finanziario del C.I.S. per l'inottemperanza del Governo, il quale Governo prende la quota del C.I.S. che era quella in capo all'Agenzia per il Mezzogiorno. La Regione ha sempre chiesto da chiunque sia stata rappresentata, perché qui non si può continuare in questo gioco dell'inganno, che le quote che erano in capo all'Agenzia per il Mezzogiorno - non l'agenzia per il Governo, ma l'Agenzia per il Mezzogiorno - venissero trasferite alla Regione e che fosse la Regione a decidere se tenerle in capo a sé o diffonderle presso gli investitori anche privati. Invece, nel decreto che voi avete propagandato e che avete magnificato, quello della beffa che avete chiamato rinascita, il Governo tiene per sé le quote dell'Agenzia e si riserva di vendere le quote ai privati. Quindi il Governo incamera i danari dell'agenzia per il mezzogiorno e quella quota del 35,82 per cento dell'azionariato del C.I.S. può essere anche venduta e comprata da Agnelli, Berlusconi, da chiunque, e voi lo state agevolando, per una rinuncia ad una battaglia politica. Potete anche rinunciare ad una battaglia politica ma non avete il diritto di imbrogliare le carte. State rinunciando all'Autonomia della Regione, ai diritti della Regione. E per sopperire a questo atto gravissimo, a questo esproprio da parte del Governo nazionale, esproprio di diritti non di danari perché parliamo dell'Agenzia per il Mezzogiorno che, venuta a cessare, doveva trasferire alle Regioni le sue funzioni e le sue azioni - altro che: grazie Ciampi! - per sopperire a questa lesione gravissima di diritti la Regione sarda è costretta a mettere altri 18 miliardi per mantenere una qualche funzione di riferimento nei confronti del C.I.S. che vive solo di azioni regionali, di convenzioni regionali, di gestione di fatti regionali. Anche perché aggiungete il Banco di Sardegna e la Banca di Sassari non mettono la loro quota; ma perché non mettono la loro quota il Banco di Sardegna e la Banca di Sassari? Perché il Banco di Sardegna avrebbe pagato troppo quando ha rilevato la Banca popolare; ma da cosa è derivato il fallimento della Banca di Sassari? Come si fa a non porsi interamente e seriamente il problema della banche regionali in questa circostanza e, solo perché il Governo si porta via i danari che sono della Regione, si deve aggiungere altro denaro della Regione per riequilibrare quelle quote? E cos'è che si sta oggi combattendo attorno alle banche in Sardegna se non una battaglia politica? Lo sanno tutti che il crocevia della politica in Sardegna, quella che conta, quella che vale, non delle regolette inutilmente date, sono le banche: a partire dal Banco di Sardegna, Banca di Sassari e C.I.S. A chi interessa in questo momento principalmente questa operazione C.I.S.? A questi venti consiglieri che sono qui presenti? Ma nemmeno per idea! Interessa a chi da qui è assente, a iniziare dai banchi sguarniti della Giunta. Voi non potete fare, in modo clandestino, operazioni di tale rilevanza per l'economia della Sardegna, che coinvolgono e toccano i diritti fondamentali di una Regione. Questa Regione, chiunque abbia governato - non faccio questione di colore, faccio questione di responsabilità istituzionale - è stata capace sempre di difendere i suoi diritti fondamentali, di mantenere almeno la bandiera della dignità istituzionale. E qui c'è una lesione profonda, forte, dei diritti della Regione e non si discute neppure, si approva in un attimo, si inseriscono furtivamente norme di questo genere in una modifica di bilancio che si diceva all'inizio essere tecnica. E' un fatto gravissimo quello che avete fatto, che è rimediabile solo bocciando questa legge. Non è un fatto di cortesia personale, non ne voglio cortesie, non merito di averne. Il nostro Gruppo, questi consiglieri che sono schierati all'opposizione di questa Giunta regionale, di questa cosiddetta grande maggioranza - ma quale grande! Non è né grande né piccola, non ce n'è, perché non c'è responsabilità - il nostro Gruppo di Rinascita e Sardismo ha esercitato una funzione, ha impedito che, in diverse, tantissime occasioni, fatti di questo genere si verificassero e oggi l'avete consumato in questo modo scorretto - la scorrettezza è della Giunta che poteva benissimo attendere un attimo perché si sapeva che ero presente - perché il Consiglio non sapesse, perché l'opinione pubblica non valutasse. State parlando dell'equilibrio delle banche; questo è un provvedimento che di per sé sarebbe dovuto venire in Consiglio con un provvedimento di legge debitamente illustrato, con le tabelle necessarie, perché i consiglieri devono sapere che stanno votando una norma che altera gli squilibri economici in questa Regione. Sono grandi gli interessi che sono attorno a questa questione, è inutile che si faccia finta di niente. Qui si incontrano e si scontrano i grandi interessi che non sono solo economici e finanziari, che sono interessi economici e interessi politici.

Io non ho parole, è una cosa di tale enormità quella che è stata fatta che non riesco a darmene ragione. Ho il dovere almeno di dirlo, di denunciarlo, rimarrà una labile traccia scritta in un foglio di carta, però credo che, in nessuna circostanza, né una Giunta regionale, né un Consiglio regionale - e però per quanto riguarda il Consiglio, la parola è ancora a noi - abbiano accettato così supinamente, apparentemente in modo distratto, e per molti credo non avendo neppure colto il senso di quello che si è fatto, provvedimenti di tale natura. Poi la Giunta farà le sue operazioni, le sue delibere, metterà miliardi della Regione, cambierà gli equilibri dei rapporti fra gli istituti bancari con quel che ne seguirà. E si ricorderà, chi vorrà ricordarlo, che fatti di tale rilevanza della politica regionale, degli interessi fondamentali di questa Regione si affrontano e si vorrebbero risolvere in questo modo. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è un modo che non è degno, e io credo che il Consiglio debba rifiutare e rimediare a questo fatto nei modi che può, cioè con il suo pronunciamento di voto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Usai Sandro. Ne ha facoltà.

USAI SANDRO (P.P.I.). Chiedo scusa all'onorevole Presidente e agli onorevoli colleghi se intervengo sull'argomento oggetto di intervento dell'onorevole Cogodi, ma purtroppo motivi personali mi hanno impedito di partecipare alla discussione dell'emendamento numero 9, quello relativo al C.I.S., e quindi di esprimere il mio parere. Lo esprimo adesso, prima che si concluda la discussione della legge, per rilevare, come ha rilevato l'onorevole Cogodi, che questo argomento è un argomento di estrema importanza; tutti i Presidenti della Giunta regionale degli ultimi venti anni, ogni volta che hanno svolto le dichiarazioni programmatiche, hanno posto il problema del credito al centro del loro programma affermando che questo è uno dei problemi più importanti della Regione Sarda. Più volte è stato sollecitato anche in Commissione bilancio un serio dibattito su questo problema; questo dibattito non si è mai avuto, non si capisce quale sia l'orientamento del Governo regionale su questo tema. E ogni tanto, quasi di sotterfugio, vengono presentate prima in Commissione e poi in Aula richieste di aumento di capitale di questo o quell'altro ente creditizio senza che il tutto sia inserito in un contesto di una politica creditizia vera e propria.

Questo Consiglio regionale ha in questi ultimi mesi, e con esso la Giunta regionale, modificato completamente il sistema delle agevolazioni creditizie alle imprese, mutando il sistema di contributi a fondo perduto nel sistema dell'abbattimento degli interessi, cioè della concessione di un contributo per l'abbattimento degli interessi. Questo determina e necessita di un diverso rapporto dell'istituzione regionale con le banche, quindi di una diversa politica creditizia. Quindi va anche verificato se gli strumenti e la partecipazione della Regione Sarda negli enti creditizi sia una partecipazione finalizzata in qualche modo a riuscire ad ottenere un calmiere nel mercato del credito e ad ottenere per la Regione Sarda e per le imprese della Regione Sarda dei vantaggi finanziari importanti. Ora la Giunta regionale con questo emendamento che stanzia 19 miliardi, vuole chiaramente approvvigionarsi finanziariamente dei mezzi in relazione alla delibera assunta il 23 novembre del 1993, con la quale la Giunta regionale intende sottoscrivere un aumento di capitale del C.I.S. da 240 miliardi e 285 miliardi, con un esborso di circa 31 miliardi e poi anche acquistare le azioni inoptate di altri due azionisti: il Banco di Sardegna e la Banca popolare di Sassari per un esborso complessivo di 22 miliardi. Ora questo esborso finanziario determinerebbe un aumento di partecipazione della Regione Sarda dall'attuale 31% al 32,77% al 34% in altre ipotesi. Cioè abbiamo già speso 100 miliardi e ne spendiamo altri 54 per partecipare a una SpA della quale non deterremo mai il controllo neanche con questo esborso finanziario. La Giunta deve dunque dire se intende acquisire, come io ritengo debba essere fatto, la maggioranza del 50,001 per cento di questo importante istituto per utilizzarlo come strumento operativo della sua politica creditizia, oppure se intenda soltanto buttare i soldi al vento, perché spendere 54 miliardi per non avere la maggioranza è buttare soldi al vento. Nessun operatore privato serio sborserebbe una tale cifra per poi non avere il controllo della società.

Giustamente ha osservato il collega Cogodi che la politica del Governo nazionale è una politica certamente non a favore della Sardegna, perché una politica seria avrebbe dovuto determinare il trasferimento delle azioni della AGENSUD a zero lire in favore della Regione Sarda, e non invece immetterle sul mercato, potendo verificarsi l'ipotesi che altre realtà esterne alla Regione Sarda governino questa banca. Io, dato che sto parlando ad emendamento già approvato, esprimo il mio totale dissenso all'esborso finanziario di una somma così rilevante, per una partecipazione azionaria che non serve a niente, innanzi tutto, e in secondo luogo non è inserita in un contesto di politica della Giunta sul credito in Sardegna che noi non conosciamo. L'obiettivo deve essere quello, invece, di riuscire ad acquisire una partecipazione di maggioranza del C.I.S., che consenta alla Regione sarda di poter usare questo come strumento che rompa il cerchio di mafia che esiste tra gli istituti di credito sardi che, quando vanno a trattare con la Regione, hanno il potere dalla parte del manico e determinano per la Regione Sarda e per le imprese delle condizioni capestro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Onnis. Ne ha facoltà.

ONNIS (P.S.D.I.). Signor Presidente, per chiarire che un articolo di questo genere non è che sia passato inosservato, nella totale indifferenza del Consiglio, almeno per quanto mi riguarda. Completando l'intervento testé fatto dal collega Usai, vorrei chiarire che il problema del controllo da parte della Regione Sarda, del C.I.S., in Commissione è apparso un elemento sufficientemente pregnante per il complesso della discussione. La domanda legittima era: la Regione impegna delle sostanze non indifferenti, riesce almeno ad avere il controllo di uno strumento così importante, come è uno degli istituti di credito più importanti in Regione, pur non raggiungendo il 51 per cento? In quella circostanza, è stato chiarito a più riprese che per la parte di competenza del Governo, che se non vado errato si aggira attorno al 46, 47 per cento, c'è una direttiva del Governo stesso che va verso l'immissione nel mercato di queste azioni per un azionariato diffuso. Se quindi questa quota viene effettivamente come è la politica nazionale, offerta sul mercato, e quindi può essere appannaggio di un azionariato diffuso, è evidente che con questa sua ulteriore partecipazione la Regione sarda avrebbe il controllo del C.I.S. perché avrebbe, con il 34, 35 per cento, che riuscirebbe a raggiungere con questa ulteriore opzione, la maggioranza relativa. Quindi, dal punto di vista tecnico, problemi non ce ne sarebbero. Tutto sta invece nel valutare, questo è un problema evidentemente di politica creditizia della Regione Sarda, se la Regione Sarda ha predisposto gli strumenti per fare del C.I.S., una volta che ne diventasse l'unico controllore, uno strumento attivo della politica del credito in Sardegna e quindi della politica dello sviluppo.

Per cui io, quando ho votato favorevolmente per questo emendamento, ho votato in questa prospettiva, evidentemente, perché diversamente sarei perfettamente d'accordo con quanto esposto dal collega Usai.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

BARRANU (P.D.S.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Mi dispiace che sia sorto un equivoco nella votazione. E' stata la stessa Giunta a chiedere alla Commissione che si discutesse oggi, in Aula, di questo problema. Ieri si discuteva in Commissione della delibera della Giunta, a cui ha fatto riferimento l'onorevole Usai, io ho chiesto a nome della Giunta di fare una discussione su questo punto in Aula. Non solo, anche stamane, pur opponendosi la Giunta a un rinvio della legge in Commissione, ha concordato di sospendere i lavori proprio per dare un chiarimento sul complesso degli emendamenti e in particolare per fornire la documentazione su questo emendamento che, in effetti, costituisce un elemento innovativo di non poco conto; altrimenti non ci sarebbe stata neppure ragione di chiedere la sospensione.

Credo però che si possa recuperare pienamente, facendo la discussione su un argomento di questa portata, così come sta avvenendo, e fornendo tutti gli elementi conoscitivi che in parte sono stati già forniti dalla Giunta in Commissione e che comunque è opportuno che vengano forniti in Aula anche se l'emendamento è stato formalmente votato.

Ora il problema da che cosa è nato? E nato dal fatto che il 22 di marzo scadono i termini per la comunicazione, da parte dei soci del C.I.S., della sottoscrizione dell'aumento di capitale e anche per l'esercizio del diritto di prelazione sulle quote inoptate da parte di qualcuno dei soci. Quindi, entro il 22 marzo, la Giunta regionale deve essere messa nelle condizioni di poter esprimere la propria posizione sia sull'aumento di capitale, sia sull'esercizio del diritto di prelazione. Ora, noi sappiamo che, nell'assemblea dei soci del C.I.S. dello scorso novembre, due istituti di credito soci del C.I.S. hanno formalmente comunicato che, per la particolare condizione finanziaria degli stessi istituti - e mi riferisco alla Banca di Sassari e al Banco di Sardegna - l'uno per la situazione di difficoltà finanziaria nella quale si trova, l'altro per il peso finanziario che ha dovuto sostenere e sta sostenendo per l'operazione di salvataggio della Banca di Sassari, non sono in grado di sottoscrivere l'aumento di capitale del C.I.S. che è stato portato da 120 miliardi a 240. In quella sede, come prevede la legge, gli altri due soci, cioè la Regione sarda e il Tesoro, hanno comunicato la volontà di esercitare, per le rispettive quote di partecipazione, il diritto di prelazione sulle quote inoptate del Banco di Sardegna e della Banca di Sassari. Parlo di due soci, perché la quota dell'Agenzia per il Mezzogiorno, con la legge di scioglimento dell'Agenzia, è stata collocata preso il Tesoro.

Successivamente il Tesoro, che ha già la quota dell'Agenzia che è quella maggioritaria del C.I.S., perché l'Agenzia ha la quota del 35,82 per cento che è la quota maggioritaria del C.I.S...

(Interruzioni dell'onorevole Cogodi)

Poi vengo a questo. Sto chiarendo, perché molti consiglieri non fanno parte della Commissione bilancio e quindi sono elementi che sono noti ai consiglieri della Commissione bilancio ma non agli altri. Posso supporre che molti non abbiano tutti gli elementi e quindi mi pare doveroso, come mi sono impegnato a fare ieri in Commissione bilancio, fornirli all'Aula.

Il Tesoro successivamente ha comunicato la propria disponibilità a rinunciare all'esercizio del diritto di prelazione sulle quote inoptate del Banco di Sardegna e della Banca di Sassari se la Regione Sarda intende esercitare per intero il diritto di prelazione sulle quote inoptate.

Ovviamente, l'onere finanziario cambia radicalmente, perché l'onere finanziario per l'esercizio del diritto di prelazione da parte della Regione per la sua parte è di 9 miliardi. Se invece si intende sottoscrivere anche le quote inoptate, non sottoscritte dal Tesoro, l'esborso aumenta e bisogna sottoscrivere altri 13 miliardi. L'emendamento nasce da questa esigenza. Ora, perché la Regione valuta questa disponibilità ad incrementare la propria quota? Perché, in base al decreto di attuazione dell'articolo 13 approvato l'altro giorno dal Consiglio dei Ministri, con l'unica modifica introdotta, rispetto al testo concordato, che è quella proprio relativa alle quote dell'Agenzia, trasferito al Tesoro, (nel testo originariamente concordato col Governo si prevedeva che le quote dell'Agenzia, trasferite al Tesoro, venissero poi trasferite con questo decreto alla Regione Sarda, la quale doveva provvedere a collocarle sul mercato entro il 1994) il Ministro del Tesoro ha ritenuto che dovesse essere direttamente il Tesoro a collocare sul mercato queste azioni senza il passaggio alla Regione. Probabilmente ha ragione l'onorevole Cogodi, vi è stata una ragione di ordine finanziario perché, essendo il valore patrimoniale del C.I.S., e quindi il valore reale delle azioni, superiore al valore nominale delle azioni emesse per almeno un terzo, può darsi che il Tesoro, abbia fatto un ragionamento di questa natura, cioè che il trasferimento puramente e semplicemente alla Regione Sarda delle azioni dell'Agenzia avrebbe potuto comportare un trasferimento dei miliardi di differenza tra il valore nominale delle azioni e il valore reale. Può darsi che questa sia stata la valutazione.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Qual è il valore assoluto?

BARRANU (P.D.S.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il valore reale non siamo in grado di determinarlo, lo determinerà il mercato; noi sappiamo che, però, può esservi un scostamento di un terzo rispetti al valore nominale di emissione delle azioni.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Cento miliardi.

BARRANU (P.D.S.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. No, il valore della azioni dell'agenzia è di 82 miliari, si può ipotizzare che il valore reale possa essere superiore di 20 o di 30 miliardi e può darsi che il Tesoro abbia ragionevolmente fatto un ragionamento di questo genere. Fatto sta che, in sede di Consiglio dei Ministri, il decreto è stato modificato solo su questo punto; è rimasto, però l'obbligo per il Tesoro di vendere, entro il '94, cioè entro quest'anno, ai soggetti investitori tutta la quota incamerata dall'Agenzia, cioè il 35 per cento. Allora il ragionamento che la Giunta regionale e il consiglio d'amministrazione del C.I.S. hanno fatto qual è? Che può accadere che un solo investitore acquisisca sul mercato tutte le azioni dell'Agenzia, del C.I.S., e diventi esso socio di riferimento. In questa situazione si è ipotizzata la possibilità, per un onere finanziario importante ma non rilevantissimo rispetto al totale, vista la disponibilità del Tesoro a rinunciare ad esercitare il suo diritto di prelazione sulle quote inoptate del Banco di Sardegna e della Banca di Sassari, di sottoscrivere il totale delle quote inoptate del Banco di Sardegna e della Banca di Sassari in modo tale da incrementare la quota della Regione, che passerebbe dal 32 al 35 per cento - quindi diventerebbe comunque socio di maggioranza relativa quota però che aggiungendosi a quella che rimane, se pure diminuita in percentuale, come ricordava l'onorevole Onnis, del Banco di Sardegna e della Banca di Sassari, porterebbe i tre soggetti sardi, cioè Banco di Sardegna, Banca di Sassari e Regione, anche nell'eventualità che la quota ex Agenzia vada nelle mani di un solo investitore privato, e questo non può essere impedito da nessuno a fare in modo che non acquisiscano il controllo, non diventi azionista di riferimento. Questo è il ragionamento che si è fatto e, sulla base della discussione intervenuta in Commissione, si è ritenuto che non fosse giusto che ci si limitasse ad un parere su una delibera della Giunta regionale, ma ci fosse la sanzione nel provvedimento oggi in Aula, in modo tale che potessero essere forniti gli elementi conoscitivi a tutto il Consiglio regionale. Certo, resta aperto il problema della posizione del Governo, in ogni caso la trattativa che era andata avanti su tutti i punti del decreto di attuazione dell'articolo 13, era arrivata a un punto conclusivo e si è concordato su tutto. Ci sembrava, anche perché eravamo ormai a fine legislatura, con un Governo dimissionario, che non fosse opportuno che su quest'unico punto - una volta che erano state recepite tutte le istanze che noi avevamo posto perché venissero inserite nel decreto di attuazione dell'articolo 13 - si rinviasse ulteriormente l'emanazione di un decreto posto che, tra l'altro - ma sarà tema di discussione in una sede successiva - è da dieci anni che si attendeva una se pur parziale riformulazione della legge di attuazione dell'articolo 13, e soprattutto che riprendesse il flusso finanziario dello stesso articolo che, come è noto, è bloccato dal 1990.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'onorevole Dadea, relatore.

DADEA (P.D.S.), relatore. La Commissione accoglie gli emendamenti.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 10. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 12. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 14. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Chiedo che la votazione finale si svolga a scrutinio segreto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

BARRANU (P.D.S.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. D'accordo. E' solo la specificazione delle voci del fondo nuovi oneri legislativi.

PRESIDENTE. E' stata chiesta la votazione a scrutinio segreto del disegno di legge numero 470.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 67

votanti 66

astenuti 1

maggioranza 34

favorevoli 40

contrari 26

(Il Consiglio approva).

Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Baghino - Baroschi - Carusillo - Casu - Cocco - Cogodi - Corda - Cuccu - Dadea - Degortes - Deiana - Demontis - Desini - Dettori - Erittu - Fadda Antonio - Fadda Fausto Romano - Fadda Paolo - Fantola - Ferrari - Giagu - Ladu Giorgio - Ladu Leonardo - Lai - Lombardo - Lorelli - Lorettu - Manca - Manchinu - Mannoni - Manunza - Marteddu - Mereu Salvatorangelo - Morittu - Mulas - Muledda - Murgia - Onida - Onnis - Oppi - Ortu - Pau - Pes - Piras - Planetta - Porcu - Pubusa - Puligheddu - Ruggeri - Salis - Sanna Adalberto - Satta Antonio - Satta Gabriele - Scano - Sechi - Serra - Serra Pintus - Serrenti - Serri - Tamponi - Tarquini - Tidu - Usai Edoardo - Usai Sandro - Zucca.

Si è astenuto: Il Presidente Floris).

Discussione del testo unificato delle proposte di legge Dadea - Sanna - Cuccu - Urraci - Barranu - Casu - Cocco - Cogodi - Ladu Leonardo - Lorelli - Manca - Muledda - Pes - Pubusa - Ruggeri - Satta Gabriele - Scano - Serri - Zucca: "Norme per la protezione degli animali e istituzione dell'anagrafe canina" (21) e Serra Pintus - Tidu - Lorettu - Sechi -Serra Giuseppe: "Sulla tutela e protezione degli animali" (34)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato delle proposte di legge numero 21 e numero 34, relatore l'onorevole Sechi.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare l'onorevole Sechi, relatore.

SECHI (P.P.I.), relatore. Signor Presidente, colleghi consiglieri, in uno stato democratico le istituzioni seguono le evoluzioni del costume e delle sensibilità e accogliendo le nuove istanze che emergono dalla società contribuiscono a migliorare l'organizzazione della convivenza civile ed aprono la strada ad ulteriori nuovi progressi.

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE SERRI

(Segue SECHI.) Una maggiore sensibilità della società sul tema della tutela degli animali, d'affezione, è davanti agli occhi di tutti. Il costante aumento del numero dei cittadini impegnati nella cura e nella difesa degli animali, il tramonto di mode - come l'acquisto di pellicce che è in sensibile diminuzione - che avrebbero comportato l'estinzione di intere specie, l'attenzione rivolta dai mass media sullo specifico argomento ne sono la testimonianza. La legge quadro nazionale, la numero 28 del '91, in materia di animali d'affezione e prevenzione del randagismo, approvata da tutti i Gruppi parlamentari, è un punto focale nella ridefinizione del rapporto tra uomo e animali. La filosofia che la ispira non nasce dal nulla, ma ha precedenti illustri nella Dichiarazione universale dei diritti dell'animale dell'UNESCO del 1978, nella convenzione di Washington del 1973 sulla conservazione della specie animale e vegetale, e nelle numerose direttive comunitarie approvate dal Parlamento Europeo nel corso degli ultimi dieci anni. Il Consiglio regionale, alla luce della legge quadro nazionale, approvando questo progetto di legge supera per ampiezza e completa in alcuni princìpi le linee guida dettate dal Parlamento italiano. La presente legge inoltre definisce, in maniera chiara ed inequivocabile, le competenze attribuite alle Unità Sanitarie Locali ed ai Comuni, sostituisce e completa precedenti disposizioni normative regionali sull'istituzione dell'anagrafe canina, stabilendo i criteri di attuazione e le modalità di esecuzione, detta norma sul possesso dei requisiti delle strutture di ricovero degli animali d'affezione, definisce, l'armonia con le disposizioni comunitarie in vigore, le condizioni ottimali durante il trasposto degli animali e promuove iniziative di educazione sanitaria e di aggiornamento professionale per le guardie zoofile. In considerazione del ruolo di serbatoio che il cane svolge nel mantenimento di importanti patologie, che possono, se non controllate, costituire ulteriori fonti di pericolo per la salute umana e animale, viene sottolineato come patologie come l'echinococcosi e la leishmaniosi, debbano essere considerate di primaria importanza. Atteso che Regione Sarda ha già in atto un Piano sanitario di intervento che prevede periodici e costanti controlli dei cani, si determina, con la presente normativa, una sinergia tra i differenti piani di intervento, in modo da istituire non solo un riscontro anagrafico ai fini della prevenzione del randagismo, ma attraverso l'articolazione di una mappa di monitoraggio epidemiologica, la trasformazione del momento anagrafico in un potente strumento di prevenzione e di tutela della salute umana e animale. E' importante quindi sottolineare l'importanza sociale dell'istituzione dell'anagrafe canina regionale, sia in funzione dell'adeguamento della normativa regionale a quella nazionale e comunitaria, ma anche soprattutto in funzione di un rinnovato rapporto uomo-animale-ambiente. Socrate chiedeva una pesante condanna per un giovane che si era divertito ad accecare una rondine, affermando che chi si dimostra crudele verso gli esseri più deboli non sarebbe mai stato un buon cittadino.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

COLLU UGO, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Chiedo la sospensione di cinque minuti perché ci sono state variazioni nelle assegnazioni statali e quindi si sta rivedendo la norma finanziaria.

PRESIDENTE. Se non ci son opposizioni sospendo la seduta per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 31, viene ripresa alle ore 13 e 02).

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SERRENTI

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Metto in discussione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1.

PORCU, Segretario:

Art. 1

Finalità

1. La presente legge, in attuazione dei princìpi della legge 14 agosto 1991, n. 281, concernente "Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del Randagismo", promuove nel territorio regionale un'adeguata protezione degli animali ed un loro migliore rapporto con l'uomo e con l'ambiente.

2. Per le finalità di cui al comma precedente la Regione detta norme di tutela delle condizioni di vita degli animali di qualsiasi genere e specie, prevede interventi contro il randagismo, istituisce l'anagrafe canina, promuove l'educazione al rispetto degli animali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Signor Presidente, io ritengo che questa legge, debba essere discussa, così come devono essere discusse tutte le leggi soprattutto quelle che si fanno in questa stagione. Noi ci siamo astenuti dall'intervenire nella discussione generale, perché condividiamo lo spirito informatore cioè il valore civile di una normativa specifica che si preoccupi di tutelare le altre specie viventi oltre la specie umana, perché deve essere realizzato sicuramente un equilibrio di tutti i viventi, quindi non solo la specie umana, ma ogni specie animale. Un equilibrio però che dev'essere davvero improntato a criteri di civiltà, a misure efficaci rispetto agli obiettivi che si dichiarano e non invece un insieme incoerente, un coacervo di norme, di prescrizioni che apparentemente salvano l'anima e però in realtà non salvano l'anima e non salvano neppure gli animali. Questa normativa, per la gran parte degli istituti che prevede, è inapplicabile; prevede oneri a carico di soggetti istituzionali, a partire dai comuni senza preoccuparsi del modo attraverso cui possono avere i mezzi per rispondere alle richieste che verranno avanzate perché la legge costituisce diritti; e questi diritti sono tali quando possono essere garantiti, quando a domanda si può rispondere, altrimenti facciamo leggi delle quali poi non sappiamo come venirne a capo e i legislatori debbono correre a rimediare ai danni che hanno fatto.

L'articolo 1 contiene un'affermazione di principio che non si può non condividere: la Regione si propone la finalità di tutelare la condizione di vita degli animali di qualsiasi genere e specie. Poi, però, si parla solo di cani e di gatti e i cani e i gatti sono due specie animali, non sono "gli animali di qualsiasi genere e specie". Quindi se quello che viene dopo fosse in attuazione dell'obiettivo della legge dovrebbe riguardare tutte le specie animali, invece riguarda solo cani e gatti. Io sono amico dei cani e amico dei gatti, così come tutti noi, e degli altri animali pure, però. Ma non è che in fondo, nell'operare una selezione di due specie animali, si esprime in qualche modo l'egoismo proprio dell'uomo, e quindi ci si premuri di tutelare non gli animali ma principalmente gli animali che servono l'uomo e che l'uomo ha assoggettato a se? Socrate questo penso lo avesse detto ma il collega Sechi non l'ha ricordato. Non è che qui si voglia tutelare altro principalmente, cioè due specie animali che l'uomo ha assoggettato a sé a fini di compagnia ai fini di servizio, di custodia, di vivacità dell'ambiente che l'uomo di è costruito per se? Il gatto non ha mai chiesto di esser chiuso in una stanza e neppure il cane ha mai chiesto di essere chiuso in una stanza: e quindi non è una legge di tutela degli animali, è una legge di tutela dell'uomo che possiede animali. Ed è giusto anche che si provveda a ciò. Ma se si vuole tutelare l'uomo che possiede animali e li deve possedere in modo civile - qui si dice più o meno questo - allora si creino le condizioni complessive di equilibrio per cui innanzitutto ci sia la responsabilizzazione dell'uomo che può possedere animali. Invece, se noi poi andiamo a vedere, tutto questo sfugge: tutti gli oneri sono per le Unità Sanitarie Locali, tutti gli oneri sono per la Regione, tutti gli oneri sono per i Comuni cioè le istituzioni, quasi che le istituzioni fossero una cosa alla quale tutto si può chiedere e che tutto dovrebbero dare senza che abbiamola strumentazione e la responsabilità perché l'obiettivo della legge possa essere soddisfatto. Ora siccome su questa legge si è ironizzato molto, e io sono tra coloro che dicono che non si può ironizzare sulle cose serie più di tanto, e questa è una cosa seria, io ritengo che questa legge debba essere discussa e nei modi possibili anche corretta. Mi rendo conto che io stesso ho evitato, al contrario di quanto ho fatto per altre leggi, di invitare i colleghi a riflettere. L'ho fatto oggi su cose altrettanto importanti, quali la rinuncia della Regione al valore di 120 miliardi e alla sua competenza istituzionale di acquisire la quota dell'Agenzia per il Mezzogiorno, di partecipazione ad una banca regionale qual è il C.I.S. ed è chiaro ed evidente che non si può continuare, in questo Consiglio, a presentare emendamenti, a dare il proprio contributo nella totale sordità di una ritenuta maggioranza che non ascolta su tutte le cose notevoli.

Questa legge è in Consiglio, si voterà e la si approverà. E' una questione molto delicata; perché se si approva questa legge senza emendamenti ne deriveranno disastri, se non si approva questa legge il Consiglio regionale passa per nemico dei cani e dei gatti. E' già nemico degli uomini e delle donne, immaginatevi se si può permettere di essere nemico anche dei cani e dei gatti. Quindi il Consiglio deve decidere; io mi permetto solo di tentare di dimostrare che tutta una serie di cose che sono previste in questa legge sono inapplicabili e alcune sono anche ingiuste, a dire ancora una volta che il modo in cui questo Consiglio e questa maggioranza fanno le leggi è un modo che non risponde alla funzione legislativa. Lo dico da tempo, provo a dirlo, gli altri non ascoltano però finché io ho la responsabilità di contribuire a fare le leggi è giusto che non possano mai dire: "Non avevo capito, non lo sapevo". Lo sappiamo. In relazione all'articolo 1, mi fermo a queste considerazioni; perché se tutta la legge poi tratta di due specie animali, cani e gatti, l'articolo pretende inutilmente, pomposamente, di porsi l'obiettivo di tutelare gli animali di qualsiasi genere e specie. Non è vero, anche perché in natura c'è un equilibrio ed è chiaro che più proteggi i gatti e meno proteggi i topi, è del tutto evidente. Si dirà che il gatto è utile e il topo è disutile. Ma chi l'ha detto che il topo è sempre disutile nell'equilibrio delle specie? Nell'equilibrio dei viventi, nelle ragioni della natura, vi sono sempre equilibri e squilibri che si sono creati. Io sono convinto - non ne conosco le ragioni, nessuno di noi le conosce, la scienza non sa quali siano le ragioni tutte - del fatto che ogni vivente ha una funzione e gli animali diventano nocivi - tutti gli animali a partire dagli uomini - quando si rompono gli equilibri della natura, equilibri esteriori e equilibri interiori ben s'intende. Questa affermazione fatta nell'articolo 1 che vogliamo proteggere tutti i viventi non è vera. Dico che non è vera perché se una legge avesse come finalità quella di proteggere tutte le specie animali poi non ne proteggerebbe o tenterebbe di proteggere solo due, anche in modo sbagliato, a danno di tutte le altre, perché questo può comportare un altro squilibrio. E questo si vedrà successivamente. Io dico che questa è materia seria, non è materia leggera, o per qualcuno negli anditi ridanciana: è una materia molto seria. In relazione all'articolo 1, intanto faccio notare questa discrepanza, questa contraddizione da cui poi derivano una serie di altre contraddizioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Dadea. Ne ha facoltà.

DADEA (P.D.S.). Signor Presidente, colleghi, consiglieri questa legge, come ricordava il collega Cogodi, è stata oggetto più volte di notazioni ironiche. E penso che questo dia il senso della scarsa sensibilità che circonda argomenti di questa natura. E' la stessa ironia, lo stesso scetticismo che circondava forse qualche anno fa le questioni che erano legate per esempio alla tutela dell'ambiente e alla tutela della natura. Sicuramente quelle persone che, qualche decina di anni fa, si avventuravano nel terreno così impervio della tutela dell'ambiente, della tutela della natura erano circondate dalla stessa ironia e dallo stesso scetticismo. In tutti questi anni si sono fatti passi da gigante per quanto riguarda la sensibilità ambientale ed ecologica, tant'è che affrontare questioni di questa natura non solo non è più oggetto di ironia o di sarcasmo, e tanto mento di scetticismo, ma impegnarsi ad affrontare le questioni legate alla tutela ambientale e alla tutela delle nostre risorse ecologiche è uno degli aspetti più qualificanti di qualunque iniziativa politica di tutte le forze politiche e delle forze sociali e culturali.

Con questa legge si tenta di spostare l'attenzione verso una concezione non più soltanto antropocentrica, cioè che pone al centro dell'attenzione l'uomo; la finalità di questa legge è imperniata su una visione biocentrica, cioè che pone al centro dell'attenzione la vita in tutte le sue manifestazioni. Voglio anche ricordare che questo testo di legge arriva con grande ritardo all'attenzione dell'Aula, la prima proposta di legge mi pare che risalga ai primi anni della scorsa legislatura, e naturalmente, così come per tante altre questioni qualificanti, la nostra Regione arriva ben ultima nell'affrontare questa questione e arriva ben ultima a dotarsi di una legge che abbia come finalità la protezione degli animali e soprattutto che abbia come finalità, perché questa viene sottaciuta, quella di impedire che attraverso gli animali si possano diffondere delle malattie che poi sono perniciose per l'uomo. Tutti gli animali, ovviamente, devono essere protetti, collega Cogodi, però questa legge si pone l'obiettivo di proteggere soprattutto quegli animali, quelli domestici che hanno maggiore consuetudine con l'uomo perché questa maggiore vicinanza può determinare il contagio di gravi patologie.

La seconda finalità è proprio quella, attraverso il controllo del randagismo, di realizzare un efficace strumento di lotta e di prevenzione ad esempio nei confronti dell'echinococcosi, che come i colleghi sanno è una malattia che ha un'alta incidenza nella nostra Regione, che ha come veicolo, appunto, i cani e soprattutto i cani randagi.

Ma questa legge non si pone soltanto questa finalità, ma anche quella di tutelare tutti gli animali domestici e, soprattutto attraverso l'istituzione dell'anagrafe canina, dà la possibilità di creare una scheda per tutti i cani, della quale si possano desumere alcune caratteristiche e soprattutto la possibilità che possano essere portatori di malattie, altamente nocive per l'uomo, quindi non solo l'echinococcosi, ma anche la leishmaniosi e tante altre malattie estremamente dannose. Da queste poche considerazioni si può notare che non si tratta di una legge che in qualche modo può rappresentare una sorta di legislazione superflua rispetto alle esigenze della nostra Regione, si tratta invece di una legge che risponde a esigenze di civiltà e di cultura di tipo biocentrico, che ha finalità estremamente importanti che hanno delle grosse ricadute per quanto riguarda la vita dell'uomo e non solo degli animali. È in definitiva una legge in cui sono contenuti dei principi alti di civiltà. Naturalmente ci sono anche delle cose che possono essere ulteriormente corrette, ci sono delle cose che forse possono sembrare anche strane, però quello che oggi può sembrare strano col crescere della sensibilità su queste tematiche, col passare degli anni, apparirà sotto un'altra luce così come appunto dicevo prima, così come potevano apparire qualche decina di anni fa le esigenze legate alla tutela dell'ambiente. Sono delle esigenze culturali che sempre più diventano importanti per la nostra società. Tutelare gli animali è infatti la prima forma di tutela e prevenzione per l'uomo stesso.

Ecco perché, al di là di qualunque considerazione sarcastica, penso che questa legge rappresenti una tappa di civiltà per la nostra Regione.

PRESIDENTE. Poiché, nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

PORCU, Segretario:

Art. 2

Competenze dei servizi veterinari delle Unità sanitarie locali

1. Il servizio veterinario di ogni Unità sanitaria locale, oltre alle normali funzioni di competenza è tenuto, in attuazione della presente legge, a svolgere i seguenti compiti:

a) provvedere alla tenuta dell'anagrafe canina, curandone l'aggiornamento e trasmettendo ai Comuni, ogni sei mesi, una copia della stessa;

b) effettuare i controlli sanitari, le vaccinazioni ed ogni altro intervento necessario per la cura e la salute degli animali custoditi nelle apposite strutture sanitarie;

c) collaborare con la Regione, i Comuni, gli enti e le associazioni aventi finalità protezionistiche, promuovendo o partecipando ad iniziative di informazione e di educazione rivolte ai proprietari di animali d'affezione e all'opinione pubblica in genere, da svolgere anche nelle scuole, per la protezione degli animali, il controllo delle nascite ed il non abbandono;

d) predisporre, con il consenso dei detentori, interventi atti al controllo delle nascite e interventi finalizzati alla profilassi delle malattie infettive, infestive e diffusive degli animali, servendosi delle strutture pubbliche e convenzionate;

e) ricercare ed avvertire il proprietario del cane, avvisandolo dell'avvenuto ritrovamento, del luogo ove si trova e delle modalità di riscatto;

f) disporre, in caso di maltrattamenti che gli animali siano posti in osservazione per l'accertamento delle condizioni fisiche anche ai fini della tutela igienico-sanitaria;

;

g) disporre dei fondi assegnati.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura

PORCU, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale

Art.2

Al comma 1 lettera A dopo le parole "anagrafe canina" sono inserite le seguenti: "in collaborazione con l'istituto zooprofilattico sperimentale ed in armonia con i piani di risanamento contro le zoonosi di cui al D.P.G.R. 31 maggio 1988 n. 24/58 ed al decreto dell'Assessore alla sanità 28 aprile 1989 n. 01669,". (1)

Emendamento soppressivo parziale Giunta regionale

Art. 2

Alla lettera c) comma 1 dell'articolo sono soppresse le parole "d'affezione". (17)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Con l'articolo 2 inizia la sequenza delle responsabilità e delle competenze in capo alle pubbliche istituzioni; qui si inizia con le competenze e le responsabilità delle Unità Sanitarie Locali, ben s'intende degli operatoli, dei dirigenti e degli amministratori delle Unità Sanitarie Locali, prevedendo una serie di prescrizioni ed incombenze che ovviamente, una volta che la legge le prescrive, devono essere garantite. Io mi pongo un problema, stiamo creando una serie di prescrizioni in capo alle pubbliche istituzioni, che già soffrono di tante deficienze; la malasanità è l'argomento ed è la condizione purtroppo spesso ricorrente in molte strutture sanitarie e le Unità Sanitarie Locali dovrebbero provvedere a tutto questo insieme di incombenze. Io stabilisco subito un rapporto tra fine e mezzi, richiamando una proposta che più volte ho avanzato, che fa parte della civiltà non solo della tecnica, ma della civiltà nel fare le leggi, per cui ogni legge dovrebbe essere accompagnata, innanzitutto dalla copertura finanziaria, che non dovrebbe essere indicata alla fine dell'articolato, dove nessuno si cura di andare a leggere, ma dovrebbe essere indicata all'inizio. La legge dovrebbe iniziare così: per questa finalità si destinano tante risorse - di quelle di cui si dispone - e queste risorse, in modo ottimale, vengono utilizzate nei modi seguenti. E' vero che ci sono degli emendamenti e può essere che negli emendamenti si sia aggiunta qualcosa, ma nel testo del progetto di legge, così come è stato esitato dalla Commissione, per tutte le finalità dell'articolo 2 in capo alle Unità Sanitarie Locali erano previsti trenta milioni, circa un milione a Unità Sanitaria Locale, perché provvedano alla tenuta dell'anagrafe, ne curino l'aggiornamento, lo trasmettano, effettuino i controlli sanitari e quant'altro è previsto in legge. Ma non è che con queste leggi si vuole creare una categoria di funzionari pubblici che debbono essere tenuti in una condizione di omissione d'atti d'ufficio, di reato permanente? Perché quando il cittadino si rivolgerà all'istituzione, in questo caso all'Unità Sanitaria Locale, protestando per le inadempienze, i funzionari, gli amministratori saranno sempre in perseveranza di rato, se non ci si preoccupa di dare una strumentazione adeguata alla legge. L'altro elemento che dovrebbe sempre accompagnare una legge seria dovrebbe essere l'analisi della fattibilità amministrativa. La legge dovrebbe essere sempre accompagnata da una relazione di fattibilità, cioè da un'analisi dello stato delle strutture pubbliche che vengono chiamate ad esercitare funzioni, e quindi da un adeguamento delle strutture in ragione delle funzioni che si attribuiscono. E' facile dire "Tu, Unità Sanitaria Locale devi fare questo; tu, Comune devi fare questo", tanto se non lo fanno ne risponde l'amministratore. Chi ha fatto la legge l'ha fatta e crede di aver fatto bene, poi i pesi se li devono assumere gli altri. Allora qui si pone questo primo problema: qual è la dotazione finanziaria con cui le Unità Sanitarie Locali possono provvedere a tutte queste incombenze? Sono i trenta milioni o anche i seicento e i novecento milioni, che divisi tra le Unità Sanitarie Locali, anziché un milione sono trenta milioni a Unità Sanitaria Locale. Ma può, per esempio la USL numero 21 di Cagliari, con trenta milioni, provvedere a tutte queste cose? Trenta milioni, sono grossomodo mezzo costo annuo complessivo di un operatore sanitario, cioè mezzo operatore sanitario. Come si fa? Io pongo il problema, qualcuno risponda. Risponde l'Assessore del personale e della riforma della Regione? Non capisco, per competenza questa dovrebbe essere materia dell'Assessore della sanità, credo, il quale ovviamente non c'è, il quale ovviamente sta già curando i cani e i gatti in giro. Io invito il Presidente del Consiglio, se mi permette, a richiamare ancora una volta, la Giunta ed essere presente, almeno gli Assessori di competenza, perché questa è una grande legge - io sono d'accordo - e va sottratta a un certo alone di sottovalutazione non dico solo di ironia. E' una legge importante e seria e proprio per questa ragione va trattata con serietà. Quindi chiedo anche la presenza dell'Assessore competente che deve anche capire di che cosa sta trattando il Consiglio che, proprio perché è tecnico e non politico, deve anche apprendere qual è la direttiva politica che il Consiglio regionale sta dando. Dovrebbe esserci tutta la Giunta, ma che ci sia almeno l'Assessore competente. Su questo articolo 2 ho detto che è il primo di una sequenza di articoli che pongono in carico alle pubbliche istituzioni oneri e incombenze che non so come potranno essere soddisfatte. Ci sono anche alcuni emendamenti, per esempio ce n'è uno che propone di sopprimere le parole "di affezione". Con questo emendamento gli animali cui si riferisce l'articolo non sarebbero più solo quelli "di affezione", quindi non solo gli animali amati, ma anche quelli odiati, dovrebbero ricadere nella fattispecie. Però, bisogna essere chiari, il collega Dadea l'ha detto, questa è una legge che si propone di tutelare gli animali domestici. Ed è già cosa importante, io non sottovaluto questo: non potendo tutelare tutti gli animali, iniziamo a tutelare, giustamente, gli animali domestici. Gli animali domestici sono ovviamente quelli che hanno casa, nella casa c'è un dominus, si suppone che con l'aminale domestico il dominus abbia un rapporta affettivo. Se con gli emendamenti eliminiamo le parole "domestico" e "d'affezione", estendiamo la protezione a tutti gli animali che ognuno possa possedere. Abbiano letto nel giornale da poco che uno, in un paese della Sardegna, aveva un coccodrillo; che un altro, in un altro paese della Sardegna, aveva una tigre nel cortile. Ci stiamo forse premurando di tutelare e di mettere a carico delle Unità sanitarie anche la tenuta dei coccodrilli? Vorrei capire qual è il senso di questi emendamenti perché così si apre anche tutto un altro campo che è meritevole di esplorazione, di tutela, di valutazione, ma che è ancora più delicato circa la gestione concreta della legge.

PRESIDENTE. Io credo che la questione da lei sollevata, onorevole Cogodi, circa la presenza della Giunta sia corretta, il Consiglio ha bisogno spesso di avere risposte sulle questioni che pongono i singoli consiglieri e non si può pretendere che l'assessore Collu sia in grado di dare risposte su tutto. Quindi, è opportuno che interrompiamo i lavori e li riprendiamo stasera.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Baroschi. Ne ha facoltà.

BAROSCHI (P.S.I.). Sull'ordine del giorno. Chiedo l'iscrizione nell'ordine del giorno di due provvedimenti che nel frattempo la Commissione ha esitato e sono stati perfezionati. Ne avevo già parlato in Conferenza dei Capigruppo, si tratta del testo unificato delle proposte di legge numero 430, 440 e 452 istituzione di nuove province e della legge rinviata CCLXXIII sui controlli degli atti degli enti locali.

Devo inoltre chiedere, a nome della prima Commissione, che sia protratto il termine per l'esame del disegno di legge numero 356, sul riordino degli enti locali. Il termine scadeva il 9 febbraio, quindi è già scaduto però stiamo arrivando a perfezionare questo testo, quindi le chiederei che il termine sia protratto al 9 di marzo.

PRESIDENTE. Quanti giorni sono?

BAROSCHI (P.S.I.). Altri venti giorni da oggi.

L'ultima richiesta che le debbo fare è che invertendo l'ordine del giorno si tratti prima la costituzione in Comune autonomi successivamente la petizione numero 4 sulla ripartizione del patrimonio, perché parrebbe più logico procedere in quest'ordine.

PRESIDENTE. Onorevole Baroschi, per ciò che riguarda la sua prima richiesta, le voglio ricordare che si sono riuniti ieri i Capigruppo e che hanno deciso. Tuttavia, se non vi sono opposizioni da parte dell'Aula, la Presidenza accoglie la sua richiesta. Per ciò che riguarda invece la sua richiesta di inversione dell'ordine del giorno, dovrà riproporla all'inizio della seduta di stasera.

Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Sempre in materia di ordine dei lavori, chiedo che l'onorevole Presidente del Consiglio accerti, e quindi riferisca all'Aula, se siano o no decaduti i termini che erano stati chiesti dal Presidente della Giunta regionale all'Aula - mi pare di ricordare che fossero venti giorni - e che l'Aula concesse con voto, quindi con un impegno formale, perché tornasse in Aula, sul disegno di legge numero 356 concernente la riforma degli enti regionali. Chiedo l'accertamento sui termini, e qualora questi termini siano decaduti che, essendoci stato un voto esplicito del Consiglio su richiesta del Presidente della Giunta, questo argomento abbia precedenza su qualsiasi altro argomento.

PRESIDENTE. I termini sono scaduti il 9 febbraio, onorevole Cogodi. Ha domandato di parlare l'onorevole Lorettu. Ne ha facoltà.

LORETTU (P.P.I.). Signor Presidente, sulle richieste presentate dal collega Baroschi, io credo che sia difficile pronunziarsi senza avere davanti il quadro complessivo degli adempimenti a cui il Consiglio è chiamato in queste poche sedute che rimangono utilizzabili. Io penso che la richiesta del collega Baroschi debba essere esaminata in sede di Conferenza dei Capigruppo e che, in quella sede, si debba stabilire la situazione e valutare realisticamente che cosa si può fare e che cosa non si può fare in queste poche sedute, perché se decidiamo in termini disorganici, rischiamo di trovarci con un elenco di provvedimenti e posto che tutti non potranno essere definiti, non si capisce con quale logica si deciderà di farne uno e non invece un altro.

PRESIDENTE. Onorevole Baroschi, quindi c'è qualcuno dei consiglieri che si oppone alla sua richiesta e io non la posso accettare. Non possiamo fare altro che discuterne in Conferenza dei Capigruppo. Si vedrà anche di riunire la Conferenza stasera se sarà necessario.

Ha domandato di parlare l'onorevole Baroschi. Ne ha facoltà.

BAROSCHI (P.S.I.). Ieri mattina ho partecipato alla Conferenza dei Capigruppo e in quella occasione ho sostenuto che il provvedimento era perfezionato, perché io e l'onorevole Tamponi avevamo già firmato la relazione. In Conferenza dei Capigruppo si è già stabilito di metterlo all'ordine del giorno. Ho accertato che è stato perfezionato, quindi chiedo il rispetto della decisione della Conferenza dei Capigruppo. Non ho stravolto niente.

PRESIDENTE. Onorevole Baroschi, il provvedimento sulle Province era già all'ordine del giorno, ma il resto non c'era. Mi dicono, onorevole Baroschi, che la sua richiesta è stata già accolta in Conferenza dei Capigruppo, quindi se l'iter dei provvedimenti è già perfezionato, verranno inseriti nell'ordine del giorno.

Ha domandato di parlare l'onorevole Dadea. Ne ha facoltà.

DADEA (P.D.S.). Presidente, penso che comunque la richiesta del collega Baroschi e quella del collega Lorettu non siano in contrasto, perché è evidente che, praticamente tutti i provvedimenti il cui iter è perfezionato sono all'attenzione dell'Aula perché vengono messi nell'ambito dei provvedimenti pronti, comunque è la Conferenza dei Capigruppo, così come giustamente ha sottolineato il collega Lorettu, che deve fare una programmazione dei lavori individuando quei provvedimenti che per priorità e soprattutto sulla base del tempo che abbiamo a disposizione, possono essere realisticamente affrontati in questo lasso di tempo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Pili. Ne ha facoltà.

PILI (P.S.I.). Per raccomandare, a questa riunione della Conferenza dei Capigruppo nella quale si dovrebbero coordinare i lavori per queste ultime giornate prima delle elezioni, anche il testo unificato del disegno di legge e delle proposte di legge presentate da tutti i Gruppi sulla pesca, ricordando che il Consiglio aveva prescritto dei termini. Il testo è pronto, per cui è necessario che, in questa Conferenza, si tenga conto anche di questo importante provvedimento.

PRESIDENTE. Onorevole Pili, come lei ha notato, c'è un certo ingorgo nell'ordine del giorno, io credo che sarebbe opportuno che lei segnalasse la sua richiesta al suo Capogruppo e la vedessimo in sede di Conferenza dei Capigruppo.

PILI (P.S.I.). Io lo dico qui, perché il Consiglio regionale su questo si era già pronunciato in altri tempi.

PRESIDENTE. Ma è pronto?

PILI (P.S.I.). Sì, è pronto, è stato dato oggi il parere.

PRESIDENTE. Sì, allora se non ci sono obiezioni la richiesta è accolta.

I lavori del Consiglio riprenderanno stasera alle ore 17.

(La seduta è tolta alle ore 13 e 40).