Seduta n.458 del 04/11/2008 

CDLVIII Seduta

Martedì 4 Novembre 2008

Presidenza del Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 16 e 33.

CASSANO, Segretario dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 15 ottobre 2008 (449), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Silvio Cherchi, Corrias, Cugini, Frau, Giagu, Lanzi, Alberto Randazzo, Rassu, Simonetta Sanna e Scarpa hanno chiesto congedo per la seduta di martedì 4 novembre 2008.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge:

Biancu - Floris Vincenzo - Cerina - Agus - Barracciu - Bruno - Cachia - Calledda - Cherchi Silvio - Pisu - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Espa - Frau - Gessa - Giagu - Lai Bachisio Silvio - Manca - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Lanzi - Salis - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Tocco - Caligaris - Licheri - Fadda - Davoli - Uras: "Tutela dei mestieri e dei prodotti tipici della Sardegna." (347)

(Pervenuta il 30 ottobre 2008 e assegnata all'ottava Commissione)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CASSANO, Segretario:

"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, in ordine alla paventata chiusura della Polimeri Europa presso lo stabilimento petrolchimico di Porto Torres. " (1407/A)

"Interrogazione Tocco - Calledda, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di far fronte all'inefficienza e all'inefficacia degli interventi abitativi gestiti da AREA nel Comune di Carbonia. " (1408/A)

"Interrogazione Diana, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione di crisi che colpisce l'azienda Valorizzazione carni sarde di Uta. " (1409/A)

"Interrogazione Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulle case cantoniere ANAS inutilizzate presenti in Sardegna. " (1410/A)

"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sui ritardi nella predisposizione delle linee guida per l'attuazione della riforma che trasferisce alla Regione la competenza della sanità penitenziaria. " (1411/A)

"Interrogazione Floris Vincenzo - Mattana - Pacifico - Pirisi - Lai Bachisio Silvio - Sanna Franco - Scarpa - Giagu - Agus - Manca, con richiesta di risposta scritta, sullo smantellamento, da parte di Polimeri Europa, di due impianti chimici a Porto Torres e sui pericoli insiti nelle decisioni che verranno assunte sui cloroderivati (PVC). " (1412/A)

"Interrogazione Sanjust, con richiesta di risposta scritta, sul Registro regionale dello spettacolo. " (1413/A)

"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di provvedimenti a sostegno dei pescatori del nord Sardegna danneggiati dal fermo pesca del pesce spada recentemente stabilito dall'Unione Europea. " (1414/A)

"Interrogazione Sanjust, con richiesta di risposta scritta, sui fondi stanziati in finanziaria a sostegno delle politiche giovanili. " (1415/A)

"Interrogazione Cachia, con richiesta di risposta scritta, sulla paventata dismissione della tratta ferroviaria Golfo Aranci - Olbia che costituirebbe un pregiudizio notevole alla continuità del servizio merci su rotaia con danno ingente per l'economia. " (1416/A)

"Interrogazione Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Marracini - Milia, con richiesta di risposta scritta, sullo svolgimento delle selezioni interne per il conferimento degli incarichi di coordinamento per il personale appartenente ai profili di collaboratore professionale sanitario e collaboratore professionale assistente sociale presso la ASL n. 1 di Sassari. " (1417/A)

"Interrogazione Pisu - Uras - Lanzi - Davoli - Licheri - Fadda - Serra - Cugini, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione degli operai a rischio licenziamento delle imprese d'appalto delle ferrovie e sulla situazione del servizio ferroviario sardo. " (1418/A)

"Interrogazione Lombardo, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata partecipazione dell'Azienda ARST Spa al bando di gara indetto dal Comune di Iglesias per il trasporto scuolabus. " (1419/A)

"Interrogazione Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di funzionamento del servizio di trasporto merci su rotaia da e per la Sardegna. " (1420/A)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

CASSANO, Segretario:

"Interpellanza Pacifico sul conferimento dell'incarico di dirigente responsabile dell'Area nursing da parte dell'ASL di Cagliari." (345/C-7)

"Interpellanza Dedoni sulle mancate agevolazioni creditizie a favore delle cooperative di produzione e lavoro e loro consorzi, previste dalla legge regionale 11 agosto 1983, n. 16. " (346/C-6)

"Interpellanza Pisu sulla decisione del Governo di spostare i fondi dapprima destinati al progetto "Trenino verde della Sardegna", così come indicato nel Programma nazionale attrattori culturali, naturali e turistici, a favore del programma G8. " (347/C-4/C-6)

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozione pervenuta alla Presidenza.

CASSANO, Segretario:

"Mozione Rassu - La Spisa - Petrini sulla cessione dei crediti derivanti dalla concessione di mutui alle imprese con capitale regionale." (201)

PRESIDENTE. Facciamo cinque minuti di sospensione perché i Presidenti dei Gruppi facciano in modo che i colleghi siano in Aula alla ripresa. 10 minuti di sospensione. Riprendiamo alle 16 e 50.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 38, viene ripresa alle ore 16 e 53.)

Celebrazione del novantennale della fine della prima guerra mondiale

PRESIDENTE. Colleghi, vorrei in apertura di seduta richiamare il nostro pensiero alla ricorrenza odierna: la festa, cioè, delle forze armate e il novantesimo anniversario della prima guerra mondiale.

Nel giorno della festa delle forze armate, nel novantesimo anniversario della prima guerra mondiale: il Consiglio regionale della Sardegna si unisce alle celebrazioni, che in queste ore si svolgono nel Paese, e rende omaggio ai militari caduti per la difesa dei valori fondanti dell'Italia, per la libertà, per ricostruire un futuro di pace. In questa ricorrenza vogliamo richiamare alla memoria l'eroismo di tutti quei sardi che hanno combattuto e versato il loro sangue sotto il vessillo dei quattro modi nelle trincee della Grande Guerra. La brigata Sassari seppe interpretare al meglio la forza dell'identità e dell'unità nazionale cogliendo il senso profondo dell'appartenenza alla stessa comunità. Il più atroce e cruento dei conflitti è stato teatro dell'audacia di tanti giovani provenienti da ogni angolo della Sardegna, chiamati a combattere in nome di una patria per i più ancora sconosciuta. Strappati dalle campagne, dei pascoli, dalle loro case, questi ragazzi, ricordati in maniera molto efficace anche da Emilio Lussu, molti dei quali parlavano soltanto il sardo, hanno difeso l'Italia contribuendo a farla diventare un grande Paese. Il Consiglio regionale della Sardegna celebra questa festa nazionale nel segno della memoria condivisa, nella speranza che dalle tragedie le nuove generazioni possano trarre un esempio di pacificazione e di fratellanza tra i popoli.

Con questi sentimenti rivolgiamo il nostro pensiero ai caduti della Grande Guerra e alle Forze Armate. Un minuto di silenzio.

(L'Aula osserva un minuto di silenzio.)

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie, Presidente, la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto. Un altro Capogruppo insieme all'onorevole Capelli.

(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)

PRESIDENTE. Vargiu. Va bene. Prego i colleghi di prendere posto. Un altro segretario della maggioranza.

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue la verifica)

Prendo atto che il consigliere Pacifico è presente.

Risultato della verifica

(Risultano presenti i consiglieri: AGUS - ATZERI - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - COCCO - CORDA - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - LICHERI - MANCA - MASIA - MELONI - MURGIONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - SABATINI - SANNA Franco - SPISSU - TOCCO - UGGIAS - URAS.)

Sono presenti 30 consiglieri, non siamo in numero legale. La seduta è aggiornata di trenta minuti.

Prego ancora una volta i Capigruppo, soprattutto quelli della maggioranza, di invitare i colleghi a essere presenti in aula. Prego anche tutti gli altri di consentirci di lavorare. Fra trenta minuti riprende la seduta.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 58 , viene ripresa alle ore 17 e 39.)

PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto. Comunico che è rientrata dal congedo l'onorevole Corrias. Siamo in fase di verifica del numero legale.

Va bene, colleghi. Siamo all'articolo 5. All'articolo 5 è stato presentato l'emendamento soppressivo numero 79.

ARTIZZU (A.N.). La verifica del numero legale.

PRESIDENTE. La verifica del numero legale se viene richiesta. E' già stata richiesta, non eravamo in numero legale. Bisogna chiederla. Quindi, se c'è qualcuno che la chiede si fa, altrimenti procediamo nel lavoro.

Va bene. E' aperta la discussione sull'articolo e sull'emendamento.

Chiedo scusa, ma se nessuno ha chiesto il numero legale per quale motivo dovrei mettere in votazione? Chi lo sta chiedendo, onorevole Pittalis? Due Capigruppo.

Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). La verifica del numero legale.

(Appoggia la richiesta il consigliere Ladu.)

PRESIDENTE. Perché dobbiamo complicare la vita?

E' stato richiesto il numero legale dagli onorevoli Artizzu e Ladu.

Seconda verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue la verifica)

Prendo atto che i consiglieri Cerina , Manca e Pacifico sono presenti.

Risultato della verifica

(Risultano presenti i consiglieri: AGUS - ARTIZZU - ATZERI - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPPAI - CASSANO - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - DEDONI - DIANA - ESPA - FADDA - FARIGU - FLORIS Mario - FLORIS Vincenzo - GALLUS - GESSA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MASIA - MATTANA - MELONI - MORO - ORRÙ - PACIFICO - PETRINI - PILERI - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PITTALIS - PORCU - RANDAZZO Vittorio - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Franco - SERRA - SPISSU - TOCCO - UGGIAS - VARGIU.)

PRESIDENTE. Sono presenti 59 consiglieri, siamo in numero legale.

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A: "Disciplina per il governo del territorio regionale" della proposta di legge Pirisi - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Lai - Mattana - Orrù - Pacifico - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Disciplina di governo del territorio regionale" (11); del disegno di legge: "Nuove norme per l'uso del territorio regionale (204) e della proposta di legge Pileri: "Modalità di calcolo per l'applicazione dei parametri urbanistico-edilizi ai fini del miglioramento dei livelli di coibentazione termoacustica e del contenimento dei consumi energetici (290)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A.

Abbiamo approvato l'articolo 4. Passiamo all'esame dell'articolo 5. All'articolo 5 è stato presentato un unico emendamento soppressivo, il numero 79, degli onorevoli Pileri, Amadu, Cherchi e più.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5 e del relativo emendamento:

Art. 5

Partecipazione

1. Nei procedimenti di formazione ed approvazione degli strumenti di pianificazione e di governo del territorio sono assicurati, nei limiti e secondo le procedure di cui alla presente legge:

a) la concertazione, con le associazioni economiche e sociali, sugli obiettivi strategici e di sviluppo da perseguire;

b) specifiche forme di pubblicità e di consultazione dei cittadini e delle associazioni costituite per la tutela di interessi diffusi, sui contenuti degli strumenti;

c) il coinvolgimento dei cittadini, dei soggetti portatori di interessi diffusi e delle associazioni individuate ai sensi dell'articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349 (Istituzione del Ministero dell'ambiente e norme in materia di danno ambientale) e successive modifiche.

2. Nella formazione degli strumenti che incidono direttamente su situazioni giuridiche soggettive deve essere garantita la partecipazione dei soggetti interessati al procedimento, attraverso la più ampia pubblicità degli atti e documenti concernenti la pianificazione, assicurando il tempestivo ed adeguato esame delle deduzioni dei soggetti intervenuti e l'indicazione delle motivazioni in merito all'accoglimento o meno delle stesse.

Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.

Articolo 5

L'art. 5 è soppresso. (79).)

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sull'emendamento. L'emendamento è il numero 79.

E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Un breve intervento con alcune considerazioni in merito all'articolo 5, che apre e che affronta un tema particolarmente delicato. Il termine partecipazione, in una società democratica, si estrinseca in almeno tre livelli, ciascuno dei quali coincide con un maggiore o minore coinvolgimento dei cittadini nei momenti decisionali, una norma che intende disciplinare il governo del territorio, e quindi tenuta…

PRESIDENTE. Colleghi, non è iniziata la ricreazione, abbiamo iniziato l'esame dell'articolo 5. Prego, onorevole Caligaris.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Dicevo che una norma che intende disciplinare il governo del territorio è tenuta a prevedere dei momenti di consultazione. La più elementare, ma anche quella determinante forma di partecipazione penso possa essere individuata in quella di poter disporre di un'informazione adeguata, e di questi tempi, tuttavia, anche questa più semplice forma di partecipazione ci appare veramente messa in crisi, e, benché sia considerata un diritto scontato, sempre che spesso viene disattesa, e più che di informazione si deve parlare di propaganda. E da questo punto di vista desta una qualche sorpresa che l'onorevole Pileri se sia fatto promotore di un emendamento che sopprime addirittura l'articolo, ciò anche perché il secondo livello della partecipazione consiste nel chiedere pareri, e anche questo dovrebbe essere un dato scontato, una prassi consolidata, a prescindere dall'attivazione dell'istituto referendario, altrimenti si rischia che i cittadini siano chiamati ad esprimersi solo al momento del voto, quando il parere è piuttosto un giudizio di merito sull'operato del governo, e si può accedere quindi alla cosiddetta democrazia dell'alternanza. L'onorevole Simonetta Sanna, dalle pagine del "Sardegna", denunciava qualche giorno fa l'assenza nella nostra isola di una società civile, cioè quella che dovrebbe esercitare un controllo sull'operato dei partiti e delle istituzioni, auspicava quindi uno sforzo da parte di tutti perché possa nascere, attivando nuove forme di partecipazione. E' evidente, quindi, che solo un ristretto numero di individui può dire di partecipare attivamente alle decisioni. Dico questo perché un articolo di una legge che si occupa di urbanistica ovviamente non può soddisfare le attese, ma può essere un utile stimolo per riflettere. In questi ultimi tre o quattro lustri, anche in seguito allo scarso rinnovamento delle classi dirigenti, e negli ultimi trent'anni anche per la forte pressione esercitata dalle donne veramente poco ascoltate, per una loro più significativa presenza nelle istituzioni, si è pesantemente incrinato il rapporto di fiducia tra i rappresentanti politici e le scelte fondamentali per la vita sociale dei cittadini. L'attuazione della democrazia partecipata e la promozione della cittadinanza attiva sono diventate imperativi categorici. Il dibattito politico nazionale, a proposito della legge sulle elezioni europee, sull'impiego indiscriminato dei decreti legge che mortificano il Parlamento e la Costituzione, e sullo scarso peso riconosciuto alle manifestazioni di protesta nelle piazze sembra suggerire da parte del centrodestra, con l'emendamento soppressivo, che la partecipazione non deve avere spazio neanche in una legge che riguarda l'urbanistica. Eppure, un esame approfondito del testo dell'articolo 5 non mi sembra che possa incidere negativamente sull'efficienza, ammesso che ampliare gli spazi di partecipazione, di condivisione e di controllo possa, in qualche modo, rallentare o impedire l'esercizio del governo del territorio.

Personalmente sono convinta che l'efficacia delle decisioni per il governo pubblico del territorio implichi la condivisione e quindi la responsabilizzazione dei diversi attori del territorio. Ogni livello di governo, infatti, agisce sulla qualità dello spazio di tutti in cui si vive l'oggi e il domani. Ecco perché, per esempio, la Toscana ha approvato, prima Regione in Italia, una legge sulla partecipazione dei cittadini alle scelte di governo che, non a caso, è stata definita una norma contro l'antipolitica. Penso quindi sia necessario dotarsi di un analogo dispositivo con maggiori garanzie per tutti e non limitarsi ad inserire articoli più o meno significativi e pregnanti all'interno di una legge come in questo caso.

Occorre però, a mio avviso, rafforzare la cultura della trasparenza e della correttezza delle Istituzioni nei confronti dei cittadini e in particolare della pubblica amministrazione. Proprio per questa ragione trovo irrazionale non attivare l'ufficio del difensore civico eleggendo il responsabile, così come prevede la legge approvata dal Consiglio regionale e per la quale ancora si attende la sua attuazione, e non completare l'iter legislativo del garante dei detenuti, perché una proposta che prevede una partecipazione attiva a tutti i livelli richiede anche degli istituti che diano delle garanzie. Le norme certe sono un'esigenza condivisa e irrinunciabile, ma è anche necessario rendere più incisivi i sistemi di controllo per l'attuazione delle leggi e di verifica della loro validità. Anche così i cittadini si sentono più coinvolti nelle dinamiche di governo, più responsabili e possono davvero partecipare alle scelte ed ergersi a difensori delle strategie per garantirne l'effettiva attuazione. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). No...

PRESIDENTE. Forse era un'iscrizione a parlare precedente.

E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Signor Presidente, questo articolo 5 offre la summa delle sue insanabili ambiguità di fondo: parla e straparla di partecipazione senza peraltro indicarne e disciplinarne compiutamente le forme; mantiene ben stretto il suo impianto dirigistico che della partecipazione è il suo esatto contrario. Addirittura, siccome qualche aggettivo o qualche avverbio non si nega a nessuno, il comma 1 prevede la partecipazione anche "nei procedimenti di formazione ed approvazione degli strumenti di pianificazione e di governo del territorio", figuriamoci! E' davvero inspiegabile come l'universo mondo fatto di associazioni economiche e sociali, soggetti portatori di interessi diffusi e perfino semplici cittadini possano concretamente partecipare e condividere le scelte strategiche della Regione in materia urbanistica, quando la stessa cosa non possono farla né i Comuni né le Province. Ma c'è di più! La voluta ambiguità del testo raggiunge e supera il limite della sfrontatezza quando si arriva ad assicurare a tutti questi soggetti addirittura la concertazione! Concertazione che sappiamo non esserci affatto, lo ribadiamo, nemmeno con il sistema delle autonomie, anzi, questo è proprio il grande nodo irrisolto della legge, come più volte denunciato, non solo da noi, ma dallo stesso Consiglio delle autonomie locali nel suo parere.

Del resto, l'esperienza totalmente negativa di questi anni ha abbondantemente chiarito cosa intende la Giunta regionale per concertazione. Ne abbiamo avuto un esempio lampante con il Piano paesaggistico: la Giunta l'ha elaborato in perfetta solitudine e soltanto quando si è degnata di andare nei territori a spiegare i contenuti... quando l'assessore Sanna sostiene di essere andato in giro per la Sardegna a tenere conferenze di copianificazione con i Comuni, sicuramente sa di dire un'inesattezza. E sa anche che il Piano paesaggistico predisposto dalla Giunta è uscito da quegli incontri esattamente come c'era entrato, è vero, Assessore? Al massimo sono stati corretti errori materiali di cartografia - e ce n'erano abbastanza, lo abbiamo visto, fin troppi - ma sui contenuti il progetto dell'Esecutivo è rimasto esattamente lo stesso. Non si spiegherebbe perché altrimenti Comuni e Province lamentino in ogni occasione di non essere stati coinvolti, perché le associazioni di categoria denuncino esattamente gli stessi problemi e perché anche il Consiglio regionale sia incartato da mesi su una legge estremamente chiara solo su un punto: cioè quello che assegna alla Giunta il primato di decidere sempre e su tutto a suo piacimento.

Dunque, è esatto affermare che laddove si parla di partecipazione, estendendola oltretutto anche al di là di ogni confine possibile e immaginabile, si vuole soltanto suscitare una specie di effetto ottico che non ha niente di pratico e che non è assolutamente credibile. Anzi, lo stesso uso del termine partecipazione suona in realtà offensivo per l'intelligenza del Consiglio regionale innanzitutto, che deve esaminare e alla fine votare questa legge, ma in definitiva per ogni persona di buon senso.

Per citare un altro esempio di partecipazione predicata, ma accuratamente evitata, è utile soffermarsi su un caso concreto. A Sassari, appunto, la mia città, il procedimento del PUC è stato formalmente aperto alla partecipazione dei cittadini e all'interno del Consiglio comunale è stata istituita un'ampia e rappresentativa commissione che ha esaminato il Piano nelle sue varie fasi e poi assemblee, dibattiti, confronti, persino la possibilità per i cittadini di inviare cartoline per dire come vorrebbero, avrebbe immaginato e progettato la loro città: spazi verdi, attrezzature e quant'altro. Qual è stato il risultato di questa partecipazione, ci chiederemo? Nessuno! Nel momento in cui il Consiglio comunale ha votato la delibera del Piano urbanistico - che oltretutto è passata con 23 voti su 40, cioè al di sotto dell'effettiva maggioranza del centrosinistra - è stato impedito agli stessi consiglieri della maggioranza di presentare degli emendamenti. Se non hanno potuto partecipare loro, immaginiamoci quanto avranno contato e pesato i risultati delle assemblee e dei dibattiti, i lavori della commissione speciale e, buona e ultima, le indicazioni dei cittadini organizzati e non. La giustificazione è stata che gli emendamenti, compresi perciò quelli della maggioranza, avrebbero intaccato l'impianto del Piano urbanistico. L'impianto voluto della Regione, ovviamente, che ha preteso, nel caso di Sassari, e pretende ora da tutti Comuni della Sardegna con questa legge urbanistica, di scrivere sotto dettatura, altrimenti va da sé, si mette in pericolo l'impianto.

Questo quindi è il vero volto di tanta declamata partecipazione che compare anche nella legge urbanistica regionale la quale, in effetti, si muove secondo la logica dell'imbuto rovesciato: si parte da una base molto ampia in cui praticamente tutti possono dire tutto e il contrario di tutto tanto non conta nulla, ma poi l'imbuto inizia a restringersi sempre di più, man mano che arriva il momento delle decisioni vere. Allora, la partecipazione si assottiglia fino a scomparire, il confronto si esaurisce e i contributi esterni finiscono agli atti e immediatamente dopo in archivio. Questo è il vero problema dei problemi della legge sulla quale la maggioranza si sta avvitando fin dall'inizio di questa legislatura, dalla cosiddetta "salvacoste" in poi, passando per le diverse proposte di legge presentate dalla stessa maggioranza, che proprio sul punto della partecipazione e della concertazione con le autonomie propongono soluzioni opposte e assolutamente divergenti. Ecco perché abbiamo pienamente ragione noi nel sostenere che questa legge è inemendabile, ma da respingere in blocco, così come non è stata e non è credibile la posizione della maggioranza su tutta la materia urbanistica; non è credibile soprattutto perché non c'è una posizione, ma ne sono emerse negli anni almeno tre o quattro, e non è certo con la mediazione dell'Assessore o con il ritorno in Commissione - si badi bene, dopo 7, 8 letture del testo - che si risolveranno le vere questioni di fondo: ruolo delle autonomie e del Consiglio regionale, assoluta discrezionalità della Giunta, una politica urbanistica spezzatino finalizzata soltanto alla necessità di cambiare in corsa le regole del gioco, stravolgendo ogni principio di certezza del diritto, che pure a parole si dice di voler introdurre. Se davvero si volessero partecipazione e concertazione, dunque, non solo questo articolo andrebbe completamente riscritto, ma si dovrebbe rivedere da capo tutta la legge, il tanto richiamato impianto che altro non è, in fin dei conti, che il paletto principale piantato dall'Esecutivo su tutta l'urbanistica della regione.

Ma c'è, infine, un altro inganno che va avanti sotto traccia in un testo che è quasi ridicolo, per motivi che abbiamo esposto, definire unificato. Infatti, a fronte della volontà palese di operare sempre e comunque secondo il volere della Giunta e del suo Presidente, c'è l'esigenza di fare molta pubblicità e altrettanta propaganda, chiaramente a spese dei contribuenti, per confondere le acque e provare a dimostrare che dopo quasi cinque anni di contrasti insanabili si è raggiunto un risultato: coprire le vergogne in una foglia di fico, pagata dai sardi a caro prezzo, e inquinare scientificamente la verità dei fatti.

Almeno la crisi profonda che sta attraversando tutto il mondo occidentale, la nostra nazione, la Sardegna in particolare, con il suo specifico di problemi che in questi anni sono stati lasciati a marcire, avrebbe dovuto suggerire un atteggiamento della maggioranza più responsabile, possibilmente all'altezza della gravità dell'attuale fase economica e delle sue ripercussioni sull'economia reale che, secondo tutte le analisi, si faranno sentire pesantemente per tutto il prossimo anno. Invece niente. Anche con questa legge prevarrà una soluzione del palazzo su quella che i sardi di centrosinistra, di centrodestra e di qualunque orientamento politico e culturale avrebbero meritato. Fra il salvare una legislatura fallimentare e il salvare la Sardegna si vuole a tutti così scegliere quella di salvare la legislatura fallimentare. La maggioranza faccia pure, si troverà la forza e i numeri che ha dimostrato di avere solo quando si è trattato di puntellare e difendere se stessa, tanto non finisce qui e i veri conti li faremo fra qualche mese. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pileri, relatore di minoranza. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.), relatore di minoranza. Signor Presidente, io pensavo di non intervenire nella discussione dell'articolo 5, però mi sembra doveroso un chiarimento a seguito dell'intervento dell'onorevole Caligaris, la quale ha evidenziato che noi abbiamo presentato un emendamento soppressivo e quindi sembrerebbe quasi che noi siamo contrari a favorire la partecipazione. Questo assolutamente non è vero. Noi vorremmo più partecipazione, ma vorremmo anche e soprattutto che la partecipazione producesse degli effetti, nel senso che nelle fasi della pianificazione le osservazioni presentate o fatte dai privati, dai cittadini e dagli enti locali trovassero sbocco poi nei provvedimenti legislativi o nell'approvazione, per esempio, del Piano paesaggistico regionale. E questo non succede; non succede perché sicuramente lo spirito previsto nell'articolo 5 della partecipazione non è avallato e rinforzato da altri articoli che seguono, come l'articolo 43, che riguarda la verifica dell'operatività del vigente Piano paesaggistico regionale, oppure possiamo citare quello che è successo durante le istruttorie pubbliche che hanno riguardato l'approvazione del Piano paesaggistico regionale, dove sono state fatte tutta una serie di incontri, di copianificazione, ma c'è da dire che delle oltre duemila osservazioni che sono state fatte, che quindi rappresentano a tutti gli effetti la partecipazione nella pianificazione urbanistica, non mi pare che siano state accolte dalla Giunta. Quindi partecipazione significa portare avanti e a termine un sistema che consenta non solo di partecipare, ma anche di influire nelle scelte che poi vengono fatte per la pianificazione urbanistica regionale. E quindi ovviamente quell'emendamento soppressivo è legato a questi aspetti, ma è legato anche al fatto che noi avremmo voluto che gli strumenti di pianificazione generale di governo del territorio, come il Piano paesaggistico regionale, venissero approvati dal Consiglio regionale e non dalla Giunta, e noi abbiamo presentato anche un emendamento su questo - non mi risulta che qualcun altro l'abbia presentato - perché riteniamo che sia più corretto che un Piano paesaggistico regionale, che rappresenta le scelte più importanti di pianificazione territoriale della Sardegna, venga approvato dall'Assemblea legislativa, quindi la necessità di una correzione di quanto modificato con la legge regionale numero 8, che ha modificato l'articolo 11 della legge numero 45, che già prevedeva l'approvazione del Piano paesaggistico regionale dal Consiglio e non dalla Giunta.

E, ripeto, io mi ricollego con l'articolo 43 quando si dice che in riferimento alla verifica dell'operatività del vigente Piano paesaggistico regionale, al comma 1, "la Giunta regionale, in sede di prima valutazione, entro il termine massimo di centoventi giorni dalla data di pubblicazione della presente legge nel BURAS, degli effetti del vigente Piano paesaggistico regionale, primo ambito omogeneo, approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 36/7 del 5 settembre 2006", cioè il Piano paesaggistico regionale vigente, "verifica l'attuazione delle disposizioni contenute nelle Norme tecniche di attuazione del Piano e apporta le modifiche come previsto dall'articolo 30". L'articolo 30 prevede una procedura accelerata, una procedura semplificata che se può andar bene nel caso in cui si debbano introdurre norme statali oppure correzioni di tipo tecnico, può andare benissimo, ma nel momento in cui si vanno a fare delle modifiche o delle varianti al Piano paesaggistico regionale i tempi che la Giunta in qualche modo impone non sono certo accettabili e non vanno nella direzione della partecipazione che non ci può essere perché la possibilità che hanno i comuni di presentare osservazioni in soli dieci giorni non è certo un criterio di partecipazione, perché allora gli stessi tempi bisognerebbe imporli anche alla Regione, che magari nell'esame del PUC può sospendere per 45 giorni. Quindi sicuramente l'emendamento che è stato citato non è un emendamento strumentale, ma un emendamento che trova collegamento con molti altri articoli della legge che noi non condividiamo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pirisi relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, Assessore, colleghi, io non voglio annoiare gli astanti con un lungo intervento, ma vorrei semplicemente fare brevissime considerazioni, anche all'onorevole Moro, se si degnasse di ascoltarmi soltanto per un minuto. Badate, io credo che qui in quest'Aula sia stata lanciata una sfida alta…

PRESIDENTE. Chiedo scusa. Onorevole Artizzu…

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Ma non importa tanto…

PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, le chiedo scusa.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Non importa, l'onorevole Artizzu che mi ascolti o non mi ascolti poi non… la ringrazio. No, io volevo fare un paio di brevissime considerazioni, signor Presidente, perché ho paura e ho una sensazione, nonostante la sfida che noi abbiamo lanciato all'aula, abbiamo detto: "Badate che qui ci si lamenta sempre che c'è gente che vuole esercitare un ruolo al posto nostro, nel momento in cui ci troviamo ad avere in Aula una legge che può essere corretta, emendata, aggiustata, integrata, quando si fanno gli interventi si parla d'altro". Ma, io condivido l'intervento che ha fatto poc'anzi l'onorevole Caligaris, ma come si fa dire che si vuole maggiore partecipazione e poi si fa un emendamento abrogativo di questo articolo, e poi si va a parlare di altre cose? Parlate d'altro! Ma che c'entra l'articolo 43, onorevole Pileri, noi stiamo parlando di partecipazione! Mi sarei aspettato un emendamento da parte sua e dagli altri colleghi del centrodestra che entrasse nel merito e dicesse: "Vogliamo che la partecipazione venga esercitata in questi altri modi e in queste altre maniere".

Niente. Abroghiamo l'articolo. Onorevole Moro, anche per la simpatia che io le porto, però le vorrei dire: "Ma come si fa ad intervenire in quest'Aula e a dire che questa è, come dire, una sorta di spezzatino di tipo urbanistico, che questa è una presa in giro e così via, che non c'è partecipazione, che la partecipazione semplicemente è una sorta di simulacro o di non so che, e lei nell'intervento che ha fatto introduttivo ha detto che trovava la Conferenza unificata della pianificazione proposta nel testo della Giunta regionale come un elemento, un punto avanzato e condivisibile. Glielo leggo così, insomma, un po' di giustizia la facciamo. Allora, la Conferenza unificata di pianificazione recitava l'articolo 5: "E' istituita la Conferenza unificata della pianificazione, CUP, tra Regione province e comuni. La Conferenza coordina le scelte di pianificazione strategica, le politiche di recupero, di qualificazione paesaggistica, le misure di conservazione degli ambiti territoriali, l'abrogazione dei Piani attuativi a regia regionale, gli accordi pubblico-privati eccetera, eccetera. La Conferenza si compone, è istituita presso la Giunta regionale, è composta dal Presidente della Regione, l'Assessore delegato, dagli Assessori regionali degli enti locali, finanze e urbanistica e della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, della difesa dell'ambiente e dei lavori pubblici. Poi, i Presidenti delle province interessate dal provvedimento, i sindaci dei comuni interessati da quel provvedimento e il direttore generale della pianificazione".

Lei ha detto che le andava bene questo. Ma, io ho la sensazione che voi la legge non l'abbiate manco letta. Ma io sono preoccupato! Ma è possibile che faccia un intervento come quello che ha fatto poc'anzi l'onorevole Moro parlando di cose che sono veramente, come diceva l'Assessore, una nenia ripetitiva, ma una nenia ripetitiva, ma entrate nel merito! Vi abbiamo lanciato una sfida alta, vorremmo che voi partecipaste, ma nel merito di questa legge, perbacco, nel merito! Non andando a fare interventi che servono semplicemente, magari anche il mio sta contribuendo a far perdere tempo, ma assumiamo ruolo e funzione, ma assumiamo ruolo e funzione, onorevole Moro, perbacco!

(Interruzione del consigliere Moro)

Assumiamo ruolo e funzione, io mi ricordo tutte le cose di cui stiamo discutendo in questo momento, ma devo andare a parlare di che cosa?

O qualcuno che dice che qui non si fida del Presidente della Regione e della Giunta, le leggi non si fanno per il Presidente della Regione e per la Giunta che è in carica adesso, le stiamo facendo per i Sardi e per i cittadini. E badate che in questa legge ci sono degli istituti, degli istituti che regolano il rapporto nuovo e forte con gli enti locali e di questo stiamo lavorando, ma leggetevi la legge però prima di intervenire, perbacco! Chiedo scusa se lo dico con questo tono, ma avrei piacere davvero perché conosco anche la vostra intelligenza, la vostra intelligenza e la vostra capacità. Però, sinceramente, non state dando un grande contributo in questo senso e me ne dispiace molto. Quindi la partecipazione la vogliamo e la invochiamo e l'articolo 5 dice che sono favorite in questo senso, dopodiché, ma lasci perdere come è nata e come vive, se uno che mi dice che l'articolo 5 del disegno di legge della Giunta è il modello di democrazia cui lei aspira, perbacco, ma perbacco! No, no, vada e si legga i resoconti delle cose che ha detto perché io me li sono letti e non le parlo a vanvera, quindi vi pregherei davvero, entriamo nel merito, confrontiamoci nel merito, che tante cose da dire le abbiamo, le avete anche voi, perché siete persone che potete dare un contributo serio e noi siamo qui per ascoltare e per valutare assieme a voi le cose che possiamo fare. Molte grazie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Sì, respinto. Parere negativo, non respinto, non posso respingere. Presidente, il parere è negativo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Conforme.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 5.

Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'articolo 6. All'articolo 6 sono stati presentati gli emendamenti numero 80, soppressivo totale e i sostitutivi parziali numero 26 e numero 180.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6 e dei relativi emendamenti:

Art. 6

Modalità di pianificazione concertata

1. I comuni e le province possono promuovere accordi territoriali di copianificazione per coordinare la predisposizione degli strumenti di governo del territorio che, in considerazione della sostanziale omogeneità territoriale e ambientale e interdipendenza economica delle loro principali caratteristiche, richiedano una considerazione unitaria delle variabili di intervento ipotizzabili.

2. Gli accordi di copianificazione possono prevedere forme di perequazione territoriale, anche attraverso la costituzione di un fondo finanziato dagli enti locali con risorse proprie o con quote dei proventi degli oneri di urbanizzazione e delle entrate fiscali conseguenti alla realizzazione degli interventi concordati.

Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.

Articolo 6

L'art. 6 è soppresso. (80)

Emendamento sostitutivo totale Masia - Balia - Ibba - Caligaris.

Articolo 6

Il comma 1 è così sostituito:

"1. I comuni e le province, in considerazione della sostanziale omogeneità territoriale, ambientale e di interdipendenza economica, valutata la necessità di interventi unitari, possono promuovere accordi territoriali di copianificazione per coordinare la predisposizione degli strumenti di governo del territorio.". (26)

Emendamento sostitutivo totale Uras - Davoli - Pisu.

Articolo 6

Nel comma 2 sostituire "un fondo finanziato dagli Enti locali ecc." con "un fondo costituito dalla Regione a cui gli Enti locali potranno accedere purché cofinanzino almento per il trenta per cento l'investimento necessario.". (180) .)

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Parere negativo sull'80, sul numero 26 si invita al ritiro. Chiedo scusa, sul numero 180 si propone, cioè lo si accetta però con una integrazione che è la seguente, allora, è proposta dai colleghi Uras, Davoli e Pisu l'emendamento che così recita: "Nel comma 2 sostituire "un fondo finanziato agli enti locali eccetera" con "un fondo costituito dalla Regione a cui gli enti locali" e così via. La proposta è di accettarlo però inserendo "e un fondo costituito dalla Regione con legge finanziaria a cui gli enti locali potranno accedere purché cofinanziato almeno il 30 per cento dell'investimento". Sotto questo profilo si ritiene, assessore Sanna chiedo scusa, la richiamo e anche l'Assessore al bilancio e programmazione che in questo caso la sua presenza è assolutamente importante, che venga inserito nello strumento della prossima finanziaria un finanziamento ad hoc perché possa trovare appunto una giusta collocazione la modifica, cioè l'emendamento con la integrazione che stiamo proponendo per l'emendamento numero 180, non ho scritto il numero finale.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore agli enti locali, finanze e urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico agli enti locali, finanze e urbanistica. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

Sull'emendamento numero 180, intanto il fondo costituito dalla Regione è... ci vuole una norma, non ci vuole la legge finanziaria, ci vorrà una norma specifica che lo istituisca e lo finalizzi, ovviamente in relazione a questa finalità, ed è necessario disporre di una dotazione in relazione anche alle richieste. Per cui è di fatto l'istituzione di un fondo in eventualità si presentino queste condizioni. Tengo a precisare che comunque la stessa legge numero 12 contiene la disposizione, contiene già la disposizione di istituzione di fondi necessari alla perequazione per le, diciamo, interazioni fra comuni che riguardano anche le forme associate e anche la pianificazione associata, per cui bisognerà secondo me valutare la norma specifica nel momento in cui avremmo le circostanze che ce le richiederanno perché questa è una norma eventuale, non è che si presenta un finanziamento senza sapere qual è la dotazione, qual è il fabbisogno e quali sono le circostanze. Chiaramente quando si presenteranno le condizioni e i fabbisogni, si istituirà con norma finanziaria la relativa copertura per poterci provvedere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto). Io intervengo intanto per prendere in considerazione l'emendamento numero 26 che, voglio dire, forse un po' affrettatamente è stato chiesto il ritiro, naturalmente è una forma di cortesia che noi apprezziamo, ma è anche vero che, secondo me, se si andasse a leggere un po' meglio, l'intenzione di questo emendamento non è certamente quella di stravolgere il comma in discussione, cioè il comma 1, bensì di scriverlo in maniera un pochettino più corretta, probabilmente più sintetica, e sicuramente più leggibile, chiara, trasparente, perché riduce a tre righe quello che invece è scritto in diverse parole, che probabilmente possono portare a confusione. È soltanto per sottolineare quest'aspetto, perché l'esigenza di entrare nel merito a questa legge non passa attraverso solo quello che è, voglio dire, modificarne i contenuti, ma a volte anche modificarne il modo di esprimersi, che sicuramente toccano il problema molto meglio. Era soltanto questa l'intenzione. Per cui credo che sia il caso di riflettere un attimino, se il caso di prendere in considerazione il motivo del nostro emendamento, e, allo stesso tempo, ritengo che la proposta di ritiro potrebbe anche cadere, se davvero venisse presa in considerazione in questi termini.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Va bene colleghi. E' in votazione l'emendamento 80.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sulla modalità di voto, Presidente, elettronico palese!

PRESIDENTE. Grazie.

Ha domandato di parlare il consigliere Davoli. Ne ha facoltà.

DAVOLI (R.C.). No, per chiedere… che l'onorevole Uras è uscito mezzo minuto, sta rientrando, se possibile…

PRESIDENTE. Sì, adesso quando rientrerà riprenderà il lavoro da dove l'avevamo lasciato! Come facciamo onorevole Davoli? Cioè fermiamo l'Aula perché l'onorevole Uras… Aspettiamo un secondo!

Onorevole Uras, la stiamo aspettando onorevole Uras!

Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Chiedo scusa, Presidente, ma cercavo un fondo da cofinanziare insieme agli enti locali.

DEDONI (Riformatori Sardi). Non raschiare il barile però, eh!

URAS (R.C.). No, intervengo per chiarire un po'. L'emendamento dice, e lo dice in ragione di quello che c'è scritto nel comma 2 della legge, che gli accordi di copianificazione possono prevedere forme di perequazione territoriale. Badate bene, noi abbiamo votato contro l'articolo della perequazione e della compensazione, perché non ci convince come strumento, però altri hanno votato a favore e quindi esiste la perequazione, anche attraverso la costituzione di un fondo finanziato dagli enti locali. Cioè, il ragionamento sarebbe questo…

Chiedo scusa Presidente, chiedo scusa! No, perché interessa anche al relatore!

PRESIDENTE. Colleghi!

URAS (R.C.). Il ragionamento sarebbe questo: siccome la pianificazione territoriale generale a livello regionale crea una condizione di svantaggio in capo agli enti locali, allora gli enti locali tra loro si riuniscono, si fanno un fondo e si pagano lo svantaggio, che sarebbe determinato dalla pianificazione regionale. Allora non regge questo ragionamento! Allora con la norma finanziaria noi stabiliremo la dotazione del fondo, ma il fondo deve essere costituito qui, e si deve scrivere, ecco perché non accetto modifiche dell'emendamento, si deve scrivere che: "…un fondo costituito dalla Regione a cui gli enti locali potranno accedere purché cofinanzino almeno per il 30 percento dell'investimento necessario". Cosa vuol dire? Che possono accedere, non necessariamente accederanno, potranno accedere in ragione delle verifiche che fa la Regione, e potranno accedere se il fondo è coperto, perché se il fondo non è coperto è chiaro che non si accede. E si copre, ciascun fondo finanziariamente assistito, si copre con una norma che è prevista nella legge finanziaria. Se no non esiste perequazione, caro onorevole Pirisi. Allora cancelliamolo, torniamo indietro, cancelliamo l'articolo 4, o il prossimo che ne parla.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Sì, grazie. Io intervengo proprio in funzione delle cose che poc'anzi ha riferito il collega Uras, ma proprio perché noi avevamo fatto una proposizione di tipo costruttivo, devo dire, in relazione al problema introdotto dalla perequazione e dalla compensazione. E ritenevamo fin dalla discussione generale…

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Pisano, siccome sia lei che l'onorevole Uras state parlando dell'emendamento numero 180, invece stiamo votando e stiamo facendo dichiarazioni di voto sull'emendamento numero 80, quindi vi chiederei, eh, perché altrimenti ci confondiamo le idee!

PISANO (Riformatori Sardi). Sì, mi riservo di intervenire dopo, Presidente.

PRESIDENTE. Grazie, grazie, solo per questo onorevole Pisano.

Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Anch'io intervengo sull'emendamento numero180!

PRESIDENTE. Anche lei sull'emendamento numero 180.

Ha domandato di parlare il consigliere Pileri, relatore di minoranza, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.), relatore di minoranza. Ovviamente per esprimere il voto favorevole, anche perché sentendo il discorso che ha fatto prima il collega Pirisi, dove c'è un richiamo ad un'attenzione da parte anche dalla minoranza nell'approvazione di questa legge, si parla di sfida alta, e quindi di un confronto. E poiché ci rendiamo conto che non è possibile emendare la legge è ovvio che gli emendamenti sono soppressivi, perché abbiamo visto che nessun emendamento, anche quello più banale presentato dagli stessi componenti della maggioranza, viene in qualche modo considerato, c'è un continuo richiamo al ritiro. Quindi ci sembra una legge blindata, e io credo che sarà blindata probabilmente fino al punto in cui non arriveremo a qualche articolo nel quale forse c'è qualche divergenza nell'ambito della maggioranza, allora forse sarà possibile discutere, ma in queste condizioni è ovvio che questo emendamento noi lo votiamo favorevolmente.

PRESIDENTE. Grazie, stiamo votando l'emendamento numero 80, è stata richiesta dall'onorevole Capelli la votazione con il sistema elettronico.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 80.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Moro ha votato a favore e che il consigliere Pacifico ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CAPELLI - CASSANO - CHERCHI Oscar - DEDONI - FARIGU - LA SPISA - LADU - LAI Renato - MILIA - MORO - MURGIONI - PETRINI - PILERI - PISANO - PITTALIS - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: AGUS - BALIA - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - DAVOLI - ESPA - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - LICHERI - MANCA - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SERRA - TOCCO - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 52

votanti 51

astenuti 1

maggioranza 26

favorevoli 18

contrari 33

(Il Consiglio non approva).

Mettiamo in votazione l'articolo. Chiedo scusa, gli emendamenti numero 26 e 180 sono sostitutivi parziali, non aggiuntivi.

Onorevole Masia, per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 26, cosa che ha già fatto, onorevole Masia!

Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto). Sì, sì, sull'emendamento numero 26 per dichiarazione di voto, nonostante l'abbia già fatta.

Era soltanto per dire che viene ritirato.

PRESIDENTE. Ah, grazie.

Onorevole La Spisa sull'emendamento numero 26, che può essere fatto proprio.

LA SPISA (F.I.). No!

PRESIDENTE. Grazie. E' stato ritirato l'emendamento numero 26.

Emendamento numero 180, che è quello sul quale stava intervenendo per dichiarazione di voto l'onorevole Pisano.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, io intervengo per dichiarazione di voto e naturalmente annunciamo il voto contrario all'emendamento numero 180, ma allo stesso tempo riteniamo che la presentazione di questo emendamento ponga in evidenza un problema grossissimo relativo proprio all'applicazione dell'istituto della compensazione e della perequazione; lo mette in maniera tragica proprio perché evidentemente, ancora una volta, qui si parla di un istituto ampio, il cosiddetto concetto ampio di perequazione, che addirittura, in questo caso, si sovrappone fra più comuni, quindi in territori che siano ovviamente ben distanti e che quindi non si riferiscono a piani attuativi specifici per i quali insorgono dei diritti soggettivi da parte dei proprietari di terreni che sono destinati appunto ad avere una vocazione cosiddetta edificatoria. Quindi vi chiedo, se noi davvero istituissimo un fondo, addirittura con una compartecipazione del 30 per cento degli oneri, relativi naturalmente agli enti locali, è evidente che stiamo andando ad intendere un istituto, probabilmente nuovo ed innovativo, totalmente diverso da quello che funzionalmente conosciamo come perequazione. Un comune con termine che possa avere dei vantaggi, in termini perequativi, e per il quale vantaggio naturalmente debbano compartecipare altri comuni, mi pare davvero di non conoscere, o di non capire perlomeno - anche questo limite io affaccio a questo Consiglio - come effettivamente e giuridicamente possa domani applicarsi un qualcosa di simile, se questo emendamento passasse io credo che davvero diventerebbe inattuabile, per questo ovviamente votiamo contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto). Intanto per chiedere di poter apporre la firma su questo emendamento da parte del sottoscritto, lo ritengo un emendamento molto interessante perché se è vero che attraverso la copianificazione, e noi vogliamo fare ragionamenti che servono a coinvolgere più enti, più comuni, più territori, e che naturalmente attraverso questo si possa anche dare una pianificazione che non sia di tipo autonomo, dove ogni comune pensa principalmente al proprio territorio, con quelle che sono poi anche le situazioni che abbiamo potuto verificare: le zone artigianali una vicina all'altra che non riescono a completarsi, perché no, anche la possibilità di poter promuovere, quello che è stato detto appunto, la perequazione che va anche oltre quello che è il territorio di ogni singolo comune, incentivare questo attraverso dei fondi che sono il motore principale, io credo che sia uno degli elementi che ci deve far riflettere per cui mi sembra estremamente interessante questo emendamento, e perché no, tale forse da poter promuovere questa copianificazione che potrebbe davvero altrimenti restare lettera morta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Per suggerire questa formulazione, a mio avviso, poco poco precisa rispetto a quella che veniva avanzata dal relatore, che dice questo nell'emendamento: "un fondo costituito dalla Regione, la cui dotazione è stabilita con legge finanziaria, a cui gli enti locali potranno accedere purché confinanzino almeno il 30 per cento di investimento necessario. Dico questo perché ancora soccorre, e lo dico anche al collega Pisano, il senso della perequazione, perequazione quando, stabilito che la pianificazione generale interviene, eventualmente - per me non è uno svantaggio - ma a determinare uno svantaggio nel diritto edificatorio che si può realizzare in quel territorio, nel territorio di quel comune, interviene la perequazione con una sorta di modalità attraverso la quale questo svantaggio viene colmato.

Allora, delle due l'una, o noi abbiamo il senso, non solo dell'autonomia degli enti locali ma anche dei bisogni degli enti locali per cui ci adottiamo di uno strumento e quello strumento lo rendiamo operativo, anche con il soccorso di risorse finanziarie, oppure facciamo una battaglia così, tanto per dire, contraria ad una normativa senza preoccuparci se questa verrà o meno approvata, quindi rinunciando anche a migliorarla, e quindi anche rinunciando ad adottare quegli strumenti che comunque passano, anche in modo contrario alla nostra volontà di quei necessari correttivi che, almeno al sistema delle autonomie locali risparmiano risorse e danno qualche opportunità in più. A me pare che l'emendamento numero 180 avesse questo spirito e che potesse essere accolto in via generale.

PRESIDENTE. Votiamo l'emendamento numero 180 con questa integrazione che si rende necessaria perché è evidente che se si fa la norma senza prevedere in questa legge la dotazione finanziaria, la dotazione finanziaria deve essere definita essendoci la norma che approveremo, se la proveremo adesso o successivamente, quindi va bene l'introduzione: "la cui dotazione è stabilita con legge finanziaria".

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento 180.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Cappai si è astenuto e che il consigliere Pacifico ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: AGUS - BALIA - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - DAVOLI - ESPA - FADDA - GESSA - LICHERI - MANCA - MASIA - MAATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SERRA - TOCCO - UGGIAS - URAS.

Rispondono no i consiglieri: CASSANO - DEDONI - LA SPISA - LADU - LAI Renato - LOMBARDO - MURGIONI - PETRINI - PILERI - PISANO - PITTALIS - SANJUST - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 49

votanti 46

astenuti 3

maggioranza 24

favorevoli 33

contrari 13

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. Metto ora in votazione l'articolo 6.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

~LA SPISA (F.I.). Chiedo il voto elettronico palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 6.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere La Spisa si è astenuto e che il consigliere Pacifico ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: AGUS - BALIA - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - DAVOLI - ESPA - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - LICHERI - MANCA - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SERRA - TOCCO - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - LA SPISA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 38

votanti 36

astenuti 2

maggioranza 19

favorevoli 36

Non siamo in numero legale, il Consiglio riprende alle ore 19 e 05.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 35, viene ripresa alle ore 19 e 08.)

PRESIDENTE. Colleghi, vi invito a prendere posto, siamo in fase di votazione. Vi invito anche a stare in Aula perché è piuttosto fastidioso attendere che la gente, con calma, arrivi in Aula e, soprattutto, che manchi il numero legale per una persona.

L'onorevole Silvio Cherchi è rientrato dal congedo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 6.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere La Spisa si è astenuto e che il consigliere Pacifico ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - ESPA - FADDA - GALLUS - GESSA - LICHERI - MANCA - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Franco - SERRA - TOCCO - UGGIAS.

Risponde no il consigliere LIORI.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - LA SPISA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 37

votanti 35

astenuti 2

maggioranza 18

favorevoli 34

contrari 1

Non siamo in numero legale, il Consiglio è aggiornato a domani alle ore 10.

La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 19 e 11.



Allegati seduta

CDLVIII Seduta

Martedì 4 Novembre 2008

Presidenza del Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 16 e 33.

CASSANO, Segretario dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 15 ottobre 2008 (449), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Silvio Cherchi, Corrias, Cugini, Frau, Giagu, Lanzi, Alberto Randazzo, Rassu, Simonetta Sanna e Scarpa hanno chiesto congedo per la seduta di martedì 4 novembre 2008.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge:

Biancu - Floris Vincenzo - Cerina - Agus - Barracciu - Bruno - Cachia - Calledda - Cherchi Silvio - Pisu - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Espa - Frau - Gessa - Giagu - Lai Bachisio Silvio - Manca - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Lanzi - Salis - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Tocco - Caligaris - Licheri - Fadda - Davoli - Uras: "Tutela dei mestieri e dei prodotti tipici della Sardegna." (347)

(Pervenuta il 30 ottobre 2008 e assegnata all'ottava Commissione)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CASSANO, Segretario:

"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, in ordine alla paventata chiusura della Polimeri Europa presso lo stabilimento petrolchimico di Porto Torres. " (1407/A)

"Interrogazione Tocco - Calledda, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di far fronte all'inefficienza e all'inefficacia degli interventi abitativi gestiti da AREA nel Comune di Carbonia. " (1408/A)

"Interrogazione Diana, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione di crisi che colpisce l'azienda Valorizzazione carni sarde di Uta. " (1409/A)

"Interrogazione Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulle case cantoniere ANAS inutilizzate presenti in Sardegna. " (1410/A)

"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sui ritardi nella predisposizione delle linee guida per l'attuazione della riforma che trasferisce alla Regione la competenza della sanità penitenziaria. " (1411/A)

"Interrogazione Floris Vincenzo - Mattana - Pacifico - Pirisi - Lai Bachisio Silvio - Sanna Franco - Scarpa - Giagu - Agus - Manca, con richiesta di risposta scritta, sullo smantellamento, da parte di Polimeri Europa, di due impianti chimici a Porto Torres e sui pericoli insiti nelle decisioni che verranno assunte sui cloroderivati (PVC). " (1412/A)

"Interrogazione Sanjust, con richiesta di risposta scritta, sul Registro regionale dello spettacolo. " (1413/A)

"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di provvedimenti a sostegno dei pescatori del nord Sardegna danneggiati dal fermo pesca del pesce spada recentemente stabilito dall'Unione Europea. " (1414/A)

"Interrogazione Sanjust, con richiesta di risposta scritta, sui fondi stanziati in finanziaria a sostegno delle politiche giovanili. " (1415/A)

"Interrogazione Cachia, con richiesta di risposta scritta, sulla paventata dismissione della tratta ferroviaria Golfo Aranci - Olbia che costituirebbe un pregiudizio notevole alla continuità del servizio merci su rotaia con danno ingente per l'economia. " (1416/A)

"Interrogazione Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Marracini - Milia, con richiesta di risposta scritta, sullo svolgimento delle selezioni interne per il conferimento degli incarichi di coordinamento per il personale appartenente ai profili di collaboratore professionale sanitario e collaboratore professionale assistente sociale presso la ASL n. 1 di Sassari. " (1417/A)

"Interrogazione Pisu - Uras - Lanzi - Davoli - Licheri - Fadda - Serra - Cugini, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione degli operai a rischio licenziamento delle imprese d'appalto delle ferrovie e sulla situazione del servizio ferroviario sardo. " (1418/A)

"Interrogazione Lombardo, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata partecipazione dell'Azienda ARST Spa al bando di gara indetto dal Comune di Iglesias per il trasporto scuolabus. " (1419/A)

"Interrogazione Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di funzionamento del servizio di trasporto merci su rotaia da e per la Sardegna. " (1420/A)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

CASSANO, Segretario:

"Interpellanza Pacifico sul conferimento dell'incarico di dirigente responsabile dell'Area nursing da parte dell'ASL di Cagliari." (345/C-7)

"Interpellanza Dedoni sulle mancate agevolazioni creditizie a favore delle cooperative di produzione e lavoro e loro consorzi, previste dalla legge regionale 11 agosto 1983, n. 16. " (346/C-6)

"Interpellanza Pisu sulla decisione del Governo di spostare i fondi dapprima destinati al progetto "Trenino verde della Sardegna", così come indicato nel Programma nazionale attrattori culturali, naturali e turistici, a favore del programma G8. " (347/C-4/C-6)

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozione pervenuta alla Presidenza.

CASSANO, Segretario:

"Mozione Rassu - La Spisa - Petrini sulla cessione dei crediti derivanti dalla concessione di mutui alle imprese con capitale regionale." (201)

PRESIDENTE. Facciamo cinque minuti di sospensione perché i Presidenti dei Gruppi facciano in modo che i colleghi siano in Aula alla ripresa. 10 minuti di sospensione. Riprendiamo alle 16 e 50.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 38, viene ripresa alle ore 16 e 53.)

Celebrazione del novantennale della fine della prima guerra mondiale

PRESIDENTE. Colleghi, vorrei in apertura di seduta richiamare il nostro pensiero alla ricorrenza odierna: la festa, cioè, delle forze armate e il novantesimo anniversario della prima guerra mondiale.

Nel giorno della festa delle forze armate, nel novantesimo anniversario della prima guerra mondiale: il Consiglio regionale della Sardegna si unisce alle celebrazioni, che in queste ore si svolgono nel Paese, e rende omaggio ai militari caduti per la difesa dei valori fondanti dell'Italia, per la libertà, per ricostruire un futuro di pace. In questa ricorrenza vogliamo richiamare alla memoria l'eroismo di tutti quei sardi che hanno combattuto e versato il loro sangue sotto il vessillo dei quattro modi nelle trincee della Grande Guerra. La brigata Sassari seppe interpretare al meglio la forza dell'identità e dell'unità nazionale cogliendo il senso profondo dell'appartenenza alla stessa comunità. Il più atroce e cruento dei conflitti è stato teatro dell'audacia di tanti giovani provenienti da ogni angolo della Sardegna, chiamati a combattere in nome di una patria per i più ancora sconosciuta. Strappati dalle campagne, dei pascoli, dalle loro case, questi ragazzi, ricordati in maniera molto efficace anche da Emilio Lussu, molti dei quali parlavano soltanto il sardo, hanno difeso l'Italia contribuendo a farla diventare un grande Paese. Il Consiglio regionale della Sardegna celebra questa festa nazionale nel segno della memoria condivisa, nella speranza che dalle tragedie le nuove generazioni possano trarre un esempio di pacificazione e di fratellanza tra i popoli.

Con questi sentimenti rivolgiamo il nostro pensiero ai caduti della Grande Guerra e alle Forze Armate. Un minuto di silenzio.

(L'Aula osserva un minuto di silenzio.)

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie, Presidente, la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto. Un altro Capogruppo insieme all'onorevole Capelli.

(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)

PRESIDENTE. Vargiu. Va bene. Prego i colleghi di prendere posto. Un altro segretario della maggioranza.

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue la verifica)

Prendo atto che il consigliere Pacifico è presente.

Risultato della verifica

(Risultano presenti i consiglieri: AGUS - ATZERI - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - COCCO - CORDA - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - LICHERI - MANCA - MASIA - MELONI - MURGIONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - SABATINI - SANNA Franco - SPISSU - TOCCO - UGGIAS - URAS.)

Sono presenti 30 consiglieri, non siamo in numero legale. La seduta è aggiornata di trenta minuti.

Prego ancora una volta i Capigruppo, soprattutto quelli della maggioranza, di invitare i colleghi a essere presenti in aula. Prego anche tutti gli altri di consentirci di lavorare. Fra trenta minuti riprende la seduta.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 58 , viene ripresa alle ore 17 e 39.)

PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto. Comunico che è rientrata dal congedo l'onorevole Corrias. Siamo in fase di verifica del numero legale.

Va bene, colleghi. Siamo all'articolo 5. All'articolo 5 è stato presentato l'emendamento soppressivo numero 79.

ARTIZZU (A.N.). La verifica del numero legale.

PRESIDENTE. La verifica del numero legale se viene richiesta. E' già stata richiesta, non eravamo in numero legale. Bisogna chiederla. Quindi, se c'è qualcuno che la chiede si fa, altrimenti procediamo nel lavoro.

Va bene. E' aperta la discussione sull'articolo e sull'emendamento.

Chiedo scusa, ma se nessuno ha chiesto il numero legale per quale motivo dovrei mettere in votazione? Chi lo sta chiedendo, onorevole Pittalis? Due Capigruppo.

Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). La verifica del numero legale.

(Appoggia la richiesta il consigliere Ladu.)

PRESIDENTE. Perché dobbiamo complicare la vita?

E' stato richiesto il numero legale dagli onorevoli Artizzu e Ladu.

Seconda verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue la verifica)

Prendo atto che i consiglieri Cerina , Manca e Pacifico sono presenti.

Risultato della verifica

(Risultano presenti i consiglieri: AGUS - ARTIZZU - ATZERI - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPPAI - CASSANO - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - DEDONI - DIANA - ESPA - FADDA - FARIGU - FLORIS Mario - FLORIS Vincenzo - GALLUS - GESSA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MASIA - MATTANA - MELONI - MORO - ORRÙ - PACIFICO - PETRINI - PILERI - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PITTALIS - PORCU - RANDAZZO Vittorio - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Franco - SERRA - SPISSU - TOCCO - UGGIAS - VARGIU.)

PRESIDENTE. Sono presenti 59 consiglieri, siamo in numero legale.

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A: "Disciplina per il governo del territorio regionale" della proposta di legge Pirisi - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Lai - Mattana - Orrù - Pacifico - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Disciplina di governo del territorio regionale" (11); del disegno di legge: "Nuove norme per l'uso del territorio regionale (204) e della proposta di legge Pileri: "Modalità di calcolo per l'applicazione dei parametri urbanistico-edilizi ai fini del miglioramento dei livelli di coibentazione termoacustica e del contenimento dei consumi energetici (290)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A.

Abbiamo approvato l'articolo 4. Passiamo all'esame dell'articolo 5. All'articolo 5 è stato presentato un unico emendamento soppressivo, il numero 79, degli onorevoli Pileri, Amadu, Cherchi e più.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5 e del relativo emendamento:

Art. 5

Partecipazione

1. Nei procedimenti di formazione ed approvazione degli strumenti di pianificazione e di governo del territorio sono assicurati, nei limiti e secondo le procedure di cui alla presente legge:

a) la concertazione, con le associazioni economiche e sociali, sugli obiettivi strategici e di sviluppo da perseguire;

b) specifiche forme di pubblicità e di consultazione dei cittadini e delle associazioni costituite per la tutela di interessi diffusi, sui contenuti degli strumenti;

c) il coinvolgimento dei cittadini, dei soggetti portatori di interessi diffusi e delle associazioni individuate ai sensi dell'articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349 (Istituzione del Ministero dell'ambiente e norme in materia di danno ambientale) e successive modifiche.

2. Nella formazione degli strumenti che incidono direttamente su situazioni giuridiche soggettive deve essere garantita la partecipazione dei soggetti interessati al procedimento, attraverso la più ampia pubblicità degli atti e documenti concernenti la pianificazione, assicurando il tempestivo ed adeguato esame delle deduzioni dei soggetti intervenuti e l'indicazione delle motivazioni in merito all'accoglimento o meno delle stesse.

Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.

Articolo 5

L'art. 5 è soppresso. (79).)

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sull'emendamento. L'emendamento è il numero 79.

E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Un breve intervento con alcune considerazioni in merito all'articolo 5, che apre e che affronta un tema particolarmente delicato. Il termine partecipazione, in una società democratica, si estrinseca in almeno tre livelli, ciascuno dei quali coincide con un maggiore o minore coinvolgimento dei cittadini nei momenti decisionali, una norma che intende disciplinare il governo del territorio, e quindi tenuta…

PRESIDENTE. Colleghi, non è iniziata la ricreazione, abbiamo iniziato l'esame dell'articolo 5. Prego, onorevole Caligaris.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Dicevo che una norma che intende disciplinare il governo del territorio è tenuta a prevedere dei momenti di consultazione. La più elementare, ma anche quella determinante forma di partecipazione penso possa essere individuata in quella di poter disporre di un'informazione adeguata, e di questi tempi, tuttavia, anche questa più semplice forma di partecipazione ci appare veramente messa in crisi, e, benché sia considerata un diritto scontato, sempre che spesso viene disattesa, e più che di informazione si deve parlare di propaganda. E da questo punto di vista desta una qualche sorpresa che l'onorevole Pileri se sia fatto promotore di un emendamento che sopprime addirittura l'articolo, ciò anche perché il secondo livello della partecipazione consiste nel chiedere pareri, e anche questo dovrebbe essere un dato scontato, una prassi consolidata, a prescindere dall'attivazione dell'istituto referendario, altrimenti si rischia che i cittadini siano chiamati ad esprimersi solo al momento del voto, quando il parere è piuttosto un giudizio di merito sull'operato del governo, e si può accedere quindi alla cosiddetta democrazia dell'alternanza. L'onorevole Simonetta Sanna, dalle pagine del "Sardegna", denunciava qualche giorno fa l'assenza nella nostra isola di una società civile, cioè quella che dovrebbe esercitare un controllo sull'operato dei partiti e delle istituzioni, auspicava quindi uno sforzo da parte di tutti perché possa nascere, attivando nuove forme di partecipazione. E' evidente, quindi, che solo un ristretto numero di individui può dire di partecipare attivamente alle decisioni. Dico questo perché un articolo di una legge che si occupa di urbanistica ovviamente non può soddisfare le attese, ma può essere un utile stimolo per riflettere. In questi ultimi tre o quattro lustri, anche in seguito allo scarso rinnovamento delle classi dirigenti, e negli ultimi trent'anni anche per la forte pressione esercitata dalle donne veramente poco ascoltate, per una loro più significativa presenza nelle istituzioni, si è pesantemente incrinato il rapporto di fiducia tra i rappresentanti politici e le scelte fondamentali per la vita sociale dei cittadini. L'attuazione della democrazia partecipata e la promozione della cittadinanza attiva sono diventate imperativi categorici. Il dibattito politico nazionale, a proposito della legge sulle elezioni europee, sull'impiego indiscriminato dei decreti legge che mortificano il Parlamento e la Costituzione, e sullo scarso peso riconosciuto alle manifestazioni di protesta nelle piazze sembra suggerire da parte del centrodestra, con l'emendamento soppressivo, che la partecipazione non deve avere spazio neanche in una legge che riguarda l'urbanistica. Eppure, un esame approfondito del testo dell'articolo 5 non mi sembra che possa incidere negativamente sull'efficienza, ammesso che ampliare gli spazi di partecipazione, di condivisione e di controllo possa, in qualche modo, rallentare o impedire l'esercizio del governo del territorio.

Personalmente sono convinta che l'efficacia delle decisioni per il governo pubblico del territorio implichi la condivisione e quindi la responsabilizzazione dei diversi attori del territorio. Ogni livello di governo, infatti, agisce sulla qualità dello spazio di tutti in cui si vive l'oggi e il domani. Ecco perché, per esempio, la Toscana ha approvato, prima Regione in Italia, una legge sulla partecipazione dei cittadini alle scelte di governo che, non a caso, è stata definita una norma contro l'antipolitica. Penso quindi sia necessario dotarsi di un analogo dispositivo con maggiori garanzie per tutti e non limitarsi ad inserire articoli più o meno significativi e pregnanti all'interno di una legge come in questo caso.

Occorre però, a mio avviso, rafforzare la cultura della trasparenza e della correttezza delle Istituzioni nei confronti dei cittadini e in particolare della pubblica amministrazione. Proprio per questa ragione trovo irrazionale non attivare l'ufficio del difensore civico eleggendo il responsabile, così come prevede la legge approvata dal Consiglio regionale e per la quale ancora si attende la sua attuazione, e non completare l'iter legislativo del garante dei detenuti, perché una proposta che prevede una partecipazione attiva a tutti i livelli richiede anche degli istituti che diano delle garanzie. Le norme certe sono un'esigenza condivisa e irrinunciabile, ma è anche necessario rendere più incisivi i sistemi di controllo per l'attuazione delle leggi e di verifica della loro validità. Anche così i cittadini si sentono più coinvolti nelle dinamiche di governo, più responsabili e possono davvero partecipare alle scelte ed ergersi a difensori delle strategie per garantirne l'effettiva attuazione. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). No...

PRESIDENTE. Forse era un'iscrizione a parlare precedente.

E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Signor Presidente, questo articolo 5 offre la summa delle sue insanabili ambiguità di fondo: parla e straparla di partecipazione senza peraltro indicarne e disciplinarne compiutamente le forme; mantiene ben stretto il suo impianto dirigistico che della partecipazione è il suo esatto contrario. Addirittura, siccome qualche aggettivo o qualche avverbio non si nega a nessuno, il comma 1 prevede la partecipazione anche "nei procedimenti di formazione ed approvazione degli strumenti di pianificazione e di governo del territorio", figuriamoci! E' davvero inspiegabile come l'universo mondo fatto di associazioni economiche e sociali, soggetti portatori di interessi diffusi e perfino semplici cittadini possano concretamente partecipare e condividere le scelte strategiche della Regione in materia urbanistica, quando la stessa cosa non possono farla né i Comuni né le Province. Ma c'è di più! La voluta ambiguità del testo raggiunge e supera il limite della sfrontatezza quando si arriva ad assicurare a tutti questi soggetti addirittura la concertazione! Concertazione che sappiamo non esserci affatto, lo ribadiamo, nemmeno con il sistema delle autonomie, anzi, questo è proprio il grande nodo irrisolto della legge, come più volte denunciato, non solo da noi, ma dallo stesso Consiglio delle autonomie locali nel suo parere.

Del resto, l'esperienza totalmente negativa di questi anni ha abbondantemente chiarito cosa intende la Giunta regionale per concertazione. Ne abbiamo avuto un esempio lampante con il Piano paesaggistico: la Giunta l'ha elaborato in perfetta solitudine e soltanto quando si è degnata di andare nei territori a spiegare i contenuti... quando l'assessore Sanna sostiene di essere andato in giro per la Sardegna a tenere conferenze di copianificazione con i Comuni, sicuramente sa di dire un'inesattezza. E sa anche che il Piano paesaggistico predisposto dalla Giunta è uscito da quegli incontri esattamente come c'era entrato, è vero, Assessore? Al massimo sono stati corretti errori materiali di cartografia - e ce n'erano abbastanza, lo abbiamo visto, fin troppi - ma sui contenuti il progetto dell'Esecutivo è rimasto esattamente lo stesso. Non si spiegherebbe perché altrimenti Comuni e Province lamentino in ogni occasione di non essere stati coinvolti, perché le associazioni di categoria denuncino esattamente gli stessi problemi e perché anche il Consiglio regionale sia incartato da mesi su una legge estremamente chiara solo su un punto: cioè quello che assegna alla Giunta il primato di decidere sempre e su tutto a suo piacimento.

Dunque, è esatto affermare che laddove si parla di partecipazione, estendendola oltretutto anche al di là di ogni confine possibile e immaginabile, si vuole soltanto suscitare una specie di effetto ottico che non ha niente di pratico e che non è assolutamente credibile. Anzi, lo stesso uso del termine partecipazione suona in realtà offensivo per l'intelligenza del Consiglio regionale innanzitutto, che deve esaminare e alla fine votare questa legge, ma in definitiva per ogni persona di buon senso.

Per citare un altro esempio di partecipazione predicata, ma accuratamente evitata, è utile soffermarsi su un caso concreto. A Sassari, appunto, la mia città, il procedimento del PUC è stato formalmente aperto alla partecipazione dei cittadini e all'interno del Consiglio comunale è stata istituita un'ampia e rappresentativa commissione che ha esaminato il Piano nelle sue varie fasi e poi assemblee, dibattiti, confronti, persino la possibilità per i cittadini di inviare cartoline per dire come vorrebbero, avrebbe immaginato e progettato la loro città: spazi verdi, attrezzature e quant'altro. Qual è stato il risultato di questa partecipazione, ci chiederemo? Nessuno! Nel momento in cui il Consiglio comunale ha votato la delibera del Piano urbanistico - che oltretutto è passata con 23 voti su 40, cioè al di sotto dell'effettiva maggioranza del centrosinistra - è stato impedito agli stessi consiglieri della maggioranza di presentare degli emendamenti. Se non hanno potuto partecipare loro, immaginiamoci quanto avranno contato e pesato i risultati delle assemblee e dei dibattiti, i lavori della commissione speciale e, buona e ultima, le indicazioni dei cittadini organizzati e non. La giustificazione è stata che gli emendamenti, compresi perciò quelli della maggioranza, avrebbero intaccato l'impianto del Piano urbanistico. L'impianto voluto della Regione, ovviamente, che ha preteso, nel caso di Sassari, e pretende ora da tutti Comuni della Sardegna con questa legge urbanistica, di scrivere sotto dettatura, altrimenti va da sé, si mette in pericolo l'impianto.

Questo quindi è il vero volto di tanta declamata partecipazione che compare anche nella legge urbanistica regionale la quale, in effetti, si muove secondo la logica dell'imbuto rovesciato: si parte da una base molto ampia in cui praticamente tutti possono dire tutto e il contrario di tutto tanto non conta nulla, ma poi l'imbuto inizia a restringersi sempre di più, man mano che arriva il momento delle decisioni vere. Allora, la partecipazione si assottiglia fino a scomparire, il confronto si esaurisce e i contributi esterni finiscono agli atti e immediatamente dopo in archivio. Questo è il vero problema dei problemi della legge sulla quale la maggioranza si sta avvitando fin dall'inizio di questa legislatura, dalla cosiddetta "salvacoste" in poi, passando per le diverse proposte di legge presentate dalla stessa maggioranza, che proprio sul punto della partecipazione e della concertazione con le autonomie propongono soluzioni opposte e assolutamente divergenti. Ecco perché abbiamo pienamente ragione noi nel sostenere che questa legge è inemendabile, ma da respingere in blocco, così come non è stata e non è credibile la posizione della maggioranza su tutta la materia urbanistica; non è credibile soprattutto perché non c'è una posizione, ma ne sono emerse negli anni almeno tre o quattro, e non è certo con la mediazione dell'Assessore o con il ritorno in Commissione - si badi bene, dopo 7, 8 letture del testo - che si risolveranno le vere questioni di fondo: ruolo delle autonomie e del Consiglio regionale, assoluta discrezionalità della Giunta, una politica urbanistica spezzatino finalizzata soltanto alla necessità di cambiare in corsa le regole del gioco, stravolgendo ogni principio di certezza del diritto, che pure a parole si dice di voler introdurre. Se davvero si volessero partecipazione e concertazione, dunque, non solo questo articolo andrebbe completamente riscritto, ma si dovrebbe rivedere da capo tutta la legge, il tanto richiamato impianto che altro non è, in fin dei conti, che il paletto principale piantato dall'Esecutivo su tutta l'urbanistica della regione.

Ma c'è, infine, un altro inganno che va avanti sotto traccia in un testo che è quasi ridicolo, per motivi che abbiamo esposto, definire unificato. Infatti, a fronte della volontà palese di operare sempre e comunque secondo il volere della Giunta e del suo Presidente, c'è l'esigenza di fare molta pubblicità e altrettanta propaganda, chiaramente a spese dei contribuenti, per confondere le acque e provare a dimostrare che dopo quasi cinque anni di contrasti insanabili si è raggiunto un risultato: coprire le vergogne in una foglia di fico, pagata dai sardi a caro prezzo, e inquinare scientificamente la verità dei fatti.

Almeno la crisi profonda che sta attraversando tutto il mondo occidentale, la nostra nazione, la Sardegna in particolare, con il suo specifico di problemi che in questi anni sono stati lasciati a marcire, avrebbe dovuto suggerire un atteggiamento della maggioranza più responsabile, possibilmente all'altezza della gravità dell'attuale fase economica e delle sue ripercussioni sull'economia reale che, secondo tutte le analisi, si faranno sentire pesantemente per tutto il prossimo anno. Invece niente. Anche con questa legge prevarrà una soluzione del palazzo su quella che i sardi di centrosinistra, di centrodestra e di qualunque orientamento politico e culturale avrebbero meritato. Fra il salvare una legislatura fallimentare e il salvare la Sardegna si vuole a tutti così scegliere quella di salvare la legislatura fallimentare. La maggioranza faccia pure, si troverà la forza e i numeri che ha dimostrato di avere solo quando si è trattato di puntellare e difendere se stessa, tanto non finisce qui e i veri conti li faremo fra qualche mese. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pileri, relatore di minoranza. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.), relatore di minoranza. Signor Presidente, io pensavo di non intervenire nella discussione dell'articolo 5, però mi sembra doveroso un chiarimento a seguito dell'intervento dell'onorevole Caligaris, la quale ha evidenziato che noi abbiamo presentato un emendamento soppressivo e quindi sembrerebbe quasi che noi siamo contrari a favorire la partecipazione. Questo assolutamente non è vero. Noi vorremmo più partecipazione, ma vorremmo anche e soprattutto che la partecipazione producesse degli effetti, nel senso che nelle fasi della pianificazione le osservazioni presentate o fatte dai privati, dai cittadini e dagli enti locali trovassero sbocco poi nei provvedimenti legislativi o nell'approvazione, per esempio, del Piano paesaggistico regionale. E questo non succede; non succede perché sicuramente lo spirito previsto nell'articolo 5 della partecipazione non è avallato e rinforzato da altri articoli che seguono, come l'articolo 43, che riguarda la verifica dell'operatività del vigente Piano paesaggistico regionale, oppure possiamo citare quello che è successo durante le istruttorie pubbliche che hanno riguardato l'approvazione del Piano paesaggistico regionale, dove sono state fatte tutta una serie di incontri, di copianificazione, ma c'è da dire che delle oltre duemila osservazioni che sono state fatte, che quindi rappresentano a tutti gli effetti la partecipazione nella pianificazione urbanistica, non mi pare che siano state accolte dalla Giunta. Quindi partecipazione significa portare avanti e a termine un sistema che consenta non solo di partecipare, ma anche di influire nelle scelte che poi vengono fatte per la pianificazione urbanistica regionale. E quindi ovviamente quell'emendamento soppressivo è legato a questi aspetti, ma è legato anche al fatto che noi avremmo voluto che gli strumenti di pianificazione generale di governo del territorio, come il Piano paesaggistico regionale, venissero approvati dal Consiglio regionale e non dalla Giunta, e noi abbiamo presentato anche un emendamento su questo - non mi risulta che qualcun altro l'abbia presentato - perché riteniamo che sia più corretto che un Piano paesaggistico regionale, che rappresenta le scelte più importanti di pianificazione territoriale della Sardegna, venga approvato dall'Assemblea legislativa, quindi la necessità di una correzione di quanto modificato con la legge regionale numero 8, che ha modificato l'articolo 11 della legge numero 45, che già prevedeva l'approvazione del Piano paesaggistico regionale dal Consiglio e non dalla Giunta.

E, ripeto, io mi ricollego con l'articolo 43 quando si dice che in riferimento alla verifica dell'operatività del vigente Piano paesaggistico regionale, al comma 1, "la Giunta regionale, in sede di prima valutazione, entro il termine massimo di centoventi giorni dalla data di pubblicazione della presente legge nel BURAS, degli effetti del vigente Piano paesaggistico regionale, primo ambito omogeneo, approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 36/7 del 5 settembre 2006", cioè il Piano paesaggistico regionale vigente, "verifica l'attuazione delle disposizioni contenute nelle Norme tecniche di attuazione del Piano e apporta le modifiche come previsto dall'articolo 30". L'articolo 30 prevede una procedura accelerata, una procedura semplificata che se può andar bene nel caso in cui si debbano introdurre norme statali oppure correzioni di tipo tecnico, può andare benissimo, ma nel momento in cui si vanno a fare delle modifiche o delle varianti al Piano paesaggistico regionale i tempi che la Giunta in qualche modo impone non sono certo accettabili e non vanno nella direzione della partecipazione che non ci può essere perché la possibilità che hanno i comuni di presentare osservazioni in soli dieci giorni non è certo un criterio di partecipazione, perché allora gli stessi tempi bisognerebbe imporli anche alla Regione, che magari nell'esame del PUC può sospendere per 45 giorni. Quindi sicuramente l'emendamento che è stato citato non è un emendamento strumentale, ma un emendamento che trova collegamento con molti altri articoli della legge che noi non condividiamo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pirisi relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, Assessore, colleghi, io non voglio annoiare gli astanti con un lungo intervento, ma vorrei semplicemente fare brevissime considerazioni, anche all'onorevole Moro, se si degnasse di ascoltarmi soltanto per un minuto. Badate, io credo che qui in quest'Aula sia stata lanciata una sfida alta…

PRESIDENTE. Chiedo scusa. Onorevole Artizzu…

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Ma non importa tanto…

PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, le chiedo scusa.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Non importa, l'onorevole Artizzu che mi ascolti o non mi ascolti poi non… la ringrazio. No, io volevo fare un paio di brevissime considerazioni, signor Presidente, perché ho paura e ho una sensazione, nonostante la sfida che noi abbiamo lanciato all'aula, abbiamo detto: "Badate che qui ci si lamenta sempre che c'è gente che vuole esercitare un ruolo al posto nostro, nel momento in cui ci troviamo ad avere in Aula una legge che può essere corretta, emendata, aggiustata, integrata, quando si fanno gli interventi si parla d'altro". Ma, io condivido l'intervento che ha fatto poc'anzi l'onorevole Caligaris, ma come si fa dire che si vuole maggiore partecipazione e poi si fa un emendamento abrogativo di questo articolo, e poi si va a parlare di altre cose? Parlate d'altro! Ma che c'entra l'articolo 43, onorevole Pileri, noi stiamo parlando di partecipazione! Mi sarei aspettato un emendamento da parte sua e dagli altri colleghi del centrodestra che entrasse nel merito e dicesse: "Vogliamo che la partecipazione venga esercitata in questi altri modi e in queste altre maniere".

Niente. Abroghiamo l'articolo. Onorevole Moro, anche per la simpatia che io le porto, però le vorrei dire: "Ma come si fa ad intervenire in quest'Aula e a dire che questa è, come dire, una sorta di spezzatino di tipo urbanistico, che questa è una presa in giro e così via, che non c'è partecipazione, che la partecipazione semplicemente è una sorta di simulacro o di non so che, e lei nell'intervento che ha fatto introduttivo ha detto che trovava la Conferenza unificata della pianificazione proposta nel testo della Giunta regionale come un elemento, un punto avanzato e condivisibile. Glielo leggo così, insomma, un po' di giustizia la facciamo. Allora, la Conferenza unificata di pianificazione recitava l'articolo 5: "E' istituita la Conferenza unificata della pianificazione, CUP, tra Regione province e comuni. La Conferenza coordina le scelte di pianificazione strategica, le politiche di recupero, di qualificazione paesaggistica, le misure di conservazione degli ambiti territoriali, l'abrogazione dei Piani attuativi a regia regionale, gli accordi pubblico-privati eccetera, eccetera. La Conferenza si compone, è istituita presso la Giunta regionale, è composta dal Presidente della Regione, l'Assessore delegato, dagli Assessori regionali degli enti locali, finanze e urbanistica e della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, della difesa dell'ambiente e dei lavori pubblici. Poi, i Presidenti delle province interessate dal provvedimento, i sindaci dei comuni interessati da quel provvedimento e il direttore generale della pianificazione".

Lei ha detto che le andava bene questo. Ma, io ho la sensazione che voi la legge non l'abbiate manco letta. Ma io sono preoccupato! Ma è possibile che faccia un intervento come quello che ha fatto poc'anzi l'onorevole Moro parlando di cose che sono veramente, come diceva l'Assessore, una nenia ripetitiva, ma una nenia ripetitiva, ma entrate nel merito! Vi abbiamo lanciato una sfida alta, vorremmo che voi partecipaste, ma nel merito di questa legge, perbacco, nel merito! Non andando a fare interventi che servono semplicemente, magari anche il mio sta contribuendo a far perdere tempo, ma assumiamo ruolo e funzione, ma assumiamo ruolo e funzione, onorevole Moro, perbacco!

(Interruzione del consigliere Moro)

Assumiamo ruolo e funzione, io mi ricordo tutte le cose di cui stiamo discutendo in questo momento, ma devo andare a parlare di che cosa?

O qualcuno che dice che qui non si fida del Presidente della Regione e della Giunta, le leggi non si fanno per il Presidente della Regione e per la Giunta che è in carica adesso, le stiamo facendo per i Sardi e per i cittadini. E badate che in questa legge ci sono degli istituti, degli istituti che regolano il rapporto nuovo e forte con gli enti locali e di questo stiamo lavorando, ma leggetevi la legge però prima di intervenire, perbacco! Chiedo scusa se lo dico con questo tono, ma avrei piacere davvero perché conosco anche la vostra intelligenza, la vostra intelligenza e la vostra capacità. Però, sinceramente, non state dando un grande contributo in questo senso e me ne dispiace molto. Quindi la partecipazione la vogliamo e la invochiamo e l'articolo 5 dice che sono favorite in questo senso, dopodiché, ma lasci perdere come è nata e come vive, se uno che mi dice che l'articolo 5 del disegno di legge della Giunta è il modello di democrazia cui lei aspira, perbacco, ma perbacco! No, no, vada e si legga i resoconti delle cose che ha detto perché io me li sono letti e non le parlo a vanvera, quindi vi pregherei davvero, entriamo nel merito, confrontiamoci nel merito, che tante cose da dire le abbiamo, le avete anche voi, perché siete persone che potete dare un contributo serio e noi siamo qui per ascoltare e per valutare assieme a voi le cose che possiamo fare. Molte grazie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Sì, respinto. Parere negativo, non respinto, non posso respingere. Presidente, il parere è negativo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Conforme.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 5.

Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'articolo 6. All'articolo 6 sono stati presentati gli emendamenti numero 80, soppressivo totale e i sostitutivi parziali numero 26 e numero 180.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6 e dei relativi emendamenti:

Art. 6

Modalità di pianificazione concertata

1. I comuni e le province possono promuovere accordi territoriali di copianificazione per coordinare la predisposizione degli strumenti di governo del territorio che, in considerazione della sostanziale omogeneità territoriale e ambientale e interdipendenza economica delle loro principali caratteristiche, richiedano una considerazione unitaria delle variabili di intervento ipotizzabili.

2. Gli accordi di copianificazione possono prevedere forme di perequazione territoriale, anche attraverso la costituzione di un fondo finanziato dagli enti locali con risorse proprie o con quote dei proventi degli oneri di urbanizzazione e delle entrate fiscali conseguenti alla realizzazione degli interventi concordati.

Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.

Articolo 6

L'art. 6 è soppresso. (80)

Emendamento sostitutivo totale Masia - Balia - Ibba - Caligaris.

Articolo 6

Il comma 1 è così sostituito:

"1. I comuni e le province, in considerazione della sostanziale omogeneità territoriale, ambientale e di interdipendenza economica, valutata la necessità di interventi unitari, possono promuovere accordi territoriali di copianificazione per coordinare la predisposizione degli strumenti di governo del territorio.". (26)

Emendamento sostitutivo totale Uras - Davoli - Pisu.

Articolo 6

Nel comma 2 sostituire "un fondo finanziato dagli Enti locali ecc." con "un fondo costituito dalla Regione a cui gli Enti locali potranno accedere purché cofinanzino almento per il trenta per cento l'investimento necessario.". (180) .)

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Parere negativo sull'80, sul numero 26 si invita al ritiro. Chiedo scusa, sul numero 180 si propone, cioè lo si accetta però con una integrazione che è la seguente, allora, è proposta dai colleghi Uras, Davoli e Pisu l'emendamento che così recita: "Nel comma 2 sostituire "un fondo finanziato agli enti locali eccetera" con "un fondo costituito dalla Regione a cui gli enti locali" e così via. La proposta è di accettarlo però inserendo "e un fondo costituito dalla Regione con legge finanziaria a cui gli enti locali potranno accedere purché cofinanziato almeno il 30 per cento dell'investimento". Sotto questo profilo si ritiene, assessore Sanna chiedo scusa, la richiamo e anche l'Assessore al bilancio e programmazione che in questo caso la sua presenza è assolutamente importante, che venga inserito nello strumento della prossima finanziaria un finanziamento ad hoc perché possa trovare appunto una giusta collocazione la modifica, cioè l'emendamento con la integrazione che stiamo proponendo per l'emendamento numero 180, non ho scritto il numero finale.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore agli enti locali, finanze e urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico agli enti locali, finanze e urbanistica. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

Sull'emendamento numero 180, intanto il fondo costituito dalla Regione è... ci vuole una norma, non ci vuole la legge finanziaria, ci vorrà una norma specifica che lo istituisca e lo finalizzi, ovviamente in relazione a questa finalità, ed è necessario disporre di una dotazione in relazione anche alle richieste. Per cui è di fatto l'istituzione di un fondo in eventualità si presentino queste condizioni. Tengo a precisare che comunque la stessa legge numero 12 contiene la disposizione, contiene già la disposizione di istituzione di fondi necessari alla perequazione per le, diciamo, interazioni fra comuni che riguardano anche le forme associate e anche la pianificazione associata, per cui bisognerà secondo me valutare la norma specifica nel momento in cui avremmo le circostanze che ce le richiederanno perché questa è una norma eventuale, non è che si presenta un finanziamento senza sapere qual è la dotazione, qual è il fabbisogno e quali sono le circostanze. Chiaramente quando si presenteranno le condizioni e i fabbisogni, si istituirà con norma finanziaria la relativa copertura per poterci provvedere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto). Io intervengo intanto per prendere in considerazione l'emendamento numero 26 che, voglio dire, forse un po' affrettatamente è stato chiesto il ritiro, naturalmente è una forma di cortesia che noi apprezziamo, ma è anche vero che, secondo me, se si andasse a leggere un po' meglio, l'intenzione di questo emendamento non è certamente quella di stravolgere il comma in discussione, cioè il comma 1, bensì di scriverlo in maniera un pochettino più corretta, probabilmente più sintetica, e sicuramente più leggibile, chiara, trasparente, perché riduce a tre righe quello che invece è scritto in diverse parole, che probabilmente possono portare a confusione. È soltanto per sottolineare quest'aspetto, perché l'esigenza di entrare nel merito a questa legge non passa attraverso solo quello che è, voglio dire, modificarne i contenuti, ma a volte anche modificarne il modo di esprimersi, che sicuramente toccano il problema molto meglio. Era soltanto questa l'intenzione. Per cui credo che sia il caso di riflettere un attimino, se il caso di prendere in considerazione il motivo del nostro emendamento, e, allo stesso tempo, ritengo che la proposta di ritiro potrebbe anche cadere, se davvero venisse presa in considerazione in questi termini.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Va bene colleghi. E' in votazione l'emendamento 80.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sulla modalità di voto, Presidente, elettronico palese!

PRESIDENTE. Grazie.

Ha domandato di parlare il consigliere Davoli. Ne ha facoltà.

DAVOLI (R.C.). No, per chiedere… che l'onorevole Uras è uscito mezzo minuto, sta rientrando, se possibile…

PRESIDENTE. Sì, adesso quando rientrerà riprenderà il lavoro da dove l'avevamo lasciato! Come facciamo onorevole Davoli? Cioè fermiamo l'Aula perché l'onorevole Uras… Aspettiamo un secondo!

Onorevole Uras, la stiamo aspettando onorevole Uras!

Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Chiedo scusa, Presidente, ma cercavo un fondo da cofinanziare insieme agli enti locali.

DEDONI (Riformatori Sardi). Non raschiare il barile però, eh!

URAS (R.C.). No, intervengo per chiarire un po'. L'emendamento dice, e lo dice in ragione di quello che c'è scritto nel comma 2 della legge, che gli accordi di copianificazione possono prevedere forme di perequazione territoriale. Badate bene, noi abbiamo votato contro l'articolo della perequazione e della compensazione, perché non ci convince come strumento, però altri hanno votato a favore e quindi esiste la perequazione, anche attraverso la costituzione di un fondo finanziato dagli enti locali. Cioè, il ragionamento sarebbe questo…

Chiedo scusa Presidente, chiedo scusa! No, perché interessa anche al relatore!

PRESIDENTE. Colleghi!

URAS (R.C.). Il ragionamento sarebbe questo: siccome la pianificazione territoriale generale a livello regionale crea una condizione di svantaggio in capo agli enti locali, allora gli enti locali tra loro si riuniscono, si fanno un fondo e si pagano lo svantaggio, che sarebbe determinato dalla pianificazione regionale. Allora non regge questo ragionamento! Allora con la norma finanziaria noi stabiliremo la dotazione del fondo, ma il fondo deve essere costituito qui, e si deve scrivere, ecco perché non accetto modifiche dell'emendamento, si deve scrivere che: "…un fondo costituito dalla Regione a cui gli enti locali potranno accedere purché cofinanzino almeno per il 30 percento dell'investimento necessario". Cosa vuol dire? Che possono accedere, non necessariamente accederanno, potranno accedere in ragione delle verifiche che fa la Regione, e potranno accedere se il fondo è coperto, perché se il fondo non è coperto è chiaro che non si accede. E si copre, ciascun fondo finanziariamente assistito, si copre con una norma che è prevista nella legge finanziaria. Se no non esiste perequazione, caro onorevole Pirisi. Allora cancelliamolo, torniamo indietro, cancelliamo l'articolo 4, o il prossimo che ne parla.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Sì, grazie. Io intervengo proprio in funzione delle cose che poc'anzi ha riferito il collega Uras, ma proprio perché noi avevamo fatto una proposizione di tipo costruttivo, devo dire, in relazione al problema introdotto dalla perequazione e dalla compensazione. E ritenevamo fin dalla discussione generale…

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Pisano, siccome sia lei che l'onorevole Uras state parlando dell'emendamento numero 180, invece stiamo votando e stiamo facendo dichiarazioni di voto sull'emendamento numero 80, quindi vi chiederei, eh, perché altrimenti ci confondiamo le idee!

PISANO (Riformatori Sardi). Sì, mi riservo di intervenire dopo, Presidente.

PRESIDENTE. Grazie, grazie, solo per questo onorevole Pisano.

Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Anch'io intervengo sull'emendamento numero180!

PRESIDENTE. Anche lei sull'emendamento numero 180.

Ha domandato di parlare il consigliere Pileri, relatore di minoranza, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.), relatore di minoranza. Ovviamente per esprimere il voto favorevole, anche perché sentendo il discorso che ha fatto prima il collega Pirisi, dove c'è un richiamo ad un'attenzione da parte anche dalla minoranza nell'approvazione di questa legge, si parla di sfida alta, e quindi di un confronto. E poiché ci rendiamo conto che non è possibile emendare la legge è ovvio che gli emendamenti sono soppressivi, perché abbiamo visto che nessun emendamento, anche quello più banale presentato dagli stessi componenti della maggioranza, viene in qualche modo considerato, c'è un continuo richiamo al ritiro. Quindi ci sembra una legge blindata, e io credo che sarà blindata probabilmente fino al punto in cui non arriveremo a qualche articolo nel quale forse c'è qualche divergenza nell'ambito della maggioranza, allora forse sarà possibile discutere, ma in queste condizioni è ovvio che questo emendamento noi lo votiamo favorevolmente.

PRESIDENTE. Grazie, stiamo votando l'emendamento numero 80, è stata richiesta dall'onorevole Capelli la votazione con il sistema elettronico.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 80.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Moro ha votato a favore e che il consigliere Pacifico ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CAPELLI - CASSANO - CHERCHI Oscar - DEDONI - FARIGU - LA SPISA - LADU - LAI Renato - MILIA - MORO - MURGIONI - PETRINI - PILERI - PISANO - PITTALIS - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: AGUS - BALIA - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - DAVOLI - ESPA - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - LICHERI - MANCA - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SERRA - TOCCO - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 52

votanti 51

astenuti 1

maggioranza 26

favorevoli 18

contrari 33

(Il Consiglio non approva).

Mettiamo in votazione l'articolo. Chiedo scusa, gli emendamenti numero 26 e 180 sono sostitutivi parziali, non aggiuntivi.

Onorevole Masia, per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 26, cosa che ha già fatto, onorevole Masia!

Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto). Sì, sì, sull'emendamento numero 26 per dichiarazione di voto, nonostante l'abbia già fatta.

Era soltanto per dire che viene ritirato.

PRESIDENTE. Ah, grazie.

Onorevole La Spisa sull'emendamento numero 26, che può essere fatto proprio.

LA SPISA (F.I.). No!

PRESIDENTE. Grazie. E' stato ritirato l'emendamento numero 26.

Emendamento numero 180, che è quello sul quale stava intervenendo per dichiarazione di voto l'onorevole Pisano.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, io intervengo per dichiarazione di voto e naturalmente annunciamo il voto contrario all'emendamento numero 180, ma allo stesso tempo riteniamo che la presentazione di questo emendamento ponga in evidenza un problema grossissimo relativo proprio all'applicazione dell'istituto della compensazione e della perequazione; lo mette in maniera tragica proprio perché evidentemente, ancora una volta, qui si parla di un istituto ampio, il cosiddetto concetto ampio di perequazione, che addirittura, in questo caso, si sovrappone fra più comuni, quindi in territori che siano ovviamente ben distanti e che quindi non si riferiscono a piani attuativi specifici per i quali insorgono dei diritti soggettivi da parte dei proprietari di terreni che sono destinati appunto ad avere una vocazione cosiddetta edificatoria. Quindi vi chiedo, se noi davvero istituissimo un fondo, addirittura con una compartecipazione del 30 per cento degli oneri, relativi naturalmente agli enti locali, è evidente che stiamo andando ad intendere un istituto, probabilmente nuovo ed innovativo, totalmente diverso da quello che funzionalmente conosciamo come perequazione. Un comune con termine che possa avere dei vantaggi, in termini perequativi, e per il quale vantaggio naturalmente debbano compartecipare altri comuni, mi pare davvero di non conoscere, o di non capire perlomeno - anche questo limite io affaccio a questo Consiglio - come effettivamente e giuridicamente possa domani applicarsi un qualcosa di simile, se questo emendamento passasse io credo che davvero diventerebbe inattuabile, per questo ovviamente votiamo contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto). Intanto per chiedere di poter apporre la firma su questo emendamento da parte del sottoscritto, lo ritengo un emendamento molto interessante perché se è vero che attraverso la copianificazione, e noi vogliamo fare ragionamenti che servono a coinvolgere più enti, più comuni, più territori, e che naturalmente attraverso questo si possa anche dare una pianificazione che non sia di tipo autonomo, dove ogni comune pensa principalmente al proprio territorio, con quelle che sono poi anche le situazioni che abbiamo potuto verificare: le zone artigianali una vicina all'altra che non riescono a completarsi, perché no, anche la possibilità di poter promuovere, quello che è stato detto appunto, la perequazione che va anche oltre quello che è il territorio di ogni singolo comune, incentivare questo attraverso dei fondi che sono il motore principale, io credo che sia uno degli elementi che ci deve far riflettere per cui mi sembra estremamente interessante questo emendamento, e perché no, tale forse da poter promuovere questa copianificazione che potrebbe davvero altrimenti restare lettera morta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Per suggerire questa formulazione, a mio avviso, poco poco precisa rispetto a quella che veniva avanzata dal relatore, che dice questo nell'emendamento: "un fondo costituito dalla Regione, la cui dotazione è stabilita con legge finanziaria, a cui gli enti locali potranno accedere purché confinanzino almeno il 30 per cento di investimento necessario. Dico questo perché ancora soccorre, e lo dico anche al collega Pisano, il senso della perequazione, perequazione quando, stabilito che la pianificazione generale interviene, eventualmente - per me non è uno svantaggio - ma a determinare uno svantaggio nel diritto edificatorio che si può realizzare in quel territorio, nel territorio di quel comune, interviene la perequazione con una sorta di modalità attraverso la quale questo svantaggio viene colmato.

Allora, delle due l'una, o noi abbiamo il senso, non solo dell'autonomia degli enti locali ma anche dei bisogni degli enti locali per cui ci adottiamo di uno strumento e quello strumento lo rendiamo operativo, anche con il soccorso di risorse finanziarie, oppure facciamo una battaglia così, tanto per dire, contraria ad una normativa senza preoccuparci se questa verrà o meno approvata, quindi rinunciando anche a migliorarla, e quindi anche rinunciando ad adottare quegli strumenti che comunque passano, anche in modo contrario alla nostra volontà di quei necessari correttivi che, almeno al sistema delle autonomie locali risparmiano risorse e danno qualche opportunità in più. A me pare che l'emendamento numero 180 avesse questo spirito e che potesse essere accolto in via generale.

PRESIDENTE. Votiamo l'emendamento numero 180 con questa integrazione che si rende necessaria perché è evidente che se si fa la norma senza prevedere in questa legge la dotazione finanziaria, la dotazione finanziaria deve essere definita essendoci la norma che approveremo, se la proveremo adesso o successivamente, quindi va bene l'introduzione: "la cui dotazione è stabilita con legge finanziaria".

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento 180.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Cappai si è astenuto e che il consigliere Pacifico ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: AGUS - BALIA - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - DAVOLI - ESPA - FADDA - GESSA - LICHERI - MANCA - MASIA - MAATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SERRA - TOCCO - UGGIAS - URAS.

Rispondono no i consiglieri: CASSANO - DEDONI - LA SPISA - LADU - LAI Renato - LOMBARDO - MURGIONI - PETRINI - PILERI - PISANO - PITTALIS - SANJUST - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 49

votanti 46

astenuti 3

maggioranza 24

favorevoli 33

contrari 13

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. Metto ora in votazione l'articolo 6.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

~LA SPISA (F.I.). Chiedo il voto elettronico palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 6.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere La Spisa si è astenuto e che il consigliere Pacifico ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: AGUS - BALIA - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - DAVOLI - ESPA - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - LICHERI - MANCA - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SERRA - TOCCO - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - LA SPISA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 38

votanti 36

astenuti 2

maggioranza 19

favorevoli 36

Non siamo in numero legale, il Consiglio riprende alle ore 19 e 05.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 35, viene ripresa alle ore 19 e 08.)

PRESIDENTE. Colleghi, vi invito a prendere posto, siamo in fase di votazione. Vi invito anche a stare in Aula perché è piuttosto fastidioso attendere che la gente, con calma, arrivi in Aula e, soprattutto, che manchi il numero legale per una persona.

L'onorevole Silvio Cherchi è rientrato dal congedo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 6.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere La Spisa si è astenuto e che il consigliere Pacifico ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - ESPA - FADDA - GALLUS - GESSA - LICHERI - MANCA - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Franco - SERRA - TOCCO - UGGIAS.

Risponde no il consigliere LIORI.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - LA SPISA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 37

votanti 35

astenuti 2

maggioranza 18

favorevoli 34

contrari 1

Non siamo in numero legale, il Consiglio è aggiornato a domani alle ore 10.

La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 19 e 11.