Seduta n.92 del 18/10/2000
XCII SEDUTA
(ANTIMERIDIANA)
MERCOLEDI' 18 OTTOBRE 2000
Presidenza del Presidente SERRENTI
indi
del Vicepresidente Carloni
indi
del Presidente SERRENTI
La seduta è aperta alle ore 10 e 38.
PIANA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 2 ottobre 2000, che è approvato.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Pietro Fois ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo per la seduta antimeridiana del 18 ottobre 2000. Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
Assenza per motivi istituzionali
PRESIDENTE. Si comunica inoltre che l'assessore Pasquale Onida è assente per motivi istituzionali.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza i seguenti disegni di legge:
"Approvazione del rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 1999 e del rendiconto dell'Azienda Foreste Demaniali della Regione per lo stesso anno". (113)
(Pervenuto il 5 ottobre 2000 ed assegnato alla terza Commissione.)
"Interventi a favore degli allevatori per fronteggiare l'epizoozia denominata 'febbre catarrale degli ovini (blue tongue)'". (114)
(Pervenuto l'11 ottobre 2000 ed assegnato alla quinta Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:
Dai consiglieri MARROCU - CUGINI - SANNA Alberto - DEMURU - DETTORI Ivana - PUSCEDDU - LAI - CALLEDDA - FALCONI - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore - SCANO - SPISSU: "Tutela degli ecosistemi vegetali e disciplina della raccolta e della commercializzazione dei funghi". (112)
(Pervenuta il 4 ottobre 2000 ed assegnata alla quinta Commissione.)
dai consiglieri FADDA . SANNA Emanuele - SANNA Alberto - PACIFICO - DETTORI Ivana - DEMURU - GIAGU - MARROCU - SELIS - ORTU: "Istituzione dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna". (115)
(Pervenuta il 16 ottobre 2000 ed assegnata alla quinta Commissione.)
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione SANNA Alberto - SANNA Salvatore - MARROCU - DEMURU - ORTU - MANCA - GIAGU sulla mancata apertura delle basi estive dei vigili del fuoco e sul conseguente inadeguato coordinamento della campagna antincendio in corso". (188)
(Risposta scritta in data 10 ottobre 2000.)
"Interrogazione PIANA sui contributi previsti per i centri storici". (192)
(Risposta scritta in data 10 ottobre 2000.)
"Interrogazione CASSANO sulla legge regionale approvata il 4 agosto 2000 'Interventi per i danni provocati dalla siccità dell'anno 2000". (216)
(Risposta scritta in data 10 ottobre 2000.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
PIANA, Segretario:
"Interrogazione FADDA, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di prevenzione ambientale nelle zone colpite lo scorso anno dagli eventi alluvionali". (226)
"Interrogazione GRANARA - FLORIS Emilio - PILI - CORONA - RASSU - LICANDRO, con richiesta di risposta scritta, sull'incaglio della motonave Eurobulker IV". (227)
"Interrogazione SPISSU, con richiesta di risposta scritta, sulla drastica riduzione da parte delle Ferrovie dello Stato dei traghetti che collegano Olbia a Civitavecchia". (228)
"Interrogazione ONNIS, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di realizzare urgentemente le opere di canalizzazione del rio Malu nel Comune di Villasor". (229)
"Interrogazione BIANCU - DETTORI Bruno - DORE - DEIANA, con richiesta di risposta scritta, sul grave ritardo nella emissione dei decreti relativi ai progetti inclusi negli accordi di Programma relativi ai Piani Integrati d'Area". (230)
"Interrogazione GRANARA - FLORIS Emilio - PILI - CORONA - LOMBARDO - TUNIS Marco, con richiesta di risposta scritta, sui provvedimenti urgenti da adottare per far fronte ai danni conseguenti all'affondamento della motonave Eurobulker IV". (231)
"Interrogazione SANNA Giacomo - MANCA, con richiesta di risposta scritta, sul bando di gara relativo al servizio di noleggio di autovetture di rappresentanza in Roma". (232)
"Interrogazione PIANA, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata messa in funzione della Stazione sanitaria marittima di Porto Torres". (233)
"Interrogazione LAI - CUGINI - SANNA Emanuele - SPISSU, con richiesta di risposta scritta, sulla applicazione della legge regionale 24 gennaio 1998, n. 37, art. 11, per l'imprenditoria giovanile in agricoltura". (234)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
PIANA, Segretario:
"Interpellanza FRAU - USAI sul ritardo di accesso dei consiglieri comunali agli atti amministrativi". (76)
"Interpellanza MARROCU - ORRU' - SANNA Emanuele - CALLEDDA - SCANO - SANNA Salvatore - PUSCEDDU - PINNA, sul licenziamento dei 152 lavoratori della Nuova Scaini di Villacidro". (77)
"Interpellanza NUVOLI sulla paventata realizzazione nel centro urbano di Sassari della metropolitana di superficie". (78)
"Interpellanza SPISSU - CUGINI - PUSCEDDU - LAI sulle direttive e modalità applicative del programma di 'informatizzazione diffusa e alfabetizzazione informatica e linguistica' (Art. 19, L.R. 40/90)". (79)
"Interpellanza TUNIS Marco sulle inadempienze degli Assessorati competenti in materia in ordine alla diffusione della epidemia fra gli ovini denominata 'lingua blu'". (80)
"Interpellanza BALIA - DEMURU - DETTORI Ivana - FALCONI - MANCA - PIRISI sulla gravissima situazione finanziaria della IMPRESAR S.p.A. di Nuoro". (81)
"Interpellanza SPISSU - SANNA Salvatore PACIFICO - CALLEDDA - PINNA sui presunti abusi nel consumo dei carburanti nei cantieri dell'Azienda foreste demaniali di Sassari denunciati dal consigliere Frau". (82)
"Interpellanza BIANCU - DETTORI Bruno - DEIANA - DORE sugli interventi urgenti per la riapertura temporanea dei macelli pubblici a capacità limitata". (83)
"Interpellanza VASSALLO sull'inaugurazione della caserma del Corpo forestale nell'Isola dell'Asinara". (84)
"Interpellanza TUNIS Marco - GRANARA - LIORI - PILO - RASSU sulle inadempienze degli Assessorati competenti in ordine alla diffusione della epidemia fra li ovini denominata 'lingua blu'". (85)
"Interpellanza PUSCEDDU - SELIS - CUGINI - LAI - PIRISI - DEIANA - DETTORI Ivana - FADDA - IBBA - BIANCU - DEMURU - DORE - SPISSU sulle direttive e modalità applicative per l'attuazione del programma di informatizzazione diffusa e alfabetizzazione informatica e linguistica". (86)
"Interpellanza BALIA - IBBA - MASIA sulla situazione di malessere e disagio cui sono sottoposti numerosi lavoratori nell'Azienda Foreste Demaniali di Sassari". (87)
"Interpellanza SANNA Giacomo - MANCA sulla incompatibilità delle nomine negli enti regionali previste dalla legge regionale 23 agosto 1995, n. 20". (88)
"Interpellanza SANNA Giacomo - MANCA sull'annullamento dei decreti dell'Assessore della difesa dell'ambiente n. 2447 del 16 settembre 1999, n. 1180, n. 1184 e n. 1183 del 31 maggio 1999, riguardanti le nomine della Commissione di abilitazione venatoria per le Province di Sassari, Cagliari, Nuoro e Oristano. (89)
"Interpellanza PUSCEDDU - CUGINI - CALLEDDA - FALCONI - ORRU' - PINNA - LAI - PIRISI - DEMURU - DETTORI Ivana - SPISSU - SANNA Emanuele - SANNA Alberto - SANNA Salvatore - PACIFICO - SCANO - MARROCU - MORITTU sui ritardi nell'applicazione della Legge 12 marzo 1999, n. 68, recante norme per il diritto al lavoro dei disabili". (90)
Annunzio di mozioni
Presidente. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.
PIANA, Segretario:
"Mozione PINNA - SANNA Giacomo - FADDA - MANCA - SANNA Emanuele - SELIS - CALLEDDA - DORE - IBBA - PACIFICO sul gravissimo danno ambientale verificatosi nel canale di S. Pietro e nelle zone costiere del Sulcis a seguito dell'incagliamento e dell'affondamento della motonave Eurobulker IV". (25)
"Mozione SANNA Emanuele - SELIS - MANCA - BALIA - DETTORI Bruno - ORTU - SANNA Alberto - FADDA - CALLEDDA - PINNA - DEMURU - MARROCU - DETTORI Ivana - PACIFICO - IBBA - GIAGU sull'epidemia di febbre catarrale ovina in Sardegna". (26)
Comunicazioni del Presidente
Presidente. Comunico al Consiglio che, in data 12 ottobre 2000, è pervenuta copia della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Sardegna, emessa in data 11 ottobre 2000, con la quale il dott. Pierpaolo Vargiu è stato eletto alla carica di consigliere regionale in sostituzione del prof. Vincenzo Demontis. Invito la Giunta per le elezioni a procedere alle conseguenti verifiche e a riferire.
Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU VELIO (r.c.). Intervengo per porre una questione. Stamattina si discuterà in Aula un problema delicato. Sono presenti delegazioni delle organizzazioni professionali agricole, delegazioni delle organizzazioni di categoria che intendono seguire i lavori e si impedisce loro di accedere alle tribune riservate al pubblico, nonostante siano in possesso delle autorizzazioni firmate dai consiglieri, come previsto dal Regolamento, adducendo come giustificazione che non possono entrare più di tre persone.
E' giusto porre fine a queste restrizioni; essendo prevista la possibilità di accedere, è bene che la gente sappia di che cosa discute questo benedetto Consiglio regionale!
PRESIDENTE. Onorevole Ortu, io apprendo adesso di questo problema. Incarico i Questori di occuparsene e di agevolare la partecipazione dei cittadini ai lavori del Consiglio.
La seduta è sospesa per dieci minuti per consentire alla Giunta delle Elezioni di procedere alle verifiche conseguenti alla sentenza del TAR.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 47, viene ripresa alle ore 11 e 10.)
PRESIDENTE. E' pervenuta la seguente lettera dalla Giunta delle Elezioni: "Comunico alle signorie loro che la Giunta delle elezioni si è riunita in data odierna e ha preso atto della sentenza del TAR della Sardegna del 12 ottobre 2000 che proclama eletto dottor Vargiu Pierpaolo in luogo del professor Vincenzo Demontis della lista 'Patto Segni-Riformatori Sardi'. Ciò a seguito del ricorso presentato dallo stesso Vargiu. La Giunta ha verificato che il signor Vargiu era candidato nella citata lista del collegio di Cagliari e che l'Ufficio centrale regionale per le circoscrizioni provinciali aveva attribuito invece il seggio al collegio di Nuoro. Distinti saluti, onorevole Piero Carloni".
Non è presente il dottor Vargiu, pertanto non possiamo procedere al giuramento. So che è stato impedito da una convocazione in Tribunale, per cui sarà qui questo pomeriggio, appena arriverà si procederà al giuramento. Naturalmente bisogna anche procedere alla rielezione del questore, essendo tale carica ricoperta dall'onorevole Demontis.
Sull'ordine del giorno
PRESIDENTE. Ricordo che l'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 26 presentata dai colleghi Sanna Emanuele, Selis, Manca, Balia, Dettori Bruno e più.
Ha domandato di parlare il consigliere Tunis Marco. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna). Chiedo l'inserimento all'ordine del giorno, signor Presidente, dell'interpellanza numero 26, vertente sul medesimo argomento, a firma mia e dei colleghi Granara, Rassu, Liori e Pilo, protocollata in data 11 ottobre 2000, in modo che sia discussa unitamente alla mozione.
PRESIDENTE. Se nessuno si oppone, in base all'articolo 115 del Regolamento la discussione può essere unificata; dopo l'illustrazione della mozione, tenendo conto che sulla mozione possono intervenire tutti, io le darò la parola perché lei svolga anche la sua interpellanza.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 26 abbinata all'interpellanza numero 85.
Se ne dia lettura.
PIANA, Segretario:
MOZIONE SANNA Emanuele - SELIS - MANCA - BALIA - DETTORI Bruno - ORTU - SANNA Alberto - FADDA - CALLEDDA - PINNA - DEMURU - MARROCU - DETTORI Ivana - PACIFICO - IBBA - GIAGU sull'epidemia di febbre catarrale ovina in Sardegna.
IL CONSIGLIO REGIONALE
CONSTATATO che le imprese agro-pastorali della Sardegna, in particolare gli allevamenti ovi-caprini, sono investiti da un'epidemia di febbre catarrale ovina, di origine virale, che nel breve volgere di alcune settimane ha determinato la morte o l'abbattimento di molte decine di migliaia di capi e la totale distruzione del patrimonio zootecnico di diverse migliaia di aziende;
RILEVATO che il morbo, dopo i primi focolai segnalati, forse con colpevole ritardo, in un allevamento del Comune di Pula, si è rapidamente diffuso nei territori del Sulcis e della provincia di Cagliari ed è arrivato pressoché incontrastato in tutte le Province della nostra Isola;
ACCERTATO che le misure di polizia veterinaria adottate subito dopo le prime sicure diagnosi di "blue tongue" sono risultate assolutamente inefficaci per arginare la trasmissione dell'infezione che ha assunto un travolgente carattere epidemico e diffusivo;
SOTTOLINEATOche, nonostante le tempestive sollecitazioni e le proposte costruttive delle associazioni degli allevatori, dei Consigli comunali e dei gruppi politici rappresentati in Consiglio regionale, la Giunta ha seguito una linea non solo velleitaria e improduttiva nella lotta alla epizoozia ma ha anche adottato una strategia gravemente carente sotto il profilo istituzionale, in particolare nei rapporti con le Aziende Sanitarie Locali, con la organizzazione veterinaria regionale, col governo nazionale e gli organi della CEE;
CONSIDERATO che nella attività di controllo clinico e sierologico degli allevamenti, nell'azione di abbattimento e smaltimento dei capi infetti, nei provvedimenti finalizzati a creare un'efficace e realistico cordone sanitario nei porti e nelle vie di ingresso della nostra Isola, nel controllo della movimentazione interna degli animali e ancor più nelle misure di disinfestazione e di lotta al vettore dell'agente virale, si è registrata una incredibile approssimazione e leggerezza delle autorità politiche regionali;
DENUNCIATO che le dichiarazioni e le previsioni sull'origine e sull'andamento dell'epidemia fatte dagli Assessori regionali competenti, attraverso la stampa e con le relazioni svolte in Commissione e in Aula, sono state clamorosamente e drammaticamente smentite dai fatti e dagli eventi morbosi, confermando che la Giunta ha seguito finora una strategia confusa e del tutto inadeguata;
RIBADITO che, mentre la nostra Regione sta vivendo un'emergenza di sanità animale e produttiva senza precedenti, è indispensabile la più ampia mobilitazione e la massima sinergia di tutte le istituzioni pubbliche e di tutte le organizzazioni politiche e sociali per dare la massima efficacia e tempestività all'azione di tutti gli strumenti scientifici, sanitari, operativi e legislativi che devono concorrere a bloccare e a eradicare definitivamente nel territorio della Sardegna la virosi della febbre catarrale ovina;
PRESO ATTOche, nonostante il serrato e responsabile dibattito che su richiesta dei gruppi di opposizione si è svolto in Consiglio regionale (riunito in seduta straordinaria in data 19 settembre), le indicazioni operative e istituzionali emerse nell'Assemblea sarda sono state sostanzialmente disattese dalla Giunta regionale e che, di conseguenza, l'epidemia di "lingua blu" sta dilagando senza controllo in tutto il territorio regionale col rischio sempre più concreto che crolli uno dei pilastri fondamentali del sistema produttivo della nostra Regione,
impegna il Presidente del Consiglio regionale
ad affidare alle Commissioni agricoltura e sanità del Consiglio regionale lo svolgimento di una rapida e approfondita indagine conoscitiva sulle cause, sulla diffusione e sulle conseguenze sanitarie, economiche e sociali dell'epidemia di febbre catarrale ovina al fine di acquisire, nei tempi più stretti possibili, tutti gli elementi di conoscenza e di valutazione sulle misure che sono state finora adottate e sugli interventi, anche di carattere straordinario, che devono essere promossi con la massima sollecitudine per contrastare una evoluzione endemica della malattia e prevenire il possibile collasso delle attività produttive e commerciali della zootecnia sarda,
impegna le
Commissioni permanenti V e la VII
a presentare entro 15 giorni al Consiglio un dettagliato rapporto che abbia il carattere di atto generale di indirizzo per tutte le misure che dovranno essere adottate per fronteggiare l'emergenza che stanno vivendo le aziende agro-pastorali della Sardegna; il suddetto rapporto dovrà essere predisposto dopo aver consultato le organizzazioni imprenditoriali e professionali, le istituzioni sanitarie e scientifiche regionali, nonché le istituzioni locali, nazionali e comunitarie che devono concorrere a debellare l'epidemia di febbre catarrale ovina,
impegna la Giunta regionale
1) a fornire con la massima tempestività e completezza al Consiglio regionale i seguenti dati aggiornati: numero e ubicazione degli allevamenti interessati dalla malattia; totale di capi finora colpiti e abbattuti; contenuto delle direttive impartite alle ASL e alle altre istituzioni che operano nel campo della zooprofilassi; tempi e contenuto delle indicazioni date alle amministrazioni comunali e provinciali e alle associazioni degli allevatori per contrastare la diffusione dell'epidemia e affrontare correttamente i danni conseguenti;
2) a predisporre un corpo di misure organiche (anche sotto la forma dell'ordinanza o del decreto assessoriale e/o presidenziale) per dare indicazioni precise, supportate da sicure basi scientifiche, per condurre una lotta sistematica e ambientalmente corretta contro il vettore della malattia tenendo conto del particolare ciclo biologico dell'imicola culicoides;
3) ad assicurare mezzi e supporti tecnici e finanziari adeguati alle ASL, ai Comuni e agli allevatori per il corretto smaltimento dei capi abbattuti nel rispetto delle recenti direttive comunitarie che prevedono tassativamente o la termodistruzione o il pretrattamento inertizzante;
4) a condurre un'indagine clinica e sierologia sistematica su tutto il patrimonio ovino, caprino, bovino e negli animali selvatici recettivi che possono diventare il serbatoio naturale e inesauribile della virosi;
5) a promuovere un robusto progetto di ricerca e di sperimentazione scientifica da affidare all'Istituto Zooprofilattico della Sardegna, agli Atenei sardi e alle più qualificate istituzioni scientifiche nazionali e internazionali per la messa a punto, in tempi auspicabilmente non troppo lunghi, di una sicura terapia vaccinale;
6) a potenziare immediatamente il Servizio veterinario dell'Assessorato regionale anche per porre fine alle intollerabili carenze operative e professionali che manifesta ormai da molti anni;
7) a rafforzare ulteriormente e strutturalmente tutti i servizi veterinari delle ASL e delle imprese puntando sulla prevenzione e sull'aggiornamento culturale dell'organizzazione veterinaria sarda;
8) a superare i limiti della cosiddetta unità di crisi costituendo una qualificata Commissione consultiva regionale per indirizzare tutti gli interventi contro la "lingua blu"; la commissione dovrà essere composta dai più qualificati specialisti in materia di sanità animale, di epidemiologia, di lotta agli insetti e di tutte le altre discipline collegate con le patologie di tipo epizootico; della Commissione regionale dovranno far parte anche i rappresentanti delle organizzazioni produttive e del mondo agro-pastorale per garantire la correttezza e la concretezza degli interventi nei territori;
9) ad attivare e rendere immediatamente operative tutte le misure di pronto indennizzo per gli allevatori con anticipazione dei fondi col bilancio regionale e attivando contestualmente le procedure e le provvidenze previste dalla direttiva comunitaria (2000/c28/02) per gli aiuti di Stato nel settore agricolo, dalla legge statale n. 218 del 2.06.1988 relative alle misure per la lotta alle malattie epizootiche degli animali e dalla legge regionale 11.03.1998, n. 8 che norma gli aiuti per i danni alla produzione agricola;
10) a predisporre e concordare col governo italiano e gli organi della Cee un piano organico di eradicazione del virus della febbre catarrale ovina dal territorio della Sardegna (senza affidarsi alla clemenza delle stagioni come ha superficialmente proposto l'assessore pro-tempore all'Agricoltura della Regione Sarda) rivendicando che le risorse finanziarie e i supporti tecnici necessari debbano gravare sui bilanci dello Stato e della CEE;
11) a rivendicare con la massima fermezza da parte del Governo italiano un più rigoroso controllo, nei presidi portuali e aeroportuali, degli animali e dei prodotti agro-alimentari che entrano in Sardegna e attraverso i quali sono sicuramente penetrati gli agenti patogeni che hanno devastato e depauperato il patrimonio zootecnico della nostra Isola;
12) a rivedere, d'intesa con le autorità sanitarie e statali e in maniera rigorosa e selettiva, il divieto della movimentazione e della esportazione dei capi vivi provenienti dalla Sardegna. Un blocco generalizzato che, che a seguito della "blue tongue", sta arrecando un danno economico rilevante alle imprese isolane che vedono compromessa una promettente area di espansione della commercializzazione dei capi ovini e bovini di elevata qualità genetica e riproduttiva selezionati nelle aziende sarde;
13) a predisporre una efficace campagna di informazione per dare a tutti gli allevatori e a tutti i consumatori le notizie più corrette e rassicuranti sui meccanismi di trasmissione del virus della febbre catarrale ovina e sulla assoluta sicurezza sotto il profilo sanitario e nutrizionale dei prodotti alimentari degli allevamenti sardi. (26)
INTERPELLANZA TUNIS Marco Fabrizio - GRANARA - LIORI - PILO - RASSU sulle inadempienze degli Assessorati competenti in ordine alla diffusione della epidemia fra gli ovini denominata "lingua blu".
I sottoscritti,
premesso che in Sardegna, alla data odierna, la epidemia della lingua blu ha falcidiato (fra morti per la malattia e capi abbattuti), almeno 100.000 ovini, tenuto conto che la Regione (Assessorati della agricoltura e della sanità) non fornisce i dati relativi alla situazione epizoologica reale;
rilevato che i primi focolai del terribile morbo sono insorti nella parte sud occidentale della Sardegna, oramai dalla primavera inoltrata e si sono diffusi in tutto il territorio isolano, in zone assolutamente incontaminate, nonostante le tanto "sbandierate" costituzioni di unità di crisi e delle tanto "decantate" misure di salvaguardia adottate;
osservato che le azioni di lotta assunte si sono appalesate "fallimentari" perché sbagliate nella pratica attuazione e quindi, con amarezza, bisogna riconoscere che l'annunciata battaglia è come non fosse mai avvenuta;
evidenziato il fatto che non c'è stata una indagine epidemiologica efficace e seria;
osservato, altresì, che sulla gravissima epidemia, di cui si auspicava un tempestivo blocco al fine di evitare il tracollo dell'economia nel settore, non c'è stata la necessaria informazione per gli addetti ai lavori, né sono stati forniti i messaggi sanitari per gli allevatori ormai delusi, storditi e amareggiati dalle tante "manchevolezze";
rilevato che a tutt'oggi le autorità non hanno ancora determinato se ci sarà un risarcimento, oltre che per gli ovini abbattuti anche per gli ovini morti per la malattia;
rilevato, altresì, che in data 18 febbraio 1997 la commissione della Comunità Europea ha istituito il P.I.F. (Posto di Ispezione Frontaliero) presso il porto di Cagliari con il compito di controlli sistematici sulle importazioni di origine animale e che nel 1999 tale organo ha evidenziato gravi carenze strutturali e di funzionalità;
fatto presente che l'Assessorato della sanità è stato tempestivamente informato dalle autorità sulla possibile chiusura del P.I.F. e che con ripetute note scritte è stato chiesto che tale chiusura fosse procrastinata;
evidenziato che nel 2000 è stata "adottata" la chiusura, con provvedimento del Ministero della Sanità, ma con possibilità di una riapertura nell'ipotesi di un suo adeguamento strutturale e sanitario "entro ottobre 2000" (cosa che appare improbabile in relazione agli atteggiamenti ignavi e di silenzio assunti dagli Assessori competenti dell'agricoltura e della sanità);
osservato ancora che detta chiusura ha determinato il trasferimento del Posto di Ispezione Frontaliero a Trapani, con evidenti disfunzioni nel settore,
chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori regionali della sanità e dell'agricoltura per sapere:
1) se i fatti denunciati siano veri e quindi attendibili;
2) quali iniziative possano adottare in tempo reale per evitare la distruzione del nostro patrimonio ovi-caprino e il tracollo dell'economia del settore;
3) quali iniziative di tipo economico possano adottarsi in concreto per rifondere gli allevatori del capitale perso e della mancata produzione, e se intendano specificare, perché finora non è stato chiarito, se ci sarà un risarcimento oltre che per gli ovini abbattuti anche per gli ovini morti per la malattia;
4) se intendano riferire in Aula perché è stata posta fine all'attività del Posto di Ispezione Frontaliero presso il porto di Cagliari e fornire dettagliate risposte in merito alle iniziative che intendono attivare e in quali sedi, al fine di accertare responsabilità in ordine agli atti gravissimi denunciati che potrebbero costituire illeciti penali. (85)
PRESIDENTE. Per illustrare la mozione numero 26, ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Emanuele.
SANNA EMANUELE (D.S). Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mozione che il Consiglio sta discutendo, presentata da consiglieri appartenenti a tutti i Gruppi di opposizione, è chiara nel suo contenuto, nell'analisi e nella valutazione che la Coalizione Autonomista e il Gruppo sardista hanno fatto sulla eccezionale emergenza sanitaria e produttiva che sta vivendo da alcune settimane il mondo agropastorale della nostro Isola, così come chiare e puntuali nella mozione appaiono le proposte per affrontare i complessi problemi determinati dall'epidemia della febbre catarrale ovina.
Il Consiglio ha già affrontato questo problema un mese fa, oggi la situazione è terribilmente più grave e più critica; le previsioni più pessimistiche sono state travolte dagli eventi dell'ultimo mese, il peggio, signor Presidente ed onorevoli assessori, come avevamo avvertito il 19 di settembre, si è in parte realizzato, ma le prospettive sono ancora molto incerte ed allarmanti.
Alla Giunta quindi la responsabilità di fare oggi un bilancio sanitario e tecnico più dettagliato, ed anche spero di trarre qualche più ponderata e responsabile conclusione politica per una situazione che, a nostro parere, appare completamente sfuggita di mano al Governo regionale. A noi, forze di opposizione democratica, spetta invece il compito di richiamare il Consiglio e tutte le forze presenti nella massima istituzione politica della Regione…. Presidente, io non continuo se gli Assessori ai quali ci rivolgiamo non ci prestano la dovuta attenzione.
Presidente. Chiedo ai colleghi, anche della Giunta, per cortesia, di prestare attenzione. Onorevole Nuvoli, la prego di tornare al suo posto.
Prego, onorevole Sanna.
SANNA EMANUELE (D.S.). Io spero che ci venga dato atto di un fatto incontrovertibile: abbiamo da subito considerato la blu tongue una minaccia di eccezionale gravità per l'economia regionale e per questo abbiamo responsabilmente evitato di farne strumento di lotta politica, nonostante la Giunta regionale abbia manifestato una preoccupante impreparazione e sottovalutazione del problema sin dal manifestarsi dei primi focolai epidemici.
Eravamo, signor Presidente, tutti in ferie nella settimana di Ferragosto, quando è stata fatta sia pure con ritardo e con qualche evitabile errore, a mio parere, la prima sicura diagnosi di febbre catarrale ovina in un allevamento del comune di Pula. Però di fronte a un'insidia così temibile, così inedita per la zootecnica sarda, e per il suo settore più strategico, quello ovicaprino e lattiero-caseario, non abbiamo brandito l'arma dell'opposizione pregiudiziale, dell'attacco alla Giunta e agli Assessori così detti competenti, sfruttando la rabbia degli allevatori e l'allarme che si era determinato nel mondo delle campagne. No, di fronte a questa eccezionale emergenza di sanità animale e produttiva, ambientale e sociale, noi abbiamo anteposto al calcolo politico l'interesse generale della Sardegna; alla propaganda e alla strumentalizzazione politica, abbiamo privilegiato la strada del confronto e della collaborazione istituzionale. Tutti i passi che abbiamo fatto negli ultimi due mesi lo confermano. Abbiamo chiesto alla Giunta i dati e le informazioni sull'insorgenza e sull'andamento del morbo; abbiamo sollecitato, attraverso le Commissioni consiliari, un confronto continuo e corretto sulle misure di polizia veterinaria, amministrative ed operative che erano necessarie, signor Presidente, per contrastare il diffondersi della malattia in tutto il territorio regionale quando sembrava, alla fine del mese di agosto e nei prima giorni di settembre, sulla base delle dichiarazioni dei Assessori Oppi e Usai, che attraverso un severo cordone sanitario, questa terribile epizoozia si potesse circoscrivere nella parte sud - occidentale della nostra Isola. Abbiamo dialogato con gli allevatori, con i tecnici, con le istituzioni locali e con quelle scientifiche e sanitarie e non ci siamo neanche sottratti al compito di sollecitare, molto tempestivamente e con vigore, l'intervento del Governo nazionale e delle nostre delegazioni parlamentari.
Esattamente un mese fa, signor Presidente, il 19 di settembre, abbiamo chiesto la convocazione straordinaria del Consiglio e un dibattito dopo un dettagliato rapporto della Giunta regionale. In quel dibattito, ricco di contributi ed anche di accenti critici da parte non solo nostra, ma anche di diversi esponenti della maggioranza, noi abbiamo espresso un giudizio motivatamente preoccupato sull'azione di contrasto dell'epidemia della febbre catarrale ovina, a distanza di un mese dalla sua ufficiale insorgenza; ma abbiamo soprattutto indirizzato i nostri interventi in aula e il dispositivo finale del nostro ordine del giorno, alla realizzazione della massima coesione e mobilitazione istituzionale di tutti i soggetti e di tutti i mezzi che devono concorrere a bloccare l'epidemia.
Quello che abbiamo detto e fatto è in larga parte, signor Presidente, certificato negli atti del Consiglio regionale. E la nostra linea responsabile e propositiva per rafforzare, non per processare o indebolire l'azione della Giunta regionale e la strategia di lotta di tutte le istituzioni e di tutte le organizzazioni tecniche e sociali, si può documentare dagli atti di questa Assemblea e dai resoconti delle nostre iniziative pubbliche. Abbiamo detto allora che non ci interessava recriminare su quello che ormai, in tutta evidenza, non si era fatto con la necessaria efficacia e tempestività per bloccare la virosi e i suoi vettori, ma che ci interessava quello che si poteva e si doveva, il 19 settembre, ancora fare per scongiurare la catastrofe dell'insediamento irreversibile dell'agente patogeno della blu tongue nell'habitat naturale e negli allevamenti del nostra Isola.
Il rapporto molto ampio ma carente su punti strategici essenziali dell'Assessore Oppi e il sostanziale silenzio in aula dell'Assessore dell'agricoltura, che predilige le esternazioni e gli insulti grevi e velleitari a mezzo stampa nei confronti dei consiglieri regionali dell'opposizione, il rapporto della Giunta del 18 settembre sullo stato di epidemia della blu tongue e sulle iniziative in corso per circoscriverla, potevano indurre, signor Presidente, il centro sinistra, i sardisti e la coalizione autonomista, i gruppi di opposizione ad assumere già da allora una posizione molto rigida, di denuncia e di totale dissociazione dall'apparato e dall'operato del Governo regionale e della sua eterogenea e passiva maggioranza.
Non lo abbiamo fatto, signor Presidente, perché una larga coalizione di forze autonomiste, che deve svolgere una funzione di opposizione democratica, non deve e non può, a mio parere, mai smarrire il senso dell'interesse generale della nostra comunità regionale. Non può mai venir meno al compito di tutelare gli interessi popolari e le istanze sociali più pressanti.
Io sono andato, come molti altri colleghi del centro sinistra, nelle ultime settimane, Presidente Floris, in molti paesi e comuni della Sardegna ed ovunque sindaci e pastori, veterinari e dirigenti di organizzazioni agro-pastorali mi hanno incitato ad operare per contrastare il dilagare dell'epidemia e fronteggiare i già rilevanti danni arrecati agli allevatori e alle imprese; ma sono stato anche incoraggiato e invitato ad evitare, per quanto possibile, di trasformare il dramma della "lingua blu" in una paralizzante contesa tra le forze politiche presenti in questo Consiglio regionale.
A questa linea molto responsabile della coalizione autonomista e dei sardisti, la Giunta e la maggioranza hanno risposto con una sempre più sconcertante indisponibilità a praticare il terreno della massima unità, della massima coesione politica e istituzionale, per fronteggiare un'emergenza complessa che stava diventando rapidamente fuori controllo. Ci avete risposto con una sicumera e una superficialità, signor Presidente, che vi sta fragorosamente ricadendo sui piedi.
Noi non abbiamo perso la pazienza; badate bene, forze politiche e democratiche non possono permettersi il lusso di perdere la pazienza, quando sono in ballo interessi sociali così rilevanti. Voi state però perdendo la fiducia della comunità regionale. Quando una maggioranza manifesta prima fastidio, lo abbiamo apprezzato anche stamattina all'inizio di questo dibattito, e poi cerca di delegittimare con toni minacciosi e volgari un'opposizione aperta al confronto e all'impegno costruttivo, e rivendica il diritto di decidere e di governare un problema così gigantesco, rifiutando verifiche, rilievi, suggerimenti abbondantemente motivati, è inevitabile, signor Presidente, che la conseguenza è che resta comunque alla minoranza il diritto di rifiutare una linea di collaborazione costruttiva e che le sue proposte e iniziative si spostano prevalentemente sul terreno politico e sociale.
Noi rafforzeremo quindi, nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, perché con questo problema temo che dovremo fare duramente i conti per un lungo periodo di tempo, le nostre iniziative politiche e sociali ma non abbandoneremo il terreno istituzionale. Il dottor Usai non si deve illudere che liquidando con toni minacciosi e grotteschi le assemblee popolari alle quali ho partecipato, col collega Alberto Sanna e con tanti altri colleghi e consiglieri regionali - assemblee promosse dai sindaci e dai nostri Gruppi consiliari, alle quali erano sempre stati invitati anche gli Assessori regionali, assemblee nelle quali abbiamo proposto ed ascoltato valutazioni e misure molto utili per combattere la blu tongue da parte di tecnici molto qualificati, di allevatori, di dirigenti di associazioni imprenditoriali e rappresentative, assemblee, Assessore Usai, nelle quali abbiamo anche misurato il crescente disagio e la crescente inquietudine dei pastori e dei sindaci, per la inadeguatezza e la contraddittorietà delle misure adottate dalla Regione e dalle Aziende sanitarie locali, assemblee che il dottor Usai e l'assessore Oppi hanno definito, signor Presidente Floris, "merende catarrali ovine" con un umorismo d'accatto e francamente un po' squallido, che denota una cultura democratica non solo anacronistica ma anche primitiva e pericolosamente intollerante - il dottor Usai e i suoi sodali, dicevo, non si devono però illudere che con quei messaggi e con quei sistemi possano tapparci la bocca o frenare il nostro ruolo di opposizione democratica e rigorosa.
Si tolga questa illusione, Assessore Usai, perché la nostra legittimazione a sollecitarla, a criticarla, a controllare il suo operato viene dal voto popolare, così come deriva dalle regole della democrazia parlamentare il diritto-dovere della Giunta di governare i problemi della Sardegna finché ha una maggioranza che la sostiene.
Noi abbiamo presentato una mozione molto documentata e molto intransigente sui limiti, a questo punto eclatanti, dell'azione del Governo regionale nei confronti di una malattia che sta decimando, signor Presidente, i nostri allevamenti, sta paralizzando la produzione e l'esportazione dei prodotti della nostra zootecnia, sta precipitando nella precarietà e nella disperazione molte migliaia di allevatori e di famiglie sarde. E riproponiamo, quindi, doverosamente all'attenzione della massima Istituzione politica della Regione, un problema di cruciale rilevanza per il futuro del nostra comunità regionale. Anche oggi, quindi, signor Presidente, come un mese fa, ribadiamo che siamo in aula in seduta straordinaria per affrontare più seriamente e tentare di risolvere una situazione eccezionalmente complessa, non per recriminare o immiserire sul terreno della pura polemica politica lo scontro con la maggioranza.
Sono trascorsi due mesi dall'esplodere del primo focolaio, ma non solo il bilancio dei danni - capi persi, aziende distrutte, attività economiche commerciali paralizzate a tempo indeterminato - non solo il tragico fatturato, assessore Usai, dell'epidemia, ma anche le cause e la diffusione di questa devastante epizoozia e ancor più le misure per bonificare definitivamente il territorio della Sardegna...
USAI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Perché si rivolge a me, onorevole Sanna? Si rivolga agli altri.
SANNA EMANUELE (D.S.). Se lei è insofferente perché mi rivolgo a lei, bisogna che si faccia una bella cura sedativa, perché lei è il mio interlocutore istituzionale, lei rappresenta il Governo regionale e mi rivolgo a lei, all'intera Giunta e al Presidente della Regione legittimamente, e le assicuro che l'Aula per lei sarà una scuola molto istruttiva, nella quale dovrà imparare ad ascoltare i consiglieri regionali e a rispettare il loro ruolo.
USAI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Stia tranquillo che ho già imparato!
SANNA EMANUELE (D.S.). Quindi, il suo nervosismo, ripeto, se non riesce a curarlo con la sua professione, si rivolga all'altra di professione...
USAI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Alla sua!
SANNA EMANUELE (D.S.). Appunto, alla mia, ho da darle qualche consiglio professionale, però ascolti, perché questa non è una merenda catarrale ovina, assessore Usai, è una seduta del Consiglio regionale della Sardegna e lei deve aprire le orecchie, ascoltare e replicare, se ce la fa, con i suoi argomenti e con la sua intelligenza.
USAI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Le risponderò.
SANNA EMANUELE (D.S.). Dicevo, Presidente, che tutte le misure sui tempi e sulle vie di penetrazione della malattia, sulle terapie sanitarie ambientali continuano dalla Giunta ad essere presentate e affrontate con una indeterminatezza, a nostro giudizio, molto preoccupante.
Dopo due mesi e dopo molte incaute dichiarazioni improntate al più sconsiderato ottimismo, il Consiglio regionale deve assumere, a nostro giudizio, signor Presidente, più direttamente un ruolo di indirizzo e di programmazione delle iniziative istituzionali e anche delle misure operative. Abbiamo proposto che le Commissioni quinta e settima del Consiglio regionale, che hanno competenza in materia di agricoltura e sanità animale, acquisiscano, in un lasso di tempo predeterminato, tutte le informazioni e tutti i dati indispensabili per orientare un piano di interventi più organico e più incisivo.
La prossima primavera, assessore Usai, non ci dovranno essere più insetti, ipotesi forse velleitaria, o animali con viremia positiva, e cioè pecore, capre, bovini, mufloni e altri ruminanti o mammiferi recettivi, come lei mi può insegnare, che siano portatori del virus della blue tongue. E' una sfida terribilmente difficile, lo sappiamo tutti, mettiamo però in campo tutte le risorse necessarie, finanziarie, culturali e scientifiche per tentare di vincerla questa sfida, onorevole Assessore. Noi abbiamo proposto nella nostra mozione una Commissione consultiva, lo avevamo detto anche il 19 settembre, di più alto livello possibile sul piano della rappresentatività scientifica e culturale e anche su quello della rappresentatività sociale, perché anche gli allevatori e le imprese devono avere garanzie sugli interventi e sulle misure che poi dovranno essere veicolate nei territori; gli allevatori si devono sentire rappresentati e garantiti, non commissariati o commiserati o disorientati con notizie contraddittorie e con provvedimenti inefficaci, spesso dannosi e per alcuni aspetti inapplicabili.
Ci saranno molti colleghi che interverranno e io sono non curioso, ma molto attento a quello che ci dirà la Giunta regionale in ordine al bilancio, ad esempio, sulla disinfestazione e sulle misure di polizia sanitaria. Davvero quelle misure di disinfestazione, sulle quali l'assessore Oppi ci ha doverosamente e diligentemente fatto, nella precedente seduta straordinaria del Consiglio regionale, un resoconto dettagliatissimo, erano efficaci e adeguate? Abbiamo fatto bene? Abbiamo fatto una lotta efficace? O non abbiamo forse buttato dei soldi e creato danni dal punto di vista ecologico e ambientale? I blocchi assurdi e insostenibili del governo degli animali: siamo sicuri che reggiamo ancora con quelle misure, assessore Usai e assessore Oppi?
La Commissione, quindi, secondo noi, deve diventare una direzione strategica, non un'unità di crisi che fa il semplice inventario dell'escalation della strage; tra l'altro i dati non li abbiamo, ma oggi ci fornirete, sicuramente, quelli aggiornati, perché ci avevate detto in una conferenza stampa fatta con l'assessore Pittalis, il giorno dopo la seduta straordinaria del Consiglio, che saremmo arrivati forse a 70 mila capi sacrificati. Pare che siamo arrivati ben oltre, ma ce lo direte più precisamente nei vostri interventi in quest'aula.
Noi dobbiamo fare per la lotta al Culicoides imicola, quello che è stato fatto 50 anni fa per la lotta alla zanzara anopheles. Ci vuole un'altra ERLAS, senza dati, senza piani, senza mappe, senza mezzi, senza professionalità questa guerra, signor Presidente, la perdiamo. Invece io penso che occorra una straordinaria sinergia tra momento istituzionale e momento operativo, Comuni, Regione, Governo, Comunità Europea, veterinari, pastori, comunità locali e Comunità scientifica, una sinergia, assessore Usai, assessore Oppi e signor Presidente della Giunta, che finora non c'è stata e i risultati, i danni e le conseguenze si possono apprezzare.
Mi avvio rapidamente a concludere, signor Presidente. Quest'esigenza viene prima di tutte le altre, e se la Giunta non l'ha ancora assunta come vitale e assoluta priorità, il Consiglio regionale, presidente Serrenti, deve intervenire e creare, con una rapida indagine conoscitiva e con un atto generale di indirizzo, le condizioni istituzionali, normative e strumentali - intendo risorse ed apparato di intervento - per fare della lotta al virus e ai vettori, e quindi della eradicazione, l'obiettivo primario e irrinunciabile dell'intervento della nostra Regione autonoma.
Per questo noi abbiamo insistito, signor Presidente, mi dicono con qualche resistenza, con qualche incomprensibile nervosismo da parte della maggioranza e della Giunta, per ritornare in Consiglio regionale e per discutere questa emergenza e questa calamità in questa sede.
Badate bene, cari colleghi, se non facciamo le riforme, se non rivitalizziamo e rilanciamo questa istituzione autonomistica ormai esangue e sempre più lontana dalle esigenze e dalle aspettative popolari, è un fatto grave e ne porteremo una grave responsabilità, ma gli elettori avranno comunque, fra quatto anni, la possibilità di correggere questo limite, ma se non ci mobilitiamo in momenti come questo e non scendiamo in campo, e non facciamo il nostro dovere con tutte le nostre forze per fronteggiare insieme, signor Presidente e signori Assessori, questa calamità, ne porteremo la responsabilità e il peso singolarmente, nelle nostre coscienze e nel giudizio severo dei cittadini, che dobbiamo rappresentare per un lungo periodo di tempo e le conseguenze per la Sardegna temo che saranno catastrofiche.
Mi auguro che non sia così e il Gruppo e la coalizione nei quali sono schierato, signor Presidente, faranno di tutto per evitarlo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Granara. Ne ha facoltà.
GRANARA (F.I.-Sardegna). Mi riferisco all'interpellanza numero 85 e pur condividendo parte delle motivazioni che hanno portato l'onorevole Marco Tunis, primo firmatario di questa interpellanza, alla sua presentazione, non mi sento di condividerne assolutamente la formulazione, non mi sento assolutamente di dire che ci sono inadempienze quando non ho elementi di verifica sufficienti. Pertanto, signor Presidente, la prego cortesemente di considerare ritirata la mia firma dall'interpellanza.
Presidente. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Quanto precisato dall'onorevole Granara è esattamente la mia stessa opinione, dichiaro di avere già pregato gli uffici di ritirare la mia firma da questa interpellanza e di informarne l'Aula. Grazie.
Presidente. Onorevole Tunis, stando così le cose, io non posso consentire che l'interpellanza venga discussa in Aula, perché in base all'articolo 108, quinto comma, del Regolamento le interpellanze devono essere presentate o da un Presidente di Gruppo o da cinque consiglieri; quando uno o più consiglieri, in numero inferiore a cinque, presentano una interpellanza, essa va discussa in Commissione. Lei comunque, le ricordo, ha diritto di intervenire nel dibattito.
Ha domandato di parlare il consigliere Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, colleghi consiglieri, signori della Giunta, io, come primo firmatario dell'interpellanza, intendevo poter contribuire al dibattito su un argomento che merita un'attenzione particolare, poiché c'erano dei dati che, per situazioni particolari, non erano perfettamente aggiornati, ma risalivano al 25 settembre. Poiché comunque la Giunta ha presentato un disegno di legge col quale risponde in maniera precisa ad alcune osservazioni contenute nella stessa interpellanza, è chiaro che io, non potendo parlare sull'argomento oggi, mi riservo, in sede di discussione del disegno di legge, di essere preciso e puntuale e qualora dovessero appalesarsi motivi di critica, il sottoscritto non si esimerà dal dovere di evidenziarli.
PRESIDENTE. Onorevole Tunis, lei può parlare oggi sulla mozione, le ricordo che lei è consigliere regionale e può intervenire e dire tutto quello che pensa, ciò che ha scritto nell'interpellanza lei potrà oggi dirlo nel suo intervento.
Lei mi comprende, devo applicare il Regolamento e non posso ammettere alla discussione la sua interpellanza..
Presidente. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (C.C.D.). Presidente, mi consenta un breve intervento sull'ordine dei lavori.
Io credo che, pur nel massimo rispetto della discussione che stiamo per intraprendere, possa essere considerata cosa quanto mai opportuna che l'Assemblea consenta alle Commissioni di merito, anzi alle Commissioni che devono dare il parere alla Commissione agricoltura, di potersi riunire in modo da dare il parere sul disegno di legge numero 114, presentato dalla Giunta, che prevede interventi a favore degli allevatori per fronteggiare la blue tongue, attualmente in carico alla Commissione agricoltura.
Io credo che faremmo cosa saggia se, in contemporanea con la discussione della mozione, che per altro è molto complessa e sulla quale, secondo me, si aprirà anche un dibattito vivace, noi rendessimo possibile l'approvazione del disegno di legge della Giunta regionale che, per molti aspetti, tocca buona parte dei problemi che sono stati affacciati anche dalla mozione e che comunque consentirebbe interventi finanziari, che poi sono quelli che gli allevatori aspettano. Diversamente noi potremmo fare anche un magnifico dibattito, ricco quanto si vuole, ma se non rendiamo spendibili i fondi, e sono spendibili solo se si approva una legge, gli allevatori delle nostre parole, io credo, probabilmente potranno anche fare a meno; penso che saranno più interessati ai provvedimenti finanziari. Siccome però le due cose, a mio modesto avviso, non sono incompatibili, io non chiedo l'accantonamento della mozione, ci mancherebbe altro, anzi chiedo che ci sia un dibattito vivace sull'argomento, ma chiedo alla sensibilità di questa Assemblea, che consenta alla Commissione agricoltura e alle altre Commissioni competenti, di esaminare il disegno di legge della Giunta che stanzia decine e decine di miliardi per sopperire a molti problemi evidenziati anche dalla mozione che è stata presentata, la quale chiede che si indennizzino gli agricoltori per l'abbattimento dei capi infetti, che si rimborsino le spese sostenute dai comuni per la distruzione degli animali infetti, che si provveda alla disinfestazione e disinfezione (non vado oltre perché non è il caso di leggerla tutta), ma si tratta di provvedimenti finanziari, secondo me, utilissimi per alleviare l'attuale situazione.
Ripeto, sono convinto che il mondo agricolo aspetta da noi, certo anche il dibattito, perché è giusto che ci sia, ma soprattutto provvedimenti concreti che si tramutino in stanziamenti finanziari che allevino l'attuale situazione. Ecco perché io chiedo alla sensibilità dell'Assemblea (mi rendo conto che sto chiedendo una deroga, capisco benissimo) che venga consentito alle Commissioni competenti, di esitare il disegno di legge. Si potrebbe, invece che iniziare alle 17,00 stasera, iniziare alle 18,30, se anche lavorassimo un'ora di più di notte non succederebbe niente, ma in quelle more le Commissioni potrebbero riunirsi ed esitare questo disegno di legge, in modo tale che, oltre che la mozione, questo Consiglio regionale discuta anche il disegno di legge consentendo la spendita dei finanziamenti previsti.
PRESIDENTE. L'onorevole Contu non sta chiedendo di consentire alla Commissione adesso, durante i lavori dell'Aula, di riunirsi per esitare il provvedimento, ma di organizzarci in modo tale perché questo possa avvenire nella giornata. Io ritengo la proposta dell'onorevole Contu interessante e degna di attenzione.
CUGINI (D.S.). Non anticipi le conclusioni che sarà l'Assemblea a dover trarre.
PRESIDENTE. Mi faccia terminare, dicevo che ritengo la proposta interessante e degna di attenzione, se siamo in grado di definirla in questa sede si può proseguire, altrimenti convochiamo la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi auguro, anzi sono convinto, che il collega Contu abbia letto il disegno di legge, che l'abbia letto anche il Presidente della Giunta e l'abbiano letto anche i colleghi della Commissione, perché mi permetta, signor Presidente, vorrei leggere una dichiarazione che l'assessore Pittalis fece in una conferenza stampa; polemizzando con l'onorevole Cherchi ha precisato che: "la Giunta regionale è orgogliosa di avere posto sotto controllo la spesa pubblica e di avere effettuato dei risparmi che consentono ora di poter far fronte a questa grave emergenza, non solo anticipando le somme per l'abbattimento del bestiame, che dovranno essere restituite dallo Stato e dall'Unione Europea, ma intervenendo anche per il mancato guadagno". Presidente Floris, io mi auguro che lei abbia analizzato bene il disegno di legge che voi avete presentato, perché oggi, per caso, prendendo un quotidiano nazionale ho visto scritto: "Così sono scomparsi i soldi anti alluvioni", e si riferisce che la Giunta Regionale ha sottratto 45 miliardi che erano destinati all'alluvione che è successa l'anno scorso, ...
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ma cosa stai dicendo?
FADDA PAOLO (Popolari - P.S.). Se io sto sbagliando, lei è sicuro che ....
FLORIS MARIO, (C. S.), Presidente della Giunta. Ma non li gestisce neanche lui.
FADDA PAOLO (Popolari - P.S.). Sto dicendo che dagli stanziamenti previsti dalla legge che noi abbiamo approvato l'anno scorso sono stati sottratti 45 miliardi. Può darsi anche che io non abbia letto il capitolo, che le cose non siano così, però credo di non essermi sbagliato. Allora io chiedo...
PRESIDENTE. Lei sta argomentando, deve dare una risposta sulla proposta che è stata avanzata.
FADDA PAOLO (Popolari - P.S.). Sto arrivando a questo, credo che quanto vado affermando sia abbastanza serio, per chi almeno ha letto il disegno di legge.
Stavo dicendo che non si può improvvisare come ha fatto adesso l'onorevole Contu senza conoscere il contenuto del disegno di legge, senza capire da dove sono stati presi i soldi, perché questa è improvvisazione, ed anche la Giunta sta improvvisando, sottrae i soldi destinati a riparare i danni provocati da un evento calamitoso per destinarli a rifondere quelli provocati da un'altra disgrazia. Conosco già la risposta che mi può dare l'Assessore, che possano essere....
(Interruzione del consigliere Pili)
Io ho il disegno di legge, ho controllato i capitoli di bilancio indicati. Immagino che la Giunta Regionale possa rispondere a quest'Aula su un disegno di legge che era stato approvato all'unanimità dal Consiglio Regionale, posso comprendere che 130 miliardi previsti dalla legge sulle alluvioni non siano stati spesi, che non possano essere utilizzati, però, signor Presidente della Giunta Regionale, il Consiglio regionale, constatato quel dramma, si è impegnato a stanziare più soldi, i sindaci stanno protestando, io ho fatto un'interrogazione proprio su questo, non so se sia giusto che una Giunta Regionale, senza dire nulla nella relazione, senza farci capire che cosa stava avvenendo, senza darci notizie sull'attuazione di questa legge, storni questi fondi. Signor Presidente della Giunta, quando abbiamo approvato questa legge sull'alluvione, siccome sapevamo che gli stanziamenti previsti in alcuni capitoli avrebbero potuto essere, forse, superiori alle necessità e che altri avrebbero potuto essere inferiori, per accelerare la spesa abbiamo inserito una norma che dispone che il Presidente della Giunta regionale verifichi lo stato di attuazione (chiedo se lo stato di attuazione sia stato verificato) degli interventi e la congruità degli stanziamenti. Nel caso di accertata ...
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, lei aveva cinque minuti di tempo a disposizione.
FADDA PAOLO (Popolari - P.S.). Siccome qui si è chiesto di sospendere la seduta...
PRESIDENTE. Io non l'ho interrotta, arrivi a dare una risposta su questo.
FADDA PAOLO (Popolari - P.S.). Io chiedo al Presidente del Consiglio, così come abbiamo permesso tantissime volte alla Giunta Regionale, ad altri colleghi di sforare di qualche minuto, che conceda anche a me un altro minuto, sono stato del resto interrotto alcune volte, lei ha visto che l'intervento non si è potuto svolgere serenamente.
Chiedo alla Giunta Regionale che ritiri immediatamente quel disegno di legge anche per altri validi motivi, come ad esempio la scelta fatta, in contrasto con la legge sulla calamità naturale dell'alluvione che prevedeva la gestione decentrata degli interventi, di accentrare ogni decisione sugli assessorati della sanità e dell'agricoltura utilizzando non ppiù comandi, ma il termine che viene usato è quello del ...
OPPI (Gruppo Misto), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Non è possibile procedere attraverso comandi. Nella mozione avete chiesto di potenziare le strutture.
FADDA PAOLO (Popolari - P.S.). Il disegno di legge prevede l'utilizzo di distacchi temporanei. Da una parte, l'Assessore Oppi dice che le aziende sanitarie sono in una situazione finanziaria disastrosa, dall'altra prevedete l'utilizzo dell'istituto del distacco che pone a carico delle aziende sanitarie, non della Regione, i relativi oneri finanziari.
OPPI (Gruppo Misto), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Distaccare tre veterinari stravolge la storia d'Italia?
FADDA (Popolari-P.S.). Noi siamo contrari, e non solo per questo motivo, ma anche per altri, ad esempio non si vogliono consultare gli allevatori. Noi abbiamo chiesto in Commissione di poter sentire gli allevatori, di poter sentire le categorie interessate, perché non è un provvedimento che può essere approvato dal Consiglio Regionale senza procedere a consultazioni.
Quindi, onorevole Contu, chieda innanzitutto alla Giunta Regionale, che non tocchi gli stanziamenti destinati a rifondere i danni provocati da una un'altra disgrazia e che il Presidente della Giunta utilizzi quei fondi per dare una risposta ai sindaci, agli allevatori che ancora non hanno avuto neanche un soldo (non so se gli avranno in questi giorni). Parleremo ancora dell'argomento, verificheremo qual è la copertura finanziaria e se i risparmi, Assessore Pittalis, che lei ha fatto, sono sulla pelle di chi ha subito l'alluvione, sta sbagliando se pensa che quest'Aula possa approvare un provvedimento del genere.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PITTALIS (F.I. - Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ringrazio anche perché penso che con i toni di propaganda dell'onorevole Fadda noi non potremo certamente risolvere alcun problema.
Sarebbe facile per me chiedere all'onorevole Fadda di dare conto dei 470 miliardi di buco che ha lasciato con la sua gestione della sanità, sarebbe molto semplice....
(Interruzioni del consigliere Fadda)
PRESIDENTE. Assessore, si fermi un momento. Onorevole Fadda, io le darò la parola per fatto personale alla fine, però la prego, adesso lasci parlare l'oratore, anche lei ha detto ciò che pensava e nessuno l'ha interrotta; lo faccia dire anche all'Assessore.
PITTALIS (F.I. - Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sarebbe, dicevo, facile se noi ci lasciassimo trascinare dai toni della propaganda, mettere in evidenze pecche e debolezze.
Di fronte ad una sciagura come quella della lingua blu, perché di sciagura si tratta, di calamità vera si tratta, siccome abbiamo una visione diversa nell'amministrare le risorse e non intendiamo lasciarle immobilizzate, l'Assessore dell'agricoltura, verificato che sono state accolte tutte le domande presentate a valere su quei capitoli, per le risorse ingenti che questa Giunta aveva destinato per risarcire i danni provocati dall'alluvione, voglio ricordare che l'ammontare era di 250 miliardi e ancora stiamo attendendo il contributo del Governo nazionale di centro sinistra che nonostante sia già trascorso un anno non ci ha ancora erogato i fondi, onorevole Fadda, e vorrei che lei facesse una battaglia con me e con noi proprio contro quel Governo di centro sinistra.
FADDA (Popolari-P.S.). Protestiamo assieme.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
Dicevo che abbiamo ritenuto di fare cosa saggia per affrontare l'emergenza, perché abbiamo esaurito tutte le richieste di risarcimento dei danni per l'agricoltura in conseguenza delle alluvioni che si sono verificate nel novembre del '99, distraendo una quota parte di quelle risorse a questo fine.
Quindi, non abbiamo né sottratto risorse agli alluvionati, onorevole Fadda…
FADDA (Popolari-P.S.). Come no? Avete tolto 45 miliardi ai poveracci!
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E la smetta con questi toni populisti e demagogici che non contribuiscono a risolvere il problema. Stiamo cercando di dare, anche a lei, esempio di come si gestiscono le risorse, perché noi non abbiamo nessuna intenzione di lasciare risorse inutilizzate nei capitoli di bilancio, ma vogliamo utilizzarle nell'interesse di un comparto, come quello dell'agricoltura, che riteniamo strategico.
FADDA (Popolari-P.S.). Non siete capaci di spendere e fate il gioco delle tre carte.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ecco, perché, se mi si consente di finire questo intervento, la Giunta ha già detto che mobiliterà ulteriori risorse e l'Assessore della programmazione, che ha innovato anche i criteri della spesa, applicando rigore e soprattutto dicendo stop all'indebitamento, ha detto che per un comparto come quello dell'agricoltura e per una calamità come questa, se sono necessarie risorse, si potrebbe addirittura fare un'eccezione ricorrendo anche all'indebitamento, perché riteniamo il comparto agricolo un comparto strategico. Questo l'abbiamo detto ieri, lo confermiamo oggi perché con il rigore noi dobbiamo certamente conciliare anche la necessità di intervenire su una situazione davvero precaria, della quale, se mi consentite, non è responsabile questa maggioranza che governa da dieci mesi, ma chi ha gestito l'agricoltura in tutti questi anni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà. Sempre sulla proposta Contu?
COGODI (R.C.). Presidente, rassicuro subito lei e l'Aula, che intendo intervenire proprio sulla richiesta avanzata dal consigliere Contu, perché quella era la sola questione discutibile. Nel frattempo, però, il Consiglio ha parlato d'altro, quindi potrei essere tentato anch'io di parlare d'altro e di richiamare altre dieci o cento inadempienze gravi, dal nostro punto di vista, in cui è incorsa e incorre ogni giorno la Giunta regionale. Non lo faccio perché non è il momento, mi limito a intervenire sulla proposta avanzata dal collega Contu, che io e il Gruppo della Rifondazione Comunista riteniamo essere non strumentale, non peregrina, da non lasciare interamente cadere. Questo è il nostro punto di vista e debbo dire perché: il collega Contu pone - in modo sbagliato e dai banchi sbagliati, però con una intenzione buona, che può essere raccolta - il problema di come rendere produttiva la discussione che, in modo così puntuale, documentato e autorevole si è già avviata in quest'aula, cioè come rendere produttiva la seduta del Consiglio regionale, concludendo i lavori con dei risultati.
Quindi, se la sua proposta tende a questo fine, dico che va presa in considerazione in modo giusto, perché si arrivi, però, a questo risultato, non ad un altro, quindi restituendo alla verità la dignità che merita, cioè la massima dignità. Allora chiarendo, e io questo intendo fare, che va precisato sicuramente un itinerario che consenta di arrivare a quel risultato, ricordando, però, che il Consiglio regionale è la seconda volta che si occupa di questa questione drammatica per la Sardegna, e sempre, la prima e la seconda volta, su iniziativa dell'opposizione, che è costretta, dico costretta, a presentare una mozione in aula perché venga stanata la Giunta, tirata fuori dalla tana! Perché è la seconda volta che il Consiglio si occupa di questa vicenda gravissima, sempre su iniziativa dell'opposizione, con l'unico strumento regolamentare che essa ha. L'opposizione non può fare leggi, perché non ha la maggioranza per fare le leggi, se no costituirebbe anche la Giunta; un pezzo di questa opposizione ve lo siete portato voi da quella parte, con i modi che sapete - voi a tirar fuori dalle tane siete molto più bravi di noi, avete molti furetti - e quindi siete riusciti a costituire una maggioranza numerica. Potete quindi avere una maggioranza per fare leggi, almeno per proporle e poi farle approvare dal Consiglio. Però è la seconda volta che il Consiglio si riunisce sempre su iniziativa dell'opposizione, con l'unico strumento che ha per Regolamento, che è la mozione. Questo va riconosciuto; collega Contu, su questo tema non deve appellarsi alla sensibilità maggiore sua o di chi le sta intorno, perché lei e il suo contorno non avete mostrato questa sensibilità in questi mesi, perché mai la sua maggioranza ha portato in aula questo argomento; è stato discusso due volte su iniziativa nostra.
CONTU (C.C.D.). Noi facciamo cose concrete.
COGODI (R.C.). Anche questa è una cosa concreta, il fatto che siamo qui e siamo costretti, anche lei è costretto, e la Giunta è costretta a occuparcene, e quindi anche ad arrivare alle conclusioni a cui pensiamo di dover arrivare, è già una cosa concreta, perché nella vostra concretezza voi non avete ancora interessato del tema il Consiglio regionale .
In secondo luogo questa discussione, introdotta dal primo intervento del collega Emanuele Sanna, discussione che può diventare utile e speriamo anche produttiva di effetti, si tiene perché la nostra mozione è stata presentata in data 9 ottobre. Occhio al calendario: la sua sensibilità, onorevole Contu, molto versata in materia agricola, la porta a essere in una maggioranza che invece ha presentato il disegno di legge, che direte adesso essere la sanatoria di tutti i mali, l'11 ottobre, cioè due giorni dopo che sapevate che era stata presentata la nostra mozione con la richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio entro dieci giorni. Avete fatto bene, però, meglio tardi che mai! Avete comunque presentato un disegno di legge. Però sapete che i disegni di legge, in una assemblea parlamentare, vanno istruiti nelle commissioni prima di arrivare in aula. Perché non l'avete istruito nelle Commissioni? Voi avete la maggioranza nelle Commissioni, avete tutti i Presidenti delle Commissioni; l'avete lasciato in questi giorni marcire anche in Commissione e non si è potuto istruire, perché le commissioni non si riuniscono perché voi non siete presenti. Non si può nemmeno tenere la Conferenza dei Presidenti di Commissione, per programmare i lavori in questo Consiglio regionale, perché i vostri otto Presidenti non sono presenti neppure in quella sede. Quindi, di questi ritardi avete una responsabilità enorme e non basta dire qui, oggi che ci sono alcuni astanti, che voi siete più sensibili. Voi siete insensibili, avete la pelle dura! In questa materia, di sensibilità sociale, non ne avete niente, però siete costretti ogni tanto a rimediare, e allora rimediate.
Io qui avanzo formalmente la proposta procedimentale sui lavori, che in Commissione, ieri, ha avanzato il nostro collega di Gruppo Velio Ortu, che è la seguente: c'è la mozione e si deve discutere (e meno male, se no non discuteremmo neanche dell'argomento, non sarebbe neanche arrivato il disegno di legge, buono o meno buono che sia, vorrà dire che si emenderà, si cambierà e lo farà il Consiglio), si faccia la discussione della mozione, nei termini essenziali, senza diluire troppo il brodo, ognuno dicendo quello che pensa. La discussione generale sulla mozione sia quasi una sorta di indicazione di indirizzi anche per migliorare il disegno di legge che è in Commissione, successivamente si riuniscano le Commissioni che si devono riunire, tutte, però formalmente e regolarmente, con i vostri Presidenti che le convochino, con i vostri commissari, visto che hanno maggioranza, legittimazione e gettone, che siano presenti e consentano alle Commissioni di istruire i provvedimenti. Sospendiamo quindi tra qualche ora, dopo questi interventi di indirizzo, la discussione generale, quindi si convochino e si riuniscano le commissioni, dopo il Consiglio però. Lavorino stasera, lavorino domani, lavorino bene, sentano chi debbono sentire, i diretti interessati, le associazioni agricole, ma non per tre mesi, per alcune ore, quanto basta per fare le cose ben fatte. E la legge così istruita, sulla base degli indirizzi del Consiglio, una legge condivisa, utile allo scopo, possa concludere a quel punto questo dibattito che si è potuto avviare solo perché è stata chiesta la convocazione straordinaria del Consiglio per discutere la mozione presentata dall'opposizione.
Questa è la proposta che noi riprendiamo in aula perché l'ha già formulata ieri in commissione il collega Ortu; è una proposta che non si appella alla sensibilità, ma che scaturisce dalla capacità di capire che siamo di fronte a una grande emergenza, che però dev'essere affrontata in modo serio, cioè istruendo veri provvedimenti, sapendo quello che si fa e in ogni caso facendolo e facendolo subito.
Noi non vogliamo aizzare polemiche più di tanto, non vogliamo la gazzarra in aula, non vogliamo nessuna gazzarra, vogliamo che il Consiglio discuta seriamente, per poche ore, poi si sospendano i lavori, si riuniscano le commissioni e si torni in aula nelle prossime ore, o fra un giorno, quando sarà possibile, nei tempi minimi, con un provvedimento legislativo o altri provvedimenti che affrontino il problema, perché la mozione era finalizzata a questo.
Presidente. Su questo argomento molti hanno chiesto la parola, io non posso aprire un dibattito, una cosa è sentire i Capigruppo per arrivare a definire una strategia che ci consenta di raggiungere un obiettivo che è desiderato da tutti, un'altra cosa è aprire un dibattito, il dibattito lo faremo dopo nel merito della mozione.
Pertanto, piuttosto che riunire la Conferenza dei Presidenti dei Gruppo, do la parola solo ai Capigruppo, ne ho iscritti tra l'altro solo due, dopo di ché concludiamo la discussione su questo aspetto; o si prosegue col dibattito e le commissioni lavorano dopo, o le commissioni lavorano nell'interruzione del pranzo. Lo concorderemo insieme. Sono iscritti a parlare gli onorevoli Pili, Cugini, Sanna Giacomo e Dettori.
Ha facoltà di parlare il consigliere Pili.
PILI (F.I.-Sardegna). La proposta dell'onorevole Contu mi pare oltre che la più razionale, quella che può consentire di trovare un punto d'incontro in quest'aula. Perché se da una parte c'è la necessità di affrontare concretamente il tema, vi è dall'altra quella di dare risposte in termini urgenti. La proposta che mi permetto di avanzare è quella di interrompere subito i lavori dell'Aula; credo che sia condivisa anche dalla minoranza, perché è evidente che altrimenti non ci sarebbe la disponibilità a dare risposte in termini urgenti a questo problema.
Dico questo perché sono convinto che l'istruttoria da parte delle commissioni, su un tema così importante, la si possa fare in tre giorni, in un mese, ma, consentitemelo, anche in poche ore. La mozione può avere anche un senso...
SANNA Alberto (D.S.). Avete aspettato due mesi per presentare il disegno di legge!
PRESIDENTE. Onorevole Sanna Alberto, se adesso si mette ad interrompere anche lei, non usciamo più da questa discussione, la prego.
Prego, onorevole Pili, continui il suo intervento.
PILI (F.I.-Sardegna). Perché guardate, la comunicazione all'esterno la possiamo gestire tutti, in tutti i modi. Quindi se vogliamo arrivare a una contrapposizione, è facile arrivarci. La proposta che noi stiamo facendo è quella più ragionevole, si prosegua comunque il dibattito sulla mozione, però consentite anche alla maggioranza di poter oggi, anche recuperando i ritardi che pure possono esserci stati, di affrontare il tema nelle commissioni di merito. Io sono convinto che stasera, oltre ad aver fatto una discussione attenta sulla mozione, saremo anche in grado di approvare il disegno di legge.
Credo che la dignità di questo Consiglio regionale non la si possa misurare soltanto su una mozione, ma la si misura ancora di più su un provvedimento di legge. Questo lo dico al Presidente del Consiglio perché credo che la posizione di Forza Italia, ma anche di tutta la maggioranza, sia assolutamente compatta su questa linea di responsabilità, di disponibilità al dialogo, ma anche sulla necessità di forzare i tempi, se è necessario, per dare, in termini rapidi, una risposta compiuta a questo problema.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Credo che l'intervento dell'onorevole Pili mi abbia aiutato a capire meglio le ragioni di tutta questa fretta di interrompere i lavori dell'Aula ed andare a compiere il solito miracolo del momento. E cioè pagare i danni, cosa doverosa, per poi alimentare ulteriormente la malattia, perché quello che sta passando in secondo piano è l'epidemia in atto. Siamo preoccupati di pagare i danni che l'epidemia sino ad oggi ha causato, e non siamo fortemente, invece, preoccupati di interrompere in modo drastico questa epidemia che da tempo qualcuno pensava di aver ormai debellato. Credo che non si sia debellato un bel niente. I tentativi fatti sino a questo momento, alcuni piuttosto maldestri, danno la dimostrazione di una vera e propria incapacità di intervenire per sanare questa epidemia, non di poco conto, per il comparto che è stato colpito, uno dei più importanti dell'economa sarda. Qualcuno invece di parlare con tanta facilità, avrebbe dovuto spiegare meglio se la priorità sia pagare i danni che continueranno a prodursi, e di questo ne siamo convinti tutti, il populismo lasciamolo da parte; il richiamo dell'assessore Pittalis non vale solo per chi è all'opposizione, ma vale anche per chi è nella maggioranza. Mi chiedo se esista un piano strategico, che possa finalmente porre fine, in modo scientifico, realistico, pratico a questa situazione che ormai da troppi mesi ci stiamo trascinando. Abbiamo le risorse per finanziare questo piano strategico, per costruirlo se non esiste? L'unica preoccupazione del Consiglio è quella di pagare i danni che si sono causati, di dare due lire ai comuni piuttosto preoccupati, disorientati per il rapporto diretto che hanno con gli allevatori; si vedono nei telegiornali queste benedette macchine, la prima a Sassari che era intervenuta addirittura presso diciannove aziende in una giornata, con una velocità impressionante. Laghetti, corsi d'acqua ubicati a cinquanta metri dalle aziende non sono stati disinfestati, lì le larve possono pascolare tranquillamente per generarsi nuovamente con facilità e produrre nuovamente tutto ciò che sino ad oggi ha causato solo danno. Questa prima iniziativa si sarebbe dovuta assumere subito. Il trattamento degli animali lo si sta facendo o qualcuno pensa che sia necessario trattare prima le stalle e poi gli animali? E cioè, non solo le pecore ma anche quei portatori sani - uno dei quali è molto esperto in materia ed è all'interno di questa Giunta - portatori sani che in questo caso sono i bovini, sui quali però, sino a questo momento, grandi discorsi, dall'Assessore della Sanità non ne abbiamo sentito. Lui ha l'abitudine di gesticolare, noi faremo altrettanto. Perché se questo è il modo di affrontare i problemi...
Presidente. Onorevole Sanna, si esprima sulla proposta Contu!
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Sulla proposta Contu ribadisco che non si può considerare prioritario il risarcimento dei danni perché in questo modo i danni continueranno ad aumentare e non faremo altro che alimentare la malattia, perché queste malattie, a iniziare dalla peste suina e così via, quando arrivano in Sardegna, ci rimangono, cosa strana, perché riusciamo a pagarle per restare qua. Questa è l'abitudine che abbiamo mantenuto negli ultimi anni.
Però, siccome sento battute piuttosto stizzose e vedo atteggiamenti irati e siccome siamo anche persone sportive, Assessore Oppi, credo che lei abbia confuso la "la lingua blu" con un titolo nobilare, e la blue tongue con un circolo golfistico. Non è così. Questo benedetto insetto, Assessore Oppi, non va sott'acqua, non ha la maschera, non ha le pinne come lei ha relazionato in quest'Aula e soprattutto non ha gli artigli. Siamo d'accordo? Su questo vorrei un chiarimento definitivo, così la prossima relazione sarà più chiara e precisa per tutti noi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dettori Bruno. Ne ha facoltà.
DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Era ora che il comparto agricolo entrasse in quest'Aula. Un problema di questa portata dev'essere affrontato, colleghi consiglieri, con serietà e non con la gazzarra. Perché la tensione che c'è nelle nostre campagne non è tale da poter superare in maniera indenne la situazione, così come si sta prospettando.
Io sono in perfetta sintonia con la proposta di sospensione dei lavori di quest'Aula, ma mi piacerebbe che venisse restituita anche dignità alle commissioni, per cui, onorevole Contu, non si tratta solo di esprimere un parere, lo sa benissimo, lei chiedeva una deroga. In questo caso la Commissione ha il diritto e il dovere di istruire il disegno di legge, istruttoria che io spero che possa essere portata termine in due ore, tre ore, ma non credo che ciò avverrà perché il disegno di legge presenta alcune carenze che la Commissione ha il diritto-dovere di fare rilevare. Per cui si deve accordare il tempo necessario. Da questo punto di vista sono favorevole - se il Presidente del Consiglio ha la cortesia di ascoltare queste mie dichiarazioni è meglio - alla proposta però, ripeto, è inutile continuare a polemizzare in questa sede, è inutile continuare a confondere le acque in questa fase. Si riuniscano le commissioni, l'Agricoltura, perché è Commissione di merito che deve esitare il disegno di legge, e le altre commissioni per esprimere il loro parere, per il tempo necessario a fare una seria istruttoria, in modo da agevolare successivamente gli stessi lavori del Consiglio.
Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Io credo che dobbiamo evitare, in questa difficile situazione che una parte della nostra popolazione regionale e un insieme di imprese vivono, di inventare procedure parlamentari per affrontare questo problema. La proposta del collega Contu non aveva questo obiettivo, onestamente è bene valutarla per il suo vero significato, non voleva manomettere lo Statuto e il Regolamento che disciplina i lavori dell'Aula.
Credo che noi dobbiamo procedere alla discussione sulla nostra mozione ed utilizzare il dibattito, questo è uno sforzo che ognuno di noi deve fare, per contribuire a migliorare il testo di legge che la Giunta ha proposto, in modo tale che i lavori delle commissioni siano agevolati dal clima di confronto positivo che viene fuori dall'Aula. Perché se andiamo in Commissione con l'obiettivo di concludere in fretta ma con le posizioni che abbiamo ora, è chiaro che non troveremo punti d'incontro e invece di risolvere il problema lo aggraveremmo.
Io normalmente non condivido quello che fa l'onorevole Serrenti quando presiede l'Aula, però condivido quello che ha proposto ieri, in merito a questo argomento, nella riunione dei Presidenti di Commissione, perché ha dato un'indicazione di lavoro che raggiunge l'obiettivo per il quale noi abbiamo presentato la mozione e mi dispiace che voi della maggioranza non vogliate accoglierla. Propongo quindi, come prima cosa, di evitare strumentalizzazioni, continuiamo la discussione sull'argomento, utilizziamo l'Assemblea per entrare nel merito delle proposte avanzate, demandiamo poi ai colleghi delle commissioni di settore l'esame più approfondito del disegno di legge e licenziamo in termini rapidi il testo. Soluzioni diverse da questa non raggiungono l'obiettivo.
Come facciamo noi a partecipare ai lavori della Commissione, Felicetto Contu, se due giorni prima che noi presentassimo la mozione, i nostri colleghi sono stati attaccati sulla stampa dagli Assessori Usai e Oppi, con una terminologia che vi leggo solo brevemente: "Ci risiamo, l'intervento dell'onorevole Sanna, in più circostanze compagno di merende catarrali ovine del suo omonimo Emanuele, nella nuova..."eccetera, eccetera. I nostri colleghi vengono apostrofati pubblicamente con questi epiteti! C'è ancora un'altra dichiarazione, una vera perla, utile alla riflessione sull'argomento e soprattutto alla creazione di convergenze, che afferma: "In realtà in questi 34 giorni gli onorevoli Sanna Alberto e Emanuele, non hanno apportato alcun contributo tecnico e politico valido per la soluzione dei problemi". Se la Giunta presenta il suo disegno di legge fomentando questo clima di scontro, io chiedo ai colleghi più esperti o a quelli più disponibili a trovare un punto d'incontro, come si possa lavorare in commissione e come si possa accogliere in questo momento la proposta del collega Contu.
La mia opinione, che è stata anticipata dal collega Fadda quando ha trattato l'argomento, è che si faccia la discussione sulla mozione. Ma la si faccia con uno spirito diverso da quello che sinora è stato manifestato da parte della Giunta: l'Assessore Usai che reagisce, che cerca di impedire al relatore della mozione di esprimere la propria opinione, il collega Pittalis che reagisce ad una osservazione del collega Fadda nei termini che abbiamo potuto ascoltare, una posizione documentata. Allora abbassiamo tutti i toni, va bene, procediamo alla discussione che dobbiamo fare nel merito e concludiamola, perché anche il voto sulla mozione o la convergenza sulla mozione, è utile per i lavori delle commissioni, caro Felicetto Contu. Perché nel corso del dibattito si può approvare, respingere, migliorare la mozione, si possono costruire convergenze. Proseguendo in questo modo, invece, i lavori saranno caratterizzati da un confronto tra opinioni, sulle iniziative da fare, sulle risorse da proporre, sul metodo di lavoro, che sappiamo essere totalmente diverse.
Invece noi, come centrosinistra, abbiamo un unico obiettivo: essere conseguenti con le cose che abbiamo dichiarato in questi mesi e produrre una legge che risponda alle aspettative delle imprese agricole; questo è il nostro obiettivo. Chiudere la polemica e approvare un provvedimento corrispondente alle attese. Se tutti condividiamo questa linea, e mi pare che la proposta di Contu volesse cogliere questo obiettivo, allora dopo la discussione si potrà procedere rapidamente alla costruzione delle soluzioni. Badate, non si risolve il problema evitando che si pronuncino le commissioni che noi abbiamo ritenuto essere di merito, il collega Fadda e io abbiamo chiesto all'onorevole Serrenti di prevedere il parere anche della Commissione Sanità sull'argomento. Procedendo con questo metodo si possono concludere i lavori entro qualche giorno. Del resto il disegno di legge è stato posto in carico alla Commissione venerdì; sino al 6 la posizione della maggioranza era quella sostenuta su La Nuova Sardegna dagli Assessori Oppi e Usai; noi l'8 abbiamo presentato la mozione, l'11 la Giunta ha trasmesso al Consiglio il disegno di legge. A me pare che sulla possibilità di concludere in tempi rapidi dando soluzione al problema, sia necessario sentire da voi, perché noi l'argomento l'abbiamo approfondito, se siete disponibili, se siete d'accordo a trovare risorse, strumenti capaci di far fronte all'emergenza, voi lo dovete dire! Voi che avete la responsabilità di governo della Regione! Voi che sino ad ora non avete adottato questa linea. Siccome noi intendiamo esprimere la nostra posizione sul merito dell'argomento, se voi cambiate posizione e vi esprimerete sul merito della nostra mozione, siamo convinti che rapidamente si possa approvare la legge. Se invece continuerete a mostrarvi prepotenti, arroganti e insultanti - è chiaro che nessuno vi teme - troverete dall'altra parte le risposte adeguate e del medesimo tono, quindi abbassiamo i toni. Lo dico al Presidente Floris, che normalmente, dopo sedute come questa, cerca di trovare punti d'incontro: troviamo da subito i punti d'incontro, ad incominciare dalla modifica della vostra posizione, quella della Giunta. Se invece si prosegue in questo modo, è chiaro che non si troverà un accordo.
Noi vogliamo fare una discussione pacata, i nostri colleghi che si sono iscritti a parlare daranno contributi di merito, li raccoglieremo e poi valuteremo insieme le cose da fare, nei modi che stiamo proponendo. Non ci sono altre scorciatoie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta regionale. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta regionale. A nome della Giunta regionale voglio esprimere una mia valutazione.
Ho seguito con particolare attenzione l'esposizione della mozione, l'ho letta con molta diligenza, l'ho valutata, ho seguito gli incontri della minoranza e della maggioranza che ci sono stati in questo periodo e credo che in quello spirito unitario che è stato richiamato, al di là dei toni aspri, da una parte e dall'altra, noi dobbiamo fare, prima di assumere decisioni, una valutazione importante. Generalmente, onorevole Sanna, quando si vuole stanare la Giunta, non si usa lo strumento della mozione, ma si chiede al Presidente della Regione, in quanto espressione dell'intera Giunta e della Regione, di rendere dichiarazioni in aula. Questo rende meno aspro il confronto, mette il Consiglio in condizioni di discutere su tutti gli elementi che la Giunta è in condizioni di dare.
CUGINI (D.S.). Poteva proporlo anche lei.
SANNA EMANUELE (D.S.). L'abbiamo fatto un mese fa, abbiamo chiesto che la Giunta rendesse dichiarazioni su questo problema.
FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta regionale. Scusi, onorevole Cugini, io non sto facendo nessun tipo di polemica Quando è stato chiesto al Presidente della Regione di rendere dichiarazioni in aula, il Presidente della Regione le ha sempre rese.
COGODI (R.C.). Ma non sono piaciute, però!
FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Se non sono piaciute pazienza, onorevole Cogodi.
Io credo che la mozione non abbia niente a che vedere col disegno di legge approvato dalla Giunta, o perlomeno la mozione ha una visione strategica del tema che stiamo discutendo oggi, pone problemi di impegno del Consiglio regionale, ma pone problemi relativi ai rapporti con la comunità nazionale ed europea, pone problemi in termini di prevenzione generale e sottolinea l'esigenza di attrezzare questa Regione, attraverso l'attivazione di tutti quei controlli che dovrebbero essere ordinari e che invece oggi sono straordinari, perché l'epidemia si è manifestata adesso. La stessa comunità nazionale, che prima era così disattenta, a parte i nostri parlamentari che se ne sono occupati, ma gli altri erano disattenti, appena si sono aperti, come si è verificato, focolai in Sicilia e in Calabria, l'ha considerata una calamità internazionale. Tenete conto che noi stiamo intervenendo per rispondere a un'emergenza; la strategia la vedremo dopo, adesso è necessario rispondere ai problemi più urgenti. Quindi la Regione si pone in termini di interventi immediati per rispondere a bisogni immediati.
La discussione sulla mozione che deve continuare, deve invece indicare un percorso, una via perché tutte le forze politiche stabiliscano che cosa bisogna fare strategicamente per rispondere a questo fenomeno. Quindi io direi che non bisogna abbinare le due cose. Noi dobbiamo per forza provvedere immediatamente ad istruire il disegno di legge, continuare la discussione sulla mozione e trovare su di essa le convergenze che sono necessarie per fare in modo che la Sardegna non rimanga ferma, come se nulla fosse accaduto, anche perché, nel frattempo, a queste epidemie ci dovremo abituare: abbiamo avuto la peste suina africana, oggi abbiamo questa, domani ne avremo un'altra, ci dovremo per forza abituare, e quindi rispondere in termini strategici. Se rispondiamo sempre alle singole epidemie e non facciamo la disinfestazione degli ovili, che avremmo dovuto fare, a partire da 20 anni fa, tutti gli anni, è inutile che adesso noi ci poniamo questo problema. E' un problema di fondo che il Consiglio regionale deve discutere, ma deve anche rispondere ai bisogni immediati come avete sottolineato durante il dibattito.
Presidente. E' iscritto a parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (F.S.D.). Alle epidemie ci dobbiamo abituare perché evidentemente manca una visione strategica. Affermarlo come principio, come cosa assolutamente ineliminabile, già in partenza, ci pone davvero seri problemi di metodo. Ma io concordo con l'onorevole Cugini: occorre recuperare un po' di pacatezza e di calma in aula e cercare né di assumere i toni da lesa maestà, che di tanto in tanto vengono adottati da parte di alcuni, e di evitare anche la rissosità. Mi scusi la maggioranza, ma, molto speso, la rissosità deriva proprio dai toni che non solo i consiglieri di maggioranza, ma anche gli Assessori di questa Giunta regionale assumono. E' vero, c'è l'onorevole Floris che assume poi toni pacati per recuperare, anche se ci suggerisce da esperto qual è quali sono gli strumenti dei quali l'opposizione dovrebbe servirsi per portare gli argomenti in Aula; onorevole Floris, ci consenta che per lo meno gli strumenti ce li scegliamo da soli, al di là dei suggerimenti, ci dia almeno questa opportunità e questa libertà.
L'onorevole Pittalis invece fa l'offeso, urla, rilancia. Se rissosità c'è da questa parte, l'onorevole Pittalis certamente l'amplifica, dimenticandosi che è assessore della Giunta Regionale e non più il capogruppo dell'opposizione, dimenticandosi che il ruolo che ricopre è completamente diverso.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La menzogna non ha colore!
BALIA (F.S.D.). Vede, questa, onorevole Pittalis, ne è l'ulteriore dimostrazione. Non ha la necessaria pacatezza, la riacquisti.
Presidente, si riesce a parlare in quest'aula? A far tacere l'assessore Pittalis?
PRESIDENTE. Assessore Pittalis, la prego, così complica la situazione. Io le darò la parola quando la chiederà, perché interrompe? Abbia pazienza, mi chieda la parola e io gliela darò.
BALIA (F.S.D.). L'onorevole Pittalis interrompe perché non ha la necessaria pacatezza a cui accennavo. Siamo tornati in Aula a dibattere il problema perché abbiamo concluso la scorsa discussione con questa domanda: la Giunta e la maggioranza sono contente e soddisfatte di come hanno affrontato l'emergenza? Noi riteniamo che ci siano carenze, tant'è che se la Giunta e la maggioranza sono soddisfatte, il mondo agricolo non è, allo stato attuale delle cose, né soddisfatto, né tanto meno rimborsato.
La realtà è altra, cioè che sull'agricoltura, settore che viene sempre e costantemente indicato da tutte le parti come strategico per lo sviluppo e la tenuta del sistema economico in Sardegna, non c'è nulla, al di la di una gestione assolutamente ordinaria, a partire dall'esame del DPEF, per proseguire con tutto il resto. Si vive alla giornata, ci sono le emergenze, le epidemie, onorevole Floris, lei le ha richiamate, ha affermato che ne vivremo altre, un modo per dire che saremo, anche in futuro, ulteriormente inseguiti dai problemi. I problemi non riusciremo mai a precorrerli e ad anticiparli, ma verremo inseguiti.
Bene, veniamo al punto, non c'è solo il problema di pagare i danni, onorevole Contu. Ciò che è importante ed essenziale, è affrontare in maniera seria e determinata la situazione e l'emergenza nella quale ci ritroviamo, senza attendere, invece, che siano le mutazioni atmosferiche, così come da qualche parte si spera, a far sì che il problema si risolva da solo. Se le Commissioni non si riuniscono, onorevole Contu, voglio farle rilevare, una volta di più, che dipende dall'atteggiamento rinunciatario e assenteista della maggioranza, i cui componenti continuano a non essere presenti. Ancora ieri, presidente Serrenti, mi pare che lei abbia convocato Presidenti e Vicepresidenti di Commissione per la programmazione dei lavori e che non sia riuscito a portare a termine quella riunione per le numerose assenze di componenti, guarda caso, di questa maggioranza.
Allora, nessuno vuole impedire né tanto meno noi, che la normativa sul risarcimento dei danni, visto che solo di questo si tratta, venga esaminata dalla competente Commissione, prontamente e rapidamente, vorremmo semplicemente che si esaurisse il dibattito sulla mozione all'interno di quest'Aula e che i consiglieri regionali venissero resi edotti delle cure, delle proposte, delle iniziative che la Giunta regionale sta assumendo, a partire da quelle relative ai danni che sino a questo momento, di fatto, si sono verificati. Noi non abbiamo né i dati, né gli strumenti necessari per procurarceli; li vogliamo conoscere anche per poter partecipare ai lavori della competente Commissione, in condizioni di proporre interventi concreti anche per migliorare, posto che ci sia dia questa opportunità, il disegno di legge che è stato presentato.
Quindi nulla in contrario ad accelerare i tempi, nulla in contrario a che la Commissione lavori anche stanotte a conclusione di questa seduta e licenzi il provvedimento di legge, ma utilizziamo la giornata odierna per acquisire tutti gli elementi necessari ed arrivare in Commissione con quella dotazione minima di conoscenze che ci consenta di contribuire seriamente al miglioramento del testo di legge che è stato proposto.
PRESIDENTE. Onorevole Contu, poiché abbiamo quasi terminato la discussione, le darò la parola alla fine.
ORTU (R.C.). Ma qui riapriamo la discussione! L'onorevole Contu ha già parlato!
Presidente. Onorevole Ortu, non ha ragione; mi perdoni, onorevole Contu, parlerà quando le darò la parola. Onorevole Ortu, io avrei potuto far parlare un consigliere a favore ed uno contro la proposta avanzata e metterla ai voti, ho preferito lasciare aperto il confronto in Consiglio regionale, hanno parlato i Capigruppo, quindi abbia pazienza, l'onorevole Contu ha avanzato una proposta, gli devo dare la parola brevissimamente perché esprima un'opinione su ciò che si è detto nel corso del dibattito; pertanto darò la parola alle fine all'onorevole Contu.
Ha domandato di parlare il consigliere Cossa. Ne ha facoltà.
COSSA (Patto Segni-Rif. Sardi). Presidente, io sottrarrò pochissimo tempo al Consiglio perché già da oltre un'ora stiamo discutendo di un problema procedurale, credo che di tutto abbiamo bisogno in questo momento tranne che di perdere ulteriore tempo in questioni procedurali. Per cui, brevissimamente, prima di tutto credo che tutti quanti debbano raccogliere l'invito avanzato da più parti di abbassare i toni della polemica, perché sul tema di cui stiamo parlando assolutamente la polemica non ha ragion d'essere; in secondo luogo, io non credo che nessuno possa minimamente pensare di avere ricette miracolistiche, perché stiamo parlando di un qualcosa che ancora dobbiamo ben capire, per quanto riguarda sia le cause sia le possibilità di intervento e purtroppo le dimensioni finali del fenomeno.
Pertanto ritengo che sia giusto continuare il dibattito sulla mozione anche perché credo che la Giunta regionale, in particolare l'assessore Oppi e l'assessore Usai, debbano avere la possibilità di dire che cosa concretamente hanno fatto, posto che, da quanto mi risulta, la Giunta si è immediatamente attivata a riguardo, anche in modo concreto, con gli strumenti che aveva a disposizione, inoltre noi richiamiamo l'attenzione del Consiglio, e in particolare dei colleghi della minoranza, all'urgenza di adottare provvedimenti concreti. E' già in carico alla Commissione competente il disegno di legge presentato dalla Giunta, qualcuno ha fatto la battuta, e credo che si possa ritenere soltanto tale, che è stato presentato due o tre giorni dopo la mozione dei colleghi del centro-sinistra, credo che l'elaborazione di un disegno di legge richieda qualcosa di più di due o tre giorni di lavoro…
CUGINI (D.S.). Per un testo come quello basta un giorno.
COSSA (Patto Segni-Rif. Sardi). Per cui ritengo le due cose assolutamente scollegate, invito pertanto tutti quanti al senso di responsabilità e chiedo al Presidente di convocare, alla conclusione di questi interventi, la Conferenza dei Capigruppo per studiare insieme un percorso che ci possa consentire nei tempi più rapidi che sia possibile, di giungere alla conclusione del dibattito sulla mozione e, comunque, all'approvazione se è possibile, entro oggi, del disegno di legge presentato dalla Giunta sull'argomento.
Usai (a.n.). Presidente, nel corso di questo dibattito c'è da sottolineare la pacatezza e la serenità di alcuni interventi e la furia oppositoria e massimalista di altri interventi in quest'Aula. Io credo che ci servano in questo momento ragionamenti pacati, interventi pacati, perché questo è quello che si attendono da noi gli operatori del settore; si attendono il dibattito in Aula, ma anche, secondo la mia opinione, gli interventi materiali che, in questo momento, possono essere fatti (lo ricordava qualcuno dei colleghi che mi ha preceduto) soltanto dalla Giunta che governa, perché questo aspettano gli operatori. E agli operatori non credo interessi granché che esista in questo Consiglio una maggioranza e un'opposizione. Gli operatori ritengono che davanti a questa catastrofe debba essere affrontata l'emergenza; l'emergenza si affronta con atti concludenti e non, consentitemelo, con atti di indirizzo, perché, come diceva giustamente il Presidente Floris prima, la mozione contiene un atto di indirizzo importante da discutere, da valutare, da emendare, da approvare ma non idoneo ad affrontare l'emergenza, che necessita di provvedimenti concreti. Allora, gli operatori hanno necessità dell'accordo di questo Consiglio regionale, di tutto il Consiglio regionale. Nessuno vuole eludere il ruolo delle Commissioni, le Commissioni devono svolgere sempre il proprio ruolo, la maggioranza dev'essere sempre presente all'interno delle Commissioni e spesso non lo è, dev'essere sempre presente, nessuno, ribadisco, vuole eludere il ruolo delle Commissioni.
Si affronti subito il problema, così come sosteneva il collega Felicetto Contu; io sottoscrivo la proposta di sospensione dell'onorevole Contu, perché la Commissione si riunisca immediatamente e possa esitare il disegno di legge che poi sarà rapidamente discusso in Aula. Quindi, la necessità che noi abbiamo è quella di dare risposte, di darle con urgenza perché alle catastrofi si risponde in questo modo.
Una battuta soltanto, sul termine "compagni di merende", certo non è un'espressione felice, di questo me ne rendo conto, però ricordatevi che se non ci fosse stato Pacciani, "compagni di merende" avrebbe avuto un significato completamente diverso.
PRESIDENTE. Onorevole Contu, le do la parola per una breve replica, se lei ritiene di dover intervenire, altrimenti ho intenzione di convocare la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi, che è stata richiesta.
Interrompiamo la seduta per dieci minuti per riunire brevemente la Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 49, viene ripresa alle ore 13 e 39.)
Presidenza del Vicepresidente Carloni
PRESIDENTE. Comunico all'Aula che la Conferenza dei Presidenti di Gruppo ha deciso che i lavori riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16 e 30 con la prosecuzione del dibattito sulla mozione. Domani le commissioni sono autorizzate a riprendere l'esame del disegno di legge sull'emergenza causata dall'epidemia di blue tongue; il Consiglio è convocato per la prosecuzione dell'ordine del giorno, venerdì alle ore 10 e 30.
La seduta è tolta alle ore 13 e 41.
Allegati seduta
Risposta scritta ad interrogazioni
Risposta scritta dell'Assessore all'Ambiente all'interrogazione Sanna A - Sanna S. - Marrocu - Demuru - Ortu - Manca - Giagu sulla mancata apertura delle basi estive dei vigili del fuoco e sul conseguente inadeguato coordinamento della campagna antincendio in corso.
In riferimento all'interrogazione citata in oggetto si comunica che in data 19/7/2000, con contestuale stipula della convenzione, sono state attivate tutte le basi stagionali dei VV.F che rimarranno attive sino a fine agosto, primi giorni di settembre.
Si fa presente che il ritardo nell'attivazione del suddetto servizio è dipeso dalle difficoltà operative dei VV.F nonché dalla necessità di reperire le necessarie risorse finanziarie, messe a disposizione dal "collegato" Ambiente approvato solo a metà luglio 2000. (188)
Risposta scritta dell'Assessore degli Enti locali, finanze e urbanistica all'interrogazione Piana sui contributi previsti per i centri storici.
Si evidenzia che attualmente i finanziamenti concessi ai Comuni a valere sulla L.R. 29/98 sono esclusivamente quelli programmati con deliberazione GR n. 48/9 del 17.12.1999 che si riferiscono agli interventi di solo recupero primario ricadenti in 17 Comuni della Sardegna.
Tali interventi programmati, per un totale di 6.886.952.913 lire ripartiti tra i comuni di Barumini, Teulada, Villacidro, Bosa, Ottana, Gergei, Isili, Villanovatulo, Bonorva, Castelsardo, Codrongianus, Laerru, Osilo, Sedini, Luras, S.Teresa di Gallura, Tempio Pausania, consistono in opere di recupero primario su edifici plurimmobiliari in quanto la LR di riferimento per le istanze 1998 prevedeva la possibilità di operare solo sulle parti comuni degli edifici.
Attualmente la legge in vigore (LR 29/98 così come modificata dalla LR 1/99) prevede che gli interventi di recupero primario possano essere eseguiti anche su edifici unimmobiliari.
La erogazione dei finanziamenti non è stata sopsesa, così come si legge nella interrogazione, a causa dell'esaurimento delle risorse finanziarie ma a causa del fatto che le altre istanze a valere sull'annualità 1998 erano riferite ad edifici unimmobiliari non finanziabili.
Relativamente al Comune di Sassari, le istanze di recupero primario non possono essere finanziate in quanto il Centro Storico è privo di piano Particolareggiato e quest'ultima è una delle condizioni necessarie per la concessione dei finanzamenti ai comuni.
La Commissione Consiliare competente ha all'esame la modifica della LR 29/98 che, qualora approvata, permetterà di finanziare anche quei Comuni che, benchè privi di Piano Particolareggiato del Centro Storico, hanno il Piano Urbanistico Comunale vigente che"detta disposizioni tipiche del piano paricolareggiato". (192)
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione Cassano sulla legge regionale approvata il 4 agosto 2000: "Interventi per i danni provocati dalla siccità dell'anno 2000".
La legge regionale 5 settembre 2000, n° 18, già approvata dal Governo e recentemente pubblicata sul bollettino ufficiale della Regione, prevede una serie di interventi tesi a portare un parziale ristoro agli agricoltori che stanno vivendo un momento di grave crisi economica a causa della persistente siccità che ha compromesso irreversibilmente i raccolti dell'attuale annata agraria.
Non si può non condividere l'osservazione che il danno economico grava pesantemente anche sugli imprenditori agricoli che non esercitano tale attività a titolo principale; tuttavia si è altresì consapevoli che il pregiudizio più grave viene subito da quelle categorie di operatori agricoli, come i coltivatori diretti, che con la propria famiglia traggono sostentamento solo ed unicamente dal lavoro della terra, e dagli imprenditori agricoli a titolo principale che alla propria azienda dedicano la maggior parte del loro tempo lavorativo, ricavandone la parte più consistente del proprio reddito.
Peraltro, il Consiglio Regionale, avendo approvato all'unanimità la legge in argomento ha inteso mirare gli interventi, privilegiando di fatto le categorie di operatori agricoli economicamente più svantaggiate, tenuto conto, ovviamente, della esiguità dei finanziamenti disponibili per far fronte alle emergenze della eccezionale siccità dell'anno scorso. (216)
Risposta scritta dell'Assessore dell'ambiente all'interrogazione Sanna Alberto - Marrocu - Demuru - Ortu - Manca - Giagu: "Sulla mancata apertura delle basi estive dei vigili del fuoco e sul conseguente inadeguato coordinamento della campagna antincendio in corso".
In riferimento all'interrogazione citata in oggetto si comunica che in data 19/7/2000, con contestuale stipula della convenzione, sono state attivate tutte le basi stagionali dei VV.F. che rimarranno attive sino a fine agosto, primi giorni di settembre.
Si fa presente che il ritardo nell'attivazione del suddetto servizio è dipeso dalle difficoltà operative dei VV.F. nonché dalla necessità di reperire le necessarie risorse finanziarie, messe a disposizione dal "collegato" Ambiente approvato solo a metà luglio 2000. (188)
Risposta scritta dell'Assessore degli Enti Locali Finanze ed Urbanistica all'interrogazione Piana sui contributi previsti per i centri storici.
In allegato alla presente si trasmette la memoria, predisposta dal Servizio della Pianificazione Territoriale e della Cartografia dell'Assessorato scrivente, contenente gli elementi necessari a fornire una esauriente risposta alla interrogazione consiliare di cui all'oggetto.
Si evidenzia che attualmente i finanziamenti concessi ai Comuni a valere sulla L.R. 29/98 sono esclusivamente quelli programmati con deliberazione GR n. 48/9 del 17.12.1999 che si riferiscono agli interventi di solo recupero primario ricadenti in 17 Comuni della Sardegna.
Tali interventi programmati, per un totale di 6.886.952.913 lire ripartiti tra i comuni di Barumini, Teulada, Villacidro, Bosa, Ottana, Gergei, Isili, Villanovatulo, Bonorva, Castelsardo, Codrongianos, Laerru, Osilo, Sedini, Luras, S.Teresa di Gallura, Tempio Pausania, consistono in opere di recupero primario su edifici plurimmobiliari in quanto la L.R. di riferimento per le istanze 1998 prevedeva la possibilità di operare solo sulle parti comuni degli edifici.
Attualmente la legge in vigore (L.R. 29/98 così come modificata dalla L.R. 1/99) prevede che gli interventi di recupero primario possano essere eseguiti anche su edifici unimmobiliari.
La erogazione dei finanziamenti non è stata sospesa così come si legge nella interrogazione, a causa dell'esaurimento delle risorse finanziarie ma a causa del fatto che le altre istanze a valere sull'annualità 1998 erano riferite ad edifici unimmobiliari non finanziabili.
Relativamente al Comune di Sassari, le istanze di recupero primario non possono essere finanziate in quanto il Centro Storico è privo di Piano Particolareggiato e quest'ultima è una delle condizioni necessarie per la concessione dei finanziamenti ai comuni.
La Commissione Consiliare competente ha all'esame la modifica della L.R. 29/98 che, qualora approvata, permetterà di finanziare anche quei Comuni che, benché privi di Piano Particolareggiato del Centro Storico, hanno il Piano Urbanistico Comunale vigente che "detta disposizioni tipiche del Piano Particolareggiato". (192)
Testo delle interpellanze, interrogazioni e mozioni annunziate in apertura di seduta
INTERPELLANZA FRAU - USAI sul ritardo di accesso dei consiglieri comunali agli atti amministrativi.
I sottoscritti, premesso che:
a) le leggi n. 816 del 1985 all'articolo 24 e n. 42 del 1990 all'articolo 31 sanciscono che "i consiglieri comunali per l'effettivo esercizio delle loro funzioni hanno diritto di rendere visione dei provvedimenti adottati dall'ente e degli atti preparatori in essi richiamati, nonché di avere tutte le informazioni necessarie all'esercizio del mandato", potestà riconosciuta anche al semplice cittadino;
b) tutti i regolamenti consiliari si sono adeguati a tali norme legislative ed hanno adottato misure organizzative snelle sia per la consultazione che per il rilascio degli atti richiesti, il tutto al fine di permettere ai consiglieri - in modo particolare ai rappresentanti della minoranza - di espletare in modo compiuto il loro mandato di rappresentanti del popolo;
c) i consiglieri della minoranza del Comune di Bortigiadas - ai sensi delle leggi vigenti e del regolamento consiliare - hanno fatto richiesta al sindaco, al segretario comunale ed al responsabile del procedimento di poter avere copia di tutti gli atti relativi agli interventi adottati dopo l'alluvione che ha colpito quel centro il 3 dicembre 1998;
d) il sindaco con motivazioni speciose (esempio….i consiglieri richiedenti sono stati eletti a seguito delle elezioni del 16 aprile 2000, mentre le vicende alle quali appartengono gli atti richiesti risalgono ad un periodo precedente…!!!) non ha aderito alla giusta richiesta dei consiglieri comunali, ed ha differito nel tempo il diritto di accesso, subordinandolo ad un parere del Ministero degli Interni, parere che potrebbe non arrivare o pervenire quando l'attività ispettiva potrebbe essere tardiva;
e) il COCICO di Tempio - al quale si sono rivolti i consiglieri della minoranza di Bortigiadas - ha riconosciuto con una lunga dissertazione legale il diritto di ottenere tutti gli atti richiesti;
f) inoltre, la pratica relativa all'alluvione del 3 dicembre 1998 è ancora aperta, avendo l'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente (con nota del 19 luglio 2000) autorizzato l'Amministrazione comunale di Bortigiadas ad impegnare la somma di lire 159.455.519 per "la esecuzione dei lavori di primo intervento a seguito degli eventi alluvionali del dicembre 1998",
chiedono di interpellare gli Assessori degli enti locali e dell'ambiente per sapere:
1) se siano a conoscenza (e che valutazioni diano) della opposizione, messa in atto con motivazioni speciose, da parte del sindaco di Bortigiadas alla sacrosanta richiesta fatta da alcuni consiglieri della opposizione di poter avere gli atti relativi alla alluvione, che ha colpito quel centro nel dicembre 1998, al fine di poter espletare con compiutezza il mandato amministrativo e valutare - sia politicamente che tecnicamente - la regolarità di tutti gli atti messi in essere dopo la calamità;
2) se non sia opportuno pertanto - visto il diniego che di fatto impedisce alla opposizione di sapere con compiutezza come sono stati impegnati i quattrini erogati (o da erogare) dalla Amministrazione regionale (ben 880.000.000), nominare una commissione di tecnici dei due Assessorati che - presa visione degli atti (appalti, lavori, impegni di somme e quant'altro) - controllino la regolarità di tutto l'iter e diano quelle risposte che i consiglieri della minoranza non riescono ad avere dalla Amministrazione comunale. (76)
INTERPELLANZA MARROCU - ORRU' - SANNA Emanuele - CALLEDDA - SCANO - SANNA Salvatore - PUSCEDDU - PINNA, sul licenziamento dei 152 lavoratori della Nuova Scaini di Villacidro.
I sottoscritti,
preso atto del licenziamento dei 152 lavoratori della Nuova Scaini, che operava a Villacidro dal 1979, producendo batterie per automobili e costituendo uno dei pochi esempi di verticalizzazione produttiva del piombo estratto e lavorato in Sardegna, fino al 1997 di proprietà pubblica, poi privatizzata;
considerato che l'impegno della compagine societaria era quello di attuare un risanamento per rimodernare lo stabilimento, ottimizzare la rete commerciale e ricercare nuovi mercati;
evidenziato che invece, il 30 aprile del 1999, e cioè dopo meno di due anni, l'assemblea straordinaria dei soci ha messo in liquidazione volontaria la società nominando un commissario liquidatore;
sottolineatele innumerevoli ed eclatanti iniziative di protesta poste in atto dai lavoratori nel tentativo di difendere i posti di lavoro, che sono servite solo ad ottenere nell'ottobre del 1999 l'accordo sulla cassa integrazione guadagni straordinaria con scadenza ottobre 2000,
chiedono di interpellare in Aula il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori dell'industria e del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per sapere:
1) se non ritengano opportuno un urgente intervento presso il Presidente del Consiglio dei Ministri, i Ministri dell'industria e del lavoro per evitare il provvedimento di messa in mobilità dei 152 lavoratori;
2) quali atti abbiano posto o intendano porre in essere per consentire che l'azienda riprenda l'attività e garantisca il posto di lavoro dei dipendenti ormai esasperati dalle gravissime e preoccupanti condizioni economiche derivate da mesi senza salario e dalla messa in mobilità. (77)
INTERPELLANZA NUVOLI sulla paventata realizzazione nel centro urbano di Sassari della metropolitana di superficie.
Il sottoscritto,
preso atto delle migliaia di firme di cittadini sassaresi contrari alla realizzazione nel centro urbano di Sassari della metropolitana di superficie;
consapevole delle sacrosante ragioni che stanno alla base della summenzionata avversità;
atteso che innegabilmente i lavori in questione produrrebbero uno scempio architettonico (distruzione dei selciati) e ambientale (inquinamento e sradicamento di alberi) intollerabili, nonché enormi disagi per la cittadinanza;
assodato oggettivamente che nessun beneficio deriverebbe all
a città dalla realizzazione della predetta opera in alcune zone urbane;
sottolineato che la contrarietà è rivolta agli interventi nel centro urbano;
evidenziata invece l'utilità della metropolitana per collegare le varie periferie di Sassari,
chiede di interpellare l'Assessore regionale dei trasporti per sollecitarlo a mettere in atto tutte le azioni giuridiche e politiche possibili che tutelino i diritti dei cittadini sassaresi rispetto ai quali è stato perpetrato dalla maggioranza del Consiglio comunale di Sassari, nella legislatura 1995-2000, un autentico sopruso. (78)
INTERPELLANZA SPISSU - CUGINI - PUSCEDDU - LAI sulle direttive e modalità applicative del programma di "informatizzazione diffusa e alfabetizzazione informatica e linguistica" (Art. 19, L.R. 40/90).
I sottoscritti,
premesso che gli scriventi insieme agli altri colleghi del centro sinistra sono stati fra i proponenti, in sede di discussione della finanziaria 2000, del programma di "informatizzazione diffusa e di alfabetizzazione informatica e linguistica" che ha portato a una previsione di spesa di lire 60 miliardi nel biennio 2000/2001;
considerato che con deliberazione del 27 giugno scorso la Giunta regionale ha definito i criteri di ripartizione delle somme fra i Comuni e con successivo decreto dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio sono state emanate le direttive per l'attuazione di detto programma;
accertato che nelle direttive è contenuta, fra le altre cose, una indicazione di primarie ditte e dell'offerta economica indicativa da esse avanzata;
considerato che le medesime ditte, nessuna delle quali nazionale, traggono, a parere degli scriventi, un indebito e gratuito beneficio dalla pubblicità di detto programma;
considerato altresì che per le sole spese di pubblicità è stato previsto un costo pari a 500 milioni di lire,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale per conoscere:
1) il programma della pubblicità per il piano richiamato e i suoi costi;
2) in quale modo sia stata assunta la decisione di individuare alcune offerte e di garantire ad esse una pubblicità gratuita e ingannevole poiché può indurre il cittadino a ritenere che il buono per l'acquisto dei computer possa essere valido soltanto per le marche indicate;
3) se non ritenga necessario chiarire in forma altrettanto diffusa che non si è inteso favorire alcuna società, anche allo scopo di evitare la convinzione che sia stata utilizzata una gran quantità di risorse pubbliche per attività di promozione indebita di alcuni fabbricanti ai danni di altri, interferendo così con le libere dinamiche del mercato. (79)
INTERPELLANZA TUNIS Marco Fabrizio sulle inadempienze degli Assessorati competenti in materia in ordine alla diffusione della epidemia fra gli ovini denominata "lingua blu".
Il sottoscritto,
premesso che in Sardegna, alla data odierna, la epidemia della lingua blu ha falcidiato (fra morti per la malattia e capi abbattuti) , almeno 100.000 ovini, tenuto conto che la Regione (Assessorati della agricoltura e della sanità) non fornisce i dati relativi alla situazione epizoologica reale;
rilevato che i primi focolai del terribile morbo sono insorti nella parte sud occidentale della Sardegna, oramai dalla primavera inoltrata e si sono diffusi in tutto il territorio isolano, in zone assolutamente incontaminate, nonostante le tanto "sbandierate" costituzioni di unità di crisi e delle tanto "decantate" misure di salvaguardia adottate;
osservato che le azioni di lotta (sic) assunte si sono appalesate "fallimentari" perché sbagliate nella pratica attuazione e quindi, con amarezza, bisogna riconoscere che l'annunciata battaglia è come non fosse mai avvenuta;
evidenziato il fatto che non c'è stata una indagine epidemiologica efficace e seria;
osservato, altresì, che sulla gravissima epidemia, di cui si auspicava un tempestivo blocco al fine di evitare il tracollo dell'economia nel settore, non c'è stata la necessaria informazione per gli addetti ai lavori, né sono stati forniti i messaggi sanitari per gli allevatori ormai delusi, storditi e amareggiati dalle tante "manchevolezze";
rilevato che a tutt'oggi le autorità non hanno ancora determinato se ci sarà un risarcimento, oltre che per gli ovini abbattuti anche per gli ovini morti per la malattia;
rilevato, altresì, che in data 18 febbraio 1997 la commissione della Comunità Europea ha istituito il P.I.F. (Posto di Ispezione Frontaliero) presso il porto di Cagliari con il compito di controlli sistematici sulle importazioni di origine animale e che nel 1999 tale organo ha evidenziato gravi carenze strutturali e di funzionalità;
fatto presente che l'Assessorato della sanità è stato tempestivamente informato dalle autorità sulla possibile chiusura del P.I.F. e che con ripetute note scritte è stato chiesto che tale chiusura fosse procrastinata;
evidenziato che nel 2000 è stata "adottata" la chiusura, con provvedimento del Ministero della Sanità, ma con possibilità di una riapertura nell'ipotesi di un suo adeguamento strutturale e sanitario "entro ottobre 2000" (cosa che appare improbabile in relazione agli atteggiamenti ignavi e di silenzio assunti dagli Assessori competenti dell'agricoltura e della sanità;
osservato ancora che detta chiusura ha determinato il trasferimento del Posto di Ispezione Frontaliero a Trapani, con evidenti disfunzioni nel settore,
chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori regionali della sanità e dell'agricoltura per sapere:
1) se i fatti denunciati siano veri e quindi attendibili;
2) quali iniziative possano adottare in tempo reale per evitare la distruzione del nostro patrimonio ovi-caprino e il tracollo dell'economia del settore;
3) quali iniziative di tipo economico possano adottarsi in concreto per rifondere gli allevatori del capitale perso e della mancata produzione, e se intendano specificare, perché finora non è stato chiarito, se ci sarà un risarcimento oltre che per gli ovini abbattuti anche per gli ovini morti per la malattia;
4) se intendano riferire in Aula perché è stata posta fine all'attività del Posto di Ispezione Frontaliero presso il porto di Cagliari e fornire dettagliate risposte in merito alle iniziative che intendono attivare e in quali sedi, al fine di accertare responsabilità in ordine agli atti gravissimi denunciati che potrebbero costituire illeciti penali. (80)
INTERPELLANZA BALIA - DEMURU - DETTORI Ivana - FALCONI - MANCA - PIRISI sulla gravissima situazione finanziaria della IMPRESAR S.p.A. di Nuoro.
I sottoscritti,
premesso che il 4 c.m. è stata depositata istanza di fallimento per l'IMPRESAR S.p.A. da parte di 35 dei 150 dipendenti della società;
considerato che tale procedimento potrebbe verosimilmente concludersi nel breve periodo con la dichiarazione di fallimento di quella che è stata per lungo tempo l'impresa edile più importante della provincia di Nuoro;
constatato che nel 1997 l'IMPRESAR, grazie all'avvio di un efficace piano di risanamento concordato con gli Assessori della programmazione e dell'industria, dava segni di netta ripresa, riuscendo a dimezzare le passività e ad ottemperare regolarmente alla maggior parte delle obbligazioni;
considerato, altresì, che il suddetto piano di risanamento prevedeva globalmente l'erogazione di cinque miliardi suddivisi in due tranche, delle quali è stata erogata solo la prima attraverso la SIGMA Invest che ha acquistato n. 34 posti barca di proprietà dell'IMPRESAR;
rilevato che la seconda tranche non è mai stata erogata, nonostante tale finanziamento sia stato approvato dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessorato dell'industria con delibera n. 2/22 del 27 gennaio 1998,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio e dell'industria per conoscere:
a) le motivazioni che hanno portato a disattendere la suddetta delibera con gravissime conseguenze per l'IMPRESAR e per la già compromessa economia della provincia di Nuoro;
b) se non ritengano necessario, anche alla luce delle ulteriori garanzie presentate dalla società richiedente, di procedere con urgenza all'erogazione della seconda tranche del piano di risanamento onde evitare che una sentenza del Tribunale sancisca la fine di un'importante protagonista dell'economia nuorese. (81)
INTERPELLANZA SPISSU - SANNA Salvatore - PACIFICO - CALLEDDA - PINNA sui presunti abusi nel consumo dei carburanti nei cantieri dell'Azienda foreste demaniali di Sassari denunciati dal consigliere Frau.
I sottoscritti,
premesso che la stampa regionale e le televisioni locali hanno dato grande risalto all'interrogazione del consigliere Antonio Frau sui presunti abusi verificatisi nel consumo dei carburanti nei cantieri forestali del Servizio provinciale dell'Azienda foreste demaniali di Sassari,
chiedono d'interpellare l'Assessore della difesa dell'ambiente e l'Assessore del personale per sapere:
1) se siano state accertate situazioni di ammanco di carburante in uno qualsiasi dei cantieri forestali di competenza dell'Azienda foreste demaniali di Sassari ovvero se sia accertato che si tratti di meri errori materiali, aritmetici e di scrittura;
2) il nome e la qualifica funzionale del funzionario incaricato del controllo sulla contabilità dei carburanti, quali compiti abbia svolto finora nell'Amministrazione regionale e se sia stato oggetto, dall'inizio dell'attività, di contestazioni o addebiti disciplinari e per quali motivi;
3) da chi sia stato incaricato e con quali compiti specifici;
4) qualora fosse accertato che i presunti abusi ed ammanchi dovessero essere infondati, data la campagna di stampa, lesiva per l'immagine dell'Azienda Foreste e di coloro che vi lavorano, seguita all'interrogazione del consigliere Frau, quali provvedimenti intendano adottare per ripristinare la verità dei fatti;
5) se dovesse corrispondere al vero quanto esposto al punto 4) e, soprattutto, che il funzionario in argomento abbia artatamente palesato all'esterno meri errori materiali come abusi e ammanchi, quali provvedimenti intendano adottare nel caso specifico. (82)
INTERPELLANZA BIANCU - DETTORI Bruno - DEIANA - DORE sugli interventi urgenti per la riapertura temporanea dei macelli pubblici a capacità limitata.
I sottoscritti,
considerato che la disastrosa diffusione della febbre catarrale ovina ha imposto il blocco della movimentazione degli animali sensibili alla contrazione del morbo su tutto il territorio regionale;
visto il decreto dell'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale n. 34, con il quale è stato disposto il blocco totale della movimentazione degli animali dai rispettivi allevamenti;
considerato che detto blocco impedisce inoltre la vendita degli animali vivi nella penisola;
preso atto del grave danno economico che stanno subendo gli allevatori per la diffusione del morbo e dell'ulteriore perdita alla quale andrebbero incontro per la mancata vendita degli agnelli fuori dai confini regionali;
ritenuto che l'unica possibilità per contenere il danno sia quella di garantire la vendita degli agnelli macellati;
considerato che i macelli pubblici risultano per la maggior parte chiusi per mancanza dei requisiti richiesti della normativa vigente, spesso per carenze anche di modesta entità;
visto il D.P.R. n. 286 del 1994, che prevede si possa macellare sino a 1000 U.G.B. presso i mattatoi a capacità limitata, le cui carni possono essere commercializzate in ambito nazionale;
visto il Decreto Ministeriale 23 novembre 1995 che porta da 1000 a 2000 le U.G.B. che si possono macellare nei mattatoi a capacità limitata, ubicati nei territori particolarmente svantaggiati, compresa la Sardegna;
considerato che lo stesso Decreto Ministeriale consente alla Regione la facoltà di derogare, in caso di particolari esigenze, dando la possibilità di un ulteriore aumento delle U.G.B. macellabili;
ritenuto che la grave situazione in cui è venuto a trovarsi il settore dell'allevamento ovino, consenta di derogare alla normativa vigente,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale e dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere:
1) se non ritengano necessario garantire la riapertura anche temporanea dei macelli pubblici a capacità limitata, anche in deroga alla normativa vigente, al fine di garantire la commercializzazione di oltre 1.500.000 agnelli e di evitare ulteriori danni a un settore già duramente provato;
2) quali provvedimenti finanziari intendano adottare per consentire ai comuni l'esecuzione delle opere minime indispensabili per garantire il rispetto delle condizioni igieniche nei macelli pubblici a capacità limitata, al fine di permettere la loro riapertura non oltre il 15 novembre 2000. (83)
INTERPELLANZA VASSALLO sull'inaugurazione della caserma del Corpo forestale nell'Isola dell'Asinara.
Il sottoscritto,
appreso da un articolo della Nuova Sardegna di mercoledì 10 ottobre 2000 che l'Assessore regionale dell'ambiente Emilio Pani, nella giornata di lunedì 9 ottobre, ha provveduto all'inaugurazione della caserma del Corpo forestale presso l'isola dell'Asinara;
appreso altresì che, in tale occasione, risulterebbero essere presenti alla cerimonia esclusivamente il Sindaco di Sassari Campus, l'Assessore dell'ambiente del medesimo Comune Ottaviano Canalis e il Consigliere regionale Tonino Frau;
considerato che tale occasione di presenza nell'isola è stata utilizzata altresì per effettuare una ricognizione dello stato dei luoghi e per discutere tra i convenuti sulle prospettive di sviluppo e di gestione della stessa isola;
appurato che entro il mese di ottobre l'Assessorato regionale dell'ambiente dovrebbe definire con il Ministro omologo la proposta definitiva del nuovo organismo di gestione e che la Regione sarda formulerà una propria proposta;
appurato altresì che oltre ad una inaugurazione solenne per l'apertura della nuova stazione della forestale, parrebbe si sia trattato anche di una conviviale occasione di incontro tra amici di partito, dove si sono esternate considerazioni di cattivo gusto;
chiede di interpellare l'Assessore dell'ambiente ed il Presidente della Giunta regionale per conoscere:
1) se oltre al Sindaco di Sassari e all'Assessore dell'ambiente del medesimo Comune e al consigliere regionale Tonino Frau siano state invitate altre Autorità quali il Sindaco di Porto Torres, l'Assessore dell'Ambiente del medesimo Comune, i rappresentanti della Provincia di Sassari, e altri Consiglieri Regionali (oltre all'On.le Frau);
2) se risponde al vero che l'Assessorato dell'Ambiente della nostra Regione abbia presentato, al Ministro dell'Ambiente, formale richiesta di allargamento dei confini del Parco Nazionale dell'isola dell'Asinara e se, su tale eventuale richiesta, si sia preventivamente espressa la Giunta regionale e la Commissione regionale competente in materia;
3) se non si ritenga opportuno, anzi doveroso, che la Giunta regionale, tramite l'Assessore competente, prima di assumere qualsiasi decisione in merito, si confronti o quantomeno consulti la comunità del Parco, che sino ad oggi risulta essere quella della città di Porto Torres:
4) si richiede di conoscere dettagliatamente la situazione riscontrata nell'isola, e considerato che sembrerebbe che si vada incontro ad un degrado sempre più grave, quali specifiche iniziative l'Assessorato intende adottare per evitare ciò, e quali e quante risorse finanziarie si intendono mettere a disposizione per fronteggiare l'emergenza dichiarata. (84)
INTERPELLANZA TUNIS Marco Fabrizio - GRANARA - LIORI - PILO - RASSU sulle inadempienze degli Assessorati competenti in ordine alla diffusione della epidemia fra gli ovini denominata "lingua blu".
I sottoscritti,
premesso che in Sardegna, alla data odierna, la epidemia della lingua blu ha falcidiato (fra morti per la malattia e capi abbattuti), almeno 100.000 ovini, tenuto conto che la Regione (Assessorati della agricoltura e della sanità) non fornisce i dati relativi alla situazione epizoologica reale;
rilevato che i primi focolai del terribile morbo sono insorti nella parte sud occidentale della Sardegna, oramai dalla primavera inoltrata e si sono diffusi in tutto il territorio isolano, in zone assolutamente incontaminate, nonostante le tanto "sbandierate" costituzioni di unità di crisi e delle tanto "decantate" misure di salvaguardia adottate;
osservato che le azioni di lotta assunte si sono appalesate "fallimentari" perché sbagliate nella pratica attuazione e quindi, con amarezza, bisogna riconoscere che l'annunciata battaglia è come non fosse mai avvenuta;
evidenziato il fatto che non c'è stata una indagine epidemiologica efficace e seria;
osservato, altresì, che sulla gravissima epidemia, di cui si auspicava un tempestivo blocco al fine di evitare il tracollo dell'economia nel settore, non c'è stata la necessaria informazione per gli addetti ai lavori, né sono stati forniti i messaggi sanitari per gli allevatori ormai delusi, storditi e amareggiati dalle tante "manchevolezze";
rilevato che a tutt'oggi le autorità non hanno ancora determinato se ci sarà un risarcimento, oltre che per gli ovini abbattuti anche per gli ovini morti per la malattia;
rilevato, altresì, che in data 18 febbraio 1997 la commissione della Comunità Europea ha istituito il P.I.F. (Posto di Ispezione Frontaliero) presso il porto di Cagliari con il compito di controlli sistematici sulle importazioni di origine animale e che nel 1999 tale organo ha evidenziato gravi carenze strutturali e di funzionalità;
fatto presente che l'Assessorato della sanità è stato tempestivamente informato dalle autorità sulla possibile chiusura del P.I.F. e che con ripetute note scritte è stato chiesto che tale chiusura fosse procrastinata;
evidenziato che nel 2000 è stata "adottata" la chiusura, con provvedimento del Ministero della Sanità, ma con possibilità di una riapertura nell'ipotesi di un suo adeguamento strutturale e sanitario "entro ottobre 2000" (cosa che appare improbabile in relazione agli atteggiamenti ignavi e di silenzio assunti dagli Assessori competenti dell'agricoltura e della sanità);
osservato ancora che detta chiusura ha determinato il trasferimento del Posto di Ispezione Frontaliero a Trapani, con evidenti disfunzioni nel settore,
chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori regionali della sanità e dell'agricoltura per sapere:
5) se i fatti denunciati siano veri e quindi attendibili;
6) quali iniziative possano adottare in tempo reale per evitare la distruzione del nostro patrimonio ovi-caprino e il tracollo dell'economia del settore;
7) quali iniziative di tipo economico possano adottarsi in concreto per rifondere gli allevatori del capitale perso e della mancata produzione, e se intendano specificare, perché finora non è stato chiarito, se ci sarà un risarcimento oltre che per gli ovini abbattuti anche per gli ovini morti per la malattia;
8) se intendano riferire in Aula perché è stata posta fine all'attività del Posto di Ispezione Frontaliero presso il porto di Cagliari e fornire dettagliate risposte in merito alle iniziative che intendono attivare e in quali sedi, al fine di accertare responsabilità in ordine agli atti gravissimi denunciati che potrebbero costituire illeciti penali. (85)
INTERPELLANZA PUSCEDDU - SELIS - CUGINI - LAI - PIRISI - DEIANA - DETTORI Ivana - FADDA - IBBA - BIANCU - DEMURU - DORE - SPISSU sulle direttive e modalità applicative per l'attuazione del programma di informatizzazione diffusa e alfabetizzazione informatica e linguistica.
I sottoscritti,
premesso che l'articolo 34 della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4, approvato a seguito dell'iniziativa politica dei consiglieri regionali del centrosinistra in occasione della discussione della legge finanziaria 2000, autorizza la Giunta regionale a predisporre un programma di intervento di lire 60.000.000.000, di cui lire 35.000.000.000 nell'anno 2000 e lire 25.000.000.000 nell'anno 2001, per favorire attraverso i Comuni l'informatizzazione diffusa e l'alfabetizzazione informatica e linguistica;
considerato che il comma 4 del succitato articolo 34, come modificato dall'articolo 8 della legge regionale 5 settembre 2000 n. 17, prescrive "che gli aiuti siano erogati dai comuni anche per la frequenza di attività formative finalizzate all'ottenimento di qualifiche professionali connesse con l'informatizzazione";
considerato altresì che il comma 5 del succitato articolo 34 recita che "le attività formative sono realizzate presso strutture formative accreditate dalla Regione che garantirà l'effettuazione degli esami di qualificazione con commissioni d'esame nominate ai sensi dell'articolo 7 della legge regionale 1° giugno 1979, n. 47";
viste le deliberazioni della Giunta regionale del 20/6/2000 n.26/1, del 8/8/2000 n. 34/23 e del 13/9/2000 n. 37/8, rese esecutive, riunite e coordinate dal decreto dell'Assessore della programmazione del 25 settembre 2000 n. 93/prog., pubblicato sul BURAS e sui quotidiani locali;
ritenuto che i sopracitati atti amministrativi abbiano di fatto disatteso quanto previsto dalla legge relativamente alla alfabetizzazione informatica e linguistica per il fatto che:
- le somme autorizzate per il 2000 (lire 10.000.000.000) non sono state accreditate ai comuni per essere devolute, sotto forma di buono per la frequenza, ai cittadini aventi diritto;
- è stato approvato un progetto, denominato "Sardegna 2000", che prevede la seguente formazione a cascata: il CRS4 formerà i primi 20 formatori, che a loro volta formeranno e coordineranno i successivi 400 formatori, che in sedi opportunamente dislocate sul territorio, a loro volta dovranno formare i 25.000 giovani con lezioni teoriche e pratiche esclusivamente nel campo dell'alfabetizzazione informatica e telematica;
atteso che l'alfabetizzazione informatica e linguistica dovrebbe essere attuata con procedure rapide, snelle, trasparenti, verificabili e certificabili, al pari di quelle legate all'informatizzazione diffusa, soprattutto al fine di evitare il rischio dell'esclusione dei soggetti culturalmente deboli nei confronti dell'uso delle nuove tecnologie;
fermamente convinti che occorra evitare ulteriori marginalizzazioni derivanti dalla non compiuta fruizione dei nuovi saperi di cittadinanza (informatica e lingue straniere) che assumono oggi la stessa importanza che in passato hanno avuto il leggere, lo scrivere e il far di conto;
fortemente preoccupati del concreto rischio di assistere ad un boom in termini di diffusione dell'hardware e della connettività senza una adeguata formazione in grado di rendere gli utenti padroni e non sudditi del mezzo;
ritenuto che il piano di alfabetizzazione informatica, per rispondere alle esigenze di modernizzazione della Sardegna, dovrà possedere un carattere di massa, con caratteristiche di continuità e sistematicità, di diffusione sul territorio, di accessibilità in termini di costi, attraverso momenti di pianificazione locale e di verifica istituzionale, organizzativa e contenutistica;
richiamata l'interpellanza n. 79 Spissu e più, sulle direttive e modalità applicative del programma di "informatizzazione diffusa e alfabetizzazione informatica e linguistica", articolo 19, L.R. 40/'90;
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori della programmazione, della pubblica istruzione e del lavoro per conoscere:
1) i motivi del mancato rispetto delle norme di legge relative all'alfabetizzazione informatica e linguistica da attuarsi attraverso i comuni della Sardegna;
2) i costi ed i tempi di realizzazione del progetto "Sardegna 2000";
3) le ragioni per le quali, per quanto concerne l'alfabetizzazione informatica degli studenti, non sia stato previsto un collegamento con il "Piano per lo sviluppo delle tecnologie didattiche 1997-2000" (PSTD), attuato dal Ministero della Pubblica Istruzione, anche attraverso i progetti di "Multimedialità in classe";
4) se non ritengano opportuno che, grazie alla direttiva 133 ed alla nuova legge sull'autonomia scolastica, le scuole della Sardegna possano essere utilizzate in orari diversi da quelli delle lezioni per molteplici attività, tra cui la realizzazione di corsi di alfabetizzazione informatica che oltretutto presenta due principali vantaggi: il primo legato alla diffusione capillare della rete scolastica, che permette di rispondere alla caratteristica di presenza diffusa sul territorio; il secondo legato alla possibilità di sfruttare le attrezzature informatiche già presenti nelle scuole, permettendo di abbattere i costi iniziali;
5) se non condividano il fatto che il Piano di alfabetizzazione informatica necessita di sinergie e di un coordinamento tra le istituzioni ed i vari soggetti sociali (imprese, sindacato, giovani in formazione, insegnanti, associazioni studentesche ecc.) per fare in modo che gli Istituti scolastici possano svolgere un ruolo attivo ed integrato nella creazione di percorsi di alfabetizzazione;
6) se non ritengano di modificare le direttive per fare in modo che, attraverso norme attuative snelle e trasparenti, vengano identificati criteri di qualità, erogazione, copertura dell'utenza a partire dal recupero dei gap generazionali e professionali (bandi comunali rivolti a persone over 50, a categorie specifiche di lavoratori dipendenti espulsi dal ciclo produttivo di recente ecc.), nonché di utenze specifiche all'interno delle agenzie formative classiche (scuole, università, centri di formazione);
7) se condividono l'esigenza di realizzare interventi formativi, specificando le modalità e le risorse finanziarie, al fine di rispondere alle esigenze dei singoli in termini di competenze acquisite o da acquisire secondo la conformità a determinati standard di qualità:
1) conformità alle indicazioni del Ministero della P. I. per il riconoscimento dei crediti formativi per gli studenti delle scuole superiori;
2) conformità ai criteri dei Ministeri del Lavoro e della Funzione Pubblica per la formazione professionale;
3) conformità ai requisiti per il conseguimento della Patente europea di informatica;
8) se non ritengano opportuno ed urgente accantonare la proposta di formare i formatori per fare in modo di attivare da subito l'alfabetizzazione informatica e linguistica attraverso il ricorso ai docenti del sistema scolastico e formativo, in possesso di adeguate competenze informatiche e quantificati in circa 8000, come si evince dal monitoraggio effettuato dal CRS4 con il progetto Marte, oggetto dell'apposito Accordo di programma quadro (APQ3) relativo al "Progetto per la realizzazione di un sistema di apprendimento su rete tecno-educativa", stipulato nell'ambito dell'Intesa istituzionale di programma tra il Governo della Repubblica e la Giunta regionale in data 21 aprile 1999;
9) quali iniziative, infine, intendano porre in essere per consentire, in tempi rapidi e certi, a migliaia di giovani sardi la possibilità di veder riconosciuto l'accertamento di professionalità, per le qualifiche informatiche, richiesto tramite le Sezioni circoscrizionali dell'impiego ai sensi dell'articolo 14 della Legge 56/1987. (86)
INTERPELLANZA BALIA - IBBA - MASIA sulla situazione di malessere e disagio cui sono sottoposti numerosi lavoratori nell'Azienda Foreste Demaniali di Sassari.
I sottoscritti,
premesso che nell'Azienda Foreste Demaniali di Sassari numerosi lavoratori - operai ed impiegati - vivono uno stato di continuo malessere e disagio a seguito di provvedimenti disciplinari, penalizzazioni, trasferimenti ingiustificati, minacce ed altre azioni di ritorsione, attuate con motivazioni speciose e strumentali;
considerato che si tratta di un territorio e di ente che già in passato ha richiesto particolare attenzione da parte di organi ispettivi della RAS ed è stato oggetto di numerose interrogazioni ed interpellanze, molte delle quali rivolte a ristabilire condizioni di dignità nel lavoro ed assegnare ad ogni lavoratore compiti e funzioni adeguate al ruolo di appartenenza senza discriminazioni e privilegi;
constatato che, a quanto pare in modo del tutto illegittimo, sono stati consentiti avanzamenti di carriera a favore di personale privo dei necessari requisiti ma gradito ai dirigenti, mentre è stato bloccato lo sviluppo della carriera a quanti - pure titolati- non dimostravano, con atti di ossequio e riverenza variamente inquadrabili, disponibilità verso una parte della dirigenza;
considerato che anche la gestione delle missioni e degli straordinari ha sollevato perplessità e numerose proteste e che alcuni dipendenti, nonostante le loro rimostranze pare siano rimasti per mesi inattivi perché privati del normale incarico di lavoro o parcheggiati, a titolo punitivo, in attività inutili;
rilevato che il nuovo incaricato in qualità di Direttore Generale dell'A.F.D. ha, fra i primi atti, attuato azioni di ulteriore discriminazione nei confronti di impiegati forestali provvedendo a trasferirli di sede - qualche ora prima dell'arrivo del nuovo dirigente dell'A.F.D. di Sassari - perché avevano osato, in occasione di una assemblea, esplicitare le numerose disfunzioni e denunciare pubblicamente consolidati privilegi,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'ambiente per sapere:
- se siano a conoscenza dei fatti descritti e quali azioni volte ad una migliore conoscenza dei problemi abbiano posto in essere;
- se sappiano dei trasferimenti attuati dal Direttore Generale, se ne abbiano verificato l'opportunità e se non ritengano che qualcuno di questi trasferimenti possa essere frutto di un'azione volta a limitare le libertà individuali quale quella della libera e corretta espressione delle proprie opinioni;
- se non ritengano che qualche trasferimento - oltre che immotivato e irrazionale- considerato che riguarda un sindacalista, sia contra legem;
- quali atti urgenti ed immediati intendano adottare per ricondurre entro i limiti della legalità la conduzione di un ente che, anche per alcune scelte del nuovo direttore generale, rischia un inutile esposizione fortemente negativa e lesiva della dignità dei lavoratori. (87)
INTERPELLANZA SANNA Giacomo - MANCA sulla incompatibilità delle nomine negli enti regionali previste dalla legge regionale 23 agosto 1995, n. 20.
I sottoscritti, premesso che:
- nella scorsa legislatura è stata approvata la legge regionale 23 agosto 1995 n. 20 inerente "Semplificazione e razionamento degli enti strumentali della Regione e di altri enti pubblici e di diritto pubblico operanti nell'ambito regionale";
- l'articolo 4, comma 5, della su citata legge stabilisce i casi di incompatibilità,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale per sapere:
- se abbia provveduto, mediante commissioni o altri uffici, ad accertare la legittimità delle nomine ed il rispetto delle norme inerenti le incompatibilità di cui all'articolo 4 della legge regionale n. 20 del 1995;
- in caso di risposta affermativa, se non ritenga opportuno procedere ad ulteriori verifiche;
- se tali iniziative abbiano interessato il Consiglio di amministrazione dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna, dove è manifesta una situazione di evidente incompatibilità, secondo quanto stabilito dall'articolo 4 (comma 5, punti b e h) della legge regionale n. 20 del 1995, che stabilisce che non possono essere nominati amministratori coloro i quali, in qualità di componenti di un organo o ufficio, siano tenuti ad esprimere pareri o ad esercitare controllo su atti dell'ente per il quale si procede alla nomina e neppure coloro che siano dipendenti dello Stato in qualifica dirigenziale. (88)
INTERPELLANZA SANNA Giacomo - MANCA sull'annullamento dei decreti dell'Assessore della difesa dell'ambiente n. 2447 del 16 settembre 1999, n. 1180, n. 1184 e n. 1183 del 31 maggio 1999, riguardanti le nomine della Commissione di abilitazione venatoria per le Province di Sassari, Cagliari, Nuoro e Oristano.
I sottoscritti, premesso che l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente:
- con il decreto n. 9/911 del 26 luglio 2000, ha annullato il decreto dell'Assessore della difesa dell'ambiente n. 2447 del 16 settembre 1999, per la nomina della Commissione di abilitazione venatoria per la Provincia di Sassari;
- con il decreto n. 8/911 del 26 luglio 2000 ha annullato il decreto dell'Assessore della difesa dell'ambiente n. 1180 del 31 maggio 1999 per la nomina della Commissione di abilitazione venatoria per la Provincia di Cagliari;
- con il decreto n. 10/911 del 26 luglio 2000 ha annullato il decreto dell'Assessore della difesa dell'ambiente n. 1184 del 31 maggio 1999 per la nomina della Commissione di abilitazione venatoria per la Provincia di Nuoro;
- con il decreto n. 11/911 del 26 luglio 2000 ha annullato il decreto dell'Assessore della difesa dell'ambiente n. 1183 del 31 maggio 1999 per la nomina della Commissione di abilitazione venatoria per la Provincia di Oristano;
- con nota n. 1621 del 2 marzo 2000, la Presidenza della Giunta, in risposta ad apposito quesito formulato con nota assessoriale n. 713\gab del 22 febbraio 2000, ha comunicato che per le Commissioni in oggetto si applicano le disposizioni di cui all'articolo 1 della legge regionale 3 maggio 1995, n. 11,
chiedono di interpellare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere:
1) se sia a conoscenza che l'articolo 1 della legge regionale 3 maggio 1995, n. 11, al comma 2 stabilisce che per le Commissioni, le cui norme istitutive prevedano una durata inferiore a quella della legislatura del Consiglio regionale, restano ferme le scadenze ordinarie;
2) se abbia cognizione delle scadenze ordinarie delle Commissioni di abilitazione venatoria;
3) se sia a conoscenza che le nomine di cui ai decreti dell'Assessore della difesa dell'ambiente 8/911, 9/911, 10/911 e 11/911 del 26 luglio 2000 sono avvenute contravvenendo alle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 2, della legge regionale del 3 maggio 1995, n. 11. Infatti le Commissioni venatorie durano in carica quattro anni e la legislatura regionale ha una durata pari ad anni cinque;
4) quali siano le iniziative che intenda intraprendere, considerato che le nomine in oggetto sono avvenute contravvenendo alle disposizioni di legge e dunque è concreta la possibilità di annullamento di tutti gli atti posti in essere dalle su citate Commissioni;
5) se sia a conoscenza che un simile incomprensibile atteggiamento di fatto rischia di bloccare nell'intero territorio regionale le abilitazioni all'esercizio della caccia in Sardegna. (89)
INTERPELLANZA PUSCEDDU - CUGINI - CALLEDDA - FALCONI - ORRU' - PINNA - LAI - PIRISI - DEMURU - DETTORI Ivana - SPISSU - SANNA Emanuele - SANNA Alberto - SANNA Salvatore - PACIFICO - SCANO - MARROCCU - MORITTU sui ritardi nell'applicazione della Legge 12 marzo 1999, n. 68, recante norme per il diritto al lavoro dei disabili.
I sottoscritti,
premesso che:
- la legge 12 marzo 1999 n. 68 ha come finalità la promozione dell'inserimento e dell'integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato;
- sono beneficiarie della legge le persone:
a) in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali o da handicap intellettivi che comportano una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45 per cento;
b) invalide del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33 per cento;
c) non vedenti o sordomute;
d) invalide di guerra, invalide civili di guerra e invalide di servizio con minorazioni ascritte dalla prima all'ottava categoria di cui al T.U. 23 dicembre 1978, n. 915;
- per l'inserimento lavorativo dei disabili sono previsti interventi di collocamento mirato attraverso forme di sostegno, azioni positive, adattamento delle postazioni di lavoro ed assunzioni obbligatorie;
considerato che la Legge n. 68 del 1999 attribuisce alle Regioni rilevanti compiti tra i quali:
1) riqualificazione professionale dei disabili ai fini dell'inserimento mirato (articolo 4, comma 6);
2) definizione delle modalità di valutazione degli elementi che concorrono alla formazione della graduatoria dei disabili che risultano disoccupati (articolo 8, comma 4);
3) istituzione del "Fondo regionale per l'occupazione dei disabili", destinato al finanziamento di programmi regionali di inserimento lavorativo e dei relativi servizi (articolo14);
4) determinazione delle modalità di funzionamento e degli organi amministrativi del Fondo (articolo14, comma 2);
5) determinazione dei criteri e delle modalità relativi al pagamento, alla riscossione ed al versamento, al Fondo regionale per l'occupazione dei disabili, dei contributi esonerativi (articolo 5, comma 7);
ritenuto che i gravi ritardi nell'applicazione della legge rischiano di avere ripercussioni negative nei confronti delle aspettative dei circa 16.000 disabili presenti nella nostra regione;
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori del lavoro e degli affari generali per conoscere:
1) i motivi del ritardo nell'applicazione della legge n. 68 del 1999 e della inadempienza nella istituzione del "Fondo regionale per l'occupazione dei disabili";
2) l'importo assegnato alla Regione Sardegna nell'ambito della ripartizione dei 100.000.000.000 del Fondo per il diritto al lavoro dei disabili, istituito presso il Ministero del Lavoro e della previdenza sociale ai sensi del comma 4 dell'articolo 13 della legge 68/99;
3) i criteri e le modalità di ripartizione tra le Regioni delle disponibilità del Fondo, negoziati in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
4) le attività di riqualificazione professionale dei disabili, ai fini dell'inserimento lavorativo mirato, svolte presso le aziende o in regime di convenzione con le associazioni nazionali di promozione, tutela e rappresentanza o con istituti di formazione di cui alla Legge n. 845 del 1978 ed alla legge regionale n. 47 del 1979 nonché con i soggetti di cui all'articolo 18 della Legge 5 febbraio 1992, n. 104;
5) le quote di riserva ai fini delle assunzioni obbligatorie con riferimento alle dotazioni organiche degli uffici della Regione, di cui alla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, nonché alle dotazioni organiche degli enti strumentali della Regione;
6) le eventuali convenzioni di integrazione lavorativa stipulate ai sensi dell'articolo 11 della Legge n. 68 del 1999;
7) l'ammontare dei contributi erogati alle cooperative sociali che svolgono l'attività di cui all'articolo 1, lettera b) della Legge n. 381 del 1991, iscritte all'albo previsto dalla legge regionale 22 aprile 1997, n. 16;
8) se sia rispettato l'obbligo di certificazione ai sensi dell'articolo 17 della Legge n. 68 del 1999 da parte delle imprese che partecipano a bandi per appalti pubblici o intrattengano rapporti convenzionali o di concessione con l'Amministrazione regionale ed i suoi enti strumentali. (90)
INTERROGAZIONE FADDA, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di prevenzione ambientale nelle zone colpite lo scorso anno dagli eventi alluvionali.
Il sottoscritto,
constatato che a tutt'oggi le preoccupanti richieste dei sindaci di alcuni comuni dove particolarmente devastanti sono stati gli effetti degli eventi alluvionali dello scorso anno, volte ad ottenere interventi di prevenzione ambientale da parte della Regione sono inascoltate e verificato altresì che non c'è riscontro alle allarmanti segnalazioni dei sindaci che fanno presente la pericolosità del degrado ambientale in cui versano alcuni loro territori,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'ambiente per conoscere:
- quali iniziative intendano adottare in merito ai casi segnalati dai sindaci e quali provvedimenti la Giunta ha adottato per evitare il ripetersi di situazioni drammatiche quali quelle verificatesi lo scorso autunno;
- se la Giunta ha predisposto una mappa dei territori ad alto rischio ambientale e individuato gli interventi necessari per risanare quelle zone dove il degrado ambientale e morfologico costituiscano la prima causa di questi fenomeni catastrofici. (226)
INTERROGAZIONE GRANARA - FLORIS Emilio - PILI - CORONA - RASSU - LICANDRO, con richiesta di risposta scritta, sull'incaglio della motonave Eurobulker IV.
I sottoscritti,
premesso che a distanza di due settimane ci sono ancora troppi punti oscuri in merito alle cause che hanno portato all'incaglio sulla "secca grande" della motonave Eurobulker IV, e che nonostante sia stato sbandierato ai quattro venti che il combustibile è stato finalmente recuperato, si continuano a notare larghe e lunghe chiazze di combustibile nel canale di San Pietro e lungo le coste;
considerato che fortunatamente la Bulk-carrier trasportava 16.000 tonnellate di carbone e non oli combustibili o acidi che avrebbero provocato immediatamente un disastro ambientale senza precedenti;
visto che nel porto di Portovesme nel 1999 hanno attraccato ben 461 navi con cinque milioni di tonnellate di merci movimentate oltre al traffico di navi traghetti e che, pur essendo l'ingresso allo stesso particolarmente rischioso, non si è mai pensato di aumentare le boe di segnalazione e predisporre un radar faro che guidasse nelle varie fasi le navi in entrata;
appurato che la motonave Eurobulker IV non era effettivamente quella "carretta del mare", così come da tutti definita, forse per addebitare alla stessa e al suo equipaggio tutte le responsabilità dell'avvenimento marittimo, mentre non vengono mai definite "carrette" navi più vetuste che trasportano i nostri corregionali nelle linee marittime da e per la Sardegna,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale, l'Assessore della difesa dell'ambiente e l'Assessore dei trasporti per conoscere:
a) se corrisponda al vero che il may day è stato lanciato alle 6,20 circa, quando era ancora buio, mentre le ordinanze dell'Autorità Portuale stabiliscono che il traffico di avvicinamento può svolgersi solo nelle ore di luce che garantiscono piena visibilità;
b) se corrisponda al vero che la boa di segnalazione luminosa della secca grande era da parecchi giorni spenta e ancor oggi non è stata riparata e che il Comandante aveva precedentemente informato a terra di essere sprovvisto di carte nautiche particolari;
c) come pensano di poter recuperare le circa 170 tonnellate di gasolio contenute in un deposito fra le stive centrali che a causa dell'incaglio si sono miscelate al carbone contenute nelle stive;
d) se non sia il caso che la Regione, considerati i sempre più frequenti avvenimenti di mare che mettono a rischio continuamente le nostre coste, si munisca finalmente di tutti quegli strumenti non solo tecnici, con cui si possa svolgere un'attenta attività di prevenzione e una seria e puntuale attività di controllo delle nostre coste. (227)
INTERROGAZIONE SPISSU, con richiesta di risposta scritta, sulla drastica riduzione da parte delle Ferrovie dello Stato dei traghetti che collegano Olbia a Civitavecchia.
Il sottoscritto, premesso che:
- la notizia di una drastica riduzione da parte delle Ferrovie dello Stato dei traghetti che collegano Olbia a Civitavecchia costituisce un fatto di estrema gravità per l'economia della nostra Isola e in modo particolare per il settore del trasporto;
- l'eliminazione ventilata di due traghetti su tre comunicata al sindaco di Civitavecchia dalle Ferrovie dello Stato compromette ogni ipotesi di sviluppo e incremento del trasporto su carri ferroviari e assegna al mezzo gommato l'unica possibilità di trasferimento delle merci dalla Sardegna e per la Sardegna,
chiede di interrogare l'Assessore dei trasporti per conoscere:
1) come la Regione sarda intenda muoversi per acquisire in modo diretto e puntuale tutte le informazioni necessarie dalle Ferrovie dello Stato;
2) quali iniziative intenda mettere in campo qualora la notizia rispondesse al vero;
3) se non sia opportuna un'immediata interlocuzione con le Ferrovie dello Stato e con tutte le categorie interessate. (228)
INTERROGAZIONE ONNIS, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di realizzare urgentemente le opere di canalizzazione del rio Malu nel comune di Villasor.
Il sottoscritto, premesso che:
- il territorio del comune di Villasor è attraversato da quattro corsi d'acqua di cui uno, il rio Mannu, a regime perenne e i restanti tre, il rio Nou, il rio Malu e il rio Angiargia, a regime torrentizio;
- ogni anno, con l'approssimarsi della stagione delle piogge, si prospetta il pericolo di una catastrofica alluvione. Oltre i fenomeni di impaludamenti delle campagne che puntualmente si verificano, persiste il gravissimo problema della inondazione del centro abitato, costantemente minacciato dall'adiacenza del rio Malu, diventato oramai un punto di sfogo di tutte le canalizzazioni situate a monte del paese;
- la deviazione dell'alveo e la fitta rete di dreno realizzate negli anni settanta hanno evidenziato l'incapacità del predetto corso d'acqua a contenere il deflusso delle acque meteoriche di un bacino di circa 20.000 ha;
- l'inadeguatezza del rio Malu dinanzi ad eventi eccezionali si è manifestata in tutta la sua drammaticità nell'ottobre del 1993 e nel novembre del 1999, allorquando le acque del torrente hanno inondato i territori e il centro abitato di Villasor, cagionando ingentissimi danni alle proprietà private e alle strutture pubbliche;
rilevato che:
- il rio Malu versa in uno stato di precarietà allarmante; allo stato attuale il corso del torrente è in condizioni di totale degrado, peggiori di quelle dello scorso anno; la violenza delle acque ha sconvolto e cancellato le sponde e i suoi rivestimenti; ha danneggiato irreparabilmente due ponti e accentuato enormemente i rischi di peggiori e più gravi disastri per il futuro;
- la popolazione vive nel terrore che si ripeta la tragica esperienza vissuta nel novembre del 1999 quando un'alluvione ha prodotto enormi danni e disagi per tutti i cittadini;
considerato che:
- da anni le Amministrazioni comunali hanno denunciato invano lo stato di degrado e di estrema pericolosità del torrente;
- al fine di scongiurare il ripetersi di siffatte catastrofi, non è sufficiente una sommaria sistemazione dell'alveo, ma è, piuttosto, necessaria la realizzazione di un'imponente opera di canalizzazione;
- a tal uopo, l'Amministrazione comunale di Villasor ha approvato un progetto idrogeologico, redatto dall'Ufficio tecnico, volto ad adeguare la sezione del rio Angiargia e ripristinare il vecchio corso del rio Malu nel tratto C18 e lo sbocco del rio Mannu, in modo tale che il corso del fiume non attraversi più il centro abitato;
- per la realizzazione di tali opere è necessario e imprescindibile il sostegno finanziario dell'Amministrazione regionale,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dei lavori pubblici per sapere se non intendano intraprendere, senza alcun indugio, tutte le attività e adottare le misure richieste dal comune di Villasor per la realizzazione delle opere di adeguamento del bacino idrologico, necessarie al fine di prevenire il verificarsi di altri catastrofi che metterebbero in ginocchio la popolazione e tutto il territorio del comune. (229)
INTERROGAZIONE BIANCU - DETTORI Bruno - DORE - DEIANA, con richiesta di risposta scritta, sul grave ritardo nella emissione dei decreti relativi ai progetti inclusi negli accordi di Programma relativi ai Piani Integrati d'Area.
I sottoscritti,
constatato che negli anni 1997, 1998, 1999 sono stati sottoscritti gli accordi di Programma relativi alla legge regionale 26 febbraio 1996, n. 14 (P.I.A.);
considerato che la Regione si impegnava a contribuire al finanziamento degli interventi previsti nei singoli Piani Integrati d'Area secondo l'intensità e le forme previste dalla legislazione regionale vigente;
accertato che i singoli accordi di Programma e la stessa legge finanziaria 1999 impegnavano gli Assessorati competenti a promuovere con priorità l'istruttoria delle proposte progettuali contenute nei P.I.A. e a provvedere ai successivi adempimenti di loro competenza, applicando, ove necessario, la deroga prevista dall'articolo 9 della legge regionale n. 14 del 1996, intendendosi con ciò liberare le proposte di finanziamento da ogni condizione e requisito richiesto in via amministrativa (direttive, circolari, ecc.) per l'accesso al finanziamento;
verificato che numerosi progetti presentati da società giovanili, costituitesi ai sensi della legge regionale n. 28 del 1984, risultano aver superato positivamente l'istruttoria degli Istituti di credito e degli Assessorati competenti, e a distanza di molti mesi non riescono ad ottenere il decreto per poter avviare i lavori a causa del rimpallarsi delle competenze tra i diversi Assessorati e quello della programmazione su chi deve garantire la copertura finanziaria relativa alle agevolazioni diverse da quelle in conto capitale;
considerato che queste gravi inadempienze della Giunta regionale producono un grave danno alle singole società costituite prevalentemente da giovani imprenditori;
preso atto che, in aggiunta al perdurare di gravi responsabilità della maggioranza per il mancato avvio delle riforme, si registra inoltre un grave e colpevole ritardo anche nell'attività di gestione, con ulteriori danni all'economia della Regione e mortificazione delle speranze dei giovani imprenditori,
chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, del lavoro e del turismo per sapere:
1) se non ritengano contraddittorio l'invio di ispettori presso la Banca C.I.S. per la verifica dei criteri relativi all'istruttoria dei progetti presentati da società giovanili, in presenza di gravi ritardi e inadempienze, da ascrivere unicamente alla Giunta regionale, sulle iniziative istruite positivamente da svariati mesi dagli Istituti dei credito;
2) quali iniziative intendano intraprendere per garantire una urgente emissione dei decreti relativi agli interventi finanziati con i Piani Integrati d'Area sui capitoli di spesa della legge regionale n. 28 del 1984. (230)
INTERROGAZIONE GRANARA - FLORIS Emilio - PILI - CORONA - LOMBARDO - TUNIS Marco Fabrizio, con richiesta di risposta scritta, sui provvedimenti urgenti da adottare per far fronte ai danni conseguenti all'affondamento della motonave Eurobulker IV.
I sottoscritti,
preso atto della gravissima emergenza ecologica che interessa le acque e le coste del basso Sulcis a seguito dell'affondamento della motonave Eurobulker IV,
chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della difesa dell'ambiente per sapere quali misure intendano adottare per:
1) verificare lo stato dei danni arrecati all'ambiente e ai settori produttivi;
2) supportare i comuni in questa azione di stima, sia riguardo ai danni diretti che a quelli indiretti, con particolare riferimento agli impedimenti alle normali attività degli operatori del mare;
3) incaricare un'apposita Commissione che verifichi l'evolvere della situazione nei giorni che seguiranno, con l'obiettivo di limitare i danni;
4) valutare l'opportunità di costituire la Regione parte civile per le inadempienze che nella circostanza si sono appalesate;
5) proibire l'accesso al porto di Portovesme da sud attraverso il canale di San Pietro;
6) posizionare boe, anche luminose, per l'ingresso in sicurezza delle navi verso il porto industriale;
7) verificare che le condizioni di sicurezza siano predisposte anche all'interno dello scalo marittimo di Portovesme, con riferimento alle operazioni di manovra e di attracco delle navi;
8) verificare che a Portovesme stazioni stabilmente un numero adeguato di rimorchiatori e sia disponibile un numero di piloti sufficiente a garantire l'assistenza dovuta;
9) istituire un fondo di solidarietà a favore del settore della piccola pesca al fine di indennizzare lo stesso delle perdite già subite e che subiranno in futuro a seguito di tale naufragio, con particolare riferimento ai navigli dei compartimenti di Portoscuso, Carloforte e Sant'Antioco. (231)
INTERROGAZIONE SANNA Giacomo - MANCA . con richiesta di risposta scritta, sul bando di gara relativo al servizio di noleggio di autovetture di rappresentanza in Roma.
I sottoscritti, premesso che:
- la Regione sarda - Assessorato degli enti locali, finanze ed urbanistica - Servizio provveditorato - ha bandito la gara a licitazione privata (procedura ristretta) per il servizio di noleggio delle autovetture di rappresentanza in Roma, compreso il tratto Fiumicino-Roma, con autista . categoria 2;
- fra i requisiti soggettivi - al punto c) - si richiedono le autorizzazioni rilasciate dal Comune di Roma per svolgere l'attività di noleggio con conducente, ovvero per l'accesso e transito nelle zone della città a traffico limitato,
chiedono di interrogare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica per sapere:
- quali siano i motivi per i quali siano stati introdotti tali restrittivi requisiti soggettivi, che vanno nel verso contrario a quanto previsto dalle norme comunitarie e che penalizzano le aziende sarde che, pur disponendo di una licenza che gli consente di operare a livello nazionale ed europeo, si trovano escluse dal discutibile vincolo posto nel bando, che le obbliga ad essere titolari di licenza rilasciata dal Comune di Roma;
- se non ritenga opportuno intervenire con la massima urgenza, per consentire alle aziende sarde del settore di concorrere in maniera trasparente, corretta e rispettosa dei dettati comunitari, per l'aggiudicazione di una così rilevante gara, avente come base d'asta l'importo di lire 5.800.000.000, per il noleggio di n. 7 auto di rappresentanza della Regione sarda a Roma per i prossimi 4 anni;
- se non si consideri testimonianza di scarsa attenzione verso l'imprenditoria locale l'introduzione dei su citati requisiti che dimostrano quanto sia difficoltoso per questa Giunta accompagnare i buoni propositi con atti concreti e conseguenti. (232)
INTERROGAZIONE PIANA, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata messa in funzione della Stazione sanitaria marittima di Porto Torres.
Il sottoscritto,
premesso che la Stazione sanitaria marittima di Porto Torres, finanziata con l'INTERREG 1, è ormai ultimata da quasi quattro anni, ma attende ancora di essere utilizzata;
rilevato che l'incomprensibile ritardo fa sì che la struttura sia esposta al degrado, in quanto nessun controllo di tipo sanitario viene messo in atto nello scalo turritano dove transitano un milione di passeggeri a dispetto di strutture inadeguate;
constatato che la velocità con cui sono stati ultimati i lavori (meno di due anni) faceva presupporre una precisa volontà di farne uso;
preso atto che nonostante la Stazione sanitaria sia dotata di apparecchiature di prim'ordine, queste giacciono inutilizzate, costringendo gli operatori del settore, nei casi in cui si verifichi una qualunque emergenze sanitaria, a compiere autentiche peripezie;
evidenziato questo momento di particolare drammaticità dell'epidemia della "lingua blu" della pecora suggerisce non poche riflessioni sulla disponibilità di strutture di sorveglianza e controllo che non sono usate a livello di prevenzione,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) se siano a conoscenza dei motivi che determinano i ritardi nell'utilizzo della Stazione marittima sanitaria;
2) se intendano intervenire autorevolmente presso il Ministero della sanità affinché dia attuazione alle procedure per l'utilizzo immediato della Stazione sanitaria in modo tale da dotare lo scalo sardo di Porto Torres di una importante struttura di prevenzione e controllo che rischierebbe altrimenti di seguire il corso di altre opere realizzate e abbandonate al degrado. (233)
INTERROGAZIONE LAI - CUGINI - SANNA Emanuele - SPISSU, con richiesta di risposta scritta, sulla applicazione della legge regionale 24 gennaio 1998, n. 37, art. 11, per l'imprenditoria giovanile in agricoltura.
I sottoscritti,
vista l'applicazione della legge regionale n. 37 del 1998, art. 11, per l'imprenditoria giovanile in agricoltura;
tenuto conto che il 3 marzo 2000 sono state firmate e inviate a 291 beneficiari determinazioni dal Servizio ripartimentale dell'agricoltura di Sassari;
tenuto conto che la Giunta ha deliberato il 2 maggio 2000 una nuova definizione del periodo e dei criteri di applicazione della legge regionale in oggetto;
visto che i nuovi criteri hanno determinato una nuova graduatoria che ha portato all'esclusione di soggetti in possesso dei requisiti richiesti che risultavano, ed erano stati informati, beneficiari dell'intervento ;
considerato che agli stessi è stata comunicata il 1° settembre 2000 la revoca del finanziamento, con determinazione del 27 giugno 2000, del quale per quasi sei mesi erano stati considerati beneficiari, con conseguente gravissimo danno economico;
tenuto conto di questi elementi, i sottoscritti chiedono di interrogare l'Assessore dell'agricoltura e il Presidente della Giunta regionale per sapere:
1) se siano a conoscenza di questi fatti;
2) se non ritengano che sia stato leso il diritto dei cittadini beneficiari in base alla decisione e ai criteri definiti in partenza, regolarmente informati sia della graduatoria, sia del beneficio avuto;
3) se non ritengano che la nuova formulazione dei criteri non dovesse prevedere che venissero fatti salvi i diritti acquisiti e comunicati;
4) quali siano le azioni che si intendono porre in atto per evitare che la Regione, oltre alla negazione di un diritto già acquisito, si veda costretta, di conseguenza, ad assumersi i costi dei danni economici. (234)
MOZIONE PINNA - SANNA Giacomo - FADDA - MANCA - SANNA Emanuele - SELIS - CALLEDDA - DORE - IBBA - PACIFICO sul gravissimo danno ambientale verificatosi nel canale di S. Pietro e nelle zone costiere del Sulcis a seguito dell'incagliamento e dell'affondamento della motonave Eurobulker IV.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO che l'incagliamento della motonave Erobulker IV, avvenuto il giorno 8 settembre 2000 nel canale di S. Pietro, e il successivo affondamento dell'imbarcazione, verificatosi dopo 25 giorni dall'incidente, hanno provocato gravissimi danni all'ecosistema marino e costiero del Sulcis con pesantissime conseguenze per l'economia dell'intero territorio;
CONSIDERATO che gli ingiustificati ritardi registratisi nelle operazioni di recupero del carbone contenuto nelle stive dell'imbarcazione hanno messo in evidenza la totale inadeguatezza e inefficienza del piano operativo di pronto intervento predisposto dalle autorità pubbliche competenti che hanno dimostrato leggerezza nella valutazione dell'incidente e delle sue conseguenze;
RILEVATO che, come recita la Legge 31 dicembre 1982, n.979, "Nel caso di inquinamento o di imminente pericolo di inquinamento delle acque del mare causato da immissioni, anche accidentali, di idrocarburi o di altre sostanze nocive, provenienti da qualsiasi fonte o suscettibili di arrecare danni all'ambiente marino, al litorale e agli interessi connessi,………il capo del compartimento marittimo competente per territorio dichiara l'emergenza locale……..ed assume la direzione di tutte le operazioni";
SOTTOLINEATO che sempre la suddetta legge per la difesa del mare prevede (art. 12, commi 2 e 3) "L'autorità marittima rivolge ai soggetti responsabili dell'incidente immediata diffida a prendere tutte le misure ritenute necessarie per prevenire il pericolo di inquinamento e per eliminare gli effetti già prodotti. Nel caso in cui tale diffida resti senza effetto, o non produca gli effetti sperati in un periodo di tempo assegnato, l'Autorità marittima farà eseguire le misure ritenute necessarie per conto dell'armatore o del proprietario, recuperando, poi, dagli stessi le spese sostenute; nei casi di urgenza, l'Autorità marittima farà eseguire per conto dell'armatore e del proprietario le misure necessarie, recuperandone, poi, le spese indipendentemente dalla preventiva diffida a provvedere";
CONSTATATO che, nonostante le allarmanti informazioni degli esperti sulle gravissime conseguenze ambientali che il carbone provocherà all'ecosistema marino e costiero con pesantissimi danni per l'immagine e per le attività economiche del territorio (pesca e turismo in particolare), il capo del compartimento marittimo della Sardegna, confortato e circondato dalla più alta carica dell'Istituzione autonomistica regionale, dimostra ancora una volta di sottovalutare la gravità dei fatti accaduti con incredibili dichiarazioni rassicuranti prive di alcun fondamento scientifico;
impegna la Giunta Regionale
1) a mettere in atto, con tempestività e con il coinvolgimento di qualificati esperti, tutte le azioni necessarie per accertare le conseguenze e i danni causati e causandi all'ecosistema marino e costiero e alle attività economiche del territorio, con particolare riferimento alle attività della pesca e del turismo;
2) a chiedere ed imporre, alle autorità e ai soggetti competenti, l'immediato avvio di tutti gli interventi che risulteranno possibili e necessari, anche a seguito delle verifiche e degli accertamenti tecnico-scientifici, per contenere i danni ambientali, intervenendo anche direttamente qualora si rendesse necessario;
3) a mettere a disposizione degli enti locali interessati i mezzi e le risorse finanziarie per far fronte agli interventi di loro competenza e per dare copertura ai costi finora sostenuti per effettuare le operazioni di emergenza relative, prevalentemente, alla bonifica dei litorali;
4) a sostenere gli operatori economici del territorio con particolare riferimento all'indennizzo dei danni che hanno subito e che subiranno i pescatori in conseguenza del disastro ambientale verificatosi;
5) a presentare un esposto ai Ministeri competenti e alla Magistratura per l'accertamento delle responsabilità civili e penali richiedendo il risarcimento dei danni causati al patrimonio ambientale, alle attività economiche e all'immagine della Sardegna;
6) a chiedere al Governo il sollecito espletamento di una specifica indagine conoscitiva per accertare le cause e le responsabilità dell'inefficienza, dell'inefficacia e dei ritardi verificatisi nell'attuazione del piano operativo di pronto intervento locale che hanno determinato la trasformazione del grave incidente navale in un vero e proprio disastro ambientale, mettendo in atto con rigore i conseguenti provvedimenti disciplinari e amministrativi;
7) a rivendicare dal Governo nazionale l'immediata adozione dei provvedimenti necessari per imporre l'interdizione alla navigazione nei mari della Sardegna a tutte le imbarcazioni mercantili che non dispongono di adeguati sistemi di sicurezza e di equipaggi in possesso della necessaria esperienza e professionalità;
8) ad adottare al più presto tutti gli atti amministrativi e legislativi possibili per imporre, a tutti i soggetti pubblici e privati che operano in Sardegna, l'utilizzo diretto e indiretto di imbarcazioni mercantili che dispongano di adeguati sistemi di sicurezza e di equipaggi in possesso della necessaria esperienza e professionalità;
9) a nominare un'apposita Commissione d'inchiesta, della quale facciano parte anche esperti, periti tecnici e legali al fine di accertare le responsabilità dell'incagliamento e del successivo affondamento della motonave e per verificare la puntuale e rigorosa attuazione degli impegni previsti nei punti precedenti. (25)
MOZIONE SANNA Emanuele - SELIS - MANCA - BALIA - DETTORI Bruno - ORTU - SANNA Alberto - FADDA - CALLEDDA - PINNA - DEMURU - MARROCU - DETTORI Ivana - PACIFICO - IBBA - GIAGU sull'epidemia di febbre catarrale ovina in Sardegna.
IL CONSIGLIO REGIONALE
CONSTATATO che le imprese agro-pastorali della Sardegna, in particolare gli allevamenti ovi-caprini, sono investiti da un'epidemia di febbre catarrale ovina, di origine virale, che nel breve volgere di alcune settimane ha determinato la morte o l'abbattimento di molte decine di migliaia di capi e la totale distruzione del patrimonio zootecnico di diverse migliaia di aziende;
RILEVATO che il morbo, dopo i primi focolai segnalati, forse con colpevole ritardo, in un allevamento del Comune di Pula, si è rapidamente diffuso nei territori del Sulcis e della provincia di Cagliari ed è arrivato pressoché incontrastato in tutte le Province della nostra Isola;
ACCERTATO che le misure di polizia veterinaria adottate subito dopo le prime sicure diagnosi di "blue tongue" sono risultate assolutamente inefficaci per arginare la trasmissione dell'infezione che ha assunto un travolgente carattere epidemico e diffusivo;
SOTTOLINEATOche, nonostante le tempestive sollecitazioni e le proposte costruttive delle associazioni degli allevatori, dei Consigli comunali e dei gruppi politici rappresentati in Consiglio regionale, la Giunta ha seguito una linea non solo velleitaria e improduttiva nella lotta alla epizoozia ma ha anche adottato una strategia gravemente carente sotto il profilo istituzionale, in particolare nei rapporti con le Aziende Sanitarie Locali, con la organizzazione veterinaria regionale, col governo nazionale e gli organi della CEE;
CONSIDERATO che nella attività di controllo clinico e sierologico degli allevamenti, nell'azione di abbattimento e smaltimento dei capi infetti, nei provvedimenti finalizzati a creare un'efficace e realistico cordone sanitario nei porti e nelle vie di ingresso della nostra Isola, nel controllo della movimentazione interna degli animali e ancor più nelle misure di disinfestazione e di lotta al vettore dell'agente virale, si è registrata una incredibile approssimazione e leggerezza delle autorità politiche regionali;
DENUNCIATO che le dichiarazioni e le previsioni sull'origine e sull'andamento dell'epidemia fatte dagli Assessori regionali competenti, attraverso la stampa e con le relazioni svolte in Commissione e in Aula, sono state clamorosamente e drammaticamente smentite dai fatti e dagli eventi morbosi, confermando che la Giunta ha seguito finora una strategia confusa e del tutto inadeguata;
RIBADITO che, mentre la nostra Regione sta vivendo un'emergenza di sanità animale e produttiva senza precedenti, è indispensabile la più ampia mobilitazione e la massima sinergia di tutte le istituzioni pubbliche e di tutte le organizzazioni politiche e sociali per dare la massima efficacia e tempestività all'azione di tutti gli strumenti scientifici, sanitari, operativi e legislativi che devono concorrere a bloccare e a eradicare definitivamente nel territorio della Sardegna la virosi della febbre catarrale ovina;
PRESO ATTOche, nonostante il serrato e responsabile dibattito che su richiesta dei gruppi di opposizione si è svolto in Consiglio regionale (riunito in seduta straordinaria in data 19 settembre), le indicazioni operative e istituzionali emerse nell'Assemblea sarda sono state sostanzialmente disattese dalla Giunta regionale e che, di conseguenza, l'epidemia di "lingua blu" sta dilagando senza controllo in tutto il territorio regionale col rischio sempre più concreto che crolli uno dei pilastri fondamentali del sistema produttivo della nostra Regione,
impegna il Presidente del Consiglio regionale
ad affidare alle Commissioni agricoltura e sanità del Consiglio regionale lo svolgimento di una rapida e approfondita indagine conoscitiva sulle cause, sulla diffusione e sulle conseguenze sanitarie, economiche e sociali dell'epidemia di febbre catarrale ovina al fine di acquisire, nei tempi più stretti possibili, tutti gli elementi di conoscenza e di valutazione sulle misure che sono state finora adottate e sugli interventi, anche di carattere straordinario, che devono essere promossi con la massima sollecitudine per contrastare una evoluzione endemica della malattia e prevenire il possibile collasso delle attività produttive e commerciali della zootecnia sarda,
impegna le
Commissioni permanenti V e la VII
a presentare entro 15 giorni al Consiglio un dettagliato rapporto che abbia il carattere di atto generale di indirizzo per tutte le misure che dovranno essere adottate per fronteggiare l'emergenza che stanno vivendo le aziende agro-pastorali della Sardegna; il suddetto rapporto dovrà essere predisposto dopo aver consultato le organizzazioni imprenditoriali e professionali, le istituzioni sanitarie e scientifiche regionali, nonché le istituzioni locali, nazionali e comunitarie che devono concorrere a debellare l'epidemia di febbre catarrale ovina,
impegna la Giunta regionale
1) a fornire con la massima tempestività e completezza al Consiglio regionale i seguenti dati aggiornati: numero e ubicazione degli allevamenti interessati dalla malattia; totale di capi finora colpiti e abbattuti; contenuto delle direttive impartite alle ASL e alle altre istituzioni che operano nel campo della zooprofilassi; tempi e contenuto delle indicazioni date alle amministrazioni comunali e provinciali e alle associazioni degli allevatori per contrastare la diffusione dell'epidemia e affrontare correttamente i danni conseguenti;
2) a predisporre un corpo di misure organiche (anche sotto la forma dell'ordinanza o del decreto assessoriale e/o presidenziale) per dare indicazioni precise, supportate da sicure basi scientifiche, per condurre una lotta sistematica e ambientalmente corretta contro il vettore della malattia tenendo conto del particolare ciclo biologico dell'imicola culicoides;
3) ad assicurare mezzi e supporti tecnici e finanziari adeguati alle ASL, ai Comuni e agli allevatori per il corretto smaltimento dei capi abbattuti nel rispetto delle recenti direttive comunitarie che prevedono tassativamente o la termodistruzione o il pretrattamento inertizzante;
4) a condurre un'indagine clinica e sierologia sistematica su tutto il patrimonio ovino, caprino, bovino e negli animali selvatici recettivi che possono diventare il serbatoio naturale e inesauribile della virosi;
5) a promuovere un robusto progetto di ricerca e di sperimentazione scientifica da affidare all'Istituto Zooprofilattico della Sardegna, agli Atenei sardi e alle più qualificate istituzioni scientifiche nazionali e internazionali per la messa a punto, in tempi auspicabilmente non troppo lunghi, di una sicura terapia vaccinale;
6) a potenziare immediatamente il Servizio veterinario dell'Assessorato regionale anche per porre fine alle intollerabili carenze operative e professionali che manifesta ormai da molti anni;
7) a rafforzare ulteriormente e strutturalmente tutti i servizi veterinari delle ASL e delle imprese puntando sulla prevenzione e sull'aggiornamento culturale dell'organizzazione veterinaria sarda;
8) a superare i limiti della cosiddetta unità di crisi costituendo una qualificata Commissione consultiva regionale per indirizzare tutti gli interventi contro la "lingua blu"; la commissione dovrà essere composta dai più qualificati specialisti in materia di sanità animale, di epidemiologia, di lotta agli insetti e di tutte le altre discipline collegate con le patologie di tipo epizootico; della Commissione regionale dovranno far parte anche i rappresentanti delle organizzazioni produttive e del mondo agro-pastorale per garantire la correttezza e la concretezza degli interventi nei territori;
9) ad attivare e rendere immediatamente operative tutte le misure di pronto indennizzo per gli allevatori con anticipazione dei fondi col bilancio regionale e attivando contestualmente le procedure e le provvidenze previste dalla direttiva comunitaria (2000/c28/02) per gli aiuti di Stato nel settore agricolo, dalla legge statale n. 218 del 2.06.1988 relative alle misure per la lotta alle malattie epizootiche degli animali e dalla legge regionale 11.03.1998, n. 8 che norma gli aiuti per i danni alla produzione agricola;
10) a predisporre e concordare col governo italiano e gli organi della Cee un piano organico di eradicazione del virus della febbre catarrale ovina dal territorio della Sardegna (senza affidarsi alla clemenza delle stagioni come ha superficialmente proposto l'assessore pro-tempore all'Agricoltura della Regione Sarda) rivendicando che le risorse finanziarie e i supporti tecnici necessari debbano gravare sui bilanci dello Stato e della CEE;
11) a rivendicare con la massima fermezza da parte del Governo italiano un più rigoroso controllo, nei presidi portuali e aeroportuali, degli animali e dei prodotti agro-alimentari che entrano in Sardegna e attraverso i quali sono sicuramente penetrati gli agenti patogeni che hanno devastato e depauperato il patrimonio zootecnico della nostra Isola;
12) a rivedere, d'intesa con le autorità sanitarie e statali e in maniera rigorosa e selettiva, il divieto della movimentazione e della esportazione dei capi vivi provenienti dalla Sardegna. Un blocco generalizzato che, che a seguito della "blue tongue", sta arrecando un danno economico rilevante alle imprese isolane che vedono compromessa una promettente area di espansione della commercializzazione dei capi ovini e bovini di elevata qualità genetica e riproduttiva selezionati nelle aziende sarde;
13) a predisporre una efficace campagna di informazione per dare a tutti gli allevatori e a tutti i consumatori le notizie più corrette e rassicuranti sui meccanismi di trasmissione del virus della febbre catarrale ovina e sulla assoluta sicurezza sotto il profilo sanitario e nutrizionale dei prodotti alimentari degli allevamenti sardi. (26)
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