Seduta n.393 del 20/04/1999
Seduta CCCXCIII
(Antimeridiana)
Martedì 20 Aprile 1999
Presidenza del Presidente Selis
indi
del Vicepresidente Zucca
La seduta è aperta alle ore 10 e 15.
FRAU, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta del martedì 30 marzo 1999, che è approvato.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Pietro Fois ha chiesto di poter usufruire di due giorni di congedo a far data dal 20 aprile per impegni istituzionali.
Se non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.
Fissazione di procedura abbreviata ai sensi dell'articolo 101, comma 2, del Regolamento
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge 429 B/Parte prima (Balia, Degortes, Manchinu, Sanna Salvatore e Marteddu), Modifica alla legge regionale numero 31 del 1998; assunzione delle funzioni dei centri di servizi culturali ad altre norme in materia di personale, relatore il consigliere Macciotta.
Ha domandato di parlare l'assessore Onida sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Io chiedo che, ai sensi del comma 2 dell'articolo 101 del Regolamento, i termini per la relazione di minoranza, richiesti dall'onorevole Manunza, possano essere ridotti del cinquanta per cento, in ordine al provvedimento 457 che è in carico all'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Intervengo sulla proposta dell'assessore Onida. L'articolo del Regolamento richiamato dall'assessore Onida richiede naturalmente una votazione dell'Aula, quindi proporrei di tenere in piedi la proposta, ma eventualmente di rinviare la votazione di qualche minuto.
PRESIDENTE. Consideriamo questo: lasciamo la proposta fatta ed aspettiamo che l'Aula si popoli un po' meglio per consentire all'Aula di avere una presenza rappresentativa e di esprimere il voto con più compiutezza.
Discussione della proposta di legge Balia - Degortes - Manchinu - Sanna Salvatore - Marteddu: "Modifiche alla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione), assunzione delle funzioni dei centri di servizi culturali ed altre norme in materia di personale" (429/B - Parte prima)
PRESIDENTE. Nel frattempo, cogliendo la proposta del collega Marteddu e del collega Onida, dichiaro aperta la discussione generale sulla proposta di legge 429/B- Parte prima.
Ha facoltà di parlare la consigliera Schirru, relatrice.
SCHIRRU (Progr. Fed.), relatrice. Signor Presidente, la proposta di legge numero 429 fu rinviata dall'Aula il 29 novembre 1998 proprio per consentire un nuovo esame del testo su cui erano stati presentati numerosi emendamenti. Quindi è stato deciso dalla Commissione di dividere il "429" in due parti; la prima delle quali riguarda proprio il trasferimento alle province delle funzioni già esercitate dal CRAAI per la lotta agli insetti e la soppressione del ruolo speciale ad esaurimento della legge numero 4 del 1990, relativa alla gestione di servizi sociali, in particolare delle case di riposo del comune di Iglesias e di Alghero.
Su questa prima parte si sono concentrate una serie di proposte di modifica che la Commissione ha deciso di modificare sostanzialmente in quanto il personale, attualmente inquadrato nei ruoli speciali ad esaurimento, doveva optare per il trasferimento agli enti locali. Anche questa soluzione, però, ha incontrato difficoltà soprattutto in sede di parere finanziario, perché si dava la possibilità al personale di optare. Era immaginabile che l'opzione sarebbe andata tutta verso la Regione, quindi chiedendo nuove disponibilità finanziarie che non eravamo in grado di assicurare. Quindi, preso atto di questi rilievi e di queste difficoltà che la Commissione bilancio ha messo in evidenza, la Commissione ha approvato a maggioranza un nuovo testo.
Che cosa prevede questo nuovo testo? Intanto si dispone il trasferimento delle funzioni in materia di controllo e di lotta agli insetti alle province, le quali riceveranno i contributi regionali, ripartiti secondo criteri che verranno definiti sulla base di una conferenza di servizio da fare tra l'assessorato all'ambiente e le province, e insieme al trasferimento delle risorse, ci sarà anche il trasferimento degli immobili, degli arredi e di tutto il materiale, il parco macchine, necessari per lo svolgimento di questo servizio. Il personale del ruolo speciale di cui alla legge 13 viene trasferito nel ruolo unico della Regione conservando la qualifica e il profilo professionale, viene però mantenuto in servizio presso le province attraverso un comando irrevocabile.
Mentre, per quanto riguarda il ruolo ad esaurimento della legge numero 4, voglio ricordare brevemente che si tratta di personale degli enti nazionali disciolti in seguito al 616 e al 348 per quanto riguarda la Regione sarda, personale che poi è stato parcheggiato in parte presso l'Assessorato agli affari sociali e alla sanità, e in parte invece esercita le sue funzioni in queste case di riposo di Iglesias e di Alghero.
L'articolo 12 e l'articolo 12 bis prevedono anche per questo personale, il passaggio nel ruolo dell'amministrazione regionale, però il servizio viene prestato nelle rispettive sedi di appartenenza.
Si prevede, anche per questo tipo di intervento, che le strutture delle case di riposo, e quindi le relative funzioni, vengano trasferite ai comuni dove sono ubicati questi servizi.
La Regione assicura l'erogazione di contributi per la gestione sulla base di criteri oggettivi, che sono il numero degli ospiti nelle case di riposo e l'entità del personale comandato e trasferito.
Con questo provvedimento, approvato dalla Commissione a maggioranza, viene così a chiudersi tutta una serie di situazioni, dando una sistemazione funzionale del personale, e qui anche mettere fine ad una serie di ingiustizie e di imparzialità che si sono venute a creare nel tempo. Ma soprattutto, a mio parere, dà la possibilità di rimotivare il personale dandogli certezza del ruolo che deve assumere.
C'è un altro elemento nella legge, che è quello che si avanza, si attiva un altro pezzo di riforma dell'amministrazione regionale perché si ristabiliscono dei ruoli ben precisi, che sono quelli della programmazione, da parte della Regione, mentre la gestione, l'intervento operativo viene affidato alle province per quanto riguarda il CRAI, e per i servizi per quanto riguarda i comuni. E questo, senz'altro, aiuta a ridefinire anche i poteri di organizzazione dell'uno e dell'altro ente, dando così possibilità di lavorare meglio secondo principi di efficienza e di efficacia.
Io concludo, ringraziando per l'apporto dato in Commissione da tutti quanti, perché intorno a questo provvedimento, che sembra così semplice, ci siamo trovati a dover modificare più volte, proprio superando pressioni e preoccupazioni che hanno coinvolto veramente tutti.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.
MACCIOTTA (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi, credo di aver avuto la possibilità di contribuire alla stesura di questo provvedimento, di questa prima parte del 429 - originaria proposta di legge - durante i lavori della Commissione. Ma ho ritenuto di dovermi dissociare su una parte sostanziale del provvedimento, cioè la soluzione dei problemi posti per il reinquadramento, la sistemazione, per quanto possibile definitiva, del personale degli ex ruoli ad esaurimento, ex legge 13, ex legge 4.
Mi sono dissociato in Commissione, e intendo dissociarmi ora in Aula, da questa parte del provvedimento, perché ritengo che la soluzione che veniva prospettata nella prima stesura del provvedimento, quella che poi dal Consiglio era stata rimandata in Commissione per una ulteriore riflessione sull'argomento, ritengo appunto che questa prima impostazione del problema fosse quella più corretta, da un punto di vista legislativo, sulla base delle disposizioni attualmente vigenti, e fosse quella che, malgrado le incomprensioni che credo si siano verificate a questo punto tra l'impostazione della Commissione e il recepimento da parte delle categorie interessate, in sostanza tutelava di più questi dipendenti, tutelava le loro giuste aspettative, dava, alla fine dell'iter proposto, una certezza nel diritto per la loro sistemazione, e rispettava anche la volontà, la scelta, per quanto possibile, di una sistemazione in un posto o nell'altro, come sede nell'ambito di quello, o di quell'altra amministrazione pubblica.
In questo modo si prospettava anche, d'altro canto, e ho qui davanti anche l'interlocuzione che c'è stata nelle settimane decorse da parte per esempio dell'amministrazione provinciale di Cagliari, teneva conto e creava una procedura che permettesse una consultazione con le amministrazioni provinciali per quanto riguardava la loro necessità di questo personale, la loro più corretta utilizzazione.
Terzo, ma non ultimo, non poneva quei problemi di ordine finanziario che il relatore, onorevole Schirru, ha or ora ricordato, e che sono stati affrontati, come la Commissione sa bene, con grande difficoltà e riportandosi a dei meccanismi che, secondo me, prestano il fianco a considerazioni di non legittimità.
La Commissione, nel suo complesso, non è mai stata sorda alle giuste aspettative di un personale che da troppi anni è stato tenuto in una specie di limbo, non ha seguito quello che è stato il decentramento di funzioni alle amministrazioni provinciali, e che, giustamente, rivendicava, nell'ambito di quel tentativo di reinquadrare nel suo complesso il personale regionale nell'ambito dei principi sanciti dalle leggi nazionali, dalla 421, e recepiti nella nostra legge regionale 31 del 1998.
Io vorrei dimostrare che le espressioni di queste aspettative non sono state mai né prese sottogamba, né ignorate dalla Commissione.
Cari amici, voi non siete, nella Regione, "i figli di un Dio minore", come è stato scritto sulla stampa, siete delle persone le cui aspettative e i cui diritti sono stati sempre ben presenti alla Commissione. Allora, quando il meccanismo proposto nella prima stesura della legge coinvolgeva i processi di mobilità, secondo quanto disciplinato dagli articoli 33 e 35 del decreto legislativo 29, come corretto dal decreto legislativo 80 del 1998, questo è a garanzia del lavoratore, perché significa che nell'ambito di un procedimento in cui non deve spaventare la parola "mobilità", la mobilità intesa nel senso giusto, nel senso corretto, nel senso sostenuto dai sindacati, significa, in questo caso, la convocazione di una serie di conferenze fra gli enti. Complessivamente sia gli enti attualmente interessati, come le amministrazioni provinciali, sia altri eventuali enti pubblici, come comuni, si siedono ad un tavolo, discutono con i diretti rappresentanti dei lavoratori, chiariscono l'organico di questo personale di cui queste amministrazioni provinciali hanno effettivo bisogno per svolgere i compiti che la Regione gli trasferisce, chiariscono che disponibilità ci sia per l'eventuale assunzione in ruolo di questo personale nell'ambito di enti locali quali i comuni, o nell'ambito di altre amministrazioni pubbliche, come quelle relative alle aziende sanitarie locali. Tutto questo è fatto, e la legge esplicita su questo punto, privilegiando la mobilità volontaria del personale; il che significa riconoscere non soltanto l'amministrazione tra queste a cui preferibilmente appoggiarsi, in cui inserirsi, ma ovviamente anche la sede di lavoro che a questa scelta è connessa.
Solo alla fine di questo percorso può risultare, e non è questo il caso, che ci possa essere del personale in esubero.
Alla fine di questo percorso, se ci meditate sopra, tutto il personale interessato viene sistemato nell'ambito delle amministrazioni pubbliche che ho citato e nell'ambito delle proprie scelte. Io credo che migliore garanzia per i lavoratori, anche se questo concetto è stato chiaramente frainteso, non possa porsi in campo.
Vorrei sottolineare la differenza che può esistere tra le due soluzioni prospettate, quella adottata finalmente dalla Commissione e quella antecedente a cui mi riferivo, quando si tratta di sanare e di non aggravare delle ingiustizie perpetrate in passato e delle disparità di trattamento perpetrate in passato. Mi riferisco al fatto che il personale, per esempio dell'ex legge 13, è stato, nel tempo, trattato in maniera disuguale, nel senso che c'è personale che ha seguito, di fatto, le funzioni, e vorrei sottolineare una volta per tutte in quest'Aula, che questo è un concetto che non può essere disconosciuto da noi legislatori, perché questa legislatura sta per chiudersi, e problemi di decentramento è riuscita ad affrontarne molto pochi, ma questo è uno di quelli, ma alla prossima legislatura, chiunque abbia la maggioranza secondo il suffragio degli elettori, si troverà di fronte, perché è la giusta aspettativa e la giusta considerazione che sta nella nostra responsabilità, nella responsabilità di chi sarà qui in questo Consiglio in futuro, di affrontare i problemi del decentramento. Ed allora il decentramento non può esistere, non può riuscire a farsi se non si rispetta il principio che il personale segue le funzioni, e questo principio non deve poter ammettere eccezioni, perché è un principio su cui si fonda l'effettiva convivenza delle istituzioni, secondo il principio di sussidiarietà.
Detto questo, tornando a quanto dicevo, volevo sottolineare la differenza di quanto è stato perpetrato negli anni, perché c'è stato personale, come dicevo, che ha seguito le funzioni presso le amministrazioni provinciali, e c'è stato personale che, per motivi che non voglio indagare, ha trovato sistemazione, viceversa, sempre con lo strumento del comando, nell'ambito dell'amministrazione regionale, ovvero sia degli uffici regionali. Questo ha creato, in questo momento di sistemazione, per quanto possibile definitiva, dei grossissimi problemi, dei problemi di equità nel concedere i diritti di opzione che potevano essere esercitati in modo diversamente coerente, cercando di non rispettare privilegi che erano stati concessi abusivamente ad un tempo, e di rispettare, viceversa, un sacrosanto diritto di selezionare, nell'ambito delle diverse possibilità, tenendo conto delle preferenze espresse dal lavoratore.
L'ultimo rilievo tra le due impostazioni è che, signori, è una contraddizione in termini quando noi scriviamo in un provvedimento, che un comando è mantenuto a tempo indeterminato; è una contraddizione in termini, perché il comando, così come il distacco, per definizione giuridica, per principio giuridico, è un istituto che ha un termine cronologico, altrimenti è una contraddizione che io temo non potrà sfuggire ai rigori delle osservazioni del Governo.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci troviamo, per la prima volta, di fronte ad un provvedimento di decentramento di una parte rilevante dell'amministrazione regionale. E lo affrontiamo, però, credo, con una certa scorrettezza di metodo, che non vorrei poi pesasse sui futuri decentramenti.
Vengono trasferiti alle province ed ai comuni, per quanto riguarda le case serene, delle funzioni che prima erano regionali. Però non avviene quello che dovrebbe avvenire, cioè il trasferimento ipso iure del personale, né avviene la cancellazione dai ruoli regionali di questo personale e la messa in mobilità, che sarebbero entrambe due soluzioni trasparenti e corrette, e direi estremamente garantiste anche nei confronti del personale.
Una serie di pressioni, di situazioni anomale che si sono create in questi anni, ha portato la Commissione ad adottare un testo che non rispetta questi principi, perché credo che sia stato un fatto grave che questo personale sia stato inserito in ruoli speciali, cosiddetti "ad esaurimento", un fatto grave che non tutto questo personale sia stato destinato alle funzioni originarie, e un fatto grave che il personale che era stato mandato alle province sia in gran parte rientrato in Regione per esigenze molto spesso dei gabinetti degli assessori di turno. Tutto ciò ha portato a una situazione di fatto ingestibile.
La Commissione non è riuscita ad applicare quei principi lineari che sarebbero stati utili, ed è uscita con questo testo di legge che però ha alcuni svantaggi: primo, non accresce le necessità finanziarie, in secondo luogo tende a fotografare, almeno di fatto, la situazione esistente, in terzo luogo dà a questo personale la pienezza dei diritti e doveri del personale regionale e, ultima considerazione, vengono comunque assicurati i servizi.
Per questi motivi la soluzione appare teoricamente sbagliata, ma empiricamente salvaguarda gli interessi al funzionamento dei servizi, salvaguarda gli interessi a non deportare questo personale; purtroppo non salvaguarda l'imparzialità del buon funzionamento complessivo dell'amministrazione, che sarebbe assicurato dall'applicazione dei principi, ma questo fatto dipende non da questa legge, ma dalla gestione dissennata e clientelare che di questo personale è stata fatta negli anni precedenti.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Mi pare che gran parte delle argomentazioni relative alla presentazione di questo testo siano già state svolte, e in modo anche chiaro ed esauriente da chi mi ha preceduto in questo dibattito.
Voglio semplicemente ribadire che nell'ambito della riorganizzazione complessiva, del riassetto dell'organizzazione del personale regionale, che poi si è conclusa con la legge 31 dell'anno scorso, ci siamo trovati di fronte ad un problema, che era quello di una situazione abbastanza precaria, dovuta alla presenza, all'interno dell'amministrazione regionale, di un ruolo speciale cosiddetto "ad esaurimento". Non potevamo continuare ad ignorare questa situazione che, per altro, nel caso della legge 13 si protraeva da oltre dieci anni, e nel caso della legge 4 da quasi dieci anni, non potevamo ignorare questa situazione di gravità, e si poneva quindi, conseguentemente, la necessità di eliminare questo mostro giuridico che era stato creato probabilmente dieci anni fa, o tredici anni fa, per evitare di decidere una situazione che invece andava decisa e definita.
Eliminare questa situazione stravagante, significava dare due risposte, la seconda delle quali conseguente alla prima: innanzitutto trasferire definitivamente alle province le competenze che la legge 13 aveva soltanto nominalmente trasferito. Ovviamente trasferire le funzioni significava anche contestualmente trasferire agli enti locali le risorse umane, finanziarie e strumentali per poter esercitare, di fatto, il trasferimento delle funzioni.
Mi pare che il testo della proposta di legge che stiamo esaminando, che peraltro riassume anche un analogo disegno di legge della Giunta che da questo testo è stato, quanto meno nello spirito, sostanzialmente accolto, noi riassumiamo e cerchiamo di dare ordine alla situazione che abbiamo appena esaminato, con una risposta che, come correttamente diceva il consigliere Bonesu, empiricamente è corretta, anche se teoricamente è scorretta, in quanto certamente il principio che vige anche a livello nazionale è quello di far contestualmente seguire al trasferimento delle funzioni anche il trasferimento delle risorse umane, finanziarie e strumentali. A questo punto sarebbe stato semplicissimo dire che tutto il personale che era interessato al trasferimento di queste funzioni seguisse simpliciter le funzioni che erano state trasferite.
Ci siamo, però, trovati di fronte ad una situazione che aveva ormai un precedente di oltre dieci anni, e non potevamo, nella fattispecie, ignorare le legittime rivendicazioni e le legittime attese del personale che dal trasferimento di queste funzioni era interessato.
Si è quindi dovuta trovare una soluzione che, se è vero che non risponde - come diceva il consigliere Macciotta - alle attese di tipo teorico e alle attese che nel merito del trasferimento delle risorse all'interno di tutta l'amministrazione pubblica si stanno portando avanti, risponde tuttavia, noi riteniamo, a un'esigenza di sostanziale equità nei confronti di questo personale. Ecco il perché di questa norma che stabilisce che questo personale, pur essendo trasferito al ruolo unico regionale con l'eliminazione, quindi con la soppressione del ruolo speciale ad esaurimento, rimane in una posizione di comando nelle province; però, mi pare di dover anche sottolineare, relativamente a quanto diceva il collega Macciotta, che l'istituto del comando a tempo indeterminato è stato, dalla Commissione, di fatto superato con l'emendamento che, unitariamente, si è voluto presentare all'attenzione di questo Consiglio e che la Giunta condivide, e cioè che si stabilisca un limite temporale al comando, in quanto nell'emendamento numero 9 e nell'emendamento numero 10 si stabilisce che tale comando non può essere revocato in data antecedente al 1° gennaio 2002, quindi che questo comando ha vigore, formalmente, fino al 31 dicembre del 2001.
Questo lasso di tempo ci consente di avviare con le province e con i comuni interessati gli opportuni confronti e gli opportuni accordi, in modo da verificare, in questi due anni di tempo, la possibilità che le province si dotino autonomamente di strutture, di personale o di quant'altro serve ad esse, o ai comuni, di quanto serve ad essi per esercitare le funzioni trasferite; dopodiché, con gli stessi enti locali si farà il punto e si deciderà che tipo di "destino" avrà questo personale, fermo restando che comunque questo personale è inquadrato nel ruolo unico dell'amministrazione regionale.
Quindi ritengo che, benché il testo che a suo tempo era stato concordato con i sindacati avesse delle specificazioni abbastanza differenti rispetto al testo della Commissione, tuttavia, nello spirito, esso accolga sostanzialmente l'ipotesi della Giunta, e quindi la Giunta non può che esprimere un parere favorevole a questo testo di legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Intervengo per chiedere il voto segreto sul passaggio alla discussione degli articoli.
CUCCA (Progr. Fed.). Signor Presidente, chiedo i venti minuti previsti per la prima votazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Presidente, qui c'è un problema che noi, dai banchi dell'opposizione, vorremmo con chiarezza porre all'attenzione anche dei colleghi di maggioranza. E` inammissibile che si lavori su provvedimenti importanti, che si riempia un ordine del giorno con tanti argomenti creando fuori di questo palazzo aspettative e promesse, e poi, dai banchi della maggioranza non si garantisca il numero legale. L'opposizione è qui per lavorare, ma deve essere presente anche la maggioranza. Non è ammissibile che qui alcuni consiglieri lavorino ed altri siano in campagna elettorale. E' immoralmente inammissibile, Presidente! Ed allora, la richiesta di verifica del numero legale ha questa funzione e questo limite, che non è di blocco della legge, ma è solo per richiamare tutti quanti, maggioranza e opposizione, ad un senso di responsabilità.
CUCCA (Progr.Fed.). Nessuno ha chiesto la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Sembra che l'Aula sia abbondantemente frequentata.
CUCCA (Progr.Fed.). Ritiro la richiesta precedentemente formulata.
PRESIDENTE. Il numero legale c'è, la proposta è ritirata.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico sul passaggio alla discussione degli articoli della proposta di legge 429/B.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 40
Votanti 39
Astenuti 1
Maggioranza 20
Favorevoli 35
Contrari 4
Il Consiglio approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BERRIA - BERTOLOTTI - BONESU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - GHIRRA - LODDO - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARTEDDU - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PETRINI - PIRAS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
Il Consiglio approva perché è in congedo l'assessore Pietro Fois, e quindi abbassa il quorum a 79, quindi la maggioranza è 40.
BALLETTO (F.I.). Presidente, il congedo non era stato annunciato.
PRESIDENTE. Sì, annunciato, e, come tutti i congedi, annunciato chiedendo se c'erano osservazioni. E` a verbale. Annunciato non solo a verbale, registrato qua, ma se vogliamo possiamo sentire anche la registrazione orale.
Si dia lettura del Titolo.
PIRAS, Segretario:
Titolo
Trasferimento alle Province delle funzioni in materia di controllo e lotta contro gli insetti nocivi ed i parassiti dell'uomo, degli animali e delle piante e soppressione di ruoli speciali ad esaurimento
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul Titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 5.
PIRAS, Segretario:
Art. 5
Trasferimento di funzioni alle Province
1. A decorrere dal 1° gennaio 2000 le funzioni concernenti il controllo e la lotta contro gli insetti nocivi ed i parassiti dell'uomo, degli animali e delle piante sono trasferite alle Province, le quali possono avvalersi della collaborazione della Regione, dei Comuni, delle Università ed altri istituti scientifici, delle Aziende sanitarie locali.
2. Ai fini del coordinamento dell'attività svolta dalle Province, l'Assessore regionale competente in materia di tutela dell'ambiente convoca almeno una volta all'anno una conferenza programmatica per la formulazione degli indirizzi comuni.
3. A decorrere dal 1° gennaio 2000 sono abrogate le norme della legge regionale 21 gennaio 1986, n. 13 (Norme per l'esercizio delle funzioni relative al controllo ed alla lotta degli insetti nocivi, dei parassiti dell'uomo, degli animali e delle piante), in contrasto con il trasferimento di funzioni disposto dalla presente legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto, ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'articolo 5.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 51
Votanti 49
Astenuti 2
Maggioranza 25
Favorevoli 38
Contrari 11
Il Consiglio approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BONESU - BUSONERA - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - MACCIOTTA - MANCHINU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si sono astenuti: il Presidente SELIS - BERTOLOTTI.)
PIRAS, Segretario:
Art. 8
Contributo regionale per l'esercizio delle funzioni trasferite
1. La Regione contribuisce alle spese per l'esercizio delle funzioni, trasferite alle Province, concernenti il controllo e la lotta contro gli insetti nocivi ed i parassiti dell'uomo, degli animali e delle piante con erogazioni annuali che affluiscono al bilancio delle Province.
2. La ripartizione del contributo è deliberata dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di tutela dell'ambiente, sulla base dei seguenti criteri, da definirsi sentite in conferenza le Province:
a) esigenze di natura igienico-sanitaria conseguenti alla presenza di insetti nocivi e parassiti dell'uomo, degli animali e delle piante;
b) dimensione territoriale;
c) situazione geo-morfologica del territorio e climatica delle singole zone;
d) entità del personale comandato o trasferito dalla Regione, i cui costi devono comunque essere interamente coperti dal contributo regionale.
3. A decorrere dal 1° gennaio 2000 sono trasferiti in proprietà alle Province gli immobili, gli arredi, i materiali ed i mezzi operativi di proprietà della Regione adibiti alla medesima data alle funzioni trasferite con la presente legge.
Si dia lettura dell'articolo 8.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Diana per illustrare l'emendamento numero 1.
DIANA (Progr. Fed.). Presidente, colleghi, l'emendamento ha lo scopo di segnalare una questione che probabilmente non troverà una soluzione legislativa, però è utile che il Consiglio regionale, nel momento in cui si appresta a fare il trasferimento delle competenze che riguardano l'ex CRAI si pone, è quello relativo alla convivenza di depositi di fitofarmaci, di prodotti chimici, all'interno di un'azienda dove si svolgono attività di agricoltura biologica, che è un'azienda che occupa diverse decine di persone, e che trova difficoltà a sviluppare la propria attività proprio in relazione al fatto che i disciplinari che regolano l'attività dell'agricoltura biologica non consentono la vicinanza e la manipolazione, nelle vicinanze dell'azienda, di prodotti chimici. Quindi lo scopo dell'emendamento è quello di segnalare che una grossa azienda, una delle più grosse aziende biologiche della Sardegna, si trova praticamente nell'impossibilità di poter sviluppare la propria attività perché strutture pubbliche mantengono praticamente all'interno dell'azienda un deposito di prodotti chimici.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione per illustrare l'emendamento numero 17.
LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Si dà per illustrato, come il 18 è l'applicazione dal punto di vista finanziario della norma che è stata predisposta.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Schirru, relatore.
SCHIRRU (Progr. Fed.). Sull'emendamento numero 1, la Commissione ritiene giusta la segnalazione espressa attraverso questo emendamento, per cui addirittura accoglie questo, lo ritiene proprio una raccomandazione da trasferire alla Giunta perché si provveda subito ad evitare questa commistione di interventi che sono lesivi delle aziende che fanno attività agricola di questo tipo.
Pertanto, si chiede comunque al relatore, anche perché questa raccomandazione non può essere inserita in legge, di ritirare l'emendamento e tutt'al più trasformarlo in un ordine del giorno che la Commissione fa proprio.
Invece l'emendamento numero 17 si accoglie in quanto è giusta la correzione.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 1 ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Anche la Giunta ritiene che portare in legge norme così dettagliate, come questa che è presentata nell'emendamento Diana e più, sia inopportuno, quindi, impegnandosi a riportare alla provincia i contenuti di questo emendamento, ne chiede il ritiro o eventualmente, se lo si ritenesse necessario, la trasformazione di questo emendamento in un ordine del giorno. Il parere comunque è naturalmente negativo.
PRESIDENTE. Onorevole Diana è stato chiesto il ritiro dell'emendamento.
DIANA (Progr. Fed.). Io attenderei dalla Giunta, siccome i fabbricati non sono ancora trasferiti alle province, sono quindi nella disponibilità della Giunta, che la Giunta si impegni a non utilizzarli oggi. A fronte di questi impegni io sono pronto a ritirare l'emendamento. Diversamente, se la Giunta, che ritiene giusto l'emendamento, dice "trasferisco il problema alla provincia" siamo punto e a capo. E' la Giunta che può decidere oggi di non utilizzare questi fabbricati a deposito di prodotti chimici.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ribadisco quanto detto prima, cioè la Giunta è disponibile a comunicare alle province la non utilizzazione di questi immobili per i fini che sono stati descritti nell'emendamento, quindi accoglie con pienezza lo spirito dell'emendamento, ritenendo tuttavia, come dicevo prima, inopportuno inserirlo in legge. Quindi la Giunta dichiara la propria disponibilità amplissima a trasferire i contenuti dell'emendamento in una nota da inviare alle province.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 1 è ritirato.
Congedo
PRESIDENTE. Mi è pervenuta adesso questa comunicazione da parte del collega Secci che, per motivi di salute, chiede un giorno di congedo a far data da oggi; ne devo dare lettura. Se non ci sono osservazioni il congedo si intende, secondo prassi, approvato.
Continuazione della discussione degli articoli e della proposta di legge Balia - Degortes - Manchinu - Sanna Salvatore - Marteddu: "Modifiche alla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione), assunzione delle funzioni dei centri di servizi culturali ed altre norme in materia di personale"
(429/B - Parte prima)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo numero 8, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 17, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 9.
PIRAS, Segretario:
Art. 9
Soppressione del ruolo speciale ad esaurimento di cui alla legge regionale n. 13 del 1986
1. Il ruolo speciale ad esaurimento istituito con l'articolo 14 della legge regionale n. 13 del 1986, è soppresso e il relativo personale è trasferito nel ruolo unico dell'Amministrazione regionale, conservando la qualifica funzionale e il profilo professionale del ruolo di provenienza, con il riconoscimento dell'anzianità e del trattamento economico maturati.
2. Nella tabella B allegata alla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, sono introdotte le seguenti variazioni in aumento:
a) 12 unità nella terza qualifica funzionale;
b) 141 unità nella quarta qualifica funzionale;
c) 86 unità nella quinta qualifica funzionale;
d) 58 unità nella sesta qualifica funzionale;
e) 27 unità nella settima qualifica funzionale.
3. Il personale del soppresso ruolo speciale che, alla data del 31 dicembre 1998, prestava servizio in posizione di distacco presso le Province è mantenuto in servizio presso le medesime in posizione di comando a tempo indeterminato, in deroga alle disposizioni di legge che stabiliscono limiti temporali e numerici per il comando di personale regionale. Il comando non può essere revocato.
4. Il personale del soppresso ruolo speciale che ne faccia domanda entro il termine di 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge è trasferito alla provincia o ad altra pubblica amministrazione indicata nella domanda, con il consenso della medesima. Al fine di favorire i trasferimenti di cui al presente comma, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge l'Assessore regionale competente in materia di personale verifica e rende nota al personale interessato la disponibilità delle province e delle altre pubbliche amministrazioni, con particolare riferimento agli enti strumentali della Regione, ai comuni ed alle aziende sanitarie locali, ad inquadrare nei propri organici personale del soppresso ruolo speciale. Ai trasferimenti di cui al presente comma si applica l'articolo 33 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, come modificato dall'articolo 18 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80.
5. Al personale del soppresso ruolo speciale trasferito alle province e ad alle altre pubbliche amministrazioni di comparto contrattuale diverso da quello regionale spetta, a titolo di assegno personale non riassorbibile, una somma pari all'eventuale differenza tra la retribuzione già spettante nell'Amministrazione regionale e quella spettante nell'amministrazione alla quale il dipendente è trasferito. Nella determinazione di tale differenza si tengono in considerazione esclusivamente le voci retributive fisse e continuative corrisposte alla generalità del personale. Il corrispondente onere che ne deriva è rimborsato dall'Amministrazione regionale.
6. Sino alla data di entrata in vigore della legge di riordino del fondo per l'integrazione del trattamento di quiescenza, di previdenza e di assistenza del personale dipendente dall'Amministrazione regionale, è esclusa l'iscrizione a detto fondo del personale trasferito nel ruolo unico dell'Amministrazione regionale ai sensi del presente articolo.
PRESIDENTE. All'articolo 9 sono stati presentati gli emendamenti numero 4, 2, 7, 8, 9, 11, 12 e 6. Se ne dia lettura.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Manchinu per illustrare l'emendamento numero 4.
MANCHINU (F.S.D. Progr. Sard.). L'emendamento che io ho presentato tende a rimuovere, nell'articolo 9, una palese illegittimità del comma terzo, laddove si prevede il comando obbligatorio a tempo indeterminato dei lavoratori che prestavano servizio presso le province. Intanto contraddice la direttiva che noi abbiamo approvato ieri, cioè che i comandi non possono superare il periodo di due anni, e mette quei lavoratori che prestano servizio presso le province in una situazione di disparità rispetto a coloro che invece già lavorano presso l'amministrazione regionale.
Ho sentito nel dibattito alcune motivazioni; una delle più pressanti è quella che il personale che dovesse rimanere presso l'amministrazione regionale, graverebbe le province di un ulteriore peso finanziario, sempre a carico della Regione, in quanto le province dovrebbero assumere personale per svolgere queste funzioni.
Credo che l'amministrazione regionale bene avrebbe fatto se avesse, all'inizio, preso con decisione una posizione chiara, e cioè, nel momento in cui venivano trasferite alle province funzioni, assieme alle funzioni doveva trasferire personale e risorse. Questo fatto, però, avrebbe creato indubbiamente una situazione di disparità nei confronti di quel personale che già lavorava nell'amministrazione regionale, e che veniva comunque trasferito alle province, creando un danno, obiettivamente, anche alla Regione. Questo non si è voluto fare, e la motivazione è che le province avrebbero aggravato ulteriormente il bilancio della Regione.
Ebbene, con questo provvedimento, che è stato corretto con un emendamento, si cerca di rinviare ancora una volta il problema, si dice: "La soluzione, la meno peggiore (chiamiamola così) è quella di soprassedere oggi dalla soluzione di questo problema. Rinviamo il tutto al 2001. Dopodiché si vedrà". Si vedrà che cosa? Si vedrà che questo personale dovrà nuovamente o essere comandato per ulteriori due anni o tre anni, oppure dovrà ritornare alla Regione. L'Assessore stesso dice: arrivati a quel punto si dovrà fare una disamina della situazione, vedere se ci sono le condizioni perché il personale possa andare da una parte o dall'altra, comunque si devono trovare le risorse, che sono sempre a carico della Regione, per consentire alle Province di svolgere questa funzione. Allora perché non dobbiamo risolvere oggi il problema e rimandarlo a domani lasciando nell'incertezza questi lavoratori? Se oggi rinviamo il problema a due anni non è che l'abbiamo risolto, lo stiamo rinviando. Ritengo quindi che già da oggi la Regione possa stabilire che questo personale debba essere inquadrato, così come viene inquadrato, nei ruoli dell'amministrazione regionale e poi con l'opzione possa scegliere di andare alla Provincia oppure di rimanere alla Regione. Quindi, il problema è di risolvere oggi questa situazione e non rinviarla a due anni; risolviamo oggi il problema per evitare di aspettare altri 10 anni e lasciare nell'incertezza questi lavoratori per altri 10 anni per risolvere questo giusto loro problema.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Masala per illustrare l'emendamento numero 2.
MASALA (A.N.). Per quanto concerne l'emendamento numero 2, lo stesso può essere considerato ritirato perché viene sostituito dall'emendamento numero 8, così pure il successivo emendamento numero 3 deve essere considerato sostituito dal successivo emendamento numero 10. Per cui se siamo nel turno eventuale per l'illustrazione del numero 9 dico qualcosa su questo argomento.
Il ragionamento che è stato fatto sull'argomento parte dalla considerazione che il personale del ruolo ad esaurimento è pur sempre un personale dipendente dalla Regione sarda quindi, partendo da questo dato di fatto, si è giunti alla determinazione di disporre il trasferimento da un ruolo all'altro di questo personale, e ciò dal ruolo ad esaurimento al ruolo organico. Fatta questa affermazione intervengono le notizie che noi abbiamo appreso dall'intervento del relatore. Il relatore ci dice che questa legge, così come è stata licenziata dalla Commissione nella prima fase, aveva trovato degli ostacoli in seno alla Commissione bilancio, perché non era assolutamente possibile accettare l'idea che si potesse determinare una duplicazione di spesa. Ed allora, riesaminata la questione, tenendo presente che la limitazione delle disponibilità riguarda il triennio in corso, e quindi fino al 2001, la Commissione ha esaminato in un primo tempo la questione decidendo di trasferire il personale nel ruolo ordinario ma, nel contempo, di determinarne uno spostamento in posizione di comando per un tempo indeterminato.
Alla luce dei fatti si è verificato in un certo qual modo quello che poc'anzi denunciava l'onorevole Manchinu, e cioè che siccome il personale disciplinato da questo articolo 9 è in parte in servizio in posizione di distacco presso le province, in parte invece è già in servizio presso la Regione, l'amministrazione diretta della Regione, evidentemente il mantenere una posizione di distacco a tempo indeterminato, per altro irrevocabile, avrebbe determinato sicuramente una ferita grave, una discriminazione pesantissima e forse irreversibile tra il personale che, bontà sua, fu trasferito all'amministrazione regionale nel corso degli anni e il personale che invece continua a prestare servizio presso le provincie.
Con l'emendamento numero 9 si è cercato di risolvere il problema di natura finanziaria, cioè si prende atto del fatto che per il triennio non esiste nessuna disponibilità finanziaria e quindi si deve necessariamente tenere questo personale dedito agli stessi servizi ai quali oggi è assegnato, quindi rimangono temporaneamente in posizione di comando presso le stesse amministrazioni presso le quali oggi prestano servizio, però il comando non è più definito irrevocabile, ma diviene irrevocabile soltanto per un periodo limitato, e cioè per tutta la durata del triennio durante il quale mancano le disponibilità finanziarie. Quindi, non è un voler rimandare al 2001 la soluzione del problema, è un problema che nella mente di coloro che ci hanno lavorato è ben chiaro, ma che, gioco forza, si è stati costretti a risolvere in questo modo provvisorio per l'indisponibilità di risorse finanziarie.
PRESIDENTE. Poiché il consigliere Lorenzoni, presentatore degli emendamenti numero 7 e 8, non è in aula questi emendamenti si danno per illustrati.
Ha facoltà di parlare il consigliere Bertolotti per illustrare gli emendamenti 11 e 12.
BERTOLOTTI (F.I.). Signor Presidente, per quanto riguarda l'emendamento numero 12, che in effetti è stato presentato, ma per un punto diverso nella scrittura dell'articolo, anche dall'onorevole Lorenzoni, si tratta di sostituire un termine che non appare come un termine di carattere giuridico perché non si capisce cosa voglia dire "personale trasferito nel ruolo unico". Il trasferimento di personale avviene fisicamente e non dal punto di vista giuridico, per cui si ritiene che sia meglio sostituire questa parola e ho presentato a tal fine anche altri due emendamenti sull'articolo 12 con "inquadrato nel ruolo unico".
L'emendamento numero 11 invece tende a sostituire il terzo comma dell'articolo 9. I colleghi che mi hanno preceduto hanno già posto in risalto la necessità di un attimo di riflessione su questa materia e sul destino che il personale che era legato alle attività per la lotta agli insetti può avere con l'approvazione di questa legge. Si tratta di personale che fa parte dell'amministrazione regionale, che attualmente presta il proprio servizio in un servizio specifico che fa capo ormai alle province, credo che dobbiamo tenere conto della libertà e della certezza giuridica che deve avere il personale di cui si parla in questo articolo, e consentire ad esso di poter scegliere il proprio destino sia che decida di rimanere presso l'amministrazione regionale, così come lo stesso destino è capitato a personale dello stesso servizio negli anni precedenti, non si capisce per quale motivo questi che sono rimasti in tale servizio debbano per forza essere destinati da una parte piuttosto che da un'altra. Quindi, se si dovesse approvare questo emendamento, la riscrittura dell'articolo praticamente introdurrebbe questo meccanismo: il personale è inquadrato nei ruoli regionali, per cui come prima opzione quella di prestare il proprio servizio presso gli uffici regionali, coloro che vogliono rimanere in servizio presso il servizio antinsetti possono farlo a domanda ed essere assegnati in regime di comando presso le amministrazioni provinciali. Ma questo su richiesta dei dipendenti interessati, credo per rispettare un giusto diritto di chi si trova in questa situazione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Manchinu per illustrare l'emendamento numero 6.
MANCHINU (F.S.D. - Progr. Sard.). L'emendamento numero 6 è consequenziale all'eventuale approvazione dell'emendamento numero 4. Se l'emendamento numero 4 venisse accolto è chiaro che vive l'emendamento numero 6, se non venisse accolto viene ritirato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Schirru, relatore.
SCHIRRU (Progr. Fed.), relatore. Sull'emendamento numero 4 il parere della Commissione è negativo in quanto è stato un argomento di discussione anche all'interno della Commissione perché viene a cadere tutto il ragionamento che abbiamo fatto sia nella relazione, sia negli interventi che ci sono stati anche da parte dell'Assessore, ma soprattutto perché si ripresentano i problemi finanziari che sono stati esposti.
L'emendamento numero 7 è intanto incomprensibile, perché non si capisce l'inquadramento che cosa significhi dal momento che il personale, così come abbiamo detto, viene inquadrato tutto nel ruolo unico regionale con le stesse qualifiche e con le stesse mansioni. Lo stesso per quanto riguarda l'emendamento numero 8, mentre si accoglie l'emendamento numero 9, che è stato riscritto dalla Commissione per le considerazioni che faceva anche qui in aula l'onorevole Masala.
L'emendamento numero 11 non si accoglie per le stesse motivazioni che ho citato prima per quanto riguarda l'emendamento numero 4; lo stesso per quanto riguarda l'emendamento numero 12, non si accoglie in quanto si riesce a capire il termine "inquadramento".
L'emendamento 6 non si accoglie per le motivazioni che abbiamo detto per quanto riguarda l'emendamento numero 4, mentre viene accolto, come dicevo prima, l'emendamento numero 9.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Per quanto riguarda l'emendamento numero 4 voglio fare alcune riflessioni che poi saranno anche relative ad altri emendamenti che richiamano nella sostanza l'emendamento numero 4.
Parto dal principio che se non si assume l'eccezionalità di questa norma come criterio fondamentale della stessa non si comprende neppure l'impianto di questa norma, quindi, tutto quello che è detto all'interno di questo articolato, parte dal principio che ci troviamo in una situazione di eccezionalità a dare risposte ad una situazione che si è venuta a creare ed è maturata nell'arco di undici o tredici anni, per cui l'eccezionalità è la radice stessa di questa norma. Accettare l'emendamento numero 4 a firma Manchinu, Balia e più, significa scardinare l'impianto stesso di questa legge, e questo la Giunta l'ha ribadito già in Commissione ed è doveroso ribadirlo anche in Aula, innanzitutto perché se l'emendamento numero 4 dovesse passare non esiste copertura finanziaria per questo emendamento e non esiterebbe quindi una copertura finanziaria per la legge, la conseguenza sarebbe che l'intero impianto salterebbe per aria perché come minimo il Governo lo rinvierebbe per mancanza di copertura finanziaria, ed è stato già ripetutamente ribadito che la copertura finanziaria esiste per le fattispecie che sono indicate all'interno di questo articolato, per fattispecie aggiuntive non esiste al momento alcuna copertura finanziaria.
Ancora, il trasferimento di tutto il personale a ruolo unico viola il principio fondamentale che le risorse umane, oltre che quelle strumentali e finanziarie, seguono le funzioni che vengono trasferite. Tra il violare il principio in maniera integrale e il violarlo parzialmente si è ritenuto, vista l'eccezionalità della situazione nella quale ci troviamo, di trovare una situazione di compromesso che è appunto quella rappresentata dall'articolato.
In secondo luogo ci troveremmo in una situazione paradossale di dover utilizzare, all'interno del ruolo unico regionale, del personale che non ha collocazione effettiva al suo interno, ci troveremmo ad esempio a dover utilizzare, all'interno del ruolo unico regionale, personale addetto alle disinfestazioni o personale addetto alla conduzione di automezzi e mezzi speciali per i quali attualmente non esistono figure, ruoli o funzioni all'interno dell'amministrazione regionale. E infine, e questo credo che sia l'aspetto più rilevante da sottolineare, ci troveremmo a pagare due volte per esercitare la stessa funzione, perché da un lato dovremmo pagare questo personale trasferito all'interno del ruolo unico, e dall'altro dovremmo contestualmente dare alle province le risorse per poter sopperire alle unità di personale che abbiamo riportato dentro il ruolo unico e che sono necessarie alle province per poter esercitare le funzioni trasferite. Questa è la ragione per la quale la Giunta ritiene non ammissibile l'emendamento numero 4 e per la quale esprime appunto parere negativo.
L'emendamento numero 2 è stato ritirato.
L'emendamento numero 7 riprende il testo dell'emendamento numero 12 presentato a firma di Bertolotti e Pittalis. Qui il problema è che si è lungamente dibattuto se l'espressione più opportuna fosse "trasferito" o "inquadrato", si è lungamente dibattuto per concludere che si preferisce lasciare il testo nella sua formula attuale, sicuramente non scardinerebbe il testo della legge sostituire le parole "trasferito" in "inquadrato", quindi la Giunta si rimette all'Aula su questo argomento.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 8 a firma Lorenzoni valgono sostanzialmente le stesse considerazioni che ho già fatto per quanto riguarda l'emendamento numero 4 a firma Manchinu e più, il mantenere il personale a domanda significa non garantire, come invece il testo dell'articolato fa, alle province la continuazione delle funzioni trasferite. Per cui valgono per l'emendamento numero 8 le stesse considerazioni e il parere della Giunta è negativo.
L'emendamento numero 6 è legato al "4", se non passa il "4" naturalmente viene ritirato ed è superfluo, comunque laddove passasse il "4" chiaramente la Giunta non è d'accordo nemmeno per il "4", quindi non può essere d'accordo nemmeno per l'emendamento numero 6.
Non vi è dubbio che l'emendamento numero 9 abbia il parere positivo della Giunta anche perché è stato concordato e se ne assumono tutti quanti i criteri che l'hanno determinato, quindi il parere è positivo.
Il parere negativo invece la Giunta lo esprime per l'emendamento numero 11 in quanto prevede che il personale che attualmente presta servizio presso gli uffici dell'amministrazione regionale possa a domanda essere assunto presso le province in posizione di comando a tempo indeterminato. Qui dobbiamo partire dal principio che il comando deve rispondere alle esigenze prioritarie dell'amministrazione e, laddove è possibile, contemperando le esigenze anche dei singoli dipendenti. Se qui ci troviamo in presenza di personale che è stato comandato all'interno del ruolo unico appare evidente che di questo personale all'interno del ruolo unico c'è bisogno, così come appare altresì evidente che se questo personale ha ricevuto il nullaosta da parte della provincia per poter transitare nel ruolo unico, le province in quel momento non avevano bisogno di questo personale, non avendolo neppure richiesto indietro, è di tutta evidenza che questo personale non sia indispensabile per l'esercizio delle funzione alle province. Quindi, pensare che questo personale possa andare e venire a seconda delle esigenze individuali e non seguendo le esigenze dell'amministrazione sembra del tutto non condivisibile, questa è la ragione per cui la Giunta esprime parere negativo sull'emendamento numero 11.
Dell'emendamento numero 12 ho già detto quando ho parlato dell'emendamento numero 7.
PRESIDENTE. Lo dico adesso per evitare di dirlo in sede di votazione, siccome ci sono emendamenti presentati da colleghi diversi accolti e non accolti, i colleghi che vogliono chiedere la controprova lo facciano in maniera che si possa chiaramente sentire dai banchi della Presidenza.
Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Solo per alcune piccole considerazioni. La prima: l'Assessore dice che il personale che è destinato alla lotta agli insetti non avrebbe collocazione nell'amministrazione regionale perché ci sono figure di conduttori di veicoli, disinfestatori. Vorrei far notare all'Assessore che il personale di cui stiamo parlando è nella quasi sua totalità personale amministrativo, perché le province è da tempo che stanno utilizzando imprese specializzate per fare materialmente il lavoro di disinfestazione, più di una volta abbiamo avuto occasione, per chi abita o ha abitato soprattutto in rioni come a Cagliari a Genneruxi, di verificare come le disinfestazioni venivano fatte regolarmente da imprese specializzate in disinfestazioni, quindi stiamo parlando di personale che può trovare tranquillamente collocazione nei ruoli regionali.
La seconda considerazione è che si parla del personale dicendo che la provincia non li ha richiamati indietro perché non aveva necessità di quelli trasferiti nell'ambito della Regione, e qui dobbiamo fare due distinzioni: noi sappiamo benissimo come avvengono i distacchi, i comandi, i trasferimenti, le chiamate nelle segreterie degli assessorati che poi diventano non più situazioni temporanee ma finiscono poi per essere il primo passaggio per ritornare in altri ruoli dell'amministrazione regionale, qui si sta facendo una grande ingiustizia, quelli che erano o che avevano la possibilità di rivolgersi all'Assessore di turno o al politico di turno hanno da tempo trovato collocazione nell'ambito degli uffici regionali, coloro che questa fortuna purtroppo non per demerito loro ma per una situazione che era tipica della prima repubblica, che pare non essere morta neanche in questi ultimi cinque anni, si trovano nella situazione di dover accettare loro malgrado una decisione presa da altri. Credo che, a questo punto, quanto meno si debba consentire a tutto il ruolo dell'ente CRAAI soppresso di poter rientrare in un'unica situazione e di partire da quello per poter decidere poi quale personale deve essere destinato alla provincia e quale rimanere alla Regione. Per superare tutte queste situazioni le motivazioni che mi hanno indotto a presentare questo emendamento sono abbastanza chiare ed evidenti: si parta dal convincimento che deve essere il dipendente a dover decidere il proprio destino una volta che altri stanno decidendo di cambiare il loro destino, questi sono entrati nell'ambito della Regione quando sono stati chiamati in servizio, hanno fatto dei concorsi per la Regione, non hanno fatto dei concorsi per la provincia, si parta da questo e si riconoscano i diritti dei dipendenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Manchinu. Ne ha facoltà.
MANCHINU (S.F.D. - Progr. Sard.). Ero intenzionato a ritirare l'emendamento ma, ascoltato l'intervento dell'Assessore, insisto per tenerlo in piedi perché è chiaro che se nella Regione non ci sono le qualifiche soprattutto degli operai, perché di questo si tratta, per svolgere alcune funzioni oggi, non ci saranno nemmeno domani, allora tra due anni si porrà il problema: che fine devono fare questi lavoratori per i quali la Regione non ha la possibilità di utilizzo? Si farà un comando nuovamente a tempo limitato da ripetere per più tempo, ecco perché credo che il problema debba essere affrontato oggi e risolto oggi perché l'emendamento successivo, il numero 6, prevede per questo personale per il quale non ci siano queste funzioni presso la Regione di poter essere utilizzato in funzioni similari; ecco perché credo che dobbiamo affrontare il problema oggi. Il problema delle risorse non credo che sia tale perché insuperabile perché le risorse non sono illimitate ma sono abbastanza limitate e possono essere trovate nel bilancio regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Non avrei preso la parola se non ci fosse stata questa battuta dell'onorevole Manchinu.
Su questo provvedimento c'è stata una discussione molto complessa per problemi di merito e per problemi finanziari, il problema finanziario che abbiamo a lungo discusso è stato quello mirato all'obiettivo di evitare, come è stato detto sia dall'Assessore che dal relatore, la duplicazione della spesa. Al termine di una discussione quindi lunga è stata trovata una linea di compromesso. Credo che dobbiamo sforzarci di mantenere questa linea di compromesso che ha visto una forte convergenza della Commissione, ed anche un impegno ed uno sforzo della Giunta per adeguare la copertura finanziaria. Voglio semplicemente dire che questa linea di compromesso che consente di dare una risposta sia dal lato della funzionalità per quanto riguarda il destinatario delle funzioni, quindi le provincie, sia per quanto riguarda la condizione di lavoro e il trattamento economico del personale, crediamo che questa linea di compromesso debba essere mantenuta. Se questa linea venisse modificata si ripresenterebbero o rischierebbero di ripresentarsi problemi di copertura che metterebbero a repentaglio poi la legge rispetto all'esame governativo. Quindi, volendo fare una cosa che si dice più vicina alle esigenze dei lavoratori e delle provincie si finirebbe invece col compromettere una linea che con limiti tuttavia accoglie i problemi fondamentali che sono stati posti dal personale e risolve anche i problemi delle provincie.
PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione. Se gli emendamenti vengono come mi pare tutti confermati procediamo alla votazione dell'emendamento numero 4.
Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Su questo emendamento chiedo la votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 4.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 49
Votanti 48
Astenuti 1
Maggioranza 25
Favorevoli 15
Contrari 33
Il Consiglio non approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FRAU - GHIRRA - GIORDO - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - MACCIOTTA - MANCHINU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - OPPIA - PIRAS - SANNA NIVOLI - SCHIRRU - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
PRESIDENTE. L'emendamento numero 2 è stato ritirato. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). L'emendamento numero 7 è ritirato.
BERTOLOTTI (F.I.). Lo faccio mio e chiedo la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Per una questione di chiarezza, l'emendamento 7 e l'emendamento 12 sono uguali, quindi li facciamo in un'unica votazione che è questa che stiamo per fare.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 7.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Prima di procedere alla proclamazione dei risultati, chiedo all'onorevole Bertolotti se le differenze tra il 7 e il 12 sono tali da chiedere se il 12 è ritirato, se lo ritiene inglobato nel 7, sennò metto in votazione anche il 12.
BERTOLOTTI (F.I.). Fanno parte della stessa logica.
PRESIDENTE. Quindi se si vota il 7 non c'è bisogno. Se lui lo ritiene inglobato nel numero 7 lasciamolo fare ai proponenti, se poi il proponente ritiene che una volta votato il 7 il 12 sia superfluo e lo ritira!
Lasciamo il 12 oppure è ritirato?
BERTOLOTTI (F.I.). Non consideriamo i due emendamenti uniti nella votazione adesso, tutt'al più mi riserverò di ritirarlo successivamente.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 50
Votanti 49
Astenuti 1
Maggioranza 25
Favorevoli 17
Contrari 32
Il Consiglio non approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FRAU - GHIRRA - GIORDO - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - MACCIOTTA - MANCHINU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - OPPIA - PIRAS - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SCHIRRU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 9. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'emendamento numero 11 è decaduto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.).Ritiro l'emendamento numero 12.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Manchinu. Ne ha facoltà.
MANCHINU (F.S.D. Progr. Sard.). Ritiro l'emendamento numero 6.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 6 e 12 sono ritirati.
Metto in votazione l'articolo numero 9. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 12.
PIRAS, Segretario :
Art. 12
Soppressione del ruolo speciale ad esaurimento di cui alla legge regionale n. 4 del 1990
1. Il ruolo speciale ad esaurimento istituito con l'articolo 1 della legge regionale 29 gennaio 1990, n. 4, è soppresso e il relativo personale è trasferito nel ruolo unico dell'Amministrazione regionale, conservando la qualifica funzionale e il profilo professionale del ruolo di provenienza, con il riconoscimento dell'anzianità e del trattamento economico maturati.
2. Nella tabella B allegata alla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, sono introdotte le seguenti variazioni in aumento:
a) 33 unità nella terza qualifica funzionale;
b) 44 unità nella quarta qualifica funzionale;
c) 32 unità nella quinta qualifica funzionale;
d) 25 unità nella sesta qualifica funzionale;
e) 19 unità nella settima qualifica funzionale;
f) 2 unità nella ottava qualifica funzionale.
3. Il personale del soppresso ruolo speciale che, alla data del 31 dicembre 1998, prestava servizio in posizione di distacco presso i comuni di Alghero, Iglesias e Sassari è mantenuto in servizio presso i medesimi in posizione di comando a tempo indeterminato, in deroga alle disposizioni di legge che stabiliscono limiti temporali e numerici per il comando di personale regionale. Il comando non può essere revocato.
4. Il personale del soppresso ruolo speciale che ne faccia domanda entro il termine di 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge è trasferito alla pubblica amministrazione indicata nella domanda, con il consenso della medesima. Al fine di favorire i trasferimenti di cui al presente comma, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge l'Assessore regionale competente in materia di personale verifica e rende nota al personale interessato la disponibilità delle pubbliche amministrazioni, con particolare riferimento ai comuni di Alghero, Iglesias e Sassari, agli altri comuni, alle province ed alle aziende sanitarie locali, ad inquadrare nei propri organici personale del soppresso ruolo speciale. Ai trasferimenti di cui al presente comma si applica l'articolo 33 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, come modificato dall'articolo 18 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80.
5. Al personale del soppresso ruolo speciale trasferito alle province e ad alle altre pubbliche amministrazioni di comparto contrattuale diverso da quello regionale spetta, a titolo di assegno personale non riassorbibile, una somma pari all'eventuale differenza tra la retribuzione già spettante nell'Amministrazione regionale e quella spettante nell'amministrazione alla quale il dipendente è trasferito. Nella determinazione di tale differenza si tengono in considerazione esclusivamente le voci retributive fisse e continuative corrisposte alla generalità del personale. Il corrispondente onere che ne deriva è rimborsato dall'Amministrazione regionale.
6. Sino alla data di entrata in vigore della legge di riordino del fondo per l'integrazione del trattamento di quiescenza, di previdenza e di assistenza del personale dipendente dall'Amministrazione regionale, è esclusa l'iscrizione a detto fondo del personale trasferito nel ruolo unico dell'Amministrazione regionale ai sensi del presente articolo.
Presidenza del Vicepresidente Zucca
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati cinque emendamenti. Se ne dia lettura.
PIRAS, Segretario.:
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Manchinu. Ne ha facoltà.
MANCHINU (F.S.D. Progr. Sard.).Ritiro l'emendamento numero 5.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 5 è ritirato.
Ha facoltà di parlare il consigliere Masala per illustrare l'emendamento numero 10.
MASALA (A.N.). L'emendamento numero 10 era tra quelli che rimanevano e lo considero già illustrato perché è analogo al numero 9 che abbiamo approvato a margine dell'articolo 9.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bertolotti per illustrare gli emendamenti numeri 13, 14 e 15..
BERTOLOTTI (F.I.). Il 13 si dà per illustrato, nel senso che ha la stessa logica degli emendamenti precedentemente presentati all'articolo 9, quindi sia il 13 che il 14 li considero illustrati.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 15, rispetto a quanto fatto per l'illustrazione dell'emendamento 11, devo aggiungere che qui abbiamo personale che è in queste situazioni non soltanto nei comuni di Alghero, Iglesias e Sassari, ma anche in altre amministrazioni comunali, non sono tantissime ma qualche caso c'è. Sarebbe probabilmente il caso di non specificare che si tratta di questi tre comuni, ma semplicemente presso amministrazioni comunali.
I principi per cui ho presentato questo emendamento sono gli stessi, di consentire piena libertà al personale dipendente che si trova in questa situazione di dover decidere il proprio destino per il futuro, stante il fatto che si trattava di personale che era entrato nei ruoli regionali a seguito di determinate situazioni che possono essere modificate in questo momento.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare la consigliera Schirru, relatrice.
SCHIRRU (Progr. Fed.), relatrice. L'emendamento numero 10 si accoglie per le motivazioni già esposte con l'emendamento numero 9. Non si accolgono il 13, il 14 e il 15, specificando che anche l'ultima osservazione fatta dall'onorevole Bertolotti non sussiste perché comunque il personale può continuare a svolgere il servizio presso il comune di appartenenza dove attualmente lo svolge.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Tutti gli emendamenti sono speculari rispetto all'articolo precedente perché anche l'articolo sulla soppressione del ruolo speciale ad esaurimento della legge 4(?) è stato concepito in maniera analoga rispetto all'articolo precedente. Pertanto gli emendamenti 5 e 3 sono ritirati; per il 10 si dà parere favorevole; il 13 e il 14 sono ritirati e per il 15 valgono le stesse considerazioni che erano state fatte precedentemente per analoga situazione, quindi la posizione è negativa.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 10. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 14. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
L'emendamento numero 15 risulta decaduto.
Metto in votazione l'articolo 12. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 12 bis.
PIRAS, Segretario:
Art. 12 bis
Contributo regionale al funzionamento delle case per anziani
1. La Regione contribuisce al funzionamento delle case per anziani dei comuni di Alghero, Iglesias e Sassari con erogazioni annuali che affluiscono al bilancio dei medesimi comuni.
2. La ripartizione del contributo è deliberata dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di assistenza, sulla base dei seguenti criteri, da definirsi sentiti in conferenza i comuni di Alghero, Iglesias e Sassari:
a) numero degli ospiti delle case per anziani;
b) entità del personale comandato o trasferito dalla Regione, i cui costi devono comunque essere interamente coperti dal contributo regionale.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 15 bis.
PIRAS, Segretario:
Art. 15 bis
Trattamento di fine rapporto del personale dei ruoli speciali ad
esaurimento
1. Il trattamento di fine rapporto a carico dell'Amministrazione regionale, maturato dal personale del ruolo speciale ad esaurimento di cui alla legge regionale n. 13 del 1986, per il periodo di appartenenza al soppresso Centro regionale antimalarico ed antinsetti (CRAAI), e dal personale del ruolo speciale ad esaurimento di cui alla legge regionale n. 4 del 1990, per il periodo di appartenenza al centro residenziale per anziani di Alghero, anteriormente al passaggio alle dipendenze dell'Amministrazione regionale, è corrisposto:
a) d'ufficio al personale che sarà trasferito ad altre pubbliche amministrazioni;
b) a domanda, da presentarsi entro il termine tassativo di sessanta giorni dalla comunicazione del relativo provvedimento, al personale che sarà inquadrato nei ruoli ordinari dell'Amministrazione o negli enti regionali.
2. Al personale che non presenta domanda continua ad applicarsi la normativa vigente.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bertolotti per illustrare l'emendamento numero 16.
BERTOLOTTI (F.I.). Solo per consentire che gli oneri che dovrebbero essere affrontati in un'unica soluzione, o comunque in maniera piuttosto pesante da parte dei dipendenti, possano essere in parte coperti da fondi della Regione. Tengo a precisare che questa era anche una posizione espressa dalla Giunta qualche tempo fa che poi non è stata portata avanti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Schirru, relatore.
SCHIRRU (Progr.Fed.), relatore. Non lo accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Non lo accoglie perché la copertura finanziaria è comunque nominale e non reale.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 15 bis. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 16. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Si dia lettura dell'articolo 29 bis.
PIRAS, Segretario:
Art. 29 bis
Norma finanziaria
1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutati in lire 21.300.000.000 per l'anno 2000 e in lire 18.000.000.000 per gli anni 2001 e successivi e gravano sui sottocitati capitoli del bilancio della Regione per gli stessi anni.
2. Nel bilancio pluriennale della Regione per gli anni 1999-2001 sono introdotte le seguenti variazioni:
In diminuzione
01 - PRESIDENZA
Cap. 01007- Fondo a disposizione del Presidente della Giunta regionale per spese di rappresentanza e per il cerimoniale, anche in occasione di manifestazioni promosse da terzi; iniziative finalizzate all'esplicazione del ruolo dell'Istituzione Presidenziale nel contesto sociale come rappresentante della comunità regionale, anche attraverso l'erogazione di contributi straordinari in favore di soggetti pubblici e privati per lo svolgimento di manifestazioni e celebrazioni pubbliche o di interesse collettivo; spese inerenti lo svolgimento delle sedute di Giunta.
1999 -
2000 L. 300.000.000
2001 -
Cap. 01059- Spese per studi, progetti, ricerche, collaborazioni e simili nelle materie di propria competenza (art. 50, L.R. 8 marzo 1997, n.8)
1999 -
2000 L. 100.000.000
2001 -
02 - AFFARI GENERALI
Cap. 02001- Stipendi ed altri assegni fissi al Presidente ed ai componenti della Giunta regionale (L.R. 27 giugno 1949, n. 2, L.R. 8 giugno 1954, n. 10, L.R. 7 aprile 1966, n. 2, LR. 1 marzo 1968, n. 15 e art. 101, L.R. 30 aprile 1991, n, 13) (spesa obbligatoria)
1999 -
2000 L. 300.000.000
2001 -
Cap. 02009 - Indennità di gabinetto al capo ed ai componenti degli Uffici di gabinetto del Presidente e dei componenti della Giunta regionale, agli agenti tecnici addetti alla conduzione di automezzi in dotazione al Segretario generale ed al dirigente dell'ufficio stampa (art. 6, D.L.C.P.S. 16 novembre 1947, n. 1282, art 3, commi quarto, lett. b), e sesto, D.P.R. 5 giugno 1965, n. 749, L.R. 9 agosto 1967, n. 9, artt. 26, 27 e 28, L.R. 26 agosto 1988, n. 32, art. 73, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1) (spesa obbligatoria)
1999 -
2000 L. 300.000.000
2001 -
Cap. 02016 - Stipendi, paghe, indennità e altri assegni al personale dell'Amministrazione regionale (L.R. 17 agosto 1978, n. 51, L.R. 4 settembre 1978, n. 57, L.R. 1 giugno 1979, n. 47, L.R. 28 febbraio 1981, n. 10, L.R. 28 luglio 1981, n. 25, L.R. 28 novembre 1981, n. 39, L.R. 19 novembre 1982, n. 42, L.R. 8 maggio 1984, n. 18, L.R. 25 giugno 1984, n. 33, art. 3, L.R. 5 agosto 1985, n. 17, L.R. 23 agosto 1985, n. 20, art. 20, L.R. 5 novembre 1985, n. 26, L.R. 26 agosto 1988, n. 32, L.R. 24 ottobre 1988, n. 35 e L.R. 2 giugno 1994, n. 26) (spesa obbligatoria)
1999 -
2000 L. 12.558.000.000
2001 L. 12.558.000.000
Cap. 02017 - Fondo per il finanziamento dei premi di produttività e di altri compensi incentivanti la produttività, per la promozione di una più razionale ed efficace utilizzazione del lavoro, nonché per favorire i necessari processi di innovazione e riorganizzazione dei servizi (punto 4.2 delle norme risultanti dalla disciplina dell'accordo contrattuale per il triennio 1985-1987 di cui al D.P.G. 5 dicembre 1986, n. 193, art. 96, L.R. 30 aprile 1991, n. 13 e art. 12, L.R. 30 marzo 1994, n. 13) (spesa obbligatoria)
1999 -
2000 L. 469.000.000
2001 L. 469.000.000
Cap. 02022 - Versamento contributi dovuti per il trattamento di previdenza del personale (spesa obbligatoria)
1999 -
2000 L. 3.037.000.000
2001 L. 3.037.000.000
Cap. 02023 - Oneri relativi al versamento dell'imposta regionale sulle attività produttive a carico dell'Amministrazione (art. 16, D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446) (spesa obbligatoria)
1999 -
2000 L. 1.341.000.000
2001 L. 1.341.000.000
Cap. 02050 - Compensi per lavoro straordinario al personale del ruolo unico dell'Amministrazione regionale o comunque in servizio presso l'Amministrazione regionale (L.R. 17 agosto 1978, n. 51, D.P.R. 19 giugno 1979, n. 348, L.R. 27 agosto 1982, n. 22, L.R. 19 novembre 1982, n. 42, L.R. 8 maggio 1984, n. 18, art. 2, L.R. 5 agosto 1985, n. 17 e L.R. 5 novembre 1985, n. 26)
1999 -
2000 L. 595.000.000
2001 L. 595.000.000
Cap. 02159 - Spese per l'organizzazione o la partecipazione all'organizzazione di convegni, conferenze e seminari, nonché per pubblicazioni e simili (art. 69, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2)
1999 -
2000 L. 500.000.000
2001 -
Cap. 02159/01 - Contributi per l'organizzazione o la partecipazione all'organizzazione di convegni, conferenze, seminari, pubblicazioni e simili (art. 69, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 14, L.R. 9 giugno 1994, n. 27, L.R., 9 giugno 1994, n. 29 e art. 35, L.R. 8 marzo 1997, n. 8)
1999 -
2000 L. 400.000.000
2001 -
03 - PROGRAMMAZIONE
Cap. 03057 - Spese per studi, progetti, ricerche, collaborazioni e simili nelle materie di propria competenza (art. 70, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2 e art. 50, comma 5, L.R. 8 marzo 1997, n. 8)
1999 -
2000 L. 100.000.000
2001 -
04 - ENTI LOCALI
Cap. 04175 - Spese per studi, progetti, ricerche, collaborazioni e simili nelle materie di propria competenza (art. 50, L.R. 8 marzo 1997, n. 8)
1999 -
2000 L. 100.000.000
2001 -
05 - DIFESA AMBIENTE
Cap. 05109-01 - Spese per studi, progetti, ricerche, collaborazioni e simili nelle materie di propria competenza (art. 50, L.R. 8 marzo 1997, n. 8)
1999 -
2000 L. 100.000.000
2001 -
07 - TURISMO
Cap. 07046-0l- Contributi agli Enti promotori ed organizzatori di fiere, mostre ed esposizioni nazionali e regionali e per agevolare la partecipazione di enti e privati a tali manifestazioni nazionali ed estere (L.R. 21 giugno 1950, n. 16)
1999 -
2000 L. 400.000.000
2001 -
Cap. 07061- Spese per studi, progetti, ricerche, collaborazioni e simili nere materie di propria competenza (art. 50, L.R. 8 marzo 1997, N. 8)
1999 -
2000 L. 100.000.000
2001 -
08 - LAVORI PUBBLICI
Cap. 08234 - Spese per studi, progetti, ricerche, collaborazioni e simili nelle materie di propria competenza (art. 50, L.R. 8 marzo 1997, n. 8)
1999 -
2000 L. 100.000.000
2001 -
09 - INDUSTRIA
Cap. 09144 - Spese per studi, progetti, ricerche, collaborazioni e simili nelle materie di propria competenza (art. 50, L.R. 8 marzo 1997, n. 8)
1999 -
2000 L. 100.000.000
2001 -
10 - LAVORO
Cap. 10209 - Spese per studi, progetti, ricerche, collaborazioni e simili nelle materie di propria competenza (art. 50, L.R. 8 marzo 1997, n. 8)
1999 -
2000 L. 100.000.000
2001 -
11 - PUBBLICA ISTRUZIONE
Cap. 11130 - Spese per studi, progetti, ricerche, collaborazioni e simili nelle materie di propria competenza art. 50, LR. 8 marzo 1997, n. 8)
1999 -
2000 L. 100.000.000
2001 -
12 - SANITA'
Cap. 12211 - Spese per studi, progetti, ricerche, collaborazioni e simili nelle materie di propria competenza (art. 50, L.R.- 8 marzo 1997, n. 8)
1999 -
2000 L. 100.000.000
2001 -
13 - TRASPORTI
Cap. 13059 - Spese per studi, progetti, ricerche, collaborazioni e simili nelle materie di propria competenza (art. 50, L.R.- 8 marzo 1997, n. 8 e art. 35 della legge finanziaria)
1999 -
2000 L. 100.000.000
2001 -
In aumento
02 - AFFARI GENERALI
Cap. 02026 - (D.V.) - Spese per il trattamento di fine rapporto a carico dell'Amministrazione regionale, maturato dal personale del ruolo speciale ad esaurimento di cui alla legge regionale n. 13 del 1986, per il periodo di appartenenza al soppresso Centro regionale antimalarico ed antinsetti (CRAAI), e dal personale del ruolo speciale ad esaurimento di cui alla legge regionale n. 4 del 1990, per il periodo di appartenenza al centro residenziale per anziani di Alghero, anteriormente al passaggio alle dipendenze dell'Amministrazione regionale (art. 15 bis della presente legge); (spesa obbligatoria)
1999 -
2000 L. 3.300.000.000
2001 -
Cap. 02155 (N.I.)(1.1.1.4.1.1.01.01)(01.03) - Rimborso alle pubbliche amministrazioni dell'assegno personale spettante ai dipendenti regionali ad esse trasferiti (art. 9 comma 5 ed art. 12 comma 5 della presente legge)
1999 -
2000 p.m.
2001 p.m.
05 - AMBIENTE
Cap. 05065 (N.I.) (1.1.1.5.3.1.08.29) (08.02) - Contributo alle Province per l'esercizio delle funzioni ad esse trasferite concernenti il controllo e la lotta contro gli insetti nocivi ed i parassiti dell'uomo, degli animali e delle piante (art. 8 della presente legge)
1999 -
2000 L. 12.000.000.000
2001 L. 12.000.000.000
12 - SANITA'
Cap. 12001-14 (N.I.) (1.1.1.5.3.1.08.29) (08.02) - Contributo ai comuni di Alghero, Iglesias e Sassari per il funzionamento delle case per anziani ivi ubicate (art. 12 bis della presente legge)
1999 -
2000 L. 6.000.000.000
2001 L. 6.000.000.000
3. La denominazione della categoria 5 dello stato di previsione dell'Assessorato della difesa dell'ambiente è mutata in "Attività fitosanitaria e di lotta contro gli insetti nocivi ed i parassiti".
4. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge per gli anni successivi al 2001 si fa fronte con la legge di bilancio.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione per illustrare questo emendamento.
LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Si tratta di un emendamento tecnico che riguarda la riscrittura complessiva della norma finanziaria.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Schirru, relatore.
SCHIRRU (Progr.Fed.), relatrice. Lo accoglie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo per rilevare che sia nel testo originario che nell'emendamento sostitutivo totale non si tiene conto di un aspetto che questo Consiglio ha per tempo dibattuto più di una volta. Si tratta, precisamente, dell'impegno che questo Consiglio aveva assunto in sede di finanziaria rispetto al fatto di finanziare adeguatamente le province rispetto anche alle funzioni svolte dai precari.
In sede di finanziaria approvammo un emendamento accolto, mi sembra proposto proprio dalla Giunta, che finanziava questo intervento per l'arco di otto mesi, quindi non completava l'anno. Considerato che queste norme entrano vigore il 1 gennaio 2000, è chiaro che rimarrebbero scoperti quattro mesi in quanto la copertura finanziaria che abbiamo dato in sede di bilancio è di otto mesi.
Non so se in questo momento sia possibile recuperare il miliardo circa necessario per coprire questi quattro mesi, vorrei sentire a proposito la Giunta. Comunque sia, è chiaro che stiamo operando una norma finanziaria carente di questi quattro mesi, per cui penso che il Consiglio che verrà dovrà tenere conto di questo fatto perché se si vuole dare concretezza e continuità lavorativa e di servizio a questo settore è necessario che vengano recuperati anche i soldi mancanti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Intervengo per dire che l'onorevole Vassallo ha ragione. Il problema ci è noto e presente; non siamo stati in condizioni durante la legge finanziaria - non lo siamo adesso su due piedi - di integrare il finanziamento. Sul fabbisogno di 3 miliardi e mezzo era stato previsto in finanziaria uno stanziamento di 2 miliardi, è chiaro dunque che nel corso dell'esercizio ci dovrà essere un'integrazione, credo che sia una manovra tipica da assestamento.
Mi sembra comunque di poter dire che tra gli stanziamenti della legge finanziaria e la manovra complessiva normativa e finanziaria connessa con il 429/B parte prima, si stia dando una soluzione equilibrata e nell'insieme positiva sia sotto il profilo del servizio, sia sotto il profilo dell'inquadramento del personale.
PRESIDENTE. Con questi chiarimenti metto votazione l'emendamento numero 18, sostitutivo totale, che ovviamente se approvato tiene luogo del 29 bis. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
A questo punto si dovrebbe passare all'esame del quarto testo sul personale, per completare l'esame del quale però mi risulta che la Commissione ha bisogno di riunirsi.
Ha domandato di parlare il consigliere Schirru. Ne ha facoltà.
SCHIRRU (Progr. Fed.). Chiedo la sospensione dell'altro provvedimento in quanto la Commissione ha bisogno di riunirsi un attimo per vedere gli emendamenti.
PRESIDENTE. Avevo già ipotizzato ciò, tant'è che passeremo all'esame di questo testo nel pomeriggio e, se il Consiglio non ha obiezioni, potremmo passare ora a discutere l'ordine del giorno sul Kosovo che ci portiamo dietro da diverso tempo.
Continuazione della discussione della mozione Montis - Marteddu - Cugini - Balia - Dettori Bruno - Murgia - Vassallo -Concas sull'attacco della NATO contro il territorio della Repubblica Serba (181)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione della mozione numero 181. Si dia lettura dell'ordine del giorno pervenuto alla Presidenza.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
BALLERO (F.S.D.- Progr.Sard.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. La Giunta accoglie l'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu per dichiarazione di voto.
BONESU (P.S. d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, dichiaro il voto contrario sull'ordine del giorno perché è un ordine del giorno sicuramente ambiguo, sicuramente contrario a quella giustizia fra i popoli che deve essere alla base di ogni organismo democratico, e mi meraviglia che un ordine del giorno che suona sconfessione dell'operato del Governo D'Alema venga presentato da quelle forze che sostengono quel governo.
Il punto uno dell'impegno della Giunta regionale rappresenta il massimo dell'ipocrisia possibile, perché si dice che il Governo italiano deve fermare le attuali azioni di guerra nella penisola Balcanica. Il Governo italiano ha un potere di fermare le azioni di guerra della Nato nei confronti della Serbia perché basterebbe che vietasse l'uso degli aeroporti italiani, ma non ho nessun potere, e i fatti l'hanno dimostrato, per fermare l'aggressione dei comunisti serbi nei confronti delle libere popolazioni del Kosovo, per cui in effetti diventa un'autorizzazione a continuare quel genocidio e, chiaramente, noi non possiamo consentire un cosa del genere, per cui questo ordine del giorno è moralmente e politicamente sbagliato e dichiaro il mio voto contrario.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Montis per dichiarazione di voto.
MONTIS (Gruppo Misto). Brevemente per sottolineare la nostra soddisfazione per questa parte notevole del Consiglio regionale che ha trovato modi e forme per esprimere un ordine del giorno unitario su questo gravissimo problema che grava sulla penisola Balcanica e sull'Europa.
Vorrei sottolineare soltanto che questo Consiglio regionale è in perfetta armonia con gli spettatori di questa Assemblea che si è dileguata ed anche loro si sono dileguati, evidentemente è un interesse che non riguarda gran parte di questo Consiglio regionale e degli ospiti che avevamo in tribuna poco fa.
Volevo solo raccomandarle, signor Presidente, di inviare con una relativa urgenza anche al Presidente della Giunta Regionale questo ordine del giorno perché possa prendere dei provvedimenti visto la sua assenza continuata e il disinteresse non solo per i problemi dell'Isola, ma soprattutto per i problemi nazionali ed internazionali che questo ordine del giorno sottolinea.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Boero per dichiarazione di voto.
BOERO (A.N.). Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, sono decisamente curioso, anche se penso che la curiosità che sto per chiedere sarà inappagata, di sapere, di conoscere il parere su questo ordine del giorno da parte del candidato alla prossima Giunta regionale, il Presidente della nostra Regione, onorevole Gian Mario Selis...
MONTIS (Gruppo Misto). Chiedilo al tuo candidato, Boero!
BOERO (A.N.). Io chiedo a chi mi pare e piace, non sarai tu e nessun altro a dirmi a chi devo chiedere, il parere proprio su quest'ordine del giorno la cui strumentalizzazione politica di parte è di tutta evidenza. E, come è stato segnalato dal collega Bonesu, è decisamente distonico da pari formazione politica all'attuale Giunta regionale, cioè dal Governo nazionale. Evidentemente qui si tende sempre a portare la vecchia politica, quanto meno il Governo nazionale, criticabile per tanti altri aspetti, un pochettino di coerenza all'Alleanza Atlantica la dimostra. Qua, invece, siamo rimasti al vecchio marxismo, contro il Patto Atlantico, contro quella che è sempre stata la storia, l'alleanza, dal dopoguerra in poi, della nostra Patria.
Parlare di politica di pace è una cosa, presa a se stante, quanto mai giusta, ma mai se inserita in modo strumentale e a vantaggio di chi porta lutti e morti presso popolazioni inermi e porta una politica di violenza e di morte a danno di un popolo: il popolo Kosovo.
E` come una delle tante etnie del mondo, provate ad immaginare se la Sardegna si dovesse trovare, suo malgrado, in una situazione simile, far uscire fuori tutti i sardi per far entrare, che so, kenioti o altro, non ha importanza di quale provenienza, fare una pulizia etnica dei sardi, cioè toglierci da casa nostra. Allora qui non è una politica di pace, la pace non si può mai fondare sul sopruso e soprattutto sul genocidio.
Politicamente il Kosovo a me personalmente mi è niente, ma è un popolo e in quanto tale va rispettato, e quando non va rispettato un popolo, quando si chiede una pace che è la morte di un popolo, non è chiedere pace, ma implicitamente o anche esplicitamente seguire gli interessi di chi sta perpetrando, sta attuando un autentico genocidio.
Ecco, cari colleghi, il motivo perché il sottoscritto, presumo anche tutto il mio Gruppo, non può accogliere quest'ordine del giorno, che arriva quanto mai inopportuno e pretestuoso.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio per dichiarazione di voto.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. A nome della Giunta, Presidente. Io ho avuto modo di esprimere nella prima fase di questa discussione l'orientamento della Giunta, nel senso che su un argomento di questo genere il Governo regionale si rimette al Consiglio per una evidente ragione, cioè l'argomento travalica attribuzioni, poteri, responsabilità, funzioni della Giunta regionale. E` un argomento prettamente consiliare e quindi all'Aula ci rimettiamo.
Colgo, però, questa occasione per suggerire, se posso permettermi, una leggerissima modifica. C'è un termine nella premessa, "inarrestabile", che mi sembra infelice, probabilmente nella scrittura non ci si è pensato. In un ordine del giorno in cui comunque, quali che siano le posizioni, sia da parte di chi è critico sull'intervento N.a.t.o., sia da parte di chi lo ritiene una dura necessità, tuttavia si trova una convergenza nel manifestare, diciamo, una volontà volta a determinare le condizioni per il superamento dell'intervento, non definirei inarrestabile un processo, un intervento, una situazione bellica che invece, pur con punti di vista differenti, tutti vorremmo arrestare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Fois Paolo per dichiarazione di voto.
FOIS PAOLO (Progr. Fed.). Molto brevemente, Presidente, per richiamare l'attenzione sul punto tre delle richieste nei confronti della Giunta regionale, che mi sembra qualifichi un ordine del giorno. In quanto il punto tre richiama l'attenzione su un punto che è stato finora trascurato anche dalla grande stampa. Il fatto, cioè, che ci sono degli organismi internazionali, nella presente crisi, che sono risultati completamente messi da parte. Il richiamo è alle Nazioni Unite, ma è anche alla Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa, OCSE(?), nei confronti delle quali organizzazioni l'Italia aveva assunto dei precisi obblighi.
Allora, gli obblighi che l'Italia ha sul piano internazionale non sono soltanto quelli che ha nei confronti dell'Alleanza Atlantica, ma anche e soprattutto quelli che ha nei confronti di questi organismi internazionali, perché si tratta di vedere se l'azione della N.a.t.o. sia conforme a quegli obblighi che sono stati assunti dagli stati membri dell'Alleanza nei confronti di queste organizzazioni.
Allora, io credo che l'Italia e la Regione Sardegna abbiano interesse a rivalutare il ruolo di quella organizzazione, in particolare le Nazioni Unite, che devono in un ordinato sistema di relazioni internazionali, in un ordinato sistema di interventi per il mantenimento della pace, avere un ruolo determinante.
Non lo si fa da varie parti, io trovo che questa iniziativa volta a chiamare questi organismi internazionali a sollecitare perché svolgano il ruolo che la Carta delle Nazioni Unite loro assegna, possa essere visto con particolare favore, alla luce di una ripresa di iniziativa da parte dell'Europa che finora non vi è stata, avendo l'Europa assunto una posizione che è troppa appiattita sulle posizioni dell'Alleanza Atlantica.
Per questo motivo, pur avendo qualche perplessità su alcuni aspetti dell'ordine del giorno, dichiaro che voterò a favore del testo che ci è stato sottoposto.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Piras per dichiarazione di voto.
PIRAS (Popolari). Per dire che sono un po' perplesso nel votare quest'ordine del giorno. Noi abbiamo votato una legge, un mese fa mi sembra, per togliere la benda ai quattro mori, adesso mi sembra che con questo ordine del giorno ci vogliamo mettere una benda noi per non vedere quello che sta succedendo nel Kosovo. Perché come è stato scritto quest'ordine del giorno non tutela quelle popolazioni; è come se noi non vedessimo tutte le sere quello che sta succedendo giorno per giorno, quella fila di centinaia di migliaia di persone, quelle sono le fortunate perché riescono ad andare in Albania, quelle non fortunate probabilmente vengono ammazzate nel Kosovo stesso. Perciò io avrei accentuato soprattutto in questo ordine del giorno il fatto che prima di chiedere di non essere guerrafondai - perché io non sono guerrafondaio - dobbiamo chiedere a quel pazzo di Presidente della Serbia che ritiri le truppe, ritiri quei macellai che ha nel Kosovo, li ritiri all'interno della Serbia, ritiri i carri armati, dopodiché possiamo chiedere all'Alleanza Atlantica di cessare la guerra contro la Serbia.
Pertanto, così come è scritto questo ordine del giorno non sono d'accordo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Macciotta per dichiarazione di voto.
MACCIOTTA (Gruppo Misto). Riterrei opportuno proporre, anche per poterlo condividere, un paio di aggiustamenti dell'ordine del giorno, se mi è consentito.
Il primo è la piena condivisione dell'osservazione fatta dall'onorevole Scano, cioè della inopportunità di quel termine "inarrestabile", che quanto meno ci pervade di un senso di pessimismo che non è in noi, perché dobbiamo, con quest'ordine del giorno, promuovere tutte le opportunità per riportare la pace e poi non ci possiamo dichiarare così pessimisti e pensare che questo processo in atto sia inarrestabile. Quindi cancellare quel termine.
Due correzioni formali al terzo punto a "le sistematiche e quotidiane distruzioni" aggiungerei "apportate dai bombardamenti N.a.t.o. sulla Serbia" e nell'ultima riga anziché "nel territorio in Sardegna" "nel territorio sardo" e direttamente "nei territori balcanici".
Però, prima del dispositivo "impegna la Giunta regionale", per obiettività e per senso di responsabilità di tutti quelli che rappresentiamo, direi che dopo il comma "convinto che la guerra..." metterei "esprime la piena solidarietà ai nostri soldati esposti al rischio nell'adempimento del proprio dovere istituzionale, ivi compresa la piena partecipazione alle iniziative umanitarie in atto in favore della popolazione del Kosovo".
Mi sembra che questo sia un atto dovuto da parte di un Consiglio regionale rappresentativo, nel momento che i nostri giovani, nell'adempimento degli ordini ricevuti e del loro dovere istituzionale, sono comunque esposti a rischi che noi dobbiamo condividere e sostenere moralmente.
Se questi suggerimenti fossero accolti do la mia adesione all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Marteddu per dichiarazione di voto.
MARTEDDU (Popolari). Presidente, per dire che credo di interpretare anche il pensiero dei colleghi che hanno firmato l'ordine del giorno, che condivido l'ipotesi di togliere "inarrestabile", lo si dava come dato di fatto, purtroppo è inarrestabile, noi vorremmo che si fermasse. Possiamo togliere inarrestabile, non mi viene un altro aggettivo.
D'accordo sulla correzione al terzo comma, dove c'è scritto "quotidiane distruzioni apportate dai bombardamenti" e d'accordo su "esprime la piena solidarietà ai soldati impegnati nell'opera di difesa" e condivisione sulle iniziative umanitarie.
Esprimo parere favorevole a questi emendamenti orali richiamati sia dall'onorevole Scano che dall'onorevole Macciotta, e, naturalmente, il voto favorevole per l'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Berria, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BERRIA (Progr. Fed.). Grazie Presidente, molto rapidamente. Io apprezzo molto lo sforzo che si è fatto per mettere assieme un ordine del giorno, manifesto però una perplessità, che è una perplessità su aspetti che non sono marginali in questa materia, perché l'invito al Governo a fare tutto il possibile per fermare la guerra è giusto, però è bene che si dica anche da che cosa la guerra nasce, perché altrimenti sembra che non si comprenda quale è la ragione, che è il punto di fondo che pone la mozione che ha approvato il Parlamento della Repubblica, ed anche quelle che sono le condizioni per fermare il conflitto. Perché sulla vicenda del Kosovo e sulla violenza che quel popolo quotidianamente subisce, e che è la ragione di fondo da cui la guerra è nata, credo che una qualche parola nell'ordine del giorno vada detta, perché siano rese chiare ed esplicite quelle che sono le posizioni ed anche quelle che sono le ragioni da cui la guerra è nata ed anche quelle che sono le condizioni che il nostro Governo ed anche altri governi europei hanno posto a base per fermare questo conflitto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (F.S.D. - Progr. Sard.). Signor Presidente, per dichiarare il voto favorevole all'ordine del giorno sulla guerra nel Kosovo e per rimarcare che si tratta di una guerra insensata, al di là di quelle che sono le responsabilità di Milosevic, non foss'altro perché mi pare che manchi di una strategia finale e definitiva. E la mancanza di questa strategia finale e definitiva sta nel fatto che sino a questo momento i morti, i massacri che si sono determinati in quel territorio, non sono stati assolutamente evitati, così come non si è evitata la desertificazione del territorio medesimo. Alle violenze iniziali sono succedute altre violenze, non si ha più certezza di niente, inoltre, signor Presidente, i compiti per cui istituzionalmente la N.a.t.o. è nata ed opera non sono gli stessi compiti per cui è nato l'O.n.u..
Quindi, io credo che siano le forze della diplomazia e l'O.n.u. che debbano riprendere ad occuparsi di questo problema.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (Progr. Fed.) Presidente, per dichiarare il voto favorevole all'ordine del giorno, perché non intendo incoraggiare la politica di risposta violenta alle violenze; perché non intendo incoraggiare l'uso di bombe che contengono uranio impoverito e che è stato già usato in altre guerre, in altre iniziative militari e che lasciano segni sulla popolazione che non ha colpe, anche se si trova dalla parte di chi ha colpe; e per condannare la continua escalation militare che non indica una soluzione che sia ragionevole, perché con la logica militare finora non si è arrivati alla soluzione del conflitto e a rimediare ai danni che si volevano rimediare.
Per cui la ventilata ipotesi di un'invasione di terra e l'allargamento del conflitto è una cosa che non va assolutamente incoraggiata.
Per questa ragione io dichiaro il mio voto favorevole all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Montis, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MONTIS (Gruppo Misto). Per dire semplicemente che alla parola inarrestabile può essere sostituita "la crescente escalation della guerra".
PRESIDENTE. Crescente escalation è una tautologia, l'escalation è di per sé crescente, quindi basta escalation. In termini linguistici, io faccio solo osservazioni di forma.
MONTIS (Gruppo Misto). Beato lei Presidente che può intervenire su queste cose, io purtroppo non sono in grado di disquisire sulla lingua italiana. Propongo, comunque, di sostituire, accogliendo la richiesta dell'Assessore Scano, a "inarrestabile" "crescente". Mi uniformo all'accoglimento proposto dal professor Macciotta e già accolto da Marteddu.
Per quanto riguarda le altre questioni bisognerebbe rielaborare un ordine del giorno, siccome è passato tanto tempo, siamo al ventesimo giorno di bombardamenti della Serbia e delle altre disgraziate situazioni che si manifestano in questo Paese e nel Kosovo, quindi credo che l'ordine del giorno possa essere votato in questo modo accogliendo questa richiesta che proviene dalla Giunta e per essa dall'onorevole Scano.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Chiedo il voto segreto sull'ordine del giorno.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico dell'ordine del giorno.
Rimane inteso che l'aggettivo "inarrestabile" viene eliminato e che le osservazioni dell'onorevole Macciotta sono state accolte, quindi verranno aggiunte nella stesura definitiva.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 31
Votanti 31
Maggioranza 16
Favorevoli 24
Contrari 4
Voti nulli 3
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BERRIA - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DETTORI Ivana - DIANA - FALCONI - FOIS Paolo - LA ROSA - LODDO - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MONTIS - MURGIA - OBINO - PETRINI - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - VASSALLO.)
PRESIDENTE. Poiché Manca il numero legale, si tornerà a votare nella seduta pomeridiana che avrà inizio ore 17.
Comunico che la Commissione prima è convocata immediatamente per approntare il testo.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (Popolari). Intervengo sull'ordine dei lavori, perché pur rispettando la decisione del collega Bonesu di chiedere il voto segreto, dichiaro il mio sconcerto perché una questione come questa della guerra venga sottoposta a una votazione non palese.
PRESIDENTE. I lavori riprenderanno alle ore 17.00.
La seduta è tolta alle ore 12 e 43.
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