Seduta n.341 del 12/11/1998 

CCCXLI SEDUTA

Giovedì 12 Novembre 1998

Presidenza del Vicepresidente Zucca

indi

del Vicepresidente Milia

La seduta è aperta alle ore 17 e 12.

Concas, Segretaria, dà lettura del processo verbale della sedutaantimeridiana di giovedì 15 ottobre 1998 (338) che è approvato.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Do al Consiglio delle comunicazioni che credo meritino attenzione.

Comunico che con nota del 10 novembre 1998 questa Presidenza ha consentito la costituzione del Gruppo Federazione Democratica ai sensi dell'articolo 20, comma 4 del Regolamento interno. Questo Gruppo risulta composto dai consiglieri Degortes Nardino, Ferrari Giancarlo e Giuliano Murgia.

Comunico altresì che i consiglieri Demontis Vincenzo e Dettori Bruno hanno aderito al Gruppo consiliare Federazione Democratica Socialista - Progressisti Sardegna, che quindi risulta composto di cinque consiglieri.

SECCI (Popolari). Chi sono gli altri? Ne ha letto solo due.

PRESIDENTE. Li ho letti, hanno aderito al Gruppo Federazione Democratica Socialista - Progressisti Sardegna che annovera tra i suoi componenti l'onorevole Balia, l'onorevole Balletto, l'onorevole Manchinu, più questi due consiglieri. Ho detto che questi due consiglieri avevano aderito.

Ha domandato di parlare il consigliere Biggio sulla comunicazione. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, colleghi, credo che in questo caso stiamo ricadendo in una situazione analoga a quanto avvenne per il Gruppo di Rifondazione. Il comma 4 invocato recita "Si autorizza la costituzione di Gruppi con almeno tre consiglieri purché rappresentino partiti organizzati in territorio della Regione sarda che abbiano presentato, con il medesimo contrassegno, propri candidati in tutti i collegi circoscrizionali". Quindi non credo che questa costituzione possa essere portata a giustificazione e possa avere validità.

PRESIDENTE. Debbo precisare che la Presidenza del Consiglio, anzi il Presidente Selis personalmente ha accertato che sussistono tutte le condizioni previste dal comma 4 dell'articolo 20 e, in nome di questa coincidenza con quanto previsto dal comma 4, ha concesso la costituzione del Gruppo.

Questa è la comunicazione e non credo che sia il caso di dilungarci su questo.

Non credo sia il caso di aprire una discussione su questo argomento, io ho dato una comunicazione, onorevole Biggio. Ho dato una comunicazione, ho precisato come è nata questa decisione da parte della Presidenza, ci saranno altre occasioni per discuterne. Oggi è una comunicazione con la quale mi pare che non sia il caso di superare gli altri argomenti all'ordine del giorno.

Adesso sto facendo dare lettura delle proposte di legge, poi le darò la parola onorevole Locci.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:

Dai consiglieri Falconi - Berria - Cugini - Sanna Salvatore:

"Provvedimenti per la salvaguardia del territorio e per lo sviluppo socio economico delle zone montane e l'ordinamento delle Comunità montane". (465)

(Pervenuta il 4 novembre 1998 ed assegnata alla prima Commissione.)

Dal consigliere Cadoni:

"Modifiche alla legge regionale 29 luglio 1998, n. 23, concernente: 'Norme per la protezione della fauna selvatica e per l'esercizio della caccia in Sardegna'". (466)

(Pervenuta il 5 novembre 1998 ed assegnata alla quinta Commissione.)

Dai consiglieri La Rosa - Amadu - Aresu - Cherchi - Concas - Demontis - Granara - Locci - Manchinu - Tunis Gianfranco - Tunis Marco - Usai Pietro - Vassallo:

"Nuova disciplina per la fissazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali 6 aprile 1989, n. 13 e 23 agosto 1995, n. 22". (467)

(Pervenuta il 6 novembre 1998 ed assegnata alla quarta Commissione.)

Dai consiglieri Dettori Ivana - Busonera - Cherchi - Schirru - Cugini - Berria - Ghirra:

"Diritti della partoriente, del nuovo nato e del bambino ospedalizzato". (468)

(Pervenuta il 6 novembre 1998 ed assegnata alla settima Commissione.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

Concas, Segretaria:

"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla riduzione degli interventi nel progetto di elettrificazione delle zone del Goceano e del Monte Acuto". (1155)

"Interrogazione BONESU - SANNA Giacomo, con richiesta di risposta scritta, sull'informazione radiofonica fornita dalla RAI". (1156)

"Interrogazione BONESU - SANNA Giacomo, con richiesta di risposta scritta, sul rispetto da parte dei comuni della normativa regionale in materia di diritto allo studio". (1157)

"Interrogazione VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sulle trivellazioni della Sardinya Gold Mining nel sassarese". (1158)

"Interrogazione CUCCA, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata assunzione di commessi e autisti da parte della Regione sarda". (1159)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

Concas, Segretaria:

"Interpellanza PITTALIS - BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - CASU - FEDERICI - FLORIS - GIORDO - GRANARA - LIPPI - LOMBARDO - MARRAS - MILIA - OPPIA - PIRASTU - TUNIS Marco sui nuovi disagi ai passeggeri sardi derivanti dall'apertura dello scalo di Malpensa 2000". (501)

"Interpellanza TUNIS Marco sul problema relativo alla costruzione della diga di Serra Murdegu (Narcao)". (502)

"Interpellanza SANNA Giacomo - BONESU sui danni causati da ricerche minerarie all'Azienda idrotermale San Martino". (503)

"Interpellanza BUSONERA - CUGINI - DETTORI Ivana - CUCCA - SCHIRRU sulla grave situazione venutasi a creare a seguito della riduzione del numero dei SERT nel territorio della Provincia di Cagliari". (504)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI (A.N.). Presidente, io volevo parlare perché ho visto che il mio capogruppo era impossibilitato a farlo. Vista la comunicazione noi chiederemo, al di là della decisione che è stata presa in ordine alla nuova costituzione dei Gruppi, che della cosa fosse formalmente interessato l'ufficio di Presidenza per un riesame della questione, cioè Alleanza Nazionale chiede al Presidente, all'ufficio di Presidenza, che venga riesaminata la questione perché secondo noi è illegittima la nuova costituzione per i motivi che ha detto l'onorevole Biggio. Credo che la cronistoria dica (a noi risulta, può darsi che risulti male ma è facile verificarlo) che il Partito di Federazione Democratica sia nato nel dicembre 1994 e quindi non si vede come possa essere collegata una qualche candidatura prima di quella data ad un partito che non esisteva.

In questo senso noi chiediamo che, se vi sono delle regole, queste regole vengano applicate nella trasparenza ma soprattutto anche in maniera uguale per tutti. A Rifondazione non è stato dato lo stesso trattamento.

PRESIDENTE. Mi farò carico di portare all'ufficio di Presidenza queste obiezioni. A me correva semplicemente l'obbligo di dare comunicazioni di una decisione che in base al comma 4 dell'articolo 20 compete al Presidente. Il Presidente, avvalendosi di quanto previsto dall'articolo 4, ha preso questa determinazione ed io l'ho comunicata all'Aula. Queste obiezioni mi farò carico di portarle nell'ufficio di Presidenza, ma non credo sia il caso di aprire una discussione su una questione che non è di pertinenza del Consiglio come decisione, anche se le obiezioni fatte le porterò nell'ufficio di Presidenza. (v.p.v.)

Fissazione di termini ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Sull'ordine dei lavori chiedo, ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento, che sia assegnato alla Quarta Commissione il termine di giorni quindici per l'esame della proposta di legge numero 174 presentata il 1° dicembre 1995, avente ad oggetto "Tutela paesistica delle coste della Sardegna". Il termine è particolarmente breve, ma l'argomento è di estrema urgenza, per cui chiedo che si proceda con questa celerità che viene richiesta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

BALLERO (F.D.S.- Progr.Sard.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Conosco la proposta di legge cui fa riferimento l'onorevole Bonesu; è una proposta di legge del 1995 e prescinde ovviamente dalla possibilità di considerare tutte le implicazioni che derivano dalla recente decisione del Consiglio di Stato. Su questa materia la Giunta regionale farà il primo esame nel corso di questa settimana. Credo sia indispensabile che, con la piena conoscenza di tutti gli elementi che la Giunta avrà possibilità di acquisire, il Consiglio valuti un disegno di legge della Giunta che annunzio per la prossima settimana.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, la proposta è del 1995, ma il presupposto della proposta è che venissero annullati i piani territoriali paesistici. L'abbiamo presentata nel '95 perché, anziché aspettare, come ha fatto la Giunta, siccome era chiaro come andava a finire, occorreva prendere provvedimenti.

PRESIDENTE. Se il Consiglio non muove obiezioni, la Presidenza aspetta considerazioni ed obiezioni eventuali. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (F.D.S.-Progr.Sard.). Presidente, comprendo la richiesta dell'onorevole Bonesu e reputo che sia anche congruente viste le ultime decisioni assunte dal Consiglio di Stato. Però, ciò detto, credo sia utile fissare una data, un termine che non sia eccessivamente ravvicinato in maniera da dare anche alla Giunta regionale l'opportunità di intervenire in maniera organica e completare in maniera più compiuta, anche alla luce di una decisione che allora l'onorevole Bonesu poteva anche aver previsto, ma che di fatto si è realizzata in questa fase.

Quindi, chiedo che il termine venga fissato in un periodo fra i due e i tre mesi.

PRESIDENTE. Le proposte sono due. L'onorevole Bonesu ha chiesto che i termini siano fissati entro 15 giorni, l'onorevole Balia ipotizza invece un termine di tre mesi.

Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Io non capisco; i sindaci hanno 60 giorni per provvedere sulle istanze edificatorie dei privati, quindi dobbiamo intervenire prima dei 60 giorni, per cui sono disposto a portare il termine da 15 a 30, ma non ulteriormente, altrimenti chiaramente la legge è priva di ogni effetto.

PRESIDENTE. Mi pare di poter trarre le conclusioni da questo breve dibattito in materia fissando i termini per la discussione di questa proposta di legge in giorni 30.

Continuazione della discussione degli articoli della legge regionale 7 agosto 1998: "Interventi per la riconversione delle aree minerarie, costituzione dell'Agenzia per le Risorse Geologiche e Ambientali (ARGEA) e soppressione dell'ente Minerario Sardo (EMSA)" (CCCVII), rinviata dal Governo

PRESIDENTE. Passiamo ad esaurire l'ordine del giorno riprendendo laddove avevamo interrotto nella scorsa seduta, cioè nell'esame della legge regionale, rinviata dal Governo, relativa all'EMSA e alla costituzione per le risorse geologiche, ambientali eccetera. Eravamo arrivati all'articolo 5 che non era stato approvato dal Consiglio, con conseguenze ed implicazioni di vasta portata sull'ossatura stessa della legge e sugli articoli successivi. La Commissione era stata investita del problema, avrà approntato un nuovo testo, avrà tratto le sue deduzioni, quindi secondo me la discussione deve riprendere a partire dalle comunicazioni che ci darà il Presidente della Commissione o il relatore a nome della Commissione.

Ha domandato di parlare il consigliere La Rosa, relatore. Ne ha facoltà.

LA ROSA (G.D.R.I. e Ind.), relatore. Signor Presidente, la Commissione ha ovviamente esaminato attentamente le implicazioni che derivano dalla soppressione dell'articolo 5; siamo arrivati alla conclusione che l'articolo 5 bis ovviamente decade perché dipendeva strettamente dalle previsioni dell'articolo 5, ci sarà eventualmente, ma questa è cosa che verrà dopo, una volta approvata la legge, il problema di coordinamento del titolo, ma per il resto non ci sono implicazioni di particolare rilievo, per cui si può tranquillamente procedere.

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 6.

Concas, Segretaria:

Art. 6

Soppressione dell'EMSA

1. L'Ente Minerario Sardo (EMSA), istituito con legge regionale 8 maggio 1968, n. 24, è soppresso e posto in liquidazione e, con effetto dalla data di pubblicazione del decreto di cui al comma 2, il consiglio di amministrazione è sciolto e il collegio sindacale decade.

2. Con decreto del Presidente della Giunta regionale, previa conforme deliberazione della Giunta medesima, su proposta dell'Assessore competente in materia di industria, entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge sono nominati un commissario liquidatore e un collegio sindacale, composto da tre membri, cui sono attribuiti i compiti previsti dal codice civile.

3. Gli incarichi del commissario liquidatore e del collegio sindacale, qualora non siano state ancora completate le operazioni di liquidazione, cessano dopo 18 mesi dalla nomina e a tale scadenza devono essere rinnovati.

4. Il commissario liquidatore non può essere scelto fra coloro che nell'ultimo quinquennio abbiano rivestito cariche nei consigli di amministrazione degli enti strumentali della Regione o delle società controllate dalla Regione e dagli enti regionali. Parimenti, non può essere chiamato alla carica di liquidatore chi sia stato nell'ultimo quinquennio dipendente dell'EMSA o delle società da esso controllate.

5. Si applicano al commissario e ai sindaci gli articoli 4, 5 e 11 della legge regionale n. 20 del 1995; non si applica l'articolo 7 della medesima legge.

6. I compensi del commissario e dei sindaci, che fanno carico alla gestione liquidatoria, sono determinati con il decreto di cui al comma 2, in misura non superiore al doppio di quelli spettanti al presidente ed ai revisori dei conti dell'EMSA.

7. Al commissario e ai sindaci competono altresì il trattamento di missione ed i rimborsi-spese nelle circostanze e misure previste dall'articolo 6 della legge regionale n. 20 del 1995, modificato dall'articolo 54 della legge regionale 21 dicembre 1996, n. 37.

8. Trovano applicazione nei confronti della gestione liquidatoria le disposizioni di cui alla legge regionale n. 14 del 1995.

9. Il commissario può trattenere in servizio presso la gestione liquidatoria dell'EMSA il direttore generale del medesimo ente e può inoltre richiedere il comando del personale di cui all'articolo 9 comma 1 che sia strettamente necessario all'espletamento delle operazioni connesse alla liquidazione. E' vietata l'assunzione di altro personale.

10. Dalla data di entrata in vigore della presente legge e fino alla nomina del commissario liquidatore gli organi di amministrazione dell'EMSA devono compiere esclusivamente gli atti di ordinaria amministrazione. Gli atti che eccedono l'ordinaria amministrazione devono essere preventivamente autorizzati dalla Giunta regionale. Gli atti adottati in difformità sono illegittimi.

11. Nel periodo indicato al comma 10 gli organi di amministrazione adottano le procedure necessarie affinché le società consociate e controllate non pongano in essere atti che eccedano l'ordinaria amministrazione e, in tutti i casi, che modifichino l'assetto societario, che portino ad incrementi del numero di addetti, ad assunzioni di personale con funzioni direttive o che diano luogo ad alienazione di beni patrimoniali delle società stesse.

PRESIDENTE. All'articolo 6 sono stati presentati i seguenti emendamenti: emendamento 37, soppressivo parziale; emendamento 36, soppressivo parziale; emendamento 9, sostitutivo parziale; emendamento 4, sostitutivo parziale; emendamento 38, sostitutivo parziale; emendamento 10, aggiuntivo.

Si dia lettura degli emendamenti.

CONCAS, Segretaria:








PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 37.

BALLETTO (F.I.). Il comma 3 dell'articolo 6 propone una modifica di non poco conto rispetto al testo che era stato approvato dall'Aula nei primi giorni del mese di agosto.

La modifica non è di poco conto perché si introduce un meccanismo attraverso il quale la paventata immortalità dell'EMSA diventa fatto previsto in legge.

Nella precedente stesura si diceva che al termine dei 18 mesi la liquidazione avrebbe avuto compimento, mentre invece adesso si prevede che alla scadenza del termine possano essere rinnovate le cariche.

E` stato predisposto da Forza Italia un emendamento che è configurato ad un altro articolo, se non ricordo male l'articolo 8, che si associa a questo emendamento, poiché alla soppressione qui prevista con l'emendamento numero 37, l'emendamento numero 49 disciplina e sostituisce il testo stesso con altre previsioni. Quindi ritengo che i due emendamenti siano correlati per quanto il numero 49 si riferisca all'articolo 8. Come dire, se l'emendamento soppressivo passerà, è evidente che l'emendamento numero 49 ne stabilisce i suoi termini quanto a valore sostitutivo.

Siccome in questa sede preme ribadire che il sistema EMSA, così come è stato creato, portato avanti e gestito, deve avere un termine, e la liquidazione è finalizzata proprio a questo scopo, non prevedere un termine che sia congruo significa di fatto procrastinare nel tempo la perpetuazione dell'organismo che invece si vuole sopprimere. Da qui la necessità di questo emendamento.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola per l'illustrazione dell'emendamento numero 36, comunico con la dovuta e doverosa tempestività che si voterà con il sistema elettronico.

Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 36.

BALLETTO (F.I.). L'emendamento numero 36 individua i soggetti che possono essere chiamati a svolgere le funzioni di commissario liquidatore. Dai banchi della maggioranza, in altre occasioni, è stato addebitato alle opposizioni di essere estremamente drastiche e ferme nel voler escludere tutti quei soggetti i quali abbiano rivestito, nel quinquennio precedente, alcuna posizione di rilievo nell'ambito del sistema, e cioè le cariche di amministratori, di sindaci ed addirittura anche di dipendenti. Tale previsione non vale solamente nei confronti delle imprese che fanno parte del sistema EMSA, ma anche di tutti quegli altri organismi che comunque siano riferibili agli enti strumentali della Regione.

Abbiamo ritenuto che, proprio prendendo spunto dalle osservazioni che sono state mosse da ambienti della maggioranza, il termine del quinquennio potesse penalizzare in maniera notevole e forse esagerata quei soggetti che avessero ricoperto cariche nel quinquennio anche per periodi di tempo limitatissimi, quali sei mesi, sette mesi, otto mesi, un anno o due anni. Ed ecco da qui la previsione che gli incarichi debbano essere ricoperti per un periodo non superiore ai due anni. Nel caso in cui l'ufficio, da parte di questi soggetti, fosse stato esercitato per più di due anni, evidentemente la preclusione del quinquennio spiegherebbe l'effetto nella sua interezza.

Questo emendamento, fra le altre cose, intende ripristinare ed inserire nell'ultimissima parte dell'emendamento stesso il fatto che i soggetti, che possono essere chiamati alla carica di commissario liquidatore, siano anche quelli facenti parte delle società consociate, che stranamente e in maniera inopinata, a nostro modo di vedere, nel testo, così come è stato licenziato dalla Commissione, differentemente e diversamente da quanto figurante nel comma 3 dell'articolo 6 del provvedimento respinto era pure previsto. Non se ne capisce il motivo e da qui anche l'esigenza di ripristinare la vecchia formulazione.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 9 ha facoltà di illustrarlo.

LA ROSA (G.D.R.I. e Ind.), relatore. Signor Presidente, questo emendamento si è reso necessario proprio per le modifiche introdotte in Commissione nel comma 3 rispetto alle operazioni alle quali è chiamato il commissario liquidatore. Poiché in precedenza si pensava ad una nomina che dovesse terminare in via conclusiva, in questo caso la nomina potrebbe essere rinnovata al termine dei 18 mesi, quindi è più corretto scrivere non "nell'ultimo quinquennio", ma "nel quinquennio antecedente alla nomina medesima".

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Marteddu per illustrare l'emendamento numero 4.

MARTEDDU (Popolari). Signor Presidente, preannuncio il ritiro dell'emendamento numero 4 e, al suo posto, propongo all'Aula un emendamento semplice che può essere così articolato: "Il commissario potrà tenere (?) in servizio presso la gestione (?) dell'EMSA il direttore generale del medesimo ente, e può inoltre avvalersi del personale di cui all'articolo 9", cioè alla quarta riga del comma 9 al posto di "richiedere il comando" mettere "avvalersi del personale". In questo caso, se l'Aula concorda, ritiro l'emendamento numero 4 e poi un successivo emendamento che è collegato al numero 4 stesso.

PRESIDENTE. La proposta che subentra al ritiro eventuale dell'emendamento è che nel quarto rigo del comma 9 anziché "inoltre richiedere il comando del personale" la dicitura sia cambiata in "può inoltre avvalersi del personale". E' una modifica orale che se l'Aula non obietta può essere accolta.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 38 ha facoltà di illustrarlo.

BALLETTO (F.I.). L'emendamento si propone di modificare l'attuale stesura dell'articolo 9 che, tutto sommato, non centra il problema per due ordini di motivi, almeno uno sicuramente. Occorre dare una risposta a questa domanda: se l'EMSA viene messa in liquidazione ha, ovviamente, compiti che attengono alle operazioni di realizzazione delle attività con le quali poter poi far fronte ai debiti e quindi estinguere le passività. Quindi, è puramente una gestione di realizzo dell'attivo e del pagamento del passivo, che potrà avvenire con le risorse rivenienti dalla liquidazione dell'attivo oppure, se queste non fossero sufficienti, con i mezzi finanziari che verranno messi a disposizione da parte dell'azionista di riferimento e quindi, in questo caso, da parte della Regione. La domanda è questa: che senso ha, in un ente che ha queste caratteristiche e funzioni, che il direttore generale - che evidentemente è figura preposta a un ente che svolge l'attività funzionale tipica e istitutiva - possa permanere all'interno di una società che ha invece tutt'altre finalità e compiti? Quindi, si propone che la figura del direttore generale, ma non solo del direttore generale, anche dei servizi, perché i servizi sono finalizzati a un ente che funziona e che svolge, come dicevo prima, la sua attività. E' ovvio che se questo fosse concesso e permesso si avvalorerebbe la tesi e l'ipotesi di chi come me, molto dubbioso sulle buone intenzioni e la buona fede di chi intende portare a compimento una riforma siffatta, avvalorerebbe il convincimento che l'EMSA non deve morire, perché le sue strutture operative tendono ad essere conservate.

E` ovvio che il commissario liquidatore dovrà mantenere del personale alle proprie dipendenze, perché occorrerà per le operazioni di liquidazione, quelle alle quali facevo riferimento prima, realizzo dell'attivo per estinguere le passività. Probabilmente per svolgere questa attività, quanto meno se si trattasse di un liquidatore che viene dal mondo privato e non dal mondo pubblico, basterebbero oltre alla figura del liquidatore non più di due, massimo tre persone.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 10 ha facoltà di illustrarlo.

LA ROSA (G.D.R.I. ed Ind.), relatore. Signor Presidente, questo emendamento verrebbe a decadere, o comunque sarebbe ritirato nel caso dovesse essere accolto l'emendamento orale del collega Marteddu, che ha presentato a sua volta l'emendamento numero 4. Infatti è strettamente legato alla permanenza del comando. Se invece il comando viene meno questo emendamento ovviamente non ha ragion d'essere, per cui se ne prevede il ritiro comunque auspicando che sia accolto l'emendamento orale dell'onorevole Marteddu.

PRESIDENTE. E` stato già accolto senza obiezioni da parte dell'Aula l'emendamento orale, quindi decade l'emendamento aggiuntivo numero 10.

Per esprimere il parere del relatore della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere La Rosa.

LA ROSA (G.D.R.I. ed Ind.), relatore. Signor Presidente, sull'emendamento numero 37, che è relativo al comma 3 dell'articolo 6, la formulazione che la Commissione ha inteso dare nel testo che abbiamo in discussione risulta la più adeguata ai compiti cui il commissario liquidatore è chiamato. Infatti non si può, pur prevedendo oltre che auspicando un periodo non lungo di gestione liquidatoria, per legge immaginare di fissare i termini precisi. In ogni caso si individua un termine che potrebbe essere adeguato ma, nel contempo, si individua anche la possibilità che attraverso una verifica precisa dei compiti fin lì svolti al termine di 18 mesi possa essere rinnovato l'incarico di commissario liquidatore, confermando o eventualmente chiamando un altro commissario liquidatore. Quindi, in qualche modo, ciò avrebbe anche una funzione sanzionatoria. Per cui l'emendamento numero 37 non può essere accolto.

Quanto all'emendamento numero 36, la Commissione ha ritenuto che la disposizione già introdotta nel corso della discussione in Aula nella giornata del 7 agosto scorso, fosse da mantenere tale e quale come l'Aula aveva già disposto, e del resto l'introduzione dell'incompatibilità rispetto alle cariche ricoperte in precedenza non poteva essere direttamente dipendente o collegata al periodo se si trattava di 1, 2, 3 o 4 anni, per cui fu deciso di introdurre l'incompatibilità a prescindere dal periodo di presenza o di incarico e, in questo senso, la Commissione ha ritenuto di dover confermare e quindi di non dover accogliere l'emendamento numero 36.

L'emendamento numero 9, come ho già detto, è della Commissione ed ha un carattere particolarmente tecnico quindi è accolto. Per l'emendamento numero 4 si dà parere favorevole alla richiesta di emendamento orale così come ha formulato l'onorevole Marteddu.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 4 è stato ritirato.

LA ROSA (G.D.R.I ed Ind.). relatore. Per quanto riguarda l'emendamento numero 38, proprio in considerazione delle stesse cose che diceva poco fa il collega Balletto, che le figure strettamente necessarie potranno essere non numerose, tuttavia spetta al commissario liquidatore individuare quali possano essere queste figure strettamente necessarie, l'emendamento appare molto meno vincolante e meno rigoroso di quanto non previsto invece dal testo. Tra l'altro, in questo emendamento si prevede la possibilità, o comunque non si preclude la possibilità anche di chiamate di personale dall'esterno dell'ente medesimo, mentre il testo prevede che soltanto tra i dipendenti dell'ente possano essere individuate queste figure. Quindi, per queste ragioni, l'emendamento non può essere accolto. Il "10" è ritirato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.

PINNA, Assessore dell'industria. Voglio fare qualche breve considerazione sull'emendamento numero 37. E` chiaro che la formulazione attuale della norma contiene un elemento di salvaguardia, qualora dopo i 18 mesi non si sia ancora ultimata la liquidazione, intanto il liquidatore decade automaticamente per legge, ed è facoltà della Giunta o riproporlo o sostituirlo.

La proposta soppressiva veniva poi collegata dall'onorevole Balletto mi pare anche all'emendamento numero 49 all'articolo 8. Credo che a far bene i calcoli da una parte, mi rivolgo a tutta l'Aula ma in particolare all'onorevole Balletto, se si sopprimesse l'emendamento e non vi fosse un'altra norma saremmo di fronte ad una situazione di ingovernabilità, se dovesse accogliersi successivamente nella discussione l'emendamento all'articolo 8 accadrebbe che i mesi per la liquidazione prima della gestione fiduciaria eventualmente affidata alla SFIRS diventerebbero ben 30 mesi. Ho provato a fare un po' di calcoli, nel senso che i 24 mesi proposti scatterebbero dopo che viene studiato il programma da parte del commissario liquidatore, quindi ha bisogno di un certo tempo, fatta la somma sono necessari 180 giorni, 6 mesi, 6 mesi più 24 diventerebbero 30 mesi. A me pare un periodo di tempo probabilmente ben superiore, onorevole Balletto, se la preoccupazione è quella di concludere questa operazione in tempi stretti, mi pare un periodo di tempo ben più lungo di quello che propone il relatore che è il testo proposto dalla Commissione.

Per cui, non faccio di questa questione una questione dirimente del provvedimento, ma se davvero tutti abbiamo premura che le operazioni di liquidazione procedano speditamente in tempi certi, questo obiettivo lo possiamo raggiungere meglio col testo della Commissione. Sugli altri emendamenti mi rimetto al parere del relatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Ho solo anticipato il tempo, ritiro la richiesta di parlare.

PRESIDENTE. Allora procediamo alla votazione. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Presidente, per chiedere a nome del Gruppo di Forza Italia la votazione a scrutinio segreto degli emendamenti numero 37 e 38.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà. Mi era sfuggita la sua richiesta, sospendiamo un attimo le votazioni perché mi era sfuggito che l'onorevole Macciotta aveva chiesto la parola, io non avevo visto la mano alzata.

MACCIOTTA (Gruppo Misto). Mi riferisco all'emendamento numero 38, volevo sottolineare all'Aula e chiedere a qualcuno dei presentatori di questo emendamento, qual è la logica del comma 2 che viene proposto; mi scuso della mia eventuale incompetenza in questo campo, ma mi pare che quando nel comma 1 dell'articolo si recita "l'Ente Minerario Sardo viene soppresso e posto in liquidazione", non ha alcun senso andare a precisare in un emendamento che vengono soppresse le figure del direttore generale, i servizi previsti dallo Statuto dell'ente, di un ente che contestualmente viene soppresso e posto in liquidazione, se questo vuole avere una valenza che possa essere quasi retroattiva, mi riferisco all'abolizione della figura del direttore generale, e immagino anche del direttore di servizi, questo non è corretto, perché noi nella nostra valutazione del passaggio di questo personale al ruolo regionale, nella tabella di comparazione prendiamo in considerazione la corrispondenza tra ruolo dirigenziale svolta nell'EMSA e ruolo dirigenziale da svolgere nel ruolo regionale.

Quindi, secondo me, anche qualora dovesse essere approvato questo emendamento, questo comma dovrebbe essere soppresso perché è illogico e si presta a possibili interpretazioni che non sono corrette.

Congedo

PRESIDENTE. Devo dare una comunicazione: Gavino Diana chiede un giorno di congedo a partire dal giorno 11. Se non vi sono obiezioni il congedo viene accordato.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento soppressivo parziale numero 37.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 67

Votanti 67

Maggioranza 34

Favorevoli 34

Contrari 33

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LOCCI - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Metto in votazione l'emendamento numero 36. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 9. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento sostitutivo parziale numero 38.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 67

Votanti 67

Maggioranza 34

Favorevoli 31

Contrari 36

(Il Consiglio non approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LOCCI - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Metto in votazione l'articolo 6 con la modifica orale che era stata accolta dal Consiglio. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 7.

CONCAS, Segretaria:

Art. 7

Programma della gestione liquidatoria dell'EMSA

1. Il commissario liquidatore dell'EMSA dispone che gli amministratori delle società controllate consegnino, entro trenta giorni dalla sua nomina, l'ultimo bilancio approvato e la situazione contabile aggiornata.

2. Il commissario liquidatore, entro tre mesi dalla nomina, al fine di realizzare la liquidazione dell'ente soppresso e di consentire il riordino delle società controllate, presenta alla Giunta regionale, tramite l'Assessore dell'industria, un programma che individua:

a) le società, le partecipazioni societarie, le aziende, i rami o parti di esse per i quali, in ragione delle loro caratteristiche gestionali e potenzialità produttive ed economiche, vi siano concrete ed immediate possibilità di cessione a privati;

b) le società per le quali, non ricorrendo la condizione di cui alla lettera a), occorre procedere alla liquidazione;

c) i beni immobili dell'EMSA e delle società da questa direttamente o indirettamente controllate che siano suscettibili di essere destinati a nuove attività produttive o ad iniziative di pubblico interesse.

3. La Giunta regionale, entro i successivi trenta giorni, previo parere della Commissione consiliare competente da esprimersi entro e non oltre quindici giorni dalla richiesta del parere medesimo, approva il programma della gestione liquidatoria ed impartisce al commissario le opportune direttive per la sua realizzazione. L'intervenuta approvazione del programma e le conseguenti direttive sono notificate al commissario liquidatore dall'Assessore dell'industria.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 41, numero 39 e numero 43. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:




PRESIDENTE. Devo precisare che l'emendamento 41 che fa riferimento all'articolo 2 bis che non era stato approvato, automaticamente decade riferendosi ad un qualcosa che non esiste più.

Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 39.

BALLETTO (F.I.). Questo emendamento propone di dare stimoli agli amministratori delle società partecipate e consociate dall'EMSA affinchè adempiano agli obblighi loro posti dal primo comma, e cioè quello della consegna entro 30 giorni dalla nomina dei bilanci e delle situazioni patrimoniali aggiornate relative al periodo intercorso. Se gli amministratori di queste società, investiti di questo compito e di questo obbligo, non vi provvedono nei 15 giorni successivi decadono dall'incarico. Se questa prescrizione non vi fosse, e nell'inerzia degli amministratori, il commissario liquidatore si troverebbe nella condizione di non poter approntare il suo programma perché non in possesso degli elementi necessari per le opportune valutazioni e quindi per la predisposizione del programma stesso.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 43.

BALLETTO (F.I.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione sugli emendamenti 39 e 43 ha facoltà di parlare il consigliere La Rosa.

LA ROSA (G.D.R.I. e Ind.), relatore. Signor Presidente, rispetto al 39 l'eventuale decadenza o meno dell'incarico non può essere stabilito con questa legge, tuttavia è già nelle facoltà del commissario verificare se ci sono eventuali decadenze a seguito di inadempienze o quant'altro, per cui non può essere comunque stabilito da questa legge, quindi non può essere accolto per questa ragione.

Emendamento 43. La natura degli atti non può che dipendere dalla stessa natura degli atti, quindi anche questo non può essere deciso con un articolo di legge, possono essere atti di natura privatistica, di natura pubblica a seconda degli atti medesimi, quindi non può essere accolto.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti 39 e 43 ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.

PINNA, Assessore dell'industria. Sono d'accordo con il relatore.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 7, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione i due emendamenti aggiuntivi numero 39 e numero 43.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Gli emendamenti si intendono ritirati.

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 8.

CONCAS, Segretaria:

Art. 8

Attuazione del programma della gestione liquidatoria

1. Il commissario liquidatore dell'EMSA compie tutte le operazioni occorrenti per l'attuazione del programma e delle conseguenti direttive di cui all'articolo 7 e dispone affinché provvedano a compierle i competenti organi delle società direttamente o indirettamente controllate dall'EMSA. Egli provvede alla gestione liquidatoria dell'EMSA con tutti i poteri già spettanti agli organi statutari disciolti, esercita nell'ambito delle società controllate i diritti dell'azionista, promuove accordi e transazioni per la definizione delle posizioni debitorie delle medesime società.

2. Nelle more del ricevimento della notifica di cui all'articolo 7, comma 3, è fatto divieto al commissario liquidatore di concludere le operazioni di dismissione o di cessione di società consociate o controllate dall'EMSA già avviate prima della sua nomina, salvo che, per comprovate e motivate esigenze, risultanti da sua specifica richiesta, non sia autorizzato a compiere tali atti con deliberazione della Giunta regionale.

3. Le operazioni di cessione di società, partecipazioni societarie, aziende, rami o parti di esse sono effettuate sulla base di avvisi pubblici di vendita ed avvalendosi dell'assistenza di primaria società di revisione o banca d'affari, incaricata dal commissario liquidatore, con oneri a carico della gestione liquidatoria.

4. Il commissario liquidatore dovrà disporre la liquidazione, oltre che delle società individuate ai sensi dell'articolo 7, comma 2, lettera b), anche delle società di cui alla lettera a) del medesimo comma per le quali siano rimasti infruttuosi due successivi avvisi pubblici di vendita o delle quali siano state vendute, totalmente o per buona parte, le immobilizzazioni materiali.

5. Con le risorse finanziarie attribuite alla gestione liquidatoria il commissario liquidatore dell'EMSA provvede altresì a costituire, anche mediante fusione o incorporazione di società controllate dall'EMSA e con l'eventuale partecipazione di enti locali e di altri soggetti pubblici e privati, una società avente ad oggetto la realizzazione delle opere di messa in sicurezza degli impianti e di riassetto ambientale, secondo quanto previsto dall'articolo 9 della legge 30 luglio 1990, n. 221, nelle aree interessate dalle attività minerarie delle società controllate dall'EMSA. La società può avvalersi esclusivamente di lavoratori già dipendenti a tempo indeterminato dalle società controllate dall'EMSA. A detta società sono statutariamente inibiti la partecipazione al capitale di rischio di qualunque intrapresa nonché gli interventi finanziari e il rilascio di garanzie a favore di imprese.

6. Alla cessazione della gestione liquidatoria dell'EMSA l'Amministrazione regionale succede in tutti i rapporti giuridici a carattere finanziario e patrimoniale di cui l'EMSA era titolare e negli obblighi e diritti derivanti da contratti e convenzioni o spettanti allo stesso ente in forza di legge.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati quattro emendamenti. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:






PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare gli emendamenti.

BALLETTO (F.I.). Sugli emendamenti 47 e 48. Il Gruppo e la forza politica alla quale appartengo si propone che le operazioni di liquidazione siano le più svelte e le più celeri possibili; si vuole eliminare dal processo della liquidazione tutte le pastoie amministrative e burocratiche che servono e che sono insite e tipiche della procedura amministrativa pubblica. Cioè noi vorremmo che finalmente si cominciasse a gestire ed anche a liquidare le società e gli enti che per antieconomicità non possono stare sul mercato, con criteri privatistici improntati alla efficienza, utilità e che siano finalizzati ad evitare sperperi.

Le lungaggini di un processo amministrativo comportano diseconomie per non dire addirittura degli sprechi. Allora noi diciamo che il liquidatore deve gestire con criteri privatistici e con le responsabilità che sono tipiche del sistema privatistico; come dire, se opera male risponderà delle operazioni mal fatte a chi di dovere e ne subirà tutte le conseguenze che da tale attività di mala gestio o di inefficienza possono derivare.

Non è giusto che il liquidatore possa trincerarsi dietro le pastoie dei lunghi e complessi iter amministrativi - burocratici per mascherare inefficienze ed incapacità. Per cui diciamo che il liquidatore, quando dovrà cedere una società, valuterà il prezzo, le condizioni e le metterà sul mercato assumendosene in pieno e totalmente le responsabilità, senza che ci sia la necessità di convenire terzi soggetti che dovranno fare le valutazioni, che dovranno quindi espletare e fornire consulenze costose e remunerate, processi di vendita attraverso le forme del pubblico incanto, la prima, la seconda, la terza, la quarta eccetera, e solo ad un certo punto si prevede che essendo andati infruttuosi uno o più tentativi si possa procedere anche in forme diverse.

Noi vogliamo che la Giunta individui un commissario liquidatore capace e responsabile che si assuma in pieno o in toto le responsabilità della liquidazione. Per fare questo i commi terzo e quarto sono veramente superflui e non svolgono una funzione di snellimento della legge e quindi l'accelerazione di tutte le funzioni che riguardano la liquidazione.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 40.

BALLETTO (F.I.). L'emendamento numero 40 si riferisce al quinto comma. Il quinto comma, se mal non ricordo, perlomeno nel suo concetto e quindi nella sua impostazione, faceva riferimento all'articolo 10 della legge oggetto di rilievo e che poi è stato soppresso in Commissione.

All'articolo 10...

PRESIDENTE. Fa riferimento all'articolo 9 della legge 221.

BALLETTO (F.I.). Comunque sia è una disposizione che era contenuta in altra parte del provvedimento.

Quando si discusse di questo aspetto, da questi banchi vennero sollevate delle osservazioni che il sottoscritto ritiene fossero pertinenti allora e che lo siano anche oggi.

Il ragionamento che si faceva era: è mai possibile che in un sistema economico sempre più internazionalizzato e globalizzato, in un sistema economico che vede l'Italia, e quindi anche la Sardegna, facenti parte della ormai prossima Unione Europea, in un sistema quale quello isolano dove i procedimenti di infrazione da parte della Commissione Europea per violazione ai principi della libera concorrenza fioccano, è mai possibile che ancora, nel voler riformare, si mantengano patrimoni di una cultura che si dichiara ormai sorpassata ma che invece si intende mantenere.

Questa società che dovrebbe essere realizzata o questo nuovo organismo che nasce dalla fusione o incorporazione di società che esistono all'interno del sistema EMSA aveva il compito esclusivo di assorbire il personale dipendente, soprattutto il personale lavoratore, non collocato in altre forme, quindi attraverso i processi di privatizzazione, quelli che non trovavano sistemazione attraverso gli ammortizzatori sociali, mobilità lunga, prepensionamenti, iniziative tese a favorire l'autoimpiego, l'esodo volontario in forme di autoimpiego e via dicendo. Questa norma è stata cassata perché il rilievo governativo l'ha ritenuta incompatibile in quanto la Regione non può legiferare su tali materie non avendo competenza esclusiva.

Questa società allora non ha più la finalità dichiarata, come era in legge, di assorbire il personale residuo, ma ha la finalità dichiarata di creare una nicchia di lavoro, e quindi di privilegio, a favore di una società che nasce da società già esistenti alle quali vengono riservati i lavori di risanamento ambientale, di ripristino e via dicendo. Ma se il sistema è quello che dicevo in precedenza, cioè un sistema aperto, internazionale, globalizzato, dove la libera concorrenza deve essere svolta secondo criteri e canoni che non sono più solamente nostri, ma che sono di livello europeo, come è possibile che ci sia una società che nasce e che ha origine pubblica, alla quale vengono riservati i lavori di messa in sicurezza e di ripristino ambientale di quei territori, ahimè, devastati dalla mano insipiente ed incapace di amministratori irresponsabili e di forze politiche che l'hanno consentito?

Questo, signori, sappiate che se passerà sarà oggetto di procedure di infrazione da parte della Commissione Europea perché questo non è possibile. E come ci metteremo, o meglio, come vi metterete voi nei confronti di quelle piccole e medie imprese che esistono, che fanno sacrifici a stare sul mercato e che comunque danno anch'esse occupazione, che devono tutti i giorni fare il conto con uno Stato vorace che le opprime, sia con gli adempimenti amministrativi sia con una pressione fiscale che è diventata assolutamente insopportabile? Questo non lo dico io, questo ormai lo dice tutta la stampa, anche quella vicino agli ambienti ulivisti, lo riconosce lo stesso Governatore della Banca d'Italia, lo riconosce lo stesso superministro del tesoro Ciampi.

Quindi questa società non può esistere; nell'ambito delle nuove risorse che verranno destinate per i lavori di ripristino ambientale, siano esse europee, siano esse regionali, siano esse statali la procedura dell'ente pubblico non può che essere quella del conferimento degli appalti, perché tutti i soggetti che operano devono essere messi nelle condizioni di poter partecipare. Parlo, signori, esclusivamente delle nuove risorse, perché ove fossero all'interno del sistema soggetti, società che già detengono risorse che sono finalizzate allo svolgimento di quei lavori è ovvio ed è giusto che quelle società li portino avanti con le proprie maestranze e che quindi non ci siano scippi che, invece, con questa fusione, nel caso in cui uno di quei soggetti che concorrono a formare la fusione sia uno di quelli che già detengono le risorse, non si vedano scippati i soldi già esistenti perché confluiscono in un unico calderone a vantaggio e a favore di altre situazioni.

Ecco, Presidente, le ragioni di questo emendamento.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 49 ha facoltà di illustrarlo.

BALLETTO (F.I.). Con riferimento all'emendamento numero 49, collegato all'emendamento soppressivo, di cui non ricordo il numro, che è stato votato in precedenza, io sarei dell'avviso di proporre un emendamento orale attraverso il quale il termine di 24 mesi, che a mio modo di vedere è congruo, ma che possa essere modificato nel senso che il termine di 24 mesi possa essere ancora ulteriormente dilatato ed esteso a un periodo di 30 mesi. Quindi si tratterebbe dei due anni e mezzo di piena operatività del liquidatore, e sotto questo aspetto accolgo favorevolmente il giudizio che l'assessore Pinna ha dato sui tempi che prevede siano occorrenti, anche inferiori ai 24 mesi, però sembra giusto che, ove difficoltà e impedimenti sorgessero, un termine un po' più largo sia ancora di maggiore garanzia perché le operazioni vengano fatte con consapevolezza e senso di responsabilità.

Quindi proporrei, se l'Aula è d'accordo, che il termine di 24 mesi possa essere esteso a 30 mesi.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere La Rosa.

LA ROSA (G.D.R.I. ed Ind.), relatore. Signor Presidente, sull'emendamento numreo 40 a me pare che in conclusione del suo intervento proprio su questo emendamento l'onorevole Balletto abbia interpretato correttamente, ma solo nella conclusione del suo intervento, le finalità e le ragioni per cui si prevede che venga costituita questa società operativa che ha scopi e finalità ben determinati e che ha ragion d'essere soltanto in presenza dell'oggetto stesso per cui nasce. E ha ragione l'onorevole Balletto quando dice che la previsione del comma 5 risponde proprio a criteri di sana e corretta amministrazione. Sarebbe davvero strano che, disponendo delle risorse che provengono da leggi nazionali per il riassetto ambientale e la messa in sicurezza degli impianti minerari dismessi, le società titolari delle concessioni medesime chiamate per legge, e lo sono anche quando dovesse avviarsi la fase della gestione liquidatoria, a garantire queste finalità, sarebbe davvero strano che o non si utilizzassero quelle risorse o gli stessi lavoratori, che sono organico di queste società e che hanno le professionalità, e che rimangono comunque certamente in carico alla Regione, non fossero utilizzati convenientemente per assicurare questi lavori.

Mi pare che posto in questi termini, così come è stata anche già chiarita per quanto consta anche al Governo nazionale successivamente al rinvio della legge con i contatti che sono intervenuti tra Regione e Governo, lo stesso Governo ha ritenuto congrua la disposizione così come essa ora è contenuta nel provvedimento che abbiamo in discussione e, anzi, ha ritenuto che fosse assolutamente adeguata e giusta, per cui non vi sono neanche, in questo momento, da paventare possibili ragioni di ulteriore rinvio su questo punto. Vi è, invece, proprio un sano principio di corretta amministrazione, oltre che naturalmente di valorizzazione delle professionalità dei lavoratori che sono in carico a queste società.

Per queste ragioni, posto che mi è sembrato, almeno nella conclusione dell'intervento, che lo stesso collega Balletto le riconoscesse come valide, chiedo se non ci siano le condizioni per ritirare l'emendamento. Se così non fosse comunque è evidente che la Commissione non può accogliere questo emendamento, ma ritengo che potrebbe essere ritirato e in questo senso faccio appello ai presentatori dell'emendamento medesimo.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 47, che tende a sopprimere il comma 3, devo dire che a me sembra effettivamente abbastanza incomprensibile, perché col comma 3 si introduce, nelle operazioni di cessione, eccetera, un criterio di trasparenza, di terzietà che è assolutamente necessario quando si affrontano tematiche di questo genere. Se si dovesse abolire questo comma c'è il rischio che venga meno questa necessità di trasparenza, di terzietà rispetto alle operazioni di cessione che devono essere compiute e che sono a garanzia di tutti. Pertanto anche l'emendamento 47 non può essere accolto.

L'emendamento 48, tendente alla soppressione del quarto comma dell'articolo 8, è anch'esso poco comprensibile, perché col quarto comma si prevede di assicurare la gestione liquidatoria nella fase liquidatoria anche nei confronti di quelle società per le quali, dopo due tentativi di vendita, non vi sia stata possibilità di privatizzazione. La soppressione di questo emendamento tenderebbe, invece, a mantenere comunque in piedi società per le quali non vi sono le condizioni economiche per poterle mantenere in piedi.

(?) L'emendamento 49 chiaramente va visto alla luce del recente voto di soppressione del secondo comma dell'articolo 6.

In questo caso, convenendo anche con la possibilità che venga accolto l'emendamento orale del collega Balletto, di portare da 24 a 30 mesi il termine, in questo caso ritengo che senz'altro si debba dare parere favorevole alla prima parte dell'emendamento che termina con articolo 7, comma 3, perché questo comunque corrisponde già alla volontà della Commissione e alle esigenze della legge che abbiamo in discussione.

Sulla seconda parte, che parte da "decorso tale termine..." eccetera, la Commissione su questo si era espressa in modo negativo prevedendo appunto una disposizione diversa. Tuttavia, dopo il voto dell'Aula di cui ho fatto riferimento prima, ritengo su questa seconda parte di dover rimettere esclusivamente all'Aula la decisione.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.

PINNA, Assessore dell'industria. Per quanto riguarda l'emendamento numero 47, soppressivo del comma 3 dell'articolo 8, comprendo che il Commissario liquidatore deve procedere in modo agile e spedito, tuttavia credo che la previsione di quel comma sia una previsione preziosa dal punto di vista della trasparenza delle operazioni perché si tratta pur sempre di un patrimonio che certo può far capo a società e società per azioni, ma sono società per azioni controllate completamente e totalmente dall'EMSA e attraverso l'EMSA dall'amministrazione regionale.

Il fatto che vi siano avvisi pubblici di vendita, quindi un massimo di pubblicità rispetto a tutta la platea degli eventuali acquirenti, il fatto che il liquidatore non operi in solitudine come soggetto monocratico chiuso in se stesso ma abbia anche l'assistenza di una società esperta, un adviser, una società di assistenza o una banca, a noi sembrano elementi che servono a realizzare trasparenza davanti all'opinione pubblica, davanti al Consiglio, davanti all'amministrazione regionale perché si tratta pur sempre di un patrimonio pubblico.

D'altra parte, onorevole Balletto, vorrei, se mi è possibile, contribuire a sciogliere delle preoccupazioni. Questa è già la procedura in essere che ci ha consentito non solo in relazione al sistema EMSA ma anche alle altre società finanziarie che dispongono di società totalmente controllate di realizzare delle privatizzazioni. Siamo già ad un punto non dico avanzatissimo ma direi a metà strada da questo punto di vista, e non abbiamo perso tanto tempo, anzi, non se n'è perso proprio, però è chiaro che quando mi rivolgo alla Giunta non mi rivolgo soltanto con la delibera del consiglio di amministrazione dell'EMSA, mi rivolgo alla Giunta accompagnando anche la relazione di un adviser, e l'EMSA non delibera da sola arbitrariamente rivolgendosi ad un unico imprenditore ma sulla base di un insieme di offerte da parte di diversi imprenditori, quando questi imprenditori ci sono.

Per cui mi permetto di insistere dicendo non perdiamo tempo e facciamo insieme una operazione di trasparenza. E` un'esperienza che abbiamo già fatto, si procede abbastanza speditamente. Vorrei rassicurare da questo punto di vista.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 48, anche questo mi sembra un comma importante, quindi vedo con molta preoccupazione il fatto che possa essere soppresso, anzi, mi permetto di invitare sia nell'un caso che nell'altro, sia per il "47" che per il "48", i proponenti a ritirare gli emendamenti proposti. Cioè che cosa prevede? E' un emendamento che fa chiarezza. Il commissario in prima battuta che cosa fa? Individua le società che ritiene possano essere immesse nel mercato e poi individua anche quelle società che invece nel mercato non ci possono andare e quindi bisogna procedere a liquidarle. Ma poniamo che fra quelle società della prima categoria ce ne sia una che, dopo aver esperito per una volta, per due volte il tentativo di privatizzarla non si riesce a privatizzarla, evidentemente si è compiuta una valutazione incongrua, erronea, cioè quella sul mercato non ci può stare; che facciamo? Continuiamo a replicare tentativi di privatizzarla anche se sappiamo che non si riesce a farlo? Significherebbe allungare di molto la procedura di liquidazione, di superamento di questo sistema. Allora diciamo che anche la società che inizialmente appariva come suscettibile di essere collocata sul mercato, ove dopo due tentativi questo non avvenga, anche quella ricade fra le società da liquidare, e mi sembra un'indicazione molto preziosa verso il commissario che andrebbe salvaguardata.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 40, credo che l'onorevole Balletto abbia posto..., io non sto ad argomentare sul fatto che la società che deve fare la messa in sicurezza, il riassetto ambientale è una società preziosa ed irrinunciabile anche perché quel tipo di attività occorre comunque che qualcuno la faccia e anche perchè nel farlo consente a noi amministrazione regionale di utilizzare un personale che comunque in ogni caso resterebbe a nostro carico; quindi abbiamo due convenienze, da una parte abbiamo bisogno di fare ripristino ambientale e la messa in sicurezza, dall'altra parte nel fare queste attività teniamo in carico a noi, senza oneri aggiuntivi, il personale che farà quelle attività, che fra l'altro ne ha le competenze e le professionalità.

Però l'onorevole Balletto poneva una giusta considerazione nella parte conclusiva del suo intervento (io starei rivolgendomi all'Aula e in particolare al relatore per considerarla), sono d'accordo sul fatto che è abbastanza evidente che le risorse finanziarie attribuite alla gestione liquidatoria non sono risorse da destinare alla messa in sicurezza e ripristino ambientale se non per la parte specifica che in appositi capitoli la legge prevede, oppure per quella parte che proviene eventualmente da finanziamenti nazionali o europei. Sono d'accordo, non è che tutta la massa finanziaria affidata al commissario liquidatore e cioè alla gestione liquidatoria può essere orientata in tutto o in parte se non quella prevista direttamente dalla legge. Credo che a questo si possa ovviare, in qualche modo prospetto, ma naturalmente vorrei comprendere qual è poi il parere del relatore oltre che dell'onorevole Balletto, la possibilità di sopprimere la prima riga e mezza "con le risorse finanziarie attribuite alla gestione liquidatoria" si potrebbe sopprimere, resterebbe il testo "Il commissario liquidatore dell'EMSA provvede a costituire...", evidentemente nel coordinamento va soppressa anche la parola "altresì" "...provvede a costituire anche mediante fusione ed incorporazione..." eccetera; tutto il resto resterebbe immutato. In questo modo si andrebbe incontro all'obiezione che fa l'onorevole Balletto, il quale è preoccupato che tutte le risorse della gestione liquidatoria possono essere destinate alla messa in sicurezza e ripristino ambientale, cosa che, per essere chiari, neppure io voglio.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 49, la mia considerazione, onorevole Balletto, forse non sono riuscito ad essere chiaro e me ne scuso, nell'anticipazione e nel mio riferimento all'anticipazione che lei ha fatto su questo emendamento, la proposta che è caduta poc'anzi, che non è stata accolta, o meglio, l'emendamento soppressivo, prevedeva 18 mesi dal momento in cui il commissario viene nominato, quindi un periodo molto stretto. Certo, qualora non avesse concluso c'era anche la facoltà che la Giunta potesse o confermare quel commissario o individuarne un altro. L'Assemblea ha deciso di escludere questa ipotesi. Nella sua ipotesi, in questo emendamento, io l'ho letto con attenzione, siamo già a 30 mesi, perché i 24 mesi nel suo emendamento scattano dal momento in cui il commissario presenta il piano, quindi prima occorre approvare la legge, poi occorre che abbia il visto del Governo, poi occorrono 30 giorni, mi pare, della Giunta per nominare il commissario, poi il commissario ha tre mesi per fare il suo piano e solo allora scattano i 24 mesi, quindi siamo già a 30 mesi. Sarei tendenzialmente contrario ad allungarlo, anche se, lo ripeto ancora, non ne faccio una questione dirimente di questo aspetto che forse si è caricato di troppi significati; senza avere il commissario e senza avere ancora la legge siamo andati avanti con una parte cospicua già delle privatizzazioni, non è un'operazione impossibi certo con la nomina del commissario, ed avendo la legge, si potrà procedere in modo più certo e più spedito, ma proprio per questo eviterei di allungare ulteriormente. La mia proposta quindi non è di aggiungere altri 6 mesi ai 30 che sono già insiti nel suo emendamento, il suo è fatto di 24, ma di qui a iniziare ce ne sono altri sei, se poi ne aggiungiamo altri sei come lei propone siamo a 36, e a me paiono eccessivi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Sull'emendamento 49, l'approvazione di questo emendamento è pressoché obbligata perché essendo stato soppresso il terzo comma dell'articolo 6 se non si approvasse questo emendamento la gestione commissariale dell'EMSA sarebbe senza termine, per cui l'emendamento è da approvare. Solo nell'ultima parte si dice "sono affidate in gestione fiduciaria alla SFIRS"; considerato che la SFIRS è un soggetto privato autonomo per quanto controllato dalla Regione non si può imporre di stipulare una convenzione ad un soggetto privato. Per cui invito i proponenti a modificare il "sono affidate" in "possono essere affidate" in modo di consentire anche se vi sono problemi con la SFIRS o con la convenzione comunque la funzionalità della legge.

PRESIDENTE. I proponenti sono d'accordo su questa modifica che inserisce il verbo "possono" al posto di "sono"? Chiedo ai proponenti se li trova consenzienti.

BALLETTO (F.I.). Presidente, capisco le ragioni del collega Bonesu, però va anche detto che il potere non è un obbligo, quindi, nell'ipotesi in cui l'organo politico non intendesse o non volesse farlo, evidentemente ci ritroveremmo con una gestione liquidatoria che è terminata e società che ancora esistono. Quindi il "possono" non ponendo un obbligo e un vincolo...

PRESIDENTE. Onorevole Balletto, il "possono" si riferisce al fatto che siano affidate alla SFIRS e non ad altra.

BALLETTO (F.I.). Ma è il "possono", siccome non ci sono possibilità...

PRESIDENTE. Ma il "possono" è riferito al fatto che la gestione fiduciaria può essere affidata alla SFIRS non si riferisce al fatto che la gestione fiduciaria debba o non debba essere affidata, ma che possa essere affidata alla SFIRS, almeno se ho inteso bene, e credo di aver inteso bene. Quindi non mette in dubbio il fatto che la gestione fiduciaria debba essere affidata, ma si riferisce al destinatario di questo affidamento. Così credo di aver capito.

La sua obiezione al "possono" che non significa "debbono" non mi pare congruente con questa interpretazione.

BALLETTO (F.I.). Presidente, sotto questo aspetto, forse è opportuna una brevissima sospensione in maniera tale da trovare un'intesa per una formulazione.

PRESIDENTE. La seduta viene sospesa per cinque minuti. Riprendiamo alle ore 18 e 50 circa.

(La seduta sospesa alle ore 18 e 44, viene ripresa alle ore 18 e 51)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori, prego i colleghi di prendere posto. Mi dicono che è stata trovata una formulazione relativa alla parte finale dell'emendamento 49 che è la seguente. Onorevole Balletto, può leggere il testo nella nuova formulazione, almeno nella parte finale?

BALLETTO (F.I.). E` rientrata la proposta di emendamento orale per l'ampliamento del termine da 24 mesi a 30 mesi, quindi si confermano i 24. E per ciò che riguardava l'osservazione che ha fatto il collega Bonesu, l'accordo che la formulazione che è stata convenuta è: "possono essere affidati in gestione fiduciaria alla SFIRS o ad altri soggetti aventi caratteristiche, attività analoghe, mediante apposita convenzione".

PRESIDENTE. Questa formulazione è stata concordata. Onorevole Balletto, ci dia una dicitura precisa perché gli uffici devono...

BALLETTO (F.I.). "o ad altri soggetti similari".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.

MACCIOTTA (Gruppo Misto). Tecnicamente non so se posso effettivamente intervenire in discussione, dopo le precisazioni fatte dall'onorevole Balletto, in quanto l'emendamento numero 40, cioè quello soppressivo del comma 5 dell'articolo è stato ritirato dall'onorevole Balletto, però su quel comma era intervenuta, come proposta orale, la modificazione proposta, se non vado errato dall'assessore, di sopprimere la prima riga e mezzo del comma, sopprimendo la frase "con le risorse finanziarie attribuite alla gestione liquidatoria".

Questa modifica orale introdotta, su cui si svolgerà quindi la votazione sull'articolo, mi legittima, se il Presidente non è di diverso avviso, il mio intervento in discussione; è un intervento che faccio a titolo personale, quindi senza assolutamente influire su quella che è stata la decisione di accoglimento da parte del relatore, da parte dell'Assessore e da parte della Commissione rappresentata qui oltre che dal relatore dal suo Presidente. E` sempre il tentativo di capire la logica di quello che discutiamo e di quello che approviamo, questo lo dico con estrema umiltà, non riconoscendomi una particolare competenza in questo campo, però siccome la logica appartiene non ad una categoria tecnica ma ad una generalità di individui, vorrei capire questa logica: se il ripristino ambientale, riferito ai danni causati dall'attività mineraria delle società che vengono poste in liquidazione rappresenta, come ho detto anche nella discussione generale su questa legge, e come mi è stato confermato proprio dall'onorevole Balletto, rientra tra le passività di questa gestione liquidatoria, vorrei capire perché non deve adoperare le risorse poste a disposizione della gestione liquidatoria per compiere un atto, per finanziare un'attività che fa parte specifica dei compiti della gestione liquidatoria.

Questo qualcuno me lo deve spiegare. Se è così vorrei affrontare, in tono discorsivo, anche il secondo aspetto: la preoccupazione del mancato rispetto di norme europee, perché credo che queste non si possano dilatare ed essere interpretate in maniera così estensiva, come sarebbe nel caso in discussione in cui società che hanno accumulato questa passività e che si trovano in possesso di personale proprio e di risorse messe a disposizione dalla gestione liquidatoria, debbano per forza di cose porre questa attività sul piano di un'attività che deve essere messa ad appalto pubblico e non gestita in proprio. Sarebbe, faccio soltanto un esempio molto banale, come se il piccolo proprietario di un'impresa di costruzioni che si volesse fare la sua casetta dovesse, in base ad una legislazione europea, non costruirsela con la sua impresa e con i suoi soldi, ma porre necessariamente in appalto pubblico la costruzione di questa casa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Io non intendevo intervenire, però il garbo e la signorilità del collega Macciotta necessitano un intervento, per quanto potrò e sarà nelle mie possibilità, di chiarimento, quanto meno per quelli che sono i miei convincimenti e le mie cognizioni.

Per ciò che riguarda le passività, quando inizia una procedura di liquidazione, onorevole Macciotta, le passività nell'ambito delle società sono quelle certe, esistenti e certificate da bilancio o da conti, quindi da situazione patrimoniale che si fa ad una determinata data. Qua si tratta di competenze o di oneri da assumere in funzione di una certa attività che si suppone si vuole per scelta, che per scelta politica viene fatta, quindi si tratta di oneri futuri che origineranno spese future e non debiti che sono presenti nel momento in cui la liquidazione esiste.

Il liquidatore che cosa fa? Il liquidatore accerta quelli che sono i debiti, realizza le attività, se le attività sono sufficienti ad estinguere i debiti bene, se non sono sufficienti chiede alla proprietà, quindi all'azionista di riferimento: "metti a disposizione le risorse occorrenti"; se l'azionista di riferimento non lo fa perché non è tenuto, il liquidatore deve prendere la società, portarla in Tribunale e fallire. Qui si tratta invece di porre in essere iniziative future, per le quali saranno previsti oneri futuri e che saranno debiti se non ci saranno le risorse, che non saranno debiti se le risorse qualcuno le metterà.

In questo processo si dice: "E` giusto che trattandosi di lavori che devono essere dati e che devono essere eseguiti, favorire il sistema interno che fa riferimento al pubblico, oppure deve essere messo a disposizione di tutti i soggetti?" Il riferimento che lei faceva e che diceva dal suo punto di vista " non è giusto che si facciano gli appalti, che sono procedure pubbliche", allora allo stesso tempo si dovrebbe dire: "Perché per il comma 3 e 4, laddove si prevedono per le dismissioni o le privatizzazioni delle società, le vendite col sistema del pubblico appalto?" Se si interpreta in un modo vale in tutti e due le fattispecie, quindi per la vendita si fa la vendita con l'avviso pubblico e l'appalto non si capisce perché, essendo tutto riferito al sistema pubblico, perché i soldi sono pubblici, perché ne debba beneficiare solamente il sistema interno e non l'esterno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Rosa. Ne ha facoltà.

LA ROSA (G.D.R.I. e Ind.), relatore. Avevo chiesto ai proponenti dell'emendamento 40 di valutare la possibilità di ritirarlo, vorrei sapere prima di iniziare la votazione se questa richiesta è stata accolta o meno.

BALLETTO (F.I.). L'emendamento 40 si mantiene.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 47. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 48. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 40.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 40.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 64

Votanti 64

Maggioranza 33

Favorevoli 24

Contrari 40

(Il Consiglio non approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIPPI - LOCCI - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Metto in votazione l'articolo 8. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 49 con le modifiche relative all'ultima parte, che consistono nella sostituzione di "possono essere affidate" rispetto a "sono affidate" e con l'aggiunta "ad altre società similari". Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 8 bis.

CONCAS, Segretaria:

Art. 8 bis

Cessione di beni immobili connessi ad attività minerarie

1. Salva contraria deliberazione della Giunta regionale, adottata su conforme parere della competente Commissione consiliare e motivata da evidenti ragioni di perseguimento di un diverso rilevante pubblico interesse, i beni immobili pervenuti alla Regione per la liquidazione dell'EMSA o delle società partecipate sono ceduti a titolo gratuito ai comuni in cui sono situati, entro sei mesi dalla domanda, a condizione che questa sia accompagnata da un piano di utilizzazione formalmente adottato dall'Amministrazione comunale.

2. Nelle more del compimento della liquidazione dell'EMSA e delle società da questo controllate, i beni immobili connessi ad attività minerarie dismesse, di proprietà dell'EMSA o di società interamente controllate dall'EMSA, possono essere ceduti, previa specifica e motivata richiesta e fatti salvi i diritti dei creditori delle citate società:

a) a titolo gratuito, ai comuni nel cui territorio sono ubicati o ad altre amministrazioni ed enti pubblici, per la realizzazione di opere pubbliche;

b) al prezzo di mercato, alle imprese che intendano riutilizzarli per la realizzazione di iniziative economico-produttive idonee a favorire lo sviluppo e nuove occasioni di lavoro nell'area interessata.

3. Il commissario liquidatore dell'EMSA effettua le cessioni dei beni dell'EMSA e promuove le cessioni dei beni delle società controllate sulla base di apposite direttive deliberate dalla Giunta regionale, previo parere della competente Commissione consiliare, da esprimersi entro e non oltre quindici giorni dalla richiesta del parere medesimo.

4. Le deliberazioni del commissario liquidatore dell'EMSA concernenti le operazioni di cessione di beni immobili di cui al presente articolo sono sempre sottoposte all'approvazione dell'Am­mi­ni­stra­zio­ne regionale, a' termini della legge regionale n. 14 del 1995.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 42, 21, 20 e 19. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:






PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 42 ha facoltà di illustrarlo.

BALLETTO (F.I.). L'emendamento numero 42 si intende ritirato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 21 ha facoltà di illustrarlo.

LOCCI (A.N.). Signor Presidente, molto spesso ci impegniamo a scrivere, nei programmi delle varie forze politiche, che tutti siamo d'accordo per un maggior federalismo interno, per un maggiore ruolo dei comuni, soprattutto nell'ambito di funzioni amministrative, e altresì andiamo dicendo molto spesso e con grande tenore che siamo per la semplificazione delle procedure amministrative. Sosteniamo, pure, un po' tutti, che la Regione deve alleggerirsi di compiti, che la Regione deve cessare di essere un ente neocentralista che deve governare e gestire tutto.

Il comma 1° dell'articolo 8 bis rappresenta la Regione neocentralista, la Regione burocratizzata, la Regione non semplificata, la Regione che vuole governare tutto. Ma, di più, abbiamo una Regione che esprime il suo pregiudizio, ritenendo evidentemente gli enti locali non maturi, dei minori da tenere sotto tutela.

Noi riteniamo che per questi motivi, e se vi è coerenza rispetto alle enunciazioni che si vanno facendo da sempre, questo primo comma vada soppresso. Io sarei anche ragionevolmente disponibile a sopprimere la parte fino alle parole "di rilevante pubblico interesse" e poi magari lasciare "i beni immobili pervenuti", eliminando questo controllo, questa tutela della Regione che mi pare allo stato mantenga in piedi una Regione ancora oppressiva e ingombrante della quale non sentiamo più il bisogno.

PRESIDENTE. Non ho ben capito, onorevole Locci, il suo emendamento parla di soppressione del comma 1.

LOCCI (A.N.). Esatto.

PRESIDENTE. Nel suo intervento, invece, si ipotizzava la soppressione di una parte.

LOCCI (A.N.). Sarei anche disponibile a ragionare su una soppressione parziale del comma, arrivando a sopprimere fino alle parole "rilevante pubblico interesse".

Per economia potrei illustrare l'emendamento numero 20, che è quello che propone la soppressione del punto B del comma 2. Credo che questa previsione del punto B sia sostanzialmente inutile. Esiste in proposito già una legislazione specifica regionale, per cui è pacifico che debbano essere venduti a prezzo di mercato, a privati, eventuali beni di proprietà pubblica, non capisco perché dobbiamo appesantire una legge con una previsione che non è altro che una ripetizione di norme già esistenti. Non mi sembra una buona tecnica legislativa.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 19 ha facoltà di illustrarlo.

MANCHINU (F.D.S.-Progr.Sard.)). L'emendamento che ho presentato vuole estendere la possibilità di utilizzo di questi beni non solo alle opere pubbliche, e quindi la vendita nummo uno del bene al comune, estendendo l'utilizzo anche ad altre attività di pubblica utilità.

Quindi si tratta di ampliare la possibilità di intervento da parte dei comuni in questi territori, dando la possibilità agli stessi comuni di poter acquisire queste risorse, naturalmente dietro un progetto, a prezzi non di mercato, quindi si tratta di ampliare questa possibilità.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione sugli emendamenti numero 42, 21, 20 e 19 ha facoltà di parlare il consigliere La Rosa, relatore.

LA ROSA (G.D.R.I. e Ind.), relatore. L'emendamento numero 42 è stato ritirato. Allora, signor Presidente, sul "21" le intenzioni che hanno motivato la presentazione dell'emendamento, chiarite ora dall'onorevole Locci, non si riscontrano nell'emendamento stesso che è un emendamento soppressivo totale del comma 1 e non un emendamento modificativo, quindi sotto questo aspetto l'emendamento non riuscirebbe ad avere gli obiettivi che l'onorevole Locci ha testè chiarito nel suo intervento.

D'altra parte comunque, tra le motivazioni addotte dall'onorevole Locci, io credo alcune condivisibili ma non tutte interamente condivisibili, credo che la formulazione adottata, quella in particolare iniziale del comma, che il collega Locci pensava potesse anche essere soppressa e mi sembrava di capire che in quel caso avrebbe ritirato l'emendamento, tuttavia la Regione non può essere vista come qualcosa in contrapposizione agli enti locali, né in contrapposizione rispetto alla possibilità di individuare essa stessa obiettivi di carattere generale e di prevalente interesse pubblico. Introducendo anche l'adozione del conforme parere della competente Commissione Consiliare, si è anche introdotto una prassi che consente una verifica immediata da parte del Consiglio sulla volontà di adozione di una delibera da parte della Giunta eventualmente contraria alla richiesta da parte dei comuni; per cui mi sembra che nel comma 1 ci siano tutte le possibilità per i comuni, per gli enti locali che intendono richiedere la cessione di beni immobili per l'utilizzazione su determinati progetti, ma sia anche mantenuta una possibilità in capo alla Regione qualora vi siano obiettivi di prevalente interesse pubblico che potrebbero eventualmente, in qualche caso, non collimare con la richiesta eventuale di un comune.

In tutto questo trovo che non ci sia nulla di contraddittorio, e ribadisco che l'emendamento, così come presentato, non otterrebbe gli effetti e le intenzioni che sono state qui chiarite, per le ragioni suddette la Commissione ritiene di non poter accogliere l'emendamento numero 21.

Sull'emendamento numero 20 c'è effettivamente un problema di tecnica legislativa, ma è prevalso nel ragionamento della Commissione una necessità di equilibrio nel contesto di questo articolo rispetto alla destinazione di questi beni e precisare, determinare questa possibilità nel contesto di questo articolo è sembrato tutto sommato certamente qualcosa di rafforzativo, se si vuole anche di ripetitivo, ma nel contesto è sembrato utile, in ogni caso su questo punto la Commissione si rimette all'Aula.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 19, la Commissione ha ritenuto di poter accogliere una parte di questo emendamento, che può essere esplicitata anche con una precisazione orale, nel senso che la possibilità di accogliere la parte che riguarda la realizzazione di servizi pubblici è congrua rispetto alla volontà stessa che la Commissione ha espresso, pertanto potrebbe essere scritto, nel punto A: "Per la realizzazione di opere e servizi pubblici". Il che accoglie appunto una parte dell'emendamento.

Per quanto riguarda invece la parte sugli interventi di pubblica utilità, la Commissione richiede che per quello che la Commissione stessa ha voluto accogliere di questa parte, essa è già presente nel comma 1 dell'articolo 8 bis, e pertanto si chiede ai presentatori di valutare la possibilità appunto di accettare questa richiesta della Commissione e di ritirare questa seconda parte dell'emendamento stesso che riguarda interventi di pubblica utilità, altrimenti, in ogni caso, la Commissione non ritiene di poter accogliere questo punto.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'Industria.

PINNA, Assessore dell'Industria. Poiché condivido le osservazioni fatte ora dal relatore, intervengo brevemente in particolare sull'emendamento numero 21.

Nella sua interezza questo emendamento soppressivo, a mio giudizio, può risultare un emendamento peggiorativo dal punto di vista degli interessi degli enti locali perché la parte successiva, il comma 2, diciamo che regolamenta il periodo transitorio della liquidazione, mentre il comma 1 prevede la situazione a regime. Se sopprimiamo il comma 1 non c'è più una situazione a regime.

Io però voglio fare alcune riflessioni più generali, in modo molto pacato. La Regione ha beni immobili non solo minerari, non solo nei comuni minerari, ha beni immobili diffusamente, talvolta lungo le coste, talvolta nell'interno, talvolta si tratta di aree, di terreni, talvolta si tratta di strutture, di immobili e così via, anche quelli spesso cessati, o sottoutilizzati, o non utilizzati. Perché non fare una norma che trasferisce dovunque questi beni? Perché dovrebbe valere una disposizione esclusivamente per questo tipo di beni se la Regione decide che si vuole liberare di un patrimonio che non è soltanto quello minerario ma è fatto di tante altre voci. E questa è una prima riflessione che vorrei fare.

La seconda, per essere schematico e veloce, è questa: le società che dispongono di questi beni intanto sono società per azioni, quindi sono anche soggette alle norme del codice civile; sono società in perdita, hanno debiti, che finora normalmente ha ripianato l'EMSA attraverso il bilancio della Regione, e hanno spesso, come unico cespite, questo patrimonio di beni. Hanno dei debiti e hanno questi beni come unico cespite.

Se il Consiglio regionale decide d'un colpo di privarle totalmente di questo patrimonio rimangono solo i debiti; rimangono i debiti alle società, il che vuol dire che rimangono i debiti alla Regione.

Allora alla Regione rimangono i debiti delle società già maturati ora, il personale, che non ha più da produrre minerali spesso, perché non ce n'è più minerale da produrre, quindi rimangono i costi del personale, i debiti delle società e così via.

Io conosco questo patrimonio, e credo che lo conoscano tanti consiglieri. Difficilmente qualsiasi comune è in grado - se gli si trasferisse questo patrimonio tutto insieme - di utilizzarlo per pubblici servizi. Potrebbe utilizzare solo una parte per realizzare strutture culturali, per realizzare piazze, per realizzare edifici e così via; un'altra parte la cederebbero i comuni a prezzo di mercato.

Quindi alla Regione resterebbe il personale e i debiti delle società; ai comuni andrebbe l'intero patrimonio che cederebbe ai privati a prezzo di mercato, non uso altre espressioni.

Io mi chiedo se questo sia corretto, se sia una sana amministrazione, se sia corretto verso gli altri, il sistema complessivo delle autonomie locali, e se sia persino educativo (mi si passi questa espressione) verso gli enti locali che non si troverebbero - cosa facilissima - ad avere gli edifici di cui hanno bisogno per realizzare opere pubbliche o servizi pubblici, ma si troverebbero un patrimonio da immettere sul mercato per conto loro. Patrimonio di cui la Regione si è privata, caricandosi gli oneri del personale e i debiti delle società. E` una riflessione che io pongo al Consiglio regionale.

Presidenza del Vicepresidente Milia

(segue Pinna) Allora, io credo che a questo riguardo, nella gestione dei beni, in qualche modo qualche esperienza sia stata fatta. Tutto ciò che è strettamente necessario ai comuni per realizzare servizi pubblici o opere pubbliche può essere trasferito a prezzo simbolico, oppure anche gratis, sia nella fase transitoria, onorevole Locci, sia nella fase anche a regime; a titolo gratuito le aree, le strutture che servono per i servizi pubblici di pubblica utilità e così via.

Invece, l'altra parte può essere immessa nel mercato attraverso accordi di programma - esperienza che abbiamo già fatto - in cui i soggetti protagonisti sono tre: i comuni, i privati e l'amministrazione regionale, attraverso programmi e progetti che siano anche di sviluppo, di creazione di nuova occupazione, di creazione di posti di lavoro, in una forma che è complessivamente governata dai soggetti che ho richiamato. Qualche esperienza a questo riguardo è già in corso.

Credo che questo possa essere un percorso perché è chiaro che da parte dell'amministrazione regionale non c'è nessuna volontà proprietaria o possessiva.

Sono preoccupato di un'altra cosa, e lo voglio dire con molta franchezza, che il trasferimento d'un colpo di tutto il patrimonio ope legis, senza nessun programma, senza nessuna fase di passaggio transitoria, ma in una sola volta, possa essere un dono greco verso i comuni, di cui molti comuni potrebbero anche dolersi in seguito, perché non sono solo beni che possono produrre reddito, o che possono anche realizzare degli introiti, sono anche beni che talvolta sono onerosi, e in quel caso io prevedo persino che i comuni poi si rivolgeranno all'Amministrazione regionale per avere i finanziamenti per poter ulteriormente intervenire su quei beni. Io credo che qualche riflessione a questo riguardo debba essere fatta.

Concludo rimettendomi per gli altri due emendamenti, Presidente, alle considerazioni svolte dal relatore; mi riferisco all'emendamento 20 e all'emendamento 19.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (Progr. Fed.). Vorrei fare solo qualche riflessione, attenendomi soltanto all'emendamento numero 19 e al testo della legge, dell'articolo 8 bis. Vorrei segnalare, solo per un'ulteriore riflessione alla Commissione, che proprio ieri sera nella riunione di Giunta, ho visto all'ordine del giorno, e ho visto poi che queste delibere sono state approvate, si sono trasferiti alcuni beni regionali ad alcuni comuni che ne hanno fatto richiesta, a prezzo simbolico: un punto ristoro a Barumini, in località "Su Nuraxi"; villa "Pernis" a Milis; ed altri beni regionali al comune di Donori e ad altri comuni interessati, sulla base di quanto disposto dalla legge 35 del 5 dicembre 1995. Non ho avuto la delibera per sapere quale sarà l'uso del punto ristoro di Barumini che viene ceduto a prezzo simbolico di centomila lire al comune di Barumini ma, voglio dire, è avvenuto, credo, tenendo conto dell'utilità del progetto che il comune di Barumini ha presentato richiedendo quel punto ristoro previsto nella delibera concessa ieri(?)

La legge 35/95 infatti, prevede che siano alienati beni regionali o di proprietà degli enti strumentali quando o non vi è un interesse diretto dell'Amministrazione regionale a mantenerli nell'Amministrazione regionale, o non sono stati trasferiti perché c'è un interesse dell'ente locale, senza precisare se questo interesse deve essere per un'opera pubblica o per un servizio, ma parla di interesse di un ente locale, oppure se non vi è un interesse più generale di tutela di quel bene dal punto di vista ambientale.

Ora quindi, quello che è avvenuto ieri con alcune delibere di Giunta, dell'alienazione di alcuni beni ceduti a prezzo simbolico ad alcuni comuni, io non vedo perché questo non possa realizzarsi anche per quanto riguarda i beni di un altro ente, che è appunto l'Ente Minerario, che eventualmente i comuni chiedessero.

Io ritengo che le argomentazioni dell'Assessore siano condivisibili. Sarebbe sbagliato pensare ad un trasferimento in modo così generalizzato di beni che magari il comune neanche vuole, neanche richiede, ma la legge, all'articolo 8 bis, prima del comma a), che l'emendamento numero 19 vuole modificare, dice: "Previa specifica e motivata richiesta". Quindi non si tratta dei beni in modo generalizzato di proprietà dell'EMSA che si trasferiscono, ma di quei beni per i quali il comune avanza richiesta. Questa richiesta deve essere specifica e deve essere anche motivata, e la motivazione non prevede, credo, un successivo utilizzo per scopi diversi da quelli che poi il comma a) prevede, cioè realizzazione di opere pubbliche, di servizi, e perché no, anche di pubblica utilità.

Ritengo che sia una cosa secondo me accoglibile e inviterei la Commissione a riflettere, perché le opere di pubblica utilità non sono neppure previste dalla legge 35/95, che è proprio la legge che detta le norme per l'alienazione dei beni di proprietà della Regione, degli enti regionali, e che prevede appunto la possibilità che prima che siano alienati siano concessi a prezzo simbolico proprio anche agli enti locali. Non vedo perché, per quanto riguarda l'EMSA, non si possa fare una distinzione.

Io ricordo che ci sono non sindaci, ma popolazioni per quanto riguarda il mio territorio, che da decenni sollecitano la realizzazione di un progetto come quello di Montevecchio "Ingurtosu", che se questa viene integrata con lavori di pubblica utilità, non consente né speculazioni, perché la richiesta deve essere motivata e specifica. Viene data ad un comune che tutto sommato ha gli occhi addosso delle popolazioni e di tutti, quindi non mi pare che si presti a nessuna... Io quindi chiederei alla Commissione, ed anche alla Giunta di riflettere, e di poter accogliere anche l'ultimo passaggio dell'articolo 19, quello della pubblica utilità, in quanto il ruolo del comune non si limita semplicemente a fornire servizi o a gestire opere pubbliche, ma il comune può costituire società miste, può coinvolgere società giovanili e cooperative, ed utilizzare quei beni immobili anche per creare ricchezza nel territorio, avendo il comune anche un ruolo attivo, dinamico, come quello che noi vogliamo che i comuni abbiano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Presidente, naturalmente a nome della Commissione ha parlato già il relatore e quindi io intervengo a titolo personale, perché mi pare che questa discussione che si sta sviluppando su questo punto sia una discussione estremamente importante ed interessante che poi ha, e avrà, riflessi non soltanto su questa legge, ma anche su tante altre leggi o su altre decisioni che dovranno essere assunte sia dal Consiglio regionale che dalla Giunta regionale.

Allora io vorrei partire dalla prima considerazione. La prima considerazione è che mi sembra banale dividerci fra due schieramenti opposti, quelli che cioè sarebbero favorevoli ai comuni e quelli che sarebbero contrari ai comuni. Non mi pare che qui si stia discutendo di questo, e credo che davvero noi dovremmo fare uno sforzo per cercare di fare un ragionamento che è stato, per altro, in qualche modo già preannunciato dal relatore, il collega La Rosa, e in qualche passaggio anche dall'Assessore.

Insomma, cerchiamo di capirci; mi pare che qui siano stati affermati due principi, nel modo in cui è stato articolo l'articolo 8 bis. Il comma primo dice in sostanza una cosa, che quanto meno il Governo regionale (e serenamente voglio far osservare questo al collega Locci) chiede di poter esprimere una propria valutazione sulla richiesta del Comune. Sostanzialmente si sta chiedendo questo, che poi è esattamente quanto previsto dalla legge 35, perché sennò anche la legge 35 poteva fare a meno della previsione della deliberazione di Giunta.

Allora il Governo regionale in sostanza dice: "Va bene, i comuni presentino una richiesta, facciano una proposta". Il Governo regionale chiede di poter valutare se la richiesta presentata da quel comune contrasti o meno con un pubblico interesse generale superiore, e quindi su questo esprimersi, perché voglio ricordare ai colleghi che stiamo parlando di un patrimonio che è dell'intera Regione, che in gran parte è passato alla Regione come trasferimento dello Stato, e quindi significa che stiamo parlando di un patrimonio che non è di interesse del singolo comune dove il terreno o l'immobile è situato, ma se i colleghi me lo consentono, è interesse di tutta la collettività regionale.

Allora, cari colleghi, è su questo punto che noi dobbiamo decidere. Se noi vogliamo far finta che questo non sia un patrimonio dell'intera collettività regionale, e lo vogliamo quindi declassare ad un patrimonio di interesse del singolo territorio comunale, allora tutti i ragionamenti sono giusti, ma credo che qui la riflessione debba essere un po' più attenta, perché non sempre si tratta di terreni o di edifici pericolosi, di edifici vecchi, crollati in gran parte; spesse volte ci troviamo di fronte ad aree contigue ai centri urbani che, vendute a prezzo di mercato, consentirebbero a quei comuni, che eventualmente ne diventassero titolari, di acquisire un patrimonio economico e finanziario notevolissimo. Ed allora io mi pongo una domanda: ma trattandosi di un bene dell'intera collettività regionale, perché di quel guadagno non ne deve godere l'intera collettività regionale? Vorrei capire questo, vorrei che qualcuno me lo spiegasse. E` diverso il concetto dei terreni necessari per la realizzazione di un'opera pubblica o di un servizio pubblico.

Credo che su questo nessuno abbia niente da obiettare, ma la domanda è un'altra: quando parliamo di opere di interesse pubblico - così come prevede il collega Manchinu nel suo emendamento - stiamo parlando anche di strutture o di infrastrutture che non sono opere pubbliche o servizi pubblici; possono essere anche strutture produttive, naturalmente, sono strutture di opere di interesse pubblico; ed allora chi è che vieta al Comune, che ha la necessità e sente l'esigenza di promuovere lo sviluppo locale, e quindi ritiene di avere la necessità di disporre di quelle aree, di promuovere con i normali strumenti dell'accordo anche con gli altri soggetti - in questo caso la Regione e i privati - azioni tese a sviluppare su quei terreni azioni congiunte in relazione allo sviluppo? Qual è il problema?

Perché noi dobbiamo dire che soltanto il comune e soltanto il passaggio attraverso la disponibilità piena del comune dei beni, in questo caso della collettività, noi riusciamo a garantire davvero, per quel territorio, lo sviluppo, mentre invece, se questo obiettivo cerchiamo di perseguirlo tutti quanti assieme all'interno di un quadro di accordo che preveda spazi di azione e di intervento per ogni soggetto, questo non va più bene, questa è burocrazia, questo è appesantimento. Credo che una qualche riflessione su questo noi la dobbiamo fare, perché, badate, se passa questo concetto, allora è passato il concetto sostanziale che la Regione, intesa come comunità regionale, è sostanzialmente una sorta di fortezza da assalire perché ognuno deve portarsi a casa il proprio pezzettino. Questo è il concetto che passerebbe, secondo la mia opinione, se noi non facciamo un ragionamento tutti quanti assieme. Credo che non ci sia da parte di nessuno la voglia, la volontà, come dire, di recintare questa proprietà e di renderla intangibile; ma credo invece che, a parte le altre motivazioni anche tecniche, compresa quella importante che comunque stiamo ancora parlando di beni che appartengono al patrimonio di società per azioni che vanno messe in liquidazione, a parte questa questione, sulla quale si è soffermato l'Assessore, io credo che la riflessione che io voglio fare è quella che facevo prima. Insomma, nessuno sta togliendo ai comuni niente, nessuno sta dicendo che ai comuni non debba essere data la possibilità di sviluppare proposte concrete, anche nei termini, e anzi io direi soprattutto nei termini anche dello sviluppo, ma, per altro, lo sviluppo locale - i colleghi lo sanno bene - ormai, anche con la strumentazione regionale e nazionale che stiamo utilizzando, passa necessariamente attraverso piani integrati, accordi di programma, contratti d'area e tutto quello che sappiamo. Ed allora qual è davvero, perché non lo capisco, il problema che molti colleghi pongono, alcuni colleghi pongono, di dire comunque: tutti i beni di queste società, tutto questo patrimonio venga dato immediatamente ai comuni.

Credo che il mio ragionamento sia concluso, e non è riferito, nello specifico (così tranquillizzo il collega Marrocu, che è molto interessato a questo argomento) ad un solo emendamento, è un ragionamento di carattere generale, è un contributo modestissimo che io ho voluto portare, anche come amministratore di un altro comune che non ha beni, o non ha miniere nel proprio territorio, e non avrebbe nessuna possibilità di avere in concessione o in assegnazione queste aree o questi beni immobili, e che però ritiene di poter dire che il patrimonio complessivo di cui stiamo parlando non è di pertinenza esclusiva dei singoli comuni dove questi beni sono dislocati, ma questi sono beni che appartengono all'intera collettività regionale, e quindi ritengo che il Governo regionale abbia pieno titolo ad esprimere la propria opinione, la propria valutazione, in relazione al destino che questi beni debbono subire.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Montis. Ne ha facoltà.

MONTIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, io credo che userò un tono meno eccitato per ribadire alcune considerazioni che abbiamo già fatto in passato, che ripeteva adesso l'onorevole Sanna, che ha detto anche l'Assessore. Potrei persino esimermi dall'intervenire su questo emendamento, se non lo facessi per due cose molto precise: siamo stati i soli, l'onorevole Concas ed io, a presentare un'interrogazione sul paventato trasferimento in base alle disposizioni della legge Bassanini, delle risorse archivistiche, tecniche ed umane del distretto minerario ubicato nella città di Iglesias, chiedendo che questo venga confermato per la stessa città come patrimonio dell'intera Sardegna, ma soprattutto dell'Iglesiente. Quindi nessuno può certo accusarci di essere contro i comuni, e in particolare contro il comune di Iglesias. Poi c'è un ordine del giorno a firma Floris, Fantola, Locci, Tunis e più, firmato anche dalla compagna Concas e da me, che chiede alla Giunta regionale un impegno con l'amministrazione comunale di Iglesias per la definitiva destinazione dell'archivio del distretto minerario. Quindi, non possiamo essere accusati di essere contro i comuni e contro l'utilizzo dei territori e delle strutture minerarie, delle ex strutture minerarie, dei fabbricati e quant'altro. Questo è il primo chiarimento.

Il secondo chiarimento è di altro ordine: nel 1991 la Giunta regionale stanziò quindici miliardi per un progetto Montevecchio-Ingurtosu. Perché non andò avanti questo? Non perché non era passato ai comuni. Questa è una cosa impropria, che non esiste, è una fantasia. Quei soldi non furono utilizzati per un ripristino ambientale dei fabbricati, per la salvaguardia di strutture minerarie, per un rilancio economico, anche se parziale e modesto di quelle zone, per un motivo molto semplice: ci fu un'opposizione forte da parte di partiti anche della sinistra che avevano individuato in un progetto per un investimento globale intorno ai 300 miliardi di lire ed una occupazione fantasiosa di seicento persone.

Credo di essere stato il solo, assieme all'assessore Battista Zurru, allora assessore dell'industria, in un grande convegno tenutosi a Montevecchio, alla presenza di dirigenti e tecnici della "SNAM Progetti", dell'ENI, della Regione sarda, e di quant'altro, a sostenere la possibilità immediata e in tempi rapidi, di redigere un progetto per l'utilizzazione di questi 15 miliardi, perché c'era la possibilità reale di ottenere, da parte della "SNAM Progetti", che possedeva momentaneamente queste risorse, questi territori, queste strutture, questi fabbricati, il loro benestare alla realizzazione di un progetto di questo genere. Fu ostacolato perché ci fu un progetto fantasioso, che non ebbe corso. Dicemmo allora: "Lo Stato italiano è in tali difficoltà (perché si chiedevano i soldi al Governo della Repubblica) che non credo che in un arco di tempo ragionevole, e persino quantificabile in qualche decennio, darà queste risorse finanziarie per Montevecchio e Ingurtosu, ed eventualmente per altre zone ex minerarie.

Dite la verità. Dire altre cose significa arrampicarsi un po' sugli specchi, fare delle considerazioni che possono far suonare musica a certe orecchie e ragionamenti pretestuosi, ma non hanno alcun fondamento di verità.

L'altra questione credo che sia pensare che il trasferimento di piccole proprietà di Milis o di altre zone, con la vastità dei territori, la vastità di questi fabbricati, la consistenza degli stessi, il valore degli stessi - che secondo me non è di 40 miliardi, come è stato impropriamente detto in qualche riunione da parte di componenti la Giunta regionale, ma di molte centinaia di miliardi - non può essere considerata una proprietà esclusiva e ad esclusivo vantaggio dei singoli comuni, se non estendendo questo che, ripeto, per l'ennesima volta, deve essere un progetto complessivo, che riguarda la zona sud occidentale dell'Isola, che riguarda Sosenatos (?), che riguarda l'Argentiera, che riguarda il Sarrabus Gerrei, che riguarda le miniere di ferro alle porte di Cagliari, in agro di Capoterra, dove ci sono grandi estensioni e grandi proprietà, anche lì, e grandi fabbricati assolutamente interessanti, come a Gonnosfanadiga, eccetera. Non credo che possa essere affidato in questo modo, se non attraverso questo programma ed oggi con la possibilità concreta da parte della Regione di ottenere finanziamenti dallo Stato e dall'Unione Europea, che non c'erano nelle condizioni paventate o proposte alcuni anni or sono.

Oggi ci sono queste condizioni reali, ecco perché è improprio accogliere un emendamento di questo genere.

Sono risorse che devono essere utilizzate per invertire una tendenza al degrado che esiste in questa zona e non ce ne sono altre momentaneamente, e altre sono anche qui un po' fantasiose.

Vorrei fare una osservazione molto benevola: credo che l'Assessore della programmazione abbia fatto benissimo a stipulare questi accordi di programma attraverso i PIA nelle zone, per esempio, della Marmilla. Credo che abbia fatto benissimo, è un incentivo a una ripresa delle condizioni economiche, però la vera ripresa di questa zona non è lì, è nella irrigazione di quelle terre che sono tra le migliori dell'Isola, che potrebbero trasformare effettivamente, ripopolare quei comuni, produrre colture pregiate, trasformare industrialmente le stesse. Allora, sì, che sarebbe una risorsa, destinandovi nei prossimi anni risorse finanziarie adeguate. Così per quanto riguarda le zone minerarie nell'immediato. Chi volesse, per esempio l'Assessore dell'industria, farsi una passeggiata alle prime propaggini, sulla sinistra, salendo verso Montevecchio, troverebbe un impianto per la produzione di pietra di cava che viene utilizzata in parte per questo impianto di Lana di Roccia a Iglesias e troverebbe nove lavoratori, dipendenti della Progemisa, che da tre anni non fanno niente e sono pagati. Quando chiedete loro: "Cosa state facendo?", rispondono: "Litighiamo tra noi, perché non abbiamo nessun impegno di lavoro". Sono persone che hanno fatto 19 - 22 - 23 anni di miniera, operai specializzati nelle miniere. Non ci sono nell'immediato possibilità di riscatto, di sviluppo economico, di progettazioni tali da aprire in quelle zone o in gran parte di quelle zone prospettive occupative tali da invertire la tendenza della disoccupazione attuale, soprattutto giovanile, dite la verità, se non una valorizzazione piena di queste zone ex minerarie nel suo complesso, attraverso un programma, un progetto, una visione di sviluppo e risorse finanziarie adeguate, che solo la Regione, credo, possa ottenere dallo Stato italiano, dall'Unione Europea e in proprio con finanziamenti nel corso dei prossimi anni, ricorrendo persino ad un indebitamento, perché la tradizione di queste zone hanno influito decisamente, l'abbiamo detto in altre occasioni e lo ripetiamo oggi, ad ottenere le loro battaglie, il loro impegno politico, la loro organizzazione ha consentito negli anni '60 di ottenere il piano di rinascita, di ottenere investimenti straordinari ed aggiuntivi da parte dello Stato italiano. Lo meritano queste popolazioni, lo meritano per il passato, per la tradizione, per le lotte che hanno combattuto, per le lotte democratiche e per i risultati che sono riusciti ad ottenere, lo meritano perché sarebbero ancora in grado di concorrere ad uno sviluppo civile della Sardegna, come hanno concorso in passato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Presidente, intervengo perché sul punto il Gruppo Forza Italia aveva già assunto chiaramente posizione, anche per non dare impressione, posto che il dibattito si sta svolgendo e consumando all'interno della sinistra con posizioni davvero in antitesi, in aperto contrasto, e noi vogliamo ribadire che per il Gruppo di Forza Italia sarebbe stato molto più semplice procedere al trasferimento diretto ai comuni interessati delle aree e degli immobili che sulle aree ricadono e soprattutto senza quei lacciuoli burocratici che poi sappiamo che non fanno altro che procrastinare nel tempo il trasferimento a favore dei comuni. Una posizione diversa denota sicuramente una visione centralistica anche della nostra Regione, spesso noi ci lamentiamo con Roma perché accusiamo Roma di essere centralista, ma noi qui stiamo ripetendo o meglio voi state ripetendo lo stesso errore, in barba al decentramento che dovrebbe essere attuato non solo nelle funzioni, ma anche nel trasferimento dei beni e soprattutto in violazione di quel principio tanto sbandierato della sussidiarietà che viene mortificato non si sa in relazione a quali altre esigenze. Allora, c'è da chiedersi: o non dobbiamo riconoscere ruolo alcuno ai comuni, e lo dobbiamo dire in maniera molto chiara, perché non li riteniamo competenti o all'altezza di poter gestire patrimonio immobiliare, o altrimenti riteniamo che invece la Regione sia e debba essere primariamente investita di questo ruolo, ma la risposta mi pare che sia nei fatti.

La Regione finora ha dimostrato di essere una pasticciona nella gestione del proprio patrimonio immobiliare, ha dimostrato soltanto che è capace ad acquistare o a vendere, ma ad acquistare molte volte a peso d'oro e a svendere il proprio patrimonio. Non vorremmo che siano già a bussare a Villa Devoto gli speculatori che su quelle aree probabilmente possono avere altri interessi e non vorremmo neanche sospettare che a dare voce a questi speculatori possa essere proprio l'atteggiamento disinvolto di qualche Assessore regionale.

Allora penso che noi dobbiamo riconoscere fortemente il ruolo centrale nel sistema delle autonomie locali dei comuni, e questa è una occasione che il Consiglio regionale non può assolutamente disattendere, perché è inutile andare a fare e ad esprimere a volte la solidarietà, pur doverosa, a favore dei sindaci, ma diventa tutto inutile, diventa soltanto parata nella misura in cui poi con i fatti concreti non si diano risposte a questi sindaci.

Poi voglio fare alcune brevissime osservazioni in relazione all'intervento fatto dal collega Salvatore Sanna.

E` vero che è patrimonio di tutta la collettività, ma come è patrimonio di tutta la collettività il litorale di Villasimius, come è patrimonio di tutta la collettività il Castello della Fava a Posada, come è patrimonio di tutta la collettività il complesso nuragico di Barumini.

Noi qui dobbiamo distinguere due aspetti: un aspetto è il godimento dei beni che deve, in ogni caso, rimanere, appartenere a tutta la collettività; l'utilizzazione è il godimento del bene, altra cosa è invece il governo del territorio, la gestione del bene che necessariamente deve far capo all'ente territoriale più vicino a quel bene, all'ente territoriale dove è sito il bene. Dunque non si comprende questa ostilità, questa avversità, quasi che il sindaco domani, il comune interessato domani possa appunto svendere o possa fare chissà quale uso improprio del bene.

Noi siamo certi che rispetto alla Regione il comune possa dare certamente anche una più oculata, più garantita gestione serena, trasparente e cristallina del bene in questione. Quindi, noi siamo per sostenere gli emendamenti che logicamente garantiscono ancor più da vicino, visto che non è passato l'emendamento del Gruppo Forza Italia che invece avrebbe sicuramente facilitato sia il ruolo della Regione, ma soprattutto avrebbe fatto cosa giusta in favore dei comuni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (Progr. Fed.). Molto brevemente per portare alcune brevissime considerazioni, anche se rischio di essere tacciato come avversario dei comuni; in questo caso può valere il fatto che io sia stato amministratore comunale per vent'anni e quindi conosca la problematica anche dei trasferimenti.

Ho questa sensibilità e le considerazioni che vado a fare sono di carattere generale. I beni dei quali stiamo parlando appartengono alla Regione sarda, controllati attraverso delle società per azioni. Le società per azioni che per anni sono state, sotto forma di aumenti di capitale, foraggiate dalla Regione sarda, sono, come diceva il collega Sanna, beni regionali, beni dell'intera comunità regionale.

Sui trasferimenti ai comuni. Se da queste S.p.A. noi trasferiamo i beni ai comuni restano a carico della Regione le passività di queste società per azioni. Non mi pare una grande operazione, anche perché è di questi anni la privatizzazione dello Stato ed è da questo che noi, secondo me, dobbiamo prendere esempio. Non mi pare che lo Stato italiano, il Ministero del Tesoro stia trasferendo i suoi beni, e i gioielli statali li stia trasferendo alle regioni e tanto meno ai comuni. Mi pare che la BNL, l'IRI, l'ENI, adesso in ultimo l'ENEL, si stiano vendendo al libero mercato.

La Regione può vedere i suoi precedenti e ha dei precedenti. E` di qualche mese il bando per la vendita degli alberghi Esit. Mi pare che non si stiano trasferendo tout-court alle amministrazioni comunali, ai comuni interessati. Se una cosa del genere passa penso che faremo un grande torto a quei comuni dove insistono gli alberghi Esit, che vengono venduti al mercato. Tutt'al più i comuni che sono interessati hanno diritto di prelazione per acquisire quelle strutture. Quindi, stiamo attenti a questo termine molto generico di pubblica utilità dove ci può entrare un po' di tutto.

In ultimo, una brevissima considerazione, me la consenta il collega Pittalis come neoliberista. Non mi pare si possa definire il mercato, così genericamente, come esclusivamente speculativo, il mercato è il mercato.

Io mi auguro per il bene dei territori interessati, e vi assicuro che non è il mio territorio, che questi terreni non restino alla Regione, ma tanto meno vadano ai comuni, ma mi auguro, collega Pittalis, che vadano a finire al mercato e sarà a beneficio dei territori e dei comuni interessati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI (A.N.). Non sarei intervenuto se non avessi sentito molti interventi a mio avviso incentrati su un testo legislativo che non c'è.

Mi fa piacere constatare che, seppure(?) in una parte della sinistra, non c'è condivisione piena al centralismo regionale, ma vi è consapevolezza, anche in una parte della sinistra, che il decentramento, che il federalismo interno non si enuncia esclusivamente sui programmi, sui comizi, ma anche quando si redige un testo di legge si è coerenti con i propri principi e programmi e si tende a dare attuazione concreta a queste cose.

Si è detto: "E' patrimonio della collettività", ma scusate i comuni non sono patrimonio dell'intera regione? Non sono uno dei capisaldi della democrazia nei nostri territori? Ma perché mai non sarebbero maturi per gestire un qualsiasi bene immobile. Allora, sui comuni ci torniamo, non posso fare il solito intervento come a me piace perché se parlo un attimino sopra le righe perdo la voce; però perché ai comuni, cosa lascia la Regione oggi in quei territori dove ha operato in tutti questi anni? Bene diciamolo, non limitiamoci a dire che questo è patrimonio della collettività. La Regione lascia disoccupazione, lascia immobili fatiscenti, lascia un degrado ambientale spaventoso. Questo è il patrimonio che lascia la Regione e lo lascia in capo alle comunità locali. I disoccupati vanno a bussare alla porta dei sindaci, gli imprenditori vanno a bussare alle porte dei sindaci perché non trovano più risposte da nessun'altra parte. Di cosa vi preoccupate? Si è detto erroneamente, a mio avviso, "Ma come potrebbero i comuni gestire un tale patrimonio, quasi che il patrimonio interamente, l'Assessore diceva, non possiamo pensare di cedere". Io credo che veramente non possiamo pensare di cedere, infatti la lettera della legge non parla di cessione. Il verbo cessione presuppone una mente centralista, che ha tutto nelle proprie mani e che cede qualcosa ad altri. Il problema qui nella legge è inverso; sono i comuni che devono fare istanza, l'istanza deve essere una istanza specifica, deve essere una istanza motivata e non è detto da nessuna parte che riguarderà o possa o debba riguardare l'intero patrimonio, per cui taluni interventi veramente hanno parlato di una legge che non c'è, di una situazione che non esiste e sottendono però a delle intenzioni.

Dico quest'ultima cosa e poi chiudo. Ma che tipo di controllo dovrebbe operare la Regione su questi trasferimenti? Perché i controlli possono essere tecnici o politici. Allora o voi volete un controllo politico, ed allora dite chiaramente che siete centralisti, non c'è bisogno di vergognarsene, siete per il controllo totale di tutto ciò che fa capo alla Regione, oppure il controllo può essere tecnico, ma se il controllo è tecnico non è la Giunta regionale che può avere la capacità, le competenze nel ruolo per esercitare un controllo tecnico. Per cui mi pare veramente che la scelta sia una scelta errata e che quindi gli emendamenti vadano votati, vadano votati positivamente e sugli emendamenti, Presidente, chiedo la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (Progr. Fed.). Intervengo solo sull'emendamento numero 19, che è quello che ha impegnato maggiormente i colleghi con i loro interventi, per precisare l'obiettivo, che è condivisibile, che viene proposto dai firmatari e che è anche da me condiviso.

Ho sentito l'intervento del collega Pittalis che richiamava considerazioni già svolte nel corso del dibattito, e diverse considerazioni mi convincono sull'esigenza di sostenere l'emendamento che è stato presentato, però se i colleghi che hanno sottoscritto l'emendamento mi seguono un attimo, in particolare il collega Manchinu, vorrei aggiungere all'emendamento che è stato presentato, Presidente Milia, le seguenti parole, proseguendo nel testo: "e purchè i beni non vengano alienati". Con l'emendamento così completato mi pare (ho anche sentito opinioni nei diversi Gruppi) che riassumiamo il dibattito che c'è stato sin qui, si risponde positivamente all'attesa dei comuni e si dà una risposta sul tema in linea con il lavoro che sin qui è stato svolto dai colleghi che hanno lavorato al testo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Boero. Ne ha facoltà.

BOERO (A.N.). Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, intervengo per ricordare che in fase di discussione generale avevo affermato che era una mia posizione personale e confermo questa posizione anche se, per quanto concerne l'aspetto illustrato dal collega Locci sul trasferimento ai comuni, mi trova sulla stessa linea e conseguentemente non starò a ripetere con parole mie ciò che ha ben detto il collega.

In premessa a quanto ho detto rimango del parere che questa è e rimane una legge pastrocchio, una legge malformata, una legge ovviamente monca, e l'alienazione dei beni pubblici, se non passa proprio presso il decentramento verso i comuni, secondo come taluni intendono tali schieramenti non segue di certo i principi di economicità, perché, così come è impiantata la legge, proprio per quella legge di mercato che, piaccia o non piaccia, è al di sopra di ogni pensiero e di ogni concetto, i beni di per sé sono svalutati perché la legge li svaluta. L'alienazione dei beni, per altre vie che non passi ad una gestione dei comuni che ne hanno titolo, porterebbe ad una autentica svendita di un patrimonio che, è vero onorevole Falconi, ci ha regalato lo Stato, ma è altrettanto vero che i comuni sono parte principale della nostra regione e nulla osta che con un indirizzo lungimirante si passi questa ulteriore regalia per fare qualche cosa di buono, che certamente i comuni possono in potenza fare, quel buono che non è stato fatto dalla Regione. Perché, in buona sostanza, questa legge nasce per punire chi non deve essere punito, gran parte se non tutti i dipendenti, e non punisce, quanto meno moralmente, chi è responsabile dello sfascio dell'ente EMSA, che ha portato negli anni, nei decenni, a questa situazione. Quindi, l'impianto della legge di per sè non continua a perseguire scopi di giustizia, se questa legge deve passare, al contrario di quanto io personalmente non desidero, perché desidero, come ho detto in fase di discussione generale, ben altro tipo di legge, se deve passare ma che passi nel modo meno negativo possibile.

Ecco perché mi ritrovo, almeno per questo aspetto, in linea con molti colleghi della maggioranza e della opposizione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S. d'Az.). Signor Presidente, intervengo semplicemente per rilevare che l'emendamento orale proposto dal collega Cugini non mi sembra conforme ai principi dell'ordinamento, perché si creerebbe un vincolo di inalienabilità senza termine e si limiterebbe la capacità di gestione del proprio patrimonio da parte dei comuni, perché i beni, una volta ceduti, sono del patrimonio comunale. Semmai vi è un problema, che è quello di evitare che i comuni, ma magari altri beneficiari di beni della Regione, non solo di beni minerari, realizzino poi speculazioni sugli stessi beni realizzando plusvalenze. Forse è opportuno studiare il riversamento delle plusvalenze al bilancio regionale per destinarle magari agli stessi enti locali, però la norma è complessa e chiaramente non possiamo inserirla in questa legge; potremmo invece approfittare della finanziaria e inserire una norma di genere finanziario. Quindi, sarei per non introdurre questo vincolo in questa forma e in questa legge, ma di studiare il problema e trovare soluzioni in altra sede.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 21 all'articolo 8 bis..

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 68

Votanti 68

Maggioranza 35

Favorevoli 30

Contrari 38

(Il Consiglio non approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Passiamo ora alla votazione dell'emendamento numero 20 soppressivo parziale, sempre a scrutinio segreto.

Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Sul 20 la Commissione ha espresso una propria posizione, anche favorevole, rimettendosi all'Aula. Non credo ci sia bisogno di votare a scrutinio segreto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI (A.N.).Se il parere della Commissione è favorevole ritiro la richiestadi voto segreto.

PRESIDENTE. E` stato ritirato il voto segreto sull'emendamento numero 20.

Metto in votazione l'emendamento numero 20. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 8 bis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 19 nel testo originale, poiché non è stato accolto l'emendamento dell'onorevole Cugini.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Zucca. Ne ha facoltà.

ZUCCA (Progr. Fed.). C'è stato un emendamento precedente a quello orale che è stato accolto.

PRESIDENTE. E` stato accolto l'emendamento orale precedentemente proposto?

MANCHINU (Progr. Fed.). Non è stato accolto.

PRESIDENTE. Non è stato accolto neanche questo emendamento orale.

Ha domandato di parlare il consigliere La Rosa. Ne ha facoltà.

La rosa (G.D.R.I. e Ind.), relatore. Chiedo la votazione per parti, dalla prima parte sino a "disservizi", e poi la seconda parte: "gli interventi di pubblica utilità".

PRESIDENTE. Metto in votazione da "articolo 8 bis sino a "di servizi", come prima parte, e poi "interventi di pubblica utilità" come seconda parte.

Ha domandato di parlare il consigliere Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI (A.N.). Chiedo il voto segreto a nome di Alleanza Nazionale.

PRESIDENTE. Sull'emendamento votato per parti, onorevole Locci?

SANNA SALVATORE (Progr.Fed.). Sulla prima parte possiamo evitarlo perché il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Metto in votazione per alzata di mano l'emendamento numero 19 fino a "di servizi". Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvato)

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico della seconda parte dell'emendamento numero 19.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 67

Votanti 67

Maggioranza 34

Favorevoli 44

Contrari 23

(Il Consiglio approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Si dia lettura dell'articolo 9.

CONCAS, Segretaria:

Art. 9

Personale dell'EMSA

1. I dipendenti a tempo indeterminato dell'EMSA, nonché i direttori tecnici del medesimo ente, sono trasferiti, con effetto dalla data di pubblicazione del decreto di cui all'articolo 6, comma 2, alle dipendenze dell'Amministrazione regionale e sono inquadrati, dalla medesima data, nelle qualifiche funzionali del ruolo unico regionale col riconoscimento, ai fini giuridici ed economici, dell'anzianità di qualifica posseduta nell'ente di provenienza e secondo la seguente equiparazione:

a) dirigente = qualifica funzionale dirigenziale;

b) impiegato livello 1°s e 1° = qualifica funzionale ottava;

c) impiegato livello 2° = qualifica funzionale settima;

d) impiegato livello 3° e 4° = qualifica funzionale sesta;

e) impiegato livello 5° = qualifica funzionale quinta;

f) impiegato livello 6° = qualifica funzionale quarta.

2. Al personale così inquadrato in ruolo spetta il trattamento economico previsto dal contratto di lavoro dei dipendenti del ruolo unico regionale. Il compenso per arricchimento professionale è determinato in base all'anzianità riconosciuta ed il salario di anzianità è costituito dagli importi di cui all'articolo 7, comma 5, del decreto del Presidente della Giunta regionale 14 maggio 1996, n. 113.

3. Qualora il trattamento economico in godimento presso l'EMSA, costituito dagli elementi della retribuzione aventi la stessa natura di quelli indicati al comma 2, sia superiore, in ragione d'anno, a quello determinato ai sensi del medesimo comma, l'eccedenza è conservata come assegno personale da riassorbire con i miglioramenti del trattamento economico risultanti dalla contrattazione.

4. Al personale del soppresso EMSA viene, a domanda, liquidato, entro trenta giorni dalla data di pubblicazione del decreto di cui all'articolo 6 comma 2, il trattamento di fine rapporto secondo le regole vigenti nell'ente di appartenenza. L'iscrizione ai nuovi fondi similari è effettuata con decorrenza dal giorno dell'inquadramento nel soggetto giuridico prescelto.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 11, 44, 45, 5, 15, 50 e 46. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:









PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.

BONESU (P.S.d'Az.). L'emendamento numero 11 corregge il testo approvato in Commissione sotto vari profili, derivando dall'esperienza dell'approvazione della proposta 101 e della proposta 27. Abbiamo riportato il salario di anzianità alla formula già usata per coloro che entrano in Regione provenendo da altro contratto, cioè la conservazione ad personam, con assegno personale non riassorbibile, del salario di anzianità già maturato. Questo perché un ricalcolo del salario di anzianità, secondo i parametri regionali, sarebbe di quasi impossibile applicazione. Si è poi estesa anche al personale che proviene dall'Emsa la non iscrizione al FTQ, in attesa della riforma, e si è previsto appunto che, considerato che cambiano il regime di trattamento di fine rapporto, a domanda può essere conseguito immediatamente il trattamento di fine rapporto maturato presso l'EMSA.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 44 ha facoltà di illustrarlo.

BALLETTO (F.I.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 45 ha facoltà di illustrarlo.

BALLETTO (F.I.). Intervengo brevemente sull'emendamento numero 45 anche perché si ricollega all'emendamento numero 5.

L'emendamento numero 45 tende a sopprimere nel primo comma dell'articolo 9 le parole "i direttori tecnici".

L'emendamento numero 5, dell'onorevole Marteddu, tende ad estendere, con riferimento a questo aspetto, anche il direttore generale dell'EMSA. Adesso vorrei sapere se questa è una legge ad personam oppure è una legge che, come tutte le leggi, deve avere il carattere dell'astrattezza e della generalità, e rivolgersi quindi indipendentemente, senza attribuire privilegi specifici, a tutta una generalità di soggetti che si trovano in una determinata situazione.

Perché dico questo? Dico questo perché il direttore generale e i direttori tecnici, se mal non ricordo, hanno un contratto di lavoro a tempo determinato, e il contratto di lavoro a tempo determinato è soggetto a scadenza quindi, se si inserisce e si approva questo trasferimento, si tratta di un'assunzione a tempo indeterminato di soggetti che invece godono di un trattamento a tempo determinato.

Non vi è neanche da dire che si tratta di una ingiustizia nei confronti di questi soggetti, molti o pochi che essi siano, ma è una questione ovviamente di principio, perché nel contratto a tempo determinato, e la Giunta lo sa perfettamente, una condizione è che il contratto cessa prima della scadenza del termine previsto ove l'ente, quindi l'EMSA, venisse messo in scioglimento. Quindi, si tratta di una clausola e di una condizione assolutamente nota e conosciuta da parte di queste figure professionali e come tali, evidentemente, nel sottoscrivere quel determinato contratto, sapevano che il rapporto di lavoro poteva non essere rinnovato alla scadenza contrattuale, o addirittura si interrompeva ove l'ente fosse stato messo in liquidazione. E` una norma chiara? E' una norma trasparente? E` una norma di giustizia? Noi riteniamo di no, perché è una norma di privilegio e come tale abbiamo proposto l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Marteddu per illustrare l'emendamento numero 5.

MARTEDDU (Popolari). L'emendamento numero 5 si intende ritirato essendo ricompreso nell'emendamento numero 11, e soprattutto a seguito dell'accoglimento, da parte dell'Aula, dell'emendamento orale al comma 8 dell'articolo 6. Quindi l'emendamento numero 5 è ritirato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 15 ha facoltà di parlare il consigliere Amadu.

AMADU (Gruppo Misto). L'emendamento si dà per illustrato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 15 si dà per illustrato. L'emendamento 50 è decaduto.

Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 46.

BALLETTO (F.I.). L'emendamento numero 46 si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere La Rosa, relatore.

LA ROSA (G.D.R.I. e Ind.), relatore. Favorevole per quanto riguarda l'emendamento numero 11; è stata già chiarita la ragione da parte dell'onorevole Bonesu.

L'emendamento numero 44 invece si presenta tecnicamente inapplicabile perché i lavoratori di cui si parla hanno un contratto dell'industria diverso quindi da quello dei dipendenti regionali. Quindi, non potrebbe essere tecnicamente fatto l'inquadramento che si prevede nell'emendamento numero 44, per cui non può essere accolto. Del resto, l'emendamento numero 11 di cui parlavo prima, sicuramente è in grado di dare sicurezza e garanzia all'inquadramento del personale.

Per l'emendamento numero 45 devo dire che questo emendamento stesso si configurerebbe come una disposizione ad personam; quindi, evidentemente, anche sotto questo profilo ha qualche problema, ma significherebbe soprattutto il licenziamento di una persona. La Commissione ritiene di non dovere aderire a questa disposizione, pertanto non lo accoglie.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 15 esso è assorbito in modo corretto ed adeguato nell'emendamento numero 11, per cui chiedo ai proponenti il ritiro; in ogni caso non potrebbe essere accolto. Chiedo comunque ai proponenti il ritiro, perché è assorbito adeguatamente nell'emendamento numero 11.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 46 chiedo il ritiro anche per questo, perché le previsioni riportate in questo emendamento sono già state approvate nell'articolo 6 comma 10, per cui nell'articolo 6 è già previsto quanto riportato in questo emendamento all'articolo 9, per cui, a questo punto, dovrebbe essere inammissibile.

PRESIDENTE. Il "46" è decaduto onorevole La Rosa.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'Industria.

PINNA, Assessore dell'industria. La Giunta condivide il parere testè espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Brevemente voglio ritornare sull'emendamento numero 45. Così come la Giunta, onorevole La Rosa, assume le persone che stipulano e sottoscrivono un contratto con clausole ben definite e leggibili, e nel contratto è scritto che in caso di soppressione dell'EMSA il rapporto cessa, non capisco perché la Giunta debba essere libera di assumere e non debba essere libera non di licenziare, ma di rispettare un contratto che è stato liberamente sottoscritto dalle parti. Ripeto, non è un problema di una persona, onorevole La Rosa, è un problema di giustizia e di equità nei confronti di chi non ha avuto neanche la fortuna di sottoscrivere un contratto, se è giusto che questo avvenga, non chiederemo per questo emendamento lo scrutinio segreto perché non è un'azione rivolta nei confronti di una o più persone che si trovano in queste condizioni, ma è un problema di giustizia che deve essere preso a cuore e che deve essere visto da quest'Aula.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 45, riferito all'emendamento numero 11. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 11. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

L'articolo 10 è soppresso.

Sono decaduti gli emendamenti numero 44 e numero 15, per il 46 abbiamo già spiegato poc'anzi che è decaduto perché già compreso nel comma 11 dell'articolo 6.

Sull'ordine dei lavori ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). L'articolo 9 non è stato votato.

PRESIDENTE. E' stato sostituito totalmente dall'emendamento 9.

Si dia lettura dell'articolo 11.

CONCAS, Segretaria:

Articolo 11

Attuazione degli aiuti

1. In conformità all'articolo 4 della legge regionale 3 luglio 1998, n. 20, agli aiuti previsti dagli articoli 2 e 3 è data attuazione a partire dalla data di pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione della decisione favorevole della Commissione CE, ovvero dalla scadenza del sessantesimo giorno dalla notifica della proposta.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 11, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 12.

CONCAS, Segretaria:

Art. 12

Norma finanziaria

1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutati in lire 62.500.000.000 per l'anno 1998, in lire 42.000.000.000 per l'anno 1999 ed in lire 42.000.000.000 per l'anno 2000 e fanno carico ai sottocitati capitoli dei bilanci regionali per gli stessi anni.

2. Alla relativa spesa si fa fronte:

a) quanto a lire 25.000.000.000 per l'anno 1998 mediante utilizzazione, ai sensi dell'articolo 30 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, della riserva di cui alla voce 3 della Tabella B allegata alla legge regionale 8 marzo 1997, n. 8 (Legge finanziaria 1997);

b) per le restanti somme mediante le seguenti variazioni in diminuzione del bilancio della Regione per gli anni 1998/2000.

3. Nel bilancio della Regione per gli anni 1998/2000 sono introdotte le seguenti variazioni:

In diminuzione

03 - PROGRAMMAZIONE

Cap. 03016

Fondo speciale per fronteggiare spese correnti dipendenti da nuove disposizioni legislative

1998 lire ------

1999 lire 6.000.000.000

2000 lire 6.000.000.000

mediante pari riduzione della riserva di cui alla voce 2 della tabella A allegata alla legge regionale 15 aprile 1998, n. 11 (legge finanziaria 1998)

Cap. 03017

Fondo speciale per fronteggiare spese in conto capitale dipendenti da nuove disposizioni legislative

1998 lire 37.500.000.000

1999 lire 36.000.000.000

2000 lire 36.000.000.000

mediante le sottoelencate riduzioni delle riserve della tabella B allegata alla legge finanziaria 1998:

- voce 2 lire 25.000.000.000 per l'anno 1998

- voce 3 lire 12.500.000.000 per l'anno 1998

- voce 4 lire 36.000.000.000 per gli anni 1999 e 2000

In aumento

09 - INDUSTRIA

Cap. 09016-02 (N.I.) - (2.1.1.5.8.2.10.28) (07.07)

Contributo annuo alla gestione liquidatoria dell'Ente Minerario Sardo (EMSA) - quota per spese correnti (art. 6 della presente legge)

1998 lire 500.000.000

1999 lire 1.500.000.000

2000 lire 1.500.000.000

Cap. 09016-03 (N.I.) (2.1.2.3.8.3.10.28) (07.07)

Contributo annuo alla gestione liquidatoria dell'Ente Minerario Sardo (EMSA) - quota per investimenti (art. 6 della presente legge)

1998 lire 30.000.000.000

1999 lire 15.000.000.000

2000 lire 10.000.000.000

Cap. 09017 (N.I.) - (2.1.1.5.8.2.10.28) (07.07)

Contributo annuo all'Agenzia per le Risorse Geologiche e Ambientali (ARGEA) - quota per spese correnti (art. 5 della presente legge)

1998 lire 2.000.000.000

1999 lire 4.500.000.000

2000 lire 4.500.000.000

Cap. 09017-01 (N.I.) (2.1.2.3.8.3.10.28) (07.07)

Contributo annuo all'Agenzia per le Risorse Geologiche e Ambientali (ARGEA) - quota per investimenti (art. 5 della presente legge)

1998 lire 1.000.000.000

1999 lire 1.000.000.000

2000 lire 1.000.000.000

Cap. 09045-17 (N.I.) - (2.1.2.4.3.3.10.28) (02.02)

Fondo speciale per incentivare gli investimenti in attività produttive nelle aree minerarie (articolo 2 della presente legge)

1998 lire 15.000.000.000

1999 lire 10.000.000.000

2000 lire 10.000.000.000

Cap. 09034 (D.V.)

Spese per il ripristino e la riabilitazione ambientale delle aree interessate da attività minerarie o di cava dismesse o in fase di dismissione (artt. 32 e 35, L.R. 7 giugno 1989, n. 30; L.R. 21 maggio 1998, n. 15 e art. 4 della presente legge)

1998 lire ---------

1999 lire 1.000.000.000

2000 lire 1.000.000.000

Cap. 09134 (N.I.) - (2.1.2.1.0.3.1.10.15) (03.05)

Spese per l'attuazione nelle aree interessate da attività minerarie di programmi di opere infrastrutturali integrate nei settori dell'industria, dell'agricoltura e del turismo (art. 3 della presente legge)

1998 lire 14.000.000.000

1999 lire 9.000.000.000

2000 lire 14.000.000.000

4. Alla determinazione degli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge per gli anni successivi al 2000 si provvede con legge finanziaria.

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato l'emendamento numero 12 sostitutivo parziale. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:




PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere La Rosa per illustrare l'emendamento numero 12.

LA ROSA (G.D.R.I. e Ind.), relatore. Signor Presidente, l'emendamento 12 ha meramente carattere tecnico, mantenendo ferma ovviamente la somma di risorse complessivamente destinate al provvedimento, poiché il provvedimento stesso si esamina in questa fase e non più nei primi di agosto, era necessario fare qualche spostamento interno tra le varie voci, ma adesso, a seguito della soppressione dell'articolo 5 e 5 bis vi è una necessità, anche per ragioni di coordinamento, di destinare diversamente le risorse che erano previste per l'ARGEA sia per spese correnti sia per spese in conto investimenti, per cui è necessario formulare una proposta di emendamento parziale all'emendamento numero 12. La somma di lire cinque miliardi e cinquecento milioni per ciascuno degli anni '99 e 2000 dovrebbe essere portata in aumento al capitolo 0901603, contributo annuo alla gestione liquidatoria dell'Ente Minerario Sardo, in luogo della destinazione precedente che era l'ARGEA e cioè, come ho detto prima, di quell'articolo che è stato soppresso dal Consiglio.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'Industria.

PINNA, Assessore dell'industria. D'accordo col relatore.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento con la correzione così come illustrata dal presentatore, onorevole La Rosa. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto ora in votazione l'articolo 12. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Sono stati presentati tre ordini del giorno. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:

ORDINE DEL GIORNO FLORIS - FANTOLA - LOCCI - TUNIS Gianfranco - LA ROSA - PITTALIS - LIPPI - CONCAS - MONTIS sul trasferimento dell'archivio del Distretto minerario di Iglesias.

IL CONSIGLIO REGIONALE

a conclusione della discussione della legge regionale rinviata n. CCCVII concernente "Interventi per la riconversione delle aree minerarie e soppressione dell'Ente Minerario Sardo (EMSA);

PREMESSO CHE:

- presso il Distretto minerario di Iglesias è conservata una notevole ricchezza documentale di carattere geo-minerario, cartografico, statistico e storico, essendovi contenute e documentate una parte rilevante della storia mineraria italiana, della Sardegna e della città di Iglesias;

- tale patrimonio costituisce una risorsa culturale che anche in previsione dell'avvio del parco geo-minerario non può che essere conservata nei luoghi di origine e in particolare nella città di Iglesias;

- occorre preservare e tutelare tale patrimonio onde evitare che venga disperso o frammentato anche in occasione di possibili trasferimenti,

impegna la Giunta regionale

- a definire, in collaborazione con l'amministrazione comunale di Iglesias, la definitiva destinazione dell'archivio del Distretto minerario di Iglesias;

- ad attivare iniziative di catalogazione del patrimonio documentale in esso contenuto;

- ad individuare nel territorio della città di Iglesias locali in cui collaborare definitivamente l'archivio;

- a reperire le necessarie risorse per consentire la fruibilità al pubblico di tale risorsa culturale.(1)

ORDINE DEL GIORNO SANNA Salvatore - LIPPI - MARTEDDU - MANCHINU - FLORIS - SCHIRRU - MACCIOTTA - LA ROSA - BONESU - BUSONERA sull'organizzazione del servizio geologico regionale.

IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

al termine della discussione sulla legge rinviata n. CCCVII (Interventi per la riconversio­ne delle aree minerarie, costituzione dell'Agenzia per le Risorse Geologiche e Ambientali (ARGEA) e soppressione dell'Ente Minerario Sardo (EMSA)),

CONSIDERATO che le competenze attribuite all'ARGEA dall'articolo 5 bis non com­prendono le Finzioni di autorizzazione, vigilanza e controllo, di allertamento ai tini diprotezione civile, di polizia amministrativa e pertanto non esauriscono le funzioni proprie del servizio geologico regionale

RITENUTO che tali funzioni debbano essere svolte direttamente da uffici dell'Ammini­strazione regionale, non essendo opportuno attribuirle ad una struttura quale l'ARGEA, che si caratterizza prevalentemente in senso tecnico-scientifico, piuttosto che tecnico­amministrativo

impegna la Giunta regionale

ad adottare le opportune misure, ivi compresa, ove ritenuta utile, una proposta legislativa di ristrutturazione delle competenze degli Assessorati, al fine di organizzare nel modo più efficace le funzioni dell'Amministrazione regionale in materia di autorizzazioni, vigilanza e controllo, di allertamento ai fini di protezione civile, di polizia amministrativa in campo geologico, dotando i competenti uffici degli adeguati profili tecnico-professionali. (2)

ORDINE DEL GIORNO LIPPI - PITTALIS - FLORIS - BALLETTO - CASU - MILIA - BIANCAREDDU - GIORDO sui requisiti degli amministratori della società di cui all'articolo 7 della legge regionale di soppressione dell'EMSA.

IL CONSIGLIO REGIONALE

a conclusione della discussione sulla legge rinviata CCCVII concernente "Interventi per la riconversione delle aree minerarie e soppressione dell'Ente Minerario Sardo (EMSA)",

CONSIDERATO CHE:

- è previsto in legge il divieto di nomina alla carica di Commissario liquidatore di soggetti che nell'ultimo quinquennio abbiano rivestito cariche nei consigli di amministrazione dell'EMSA e delle società controllate;

- l'orientamento emerso è quello di rinnovare totalmente i quadri dirigenti che fino ad oggi hanno guidato il sistema EMSA,

impegna la Giunta regionale

ad estendere la volontà espressa da questo Consiglio regionale anche alla società mista prevista all'articolo 7, comma 5, della legge in argomento.(3)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'ordine del giorno numero 1 ha facoltà di illustrarlo.

FLORIS (F.I.). Si dà per illustrato. (v.p.v.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

SANNA Salvatore (Progr. Fed.). L'ordine del giorno numero 2 è ritirato.

PRESIDENTE. Ordine del giorno numero 3. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.

PINNA, Assessore dell'industria. Considero che è un ordine del giorno indubbiamente coerente col resto del testo che è stato votato per cui, per una linea di coerenza, pur non essendo una norma, sono per accoglierlo.

PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Per dichiarazione di voto ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Sarò brevissimo. Dall'inizio della legislatura Forza Italia ha insistito perché intorno al sistema EMSA si facesse chiarezza e si arrivasse in tempi brevi alla sua riforma totale. Che ci sia stato interesse verso questo settore, che è stato fonte di sprechi, inefficienze e clientele, è chiaro a tutti; e Forza Italia aveva anche richiesto l'istituzione di una Commissione di inchiesta che accertasse le responsabilità, ove ve ne fossero, in quella certa direzione.

Il disegno di legge nasceva confuso e non risolveva assolutamente i problemi che dichiarava di voler affrontare e ai quali voleva dare soluzione; Forza Italia ha presentato numerosi emendamenti, taluni dei quali sono stati accolti. Possiamo dire che la legge, pur non rispondendo appieno a quelle che sono le nostre visioni, è tuttavia migliorata. Ci rendiamo conto che il sistema ha necessità di una riforma e di una rivisitazione completa, che in parte dobbiamo dire che vi è stata. La soppressione dell'agenzia regionale per le risorse geominerarie ed ambientali rappresenta un grosso successo ottenuto dalle opposizione del Polo, dalle opposizioni che qui si contrappongono. Possiamo dire che votiamo favorevolmente la legge, anche se ancora molto ci sarà da fare; possiamo dire che, dopo questa discussione, il testo è certamente migliorato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Consigliere Lippi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIPPI (F.I.). Signor Presidente, colleghi, prendo la parola per dichiararmi sufficientemente soddisfatto dell'andamento della legge; è stata sicuramente una legge tormentata sin dal suo avvio ma ci auguriamo tutti che sia l'ultima volta che all'interno di questa Assemblea si pronunci, o si senta pronunciare, la parola Ente Minerario Sardo, anche se questo augurio l'avevamo fatto la passata volta.

Credo che il rinvio della legge sia arrivato giusto in tempo per trovare un'adeguata sistemazione su alcuni punti che avevamo contestato anche l'altra volta, quindi mi associo con l'indicazione del collega Balletto e di tutto il Gruppo, nel votare a favore la legge sulla soppressione dell'Ente Minerario Sardo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.

MURGIA (F.D.S-Progr.Sard.). All'indomani dello sciagurato rinvio della prima versione della legge mineraria ero stato facile profeta nel pensare che sicuramente la legge sarebbe uscita peggiorata nel secondo esame dell'Aula.

Così è stato fatto, nonostante alcuni elementi chiaramente punitivi nei confronti dei lavoratori del sistema minerario della Sardegna siano stati fortunatamente respinti e quindi si sia riusciti a salvare un impianto, tutto sommato, non eccessivamente punitivo per una storia di impegno minerario che non meritava e non merita queste costanti attività di denigrazione fatte nei confronti di una storia che ha avuto momenti di spreco, di clientelismo e di parassitismo ma anche momenti molto importanti per la Regione Sarda.

Nonostante questi emendamenti siano stati in gran parte respinti, credo che l'aver soppresso l'Agenzia regionale per le risorse geoambientali sia stato un grave danno all'economia delle zone minerarie della Sardegna e sia stata la soppressione di uno strumento che poteva collocarci in una posizione di avanguardia nello sfruttamento e nella valorizzazione di un patrimonio geologico di grandissimo rilievo, invidiato da tutto il mondo. Così com'è stato un atto di spreco, potenziale (se non si riuscirà a rimediare con un'attività amministrativa intelligente) di spreco e di disprezzo verso importanti professionalità in questo settore, nel settore dell'Ente Minerario Sardo, invidiate dal resto del mondo e che dal resto del mondo vengono richieste.

Quindi, c'è stata un'attività di peggioramento, lesiva degli interessi della Sardegna, non motivata, che nonostante questo ha lasciato in piedi un provvedimento, pur utile per lo sviluppo del settore e per una sistemazione delle molteplici macerie lasciate dalla crisi di un settore minerario in Sardegna.

Per questo, voto a favore, dichiarando il mio impegno perché quegli obiettivi che questa legge non riesce a portare avanti siano comunque perseguiti a beneficio del sistema sardo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, colleghi. Apprendo che abbiamo ancora molte risorse minerarie da sfruttare in Sardegna, non ne ero a conoscenza, comunque dobbiamo registrare questo dato che è stato sostenuto prima, lo registriamo con molto piacere ma speriamo che a breve non ci venga proposto un altro ente perché si continui questa tradizione di sfruttamento.

Mi risulta che le fabbriche in essere in Sardegna importano i prodotti, che prima si potevano attingere in Sardegna, da altri paesi perché in Sardegna non se ne producono più, salvo che non cerchiamo il petrolio, oppure possiamo continuare a sfruttare l'oro, perché produce molto bene e credo che tutti quelli che nel comune di Furtei e dintorni si stanno compiacendo per l'enorme discarica per qualche chilo d'oro, gradiscano molto questa attività.

Nessuno vuol negare niente alla storia e a quello che è stato (io vengo da quelle zone) ma se ci sono stati momenti importanti, sono stati quando avevamo i cavatori privati, quando la gente di miniera di Iglesias, al di là dello sfruttamento delle grandi società, ha capito e sono andati loro a fare gli imprenditori, a cavare minerali dalle grandi risorse di barite, di bentonite, argille ed altro. Quello è stato il più grande momento, il momento della nostra scuola (in Italia sono due, anzi tre: una in Toscana, una ad Agordo (?) e una in Sardegna). Ma non parliamo di momenti seri riferiti all'Ente Minerario Sardo, per carità! Alcune eccezioni non fanno la regola, alcune eccezioni e le professionalità che ivi sono nate vanno salvate e vanno anche protette, ma non parliamo di momento gloriosi per l'EMSA. Sono stati momenti terribili; lo spreco di risorse non è una cosa seria!

E` stato detto che la promulgazione di questa legge è stata un po' avventurosa e tormrntata. Io credo all'onestà intellettuale di molti ma ho anche constatato che ci sono stati vari e sfrontati tentativi di snaturare la legge. Non è in discussione il problema dei lavoratori, nessuno li ha voluti mettere per strada e nessuno li vuole mettere per strada, ma è un problema di riformare, prima di tutto, le nostre coscienze, e non si può chiedere a noi dell'opposizione di assumerci le nostre responsabilità quando la maggioranza non se le assume, quando la maggioranza insiste nel voler proteggere determinate situazioni; francamente non è possibile!

Malgrado la legge sia un po' zoppa e sia arrivata al termine del suo iter così com'è arrivata, la voteremo perché andava chiusa questa macchia, questo capitolo così infausto per la storia della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (Progr.Fed.). Non voglio rivendicare a nessuno in particolare il merito di aver portato questo provvedimento in dirittura d'arrivo, se non all'intero Consiglio.

Mi sembra abbastanza inopportuno che con i nostri interventi continuiamo a sottolineare alcuni aspetti che, ad ascoltarli tutti, potrebbero convincermi a votare contro la legge.

Voglio semplicemente fare questa riflessione: comunque sia, abbiamo fatto un altro piccolo passo avanti (e non solo enunciato) verso le cosiddette riforme. Se il Consiglio, con molta più tempestività, avesse deciso di lavorare all'interno di una normale e corretta dialettica parlamentare, anziché attestarsi indistintamente, spesse volte, nell'esercizio della funzione del proprio ruolo, credo che, probabilmente, a fine legislatura avremmo potuto registrare anche altri successi.

In tutti i casi, a me pare molto importante quello che abbiamo fatto stasera e quindi possiamo dire, sostanzialmente, che il Consiglio ha veramente fatto il proprio dovere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere La Rosa. Ne ha facoltà.

LA ROSA (G.D.R.I ed Ind.), relatore. Signor Presidente, considero positivo e utile il provvedimento che ci accingiamo a votare.

E` vero che alcuni problemi sono rimasti aperti o irrisolti ed è vero che la soppressione dell'articolo 5 certamente pone alcuni problemi seri in ordine a un servizio e a finalità che hanno carattere di grande rilievo pubblico per la nostra regione, e quindi non possono non essere affrontati, per il momento attraverso l'azione della Giunta e successivamente, probabilmente, con un provvedimento di legge.

Per intanto, il provvedimento che ci accingiamo a votare pone alcune questioni e raggiunge alcuni obiettivi che sono sicuramente di grande rilievo. Si chiude una fase economica caratterizzata dall'intervento diretto della Regione nella gestione di attività minerarie o di aziende nate al fine di impiegare i lavoratori in esubero nel settore minerario, e si propone di avviare una fase che si caratterizza, invece, per la volontà di promuovere un nuovo processo di sviluppo, basato sul recupero e la valorizzazione del territorio e delle risorse culturali e ambientali e la valorizzazione delle professionalità che l'esperienza mineraria ha lasciato e lascia a questa regione.

Ci sono quindi ragioni e motivi sufficienti per ritenere positivo ed utile questo provvedimento e per votare a favore.

Credo che, con l'attenzione e l'impegno dimostrato in questi anni su questo settore e per portare avanti questo provvedimento, potremo continuare a impegnarci per trovare le giuste soluzioni anche ai problemi che in questo momento sono rimasti aperti ed insoluti.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della legge rinviata numero CCCVII. Non è necessaria la maggioranza assoluta, pur essendo una legge rinviata, perché è una legge nuova.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FEDERICI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIPPI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO.

Risponde no il consigliere: BOERO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 57

Votanti 57

Maggioranza 29

Favorevoli 56

Contrari 1

(Il Consiglio approva)

Fissazione dei termini ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (Gruppo Misto). Signor Presidente, chiedo che siano fissati i termini per la discussione in Commissione del disegno di legge numero 443, presentato dall' Assessore dell'igiene e sanità, Fadda, il 15 luglio 1998. Chiedo che, ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento, sia fissato in trenta giorni il termine da assegnare alla Commissione di merito.

PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni la richiesta è accolta.

Il Consiglio sarà riconvocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 21 e 10.



Allegati seduta


Testo delle interpellanze e interrogazioni annunziate in apertura di seduta

INTERPELLANZA PITTALIS - BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - CASU - FEDERICI - FLORIS - GIORDO - GRANARA - LIPPI - LOMBARDO - MARRAS - MILIA - OPPIA - PIRASTU - TUNIS Marco Fabrizio sui nuovi disagi ai passeggeri sardi derivanti dall'apertura dello scalo di Malpensa 2000.

----------------------------

I sottoscritti, considerato che:

- tutti i voli provenienti dalla Sardegna per Milano sono stati dirottati nel nuovo scalo di Malpensa 2000;

- per chi debba raggiungere il capoluogo lombardo - che accade per la maggior parte dei casi - questo non fa altro che aumentare i disagi, distando il nuovo scalo oltre 50 chilometri dalla città di Milano;

- i primi due giorni di gestione del servizio hanno comportato altre lunghe attese dovute alla mancanza di collegamenti tra l'aeroporto di Malpensa e le principali città lombarde;

- rientra pienamente nei diritti al libero movimento nel territorio nazionale, sanciti dallo Statuto di autonomia e dalla Costituzione, la possibilità dei cittadini sardi di spostarsi agevolmente;

- non è stata messa in atto, da parte della Giunta regionale, alcuna efficace attività capace di assicurare che perlomeno una quota di voli della compagnia di bandiera, nonché della maggiore compagnia privata, potessero insistere sullo scalo di Milano Linate;

- tutto quanto sopra premesso comporta svantaggi e oneri accessori per i cittadini sardi,

chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dei trasporti per sapere:

I. se si siano capacitati della gravità del problema;

II. quali azioni di sensibilizzazione siano state messe in atto presso il Governo nazionale, nonché presso la Commissione europea, per evitare che tutti i voli venissero spostati per Malpensa;

III. quali urgenti azioni politiche la Giunta regionale intenda porre in essere per consentire ai cittadini sardi il libero esercizio della continuità territoriale. (501)

INTERPELLANZA TUNIS Marco Fabrizio sul problema relativo alla costruzione della diga di Serra Murdegu (Narcao).

----------------------------

Il sottoscritto,

premesso che il Consorzio di Bonifica del Basso Sulcis intende realizzare una diga sul Rio Mannu in territorio di Narcao che seppellirà sotto un "mare" d'acqua gran parte delle terre orbitanti nella piana di Narcao compreso il centro abitato della frazione di Is Meddas;

denunciato che oltre venti anni fa la popolazione di Narcao, con in testa il sottoscritto, si oppose fermamente a tale progetto organizzando manifestazioni insieme agli agricoltori e allevatori della zona (i cui rappresentanti sindacali ricorderanno molto bene);

rilevato che l'imponente opera pubblica è sicuramente slegata dalla realtà territoriale di Narcao, in quanto non accompagnata da un organico progetto di sviluppo economico--agricolo che dimostri i benefici occupazionali e l'incremento di ricchezza per la comunità locale;

sottolineato che la realizzazione della diga si inquadra invece molto bene nel modo di operare dello "sgoverno" Palomba che nulla ha realizzato in positivo dal 1994 ad oggi e al contrario pone in cantiere studi e progettazioni che servono a foraggiare professionisti di alto valore "salino" che a loro volta successivamente saranno "sensibili" ai partiti che li hanno "gratificati";

osservato che invece l'opera - se realizzata - rappresenta un pericolo quotidiano per tutti i cittadini di Narcao in quanto impropriamente viene chiamata diga collinare mentre trattasi di un invaso imponente (118 metri di altezza),

chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale, l'Assessore regionale dell'ambiente, l'Assessore regionale dell'agricoltura e l'Assessore regionale dei lavori pubblici per sapere:

1) se non ritengano opportuno e necessario intervenire immediatamente sul Consorzio di Bonifica citato per far sospendere l'iter della realizzazione dell'opera, al fine di far suffragare la medesima degli studi oggi mancanti;

2) se non ritengano opportuno e necessario organizzare un'assemblea con le Amministrazioni comunali direttamente interessate dalla realizzazione materiale della diga (Narcao e Villaperuccio) e di quelle limitrofe;

3) se non ritengano opportuno, infine, indire un referendum popolare tra le comunità interessate, unico strumento democratico che permetterà di conoscere la volontà e la bontà della esecuzione dell'opera. (502)

INTERPELLANZA SANNA Giacomo - BONESU sui danni causati da ricerche minerarie all'Azienda idrotermale San Martino.

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I sottoscritti chiedono di interpellare l'Assessore regionale dell'industria sui seguenti fatti.

A seguito di ricerche minerarie condotte dalla Sardinian Gold Mining, società compartecipata fra l'Ente Minerario Sardo e un gruppo australiano, le acque minerali della sorgente San Martino, in agro di Codrongianus, sono state deviate ed è cessato l'afflusso idrico.

Privato della materia prima lo stabilimento di imbottigliamento delle acque minerali, dopo un secolo di produzione, ha cessato l'attività e conseguentemente venti dipendenti stanno perdendo il posto di lavoro.

La vicenda presenta aspetti estremamente preoccupanti.

E' stata evidentemente rilasciata dall'Assessorato alla Sardinian Gold Mining, contrariamente alla normativa vigente e ai criteri di corretta amministrazione, una concessione mineraria che interferisce con la concessione goduta dall'Amministrazione provinciale di Sassari, ledendo i diritti di questa e della società di gestione, a partecipazione pubblica e privata.

Tale gestione del patrimonio minerario appare dissennata in quanto, anziché operare per la sua valorizzazione, si è pervenuti alla distruzione di una risorsa idromineraria di notevole valore, apprezzata dal mercato e fonte di occupazione diretta e indiretta.

Si chiede se la situazione sia sanabile, eventualmente mutando il luogo di captazione delle acque, se le ricerche minerarie siano state sospese, quali attività di controllo siano state esercitate dall'Assessorato sull'attività della Sardinian Gold Mining, che non brilla per rispetto dell'ambiente neanche nella concessione di Furtei, dove il paesaggio è stato sconvolto.

Forse tecnici abituati ad operare nelle migliaia e migliaia di chilometri quadrati del deserto australiano non sono i più adatti ad operare in ambienti limitati e delicati quali quelli della Sardegna.

Si chiede altresì se i danni siano quantificati e, sulla base dei dati in possesso dell'Assessorato, chi sia tenuto a risarcirli e se ricadranno direttamente o indirettamente sulla Regione, e se i venti dipendenti, vittime della fallimentare e demagogica politica dell'EMSA, sempre avallata dalle massime autorità regionali, ricordiamo la cerimonia della fusione del primo lingotto d'oro a Furtei, possano sperare di avere comunque un posto di lavoro. (503)

INTERPELLANZA BUSONERA - CUGINI - DETTORI - CUCCA - SCHIRRU sulla grave situazione venutasi a creare a seguito della riduzione del numero dei SERT nel territorio della provincia di Cagliari.

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I sottoscritti, premesso che:

- nel campo della prevenzione e cura delle tossicodipendenze, la normativa in vigore stabilisce l'obbligo di istituire appositi servizi sul territorio, comunemente denominati SERT (servizi per le tossicodipendenze);

- la legge disciplina i compiti ed i parametri funzionali a cui devono attenersi le autorità sanitarie nell'organizzare tali servizi, con particolare riferimento al numero massimo di pazienti da tenere in cura in ognuna delle strutture territoriali, al fine di garantire livelli minimi di efficienza e di efficacia dell'azione terapeutica;

- i parametri stabiliti dalla legge 444/90 indicano il limite di 150 pazienti per ogni SERT;

- nel territorio di competenza dell'Azienda U.S.L. n. 8 hanno operato fino a poco tempo fa tre SERT, di cui uno a Quartu e due a Cagliari, appartenenti in passato alle diverse USL n. 20, n. 21 e n. 22;

- i SERT di Cagliari operavano, oltre che in due strutture fisiche distinte (originariamente in via Cadello e in via Capula), con metodologie diverse, in quanto la struttura di via Cadello, successivamente trasferita in via dei Valenzani, è caratterizzata dall'uso prevalente della terapia metadonica, mentre in quella di via Capula si svolgeva un programma terapeutico più complesso di tipo socio-riabilitativo con il concorso di diverse figure professionali e con la partecipazione attiva dei familiari dei pazienti;

- storicamente il SERT di via Capula è stato dimensionato in modo da svolgere il proprio programma in maniera autonoma dall'altro SERT, associando la terapia riabilitativa a quella farmacologica;

- nel territorio di competenza dell'ASL di Sanluri opera il SERT di Guspini con oltre 335 pazienti in carico e la competenza su una comunità terapeutica e una casa di reclusione con 170 detenuti;

- nell'ASL n. 7 (Sulcis-lglesiente) si manifestano le stesse problematiche;

preso atto che:

- a partire dal settembre 1998 si è attuata una sorta di unificazione dei servizi, in quanto almeno per quanto riguarda la terapia farmacologica l'unica struttura è quella operante nei nuovi locali in via Valenzani;

- il totale dei pazienti curati in tale struttura è salito a più di 600;

- la terapia riabilitativa viene svolta ora nei locali di via Liguria, ricavati nella ex scuola infermieri dell'ospedale psichiatrico;

- in questo modo si è realizzata una frantumazione dell'operatività dei SERT, in quanto i pazienti che accettano una terapia mista farmacologica e riabilitativa sono costretti a frequentare la stessa struttura in cui vengono affrontati i casi col metodo esclusivamente metadonico; ciò comporta notevoli problemi proprio a quei pazienti che avrebbero necessità di ambienti differenziati per affrontare un percorso così difficile come quello riabilitativo;

considerato che:

- tale situazione non corrisponde certamente alle indicazioni contenute nella legge;

- la pianificazione sanitaria regionale deve perseguire l'obiettivo di allestire strutture adeguate alla gravità del problema, intervenendo sulle piante organiche e sulla dotazione finanziaria delle diverse aziende ASL;

- sarebbero sufficienti quindi alcuni provvedimenti amministrativi a carico della Azienda ASL, tendenti a garantire spazio e strutture ai diversi SERT;

sottolineato che:

- alle amministrazioni locali spetta il compito di dare indirizzi di politica sanitaria in corrispondenza delle esigenze emergenti dal territorio;

- all'Amministrazione regionale, tramite l'organismo della Commissione consultiva, spetta il compito di elaborare le linee programmatiche di supporto alle attività del settore delle tossicodipendenze, la verifica dello stato di attuazione della legge 309/90 e l'impostazione delle strategie necessarie alla lotta alle tossicodipendenze;

chiedono di interpellare l'Assessore della Sanità e il Presidente della Giunta regionale per sapere:

1) quali provvedimenti intendano assumere per porre rimedio a tale situazione e per far rispettare la normativa vigente, affinché si consideri l'opportunità dell'apertura di nuovi SERT meglio dimensionati e distribuiti razionalmente nel territorio;

2) se non ritengano opportuno indire una apposita conferenza fra la Regione e le Aziende ASL n. 8, 7, 6, e i Sindaci dei distretti, al fine di assicurare la presenza dei SERT, dotati di completa autonomia funzionale e proporzionati, nei livelli quali-quantitativi e di integrazione con i servizi di prevenzione ed inserimento sociale, alle reali esigenze del territorio nello svolgimento dei propri programmi terapeutici. (504)

INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla riduzione degli interventi nel progetto di elettrificazione delle zone del Goceano e del Monte Acuto.

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Il sottoscritto,

premesso che nel 1995 è stato sottoscritto un accordo di programma tra la Regione e le Comunità montane del Goceano e del Monte Acuto che prevedeva in tempi brevi l'elettrificazione delle zone in questione;

considerato che:

- il finanziamento di tale progetto, presente nel Programma Operativo 2081/93, prevedeva uno stanziamento di lire 3.500.000.000 per il triennio 1994/96 con l'allaccio di circa 125 utenze e di una pari cifra per il triennio 1997/99;

- per quanto riguarda quest'ultimo triennio, la Comunità montana del Goceano teme una riduzione degli interventi, in particolare dell'elettrificazione, da parte dell'Assessorato dell'agricoltura che isolerebbe ancor di più tale zona, già fortemente penalizzata per quanto riguarda gli insediamenti produttivi e l'economia;

rilevato che la popolazione del territorio del Goceano risente di questo isolamento e disinteresse da parte della Regione, sentendosi penalizzata e dimenticata dalle istituzioni, verso le quali diminuisce comprensibilmente la fiducia;

ritenuto necessario un intervento di infrastrutturazione che migliori le condizioni di vita nel territorio, permettendo di incentivare le attività produttive legate all'economia del territorio, tipicamente agro-pastorale,

chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere se sia a conoscenza degli sviluppi in senso negativo nell'applicazione del Programma Operativo 2081/93 per il triennio 1997/99, che prevede la riduzione degli interventi infrastrutturali nei territori facenti capo alle Comunità montane del Goceano e del Monte Acuto e se intenda intervenire affinché anche queste zone e le sue popolazioni, già penalizzate da un isolamento geografico, non vengano ulteriormente mortificate dalla scarsa attenzione che a loro riserva la Regione. (1155)

INTERROGAZIONE BONESU - SANNA Giacomo, con richiesta di risposta scritta, sull'informazione radiofonica fornita dalla RAI.

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I sottoscritti,

- chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della pubblica istruzione e informazione sui seguenti fatti;

- i notiziari radiofonici regionali irradiati dalla RAI si avviano alla scomparsa;

- per tutta l'estate è mancata qualsiasi informazione pomeridiana e serale essendo restati muti i notiziari delle 14,30 e delle 19,45;

- nonostante i tre mesi di vacanza, i notiziari soffrono di salute malferma; mercoledì 28 ottobre il notiziario delle 14,30 non è andato in onda, soppiantato dalla radiocronaca della partita di calcio fra l'Udinese ed il Vicenza, di cui crediamo si siano certamente allietati i numerosissimi tifosi sardi delle due squadre;

- il fatto non rientra nelle conseguenze del depotenziamento della sede RAI di Cagliari, ma risponde chiaramente al disegno di chi ritiene marginale l'informazione regionale, da posporre a qualunque avvenimento sportivo anche di minima rilevanza;

- poiché i cittadini sardi pagano il canone, e si sorbiscono la pubblicità, per far sì che il cosiddetto "servizio pubblico radiotelevisivo" trasmetta anche l'informazione regionale, si chiede se gli interrogati abbiano rivolto, o intendano rivolgere, a nome della comunità sarda da essi rappresentata, le loro proteste alla RAI ed alle competenti autorità di governo per il fatto che i cittadini vengono privati di un servizio da essi pagato.

Gli interroganti chiedono altresì di sapere se il Presidente e l'Assessore non ritengano che soluzione definitiva del problema possa aversi solo col trasferimento delle funzioni in materia di informazione locale alla Regione. (1156)

INTERROGAZIONE BONESU - SANNA Giacomo, con richiesta di risposta scritta, sul rispetto da parte dei comuni della normativa regionale in materia di diritto allo studio.

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I sottoscritti chiedono di interrogare gli Assessori regionali degli enti locali, finanze e urbanistica e della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport sui seguenti fatti.

Con la legge regionale 1 giugno 1993, n. 25, i fondi relativi al diritto allo studio venivano affidati direttamente ai comuni, eliminando l'obbligo di rendiconto verso la Regione.

I controlli sulla regolare gestione di tali fondi venivano limitati pertanto ai normali controlli sugli atti degli enti locali.

I comuni, ai sensi dell'articolo 4 della predetta legge regionale n. 25 del 1993, come modificata dall'articolo 75 della legge finanziaria del 1995, devono peraltro rispettare nell'utilizzazione dei fondi trasferiti gli atti di programmazione regionale, oltre ovviamente la normativa legislativa. Ma l'abolizione dei controlli preventivi sulle delibere sta portando qualche amministrazione ad utilizzare i fondi ricevuti dalla Regione in dispregio delle normative di legge.

L'articolo 2 della legge regionale 25 giugno 1984, n. 31, sul diritto allo studio, stabilisce all'articolo 2 la parità degli utenti delle scuole materne pubbliche e private.

Il Comune di Uras ha deliberato per il 1998 di assegnare 41 milioni alla scuola pubblica e solo 4 milioni alla scuola gestita da un ordine religioso, nonostante il numero degli allievi sia uguale (circa 30).

Il Consiglio comunale di Uras, peraltro a maggioranza, ha così illegittimamente sostituito un proprio particolare indirizzo politico, contrario alla parità di condizioni fra i frequentanti la scuola materna pubblica e quella privata, all'indirizzo politico affermato dal Consiglio regionale attraverso la legge.

Si chiede agli Assessori interrogati quali provvedimenti intendano porre in essere per ripristinare nei confronti del Comune di Uras, e di eventuali altre amministrazioni, la legalità della gestione dei fondi regionali e per dare concreta attuazione al dettato legislativo sulla parità di trattamento degli alunni della scuola materna pubblica o privata. (1157)

INTERROGAZIONE VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sulle trivellazioni della Sardinya Gold Mining nel sassarese.

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Il sottoscritto,

appreso che la Sardinya Gold Mining, attraverso le trivellazioni finalizzate alla ricerca dell'oro nel sassarese, ha praticamente deviato la falda acquifera che alimentava la storica Azienda S. Martino di imbottigliamento dell'acqua minerale;

preso atto che a tutt'oggi non appaiono sufficientemente noti gli interventi proposti per ripristinare il normale corso della falda acquifera;

verificato che tale fatto, se non immediatamente corretto, può provocare la cessazione delle attività produttive svolte dalla succitata azienda;

accertato che questo provocherebbe la perdita di oltre 20 posti di lavoro in una zona in cui il tessuto socio economico risulta già ampiamente compromesso;

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'industria per sapere:

1) quale sia lo stato attuale delle cose;

2) quali interventi immediati intendano assumere nei confronti della Sardinya Gold Mining al fine di ripristinare il normale corso delle acque;

3) quali misure intendano adottare con la massima urgenza per garantire il mantenimento dei posti di lavoro e il salario ai lavoratori coinvolti loro malgrado in questa deprecabile situazione. (1158)

INTERROGAZIONE CUCCA, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata assunzione di commessi e autisti da parte della Regione Sarda.

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Il sottoscritto,

premesso che ha suscitato larga eco nell'opinione pubblica la notizia, apparsa sugli organi di informazione regionale e nazionale, che nessuno dei lavoratori, avviati dagli Uffici del lavoro con la qualifica di autisti e commessi e destinati alla copertura di posti scoperti nell'organico dell'Amministrazione regionale, ha superato la prova di selezione;

considerato che non si può certamente attribuire la responsabilità di detta mancata assunzione agli Uffici di collocamento, i quali, al contrario, attendono da tempo l'auspicata e condivisa riforma dei servizi per l'impiego in senso regionale e locale, nello spirito delle leggi di riforma "Bassanini",

chiede di interrogare l'Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione per sapere:

I. se siano stati posti in essere tutti gli adempimenti contenuti nelle leggi Bassanini citate, in particolare per ciò che riguarda il trasferimento di compiti e funzioni alla Regione e agli enti locali;

quali indirizzi e conseguenti decisioni si intendano adottare per la completa attuazione della auspicata riforma e la definitiva organizzazione dei nuovi servizi regionali di collocamento, onde evitare il ripetersi di simili episodi, nell'interesse comune dei lavoratori del settore e dei tanti disoccupati sardi in cerca di occasioni di lavoro. (1159)