Seduta n.269 del 12/03/1998 

CCLXIX SEDUTA

(Antimeridiana)

Giovedì, 12 marzo 1998

Presidenza del Presidente Selis

indi

del Vicepresidente Zucca

La seduta è aperta alle ore 10 e 04.

FRAU, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 10 marzo 1998, che è approvato.

Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 1998)" (382)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 382.

Stiamo illustrando gli emendamenti all'articolo 27. Sono stati presentati una serie di emendamenti di cui il 126, 127 e 128, tutti soppressivi parziali, sono stati già illustrati. Si dia lettura degli emendamenti numero 18, 23 e 75.

FRAU, Segretario f.f.:





PRESIDENTE. I proponenti dell'emendamento numero 23 non sono presenti in aula, quindi si dà per illustrato.

Per illustrare l'emendamento numero 18 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 75 ha facoltà di parlare il consigliere Secci.

SECCI (Popolari). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Penso di poter proporre all'Assemblea, vista la natura omogenea degli emendamenti, di poter discutere i seguenti emendamenti in maniera accorpata, perché vertono sostanzialmente sulla stessa materia: 126, 127, 128 e 23. Come vedete riguardano tutti i termini, quindi mi pare che si possano discutere assieme. Quindi chiederei al relatore e alla Giunta di esprimere il parere sugli emendamenti numero 126, 127, 128 e 23.

Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (Popolari), relatore. Per quanto riguarda gli emendamenti numero 127, 126 e 128, che prevedono la soppressione dei commi 2, 3 e 4 dell'articolo 27, il parere della Commissione è di non accoglierli, in quanto gli stessi commi sono stati introdotti, come evidente nel testo, durante i lavori della Commissione, quindi la Commissione evidentemente li ha approvati e discussi. Per quanto riguarda l'emendamento numero 23, invece, la Commissione è del parere di accoglierlo perché integra insieme ad altri termini ed è coerente con lo stesso articolo la proposta di proroga che si propone da parte dei colleghi Aresu e Vassallo, firmatari dell'emendamento.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Il contenuto dei commi 3 e 4 più che una proroga dei termini riguarda una vera e propria sanatoria per i comuni che non hanno ottemperato alle prescrizioni normative, ritardando o omettendo le comunicazioni dovute. La sanatoria, come tutti gli atti di clemenza amministrativa, è fortemente diseducativa perché stimola, con verosimile possibilità di accadimento, propensioni alla inosservanza delle norme, nella speranza, che in talune circostanze diventa certezza, che all'inadempimento non consegua la relativa sanzione, annullata, come detto, dalla sanatoria. Se questo fenomeno è comprensibile, anche se non giustificabile da un punto di vista etico e morale quando il trasgressore della norma è un cittadino, non è assolutamente concepibile, e quindi è assolutamente inammissibile che il comportamento inosservante della norma sia posto in essere dall'ente pubblico e quindi dalla stessa pubblica amministrazione. Questo provvedimento in sanatoria, se accolto, colpirà i comuni, e saranno tantissimi, io credo, che nel bene o nel male, agevolmente o con difficoltà , si saranno impegnati, o meglio si sono impegnati per adempiere gli obblighi di legge e, paradossalmente, premierà i trasgressori meno meritevoli.

Una Regione attenta che vuole veramente incidere nei processi di moralizzazione della pubblica amministrazione, pure indispensabile per ogni processo di crescita e di sviluppo sociale, non può dare con le proprie leggi esempi e indicazioni rivolte in direzioni completamente opposte. Il regime delle proroghe, purtroppo, favorisce comportamenti omissivi da parte dei destinatari delle norme e soprattutto da parte dei beneficiari dei provvedimenti agevolativi indicati nelle stesse norme. E' paradossale che chi può beneficiare di una provvidenza, qualunque essa sia, nulla faccia, non si attivi nei tempi anche abbastanza ampi previsti dalla legge affinché questo possa accadere, nella consapevolezza che in una situazione di caos, quale è quella della nostra Regione, dominata e soffocata da una burocrazia ormai spinta a limiti insopportabili, in funzione della quale tutti si sentono autorizzati a trasgredire anche quelle norme che sono direttamente poste a loro vantaggio. Se questi commi 3 e 4 fossero approvati, daremmo un pessimo esempio di indirizzo agli enti locali, perché agli enti locali diremmo: continuate ad amministrare in questo modo, continuate a fare i vostri programmi senza il rispetto del termini indicati nelle stesse norme, che non erano neanche di poco conto, perché se non ricordo male il quarto comma proroga di 180 giorni i termini, decorrenti dall'entrata in vigore della legge finanziaria, di rendicontazione delle spese sostenute, con le modalità previste dal primo comma dell'articolo 28. Quindi i tempi erano già abbastanza ampi e non sono stati rispettati, e adesso diamo invece la proroga per consentire a chi si rende inadempiente di poter tuttavia beneficiare dei provvedimenti stessi.

Con il secondo comma posso dire solamente che la programmazione della spesa si dimostra insufficiente, perché col secondo comma in effetti si proroga al 31 dicembre 1998 l'attuazione degli interventi già finanziati nel '97 per lo svolgimento delle attività istituzionali di organismi ed enti aventi finalità didattiche socio-culturali eccetera. Quindi vi è da fare un primo punto: o la programmazione, quindi, l'individuazione delle spese e quindi degli stanziamenti si è dimostrata errata e allora qui un appunto a chi ha l'obbligo di individuare gli stanziamenti sulla base di quelle che sono le esigenze e i programmi, e se non si sono potute impegnare queste somme e spendere, evidentemente, c'è già all'origine un difetto di programmazione. Ma va anche detto che, se questo si è verificato, le somme non impegnate, come è principio contabile universalmente riconosciuto, devono andare in economia e come tali essere recuperate alle entrate del bilancio. Se permangono le esigenze di finanziamento è evidente che in legge finanziaria o in legge di bilancio si procede nuovamente allo stanziamento. Questo è il procedimento che si deve seguire, ma che di fatto non viene eseguito. Quindi sta ormai imperando, dilagando e prendendo sempre più piedi il così detto regime delle proroghe: tutto ciò che non si definisce nel corso dell'anno finanziario, e non è poco, è soggetto a proroga. Soggetto a proroga significa, ancora una volta, consentire che cattive abitudine, norme di disinteresse, di cattiva organizzazione consentano che questo stato di cose possa impunemente proseguire. Se non si dà un giro di vite e non si fa capire ai soggetti comunque sia destinatari delle norme che le provvidenze, i programmi di spesa e di intervento devono essere realizzati nei tempi previsti e che le somme devono essere erogate nei tempi previsti, significa accrescere una situazione di caos già esistente. Dicevo che queste somme dovrebbero essere recuperate perché vanno in economia e dovrebbero essere analiticamente ristanziate. Questo, però, il nostro Esecutivo non vuole fare, non intende farlo perché è più agevole ed è più facile inserire una norma anonima e astratta di rinvio, in maniera tale che chi deve interpretarla e chi la deve votare per capire esattamente di che cosa si tratta deve andare a guardarsi le carte e quindi a spulciarsi atti, documenti e leggi, è molto più facile ottenere un consenso; diverso è quando, invece, si devono ristanziare le somme a favore degli enti con finalità socioculturali, di ricerca scientifica, sportiva e via dicendo, e allora si instaura un giudizio di merito che talvolta, come spesso succede, può dare luogo a sorprese non proprio gradite da parte dei nostri amministratori che quegli stanziamenti dispongono. Ecco perché sarebbe più corretto che queste somme vengano recuperate alle entrate e vengano ristanziate, e sugli stanziamenti si apra un dibattito. I motivi di questi tre emendamenti si racchiudono praticamente nelle indicazioni che ho dato.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Balletto.

Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Prima sull'ordine dei lavori, noi abbiamo in discussione l'articolo 27 e una serie di emendamenti. L'intervento è unico o può essere distinto articolo 27 ed emendamenti?

PRESIDENTE. La linea che ci siamo dati concordemente è che accorpiamo gli emendamenti che sono simili cioè che hanno materia affine. Allora siccome gli emendamenti sono soppressivi parziali o sostitutivi, quindi attengono tutti alla struttura dell'articolo e non sono aggiuntivi, credo che sia sostenibile che si discuta l'articolo 27 e gli emendamenti numero 126, 127, 128 e 23 perché attengono tutti alla struttura dell'articolo, gli emendamenti dicono: questo comma si toglie, o questo comma si sostituisce. Mentre invece, secondo la linea che ci siamo dati, gli emendamenti ulteriori, aggiuntivi eccetera vanno discussi a parte perché aggiungono, si tratta di una materia in qualche modo autonoma.

CASU (F.I.). Dunque un unico intervento. Questo articolo 27, signor Presidente, è ancora un capolavoro di irregolarità, non è la prima volta, spesso noi una volta giunti alla scadenza, siccome gli adempimenti non sono stati fatti allora si concede la proroga. E'tutta una serie di proroghe questo articolo 27, mi pare che in linea generale questo discorso non possa essere accettabile, non dico che in modo assoluto noi dobbiamo cancellare le proroghe, però non possiamo neanche procedere sistematicamente a concedere la proroga se gli adempimenti alla scadenza prevista non sono stati fatti. Ecco perché se questo è il modo di operare, allora io suggerirei di non mettere data qui, perché se io vado a vedere il comma 2, anzi a partire dal primo comma dell'articolo 27, lo stanziamento di cui al capitolo 11024 può essere utilizzato anche nel corso dell'anno scolastico '97-'98, qualora si verifichino esigenze gravi ed impreviste. Già la proroga di per sé è una cosa non accettabile ma questa espressione, signor Presidente, io vi invito a riflettere: qualora si verifichino esigenze gravi ed impreviste. Quali possono essere queste esigenze gravi ed impreviste? Chi è che fa questa valutazione, chi determina la gravità e il fatto che non fosse previsto? Qui potrebbe essere, se andiamo a vedere il capitolo 11024, andiamo un momentino a vedere che cosa dice, dice: contributi agli istituti professionali di Stato, 11024/00 spese per l'effettuazione di interventi integrativi per esigenze impreviste, è tutta una imprevidenza, io dico che la legge deve, ammesso che venga concessa la proroga, deve stabilire quali sono queste esigenze, diversamente questa legge è talmente indeterminata per cui non si saprebbe nella fattispecie concreta quali sono i casi che possono essere valutati gravi e imprevisti. Vai al comma 2: è prorogata al 31 dicembre 1988 l'attuazione degli interventi già finanziati nel 1997 per lo svolgimento delle attività istituzionali di enti e organismi con finalità didattiche, socio culturali eccetera. Ecco, siamo alle prese sempre con interventi dell'anno 1997, se nell'anno 1997 non sono stati adempiuti, si possono fare entro il 1998. Sarebbe il caso di non mettere neanche la data, prorogare in modo indefinito perché sono convinto che se l'anno venturo, in sede di approvazione di finanziaria questi non hanno speso, ci verrà richiesta un'ulteriore proroga per l'anno 1999 oltre che 1998. Andiamo al comma terzo: i termini di cui al comma 5 di cui all'articolo 27 della legge 8 marzo 1997 sono prorogati di 120 giorni, decorrenti dall'entrata in vigore della presente legge. Proroga sempre. Allora bene hanno fatto Aresu e Vassallo a presentare un emendamento che preveda la proroga non di 120 giorni ma di 365 giorni, così almeno si è sicuri che non dovremo affrontare in un'altra riunione del Consiglio un'ulteriore proroga. Andiamo al comma 4: i termini di cui al comma 1 dell'articolo 28 della legge regionale numero 8 del 1997 sono prorogati di 180 giorni decorrenti dall'entrata in vigore della presente legge. Signor Presidente, questo articolo contiene tutta una serie di proroghe, ma allora dov'è la certezza del diritto? Io credo che anche in questo caso si possa parlare di certezza del diritto, se arrivati alla scadenza avviene la proroga, evidentemente certezza non ce n'è. Ecco mi viene in mente il Ministero delle finanze, che quando non riesce a operare certi controlli nei tempi stabiliti dalla legge, proroga, credo che sia un metodo non lecito. Abbiamo avuto un caso, in questi giorni, un esempio esemplare del Ministro di grazia e giustizia che ha risposto "picche" ad una proroga, perché mi pare che una volta che abbiamo delle disposizioni di legge che stabiliscono certi termini, questi termini devono essere rispettati, diversamente le regole non esistono, signor Presidente. Se noi anche dopo scaduti i termini li possiamo prorogare, e qui abbiamo casi di termini già scaduti da un pezzo, noi riprendiamo il fatto e proroghiamo ancora. Io credo che sia una cosa che non possa essere fatta dalla Giunta, pertanto l'articolo interamente è da respingere, è da bocciare perché non opera in conformità ai principi generali della legge, del diritto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Presidente, io vorrei intervenire molto brevemente perché veramente voglio sottolineare questo atteggiamento che alcuni colleghi spesso dell'opposizione qui in Consiglio hanno nei confronti degli amministratori comunali. La mia netta impressione è che questi colleghi che, in genere, non hanno nessuna esperienza diretta di amministrazione nei piccoli comuni o nei medi comuni e io invece penso che dovrebbero farla un'esperienza di questo tipo, perché un conto è amministrare società e un conto è amministrare comuni, un conto è organizzare il bilancio di un comune, un conto è amministrare e gestire un bilancio di una società, abbiano nei confronti degli amministratori comunali un atteggiamento che è a dir poco avvilente, per quanto mi riguarda. Ritengono cioè questi colleghi, anche dagli interventi che ho sentito ieri, e ieri in conclusione dei lavori, ieri e stamattina, ritengono che questi amministratori comunali siano veramente dei poveri idioti che in qualche modo devono essere tenuti sotto tutela; e non si preoccupano minimamente quando parlano di questi amministratori, che chiaramente non pensano ad altro che a far scadere i termini, chiedere proroghe per cui il Consiglio regionale deve dare le proroghe e le proroghe sono una violazione di legge, non si pongono mai il problema di andare a vedere se poi effettivamente le leggi di spesa, fatte da questo Consiglio regionale in generale, non oggi, non in questa legislatura e basta, siano effettivamente delle leggi che corrispondano ad un interesse generale innanzitutto e, in secondo luogo, se siano queste leggi fatte in maniera tale da consentire agli amministratori locali un esercizio corretto delle funzioni e il rispetto dei termini, perché se noi andiamo a vedere queste leggi, come sono fatte e come sono articolate, ci rendiamo spesso conto che sono leggi che trasferite nell'esercizio quotidiano del governo nei piccoli comuni, con comuni che hanno strutture assolutamente insufficienti per poter organizzare questo tipo di gestione, allora anziché renderci conto di queste difficoltà, anziché porci nell'ottica di intervenire in via amministrativa o in via legislativa per cercare di risolvere i problemi reali dei comuni, quando si pongono questi problemi noi interveniamo per dire quanto questi amministratori comunali siano inefficienti, quanto non siano all'altezza della situazione con un atteggiamento che, ripeto, a mio avviso, non rende giustizia ai sacrifici e a tutto il lavoro che gli amministratori comunali quotidianamente, in prima linea sul serio, non distanti dai problemi della gente come siamo noi qua dentro; in prima linea tutti i giorni, e ogni giorno i giornali riportano nella cronaca gli episodi gravissimi che in un qualche modo vedono sempre gli amministratori comunali o locali al centro di attenzioni non certamente positive. Allora io non voglio con questo giustificare o dire che tutto quello che fanno gli amministratori locali è fatto bene e tutto quello che facciamo noi è fatto male, ma invito davvero - e chiedo scusa per questo tono piuttosto acceso, ma non ce l'ho naturalmente nei confronti di chicchessia - ma invito veramente i colleghi a rendersi conto che spesso, il più delle volte chi amministra un piccolo comune, un medio comune in Sardegna si trova davvero nelle condizioni di essere impossibilitato a rispettare termini precisi, scadenze precise e soprattutto procedure farraginose dove chi veramente la fa da padrone è la burocrazia. Io inviterei i colleghi ad andare a vedere, a verificare quanti siano i metri cubi di carta, che non serve a niente, che devono produrre i comuni per le rendicontazioni, per contributi di due, tre milioni, siamo alla pazzia! Ci sono comuni che devono tenere impegnati gli uffici di ragioneria per le rendicontazioni per due milioni di contributi. Allora l'invito che rivolgo a questi colleghi, Presidente, e ho concluso, e chiedo ancora scusa ai colleghi per questo tono acceso, è quello di pensare che non sempre ci troviamo di fronte a richieste di proroghe determinate da inefficienze, o da cattiva gestione della cosa pubblica fatta nei comuni; ma spesso tutto questo è determinato, ripeto, da procedure vecchie. Il comma tre fa riferimento alla legge numero 45. Per spendere cento milioni le procedure di questa legge prevedevano le assemblee popolari.; cioè il sindaco doveva convocare l'assemblea popolare per decidere come spendere cento milioni di contributi regionali per opere pubbliche. Allora prestiamo un po' più di attenzione a queste difficoltà, richiamiamo gli amministratori comunali, perché spesso lo meritano, al rispetto delle regole, non c'è ombra di dubbio, ma non sempre una richiesta di proroghe nasconde o sottende negligenza da parte di essi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Per fatto personale, signor Presidente.

PRESIDENTE. Per fatto personale perché? Le do subito la parola, però lasciamo finire il ciclo di interventi e poi le do la parola per fatto personale.

Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS (F.I.). Signor Presidente, io ho ascoltato sicuramente molto interessato l'intervento del collega Tore Sanna, il quale ha perfettamente ragione in tutte le sue denunce, se così si può dire, in tutte le sue osservazioni. Tant'è che potrei farle proprie e dire le stesse cose che ha detto lui ma non nei confronti dei colleghi, ma nei confronti di chi queste leggi le produce, di chi queste leggi le fa passare in quest'aula. Perché siamo sicuri che il collega Tore Sanna, oltre ad essere sindaco, oltre ad essere consigliere regionale, è anche Presidente della prima Commissione, e in prima Commissione indubbiamente queste leggi passano. Anche quando non ne era componente è un consigliere autorevole di questa Assemblea. La sua esperienza dovrebbe portare questo Consiglio a prendere atto delle osservazioni di un sindaco, solo che queste osservazioni mi sembrano, collega Sanna, veramente con tutta la simpatia, un po' tardive. Perché io sono certo che lei quando noi andavamo ad approvare queste leggi sapeva benissimo che i termini non sarebbero stati sufficienti, perché la farraginosità di cui lei parla della nostra burocrazia non è un fatto che è intervenuto nell'ultimo anno o negli ultimi sei mesi; così pure il fatto che le leggi siano vecchie mi trova totalmente d'accordo, ma non è un fatto nuovo, anzi noi stiamo producendo probabilmente delle leggi nuove con uno spirito vecchio. Cioè leggi nuove che dovrebbero essere orientate verso l'accelerazione della spesa e invece vengono ancora ancorate a leggi vecchie per cui per poter spendere bisogna produrre documentazione, bisogna produrre tutta una serie di necessari documenti per i quali i termini sarebbero sicuramente molto stretti se applicassero le leggi così come vengono emanate da questo Consiglio. Per cui la denuncia è tardiva, io raccolgo comunque l'invito del collega Sanna, sarei addirittura portato a chiedere al mio Gruppo di ritirare gli emendamenti, se però l'invito non fosse rivolto ai colleghi della opposizione ma ai colleghi della maggioranza, ai colleghi della Giunta, ai colleghi del suo partito. Perché a me non risulta che in questa legislatura ci sia stato, oltre che con il voto segreto, qualche successo delle opposizioni, ma ci sia stata una legge veramente presentata dalle opposizioni e votata in aula senza essere stata stravolta. Le opposizioni presentano leggi che sono oltre che attinenti ai temi della Regione, e alle necessità per uno sviluppo economico della stessa, che sono ancora in Commissione e che hanno alla loro base la celerità della spesa, hanno alla loro base la semplificazione legislativa, in questi commi invece si vede che i richiami di legge producono sicuramente dei ritardi nella spesa. Allora collega Sanna io questo suo invito lo raccolgo e mi riserverò di votare poi secondo coscienza, però la prego veramente, lo rivolga prima di tutto a se stesso, quale consigliere regionale della maggioranza, secondo ancora a se stesso, essendo sindaco e dovendo votare le leggi perché non è riuscito a introdurre queste novità. Terzo, alla Giunta, perché naturalmente producendo certe leggi, ed essendo tutti i consiglieri regionali, eccetto qualcuno, ma quelli che mi sono davanti oggi sono consiglieri regionali, eccetto professor Paba (?), perché quando votano le leggi tengano conto anche delle necessità degli amministratori locali.

Per fatto personale

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per fatto personale il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Mi dispiace prendere la parola per problemi di questo genere, ma io credo che non si possa accusare i colleghi consiglieri di insensibilità e di ignoranza, perché non è solo insensibilità, è anche ignoranza quando ha parlato dicendo che i consiglieri dovrebbero prima di tutto fare l'esperienza nei comuni. Poco sa se noi l'abbiamo fatta l'esperienza nei comuni. Ecco, allora siccome non lo sa io glielo dico, mi piacerebbe che ascoltasse.

SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Sì, sto ascoltando.

CASU (F.I.). Allora gli diciamo che abbiamo fatto l'esperienza anche di consiglieri, e abbiamo fatto l'esperienza non di amministratori di società, ma abbiamo fatto anche i revisori nei comuni e in altra sede, se vuole le dico anche quali comuni, in modo tale che possa accertare quale è stato il comportamento di Desiderio Casu nel fare il revisore nei comuni. Più che revisore ero suggeritore, consigliere, collaboratore del comune. Quindi ho questa sensibilità.

A parte il fatto che io non ho assolutamente parlato di amministratori locali; ho parlato di problemi di diritto, e li ripeto i problemi di diritto. Non possiamo noi continuare a trattare le leggi regionali in questo modo. La Giunta si deve occupare di queste cose quando vengono proposti i disegni di legge, deve verificare se 360 giorni bastano o non bastano. E' all'ordine del giorno, è una cosa continuativa questa della proroga dei termini; non è la prima volta. E la prego, io adesso, onorevole Sanna, non pesti i piedi volontariamente e poi chieda scusa, perché non serve a niente il chiedere scusa se io, incontrando una persona in strada appositamente, volontariamente gli pesto i piedi e poi gli chiedo scusa; credo che non serva questo discorso.

Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 1998)" (382)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione sull'emendamento numero 18, ha facoltà di parlare il consigliere Secci.

SECCI (Popolari), relatore. Lo accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Sarebbe opportuno che l'emendamento venisse illustrato dalla Giunta.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 18.

SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non è reticenza, è che si illustra da sé. Comunque possiamo dire due parole: nelle more dell'attuazione della legge regionale numero 47, di cui tra l'altro abbiamo a lungo parlato ieri, si pensa e sembra indispensabile che la norma che mette ora in capo alle province alcune competenze, come la predisposizione dei piani programmatici e formativi, possa essere considerata inutile in questo frangente, e quindi che possano risultare sospesi quei termini che sono stati indicati nell'emendamento medesimo. La legge attuale, in vigore, ha messo in capo alle province degli adempimenti che erano, nella legge numero 47, attribuiti alle comunità montane e ai comprensori. Siamo in una fase, diciamo, di passaggio, nel 98 quindi proponiamo che non si applichi quella normativa e naturalmente ribadiamo l'impegno a metter mano immediatamente alla legge numero 47.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cugini per illustrare l'emendamento numero 75. Ne ha facoltà.

CUGINI (Progr. Fed.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 126.

Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Chiedo la votazione segreta dell'emendamento numero 126.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 126.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 42

Votanti 41

Astenuti 1

Maggioranza 21

Favorevoli 4

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione: BALIA - BALLERO - BERRIA - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - GIAGU - LA ROSA - LODDO - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Si è astenuto: il Presidente SELIS)

Passiamo ora alla votazione dell'emendamento numero 127, a firma Pittalis, Casu, Balletto.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà. Prego l'Assemblea di prestare attenzione alla dichiarazione di voto e se c'è qualcuno che intende chiedere modalità di voto lo faccia prima delle dichiarazioni di voto, salvo che l'onorevole Balletto non dichiari l'astensione, ma mi pare difficile visto che è uno dei proponenti.

BALLETTO (F.I.). L'emendamento numero 127 è l'emendamento soppressivo del comma 2 dell'articolo 27. Questo comma non può essere da me votato favorevolmente perché, come ho detto in precedenza, istituisce e legalizza il sistema delle proroghe, il sistema delle proroghe di stanziamenti di spesa che non hanno trovato esecuzione nel corso del periodo per il quale sono state stanziate. Come ha specificato prima il collega Casu, il mantenimento deve essere collegato a fatti eccezionali, a fatti particolari che ne giustificano appunto il mantenimento e quindi alla deroga al corretto principio contabile e amministrativo. Qua invece non si tratta di una proroga relativa a un caso specifico motivato e per il quale possono esistere le ragioni che ne suggeriscono la proroga e quindi in rinvio. Ma si tratta addirittura della proroga relativa a una serie di stanziamenti che sono ricompresi nel capitolo 11099. Quindi è una generalità di interventi che vengono prorogati, è una generalità di operazioni e di stanziamenti che riguardano il vasto mondo o sottobosco degli enti, degli organismi aventi finalità didattiche e socioculturali, di cui la nostra Regione è costellata. Non ha nessunissimo significato se non quello di rilevare o accertare la quasi totale inefficienza della maggior parte di questi organismi, che una volta che si vedono stanziate le somme e le spese non sono in grado né di programmare interventi, né sono capaci di spenderli per tempo. Ed è anche vero che in questo caso si può anche associare quel fenomeno al quale faceva riferimento prima il collega Sanna, quando si parlava in verità di argomenti diversi, perché si parlava di enti locali, qui invece sono enti, organismi e associazioni che appartengono il più delle volte alla sfera privata, ma che talvolta trovano impedimenti alla esecuzione dei loro progetti proprio dalle difficoltà che esistono nell'apparato amministrativo burocratico. E anche sotto questo aspetto, perché indirettamente sono stato toccato anch'io, ma è pertinente perché il regime delle proroghe, così come si cerca di istituzionalizzare, riguarda anche quell'altra fattispecie della proroga dei termini, di cui ai commi 3 e 4. Quando si verificano situazioni di questo genere e le difficoltà delle amministrazioni e degli enti non dipendono da incapacità propria, bisognerebbe allora rivolgersi alla incapacità del legislatore. E guarda caso, badi bene, collega Sanna, il legislatore è a maggioranza ulivista, con l'egemonia pidiessina. E allora, quando lei fa la difesa dei sindaci, perché vi è un sistema legislativo, amministrativo e burocratico che non consente ai poveri sindaci che sono tutti capaci, ma non consente loro di poter fare le cose come devono essere fatte e come vorrebbero, si rivolga a sé stesso, alla sua maggioranza, che evidentemente legifera avendo la testa da un'altra parte, e il più delle volte nel legiferare non persegue il bene comune e collettivo, ma persegue altri interessi le cui finalità sono ben altre.

Ecco perché sul comma 2 dell'articolo 27 il mio voto è contrario, cioè è favorevole all'emendamento numero 127, chiaramente.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 127. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 128. E' stata chiesta la controprova.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). L'emendamento numero 128 chiede la soppressione del quarto comma dell'articolo 27, il quale recita: "I termini di cui al comma 1 dell'articolo 28 della legge regionale numero 8 del 1997, sono prorogati di 180 giorni, decorrenti dalla data di entrata in vigore della presente legge". Signor Presidente, non ho a portata di mano, non possiamo avere tutte le leggi, mi pare che sia la finanziaria dell'anno scorso, se ce l'avessi, poi la vedrò, non mi meraviglierei che l'articolo 28, primo comma, il quale recita: "I comuni assegnatari dei finanziamenti regionali finalizzati alla occupazione, erogati entro il 31 dicembre 1996 , in attuazione della legge regionale 7 aprile 1965, numero 10, e degli articoli 12, 13, 14 e 15, della legge regionale 7 giugno 1984, numero 28, e successive modificazione, dell'articolo 87 della legge regionale 24 febbraio 1987, numero 6, già modificata dalla legge regionale 4 agosto 1987 numero 34, è sostituito dall'articolo 4 della legge regionale 4 giugno 1988 (?), numero 11 e successive modificazioni, sono autorizzati a effettuare la rendicontazione delle spese sostenute mediante la presentazione di prospetti riepilogativi, corredati dalla dichiarazione della corretta spendita dei fondi nel rispetto della loro destinazione, a firma del sindaco e dei funzionari comunali responsabili delle gestione dei fondi entro 120 giorni dalla entrata in vigore della presente legge. Non so, signor Presidente, se in questa selva di leggi siamo riusciti a capire immediatamente di che cosa si tratta, ma si tratta di fondi stabiliti niente meno che di fondo erogati entro il 31 dicembre del 1996; l'anno scorso, quando abbiamo affrontato la legge finanziaria ci siamo imbattuti nello stesso problema. Ecco, allora, io credo che le scusanti adesso siano veramente eccessive rispetto al problema che stiamo affrontando. L'anno scorso, con la legge finanziaria, è stato prorogato il termine di 120 giorni, 120 giorni, mi pare che scadesse il 31 dicembre 1996, allora praticamente è andato al 30 aprile 1997. Entro il 30 aprile 1997 evidentemente parte dei soggetti interessati non hanno adempiuto a quanto dovevano fare e allora abbiamo un periodo scoperto. Cioè in sostanza dal primo maggio al 31 dicembre loro non avevano scusanti, termine scaduto abbondantemente, adesso ripetiamo lo stesso discorso identico concedendo forse qualche giorno in più, sono sempre 120 giorni? Sono 180 giorni! Siccome con la finanziaria dell'anno scorso 120 non sono bastati, per lo stesso problema con la nuova finanziaria noi concediamo 180 giorni. E' un procedimento... lo chiedo a voi, a voi della maggioranza, certo che non sentirò quattro interventi contro, questo è certo, però ve lo chiedo. Stiamo facendo una cosa sotto il profilo della correttezza amministrativa, stiamo facendo una cosa decente o sta diventando indecente? Annulliamo. E' più corretto se noi diciamo: voi avete speso, speriamo che abbiate speso in conformità alla legge, non dovete rendicontare niente. Signori cari, il rendiconto per me è una cosa troppo delicata, perché chi ha maneggio di denaro pubblico si dovrebbe sentire in dovere di rendere conto, di non ritardare neanche un giorno, di procedere alla rendicontazione prima della scadenza e non dopo la scadenza. E' un modo corretto di gestire la cosa pubblica, questa? Signor Presidente, io dico di no, continuerò a dirlo, continuerò a dirlo fino alla noia, anche se la maggioranza è impaziente, io della loro impazienza, della sua impazienza non mi preoccupo, io mi devo preoccupare di chiedere sempre il rispetto della legge, perché la funzione che io devo svolgere in questo Consiglio è questa: devo chiedere il rispetto della legge, non devo andare a contrattare con la Giunta, con il Presidente, con l'Assessore, a contrattare il varo della legge rapidamente, no, a me interessa che la legge qui venga discussa, che i problemi vengano affrontati nel rispetto delle disposizioni legislative. Grazie, signor Presidente.

PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione, era stata già chiesta...Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Siccome siete così rapidi a votare...

PRESIDENTE. Proprio rapidi, onorevole Balletto, magari abbiamo una concezione un po' diversa, prego onorevole Balletto.

BALLETTO (F.I.). Rapidi a sollevare la manina. Mi sembra che ad accelerare le operazioni dei lavori ci state riuscendo perché non intervenire minimamente nel dibattito, e quindi state dando un grossissimo contributo, tutto il tempo che perdete quando non siete presenti in Aula, e non riuscite ad assicurare il numero legale, lo recuperate, giustamente, non intervenendo nel dibattito. Siccome questa maggioranza è perfetta, così come è perfetta questa manovra, così come è perfetto tutto quello che fa il governo dell'Ulivo, dell'Ulivo sardo, non ha bisogno né di essere discusso, né di essere dibattuto, perché tanto è così. Il popolo sardo quando questa finanziaria sarà approvata sarà felicissimo della grazia che gli avete dato, dandogli un gioiello di legge quale questa, siete perfetti, quindi non c'è bisogno di nulla. Allora, mi scusi Presidente, ma volevo che non si iniziassero le operazioni di voto, volevo dire la mia su questo modestissimo quarto comma. Il quarto comma dell'articolo 27 proroga di 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge dei termini stabiliti dal comma primo dell'articolo 28 della legge regionale numero 8 del 1997, cioè la scorsa finanziaria. Per quanto tempo posso leggere Presidente un testo che non è mio? Cinque minuti, mi pare che sia, ci impiegherò molto meno. Il comma primo dell'articolo 28 recita: i comuni assegnatari dei finanziamenti regionali finalizzati all'occupazione erogati entro il 31 dicembre 1996, in attuazione della legge regionale 7 aprile 1965, numero 10, e degli articoli 12, 13, 14, e 15 della legge regionale 7 giugno 1984 numero 28 e successive modificazioni e dell'articolo 87 della legge regionale 24 febbraio 1987 numero 6, già modificata dalla legge regionale 4 agosto 1987 numero 84 e indi sostituita dall'articolo 94 della legge regionale 4 giugno 1988 numero 11 e successive modificazioni, sono autorizzati a effettuare la rendicontazione delle spese sostenute mediante la presentazione di prospetti riepilogativi, corredati dalla dichiarazione della corretta spendita dei fondi nel rispetto delle loro destinazioni a firma del sindaco e dei funzionari comunali responsabili della gestione dei fondi medesimi entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Quindi siamo in una fattispecie diversa da quella prevista dal comma terzo dell'articolo 5(?) della legge finanziaria 1997. Il comma 5 dell'articolo 27 prevedeva il termine per la comunicazione dell'inizio dei lavori, qua invece siamo in una fattispecie diversa. E' un obbligo ben distinto, collega Sanna, diverso dall'altro. Perché se nell'altro ci possono essere difficoltà connesse all'inizio dei lavori perché il progetto non è ultimato e non è stato avviato, qui invece si tratta di un progetto che è stato fatto, completato e per il quale bisogna dare la rendicontazione, il termine previsto dalla legge è di 120 giorni dalla completazione dei lavori stessi. Bene, adesso, si chiedono altri 180 giorni. Io penso che in questo caso non sia colpa del sindaco ma sia colpa evidentemente della struttura che se ne è dato. Se l'organico non è sufficiente per poter fare anche questi lavori di rendicontazione, si dia da fare, come fanno le categorie di lavoratori quando si sentono bistrattate, organizzando manifestazioni e venendo qui sotto in via Roma ad occupare il palazzo regionale per ottenere da questo sgangherato Consiglio, quanto a formazione di leggi e produttività di leggi, leggi migliori e più capaci e quindi leggi che siano in grado anche di dotare i comuni di strutture e di organizzazioni adatte a svolgere il loro lavoro nel modo come deve essere fatto. Perché il fatto che non riescono a farlo, non li esime dalla circostanza che sono improduttivi e poco capaci a svolgere il loro ruolo. Ecco i motivi per i quali io mi oppongo, con vigore, con determinazione, al quarto comma e annuncio il mio voto favorevole all'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.-Progr.). Presidente, dopo aver sentito le dichiarazioni dell'onorevole Balletto, anche per recuperare tempo, rinuncio all'intervento.

PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 128. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene.

(Non è approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 23.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 23.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 59

Votanti 58

Astenuti 1

Maggioranza 30

Favorevoli 35

Contrari 23

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione: BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Si è astenuto: il Presidente SELIS)

Metto ora in votazione l'articolo 27.

PITTALIS (F.I.). Presidente, dopo una votazione consenta di dare il tempo di raggiungere nuovamente l'aula per la votazione.

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, siamo all'articolo 27.

PITTALIS (F.I.). Sull'articolo 27 chiediamo la votazione per parti e il voto segreto.

PRESIDENTE. Onorevole Marteddu le do la parola subito dopo la votazione perché siamo in sede di votazione.

Marteddu (Popolari). Presidente, avevamo già votato. Voglio capire se questa è una procedura che deve continuare cioè se si possono interrompere votazioni già indette e già effettuate.

PRESIDENTE. Procediamo alla votazione a scrutinio segreto del primo comma dell'articolo 27. L'onorevole Marteddu non ha tutti i torti, probabilmente questa è una incomprensione , troviamo il ritmo giusto in modo da evitare polemiche sulla votazione. Però, così come adesso accolgo la proposta dell'onorevole Pittalis, per un fatto di fair play parlamentare, prego gli altri di seguire i lavori perché io credo di andare anche molto lentamente, quindi non c'è fretta. Faccio il punto sull'articolo 27. L'aula ha respinto gli emendamenti 126, 127 e 128 che erano attinenti ai commi due, tre e quattro. Quindi non si può più votare per parti. L'unico che rimane in piedi è il comma primo. Nel votare il comma primo si vota l'intero articolo. A questo punto mettiamo in votazione l'intero articolo.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'articolo 27.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 61

Votanti 60

Astenuti 1

Maggioranza 31

Favorevoli 37

Contrari 23

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione: BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Si è astenuto: il Presidente SELIS)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 18. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 75.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 75.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 64

Votanti 63

Astenuti 1

Maggioranza 32

Favorevoli 40

Contrari 23

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione: BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Si è astenuto: il Presidente SELIS)

Si dia lettura dell'articolo 27 bis.

DEMONTIS, Segretario:

Art. 27 bis

Modifica alla L.R. n. 61 del 1979 -
Concessione contributo annuale all'Istituto di Studi e Programmi per il Mediterraneo (ISPROM)

1. Il comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale 27 novembre 1979, n. 61, è sostituito dal seguente:

"2. Il contributo di cui all'articolo 1 è concesso con decreto dall'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, previa deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta del medesimo Assessore." (cap. 11099).

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati emendamenti numero 73 e 130 che sono perfettamente identici, il 129 e il 131. Se ne dia lettura.

DEMONTIS, Segretario:






PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 73 e 130 sono identici anche se con firmatari diversi. Siccome sono soppressivi totali dell'articolo 27 bis possono essere illustrati e discussi con l'articolo 27 bis.

Ha facoltà di parlare il consigliere Masala per illustrare l'emendamento numero 73.

MASALA (A.N.). L'emendamento numero 73, che propone la soppressione dell'articolo 27 bis, dal mio punto di vista, quindi vi possono essere ragioni diverse dai proponenti dell'emendamento numero 130, è stato presentato per sollevare un problema che è di carattere generale e che attiene alla ratio del Regolamento di cui si è tanto parlato in questi giorni. Noi sappiamo che le leggi finanziarie, quando vengono depositate, vengono corredate di tutta la documentazione, compresi i riferimenti legislativi, e così completi vengono consegnati ai commissari facenti parte della Commissione bilancio. Non esiste una analoga norma per quanto attiene invece il Consiglio e quindi la possibilità che ogni singolo consigliere possa ugualmente esercitare i suoi poteri e le sue prerogative autonomamente. Cioè deve fare affidamento esclusivamente all'elaborazione che dei disegni di legge e delle proposte di legge vengono fatte dalle Commissioni. Si dirà: però ogni consigliere fa parte di un Gruppo e quindi sicuramente viene messo al corrente di tutta l'elaborazione e le discussioni che si sono svolte in ordine all'articolo stesso. Però, di fatto, mentre ogni consigliere può, ricorrendo agli uffici, e quindi ai funzionari della Commissione, venire in possesso dei precedenti legislativi, dei riferimenti legislativi indicati nel progetto di legge originario, così come è stato depositato dalla Giunta nel caso di specie, non ha la possibilità invece, se non facendo una richiesta esplicita di volta in volta, non può venire in possesso dei precedenti legislativi relativi agli articoli che vengono inseriti in sede di Commissione. Io parlo sempre come singolo consigliere regionale e non come appartenente ad un Gruppo organizzato. Quindi dicevo, e torno a confermare, che effettivamente questo era volto a porre un problema che evidentemente cercheremo di risolvere nelle sedi opportune. L'esempio dato da questo, non è l'unico caso di norme inserite in finanziaria che si limitano a sospendere e a modificare delle procedure, a trasferire competenze da un organo all'altro. Abbiamo visto ieri, per esempio, fondatissimo, del trasferimento di una competenza di carattere esecutivo dal Presidente della Giunta all'assessore della pubblica istruzione, ma intanto, in questo caso, per esempio, è da conoscere se effettivamente sia coerente allo spirito e alla legge numero 1 il trasferimento della competenza all'assessore della pubblica istruzione di una determinata funzione. E quindi, evidentemente, poiché la sede naturale per stabilire le competenze e la ristrutturazione di eventuali uffici o la distribuzione delle varie competenze tra gli assessorati, è un argomento che interessa in modo particolare la prima Commissione, che deve avere una visione globale di tutta questa questione, ovviamente anche l'inserimento di norme di questo tenore da parte della Commissione avrebbe, a mio giudizio, se vogliamo interpretare e applicare esattamente la ratio della legge e rifare un passaggio nella Commissione prima perché esprima il parere anche sul testo, così come modificato dalla Commissione medesima. Perché di fatto il parere delle commissioni viene espresso sulla base del disegno di legge così come viene depositato dalla Giunta, mentre di fatto l'Aula è chiamata ad esprimersi su un disegno di legge che, in molte parti, è completamente modificato o addirittura innovato. E quindi, da questo punto di vista, rimane una incongruenza che evidentemente nelle sedi che il regolamento medesimo mette a disposizione del Consiglio, delle istituzioni, dovrà essere esaminato. Nel caso di specie, comunque, a me interesserebbe conoscere le motivazioni per le quali questa competenza viene trasferita, e per la verità confesso non so da chi, quale sia comunque la portata innovativa dal punto di vista delle competenze che questa modifica intende introdurre.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 130 è uguale al precedente ma può essere ugualmente illustrato perché le motivazioni possono essere diverse.

Ha facoltà di parlare il consigliere Casu per illustrare l'emendamento numero 130

CASU (F.I.). L'emendamento numero 130, col quale si chiede la soppressione dell'articolo 27 bis, è un emendamento che tende a porre fine a questa spendita di fondi regionali a decine e decine di enti, così operando la Regione distoglie la sua attenzione da quelle che sono le sue vere funzioni. Ecco perché alla fine noi non riusciamo a trovare mezzi disponibili relativamente a interventi nel settore economico, di cui parliamo e che affrontiamo solo verbalmente, solo a parole, non con i fatti, non con i mezzi. Questa legge finanziaria non di discosta da quelle precedenti, continua imperterrita nell'attribuire fondi a enti, enticini, associazioni per centinaia di miliardi. Le attività produttive soffrono, la disoccupazione cresce, ma i nostri interventi sono limitati a certi settori e sono marginali, non capaci di affrontare un qualche problema relativo alla produzione. Ho detto qualche altra volta che le uniche novità che porta questa legge finanziaria sono quelle che attribuiscono ancora una volta alla industria la capacità di creare sviluppo in Sardegna, di creare produzione e occupazione. Abbiamo visto con abbondanza di particolari, quando abbiamo discusso l'articolo 20, la nuova impostazione che viene data, nuovo indirizzo, nuova direttiva, ai fondi regionali: "Creazione e assistenza della cooperazione in materia agroindustriale". Ma vedremo qualcosa anche nel bilancio che va nella stessa direzione. Abbiamo detto più volte, ma è il caso di ripeterlo perché questo discorso si faccia strada, che l'industria fino adesso, almeno in settori, in branche fondamentali di essa, ha prodotto solo perdite, ha prodotto fallimenti, fallimenti non delle società a partecipazione regionale, perché c'è la Regione che paga. E paga, eh! E ha pagato a caro prezzo. Signor Presidente, se lei ricorda io in più circostanze ho fatto presente quali sono i fondi regionali che l'anno scorso, anno 1997, sono andati distrutti per sanare le perdite delle società a partecipazione regionale. Nel momento in cui si presentava l'occasione per incominciare ad aprire la strada anche in Sardegna, perché si tratta di un fenomeno generale, delle privatizzazioni, noi andiamo ancora una volta controcorrente. Andiamo controcorrente perché riponiamo la nostra fiducia per lo sviluppo dell'Isola nelle società o nelle imprese assistite dalla Regione. Ecco, oltre a questa assistenza, il bilancio è disseminato di aiuti a enti e associazioni. Io credo che ci sia bisogno di seguire le associazioni, ma non in modo così massiccio come si è fatto sino adesso e come si fa anche nella finanziaria dell'anno 1998, triennio 1998-2000. Credo che dobbiamo fare un atto di rottura col passato, dobbiamo intervenire in modo diverso, dobbiamo utilizzare le risorse regionali in modo più efficace, fa comodo spesse volte quando anche qui si piange, mi creda, Presidente, ho sentito gente lamentarsi che ci sono 250 mila disoccupati, 320 mila, chiedo scusa, mi suggerisce l'onorevole Floris la cifra esatta, ecco, gente che piange per la disoccupazione, ma non muove un dito nel momento in cui vengono utilizzate le risorse, nel momento in cui noi qualcosa potremmo farla non la facciamo. Io credo che dovremo rendere conto di questo operato. Se noi quest'anno siamo entrati nell'ordine di idee di discutere la finanziaria in modo decente, lo abbiamo fatto perché i problemi vengano affrontati, perché chi dovesse partecipare alle nostre sedute, la stampa, i mezzi di comunicazione, sappiano cos'è la nostra finanziaria. Diversamente questa finanziaria, per la quale la maggioranza sembra avere solo fretta di chiudere, non ha altri problemi da affrontare, chiudere in fretta: quanto meno viene esaminata dalle opposizioni e dalla stessa maggioranza meglio è, perché evidentemente hanno paura che si scoprano cose sgradevoli. Questo è il nostro intento nell'affrontare l'esame e la discussione della finanziaria, questa è la motivazione per la quale noi diciamo: sopprimiamo questa spesa di 4 miliardi e 500 milioni, insieme con tante altre che sarebbero da sopprimere.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pittalis per illustrare l'emendamento numero 131.

PITTALIS (F.I.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 129.

BALLETTO (F.I.). Brevemente per dire che con l'emendamento in questione si propone che al titolo dell'articolo 27 dopo la parola "Isprom" venga aggiunto "altri soggetti". Questo anche perché il riferimento al capitolo del secondo comma l'11099 che evidentemente non riguarda solamente l'Isprom ma anche altri soggetti. E allora le modifiche che sono state proposte con il primo comma del predetto articolo, nella misura in cui siano compatibili con quella che è stata adottata per l'Isprom, si ritiene che valga anche per gli altri soggetti che si trovano nella medesima condizione e che riferiscono tutti al capitolo di spesa 11099.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, sugli emendamenti numero 73, 130, 129 e 131 ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (Popolari), relatore. Presidente, intanto mi sembra che sia opportuno correggere un'imprecisione che si è diffusa. Con l'articolo 27 bis non si intende introdurre nessuna spesa nuova, ma si intende esclusivamente, per una legge che vige, che è la legge regionale numero 61 del '79, dove era contenuto un contributo annuale all'Isprom, che è allocato nel capitolo che abbiamo di riferimento, l'11099, che però veniva speso con decreto del Presidente della Giunta. L'articolo aggiuntivo non fa altro che dire che le somme restano allocate in quel capitolo e il decreto viene fatto dall'Assessore della pubblica istruzione, che è il gestore delle stato di previsione della pubblica istruzione, in cui è allocato questo finanziamento. Il testo dell'articolo è limitato a questo. Per questa ragione, credo di poter chiedere ai colleghi che hanno presentato gli emendamenti numero 73 e 130 di ritirarli, perché le cose che ho sentito dal collega Masala attenevano a una preoccupazione che può essere anche condivisa da altri, nel senso che c'è una fase della istruttoria dei provvedimenti tra il passaggio in Commissione e il passaggio in Aula che forse avrebbe bisogno di un meccanismo correttivo per consentire a tutti i consiglieri, appunto, di essere maggiormente documentati. Però è un problema che non riguarda la mia competenza. Volevo dire questo, per quanto riguarda invece i due emendamenti la richiesta ai colleghi è quella di ritirarli, se non li dovessero ritirare naturalmente il parere della Commissione è negativo. Per quanto riguarda l'emendamento numero 129 il discorso è simile nel senso che non si tratta di attribuire risorse a Isprom o altri soggetti, la legge a cui si fa riferimento andrebbe modificata se si vogliono introdurre altri soggetti, va modificata mettendo risorse aggiuntive o risorse diverse o facendo altro; quindi il parere è negativo. Per quanto riguarda il 131 il parere è sempre negativo nel senso che si intende introdurre un comma aggiuntivo dove si prevedono finanziamenti per costituendi istituti socio culturali, cioè per cose che ancora non sono soggetti giuridici e quindi mi sembra che non sia proponibile tra l'altro una proposta di questo genere. Ho dato risposta a tutto?

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è di non accogliere il 73 e il 130, il Presidente della Commissione ha spiegato la ratio io devo dire semplicemente perché si capisca il senso che la sollecitazione viene proprio dalla Presidenza in modo tale che si possa allocare l'intero procedimento in un'unica sede, non tenerlo frammentato per cui un Assessorato fa l'istruttoria e poi la Presidenza emette il decreto. Solo questo. Sul 131 e sul 129 la Giunta non li accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, è dell'altro giorno una intervista dell'Assessore del bilancio che molto onestamente, devo dire, ha riconosciuto una concezione vecchia di questa finanziaria nella quale egli non si riconosce completamente e da un riconoscimento anche all'opposizione del fatto che non si oppone soltanto per spirito oppositorio fine a se stesso ma che effettivamente ci sono degli argomenti importanti e motivati dell'azione dei Gruppi del Polo per le libertà e sardista che stanno facendo un'azione di contrasto a questa finanziaria. Credo che l'articolo 27 bis rientri nettamente in uno di quei capitoli in cui l'Assessore del bilancio diceva che potevano riscontrarsi dei criteri di clientelismo e di logiche comunque nei quali egli non più si riconosce e che comunque è necessario vengano cambiati e che il Consiglio dia una sterzata importante verso una modernizzazione delle concezioni della spesa del bilancio regionale. Bene, il capitolo del bilancio 11099 finanziamento per le attività istituzionali e organismi con finalità didattiche e socio culturali che nel 1997 iniziava con 6 mila milioni poi è sceso a 4750 milioni e che comunque prevede per il 1998 4 miliardi e mezzo così come per il 1999 e il 2000 per un complessivo di 13 miliardi e mezzo in tutto il periodo, giustamente ha fatto l'onorevole Casu a dire che si tratta di un prelievo di fondi che potrebbero essere destinati a miglior uso perché dire che questo capitolo ha un fondo clientelare a me sembra veramente fondato. Abbiamo trovato già in altri capitoli di bilancio provvidenze a patronati, ad attività di tipo più di patronato che di sindacato che già poi hanno finanziamenti da parte dello Stato, ma io non riesco a capire come oltre tutto quando si danno finanziamenti di questo genere, non ci sia un controllo politico e si possa chiedere da parte dell'Assessore di avocare a sé il finanziamento per queste attività e istituzioni senza che ci sia un controllo perlomeno della Commissione. Oltre tutto non riesco a capire se il finanziamento è avocato soltanto per l'Isprom o per tutto il capitolo di bilancio, cioè l'Isprom se non ho capito male è uno degli enti che concorrono al prelievo di finanziamenti, cioè che possono fare domanda per essere finanziati in base al capitolo 11099, perché se così fosse, veramente non si riesce a dare una spiegazione logica del perché di questa volontà dell'Assessore di concedere solo a suo giudizio la concessione di questo finanziamento. Oltre tutto non si evince dall'articolo 27 bis, la cifra, cioè quanto noi permettiamo all'Assessore di concedere a questa... poi me lo spiega Assessore, però nel bilancio c'è scritto in generale, parla in generale di enti o organismi e finalità didattiche e socio culturali, no? Va bene, me lo spiegherà dopo Assessore, chiedo scusa anche perché oltretutto non essendo un facente parte della Commissione bilancio probabilmente non conosco bene il meccanismo di questa legge. In ogni caso, pur non conoscendo la cifra attribuita all'Isprom, a me sembra che effettivamente grandi contributi, questi studi e programmi per il mediterraneo e per l'andamento demografico dei popoli del mediterraneo non ne abbiano dato, oltretutto esistono degli enti statali e anche sovranazionali che brillantemente portano avanti questi studi, non vedo perché la Regione debba scimmiottare finanziando questi organismi privati che non danno un contributo in più, non danno neanche un contributo di originalità agli studi che servono poi agli Stati e quindi anche alle Regioni per decidere la propria programmazione. Io credo che effettivamente la ratio soppressiva totale degli emendamenti dell'onorevole Masala e dell'onorevole Casu trovino fondamento e che l'Aula dovrebbe veramente prestare un po' di attenzione e decidere conseguentemente di sopprimere questo articolo 27 bis.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Io avevo già accennato, signor Presidente, colleghi, in fase di discussione generale che i segni di qualche novità si coglievano nella manovra presentata anche se la nuova Giunta aveva fatto appena in tempo a vederla e tutto sommato salvo qualche taglio l'ha presentata così come più o meno era stata confezionata. E infatti anche questo capitolo di cui ci occupiamo per l'articolo 27 bis, 11099, dai sei miliardi annuali sono passati a quattro miliardi e mezzo annuali, come è stato detto dal mio collega per 13 complessivi e dovremmo anche complimentarci con l'amministrazione per il tentativo di recupero cospicuo di queste somme indirizzate agli enti socio culturali. Anche di questo talvolta si è chiesto notizia, ma di tante cose di cui si chiede notizia, si ha difficoltà ad averne, ed avere conoscenza della distribuzione delle risorse ingenti per altro, e sui ritorni che si hanno da queste ingenti spese. Ora dobbiamo affrontare il discorso sulla opportunità o meno della fruizione (?) di queste risorse, debbano passare attraverso la Giunta e presumo non più, sempre in carenza di quella normativa a cui si riferisce, soltanto attraverso il parere dell'Assessore. Mi domando perché e perché soltanto alcune di queste pratiche e non altre. E inoltre mi domando, e certamente questa maggioranza respingerà l'emendamento numero 129, con quale senso di giustizia, con quale senso di correttezza respingerà l'emendamento 129. E quale giustificazione porterà. Perché mi dovete spiegare, e questa maggioranza e questa Giunta mi devono spiegare perché anche altri enti e perché devono poter partecipare, e perché non si possa modificare il titolo con altri soggetti. Se verrà accolto l'emendamento 129, certamente farà una operazione di giustizia e di serietà questa maggioranza, diversamente ognuno tragga le sue conclusioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Signor Presidente, noi insistiamo per la soppressione perché altra soluzione non si riesce ad avere con l'attuale amministrazione della Regione. L'onorevole Eliseo Secci mi ricordava che c'è una legge, se non ricordo male, del 1979, che quindi i fondi sono stanziati in virtù di questa legge. Ma non lo metto in dubbio che ciò avvenga. Il dubbio che io avanzo è che possiamo continuare all'infinito a stanziare questi fondi nonostante i problemi che noi dobbiamo affrontare come poc'anzi ho fatto notare, o è tempo che riprendiamo un po' il discorso delle leggi regionali di spesa e vediamo un po' di sfoltire tutte quelle leggi e quei fondi regionali che sono destinati ad attività seppure spesse volte lodevoli, però oggi in un momento di tragica emergenza noi dobbiamo utilizzare le risorse nel modo migliore. E questo è compito della Giunta; nostro compito è quello di farvelo notare. Già da quest'anno la maggioranza avrebbe dovuto cominciare a raschiare su tutte le spese per enti e enticini in modo tale da avere una qualche disponibilità maggiore per quanto riguarda le attività produttive. Questo discorso non riusciamo a farlo, ma noi rimarremo sempre dei nani rispetto alle regioni più sviluppate. Ho fatto notare qualche altra volta che il Mercato comune incombe, la moneta unica pure, non credo che noi ci andremo preparati per affrontare i problemi che creerà l'entrata in vigore o la istituzione della moneta unica a partire già dal primo gennaio 1999. Noi quasi certamente riusciremo ad entrare in Europa, però ci sarà faticoso andare al passo con gli altri paesi europei. A me fa piacere che noi entriamo in Europa, visto e considerato che noi non possiamo fare le riforme da soli perché arriviamo alle riforme solo nel momento in cui l'Europa ce le impone. Abbiamo tutta una serie di direttive in campo economico della Comunità europea che noi riusciamo a rispettare solo all'ultimo momento. Io non so che cosa succederà con l'entrata in vigore del nuovo sistema monetario che vedrà una moneta europea. Credo che anche molti studiosi di questo problema oggi siano in grado di prevedere esattamente che cosa succederà l'anno venturo nelle regioni sottosviluppate. E noi purtroppo apparteniamo a una Regione sottosviluppata. Molte volte si danno le colpe allo Stato italiano; è vero che lo Stato non sempre è stato sollecito nel venire incontro alle regioni meno fortunate. Ma è anche vero che noi non abbiamo fatto molto per raggiungere il livello economico, il livello di sviluppo delle regioni più fortunate della nostra. Abbiamo avuto tre piani di rinascita: anno 1962, quindi anni 60; 1974 e anno 1994-95, ero già presente in questo Consiglio. Ebbene, che cosa ha fatto la classe politica isolana con i fondi del primo piano di rinascita per creare sviluppo in Sardegna, per promuovere lo sviluppo economico dell'isola con 400 miliardi di allora, 400 miliardi che tradotto in termini di valore attuale della moneta non sono al di sotto di otto, novemila miliardi. Che cosa abbiamo fatto? Abbiamo creato un'industria che era stanca prima ancora di nascere, riponevamo la nostra fiducia solo nell'industria, lo sviluppo dell'industria, questo non è avvenuto. Arriva il secondo piano di rinascita. Che cosa siamo riusciti a fare con altri 350 miliardi, se non ricordo male, ben poco. Così quello del 1994/95 il cui conto lo chiedo spesso e volentieri perché vorrei sapere che cosa si è fatto. Vorrei, ma non è un pio desiderio di uno che passa intorno alla Regione, è un desiderio che esprime un consigliere regionale che ha tutto il diritto-dovere di controllare i conti della Regione. Ebbene, non vi chiedete qualche volta perché questi mezzi finanziari ingenti sono andati forse dove non dovevano andare, perché diversamente noi lo sviluppo economico l'avremmo avuto. Ci è mai sorto il dubbio che abbiamo sbagliato indirizzo? Abbiamo mai pensato che al posto dell'industria dovevamo, non abolire l'industria non fraintendetemi, ma dovevamo privilegiare l'agricoltura. Agricoltura per la quale noi abbiamo delle potenzialità immense; ma se noi vogliamo curare il turismo, settore economico, per noi oggi è problema di moda, non è un problema che abbiamo affrontato seriamente neanche il turismo perché non abbiamo un granché in materia turistica. Io so che il turismo ad Oristano è quasi morto; ed è quasi morto perché la Regione non sempre ha affrontato tempestivamente i problemi che doveva affrontare. Vi ricordo Is Arenas. Non ho avuto più tempo di affrontare il problema, non so se sia partito, ma per anni hanno aspettato e hanno aspettato degli imprenditori privati che hanno investito dei mezzi propri, che chiedevano ben poco di pubblico denaro. Non l'abbiamo fatto evidentemente per pigrizia, scarsa attenzione, ma siamo sempre attenti a finanziare gli enti, sempre siamo attenti a fare questo. Io credo che il giudizio che esprimerà su di noi il popolo sardo non potrà essere che negativo. Il popolo sardo vede questa istituzione come l'ente che dovrebbe preoccuparsi di tutti i cittadini della Sardegna, non solo di alcuni settori, di alcuni gruppi, di alcune associazioni nelle quali evidentemente molti consiglieri regionali hanno un punto di riferimento. Io credo di fare un discorso di carattere generalizzato che riguardi tutta la comunità isolana quando dico: dobbiamo raschiare in tutti gli stanziamenti per portare un po' di ossigeno nei settori produttivi. Io credo che questo lo dovremo fare. Perciò ripeto la richiesta di cancellazione dell'articolo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). L'articolo 27 bis, introdotto con un emendamento della Giunta accolto a maggioranza…potrei avere, signor Presidente, la presenza dell'assessore o del Presidente della Giunta in aula?

PRESIDENTE. Cerchiamo di avvisarli, comunque la Giunta è nobilmente rappresentata.

BALLETTO (F.I.). Va bene, l'articolo 27 bis, introdotto con un emendamento della Giunta, accolto a maggioranza dalla Commissione bilancio, contempla la modifica dell'articolo 2, secondo comma, della legge regionale numero 61 del 27 novembre 1979. In detto comma, nella stesura originaria, si prevedeva che il contributo annuale a favore dell'Isprom di lire 20 milioni fosse corrisposto su proposta dell'assessore regionale della pubblica istruzione, previa deliberazione della Giunta. L'attuale modifica prevede che il decreto sia emesso dall'assessore della pubblica istruzione, previa la delibera della Giunta, adottata su proposta del medesimo assessore. La modifica procedurale introdotta, a mio modesto parere, può avere scarsa rilevanza in termini di effettivi contenuti, e pertanto è irrilevante addentrarsi nelle ragioni che la motivano. La modifica offre quindi lo spunto per entrare nel merito dell'utilità della misura del contributo annuo in relazione all'attività svolta da questo istituto. Intanto sarebbe opportuno sapere, ai fini della corresponsione del contributo, se l'Isprom adempie a tutte le obbligazioni poste a suo carico dalla legge e tra le quali la predisposizione, entro il mese di febbraio di ogni anno, del bilancio consuntivo corredato dalla dettagliata relazione sull'attività svolta nell'anno precedente, e se a sua volta l'assessorato, nei termini prescritti, 30 giorni, invia detti documenti alla Commissione competente per materia, accompagnandoli da un motivato giudizio sulla gestione del contributo da parte del beneficiario.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ZUCCA

(Segue BALLETTO.) Non mi sembra che questo accada; e se talvolta ciò si è verificato forse nel passato, ai tempi nostri certamente questi adempimenti non sono rispettati. Va da se che oggi è tanto più importante conoscere l'utilizzo dei fondi e le loro ricadute in termini positivi di quanto non avvenisse in passato. Dagli iniziali 20 milioni stanziati nel 1979, sarebbe infatti interessante capire e sapere quale è il contributo che oggi viene attribuito all'Isprom; questo perché al capitolo di spesa 11099 sono destinati dalla finanziaria 4500 milioni per una moltitudine di soggetti. E qui si insinua un dubbio. Quei dubbi che esistono in grandissima quantità, perché se noi andiamo a guardare la legge numero 61 del 1979, all'articolo 4… mi risponde lei Presidente? Se mi risponde lei va bene, perché vedo che è attento, se lei mi assicura che mi risponderà va bene così, siccome l'Assessore non mi ascoltava … Allora dicevo, se andiamo a guardare la legge numero 61 del 79, all'articolo 4 si dice: nello stato di previsione della spesa dell'assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport del bilancio della Regione per l'anno 1979, è istituito… E allora ricomincio: se andiamo a guardare la legge 1979, la numero 61 all'articolo 4, …

PRESIDENTE. Prego i colleghi di prestare attenzione.

BALLETTO (F.I.). Non mi interessa l'attenzione dei colleghi, mi interessa quella dell'Assessore.

SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Più di questo…

PIRAS (Popolari). Ti stavamo ascoltando.

BALLETTO (F.I.). Di che cosa stavamo parlando consigliere segretario Piras, mi dica quale articolo ho citato, quale comma. Bene, allora se si va a guardare la legge del 79, la numero 61 istitutiva del contributo a favore dell'Isprom, all'articolo 4 si legge che, nello stato di previsione della spesa dell'assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport del bilancio della Regione per l'anno 1979, è istituito il capitolo 11098, quindi per legge, relativamente ai contributi da corrispondersi annualmente all'Isprom, è stato istituito per legge uno specifico capitolo: 11098. Se andiamo a guardare il bilancio, il capitolo 11098 non esiste, ma esiste il capitolo 11099, nel quale cumulativamente sono raggruppati tutti i soggetti che beneficiano di contributi, per lo studio, la ricerca, attività culturali, sociodidattiche eccetera. Beh, intanto vorrei capire perché non c'è un capitolo specifico, perché se ci fosse stato il capitolo specifico, così come indicato in legge, sapremo esattamente qual è il contributo che annualmente viene corrisposto all'Isprom e quindi saremo anche in grado di valutare, in relazione all'entità del finanziamento, se quegli adempimenti che dovrebbero essere compiuti, e che, ripeto, sono rappresentati dall'obbligo di presentazione del conto consuntivo, e quindi la documentazione delle spese e dell'utilizzo del contributo ottenuto, corredato dalla dettagliata relazione sull'attività svolta nell'anno precedente, e se a sua volta l'assessorato, nei termini prescritti di trenta giorni, invia detti documenti alla Commissione competente per materia, accompagnandoli da un motivato giudizio sulla gestione del contributo da parte del beneficiario. Quindi mi sembra di capire che in questa vicenda relativa all'ISPROM ci sia un pochino di nebbia, di confusione: la confusione che nasce dalla soppressione del capitolo, la poca chiarezza che nasce dal fatto che probabilmente, ma così mi risulta, i rendiconti almeno in questi ultimi anni non sono presentati, né tanto meno sono state presentati dall'Assessorato i pareri motivati sulla produttività e sulla utilità dei lavori svolti dall'ISPROM. La preoccupazione sta quindi nel fatto che forse nell'attività di ricerca e di studi dell'ISPROM, ma non solo dell'ISPROM, l'articolo 27 bis ci dà lo spunto per rivolgerci all'ISPROM, ma questo probabilmente questo tipo di giudizio può estendersi anche a quella miriade di enti e di istituti che costellano il settore delle consulenze, delle ricerche, della cultura e via dicendo, sia e possa costituire un paravento a un'attività del tutto o parzialmente improduttiva, volta a conseguire occupazione assistita nei confronti di quei soliti personaggi che rappresentano figure di secondo piano della politica, appartenenti e vicino evidentemente a quelle forze politiche che hanno il controllo di questi enti per finalità che ovviamente con la crescita sociale della nostra isola hanno poco a che fare e dietro le quali invece si può nascondere l'acquisizione del consenso. D'altro canto non sto facendo denunce paradossali perché proprio recentemente, quando abbiamo avuto modo di parlare della formazione professionale, non vi è stata parte politica della maggioranza che abbia negato o sottaciuto che nel settore della formazione professionale si è avuta una spartizione fra di essi, finalizzata e volta non tanto a dare veramente unità qualificate per il sistema produttivo, ma certamente per soddisfare esigenze clientelari, e quindi è anche possibile che in questo settore si verifichi altrettanto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Fois. Ne ha facoltà.

FOIS PAOLO (Progr. Fed.). Io ho seguito con molta attenzione il dibattito originato dall'articolo 27 bis della finanziaria, che ha offerto lo spunto per una serie di considerazioni di carattere generale sulla produttività in particolare e sulla utilità degli enti, di questa miriade, si è detto, di enti e di istituti che operano grazie all'appoggio finanziario della nostra Regione. Chi vi parla è una persona che ha collaborato alle iniziative dell'ISPROM, da lunga data. ISPROM, tra l'altro, che è una associazione di persone che senza trarre nessuna utilità sul piano finanziario, nessun vantaggio sul piano finanziario per appartenervi, prestano volontariamente e liberamente la loro attività per approfondire determinati temi, per pubblicare poi i risultati di queste ricerche in una collana, quaderni mediterranei, che chi vuole può consultare anche a pochi passi da qui, nella nostra biblioteca.

Ora, mi è sembrato di capire che nessuno sappia che cosa ha fatto l'ISPROM, e allora le accuse di improduttività e di mancanza di utilità di questa associazione, mi dispiace tra l'altro che non sia presente l'onorevole Balletto, dopo alcune affermazioni che ho sentito, mi sembra dicevo che queste affermazioni nascano dal fatto che non si sappia niente rispetto all'attività di questo istituto. Eppure una serie di iniziative di grande interesse per la Sardegna e per lo sviluppo della occupazione ISPROM le ha prese. L'ISPROM da lunga data si è occupata di temi scottanti, che forse allora non erano altrettanto scottanti, ma di cui oggi avvertiamo l'incidenza sulla vita economica della nostra Isola. Vi faccio qualche esempio: il ruolo delle autonomie, di tutte le autonomie nella collaborazione mediterranea, il problema dell'acqua e della desertificazione, il problema della insularità, il problema dello sviluppo sostenibile nel Mediterraneo, il problema della compatibilità tra la politica europea nei confronti del Mediterraneo, e il riconoscimento di una Regione mediterranea con le sue specifiche caratteristiche che non devono essere sacrificate dagli interessi dell'Europa continentale. Ditemi voi se questi temi affrontati con la presenza, con la partecipazione di studiosi di altri Paesi, e qui un'altra utilità dell'ISPROM che ci permette di disporre di una rete, per così dire, di colleghi, di studiosi, di corrispondenti, di esperti, in tutto il bacino del Mediterraneo, ditemi voi se questi temi che toccano così da vicino il nostro sviluppo, perché appunto i condizionamenti dall'esterno rispetto al nostro sviluppo sono talmente evidenti che non mi sembra il caso di spendere una parola, ditemi voi se questo istituto possa essere fatto rientrare puramente e semplicemente, nella ignoranza di quello che questo istituto fa, nel carrozzone degli enti inutili che qui ci si compiace con troppa leggerezza di descrivere con la (?) caratteristica della Regione. Allora, io credo che si possono fare tutte le considerazioni che si vogliono circa l'opportunità o meno di modificare questa norma della legge del 1979 per quanto riguarda le procedure di spesa, ma senza conoscere che cosa sia l'ISPROM, e il mio è un modestissimo contributo che andrebbe però verificato, consultando tra l'altro questa pregevole pubblicazione periodica che troviamo in biblioteca, ditemi voi se questo tipo di critica sia una critica giustificata alla luce di questa disposizione che è inserita nella finanziaria e che ha soltanto, credo, la motivazione di rendere più trasparente la procedura di spesa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS (F.I.). Non rinuncio ma parlo per 30 secondi per dire solamente che le finalità dell'articolo sono ben chiare e mi pare che tutto sommato non portino neanche a quello che potrebbe essere il risultato che i presentatori dell'emendamento soppressivo vanno a voler incassare, nel senso che in ogni caso l'ISPROM esiste e sopprimendo l'articolo continuerà a esistere. Per cui non credo che nella determinazione della spesa, della effettuazione della spesa sulle procedure per contributi si abbia alcun risultato da incassare da parte della opposizione. Tutto quello che ha detto il collega Fois è estremamente vero, altrettanto vero è che l'ISPROM è, diremo, una scatola chiusa del PDS, e certamente è un ente e un istituto chiaramente targato. Per la stessa ratio, siccome i contributi positivi possono arrivare anche da strutture parallele al partito, mi sentirei di sostenere altri emendamenti quale quello della modifica del titolo che introduce ulteriori soggetti a poter partecipare a questa voce del bilancio. Certamente questi centri studi, perché lo chiamerei più un centro studio l'Isprom, hanno validità perché poi danno il contributo a chi fa attività politica e in questo senso anche Forza Italia vorrebbe essere presente con un proprio istituto per avere i suggerimenti che vengono da queste strutture nella formazione politica e nella formazione dei programmi politici. Grazie.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per dire che gli enti, i soggetti di ricerca e di studio prima bisogna crearli e poi eventualmente si esaminano i programmi e le richieste di finanziamento, non è che si dice dateci i soldi e facciamo l'Isprom. Mi sembra una procedura francamente non molto corretta e né conforme ai principi che criticamente nei confronti della Giunta vengono sollevati in questi giorni di discussione. Sulla formazione professionale, scusate, non è perché stamattina ho fatto colazione con le puntine, però alcune cose vanno puntualizzate. Il consigliere Balletto diceva clientelismo, io ho già detto e ripeto, consigliere Balletto, che il programma di formazione professionale è stato approvato all'unanimità in Commissione, il che per chi capisce di politica significa che se è clientelismo deve essere interclientelismo, io penso che non sia clientelismo, ma se è clientelismo l'approvazione all'unanimità ha un significato molto preciso. Terza considerazione: noi stiamo discutendo da un'ora e mezzo, perché questo è il punto, e poi metto da parte le puntine, stiamo discutendo da un'ora, da un'ora e mezzo, questo è il punto del contendere, poi le altre questioni sono connesse, correlate, se per un procedimento la cui istruttoria è tutta allocata in un Assessorato, la firma del relativo decreto alla fine del procedimento debba essere apposta dal Presidente della Giunta o dall'Assessore della pubblica istruzione. Questo è il contenuto dell'articolo, null'altro. Per quanto riguarda la questione Isprom che è stata incidentalmente sollevata e che naturalmente è legittimo sollevare in relazione ad un articolo che ha questo contenuto, solo un chiarimento, il capitolo 11099 è un capitolo contenitore, che cosa contiene? Contiene gli stanziamenti relativi alla finalità, quella che è stata richiamata, indicata nel capitolo e contiene una quota, è articolato in due parti diciamo il capitolo, una quota residua che è la quota che rimane una volta che siano esaurite diciamo le riserve contenute di tutta una serie di disposizioni normative per le varie finalità Isprom, Canepa e le altre cose che adesso io non sto per brevità a ricordarvi. Quindi ci sono disposizioni normative nelle varie finanziarie che determinano la riserva, lo stanziamento per ciascuna di queste finalità, poi rimane una parte residua la cui spesa viene articolata e programmata con un programma dell'Assessore ai sensi dell'articolo 60 della legge numero 1 del '90. Il fatto che ci sia un capitolo contenitore e non un capitolo per ciascuna finalità è un fatto positivo, non è un fatto negativo, noi dobbiamo diminuire i 1600 capitoli del bilancio, non aumentarli, e allora nella finanziaria del '90 si è proceduto, io credo positivamente, anzi io bisognerà farne tante di queste cose, è una delle finalità della riforma del bilancio che vogliamo fare, si è proceduto all'accorpamento dei capitoli. Ma non è che questo non consente di conoscere qual è lo stanziamento, qual è la riserva per ciascuna finalità. Sono tutte fissate con legge, per esempio, la quota annua per l'Isprom è di 230 milioni, non è una cifra misteriosa, è una cifra notissima, che emerge dalla lettura dei documenti di bilancio.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.

BERTOLOTTI (F.I.). Sull'emendamento soppressivo.

PRESIDENTE. Non stiamo parlando dell'emendamento numero 131, stiamo parlando degli emendamenti numero 130 e 73 che sono unificati essendo soppressivi totali.

SECCI (Popolari). Che cosa stiamo facendo?

PRESIDENTE. Io ho dichiarata esaurita la discussione con l'intervento dell'Assessore relativa all'emendamento numero 130 e all'emendamento numero 73, che sono soppressivi totali, votando i quali significa che si vota l'articolo. Prima si discute dei soppressivi totali, poi si discute dell'articolo e poi degli emendamenti aggiuntivi. Così abbiamo sempre fatto, stiamo seguendo la prassi che abbiamo sempre fatto. La discussione l'avevamo dichiarata conclusa sul 130 e sul 73, rimangono da discutere gli emendamenti aggiuntivi. Possiamo anche completare la discussone con gli emendamenti aggiuntivi ma non è necessario, si può seguire o una procedura o l'altra. La discussione sugli emendamenti soppressivi totali è conclusa con l'intervento dell'onorevole Scano. Su che cosa chiede di parlare quindi l'onorevole Bertolotti?

BERTOLOTTI (F.I.). Per dichiarazione di voto, sulla richiesta di voto segreto sull'emendamento numero 73. Approfitto se mi è consentito per un piccolo commento, è vero che il discorso del bilancio con i contenitori è un passo avanti rispetto alla sommatoria di articoli del bilancio, ma è anche vero che delle norme più generali che prevedono la possibilità di accesso senza privilegi ai finanziamenti per gli istituti che sia fatto sulla base di richieste molteplici e quindi di assegnazioni in base alle attività, evita di dover creare queste nicchie che sanno certamente non di chiarezza e di trasparenza, assessore Scano, ma esclusivamente di servizi per altre finalità.

PRESIDENTE. Passiamo agli emendamenti numero 129 e 131 che sono stati già letti e illustrati.

SECCI (Popolari), relatore. La presentazione e la discussione è avvenuta su tutti gli emendamenti presentati all'articolo 27 bis, si deve soltanto votare. Presidente.

PRESIDENTE. Ho dagli uffici l'informazione che invece gli emendamenti numero 129 e 131 non sono stati discussi. Io avevo l'esigenza di assentarmi cinque minuti e in quei cinque minuti non ho potuto seguire quello che succedeva, mi dicono che gli emendamenti numero 129 e 131 che sono aggiuntivi, non sono stati discussi. E allora, partendo da questo dato che mi viene fornito, apriamo la discussione sul 129 e sul 131, che sono aggiuntivi.

Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.

BERTOLOTTI (F.I.). Mi pare che debbano essere prima illustrati, non credo che siano stati illustrati.

PRESIDENTE. Sì, entrambi... Sono stati illustrati, quindi devono essere soltanto discussi e poi votati dopo la votazione dell'articolo. Prego.

BERTOLOTTI (F.I.). Allora, per riferirsi a qualche considerazione su questi emendamenti, signor Presidente, colleghi, con questi emendamenti noi abbiamo voluto porre un problema che è quello della trasparenza degli atti di questo Governo regionale. Con l'articolo in questione si sta riservando una quota senza alcuna valutazione, qualsiasi cosa farà l'Isprom non ci sarà nessuno che potrà obiettare sulla validità o meno di quegli studi, indipendentemente da questo qualsiasi cosa, qualsiasi tipo di attività, con questo tipo di politica riservando i finanziamenti in questo modo, uno decide di fare quello che vuole, nessuno potrà dirgli niente salvo contestargli eventualmente qualche spesa nel riepilogo finale a base dello stanziamento. Credo che questo non sia un modo corretto di procedere, credo che sia esclusivamente un modo di riservare finanziamenti che possono essere destinati a finalità non proprio trasparenti. Io non so quale sia stata la validità di questi studi e che cosa hanno portato per questa Sardegna, se hanno portato provvedimenti concreti se sono stati alla base di provvedimenti legislativi poi tradotti in iniziative che abbiano prodotto interventi per la Sardegna. Per questo motivo abbiamo presentato questi due emendamenti. Il primo che cambia il titolo allargando non solo all'ISPROM, ma anche ad altri soggetti che possono essere ritenuti utili i finanziamenti previsti da questo capitolo, e torno a ripetere che sarebbe il caso per una logica di trasparenza emanare nella finanziaria norme che consentano a tutti di poter partecipare e ai migliori di essere premiati con i finanziamenti e nell'altro di prevedere, visto che la logica della Giunta e della maggioranza è quella di riservare finanziamenti, di prevedere la costituzione di un nuovo istituto di credito che, partendo dai problemi demografici di spopolamento delle zone interne e dei paesi a più bassa percentuale demografica della Sardegna, consenta in questo modo di avere un maggior orientamento demografico e di poter sviluppare anche studi economici per poter meglio studiare il fenomeno. Per questo abbiamo ritenuto di dover destinare un finanziamento, e tra l'altro non per effettuare studi soltanto a livello dell'isola ma anche per prevedere i flussi di trasferimento di popolazioni dal Nord Africa e dall'Albania per esempio verso l'Italia, quali svolgimenti futuri, quale sarà la società del futuro dopo questi flussi di emigrazione. Per questo riteniamo che un istituto di questo genere abbia necessità di rilevanti fondi per poter prevedere ed effettuare l'evolversi di questa situazione, per cui abbiamo previsto un finanziamento di 4 miliardi e mezzo. Dopo di che si potrà obiettare tutto quello che si vuole su queste iniziative. La logica è che qua stanno passando soltanto iniziative targate e basta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, intervengo sull'emendamento numero 131, perché ritengo che la risposta della Commissione e della Giunta "non accoglie" sia una sottovalutazione di un problema che è veramente grave e da cui dipende il nostro futuro. Nel Mediterraneo stanno avvenendo squilibri demografici enormi perché in genere la riva sud ha una grande espansione demografica, mentre per la riva nord stiamo assistendo ad un decremento demografico; questo comporta che le popolazioni chiaramente tendono a spostarsi perché questo è unito anche ad un fattore di qualità della vita e di reddito, per cui nella riva sud in genere la qualità della vita è molto inferiore a quella della riva nord e quindi le popolazioni tentano con mezzi leciti e illeciti di andare dal sud al nord, quindi l'emigrazione extracomunitaria, che sta affliggendo l'Italia ma anche gli altri paesi del nord del Mediterraneo, ha questa origine. Noi assistiamo a fattori come l'Algeria dove ogni donna ha in media otto figli all'Italia in cui ogni donna ha ormai come media un figlio, anzi gli ultimi dati sono ancora più preoccupanti. Effettivamente nei confronti della demografia c'è da parte della cultura dominante una ripulsa; è vero che la demografia fu in altri tempi un fattore di propaganda, un fattore di una certa linea politica e abbandonando quella linea politica si pensò di abbandonare una politica demografica. Ma oggi chiaramente la necessità di una politica demografica si impone e si impone in modo forte, perché questi squilibri sicuramente stanno provocando gravi danni ma ne provocheranno anche in futuro. Io faccio notare per esempio alcune situazioni; c'è questo fenomeno generale della riva sud che è in fase di sovrappopolazione e tende a scaricare l'eccedenza di popolazione sulla riva nord, oltre che ad acuire i conflitti interni. Ma per esempio, ieri apprendevo un dato; cioè le previsioni dicono che l'Egitto tra vent'anni avrà 160 milioni di abitanti. Quindi teniamo conto che l'Egitto ha come terre coltivabili 20 mila chilometri quadrati, meno della superficie della Sardegna, per cui avremo una concentrazione di popolazione che sicuramente avrà effetti esplosivi. Notiamo che tra i paesi della riva sud del Mediterraneo l'unico che non ha grande espansione demografica è la Libia che invece è il paese più ricco, per cui i vicini, Egitto e Tunisia, possono avere la tentazione di impadronirsi delle ricchezze di quel paese. Notiamo che un altro fenomeno esplosivo si sta verificando in Palestina, dove la popolazione araba sta aumentando mentre la popolazione ebrea è praticamente stazionaria, per cui l'attuale equilibrio esistente all'interno della Palestina vede la popolazione ebrea ancora dominante che verrà nei prossimi anni superata, e largamente dalla popolazione araba; d'altra parte con vicini sovrappopolati come l'Egitto e la Siria, lo stato di Israele che è un microbo dal punto di vista demografico avendo 3 milioni di abitanti ebrei, sicuramente avrà grossi problemi. Queste sono situazioni che chiaramente esigono studi. Ma anche all'interno della Sardegna noi notiamo ad esempio uno spopolamento progressivo delle zone interne, in un quadro comunque complessivamente demografico deficitario, ma mentre le città e le zone costiere riescono a mantenere la popolazione, per le zone interne è un crollo demografico e conseguentemente un collasso sociale gravissimo di cui abbiamo più volte parlato, ma per il quale non sono mai stati presi provvedimenti. E' tutta una problematica quindi che necessita di studi che sono essenziali, non sono studi fine a se stessi, non sono studi per cercare di avviare questi processi su una linea più governabile perché se non li governiamo questi processi, ci arrecheranno gravi danni e già ce ne stanno recando, dallo spopolamento delle zone interne della Sardegna all'ingresso nella comunità di soggetti extracomunitari che non vengono asserviti, che anzi stanno creando fenomeni di repulsione che poi assumono quei caratteri razzistici estremamente pericolosi, non solo dal punto di vista sociale, ma anche politico. La nascita dell'Iscod avrebbe quindi la funzione di creare un interesse della Sardegna verso questa problematica che abbiamo già al nostro interno ma che sicuramente ha una valenza mediterranea. Non vale come è stato detto, il fatto che siccome non è nato la legge non può destinare risorse; questo è in contrasto con i principi giuridici, e lo ricordo, proprio l'articolo 1 del codice civile, proprio il nascituro può avere diritti ma sono subordinati all'evento della nascita. Per cui chiaramente se noi in legge diamo il contributo, questo non può essere concretamente assegnato se non in effetti qualora l'Iscod nasca. Io ritengo eccessiva la somma prevista dall'emendamento, però ritengo che una somma come incentivo per la fondazione di un istituto che avvierebbe le ricerche in questo campo, sicuramente importante ed interessante, sia necessario per cui invito la Giunta a voler fare una controproposta sul finanziamento, ma comunque a cogliere nel suo spirito l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Signor Presidente, intervengo a proposito dell'emendamento 129, mediante il quale si chiede che i benefici di cui gode l'Isprom vengano estesi ad altri soggetti. Ha fatto in proposito un intervento abbastanza qualificante il collega Bonesu; io intendo rafforzare questo senso di giustizia estendendo i benefici anche ad altri istituti che dovessero operare nel settore, considerato che l'emendamento di soppressione non verrà accolto. Comunque vorrei tornare, considerato l'intervento fatto dal collega onorevole Fois, vorrei spendere due parole in proposito. L'onorevole Fois ha messo in evidenza i vantaggi che ha offerto questo istituto, al quale vengono assegnati 4 miliardi e 500 milioni. Ha ragione nel dire che spesse volte non si conosce o meglio, ho una conoscenza molto vaga. Però devo far notare, non solo all'onorevole Fois, prima di tutto a me stesso e a tutto il Consiglio. Signor Presidente, il primo approccio che io ho avuto con l'economia è stato questo. L'individuo o ente, credo che il discorso sia ugualmente valido, dispone di un certo reddito, fa una scala di bisogni e in base al reddito di cui dispone poi soddisfa i bisogni. Io credo che noi qui abbiamo il compito, come hanno tutti i politici, di fare una scala di bisogni del popolo sardo. Soddisfare questi bisogni partendo da quelli più elementari, no, e questo si fa per l'individuo, prima di tutto si vede se il suo reddito disponibile gli consente di comprare il pane, poi vede anche il companatico, vede di comprare una bistecca. Dopo l'alimentazione passa al vestiario, dopo al vestiario dopo il vestiario passa alla cultura, dopo la cultura se avanza qualcosa passa anche all'eventuale possibilità di fare le ferie estive, cioè in sostanza divide il suo reddito disponibile fra i bisogni che può soddisfare, partendo da quelli più elementari. Quando io qui sostengo che la Regione deve raschiare il barile, è perché ci sono, ve l'ho detto poc'anzi, 320 mila disoccupati. Ecco allora io credo che la prima cosa da fare per noi, una volta tolte le spese di amministrazione dell'ente, che sarebbe il pane, passare alla soddisfazione dei bisogni della gente che soffre. Ecco, l'uomo politico, l'attività politica in che cosa deve consistere? Nella capacità di ripartire nel modo migliore, nel modo più efficace le somme disponibili per soddisfare le esigenze del popolo. Lo stiamo facendo onorevole Fois? Io credo di no, perché se lo stessimo facendo vi direi: chiudiamo con la finanziaria ve l'approviamo in blocco. Invece non lo stiamo facendo. Ecco, allora io vado a cercare dove si può rastrellare dei fondi per andare a coprire quelle voci che mi dicono che c'è anche fame in Sardegna. E io non posso ignorare queste voci. Debbo, nella mia attività politica che io svolgo nella Regione, devo trovare la possibilità di andare a coprire questo bisogno elementare, che ha precedenza assoluta su tutti gli altri bisogni. Non lo so, per voi certamente non è così, ma io mi batterò perché questo si faccia nella Regione, si utilizzino tutte le risorse per la copertura e per la soddisfazione dei bisogni primari della collettività isolana, poi vengono le altre cose, mentre i bisogni primari della collettività regionale rappresentano il pane per l'individuo, le altre cose possono rappresentare le ferie estive. Le ferie estive le vediamo dopo.

PRESIDENTE. Metto in votazione uno dei due emendamenti soppressivi totali che sono identici. Il risultato di questa votazione implica un giudizio sull'articolo.

BONESU (P.S.d'Az.). Mi sembra che la procedura che abbiamo seguito finora è di mettere in votazione l'articolo non l'emendamento. Chiedo il voto segreto.

PRESIDENTE. Ma c'è una differenza rispetto alle situazioni analoghe; che qua c'è l'aggiunta di un comma e quindi la votazione dell'articolo mi pare che sia meno logica, in questo caso specifico un po' diverso dagli altri, della votazione dell'emendamento soppressivo totale, ma le conseguenze pratiche sono le medesime.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Mi consenta di non consentire, chiedo scusa anche per il bisticcio di parole. Qui non è che ci sia una introduzione, non è che nell'articolo ci siano due commi. Il primo comma stabilisce che è modificato un' altra disposizione di legge. Quindi il primo comma dell'articolo 27 bis dice: il secondo comma dell'articolo 2 della legge regionale 27 novembre 1979 numero 61, è sostituito dal seguente secondo comma. Quindi l'articolo si compone di un comma unico, non di due commi.

PRESIDENTE. Onorevole Balletto, le ripeto, ad abundantiam che normalmente si vota per l'articolo quando ci sono solo emendamenti soppressivi totali. Qua ci sono anche degli emendamenti aggiuntivi, per cui considero più logico votare l'emendamento, lo considero più logico quindi farò così: metterò in votazione l'emendamento numero 130, il che significa che l'altro non ha senso più che sia votato. Perché si deve votare per due emendamenti che dicono entrambi che l'articolo è soppresso?

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Chiedo il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 130.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 62

Votanti 62

Maggioranza 32

Favorevoli 31

Contrari 31

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione: ARESU - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MURGIA - OBINO - ONIDA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - ZUCCA.)

Metto in votazione il testo dell'articolo.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto dell'articolo 27 bis.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.

MACCIOTTA (Gruppo Misto). Scusi, signor Presidente, sull'ordine dei lavori. Abbiamo or ora respinto un emendamento soppressivo dell'articolo, per cui abbiamo votato approvando l'articolo.

PRESIDENTE. Ho testé spiegato, direbbe la collega Cherchi je vien d'expliquer, che in questo caso si votavano prima gli emendamenti soppressivi, poi il testo dell'articolo e quindi gli emendamenti aggiuntivi che ci sono. Adesso votiamo il testo dell'articolo.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'articolo 27 bis.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 64

Votanti 64

Maggioranza 33

Favorevoli 31

Contrari 32

Nulli 1

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione: ARESU - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

L'emendamento aggiuntivo 131 non decade avendo carattere di autonomia, ne conseguirebbe semplicemente che il titolo non potrebbe essere più lo stesso. Però, essendo un emendamento aggiuntivo ha una sua autonomia, voglio dire che sussiste la possibilità che sia messo in votazione, quindi l'emendamento 131, a firma Pittalis e più, può essere votato anche dopo che è stato rigettato il 27 bis.

Onorevole Pittalis, su cosa intende pronunciarsi?

PITTALIS (F.I.). Per proporre, signor Presidente, un emendamento orale: l'importo di 4 miliardi e 500 milioni può essere ridotto a cento milioni, se la Giunta è favorevole a questo emendamento riduttivo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci.

SECCI (Popolari), relatore. Non ho sentito niente.

PRESIDENTE. Allora ripetiamo le cose: l'emendamento aggiuntivo numero 131, avendo una sua autonomia rispetto al testo che il Consiglio non ha approvato, può essere messo in votazione. L'onorevole Pittalis che è uno dei firmatari dell'emendamento propone di ridurre la cifra che originariamente era di 4 miliardi e mezzo in una cifra di 100 milioni, e chiede su questo emendamento orale il parere della Commissione e della Giunta.

L'onorevole Macciotta ha chiesto la parola, credo di aver capito che vorrà mettere in luce la contraddizione tra le due votazioni. La contraddizione c'è però ho già spiegato che la procedura di votazione in questo caso era obbligatoriamente quella seguita da me.

MACCIOTTA (Gruppo Misto). Non mi legga nel pensiero, perché...

PRESIDENTE. Mi scusi, l'ho fatto amichevolmente.

MACCIOTTA (Gruppo Misto). …la valutazione di prima si limita solo a dire che ha comportato una mostruosità giuridica, ma non ci torno. Torno invece sulla ammissibilità di questa votazione sul 131, perché non ha una sua autonomia, perché recita che "al primo comma dell'articolo 27 bis è aggiunto il seguente comma 1 bis". Non esistendo più il primo comma perché è stato cassato l'articolo non ha assolutamente autonomia e formulato in questo modo non può essere ammesso a votazione. Certamente, se volete cavillare e cambiare anche la logica allora siamo d'accordo si può far tutto, ma la logica giuridica è una e una sola.

PRESIDENTE. Sotto il profilo linguistico l'osservazione dell'onorevole Macciotta è molto fondata; sotto il profilo del contenuto, essendo questo un emendamento che propone di stanziare una cifra, è in dubbio. Comunque approfondiamo.

Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). L'osservazione dell'onorevole Macciotta è molto formale. Andando alla sostanza è indubbio che questo emendamento anche se presentato come comma aggiuntivo non ha nessun problema ad essere presentato come articolo aggiuntivo. Per cui, al limite, se non lo si volesse ritenere ammissibile sull'articolo 27 bis niente vieta ai presentatori di presentarlo su un articolo successivo. Stiamo semplicemente perdendo tempo, perché a quel punto, chiaramente, occorrerebbe riaprire il dibattito.

PRESIDENTE. Obiettivamente ci sono delle cose abbastanza singolari, cioè per un verso quello che ha detto l'onorevole Macciotta non fa una grinza, cioè ci si riferisce al comma 1 che è stato bocciato. Dice l'onorevole Macciotta: non essendoci quel comma non si può aggiungere niente a una cosa che è inesistente. Però, per un altro verso, il 131 fa riferimento al 129, che è un emendamento anch'esso aggiuntivo, dicendo che modifica il titolo, in pratica, e aggiunge qualcosa a ciò che viene detto nel titolo e lo collega quindi all'ISPROM. Il primo dice: "Al costituendo istituto socioculturale per l'orientamento demografico è destinata una quota, però al costituendo istituto socio-demografico. Chiedo di avere pazienza due minuti perché sono problemi quasi di lana caprina nei quali io mi muovo a disagio. Ad un'attenta riflessione il conflitto qua è fra forma e sostanza, ma talvolta come aveva scritto Umberto Eco in un bellissimo saggio, esiste anche il contenuto della forma. Per cui con questa formulazione e con questa dicitura non è votabile, mentre nella sostanza con una lieve modifica del titolo sarebbe sostanzialmente votabile, secondo un mio suggerimento pratico potrebbero ipotizzare gli estensori un articolo aggiuntivo al quale cambiano semplicemente il titolo che può essere tranquillamente messo in votazione e avremo salvato sia la capra che il cavolo. Allora, mi pare che la mia proposta sia stata oggetto di accoglimento, di questo vi sono sommamente grato, dichiaro decaduti l'emendamento numero 129 e l'emendamento numero 131. Passiamo all'articolo 27 ter.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Non ho ben capito, quindi l'emendamento numero 131 non è ammissibile?

PRESIDENTE. Non è ammissibile come votazione in questa formulazione, basta che voi modifichiate il titolo e il riferimento non riferendolo e lo presentate come articolo aggiuntivo allora può essere messo in votazione.

PITTALIS (F.I.). Allora ritiriamo l'emendamento numero 131.

PRESIDENTE. Sì, l'avevo già implicitamente considerato così. Passiamo all'articolo 27 ter. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:

Art. 27 ter

Modifiche alla L.R. n. 14 del 1968

1. L'articolo 3 della legge regionale 23 febbraio 1968, n. 14, è sostituito dal seguente:

"Art. 3 -

1. Ciascuna sezione provinciale sarda dell'Unione Italiana Ciechi (UIC) e degli enti di cui al comma 2 dell'articolo 9 della legge regionale 23 dicembre 1993, n. 54, deve presentare, anche per il tramite della propria struttura regionale, ai fini della fruizione del contributo annuo, apposita domanda all'Assessorato regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

2. La domanda di cui al comma 1 deve essere presentata entro il termine prescrittivo del 31 gennaio di ciascun anno di riferimento del contributo richiesto, unitamente al programma di attività che ciascuna sezione intende svolgere e ad una sintetica relazione illustrativa - contabile dell'attività svolta nell'anno precedente.

3. Il rendiconto generale dell'attività svolta, munito dei relativi giustificativi di spesa debitamente quietanzati, deve essere presentato entro i tre mesi successivi alla data di chiusura del proprio esercizio finanziario come stabilito dallo Statuto.

4. Le disposizioni di cui ai precedenti commi trovano applicazione a partire dalle erogazioni relative all'anno 1997.".

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 74, 164, 19, 20, 27, 28 e 166. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:









PRESIDENTE. Essendo stata richiesta una sospensione di mezz'ora dal Gruppo di Alleanza Nazionale, e venendo anche incontro all'esigenza di un altro Gruppo della maggioranza, chiudo i lavori di stamani. I lavori sono aggiornati alle ore 16 e 30.

La seduta è tolta alle ore 13 e 12.