Seduta n.378 del 30/01/2008 

CCCLXXVIII Seduta

(ANTIMERIDIANA)

Mercoledì 30 gennaio 2008

Presidenza del Vicepresidente BIANCU

indi

del Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 10 e 23.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di giovedì 17 gennaio 2008 (370), che è approvato.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Mozione Cuccu Giuseppe - Marrocu - Lanzi - Uras - Balia - Pinna - Giagu - Orrù - Fadda - Frau - Uggias sulla ipotesi di soppressione del servizio marittimo di trasporto dei rotabili tra Golfo Aranci e Civitavecchia". (164)

"Mozione Uggias - Marrocu - Pinna - Lanzi - Uras - Balia - Cuccu Giuseppe - Lai Renato - Scarpa - Corda - Atzeri sull'interruzione del collegamento navale per il trasporto dei vagoni merci da e per la Sardegna". (165)

Discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge

finanziaria 2008)" (301/S/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dell'articolato del disegno di legge numero 301/S/A.

Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 sono pervenuti i seguenti emendamenti: il soppressivo totale numero 57, i soppressivi parziali numero 206, 207, 24, 58, 816, 298, 299, 60, 300, 303, 304, 305, 306, 308, 182, 64, 309, 310, 312, 314, 317, 316, 318, 319, 322, 321, 324, 323, 327, 330, 331, 332, 333, 334, 335, 336, 337, 338, 339, 66, 181, 276, 341, 540, 342, 67, 277, 493, 936, 344, 345; i sostitutivi parziali numero 536, 249, 59, 205, 569, 840, 301, 302, 61, 538, 427, 63, 867, 868, 315, 325, 326, 329, 328, 65, 340, 869, 279, 278, 343, 346; gli aggiuntivi numero 865, 568, 62, 537, 492, 866, 567, 539, 307, 311, 179, 313, 428, 320, 925, 183, 280, 870, 800, 520, 3, 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti:

Art. 1

Disposizioni di carattere finanziario

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata, ai sensi dell'articolo 30, comma 7 bis, della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11 (Norme in materia di programmazione, di bilancio e di contabilità della Regione autonoma della Sardegna), ad iscrivere nel proprio bilancio per l'anno 2008 lo stanziamento di euro 500.000.000 a fronte delle maggiori entrate alla stessa spettanti per effetto del disposto di cui all'articolo 1, comma 834 e seguenti, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), provvedendo a compensare tale stanziamento con una minore iscrizione, di pari importo, nel bilancio per l'anno 2011. Il citato stanziamento è correlato alle spese di investimento nel settore pubblico elencate nell'allegata tabella E.

2. L'Amministrazione regionale provvede a dare copertura al disavanzo di amministrazione a tutto il 31 dicembre 2007 stimato in euro 805.000.000 e derivante dalla mancata contrazione dei mutui già autorizzati con le disposizioni sottocitate, mediante rinnovo, anche per quota parte, nell'anno 2008, delle autorizzazioni alla contrazione dei mutui o prestiti obbligazionari medesimi:

a) euro 165.759.000 ai sensi dell'articolo 1, comma 1, della legge regionale 24 febbraio 2006, n. 1 (legge finanziaria 2006);

b) euro 568.000.000 ai sensi dell'articolo 1, comma 1, della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7 (legge finanziaria 2005);

c) euro 71.241.000 ai sensi dell'articolo 4, comma 1, della legge regionale 3 dicembre 2004, n. 9 (modifiche alla legge finanziaria 2004);

i mutui o prestiti obbligazionari sono contratti, previa effettiva esigenza di cassa, per una durata non superiore a trenta anni e ad un tasso di riferimento non superiore a quello applicato dalla Cassa depositi e prestiti; i relativi oneri sono valutati in euro 52.366.000 per ciascuno degli anni dal 2009 al 2038 (UPB S08.01.005 e UPB S08.01.006).

3. Nelle tabelle A e B, allegate alla presente legge, sono indicate le voci da iscrivere nei fondi speciali per il finanziamento di provvedimenti che si prevede possano essere approvati nel corso dell'esercizio 2008; i relativi stanziamenti sono determinati come segue:

a) fondo speciale per spese correnti (UPB S08.01.002)

1) Fondi regionali (cap. SC08.0024)

2008 euro 6.200.000

2009 euro 10.837.000

2010 euro 35.150.000

2011 euro 35.150.000

2) Assegnazioni statali e comunitarie (cap. SC08.0025):

2008 euro 713.000.000

2009 euro 638.000.000

2010 euro 514.000.000

2011 euro 514.000.000

b) fondo speciale per spese in conto capitale (UPB S08.01.003)

1) Fondi regionali (cap. SC08.0034)

2008 euro 113.500.000

2009 euro 100.500.000

2010 euro 100.500.000

2011 euro 100.500.000

4. Le somme derivanti da rientri, recuperi, disponibilità ed interessi sui fondi di rotazione relativi alla legge regionale 10 dicembre 1976, n. 66 (Istituzione di un fondo per la tutela dei livelli produttivi e occupativi nel settore industriale), al netto delle spese relative ai costi di tenuta dei fondi, sono semestralmente riversate in conto entrate del bilancio regionale (UPB E361.003) e sono assegnate al competente capitolo (UPB S06.03.018), con decreto dell'Assessore regionale competente in materia di bilancio.

5. A decorrere dal 1° gennaio 2008 sono abrogate le disposizioni legislative che prevedono l'istituzione di fondi relativi alle garanzie fideiussorie sui mutui e/o prestiti a favore delle imprese e conseguentemente sono soppressi i fondi detenuti presso gli istituti di credito convenzionati relativi alle garanzie fideiussorie sui mutui e/o prestiti concessi alla data del 31 dicembre 2007; le relative giacenze sono riversate in conto entrate del bilancio regionale (UPB E361.003). All'assolvimento delle obbligazioni persistenti in capo all'Amministrazione regionale si provvede mediante attingimento da apposito fondo, la cui dotazione è valutata, per l'anno 2008 e per gli anni di vigenza delle garanzie prestate, in euro 5.000.000 secondo le modalità previste dall'articolo 19 della legge regionale n. 11 del 2006 e successive modifiche ed integrazioni. Le risorse stanziate nel predetto fondo, qualora non utilizzate, permangono nel conto dei residui sino all'esaurimento delle obbligazioni in essere (UPB S08.01.001).

6. Le autorizzazioni di spesa per le quali le disposizioni vigenti rinviano alla legge finanziaria la loro determinazione, a' termini dell'articolo 4, comma 1, lettera e), della legge regionale n. 11 del 2006, sono quantificate per gli anni 2008-2011 nella misura indicata nell'allegata tabella C.

7. Le autorizzazioni di spesa per le quali si dispone un decremento o un incremento, a' termini dell'articolo 4, comma 1, lettera f), della legge regionale n. 11 del 2006, sono determinate, per gli anni 2008-2011, nella misura indicata nell'allegata tabella D.

8. L'articolo 9 della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2 (legge finanziaria 2007), è così modificato:

a) il comma 1 è sostituito dal seguente:
"1. La Regione promuove e sviluppa un processo di razionalizzazione degli acquisti per beni e servizi delle amministrazioni e degli enti aventi sede nel territorio regionale, basato sull'utilizzo di strumenti telematici, attraverso l'istituzione di un centro di acquisto territoriale.";

b) i commi 2 e 7 sono soppressi;

c) nel comma 3 la parola "progetto" è sostituita dalla parola "centro";

d) nel comma 4 le parole "Nell'ambito della sperimentazione sono stipulate" sono sostituite dalle parole "Il centro di acquisto territoriale stipula";

e) nel comma 5 le parole "ad utilizzare le convenzioni poste in essere nello sviluppo del progetto." sono sostituite dalle parole "ad operare nell'ambito delle convenzioni quadro di cui al comma 4.";

f) nel comma 6 le parole "Nella fase sperimentale la realizzazione del progetto è affidata al" sono sostituite dalle parole "Fino all'istituzione del centro di acquisto territoriale le attività sono svolte dal".

9. A decorrere dall'anno 2008 il fondo di cui all'articolo 10, comma 1, della legge regionale n. 2 del 2007, determinato in euro 545.000.000, è ripartito nel seguente modo:

a) fondo a favore dei comuni, con una dotazione finanziaria valutata in annui euro 477.750.000 alla quale concorre, in deroga alle disposizioni di cui agli articoli 2, comma 10, e 3, comma 8, della legge regionale 11 maggio 2006, n. 4, così come sostituiti dall'articolo 3 della legge regionale n. 2 del 2007, una quota pari a euro 50.000.000 delle entrate derivanti dall'applicazione dei succitati commi (UPB S01.06.001);

b) fondo a favore delle province, con una dotazione finanziaria valutata in annui euro 67.250.000.

Al riparto dei suddetti fondi si provvede con le modalità e i criteri stabiliti dallo stesso articolo 10, comma 1, della legge regionale n. 2 del 2007.

10. Al comma 11 dell'articolo 12 della legge regionale n. 2 del 2007, è aggiunta infine la seguente frase: "e quelle delle successive disposizioni statali in merito.".

11. Fino al completamento delle procedure necessarie per il trasferimento dei servizi e delle funzioni alle costituende unioni di comuni, e comunque non oltre il 31 dicembre 2008, le risorse destinate al finanziamento delle funzioni svolte dai comuni in forma associata, ai sensi dell'articolo 12 della legge regionale 2 agosto 2005, n. 12, sono assegnate ai consorzi di comuni costituiti per la gestione associata di servizi e l'esercizio associato di funzioni in cui il territorio coincida, anche parzialmente, con quelle delle unioni di nuova istituzione.

12. Le somme stanziate nell'esercizio 2007 quali cofinanziamento regionale alla programmazione comunitaria e statale per gli anni 2007-2013 permangono nel conto dei residui per essere utilizzate, per le finalità per le quali furono stanziate nell'esercizio 2008 (UPB S08.01.003).

13. Le somme sussistenti in conto competenza e in conto residui del bilancio della Regione destinate alla realizzazione degli interventi inclusi nei programmi integrati d'area di cui alla legge regionale 26 febbraio 1996, n. 14 (Programmi integrati d'area) e successive modifiche ed integrazioni non utilizzabili per tali finalità possono essere riassegnate al fondo di cui alla medesima legge per essere utilizzate anche per il finanziamento degli interventi inclusi nella progettazione integrata.

14. Nella legge regionale n. 11 del 2006, l'articolo 22 è così sostituito:
"Art. 22 (Fondi di rotazione)
1. Al bilancio di previsione della Regione è accluso un elenco dei fondi di rotazione o assimilati nel quale sono riportate le rispettive dotazioni, le erogazioni ed i principali flussi finanziari.".

15. Al fine di razionalizzare e semplificare le procedure amministrative inerenti le agevolazioni al sistema produttivo la Regione promuove l'attivazione presso i comuni anche in forma associata dello Sportello unico per le attività produttive (SUAP). Il SUAP è responsabile di tutti i procedimenti amministrativi relativi alle attività economiche e produttive di beni e servizi e di tutti i procedimenti amministrativi inerenti alla realizzazione, all'ampliamento, alla cessazione, alla riattivazione, alla localizzazione e alla rilocalizzazione di impianti produttivi, ivi incluso il rilascio delle concessioni o autorizzazioni edilizie, nonché di tutti i procedimenti amministrativi relativi alle attività economiche produttive di beni e servizi.

16. A tal fine sono da intendersi:

a) per SUAP: lo Sportello unico per le attività produttive;

b) per comuni: i comuni in forma singola o associata che istituiscono il SUAP;

c) per impianti produttivi: gli insediamenti relativi a tutte le attività di produzione di beni e di servizi, ivi incluse le attività agricole, commerciali e artigianali, le attività turistiche e alberghiere, i servizi resi dalle banche e dagli intermediari finanziari e i servizi di telecomunicazioni.

17. L'Ufficio regionale SUAP è l'interlocutore regionale nel procedimento unico. In particolare, l'ufficio:

e) riceve dal SUAP ogni comunicazione destinata alla Regione e provvede ad inoltrare agli uffici regionali competenti gli atti e i documenti del procedimento unico;

f) invia ogni comunicazione della Regione destinata al SUAP;

g) fornisce assistenza al SUAP in merito alla corretta attuazione della normativa regionale in materia.

18. In caso di mancata attivazione del SUAP i comuni designano l'ufficio competente a ricevere le comunicazioni e a svolgere le attività previste dalle presenti disposizioni.

19. Le richieste e le dichiarazioni di cui sopra e le dichiarazioni di inizio attività previste dall'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), sono presentate al SUAP del comune nel cui territorio è situato l'impianto produttivo. Le altre amministrazioni, compresa quella regionale, dichiarano l'irricevibilità delle richieste e delle dichiarazioni loro presentate se di competenza del SUAP. Quando è necessario provvedere all'integrazione della documentazione presentata e a qualsiasi comunicazione all'impresa, le amministrazioni formulano idonea richiesta al SUAP, che provvede entro sette giorni a contattare l'interessato. Sono fatti salvi gli effetti delle leggi speciali che dispongono diversamente.

20. Il procedimento unico inizia con la presentazione al SUAP competente per territorio di una dichiarazione autocertificativa da parte dell'impresa che attesta la sussistenza dei requisiti previsti dalla legge per la realizzazione dell'intervento, corredata dagli elaborati progettuali, da presentarsi, a pena di irricevibilità, anche su supporto informatico, e dalla dichiarazione di conformità del progetto alla normativa applicabile. La dichiarazione di conformità concerne, in particolare, gli aspetti edilizi e urbanistici, gli aspetti attinenti ai pareri igienico-sanitari e quelli in materia di sicurezza previsti dalle leggi vigenti. In relazione ai procedimenti di competenza della Regione, la Giunta regionale individua i contenuti specifici della dichiarazione autocertificativa e approva il modulo unico per la presentazione della dichiarazione. La presentazione della dichiarazione determina, in base ai presupposti disciplinati dai commi successivi, rispettivamente:

a) l'immediato avvio dell'intervento;

b) l'indizione di una conferenza di servizi prima dell'avvio dell'intervento.

21. Contestualmente alla presentazione della dichiarazione autocertificativa, il SUAP rilascia una ricevuta che, unitamente alla documentazione prevista nel comma 20, costituisce titolo per l'immediato avvio dell'intervento dichiarato e titolo edilizio. La dichiarazione autocertificativa, corredata dagli elaborati progettuali e dalla dichiarazione di conformità del progetto alla normativa applicabile, è resa con le seguenti modalità:

a) dal progettista dell'impianto o dell'intervento dichiarato, munito di idonea assicurazione per la responsabilità professionale, quando la verifica di conformità non comporta valutazioni discrezionali;

b) da un ente tecnico accreditato quando la verifica in ordine a tale conformità comporta viceversa valutazioni discrezionali.

Entro il termine di sette giorni dalla presentazione della dichiarazione, il SUAP può richiedere l'integrazione degli atti o dei documenti necessari ai fini istruttori. Qualora occorrano chiarimenti circa il rispetto delle normative tecniche e la localizzazione dell'impianto, il SUAP, d'ufficio, ovvero su richiesta dell'interessato, convoca, entro i quindici giorni successivi alla presentazione della dichiarazione, una riunione, anche per via telematica, fra i soggetti interessati e le amministrazioni competenti. Qualora al termine della riunione sia raggiunto un accordo ai sensi dell'articolo 11 della legge n. 241 del 1990, sulle caratteristiche dell'impianto, il relativo verbale vincola le parti, integrando il contenuto delle domande e degli atti di controllo. La richiesta di integrazioni e la convocazione della riunione non comportano l'interruzione dell'attività avviata.

22. Il SUAP trasmette per via telematica, entro due giorni lavorativi, la dichiarazione autocertificativa e la documentazione allegata alle amministrazioni competenti per i singoli endoprocedimenti, comunque denominati. Ciascuna amministrazione conserva la documentazione relativa alle pratiche avviate presso il SUAP per la parte di propria competenza. Gli uffici regionali e gli enti terzi coinvolti nel procedimento assicurano, per gli adempimenti di loro competenza, il pieno rispetto dei termini prescritti dalla normativa vigente dando priorità, se necessario, alle pratiche istruite all'interno dell'ufficio SUAP.

23. L'immediato avvio dell'intervento è escluso quando la verifica di conformità della dichiarazione autocertificativa comporta valutazioni discrezionali da parte della pubblica amministrazione per i profili attinenti:

a) alla difesa nazionale e alla pubblica sicurezza;

b) agli impianti per i quali è necessario acquisire specifica autorizzazione in relazione a vincoli paesistici, storico-artistici, archeologici e idrogeologici nonché quelli ricadenti nelle aree perimetrate dal PAI;

c) alla verifica ambientale, alla valutazione d'impatto ambientale o a valutazione ambientale strategica;

d) alla tutela della salute e della pubblica incolumità quando la normativa vigente richiede un'autorizzazione espressa;

e) ai casi per i quali la normativa comunitaria impone l'adozione di provvedimenti amministrativi formali;

f) agli impianti che utilizzano materiali nucleari o producono materiali di armamento;

g) ai depositi costieri e agli impianti di produzione, raffinazione e stoccaggio di olii minerali;

h) agli impianti di deposito temporaneo, smaltimento, recupero e riciclaggio di rifiuti;

i) agli impianti da sottoporre al controllo sui pericoli di incidente rilevante;

l) agli impianti da sottoporre alla disciplina della prevenzione e riduzione dell'inquinamento;

m) agli impianti che sono soggetti alla disciplina della qualità dell'aria e che rientrano negli elenchi delle industrie insalubri di prima classe;

n) agli impianti soggetti ad autorizzazione per l'esercizio o la realizzazione di impianti elettrici ai sensi della legge regionale 20 giugno 1989, n. 43 (Norme in materia di opere concernenti linee ed impianti elettrici).

24. Nelle ipotesi previste dal comma 23, il SUAP trasmette immediatamente per via telematica la dichiarazione con i relativi allegati alle amministrazioni competenti e provvede alla convocazione di una conferenza di servizi, anche telematica, entro sette giorni dalla presentazione della dichiarazione autocertificativa da parte dell'imprenditore. La conferenza di servizi si svolge in seduta unica entro i successivi quindici giorni lavorativi. In caso di mancata partecipazione dei soggetti invitati, ovvero in caso di mancata presentazione di osservazioni entro la data di svolgimento della conferenza stessa, i pareri, le autorizzazioni e gli altri provvedimenti dovuti si intendono positivamente espressi, ferma restando la responsabilità istruttoria dei soggetti invitati alla conferenza. Qualora l'intervento sia soggetto a valutazione d'impatto ambientale (VIA) o valutazione ambientale strategica (VAS), la conferenza si svolge entro i quindici giorni successivi alla comunicazione dell'eventuale esito favorevole delle relative procedure. Per quanto non disciplinato dal presente comma si rinvia all'articolo 14 della legge n. 241 del 1990.

25. I procedimenti amministrativi relativi all'esercizio e alla sicurezza degli impianti e all'agibilità degli edifici funzionali alle attività economiche, il cui esito dipenda esclusivamente dal rispetto di requisiti e prescrizioni di leggi, regolamenti o disposizioni amministrative rientranti nella competenza legislativa regionale, sono sostituiti da una dichiarazione resa al SUAP, sotto forma di dichiarazione sostitutiva di certificazione o dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, dal proprietario dell'immobile o avente titolo, ovvero dal legale rappresentante dell'impresa che attesti la conformità o la regolarità degli interventi o delle attività. Restano fermi il controllo e la verifica successivi, nonché la vigilanza da parte delle autorità competenti. La Giunta regionale individua i procedimenti amministrativi cui si applica la disciplina del presente comma, predispone la modulistica unificata e provvede alla standardizzazione degli allegati per tutte le amministrazioni interessate. Gli enti locali adeguano i propri regolamenti a quanto previsto nel presente comma.

26. Il procedimento unico si conclude con la comunicazione al SUAP da parte dell'interessato dell'ultimazione dei lavori. La comunicazione è effettuata con apposita dichiarazione corredata da un certificato del direttore dei lavori, con il quale si attestano la conformità dell'opera al progetto presentato e la sua agibilità. Quando la normativa vigente subordina la messa in opera dell'impianto a collaudo, lo stesso è effettuato da un ente tecnico abilitato e trasmesso immediatamente al SUAP a cura dell'impresa. Il certificato positivo di collaudo consente l'immediata messa in funzione degli impianti, fermi restando i poteri di vigilanza e di controllo delle amministrazioni competenti.

27. Anche dopo il rilascio del certificato di collaudo, resta fermo il potere delle amministrazioni e degli uffici competenti di verificare la conformità della realizzazione dell'impianto alla normativa vigente e di adottare provvedimenti contenenti le misure interdittive o le prescrizioni necessarie, che sono comunicate al SUAP e all'interessato. I provvedimenti indicano, ove possibile, le modifiche progettuali necessarie per l'adeguamento dell'impianto, nonché i tempi e le modalità. A seguito della verifica di conformità le amministrazioni competenti possono adottare misure cautelari ad efficacia immediata esclusivamente per motivate ragioni di tutela dell'ambiente, della salute, della sicurezza del lavoro e della pubblica incolumità. Fatti salvi i casi di errore od omissione materiale suscettibili di correzione o di integrazione, quando sia accertata la falsità delle dichiarazioni autocertificative presentate nel corso del procedimento unico, gli atti sono trasmessi alla Procura della Repubblica, nonché all'ordine professionale cui eventualmente appartenga il soggetto che le ha sottoscritte. Con la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica, l'amministrazione competente, fermi restando gli obblighi e le sanzioni di legge, ordina la riduzione in pristino a spese dell'impresa qualora i lavori siano stati avviati o realizzati.

28. La mancata effettuazione dei controlli entro un termine di sessanta giorni dalla comunicazione di cui al comma 27 determina, fatti salvi i casi di dolo imputabili all'impresa, nel caso in cui vengano riscontrate irregolarità tali da impedire la prosecuzione dell'attività di impresa, il diritto dell'imprenditore interessato ad un indennizzo forfetario a carico dell'amministrazione responsabile del ritardo. L'indennizzo è corrisposto in misura fissa da determinarsi con apposita deliberazione della Giunta regionale, previa intesa con gli uffici periferici dell'amministrazione statale e le altre amministrazioni coinvolte, in proporzione al ritardo accumulato e all'investimento effettuato dall'imprenditore. A tale spesa l'amministrazione interessata fa fronte nell'ambito delle disponibilità già iscritte in bilancio, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, salvo il diritto di rivalsa nei confronti del dirigente e dei funzionari responsabili a norma della legislazione vigente.

29. Sono esclusi dagli effetti delle disposizioni di cui ai precedenti commi i progetti di impianti produttivi che, sebbene conformi alla vigente disciplina ambientale, sanitaria, di tutela dei beni culturali e paesaggistici, di sicurezza sul lavoro e di tutela della pubblica incolumità, contrastano con lo strumento urbanistico, anche qualora lo stesso strumento non individui aree destinate all'insediamento di impianti produttivi o individui aree insufficienti o non utilizzabili.

30. Sono abrogati:

a) l'articolo 7 della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37 (Norme concernenti interventi finalizzati all'occupazione e allo sviluppo del sistema produttivo regionale e di assestamento e rimodulazione del bilancio);

b) l'articolo 18, comma 2, della legge regionale 12 giugno 2006, n. 9 (Conferimento di funzioni e compiti agli enti locali).

31. La lettera a) del comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale n. 9 del 2006 è sostituita dalla seguente:

"a) alla realizzazione, all'ampliamento, alla cessazione, alla riattivazione, alla localizzazione e alla rilocalizzazione di impianti produttivi, ivi incluso il rilascio delle concessioni o autorizzazioni edilizie, nonché le funzioni relative alle attività economiche produttive di beni e servizi;".

32. È autorizzata per ciascuno degli anni 2008-2011, la spesa di euro 30.000 per iniziative di studio, ricerca e assistenza tecnica in materia di politiche comunitarie e per attività di partecipazione ad organismi comunitari (UPB S01.04.001).

33. Per la partecipazione della Regione alla Commissione paritetica Stato-Regione, di cui all'articolo 56 dello Statuto speciale per la Sardegna, a ciascun componente della Commissione di designazione regionale, non dipendente dell'Amministrazione regionale, è corrisposto un compenso annuo di euro 15.000 (UPB S01.03.003).

34. Nella legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 (Norme sull'organizzazione amministrativa della Regione sarda e sulle competenze della Giunta, della Presidenza e degli Assessorati regionali), sono introdotte le seguenti modifiche:

a) all'articolo 4, lettera i), le parole "di concerto con l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, che esprime il concerto sentito il parere del Comitato per la programmazione" sono soppresse;

b) all'articolo 10 è abrogata la lettera "m)".

c) all'articolo 13, dopo la lettera h bis), è aggiunta la seguente:
"h ter) espropriazioni.".

35. Sono abrogate le seguenti disposizioni:

a) l'articolo 25 della legge regionale 1° agosto 1975, n. 33 (Compiti della Regione nella programmazione);

b) l'articolo 5 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13 (legge finanziaria 1991);

c) l'articolo 6 della legge regionale 28 aprile 1992, n. 6 (legge finanziaria 1992).

36. Al fine di promuovere la Sardegna come terra di pace e di amicizia tra i popoli, in occasione del G8 è autorizzata la spesa di euro 1.000.000, nell'anno 2008, per l'organizzazione di convegni internazionali, seminari e manifestazioni sui temi di interesse mondiale e sui diritti umani delle comunità e dei popoli (UPB S01.03.002).

37. Al fine di garantire l'autonomia organizzativa e funzionale del Consiglio regionale dell'economia e del lavoro (CREL) è autorizzata l'apertura di un conto corrente bancario, intestato alla Regione, sul quale opera il presidente dello stesso CREL. Il presidente è tenuto a rendere semestralmente il conto dei fondi messi a disposizione. Gli interessi maturati e le somme disponibili su tale conto alla fine dell'esercizio devono essere riversati alle entrate della Regione entro il 15 gennaio dell'esercizio successivo. Ai fini della rendicontazione e del controllo valgono le disposizioni di cui all'articolo 45 della legge regionale n. 11 del 2006.

38. Nell'ambito del perfezionamento del progetto SIBAR è autorizzata, per l'anno 2008, la spesa di euro 450.000 ai fini del raggiungimento di un adeguato grado qualitativo di copertura funzionale ed efficienza operativa degli Assessorati, nonché di una migliore rispondenza alle esigenze operative manifestatesi in corso di utilizzo (UPB S02.04.014).

Emendamento soppressivo totale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 1

L'articolo 1 è soppresso. (57)

Emendamento soppressivo Parziale Ladu - La Spisa - Contu - Murgioni - Gallus.

Articolo 1

Il comma 1 dell'articolo 1 è soppresso. Lo stanziamento di euro 500.000.000 di cui all'allegata Tabella E) trova copertura nel successivo comma 2. (206)

Emendamento soppressivo Parziale Ladu - La Spisa - Contu - Murgioni - Gallus.

Articolo 1

Il comma 1 dell'articolo 1 è soppresso. Di conseguenza è soppressa l'allegata Tabella E) relativa alle autorizzazioni di spesa correlate ad anticipazioni di entrata. (207)

Emendamento soppressivo parziale Pileri - Petrini - Cherchi - Licandro - Contu - La Spisa - Rassu - Amadu - Lombardo - Sanjust.

Articolo 1

Il comma 1 dell'articolo 1 è soppresso. (24)

Emendamento soppressivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 1

Il comma 1 è soppresso. (58)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Marracini - Lai Renato - Atzeri.

Articolo 1

Il comma 1 dell'articolo 1 è soppresso. (816)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Licandro.

Articolo 1

Il comma 2 dell'articolo 1 è soppresso. (298)

Emendamento Soppressivo Parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Licandro.

Articolo 1

Le annualità 2011 delle lettere a) e b) del comma 3 dell'articolo 1 sono soppresse. I minori oneri vanno ad incrementare rispettivamente l'UPB S 08.01.002 e l'UPB S 08.01.003.

(Mediante aumento delle voci della tabella A) della Legge Finanziaria - FNOL). (299)

Emendamento soppressivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 1

Il comma 5 è soppresso. (60)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Licandro.

Articolo 1

Il comma 5 dell'articolo 1 è soppresso. (300)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Licandro.

Articolo 1

Il comma 8 dell'articolo 1 è soppresso. (303)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Licandro - Petrini.

Articolo 1

Il comma 9 dell'articolo 1 è soppresso. Lo stanziamento previsto di euro 545.000.000 è accantonato nel Fondo speciale per spese correnti (UPB S 08.01.002) annualità 2008 per il finanziamento della legge regionale di riforma dell'ordinamento delle autonomie locali. (304)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Licandro - Rassu.

Articolo 1

Il comma 10 è soppresso. (305)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Rassu - Licandro.

Articolo 1

Il comma 11 è soppresso. (306)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Licandro - Rassu.

Articolo 1

Il comma 14 dell'articolo 1 è soppresso. (308)

Emendamento soppressivo parziale Capelli - Cuccu - Milia - Cappai - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio.

Articolo 1

I commi dal numero 15 al numero 30 sono soppressi. (182)

Emendamento soppressivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 1

I commi dal numero 15 al 29 sono soppressi. (64)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa -Licandro - Petrini.

Articolo 1

Il comma 15 dell'articolo 1 è soppresso. (309)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa -Rassu - Pileri.

Articolo 1

Nel comma 15 dell'articolo 1, alla quarta riga le parole "anche in forma associata", sono soppresse. (310)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa -Rassu - Pileri.

Articolo 1

Il comma 16 dell'articolo 1 è soppresso. (312)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa -Rassu - Cherchi Oscar.

Articolo 1

Nel comma 16 dell'articolo 1, sono soppressi i punti b) e c). (314)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa -Rassu - Petrini.

Articolo 1

Il comma 17 dell'articolo 1 è soppresso. (317)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa -Rassu - Pileri.

Articolo 1

Nel comma 17 dell'articolo 1, la lettera g) è soppressa. (316)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa -Rassu - Amadu.

Articolo 1

Il comma 18 dell'articolo 1 è soppresso. (318)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa -Rassu - Pileri.

Articolo 1

Il comma 19 dell'articolo 1 è soppresso. (319)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa -Rassu - Amadu.

Articolo 1

Nel comma 19 dell'articolo 1, le parole da "le altre amministrazioni" sino alle parole "del SUAP" sono soppresse. (322)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa -Rassu - Pileri.

Articolo 1

Nel comma 19 dell'articolo 1, è soppressa la frase dalle parole "sono fatti salvi" fino al termine del comma. (321)

Emendamento soppressivo Parziale Contu - Sanjust - La Spisa -Rassu - Pileri - Petrini.

Articolo 1

Il comma 20 dell'articolo 1 è soppresso. (324)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa -Rassu - Pileri - Petrini.

Articolo 1

Nel comma 20 dell'articolo 1, le parole "a pena di irricevibiltà" sono soppresse. (323)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa -Petrini- Amadu.

Articolo 1

Il comma 21 dell'articolo 1 è soppresso. (327)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Pileri - Petrini.

Articolo 1

Il comma 22 dell'articolo 1 è soppresso. (330)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Pileri - Petrini.

Articolo 1

Il comma 23 dell'articolo 1 è soppresso. (331)

Emendamento Soppressivo Parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Petrini - Pileri.

Articolo 1

La parte del comma 25 dell'articolo1, le parole da "individua i procedimenti" fino alle parole "del presente comma" sono soppresse. (332)

Emendamento soppressivo Parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Pileri - Petrini.

Articolo 1

Il comma 26 dell'articolo 1 è soppresso. (333)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Rassu- Petrini.

Articolo 1

Il comma 27 dell'articolo 1 è soppresso. (334)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Rassu- Pileri.

Articolo 1

Il comma 28 dell'articolo 1 è soppresso. (335)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Petrini - Pileri.

Articolo 1

Il comma 29 dell'articolo 1 è soppresso. (336)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Pileri - Petrini.

Articolo 1

Il comma 30 dell'articolo 1 è soppresso. (337)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Pileri - Rassu.

Articolo 1

Il comma 31 dell'articolo 1 è soppresso. (338)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Pileri - Rassu.

Articolo 1

Il comma 32 dell'articolo 1 è soppresso.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S 08.01.002

Anno 2008 Euro 30.000

Anno 2009 Euro 30.000

Anno 2010 Euro 30.000

Anno 2011 Euro 30.000

In diminuzione

UPB S 01.04.001

Anno 2008 Euro 30.000

Anno 2009 Euro 30.000

Anno 2010 Euro 30.000

Anno 2011 Euro 30.000

(Mediante aumento delle voci della tabella A) della Legge Finanziaria - FNOL). (339)

Emendamento soppressivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 1

Il comma 34 è soppresso. (66)

Emendamento soppressivo parziale Capelli - Cuccu - Milia - Cappai - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio.

Articolo 1

Il comma 34 è soppresso. (181)

Emendamento soppressivo parziale Caligaris.

Articolo 1

Il comma 34 è abrogato. (276)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Pileri - Rassu.

Articolo 1

Il comma 34 dell'articolo 1 è soppresso.(341)

Emendamento soppressivo parziale Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu-

Articolo 1

Le lettere b) e c) del comma 34 dell'articolo 1 sono abrogate. (540)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Rassu - Cherchi Oscar.

Articolo 1

Il comma 35 dell'articolo 1 è soppresso. (342)

Emendamento soppressivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 1

Il comma 36 è soppresso. (67)

Emendamento soppressivo parziale Caligaris.

Articolo 1

Il comma 36 è abrogato. (277)

Emendamento soppressivo parziale Lanzi - Serra - Cugini - Licheri - Fadda.

Articolo 1

Al comma 36, le parole "in occasione del G8" sono soppresse. (493)

Emendamento soppressivo parziale Uras - Lanzi - Pisu - Lanzi - Serra - Cugini.

Articolo 1

Il comma 36 è modificato come segue: sono soppresse le parole "in occasione del G8". (936)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Cherchi Oscar - Rassu.

Articolo 1

Il comma 37 dell'articolo 1 è soppresso. (344)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Petrini - Rassu.

Articolo 1

Il comma 38 è soppresso.

In diminuzione

UPB S 02.04.014

In aumento

Poste dell'allegata tabella A) della legge finanziaria - FNOL. (345)

Emendamento soppressivo parziale Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu

Articolo 1

Il comma 1 dell'articolo 1 è sostituito dal seguente:

"L'Amministrazione regionale è autorizzata, ai sensi dell'articolo 30, comma 7 bis, della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11 (Norme in materia di programmazione, di bilancio e di contabilità della Regione Autonoma della Sardegna), ad iscrivere nel proprio bilancio per l'anno 2008 lo stanziamento di euro 1.500.000.000, a fronte delle maggiori entrate alla stesa spettanti per effetto del disposto di cui all'articolo 1, comma 834 e seguenti della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), provvedendo a compensare tale stanziamento con una minore iscrizione, di importo pari a 500.000.000 per ciascun anno nei rispettivi bilanci per gli anni 2011, 2012 e 2013. Il citato finanziamento è correlato alle iscrizioni di spesa, destinate a investimenti, elencate nella tabella E, allegata alla presente legge. Resta confermato il rispetto delle disposizioni introdotte dalla normativa che disciplina il Patto di stabilità interno.

Destinazione delle risorse finanziarie derivanti dalla variazione introdotta dal presente emendamento:

vedi tabella E, rideterminata, con l'indicazione delle singole variazioni.

UPB

CAPITOLO

INTERVENTO

STANZIAMENTO

VARIAZIONI PROPOSTE CON L'EMENDAMENTO

TOTALE DOPO LA VARIAZIONE PROPOSTA

S01.03.010

SC01.0628

Fondo programmazione negoziata

63.000

50.000

113.000

S01.05.002

SC01.0943

Energie rinnovabili e risparmio energetico su immobili regionali

3.300

3.300

S01.06.001

SC01.1059

Sistema autonomia locale - Investimenti

97.545

97.545

S01.05.002

SC01.0946

Acquisizione al patrimonio regionale di diritti e beni

1.700

1.700

S02.01.005

SC02.0083

Programma straordinario di edilizia scolastica

3.848

3.848

S02.01.005

SC02.0086

Costruzione, riattamento e messa a norma di edifici scolastici

10.000

10.000

S02.01.007

SC

Prevenzione dispersione scolastica e infrastrutture scolastiche

0

50.000

50.000

S02.01.012

SC02.0328

"Case studente"

25.857

25.857

S02.03.007

SC02.0901

Politiche attive del lavoro - Investimenti

2.000

2.000

S02.03.007

SC02.0900

Politiche attive del lavoro - Investimenti (iniziative per l'occupazione art. 19 L.R. 37/98)

100.000

100.000

S02.03.007

SC02.0902

Politiche attive del lavoro - Investimenti - progetti comunali finalizzati all'occupazione)

50.000

50.000

S03.01.004

SC03.0053

Contributi agli enti locali per il restauro di beni culturali

10.000

10.000

S03.01.004

SC03.0054

Contributi agli enti locali per costruzione o riattamenti musei

50.000

50.000

S03.01.004

SC03.0034

Interventi in materia energetica-contributi ai privati per impianti innovativi

50.000

50.000

S04.03.004

SC04.0367

Opere di prevenzione e soccorso

2.000

2.000

S04.03.004

SC04.0368

Costruzione e manutenzione opere idrauliche

2.000

2.000

S04.06.002

SC04.1287

Bonifica siti contaminati

3.000

3.000

S04.06.003

SC04.1319

Bonifica dall'amianto di immobili o infrastrutture pubbliche

8.000

8.000

S04.06.005

SC04.1361

Ripristino aree interessate da attività mineraria o di cava

3.000

3.000

S04.06.006

SC04.1393

Bonifica siti minerari dismessi

9.950

9.950

S04.06.007

SC04.1412

Programma Sardegna Fatti Bella

50.000

50.000

S04.07.008

SC04.1621

Energie rinnovabili e risparmio energetico su immobili pubblici

6.700

6.700

S04.08.006

SC04.1913

Valorizzazione lagune e stagni

10.000

10.000

S04.10.001

SC04.2614

Programmi integrati dei centri storici

25.000

20.000

45.000

S04.10.004

SC04.2696

Informatizzazione catasti

5.000

5.000

S04.10.005

SC04.2748

Eliminazione barriere architettoniche

3.000

3.000

S05.01.002

SC05.0033

ASL - Finanziamento delle spese in conto capitale

20.000

20.000

S05.01.003

SC05.0053

ASL - Edilizia sanitaria

14.000

14.000

S05.01.003

SC05.0056

ASL - Patrimonio tecnologico

40.000

40.000

S05.04.002

SC05.0879

Contributi ai comuni per completamento impianti sportivi

30.000

30.000

S05.04.002

SC05.0886

Palazzetto sport di Cagliari e Nuoro

7.000

7.000

S05.05.002

SC05.1068

Contributi alle organizzazioni dei sardi nel mondo

10.000

10.000

S06.02.004

SC05.0244

Contributi alle società e cooperative giovanili settore turismo

50.000

50.000

S06.02.004

SC02.0246

Contributi ai comuni per iniziative a favore soc. e coop. giovanili

30.000

30.000

S06.03.001

SC06.0416

Contributi in conto occupazione assunzioni apprendisti

10.000

10.000

S06.03.020

SC06.0612

Potenziamento aree industriali e artigiane

3.000

3.000

S06.03.022

SC06.0659

Interventi per la produzione di energia elettrica

6.600

6.600

S06.03.024

SC06.0690

Partecipate RAS

51.000

51.000

S06.03.027

SC06.0742

Contributi soc. e coop. Giovanili sett. prod. beni e servizi

50.000

50.000

S06.06.002

SC06.1543

Interventi sul costo del lavoro (contributi sgravio oneri previd.)

50.000

50.000

S07.01.001

SC07.0001

Interventi a favore della viabilità

2.000

2.000

S07.01.002

SC07.0018

" " " " " "

13.000

100.000

113.000

S07.01.002

SC07.0025

" " " " " "

4.000

100.000

104.000

S07.04.002

SC07.0355

Opere portuali

2.000

2.000

S07.06.002

SC07.0632

Investimenti nel settore della mobilità

6.000

6.000

S07.06.002

SC07.0639

Ricapitalizzazione SFIRS per continuità territoriale

5.000

5.000

S07.07.003

SC07.0800

Investimenti Esaf

4.000

4.000

S07.07.004

SC07.0832

Infrastrutture idrauliche ENAS

2.500

50.000

52.500

S07.07.004

SC07.0838

Impianti di produzione di energia per il settore idrico

4.000

4.000

S07.06.002

SC07.0640

Potenziamento e rinnovo mezzi di trasporto

15.000

15.000

S07.10.005

SC07.1262

Opere pubbliche di interesse locale

6.000

100.000

106.000

TOTALE

500.000

1.000.000

1.500.000

(536)

Emendamento modificativo Balia - Masia.

Articolo 1

Il comma 1 è sostituito dal seguente:

"E' autorizzata, nell'anno 2008, ai sensi dell'articolo 30, comma 2, della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11 (Norme in materia di programmazione, di bilancio e di contabilità della Regione autonoma della Sardegna(, la contrazione di uno o più mutui o, in alternativa, l'emissione di prestiti obbligazionari, dall'Amministrazione regionale esclusivamente garantiti, per un importo di euro 500.000.000 (UPB E510.001); la predetta autorizzazione è correlata alle spese di investimento nel settore pubblico elencate nell'allegata tabella E."

Nel comma2, l'importo di "52.366.000" è sostituito con "84.892.000".

COPERTURA FINANZIARIA

ENTRATA

In aumento

UPB E510.001 Ricavo mutui per investimenti

Anno 2008 Euro 500.000.000

In diminuzione

UPB E121.001 Quote di tributi erariali devoluti dallo Stato

Anno 2008 Euro 500.000.000

Mediante riduzione del capitolo EC121.003

SPESA

In aumento

UPB S 08.01.005 Interessi su rate d'ammortamento mutui e/o prestiti obbligazionari

Anno 2009 Euro 25.000.000

Anno 2010 Euro 24.624.000

Anno 2011 Euro 24.229.000

UPB S 08.01.006 Capitale su rate d'ammortamento mutui e/o prestiti obbligazionari

Anno 2009 Euro 7.526.000

Anno 2010 Euro 7.902.000

Anno 2011 Euro 8.297.000

In diminuzione

UPB S 08.01.002 FNOL - parte corrente

Anno 2009 Euro 4.637.000

Anno 2010 Euro 28.950.000

Anno 2011 Euro 28.950.000

Mediante riduzione della riserva di cui alla voce 3 della tabella A allegata alla legge finanziaria.

UPB S 08.01.003 FNOL - investimenti

Anno 2009 Euro 23.500.000

Anno 2010 Euro 3.576.000

Anno 2011 Euro 3.576.000

Mediante riduzione della riserva di cui alla voce 2 della tabella B allegata alla legge finanziaria.

UPB S 08.01.004 Somme per le quali sussiste l'obbligo di pagare

Anno 2009 Euro 4.389.000. (249)

Emendamento sostitutivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 1

Il comma 1 è sostituito dal seguente:

"L'Amministrazione regionale è autorizzata a contrare mutui fino a Euro 500.000.000, da utilizzare per finanziare le spese di investimento nel settore pubblico elencate nell'allegata tabella E". (59)

Emendamento sostitutivo parziale Ladu - Contu - Murgioni - Gallus - La Spisa.

Articolo 1

Nel comma 2 dell'articolo 1 il disavanzo di euro 805.000.000 è rideterminato in euro 1.305.000.000.

La cifra di euro 165.759.000 della lettera a) è rideterminata in euro 270.759.000;

la cifra di euro 568.000.000 della lettera b) è rideterminata in euro 918.000.000;

la cifra di euro 165.759.000 della lettera a) è rideterminata in euro 116.241.000.

Eventuali maggiori oneri, da determinare, trovano copertura mediante la riduzione delle voci della Tabella A) della Legge Finanziaria - FNOL. (205)

Emendamento sostitutivo parziale Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.

Articolo 1

Al comma 2 dell'articolo 1 le parole "…, previa effettiva esigenza di cassa" sono sostituite dalle seguenti "obbligatoriamente, al fine di garantire la regolarità dei flussi di cassa e l'accelerazione della spesa,". (569)

Emendamento sostitutivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 1

Nel comma 3 punto 1), l'importo di euro "6.200.000" dell'anno 2008 è modificato in euro "60.000.000".

Nella tabella A allegata alla legge finanziaria la voce 3 è incrementata per l'anno 2008 di euro 60.000.000.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

UPB S 01.03.010 Programmazione negoziata

Anno 2008 Euro 60.000.000

In aumento

UPB S 08.01.002 FNOL - parte corrente

Anno 2008 Euro 60.000.000

(840)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Licandro.

Articolo 1

Nel comma 6 dell'articolo 1 le parole "2008 - 2011" sono sostituite dalle parole "2008 - 2010". (301)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Licandro.

Articolo 1

Nel comma 7 dell'articolo 1 le parole "2008 - 2011" sono sostituite dalle parole "2008 - 2010". (302)

Emendamento sostitutivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 1

Nel comma 8, la lettera b) è così sostituita:

"b) il comma 2 è sostituito dal seguente:

2. Il processo ha lo scopo di:

a) contenere la spesa anche mediante la definizione di strategie comuni di acquisto, l'aggregazione e la standardizzazione della domanda, la rilevazione dei fabbisogni e lo sviluppo della concorrenza;

b) contenere la spesa, semplificare e accelerare il processo di acquisto delle amministrazioni e degli enti beneficiari, con l'utilizzo del Centro di acquisto territoriale (CAT), nel rispetto della vigente normativa comunitaria, nazionale e regionale;

c) garantire la trasparenza nel rapporto tra le Amministrazioni e i fornitori privati.". (61)

Emendamento sostitutivo parziale Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu-

Articolo 1

Il comma 9 dell'articolo 1 è sostituito dal seguente:

A decorrere dall'anno 2008 il fondo di cui all'articolo 10 , comma 1, della legge regionale n. 2 del 2007, determinato in euro 595.000.000 è ripartito nel seguente modo:

a) fondo a favore dei comuni, con una dotazione finanziaria valutata in annui euro 527.750.000 alla quale concorre, in deroga alle disposizioni di cui agli articoli 2, comma 10, e 3, comma 8, della legge regionale 11 maggio 2006, n. 4, così come sostituiti dall'articolo 3 della legge regionale n. 2 del 2007, una quota pari a euro 50.000.000 delle entrate derivanti dall'applicazione dei succitati commi (UPB S0l.06.001);

b) fondo a favore delle province, con una dotazione finanziaria valutata in annui euro 67.250.000

Al riparto dei suddetti fondi si provvede con le moda1ità e i criteri stabiliti dallo stesso articolo 10, comma 1, della legge regionale n. 2 del 2007

COPERTU FINANZIARIA

In aumento

UPB S 01.06.001 - Trasferimenti agli Enti Locali

Anno 2008 Euro 50.000.000

Anno 2009 Euro 50.000.000

Anno 2010 Euro 50.000.000

Anno 2011 Euro 50.000.000

In diminuzione

UPB S 08.01.002 - FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 2 della tabella B allegata alla legge finanziaria

Anno 2008 Euro 50.000.000

Anno 2009 Euro 50.000.000

Anno 2010 Euro 50.000.000

Anno 2011 Euro 50.000.000

(538)

Emendamento sostitutivo parziale Marracini - Pittalis - Lai Renato.

Articolo 1

Il comma 9 dell'art. 1 è sostituito dal seguente:

Lo stanziamento di cui all'art. 10, comma 1, della legge regionale n. 2 del 2007, è valutato in euro 585.000.000,00 annui sino all'emanazione della legge regionale di riforma dell'ordinamento delle autonomie locali, di cui 512.000.000,00 per i Comuni e 73.000.000,00 per le Province, fermo restando il criterio di ripartizione del 40% in parti uguali e del 60% in proporzione alla popolazione. Alla formazione di tale stanziamento concorre, in deroga alle disposizioni di cui agli art. 2, comma 10, e 3, comma 8, della legge regionale 11 maggio 2006, n. 4 (Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo) così come sostituiti dall'articolo 3 della legge regionale n. 2 de! 2007, una quota pari a euro 110.000.000,00 delle entrate derivanti dall'applicazione dei succitati commi (UPB·S01.06.001). (427)

Emendamento sostitutivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 1

Nel comma 9, le parole "euro 545.000.000" sono sostituite con

"euro 575.000.000",

le parole "euro 477.750.000" sono sostituite con

"euro 504.000.000"

e le parole "euro 67.250.000" sono sostituite con

"euro 71.000.000".

COPERTURA FINANZIARIA

Fondo Nuovi oneri legislativi. (63)

Emendamento sostitutivo parziale Giunta Regionale.

Articolo 1

Il commi 12 e 13 sono sostituiti dai seguenti:

12. Le somme di cui al comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale di autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2008 qualora non utilizzabili per le finalità di cui al comma medesimo possono essere riassegnate al relativo fondo per essere utilizzate anche per il finanziamento degli interventi inclusi nella progettazione integrata.

13. Le somme di cui al comma 3 dell'articolo 3 della legge regionale 24 febbraio 2006, n. 1, ai commi 1, 9 e 21 dell'articolo 15, al comma 13 dell'articolo 24, al comma 19 dell'articolo 32 e al comma 1 dell'articolo 35 della legge regionale 29 maggio del 2007, n. 2, non impegnate alla data del 31 dicembre 2007, sono mantenute nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo, per le finalità per le quali furono stanziate. (867)

Emendamento modificativo Giunta Regionale.

Articolo 1

- Nel comma 15 le parole "le agevolazioni al sistema produttivo" sono sostituite con "il sistema produttivo".

- Nello stesso comma 15 è soppressa l'espressione da: "nonché di tutti" sino al punto.

- Nel comma 21 sono introdotte le seguenti modifiche:

a) le parole da "titolo per l'immediato avvio" a "edilizio" sono così sostituite:
"decorsi 20 giorni dalla data di presentazione, sia titolo autorizzatorio per l'immediato avvio dell'intervento dichiarato che titolo edilizio".

b) nella lettera a) dopo le parole "responsabilità professionale" sono inserite le seguenti: "e per l'ammontare del valore dell'opera,".

- Nel comma 24 l'espressione "la conferenza si svolge entro 15 giorni ……………procedure." è sostituita da:
"i termini sopra individuati decorrono dalla comunicazione dell'eventuale esito favorevole delle relative procedure.

- Nel comma 26 dopo le parole "lo stesso è effettuato" sono inserite le seguenti: "da un professionista". (868)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Petrini - Amadu.

Articolo 1

Nel comma 17 dell'articolo 1, la frase "l'Ufficio regionale SUAP" sino al termine del punto è sostituita dalla seguente: "è istituito presso l'Amministrazione regionale l'Ufficio di coordinamento dei SUAP". (315)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Rassu - Pileri.

Articolo 1

Nel comma 20 dell'articolo 1, la parola "applicabile" è sostituita dalla parola "vigente". (325)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Rassu - Pileri.

Articolo 1

Nel comma 20 dell'articolo 1, dopo le parole "la Giunta regionale" sostituire l'intera frase sino al termine del comma con le parole "predispone un modulo unico per la presentazione della dichiarazione". (326)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Pileri - Petrini.

Articolo 1

Nel comma 21 dell'articolo 1, la frase che inizia con la parola "contestualmente", sino al termine del punto b), èn sostituita dalla presente "il SUAP entro 15 giorni dal ricevimento della richiesta, di cui ai commi precedenti, si pronuncia sulla conformità della stessa rispetto alla normativa vigente ed autorizza l'inizio dei lavori. (329)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Pileri - Petrini.

Articolo 1

La parte del comma 21 dell'articolo 1, dalle parole "il SUAP d'ufficio" in poi è sostituita dalle seguenti parole fino al termine del comma: "convoca entro i sette giorni successivi alla presentazione della dichiarazione, anche per via telematica, i soggetti interessati e l'Amministrazione competente". (328)

Emendamento sostitutivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 1

Il comma 33 è sostituito dal seguente:

"33. Per la partecipazione della Regione alla Commissione paritetica Stato-Regione, di cui all'articolo 56 dello Statuto speciale per la Sardegna, a ciascun componente della Commissione di designazione regionale, non dipendente dell'Amministrazione regionale, è corrisposto un rimborso spese pari a Euro 300 per ciascuna seduta della Commissione". (65)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Pileri - Rassu.

Articolo 1

Nel comma 33 dell'articolo 1 il compenso annuo di euro 15.000 (UPB S1.03.003) è rideterminato in euro 5.000

In diminuzione UPB S1.03.003, in aumento poste della tab. A) della legge finanziaria - FNOL. (340)

Emendamento sostitutivo parziale Giunta Regionale.

Articolo 1

Nel comma 34 l'importo di euro 450.000 è sostituito con quello di euro 500.000:

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S02.04.004 Sistema informativo nella pubblica amministrazione

2008 € 50.000

In diminuzione

UPB S08.01.004 Somme per le quali sussiste l'obbligo a pagare

2008 € 50.000. (869)

Emendamento sostitutivo parziale Caligaris.

Articolo 1

Il comma 36 è così sostituito:

"Al fine di promuovere a livello nazionale e mondiale l'immagine della Sardegna quale isola di pace e terra di amicizia tra i popoli, in occasione della Festa del Popolo Sardo (Sa Die de Sa Sardigna) è autorizzata la spesa di euro 1.000.000 (un milione) nell'anno 2008, per l'organizzazione di convegni internazionali, seminari e manifestazioni su temi di interesse mondiale, sui diritti umani e civili delle comunità, dei popoli e delle minoranze etno-linguistiche". (279)

Copertura Finanziaria

UPB S01.03.002

Emendamento sostitutivo parziale Caligaris.

Articolo 1

Nel comma 36 le parole:

"in occasione del G8" sono sostituite dalle parole "in occasione della Festa del Popolo Sardo (Sa Die de Sa Sardigna)". (278)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Cherchi Oscar - Rassu.

Articolo 1

Nel comma 36 dell'articolo 1 la spesa di euro 1.000.000 è rideterminata in euro 250.000.

In aumento

UPB S 08.01.003

Anno 2008 Euro 750.000

In diminuzione

UPB S 01.03.002

Anno 2008 Euro 750.000

Mediante aumento delle voci della tabella A) della Legge Finanziaria-FNOL. (343)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Rassu - Petrini.

Articolo 1

La somma di 450.000 euro del comma 38 è rideterminato in euro 100.000.

In diminuzione

UPB S 02.04.014 Euro 350.000

In aumento

Euro3 50.000 delle poste dell'allegata tabella A) della legge finanziaria - FNOL. (346)

Emendamento aggiuntivo Giunta Regionale.

Articolo 1

Dopo il comma 5 è inserito il seguente:

5 bis) Ad eventuali oneri derivanti dalla gestione e soppressione di fondi di rotazione ed assimilati, anche a seguito dell'applicazione del comma 10 dell'articolo 27 della legge regionale 11 maggio 2006, n. 4, si provvede mediante l'utilizzo del fondo di cui all'articolo 26 della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11, con le procedure e modalità ivi previste. (865)

Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.

Articolo 1

Dopo il comma 7 dell'articolo 1 è inserito il seguente comma:

All'erogazione dei finanziamenti disposti dalla Regione a favore degli Enti Locali si provvede, con decreto dell'Assessore cui compete l'assunzione dell'impiego e l'ordinazione della spesa, sulla base del programma medesimo, mediante versamento agli enti interessati delle somme corrispondenti agli importi stabiliti dal programma stesso secondo le seguenti quote percentuali determinate sull'importo dei singoli finanziamenti:

- 50% per cento contestualmente all'emissione del provvedimento di delega;

- ulteriore 35% per cento per spese sostenute nella misura del 30 per cento dello stesso importo di delega;

- fino all'ulteriore 15 per cento per spese sostenute nella misura del 70 per cento dello stesso importo di delega". (568)

Emendamento aggiuntivo Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 1

Al termine del comma 8, dopo la lettere f) è aggiunta la lettera:

f bis) il comma 7 è soppresso. (62)

Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.

Articolo 1

Dopo il comma 9 dell'articolo 1 è inserito il seguente:

L'Amministrazione regionale è autorizzata a finanziare gli enti locali che abbiano sofferenze finanziarie in conseguenza di sentenze, arbitrati o di transazioni relativi ad avvenuti investimenti ed espropriazioni i cui oneri non siano sostenibili con le ordinarie disponibilità finanziarie dell'ente; a tal fine è autorizzato l'impegno per ciascuno degli anni del quadriennio 2008-2011 di euro 10.000.000 le cui annualità sono iscritte nel bilancio annuale di previsione della Regione.

Il relativo programma d'intervento è approvato dalla Giunta regionale ai termini dell'articolo 4, lettera i), della legge regionale n. 1 del 1977, e successive modifiche e integrazioni (UPB S03.025 - cap. 03070/06).

Copertura finanziaria

In Aumento :

UPB S01.06.001 - Trasferimento agli Enti Locali -

Anno 2008 euro 10.000.000

Anno 2009 euro 10.000.000

Anno 2010 euro 10.000.000

Anno 2011 euro 10.000.000

In diminuzione.

^,

UPB S08.01.002 -FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 2 della tabella 3 allegata alla legge finanziaria

Anno 2008 euro 10.000.000

Anno 2009 euro 10.000.000

Anno 2010 euro 10.000.000

Anno 2011 euro 10.000.000. (537)

Emendamento aggiuntivo Lanzi - Serra - Cugini - Licheri - Fadda.

Articolo 1

Dopo il comma 9 è aggiunto il seguente:

9 bis). Il finanziamento di cui alla letera a), del precedente comma 9 può essere utilizzato per le finalità di cui all'art. 36 della Legge Regionale n. 23/1985 (UPB S01.06.001). (492)

Emendamento aggiuntivo Giunta Regionale.

Articolo 1

Al comma 11 dopo le parole "…sono assegnate" sono aggiunte le seguenti: "su richiesta dell'unione dei Comuni". (866)

Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.

Articolo 1

dopo il comma 11 dell'articolo 1 è aggiunto il seguente comma:

Due o più unioni dei comuni ricadenti negli stessi ambiti ottimali, definiti ai sensi dell'articolo 2 della L.R. n. 12 del 2 agosto 2005 , per le quali sussistono le condizioni di contiguità territoriale, al fine di assicurare la effettiva uniformità e funzionalità nell'esercizio delle funzioni associate , procedono, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, alla costituzione di una unica unione dei comuni, pena la revoca dei trasferimenti previsti dal fondo di cui all'articolo 12 della L.R. n.12 del 2 agosto 2005 a decorrere dall'annualità successiva.

I comuni non aderenti ad alcuna unione dei comuni, i cui ambiti territoriali ricadono nello stesso ambito territoriale ottimale nel quale insiste una unione dei comuni, regolarmente costituita ai sensi dell'alt. della L.R. n. 12 del 2 agosto 2005, su propria richiesta di adesione faranno obbligatoriamente parte della esistente unione. (567)

Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.

Articolo 1

dopo il comma 11 dell'articolo 1 è inserito il seguente comma aggiuntivo:

11 bis). Le risorse destinate al finanziamento delle funzioni svolte dai comuni in forma associata, ai sensi dell'articolo 12 della legge regionale 2 agosto 2005 n.12 , sono assegnate a decorrere dal 2008 alle unioni dei comuni costituite, entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge, da tutti i comuni ricompresi negli ambiti territoriali ottimali, definiti ai sensi dell'art.2 della stessa legge, o da almeno dieci comuni se nell'ambito territoriale ottimale ricadano più di dieci comuni. (539)

Emendamento aggiuntivo Contu - Sanjust - La Spisa - Licandro - Petrini.

Articolo 1

Nel comma 13 dell'articolo 1 dopo le parole "possono essere riassegnate" sono aggiunte le seguenti parole "previa approvazione da parte del Consiglio regionale del nuovo programma di interventi". (307)

Emendamento aggiuntivo Contu - Sanjust - La Spisa - Rassu - Petrini.

Articolo 1

Nel comma 15 dell'articolo 1, dopo le parole "la Regione promuove" sono inserite le seguenti parole: "entro 45 giorni dall'entrata in vigore della presente legge. (311)

Emendamento aggiuntivo Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Cappai - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio.

Articolo 1

Al comma 15, dopo le parole "...anche in forma associata" sono aggiunte le seguenti: "...., quando la popolazione residente sia inferiore a 3.000 abitanti". (179)

Emendamento aggiuntivo Contu - Sanjust - La Spisa - Amadu - Pileri.

Articolo 1

Nel punto e), comma 16 dell'articolo 1 alla parola "artigianali" sono aggiunte le parole "e culturali". (313)

Emendamento aggiuntivo Pittalis - Lai Renato - Marracini.

Articolo 1

All'art. 1, dopo il comma 17, è aggiunto il comma 17 bis: Le funzioni del SUAP di cui al precedente comma vengono svolte dai Consorzi di Sviluppo Industriali per le attività economiche e produttive di beni e servizi e di tutti i procedimenti amministrativi di cui allo stesso comma 15 che debbono svolgersi ed insediarsi negli agglomerati industriali di loro competenza. (428)

Emendamento aggiuntivo Contu - Sanjust - Petrini - Rassu - La Spisa.

Articolo 1

Nel comma 19 dell'articolo 1 dopo la parola "dichiarano" sono aggiunte le parole "entro sette giorni dalla data di presentazione". (320)

Emendamento aggiuntivo Marracini - Pittalis - Lai Renato - Atzeri.

Articolo 1

Dopo il comma 33 è aggiunto il seguente: comma 33 bis

Al fine di sostenere ed incentivare l'attività della Commissione Regionale Pari Opportunità, è concesso un contributo di euro 10.000.

COPERTURA FINANZIARIA

UPB. S08.01.002

FNOL Parte Corrente

Anno 2008 euro 10.000

Mediante riduzione della riserva di cui alla tabella A, allegata alla Legge Finanziaria. (925)

Emendamento aggiuntivo Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Cappai - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio.

Articolo 1

Dopo il comma 34 è aggiunto il seguente:

"Entro un mese dall'entrata in vigore della presente legge, l'Assessore regionale competente in materia di enti locali, convoca conferenze su base provinciale al fine di indirizzare e coordinare l'iniziativa dei comuni per il riassetto delle circoscrizioni provinciali, mediante la fusione di una o più delle province istituite con la legge regionale n 9 del 12 luglio 2001, con una delle province preesistenti all'entrata in vigore della predetta legge regionale n 9 del 2001." (183)

Emendamento aggiuntivo Caligaris.

Articolo 1

Al comma 37 è aggiunto il comma:

"37 bis. Al comma 2 dell'art. 1 della legge regionale 3 novembre 2000, n. 19 (Istituzione del Consiglio regionale dell'economia e del lavoro), è aggiunta la lettera l) dal Consigliere o dalla Consigliera regionale di Parità". (280)

Emendamento aggiuntivo Giunta Regionale.

Articolo 1

Dopo il comma 37 è inserito il seguente:

37 bis) La misura del compenso forfetario di cui all'articolo 41, comma 3, lettera b) punto 15 bis della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7 è rideterminata in euro 25.000 annui.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

U.P.B. S01.03.003 Funzionamento organismi d'interesse regionale

(SC01.0466)

2008 Euro 7.000

2009 Euro 7.000

2010 Euro 7.000

2011 Euro 7.000

In diminuzione

U.P.B. S08.01.004 Somme per le quali sussiste l'obbligo a pagare

2008 Euro 7.000

2009 Euro 7.000

2010 Euro 7.000

2011 Euro 7.000 (870)

Emendamento aggiuntivi Vargiu - La Spisa - Capelli - Artizzu - Ladu.

Articolo 1

Al comma 38 dell'art. 1, è aggiunto il seguente:

A valere sui fondi della programmazione negoziata, una quota di 60.000.000 di euro è destinata al Comune di Cagliari, per l'acquisizione dai privati delle aree del complesso di Tuvixeddu e per il ristoro di eventuali danni discendenti da liti giudiziarie pendenti sullo stesso complesso. (800)

Emendamento aggiuntivo Cuccu Giuseppe - Cucca - Biancu - Sabatini.

Articolo 1

Dopo il comma 38 è aggiunto il seguente comma:

"L'Amministrazione Regionale è autorizzata a provvedere all'acquisizione al patrimonio regionale e alla conseguente trascrizione e voltura catastale, a proprio favore, di tutti quei beni immobili situati nel territorio regionale che, in quanto facenti capo ad enti ed istituzioni statali ormai disciolti, risultano, ad oggi, ancora intestati agli stessi, nonostante in fatto ed in diritto siano stati trasferiti alla Regione Sardegna in forza di norme statali". (520)

Emendamento aggiuntivo Scarpa.

Articolo 1

Dopo l'art.l è inserito il seguente:

Articolo 1 -bis

Primi istituti di democrazia digitale.

1. La Regione promuove nuove forme di partecipazione dei cittadini alle scelte effettuate nell'interesse collettivo e nuove forme di consultazione della volontà popolare da parte degli amministratori pubblici mediante l'uso delle nuove tecnologie.

2. La Regione a tal fine allestisce un apposito portale regionale di servizi internet al quale tutti i cittadini aventi diritto di elettorato attivo possono registrarsi ed accedere mediante apposito codice di accesso riservato.

3. La Giunta Regionale, il Consiglio Regionale, i singoli Consiglieri Regionali ed il Consiglio delle Autonomie Locali potranno consultare la comunità dei cittadini registrati sul portale ponendo precise questioni di interesse collettivo.

4. Le modalità della consultazione verranno definite dal Consiglio Regionale.

5. Gli esiti delle consultazioni sono tempestivamente pubblicati sul sito internet della Regione ed hanno efficacia meramente consultiva.

6. La Giunta Regionale fornisce all'iniziativa la massima divulgazione possibile tra i cittadini. (3)

Emendamento aggiuntivo Scarpa.

Articolo 1

Dopo l'art. 1 è inserito il seguente:

articolo 1 ter

Monitoraggio

1. La intera spesa regionale ed i singoli programmi di spesa sono sottoposti a sistematico monitoraggio annuale mediante valutatori indipendenti.

2. I risultati del monitoraggio vengono presentati al consiglio regionale ed al consiglio delle autonomie locali durante apposita seduta congiunta convocata annualmente.

3. I risultati del monitoraggio inoltre sono presentati alla intera comunità regionale mediante loro integrale pubblicazione sul sito internet istituzionale e durante una apposita conferenza annuale. (2)

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo 1 e sugli emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Prima di tutto vorrei farle gli auguri di buon lavoro.

PRESIDENTE. La ringrazio.

CAPELLI (U.D.C.). In secondo luogo chiederei che magari l'aula venga aggiornata per almeno 10 minuti vista la presenza non consistente dei colleghi in aula. Se fosse possibile sarebbe più opportuno rimandare di 10 minuti l'inizio dei lavori.

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, mi sembra che la presenza in aula è abbastanza…

CAPELLI (U.D.C.). Chiedo la verifica del numero legale, Presidente.

PRESIDENTE. Mi faccia completare, onorevole Capelli. Siccome mi sembra che il numero è abbastanza consistente, io però sono disponibile ad accogliere la richiesta di 10 minuti di sospensione per iniziare subito dopo. Quindi la seduta è aggiornata alle ore 10 e 35.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 27, viene ripresa alle ore 10 e 40.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori.

E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi al banco della Presidenza non oltre la conclusione del primo intervento.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Innanzitutto voglio rivolgerle anche io un augurio di buon lavoro per l'incarico che ricopre in questo momento, con l'idea che la sua presenza è particolarmente significativa in quest'aula.

Signor Assessore, colleghe e colleghi, consentitemi, all'inizio di discussione sull'articolo 1, una premessa politica che ritengo importante e pertinente e soprattutto dopo le reazioni al mio voto di astensione sul passaggio all'esame degli articoli perché sia nell'intervento in discussione generale e sia nella dichiarazione di voto di ieri mattina, nonostante l'avvio concitato della seduta, ho sollevato la questione dei rapporti dei Socialisti all'interno della coalizione di Sardegna Insieme, delle decisioni sempre più frequenti assunte in solitudine o con poche altre persone dal Presidente della Regione e del ruolo dei singoli consiglieri della maggioranza. E' facile per chi sta all'opposizione - lo dico all'onorevole Diana in particolare, anche se in questo momento non si trova in aula - dire che bisogna votare contro. Io assicuro che non si tratta né di coraggio e tanto meno di ricerca di visibilità, come alcuni sostengono. E' ben altro. Ritengo che i Socialisti siano cercando con coerenza e decisione, recependo le lamentele, il malcontento e le preoccupazioni sempre più diffuse, di salvare l'intesa politico-programmatica che ha consentito, con l'apporto di tutti, di vincere le elezioni e di avviare le riforme, ma è un compito veramente improbo perché in molti remano contro. Non è sufficiente al momento del confronto in aula sulla finanziaria guardare soltanto, come sostiene il Capogruppo del Partito Democratico, onorevole Marrocu, il lato positivo delle proposte della Giunta e far finta che non vi siano aspetti negativi. E' un malcontento diffuso.

Il segretario regionale del partito democratico, Antonello Cabras, ha più volte, non certo rivolgendosi solo ai Socialisti, sostenuto, senza peraltro essere ascoltato, la necessità di ricostituire la maggioranza con un patto condiviso di fine legislatura. Ora, in assenza di una intesa politico-programmatica complessiva credo che sia necessaria, prima di aprire e dare l'avvio a nuove riforme e alla costituzione di nuove agenzie, una seria pausa di riflessione e un monitoraggio sui costi e sui benefici del processo riformatore, in caso contrario si rischia di vanificare anche gli aspetti positivi. Personalmente, infatti, ritengo dannosi i risparmi per risanare il bilancio quando ci sono costi sociali altissimi e mi riferisco in particolare al profondo disagio denunciato dalle forze sociali, ai lavoratori della formazione professionale, agli effetti dell'incredibile esito del bando per le imprese di pulizia e al blocco degli incentivi ai settori produttivi.

Detto questo, ritengo di dover brevemente intervenire sull'articolo 1, partendo dai commi 36 e 37. Vorrei evidenziare che la formulazione del comma 36 risulta condivisibile e sostenibile per i contenuti e le finalità che intende perseguire. Sono infatti convinta che promuovere la Sardegna "terra di pace e di amicizia tra i popoli" sia un obiettivo di notevole rilievo culturale, non solo apprezzabile, ma da perseguire e che si sposa particolarmente con la tradizione internazionalista e pacifista dei socialisti, oltre che dei sardi. L'immagine che si profila è quindi pienamente, come dire, nell'abitus culturale e identitario del nostro popolo e della nostra storia...

PRESIDENTE. Scusate, colleghi, un po' di silenzio, per gentilezza. La collega Caligaris ha il diritto di essere ascoltata, se si deve chiacchierare si esca fuori! Onorevole Porcu! Onorevole Pinna!

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. L'immagine che si profila è quindi pienamente, come dire, nell'abitus culturale identitario del nostro popolo e della nostra storia. Quello che invece non convince è il rapporto di relazione con il G8, ritengo infatti che nell'ambito dei 30 milioni di euro presenti nella finanziaria nazionale, come ha annunciato il commissario Bertolaso e a cui la pubblicazione "Novas" ha dato ampio risalto riferendo addirittura di una spesa media solitamente prevista nel caso del G8 di 130 milioni di euro, credo che ci siano i margini finanziari adeguati per organizzare convegni, seminari, manifestazioni di interesse mondiale e anche per promuovere l'Isola. Ecco perché ho presentato un emendamento che sostituisce la dicitura "in occasione del G8" con "in occasione de 'Sa die de sa Sardigna'". L'abrogazione integrale del comma 36, tuttavia, sarebbe auspicabile. La proposta è nell'emendamento 277 a pagina 48, in modo da utilizzare quel milione di euro anche per i casi come quello denunciato ieri in Aula dall'onorevole Uras. Associare tout court la Sardegna al G8 significa, insomma, in qualche modo, offrire una visione distorta di un popolo che non può riconoscersi nelle scelte economiche sostanzialmente improntate al profitto... ci sono ancora problemi di posti, Presidente? Non può riconoscersi nelle scelte economiche, dicevo, sostanzialmente improntate al profitto delle grandi potenze industriali che investono ingenti somme negli armamenti. La scelta di valorizzare "Sa die de sa Sardigna" mi sembra invece che si sposi con una concezione dell'Isola che vuole esprimere l'autodeterminazione e la volontà di riscatto...

(Il consigliere Porcu, con gesto plateale, si siede sui gradini dell'emiciclo)

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Caligaris. Onorevole Porcu, si accomodi in uno dei posti che sono liberi, per gentilezza!

PORCU (Progetto Sardegna). Io rimango qua!

PRESIDENTE. Onorevole Porcu!

PORCU (Progetto Sardegna). Mi hanno occupato il posto!

PRESIDENTE. Si accomodi in uno dei posti liberi, i Questori stanno risolvendo il problema.

PITTALIS (Gruppo Misto). Abbiamo già risolto!

PRESIDENTE. Prego, onorevole Caligaris.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Per quanto riguarda l'emendamento aggiuntivo al comma 37, vorrei far notare che il CREL, il Comitato regionale per l'economia e il lavoro è nato con una legge molto precedente quella che ha istituito l'Ufficio della consigliera o del consigliere di parità, che ha specifiche competenze nel settore delle discriminazioni sul lavoro. Io credo che alla luce della positiva esperienza a livello regionale si abbia l'opportunità - anche perché il Consiglio regionale della Sardegna ha maturato soprattutto in questi ultimi anni una cultura antidiscriminatoria - di integrare i componenti del CREL con il consigliere o la consigliera di parità, proprio per l'ispirazione che caratterizza le nostre scelte politiche, considerato anche, come ho richiamato al momento del dibattito generale, il fatto che la componente femminile della società sarda soffre per una più accentuata difficoltà ad accedere al lavoro stabile e di qualità. La proposta emendativa prelude anche alla promozione di quella attenzione verso una parte consistente maggioritaria della società che deve essere considerata una ricchezza per la nostra Regione. In base a un principio di ragionevolezza sociale si ritiene infatti che una Regione che voglia crescere debba necessariamente far crescere gli uomini, ma anche le donne di questa terra.

Vorrei però inoltre richiamare l'attenzione sulla lettera a) del comma 34 e i commi b) e c) del comma 35. A me sembra, e lo pongo come problema, che l'abrogazione parziale del testo della lettera i), dell'articolo 4, della legge numero 1, non migliori l'efficienza della macchina amministrativa, se è questa la principale finalità della proposta elaborata dalla Giunta e fatta propria dalla Commissione. Mi sembra invece che con questo emendamento si configuri una riduzione della responsabilità collegiale e di verifica dell'operato, senza contare che si interviene su una legge, quella che disciplina l'organizzazione amministrativa della Regione e le competenze della Giunta...

PRESIDENTE. Onorevole Caligaris...

CALIGARIS (Gruppo Misto). Un minuto per concludere.

PRESIDENTE. No, cinque secondi.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Cinque secondi. E gli Assessorati siano meritevoli di una particolare attenzione. Quindi, poi interverrò eventualmente sui singoli emendamenti. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (Sinistra Autonomista). Grazie, Presidente. Le considerazioni che sono state fatte ieri, non solo da me, ma da diversi colleghi che hanno preso la parola, mi pare che siano state confermate in Commissione nell'esame degli emendamenti presentati. Ossia, in Commissione sono stati esaminati gli emendamenti riferiti all'articolo 1 e all'articolo 2, sull'articolo 3 c'è un'interruzione. Questo elemento politico conferma che ancora siamo molto lontani da un'ipotesi, in qualche modo, conclusiva dei lavori della Commissione programmazione. In altri termini, si confermano due visioni della finanziaria che stiamo discutendo oggi, e l'articolo 1 è la parte importante di tutto il ragionamento ed è bene riflettere perché a seconda di come licenziamo l'articolo 1 e la discussione che facciamo sull'articolo 1, ci può accelerare l'esame di tutti gli emendamenti e complessivamente anche l'esame della finanziaria. Chiarendo che al momento sono in campo tre visioni sul disegno di legge della Giunta: una che tende a tenere unito il centrosinistra, lo dico senza infingimenti, senza nascondere le cose, almeno le cose che pensiamo quelli che siamo da questa parte; il secondo che è totalmente alternativo e che viene rappresentato dal centrodestra e dentro questi due visioni si confrontano le prospettive dello sviluppo della nostra Regione. Io credo che si possa fare un ragionamento in astratto, Assessore, sulle risorse da utilizzare, quelle dell'anno scorso non utilizzate, quelle di adesso che si propongono come anticipazioni, quelle di domani riferite anche ai trasferimenti dell'Unione Europea, io credo che si debba fare un ragionamento che mette in campo tutte le idee presenti nella nostra Regione e che vogliono concorrere a dare una risposta, comprese le proposte che vengono fatte dalle grandi organizzazioni sindacali e anche dal sistema delle imprese. Le distanze che sono ancora presenti nel dibattito politico, Assessore, è possibile colmarle, avvicinarle, è possibile fare un minimo di autocritica, questa è l'ultima finanziaria di natura tecnico politica, per dire che aver estromesso le organizzazioni sindacali dal confronto con la Giunta in questi tre anni e mezzo è stato un errore? Ci sono stati incontri, ma soluzioni sottoscritte, ne abbiamo visto raramente e non a caso oggi con un comunicato di ieri, i punti centrali che noi abbiamo proposto come sinistra alla discussione, vengono tutti richiamati dalle organizzazioni sindacali. Io non dico che occorre dare ragione a tutti, ma io penso che occorre dare funzione a tutti, Assessore, funzione a volte non significa accordo nel merito, funzione a volte significa democrazia e non è, credo, concepibile positivamente che si escluda un confronto su queste tre ipotesi che sono in discussione. Due interne al Consiglio regionale e anche alternative, una terza che viene dalle forze sociali e in modo significativo dalle organizzazioni sindacali e che pretendono di avere delle risposte. Assessore, il centrosinistra, non solo centrosinistra regionale della Giunta Soru, ma il centrosinistra in Sardegna ritiene quella prospettiva, anche quella prospettiva più immediata che ci siano le condizioni per stare assieme, ossia è possibile lavorare per tenerlo unito farlo stare assieme? Io credo di sì! E allora, prima di dire che le questioni che noi poniamo vengono respinte, io pretendo e noi pretendiamo un approfondimento, perché si respingono? Perché sono troppe risorse destinate al sistema del lavoro? Perché proponiamo un meccanismo istituzionale che garantisca la soluzione indicata negli emendamenti, o indicata nelle risorse? Quali sono i punti di divergenza che impediscono di raggiungere un accordo? Se ci sono è una divergenza di natura strumentale, nel senso che gli strumenti che noi indichiamo sono strumenti che non raggiungono l'obiettivo! Entriamo nel merito, verifichiamo quali sono, noi siamo convinti che molte delle scelte che abbiamo fatto anche l'anno scorso, ad esempio, sulla legge numero 20 e tante risorse non utilizzate hanno bisogno di una rilettura di quelle impostazioni, così come accordi o leggi licenziate sul tema del precariato e che non sono state interamente applicate, hanno bisogno di una rilettura. Io credo che se c'è bisogno di fare questa operazione, la si deve fare entrando tutti in campo, e poi aggiungo, sulla formazione professionale si è avviata una soluzione che pare avvicinare le posizioni. Ma ci sono altre questioni, Assessore, e lei l'argomento lo conosce qua dentro quasi meglio di tutti per la competenza che nel tempo ha maturato, ma chi la farà la formazione professionale in Sardegna?

Oppure stiamo dicendo che non c'è bisogno della formazione professionale?

Se c'è bisogno, qualcuno la deve fare e se qualcuno la deve fare dobbiamo dire che bisogna farla diversamente da come si è fatta nel passato, ma si deve dire chi la deve fare, si deve dire se c'è bisogno della formazione professionale e se c'è bisogno, di aggiornare lo strumento, di migliorare lo strumento, di definire meglio lo strumento, allora misuriamoci su quello per garantire la prospettiva. Ci sono emendamenti che sono stati presentati che trattano un argomento, io credo che sia opportuno richiamarli. Poi la sinistra si fa carico di un problema che anche oggi i sindacati avanzano, che è quello delle risorse per far fronte alla domanda di lavoro e di sviluppo. Si dice da parte della Giunta: "Ma guardate che risorse ce ne sono in tanti capitoli", può essere che sia anche così Assessore, può essere che sia anche così, allora se è così e i sindacati dicono, e noi l'abbiamo scritto negli emendamenti, ma non solo noi, occorre un fondo per l'occupazione, ragioniamo in base alle risorse, alla definizione dei programmi sul lavoro e poi vediamo come con la partecipazione a quel punto di diversi Assessorati, si raggiunge l'obiettivo della definizione in modo preciso delle azioni per il lavoro. Io credo che siano proposte, condizioni, indicazioni che se ragionate fuori dalla ideologia, si possono trovare punti d'incontro anche su questo. Siccome questi argomenti principalmente sono all'articolo 5 e all'articolo 6 e noi stiamo discutendo adesso dell'articolo 1, noi da subito stiamo dicendo quale è a nostro giudizio, un'ipotesi di lavoro, non stiamo, Assessore, ancora entrando nel merito della soluzione, stiamo proponendo un metodo democratico di partecipazione che serve al centrosinistra, all'infuori, è bene che ce lo diciamo, tutto è legittimo, all'infuori che non sia maturata senza che noi ci siamo accorti di questo processo, un'idea che vedo presente anche in altri confronti nazionali, un'idea che una parte del centrosinistra intende fare da sola e subito. Se è così, ce lo diciamo e siccome in Commissione la finanziaria non è stata licenziata, Presidente, io ho apprezzato molto la sua relazione, non è stata approvata, se è così si dice e lo dico in termini espliciti, il lavoro è demandato al Consiglio, il lavoro è demandato al Consiglio e allora le idee migliori del Consiglio, del Consiglio, le idee migliori del Consiglio sui temi che stiamo discutendo...

PRESIDENTE. Concluda onorevole Cugini.

CUGINI (Sinistra Autonomista). Le idee migliori del Consiglio, del Consiglio sui temi che stiamo discutendo mettiamole assieme e diamo una risposta del Consiglio in base anche alle indicazioni del presidente Soru che diceva: "Il Consiglio deve legiferare e la Giunta deve attuare".

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Grazie Presidente, Assessore, colleghi. Avrei preferito parlare dopo il collega Cugini perché senz'altro lui come è molto attento, avrebbe dato qualche risposta alle mie perplessità, quelle che vi mostrerò a questo Consiglio.

Nel leggere alcuni passaggi significativi della relazione della Giunta che accompagna questa finanziaria, si scorge quasi la consapevolezza dei gravi limiti della stessa. Si parla di molte cose, ma non di sviluppo, non si usa neppure il termine per paura di doversi confrontare con la drammatica situazione economica che vive la Sardegna e con i contraccolpi sociali che provoca, confermando l'immagine negativa di una Regione arroccata nel Palazzo che non vuole nemmeno ascoltare i ripetuti appelli della comunità della quale pure dovrebbe essere espressione. Questi limiti li abbiamo già sottolineati in sede di discussione generale e comunque vi torneremo al momento dell'esame dei singoli articoli. Il dato di fondo sul quale invece intendiamo soffermarci per quanto riguarda l'articolo 1 è l'assoluta incapacità del Governo regionale, e ciò accade per l'ennesima volta, di rapportarsi in modo corretto ed equilibrato nei confronti degli enti locali. Ce l'hanno detto nella riunione del Consiglio delle autonomie. Il sistema delle autonomie, soprattutto i comuni, che molto più delle province assicurano ogni giorno servizi fondamentali, è la grande vittima di questa finanziaria, lo è per l'impianto generale della manovra, ma lo è soprattutto per quanto disposto dall'articolo 1 che in un certo modo si mette la coscienza a posto con la previsione del fondo unico destinato agli enti locali.

Abbiamo già avuto modo di rilevare che dietro questa previsione si nasconde niente altro più che un trucco contabile. Apparentemente siamo in presenza di una somma importante che è stata leggermente aumentata, e poi vedremo come. In realtà ci troviamo davanti ad un semplice intervento di manutenzione legislativa che ha accorpato le risorse provenienti dalle altre leggi regionali lasciando sostanzialmente inalterati i saldi finali. Sul piano politico in primo luogo ribadiamo la gravità dell'assenza di una clausola di salvaguardia che peraltro lo stesso Governo Prodi ha fatto saltare già dalla finanziaria 2007 causando un'impennata della pressione fiscale a livello locale. Ci riferiamo alla clausola che inserisce nelle norme finanziarie il divieto di aumentare le tasse locali, per porre finalmente margine al giro di vite fiscale che ha colpito i cittadini, comprese le fasce più deboli, a partire dall'addizionale IRPEF e dalla tariffa sui rifiuti solidi urbani. L'assenza di questa clausola che avevamo sollecitato dalla finanziaria precedente ed altrettanto per la verità avevano fatto tutte le organizzazioni sindacali, nessuna esclusa, ha prodotto un effetto perverso che nella finanziaria 2008 si sta purtroppo ripetendo. Il Governo nazionale che ora per fortuna è stato disarmato, è stato messo nella condizione di non nuocere più, a fatto finta di tagliare la spesa a livello centrale, in effetti aumentandola, poi ne ha scaricato il costo reale su comuni e province consentendo loro, nello stesso tempo, di aumentare l'imposizione locale. Da una parte ha fatto saltare la clausola virtuosa contenuta nella finanziaria 2005, l'ultima del centrodestra, che prevedeva risparmi senza la possibilità di rivalersi sul territorio, e ne ha inserita una viziosa della quale la stragrande maggioranza dei comuni, soprattutto quelli governati dalla sinistra ha immediatamente approfittato. Ora, la finanza locale anche in Sardegna ha ripreso a correre mentre non si parla più di tagli di spesa o di risparmi. Quanto accade è certamente colpa dello Stato che fra l'altro ha ridotto parzialmente l'ICI ma ha affidato il recupero di queste somme ai comuni con numeri assolutamente incerti che dovrebbero provenire dalla riclassificazione di alcune tipologie di fabbricati rurali. Un lavoro enorme che certamente non potrà essere completato nell'esercizio 2008 per cui lascerà un buco nei bilanci comunali, l'ANCI Sardegna ha calcolato in un miliardo le dimensioni di questo buco per i comuni sardi, con ricadute molto pesanti a partire da quelli più grossi come Cagliari e Sassari e abbiamo detto in altre occasioni anche la cifra, e crediamo che la Regione dopo aver osservato silenzio sulla finanziaria nazionale non possa e non debba ignorare questo problema nel momento in cui decide l'aumentare del cosiddetto fondo unico, anche perché un'altra parte del fondo dovrebbe essere alimentata dai proventi delle famigerate tasse sul lusso, diciamo noi dall'assurda stangata sul turismo. Sappiamo tutti infatti che i fondi provenienti da queste tasse sono molto, ma molto più aleatori, di quelle dell'ICI, lo stesso Governo Prodi ha presentato ben due ricorsi per denunciare, sotto numerosi profili, l'incostituzionalità di quella sciagurata legge regionale che sia pure malamente ritoccata è entrata in diverse finanziarie della nostra Regione. La situazione dei bilanci dei comuni si presenta perciò ad altissimo rischio. Sono incerte le entrate provenienti dal ricalcolo dell'ICI sui fabbricati rurali, sono incerte le risorse provenienti dalle tasse sul lusso che quasi sicuramente saranno spazzate via dalla sentenza della Corte costituzionale che aspettiamo a giorni. Sono incerte inoltre buona parte delle risorse della Regione perché come ben sappiamo sottoposte anch'esse al suo giudizio della Corte costituzionale per iniziativa della Corte dei conti in un quadro di tale incertezza il fondo unico previsto dalla Regione in termini reali potrebbe ridursi drasticamente del 30 o 40 percento e forse di più nel corso dell'esercizio del 2008 costringendo i comuni ad effettuare variazioni di bilancio in corsa, che per i cittadini potrebbero tradursi o nel taglio drastico di alcuni servizi essenziali o nel forte ridimensionamento di altri, nella riduzione di prestazioni e nel rinvio di pagamenti dei fornitori. Una grande gelata, la chiamerei anche una calotta polare sui comuni, ma soprattutto per famiglie, imprese, giovani ed anziani. Di fronte a questo disastro annunciato la Regione ha agito nella disposizione della finanziaria come se la cosa non la riguardasse, così come di fatto il fondo unico sarà una goccia nel mare dei problemi dei comuni, una goccia che oltretutto arriverà ad esercizio abbondantemente inoltrato, sommando i ritardi di quest'ultimo a quelli già gravissimi dell'anno precedente e trascinando nei loro bilanci una parte non trascurabile della montagna dei residui passivi, che credo si aggirino intorno ai 7 miliardi e mezzo che già gravavano sulla Regione. Ecco perché questo articolo fotografa gli enti locali della Sardegna come prime vittime delle azioni scriteriate del Governo nazionale e di quello regionale. Con quest'ultimo che se è possibile finisce sempre per assumere le maggiori responsabilità. La finanziaria conferma, in altre parole, che rapporto di leale collaborazione fra i diversi livelli di governo, fra Regione e sistema delle autonomie, è uno dei più grandi fallimenti di questa legislatura lo è stato con la pianificazione urbanistica, lo è stato con l'identificazione delle ZPS, con la Sanità, lo è stato recentemente anche con la grottesca vicenda dell'importazione coatta dei rifiuti della Campania. Lo è adesso con la programmazione finanziaria, lo sarà anche domani con le decisioni che riguarderanno l'impiego dei fondi strutturali europei 2007-2013. Sarebbe troppo facile e troppo banale dire che non c'è stata concertazione, è accaduto molto peggio, ciascuna decisione, in ognuna di queste materie, è arrivata sui mezzi di comunicazione, per iniziativa dell'Esecutivo giornale, a volte per una parte di esso, a volte per moto proprio del Presidente. Concludo, dovranno però essere sempre i primi comunque a dare le risposte alle loro comunità lo dico per il semplice fatto che i sindaci e i presidenti delle province sono stati gli ultimi a saperlo, come capita molto spesso, la figura che fanno i mariti cornuti della comunità italiana che sono sempre gli ultimi a sapere. Comunque è un problema, i nostri amministratori locali sono tenuti a dare risposte ai loro concittadini e questo non gli è consentito, mi consenta di finire, non gli è consentito da parte e soprattutto dall'azione che questa Giunta si confronta con loro dopo che le cose sono state già fatte. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Moro. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessori e colleghi, noi oggi ci apprestiamo ad iniziare la discussione degli articoli della manovra finanziaria che stiamo approvando ma devo dire che ancora, su questo bilancio, ci sono troppe ombre, non solo ombre che riguardano il rapporto tra maggioranza ed opposizione ma soprattutto ci sono ombre, ombre grosse, che riguardano il rapporto interno alla maggioranza stessa, e questo mi pare sia il primo nodo che deve essere sciolto, basta pensare che la Commissione bilancio non è riuscita ieri ad esaminare tutti gli emendamenti che sono stati presentati e quindi noi oggi siamo già dentro l'Aula del Consiglio per affrontare una manovra dove ancora praticamente ancora non sono stati esaminati gli emendamenti. Perché questo? Per due motivazioni fondamentali: perché non c'è accordo all'interno della maggioranza, abbiamo sentito prima l'intervento di una parte della maggioranza di sinistra che chiede ancora alcune cose e sollecita ancora il resto della maggioranza ad assumere determinati impegni su determinati punti che mi pare ancora non siano stati raggiunti. Devo dire che c'è anche il ruolo della Giunta regionale che, ancora ieri, ha presentato tutta una serie di emendamenti nuovi di difficile lettura, allora mettetevi d'accordo, non è che tutti i momenti voi continuate a presentare proposte di emendamenti che hanno bisogno di una valutazione diversa, di un approfondimento. Questo non è modo di lavorare, è difficile riuscire poi ad approvare una manovra quando in tutti momenti anche su argomenti importanti, di fondamentale importanza vengono presentate proposte nuove e, devo dire, qualche volta anche contraddittorie.

Ecco, io credo che in una situazione come questa è difficile approvare la manovra finanziaria, anche perché credetemi, e questo mi riferisco ai colleghi della sinistra comunista, è difficilmente emendabile questa manovra perché questa manovra andava riscritta. Perché noi possiamo presentare tutti gli emendamenti che vogliamo, ma difficilmente riusciremo ad approvare una manovra che sia in grado davvero di creare sviluppo. Il vero problema è questo: che noi approveremo comunque una manovra, anche con gli aggiustamenti che noi saremo in grado di apportare, che non sarà sicuramente in grado di cambiare le sorti della Sardegna, e che è una manovra purtroppo che farà tornare indietro in questo momento la regione sarda. Anche perché bisogna dirlo questa manovra è infarcita di tutta una serie di pastoie burocratiche che non faranno spendere quelle risorse che sono oggi inserite in bilancio. Questa manovra, noi siamo convinti, continuerà ad aumentare i fondi residui, che sono già tantissimi in questa regione, che sono più di un intero bilancio della Regione. Allora io credo che sono questi i veri problemi. Io mi sarei aspettato una manovra leggera, semplice, schematica che mirasse soprattutto a spendere quest'enorme quantità di risorse non spese, che sono i fondi residui, che non si capisce dove porteranno lo sviluppo della regione. Allora il vero problema è questo, questo bilancio non va sicuramente in questa direzione, ma noi diciamo che aggraverà ancora di più la situazione per quanto riguarda la mancata spendita delle risorse. Allora, Assessore, è questo il vero problema che noi non vediamo in questa manovra una situazione che possa far cambiare e possa far sperare in un futuro diverso questa regione. Allora, noi diciamo che i nodi che sono ancora, per quanto ci riguarda, non sciolti di questa manovra sono gli interventi che mancano per quanto riguarda i settori produttivi, allora ci sono le associazioni di categoria, i sindacati sentiteli, sentiteli un'altra volta, vedete quali sono le proposte che stanno facendo. Il vero problema è che c'è un grido d'allarme che viene soprattutto dai settori produttivi, dove lamentano il fatto che non ci sono risorse adeguate per quanto riguarda la legge numero 9, la "51", l'agricoltura, l'industria. Effettivamente, noi oggi come oggi stiamo affrontando una manovra che taglia le risorse, dove si può creare occupazione, si può creare sviluppo; invece vediamo che ci sono risorse spese in tutta una serie di rivoli che non porteranno nessun beneficio alla crescita e allo sviluppo della Sardegna.

Ci sono nodi che ancora devono essere sciolti, sto parlando della formazione professionale, ma chiarite una volta per tutte cosa si vuole fare della formazione professionale, perché non è chiaro ancora oggi dopo mesi di discussione qual è l'obiettivo di questa maggioranza per quanto riguarda la formazione professionale. Lo stesso destino della legge numero 52 non si capisce quale sarà, perché tutti gli impegni che sono stati presi in precedenza dalla Giunta regionale non mi pare che siano state mantenuti.

Così come alcuni interventi per quanto riguarda l'istruzione e mi riferisco soprattutto al discorso Università e particolarmente dell'università diffusa. Allora, io credo che questo Consiglio regionale debba valutare un fatto importante che si sta verificando soprattutto nella Università nuorese, dove gli studenti sono scesi in piazza perché non riescono più neanche a dare gli esami che sono stati programmati, quindi non si riesce a garantire neanche i corsi che sono stati programmati dall'Università. Ebbene, noi oggi sentiamo che da parte della maggioranza ci sono ancora posizioni che sono totalmente contrastanti, perché da una parte sentiamo le dichiarazioni del presidente Soru che dice che non crede nell'Università diffusa, a parte il fatto che Nuoro non è da considerare tra l'Università diffusa ma è una Università che è nata con l'obiettivo di essere una vera Università autonoma, però poi anche su questo sentiamo che invece l'Assessore della pubblica istruzione, che oggi non è presente, dice che lei è d'accordo per questa Università. Ma allora chiaritevi una volta per tutte, non potete fare un discorso oggi e poi l'indomani un altro. La gente si confonde, non si capisce cosa vuole fare questa maggioranza. Se le volete chiudere queste università ditelo chiaramente, ma non potete poi andare nel territorio e imbrogliare la gente, a imbrogliare gli studenti dicendo che non è vero che le università andranno avanti, almeno per quanto riguarda i corsi che sono stati programmati. Allora questi sono i veri problemi noi oggi ci prepariamo ad affrontare una manovra che non si capisce manco dove vuole arrivare.

Infine, voglio parlare dell'articolo 1, che è quello soprattutto per entrare nel merito…

PRESIDENTE. Sarebbe stato bene che ne avesse parlato durante tutto l'intervento dell'articolo 1. Colgo l'occasione per dire che dobbiamo cercare di stare nel tema. Prego, concluda.

LADU (Fortza Paris). E' chiaro che stavo parlando dell'articolo 1 perché è fondamentale per quanto riguarda il ragionamento che noi stiamo facendo. Perché nell'articolo 1, tant'è che noi abbiamo presentato due emendamenti, in modo particolare gli emendamenti numero 206 e 207, dove chiediamo la soppressione del comma 1 dell'articolo 1 perché riteniamo, e questo è un nodo che ancora non è stato sciolto, sui 500 milioni di euro che sono inseriti nella manovra finanziaria, noi diciamo che è una proposta illegittima, perché non si possono anticipare risorse su entrate che avvarranno comunque dal 2011 in poi. Allora, il vero problema è questo, il vero problema di fondo è che noi stiamo approvando una manovra che sta prendendo in considerazione risorse che di fatto non ci sono. Allora, io mi rivolgo ai colleghi della maggioranza, voi lo sapete bene che quelle risorse, e lo dicono anche alcuni settori della maggioranza stessa, che quelle risorse non potevano essere impegnate in questo modo. Ricordatevi anche che l'ombrello Prodi vi è mancato, perché loro sono stati responsabili di aver approvato una manovra che sapevano essere illegittima, perché andava bloccata da prima questa manovra, invece voi avete continuato l'anno scorso, quest'anno e probabilmente anche l'anno prossimo, non credo che questo sarà possibile, perché credo che il quadro sia cambiato, però la realtà vera è che noi stiamo approvando una manovra che sta facendo riferimento a risorse che di fatto non esistono, quindi va completamente modificata…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Ladu.

LADU (Fortza Paris). Concludo, Presidente. Come va eliminata… oh Pirisi insomma…

(Interruzione del consigliere Pirisi)

Non fare il galletto, intervieni tu…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Ladu non raccolga le provocazioni.

LADU (Fortza Paris). Non puoi parlare interrompendo tutti gli interventi, parla se vuoi parlare e dì quello che devi dire. Non deve disturbare la gente.

Quindi per dire che anche la tabella E, e ho chiuso, che è inserita nella manovra, che fa riferimento a quei fondi che non esistono, vada cancellata e quindi vada riscritta completamente la manovra.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Io vorrei possibilmente stare all'argomento in discussione e all'ordine del giorno, anche perché ritengo che l'articolo 1 sia l'articolo fondamentale per iniziare la discussione su questa manovra finanziaria. Certo, è naturale che ci abbandoniamo a considerazioni di tipo politico visto anche i tempi, ma al di là di quello che avviene fuori da quest'aula credo che sia emersa soprattutto dall'inizio di questa discussione, che i problemi della maggioranza di governo non siano risolti. Abbiamo fatto di tutto, come minoranza, per agevolare il percorso di questa finanziaria, perché arrivasse nei tempi giusti: abbiamo - e di questo devo dare atto all'onestà intellettuale del Presidente della Commissione che in sede di relazione ha riconosciuto l'atteggiamento corretto della minoranza che non ha presentato emendamenti per semplice ostruzionismo - abbiamo lasciato discutere nei tempi fisiologici, necessari, la maggioranza perché ritrovasse l'equilibrio dopo il terremoto della costituzione - legittima e anche opportuna per certi versi nel quadro politico - del Partito Democratico; abbiamo atteso che tutti i problemi inerenti l'Esecutivo e il suo rapporto con il Consiglio potessero trovare soluzione, e attendiamo ancora che questo possa avvenire, ma inutilmente abbiamo tentato di far arrivare questa manovra finanziaria in Aula nei tempi canonici previsti dalla legge 11. Abbiamo quindi proposto un mese di esercizio provvisorio, abbiamo discusso sull'esercizio provvisorio e abbiamo suggerito a questa maggioranza di prevedere non un mese ma due mesi di esercizio provvisorio; ci sono state date assicurazione dallo stesso Presidente del Consiglio, che inizialmente voleva imporre dei tempi a oltranza, quasi, per la discussione di questa manovra finanziaria; siamo andati in Commissione, abbiamo lasciata sola la maggioranza perché potesse velocemente esaminare i mille emendamenti circa (dei quali parte consistente è stata presentata dalla maggioranza stessa); bene, siamo a metà dell'articolo 3 in Commissione e siamo all'inizio della discussione, il 30 di gennaio, della manovra finanziaria con l'articolo 1. Credo che ogni considerazioni in merito sia superflua, chiunque può capire che in questo momento non sono all'attenzione di quest'Aula i problemi veri della nostra regione, e i problemi veri del mondo produttivo, del sistema sociale ed economico, ma sono i problemi di assetto politico dei Partiti; e in questo caso la maggiore responsabilità, pur avendo anche il centrodestra qualche problema di assetto politico ma non influenza sicuramente il corso dei lavori, mentre i problemi della maggioranza stanno di fatto bloccando l'attività istituzionale, di governo e legislativa dell'Aula consiliare. Anche questa è una realtà. Ma si bloccano anche nel merito, oltre alle discussioni di assetto interno, oltre alle discussioni programmatiche probabilmente che ci sono all'interno della maggioranza, del rapporto tra Esecutivo e Consiglio, del rapporto tra Esecutivo e maggioranza consiliare stessa, ma ci sono dei problemi di merito - dicevo - e sono evidentissimi dall'esame degli emendamenti che sono stati presentati da parte di questa maggioranza sull'articolo 1, e l'articolo uno che cos'è? E' quell'articolo che per l'ennesima volta rischia di inficiare la manovra finanziaria. Sappiamo tutti che già la manovra del 2006 è sospesa nel giudizio da parte della Corte dei Conti e della Corte Costituzionale per l'anticipazione del milione e mezzo di euro sulle future entrate, tra l'altro operazione che è stata discussa in quest'Aula, sia l'accordo con lo Stato sia la forma di anticipazione scelta dal presidente Soru. Una parentesi, in merito a questo: vorrei che i colleghi tutti prendessero visione dei dati ISTAT sulla contribuzione IVA, che era stata annunciata come una grande innovazione, un grandissimo risultato, bene, in Italia la contribuzione IVA è in calo. Anche su questo ognuno faccia le dovute considerazioni. Sotto processo è quella anticipazione di un miliardo e mezzo di euro, che va a risanare in qualche modo il disavanzo, in maniera fittizia e virtuale, e quindi automaticamente, per chi ha un po' di ragionevolezza, sotto giudizio sarà anche l'esercizio finanziario 2007 che anticipa, all'articolo 1, i 500 milioni di euro. Ma la sfrontatezza maggiore, ed ecco perché condivido con l'onorevole Cugini la posizione, è continuare in questa azione di anticipazione di future entrate con altri 500 milioni di euro, all'articolo 1, per risanare il disavanzo, disavanzo che la stessa Giunta dichiara, nel comma 2 dell'articolo 1, per il 2007 è di 805 milioni di euro. Allora, questa è la sede per dire la verità: non c'è risanamento di bilancio, se non virtuale per il momento, o quanto meno sotto giudizio, sotto processo alla Corte Costituzionale, è rinviato. E mi chiedo, se per caso la Corte Costituzionale dovesse riconoscere che l'anticipazione sulle entrate non può essere anticipata nella finanziaria, riconoscendo il principio di annualità del bilancio e di veridicità del bilancio, che cosa succede? Anche questo dovremmo chiedere ai giuristi perché è un fatto che non si è mai verificato, e non siamo nuovi a discutere in quest'Aula di fatti che nella storia dell'autonomia non si sono mai verificati. Allora, attenderemo questo giudizio ma mi chiedo, il senso di responsabilità e pensare agli altri, pensare a quelli per i quali noi siamo qui a legiferare, non potrebbe portare ad accettare l'emendamento, per esempio, che all'articolo 1 è stato presentato dai colleghi Balia e più che, prudentemente, dicono: facciamo ricorso al mutuo, facciamo ricorso ad altro tipo di entrate certe e, quanto meno per il 2008, sospendiamo il giudizio della Corte dei Conti e sospendiamo il giudizio della Corte Costituzionale; se poi, putacaso, la giurisprudenza viene totalmente stravolta dalla Corte Costituzionale -cosa che non credo - che accetti la proposta della Regione Sardegna (e quindi dovrà accettare la proposta di tante altre Regioni che anticiperanno le entrate, e tanti altri enti locali che risaneranno i propri bilanci o rispetteranno il patto di stabilità anticipando il trasferimento regionale del fondo unico negli anni a venire), se questo dovesse avvenire avremo modo di fare un assestamento di bilancio che possa reinserire quanto proposto dalla Giunta, cioè l'anticipazione delle entrate. Questo è buon senso, ecco perché io plaudo a quell'emendamento più che agli emendamenti soppressivi che noi stessi abbiamo presentato, lasciando a parte della maggioranza una proposta di buon senso, seria che possa dare risposte concrete per la copertura delle entrate di questa manovra.

E' ricco anche l'articolo 1 delle cosiddette norme intruse, e ricordo che dal comma 15 al comma 30 ci sono ben quindici commi intrusi, che sono palesemente intrusi, tant'è che riguardano una sola iniziativa, quindici commi su un articolo di trentasette commi, e già il fatto di avere un articolo di trentasette commi la dice lunga. Bene, anche su questo io raccolgo l'invito: sia l'Aula a fare questa manovra finanziaria, ma non per tenere unita una maggioranza di governo, non per tenere unito il centrosinistra, ma che sia una manovra finanziaria che dà risposte alla gente.

Ecco, questo è riuscito a fare questa manovra finanziaria e in particolare l'articolo 1, mettere d'accordo tutti, studenti (universitari e non), Università, artigianato, commercio, sistema produttivo, sindacati, tutti d'accordo con noi: questa è una manovra finanziaria da riscrivere ma ormai non c'è più tempo per riscriverla. Ragioniamo sugli argomenti tecnici e poi dimostriamo la stessa dignità dei nostri colleghi parlamentari che, pur rinunciando al trattamento pensionistico, hanno mandato a casa questo Governo, hanno mandato alle urne il giudizio su questo Governo nazionale e credo che anche in Regione non faremmo male a ridare la parola agli elettori.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli, anche perché è stato sufficientemente dentro l'argomento.

E' iscritto a parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Cercherò anche io di stare all'interno dell'argomento, anche se in premessa mi corre l'obbligo di dire che condivido e molto gli interventi che mi hanno preceduto e che sono stati introdotti in alcuni argomenti di natura generale, oltre che nello specifico delle tematiche dell'articolo 1 dall'onorevole compagna Caligaris e dall'onorevole compagno Renato Cugini; che hanno, vede Presidente, posto oltre ai problemi contingenti legati all'articolo 1 una serie di problematiche che sono problematiche con valenza politica, e non lo hanno fatto da altri punti di vista, che che se ne voglia dire, lo hanno fatto dal punto di vista del centrosinistra, cioè di chi ha una collocazione seria, responsabile e precisa. Quindi senza creare alcuna confusione chiedono chiarezza nei rapporti interni alla maggioranza sulle problematiche della concertazione e su che tipo di impostazione e di soluzione poi, si vuole dare alle problematiche del lavoro.

Ciò detto, io voglio tornare al tema centrale che è quello dell'articolo 1, e in modo molto specifico in riferimento all'emendamento numero 249. Il comma 1 dell'articolo 1 del testo approvato dalla Giunta regionale e dalla Commissione prevede anticipazioni di entrata, come or ora diceva l'onorevole Capelli, riferite all'anno 2011. Il centrodestra ha presentato relativamente a questo aspetto una serie di emendamenti, che però si limitano ad annullare quelle entrate e perciò non sono condivisibili, perché se annullano le entrate nel contempo vengono anche annullati ovviamente i provvedimenti di spesa. Noi abbiamo invece presentato un emendamento che tiene le entrate in vigore, quindi che tiene anche le spese, con la metodica del ricorso al mutuo. Abbiamo già detto, assessore Secci, che noi condividevamo e apprezzavamo anche il criterio prudenziale utilizzato dalla Giunta regionale, che destina quelle risorse solo ed esclusivamente a spese di investimento ed è questa a nostro avviso una giusta cautela. Siamo però convinti che la scelta dell'anticipazione delle entrate rappresenti, primo un'inutile sfida verso un altro livello istituzionale, che è già nel passato ha avuto occasione di esprimere perplessità e rinviare la decisione al giudizio della Corte Costituzionale. Se rappresenta un'inutile sfida restiamo convinti che si dovevano adottare criteri e percorsi di maggiore prudenza e di maggiore chiarezza. Ora i socialisti si formalizzano se questo emendamento fosse bocciato e dalla bocciatura di questo emendamento traggono chissà quali conclusioni? No, noi restiamo convinti che l'impostazione della Giunta regionale sia in contrasto con le regole contabili più elementari, ma anche con norme di carattere costituzionale, cade, infatti, il principio dell'annualità del bilancio e del pareggio ed io voglio lasciare immaginare a voi che cosa accadrebbe se questo criterio venisse adottato in maniera uniforme da tutte le altre Regioni italiane o dagli altri livelli istituzionali presenti in Italia. Ora dicevo però che non ci formalizziamo su questo, perché? Non ci formalizziamo perché quando anche la Corte Costituzionale, così come noi pensiamo, dovesse esprimere un parere contrario rispetto alle decisioni della Giunta regionale sulle anticipazioni, la Giunta regionale sarà allora costretta a proporre un emendamento pari pari uguale a quello che noi abbiamo proposto e che non è stato favorevolmente accolto dalla Giunta e non è stato favorevolmente accolto dalla Commissione. Quindi ove bocciato cosa accade, accade che abbiamo trasgredito nella fase iniziale ad alcune regole, sono però spese di investimento sarà la Giunta un domani, se la Corte Costituzionale dovesse esprimersi in questa direzione a presentare un emendamento analogo. Ma questo significa che l'insieme degli emendamenti da noi presentati, ove non accolti, non avranno risvolti e non si tradurranno anche in decisioni politiche? No, non si confonda, non significa assolutamente questo. Noi non ci formalizzano su questo, ma evidentemente ci sono altri emendamenti alla finanziaria e anche al bilancio sui quali invece ci formalizzano e molto. Perché, perché hanno un'incidenza sulla politica, perché hanno un'incidenza sulle scelte e rispetto a questa incidenza sulle scelte già negli interventi in fase di discussione generale abbiamo detto che questa finanziaria doveva tenere finalmente conto di tutte le voci del Consiglio regionale e che doveva fortemente essere segnata, finalmente perché sarebbe la prima volta, anche dalla presenza socialista all'interno della maggioranza. Se ciò non fosse ne prendiamo naturalmente atto, porteremo il problema all'interno del partito, e vedremo quali determinazioni verranno assunte; così come l'emendamento dell'onorevole Caligaris relativamente al G8 mi pare assolutamente appropriato, ma vogliamo dare un senso alle cose della Sardegna, cade il primo di febbraio o ai primi di febbraio o comunque in occasione De sa Die che mi pare che sia stata dedicata alla limba il bicentenario di Giovanni Maria Angioy, vogliamo valorizzare queste occasioni anziché le altre che sono molto estranee, e che trovano invece altre fonti di finanziamento. Ma quali sono, colleghi, gli argomenti che debbono marcare in senso socialista attraverso l'accoglimento degli emendamenti, beh io provo a richiamarne qualcuno, qualcuno sul quale presumo, o così mi è parso di capire, che la Giunta regionale abbia accolto, tipo il percorso parallelo della legge numero 32 mutui-contributi, ma ne segnalo un altro sul quale la Giunta regionale mi pare abbia manifestato notevoli perplessità ed è l'emendamento relativo all'università, il collega Davoli ieri segnalava un problema annoso riferito alla sede di Nuoro, ma io credo che stiano per esplodere i problemi di tutta l'università diffusa sulla quale manteniamo le riserve, ma per la quale diciamo che devono essere garantiti per lo meno i corsi già avviati. Poi dell'università forse è opportuno, della formazione e della cultura in genere, che dedichiamo un dibattito serrato più appropriato e a quello destinato. Ci formalizziamo sulla formazione professionale, perché non è pensabile che in assenza della legge di riforma, noi ci limitiamo a cancellare tutto ciò che allo stato attuale esiste creando il conseguente disagio negli operatori di quel settore. Ci formalizziamo se non viene rifinanziata la legge numero 51 sull'artigianato e la legge numero 1 ex 28, ci formalizziamo se non viene rifinanziata la legge numero 26 sul concorso regionale all'abbattimento degli oneri previdenziali per le imprese, che fanno nuove assunzioni, se non viene rifinanziata la legge numero 9, e siamo molto attenti alle determinazioni che dalla maggioranza verranno assunte relativamente al fondo sull'occupazione, del quale il collega Cugini parlava.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Balia. E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. Signor Presidente, colleghi del Consiglio, signori Assessori, la discussione del disegno di legge sul bilancio annuale e pluriennale della Regione ha avuto anche quest'anno un percorso che è stato irto di tanti problemi, che ancora non hanno trovato il percorso per arrivare ad esitare una manovra finanziaria che sia rispondente a quel bisogno di una finanza regionale risanata, virtuosa, che sappia interpretare i bisogni della nostra gente, dei nostri territori, e sappia dare anche le risposte che, ormai da tempo, vengono chieste a gran voce da chi, soprattutto, va ad interpretare questi stessi bisogni, e cerca di tradurli in proposte, in progetti che siano rispondenti ad essi. Devo dire che anche ieri, all'inizio dell'esame degli emendamenti, abbiamo trovato le stesse difficoltà che già vennero evidenziate durante il passaggio in Commissione. Credo debba essere data testimonianza, anche in quest'occasione, della disponibilità di tutta la minoranza a che il dibattito fosse proficuo a trovare finalmente le soluzioni rispetto alle problematiche che via via si sono presentate. C'è stata addirittura, alla conclusione del passaggio in Commissione, qualche affermazione forte di esponenti della maggioranza, che chiedevano il contributo della minoranza affinché questa manovra finanziaria potesse essere la sintesi delle proposte, e potesse trovare nella discussione in Aula quelle risposte che non si riescono ad elaborare. Parlando dell'oggettivazione dei temi, noi ieri abbiamo avuto tante altre situazioni in cui la discussione, il confronto è stato talmente chiuso, chiuso dagli interventi, volta per volta, della Giunta, che hanno necessitato l'espressione di voti o di pareri tecnici rispetto a quelle che, invece, erano proposte da portare in Aula, esitare per l'Aula, con una scelta, da parte della Giunta, bella, decisa, piena. Cosa che non è avvenuta. Tant'è, come ricordava il Presidente del Consiglio, che l'esame degli emendamenti è arrivato all'articolo 3, quindi non siamo arrivati neanche ad un terzo dell'esame delle proposte che vengono fatte per l'Aula.

Credo che l'articolo 1 compendi quella che è una filosofia della gestione finanziaria della Regione, che non trova condivisione, del resto. Il Capogruppo di Forza Italia ha espresso bene il concetto di non condivisione della manovra, l'ha espresso bene a tal punto da dichiarare che la manovra finanziaria, eventualmente, sarebbe da riscrivere in Aula, ma non da riscrivere perché è una necessità delle minoranze di far prevalere alcune linee, alcune filosofie rispetto a quelle proposte, ma perché c'è la necessità di mettere ordine ad una manovra che è fatta a pussé, che è fatta ed è rappresentata, come ha espresso qualche collega durante l'esame in Commissione, sembra una malattia esantematica, quale può essere la rosolia, il morbillo, così, a punti rossi e accesi, invece a situazioni spente dove non si riesce a capire quali siano le reali volontà di affrontare i temi critici quali, anche ieri, i sindacati, le rappresentanze datoriali ci rappresentavano come emergenze; voglio ricordare la presa di posizione dei sindacati, Cgil, Cisl e Uil, ma della Confartigianato, delle rappresentanze territoriali, e così via. Questo per dire che, molto probabilmente, non sono stati sufficienti i confronti fin qui avvenuti all'interno della maggioranza, anche lunedì notte fino a tarda notte riportava la stampa, per poter sciogliere questi nodi.

Bene, le difficoltà. Io credo che la proposta Balia-Masia, con l'emendamento numero 249, dia uno spiraglio, e noi già, nella fase della discussione in Commissione, avevamo presentato come proposta quella di non accedere, per lo meno nella finanziaria del 2008, ad anticipazione di risorse, a valere sulle nuove entrate del 2011. Quella proposta l'avevamo fatta, è stata rigettata quasi con sdegno, che si mettesse in discussione quello su cui la Corte dei Conti aveva già fatto le sue eccezioni, che aveva portato al ricorso da parte del Governo. Ma da questo orecchio non ci sentiamo, non ci vogliamo sentire. Molto probabilmente, caro Assessore, ci sarebbe la necessità di riflettere su quella eventuale crisi finanziaria che una bocciatura da parte della Corte costituzionale potrebbe portare a breve termine una necessità di riscrivere non soltanto il pareggio di bilancio del 2006, ma anche il pareggio di bilancio del 2007, ed eventualmente una riscrittura della finanziaria del 2008.

Tutte queste cose credo che siano fatti degni di rilevanza politica, che segnano per oggi e per domani una data di passaggio da una finanziaria che doveva essere virtuosa, e che invece diventa virtuale. Diventa virtuale perché non si dà corso a politiche di sviluppo che siano una risposta saggia ai bisogni della nostra gente, ma sui temi del lavoro, ma sui temi dell'impresa, ma sui temi della gestione del territorio, ma sui temi dell'Università. Devo dire che avevo evidenziato tutti i punti critici che sono sotto osservazione, che sono, anche negli emendamenti della maggioranza, punti e nodi da sciogliere all'interno della maggioranza, prima che i temi stessi vengano trattati in Consiglio.

Io credo che l'attività e l'impegno nostro vadano per lo meno indirizzati in due settori: l'accelerazione della spesa, la riduzione di quelli che sono i residui. Noi non possiamo permetterci, con la crisi che sta attanagliando la nostra Regione, di pensare che non riusciamo a trovare un nuovo metodo di gestione delle risorse attraverso l'attivazione della spesa, un'accelerazione della spesa. Credo che questo sia il tema più forte sul quale la maggioranza sarà chiamata a esprimersi già nei prossimi mesi. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Grazie signor Presidente. Vorrei, nel tempo concesso per l'intervento sull'articolo e sugli emendamenti, sottolineare alcune cose di fondo, in realtà stiamo parlando dell'articolo 1, ma sostanzialmente diversi interventi hanno ribadito dopo i lavori della Commissione e dopo la presentazione dei numerosi emendamenti che hanno confermato implicitamente la nostra valutazione che essendo questa una legge omnibus non può che generare una serie infinita, numerosissima di emendamenti non costruiti, non voluti per rallentare i lavori, ma generati dal fatto che una quantità enorme di regole, di discipline, di norme contenute nel testo generano evidentemente molte richieste di modifica attraverso gli emendamenti. A questo punto io sottolineerei che francamente condivido l'analisi molto lucida fatta dal collega Cugini su che cosa sta accadendo in questa finanziaria, e cioè non c'è… condivido l'analisi, ho detto che non condivido i contenuti, ovviamente… Pirisi, non distrarti… condivido l'analisi, non condivido evidentemente tutte le valutazioni e soprattutto la direzione verso cui si intende andare, però è effettivamente così, questa è una finanziaria che dimostra chiaramente che in questa Regione ormai non vi è una politica del Governo e della maggioranza, o di quella parte della maggioranza che sostiene convintamente il Governo che sia identificabile con una politica di centro-sinistra, tanto meno di sinistra, d'altra parte non c'è neanche però una politica di centrodestra o di destra. Esiste invece il modello che si sta affermando che è quello di un Governo che non è né di destra né di sinistra ma semplicemente è centrato sul metodo, e il metodo è quello del paternalismo, del dirigismo, lo sviluppo della Sardegna è affidato a quello che in alcune stanze, in particolare in una, si decide. Non si fanno investimenti se un imprenditore non va a colloquio con il Presidente della Regione, non si fanno politiche del lavoro se il sindacato non si inginocchia davanti al Governatore o alla Giunta per ottenere o strappare alcune cose. Il risultato è che nelle politiche del lavoro, perché la sottolineatura che fa oggi la sinistra riprendendo il contributo importante del sindacato delle forze sociali, in particolare direi del sindacato, che dice: prendiamo atto che nella nostra Regione oggi abbiamo un ritardo di sviluppo, una frenata nella crescita già lenta, una frenata nella crescita che sta determinando una situazione straordinaria, veramente straordinaria di disagio sociale, di assenza di lavoro, di povertà delle famiglie, la Regione faccia qualcosa! Di fronte a questa realtà si può dire: facciamo politiche di sostegno all'impresa perché se non nell'immediato almeno nel medio, e poi ovviamente nel lungo periodo, ci sia veramente un'inversione di tendenza rispetto a questa fortissima recessione del sistema economico della Sardegna che è più forte di quello nazionale, e facciamo politica per l'impresa in maniera organica, razionale, partendo dalla ricerca fino agli incentivi alle imprese per determinare veramente un'inversione di tendenza. Questa che per alcuni potrebbe essere intesa come una politica più di destra che di sinistra, vi chiedo scusa per le eccessive e banali semplificazioni, la Giunta non la sta facendo, non vi è una politica per le imprese in questo Governo regionale e non vi è però neanche una politica del lavoro così come tradizionalmente si intende, perché non c'è neanche il coraggio, se non si vuole andare in quella direzione, non si ha il coraggio e la lucidità di dire: intraprendiamo, per far fronte alla carenza di lavoro e all'incremento della povertà, utilizziamo strumenti tipici delle politiche del lavoro di cui la sinistra ha sempre fatto in qualche modo il suo vessillo. E, infatti, tutto ciò che viene, i richiami fatti dal sindacato che tra l'altro non viene coinvolto in una vera concertazione, e i richiami che fa la sinistra per interventi decisi, forti , secondo metodi tradizionali su cui noi abbiamo molte riserve, le abbiamo sempre avute, ma che almeno avrebbero una linea chiara, ecco, qui abbiamo invece una politica che non va né da una parte né dall'altra, si arrocca nella concessione di un potere inteso dirigisticamente e non si va effettivamente ad affrontare i problemi reali. Il sindacato deve decidere? Dice Cugini: "Non è detto che decida", ma che almeno possa essere realmente consultato, che abbia una funzione. Il mondo dell'impresa può, deve decidere quali sono le politiche per l'impresa? No, le politiche le deve decidere il Governo e il Consiglio regionale attraverso leggi, programmi e provvedimenti amministrativi, ma che almeno ci sia con questo mondo un confronto vero per trovare delle soluzioni condivise; questa sarebbe quantomeno una saggezza che potrebbe addirittura mettere insieme tutti. Allora, cosa può accadere in questo momento? Può accadere, e accade, che l'opposizione che ha certamente una linea, ha un'alternativa che sta pian piano sempre più definendo anche misurandola sulla base degli errori che voi state compiendo in questa legislatura, però in questa finanziaria non ha certamente né le forze né i numeri per poter modificare qualcosa, però può, di fronte a questa divisione estrema della sinistra, in questa divisione della maggioranza, può essere disponibile trasparentemente a sostenere soluzioni che in qualche modo correggano questa deriva verso il nulla, questa inclinazione verso la fine di una legislatura che non darà un briciolo di contributo, di incremento del tasso di crescita della nostra Regione, e questo noi lo possiamo fare già a partire dall'articolo 1 perché condividiamo alcune preoccupazioni forti. Uno degli elementi declamati, enunciati con grande enfasi da questo Governo regionale è quello del risanamento, un risanamento che è fatto, però, come abbiamo già detto, gonfiando le entrate. Bene, già questo potrebbe essere un elemento di chiarificazione; rivelare l'inganno di un'anticipazione di entrate illegittima che copre un reale indebitamento che verrà generato se la spesa riprendesse davvero ad avere un ritmo di accelerazione maggiore, occorrerebbe davvero essere leali e sostituire l'anticipazione delle entrate con un ricorso al credito, con un'autorizzazione ad un mutuo per coprire gli investimenti della spesa pubblica contenuti nella tabella E, questo sarebbe già un primo elemento di chiarificazione che renderebbe più reale e veritiero questo bilancio e questa manovra finanziaria.

PRESIDENTE. Grazie onorevole La Spisa. E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, mi permetta, tra l'altro, di rivolgerle un augurio per il nuovo ruolo che riveste in questa Aula, tra l'altro anche una nota di soddisfazione perché, per la prima volta, un figlio dell'alta Marmilla siede in una postazione così alta, e quindi credo che sia importante per tutti sottolinearlo. Io, tra l'altro, Presidente, accolgo il suo invito e quindi mi limiterò a parlare esclusivamente dell'articolo 1, l'articolo 1 che è un articolo che funge da locomotore di questa finanziaria e che quindi traina gli altri 10 articoli arrancando in questa situazione difficile, devo dire, della Sardegna così come è stata d'altro canto rappresentata bene da tutti gli interventi che si sono avuti finora in quest'aula. La prima considerazione è una considerazione di chiarezza. Una considerazione di chiarezza che faccio anche funzione di ciò che l'onorevole Siro Marrocu nel suo ultimo intervento aveva fatto, facendo proprio con orgoglio il risultato che ha conseguito questa Giunta regionale nel portare dal 98 per cento al 73-74 per cento l'incidenza delle spese correnti sul totale delle spese del bilancio regionale. Perché chiarezza? Perché si tratta di una falsità, ovviamente molto benevola, rapportando il confronto ad un bilancio e a dei bilanci che chiaramente erano organizzati e originati da una norma di contabilità diversa.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue PISANO.) Il 98 per cento - lo sanno tutti gli addetti ai lavori - era il risultato ovvio perché tutte le spese correnti includevano molte delle spese di investimento, tant'è che gran parte del lavoro che tutti gli Assessorati hanno dovuto fare in questi anni, e soprattutto nel 2005, è stato quello di adeguare ovviamente la scorporazione della cosiddetta "spesa di investimento" dalle spese correnti. Per farvi un esempio, erano spese correnti anche tutte le spese della formazione professionale, e quindi è evidente che da questo punto di vista c'era un errore abbastanza tecnico, ma che non vi consente assolutamente di appropriarvi di risultati che non avete assolutamente conseguito. Anzi vi dirò di più: se oggi noi dovessimo parametrare il rapporto di spese correnti al totale delle spese in funzione della stessa logica e della stessa norma di contabilità, ci accorgeremo che voi avete, invece, frenato le spese di investimento e che le spese di investimento si sono ridotte. Se pensate che soltanto nel 2003 e nel 2002, con tutto ciò che era accaduto e che voi ricordate, con la legge 1, con la ex legge numero 28, che erano tutte spese di investimento, eravamo ad un rapporto che era di gran lunga inferiore all'incidenza del 73 per cento attuale.

Ma non mi voglio soffermare su questo. Voglio invece fare un ragionamento che riprende un po'… e ovviamente sottolineo, condivido anche la considerazione che ha fatto l'onorevole Capelli, ma proprio perché la condivido voglio dimostrare, così come facevamo quando andavamo a scuola, un teorema per assurdo. Allora, per assurdo può essere dimostrato dicendo: bene, supponiamo che sia giusto il principio per il quale voi, nel comma 1 dell'articolo 1, andate a introdurre 500 milioni di euro come anticipazioni delle entrate future. Poniamo che sia giusto. Dimentichiamo tutto ciò che era relativo al dibattito che in maniera molto puntuale è stato fatto sia dallo schieramento di maggioranza, ma anche da noi dell'opposizione, e poniamo che sia legittimo e che questo si possa fare. E allora, se questo è legittimo mi chiedo, così come ci chiedevamo quando eravamo piccolini: perché 500 e non 600? Perché 500 e non 1000? Perché 500 e non 1500? Qual è il principio che osta, una volta assodato che si tratta di un principio corretto dal punto di vista contabile, non anticipare di più e quindi rispondere a tutte quelle esigenze per le quali in maniera veramente affaticata i consiglieri del centrosinistra dicono che occorra rispondere? Perché non dare risposta agli artigiani, ai commercianti, alla formazione professionale, onorevole Uras? Perché dalle sue parole lei davvero ci ha commosso ieri! Perché gli occhi di quella signora io li conosco! Sono occhi che conosco anch'io! E quindi davvero non possiamo essere insensibili di fronte a un dramma che coinvolge migliaia di docenti, ma soprattutto che coinvolge migliaia di ragazzi che oggi sono nella strada che si interfacciano ai servizi sociali dei comuni. Questa è la verità! Se noi dobbiamo anticipare, perché 500 e non 1500? Anticipiamo di più, tanto non cambia! Non cambia niente! Quindi ecco perché noi Riformatori abbiamo presentato un emendamento che va in questa direzione. Stiamo facendo delle cose legittime e quindi come tali nessuno ci ha prescritto che ci debbano essere 500! Chi l'ha inventato questo numero?

E poi bisogna fare un'altra considerazione, è molto importante, ed è subdola questa considerazione che io… voglio dire, la considerazione è corretta, è subdolo ciò che voi avete scritto nella finanziaria all'articolo 1. Voi dite: "Attenzione, andiamo a coprire il disavanzo con dei mutui". D'accordo, però li contraiamo soltanto di fronte ad un'effettiva esigenza di cassa. Ma cosa c'entra la cassa? Cioè voi lo sapete bene cosa c'entra la cassa, la verità che voi volete contrarre i mutui, anzi non li volete contrarre, e usate il meccanismo di frenare la spesa in modo ovviamente da non avere problemi di flusso di cassa ed è esattamente l'opposto di ciò che deve fare una corretta Regione. Voi state frenando la spesa e avete degli ordinativi di spesa che si concretizzano con una media di 180 giorni, appositamente per non contrarre il mutuo a ripiano del disavanzo. Questa è una cosa di massima scorrettezza! Voi non dovete dire "eventualmente contraiamo"; no, dovete dire "contraiamo il mutuo" e infatti noi abbiamo proposto un emendamento che va in questa direzione. Non è assolutamente pensabile che si nasconde in maniera subdola quest'atteggiamento che porterà ad un risultato opposto, che pagheranno tutti i sardi, e che tra l'altro - non dimentichiamolo, perché questo non lo dite mai - va esattamente anche nella direzione di voler aver rispetto di quello che è il patto di stabilità. Voi il patto di stabilità, se i flussi di cassa fossero naturalmente corretti, non lo rispettereste! Oggi la situazione è drammatica da questo punto di vista. Voi non avete assolutamente rispetto del patto di stabilità e ve l'abbiamo chiesto di dirlo e di dichiararlo qui in aula di fronte a tutti, perché evidentemente rallentate la spesa proprio per stare dentro questi parametri.

E allora, è evidente che questo locomotore dell'articolo 1 dev'essere discusso con una partecipazione diversa, con un ragionamento più ampio. Vogliamo o non vogliamo dare risposte ai problemi della Sardegna? E se davvero vogliamo risolvere questo problema perché ci fate fare degli emendamenti cercando risorse che non esistono, tanto si sa che in quella tabella A naturalmente risorse non ce ne sono, si sa che saremo costretti ovviamente a bocciare tutti gli emendamenti, perché di risorse proprio non ne abbiamo a copertura finanziaria degli emendamenti che andiamo proporre. Occorre rimuovere l'articolo 1, occorre pensare che l'anticipazione della spesa sia ben superiore ai 500 e tornare a quel giochino che facevamo da piccolini: e poita duus e no tres? E poita tres e no quattru? Questa è la verità! Questo dobbiamo fare!

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisano.

E' iscritto a parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Sì, grazie Presidente. Ieri ho ascoltato con molta attenzione e interesse alcuni interventi fatti dai banchi della maggioranza, come ad esempio quello di Davoli, quando parlava del rischio di chiusura dell'Università di Nuoro anche in considerazione dei tagli previsti in finanziaria, lo vedremo poi all'articolo 2; come ho ascoltato - mi ha preceduto, appunto, l'onorevole Pisano - l'intervento dell'onorevole Uras, che ha lanciato un grido d'allarme per una madre di famiglia - ce ne sono tante, ma ci sono anche tanti padri di famiglia - che viveva con lo stipendio della formazione professionale e che, a seguito delle strategie della Giunta, ha perso il lavoro, ma soprattutto la speranza. Anche l'intervento di Pisu era molto pertinente, quando ha parlato del dramma che stanno vivendo le popolazioni delle zone interne, perché anche nella finanziaria dell'anno scorso avevamo affrontato questo argomento e sembrava che già la finanziaria dell'anno scorso doveva dare risposte concrete per i problemi delle zone interne, cioè ricreare una sorta di equilibrio tra le zone costiere e le zone interne. Quindi, questo grido di allarme va raccolto e ha anche denunciato che manca un progetto di rilancio, che è una delle cose più importanti, quindi, non c'è volontà di dare risposte alle problematiche delle aree interne, questo è quanto ha detto Pisu.

Allora, ieri sera io - nonostante non sia componente della Commissione bilancio - ho partecipato all'esame degli emendamenti e ho constatato anche all'interno della maggioranza una sotterranea divisione. Qui, appunto, interviene la condivisione dell'intervento che ha fatto prima l'onorevole Cugini, che dice: "Una parte del centrosinistra vuole fare da sola e subito, mettiamo insieme le idee migliori del Consiglio e diamo risposte". Beh, io non posso che dire che se la maggioranza riesce a mettersi d'accordo noi siamo disponibili a trovare soluzioni, anche con gli emendamenti, che vadano nell'interesse dei sardi.

Per tornare al tema dell'articolo 1, non si può fare a meno di richiamare gli aspetti che riguardano le illegittimità costituzionali sollevate. Io l'ho già detto nella relazione generale, nell'intervento, siamo in attesa della sentenza della Corte Costituzionale in merito al ricorso del Consiglio dei Ministri del 7 agosto 2007, relativo alla incostituzionalità delle tasse sul turismo, come, allo stesso modo, pesa l'ordinanza numero 611 della Corte dei Conti che ha contestato l'iscrizione in bilancio della somma di 500 milioni relativa ai crediti che verranno a maturare in anni successivi al 2006. L'articolo 1 della finanziaria, e in particolare il comma 1, ripropone l'anticipazione di 500 milioni di euro destinandoli ad importanti interventi di cui alla tabella e). Pertanto, stiamo parlando di somme non certe, ma ipotetiche e quindi non iscrivibile a bilancio. Soprattutto dinanzi a un rilievo di illegittimità della Corte dei Conti, per molto meno sicuramente si condannano gli enti locali nelle gestioni delle proprie risorse finanziarie, cioè, se questa operazione l'avesse fatta un ente locale, probabilmente questo bilancio sarebbe già stato cassato da molto tempo, mentre siamo in attesa, un bilancio segue l'altro. Sono quindi a rischio con questi rilievi i fondi per la legge numero 29, quella sui centri storici... Presidente, chiedo scusa, se riusciamo ad avere un attimino di silenzio, chi non è interessato magari può uscire. I fondi per la legge numero 29 per i quali sono previsti nella tabella e) 25 milioni di euro, io credo che siano fondi molto importanti, nelle finanziarie precedenti c'erano 15 milioni di euro, sono stati chiesti 25 milioni di euro, però sono a rischio e questi 25 milioni di euro potrebbero dare risposte soprattutto per il rilancio, come richiamava qualcuno, dei piccoli paesi dell'interno, dei piccoli centri storici, piccoli e grandi, comunque dell'interno. Sono a rischio i fondi per la casa dello studente, sono a rischio - e aggiungo limitati - i fondi per il potenziamento delle aree industriali e artigiane, per le quali ci sono scarse prospettive di crescita e sviluppo, il finanziamento di 85 milioni di euro per il sistema delle autonomie locali, a rischio - e questo non mi dispiace - i 5 milioni di euro stanziati per la ricapitalizzazione della SFIRS per la quale attendiamo ancora risposte in merito agli stanziamenti dell'anno scorso. Quindi, ritengo pertinenti sia gli emendamenti della minoranza relativi alla soppressione del comma 1, dell'articolo 1, e non spetta certo alla minoranza trovare poi soluzioni su come reperire le risorse, e qua è ovvio che può essere condivisibile l'emendamento presentato da Balia e più, che prevede l'attivazione di un mutuo, io questo l'avevo detto anche nella fase della discussione generale. Il comma 36, qualcuno ha chiesto di sopprimerlo, qualcuno ha chiesto di cambiare la dicitura e togliere quella dicitura "G8", ma io credo che rappresenti un fallimento in merito alla risoluzione dei problemi occupativi de La Maddalena, perché il G8 doveva rappresentare il rilancio, dopo la dismissione avvenuta molto velocemente dalla basa NATO e chiusura dell'Arsenale, ma sono stati stanziati dal Governo solo 30 milioni di euro a fronte di una promessa di 120, e il G8 molto probabilmente si farà sulle navi da crociera. Come sono in forte ritardo l'esame dei progetti degli hotel de La Maddalena che sono incappati nella procedura di intesa. Quindi, una finanziaria che, in qualche modo, rischia di essere riscritta - e forse sarebbe meglio, per molti aspetti - con gli emendamenti, emendamenti anche della Giunta. Una finanziaria che impone tasse e sulle quali non c'è possibilità di dialogo tra maggioranza e opposizione perché noi, anche su questi temi, abbiamo cercato di apportare dei correttivi, ma assolutamente non c'è nessuna possibilità di dialogo. Voi puntate molto a imporre le tasse, anche probabilmente con qualche nuovo emendamento che ieri è stato sospeso, ai piccoli sistemi produttivi. Io spero che quell'emendamento presentato dalla Giunta che prevede la tassazione dei Bed&Breakfast, degli ostelli della gioventù, delle case per ferie, venga bocciato in Aula. E quindi si chiedono sacrifici, ma non si risolvono i problemi del lavoro precario, della latente perdita di posti di lavoro, non si risolvono i problemi delle zone interne, non si risolvono i problemi della cultura. Guardate, il problema che riguarda la chiusura, eventuale, dell'Università di Nuoro, perché questo avverrà se voi tagliate i fondi previsti dagli articoli successivi portando da 8 milioni di euro a 4 milioni di euro, questo rappresenta un fatto gravissimo per un territorio che invece deve vedere crescere la possibilità di una università migliore.

Quindi, un giudizio negativo anche sull'articolo 1, salvo che non ci sia la possibilità, con gli emendamenti, di apportare le necessarie correzioni che possano dare risposte positive ai sardi.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente. Un commento sull'articolo 1 e sul comma 1 quando ci ricorda che "L'Amministrazione regionale è autorizzata, ai sensi dell'articolo 30, comma 7 bis..." a inventarsi questi tarocchi contabili, in poche parole. Andiamo a riesumare l'articolo 7 bis della legge numero 11 del 2006 e vediamo proprio la perla di questa sciatteria, di questa facilità tutta sarda che permette alla Regione "qualora ne ravvisi la necessità", in altre norme c'è anche "qualora lo ritengo opportuno", cioè delle frasi, dei concetti inquietanti e non è la prima volta che i sardisti inorriditi vi invitano a uniformarvi e soprattutto a rispettare le leggi vigenti. La discrezionalità, il potere nelle mani di una persona, l'esaltazione dell'autocrazia, la vediamo in questi concetti: "qualora lo ritenga opportuno" oppure "qualora ne ravvisi la necessità".

A parte il fatto che questo discorso non è solo tecnico giuridico, perché su questa operazione così irresponsabile, i magistrati contabili hanno già avanzato le loro perplessità scatenando l'isteria e proprio in modo scomposto del Presidente della Giunta silenziosa, ha creato per la prima volta un vulnus perché nella storia dell'autonomia mai si era verificato che il Presidente di una Regione si scagliasse a testa bassa contro un organo che deve svolgere come contrappeso un ruolo così nobile. Ecco perché è stato ingiusto riportare in questa finanziaria questi fantomatici 500 milioni che non sono spendibili tra l'altro, è stato sottolineato. Potrebbero arrivare dal 2011, intanto assistiamo anche da pochi giorni alla traballante situazione del Governo che aveva promesso queste risorse. Ma, dal punto di vista tecnico giuridico, ripeto, si esprimerà la Corte costituzionale e noi attendiamo serenamente il parere di questo sovrano organo, ma non è solo tecnico giuridico, è anche politico il problema. Cioè, come fanno i colleghi distratti ad avallare queste procedure che fanno aumentare l'esposizione dei conti pubblici, verso la voragine, verso il deficit?

Ma ricordiamo che questa sciatteria negli anni '70, '80 in Italia ha creato un disavanzo, ha creato una voragine dei conti pubblici dei quali paghiamo ancora le conseguenze? Ma come fanno i Gruppi che della legalità ne fanno un fiore all'occhiello, quando fa comodo, ad avallare queste procedure di irresponsabilità fiscale? Ma com'è possibile sostenere in assenza di un controllo puntuale, preciso da parte del popolo sovrano, perché ripeto la materia di leggi finanziarie e di contabilità è sottratta al vaglio dei cittadini, questo a maggior ragione dovrebbe richiedere da parte della Giunta e del suo Presidente, un senso di responsabilità e di serietà maggio re perché i cittadini sono emarginati, non possono attraverso un referendum esprimere giudizi su una materia così importante, non abbiamo l'authority come negli Stati Uniti che può garantire la salute e certificare appunto la trasparenza di una legge così importante. Per questo dovevate essere più prudenti e più seri, invece con grande irresponsabilità, con un'azione muscolare proprio per sfidare coloro che osano controllare l'operato di questa Giunta che non ammette né controlli e vuole avere le mani libere per poter fare ciò che vuole, troviamo in questo articolo questo obbrobrio, tra l'altro vi è contenuta anche la norma intrusa non capisco come possa essere scappata al vaglio occhiuto del Presidente del Consiglio perché c'è una norma intrusa che grida vendetta, parlo dello sportello unico che è una legge organica e doveva essere per rispetto istituzionale sottoposta all'attenzione della Commissione competente, invece con questa sciatteria ancora una volta assistiamo a una legge che contiene norme intruse. Noi con lo stesso rigore, con la stessa apprensione, avevamo giustamente criticato il centrodestra quando si parlava di finanza virtuale, vedasi Tremonti e siamo abituati a non fare sconti a nessuno, né al centrodestra né al centrosinistra perché prima di tutto vi è la legalità, il rispetto severo delle regole perché non si può trasferire la cultura dei salotti della finanza dove c'è una spregiudicatezza a trattare i bond o altre cose che portano appunto a queste aberrazioni. Qui siamo di fronte a leggi regionali, a leggi dello Stato, e l'articolo 81 della Costituzione, com'è stato sottolineato, impone la veridicità e l'annualità. Cioè, qui non sono capricci da inseguire, c'è anche una piccola venatura di eversione, non sono termini inquietanti o tolti a caso, perché si sta violando e credo che puntualmente arriverà la mannaia della Corte costituzionale che comunque sia se dovesse avallare questa illegalità, creerebbe un precedente terribile perché adesso con l'equiordinazione dei livelli istituzionali, province e comuni sono paragonate alla Regione e potrebbero incorrere anche loro in questa irresponsabilità fiscale taroccando i bilanci, e se fosse questo trasferito in un'azienda privata, saremmo di fronte al falso in bilancio. E' un reato, è un reato! Siccome qui parliamo di bilanci di previsione per quanto riguarda lo Stato, allora si è pensato bene di inserire nel nostro bilancio una somma enorme di danari che non possono essere investiti a meno che non si rallenti la spesa per creare sempre più nelle mani di una sola persona una massa finanziaria, vedasi i residui passivi che possono essere generosamente liberati magari nell'ultima finanziaria per cercare di recuperare questo consenso che giorno dopo giorno sfugge a un centro sinistra che avalla questa irresponsabilità fiscali che sta creando apprensione sociale e non mi si dica che le riforme sono la soluzione di tutti i mali. Quando le riforme non portano occupazione e sviluppo non servono a nulla, ci si riempie la bocca per continuare a fare glispot politici, a millantare risultati che non portano lavoro, occupazione, sviluppo, ma servono solo a una persona che sta fallendo su tutti i fronti. E allora, per concludere, la famosa tabella E che annovera analiticamente tutte le misure, tutti i modi con cui devono essere investite queste somme, perché non attendere la concretizzazione dopo che si è pronunciata la Corte costituzionale? Cosa osta ad assumere un senso di responsabilità maggiore, avere più prudenza ed ecco che sull'emendamento Balia - Masia, io ritengo ci siano i margini per una riflessione, per un sostegno, perché non è un emendamento, lo aggettiverei nella tipologia classica, un emendamento cautelativo se mi permette il proponente, perché è dettato dalla prudenza, dal buon senso, dalla voglia di non confrontarsi con questi organi preziosi che devono entrare nel merito dell'operato degli amministratori e devono essere rispettati perché è un contrappeso democratico e la democrazia comporta anche questi prezzi, del dialogo e della concertazione, e il fallimento di questa legislatura nasce proprio da una cultura personalistica delle istituzioni dove non è ammessa la concertazione e la condivisione. Per questo, questo comma speriamo che sia avviato all'inceneritore visto che siamo in tema di conferimenti fastidiosi perché non è degno di stare dentro una legge che rispetta le regole, che rispetta la Costituzione, ma è frutto di una finanza creativa che abbiamo già condannato quando Tremonti ingannava il popolo italiano.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie Presidente, senz'altro non utilizzerò tutto il tempo, almeno così spero. Ma vede, non solo io credo, ma molti colleghi in quest'Aula si aspettavano che questa finanziaria che poi è la finanziaria che viene presentata diciamo alla fine della legislatura, se non proprio alla fine, sarà la finanziaria che dal punto di vista politico, dal punto di vista economico e dal punto di vista tecnico dovrebbe se non altro dare oltre che indirizzi, presentare il resoconto di quelle che sono state le linee di sviluppo programmate da questo Governo regionale in questi quattro anni. Ed è sinceramente triste vedere che tutto c'è, fuorché un chiaro indirizzo, una chiara strategia, un progetto strutturale che possa essere in qualche maniera o si possa in qualche maniera evincere ed estrapolare da tutto il disposto della finanziaria. Ancora una volta, giusto per parlare e restare in tema sull'articolo 1, si ricorre all'ipotetica anticipazione di 500 milioni di euro su risorse che la Regione attualmente non ha e che dovrebbe incassare degli anni a venire, non solo, ma condizionando, nell'ipotesi in cui una tale proposta dovesse essere accolta, ipotecando e condizionando quelle che sono le entrate future delle amministrazioni che verranno.

Questo perché? Per non avere la chiarezza, la limpidezza e il coraggio di accedere ad un mutuo, come farebbe qualsiasi amministrazione regionale e non solo, e smetterla con questa presentazione di muscoli e con questa prova di forza che a tutti i costi vuole essere fatta e portata avanti in prima analisi contro chi? Contro quella magistratura contabile che a rischio potrebbe nuovamente impugnare il bilancio e la finanziaria senza poter sapere quali possono essere gli sviluppi futuri di questa, ben capendo, dico ben capendo, che può essere senz'altro, dal punto di vista tecnico una soluzione possibile. Ma dal punto di vista contabile, economico e politico una operazione pericolosissima che potrebbe buttare ancora sull'amministrazione regionale una luce non tanto chiara e poter dare adito a dei sospetti che non sono, a mio parere… che sono dei sospetti che potrebbero essere superati.

Bene, ciò che non si intravede è proprio questo, cioè si intravede la mancanza di obiettivi che si erano proposti, il problema principale è il lavoro, il problema principale è lo sviluppo, il problema principale è la sicurezza economica, nel scorrere articolo per articolo, nell'excursus di tutti i commi del mega articolo 1 non si intravede questo indirizzo, perché è l'articolo 1 non è l'articolo fondante, è l'articolo principale della finanziaria, quando poi si va a completare la sua lettura vede, come ho detto poc'anzi, che c'è il vuoto e determinati contenuti. E questo ha una ragione, ha una causa, la causa principale qual è? La causa principale è quella di voler, a tutti i costi, estromettere in prima battuta il Consiglio regionale dalle scelte vere e proprie dello sviluppo regionale, il voler escludere, a tutti i costi, le forze sociali da un confronto, da una concertazione, da uno scambio di idee, su quelle che possono essere le realtà di sviluppo. Dall'escludere gli enti locali dalle scelte politiche territoriali ed economiche territoriali della Regione. Tutto questo porta a che cosa? Porta alla mancanza, è questo che si intravede, alla mancanza vera e propria di un progetto strutturale di sviluppo che veda nella finanziaria uno strumento attuativo. Questo credetemi, parlo per me, è una delusione perché malgrado quelle che possono essere le ammissibili e le giustificate contrapposizioni politiche che distinguono la maggioranza e l'opposizione, e devono distinguere, perché l'opposizione è lo strumento di stimolo, lo strumento di controllo all'interno di una amministrazione, è probabile che molti di noi pensassero, o pensavano, che determinate scelte drastiche che stavano colpendo nel momento, nell'immediato, anche determinati settori economici, nel medio termine, portassero ad intravedere in un indirizzo di politica economica generale, come strumento finanziario, uno strumento che poi desse risultati. Questo non è stato, questo non lo sarà ancora. Allora ci si domanda perché si continua ancora a prospettare, a presentare, uno strumento arido, uno strumento che non risponde a determinate esigenze, perché non viene coinvolta l'Aula, perché non vengono coinvolte severamente, e qui do ragione al collega Cugini, se veramente si tiene allo sviluppo del nostro territorio, se veramente si vuole dare una svolta a questa, ormai insostenibile, prassi negativa economica che sta caratterizzando la nostra Isola, perché non ci si siede ad un tavolo tutti, concertando i vari assessorati, concertando le forze sociali, concertando i rappresentati degli enti locali, concertando i rappresentanti del Consiglio regionale e studiare una vera formula, un vero progetto, studiare una programmazione che possa dare alla Sardegna speranza, che possa dare ai nostri giovani lavoro, che possa dare se non altro una speranza nell'immediato futuro alle nostre famiglie. Sta qui il problema, perché continuiamo a barcamenarci in correzioni, in virgole, in emendamenti in commi e controcommi, in artefici contabili, com'è stato fatto ancora quest'anno, ma al di là del quale non si intravede la luce, non si intravede una soluzione al gravissimo problema che attanaglia l'Isola che è il problema del lavoro, che è il problema dell'occupazione, che è il problema della sicurezza sociale, che è il problema della sicurezza delle nostre famiglie, questo è il grave problema. Dando pur meriti o demeriti, come dovrebbero essere dati al Governo regionale alla maggioranza, se non si riesce e se non ci si mette, ci si rimbocca le maniche, a studiare tutti assieme, a vedere tutti assieme, a raccogliere ciò che di buono in ognuno di noi, e non solo può dare, non ne usciamo! Saremo qui ancora un anno a contrapporci su determinati, su determinate poste di bilancio che non sono altro che poste tecniche per la maggior parte, saremo ancora contrapporci, a cozzare gli uni con gli altri, a contestare determinati strumenti che noi e io personalmente dico che non sono assolutamente validi, ma oltre che dannosi per la nostra economia. Parlo ad esempio del Piano paesaggistico, che su determinati settori ha completamente bloccato l'economia. Parlo ad esempio del non ancora realizzato, o almeno se pur realizzato contestato e rinviato dalla Comunità, il Piano di sviluppo rurale, in quanto rinviato e criticato dal punto di vista strutturale anche quando non si intravede una soluzione strutturale al problema dell'agricoltura. Io credo che da soli, con tutta la buona volontà che può metterci un Presidente, che può metterci un Assessore, che può metterci un altro Assessore, da soli non si va da nessuna parte! Da solo ancora meno! Che si equivalgano le forze sociali, si equivalgano gli enti locali, si equivalga il Consiglio regionale nelle scelte affinché si possa dare un futuro di speranza alla Sardegna, perché se non saremo, come sempre, 10-15 giorni a batterci sugli articoli, a fare gli emendamenti, a sollecitare o meno l'assunzione di Tizio, di Caio, la stabilizzazione dei Tizio, di Caio di Sempronio, ma non faremo altro, non stiamo dando un buon servizio alla Sardegna almeno questa maggioranza non l'ha dato ieri. Io lo sto dando tutto ora. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Rassu. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, colleghi, nel corso del dibattito, la cui prima parte si è svolta sotto la presidenza del Vicepresidente Biancu, al quale colgo l'occasione per fare gli auguri per il migliore e più proficuo lavoro all'interno dell'Aula nel suo nuovo ruolo. Ha visto il richiamo del Presidente di turno, fatta da alcuni colleghi che stavano intervenendo, affinché si attenessero al merito della discussione sull'articolo uno. Il richiamo che io considero apprezzabile perché tante volte purtroppo all'interno di quest'Aula noi corriamo il rischio di parlare di cose diverse rispetto a quello che è l'argomento della discussione e corriamo il rischio di non ascoltarci tra di noi proprio per il motivo che ciascuno parla di ciò che gli sta a cuore è che non è lo stesso di cui stanno parlando gli altri, che non è attinente al merito. Fatta questa considerazione devo dire che effettivamente l'articolo uno di questa legge finanziaria si presta a fare un ragionamento che sia più complessivo sull'intera legge che poi andremo a discutere e si presta a maggior ragione in relazione al fatto che ci troviamo di fronte ad una legge finanziaria che arriva in aula, io credo con un'altra di quelle performance record, le chiamerebbe l'assessore Secci, cioè il numero degli emendamenti Assessore, nel senso che io non penso che si sia mai vista una manovra finanziaria della regione Sardegna che abbia avuto in carico o un numero così alto di emendamenti. Ma, di che cosa è figlio questo numero di enti così alto? E' figlio di una situazione in cui anche la minoranza, lo dico con assoluta onestà culturale, è spiazzata, frastornata nel senso che non ci troviamo di fronte a una legge, a un disegno di legge che viene confezionato da una maggioranza che lo porta in aula con l'idea di confrontarsi con la minoranza su alcuni temi sostanziali, ma decisa ad approvare comunque la sua legge che è la legge che dà un senso compiuto all'azione di governo, che ormai è datata da quattro anni. Ma, ci troviamo di fronte a un disegno di legge che nasce, che vive, che si sviluppa in una situazione che definirei di conflittualità, il mio collega Sergio Pisano ricorda i giochi di quando eravamo piccoli, a me ricorda anche a me ricorda un gioco di quand'ero piccolo, quello che facevamo all'oratorio, uno in porta e tutti contro tutti. Ecco, sembra di vedere un gioco simile, dove non ci sono sinergie di squadra, per cui c'è una squadra che è più forte e una squadra che è più debole, ma le squadre sono ben identificate, ed è facile comunque capire il gioco di entrambe le squadre, ognuno lo fa in rapporto alla propria forza. Sembra di assistere a un gioco in cui invece ciascuno tira in una direzione che non è sinergica, né a un progetto complessivo di governo, ma neppure a una legge che specificamente va in una direzione. Perché dico questo, insomma intanto dico questo alla luce di quanto sta comunque continuando a succedere in Commissione, per cui il Presidente del Consiglio ci richiama all'obbligo di approvare in tempi certi e rapidi la manovra, ma insomma noi della minoranza, Presidente del Consiglio glielo dico affinché lei ne tenga conto, continuiamo ad essere quelli che in inglese si definiscono i bystanders, cioè degli astanti, degli spettatori rispetto a quello che succede in sedi che noi non siamo in nessun modo capaci di influenzare. Per cui se mai si arriverà a un momento in cui in questa finanziaria c'è un dialogo con l'opposizione, beh noi lo sfrutteremo quel momento, nel senso che cercheremo in quel momento di incidere, perché sino a questo momento, Presidente, del giorno in cui la legge finanziaria è stata trasferita al Consiglio a oggi, la minoranza ha svolto sostanzialmente un ruolo di spettatore rispetto a eventi che non l'hanno coinvolta in nessun modo, mentre è fisiologico che anche la minoranza abbia comunque un momento di confronto con la maggioranza; in questo momento lo stiamo ancora attendendo.

Sull'articolo 1 sostanzialmente si sviluppano le contraddizioni che sono poi quelle dell'intera manovra, contraddizioni che qualcuno ha cercato di portare a sintesi sul ragionamento relativo all'emendamento presentato dai colleghi socialisti. Cioè l'emendamento che ripropone, ancora una volta, l'equivoco di fondo della manovra finanziaria e cioè quello della famosa anticipazione di entrata che se nella prima finanziaria, in cui andammo a discutere questo evento, fu un ragionamento di principio che mantenne divisi quelli che dicevano che dal punto di vista politico era un segnale importante e forte da dare, e quindi bisognava darlo, anche se dal punto di vista contabile non era una cosa sostenibile, e quelli come noi che dicevano che avrebbe portato dei disastri all'interno della complessiva contabilità regionale. Sono passati tre anni e il ragionamento non è più un ragionamento di principio su due principi contrapposti, nel senso che cominciamo ad avere contezza dei disastri che sono stati fatti, perché è stato sottolineato da diversi colleghi che sono intervenuti, l'ha detto brillantemente il mio compagno di Partito e di Gruppo Sergio Pisano, il rallentamento della spesa è sotto gli occhi di tutti; ma è stato terrorizzato dal presidente Soru che, alzandosi in quest'aula, fece l'esempio del padre di famiglia che non avendo i soldi per poter pagare gli studi al proprio figlio, ma avendo necessità comunque di pagare gli studi al proprio figlio, andava alla scuola e prendeva l'impegno che avrebbe pagato, cioè faceva una promessa di pagamento rispetto alla scuola, ben sapendo di non avere soldi ma senza accendere un mutuo perché comunque i soldi gli sarebbero arrivati prima o poi e prima o poi avrebbe onorato il debito con la scuola. Bene siamo in questa situazione, solo che non è in questa situazione una famiglia, è in questa situazione la Regione Sardegna e il rallentamento della spesa non riguarda soltanto quella parte di uscite fasulle che fa da contrappeso alle entrate fasulle, perché se non ci sono le entrate è evidente che per non andare a mutuo bisogna non avere neppure le uscite. Allora, chiederei, ad esempio al collega Frau col quale spesso mi confronto su questi argomenti, di farmi sapere al 31-12-2008 quanta parte dei 371 milioni di euro che sono stanziati per opere di edilizia ospedaliera, quanta parte sarà spesa. Perché è assolutamente evidente che si presuppone di fare una spesa che non ci sarà sulla base di un'entrata che altrettanto non c'è. Quindi, questo è il ragionamento. Però, poi quando il rallentamento della spesa non è generalizzato e non riguarda soltanto la spesa che non si può fare perché non ci sono le entrate, ma riguarda tutta la spesa perché? Perché crescono i residui e perché sono fasulli gli impegni. Perché nessuno va a controllare gli impegni sapendo che il controllo non può essere effettuato, perché se si andasse a fare il controllo salterebbe l'impianto complessivo sulla base del quale voi avete detto di aver ridotto il disavanzo. Quindi, insomma il ragionamento è che ormai tre anni dopo l'intuizione primigenia che consentì di iniziare la famosa opera virtuosa della diminuzione del disavanzo, tre anni dopo noi stiamo vedendo i risultati concreti di quanto quella operata sia stata devastante nei confronti dell'impianto di bilancio della nostra Regione. Quindi, questo è il problema fondamentale che noi stiamo andando a sottolineare che non si è trattato, come si poteva pensare all'inizio, la di una operazione di tipo squisitamente pubblicitario, che vi avrebbe consentito di andare in giro per la Sardegna a dire che avevate fatto un'opera virtuosa di risanamento del bilancio. No, non è soltanto quello, purtroppo è un'opera che ha comunque prodotto un ingessamento del bilancio regionale, comunque prodotto un rallentamento della spesa, comunque prodotto un'incertezza dei titoli di credito, comunque prodotto l'incertezza sui destinatari delle obbligazioni giuridiche dell'impegno di spesa. Questo è il disastro complessivo che sull'impianto della nostra finanziaria si è esercitato.

La rinuncia, lo ribadisco per l'ennesima volta, perché è iscritta nel non essere scritta anche in questa finanziaria, da parte del Consiglio regionale al suo ruolo di controllo è sostanziale in questo. Perché, colleghi, tutte le volte che noi ci riempiamo la bocca di controbilanciamento dei poteri, e tutte le volte che ci lamentiamo dell'eccesso di iniziativa di Giunta, l'unico modo di controbilanciare è rafforzando il potere legislativo del Consiglio, il potere legislativo del Consiglio si rafforza soltanto dotando il Consiglio degli strumenti per poter effettuare e svolgere il suo ruolo di legislatore in maniera corretta. Quindi, con tutti gli strumenti di valutazione di impatto legislativo che oggi mancano a questo Consiglio regionale e che la Giunta non ci dà perché non ha interesse a darceli se noi non glieli chiediamo. Quindi, questo è uno degli argomenti fondamentali di cui ancora dobbiamo discutere nel corso di questa legge finanziaria.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Farigu. Ne ha facoltà.

FARIGU (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Dagli interventi che si sono svolti in quest'aula oggi sull'articolo 1, mi riferisco in particolare agli interventi di esponenti della maggioranza, mi sono ulteriormente rafforzato nella convenzione che sarebbe stato assai opportuno, sul piano politico, che la Giunta ritirasse il disegno di legge per la finanziaria 2008 e lo rielaborasse, attraverso il superamento delle evidenti divergenze esistenti nel quadro politico della maggioranza. Amici miei, della minoranza, mi hanno rimproverato perché si è portati a ragionare facilmente più disordine c'è nel campo avverso meglio è, io sono un vecchio abituato un pochino a muoversi nel quadro degli schemi tradizionali di confronto tra maggioranze e opposizioni, in termini estremamente corretti. Perché questo giova alle istituzioni e giova alla politica, di cui hanno bisogno sia le situazioni sia la politica, per riguadagnare fiducia nei cittadini; quindi, questo era l'intendimento e rimane in me l'intendimento. Però certo è che un invito va rivolto agli esponenti della maggioranza che hanno manifestato anche oggi, con molta chiarezza e direi anche con molto vigore, i punti di dissenso che vivono all'interno della maggioranza. Finché il dissenso viene espresso al di fuori dei momenti solenni di riunione delle Istituzioni è un conto, ma quando il dissenso all'interno di uno schieramento viene manifestato all'interno delle Istituzioni in seduta solenne, bisogna trarne le conclusioni, perché altrimenti non facciamo un servizio né alle Istituzioni né alla politica, e contribuiamo a creare molta confusione e distacco nei cittadini verso le Istituzioni e verso la politica. Bisogna trarne le conclusioni perché i punti di dissenso che sono stati manifestati anche oggi nel dibattito sull'articolo 1 non sono dissensi di poco momento, sono dissensi di sostanza e fortemente incidenti. Io ho sentito dire in quest'Aula, da questi esponenti della maggioranza, che la critica veniva fatta da sinistra, cioè nel quadro del centrosinistra che li ha espressi in occasione delle elezioni del 2004, e due sono le conclusioni: o sono usciti fuori dal centrosinistra sia il P.D. sia il Presidente della Giunta regionale, o sono usciti gli altri, perché, con le questioni sollevate, non possono stare più insieme. Se gli esponenti che hanno parlato in quest'Aula, e mi riferisco in particolare al compagno Balia e alla compagna Caligaris, se il loro discorso è totalmente inquadrato in questo centrosinistra, le conclusioni sono due: o non sono loro nel centrosinistra o non è nel centrosinistra il Presidente della Giunta, la sua Giunta e il P.D. che lo sostiene. Non ci sono altre vie di scampo perché le questioni sollevate sono tante.

Sul piano di merito, badate che c'è qui dentro una maggioranza forte, se venisse espressa al di fuori di uno spirito di tifoseria. L'anticipazione dei 500 milioni per i quali è stato richiamato l'intervento della Corte Costituzionale, l'intervento della Corte dei Conti, sono stati richiamati i disastri che ne conseguirebbero se le altre Regioni in Italia facessero altrettanto e i Comuni della Sardegna praticassero lo stesso sistema, il che è una denuncia forte di un provvedimento proposto assolutamente illegittimo che, se fosse praticato in sede di società privata, sarebbe tranquillamente un falso in bilancio e - come qualcuno ha detto - un reato. Oggi noi, invece, vogliamo vivere tutto all'interno di un apprezzamento squisitamente politico e quindi rifuggiamo da giudizi di altro ordine, senza però poter omettere che questo Governo regionale ha prodotto tanti e tali controversie a tutti i livelli, amministrativi, giudiziari, di ordine civile e di ordine penale. Allora, la domanda è: se questo fatto delle anticipazioni è stato richiamato come elemento forte di vizio di legittimità, e tutti gli altri atti che sono finiti nelle aule della magistratura ordinaria, amministrativa e penale, che cosa sono? Sono elementi di preoccupazione o no? E si è richiamato anche, nel contempo, tutti una forte maggioranza in quest'Aula, preoccupati della situazione sociale, delle tensioni sociali, dal mancato sviluppo economico e così via. Allora, l'aumento delle famiglie in stato di povertà, la disoccupazione crescente, la crisi dei giovani, tutto questo trova in quest'Aula una larghissima maggioranza, ma è mai possibile che non si abbia la capacità politica di trarne le conclusioni? E le conclusioni dovrebbero essere tratte nell'interesse di come si può arrivare a queste conclusioni, o ritrovando nello schieramento le necessarie intese in ordine ai problemi sollevati, coerentemente ai problemi sollevati, o altrimenti non c'è altra strada che provocare una crisi regionale e restituire la parola ai cittadini che esprimano una nuova propria rappresentanza, un nuovo Presidente e quindi un nuovo Governo che corrisponda meglio a...

Questo è nel dovere di ciascuno di noi perché non basta ritrovarci della denuncia degli aspetti sociali, degli aspetti economici, della formazione professionale, della scuola, eccetera, eccetera, bisogna anche arrivare ad una sintesi politica: non siamo capaci in quest'Aula e allora la soluzione è una sola, restituire la parola agli elettori, al popolo sardo, che sappia esprimere una classe politica, una classe dirigente capace davvero di dare le risposte che qui si denunciano e che non si riesce a trovare.

Qualcuno ha parlato qui sulle anticipazioni. Io non vorrei essere maligno, un giovane studente universitario di Giurisprudenza l'altro giorno - chiacchierando un po' di politica è un po' dei suoi studi - mi chiedeva: "Scusi, ma se l'Amministrazione regionale utilizza somme imputate a precisi scopi negli esercizi precedenti e andate a residui, c'è o no il reato di peculato per distrazione?" Gli ho detto di no, perché è venuta meno l'imputazione originaria stabilità in precedenti leggi, andando appunto a residuo. "Ma - dice - se poi si fanno atti che favoriscono terzi?". Gli ho risposto: "Non siamo mica in Sicilia, in Calabria o in Campania, qui per fortuna in Sardegna non esistono questo tipi di organizzazioni, perché mi poni questa domanda?" Mi ha detto: "Perché mi stavo ponendo il problema se poteva esistere il reato di peculato transitivo." "No, guarda, io ho studiato Giurisprudenza da molto - gli ho risposto - non sono molto aggiornato, rivolgiti al tuo professore, chissà che non ti sappia dare la risposta, ma non mi risulta che esista una qualificazione di reato di peculato transitivo". La verità vera e però che la mancata spesa non obbedisce solo ad una inefficienza dell'Amministrazione, le anticipazioni dei 500 milioni non obbediscono soltanto ad un capriccio del Presidente che vuole esaltare la conquista con il Governo centrale ma servono ad avere formalmente delle disponibilità finanziarie per dare atto a contratti, ancorchè si perfezionino nel passato ma che trovano il vincolo nella disponibilità formale di queste risorse. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Farigu. E' iscritto a parlare il consigliere Salis. Ne ha facoltà.

SALIS (Federalista-Autonomista Sardo). Grazie, signor Presidente. Io interverrò probabilmente solo su questo articolo 1, anche perché è l'articolo che è probabilmente il più significativo dal punto di vista politico, e anche perché ha creato in me la necessità di un approfondimento per il fatto che anche autorevoli amici e compagni del centrosinistra hanno su questo articolo posto dei problemi, presentato degli emendamenti, per cui ho sentito il dovere di verificare appieno quale fosse la fondatezza di questi rilievi. Ebbene, allora, per capire e per poter dare un giudizio sull'articolo 1 bisogna prima di tutto capire da dove l'articolo 1 proviene, perché se non ricordiamo questo rischiamo di dare, come sono state date da molti esponenti del centrodestra, delle indicazioni assolutamente fuorvianti. Cosa voglio dire? Voglio dire che l'anticipazione non è un'invenzione fatta per cercare di camuffare e truccare dati di bilancio, l'anticipazione dei 500 milioni del 2007 e dei 500 milioni che sono oggetto dell'articolo 1 del 2008 proviene dal fatto che il Governo nazionale a fronte della vertenza sulle entrate, che questo Consiglio regionale ha parzialmente vinto, ha parzialmente vinto, ha provveduto finalmente ad accogliere la richiesta di certificazione del fatto che il Governo italiano era inadempiente nei confronti della Sardegna. E quindi, il Governo italiano, ha accettato che la Sardegna abbia un credito sul pregresso, che è stato anche accertato tecnicamente, e perché dico che è stata vinta parzialmente, perché è stato chiesto dal Governo italiano il differimento, il differimento del pagamento del pregresso di quote alla Sardegna al 2010, per ragioni di bilancio, per ragioni di deficit, per le ragioni che noi tutti conosciamo. Per cui i 500 milioni previsti nel 2007 e riproposti nel 2008 nascono dal fatto che il Governo ha concordato, ha concordato con la Regione autonoma della Sardegna, il fatto che questa misura dell'anticipazione su un credito che è certificato nella finanziaria dell'anno scorso, finanziaria nazionale, un credito certificato, un'anticipazione di 500 milioni per poter completare il risanamento, che lo ricordo era l'obiettivo principale delle scorse finanziarie di questo centro sinistra, e in questo mi rivolgo anche ai colleghi e ai compagni e agli amici della maggioranza, oltre che ai colleghi della minoranza, una volta avviato e completato o quasi completato il processo di risanamento c'è da intervenire sulle altre due gambe del progetto e del programma che il centrosinistra ha per la Sardegna.

Il risanamento, abbiamo detto equità e sviluppo. E siccome noi sappiamo che né i processi di equità né tanto meno quelli legati e che si pongono il programma di aumentare lo sviluppo e di definire un progetto di sviluppo diverso e più efficace per la nostra Isola possono essere realizzati senza risorse. E io applico qui il buon senso dell'amministratore dell'area rurale, collega Pisano, il buon senso del sindaco, il buon senso del sindaco. Allora noi ci troviamo di fronte a due ipotesi: allora assumere mutui, noi abbiamo un'anticipazione possibile che è stata attivata, voglio dire, apro una parentesi, è stata attivata una anticipazione di 500 milioni di euro l'anno scorso nel 2007, che ha consentito, per esempio, noi che critichiamo insieme agli esponenti della minoranza, che hanno posto questo problema, la lentezza della spesa, lo critichiamo e abbiamo anche proposto delle misure operative perché il problema atavico dei residui venga superato prontamente, nonostante questo, nonostante che concordiamo su questo aspetto diciamo: questi 500 milioni che sono stati inseriti nella tabella E nella finanziaria del 2007, perché io vorrei parlare di cose concrete non di proclami ideologici o parlare di una cosa perché poi se ne vuole dire un'altra o viceversa, insomma. Allora se noi parliamo dei 500 milioni del 2007 la tabella E, allegata alla finanziaria dell'anno scorso, ha avuto impegni, i 500 milioni previsti, hanno avuto impegni per 463 milioni 679.954, e pagamenti, ripeto pagamenti, per 105 milioni 817.153.000 euro. Impegni e pagamenti, che non avrebbero potuto essere fatti, e, quindi, impegni e pagamenti per attività, opere e iniziative che non avrebbero potuto vedere la luce ad essere avviate, se non si fosse fatta questa anticipazione, così come non potranno essere avviate le opere, le iniziative previste nella tabella E della finanziaria 2008 oggi in discussione, se l'articolo 1 venisse, come improvidamente qualcuno ha detto in quest'aula venisse cancellato, improvidamente lo sottolineo. E allora il problema è torniamo alla realtà delle cose; abbiamo necessità di avere risorse a disposizione, badate bene, c'era anche l'altra strada; voglio dire è legittimo che qualcuno possa dire bene siccome c'è qualche problema e il problema e la sentenza della Corte, noi abbiamo il parere tecnico degli Uffici del Ministero, abbiamo l'ok del Governo su questa operazione, perché dobbiamo fasciarci la testa prima di rompercela? Colleghi della minoranza, ma anche colleghi della maggioranza, perché fasciarci la testa prima di essercela rotta? Perché assumere mutui, o qui la finanziaria del 2003 e del 2004, cari colleghi. Allora 11 maggio 2004 la finanziaria regionale la legge numero 6: assunzione di mutui per 1.000.143.320 e eccetera eccetera, ho qualche difficoltà anche a leggerla, ma non è tanto la somma in sé che mi interessa, ma mi interessa l'onere di questi mutui, perché quando si parla dei mutui o si parla di anticipazioni se ne parla come se fossero la stessa cosa. Non sono la stessa cosa! C'è la bellezza della differenza, parlo del 2004 di 106 milioni 458.000 euro e siccome noi parliamo di risorse per le leggi per gli artigiani, per gli agricoltori che non bastano per le infrastrutture, non bastano per le famiglie, non bastano per la concertazione, non bastano per niente, presumo di dover concludere il ragionamento dicendo: che se dovessimo fare la scelta di assumere mutui soldi ne avremo di meno, soldi ne avremo di meno. Questo è un ragionamento molto, ma molto, ma molto semplice, che io intendo portare avanti. Allora delle due l'una, noi possiamo la Corte Costituzionale possiamo poi dover tornare indietro rispetto a questa scelta e assumere mutui, cosa perdiamo? Niente, che cosa cambia rispetto all'ipotesi iniziale, ma siccome io sono convinto che la Corte Costituzionale, viste le premesse che ho fatto darà ragione alla Regione non avremo questo problema, e avremo fatto risparmiare ai sardi e utilizzato diversamente, un bel po' di risorse e questo è il nostro compito principale, utilizzare al meglio le risorse pubbliche per risolvere i problemi dei sardi. Questo è il nostro compito. Voglio dire, ma poi cancellare l'articolo 1, ma ci siamo dimenticati che nell'articolo 1 c'è il fondo unico, c'è il fondo unico per gli enti locali, come si può, collega Pisano, lanciare questo anatema sull'articolo 1, accettare che qualcuno possa pensare di cancellare l'articolo 1, senza ricordare che c'è dentro l'articolo 1 anche l'incremento dei fondi per comuni e province, e c'è anche il SUAP di cui parleremo poi successivamente cioè l'accelerazione delle procedure e l'eliminazione possibilmente della burocrazia, che in termine economici è altrettanto importante forse delle cose che abbiamo detto adesso. Grazie signor Presidente.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Grazie Presidente. Io ringrazio l'onorevole Salis per averci fatto una lezioncina e la storia di come nascono queste entrate, sulle quali lui nutre molta certezza. Intanto volevo ricordare al collega Salis che questa Giunta regionale ha concordato con un Governo che non esiste più, così giusto per ricordarlo perché magari se n'è dimenticato; quel Governo, al di là di ciò che succederà da stasera in poi, ma quel Governo, onorevole Salis, glielo assicuro io, non c'è più, quel Governo è a casa. Ciò che ha lasciato agli italiani lo sappiamo solo noi… Presidente, ma cosa sta succedendo qua? Non vi sarete messi tutti d'accordo? Fatemi capire. Ma siccome io non voglio infilare niente, confido sul fatto che le considerazioni che il collega Salis ha portato a quest'Aula siano tutte vere. Per un attimo mi calo nel suo ragionamento. Se è vero che sono risorse certe, i mutui e le anticipazioni sulle entrate, più reali di così, dice lei! Per me, di reale, c'è solo il mutuo, tutto il resto, lo ha detto lei che è certo. Bene, se certe sono quelle risorse, che difficoltà c'è ad accettare gli emendamenti, intanto l'emendamento che ho presentato io, l'emendamento numero 59, dove non si chiede niente. La tabella e), anziché finanziarla con le maggiori presunte e fittizie entrate, cominciamo a finanziarla con i mutui, e siccome l'impegno, lo ribadisco per l'ennesima volta, preso in quest'Aula dal presidente Soru, sistematicamente assente nei momenti importanti di questa discussione, l'impegno era che le maggiori entrate, e solo quelle, venissero utilizzate per ridurre il disavanzo della Regione. Questo era il principio. Mi chiedo: "Per quale motivo, dove sono necessarie risorse importanti, per esempio la tabella e), dove la certezza ci viene data solo dalla contrazione dei mutui, si impegnano risorse che sono riferibili alle maggiori future entrate?". Ma se fosse una, collega Salis! Forse lei si è dimenticato di verificare all'articolo 8, al comma 1, ove si parlerà più avanti di sanità, dove non vi siete limitati ad impegnare maggiori entrate al 2010, 2011, siete andati fino a 2018, cioè, da oggi per dieci anni, 12 milioni di euro all'anno diventano 120 milioni di euro. Ma di che cosa stiamo parlando? Stiamo parlando di un'operazione che è certamente un'operazione da non condividere. Ma se aveste avuto almeno il coraggio di proporre voi, e bene hanno fatto i colleghi Balia e Masia, quantomeno a far capire, i 500 milioni di euro per la tabella e) li vogliamo reali. Non cambia niente, non cambia assolutamente nulla. I 500 milioni di maggiori entrate vanno ad abbattere il disavanzo della Regione. Siccome, invece, questo discorsetto a voi dà fastidio, e questo articolo, che inizia con "strategia istituzionale finanziaria", questo iniziare l'articolo come strategia, qui strategie non ce ne sono, colleghi, non c'è nessuna strategia in questo articolo.

Le disposizioni di carattere finanziario. Se andate a ben notare, su questo articolo, ci sono modificate non meno di venti leggi regionali. Voi apportate, con questo articolo, la modifica di almeno venti leggi regionali, e passa del tutto inosservato il tutto. Modifichiamo venti leggi. Altri dieci, dodici commi sono il SUAP, mi rivolgo anche al Presidente del Consiglio, che probabilmente bene avrebbe fatto a stralciare questa norma da norma finanziaria. Ma si può parlare di SUAP e fare un articolato come se fosse una legge? Ma portartela come legge, stralciatela dalla finanziaria. Siamo rimasti due giorni a parlare di SUAP in Commissione, e non perché ve lo abbiamo imposto noi, perché vi siete dati un'autoregolamentazione voi; evviva l'autoregolamentazione che vi siete dati ieri sera. E chissà quando finiremo poi con l'esame degli emendamenti, sospendendo i lavori dell'Aula. Io dico che il non accogliere l'emendamento Balia, trascuro per un attimo quello del Gruppo di Alleanza Nazionale… c'è un altro emendamento, perché dobbiamo parlare anche degli emendamenti, che mi interessa particolarmente, tra quelli che sono stati presentati questa volta non dalla minoranza, ma dalla maggioranza; c'è un emendamento, Presidente, e mi rivolgo all'Assessore, mi sarei voluto rivolgere al Presidente Soru, questa volta, forse anche all'Assessore dei trasporti, il quale si permette di rispondere con un tono assolutamente arrogante, non condivisibile, alle interrogazioni che vengono fatte dai colleghi consiglieri regionali; in questo caso l'interrogazione era fatta da me e dal collega Liori. Sentite quale linguaggio usa l'assessore Broccia per rispondere ad un'interrogazione sui trasporti e sull'interruzione dei servizi ferroviari per la Sardegna: "E' davvero francamente imbarazzante che gli interroganti si chiedano solo oggi per quali ragioni si è giunti a una tale riduzione del servizio, omissis, senza alcun intervento da parte delle istituzioni, ancora omissis. Ci uniamo idealmente alla legittima, ancorché tardiva e sterile curiosità degli interroganti". L'assessore Broccia non mi si deve rivolgere in questo modo, a me e a nessun collega. E' una vergogna. Deve andare a casa immediatamente un Assessore che si rivolge ai colleghi consiglieri regionali in questo modo.

(Interruzione del collega Pirisi)

Collega Pirisi, quando vuole chiarire qualcosa con me, la può chiarire anche in altra sede. Stia attento, anziché interessarsi al Partito Democratico. Mi scusi, io non sono abituato a fare queste cose, però l'assessore Broccia deve stare molto attento al linguaggio che usa nei miei confronti. Io dico che non lo deve usare con nessuno, e probabilmente non lo deve usare né con me né con il collega Liori, perché io polemiche sterili e tardive, come lui dice, non ne faccio. L'interruzione di questo servizio sta avvenendo in questo momento con lui, Assessore, è il presidente Soru il Presidente della Regione, non con altri regimi, come quelli che lui ha citato, sempre vostri. Ho fatto riferimento a questo, perché c'è l'emendamento presentato dai colleghi della maggioranza, l'emendamento numero 520, che è inserito in questo articolo, e quindi ecco perché parlo dei trasporti, perché magari qualcuno potrebbe pensare: "Ma perché sta uscendo dal seminato?". Non esco dal seminato. Però l'emendamento numero 520 a firma Cuccu Giuseppe, Cucca, Biancu, Sabatini, un emendamento, colleghi, che va letto e meditato, e modificato, direi io, ove si dice che "l'Amministrazione regionale è autorizzata a provvedere all'acquisizione del patrimonio regionale, e alla conseguente trascrizione voltura catastale a proprio favore di tutti quei beni immobili" - io quando sento " beni immobili" raddrizzo le antenne subito - " situati nel territorio regionale, che in quanto facenti capo ad enti e ad istituzioni statali ormai disciolti" - e non disciolti, aggiungerei - "ancora in esercizio, vedasi ferrovie dello Stato, risultano ancora oggi intestati agli stessi, nonostante in fatto e in diritto siano stati trasferiti alla Regione Sardegna in forza di norme statali. C'è un pullulare di trasferimenti di beni di questo genere. Anche in questi giorni, caro collega Cuccu Giuseppe, c'è un trasferimento, c'è un pullulare di trattative, per beni che vengono dismessi da enti che non possono permettersi di vendere il patrimonio che è in Sardegna. Ecco perché ne ho parlato di questo emendamento. Credo che questo sia un emendamento su cui meditare molto, cari colleghi. Io ho presentato un'interrogazione l'altro giorno, anzi, una mozione a firma di tutti i colleghi della minoranza, che verrà discussa in quest'Aula, proprio su questo aspetto, sul possibile trasferimento della stazione ferroviaria di Cagliari, sulla possibilità che la stazione di piazza Matteotti venga trasferita a Elmas… Ho terminato, Presidente.

PRESIDENTE. Sì, è terminato, onorevole Diana. Concluda.

Ha domandato di parlare l'Assessoredella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SECCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie, signor Presidente, onorevoli consiglieri. Iniziando la discussione dell'articolo 1, pensavo, onestamente, che dopo quasi due mesi di discussione sulla finanziaria si potesse ragionevolmente essere convinti di iniziare la parte conclusiva della discussione. Mi rendo conto che così non è per molti, certamente così non è per tutti i colleghi dell'opposizione che hanno parlato e che hanno rappresentato una situazione di una manovra che sembra calata da non si sa dove e che sembra, quando il giudizio è buono, completamente disarticolata. Abbiamo avuto modo di dire in più di una circostanza, parlandone in Commissione, parlandone in discussione generale, che la manovra ha una caratteristica della quale siamo orgogliosi, che rivendichiamo e che si trova all'interno della stessa con molta evidenza, e cioè è la continuazione, l'aggiornamento, l'adeguamento di un progetto che parte dal programma di Governo presentato alle elezioni, che si traduce, l'anno passato, in un Programma regionale di sviluppo approvato a maggio e che si sostanzia ancora di un Documento annuale di programmazione economica e finanziaria che seppure non è ancora, l'abbiamo detto e confermato, lo strumento a regime che è necessario per comprendere tutte le componenti che regolano la vita dell'azione politica e della Regione, è comunque uno strumento in progress che è diventato migliore quest'anno rispetto all'anno passato e che sono sicuro l'anno prossimo sarà ancora meglio. Onorevole Cugini, io ho memoria, in questa manovra finanziaria che è partita male per le affermazioni di molti, perché non c'è stata la sufficiente dialettica, soprattutto interna alla maggioranza, in questo caso, mi preme precisare, dico che due mesi però di dibattito sulla proposta di finanziaria che il Governo doverosamente ha presentato a questo Consiglio regionale e che è diventata man mano sempre di più non soltanto la proposta del Governo ma anche la proposta della maggioranza, e non richiamo tutti i temi che ci trovavano divisi all'inizio e che man mano hanno trovato composizione, e mi sembra di poter affermare, se poi vengo smentito evidentemente il tavolo di discussione non è questo ma forse è necessario che diventi un altro, che mi sembra che rispetto a tutti temi che trovavano posizioni distanti all'interno della maggioranza, ne sia rimasto soltanto uno e per una parte molto limitata, perché ci sono state le interlocuzioni, ci sono state le riunioni, ci sono stati gli approfondimenti, le mediazioni e mi sembra di poter dire a mia memoria che siamo a questo punto, se i problemi riguardano la manovra finanziaria, se i problemi riguardano altro la competenza non è in questo caso mia ma è di altri e quindi si pongano nei luoghi dove si intende porli. E sono convinto che su questa manovra finanziaria e su tutta l'azione di Governo, perché sia chiaro, lo ha detto il Presidente in molte circostanze, io non faccio altro che confermarlo, necessità dell'apporto costruttivo di tutte le parti che questa maggioranza compongono, delle parti che questa maggioranza compongono e che si stanno comportando coerentemente e correttamente in tutte le circostanze comprese in quelle fasi che ci sono, che sono normali, che sono assolutamente comprensibili di distinzioni su problemi, così come il collega Balia ha evidenziato che però non portano, non possono portare a un giudizio di distinzione politica estremo. E' comprensibile che su qualche problema ci possano essere posizioni distinte, posizioni che non si possono conciliare, ciascuno se ne fa carico e poi, evidentemente, è necessario trovare la sintesi. Io penso, quindi, in conclusione, che sui temi che sono rimasti aperti ci sarà il momento di discussione specifica su ciascun articolo che man mano esamineremo, e penso, però, è l'ultima affermazione che faccio in questo senso, poi passo alle osservazioni che sono state fatte all'articolo 1, penso, mi è sembrato di capire che si sia raggiunta l'intesa, che i problemi che ancora rimangono aperti all'interno della finanziaria che, ripeto, per me sono molto pochi rispetto alla partenza, comunque, non pregiudichino il progresso di lavoro sulle cose dove ci siamo trovati d'accordo, e quindi sino all'articolo 6 io non vedo, dal punto di vista delle relazioni, in maggioranza problemi che non siano quelli di una normale dialettica che devono vedere sugli emendamenti sullo specifico delle discussioni e delle distinzioni che poi devono trovare ragioni di sintesi necessarie. E' un'ultima osservazione su cosa si intende per concertazione. Si è sempre detto che la concertazione non vuol essere confusione, e io penso che questo Governo della Regione, questo Presidente della Regione e questa Giunta regionale in termini di concertazione su questa finanziaria, ma anche sulle altre, io ho gestito questa e a questa mi riferisco, non sia mancata nessuna parte, compresi gli incontri con il sindacato. E devo dire con estrema chiarezza, e lo dico in questa Aula con nettezza assoluta, che chi è venuto meno alla concertazione tra il Governo della Regione e il sindacato non è il Governo della Regione, che sia chiaro in modo definitivo! Noi siamo sempre stati disponibili a discutere; una volta c'è stato detto che non era possibile perché non erano arrivati i documenti, la volta successiva perché i dati non erano completi, la volta successiva perché dovevano fare altre… mi viene il dubbio che qualche parte del sindacato il dialogo con questo Governo della Regione non lo voglia, e allora se qualcuno non vuole il dialogo il problema non è nostro, ma è di chi questo dialogo non lo vuole. Sull'articolo 1, onorevoli consiglieri; io non penso di dover ancora esercitarmi con fatica a giustificare quanto contenuto nel comma primo dell'articolo 1, perché penso che su questa materia da quasi tre anni ormai, o da tre, a cominciare dall'esercizio provvisorio o dal consuntivo del 2006dal … del 2006 ad adesso questa materia è stata discussa e ridiscussa, capisco che le posizioni sono diverse, capisco che le posizioni diverse nascono ciascuna da ragioni che possono tranquillamente essere sostenute e apprezzo la capacità di molti colleghi della minoranza che hanno sostenuto le tesi più diverse a sostegno della loro posizione, però io chiedo ai colleghi che hanno queste osservazioni di rispettare anche, ormai, quella che è una volontà decisa di un diritto che noi riteniamo acquisito e che non sia discutibile, poi se ci sarà qualcuno che ci dice che non abbiamo ragione, e non può essere il Governo che con noi ha concordato queste cose, ne prenderemo atto e faremo le cose conseguenti. Noi abbiamo fiducia che la Corte Costituzionale ci darà il suo giudizio positivo e quindi lo aspettiamo con serenità, ma quando non dovesse essere così prenderemo le decisioni che servono. E' stato detto - due osservazioni brevissime sul discorso della velocità della spesa e sul discorso dell'accelerazione della spesa -, è stato detto che siamo pieni di residui e che la spesa è lenta, io non penso di confermare nessuna sorpresa da parte di nessuno, quando dico che la spesa è veramente lenta nella Regione, e questa è una delle ragioni per cui stiamo cercando di riformarla questa Regione, per trovare gli strumenti che servono a rendere la spesa più veloce, quindi l'intento di questo Governo non è quello di rallentare per evitare di contrarre mutui, l'intento di questo Governo e cercare di riformare il sistema perché diventi veloce la spesa, perché diventando veloce la spesa con tutte le risorse che abbiamo forse si pongono di meno i problemi che alcune componenti della nostra maggioranza ci chiamano a rispettare in ogni circostanza. Ecco, allora, il discorso dei commi dal 15 al 30, vedo che il tempo sta inesorabilmente finendo, sul SUAP, che è una richiesta che ci hanno fatto tutte le parti sociali, oltre che una volontà del Governo, di inserire quello strumento in questa legge finanziaria per andare in quella direzione di semplificazione della spesa, di accelerazione della spesa, di risposta più veloce e più immediata ai bisogni dei cittadini; mettiamoci d'accordo, va bene che si vada in questa direzione e poi non va bene lo strumento sempre? Va bene che si cerchino le cose però poi… io penso che noi non stiamo facendo miracoli e che la situazione della Sardegna sia veramente quella che molti dicono abbastanza grave e rimane grave, noi non pensiamo però che la cura per la Sardegna, e finisco veramente, sia quella di riportare la spesa a quella nota degli anni passati, delle legislature passate, ma se a quella di… 30 secondi soltanto…

PRESIDENTE. Finisca, prego.

SECCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio… di orientare la spesa in modo nuovo, più produttivo e più efficace perché al lavoro, alla richiesta di lavoro della gente si dà risposta principalmente con lo sviluppo, secondo noi, le altre sono politiche di assistenza a questo modello, di aiuto, ma non possono essere le politiche principali.

PRESIDENTE. Grazie. Gli emendamenti all'articolo 1 sono stati già elencati quindi i colleghi li conoscono.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Grazie Presidente. Il parere della Commissione è contrario per gli emendamenti numero 57, 206, 207, 24, 58, 816, 298, 299, 60, 300, 303, 304, 305, 306, 308, 182, 64, 309, 310, 312, 314, 317, 316, 318, 319, 322, 321, 324, 323, 327, 330, 331, 332, 333, 334, 335, 336, 337, 338, 339, 66, 181, 276, 341, 540, 342; per il 67 parere contrario con invito al ritiro come per i numero 277, 493 e 936; ancora parere contrario per gli emendamenti 344, 345, 536, per il numero 249 parere contrario con invito al ritiro; parere contrario per gli emendamenti numero 59, 205, 569, 840, 301, 302, 61, 538; nel 427 manca la copertura quindi è inammissibile e in ogni caso il parere sarebbe stato contrario, per il 63 parere contrario; per il 867 il parere è positivo a condizione che venga tolta la frase dal comma 12 "per essere utilizzate anche per il finanziamento degli interventi inclusi nella progettazione integrata"; parere contrario per il 315; per il numero 868 ugualmente il parere è favorevole, levando però dalla lettera b) della prima parte le parole "e per l'ammontare del valore dell'opera"; parere contrario per i numero 325, 326, 329, 328, 65 e 340; per il numero 869 il parere è favorevole, però c'è da apportare una correzione: erroneamente è stato indicato "nel comma 34", in effetti si intendeva "nel comma 38", quindi il parere è favorevole. Ancora parere contrario per gli emendamenti numero 279, 278, 343, 346, parere favorevole per il numero 865, contrario per i numero 568 e 62. Per il numero 537 il parere è contrario, la Commissione comunque raccomanda alla Giunta di tenere da conto il contenuto di quest'emendamento ed eventualmente assumere poi i provvedimenti che riterrà necessari per l'argomento che tratta e che è stato portato all'attenzione di questo Consiglio più volte da parte degli amministratori degli enti locali. Per il numero 492 il parere è contrario con invito al ritiro, per il 866 il parere è contrario con invito al ritiro; parere contrario per i numero 567, 539, 307, 311, 179, 313, 428, 320, 925 contrario con invito al ritiro, 183 contrario, 280 contrario, parere favorevole per il 870, parere contrario per il 800. L'emendamento numero 520 è stato consegnato stamattina, non c'è stata discussione in Aula quindi ci si rimette all'Aula, rammentando peraltro che questo emendamento era stato già presentato durante i lavori della Commissione e la Commissione si era orientata favorevolmente verso il testo di questo emendamento, ma a condizione che venisse modificata l'unilateralità dell'acquisizione e in questo senso il testo è stato riscritto, tenendo conto di questa osservazione che era stata fatta durante i lavori della Commissione, però, come dicevo, è stato presentato stamattina quindi ci si rimette all'Aula. Infine, il parere è favorevole per l'emendamento numero 3 e contrario per l'emendamento numero 2.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cucca.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, Presidente, il parere della Giunta è conforme al parere del relatore fatta esclusione per un emendamento della Giunta sul quale c'è un invito della Commissione a cassare l'ultima frase; abbiamo bisogno di discuterne quando passeremo alla votazione dell'emendamento. E' conforme anche per tutti gli altri fatta esclusione per l'emendamento numero 3 per il quale la Giunta si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Non vorrei aver capito male, ma c'è un parere della Commissione su un emendamento della Giunta con invito al ritiro, perciò il parere della Giunta è conforme sull'invito al ritiro, cioè lo ritira?

PRESIDENTE. Sì. Va bene, colleghi, siamo in fase di votazione. Emendamento soppressivo totale numero 57.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Sì, votando l'emendamento numero 57 si vota anche il numero 816…

PRESIDENTE. Solo il "57", onorevole Pittalis.

PITTALIS (Gruppo Misto). Ah, questo è il soppressivo totale, articolo 1. No, chiedo scusa, interverrò relativamente al comma.

PRESIDENTE. Va bene. Allora, stiamo votando l'emendamento soppressivo totale numero 57.

CAPPAI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto elettronico. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggia la richiesta il consigliere Capelli.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 57.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - Gallus - Ladu - Licandro - Liori - Lombardo - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Giorico - Lai Renato - Lai Silvio - Maninchedda - Marracini - Pittalis - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 79

votanti 70

astenuti 9

maggioranza 36

favorevoli 28

contrari 42

(Il Consiglio non approva).

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento soppressivo parziale numero 206. Chiedo scusa, gli emendamenti numero 206, 207, 24, 58 e 816 contengono una parte comune che è la soppressione del comma 1 dell'articolo 1, quindi la votazione sarà una votazione unica.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Sì, per annunciare il voto favorevole all'emendamento soppressivo relativo al primo comma dell'articolo 1. Vi sono ragioni politiche che abbiamo già espresso in discussione generale, io voglio solo ricordare che è fin troppo facile fare politiche di risanamento anticipando all'annualità corrente risorse di annualità future e scaricando quindi per il futuro un problema che sarà quello, allora sì, di reperire risorse per le politiche per gli investimenti. Ma c'è una ragione giuridica, collega Salis, voi che siete molto ligi sempre ai problemi del rispetto rigoroso di quello che vanno dicendo i giudici delle procure regionali, in questo caso della Corte dei Conti, perché non possono essere simpatici i giudici quando perseguono qualcuno, qualche avversario politico, e antipatici quando ci richiamano al rispetto delle regole. Il Procuratore generale della Corte dei Conti, ma la stessa Corte dei Conti, nel giudizio di parificazione ha sospeso il giudizio di rendiconto dell'anno scorso e lo ha fatto non per un arbitrio, ma perché ha rilevato seri dubbi in termini di legislazione contabile e in termini costituzionali. Allora, dire che c'è un parere, per quanto dotto, di qualche consulente e dello stesso Governo nazionale, beh, io voglio ricordare che il Governo nazionale che ha deposto, destituito un generale della Guardia di Finanza, chissà perché dopo qualche mese giudici del TAR Lazio lo hanno riabilitato. Non è su questo piano che possiamo risolvere il problema e allora io ritengo che, invece, anziché liquidare come un istituto della parificazione del nulla ormai superato, come ebbe a dire il Presidente della Giunta regionale, di avere anche rispetto per una indicazione che è venuta dai giudici contabili e cercare con le risorse del bilancio, con le risorse ordinarie del bilancio nostro, fare una politica di rigore e una politica che si coniugasse anche con gli investimenti, cosa che riteniamo assolutamente possibile se si rimettesse mano in una vera concertazione con le parti sindacali, perché quello che ha detto l'Assessore noi lo disapproviamo, non è possibile che il sindacato, concludo Presidente...

PRESIDENTE. Colleghi, vi invito a stare nel tempo previsto. Prego, onorevole Pittalis.

PITTALIS (Gruppo Misto). ... la CGIL, la CISL e la UIL siano venute meno ad un loro ordinario impegno, quello che fanno quotidianamente e cioè quello della concertazione, perché lei ha detto che sono stati latitanti, a noi risulta esattamente il contrario.

PRESIDENTE. Colleghi, i tre minuti sono tre minuti, quindi vi prego di stare nel tempo.

Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente. Io voto contro gli emendamenti proposti per le ragioni dette e con una ulteriore precisazione. Perché l'altra strada che viene proposta, collega Pittalis, raggiunge lo stesso obiettivo, cioè quella dei mutui, scaricare sugli esercizi successivi il costo... mi consente, adesso torna di moda anche questo intercalare, mi consenta, collega Diana, scarica sugli esercizi successivi alla stessa maniera dell'anticipazione, con un elemento da non trascurare in più: che paghiamo gli interessi alle banche per la contrazione del mutuo, e non è un dettaglio.

Per quel che riguarda il rispetto dei giudici, io vado a nozze con questo discorso, collega Pittalis, io sono assolutamente d'accordo con lei che i giudici vadano rispettati, il loro giudizio vada rispettato e che non si possa né protestare né tanto meno far cadere i Governi per un giudizio di qualche giudice. Sono assolutamente d'accordo su questo, che bisogna aspettare il giudizio, tant'è che ho detto nell'intervento sulla discussione sull'articolo 1 che noi aspettiamo serenamente il giudizio della Corte Costituzionale, perché la Corte dei Conti ha fatto rilevare la propria incompetenza e ha chiesto il giudizio alla Corte Costituzionale su un elemento su cui non poteva sindacare e giudicare. Noi aspettiamo...

PITTALIS (Gruppo Misto). No, ha fatto il giudizio di parificazione. E' un'altra cosa!

SALIS (Gruppo Misto). Mi scusi, voglio dire, c'è il grado di giudizio della Corte Costituzionale che è definitivo?

PRESIDENTE. Ma, provi a fare il suo intervento, onorevole Salis.

SALIS (Gruppo Misto). Mi perdoni, però, se si fanno dei riferimenti! Allora, siccome il grado di giudizio non è il primo che viene applicato, ma è l'ultimo, e l'ultimo è quello della Corte Costituzionale e lei me lo dovrebbe insegnare in quanto avvocato, noi aspettiamo serenamente quel giudizio, per cui il giudizio della Corte Costituzionale per noi sarà legge e lo applicheremo.

Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Noi voteremo a favore dell'emendamento e vorremmo che la maggioranza riflettesse sull'espressione di voto perché riteniamo effettivamente che sia un fatto grave se venisse approvata la manovra così com'è, lasciando il comma 1 dell'articolo 1 così com'è stato presentato. Allora, indipendentemente dal fatto che c'è stato un lungo dibattito già nella passata manovra finanziaria, dove noi contestavamo l'ipotesi di anticipare le risorse finanziarie sulle entrate, che era un fatto assolutamente illegittimo, c'è stato allora un Governo nazionale - già in difficoltà da quando è nato - che ha permesso che il Consiglio regionale approvasse questa manovra dagli esiti veramente incerti, perché non sapevano come sarebbe andata a finire. Ma dopo questo lungo dibattito che c'è stato in Consiglio regionale la stessa Corte dei Conti ha sospeso il giudizio di parificazione della manovra e quindi adesso siamo in attesa del giudizio della Corte Costituzionale. Allora, collega Salis, in attesa che ci siano queste espressioni superiori sarebbe stato prudente che questo Consiglio regionale sospendesse il provvedimento, perché di fatto noi ci troveremo, una volta che si esprimerà la Corte Costituzionale e l'esito sarà scontato, nel senso che non approverà questo tipo di dichiarazione che noi stiamo facendo, la Sardegna si troverà col più grande indebitamento della sua storia, perché stiamo sommando tre volte 500 milioni di euro e vi rendete conto che quello che noi stiamo facendo effettivamente è un'operazione rischiosissima per la Sardegna, e bene farebbe questa maggioranza a bloccare il provvedimento perché noi non possiamo impegnare e imbrogliare gli enti locali promettendo risorse che sappiamo non avere a disposizione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Io voterò a favore, cioè contro questo emendamento e a favore del comma 1 perché non ci sono intanto rischi, noi stavamo parlando di un intervento che è destinato agli investimenti così com'è stato negli ultimi anni, esattamente mi pare nel 2003 definito dalla Corte costituzionale e poi ripreso nella legge finanziaria dello Stato il significato "investimenti". Quindi è un aumento del patrimonio della disponibilità della Regione, niente va perduto. In questi anni sul piano contabile, io credo come su tutto altro che noi dobbiamo affrontare è necessario introdurre elementi di innovazione e che questo sforzo debba essere apprezzato, poi sono giusti, corretti tutti gli interventi, anche di perplessità che vengono avanzati, vengono avanzati in sede politica, vengono avanzati in sede giuridica, ma questo non ci può impedire di andare avanti, e la provvista finanziaria che noi facciamo in questi anni, noi riteniamo sia una provvista necessaria, necessaria nella direzione di un riequilibrio della ricchezza, di un'attenzione maggiore nei confronti delle fasce più deboli della popolazione e nei confronti del mondo del lavoro. Perché il lavoro è un valore, e il lavoro è il valore fondante di questa Repubblica di cui fa parte anche la Regione sarda. La Repubblica è fondata sul lavoro, non è un'opzione quindi, è un obbligo giuridico, non è un'opzione, non è un esercizio politico, non è una rivendicazione che pure è fatta dalle parti sociali, dal sindacato in prima linea e giustamente, correttamente con tutta la forza di cui è capace. Ed è per questo, per questa provvista finanziaria, per questi obiettivi che noi voteremo contro l'emendamento soppressivo e a favore del comma dell'articolo 1.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Noi voteremo contro questi emendamenti pure condividendo molte delle perplessità che vengono manifestate, quelle dell'inutile sfida ad un altro livello istituzionale e condividendo soprattutto il discorso che faceva poc'anzi l'onorevole Pietro Pittalis. Abbiamo già rilevato però che questi emendamenti tendono tutti solo a sopprimere e sopprimendo le entrate si sopprimono anche le spese della tabella E, mentre restiamo dell'opinione che sarebbe più giusto e più corretto sopperire a questa carenza di entrate con altre forme di entrate che in questo caso non possono che essere quelle dell'indebitamento. Ma votiamo contro anche per le altre incongruenze in ogni caso che sono contenute.

Tutti gli emendamenti si limitano a dichiarare che il comma 1 dell'articolo 1 è soppresso. Ce n'è un altro, primo firmatario onorevole Ladu, è il numero 206 che invece dice che è soppresso quel comma, ma che lo stanziamento di 500 milioni di euro di cui all'allegata tabella E trova copertura nel successivo comma 2. La stranezza, onorevole Ladu, la stranezza è che se da un lato si dice che trova copertura nel successivo comma 2 e questo emendamento oltre che da lei e altri è firmato anche dall'onorevole Contu, l'onorevole Contu poi è primo firmatario dell'emendamento numero 298 dove dice: " il comma 2 dell'articolo 1 è soppresso".

Mi pare che ci sia un po' di incongruenza, da un lato si dice che trova allocazione per i finanziamenti nel comma 2 e dall'altro lato invece si presenta un emendamento soppressivo del comma 2. Insomma, mi pare che non ci sia sotto questo profilo congruenza e in ogni caso che vada solo a detrimento della possibilità di spesa.

LADU (Fortza Paris). Hai capito male, hai capito male!

BALIA (Gruppo Misto). Naturalmente riserveremo un diverso trattamento al nostro emendamento che prevede una forma di copertura finanziaria diversa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Brevemente Presidente, noi comprendiamo molte delle ragioni della replica dell'assessore Secci, però vorremmo ricordare alcune cose che sono entrate nel dibattito politico italiano negli anni scorsi.

Uno degli impegni che presero diverse forze politiche è quello di non generare più dei debiti per le generazioni future. Fu questo un impegno solenne preso in tutta Italia da tante forze politiche e poi non mantenuto. Vorrei ricordare che dei 3 miliardi di debiti, dei 3 miliardi di disavanzo, ereditati negli anni precedenti, un miliardo e mezzo è stato coperto con entrate dal futuro e ogni anno 500 milioni per tre anni iscrivono entrate nel bilancio della Regione per un totale di un miliardo e mezzo a scadenza di questa legislatura. Questo significa che dal 2010 noi stiamo trasferendo per avere, come diceva l'onorevole Uras, capacità di spesa oggi, stiamo trasferendo sul 2010, 3 miliardi di debiti. La modalità dell'indebitamento è cambiata, anziché col mutuo, con questa formula su cui non sto a discutere in questa sede perché abbiamo già visto che non è utile, però la sostanza è che oggi stiamo producendo un debito che onoriamo nel 2010. Si dice, nel 2010 avremo più capienza, e quindi ha senso liberare ancora un bilancio asfittico perché si sposta il debito su un bilancio più capiente. Noi riteniamo che sul piano del metodo questo sia sbagliato, riteniamo che queste tecniche di spostamento in avanti del debito che viene dalle aziende private stiano seriamente ferendo gli enti locali che addirittura arrivano a fare gli swap per spostare in avanti il debito. Per cui voteremo a favore dell'emendamento Balia che dà un'altra formula di reperimento di risorse, ma non possiamo esprimerci favorevolmente sul comma 1 dell'articolo 1 e quindi ci esprimeremo favorevolmente sui soppressivi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Per confermare il voto contrario con le considerazioni che ha fatto anche l'onorevole Balia con molta precisione, voglio però esprimere un dissenso totale sulle affermazioni e sulle valutazioni dell'assessore Secci in merito alla concertazione con i sindacati. Non mi risulta che i mancati incontri siano stati originati da atteggiamenti capricciosi e ritengo che le interlocuzioni e il confronto con le forze sociali non possa che avvenire su documenti e non su ipotesi di lavoro o su testi non definiti. La storia democratica del Paese e della nostra Regione a cui i socialisti hanno contribuito, non ci permette, assessore Secci, di condividere queste affermazioni che screditano il ruolo delle forze sociali e lo riducono a rapporti, come dire, molto legati ad aspetti del privato e non del ruolo pubblico che hanno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Farigu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FARIGU (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Io, a nome del Partito socialista "Nuovo PSI" che mi ha fatto l'onore di rieleggermi in questo Consiglio, esprimo voto favorevole. Ci troviamo ancora una volta, è inutile che si invochino non solo di fronte a norme che violino l'articolo 81 della Costituzione ma siamo dentro una mistificazione politica che è nata nella volontà del Governo Prodi, e di Prodi in particolare, che accogliendo le istanze delle forze politiche sarde e quindi rivedendo le nuove entrate, le dilaziona, (ecco la mistificazione politica) agli anni a venire.

Da qui le anticipazioni, in questa finanziaria e nella precedente, che sono la conseguenza di quelle mistificazioni, di quelle mistificazioni politiche, del favore del Governatore sardo che si riteneva assolutamente il suo ambasciatore numero uno in Sardegna, e lo sta dimostrando in tutti i modi, compreso con le manifestazioni che vuole organizzare e in occasione della riunione del G8, che sarebbero organizzazioni per dare il benvenuto al suo Governo, non so cosa ne penserà quando il Governo partecipante per l'Italia al G8 non sarà più quello, ma comunque questo è!

Io mi chiedo se ci fosse una responsabilità civile e penale dei consiglieri regionali legata al voto di questa anticipazione quanti sarebbero i consiglieri che si assumerebbero la responsabilità di votare a favore, nulla a favore dell'emendamento, a favore del provvedimento che ne disciplina le anticipazioni.

Io credo veramente molto, molto pochi, mi associo a quanto ha detto la compagna Caligaris in ordine alle espressioni dell'Assessore in ordine i sindacati.

Io ho notato più volte che il Presidente è favorevole alla concertazione che si chiuda con qualche contributo dato all'organizzazione ma tacciono sul merito. Queste organizzazioni sindacali di questi contributi non ne hanno bisogno, non ne ha bisogno la CGIL, non è abbisogna la CISL e non è abbisogna la UIL, pertanto il meccanismo del funzionamento di tacitare con contributi… questa volta non ha funzionato, in un certo passato recente ha funzionato nei contributi di altre organizzazioni imprenditoriali. Grazie Presidente, il mio voto è a favore dell'emendamento.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Farigu. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Io voterò a favore dell'emendamento di cui chiedo la votazione per parti, escludendo la seconda parte: "trova copertura nel successivo comma 2", questo per rispondere al collega a Balia, nel senso che escludendo la parte: "trova copertura nel successivo comma 2" rimane il principio, sul quale si presume ci troviamo d'accordo, e che non siamo disponibili a rifinanziare la Tabella E quelle anticipazioni sulle entrate e i motivi li abbiamo detti.

Tra l'altro io devo ricordare al collega Salis, che ora non vedo in Aula, che della Tabella E dell'anno precedente, così come della Tabella E di quest'anno, non vedremo la realizzazione di nessuna di quelle opere perché hanno da venire quei denari, perciò è una presa in giro anche per Cagliari, Oristano, Nuoro che aspetta il palazzetto dai fondi delle anticipazioni dei 500 milioni.

Così come per le aziende sanitarie così per tutte le voci che hanno copertura sugli investimenti ad avvenire, con i soldi da venire, le risorse finanziarie da venire dalla Tabella E.

E' una ulteriore alchimia finanziaria che, a mio avviso rasenta, anzi entra nel pieno del falso in bilancio, perché questo è un falso in bilancio! In merito alle considerazioni dell'onorevole Salis, io credo che lei avrebbe dovuto ascoltare molto più attentamente quanto asserito dal collega Pittalis e avrebbe trovato risposte sulla tecnica legislativa, ma soprattutto avrebbe necessità, prima di assumere giudizi giurisprudenziali magari di vedersi con il collega Pittalis un paio d'ore per poter avere cognizione sulla tecnica legislativa e sulla giurisprudenza.

Dico questo perché chi rappresenta il partito dei giudici, che ambisce a rappresentare il partito dei giudici, il suo capo non avrebbe mai sottoscritto o votato questo comma e questo articolo, mai! Perché è un falso in bilancio, asserisco qui, tra l'altro noi che siamo molto rispettosi di quanto i giudici determinano e decidono, molto di più di chi questo lo asserisce soltanto in maniera formale, come voi vorremmo sottolineare che siamo tanto rispettosi che attendiamo ancora che i giudici amministrativi, civili e penali si esprimano sulle note vicende Saatchi & Saatchi, Tuvixeddu, SiSaR ect… e che non utilizzino anche quelle sentenze a tempo magari, nel tempo di elezioni per far fuori il Presidente della regione a tempo scaduto. Noi vorremmo mandarlo a casa prima, e attendiamo serenamente…

PRESIDENTE. Va bene colleghi votiamo quindi degli emendamenti soppressivi numero 206, 207, 24, 58 e 816, il principio comune che essi contengono che è quello della soppressione del comma 1.

E' stato richiesto il voto elettronico.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Atzeri - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Diana - Farigu - Floris Mario - Gallus - Ladu - Lai Renato - Lombardo - Maninchedda - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Alberto - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 73

votanti 71

astenuti 2

maggioranza 36

favorevoli 27

contrari 44

(Il Consiglio non approva).

PRESIDENTE. Possiamo concludere qui la Seduta della mattinata, i lavori riprendono come d'intesa alle ore 16, dalla votazione dell'emendamento numero 298, stasera lavoreremo fino alle 19 e 30, finita l'Aula si riunirà la Terza commissione.

La Seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 14 e 12.



Allegati seduta

CCCLXXVIII Seduta

(ANTIMERIDIANA)

Mercoledì 30 gennaio 2008

Presidenza del Vicepresidente BIANCU

indi

del Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 10 e 23.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di giovedì 17 gennaio 2008 (370), che è approvato.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Mozione Cuccu Giuseppe - Marrocu - Lanzi - Uras - Balia - Pinna - Giagu - Orrù - Fadda - Frau - Uggias sulla ipotesi di soppressione del servizio marittimo di trasporto dei rotabili tra Golfo Aranci e Civitavecchia". (164)

"Mozione Uggias - Marrocu - Pinna - Lanzi - Uras - Balia - Cuccu Giuseppe - Lai Renato - Scarpa - Corda - Atzeri sull'interruzione del collegamento navale per il trasporto dei vagoni merci da e per la Sardegna". (165)

Discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge

finanziaria 2008)" (301/S/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dell'articolato del disegno di legge numero 301/S/A.

Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 sono pervenuti i seguenti emendamenti: il soppressivo totale numero 57, i soppressivi parziali numero 206, 207, 24, 58, 816, 298, 299, 60, 300, 303, 304, 305, 306, 308, 182, 64, 309, 310, 312, 314, 317, 316, 318, 319, 322, 321, 324, 323, 327, 330, 331, 332, 333, 334, 335, 336, 337, 338, 339, 66, 181, 276, 341, 540, 342, 67, 277, 493, 936, 344, 345; i sostitutivi parziali numero 536, 249, 59, 205, 569, 840, 301, 302, 61, 538, 427, 63, 867, 868, 315, 325, 326, 329, 328, 65, 340, 869, 279, 278, 343, 346; gli aggiuntivi numero 865, 568, 62, 537, 492, 866, 567, 539, 307, 311, 179, 313, 428, 320, 925, 183, 280, 870, 800, 520, 3, 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti:

Art. 1

Disposizioni di carattere finanziario

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata, ai sensi dell'articolo 30, comma 7 bis, della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11 (Norme in materia di programmazione, di bilancio e di contabilità della Regione autonoma della Sardegna), ad iscrivere nel proprio bilancio per l'anno 2008 lo stanziamento di euro 500.000.000 a fronte delle maggiori entrate alla stessa spettanti per effetto del disposto di cui all'articolo 1, comma 834 e seguenti, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), provvedendo a compensare tale stanziamento con una minore iscrizione, di pari importo, nel bilancio per l'anno 2011. Il citato stanziamento è correlato alle spese di investimento nel settore pubblico elencate nell'allegata tabella E.

2. L'Amministrazione regionale provvede a dare copertura al disavanzo di amministrazione a tutto il 31 dicembre 2007 stimato in euro 805.000.000 e derivante dalla mancata contrazione dei mutui già autorizzati con le disposizioni sottocitate, mediante rinnovo, anche per quota parte, nell'anno 2008, delle autorizzazioni alla contrazione dei mutui o prestiti obbligazionari medesimi:

a) euro 165.759.000 ai sensi dell'articolo 1, comma 1, della legge regionale 24 febbraio 2006, n. 1 (legge finanziaria 2006);

b) euro 568.000.000 ai sensi dell'articolo 1, comma 1, della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7 (legge finanziaria 2005);

c) euro 71.241.000 ai sensi dell'articolo 4, comma 1, della legge regionale 3 dicembre 2004, n. 9 (modifiche alla legge finanziaria 2004);

i mutui o prestiti obbligazionari sono contratti, previa effettiva esigenza di cassa, per una durata non superiore a trenta anni e ad un tasso di riferimento non superiore a quello applicato dalla Cassa depositi e prestiti; i relativi oneri sono valutati in euro 52.366.000 per ciascuno degli anni dal 2009 al 2038 (UPB S08.01.005 e UPB S08.01.006).

3. Nelle tabelle A e B, allegate alla presente legge, sono indicate le voci da iscrivere nei fondi speciali per il finanziamento di provvedimenti che si prevede possano essere approvati nel corso dell'esercizio 2008; i relativi stanziamenti sono determinati come segue:

a) fondo speciale per spese correnti (UPB S08.01.002)

1) Fondi regionali (cap. SC08.0024)

2008 euro 6.200.000

2009 euro 10.837.000

2010 euro 35.150.000

2011 euro 35.150.000

2) Assegnazioni statali e comunitarie (cap. SC08.0025):

2008 euro 713.000.000

2009 euro 638.000.000

2010 euro 514.000.000

2011 euro 514.000.000

b) fondo speciale per spese in conto capitale (UPB S08.01.003)

1) Fondi regionali (cap. SC08.0034)

2008 euro 113.500.000

2009 euro 100.500.000

2010 euro 100.500.000

2011 euro 100.500.000

4. Le somme derivanti da rientri, recuperi, disponibilità ed interessi sui fondi di rotazione relativi alla legge regionale 10 dicembre 1976, n. 66 (Istituzione di un fondo per la tutela dei livelli produttivi e occupativi nel settore industriale), al netto delle spese relative ai costi di tenuta dei fondi, sono semestralmente riversate in conto entrate del bilancio regionale (UPB E361.003) e sono assegnate al competente capitolo (UPB S06.03.018), con decreto dell'Assessore regionale competente in materia di bilancio.

5. A decorrere dal 1° gennaio 2008 sono abrogate le disposizioni legislative che prevedono l'istituzione di fondi relativi alle garanzie fideiussorie sui mutui e/o prestiti a favore delle imprese e conseguentemente sono soppressi i fondi detenuti presso gli istituti di credito convenzionati relativi alle garanzie fideiussorie sui mutui e/o prestiti concessi alla data del 31 dicembre 2007; le relative giacenze sono riversate in conto entrate del bilancio regionale (UPB E361.003). All'assolvimento delle obbligazioni persistenti in capo all'Amministrazione regionale si provvede mediante attingimento da apposito fondo, la cui dotazione è valutata, per l'anno 2008 e per gli anni di vigenza delle garanzie prestate, in euro 5.000.000 secondo le modalità previste dall'articolo 19 della legge regionale n. 11 del 2006 e successive modifiche ed integrazioni. Le risorse stanziate nel predetto fondo, qualora non utilizzate, permangono nel conto dei residui sino all'esaurimento delle obbligazioni in essere (UPB S08.01.001).

6. Le autorizzazioni di spesa per le quali le disposizioni vigenti rinviano alla legge finanziaria la loro determinazione, a' termini dell'articolo 4, comma 1, lettera e), della legge regionale n. 11 del 2006, sono quantificate per gli anni 2008-2011 nella misura indicata nell'allegata tabella C.

7. Le autorizzazioni di spesa per le quali si dispone un decremento o un incremento, a' termini dell'articolo 4, comma 1, lettera f), della legge regionale n. 11 del 2006, sono determinate, per gli anni 2008-2011, nella misura indicata nell'allegata tabella D.

8. L'articolo 9 della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2 (legge finanziaria 2007), è così modificato:

a) il comma 1 è sostituito dal seguente:
"1. La Regione promuove e sviluppa un processo di razionalizzazione degli acquisti per beni e servizi delle amministrazioni e degli enti aventi sede nel territorio regionale, basato sull'utilizzo di strumenti telematici, attraverso l'istituzione di un centro di acquisto territoriale.";

b) i commi 2 e 7 sono soppressi;

c) nel comma 3 la parola "progetto" è sostituita dalla parola "centro";

d) nel comma 4 le parole "Nell'ambito della sperimentazione sono stipulate" sono sostituite dalle parole "Il centro di acquisto territoriale stipula";

e) nel comma 5 le parole "ad utilizzare le convenzioni poste in essere nello sviluppo del progetto." sono sostituite dalle parole "ad operare nell'ambito delle convenzioni quadro di cui al comma 4.";

f) nel comma 6 le parole "Nella fase sperimentale la realizzazione del progetto è affidata al" sono sostituite dalle parole "Fino all'istituzione del centro di acquisto territoriale le attività sono svolte dal".

9. A decorrere dall'anno 2008 il fondo di cui all'articolo 10, comma 1, della legge regionale n. 2 del 2007, determinato in euro 545.000.000, è ripartito nel seguente modo:

a) fondo a favore dei comuni, con una dotazione finanziaria valutata in annui euro 477.750.000 alla quale concorre, in deroga alle disposizioni di cui agli articoli 2, comma 10, e 3, comma 8, della legge regionale 11 maggio 2006, n. 4, così come sostituiti dall'articolo 3 della legge regionale n. 2 del 2007, una quota pari a euro 50.000.000 delle entrate derivanti dall'applicazione dei succitati commi (UPB S01.06.001);

b) fondo a favore delle province, con una dotazione finanziaria valutata in annui euro 67.250.000.

Al riparto dei suddetti fondi si provvede con le modalità e i criteri stabiliti dallo stesso articolo 10, comma 1, della legge regionale n. 2 del 2007.

10. Al comma 11 dell'articolo 12 della legge regionale n. 2 del 2007, è aggiunta infine la seguente frase: "e quelle delle successive disposizioni statali in merito.".

11. Fino al completamento delle procedure necessarie per il trasferimento dei servizi e delle funzioni alle costituende unioni di comuni, e comunque non oltre il 31 dicembre 2008, le risorse destinate al finanziamento delle funzioni svolte dai comuni in forma associata, ai sensi dell'articolo 12 della legge regionale 2 agosto 2005, n. 12, sono assegnate ai consorzi di comuni costituiti per la gestione associata di servizi e l'esercizio associato di funzioni in cui il territorio coincida, anche parzialmente, con quelle delle unioni di nuova istituzione.

12. Le somme stanziate nell'esercizio 2007 quali cofinanziamento regionale alla programmazione comunitaria e statale per gli anni 2007-2013 permangono nel conto dei residui per essere utilizzate, per le finalità per le quali furono stanziate nell'esercizio 2008 (UPB S08.01.003).

13. Le somme sussistenti in conto competenza e in conto residui del bilancio della Regione destinate alla realizzazione degli interventi inclusi nei programmi integrati d'area di cui alla legge regionale 26 febbraio 1996, n. 14 (Programmi integrati d'area) e successive modifiche ed integrazioni non utilizzabili per tali finalità possono essere riassegnate al fondo di cui alla medesima legge per essere utilizzate anche per il finanziamento degli interventi inclusi nella progettazione integrata.

14. Nella legge regionale n. 11 del 2006, l'articolo 22 è così sostituito:
"Art. 22 (Fondi di rotazione)
1. Al bilancio di previsione della Regione è accluso un elenco dei fondi di rotazione o assimilati nel quale sono riportate le rispettive dotazioni, le erogazioni ed i principali flussi finanziari.".

15. Al fine di razionalizzare e semplificare le procedure amministrative inerenti le agevolazioni al sistema produttivo la Regione promuove l'attivazione presso i comuni anche in forma associata dello Sportello unico per le attività produttive (SUAP). Il SUAP è responsabile di tutti i procedimenti amministrativi relativi alle attività economiche e produttive di beni e servizi e di tutti i procedimenti amministrativi inerenti alla realizzazione, all'ampliamento, alla cessazione, alla riattivazione, alla localizzazione e alla rilocalizzazione di impianti produttivi, ivi incluso il rilascio delle concessioni o autorizzazioni edilizie, nonché di tutti i procedimenti amministrativi relativi alle attività economiche produttive di beni e servizi.

16. A tal fine sono da intendersi:

a) per SUAP: lo Sportello unico per le attività produttive;

b) per comuni: i comuni in forma singola o associata che istituiscono il SUAP;

c) per impianti produttivi: gli insediamenti relativi a tutte le attività di produzione di beni e di servizi, ivi incluse le attività agricole, commerciali e artigianali, le attività turistiche e alberghiere, i servizi resi dalle banche e dagli intermediari finanziari e i servizi di telecomunicazioni.

17. L'Ufficio regionale SUAP è l'interlocutore regionale nel procedimento unico. In particolare, l'ufficio:

e) riceve dal SUAP ogni comunicazione destinata alla Regione e provvede ad inoltrare agli uffici regionali competenti gli atti e i documenti del procedimento unico;

f) invia ogni comunicazione della Regione destinata al SUAP;

g) fornisce assistenza al SUAP in merito alla corretta attuazione della normativa regionale in materia.

18. In caso di mancata attivazione del SUAP i comuni designano l'ufficio competente a ricevere le comunicazioni e a svolgere le attività previste dalle presenti disposizioni.

19. Le richieste e le dichiarazioni di cui sopra e le dichiarazioni di inizio attività previste dall'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), sono presentate al SUAP del comune nel cui territorio è situato l'impianto produttivo. Le altre amministrazioni, compresa quella regionale, dichiarano l'irricevibilità delle richieste e delle dichiarazioni loro presentate se di competenza del SUAP. Quando è necessario provvedere all'integrazione della documentazione presentata e a qualsiasi comunicazione all'impresa, le amministrazioni formulano idonea richiesta al SUAP, che provvede entro sette giorni a contattare l'interessato. Sono fatti salvi gli effetti delle leggi speciali che dispongono diversamente.

20. Il procedimento unico inizia con la presentazione al SUAP competente per territorio di una dichiarazione autocertificativa da parte dell'impresa che attesta la sussistenza dei requisiti previsti dalla legge per la realizzazione dell'intervento, corredata dagli elaborati progettuali, da presentarsi, a pena di irricevibilità, anche su supporto informatico, e dalla dichiarazione di conformità del progetto alla normativa applicabile. La dichiarazione di conformità concerne, in particolare, gli aspetti edilizi e urbanistici, gli aspetti attinenti ai pareri igienico-sanitari e quelli in materia di sicurezza previsti dalle leggi vigenti. In relazione ai procedimenti di competenza della Regione, la Giunta regionale individua i contenuti specifici della dichiarazione autocertificativa e approva il modulo unico per la presentazione della dichiarazione. La presentazione della dichiarazione determina, in base ai presupposti disciplinati dai commi successivi, rispettivamente:

a) l'immediato avvio dell'intervento;

b) l'indizione di una conferenza di servizi prima dell'avvio dell'intervento.

21. Contestualmente alla presentazione della dichiarazione autocertificativa, il SUAP rilascia una ricevuta che, unitamente alla documentazione prevista nel comma 20, costituisce titolo per l'immediato avvio dell'intervento dichiarato e titolo edilizio. La dichiarazione autocertificativa, corredata dagli elaborati progettuali e dalla dichiarazione di conformità del progetto alla normativa applicabile, è resa con le seguenti modalità:

a) dal progettista dell'impianto o dell'intervento dichiarato, munito di idonea assicurazione per la responsabilità professionale, quando la verifica di conformità non comporta valutazioni discrezionali;

b) da un ente tecnico accreditato quando la verifica in ordine a tale conformità comporta viceversa valutazioni discrezionali.

Entro il termine di sette giorni dalla presentazione della dichiarazione, il SUAP può richiedere l'integrazione degli atti o dei documenti necessari ai fini istruttori. Qualora occorrano chiarimenti circa il rispetto delle normative tecniche e la localizzazione dell'impianto, il SUAP, d'ufficio, ovvero su richiesta dell'interessato, convoca, entro i quindici giorni successivi alla presentazione della dichiarazione, una riunione, anche per via telematica, fra i soggetti interessati e le amministrazioni competenti. Qualora al termine della riunione sia raggiunto un accordo ai sensi dell'articolo 11 della legge n. 241 del 1990, sulle caratteristiche dell'impianto, il relativo verbale vincola le parti, integrando il contenuto delle domande e degli atti di controllo. La richiesta di integrazioni e la convocazione della riunione non comportano l'interruzione dell'attività avviata.

22. Il SUAP trasmette per via telematica, entro due giorni lavorativi, la dichiarazione autocertificativa e la documentazione allegata alle amministrazioni competenti per i singoli endoprocedimenti, comunque denominati. Ciascuna amministrazione conserva la documentazione relativa alle pratiche avviate presso il SUAP per la parte di propria competenza. Gli uffici regionali e gli enti terzi coinvolti nel procedimento assicurano, per gli adempimenti di loro competenza, il pieno rispetto dei termini prescritti dalla normativa vigente dando priorità, se necessario, alle pratiche istruite all'interno dell'ufficio SUAP.

23. L'immediato avvio dell'intervento è escluso quando la verifica di conformità della dichiarazione autocertificativa comporta valutazioni discrezionali da parte della pubblica amministrazione per i profili attinenti:

a) alla difesa nazionale e alla pubblica sicurezza;

b) agli impianti per i quali è necessario acquisire specifica autorizzazione in relazione a vincoli paesistici, storico-artistici, archeologici e idrogeologici nonché quelli ricadenti nelle aree perimetrate dal PAI;

c) alla verifica ambientale, alla valutazione d'impatto ambientale o a valutazione ambientale strategica;

d) alla tutela della salute e della pubblica incolumità quando la normativa vigente richiede un'autorizzazione espressa;

e) ai casi per i quali la normativa comunitaria impone l'adozione di provvedimenti amministrativi formali;

f) agli impianti che utilizzano materiali nucleari o producono materiali di armamento;

g) ai depositi costieri e agli impianti di produzione, raffinazione e stoccaggio di olii minerali;

h) agli impianti di deposito temporaneo, smaltimento, recupero e riciclaggio di rifiuti;

i) agli impianti da sottoporre al controllo sui pericoli di incidente rilevante;

l) agli impianti da sottoporre alla disciplina della prevenzione e riduzione dell'inquinamento;

m) agli impianti che sono soggetti alla disciplina della qualità dell'aria e che rientrano negli elenchi delle industrie insalubri di prima classe;

n) agli impianti soggetti ad autorizzazione per l'esercizio o la realizzazione di impianti elettrici ai sensi della legge regionale 20 giugno 1989, n. 43 (Norme in materia di opere concernenti linee ed impianti elettrici).

24. Nelle ipotesi previste dal comma 23, il SUAP trasmette immediatamente per via telematica la dichiarazione con i relativi allegati alle amministrazioni competenti e provvede alla convocazione di una conferenza di servizi, anche telematica, entro sette giorni dalla presentazione della dichiarazione autocertificativa da parte dell'imprenditore. La conferenza di servizi si svolge in seduta unica entro i successivi quindici giorni lavorativi. In caso di mancata partecipazione dei soggetti invitati, ovvero in caso di mancata presentazione di osservazioni entro la data di svolgimento della conferenza stessa, i pareri, le autorizzazioni e gli altri provvedimenti dovuti si intendono positivamente espressi, ferma restando la responsabilità istruttoria dei soggetti invitati alla conferenza. Qualora l'intervento sia soggetto a valutazione d'impatto ambientale (VIA) o valutazione ambientale strategica (VAS), la conferenza si svolge entro i quindici giorni successivi alla comunicazione dell'eventuale esito favorevole delle relative procedure. Per quanto non disciplinato dal presente comma si rinvia all'articolo 14 della legge n. 241 del 1990.

25. I procedimenti amministrativi relativi all'esercizio e alla sicurezza degli impianti e all'agibilità degli edifici funzionali alle attività economiche, il cui esito dipenda esclusivamente dal rispetto di requisiti e prescrizioni di leggi, regolamenti o disposizioni amministrative rientranti nella competenza legislativa regionale, sono sostituiti da una dichiarazione resa al SUAP, sotto forma di dichiarazione sostitutiva di certificazione o dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, dal proprietario dell'immobile o avente titolo, ovvero dal legale rappresentante dell'impresa che attesti la conformità o la regolarità degli interventi o delle attività. Restano fermi il controllo e la verifica successivi, nonché la vigilanza da parte delle autorità competenti. La Giunta regionale individua i procedimenti amministrativi cui si applica la disciplina del presente comma, predispone la modulistica unificata e provvede alla standardizzazione degli allegati per tutte le amministrazioni interessate. Gli enti locali adeguano i propri regolamenti a quanto previsto nel presente comma.

26. Il procedimento unico si conclude con la comunicazione al SUAP da parte dell'interessato dell'ultimazione dei lavori. La comunicazione è effettuata con apposita dichiarazione corredata da un certificato del direttore dei lavori, con il quale si attestano la conformità dell'opera al progetto presentato e la sua agibilità. Quando la normativa vigente subordina la messa in opera dell'impianto a collaudo, lo stesso è effettuato da un ente tecnico abilitato e trasmesso immediatamente al SUAP a cura dell'impresa. Il certificato positivo di collaudo consente l'immediata messa in funzione degli impianti, fermi restando i poteri di vigilanza e di controllo delle amministrazioni competenti.

27. Anche dopo il rilascio del certificato di collaudo, resta fermo il potere delle amministrazioni e degli uffici competenti di verificare la conformità della realizzazione dell'impianto alla normativa vigente e di adottare provvedimenti contenenti le misure interdittive o le prescrizioni necessarie, che sono comunicate al SUAP e all'interessato. I provvedimenti indicano, ove possibile, le modifiche progettuali necessarie per l'adeguamento dell'impianto, nonché i tempi e le modalità. A seguito della verifica di conformità le amministrazioni competenti possono adottare misure cautelari ad efficacia immediata esclusivamente per motivate ragioni di tutela dell'ambiente, della salute, della sicurezza del lavoro e della pubblica incolumità. Fatti salvi i casi di errore od omissione materiale suscettibili di correzione o di integrazione, quando sia accertata la falsità delle dichiarazioni autocertificative presentate nel corso del procedimento unico, gli atti sono trasmessi alla Procura della Repubblica, nonché all'ordine professionale cui eventualmente appartenga il soggetto che le ha sottoscritte. Con la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica, l'amministrazione competente, fermi restando gli obblighi e le sanzioni di legge, ordina la riduzione in pristino a spese dell'impresa qualora i lavori siano stati avviati o realizzati.

28. La mancata effettuazione dei controlli entro un termine di sessanta giorni dalla comunicazione di cui al comma 27 determina, fatti salvi i casi di dolo imputabili all'impresa, nel caso in cui vengano riscontrate irregolarità tali da impedire la prosecuzione dell'attività di impresa, il diritto dell'imprenditore interessato ad un indennizzo forfetario a carico dell'amministrazione responsabile del ritardo. L'indennizzo è corrisposto in misura fissa da determinarsi con apposita deliberazione della Giunta regionale, previa intesa con gli uffici periferici dell'amministrazione statale e le altre amministrazioni coinvolte, in proporzione al ritardo accumulato e all'investimento effettuato dall'imprenditore. A tale spesa l'amministrazione interessata fa fronte nell'ambito delle disponibilità già iscritte in bilancio, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, salvo il diritto di rivalsa nei confronti del dirigente e dei funzionari responsabili a norma della legislazione vigente.

29. Sono esclusi dagli effetti delle disposizioni di cui ai precedenti commi i progetti di impianti produttivi che, sebbene conformi alla vigente disciplina ambientale, sanitaria, di tutela dei beni culturali e paesaggistici, di sicurezza sul lavoro e di tutela della pubblica incolumità, contrastano con lo strumento urbanistico, anche qualora lo stesso strumento non individui aree destinate all'insediamento di impianti produttivi o individui aree insufficienti o non utilizzabili.

30. Sono abrogati:

a) l'articolo 7 della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37 (Norme concernenti interventi finalizzati all'occupazione e allo sviluppo del sistema produttivo regionale e di assestamento e rimodulazione del bilancio);

b) l'articolo 18, comma 2, della legge regionale 12 giugno 2006, n. 9 (Conferimento di funzioni e compiti agli enti locali).

31. La lettera a) del comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale n. 9 del 2006 è sostituita dalla seguente:

"a) alla realizzazione, all'ampliamento, alla cessazione, alla riattivazione, alla localizzazione e alla rilocalizzazione di impianti produttivi, ivi incluso il rilascio delle concessioni o autorizzazioni edilizie, nonché le funzioni relative alle attività economiche produttive di beni e servizi;".

32. È autorizzata per ciascuno degli anni 2008-2011, la spesa di euro 30.000 per iniziative di studio, ricerca e assistenza tecnica in materia di politiche comunitarie e per attività di partecipazione ad organismi comunitari (UPB S01.04.001).

33. Per la partecipazione della Regione alla Commissione paritetica Stato-Regione, di cui all'articolo 56 dello Statuto speciale per la Sardegna, a ciascun componente della Commissione di designazione regionale, non dipendente dell'Amministrazione regionale, è corrisposto un compenso annuo di euro 15.000 (UPB S01.03.003).

34. Nella legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 (Norme sull'organizzazione amministrativa della Regione sarda e sulle competenze della Giunta, della Presidenza e degli Assessorati regionali), sono introdotte le seguenti modifiche:

a) all'articolo 4, lettera i), le parole "di concerto con l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, che esprime il concerto sentito il parere del Comitato per la programmazione" sono soppresse;

b) all'articolo 10 è abrogata la lettera "m)".

c) all'articolo 13, dopo la lettera h bis), è aggiunta la seguente:
"h ter) espropriazioni.".

35. Sono abrogate le seguenti disposizioni:

a) l'articolo 25 della legge regionale 1° agosto 1975, n. 33 (Compiti della Regione nella programmazione);

b) l'articolo 5 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13 (legge finanziaria 1991);

c) l'articolo 6 della legge regionale 28 aprile 1992, n. 6 (legge finanziaria 1992).

36. Al fine di promuovere la Sardegna come terra di pace e di amicizia tra i popoli, in occasione del G8 è autorizzata la spesa di euro 1.000.000, nell'anno 2008, per l'organizzazione di convegni internazionali, seminari e manifestazioni sui temi di interesse mondiale e sui diritti umani delle comunità e dei popoli (UPB S01.03.002).

37. Al fine di garantire l'autonomia organizzativa e funzionale del Consiglio regionale dell'economia e del lavoro (CREL) è autorizzata l'apertura di un conto corrente bancario, intestato alla Regione, sul quale opera il presidente dello stesso CREL. Il presidente è tenuto a rendere semestralmente il conto dei fondi messi a disposizione. Gli interessi maturati e le somme disponibili su tale conto alla fine dell'esercizio devono essere riversati alle entrate della Regione entro il 15 gennaio dell'esercizio successivo. Ai fini della rendicontazione e del controllo valgono le disposizioni di cui all'articolo 45 della legge regionale n. 11 del 2006.

38. Nell'ambito del perfezionamento del progetto SIBAR è autorizzata, per l'anno 2008, la spesa di euro 450.000 ai fini del raggiungimento di un adeguato grado qualitativo di copertura funzionale ed efficienza operativa degli Assessorati, nonché di una migliore rispondenza alle esigenze operative manifestatesi in corso di utilizzo (UPB S02.04.014).

Emendamento soppressivo totale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 1

L'articolo 1 è soppresso. (57)

Emendamento soppressivo Parziale Ladu - La Spisa - Contu - Murgioni - Gallus.

Articolo 1

Il comma 1 dell'articolo 1 è soppresso. Lo stanziamento di euro 500.000.000 di cui all'allegata Tabella E) trova copertura nel successivo comma 2. (206)

Emendamento soppressivo Parziale Ladu - La Spisa - Contu - Murgioni - Gallus.

Articolo 1

Il comma 1 dell'articolo 1 è soppresso. Di conseguenza è soppressa l'allegata Tabella E) relativa alle autorizzazioni di spesa correlate ad anticipazioni di entrata. (207)

Emendamento soppressivo parziale Pileri - Petrini - Cherchi - Licandro - Contu - La Spisa - Rassu - Amadu - Lombardo - Sanjust.

Articolo 1

Il comma 1 dell'articolo 1 è soppresso. (24)

Emendamento soppressivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 1

Il comma 1 è soppresso. (58)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Marracini - Lai Renato - Atzeri.

Articolo 1

Il comma 1 dell'articolo 1 è soppresso. (816)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Licandro.

Articolo 1

Il comma 2 dell'articolo 1 è soppresso. (298)

Emendamento Soppressivo Parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Licandro.

Articolo 1

Le annualità 2011 delle lettere a) e b) del comma 3 dell'articolo 1 sono soppresse. I minori oneri vanno ad incrementare rispettivamente l'UPB S 08.01.002 e l'UPB S 08.01.003.

(Mediante aumento delle voci della tabella A) della Legge Finanziaria - FNOL). (299)

Emendamento soppressivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 1

Il comma 5 è soppresso. (60)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Licandro.

Articolo 1

Il comma 5 dell'articolo 1 è soppresso. (300)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Licandro.

Articolo 1

Il comma 8 dell'articolo 1 è soppresso. (303)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Licandro - Petrini.

Articolo 1

Il comma 9 dell'articolo 1 è soppresso. Lo stanziamento previsto di euro 545.000.000 è accantonato nel Fondo speciale per spese correnti (UPB S 08.01.002) annualità 2008 per il finanziamento della legge regionale di riforma dell'ordinamento delle autonomie locali. (304)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Licandro - Rassu.

Articolo 1

Il comma 10 è soppresso. (305)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Rassu - Licandro.

Articolo 1

Il comma 11 è soppresso. (306)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Licandro - Rassu.

Articolo 1

Il comma 14 dell'articolo 1 è soppresso. (308)

Emendamento soppressivo parziale Capelli - Cuccu - Milia - Cappai - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio.

Articolo 1

I commi dal numero 15 al numero 30 sono soppressi. (182)

Emendamento soppressivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 1

I commi dal numero 15 al 29 sono soppressi. (64)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa -Licandro - Petrini.

Articolo 1

Il comma 15 dell'articolo 1 è soppresso. (309)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa -Rassu - Pileri.

Articolo 1

Nel comma 15 dell'articolo 1, alla quarta riga le parole "anche in forma associata", sono soppresse. (310)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa -Rassu - Pileri.

Articolo 1

Il comma 16 dell'articolo 1 è soppresso. (312)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa -Rassu - Cherchi Oscar.

Articolo 1

Nel comma 16 dell'articolo 1, sono soppressi i punti b) e c). (314)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa -Rassu - Petrini.

Articolo 1

Il comma 17 dell'articolo 1 è soppresso. (317)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa -Rassu - Pileri.

Articolo 1

Nel comma 17 dell'articolo 1, la lettera g) è soppressa. (316)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa -Rassu - Amadu.

Articolo 1

Il comma 18 dell'articolo 1 è soppresso. (318)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa -Rassu - Pileri.

Articolo 1

Il comma 19 dell'articolo 1 è soppresso. (319)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa -Rassu - Amadu.

Articolo 1

Nel comma 19 dell'articolo 1, le parole da "le altre amministrazioni" sino alle parole "del SUAP" sono soppresse. (322)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa -Rassu - Pileri.

Articolo 1

Nel comma 19 dell'articolo 1, è soppressa la frase dalle parole "sono fatti salvi" fino al termine del comma. (321)

Emendamento soppressivo Parziale Contu - Sanjust - La Spisa -Rassu - Pileri - Petrini.

Articolo 1

Il comma 20 dell'articolo 1 è soppresso. (324)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa -Rassu - Pileri - Petrini.

Articolo 1

Nel comma 20 dell'articolo 1, le parole "a pena di irricevibiltà" sono soppresse. (323)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa -Petrini- Amadu.

Articolo 1

Il comma 21 dell'articolo 1 è soppresso. (327)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Pileri - Petrini.

Articolo 1

Il comma 22 dell'articolo 1 è soppresso. (330)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Pileri - Petrini.

Articolo 1

Il comma 23 dell'articolo 1 è soppresso. (331)

Emendamento Soppressivo Parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Petrini - Pileri.

Articolo 1

La parte del comma 25 dell'articolo1, le parole da "individua i procedimenti" fino alle parole "del presente comma" sono soppresse. (332)

Emendamento soppressivo Parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Pileri - Petrini.

Articolo 1

Il comma 26 dell'articolo 1 è soppresso. (333)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Rassu- Petrini.

Articolo 1

Il comma 27 dell'articolo 1 è soppresso. (334)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Rassu- Pileri.

Articolo 1

Il comma 28 dell'articolo 1 è soppresso. (335)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Petrini - Pileri.

Articolo 1

Il comma 29 dell'articolo 1 è soppresso. (336)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Pileri - Petrini.

Articolo 1

Il comma 30 dell'articolo 1 è soppresso. (337)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Pileri - Rassu.

Articolo 1

Il comma 31 dell'articolo 1 è soppresso. (338)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Pileri - Rassu.

Articolo 1

Il comma 32 dell'articolo 1 è soppresso.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S 08.01.002

Anno 2008 Euro 30.000

Anno 2009 Euro 30.000

Anno 2010 Euro 30.000

Anno 2011 Euro 30.000

In diminuzione

UPB S 01.04.001

Anno 2008 Euro 30.000

Anno 2009 Euro 30.000

Anno 2010 Euro 30.000

Anno 2011 Euro 30.000

(Mediante aumento delle voci della tabella A) della Legge Finanziaria - FNOL). (339)

Emendamento soppressivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 1

Il comma 34 è soppresso. (66)

Emendamento soppressivo parziale Capelli - Cuccu - Milia - Cappai - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio.

Articolo 1

Il comma 34 è soppresso. (181)

Emendamento soppressivo parziale Caligaris.

Articolo 1

Il comma 34 è abrogato. (276)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Pileri - Rassu.

Articolo 1

Il comma 34 dell'articolo 1 è soppresso.(341)

Emendamento soppressivo parziale Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu-

Articolo 1

Le lettere b) e c) del comma 34 dell'articolo 1 sono abrogate. (540)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Rassu - Cherchi Oscar.

Articolo 1

Il comma 35 dell'articolo 1 è soppresso. (342)

Emendamento soppressivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 1

Il comma 36 è soppresso. (67)

Emendamento soppressivo parziale Caligaris.

Articolo 1

Il comma 36 è abrogato. (277)

Emendamento soppressivo parziale Lanzi - Serra - Cugini - Licheri - Fadda.

Articolo 1

Al comma 36, le parole "in occasione del G8" sono soppresse. (493)

Emendamento soppressivo parziale Uras - Lanzi - Pisu - Lanzi - Serra - Cugini.

Articolo 1

Il comma 36 è modificato come segue: sono soppresse le parole "in occasione del G8". (936)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Cherchi Oscar - Rassu.

Articolo 1

Il comma 37 dell'articolo 1 è soppresso. (344)

Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Petrini - Rassu.

Articolo 1

Il comma 38 è soppresso.

In diminuzione

UPB S 02.04.014

In aumento

Poste dell'allegata tabella A) della legge finanziaria - FNOL. (345)

Emendamento soppressivo parziale Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu

Articolo 1

Il comma 1 dell'articolo 1 è sostituito dal seguente:

"L'Amministrazione regionale è autorizzata, ai sensi dell'articolo 30, comma 7 bis, della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11 (Norme in materia di programmazione, di bilancio e di contabilità della Regione Autonoma della Sardegna), ad iscrivere nel proprio bilancio per l'anno 2008 lo stanziamento di euro 1.500.000.000, a fronte delle maggiori entrate alla stesa spettanti per effetto del disposto di cui all'articolo 1, comma 834 e seguenti della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), provvedendo a compensare tale stanziamento con una minore iscrizione, di importo pari a 500.000.000 per ciascun anno nei rispettivi bilanci per gli anni 2011, 2012 e 2013. Il citato finanziamento è correlato alle iscrizioni di spesa, destinate a investimenti, elencate nella tabella E, allegata alla presente legge. Resta confermato il rispetto delle disposizioni introdotte dalla normativa che disciplina il Patto di stabilità interno.

Destinazione delle risorse finanziarie derivanti dalla variazione introdotta dal presente emendamento:

vedi tabella E, rideterminata, con l'indicazione delle singole variazioni.

UPB

CAPITOLO

INTERVENTO

STANZIAMENTO

VARIAZIONI PROPOSTE CON L'EMENDAMENTO

TOTALE DOPO LA VARIAZIONE PROPOSTA

S01.03.010

SC01.0628

Fondo programmazione negoziata

63.000

50.000

113.000

S01.05.002

SC01.0943

Energie rinnovabili e risparmio energetico su immobili regionali

3.300

3.300

S01.06.001

SC01.1059

Sistema autonomia locale - Investimenti

97.545

97.545

S01.05.002

SC01.0946

Acquisizione al patrimonio regionale di diritti e beni

1.700

1.700

S02.01.005

SC02.0083

Programma straordinario di edilizia scolastica

3.848

3.848

S02.01.005

SC02.0086

Costruzione, riattamento e messa a norma di edifici scolastici

10.000

10.000

S02.01.007

SC

Prevenzione dispersione scolastica e infrastrutture scolastiche

0

50.000

50.000

S02.01.012

SC02.0328

"Case studente"

25.857

25.857

S02.03.007

SC02.0901

Politiche attive del lavoro - Investimenti

2.000

2.000

S02.03.007

SC02.0900

Politiche attive del lavoro - Investimenti (iniziative per l'occupazione art. 19 L.R. 37/98)

100.000

100.000

S02.03.007

SC02.0902

Politiche attive del lavoro - Investimenti - progetti comunali finalizzati all'occupazione)

50.000

50.000

S03.01.004

SC03.0053

Contributi agli enti locali per il restauro di beni culturali

10.000

10.000

S03.01.004

SC03.0054

Contributi agli enti locali per costruzione o riattamenti musei

50.000

50.000

S03.01.004

SC03.0034

Interventi in materia energetica-contributi ai privati per impianti innovativi

50.000

50.000

S04.03.004

SC04.0367

Opere di prevenzione e soccorso

2.000

2.000

S04.03.004

SC04.0368

Costruzione e manutenzione opere idrauliche

2.000

2.000

S04.06.002

SC04.1287

Bonifica siti contaminati

3.000

3.000

S04.06.003

SC04.1319

Bonifica dall'amianto di immobili o infrastrutture pubbliche

8.000

8.000

S04.06.005

SC04.1361

Ripristino aree interessate da attività mineraria o di cava

3.000

3.000

S04.06.006

SC04.1393

Bonifica siti minerari dismessi

9.950

9.950

S04.06.007

SC04.1412

Programma Sardegna Fatti Bella

50.000

50.000

S04.07.008

SC04.1621

Energie rinnovabili e risparmio energetico su immobili pubblici

6.700

6.700

S04.08.006

SC04.1913

Valorizzazione lagune e stagni

10.000

10.000

S04.10.001

SC04.2614

Programmi integrati dei centri storici

25.000

20.000

45.000

S04.10.004

SC04.2696

Informatizzazione catasti

5.000

5.000

S04.10.005

SC04.2748

Eliminazione barriere architettoniche

3.000

3.000

S05.01.002

SC05.0033

ASL - Finanziamento delle spese in conto capitale

20.000

20.000

S05.01.003

SC05.0053

ASL - Edilizia sanitaria

14.000

14.000

S05.01.003

SC05.0056

ASL - Patrimonio tecnologico

40.000

40.000

S05.04.002

SC05.0879

Contributi ai comuni per completamento impianti sportivi

30.000

30.000

S05.04.002

SC05.0886

Palazzetto sport di Cagliari e Nuoro

7.000

7.000

S05.05.002

SC05.1068

Contributi alle organizzazioni dei sardi nel mondo

10.000

10.000

S06.02.004

SC05.0244

Contributi alle società e cooperative giovanili settore turismo

50.000

50.000

S06.02.004

SC02.0246

Contributi ai comuni per iniziative a favore soc. e coop. giovanili

30.000

30.000

S06.03.001

SC06.0416

Contributi in conto occupazione assunzioni apprendisti

10.000

10.000

S06.03.020

SC06.0612

Potenziamento aree industriali e artigiane

3.000

3.000

S06.03.022

SC06.0659

Interventi per la produzione di energia elettrica

6.600

6.600

S06.03.024

SC06.0690

Partecipate RAS

51.000

51.000

S06.03.027

SC06.0742

Contributi soc. e coop. Giovanili sett. prod. beni e servizi

50.000

50.000

S06.06.002

SC06.1543

Interventi sul costo del lavoro (contributi sgravio oneri previd.)

50.000

50.000

S07.01.001

SC07.0001

Interventi a favore della viabilità

2.000

2.000

S07.01.002

SC07.0018

" " " " " "

13.000

100.000

113.000

S07.01.002

SC07.0025

" " " " " "

4.000

100.000

104.000

S07.04.002

SC07.0355

Opere portuali

2.000

2.000

S07.06.002

SC07.0632

Investimenti nel settore della mobilità

6.000

6.000

S07.06.002

SC07.0639

Ricapitalizzazione SFIRS per continuità territoriale

5.000

5.000

S07.07.003

SC07.0800

Investimenti Esaf

4.000

4.000

S07.07.004

SC07.0832

Infrastrutture idrauliche ENAS

2.500

50.000

52.500

S07.07.004

SC07.0838

Impianti di produzione di energia per il settore idrico

4.000

4.000

S07.06.002

SC07.0640

Potenziamento e rinnovo mezzi di trasporto

15.000

15.000

S07.10.005

SC07.1262

Opere pubbliche di interesse locale

6.000

100.000

106.000

TOTALE

500.000

1.000.000

1.500.000

(536)

Emendamento modificativo Balia - Masia.

Articolo 1

Il comma 1 è sostituito dal seguente:

"E' autorizzata, nell'anno 2008, ai sensi dell'articolo 30, comma 2, della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11 (Norme in materia di programmazione, di bilancio e di contabilità della Regione autonoma della Sardegna(, la contrazione di uno o più mutui o, in alternativa, l'emissione di prestiti obbligazionari, dall'Amministrazione regionale esclusivamente garantiti, per un importo di euro 500.000.000 (UPB E510.001); la predetta autorizzazione è correlata alle spese di investimento nel settore pubblico elencate nell'allegata tabella E."

Nel comma2, l'importo di "52.366.000" è sostituito con "84.892.000".

COPERTURA FINANZIARIA

ENTRATA

In aumento

UPB E510.001 Ricavo mutui per investimenti

Anno 2008 Euro 500.000.000

In diminuzione

UPB E121.001 Quote di tributi erariali devoluti dallo Stato

Anno 2008 Euro 500.000.000

Mediante riduzione del capitolo EC121.003

SPESA

In aumento

UPB S 08.01.005 Interessi su rate d'ammortamento mutui e/o prestiti obbligazionari

Anno 2009 Euro 25.000.000

Anno 2010 Euro 24.624.000

Anno 2011 Euro 24.229.000

UPB S 08.01.006 Capitale su rate d'ammortamento mutui e/o prestiti obbligazionari

Anno 2009 Euro 7.526.000

Anno 2010 Euro 7.902.000

Anno 2011 Euro 8.297.000

In diminuzione

UPB S 08.01.002 FNOL - parte corrente

Anno 2009 Euro 4.637.000

Anno 2010 Euro 28.950.000

Anno 2011 Euro 28.950.000

Mediante riduzione della riserva di cui alla voce 3 della tabella A allegata alla legge finanziaria.

UPB S 08.01.003 FNOL - investimenti

Anno 2009 Euro 23.500.000

Anno 2010 Euro 3.576.000

Anno 2011 Euro 3.576.000

Mediante riduzione della riserva di cui alla voce 2 della tabella B allegata alla legge finanziaria.

UPB S 08.01.004 Somme per le quali sussiste l'obbligo di pagare

Anno 2009 Euro 4.389.000. (249)

Emendamento sostitutivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 1

Il comma 1 è sostituito dal seguente:

"L'Amministrazione regionale è autorizzata a contrare mutui fino a Euro 500.000.000, da utilizzare per finanziare le spese di investimento nel settore pubblico elencate nell'allegata tabella E". (59)

Emendamento sostitutivo parziale Ladu - Contu - Murgioni - Gallus - La Spisa.

Articolo 1

Nel comma 2 dell'articolo 1 il disavanzo di euro 805.000.000 è rideterminato in euro 1.305.000.000.

La cifra di euro 165.759.000 della lettera a) è rideterminata in euro 270.759.000;

la cifra di euro 568.000.000 della lettera b) è rideterminata in euro 918.000.000;

la cifra di euro 165.759.000 della lettera a) è rideterminata in euro 116.241.000.

Eventuali maggiori oneri, da determinare, trovano copertura mediante la riduzione delle voci della Tabella A) della Legge Finanziaria - FNOL. (205)

Emendamento sostitutivo parziale Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.

Articolo 1

Al comma 2 dell'articolo 1 le parole "…, previa effettiva esigenza di cassa" sono sostituite dalle seguenti "obbligatoriamente, al fine di garantire la regolarità dei flussi di cassa e l'accelerazione della spesa,". (569)

Emendamento sostitutivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 1

Nel comma 3 punto 1), l'importo di euro "6.200.000" dell'anno 2008 è modificato in euro "60.000.000".

Nella tabella A allegata alla legge finanziaria la voce 3 è incrementata per l'anno 2008 di euro 60.000.000.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

UPB S 01.03.010 Programmazione negoziata

Anno 2008 Euro 60.000.000

In aumento

UPB S 08.01.002 FNOL - parte corrente

Anno 2008 Euro 60.000.000

(840)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Licandro.

Articolo 1

Nel comma 6 dell'articolo 1 le parole "2008 - 2011" sono sostituite dalle parole "2008 - 2010". (301)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Licandro.

Articolo 1

Nel comma 7 dell'articolo 1 le parole "2008 - 2011" sono sostituite dalle parole "2008 - 2010". (302)

Emendamento sostitutivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 1

Nel comma 8, la lettera b) è così sostituita:

"b) il comma 2 è sostituito dal seguente:

2. Il processo ha lo scopo di:

a) contenere la spesa anche mediante la definizione di strategie comuni di acquisto, l'aggregazione e la standardizzazione della domanda, la rilevazione dei fabbisogni e lo sviluppo della concorrenza;

b) contenere la spesa, semplificare e accelerare il processo di acquisto delle amministrazioni e degli enti beneficiari, con l'utilizzo del Centro di acquisto territoriale (CAT), nel rispetto della vigente normativa comunitaria, nazionale e regionale;

c) garantire la trasparenza nel rapporto tra le Amministrazioni e i fornitori privati.". (61)

Emendamento sostitutivo parziale Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu-

Articolo 1

Il comma 9 dell'articolo 1 è sostituito dal seguente:

A decorrere dall'anno 2008 il fondo di cui all'articolo 10 , comma 1, della legge regionale n. 2 del 2007, determinato in euro 595.000.000 è ripartito nel seguente modo:

a) fondo a favore dei comuni, con una dotazione finanziaria valutata in annui euro 527.750.000 alla quale concorre, in deroga alle disposizioni di cui agli articoli 2, comma 10, e 3, comma 8, della legge regionale 11 maggio 2006, n. 4, così come sostituiti dall'articolo 3 della legge regionale n. 2 del 2007, una quota pari a euro 50.000.000 delle entrate derivanti dall'applicazione dei succitati commi (UPB S0l.06.001);

b) fondo a favore delle province, con una dotazione finanziaria valutata in annui euro 67.250.000

Al riparto dei suddetti fondi si provvede con le moda1ità e i criteri stabiliti dallo stesso articolo 10, comma 1, della legge regionale n. 2 del 2007

COPERTU FINANZIARIA

In aumento

UPB S 01.06.001 - Trasferimenti agli Enti Locali

Anno 2008 Euro 50.000.000

Anno 2009 Euro 50.000.000

Anno 2010 Euro 50.000.000

Anno 2011 Euro 50.000.000

In diminuzione

UPB S 08.01.002 - FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 2 della tabella B allegata alla legge finanziaria

Anno 2008 Euro 50.000.000

Anno 2009 Euro 50.000.000

Anno 2010 Euro 50.000.000

Anno 2011 Euro 50.000.000

(538)

Emendamento sostitutivo parziale Marracini - Pittalis - Lai Renato.

Articolo 1

Il comma 9 dell'art. 1 è sostituito dal seguente:

Lo stanziamento di cui all'art. 10, comma 1, della legge regionale n. 2 del 2007, è valutato in euro 585.000.000,00 annui sino all'emanazione della legge regionale di riforma dell'ordinamento delle autonomie locali, di cui 512.000.000,00 per i Comuni e 73.000.000,00 per le Province, fermo restando il criterio di ripartizione del 40% in parti uguali e del 60% in proporzione alla popolazione. Alla formazione di tale stanziamento concorre, in deroga alle disposizioni di cui agli art. 2, comma 10, e 3, comma 8, della legge regionale 11 maggio 2006, n. 4 (Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo) così come sostituiti dall'articolo 3 della legge regionale n. 2 de! 2007, una quota pari a euro 110.000.000,00 delle entrate derivanti dall'applicazione dei succitati commi (UPB·S01.06.001). (427)

Emendamento sostitutivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 1

Nel comma 9, le parole "euro 545.000.000" sono sostituite con

"euro 575.000.000",

le parole "euro 477.750.000" sono sostituite con

"euro 504.000.000"

e le parole "euro 67.250.000" sono sostituite con

"euro 71.000.000".

COPERTURA FINANZIARIA

Fondo Nuovi oneri legislativi. (63)

Emendamento sostitutivo parziale Giunta Regionale.

Articolo 1

Il commi 12 e 13 sono sostituiti dai seguenti:

12. Le somme di cui al comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale di autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2008 qualora non utilizzabili per le finalità di cui al comma medesimo possono essere riassegnate al relativo fondo per essere utilizzate anche per il finanziamento degli interventi inclusi nella progettazione integrata.

13. Le somme di cui al comma 3 dell'articolo 3 della legge regionale 24 febbraio 2006, n. 1, ai commi 1, 9 e 21 dell'articolo 15, al comma 13 dell'articolo 24, al comma 19 dell'articolo 32 e al comma 1 dell'articolo 35 della legge regionale 29 maggio del 2007, n. 2, non impegnate alla data del 31 dicembre 2007, sono mantenute nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo, per le finalità per le quali furono stanziate. (867)

Emendamento modificativo Giunta Regionale.

Articolo 1

- Nel comma 15 le parole "le agevolazioni al sistema produttivo" sono sostituite con "il sistema produttivo".

- Nello stesso comma 15 è soppressa l'espressione da: "nonché di tutti" sino al punto.

- Nel comma 21 sono introdotte le seguenti modifiche:

a) le parole da "titolo per l'immediato avvio" a "edilizio" sono così sostituite:
"decorsi 20 giorni dalla data di presentazione, sia titolo autorizzatorio per l'immediato avvio dell'intervento dichiarato che titolo edilizio".

b) nella lettera a) dopo le parole "responsabilità professionale" sono inserite le seguenti: "e per l'ammontare del valore dell'opera,".

- Nel comma 24 l'espressione "la conferenza si svolge entro 15 giorni ……………procedure." è sostituita da:
"i termini sopra individuati decorrono dalla comunicazione dell'eventuale esito favorevole delle relative procedure.

- Nel comma 26 dopo le parole "lo stesso è effettuato" sono inserite le seguenti: "da un professionista". (868)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Petrini - Amadu.

Articolo 1

Nel comma 17 dell'articolo 1, la frase "l'Ufficio regionale SUAP" sino al termine del punto è sostituita dalla seguente: "è istituito presso l'Amministrazione regionale l'Ufficio di coordinamento dei SUAP". (315)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Rassu - Pileri.

Articolo 1

Nel comma 20 dell'articolo 1, la parola "applicabile" è sostituita dalla parola "vigente". (325)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Rassu - Pileri.

Articolo 1

Nel comma 20 dell'articolo 1, dopo le parole "la Giunta regionale" sostituire l'intera frase sino al termine del comma con le parole "predispone un modulo unico per la presentazione della dichiarazione". (326)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Pileri - Petrini.

Articolo 1

Nel comma 21 dell'articolo 1, la frase che inizia con la parola "contestualmente", sino al termine del punto b), èn sostituita dalla presente "il SUAP entro 15 giorni dal ricevimento della richiesta, di cui ai commi precedenti, si pronuncia sulla conformità della stessa rispetto alla normativa vigente ed autorizza l'inizio dei lavori. (329)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Pileri - Petrini.

Articolo 1

La parte del comma 21 dell'articolo 1, dalle parole "il SUAP d'ufficio" in poi è sostituita dalle seguenti parole fino al termine del comma: "convoca entro i sette giorni successivi alla presentazione della dichiarazione, anche per via telematica, i soggetti interessati e l'Amministrazione competente". (328)

Emendamento sostitutivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 1

Il comma 33 è sostituito dal seguente:

"33. Per la partecipazione della Regione alla Commissione paritetica Stato-Regione, di cui all'articolo 56 dello Statuto speciale per la Sardegna, a ciascun componente della Commissione di designazione regionale, non dipendente dell'Amministrazione regionale, è corrisposto un rimborso spese pari a Euro 300 per ciascuna seduta della Commissione". (65)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Pileri - Rassu.

Articolo 1

Nel comma 33 dell'articolo 1 il compenso annuo di euro 15.000 (UPB S1.03.003) è rideterminato in euro 5.000

In diminuzione UPB S1.03.003, in aumento poste della tab. A) della legge finanziaria - FNOL. (340)

Emendamento sostitutivo parziale Giunta Regionale.

Articolo 1

Nel comma 34 l'importo di euro 450.000 è sostituito con quello di euro 500.000:

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S02.04.004 Sistema informativo nella pubblica amministrazione

2008 € 50.000

In diminuzione

UPB S08.01.004 Somme per le quali sussiste l'obbligo a pagare

2008 € 50.000. (869)

Emendamento sostitutivo parziale Caligaris.

Articolo 1

Il comma 36 è così sostituito:

"Al fine di promuovere a livello nazionale e mondiale l'immagine della Sardegna quale isola di pace e terra di amicizia tra i popoli, in occasione della Festa del Popolo Sardo (Sa Die de Sa Sardigna) è autorizzata la spesa di euro 1.000.000 (un milione) nell'anno 2008, per l'organizzazione di convegni internazionali, seminari e manifestazioni su temi di interesse mondiale, sui diritti umani e civili delle comunità, dei popoli e delle minoranze etno-linguistiche". (279)

Copertura Finanziaria

UPB S01.03.002

Emendamento sostitutivo parziale Caligaris.

Articolo 1

Nel comma 36 le parole:

"in occasione del G8" sono sostituite dalle parole "in occasione della Festa del Popolo Sardo (Sa Die de Sa Sardigna)". (278)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Cherchi Oscar - Rassu.

Articolo 1

Nel comma 36 dell'articolo 1 la spesa di euro 1.000.000 è rideterminata in euro 250.000.

In aumento

UPB S 08.01.003

Anno 2008 Euro 750.000

In diminuzione

UPB S 01.03.002

Anno 2008 Euro 750.000

Mediante aumento delle voci della tabella A) della Legge Finanziaria-FNOL. (343)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Rassu - Petrini.

Articolo 1

La somma di 450.000 euro del comma 38 è rideterminato in euro 100.000.

In diminuzione

UPB S 02.04.014 Euro 350.000

In aumento

Euro3 50.000 delle poste dell'allegata tabella A) della legge finanziaria - FNOL. (346)

Emendamento aggiuntivo Giunta Regionale.

Articolo 1

Dopo il comma 5 è inserito il seguente:

5 bis) Ad eventuali oneri derivanti dalla gestione e soppressione di fondi di rotazione ed assimilati, anche a seguito dell'applicazione del comma 10 dell'articolo 27 della legge regionale 11 maggio 2006, n. 4, si provvede mediante l'utilizzo del fondo di cui all'articolo 26 della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11, con le procedure e modalità ivi previste. (865)

Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.

Articolo 1

Dopo il comma 7 dell'articolo 1 è inserito il seguente comma:

All'erogazione dei finanziamenti disposti dalla Regione a favore degli Enti Locali si provvede, con decreto dell'Assessore cui compete l'assunzione dell'impiego e l'ordinazione della spesa, sulla base del programma medesimo, mediante versamento agli enti interessati delle somme corrispondenti agli importi stabiliti dal programma stesso secondo le seguenti quote percentuali determinate sull'importo dei singoli finanziamenti:

- 50% per cento contestualmente all'emissione del provvedimento di delega;

- ulteriore 35% per cento per spese sostenute nella misura del 30 per cento dello stesso importo di delega;

- fino all'ulteriore 15 per cento per spese sostenute nella misura del 70 per cento dello stesso importo di delega". (568)

Emendamento aggiuntivo Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 1

Al termine del comma 8, dopo la lettere f) è aggiunta la lettera:

f bis) il comma 7 è soppresso. (62)

Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.

Articolo 1

Dopo il comma 9 dell'articolo 1 è inserito il seguente:

L'Amministrazione regionale è autorizzata a finanziare gli enti locali che abbiano sofferenze finanziarie in conseguenza di sentenze, arbitrati o di transazioni relativi ad avvenuti investimenti ed espropriazioni i cui oneri non siano sostenibili con le ordinarie disponibilità finanziarie dell'ente; a tal fine è autorizzato l'impegno per ciascuno degli anni del quadriennio 2008-2011 di euro 10.000.000 le cui annualità sono iscritte nel bilancio annuale di previsione della Regione.

Il relativo programma d'intervento è approvato dalla Giunta regionale ai termini dell'articolo 4, lettera i), della legge regionale n. 1 del 1977, e successive modifiche e integrazioni (UPB S03.025 - cap. 03070/06).

Copertura finanziaria

In Aumento :

UPB S01.06.001 - Trasferimento agli Enti Locali -

Anno 2008 euro 10.000.000

Anno 2009 euro 10.000.000

Anno 2010 euro 10.000.000

Anno 2011 euro 10.000.000

In diminuzione.

^,

UPB S08.01.002 -FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 2 della tabella 3 allegata alla legge finanziaria

Anno 2008 euro 10.000.000

Anno 2009 euro 10.000.000

Anno 2010 euro 10.000.000

Anno 2011 euro 10.000.000. (537)

Emendamento aggiuntivo Lanzi - Serra - Cugini - Licheri - Fadda.

Articolo 1

Dopo il comma 9 è aggiunto il seguente:

9 bis). Il finanziamento di cui alla letera a), del precedente comma 9 può essere utilizzato per le finalità di cui all'art. 36 della Legge Regionale n. 23/1985 (UPB S01.06.001). (492)

Emendamento aggiuntivo Giunta Regionale.

Articolo 1

Al comma 11 dopo le parole "…sono assegnate" sono aggiunte le seguenti: "su richiesta dell'unione dei Comuni". (866)

Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.

Articolo 1

dopo il comma 11 dell'articolo 1 è aggiunto il seguente comma:

Due o più unioni dei comuni ricadenti negli stessi ambiti ottimali, definiti ai sensi dell'articolo 2 della L.R. n. 12 del 2 agosto 2005 , per le quali sussistono le condizioni di contiguità territoriale, al fine di assicurare la effettiva uniformità e funzionalità nell'esercizio delle funzioni associate , procedono, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, alla costituzione di una unica unione dei comuni, pena la revoca dei trasferimenti previsti dal fondo di cui all'articolo 12 della L.R. n.12 del 2 agosto 2005 a decorrere dall'annualità successiva.

I comuni non aderenti ad alcuna unione dei comuni, i cui ambiti territoriali ricadono nello stesso ambito territoriale ottimale nel quale insiste una unione dei comuni, regolarmente costituita ai sensi dell'alt. della L.R. n. 12 del 2 agosto 2005, su propria richiesta di adesione faranno obbligatoriamente parte della esistente unione. (567)

Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.

Articolo 1

dopo il comma 11 dell'articolo 1 è inserito il seguente comma aggiuntivo:

11 bis). Le risorse destinate al finanziamento delle funzioni svolte dai comuni in forma associata, ai sensi dell'articolo 12 della legge regionale 2 agosto 2005 n.12 , sono assegnate a decorrere dal 2008 alle unioni dei comuni costituite, entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge, da tutti i comuni ricompresi negli ambiti territoriali ottimali, definiti ai sensi dell'art.2 della stessa legge, o da almeno dieci comuni se nell'ambito territoriale ottimale ricadano più di dieci comuni. (539)

Emendamento aggiuntivo Contu - Sanjust - La Spisa - Licandro - Petrini.

Articolo 1

Nel comma 13 dell'articolo 1 dopo le parole "possono essere riassegnate" sono aggiunte le seguenti parole "previa approvazione da parte del Consiglio regionale del nuovo programma di interventi". (307)

Emendamento aggiuntivo Contu - Sanjust - La Spisa - Rassu - Petrini.

Articolo 1

Nel comma 15 dell'articolo 1, dopo le parole "la Regione promuove" sono inserite le seguenti parole: "entro 45 giorni dall'entrata in vigore della presente legge. (311)

Emendamento aggiuntivo Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Cappai - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio.

Articolo 1

Al comma 15, dopo le parole "...anche in forma associata" sono aggiunte le seguenti: "...., quando la popolazione residente sia inferiore a 3.000 abitanti". (179)

Emendamento aggiuntivo Contu - Sanjust - La Spisa - Amadu - Pileri.

Articolo 1

Nel punto e), comma 16 dell'articolo 1 alla parola "artigianali" sono aggiunte le parole "e culturali". (313)

Emendamento aggiuntivo Pittalis - Lai Renato - Marracini.

Articolo 1

All'art. 1, dopo il comma 17, è aggiunto il comma 17 bis: Le funzioni del SUAP di cui al precedente comma vengono svolte dai Consorzi di Sviluppo Industriali per le attività economiche e produttive di beni e servizi e di tutti i procedimenti amministrativi di cui allo stesso comma 15 che debbono svolgersi ed insediarsi negli agglomerati industriali di loro competenza. (428)

Emendamento aggiuntivo Contu - Sanjust - Petrini - Rassu - La Spisa.

Articolo 1

Nel comma 19 dell'articolo 1 dopo la parola "dichiarano" sono aggiunte le parole "entro sette giorni dalla data di presentazione". (320)

Emendamento aggiuntivo Marracini - Pittalis - Lai Renato - Atzeri.

Articolo 1

Dopo il comma 33 è aggiunto il seguente: comma 33 bis

Al fine di sostenere ed incentivare l'attività della Commissione Regionale Pari Opportunità, è concesso un contributo di euro 10.000.

COPERTURA FINANZIARIA

UPB. S08.01.002

FNOL Parte Corrente

Anno 2008 euro 10.000

Mediante riduzione della riserva di cui alla tabella A, allegata alla Legge Finanziaria. (925)

Emendamento aggiuntivo Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Cappai - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio.

Articolo 1

Dopo il comma 34 è aggiunto il seguente:

"Entro un mese dall'entrata in vigore della presente legge, l'Assessore regionale competente in materia di enti locali, convoca conferenze su base provinciale al fine di indirizzare e coordinare l'iniziativa dei comuni per il riassetto delle circoscrizioni provinciali, mediante la fusione di una o più delle province istituite con la legge regionale n 9 del 12 luglio 2001, con una delle province preesistenti all'entrata in vigore della predetta legge regionale n 9 del 2001." (183)

Emendamento aggiuntivo Caligaris.

Articolo 1

Al comma 37 è aggiunto il comma:

"37 bis. Al comma 2 dell'art. 1 della legge regionale 3 novembre 2000, n. 19 (Istituzione del Consiglio regionale dell'economia e del lavoro), è aggiunta la lettera l) dal Consigliere o dalla Consigliera regionale di Parità". (280)

Emendamento aggiuntivo Giunta Regionale.

Articolo 1

Dopo il comma 37 è inserito il seguente:

37 bis) La misura del compenso forfetario di cui all'articolo 41, comma 3, lettera b) punto 15 bis della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7 è rideterminata in euro 25.000 annui.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

U.P.B. S01.03.003 Funzionamento organismi d'interesse regionale

(SC01.0466)

2008 Euro 7.000

2009 Euro 7.000

2010 Euro 7.000

2011 Euro 7.000

In diminuzione

U.P.B. S08.01.004 Somme per le quali sussiste l'obbligo a pagare

2008 Euro 7.000

2009 Euro 7.000

2010 Euro 7.000

2011 Euro 7.000 (870)

Emendamento aggiuntivi Vargiu - La Spisa - Capelli - Artizzu - Ladu.

Articolo 1

Al comma 38 dell'art. 1, è aggiunto il seguente:

A valere sui fondi della programmazione negoziata, una quota di 60.000.000 di euro è destinata al Comune di Cagliari, per l'acquisizione dai privati delle aree del complesso di Tuvixeddu e per il ristoro di eventuali danni discendenti da liti giudiziarie pendenti sullo stesso complesso. (800)

Emendamento aggiuntivo Cuccu Giuseppe - Cucca - Biancu - Sabatini.

Articolo 1

Dopo il comma 38 è aggiunto il seguente comma:

"L'Amministrazione Regionale è autorizzata a provvedere all'acquisizione al patrimonio regionale e alla conseguente trascrizione e voltura catastale, a proprio favore, di tutti quei beni immobili situati nel territorio regionale che, in quanto facenti capo ad enti ed istituzioni statali ormai disciolti, risultano, ad oggi, ancora intestati agli stessi, nonostante in fatto ed in diritto siano stati trasferiti alla Regione Sardegna in forza di norme statali". (520)

Emendamento aggiuntivo Scarpa.

Articolo 1

Dopo l'art.l è inserito il seguente:

Articolo 1 -bis

Primi istituti di democrazia digitale.

1. La Regione promuove nuove forme di partecipazione dei cittadini alle scelte effettuate nell'interesse collettivo e nuove forme di consultazione della volontà popolare da parte degli amministratori pubblici mediante l'uso delle nuove tecnologie.

2. La Regione a tal fine allestisce un apposito portale regionale di servizi internet al quale tutti i cittadini aventi diritto di elettorato attivo possono registrarsi ed accedere mediante apposito codice di accesso riservato.

3. La Giunta Regionale, il Consiglio Regionale, i singoli Consiglieri Regionali ed il Consiglio delle Autonomie Locali potranno consultare la comunità dei cittadini registrati sul portale ponendo precise questioni di interesse collettivo.

4. Le modalità della consultazione verranno definite dal Consiglio Regionale.

5. Gli esiti delle consultazioni sono tempestivamente pubblicati sul sito internet della Regione ed hanno efficacia meramente consultiva.

6. La Giunta Regionale fornisce all'iniziativa la massima divulgazione possibile tra i cittadini. (3)

Emendamento aggiuntivo Scarpa.

Articolo 1

Dopo l'art. 1 è inserito il seguente:

articolo 1 ter

Monitoraggio

1. La intera spesa regionale ed i singoli programmi di spesa sono sottoposti a sistematico monitoraggio annuale mediante valutatori indipendenti.

2. I risultati del monitoraggio vengono presentati al consiglio regionale ed al consiglio delle autonomie locali durante apposita seduta congiunta convocata annualmente.

3. I risultati del monitoraggio inoltre sono presentati alla intera comunità regionale mediante loro integrale pubblicazione sul sito internet istituzionale e durante una apposita conferenza annuale. (2)

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo 1 e sugli emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Prima di tutto vorrei farle gli auguri di buon lavoro.

PRESIDENTE. La ringrazio.

CAPELLI (U.D.C.). In secondo luogo chiederei che magari l'aula venga aggiornata per almeno 10 minuti vista la presenza non consistente dei colleghi in aula. Se fosse possibile sarebbe più opportuno rimandare di 10 minuti l'inizio dei lavori.

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, mi sembra che la presenza in aula è abbastanza…

CAPELLI (U.D.C.). Chiedo la verifica del numero legale, Presidente.

PRESIDENTE. Mi faccia completare, onorevole Capelli. Siccome mi sembra che il numero è abbastanza consistente, io però sono disponibile ad accogliere la richiesta di 10 minuti di sospensione per iniziare subito dopo. Quindi la seduta è aggiornata alle ore 10 e 35.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 27, viene ripresa alle ore 10 e 40.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori.

E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi al banco della Presidenza non oltre la conclusione del primo intervento.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Innanzitutto voglio rivolgerle anche io un augurio di buon lavoro per l'incarico che ricopre in questo momento, con l'idea che la sua presenza è particolarmente significativa in quest'aula.

Signor Assessore, colleghe e colleghi, consentitemi, all'inizio di discussione sull'articolo 1, una premessa politica che ritengo importante e pertinente e soprattutto dopo le reazioni al mio voto di astensione sul passaggio all'esame degli articoli perché sia nell'intervento in discussione generale e sia nella dichiarazione di voto di ieri mattina, nonostante l'avvio concitato della seduta, ho sollevato la questione dei rapporti dei Socialisti all'interno della coalizione di Sardegna Insieme, delle decisioni sempre più frequenti assunte in solitudine o con poche altre persone dal Presidente della Regione e del ruolo dei singoli consiglieri della maggioranza. E' facile per chi sta all'opposizione - lo dico all'onorevole Diana in particolare, anche se in questo momento non si trova in aula - dire che bisogna votare contro. Io assicuro che non si tratta né di coraggio e tanto meno di ricerca di visibilità, come alcuni sostengono. E' ben altro. Ritengo che i Socialisti siano cercando con coerenza e decisione, recependo le lamentele, il malcontento e le preoccupazioni sempre più diffuse, di salvare l'intesa politico-programmatica che ha consentito, con l'apporto di tutti, di vincere le elezioni e di avviare le riforme, ma è un compito veramente improbo perché in molti remano contro. Non è sufficiente al momento del confronto in aula sulla finanziaria guardare soltanto, come sostiene il Capogruppo del Partito Democratico, onorevole Marrocu, il lato positivo delle proposte della Giunta e far finta che non vi siano aspetti negativi. E' un malcontento diffuso.

Il segretario regionale del partito democratico, Antonello Cabras, ha più volte, non certo rivolgendosi solo ai Socialisti, sostenuto, senza peraltro essere ascoltato, la necessità di ricostituire la maggioranza con un patto condiviso di fine legislatura. Ora, in assenza di una intesa politico-programmatica complessiva credo che sia necessaria, prima di aprire e dare l'avvio a nuove riforme e alla costituzione di nuove agenzie, una seria pausa di riflessione e un monitoraggio sui costi e sui benefici del processo riformatore, in caso contrario si rischia di vanificare anche gli aspetti positivi. Personalmente, infatti, ritengo dannosi i risparmi per risanare il bilancio quando ci sono costi sociali altissimi e mi riferisco in particolare al profondo disagio denunciato dalle forze sociali, ai lavoratori della formazione professionale, agli effetti dell'incredibile esito del bando per le imprese di pulizia e al blocco degli incentivi ai settori produttivi.

Detto questo, ritengo di dover brevemente intervenire sull'articolo 1, partendo dai commi 36 e 37. Vorrei evidenziare che la formulazione del comma 36 risulta condivisibile e sostenibile per i contenuti e le finalità che intende perseguire. Sono infatti convinta che promuovere la Sardegna "terra di pace e di amicizia tra i popoli" sia un obiettivo di notevole rilievo culturale, non solo apprezzabile, ma da perseguire e che si sposa particolarmente con la tradizione internazionalista e pacifista dei socialisti, oltre che dei sardi. L'immagine che si profila è quindi pienamente, come dire, nell'abitus culturale e identitario del nostro popolo e della nostra storia...

PRESIDENTE. Scusate, colleghi, un po' di silenzio, per gentilezza. La collega Caligaris ha il diritto di essere ascoltata, se si deve chiacchierare si esca fuori! Onorevole Porcu! Onorevole Pinna!

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. L'immagine che si profila è quindi pienamente, come dire, nell'abitus culturale identitario del nostro popolo e della nostra storia. Quello che invece non convince è il rapporto di relazione con il G8, ritengo infatti che nell'ambito dei 30 milioni di euro presenti nella finanziaria nazionale, come ha annunciato il commissario Bertolaso e a cui la pubblicazione "Novas" ha dato ampio risalto riferendo addirittura di una spesa media solitamente prevista nel caso del G8 di 130 milioni di euro, credo che ci siano i margini finanziari adeguati per organizzare convegni, seminari, manifestazioni di interesse mondiale e anche per promuovere l'Isola. Ecco perché ho presentato un emendamento che sostituisce la dicitura "in occasione del G8" con "in occasione de 'Sa die de sa Sardigna'". L'abrogazione integrale del comma 36, tuttavia, sarebbe auspicabile. La proposta è nell'emendamento 277 a pagina 48, in modo da utilizzare quel milione di euro anche per i casi come quello denunciato ieri in Aula dall'onorevole Uras. Associare tout court la Sardegna al G8 significa, insomma, in qualche modo, offrire una visione distorta di un popolo che non può riconoscersi nelle scelte economiche sostanzialmente improntate al profitto... ci sono ancora problemi di posti, Presidente? Non può riconoscersi nelle scelte economiche, dicevo, sostanzialmente improntate al profitto delle grandi potenze industriali che investono ingenti somme negli armamenti. La scelta di valorizzare "Sa die de sa Sardigna" mi sembra invece che si sposi con una concezione dell'Isola che vuole esprimere l'autodeterminazione e la volontà di riscatto...

(Il consigliere Porcu, con gesto plateale, si siede sui gradini dell'emiciclo)

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Caligaris. Onorevole Porcu, si accomodi in uno dei posti che sono liberi, per gentilezza!

PORCU (Progetto Sardegna). Io rimango qua!

PRESIDENTE. Onorevole Porcu!

PORCU (Progetto Sardegna). Mi hanno occupato il posto!

PRESIDENTE. Si accomodi in uno dei posti liberi, i Questori stanno risolvendo il problema.

PITTALIS (Gruppo Misto). Abbiamo già risolto!

PRESIDENTE. Prego, onorevole Caligaris.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Per quanto riguarda l'emendamento aggiuntivo al comma 37, vorrei far notare che il CREL, il Comitato regionale per l'economia e il lavoro è nato con una legge molto precedente quella che ha istituito l'Ufficio della consigliera o del consigliere di parità, che ha specifiche competenze nel settore delle discriminazioni sul lavoro. Io credo che alla luce della positiva esperienza a livello regionale si abbia l'opportunità - anche perché il Consiglio regionale della Sardegna ha maturato soprattutto in questi ultimi anni una cultura antidiscriminatoria - di integrare i componenti del CREL con il consigliere o la consigliera di parità, proprio per l'ispirazione che caratterizza le nostre scelte politiche, considerato anche, come ho richiamato al momento del dibattito generale, il fatto che la componente femminile della società sarda soffre per una più accentuata difficoltà ad accedere al lavoro stabile e di qualità. La proposta emendativa prelude anche alla promozione di quella attenzione verso una parte consistente maggioritaria della società che deve essere considerata una ricchezza per la nostra Regione. In base a un principio di ragionevolezza sociale si ritiene infatti che una Regione che voglia crescere debba necessariamente far crescere gli uomini, ma anche le donne di questa terra.

Vorrei però inoltre richiamare l'attenzione sulla lettera a) del comma 34 e i commi b) e c) del comma 35. A me sembra, e lo pongo come problema, che l'abrogazione parziale del testo della lettera i), dell'articolo 4, della legge numero 1, non migliori l'efficienza della macchina amministrativa, se è questa la principale finalità della proposta elaborata dalla Giunta e fatta propria dalla Commissione. Mi sembra invece che con questo emendamento si configuri una riduzione della responsabilità collegiale e di verifica dell'operato, senza contare che si interviene su una legge, quella che disciplina l'organizzazione amministrativa della Regione e le competenze della Giunta...

PRESIDENTE. Onorevole Caligaris...

CALIGARIS (Gruppo Misto). Un minuto per concludere.

PRESIDENTE. No, cinque secondi.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Cinque secondi. E gli Assessorati siano meritevoli di una particolare attenzione. Quindi, poi interverrò eventualmente sui singoli emendamenti. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (Sinistra Autonomista). Grazie, Presidente. Le considerazioni che sono state fatte ieri, non solo da me, ma da diversi colleghi che hanno preso la parola, mi pare che siano state confermate in Commissione nell'esame degli emendamenti presentati. Ossia, in Commissione sono stati esaminati gli emendamenti riferiti all'articolo 1 e all'articolo 2, sull'articolo 3 c'è un'interruzione. Questo elemento politico conferma che ancora siamo molto lontani da un'ipotesi, in qualche modo, conclusiva dei lavori della Commissione programmazione. In altri termini, si confermano due visioni della finanziaria che stiamo discutendo oggi, e l'articolo 1 è la parte importante di tutto il ragionamento ed è bene riflettere perché a seconda di come licenziamo l'articolo 1 e la discussione che facciamo sull'articolo 1, ci può accelerare l'esame di tutti gli emendamenti e complessivamente anche l'esame della finanziaria. Chiarendo che al momento sono in campo tre visioni sul disegno di legge della Giunta: una che tende a tenere unito il centrosinistra, lo dico senza infingimenti, senza nascondere le cose, almeno le cose che pensiamo quelli che siamo da questa parte; il secondo che è totalmente alternativo e che viene rappresentato dal centrodestra e dentro questi due visioni si confrontano le prospettive dello sviluppo della nostra Regione. Io credo che si possa fare un ragionamento in astratto, Assessore, sulle risorse da utilizzare, quelle dell'anno scorso non utilizzate, quelle di adesso che si propongono come anticipazioni, quelle di domani riferite anche ai trasferimenti dell'Unione Europea, io credo che si debba fare un ragionamento che mette in campo tutte le idee presenti nella nostra Regione e che vogliono concorrere a dare una risposta, comprese le proposte che vengono fatte dalle grandi organizzazioni sindacali e anche dal sistema delle imprese. Le distanze che sono ancora presenti nel dibattito politico, Assessore, è possibile colmarle, avvicinarle, è possibile fare un minimo di autocritica, questa è l'ultima finanziaria di natura tecnico politica, per dire che aver estromesso le organizzazioni sindacali dal confronto con la Giunta in questi tre anni e mezzo è stato un errore? Ci sono stati incontri, ma soluzioni sottoscritte, ne abbiamo visto raramente e non a caso oggi con un comunicato di ieri, i punti centrali che noi abbiamo proposto come sinistra alla discussione, vengono tutti richiamati dalle organizzazioni sindacali. Io non dico che occorre dare ragione a tutti, ma io penso che occorre dare funzione a tutti, Assessore, funzione a volte non significa accordo nel merito, funzione a volte significa democrazia e non è, credo, concepibile positivamente che si escluda un confronto su queste tre ipotesi che sono in discussione. Due interne al Consiglio regionale e anche alternative, una terza che viene dalle forze sociali e in modo significativo dalle organizzazioni sindacali e che pretendono di avere delle risposte. Assessore, il centrosinistra, non solo centrosinistra regionale della Giunta Soru, ma il centrosinistra in Sardegna ritiene quella prospettiva, anche quella prospettiva più immediata che ci siano le condizioni per stare assieme, ossia è possibile lavorare per tenerlo unito farlo stare assieme? Io credo di sì! E allora, prima di dire che le questioni che noi poniamo vengono respinte, io pretendo e noi pretendiamo un approfondimento, perché si respingono? Perché sono troppe risorse destinate al sistema del lavoro? Perché proponiamo un meccanismo istituzionale che garantisca la soluzione indicata negli emendamenti, o indicata nelle risorse? Quali sono i punti di divergenza che impediscono di raggiungere un accordo? Se ci sono è una divergenza di natura strumentale, nel senso che gli strumenti che noi indichiamo sono strumenti che non raggiungono l'obiettivo! Entriamo nel merito, verifichiamo quali sono, noi siamo convinti che molte delle scelte che abbiamo fatto anche l'anno scorso, ad esempio, sulla legge numero 20 e tante risorse non utilizzate hanno bisogno di una rilettura di quelle impostazioni, così come accordi o leggi licenziate sul tema del precariato e che non sono state interamente applicate, hanno bisogno di una rilettura. Io credo che se c'è bisogno di fare questa operazione, la si deve fare entrando tutti in campo, e poi aggiungo, sulla formazione professionale si è avviata una soluzione che pare avvicinare le posizioni. Ma ci sono altre questioni, Assessore, e lei l'argomento lo conosce qua dentro quasi meglio di tutti per la competenza che nel tempo ha maturato, ma chi la farà la formazione professionale in Sardegna?

Oppure stiamo dicendo che non c'è bisogno della formazione professionale?

Se c'è bisogno, qualcuno la deve fare e se qualcuno la deve fare dobbiamo dire che bisogna farla diversamente da come si è fatta nel passato, ma si deve dire chi la deve fare, si deve dire se c'è bisogno della formazione professionale e se c'è bisogno, di aggiornare lo strumento, di migliorare lo strumento, di definire meglio lo strumento, allora misuriamoci su quello per garantire la prospettiva. Ci sono emendamenti che sono stati presentati che trattano un argomento, io credo che sia opportuno richiamarli. Poi la sinistra si fa carico di un problema che anche oggi i sindacati avanzano, che è quello delle risorse per far fronte alla domanda di lavoro e di sviluppo. Si dice da parte della Giunta: "Ma guardate che risorse ce ne sono in tanti capitoli", può essere che sia anche così Assessore, può essere che sia anche così, allora se è così e i sindacati dicono, e noi l'abbiamo scritto negli emendamenti, ma non solo noi, occorre un fondo per l'occupazione, ragioniamo in base alle risorse, alla definizione dei programmi sul lavoro e poi vediamo come con la partecipazione a quel punto di diversi Assessorati, si raggiunge l'obiettivo della definizione in modo preciso delle azioni per il lavoro. Io credo che siano proposte, condizioni, indicazioni che se ragionate fuori dalla ideologia, si possono trovare punti d'incontro anche su questo. Siccome questi argomenti principalmente sono all'articolo 5 e all'articolo 6 e noi stiamo discutendo adesso dell'articolo 1, noi da subito stiamo dicendo quale è a nostro giudizio, un'ipotesi di lavoro, non stiamo, Assessore, ancora entrando nel merito della soluzione, stiamo proponendo un metodo democratico di partecipazione che serve al centrosinistra, all'infuori, è bene che ce lo diciamo, tutto è legittimo, all'infuori che non sia maturata senza che noi ci siamo accorti di questo processo, un'idea che vedo presente anche in altri confronti nazionali, un'idea che una parte del centrosinistra intende fare da sola e subito. Se è così, ce lo diciamo e siccome in Commissione la finanziaria non è stata licenziata, Presidente, io ho apprezzato molto la sua relazione, non è stata approvata, se è così si dice e lo dico in termini espliciti, il lavoro è demandato al Consiglio, il lavoro è demandato al Consiglio e allora le idee migliori del Consiglio, del Consiglio, le idee migliori del Consiglio sui temi che stiamo discutendo...

PRESIDENTE. Concluda onorevole Cugini.

CUGINI (Sinistra Autonomista). Le idee migliori del Consiglio, del Consiglio sui temi che stiamo discutendo mettiamole assieme e diamo una risposta del Consiglio in base anche alle indicazioni del presidente Soru che diceva: "Il Consiglio deve legiferare e la Giunta deve attuare".

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Grazie Presidente, Assessore, colleghi. Avrei preferito parlare dopo il collega Cugini perché senz'altro lui come è molto attento, avrebbe dato qualche risposta alle mie perplessità, quelle che vi mostrerò a questo Consiglio.

Nel leggere alcuni passaggi significativi della relazione della Giunta che accompagna questa finanziaria, si scorge quasi la consapevolezza dei gravi limiti della stessa. Si parla di molte cose, ma non di sviluppo, non si usa neppure il termine per paura di doversi confrontare con la drammatica situazione economica che vive la Sardegna e con i contraccolpi sociali che provoca, confermando l'immagine negativa di una Regione arroccata nel Palazzo che non vuole nemmeno ascoltare i ripetuti appelli della comunità della quale pure dovrebbe essere espressione. Questi limiti li abbiamo già sottolineati in sede di discussione generale e comunque vi torneremo al momento dell'esame dei singoli articoli. Il dato di fondo sul quale invece intendiamo soffermarci per quanto riguarda l'articolo 1 è l'assoluta incapacità del Governo regionale, e ciò accade per l'ennesima volta, di rapportarsi in modo corretto ed equilibrato nei confronti degli enti locali. Ce l'hanno detto nella riunione del Consiglio delle autonomie. Il sistema delle autonomie, soprattutto i comuni, che molto più delle province assicurano ogni giorno servizi fondamentali, è la grande vittima di questa finanziaria, lo è per l'impianto generale della manovra, ma lo è soprattutto per quanto disposto dall'articolo 1 che in un certo modo si mette la coscienza a posto con la previsione del fondo unico destinato agli enti locali.

Abbiamo già avuto modo di rilevare che dietro questa previsione si nasconde niente altro più che un trucco contabile. Apparentemente siamo in presenza di una somma importante che è stata leggermente aumentata, e poi vedremo come. In realtà ci troviamo davanti ad un semplice intervento di manutenzione legislativa che ha accorpato le risorse provenienti dalle altre leggi regionali lasciando sostanzialmente inalterati i saldi finali. Sul piano politico in primo luogo ribadiamo la gravità dell'assenza di una clausola di salvaguardia che peraltro lo stesso Governo Prodi ha fatto saltare già dalla finanziaria 2007 causando un'impennata della pressione fiscale a livello locale. Ci riferiamo alla clausola che inserisce nelle norme finanziarie il divieto di aumentare le tasse locali, per porre finalmente margine al giro di vite fiscale che ha colpito i cittadini, comprese le fasce più deboli, a partire dall'addizionale IRPEF e dalla tariffa sui rifiuti solidi urbani. L'assenza di questa clausola che avevamo sollecitato dalla finanziaria precedente ed altrettanto per la verità avevano fatto tutte le organizzazioni sindacali, nessuna esclusa, ha prodotto un effetto perverso che nella finanziaria 2008 si sta purtroppo ripetendo. Il Governo nazionale che ora per fortuna è stato disarmato, è stato messo nella condizione di non nuocere più, a fatto finta di tagliare la spesa a livello centrale, in effetti aumentandola, poi ne ha scaricato il costo reale su comuni e province consentendo loro, nello stesso tempo, di aumentare l'imposizione locale. Da una parte ha fatto saltare la clausola virtuosa contenuta nella finanziaria 2005, l'ultima del centrodestra, che prevedeva risparmi senza la possibilità di rivalersi sul territorio, e ne ha inserita una viziosa della quale la stragrande maggioranza dei comuni, soprattutto quelli governati dalla sinistra ha immediatamente approfittato. Ora, la finanza locale anche in Sardegna ha ripreso a correre mentre non si parla più di tagli di spesa o di risparmi. Quanto accade è certamente colpa dello Stato che fra l'altro ha ridotto parzialmente l'ICI ma ha affidato il recupero di queste somme ai comuni con numeri assolutamente incerti che dovrebbero provenire dalla riclassificazione di alcune tipologie di fabbricati rurali. Un lavoro enorme che certamente non potrà essere completato nell'esercizio 2008 per cui lascerà un buco nei bilanci comunali, l'ANCI Sardegna ha calcolato in un miliardo le dimensioni di questo buco per i comuni sardi, con ricadute molto pesanti a partire da quelli più grossi come Cagliari e Sassari e abbiamo detto in altre occasioni anche la cifra, e crediamo che la Regione dopo aver osservato silenzio sulla finanziaria nazionale non possa e non debba ignorare questo problema nel momento in cui decide l'aumentare del cosiddetto fondo unico, anche perché un'altra parte del fondo dovrebbe essere alimentata dai proventi delle famigerate tasse sul lusso, diciamo noi dall'assurda stangata sul turismo. Sappiamo tutti infatti che i fondi provenienti da queste tasse sono molto, ma molto più aleatori, di quelle dell'ICI, lo stesso Governo Prodi ha presentato ben due ricorsi per denunciare, sotto numerosi profili, l'incostituzionalità di quella sciagurata legge regionale che sia pure malamente ritoccata è entrata in diverse finanziarie della nostra Regione. La situazione dei bilanci dei comuni si presenta perciò ad altissimo rischio. Sono incerte le entrate provenienti dal ricalcolo dell'ICI sui fabbricati rurali, sono incerte le risorse provenienti dalle tasse sul lusso che quasi sicuramente saranno spazzate via dalla sentenza della Corte costituzionale che aspettiamo a giorni. Sono incerte inoltre buona parte delle risorse della Regione perché come ben sappiamo sottoposte anch'esse al suo giudizio della Corte costituzionale per iniziativa della Corte dei conti in un quadro di tale incertezza il fondo unico previsto dalla Regione in termini reali potrebbe ridursi drasticamente del 30 o 40 percento e forse di più nel corso dell'esercizio del 2008 costringendo i comuni ad effettuare variazioni di bilancio in corsa, che per i cittadini potrebbero tradursi o nel taglio drastico di alcuni servizi essenziali o nel forte ridimensionamento di altri, nella riduzione di prestazioni e nel rinvio di pagamenti dei fornitori. Una grande gelata, la chiamerei anche una calotta polare sui comuni, ma soprattutto per famiglie, imprese, giovani ed anziani. Di fronte a questo disastro annunciato la Regione ha agito nella disposizione della finanziaria come se la cosa non la riguardasse, così come di fatto il fondo unico sarà una goccia nel mare dei problemi dei comuni, una goccia che oltretutto arriverà ad esercizio abbondantemente inoltrato, sommando i ritardi di quest'ultimo a quelli già gravissimi dell'anno precedente e trascinando nei loro bilanci una parte non trascurabile della montagna dei residui passivi, che credo si aggirino intorno ai 7 miliardi e mezzo che già gravavano sulla Regione. Ecco perché questo articolo fotografa gli enti locali della Sardegna come prime vittime delle azioni scriteriate del Governo nazionale e di quello regionale. Con quest'ultimo che se è possibile finisce sempre per assumere le maggiori responsabilità. La finanziaria conferma, in altre parole, che rapporto di leale collaborazione fra i diversi livelli di governo, fra Regione e sistema delle autonomie, è uno dei più grandi fallimenti di questa legislatura lo è stato con la pianificazione urbanistica, lo è stato con l'identificazione delle ZPS, con la Sanità, lo è stato recentemente anche con la grottesca vicenda dell'importazione coatta dei rifiuti della Campania. Lo è adesso con la programmazione finanziaria, lo sarà anche domani con le decisioni che riguarderanno l'impiego dei fondi strutturali europei 2007-2013. Sarebbe troppo facile e troppo banale dire che non c'è stata concertazione, è accaduto molto peggio, ciascuna decisione, in ognuna di queste materie, è arrivata sui mezzi di comunicazione, per iniziativa dell'Esecutivo giornale, a volte per una parte di esso, a volte per moto proprio del Presidente. Concludo, dovranno però essere sempre i primi comunque a dare le risposte alle loro comunità lo dico per il semplice fatto che i sindaci e i presidenti delle province sono stati gli ultimi a saperlo, come capita molto spesso, la figura che fanno i mariti cornuti della comunità italiana che sono sempre gli ultimi a sapere. Comunque è un problema, i nostri amministratori locali sono tenuti a dare risposte ai loro concittadini e questo non gli è consentito, mi consenta di finire, non gli è consentito da parte e soprattutto dall'azione che questa Giunta si confronta con loro dopo che le cose sono state già fatte. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Moro. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessori e colleghi, noi oggi ci apprestiamo ad iniziare la discussione degli articoli della manovra finanziaria che stiamo approvando ma devo dire che ancora, su questo bilancio, ci sono troppe ombre, non solo ombre che riguardano il rapporto tra maggioranza ed opposizione ma soprattutto ci sono ombre, ombre grosse, che riguardano il rapporto interno alla maggioranza stessa, e questo mi pare sia il primo nodo che deve essere sciolto, basta pensare che la Commissione bilancio non è riuscita ieri ad esaminare tutti gli emendamenti che sono stati presentati e quindi noi oggi siamo già dentro l'Aula del Consiglio per affrontare una manovra dove ancora praticamente ancora non sono stati esaminati gli emendamenti. Perché questo? Per due motivazioni fondamentali: perché non c'è accordo all'interno della maggioranza, abbiamo sentito prima l'intervento di una parte della maggioranza di sinistra che chiede ancora alcune cose e sollecita ancora il resto della maggioranza ad assumere determinati impegni su determinati punti che mi pare ancora non siano stati raggiunti. Devo dire che c'è anche il ruolo della Giunta regionale che, ancora ieri, ha presentato tutta una serie di emendamenti nuovi di difficile lettura, allora mettetevi d'accordo, non è che tutti i momenti voi continuate a presentare proposte di emendamenti che hanno bisogno di una valutazione diversa, di un approfondimento. Questo non è modo di lavorare, è difficile riuscire poi ad approvare una manovra quando in tutti momenti anche su argomenti importanti, di fondamentale importanza vengono presentate proposte nuove e, devo dire, qualche volta anche contraddittorie.

Ecco, io credo che in una situazione come questa è difficile approvare la manovra finanziaria, anche perché credetemi, e questo mi riferisco ai colleghi della sinistra comunista, è difficilmente emendabile questa manovra perché questa manovra andava riscritta. Perché noi possiamo presentare tutti gli emendamenti che vogliamo, ma difficilmente riusciremo ad approvare una manovra che sia in grado davvero di creare sviluppo. Il vero problema è questo: che noi approveremo comunque una manovra, anche con gli aggiustamenti che noi saremo in grado di apportare, che non sarà sicuramente in grado di cambiare le sorti della Sardegna, e che è una manovra purtroppo che farà tornare indietro in questo momento la regione sarda. Anche perché bisogna dirlo questa manovra è infarcita di tutta una serie di pastoie burocratiche che non faranno spendere quelle risorse che sono oggi inserite in bilancio. Questa manovra, noi siamo convinti, continuerà ad aumentare i fondi residui, che sono già tantissimi in questa regione, che sono più di un intero bilancio della Regione. Allora io credo che sono questi i veri problemi. Io mi sarei aspettato una manovra leggera, semplice, schematica che mirasse soprattutto a spendere quest'enorme quantità di risorse non spese, che sono i fondi residui, che non si capisce dove porteranno lo sviluppo della regione. Allora il vero problema è questo, questo bilancio non va sicuramente in questa direzione, ma noi diciamo che aggraverà ancora di più la situazione per quanto riguarda la mancata spendita delle risorse. Allora, Assessore, è questo il vero problema che noi non vediamo in questa manovra una situazione che possa far cambiare e possa far sperare in un futuro diverso questa regione. Allora, noi diciamo che i nodi che sono ancora, per quanto ci riguarda, non sciolti di questa manovra sono gli interventi che mancano per quanto riguarda i settori produttivi, allora ci sono le associazioni di categoria, i sindacati sentiteli, sentiteli un'altra volta, vedete quali sono le proposte che stanno facendo. Il vero problema è che c'è un grido d'allarme che viene soprattutto dai settori produttivi, dove lamentano il fatto che non ci sono risorse adeguate per quanto riguarda la legge numero 9, la "51", l'agricoltura, l'industria. Effettivamente, noi oggi come oggi stiamo affrontando una manovra che taglia le risorse, dove si può creare occupazione, si può creare sviluppo; invece vediamo che ci sono risorse spese in tutta una serie di rivoli che non porteranno nessun beneficio alla crescita e allo sviluppo della Sardegna.

Ci sono nodi che ancora devono essere sciolti, sto parlando della formazione professionale, ma chiarite una volta per tutte cosa si vuole fare della formazione professionale, perché non è chiaro ancora oggi dopo mesi di discussione qual è l'obiettivo di questa maggioranza per quanto riguarda la formazione professionale. Lo stesso destino della legge numero 52 non si capisce quale sarà, perché tutti gli impegni che sono stati presi in precedenza dalla Giunta regionale non mi pare che siano state mantenuti.

Così come alcuni interventi per quanto riguarda l'istruzione e mi riferisco soprattutto al discorso Università e particolarmente dell'università diffusa. Allora, io credo che questo Consiglio regionale debba valutare un fatto importante che si sta verificando soprattutto nella Università nuorese, dove gli studenti sono scesi in piazza perché non riescono più neanche a dare gli esami che sono stati programmati, quindi non si riesce a garantire neanche i corsi che sono stati programmati dall'Università. Ebbene, noi oggi sentiamo che da parte della maggioranza ci sono ancora posizioni che sono totalmente contrastanti, perché da una parte sentiamo le dichiarazioni del presidente Soru che dice che non crede nell'Università diffusa, a parte il fatto che Nuoro non è da considerare tra l'Università diffusa ma è una Università che è nata con l'obiettivo di essere una vera Università autonoma, però poi anche su questo sentiamo che invece l'Assessore della pubblica istruzione, che oggi non è presente, dice che lei è d'accordo per questa Università. Ma allora chiaritevi una volta per tutte, non potete fare un discorso oggi e poi l'indomani un altro. La gente si confonde, non si capisce cosa vuole fare questa maggioranza. Se le volete chiudere queste università ditelo chiaramente, ma non potete poi andare nel territorio e imbrogliare la gente, a imbrogliare gli studenti dicendo che non è vero che le università andranno avanti, almeno per quanto riguarda i corsi che sono stati programmati. Allora questi sono i veri problemi noi oggi ci prepariamo ad affrontare una manovra che non si capisce manco dove vuole arrivare.

Infine, voglio parlare dell'articolo 1, che è quello soprattutto per entrare nel merito…

PRESIDENTE. Sarebbe stato bene che ne avesse parlato durante tutto l'intervento dell'articolo 1. Colgo l'occasione per dire che dobbiamo cercare di stare nel tema. Prego, concluda.

LADU (Fortza Paris). E' chiaro che stavo parlando dell'articolo 1 perché è fondamentale per quanto riguarda il ragionamento che noi stiamo facendo. Perché nell'articolo 1, tant'è che noi abbiamo presentato due emendamenti, in modo particolare gli emendamenti numero 206 e 207, dove chiediamo la soppressione del comma 1 dell'articolo 1 perché riteniamo, e questo è un nodo che ancora non è stato sciolto, sui 500 milioni di euro che sono inseriti nella manovra finanziaria, noi diciamo che è una proposta illegittima, perché non si possono anticipare risorse su entrate che avvarranno comunque dal 2011 in poi. Allora, il vero problema è questo, il vero problema di fondo è che noi stiamo approvando una manovra che sta prendendo in considerazione risorse che di fatto non ci sono. Allora, io mi rivolgo ai colleghi della maggioranza, voi lo sapete bene che quelle risorse, e lo dicono anche alcuni settori della maggioranza stessa, che quelle risorse non potevano essere impegnate in questo modo. Ricordatevi anche che l'ombrello Prodi vi è mancato, perché loro sono stati responsabili di aver approvato una manovra che sapevano essere illegittima, perché andava bloccata da prima questa manovra, invece voi avete continuato l'anno scorso, quest'anno e probabilmente anche l'anno prossimo, non credo che questo sarà possibile, perché credo che il quadro sia cambiato, però la realtà vera è che noi stiamo approvando una manovra che sta facendo riferimento a risorse che di fatto non esistono, quindi va completamente modificata…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Ladu.

LADU (Fortza Paris). Concludo, Presidente. Come va eliminata… oh Pirisi insomma…

(Interruzione del consigliere Pirisi)

Non fare il galletto, intervieni tu…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Ladu non raccolga le provocazioni.

LADU (Fortza Paris). Non puoi parlare interrompendo tutti gli interventi, parla se vuoi parlare e dì quello che devi dire. Non deve disturbare la gente.

Quindi per dire che anche la tabella E, e ho chiuso, che è inserita nella manovra, che fa riferimento a quei fondi che non esistono, vada cancellata e quindi vada riscritta completamente la manovra.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Io vorrei possibilmente stare all'argomento in discussione e all'ordine del giorno, anche perché ritengo che l'articolo 1 sia l'articolo fondamentale per iniziare la discussione su questa manovra finanziaria. Certo, è naturale che ci abbandoniamo a considerazioni di tipo politico visto anche i tempi, ma al di là di quello che avviene fuori da quest'aula credo che sia emersa soprattutto dall'inizio di questa discussione, che i problemi della maggioranza di governo non siano risolti. Abbiamo fatto di tutto, come minoranza, per agevolare il percorso di questa finanziaria, perché arrivasse nei tempi giusti: abbiamo - e di questo devo dare atto all'onestà intellettuale del Presidente della Commissione che in sede di relazione ha riconosciuto l'atteggiamento corretto della minoranza che non ha presentato emendamenti per semplice ostruzionismo - abbiamo lasciato discutere nei tempi fisiologici, necessari, la maggioranza perché ritrovasse l'equilibrio dopo il terremoto della costituzione - legittima e anche opportuna per certi versi nel quadro politico - del Partito Democratico; abbiamo atteso che tutti i problemi inerenti l'Esecutivo e il suo rapporto con il Consiglio potessero trovare soluzione, e attendiamo ancora che questo possa avvenire, ma inutilmente abbiamo tentato di far arrivare questa manovra finanziaria in Aula nei tempi canonici previsti dalla legge 11. Abbiamo quindi proposto un mese di esercizio provvisorio, abbiamo discusso sull'esercizio provvisorio e abbiamo suggerito a questa maggioranza di prevedere non un mese ma due mesi di esercizio provvisorio; ci sono state date assicurazione dallo stesso Presidente del Consiglio, che inizialmente voleva imporre dei tempi a oltranza, quasi, per la discussione di questa manovra finanziaria; siamo andati in Commissione, abbiamo lasciata sola la maggioranza perché potesse velocemente esaminare i mille emendamenti circa (dei quali parte consistente è stata presentata dalla maggioranza stessa); bene, siamo a metà dell'articolo 3 in Commissione e siamo all'inizio della discussione, il 30 di gennaio, della manovra finanziaria con l'articolo 1. Credo che ogni considerazioni in merito sia superflua, chiunque può capire che in questo momento non sono all'attenzione di quest'Aula i problemi veri della nostra regione, e i problemi veri del mondo produttivo, del sistema sociale ed economico, ma sono i problemi di assetto politico dei Partiti; e in questo caso la maggiore responsabilità, pur avendo anche il centrodestra qualche problema di assetto politico ma non influenza sicuramente il corso dei lavori, mentre i problemi della maggioranza stanno di fatto bloccando l'attività istituzionale, di governo e legislativa dell'Aula consiliare. Anche questa è una realtà. Ma si bloccano anche nel merito, oltre alle discussioni di assetto interno, oltre alle discussioni programmatiche probabilmente che ci sono all'interno della maggioranza, del rapporto tra Esecutivo e Consiglio, del rapporto tra Esecutivo e maggioranza consiliare stessa, ma ci sono dei problemi di merito - dicevo - e sono evidentissimi dall'esame degli emendamenti che sono stati presentati da parte di questa maggioranza sull'articolo 1, e l'articolo uno che cos'è? E' quell'articolo che per l'ennesima volta rischia di inficiare la manovra finanziaria. Sappiamo tutti che già la manovra del 2006 è sospesa nel giudizio da parte della Corte dei Conti e della Corte Costituzionale per l'anticipazione del milione e mezzo di euro sulle future entrate, tra l'altro operazione che è stata discussa in quest'Aula, sia l'accordo con lo Stato sia la forma di anticipazione scelta dal presidente Soru. Una parentesi, in merito a questo: vorrei che i colleghi tutti prendessero visione dei dati ISTAT sulla contribuzione IVA, che era stata annunciata come una grande innovazione, un grandissimo risultato, bene, in Italia la contribuzione IVA è in calo. Anche su questo ognuno faccia le dovute considerazioni. Sotto processo è quella anticipazione di un miliardo e mezzo di euro, che va a risanare in qualche modo il disavanzo, in maniera fittizia e virtuale, e quindi automaticamente, per chi ha un po' di ragionevolezza, sotto giudizio sarà anche l'esercizio finanziario 2007 che anticipa, all'articolo 1, i 500 milioni di euro. Ma la sfrontatezza maggiore, ed ecco perché condivido con l'onorevole Cugini la posizione, è continuare in questa azione di anticipazione di future entrate con altri 500 milioni di euro, all'articolo 1, per risanare il disavanzo, disavanzo che la stessa Giunta dichiara, nel comma 2 dell'articolo 1, per il 2007 è di 805 milioni di euro. Allora, questa è la sede per dire la verità: non c'è risanamento di bilancio, se non virtuale per il momento, o quanto meno sotto giudizio, sotto processo alla Corte Costituzionale, è rinviato. E mi chiedo, se per caso la Corte Costituzionale dovesse riconoscere che l'anticipazione sulle entrate non può essere anticipata nella finanziaria, riconoscendo il principio di annualità del bilancio e di veridicità del bilancio, che cosa succede? Anche questo dovremmo chiedere ai giuristi perché è un fatto che non si è mai verificato, e non siamo nuovi a discutere in quest'Aula di fatti che nella storia dell'autonomia non si sono mai verificati. Allora, attenderemo questo giudizio ma mi chiedo, il senso di responsabilità e pensare agli altri, pensare a quelli per i quali noi siamo qui a legiferare, non potrebbe portare ad accettare l'emendamento, per esempio, che all'articolo 1 è stato presentato dai colleghi Balia e più che, prudentemente, dicono: facciamo ricorso al mutuo, facciamo ricorso ad altro tipo di entrate certe e, quanto meno per il 2008, sospendiamo il giudizio della Corte dei Conti e sospendiamo il giudizio della Corte Costituzionale; se poi, putacaso, la giurisprudenza viene totalmente stravolta dalla Corte Costituzionale -cosa che non credo - che accetti la proposta della Regione Sardegna (e quindi dovrà accettare la proposta di tante altre Regioni che anticiperanno le entrate, e tanti altri enti locali che risaneranno i propri bilanci o rispetteranno il patto di stabilità anticipando il trasferimento regionale del fondo unico negli anni a venire), se questo dovesse avvenire avremo modo di fare un assestamento di bilancio che possa reinserire quanto proposto dalla Giunta, cioè l'anticipazione delle entrate. Questo è buon senso, ecco perché io plaudo a quell'emendamento più che agli emendamenti soppressivi che noi stessi abbiamo presentato, lasciando a parte della maggioranza una proposta di buon senso, seria che possa dare risposte concrete per la copertura delle entrate di questa manovra.

E' ricco anche l'articolo 1 delle cosiddette norme intruse, e ricordo che dal comma 15 al comma 30 ci sono ben quindici commi intrusi, che sono palesemente intrusi, tant'è che riguardano una sola iniziativa, quindici commi su un articolo di trentasette commi, e già il fatto di avere un articolo di trentasette commi la dice lunga. Bene, anche su questo io raccolgo l'invito: sia l'Aula a fare questa manovra finanziaria, ma non per tenere unita una maggioranza di governo, non per tenere unito il centrosinistra, ma che sia una manovra finanziaria che dà risposte alla gente.

Ecco, questo è riuscito a fare questa manovra finanziaria e in particolare l'articolo 1, mettere d'accordo tutti, studenti (universitari e non), Università, artigianato, commercio, sistema produttivo, sindacati, tutti d'accordo con noi: questa è una manovra finanziaria da riscrivere ma ormai non c'è più tempo per riscriverla. Ragioniamo sugli argomenti tecnici e poi dimostriamo la stessa dignità dei nostri colleghi parlamentari che, pur rinunciando al trattamento pensionistico, hanno mandato a casa questo Governo, hanno mandato alle urne il giudizio su questo Governo nazionale e credo che anche in Regione non faremmo male a ridare la parola agli elettori.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli, anche perché è stato sufficientemente dentro l'argomento.

E' iscritto a parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Cercherò anche io di stare all'interno dell'argomento, anche se in premessa mi corre l'obbligo di dire che condivido e molto gli interventi che mi hanno preceduto e che sono stati introdotti in alcuni argomenti di natura generale, oltre che nello specifico delle tematiche dell'articolo 1 dall'onorevole compagna Caligaris e dall'onorevole compagno Renato Cugini; che hanno, vede Presidente, posto oltre ai problemi contingenti legati all'articolo 1 una serie di problematiche che sono problematiche con valenza politica, e non lo hanno fatto da altri punti di vista, che che se ne voglia dire, lo hanno fatto dal punto di vista del centrosinistra, cioè di chi ha una collocazione seria, responsabile e precisa. Quindi senza creare alcuna confusione chiedono chiarezza nei rapporti interni alla maggioranza sulle problematiche della concertazione e su che tipo di impostazione e di soluzione poi, si vuole dare alle problematiche del lavoro.

Ciò detto, io voglio tornare al tema centrale che è quello dell'articolo 1, e in modo molto specifico in riferimento all'emendamento numero 249. Il comma 1 dell'articolo 1 del testo approvato dalla Giunta regionale e dalla Commissione prevede anticipazioni di entrata, come or ora diceva l'onorevole Capelli, riferite all'anno 2011. Il centrodestra ha presentato relativamente a questo aspetto una serie di emendamenti, che però si limitano ad annullare quelle entrate e perciò non sono condivisibili, perché se annullano le entrate nel contempo vengono anche annullati ovviamente i provvedimenti di spesa. Noi abbiamo invece presentato un emendamento che tiene le entrate in vigore, quindi che tiene anche le spese, con la metodica del ricorso al mutuo. Abbiamo già detto, assessore Secci, che noi condividevamo e apprezzavamo anche il criterio prudenziale utilizzato dalla Giunta regionale, che destina quelle risorse solo ed esclusivamente a spese di investimento ed è questa a nostro avviso una giusta cautela. Siamo però convinti che la scelta dell'anticipazione delle entrate rappresenti, primo un'inutile sfida verso un altro livello istituzionale, che è già nel passato ha avuto occasione di esprimere perplessità e rinviare la decisione al giudizio della Corte Costituzionale. Se rappresenta un'inutile sfida restiamo convinti che si dovevano adottare criteri e percorsi di maggiore prudenza e di maggiore chiarezza. Ora i socialisti si formalizzano se questo emendamento fosse bocciato e dalla bocciatura di questo emendamento traggono chissà quali conclusioni? No, noi restiamo convinti che l'impostazione della Giunta regionale sia in contrasto con le regole contabili più elementari, ma anche con norme di carattere costituzionale, cade, infatti, il principio dell'annualità del bilancio e del pareggio ed io voglio lasciare immaginare a voi che cosa accadrebbe se questo criterio venisse adottato in maniera uniforme da tutte le altre Regioni italiane o dagli altri livelli istituzionali presenti in Italia. Ora dicevo però che non ci formalizziamo su questo, perché? Non ci formalizziamo perché quando anche la Corte Costituzionale, così come noi pensiamo, dovesse esprimere un parere contrario rispetto alle decisioni della Giunta regionale sulle anticipazioni, la Giunta regionale sarà allora costretta a proporre un emendamento pari pari uguale a quello che noi abbiamo proposto e che non è stato favorevolmente accolto dalla Giunta e non è stato favorevolmente accolto dalla Commissione. Quindi ove bocciato cosa accade, accade che abbiamo trasgredito nella fase iniziale ad alcune regole, sono però spese di investimento sarà la Giunta un domani, se la Corte Costituzionale dovesse esprimersi in questa direzione a presentare un emendamento analogo. Ma questo significa che l'insieme degli emendamenti da noi presentati, ove non accolti, non avranno risvolti e non si tradurranno anche in decisioni politiche? No, non si confonda, non significa assolutamente questo. Noi non ci formalizzano su questo, ma evidentemente ci sono altri emendamenti alla finanziaria e anche al bilancio sui quali invece ci formalizzano e molto. Perché, perché hanno un'incidenza sulla politica, perché hanno un'incidenza sulle scelte e rispetto a questa incidenza sulle scelte già negli interventi in fase di discussione generale abbiamo detto che questa finanziaria doveva tenere finalmente conto di tutte le voci del Consiglio regionale e che doveva fortemente essere segnata, finalmente perché sarebbe la prima volta, anche dalla presenza socialista all'interno della maggioranza. Se ciò non fosse ne prendiamo naturalmente atto, porteremo il problema all'interno del partito, e vedremo quali determinazioni verranno assunte; così come l'emendamento dell'onorevole Caligaris relativamente al G8 mi pare assolutamente appropriato, ma vogliamo dare un senso alle cose della Sardegna, cade il primo di febbraio o ai primi di febbraio o comunque in occasione De sa Die che mi pare che sia stata dedicata alla limba il bicentenario di Giovanni Maria Angioy, vogliamo valorizzare queste occasioni anziché le altre che sono molto estranee, e che trovano invece altre fonti di finanziamento. Ma quali sono, colleghi, gli argomenti che debbono marcare in senso socialista attraverso l'accoglimento degli emendamenti, beh io provo a richiamarne qualcuno, qualcuno sul quale presumo, o così mi è parso di capire, che la Giunta regionale abbia accolto, tipo il percorso parallelo della legge numero 32 mutui-contributi, ma ne segnalo un altro sul quale la Giunta regionale mi pare abbia manifestato notevoli perplessità ed è l'emendamento relativo all'università, il collega Davoli ieri segnalava un problema annoso riferito alla sede di Nuoro, ma io credo che stiano per esplodere i problemi di tutta l'università diffusa sulla quale manteniamo le riserve, ma per la quale diciamo che devono essere garantiti per lo meno i corsi già avviati. Poi dell'università forse è opportuno, della formazione e della cultura in genere, che dedichiamo un dibattito serrato più appropriato e a quello destinato. Ci formalizziamo sulla formazione professionale, perché non è pensabile che in assenza della legge di riforma, noi ci limitiamo a cancellare tutto ciò che allo stato attuale esiste creando il conseguente disagio negli operatori di quel settore. Ci formalizziamo se non viene rifinanziata la legge numero 51 sull'artigianato e la legge numero 1 ex 28, ci formalizziamo se non viene rifinanziata la legge numero 26 sul concorso regionale all'abbattimento degli oneri previdenziali per le imprese, che fanno nuove assunzioni, se non viene rifinanziata la legge numero 9, e siamo molto attenti alle determinazioni che dalla maggioranza verranno assunte relativamente al fondo sull'occupazione, del quale il collega Cugini parlava.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Balia. E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. Signor Presidente, colleghi del Consiglio, signori Assessori, la discussione del disegno di legge sul bilancio annuale e pluriennale della Regione ha avuto anche quest'anno un percorso che è stato irto di tanti problemi, che ancora non hanno trovato il percorso per arrivare ad esitare una manovra finanziaria che sia rispondente a quel bisogno di una finanza regionale risanata, virtuosa, che sappia interpretare i bisogni della nostra gente, dei nostri territori, e sappia dare anche le risposte che, ormai da tempo, vengono chieste a gran voce da chi, soprattutto, va ad interpretare questi stessi bisogni, e cerca di tradurli in proposte, in progetti che siano rispondenti ad essi. Devo dire che anche ieri, all'inizio dell'esame degli emendamenti, abbiamo trovato le stesse difficoltà che già vennero evidenziate durante il passaggio in Commissione. Credo debba essere data testimonianza, anche in quest'occasione, della disponibilità di tutta la minoranza a che il dibattito fosse proficuo a trovare finalmente le soluzioni rispetto alle problematiche che via via si sono presentate. C'è stata addirittura, alla conclusione del passaggio in Commissione, qualche affermazione forte di esponenti della maggioranza, che chiedevano il contributo della minoranza affinché questa manovra finanziaria potesse essere la sintesi delle proposte, e potesse trovare nella discussione in Aula quelle risposte che non si riescono ad elaborare. Parlando dell'oggettivazione dei temi, noi ieri abbiamo avuto tante altre situazioni in cui la discussione, il confronto è stato talmente chiuso, chiuso dagli interventi, volta per volta, della Giunta, che hanno necessitato l'espressione di voti o di pareri tecnici rispetto a quelle che, invece, erano proposte da portare in Aula, esitare per l'Aula, con una scelta, da parte della Giunta, bella, decisa, piena. Cosa che non è avvenuta. Tant'è, come ricordava il Presidente del Consiglio, che l'esame degli emendamenti è arrivato all'articolo 3, quindi non siamo arrivati neanche ad un terzo dell'esame delle proposte che vengono fatte per l'Aula.

Credo che l'articolo 1 compendi quella che è una filosofia della gestione finanziaria della Regione, che non trova condivisione, del resto. Il Capogruppo di Forza Italia ha espresso bene il concetto di non condivisione della manovra, l'ha espresso bene a tal punto da dichiarare che la manovra finanziaria, eventualmente, sarebbe da riscrivere in Aula, ma non da riscrivere perché è una necessità delle minoranze di far prevalere alcune linee, alcune filosofie rispetto a quelle proposte, ma perché c'è la necessità di mettere ordine ad una manovra che è fatta a pussé, che è fatta ed è rappresentata, come ha espresso qualche collega durante l'esame in Commissione, sembra una malattia esantematica, quale può essere la rosolia, il morbillo, così, a punti rossi e accesi, invece a situazioni spente dove non si riesce a capire quali siano le reali volontà di affrontare i temi critici quali, anche ieri, i sindacati, le rappresentanze datoriali ci rappresentavano come emergenze; voglio ricordare la presa di posizione dei sindacati, Cgil, Cisl e Uil, ma della Confartigianato, delle rappresentanze territoriali, e così via. Questo per dire che, molto probabilmente, non sono stati sufficienti i confronti fin qui avvenuti all'interno della maggioranza, anche lunedì notte fino a tarda notte riportava la stampa, per poter sciogliere questi nodi.

Bene, le difficoltà. Io credo che la proposta Balia-Masia, con l'emendamento numero 249, dia uno spiraglio, e noi già, nella fase della discussione in Commissione, avevamo presentato come proposta quella di non accedere, per lo meno nella finanziaria del 2008, ad anticipazione di risorse, a valere sulle nuove entrate del 2011. Quella proposta l'avevamo fatta, è stata rigettata quasi con sdegno, che si mettesse in discussione quello su cui la Corte dei Conti aveva già fatto le sue eccezioni, che aveva portato al ricorso da parte del Governo. Ma da questo orecchio non ci sentiamo, non ci vogliamo sentire. Molto probabilmente, caro Assessore, ci sarebbe la necessità di riflettere su quella eventuale crisi finanziaria che una bocciatura da parte della Corte costituzionale potrebbe portare a breve termine una necessità di riscrivere non soltanto il pareggio di bilancio del 2006, ma anche il pareggio di bilancio del 2007, ed eventualmente una riscrittura della finanziaria del 2008.

Tutte queste cose credo che siano fatti degni di rilevanza politica, che segnano per oggi e per domani una data di passaggio da una finanziaria che doveva essere virtuosa, e che invece diventa virtuale. Diventa virtuale perché non si dà corso a politiche di sviluppo che siano una risposta saggia ai bisogni della nostra gente, ma sui temi del lavoro, ma sui temi dell'impresa, ma sui temi della gestione del territorio, ma sui temi dell'Università. Devo dire che avevo evidenziato tutti i punti critici che sono sotto osservazione, che sono, anche negli emendamenti della maggioranza, punti e nodi da sciogliere all'interno della maggioranza, prima che i temi stessi vengano trattati in Consiglio.

Io credo che l'attività e l'impegno nostro vadano per lo meno indirizzati in due settori: l'accelerazione della spesa, la riduzione di quelli che sono i residui. Noi non possiamo permetterci, con la crisi che sta attanagliando la nostra Regione, di pensare che non riusciamo a trovare un nuovo metodo di gestione delle risorse attraverso l'attivazione della spesa, un'accelerazione della spesa. Credo che questo sia il tema più forte sul quale la maggioranza sarà chiamata a esprimersi già nei prossimi mesi. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Grazie signor Presidente. Vorrei, nel tempo concesso per l'intervento sull'articolo e sugli emendamenti, sottolineare alcune cose di fondo, in realtà stiamo parlando dell'articolo 1, ma sostanzialmente diversi interventi hanno ribadito dopo i lavori della Commissione e dopo la presentazione dei numerosi emendamenti che hanno confermato implicitamente la nostra valutazione che essendo questa una legge omnibus non può che generare una serie infinita, numerosissima di emendamenti non costruiti, non voluti per rallentare i lavori, ma generati dal fatto che una quantità enorme di regole, di discipline, di norme contenute nel testo generano evidentemente molte richieste di modifica attraverso gli emendamenti. A questo punto io sottolineerei che francamente condivido l'analisi molto lucida fatta dal collega Cugini su che cosa sta accadendo in questa finanziaria, e cioè non c'è… condivido l'analisi, ho detto che non condivido i contenuti, ovviamente… Pirisi, non distrarti… condivido l'analisi, non condivido evidentemente tutte le valutazioni e soprattutto la direzione verso cui si intende andare, però è effettivamente così, questa è una finanziaria che dimostra chiaramente che in questa Regione ormai non vi è una politica del Governo e della maggioranza, o di quella parte della maggioranza che sostiene convintamente il Governo che sia identificabile con una politica di centro-sinistra, tanto meno di sinistra, d'altra parte non c'è neanche però una politica di centrodestra o di destra. Esiste invece il modello che si sta affermando che è quello di un Governo che non è né di destra né di sinistra ma semplicemente è centrato sul metodo, e il metodo è quello del paternalismo, del dirigismo, lo sviluppo della Sardegna è affidato a quello che in alcune stanze, in particolare in una, si decide. Non si fanno investimenti se un imprenditore non va a colloquio con il Presidente della Regione, non si fanno politiche del lavoro se il sindacato non si inginocchia davanti al Governatore o alla Giunta per ottenere o strappare alcune cose. Il risultato è che nelle politiche del lavoro, perché la sottolineatura che fa oggi la sinistra riprendendo il contributo importante del sindacato delle forze sociali, in particolare direi del sindacato, che dice: prendiamo atto che nella nostra Regione oggi abbiamo un ritardo di sviluppo, una frenata nella crescita già lenta, una frenata nella crescita che sta determinando una situazione straordinaria, veramente straordinaria di disagio sociale, di assenza di lavoro, di povertà delle famiglie, la Regione faccia qualcosa! Di fronte a questa realtà si può dire: facciamo politiche di sostegno all'impresa perché se non nell'immediato almeno nel medio, e poi ovviamente nel lungo periodo, ci sia veramente un'inversione di tendenza rispetto a questa fortissima recessione del sistema economico della Sardegna che è più forte di quello nazionale, e facciamo politica per l'impresa in maniera organica, razionale, partendo dalla ricerca fino agli incentivi alle imprese per determinare veramente un'inversione di tendenza. Questa che per alcuni potrebbe essere intesa come una politica più di destra che di sinistra, vi chiedo scusa per le eccessive e banali semplificazioni, la Giunta non la sta facendo, non vi è una politica per le imprese in questo Governo regionale e non vi è però neanche una politica del lavoro così come tradizionalmente si intende, perché non c'è neanche il coraggio, se non si vuole andare in quella direzione, non si ha il coraggio e la lucidità di dire: intraprendiamo, per far fronte alla carenza di lavoro e all'incremento della povertà, utilizziamo strumenti tipici delle politiche del lavoro di cui la sinistra ha sempre fatto in qualche modo il suo vessillo. E, infatti, tutto ciò che viene, i richiami fatti dal sindacato che tra l'altro non viene coinvolto in una vera concertazione, e i richiami che fa la sinistra per interventi decisi, forti , secondo metodi tradizionali su cui noi abbiamo molte riserve, le abbiamo sempre avute, ma che almeno avrebbero una linea chiara, ecco, qui abbiamo invece una politica che non va né da una parte né dall'altra, si arrocca nella concessione di un potere inteso dirigisticamente e non si va effettivamente ad affrontare i problemi reali. Il sindacato deve decidere? Dice Cugini: "Non è detto che decida", ma che almeno possa essere realmente consultato, che abbia una funzione. Il mondo dell'impresa può, deve decidere quali sono le politiche per l'impresa? No, le politiche le deve decidere il Governo e il Consiglio regionale attraverso leggi, programmi e provvedimenti amministrativi, ma che almeno ci sia con questo mondo un confronto vero per trovare delle soluzioni condivise; questa sarebbe quantomeno una saggezza che potrebbe addirittura mettere insieme tutti. Allora, cosa può accadere in questo momento? Può accadere, e accade, che l'opposizione che ha certamente una linea, ha un'alternativa che sta pian piano sempre più definendo anche misurandola sulla base degli errori che voi state compiendo in questa legislatura, però in questa finanziaria non ha certamente né le forze né i numeri per poter modificare qualcosa, però può, di fronte a questa divisione estrema della sinistra, in questa divisione della maggioranza, può essere disponibile trasparentemente a sostenere soluzioni che in qualche modo correggano questa deriva verso il nulla, questa inclinazione verso la fine di una legislatura che non darà un briciolo di contributo, di incremento del tasso di crescita della nostra Regione, e questo noi lo possiamo fare già a partire dall'articolo 1 perché condividiamo alcune preoccupazioni forti. Uno degli elementi declamati, enunciati con grande enfasi da questo Governo regionale è quello del risanamento, un risanamento che è fatto, però, come abbiamo già detto, gonfiando le entrate. Bene, già questo potrebbe essere un elemento di chiarificazione; rivelare l'inganno di un'anticipazione di entrate illegittima che copre un reale indebitamento che verrà generato se la spesa riprendesse davvero ad avere un ritmo di accelerazione maggiore, occorrerebbe davvero essere leali e sostituire l'anticipazione delle entrate con un ricorso al credito, con un'autorizzazione ad un mutuo per coprire gli investimenti della spesa pubblica contenuti nella tabella E, questo sarebbe già un primo elemento di chiarificazione che renderebbe più reale e veritiero questo bilancio e questa manovra finanziaria.

PRESIDENTE. Grazie onorevole La Spisa. E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, mi permetta, tra l'altro, di rivolgerle un augurio per il nuovo ruolo che riveste in questa Aula, tra l'altro anche una nota di soddisfazione perché, per la prima volta, un figlio dell'alta Marmilla siede in una postazione così alta, e quindi credo che sia importante per tutti sottolinearlo. Io, tra l'altro, Presidente, accolgo il suo invito e quindi mi limiterò a parlare esclusivamente dell'articolo 1, l'articolo 1 che è un articolo che funge da locomotore di questa finanziaria e che quindi traina gli altri 10 articoli arrancando in questa situazione difficile, devo dire, della Sardegna così come è stata d'altro canto rappresentata bene da tutti gli interventi che si sono avuti finora in quest'aula. La prima considerazione è una considerazione di chiarezza. Una considerazione di chiarezza che faccio anche funzione di ciò che l'onorevole Siro Marrocu nel suo ultimo intervento aveva fatto, facendo proprio con orgoglio il risultato che ha conseguito questa Giunta regionale nel portare dal 98 per cento al 73-74 per cento l'incidenza delle spese correnti sul totale delle spese del bilancio regionale. Perché chiarezza? Perché si tratta di una falsità, ovviamente molto benevola, rapportando il confronto ad un bilancio e a dei bilanci che chiaramente erano organizzati e originati da una norma di contabilità diversa.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue PISANO.) Il 98 per cento - lo sanno tutti gli addetti ai lavori - era il risultato ovvio perché tutte le spese correnti includevano molte delle spese di investimento, tant'è che gran parte del lavoro che tutti gli Assessorati hanno dovuto fare in questi anni, e soprattutto nel 2005, è stato quello di adeguare ovviamente la scorporazione della cosiddetta "spesa di investimento" dalle spese correnti. Per farvi un esempio, erano spese correnti anche tutte le spese della formazione professionale, e quindi è evidente che da questo punto di vista c'era un errore abbastanza tecnico, ma che non vi consente assolutamente di appropriarvi di risultati che non avete assolutamente conseguito. Anzi vi dirò di più: se oggi noi dovessimo parametrare il rapporto di spese correnti al totale delle spese in funzione della stessa logica e della stessa norma di contabilità, ci accorgeremo che voi avete, invece, frenato le spese di investimento e che le spese di investimento si sono ridotte. Se pensate che soltanto nel 2003 e nel 2002, con tutto ciò che era accaduto e che voi ricordate, con la legge 1, con la ex legge numero 28, che erano tutte spese di investimento, eravamo ad un rapporto che era di gran lunga inferiore all'incidenza del 73 per cento attuale.

Ma non mi voglio soffermare su questo. Voglio invece fare un ragionamento che riprende un po'… e ovviamente sottolineo, condivido anche la considerazione che ha fatto l'onorevole Capelli, ma proprio perché la condivido voglio dimostrare, così come facevamo quando andavamo a scuola, un teorema per assurdo. Allora, per assurdo può essere dimostrato dicendo: bene, supponiamo che sia giusto il principio per il quale voi, nel comma 1 dell'articolo 1, andate a introdurre 500 milioni di euro come anticipazioni delle entrate future. Poniamo che sia giusto. Dimentichiamo tutto ciò che era relativo al dibattito che in maniera molto puntuale è stato fatto sia dallo schieramento di maggioranza, ma anche da noi dell'opposizione, e poniamo che sia legittimo e che questo si possa fare. E allora, se questo è legittimo mi chiedo, così come ci chiedevamo quando eravamo piccolini: perché 500 e non 600? Perché 500 e non 1000? Perché 500 e non 1500? Qual è il principio che osta, una volta assodato che si tratta di un principio corretto dal punto di vista contabile, non anticipare di più e quindi rispondere a tutte quelle esigenze per le quali in maniera veramente affaticata i consiglieri del centrosinistra dicono che occorra rispondere? Perché non dare risposta agli artigiani, ai commercianti, alla formazione professionale, onorevole Uras? Perché dalle sue parole lei davvero ci ha commosso ieri! Perché gli occhi di quella signora io li conosco! Sono occhi che conosco anch'io! E quindi davvero non possiamo essere insensibili di fronte a un dramma che coinvolge migliaia di docenti, ma soprattutto che coinvolge migliaia di ragazzi che oggi sono nella strada che si interfacciano ai servizi sociali dei comuni. Questa è la verità! Se noi dobbiamo anticipare, perché 500 e non 1500? Anticipiamo di più, tanto non cambia! Non cambia niente! Quindi ecco perché noi Riformatori abbiamo presentato un emendamento che va in questa direzione. Stiamo facendo delle cose legittime e quindi come tali nessuno ci ha prescritto che ci debbano essere 500! Chi l'ha inventato questo numero?

E poi bisogna fare un'altra considerazione, è molto importante, ed è subdola questa considerazione che io… voglio dire, la considerazione è corretta, è subdolo ciò che voi avete scritto nella finanziaria all'articolo 1. Voi dite: "Attenzione, andiamo a coprire il disavanzo con dei mutui". D'accordo, però li contraiamo soltanto di fronte ad un'effettiva esigenza di cassa. Ma cosa c'entra la cassa? Cioè voi lo sapete bene cosa c'entra la cassa, la verità che voi volete contrarre i mutui, anzi non li volete contrarre, e usate il meccanismo di frenare la spesa in modo ovviamente da non avere problemi di flusso di cassa ed è esattamente l'opposto di ciò che deve fare una corretta Regione. Voi state frenando la spesa e avete degli ordinativi di spesa che si concretizzano con una media di 180 giorni, appositamente per non contrarre il mutuo a ripiano del disavanzo. Questa è una cosa di massima scorrettezza! Voi non dovete dire "eventualmente contraiamo"; no, dovete dire "contraiamo il mutuo" e infatti noi abbiamo proposto un emendamento che va in questa direzione. Non è assolutamente pensabile che si nasconde in maniera subdola quest'atteggiamento che porterà ad un risultato opposto, che pagheranno tutti i sardi, e che tra l'altro - non dimentichiamolo, perché questo non lo dite mai - va esattamente anche nella direzione di voler aver rispetto di quello che è il patto di stabilità. Voi il patto di stabilità, se i flussi di cassa fossero naturalmente corretti, non lo rispettereste! Oggi la situazione è drammatica da questo punto di vista. Voi non avete assolutamente rispetto del patto di stabilità e ve l'abbiamo chiesto di dirlo e di dichiararlo qui in aula di fronte a tutti, perché evidentemente rallentate la spesa proprio per stare dentro questi parametri.

E allora, è evidente che questo locomotore dell'articolo 1 dev'essere discusso con una partecipazione diversa, con un ragionamento più ampio. Vogliamo o non vogliamo dare risposte ai problemi della Sardegna? E se davvero vogliamo risolvere questo problema perché ci fate fare degli emendamenti cercando risorse che non esistono, tanto si sa che in quella tabella A naturalmente risorse non ce ne sono, si sa che saremo costretti ovviamente a bocciare tutti gli emendamenti, perché di risorse proprio non ne abbiamo a copertura finanziaria degli emendamenti che andiamo proporre. Occorre rimuovere l'articolo 1, occorre pensare che l'anticipazione della spesa sia ben superiore ai 500 e tornare a quel giochino che facevamo da piccolini: e poita duus e no tres? E poita tres e no quattru? Questa è la verità! Questo dobbiamo fare!

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisano.

E' iscritto a parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Sì, grazie Presidente. Ieri ho ascoltato con molta attenzione e interesse alcuni interventi fatti dai banchi della maggioranza, come ad esempio quello di Davoli, quando parlava del rischio di chiusura dell'Università di Nuoro anche in considerazione dei tagli previsti in finanziaria, lo vedremo poi all'articolo 2; come ho ascoltato - mi ha preceduto, appunto, l'onorevole Pisano - l'intervento dell'onorevole Uras, che ha lanciato un grido d'allarme per una madre di famiglia - ce ne sono tante, ma ci sono anche tanti padri di famiglia - che viveva con lo stipendio della formazione professionale e che, a seguito delle strategie della Giunta, ha perso il lavoro, ma soprattutto la speranza. Anche l'intervento di Pisu era molto pertinente, quando ha parlato del dramma che stanno vivendo le popolazioni delle zone interne, perché anche nella finanziaria dell'anno scorso avevamo affrontato questo argomento e sembrava che già la finanziaria dell'anno scorso doveva dare risposte concrete per i problemi delle zone interne, cioè ricreare una sorta di equilibrio tra le zone costiere e le zone interne. Quindi, questo grido di allarme va raccolto e ha anche denunciato che manca un progetto di rilancio, che è una delle cose più importanti, quindi, non c'è volontà di dare risposte alle problematiche delle aree interne, questo è quanto ha detto Pisu.

Allora, ieri sera io - nonostante non sia componente della Commissione bilancio - ho partecipato all'esame degli emendamenti e ho constatato anche all'interno della maggioranza una sotterranea divisione. Qui, appunto, interviene la condivisione dell'intervento che ha fatto prima l'onorevole Cugini, che dice: "Una parte del centrosinistra vuole fare da sola e subito, mettiamo insieme le idee migliori del Consiglio e diamo risposte". Beh, io non posso che dire che se la maggioranza riesce a mettersi d'accordo noi siamo disponibili a trovare soluzioni, anche con gli emendamenti, che vadano nell'interesse dei sardi.

Per tornare al tema dell'articolo 1, non si può fare a meno di richiamare gli aspetti che riguardano le illegittimità costituzionali sollevate. Io l'ho già detto nella relazione generale, nell'intervento, siamo in attesa della sentenza della Corte Costituzionale in merito al ricorso del Consiglio dei Ministri del 7 agosto 2007, relativo alla incostituzionalità delle tasse sul turismo, come, allo stesso modo, pesa l'ordinanza numero 611 della Corte dei Conti che ha contestato l'iscrizione in bilancio della somma di 500 milioni relativa ai crediti che verranno a maturare in anni successivi al 2006. L'articolo 1 della finanziaria, e in particolare il comma 1, ripropone l'anticipazione di 500 milioni di euro destinandoli ad importanti interventi di cui alla tabella e). Pertanto, stiamo parlando di somme non certe, ma ipotetiche e quindi non iscrivibile a bilancio. Soprattutto dinanzi a un rilievo di illegittimità della Corte dei Conti, per molto meno sicuramente si condannano gli enti locali nelle gestioni delle proprie risorse finanziarie, cioè, se questa operazione l'avesse fatta un ente locale, probabilmente questo bilancio sarebbe già stato cassato da molto tempo, mentre siamo in attesa, un bilancio segue l'altro. Sono quindi a rischio con questi rilievi i fondi per la legge numero 29, quella sui centri storici... Presidente, chiedo scusa, se riusciamo ad avere un attimino di silenzio, chi non è interessato magari può uscire. I fondi per la legge numero 29 per i quali sono previsti nella tabella e) 25 milioni di euro, io credo che siano fondi molto importanti, nelle finanziarie precedenti c'erano 15 milioni di euro, sono stati chiesti 25 milioni di euro, però sono a rischio e questi 25 milioni di euro potrebbero dare risposte soprattutto per il rilancio, come richiamava qualcuno, dei piccoli paesi dell'interno, dei piccoli centri storici, piccoli e grandi, comunque dell'interno. Sono a rischio i fondi per la casa dello studente, sono a rischio - e aggiungo limitati - i fondi per il potenziamento delle aree industriali e artigiane, per le quali ci sono scarse prospettive di crescita e sviluppo, il finanziamento di 85 milioni di euro per il sistema delle autonomie locali, a rischio - e questo non mi dispiace - i 5 milioni di euro stanziati per la ricapitalizzazione della SFIRS per la quale attendiamo ancora risposte in merito agli stanziamenti dell'anno scorso. Quindi, ritengo pertinenti sia gli emendamenti della minoranza relativi alla soppressione del comma 1, dell'articolo 1, e non spetta certo alla minoranza trovare poi soluzioni su come reperire le risorse, e qua è ovvio che può essere condivisibile l'emendamento presentato da Balia e più, che prevede l'attivazione di un mutuo, io questo l'avevo detto anche nella fase della discussione generale. Il comma 36, qualcuno ha chiesto di sopprimerlo, qualcuno ha chiesto di cambiare la dicitura e togliere quella dicitura "G8", ma io credo che rappresenti un fallimento in merito alla risoluzione dei problemi occupativi de La Maddalena, perché il G8 doveva rappresentare il rilancio, dopo la dismissione avvenuta molto velocemente dalla basa NATO e chiusura dell'Arsenale, ma sono stati stanziati dal Governo solo 30 milioni di euro a fronte di una promessa di 120, e il G8 molto probabilmente si farà sulle navi da crociera. Come sono in forte ritardo l'esame dei progetti degli hotel de La Maddalena che sono incappati nella procedura di intesa. Quindi, una finanziaria che, in qualche modo, rischia di essere riscritta - e forse sarebbe meglio, per molti aspetti - con gli emendamenti, emendamenti anche della Giunta. Una finanziaria che impone tasse e sulle quali non c'è possibilità di dialogo tra maggioranza e opposizione perché noi, anche su questi temi, abbiamo cercato di apportare dei correttivi, ma assolutamente non c'è nessuna possibilità di dialogo. Voi puntate molto a imporre le tasse, anche probabilmente con qualche nuovo emendamento che ieri è stato sospeso, ai piccoli sistemi produttivi. Io spero che quell'emendamento presentato dalla Giunta che prevede la tassazione dei Bed&Breakfast, degli ostelli della gioventù, delle case per ferie, venga bocciato in Aula. E quindi si chiedono sacrifici, ma non si risolvono i problemi del lavoro precario, della latente perdita di posti di lavoro, non si risolvono i problemi delle zone interne, non si risolvono i problemi della cultura. Guardate, il problema che riguarda la chiusura, eventuale, dell'Università di Nuoro, perché questo avverrà se voi tagliate i fondi previsti dagli articoli successivi portando da 8 milioni di euro a 4 milioni di euro, questo rappresenta un fatto gravissimo per un territorio che invece deve vedere crescere la possibilità di una università migliore.

Quindi, un giudizio negativo anche sull'articolo 1, salvo che non ci sia la possibilità, con gli emendamenti, di apportare le necessarie correzioni che possano dare risposte positive ai sardi.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente. Un commento sull'articolo 1 e sul comma 1 quando ci ricorda che "L'Amministrazione regionale è autorizzata, ai sensi dell'articolo 30, comma 7 bis..." a inventarsi questi tarocchi contabili, in poche parole. Andiamo a riesumare l'articolo 7 bis della legge numero 11 del 2006 e vediamo proprio la perla di questa sciatteria, di questa facilità tutta sarda che permette alla Regione "qualora ne ravvisi la necessità", in altre norme c'è anche "qualora lo ritengo opportuno", cioè delle frasi, dei concetti inquietanti e non è la prima volta che i sardisti inorriditi vi invitano a uniformarvi e soprattutto a rispettare le leggi vigenti. La discrezionalità, il potere nelle mani di una persona, l'esaltazione dell'autocrazia, la vediamo in questi concetti: "qualora lo ritenga opportuno" oppure "qualora ne ravvisi la necessità".

A parte il fatto che questo discorso non è solo tecnico giuridico, perché su questa operazione così irresponsabile, i magistrati contabili hanno già avanzato le loro perplessità scatenando l'isteria e proprio in modo scomposto del Presidente della Giunta silenziosa, ha creato per la prima volta un vulnus perché nella storia dell'autonomia mai si era verificato che il Presidente di una Regione si scagliasse a testa bassa contro un organo che deve svolgere come contrappeso un ruolo così nobile. Ecco perché è stato ingiusto riportare in questa finanziaria questi fantomatici 500 milioni che non sono spendibili tra l'altro, è stato sottolineato. Potrebbero arrivare dal 2011, intanto assistiamo anche da pochi giorni alla traballante situazione del Governo che aveva promesso queste risorse. Ma, dal punto di vista tecnico giuridico, ripeto, si esprimerà la Corte costituzionale e noi attendiamo serenamente il parere di questo sovrano organo, ma non è solo tecnico giuridico, è anche politico il problema. Cioè, come fanno i colleghi distratti ad avallare queste procedure che fanno aumentare l'esposizione dei conti pubblici, verso la voragine, verso il deficit?

Ma ricordiamo che questa sciatteria negli anni '70, '80 in Italia ha creato un disavanzo, ha creato una voragine dei conti pubblici dei quali paghiamo ancora le conseguenze? Ma come fanno i Gruppi che della legalità ne fanno un fiore all'occhiello, quando fa comodo, ad avallare queste procedure di irresponsabilità fiscale? Ma com'è possibile sostenere in assenza di un controllo puntuale, preciso da parte del popolo sovrano, perché ripeto la materia di leggi finanziarie e di contabilità è sottratta al vaglio dei cittadini, questo a maggior ragione dovrebbe richiedere da parte della Giunta e del suo Presidente, un senso di responsabilità e di serietà maggio re perché i cittadini sono emarginati, non possono attraverso un referendum esprimere giudizi su una materia così importante, non abbiamo l'authority come negli Stati Uniti che può garantire la salute e certificare appunto la trasparenza di una legge così importante. Per questo dovevate essere più prudenti e più seri, invece con grande irresponsabilità, con un'azione muscolare proprio per sfidare coloro che osano controllare l'operato di questa Giunta che non ammette né controlli e vuole avere le mani libere per poter fare ciò che vuole, troviamo in questo articolo questo obbrobrio, tra l'altro vi è contenuta anche la norma intrusa non capisco come possa essere scappata al vaglio occhiuto del Presidente del Consiglio perché c'è una norma intrusa che grida vendetta, parlo dello sportello unico che è una legge organica e doveva essere per rispetto istituzionale sottoposta all'attenzione della Commissione competente, invece con questa sciatteria ancora una volta assistiamo a una legge che contiene norme intruse. Noi con lo stesso rigore, con la stessa apprensione, avevamo giustamente criticato il centrodestra quando si parlava di finanza virtuale, vedasi Tremonti e siamo abituati a non fare sconti a nessuno, né al centrodestra né al centrosinistra perché prima di tutto vi è la legalità, il rispetto severo delle regole perché non si può trasferire la cultura dei salotti della finanza dove c'è una spregiudicatezza a trattare i bond o altre cose che portano appunto a queste aberrazioni. Qui siamo di fronte a leggi regionali, a leggi dello Stato, e l'articolo 81 della Costituzione, com'è stato sottolineato, impone la veridicità e l'annualità. Cioè, qui non sono capricci da inseguire, c'è anche una piccola venatura di eversione, non sono termini inquietanti o tolti a caso, perché si sta violando e credo che puntualmente arriverà la mannaia della Corte costituzionale che comunque sia se dovesse avallare questa illegalità, creerebbe un precedente terribile perché adesso con l'equiordinazione dei livelli istituzionali, province e comuni sono paragonate alla Regione e potrebbero incorrere anche loro in questa irresponsabilità fiscale taroccando i bilanci, e se fosse questo trasferito in un'azienda privata, saremmo di fronte al falso in bilancio. E' un reato, è un reato! Siccome qui parliamo di bilanci di previsione per quanto riguarda lo Stato, allora si è pensato bene di inserire nel nostro bilancio una somma enorme di danari che non possono essere investiti a meno che non si rallenti la spesa per creare sempre più nelle mani di una sola persona una massa finanziaria, vedasi i residui passivi che possono essere generosamente liberati magari nell'ultima finanziaria per cercare di recuperare questo consenso che giorno dopo giorno sfugge a un centro sinistra che avalla questa irresponsabilità fiscali che sta creando apprensione sociale e non mi si dica che le riforme sono la soluzione di tutti i mali. Quando le riforme non portano occupazione e sviluppo non servono a nulla, ci si riempie la bocca per continuare a fare glispot politici, a millantare risultati che non portano lavoro, occupazione, sviluppo, ma servono solo a una persona che sta fallendo su tutti i fronti. E allora, per concludere, la famosa tabella E che annovera analiticamente tutte le misure, tutti i modi con cui devono essere investite queste somme, perché non attendere la concretizzazione dopo che si è pronunciata la Corte costituzionale? Cosa osta ad assumere un senso di responsabilità maggiore, avere più prudenza ed ecco che sull'emendamento Balia - Masia, io ritengo ci siano i margini per una riflessione, per un sostegno, perché non è un emendamento, lo aggettiverei nella tipologia classica, un emendamento cautelativo se mi permette il proponente, perché è dettato dalla prudenza, dal buon senso, dalla voglia di non confrontarsi con questi organi preziosi che devono entrare nel merito dell'operato degli amministratori e devono essere rispettati perché è un contrappeso democratico e la democrazia comporta anche questi prezzi, del dialogo e della concertazione, e il fallimento di questa legislatura nasce proprio da una cultura personalistica delle istituzioni dove non è ammessa la concertazione e la condivisione. Per questo, questo comma speriamo che sia avviato all'inceneritore visto che siamo in tema di conferimenti fastidiosi perché non è degno di stare dentro una legge che rispetta le regole, che rispetta la Costituzione, ma è frutto di una finanza creativa che abbiamo già condannato quando Tremonti ingannava il popolo italiano.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie Presidente, senz'altro non utilizzerò tutto il tempo, almeno così spero. Ma vede, non solo io credo, ma molti colleghi in quest'Aula si aspettavano che questa finanziaria che poi è la finanziaria che viene presentata diciamo alla fine della legislatura, se non proprio alla fine, sarà la finanziaria che dal punto di vista politico, dal punto di vista economico e dal punto di vista tecnico dovrebbe se non altro dare oltre che indirizzi, presentare il resoconto di quelle che sono state le linee di sviluppo programmate da questo Governo regionale in questi quattro anni. Ed è sinceramente triste vedere che tutto c'è, fuorché un chiaro indirizzo, una chiara strategia, un progetto strutturale che possa essere in qualche maniera o si possa in qualche maniera evincere ed estrapolare da tutto il disposto della finanziaria. Ancora una volta, giusto per parlare e restare in tema sull'articolo 1, si ricorre all'ipotetica anticipazione di 500 milioni di euro su risorse che la Regione attualmente non ha e che dovrebbe incassare degli anni a venire, non solo, ma condizionando, nell'ipotesi in cui una tale proposta dovesse essere accolta, ipotecando e condizionando quelle che sono le entrate future delle amministrazioni che verranno.

Questo perché? Per non avere la chiarezza, la limpidezza e il coraggio di accedere ad un mutuo, come farebbe qualsiasi amministrazione regionale e non solo, e smetterla con questa presentazione di muscoli e con questa prova di forza che a tutti i costi vuole essere fatta e portata avanti in prima analisi contro chi? Contro quella magistratura contabile che a rischio potrebbe nuovamente impugnare il bilancio e la finanziaria senza poter sapere quali possono essere gli sviluppi futuri di questa, ben capendo, dico ben capendo, che può essere senz'altro, dal punto di vista tecnico una soluzione possibile. Ma dal punto di vista contabile, economico e politico una operazione pericolosissima che potrebbe buttare ancora sull'amministrazione regionale una luce non tanto chiara e poter dare adito a dei sospetti che non sono, a mio parere… che sono dei sospetti che potrebbero essere superati.

Bene, ciò che non si intravede è proprio questo, cioè si intravede la mancanza di obiettivi che si erano proposti, il problema principale è il lavoro, il problema principale è lo sviluppo, il problema principale è la sicurezza economica, nel scorrere articolo per articolo, nell'excursus di tutti i commi del mega articolo 1 non si intravede questo indirizzo, perché è l'articolo 1 non è l'articolo fondante, è l'articolo principale della finanziaria, quando poi si va a completare la sua lettura vede, come ho detto poc'anzi, che c'è il vuoto e determinati contenuti. E questo ha una ragione, ha una causa, la causa principale qual è? La causa principale è quella di voler, a tutti i costi, estromettere in prima battuta il Consiglio regionale dalle scelte vere e proprie dello sviluppo regionale, il voler escludere, a tutti i costi, le forze sociali da un confronto, da una concertazione, da uno scambio di idee, su quelle che possono essere le realtà di sviluppo. Dall'escludere gli enti locali dalle scelte politiche territoriali ed economiche territoriali della Regione. Tutto questo porta a che cosa? Porta alla mancanza, è questo che si intravede, alla mancanza vera e propria di un progetto strutturale di sviluppo che veda nella finanziaria uno strumento attuativo. Questo credetemi, parlo per me, è una delusione perché malgrado quelle che possono essere le ammissibili e le giustificate contrapposizioni politiche che distinguono la maggioranza e l'opposizione, e devono distinguere, perché l'opposizione è lo strumento di stimolo, lo strumento di controllo all'interno di una amministrazione, è probabile che molti di noi pensassero, o pensavano, che determinate scelte drastiche che stavano colpendo nel momento, nell'immediato, anche determinati settori economici, nel medio termine, portassero ad intravedere in un indirizzo di politica economica generale, come strumento finanziario, uno strumento che poi desse risultati. Questo non è stato, questo non lo sarà ancora. Allora ci si domanda perché si continua ancora a prospettare, a presentare, uno strumento arido, uno strumento che non risponde a determinate esigenze, perché non viene coinvolta l'Aula, perché non vengono coinvolte severamente, e qui do ragione al collega Cugini, se veramente si tiene allo sviluppo del nostro territorio, se veramente si vuole dare una svolta a questa, ormai insostenibile, prassi negativa economica che sta caratterizzando la nostra Isola, perché non ci si siede ad un tavolo tutti, concertando i vari assessorati, concertando le forze sociali, concertando i rappresentati degli enti locali, concertando i rappresentanti del Consiglio regionale e studiare una vera formula, un vero progetto, studiare una programmazione che possa dare alla Sardegna speranza, che possa dare ai nostri giovani lavoro, che possa dare se non altro una speranza nell'immediato futuro alle nostre famiglie. Sta qui il problema, perché continuiamo a barcamenarci in correzioni, in virgole, in emendamenti in commi e controcommi, in artefici contabili, com'è stato fatto ancora quest'anno, ma al di là del quale non si intravede la luce, non si intravede una soluzione al gravissimo problema che attanaglia l'Isola che è il problema del lavoro, che è il problema dell'occupazione, che è il problema della sicurezza sociale, che è il problema della sicurezza delle nostre famiglie, questo è il grave problema. Dando pur meriti o demeriti, come dovrebbero essere dati al Governo regionale alla maggioranza, se non si riesce e se non ci si mette, ci si rimbocca le maniche, a studiare tutti assieme, a vedere tutti assieme, a raccogliere ciò che di buono in ognuno di noi, e non solo può dare, non ne usciamo! Saremo qui ancora un anno a contrapporci su determinati, su determinate poste di bilancio che non sono altro che poste tecniche per la maggior parte, saremo ancora contrapporci, a cozzare gli uni con gli altri, a contestare determinati strumenti che noi e io personalmente dico che non sono assolutamente validi, ma oltre che dannosi per la nostra economia. Parlo ad esempio del Piano paesaggistico, che su determinati settori ha completamente bloccato l'economia. Parlo ad esempio del non ancora realizzato, o almeno se pur realizzato contestato e rinviato dalla Comunità, il Piano di sviluppo rurale, in quanto rinviato e criticato dal punto di vista strutturale anche quando non si intravede una soluzione strutturale al problema dell'agricoltura. Io credo che da soli, con tutta la buona volontà che può metterci un Presidente, che può metterci un Assessore, che può metterci un altro Assessore, da soli non si va da nessuna parte! Da solo ancora meno! Che si equivalgano le forze sociali, si equivalgano gli enti locali, si equivalga il Consiglio regionale nelle scelte affinché si possa dare un futuro di speranza alla Sardegna, perché se non saremo, come sempre, 10-15 giorni a batterci sugli articoli, a fare gli emendamenti, a sollecitare o meno l'assunzione di Tizio, di Caio, la stabilizzazione dei Tizio, di Caio di Sempronio, ma non faremo altro, non stiamo dando un buon servizio alla Sardegna almeno questa maggioranza non l'ha dato ieri. Io lo sto dando tutto ora. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Rassu. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, colleghi, nel corso del dibattito, la cui prima parte si è svolta sotto la presidenza del Vicepresidente Biancu, al quale colgo l'occasione per fare gli auguri per il migliore e più proficuo lavoro all'interno dell'Aula nel suo nuovo ruolo. Ha visto il richiamo del Presidente di turno, fatta da alcuni colleghi che stavano intervenendo, affinché si attenessero al merito della discussione sull'articolo uno. Il richiamo che io considero apprezzabile perché tante volte purtroppo all'interno di quest'Aula noi corriamo il rischio di parlare di cose diverse rispetto a quello che è l'argomento della discussione e corriamo il rischio di non ascoltarci tra di noi proprio per il motivo che ciascuno parla di ciò che gli sta a cuore è che non è lo stesso di cui stanno parlando gli altri, che non è attinente al merito. Fatta questa considerazione devo dire che effettivamente l'articolo uno di questa legge finanziaria si presta a fare un ragionamento che sia più complessivo sull'intera legge che poi andremo a discutere e si presta a maggior ragione in relazione al fatto che ci troviamo di fronte ad una legge finanziaria che arriva in aula, io credo con un'altra di quelle performance record, le chiamerebbe l'assessore Secci, cioè il numero degli emendamenti Assessore, nel senso che io non penso che si sia mai vista una manovra finanziaria della regione Sardegna che abbia avuto in carico o un numero così alto di emendamenti. Ma, di che cosa è figlio questo numero di enti così alto? E' figlio di una situazione in cui anche la minoranza, lo dico con assoluta onestà culturale, è spiazzata, frastornata nel senso che non ci troviamo di fronte a una legge, a un disegno di legge che viene confezionato da una maggioranza che lo porta in aula con l'idea di confrontarsi con la minoranza su alcuni temi sostanziali, ma decisa ad approvare comunque la sua legge che è la legge che dà un senso compiuto all'azione di governo, che ormai è datata da quattro anni. Ma, ci troviamo di fronte a un disegno di legge che nasce, che vive, che si sviluppa in una situazione che definirei di conflittualità, il mio collega Sergio Pisano ricorda i giochi di quando eravamo piccoli, a me ricorda anche a me ricorda un gioco di quand'ero piccolo, quello che facevamo all'oratorio, uno in porta e tutti contro tutti. Ecco, sembra di vedere un gioco simile, dove non ci sono sinergie di squadra, per cui c'è una squadra che è più forte e una squadra che è più debole, ma le squadre sono ben identificate, ed è facile comunque capire il gioco di entrambe le squadre, ognuno lo fa in rapporto alla propria forza. Sembra di assistere a un gioco in cui invece ciascuno tira in una direzione che non è sinergica, né a un progetto complessivo di governo, ma neppure a una legge che specificamente va in una direzione. Perché dico questo, insomma intanto dico questo alla luce di quanto sta comunque continuando a succedere in Commissione, per cui il Presidente del Consiglio ci richiama all'obbligo di approvare in tempi certi e rapidi la manovra, ma insomma noi della minoranza, Presidente del Consiglio glielo dico affinché lei ne tenga conto, continuiamo ad essere quelli che in inglese si definiscono i bystanders, cioè degli astanti, degli spettatori rispetto a quello che succede in sedi che noi non siamo in nessun modo capaci di influenzare. Per cui se mai si arriverà a un momento in cui in questa finanziaria c'è un dialogo con l'opposizione, beh noi lo sfrutteremo quel momento, nel senso che cercheremo in quel momento di incidere, perché sino a questo momento, Presidente, del giorno in cui la legge finanziaria è stata trasferita al Consiglio a oggi, la minoranza ha svolto sostanzialmente un ruolo di spettatore rispetto a eventi che non l'hanno coinvolta in nessun modo, mentre è fisiologico che anche la minoranza abbia comunque un momento di confronto con la maggioranza; in questo momento lo stiamo ancora attendendo.

Sull'articolo 1 sostanzialmente si sviluppano le contraddizioni che sono poi quelle dell'intera manovra, contraddizioni che qualcuno ha cercato di portare a sintesi sul ragionamento relativo all'emendamento presentato dai colleghi socialisti. Cioè l'emendamento che ripropone, ancora una volta, l'equivoco di fondo della manovra finanziaria e cioè quello della famosa anticipazione di entrata che se nella prima finanziaria, in cui andammo a discutere questo evento, fu un ragionamento di principio che mantenne divisi quelli che dicevano che dal punto di vista politico era un segnale importante e forte da dare, e quindi bisognava darlo, anche se dal punto di vista contabile non era una cosa sostenibile, e quelli come noi che dicevano che avrebbe portato dei disastri all'interno della complessiva contabilità regionale. Sono passati tre anni e il ragionamento non è più un ragionamento di principio su due principi contrapposti, nel senso che cominciamo ad avere contezza dei disastri che sono stati fatti, perché è stato sottolineato da diversi colleghi che sono intervenuti, l'ha detto brillantemente il mio compagno di Partito e di Gruppo Sergio Pisano, il rallentamento della spesa è sotto gli occhi di tutti; ma è stato terrorizzato dal presidente Soru che, alzandosi in quest'aula, fece l'esempio del padre di famiglia che non avendo i soldi per poter pagare gli studi al proprio figlio, ma avendo necessità comunque di pagare gli studi al proprio figlio, andava alla scuola e prendeva l'impegno che avrebbe pagato, cioè faceva una promessa di pagamento rispetto alla scuola, ben sapendo di non avere soldi ma senza accendere un mutuo perché comunque i soldi gli sarebbero arrivati prima o poi e prima o poi avrebbe onorato il debito con la scuola. Bene siamo in questa situazione, solo che non è in questa situazione una famiglia, è in questa situazione la Regione Sardegna e il rallentamento della spesa non riguarda soltanto quella parte di uscite fasulle che fa da contrappeso alle entrate fasulle, perché se non ci sono le entrate è evidente che per non andare a mutuo bisogna non avere neppure le uscite. Allora, chiederei, ad esempio al collega Frau col quale spesso mi confronto su questi argomenti, di farmi sapere al 31-12-2008 quanta parte dei 371 milioni di euro che sono stanziati per opere di edilizia ospedaliera, quanta parte sarà spesa. Perché è assolutamente evidente che si presuppone di fare una spesa che non ci sarà sulla base di un'entrata che altrettanto non c'è. Quindi, questo è il ragionamento. Però, poi quando il rallentamento della spesa non è generalizzato e non riguarda soltanto la spesa che non si può fare perché non ci sono le entrate, ma riguarda tutta la spesa perché? Perché crescono i residui e perché sono fasulli gli impegni. Perché nessuno va a controllare gli impegni sapendo che il controllo non può essere effettuato, perché se si andasse a fare il controllo salterebbe l'impianto complessivo sulla base del quale voi avete detto di aver ridotto il disavanzo. Quindi, insomma il ragionamento è che ormai tre anni dopo l'intuizione primigenia che consentì di iniziare la famosa opera virtuosa della diminuzione del disavanzo, tre anni dopo noi stiamo vedendo i risultati concreti di quanto quella operata sia stata devastante nei confronti dell'impianto di bilancio della nostra Regione. Quindi, questo è il problema fondamentale che noi stiamo andando a sottolineare che non si è trattato, come si poteva pensare all'inizio, la di una operazione di tipo squisitamente pubblicitario, che vi avrebbe consentito di andare in giro per la Sardegna a dire che avevate fatto un'opera virtuosa di risanamento del bilancio. No, non è soltanto quello, purtroppo è un'opera che ha comunque prodotto un ingessamento del bilancio regionale, comunque prodotto un rallentamento della spesa, comunque prodotto un'incertezza dei titoli di credito, comunque prodotto l'incertezza sui destinatari delle obbligazioni giuridiche dell'impegno di spesa. Questo è il disastro complessivo che sull'impianto della nostra finanziaria si è esercitato.

La rinuncia, lo ribadisco per l'ennesima volta, perché è iscritta nel non essere scritta anche in questa finanziaria, da parte del Consiglio regionale al suo ruolo di controllo è sostanziale in questo. Perché, colleghi, tutte le volte che noi ci riempiamo la bocca di controbilanciamento dei poteri, e tutte le volte che ci lamentiamo dell'eccesso di iniziativa di Giunta, l'unico modo di controbilanciare è rafforzando il potere legislativo del Consiglio, il potere legislativo del Consiglio si rafforza soltanto dotando il Consiglio degli strumenti per poter effettuare e svolgere il suo ruolo di legislatore in maniera corretta. Quindi, con tutti gli strumenti di valutazione di impatto legislativo che oggi mancano a questo Consiglio regionale e che la Giunta non ci dà perché non ha interesse a darceli se noi non glieli chiediamo. Quindi, questo è uno degli argomenti fondamentali di cui ancora dobbiamo discutere nel corso di questa legge finanziaria.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Farigu. Ne ha facoltà.

FARIGU (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Dagli interventi che si sono svolti in quest'aula oggi sull'articolo 1, mi riferisco in particolare agli interventi di esponenti della maggioranza, mi sono ulteriormente rafforzato nella convenzione che sarebbe stato assai opportuno, sul piano politico, che la Giunta ritirasse il disegno di legge per la finanziaria 2008 e lo rielaborasse, attraverso il superamento delle evidenti divergenze esistenti nel quadro politico della maggioranza. Amici miei, della minoranza, mi hanno rimproverato perché si è portati a ragionare facilmente più disordine c'è nel campo avverso meglio è, io sono un vecchio abituato un pochino a muoversi nel quadro degli schemi tradizionali di confronto tra maggioranze e opposizioni, in termini estremamente corretti. Perché questo giova alle istituzioni e giova alla politica, di cui hanno bisogno sia le situazioni sia la politica, per riguadagnare fiducia nei cittadini; quindi, questo era l'intendimento e rimane in me l'intendimento. Però certo è che un invito va rivolto agli esponenti della maggioranza che hanno manifestato anche oggi, con molta chiarezza e direi anche con molto vigore, i punti di dissenso che vivono all'interno della maggioranza. Finché il dissenso viene espresso al di fuori dei momenti solenni di riunione delle Istituzioni è un conto, ma quando il dissenso all'interno di uno schieramento viene manifestato all'interno delle Istituzioni in seduta solenne, bisogna trarne le conclusioni, perché altrimenti non facciamo un servizio né alle Istituzioni né alla politica, e contribuiamo a creare molta confusione e distacco nei cittadini verso le Istituzioni e verso la politica. Bisogna trarne le conclusioni perché i punti di dissenso che sono stati manifestati anche oggi nel dibattito sull'articolo 1 non sono dissensi di poco momento, sono dissensi di sostanza e fortemente incidenti. Io ho sentito dire in quest'Aula, da questi esponenti della maggioranza, che la critica veniva fatta da sinistra, cioè nel quadro del centrosinistra che li ha espressi in occasione delle elezioni del 2004, e due sono le conclusioni: o sono usciti fuori dal centrosinistra sia il P.D. sia il Presidente della Giunta regionale, o sono usciti gli altri, perché, con le questioni sollevate, non possono stare più insieme. Se gli esponenti che hanno parlato in quest'Aula, e mi riferisco in particolare al compagno Balia e alla compagna Caligaris, se il loro discorso è totalmente inquadrato in questo centrosinistra, le conclusioni sono due: o non sono loro nel centrosinistra o non è nel centrosinistra il Presidente della Giunta, la sua Giunta e il P.D. che lo sostiene. Non ci sono altre vie di scampo perché le questioni sollevate sono tante.

Sul piano di merito, badate che c'è qui dentro una maggioranza forte, se venisse espressa al di fuori di uno spirito di tifoseria. L'anticipazione dei 500 milioni per i quali è stato richiamato l'intervento della Corte Costituzionale, l'intervento della Corte dei Conti, sono stati richiamati i disastri che ne conseguirebbero se le altre Regioni in Italia facessero altrettanto e i Comuni della Sardegna praticassero lo stesso sistema, il che è una denuncia forte di un provvedimento proposto assolutamente illegittimo che, se fosse praticato in sede di società privata, sarebbe tranquillamente un falso in bilancio e - come qualcuno ha detto - un reato. Oggi noi, invece, vogliamo vivere tutto all'interno di un apprezzamento squisitamente politico e quindi rifuggiamo da giudizi di altro ordine, senza però poter omettere che questo Governo regionale ha prodotto tanti e tali controversie a tutti i livelli, amministrativi, giudiziari, di ordine civile e di ordine penale. Allora, la domanda è: se questo fatto delle anticipazioni è stato richiamato come elemento forte di vizio di legittimità, e tutti gli altri atti che sono finiti nelle aule della magistratura ordinaria, amministrativa e penale, che cosa sono? Sono elementi di preoccupazione o no? E si è richiamato anche, nel contempo, tutti una forte maggioranza in quest'Aula, preoccupati della situazione sociale, delle tensioni sociali, dal mancato sviluppo economico e così via. Allora, l'aumento delle famiglie in stato di povertà, la disoccupazione crescente, la crisi dei giovani, tutto questo trova in quest'Aula una larghissima maggioranza, ma è mai possibile che non si abbia la capacità politica di trarne le conclusioni? E le conclusioni dovrebbero essere tratte nell'interesse di come si può arrivare a queste conclusioni, o ritrovando nello schieramento le necessarie intese in ordine ai problemi sollevati, coerentemente ai problemi sollevati, o altrimenti non c'è altra strada che provocare una crisi regionale e restituire la parola ai cittadini che esprimano una nuova propria rappresentanza, un nuovo Presidente e quindi un nuovo Governo che corrisponda meglio a...

Questo è nel dovere di ciascuno di noi perché non basta ritrovarci della denuncia degli aspetti sociali, degli aspetti economici, della formazione professionale, della scuola, eccetera, eccetera, bisogna anche arrivare ad una sintesi politica: non siamo capaci in quest'Aula e allora la soluzione è una sola, restituire la parola agli elettori, al popolo sardo, che sappia esprimere una classe politica, una classe dirigente capace davvero di dare le risposte che qui si denunciano e che non si riesce a trovare.

Qualcuno ha parlato qui sulle anticipazioni. Io non vorrei essere maligno, un giovane studente universitario di Giurisprudenza l'altro giorno - chiacchierando un po' di politica è un po' dei suoi studi - mi chiedeva: "Scusi, ma se l'Amministrazione regionale utilizza somme imputate a precisi scopi negli esercizi precedenti e andate a residui, c'è o no il reato di peculato per distrazione?" Gli ho detto di no, perché è venuta meno l'imputazione originaria stabilità in precedenti leggi, andando appunto a residuo. "Ma - dice - se poi si fanno atti che favoriscono terzi?". Gli ho risposto: "Non siamo mica in Sicilia, in Calabria o in Campania, qui per fortuna in Sardegna non esistono questo tipi di organizzazioni, perché mi poni questa domanda?" Mi ha detto: "Perché mi stavo ponendo il problema se poteva esistere il reato di peculato transitivo." "No, guarda, io ho studiato Giurisprudenza da molto - gli ho risposto - non sono molto aggiornato, rivolgiti al tuo professore, chissà che non ti sappia dare la risposta, ma non mi risulta che esista una qualificazione di reato di peculato transitivo". La verità vera e però che la mancata spesa non obbedisce solo ad una inefficienza dell'Amministrazione, le anticipazioni dei 500 milioni non obbediscono soltanto ad un capriccio del Presidente che vuole esaltare la conquista con il Governo centrale ma servono ad avere formalmente delle disponibilità finanziarie per dare atto a contratti, ancorchè si perfezionino nel passato ma che trovano il vincolo nella disponibilità formale di queste risorse. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Farigu. E' iscritto a parlare il consigliere Salis. Ne ha facoltà.

SALIS (Federalista-Autonomista Sardo). Grazie, signor Presidente. Io interverrò probabilmente solo su questo articolo 1, anche perché è l'articolo che è probabilmente il più significativo dal punto di vista politico, e anche perché ha creato in me la necessità di un approfondimento per il fatto che anche autorevoli amici e compagni del centrosinistra hanno su questo articolo posto dei problemi, presentato degli emendamenti, per cui ho sentito il dovere di verificare appieno quale fosse la fondatezza di questi rilievi. Ebbene, allora, per capire e per poter dare un giudizio sull'articolo 1 bisogna prima di tutto capire da dove l'articolo 1 proviene, perché se non ricordiamo questo rischiamo di dare, come sono state date da molti esponenti del centrodestra, delle indicazioni assolutamente fuorvianti. Cosa voglio dire? Voglio dire che l'anticipazione non è un'invenzione fatta per cercare di camuffare e truccare dati di bilancio, l'anticipazione dei 500 milioni del 2007 e dei 500 milioni che sono oggetto dell'articolo 1 del 2008 proviene dal fatto che il Governo nazionale a fronte della vertenza sulle entrate, che questo Consiglio regionale ha parzialmente vinto, ha parzialmente vinto, ha provveduto finalmente ad accogliere la richiesta di certificazione del fatto che il Governo italiano era inadempiente nei confronti della Sardegna. E quindi, il Governo italiano, ha accettato che la Sardegna abbia un credito sul pregresso, che è stato anche accertato tecnicamente, e perché dico che è stata vinta parzialmente, perché è stato chiesto dal Governo italiano il differimento, il differimento del pagamento del pregresso di quote alla Sardegna al 2010, per ragioni di bilancio, per ragioni di deficit, per le ragioni che noi tutti conosciamo. Per cui i 500 milioni previsti nel 2007 e riproposti nel 2008 nascono dal fatto che il Governo ha concordato, ha concordato con la Regione autonoma della Sardegna, il fatto che questa misura dell'anticipazione su un credito che è certificato nella finanziaria dell'anno scorso, finanziaria nazionale, un credito certificato, un'anticipazione di 500 milioni per poter completare il risanamento, che lo ricordo era l'obiettivo principale delle scorse finanziarie di questo centro sinistra, e in questo mi rivolgo anche ai colleghi e ai compagni e agli amici della maggioranza, oltre che ai colleghi della minoranza, una volta avviato e completato o quasi completato il processo di risanamento c'è da intervenire sulle altre due gambe del progetto e del programma che il centrosinistra ha per la Sardegna.

Il risanamento, abbiamo detto equità e sviluppo. E siccome noi sappiamo che né i processi di equità né tanto meno quelli legati e che si pongono il programma di aumentare lo sviluppo e di definire un progetto di sviluppo diverso e più efficace per la nostra Isola possono essere realizzati senza risorse. E io applico qui il buon senso dell'amministratore dell'area rurale, collega Pisano, il buon senso del sindaco, il buon senso del sindaco. Allora noi ci troviamo di fronte a due ipotesi: allora assumere mutui, noi abbiamo un'anticipazione possibile che è stata attivata, voglio dire, apro una parentesi, è stata attivata una anticipazione di 500 milioni di euro l'anno scorso nel 2007, che ha consentito, per esempio, noi che critichiamo insieme agli esponenti della minoranza, che hanno posto questo problema, la lentezza della spesa, lo critichiamo e abbiamo anche proposto delle misure operative perché il problema atavico dei residui venga superato prontamente, nonostante questo, nonostante che concordiamo su questo aspetto diciamo: questi 500 milioni che sono stati inseriti nella tabella E nella finanziaria del 2007, perché io vorrei parlare di cose concrete non di proclami ideologici o parlare di una cosa perché poi se ne vuole dire un'altra o viceversa, insomma. Allora se noi parliamo dei 500 milioni del 2007 la tabella E, allegata alla finanziaria dell'anno scorso, ha avuto impegni, i 500 milioni previsti, hanno avuto impegni per 463 milioni 679.954, e pagamenti, ripeto pagamenti, per 105 milioni 817.153.000 euro. Impegni e pagamenti, che non avrebbero potuto essere fatti, e, quindi, impegni e pagamenti per attività, opere e iniziative che non avrebbero potuto vedere la luce ad essere avviate, se non si fosse fatta questa anticipazione, così come non potranno essere avviate le opere, le iniziative previste nella tabella E della finanziaria 2008 oggi in discussione, se l'articolo 1 venisse, come improvidamente qualcuno ha detto in quest'aula venisse cancellato, improvidamente lo sottolineo. E allora il problema è torniamo alla realtà delle cose; abbiamo necessità di avere risorse a disposizione, badate bene, c'era anche l'altra strada; voglio dire è legittimo che qualcuno possa dire bene siccome c'è qualche problema e il problema e la sentenza della Corte, noi abbiamo il parere tecnico degli Uffici del Ministero, abbiamo l'ok del Governo su questa operazione, perché dobbiamo fasciarci la testa prima di rompercela? Colleghi della minoranza, ma anche colleghi della maggioranza, perché fasciarci la testa prima di essercela rotta? Perché assumere mutui, o qui la finanziaria del 2003 e del 2004, cari colleghi. Allora 11 maggio 2004 la finanziaria regionale la legge numero 6: assunzione di mutui per 1.000.143.320 e eccetera eccetera, ho qualche difficoltà anche a leggerla, ma non è tanto la somma in sé che mi interessa, ma mi interessa l'onere di questi mutui, perché quando si parla dei mutui o si parla di anticipazioni se ne parla come se fossero la stessa cosa. Non sono la stessa cosa! C'è la bellezza della differenza, parlo del 2004 di 106 milioni 458.000 euro e siccome noi parliamo di risorse per le leggi per gli artigiani, per gli agricoltori che non bastano per le infrastrutture, non bastano per le famiglie, non bastano per la concertazione, non bastano per niente, presumo di dover concludere il ragionamento dicendo: che se dovessimo fare la scelta di assumere mutui soldi ne avremo di meno, soldi ne avremo di meno. Questo è un ragionamento molto, ma molto, ma molto semplice, che io intendo portare avanti. Allora delle due l'una, noi possiamo la Corte Costituzionale possiamo poi dover tornare indietro rispetto a questa scelta e assumere mutui, cosa perdiamo? Niente, che cosa cambia rispetto all'ipotesi iniziale, ma siccome io sono convinto che la Corte Costituzionale, viste le premesse che ho fatto darà ragione alla Regione non avremo questo problema, e avremo fatto risparmiare ai sardi e utilizzato diversamente, un bel po' di risorse e questo è il nostro compito principale, utilizzare al meglio le risorse pubbliche per risolvere i problemi dei sardi. Questo è il nostro compito. Voglio dire, ma poi cancellare l'articolo 1, ma ci siamo dimenticati che nell'articolo 1 c'è il fondo unico, c'è il fondo unico per gli enti locali, come si può, collega Pisano, lanciare questo anatema sull'articolo 1, accettare che qualcuno possa pensare di cancellare l'articolo 1, senza ricordare che c'è dentro l'articolo 1 anche l'incremento dei fondi per comuni e province, e c'è anche il SUAP di cui parleremo poi successivamente cioè l'accelerazione delle procedure e l'eliminazione possibilmente della burocrazia, che in termine economici è altrettanto importante forse delle cose che abbiamo detto adesso. Grazie signor Presidente.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Grazie Presidente. Io ringrazio l'onorevole Salis per averci fatto una lezioncina e la storia di come nascono queste entrate, sulle quali lui nutre molta certezza. Intanto volevo ricordare al collega Salis che questa Giunta regionale ha concordato con un Governo che non esiste più, così giusto per ricordarlo perché magari se n'è dimenticato; quel Governo, al di là di ciò che succederà da stasera in poi, ma quel Governo, onorevole Salis, glielo assicuro io, non c'è più, quel Governo è a casa. Ciò che ha lasciato agli italiani lo sappiamo solo noi… Presidente, ma cosa sta succedendo qua? Non vi sarete messi tutti d'accordo? Fatemi capire. Ma siccome io non voglio infilare niente, confido sul fatto che le considerazioni che il collega Salis ha portato a quest'Aula siano tutte vere. Per un attimo mi calo nel suo ragionamento. Se è vero che sono risorse certe, i mutui e le anticipazioni sulle entrate, più reali di così, dice lei! Per me, di reale, c'è solo il mutuo, tutto il resto, lo ha detto lei che è certo. Bene, se certe sono quelle risorse, che difficoltà c'è ad accettare gli emendamenti, intanto l'emendamento che ho presentato io, l'emendamento numero 59, dove non si chiede niente. La tabella e), anziché finanziarla con le maggiori presunte e fittizie entrate, cominciamo a finanziarla con i mutui, e siccome l'impegno, lo ribadisco per l'ennesima volta, preso in quest'Aula dal presidente Soru, sistematicamente assente nei momenti importanti di questa discussione, l'impegno era che le maggiori entrate, e solo quelle, venissero utilizzate per ridurre il disavanzo della Regione. Questo era il principio. Mi chiedo: "Per quale motivo, dove sono necessarie risorse importanti, per esempio la tabella e), dove la certezza ci viene data solo dalla contrazione dei mutui, si impegnano risorse che sono riferibili alle maggiori future entrate?". Ma se fosse una, collega Salis! Forse lei si è dimenticato di verificare all'articolo 8, al comma 1, ove si parlerà più avanti di sanità, dove non vi siete limitati ad impegnare maggiori entrate al 2010, 2011, siete andati fino a 2018, cioè, da oggi per dieci anni, 12 milioni di euro all'anno diventano 120 milioni di euro. Ma di che cosa stiamo parlando? Stiamo parlando di un'operazione che è certamente un'operazione da non condividere. Ma se aveste avuto almeno il coraggio di proporre voi, e bene hanno fatto i colleghi Balia e Masia, quantomeno a far capire, i 500 milioni di euro per la tabella e) li vogliamo reali. Non cambia niente, non cambia assolutamente nulla. I 500 milioni di maggiori entrate vanno ad abbattere il disavanzo della Regione. Siccome, invece, questo discorsetto a voi dà fastidio, e questo articolo, che inizia con "strategia istituzionale finanziaria", questo iniziare l'articolo come strategia, qui strategie non ce ne sono, colleghi, non c'è nessuna strategia in questo articolo.

Le disposizioni di carattere finanziario. Se andate a ben notare, su questo articolo, ci sono modificate non meno di venti leggi regionali. Voi apportate, con questo articolo, la modifica di almeno venti leggi regionali, e passa del tutto inosservato il tutto. Modifichiamo venti leggi. Altri dieci, dodici commi sono il SUAP, mi rivolgo anche al Presidente del Consiglio, che probabilmente bene avrebbe fatto a stralciare questa norma da norma finanziaria. Ma si può parlare di SUAP e fare un articolato come se fosse una legge? Ma portartela come legge, stralciatela dalla finanziaria. Siamo rimasti due giorni a parlare di SUAP in Commissione, e non perché ve lo abbiamo imposto noi, perché vi siete dati un'autoregolamentazione voi; evviva l'autoregolamentazione che vi siete dati ieri sera. E chissà quando finiremo poi con l'esame degli emendamenti, sospendendo i lavori dell'Aula. Io dico che il non accogliere l'emendamento Balia, trascuro per un attimo quello del Gruppo di Alleanza Nazionale… c'è un altro emendamento, perché dobbiamo parlare anche degli emendamenti, che mi interessa particolarmente, tra quelli che sono stati presentati questa volta non dalla minoranza, ma dalla maggioranza; c'è un emendamento, Presidente, e mi rivolgo all'Assessore, mi sarei voluto rivolgere al Presidente Soru, questa volta, forse anche all'Assessore dei trasporti, il quale si permette di rispondere con un tono assolutamente arrogante, non condivisibile, alle interrogazioni che vengono fatte dai colleghi consiglieri regionali; in questo caso l'interrogazione era fatta da me e dal collega Liori. Sentite quale linguaggio usa l'assessore Broccia per rispondere ad un'interrogazione sui trasporti e sull'interruzione dei servizi ferroviari per la Sardegna: "E' davvero francamente imbarazzante che gli interroganti si chiedano solo oggi per quali ragioni si è giunti a una tale riduzione del servizio, omissis, senza alcun intervento da parte delle istituzioni, ancora omissis. Ci uniamo idealmente alla legittima, ancorché tardiva e sterile curiosità degli interroganti". L'assessore Broccia non mi si deve rivolgere in questo modo, a me e a nessun collega. E' una vergogna. Deve andare a casa immediatamente un Assessore che si rivolge ai colleghi consiglieri regionali in questo modo.

(Interruzione del collega Pirisi)

Collega Pirisi, quando vuole chiarire qualcosa con me, la può chiarire anche in altra sede. Stia attento, anziché interessarsi al Partito Democratico. Mi scusi, io non sono abituato a fare queste cose, però l'assessore Broccia deve stare molto attento al linguaggio che usa nei miei confronti. Io dico che non lo deve usare con nessuno, e probabilmente non lo deve usare né con me né con il collega Liori, perché io polemiche sterili e tardive, come lui dice, non ne faccio. L'interruzione di questo servizio sta avvenendo in questo momento con lui, Assessore, è il presidente Soru il Presidente della Regione, non con altri regimi, come quelli che lui ha citato, sempre vostri. Ho fatto riferimento a questo, perché c'è l'emendamento presentato dai colleghi della maggioranza, l'emendamento numero 520, che è inserito in questo articolo, e quindi ecco perché parlo dei trasporti, perché magari qualcuno potrebbe pensare: "Ma perché sta uscendo dal seminato?". Non esco dal seminato. Però l'emendamento numero 520 a firma Cuccu Giuseppe, Cucca, Biancu, Sabatini, un emendamento, colleghi, che va letto e meditato, e modificato, direi io, ove si dice che "l'Amministrazione regionale è autorizzata a provvedere all'acquisizione del patrimonio regionale, e alla conseguente trascrizione voltura catastale a proprio favore di tutti quei beni immobili" - io quando sento " beni immobili" raddrizzo le antenne subito - " situati nel territorio regionale, che in quanto facenti capo ad enti e ad istituzioni statali ormai disciolti" - e non disciolti, aggiungerei - "ancora in esercizio, vedasi ferrovie dello Stato, risultano ancora oggi intestati agli stessi, nonostante in fatto e in diritto siano stati trasferiti alla Regione Sardegna in forza di norme statali. C'è un pullulare di trasferimenti di beni di questo genere. Anche in questi giorni, caro collega Cuccu Giuseppe, c'è un trasferimento, c'è un pullulare di trattative, per beni che vengono dismessi da enti che non possono permettersi di vendere il patrimonio che è in Sardegna. Ecco perché ne ho parlato di questo emendamento. Credo che questo sia un emendamento su cui meditare molto, cari colleghi. Io ho presentato un'interrogazione l'altro giorno, anzi, una mozione a firma di tutti i colleghi della minoranza, che verrà discussa in quest'Aula, proprio su questo aspetto, sul possibile trasferimento della stazione ferroviaria di Cagliari, sulla possibilità che la stazione di piazza Matteotti venga trasferita a Elmas… Ho terminato, Presidente.

PRESIDENTE. Sì, è terminato, onorevole Diana. Concluda.

Ha domandato di parlare l'Assessoredella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SECCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie, signor Presidente, onorevoli consiglieri. Iniziando la discussione dell'articolo 1, pensavo, onestamente, che dopo quasi due mesi di discussione sulla finanziaria si potesse ragionevolmente essere convinti di iniziare la parte conclusiva della discussione. Mi rendo conto che così non è per molti, certamente così non è per tutti i colleghi dell'opposizione che hanno parlato e che hanno rappresentato una situazione di una manovra che sembra calata da non si sa dove e che sembra, quando il giudizio è buono, completamente disarticolata. Abbiamo avuto modo di dire in più di una circostanza, parlandone in Commissione, parlandone in discussione generale, che la manovra ha una caratteristica della quale siamo orgogliosi, che rivendichiamo e che si trova all'interno della stessa con molta evidenza, e cioè è la continuazione, l'aggiornamento, l'adeguamento di un progetto che parte dal programma di Governo presentato alle elezioni, che si traduce, l'anno passato, in un Programma regionale di sviluppo approvato a maggio e che si sostanzia ancora di un Documento annuale di programmazione economica e finanziaria che seppure non è ancora, l'abbiamo detto e confermato, lo strumento a regime che è necessario per comprendere tutte le componenti che regolano la vita dell'azione politica e della Regione, è comunque uno strumento in progress che è diventato migliore quest'anno rispetto all'anno passato e che sono sicuro l'anno prossimo sarà ancora meglio. Onorevole Cugini, io ho memoria, in questa manovra finanziaria che è partita male per le affermazioni di molti, perché non c'è stata la sufficiente dialettica, soprattutto interna alla maggioranza, in questo caso, mi preme precisare, dico che due mesi però di dibattito sulla proposta di finanziaria che il Governo doverosamente ha presentato a questo Consiglio regionale e che è diventata man mano sempre di più non soltanto la proposta del Governo ma anche la proposta della maggioranza, e non richiamo tutti i temi che ci trovavano divisi all'inizio e che man mano hanno trovato composizione, e mi sembra di poter affermare, se poi vengo smentito evidentemente il tavolo di discussione non è questo ma forse è necessario che diventi un altro, che mi sembra che rispetto a tutti temi che trovavano posizioni distanti all'interno della maggioranza, ne sia rimasto soltanto uno e per una parte molto limitata, perché ci sono state le interlocuzioni, ci sono state le riunioni, ci sono stati gli approfondimenti, le mediazioni e mi sembra di poter dire a mia memoria che siamo a questo punto, se i problemi riguardano la manovra finanziaria, se i problemi riguardano altro la competenza non è in questo caso mia ma è di altri e quindi si pongano nei luoghi dove si intende porli. E sono convinto che su questa manovra finanziaria e su tutta l'azione di Governo, perché sia chiaro, lo ha detto il Presidente in molte circostanze, io non faccio altro che confermarlo, necessità dell'apporto costruttivo di tutte le parti che questa maggioranza compongono, delle parti che questa maggioranza compongono e che si stanno comportando coerentemente e correttamente in tutte le circostanze comprese in quelle fasi che ci sono, che sono normali, che sono assolutamente comprensibili di distinzioni su problemi, così come il collega Balia ha evidenziato che però non portano, non possono portare a un giudizio di distinzione politica estremo. E' comprensibile che su qualche problema ci possano essere posizioni distinte, posizioni che non si possono conciliare, ciascuno se ne fa carico e poi, evidentemente, è necessario trovare la sintesi. Io penso, quindi, in conclusione, che sui temi che sono rimasti aperti ci sarà il momento di discussione specifica su ciascun articolo che man mano esamineremo, e penso, però, è l'ultima affermazione che faccio in questo senso, poi passo alle osservazioni che sono state fatte all'articolo 1, penso, mi è sembrato di capire che si sia raggiunta l'intesa, che i problemi che ancora rimangono aperti all'interno della finanziaria che, ripeto, per me sono molto pochi rispetto alla partenza, comunque, non pregiudichino il progresso di lavoro sulle cose dove ci siamo trovati d'accordo, e quindi sino all'articolo 6 io non vedo, dal punto di vista delle relazioni, in maggioranza problemi che non siano quelli di una normale dialettica che devono vedere sugli emendamenti sullo specifico delle discussioni e delle distinzioni che poi devono trovare ragioni di sintesi necessarie. E' un'ultima osservazione su cosa si intende per concertazione. Si è sempre detto che la concertazione non vuol essere confusione, e io penso che questo Governo della Regione, questo Presidente della Regione e questa Giunta regionale in termini di concertazione su questa finanziaria, ma anche sulle altre, io ho gestito questa e a questa mi riferisco, non sia mancata nessuna parte, compresi gli incontri con il sindacato. E devo dire con estrema chiarezza, e lo dico in questa Aula con nettezza assoluta, che chi è venuto meno alla concertazione tra il Governo della Regione e il sindacato non è il Governo della Regione, che sia chiaro in modo definitivo! Noi siamo sempre stati disponibili a discutere; una volta c'è stato detto che non era possibile perché non erano arrivati i documenti, la volta successiva perché i dati non erano completi, la volta successiva perché dovevano fare altre… mi viene il dubbio che qualche parte del sindacato il dialogo con questo Governo della Regione non lo voglia, e allora se qualcuno non vuole il dialogo il problema non è nostro, ma è di chi questo dialogo non lo vuole. Sull'articolo 1, onorevoli consiglieri; io non penso di dover ancora esercitarmi con fatica a giustificare quanto contenuto nel comma primo dell'articolo 1, perché penso che su questa materia da quasi tre anni ormai, o da tre, a cominciare dall'esercizio provvisorio o dal consuntivo del 2006dal … del 2006 ad adesso questa materia è stata discussa e ridiscussa, capisco che le posizioni sono diverse, capisco che le posizioni diverse nascono ciascuna da ragioni che possono tranquillamente essere sostenute e apprezzo la capacità di molti colleghi della minoranza che hanno sostenuto le tesi più diverse a sostegno della loro posizione, però io chiedo ai colleghi che hanno queste osservazioni di rispettare anche, ormai, quella che è una volontà decisa di un diritto che noi riteniamo acquisito e che non sia discutibile, poi se ci sarà qualcuno che ci dice che non abbiamo ragione, e non può essere il Governo che con noi ha concordato queste cose, ne prenderemo atto e faremo le cose conseguenti. Noi abbiamo fiducia che la Corte Costituzionale ci darà il suo giudizio positivo e quindi lo aspettiamo con serenità, ma quando non dovesse essere così prenderemo le decisioni che servono. E' stato detto - due osservazioni brevissime sul discorso della velocità della spesa e sul discorso dell'accelerazione della spesa -, è stato detto che siamo pieni di residui e che la spesa è lenta, io non penso di confermare nessuna sorpresa da parte di nessuno, quando dico che la spesa è veramente lenta nella Regione, e questa è una delle ragioni per cui stiamo cercando di riformarla questa Regione, per trovare gli strumenti che servono a rendere la spesa più veloce, quindi l'intento di questo Governo non è quello di rallentare per evitare di contrarre mutui, l'intento di questo Governo e cercare di riformare il sistema perché diventi veloce la spesa, perché diventando veloce la spesa con tutte le risorse che abbiamo forse si pongono di meno i problemi che alcune componenti della nostra maggioranza ci chiamano a rispettare in ogni circostanza. Ecco, allora, il discorso dei commi dal 15 al 30, vedo che il tempo sta inesorabilmente finendo, sul SUAP, che è una richiesta che ci hanno fatto tutte le parti sociali, oltre che una volontà del Governo, di inserire quello strumento in questa legge finanziaria per andare in quella direzione di semplificazione della spesa, di accelerazione della spesa, di risposta più veloce e più immediata ai bisogni dei cittadini; mettiamoci d'accordo, va bene che si vada in questa direzione e poi non va bene lo strumento sempre? Va bene che si cerchino le cose però poi… io penso che noi non stiamo facendo miracoli e che la situazione della Sardegna sia veramente quella che molti dicono abbastanza grave e rimane grave, noi non pensiamo però che la cura per la Sardegna, e finisco veramente, sia quella di riportare la spesa a quella nota degli anni passati, delle legislature passate, ma se a quella di… 30 secondi soltanto…

PRESIDENTE. Finisca, prego.

SECCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio… di orientare la spesa in modo nuovo, più produttivo e più efficace perché al lavoro, alla richiesta di lavoro della gente si dà risposta principalmente con lo sviluppo, secondo noi, le altre sono politiche di assistenza a questo modello, di aiuto, ma non possono essere le politiche principali.

PRESIDENTE. Grazie. Gli emendamenti all'articolo 1 sono stati già elencati quindi i colleghi li conoscono.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Grazie Presidente. Il parere della Commissione è contrario per gli emendamenti numero 57, 206, 207, 24, 58, 816, 298, 299, 60, 300, 303, 304, 305, 306, 308, 182, 64, 309, 310, 312, 314, 317, 316, 318, 319, 322, 321, 324, 323, 327, 330, 331, 332, 333, 334, 335, 336, 337, 338, 339, 66, 181, 276, 341, 540, 342; per il 67 parere contrario con invito al ritiro come per i numero 277, 493 e 936; ancora parere contrario per gli emendamenti 344, 345, 536, per il numero 249 parere contrario con invito al ritiro; parere contrario per gli emendamenti numero 59, 205, 569, 840, 301, 302, 61, 538; nel 427 manca la copertura quindi è inammissibile e in ogni caso il parere sarebbe stato contrario, per il 63 parere contrario; per il 867 il parere è positivo a condizione che venga tolta la frase dal comma 12 "per essere utilizzate anche per il finanziamento degli interventi inclusi nella progettazione integrata"; parere contrario per il 315; per il numero 868 ugualmente il parere è favorevole, levando però dalla lettera b) della prima parte le parole "e per l'ammontare del valore dell'opera"; parere contrario per i numero 325, 326, 329, 328, 65 e 340; per il numero 869 il parere è favorevole, però c'è da apportare una correzione: erroneamente è stato indicato "nel comma 34", in effetti si intendeva "nel comma 38", quindi il parere è favorevole. Ancora parere contrario per gli emendamenti numero 279, 278, 343, 346, parere favorevole per il numero 865, contrario per i numero 568 e 62. Per il numero 537 il parere è contrario, la Commissione comunque raccomanda alla Giunta di tenere da conto il contenuto di quest'emendamento ed eventualmente assumere poi i provvedimenti che riterrà necessari per l'argomento che tratta e che è stato portato all'attenzione di questo Consiglio più volte da parte degli amministratori degli enti locali. Per il numero 492 il parere è contrario con invito al ritiro, per il 866 il parere è contrario con invito al ritiro; parere contrario per i numero 567, 539, 307, 311, 179, 313, 428, 320, 925 contrario con invito al ritiro, 183 contrario, 280 contrario, parere favorevole per il 870, parere contrario per il 800. L'emendamento numero 520 è stato consegnato stamattina, non c'è stata discussione in Aula quindi ci si rimette all'Aula, rammentando peraltro che questo emendamento era stato già presentato durante i lavori della Commissione e la Commissione si era orientata favorevolmente verso il testo di questo emendamento, ma a condizione che venisse modificata l'unilateralità dell'acquisizione e in questo senso il testo è stato riscritto, tenendo conto di questa osservazione che era stata fatta durante i lavori della Commissione, però, come dicevo, è stato presentato stamattina quindi ci si rimette all'Aula. Infine, il parere è favorevole per l'emendamento numero 3 e contrario per l'emendamento numero 2.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cucca.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, Presidente, il parere della Giunta è conforme al parere del relatore fatta esclusione per un emendamento della Giunta sul quale c'è un invito della Commissione a cassare l'ultima frase; abbiamo bisogno di discuterne quando passeremo alla votazione dell'emendamento. E' conforme anche per tutti gli altri fatta esclusione per l'emendamento numero 3 per il quale la Giunta si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Non vorrei aver capito male, ma c'è un parere della Commissione su un emendamento della Giunta con invito al ritiro, perciò il parere della Giunta è conforme sull'invito al ritiro, cioè lo ritira?

PRESIDENTE. Sì. Va bene, colleghi, siamo in fase di votazione. Emendamento soppressivo totale numero 57.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Sì, votando l'emendamento numero 57 si vota anche il numero 816…

PRESIDENTE. Solo il "57", onorevole Pittalis.

PITTALIS (Gruppo Misto). Ah, questo è il soppressivo totale, articolo 1. No, chiedo scusa, interverrò relativamente al comma.

PRESIDENTE. Va bene. Allora, stiamo votando l'emendamento soppressivo totale numero 57.

CAPPAI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto elettronico. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggia la richiesta il consigliere Capelli.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 57.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - Gallus - Ladu - Licandro - Liori - Lombardo - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Giorico - Lai Renato - Lai Silvio - Maninchedda - Marracini - Pittalis - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 79

votanti 70

astenuti 9

maggioranza 36

favorevoli 28

contrari 42

(Il Consiglio non approva).

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento soppressivo parziale numero 206. Chiedo scusa, gli emendamenti numero 206, 207, 24, 58 e 816 contengono una parte comune che è la soppressione del comma 1 dell'articolo 1, quindi la votazione sarà una votazione unica.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Sì, per annunciare il voto favorevole all'emendamento soppressivo relativo al primo comma dell'articolo 1. Vi sono ragioni politiche che abbiamo già espresso in discussione generale, io voglio solo ricordare che è fin troppo facile fare politiche di risanamento anticipando all'annualità corrente risorse di annualità future e scaricando quindi per il futuro un problema che sarà quello, allora sì, di reperire risorse per le politiche per gli investimenti. Ma c'è una ragione giuridica, collega Salis, voi che siete molto ligi sempre ai problemi del rispetto rigoroso di quello che vanno dicendo i giudici delle procure regionali, in questo caso della Corte dei Conti, perché non possono essere simpatici i giudici quando perseguono qualcuno, qualche avversario politico, e antipatici quando ci richiamano al rispetto delle regole. Il Procuratore generale della Corte dei Conti, ma la stessa Corte dei Conti, nel giudizio di parificazione ha sospeso il giudizio di rendiconto dell'anno scorso e lo ha fatto non per un arbitrio, ma perché ha rilevato seri dubbi in termini di legislazione contabile e in termini costituzionali. Allora, dire che c'è un parere, per quanto dotto, di qualche consulente e dello stesso Governo nazionale, beh, io voglio ricordare che il Governo nazionale che ha deposto, destituito un generale della Guardia di Finanza, chissà perché dopo qualche mese giudici del TAR Lazio lo hanno riabilitato. Non è su questo piano che possiamo risolvere il problema e allora io ritengo che, invece, anziché liquidare come un istituto della parificazione del nulla ormai superato, come ebbe a dire il Presidente della Giunta regionale, di avere anche rispetto per una indicazione che è venuta dai giudici contabili e cercare con le risorse del bilancio, con le risorse ordinarie del bilancio nostro, fare una politica di rigore e una politica che si coniugasse anche con gli investimenti, cosa che riteniamo assolutamente possibile se si rimettesse mano in una vera concertazione con le parti sindacali, perché quello che ha detto l'Assessore noi lo disapproviamo, non è possibile che il sindacato, concludo Presidente...

PRESIDENTE. Colleghi, vi invito a stare nel tempo previsto. Prego, onorevole Pittalis.

PITTALIS (Gruppo Misto). ... la CGIL, la CISL e la UIL siano venute meno ad un loro ordinario impegno, quello che fanno quotidianamente e cioè quello della concertazione, perché lei ha detto che sono stati latitanti, a noi risulta esattamente il contrario.

PRESIDENTE. Colleghi, i tre minuti sono tre minuti, quindi vi prego di stare nel tempo.

Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente. Io voto contro gli emendamenti proposti per le ragioni dette e con una ulteriore precisazione. Perché l'altra strada che viene proposta, collega Pittalis, raggiunge lo stesso obiettivo, cioè quella dei mutui, scaricare sugli esercizi successivi il costo... mi consente, adesso torna di moda anche questo intercalare, mi consenta, collega Diana, scarica sugli esercizi successivi alla stessa maniera dell'anticipazione, con un elemento da non trascurare in più: che paghiamo gli interessi alle banche per la contrazione del mutuo, e non è un dettaglio.

Per quel che riguarda il rispetto dei giudici, io vado a nozze con questo discorso, collega Pittalis, io sono assolutamente d'accordo con lei che i giudici vadano rispettati, il loro giudizio vada rispettato e che non si possa né protestare né tanto meno far cadere i Governi per un giudizio di qualche giudice. Sono assolutamente d'accordo su questo, che bisogna aspettare il giudizio, tant'è che ho detto nell'intervento sulla discussione sull'articolo 1 che noi aspettiamo serenamente il giudizio della Corte Costituzionale, perché la Corte dei Conti ha fatto rilevare la propria incompetenza e ha chiesto il giudizio alla Corte Costituzionale su un elemento su cui non poteva sindacare e giudicare. Noi aspettiamo...

PITTALIS (Gruppo Misto). No, ha fatto il giudizio di parificazione. E' un'altra cosa!

SALIS (Gruppo Misto). Mi scusi, voglio dire, c'è il grado di giudizio della Corte Costituzionale che è definitivo?

PRESIDENTE. Ma, provi a fare il suo intervento, onorevole Salis.

SALIS (Gruppo Misto). Mi perdoni, però, se si fanno dei riferimenti! Allora, siccome il grado di giudizio non è il primo che viene applicato, ma è l'ultimo, e l'ultimo è quello della Corte Costituzionale e lei me lo dovrebbe insegnare in quanto avvocato, noi aspettiamo serenamente quel giudizio, per cui il giudizio della Corte Costituzionale per noi sarà legge e lo applicheremo.

Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Noi voteremo a favore dell'emendamento e vorremmo che la maggioranza riflettesse sull'espressione di voto perché riteniamo effettivamente che sia un fatto grave se venisse approvata la manovra così com'è, lasciando il comma 1 dell'articolo 1 così com'è stato presentato. Allora, indipendentemente dal fatto che c'è stato un lungo dibattito già nella passata manovra finanziaria, dove noi contestavamo l'ipotesi di anticipare le risorse finanziarie sulle entrate, che era un fatto assolutamente illegittimo, c'è stato allora un Governo nazionale - già in difficoltà da quando è nato - che ha permesso che il Consiglio regionale approvasse questa manovra dagli esiti veramente incerti, perché non sapevano come sarebbe andata a finire. Ma dopo questo lungo dibattito che c'è stato in Consiglio regionale la stessa Corte dei Conti ha sospeso il giudizio di parificazione della manovra e quindi adesso siamo in attesa del giudizio della Corte Costituzionale. Allora, collega Salis, in attesa che ci siano queste espressioni superiori sarebbe stato prudente che questo Consiglio regionale sospendesse il provvedimento, perché di fatto noi ci troveremo, una volta che si esprimerà la Corte Costituzionale e l'esito sarà scontato, nel senso che non approverà questo tipo di dichiarazione che noi stiamo facendo, la Sardegna si troverà col più grande indebitamento della sua storia, perché stiamo sommando tre volte 500 milioni di euro e vi rendete conto che quello che noi stiamo facendo effettivamente è un'operazione rischiosissima per la Sardegna, e bene farebbe questa maggioranza a bloccare il provvedimento perché noi non possiamo impegnare e imbrogliare gli enti locali promettendo risorse che sappiamo non avere a disposizione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Io voterò a favore, cioè contro questo emendamento e a favore del comma 1 perché non ci sono intanto rischi, noi stavamo parlando di un intervento che è destinato agli investimenti così com'è stato negli ultimi anni, esattamente mi pare nel 2003 definito dalla Corte costituzionale e poi ripreso nella legge finanziaria dello Stato il significato "investimenti". Quindi è un aumento del patrimonio della disponibilità della Regione, niente va perduto. In questi anni sul piano contabile, io credo come su tutto altro che noi dobbiamo affrontare è necessario introdurre elementi di innovazione e che questo sforzo debba essere apprezzato, poi sono giusti, corretti tutti gli interventi, anche di perplessità che vengono avanzati, vengono avanzati in sede politica, vengono avanzati in sede giuridica, ma questo non ci può impedire di andare avanti, e la provvista finanziaria che noi facciamo in questi anni, noi riteniamo sia una provvista necessaria, necessaria nella direzione di un riequilibrio della ricchezza, di un'attenzione maggiore nei confronti delle fasce più deboli della popolazione e nei confronti del mondo del lavoro. Perché il lavoro è un valore, e il lavoro è il valore fondante di questa Repubblica di cui fa parte anche la Regione sarda. La Repubblica è fondata sul lavoro, non è un'opzione quindi, è un obbligo giuridico, non è un'opzione, non è un esercizio politico, non è una rivendicazione che pure è fatta dalle parti sociali, dal sindacato in prima linea e giustamente, correttamente con tutta la forza di cui è capace. Ed è per questo, per questa provvista finanziaria, per questi obiettivi che noi voteremo contro l'emendamento soppressivo e a favore del comma dell'articolo 1.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Noi voteremo contro questi emendamenti pure condividendo molte delle perplessità che vengono manifestate, quelle dell'inutile sfida ad un altro livello istituzionale e condividendo soprattutto il discorso che faceva poc'anzi l'onorevole Pietro Pittalis. Abbiamo già rilevato però che questi emendamenti tendono tutti solo a sopprimere e sopprimendo le entrate si sopprimono anche le spese della tabella E, mentre restiamo dell'opinione che sarebbe più giusto e più corretto sopperire a questa carenza di entrate con altre forme di entrate che in questo caso non possono che essere quelle dell'indebitamento. Ma votiamo contro anche per le altre incongruenze in ogni caso che sono contenute.

Tutti gli emendamenti si limitano a dichiarare che il comma 1 dell'articolo 1 è soppresso. Ce n'è un altro, primo firmatario onorevole Ladu, è il numero 206 che invece dice che è soppresso quel comma, ma che lo stanziamento di 500 milioni di euro di cui all'allegata tabella E trova copertura nel successivo comma 2. La stranezza, onorevole Ladu, la stranezza è che se da un lato si dice che trova copertura nel successivo comma 2 e questo emendamento oltre che da lei e altri è firmato anche dall'onorevole Contu, l'onorevole Contu poi è primo firmatario dell'emendamento numero 298 dove dice: " il comma 2 dell'articolo 1 è soppresso".

Mi pare che ci sia un po' di incongruenza, da un lato si dice che trova allocazione per i finanziamenti nel comma 2 e dall'altro lato invece si presenta un emendamento soppressivo del comma 2. Insomma, mi pare che non ci sia sotto questo profilo congruenza e in ogni caso che vada solo a detrimento della possibilità di spesa.

LADU (Fortza Paris). Hai capito male, hai capito male!

BALIA (Gruppo Misto). Naturalmente riserveremo un diverso trattamento al nostro emendamento che prevede una forma di copertura finanziaria diversa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Brevemente Presidente, noi comprendiamo molte delle ragioni della replica dell'assessore Secci, però vorremmo ricordare alcune cose che sono entrate nel dibattito politico italiano negli anni scorsi.

Uno degli impegni che presero diverse forze politiche è quello di non generare più dei debiti per le generazioni future. Fu questo un impegno solenne preso in tutta Italia da tante forze politiche e poi non mantenuto. Vorrei ricordare che dei 3 miliardi di debiti, dei 3 miliardi di disavanzo, ereditati negli anni precedenti, un miliardo e mezzo è stato coperto con entrate dal futuro e ogni anno 500 milioni per tre anni iscrivono entrate nel bilancio della Regione per un totale di un miliardo e mezzo a scadenza di questa legislatura. Questo significa che dal 2010 noi stiamo trasferendo per avere, come diceva l'onorevole Uras, capacità di spesa oggi, stiamo trasferendo sul 2010, 3 miliardi di debiti. La modalità dell'indebitamento è cambiata, anziché col mutuo, con questa formula su cui non sto a discutere in questa sede perché abbiamo già visto che non è utile, però la sostanza è che oggi stiamo producendo un debito che onoriamo nel 2010. Si dice, nel 2010 avremo più capienza, e quindi ha senso liberare ancora un bilancio asfittico perché si sposta il debito su un bilancio più capiente. Noi riteniamo che sul piano del metodo questo sia sbagliato, riteniamo che queste tecniche di spostamento in avanti del debito che viene dalle aziende private stiano seriamente ferendo gli enti locali che addirittura arrivano a fare gli swap per spostare in avanti il debito. Per cui voteremo a favore dell'emendamento Balia che dà un'altra formula di reperimento di risorse, ma non possiamo esprimerci favorevolmente sul comma 1 dell'articolo 1 e quindi ci esprimeremo favorevolmente sui soppressivi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Per confermare il voto contrario con le considerazioni che ha fatto anche l'onorevole Balia con molta precisione, voglio però esprimere un dissenso totale sulle affermazioni e sulle valutazioni dell'assessore Secci in merito alla concertazione con i sindacati. Non mi risulta che i mancati incontri siano stati originati da atteggiamenti capricciosi e ritengo che le interlocuzioni e il confronto con le forze sociali non possa che avvenire su documenti e non su ipotesi di lavoro o su testi non definiti. La storia democratica del Paese e della nostra Regione a cui i socialisti hanno contribuito, non ci permette, assessore Secci, di condividere queste affermazioni che screditano il ruolo delle forze sociali e lo riducono a rapporti, come dire, molto legati ad aspetti del privato e non del ruolo pubblico che hanno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Farigu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FARIGU (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Io, a nome del Partito socialista "Nuovo PSI" che mi ha fatto l'onore di rieleggermi in questo Consiglio, esprimo voto favorevole. Ci troviamo ancora una volta, è inutile che si invochino non solo di fronte a norme che violino l'articolo 81 della Costituzione ma siamo dentro una mistificazione politica che è nata nella volontà del Governo Prodi, e di Prodi in particolare, che accogliendo le istanze delle forze politiche sarde e quindi rivedendo le nuove entrate, le dilaziona, (ecco la mistificazione politica) agli anni a venire.

Da qui le anticipazioni, in questa finanziaria e nella precedente, che sono la conseguenza di quelle mistificazioni, di quelle mistificazioni politiche, del favore del Governatore sardo che si riteneva assolutamente il suo ambasciatore numero uno in Sardegna, e lo sta dimostrando in tutti i modi, compreso con le manifestazioni che vuole organizzare e in occasione della riunione del G8, che sarebbero organizzazioni per dare il benvenuto al suo Governo, non so cosa ne penserà quando il Governo partecipante per l'Italia al G8 non sarà più quello, ma comunque questo è!

Io mi chiedo se ci fosse una responsabilità civile e penale dei consiglieri regionali legata al voto di questa anticipazione quanti sarebbero i consiglieri che si assumerebbero la responsabilità di votare a favore, nulla a favore dell'emendamento, a favore del provvedimento che ne disciplina le anticipazioni.

Io credo veramente molto, molto pochi, mi associo a quanto ha detto la compagna Caligaris in ordine alle espressioni dell'Assessore in ordine i sindacati.

Io ho notato più volte che il Presidente è favorevole alla concertazione che si chiuda con qualche contributo dato all'organizzazione ma tacciono sul merito. Queste organizzazioni sindacali di questi contributi non ne hanno bisogno, non ne ha bisogno la CGIL, non è abbisogna la CISL e non è abbisogna la UIL, pertanto il meccanismo del funzionamento di tacitare con contributi… questa volta non ha funzionato, in un certo passato recente ha funzionato nei contributi di altre organizzazioni imprenditoriali. Grazie Presidente, il mio voto è a favore dell'emendamento.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Farigu. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Io voterò a favore dell'emendamento di cui chiedo la votazione per parti, escludendo la seconda parte: "trova copertura nel successivo comma 2", questo per rispondere al collega a Balia, nel senso che escludendo la parte: "trova copertura nel successivo comma 2" rimane il principio, sul quale si presume ci troviamo d'accordo, e che non siamo disponibili a rifinanziare la Tabella E quelle anticipazioni sulle entrate e i motivi li abbiamo detti.

Tra l'altro io devo ricordare al collega Salis, che ora non vedo in Aula, che della Tabella E dell'anno precedente, così come della Tabella E di quest'anno, non vedremo la realizzazione di nessuna di quelle opere perché hanno da venire quei denari, perciò è una presa in giro anche per Cagliari, Oristano, Nuoro che aspetta il palazzetto dai fondi delle anticipazioni dei 500 milioni.

Così come per le aziende sanitarie così per tutte le voci che hanno copertura sugli investimenti ad avvenire, con i soldi da venire, le risorse finanziarie da venire dalla Tabella E.

E' una ulteriore alchimia finanziaria che, a mio avviso rasenta, anzi entra nel pieno del falso in bilancio, perché questo è un falso in bilancio! In merito alle considerazioni dell'onorevole Salis, io credo che lei avrebbe dovuto ascoltare molto più attentamente quanto asserito dal collega Pittalis e avrebbe trovato risposte sulla tecnica legislativa, ma soprattutto avrebbe necessità, prima di assumere giudizi giurisprudenziali magari di vedersi con il collega Pittalis un paio d'ore per poter avere cognizione sulla tecnica legislativa e sulla giurisprudenza.

Dico questo perché chi rappresenta il partito dei giudici, che ambisce a rappresentare il partito dei giudici, il suo capo non avrebbe mai sottoscritto o votato questo comma e questo articolo, mai! Perché è un falso in bilancio, asserisco qui, tra l'altro noi che siamo molto rispettosi di quanto i giudici determinano e decidono, molto di più di chi questo lo asserisce soltanto in maniera formale, come voi vorremmo sottolineare che siamo tanto rispettosi che attendiamo ancora che i giudici amministrativi, civili e penali si esprimano sulle note vicende Saatchi & Saatchi, Tuvixeddu, SiSaR ect… e che non utilizzino anche quelle sentenze a tempo magari, nel tempo di elezioni per far fuori il Presidente della regione a tempo scaduto. Noi vorremmo mandarlo a casa prima, e attendiamo serenamente…

PRESIDENTE. Va bene colleghi votiamo quindi degli emendamenti soppressivi numero 206, 207, 24, 58 e 816, il principio comune che essi contengono che è quello della soppressione del comma 1.

E' stato richiesto il voto elettronico.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Atzeri - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Diana - Farigu - Floris Mario - Gallus - Ladu - Lai Renato - Lombardo - Maninchedda - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Alberto - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 73

votanti 71

astenuti 2

maggioranza 36

favorevoli 27

contrari 44

(Il Consiglio non approva).

PRESIDENTE. Possiamo concludere qui la Seduta della mattinata, i lavori riprendono come d'intesa alle ore 16, dalla votazione dell'emendamento numero 298, stasera lavoreremo fino alle 19 e 30, finita l'Aula si riunirà la Terza commissione.

La Seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 14 e 12.