Seduta n.252 del 30/11/2006
CCLII Seduta
(Pomeridiana)
Giovedì 30 novembre 2006
Presidenza della Vicepresidente Lombardo
indi
del Presidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 16 e 08.
RANDAZZO ALBERTO, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del martedì 24 ottobre 2006 (246), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Silvio Cherchi, Diana, Lanzi, Maninchedda, Salis e Serra hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di giovedì 30 novembre 2006.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sulle bonifiche nelle aree minerarie dismesse, sullo sviluppo delle stesse e sul ruolo dell'Igea e del Parco geominerario." (594) (Risposta scritta in data 28 novembre 2006.)
"Interrogazione Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sulle bonifiche nelle aree minerarie dismesse, sulle possibilità di sviluppo delle stesse e sul ruolo dell'IGEA e del Parco geominerario". (606)
(Risposta scritta in data 28 novembre 2006.)
"Interrogazione Cachia, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di crisi dello stabilimento Palmera di Olbia". (619)
(Risposta scritta in data 28 novembre 2006.)
"Interrogazione Balia - Maninchedda - Masia - Salis - Serra, con richiesta di risposta scritta, sul rischio di smantellamento della Palmera e dello spostamento dell'attività produttiva in un paese asiatico". (645)
(Risposta scritta in data 28 novembre 2006.)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dell'articolato del Testo unificato numero 153-186/A.
Poiché dobbiamo procedere con la votazione sul passaggio agli articoli e non sono trascorsi i 10 minuti dall'inizio della seduta sospendo i lavori, riprenderanno alle ore 16 e 20. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 10 , viene ripresa alle ore 16 e 22.)
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta, prego i colleghi di prendere posto. Punto all'ordine del giorno il Testo unificato numero 153-186/A "disposizioni in materia di risorse idriche e bacini idrografici". Avevamo concluso… onorevole Uras, onorevole Manca, per cortesia, grazie. Avevamo concluso la discussione generale dovevamo votare il passaggio agli articoli. Ha chiesto di parlare l'onorevole La Spisa, prego… prego i colleghi di prendere posto, onorevole Capelli, onorevole…
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione elettronica palese.
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Ibba - Lai - Licheri - Manca - Marracini - Masia - Mattana - Orrù - Pinna - Pirisi - Pittalis - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Biancareddu - Cappai - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Moro - Petrini - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanciu - Sanjust - Sanna Matteo.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Capelli - Cassano - Dedoni - Liori - Lombardo - Murgioni - Pisano - Scarpa - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 55
Votanti 45
Astenuti 10
Maggioranza 23
Favorevoli 31
Contrari 14
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame del titolo:
(Si riporta di seguito il testo del titolo:
Disposizioni in materia di risorse idriche e bacini idrografici).
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sul titolo. Ha chiesto di parlare l'onorevole Contu, prego… prego i colleghi di prendere posto, onorevole Sanciu, onorevole Capelli… onorevole Sanciu!... onorevole Sanciu! La prego di prendere posto che l'onorevole Contu deve intervenire, grazie.
E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Io chiederei ai colleghi rispetto per l'Aula e per il sottoscritto, grazie. Grazie Presidente, credo di dovermi, in questo intervento sul titolo, "disposizioni in materia di risorse idriche e bacini idrografici" riallacciarmi a qualche intervento della mattinata e vorrei partire dall'intervento dell'Assessore. Bene ha fatto l'Assessore a ricordare che l'EAF ha festeggiato quest'anno il sessantesimo della sua istituzione e mi viene spontaneo tornare al 1867 così mi riallaccio al discorso e all'intervento che ha fatto il Presidente della Commissione, il collega Pirisi, il collega Pirisi che ha posto grande enfasi nel suo intervento e io condivido il fatto che con questa norma trova applicazione la direttiva CE 2000/60 per la prima volta in Italia, trovo che, finalmente, dopo che la legge numero 183 non ha avuto attuazione in Sardegna ma che noi ci allineiamo alla numero 152 del 2006 sulla tutela dell'ambiente e voglio ricordare, però, che nel 1867, su iniziativa del sindaco Baylle, quello famoso di via Baylle di Cagliari, per capirci, venne praticamente finanziato il primo acquedotto dell'era moderna di Cagliari, e venne inaugurato con tre giornate di festa nella città di Cagliari, in questa occasione non posso dire che i cittadini sardi…
PRESIDENTE. Scusi onorevole Contu, vorrei pregare i colleghi di prendere posto, che vuole interloquire lo può fare fuori dall'Aula e non disturbare con questo brusio l'oratore, grazie. Prego onorevole Contu.
CONTU (F.I.). L'avete finita?... dicevo, la città di Cagliari festeggiò per tre giorni, grande tripudio, fontanelle che facevano scorrere l'acqua potabile e così via. Oggi, invece, caro collega Pirisi, noi forse iniziamo un percorso, un percorso che per La Sardegna è un nuovo percorso culturale e io, necessariamente, devo chiedere proprio a lei, Presidente della Commissione, che in questo nuovo percorso, o per questo nuovo percorso proverò a dare qualche suggerimento. Noi sappiamo che nonostante questa legge noi non stiamo dando le risposte ai cittadini, non stiamo dando le risposte, quando, purtroppo, c'è una ribellione degli enti locali dove, fino ad oggi, tanti enti locali gestivano quelli che diceva l'Assessore attraverso 40 e più amministrazioni diverse, gestivano oggi la distribuzione dell'acqua e che ancora oggi rivendicano un diritto che è quello di avere dalla gestione dell'acqua, cioè dalla gestione del territorio, dalla gestione della risorsa del territorio che la numero 152 ci impone di rispettare, gli enti locali vengono penalizzati soprattutto in quegli strumenti che oggi sono chiamati, per il nuovo assetto istituzionale del settore, a non essere rappresentati o a essere rappresentati giusto come citazione. Ma, allora, davvero noi, molto probabilmente abbiamo da fare questo percorso culturale che porta, per esempio, ancora oggi la nostra capitale, la città di Roma, ad utilizzare ancora per il 60 per cento le strutture che fin dai secoli dell'impero hanno continuato a portare a Roma quella che è ancora oggi una risorsa importante per Roma e lo è nella misura del 60 per cento circa; i vecchi acquedotti romani oggi approvvigionano ancora la città di Roma per il 60 per cento dei bisogni di Roma. Allora questo ragionamento mira a raggiungere o quantomeno a dare un contributo rispetto a quelle che sono le condivisioni che la minoranza e la partecipazione che, comunque sia, la minoranza ha dato alla stesura di questo documento, ma nello stesso tempo credo che ci sia bisogno di prendere atto che comunque questo documento, questa legge può essere in un periodo molto breve, non in un periodo che già si allunga come tempi di attuazione dove molto probabilmente ben prima di quell'anno, dell'entrata in vigore complessiva, dopo aver attivato tutti i percorsi, avremo ancora un anno per dare eventualmente ulteriori contributi di modifica e di miglioramento. Io sono convinto che questa legge mantenga in piedi quelle sperequazioni esistenti tra un territorio e l'altro. Provo a citarne. Provo a citare quelli territoriali. Noi sappiamo benissimo che le fonti di approvvigionamento per il nostro sistema idrico sono prevalentemente localizzate e così pure i bacini di raccolta sono localizzati nelle zone interne. Ma spesso e volentieri i comuni dell'interno hanno messo a disposizione i loro territori per garantire gli approvvigionamenti più importanti che invece sono richiesti lungo le fasce costiere, perché tutti sappiamo che l'85 per cento della popolazione sarda risiede nelle zone costiere o nella fascia costiera. Quindi i bisogni, compresi i bisogni industriali, sono localizzati per l'85-90 per cento nella fascia costiera. Quindi la sperequazione che oggi ancora esiste dove tanti comuni dell'interno, anche in quei comuni dove sono presenti i più grossi bacini di raccolta, hanno ancora purtroppo il problema di avere assicurata la risorsa idrica per buona parte dell'anno, nonostante le ultime annate abbiano consentito di affermare all'Assessore che i nostri invasi sono pieni per i tre quarti. Detto questo aspetto, è chiaro che tra sperequazione territoriale e sperequazione sociale esiste ancora un altro grosso handicap che deve essere superato. Sono convinto, per quelle che sono le prospettive che questa legge offre, del fatto che l'applicazione di quella norma che vuole, per esempio, l'insediamento delle strutture per lo stoccaggio o per lo smaltimento o per la presenza di termovalorizzatori e quant'altro, quelle comunità usufruiscono di benefits. Allora vorrei chiedere per quale motivo le popolazioni che più pagano il peso territoriale non abbiano diritto, per esempio, ad avere una fascia a tariffe e a costi sociali rispetto a quei territori che invece utilizzano soltanto il bene. Ma devo dire pure, e qui invito il collega Pirisi perché essendo un tecnico ed essendo Presidente della Commissione urbanistica, che non abbia pensato al perché nelle nostre società più evolute per gli usi sociali tante altre nazioni hanno adottato un principio, che è quello della doppia distribuzione, anche per l'uso civile. Ovvero: ma per quale motivo noi dobbiamo continuare ad essere obbligati per mandare in rete di distribuzione l'acqua, a mandarla necessariamente potabilizzata? Ma lo sappiamo noi che il costo più alto nella gestione dell'acqua e nei controlli dell'acqua, le grosse spese sono, appunto, quelle di garantire dell'acqua potabile e di garantire un'acqua batteriologicamente pura o disinfettata, come si usa dire? Ma le sappiamo queste cose? Ma vogliamo davvero attivare quel percorso che porti nelle case o quantomeno nella vita sociale nostra, due tipi di distribuzione, una che è quella di un'acqua grezza e l'altra di un'acqua potabile per usi soltanto umani? Vogliamo capire che molto probabilmente il percorso che abbiamo tracciato anche con i grandi investimenti che si sono fatti in questi ultimi anni per realizzare nuove reti che andassero a risparmiare quell'acqua che si perdeva attraverso reti colabrodo, sono state definite, che perdevano una grossa percentuale di acqua, ma vogliamo pensare che gli interventi devono essere indirizzati a realizzare due tipi di reti di distribuzione? Beh, credo che i percorsi che noi…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu.
CONTU (F.I.). Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Presidente e Assessori, l'argomento è troppo invitante per rinunciare a parlare, perché è un'occasione per parlare con serietà di acqua. Assessore, mi rivolgo particolarmente a lei: amministrare un bene come questo in tempi di grande disponibilità, come questi che ci sono, per lei è una fortuna, così come successe al padre del presidente Pili quando, essendo Assessore, si trovò in un periodo di grande siccità, con le dighe quasi a fondo e nel giro di poco tempo, grazie alla pioggia, si riempirono tutti i bacini. E' una fortuna perché l'acqua va amministrata e va amministrata bene; è questo il tema più importante. Ci sono paure di accentramento e anche quindi che in pochi decidano, magari a discapito di altri territori. Non esistono leggi buone in partenza e leggi cattive in partenza. E' la gestione che dirà se abbiamo fatto una buona legge e se abbiamo messo gli uomini giusti al posto giusto, magari daremo soddisfazione ai cittadini sardi. Però problemi ce ne sono, non è che non ce ne siano. Ci vuole una nuova cultura delle acque a iniziare da qui dentro. Forse lo abbiamo tralasciato, forse i colleghi non hanno dato abbastanza importanza a questo argomento, forse ci vogliono conoscenze tecniche, però è giusto che noi ci cimentiamo e li affrontiamo questi problemi.
Allora, l'acqua. L'acqua va distribuita. In Sudamerica, in Uruguay o in Paraguay se non ricordo male, c'è stato un tentativo di privatizzare l'acqua; il prezzo dell'acqua è salito di tanto che c'è stata una rivolta popolare, quasi una piccola rivoluzione, ci sono stati dei morti, il Governo ha fatto sparare sulla folla, la reazione è stata comunque così imponente e così importante che ha resistito anche all'impatto della polizia che sparava per cui ha costretto un Governo nazionale a fare marcia indietro, oggi ci sono le rivalse di questa multinazionale che vuole il risarcimento danni, eccetera. Però anche questa mania di privatizzare è un pericolo. Però i cittadini hanno il diritto di avere l'acqua ad un prezzo congruo e questo è un tema che noi dobbiamo affrontare, è un tema che ci dobbiamo porre e la politica, la Giunta regionale, le Commissioni regionali competenti che hanno il dovere di programmare devono dare rassicurazioni in tal senso, cioè dobbiamo in questa legge inserire dei paletti che ci permettano e che ci facciano ben sperare almeno che questi temi noi li abbiamo affrontati in anticipo e che diamo delle rassicurazioni agli utenti; non parlo soltanto degli utenti dell'acqua ad uso civile e quindi dei cittadini, ma delle categorie, degli agricoltori, dell'industria. Perché non può esistere che noi nella passata legislatura, tanto vituperata, ci siamo dati da fare per portare l'acqua dalle miniere, a tempo di record, per portare a termine nel giro di pochissimi mesi, per primi in Italia, la prima legge obiettivo che è stata portata a compimento tra le grandi opere d'Italia, il congiungimento del sistema Tirso-sistema Flumendosa che darà riparo a una regione della Sardegna qualora ci sia una futura siccità. Non è una cosa da poco, cioè mettere in contatto i bacini. Però quando, per esempio, in una legislatura ancora precedente c'è stato un tentativo di dare razionalizzazione ad alcuni consorzi di bonifica, unendo il Sulcis con il Flumendosa, c'è stata naturalmente la divisione, c'è stata la reazione degli interessati a far parte dei consigli di amministrazione che hanno prevalso sull'interesse generale, nonostante ci sia stato un collegamento che permettesse di superare la logica di distretto, perché quando ci sono i collegamenti che assicurano l'acqua ai territori, la logica di distretto viene necessariamente a cadere. Però non possiamo neanche correre il rischio di vedere che succeda quello che successe nel '94 prima delle elezioni quando, per motivi puramente politici - sono costretto a fare nomi, ma credetemi non lo faccio per cattiveria sarebbe lo stesso se l'avessi fatto io - il presidente Palomba raddoppiò la quantità d'acqua destinata all'agricoltura soltanto per imbonirsi una categoria. In realtà in quel periodo le dighe, come lei ben sa Assessore, erano vuote o semivuote, cioè ci ha sottoposto a un rischio di una restrizione oltre ogni limite per una gestione dell'acqua che non era finalizzata ad un uso tecnico. La politica deve intervenire per dare ordine, per dare logicità, per dare risposte a esigenze reali dei cittadini, ma non può stravolgere il senso dell'uso pubblico dell'acqua, della destinazione d'uso, soltanto per puri scopi elettorali. Ecco, questi sono gli episodi che bisogna che non si ripetano, che bisogna evitare! Noi abbiamo citato il sindaco Baylle, io citerei il ministro Maxia, citerei Paolo Pili, che vollero che si creasse il sistema del Flumendosa, il lago Omodeo, sono dei grandi benefattori della Sardegna a cui noi dovremo dedicare dei monumenti nelle piazze per quello che hanno fatto. Eravamo peggio della Sicilia, che ancora oggi non ha la soddisfazione, il grado di risposta alla richiesta di acque dei cittadini che ha la Sardegna. Eravamo veramente in una condizione di precarietà dalla quale, vivaddio, ci siano affrancati e continueremo ad affrancarci se saremo seri, se affronteremo i problemi con un modo e con un metodo assolutamente condivisibili. Abbiamo cambiato molto della conoscenza, a Cagliari si è inaugurato un depuratore dell'acqua che è quello dell'acqua dei cittadini di Cagliari che oggi può essere utilizzata, invasata nel Simbirizzi ed è già stata destinata per più stagioni irrigue ad un uso che non è più quello di buttarla a mare come si faceva prima ma ad uso irriguo. Bisogna risollevare, magari, anche il problema dei dissalatori, la Sardegna avrà necessità di questi strumenti per dare sicurezza ai cittadini dell'uso dell'acqua nelle coste, in una regione dove ancora... perché bisogna pomparla, purtroppo, bisogna vincere la gravità. Qualcuno fa la campagna del fatto che le dighe siano fatte con un sistema antigravitazionale, purtroppo per sollevarla, per portarla verso il Campidano di Cagliari bisognava portarla sul Mulargia, è la cosa più logica del mondo. Ma sollevare l'acqua costa, è un costo, magari in certe regioni o in certe isole dove si spera che si sviluppi il turismo sarà più conveniente fare un dissalatore, è qualcosa che oggi si può fare, è qualcosa di cui non dovremo aver paura di parlare, la tecnologia ci dà risposte positive, percorriamo le strade, diamo risposte ai cittadini, prima di tutto l'acqua! Non si può sviluppare il turismo se non c'è l'acqua, non si può sviluppare l'industria se non c'è la certezza dell'acqua, se non abbiamo di che lavarci i piedi non possiamo vivere, non dobbiamo pensare soltanto a bere. E' un bene così prezioso che non va sprecato, che va utilizzato al meglio, bisogna confrontarsi con serietà e dare certezza che la gestione sia una gestione, per quanto possibile, neutra, per quanto possibile, rispondente a esigenze politiche, non di partito, ma politiche nel senso che se c'è un'emergenza in Ogliastra è chiaro che tutta la regione, per uno spirito di solidarietà, deve indirizzare questo bene per le risposte di quel territorio che, magari, in quel periodo ha maggiori necessità. Ma, normalmente, dobbiamo essere in una condizione fisiologica di gestione dell'acqua garantendo soprattutto la distribuzione in maniera efficiente ed efficace a costi accettabili per l'economia della nostra isola. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Liori. E' chiusa la discussione sul titolo. Metto in votazione il titolo.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Voto elettronico, per favore.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del titolo.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Manca e Pisu hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Contu - La Spisa - Lombardo - Moro - Petrini - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo.
Si sono astenuti i consiglieri: Dedoni - Floris Mario - Liori - Milia - Pisano
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 42
votanti 37
astenuti 5
maggioranza 19
favorevoli 28
contrari 9
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame dell'articolo 1.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:
Art. 1Finalità
1. La Regione riconosce l'acqua quale patrimonio da tutelare in quanto risorsa limitata di alto valore ambientale, culturale ed economico; considera altresì l'accesso all'acqua quale diritto umano, individuale e collettivo e ne regolamenta - in attuazione dell'articolo 43 della Costituzione - l'uso al fine di salvaguardare i diritti e le aspettative delle generazioni future.
2. La presente legge disciplina funzioni e compiti primari per il governo delle risorse idriche sotto il profilo quantitativo e qualitativo, promuovendo:
a) l'uso responsabile e sostenibile della risorsa idrica, in quanto bene pubblico primario e fattore fondamentale di civiltà e di sviluppo, secondo criteri di solidarietà ed in funzione di obiettivi di salvaguardia dei diritti delle future generazioni e dell'integrità del patrimonio ambientale;
b) le azioni necessarie per tutelare le acque destinate prioritariamente al consumo umano, quindi all'uso agricolo ed infine agli altri usi, garantendo, quale esigenza fondamentale, nei bacini idrografici di competenza, il deflusso necessario alla vita negli alvei a salvaguardia permanente degli ecosistemi interessati;
c) la gestione dei beni del demanio idrico e la determinazione dei relativi canoni di concessione;
d) l'approvvigionamento primario delle risorse idriche per l'uso civile, irriguo, agricolo ed industriale;
e) l'organizzazione ed il funzionamento del servizio idrico multisettoriale regionale per la gestione e la manutenzione delle infrastrutture, degli impianti e delle opere e per la conservazione dei beni preposti all'uso ed alla tutela delle acque, secondo principi industriali e criteri di efficienza, di efficacia e di economicità;
f) il miglioramento della qualità delle acque, anche sotto il profilo igienico-sanitario, attraverso la prevenzione e la riduzione dell'inquinamento;
g) il raggiungimento degli obiettivi di qualità, sulla base di un approccio combinato della gestione delle fonti puntuali e diffuse di inquinamento e degli usi delle acque;
h) la salvaguardia dell'approvvigionamento idrico dei soggetti socialmente ed economicamente svantaggiati o residenti in zone territorialmente svantaggiate;
i) la definizione di politiche per il recupero dei costi dei servizi idrici per un uso sostenibile delle risorse ed il recupero del costo della risorsa, del costo ambientale dell'utilizzo e dei costi industriali e finanziari dei relativi servizi, sulla base dei principi stabiliti dall'articolo 9 della direttiva n. 2000/60/CE del 23 ottobre 2000; il livello e le modalità del recupero dei costi a carico delle utenze devono tener conto delle conseguenze sociali, ambientali ed economiche del recupero stesso, come pure delle specifiche condizioni geografiche e climatiche della Sardegna.
3. La presente legge disciplina inoltre funzioni e compiti primari per il conseguimento dell'equilibrio idrogeologico del suolo, promuovendo:
a) la prevenzione del rischio idraulico e di frana garantendo, prioritariamente, la sicurezza delle popolazioni e delle infrastrutture;
b) la difesa e la regolazione dei corsi d'acqua, delle aree limitrofe, delle zone umide e lacustri;
c) la difesa e il consolidamento dei versanti delle aree instabili e dei litorali;
d) la realizzazione, la manutenzione e la gestione delle infrastrutture idrauliche e degli impianti.)
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo 1.
E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. Credo che i colleghi mi scuseranno se sono partito un attimo da lontano parlando del titolo, ma non ho avuto l'opportunità di poter intervenire nella discussione generale e, quindi, necessariamente cercherò - così un po' recuperando - sugli stessi articoli, di portare avanti il discorso che intendevo fare sulla discussione generale. Comunque, è chiaro, colleghi, che davvero la legge dovrebbe non solo essere un adeguamento alla normativa europea e alla normativa nazionale ma è di sicuro, già sin dall'articolo 1 che abbiamo adesso in discussione, è una legge che riporta quelli che sono i contenuti dell'articolo 43 della Costituzione, ovvero che la Regione riconosca l'acqua quale patrimonio da tutelare in quanto risorsa limitata e di alto valore ambientale, culturale ed economico. Credo che su un principio quale questo, credo che tutti, colleghi, ci troviamo d'accordo, ma soprattutto ci troviamo d'accordo sul fatto che la risorsa idrica sia un bene pubblico primario, che sia un bene essenziale per la vita, che sia un bene, comunque sia, sia una risorsa di civiltà e di sviluppo, tutti concetti sui quali noi non possiamo che condividere. Del resto, proprio l'Assessore - rifacendosi al piano adottato dell'assetto idrogeologico - parlava di uno di quegli interventi che anche l'amministrazione scorsa aveva adottato come iniziativa, ma soprattutto aveva adottato quelle iniziative tese a collegare i nostri sistemi idrici e a dare la certezza della possibilità di ottenere un travaso della risorsa da una zona all'altra della Sardegna a seconda dei bisogni e a seconda, soprattutto, delle scorte che nelle diverse zone dove sono presenti i bacini di raccolta potesse essere superata davvero la difficoltà delle annate siccitose che si sono susseguite avevano, praticamente, piegato anche il nostro sistema economico. Non dimentichiamo che in Sardegna è prioritario in alcune zone l'avere la disponibilità per l'uso irriguo di questa risorsa, perché altrimenti, davvero, i settori quali quelli dell'allevamento e quelli dell'agricoltura vengono piegati. Ma devo dire, rispetto sempre ai termini normativi che sottendono questa legge, io voglio ricordare che noi oggi possiamo soltanto ulteriormente contribuire al miglioramento di questa norma soprattutto sotto aspetti che giudichiamo ancora oggi non rispondenti alle necessità non solo del settore, ma alle necessità della nostra isola. L'aver impostato la norma su un nuovo assetto istituzionale che la governi, che governi questo settore in una maniera centralistica o centralizzata, più che centralistica, è un aspetto che noi non possiamo condividere, ma non possiamo condividere soprattutto perché come già accennato nel mio primo intervento, perché il governo con l'autorità di bacino, il comitato istituzionale all'articolo 6 ci parla di un comitato istituzionale che è composto, per cinque ottavi è composto dalla rappresentanza regionale, Presidente della Giunta, quattro Assessori peraltro non li vedo neanche tutti qui presenti durante la discussione della legge, apprezziamo la presenza dell'Assessore ai lavori pubblici e all'agricoltura, non vediamo e non rileviamo la presenza dell'Assessore all'ambiente né quello sullo sviluppo produttivo e siamo davvero rammaricati perché andando a discutere una legge quale questa, molto probabilmente c'era bisogno anche di un ulteriore contributo da parte della Giunta quando la Giunta stessa è chiamata poi a gestire, ad essere l'autorità di gestione. Devo dire poi l'altro aspetto, l'aver centralizzato su un unico soggetto gestore, sull'ERIS cioè l'ente della risorsa idrica della Sardegna e molto probabilmente questa diventerà una chiave, una chiave che molto probabilmente non ci consentirà di aprire tutte le porte. Ai colleghi voglio ricordare che se davvero si aveva bisogno, e questo era un concetto condivisibile e condiviso e portato avanti di una, come dire, di uno studio ulteriore, di un approfondimento ulteriore sul modo in cui la risorsa andava così incardinata in un assetto di gestione che ponesse fine a quella miriade di enti di gestione, molto probabilmente aver messo in capo all'ERIS ovvero aver messo in capo all'EAF, a quello che sarà trasformato come ente, il nuovo ente strumentale multisettoriale della Regione, della Regione sarda per il governo della risorsa idrica, molto probabilmente questo sarà un aspetto che presenterà necessariamente delle criticità perché è davvero poco condivisibile e poco condiviso. Io credo che tutte quelle problematiche che vanno dalla disponibilità dei territori che non hanno modo di essere rappresentati, di essere un elemento di confronto sulle scelte che sono gli enti locali, le Province, i Comuni, i piccoli Comuni, soprattutto quelli che all'atto pratico detengono territorialmente la risorsa, io credo che questo sarà un motivo per una conflittualità che necessariamente andrà a scatenarsi e che troverà molte difficoltà nella sua attuazione. Io credo che ci fosse del tempo e che ci fosse la necessità di ulteriori approfondimenti, ma credo che proprio su un tema come questo ci fosse la necessità di trovare gli argomenti necessari per una partecipazione democratica di tutti perché davvero l'acqua è, e deve essere un patrimonio di tutti, a disposizione di tutti, e non credo che l'ispirazione di una centralizzazione quale quella che si vuol mettere in piedi vada a rispondere a quelle che sono davvero le esigenze dei nostri cittadini. Io credo, Assessore, che dovremmo trovare un nuovo sistema, non credo ci siano i tempi, ci siano i margini attraverso emendamenti da portare su questo testo perché gli elementi che dovremmo tradurre in un testo di legge potranno far parte, non lo so, in un altro testo che sia una ulteriore elaborazione di questo progetto che in linea di massima, come già riferito dai colleghi che sono intervenuti per la mia parte politica e per la minoranza, abbiano già così fatto rimarcare delle carenze che necessariamente dovranno essere riprese ed elaborate in un'ulteriore elaborazione della legge che dovrà portare nuovi contributi e soprattutto dovrà portare a dei sistemi di applicazione della direttiva CEE che sia davvero rispondente alle esigenze dei territori, cosa che oggi non si rileva da questo testo di legge. Io sono convinto che le categorie di utenza, per esempio, le categorie d'utenza che alla fine dovranno pagare gli sbilanci della gestione, ma io... proseguirò nel prossimo intervento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu.
E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie, Presidente. Vede, io vorrei richiamare l'attenzione dei colleghi, e dell'Assessore all'agricoltura sul parallelismo, sul parallelismo che caratterizza questa legge alla legge che è all'esame della Commissione e che riguarda i consorzi di bonifica, la riforma dei consorzi di bonifica, perché da questa legge, direttamente o indirettamente, il presidente Sanna, verrà condizionata la riforma dei consorzi di bonifica in una maniera o nell'altra e comunque sia avrà un peso determinante sulla legge che stiamo esaminando in Commissione. Tanto che, io sono del parere che questa proposta di legge avrebbe dovuto essere esaminata contemporaneamente dalle due Commissioni perché stiamo andando a produrre un progetto di legge, quindi una norma che sotto certi aspetti condiziona direttamente un'altra legge che è di pari importanza e che ancora ha da essere fatta, la quale legge assieme ai progetti di legge presentati dal Consiglio contiene anche un disegno di legge presentato dalla Giunta, e allora la domanda è questa: Perché un così marcato distacco, oserei dire, un così marcato divario? Queste due leggi avrebbero dovuto arrivare in aula in contemporanea, prima l'una e giustamente poi l'altra, ma l'una complementare all'altra affinché tra le due norme non vi sia e non vi possa essere contrarietà o contrapposizione" Questa innanzitutto è la base sulla quale, secondo me, è necessario discutere. Poiché dalla lettura della norma resta chiaro, resta chiaro, io non parlo di potere o di volere accentratore, uso altri termini, resta chiara la volontà del legislatore di accorpare alla Regione tutte, o quasi tutte le funzioni che regolamenteranno le risorse idriche regionali, siano esse che servano all'agricoltura, siano esse che servano agli usi civici, siano esse che servano agli usi industriali o quant'altro, o quant'altro. Quando si dice, parlo sempre del primo articolo, giustamente, che la Regione autonoma della Sardegna di fatto, di fatto controlla praticamente il sistema regionale delle opere idrauliche, non solo, ma il sistema idrico multisettoriale regionale, dove sono intese le opere di approvvigionamento idrico e di adduzione che singolarmente, perché posti in un sistema complesso, siano suscettibili di alimentare, direttamente o indirettamente, più arie territoriali, più categorie differenti di utenti, dice tutto. Allora la domanda è questa. I consorzi di bonifica che di fatto, sulla legge che è all'esame della Commissione, non saranno altro… non più come soggetti-gestori, ma sono limitati e declassati a soggetti che usufruiscono della risorsa acqua, che acquistano la risorsa acqua dalla Autorità d'ambito e quindi dal soggetto che, al di sotto della Autorità d'ambito, controlla quel distretto, leggendo il disposto di questo articolo, di fatto, probabilmente saranno solo ed esclusivamente dei soggetti atti al solo recupero delle cartelle di consumo dell'acqua. Bene, ed è qui che bisogna riflettere sulla volontà politica di ciò che si vuole fare attualmente di queste strutture, che in Sardegna, da cinquant'anni a questa parte, hanno a torto o a ragione rappresentato l'unico, dico l'unico, strumento di bonifica, l'unico strumento di sviluppo socio-economico nelle zone agrarie della Sardegna. Questa è la domanda che dobbiamo porci anche in questa legge. E dobbiamo porcela seriamente. Queste sono due leggi che dovevano andare all'unisono in Aula, una complementare all'altra. Poiché questa norma di legge condiziona, non poco, se non per dire totalmente, la futura legge sui consorzi di bonifica. E allora mi domando e mi viene da pensare questo, che questa stasi, questa pausa che da oltre un mese e mezzo caratterizza l'esame di questa legge in Commissione, probabilmente, è legata all'esame di questa legge, all'approvazione di questa legge in Aula. Quindi, viene di fatto pensare quale sia l'obiettivo che si è proposto il Governo regionale sull'uso e sul controllo delle risorse idriche, Assessore ai lavori pubblici. Ecco perché ho richiamato l'attenzione dell'Assessore all'agricoltura. Solo per questo Assessore! Questa legge, questa proposta di legge, di fatto condiziona, perché a monte condizionerà tutto quello che deve essere detto nella legge sulla riforma dei consorzi. Perché l'acqua, come ha detto giustamente l'Assessore, è un bene indispensabile, unico. E stiamo parlando di acqua, e i consorzi gestiranno l'acqua. Ma a monte, c'è una legge che ne regolamenta, nel sistema idrico multisettoriale, tutto l'uso e tutto il controllo. Di fatto, Presidente Sanna, andremo a presentare una legge che sarà condizionata da questa legge, in tutto e per tutto, che non può esimersi dal dettato di questa legge che oggi abbiamo portati in Aula e stiamo approvando; che, di fatto, annienterà completamente l'autonomia dei consorzi; che di fatto annienterà completamente quegli strumenti che pure hanno realizzato la politica e lo sviluppo, come ho detto poc'anzi, socio-economico dei territori della Sardegna in cui hanno operato. Poiché i consorzi di bonifica, lo ripeto anche in quest'aula, non possono essere solo ed esclusivamente degli strumenti di utilizzo dell'acqua ma bensì, lo ripeto ancora, nel loro ambito, debbono essere degli strumenti che l'acqua la governino. E noi possiamo legiferare in questo. Come non condivido che in Sardegna possa e debba esistere un unico sistema, un unico bacino idrografico; non può esistere! Su questo dobbiamo riflettere, a mio parere, e il Consiglio deve riflettere perché le due cose sono legate, è vero agli usi civici, ma strettamente agli usi agricoli del bene acqua. E dipende dall'acqua lo sviluppo dell'agricoltura. Se è vero com'è vero, Assessore, che per il futuro per la nostra agricoltura ci sono dei progetti di sviluppo, c'è un progetto strategico organizzato, io mi domando e domando a lei: "Qual è il ruolo che avranno i consorzi o quali sono gli strumenti, d'ora in avanti, che potranno utilizzare, gestire e distribuire questo bene unico in assoluto in agricoltura, affinché possa concorrere allo sviluppo di quel settore che oggi langue e che oggi in Sardegna, pur rappresentando un settore assolutamente…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 2.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:
Art. 2Delimitazione dei bacini
1. L'intero territorio regionale è delimitato quale unico bacino idrografico di competenza della Regione e costituisce, ai sensi della lettera g) del comma 1 dell'articolo 64 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), il distretto idrografico della Sardegna.)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Ma, io vorrei ricordare all'onorevole Cugini… non voglio aprire la seconda pagina della "Nuova Sardegna", perché mi sa che l'ispirazione di quel giornalista possa avere qualche fondamento di verità. Non si faccia prendere, collega Cugini, dalla mano o non voglia armarsi di sciabola per tagliare teste e impedire l'espressione del pensiero. Guardi, io potrei, come ha fatto qualche collega di maggioranza e anche di opposizione, compreso il collega Presidente della Commissione nel suo intervento sulla discussione generale, riallacciarmi a qualche concetto espresso dal Presidente l'altro giorno. Ma è giusto per dire che sul tema, se avete seguito gli interventi precedenti, io ho provato a dare qualche spunto per un miglioramento o per quelle che possono essere le iniziative da assumere nella norma, non necessariamente in questa, molto probabilmente nel proseguo, nella successiva elaborazione di legge, alcune iniziative che forse potrebbero qualificare di più non solo questa norma, ma potrebbero qualificare di più il sistema idrico integrato. Quando noi parliamo di ente strumentale per la gestione del sistema multisettoriale, molto probabilmente, dovremmo assimilare perlomeno i tre concetti, che sono quelli della definizione: dell'acqua grezza, dell'acqua potabile e dell'acqua depurata. Ma quando noi dovessimo andare a definire quest'acqua, non dovremmo dimenticare un altro parametro, quello dell'acqua minerale. Noi in Sardegna abbiamo di sicuro un record, difficilmente eguagliabile negli altre regioni, quello del consumo a scopo idropotabile dell'acqua minerale. Ormai è diventata talmente usuale, non solo nelle nostre tavole. Ma è diventato talmente usuale l'uso dell'acqua minerale e se andiamo a verificare quali sono le motivazioni che hanno portato a definire quasi uno status symbol l'uso dell'alimentazione dell'acqua minerale, questo lo dobbiamo, Assessore, a quella che è purtroppo una non-conoscenza e lei l'ha definita: "La nostra acqua potabile è una delle migliori che oggi ci sono in distribuzione nella rete idrica". Ma questo concetto, purtroppo, non viene assimilato dai nostri cittadini. I nostri cittadini sono stati, per lunghi periodi di tempo, assoggettati al fatto che dai nostri rubinetti non sgorgava acqua, quando sgorgava dell'acqua, l'acqua era di pessima qualità; con grossi problemi che erano legati all'inquinamento microbiologico, problemi di inquinamento da materiali ferrosi e da ferrobatteri, da problemi legati a una rete colabrodo che si aspirava in rete i liquami degli impianti fognari…
MARROCU (D.S.). Con l'articolo 2 cosa c'entra?
CONTU (F.I.). Siro non è che a Villacidro stessi meglio che a Selargius! Per capirci!
L'uso oggi di un'acqua di rete deve essere qualcosa che deve essere favorita nelle nostre popolazioni a discapito eventualmente dell'acqua minerale, che comunque sia non è che faccia bene nell'uso comune. Quindi, è un fatto non solo economico, ma anche culturale. Ed eventualmente l'acqua minerale potremmo destinarla più all'esportazione, verso i paesi che hanno bisogno di una buona acqua potabile. Quand'anche Siro riuscirai a inventarti un impianto di acqua minerale a Villacidro, per il momento ti fa concorrenza il tuo comune contermine, Villasor.
CAPELLI (U.D.C.). C'è l'acqua Federica.
CONTU (F.I.). Detto questo, torniamo a un tema che forse è più attinente a questo intervento e il tema è appunto l'articolo 2: la delimitazione dei bacini. Sulla delimitazione dei bacini, chiaramente, la competenza della Regione non si discute, perché deriva dalla "152", ma del resto su questo c'era poco da discutere.
Il problema più grosso è la gestione del bacino, è una gestione che va in capo a un unico ente gestore che all'atto pratico presenterà, dicevo, una difficoltà nella coniugazione di quelli che sono gli interessi dei territori. E' vero 44-45 enti gestori erano una cosa assurda da mantenere in vita, consigli di amministrazione pompati, utilizzo delle risorse e dispendio di risorse, e soprattutto per non assicurare il servizio. Bene, oggi a me interessa, nella discussione di quest'articolo, affermare che comunque sia nell'elaborazione della legge, riprendo appunto il concetto del costo dei servizi comuni, io qui dico e affermo che molto probabilmente questo articolo 26 è forse quello che rappresenta l'elemento più critico di questa norma, ovvero quello che il soggetto gestore scarica i costi dei servizi comuni direttamente sulla categoria a cui si riferisce, questo è un concetto che non si sposa su una delle prime affermazioni che ho fatto, ovvero quella di avere delle tariffe sociali o quantomeno delle tariffe differenziate con un costo sociale. Io devo dire che questo è l'elemento più caratterizzante che avrebbe dovuto essere messo in campo, mentre oggi gli unici riflessi sociali con i quali ci imbattiamo tutti i giorni sono la protesta della gente per un servizio scadente, per un servizio che costa troppo, per un servizio comunque non è soddisfacente ai bisogni. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu anche per aver risparmiato un po' di tempo a disposizione per l'intervento.
E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.), relatore. Solo per sottolineare che le comunicazioni, che avvengono in quest'Aula, abbastanza chiaramente, ma qualche volta la chiarezza è data da un messaggio che avviene attraverso le dinamiche e le modalità dell'intervento in Aula, che abbiano compreso la sensibilità che richiama l'onorevole Contu e che possiamo meglio orientarla, quando andremo negli articoli dove sono in campo proposte che sono state avanzate, in quelle circostanze, piuttosto che in articoli dove peraltro, come lo stesso onorevole Contu sottolineava prima, c'è poco da discutere perché sono in gran parte attuativi di normativa nazionale. Per cui, se riuscissimo ad accelerare il dibattito e arrivare poi veramente a discutere sui nodi principali della legge, questo agevolerebbe tutti e agevolerebbe soprattutto i sardi che troverebbero domani promulgata una legge essenziale come questa.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 3.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:
Art. 3
Definizioni
1. Ai fini della presente legge:
a) per bacino idrografico si intende il territorio nel quale scorrono tutte le acque superficiali;
b) per distretto idrografico si intende l'area di terra e di mare, costituita da uno o più bacini idrografici limitrofri e dalle rispettive acque sotterranee e costiere che viene assunto come principale unità di gestione dei bacini idrografici;
c) per sistema idrico multisettoriale regionale si intende l'insieme delle opere di approvvigionamento idrico e di adduzione che, singolarmente o perché parti di un sistema complesso, siano suscettibili di alimentare, direttamente o indirettamente, più aree territoriali o più categorie differenti di utenti, contribuendo ad una perequazione delle quantità e dei costi di approvvigionamento;
d) per sistema regionale di opere idrauliche si intende l'insieme di opere che concernono le sistemazioni dell'alveo, il contenimento delle acque di fiumi, torrenti ed altri corsi d'acqua naturali e i manufatti per la regolazione dei corsi d'acqua;
e) per le restanti infrastrutture si intendono quelle ricomprese nei distinti sistemi idrici, volti agli usi singoli delle diverse categorie di utenza;
f) per categorie di utenza si intendono le macrocategorie in cui si ripartiscono gli usi dei corpi idrici; essi sono:
1) usi civili: quelli relativi al consumo umano e ai servizi d'igiene, collettivi e privati;
2) usi agricoli: quelli relativi all'utilizzo della risorsa idrica finalizzata alla produzione di prodotti agricoli;
3) usi industriali: quelli relativi all'utilizzo della risorsa idrica per scopi industriali;
4) usi ambientali: quelli che assicurano una quota dei deflussi minimi vitali necessaria a garantire la salvaguardia naturale dei corsi d'acqua.).
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 4.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:
Art. 4Competenze della Regione
1. Competono alla Regione, oltre ai compiti e funzioni assegnati dalla legge regionale 12 giugno 2006, n. 9 (Conferimento di funzioni e compiti agli enti locali):
a) la disciplina del sistema idrico multisettoriale regionale e delle opere che lo costituiscono;
b) la regolazione economica dei servizi idrici e la definizione degli indirizzi per i riversamenti dei corrispettivi per le forniture idriche tra i gestori dei diversi servizi idrici organizzati per le diverse parti del ciclo delle acque ed i diversi usi;
c) il coordinamento delle attività attuate ai fini del perseguimento degli obiettivi fissati dalla pianificazione regionale in materia di risorse idriche, tutela delle acque e difesa del suolo, nel rispetto dei principi generali stabiliti per l'erogazione dei servizi;
d) il potere di vigilanza e di sostituzione nei confronti dei soggetti responsabili della redazione e dell'attuazione della pianificazione regionale in materia di risorse idriche, tutela delle acque e difesa del suolo.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 5.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:
Art. 5Autorità di bacino regionale
1. È istituita un'unica Autorità di bacino per l'insieme dei bacini regionali.
2. L' Autorità di bacino regionale, al fine di perseguire l'unitario governo dei bacini idrografici, indirizza, coordina e controlla le attività conoscitive, di pianificazione, di programmazione e di attuazione, aventi per finalità:
a) la conservazione e la difesa del suolo da tutti i fattori negativi di natura fisica e antropica;
b) il mantenimento e la restituzione ai corpi idrici delle caratteristiche qualitative richieste per gli usi programmati;
c) la tutela delle risorse idriche e la loro razionale utilizzazione;
d) la tutela degli ecosistemi, con particolare riferimento alle zone d'interesse naturale, forestale e paesaggistico e alla promozione di parchi fluviali, ai fini della valorizzazione e del riequilibrio ambientale.
3. L'Autorità di bacino regionale opera in collaborazione con gli enti locali territoriali e gli altri enti pubblici e di diritto pubblico operanti nel bacino idrografico.)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Io cercherò di intervenire coerentemente con l'articolo 5, ma soltanto per fare un'osservazione e per avere il conforto dei colleghi nell'aiutare a ricordare. Noi avevamo istituito precedentemente l'autorità d'ambito, avevamo fatto una scelta, ed era nata una discussione in quel momento sulla sede dell'autorità d'ambito e fu definita la sede di Cagliari per l'autorità d'ambito, dando risposta a chi sollecitava che la sede di quell'istituto venisse collocata nel centro Sardegna. Dicendo e rispondendo che eventualmente al momento dell'istituzione dell'autorità di bacino, coerentemente anche col fatto che la maggior parte delle risorse idriche di bacino sono collegate nel centro Sardegna, si sarebbe istituita la sede dell'autorità di bacino. Decidete voi dove, non voglio fare una questione di campanile, ma si sarebbe collocata la sede in sede istitutiva dell'autorità di bacino nel centro Sardegna. Nel mentre sono andate avanti anche discussioni su Abbanoa, che non vorrei riprendere in questa sede perché stiamo parlando d'altro, io chiedo ai colleghi in primis, che sono stati testimoni di questi impegni allora presi, e alla Giunta, eventualmente, di dirmi se questa è la linea che si intende seguire e, nel caso in cui questa fosse confermata, di inserire nell'articolo 5, che mi sembra l'articolo più idoneo, l'istituzione della sede dell'autorità di bacino.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli.
Poiché nessun altro è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione.
CAPELLI (U.D.C.). Eh, almeno una risposta… Ho presentato un emendamento orale.
PRESIDENTE. Se non si iscrivono, onorevole Capelli, non è che possa…
Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Grazie, Presidente e onorevoli consiglieri. Credo che l'onorevole Capelli si riferisca soprattutto nell'affrontare il discorso della sede dell'autorità di bacino regionale richiami un po', probabilmente, gli impegni della Giunta regionale nel momento in cui si andava a guidare un po' la fusione dei vari soggetti gestori della risorsa idrica in SIDRIS e poi in Abbanoa, perché la sede di Abbanoa fosse Nuoro. Ecco, l'impegno che è stato assunto è un impegno ancora valido, la stessa presidenza dell'autorità di Abbanoa conferma che vi è una volontà della società di definire la sede di Abbanoa a Nuoro. Questo lo dico per dare a lei una risposta che mi sembra quasi una risposta a compensazione della mancata istituzione della sede di Abbanoa a Nuoro.
La sede dell'autorità di bacino non è definita perché non è definibile, è la sede istituzionale della Regione, poi le convocazioni, le riunioni, l'operatività della sede si potranno determinare in via operativa, ma non credo che vada scritto in legge dove ha sede l'autorità di bacino. Credo che sia consequenziale che la sede sia nella sede istituzionale della Regione. Che però nell'attività operativa ci possano essere sedi operative diverse, credo che questo sia nelle cose e la Giunta ne terrà conto, ecco. Però, ripeto, do conferma che la presidenza di Abbanoa porterà l'argomento della sede di Nuoro al prossimo Consiglio di amministrazione e quindi in assemblea. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Onorevole Capelli, mantiene la richiesta di emendamento orale?
CAPELLI (U.D.C.). Non passa, perciò...
PRESIDENTE. Quindi la ritira, grazie.
Onorevole La Spisa, su che cosa intende intervenire?
LA SPISA (F.I.). Voto elettronico palese.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 5.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCU Franco Ignazio - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MELONI - ORRU' - PETRINI - PINNA - PIRISI - PISU - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - UGGIAS - URAS.
Risponde no il consigliere: LOMBARDO.
Si sono astenuti i consiglieri: CAPELLI - LA SPISA - LIORI.
Voti nulli: PISANO - SANNA Alberto.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 34
Votanti 31
Astenuti 3
Favorevoli 28
Contrari 1
Nulli 2
Poiché non c'è il numero legale, sospendo la seduta, i lavori riprenderanno alle ore...
CUGINI (D.S.). Ma nessuno l'ha chiesto!
PRESIDENTE. E' automatico. Scusi, onorevole...
CUGINI (D.S.). Non è stata chiesta la verifica.
PRESIDENTE. Ma non è assolutamente così, è automatico.
Sospendo la seduta, i lavori riprenderanno alle ore 17 e 52.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 22, viene ripresa alle ore 17 e 59.)
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta, prego i colleghi di prendere posto.
Onorevole La Spisa, conferma la richiesta di voto elettronico?
LA SPISA (F.I.). Oggi è giorno di deroghe quindi no. Ritiro la richiesta.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 6.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6:
Art. 6Organi dell'Autorità di bacino
1. Sono organi dell' Autorità di bacino:
a) il Comitato istituzionale;
b) l'Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 7. All'articolo 7 sono stati presentati gli emendamenti sostitutivi parziali numero 7 e 8.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 e dei relativi emendamenti:
Art. 7Comitato istituzionale
1. Il Comitato istituzionale dell'Autorità di bacino, presieduto dal Presidente della Regione, è composto da:
a) quattro Assessori regionali competenti in materia di lavori pubblici, difesa dell'ambiente, agricoltura e sviluppo produttivo;
b) tre amministratori locali indicati, con voto limitato a due, dal Consiglio delle autonomie locali tra soggetti non facenti parte del medesimo Consiglio, individuati in modo da assicurare la rappresentanza rispettivamente delle province, dei comuni con popolazione superiore ai 5.000 abitanti e dei comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti.
2. Le adunanze del Comitato istituzionale sono valide con la presenza della metà più uno dei componenti. Le decisioni sono adottate a maggioranza dei presenti; a parità di voti prevale quello del presidente.
3. Il Comitato istituzionale:
a) definisce i criteri, metodi, tempi e modalità per l'elaborazione del Piano di bacino distrettuale e lo adotta;
b) approva i programmi d'intervento attuativi del Piano di bacino, degli schemi previsionali e programmatici e ne controlla l'attuazione;
c) adotta il Piano per il recupero dei costi relativi ai servizi idrici;
d) adotta il Piano di gestione del distretto idrografico della Sardegna, da svilupparsi con le modalità e i contenuti previsti dall'articolo 13 della direttiva n. 2000/60/CE;
e) propone e adotta normative omogenee relative a standard, limiti e divieti, inerenti alle finalità di cui all'articolo 1;
f) predispone indirizzi, direttive e criteri per la valutazione degli effetti sull'ambiente degli interventi e delle attività con particolare riferimento alle tecnologie agricole, zootecniche ed industriali;
g) attiva forme di informazione e partecipazione pubblica al fine di favorire un adeguato coinvolgimento dei portatori di interesse nella formazione degli atti di pianificazione.
Emendamento sostitutivo parziale Pisano, Cassano, Dedoni, Vargiu.
Art. 7
Il comma 1 dell'articolo 7 è così modificato:
"a) l'Assessore regionale competente in materia di lavori pubblici;
b) quattro amministratori locali indicati, con voto uninominale, dal Consiglio delle autonomie locali, tra i soggetti non facenti parte del medesimo Consiglio, individuati in modo da assicurare la rappresentanza rispettivamente delle province, dei comuni con popolazione superiore ai 10.000 abitanti, sei comuni con popolazione superiore ai 3.000 abitanti e inferiore ai 10.000, dei comuni con popolazione inferiore ai 3.000 abitanti;
c) due rappresentanti delle maggiori associazioni regionali degli imprenditori agricoli;
d) un rappresentante dell'Associazione regionale degli industriali della Sardegna." (7)
Emendamento sostitutivo parziale Sanciu, La Spisa.
Art. 7
Il comma 1 dell'articolo 7 è sostituito dal seguente:
"1. Il Comitati istituzionale dell'Autorità di bacino è composto:
a) da tre rappresentanti nominati dalla Giunta regionale;
b) da tre rappresentanti eletti dal Consiglio regionale di cui due di maggioranza e uno di minoranza;
c) da quattro presidenti delle province, designati dall'Unione delle province sarde, in rappresentanza delle zone idrografiche settentrionali e meridionali dell'Isola;
d) da un rappresentante dei consorzi di bonifica o suo delegato;
e) dal presidente dell'Autorità d'ambito o suo delegato.". (8).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, io la ringrazio. Interverrò sia per illustrare l'emendamento che abbiamo presentato all'articolo 7 e sia per parlare, in senso generale, del contenuto dell'articolo 7.
Io non partirò dal sindaco Baylle che ha citato il collega Contu nel suo intervento, partirò da più lontano.
Nel libro della Genesi è scritto esattamente che già il secondo giorno il buon Dio, nel suo lavoro, nel suo impegno, si occupò delle acque e separò le acque alte dalle acque basse; il terzo giorno ancora si occupò di acque e separò l'acqua dalla terra; i giorni successivi il buon Dio fece tutto il creato in funzione dell'acqua e il sesto giorno, che pare sia ritenuto, a torto o a ragione, fece il suo capolavoro creando l'uomo in effetti lo creò quasi essenzialmente d'acqua, se consideriamo che l'uomo per il 90 per cento è costituito d'acqua. Insomma, se ne è occupato bene il Signore e lo fece, tra l'altro, indicando all'uomo che quella era una sostanza molto anomala, molto diversa, tant'è che fu l'unica sostanza che lui creò che ebbe l'anomalia di avere la densità a 4 gradi centigradi il che significa che, aumentando o diminuendo la temperatura, aumentava il suo volume e questo era oggetto di anomalia ma anche di equilibrio dell'intero creato.
Ma non solo, da un punto di vista proprio intuitivo, il Signore, mettendo insieme idrogeno e ossigeno diede luogo ad una particolare caratteristica molecolare di questa sostanza che gli consentì di avere delle forze di aggregazione; anche quella era un'indicazione forte per l'uomo perché significava: attenzione, questo elemento non può disperdersi, questo elemento si aggrega, quindi ha queste forze di coesione che lo tengono insieme.
Io sono certo che il buon Signore sapeva che un giorno o l'altro il Consiglio regionale della Sardegna si sarebbe occupato di questo problema e avrebbe sicuramente, visto il suo impegno, organizzato l'utilizzo di questa grande risorsa; e non lo so, l'acqua a mio giudizio - o è stato anche detto, tra l'altro - non ha etichettature politiche, l'acqua è di tutti. Secondo me è l'inverso, l'acqua invece è iscritta a tanti partiti, è iscritta a moltissimi partiti, l'acqua è di destra e di sinistra, non so sia iscritta anche all'UDEUR però sta di fatto che ha tante tessere. E allora, questo dimostra esattamente che non può essere ciò che abbiamo scritto nell'articolo 7 di questa proposta di legge, di questo disegno di legge, che l'acqua deve essere governata da tutti e non da una sola persona, e non da una sola istituzione che si chiama Regione; e non possiamo pensare di mettere insieme quattro Assessori, poverini, che hanno ben altro da fare e che costituiscono metà della Giunta, tutti insieme per stare dentro questa istituzione che dovrebbe dar governo a questa risorsa idrica. Io credo che ne basti uno di Assessore, tanto più che il presidente Soru qui ci ha confermato che la Giunta funziona collegialmente, e quindi come tale è ben rappresentata se ci sarà un solo Assessore a rappresentare il problema idrico della Sardegna. Restituiamo invece il governo dell'acqua, attraverso questo emendamento, a chi davvero deve governare l'utilizzo della risorsa idrica. Quindi alle amministrazioni comunali, che devono essere rappresentate, io dico in numero di almeno di quattro, a rappresentare le tre fasce degli enti locali e le Province, però, soprattutto, è forse ancora di più, da chi utilizza l'acqua, e oggi poiché il 70 per cento dell'acqua è utilizzato dall'agricoltura, e l'altro 20 per cento è utilizzato dal mondo industriale, io credo che non si possa ritenere, che dentro il governo di questa risorsa indispensabile ci debba essere rappresentato il mondo degli agricoltori e il mondo degli industriali. Quindi l'emendamento dice che due componenti debbano essere rappresentati dalle associazioni maggiormente rappresentative, che la tutela degli imprenditori agricoli, è un rappresentante deve essere nominato, designato dall'associazione degli industriali. Questo è il nostro proposito, credo che in questo modo avremmo rispetto per ciò che il Signore, come è stato indicato nella genesi, aveva fatto in quei sei giorni di lavoro.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pisano. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà. Non è in Aula decaduto.
E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Ma molto velocemente brevemente, anche perché il collega Pisano, presentatore dell'emendamento, ha di sicuro illustrato quelle che sono le motivazioni che sottendono, che sottendono questo emendamento. Io ho, per ribadire, un concetto già espresso in un altro dei miei interventi, che il governo monocratico dell'acqua, non credo sia rispondente a quelle che sono le espressioni, o quanto meno, quelle che dovrebbero garantire le espressioni alle nostre collettività. L'aver concentrato, nelle mani del Presidente, di metà della Giunta, perché peraltro qui viene rappresentata, anche già secondo i dettati della legge di modifica dello Statuto, della statutaria dove addirittura, il quarto assessore viene chiamato dello sviluppo produttivo, dicitura che mi fa pensare, che molto probabilmente stiamo anticipando la riforma statutaria con questa legge, e quindi, mi sembra fuori luogo che la Giunta abbia una rappresentatività, con il Presidente e quattro Assessori, e i territori siano rappresentati soltanto da tre amministratori locali, senza pensare, comunque sia, a che i settori, chiaro che sul problema dell'ambiente, e quelle che sono la tutela dell'ambiente, peraltro di cui l'acqua è un fondamentale elemento costitutivo, ci sta benissimo, come ci sta benissimo l'Assessore ai lavori pubblici, ma credo che perlomeno nella configurazione che si dà in questo emendamento al comitato istituzionale dell'autorità di bacino, non possano non essere chiamati, invece, i rappresentanti dell'autonomia locali.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue CONTU.) Esprimendone tutta la rappresentanza, una rappresentanza, che rispetti anche le diverse collettività della nostra Regione, ma soprattutto le associazioni degli imprenditori agricoli e industriali. Questa mi sembra che sia stata proprio una defaillance nell'estensore della norma, quand'anche comunque sia, viene qui testato dallo stesso Assessore, che l'acqua, per il 70 per cento, viene utilizzato ad usi agricoli, per il 20 per cento viene destinata ad uso e industriali e solo per il 10 per cento a uso idrico potabile. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Contu.
E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
Mi sa che le procuriamo una cravatta onorevole La Spisa… e allora la usiamo, e allora la usiamo, per non fare invadere cattive abitudini, onorevole La Spisa intervenga poi ripristiniamo i costumi. Grazie.
LA SPISA (F.I.). Il Regolamento dice che bisogna essere in Aula con la cravatta, io sono con la cravatta quindi…chiedo venia non capiterà più.
Io intervengo brevissimamente per sottolineare ed esporre, per quanto possibile, i motivi che hanno spinto alcuni consiglieri, alcuni colleghi a contestare alcune parti di questa legge, in cui sicuramente l'articolo 7 è un punto rivelatore di una impostazione che riteniamo non corretta, non opportuna, un'impostazione che vediamo continuamente ripetersi in tutte le leggi di riforma, piccola o grande che sia, ma spesso le piccole riforme sono quelle che incidono in maniera importante, decisiva come in questo caso, questa non è una leggina, questa è una legge importantissima, è una legge su cui in passato Consiglio regionale, Giunte hanno discusso per mesi, è un argomento su cui si sono fatti convegni su convegni, è quindi una scelta, che si fa che poi condiziona altri interventi legislativi, alcuni di quelli, alcuni dei quali li avremo in Aula tra pochissimo, probabilmente, il governo del sistema idrico è fondamentale in tutte le Regioni, è particolarmente per una Regione come la nostra che vive su questo problema, su questa risorsa strategica una condizione di particolare difficoltà. Ora l'impostazione, che noi non condividiamo, è l'impostazione anche in questo caso centralistica, 1'impostazione che venendo incontro anche ad un'esigenza oggettiva, giusta, che è quella di un riordino di un sistema frantumato, e perciò generatore di inefficienze, di sprechi, di ingiustizie, un'esigenza, quindi, di correzione giusta che, però, viene interpretata come sempre, con la soluzione più radicale tra quelle possibili, è questo il caso.
Il comitato istituzionale dell'autorità di bacino è il punto centrale da cui passano tutte le decisioni fondamentali, lo vedremo poi negli articoli successivi, la composizione di questo comitato è sorprendentemente squilibrata, sempre a vantaggio della possibilità di concentrare le decisioni in capo all'esecutivo regionale, quattro Assessori e tre amministratori locali, indicati con il sistema del voto limitato a due, quindi con la possibilità, ovviamente, di premiare le maggioranze che di volta in volta, si costituiscono, ma che è fortemente squilibrata a vantaggio della Regione, e soprattutto non tiene conto, proprio nelle impostazione stessa, nella composizione di questo comitato, non tiene conto delle esigenze di tenere conto di tutte le realtà territoriali diverse, delle diversità, dei diversi bacini idrografici. Questo è un limite, con i diversi emendamenti, presentati da più parti, si tenta di suggerire una correzione che apra gli occhi su quanto si sta determinando, in questa legge così come in tante altre che abbiamo visto e che vedremo, e cioè una totale, un totale asservimento alle linee strategiche che vengono direttamente dalla Giunta regionale.
Noi crediamo che si possa ancora correggere questo, che il tentativo fatto di convincere il Consiglio che una rappresentanza delle amministrazioni locali debba essere più corposa, il nostro emendamento prevede l'inserimento nel Comitato di quattro Presidenti di Provincia o comunque rappresentanti di amministrazioni provinciali, che vengano anche designati dall'Unione province sarde, tenendo conto della diversità dei territori, dalla diversità dei diversi bacini, proprio perché le scelte vengano fatte, non lontano dal territorio, lontano dalle esigenze, ma leggendo e seguendo le diverse esigenze dei territori e dei diversi bacini. Questo è un tentativo che noi ancora speriamo possa essere considerato ragionevole e lo affidiamo alla valutazione dell'Aula.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie, Presidente, la ringrazio due volte, dal momento che chi l'ha preceduta non mi ha dato la possibilità di intervenire, benché presente in aula, momentaneamente spostato dalla postazione, ma evidentissimo e assolutamente visibile in aula, grazie.
Il mio intervento ricalca gli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto ed ha un fondamento, un fondamento sia politico che tecnico. Dal momento che all'articolo 2, nella delimitazione dei bacini, il bacino idrologico e idrografico, scusando il termine, si intende tutto il territorio regionale e, all'interno, tutto ciò che compete e che contiene l'amministrazione delle acque, all'articolo 7, la limitazione del Comitato istituzionale, sinceramente, non trova riscontro. Io parto sempre da un presupposto e da una base democratica e di dialogo, all'interno delle istituzioni e, all'interno delle istituzioni, nell'interno delle istituzioni, ne fanno parte tutti gli strumenti, ivi compreso lo strumento che è soggetto di questa importantissima legge, che io ancora dico, ai colleghi, che è una legge complementare e condizionante sulla legge della riforma dei consorzi; e bisogna stare molto attenti sia alla configurazione degli stessi consorzi e ai compiti sia riguardo ai problemi e alle problematiche del personale dipendente, ivi compresi i precari. L'ho detto poc'anzi, per cui richiamo ancora l'attenzione, specialmente del Presente Sanna, poc'anzi non l'ho detto, tanto per dire dell'Assessore Foddis, su questa problematica. Queste leggi avrebbero dovuto essere discusse in contemporanea, in Commissione lavori pubblici e in Commissione agricoltura e ambiente, affinché non si possano creare delle differenze o delle discrasie, poi, nell'esame della riforma dei consorzi. Sarebbe stata una cosa più prudente, magari senza dovere o potere toccare o varare niente su questa legge, ma almeno sulla conoscenza diretta delle due Commissioni su una problematica che riguarda lo stesso oggetto, lo stesso ambiente, lo stesso modo di gestire una risorsa importantissima, quale quella dell'acqua. Ma mi rifaccio alla mia premessa: ho parlato di gestione democratica delle cose. Bene, dal momento che il bacino è il bacino unico, lo chiamo così, distretto unico regionale, allora la domanda viene di per sé logica e legittima, perché il Comitato istituzionale è limitato alla rappresentanza regionale e alla rappresentanza univoca delle autonomie locali con condizione superiore a tot abitanti. Il 90 per cento dei comuni della Sardegna, tolti i capoluoghi di provincia e altri centri grossi, sono rappresentati da comuni al di sotto dei 3 mila abitanti. Non hanno ragione rappresentativa? Non hanno diritto di essere rappresentati? E sono quegli abitanti nei cui territori, principalmente, ricadono le opere di irrigazione e l'oggetto che riguarderà poi la gestione di tutto quello che riguarda questa legge e la legge di riforma dei consorzi. Non solo, ed allora mi domando: " Perché non allargare la rappresentanza?" primo "Non solo ai 5 mila abitanti ma a più. Perché non mettere un rappresentante dei consorzi? Mi viene maliziosamente la risposta, la cui risposta mi dice: "Ma i consorzi, con la legge che va a nascere, dipendente da questa legge, non conteranno più un tubus". E' questo che ho detto in Commissione. Non saranno più i consorzi di bonifica - perché non faranno più niente che riguardi la bonifica - ma saranno solo ed esclusivamente degli enti che compreranno l'acqua dall'ente gestore, la distribuiranno agli utenti, facendola pagare di più. E a cosa servono allora i consorzi, mi domando e dico. Ecco qual è il motivo del contendere e il motivo di riflessione su questa legge e sulla legge della riforma dei consorzi. Il consorzio di bonifica è uno strumento che sino ad oggi ha tutelato l'ambiente, ha promosso e proposto e realizzato le bonifiche. Ha realizzato un qualcosa che nessuno strumento, neanche gli enti locali, tantomeno la Regione, in Sardegna, si sono mai sognati, non solo di realizzare, ma neanche di affrontare sino a tempi recentissimi, attuali, in cui il problema ambiente è affrontato, discusso e si sta tentando di risolvere determinate peculiarità. Ecco qual è il motivo della riflessione, perché continuare ad accentrare? Io non lo dico per partito preso, perché parto dal presupposto, dal fondamento democratico che ho nella mia cultura politica - e tengo a precisarlo e ad insistere su questo - che nella politica, nella democrazia c'è la politica dell'alternanza: oggi governa un Gruppo, una formazione politica, domani, a volontà dei cittadini, potrebbe governare un'altra forza politica. Perché accentrare ancora di più, anche su questo tema, il tutto sul Governo regionale e sulla striminzita rappresentanza delle autonomie locali, con i comuni al di sopra di, cioè, un gruppo ristretto, condizionato, perché è evidente, in questo senso, dal momentaneo indirizzo politico che ha un Governo regionale o un altro, a differenza del suo indirizzo politico. Non è giusto, è necessario che tutti coloro i quali concorrono alla realizzazione e alla gestione di questo strumento di legge e di riforma possano far parte dei Comitati istituzionali, così come sono chiamati, perché si ha paura sempre di parlare di Consigli di amministrazione o di Consigli di gestione. Chiamiamolo Comitato istituzionale, come sono state chiamate le agenzie negli enti che hanno riformato, gli enti all'agricoltura, ma, comunque sia, debbono avere un compito, debbono avere un ruolo, debbono avere un potere, non dico esecutivo, ma se non altro propositivo e fondante, perché togliere dalla proposta, perché di strumenti propositivi si tratta, poiché sennò non si sarebbero chiamati Comitati istituzionali, perché non far partecipare alla proposta la base, i soggetti che veramente partecipano, che veramente sono nel territorio, che sono quelli che effettivamente danno, distribuiscono, concorrono alla gestione delle acque, alla loro difesa, alla loro valorizzazione, alla qualità delle stesse? Perché? E' una domanda che pongo. Io ho voluto firmare l'emendamento dei Riformatori e l'emendamento presentato dai colleghi Sanciu e La Spisa per questo motivo. Dico ancora e ribadisco che è necessario allargarlo democraticamente, dal momento che si tratta di un Comitato che, di fatto, non ha potere esecutivo ma ha potere propositivo ma almeno come parere, perché di un parere si tratta che esprimono, allargarlo a quei soggetti che compongono la base della struttura stessa a cui lo strumento di legge si riferisce; primo e secondo, ribadisco ancora, che questa è una legge che doveva essere esaminata di concerto con la Commissione lavori pubblici, con la Commissione agricoltura-ambiente per le caratteristiche che ho appena detto. Non farò altri interventi, Presidente, mi premeva intervenire su questo articolo e sul primo articolo per esprimere quello che è il mio parere personale, ed è un parere che, credo, debba provocare una riflessione dei colleghi, e la ringrazio ancora una volta, Presidente, per avermi dato la parola che poc'anzi mi è stata negata indebitamente, grazie.
MARROCU (D.S.). Nessuno si è accorto che c'era!
PRESIDENTE. Grazie onorevole Rassu. E' iscritto a parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Grazie signor Presidente, io ho ascoltato con grande attenzione l'accorato appello che hanno rivolto alcuni colleghi, un appello forte a democratizzare il Comitato istituzionale. Ma io colleghi, credo che sia opportuno ricordare da dove siamo partiti. Il Comitato istituzionale che era stato proposto dal primo firmatario, il collega Sanciu, era composto da: tre rappresentanti nominati dalla Giunta regionale; tre rappresentanti eletti dal Consiglio regionale, dai Presidenti delle province che sono otto, da nove rappresentanti legali del Consorzio di bonifica a loro delegati, dal Presidente dell'autorità d'ambito. Un parlamentino di 24 persone, 24 persone!. La Giunta ha proposto che, nella proposta avanzata della giunta il Comitato istituzionale era composto dalla Giunta regionale, quindi 12 più uno 13, la proposta avanzata dai colleghi del centrodestra, primo firmatario Sanciu, uno dei colleghi, era 24 componenti, la Commissione ha ragionato sulle diverse proposte, ha ritenuto che dovesse essere fatto un passo in avanti concreto, cercando di rispondere non solo al criterio di democratizzazione ma anche al fatto che, probabilmente, bisognasse eliminare la pletora dei rappresentanti che, qualche volta, l'ho detto in un convegno l'altro giorno e lo voglio ribadire in quest'Aula, qualche volta è una specie di cimitero che serve a sistemare i trombati dalle varie elezioni, cari colleghi, e quindi forse è il caso che, veramente, il Consiglio regionale eserciti in maniera democratica le proprie funzioni. Devo dire anche che, nell'organizzazione complessiva degli organi dell'autorità di bacino siamo passati, anche qui, ad una potatura formidabile, una potatura formidabile cari colleghi! Perché sono state avanzate diverse proposte su quella che dovesse essere, per esempio un altro organismo che era stato proposto, il Comitato tecnico, anche esso composto cioè, nella proposta da Sanciu di più, da 17 componenti, i quali erano così ipotizzati: cinque esperti eletti dal Consiglio regionale, 3 designati dalle province, 2 esperti nominati dal Comitato istituzionale, il Direttore generale dell'ARPAS, i direttori generali degli assessorati ai: lavori pubblici, difesa dell'ambiente, agricoltura, riforma agropastorale, programmazione e bilancio, assetto del territorio, enti locali, finanza e urbanistica e un esperto designato dall'associazione nazionale bonifiche. Io credo, cari colleghi, che qui dobbiamo puntare all'essenziale, noi abbiamo detto: una proposta avanzata dalla Giunta parlava della Giunta tout court, l'altra proposta avanzata dai colleghi Sanciu e più parlava di 24 componenti, abbiamo ritenuto che, forse, nell'ottica di un Governo unitario, un Governo unitario della risorsa idrica, e duole, lo voglio dire qui, concordo con chi oggi ha detto che, forse, avremmo dovuto fare una riforma unica, quindi del multisettoriale e dell'idropotabile assieme, in modo tale che, in Sardegna, si parlasse dalle dighe fino al rubinetto di casa di ciascuno di noi, oltre che, chiaramente, all'irrigazione nei campi e quant'altro. Ma, siccome stiamo parlando di multisettoriale, qui si parla soltanto di agricoltura, ma! E l'industria cari colleghi? Nella proposta che è stata avanzata dal collega senatore non è contemplata, non è contemplata! L'industria che è un settore importante, non è contemplata, cioè, è previsto un rappresentante dell'atto. Quindi, io credo che la proposta che la Giunta ha avanzato attraverso un confronto serrato, badate, non è il frutto di una estemporanea decisione ma è il frutto di un confronto con le proposte diverse che sono state avanzate e abbiamo ritenuto che questa potesse essere, che sia una sintesi importante. Però, c'è un aspetto che qui si sta trascurando, perché forse l'articolato complessivamente lo si sta guardando a spizzichi e bocconi, cioè si guarda un articolo e si interviene su quello, senza guardare al quadro generale complessivo. Il Consiglio regionale della Sardegna, cosa che non era ipotizzato nella proposta che è stata avanzata dall'Esecutivo oggi approverà i Piani di bacino e il Piano stralcio cioè un ruolo fondamentale di controllo e di partecipazione democratica, ma perché qui continuiamo ad ostinarci, a portare avanti dei luoghi comuni senza tener conto di quella che è la sostanza della legge. Io non credo che ci fossero, che ci siano all'interno di questa Commissione delle persone che hanno abdicato all'esercizio del proprio ruolo e della propria funzione, perché assieme, maggioranza e minoranza abbiamo ragionato come è stato sottolineato questa mattina per cercare di tirar fuori un buon prodotto e ho detto anche e lo ribadisco questo momento che noi dobbiamo avviarla questa riforma, cari colleghi, non è più pensabile che possa esserci una gestione medievale in Sardegna e oggi, l'organismo proposto del Presidente che presiede, della Giunta, di quattro assessori, addirittura ne abbiamo tolto uno rispetto a quelli che si volevano mettere nel Comitato tecnico come direttori generali, come direttori generali addirittura ne mettiamo uno in meno e diciamo che devono esserci tre rappresentanti eletti dal Consiglio delle autonomie. Non funzionerà? Lo esamineremo tra un anno, cari colleghi, però consentiteci di dire che certi interventi rispetto anche allo spirito con cui abbiamo affrontato questa legge che non è di sudditanza nei confronti di nessuno, che non è di servilismo nei confronti di nessuno, che non è di spogliarci delle prerogative costituzionali e statutarie che ci sono assegnate, abbiamo ragionato e abbiamo avanzato questa proposta, perché io non credo, cari colleghi, che si possa presentare una proposta di legge con 24 rappresentanti e poi, primo firmatario lo stesso collega, prende e ne presenta un altro numero che non si capisce da che cosa scaturisca, delle due l'una, o non si è ragionato prima, e la proposta che è stata presentata dal collega Sanciu era poco seria o si è ragionato poco adesso nel presentare una proposta che contraddice la medesima proposta avanzata dallo stesso collega. Ecco quindi io credo che, in questo caso specifico, dobbiamo veramente toglierci di occhiali che ci fanno vedere le cose incanalate secondo preconcetti è guardarle oggettivamente sulla base delle cose che abbiamo scritto e considerando i punti di partenza e il punto di arrivo, grazie.
PISANO (Riformatori Sardi). Sono due gli emendamenti.
PIRISI (D.S.). Sì, ho visto che sono due, però lo spirito uguale.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pirisi. E' iscritto a parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Grazie Presidente, volevo fare solo qualche considerazione, anche tenendo conto delle osservazioni che faceva l'onorevole Rassu sulla relazione tra la proposta di legge che stiamo discutendo, sulla multisettoriale e l'altra legge di cui si sta occupando la Commissione quinta relativamente al riordino dei Consorzi di bonifica in Sardegna. Certo, le due leggi sono strettamente connesse però io credo, onorevole Rassu, che il fatto che oggi si discuta di questa legge e che domani discuteremo della prossima non impedisce che ci sia il necessario raccordo tra le due leggi e quindi queste preoccupazioni le voglio fugare. Ma voglio anche fare qualche considerazione nel merito e cioè sulla necessità che si intervenga per un riordino complessivo di questa materia. Attualmente, cioè in tutti questi anni, la situazione che ci siamo trascinati è arrivata a un punto di collasso e quindi è assolutamente necessario e vitale intervenire. Io voglio ricordare qualche elemento di questa situazione. Attualmente l'acqua del multisettoriale viene gestita da diversi soggetti, in particolare l'EAF e i consorzi di bonifica. Poi c'è tutto il discorso delle concessioni per la realizzazione delle centrali idroelettriche, poi c'è anche il rapporto con l'Enel che è da rivedere, da definire meglio perché ci sono anche da questo punto di vista situazioni estremamente gravi. Vi faccio un esempio: il Consorzio di bonifica di Oristano qualche anno fa ha raggiunto un accordo con l'Enel per la realizzazione della nuova centrale sulla più grande diga che abbiamo in Sardegna, cioè la Diga Eleunora che a regime invaserà 850 milioni di metri cubi d'acqua, cioè circa la metà della complessiva dotazione idrica della nostra Regione. Questo accordo dà all'Enel questa possibilità ed è un accordo che vede la comunità regionale, non solo il mondo agricolo, in una situazione di subalternità, poi potremo anche discuterne, ed è una cosa che va messa giustamente in discussione come sta mettendo in discussione oggi il commissario che è nominato dalla Giunta regionale, il commissario del Consorzio di bonifica di Oristano. Ma le situazioni sono diverse anche per quanto riguarda la realizzazione e la gestione delle centrali idroelettriche che potrebbero essere utilizzate per abbattere i costi della risorsa idrica a favore dell'agricoltura e a favore di tutta la comunità regionale. Però, entrando più nello specifico sulla situazione che oggi abbiamo in Sardegna relativamente al multisettoriale agricolo, cioè a come i consorzi di bonifica gestiscono l'acqua, intanto va detto che ci sono consorzi che gestiscono anche le dighe e consorzi che le dighe non le gestiscono in Sardegna, oggi. Chiaramente da questo deriva il costo diverso che gli utenti dell'acqua agricola oggi devono pagare. Per esempio la Gallura che è un consorzio molto atipico - mi spiace che l'onorevole Sanciu sia già volato al Senato - nel quale si gestisce una diga e si vende l'acqua al Consorzio della Costa Smeralda, che non è un consorzio irriguo, che non è un consorzio di bonifica, no? Vendendo l'acqua riesce ad avere un ricavato che consente allo stesso di dare l'acqua agli agricoltori gratis. Per esempio quindi gli agricoltori della Gallura non pagano l'acqua. Nella Nurra, dove c'è una gestione parsimoniosa, una gestione seria dell'acqua, l'acqua degli agricoltori in genere più o meno viene fatta pagare intorno ai 160 euro ad ettaro, che è un costo giusto, è un costo molto buono. Va detto che la Nurra è uno dei pochi consorzi che hanno gestito nel tempo seriamente questa risorsa. Il Consorzio di Oristano, che ha attraversato alterne vicende e che vive una situazione di grande difficoltà, fa pagare l'acqua, sempre ad ettaro perché anche qui i contatori non ci sono, perché l'altra stranezza è che in Sardegna gli agricoltori sono pochi quelli che pagano l'acqua a consumo, la pagano a superficie, al di là poi del fatto che la coltura consumi 10 o consumi 100, si paga allo stesso modo; anzi vi dirò di più, che ci sono zone in Sardegna, per esempio in diverse parti della provincia di Oristano, dove si paga allo stesso modo chi coltiva il mais con chi coltiva il grano; pagano allo stesso modo, o con chi fa due o tre colture, come ad Arborea, pagano allo stesso modo degli agricoltori di Uras e San Nicolò Arcidano che di colture ne fanno una a malapena. Ma non è finita qui. Nella Sardegna meridionale se non fossimo intervenuti ripetutamente anche nel corso di quest'anno finanziario, gli agricoltori avrebbero pagato 1700 euro ad ettaro. Cosa significa questo? Significa che non possono fare agricoltura. E non a caso se noi guardiamo i dati degli ultimi 10 anni in Sardegna, nelle pianure della Sardegna, laddove cioè ci dovrebbe essere la polpa dell'agricoltura sarda, c'è una progressiva e drastica diminuzione delle superfici irrigate perché l'acqua costa troppo e perché gli agricoltori non sanno all'inizio dell'annata quanto costerà l'acqua, che è una variante fondamentale nei bilanci delle aziende. Nell'Ogliastra si arriva all'assurdo che l'acqua la pagano allo stesso modo sia gli agricoltori che la usano che gli agricoltori che non la usano. Insomma, vi ho voluto fare questi esempi. A questi aggiungo un particolare: che la Regione ha messo nel suo bilancio, quest'anno, 72 milioni di euro per abbattere i costi dell'acqua, quindi per fare in modo che le aziende non venissero affossate da questa situazione e per fare in modo che i consorzi di bonifica potessero continuare a pagare gli stipendi ai loro dipendenti. Insomma, una situazione dove consorzi di bonifica realizzano dighe e le gestiscono, che realizzano anche opere non utili né all'agricoltura e tantomeno all'ambiente. Io voglio anche dirvi che sono state realizzate opere dannose. Perché sono state realizzate? Perché era un business. La progettazione… era tutto un sistema che prevedeva la realizzazione delle opere che avrebbero poi creato dei vantaggi nei bilanci del consorzio, che avrebbero aiutato il consorzio a gestire quei bilanci senza però tener conto del fatto che quelle opere andavano gestite, che i costi di gestione non erano in grado di sopportarli i consorzi, ma che andavano poi scaricati sugli agricoltori. Insomma, una situazione che è quella che conosciamo. E' arrivato il momento di dividere in modo netto le funzioni di chi l'acqua la deve usare e di chi l'acqua la deve gestire. Quindi è giusto che le opere, gli invasi siano gestiti da un soggetto diverso dai consorzi di bonifica ed è giusto che la Regione si faccia carico di gestire questa risorsa. Ed è giusto che i nove consorzi di bonifica della Sardegna abbiano l'acqua allo stesso costo, che venga, perché no, venduta a costi compatibili con l'agricoltura e che sia gestita in modo equo per fare in modo che ciascun agricoltore sardo paghi l'acqua allo stesso modo, che ci sia una tariffa unica per tutti gli agricoltori nella loro azienda. Questo è l'obiettivo che ci stiamo proponendo con questa e con l'altra legge che arriverà in Aula quanto prima.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sanna.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Uras, relatore.
URAS (R.C.), relatore. Il parere è negativo sia per l'emendamento numero 7 che per l'emendamento numero 8 e approfitto per dire la motivazione, che è già stata in parte compiutamente espressa dal Presidente della Commissione. La filosofia nell'individuazione degli organi di governo del sistema idrico multisettoriale è quella di riconoscere alle rappresentanze istituzionali, e non a quelle settoriali o di categoria, di riconoscere alle rappresentanze istituzionali la responsabilità del governo unitario dell'acqua e, quindi, il riferimento è alla Giunta regionale, come organo di governo della Regione, e al consiglio delle autonomie e, quindi, agli amministratori da esso consiglio espressi, per quanto riguarda il sistema delle autonomie locali. In questo si esaurisce la funzione di rappresentanza generale del popolo sardo e non quella settoriale delle categorie a cui l'acqua, più o meno, può interessare rispetto all'attività che svolgono.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Conforme al relatore, grazie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 7.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, la ringrazio, per dichiarare il voto favorevole all'emendamento all'articolo 7, che porta il numero 7 pure, per dichiarare anche l'insoddisfazione totale per le cose che sono state dette e per il modo con il quale è stato accolto questo emendamento. L'onorevole Pirisi nel suo intervento ha fatto una difesa che, non me ne voglia, ma tipo alla Vanna Marchi che dà le colpe agli altri delle cose che sono avvenute in Commissione. Di fatto, lei non doveva scomodare la proposta di legge presentata da Sanciu, che proponeva appunto, come lei ben ha detto, un parlamentino di 22 persone e che giustamente non si riferisce alla filosofia che noi tutti vogliamo, invece, venga inseguita e che è quella di avere un organo ristretto e snello. Tant'è che l'emendamento numero 7 dice esattamente che il numero dei componenti è pari a quello che è contenuto nella proposta, perché riduciamo il numero degli Assessori, che sono veramente, mostruosamente, eccessivi nel numero, perché sono quattro e invece è sufficiente uno, e diamo una minima rappresentanza, onorevole Uras, alle categorie che utilizzano l'acqua. Non mi sembra questo non rispondere al principio dell'affidamento alle istituzioni del governo dell'acqua. Credo, invece, che sia un rispetto del principio democratico, altamente democratico, nel quale si vuole dare l'utilizzo del governo dell'acqua, il governo dell'acqua in senso ampio, a chi davvero l'acqua la utilizza e cioè a tutti, a tutti i sardi, a tutti i cittadini.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisano. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Non me ne vogliano i colleghi perché lungi da me l'idea di perdere tempo, anzi, però alcuni secondi, alcuni minuti, non dicono niente ma possono essere utilissimi a dare un contributo alla vicenda. Non ripeto ciò che ha detto il collega Pisano, di fatto quattro sono i componenti del governo regionale, tre i componenti delle autonomie, perfettamente in minoranza, i quattro comandano. Quindi, questa è la realtà, non vedo perché non possano far parte... seppur la filosofia è quella, può essere benissimo una filosofia sbagliata, chi lo dice che è la filosofia corretta? Non è scritto da nessuna parte. Basta cambiarla, mentalmente, ed entrare nell'ordine di idee che anche quei soggetti che rappresentano l'utenza diretta anche in agricoltura possono far parte del comitato istituzionale che ha solo parere consultivo perché è un comitato e non un consiglio, lo ripeto ancora, però, una parola in più, una proposta in più, molte volte può dare un apporto costruttivo, positivo, alla soluzione di tanti problemi. Detto questo, io non sono un esperto di acque, mi rifaccio al collega e presidente Sanna che è stato chiarissimo, ciò che preoccupa me è proprio questo, Presidente, io non sono un difensore strenuo che dice che i consorzi di bonifica devono, per forza, gestire le dighe. Non lo sono perché? Perché non ho competenza diretta a dire e valutare se i consorzi o l'autorità d'ambito o l'autorità di bacino debba, per l'uno o per l'altro, essere il soggetto più idoneo. Non è questa la mia preoccupazione! La mia preoccupazione discerne da quanto io ho sentito in Commissione, perché tutte le voci all'unisono dai sindacati, ai rappresentanti dei consorzi e ai commissari dei consorzi, in Commissione hanno ribadito e dimostrato che questo passaggio, presidente Sanna, raddoppierà se non triplicherà il costo! Questo è stato detto, è agli atti! E' agli atti! E' stato detto e ribadito che duplicherà o triplicherà il costo dell'acqua. La mia preoccupazione, credetemi, è obiettiva, è solo questa. Non vorrei che - e non ne faccio peso e carico a questo strumento di legge, ma ripeto ancora, è indispensabile vedere se le due cose combaciano e condividono lo stesso obiettivo - non vorrei che si approvasse uno strumento che poi di fatto faccia digerire, dolente o nolente, il prezzo dell'acqua due volte tanto o tre volte tanto agli utenti. Primo! Secondo, l'altro ieri... e ho finito veramente, dopo, con la prossima dichiarazione di voto, credetemi, sull'Enel ho seguito una trasmissione l'altro ieri in televisione, non mi ricordo che trasmissione era, laddove...
PRESIDENTE. Prego, concluda.
RASSU (F.I.). Concludo, grazie. Laddove mi sembra fosse proprio... non so se fosse proprio gestito da un consorzio, ecco perché non è che sia un difensore strenuo della gestione delle acque, da parte i consorzi, che possono invece gestire l'acqua, l'importante è che non facciano pagare il doppio... laddove l'acqua, io sono un tecnico, veniva erogata, portata a un punto basso, poi pompata a un punto alto e fatta pagare agli utenti tre volte tanto perché l'acqua doveva servire il punto basso per caduta per produrre energia elettrica! Allora mi domando, siccome qui all'articolo 11 è riportato "Disposizione concernenti l'utilizzazione delle acque", voglio chiedere se in questa legge è previsto che l'Enel non può, perché di fatto sta qui il problema grosso della Sardegna, se l'Enel non debba essere proprio l'unico e il principale gestore delle acque della Sardegna! E' questo il motivo principale del costo dell'acqua. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.), relatore. Dichiaro il mio voto negativo agli emendamenti e, in contemporanea, favorevole all'articolo 7, ma in modo convinto perché è passata l'acqua sotto i ponti in questi decenni e ci ha insegnato qualche cosa di cui bisogna prendere atto, perché noi siamo passati attraverso vicende in cui quello che c'era rimasto da utilizzare in agricoltura, come in industria, ma anche ai fini degli usi civili idro-potabili, era il fango dei bacini vuoti, non collaudati, non governati, non gestiti! Tant'è che siamo dovuti ricorrere, abbiamo dovuto richiamare l'attenzione dello Stato e ottenere la figura di istituto del commissario per l'emergenza idrica, cioè un governo unitario e, io dico anche, in qualche misura autoritario per mettere d'accordo tutti gli enti, la gran parte dei quali gestiti dagli utilizzatori del bene idrico in modo egoista e in modo non produttivo per la comunità regionale. Questa legge vuole dire basta a questo sistema, e io credo che sia venuto il momento in cui questo basta lo diciamo insieme tutti, e non stiamo lì a stare a ragionare troppo per il sottile, per questa o per quella sensibilità locale, per questa o per quella sensibilità settoriale! Noi dobbiamo preoccuparci di garantire a questa comunità che sta dentro un circuito chiuso del sistema idrico, garantire l'acqua sempre, e garantirla attraverso interventi che richiamano la responsabilità delle rappresentanze istituzionali generali del sistema delle autonomie locali e della Regione.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Io vorrei esprimere il voto favorevole all'emendamento numero 7 motivando il voto favorevole con un'ulteriore precisazione che è anche una risposta alle argomentazioni fatte adesso dall'onorevole Uras e fatte prima dall'onorevole Pirisi. E cioè, noi non siamo assolutamente favorevoli al mantenimento dello status quo sul governo delle acque, ho già detto prima che un sistema di governo e poi anche di gestione, frammentato e dispersivo ha sempre generato inefficienze e ingiustizie e quindi non è assolutamente in discussione l'esigenza di una riforma e di un riordino. Stiamo con questi pochissimi emendamenti, ma molto significativi sottolineando l'esigenza però, che questo dire basta, sottolineato adesso dall'onorevole Uras, non sia come in tante altre occasioni un voler dire basta attraverso un modo che sceglie per correggere alcune ingiustizie o deviazioni, sempre l'alternativa estrema e quindi da un sistema frammentato tende a portare, a passare ad un sistema univoco, unico, unilaterale, le decisioni prese da questo comitato sono evidentemente assunte da un comitato composto in maniera preponderante da rappresentanti della Giunta regionale. Questo è indiscutibile e abbiamo cercato, nell'emendamento proposto dai colleghi Riformatori, anche loro hanno cercato in qualche modo di trovare una via intermedia fra le proposte originarie che effettivamente presentavano comitati molto, molto, forse troppo numerosi, un comitato comunque snello ma più rappresentativo. Questo voi non volete accettare, dimostrate ancora una volta di non voler ragionare sulla sostanza delle proposte.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa.
Metto in votazione l'emendamento numero 7, sostitutivo parziale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Votazione elettronica, prego i colleghi di predisporsi per la votazione con il sistema elettronico.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 7, sostitutivo parziale.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Farigu - La Spisa - Lombardo - Pisano - Rassu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lai - Licheri - Manca - Marrocu - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Cappai - Gallus - Randazzo Vittorio.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 48
votanti 43
maggioranza 22
favorevoli 6
contrari 37
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 8, sostitutivo parziale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie Presidente, concludo i miei interventi sulla legge perché poi ciò che sto dicendo si ricollega anche all'articolo 11, per cui non interverrò. Io preciso ancora una volta che lungi da me il pensare che lo strumento di legge non sia utile, non l'ho mai detto, nei miei interventi, assolutamente, ben che la mia posizione in Consiglio come opposizione mi porta a determinate scelte politiche, ci siamo? Perché in quanto riteniamo che in alcuni aspetti la legge, così come abbiamo accennato, ho accennato, deve essere, potrebbe essere rivista. Detto questo, collega Uras, cosa cambia, collega Uras, cosa cambia se nel comitato istituzionale, cosa cambia? Perché di fatto non può incidere in niente il comitato istituzionale, cosa cambia? Non sono ventiquattro e poi nell'emendamento numero 8 sono dodici, i rappresentanti, cosa cambia se assieme ai rappresentanti regionali e delle autonomie locali sono presenti nel comitato i rappresentanti del consorzio di bonifica poi non so come si chiameranno perché non saranno più i consorzi di bonifica saranno, non so che cosa, perché di bonifica non faranno niente e forse ha ragione nel dire che nel passato ci sono state anche come ha detto il collega Sanna degli abusi o degli errori fatti dai consorzi, cosa cambia se assieme a loro c'è un rappresentante dell'autorità d'ambito? Niente. Cambia che nel comitato istituzionale c'è una voce in più che può rappresentare, che può rappresentare dei soggetti i quali direttamente sono coinvolti nella gestione dell'acqua. E' così, è così e ripeto ancora e a questo mi dovrà rispondere l'Assessore cosa è possibile fare o cosa prevede la legge, affinché da parte dell'Enel non ci sia la gestione monopolista della risorsa acqua, perché è quella la vera disgrazia, è il vero costo che hanno gli agricoltori sull'acqua, si sfruttano l'acqua e la rivendono ai consorzi che poi sono costretti a darla agli agricoltori ai prezzi che costano e che gli impone l'Enel. E' questo il nocciolo del contendere. Bene, se c'è rinnovazione, se c'è riforma qui si vede se la politica riformatrice ha delle concrete basi oppure se si fanno apposta.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Rassu.
(Non è approvato)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 8.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8:
Art. 8Piano di bacino distrettuale - Contenuto
1. Il Piano di bacino è lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo mediante il quale sono pianificate e programmate le azioni e le norme d'uso finalizzate alla conservazione, alla difesa, alla valorizzazione e alla corretta utilizzazione del suolo e delle acque, sulla base delle caratteristiche fisiche e ambientali dei territori interessati. Esso rappresenta il quadro di riferimento a cui devono adeguarsi e riferirsi tutti i provvedimenti autorizzativi e concessori inerenti agli interventi comunque riguardanti il bacino e ha valore di piano territoriale di settore.
2. Il Piano di bacino ha i contenuti e l'efficacia di cui all'articolo 65 del decreto legislativo n. 152 del 2006.
3. Il Piano di bacino è redatto, adottato e approvato per sottobacini o per stralci relativi a settori funzionali, interessanti anche più bacini idrografici e costituenti, in ogni caso, fasi sequenziali e interrelate rispetto ai suoi contenuti.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 9.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9:
Art. 9Piano di bacino distrettuale - Procedure
1. Il presidente del Comitato istituzionale, al fine di definire i criteri, metodi, tempi e modalità per l'elaborazione del Piano di bacino entro sessanta giorni dalla sua prima adunanza, convoca una conferenza programmatica articolata per sezioni provinciali alle quali partecipano le province ed i comuni interessati.
2. Lo schema preliminare di Piano, predispostodall'Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna tenendo conto della pianificazione territoriale della Regione, è adottato dal Comitato istituzionale e pubblicato nel Bollettino ufficiale della Regione, con l'indicazione delle modalità di accesso e di consultazione degli elaborati relativi e contestualmente inviato alle province e ai comuni interessati.
3. Entro sessanta giorni dall'ultima pubblicazione, le autonomie locali, le organizzazioni e associazioni economiche e sociali e tutti i soggetti interessati possono presentare al Comitato istituzionale osservazioni. Trascorso tale termine, il presidente del Comitato istituzionale provvede ad indire, ai sensi dell'articolo 18 della legge regionale 22 agosto 1990, n. 40 (Norme sui rapporti fra i cittadini e l'amministrazione della Regione Sardegna nello svolgimento dell'attività amministrativa), l'istruttoria pubblica articolata per province.
4. Il Comitato istituzionale, entro i successivi sessanta giorni, decorrenti dall'ultima istruttoria pubblica, adotta la proposta definitiva di Piano e la trasmette al Consiglio regionale per la sua approvazione finale che deve avvenire entro i successivi novanta giorni, previa acquisizione - ai sensi dell'articolo 9 della legge regionale 17 gennaio 2005, n. 1 - del parere del Consiglio delle autonomie locali.
5. Entro un anno dall'approvazione del Piano di bacino la Regione e gli enti locali provvedono ad adeguare i rispettivi strumenti di piano e programmatici alle sue prescrizioni.).
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 10.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10:
Art. 10Misure di salvaguardia
1. Dal momento dell'adozione e fino all'approvazione del Piano di bacino distrettuale o suo stralcio si applica il comma 7 dell'articolo 65 del decreto legislativo n. 152 del 2006.).
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 11. All'articolo 11 è stato presentato un emendamento sostitutivo totale, l'emendamento numero 10.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 11 e del relativo emendamento:
Art. 11Disposizioni concernenti l'utilizzazione delle risorse idriche
1. La Regione subentra nella sola titolarità di tutte le concessioni di acqua pubblica, o dei titoli a derivare comunque denominati in corso ovvero di tutte le domande di concessione in istruttoria, in capo ad enti pubblici o a partecipazione pubblica, che utilizzino o prevedano l'utilizzo delle infrastrutture, degli impianti ad essa trasferiti ai sensi dell'articolo 6 della Legge 2 maggio 1976, n. 183 (Disciplina dell'intervento straordinario nel Mezzogiorno per il quinquennio 1976-80), e quelli realizzati con finanziamenti regionali, nazionali e comunitari, purché inseriti nel sistema idrico multisettoriale regionale.
2. Agli attuali utilizzatori è assicurata la possibilità di prelevare, per gli utilizzi settoriali della risorsa, in qualità di utenti del soggetto gestore del sistema multisettoriale regionale, un quantitativo d'acqua pari a quello utilizzato in conformità al preesistente titolo di derivazione rilasciato o in fase di istruttoria, a condizione che ciò risulti compatibile con le risultanze della procedura di revisione dei titoli di utilizzazione delle acque pubbliche.
3. L'Agenzia regionale per le risorse idriche, con l'obiettivo di assicurare l'equilibrio del bilancio idrico nel rispetto delle priorità di cui al decreto legislativo n. 152 del 2006 e tenendo conto delle idroesigenze, delle disponibilità della risorsa, del minimo deflusso vitale, della salvaguardia delle falde e delle destinazioni d'uso compatibili con le relative caratteristiche qualitative e quantitative, propone alla Regione prescrizioni o limitazioni temporali o quantitative di tutti i titoli di utilizzazione di acque pubbliche, senza che ciò possa dar luogo alla corresponsione di indennizzi, fatta salva la relativa riduzione del canone demaniale di concessione.
4. La Giunta regionale, entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge, emana - su proposta dall'Assessorato regionale dei lavori pubblici - direttive per la disciplina del procedimento di concessione per l'approvvigionamento di acqua pubblica da corpo idrico superficiale naturale o artificiale, o da acque sotterranee e sorgenti sulla base dei criteri e principi di cui al comma 8 dell'articolo 20 della Legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa).
Emendamento sostitutivo totale Sanciu, La Spisa.
L'articolo 11, è sostituito dal seguente:
"Art. 11
Disposizioni concernenti l'utilizzazione delle risorse idriche
1. La Regione, entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge, effettua una ricognizione delle esistenti concessioni di acqua pubblica, o dei titoli a derivare comunque denominati in corso ovvero di tutte le domande di concessione in istruttoria, in capo ad enti pubblici o a partecipazione pubblica, che utilizzino o prevedano (utilizzo delle infrastrutture, degli impianti ad essa trasferiti ai sensi dell'articolo 6 della Legge 2 maggio 1976, n. 183, e quelli realizzati con finanziamenti regionali, nazionali e comunitari, purché inseriti nel sistema idrico multisettoriale regionale.
2. Terminata tale ricognizione, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale dei lavori pubblici, individua il livello di efficienza, efficacia ed economicità della gestione in corso. Per quelle gestioni il cui livello di efficienza abbia un obiettivo riscontro positivo e favorevole, la concessione proseguirà fino a naturale scadenza della stessa. Per le restanti, viene dichiarata la decadenza e la Regione subentra nella sola titolarità di tutte le concessioni di acqua pubblica, o dei titoli a derivare purché inseriti nel sistema idrico multisettoriale regionale.
3. Agli attuali utilizzatori per i quali sia stata dichiarata la decadenza dalla concessione è, comunque, assicurata la possibilità di prelevare, per gli utilizzi settoriali della risorsa, in qualità di utenti del soggetto gestore del sistema multisettoriale regionale, un quantitativo d'acqua pari a quello utilizzato in conformità al preesistente titolo di derivazione rilasciato o in fase di istruttoria, a condizione che ciò risulti compatibile con le risultanze della procedura di revisione dei titoli di utilizzazione delle acque pubbliche.
4. L'Agenzia regionale per le risorse idriche, nei casi di cui al comma 2 e con l'obiettivo di assicurare l'equilibrio del bilancio idrico nel rispetto delle priorità di cui al decreto legislativo n. 152 del 2006 e tenendo conto delle idroesigenze, delle disponibilità della risorsa, del minimo deflusso vitale, della salvaguardia delle falde e delle destinazioni d'uso compatibili con le relative caratteristiche qualitative e quantitative, propone alla Regione prescrizioni o limitazioni temporali o quantitative di tutti i titoli di utilizzazione di acque pubbliche, senza che ciò possa dar luogo alla corresponsione di indennizzi, fatta salva la relativa riduzione del canone demaniale di concessione.
5. La Giunta regionale, entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge e per i casi di cui al comma 2, emana - su proposta dall'Assessorato regionale competente in materia di lavori pubblici - direttive per la disciplina del procedimento di concessione per l'approvvigionamento di acqua pubblica da corpo idrico superficiale naturale o artificiale, o da acque sotterranee e sorgenti sulla base dei criteri e principi di cui al comma 8 dell'articolo 20 della Legge 15 marzo 1997, n. 59.". (10).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). L'emendamento numero 10 tende anche in questo caso come per il precedente a inserirsi con una proposta correttiva su una disposizione quella dell'articolo 11, che è centrale nel contenuto e nell'impostazione di questa legge, si tratta di approvare attraverso quest'articolo le disposizioni che riguardano l'utilizzazione delle risorse idriche, in particolare alcuni aspetti molto complessi, direi anche con alcune implicazioni non facili da risolvere anche sul piano patrimoniale e anche con possibili risvolti di interessi o diritti che potrebbero essere lesi da un procedimento che non tenga conto di un sistema di utilizzo, quindi di concessioni della risorsa idrica che è determinato sulla base di atti amministrativi e quindi di posizioni giuridiche soggettive che potrebbero essere considerate lese da una disposizione come quella che viene proposta nell'articolo 11 che tende sostanzialmente a trasferire, a far subentrare quindi la Regione nella titolarità, sostanzialmente di tutte le concessioni di acqua pubblica e, in particolare, la parte sicuramente più controversa o che può generare possibili controversie è quella dei titoli di derivazione, denominati in vario modo, con diversi soggetti utilizzatori, che noi nell'emendamento crediamo possano essere più equamente considerati, attraverso un procedimento che consiste in una ricognizione delle concessioni esistenti o dei titoli di derivazione, comunque essi siano denominati, oppure anche in tutte le domande di concessione di istruttoria, che possano in qualche modo essere valutati anche in considerazione della loro efficacia ed economicità di gestione in corso. Se a seguito cioè di questa ricognizione venisse prorogata, almeno fino al termine, alla scadenza naturale dei titoli, oggi posseduti da questi soggetti, in qualche modo si salvaguarderebbe una posizione giuridica soggettiva che potrebbe generare contenzioso e poi, evidentemente, potrebbe portare questo ad una ridefinizione successiva del sistema, che possa essere effettivamente più equa ed ordinata. Anche in questo caso si tratta di un emendamento che non stravolge radicalmente il sistema esistente, ma che tende a portare un correttivo che porti giustizia ed equità.
PRESIDENTE. Grazie onorevole La Spisa. Non ho altri iscritti a parlare.
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Uras, relatore.
URAS (R.C.), relatore. Negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavoratori pubblici.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Negativo e conforme al parere del relatore.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento sostitutivo totale numero 10.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo il voto elettronico!
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 10.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: La Spisa - Ladu - Liori - Lombardo - Petrini - Pisano - Rassu - Sanjust.
rispondono no i consiglieri: Amadu - Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cappai - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Murgioni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Uggias - Uras.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 53
votanti 52
astenuti 1
maggioranza 27
favorevoli 8
contrari 44
(Il Consiglio non approva).
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 12.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 12:
Art. 12Istituzione, finalità e natura giuridica dell'Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna
1. Al fine di garantire l'unitarietà della gestione delle attività di pianificazione, programmazione, regolazione nei bacini idrografici della regione è istituita, quale direzione generale della Presidenza della Giunta, l'Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna di seguito denominata Agenzia.
2. L'Agenzia ha la funzione di segreteria tecnico-operativa, di struttura di supporto logistico-funzionale dell'Autorità di bacino e di struttura tecnica per l'applicazione delle norme previste dalla direttiva n. 2000/60/CE. A tal fine svolge compiti istruttori, di supporto tecnico, operativo e progettuale alle funzioni di regolazione e controllo proprie della Regione e realizza una attività di ricerca e sviluppo.
3. L'attività dell'Agenzia è finalizzata a:
a) proteggere e migliorare lo stato degli ecosistemi acquatici e degli ecosistemi terrestri e delle zone umide direttamente dipendenti dagli ecosistemi acquatici per il fabbisogno idrico;
b) agevolare un utilizzo idrico sostenibile fondato sulla protezione a lungo termine delle risorse idriche sostenibili;
c) mirare alla protezione rafforzata e al miglioramento dell'ambiente acquatico;
d) assicurare la graduale riduzione dell'inquinamento delle acque sotterranee;
e) contribuire a mitigare gli effetti delle inondazioni e delle siccità;
f) contribuire a garantire una fornitura sufficiente di acque superficiali e sotterranee di buona qualità per un utilizzo idrico sostenibile, equilibrato ed equo.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 13. All'articolo 13 è stato presentato l'emendamento numero 1, Pirisi, Uras e più.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13 e del relativo emendamento:
Art. 13Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna - Funzioni
1. L'Agenzia cura gli adempimenti dell'Autorità di bacino fornendo il supporto tecnico e organizzativo per il suo funzionamento e predispone, per l'adozione dei successivi provvedimenti di competenza:
a) i progetti di Piano di bacino, dei relativi Piani stralcio e il progetto del Piano di gestione del distretto idrografico;
b) un'analisi delle caratteristiche del distretto idrografico della Sardegna, con le modalità e i contenuti previsti dall'articolo 5 della direttiva n. 2000/60/CE, per procedere ad un esame dell'impatto delle attività umane sullo stato delle acque superficiali e sotterranee e per definire un'analisi economica dell'utilizzo idrico;
c) gli elaborati per istituire e aggiornare i registri delle aree protette, con le modalità e i contenuti previsti dall'articolo 6 della direttiva n. 2000/60/CE;
d) l'aggiornamento del Piano regolatore generale degli acquedotti;
e) gli indirizzi e gli obiettivi per l'elaborazione - da parte del soggetto gestore del sistema idrico multisettoriale - dei programmi di interventi ed il piano finanziario, relativi al servizio di approvvigionamento idrico;
f) la carta dei servizi inerente al servizio idrico multisettoriale regionale, esercitando inoltre le attività di verifica e controllo riguardanti il raggiungimento dei requisiti e degli standard in essa fissati;
g) il sistema regionale dei corrispettivi economici per la fornitura dell'acqua grezza all'ingrosso per gli usi multisettoriali;
h) le attività operative ed istruttorie relative alle funzioni della Regione in materia di servizio idrico integrato a' termini del decreto legislativo n. 152 del 2006 e della legge regionale 17 ottobre 1997, n. 29 (Istituzione del servizio idrico integrato, individuazione e organizzazione degli ambiti territoriali ottimali in attuazione della legge 5 gennaio 1994, n. 36) e successive modifiche ed integrazioni;
i) i programmi di monitoraggio dello stato di qualità delle acque, con le modalità e i contenuti previsti dall'articolo 8 della direttiva n. 2000/60/CE anche ai fini della determinazione continua del bilancio idrico e della salvaguardia della sicurezza dei cittadini in condizioni di crisi e successiva emergenza idrica, concordandone l'attuazione con l'ARPAS;
l) i pareri sulle domande di concessione idrica di particolare rilevanza, i criteri e gli obblighi per l'installazione e manutenzione dei dispositivi per la misurazione delle portate e dei volumi d'acqua pubblica derivata o restituita e le norme sul risparmio idrico con particolare riferimento al settore agricolo.
4. L'Agenzia inoltre, assicura:
a) l'integrazione e la raccolta unitaria delle informazioni relative al sistema delle acque interne, compresi gli ambiti fluviali e lacustri;
b) la condivisione delle informazioni da parte di tutti gli enti competenti in materia, al fine di favorire una gestione coerente e integrata delle risorse idriche;
c) la raccolta omogenea delle informazioni necessarie per l'alimentazione delle banche dati nazionali ed europee;
d) la realizzazione di strumenti informatici di supporto alle decisioni e di monitoraggio in ordine all'impatto degli interventi;
e) la realizzazione di servizi informativi per la diffusione di dati ed elementi conoscitivi del territorio;
f) il raccordo e l'integrazione dei dati e delle informazioni con il Sistema informativo regionale per il monitoraggio ambientale gestito dall'ARPAS.
Emendamento aggiuntivo Pirisi, Uras, Cuccu Franco Ignazio, Murgioni, Manca, Giorico, Corda, Sabatini, Mattana.
Art. 13
Al comma 1 dell'articolo 13 sono apportate le seguenti modifiche:
- alla lettera l) dopo le parole: "concessione idrica" sono aggiunte le seguenti: "ai sensi dell'articolo 96 del decreto legislativo n. 152 del 2006";
- dopo la lettera l) sono aggiunte le seguenti:
"l bis) le prescrizioni necessarie per la conservazione e la tutela della risorsa e per il controllo delle caratteristiche qualitative delle acque destinate al consumo umano, ai sensi del comma 2 dell'articolo 94 del decreto legislativo n. 152 del 2006;
l ter) i pareri di cui ai commi 4 e 5 dell'articolo 91 del decreto legislativo n. 152 del 2006. (1).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Uras, relatore.
URAS (R.C.), relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavoratori pubblici.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Favorevole.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 13. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 14. All'articolo 14 sono stati presentati gli emendamenti numero 11 e 2.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 14 e dei relativi emendamenti:
Art. 14Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna - Direttore generale
1. Il direttore generale è scelto tra i dirigenti dell'Amministrazione o degli enti regionali o tra soggetti esterni di cui al comma 2 dell'articolo 28 e all'articolo 29 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione), in possesso di comprovata professionalità ed esperienza acquisita nella direzione di sistemi organizzativi complessi di medie e grandi dimensioni nei cinque anni precedenti, il cui rapporto di lavoro non sia stato risolto per demerito o altro fatto imputabile al medesimo soggetto.
2. Il direttore generale redige, in particolare, una relazione annuale sulle attività svolte, i risultati conseguiti e le criticità emerse nell'anno precedente e un rapporto annuale sullo stato dei servizi idrici, sulle caratteristiche quantitative e qualitative dei corpi idrici e sull'assetto idrogeologico del territorio in Sardegna per la presentazione al Comitato istituzionale; tale relazione dovrà essere redatta in collaborazione, per le materie di competenza, con l'ARPAS.
Emendamento sostitutivo parziale Pisano, Cassano, Dedoni, Vargiu.
Art. 14
Le parole riportate al comma 1 dell'articolo 14 "il direttore generale è scelto" sono sostituite dalle seguenti parole: "il direttore generale dell'Agenzia regionale del distretto idrografico è scelto dal Comitato istituzionale di cui all'articolo 7." (11)
Emendamento aggiuntivo Pirisi, Uras, Cuccu Franco Ignazio, Murgioni, Manca, Mattana, Sabatini, Giorico, Corda.
Art. 14
All'articolo 14, dopo il comma 2, è aggiunto il seguente:
"2 bis. Il direttore generale svolge le funzioni di segretario generale dell'Autorità di bacino regionale e partecipa alle adunanze del Comitato istituzionale senza diritto di voto." (2).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Per illustrare in maniera molto veloce l'emendamento numero 11, che è un emendamento all'articolo 14, e con il quale si tenta di porre chiarezza su un soggetto che ha in capo il compito di nomina del direttore generale. Tra l'altro all'articolo 6, che definisce inizialmente cosa si intenda per autorità di bacino, e all'articolo 7, che definisce esattamente la composizione articolata dell'autorità di bacino, che è costituita da due organi, credo che intenda anche in quelli che sono i compiti affidati al comitato, intenda dire e indicare che al comitato sono affidati tutti i compiti amministrativi relativi al governo, naturalmente, dell'acqua, della risorsa idrica, e credo, a maggior ragione, quindi anche il compito di nomina del direttore generale. Poiché l'articolo 14 dice "sceglie", il direttore generale è scelto, non è chiaro chi questa scelta la debba fare o perlomeno è solo da intuire, nel senso che rimanda alla indicazione normativa della legge numero 31 e, probabilmente, quindi il compito di scelta alla fine è affidato alla Giunta regionale. Siccome questo credo che non sia nemmeno nell'intento di questo progetto legislativo io chiedo che, con chiarezza, si accolga questo emendamento e si dica esplicitamente che la nomina del direttore generale è affidata al comitato tecnico che di fatto ha il compito di governare il problema idrico in Sardegna.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisano.
E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Sì, volevo rimarcare all'Aula una condizione che viviamo, quella cioè in cui facciamo dichiarazioni di disponibilità, di buona volontà e qualcuno di noi lo professa anche, ponendosi con attenzione nei confronti della maggioranza, si danno degli apporti costruttivi. Io ritengo dove partecipiamo nelle Commissioni, si parte con dei chiacchiericci, poi quando si addiviene alla opportunità di elevare, in termini propositivi positivi, una proposta di legge esiste un muro, esiste una contrapposizione, esiste il non dialogo ed esiste, ancora una volta, quella costruzione di muri fittizi che fanno dire a qualcuno, che ha rilievo e che ancora oggi si vuole premiare con questa proposta di legge, che siamo dei parvenu in termini sociali, economici e politici.
Ora, io vorrei capire se è necessario che sia in capo alla Giunta, quindi in capo all'Esecutivo, e, ancora di più, in capo al Presidente la scelta anche di questo direttore generale. Se invece non fosse stato necessario, per l'ampia dimostrazione di democrazia che si vorrebbe dare ad una rappresentanza istituzionale, quella prevista dall'articolo 7, ancorché noi stimando che ci fosse un accorpamento decisionale che ci fosse un momento unico di gestione delle acque, oggi neghiamo la compartecipazione di settori importanti della produzione, neghiamo la rappresentanza delle istituzioni locali, vogliamo arroccarci solo ed esclusivamente dando potestà alla Giunta esecutiva. Allora, questi sono i metodi, queste sono le contraddizioni in termini che vengono fuori da quello che è il dibattito consiliare, questa è la passiva accettazione di un individuo che pone un solco e su quello bisogna camminare. Io credo, invece, che vada indirizzato al meglio, che sia opportunamente concentrata questa disponibilità all'interno di un comitato istituzionale che è abbondantemente rappresentato dalla Giunta regionale, quattro Assessori non uno, quattro Assessori! Io non riesco a capire questa composizione così esacerbata e posta in una posizione arroccata, che non dia la possibilità di una democrazia e di una partecipazione democratica di diverse esperienze. E ancor di più si vorrebbe concentrare nella volontà dell'Esecutivo, dico io, e in questo caso sappiamo bene di quale volontà, anche la nomina di questo direttore generale. Arrangiatevi!
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dedoni.
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Uras, relatore.
URAS (R.C.), relatore. La proposta avanzata dai colleghi Pisano e Dedoni purtroppo non è accoglibile per una ragione molto semplice: perché a differenza di come è pervenuto nel disegno di legge l'agenzia non è un'organizzazione esterna governata da soggetti incardinati presso se stessa fuori dall'ambito dell'Amministrazione regionale…
DEDONI (Riformatori Sardi). E' grave quello che stai dicendo! Non è così!
URAS (R.C.), relatore. E' una direzione generale della Amministrazione regionale…
DEDONI (Riformatori Sardi). Questa è un'agenzia in house!
URAS (R.C.), relatore. Essendo configurata così presiedono nella scelta del direttore generale, lo sa benissimo l'onorevole Pisano e lo sa benissimo anche l'onorevole Dedoni, che sono conoscitori dell'Amministrazione regionale, dell'ordinamento che regola queste procedure, è scelto nell'ambito dell'Amministrazione regionale con le modalità previste per quel tipo di scelta. Per cui, siccome bisogna nominare un direttore generale di una struttura dell'Amministrazione regionale, così recita l'articolo 14, bisogna necessariamente procedere così. Per questa ragione il parere negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Conforme al relatore.
(Non è approvato)
Metto ora in votazione l'articolo 14. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 15.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 15:
Art. 15Assegnazione di beni
1. Per l'esercizio delle sue funzioni sono assegnati all'Agenzia, con decreto del Presidente della Regione, i beni mobili ed immobili, le attrezzature, le strutture della Regione, degli enti regionali e di altri enti, organismi pubblici e società di capitali se tali beni sono di proprietà della Regione.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 16.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16:
Art. 16Piano di gestione del distretto idrografico della Sardegna
1. Il Piano di gestione del distretto idrografico, di seguito Piano di gestione, da sviluppare con le modalità e i contenuti previsti dall'articolo 13 della direttiva n. 2000/60/CE, è lo strumento regionale per la pianificazione della tutela e dell'uso delle acque; esso, in coerenza con la pianificazione generale della Regione, assunta anche in qualità di Autorità di bacino:
a) individua le misure e gli interventi necessari ad assicurare la tutela qualitativa e quantitativa dei corpi idrici e il perseguimento delle finalità di cui all'articolo 1, secondo il modello della programmazione integrata e nel rispetto del principio di sussidiarietà;
b) contiene il programma di tutela e uso delle acque con il quale sono individuate le azioni per il raggiungimento degli obiettivi contenuti nell'atto di indirizzo;
c) contiene l'integrazione della valutazione ambientale condotta secondo i contenuti e le procedure di cui agli articoli 4, 5, 6, 7, 8 e 9 della direttiva n. 2001/42/CE.
2. Il Piano di gestione costituisce un Piano stralcio di bacino con le caratteristiche e le procedure di approvazione e attuazione di cui all'articolo 9.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 17.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 17:
Art. 17Piano per il recupero dei costi relativi ai servizi idrici
1. Il Comitato istituzionale stabilisce annualmente i criteri per l'attuazione del sistema di definizione dei contributi al recupero dei costi dei servizi idrici a carico dei vari settori di impiego dell'acqua all'ingrosso, sulla base di quanto previsto dall'articolo 9 della direttiva n. 2000/60/CE, tenendo conto:
a) dell'esigenza di incentivare la conservazione ed il risparmio della risorsa idrica per conseguire l'obiettivo di una gestione sostenibile;
b) degli investimenti infrastrutturali effettuati e da effettuare, che contribuiscono al miglioramento della produttività, della qualità e dell'organizzazione del servizio idrico di gestione del sistema idrico multisettoriale regionale;
c) dell'obiettivo di unificare i criteri di determinazione dei corrispettivi economici relativi al servizio di approvvigionamento idrico del sistema idrico multisettoriale regionale sull'intero territorio per categorie di utenze omogenee;
d) delle conseguenze sociali, ambientali ed economiche del recupero dei costi per le diverse categorie di utenza;
e) dell'esigenza di graduare nel tempo le eventuali variazioni dei contributi territorialmente vigenti al recupero dei costi.
2. L'Agenzia elabora il Piano per il recupero dei costi relativi ai servizi idrici per l'acqua all'ingrosso, sulla base dei criteri di cui al comma 1 e lo propone all'adozione del Comitato istituzionale, che lo trasmette, successivamente, alla Giunta regionale per la sua approvazione. Il Piano ripartisce i costi tra i diversi settori di utilizzazione suddivisi almeno nelle categorie di utenza di cui alla lettera f) del comma 1 dell'articolo 3.
3. I corrispettivi economici per la fornitura dell'acqua all'ingrosso sono riscossi dal soggetto gestore del sistema idrico multisettoriale.
4. Gli organismi competenti della distribuzione delle risorse settoriali, che usufruiscono delle risorse idriche rese disponibili dal sistema idrico multisettoriale regionale, provvedono di conseguenza ad adeguare i rispettivi recuperi economici a carico degli utenti in relazione a quanto stabilito dal Piano di recupero dei costi.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 18.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 18:
Art. 18Soggetto gestore del sistema idrico multisettoriale regionale
1. L'Ente autonomo del Flumendosa, dalla data di entrata in vigore della presente legge, è trasformato in Ente delle risorse idriche della Sardegna, di seguito denominato ERIS quale ente strumentale della Regione per la gestione del sistema idrico multisettoriale regionale.
2. L'ente provvede alla realizzazione, alla gestione e alla manutenzione delle infrastrutture, degli impianti e delle opere del sistema idrico multisettoriale regionale affidati in concessione dalla Regione e, a tal fine, utilizza le risorse ed i beni della Regione per lo svolgimento delle attività di cui all'oggetto sociale, e quelli già di competenza dell'Ente autonomo del Flumendosa.
3. La titolarità delle reti e delle infrastrutture e la titolarità delle concessioni ad esse inerenti rimane in capo alla Regione, mentre la relativa gestione è attribuita all'ERIS.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 19.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 19:
Art. 19Compiti
1. L'attività dell'ERIS ha per oggetto:
a) la gestione unitaria del sistema idrico multisettoriale regionale sia in modo diretto che indiretto;
b) la progettazione, la realizzazione, la gestione dei relativi impianti ed opere e la manutenzione ordinaria e straordinaria e la valorizzazione delle infrastrutture, degli impianti e delle opere, del sistema idrico multisettoriale regionale;
c) la predisposizione dei programmi di interventi ed il relativo piano finanziario inerenti al servizio di approvvigionamento idrico multisettoriale regionale; essi sono approvati dalla Giunta regionale;
d) la riscossione dei corrispettivi per il recupero dei costi del servizio idrico, per il sistema di approvvigionamento multisettoriale dell'acqua all'ingrosso, dalle utenze idriche settoriali sulla base del Piano di recupero dei costi;
e) l'espletamento di ulteriori compiti, funzioni ed attività conferiti dalla Regione, dagli enti locali e da altri soggetti pubblici e privati coerenti con la sua attività e con riferimento alle attività di realizzazione delle opere pubbliche.
2. Le norme statutarie dell'ERIS sono approvate, entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente della Regione, previa conforme deliberazione della Giunta regionale, da adottarsi su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di lavori pubblici previo parere della competente Commissione consiliare.
3. Fino all'approvazione delle norme statutarie e regolamentari, l'ERIS conserva lo statuto, il regolamento organico, i regolamenti interni e gli atti di contrattazione decentrata vigenti per l'EAF. Sono confermate, fino all'approvazione delle deliberazioni del consiglio di amministrazione dell'ERIS, le strutture organizzative, le sottoarticolazioni e gli incarichi vigenti all'EAF alla data di entrata in vigore della presente legge.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 20.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 20:
Art. 20Modifiche legislative
1. Nella tabella A allegata alla legge regionale 15 maggio 1995, n. 14 (Indirizzo, controllo, vigilanza e tutela sugli enti, istituti ed aziende regionali), il numero 7) è sostituito dal seguente:
"7) Ente delle risorse idriche della Sardegna (ERIS);".
2. Al comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale 23 agosto 1995, n. 20 (Semplificazione e razionalizzazione dell'ordinamento degli enti strumentali della Regione e di altri enti pubblici e di diritto pubblico operanti nell'ambito regionale), la lettera n) è sostituita dalla seguente:
"n) Ente delle risorse idriche della Sardegna (ERIS);".
3. L'articolo 24 della legge regionale n. 20 del 1995 è sostituito dal seguente:
"Art. 24 (Ente delle risorse idriche della Sardegna)
1. Il consiglio di amministrazione dell'Ente delle risorse idriche della Sardegna (ERIS) è composto da tre esperti di elevato livello scientifico in possesso di comprovata professionalità ed esperienza acquisita in materia di sistemi ed infrastrutture idrauliche, gestione di servizi pubblici e di sistemi organizzativi complessi; essi sono nominati con decreto del Presidente della Regione su conforme deliberazione della Giunta regionale, secondo le forme e le procedure di cui all'articolo 3.".
4. Nella tabella A allegata alla legge regionale n. 20 del 1995, l'alinea:
"- Ente autonomo del Flumendosa (EAF)"
è sostituito dal seguente:
"- Ente delle risorse idriche della Sardegna (ERIS)".
5. La lettera l) del comma 1 dell'articolo 69 della legge regionale n. 31 del 1998 è sostituita dalla seguente:
"l) Ente delle risorse idriche della Sardegna (ERIS)".)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 21. All'articolo 21 sono stati presentati gli emendamenti numero 12 e 6.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 21 e dei relativi emendamenti:
Art. 21Entrate del soggetto gestore
1. Le entrate del soggetto gestore sono costituite da:
a) il corrispettivo economico per la fornitura dell'acqua all'ingrosso;
b) i finanziamenti per la realizzazione di attività e progetti specifici commissionati al soggetto gestore;
c) gli introiti derivanti dall'effettuazione di prestazioni erogate a favore di altri enti e organismi pubblici;
d) i finanziamenti statali e comunitari;
e) ogni altro finanziamento acquisito in conformità alle norme che ne disciplinano l'attività.
2. La Regione, sulla base delle risultanze dei Piani di bacino, del Piano di gestione o di documenti pianificatori preliminari predisposti dall'Agenzia e in conformità alle previsioni del bilancio pluriennale, può concedere incentivi e contributi al soggetto gestore, a parziale copertura dei costi del servizio idrico multisettoriale, al fine di tener conto delle conseguenze sociali, ambientali, economiche del recupero dei costi a carico dei soggetti utilizzatori delle risorse idriche e delle specifiche condizioni geografiche e climatiche della Sardegna.
3. La Regione, sulla base degli obiettivi strategici fissati nel piano regionale di sviluppo e dei programmi operativi elaborati dall'Agenzia e in conformità alle previsioni del bilancio pluriennale, può concedere incentivi e contributi a favore dell'ente per l'attività di progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva e di realizzazione di opere infrastrutturali, nonché per ricerche e studi, attinenti alla gestione delle risorse idriche multisettoriali del distretto idrografico della Sardegna.
4. Il rilascio della concessione degli incentivi avviene secondo le seguenti priorità:
a) programmi di investimento e adeguamento degli impianti e delle reti multisettoriali;
b) attivazione di risorse pubbliche con strumenti e tecniche che comportino minori costi per la pubblica amministrazione;
c) attivazione di progetti che tendano al risparmio ed al recupero della qualità idrica;
d) adozione di tecnologie a elevato contenuto innovativo, finalizzate al risparmio idrico.
Emendamento sostitutivo parziale Pirisi, Sabatini, Manca, Mattana.
Art. 21
All'articolo 21 la lettera a) del comma 1 è così sostituita:
"a) i contributi al recupero dei costi dei servizi idrici a carico dei vari settori di impiego dell'acqua all'ingrosso;". (12)
Emendamento aggiuntivo Pisano, Cassano, Dedoni, Vargiu.
Art. 21
Al comma 1 dell'articolo21, dopo la lettera e) è aggiunta la seguente:
"e bis) dal corrispettivo economico derivante dalla vendita dell'energia elettrica prodotta nelle centrali idroelettriche, con vincolo di destinazione del 30 per cento dell'introito a favore dei comuni nei cui ambiti ricadono i bacini;". (6).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, la ringrazio. Io vorrei illustrare l'emendamento numero 6 che è un emendamento all'articolo 21.
Noi abbiamo presentato tre soli emendamenti: all'articolo 7, all'articolo 14 e all'articolo 21, quasi seguendo sistematicamente la tabellina del 7, e lo abbiamo fatto con l'intento e con l'obiettivo di voler migliorare in qualche piccola parte queste norme.
Ora, io questo emendamento credo che di fatto sia stato già accolto per le parole che l'assessore Mannoni ha riferito qui in Aula; è stato accolto perché l'assessore Mannoni ha riconosciuto pubblicamente che là dove ci sono i bacini idrici la popolazione ha subito una penalizzazione forte, ha detto: "ha pagato un prezzo alto, e quindi noi - ha pure detto - dobbiamo riconoscere questo sacrificio che queste popolazioni hanno fatto". Io credo che non ci possa essere miglior difesa, quindi, di questo emendamento, perché non è solo riconoscerlo, Assessore, questo sacrificio, è pagarlo e quindi per poter pagare il sacrificio che queste popolazioni hanno subito - che si tratta poi, se facciamo un po' di conti, di un prezzo e di un riconoscimento veramente piccolo - è quello, quanto meno, che una parte delle entrate che vengono riconosciute (che non vengono citate tra l'altro nell'articolo 21 tra le entrate di questo nuovo ente) e che sono le vendite dell'energia elettrica prodotta nella centrale idroelettrica - lei, assessore Mannoni, sa bene di quanto stiamo parlando perché sa bene quanto l'Ente Flumendosa oggi sta incassando dalla vendita dell'energia elettrica - quindi, questo piccolo sacrificio, nella misura del 30 per cento (ma possiamo anche confrontarci e stabilire dentro un accordo che la percentuale possa essere diversa) venga riconosciuta a favore dei Comuni nei quali è insito questo bacino idrografico e che hanno pagato quindi questo grande prezzo e ai quali quindi va riconosciuto questo sacrificio. Riconosciamolo davvero, non solo a parole ma con i fatti.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisano.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Uras, relatore.
URAS (R.C.), relatore. Il parere è negativo ma a questo emendamento non all'esigenza che è stata posta correttamente dall'onorevole Pisano. Nel senso che era già un orientamento che prevaleva in Commissione circa la necessità e anche l'urgenza di affrontare il tema dei Comuni nei cui ambiti ricadono i bacini e quindi in forme di compensazione che possono essere meditate e quindi introdotte nelle forme migliori.
La scelta che viene fatta oggi è quella di privilegiare, proprio intervenendo sul costo dell'energia, le iniziative verso la riduzione del costo complessivo dell'acqua, quindi verso la riduzione delle tariffe. In questo senso si muove il provvedimento in esame per cui si tratta, ecco, di raccomandare alla Giunta e insieme di assumere l'iniziativa come Commissione per trovare una formulazione che possa essere accolta in altro provvedimento ma che risolva le questioni che sono state sollevate dall'onorevole Pisano.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Conforme al relatore. Io vorrei fare una precisazione, proprio richiamandomi all'invito dell'onorevole Pisano sull'EAF e su quanto l'EAF produce. Intanto, noi diciamo che uno dei costi maggiori della produzione dell'acqua, e quindi dell'acqua, è proprio quello dell'energia elettrica. Valutato in generale, il sistema multisettoriale consuma 160 milioni di Kilowatt annui, quindi 160 milioni costano sui 18 milioni di euro, credo che altrettanto - forse di più - li consumi Abbanoa e altrettanti li consumino i Consorzi; quindi la scommessa energetiche è quella sulla quale la Giunta oggi ha un impegno diretto a forte.
Tornando al "Flumendosa", citerò un caso proprio concreto di come la produzione dell'energia possa essere utile a ridurre il costo dell'acqua: quest'anno il "Flumendosa" ha avuto un incremento negli incassi, nel guadagno dall'energia elettrica di circa un milione di euro, perché? Perché con l'aumento del costo dell'energia ha potuto vendere a costi molto alti. La Giunta regionale, con una delibera del settembre di quest'anno, ha, proprio in ragione di questo maggior incremento di entrate del "Flumendosa", ridotto il prezzo dell'acqua civile da 0,1 centesimi a 0,07 centesimi, quindi ha scontato l'acqua del civile di una cifra importante che sarà a vantaggio di Abbanoa. Quindi, voglio dire, tutto ciò che è energetico, tutto ciò che è guadagno energetico, va a favore sia del mondo agricolo, del mondo civile, del mondo industriale; quindi è uno sconto già, diciamo, automatico alla collettività.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Il parere sull'emendamento numero 12, onorevole Uras.
URAS (R.C.), relatore. Parere positivo.
PRESIDENTE. Sì, serve per la trascrizione nei verbali.
Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale...
Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Sì, grazie, Presidente. Dichiarazione di voto è che, nello spirito delle dichiarazioni che ha fatto il relatore, l'onorevole Uras, io chiederei all'onorevole Pisano di ritirare l'emendamento perché c'è un impegno, da parte della Commissione, mi pare che sono state anche significative le parole che ha detto l'Assessore, affinché il problema che è stato sollevato venga mandato avanti con più celerità, perché avevamo già assunto un impegno anche ricevendo i Comuni che erano interessati a queste problematiche. Come Commissione abbiamo già avviato un confronto tra di noi proprio per arrivare ad una risoluzione. Quindi, io la inviterei davvero a ritirare l'emendamento, significando che le questioni che sono state poste sono all'attenzione già della Commissione ma mi pare anche dell'Esecutivo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Per dichiarazione di voto, Presidente. Io certo non ho difficoltà al ritiro di questo emendamento ma le parole dell'Assessore non mi pare che siano andate verso questa direzione; ha, onestamente, riconosciuto che le maggiori entrate di un milione di euro relative alla vendita della produzione dell'energia elettrica a favore dell'Enel abbiano costituito una entrata che è andata a vantaggio di tutta l'utenza e quindi, naturalmente, dell'abbassamento del costo idrico in senso generale, e quindi non ha significato affatto un riconoscimento di quella che è la penalizzazione dei territori e soprattutto di quegli abitanti che hanno dovuto sacrificare parte del loro territorio riservandolo a bacino idrico, quindi privati della risorsa essenziale per lo sviluppo locale.
Se però l'Assessore, in maniera più chiara, assume un impegno verso questa direzione è chiaro che io mi sento assolutamente di ritirare questo emendamento e anzi mi ritengo soddisfatto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Sì, rispondo all'onorevole Pisano. Le do la più ampia assicurazione, devo dirle che fatti concreti, anche recenti, della Giunta regionale dimostrano l'intento e la volontà della Giunta di andare incontro alle comunità, io cito sempre la comunità di Nurri, la comunità di Orroli - le ho citate anche nel mio intervento stamattina - che hanno dato le loro terre al sud Sardegna, per far arrivare l'acqua al sud Sardegna, quindi un grande sacrificio.
Devo dire che la Giunta regionale ha completato recentemente, con un finanziamento, un programma già iniziato addirittura negli anni tra il '95 e il 2000, proprio per ripagare questi territori del sacrificio delle loro terre, portando l'acqua, anche attraverso un importante sollevamento, quindi una spesa energetica notevole, ad irrigare le campagne di Orroli. Abbiamo recentemente finanziato un altro tratto di questo percorso che completa proprio il collegamento tra la diga del Flumendosa, il territorio di Orroli, e il relativo comprensorio irriguo che è già attrezzato; è un primo segnale di risposta concreta al sacrificio di queste comunità. Io dico e confermo l'impegno della Giunta di venire incontro a questi territori con misure compensative, ricordiamo quello che è stato fatto per Isili e per Is barrocusu, continuare in questa politica, però dicendo anche questo, evitando di sovrapporre due costi, non scaricare sul prezzo dell'acqua ciò che invece può essere scaricato sulla comunità, quindi quello è l'impegno della Giunta, è un impegno che si assume, come problema da fare carico all'erario nel suo complesso e non all'introito da tariffa. Quindi, separiamo le due cose e c'è un impegno preciso e politico della Giunta.
PRESIDENTE Grazie Assessore mettiamo quindi in votazione l'emendamento sostitutivo parziale.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). No, per annunciare che, in funzione delle parole che ha affermato l'Assessore, ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pisano
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'articolo 21. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 22.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 22:
Art. 22Finalità
1. Le presenti norme perseguono la trasparenza dei costi sostenuti dai soggetti gestori dei sistemi di approvvigionamento idrico per le diverse categorie di utenza mediante un appropriato sistema di individuazione e di separazione, amministrativa e contabile, degli oneri afferenti alle attività svolte per garantire il servizio idrico. Gli oneri del servizio idrico devono essere totalmente distinti dagli oneri afferenti ad altre attività ed altri servizi svolti dai soggetti gestori, comprese le attività connesse alla difesa idraulica del territorio.
2. La separazione amministrativa e contabile persegue l'obiettivo di rendere trasparenti e omogenei i bilanci dei soggetti operanti nel settore della gestione dei sistemi idrici e di consentire la verifica dei costi delle singole prestazioni assicurando, in particolare, la loro corretta disgregazione ed imputazione per attività svolta per area geografica e per categoria di utenza.
3. Le presenti norme dettano altresì le regole della corretta imputazione dei costi che i soggetti che operano nel settore della gestione dei sistemi idrici devono applicare anche al fine della promozione dell'efficienza nell'erogazione dei servizi di pubblica utilità e per garantire adeguati livelli di qualità dei servizi in condizioni di economicità ed efficacia.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 23
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 23:
Art. 23
Ambito soggettivo di applicazione
1. Le presenti norme si applicano ad ogni soggetto, indipendentemente dalla sua forma giuridica, che operi in favore di una pluralità di categorie di utenza di risorse idriche, ovvero che operi nel campo della gestione delle risorse idriche ed in altre e diverse attività. Esse non si applicano a soggetti affidatari della gestione del servizio idrico integrato da parte dell'Autorità d'ambito.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 24.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 24:
Art. 24
Attività e comparti di separazione contabile
1. Con riferimento alle attività nel campo della gestione delle risorse idriche, costituiscono attività e comparti di separazione contabile:
a) l'attività di produzione delle risorse idriche, con i seguenti comparti:
1) opere di presa e derivazione ad acqua fluente;
2) dighe e relativi serbatoi di accumulo;
3) pozzi e sorgenti;
4) impianti non convenzionali;
b) l'attività di adduzione delle risorse idriche, con i seguenti comparti:
1) adduzioni a pelo libero;
2) adduzioni in pressione;
3) impianti di sollevamento;
c) l'attività di trattamento delle risorse idriche, con i seguenti comparti:
1) trattamento delle acque per l'utilizzo;
2) depurazione delle acque per lo scarico;
3) depurazione delle acque per il riuso;
d) l'attività di distribuzione delle risorse idriche, con i seguenti comparti:
1) trasporto, accumulo e consegna;
2) impianti di sollevamento;
e) l'attività di misura delle risorse idriche, con i seguenti comparti:
1) installazione e manutenzione dei misuratori;
2) rilevazione e registrazione dei flussi e dei consumi;
f) l'attività di controllo della qualità delle risorse idriche, con i seguenti comparti:
1) installazione e manutenzione delle apparecchiature di monitoraggio;
2) campionamento;
3) analisi chimico-fisiche e biologiche.
2. Tali attività comprendono le operazioni di gestione, esercizio, manutenzione e sviluppo delle opere e degli impianti.)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'articolo.
E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Prima di finire, Presidente, prendo lo spunto anche se avrei voluto chiedere prima, mi consentano i colleghi, ma principalmente l'Assessore poc'anzi nella mia esposizione ho omesso ho dimenticato di sentire l'Assessore prendo lo spunto dalla risposta che ha dato appunto sulle comunità dei territori di Orroli e quant'altro, per la distribuzione delle risorse idriche. Qualche giorno fa abbiamo avuto un incontro nel Melogu, dove appunto si discuteva di un importante struttura eventuale, quindi di uno sbarramento sul Calambru, oppure di un'opera alternativa, o sostitutiva, e comunque sia di un'opera che potesse, che possa sopperire ed essere sufficiente a dare, dopo 50 anni, l'acqua alle pianure del Melogu, in cui si parla, come lei sa, di oltre 10 mila ettari di terreni agricoli, che hanno una potenzialità produttiva, a detta degli esperti, pari alla potenzialità che è stata data dai territori di Arborea e della piana dell'oristanese.
Ora in quell'incontro probabilmente ci sono stati degli equivoci e quant'altro, poiché almeno dalla stampa, così come stata presentata la risposta dell'Assessore, parrebbe, parrebbe che per quei territori sia persa ogni speranza, che io non credo, questo dopo 50 anni di attese, di progetti, di sollecitazioni, di stimoli e quant'altro. Ricordo che in quei territori, così come per il Goceano, per quanto riguarda la pianura tra Benetutti, che va da Benetutti fino praticamente alla piana di Orani e di Bolotana, per quanto riguarda la (…) gravitano complessivamente qualcosa come 40 mila abitanti, 40 mila abitanti che per il 70 cento dell'economia vivono dalle risorse agricole e pastorali, è chiaro che io in questo contesto, Assessore, me ne guarderei bene dal chiederle se lei ha previsto, mi spiego, esecutivamente la realizzazione dei vasi, o almeno magari fosse, abbia previsto una progettazione per quei territori di strutture idonee e confacenti a sopperire alle esigenze idriche. Però dal momento che stiamo discutendo di risorse idriche, dal momento che stiamo discutendo di gestione della Regione delle risorse idriche, dal momento che stiamo discutendo di bacini idrografici e quant'altro, mi è venuta doverosa farle la precisazione e chiederle, Assessore, nei territori che ho citato, sono territori che da 50 anni aspettano un salto in avanti, non è una questione creda in questo momento di parte o speculativa o quant'altro, me ne guarderei bene, è doveroso citarlo in questo momento, io, la domanda è questa, la precedente Giunta non è che abbia fatto molto, le ancora precedenti hanno cancellato dai programmi questi due progetti, però almeno la precedente Giunta, come lei sa, ha dato una piccola somma, mi sembra fossero un miliardo alla comunità montana, è un miliardo e 100 milioni al Consorzio del Nord Sardegna, e al Goceano, per la realizzazione di progetti di massima, cosa che il consorzio Nord Sardegna ha fatto per quanto appreso il giorno, e siccome lei era presente, non so cosa sia successo nella comunità del Goceano. Il giorno è stato contestato il fatto che 10 milioni di metri cubi previsti dal Consorzio del Nord Sardegna potevano essere insufficienti. Io, mi creda, non so se siano sufficienti, so che sono insufficienti per quanto riguarda tutto il territorio, su questo non c'è ombra di dubbio, facendo il calcolo, ho detto il giorno che non sapevo, da chi potesse essere dato l'input o se direttamente il commissario del Consorzio avesse pensato a ridimensionare questa adozione d'acqua per quei territori in base a che cosa non ho avuto risposta. Ho avuto solo risposta, che il progetto era stato fatto così probabilmente, non so per quali scopi, ma mi è sembrato di capire, che principalmente si sta pensando all'adozione dell'acqua potabile per Sassari, e comunque prioritariamente non solo per scopi dell'agricoltura, ma per scopi civici ed industriali. Io le faccio questa domanda, Assessore, perché innanzi tutto doverosamente perché sono espressione del territorio, in secondo luogo perché c'è stato, almeno l'impegno formale, dal momento che queste due strutture sono presenti nel piano acque, da parte della Giunta come priorità nell'esecuzione di queste opere, io mi rendo perfettamente conto, oggi che parlare di dighe di una certa dimensione, probabilmente, come ho detto nella mia interrogazione a suo tempo presentata, potrebbe essere fuori luogo, posso anche concordare su questo, perché molte volte le interrogazioni vogliono provocare un interessamento un'attenzione, ma se così non è, Assessore, voglio chiederle questo, detto qui in questo contesto, se è effettivamente, ripeto ancora, se non altro la precedente Giunta ha sturato, ha dato l'input, dando quei pochi soldi per quanto riguarda l'adeguamento dei progetti di massima e includendo le strutture nel piano acque. Le chiedo se, dal momento che lei ha risposto giustamente per i territori di Orroli, le chiedo se, appunto nei programmi, nei progetti della Giunta, siano presenti l'intenzione, la volontà politica di intervenire sia nel Goceano, che quanto riguarda il Melogu, affinché queste due regioni, dimenticate da tutti, nessuno escluso, e non è faccio carico e né colpa, chiaramente, a questa attuale Giunta, ma questa Giunta può benissimo dare una risposta e rispondere in merito, e chiedo se questi due territori, importantissimi, per la risorsa e per lo sviluppo socio economico dei territori della Sardegna siano in qualche maniera inclusi, siano in qualche maniera inclusi, nella volontà, nella volontà a realizzare; perché se no vede non è questione di parte, perché vede io oggi ci sono domani possono non possono essere consigliere regionale così come lei oggi è Assessore e domani può non essere Assessore come tutti noi. Si tratta di sentire e sapere, se questi due territori del Nord Sardegna, che rappresentano due poli indispensabili interni per l'economia sarda, e non solo per il territorio, un'economia che principalmente prende vita nel sistema agro pastorale, e sono ancora gli unici probabilmente territori del sassarese, Nord Sardegna non dotati di infrastruttura idriche, laddove esistano, esistevano dei consorzi i quali pagavano annualmente il canone senza aver avuto mai per trent'anni un goccio d'acqua, non certamente per colpa sua Assessore, tanto meno di questa Giunta, ma per colpa di chi allora, ha gestito queste cose, parlo da trent'anni a questa parte, da quarant'anni a questa parte, la mia domanda è pertinente, non di parte, mi creda perché non speculo su queste cose, voglio sapere se nei programmi della Giunta è previsto un intervento nelle pianure del Meilogu-Logudoro e nelle pianure del Goceano, all'interno dei programmi della Giunta regionale, in ossequio a questo dispositivo di legge, laddove la Regione gestisce direttamente le risorse idriche, il programma che preveda, se non le dighe, strutture e soluzioni che possano, in qualche maniera, dare a questi territori speranza nel futuro agricolo e pastorale, consentano a questi territori di poter tenere i giovani che ancora pochi, malgrado tutto, restano e combattono in campagna, dare loro una speranza e dare loro, per il futuro, una certezza che, con l'irrigazione del loro territori, possano affrontare un futuro migliore. Questo glielo chiedo Assessore formalmente perché, purtroppo, sino ad oggi, non ne faccio carico a lei, lo ripeto ancora, sul problema ci sono state molte risposte equivoche, da cinquant'anni sino ad oggi. La ringrazio.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Onorevole Rassu, le rispondo subito, nel senso che ci si rifà a un recente convegno che si abbiamo tenuto a Bonorva, nel quale abbiamo dibattuto della situazione degli agricoltori, con le comunità locali, di una vecchia, lunghissima attesa di queste popolazioni della diga sul Butule-Calambru, e si è appena accennato, poi, dell'altra diga, Sa Contra Ruja. Sono due ipotetiche dighe di cui si parla da anni, che fanno capo ai due sistemi idrici, il Sistema 4 nord-occidentale e il Sistema 5 del Tirso. Lecita i finanziamenti forse del Commissario governativo di qualche anno fa. Io vi dirò ancora qualcosa di più, che era invalso, nel passato, questo bel sistema di illudere le popolazioni, dando incarichi di studio e incarichi di studi di fattibilità. Dare l'incarico di studio di fattibilità era un po' come mettersi la coscienza a posto e lasciare poi ai posteri gli oneri e le conseguenze. Io non ho mai visto, nella vecchia Giunta, quella che lei dice ha dato gli incarichi di studio, un'espressa volontà di rifare questi invasi. Non l'ho vista. Non l'ho vista perché è paradossale che un Commissario governativo avesse addirittura finanziato un lotto di una diga, un lotto, dico, un lotto. Ora, le dighe, si sa che non si fanno a lotti, o si fanno o non si fanno, quindi, è il paradosso dei paradossi, insomma. Quindi, non mi pare ci sia mai stata una volontà di intervenire in modo deciso e, devo dirle, anche di riconoscere queste dighe come dighe nella programmazione regionale. Questo lo dico con chiarezza e dalla lettura degli atti. Ora, lei mi dice: "Mi dia, Assessore, un'assicurazione". Io non le do un'assicurazione, non le do un'assicurazione perché le dico, invece, che queste dighe sono costosissime. Sa Contra Ruja è stata addirittura abbandonata dalla stessa comunità montana, che chiede che le relative somme, molte inferiori, addirittura, vengano utilizzate per l'eventuale realizzazione di laghi collinari, e quindi questo va bene e saremo su questa linea. E credo che dovremmo raggiungere anche un accordo per l'altra diga, quella del Butule-Calambru, che costa tantissimo, ha un impatto sul territorio, notevole, anche in termini costruttivi, in termini di utilizzo del cemento, di utilizzo delle cave, e anche lì dovremo lavorare su fonti di minore impatto e che diano a quelle comunità quelle risposte che lei chiede. Quindi, su questo io concordo con lei e saremo su questa linea nel trovare soluzioni più leggere, ma altrettanto produttive. Devo dire anche un'altra cosa, mi si consenta, in questa replica, che in Sardegna noi abbiamo un sistema di irrigazione attrezzato per circa 147 mila ettari, in tutta la Sardegna. Ebbene, si sappia che la media dell'utilizzo di queste aree attrezzate, oggi, si colloca sotto il 30 per cento. Quindi, c'è un evidente sottoutilizzo di questi territori, di queste aree attrezzate, che deve farci riflettere. E tanto c'è questo sottoutilizzo che, paradossalmente, il deficit idrico della Sardegna, che fino a qualche anno fa era conclamato, oggi, davanti a questa domanda del settore agricolo che è calata notevolmente, paradossalmente, il deficit idrico, oggi, non esiste, allo stato dell'arte. Ma noi chiariamo che l'agricoltura debba rilanciarsi e quindi, con lo sviluppo dell'agricoltura, possa rilanciarsi anche la domanda dell'acqua per uso agricolo, quindi, quei territori avranno le risposte che lei ci ha chiesto. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 25.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 25:
Art. 25
Servizi comuni e condivisi
1. Le componenti non attribuibili dal soggetto in modo diretto alle attività di cui all'articolo 24, sono imputate ai servizi comuni.
2. Costituiscono servizi comuni:
a) la pianificazione e controllo di gestione, contabilità generale e di gestione, revisione contabile interna ed esterna;
b) la gestione finanziaria;
c) il funzionamento degli organi legali e societari, inclusi presidenza, direzione generale, segreteria generale e protocollo, servizi legale e fiscale, studi economici, marketing e relazioni esterne;
d) i servizi del personale e delle risorse umane;
e) gli approvvigionamenti, acquisti, trasporti e logistica;
f) la ricerca e sviluppo;
g) i servizi di ingegneria e di costruzione;
h) i servizi immobiliari;
i) i servizi informatici;
l) i servizi di telecomunicazione;
m) eventuali altri servizi non compresi nel presente elenco.
3. Quando i costi di una funzione svolta da un servizio comune sono attribuibili in modo diretto e quantificabile alle attività, il soggetto gestore assegna detti costi direttamente alle attività cui si riferiscono.
4. Quando i costi di una funzione svolta da un servizio comune non sono attribuibili in modo diretto alle attività, il soggetto gestore assegna detti costi alle attività cui si riferiscono in modo proporzionale ai costi diretti imputati alle diverse attività.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 26.
(Si riporta di seguito il testo dell'articoolo 26:
Art. 26 Categorie di utenza1. Quando il costo complessivo di una attività svolta, distinto per comparti e gravato dei costi dei servizi comuni, è attribuibile in modo diretto a una categoria di utenza, il soggetto gestore assegna detto costo direttamente alla categoria cui si riferisce.
2. Quando il costo di una attività svolta, distinto per comparti e gravato dei costi dei servizi comuni, non è attribuibile in modo diretto a una categoria di utenza, il soggetto gestore ripartisce detto costo fra le categorie di utenze interessate in modo proporzionale al volume annuo di acqua movimentato per ciascuna categoria di utenza.)
(E' approvato)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 27.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 27:
Art. 27
Gestione separata
1. Ai fini delle norme del presente capo, il soggetto gestore organizza le attività di cui all'articolo 24, come se le stesse attività fossero svolte da imprese separate.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 28.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 28:
Art. 28Personale dell'Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna
1. L'Agenzia si avvale per le proprie funzioni prioritariamente del personale di cui al comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale 12 luglio 2005, n. 10 (Norme sul trasferimento del personale dei soggetti gestori dei servizi idrici regionali al servizio idrico integrato, in attuazione del comma 3 dell'articolo 12 della Legge 5 gennaio 1994, n. 36, e dell'articolo 16 della legge regionale 17 ottobre 1997, n. 29, modificata con legge regionale 7 maggio 1999, n. 15). L'Agenzia può, inoltre, avvalersi di personale dell'Amministrazione e degli enti regionali.
2. In sede di prima applicazione, il direttore generale dell'Agenzia è nominato entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
3. Entro due mesi dalla data della nomina di cui al comma 2, il direttore generale provvede:
a) alla ricognizione del personale necessario per lo svolgimento - a regime- delle attività inerenti le competenze dell'Agenzia e dei relativi beni ed attrezzature;
b) alla presentazione alla Giunta regionale, che l'approva entro quindici giorni, di una relazione sui risultati della ricognizione contenente la definizione della dotazione organica e dei beni e delle attrezzature necessarie per il funzionamento.
4. Entro i successivi due mesi la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di personale, procede alla valutazione delle domande di assegnazione pervenute e alla contestuale attivazione delle procedure di mobilità.
5. I posti in organico, non coperti dopo l'attivazione dei provvedimenti di mobilità, sono assegnati mediante concorsi pubblici. Al personale dell'Agenzia è conservata la retribuzione individuale di anzianità in godimento nell'ente di provenienza.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 29. All'articolo 29 sono stati presentati gli emendamenti aggiuntivi numero 9 e 13.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 29 e dei relativi emendamenti:
Art. 29Personale dell'Ente delle risorse idriche della Sardegna
1. Il personale di ruolo dell'Ente autonomo del Flumendosa, alla data di entrata in vigore della presente legge, è assegnato all'Ente delle risorse idriche della Sardegna ed incluso nei suoi ruoli organici, mantenendo l'inquadramento, lo status giuridico, economico, previdenziale in godimento e l'anzianità di servizio maturata che viene interamente riconosciuta nel ruolo dell'ERIS. Alle eventuali carenze di organico, in sede di prima applicazione, si fa fronte con il personale e secondo le modalità di cui al comma 1 dell'articolo 28.
2. In sede di prima applicazione il consiglio di amministrazione dell'ERIS è nominato entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
3. Entro due mesi dalla data della nomina di cui al comma 2 il consiglio di amministrazione provvede:
a) alla ricognizione del personale necessario per lo svolgimento - a regime- delle attività inerenti le competenze dell'Ente;
b) alla presentazione alla Giunta regionale, che l'approva entro quindici giorni, di una relazione sui risultati della ricognizione contenente la definizione della dotazione organica necessaria per il funzionamento.
4. Entro i successivi due mesi la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di personale, procede alla valutazione delle domande di assegnazione pervenute e alla contestuale attivazione delle procedure di mobilità.
5. I posti di organico, non coperti dopo l'attivazione dei provvedimenti di mobilità, sono assegnati mediante concorsi pubblici. Al personale dell'ERIS è conservata la retribuzione individuale di anzianità in godimento nell'ente di provenienza.
6. Ai soggetti che partecipino a concorsi pubblici banditi dall'Amministrazione regionale per le finalità di cui al comma 5, impiegati presso l'EAF, a qualunque titolo, alla data del 1° novembre 2006, per profili professionali corrispondenti alle mansioni da essi effettivamente svolte, è attribuito, qualora conseguano l'idoneità nelle prove d'esame, un punteggio aggiuntivo in sede di valutazione dei titoli non superiore al 25 per cento del punteggio complessivo finale conseguito da ciascun candidato, in relazione alla durata del servizio prestato.
Emendamento aggiuntivo Sanciu, La Spisa.
Art. 29
Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
"6 bis. L'Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna, ovvero l'ente delle risorse idriche della Sardegna, sono autorizzati ad adottare provvedimenti di inquadramento di personal che sia stato reclutato ai sensi della legge regionale n. 31 del 1998 nelle categorie A e B e abbia avuto prorogato almeno una volta il contratto di assunzione a tempo determinato, per una durata complessiva del rapporto di lavoro superiore ad un anno nel preiodo 1° gennaio 2003 - 30 giugno 2006.". (9)
Emendamento aggiuntivo Pirisi, Uras, Sabatini, Manca.
Art. 29
All'articolo 29, dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
"6 bis. In sede di prima applicazione sono disposte analoghe selezioni concorsuali anche per le qualifiche "A" e "B" del vigente ordinamento professionale del personale regionale. Ai candidati idonei che abbiano, a qualunque titolo, prestato servizio negli ultimi 4 anni presso l'EAF sono riconosciuti i medesimi punteggi aggiuntivi di cui al precedente comma. Le relative graduatorie hanno validità triennale.". (13).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Sì, vorrei semplicemente illustrare, motivare l'emendamento che riguarda una situazione relativa a una parte del personale, in particolare quella delle categorie dipendenti delle categorie A e B, che hanno svolto funzioni importanti e che, nell'azione di riordino e di riforma di questo settore, così come anche in altri, potrebbero avere una considerazione favorevole per un loro inquadramento. Credo che la politica, volta ad eliminare il precariato, debba essere una costante. Qualche giorno fa, in Aula, il presidente Soru ha detto di aver abolito il precariato nella Regione, credo che si debba dimostrare in ogni situazione e su ogni settore che si sia veramente disponibili a raggiungere questo obiettivo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa. Onorevole Uras, per l'intervento o parere del relatore?
URAS (R.C.), relatore. E' tutto insieme, Presidente, se è consentito, anche perché illustro, così, l'emendamento numero 13 all'articolo 29, che ha sostanzialmente la medesima finalità che è prevista nell'emendamento presentato dall'onorevole La Spisa. La modalità, diciamo, relativa alla soluzione, alla risoluzione del problema proposto è diversa, ma è diversa necessariamente, nel senso che diventa problematico, anche in ragione di un orientamento che si è adottato in situazioni e circostanze simili, ma anche in considerazione del fatto che nell'articolo 29 non si tratta solo di questa tipologia di precari, si tratta anche di una tipologia di precari diversa, che ho avuto modo, in relazione, di sottolineare, cioè di personale laureato e specializzato, che svolge funzioni di analisi fisico-chimica all'interno del laboratorio dell'EAF, e che lo fa anche da dieci, undici anni, attraverso una relazione, un rapporto di lavoro con l'Ente del tutto precario. Allora, la scelta che, anche necessariamente, è stata seguita dalla Commissione nel proporre l'emendamento numero13, ma che risolve la questione avanzata nell'emendamento numero 9, è che si proceda a selezioni pubbliche anche per le categorie A e B, del vigente ordinamento professionale del personale regionale, e sia riconosciuto ai candidati idonei, che abbiano a qualunque titolo prestato servizio negli ultimi quattro anni all'interno dell'EAF, i medesimi punteggi aggiuntivi di cui al comma precedente, cioè al comma 6 dell'articolo 29 che tratta, come dicevo, i precari con quelle specializzazioni, con quei titoli accademici. Ritengo, per cui, che sia in questo senso possibile il ritiro da parte dell'onorevole La Spisa dell'emendamento proposto perché, sostanzialmente, il problema è risolto in questa formulazione che è l'unica anche tecnicamente possibile in ragione di un equilibrio che si è ritrovato trattando anche situazioni di precariato diverse ma sempre contenute nell'ambito della disposizione di legge. Il parere è positivo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Conforme al relatore.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 29. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, chiedo scusa… emendamento numero 13
LA SPISA (F.I.). Mi ero prenotato per chiedere la votazione elettronico palese.
PRESIDENTE. L'abbiamo già votato, facciamo la votazione su questa?
LA SPISA (F.I.). Era per la precedente.
PRESIDENTE. Sì, ho capito, è arrivato un attimo dopo, onorevole La Spisa, chiedo scusa. Conferma la richiesta di votazione elettronica?
LA SPISA (F.I.). Si.
PRESIDENTE. Prego i colleghi di predisporsi alla votazione elettronica.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 13
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - La Spisa - Lai - Licheri - Liori - Lombardo - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Randazzo Alberto - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 48
votanti 47
astenuti 1
maggioranza 24
favorevoli 47
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame dell'articolo 30. All'articolo 30 sono stati presentati l'emendamento numero 3 e l'emendamento numero 4.
( Si riporta di seguito il testo dell'articolo 30 e dei relativi emendamenti:
Art. 30Trasferimento di gestione
1. I soggetti che alla data di entrata in vigore della presente legge gestiscono singoli impianti del sistema idrico multisettoriale regionale cessano nell'attività di gestione a decorrere dall'effettiva operatività del nuovo soggetto gestore delle opere rientranti nel sistema idrico multisettoriale regionale.
2. L'ERIS prosegue nella gestione di tutte le opere e di tutti gli impianti ad uso multisettoriale di competenza dell'Ente autonomo del Flumendosa.
3. In sede di prima applicazione l'Assessorato regionale dei lavori pubblici procede, entro un mese dall'entrata in vigore della presente legge, alla ricognizione e identificazione delle opere del sistema idrico multisettoriale regionale di competenza della Regione da affidare al soggetto gestore e del personale adibito alla gestione delle opere, individuato sulla base delle certificazioni dei rappresentanti legali dei soggetti gestori di cui al comma 1.
4. Le opere identificate ai sensi del comma 3 sono dichiarate di competenza regionale con appositi decreti del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale.
5. I decreti di cui al comma 4, nell'individuare e disciplinare le procedure attraverso cui realizzare in concreto il trasferimento delle opere dall'attuale gestore al nuovo gestore unico regionale, devono prevedere:
a) l'individuazione cartografica delle opere e le caratteristiche tecniche principali;
b) l'individuazione della tipologia gestionale in atto, con riferimento alla natura giuridica e alle caratteristiche del servizio esercitato;
c) l'illustrazione dei costi di gestione e delle strutture gestionali in atto;
d) l'individuazione del personale necessario per la gestione dell'opera da trasferire all'ERIS.
6. Il Presidente della Regione, entro trenta giorni dalla costituzione dell'Autorità di bacino trasmette al Comitato istituzionale i risultati della ricognizione di cui al comma 3.
7. Il personale trasferito è inquadrato dall'ERIS con le garanzie dell'articolo 2112 del Codice civile, facendo esclusivo riferimento alla posizione giuridica ricoperta nell'ente di provenienza; in ogni caso a tale personale è garantito un trattamento economico non inferiore a quello corrisposto all'ente di provenienza all'atto del trasferimento.
8. L'ente di provenienza provvede alla liquidazione di tutti i crediti esigibili che il prestatore di lavoro ha maturato all'atto del trasferimento.
9. Il personale trasferito ha facoltà di esercitare l'opzione di cui alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 5 della Legge 8 agosto 1991, n. 274 (Acceleramento delle procedure di liquidazione delle pensioni e delle ricongiunzioni, modifiche ed integrazioni degli ordinamenti delle casse pensioni degli istituti di previdenza, riordinamento strutturale e funzionale della direzione generale degli istituti stessi) e successive modificazioni, per il mantenimento del trattamento previdenziale goduto presso l'ente di appartenenza.
Emendamento aggiuntivo Pirisi, Uras, Cuccu Franco Ignazio, Corda, Murgioni, Manca, Mattana, Giorico, Sabatini.
Art. 30
Dopo l'articolo 30 è aggiunto il seguente:
"30 bis Procedure transitorie
1. Le integrazioni e modifiche puntuali ai piani stralcio di bacino di cui al comma 4 dell'articolo 21 della legge regionale 11 maggio 2006, n. 4, già approvati e in corso di attuazione alla data di entrata in vigore della presente legge, sono adottate dal Comitato istituzionale dell'Autorità di bacino e successivamente approvate con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale.". (3)
Emendamento aggiuntivo Pirisi, Manca, Giorico, Uras, Sabatini, Cuccu Franco Ignazio, Murgioni.
Art. 30
Dopo l'articolo 30 è aggiunto il seguente:
"30 ter Relazione di verifica
1. Al fine della migliore ed unitaria gestione pubblica del sistema idrico integrato, multisettoriale ed idropotabile, la Giunta regionale, entro dodici mesi dall'entrata in vigore della presente legge, presenta al Consiglio regionale una relazione sullo stato di attuazione delle normative regionali e sulla loro efficacia concernenti il governo della risorsa idrica e i soggetti gestori proponendo, inoltre, le eventuali integrazioni e modifiche necessarie alla legislazione vigente. (4).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Era una prenotazione precedente.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Uras, relatore.
URAS (R.C.), relatore. Allora, anche per illustrare l'emendamento numero 4, per una ragione molto semplice, ritengo l'emendamento numero 4 un emendamento che noi dovremmo assumere in quasi tutte le leggi di riforma che stiamo esaminando e che stiamo approvando, perché contiene il concetto della verifica a termine ,dello stato di attuazione e dell'efficacia delle normative regionali che intervengono a riordinare, riorganizzare, razionalizzare ambiti di operatività dell'amministrazione. In questo senso, ritengo che sia importante, ritengo che vada a raccogliere una sollecitazione che è stata più volte avanzata dalle minoranze, sulla quale abbiamo discusso in Commissione proprio perché ci sia una sede nella quale si riflette, così come diceva il presidente Pirisi, del sistema idrico integrato, multisettoriale e idropotabile, e sia possibile, in quella sede, intervenire anche legislativamente anche in ragione delle evoluzioni che sta avendo il diritto in questa materia a livello nazionale e comunitario, sia possibile intervenire, perché le disfunzioni che pure appaiono esserci, soprattutto nell'idropotabile possano essere corrette. Il parere sull'emendamento numero 3 e sul numero 4 è positivo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Il parere della Giunta è favorevole, la Giunta è disponibile, ovviamente, lo sarebbe al di là della norma, ma la norma credo che sia un impegno poi, a trovare anche soluzioni normative di rettifica e di modifica del sistema in atto e su tali norme la Giunta già sta lavorando anche per una evidente analisi del sistema attuale e quindi questa norma è accolta favorevolmente dalla Giunta, grazie.
PRESIDENTE. Grazie Assessore.
Metto in votazione l'articolo 30. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 31. All'articolo 31 è stato presentato l'emendamento numero 5
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 31 e del relativo emendamento:
Art. 31Norma finanziaria
1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono determinati in euro 300.000 per l'anno 2006; alla determinazione degli oneri per gli anni successivi si provvede con legge finanziaria; gli stessi oneri fanno carico alla UPB S01.014 di nuova istituzione del bilancio regionale per l'anno 2006 e alla UPB corrispondente dei bilanci per gli anni successivi.
2. Nel bilancio della Regione per l'anno 2006 sono introdotte le seguenti variazioni:
in diminuzione
03 - PROGRAMMAZIONE
UPB S03.006
Fondo speciale per nuovi oneri legislativi di parte corrente
(Cap. 03030) (articolo 30, LR 5 maggio 1983, n. 11)
2006 euro 300.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 3) della tabella A allegata alla legge regionale 21 aprile 2005, n. 7 (finanziaria 2005).
in aumento
01- PRESIDENZA
Direzione 01 - Servizio 01
UPB S01.014
NI Titolo I (01.01) - Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna
2006 euro 300.000.
Emendamento sostitutivo totale Pirisi, Uras, Cuccu Franco Ignazio, Corda, Murgioni, Manca, Mattana, Giorico, Sabatini.
Art. 31
L'articolo 31 è sostituito dal seguente:
"Art. 31
Norma finanziaria
1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono determinati in euro 300.000 per l'anno 2006; alla determinazione degli oneri per gli anni successivi si provvede con legge finanziaria; gli stessi oneri fanno carico alla UPB S01.014 di nuova istituzione del bilancio regionale per l'anno 2006 e alla UPB corrispondente dei bilanci per gli anni successivi e, a decorrere dall'esercizio finanziario 2007, all'UPB S08.014.
2. Nel bilancio della Regione per l'anno 2006 sono introdotte le seguenti variazioni:
in diminuzione
03 - PROGRAMMAZIONE
UPB S03.006
Fondo speciale per nuovi oneri legislativi di parte corrente
(Cap. 03030) (articolo 30 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11) - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 3) della tabella A allegata alla legge finanziaria (comma 7 dell'articolo 1 della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7)
2006 euro 300.000
in aumento
01 - PRESIDENZA
Direzione 01 Servizio 01
UPB S01.014 - NI Titolo I (01.01)
Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna
2006 euro 300.000
08 - LAVORI PUBBLICI
UPB S08.014 - NI Titolo I (cap. NI)
Contributi ed incentivi ad ERIS per i parziale recupero dei costi del servizio idrico multisettoriale regionale (comma 2 dell'articolo 21 della presente legge).
2007 PM". (5).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Uras, relatore.
URAS (R.C.), relatore. Il parere è positivo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Conforme a quello del relatore, grazie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' Approvato)
PRESIDENTE. Mettiamo in votazione la legge.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Una brevissima dichiarazione di voto, Presidente, per dichiarare l'estensione del nostro Gruppo di Riformatori al voto complessivo di questa legge e che, comunque, riteniamo rischi di diventare, ancora una volta, un'occasione perduta. La legge che essenzialmente a un impianto positivo, una legge che va verso la direzione giusta che è quella di un riordino complessivo del sistema idrico nella nostra Isola e che, per pochi elementi, davvero non si è voluto fino in fondo che potesse avere quella connotazione di democraticità totale del governo delle acque. Così come fanno i saggi nei nostri paesi quando a loro basta guardare il cielo per capire se l'acqua è in arrivo o non arriva ecco, noi ci poniamo in questo atteggiamento e diciamo che… posso continuare Presidente?... E diciamo che dal constatare le nuvole che si affacciano su questo orizzonte, nulla fa prevedere che il tempo possa essere veramente mite. Ha detto il relatore di questa legge: "Di acqua sotto i ponti ne è passata tanta" è vero, ne passerà ancora molta, però, in questo modo, noi questa acqua che passiamo rischiamo davvero di non convogliarla e di lasciarla ancora una volta andare verso il mare senza che venga utilizzata adeguatamente. Il problema era quello di consentire un governo partecipato al governo idrico e, sarebbe stato sufficiente modificare gli articoli 7 e 14, probabilmente, per arrivare a questo intento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisano.
Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Grazie, Presidente. Sì, una breve dichiarazione di voto e credo che sia doverosa. Signor Presidente, Assessori, onorevoli, colleghe e colleghi, come Presidente della Commissione quarta sono onorato ed orgoglioso di esprimere il parere favorevole per questo provvedimento. Aggettivare con troppa enfasi il fatto che tra poco si compirà rischia di inflazionare l'aggettivo che viene in mente in casi come questo e che troppe volte viene usato. Affermare però che oggi, in quest'Aula, e ieri in Commissione abbiamo fatto della buona politica, che abbiamo fatto del buon governo nell'interesse dei sardi e nell'interesse del popolo sardo, credo che sia un fatto inconfutabile che è davanti agli occhi di tutti e ciò fa onore sia alla maggioranza che alla minoranza ed alla Giunta. Aver affrontato in modo pressoché unanime un provvedimento che da oltre quarant'anni si è cercato di varare è un fatto di enorme valore e di enorme rilevanza. E' una legge perfetta questa? Penso di no, perché la perfezione non è di questa terra. E' una legge perfettibile ma, onorevole Pisano, credo che sia non un'occasione perduta, ma un'occasione colta con il contributo di tutti, con il suo contributo, con il contributo del suo Gruppo e con il contributo di coloro che oggi sono intervenuti in quest'Aula e che sono intervenuti durante tutto il dibattito e tutto il confronto.
Io, Presidente, credo che qualche ringraziamento sia doveroso, perché non mi voglio dilungare oltre, anche perché non so quanto è il tempo che ho a disposizione. Credo di dover ringraziare l'onorevole Sanciu, l'onorevole Corda, l'onorevole Franco Ignazio Cuccu, l'onorevole Giorico, l'onorevole Manca, Mattana, Murgioni, Sabatini e, ultimo ma non ultimo, il relatore onorevole Uras. Assieme ai componenti la Commissione credo sia doveroso ringraziare anche l'assessore Mannoni, ringraziare, come ho già fatto, il dottor Gianfranco Cocco e anche l'osservatore onorevole Dedoni che, non me lo dimentico, anche se oggi dagli interventi che ha fatto mi sembrava che in qualche momento fosse distratto. Quindi grazie a tutti e veramente credo che sia un fatto importante.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pirisi. Grazie anche a tutti noi che vi abbiamo assistito in questo lavoro, che abbiamo partecipato…
PIRISI (D.S.). Presidente, maggioranza e minoranza tutta!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Solo due parole anche dalla Giunta. Io ringrazio il presidente Pirisi delle belle parole. Sono molto emozionato perché devo dirvi che nel diventare Assessore era una delle cose che mi ero proposto di fare e, devo dire oggi, di proporre perché voi avete lavorato su una proposta della Giunta, l'avete modificata, l'avete migliorata notevolmente, devo dire, quindi il prodotto è un prodotto buono. Diceva l'onorevole Pirisi che non c'è perfezione nelle cose. Io lo ribadisco ancora una volta. Le riforme vanno poi testate nella loro attuazione, quindi forse dovremo imparare tutti quanti a correggere subito, anche in tempi brevi, quando si vede che le cose sono fatte male. Però questa è una buona riforma. E' una riforma che va verso l'utenza, verso il mondo agricolo al quale voglio mandare un messaggio: che il prezzo dell'acqua non sarà più alto, assolutamente, ma sarà più basso. Quello che abbiamo già fatto come Giunta quest'anno e l'anno scorso applicando già con la finanziaria col Flumendosa, rompendo quella diatriba pluriennale di confronto e di contrasto fra Flumendosa e consorzio di bonifica; noi l'abbiamo risolta con una legge, con una democratica fissazione del prezzo dell'acqua, che è il più basso degli ultimi 10 anni. Questo sarà anche per il sistema generale. Lavoreremo su questa prospettiva e su questa prospettiva vorremmo essere giudicati. Grazie a voi tutti, consiglieri e onorevoli, per questo buon prodotto che valuteremo nel tempo, ma che oggi mi sento di dire è un ottimo prodotto. Grazie.
PRESIDENTE. Va bene, colleghi, votiamo la legge. Prego i colleghi di prendere posto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo unificato numero 153-186/A.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Murgioni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Randazzo Alberto - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: La Spisa - Lombardo - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Artizzu - Atzeri - Dedoni - Liori -Pisano.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 52
votanti 46
astenuti 6
maggioranza 24
favorevoli 41
contrari 5
(Il Consiglio approva).
Grazie colleghi. Abbiamo fatto un buon lavoro in questi due giorni. Il Consiglio verrà convocato a domicilio. Adesso è convocata la Conferenza dei Capigruppo nella sala attigua. Grazie. La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 20 e 06.
Allegati seduta
CCLII Seduta
(Pomeridiana)
Giovedì 30 novembre 2006
Presidenza della Vicepresidente Lombardo
indi
del Presidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 16 e 08.
RANDAZZO ALBERTO, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del martedì 24 ottobre 2006 (246), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Silvio Cherchi, Diana, Lanzi, Maninchedda, Salis e Serra hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di giovedì 30 novembre 2006.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sulle bonifiche nelle aree minerarie dismesse, sullo sviluppo delle stesse e sul ruolo dell'Igea e del Parco geominerario." (594) (Risposta scritta in data 28 novembre 2006.)
"Interrogazione Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sulle bonifiche nelle aree minerarie dismesse, sulle possibilità di sviluppo delle stesse e sul ruolo dell'IGEA e del Parco geominerario". (606)
(Risposta scritta in data 28 novembre 2006.)
"Interrogazione Cachia, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di crisi dello stabilimento Palmera di Olbia". (619)
(Risposta scritta in data 28 novembre 2006.)
"Interrogazione Balia - Maninchedda - Masia - Salis - Serra, con richiesta di risposta scritta, sul rischio di smantellamento della Palmera e dello spostamento dell'attività produttiva in un paese asiatico". (645)
(Risposta scritta in data 28 novembre 2006.)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dell'articolato del Testo unificato numero 153-186/A.
Poiché dobbiamo procedere con la votazione sul passaggio agli articoli e non sono trascorsi i 10 minuti dall'inizio della seduta sospendo i lavori, riprenderanno alle ore 16 e 20. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 10 , viene ripresa alle ore 16 e 22.)
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta, prego i colleghi di prendere posto. Punto all'ordine del giorno il Testo unificato numero 153-186/A "disposizioni in materia di risorse idriche e bacini idrografici". Avevamo concluso… onorevole Uras, onorevole Manca, per cortesia, grazie. Avevamo concluso la discussione generale dovevamo votare il passaggio agli articoli. Ha chiesto di parlare l'onorevole La Spisa, prego… prego i colleghi di prendere posto, onorevole Capelli, onorevole…
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione elettronica palese.
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Ibba - Lai - Licheri - Manca - Marracini - Masia - Mattana - Orrù - Pinna - Pirisi - Pittalis - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Biancareddu - Cappai - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Moro - Petrini - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanciu - Sanjust - Sanna Matteo.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Capelli - Cassano - Dedoni - Liori - Lombardo - Murgioni - Pisano - Scarpa - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 55
Votanti 45
Astenuti 10
Maggioranza 23
Favorevoli 31
Contrari 14
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame del titolo:
(Si riporta di seguito il testo del titolo:
Disposizioni in materia di risorse idriche e bacini idrografici).
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sul titolo. Ha chiesto di parlare l'onorevole Contu, prego… prego i colleghi di prendere posto, onorevole Sanciu, onorevole Capelli… onorevole Sanciu!... onorevole Sanciu! La prego di prendere posto che l'onorevole Contu deve intervenire, grazie.
E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Io chiederei ai colleghi rispetto per l'Aula e per il sottoscritto, grazie. Grazie Presidente, credo di dovermi, in questo intervento sul titolo, "disposizioni in materia di risorse idriche e bacini idrografici" riallacciarmi a qualche intervento della mattinata e vorrei partire dall'intervento dell'Assessore. Bene ha fatto l'Assessore a ricordare che l'EAF ha festeggiato quest'anno il sessantesimo della sua istituzione e mi viene spontaneo tornare al 1867 così mi riallaccio al discorso e all'intervento che ha fatto il Presidente della Commissione, il collega Pirisi, il collega Pirisi che ha posto grande enfasi nel suo intervento e io condivido il fatto che con questa norma trova applicazione la direttiva CE 2000/60 per la prima volta in Italia, trovo che, finalmente, dopo che la legge numero 183 non ha avuto attuazione in Sardegna ma che noi ci allineiamo alla numero 152 del 2006 sulla tutela dell'ambiente e voglio ricordare, però, che nel 1867, su iniziativa del sindaco Baylle, quello famoso di via Baylle di Cagliari, per capirci, venne praticamente finanziato il primo acquedotto dell'era moderna di Cagliari, e venne inaugurato con tre giornate di festa nella città di Cagliari, in questa occasione non posso dire che i cittadini sardi…
PRESIDENTE. Scusi onorevole Contu, vorrei pregare i colleghi di prendere posto, che vuole interloquire lo può fare fuori dall'Aula e non disturbare con questo brusio l'oratore, grazie. Prego onorevole Contu.
CONTU (F.I.). L'avete finita?... dicevo, la città di Cagliari festeggiò per tre giorni, grande tripudio, fontanelle che facevano scorrere l'acqua potabile e così via. Oggi, invece, caro collega Pirisi, noi forse iniziamo un percorso, un percorso che per La Sardegna è un nuovo percorso culturale e io, necessariamente, devo chiedere proprio a lei, Presidente della Commissione, che in questo nuovo percorso, o per questo nuovo percorso proverò a dare qualche suggerimento. Noi sappiamo che nonostante questa legge noi non stiamo dando le risposte ai cittadini, non stiamo dando le risposte, quando, purtroppo, c'è una ribellione degli enti locali dove, fino ad oggi, tanti enti locali gestivano quelli che diceva l'Assessore attraverso 40 e più amministrazioni diverse, gestivano oggi la distribuzione dell'acqua e che ancora oggi rivendicano un diritto che è quello di avere dalla gestione dell'acqua, cioè dalla gestione del territorio, dalla gestione della risorsa del territorio che la numero 152 ci impone di rispettare, gli enti locali vengono penalizzati soprattutto in quegli strumenti che oggi sono chiamati, per il nuovo assetto istituzionale del settore, a non essere rappresentati o a essere rappresentati giusto come citazione. Ma, allora, davvero noi, molto probabilmente abbiamo da fare questo percorso culturale che porta, per esempio, ancora oggi la nostra capitale, la città di Roma, ad utilizzare ancora per il 60 per cento le strutture che fin dai secoli dell'impero hanno continuato a portare a Roma quella che è ancora oggi una risorsa importante per Roma e lo è nella misura del 60 per cento circa; i vecchi acquedotti romani oggi approvvigionano ancora la città di Roma per il 60 per cento dei bisogni di Roma. Allora questo ragionamento mira a raggiungere o quantomeno a dare un contributo rispetto a quelle che sono le condivisioni che la minoranza e la partecipazione che, comunque sia, la minoranza ha dato alla stesura di questo documento, ma nello stesso tempo credo che ci sia bisogno di prendere atto che comunque questo documento, questa legge può essere in un periodo molto breve, non in un periodo che già si allunga come tempi di attuazione dove molto probabilmente ben prima di quell'anno, dell'entrata in vigore complessiva, dopo aver attivato tutti i percorsi, avremo ancora un anno per dare eventualmente ulteriori contributi di modifica e di miglioramento. Io sono convinto che questa legge mantenga in piedi quelle sperequazioni esistenti tra un territorio e l'altro. Provo a citarne. Provo a citare quelli territoriali. Noi sappiamo benissimo che le fonti di approvvigionamento per il nostro sistema idrico sono prevalentemente localizzate e così pure i bacini di raccolta sono localizzati nelle zone interne. Ma spesso e volentieri i comuni dell'interno hanno messo a disposizione i loro territori per garantire gli approvvigionamenti più importanti che invece sono richiesti lungo le fasce costiere, perché tutti sappiamo che l'85 per cento della popolazione sarda risiede nelle zone costiere o nella fascia costiera. Quindi i bisogni, compresi i bisogni industriali, sono localizzati per l'85-90 per cento nella fascia costiera. Quindi la sperequazione che oggi ancora esiste dove tanti comuni dell'interno, anche in quei comuni dove sono presenti i più grossi bacini di raccolta, hanno ancora purtroppo il problema di avere assicurata la risorsa idrica per buona parte dell'anno, nonostante le ultime annate abbiano consentito di affermare all'Assessore che i nostri invasi sono pieni per i tre quarti. Detto questo aspetto, è chiaro che tra sperequazione territoriale e sperequazione sociale esiste ancora un altro grosso handicap che deve essere superato. Sono convinto, per quelle che sono le prospettive che questa legge offre, del fatto che l'applicazione di quella norma che vuole, per esempio, l'insediamento delle strutture per lo stoccaggio o per lo smaltimento o per la presenza di termovalorizzatori e quant'altro, quelle comunità usufruiscono di benefits. Allora vorrei chiedere per quale motivo le popolazioni che più pagano il peso territoriale non abbiano diritto, per esempio, ad avere una fascia a tariffe e a costi sociali rispetto a quei territori che invece utilizzano soltanto il bene. Ma devo dire pure, e qui invito il collega Pirisi perché essendo un tecnico ed essendo Presidente della Commissione urbanistica, che non abbia pensato al perché nelle nostre società più evolute per gli usi sociali tante altre nazioni hanno adottato un principio, che è quello della doppia distribuzione, anche per l'uso civile. Ovvero: ma per quale motivo noi dobbiamo continuare ad essere obbligati per mandare in rete di distribuzione l'acqua, a mandarla necessariamente potabilizzata? Ma lo sappiamo noi che il costo più alto nella gestione dell'acqua e nei controlli dell'acqua, le grosse spese sono, appunto, quelle di garantire dell'acqua potabile e di garantire un'acqua batteriologicamente pura o disinfettata, come si usa dire? Ma le sappiamo queste cose? Ma vogliamo davvero attivare quel percorso che porti nelle case o quantomeno nella vita sociale nostra, due tipi di distribuzione, una che è quella di un'acqua grezza e l'altra di un'acqua potabile per usi soltanto umani? Vogliamo capire che molto probabilmente il percorso che abbiamo tracciato anche con i grandi investimenti che si sono fatti in questi ultimi anni per realizzare nuove reti che andassero a risparmiare quell'acqua che si perdeva attraverso reti colabrodo, sono state definite, che perdevano una grossa percentuale di acqua, ma vogliamo pensare che gli interventi devono essere indirizzati a realizzare due tipi di reti di distribuzione? Beh, credo che i percorsi che noi…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu.
CONTU (F.I.). Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Presidente e Assessori, l'argomento è troppo invitante per rinunciare a parlare, perché è un'occasione per parlare con serietà di acqua. Assessore, mi rivolgo particolarmente a lei: amministrare un bene come questo in tempi di grande disponibilità, come questi che ci sono, per lei è una fortuna, così come successe al padre del presidente Pili quando, essendo Assessore, si trovò in un periodo di grande siccità, con le dighe quasi a fondo e nel giro di poco tempo, grazie alla pioggia, si riempirono tutti i bacini. E' una fortuna perché l'acqua va amministrata e va amministrata bene; è questo il tema più importante. Ci sono paure di accentramento e anche quindi che in pochi decidano, magari a discapito di altri territori. Non esistono leggi buone in partenza e leggi cattive in partenza. E' la gestione che dirà se abbiamo fatto una buona legge e se abbiamo messo gli uomini giusti al posto giusto, magari daremo soddisfazione ai cittadini sardi. Però problemi ce ne sono, non è che non ce ne siano. Ci vuole una nuova cultura delle acque a iniziare da qui dentro. Forse lo abbiamo tralasciato, forse i colleghi non hanno dato abbastanza importanza a questo argomento, forse ci vogliono conoscenze tecniche, però è giusto che noi ci cimentiamo e li affrontiamo questi problemi.
Allora, l'acqua. L'acqua va distribuita. In Sudamerica, in Uruguay o in Paraguay se non ricordo male, c'è stato un tentativo di privatizzare l'acqua; il prezzo dell'acqua è salito di tanto che c'è stata una rivolta popolare, quasi una piccola rivoluzione, ci sono stati dei morti, il Governo ha fatto sparare sulla folla, la reazione è stata comunque così imponente e così importante che ha resistito anche all'impatto della polizia che sparava per cui ha costretto un Governo nazionale a fare marcia indietro, oggi ci sono le rivalse di questa multinazionale che vuole il risarcimento danni, eccetera. Però anche questa mania di privatizzare è un pericolo. Però i cittadini hanno il diritto di avere l'acqua ad un prezzo congruo e questo è un tema che noi dobbiamo affrontare, è un tema che ci dobbiamo porre e la politica, la Giunta regionale, le Commissioni regionali competenti che hanno il dovere di programmare devono dare rassicurazioni in tal senso, cioè dobbiamo in questa legge inserire dei paletti che ci permettano e che ci facciano ben sperare almeno che questi temi noi li abbiamo affrontati in anticipo e che diamo delle rassicurazioni agli utenti; non parlo soltanto degli utenti dell'acqua ad uso civile e quindi dei cittadini, ma delle categorie, degli agricoltori, dell'industria. Perché non può esistere che noi nella passata legislatura, tanto vituperata, ci siamo dati da fare per portare l'acqua dalle miniere, a tempo di record, per portare a termine nel giro di pochissimi mesi, per primi in Italia, la prima legge obiettivo che è stata portata a compimento tra le grandi opere d'Italia, il congiungimento del sistema Tirso-sistema Flumendosa che darà riparo a una regione della Sardegna qualora ci sia una futura siccità. Non è una cosa da poco, cioè mettere in contatto i bacini. Però quando, per esempio, in una legislatura ancora precedente c'è stato un tentativo di dare razionalizzazione ad alcuni consorzi di bonifica, unendo il Sulcis con il Flumendosa, c'è stata naturalmente la divisione, c'è stata la reazione degli interessati a far parte dei consigli di amministrazione che hanno prevalso sull'interesse generale, nonostante ci sia stato un collegamento che permettesse di superare la logica di distretto, perché quando ci sono i collegamenti che assicurano l'acqua ai territori, la logica di distretto viene necessariamente a cadere. Però non possiamo neanche correre il rischio di vedere che succeda quello che successe nel '94 prima delle elezioni quando, per motivi puramente politici - sono costretto a fare nomi, ma credetemi non lo faccio per cattiveria sarebbe lo stesso se l'avessi fatto io - il presidente Palomba raddoppiò la quantità d'acqua destinata all'agricoltura soltanto per imbonirsi una categoria. In realtà in quel periodo le dighe, come lei ben sa Assessore, erano vuote o semivuote, cioè ci ha sottoposto a un rischio di una restrizione oltre ogni limite per una gestione dell'acqua che non era finalizzata ad un uso tecnico. La politica deve intervenire per dare ordine, per dare logicità, per dare risposte a esigenze reali dei cittadini, ma non può stravolgere il senso dell'uso pubblico dell'acqua, della destinazione d'uso, soltanto per puri scopi elettorali. Ecco, questi sono gli episodi che bisogna che non si ripetano, che bisogna evitare! Noi abbiamo citato il sindaco Baylle, io citerei il ministro Maxia, citerei Paolo Pili, che vollero che si creasse il sistema del Flumendosa, il lago Omodeo, sono dei grandi benefattori della Sardegna a cui noi dovremo dedicare dei monumenti nelle piazze per quello che hanno fatto. Eravamo peggio della Sicilia, che ancora oggi non ha la soddisfazione, il grado di risposta alla richiesta di acque dei cittadini che ha la Sardegna. Eravamo veramente in una condizione di precarietà dalla quale, vivaddio, ci siano affrancati e continueremo ad affrancarci se saremo seri, se affronteremo i problemi con un modo e con un metodo assolutamente condivisibili. Abbiamo cambiato molto della conoscenza, a Cagliari si è inaugurato un depuratore dell'acqua che è quello dell'acqua dei cittadini di Cagliari che oggi può essere utilizzata, invasata nel Simbirizzi ed è già stata destinata per più stagioni irrigue ad un uso che non è più quello di buttarla a mare come si faceva prima ma ad uso irriguo. Bisogna risollevare, magari, anche il problema dei dissalatori, la Sardegna avrà necessità di questi strumenti per dare sicurezza ai cittadini dell'uso dell'acqua nelle coste, in una regione dove ancora... perché bisogna pomparla, purtroppo, bisogna vincere la gravità. Qualcuno fa la campagna del fatto che le dighe siano fatte con un sistema antigravitazionale, purtroppo per sollevarla, per portarla verso il Campidano di Cagliari bisognava portarla sul Mulargia, è la cosa più logica del mondo. Ma sollevare l'acqua costa, è un costo, magari in certe regioni o in certe isole dove si spera che si sviluppi il turismo sarà più conveniente fare un dissalatore, è qualcosa che oggi si può fare, è qualcosa di cui non dovremo aver paura di parlare, la tecnologia ci dà risposte positive, percorriamo le strade, diamo risposte ai cittadini, prima di tutto l'acqua! Non si può sviluppare il turismo se non c'è l'acqua, non si può sviluppare l'industria se non c'è la certezza dell'acqua, se non abbiamo di che lavarci i piedi non possiamo vivere, non dobbiamo pensare soltanto a bere. E' un bene così prezioso che non va sprecato, che va utilizzato al meglio, bisogna confrontarsi con serietà e dare certezza che la gestione sia una gestione, per quanto possibile, neutra, per quanto possibile, rispondente a esigenze politiche, non di partito, ma politiche nel senso che se c'è un'emergenza in Ogliastra è chiaro che tutta la regione, per uno spirito di solidarietà, deve indirizzare questo bene per le risposte di quel territorio che, magari, in quel periodo ha maggiori necessità. Ma, normalmente, dobbiamo essere in una condizione fisiologica di gestione dell'acqua garantendo soprattutto la distribuzione in maniera efficiente ed efficace a costi accettabili per l'economia della nostra isola. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Liori. E' chiusa la discussione sul titolo. Metto in votazione il titolo.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Voto elettronico, per favore.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del titolo.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Manca e Pisu hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Contu - La Spisa - Lombardo - Moro - Petrini - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo.
Si sono astenuti i consiglieri: Dedoni - Floris Mario - Liori - Milia - Pisano
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 42
votanti 37
astenuti 5
maggioranza 19
favorevoli 28
contrari 9
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame dell'articolo 1.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:
Art. 1Finalità
1. La Regione riconosce l'acqua quale patrimonio da tutelare in quanto risorsa limitata di alto valore ambientale, culturale ed economico; considera altresì l'accesso all'acqua quale diritto umano, individuale e collettivo e ne regolamenta - in attuazione dell'articolo 43 della Costituzione - l'uso al fine di salvaguardare i diritti e le aspettative delle generazioni future.
2. La presente legge disciplina funzioni e compiti primari per il governo delle risorse idriche sotto il profilo quantitativo e qualitativo, promuovendo:
a) l'uso responsabile e sostenibile della risorsa idrica, in quanto bene pubblico primario e fattore fondamentale di civiltà e di sviluppo, secondo criteri di solidarietà ed in funzione di obiettivi di salvaguardia dei diritti delle future generazioni e dell'integrità del patrimonio ambientale;
b) le azioni necessarie per tutelare le acque destinate prioritariamente al consumo umano, quindi all'uso agricolo ed infine agli altri usi, garantendo, quale esigenza fondamentale, nei bacini idrografici di competenza, il deflusso necessario alla vita negli alvei a salvaguardia permanente degli ecosistemi interessati;
c) la gestione dei beni del demanio idrico e la determinazione dei relativi canoni di concessione;
d) l'approvvigionamento primario delle risorse idriche per l'uso civile, irriguo, agricolo ed industriale;
e) l'organizzazione ed il funzionamento del servizio idrico multisettoriale regionale per la gestione e la manutenzione delle infrastrutture, degli impianti e delle opere e per la conservazione dei beni preposti all'uso ed alla tutela delle acque, secondo principi industriali e criteri di efficienza, di efficacia e di economicità;
f) il miglioramento della qualità delle acque, anche sotto il profilo igienico-sanitario, attraverso la prevenzione e la riduzione dell'inquinamento;
g) il raggiungimento degli obiettivi di qualità, sulla base di un approccio combinato della gestione delle fonti puntuali e diffuse di inquinamento e degli usi delle acque;
h) la salvaguardia dell'approvvigionamento idrico dei soggetti socialmente ed economicamente svantaggiati o residenti in zone territorialmente svantaggiate;
i) la definizione di politiche per il recupero dei costi dei servizi idrici per un uso sostenibile delle risorse ed il recupero del costo della risorsa, del costo ambientale dell'utilizzo e dei costi industriali e finanziari dei relativi servizi, sulla base dei principi stabiliti dall'articolo 9 della direttiva n. 2000/60/CE del 23 ottobre 2000; il livello e le modalità del recupero dei costi a carico delle utenze devono tener conto delle conseguenze sociali, ambientali ed economiche del recupero stesso, come pure delle specifiche condizioni geografiche e climatiche della Sardegna.
3. La presente legge disciplina inoltre funzioni e compiti primari per il conseguimento dell'equilibrio idrogeologico del suolo, promuovendo:
a) la prevenzione del rischio idraulico e di frana garantendo, prioritariamente, la sicurezza delle popolazioni e delle infrastrutture;
b) la difesa e la regolazione dei corsi d'acqua, delle aree limitrofe, delle zone umide e lacustri;
c) la difesa e il consolidamento dei versanti delle aree instabili e dei litorali;
d) la realizzazione, la manutenzione e la gestione delle infrastrutture idrauliche e degli impianti.)
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo 1.
E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. Credo che i colleghi mi scuseranno se sono partito un attimo da lontano parlando del titolo, ma non ho avuto l'opportunità di poter intervenire nella discussione generale e, quindi, necessariamente cercherò - così un po' recuperando - sugli stessi articoli, di portare avanti il discorso che intendevo fare sulla discussione generale. Comunque, è chiaro, colleghi, che davvero la legge dovrebbe non solo essere un adeguamento alla normativa europea e alla normativa nazionale ma è di sicuro, già sin dall'articolo 1 che abbiamo adesso in discussione, è una legge che riporta quelli che sono i contenuti dell'articolo 43 della Costituzione, ovvero che la Regione riconosca l'acqua quale patrimonio da tutelare in quanto risorsa limitata e di alto valore ambientale, culturale ed economico. Credo che su un principio quale questo, credo che tutti, colleghi, ci troviamo d'accordo, ma soprattutto ci troviamo d'accordo sul fatto che la risorsa idrica sia un bene pubblico primario, che sia un bene essenziale per la vita, che sia un bene, comunque sia, sia una risorsa di civiltà e di sviluppo, tutti concetti sui quali noi non possiamo che condividere. Del resto, proprio l'Assessore - rifacendosi al piano adottato dell'assetto idrogeologico - parlava di uno di quegli interventi che anche l'amministrazione scorsa aveva adottato come iniziativa, ma soprattutto aveva adottato quelle iniziative tese a collegare i nostri sistemi idrici e a dare la certezza della possibilità di ottenere un travaso della risorsa da una zona all'altra della Sardegna a seconda dei bisogni e a seconda, soprattutto, delle scorte che nelle diverse zone dove sono presenti i bacini di raccolta potesse essere superata davvero la difficoltà delle annate siccitose che si sono susseguite avevano, praticamente, piegato anche il nostro sistema economico. Non dimentichiamo che in Sardegna è prioritario in alcune zone l'avere la disponibilità per l'uso irriguo di questa risorsa, perché altrimenti, davvero, i settori quali quelli dell'allevamento e quelli dell'agricoltura vengono piegati. Ma devo dire, rispetto sempre ai termini normativi che sottendono questa legge, io voglio ricordare che noi oggi possiamo soltanto ulteriormente contribuire al miglioramento di questa norma soprattutto sotto aspetti che giudichiamo ancora oggi non rispondenti alle necessità non solo del settore, ma alle necessità della nostra isola. L'aver impostato la norma su un nuovo assetto istituzionale che la governi, che governi questo settore in una maniera centralistica o centralizzata, più che centralistica, è un aspetto che noi non possiamo condividere, ma non possiamo condividere soprattutto perché come già accennato nel mio primo intervento, perché il governo con l'autorità di bacino, il comitato istituzionale all'articolo 6 ci parla di un comitato istituzionale che è composto, per cinque ottavi è composto dalla rappresentanza regionale, Presidente della Giunta, quattro Assessori peraltro non li vedo neanche tutti qui presenti durante la discussione della legge, apprezziamo la presenza dell'Assessore ai lavori pubblici e all'agricoltura, non vediamo e non rileviamo la presenza dell'Assessore all'ambiente né quello sullo sviluppo produttivo e siamo davvero rammaricati perché andando a discutere una legge quale questa, molto probabilmente c'era bisogno anche di un ulteriore contributo da parte della Giunta quando la Giunta stessa è chiamata poi a gestire, ad essere l'autorità di gestione. Devo dire poi l'altro aspetto, l'aver centralizzato su un unico soggetto gestore, sull'ERIS cioè l'ente della risorsa idrica della Sardegna e molto probabilmente questa diventerà una chiave, una chiave che molto probabilmente non ci consentirà di aprire tutte le porte. Ai colleghi voglio ricordare che se davvero si aveva bisogno, e questo era un concetto condivisibile e condiviso e portato avanti di una, come dire, di uno studio ulteriore, di un approfondimento ulteriore sul modo in cui la risorsa andava così incardinata in un assetto di gestione che ponesse fine a quella miriade di enti di gestione, molto probabilmente aver messo in capo all'ERIS ovvero aver messo in capo all'EAF, a quello che sarà trasformato come ente, il nuovo ente strumentale multisettoriale della Regione, della Regione sarda per il governo della risorsa idrica, molto probabilmente questo sarà un aspetto che presenterà necessariamente delle criticità perché è davvero poco condivisibile e poco condiviso. Io credo che tutte quelle problematiche che vanno dalla disponibilità dei territori che non hanno modo di essere rappresentati, di essere un elemento di confronto sulle scelte che sono gli enti locali, le Province, i Comuni, i piccoli Comuni, soprattutto quelli che all'atto pratico detengono territorialmente la risorsa, io credo che questo sarà un motivo per una conflittualità che necessariamente andrà a scatenarsi e che troverà molte difficoltà nella sua attuazione. Io credo che ci fosse del tempo e che ci fosse la necessità di ulteriori approfondimenti, ma credo che proprio su un tema come questo ci fosse la necessità di trovare gli argomenti necessari per una partecipazione democratica di tutti perché davvero l'acqua è, e deve essere un patrimonio di tutti, a disposizione di tutti, e non credo che l'ispirazione di una centralizzazione quale quella che si vuol mettere in piedi vada a rispondere a quelle che sono davvero le esigenze dei nostri cittadini. Io credo, Assessore, che dovremmo trovare un nuovo sistema, non credo ci siano i tempi, ci siano i margini attraverso emendamenti da portare su questo testo perché gli elementi che dovremmo tradurre in un testo di legge potranno far parte, non lo so, in un altro testo che sia una ulteriore elaborazione di questo progetto che in linea di massima, come già riferito dai colleghi che sono intervenuti per la mia parte politica e per la minoranza, abbiano già così fatto rimarcare delle carenze che necessariamente dovranno essere riprese ed elaborate in un'ulteriore elaborazione della legge che dovrà portare nuovi contributi e soprattutto dovrà portare a dei sistemi di applicazione della direttiva CEE che sia davvero rispondente alle esigenze dei territori, cosa che oggi non si rileva da questo testo di legge. Io sono convinto che le categorie di utenza, per esempio, le categorie d'utenza che alla fine dovranno pagare gli sbilanci della gestione, ma io... proseguirò nel prossimo intervento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu.
E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie, Presidente. Vede, io vorrei richiamare l'attenzione dei colleghi, e dell'Assessore all'agricoltura sul parallelismo, sul parallelismo che caratterizza questa legge alla legge che è all'esame della Commissione e che riguarda i consorzi di bonifica, la riforma dei consorzi di bonifica, perché da questa legge, direttamente o indirettamente, il presidente Sanna, verrà condizionata la riforma dei consorzi di bonifica in una maniera o nell'altra e comunque sia avrà un peso determinante sulla legge che stiamo esaminando in Commissione. Tanto che, io sono del parere che questa proposta di legge avrebbe dovuto essere esaminata contemporaneamente dalle due Commissioni perché stiamo andando a produrre un progetto di legge, quindi una norma che sotto certi aspetti condiziona direttamente un'altra legge che è di pari importanza e che ancora ha da essere fatta, la quale legge assieme ai progetti di legge presentati dal Consiglio contiene anche un disegno di legge presentato dalla Giunta, e allora la domanda è questa: Perché un così marcato distacco, oserei dire, un così marcato divario? Queste due leggi avrebbero dovuto arrivare in aula in contemporanea, prima l'una e giustamente poi l'altra, ma l'una complementare all'altra affinché tra le due norme non vi sia e non vi possa essere contrarietà o contrapposizione" Questa innanzitutto è la base sulla quale, secondo me, è necessario discutere. Poiché dalla lettura della norma resta chiaro, resta chiaro, io non parlo di potere o di volere accentratore, uso altri termini, resta chiara la volontà del legislatore di accorpare alla Regione tutte, o quasi tutte le funzioni che regolamenteranno le risorse idriche regionali, siano esse che servano all'agricoltura, siano esse che servano agli usi civici, siano esse che servano agli usi industriali o quant'altro, o quant'altro. Quando si dice, parlo sempre del primo articolo, giustamente, che la Regione autonoma della Sardegna di fatto, di fatto controlla praticamente il sistema regionale delle opere idrauliche, non solo, ma il sistema idrico multisettoriale regionale, dove sono intese le opere di approvvigionamento idrico e di adduzione che singolarmente, perché posti in un sistema complesso, siano suscettibili di alimentare, direttamente o indirettamente, più arie territoriali, più categorie differenti di utenti, dice tutto. Allora la domanda è questa. I consorzi di bonifica che di fatto, sulla legge che è all'esame della Commissione, non saranno altro… non più come soggetti-gestori, ma sono limitati e declassati a soggetti che usufruiscono della risorsa acqua, che acquistano la risorsa acqua dalla Autorità d'ambito e quindi dal soggetto che, al di sotto della Autorità d'ambito, controlla quel distretto, leggendo il disposto di questo articolo, di fatto, probabilmente saranno solo ed esclusivamente dei soggetti atti al solo recupero delle cartelle di consumo dell'acqua. Bene, ed è qui che bisogna riflettere sulla volontà politica di ciò che si vuole fare attualmente di queste strutture, che in Sardegna, da cinquant'anni a questa parte, hanno a torto o a ragione rappresentato l'unico, dico l'unico, strumento di bonifica, l'unico strumento di sviluppo socio-economico nelle zone agrarie della Sardegna. Questa è la domanda che dobbiamo porci anche in questa legge. E dobbiamo porcela seriamente. Queste sono due leggi che dovevano andare all'unisono in Aula, una complementare all'altra. Poiché questa norma di legge condiziona, non poco, se non per dire totalmente, la futura legge sui consorzi di bonifica. E allora mi domando e mi viene da pensare questo, che questa stasi, questa pausa che da oltre un mese e mezzo caratterizza l'esame di questa legge in Commissione, probabilmente, è legata all'esame di questa legge, all'approvazione di questa legge in Aula. Quindi, viene di fatto pensare quale sia l'obiettivo che si è proposto il Governo regionale sull'uso e sul controllo delle risorse idriche, Assessore ai lavori pubblici. Ecco perché ho richiamato l'attenzione dell'Assessore all'agricoltura. Solo per questo Assessore! Questa legge, questa proposta di legge, di fatto condiziona, perché a monte condizionerà tutto quello che deve essere detto nella legge sulla riforma dei consorzi. Perché l'acqua, come ha detto giustamente l'Assessore, è un bene indispensabile, unico. E stiamo parlando di acqua, e i consorzi gestiranno l'acqua. Ma a monte, c'è una legge che ne regolamenta, nel sistema idrico multisettoriale, tutto l'uso e tutto il controllo. Di fatto, Presidente Sanna, andremo a presentare una legge che sarà condizionata da questa legge, in tutto e per tutto, che non può esimersi dal dettato di questa legge che oggi abbiamo portati in Aula e stiamo approvando; che, di fatto, annienterà completamente l'autonomia dei consorzi; che di fatto annienterà completamente quegli strumenti che pure hanno realizzato la politica e lo sviluppo, come ho detto poc'anzi, socio-economico dei territori della Sardegna in cui hanno operato. Poiché i consorzi di bonifica, lo ripeto anche in quest'aula, non possono essere solo ed esclusivamente degli strumenti di utilizzo dell'acqua ma bensì, lo ripeto ancora, nel loro ambito, debbono essere degli strumenti che l'acqua la governino. E noi possiamo legiferare in questo. Come non condivido che in Sardegna possa e debba esistere un unico sistema, un unico bacino idrografico; non può esistere! Su questo dobbiamo riflettere, a mio parere, e il Consiglio deve riflettere perché le due cose sono legate, è vero agli usi civici, ma strettamente agli usi agricoli del bene acqua. E dipende dall'acqua lo sviluppo dell'agricoltura. Se è vero com'è vero, Assessore, che per il futuro per la nostra agricoltura ci sono dei progetti di sviluppo, c'è un progetto strategico organizzato, io mi domando e domando a lei: "Qual è il ruolo che avranno i consorzi o quali sono gli strumenti, d'ora in avanti, che potranno utilizzare, gestire e distribuire questo bene unico in assoluto in agricoltura, affinché possa concorrere allo sviluppo di quel settore che oggi langue e che oggi in Sardegna, pur rappresentando un settore assolutamente…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 2.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:
Art. 2Delimitazione dei bacini
1. L'intero territorio regionale è delimitato quale unico bacino idrografico di competenza della Regione e costituisce, ai sensi della lettera g) del comma 1 dell'articolo 64 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), il distretto idrografico della Sardegna.)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Ma, io vorrei ricordare all'onorevole Cugini… non voglio aprire la seconda pagina della "Nuova Sardegna", perché mi sa che l'ispirazione di quel giornalista possa avere qualche fondamento di verità. Non si faccia prendere, collega Cugini, dalla mano o non voglia armarsi di sciabola per tagliare teste e impedire l'espressione del pensiero. Guardi, io potrei, come ha fatto qualche collega di maggioranza e anche di opposizione, compreso il collega Presidente della Commissione nel suo intervento sulla discussione generale, riallacciarmi a qualche concetto espresso dal Presidente l'altro giorno. Ma è giusto per dire che sul tema, se avete seguito gli interventi precedenti, io ho provato a dare qualche spunto per un miglioramento o per quelle che possono essere le iniziative da assumere nella norma, non necessariamente in questa, molto probabilmente nel proseguo, nella successiva elaborazione di legge, alcune iniziative che forse potrebbero qualificare di più non solo questa norma, ma potrebbero qualificare di più il sistema idrico integrato. Quando noi parliamo di ente strumentale per la gestione del sistema multisettoriale, molto probabilmente, dovremmo assimilare perlomeno i tre concetti, che sono quelli della definizione: dell'acqua grezza, dell'acqua potabile e dell'acqua depurata. Ma quando noi dovessimo andare a definire quest'acqua, non dovremmo dimenticare un altro parametro, quello dell'acqua minerale. Noi in Sardegna abbiamo di sicuro un record, difficilmente eguagliabile negli altre regioni, quello del consumo a scopo idropotabile dell'acqua minerale. Ormai è diventata talmente usuale, non solo nelle nostre tavole. Ma è diventato talmente usuale l'uso dell'acqua minerale e se andiamo a verificare quali sono le motivazioni che hanno portato a definire quasi uno status symbol l'uso dell'alimentazione dell'acqua minerale, questo lo dobbiamo, Assessore, a quella che è purtroppo una non-conoscenza e lei l'ha definita: "La nostra acqua potabile è una delle migliori che oggi ci sono in distribuzione nella rete idrica". Ma questo concetto, purtroppo, non viene assimilato dai nostri cittadini. I nostri cittadini sono stati, per lunghi periodi di tempo, assoggettati al fatto che dai nostri rubinetti non sgorgava acqua, quando sgorgava dell'acqua, l'acqua era di pessima qualità; con grossi problemi che erano legati all'inquinamento microbiologico, problemi di inquinamento da materiali ferrosi e da ferrobatteri, da problemi legati a una rete colabrodo che si aspirava in rete i liquami degli impianti fognari…
MARROCU (D.S.). Con l'articolo 2 cosa c'entra?
CONTU (F.I.). Siro non è che a Villacidro stessi meglio che a Selargius! Per capirci!
L'uso oggi di un'acqua di rete deve essere qualcosa che deve essere favorita nelle nostre popolazioni a discapito eventualmente dell'acqua minerale, che comunque sia non è che faccia bene nell'uso comune. Quindi, è un fatto non solo economico, ma anche culturale. Ed eventualmente l'acqua minerale potremmo destinarla più all'esportazione, verso i paesi che hanno bisogno di una buona acqua potabile. Quand'anche Siro riuscirai a inventarti un impianto di acqua minerale a Villacidro, per il momento ti fa concorrenza il tuo comune contermine, Villasor.
CAPELLI (U.D.C.). C'è l'acqua Federica.
CONTU (F.I.). Detto questo, torniamo a un tema che forse è più attinente a questo intervento e il tema è appunto l'articolo 2: la delimitazione dei bacini. Sulla delimitazione dei bacini, chiaramente, la competenza della Regione non si discute, perché deriva dalla "152", ma del resto su questo c'era poco da discutere.
Il problema più grosso è la gestione del bacino, è una gestione che va in capo a un unico ente gestore che all'atto pratico presenterà, dicevo, una difficoltà nella coniugazione di quelli che sono gli interessi dei territori. E' vero 44-45 enti gestori erano una cosa assurda da mantenere in vita, consigli di amministrazione pompati, utilizzo delle risorse e dispendio di risorse, e soprattutto per non assicurare il servizio. Bene, oggi a me interessa, nella discussione di quest'articolo, affermare che comunque sia nell'elaborazione della legge, riprendo appunto il concetto del costo dei servizi comuni, io qui dico e affermo che molto probabilmente questo articolo 26 è forse quello che rappresenta l'elemento più critico di questa norma, ovvero quello che il soggetto gestore scarica i costi dei servizi comuni direttamente sulla categoria a cui si riferisce, questo è un concetto che non si sposa su una delle prime affermazioni che ho fatto, ovvero quella di avere delle tariffe sociali o quantomeno delle tariffe differenziate con un costo sociale. Io devo dire che questo è l'elemento più caratterizzante che avrebbe dovuto essere messo in campo, mentre oggi gli unici riflessi sociali con i quali ci imbattiamo tutti i giorni sono la protesta della gente per un servizio scadente, per un servizio che costa troppo, per un servizio comunque non è soddisfacente ai bisogni. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu anche per aver risparmiato un po' di tempo a disposizione per l'intervento.
E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.), relatore. Solo per sottolineare che le comunicazioni, che avvengono in quest'Aula, abbastanza chiaramente, ma qualche volta la chiarezza è data da un messaggio che avviene attraverso le dinamiche e le modalità dell'intervento in Aula, che abbiano compreso la sensibilità che richiama l'onorevole Contu e che possiamo meglio orientarla, quando andremo negli articoli dove sono in campo proposte che sono state avanzate, in quelle circostanze, piuttosto che in articoli dove peraltro, come lo stesso onorevole Contu sottolineava prima, c'è poco da discutere perché sono in gran parte attuativi di normativa nazionale. Per cui, se riuscissimo ad accelerare il dibattito e arrivare poi veramente a discutere sui nodi principali della legge, questo agevolerebbe tutti e agevolerebbe soprattutto i sardi che troverebbero domani promulgata una legge essenziale come questa.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 3.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:
Art. 3
Definizioni
1. Ai fini della presente legge:
a) per bacino idrografico si intende il territorio nel quale scorrono tutte le acque superficiali;
b) per distretto idrografico si intende l'area di terra e di mare, costituita da uno o più bacini idrografici limitrofri e dalle rispettive acque sotterranee e costiere che viene assunto come principale unità di gestione dei bacini idrografici;
c) per sistema idrico multisettoriale regionale si intende l'insieme delle opere di approvvigionamento idrico e di adduzione che, singolarmente o perché parti di un sistema complesso, siano suscettibili di alimentare, direttamente o indirettamente, più aree territoriali o più categorie differenti di utenti, contribuendo ad una perequazione delle quantità e dei costi di approvvigionamento;
d) per sistema regionale di opere idrauliche si intende l'insieme di opere che concernono le sistemazioni dell'alveo, il contenimento delle acque di fiumi, torrenti ed altri corsi d'acqua naturali e i manufatti per la regolazione dei corsi d'acqua;
e) per le restanti infrastrutture si intendono quelle ricomprese nei distinti sistemi idrici, volti agli usi singoli delle diverse categorie di utenza;
f) per categorie di utenza si intendono le macrocategorie in cui si ripartiscono gli usi dei corpi idrici; essi sono:
1) usi civili: quelli relativi al consumo umano e ai servizi d'igiene, collettivi e privati;
2) usi agricoli: quelli relativi all'utilizzo della risorsa idrica finalizzata alla produzione di prodotti agricoli;
3) usi industriali: quelli relativi all'utilizzo della risorsa idrica per scopi industriali;
4) usi ambientali: quelli che assicurano una quota dei deflussi minimi vitali necessaria a garantire la salvaguardia naturale dei corsi d'acqua.).
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 4.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:
Art. 4Competenze della Regione
1. Competono alla Regione, oltre ai compiti e funzioni assegnati dalla legge regionale 12 giugno 2006, n. 9 (Conferimento di funzioni e compiti agli enti locali):
a) la disciplina del sistema idrico multisettoriale regionale e delle opere che lo costituiscono;
b) la regolazione economica dei servizi idrici e la definizione degli indirizzi per i riversamenti dei corrispettivi per le forniture idriche tra i gestori dei diversi servizi idrici organizzati per le diverse parti del ciclo delle acque ed i diversi usi;
c) il coordinamento delle attività attuate ai fini del perseguimento degli obiettivi fissati dalla pianificazione regionale in materia di risorse idriche, tutela delle acque e difesa del suolo, nel rispetto dei principi generali stabiliti per l'erogazione dei servizi;
d) il potere di vigilanza e di sostituzione nei confronti dei soggetti responsabili della redazione e dell'attuazione della pianificazione regionale in materia di risorse idriche, tutela delle acque e difesa del suolo.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 5.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:
Art. 5Autorità di bacino regionale
1. È istituita un'unica Autorità di bacino per l'insieme dei bacini regionali.
2. L' Autorità di bacino regionale, al fine di perseguire l'unitario governo dei bacini idrografici, indirizza, coordina e controlla le attività conoscitive, di pianificazione, di programmazione e di attuazione, aventi per finalità:
a) la conservazione e la difesa del suolo da tutti i fattori negativi di natura fisica e antropica;
b) il mantenimento e la restituzione ai corpi idrici delle caratteristiche qualitative richieste per gli usi programmati;
c) la tutela delle risorse idriche e la loro razionale utilizzazione;
d) la tutela degli ecosistemi, con particolare riferimento alle zone d'interesse naturale, forestale e paesaggistico e alla promozione di parchi fluviali, ai fini della valorizzazione e del riequilibrio ambientale.
3. L'Autorità di bacino regionale opera in collaborazione con gli enti locali territoriali e gli altri enti pubblici e di diritto pubblico operanti nel bacino idrografico.)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Io cercherò di intervenire coerentemente con l'articolo 5, ma soltanto per fare un'osservazione e per avere il conforto dei colleghi nell'aiutare a ricordare. Noi avevamo istituito precedentemente l'autorità d'ambito, avevamo fatto una scelta, ed era nata una discussione in quel momento sulla sede dell'autorità d'ambito e fu definita la sede di Cagliari per l'autorità d'ambito, dando risposta a chi sollecitava che la sede di quell'istituto venisse collocata nel centro Sardegna. Dicendo e rispondendo che eventualmente al momento dell'istituzione dell'autorità di bacino, coerentemente anche col fatto che la maggior parte delle risorse idriche di bacino sono collegate nel centro Sardegna, si sarebbe istituita la sede dell'autorità di bacino. Decidete voi dove, non voglio fare una questione di campanile, ma si sarebbe collocata la sede in sede istitutiva dell'autorità di bacino nel centro Sardegna. Nel mentre sono andate avanti anche discussioni su Abbanoa, che non vorrei riprendere in questa sede perché stiamo parlando d'altro, io chiedo ai colleghi in primis, che sono stati testimoni di questi impegni allora presi, e alla Giunta, eventualmente, di dirmi se questa è la linea che si intende seguire e, nel caso in cui questa fosse confermata, di inserire nell'articolo 5, che mi sembra l'articolo più idoneo, l'istituzione della sede dell'autorità di bacino.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli.
Poiché nessun altro è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione.
CAPELLI (U.D.C.). Eh, almeno una risposta… Ho presentato un emendamento orale.
PRESIDENTE. Se non si iscrivono, onorevole Capelli, non è che possa…
Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Grazie, Presidente e onorevoli consiglieri. Credo che l'onorevole Capelli si riferisca soprattutto nell'affrontare il discorso della sede dell'autorità di bacino regionale richiami un po', probabilmente, gli impegni della Giunta regionale nel momento in cui si andava a guidare un po' la fusione dei vari soggetti gestori della risorsa idrica in SIDRIS e poi in Abbanoa, perché la sede di Abbanoa fosse Nuoro. Ecco, l'impegno che è stato assunto è un impegno ancora valido, la stessa presidenza dell'autorità di Abbanoa conferma che vi è una volontà della società di definire la sede di Abbanoa a Nuoro. Questo lo dico per dare a lei una risposta che mi sembra quasi una risposta a compensazione della mancata istituzione della sede di Abbanoa a Nuoro.
La sede dell'autorità di bacino non è definita perché non è definibile, è la sede istituzionale della Regione, poi le convocazioni, le riunioni, l'operatività della sede si potranno determinare in via operativa, ma non credo che vada scritto in legge dove ha sede l'autorità di bacino. Credo che sia consequenziale che la sede sia nella sede istituzionale della Regione. Che però nell'attività operativa ci possano essere sedi operative diverse, credo che questo sia nelle cose e la Giunta ne terrà conto, ecco. Però, ripeto, do conferma che la presidenza di Abbanoa porterà l'argomento della sede di Nuoro al prossimo Consiglio di amministrazione e quindi in assemblea. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Onorevole Capelli, mantiene la richiesta di emendamento orale?
CAPELLI (U.D.C.). Non passa, perciò...
PRESIDENTE. Quindi la ritira, grazie.
Onorevole La Spisa, su che cosa intende intervenire?
LA SPISA (F.I.). Voto elettronico palese.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 5.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCU Franco Ignazio - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MELONI - ORRU' - PETRINI - PINNA - PIRISI - PISU - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - UGGIAS - URAS.
Risponde no il consigliere: LOMBARDO.
Si sono astenuti i consiglieri: CAPELLI - LA SPISA - LIORI.
Voti nulli: PISANO - SANNA Alberto.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 34
Votanti 31
Astenuti 3
Favorevoli 28
Contrari 1
Nulli 2
Poiché non c'è il numero legale, sospendo la seduta, i lavori riprenderanno alle ore...
CUGINI (D.S.). Ma nessuno l'ha chiesto!
PRESIDENTE. E' automatico. Scusi, onorevole...
CUGINI (D.S.). Non è stata chiesta la verifica.
PRESIDENTE. Ma non è assolutamente così, è automatico.
Sospendo la seduta, i lavori riprenderanno alle ore 17 e 52.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 22, viene ripresa alle ore 17 e 59.)
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta, prego i colleghi di prendere posto.
Onorevole La Spisa, conferma la richiesta di voto elettronico?
LA SPISA (F.I.). Oggi è giorno di deroghe quindi no. Ritiro la richiesta.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 6.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6:
Art. 6Organi dell'Autorità di bacino
1. Sono organi dell' Autorità di bacino:
a) il Comitato istituzionale;
b) l'Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 7. All'articolo 7 sono stati presentati gli emendamenti sostitutivi parziali numero 7 e 8.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 e dei relativi emendamenti:
Art. 7Comitato istituzionale
1. Il Comitato istituzionale dell'Autorità di bacino, presieduto dal Presidente della Regione, è composto da:
a) quattro Assessori regionali competenti in materia di lavori pubblici, difesa dell'ambiente, agricoltura e sviluppo produttivo;
b) tre amministratori locali indicati, con voto limitato a due, dal Consiglio delle autonomie locali tra soggetti non facenti parte del medesimo Consiglio, individuati in modo da assicurare la rappresentanza rispettivamente delle province, dei comuni con popolazione superiore ai 5.000 abitanti e dei comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti.
2. Le adunanze del Comitato istituzionale sono valide con la presenza della metà più uno dei componenti. Le decisioni sono adottate a maggioranza dei presenti; a parità di voti prevale quello del presidente.
3. Il Comitato istituzionale:
a) definisce i criteri, metodi, tempi e modalità per l'elaborazione del Piano di bacino distrettuale e lo adotta;
b) approva i programmi d'intervento attuativi del Piano di bacino, degli schemi previsionali e programmatici e ne controlla l'attuazione;
c) adotta il Piano per il recupero dei costi relativi ai servizi idrici;
d) adotta il Piano di gestione del distretto idrografico della Sardegna, da svilupparsi con le modalità e i contenuti previsti dall'articolo 13 della direttiva n. 2000/60/CE;
e) propone e adotta normative omogenee relative a standard, limiti e divieti, inerenti alle finalità di cui all'articolo 1;
f) predispone indirizzi, direttive e criteri per la valutazione degli effetti sull'ambiente degli interventi e delle attività con particolare riferimento alle tecnologie agricole, zootecniche ed industriali;
g) attiva forme di informazione e partecipazione pubblica al fine di favorire un adeguato coinvolgimento dei portatori di interesse nella formazione degli atti di pianificazione.
Emendamento sostitutivo parziale Pisano, Cassano, Dedoni, Vargiu.
Art. 7
Il comma 1 dell'articolo 7 è così modificato:
"a) l'Assessore regionale competente in materia di lavori pubblici;
b) quattro amministratori locali indicati, con voto uninominale, dal Consiglio delle autonomie locali, tra i soggetti non facenti parte del medesimo Consiglio, individuati in modo da assicurare la rappresentanza rispettivamente delle province, dei comuni con popolazione superiore ai 10.000 abitanti, sei comuni con popolazione superiore ai 3.000 abitanti e inferiore ai 10.000, dei comuni con popolazione inferiore ai 3.000 abitanti;
c) due rappresentanti delle maggiori associazioni regionali degli imprenditori agricoli;
d) un rappresentante dell'Associazione regionale degli industriali della Sardegna." (7)
Emendamento sostitutivo parziale Sanciu, La Spisa.
Art. 7
Il comma 1 dell'articolo 7 è sostituito dal seguente:
"1. Il Comitati istituzionale dell'Autorità di bacino è composto:
a) da tre rappresentanti nominati dalla Giunta regionale;
b) da tre rappresentanti eletti dal Consiglio regionale di cui due di maggioranza e uno di minoranza;
c) da quattro presidenti delle province, designati dall'Unione delle province sarde, in rappresentanza delle zone idrografiche settentrionali e meridionali dell'Isola;
d) da un rappresentante dei consorzi di bonifica o suo delegato;
e) dal presidente dell'Autorità d'ambito o suo delegato.". (8).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, io la ringrazio. Interverrò sia per illustrare l'emendamento che abbiamo presentato all'articolo 7 e sia per parlare, in senso generale, del contenuto dell'articolo 7.
Io non partirò dal sindaco Baylle che ha citato il collega Contu nel suo intervento, partirò da più lontano.
Nel libro della Genesi è scritto esattamente che già il secondo giorno il buon Dio, nel suo lavoro, nel suo impegno, si occupò delle acque e separò le acque alte dalle acque basse; il terzo giorno ancora si occupò di acque e separò l'acqua dalla terra; i giorni successivi il buon Dio fece tutto il creato in funzione dell'acqua e il sesto giorno, che pare sia ritenuto, a torto o a ragione, fece il suo capolavoro creando l'uomo in effetti lo creò quasi essenzialmente d'acqua, se consideriamo che l'uomo per il 90 per cento è costituito d'acqua. Insomma, se ne è occupato bene il Signore e lo fece, tra l'altro, indicando all'uomo che quella era una sostanza molto anomala, molto diversa, tant'è che fu l'unica sostanza che lui creò che ebbe l'anomalia di avere la densità a 4 gradi centigradi il che significa che, aumentando o diminuendo la temperatura, aumentava il suo volume e questo era oggetto di anomalia ma anche di equilibrio dell'intero creato.
Ma non solo, da un punto di vista proprio intuitivo, il Signore, mettendo insieme idrogeno e ossigeno diede luogo ad una particolare caratteristica molecolare di questa sostanza che gli consentì di avere delle forze di aggregazione; anche quella era un'indicazione forte per l'uomo perché significava: attenzione, questo elemento non può disperdersi, questo elemento si aggrega, quindi ha queste forze di coesione che lo tengono insieme.
Io sono certo che il buon Signore sapeva che un giorno o l'altro il Consiglio regionale della Sardegna si sarebbe occupato di questo problema e avrebbe sicuramente, visto il suo impegno, organizzato l'utilizzo di questa grande risorsa; e non lo so, l'acqua a mio giudizio - o è stato anche detto, tra l'altro - non ha etichettature politiche, l'acqua è di tutti. Secondo me è l'inverso, l'acqua invece è iscritta a tanti partiti, è iscritta a moltissimi partiti, l'acqua è di destra e di sinistra, non so sia iscritta anche all'UDEUR però sta di fatto che ha tante tessere. E allora, questo dimostra esattamente che non può essere ciò che abbiamo scritto nell'articolo 7 di questa proposta di legge, di questo disegno di legge, che l'acqua deve essere governata da tutti e non da una sola persona, e non da una sola istituzione che si chiama Regione; e non possiamo pensare di mettere insieme quattro Assessori, poverini, che hanno ben altro da fare e che costituiscono metà della Giunta, tutti insieme per stare dentro questa istituzione che dovrebbe dar governo a questa risorsa idrica. Io credo che ne basti uno di Assessore, tanto più che il presidente Soru qui ci ha confermato che la Giunta funziona collegialmente, e quindi come tale è ben rappresentata se ci sarà un solo Assessore a rappresentare il problema idrico della Sardegna. Restituiamo invece il governo dell'acqua, attraverso questo emendamento, a chi davvero deve governare l'utilizzo della risorsa idrica. Quindi alle amministrazioni comunali, che devono essere rappresentate, io dico in numero di almeno di quattro, a rappresentare le tre fasce degli enti locali e le Province, però, soprattutto, è forse ancora di più, da chi utilizza l'acqua, e oggi poiché il 70 per cento dell'acqua è utilizzato dall'agricoltura, e l'altro 20 per cento è utilizzato dal mondo industriale, io credo che non si possa ritenere, che dentro il governo di questa risorsa indispensabile ci debba essere rappresentato il mondo degli agricoltori e il mondo degli industriali. Quindi l'emendamento dice che due componenti debbano essere rappresentati dalle associazioni maggiormente rappresentative, che la tutela degli imprenditori agricoli, è un rappresentante deve essere nominato, designato dall'associazione degli industriali. Questo è il nostro proposito, credo che in questo modo avremmo rispetto per ciò che il Signore, come è stato indicato nella genesi, aveva fatto in quei sei giorni di lavoro.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pisano. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà. Non è in Aula decaduto.
E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Ma molto velocemente brevemente, anche perché il collega Pisano, presentatore dell'emendamento, ha di sicuro illustrato quelle che sono le motivazioni che sottendono, che sottendono questo emendamento. Io ho, per ribadire, un concetto già espresso in un altro dei miei interventi, che il governo monocratico dell'acqua, non credo sia rispondente a quelle che sono le espressioni, o quanto meno, quelle che dovrebbero garantire le espressioni alle nostre collettività. L'aver concentrato, nelle mani del Presidente, di metà della Giunta, perché peraltro qui viene rappresentata, anche già secondo i dettati della legge di modifica dello Statuto, della statutaria dove addirittura, il quarto assessore viene chiamato dello sviluppo produttivo, dicitura che mi fa pensare, che molto probabilmente stiamo anticipando la riforma statutaria con questa legge, e quindi, mi sembra fuori luogo che la Giunta abbia una rappresentatività, con il Presidente e quattro Assessori, e i territori siano rappresentati soltanto da tre amministratori locali, senza pensare, comunque sia, a che i settori, chiaro che sul problema dell'ambiente, e quelle che sono la tutela dell'ambiente, peraltro di cui l'acqua è un fondamentale elemento costitutivo, ci sta benissimo, come ci sta benissimo l'Assessore ai lavori pubblici, ma credo che perlomeno nella configurazione che si dà in questo emendamento al comitato istituzionale dell'autorità di bacino, non possano non essere chiamati, invece, i rappresentanti dell'autonomia locali.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue CONTU.) Esprimendone tutta la rappresentanza, una rappresentanza, che rispetti anche le diverse collettività della nostra Regione, ma soprattutto le associazioni degli imprenditori agricoli e industriali. Questa mi sembra che sia stata proprio una defaillance nell'estensore della norma, quand'anche comunque sia, viene qui testato dallo stesso Assessore, che l'acqua, per il 70 per cento, viene utilizzato ad usi agricoli, per il 20 per cento viene destinata ad uso e industriali e solo per il 10 per cento a uso idrico potabile. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Contu.
E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
Mi sa che le procuriamo una cravatta onorevole La Spisa… e allora la usiamo, e allora la usiamo, per non fare invadere cattive abitudini, onorevole La Spisa intervenga poi ripristiniamo i costumi. Grazie.
LA SPISA (F.I.). Il Regolamento dice che bisogna essere in Aula con la cravatta, io sono con la cravatta quindi…chiedo venia non capiterà più.
Io intervengo brevissimamente per sottolineare ed esporre, per quanto possibile, i motivi che hanno spinto alcuni consiglieri, alcuni colleghi a contestare alcune parti di questa legge, in cui sicuramente l'articolo 7 è un punto rivelatore di una impostazione che riteniamo non corretta, non opportuna, un'impostazione che vediamo continuamente ripetersi in tutte le leggi di riforma, piccola o grande che sia, ma spesso le piccole riforme sono quelle che incidono in maniera importante, decisiva come in questo caso, questa non è una leggina, questa è una legge importantissima, è una legge su cui in passato Consiglio regionale, Giunte hanno discusso per mesi, è un argomento su cui si sono fatti convegni su convegni, è quindi una scelta, che si fa che poi condiziona altri interventi legislativi, alcuni di quelli, alcuni dei quali li avremo in Aula tra pochissimo, probabilmente, il governo del sistema idrico è fondamentale in tutte le Regioni, è particolarmente per una Regione come la nostra che vive su questo problema, su questa risorsa strategica una condizione di particolare difficoltà. Ora l'impostazione, che noi non condividiamo, è l'impostazione anche in questo caso centralistica, 1'impostazione che venendo incontro anche ad un'esigenza oggettiva, giusta, che è quella di un riordino di un sistema frantumato, e perciò generatore di inefficienze, di sprechi, di ingiustizie, un'esigenza, quindi, di correzione giusta che, però, viene interpretata come sempre, con la soluzione più radicale tra quelle possibili, è questo il caso.
Il comitato istituzionale dell'autorità di bacino è il punto centrale da cui passano tutte le decisioni fondamentali, lo vedremo poi negli articoli successivi, la composizione di questo comitato è sorprendentemente squilibrata, sempre a vantaggio della possibilità di concentrare le decisioni in capo all'esecutivo regionale, quattro Assessori e tre amministratori locali, indicati con il sistema del voto limitato a due, quindi con la possibilità, ovviamente, di premiare le maggioranze che di volta in volta, si costituiscono, ma che è fortemente squilibrata a vantaggio della Regione, e soprattutto non tiene conto, proprio nelle impostazione stessa, nella composizione di questo comitato, non tiene conto delle esigenze di tenere conto di tutte le realtà territoriali diverse, delle diversità, dei diversi bacini idrografici. Questo è un limite, con i diversi emendamenti, presentati da più parti, si tenta di suggerire una correzione che apra gli occhi su quanto si sta determinando, in questa legge così come in tante altre che abbiamo visto e che vedremo, e cioè una totale, un totale asservimento alle linee strategiche che vengono direttamente dalla Giunta regionale.
Noi crediamo che si possa ancora correggere questo, che il tentativo fatto di convincere il Consiglio che una rappresentanza delle amministrazioni locali debba essere più corposa, il nostro emendamento prevede l'inserimento nel Comitato di quattro Presidenti di Provincia o comunque rappresentanti di amministrazioni provinciali, che vengano anche designati dall'Unione province sarde, tenendo conto della diversità dei territori, dalla diversità dei diversi bacini, proprio perché le scelte vengano fatte, non lontano dal territorio, lontano dalle esigenze, ma leggendo e seguendo le diverse esigenze dei territori e dei diversi bacini. Questo è un tentativo che noi ancora speriamo possa essere considerato ragionevole e lo affidiamo alla valutazione dell'Aula.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie, Presidente, la ringrazio due volte, dal momento che chi l'ha preceduta non mi ha dato la possibilità di intervenire, benché presente in aula, momentaneamente spostato dalla postazione, ma evidentissimo e assolutamente visibile in aula, grazie.
Il mio intervento ricalca gli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto ed ha un fondamento, un fondamento sia politico che tecnico. Dal momento che all'articolo 2, nella delimitazione dei bacini, il bacino idrologico e idrografico, scusando il termine, si intende tutto il territorio regionale e, all'interno, tutto ciò che compete e che contiene l'amministrazione delle acque, all'articolo 7, la limitazione del Comitato istituzionale, sinceramente, non trova riscontro. Io parto sempre da un presupposto e da una base democratica e di dialogo, all'interno delle istituzioni e, all'interno delle istituzioni, nell'interno delle istituzioni, ne fanno parte tutti gli strumenti, ivi compreso lo strumento che è soggetto di questa importantissima legge, che io ancora dico, ai colleghi, che è una legge complementare e condizionante sulla legge della riforma dei consorzi; e bisogna stare molto attenti sia alla configurazione degli stessi consorzi e ai compiti sia riguardo ai problemi e alle problematiche del personale dipendente, ivi compresi i precari. L'ho detto poc'anzi, per cui richiamo ancora l'attenzione, specialmente del Presente Sanna, poc'anzi non l'ho detto, tanto per dire dell'Assessore Foddis, su questa problematica. Queste leggi avrebbero dovuto essere discusse in contemporanea, in Commissione lavori pubblici e in Commissione agricoltura e ambiente, affinché non si possano creare delle differenze o delle discrasie, poi, nell'esame della riforma dei consorzi. Sarebbe stata una cosa più prudente, magari senza dovere o potere toccare o varare niente su questa legge, ma almeno sulla conoscenza diretta delle due Commissioni su una problematica che riguarda lo stesso oggetto, lo stesso ambiente, lo stesso modo di gestire una risorsa importantissima, quale quella dell'acqua. Ma mi rifaccio alla mia premessa: ho parlato di gestione democratica delle cose. Bene, dal momento che il bacino è il bacino unico, lo chiamo così, distretto unico regionale, allora la domanda viene di per sé logica e legittima, perché il Comitato istituzionale è limitato alla rappresentanza regionale e alla rappresentanza univoca delle autonomie locali con condizione superiore a tot abitanti. Il 90 per cento dei comuni della Sardegna, tolti i capoluoghi di provincia e altri centri grossi, sono rappresentati da comuni al di sotto dei 3 mila abitanti. Non hanno ragione rappresentativa? Non hanno diritto di essere rappresentati? E sono quegli abitanti nei cui territori, principalmente, ricadono le opere di irrigazione e l'oggetto che riguarderà poi la gestione di tutto quello che riguarda questa legge e la legge di riforma dei consorzi. Non solo, ed allora mi domando: " Perché non allargare la rappresentanza?" primo "Non solo ai 5 mila abitanti ma a più. Perché non mettere un rappresentante dei consorzi? Mi viene maliziosamente la risposta, la cui risposta mi dice: "Ma i consorzi, con la legge che va a nascere, dipendente da questa legge, non conteranno più un tubus". E' questo che ho detto in Commissione. Non saranno più i consorzi di bonifica - perché non faranno più niente che riguardi la bonifica - ma saranno solo ed esclusivamente degli enti che compreranno l'acqua dall'ente gestore, la distribuiranno agli utenti, facendola pagare di più. E a cosa servono allora i consorzi, mi domando e dico. Ecco qual è il motivo del contendere e il motivo di riflessione su questa legge e sulla legge della riforma dei consorzi. Il consorzio di bonifica è uno strumento che sino ad oggi ha tutelato l'ambiente, ha promosso e proposto e realizzato le bonifiche. Ha realizzato un qualcosa che nessuno strumento, neanche gli enti locali, tantomeno la Regione, in Sardegna, si sono mai sognati, non solo di realizzare, ma neanche di affrontare sino a tempi recentissimi, attuali, in cui il problema ambiente è affrontato, discusso e si sta tentando di risolvere determinate peculiarità. Ecco qual è il motivo della riflessione, perché continuare ad accentrare? Io non lo dico per partito preso, perché parto dal presupposto, dal fondamento democratico che ho nella mia cultura politica - e tengo a precisarlo e ad insistere su questo - che nella politica, nella democrazia c'è la politica dell'alternanza: oggi governa un Gruppo, una formazione politica, domani, a volontà dei cittadini, potrebbe governare un'altra forza politica. Perché accentrare ancora di più, anche su questo tema, il tutto sul Governo regionale e sulla striminzita rappresentanza delle autonomie locali, con i comuni al di sopra di, cioè, un gruppo ristretto, condizionato, perché è evidente, in questo senso, dal momentaneo indirizzo politico che ha un Governo regionale o un altro, a differenza del suo indirizzo politico. Non è giusto, è necessario che tutti coloro i quali concorrono alla realizzazione e alla gestione di questo strumento di legge e di riforma possano far parte dei Comitati istituzionali, così come sono chiamati, perché si ha paura sempre di parlare di Consigli di amministrazione o di Consigli di gestione. Chiamiamolo Comitato istituzionale, come sono state chiamate le agenzie negli enti che hanno riformato, gli enti all'agricoltura, ma, comunque sia, debbono avere un compito, debbono avere un ruolo, debbono avere un potere, non dico esecutivo, ma se non altro propositivo e fondante, perché togliere dalla proposta, perché di strumenti propositivi si tratta, poiché sennò non si sarebbero chiamati Comitati istituzionali, perché non far partecipare alla proposta la base, i soggetti che veramente partecipano, che veramente sono nel territorio, che sono quelli che effettivamente danno, distribuiscono, concorrono alla gestione delle acque, alla loro difesa, alla loro valorizzazione, alla qualità delle stesse? Perché? E' una domanda che pongo. Io ho voluto firmare l'emendamento dei Riformatori e l'emendamento presentato dai colleghi Sanciu e La Spisa per questo motivo. Dico ancora e ribadisco che è necessario allargarlo democraticamente, dal momento che si tratta di un Comitato che, di fatto, non ha potere esecutivo ma ha potere propositivo ma almeno come parere, perché di un parere si tratta che esprimono, allargarlo a quei soggetti che compongono la base della struttura stessa a cui lo strumento di legge si riferisce; primo e secondo, ribadisco ancora, che questa è una legge che doveva essere esaminata di concerto con la Commissione lavori pubblici, con la Commissione agricoltura-ambiente per le caratteristiche che ho appena detto. Non farò altri interventi, Presidente, mi premeva intervenire su questo articolo e sul primo articolo per esprimere quello che è il mio parere personale, ed è un parere che, credo, debba provocare una riflessione dei colleghi, e la ringrazio ancora una volta, Presidente, per avermi dato la parola che poc'anzi mi è stata negata indebitamente, grazie.
MARROCU (D.S.). Nessuno si è accorto che c'era!
PRESIDENTE. Grazie onorevole Rassu. E' iscritto a parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Grazie signor Presidente, io ho ascoltato con grande attenzione l'accorato appello che hanno rivolto alcuni colleghi, un appello forte a democratizzare il Comitato istituzionale. Ma io colleghi, credo che sia opportuno ricordare da dove siamo partiti. Il Comitato istituzionale che era stato proposto dal primo firmatario, il collega Sanciu, era composto da: tre rappresentanti nominati dalla Giunta regionale; tre rappresentanti eletti dal Consiglio regionale, dai Presidenti delle province che sono otto, da nove rappresentanti legali del Consorzio di bonifica a loro delegati, dal Presidente dell'autorità d'ambito. Un parlamentino di 24 persone, 24 persone!. La Giunta ha proposto che, nella proposta avanzata della giunta il Comitato istituzionale era composto dalla Giunta regionale, quindi 12 più uno 13, la proposta avanzata dai colleghi del centrodestra, primo firmatario Sanciu, uno dei colleghi, era 24 componenti, la Commissione ha ragionato sulle diverse proposte, ha ritenuto che dovesse essere fatto un passo in avanti concreto, cercando di rispondere non solo al criterio di democratizzazione ma anche al fatto che, probabilmente, bisognasse eliminare la pletora dei rappresentanti che, qualche volta, l'ho detto in un convegno l'altro giorno e lo voglio ribadire in quest'Aula, qualche volta è una specie di cimitero che serve a sistemare i trombati dalle varie elezioni, cari colleghi, e quindi forse è il caso che, veramente, il Consiglio regionale eserciti in maniera democratica le proprie funzioni. Devo dire anche che, nell'organizzazione complessiva degli organi dell'autorità di bacino siamo passati, anche qui, ad una potatura formidabile, una potatura formidabile cari colleghi! Perché sono state avanzate diverse proposte su quella che dovesse essere, per esempio un altro organismo che era stato proposto, il Comitato tecnico, anche esso composto cioè, nella proposta da Sanciu di più, da 17 componenti, i quali erano così ipotizzati: cinque esperti eletti dal Consiglio regionale, 3 designati dalle province, 2 esperti nominati dal Comitato istituzionale, il Direttore generale dell'ARPAS, i direttori generali degli assessorati ai: lavori pubblici, difesa dell'ambiente, agricoltura, riforma agropastorale, programmazione e bilancio, assetto del territorio, enti locali, finanza e urbanistica e un esperto designato dall'associazione nazionale bonifiche. Io credo, cari colleghi, che qui dobbiamo puntare all'essenziale, noi abbiamo detto: una proposta avanzata dalla Giunta parlava della Giunta tout court, l'altra proposta avanzata dai colleghi Sanciu e più parlava di 24 componenti, abbiamo ritenuto che, forse, nell'ottica di un Governo unitario, un Governo unitario della risorsa idrica, e duole, lo voglio dire qui, concordo con chi oggi ha detto che, forse, avremmo dovuto fare una riforma unica, quindi del multisettoriale e dell'idropotabile assieme, in modo tale che, in Sardegna, si parlasse dalle dighe fino al rubinetto di casa di ciascuno di noi, oltre che, chiaramente, all'irrigazione nei campi e quant'altro. Ma, siccome stiamo parlando di multisettoriale, qui si parla soltanto di agricoltura, ma! E l'industria cari colleghi? Nella proposta che è stata avanzata dal collega senatore non è contemplata, non è contemplata! L'industria che è un settore importante, non è contemplata, cioè, è previsto un rappresentante dell'atto. Quindi, io credo che la proposta che la Giunta ha avanzato attraverso un confronto serrato, badate, non è il frutto di una estemporanea decisione ma è il frutto di un confronto con le proposte diverse che sono state avanzate e abbiamo ritenuto che questa potesse essere, che sia una sintesi importante. Però, c'è un aspetto che qui si sta trascurando, perché forse l'articolato complessivamente lo si sta guardando a spizzichi e bocconi, cioè si guarda un articolo e si interviene su quello, senza guardare al quadro generale complessivo. Il Consiglio regionale della Sardegna, cosa che non era ipotizzato nella proposta che è stata avanzata dall'Esecutivo oggi approverà i Piani di bacino e il Piano stralcio cioè un ruolo fondamentale di controllo e di partecipazione democratica, ma perché qui continuiamo ad ostinarci, a portare avanti dei luoghi comuni senza tener conto di quella che è la sostanza della legge. Io non credo che ci fossero, che ci siano all'interno di questa Commissione delle persone che hanno abdicato all'esercizio del proprio ruolo e della propria funzione, perché assieme, maggioranza e minoranza abbiamo ragionato come è stato sottolineato questa mattina per cercare di tirar fuori un buon prodotto e ho detto anche e lo ribadisco questo momento che noi dobbiamo avviarla questa riforma, cari colleghi, non è più pensabile che possa esserci una gestione medievale in Sardegna e oggi, l'organismo proposto del Presidente che presiede, della Giunta, di quattro assessori, addirittura ne abbiamo tolto uno rispetto a quelli che si volevano mettere nel Comitato tecnico come direttori generali, come direttori generali addirittura ne mettiamo uno in meno e diciamo che devono esserci tre rappresentanti eletti dal Consiglio delle autonomie. Non funzionerà? Lo esamineremo tra un anno, cari colleghi, però consentiteci di dire che certi interventi rispetto anche allo spirito con cui abbiamo affrontato questa legge che non è di sudditanza nei confronti di nessuno, che non è di servilismo nei confronti di nessuno, che non è di spogliarci delle prerogative costituzionali e statutarie che ci sono assegnate, abbiamo ragionato e abbiamo avanzato questa proposta, perché io non credo, cari colleghi, che si possa presentare una proposta di legge con 24 rappresentanti e poi, primo firmatario lo stesso collega, prende e ne presenta un altro numero che non si capisce da che cosa scaturisca, delle due l'una, o non si è ragionato prima, e la proposta che è stata presentata dal collega Sanciu era poco seria o si è ragionato poco adesso nel presentare una proposta che contraddice la medesima proposta avanzata dallo stesso collega. Ecco quindi io credo che, in questo caso specifico, dobbiamo veramente toglierci di occhiali che ci fanno vedere le cose incanalate secondo preconcetti è guardarle oggettivamente sulla base delle cose che abbiamo scritto e considerando i punti di partenza e il punto di arrivo, grazie.
PISANO (Riformatori Sardi). Sono due gli emendamenti.
PIRISI (D.S.). Sì, ho visto che sono due, però lo spirito uguale.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pirisi. E' iscritto a parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Grazie Presidente, volevo fare solo qualche considerazione, anche tenendo conto delle osservazioni che faceva l'onorevole Rassu sulla relazione tra la proposta di legge che stiamo discutendo, sulla multisettoriale e l'altra legge di cui si sta occupando la Commissione quinta relativamente al riordino dei Consorzi di bonifica in Sardegna. Certo, le due leggi sono strettamente connesse però io credo, onorevole Rassu, che il fatto che oggi si discuta di questa legge e che domani discuteremo della prossima non impedisce che ci sia il necessario raccordo tra le due leggi e quindi queste preoccupazioni le voglio fugare. Ma voglio anche fare qualche considerazione nel merito e cioè sulla necessità che si intervenga per un riordino complessivo di questa materia. Attualmente, cioè in tutti questi anni, la situazione che ci siamo trascinati è arrivata a un punto di collasso e quindi è assolutamente necessario e vitale intervenire. Io voglio ricordare qualche elemento di questa situazione. Attualmente l'acqua del multisettoriale viene gestita da diversi soggetti, in particolare l'EAF e i consorzi di bonifica. Poi c'è tutto il discorso delle concessioni per la realizzazione delle centrali idroelettriche, poi c'è anche il rapporto con l'Enel che è da rivedere, da definire meglio perché ci sono anche da questo punto di vista situazioni estremamente gravi. Vi faccio un esempio: il Consorzio di bonifica di Oristano qualche anno fa ha raggiunto un accordo con l'Enel per la realizzazione della nuova centrale sulla più grande diga che abbiamo in Sardegna, cioè la Diga Eleunora che a regime invaserà 850 milioni di metri cubi d'acqua, cioè circa la metà della complessiva dotazione idrica della nostra Regione. Questo accordo dà all'Enel questa possibilità ed è un accordo che vede la comunità regionale, non solo il mondo agricolo, in una situazione di subalternità, poi potremo anche discuterne, ed è una cosa che va messa giustamente in discussione come sta mettendo in discussione oggi il commissario che è nominato dalla Giunta regionale, il commissario del Consorzio di bonifica di Oristano. Ma le situazioni sono diverse anche per quanto riguarda la realizzazione e la gestione delle centrali idroelettriche che potrebbero essere utilizzate per abbattere i costi della risorsa idrica a favore dell'agricoltura e a favore di tutta la comunità regionale. Però, entrando più nello specifico sulla situazione che oggi abbiamo in Sardegna relativamente al multisettoriale agricolo, cioè a come i consorzi di bonifica gestiscono l'acqua, intanto va detto che ci sono consorzi che gestiscono anche le dighe e consorzi che le dighe non le gestiscono in Sardegna, oggi. Chiaramente da questo deriva il costo diverso che gli utenti dell'acqua agricola oggi devono pagare. Per esempio la Gallura che è un consorzio molto atipico - mi spiace che l'onorevole Sanciu sia già volato al Senato - nel quale si gestisce una diga e si vende l'acqua al Consorzio della Costa Smeralda, che non è un consorzio irriguo, che non è un consorzio di bonifica, no? Vendendo l'acqua riesce ad avere un ricavato che consente allo stesso di dare l'acqua agli agricoltori gratis. Per esempio quindi gli agricoltori della Gallura non pagano l'acqua. Nella Nurra, dove c'è una gestione parsimoniosa, una gestione seria dell'acqua, l'acqua degli agricoltori in genere più o meno viene fatta pagare intorno ai 160 euro ad ettaro, che è un costo giusto, è un costo molto buono. Va detto che la Nurra è uno dei pochi consorzi che hanno gestito nel tempo seriamente questa risorsa. Il Consorzio di Oristano, che ha attraversato alterne vicende e che vive una situazione di grande difficoltà, fa pagare l'acqua, sempre ad ettaro perché anche qui i contatori non ci sono, perché l'altra stranezza è che in Sardegna gli agricoltori sono pochi quelli che pagano l'acqua a consumo, la pagano a superficie, al di là poi del fatto che la coltura consumi 10 o consumi 100, si paga allo stesso modo; anzi vi dirò di più, che ci sono zone in Sardegna, per esempio in diverse parti della provincia di Oristano, dove si paga allo stesso modo chi coltiva il mais con chi coltiva il grano; pagano allo stesso modo, o con chi fa due o tre colture, come ad Arborea, pagano allo stesso modo degli agricoltori di Uras e San Nicolò Arcidano che di colture ne fanno una a malapena. Ma non è finita qui. Nella Sardegna meridionale se non fossimo intervenuti ripetutamente anche nel corso di quest'anno finanziario, gli agricoltori avrebbero pagato 1700 euro ad ettaro. Cosa significa questo? Significa che non possono fare agricoltura. E non a caso se noi guardiamo i dati degli ultimi 10 anni in Sardegna, nelle pianure della Sardegna, laddove cioè ci dovrebbe essere la polpa dell'agricoltura sarda, c'è una progressiva e drastica diminuzione delle superfici irrigate perché l'acqua costa troppo e perché gli agricoltori non sanno all'inizio dell'annata quanto costerà l'acqua, che è una variante fondamentale nei bilanci delle aziende. Nell'Ogliastra si arriva all'assurdo che l'acqua la pagano allo stesso modo sia gli agricoltori che la usano che gli agricoltori che non la usano. Insomma, vi ho voluto fare questi esempi. A questi aggiungo un particolare: che la Regione ha messo nel suo bilancio, quest'anno, 72 milioni di euro per abbattere i costi dell'acqua, quindi per fare in modo che le aziende non venissero affossate da questa situazione e per fare in modo che i consorzi di bonifica potessero continuare a pagare gli stipendi ai loro dipendenti. Insomma, una situazione dove consorzi di bonifica realizzano dighe e le gestiscono, che realizzano anche opere non utili né all'agricoltura e tantomeno all'ambiente. Io voglio anche dirvi che sono state realizzate opere dannose. Perché sono state realizzate? Perché era un business. La progettazione… era tutto un sistema che prevedeva la realizzazione delle opere che avrebbero poi creato dei vantaggi nei bilanci del consorzio, che avrebbero aiutato il consorzio a gestire quei bilanci senza però tener conto del fatto che quelle opere andavano gestite, che i costi di gestione non erano in grado di sopportarli i consorzi, ma che andavano poi scaricati sugli agricoltori. Insomma, una situazione che è quella che conosciamo. E' arrivato il momento di dividere in modo netto le funzioni di chi l'acqua la deve usare e di chi l'acqua la deve gestire. Quindi è giusto che le opere, gli invasi siano gestiti da un soggetto diverso dai consorzi di bonifica ed è giusto che la Regione si faccia carico di gestire questa risorsa. Ed è giusto che i nove consorzi di bonifica della Sardegna abbiano l'acqua allo stesso costo, che venga, perché no, venduta a costi compatibili con l'agricoltura e che sia gestita in modo equo per fare in modo che ciascun agricoltore sardo paghi l'acqua allo stesso modo, che ci sia una tariffa unica per tutti gli agricoltori nella loro azienda. Questo è l'obiettivo che ci stiamo proponendo con questa e con l'altra legge che arriverà in Aula quanto prima.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sanna.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Uras, relatore.
URAS (R.C.), relatore. Il parere è negativo sia per l'emendamento numero 7 che per l'emendamento numero 8 e approfitto per dire la motivazione, che è già stata in parte compiutamente espressa dal Presidente della Commissione. La filosofia nell'individuazione degli organi di governo del sistema idrico multisettoriale è quella di riconoscere alle rappresentanze istituzionali, e non a quelle settoriali o di categoria, di riconoscere alle rappresentanze istituzionali la responsabilità del governo unitario dell'acqua e, quindi, il riferimento è alla Giunta regionale, come organo di governo della Regione, e al consiglio delle autonomie e, quindi, agli amministratori da esso consiglio espressi, per quanto riguarda il sistema delle autonomie locali. In questo si esaurisce la funzione di rappresentanza generale del popolo sardo e non quella settoriale delle categorie a cui l'acqua, più o meno, può interessare rispetto all'attività che svolgono.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Conforme al relatore, grazie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 7.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, la ringrazio, per dichiarare il voto favorevole all'emendamento all'articolo 7, che porta il numero 7 pure, per dichiarare anche l'insoddisfazione totale per le cose che sono state dette e per il modo con il quale è stato accolto questo emendamento. L'onorevole Pirisi nel suo intervento ha fatto una difesa che, non me ne voglia, ma tipo alla Vanna Marchi che dà le colpe agli altri delle cose che sono avvenute in Commissione. Di fatto, lei non doveva scomodare la proposta di legge presentata da Sanciu, che proponeva appunto, come lei ben ha detto, un parlamentino di 22 persone e che giustamente non si riferisce alla filosofia che noi tutti vogliamo, invece, venga inseguita e che è quella di avere un organo ristretto e snello. Tant'è che l'emendamento numero 7 dice esattamente che il numero dei componenti è pari a quello che è contenuto nella proposta, perché riduciamo il numero degli Assessori, che sono veramente, mostruosamente, eccessivi nel numero, perché sono quattro e invece è sufficiente uno, e diamo una minima rappresentanza, onorevole Uras, alle categorie che utilizzano l'acqua. Non mi sembra questo non rispondere al principio dell'affidamento alle istituzioni del governo dell'acqua. Credo, invece, che sia un rispetto del principio democratico, altamente democratico, nel quale si vuole dare l'utilizzo del governo dell'acqua, il governo dell'acqua in senso ampio, a chi davvero l'acqua la utilizza e cioè a tutti, a tutti i sardi, a tutti i cittadini.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisano. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Non me ne vogliano i colleghi perché lungi da me l'idea di perdere tempo, anzi, però alcuni secondi, alcuni minuti, non dicono niente ma possono essere utilissimi a dare un contributo alla vicenda. Non ripeto ciò che ha detto il collega Pisano, di fatto quattro sono i componenti del governo regionale, tre i componenti delle autonomie, perfettamente in minoranza, i quattro comandano. Quindi, questa è la realtà, non vedo perché non possano far parte... seppur la filosofia è quella, può essere benissimo una filosofia sbagliata, chi lo dice che è la filosofia corretta? Non è scritto da nessuna parte. Basta cambiarla, mentalmente, ed entrare nell'ordine di idee che anche quei soggetti che rappresentano l'utenza diretta anche in agricoltura possono far parte del comitato istituzionale che ha solo parere consultivo perché è un comitato e non un consiglio, lo ripeto ancora, però, una parola in più, una proposta in più, molte volte può dare un apporto costruttivo, positivo, alla soluzione di tanti problemi. Detto questo, io non sono un esperto di acque, mi rifaccio al collega e presidente Sanna che è stato chiarissimo, ciò che preoccupa me è proprio questo, Presidente, io non sono un difensore strenuo che dice che i consorzi di bonifica devono, per forza, gestire le dighe. Non lo sono perché? Perché non ho competenza diretta a dire e valutare se i consorzi o l'autorità d'ambito o l'autorità di bacino debba, per l'uno o per l'altro, essere il soggetto più idoneo. Non è questa la mia preoccupazione! La mia preoccupazione discerne da quanto io ho sentito in Commissione, perché tutte le voci all'unisono dai sindacati, ai rappresentanti dei consorzi e ai commissari dei consorzi, in Commissione hanno ribadito e dimostrato che questo passaggio, presidente Sanna, raddoppierà se non triplicherà il costo! Questo è stato detto, è agli atti! E' agli atti! E' stato detto e ribadito che duplicherà o triplicherà il costo dell'acqua. La mia preoccupazione, credetemi, è obiettiva, è solo questa. Non vorrei che - e non ne faccio peso e carico a questo strumento di legge, ma ripeto ancora, è indispensabile vedere se le due cose combaciano e condividono lo stesso obiettivo - non vorrei che si approvasse uno strumento che poi di fatto faccia digerire, dolente o nolente, il prezzo dell'acqua due volte tanto o tre volte tanto agli utenti. Primo! Secondo, l'altro ieri... e ho finito veramente, dopo, con la prossima dichiarazione di voto, credetemi, sull'Enel ho seguito una trasmissione l'altro ieri in televisione, non mi ricordo che trasmissione era, laddove...
PRESIDENTE. Prego, concluda.
RASSU (F.I.). Concludo, grazie. Laddove mi sembra fosse proprio... non so se fosse proprio gestito da un consorzio, ecco perché non è che sia un difensore strenuo della gestione delle acque, da parte i consorzi, che possono invece gestire l'acqua, l'importante è che non facciano pagare il doppio... laddove l'acqua, io sono un tecnico, veniva erogata, portata a un punto basso, poi pompata a un punto alto e fatta pagare agli utenti tre volte tanto perché l'acqua doveva servire il punto basso per caduta per produrre energia elettrica! Allora mi domando, siccome qui all'articolo 11 è riportato "Disposizione concernenti l'utilizzazione delle acque", voglio chiedere se in questa legge è previsto che l'Enel non può, perché di fatto sta qui il problema grosso della Sardegna, se l'Enel non debba essere proprio l'unico e il principale gestore delle acque della Sardegna! E' questo il motivo principale del costo dell'acqua. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.), relatore. Dichiaro il mio voto negativo agli emendamenti e, in contemporanea, favorevole all'articolo 7, ma in modo convinto perché è passata l'acqua sotto i ponti in questi decenni e ci ha insegnato qualche cosa di cui bisogna prendere atto, perché noi siamo passati attraverso vicende in cui quello che c'era rimasto da utilizzare in agricoltura, come in industria, ma anche ai fini degli usi civili idro-potabili, era il fango dei bacini vuoti, non collaudati, non governati, non gestiti! Tant'è che siamo dovuti ricorrere, abbiamo dovuto richiamare l'attenzione dello Stato e ottenere la figura di istituto del commissario per l'emergenza idrica, cioè un governo unitario e, io dico anche, in qualche misura autoritario per mettere d'accordo tutti gli enti, la gran parte dei quali gestiti dagli utilizzatori del bene idrico in modo egoista e in modo non produttivo per la comunità regionale. Questa legge vuole dire basta a questo sistema, e io credo che sia venuto il momento in cui questo basta lo diciamo insieme tutti, e non stiamo lì a stare a ragionare troppo per il sottile, per questa o per quella sensibilità locale, per questa o per quella sensibilità settoriale! Noi dobbiamo preoccuparci di garantire a questa comunità che sta dentro un circuito chiuso del sistema idrico, garantire l'acqua sempre, e garantirla attraverso interventi che richiamano la responsabilità delle rappresentanze istituzionali generali del sistema delle autonomie locali e della Regione.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Io vorrei esprimere il voto favorevole all'emendamento numero 7 motivando il voto favorevole con un'ulteriore precisazione che è anche una risposta alle argomentazioni fatte adesso dall'onorevole Uras e fatte prima dall'onorevole Pirisi. E cioè, noi non siamo assolutamente favorevoli al mantenimento dello status quo sul governo delle acque, ho già detto prima che un sistema di governo e poi anche di gestione, frammentato e dispersivo ha sempre generato inefficienze e ingiustizie e quindi non è assolutamente in discussione l'esigenza di una riforma e di un riordino. Stiamo con questi pochissimi emendamenti, ma molto significativi sottolineando l'esigenza però, che questo dire basta, sottolineato adesso dall'onorevole Uras, non sia come in tante altre occasioni un voler dire basta attraverso un modo che sceglie per correggere alcune ingiustizie o deviazioni, sempre l'alternativa estrema e quindi da un sistema frammentato tende a portare, a passare ad un sistema univoco, unico, unilaterale, le decisioni prese da questo comitato sono evidentemente assunte da un comitato composto in maniera preponderante da rappresentanti della Giunta regionale. Questo è indiscutibile e abbiamo cercato, nell'emendamento proposto dai colleghi Riformatori, anche loro hanno cercato in qualche modo di trovare una via intermedia fra le proposte originarie che effettivamente presentavano comitati molto, molto, forse troppo numerosi, un comitato comunque snello ma più rappresentativo. Questo voi non volete accettare, dimostrate ancora una volta di non voler ragionare sulla sostanza delle proposte.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa.
Metto in votazione l'emendamento numero 7, sostitutivo parziale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Votazione elettronica, prego i colleghi di predisporsi per la votazione con il sistema elettronico.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 7, sostitutivo parziale.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Farigu - La Spisa - Lombardo - Pisano - Rassu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lai - Licheri - Manca - Marrocu - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Cappai - Gallus - Randazzo Vittorio.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 48
votanti 43
maggioranza 22
favorevoli 6
contrari 37
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 8, sostitutivo parziale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie Presidente, concludo i miei interventi sulla legge perché poi ciò che sto dicendo si ricollega anche all'articolo 11, per cui non interverrò. Io preciso ancora una volta che lungi da me il pensare che lo strumento di legge non sia utile, non l'ho mai detto, nei miei interventi, assolutamente, ben che la mia posizione in Consiglio come opposizione mi porta a determinate scelte politiche, ci siamo? Perché in quanto riteniamo che in alcuni aspetti la legge, così come abbiamo accennato, ho accennato, deve essere, potrebbe essere rivista. Detto questo, collega Uras, cosa cambia, collega Uras, cosa cambia se nel comitato istituzionale, cosa cambia? Perché di fatto non può incidere in niente il comitato istituzionale, cosa cambia? Non sono ventiquattro e poi nell'emendamento numero 8 sono dodici, i rappresentanti, cosa cambia se assieme ai rappresentanti regionali e delle autonomie locali sono presenti nel comitato i rappresentanti del consorzio di bonifica poi non so come si chiameranno perché non saranno più i consorzi di bonifica saranno, non so che cosa, perché di bonifica non faranno niente e forse ha ragione nel dire che nel passato ci sono state anche come ha detto il collega Sanna degli abusi o degli errori fatti dai consorzi, cosa cambia se assieme a loro c'è un rappresentante dell'autorità d'ambito? Niente. Cambia che nel comitato istituzionale c'è una voce in più che può rappresentare, che può rappresentare dei soggetti i quali direttamente sono coinvolti nella gestione dell'acqua. E' così, è così e ripeto ancora e a questo mi dovrà rispondere l'Assessore cosa è possibile fare o cosa prevede la legge, affinché da parte dell'Enel non ci sia la gestione monopolista della risorsa acqua, perché è quella la vera disgrazia, è il vero costo che hanno gli agricoltori sull'acqua, si sfruttano l'acqua e la rivendono ai consorzi che poi sono costretti a darla agli agricoltori ai prezzi che costano e che gli impone l'Enel. E' questo il nocciolo del contendere. Bene, se c'è rinnovazione, se c'è riforma qui si vede se la politica riformatrice ha delle concrete basi oppure se si fanno apposta.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Rassu.
(Non è approvato)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 8.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8:
Art. 8Piano di bacino distrettuale - Contenuto
1. Il Piano di bacino è lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo mediante il quale sono pianificate e programmate le azioni e le norme d'uso finalizzate alla conservazione, alla difesa, alla valorizzazione e alla corretta utilizzazione del suolo e delle acque, sulla base delle caratteristiche fisiche e ambientali dei territori interessati. Esso rappresenta il quadro di riferimento a cui devono adeguarsi e riferirsi tutti i provvedimenti autorizzativi e concessori inerenti agli interventi comunque riguardanti il bacino e ha valore di piano territoriale di settore.
2. Il Piano di bacino ha i contenuti e l'efficacia di cui all'articolo 65 del decreto legislativo n. 152 del 2006.
3. Il Piano di bacino è redatto, adottato e approvato per sottobacini o per stralci relativi a settori funzionali, interessanti anche più bacini idrografici e costituenti, in ogni caso, fasi sequenziali e interrelate rispetto ai suoi contenuti.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 9.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9:
Art. 9Piano di bacino distrettuale - Procedure
1. Il presidente del Comitato istituzionale, al fine di definire i criteri, metodi, tempi e modalità per l'elaborazione del Piano di bacino entro sessanta giorni dalla sua prima adunanza, convoca una conferenza programmatica articolata per sezioni provinciali alle quali partecipano le province ed i comuni interessati.
2. Lo schema preliminare di Piano, predispostodall'Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna tenendo conto della pianificazione territoriale della Regione, è adottato dal Comitato istituzionale e pubblicato nel Bollettino ufficiale della Regione, con l'indicazione delle modalità di accesso e di consultazione degli elaborati relativi e contestualmente inviato alle province e ai comuni interessati.
3. Entro sessanta giorni dall'ultima pubblicazione, le autonomie locali, le organizzazioni e associazioni economiche e sociali e tutti i soggetti interessati possono presentare al Comitato istituzionale osservazioni. Trascorso tale termine, il presidente del Comitato istituzionale provvede ad indire, ai sensi dell'articolo 18 della legge regionale 22 agosto 1990, n. 40 (Norme sui rapporti fra i cittadini e l'amministrazione della Regione Sardegna nello svolgimento dell'attività amministrativa), l'istruttoria pubblica articolata per province.
4. Il Comitato istituzionale, entro i successivi sessanta giorni, decorrenti dall'ultima istruttoria pubblica, adotta la proposta definitiva di Piano e la trasmette al Consiglio regionale per la sua approvazione finale che deve avvenire entro i successivi novanta giorni, previa acquisizione - ai sensi dell'articolo 9 della legge regionale 17 gennaio 2005, n. 1 - del parere del Consiglio delle autonomie locali.
5. Entro un anno dall'approvazione del Piano di bacino la Regione e gli enti locali provvedono ad adeguare i rispettivi strumenti di piano e programmatici alle sue prescrizioni.).
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 10.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10:
Art. 10Misure di salvaguardia
1. Dal momento dell'adozione e fino all'approvazione del Piano di bacino distrettuale o suo stralcio si applica il comma 7 dell'articolo 65 del decreto legislativo n. 152 del 2006.).
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 11. All'articolo 11 è stato presentato un emendamento sostitutivo totale, l'emendamento numero 10.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 11 e del relativo emendamento:
Art. 11Disposizioni concernenti l'utilizzazione delle risorse idriche
1. La Regione subentra nella sola titolarità di tutte le concessioni di acqua pubblica, o dei titoli a derivare comunque denominati in corso ovvero di tutte le domande di concessione in istruttoria, in capo ad enti pubblici o a partecipazione pubblica, che utilizzino o prevedano l'utilizzo delle infrastrutture, degli impianti ad essa trasferiti ai sensi dell'articolo 6 della Legge 2 maggio 1976, n. 183 (Disciplina dell'intervento straordinario nel Mezzogiorno per il quinquennio 1976-80), e quelli realizzati con finanziamenti regionali, nazionali e comunitari, purché inseriti nel sistema idrico multisettoriale regionale.
2. Agli attuali utilizzatori è assicurata la possibilità di prelevare, per gli utilizzi settoriali della risorsa, in qualità di utenti del soggetto gestore del sistema multisettoriale regionale, un quantitativo d'acqua pari a quello utilizzato in conformità al preesistente titolo di derivazione rilasciato o in fase di istruttoria, a condizione che ciò risulti compatibile con le risultanze della procedura di revisione dei titoli di utilizzazione delle acque pubbliche.
3. L'Agenzia regionale per le risorse idriche, con l'obiettivo di assicurare l'equilibrio del bilancio idrico nel rispetto delle priorità di cui al decreto legislativo n. 152 del 2006 e tenendo conto delle idroesigenze, delle disponibilità della risorsa, del minimo deflusso vitale, della salvaguardia delle falde e delle destinazioni d'uso compatibili con le relative caratteristiche qualitative e quantitative, propone alla Regione prescrizioni o limitazioni temporali o quantitative di tutti i titoli di utilizzazione di acque pubbliche, senza che ciò possa dar luogo alla corresponsione di indennizzi, fatta salva la relativa riduzione del canone demaniale di concessione.
4. La Giunta regionale, entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge, emana - su proposta dall'Assessorato regionale dei lavori pubblici - direttive per la disciplina del procedimento di concessione per l'approvvigionamento di acqua pubblica da corpo idrico superficiale naturale o artificiale, o da acque sotterranee e sorgenti sulla base dei criteri e principi di cui al comma 8 dell'articolo 20 della Legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa).
Emendamento sostitutivo totale Sanciu, La Spisa.
L'articolo 11, è sostituito dal seguente:
"Art. 11
Disposizioni concernenti l'utilizzazione delle risorse idriche
1. La Regione, entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge, effettua una ricognizione delle esistenti concessioni di acqua pubblica, o dei titoli a derivare comunque denominati in corso ovvero di tutte le domande di concessione in istruttoria, in capo ad enti pubblici o a partecipazione pubblica, che utilizzino o prevedano (utilizzo delle infrastrutture, degli impianti ad essa trasferiti ai sensi dell'articolo 6 della Legge 2 maggio 1976, n. 183, e quelli realizzati con finanziamenti regionali, nazionali e comunitari, purché inseriti nel sistema idrico multisettoriale regionale.
2. Terminata tale ricognizione, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale dei lavori pubblici, individua il livello di efficienza, efficacia ed economicità della gestione in corso. Per quelle gestioni il cui livello di efficienza abbia un obiettivo riscontro positivo e favorevole, la concessione proseguirà fino a naturale scadenza della stessa. Per le restanti, viene dichiarata la decadenza e la Regione subentra nella sola titolarità di tutte le concessioni di acqua pubblica, o dei titoli a derivare purché inseriti nel sistema idrico multisettoriale regionale.
3. Agli attuali utilizzatori per i quali sia stata dichiarata la decadenza dalla concessione è, comunque, assicurata la possibilità di prelevare, per gli utilizzi settoriali della risorsa, in qualità di utenti del soggetto gestore del sistema multisettoriale regionale, un quantitativo d'acqua pari a quello utilizzato in conformità al preesistente titolo di derivazione rilasciato o in fase di istruttoria, a condizione che ciò risulti compatibile con le risultanze della procedura di revisione dei titoli di utilizzazione delle acque pubbliche.
4. L'Agenzia regionale per le risorse idriche, nei casi di cui al comma 2 e con l'obiettivo di assicurare l'equilibrio del bilancio idrico nel rispetto delle priorità di cui al decreto legislativo n. 152 del 2006 e tenendo conto delle idroesigenze, delle disponibilità della risorsa, del minimo deflusso vitale, della salvaguardia delle falde e delle destinazioni d'uso compatibili con le relative caratteristiche qualitative e quantitative, propone alla Regione prescrizioni o limitazioni temporali o quantitative di tutti i titoli di utilizzazione di acque pubbliche, senza che ciò possa dar luogo alla corresponsione di indennizzi, fatta salva la relativa riduzione del canone demaniale di concessione.
5. La Giunta regionale, entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge e per i casi di cui al comma 2, emana - su proposta dall'Assessorato regionale competente in materia di lavori pubblici - direttive per la disciplina del procedimento di concessione per l'approvvigionamento di acqua pubblica da corpo idrico superficiale naturale o artificiale, o da acque sotterranee e sorgenti sulla base dei criteri e principi di cui al comma 8 dell'articolo 20 della Legge 15 marzo 1997, n. 59.". (10).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). L'emendamento numero 10 tende anche in questo caso come per il precedente a inserirsi con una proposta correttiva su una disposizione quella dell'articolo 11, che è centrale nel contenuto e nell'impostazione di questa legge, si tratta di approvare attraverso quest'articolo le disposizioni che riguardano l'utilizzazione delle risorse idriche, in particolare alcuni aspetti molto complessi, direi anche con alcune implicazioni non facili da risolvere anche sul piano patrimoniale e anche con possibili risvolti di interessi o diritti che potrebbero essere lesi da un procedimento che non tenga conto di un sistema di utilizzo, quindi di concessioni della risorsa idrica che è determinato sulla base di atti amministrativi e quindi di posizioni giuridiche soggettive che potrebbero essere considerate lese da una disposizione come quella che viene proposta nell'articolo 11 che tende sostanzialmente a trasferire, a far subentrare quindi la Regione nella titolarità, sostanzialmente di tutte le concessioni di acqua pubblica e, in particolare, la parte sicuramente più controversa o che può generare possibili controversie è quella dei titoli di derivazione, denominati in vario modo, con diversi soggetti utilizzatori, che noi nell'emendamento crediamo possano essere più equamente considerati, attraverso un procedimento che consiste in una ricognizione delle concessioni esistenti o dei titoli di derivazione, comunque essi siano denominati, oppure anche in tutte le domande di concessione di istruttoria, che possano in qualche modo essere valutati anche in considerazione della loro efficacia ed economicità di gestione in corso. Se a seguito cioè di questa ricognizione venisse prorogata, almeno fino al termine, alla scadenza naturale dei titoli, oggi posseduti da questi soggetti, in qualche modo si salvaguarderebbe una posizione giuridica soggettiva che potrebbe generare contenzioso e poi, evidentemente, potrebbe portare questo ad una ridefinizione successiva del sistema, che possa essere effettivamente più equa ed ordinata. Anche in questo caso si tratta di un emendamento che non stravolge radicalmente il sistema esistente, ma che tende a portare un correttivo che porti giustizia ed equità.
PRESIDENTE. Grazie onorevole La Spisa. Non ho altri iscritti a parlare.
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Uras, relatore.
URAS (R.C.), relatore. Negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavoratori pubblici.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Negativo e conforme al parere del relatore.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento sostitutivo totale numero 10.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo il voto elettronico!
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 10.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: La Spisa - Ladu - Liori - Lombardo - Petrini - Pisano - Rassu - Sanjust.
rispondono no i consiglieri: Amadu - Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cappai - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Murgioni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Uggias - Uras.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 53
votanti 52
astenuti 1
maggioranza 27
favorevoli 8
contrari 44
(Il Consiglio non approva).
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 12.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 12:
Art. 12Istituzione, finalità e natura giuridica dell'Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna
1. Al fine di garantire l'unitarietà della gestione delle attività di pianificazione, programmazione, regolazione nei bacini idrografici della regione è istituita, quale direzione generale della Presidenza della Giunta, l'Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna di seguito denominata Agenzia.
2. L'Agenzia ha la funzione di segreteria tecnico-operativa, di struttura di supporto logistico-funzionale dell'Autorità di bacino e di struttura tecnica per l'applicazione delle norme previste dalla direttiva n. 2000/60/CE. A tal fine svolge compiti istruttori, di supporto tecnico, operativo e progettuale alle funzioni di regolazione e controllo proprie della Regione e realizza una attività di ricerca e sviluppo.
3. L'attività dell'Agenzia è finalizzata a:
a) proteggere e migliorare lo stato degli ecosistemi acquatici e degli ecosistemi terrestri e delle zone umide direttamente dipendenti dagli ecosistemi acquatici per il fabbisogno idrico;
b) agevolare un utilizzo idrico sostenibile fondato sulla protezione a lungo termine delle risorse idriche sostenibili;
c) mirare alla protezione rafforzata e al miglioramento dell'ambiente acquatico;
d) assicurare la graduale riduzione dell'inquinamento delle acque sotterranee;
e) contribuire a mitigare gli effetti delle inondazioni e delle siccità;
f) contribuire a garantire una fornitura sufficiente di acque superficiali e sotterranee di buona qualità per un utilizzo idrico sostenibile, equilibrato ed equo.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 13. All'articolo 13 è stato presentato l'emendamento numero 1, Pirisi, Uras e più.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13 e del relativo emendamento:
Art. 13Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna - Funzioni
1. L'Agenzia cura gli adempimenti dell'Autorità di bacino fornendo il supporto tecnico e organizzativo per il suo funzionamento e predispone, per l'adozione dei successivi provvedimenti di competenza:
a) i progetti di Piano di bacino, dei relativi Piani stralcio e il progetto del Piano di gestione del distretto idrografico;
b) un'analisi delle caratteristiche del distretto idrografico della Sardegna, con le modalità e i contenuti previsti dall'articolo 5 della direttiva n. 2000/60/CE, per procedere ad un esame dell'impatto delle attività umane sullo stato delle acque superficiali e sotterranee e per definire un'analisi economica dell'utilizzo idrico;
c) gli elaborati per istituire e aggiornare i registri delle aree protette, con le modalità e i contenuti previsti dall'articolo 6 della direttiva n. 2000/60/CE;
d) l'aggiornamento del Piano regolatore generale degli acquedotti;
e) gli indirizzi e gli obiettivi per l'elaborazione - da parte del soggetto gestore del sistema idrico multisettoriale - dei programmi di interventi ed il piano finanziario, relativi al servizio di approvvigionamento idrico;
f) la carta dei servizi inerente al servizio idrico multisettoriale regionale, esercitando inoltre le attività di verifica e controllo riguardanti il raggiungimento dei requisiti e degli standard in essa fissati;
g) il sistema regionale dei corrispettivi economici per la fornitura dell'acqua grezza all'ingrosso per gli usi multisettoriali;
h) le attività operative ed istruttorie relative alle funzioni della Regione in materia di servizio idrico integrato a' termini del decreto legislativo n. 152 del 2006 e della legge regionale 17 ottobre 1997, n. 29 (Istituzione del servizio idrico integrato, individuazione e organizzazione degli ambiti territoriali ottimali in attuazione della legge 5 gennaio 1994, n. 36) e successive modifiche ed integrazioni;
i) i programmi di monitoraggio dello stato di qualità delle acque, con le modalità e i contenuti previsti dall'articolo 8 della direttiva n. 2000/60/CE anche ai fini della determinazione continua del bilancio idrico e della salvaguardia della sicurezza dei cittadini in condizioni di crisi e successiva emergenza idrica, concordandone l'attuazione con l'ARPAS;
l) i pareri sulle domande di concessione idrica di particolare rilevanza, i criteri e gli obblighi per l'installazione e manutenzione dei dispositivi per la misurazione delle portate e dei volumi d'acqua pubblica derivata o restituita e le norme sul risparmio idrico con particolare riferimento al settore agricolo.
4. L'Agenzia inoltre, assicura:
a) l'integrazione e la raccolta unitaria delle informazioni relative al sistema delle acque interne, compresi gli ambiti fluviali e lacustri;
b) la condivisione delle informazioni da parte di tutti gli enti competenti in materia, al fine di favorire una gestione coerente e integrata delle risorse idriche;
c) la raccolta omogenea delle informazioni necessarie per l'alimentazione delle banche dati nazionali ed europee;
d) la realizzazione di strumenti informatici di supporto alle decisioni e di monitoraggio in ordine all'impatto degli interventi;
e) la realizzazione di servizi informativi per la diffusione di dati ed elementi conoscitivi del territorio;
f) il raccordo e l'integrazione dei dati e delle informazioni con il Sistema informativo regionale per il monitoraggio ambientale gestito dall'ARPAS.
Emendamento aggiuntivo Pirisi, Uras, Cuccu Franco Ignazio, Murgioni, Manca, Giorico, Corda, Sabatini, Mattana.
Art. 13
Al comma 1 dell'articolo 13 sono apportate le seguenti modifiche:
- alla lettera l) dopo le parole: "concessione idrica" sono aggiunte le seguenti: "ai sensi dell'articolo 96 del decreto legislativo n. 152 del 2006";
- dopo la lettera l) sono aggiunte le seguenti:
"l bis) le prescrizioni necessarie per la conservazione e la tutela della risorsa e per il controllo delle caratteristiche qualitative delle acque destinate al consumo umano, ai sensi del comma 2 dell'articolo 94 del decreto legislativo n. 152 del 2006;
l ter) i pareri di cui ai commi 4 e 5 dell'articolo 91 del decreto legislativo n. 152 del 2006. (1).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Uras, relatore.
URAS (R.C.), relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavoratori pubblici.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Favorevole.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 13. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 14. All'articolo 14 sono stati presentati gli emendamenti numero 11 e 2.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 14 e dei relativi emendamenti:
Art. 14Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna - Direttore generale
1. Il direttore generale è scelto tra i dirigenti dell'Amministrazione o degli enti regionali o tra soggetti esterni di cui al comma 2 dell'articolo 28 e all'articolo 29 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione), in possesso di comprovata professionalità ed esperienza acquisita nella direzione di sistemi organizzativi complessi di medie e grandi dimensioni nei cinque anni precedenti, il cui rapporto di lavoro non sia stato risolto per demerito o altro fatto imputabile al medesimo soggetto.
2. Il direttore generale redige, in particolare, una relazione annuale sulle attività svolte, i risultati conseguiti e le criticità emerse nell'anno precedente e un rapporto annuale sullo stato dei servizi idrici, sulle caratteristiche quantitative e qualitative dei corpi idrici e sull'assetto idrogeologico del territorio in Sardegna per la presentazione al Comitato istituzionale; tale relazione dovrà essere redatta in collaborazione, per le materie di competenza, con l'ARPAS.
Emendamento sostitutivo parziale Pisano, Cassano, Dedoni, Vargiu.
Art. 14
Le parole riportate al comma 1 dell'articolo 14 "il direttore generale è scelto" sono sostituite dalle seguenti parole: "il direttore generale dell'Agenzia regionale del distretto idrografico è scelto dal Comitato istituzionale di cui all'articolo 7." (11)
Emendamento aggiuntivo Pirisi, Uras, Cuccu Franco Ignazio, Murgioni, Manca, Mattana, Sabatini, Giorico, Corda.
Art. 14
All'articolo 14, dopo il comma 2, è aggiunto il seguente:
"2 bis. Il direttore generale svolge le funzioni di segretario generale dell'Autorità di bacino regionale e partecipa alle adunanze del Comitato istituzionale senza diritto di voto." (2).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Per illustrare in maniera molto veloce l'emendamento numero 11, che è un emendamento all'articolo 14, e con il quale si tenta di porre chiarezza su un soggetto che ha in capo il compito di nomina del direttore generale. Tra l'altro all'articolo 6, che definisce inizialmente cosa si intenda per autorità di bacino, e all'articolo 7, che definisce esattamente la composizione articolata dell'autorità di bacino, che è costituita da due organi, credo che intenda anche in quelli che sono i compiti affidati al comitato, intenda dire e indicare che al comitato sono affidati tutti i compiti amministrativi relativi al governo, naturalmente, dell'acqua, della risorsa idrica, e credo, a maggior ragione, quindi anche il compito di nomina del direttore generale. Poiché l'articolo 14 dice "sceglie", il direttore generale è scelto, non è chiaro chi questa scelta la debba fare o perlomeno è solo da intuire, nel senso che rimanda alla indicazione normativa della legge numero 31 e, probabilmente, quindi il compito di scelta alla fine è affidato alla Giunta regionale. Siccome questo credo che non sia nemmeno nell'intento di questo progetto legislativo io chiedo che, con chiarezza, si accolga questo emendamento e si dica esplicitamente che la nomina del direttore generale è affidata al comitato tecnico che di fatto ha il compito di governare il problema idrico in Sardegna.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisano.
E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Sì, volevo rimarcare all'Aula una condizione che viviamo, quella cioè in cui facciamo dichiarazioni di disponibilità, di buona volontà e qualcuno di noi lo professa anche, ponendosi con attenzione nei confronti della maggioranza, si danno degli apporti costruttivi. Io ritengo dove partecipiamo nelle Commissioni, si parte con dei chiacchiericci, poi quando si addiviene alla opportunità di elevare, in termini propositivi positivi, una proposta di legge esiste un muro, esiste una contrapposizione, esiste il non dialogo ed esiste, ancora una volta, quella costruzione di muri fittizi che fanno dire a qualcuno, che ha rilievo e che ancora oggi si vuole premiare con questa proposta di legge, che siamo dei parvenu in termini sociali, economici e politici.
Ora, io vorrei capire se è necessario che sia in capo alla Giunta, quindi in capo all'Esecutivo, e, ancora di più, in capo al Presidente la scelta anche di questo direttore generale. Se invece non fosse stato necessario, per l'ampia dimostrazione di democrazia che si vorrebbe dare ad una rappresentanza istituzionale, quella prevista dall'articolo 7, ancorché noi stimando che ci fosse un accorpamento decisionale che ci fosse un momento unico di gestione delle acque, oggi neghiamo la compartecipazione di settori importanti della produzione, neghiamo la rappresentanza delle istituzioni locali, vogliamo arroccarci solo ed esclusivamente dando potestà alla Giunta esecutiva. Allora, questi sono i metodi, queste sono le contraddizioni in termini che vengono fuori da quello che è il dibattito consiliare, questa è la passiva accettazione di un individuo che pone un solco e su quello bisogna camminare. Io credo, invece, che vada indirizzato al meglio, che sia opportunamente concentrata questa disponibilità all'interno di un comitato istituzionale che è abbondantemente rappresentato dalla Giunta regionale, quattro Assessori non uno, quattro Assessori! Io non riesco a capire questa composizione così esacerbata e posta in una posizione arroccata, che non dia la possibilità di una democrazia e di una partecipazione democratica di diverse esperienze. E ancor di più si vorrebbe concentrare nella volontà dell'Esecutivo, dico io, e in questo caso sappiamo bene di quale volontà, anche la nomina di questo direttore generale. Arrangiatevi!
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dedoni.
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Uras, relatore.
URAS (R.C.), relatore. La proposta avanzata dai colleghi Pisano e Dedoni purtroppo non è accoglibile per una ragione molto semplice: perché a differenza di come è pervenuto nel disegno di legge l'agenzia non è un'organizzazione esterna governata da soggetti incardinati presso se stessa fuori dall'ambito dell'Amministrazione regionale…
DEDONI (Riformatori Sardi). E' grave quello che stai dicendo! Non è così!
URAS (R.C.), relatore. E' una direzione generale della Amministrazione regionale…
DEDONI (Riformatori Sardi). Questa è un'agenzia in house!
URAS (R.C.), relatore. Essendo configurata così presiedono nella scelta del direttore generale, lo sa benissimo l'onorevole Pisano e lo sa benissimo anche l'onorevole Dedoni, che sono conoscitori dell'Amministrazione regionale, dell'ordinamento che regola queste procedure, è scelto nell'ambito dell'Amministrazione regionale con le modalità previste per quel tipo di scelta. Per cui, siccome bisogna nominare un direttore generale di una struttura dell'Amministrazione regionale, così recita l'articolo 14, bisogna necessariamente procedere così. Per questa ragione il parere negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Conforme al relatore.
(Non è approvato)
Metto ora in votazione l'articolo 14. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 15.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 15:
Art. 15Assegnazione di beni
1. Per l'esercizio delle sue funzioni sono assegnati all'Agenzia, con decreto del Presidente della Regione, i beni mobili ed immobili, le attrezzature, le strutture della Regione, degli enti regionali e di altri enti, organismi pubblici e società di capitali se tali beni sono di proprietà della Regione.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 16.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16:
Art. 16Piano di gestione del distretto idrografico della Sardegna
1. Il Piano di gestione del distretto idrografico, di seguito Piano di gestione, da sviluppare con le modalità e i contenuti previsti dall'articolo 13 della direttiva n. 2000/60/CE, è lo strumento regionale per la pianificazione della tutela e dell'uso delle acque; esso, in coerenza con la pianificazione generale della Regione, assunta anche in qualità di Autorità di bacino:
a) individua le misure e gli interventi necessari ad assicurare la tutela qualitativa e quantitativa dei corpi idrici e il perseguimento delle finalità di cui all'articolo 1, secondo il modello della programmazione integrata e nel rispetto del principio di sussidiarietà;
b) contiene il programma di tutela e uso delle acque con il quale sono individuate le azioni per il raggiungimento degli obiettivi contenuti nell'atto di indirizzo;
c) contiene l'integrazione della valutazione ambientale condotta secondo i contenuti e le procedure di cui agli articoli 4, 5, 6, 7, 8 e 9 della direttiva n. 2001/42/CE.
2. Il Piano di gestione costituisce un Piano stralcio di bacino con le caratteristiche e le procedure di approvazione e attuazione di cui all'articolo 9.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 17.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 17:
Art. 17Piano per il recupero dei costi relativi ai servizi idrici
1. Il Comitato istituzionale stabilisce annualmente i criteri per l'attuazione del sistema di definizione dei contributi al recupero dei costi dei servizi idrici a carico dei vari settori di impiego dell'acqua all'ingrosso, sulla base di quanto previsto dall'articolo 9 della direttiva n. 2000/60/CE, tenendo conto:
a) dell'esigenza di incentivare la conservazione ed il risparmio della risorsa idrica per conseguire l'obiettivo di una gestione sostenibile;
b) degli investimenti infrastrutturali effettuati e da effettuare, che contribuiscono al miglioramento della produttività, della qualità e dell'organizzazione del servizio idrico di gestione del sistema idrico multisettoriale regionale;
c) dell'obiettivo di unificare i criteri di determinazione dei corrispettivi economici relativi al servizio di approvvigionamento idrico del sistema idrico multisettoriale regionale sull'intero territorio per categorie di utenze omogenee;
d) delle conseguenze sociali, ambientali ed economiche del recupero dei costi per le diverse categorie di utenza;
e) dell'esigenza di graduare nel tempo le eventuali variazioni dei contributi territorialmente vigenti al recupero dei costi.
2. L'Agenzia elabora il Piano per il recupero dei costi relativi ai servizi idrici per l'acqua all'ingrosso, sulla base dei criteri di cui al comma 1 e lo propone all'adozione del Comitato istituzionale, che lo trasmette, successivamente, alla Giunta regionale per la sua approvazione. Il Piano ripartisce i costi tra i diversi settori di utilizzazione suddivisi almeno nelle categorie di utenza di cui alla lettera f) del comma 1 dell'articolo 3.
3. I corrispettivi economici per la fornitura dell'acqua all'ingrosso sono riscossi dal soggetto gestore del sistema idrico multisettoriale.
4. Gli organismi competenti della distribuzione delle risorse settoriali, che usufruiscono delle risorse idriche rese disponibili dal sistema idrico multisettoriale regionale, provvedono di conseguenza ad adeguare i rispettivi recuperi economici a carico degli utenti in relazione a quanto stabilito dal Piano di recupero dei costi.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 18.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 18:
Art. 18Soggetto gestore del sistema idrico multisettoriale regionale
1. L'Ente autonomo del Flumendosa, dalla data di entrata in vigore della presente legge, è trasformato in Ente delle risorse idriche della Sardegna, di seguito denominato ERIS quale ente strumentale della Regione per la gestione del sistema idrico multisettoriale regionale.
2. L'ente provvede alla realizzazione, alla gestione e alla manutenzione delle infrastrutture, degli impianti e delle opere del sistema idrico multisettoriale regionale affidati in concessione dalla Regione e, a tal fine, utilizza le risorse ed i beni della Regione per lo svolgimento delle attività di cui all'oggetto sociale, e quelli già di competenza dell'Ente autonomo del Flumendosa.
3. La titolarità delle reti e delle infrastrutture e la titolarità delle concessioni ad esse inerenti rimane in capo alla Regione, mentre la relativa gestione è attribuita all'ERIS.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 19.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 19:
Art. 19Compiti
1. L'attività dell'ERIS ha per oggetto:
a) la gestione unitaria del sistema idrico multisettoriale regionale sia in modo diretto che indiretto;
b) la progettazione, la realizzazione, la gestione dei relativi impianti ed opere e la manutenzione ordinaria e straordinaria e la valorizzazione delle infrastrutture, degli impianti e delle opere, del sistema idrico multisettoriale regionale;
c) la predisposizione dei programmi di interventi ed il relativo piano finanziario inerenti al servizio di approvvigionamento idrico multisettoriale regionale; essi sono approvati dalla Giunta regionale;
d) la riscossione dei corrispettivi per il recupero dei costi del servizio idrico, per il sistema di approvvigionamento multisettoriale dell'acqua all'ingrosso, dalle utenze idriche settoriali sulla base del Piano di recupero dei costi;
e) l'espletamento di ulteriori compiti, funzioni ed attività conferiti dalla Regione, dagli enti locali e da altri soggetti pubblici e privati coerenti con la sua attività e con riferimento alle attività di realizzazione delle opere pubbliche.
2. Le norme statutarie dell'ERIS sono approvate, entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente della Regione, previa conforme deliberazione della Giunta regionale, da adottarsi su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di lavori pubblici previo parere della competente Commissione consiliare.
3. Fino all'approvazione delle norme statutarie e regolamentari, l'ERIS conserva lo statuto, il regolamento organico, i regolamenti interni e gli atti di contrattazione decentrata vigenti per l'EAF. Sono confermate, fino all'approvazione delle deliberazioni del consiglio di amministrazione dell'ERIS, le strutture organizzative, le sottoarticolazioni e gli incarichi vigenti all'EAF alla data di entrata in vigore della presente legge.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 20.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 20:
Art. 20Modifiche legislative
1. Nella tabella A allegata alla legge regionale 15 maggio 1995, n. 14 (Indirizzo, controllo, vigilanza e tutela sugli enti, istituti ed aziende regionali), il numero 7) è sostituito dal seguente:
"7) Ente delle risorse idriche della Sardegna (ERIS);".
2. Al comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale 23 agosto 1995, n. 20 (Semplificazione e razionalizzazione dell'ordinamento degli enti strumentali della Regione e di altri enti pubblici e di diritto pubblico operanti nell'ambito regionale), la lettera n) è sostituita dalla seguente:
"n) Ente delle risorse idriche della Sardegna (ERIS);".
3. L'articolo 24 della legge regionale n. 20 del 1995 è sostituito dal seguente:
"Art. 24 (Ente delle risorse idriche della Sardegna)
1. Il consiglio di amministrazione dell'Ente delle risorse idriche della Sardegna (ERIS) è composto da tre esperti di elevato livello scientifico in possesso di comprovata professionalità ed esperienza acquisita in materia di sistemi ed infrastrutture idrauliche, gestione di servizi pubblici e di sistemi organizzativi complessi; essi sono nominati con decreto del Presidente della Regione su conforme deliberazione della Giunta regionale, secondo le forme e le procedure di cui all'articolo 3.".
4. Nella tabella A allegata alla legge regionale n. 20 del 1995, l'alinea:
"- Ente autonomo del Flumendosa (EAF)"
è sostituito dal seguente:
"- Ente delle risorse idriche della Sardegna (ERIS)".
5. La lettera l) del comma 1 dell'articolo 69 della legge regionale n. 31 del 1998 è sostituita dalla seguente:
"l) Ente delle risorse idriche della Sardegna (ERIS)".)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 21. All'articolo 21 sono stati presentati gli emendamenti numero 12 e 6.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 21 e dei relativi emendamenti:
Art. 21Entrate del soggetto gestore
1. Le entrate del soggetto gestore sono costituite da:
a) il corrispettivo economico per la fornitura dell'acqua all'ingrosso;
b) i finanziamenti per la realizzazione di attività e progetti specifici commissionati al soggetto gestore;
c) gli introiti derivanti dall'effettuazione di prestazioni erogate a favore di altri enti e organismi pubblici;
d) i finanziamenti statali e comunitari;
e) ogni altro finanziamento acquisito in conformità alle norme che ne disciplinano l'attività.
2. La Regione, sulla base delle risultanze dei Piani di bacino, del Piano di gestione o di documenti pianificatori preliminari predisposti dall'Agenzia e in conformità alle previsioni del bilancio pluriennale, può concedere incentivi e contributi al soggetto gestore, a parziale copertura dei costi del servizio idrico multisettoriale, al fine di tener conto delle conseguenze sociali, ambientali, economiche del recupero dei costi a carico dei soggetti utilizzatori delle risorse idriche e delle specifiche condizioni geografiche e climatiche della Sardegna.
3. La Regione, sulla base degli obiettivi strategici fissati nel piano regionale di sviluppo e dei programmi operativi elaborati dall'Agenzia e in conformità alle previsioni del bilancio pluriennale, può concedere incentivi e contributi a favore dell'ente per l'attività di progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva e di realizzazione di opere infrastrutturali, nonché per ricerche e studi, attinenti alla gestione delle risorse idriche multisettoriali del distretto idrografico della Sardegna.
4. Il rilascio della concessione degli incentivi avviene secondo le seguenti priorità:
a) programmi di investimento e adeguamento degli impianti e delle reti multisettoriali;
b) attivazione di risorse pubbliche con strumenti e tecniche che comportino minori costi per la pubblica amministrazione;
c) attivazione di progetti che tendano al risparmio ed al recupero della qualità idrica;
d) adozione di tecnologie a elevato contenuto innovativo, finalizzate al risparmio idrico.
Emendamento sostitutivo parziale Pirisi, Sabatini, Manca, Mattana.
Art. 21
All'articolo 21 la lettera a) del comma 1 è così sostituita:
"a) i contributi al recupero dei costi dei servizi idrici a carico dei vari settori di impiego dell'acqua all'ingrosso;". (12)
Emendamento aggiuntivo Pisano, Cassano, Dedoni, Vargiu.
Art. 21
Al comma 1 dell'articolo21, dopo la lettera e) è aggiunta la seguente:
"e bis) dal corrispettivo economico derivante dalla vendita dell'energia elettrica prodotta nelle centrali idroelettriche, con vincolo di destinazione del 30 per cento dell'introito a favore dei comuni nei cui ambiti ricadono i bacini;". (6).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, la ringrazio. Io vorrei illustrare l'emendamento numero 6 che è un emendamento all'articolo 21.
Noi abbiamo presentato tre soli emendamenti: all'articolo 7, all'articolo 14 e all'articolo 21, quasi seguendo sistematicamente la tabellina del 7, e lo abbiamo fatto con l'intento e con l'obiettivo di voler migliorare in qualche piccola parte queste norme.
Ora, io questo emendamento credo che di fatto sia stato già accolto per le parole che l'assessore Mannoni ha riferito qui in Aula; è stato accolto perché l'assessore Mannoni ha riconosciuto pubblicamente che là dove ci sono i bacini idrici la popolazione ha subito una penalizzazione forte, ha detto: "ha pagato un prezzo alto, e quindi noi - ha pure detto - dobbiamo riconoscere questo sacrificio che queste popolazioni hanno fatto". Io credo che non ci possa essere miglior difesa, quindi, di questo emendamento, perché non è solo riconoscerlo, Assessore, questo sacrificio, è pagarlo e quindi per poter pagare il sacrificio che queste popolazioni hanno subito - che si tratta poi, se facciamo un po' di conti, di un prezzo e di un riconoscimento veramente piccolo - è quello, quanto meno, che una parte delle entrate che vengono riconosciute (che non vengono citate tra l'altro nell'articolo 21 tra le entrate di questo nuovo ente) e che sono le vendite dell'energia elettrica prodotta nella centrale idroelettrica - lei, assessore Mannoni, sa bene di quanto stiamo parlando perché sa bene quanto l'Ente Flumendosa oggi sta incassando dalla vendita dell'energia elettrica - quindi, questo piccolo sacrificio, nella misura del 30 per cento (ma possiamo anche confrontarci e stabilire dentro un accordo che la percentuale possa essere diversa) venga riconosciuta a favore dei Comuni nei quali è insito questo bacino idrografico e che hanno pagato quindi questo grande prezzo e ai quali quindi va riconosciuto questo sacrificio. Riconosciamolo davvero, non solo a parole ma con i fatti.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisano.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Uras, relatore.
URAS (R.C.), relatore. Il parere è negativo ma a questo emendamento non all'esigenza che è stata posta correttamente dall'onorevole Pisano. Nel senso che era già un orientamento che prevaleva in Commissione circa la necessità e anche l'urgenza di affrontare il tema dei Comuni nei cui ambiti ricadono i bacini e quindi in forme di compensazione che possono essere meditate e quindi introdotte nelle forme migliori.
La scelta che viene fatta oggi è quella di privilegiare, proprio intervenendo sul costo dell'energia, le iniziative verso la riduzione del costo complessivo dell'acqua, quindi verso la riduzione delle tariffe. In questo senso si muove il provvedimento in esame per cui si tratta, ecco, di raccomandare alla Giunta e insieme di assumere l'iniziativa come Commissione per trovare una formulazione che possa essere accolta in altro provvedimento ma che risolva le questioni che sono state sollevate dall'onorevole Pisano.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Conforme al relatore. Io vorrei fare una precisazione, proprio richiamandomi all'invito dell'onorevole Pisano sull'EAF e su quanto l'EAF produce. Intanto, noi diciamo che uno dei costi maggiori della produzione dell'acqua, e quindi dell'acqua, è proprio quello dell'energia elettrica. Valutato in generale, il sistema multisettoriale consuma 160 milioni di Kilowatt annui, quindi 160 milioni costano sui 18 milioni di euro, credo che altrettanto - forse di più - li consumi Abbanoa e altrettanti li consumino i Consorzi; quindi la scommessa energetiche è quella sulla quale la Giunta oggi ha un impegno diretto a forte.
Tornando al "Flumendosa", citerò un caso proprio concreto di come la produzione dell'energia possa essere utile a ridurre il costo dell'acqua: quest'anno il "Flumendosa" ha avuto un incremento negli incassi, nel guadagno dall'energia elettrica di circa un milione di euro, perché? Perché con l'aumento del costo dell'energia ha potuto vendere a costi molto alti. La Giunta regionale, con una delibera del settembre di quest'anno, ha, proprio in ragione di questo maggior incremento di entrate del "Flumendosa", ridotto il prezzo dell'acqua civile da 0,1 centesimi a 0,07 centesimi, quindi ha scontato l'acqua del civile di una cifra importante che sarà a vantaggio di Abbanoa. Quindi, voglio dire, tutto ciò che è energetico, tutto ciò che è guadagno energetico, va a favore sia del mondo agricolo, del mondo civile, del mondo industriale; quindi è uno sconto già, diciamo, automatico alla collettività.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Il parere sull'emendamento numero 12, onorevole Uras.
URAS (R.C.), relatore. Parere positivo.
PRESIDENTE. Sì, serve per la trascrizione nei verbali.
Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale...
Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Sì, grazie, Presidente. Dichiarazione di voto è che, nello spirito delle dichiarazioni che ha fatto il relatore, l'onorevole Uras, io chiederei all'onorevole Pisano di ritirare l'emendamento perché c'è un impegno, da parte della Commissione, mi pare che sono state anche significative le parole che ha detto l'Assessore, affinché il problema che è stato sollevato venga mandato avanti con più celerità, perché avevamo già assunto un impegno anche ricevendo i Comuni che erano interessati a queste problematiche. Come Commissione abbiamo già avviato un confronto tra di noi proprio per arrivare ad una risoluzione. Quindi, io la inviterei davvero a ritirare l'emendamento, significando che le questioni che sono state poste sono all'attenzione già della Commissione ma mi pare anche dell'Esecutivo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Per dichiarazione di voto, Presidente. Io certo non ho difficoltà al ritiro di questo emendamento ma le parole dell'Assessore non mi pare che siano andate verso questa direzione; ha, onestamente, riconosciuto che le maggiori entrate di un milione di euro relative alla vendita della produzione dell'energia elettrica a favore dell'Enel abbiano costituito una entrata che è andata a vantaggio di tutta l'utenza e quindi, naturalmente, dell'abbassamento del costo idrico in senso generale, e quindi non ha significato affatto un riconoscimento di quella che è la penalizzazione dei territori e soprattutto di quegli abitanti che hanno dovuto sacrificare parte del loro territorio riservandolo a bacino idrico, quindi privati della risorsa essenziale per lo sviluppo locale.
Se però l'Assessore, in maniera più chiara, assume un impegno verso questa direzione è chiaro che io mi sento assolutamente di ritirare questo emendamento e anzi mi ritengo soddisfatto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Sì, rispondo all'onorevole Pisano. Le do la più ampia assicurazione, devo dirle che fatti concreti, anche recenti, della Giunta regionale dimostrano l'intento e la volontà della Giunta di andare incontro alle comunità, io cito sempre la comunità di Nurri, la comunità di Orroli - le ho citate anche nel mio intervento stamattina - che hanno dato le loro terre al sud Sardegna, per far arrivare l'acqua al sud Sardegna, quindi un grande sacrificio.
Devo dire che la Giunta regionale ha completato recentemente, con un finanziamento, un programma già iniziato addirittura negli anni tra il '95 e il 2000, proprio per ripagare questi territori del sacrificio delle loro terre, portando l'acqua, anche attraverso un importante sollevamento, quindi una spesa energetica notevole, ad irrigare le campagne di Orroli. Abbiamo recentemente finanziato un altro tratto di questo percorso che completa proprio il collegamento tra la diga del Flumendosa, il territorio di Orroli, e il relativo comprensorio irriguo che è già attrezzato; è un primo segnale di risposta concreta al sacrificio di queste comunità. Io dico e confermo l'impegno della Giunta di venire incontro a questi territori con misure compensative, ricordiamo quello che è stato fatto per Isili e per Is barrocusu, continuare in questa politica, però dicendo anche questo, evitando di sovrapporre due costi, non scaricare sul prezzo dell'acqua ciò che invece può essere scaricato sulla comunità, quindi quello è l'impegno della Giunta, è un impegno che si assume, come problema da fare carico all'erario nel suo complesso e non all'introito da tariffa. Quindi, separiamo le due cose e c'è un impegno preciso e politico della Giunta.
PRESIDENTE Grazie Assessore mettiamo quindi in votazione l'emendamento sostitutivo parziale.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). No, per annunciare che, in funzione delle parole che ha affermato l'Assessore, ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pisano
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'articolo 21. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 22.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 22:
Art. 22Finalità
1. Le presenti norme perseguono la trasparenza dei costi sostenuti dai soggetti gestori dei sistemi di approvvigionamento idrico per le diverse categorie di utenza mediante un appropriato sistema di individuazione e di separazione, amministrativa e contabile, degli oneri afferenti alle attività svolte per garantire il servizio idrico. Gli oneri del servizio idrico devono essere totalmente distinti dagli oneri afferenti ad altre attività ed altri servizi svolti dai soggetti gestori, comprese le attività connesse alla difesa idraulica del territorio.
2. La separazione amministrativa e contabile persegue l'obiettivo di rendere trasparenti e omogenei i bilanci dei soggetti operanti nel settore della gestione dei sistemi idrici e di consentire la verifica dei costi delle singole prestazioni assicurando, in particolare, la loro corretta disgregazione ed imputazione per attività svolta per area geografica e per categoria di utenza.
3. Le presenti norme dettano altresì le regole della corretta imputazione dei costi che i soggetti che operano nel settore della gestione dei sistemi idrici devono applicare anche al fine della promozione dell'efficienza nell'erogazione dei servizi di pubblica utilità e per garantire adeguati livelli di qualità dei servizi in condizioni di economicità ed efficacia.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 23
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 23:
Art. 23
Ambito soggettivo di applicazione
1. Le presenti norme si applicano ad ogni soggetto, indipendentemente dalla sua forma giuridica, che operi in favore di una pluralità di categorie di utenza di risorse idriche, ovvero che operi nel campo della gestione delle risorse idriche ed in altre e diverse attività. Esse non si applicano a soggetti affidatari della gestione del servizio idrico integrato da parte dell'Autorità d'ambito.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 24.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 24:
Art. 24
Attività e comparti di separazione contabile
1. Con riferimento alle attività nel campo della gestione delle risorse idriche, costituiscono attività e comparti di separazione contabile:
a) l'attività di produzione delle risorse idriche, con i seguenti comparti:
1) opere di presa e derivazione ad acqua fluente;
2) dighe e relativi serbatoi di accumulo;
3) pozzi e sorgenti;
4) impianti non convenzionali;
b) l'attività di adduzione delle risorse idriche, con i seguenti comparti:
1) adduzioni a pelo libero;
2) adduzioni in pressione;
3) impianti di sollevamento;
c) l'attività di trattamento delle risorse idriche, con i seguenti comparti:
1) trattamento delle acque per l'utilizzo;
2) depurazione delle acque per lo scarico;
3) depurazione delle acque per il riuso;
d) l'attività di distribuzione delle risorse idriche, con i seguenti comparti:
1) trasporto, accumulo e consegna;
2) impianti di sollevamento;
e) l'attività di misura delle risorse idriche, con i seguenti comparti:
1) installazione e manutenzione dei misuratori;
2) rilevazione e registrazione dei flussi e dei consumi;
f) l'attività di controllo della qualità delle risorse idriche, con i seguenti comparti:
1) installazione e manutenzione delle apparecchiature di monitoraggio;
2) campionamento;
3) analisi chimico-fisiche e biologiche.
2. Tali attività comprendono le operazioni di gestione, esercizio, manutenzione e sviluppo delle opere e degli impianti.)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'articolo.
E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Prima di finire, Presidente, prendo lo spunto anche se avrei voluto chiedere prima, mi consentano i colleghi, ma principalmente l'Assessore poc'anzi nella mia esposizione ho omesso ho dimenticato di sentire l'Assessore prendo lo spunto dalla risposta che ha dato appunto sulle comunità dei territori di Orroli e quant'altro, per la distribuzione delle risorse idriche. Qualche giorno fa abbiamo avuto un incontro nel Melogu, dove appunto si discuteva di un importante struttura eventuale, quindi di uno sbarramento sul Calambru, oppure di un'opera alternativa, o sostitutiva, e comunque sia di un'opera che potesse, che possa sopperire ed essere sufficiente a dare, dopo 50 anni, l'acqua alle pianure del Melogu, in cui si parla, come lei sa, di oltre 10 mila ettari di terreni agricoli, che hanno una potenzialità produttiva, a detta degli esperti, pari alla potenzialità che è stata data dai territori di Arborea e della piana dell'oristanese.
Ora in quell'incontro probabilmente ci sono stati degli equivoci e quant'altro, poiché almeno dalla stampa, così come stata presentata la risposta dell'Assessore, parrebbe, parrebbe che per quei territori sia persa ogni speranza, che io non credo, questo dopo 50 anni di attese, di progetti, di sollecitazioni, di stimoli e quant'altro. Ricordo che in quei territori, così come per il Goceano, per quanto riguarda la pianura tra Benetutti, che va da Benetutti fino praticamente alla piana di Orani e di Bolotana, per quanto riguarda la (…) gravitano complessivamente qualcosa come 40 mila abitanti, 40 mila abitanti che per il 70 cento dell'economia vivono dalle risorse agricole e pastorali, è chiaro che io in questo contesto, Assessore, me ne guarderei bene dal chiederle se lei ha previsto, mi spiego, esecutivamente la realizzazione dei vasi, o almeno magari fosse, abbia previsto una progettazione per quei territori di strutture idonee e confacenti a sopperire alle esigenze idriche. Però dal momento che stiamo discutendo di risorse idriche, dal momento che stiamo discutendo di gestione della Regione delle risorse idriche, dal momento che stiamo discutendo di bacini idrografici e quant'altro, mi è venuta doverosa farle la precisazione e chiederle, Assessore, nei territori che ho citato, sono territori che da 50 anni aspettano un salto in avanti, non è una questione creda in questo momento di parte o speculativa o quant'altro, me ne guarderei bene, è doveroso citarlo in questo momento, io, la domanda è questa, la precedente Giunta non è che abbia fatto molto, le ancora precedenti hanno cancellato dai programmi questi due progetti, però almeno la precedente Giunta, come lei sa, ha dato una piccola somma, mi sembra fossero un miliardo alla comunità montana, è un miliardo e 100 milioni al Consorzio del Nord Sardegna, e al Goceano, per la realizzazione di progetti di massima, cosa che il consorzio Nord Sardegna ha fatto per quanto appreso il giorno, e siccome lei era presente, non so cosa sia successo nella comunità del Goceano. Il giorno è stato contestato il fatto che 10 milioni di metri cubi previsti dal Consorzio del Nord Sardegna potevano essere insufficienti. Io, mi creda, non so se siano sufficienti, so che sono insufficienti per quanto riguarda tutto il territorio, su questo non c'è ombra di dubbio, facendo il calcolo, ho detto il giorno che non sapevo, da chi potesse essere dato l'input o se direttamente il commissario del Consorzio avesse pensato a ridimensionare questa adozione d'acqua per quei territori in base a che cosa non ho avuto risposta. Ho avuto solo risposta, che il progetto era stato fatto così probabilmente, non so per quali scopi, ma mi è sembrato di capire, che principalmente si sta pensando all'adozione dell'acqua potabile per Sassari, e comunque prioritariamente non solo per scopi dell'agricoltura, ma per scopi civici ed industriali. Io le faccio questa domanda, Assessore, perché innanzi tutto doverosamente perché sono espressione del territorio, in secondo luogo perché c'è stato, almeno l'impegno formale, dal momento che queste due strutture sono presenti nel piano acque, da parte della Giunta come priorità nell'esecuzione di queste opere, io mi rendo perfettamente conto, oggi che parlare di dighe di una certa dimensione, probabilmente, come ho detto nella mia interrogazione a suo tempo presentata, potrebbe essere fuori luogo, posso anche concordare su questo, perché molte volte le interrogazioni vogliono provocare un interessamento un'attenzione, ma se così non è, Assessore, voglio chiederle questo, detto qui in questo contesto, se è effettivamente, ripeto ancora, se non altro la precedente Giunta ha sturato, ha dato l'input, dando quei pochi soldi per quanto riguarda l'adeguamento dei progetti di massima e includendo le strutture nel piano acque. Le chiedo se, dal momento che lei ha risposto giustamente per i territori di Orroli, le chiedo se, appunto nei programmi, nei progetti della Giunta, siano presenti l'intenzione, la volontà politica di intervenire sia nel Goceano, che quanto riguarda il Melogu, affinché queste due regioni, dimenticate da tutti, nessuno escluso, e non è faccio carico e né colpa, chiaramente, a questa attuale Giunta, ma questa Giunta può benissimo dare una risposta e rispondere in merito, e chiedo se questi due territori, importantissimi, per la risorsa e per lo sviluppo socio economico dei territori della Sardegna siano in qualche maniera inclusi, siano in qualche maniera inclusi, nella volontà, nella volontà a realizzare; perché se no vede non è questione di parte, perché vede io oggi ci sono domani possono non possono essere consigliere regionale così come lei oggi è Assessore e domani può non essere Assessore come tutti noi. Si tratta di sentire e sapere, se questi due territori del Nord Sardegna, che rappresentano due poli indispensabili interni per l'economia sarda, e non solo per il territorio, un'economia che principalmente prende vita nel sistema agro pastorale, e sono ancora gli unici probabilmente territori del sassarese, Nord Sardegna non dotati di infrastruttura idriche, laddove esistano, esistevano dei consorzi i quali pagavano annualmente il canone senza aver avuto mai per trent'anni un goccio d'acqua, non certamente per colpa sua Assessore, tanto meno di questa Giunta, ma per colpa di chi allora, ha gestito queste cose, parlo da trent'anni a questa parte, da quarant'anni a questa parte, la mia domanda è pertinente, non di parte, mi creda perché non speculo su queste cose, voglio sapere se nei programmi della Giunta è previsto un intervento nelle pianure del Meilogu-Logudoro e nelle pianure del Goceano, all'interno dei programmi della Giunta regionale, in ossequio a questo dispositivo di legge, laddove la Regione gestisce direttamente le risorse idriche, il programma che preveda, se non le dighe, strutture e soluzioni che possano, in qualche maniera, dare a questi territori speranza nel futuro agricolo e pastorale, consentano a questi territori di poter tenere i giovani che ancora pochi, malgrado tutto, restano e combattono in campagna, dare loro una speranza e dare loro, per il futuro, una certezza che, con l'irrigazione del loro territori, possano affrontare un futuro migliore. Questo glielo chiedo Assessore formalmente perché, purtroppo, sino ad oggi, non ne faccio carico a lei, lo ripeto ancora, sul problema ci sono state molte risposte equivoche, da cinquant'anni sino ad oggi. La ringrazio.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Onorevole Rassu, le rispondo subito, nel senso che ci si rifà a un recente convegno che si abbiamo tenuto a Bonorva, nel quale abbiamo dibattuto della situazione degli agricoltori, con le comunità locali, di una vecchia, lunghissima attesa di queste popolazioni della diga sul Butule-Calambru, e si è appena accennato, poi, dell'altra diga, Sa Contra Ruja. Sono due ipotetiche dighe di cui si parla da anni, che fanno capo ai due sistemi idrici, il Sistema 4 nord-occidentale e il Sistema 5 del Tirso. Lecita i finanziamenti forse del Commissario governativo di qualche anno fa. Io vi dirò ancora qualcosa di più, che era invalso, nel passato, questo bel sistema di illudere le popolazioni, dando incarichi di studio e incarichi di studi di fattibilità. Dare l'incarico di studio di fattibilità era un po' come mettersi la coscienza a posto e lasciare poi ai posteri gli oneri e le conseguenze. Io non ho mai visto, nella vecchia Giunta, quella che lei dice ha dato gli incarichi di studio, un'espressa volontà di rifare questi invasi. Non l'ho vista. Non l'ho vista perché è paradossale che un Commissario governativo avesse addirittura finanziato un lotto di una diga, un lotto, dico, un lotto. Ora, le dighe, si sa che non si fanno a lotti, o si fanno o non si fanno, quindi, è il paradosso dei paradossi, insomma. Quindi, non mi pare ci sia mai stata una volontà di intervenire in modo deciso e, devo dirle, anche di riconoscere queste dighe come dighe nella programmazione regionale. Questo lo dico con chiarezza e dalla lettura degli atti. Ora, lei mi dice: "Mi dia, Assessore, un'assicurazione". Io non le do un'assicurazione, non le do un'assicurazione perché le dico, invece, che queste dighe sono costosissime. Sa Contra Ruja è stata addirittura abbandonata dalla stessa comunità montana, che chiede che le relative somme, molte inferiori, addirittura, vengano utilizzate per l'eventuale realizzazione di laghi collinari, e quindi questo va bene e saremo su questa linea. E credo che dovremmo raggiungere anche un accordo per l'altra diga, quella del Butule-Calambru, che costa tantissimo, ha un impatto sul territorio, notevole, anche in termini costruttivi, in termini di utilizzo del cemento, di utilizzo delle cave, e anche lì dovremo lavorare su fonti di minore impatto e che diano a quelle comunità quelle risposte che lei chiede. Quindi, su questo io concordo con lei e saremo su questa linea nel trovare soluzioni più leggere, ma altrettanto produttive. Devo dire anche un'altra cosa, mi si consenta, in questa replica, che in Sardegna noi abbiamo un sistema di irrigazione attrezzato per circa 147 mila ettari, in tutta la Sardegna. Ebbene, si sappia che la media dell'utilizzo di queste aree attrezzate, oggi, si colloca sotto il 30 per cento. Quindi, c'è un evidente sottoutilizzo di questi territori, di queste aree attrezzate, che deve farci riflettere. E tanto c'è questo sottoutilizzo che, paradossalmente, il deficit idrico della Sardegna, che fino a qualche anno fa era conclamato, oggi, davanti a questa domanda del settore agricolo che è calata notevolmente, paradossalmente, il deficit idrico, oggi, non esiste, allo stato dell'arte. Ma noi chiariamo che l'agricoltura debba rilanciarsi e quindi, con lo sviluppo dell'agricoltura, possa rilanciarsi anche la domanda dell'acqua per uso agricolo, quindi, quei territori avranno le risposte che lei ci ha chiesto. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 25.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 25:
Art. 25
Servizi comuni e condivisi
1. Le componenti non attribuibili dal soggetto in modo diretto alle attività di cui all'articolo 24, sono imputate ai servizi comuni.
2. Costituiscono servizi comuni:
a) la pianificazione e controllo di gestione, contabilità generale e di gestione, revisione contabile interna ed esterna;
b) la gestione finanziaria;
c) il funzionamento degli organi legali e societari, inclusi presidenza, direzione generale, segreteria generale e protocollo, servizi legale e fiscale, studi economici, marketing e relazioni esterne;
d) i servizi del personale e delle risorse umane;
e) gli approvvigionamenti, acquisti, trasporti e logistica;
f) la ricerca e sviluppo;
g) i servizi di ingegneria e di costruzione;
h) i servizi immobiliari;
i) i servizi informatici;
l) i servizi di telecomunicazione;
m) eventuali altri servizi non compresi nel presente elenco.
3. Quando i costi di una funzione svolta da un servizio comune sono attribuibili in modo diretto e quantificabile alle attività, il soggetto gestore assegna detti costi direttamente alle attività cui si riferiscono.
4. Quando i costi di una funzione svolta da un servizio comune non sono attribuibili in modo diretto alle attività, il soggetto gestore assegna detti costi alle attività cui si riferiscono in modo proporzionale ai costi diretti imputati alle diverse attività.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 26.
(Si riporta di seguito il testo dell'articoolo 26:
Art. 26 Categorie di utenza1. Quando il costo complessivo di una attività svolta, distinto per comparti e gravato dei costi dei servizi comuni, è attribuibile in modo diretto a una categoria di utenza, il soggetto gestore assegna detto costo direttamente alla categoria cui si riferisce.
2. Quando il costo di una attività svolta, distinto per comparti e gravato dei costi dei servizi comuni, non è attribuibile in modo diretto a una categoria di utenza, il soggetto gestore ripartisce detto costo fra le categorie di utenze interessate in modo proporzionale al volume annuo di acqua movimentato per ciascuna categoria di utenza.)
(E' approvato)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 27.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 27:
Art. 27
Gestione separata
1. Ai fini delle norme del presente capo, il soggetto gestore organizza le attività di cui all'articolo 24, come se le stesse attività fossero svolte da imprese separate.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 28.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 28:
Art. 28Personale dell'Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna
1. L'Agenzia si avvale per le proprie funzioni prioritariamente del personale di cui al comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale 12 luglio 2005, n. 10 (Norme sul trasferimento del personale dei soggetti gestori dei servizi idrici regionali al servizio idrico integrato, in attuazione del comma 3 dell'articolo 12 della Legge 5 gennaio 1994, n. 36, e dell'articolo 16 della legge regionale 17 ottobre 1997, n. 29, modificata con legge regionale 7 maggio 1999, n. 15). L'Agenzia può, inoltre, avvalersi di personale dell'Amministrazione e degli enti regionali.
2. In sede di prima applicazione, il direttore generale dell'Agenzia è nominato entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
3. Entro due mesi dalla data della nomina di cui al comma 2, il direttore generale provvede:
a) alla ricognizione del personale necessario per lo svolgimento - a regime- delle attività inerenti le competenze dell'Agenzia e dei relativi beni ed attrezzature;
b) alla presentazione alla Giunta regionale, che l'approva entro quindici giorni, di una relazione sui risultati della ricognizione contenente la definizione della dotazione organica e dei beni e delle attrezzature necessarie per il funzionamento.
4. Entro i successivi due mesi la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di personale, procede alla valutazione delle domande di assegnazione pervenute e alla contestuale attivazione delle procedure di mobilità.
5. I posti in organico, non coperti dopo l'attivazione dei provvedimenti di mobilità, sono assegnati mediante concorsi pubblici. Al personale dell'Agenzia è conservata la retribuzione individuale di anzianità in godimento nell'ente di provenienza.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 29. All'articolo 29 sono stati presentati gli emendamenti aggiuntivi numero 9 e 13.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 29 e dei relativi emendamenti:
Art. 29Personale dell'Ente delle risorse idriche della Sardegna
1. Il personale di ruolo dell'Ente autonomo del Flumendosa, alla data di entrata in vigore della presente legge, è assegnato all'Ente delle risorse idriche della Sardegna ed incluso nei suoi ruoli organici, mantenendo l'inquadramento, lo status giuridico, economico, previdenziale in godimento e l'anzianità di servizio maturata che viene interamente riconosciuta nel ruolo dell'ERIS. Alle eventuali carenze di organico, in sede di prima applicazione, si fa fronte con il personale e secondo le modalità di cui al comma 1 dell'articolo 28.
2. In sede di prima applicazione il consiglio di amministrazione dell'ERIS è nominato entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
3. Entro due mesi dalla data della nomina di cui al comma 2 il consiglio di amministrazione provvede:
a) alla ricognizione del personale necessario per lo svolgimento - a regime- delle attività inerenti le competenze dell'Ente;
b) alla presentazione alla Giunta regionale, che l'approva entro quindici giorni, di una relazione sui risultati della ricognizione contenente la definizione della dotazione organica necessaria per il funzionamento.
4. Entro i successivi due mesi la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di personale, procede alla valutazione delle domande di assegnazione pervenute e alla contestuale attivazione delle procedure di mobilità.
5. I posti di organico, non coperti dopo l'attivazione dei provvedimenti di mobilità, sono assegnati mediante concorsi pubblici. Al personale dell'ERIS è conservata la retribuzione individuale di anzianità in godimento nell'ente di provenienza.
6. Ai soggetti che partecipino a concorsi pubblici banditi dall'Amministrazione regionale per le finalità di cui al comma 5, impiegati presso l'EAF, a qualunque titolo, alla data del 1° novembre 2006, per profili professionali corrispondenti alle mansioni da essi effettivamente svolte, è attribuito, qualora conseguano l'idoneità nelle prove d'esame, un punteggio aggiuntivo in sede di valutazione dei titoli non superiore al 25 per cento del punteggio complessivo finale conseguito da ciascun candidato, in relazione alla durata del servizio prestato.
Emendamento aggiuntivo Sanciu, La Spisa.
Art. 29
Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
"6 bis. L'Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna, ovvero l'ente delle risorse idriche della Sardegna, sono autorizzati ad adottare provvedimenti di inquadramento di personal che sia stato reclutato ai sensi della legge regionale n. 31 del 1998 nelle categorie A e B e abbia avuto prorogato almeno una volta il contratto di assunzione a tempo determinato, per una durata complessiva del rapporto di lavoro superiore ad un anno nel preiodo 1° gennaio 2003 - 30 giugno 2006.". (9)
Emendamento aggiuntivo Pirisi, Uras, Sabatini, Manca.
Art. 29
All'articolo 29, dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
"6 bis. In sede di prima applicazione sono disposte analoghe selezioni concorsuali anche per le qualifiche "A" e "B" del vigente ordinamento professionale del personale regionale. Ai candidati idonei che abbiano, a qualunque titolo, prestato servizio negli ultimi 4 anni presso l'EAF sono riconosciuti i medesimi punteggi aggiuntivi di cui al precedente comma. Le relative graduatorie hanno validità triennale.". (13).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Sì, vorrei semplicemente illustrare, motivare l'emendamento che riguarda una situazione relativa a una parte del personale, in particolare quella delle categorie dipendenti delle categorie A e B, che hanno svolto funzioni importanti e che, nell'azione di riordino e di riforma di questo settore, così come anche in altri, potrebbero avere una considerazione favorevole per un loro inquadramento. Credo che la politica, volta ad eliminare il precariato, debba essere una costante. Qualche giorno fa, in Aula, il presidente Soru ha detto di aver abolito il precariato nella Regione, credo che si debba dimostrare in ogni situazione e su ogni settore che si sia veramente disponibili a raggiungere questo obiettivo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa. Onorevole Uras, per l'intervento o parere del relatore?
URAS (R.C.), relatore. E' tutto insieme, Presidente, se è consentito, anche perché illustro, così, l'emendamento numero 13 all'articolo 29, che ha sostanzialmente la medesima finalità che è prevista nell'emendamento presentato dall'onorevole La Spisa. La modalità, diciamo, relativa alla soluzione, alla risoluzione del problema proposto è diversa, ma è diversa necessariamente, nel senso che diventa problematico, anche in ragione di un orientamento che si è adottato in situazioni e circostanze simili, ma anche in considerazione del fatto che nell'articolo 29 non si tratta solo di questa tipologia di precari, si tratta anche di una tipologia di precari diversa, che ho avuto modo, in relazione, di sottolineare, cioè di personale laureato e specializzato, che svolge funzioni di analisi fisico-chimica all'interno del laboratorio dell'EAF, e che lo fa anche da dieci, undici anni, attraverso una relazione, un rapporto di lavoro con l'Ente del tutto precario. Allora, la scelta che, anche necessariamente, è stata seguita dalla Commissione nel proporre l'emendamento numero13, ma che risolve la questione avanzata nell'emendamento numero 9, è che si proceda a selezioni pubbliche anche per le categorie A e B, del vigente ordinamento professionale del personale regionale, e sia riconosciuto ai candidati idonei, che abbiano a qualunque titolo prestato servizio negli ultimi quattro anni all'interno dell'EAF, i medesimi punteggi aggiuntivi di cui al comma precedente, cioè al comma 6 dell'articolo 29 che tratta, come dicevo, i precari con quelle specializzazioni, con quei titoli accademici. Ritengo, per cui, che sia in questo senso possibile il ritiro da parte dell'onorevole La Spisa dell'emendamento proposto perché, sostanzialmente, il problema è risolto in questa formulazione che è l'unica anche tecnicamente possibile in ragione di un equilibrio che si è ritrovato trattando anche situazioni di precariato diverse ma sempre contenute nell'ambito della disposizione di legge. Il parere è positivo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Conforme al relatore.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 29. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, chiedo scusa… emendamento numero 13
LA SPISA (F.I.). Mi ero prenotato per chiedere la votazione elettronico palese.
PRESIDENTE. L'abbiamo già votato, facciamo la votazione su questa?
LA SPISA (F.I.). Era per la precedente.
PRESIDENTE. Sì, ho capito, è arrivato un attimo dopo, onorevole La Spisa, chiedo scusa. Conferma la richiesta di votazione elettronica?
LA SPISA (F.I.). Si.
PRESIDENTE. Prego i colleghi di predisporsi alla votazione elettronica.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 13
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - La Spisa - Lai - Licheri - Liori - Lombardo - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Randazzo Alberto - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 48
votanti 47
astenuti 1
maggioranza 24
favorevoli 47
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame dell'articolo 30. All'articolo 30 sono stati presentati l'emendamento numero 3 e l'emendamento numero 4.
( Si riporta di seguito il testo dell'articolo 30 e dei relativi emendamenti:
Art. 30Trasferimento di gestione
1. I soggetti che alla data di entrata in vigore della presente legge gestiscono singoli impianti del sistema idrico multisettoriale regionale cessano nell'attività di gestione a decorrere dall'effettiva operatività del nuovo soggetto gestore delle opere rientranti nel sistema idrico multisettoriale regionale.
2. L'ERIS prosegue nella gestione di tutte le opere e di tutti gli impianti ad uso multisettoriale di competenza dell'Ente autonomo del Flumendosa.
3. In sede di prima applicazione l'Assessorato regionale dei lavori pubblici procede, entro un mese dall'entrata in vigore della presente legge, alla ricognizione e identificazione delle opere del sistema idrico multisettoriale regionale di competenza della Regione da affidare al soggetto gestore e del personale adibito alla gestione delle opere, individuato sulla base delle certificazioni dei rappresentanti legali dei soggetti gestori di cui al comma 1.
4. Le opere identificate ai sensi del comma 3 sono dichiarate di competenza regionale con appositi decreti del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale.
5. I decreti di cui al comma 4, nell'individuare e disciplinare le procedure attraverso cui realizzare in concreto il trasferimento delle opere dall'attuale gestore al nuovo gestore unico regionale, devono prevedere:
a) l'individuazione cartografica delle opere e le caratteristiche tecniche principali;
b) l'individuazione della tipologia gestionale in atto, con riferimento alla natura giuridica e alle caratteristiche del servizio esercitato;
c) l'illustrazione dei costi di gestione e delle strutture gestionali in atto;
d) l'individuazione del personale necessario per la gestione dell'opera da trasferire all'ERIS.
6. Il Presidente della Regione, entro trenta giorni dalla costituzione dell'Autorità di bacino trasmette al Comitato istituzionale i risultati della ricognizione di cui al comma 3.
7. Il personale trasferito è inquadrato dall'ERIS con le garanzie dell'articolo 2112 del Codice civile, facendo esclusivo riferimento alla posizione giuridica ricoperta nell'ente di provenienza; in ogni caso a tale personale è garantito un trattamento economico non inferiore a quello corrisposto all'ente di provenienza all'atto del trasferimento.
8. L'ente di provenienza provvede alla liquidazione di tutti i crediti esigibili che il prestatore di lavoro ha maturato all'atto del trasferimento.
9. Il personale trasferito ha facoltà di esercitare l'opzione di cui alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 5 della Legge 8 agosto 1991, n. 274 (Acceleramento delle procedure di liquidazione delle pensioni e delle ricongiunzioni, modifiche ed integrazioni degli ordinamenti delle casse pensioni degli istituti di previdenza, riordinamento strutturale e funzionale della direzione generale degli istituti stessi) e successive modificazioni, per il mantenimento del trattamento previdenziale goduto presso l'ente di appartenenza.
Emendamento aggiuntivo Pirisi, Uras, Cuccu Franco Ignazio, Corda, Murgioni, Manca, Mattana, Giorico, Sabatini.
Art. 30
Dopo l'articolo 30 è aggiunto il seguente:
"30 bis Procedure transitorie
1. Le integrazioni e modifiche puntuali ai piani stralcio di bacino di cui al comma 4 dell'articolo 21 della legge regionale 11 maggio 2006, n. 4, già approvati e in corso di attuazione alla data di entrata in vigore della presente legge, sono adottate dal Comitato istituzionale dell'Autorità di bacino e successivamente approvate con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale.". (3)
Emendamento aggiuntivo Pirisi, Manca, Giorico, Uras, Sabatini, Cuccu Franco Ignazio, Murgioni.
Art. 30
Dopo l'articolo 30 è aggiunto il seguente:
"30 ter Relazione di verifica
1. Al fine della migliore ed unitaria gestione pubblica del sistema idrico integrato, multisettoriale ed idropotabile, la Giunta regionale, entro dodici mesi dall'entrata in vigore della presente legge, presenta al Consiglio regionale una relazione sullo stato di attuazione delle normative regionali e sulla loro efficacia concernenti il governo della risorsa idrica e i soggetti gestori proponendo, inoltre, le eventuali integrazioni e modifiche necessarie alla legislazione vigente. (4).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Era una prenotazione precedente.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Uras, relatore.
URAS (R.C.), relatore. Allora, anche per illustrare l'emendamento numero 4, per una ragione molto semplice, ritengo l'emendamento numero 4 un emendamento che noi dovremmo assumere in quasi tutte le leggi di riforma che stiamo esaminando e che stiamo approvando, perché contiene il concetto della verifica a termine ,dello stato di attuazione e dell'efficacia delle normative regionali che intervengono a riordinare, riorganizzare, razionalizzare ambiti di operatività dell'amministrazione. In questo senso, ritengo che sia importante, ritengo che vada a raccogliere una sollecitazione che è stata più volte avanzata dalle minoranze, sulla quale abbiamo discusso in Commissione proprio perché ci sia una sede nella quale si riflette, così come diceva il presidente Pirisi, del sistema idrico integrato, multisettoriale e idropotabile, e sia possibile, in quella sede, intervenire anche legislativamente anche in ragione delle evoluzioni che sta avendo il diritto in questa materia a livello nazionale e comunitario, sia possibile intervenire, perché le disfunzioni che pure appaiono esserci, soprattutto nell'idropotabile possano essere corrette. Il parere sull'emendamento numero 3 e sul numero 4 è positivo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Il parere della Giunta è favorevole, la Giunta è disponibile, ovviamente, lo sarebbe al di là della norma, ma la norma credo che sia un impegno poi, a trovare anche soluzioni normative di rettifica e di modifica del sistema in atto e su tali norme la Giunta già sta lavorando anche per una evidente analisi del sistema attuale e quindi questa norma è accolta favorevolmente dalla Giunta, grazie.
PRESIDENTE. Grazie Assessore.
Metto in votazione l'articolo 30. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 31. All'articolo 31 è stato presentato l'emendamento numero 5
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 31 e del relativo emendamento:
Art. 31Norma finanziaria
1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono determinati in euro 300.000 per l'anno 2006; alla determinazione degli oneri per gli anni successivi si provvede con legge finanziaria; gli stessi oneri fanno carico alla UPB S01.014 di nuova istituzione del bilancio regionale per l'anno 2006 e alla UPB corrispondente dei bilanci per gli anni successivi.
2. Nel bilancio della Regione per l'anno 2006 sono introdotte le seguenti variazioni:
in diminuzione
03 - PROGRAMMAZIONE
UPB S03.006
Fondo speciale per nuovi oneri legislativi di parte corrente
(Cap. 03030) (articolo 30, LR 5 maggio 1983, n. 11)
2006 euro 300.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 3) della tabella A allegata alla legge regionale 21 aprile 2005, n. 7 (finanziaria 2005).
in aumento
01- PRESIDENZA
Direzione 01 - Servizio 01
UPB S01.014
NI Titolo I (01.01) - Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna
2006 euro 300.000.
Emendamento sostitutivo totale Pirisi, Uras, Cuccu Franco Ignazio, Corda, Murgioni, Manca, Mattana, Giorico, Sabatini.
Art. 31
L'articolo 31 è sostituito dal seguente:
"Art. 31
Norma finanziaria
1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono determinati in euro 300.000 per l'anno 2006; alla determinazione degli oneri per gli anni successivi si provvede con legge finanziaria; gli stessi oneri fanno carico alla UPB S01.014 di nuova istituzione del bilancio regionale per l'anno 2006 e alla UPB corrispondente dei bilanci per gli anni successivi e, a decorrere dall'esercizio finanziario 2007, all'UPB S08.014.
2. Nel bilancio della Regione per l'anno 2006 sono introdotte le seguenti variazioni:
in diminuzione
03 - PROGRAMMAZIONE
UPB S03.006
Fondo speciale per nuovi oneri legislativi di parte corrente
(Cap. 03030) (articolo 30 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11) - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 3) della tabella A allegata alla legge finanziaria (comma 7 dell'articolo 1 della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7)
2006 euro 300.000
in aumento
01 - PRESIDENZA
Direzione 01 Servizio 01
UPB S01.014 - NI Titolo I (01.01)
Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna
2006 euro 300.000
08 - LAVORI PUBBLICI
UPB S08.014 - NI Titolo I (cap. NI)
Contributi ed incentivi ad ERIS per i parziale recupero dei costi del servizio idrico multisettoriale regionale (comma 2 dell'articolo 21 della presente legge).
2007 PM". (5).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Uras, relatore.
URAS (R.C.), relatore. Il parere è positivo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Conforme a quello del relatore, grazie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' Approvato)
PRESIDENTE. Mettiamo in votazione la legge.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Una brevissima dichiarazione di voto, Presidente, per dichiarare l'estensione del nostro Gruppo di Riformatori al voto complessivo di questa legge e che, comunque, riteniamo rischi di diventare, ancora una volta, un'occasione perduta. La legge che essenzialmente a un impianto positivo, una legge che va verso la direzione giusta che è quella di un riordino complessivo del sistema idrico nella nostra Isola e che, per pochi elementi, davvero non si è voluto fino in fondo che potesse avere quella connotazione di democraticità totale del governo delle acque. Così come fanno i saggi nei nostri paesi quando a loro basta guardare il cielo per capire se l'acqua è in arrivo o non arriva ecco, noi ci poniamo in questo atteggiamento e diciamo che… posso continuare Presidente?... E diciamo che dal constatare le nuvole che si affacciano su questo orizzonte, nulla fa prevedere che il tempo possa essere veramente mite. Ha detto il relatore di questa legge: "Di acqua sotto i ponti ne è passata tanta" è vero, ne passerà ancora molta, però, in questo modo, noi questa acqua che passiamo rischiamo davvero di non convogliarla e di lasciarla ancora una volta andare verso il mare senza che venga utilizzata adeguatamente. Il problema era quello di consentire un governo partecipato al governo idrico e, sarebbe stato sufficiente modificare gli articoli 7 e 14, probabilmente, per arrivare a questo intento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisano.
Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Grazie, Presidente. Sì, una breve dichiarazione di voto e credo che sia doverosa. Signor Presidente, Assessori, onorevoli, colleghe e colleghi, come Presidente della Commissione quarta sono onorato ed orgoglioso di esprimere il parere favorevole per questo provvedimento. Aggettivare con troppa enfasi il fatto che tra poco si compirà rischia di inflazionare l'aggettivo che viene in mente in casi come questo e che troppe volte viene usato. Affermare però che oggi, in quest'Aula, e ieri in Commissione abbiamo fatto della buona politica, che abbiamo fatto del buon governo nell'interesse dei sardi e nell'interesse del popolo sardo, credo che sia un fatto inconfutabile che è davanti agli occhi di tutti e ciò fa onore sia alla maggioranza che alla minoranza ed alla Giunta. Aver affrontato in modo pressoché unanime un provvedimento che da oltre quarant'anni si è cercato di varare è un fatto di enorme valore e di enorme rilevanza. E' una legge perfetta questa? Penso di no, perché la perfezione non è di questa terra. E' una legge perfettibile ma, onorevole Pisano, credo che sia non un'occasione perduta, ma un'occasione colta con il contributo di tutti, con il suo contributo, con il contributo del suo Gruppo e con il contributo di coloro che oggi sono intervenuti in quest'Aula e che sono intervenuti durante tutto il dibattito e tutto il confronto.
Io, Presidente, credo che qualche ringraziamento sia doveroso, perché non mi voglio dilungare oltre, anche perché non so quanto è il tempo che ho a disposizione. Credo di dover ringraziare l'onorevole Sanciu, l'onorevole Corda, l'onorevole Franco Ignazio Cuccu, l'onorevole Giorico, l'onorevole Manca, Mattana, Murgioni, Sabatini e, ultimo ma non ultimo, il relatore onorevole Uras. Assieme ai componenti la Commissione credo sia doveroso ringraziare anche l'assessore Mannoni, ringraziare, come ho già fatto, il dottor Gianfranco Cocco e anche l'osservatore onorevole Dedoni che, non me lo dimentico, anche se oggi dagli interventi che ha fatto mi sembrava che in qualche momento fosse distratto. Quindi grazie a tutti e veramente credo che sia un fatto importante.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pirisi. Grazie anche a tutti noi che vi abbiamo assistito in questo lavoro, che abbiamo partecipato…
PIRISI (D.S.). Presidente, maggioranza e minoranza tutta!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Solo due parole anche dalla Giunta. Io ringrazio il presidente Pirisi delle belle parole. Sono molto emozionato perché devo dirvi che nel diventare Assessore era una delle cose che mi ero proposto di fare e, devo dire oggi, di proporre perché voi avete lavorato su una proposta della Giunta, l'avete modificata, l'avete migliorata notevolmente, devo dire, quindi il prodotto è un prodotto buono. Diceva l'onorevole Pirisi che non c'è perfezione nelle cose. Io lo ribadisco ancora una volta. Le riforme vanno poi testate nella loro attuazione, quindi forse dovremo imparare tutti quanti a correggere subito, anche in tempi brevi, quando si vede che le cose sono fatte male. Però questa è una buona riforma. E' una riforma che va verso l'utenza, verso il mondo agricolo al quale voglio mandare un messaggio: che il prezzo dell'acqua non sarà più alto, assolutamente, ma sarà più basso. Quello che abbiamo già fatto come Giunta quest'anno e l'anno scorso applicando già con la finanziaria col Flumendosa, rompendo quella diatriba pluriennale di confronto e di contrasto fra Flumendosa e consorzio di bonifica; noi l'abbiamo risolta con una legge, con una democratica fissazione del prezzo dell'acqua, che è il più basso degli ultimi 10 anni. Questo sarà anche per il sistema generale. Lavoreremo su questa prospettiva e su questa prospettiva vorremmo essere giudicati. Grazie a voi tutti, consiglieri e onorevoli, per questo buon prodotto che valuteremo nel tempo, ma che oggi mi sento di dire è un ottimo prodotto. Grazie.
PRESIDENTE. Va bene, colleghi, votiamo la legge. Prego i colleghi di prendere posto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo unificato numero 153-186/A.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Murgioni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Randazzo Alberto - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: La Spisa - Lombardo - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Artizzu - Atzeri - Dedoni - Liori -Pisano.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 52
votanti 46
astenuti 6
maggioranza 24
favorevoli 41
contrari 5
(Il Consiglio approva).
Grazie colleghi. Abbiamo fatto un buon lavoro in questi due giorni. Il Consiglio verrà convocato a domicilio. Adesso è convocata la Conferenza dei Capigruppo nella sala attigua. Grazie. La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 20 e 06.
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