Seduta n.339 del 27/03/2003
CCCXXXIX Seduta
(Pomeridiana)
Giovedì 27 Marzo 2003
Presidenza del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Biggio
indi
del Vicepresidente Salvatore Sanna
indi
del Vicepresidente Biggio
La seduta è aperta alle ore 17 e 06.
ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 22 marzo 2003 (333) che è approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Antonio Cappai e Pasquale Onida hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 27 marzo 2003. Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
ORTU, Segretario:
"Interrogazione BIANCU - SANNA Gian Valerio, con richiesta di risposta scritta, sul profondo malessere che ha investito la Scuola superiore di Ales-Mogoro". (607)
"Interrogazione SANNA Alberto - SANNA Gian Valerio - BIANCU, con richiesta di risposta scritta, sulla sistemazione dello svincolo tra la strada provinciale n. 61 e la strada provinciale n. 92 in territorio del Comune di Terralba (OR) attraverso la realizzazione di una 'rotonda alla francese'". (608)
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sul passaggio di un dipendente dal ruolo unico regionale all'Ente Foreste". (609)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
ORTU, Segretario:
"Interpellanza PACIFICO - SANNA Salvatore - PINNA - SCANO sul progetto di realizzazione di un depuratore a osmosi nell'area del Parco naturale regionale di Molentargius - Saline e sull'elevato costo di un'opera che porterà i cagliaritani a pagare l'acqua a un prezzo maggiore rispetto a quello attuale". (343)
"Interpellanza LAI - SECCI - SPISSU - FADDA - BALIA - COGODI - SANNA Giacomo - SCANO - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SELIS - VASSALLO sulle nuove misure e sui nuovi destinatari delle agevolazioni tariffarie postali entrate in vigore dal 17 gennaio 2003 col decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 294 del 2002". (344)
"Interpellanza MANCA - SANNA Giacomo sui campioni di organi dei feti abortiti e dei piccoli agnelli morti registrati nell'accettazione dell'Istituto Zooprofilattico della Sardegna". (345)
"Interpellanza MORITTU - SPISSU - LAI - PIRISI - SANNA Alberto sulla chiusura della scuola di addestramento al volo di Alghero da parte della Società Alitalia". (346)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione dell'esame degli articoli del disegno di legge numero 383. Siamo all'articolo 13. Stiamo illustrando gli emendamenti e siamo all'emendamento 477. L'emendamento in questione. Per illustrare l'emendamento numero 477 ha facoltà di parlare il consigliere Spissu.
SPISSU (D.S.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. L'emendamento 62 è uguale all'emendamento 478, 491 e 530; il 530 proviene dall'articolo 12.
Ha facoltà di parlare il consigliere Pinna per illustrare gli emendamenti numero 491 e 530.
PINNA (Gruppo Misto). Presidente, con questo emendamento soppressivo non si vuole illustrare uno dei tanti emendamenti che tendono a criticare fortemente la manovra in tutti i suoi aspetti, quindi si è voluto evidenziare, nel corso della finanziaria e dei primi articoli, con questi emendamenti soppressivi, non perchè molte volte si era in disaccordo sul dispositivo, ma perchè si voleva mettere in evidenza l'inadeguatezza complessiva della manovra. In questo caso invece gli emendamenti, l'emendamento 62 e gli altri, simili, hanno un significato di merito che io vorrei illustrare, seppure brevemente, perchè sono relativi ad una decisione della Giunta regionale, evidentemente, che prevede, lo leggo testualmente così per ricordarlo ai colleghi, che la Regione è autorizzata a finanziare lavori di valorizzazione ambientale del parco geominerario della Sardegna da effettuarsi tramite cantieri comunali. I finanziamenti possono essere attribuiti per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili impegnati nei lavori relativi alla bonifica dei siti inquinati di carattere nazionale. Per le finalità di cui al presente comma è autorizzata la spesa di Euro cinque milioni.
Presidente, qua siamo veramente al ridicolo e all'assurdo perchè viene effettuato questo stanziamento in una manovra finanziaria che si dice priva di disponibilità che pure aumenta notevolmente l'indebitamento della Regione. Ebbene si decide di dare questo stanziamento per conservare delle azioni che sono a dir poco deleterie, perchè i lavoratori che dovevano essere impegnati nelle bonifiche ambientali dei siti inquinati non riescono a fare quei lavori, la società incaricata non è in grado di eseguire quei lavori, dunque si tengono per decisione di qualcuno - evidentemente di questa fantomatica cabina di regia che ha preso il coordinamento di questi lavori - si lasciano i lavoratori allo sbando, a pulire pinete, a fare pulizia, quello che molte volte deve essere fatto dalle imprese di nettezza urbana, si mettono i lavoratori a rifare marciapiedi e quant'altro, e non riescono o era stato dimenticato nelle periferie dei paesi che ricadono all'interno del parco geominerario. Questa è veramente una cosa scandalosa, illegittima tra l'altro, perchè nella convenzione con questa associazione temporanea di impresa non esiste la voce dell'affidamento e della realizzazione di cantieri di questa tipologia dei lavori, e con un atto illegittimo che è la cabina di regia inventata dalla Giunta regionale in sostituzione delle competenze attribuite con decreto ministeriale al consorzio del parco, dicevo, affidate arbitrariamente, in modo illegittimo di cui qualcuno dovrà pure rispondere di questi interventi, semplicemente perchè le imprese che sono state scelte non sono state capaci o non sono state messe in condizione, scelga la Giunta regionale qual è il motivo per cui quasi 100 miliardi arrivati dallo Stato non si riesce a spenderli, per cui le risorse stanziate non si riesce ad impiegarle nonostante esista un decreto del Ministero dell'Ambiente che dice: questi sono i primi 100 miliardi di uno stanziamento di 941 miliardi, una cifra enorme che finalmente questa sì darebbe avvio a quella riconversione delle aree minerarie a cui si è fatto riferimento ieri. Ecco, se dovesse passare questo dispositivo, io credo che si legalizzerebbe l'arbitrio, l'illegittimità, e questa illegittimità tra l'altro, voglio dire, si aggiungerebbe all'altra gravissima illegittimità - di cui ancora si dovrà discutere a lungo probabilmente se non si porrà rimedio - che è quella di aver affidato questi interventi - pur nel rispetto della legge - non con un appalto, ma con un affidamento diretto partendo da due presupposti che dovevano essere rispettati; il primo era che le imprese dovevano avere esperienze di bonifiche, nel settore delle bonifiche, il secondo è che dovevano avere esperienza nel settore della stabilizzazione dei lavoratori. Ebbene, queste imprese sono state scelte senza che ricorresse nessuna di queste due condizioni. Quindi, si tratta di una convenzione anch'essa illegittima che peraltro penalizza fortemente le società regionali che siamo costretti, come è successo ieri, a finanziare separatamente lasciandole a carico della Regione mentre potevano essere affrancate dal carico finanziario regionale, potendo disporre di finanziamenti ingenti per quanto riguarda l'esecuzione dei lavori di loro competenza che sono state espropriate. Ora queste imprese si vantano anche di avere competenze semplicemente perchè nel settore della progettazione dicono di aver affidato in subappalto questi lavori a società regionali. Veramente siamo alla vergogna totale; qua non siamo capaci di salvaguardare le nostre risorse, questa finanziaria del rigore di fatto, per quanto riguarda questo aspetto, e non solo, ma questo aspetto è così lampante, così evidente, è una fonte di sperpero di risorse finanziarie e di forti illegittimità di cui qualcuno, ripeto, dovrà pur rispondere perchè se dovesse passare questo dispositivo, e questo è il comma 4, io penso che tutta la finanziaria comincerebbe davvero a mostrare delle crepe e una matrice di totale incapacità ad affrontare i problemi della nostra Regione. Credo che se le opposizioni, pure in un clima nel quale si sta cercando faticosamente un accordo per concludere questa finanziaria, si passasse ad una fase di inasprimento del confronto, io credo che ci sarebbero tutti i motivi perchè non è pensabile, non è giustificabile che una maggioranza che si ispira all'efficienza, al liberismo e all'impresa possa consentire di mettere in atto atti di assistenzialismo e di sperpero di risorse di queste dimensioni di cui certamente qualcuno ne dovrà rispondere se non si porrà rimedio a questo aspetto.
Ora, io voglio anche dire che questo intervento non è rivolto contro questa associazione temporanea di imprese, che pure ha dimostrato incapacità da una parte di eseguire i lavori di bonifica, dall'altra per altri aspetti, per quanto riguarda per esempio interventi nel settore dei beni culturali ha pure dimostrato che qualche intervento, e un impiego efficiente ed efficace dei lavoratori che ha impegnato, può realizzarlo. C'è un altro emendamento più avanti che infatti prevede un incremento delle somme che venissero tagliate da questo intervento perchè io mi auguro che nessuno della maggioranza abbia più il coraggio di intervenire sul passato, su quanto è stato fatto nel passato, sulle inefficienze che possono esserci state nel passato se si dovesse arrivare a votare e ad approvare questo stanziamento che, ripeto, è l'esempio dello sperpero delle risorse, della totale inefficienza nell'uso delle risorse regionali e dell'incapacità a realizzare quegli interventi che sono stati finanziati dallo Stato. Dunque, noi non siamo capaci ad utilizzare le risorse statali...
PRESIDENTE. Onorevole Pinna prego, tanto li sta illustrando tutti e tre, anche il 491 e il 530?
PINNA (Gruppo Misto). Sì, possiamo continuare dopo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Falconi per illustrare l'emendamento 478.
FALCONI (D.S.). Grazie Presidente. Io posso limitarmi a fare qualche breve considerazione che farò in seguito sull'emendamento soppressivo del comma 4 all'articolo 13, per dedicare qualche breve considerazione sull'articolo in generale, non voglio anticipare la discussione generale di questo articolo, ma voglio dare un senso anche agli emendamenti che poi sono stati dati per illustrati, il soppressivo totale dell'articolo 13 e così via, intendendo anche ritirare con questo mio primo intervento l'emendamento soppressivo dell'articolo 3, cioè il 476 e il 477. Come dicevo voglio fare qualche breve considerazione di carattere generale sull'articolo e su questo Assessorato. Io penso sia necessario farla perchè siamo di fronte, per dirla in sardo, a su connottu, cioè tanto veniva finanziato per la formazione professionale, tanto viene finanziato, poi c'è questo distacco dei 71 milioni di Euro complessivi del primo comma e questo distacco di 13 milioni di Euro per essere collegato ai bandi POR, però sostanzialmente nulla varia. Sostanzialmente non possiamo parlare, nonostante i buoni auspici nelle diverse legislature, ma soprattutto in questa per una formazione professionale rinnovata, modificata sia come finanziamenti ma soprattutto come efficacia, stante il fatto che è una cosa un po' costosa, Assessore, e nulla di nuovo sotto il sole. C'è nell'articolato, nel comma 2 in particolare, secondo me, anche qualche svarione, ma torneremo semmai in discussione generale sui diversi commi, ma questa la voglio sottolineare fin d'ora. Non si può proporre di pagare gli interessi di un mutuo dove c'è l'abbattimento della quota di interessi (se mi ascolta forse l'Assessore è meglio), e si propone in questo articolo qualcosa che dal punto di vista bancario è un assurdo, cioè che gli interessi di mora vengano pagati uguali agli interessi che appunto si prevedono in quel mutuo. In questo modo non ci sarà nessuna cooperativa che restituirà i soldi alla Regione di quei mutui contratti. Sul comma 4 invece - ho già detto che l'emendamento soppressivo del comma 3 lo ritiro - mi soffermo per ribadire un po' le cose che il collega Pinna ha peraltro già fatto, ma per sottolineare il fatto che si fanno veramente delle cose fuori non solo da una programmazione generale, ma oserei dire fuori dalla grazia di Dio! Perchè lì abbiamo un parco geominerario così, in ponte; abbiamo i finanziamenti, abbiamo un comitato provvisorio istituito, abbiamo tutte le cose per farlo decollare, questa Giunta di Centro Destra da anni non riesce a far decollare ciò che era pronto ed invece interviene in questa forma assolutamente fuori da ogni logica per fare assistenza. Nulla più, per fare assistenza!
Ma, nel fare assistenza io non sono sempre contrario al fare assistenza in un sistema come quello sardo dove per alcuni versi si ha bisogno di interventi immediati per fare anche questo tipo di cose. Però, lo si faccia in forma equa, perchè voglio dire, intervenire lì, dove c'è una discussione in atto e dove c'è un processo in atto che non si manda avanti, tra l'altro in forma molto consistente con cinque milioni di Euro, o se preferite 10 miliardi di Lire, per stabilizzare dei lavoratori L.S.U. solamente in quel territorio, solamente per quella ragione, badate, è una iniquità nei confronti anche del loro stesso territorio interessato, ma è una iniquità soprattutto nei confronti degli altri lavoratori che in quelle condizioni ci sono ancora in Sardegna. Contemporaneamente, nello stesso articolo si ripropone, perché poi torneremo in discussione generale sull'articolato, su questo tema, il rifinanziamento dei PIP, dei piani per l'inserimento nella produzione di giovani disoccupati.
Allora, abbiamo detto, per gli LSU del Parco geominerario sono stati destinati 10 miliardi di lire; per i giovani disoccupati che vogliono essere inseriti in piani di inserimento nelle aziende produttive dell'intera Sardegna: copertura finanziaria 1 miliardo. Badate, se questa è la logica di questa Giunta regionale, io penso che non vi sia nessun nesso, nessuna logica, nessuna coerenza in nulla, perché è un modo di fare che lascia veramente perplessi. E allora noi proponiamo la soppressione di questo comma, perché è giusto intervenire sì nei confronti degli L.S.U., ma intervenire in forma equa, come è giusto mandare avanti quello che bisogna mandare avanti in quel territorio e cioè il Parco geominerario con i finanziamenti nazionali dei vari Ministeri che sono fermi da anni, come è giusto far affluire in quel territorio le risorse di cofinanziamento regionale. Queste cose dovete fare, non ciò che state proponendo in questo articolato, dove dedicate 10 milioni di lire per fare assistenza e collateralmente, nello stesso articolo, nei commi successivi dedicate 1 miliardo di lire o 500 mila euro per tutti i giovani sardi che vogliono essere inseriti con un PIP in tutte le aziende della Sardegna. Quello è uno strumento che ha funzionato, come ha funzionato la legge 36, ma torneremo più in là su questi temi, sono strumenti che hanno funzionato e che state riprovando. Ma che necessità c'è di riprovare i PIP con la dotazione finanziaria di un miliardo? Sapete che è uno strumento molto agile, molto efficace, perché una grande percentuale, la maggior parte dei giovani che sono stati inseriti per dodici mesi nelle aziende produttive… Poi se l'Assessore del lavoro ascoltasse alcuni buoni consigli che gli diamo in quest'Aula forse sarebbe utile per la discussione, affinché non si commettano questi svarioni. Dicevo, che necessità avete di monitorare con 500 mila euro uno strumento che è stato efficace, gradito dalle associazioni di categoria, gestito dalle associazioni di categoria, e cosa fate con 500 mila euro, lo riprovate? Lo monitorate? Che necessità c'è? Altrimenti non si spiega davvero cosa si intende fare con quella cifra che rasenta il ridicolo. Comunque, in ultimo, io proporrei, quasi verbalmente, la soppressione dell'articolo 4 e quindi di quella posta del comma 4 per riversare appunto quella disponibilità finanziaria nei successivi commi e cioè per finanziare i PIP.
PRESIDENTE. Onorevole Falconi, ho capito chiaramente che gli emendamenti 476 e il 477 sono stati ritirati, non ho invece capito se questo vale anche per il 474 e il 475, che venivamo prima. Sono ritirati anche questi?
FALCONI (D.S.). Sì, permane il 478.
PRESIDENTE. Invece permane il 478, questo che ha appena illustrato, benissimo. Adesso ci sono gli emendamenti sostitutivi parziali. L'emendamento numero 10 della Giunta regionale lo facciamo illustrare prima del 698, perché il 698 è soppressivo del 10.
Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 10.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 10 è relativo alla riduzione dell'importo che è previsto nel primo comma, perché alle spese relative all'obbligo formativo si provvede con assegnazioni statali.
PRESIDENTE. All'emendamento 10 è stato presentato l'emendamento 698, dai colleghi Sanna Gian Valerio, Fadda e più. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrarlo.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 367 ha facoltà di illustrarlo.
PINNA (Gruppo Misto). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 11.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' una specificazione del comma quinto del testo così come era stato licenziato dalla Commissione, infatti si parla di giovani qualificati in quanto i PIP sono destinati alla formazione superiore a quella di base, per la quale è destinato lo stanziamento ex legge 47 del 1975, cioè il piano di formazione professionale.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 451 ha facoltà di illustrarlo.
FALCONI (D.S.). Brevemente, Presidente, per ribadire ciò che poco fa ho ricordato all'Aula e soprattutto all'assessore Masala e all'assessore Luridiana. Qui si tratta di rimpinguare la disponibilità finanziaria per ripartire, con uno strumento che ha dato i suoi frutti da appena è stato applicato in Sardegna, cioè con i piani per l'inserimento professionale di giovani in cerca di prima occupazione che si affacciano per la prima volta al lavoro e trovano la disponibilità di aziende che appunto inseriscono in questi piani, con l'abbattimento totale degli oneri previdenziali, un ulteriore contributo a favore dell'azienda che addestra questo giovane per un massimo di dodici mesi. Si è verificato che questo strumento e gli altri strumenti che nel 1998 avevamo messo in piedi si sono rivelati particolarmente efficaci, tanto che non sono bastate le risorse finanziarie. La caratteristica di questo strumento è che andavano gestiti dalle organizzazioni datoriali e così lo riproponete nei commi 5, 6, 7, 8 e 9. La metà di questo articolo è dedicata ai piani per gli inserimenti professionali. Ahinoi, arrivate alla partita finanziaria e per questo mettete in campo la somma enorme di 500 mila euro. Ma cosa volete convenzionare? Tutte le organizzazioni datoriali della Sardegna per gestire in Sardegna 500 mila euro? Secondo me non bastano per fare le convenzioni, secondo me non basta per mettere in moto la macchina. E allora noi vi proponiamo, con questo emendamento 451, non somme strabilianti, ma una somma minima per poter ripartire in Sardegna con questo strumento che, ripeto, si è rivelato particolarmente efficace, di 2 milioni di euro per il 2003 e 3 milioni e mezzo di euro per gli anni successivi, in modo che si possano quanto meno fare delle convenzioni triennali, le organizzazioni datoriali possano contare su un piano triennale anche per valutare come inserirli, chi inserire, quando inserirli nell'arco di una programmazione almeno triennale, contando su un minimo di disponibilità finanziaria.
Non possiamo continuare con uno spezzatino senza una politica organica per l'inserimento dei giovani nelle aziende che pure avevano iniziato ad a ssumere, invertendo un andamento negativo degli ultimi decenni, invertendo nel 1999/2000 un andamento occupazionale. Questi sono stati gli strumenti veri che hanno funzionato in Sardegna, questi come la 36 e la 448, che messi assieme, e è questa la legislazione che la coda della precedente legislatura vi ha lasciato e che state gestendo, ma gestendo male, bene quella legislazione, cioè questo strumento, la 448 e la 36 messi assieme, perché avevamo previsto la cumulabilità di queste leggi, cumulabilità in tempi diversi naturalmente, prima usando questo strumento, poi la 36, poi ancora la 448, si riusciva a mettere assieme nove anni di intervento per favorire l'occupazione in Sardegna. Questo era importante per la Sardegna ed era importante nel Meridione, perché aveva generato un meccanismo molto particolare che lei conosce bene, assessore Masala, perché era stato presentatore di una legge uguale a quella della Sicilia. Noi abbiamo messo assieme queste leggi e abbiamo determinato qualcosa di maggiormente favorevole anche rispetto alla Sicilia qui in Sardegna. E quindi in quella fase siamo diventati la regione avanzata, la regione che aveva una legislazione per l'occupazione migliore rispetto alle altre regioni meridionali. Bene, questo patrimonio si infrange con questi modi di fare. Se credeva allora, assessore Masala, a questi meccanismi, quando ha proposto una legge che poi è stata, assieme alle nostre leggi, unificata e ne è venuta fuori una parte consistente del cosiddetto piano del lavoro, non vedo perché oggi lei non ragioni su questi temi e non condivida con noi la necessità di rimpinguare, non con enormi somme, ma di uscire dal ridicolo dei 500 mila euro e di arrivare almeno a due milioni di euro che consentono una prima operatività e una triennalità un po' più consistente di programmazione di spesa e di programmazione di assunzione da parte delle aziende interessate a questo efficacissimo strumento.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 604 ha facoltà di illustrarlo.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, volevo inizialmente, sull'emendamento, ma anche sul comma di riferimento, segnalare agli uffici che probabilmente c'è un errore nella scrittura del comma 9. In effetti gli oneri che derivano dell'applicazione del comma 4 sono già previsti nel comma 4. Probabilmente l'indicazione sono gli oneri che si riferiscono ai commi 5, 6 e 7, quindi diamo un'imputazione corretta alla copertura finanziaria.
Detto questo, l'emendamento numero 604 si propone una rivisitazione del finanziamento previsto nel comma 9 riguardo al finanziamento complessivo dei piani di inserimento professionali. Voi ci dovete consentire di avere una ragione di dubbio a vedere l'introduzione di una normativa parallela a quella nazionale, su questa materia (un attimo solo, arrivo a spiegare il perché) e il sostegno finanziario a questa, diciamo, normativa sostitutiva - va meglio Assessore, no? - è fatta in modo tale che quasi venga introdotta in sede legislativa in termini di promessa futura. Cioè, io quest'anno finanzio 500 mila euro e poi vi prometto che nei successivi anni ci sarà un finanziamento più adeguato.
Voi capite che la cosa non ha un riscontro positivo da parte nostra, stante il fatto che stiamo parlando di occupazione di una congiuntura complessa, difficile, urgente per la Sardegna. Però, questo elemento ci ha fatto anche riflettere sull'impostazione della normativa.
Primo aspetto: questa è una disciplina contenuta, una previsione contenuta a suo tempo nel "pacchetto Treu", che è venuta meno nel suo finanziamento, nelle sue opportunità e viene riproposta dalla Regione in via autonoma. Le caratteristiche, però, di questa proposta, se ci consentite, rispecchiano un'inclinazione della Giunta regionale rispetto ai poteri del Consiglio che noi abbiamo avuto modo di dire nel corso di questa finanziaria, non possiamo condividere, perché anche qui vediamo un eccesso di delega alla Giunta sulle direttive e sulle modalità che a questo proposito riteniamo particolarmente inutili dal momento che, essendo una norma derivata da una norma nazionale, la cosa più semplice che si poteva fare era quella di dire: va bene noi li facciamo, come Regione, rinviamo la disciplina a quella nazionale - quindi facendo riferimento alla disciplina, alle regole e ai criteri che governavano la materia a livello regionale - e quindi finanziamo. Invece no, invece c'è una procedura che in un qualche modo dà alla Giunta la possibilità di stabilire priorità, validità dei progetti, criteri e anche un elemento a noi molto caro, quello dell'assegnazione finanziaria determinata per ciascun ambito territoriale. Vorremmo capire quali sono gli ambiti territoriali, quali sono i parametri che si useranno per la distribuzione di queste risorse, tutte cose che credo legittime in sede di una programmazione preventiva di uno strumento che, ripetiamo, proprio per l'origine legislativa, noi non possiamo che riconoscere valido e sostenere. Non è nel merito la questione, è nel metodo che noi facciamo un'osservazione, significando anche che in un clima come quello che abbiamo, che vive anche la dimensione politico-istituzionale in questi anni, non sarebbe stato male che il rapporto di convenzionamento con i datori di lavoro, con gli ordini professionali, fosse presentato a noi in termini di un forte tasso di trasparenza e di concorso vero di idee che in qualche modo fugasse in noi i dubbi che anche questa, di per sé, rappresentasse una sorta di discrezionalità a scegliersi il datore di lavoro, stante il fatto che non ci potete negare che oggi gli ordini professionali, alcuni ordini professionali, che sono anche nel contesto nazionale molto criticati per il loro carattere elitario, per le loro pulsioni corporative, per il loro insieme di distinzione rispetto a un ruolo invece di integrazione nel sistema economico che chiaramente un organismo corporativo per sua natura deve fare e che invece per noi deve essere un elemento di apertura. Cioè questi strumenti sono stati concepiti in una filosofia nella quale fossero elementi di accompagnamento e di supporto alla più generale strategia della concertazione dello sviluppo locale. Non a caso voi fate un riferimento territoriale, giustamente. Però non collegare questa potenzialità che è la vera forza di questi elementi, cioè sapersi radicare attraverso un elemento di apertura e di confronto nel territorio, a noi pone alcuni problemi. Io credo che da qui all'approvazione, al voto, al confronto, non sarebbe male che la Giunta operasse una riflessione sull'opportunità di ricondurre, soprattutto i commi 6, 7 e 8, a un rinvio a una normativa già esistente che ci lascerebbe più sereni dal punto di vista della funzione degli obiettivi che si vogliono cogliere e in qualche modo supporterebbero ancor di più gli emendamenti che noi abbiamo presentato e che tendono a fare di questo provvedimento non un'idea di promessa futura, ma uno strumento di immediata praticabilità e di immediato esercizio da parte del Governo regionale, proprio perché quando stimiamo le risorse finanziare dobbiamo noi stessi chiedere che se anche il tempo necessario della burocrazia suggeriva a voi di limitare gli stanziamenti nell'anno corrente, perché suppongo che sia questa una delle ipotesi di giustificazione, io credo che noi dobbiamo dare un segnale diverso all'esternodi una politica che vuole dare rapidamente le risposte e che si riserva di intervenire sul versante del suo apparato semplificando la burocrazia e, mi consenta Assessore non è malizia, semplificando anche la circolazione di società nei corridoi che accompagnano molte volte progetti e selezioni, perchè noi abbiamo tutte le qualità e le professionalità in Regione per dare celerità e risposte in termini certi a queste domande, da poter fare a meno di tempi lunghi, di idee diverse o divagazioni sul tema. Questa è la nostra idea; l'idea di un finanziamento più concreto, immediato, il rinvio ad una normativa certa, conosciuta e coerente, e terzo: la possibilità che tutto questo avvenga in un criterio di rinvio ad una norma nazionale che ha già esplicato le sue funzioni e forse questa è la sua positività, è un indice di gradimento che la Giunta regionale sta manifestando con questa proposta e che proprio per questo noi riteniamo più giusto riferirla a questa fonte legislativa che può essere fatta propria o rinviata ad altra normativa comunque operante.
PRESIDENTE. Emendamento 688. Ha facoltà di parlare il consigliere Pisano per illustrare l'emendamento 688.
PISANO (Rif.Sardi-U.D.R.). Presidente, sarò brevissimo perchè questo era un emendamento che mi ritrovo con l'indicazione che si sarebbe dovuto ritirare. In effetti le cose che sono state dette poc'anzi dai due colleghi che mi hanno preceduto, mi fanno invece capire che è assolutamente necessario che questo emendamento non venga ritirato, non fosse altro perchè proprio dà quell'indicazione mancante che corregge il comma 9 dell'articolo 13, il riferimento esattamente a commi sbagliati e quindi indica esattamente che i commi 5, 6, 7 e 8 sono quelli di riferimento per i quali naturalmente vi è la copertura finanziaria e non fosse altro perchè così come diceva poc'anzi il collega Falconi, vi è un incremento della dotazione finanziaria. Certo non nei limiti che lo stesso collega Falconi chiedeva, ma viene raddoppiata la dotazione.
PRESIDENTE. L'emendamento 182 è ritirato; il 185 è ritirato; il 184 presentato dai colleghi Sanna Gian Valerio e più. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento numero 184.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Si tratta semplicemente di un emendamento teso a ripristinare i finanziamenti correnti alle spese per il fondo per il diritto al lavoro dei disabili. Credo che ogni parola in materia di tutela dell'handicap e delle condizioni disagiate di molti cittadini della Sardegna sia inutile rispetto alla sensibilità che dovrebbe accompagnare la nostra azione pubblica e la nostra capacità di solidarietà.
PRESIDENTE. Il 186 è ritirato; il 183, Sanna Gian Valerio e più. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento 183.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). L'emendamento 183 si propone di riportare un po' di ordine in una materia che la stessa Giunta ci propone con il comma 2 secondo una tendenza di allineamento, perlomeno per quanto riguarda i tassi concessi sulla 16 rispetto a quelli della 51. Credo che sia quella prevista nel comma 2 certamente un'esigenza di aggiornamento della legge numero 16 che ormai dal 1983 opera in condizioni chiaramente di scarso aggiornamento. Noi richiamiamo l'esigenza che le istruttorie e le pratiche riferite alle agevolazioni creditizie a favore delle cooperative di produzione lavoro, nonché i loro consorzi, debbano svolgersi nel rispetto delle direttive a suo tempo emanate, ivi compreso il Regolamento di attuazione del 1986, a meno che questi non vengano modificati. Cioè, è inutile che noi con norme sopravvenute o con norme mancanti continuiamo ad imporre termini temporali che, in qualche modo, limitano la funzionalità di una legge che se voi ritenete di dover aggiornare per alcune parti, noi riteniamo che debba invece mantenere la sua originalità e la sua peculiarità laddove l'intervento legislativo o le attività derivanti dall'intervento legislativo, demandate dall'intervento legislativo, quali i regolamenti e le direttive di attuazione, non intervengano organicamente a modificare la concezione legislativa primaria. Ora, questa abitudine di intervenire qua e là sulle leggi, modificandole per pezzi e per termini, è una abitudine che spesso rispetta più le esigenze dell'apparato che non le esigenze dei fruitori. Questo è un emendamento che ci deriva dall'accoglimento di una sollecitazione da parte della base produttiva interessata a questa materia, e ci meraviglia che contestualmente all'articolazione del comma 2, la Giunta non abbia inteso recepire un riallineamento rispetto alle norme preesistenti di questa normativa.
Credo che complessivamente sarebbe necessario, Assessore, ma non ne abbiamo visto traccia in questi anni, una rivisitazione complessiva di queste materie legislative, possibilmente in un testo unico che in qualche modo agevoli la lettura e lo differenzi per settori, ma dia anche rispetto alle esigenze normative e di indirizzo che ci derivano delle politiche comunitarie, un quadro sinottico di pari opportunità rispetto ai settori anche dei tenori di incentivazione di opportunità dei tassi e delle modalità operative di accesso a questi proventi. Io credo che sia una delle tante carenze che questa legislatura registra, noi ve ne facciamo carico per la parte di responsabilità che avete. Credo che per noi rappresenti un punto di riferimento di quello che avremmo potuto fare, ma che certamente se ci sarà dato modo e luogo, faremo nel futuro.
PRESIDENTE. Emendamento 314. Ha facoltà di parlare il consigliere Lai per illustrare l'emendamento.
LAI (D.S.). L'emendamento presentato mira a rendere la 36, che è una legge sulla quale il consenso, rispetto alla sua funzionalità, alla sua efficacia, sulle politiche occupative è condiviso e diffuso, mira a rendere la legge adeguata a quelle che sono gli elementi innovativi più recenti dal punto di vista del giuslavorismo e contrattuali, nel senso che all'articolo 1 il contributo per le assunzioni, nella legge, viene individuato per tutta una serie di forme di relazione contrattuale, che vanno dall'assunzione a tempo indeterminato di apprendisti all'assunzione di soggetti inoccupati o disoccupati che godono di particolari benefici, oppure all'assunzione di soggetti che stanno in categorie protette o, come secondo grande filone, le trasformazioni delle assunzioni a tempo indeterminato a partire da contratti di formazione lavoro o di lavoratori in cassa integrazione o di lavoratori iscritti in liste di mobilità o la trasformazione di contratti di lavoro part time.
Manca quella che invece è diventata nel tempo e soprattutto negli ultimi quattro o cinque anni, una modalità di assunzione di lavoratori che invece è parecchio utilizzata, sono i famosi CO.CO.CO.. E quello che sta succedendo adesso è che le modalità della legge costringono i lavoratori e in qualche modo i datori di lavoro costringono a loro volta i lavoratori a passare attraverso forme di lavoro nero, perché li costringono a stare iscritti all'ufficio di collocamento per mesi e quindi a non dichiarare il fatto di essere all'interno di un contratto di lavoro, per poi assumerli dopo che hanno maturato quelle che sono le caratteristiche legate alle possibilità di applicare la 36.
Quindi, con questo emendamento, noi proponiamo di inserire un'ulteriore lettera all'articolo 1 - la lettera M - e di introdurre la possibilità di dare il contributo per le assunzioni ai sensi della legge 36, anche per le trasformazioni di contratti di lavoro di lavoratori, prima impegnati in aziende con contratti di lavoro autonomo atipici che, vengono definiti dal fatto che sono iscritti alla gestione separata INPS, quella famosa del 10 per cento.
Pensiamo che si tratti di una modernizzazione della legge, pensiamo che in questo modo si eviti anche il passaggio a forme di lavoro nero che servono altrimenti per ottenere la possibilità di accedere al contributo e che riconosca il fatto che ormai oltre il 10 per cento dei lavoratori - qualcosa di più in questa Regione, ma si stanno ancora studiando i dati - passa attraverso questa iscrizione alla gestione separata INPS.
PRESIDENTE. L'emendamento 761 è un emendamento all'emendamento 314, è della Giunta; può essere illustrato. Credo che l'Assessore lo dia per illustrato.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si da per illustrato.
PRESIDENTE. L'emendamento 617, Cogodi, Ortu, Vassallo può essere illustrato. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento.
COGODI (R.C.). Vorrei intanto ricordare o, meglio, far notare ai colleghi del Consiglio che noi, il Gruppo di Rifondazione, in questa finanziaria abbiamo presentato pochi emendamenti. Pochi e selettivi emendamenti che trattano principalmente i temi che a noi sono più congeniali, cioè quei temi ai quali siamo più affezionati, e sono principalmente i temi dello sviluppo locale, del sostegno alla piccola e media impresa e i temi del lavoro.
Sappiamo bene che non sono temi di nostra esclusiva appartenenza, sono temi rispetto ai quali si manifesta un'attenzione, una sensibilità differenziata, ovviamente fra le parti politiche, ma un'attenzione ed una sensibilità vasta soprattutto nel campo e nell'area democratica del Consiglio. Non vorremmo però che siccome i nostri emendamenti sono pochi, abbiamo fatto questa scelta, venissero considerati poca cosa, perché, lo dico subito a scanso di equivoci, noi pensiamo che se permane questa sordità, questa sostanziale - non dico sostanziale chiacchiericcio ma insomma - questa sostanziale disattenzione e contrarietà, noi siamo capaci di presentare emendamenti, lo abbiamo dimostrato in altre circostanze e credo che lo dimostreremo anche nelle prossime ore in questa circostanza; perché noi di questi temi vorremmo, vogliamo parlarne per davvero, per venirne a capo.
Quanto questa Regione ha statuito, nelle sue leggi nel passato è materia che può essere migliorata, è materia che può essere estesa. Se si vuole. Se non si vuole la maggioranza e la Giunta attuale non lo facciano, si assumano la responsabilità di non rispondere all'esigenza più pressante, più urgente che oggi vive nella società sarda. Una cosa è sicura, che deve smettere però l'idea, la Giunta e la maggioranza, di togliere quello che c'è già. Deve smettere, la Giunta e la maggioranza, l'idea di espiantare quello che è già piantato, che ha messo radici e sta cominciando a dare frutti e buoni frutti, e siccome si dice, da più parti, che non è così, da più parti di maggioranza, noi abbiamo il compito di dimostrare nei prossimi giorni anche quali sono questi frutti e questi buoni frutti. Pensateci e prima rimediate all'idea insana che vi accompagna di dimezzare la provvista finanziaria delle leggi per il lavoro in questa Regione e meglio è per la Sardegna, per i disoccupati, e meglio è anche per l'andamento dei lavori ed anche per il Consiglio, ed anche per la maggioranza soprattutto.
In questi giorni ed anche in queste ore, è vero, ci sono stati degli incontri, dice il collega, l'amico Sanna Giacomo, che adesso evidentemente sta trattando per suo conto con la Giunta, suppongo, che ci sarebbero state trattative che avrebbero, come dire, soddisfatto appetiti; noi avevamo un appetito, non l'abbiamo soddisfatto, il nostro unico appetito era e rimane quello di dare copertura o meglio di mantenere la copertura finanziaria e il livello di sostegno della Regione autonoma nei confronti delle leggi per il lavoro, almeno di quelle che già esistono, e di migliorare quelle leggi e migliorare non vuol dire massacrarle, e migliorare non vuol dire bombardarle e disperderle, e migliorare non vuol dire trasformare l'azione locale di sviluppo, quella nuova frontiera che abbiamo acquisito, dell'impegno, dello sviluppo locale, della programmazione dal basso, della progettualità, della nuova impresa, che può dare lavoro e della disponibilità al lavoro che costruisce anche nuova impresa, non vogliamo tornare indietro di un millimetro rispetto a quella conquista che è nelle leggi regionali e principalmente nella legge 37, nel piano per il lavoro e nell'articolo 19.
L'idea che avete di dire che ha trasformato in ordinario lo straordinario, e per voi trasformare vorrebbe dire dimezzare, e per voi trasformare vorrebbe dire snaturare, cioè trasformando i progetti di sviluppo locale in un'abbuffata di cantieri, questo non rientra nella nostra disponibilità, il nostro appetito rimane del tutto inappagato. E` chiaro? Per la Giunta, per la maggioranza e anche per alcuni colleghi carissimi che sono critici o sono stati critici, rispetto all'impegno che in Aula e quando non c'è Aula vicino all'Aula, lontano dall'Aula, in ogni parte della Sardegna, noi su questo tema abbiamo sviluppato e continuiamo a sviluppare.
Se non è chiaro, faremo il possibile per chiarirlo, perché nessuno pensi che se la Giunta presenta la finanziaria con tanti mesi di ritardo e che, se poi si discute per altre molte settimane o qualche mese di tante altre cose pure importanti, nessuno pensi che arrivati al tema noi non discuteremo quanto necessita questa questione, perché sia chiara di fronte alla responsabilità di tutti.
L'emendamento 617 sfiora uno di questi temi; si riferisce al comma 3 dell'articolo in discussione, laddove è contenuta un'indicazione normativa anche di carattere positivo che noi condividiamo, infatti il nostro emendamento non sopprime il comma terzo dell'articolo 13 puramente, come dire, in qualche modo integra, esplica, se l'Assessore del lavoro ha la bontà di prestare l'attenzione che l'argomento merita per la sua competenza specifica, l'emendamento nostro 617, tenendo conto che già il terzo comma dell'articolo 13 si riferisce ai commi 4, 5, 6, 7 e 8 dell'articolo 18 della 37 e non a caso non si riferisce all'articolo 1, 2, 3 e l'articolo 9 che sono quelli che stabilivano le percentuali del sostegno pubblico nel tempo, il nostro emendamento intende puramente esplicare quello che già è implicitamente, secondo noi, contenuto nel comma terzo e quindi chiarire, dirlo in modo più evidente, che non ci sia dubbio interpretativo, che preliminarmente le azioni produttive e di lavoro alle quali ci riferiamo, sono l'Azione terre pubbliche e l'Azione bosco. E` già implicito, perché se si fosse voluto riferire a tutto questo terzo comma, avrebbe anche citato i commi precedenti nei quali sono contenute tutte le azioni dei progetti speciali e insieme vorremmo che si precisasse con questo essenziale emendamento che, proprio perché non sono citati né i primi né l'ultimo articolo che contiene le percentuali, che in questa materia il sostegno che la legge regionale dà ai lavoratori che sono impegnati da qualche anno nelle Azioni terre pubbliche e bosco è un sostegno che viene dato superando i limiti percentuali che sono contenuti nei commi non citati, proprio perché non vi sia una difficoltà interpretativa.
Quindi, l'emendamento non toglie nulla al comma terzo, puramente e semplicemente lo esplica, ne consente una lettura e una applicazione non controversa e quindi ha questa funzione. Altre considerazioni verranno svolte da noi in ragione e dei successivi emendamenti e poi in sede di discussione degli emendamenti stessi, nostri e intervenendo ed esprimendo il nostro parere anche su molti degli emendamenti dei colleghi che pure condividiamo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento 618.
VASSALLO (R.C.). L'emendamento 618 ha la finalità di guardare più in là del semplice obiettivo di dare o sostenere l'impresa attraverso contributi, e per cui sostenere l'impresa che già c'è, ma invece ha l'obiettivo di favorire nuove iniziative e precisamente la nascita di nuove imprese in settori, se pur considerati di nicchia, quelli che possono nascere in alcune località particolari della nostra Isola che, se opportunamente valorizzate, possono dare un contributo valido alla nascita di nuove imprese e anche di nuova occupazione.
Io non so se l'Assessore della programmazione ascolta, parla e ascolta anche; stiamo parlando dell'Isola dell'Asinara, un'isola come tutti voi sapete, come tutti noi sappiamo, che per decenni è stata praticamente inibita all'utilizzo pubblico da parte della nostra Regione, da parte dello stesso comune che ne detiene, diciamo, la proprietà, nel senso essendo dentro ai propri confini, un'isola che se da una parte è stata conservata dal punto di vista ambientale delle risorse naturali, di alcune risorse naturali è stata spodestata dalla propria capacità di valorizzazione produttiva dello stesso bene.
Noi con questo emendamento vogliamo recuperare questo aspetto; noi riteniamo che le risorse ambientali e naturali devono essere conservate, così come riteniamo che queste risorse, laddove è compatibile con l'attività, in quel caso il parco dell'Asinara, possono essere valorizzate e rese produttive. E per altro, tutti sappiamo che nell'epoca dell'utilizzo dell'Asinara come super carcere nell'isola stessa furono sviluppate diverse attività produttive, piccole attività produttive che però contribuivano a mantenere o a pareggiare i conti dello stesso Stato, perché servivano per contribuire a creare quel minimo di reddito, allora prodotto dai carcerati, attraverso una serie di azioni produttive.
Tutte queste azioni, per via del trapasso abbastanza tortuoso ed anche lungo tra la gestione ministeriale e la gestione dell'ente parco e regionale, tutte queste attività sono andate via via perdendosi. Per cui le aziende, tutta una serie di strutture lì presenti, sono andate deteriorate, sono state distrutte, vi sono presenti una serie di problemi di carattere anche di ripristino ambientale dei luoghi e per cui il problema della prevenzione della stessa prevenzione degli incendi nell'Isola per alcune zone è venuta meno, perché non sono state più favorite alcune coltivazioni che erano presenti che poi dovevano servire anche per il foraggio agli animali.
Insomma, vi era tutta una serie di azioni produttive che avevano una loro validità economica. Adesso sappiamo che nelle condizioni in cui è l'Isola necessita, per rivitalizzare queste attività, di un contributo della nostra Regione. Si tratta di capire qua se la nostra Regione si vuole impegnare verso attività produttive che possono per altro dare una risposta concreta all'esigenza di rispondere ai processi di espulsione della mano d'opera dalle grandi attività lavorative lì presenti nelle vicinanze - che sarebbero poi quelle della zona industriale - e per cui si potrebbe abbinare questa azione in funzione anche di dare una risposta proprio a questa espulsione dai processi produttivi industriali, e anche dei lavoratori socialmente utili che, nella provincia, nella zona, sono fortemente presenti.
Noi riteniamo che attraverso questa azione una risposta concreta a un'esigenza concreta di fare un salto di qualità anche nella gestione dell'ente parco possa essere possibile. Ieri ci avete respinto un emendamento di principio, ripeto, di principio, perché non indicava fondi ma indicava soltanto la possibilità per la Giunta di poter attuare quella continuità territoriale con l'isola dell'Asinara per rivitalizzare il borgo lì presente di Cala d'Oliva, ce l'avete respinto, non abbiamo capito il motivo però, ce l'avete respinto.
Io mi auguro che rispetto a questo emendamento 618 ci sia un minimo di considerazione in più rispetto al merito che contiene l'emendamento stesso. Non siamo qua per fare "bottega" o per fare "emendamenti di bottega"; così come diceva il Capogruppo poc'anzi, abbiamo presentato pochi emendamenti, ma pochi emendamenti che tutti hanno un senso molto preciso e tutti rispondono ad un'esigenza non particolare, ma a un'esigenza generale e la prima della quale è quella di dare lavoro, dare lavoro in Sardegna laddove non c'è. Questo è un emendamento che può rispondere a queste esigenze per cui vi chiediamo e chiediamo soprattutto all'Assessore del lavoro che si reca molte volte anche nelle zone dove l'ente parco l'Asinara è presente, perché oltre alle parole di rassicurazione che gli Assessori fanno quando vanno nelle varie province della nostra Sardegna, sappiano dare, in questo caso in questa sede, anche quelle risposte concrete che conciliano con le risposte che cercano di dare soltanto a parole nei territori.
Per cui, avete l'opportunità di passare dalle parole ai fatti, stiamo a vedere se questa volta dalle parole si passerà ai fatti o, se no, se le vostre cose che dite nei territori rimarranno soltanto parole.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento 619.
COGODI (R.C.). L'emendamento 619, pur esso, si inserisce in quella dimensione di correttivo, in termini di essenzialità; un correttivo di copertura finanziaria per un'attività estremamente utile, decisiva per molti versi che l'attività decentrata di orientamento, che deve svolgere ovviamente la Regione o la Regione con gli strumenti adeguati che riterrà, e di cui dispone, l'attività decentrata di orientamento quindi, attività di orientamento svolta nel territorio, rispetto alle normative regionali, nazionali e comunitarie in materia di lavoro.
Si prevede inizialmente una dotazione di 500 mila euro, noi proponiamo che questi 500 mila euro diventino 750 mila - come vedete non stiamo proponendo cose esagerate, miliardi, miliardi e miliardi - una dotazione più adeguata perché evidentemente abbiamo contezza che, per svolgere questa attività nel territorio, è necessario disporre di qualcosa di più, da 500 mila a 750 mila euro. Avremmo potuto dire un milione di euro o due milioni, perché pare che se non si parla di molti miliardi di questi tempi non valga neanche la pena di essere ascoltati.
L'attività di orientamento e di informazione sulla normativa del lavoro, quella regionale, quella nazionale e quella comunitaria, è fondamentale perché oltre a dare conoscenza - e ben sappiamo che la conoscenza è la base della libertà dell'individuo - oltre a dare conoscenza, offre gli strumenti attraverso cui poi agire. Si parla tanto di animazione economica, di interventi diffusi nel territorio, anche del sistema scolastico e di tutto, ed è giustissimo; se noi non siamo in grado di rendere note, conosciute, le normative, le opportunità e gli strumenti che i soggetti possono utilizzare per agire, per pensare bene e quindi applicarsi ad ideare un progetto, un'iniziativa, e se non hanno conoscenza della normativa è difficile che possano partecipare liberamente all'ideazione, alla progettualità. Al più, nel migliore dei casi, si accontenteranno del progetto che gli viene propinato, al più nel migliore dei casi chi non conosce la materia, gli strumenti e le opportunità sarà alla mercé, anche in senso buono, di chi si presenterà anche per aiutarlo quel soggetto o quell'insieme di soggetti per dire: "Bada che esistono queste opportunità, io ti aiuto a fare qualcosa", mentre il più delle volte l'aiuto migliore è quello che le persone che conoscono si possano dare da sé, orientando appunto la loro iniziativa, traducendola in progettualità e poi in progetto in senso tecnico vero e proprio.
Quindi un emendamento come si vede, non dico minimale ma onesto, direi austero, che non ho dubbi che la Giunta, l'Assessore vorrà accogliere e la maggioranza vorrà sostenere. Si tratta di poca cosa ma significativa, proprio perché partiamo da troppo poco per sostenere questa attività estremamente utile e produttiva.
Tutto ciò, vorremmo dire, non abbiamo dubbi che verrà preso nella giusta considerazione, tutto ciò in attesa che la Giunta e principalmente il Presidente della Giunta, e principalmente insieme al Presidente della Giunta l'Assessore del bilancio trovino modo di colmare quel vuoto che ancora permane nella finanziaria di quei 160-170 milioni di euro che mancano all'articolo 19, che mancano al piano per il lavoro. Assessore ci pensi in queste ore - e non mi pare che ci pensi molto perché neanche ascolta - ci pensi Assessore del bilancio, unitamente al Presidente della Regione, in queste ore, voglio dire, poi se vorrà più tempo in questi giorni, se vorrà più tempo in questi mesi a come restituire quei 160 e più miliardi o milioni di euro, no miliardi, la metà circa fa un milioni di euro, che mancano al piano per il lavoro. Poi pensiamo, poi, e vi aiutiamo anche noi a pensare come trasformarlo da straordinario in ordinario, però per intanto lasciate la provvista finanziaria che da quattro anni questa misura fondamentale per lo sviluppo e per il lavoro ha in Sardegna. Restituite, per favore, i 160 miliardi che mancano all'articolo 19, non pensate moltiplicando i cantieri di fare la magia; ma non la magia della cosa bella, no la magia del mago Otelma che state pensando di fare distribuendo nella cantieristica la metà dei soldi e facendo finta che in tal modo, facendo cose più visibili; più appariscenti nell'immediato, voi state sostenendo di più le iniziative per il lavoro. Voi dovete, uno, restituire i denari che mancano all'articolo 19; due, dovete conservare e migliorare l'impostazione dell'articolo 19 che parla di progettualità e di sviluppo e non invece di cantiere, perché dei cantieri le leggi della Regione ne parlano da un'altra parte e anche lì avete tolto un po' di soldi.
Quindi non è che da una parte togliete soldi ai cantieri e dall'altra parte portate i cantieri dove rimangono soldi. Basta che rimanga ogni cosa al suo posto e funzionerà un po' tutto nell'insieme, poi nel frattempo, se voi non vi adopererete in fretta a restituire quei denari che mancano e a confermare il sistema buono che la Regione si è dato in questi anni, nel frattempo discuteremo anche e voi ci aiuterete a capire, perché mai in questi anni voi anziché aiutare i comuni li avete disturbati, del perché mai in questi anni voi anziché aiutare i comuni come la legge vi obbligava a fare gli avete negato i supporti tecnici, amministrativi e progettuali che dovevate fornire ai comuni, come mai dite che i comuni sono in ritardo quando in ritardo è invece la Regione che non ha fatto quello che doveva fare nei confronti dei comuni e delle comunità, soprattutto, perché il piano del lavoro funzionasse. E doveva farlo in base a leggi precise che vi obbligavano a farlo e che voi avete bellamente ignorato. E sapete bene quali sono queste norme, se qualcuna e qualcuno di voi l'ha dimenticata questa norma, avremo modo di ripassarla insieme, e vedrete che se la Regione avesse fatto non per intero, ma in buona parte, quello che doveva fare, le cose già buone che i dati dicono, e li esamineremo i dati, le cose già buone che quell'intervento legislativo ha prodotto, avrebbero potuto essere molte di più e anche molto più buone; però, voglio dire, il tempo che è passato in gran parte è passato per responsabilità vostra, non vi consentiremo di addossare ai comuni questa responsabilità e quindi dovremo trovare il modo per sopperire anche a questo ritardo. Dovrete mettere le ali ai piedi subito; intanto, ripeto, per integrare le risorse e poi anche per recuperare i ritardi, quei ritardi che sono della Regione.
Non è retorica la domanda che pongo: "Se la Regione togliesse di mezzo, bloccasse, tutte le leggi e tutti i provvedimenti e tutte le poste di bilancio nei quali o per i quali c'è ritardo nell'attuazione, ma che cosa rimarrebbe di questa Regione? Ma che cosa rimarrebbe di questa Regione? E perché solo per il piano per il lavoro il ritardo vale azzeramento? E perché solo per i comuni che vengono disturbati il ritardo vale penalità di negazione di un diritto? Quante leggi sono in ritardo, quanti provvedimenti, quante poste di bilancio si è dimostrato, per anni sono in ritardo di esecuzione? Perché partire sempre dalle comunità locali? Perché partire sempre da chi ha meno strumenti e meno forza, dai più deboli, dai disoccupati, che sono quelli che non hanno nemmeno voce, rispetto alle categorie che si presentano?
PRESIDENTE. Andiamo avanti, onorevole Cogodi, le do la parola per illustrare anche il successivo se lo ritiene.
COGODI (R.C.). Sì, sì.
PRESIDENTE. Se no concluda questo e poi do la parola ...
COGODI (R.C.). Sì, facciamo una lieson piccola. Fra il 619...
PRESIDENTE. Anche il 620 è presentato da loro e quindi...
COGODI (R.C.). Anche il 620, che in buona sostanza è anche attiguo, non solo di numero, è contiguo, ma è anche abbastanza consimile nella sua consistenza, nella sua natura. Infatti, anche il 620 propone che si aumenti di un poco la dotazione finanziaria perché funzioni meglio la conversione tra amministrazioni locali che ha stipulato la Regione, una convenzione della Regione, fra amministrazioni locali e università degli studi di Cagliari e Sassari che in materia appunto di orientamento e di formazione sulle normative e gli strumenti dell'inserimento nel lavoro e di sostegno all'occupazione deve essere svolta dai soggetti più qualificati, le amministrazioni locali insieme al luogo più qualificato o alto dello studio e non solo dello studio ma si suppone anche della scienza, della tecnica che è l'università sarda, perché dire università di Cagliari e Sassari, vuol dire l'università sarda.
Proponiamo con questo altro emendamento che anche questa attività di divulgazione, di orientamento, sia poco poco più sostenuta, anche qui non siamo nel novero dei "tot" miliardi, siamo nel novero delle centinaia di milioni che diciamo possono essere benissimo attribuiti al migliore sostegno di questa attività fondamentale che si connette con quella che abbiamo precedentemente indicato: l'attività di divulgazione delle normative regionali comunitarie e nazionali sulle politiche del lavoro con l'emendamento precedente.
Quindi anche questo è un emendamento castigato, un emendamento misurato, per niente sbracato, rispetto al quale ugualmente confidiamo che la Giunta dica tranquillamente e serenamente "sì, va bene". Però rimane sempre quel problema che la Giunta deve affrontare, rispetto al quale la Giunta non può più sfuggire, rispetto al quale la maggioranza deve pensare, riflettere per davvero, di come cioè dobbiamo rendere evidente, noi speriamo soprattutto nel modo positivo di far funzionare le leggi per il lavoro, ma anche di come rendere evidente la responsabilità per cui queste leggi per il lavoro in questi anni sono andate troppo a rilento rispetto all'urgenza dell'obiettivo che dovevano cogliere; cioè rispondere prima al bisogno di lavoro e di lavoro produttivo di tanti giovani soprattutto, e meno giovani, di tanti sardi che anche costituendo nuova impresa a livello locale, non solo con i danari, ma anche con il sostegno politico amministrativo, istituzionale, avrebbero dovuto e ancora possono essere posti nella condizione di conoscere lavoro produttivo, serenità di vita ed anche nuova impresa. Noi, e quando dico "noi" dico più io, Vassallo, Ortu, insomma la sinistra più in generale, noi da questa parte, per molto tempo siamo stati individuati come quelli che sì, brave persone, no, qualche volta anche pessime persone, anche comunisti, "trinaricciuti", che cosa non abbiamo sentito dire, ma comunque, saranno pure comunisti quelli però si occupano anche di cose serie e però insomma, è meglio che ci siano, magari che siano pochi sennò diventano pericolosi, ma che ci siano perché sono una sollecitazione perché sennò alcuni temi, se non li hanno presenti loro, poi finisce che qualcuno si dimentica, e va bene. Però, quando noi abbiamo sempre parlato di lavoro, voi ci avete risposto impresa, e quando noi abbiamo detto: "Ma i disoccupati, quale impresa li deve assumere?" Voi avete detto: "Bisogna rafforzare l'impresa perché più si rafforza l'impresa e più imprese ci sono e più avranno bisogno di lavoratori in senso anche nella dimensione produttiva, e lì risolveremo il problema del lavoro" e dai voi allora a sostenere le imprese e a dare altri denari alle imprese e in conto capitale e i mutui agevolati e sgravi fiscali e panettoni a Natale, perché l'impresa comunque, guadagnando di più, avrebbe ridotto la disoccupazione. Il risultato è anche qui, in tutta questa parte ricca del mondo ma anche qui in Sardegna, che l'impresa cresce anche, l'impresa anche guadagna di più, che il prodotto interno lordo cresce, che i beni prodotti sono di più, che la ricchezza d'insieme cresce e però la disoccupazione invece di diminuire aumenta, e quindi c'è qualcosa che non funziona. Ora, di questo noi che siamo pubblici amministratori, cioè regolatori della vita pubblica, non possiamo fare, come dire, rimprovero esclusivo all'impresa, perché è pur vero che se l'impresa ha quell'equilibrio e ha quella possibilità di profitto e di guadagno, nessuno li può imporre di restituire se non attraverso la forma del sistema fiscale, in altro modo non si può prevedere legittimamente di restituire all'impresa nulla. Nessuno può imporre ad un datore di lavoro di assumere altri, allora vuol dire che dobbiamo trovare la soluzione del problema, quello che il lavoro comunque ci sia per chi rimane indietro, attraverso altre forme, e le altre forme non sono l'assistenza (anche l'assistenza quando non c'è nient'altro) e le altre forme non sono il cantiere di lavoro (anche il cantiere di lavoro quando non c'è nient'altro) ma innanzitutto, la prima delle opportunità che chi sa fare cose, chi sa produrre, possa impegnarsi innanzitutto esso insieme ad altri a produrre e quindi a fare nuova impresa, ecco dov'è la differenza tra noi e Vargiu. Vargiu dice: "Io sono liberale, e quindi la concorrenza, il mercato penso che mi salverà" e noi a Vargiu gli diciamo: "Questo mercato ti ucciderà, in senso psicologico, perché non sarai sereno manco tu, perché non vedrai realizzato il tuo obiettivo", e noi diciamo: non questo mercato, semmai un'altro equilibrio di un altro mercato dove anche altri che abbiano capacità di impresa si possano misurare, dove altri soggetti si impegnino, dove altri uomini e donne che sanno produrre, producano e quindi mettano alla prova anche meglio quelle imprese che ti stanno a cuore e si misurino e concorrono con altri, non nel sistema di monopolio camuffato nel quale tutto si fa in funzione di chi c'è già e niente in funzione di chi può esserci. Ci sfidate su questo piano del sostegno all'impresa con l'articolo 19, noi abbiamo ipotizzato che lo sviluppo locale, che la programmazione dal basso in questa Regione muovesse da mille e più di mille idee nel territorio, e che fossero i soggetti primi quelle risorse umane che voi scrivete solo nelle relazioni, patinate, quelle vere risorse umane potessero avere la possibilità di cimentarsi nell'opera di costituire un'impresa produttiva, utilizzando tutti gli elementi ai fattori locali di sviluppo a partire dalla loro capacità, sostenute dall'intervento pubblico che non è eccessivo, anzi è troppo poco ma intanto iniziamo, e sono tanti e tantissimi i casi positivi che nel territorio in questi anni sono nati per questo tipo di leggi nuove che noi abbiamo pensato che voi non volevate e che oggi volete cancellare perché odiate la nuova impresa. Non è vero che voi volete l'impresa, volete le vostre imprese e le imprese dei vostri amici, non volete nuova imprenditorialità, non volete vera esplicazione di tutte le opportunità, perché allora vi starebbe a cuore l'articolo 19 e aiutereste i soggetti locali a redigere i progetti, ad averli finanziati, a vederli in via di sviluppo invece di ostacolarli, invece di minacciare ogni anno che gli togliete i finanziamenti. Ma che sicurezza può avere un soggetto imprenditoriale nel territorio, soprattutto un soggetto nuovo, un soggetto nascente se da quattro anni, è dal 2000 che noi da questi banchi ogni anno dobbiamo difendere questa legge e questi finanziamenti e quelli ogni anno sanno, perché voi lo dite ogni anno, che possono perdere tutto, ma che serenità possono avere...
PRESIDENTE. Concluda onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Diciamo allora che per un certo arco di tempo io direi per il prossimo decennio - non spaventatevi - ma per il prossimo triennio o quadriennio la Regione si impegni a mantenere la parola e si impegni a sostenere almeno nei limiti, a partire dai quei limiti inusuali di questi anni, un sostegno finanziario e non solo finanziario per questa nuova attività che è di sviluppo, che è di lavoro, che è di civiltà, che è di progresso in questa Isola, ne parleremo, ne parleremo ancora. La Giunta nel frattempo pensi e la maggioranza pure e prima rimette quei danari che mancano e meglio è.
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 686 e 687 sono stati ritirati dai presentatori.
Ha facoltà di parlare il consigliere Pisano per illustrare l'emendamento 689.
PISANO (Rif. Sardi - U.D.R.). Presidente con questo emendamento l'intendimento è da parte naturalmente dei proponenti, quello di rafforzare un'azione di inserimento lavorativo per una delle classi più deboli esistenti oggi nel mercato del lavoro costituita dai cosiddetti ultra quarantacinquenni e l'intendimento era quello proprio di riuscire a creare un progetto di inserimento lavorativo per questi soggetti di difficile collocamento, attraverso uno studio e naturalmente una proposizione di inserimento presso aziende che consentano appunto l'utilizzo di questi soggetti. L'importo a copertura di questa iniziativa è di 500 mila Euro, quindi di un miliardo di vecchie lire, e crediamo davvero che vi sia oggi l'esigenza anche in funzione di una normativa nazionale che ha dato ottimi risultati da questo punto di vista.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Biancu per illustrare l'emendamento numero 181.
BIANCU (La Margherita - D.L.). L'emendamento 181 cerca di porre un parziale rimedio ai danni che sono stati creati dal fatto che la Regione Sardegna risulta essere l'unica regione in Italia a non aver ancora recepito le nuove norme sul collocamento. Infatti solamente il 31 gennaio l'Assessore al lavoro ha presentato il disegno di legge sul recepimento di detta norma. Lo Stato infatti si è spogliato delle le competenze trasferendo le funzioni alle Regioni, le quali coordineranno la materia del collocamento, attraverso i centri per l'impiego istituiti dalle province d'intesa con gli enti locali. La mancata approvazione della norma di attuazione ha determinato in Sardegna - tra l'altro - il blocco delle procedure d'assunzione degli operai dei cantieri comunali. Infatti, a partire dal 30 gennaio 2002, data di entrata in vigore del Decreto Legislativo 297, è stato vietato l'utilizzo delle graduatorie comunali per l'avviamento nei cantieri comunali.
Questo ha determinato che agli oltre 135 mila disoccupati presenti in Sardegna alla data del 31 dicembre 2002 se ne sono aggiunti oltre 4 mila, che fino a gennaio risultavano occupati impegnati nei cantieri comunali.
Da quando abbiamo presentato l'emendamento 181 ci risulta che l'Assessore del lavoro sembrerebbe abbia tentato di rimediare a questi danni, tra l'altro - appunto - al blocco dell'avvio degli operai nei cantieri comunali, attraverso una interlocuzione con il Ministero del lavoro tendente alla sottoscrizione di un protocollo d'intesa tra Ministero ed Assessorato al lavoro per cercare di sbloccare la situazione e tentare di rimediare a questo grave danno che è stato creato ai molti disoccupati della nostra Regione.
Risulterebbe in arrivo una direttiva da parte del Ministero ai propri uffici periferici, che però è dato notizia che gli uffici stessi tenterebbero di manifestare una propria resistenza alla circolare del Ministero che dovrebbe arrivare, soprattutto per manifestare il grave dissenso e il grave malcontento che regna tra gli addetti per la mancata attuazione della norma.
Credo, Assessore, che noi non possiamo fare a meno di trovare un rimedio immediato a questo blocco dell'avvio dei lavoratori nei cantieri comunali, e ritengo che l'approvazione dell'emendamento 181 possa in qualche modo garantire la ripresa di questi cantieri e dare la serenità, il lavoro ai 4 mila disoccupati e la serenità ad altrettante famiglie della nostra Regione.
E' curioso il fatto che da una parte questa maggioranza non affronta le riforme, questa è una di quelle - assessore Luridiana - che voi tra l'altro come Riformatori avete iniziato, avete dato inizio a questa legislatura ponendo al centro quella delle riforme. Questa era una riforma che tra l'altro dovevate, potevate fare voi, invece ci state arrivando con parecchi anni di ritardo e - appunto - solo il 31 gennaio lei ha presentato la norma di attuazione per la riforma del collocamento nella nostra Regione.
Dicevo - appunto - che è curioso, da una parte che non realizzate le riforme, e queste riforme non attuate determinano una diminuzione anche delle occasioni di lavoro, e dall'altra parte le leggi che stanno funzionando, e mi riferisco all'articolo 19 della 37, il Presidente Pili tenta di trasformare anche questa in cantieri comunali per l'occupazione. I cantieri comunali per l'occupazione sono bloccati perché voi non fate le riforme, il Presidente Pili tenta di smontare l'articolo 19 che ha dato dimostrazione che gli amministratori locali hanno dato dimostrazione di avere capito e di essersi riqualificati nella loro funzione anche di promozione dello sviluppo locale, e voi dall'altra parte tentate di trasformare l'articolo 19 in cantieri per l'occupazione.
I ritardi - assessore Masala, qui io non lo vedo - relativi alla spendita delle risorse dell'articolo 19, non è colpa dei comuni, la colpa è vostra! Perché moltissime amministrazioni locali con i PIT 2001 hanno correttamente utilizzato le risorse dell'articolo 19 per cofinanziare i PIT del 2001; se i PIT 2001 sono fermi la responsabilità è vostra, e non solo avete bloccato i 750 miliardi che sono attribuiti ai PIT 2001, ma state bloccando anche molte delle risorse dell'articolo 19 che si riferiscono al 2001, che le amministrazioni locali correttamente hanno utilizzato per cofinanziare i relativi PIT. Quindi la responsabilità anche in questo caso cercatela nella vostra inerzia, non nei ritardi delle amministrazioni comunali!
Concludo chiedendo e ritenendo che l'approvazione dell'emendamento 181 possa essere un aiuto a sbloccare questi cantieri comunali che in qualche modo, anche se parzialmente, risolvono i problemi dell'occupazione nella nostra Regione.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 685 ha facoltà di illustrarlo.
PISANO (Riformatori Sardi-U.D.R.). E' ritirato.
PRESIDENTE. Su cosa vuole intervenire, onorevole Vassallo?
VASSALLO (R.C.). Facciamo nostro l'emendamento numero 685.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 685 è stato fatto proprio dall'onorevole Vassallo, pertanto illustri le ragioni per le quali lo fa proprio, prego.
VASSALLO (R.C.). Noi facciamo nostro l'emendamento numero 685 perché è uno dei pochi emendamenti che condividiamo, per essendo un emendamento formulato dalla maggioranza, anzi io invito il collega Pisano a non ritirarlo, perché il 685, se non vado errato, guardando le norme, dovrebbe essere quell'emendamento che dà una risposta o pensa di dare una risposta a quei lavoratori socialmente utili che per via dell'età devono scegliere la via del prepensionamento, per cui vengono posti in una condizione di dover abbandonare anche il milione al mese per porsi in una condizione di superamento attraverso il prepensionamento.
Questa norma ha una sua importanza, perché? Perché la normativa nazionale, se non vado errato, prevedeva che il Governo partecipasse con un contributo pari al 50 per cento delle quote che il lavoratore avrebbe dovuto pagare per godere di questo beneficio, per cui rimaneva a carico del lavoratore l'ulteriore quota. Adesso si capisce che si possano chiedere i soldi a chi li ha, ma chiedere soldi a chi non li ha, a chi ha vissuto ormai per diversi anni in una condizione di sussistenza un milione al mese mi sembra veramente troppo. Allora questo articolo, per altro indicato da noi a suo tempo, poneva la Regione nella condizione di fare anche lei la propria parte, come un'azione, diciamo, di cofinanziamento a un'azione già prevista dalle azioni previste dal Governo, che a suo tempo avevano posto in essere. Per cui è un emendamento buono, uno dei pochi, prevede pochi soldi però con tanti benefici di sicuro a una fattispecie particolare di lavoratori, quelli più sfortunati, per cui per questo motivo penso che non debba essere cancellato, perciò l'emendamento è fatto "proprio", riteniamo che debba essere mantenuto e anche votato. Grazie.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 693 ha facoltà di illustrarlo.
PISANO (Riformatori Sardi-U.D.R.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. L'emendamento 547, che fa parte di questo gruppo, è opportuno spostarlo a quando discuteremo quelli della pubblica istruzione, perché è un emendamento a uno dei capitoli della pubblica istruzione, questo qua. Quindi il 547 lo mettiamo in coda a tutti gli emendamenti soppressivi, sostitutivi dell'emendamento 12.
Per esprimere il parere su tutti gli emendamenti fino al 685, ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Gli emendamenti numero 475, 476 e 477 sono ritirati; l'emendamento numero 62 non si accoglie; l'emendamento 478 non si accoglie; il 491 non si accoglie; il 10 si accoglie; il 367 non si accoglie...
PRESIDENTE. Sul 698, mi scusi, che è un emendamento soppressivo del 10? Glielo devo chiedere, è chiaro che non lo accoglie, però se accoglie il 10 è chiaro che non accoglie il 698.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Sì, certo. L'emendamento 367 non si accoglie; l'11 si accoglie; il 451 non si accoglie; 604, non si accoglie; 688, non si accoglie; 182, ritirato; 185, ritirato; 184, non si accoglie; 186, ritirato; 183, non si accoglie; 314, non si accoglie; l'emendamento 761, della Giunta, si accoglie; l'emendamento 617 non si accoglie; 618, non si accoglie; 619, non si accoglie; 620, non si accoglie; il 686 è ritirato; il 687 è ritirato; il 689 non si accoglie; il 181 non si accoglie; il 685 non si accoglie; il 693 non si accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il 474 è ritirato; il 475 è ritirato; il 476 è ritirato; il 477, il 62 e il 478 non si accolgono, però preciso, perché è stato oggetto di richiesta di chiarimenti, che la formulazione che è stata usata al secondo comma è coerente agli accordi che sono intervenuti con il Ministero dell'ambiente per il Parco geominerario proprio per consentire la rendicontazione al Ministero medesimo ai fini del rimborso.
Se in passato può essere accaduto - io non lo so - che risorse regionali siano state utilizzate per il Parco geominerario e ci si sia trovati nella impossibilità di ottenere allo stato il rimborso da parte dello Stato questo, ripeto, non lo so. Però posso garantire al Consiglio che la formulazione usata dal secondo comma dell'articolo in questione consente la rendicontazione e quindi di ottenere il rimborso - comma 4, sì - da parte del Ministero dell'ambiente. Quindi diciamo, in pratica, questa per il momento è soltanto un'anticipazione.
Relativamente all'emendamento numero 367, che deve essere poi legato al comma 3, l'emendamento in questione può essere anche accettato, quindi io modifico il parere che avevo dato in Commissione e l'emendamento può essere accettato, perché i commi 4 e successivi dell'articolo 18 - salvo conferma, poi lo preciseremo meglio a seguito del dibattito - della legge 37/98 interessano i progetti speciali per l'occupazione ex articoli 92 e 93 della legge regionale 11 dell'88, ad eccezione di quelli relative alle azioni 7 a), e 7 a)1, che sono posti in capo all'Assessorato della pubblica istruzione, quindi in questo senso l'emendamento può essere accettato.
L'emendamento 11 è della Giunta; per quanto concerne l'emendamento 451, posso garantire il proponente, il primo firmatario, che io sono molto affezionato alla legge 36, poi nell'emendamento successivo le darò anche qualche cifra, però deve essere modificato - con l'occasione - il testo esatto, perché contrariamente anche a quanto ha detto qualche altro, il comma 9 deve essere modificato nel senso che "gli oneri derivanti dall'applicazione dei commi 5 e 6", perché i commi 7 e 8, citati da altri, non comportano spese, quindi 5 e 6. Questo però non può essere accolto perché manca la copertura. Per il 604 vale lo stesso discorso, e il discorso è uguale anche per il 698. Per il momento il parere è contrario, poi vediamo a seguito del dibattito in che modo possiamo regolarci, perché le valutazioni che sono state fatte dall'Assessorato del lavoro in materia di PIP regionali è che naturalmente è stato fatto sulla base dei dati degli anni precedenti tenendo conto anche dei tempi occorrenti per il recepimento della normativa, perché si deve avviare un procedimento nuovo. Quindi per il 2003 era stata prevista questa cifra e a regime invece una cifra abbastanza superiore.
Chiedo alla Presidenza se è possibile l'inserimento di un emendamento orale, se è condiviso dall'Aula, relativamente al comma 8, nel senso di inserire immediatamente dopo le parole "in vigore della presente legge", quinta riga, la seguente proposizione: "avuto riguardo a quanto previsto in materia dalla legislazione nazionale vigente (articolo 9 octies della legge 608/96)".
Sull'emendamento 688 abbiamo detto; l'emendamento numero 182 è ritirato; il 185 è ritirato; sul 184 il parere è negativo; il 186 è ritirato; sul 183 il parere è negativo; relativamente al 313, e/o 314, perché sono uguali, salvo la copertura finanziaria della quale non dobbiamo assolutamente parlare, si accoglie nella parte normativa, perché introduce nella legge 36 una figura di lavoratori che quando è stata approvata la legge 36 non era ancora nell'uso comune.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO(Segue MASALA.) Con l'occasione dico che questa legge 36 - ecco perché le sono affezionato, onorevole Falconi - con finanziamenti medi di 60 miliardi all'anno ha ad oggi consentito 26 mila nuovi posti di lavoro nel periodo. Quindi si tratta di una cifra abbastanza importante. So che questo dato è contestato dall'onorevole Cogodi, ma purtroppo io debbo riferire i dati che mi fornisce l'Assessorato del lavoro, il quale mi fornisce dati ugualmente, credo, attendibili - l'Agenzia del lavoro - anche per altri emendamenti. Quindi il 314 e il 313 per la Giunta sono da considerare unificati e vengono accettati nella parte normativa, esclusa la parte finanziaria. L'emendamento numero 617, per dimostrare che non c'è una pregiudiziale ideologica nei confronti dell'onorevole Cogodi, perché si lamenta sempre di questo, l'emendamento numero 617 può essere accolto dalla Giunta e quindi viene accolto, per le stesse ragioni che sono state dette per l'emendamento numero 367. Mentre non posso accogliere l'emendamento numero 618, ma non per ragioni di campanile, per la ragione semplicissima che l'Asinara è costituita in parco nazionale, ha una sua struttura, quindi quando …. sarà un altro momento, ma noi non possiamo in questo momento intervenire sull'argomento, quindi non si accoglie. Relativamente all'emendamento numero 619, diciamo che non occorre neppure una norma, non occorre una norma sostanziale, però se viene mantenuta questa norma il parere è negativo.
COGODI (R.C.). Se non viene mantenuta invece è possibile?
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non occorre nel senso che non occorre una norma sostanziale...
PRESIDENTE. Assessore scusi, l'onorevole Cogodi non deve interloquire, lei deve fare il suo rapporto e prendere nota, se no l'onorevole Cogodi, se ha problemi, chiede chiarimenti successivamente. La prego di andare avanti e di non rispondere alle provocazioni dei consiglieri.
COGODI (R.C.). Quale provocazione? Voglio capire quello che sta dicendo!
PRESIDENTE. Lei prenda nota, poi chiede chiarimenti.
COGODI (R.C.). Grazie, Presidente, ho preso nota!
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io ringrazio il Presidente e debbo dire che forse ho provocato anch'io questa cosa. Volevo dire che per l'emendamento 619 non è necessaria una norma sostanziale, cioè in finanziaria. La proposta può essere tranquillamente fatta in bilancio in quanto non occorre una norma finanziaria. Se viene mantenuto il parere è contrario. Altrettanto dicasi per il 620; il 686 invece è ritirato, come pure il 687. Per quanto riguarda il 689 invito i presentatori Pisano, Vargiu e Cassano, a ritirarlo, anche perché non ho capito, il FNOL tabella a) lettera b) non l'ho neanche capito, non sono riuscito a trovare neanche dov'è. Comunque invito al ritiro i presentatori e poi sentiremo nella discussione. Relativamente al 181 il parere è negativo, come pure invito i presentatori a ritirare il 685, il 693, abbiamo già provveduto noi con l'emendamento 18, quindi questo è inutile tenerlo, l'emendamento numero 693, quindi potrebbe essere tranquillamente ritirato. Abbiamo provveduto con l'emendamento numero 18 della Giunta che è alla legge di bilancio, quindi non è necessario...
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Più che chiedere chiarimenti, devo dare io un chiarimento, perché l'onorevole Assessore, in ragione degli emendamenti 619 e 620, ha detto che non sarebbe necessaria o strettamente necessaria una norma, ma che il contenuto può essere soddisfatto con l'attribuzione in aumento alle tabelle del bilancio; pertanto se la norma venisse mantenuta verrebbe respinta, se viene ritirata è soddisfatta nel bilancio. Allora è ovvio, è chiaro. Siccome l'Assessore dice che quest'esigenza sarà soddisfatta e la Giunta è d'accordo che venga soddisfatta attraverso il bilancio, noi ritiriamo l'emendamento 619 e 620 come esplicazione normativa, intendendo...
PRESIDENTE. L'Assessore, se non ho capito male, poi chiediamo chiarimenti, ha detto che non è importante la norma sostanziale e quindi potrebbe essere anche accolta in linea di massima…
COGODI (R.C.). "Linea di massima" non l'ha detto.
PRESIDENTE. Se però permanesse, persistesse l'emendamento ha soggiunto un no; quindi ora occorre chiarire se comunque ....
COGODI (R.C.). E' già chiarito!
PRESIDENTE. No, è pienamente diversa da quell'impostazione che sta dando lei.
COGODI (R.C.). Lo lascia dire all'Assessore?
PRESIDENTE. Adesso chiediamo un chiarimento all'Assessore.
COGODI (R.C.). Appena è agibile l'Assessore ce lo chiarisce.
PRESIDENTE. Approfondiamo, onorevole Cogodi. Però mi pare di avere capito diversamente.
COGODI (R.C.). Chiedo scusa, Assessore, eravamo al chiarimento sull'emendamento 619 e 620; in ordine ai quali due emendamenti noi abbiamo inteso ciò: che la norma ad avviso della Giunta sarebbe superflua, mentre attraverso le tabelle del bilancio potrebbe essere soddisfatta l'esigenza di questo leggero incremento. E` così? Pertanto noi riteniamo che sarebbe più congruo avere anche la norma di sostegno, ma siccome crediamo all'Assessore riteniamo che possa essere tenuto conto nelle tabelle del bilancio del lieve incremento che si richiede su queste due finalità, quindi accediamo alla richiesta di ritirare gli emendamenti come normativa 619 e 620, intendendo il rinvio alle tabelle del bilancio dei lievi incrementi che abbiamo richiesto; e mi pare che le due posizioni convergano. Noi rinunciamo alla norma e lei rinuncia ai soldi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Quando io dico che non occorre la norma sostanziale intendo affermare una questione che é di forma e di sostanza, cioè per ottenere il risultato che lei si propone di ottenere con l'emendamento non ha necessità di fare quest'emendamento nella finanziaria, perché il fatto che ci sia una norma nella finanziaria non aggiunge niente a quello che già esiste. Questo non significa che se lei fa la proposta in bilancio la stessa venga accolta, sarà oggetto di discussione; io non sto promettendo niente, chiaro il concetto? A scanso di equivoci.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, preliminarmente credo di dover...
COGODI (R.C.). Vorremmo chiarire che intanto noi gli emendamenti non li ritiriamo.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, sia gentile, stava intervenendo un suo collega; c'è sempre tempo, poteva anche interloquire un attimo con gli uffici, poteva attendere un attimo che il suo collega si esprimesse. Non esiste solo lei in Aula. Ci sono 80 consiglieri, di cui presenti mediamente 75, 72, 70, se ognuno si comportasse come lei, mi dice lei l'Aula come finirebbe? Sta intervenendo un suo collega, lo lasci finire e poi chiede il chiarimento che desidera. Prego, onorevole Sanna.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Volevo dire, preliminarmente, che la nostra discussione, a differenza, come preferisce fare il collega Cogodi che parte da lontano per arrivare ad argomenti che sono più avanti, è un po' limitata dall'idea dell'impostazione stessa della finanziaria; cioè io credo che uno dei più grandi errori che si può fare, ma questo è anche un po' insito anche nel valore che la stessa Giunta e la maggioranza da a questo documento e alla sua discussione, che quando si parla del capitolo sugli interventi nella formazione professionale e nel lavoro, a prescindere dall'allocazione dei capitoli di spesa nei diversi Assessorati, ma che la descrizione delle politiche di lavoro consenta all'Aula di affrontare la problematica del lavoro nel suo complesso, invece no. Perché questo non avviene? Certamente perché c'è un vizio d'origine, che la finanziaria è il luogo della spesa propria, e in più che nessuno vuole intersecazioni fra la spesa sua e quella di un altro Assessorato, privando il Consiglio di una discussione complessiva su materia omogenea. Tuttavia, siccome questa è l'impostazione, noi del Piano del lavoro ne parleremo quando è il momento, e abbiamo la nostra posizione, non abbiamo bisogno di preavvertire nessuno perché è una posizione nota dall'inizio della discussione sulla finanziaria. L'altra annotazione che vorrei fare agli amici Riformatori ma anche ai colleghi dell'Aula è un'annotazione di stile parlamentare; quando si presentano, onorevole Pisano, Vargiu e Cassano, Fantola cancellato, gli emendamenti abbiate cura che i fax che nottetempo vi vengono trasmessi dall'Assessorato del lavoro alle 21 e 13 siano cancellati dal testo dell'emendamento perché è una nozione di stile presentare all'Aula propri emendamenti e non i fax inviati dall'Assessorato del lavoro. Lo dico per una nota di contorno che non guasta nella collaborazione parlamentare fra colleghi, anche perché poi mi verrebbe spontaneo dire come mai la Giunta respinge gli emendamenti che hanno una provenienza tutto sommato riferita alla Giunta. Non voglio calcare la mano su questo, era solamente una nota di stile che mi sembra giusto e che serve a noi tutti.
Sull'articolo 13, ovviamente un po' per l'impostazione che dicevo prima e un po' anche per la parzialità degli interventi, noi non diamo un grande significato, stante la forza e la misura della problematica del lavoro in Sardegna; dico subito, Assessore, che rispetto alla correzione orale che l'assessore Masala introduceva, noi non avremmo nessuna obiezione salvo il fatto che questa parola "avuto riguardo" la vorremmo o la preferiremmo sostituita con le parole "in conformità", nel senso che siccome questa normativa poi ricade nella gestione burocratica si può avere tanto riguardo ma siccome generalmente se ne ha anche poco a rispetto della legislazione, è meglio precisare e dare un indirizzo non discutibile sul piano del riferimento, quindi proporremmo questa questione.
Altra notazione di carattere sintattico mi verrebbe da fare sul comma 2, che parla di tassi d'interesse e di mora, letto così, se non si inserisce dopo le parole "sono fissati" la parola "rispettivamente" si potrebbe intendere che i tassi d'interesse siano pari a quelli di mora, il che renderebbe poco agibile l'idea di una contrazione di prestiti da parte degli utenti. Quindi dopo le parole "sono fissati" suggeriremmo "rispettivamente nella misura pari a quella prevista" eccetera, eccetera, per indicare una differenza.
Il comma 3 prevede, per le finalità dell'articolo 18 della 37, un'imputazione di spesa di 10 milioni di euro. Noi abbiamo nelle previsioni di spesa che ci sono state consegnate con riferimento alla medesima UPB e al capitolo descritto, una dotazione di 13 milioni di euro. Vorremmo capire l'utilizzo delle parti rimanenti ed a che cosa si riferiscono i 3 milioni che disavanzano rispetto all'imputazione di bilancio rispetto all'UPB S01046 capitolo 01116.
Sulla questione che invece riguarda l'ultimo comma mi vorrei intrattenere con i colleghi un altro po'. Al comma 11, Assessore, si usa una finezza in base alla quale, al fine di consentire l'emanazione di un bando per la legge regionale sull'occupazione giovanile, le disponibilità nel 2005 possono essere anticipate al 2003. Questo è un aspetto che ha una delicatezza particolare. Noi abbiamo uno stato della spesa che è la seguente: nel 2002 è stata finanziata la legge, ed è stata finanziata con le risorse che sono descritte in legge; nel 2003 non esiste nessuna cifra; nel 2004 non c'è nessuna cifra, mentre invece abbiamo 130 o 103 milioni di euro nel 2005. L'emendamento suggerirebbe l'anticipazione ai fini del bando. Prima questione: questo comma viola il disposto del comma 2 dell'articolo 14 della legge numero 1 del 2002 perché il comma 2 dice che voi potevate fare questa operazione solo relativamente agli stanziamenti disposti nel 2003 e nel 2004, non quelli del 2005; la seconda è una questione tipicamente etica e morale: il 2005, signori della Giunta, apparterrà alla competenza di chi verrà eletto in quest'Aula, a chi dovrà governare nel 2005, e nessuno è titolato ad espropriare un'assegnazione che avete fatto voi, non abbiamo fatto noi, un'assegnazione che avete collocato nel 2005 in conto della legislatura precedente. Per cui delle due l'una: o facevate bene le imputazioni di spesa, perché non ho capito per quale motivo, così come prevedeva la legge numero 1, stanziavate nel 2003 e nel 2004 i relativi fondi, ma non vi è concesso di anticipare dal 2005 fondi che non appartengono alla potestà di quest'Assemblea, ma apparterranno alla potestà di chi governerà nel 2005. Quindi, siccome non c'è nessuna ragione non per la quale voi non abbiate dato copertura al 2003-2004, noi a questo ci siamo riferiti quando vi abbiamo accusato che una legge così importante portava nell'esercizio corrente "zero" lire, perché di questo dovete rispondere, non di quello che verrà! Perché nel 2003 non c'è una lira? Perché nel 2004 non avete messo una lira? Dopo il lavoro che abbiamo fatto per cercare di riportare sulla filosofia della 28, aggiornata alle esigenze che cambiano, una norma che vada nella direzione di rispondere, Assessore, al 47,1 per cento di disoccupazione giovanile in Sardegna, una cifra incredibile, una cifra intollerabile!
E voi proponete invece artifici che da questo punto di vista noi vediamo con molta problematicità e che riteniamo debbano anche da parte dei colleghi essere oggetto di una riflessione perché non si può addebitare a chi dovrà arrivare a governare quello che voi oggi nella potestà che vi è assegnata non avete previsto.
Quindi credo che complessivamente il discorso, per quanto riguarda questa prima parte della discussione sul lavoro e sulla formazione professionale, avrebbe meritato un po' più di analisi complessiva, forse alcuni dati sullo stato d'attuazione più generale delle cose che nel tempo si sono finanziate, anche la montagna di residui che ci sono anche in questa parte della finanziaria, ripeto, ho esigenza di capire dove vanno a finire i tre milioni del capitolo 01116. Lei era distratto, Assessore, ho detto che questi 10 milioni di euro del comma 3 che insistono sul capitolo 01116 fanno fronte ad uno stanziamento di 13 milioni e oltre, vorremmo sapere dove vanno a finire gli altri tre e passa milioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Signor Presidente, cari colleghi, intervengo su due questioni poste su due commi dell'articolo 13 e su una questione che voglio porre ai colleghi che hanno presentato gli emendamenti 367 e 617. Quarto comma, c'era un'idea geniale, positiva e valida, e quest'idea geniale ha prodotto in Sardegna un mostro e questo mostro si chiama Parco Geominerario.
L'idea geniale era la valorizzazione di un immenso patrimonio storico culturale che la realtà mineraria sarda poteva offrire ai fini della sua valorizzazione. L'idea geniale era quella di andare a progetti di disinquinamento di quelle aree che sono state sventrate dall'attività mineraria, era quella di attivare un ripristino ambientale e una valorizzazione di quella realtà. Quello che sino ad oggi ha prodotto, o quello che appare, sono quelle realtà che un po' anche il collega Pinna, che non vedo, ha presentato, di 500 lavoratori cosiddetti stabilizzati che non sanno cosa fare, e di questo ahimè nessuno ne parla. E' un mostro che comincia a divorare anche risorse regionali e nessuno se ne preoccupa, nessuno ne parla, perché c'è da un lato una preoccupazione: che l'attacco all'Associazione Temporanea d'Impresa, questa scatola vuota che gestisce questi lavoratori, voglia nascondere un retro pensiero che forse è anche giusto, voglia nascondere la volontà di intervenire a modificare la legge che fu approvata in questo Consiglio di scioglimento dell'EMSA e quindi voglia rimettere in gioco attraverso l'Igea la vecchia EMSA, oppure c'è dell'altro; c'è certo una cosa, che questi lavoratori oggi sono stipendiati per non fare nulla, per non realizzare nulla di ciò che era alla base dell'idea geniale di valorizzazione di questo immenso patrimonio storico culturale.
Io mi chiedo, ma la Giunta regionale non se ne vuole preoccupare? Se ne preoccupa intervenendo con 13 miliardi di vecchie lire, 5 stanziati con il comma 4 dell'articolo 13 ed altri tre sono previsti in un emendamento della Giunta che discuteremo domani, perché è la parte dell'articolo 13 che riguarda la cultura, lo spettacolo, cioè quello previsto alla lettera D) comma 4 dell'emendamento 12 della Giunta che prevede un ulteriore stanziamento di 1 milione e 500 mila euro, altri 3 miliardi, sempre al Parco Geominerario.
Ritengo che questo sia uno scandalo che non può accettare più nessuno. Si discuta cosa fare, si discuta se accogliere o non accogliere l'idea di alcuni colleghi che attraverso l'azione contestativa dell'Ati, e dell'Associazione Temporanea d'Impresa, che è comunque una scatola vuota, hanno magari idea di far rientrare nella discussione del disinquinamento e della valorizzazione ambientale l'IGEA, si decida che non è questa la strada, l'unica cosa che però dovremmo ribadire è che la strada non è mantenere questo mostro, che è stato partorito da un'idea geniale e che oggi sta divorando le risorse anche regionali, oggi noi ne prevediamo 13 miliardi di vecchie lire. Lo ritengo inaccettabile!
La seconda considerazione che faccio è sul primo comma; Assessore Luridiana, anche su questo, lo faccio sull'obbligo formativo più che altro, io credo che da un'esigenza giusta, che è quella di garantire l'obbligo formativo, nella nostra Regione sta avvenendo di tutto, si stanno moltiplicando gli enti, gli istituti, si stanno inventando scuole, si stanno facendo affari, si stanno acquisendo immobili, non si sta facendo formazione, ci sono i ragazzi allo sbando, nessuno fa nulla!
Credo che non sia giusto, lo dico per qualche collega, non sia giusto buttare l'acqua sporca e il bambino ma, per dire, qui di acqua sporca ce n'è tanta! Allora, se vogliamo salvare il bambino, comunque l'acqua sporca va buttata! Anche su questo quindi c'è l'esigenza di aprire una discussione, non so, nella Commissione, ma avviare veramente un'inchiesta che verifichi cosa sta avvenendo in Sardegna sull'obbligo formativo.
Ma come mai è stato possibile che alcune scuole o associazioni che avevano un corso improvvisamente si moltiplicano nel territorio regionale, acquisiscono 50 corsi, 60 corsi, non avendo le capacità, le caratteristiche, la professionalità per garantire vera formazione. Anche su questo noi mettiamo le risorse, c'è qualcuno che spinge, qualcuno che ci ferma all'ingresso, qualcuno che fa le manifestazioni, qualcuno che viene, com'è avvenuto sul Parco Geominerario, senza essere mai andato a lavorare in miniera, con il casco da minatore, e poi alla fine si fanno scelte, si mettono risorse, si consumano immense risorse pubbliche senza che nessuno ci metta mano, perché si ha difficoltà a dire no; e invece bisogna saper dire no quando è giusto dire no; no a chi ci ferma per strada, no a chi ci sollecita all'ingresso, no a chi fa rivendicazioni sbagliate.
Due questioni che secondo me in questo momento sono all'ordine del giorno di un dibattito politico, se ci fosse, serio e concreto, due questioni che stanno divorando risorse immense pubbliche senza garantire nulla.
L'ultima osservazione la faccio per i colleghi. Io concordo che la Giunta abbia accolto gli emendamenti 367 e 617, perchè la finalità con la quale la Commissione bilancio ha introdotto la parte relativa all'articolo 18 della legge 37 era questa; e quindi gli emendamenti 617 e 367 non fanno altro che attuare una volontà che è stata esplicitata in Commissione bilancio, e quindi utili, è giusto che la Commissione li accolgo. Pongo solo una riflessione, che non è sull'emendamento, Luigi, è che sino a oggi l'articolo 18, proprio nell'articolazione delle azioni relative all'Azione bosco e all'Azione terre pubbliche hanno visto comunque una compartecipazione, perchè il finanziamento nei tre anni precedenti era 90 a scendere, fino al 40 per cento, poi siamo anche intervenuti a modificarlo e a migliorarlo.
Oggi, nel momento in cui si elimina totalmente il riferimento al comma 9 dell'articolo 18, come prevede l'emendamento, si prevede totalmente a carico della Regione. Non vorrei (ecco la mia preoccupazione) che venissero recuperati tutti i progetti di Azione terre pubbliche e Azione bosco, anche quelli che sono morti quattro o cinque anni fa, anche quelli che non hanno dietro una vera impresa, una vera cooperativa, anche quelli che non hanno alcun senso di mantenersi perchè magari non c'è più neanche nulla da fare in quei terreni che a suo tempo furono assegnati a quelle imprese come soggetti esecutori delle azioni speciali di quell'articolo 92-93.
Quindi, la preoccupazione che pongo è che togliendo tutti i vincoli, si riapra a tutto il mondo dei soggetti esecutori dell'articolo 92-93 per le azioni 1 e 2, cioè Azioni terre pubbliche e bosco, che vanificherebbe l'obiettivo che invece hanno i proponenti dall'emendamento, i proponenti di quell'articolo in Commissione, che è quello di consentire di proseguire i lavori a quelle cooperative che sono ancora in essere, che stanno ancora lavorando e che con grossi sacrifici sono lì ancora a operare su quelle aree.
Per cui, è giusto accogliere gli emendamenti, ma io sono convinto che dovremo tornarci successivamente per porre dei paletti che evitino quello che io ritengo un fatto negativo, che si riapra a imprese, magari fasulle, imprese già ferme da anni, imprese che non operano più.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Io mi aspettavo che la sera portasse consiglio per cui anche l'Assessore della programmazione insieme all'Assessore del lavoro, rispetto a una discussione che mi sembrava che potesse diventare produttiva, avessero orecchie per ascoltare; invece si dimostra che dalle risposte avute, rispetto agli emendamenti presentati, nessun orecchio è stato teso da questa parte. Evidentemente le filosofie sono molto diverse, questo è chiaro, anche se ci aspettavamo da parte vostra un tantino di buon senso, anche perchè gli unici emendamenti che avete accolto peraltro sono peggiorativi di una situazione preesistente già deteriorata.
Continuate a dare soldi alle imprese, continuate ad allargare la possibilità di ricevere contributi attraverso la defiscalizzazione consolidando quei rapporti precari che tanto male stanno facendo alla nostra società, non soltanto in Sardegna ma in Italia in generale e in Sardegna in particolare. Questi rapporti di lavoro interinali, questi rococò, co.co.co., come si chiamano, che mantengono le persone in una situazione di precarietà notevole, e il fatto di avere recepito un emendamento del centrosinistra che permetta di avere contributi per trasformare questi rapporti a tempo indeterminato, non giustificano a mio avviso tale azione, perchè se una battaglia vera va condotta in questa società è quella dell'eliminazione di questi contratti di lavoro che si sono dimostrati un fallimento, un fallimento rispetto a chi è costretto a vivere con quei contratti, non certamente per le società che li utilizzano.
Allora, un'azione che premia coloro che li attivano e che poi hanno la possibilità di trasformarli, per cui un'ulteriore incentivazione a andare in questa direzione è un'azione che da noi non può essere condivisa.
Mentre risposte assolutamente inadeguate, anzi assolutamente nessuna risposta viene a quelle domande di nuova occupazione che possono essere attivate in zone dove l'occupazione si sta perdendo, si è persa, per dare quelle risposte non a coloro che stanno uscendo dai cicli produttivi, ma a coloro che sono già usciti dai cicli produttivi e che non hanno più possibilità di rientrarci, stante la situazione.
Noi chiedevamo un intervento che permettesse di attivare nuove opportunità di lavoro e qua ci si dice che non è possibile. L'argomentazione sembrerebbe che sia quella che non è possibile perchè il Parco dell'Asinara è gestito da un ente parco, un ente parco di valenza nazionale. Io non so se la Giunta, la maggioranza rispetto a questa realtà sia soltanto interessata alle nomine.
Già alcuni giorni fa abbiamo avuto modo di rispondere sul giornale rispetto a una questione di questo tipo; noi riteniamo che oltre le nomine ci sia anche il merito, per cui una cosa importante è che si dia un comitato di gestione definitivo, ma una questione importante è che la Regione svolga anche una funzione attiva rispetto a quello che si svolge all'interno del proprio territorio, all'interno della Sardegna. Perchè il fatto che sia stata demandata una gestione a un ente parco nazionale non vuol dire che la Regione deve a quel punto spogliarsi del suo diritto-dovere di intervenire con azioni anche programmatorie che permettono il rilancio delle attività produttive in quelle realtà.
Invece si giustifica il fatto che dato che c'è un ente parco, la Regione non può intervenire. Questo non è assolutamente vero, in quanto la Regione in quanto tale, in quell'Isola interviene per più occasioni e detiene ancora oggi gran parte del patrimonio che nell'Isola insiste, nel senso che tutti gli immobili sono ancora di proprietà della Regione, non mi risulta che siano stati ancora perfezionati i trasferimenti all'ente parco di quella parte che dovrà essere trasferita.
Oltre a questo non si può dimenticare che, rispetto alla perimetrazione che quest'Isola ha, vi è una parte che è sottratta particolarmente alla podestà dell'ente parco. Con questo vogliamo affermare un principio, il principio della corresponsabilità della Regione nel programmare il proprio futuro, il futuro anche di quei parchi a sovranità nazionale.
Noi ritenevamo che con questo emendamento si poteva discutere sui soldi, se erano troppi, se forse vi poteva essere un'articolazione diversa, l'emendamento poteva essere riproposto anche con un'articolazione diversa, in maniera più articolata, tutto potevamo comprendere, per cui anche una volontà a lavorare insieme per migliorare un'idea; no, invece siamo di fronte al fatto che le idee non si vogliono migliorare e alle idee non condivise si risponde "no", e con i no si prosegue.
Allora noi non possiamo far altro che proseguire nel motivare la nostra contrarietà nel merito a questa finanziaria che soprattutto sui temi particolari, quelli dedicati al lavoro, non dà risposte alcune. E non soltanto si respingono gli emendamenti presentati dall'opposizione, noi siamo comunisti e probabilmente questa è una giustificazione per dire sempre no, ma si respingono anche i pochi emendamenti di buon senso formulati dalla maggioranza.
L'emendamento, se non sbaglio, 685, io lo voglio riprendere perchè è stato presentato dall'onorevole Fantola, Vargiu, Cassano, riformatori, e devo dire che su questa materia soprattutto il collega Pisano, è molto attento, forse anche per il tipo di lavoro che svolge nell'attività privata, per cui una sensibilità particolare ha dimostrato rispetto ai lavoratori che più sono stati colpiti dalla crisi occupazionale, quindi dall'espulsione dal posto di lavoro. Invece notiamo che, nonostante la presentazione dell'emendamento sia stata formulata dal collega Pisano, anche questo emendamento viene respinto.
Io non so, non ero in Commissione per cui non so se in sede di terza Commissione sia stata data la stessa risposta, una cosa è certa: che mi sembra che respingere gli emendamenti, respingere o accogliere gli emendamenti molte volte avviene per partito preso, non perchè si entra nel merito e si conosca quello che si approva o si respinge, ma perchè, secondo gli argomenti che dettano, è bene espugnarli, per cui toglierli di mezzo oppure approvarli.
Per cui vi sono due diverse sensibilità, una che viene manifestata da noi attraverso la difesa di chi difesa non ha mai avuto, dall'altra la parte di coloro che invece vogliono dare tutto a quelli che sempre hanno avuto. Questa cosa dovrebbe - io mi auguro - che prima o poi abbia un cambio di tendenza, si possa cambiare sostanzialmente il modo di fare anche di quest'Aula. Io mi auguro che al momento del voto, anche se l'Aula, le presenze che ci sono, io non so, a volte dico: "Ma per chi parlo?" cerco di dialogare con qualcuno, la Giunta già poco sente, cercherei di dialogare almeno con l'Aula, con gli altri colleghi, ma vedo che da parte della maggioranza poche presenze ci sono e probabilmente il mio appello andrà anche a vuoto. Comunque lo faccio ai pochi presenti: prima di votare guardiamo bene che cosa votiamo, cosa stiamo votando e cerchiamo di esprimere un voto di coscienza e non soltanto un voto di parte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Signor Presidente, mi pare che questo articolo, che dovrebbe essere in qualche modo il nucleo delle politiche attive del lavoro della Giunta, meriti un contributo, meriti di essere considerato in qualche modo come uno degli assi portanti della manovra economico-finanziaria della Giunta. La verità è che l'articolo ha sostanzialmente tre filoni di norme; il primo è una norma finanziaria che riguarda sostanzialmente l'obbligo formativo che poi viene ridimensionata dalla Giunta con delle ragioni che più volte l'Assessore del bilancio ha già spiegato, anche se ci permetterà che non siano del tutto convincenti o perlomeno ci siano dei rischi nel proporre questo tipo di soluzione, c'è poi un serie di norme che riguardano aspetti di politiche attive del lavoro, poi c'è il nodo dei PIP e infine il nodo che riguarda la legge 1 del 2002, cioè la nuova 28.
Voglio intervenire soprattutto su questi ultimi due elementi e poi intervenire sull'aspetto dell'obbligo formativo verso la fine. Sui primi due elementi per dire queste due cose. L'accoglimento da parte della Giunta di una modalità di contratto di lavoro che ormai si è diffuso e fa parte del giuslavorismo, dei contratti di lavoro ormai diffusi nel paese, è un elemento di modernizzazione della legge e di conferma del fatto che quello è uno strumento che noi consideriamo uno strumento valido e utile, come diceva anche prima il collega Falconi.
E` uno strumento utile perchè ha consentito di realizzare effettivamente delle possibilità di occupazione che hanno un'efficacia, una stabilità e che sembrano, in qualche modo, portare a una valutazione soddisfacente da parte dei diversi soggetti. La verità è che su questo punto la nostra fiducia dovrebbe essere confermata da dalle valutazioni non solo di tipo quantitativo ma anche di tipo qualitativo; perchè il fatto che l'accesso al lavoro sia in qualche modo garantito all'atto dell'assunzione e quindi noi commisuriamo all'atto dell'assunzione il successo della legge, è un elemento abbastanza scontato; la verità è che servirebbe valutare a medio e a lungo termine, a due e a cinque anni, il mantenimento di questi posti di lavoro con quello strumento per evitare che diventino in qualche modo degli strumenti che servono soltanto per entrare dentro il sistema lavorativo, ma poi siano in qualche modo dei piccoli tram che fanno un percorso e poi da questo tram si scende.
Tra l'altro, si tratta di strumenti che rischiano di entrare in competizione con i PIP. La nostra valutazione cambia rispetto al prima stesura dell'articolo con il fatto che si introduce il richiamo alla legislazione nazionale, perchè effettivamente è dalla legislazione nazionale fatta nel '96 e quindi tra le prime iniziative del governo di centrosinistra che poi hanno dato un successivo passaggio e una successiva strutturazione di tutte quelle che sono le norme in materia di promozione dell'occupazione con il pacchetto Treu o con la 196/97, quindi riprendere quell'iniziativa noi lo consideriamo un elemento positivo purché si richiami alle regole e alle norme che sono state stabilite dalla normativa nazionale. Su questo punto però, per collegarlo con la 36, va fatto un intervento che consenta di garantire il controllo e la valutazione, anche qui a breve e a medio termine, con un elemento in più; i PIP rischiano di entrare in competizione con gli elementi della 36 se non si fa attenzione all'aspetto dell'obbligo da parte del datore di lavoro di predisporre progetti formativi. Ovvero, sono piani di inserimento professionali per soggetti a professionalità alta, la redazione di questi piani avviene in capo agli ordini professionali o alle associazioni professionali, insomma a coloro che in qualche modo garantiscono ordini e associazioni, però bisogna evitare che si riduca in qualche modo questo tipo di rapporto che sta nella convenzione soltanto alla formalizzazione di un modello di contratto, di un modello di piano di formazione che poi si riduce a due pagine, tre pagine, senza che ci sia il controllo e la verifica che sia l'intervento formativo venga fatto dal datore di lavoro, sia la qualità in qualche modo del progetto formativo non sia e non si riduca soltanto a un formulario da gestire. Altrimenti i PIP entrano in competizione con altra normativa di promozione dell'occupazione avendone in qualche modo come differenza un obbligo alla formazione che però non viene fatta concretamente, che però viene ridotta a firmare dei registri. Io sono convinto che si tratti di un'iniziativa molto positiva, a patto che all'atto della costruzione delle convenzioni con gli ordini professionali si faccia molta attenzione, maggiore attenzione a questo elemento, si faccia effettivamente e si responsabilizzino gli ordini anche in ordine alla verifica del controllo, come organismi intermedi fra la Regione e poi il cittadino, che alla fine è l'utente finale, e si verifichi con attenzione che si tratti di soggetti per i quali è previsto un inserimento professionale verso una professione di profilo medio - alto, come d'altronde è l'ispirazione del PIP.
In ordine alla 36, e quindi ai PIP, ho la sensazione che siamo ancora indietro, forse aiuterà il fatto di arrivare finalmente alla riorganizzazione del sistema di collocamento anche in Sardegna sul quale siamo in ritardo stratosferico, però mi sembra che anche in Sardegna sia necessario provvedere a un riordino, almeno di quello che c'è, e ormai sono molte le cose che si possono fare in questa direzione, del sistema degli incentivi legati alla promozione dell'occupazione, perchè c'è una sovrapposizione, io adesso ho citato un elemento "de facto" tra Pip e 36, ma ce ne sono altre di iniziative che favoriscono l'occupazione, che richiedono non tanto una guida orientativa per gli imprenditori, perchè si orientano bene e si orientano sulla base di un unico fattore, qual è l'elemento di maggiore convenienza, quello che costa di meno, oppure quello che magari costa di meno nell'assunzione della persona ma in più fa anche entrare dei finanziamenti diretti all'azienda. Serve un riordino del sistema di promozione dell'occupazione che tenga conto di tutte le innovazioni che ci sono, ovvero non è che possiamo pagare strumenti di orientamento regionali e insieme poi procedere con altre cose nelle quali il costo dell'orientamento è compreso all'interno del sistema incentivante. Così come bisogna garantire che i percorsi sui quali c'è maggiore qualità giuridica e di controllo nell'incentivo all'imprenditore non vengano soppiantati da altri più convenienti a minore controllo.
Quindi, forse su questa materia davvero lo sforzo di accompagnare il riordino del sistema del collocamento e dell'orientamento - perchè adesso si chiama dell'orientamento e del collocamento - debba andare di pari passo a un processo che guardi a un necessario riordino del sistema degli incentivi e di promozione dell'occupazione, cioè quella orientata non tanto agli imprenditori quanto al cittadino singolo: quali sono gli strumenti attraverso i quali accedere a, in modo che arriviamo finalmente a una sorta di regia globale della promozione dell'occupazione, che non è sicuramente un obiettivo raggiunto ad oggi e che ha bisogno ancora di altri passaggi.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA(Segue LAI.) Prima di passare a un'osservazione sull'obbligo formativo volevo fare un passaggio su un emendamento, che è il 184 che la Giunta e il relatore non ha accolto, che è quello che riguarda il fondo ai disabili. In quell'emendamento, io adesso non ce l'ho davanti, mi pare che ci fosse un aumento del fondo disabili per 250 mila Euro, una cosa di questo genere, cioè si passa da 500 mila Euro, cioè un miliardo, a un miliardo e mezzo. Io consiglierei di valutare con maggior attenzione questo, perchè l'anno scorso è stato il primo anno di avvio dell'attività relativa al fondo dei disabili e io so che le aziende hanno iniziato a applicarlo, ma siamo molto indietro. Quest'anno è anche l'anno del diritto al lavoro dei disabili, e quindi sarà anche crescente sia la quantità di soggetti che chiedono di usufruire di questo diritto, sia le aziende che saranno sempre più obbligate dalla quantità di controlli a accedere verso l'obbligo e il soddisfacimento dell'obbligo. Io penso che sarebbe sbagliato non considerare con attenzione già sin d'ora che lo sforzo crescente in questa direzione debba trovare un'attenzione adesso, piuttosto che doverci trovare poi magari a metà anno, verso la fine dell'anno che aziende che svolgono e fanno il loro dovere in questa direzione non si trovino nelle condizioni di poter avere la possibilità di soddisfare e di avere il contributo economico che serve e che è conseguente all'inserimento di disabili in pubbliche amministrazioni e organizzazioni private.
Coglierò la prossima occasione, in occasione dell'emendamento per intervenire sulla questione dell'obbligo formativo.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Lai. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie Presidente; per comunicare all'Aula che relativamente al comma 2 mi pare corretta la proposta emendativa fatta dall'onorevole Sanna di indicare la parola "rispettivamente" dopo le parole "sono fissati". Quindi, questo mi pare corretto. Relativamente agli emendamenti 451, 604 e 688, che riguardano proprio il fondo disabili di cui poc'anzi parlava l'onorevole Lai, mi ero riservato di verificare la questione e quindi posso comunicare all'Aula che globalmente questi emendamenti si intendono accolti, nel senso cioè che gli oneri però vengono fissati per il 2003 in Euro un milione, quindi aumentano di 500 Euro nel 2003 rispetto al testo del disegno di legge; la spesa grava sull'OPB S09010 per 500 Euro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Grazie Presidente, io non ho l'abitudine di tornare indietro sulle cose, però mi preme ricordare un ultimo dibattito che sul tema del lavoro, dell'occupazione, delle politiche attive si fece in occasione della finanziaria del 2001 e si sviluppò quasi improvvisamente questo dibattito in un'interlocuzione molto positiva allora e forse lo è anche oggi, se andiamo a ripescarla, in Aula fra centro destra e centro sinistra. Oggi non avviene, è solo un monocorda del centro sinistra che cerca di portare esperienze e argomenti e centralità a un argomento che deve restare ancora centrale in Sardegna, perchè cercare di dare ulteriore occupazione è ancora il problema dei problemi. Allora, nel 2001 c'era stata l'inversione di tendenza, c'era una disoccupazione che oscillava intorno del 20 per cento, oggi è calata per qualche punto in percentuale per una serie di azioni che altre volte abbiamo ricordato, adesso per brevità non voglio ricordare. Allora, l'azione regionale che si basava sostanzialmente su alcune leggi nazionali e su alcune leggi regionali avevano dato i primi frutti. Io ricordo che già partivano i primi PIA, erano sperimentali, poi siete arrivati voi, ci avete cambiato pure nome, non li avete più usati ufficialmente, li avete definiti PIT come strumento attuattivo del POR 2000 - 2006 e sui PIA li avete utilizzati solamente in una funzione di rimodulazione. Su questo tornerò, assessore Masala, perchè è interessante tornare, non per fare una polemica tutta nuorese con l'assessore Ladu, ma non c'è lui e non la voglio fare adesso, voglio ricordare all'Aula che io mai ho confabulato con l'assessore Ladu su rimodulazione di alcun PIA - ha raccontato bugie all'Aula - ma lo riprenderò quando c'è lui.
Adesso la cosa che mi interessa è mettere in evidenza le leggi sul lavoro che in quello scorcio di legislatura furono affinate, messe sul campo e che stanno ancora oggi dando i loro frutti. Allora, anche oggi si è parlato di piano del lavoro, di legge 36 e 37 del 98. I concetti principali di quel piano del lavoro e le intenzioni positive che poi si sono per alcuni versi espletate e per altri no, quindi bisogna sicuramente rivisitarlo, i presupposti principali allora erano un intervento di emergenza per creare lavoro in Sardegna in un mix di intervento sulle imprese per creare stabile occupazione e un intervento attraverso l'articolo 18, ma anche attraverso gli altri articoli per creare, erroneamente allora l'avevamo definito lavoro assistito, o comunque oggi possiamo ridefinirlo lavoro a tempo determinato. Ebbene, quelle risposte arrivarono e oggi ritrova anche da parte vostra un rifinanziamento dell'articolo 18 della 37. Sulla 36 ho già detto precedentemente e quindi non ci torno. Oggi siamo ad altro, oggi stiamo discutendo ancora di quelle leggi che andavano sicuramente modificate. Cosa avete prodotto in questi quattro anni in termini di novità? Che segno lasciate in questa legislatura? Che segno lasciate? Lasciate forse la riforma del servizio per l'impiego? Siamo l'ultima Regione che non ha questa riforma, Assessore, ed allora quando serve copiare, bisogna anche copiare dalle altre Regioni che hanno fatto ottime riforme. Voi riuscite a copiare solo le dichiarazioni programmatiche, lì dovete inventare di nuovo, di vostro, ma non sulle leggi. Si è fatta la legge numero 1 del 2002, la riforma della legge 28, poi bisogna vedere di chi sono i meriti, di chi ha consentito, di chi vi ha convinto che la 28 si sbloccava se c'era un'interlocuzione positiva con la Comunità europea e con l'apposita Commissione. Ci abbiamo impiegato mesi però vi abbiamo convinto, uno staff di ottimi dirigenti ha consentito lo sblocco dei vecchi fondi della 28 e quindi la riattivazione con la legge numero 1 del 2002 della nuova legge. Forse abbiamo tutti quanti esagerato, c'è stata una scorpacciata (scusate il termine, ma rende l'idea) di pagamento di residui di tre anni pregressi con 600 miliardi di Lire. Ebbene, tutti quanti noi eravamo consapevoli che quei 600 miliardi non potevano essere spesi tutti quanti, ma che sicuramente c'erano dei residui. A distanza di un anno e mezzo si doveva fare subito il bando, si dovevano subito decretare le pratiche pregresse, si dovevano subito calcolare quanto avanzava di quei 600 miliardi. Per che cosa, assessori? Per fare un altro bando nel 2002 e ne stiamo discutendo a metà del 2003? Ma non abbiamo altro bando, non abbiamo l'entità delle risorse che da quelle pratiche finanziate sono avanzate. Allora, di cosa stiamo parlando se oggi ci proponete in legge, addirittura la volontà di anticipare, come nel bando che verrà, chissà quando verrà, i finanziamenti in essere previsti per il 2005 se non riusciamo ancora a quantificare il pregresso, a vedere quanto c'è rimasto? Allora, io penso che bisogna essere un tantino più concreti quando si parla di cose serie e di cose concrete. Qui in questo articolo avete infilato una serie di cose sbagliate,, l'ho fatto prima io, l'ha fatto bene il collega Marrocu, non torno sul comma 4. Lasciamo davvero farle a voi queste cose, voi avete su questo comma, quasi un silenzio assordante, un silenzio che la dice tutta sul vostro modo di fare. A me interessa sentire se è possibile, se interviene in questo dibattito nel merito un parere dell'orgoglioso liberista collega Balletto, di questo comma 4 a me interessa il suo parere, per sapere cosa ne pensa di questa assistenza che state proponendo, perchè è interessante andare a confrontarsi su questo. Noi abbiamo difeso certamente altre volte anche il lavoro assistito, ma ripeto, in un mix comprensibile di utilizzo delle aziende produttive per creare lavoro stabile. Questo è fine a se stesso, è l'ennesima assistenza misteriosa che si vuole fare in quella direzione.
Lungi da voi il pensare a un rinnovo di questi modi di fare, alla formazione dinamica legata al mercato, legata all'impresa; lungi da voi questi ragionamenti, a creare nuove figure professionali che in Sardegna servono. In diversi settori stiamo importando figure professionali che qui in Sardegna non abbiamo, abbiamo tante piccole micro imprese che sono senza direttore di marketing, e le importiamo dall'esterno. Altre volte ho denunciato questo fatto e continuiamo a fare altro, tranne quello che serve al mercato e quello che serve all'impresa che pure in Sardegna c'è, che pure in Sardegna sta crescendo, ma sta crescendo da sola senza il vostro sostanziale aiuto su questi temi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Qualche collega diceva, intervenendo precedentemente, che poteva essere una tecnica, non so se buona o meno buona, efficace o meno, di anticipare anche qualche argomento che verrà dopo, non dico per annunciare ma per iniziare a enunciare e a definire i contorni di temi ritenuti importanti ma che bisogna tenere collocati nella giusta posizione. Dico amichevolmente al collega Gian Valerio e a altri che hanno fatto questo accenno che se c'è un luogo proprio, dove tutti dobbiamo cominciare a parlare bene e a introdurre e a iniziare a impostare questa tematica della difesa delle leggi per il lavoro e dell'impegno della Regione da sviluppare in questa materia, è l'articolo 13 che tratta di formazione lavoro. Noi non abbiamo mai avuto un'idea e meno che mai ce l'abbiamo oggi, di un lavoro inteso come mera attribuzione di persone a un posto, a un luogo, a una sedia, a un sito da occupare in cambio di un tot in danaro. Noi abbiamo avuto e continuiamo a avere una concezione alta del lavoro umano, che è innanzitutto un'applicazione a una attività. Il lavoro umano è innanzitutto un'applicazione e anche un'opportunità di esplicazione delle proprie attitudini. Badate, non è che lo dice una filosofia orientale tutto questo, tutto questo lo dice l'articolo 4 della Costituzione repubblicana: che il lavoro in questa nostra Repubblica, di cui questa autonoma Regione fa parte, non è solo il fondamento della Repubblica, articolo 1 della Costituzione, ma nell'articolo 4 è definito il lavoro non solo come un diritto, che è il minimo, ma è definito come una funzione, cioè un diritto - dovere, perchè l'articolo 4 dice che ogni cittadino ha il diritto e il dovere di contribuire, cioè di esserci nella comunità organizzata e produttiva. Dice ancora l'articolo 4 della Costituzione che a ognuno deve essere consentito di avere un lavoro secondo le proprie possibilità e la propria scelta. Questo è il valore alto, cioè quindi non un modo attraverso cui garantirsi solamente il pane, il corrispettivo materiale, la retribuzione, ma il lavoro; questo è il principio costituzionale, inteso proprio come esplicazione della personalità, intendendo addirittura che il lavoro deve essere quello più consono alle proprie propensioni, quindi neppure un lavoro qualsiasi. Immaginate quanto siamo lontani da questa concezione alta del lavoro umano, così come delineato dalla nostra Costituzione repubblicana, di cui questa parte di potere pubblico, l'autonoma e autonomissima Regione Sardegna, dovrebbe essere parte costituiva, ed è parte costitutiva, e verso cui, questi principi e valori, dovrebbe tendere.
Ma non parte da qui, da questo Consiglio regionale… io pensavo fosse uno scherzo, poi ho capito che non era uno scherzo. Ho capito che non era uno scherzo quando via via, in questi giorni, tutti noi, tutti gli uffici ricevono messaggi crescenti di invio di moduli per fare domanda di un concorso presso questo Consiglio, dove mi pare che per sei o sette opportunità di lavoro di assistente d'Aula si stanno accumulando migliaia e migliaia di domande. E quindi migliaia e migliaia di compilazioni di moduli, di comunicazioni, di gente, di famiglie che si occupano e si preoccupano, addirittura di visite sanitarie di misurazione di altezza, a pagamento, perchè mi pare di aver letto - pensavo fosse uno scherzo, mi confermano che non è uno scherzo - che, a parte i 27 euro per misurare l'altezza, che può misurare ognuno con un metro, credo, e gratis, è che ci vuole una certificazione solenne, delle ASL (non avranno altro da fare e di cui occuparsi le ASL della Sardegna che misurare l'altezza di migliaia di persone per certificarne l'esattezza!), al di là dei 27 euro, io ancora non ci credo, io ancora non ci credo e non ci voglio credere e non ci crederò mai, ma in quale in principio giuridico, ma anche - non voglio scomodare parole apparentemente forti - in quale principio etico, in quale buon senso comune si può ritenere che un assistente d'Aula o misura 1 metro e 75 o è inidoneo? Voglio dire un assistente d'Aula, ma anche per dire un carabiniere, un poliziotto, un barracello. Dov'è il senso? Deve tagliare i fichi dall'albero alto? E perché l'altezza e non la robustezza, la latitudine o la larghezza? E perché non il peso, il colore dei capelli o un altro qualsiasi attributo? Che c'entra l'altezza? Chi mi può convincere mai di questi tempi che se uno ha tutte le attitudini del mondo ed è il più bravo di tutti noi e ha la sfortuna di misurare 1,74 è un uomo infelice? E se misura 1,40 ed è bello e forte e quando il Presidente ordina di mandare via Cugini dall'Aula ce la fa lo stesso? Perché non è che se è basso può non essere forte, no? Che deve fare il commesso d'Aula? O è una questione estetica? Ma chi l'ha detto che l'estetica è l'altezza? C'è tanta gente bella e non troppo alta, c'è tanta gente alta e brutta! Io ancora non ho capito come si possa mantenere, nei tempi moderni, un concorso pubblico, uno, ancora, tenendo in considerazione l'altezza. In Sardegna poi! Ci siamo sempre vantati di essere anche bassi e tosti! L'asino sardo lo dobbiamo abolire? Eppure è forte, è apprezzato pure nel suo campo! Lo dovremmo cancellare dalla famiglia degli equidi perché è basso? E' basso e quindi inefficace. Eppure si dice che sia efficacissimo, lo è di sicuro nel trasportare, nelle funzioni primarie per le quali viene usato.
Eppure questo Consiglio regionale, il cuore e il cervello dell'autonomia, ancora tiene in piedi in funzione di lavoro, e migliaia e migliaia di sardi sono lì che corrono a misurarsi e a farsi misurare a pagamento, per 7 posti di commesso! Io spero che domani revochiate questa roba qui o che troviate argomenti per convincere le persone normali che ha senso una cosa del genere, una enormità del genere, di questi tempi. (?)… l'autonomia si misura in altezza?
Però a quel concorso, peraltro, per funzioni esecutive diversamente ovviabili, ancora una volta ci saranno migliaia e migliaia di persone alle quali si propina l'illusione. Vogliamo trovare soluzioni diverse? E' possibile che per alcune figure esecutive nei tempi moderni non si trovino modi di selezione diversi, equanimi, equilibrati, garantisti, che consentano di non dover sempre fare cose che poi diventano impossibili? Alcuni anni fa si tentò di fare la stessa cosa, ci furono decine di migliaia di domande, si spese qualche miliardo pure per le preselezioni e poi il concorso fu annullato perché era ingestibile. E io non voglio credere che questa volta non venga annullato: primo, perché sarà comunque ancora una volta ingestibile, secondo, perché sicuramente i ricorsi sull'altezza travolgeranno la stupidità di chi insiste in tali connotazioni.
Ho voluto dire una cosa che pare estemporanea, non lo è, perché poi troveremo modo di riprendere anche questo concetto della valutazione, anche etica, ideale, che si dà della funzione del lavoro, per parlare ancora di lavoro e della necessità che questa Regione, questo Consiglio dedichi e destini attenzioni e risorse in misura più consistente di quelle che c'erano prima. Altro che togliere, altro che dimezzare, altro che impedire una formazione sufficiente per avere un'applicazione di lavoro che dev'essere non solo un posto, ma la libera esplicazione della personalità di ognuno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.
PINNA (Gruppo Misto). Presidente, colleghi, io non farò riferimento ai 340 mila iscritti alle liste di collocamento, come strumentalmente è stato fatto da parte della maggioranza quando era opposizione, e neanche ai 135 mila disoccupati in cerca di prima occupazione. Penso che se davvero sono 30 mila le domande arrivate per i concorsi del Consiglio regionale, 30 mila illusi li chiamava Cogodi, persone nelle quali si sta ingenerando un'illusione, se tutte queste persone avessero seguito il dibattito di questa sera e si rendessero conto di che cosa proponete voi per il lavoro, credo che ricevereste un'altra sonora bocciatura dal mondo dei disoccupati, dal mondo dei disperati, da quel mondo da cui negli ultimi tre anni sono partiti 12 mila giovani verso il Continente, riattivando questo dramma dell'immigrazione con una dimensione che soltanto negli anni '60 la Sardegna ha conosciuto.
Nulla avete fatto voi in questi quattro anni, avete sprecato una legislatura utilizzando soltanto la normativa predisposta dal centrosinistra nella precedente legislatura, e quando noi difendiamo l'articolo 19 della legge 37, che è l'unico strumento che ancora può dare una risposta attraverso i comuni all'esigenza di lavoro e dello sviluppo locale, voi dite che non date altri soldi perché i comuni non riescono a spendere.
Ebbene, noi abbiamo discusso e tanti colleghi ci sono ritornati, con l'assenza totale, peraltro, senza un minimo di interlocuzione e di contributo da parte del centrodestra, del comma 4 dell'articolo 13, cioè di un provvedimento per il quale avete a disposizione centinaia di miliardi da parte dello Stato (e poi non lamentatevi che non ci sono soldi), e che voi state da una parte dilapidando e dall'altra parte perdendo. Mi riferisco a questo provvedimento per i lavoratori socialmente utili del Parco geominerario. E sui parchi, insomma, ho visto che vi inventate un po' tutto: sul Parco geominerario intervenite con i fondi regionali, su quello dell'Asinara l'Assessore dice che è un parco nazionale, come è un parco nazionale anche quest'altro, fatti tutti e due con due decreti ministeriali, su uno potete intervenire, sull'altro invece dite che non potete intervenire. Questa è una posizione singolare! Ecco su questo tutti i ritardi che si stanno accumulando non sono dei comuni, sono tutti interamente ascrivibili alla vostra responsabilità. E mi riferisco agli Assessori che sono presenti, ma certamente la più grossa responsabilità per questo immobilismo che si è creato è attribuibile, se la deve prendere tutta intera il Presidente della Giunta regionale. Diceva il collega Falconi: "C'è un silenzio assordante da parte vostra su questo problema, non date risposte". La precisazione dell'Assessore della programmazione mi sembra del tutto inopportuna, poi ci voglio ritornare. Un silenzio assordante, ma non è vero che nessuno ne parla più di questo problema, come ha detto il collega Marrocu. Voi vi state tappando le orecchie, non volete sentire il richiamo delle organizzazioni sindacali, dei sindaci interessati al Parco geominerario, che non sono solo quelli di un territorio, interessano tutte le province della Sardegna, da Sassari a Nuoro, a Oristano a Cagliari, e in modo particolare interessa ovviamente l'area del Sulcis-Iglesiente. Voi non volete sentire il richiamo di migliaia di persone, delle associazioni, di 43 associazioni che queste cose stanno urlando a tutti quanti, perché nessuno di quelli che hanno creduto in questa idea geniale, ripeto geniale, e lo ripeto sapendo di non essere un vanto personale perché io ho creduto in questa idea geniale che è stata di altri e non mia, voi la state trasformando in un mostro, voi state sperperando un'opportunità e non state utilizzando i soldi che lo Stato vi ha messo a disposizione, che neanche voi pensavate che potessero arrivare alla Sardegna. E non mi riferisco, badate, ai 500 lavoratori socialmente utili che comunque lo stipendio lo stanno percependo, che è immorale che glielo stiate dando in questo modo, perché tutti quelli che hanno creduto e lottato per questo obiettivo sono indignati di come voi state sperperando questa occasione, perché chi ha combattuto per questo obiettivo combatteva per il lavoro, non per dare soldi gratis alla gente senza fare nulla! E mi riferisco non solo a questi 500 che state trattando in questo modo e di cui voi dovrete rispondere, forse non solo in quest'Aula e forse non solo politicamente. Mi riferisco al Consorzio del parco che non è attivato, che ha i soldi in banca e voi non li utilizzate! Ci sono 6 miliardi all'anno stanziati dallo Stato e voi ce li avete in banca e non li utilizzate. Tutti i parchi nazionali ricevono meno di quanto riceve questo parco, tutti assumono l'organico, costituiscono l'organico, non dico di assumere 80 persone o 100 persone, come sono gli altri parchi nazionali, ma almeno 50 persone possono essere assunte. Ebbene, voi come fate a parlare e ad essere credibili di fronte ai disoccupati quando non siete capaci di attuare questo provvedimento? Badate, il silenzio è solo vostro; non è che nessuno ne parli più. Le associazioni hanno raccolto una petizione popolare, hanno raccolto diecimila firme in poche settimane e il Presidente della Regione si rifiuta di ricevere le associazioni per prendere atto di questa petizione popolare.
Questa vicenda mi ha visto sicuramente protagonista in modo esagerato, forse non avrei dovuto farlo, non mi sarei dovuto dedicare in quella misura, è stata travisata certamente la mia azione perché era di uno che credeva che da quell'idea geniale che diceva Marrocu potesse davvero venire un'opportunità di sviluppo. Oggi non c'è più questa azione. E' possibile che si debbano fare azioni come quella per ottenere i finanziamenti dello Stato, per vedere la Giunta regionale impegnata. Mi auguro che voi ascoltiate i sindaci, che ascoltiate i sindacati, che ascoltiate le migliaia di cittadini che si rivolgono a voi, le associazioni, perché poi mi auguro che nessuno si lamenti, né da parte vostra e mi auguro neanche da questa parte, che ci siano azioni, che si ripetano azioni eclatanti per denunciare la vostra incapacità ad attuare quello che abbiamo ottenuto dallo Stato.
Perché, badate, io ho avuto delle posizioni che molti hanno considerato sbagliate, quando ho detto che le bonifiche, se non le fa l'IGEA, non riuscirà a farle nessuno e tanto meno quelle società che avete scelto, però a un certo punto ho preso atto che la decisione vostra e di tanti altri e anche con il parere di una parte del centrosinistra doveva essere quella. Si diceva: la privatizzazione, e mi chiedo quale privatizzazione perché questi privati non hanno né concorso per prendere quegli appalti, non hanno investito, non hanno rischiato, non hanno professionalità, hanno dimostrato di essere incapaci a fare qualunque cosa, allora per quale ragione stanno lavorando con soldi pubblici? Per quale ragione noi paghiamo i tecnici dell'Igea quando questi signori non hanno tecnici? Li paghiamo a vuoto e paghiamo questa società che abbiamo costituito per fare le bonifiche, e voi avete incaricato queste società che si sono dimostrate incapaci? E adesso volete pagare loro e pagare l'igea con i lavoratori senza fare nulla? Ecco, io allora ho pensato: "Adesso basta. Siamo rimasti un anno sotto terra, hanno deciso così, i lavoratori vengono assunti e non se ne parla più". Può darsi che mi sbagli io, anzi avevo detto: "Io mi auguro di essermi sbagliato". A distanza di un anno e mezzo i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Vi chiedo su questo di fare una riflessione, non di eliminare queste associazioni di imprese che pure su alcuni settori possono intervenire, né l'IGEA può essere impiegata per i beni culturali, però che voi, oggi, con questo comma vogliate legalizzare una cosa illegale che avete consentito al di fuori della convenzione tra il Governo e la Regione, una cosa illegale che non rientra nel contratto con questa associazione temporanea di imprese, questo è veramente sconvolgente, è inaccettabile! Con quale norma voi date questi soldi per operazioni che non sono contemplate né nella convenzione con il Governo e neanche nel contratto con questa impresa? Come fate voi ad affidare questi 10 miliardi di lire a questa impresa? Badate, siccome io su questo argomento…
PRESIDENTE. Concluda onorevole Pinna.
PINNA (Gruppo Misto). Su alcune altre osservazioni, in particolare su quella che ha detto l'Assessore, perchè quando l'Assessore dice che viene rimborsato dal Ministero, francamente, Assessore, lei ha reso una dichiarazione non veritiera a quest'Aula. Lei ha reso una dichiarazione non veritiera perchè lo Stato rimborsa per le bonifiche ma non c'è nessuna bonifica che stanno facendo questi, e quel piano delle bonifiche individua gli interventi, non ce n'è neanche uno in quello che stanno facendo.
State soltanto dimostrando vergogna a tutti quanti perchè la gente è senza fare nulla! E` senza fare nulla nei cantieri! Questa è una cosa inaccettabile di cui dovete rendere conto politicamente anche fuori da quest'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (D.S.). Signor Presidente, colleghi, ieri abbiamo discusso a lungo in Aula della situazione dell'industria in Sardegna; ciò che è emerso è che il nostro sistema industriale è sempre più fragile. Abbiamo parlato di Porto Torres, abbiamo parlato di Macchiareddu, di Ottana, delle difficoltà legate all'industria di Portovesme ed oggi parliamo di lavoro. Io credo che i diversi interventi che ci sono stati questa sera hanno voluto in qualche misura far emergere le difficoltà che sono presenti nella nostra Isola. Il problema del lavoro non è di questo o di quell'altro territorio, il problema del lavoro - qualcuno lo ricordava - in Sardegna vuol dire circa 135 mila disoccupati; negli anni passati a dire il vero alcuni segnali ci sono stati. Alcuni segnali che hanno in qualche misura invertito la tendenza all'aumento della disoccupazione. Questo è avvenuto un po' in tutti i territori della Sardegna, ma non è che sia avvenuto così casualmente, è avvenuto perchè Governi regionali precedenti, visto che gli amici del centrosinistra fanno sempre riferimento al passato, alcune cose sono state fatte e hanno prodotto; mi riferisco in modo particolare alla legge 28, mi riferisco al contributo che l'opposizione ha dato al rinnovo della 28, alla nuova 28; mi riferisco al piano straordinario del lavoro. Ed oggi stiamo a discutere se esistono o meno le condizioni, non tanto dal punto di vista politico, perchè a parole siamo tutti d'accordo ad affrontare questo tema e questo problema, ma a verificare se esistono le condizioni dal punto di vista finanziario. In tutto il dibattito che noi abbiamo intrapreso in questa finanziaria vi abbiamo detto, sin dalla discussione generale sull'articolo 1, che l'opposizione, la minoranza in questo Consiglio regionale poneva quattro elementi tra i quali c'era anche il problema del lavoro. Credo che oggi i colleghi abbiano fatto bene a rimarcare questo aspetto e a mettere in evidenza che, rispetto all'articolo 13, occorrono risposte concrete. Allora la Regione in questi anni che è stato un ente, diciamo così, erogatore che in qualche misura ha tamponato quell'emorragia di creare nuovi o ulteriori disoccupati, io credo che sia utile oggi affrontare il ragionamento per capire quali azioni positive possono essere intraprese.
Faccio alcuni esempi. Già nella finanziaria dell'anno scorso ed anche in quella del 2000 ponemmo, come opposizione, il problema del rinnovo della 37, in modo particolare per le azioni in essa contenute. Ci avete dato una risposta per attivare solo le parti conclusive, il 40 per cento che era messo a disposizione, senza capire che quella legge in tutta una serie di territori ha dato risultati davvero importarti. Mi riferisco all'azione "bosco", mi riferisco all'azione "terre pubbliche", mi riferisco all'azione "litorali", e potrei continuare.
Allora noi oggi, Assessore, chiediamo, in virtù anche di alcuni fatti che sono accaduti, voglio ricordare - qui c'è anche l'assessore Luridiana - che talvolta non siete in grado di mantenere neanche gli atti amministrativi che voi avete fatto; mi riferisco in modo particolare alla vertenza che ha visto protagonisti i lavoratori di terre pubbliche di Fluminimaggiore. All'epoca voi avete fatto una delibera di Giunta nella quale si stabiliva che quei 32 lavoratori dovevano essere assunti a tempo determinato dall'Ente Foreste.
Allora, mi chiedo: se voi fate una delibera, ad un certo punto questa delibera non vale nulla perchè vi siete fatti prendere dalla paura dei ricatti che sono avvenuti in alcune organizzazioni sindacali, per poi arrivare nuovamente a dare l'opportunità a questi lavoratori di operare e di svolgere la funzione sulla base della 37.
Allora, Assessore, signor Presidente, credo che rispetto a questi temi oggi dobbiamo in qualche misura ragionare e difendere questo presupposto. Perchè, badate, qualche collega poc'anzi ricordava della nuova fase di emigrazione che sta avvenendo, io dico che la Regione Autonoma della Sardegna su questi temi, su questi problemi deve avere la capacità di mantenere nella nostra Isola i nostri giovani, perchè credo che se non c'è questo tipo di prospettiva, francamente le nostre azioni, il nostro modo di agire, il nostro modo di fare, il nostro modo di fare politica, di rapportarci agli altri è solo un modo parolaio, un modo nel quale conosciamo tutti quanti i fenomeni, però, credo che non ci sono le condizioni, la capacità per affrontare e risolverle non dico in via definitiva, perchè non sono così squilibrato da pensare che si possono risolvere in via definitiva, però creare almeno i presupposti per risolvere.
L'altra questione: alcuni emendamenti hanno posto la soppressione del capitolo numero 4. Il collega Marrocu ha fatto un ragionamento molto importante rispetto a questo fatto, mi riferisco in modo particolare al Parco geominerario. Sul Parco geominerario, cari colleghi, non si può pensare, non si deve pensare che sia una cosa esclusiva del Sulcis Iglesiente, perchè se si pensa che sia una cosa esclusiva del Sulcis Iglesiente commettiamo un grosso errore. Perchè ogni qualvolta in quest'Aula e fuori anche di quest'Aula si sente parlare di Sulcis Iglesiente si pensa ad un territorio che sperpera risorse; anche ieri mentre si discuteva dell'emendamento su Silius, alla fine, fuori non si parlava dell'emendamento che serviva a rilanciare quell'attività, si parlava dell'emendamento che serviva solo ed esclusivamente a Carbosulcis e ad Igea. E` vero, in quel territorio, ci sono stati anche degli sperperi. Io non sono tra coloro i quali affermano che è andato tutto liscio. Un territorio, però, cari colleghi, che sta lottando con tutte le sue forze, con tutte le sue migliori risorse umane per cambiare direzione, e talvolta le cose che avvengono non dipendono solo ed esclusivamente dalla classe politica locale, faccio un riferimento per parlare sempre di lavoro, quando noi abbiamo avuto la legge che dava un contributo a quel territorio per le attività sostitutive delle miniere metallifere, mi riferisco alla 221, la legge nazionale, si sono fatte molte iniziative. E` vero di queste iniziative sono fallite quasi tutte, perchè talvolta anche gli imprenditori che arrivano utilizzano i fondi che mettono a disposizione lo Stato e la Regione, dopodiché di questi personaggi non si sa assolutamente nulla. Credo che dobbiamo prestare più attenzione a queste cose; dobbiamo prestare più attenzione perchè quando arriva un buon imprenditore vuol dire lavoro! E quando c'è lavoro vuol dire avere una condizione socio economica all'altezza della situazione.
Allora io credo che l'articolo 13 debba essere l'articolo nel quale la Giunta Regionale, il Consiglio debba fare uno sforzo affinché se accordo ci deve essere alla luce del sole in quest'Aula, bisogna cambiare gli strumenti e soprattutto aggiungere risorse per dare una risposta positiva a questi problemi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Grazie Presidente, io intervengo perchè la Giunta dice no agli emendamenti che provocano maggiore spesa, però dice no anche agli emendamenti che in qualche modo vengono incontro per risolvere i problemi, i danni che la stessa Giunta ha provocato.
Mi riferisco all'emendamento numero 181; qui siamo chiaramente di fronte ad uno di questi danni provocati dall'inadeguatezza di questa Giunta, dai ritardi di questa Giunta, nella fattispecie nei ritardi relativi al recepimento delle nuove norme sul collocamento.
Io mi sarei aspettato che da parte della Giunta fosse arrivato un plauso per dire: "Sì, effettivamente abbiamo provocato il danno, dimostriamo la nostra buona volontà per cercare di rimediarlo". E` vero che l'Assessore del lavoro ha presentato il 31 gennaio la norma di attuazione con qualche anno di ritardo. Però, effettivamente, quella potrà produrre gli effetti una volta approvata ed io mi auguro che, da parte della maggioranza, per tentare di recuperare il molto tempo perso, dia la sua disponibilità, partecipi alla Commissione competente, perchè il disegno di legge della Giunta possa arrivare presto in Aula e poi possa essere definitivamente approvato.
Quindi, non capisco la ragione di questo parere negativo da parte alla Giunta, perchè oltre a mancare una politica per il lavoro che si evince con tutta chiarezza dal contenuto dell'articolo 13 che la maggioranza porta all'esame e all'approvazione, debbo dire che manca anche la capacità di far funzionare gli strumenti già esistenti che molto positivamente funzionavano.
Noi ci troviamo, assessore Luridiana, dai primi di febbraio che circa quattromila famiglie sono senza stipendio e senza lavoro, in aggiunta agli altri molti disoccupati. Sacrificando e penalizzando quello che è l'intervento da parte delle amministrazioni locali che molti sforzi fanno per cercare di venire incontro e di creare occupazione, a volte anche, come in questo caso, occupazione temporanea.
Noi, quindi, chiediamo da parte della Giunta un intervento chiaro e risolutore di questo problema, perchè non vi è dubbio che non si può aspettare oltre rispetto ai due mesi che ormai si sono già persi. Devo anche riprendere il discorso, che poi è stato ripreso anche da qualche altro collega, relativamente all'articolo 19. Non è assolutamente pensabile che si possa trasformare l'articolo 19 della 37 in cantieri di lavoro. Lo strumento dei cantieri di lavoro esiste già ed è quello che viene utilizzato correttamente da parte dei comuni. l'articolo 19 deve servire per creare nuova impresa, per creare nuovi posti di lavoro definitivi e per creare impresa e non per cantieri di lavoro. E` vero che voi siete un po' usi al gioco delle tre carte e ve lo dimostro anche in un altro modo, in questo caso perchè praticamente volete dire che anche l'articolo 19 si può utilizzare per i cantieri di lavoro, sicuramente con l'intento di dire successivamente che siccome non ci possono essere due strumenti che hanno la stessa finalità, quindi, alla fine sicuramente è quello di voler far scomparire lo stanziamento relativo ai cantieri di lavoro.
Dicevo "il gioco delle tre carte", lo vediamo, ne ha parlato il collega Gian Valerio Sanna nel suo intervento relativamente al comma 11 dell'articolo 13. Qui non si capisce come mai nel bilancio del 2002 ci ritroviamo le risorse per la nuova legge sull'occupazione giovanile, sulla 1 del 2002, che le risorse vengono allocate nella UPB della Presidenza. Nel 2003 vediamo che improvvisamente queste risorse vengono allocate nella UPB dell'Assessorato del Turismo e nella UPB dell'Assessorato del Lavoro.
Nel 2004 non è previsto assolutamente niente né nella Presidenza, né nell'Assessorato del turismo, né in quello del lavoro. Nel 2005 ricompare nella Presidenza, non si capisce questo gioco strano, assessore Masala, che intendete fare. Se utilizzate la UPB della Presidenza, perchè non la lasciate nella Presidenza e poi vuol dire che durante l'esercizio andate a risistemarle? Invece non si capisce! Nel 2002 nella Presidenza, nel 2003 nei singoli Assessorati, nel 2005 nuovamente nella Presidenza. Ma quello che mi interessa far rilevare è che nel 2004 non esiste nessuno stanziamento per la legge numero 1. Quindi, fate una scelta, fate una scelta di saltare il 2004 per quanto riguarda la nuova legge sull'occupazione giovanile. La fate riapparire nel 2005, però trovate l'invenzione del comma 11 e praticamente dite: "Va bene, siccome però nel 2004 non abbiamo previsto niente, prendiamo le risorse previste per il 2005 ed anticipiamo il bando, utilizzando nel 2004 le risorse che provengono dal 2005".
Ma, assessore Masala, non sarebbe stato più corretto che, nel limite delle disponibilità che avevate, distribuivate le risorse in modo corretto e in modo continuo nei tre esercizi? Perchè tra l'altro voi state arrecando anche un altro danno, assessore Masala, perchè nell'ultima parte del comma 11 tra l'altro dite...
OPPI (U.D.C.). E' una catastrofe!
BIANCU (La Margherita-D.L.). Dica assessore Oppi? Assessore Oppi, noi non abbiamo la "fregola" che ha lei!
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, onorevole Biancu, non si rivolga, onorevole Biancu!
BIANCU (La Margherita-D.L.). Lei ha molta esperienza in questi banchi, noi ne abbiamo molto meno di lei, però, siamo abituati a dire le cose.
(Interruzione del consigliere Oppi)
PRESIDENTE. Onorevole Biancu, se vuole perdere il suo tempo interloquendo con l'assessore Oppi lo faccia.
BIANCU (La Margherita-D.L.). No, mi fa piacere interloquire con l'assessore Oppi!
PRESIDENTE. Ma lei non lo può fare, si rivolga alla Presidenza e continui il suo discorso.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Però, dicevo all'assessore Oppi…
PRESIDENTE. Lo dica a tutti i colleghi.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Allora lo diciamo a tutti i colleghi che certamente noi non possiamo avere l'esperienza che può avere l'assessore Oppi e chiaramente avrà anche in questa sua esperienza accumulato una buona dose di responsabilità, non solo nei diversi compiti, ma anche in quello che è il compito che lui sta esercitando adesso nell'Assessorato della Sanità.
Dicevo appunto che il comma 11, l'ultima parte del comma 11 praticamente produce un ulteriore danno, perchè a prescindere dal fatto che chiaramente state andando ad incidere in un esercizio che non è di competenza di questa legislatura, cioè non è nelle nostre disponibilità, assessore Masala. Il 2005 è nelle disponibilità di chi verrà dopo di noi, noi speriamo di esserci ancora, ma certamente non di questa legislatura, sarà di chi ci sarà nella prossima legislatura. E dicevo che state arrecando anche un ulteriore danno, perchè le risorse che andate ad anticipare attraverso un bando nel 2004, chiaramente va a diminuire anche le risorse disponibili per le imprese, per le società, le cooperative giovanili che intenderanno concorrere all'utilizzo di queste risorse. Ed in ultimo, proprio per fare questo riferimento al gioco delle tre carte, Assessore Masala, è che nel 2002 voi le risorse della legge 1 le avete allocate in spesa sia nelle UPB della Presidenza e sia nella UPB…,Assessore, io sono abituato non a parlare a vanvera, parliamo con i documenti che i suoi uffici sicuramente hanno predisposto e che ci portano che abbiamo uno stanziamento nel 2002 alla UPB 01032 di 87 milioni 798 mila euro, e alla UPB 07028 di 45 milioni 014 mila euro e alla UPB 10041 di 42 mila e 784. Quindi, sarebbe bene capire che gioco state facendo, perchè sembrerebbe che nella parte spesa voi avete duplicate le uscite relative alla legge numero 1 sull'occupazione giovanile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, onorevole colleghi, le politiche del lavoro rappresentano sempre un momento di confronto estremamente importante nell'Aula del Consiglio regionale, ed anche in questa finanziaria la discussione di oggi insomma rappresenta un primo momento di questo confronto, senz'altro utile, e poi io mi auguro utile e produttivo.
Io voglio fare una premessa che è questa; quando ci fu la discussione che poi si concluse con l'approvazione della legge 37, con il coinvolgimento anche degli enti locali, perchè la discussione non si limitò certamente a quest'Aula e questo fu un fatto estremamente positivo, si confrontarono anche in quell'occasione due linee sostanzialmente diverse, però poi con dei punti di convergenza. Queste linee sono presenti anche oggi nella discussione. E cioè da un lato c'è l'esigenza di attivare politiche di sostegno all'impresa, quindi politiche del lavoro che pongano l'impresa come fattore principale di sviluppo, di produzione e quindi di ricchezza e di lavoro, quindi un lavoro produttivo, e questo mi pare il punto centrale ed anche che ha ispirato la legge 37, e in questa...
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Colleghi per cortesia. Onorevole Spissu, per cortesia.
SANNA ALBERTO (D.S.). Dicevo che anche l'articolo 19 della 37 in buona parte è ispirato a questa impostazione, poi c'è l'altro aspetto che è quello del lavoro come leva per venire incontro ad esigenze di carattere sociale, come strumento soprattutto per soddisfare i bisogni di quei ceti della popolazione, ceti più deboli e meno attrezzati culturalmente e non solo, e che quindi sono più esposti un po' a tutte le difficoltà.
Queste sono le due tendenze. Io credo che facendo il punto su questi temi, la Giunta regionale debba tenere presenti questi due aspetti. Intanto non è accettabile che l'articolo 19 della 37 venga in qualche modo indebolito o menomato attraverso il dimezzamento delle risorse, assessore Masala. E` vero che ci sono dei ritardi nella spendita delle risorse e su questo credo che la Giunta debba informare adeguatamente il Consiglio, sull'entità e sulle cause di questi ritardi e fare un'analisi compiuta dei motivi; e poi da qui naturalmente definire anche quali possano essere le soluzioni a questo problema. Però, io credo che la Giunta debba mantenere in piedi, come punto fondamentale della sua azione in questo ambito, l'articolo 19 della 37, soprattutto sulla lettera A e sulla lettera B che sono quelle che si orientano a sostegno dell'impresa. E sono quelli i punti che stanno danno i risultati più positivi in tutta la Sardegna.
Non dimentichiamoci che anche se questa legge sta partendo in ritardo, anche perchè questa Giunta per la verità non ci crede molto all'articolo 19 della 37, e non crede molto alla 37 nel suo insieme, quindi, non ha certamente favorito e sostenuto i comuni in questo sforzo. E` una legge che - anche se ha degli aspetti positivi - ha bisogno di un certo numero di anni per poter dare i risultati sperati.
Credo che il punto C dell'articolo 19 possa essere soppresso, nel senso che noi non dobbiamo permettere ai comuni di usare le risorse dell'articolo 19 per realizzare opere pubbliche. Questo punto io credo che già da questa finanziaria si potrebbe sopprimere e, quindi, questo già sarebbe utile per qualificare maggiormente l'articolo 19. Naturalmente io credo che non si possa andare al di sotto delle risorse del triennio precedente, insomma quella quota dei 333 miliardi che in questo triennio passato la Regione ha assicurato, ha assicurato soprattutto grazie alla battaglia che le opposizioni hanno fatto, perchè altrimenti già dal primo bilancio di questa nuova fase sarebbe stato cancellato o ridotto in modo sensibile, io credo che questo primo punto vada salvaguardato e noi faremo una battaglia fino in fondo perchè l'articolo 19 sia valorizzato e sia mantenuto in piedi, anche perchè questa è la volontà dei comuni della nostra Regione.
Un altro punto importante che va tenuto in considerazione è quell'altro aspetto di cui parlavo prima, cioè delle politiche del lavoro che hanno una finalità più spiccatamene sociale, per i motivi che richiamavo e che sono abbastanza presenti nella nostra discussione. Io credo però che i cantieri comunali che è giusto mantenere perchè svolgono una funzione sociale e di coesione delle nostre comunità molto importante, e chi ha avuto l'esperienza di amministrare un comune di questo è pienamente consapevole, credo che però non possa essere questa linea eccessivamente presente. Voglio dire, la dimensione delle risorse da destinare ai cantieri comunali è giusto che rimanga quella dell'anno scorso.
L'idea che è stata avanzata dall'onorevole Pili di destinare quei 600 miliardi di residui, di destinarli interamente per realizzare cantieri di lavoro, è un'idea inaccettabile, assessore Masala e assessore Luridiana.
COGODI (R.C.). Non sono residui.
SANNA Alberto (D.S.). Insomma, queste risorse non spese! Ma, al di là di questo, io ritengo che sia un errore, sarebbe un passo indietro grave ed inaccettabile; io credo che se ci sono residui, se ci sono soldi non spesi, intanto darei ai comuni un termine ulteriore ed ultimativo entro il quale spendere le risorse, poi, alla scadenza di questo termine, andrei a recuperare le risorse davvero non spese, però io credo che quelle risorse andrebbero destinate sempre ai comuni, e io suggerisco di andare nella direzione di finanziare ulteriormente la legge 25 che è una legge che consente ai comuni sardi di poter chiudere i bilanci e di poter partecipare con quote di cofinanziamento ad una serie di programmi comunitari, regionali e quant'altro; perchè i comuni sardi che hanno una scarsissima capacità di autofinanziarsi utilizzano le risorse della legge 25 per fare questo.
Quindi, io penso che se ci sono risorse da recuperare, vadano destinate all'articolo 19 e alla legge 25, perchè queste sono le due leggi che favoriscono le politiche attive e produttive, aggiungo io, del lavoro e che vengono incontro alla esigenza del sistema delle autonomie locali che è un sistema piuttosto debole in Sardegna.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO(Segue SANNA ALBERTO.) E se noi come Regione non rafforziamo anche le politiche che vogliamo portare avanti, anche in questo ambito, rischiano di non avere successo perchè non è possibile, non è pensabile avere un sistema di imprese che funziona, un sistema economico che funziona con le autonomie locali che non hanno le risorse per sostenere questo sistema.
Quindi, io mi auguro e la Giunta anche su questo punto tenga conto delle proposte che le opposizioni avanzano e che modifichi in modo sostanziale la linea che ha avanzato in questa finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
Oppi (U.D.C.). Presidente, è per pregarla, viste le condizioni climatiche che non sono certamente delle migliori, vedo che poi non si segue con particolare attenzione, la stanchezza tende a crescere, se non sia opportuno interrompere i lavori, perchè le condizioni non sono delle migliori. Proprio si avverte palesemente! Uno che sviene da una parte, uno che si sente male dall'altra, insomma la temperatura o meglio l'aria non è delle migliori! Quindi, veda lei, ci appelliamo alla sua clemenza!
PRESIDENTE. Onorevole Oppi, è un problema di sanità! dovrebbero ancora parlare il consigliere Cugini e l'Assessore. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Io sono favorevole alla proposta dell'Assessore Oppi. Se c'è un'esigenza di interrompere i lavori, a questo punto, e di riprendere domani mattina, noi siamo d'accordo.
Presidente. C'è qualche intervento contro? Posso fare una proposta? Io direi che c'è iscritto per un intervento l'onorevole Cugini, interviene l'onorevole Cugini, terminano gli interventi, si può riprendere domani mattina con la replica dell'Assessore. Io non avendo avuto altre indicazioni dall'Aula, la Presidenza si attendeva questa proposta e la cura sarebbe una Conferenza di Capigruppo, perchè se c'è qualche opposizione devo convocare la Conferenza dei Capigruppo.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
Balletto (F.I.-Sardegna). Presidente, solo per sapere come proseguiranno domani i lavori, perchè lei ha annunciato che ci sarà la replica dell'Assessore, ma su questa prima parte dell'articolo 13; poi abbiamo la seconda parte che si tratta sempre di emendamenti aggiuntivi all'articolo 13, quindi, vorremmo sapere se si prosegue dopo la replica dell'Assessore con l'illustrazione degli emendamenti e con la discussione generale di quella parte o si deve votare prima la prima parte e poi la seconda?
PRESIDENTE. Si dovrebbe chiudere la prima parte.
Balletto (F.I.-Sardegna). Siccome gli emendamenti si illustrano sempre tutti insieme, poi si vota prima la prima parte, cioè gli emendamenti modificativi e l'articolo, dopodiché quelli aggiuntivi, però l'illustrazione degli emendamenti si fa prima delle votazioni, questo volevo sapere in maniera tale anche poi da organizzare per le presenze in Aula.
Presidente. L'impostazione appare corretta. Si prosegue con la presentazione e la discussione degli emendamenti.
Balletto (F.I.-Sardegna). Quindi, la replica dell'Assessore, l'altra illustrazione e poi la discussione.
PRESIDENTE. Non ci sono opposizioni. Finiamo gli interventi, onorevole Cugini; io ho proposto non è che poi inizia una fuga generale! Siate corretti per cortesia, altrimenti vado avanti fino alle dieci, chiedo la Conferenza dei Capigruppo e ve la decidete. Mi appello anche alla vostra correttezza. Ha facoltà di parlare il consigliere Cugini.
CUGINI (D.S.). Rinuncio all'intervento.
PRESIDENTE. Rinuncia all'intervento. Non ci sono altre iscrizioni per domani.
I lavori riprendono domani alle dieci..
La seduta è tolta alle ore 21 e 03.
Allegati seduta
CCCXXXIX Seduta
(Pomeridiana)
Giovedì 27 Marzo 2003
Presidenza del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Biggio
indi
del Vicepresidente Salvatore Sanna
indi
del Vicepresidente Biggio
La seduta è aperta alle ore 17 e 06.
ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 22 marzo 2003 (333) che è approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Antonio Cappai e Pasquale Onida hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 27 marzo 2003. Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
ORTU, Segretario:
"Interrogazione BIANCU - SANNA Gian Valerio, con richiesta di risposta scritta, sul profondo malessere che ha investito la Scuola superiore di Ales-Mogoro". (607)
"Interrogazione SANNA Alberto - SANNA Gian Valerio - BIANCU, con richiesta di risposta scritta, sulla sistemazione dello svincolo tra la strada provinciale n. 61 e la strada provinciale n. 92 in territorio del Comune di Terralba (OR) attraverso la realizzazione di una 'rotonda alla francese'". (608)
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sul passaggio di un dipendente dal ruolo unico regionale all'Ente Foreste". (609)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
ORTU, Segretario:
"Interpellanza PACIFICO - SANNA Salvatore - PINNA - SCANO sul progetto di realizzazione di un depuratore a osmosi nell'area del Parco naturale regionale di Molentargius - Saline e sull'elevato costo di un'opera che porterà i cagliaritani a pagare l'acqua a un prezzo maggiore rispetto a quello attuale". (343)
"Interpellanza LAI - SECCI - SPISSU - FADDA - BALIA - COGODI - SANNA Giacomo - SCANO - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SELIS - VASSALLO sulle nuove misure e sui nuovi destinatari delle agevolazioni tariffarie postali entrate in vigore dal 17 gennaio 2003 col decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 294 del 2002". (344)
"Interpellanza MANCA - SANNA Giacomo sui campioni di organi dei feti abortiti e dei piccoli agnelli morti registrati nell'accettazione dell'Istituto Zooprofilattico della Sardegna". (345)
"Interpellanza MORITTU - SPISSU - LAI - PIRISI - SANNA Alberto sulla chiusura della scuola di addestramento al volo di Alghero da parte della Società Alitalia". (346)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione dell'esame degli articoli del disegno di legge numero 383. Siamo all'articolo 13. Stiamo illustrando gli emendamenti e siamo all'emendamento 477. L'emendamento in questione. Per illustrare l'emendamento numero 477 ha facoltà di parlare il consigliere Spissu.
SPISSU (D.S.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. L'emendamento 62 è uguale all'emendamento 478, 491 e 530; il 530 proviene dall'articolo 12.
Ha facoltà di parlare il consigliere Pinna per illustrare gli emendamenti numero 491 e 530.
PINNA (Gruppo Misto). Presidente, con questo emendamento soppressivo non si vuole illustrare uno dei tanti emendamenti che tendono a criticare fortemente la manovra in tutti i suoi aspetti, quindi si è voluto evidenziare, nel corso della finanziaria e dei primi articoli, con questi emendamenti soppressivi, non perchè molte volte si era in disaccordo sul dispositivo, ma perchè si voleva mettere in evidenza l'inadeguatezza complessiva della manovra. In questo caso invece gli emendamenti, l'emendamento 62 e gli altri, simili, hanno un significato di merito che io vorrei illustrare, seppure brevemente, perchè sono relativi ad una decisione della Giunta regionale, evidentemente, che prevede, lo leggo testualmente così per ricordarlo ai colleghi, che la Regione è autorizzata a finanziare lavori di valorizzazione ambientale del parco geominerario della Sardegna da effettuarsi tramite cantieri comunali. I finanziamenti possono essere attribuiti per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili impegnati nei lavori relativi alla bonifica dei siti inquinati di carattere nazionale. Per le finalità di cui al presente comma è autorizzata la spesa di Euro cinque milioni.
Presidente, qua siamo veramente al ridicolo e all'assurdo perchè viene effettuato questo stanziamento in una manovra finanziaria che si dice priva di disponibilità che pure aumenta notevolmente l'indebitamento della Regione. Ebbene si decide di dare questo stanziamento per conservare delle azioni che sono a dir poco deleterie, perchè i lavoratori che dovevano essere impegnati nelle bonifiche ambientali dei siti inquinati non riescono a fare quei lavori, la società incaricata non è in grado di eseguire quei lavori, dunque si tengono per decisione di qualcuno - evidentemente di questa fantomatica cabina di regia che ha preso il coordinamento di questi lavori - si lasciano i lavoratori allo sbando, a pulire pinete, a fare pulizia, quello che molte volte deve essere fatto dalle imprese di nettezza urbana, si mettono i lavoratori a rifare marciapiedi e quant'altro, e non riescono o era stato dimenticato nelle periferie dei paesi che ricadono all'interno del parco geominerario. Questa è veramente una cosa scandalosa, illegittima tra l'altro, perchè nella convenzione con questa associazione temporanea di impresa non esiste la voce dell'affidamento e della realizzazione di cantieri di questa tipologia dei lavori, e con un atto illegittimo che è la cabina di regia inventata dalla Giunta regionale in sostituzione delle competenze attribuite con decreto ministeriale al consorzio del parco, dicevo, affidate arbitrariamente, in modo illegittimo di cui qualcuno dovrà pure rispondere di questi interventi, semplicemente perchè le imprese che sono state scelte non sono state capaci o non sono state messe in condizione, scelga la Giunta regionale qual è il motivo per cui quasi 100 miliardi arrivati dallo Stato non si riesce a spenderli, per cui le risorse stanziate non si riesce ad impiegarle nonostante esista un decreto del Ministero dell'Ambiente che dice: questi sono i primi 100 miliardi di uno stanziamento di 941 miliardi, una cifra enorme che finalmente questa sì darebbe avvio a quella riconversione delle aree minerarie a cui si è fatto riferimento ieri. Ecco, se dovesse passare questo dispositivo, io credo che si legalizzerebbe l'arbitrio, l'illegittimità, e questa illegittimità tra l'altro, voglio dire, si aggiungerebbe all'altra gravissima illegittimità - di cui ancora si dovrà discutere a lungo probabilmente se non si porrà rimedio - che è quella di aver affidato questi interventi - pur nel rispetto della legge - non con un appalto, ma con un affidamento diretto partendo da due presupposti che dovevano essere rispettati; il primo era che le imprese dovevano avere esperienze di bonifiche, nel settore delle bonifiche, il secondo è che dovevano avere esperienza nel settore della stabilizzazione dei lavoratori. Ebbene, queste imprese sono state scelte senza che ricorresse nessuna di queste due condizioni. Quindi, si tratta di una convenzione anch'essa illegittima che peraltro penalizza fortemente le società regionali che siamo costretti, come è successo ieri, a finanziare separatamente lasciandole a carico della Regione mentre potevano essere affrancate dal carico finanziario regionale, potendo disporre di finanziamenti ingenti per quanto riguarda l'esecuzione dei lavori di loro competenza che sono state espropriate. Ora queste imprese si vantano anche di avere competenze semplicemente perchè nel settore della progettazione dicono di aver affidato in subappalto questi lavori a società regionali. Veramente siamo alla vergogna totale; qua non siamo capaci di salvaguardare le nostre risorse, questa finanziaria del rigore di fatto, per quanto riguarda questo aspetto, e non solo, ma questo aspetto è così lampante, così evidente, è una fonte di sperpero di risorse finanziarie e di forti illegittimità di cui qualcuno, ripeto, dovrà pur rispondere perchè se dovesse passare questo dispositivo, e questo è il comma 4, io penso che tutta la finanziaria comincerebbe davvero a mostrare delle crepe e una matrice di totale incapacità ad affrontare i problemi della nostra Regione. Credo che se le opposizioni, pure in un clima nel quale si sta cercando faticosamente un accordo per concludere questa finanziaria, si passasse ad una fase di inasprimento del confronto, io credo che ci sarebbero tutti i motivi perchè non è pensabile, non è giustificabile che una maggioranza che si ispira all'efficienza, al liberismo e all'impresa possa consentire di mettere in atto atti di assistenzialismo e di sperpero di risorse di queste dimensioni di cui certamente qualcuno ne dovrà rispondere se non si porrà rimedio a questo aspetto.
Ora, io voglio anche dire che questo intervento non è rivolto contro questa associazione temporanea di imprese, che pure ha dimostrato incapacità da una parte di eseguire i lavori di bonifica, dall'altra per altri aspetti, per quanto riguarda per esempio interventi nel settore dei beni culturali ha pure dimostrato che qualche intervento, e un impiego efficiente ed efficace dei lavoratori che ha impegnato, può realizzarlo. C'è un altro emendamento più avanti che infatti prevede un incremento delle somme che venissero tagliate da questo intervento perchè io mi auguro che nessuno della maggioranza abbia più il coraggio di intervenire sul passato, su quanto è stato fatto nel passato, sulle inefficienze che possono esserci state nel passato se si dovesse arrivare a votare e ad approvare questo stanziamento che, ripeto, è l'esempio dello sperpero delle risorse, della totale inefficienza nell'uso delle risorse regionali e dell'incapacità a realizzare quegli interventi che sono stati finanziati dallo Stato. Dunque, noi non siamo capaci ad utilizzare le risorse statali...
PRESIDENTE. Onorevole Pinna prego, tanto li sta illustrando tutti e tre, anche il 491 e il 530?
PINNA (Gruppo Misto). Sì, possiamo continuare dopo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Falconi per illustrare l'emendamento 478.
FALCONI (D.S.). Grazie Presidente. Io posso limitarmi a fare qualche breve considerazione che farò in seguito sull'emendamento soppressivo del comma 4 all'articolo 13, per dedicare qualche breve considerazione sull'articolo in generale, non voglio anticipare la discussione generale di questo articolo, ma voglio dare un senso anche agli emendamenti che poi sono stati dati per illustrati, il soppressivo totale dell'articolo 13 e così via, intendendo anche ritirare con questo mio primo intervento l'emendamento soppressivo dell'articolo 3, cioè il 476 e il 477. Come dicevo voglio fare qualche breve considerazione di carattere generale sull'articolo e su questo Assessorato. Io penso sia necessario farla perchè siamo di fronte, per dirla in sardo, a su connottu, cioè tanto veniva finanziato per la formazione professionale, tanto viene finanziato, poi c'è questo distacco dei 71 milioni di Euro complessivi del primo comma e questo distacco di 13 milioni di Euro per essere collegato ai bandi POR, però sostanzialmente nulla varia. Sostanzialmente non possiamo parlare, nonostante i buoni auspici nelle diverse legislature, ma soprattutto in questa per una formazione professionale rinnovata, modificata sia come finanziamenti ma soprattutto come efficacia, stante il fatto che è una cosa un po' costosa, Assessore, e nulla di nuovo sotto il sole. C'è nell'articolato, nel comma 2 in particolare, secondo me, anche qualche svarione, ma torneremo semmai in discussione generale sui diversi commi, ma questa la voglio sottolineare fin d'ora. Non si può proporre di pagare gli interessi di un mutuo dove c'è l'abbattimento della quota di interessi (se mi ascolta forse l'Assessore è meglio), e si propone in questo articolo qualcosa che dal punto di vista bancario è un assurdo, cioè che gli interessi di mora vengano pagati uguali agli interessi che appunto si prevedono in quel mutuo. In questo modo non ci sarà nessuna cooperativa che restituirà i soldi alla Regione di quei mutui contratti. Sul comma 4 invece - ho già detto che l'emendamento soppressivo del comma 3 lo ritiro - mi soffermo per ribadire un po' le cose che il collega Pinna ha peraltro già fatto, ma per sottolineare il fatto che si fanno veramente delle cose fuori non solo da una programmazione generale, ma oserei dire fuori dalla grazia di Dio! Perchè lì abbiamo un parco geominerario così, in ponte; abbiamo i finanziamenti, abbiamo un comitato provvisorio istituito, abbiamo tutte le cose per farlo decollare, questa Giunta di Centro Destra da anni non riesce a far decollare ciò che era pronto ed invece interviene in questa forma assolutamente fuori da ogni logica per fare assistenza. Nulla più, per fare assistenza!
Ma, nel fare assistenza io non sono sempre contrario al fare assistenza in un sistema come quello sardo dove per alcuni versi si ha bisogno di interventi immediati per fare anche questo tipo di cose. Però, lo si faccia in forma equa, perchè voglio dire, intervenire lì, dove c'è una discussione in atto e dove c'è un processo in atto che non si manda avanti, tra l'altro in forma molto consistente con cinque milioni di Euro, o se preferite 10 miliardi di Lire, per stabilizzare dei lavoratori L.S.U. solamente in quel territorio, solamente per quella ragione, badate, è una iniquità nei confronti anche del loro stesso territorio interessato, ma è una iniquità soprattutto nei confronti degli altri lavoratori che in quelle condizioni ci sono ancora in Sardegna. Contemporaneamente, nello stesso articolo si ripropone, perché poi torneremo in discussione generale sull'articolato, su questo tema, il rifinanziamento dei PIP, dei piani per l'inserimento nella produzione di giovani disoccupati.
Allora, abbiamo detto, per gli LSU del Parco geominerario sono stati destinati 10 miliardi di lire; per i giovani disoccupati che vogliono essere inseriti in piani di inserimento nelle aziende produttive dell'intera Sardegna: copertura finanziaria 1 miliardo. Badate, se questa è la logica di questa Giunta regionale, io penso che non vi sia nessun nesso, nessuna logica, nessuna coerenza in nulla, perché è un modo di fare che lascia veramente perplessi. E allora noi proponiamo la soppressione di questo comma, perché è giusto intervenire sì nei confronti degli L.S.U., ma intervenire in forma equa, come è giusto mandare avanti quello che bisogna mandare avanti in quel territorio e cioè il Parco geominerario con i finanziamenti nazionali dei vari Ministeri che sono fermi da anni, come è giusto far affluire in quel territorio le risorse di cofinanziamento regionale. Queste cose dovete fare, non ciò che state proponendo in questo articolato, dove dedicate 10 milioni di lire per fare assistenza e collateralmente, nello stesso articolo, nei commi successivi dedicate 1 miliardo di lire o 500 mila euro per tutti i giovani sardi che vogliono essere inseriti con un PIP in tutte le aziende della Sardegna. Quello è uno strumento che ha funzionato, come ha funzionato la legge 36, ma torneremo più in là su questi temi, sono strumenti che hanno funzionato e che state riprovando. Ma che necessità c'è di riprovare i PIP con la dotazione finanziaria di un miliardo? Sapete che è uno strumento molto agile, molto efficace, perché una grande percentuale, la maggior parte dei giovani che sono stati inseriti per dodici mesi nelle aziende produttive… Poi se l'Assessore del lavoro ascoltasse alcuni buoni consigli che gli diamo in quest'Aula forse sarebbe utile per la discussione, affinché non si commettano questi svarioni. Dicevo, che necessità avete di monitorare con 500 mila euro uno strumento che è stato efficace, gradito dalle associazioni di categoria, gestito dalle associazioni di categoria, e cosa fate con 500 mila euro, lo riprovate? Lo monitorate? Che necessità c'è? Altrimenti non si spiega davvero cosa si intende fare con quella cifra che rasenta il ridicolo. Comunque, in ultimo, io proporrei, quasi verbalmente, la soppressione dell'articolo 4 e quindi di quella posta del comma 4 per riversare appunto quella disponibilità finanziaria nei successivi commi e cioè per finanziare i PIP.
PRESIDENTE. Onorevole Falconi, ho capito chiaramente che gli emendamenti 476 e il 477 sono stati ritirati, non ho invece capito se questo vale anche per il 474 e il 475, che venivamo prima. Sono ritirati anche questi?
FALCONI (D.S.). Sì, permane il 478.
PRESIDENTE. Invece permane il 478, questo che ha appena illustrato, benissimo. Adesso ci sono gli emendamenti sostitutivi parziali. L'emendamento numero 10 della Giunta regionale lo facciamo illustrare prima del 698, perché il 698 è soppressivo del 10.
Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 10.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 10 è relativo alla riduzione dell'importo che è previsto nel primo comma, perché alle spese relative all'obbligo formativo si provvede con assegnazioni statali.
PRESIDENTE. All'emendamento 10 è stato presentato l'emendamento 698, dai colleghi Sanna Gian Valerio, Fadda e più. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrarlo.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 367 ha facoltà di illustrarlo.
PINNA (Gruppo Misto). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 11.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' una specificazione del comma quinto del testo così come era stato licenziato dalla Commissione, infatti si parla di giovani qualificati in quanto i PIP sono destinati alla formazione superiore a quella di base, per la quale è destinato lo stanziamento ex legge 47 del 1975, cioè il piano di formazione professionale.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 451 ha facoltà di illustrarlo.
FALCONI (D.S.). Brevemente, Presidente, per ribadire ciò che poco fa ho ricordato all'Aula e soprattutto all'assessore Masala e all'assessore Luridiana. Qui si tratta di rimpinguare la disponibilità finanziaria per ripartire, con uno strumento che ha dato i suoi frutti da appena è stato applicato in Sardegna, cioè con i piani per l'inserimento professionale di giovani in cerca di prima occupazione che si affacciano per la prima volta al lavoro e trovano la disponibilità di aziende che appunto inseriscono in questi piani, con l'abbattimento totale degli oneri previdenziali, un ulteriore contributo a favore dell'azienda che addestra questo giovane per un massimo di dodici mesi. Si è verificato che questo strumento e gli altri strumenti che nel 1998 avevamo messo in piedi si sono rivelati particolarmente efficaci, tanto che non sono bastate le risorse finanziarie. La caratteristica di questo strumento è che andavano gestiti dalle organizzazioni datoriali e così lo riproponete nei commi 5, 6, 7, 8 e 9. La metà di questo articolo è dedicata ai piani per gli inserimenti professionali. Ahinoi, arrivate alla partita finanziaria e per questo mettete in campo la somma enorme di 500 mila euro. Ma cosa volete convenzionare? Tutte le organizzazioni datoriali della Sardegna per gestire in Sardegna 500 mila euro? Secondo me non bastano per fare le convenzioni, secondo me non basta per mettere in moto la macchina. E allora noi vi proponiamo, con questo emendamento 451, non somme strabilianti, ma una somma minima per poter ripartire in Sardegna con questo strumento che, ripeto, si è rivelato particolarmente efficace, di 2 milioni di euro per il 2003 e 3 milioni e mezzo di euro per gli anni successivi, in modo che si possano quanto meno fare delle convenzioni triennali, le organizzazioni datoriali possano contare su un piano triennale anche per valutare come inserirli, chi inserire, quando inserirli nell'arco di una programmazione almeno triennale, contando su un minimo di disponibilità finanziaria.
Non possiamo continuare con uno spezzatino senza una politica organica per l'inserimento dei giovani nelle aziende che pure avevano iniziato ad a ssumere, invertendo un andamento negativo degli ultimi decenni, invertendo nel 1999/2000 un andamento occupazionale. Questi sono stati gli strumenti veri che hanno funzionato in Sardegna, questi come la 36 e la 448, che messi assieme, e è questa la legislazione che la coda della precedente legislatura vi ha lasciato e che state gestendo, ma gestendo male, bene quella legislazione, cioè questo strumento, la 448 e la 36 messi assieme, perché avevamo previsto la cumulabilità di queste leggi, cumulabilità in tempi diversi naturalmente, prima usando questo strumento, poi la 36, poi ancora la 448, si riusciva a mettere assieme nove anni di intervento per favorire l'occupazione in Sardegna. Questo era importante per la Sardegna ed era importante nel Meridione, perché aveva generato un meccanismo molto particolare che lei conosce bene, assessore Masala, perché era stato presentatore di una legge uguale a quella della Sicilia. Noi abbiamo messo assieme queste leggi e abbiamo determinato qualcosa di maggiormente favorevole anche rispetto alla Sicilia qui in Sardegna. E quindi in quella fase siamo diventati la regione avanzata, la regione che aveva una legislazione per l'occupazione migliore rispetto alle altre regioni meridionali. Bene, questo patrimonio si infrange con questi modi di fare. Se credeva allora, assessore Masala, a questi meccanismi, quando ha proposto una legge che poi è stata, assieme alle nostre leggi, unificata e ne è venuta fuori una parte consistente del cosiddetto piano del lavoro, non vedo perché oggi lei non ragioni su questi temi e non condivida con noi la necessità di rimpinguare, non con enormi somme, ma di uscire dal ridicolo dei 500 mila euro e di arrivare almeno a due milioni di euro che consentono una prima operatività e una triennalità un po' più consistente di programmazione di spesa e di programmazione di assunzione da parte delle aziende interessate a questo efficacissimo strumento.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 604 ha facoltà di illustrarlo.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, volevo inizialmente, sull'emendamento, ma anche sul comma di riferimento, segnalare agli uffici che probabilmente c'è un errore nella scrittura del comma 9. In effetti gli oneri che derivano dell'applicazione del comma 4 sono già previsti nel comma 4. Probabilmente l'indicazione sono gli oneri che si riferiscono ai commi 5, 6 e 7, quindi diamo un'imputazione corretta alla copertura finanziaria.
Detto questo, l'emendamento numero 604 si propone una rivisitazione del finanziamento previsto nel comma 9 riguardo al finanziamento complessivo dei piani di inserimento professionali. Voi ci dovete consentire di avere una ragione di dubbio a vedere l'introduzione di una normativa parallela a quella nazionale, su questa materia (un attimo solo, arrivo a spiegare il perché) e il sostegno finanziario a questa, diciamo, normativa sostitutiva - va meglio Assessore, no? - è fatta in modo tale che quasi venga introdotta in sede legislativa in termini di promessa futura. Cioè, io quest'anno finanzio 500 mila euro e poi vi prometto che nei successivi anni ci sarà un finanziamento più adeguato.
Voi capite che la cosa non ha un riscontro positivo da parte nostra, stante il fatto che stiamo parlando di occupazione di una congiuntura complessa, difficile, urgente per la Sardegna. Però, questo elemento ci ha fatto anche riflettere sull'impostazione della normativa.
Primo aspetto: questa è una disciplina contenuta, una previsione contenuta a suo tempo nel "pacchetto Treu", che è venuta meno nel suo finanziamento, nelle sue opportunità e viene riproposta dalla Regione in via autonoma. Le caratteristiche, però, di questa proposta, se ci consentite, rispecchiano un'inclinazione della Giunta regionale rispetto ai poteri del Consiglio che noi abbiamo avuto modo di dire nel corso di questa finanziaria, non possiamo condividere, perché anche qui vediamo un eccesso di delega alla Giunta sulle direttive e sulle modalità che a questo proposito riteniamo particolarmente inutili dal momento che, essendo una norma derivata da una norma nazionale, la cosa più semplice che si poteva fare era quella di dire: va bene noi li facciamo, come Regione, rinviamo la disciplina a quella nazionale - quindi facendo riferimento alla disciplina, alle regole e ai criteri che governavano la materia a livello regionale - e quindi finanziamo. Invece no, invece c'è una procedura che in un qualche modo dà alla Giunta la possibilità di stabilire priorità, validità dei progetti, criteri e anche un elemento a noi molto caro, quello dell'assegnazione finanziaria determinata per ciascun ambito territoriale. Vorremmo capire quali sono gli ambiti territoriali, quali sono i parametri che si useranno per la distribuzione di queste risorse, tutte cose che credo legittime in sede di una programmazione preventiva di uno strumento che, ripetiamo, proprio per l'origine legislativa, noi non possiamo che riconoscere valido e sostenere. Non è nel merito la questione, è nel metodo che noi facciamo un'osservazione, significando anche che in un clima come quello che abbiamo, che vive anche la dimensione politico-istituzionale in questi anni, non sarebbe stato male che il rapporto di convenzionamento con i datori di lavoro, con gli ordini professionali, fosse presentato a noi in termini di un forte tasso di trasparenza e di concorso vero di idee che in qualche modo fugasse in noi i dubbi che anche questa, di per sé, rappresentasse una sorta di discrezionalità a scegliersi il datore di lavoro, stante il fatto che non ci potete negare che oggi gli ordini professionali, alcuni ordini professionali, che sono anche nel contesto nazionale molto criticati per il loro carattere elitario, per le loro pulsioni corporative, per il loro insieme di distinzione rispetto a un ruolo invece di integrazione nel sistema economico che chiaramente un organismo corporativo per sua natura deve fare e che invece per noi deve essere un elemento di apertura. Cioè questi strumenti sono stati concepiti in una filosofia nella quale fossero elementi di accompagnamento e di supporto alla più generale strategia della concertazione dello sviluppo locale. Non a caso voi fate un riferimento territoriale, giustamente. Però non collegare questa potenzialità che è la vera forza di questi elementi, cioè sapersi radicare attraverso un elemento di apertura e di confronto nel territorio, a noi pone alcuni problemi. Io credo che da qui all'approvazione, al voto, al confronto, non sarebbe male che la Giunta operasse una riflessione sull'opportunità di ricondurre, soprattutto i commi 6, 7 e 8, a un rinvio a una normativa già esistente che ci lascerebbe più sereni dal punto di vista della funzione degli obiettivi che si vogliono cogliere e in qualche modo supporterebbero ancor di più gli emendamenti che noi abbiamo presentato e che tendono a fare di questo provvedimento non un'idea di promessa futura, ma uno strumento di immediata praticabilità e di immediato esercizio da parte del Governo regionale, proprio perché quando stimiamo le risorse finanziare dobbiamo noi stessi chiedere che se anche il tempo necessario della burocrazia suggeriva a voi di limitare gli stanziamenti nell'anno corrente, perché suppongo che sia questa una delle ipotesi di giustificazione, io credo che noi dobbiamo dare un segnale diverso all'esternodi una politica che vuole dare rapidamente le risposte e che si riserva di intervenire sul versante del suo apparato semplificando la burocrazia e, mi consenta Assessore non è malizia, semplificando anche la circolazione di società nei corridoi che accompagnano molte volte progetti e selezioni, perchè noi abbiamo tutte le qualità e le professionalità in Regione per dare celerità e risposte in termini certi a queste domande, da poter fare a meno di tempi lunghi, di idee diverse o divagazioni sul tema. Questa è la nostra idea; l'idea di un finanziamento più concreto, immediato, il rinvio ad una normativa certa, conosciuta e coerente, e terzo: la possibilità che tutto questo avvenga in un criterio di rinvio ad una norma nazionale che ha già esplicato le sue funzioni e forse questa è la sua positività, è un indice di gradimento che la Giunta regionale sta manifestando con questa proposta e che proprio per questo noi riteniamo più giusto riferirla a questa fonte legislativa che può essere fatta propria o rinviata ad altra normativa comunque operante.
PRESIDENTE. Emendamento 688. Ha facoltà di parlare il consigliere Pisano per illustrare l'emendamento 688.
PISANO (Rif.Sardi-U.D.R.). Presidente, sarò brevissimo perchè questo era un emendamento che mi ritrovo con l'indicazione che si sarebbe dovuto ritirare. In effetti le cose che sono state dette poc'anzi dai due colleghi che mi hanno preceduto, mi fanno invece capire che è assolutamente necessario che questo emendamento non venga ritirato, non fosse altro perchè proprio dà quell'indicazione mancante che corregge il comma 9 dell'articolo 13, il riferimento esattamente a commi sbagliati e quindi indica esattamente che i commi 5, 6, 7 e 8 sono quelli di riferimento per i quali naturalmente vi è la copertura finanziaria e non fosse altro perchè così come diceva poc'anzi il collega Falconi, vi è un incremento della dotazione finanziaria. Certo non nei limiti che lo stesso collega Falconi chiedeva, ma viene raddoppiata la dotazione.
PRESIDENTE. L'emendamento 182 è ritirato; il 185 è ritirato; il 184 presentato dai colleghi Sanna Gian Valerio e più. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento numero 184.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Si tratta semplicemente di un emendamento teso a ripristinare i finanziamenti correnti alle spese per il fondo per il diritto al lavoro dei disabili. Credo che ogni parola in materia di tutela dell'handicap e delle condizioni disagiate di molti cittadini della Sardegna sia inutile rispetto alla sensibilità che dovrebbe accompagnare la nostra azione pubblica e la nostra capacità di solidarietà.
PRESIDENTE. Il 186 è ritirato; il 183, Sanna Gian Valerio e più. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento 183.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). L'emendamento 183 si propone di riportare un po' di ordine in una materia che la stessa Giunta ci propone con il comma 2 secondo una tendenza di allineamento, perlomeno per quanto riguarda i tassi concessi sulla 16 rispetto a quelli della 51. Credo che sia quella prevista nel comma 2 certamente un'esigenza di aggiornamento della legge numero 16 che ormai dal 1983 opera in condizioni chiaramente di scarso aggiornamento. Noi richiamiamo l'esigenza che le istruttorie e le pratiche riferite alle agevolazioni creditizie a favore delle cooperative di produzione lavoro, nonché i loro consorzi, debbano svolgersi nel rispetto delle direttive a suo tempo emanate, ivi compreso il Regolamento di attuazione del 1986, a meno che questi non vengano modificati. Cioè, è inutile che noi con norme sopravvenute o con norme mancanti continuiamo ad imporre termini temporali che, in qualche modo, limitano la funzionalità di una legge che se voi ritenete di dover aggiornare per alcune parti, noi riteniamo che debba invece mantenere la sua originalità e la sua peculiarità laddove l'intervento legislativo o le attività derivanti dall'intervento legislativo, demandate dall'intervento legislativo, quali i regolamenti e le direttive di attuazione, non intervengano organicamente a modificare la concezione legislativa primaria. Ora, questa abitudine di intervenire qua e là sulle leggi, modificandole per pezzi e per termini, è una abitudine che spesso rispetta più le esigenze dell'apparato che non le esigenze dei fruitori. Questo è un emendamento che ci deriva dall'accoglimento di una sollecitazione da parte della base produttiva interessata a questa materia, e ci meraviglia che contestualmente all'articolazione del comma 2, la Giunta non abbia inteso recepire un riallineamento rispetto alle norme preesistenti di questa normativa.
Credo che complessivamente sarebbe necessario, Assessore, ma non ne abbiamo visto traccia in questi anni, una rivisitazione complessiva di queste materie legislative, possibilmente in un testo unico che in qualche modo agevoli la lettura e lo differenzi per settori, ma dia anche rispetto alle esigenze normative e di indirizzo che ci derivano delle politiche comunitarie, un quadro sinottico di pari opportunità rispetto ai settori anche dei tenori di incentivazione di opportunità dei tassi e delle modalità operative di accesso a questi proventi. Io credo che sia una delle tante carenze che questa legislatura registra, noi ve ne facciamo carico per la parte di responsabilità che avete. Credo che per noi rappresenti un punto di riferimento di quello che avremmo potuto fare, ma che certamente se ci sarà dato modo e luogo, faremo nel futuro.
PRESIDENTE. Emendamento 314. Ha facoltà di parlare il consigliere Lai per illustrare l'emendamento.
LAI (D.S.). L'emendamento presentato mira a rendere la 36, che è una legge sulla quale il consenso, rispetto alla sua funzionalità, alla sua efficacia, sulle politiche occupative è condiviso e diffuso, mira a rendere la legge adeguata a quelle che sono gli elementi innovativi più recenti dal punto di vista del giuslavorismo e contrattuali, nel senso che all'articolo 1 il contributo per le assunzioni, nella legge, viene individuato per tutta una serie di forme di relazione contrattuale, che vanno dall'assunzione a tempo indeterminato di apprendisti all'assunzione di soggetti inoccupati o disoccupati che godono di particolari benefici, oppure all'assunzione di soggetti che stanno in categorie protette o, come secondo grande filone, le trasformazioni delle assunzioni a tempo indeterminato a partire da contratti di formazione lavoro o di lavoratori in cassa integrazione o di lavoratori iscritti in liste di mobilità o la trasformazione di contratti di lavoro part time.
Manca quella che invece è diventata nel tempo e soprattutto negli ultimi quattro o cinque anni, una modalità di assunzione di lavoratori che invece è parecchio utilizzata, sono i famosi CO.CO.CO.. E quello che sta succedendo adesso è che le modalità della legge costringono i lavoratori e in qualche modo i datori di lavoro costringono a loro volta i lavoratori a passare attraverso forme di lavoro nero, perché li costringono a stare iscritti all'ufficio di collocamento per mesi e quindi a non dichiarare il fatto di essere all'interno di un contratto di lavoro, per poi assumerli dopo che hanno maturato quelle che sono le caratteristiche legate alle possibilità di applicare la 36.
Quindi, con questo emendamento, noi proponiamo di inserire un'ulteriore lettera all'articolo 1 - la lettera M - e di introdurre la possibilità di dare il contributo per le assunzioni ai sensi della legge 36, anche per le trasformazioni di contratti di lavoro di lavoratori, prima impegnati in aziende con contratti di lavoro autonomo atipici che, vengono definiti dal fatto che sono iscritti alla gestione separata INPS, quella famosa del 10 per cento.
Pensiamo che si tratti di una modernizzazione della legge, pensiamo che in questo modo si eviti anche il passaggio a forme di lavoro nero che servono altrimenti per ottenere la possibilità di accedere al contributo e che riconosca il fatto che ormai oltre il 10 per cento dei lavoratori - qualcosa di più in questa Regione, ma si stanno ancora studiando i dati - passa attraverso questa iscrizione alla gestione separata INPS.
PRESIDENTE. L'emendamento 761 è un emendamento all'emendamento 314, è della Giunta; può essere illustrato. Credo che l'Assessore lo dia per illustrato.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si da per illustrato.
PRESIDENTE. L'emendamento 617, Cogodi, Ortu, Vassallo può essere illustrato. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento.
COGODI (R.C.). Vorrei intanto ricordare o, meglio, far notare ai colleghi del Consiglio che noi, il Gruppo di Rifondazione, in questa finanziaria abbiamo presentato pochi emendamenti. Pochi e selettivi emendamenti che trattano principalmente i temi che a noi sono più congeniali, cioè quei temi ai quali siamo più affezionati, e sono principalmente i temi dello sviluppo locale, del sostegno alla piccola e media impresa e i temi del lavoro.
Sappiamo bene che non sono temi di nostra esclusiva appartenenza, sono temi rispetto ai quali si manifesta un'attenzione, una sensibilità differenziata, ovviamente fra le parti politiche, ma un'attenzione ed una sensibilità vasta soprattutto nel campo e nell'area democratica del Consiglio. Non vorremmo però che siccome i nostri emendamenti sono pochi, abbiamo fatto questa scelta, venissero considerati poca cosa, perché, lo dico subito a scanso di equivoci, noi pensiamo che se permane questa sordità, questa sostanziale - non dico sostanziale chiacchiericcio ma insomma - questa sostanziale disattenzione e contrarietà, noi siamo capaci di presentare emendamenti, lo abbiamo dimostrato in altre circostanze e credo che lo dimostreremo anche nelle prossime ore in questa circostanza; perché noi di questi temi vorremmo, vogliamo parlarne per davvero, per venirne a capo.
Quanto questa Regione ha statuito, nelle sue leggi nel passato è materia che può essere migliorata, è materia che può essere estesa. Se si vuole. Se non si vuole la maggioranza e la Giunta attuale non lo facciano, si assumano la responsabilità di non rispondere all'esigenza più pressante, più urgente che oggi vive nella società sarda. Una cosa è sicura, che deve smettere però l'idea, la Giunta e la maggioranza, di togliere quello che c'è già. Deve smettere, la Giunta e la maggioranza, l'idea di espiantare quello che è già piantato, che ha messo radici e sta cominciando a dare frutti e buoni frutti, e siccome si dice, da più parti, che non è così, da più parti di maggioranza, noi abbiamo il compito di dimostrare nei prossimi giorni anche quali sono questi frutti e questi buoni frutti. Pensateci e prima rimediate all'idea insana che vi accompagna di dimezzare la provvista finanziaria delle leggi per il lavoro in questa Regione e meglio è per la Sardegna, per i disoccupati, e meglio è anche per l'andamento dei lavori ed anche per il Consiglio, ed anche per la maggioranza soprattutto.
In questi giorni ed anche in queste ore, è vero, ci sono stati degli incontri, dice il collega, l'amico Sanna Giacomo, che adesso evidentemente sta trattando per suo conto con la Giunta, suppongo, che ci sarebbero state trattative che avrebbero, come dire, soddisfatto appetiti; noi avevamo un appetito, non l'abbiamo soddisfatto, il nostro unico appetito era e rimane quello di dare copertura o meglio di mantenere la copertura finanziaria e il livello di sostegno della Regione autonoma nei confronti delle leggi per il lavoro, almeno di quelle che già esistono, e di migliorare quelle leggi e migliorare non vuol dire massacrarle, e migliorare non vuol dire bombardarle e disperderle, e migliorare non vuol dire trasformare l'azione locale di sviluppo, quella nuova frontiera che abbiamo acquisito, dell'impegno, dello sviluppo locale, della programmazione dal basso, della progettualità, della nuova impresa, che può dare lavoro e della disponibilità al lavoro che costruisce anche nuova impresa, non vogliamo tornare indietro di un millimetro rispetto a quella conquista che è nelle leggi regionali e principalmente nella legge 37, nel piano per il lavoro e nell'articolo 19.
L'idea che avete di dire che ha trasformato in ordinario lo straordinario, e per voi trasformare vorrebbe dire dimezzare, e per voi trasformare vorrebbe dire snaturare, cioè trasformando i progetti di sviluppo locale in un'abbuffata di cantieri, questo non rientra nella nostra disponibilità, il nostro appetito rimane del tutto inappagato. E` chiaro? Per la Giunta, per la maggioranza e anche per alcuni colleghi carissimi che sono critici o sono stati critici, rispetto all'impegno che in Aula e quando non c'è Aula vicino all'Aula, lontano dall'Aula, in ogni parte della Sardegna, noi su questo tema abbiamo sviluppato e continuiamo a sviluppare.
Se non è chiaro, faremo il possibile per chiarirlo, perché nessuno pensi che se la Giunta presenta la finanziaria con tanti mesi di ritardo e che, se poi si discute per altre molte settimane o qualche mese di tante altre cose pure importanti, nessuno pensi che arrivati al tema noi non discuteremo quanto necessita questa questione, perché sia chiara di fronte alla responsabilità di tutti.
L'emendamento 617 sfiora uno di questi temi; si riferisce al comma 3 dell'articolo in discussione, laddove è contenuta un'indicazione normativa anche di carattere positivo che noi condividiamo, infatti il nostro emendamento non sopprime il comma terzo dell'articolo 13 puramente, come dire, in qualche modo integra, esplica, se l'Assessore del lavoro ha la bontà di prestare l'attenzione che l'argomento merita per la sua competenza specifica, l'emendamento nostro 617, tenendo conto che già il terzo comma dell'articolo 13 si riferisce ai commi 4, 5, 6, 7 e 8 dell'articolo 18 della 37 e non a caso non si riferisce all'articolo 1, 2, 3 e l'articolo 9 che sono quelli che stabilivano le percentuali del sostegno pubblico nel tempo, il nostro emendamento intende puramente esplicare quello che già è implicitamente, secondo noi, contenuto nel comma terzo e quindi chiarire, dirlo in modo più evidente, che non ci sia dubbio interpretativo, che preliminarmente le azioni produttive e di lavoro alle quali ci riferiamo, sono l'Azione terre pubbliche e l'Azione bosco. E` già implicito, perché se si fosse voluto riferire a tutto questo terzo comma, avrebbe anche citato i commi precedenti nei quali sono contenute tutte le azioni dei progetti speciali e insieme vorremmo che si precisasse con questo essenziale emendamento che, proprio perché non sono citati né i primi né l'ultimo articolo che contiene le percentuali, che in questa materia il sostegno che la legge regionale dà ai lavoratori che sono impegnati da qualche anno nelle Azioni terre pubbliche e bosco è un sostegno che viene dato superando i limiti percentuali che sono contenuti nei commi non citati, proprio perché non vi sia una difficoltà interpretativa.
Quindi, l'emendamento non toglie nulla al comma terzo, puramente e semplicemente lo esplica, ne consente una lettura e una applicazione non controversa e quindi ha questa funzione. Altre considerazioni verranno svolte da noi in ragione e dei successivi emendamenti e poi in sede di discussione degli emendamenti stessi, nostri e intervenendo ed esprimendo il nostro parere anche su molti degli emendamenti dei colleghi che pure condividiamo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento 618.
VASSALLO (R.C.). L'emendamento 618 ha la finalità di guardare più in là del semplice obiettivo di dare o sostenere l'impresa attraverso contributi, e per cui sostenere l'impresa che già c'è, ma invece ha l'obiettivo di favorire nuove iniziative e precisamente la nascita di nuove imprese in settori, se pur considerati di nicchia, quelli che possono nascere in alcune località particolari della nostra Isola che, se opportunamente valorizzate, possono dare un contributo valido alla nascita di nuove imprese e anche di nuova occupazione.
Io non so se l'Assessore della programmazione ascolta, parla e ascolta anche; stiamo parlando dell'Isola dell'Asinara, un'isola come tutti voi sapete, come tutti noi sappiamo, che per decenni è stata praticamente inibita all'utilizzo pubblico da parte della nostra Regione, da parte dello stesso comune che ne detiene, diciamo, la proprietà, nel senso essendo dentro ai propri confini, un'isola che se da una parte è stata conservata dal punto di vista ambientale delle risorse naturali, di alcune risorse naturali è stata spodestata dalla propria capacità di valorizzazione produttiva dello stesso bene.
Noi con questo emendamento vogliamo recuperare questo aspetto; noi riteniamo che le risorse ambientali e naturali devono essere conservate, così come riteniamo che queste risorse, laddove è compatibile con l'attività, in quel caso il parco dell'Asinara, possono essere valorizzate e rese produttive. E per altro, tutti sappiamo che nell'epoca dell'utilizzo dell'Asinara come super carcere nell'isola stessa furono sviluppate diverse attività produttive, piccole attività produttive che però contribuivano a mantenere o a pareggiare i conti dello stesso Stato, perché servivano per contribuire a creare quel minimo di reddito, allora prodotto dai carcerati, attraverso una serie di azioni produttive.
Tutte queste azioni, per via del trapasso abbastanza tortuoso ed anche lungo tra la gestione ministeriale e la gestione dell'ente parco e regionale, tutte queste attività sono andate via via perdendosi. Per cui le aziende, tutta una serie di strutture lì presenti, sono andate deteriorate, sono state distrutte, vi sono presenti una serie di problemi di carattere anche di ripristino ambientale dei luoghi e per cui il problema della prevenzione della stessa prevenzione degli incendi nell'Isola per alcune zone è venuta meno, perché non sono state più favorite alcune coltivazioni che erano presenti che poi dovevano servire anche per il foraggio agli animali.
Insomma, vi era tutta una serie di azioni produttive che avevano una loro validità economica. Adesso sappiamo che nelle condizioni in cui è l'Isola necessita, per rivitalizzare queste attività, di un contributo della nostra Regione. Si tratta di capire qua se la nostra Regione si vuole impegnare verso attività produttive che possono per altro dare una risposta concreta all'esigenza di rispondere ai processi di espulsione della mano d'opera dalle grandi attività lavorative lì presenti nelle vicinanze - che sarebbero poi quelle della zona industriale - e per cui si potrebbe abbinare questa azione in funzione anche di dare una risposta proprio a questa espulsione dai processi produttivi industriali, e anche dei lavoratori socialmente utili che, nella provincia, nella zona, sono fortemente presenti.
Noi riteniamo che attraverso questa azione una risposta concreta a un'esigenza concreta di fare un salto di qualità anche nella gestione dell'ente parco possa essere possibile. Ieri ci avete respinto un emendamento di principio, ripeto, di principio, perché non indicava fondi ma indicava soltanto la possibilità per la Giunta di poter attuare quella continuità territoriale con l'isola dell'Asinara per rivitalizzare il borgo lì presente di Cala d'Oliva, ce l'avete respinto, non abbiamo capito il motivo però, ce l'avete respinto.
Io mi auguro che rispetto a questo emendamento 618 ci sia un minimo di considerazione in più rispetto al merito che contiene l'emendamento stesso. Non siamo qua per fare "bottega" o per fare "emendamenti di bottega"; così come diceva il Capogruppo poc'anzi, abbiamo presentato pochi emendamenti, ma pochi emendamenti che tutti hanno un senso molto preciso e tutti rispondono ad un'esigenza non particolare, ma a un'esigenza generale e la prima della quale è quella di dare lavoro, dare lavoro in Sardegna laddove non c'è. Questo è un emendamento che può rispondere a queste esigenze per cui vi chiediamo e chiediamo soprattutto all'Assessore del lavoro che si reca molte volte anche nelle zone dove l'ente parco l'Asinara è presente, perché oltre alle parole di rassicurazione che gli Assessori fanno quando vanno nelle varie province della nostra Sardegna, sappiano dare, in questo caso in questa sede, anche quelle risposte concrete che conciliano con le risposte che cercano di dare soltanto a parole nei territori.
Per cui, avete l'opportunità di passare dalle parole ai fatti, stiamo a vedere se questa volta dalle parole si passerà ai fatti o, se no, se le vostre cose che dite nei territori rimarranno soltanto parole.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento 619.
COGODI (R.C.). L'emendamento 619, pur esso, si inserisce in quella dimensione di correttivo, in termini di essenzialità; un correttivo di copertura finanziaria per un'attività estremamente utile, decisiva per molti versi che l'attività decentrata di orientamento, che deve svolgere ovviamente la Regione o la Regione con gli strumenti adeguati che riterrà, e di cui dispone, l'attività decentrata di orientamento quindi, attività di orientamento svolta nel territorio, rispetto alle normative regionali, nazionali e comunitarie in materia di lavoro.
Si prevede inizialmente una dotazione di 500 mila euro, noi proponiamo che questi 500 mila euro diventino 750 mila - come vedete non stiamo proponendo cose esagerate, miliardi, miliardi e miliardi - una dotazione più adeguata perché evidentemente abbiamo contezza che, per svolgere questa attività nel territorio, è necessario disporre di qualcosa di più, da 500 mila a 750 mila euro. Avremmo potuto dire un milione di euro o due milioni, perché pare che se non si parla di molti miliardi di questi tempi non valga neanche la pena di essere ascoltati.
L'attività di orientamento e di informazione sulla normativa del lavoro, quella regionale, quella nazionale e quella comunitaria, è fondamentale perché oltre a dare conoscenza - e ben sappiamo che la conoscenza è la base della libertà dell'individuo - oltre a dare conoscenza, offre gli strumenti attraverso cui poi agire. Si parla tanto di animazione economica, di interventi diffusi nel territorio, anche del sistema scolastico e di tutto, ed è giustissimo; se noi non siamo in grado di rendere note, conosciute, le normative, le opportunità e gli strumenti che i soggetti possono utilizzare per agire, per pensare bene e quindi applicarsi ad ideare un progetto, un'iniziativa, e se non hanno conoscenza della normativa è difficile che possano partecipare liberamente all'ideazione, alla progettualità. Al più, nel migliore dei casi, si accontenteranno del progetto che gli viene propinato, al più nel migliore dei casi chi non conosce la materia, gli strumenti e le opportunità sarà alla mercé, anche in senso buono, di chi si presenterà anche per aiutarlo quel soggetto o quell'insieme di soggetti per dire: "Bada che esistono queste opportunità, io ti aiuto a fare qualcosa", mentre il più delle volte l'aiuto migliore è quello che le persone che conoscono si possano dare da sé, orientando appunto la loro iniziativa, traducendola in progettualità e poi in progetto in senso tecnico vero e proprio.
Quindi un emendamento come si vede, non dico minimale ma onesto, direi austero, che non ho dubbi che la Giunta, l'Assessore vorrà accogliere e la maggioranza vorrà sostenere. Si tratta di poca cosa ma significativa, proprio perché partiamo da troppo poco per sostenere questa attività estremamente utile e produttiva.
Tutto ciò, vorremmo dire, non abbiamo dubbi che verrà preso nella giusta considerazione, tutto ciò in attesa che la Giunta e principalmente il Presidente della Giunta, e principalmente insieme al Presidente della Giunta l'Assessore del bilancio trovino modo di colmare quel vuoto che ancora permane nella finanziaria di quei 160-170 milioni di euro che mancano all'articolo 19, che mancano al piano per il lavoro. Assessore ci pensi in queste ore - e non mi pare che ci pensi molto perché neanche ascolta - ci pensi Assessore del bilancio, unitamente al Presidente della Regione, in queste ore, voglio dire, poi se vorrà più tempo in questi giorni, se vorrà più tempo in questi mesi a come restituire quei 160 e più miliardi o milioni di euro, no miliardi, la metà circa fa un milioni di euro, che mancano al piano per il lavoro. Poi pensiamo, poi, e vi aiutiamo anche noi a pensare come trasformarlo da straordinario in ordinario, però per intanto lasciate la provvista finanziaria che da quattro anni questa misura fondamentale per lo sviluppo e per il lavoro ha in Sardegna. Restituite, per favore, i 160 miliardi che mancano all'articolo 19, non pensate moltiplicando i cantieri di fare la magia; ma non la magia della cosa bella, no la magia del mago Otelma che state pensando di fare distribuendo nella cantieristica la metà dei soldi e facendo finta che in tal modo, facendo cose più visibili; più appariscenti nell'immediato, voi state sostenendo di più le iniziative per il lavoro. Voi dovete, uno, restituire i denari che mancano all'articolo 19; due, dovete conservare e migliorare l'impostazione dell'articolo 19 che parla di progettualità e di sviluppo e non invece di cantiere, perché dei cantieri le leggi della Regione ne parlano da un'altra parte e anche lì avete tolto un po' di soldi.
Quindi non è che da una parte togliete soldi ai cantieri e dall'altra parte portate i cantieri dove rimangono soldi. Basta che rimanga ogni cosa al suo posto e funzionerà un po' tutto nell'insieme, poi nel frattempo, se voi non vi adopererete in fretta a restituire quei denari che mancano e a confermare il sistema buono che la Regione si è dato in questi anni, nel frattempo discuteremo anche e voi ci aiuterete a capire, perché mai in questi anni voi anziché aiutare i comuni li avete disturbati, del perché mai in questi anni voi anziché aiutare i comuni come la legge vi obbligava a fare gli avete negato i supporti tecnici, amministrativi e progettuali che dovevate fornire ai comuni, come mai dite che i comuni sono in ritardo quando in ritardo è invece la Regione che non ha fatto quello che doveva fare nei confronti dei comuni e delle comunità, soprattutto, perché il piano del lavoro funzionasse. E doveva farlo in base a leggi precise che vi obbligavano a farlo e che voi avete bellamente ignorato. E sapete bene quali sono queste norme, se qualcuna e qualcuno di voi l'ha dimenticata questa norma, avremo modo di ripassarla insieme, e vedrete che se la Regione avesse fatto non per intero, ma in buona parte, quello che doveva fare, le cose già buone che i dati dicono, e li esamineremo i dati, le cose già buone che quell'intervento legislativo ha prodotto, avrebbero potuto essere molte di più e anche molto più buone; però, voglio dire, il tempo che è passato in gran parte è passato per responsabilità vostra, non vi consentiremo di addossare ai comuni questa responsabilità e quindi dovremo trovare il modo per sopperire anche a questo ritardo. Dovrete mettere le ali ai piedi subito; intanto, ripeto, per integrare le risorse e poi anche per recuperare i ritardi, quei ritardi che sono della Regione.
Non è retorica la domanda che pongo: "Se la Regione togliesse di mezzo, bloccasse, tutte le leggi e tutti i provvedimenti e tutte le poste di bilancio nei quali o per i quali c'è ritardo nell'attuazione, ma che cosa rimarrebbe di questa Regione? Ma che cosa rimarrebbe di questa Regione? E perché solo per il piano per il lavoro il ritardo vale azzeramento? E perché solo per i comuni che vengono disturbati il ritardo vale penalità di negazione di un diritto? Quante leggi sono in ritardo, quanti provvedimenti, quante poste di bilancio si è dimostrato, per anni sono in ritardo di esecuzione? Perché partire sempre dalle comunità locali? Perché partire sempre da chi ha meno strumenti e meno forza, dai più deboli, dai disoccupati, che sono quelli che non hanno nemmeno voce, rispetto alle categorie che si presentano?
PRESIDENTE. Andiamo avanti, onorevole Cogodi, le do la parola per illustrare anche il successivo se lo ritiene.
COGODI (R.C.). Sì, sì.
PRESIDENTE. Se no concluda questo e poi do la parola ...
COGODI (R.C.). Sì, facciamo una lieson piccola. Fra il 619...
PRESIDENTE. Anche il 620 è presentato da loro e quindi...
COGODI (R.C.). Anche il 620, che in buona sostanza è anche attiguo, non solo di numero, è contiguo, ma è anche abbastanza consimile nella sua consistenza, nella sua natura. Infatti, anche il 620 propone che si aumenti di un poco la dotazione finanziaria perché funzioni meglio la conversione tra amministrazioni locali che ha stipulato la Regione, una convenzione della Regione, fra amministrazioni locali e università degli studi di Cagliari e Sassari che in materia appunto di orientamento e di formazione sulle normative e gli strumenti dell'inserimento nel lavoro e di sostegno all'occupazione deve essere svolta dai soggetti più qualificati, le amministrazioni locali insieme al luogo più qualificato o alto dello studio e non solo dello studio ma si suppone anche della scienza, della tecnica che è l'università sarda, perché dire università di Cagliari e Sassari, vuol dire l'università sarda.
Proponiamo con questo altro emendamento che anche questa attività di divulgazione, di orientamento, sia poco poco più sostenuta, anche qui non siamo nel novero dei "tot" miliardi, siamo nel novero delle centinaia di milioni che diciamo possono essere benissimo attribuiti al migliore sostegno di questa attività fondamentale che si connette con quella che abbiamo precedentemente indicato: l'attività di divulgazione delle normative regionali comunitarie e nazionali sulle politiche del lavoro con l'emendamento precedente.
Quindi anche questo è un emendamento castigato, un emendamento misurato, per niente sbracato, rispetto al quale ugualmente confidiamo che la Giunta dica tranquillamente e serenamente "sì, va bene". Però rimane sempre quel problema che la Giunta deve affrontare, rispetto al quale la Giunta non può più sfuggire, rispetto al quale la maggioranza deve pensare, riflettere per davvero, di come cioè dobbiamo rendere evidente, noi speriamo soprattutto nel modo positivo di far funzionare le leggi per il lavoro, ma anche di come rendere evidente la responsabilità per cui queste leggi per il lavoro in questi anni sono andate troppo a rilento rispetto all'urgenza dell'obiettivo che dovevano cogliere; cioè rispondere prima al bisogno di lavoro e di lavoro produttivo di tanti giovani soprattutto, e meno giovani, di tanti sardi che anche costituendo nuova impresa a livello locale, non solo con i danari, ma anche con il sostegno politico amministrativo, istituzionale, avrebbero dovuto e ancora possono essere posti nella condizione di conoscere lavoro produttivo, serenità di vita ed anche nuova impresa. Noi, e quando dico "noi" dico più io, Vassallo, Ortu, insomma la sinistra più in generale, noi da questa parte, per molto tempo siamo stati individuati come quelli che sì, brave persone, no, qualche volta anche pessime persone, anche comunisti, "trinaricciuti", che cosa non abbiamo sentito dire, ma comunque, saranno pure comunisti quelli però si occupano anche di cose serie e però insomma, è meglio che ci siano, magari che siano pochi sennò diventano pericolosi, ma che ci siano perché sono una sollecitazione perché sennò alcuni temi, se non li hanno presenti loro, poi finisce che qualcuno si dimentica, e va bene. Però, quando noi abbiamo sempre parlato di lavoro, voi ci avete risposto impresa, e quando noi abbiamo detto: "Ma i disoccupati, quale impresa li deve assumere?" Voi avete detto: "Bisogna rafforzare l'impresa perché più si rafforza l'impresa e più imprese ci sono e più avranno bisogno di lavoratori in senso anche nella dimensione produttiva, e lì risolveremo il problema del lavoro" e dai voi allora a sostenere le imprese e a dare altri denari alle imprese e in conto capitale e i mutui agevolati e sgravi fiscali e panettoni a Natale, perché l'impresa comunque, guadagnando di più, avrebbe ridotto la disoccupazione. Il risultato è anche qui, in tutta questa parte ricca del mondo ma anche qui in Sardegna, che l'impresa cresce anche, l'impresa anche guadagna di più, che il prodotto interno lordo cresce, che i beni prodotti sono di più, che la ricchezza d'insieme cresce e però la disoccupazione invece di diminuire aumenta, e quindi c'è qualcosa che non funziona. Ora, di questo noi che siamo pubblici amministratori, cioè regolatori della vita pubblica, non possiamo fare, come dire, rimprovero esclusivo all'impresa, perché è pur vero che se l'impresa ha quell'equilibrio e ha quella possibilità di profitto e di guadagno, nessuno li può imporre di restituire se non attraverso la forma del sistema fiscale, in altro modo non si può prevedere legittimamente di restituire all'impresa nulla. Nessuno può imporre ad un datore di lavoro di assumere altri, allora vuol dire che dobbiamo trovare la soluzione del problema, quello che il lavoro comunque ci sia per chi rimane indietro, attraverso altre forme, e le altre forme non sono l'assistenza (anche l'assistenza quando non c'è nient'altro) e le altre forme non sono il cantiere di lavoro (anche il cantiere di lavoro quando non c'è nient'altro) ma innanzitutto, la prima delle opportunità che chi sa fare cose, chi sa produrre, possa impegnarsi innanzitutto esso insieme ad altri a produrre e quindi a fare nuova impresa, ecco dov'è la differenza tra noi e Vargiu. Vargiu dice: "Io sono liberale, e quindi la concorrenza, il mercato penso che mi salverà" e noi a Vargiu gli diciamo: "Questo mercato ti ucciderà, in senso psicologico, perché non sarai sereno manco tu, perché non vedrai realizzato il tuo obiettivo", e noi diciamo: non questo mercato, semmai un'altro equilibrio di un altro mercato dove anche altri che abbiano capacità di impresa si possano misurare, dove altri soggetti si impegnino, dove altri uomini e donne che sanno produrre, producano e quindi mettano alla prova anche meglio quelle imprese che ti stanno a cuore e si misurino e concorrono con altri, non nel sistema di monopolio camuffato nel quale tutto si fa in funzione di chi c'è già e niente in funzione di chi può esserci. Ci sfidate su questo piano del sostegno all'impresa con l'articolo 19, noi abbiamo ipotizzato che lo sviluppo locale, che la programmazione dal basso in questa Regione muovesse da mille e più di mille idee nel territorio, e che fossero i soggetti primi quelle risorse umane che voi scrivete solo nelle relazioni, patinate, quelle vere risorse umane potessero avere la possibilità di cimentarsi nell'opera di costituire un'impresa produttiva, utilizzando tutti gli elementi ai fattori locali di sviluppo a partire dalla loro capacità, sostenute dall'intervento pubblico che non è eccessivo, anzi è troppo poco ma intanto iniziamo, e sono tanti e tantissimi i casi positivi che nel territorio in questi anni sono nati per questo tipo di leggi nuove che noi abbiamo pensato che voi non volevate e che oggi volete cancellare perché odiate la nuova impresa. Non è vero che voi volete l'impresa, volete le vostre imprese e le imprese dei vostri amici, non volete nuova imprenditorialità, non volete vera esplicazione di tutte le opportunità, perché allora vi starebbe a cuore l'articolo 19 e aiutereste i soggetti locali a redigere i progetti, ad averli finanziati, a vederli in via di sviluppo invece di ostacolarli, invece di minacciare ogni anno che gli togliete i finanziamenti. Ma che sicurezza può avere un soggetto imprenditoriale nel territorio, soprattutto un soggetto nuovo, un soggetto nascente se da quattro anni, è dal 2000 che noi da questi banchi ogni anno dobbiamo difendere questa legge e questi finanziamenti e quelli ogni anno sanno, perché voi lo dite ogni anno, che possono perdere tutto, ma che serenità possono avere...
PRESIDENTE. Concluda onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Diciamo allora che per un certo arco di tempo io direi per il prossimo decennio - non spaventatevi - ma per il prossimo triennio o quadriennio la Regione si impegni a mantenere la parola e si impegni a sostenere almeno nei limiti, a partire dai quei limiti inusuali di questi anni, un sostegno finanziario e non solo finanziario per questa nuova attività che è di sviluppo, che è di lavoro, che è di civiltà, che è di progresso in questa Isola, ne parleremo, ne parleremo ancora. La Giunta nel frattempo pensi e la maggioranza pure e prima rimette quei danari che mancano e meglio è.
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 686 e 687 sono stati ritirati dai presentatori.
Ha facoltà di parlare il consigliere Pisano per illustrare l'emendamento 689.
PISANO (Rif. Sardi - U.D.R.). Presidente con questo emendamento l'intendimento è da parte naturalmente dei proponenti, quello di rafforzare un'azione di inserimento lavorativo per una delle classi più deboli esistenti oggi nel mercato del lavoro costituita dai cosiddetti ultra quarantacinquenni e l'intendimento era quello proprio di riuscire a creare un progetto di inserimento lavorativo per questi soggetti di difficile collocamento, attraverso uno studio e naturalmente una proposizione di inserimento presso aziende che consentano appunto l'utilizzo di questi soggetti. L'importo a copertura di questa iniziativa è di 500 mila Euro, quindi di un miliardo di vecchie lire, e crediamo davvero che vi sia oggi l'esigenza anche in funzione di una normativa nazionale che ha dato ottimi risultati da questo punto di vista.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Biancu per illustrare l'emendamento numero 181.
BIANCU (La Margherita - D.L.). L'emendamento 181 cerca di porre un parziale rimedio ai danni che sono stati creati dal fatto che la Regione Sardegna risulta essere l'unica regione in Italia a non aver ancora recepito le nuove norme sul collocamento. Infatti solamente il 31 gennaio l'Assessore al lavoro ha presentato il disegno di legge sul recepimento di detta norma. Lo Stato infatti si è spogliato delle le competenze trasferendo le funzioni alle Regioni, le quali coordineranno la materia del collocamento, attraverso i centri per l'impiego istituiti dalle province d'intesa con gli enti locali. La mancata approvazione della norma di attuazione ha determinato in Sardegna - tra l'altro - il blocco delle procedure d'assunzione degli operai dei cantieri comunali. Infatti, a partire dal 30 gennaio 2002, data di entrata in vigore del Decreto Legislativo 297, è stato vietato l'utilizzo delle graduatorie comunali per l'avviamento nei cantieri comunali.
Questo ha determinato che agli oltre 135 mila disoccupati presenti in Sardegna alla data del 31 dicembre 2002 se ne sono aggiunti oltre 4 mila, che fino a gennaio risultavano occupati impegnati nei cantieri comunali.
Da quando abbiamo presentato l'emendamento 181 ci risulta che l'Assessore del lavoro sembrerebbe abbia tentato di rimediare a questi danni, tra l'altro - appunto - al blocco dell'avvio degli operai nei cantieri comunali, attraverso una interlocuzione con il Ministero del lavoro tendente alla sottoscrizione di un protocollo d'intesa tra Ministero ed Assessorato al lavoro per cercare di sbloccare la situazione e tentare di rimediare a questo grave danno che è stato creato ai molti disoccupati della nostra Regione.
Risulterebbe in arrivo una direttiva da parte del Ministero ai propri uffici periferici, che però è dato notizia che gli uffici stessi tenterebbero di manifestare una propria resistenza alla circolare del Ministero che dovrebbe arrivare, soprattutto per manifestare il grave dissenso e il grave malcontento che regna tra gli addetti per la mancata attuazione della norma.
Credo, Assessore, che noi non possiamo fare a meno di trovare un rimedio immediato a questo blocco dell'avvio dei lavoratori nei cantieri comunali, e ritengo che l'approvazione dell'emendamento 181 possa in qualche modo garantire la ripresa di questi cantieri e dare la serenità, il lavoro ai 4 mila disoccupati e la serenità ad altrettante famiglie della nostra Regione.
E' curioso il fatto che da una parte questa maggioranza non affronta le riforme, questa è una di quelle - assessore Luridiana - che voi tra l'altro come Riformatori avete iniziato, avete dato inizio a questa legislatura ponendo al centro quella delle riforme. Questa era una riforma che tra l'altro dovevate, potevate fare voi, invece ci state arrivando con parecchi anni di ritardo e - appunto - solo il 31 gennaio lei ha presentato la norma di attuazione per la riforma del collocamento nella nostra Regione.
Dicevo - appunto - che è curioso, da una parte che non realizzate le riforme, e queste riforme non attuate determinano una diminuzione anche delle occasioni di lavoro, e dall'altra parte le leggi che stanno funzionando, e mi riferisco all'articolo 19 della 37, il Presidente Pili tenta di trasformare anche questa in cantieri comunali per l'occupazione. I cantieri comunali per l'occupazione sono bloccati perché voi non fate le riforme, il Presidente Pili tenta di smontare l'articolo 19 che ha dato dimostrazione che gli amministratori locali hanno dato dimostrazione di avere capito e di essersi riqualificati nella loro funzione anche di promozione dello sviluppo locale, e voi dall'altra parte tentate di trasformare l'articolo 19 in cantieri per l'occupazione.
I ritardi - assessore Masala, qui io non lo vedo - relativi alla spendita delle risorse dell'articolo 19, non è colpa dei comuni, la colpa è vostra! Perché moltissime amministrazioni locali con i PIT 2001 hanno correttamente utilizzato le risorse dell'articolo 19 per cofinanziare i PIT del 2001; se i PIT 2001 sono fermi la responsabilità è vostra, e non solo avete bloccato i 750 miliardi che sono attribuiti ai PIT 2001, ma state bloccando anche molte delle risorse dell'articolo 19 che si riferiscono al 2001, che le amministrazioni locali correttamente hanno utilizzato per cofinanziare i relativi PIT. Quindi la responsabilità anche in questo caso cercatela nella vostra inerzia, non nei ritardi delle amministrazioni comunali!
Concludo chiedendo e ritenendo che l'approvazione dell'emendamento 181 possa essere un aiuto a sbloccare questi cantieri comunali che in qualche modo, anche se parzialmente, risolvono i problemi dell'occupazione nella nostra Regione.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 685 ha facoltà di illustrarlo.
PISANO (Riformatori Sardi-U.D.R.). E' ritirato.
PRESIDENTE. Su cosa vuole intervenire, onorevole Vassallo?
VASSALLO (R.C.). Facciamo nostro l'emendamento numero 685.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 685 è stato fatto proprio dall'onorevole Vassallo, pertanto illustri le ragioni per le quali lo fa proprio, prego.
VASSALLO (R.C.). Noi facciamo nostro l'emendamento numero 685 perché è uno dei pochi emendamenti che condividiamo, per essendo un emendamento formulato dalla maggioranza, anzi io invito il collega Pisano a non ritirarlo, perché il 685, se non vado errato, guardando le norme, dovrebbe essere quell'emendamento che dà una risposta o pensa di dare una risposta a quei lavoratori socialmente utili che per via dell'età devono scegliere la via del prepensionamento, per cui vengono posti in una condizione di dover abbandonare anche il milione al mese per porsi in una condizione di superamento attraverso il prepensionamento.
Questa norma ha una sua importanza, perché? Perché la normativa nazionale, se non vado errato, prevedeva che il Governo partecipasse con un contributo pari al 50 per cento delle quote che il lavoratore avrebbe dovuto pagare per godere di questo beneficio, per cui rimaneva a carico del lavoratore l'ulteriore quota. Adesso si capisce che si possano chiedere i soldi a chi li ha, ma chiedere soldi a chi non li ha, a chi ha vissuto ormai per diversi anni in una condizione di sussistenza un milione al mese mi sembra veramente troppo. Allora questo articolo, per altro indicato da noi a suo tempo, poneva la Regione nella condizione di fare anche lei la propria parte, come un'azione, diciamo, di cofinanziamento a un'azione già prevista dalle azioni previste dal Governo, che a suo tempo avevano posto in essere. Per cui è un emendamento buono, uno dei pochi, prevede pochi soldi però con tanti benefici di sicuro a una fattispecie particolare di lavoratori, quelli più sfortunati, per cui per questo motivo penso che non debba essere cancellato, perciò l'emendamento è fatto "proprio", riteniamo che debba essere mantenuto e anche votato. Grazie.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 693 ha facoltà di illustrarlo.
PISANO (Riformatori Sardi-U.D.R.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. L'emendamento 547, che fa parte di questo gruppo, è opportuno spostarlo a quando discuteremo quelli della pubblica istruzione, perché è un emendamento a uno dei capitoli della pubblica istruzione, questo qua. Quindi il 547 lo mettiamo in coda a tutti gli emendamenti soppressivi, sostitutivi dell'emendamento 12.
Per esprimere il parere su tutti gli emendamenti fino al 685, ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Gli emendamenti numero 475, 476 e 477 sono ritirati; l'emendamento numero 62 non si accoglie; l'emendamento 478 non si accoglie; il 491 non si accoglie; il 10 si accoglie; il 367 non si accoglie...
PRESIDENTE. Sul 698, mi scusi, che è un emendamento soppressivo del 10? Glielo devo chiedere, è chiaro che non lo accoglie, però se accoglie il 10 è chiaro che non accoglie il 698.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Sì, certo. L'emendamento 367 non si accoglie; l'11 si accoglie; il 451 non si accoglie; 604, non si accoglie; 688, non si accoglie; 182, ritirato; 185, ritirato; 184, non si accoglie; 186, ritirato; 183, non si accoglie; 314, non si accoglie; l'emendamento 761, della Giunta, si accoglie; l'emendamento 617 non si accoglie; 618, non si accoglie; 619, non si accoglie; 620, non si accoglie; il 686 è ritirato; il 687 è ritirato; il 689 non si accoglie; il 181 non si accoglie; il 685 non si accoglie; il 693 non si accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il 474 è ritirato; il 475 è ritirato; il 476 è ritirato; il 477, il 62 e il 478 non si accolgono, però preciso, perché è stato oggetto di richiesta di chiarimenti, che la formulazione che è stata usata al secondo comma è coerente agli accordi che sono intervenuti con il Ministero dell'ambiente per il Parco geominerario proprio per consentire la rendicontazione al Ministero medesimo ai fini del rimborso.
Se in passato può essere accaduto - io non lo so - che risorse regionali siano state utilizzate per il Parco geominerario e ci si sia trovati nella impossibilità di ottenere allo stato il rimborso da parte dello Stato questo, ripeto, non lo so. Però posso garantire al Consiglio che la formulazione usata dal secondo comma dell'articolo in questione consente la rendicontazione e quindi di ottenere il rimborso - comma 4, sì - da parte del Ministero dell'ambiente. Quindi diciamo, in pratica, questa per il momento è soltanto un'anticipazione.
Relativamente all'emendamento numero 367, che deve essere poi legato al comma 3, l'emendamento in questione può essere anche accettato, quindi io modifico il parere che avevo dato in Commissione e l'emendamento può essere accettato, perché i commi 4 e successivi dell'articolo 18 - salvo conferma, poi lo preciseremo meglio a seguito del dibattito - della legge 37/98 interessano i progetti speciali per l'occupazione ex articoli 92 e 93 della legge regionale 11 dell'88, ad eccezione di quelli relative alle azioni 7 a), e 7 a)1, che sono posti in capo all'Assessorato della pubblica istruzione, quindi in questo senso l'emendamento può essere accettato.
L'emendamento 11 è della Giunta; per quanto concerne l'emendamento 451, posso garantire il proponente, il primo firmatario, che io sono molto affezionato alla legge 36, poi nell'emendamento successivo le darò anche qualche cifra, però deve essere modificato - con l'occasione - il testo esatto, perché contrariamente anche a quanto ha detto qualche altro, il comma 9 deve essere modificato nel senso che "gli oneri derivanti dall'applicazione dei commi 5 e 6", perché i commi 7 e 8, citati da altri, non comportano spese, quindi 5 e 6. Questo però non può essere accolto perché manca la copertura. Per il 604 vale lo stesso discorso, e il discorso è uguale anche per il 698. Per il momento il parere è contrario, poi vediamo a seguito del dibattito in che modo possiamo regolarci, perché le valutazioni che sono state fatte dall'Assessorato del lavoro in materia di PIP regionali è che naturalmente è stato fatto sulla base dei dati degli anni precedenti tenendo conto anche dei tempi occorrenti per il recepimento della normativa, perché si deve avviare un procedimento nuovo. Quindi per il 2003 era stata prevista questa cifra e a regime invece una cifra abbastanza superiore.
Chiedo alla Presidenza se è possibile l'inserimento di un emendamento orale, se è condiviso dall'Aula, relativamente al comma 8, nel senso di inserire immediatamente dopo le parole "in vigore della presente legge", quinta riga, la seguente proposizione: "avuto riguardo a quanto previsto in materia dalla legislazione nazionale vigente (articolo 9 octies della legge 608/96)".
Sull'emendamento 688 abbiamo detto; l'emendamento numero 182 è ritirato; il 185 è ritirato; sul 184 il parere è negativo; il 186 è ritirato; sul 183 il parere è negativo; relativamente al 313, e/o 314, perché sono uguali, salvo la copertura finanziaria della quale non dobbiamo assolutamente parlare, si accoglie nella parte normativa, perché introduce nella legge 36 una figura di lavoratori che quando è stata approvata la legge 36 non era ancora nell'uso comune.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO(Segue MASALA.) Con l'occasione dico che questa legge 36 - ecco perché le sono affezionato, onorevole Falconi - con finanziamenti medi di 60 miliardi all'anno ha ad oggi consentito 26 mila nuovi posti di lavoro nel periodo. Quindi si tratta di una cifra abbastanza importante. So che questo dato è contestato dall'onorevole Cogodi, ma purtroppo io debbo riferire i dati che mi fornisce l'Assessorato del lavoro, il quale mi fornisce dati ugualmente, credo, attendibili - l'Agenzia del lavoro - anche per altri emendamenti. Quindi il 314 e il 313 per la Giunta sono da considerare unificati e vengono accettati nella parte normativa, esclusa la parte finanziaria. L'emendamento numero 617, per dimostrare che non c'è una pregiudiziale ideologica nei confronti dell'onorevole Cogodi, perché si lamenta sempre di questo, l'emendamento numero 617 può essere accolto dalla Giunta e quindi viene accolto, per le stesse ragioni che sono state dette per l'emendamento numero 367. Mentre non posso accogliere l'emendamento numero 618, ma non per ragioni di campanile, per la ragione semplicissima che l'Asinara è costituita in parco nazionale, ha una sua struttura, quindi quando …. sarà un altro momento, ma noi non possiamo in questo momento intervenire sull'argomento, quindi non si accoglie. Relativamente all'emendamento numero 619, diciamo che non occorre neppure una norma, non occorre una norma sostanziale, però se viene mantenuta questa norma il parere è negativo.
COGODI (R.C.). Se non viene mantenuta invece è possibile?
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non occorre nel senso che non occorre una norma sostanziale...
PRESIDENTE. Assessore scusi, l'onorevole Cogodi non deve interloquire, lei deve fare il suo rapporto e prendere nota, se no l'onorevole Cogodi, se ha problemi, chiede chiarimenti successivamente. La prego di andare avanti e di non rispondere alle provocazioni dei consiglieri.
COGODI (R.C.). Quale provocazione? Voglio capire quello che sta dicendo!
PRESIDENTE. Lei prenda nota, poi chiede chiarimenti.
COGODI (R.C.). Grazie, Presidente, ho preso nota!
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io ringrazio il Presidente e debbo dire che forse ho provocato anch'io questa cosa. Volevo dire che per l'emendamento 619 non è necessaria una norma sostanziale, cioè in finanziaria. La proposta può essere tranquillamente fatta in bilancio in quanto non occorre una norma finanziaria. Se viene mantenuto il parere è contrario. Altrettanto dicasi per il 620; il 686 invece è ritirato, come pure il 687. Per quanto riguarda il 689 invito i presentatori Pisano, Vargiu e Cassano, a ritirarlo, anche perché non ho capito, il FNOL tabella a) lettera b) non l'ho neanche capito, non sono riuscito a trovare neanche dov'è. Comunque invito al ritiro i presentatori e poi sentiremo nella discussione. Relativamente al 181 il parere è negativo, come pure invito i presentatori a ritirare il 685, il 693, abbiamo già provveduto noi con l'emendamento 18, quindi questo è inutile tenerlo, l'emendamento numero 693, quindi potrebbe essere tranquillamente ritirato. Abbiamo provveduto con l'emendamento numero 18 della Giunta che è alla legge di bilancio, quindi non è necessario...
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Più che chiedere chiarimenti, devo dare io un chiarimento, perché l'onorevole Assessore, in ragione degli emendamenti 619 e 620, ha detto che non sarebbe necessaria o strettamente necessaria una norma, ma che il contenuto può essere soddisfatto con l'attribuzione in aumento alle tabelle del bilancio; pertanto se la norma venisse mantenuta verrebbe respinta, se viene ritirata è soddisfatta nel bilancio. Allora è ovvio, è chiaro. Siccome l'Assessore dice che quest'esigenza sarà soddisfatta e la Giunta è d'accordo che venga soddisfatta attraverso il bilancio, noi ritiriamo l'emendamento 619 e 620 come esplicazione normativa, intendendo...
PRESIDENTE. L'Assessore, se non ho capito male, poi chiediamo chiarimenti, ha detto che non è importante la norma sostanziale e quindi potrebbe essere anche accolta in linea di massima…
COGODI (R.C.). "Linea di massima" non l'ha detto.
PRESIDENTE. Se però permanesse, persistesse l'emendamento ha soggiunto un no; quindi ora occorre chiarire se comunque ....
COGODI (R.C.). E' già chiarito!
PRESIDENTE. No, è pienamente diversa da quell'impostazione che sta dando lei.
COGODI (R.C.). Lo lascia dire all'Assessore?
PRESIDENTE. Adesso chiediamo un chiarimento all'Assessore.
COGODI (R.C.). Appena è agibile l'Assessore ce lo chiarisce.
PRESIDENTE. Approfondiamo, onorevole Cogodi. Però mi pare di avere capito diversamente.
COGODI (R.C.). Chiedo scusa, Assessore, eravamo al chiarimento sull'emendamento 619 e 620; in ordine ai quali due emendamenti noi abbiamo inteso ciò: che la norma ad avviso della Giunta sarebbe superflua, mentre attraverso le tabelle del bilancio potrebbe essere soddisfatta l'esigenza di questo leggero incremento. E` così? Pertanto noi riteniamo che sarebbe più congruo avere anche la norma di sostegno, ma siccome crediamo all'Assessore riteniamo che possa essere tenuto conto nelle tabelle del bilancio del lieve incremento che si richiede su queste due finalità, quindi accediamo alla richiesta di ritirare gli emendamenti come normativa 619 e 620, intendendo il rinvio alle tabelle del bilancio dei lievi incrementi che abbiamo richiesto; e mi pare che le due posizioni convergano. Noi rinunciamo alla norma e lei rinuncia ai soldi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Quando io dico che non occorre la norma sostanziale intendo affermare una questione che é di forma e di sostanza, cioè per ottenere il risultato che lei si propone di ottenere con l'emendamento non ha necessità di fare quest'emendamento nella finanziaria, perché il fatto che ci sia una norma nella finanziaria non aggiunge niente a quello che già esiste. Questo non significa che se lei fa la proposta in bilancio la stessa venga accolta, sarà oggetto di discussione; io non sto promettendo niente, chiaro il concetto? A scanso di equivoci.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, preliminarmente credo di dover...
COGODI (R.C.). Vorremmo chiarire che intanto noi gli emendamenti non li ritiriamo.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, sia gentile, stava intervenendo un suo collega; c'è sempre tempo, poteva anche interloquire un attimo con gli uffici, poteva attendere un attimo che il suo collega si esprimesse. Non esiste solo lei in Aula. Ci sono 80 consiglieri, di cui presenti mediamente 75, 72, 70, se ognuno si comportasse come lei, mi dice lei l'Aula come finirebbe? Sta intervenendo un suo collega, lo lasci finire e poi chiede il chiarimento che desidera. Prego, onorevole Sanna.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Volevo dire, preliminarmente, che la nostra discussione, a differenza, come preferisce fare il collega Cogodi che parte da lontano per arrivare ad argomenti che sono più avanti, è un po' limitata dall'idea dell'impostazione stessa della finanziaria; cioè io credo che uno dei più grandi errori che si può fare, ma questo è anche un po' insito anche nel valore che la stessa Giunta e la maggioranza da a questo documento e alla sua discussione, che quando si parla del capitolo sugli interventi nella formazione professionale e nel lavoro, a prescindere dall'allocazione dei capitoli di spesa nei diversi Assessorati, ma che la descrizione delle politiche di lavoro consenta all'Aula di affrontare la problematica del lavoro nel suo complesso, invece no. Perché questo non avviene? Certamente perché c'è un vizio d'origine, che la finanziaria è il luogo della spesa propria, e in più che nessuno vuole intersecazioni fra la spesa sua e quella di un altro Assessorato, privando il Consiglio di una discussione complessiva su materia omogenea. Tuttavia, siccome questa è l'impostazione, noi del Piano del lavoro ne parleremo quando è il momento, e abbiamo la nostra posizione, non abbiamo bisogno di preavvertire nessuno perché è una posizione nota dall'inizio della discussione sulla finanziaria. L'altra annotazione che vorrei fare agli amici Riformatori ma anche ai colleghi dell'Aula è un'annotazione di stile parlamentare; quando si presentano, onorevole Pisano, Vargiu e Cassano, Fantola cancellato, gli emendamenti abbiate cura che i fax che nottetempo vi vengono trasmessi dall'Assessorato del lavoro alle 21 e 13 siano cancellati dal testo dell'emendamento perché è una nozione di stile presentare all'Aula propri emendamenti e non i fax inviati dall'Assessorato del lavoro. Lo dico per una nota di contorno che non guasta nella collaborazione parlamentare fra colleghi, anche perché poi mi verrebbe spontaneo dire come mai la Giunta respinge gli emendamenti che hanno una provenienza tutto sommato riferita alla Giunta. Non voglio calcare la mano su questo, era solamente una nota di stile che mi sembra giusto e che serve a noi tutti.
Sull'articolo 13, ovviamente un po' per l'impostazione che dicevo prima e un po' anche per la parzialità degli interventi, noi non diamo un grande significato, stante la forza e la misura della problematica del lavoro in Sardegna; dico subito, Assessore, che rispetto alla correzione orale che l'assessore Masala introduceva, noi non avremmo nessuna obiezione salvo il fatto che questa parola "avuto riguardo" la vorremmo o la preferiremmo sostituita con le parole "in conformità", nel senso che siccome questa normativa poi ricade nella gestione burocratica si può avere tanto riguardo ma siccome generalmente se ne ha anche poco a rispetto della legislazione, è meglio precisare e dare un indirizzo non discutibile sul piano del riferimento, quindi proporremmo questa questione.
Altra notazione di carattere sintattico mi verrebbe da fare sul comma 2, che parla di tassi d'interesse e di mora, letto così, se non si inserisce dopo le parole "sono fissati" la parola "rispettivamente" si potrebbe intendere che i tassi d'interesse siano pari a quelli di mora, il che renderebbe poco agibile l'idea di una contrazione di prestiti da parte degli utenti. Quindi dopo le parole "sono fissati" suggeriremmo "rispettivamente nella misura pari a quella prevista" eccetera, eccetera, per indicare una differenza.
Il comma 3 prevede, per le finalità dell'articolo 18 della 37, un'imputazione di spesa di 10 milioni di euro. Noi abbiamo nelle previsioni di spesa che ci sono state consegnate con riferimento alla medesima UPB e al capitolo descritto, una dotazione di 13 milioni di euro. Vorremmo capire l'utilizzo delle parti rimanenti ed a che cosa si riferiscono i 3 milioni che disavanzano rispetto all'imputazione di bilancio rispetto all'UPB S01046 capitolo 01116.
Sulla questione che invece riguarda l'ultimo comma mi vorrei intrattenere con i colleghi un altro po'. Al comma 11, Assessore, si usa una finezza in base alla quale, al fine di consentire l'emanazione di un bando per la legge regionale sull'occupazione giovanile, le disponibilità nel 2005 possono essere anticipate al 2003. Questo è un aspetto che ha una delicatezza particolare. Noi abbiamo uno stato della spesa che è la seguente: nel 2002 è stata finanziata la legge, ed è stata finanziata con le risorse che sono descritte in legge; nel 2003 non esiste nessuna cifra; nel 2004 non c'è nessuna cifra, mentre invece abbiamo 130 o 103 milioni di euro nel 2005. L'emendamento suggerirebbe l'anticipazione ai fini del bando. Prima questione: questo comma viola il disposto del comma 2 dell'articolo 14 della legge numero 1 del 2002 perché il comma 2 dice che voi potevate fare questa operazione solo relativamente agli stanziamenti disposti nel 2003 e nel 2004, non quelli del 2005; la seconda è una questione tipicamente etica e morale: il 2005, signori della Giunta, apparterrà alla competenza di chi verrà eletto in quest'Aula, a chi dovrà governare nel 2005, e nessuno è titolato ad espropriare un'assegnazione che avete fatto voi, non abbiamo fatto noi, un'assegnazione che avete collocato nel 2005 in conto della legislatura precedente. Per cui delle due l'una: o facevate bene le imputazioni di spesa, perché non ho capito per quale motivo, così come prevedeva la legge numero 1, stanziavate nel 2003 e nel 2004 i relativi fondi, ma non vi è concesso di anticipare dal 2005 fondi che non appartengono alla potestà di quest'Assemblea, ma apparterranno alla potestà di chi governerà nel 2005. Quindi, siccome non c'è nessuna ragione non per la quale voi non abbiate dato copertura al 2003-2004, noi a questo ci siamo riferiti quando vi abbiamo accusato che una legge così importante portava nell'esercizio corrente "zero" lire, perché di questo dovete rispondere, non di quello che verrà! Perché nel 2003 non c'è una lira? Perché nel 2004 non avete messo una lira? Dopo il lavoro che abbiamo fatto per cercare di riportare sulla filosofia della 28, aggiornata alle esigenze che cambiano, una norma che vada nella direzione di rispondere, Assessore, al 47,1 per cento di disoccupazione giovanile in Sardegna, una cifra incredibile, una cifra intollerabile!
E voi proponete invece artifici che da questo punto di vista noi vediamo con molta problematicità e che riteniamo debbano anche da parte dei colleghi essere oggetto di una riflessione perché non si può addebitare a chi dovrà arrivare a governare quello che voi oggi nella potestà che vi è assegnata non avete previsto.
Quindi credo che complessivamente il discorso, per quanto riguarda questa prima parte della discussione sul lavoro e sulla formazione professionale, avrebbe meritato un po' più di analisi complessiva, forse alcuni dati sullo stato d'attuazione più generale delle cose che nel tempo si sono finanziate, anche la montagna di residui che ci sono anche in questa parte della finanziaria, ripeto, ho esigenza di capire dove vanno a finire i tre milioni del capitolo 01116. Lei era distratto, Assessore, ho detto che questi 10 milioni di euro del comma 3 che insistono sul capitolo 01116 fanno fronte ad uno stanziamento di 13 milioni e oltre, vorremmo sapere dove vanno a finire gli altri tre e passa milioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Signor Presidente, cari colleghi, intervengo su due questioni poste su due commi dell'articolo 13 e su una questione che voglio porre ai colleghi che hanno presentato gli emendamenti 367 e 617. Quarto comma, c'era un'idea geniale, positiva e valida, e quest'idea geniale ha prodotto in Sardegna un mostro e questo mostro si chiama Parco Geominerario.
L'idea geniale era la valorizzazione di un immenso patrimonio storico culturale che la realtà mineraria sarda poteva offrire ai fini della sua valorizzazione. L'idea geniale era quella di andare a progetti di disinquinamento di quelle aree che sono state sventrate dall'attività mineraria, era quella di attivare un ripristino ambientale e una valorizzazione di quella realtà. Quello che sino ad oggi ha prodotto, o quello che appare, sono quelle realtà che un po' anche il collega Pinna, che non vedo, ha presentato, di 500 lavoratori cosiddetti stabilizzati che non sanno cosa fare, e di questo ahimè nessuno ne parla. E' un mostro che comincia a divorare anche risorse regionali e nessuno se ne preoccupa, nessuno ne parla, perché c'è da un lato una preoccupazione: che l'attacco all'Associazione Temporanea d'Impresa, questa scatola vuota che gestisce questi lavoratori, voglia nascondere un retro pensiero che forse è anche giusto, voglia nascondere la volontà di intervenire a modificare la legge che fu approvata in questo Consiglio di scioglimento dell'EMSA e quindi voglia rimettere in gioco attraverso l'Igea la vecchia EMSA, oppure c'è dell'altro; c'è certo una cosa, che questi lavoratori oggi sono stipendiati per non fare nulla, per non realizzare nulla di ciò che era alla base dell'idea geniale di valorizzazione di questo immenso patrimonio storico culturale.
Io mi chiedo, ma la Giunta regionale non se ne vuole preoccupare? Se ne preoccupa intervenendo con 13 miliardi di vecchie lire, 5 stanziati con il comma 4 dell'articolo 13 ed altri tre sono previsti in un emendamento della Giunta che discuteremo domani, perché è la parte dell'articolo 13 che riguarda la cultura, lo spettacolo, cioè quello previsto alla lettera D) comma 4 dell'emendamento 12 della Giunta che prevede un ulteriore stanziamento di 1 milione e 500 mila euro, altri 3 miliardi, sempre al Parco Geominerario.
Ritengo che questo sia uno scandalo che non può accettare più nessuno. Si discuta cosa fare, si discuta se accogliere o non accogliere l'idea di alcuni colleghi che attraverso l'azione contestativa dell'Ati, e dell'Associazione Temporanea d'Impresa, che è comunque una scatola vuota, hanno magari idea di far rientrare nella discussione del disinquinamento e della valorizzazione ambientale l'IGEA, si decida che non è questa la strada, l'unica cosa che però dovremmo ribadire è che la strada non è mantenere questo mostro, che è stato partorito da un'idea geniale e che oggi sta divorando le risorse anche regionali, oggi noi ne prevediamo 13 miliardi di vecchie lire. Lo ritengo inaccettabile!
La seconda considerazione che faccio è sul primo comma; Assessore Luridiana, anche su questo, lo faccio sull'obbligo formativo più che altro, io credo che da un'esigenza giusta, che è quella di garantire l'obbligo formativo, nella nostra Regione sta avvenendo di tutto, si stanno moltiplicando gli enti, gli istituti, si stanno inventando scuole, si stanno facendo affari, si stanno acquisendo immobili, non si sta facendo formazione, ci sono i ragazzi allo sbando, nessuno fa nulla!
Credo che non sia giusto, lo dico per qualche collega, non sia giusto buttare l'acqua sporca e il bambino ma, per dire, qui di acqua sporca ce n'è tanta! Allora, se vogliamo salvare il bambino, comunque l'acqua sporca va buttata! Anche su questo quindi c'è l'esigenza di aprire una discussione, non so, nella Commissione, ma avviare veramente un'inchiesta che verifichi cosa sta avvenendo in Sardegna sull'obbligo formativo.
Ma come mai è stato possibile che alcune scuole o associazioni che avevano un corso improvvisamente si moltiplicano nel territorio regionale, acquisiscono 50 corsi, 60 corsi, non avendo le capacità, le caratteristiche, la professionalità per garantire vera formazione. Anche su questo noi mettiamo le risorse, c'è qualcuno che spinge, qualcuno che ci ferma all'ingresso, qualcuno che fa le manifestazioni, qualcuno che viene, com'è avvenuto sul Parco Geominerario, senza essere mai andato a lavorare in miniera, con il casco da minatore, e poi alla fine si fanno scelte, si mettono risorse, si consumano immense risorse pubbliche senza che nessuno ci metta mano, perché si ha difficoltà a dire no; e invece bisogna saper dire no quando è giusto dire no; no a chi ci ferma per strada, no a chi ci sollecita all'ingresso, no a chi fa rivendicazioni sbagliate.
Due questioni che secondo me in questo momento sono all'ordine del giorno di un dibattito politico, se ci fosse, serio e concreto, due questioni che stanno divorando risorse immense pubbliche senza garantire nulla.
L'ultima osservazione la faccio per i colleghi. Io concordo che la Giunta abbia accolto gli emendamenti 367 e 617, perchè la finalità con la quale la Commissione bilancio ha introdotto la parte relativa all'articolo 18 della legge 37 era questa; e quindi gli emendamenti 617 e 367 non fanno altro che attuare una volontà che è stata esplicitata in Commissione bilancio, e quindi utili, è giusto che la Commissione li accolgo. Pongo solo una riflessione, che non è sull'emendamento, Luigi, è che sino a oggi l'articolo 18, proprio nell'articolazione delle azioni relative all'Azione bosco e all'Azione terre pubbliche hanno visto comunque una compartecipazione, perchè il finanziamento nei tre anni precedenti era 90 a scendere, fino al 40 per cento, poi siamo anche intervenuti a modificarlo e a migliorarlo.
Oggi, nel momento in cui si elimina totalmente il riferimento al comma 9 dell'articolo 18, come prevede l'emendamento, si prevede totalmente a carico della Regione. Non vorrei (ecco la mia preoccupazione) che venissero recuperati tutti i progetti di Azione terre pubbliche e Azione bosco, anche quelli che sono morti quattro o cinque anni fa, anche quelli che non hanno dietro una vera impresa, una vera cooperativa, anche quelli che non hanno alcun senso di mantenersi perchè magari non c'è più neanche nulla da fare in quei terreni che a suo tempo furono assegnati a quelle imprese come soggetti esecutori delle azioni speciali di quell'articolo 92-93.
Quindi, la preoccupazione che pongo è che togliendo tutti i vincoli, si riapra a tutto il mondo dei soggetti esecutori dell'articolo 92-93 per le azioni 1 e 2, cioè Azioni terre pubbliche e bosco, che vanificherebbe l'obiettivo che invece hanno i proponenti dall'emendamento, i proponenti di quell'articolo in Commissione, che è quello di consentire di proseguire i lavori a quelle cooperative che sono ancora in essere, che stanno ancora lavorando e che con grossi sacrifici sono lì ancora a operare su quelle aree.
Per cui, è giusto accogliere gli emendamenti, ma io sono convinto che dovremo tornarci successivamente per porre dei paletti che evitino quello che io ritengo un fatto negativo, che si riapra a imprese, magari fasulle, imprese già ferme da anni, imprese che non operano più.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Io mi aspettavo che la sera portasse consiglio per cui anche l'Assessore della programmazione insieme all'Assessore del lavoro, rispetto a una discussione che mi sembrava che potesse diventare produttiva, avessero orecchie per ascoltare; invece si dimostra che dalle risposte avute, rispetto agli emendamenti presentati, nessun orecchio è stato teso da questa parte. Evidentemente le filosofie sono molto diverse, questo è chiaro, anche se ci aspettavamo da parte vostra un tantino di buon senso, anche perchè gli unici emendamenti che avete accolto peraltro sono peggiorativi di una situazione preesistente già deteriorata.
Continuate a dare soldi alle imprese, continuate ad allargare la possibilità di ricevere contributi attraverso la defiscalizzazione consolidando quei rapporti precari che tanto male stanno facendo alla nostra società, non soltanto in Sardegna ma in Italia in generale e in Sardegna in particolare. Questi rapporti di lavoro interinali, questi rococò, co.co.co., come si chiamano, che mantengono le persone in una situazione di precarietà notevole, e il fatto di avere recepito un emendamento del centrosinistra che permetta di avere contributi per trasformare questi rapporti a tempo indeterminato, non giustificano a mio avviso tale azione, perchè se una battaglia vera va condotta in questa società è quella dell'eliminazione di questi contratti di lavoro che si sono dimostrati un fallimento, un fallimento rispetto a chi è costretto a vivere con quei contratti, non certamente per le società che li utilizzano.
Allora, un'azione che premia coloro che li attivano e che poi hanno la possibilità di trasformarli, per cui un'ulteriore incentivazione a andare in questa direzione è un'azione che da noi non può essere condivisa.
Mentre risposte assolutamente inadeguate, anzi assolutamente nessuna risposta viene a quelle domande di nuova occupazione che possono essere attivate in zone dove l'occupazione si sta perdendo, si è persa, per dare quelle risposte non a coloro che stanno uscendo dai cicli produttivi, ma a coloro che sono già usciti dai cicli produttivi e che non hanno più possibilità di rientrarci, stante la situazione.
Noi chiedevamo un intervento che permettesse di attivare nuove opportunità di lavoro e qua ci si dice che non è possibile. L'argomentazione sembrerebbe che sia quella che non è possibile perchè il Parco dell'Asinara è gestito da un ente parco, un ente parco di valenza nazionale. Io non so se la Giunta, la maggioranza rispetto a questa realtà sia soltanto interessata alle nomine.
Già alcuni giorni fa abbiamo avuto modo di rispondere sul giornale rispetto a una questione di questo tipo; noi riteniamo che oltre le nomine ci sia anche il merito, per cui una cosa importante è che si dia un comitato di gestione definitivo, ma una questione importante è che la Regione svolga anche una funzione attiva rispetto a quello che si svolge all'interno del proprio territorio, all'interno della Sardegna. Perchè il fatto che sia stata demandata una gestione a un ente parco nazionale non vuol dire che la Regione deve a quel punto spogliarsi del suo diritto-dovere di intervenire con azioni anche programmatorie che permettono il rilancio delle attività produttive in quelle realtà.
Invece si giustifica il fatto che dato che c'è un ente parco, la Regione non può intervenire. Questo non è assolutamente vero, in quanto la Regione in quanto tale, in quell'Isola interviene per più occasioni e detiene ancora oggi gran parte del patrimonio che nell'Isola insiste, nel senso che tutti gli immobili sono ancora di proprietà della Regione, non mi risulta che siano stati ancora perfezionati i trasferimenti all'ente parco di quella parte che dovrà essere trasferita.
Oltre a questo non si può dimenticare che, rispetto alla perimetrazione che quest'Isola ha, vi è una parte che è sottratta particolarmente alla podestà dell'ente parco. Con questo vogliamo affermare un principio, il principio della corresponsabilità della Regione nel programmare il proprio futuro, il futuro anche di quei parchi a sovranità nazionale.
Noi ritenevamo che con questo emendamento si poteva discutere sui soldi, se erano troppi, se forse vi poteva essere un'articolazione diversa, l'emendamento poteva essere riproposto anche con un'articolazione diversa, in maniera più articolata, tutto potevamo comprendere, per cui anche una volontà a lavorare insieme per migliorare un'idea; no, invece siamo di fronte al fatto che le idee non si vogliono migliorare e alle idee non condivise si risponde "no", e con i no si prosegue.
Allora noi non possiamo far altro che proseguire nel motivare la nostra contrarietà nel merito a questa finanziaria che soprattutto sui temi particolari, quelli dedicati al lavoro, non dà risposte alcune. E non soltanto si respingono gli emendamenti presentati dall'opposizione, noi siamo comunisti e probabilmente questa è una giustificazione per dire sempre no, ma si respingono anche i pochi emendamenti di buon senso formulati dalla maggioranza.
L'emendamento, se non sbaglio, 685, io lo voglio riprendere perchè è stato presentato dall'onorevole Fantola, Vargiu, Cassano, riformatori, e devo dire che su questa materia soprattutto il collega Pisano, è molto attento, forse anche per il tipo di lavoro che svolge nell'attività privata, per cui una sensibilità particolare ha dimostrato rispetto ai lavoratori che più sono stati colpiti dalla crisi occupazionale, quindi dall'espulsione dal posto di lavoro. Invece notiamo che, nonostante la presentazione dell'emendamento sia stata formulata dal collega Pisano, anche questo emendamento viene respinto.
Io non so, non ero in Commissione per cui non so se in sede di terza Commissione sia stata data la stessa risposta, una cosa è certa: che mi sembra che respingere gli emendamenti, respingere o accogliere gli emendamenti molte volte avviene per partito preso, non perchè si entra nel merito e si conosca quello che si approva o si respinge, ma perchè, secondo gli argomenti che dettano, è bene espugnarli, per cui toglierli di mezzo oppure approvarli.
Per cui vi sono due diverse sensibilità, una che viene manifestata da noi attraverso la difesa di chi difesa non ha mai avuto, dall'altra la parte di coloro che invece vogliono dare tutto a quelli che sempre hanno avuto. Questa cosa dovrebbe - io mi auguro - che prima o poi abbia un cambio di tendenza, si possa cambiare sostanzialmente il modo di fare anche di quest'Aula. Io mi auguro che al momento del voto, anche se l'Aula, le presenze che ci sono, io non so, a volte dico: "Ma per chi parlo?" cerco di dialogare con qualcuno, la Giunta già poco sente, cercherei di dialogare almeno con l'Aula, con gli altri colleghi, ma vedo che da parte della maggioranza poche presenze ci sono e probabilmente il mio appello andrà anche a vuoto. Comunque lo faccio ai pochi presenti: prima di votare guardiamo bene che cosa votiamo, cosa stiamo votando e cerchiamo di esprimere un voto di coscienza e non soltanto un voto di parte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Signor Presidente, mi pare che questo articolo, che dovrebbe essere in qualche modo il nucleo delle politiche attive del lavoro della Giunta, meriti un contributo, meriti di essere considerato in qualche modo come uno degli assi portanti della manovra economico-finanziaria della Giunta. La verità è che l'articolo ha sostanzialmente tre filoni di norme; il primo è una norma finanziaria che riguarda sostanzialmente l'obbligo formativo che poi viene ridimensionata dalla Giunta con delle ragioni che più volte l'Assessore del bilancio ha già spiegato, anche se ci permetterà che non siano del tutto convincenti o perlomeno ci siano dei rischi nel proporre questo tipo di soluzione, c'è poi un serie di norme che riguardano aspetti di politiche attive del lavoro, poi c'è il nodo dei PIP e infine il nodo che riguarda la legge 1 del 2002, cioè la nuova 28.
Voglio intervenire soprattutto su questi ultimi due elementi e poi intervenire sull'aspetto dell'obbligo formativo verso la fine. Sui primi due elementi per dire queste due cose. L'accoglimento da parte della Giunta di una modalità di contratto di lavoro che ormai si è diffuso e fa parte del giuslavorismo, dei contratti di lavoro ormai diffusi nel paese, è un elemento di modernizzazione della legge e di conferma del fatto che quello è uno strumento che noi consideriamo uno strumento valido e utile, come diceva anche prima il collega Falconi.
E` uno strumento utile perchè ha consentito di realizzare effettivamente delle possibilità di occupazione che hanno un'efficacia, una stabilità e che sembrano, in qualche modo, portare a una valutazione soddisfacente da parte dei diversi soggetti. La verità è che su questo punto la nostra fiducia dovrebbe essere confermata da dalle valutazioni non solo di tipo quantitativo ma anche di tipo qualitativo; perchè il fatto che l'accesso al lavoro sia in qualche modo garantito all'atto dell'assunzione e quindi noi commisuriamo all'atto dell'assunzione il successo della legge, è un elemento abbastanza scontato; la verità è che servirebbe valutare a medio e a lungo termine, a due e a cinque anni, il mantenimento di questi posti di lavoro con quello strumento per evitare che diventino in qualche modo degli strumenti che servono soltanto per entrare dentro il sistema lavorativo, ma poi siano in qualche modo dei piccoli tram che fanno un percorso e poi da questo tram si scende.
Tra l'altro, si tratta di strumenti che rischiano di entrare in competizione con i PIP. La nostra valutazione cambia rispetto al prima stesura dell'articolo con il fatto che si introduce il richiamo alla legislazione nazionale, perchè effettivamente è dalla legislazione nazionale fatta nel '96 e quindi tra le prime iniziative del governo di centrosinistra che poi hanno dato un successivo passaggio e una successiva strutturazione di tutte quelle che sono le norme in materia di promozione dell'occupazione con il pacchetto Treu o con la 196/97, quindi riprendere quell'iniziativa noi lo consideriamo un elemento positivo purché si richiami alle regole e alle norme che sono state stabilite dalla normativa nazionale. Su questo punto però, per collegarlo con la 36, va fatto un intervento che consenta di garantire il controllo e la valutazione, anche qui a breve e a medio termine, con un elemento in più; i PIP rischiano di entrare in competizione con gli elementi della 36 se non si fa attenzione all'aspetto dell'obbligo da parte del datore di lavoro di predisporre progetti formativi. Ovvero, sono piani di inserimento professionali per soggetti a professionalità alta, la redazione di questi piani avviene in capo agli ordini professionali o alle associazioni professionali, insomma a coloro che in qualche modo garantiscono ordini e associazioni, però bisogna evitare che si riduca in qualche modo questo tipo di rapporto che sta nella convenzione soltanto alla formalizzazione di un modello di contratto, di un modello di piano di formazione che poi si riduce a due pagine, tre pagine, senza che ci sia il controllo e la verifica che sia l'intervento formativo venga fatto dal datore di lavoro, sia la qualità in qualche modo del progetto formativo non sia e non si riduca soltanto a un formulario da gestire. Altrimenti i PIP entrano in competizione con altra normativa di promozione dell'occupazione avendone in qualche modo come differenza un obbligo alla formazione che però non viene fatta concretamente, che però viene ridotta a firmare dei registri. Io sono convinto che si tratti di un'iniziativa molto positiva, a patto che all'atto della costruzione delle convenzioni con gli ordini professionali si faccia molta attenzione, maggiore attenzione a questo elemento, si faccia effettivamente e si responsabilizzino gli ordini anche in ordine alla verifica del controllo, come organismi intermedi fra la Regione e poi il cittadino, che alla fine è l'utente finale, e si verifichi con attenzione che si tratti di soggetti per i quali è previsto un inserimento professionale verso una professione di profilo medio - alto, come d'altronde è l'ispirazione del PIP.
In ordine alla 36, e quindi ai PIP, ho la sensazione che siamo ancora indietro, forse aiuterà il fatto di arrivare finalmente alla riorganizzazione del sistema di collocamento anche in Sardegna sul quale siamo in ritardo stratosferico, però mi sembra che anche in Sardegna sia necessario provvedere a un riordino, almeno di quello che c'è, e ormai sono molte le cose che si possono fare in questa direzione, del sistema degli incentivi legati alla promozione dell'occupazione, perchè c'è una sovrapposizione, io adesso ho citato un elemento "de facto" tra Pip e 36, ma ce ne sono altre di iniziative che favoriscono l'occupazione, che richiedono non tanto una guida orientativa per gli imprenditori, perchè si orientano bene e si orientano sulla base di un unico fattore, qual è l'elemento di maggiore convenienza, quello che costa di meno, oppure quello che magari costa di meno nell'assunzione della persona ma in più fa anche entrare dei finanziamenti diretti all'azienda. Serve un riordino del sistema di promozione dell'occupazione che tenga conto di tutte le innovazioni che ci sono, ovvero non è che possiamo pagare strumenti di orientamento regionali e insieme poi procedere con altre cose nelle quali il costo dell'orientamento è compreso all'interno del sistema incentivante. Così come bisogna garantire che i percorsi sui quali c'è maggiore qualità giuridica e di controllo nell'incentivo all'imprenditore non vengano soppiantati da altri più convenienti a minore controllo.
Quindi, forse su questa materia davvero lo sforzo di accompagnare il riordino del sistema del collocamento e dell'orientamento - perchè adesso si chiama dell'orientamento e del collocamento - debba andare di pari passo a un processo che guardi a un necessario riordino del sistema degli incentivi e di promozione dell'occupazione, cioè quella orientata non tanto agli imprenditori quanto al cittadino singolo: quali sono gli strumenti attraverso i quali accedere a, in modo che arriviamo finalmente a una sorta di regia globale della promozione dell'occupazione, che non è sicuramente un obiettivo raggiunto ad oggi e che ha bisogno ancora di altri passaggi.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA(Segue LAI.) Prima di passare a un'osservazione sull'obbligo formativo volevo fare un passaggio su un emendamento, che è il 184 che la Giunta e il relatore non ha accolto, che è quello che riguarda il fondo ai disabili. In quell'emendamento, io adesso non ce l'ho davanti, mi pare che ci fosse un aumento del fondo disabili per 250 mila Euro, una cosa di questo genere, cioè si passa da 500 mila Euro, cioè un miliardo, a un miliardo e mezzo. Io consiglierei di valutare con maggior attenzione questo, perchè l'anno scorso è stato il primo anno di avvio dell'attività relativa al fondo dei disabili e io so che le aziende hanno iniziato a applicarlo, ma siamo molto indietro. Quest'anno è anche l'anno del diritto al lavoro dei disabili, e quindi sarà anche crescente sia la quantità di soggetti che chiedono di usufruire di questo diritto, sia le aziende che saranno sempre più obbligate dalla quantità di controlli a accedere verso l'obbligo e il soddisfacimento dell'obbligo. Io penso che sarebbe sbagliato non considerare con attenzione già sin d'ora che lo sforzo crescente in questa direzione debba trovare un'attenzione adesso, piuttosto che doverci trovare poi magari a metà anno, verso la fine dell'anno che aziende che svolgono e fanno il loro dovere in questa direzione non si trovino nelle condizioni di poter avere la possibilità di soddisfare e di avere il contributo economico che serve e che è conseguente all'inserimento di disabili in pubbliche amministrazioni e organizzazioni private.
Coglierò la prossima occasione, in occasione dell'emendamento per intervenire sulla questione dell'obbligo formativo.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Lai. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie Presidente; per comunicare all'Aula che relativamente al comma 2 mi pare corretta la proposta emendativa fatta dall'onorevole Sanna di indicare la parola "rispettivamente" dopo le parole "sono fissati". Quindi, questo mi pare corretto. Relativamente agli emendamenti 451, 604 e 688, che riguardano proprio il fondo disabili di cui poc'anzi parlava l'onorevole Lai, mi ero riservato di verificare la questione e quindi posso comunicare all'Aula che globalmente questi emendamenti si intendono accolti, nel senso cioè che gli oneri però vengono fissati per il 2003 in Euro un milione, quindi aumentano di 500 Euro nel 2003 rispetto al testo del disegno di legge; la spesa grava sull'OPB S09010 per 500 Euro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Grazie Presidente, io non ho l'abitudine di tornare indietro sulle cose, però mi preme ricordare un ultimo dibattito che sul tema del lavoro, dell'occupazione, delle politiche attive si fece in occasione della finanziaria del 2001 e si sviluppò quasi improvvisamente questo dibattito in un'interlocuzione molto positiva allora e forse lo è anche oggi, se andiamo a ripescarla, in Aula fra centro destra e centro sinistra. Oggi non avviene, è solo un monocorda del centro sinistra che cerca di portare esperienze e argomenti e centralità a un argomento che deve restare ancora centrale in Sardegna, perchè cercare di dare ulteriore occupazione è ancora il problema dei problemi. Allora, nel 2001 c'era stata l'inversione di tendenza, c'era una disoccupazione che oscillava intorno del 20 per cento, oggi è calata per qualche punto in percentuale per una serie di azioni che altre volte abbiamo ricordato, adesso per brevità non voglio ricordare. Allora, l'azione regionale che si basava sostanzialmente su alcune leggi nazionali e su alcune leggi regionali avevano dato i primi frutti. Io ricordo che già partivano i primi PIA, erano sperimentali, poi siete arrivati voi, ci avete cambiato pure nome, non li avete più usati ufficialmente, li avete definiti PIT come strumento attuattivo del POR 2000 - 2006 e sui PIA li avete utilizzati solamente in una funzione di rimodulazione. Su questo tornerò, assessore Masala, perchè è interessante tornare, non per fare una polemica tutta nuorese con l'assessore Ladu, ma non c'è lui e non la voglio fare adesso, voglio ricordare all'Aula che io mai ho confabulato con l'assessore Ladu su rimodulazione di alcun PIA - ha raccontato bugie all'Aula - ma lo riprenderò quando c'è lui.
Adesso la cosa che mi interessa è mettere in evidenza le leggi sul lavoro che in quello scorcio di legislatura furono affinate, messe sul campo e che stanno ancora oggi dando i loro frutti. Allora, anche oggi si è parlato di piano del lavoro, di legge 36 e 37 del 98. I concetti principali di quel piano del lavoro e le intenzioni positive che poi si sono per alcuni versi espletate e per altri no, quindi bisogna sicuramente rivisitarlo, i presupposti principali allora erano un intervento di emergenza per creare lavoro in Sardegna in un mix di intervento sulle imprese per creare stabile occupazione e un intervento attraverso l'articolo 18, ma anche attraverso gli altri articoli per creare, erroneamente allora l'avevamo definito lavoro assistito, o comunque oggi possiamo ridefinirlo lavoro a tempo determinato. Ebbene, quelle risposte arrivarono e oggi ritrova anche da parte vostra un rifinanziamento dell'articolo 18 della 37. Sulla 36 ho già detto precedentemente e quindi non ci torno. Oggi siamo ad altro, oggi stiamo discutendo ancora di quelle leggi che andavano sicuramente modificate. Cosa avete prodotto in questi quattro anni in termini di novità? Che segno lasciate in questa legislatura? Che segno lasciate? Lasciate forse la riforma del servizio per l'impiego? Siamo l'ultima Regione che non ha questa riforma, Assessore, ed allora quando serve copiare, bisogna anche copiare dalle altre Regioni che hanno fatto ottime riforme. Voi riuscite a copiare solo le dichiarazioni programmatiche, lì dovete inventare di nuovo, di vostro, ma non sulle leggi. Si è fatta la legge numero 1 del 2002, la riforma della legge 28, poi bisogna vedere di chi sono i meriti, di chi ha consentito, di chi vi ha convinto che la 28 si sbloccava se c'era un'interlocuzione positiva con la Comunità europea e con l'apposita Commissione. Ci abbiamo impiegato mesi però vi abbiamo convinto, uno staff di ottimi dirigenti ha consentito lo sblocco dei vecchi fondi della 28 e quindi la riattivazione con la legge numero 1 del 2002 della nuova legge. Forse abbiamo tutti quanti esagerato, c'è stata una scorpacciata (scusate il termine, ma rende l'idea) di pagamento di residui di tre anni pregressi con 600 miliardi di Lire. Ebbene, tutti quanti noi eravamo consapevoli che quei 600 miliardi non potevano essere spesi tutti quanti, ma che sicuramente c'erano dei residui. A distanza di un anno e mezzo si doveva fare subito il bando, si dovevano subito decretare le pratiche pregresse, si dovevano subito calcolare quanto avanzava di quei 600 miliardi. Per che cosa, assessori? Per fare un altro bando nel 2002 e ne stiamo discutendo a metà del 2003? Ma non abbiamo altro bando, non abbiamo l'entità delle risorse che da quelle pratiche finanziate sono avanzate. Allora, di cosa stiamo parlando se oggi ci proponete in legge, addirittura la volontà di anticipare, come nel bando che verrà, chissà quando verrà, i finanziamenti in essere previsti per il 2005 se non riusciamo ancora a quantificare il pregresso, a vedere quanto c'è rimasto? Allora, io penso che bisogna essere un tantino più concreti quando si parla di cose serie e di cose concrete. Qui in questo articolo avete infilato una serie di cose sbagliate,, l'ho fatto prima io, l'ha fatto bene il collega Marrocu, non torno sul comma 4. Lasciamo davvero farle a voi queste cose, voi avete su questo comma, quasi un silenzio assordante, un silenzio che la dice tutta sul vostro modo di fare. A me interessa sentire se è possibile, se interviene in questo dibattito nel merito un parere dell'orgoglioso liberista collega Balletto, di questo comma 4 a me interessa il suo parere, per sapere cosa ne pensa di questa assistenza che state proponendo, perchè è interessante andare a confrontarsi su questo. Noi abbiamo difeso certamente altre volte anche il lavoro assistito, ma ripeto, in un mix comprensibile di utilizzo delle aziende produttive per creare lavoro stabile. Questo è fine a se stesso, è l'ennesima assistenza misteriosa che si vuole fare in quella direzione.
Lungi da voi il pensare a un rinnovo di questi modi di fare, alla formazione dinamica legata al mercato, legata all'impresa; lungi da voi questi ragionamenti, a creare nuove figure professionali che in Sardegna servono. In diversi settori stiamo importando figure professionali che qui in Sardegna non abbiamo, abbiamo tante piccole micro imprese che sono senza direttore di marketing, e le importiamo dall'esterno. Altre volte ho denunciato questo fatto e continuiamo a fare altro, tranne quello che serve al mercato e quello che serve all'impresa che pure in Sardegna c'è, che pure in Sardegna sta crescendo, ma sta crescendo da sola senza il vostro sostanziale aiuto su questi temi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Qualche collega diceva, intervenendo precedentemente, che poteva essere una tecnica, non so se buona o meno buona, efficace o meno, di anticipare anche qualche argomento che verrà dopo, non dico per annunciare ma per iniziare a enunciare e a definire i contorni di temi ritenuti importanti ma che bisogna tenere collocati nella giusta posizione. Dico amichevolmente al collega Gian Valerio e a altri che hanno fatto questo accenno che se c'è un luogo proprio, dove tutti dobbiamo cominciare a parlare bene e a introdurre e a iniziare a impostare questa tematica della difesa delle leggi per il lavoro e dell'impegno della Regione da sviluppare in questa materia, è l'articolo 13 che tratta di formazione lavoro. Noi non abbiamo mai avuto un'idea e meno che mai ce l'abbiamo oggi, di un lavoro inteso come mera attribuzione di persone a un posto, a un luogo, a una sedia, a un sito da occupare in cambio di un tot in danaro. Noi abbiamo avuto e continuiamo a avere una concezione alta del lavoro umano, che è innanzitutto un'applicazione a una attività. Il lavoro umano è innanzitutto un'applicazione e anche un'opportunità di esplicazione delle proprie attitudini. Badate, non è che lo dice una filosofia orientale tutto questo, tutto questo lo dice l'articolo 4 della Costituzione repubblicana: che il lavoro in questa nostra Repubblica, di cui questa autonoma Regione fa parte, non è solo il fondamento della Repubblica, articolo 1 della Costituzione, ma nell'articolo 4 è definito il lavoro non solo come un diritto, che è il minimo, ma è definito come una funzione, cioè un diritto - dovere, perchè l'articolo 4 dice che ogni cittadino ha il diritto e il dovere di contribuire, cioè di esserci nella comunità organizzata e produttiva. Dice ancora l'articolo 4 della Costituzione che a ognuno deve essere consentito di avere un lavoro secondo le proprie possibilità e la propria scelta. Questo è il valore alto, cioè quindi non un modo attraverso cui garantirsi solamente il pane, il corrispettivo materiale, la retribuzione, ma il lavoro; questo è il principio costituzionale, inteso proprio come esplicazione della personalità, intendendo addirittura che il lavoro deve essere quello più consono alle proprie propensioni, quindi neppure un lavoro qualsiasi. Immaginate quanto siamo lontani da questa concezione alta del lavoro umano, così come delineato dalla nostra Costituzione repubblicana, di cui questa parte di potere pubblico, l'autonoma e autonomissima Regione Sardegna, dovrebbe essere parte costituiva, ed è parte costitutiva, e verso cui, questi principi e valori, dovrebbe tendere.
Ma non parte da qui, da questo Consiglio regionale… io pensavo fosse uno scherzo, poi ho capito che non era uno scherzo. Ho capito che non era uno scherzo quando via via, in questi giorni, tutti noi, tutti gli uffici ricevono messaggi crescenti di invio di moduli per fare domanda di un concorso presso questo Consiglio, dove mi pare che per sei o sette opportunità di lavoro di assistente d'Aula si stanno accumulando migliaia e migliaia di domande. E quindi migliaia e migliaia di compilazioni di moduli, di comunicazioni, di gente, di famiglie che si occupano e si preoccupano, addirittura di visite sanitarie di misurazione di altezza, a pagamento, perchè mi pare di aver letto - pensavo fosse uno scherzo, mi confermano che non è uno scherzo - che, a parte i 27 euro per misurare l'altezza, che può misurare ognuno con un metro, credo, e gratis, è che ci vuole una certificazione solenne, delle ASL (non avranno altro da fare e di cui occuparsi le ASL della Sardegna che misurare l'altezza di migliaia di persone per certificarne l'esattezza!), al di là dei 27 euro, io ancora non ci credo, io ancora non ci credo e non ci voglio credere e non ci crederò mai, ma in quale in principio giuridico, ma anche - non voglio scomodare parole apparentemente forti - in quale principio etico, in quale buon senso comune si può ritenere che un assistente d'Aula o misura 1 metro e 75 o è inidoneo? Voglio dire un assistente d'Aula, ma anche per dire un carabiniere, un poliziotto, un barracello. Dov'è il senso? Deve tagliare i fichi dall'albero alto? E perché l'altezza e non la robustezza, la latitudine o la larghezza? E perché non il peso, il colore dei capelli o un altro qualsiasi attributo? Che c'entra l'altezza? Chi mi può convincere mai di questi tempi che se uno ha tutte le attitudini del mondo ed è il più bravo di tutti noi e ha la sfortuna di misurare 1,74 è un uomo infelice? E se misura 1,40 ed è bello e forte e quando il Presidente ordina di mandare via Cugini dall'Aula ce la fa lo stesso? Perché non è che se è basso può non essere forte, no? Che deve fare il commesso d'Aula? O è una questione estetica? Ma chi l'ha detto che l'estetica è l'altezza? C'è tanta gente bella e non troppo alta, c'è tanta gente alta e brutta! Io ancora non ho capito come si possa mantenere, nei tempi moderni, un concorso pubblico, uno, ancora, tenendo in considerazione l'altezza. In Sardegna poi! Ci siamo sempre vantati di essere anche bassi e tosti! L'asino sardo lo dobbiamo abolire? Eppure è forte, è apprezzato pure nel suo campo! Lo dovremmo cancellare dalla famiglia degli equidi perché è basso? E' basso e quindi inefficace. Eppure si dice che sia efficacissimo, lo è di sicuro nel trasportare, nelle funzioni primarie per le quali viene usato.
Eppure questo Consiglio regionale, il cuore e il cervello dell'autonomia, ancora tiene in piedi in funzione di lavoro, e migliaia e migliaia di sardi sono lì che corrono a misurarsi e a farsi misurare a pagamento, per 7 posti di commesso! Io spero che domani revochiate questa roba qui o che troviate argomenti per convincere le persone normali che ha senso una cosa del genere, una enormità del genere, di questi tempi. (?)… l'autonomia si misura in altezza?
Però a quel concorso, peraltro, per funzioni esecutive diversamente ovviabili, ancora una volta ci saranno migliaia e migliaia di persone alle quali si propina l'illusione. Vogliamo trovare soluzioni diverse? E' possibile che per alcune figure esecutive nei tempi moderni non si trovino modi di selezione diversi, equanimi, equilibrati, garantisti, che consentano di non dover sempre fare cose che poi diventano impossibili? Alcuni anni fa si tentò di fare la stessa cosa, ci furono decine di migliaia di domande, si spese qualche miliardo pure per le preselezioni e poi il concorso fu annullato perché era ingestibile. E io non voglio credere che questa volta non venga annullato: primo, perché sarà comunque ancora una volta ingestibile, secondo, perché sicuramente i ricorsi sull'altezza travolgeranno la stupidità di chi insiste in tali connotazioni.
Ho voluto dire una cosa che pare estemporanea, non lo è, perché poi troveremo modo di riprendere anche questo concetto della valutazione, anche etica, ideale, che si dà della funzione del lavoro, per parlare ancora di lavoro e della necessità che questa Regione, questo Consiglio dedichi e destini attenzioni e risorse in misura più consistente di quelle che c'erano prima. Altro che togliere, altro che dimezzare, altro che impedire una formazione sufficiente per avere un'applicazione di lavoro che dev'essere non solo un posto, ma la libera esplicazione della personalità di ognuno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.
PINNA (Gruppo Misto). Presidente, colleghi, io non farò riferimento ai 340 mila iscritti alle liste di collocamento, come strumentalmente è stato fatto da parte della maggioranza quando era opposizione, e neanche ai 135 mila disoccupati in cerca di prima occupazione. Penso che se davvero sono 30 mila le domande arrivate per i concorsi del Consiglio regionale, 30 mila illusi li chiamava Cogodi, persone nelle quali si sta ingenerando un'illusione, se tutte queste persone avessero seguito il dibattito di questa sera e si rendessero conto di che cosa proponete voi per il lavoro, credo che ricevereste un'altra sonora bocciatura dal mondo dei disoccupati, dal mondo dei disperati, da quel mondo da cui negli ultimi tre anni sono partiti 12 mila giovani verso il Continente, riattivando questo dramma dell'immigrazione con una dimensione che soltanto negli anni '60 la Sardegna ha conosciuto.
Nulla avete fatto voi in questi quattro anni, avete sprecato una legislatura utilizzando soltanto la normativa predisposta dal centrosinistra nella precedente legislatura, e quando noi difendiamo l'articolo 19 della legge 37, che è l'unico strumento che ancora può dare una risposta attraverso i comuni all'esigenza di lavoro e dello sviluppo locale, voi dite che non date altri soldi perché i comuni non riescono a spendere.
Ebbene, noi abbiamo discusso e tanti colleghi ci sono ritornati, con l'assenza totale, peraltro, senza un minimo di interlocuzione e di contributo da parte del centrodestra, del comma 4 dell'articolo 13, cioè di un provvedimento per il quale avete a disposizione centinaia di miliardi da parte dello Stato (e poi non lamentatevi che non ci sono soldi), e che voi state da una parte dilapidando e dall'altra parte perdendo. Mi riferisco a questo provvedimento per i lavoratori socialmente utili del Parco geominerario. E sui parchi, insomma, ho visto che vi inventate un po' tutto: sul Parco geominerario intervenite con i fondi regionali, su quello dell'Asinara l'Assessore dice che è un parco nazionale, come è un parco nazionale anche quest'altro, fatti tutti e due con due decreti ministeriali, su uno potete intervenire, sull'altro invece dite che non potete intervenire. Questa è una posizione singolare! Ecco su questo tutti i ritardi che si stanno accumulando non sono dei comuni, sono tutti interamente ascrivibili alla vostra responsabilità. E mi riferisco agli Assessori che sono presenti, ma certamente la più grossa responsabilità per questo immobilismo che si è creato è attribuibile, se la deve prendere tutta intera il Presidente della Giunta regionale. Diceva il collega Falconi: "C'è un silenzio assordante da parte vostra su questo problema, non date risposte". La precisazione dell'Assessore della programmazione mi sembra del tutto inopportuna, poi ci voglio ritornare. Un silenzio assordante, ma non è vero che nessuno ne parla più di questo problema, come ha detto il collega Marrocu. Voi vi state tappando le orecchie, non volete sentire il richiamo delle organizzazioni sindacali, dei sindaci interessati al Parco geominerario, che non sono solo quelli di un territorio, interessano tutte le province della Sardegna, da Sassari a Nuoro, a Oristano a Cagliari, e in modo particolare interessa ovviamente l'area del Sulcis-Iglesiente. Voi non volete sentire il richiamo di migliaia di persone, delle associazioni, di 43 associazioni che queste cose stanno urlando a tutti quanti, perché nessuno di quelli che hanno creduto in questa idea geniale, ripeto geniale, e lo ripeto sapendo di non essere un vanto personale perché io ho creduto in questa idea geniale che è stata di altri e non mia, voi la state trasformando in un mostro, voi state sperperando un'opportunità e non state utilizzando i soldi che lo Stato vi ha messo a disposizione, che neanche voi pensavate che potessero arrivare alla Sardegna. E non mi riferisco, badate, ai 500 lavoratori socialmente utili che comunque lo stipendio lo stanno percependo, che è immorale che glielo stiate dando in questo modo, perché tutti quelli che hanno creduto e lottato per questo obiettivo sono indignati di come voi state sperperando questa occasione, perché chi ha combattuto per questo obiettivo combatteva per il lavoro, non per dare soldi gratis alla gente senza fare nulla! E mi riferisco non solo a questi 500 che state trattando in questo modo e di cui voi dovrete rispondere, forse non solo in quest'Aula e forse non solo politicamente. Mi riferisco al Consorzio del parco che non è attivato, che ha i soldi in banca e voi non li utilizzate! Ci sono 6 miliardi all'anno stanziati dallo Stato e voi ce li avete in banca e non li utilizzate. Tutti i parchi nazionali ricevono meno di quanto riceve questo parco, tutti assumono l'organico, costituiscono l'organico, non dico di assumere 80 persone o 100 persone, come sono gli altri parchi nazionali, ma almeno 50 persone possono essere assunte. Ebbene, voi come fate a parlare e ad essere credibili di fronte ai disoccupati quando non siete capaci di attuare questo provvedimento? Badate, il silenzio è solo vostro; non è che nessuno ne parli più. Le associazioni hanno raccolto una petizione popolare, hanno raccolto diecimila firme in poche settimane e il Presidente della Regione si rifiuta di ricevere le associazioni per prendere atto di questa petizione popolare.
Questa vicenda mi ha visto sicuramente protagonista in modo esagerato, forse non avrei dovuto farlo, non mi sarei dovuto dedicare in quella misura, è stata travisata certamente la mia azione perché era di uno che credeva che da quell'idea geniale che diceva Marrocu potesse davvero venire un'opportunità di sviluppo. Oggi non c'è più questa azione. E' possibile che si debbano fare azioni come quella per ottenere i finanziamenti dello Stato, per vedere la Giunta regionale impegnata. Mi auguro che voi ascoltiate i sindaci, che ascoltiate i sindacati, che ascoltiate le migliaia di cittadini che si rivolgono a voi, le associazioni, perché poi mi auguro che nessuno si lamenti, né da parte vostra e mi auguro neanche da questa parte, che ci siano azioni, che si ripetano azioni eclatanti per denunciare la vostra incapacità ad attuare quello che abbiamo ottenuto dallo Stato.
Perché, badate, io ho avuto delle posizioni che molti hanno considerato sbagliate, quando ho detto che le bonifiche, se non le fa l'IGEA, non riuscirà a farle nessuno e tanto meno quelle società che avete scelto, però a un certo punto ho preso atto che la decisione vostra e di tanti altri e anche con il parere di una parte del centrosinistra doveva essere quella. Si diceva: la privatizzazione, e mi chiedo quale privatizzazione perché questi privati non hanno né concorso per prendere quegli appalti, non hanno investito, non hanno rischiato, non hanno professionalità, hanno dimostrato di essere incapaci a fare qualunque cosa, allora per quale ragione stanno lavorando con soldi pubblici? Per quale ragione noi paghiamo i tecnici dell'Igea quando questi signori non hanno tecnici? Li paghiamo a vuoto e paghiamo questa società che abbiamo costituito per fare le bonifiche, e voi avete incaricato queste società che si sono dimostrate incapaci? E adesso volete pagare loro e pagare l'igea con i lavoratori senza fare nulla? Ecco, io allora ho pensato: "Adesso basta. Siamo rimasti un anno sotto terra, hanno deciso così, i lavoratori vengono assunti e non se ne parla più". Può darsi che mi sbagli io, anzi avevo detto: "Io mi auguro di essermi sbagliato". A distanza di un anno e mezzo i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Vi chiedo su questo di fare una riflessione, non di eliminare queste associazioni di imprese che pure su alcuni settori possono intervenire, né l'IGEA può essere impiegata per i beni culturali, però che voi, oggi, con questo comma vogliate legalizzare una cosa illegale che avete consentito al di fuori della convenzione tra il Governo e la Regione, una cosa illegale che non rientra nel contratto con questa associazione temporanea di imprese, questo è veramente sconvolgente, è inaccettabile! Con quale norma voi date questi soldi per operazioni che non sono contemplate né nella convenzione con il Governo e neanche nel contratto con questa impresa? Come fate voi ad affidare questi 10 miliardi di lire a questa impresa? Badate, siccome io su questo argomento…
PRESIDENTE. Concluda onorevole Pinna.
PINNA (Gruppo Misto). Su alcune altre osservazioni, in particolare su quella che ha detto l'Assessore, perchè quando l'Assessore dice che viene rimborsato dal Ministero, francamente, Assessore, lei ha reso una dichiarazione non veritiera a quest'Aula. Lei ha reso una dichiarazione non veritiera perchè lo Stato rimborsa per le bonifiche ma non c'è nessuna bonifica che stanno facendo questi, e quel piano delle bonifiche individua gli interventi, non ce n'è neanche uno in quello che stanno facendo.
State soltanto dimostrando vergogna a tutti quanti perchè la gente è senza fare nulla! E` senza fare nulla nei cantieri! Questa è una cosa inaccettabile di cui dovete rendere conto politicamente anche fuori da quest'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (D.S.). Signor Presidente, colleghi, ieri abbiamo discusso a lungo in Aula della situazione dell'industria in Sardegna; ciò che è emerso è che il nostro sistema industriale è sempre più fragile. Abbiamo parlato di Porto Torres, abbiamo parlato di Macchiareddu, di Ottana, delle difficoltà legate all'industria di Portovesme ed oggi parliamo di lavoro. Io credo che i diversi interventi che ci sono stati questa sera hanno voluto in qualche misura far emergere le difficoltà che sono presenti nella nostra Isola. Il problema del lavoro non è di questo o di quell'altro territorio, il problema del lavoro - qualcuno lo ricordava - in Sardegna vuol dire circa 135 mila disoccupati; negli anni passati a dire il vero alcuni segnali ci sono stati. Alcuni segnali che hanno in qualche misura invertito la tendenza all'aumento della disoccupazione. Questo è avvenuto un po' in tutti i territori della Sardegna, ma non è che sia avvenuto così casualmente, è avvenuto perchè Governi regionali precedenti, visto che gli amici del centrosinistra fanno sempre riferimento al passato, alcune cose sono state fatte e hanno prodotto; mi riferisco in modo particolare alla legge 28, mi riferisco al contributo che l'opposizione ha dato al rinnovo della 28, alla nuova 28; mi riferisco al piano straordinario del lavoro. Ed oggi stiamo a discutere se esistono o meno le condizioni, non tanto dal punto di vista politico, perchè a parole siamo tutti d'accordo ad affrontare questo tema e questo problema, ma a verificare se esistono le condizioni dal punto di vista finanziario. In tutto il dibattito che noi abbiamo intrapreso in questa finanziaria vi abbiamo detto, sin dalla discussione generale sull'articolo 1, che l'opposizione, la minoranza in questo Consiglio regionale poneva quattro elementi tra i quali c'era anche il problema del lavoro. Credo che oggi i colleghi abbiano fatto bene a rimarcare questo aspetto e a mettere in evidenza che, rispetto all'articolo 13, occorrono risposte concrete. Allora la Regione in questi anni che è stato un ente, diciamo così, erogatore che in qualche misura ha tamponato quell'emorragia di creare nuovi o ulteriori disoccupati, io credo che sia utile oggi affrontare il ragionamento per capire quali azioni positive possono essere intraprese.
Faccio alcuni esempi. Già nella finanziaria dell'anno scorso ed anche in quella del 2000 ponemmo, come opposizione, il problema del rinnovo della 37, in modo particolare per le azioni in essa contenute. Ci avete dato una risposta per attivare solo le parti conclusive, il 40 per cento che era messo a disposizione, senza capire che quella legge in tutta una serie di territori ha dato risultati davvero importarti. Mi riferisco all'azione "bosco", mi riferisco all'azione "terre pubbliche", mi riferisco all'azione "litorali", e potrei continuare.
Allora noi oggi, Assessore, chiediamo, in virtù anche di alcuni fatti che sono accaduti, voglio ricordare - qui c'è anche l'assessore Luridiana - che talvolta non siete in grado di mantenere neanche gli atti amministrativi che voi avete fatto; mi riferisco in modo particolare alla vertenza che ha visto protagonisti i lavoratori di terre pubbliche di Fluminimaggiore. All'epoca voi avete fatto una delibera di Giunta nella quale si stabiliva che quei 32 lavoratori dovevano essere assunti a tempo determinato dall'Ente Foreste.
Allora, mi chiedo: se voi fate una delibera, ad un certo punto questa delibera non vale nulla perchè vi siete fatti prendere dalla paura dei ricatti che sono avvenuti in alcune organizzazioni sindacali, per poi arrivare nuovamente a dare l'opportunità a questi lavoratori di operare e di svolgere la funzione sulla base della 37.
Allora, Assessore, signor Presidente, credo che rispetto a questi temi oggi dobbiamo in qualche misura ragionare e difendere questo presupposto. Perchè, badate, qualche collega poc'anzi ricordava della nuova fase di emigrazione che sta avvenendo, io dico che la Regione Autonoma della Sardegna su questi temi, su questi problemi deve avere la capacità di mantenere nella nostra Isola i nostri giovani, perchè credo che se non c'è questo tipo di prospettiva, francamente le nostre azioni, il nostro modo di agire, il nostro modo di fare, il nostro modo di fare politica, di rapportarci agli altri è solo un modo parolaio, un modo nel quale conosciamo tutti quanti i fenomeni, però, credo che non ci sono le condizioni, la capacità per affrontare e risolverle non dico in via definitiva, perchè non sono così squilibrato da pensare che si possono risolvere in via definitiva, però creare almeno i presupposti per risolvere.
L'altra questione: alcuni emendamenti hanno posto la soppressione del capitolo numero 4. Il collega Marrocu ha fatto un ragionamento molto importante rispetto a questo fatto, mi riferisco in modo particolare al Parco geominerario. Sul Parco geominerario, cari colleghi, non si può pensare, non si deve pensare che sia una cosa esclusiva del Sulcis Iglesiente, perchè se si pensa che sia una cosa esclusiva del Sulcis Iglesiente commettiamo un grosso errore. Perchè ogni qualvolta in quest'Aula e fuori anche di quest'Aula si sente parlare di Sulcis Iglesiente si pensa ad un territorio che sperpera risorse; anche ieri mentre si discuteva dell'emendamento su Silius, alla fine, fuori non si parlava dell'emendamento che serviva a rilanciare quell'attività, si parlava dell'emendamento che serviva solo ed esclusivamente a Carbosulcis e ad Igea. E` vero, in quel territorio, ci sono stati anche degli sperperi. Io non sono tra coloro i quali affermano che è andato tutto liscio. Un territorio, però, cari colleghi, che sta lottando con tutte le sue forze, con tutte le sue migliori risorse umane per cambiare direzione, e talvolta le cose che avvengono non dipendono solo ed esclusivamente dalla classe politica locale, faccio un riferimento per parlare sempre di lavoro, quando noi abbiamo avuto la legge che dava un contributo a quel territorio per le attività sostitutive delle miniere metallifere, mi riferisco alla 221, la legge nazionale, si sono fatte molte iniziative. E` vero di queste iniziative sono fallite quasi tutte, perchè talvolta anche gli imprenditori che arrivano utilizzano i fondi che mettono a disposizione lo Stato e la Regione, dopodiché di questi personaggi non si sa assolutamente nulla. Credo che dobbiamo prestare più attenzione a queste cose; dobbiamo prestare più attenzione perchè quando arriva un buon imprenditore vuol dire lavoro! E quando c'è lavoro vuol dire avere una condizione socio economica all'altezza della situazione.
Allora io credo che l'articolo 13 debba essere l'articolo nel quale la Giunta Regionale, il Consiglio debba fare uno sforzo affinché se accordo ci deve essere alla luce del sole in quest'Aula, bisogna cambiare gli strumenti e soprattutto aggiungere risorse per dare una risposta positiva a questi problemi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Grazie Presidente, io intervengo perchè la Giunta dice no agli emendamenti che provocano maggiore spesa, però dice no anche agli emendamenti che in qualche modo vengono incontro per risolvere i problemi, i danni che la stessa Giunta ha provocato.
Mi riferisco all'emendamento numero 181; qui siamo chiaramente di fronte ad uno di questi danni provocati dall'inadeguatezza di questa Giunta, dai ritardi di questa Giunta, nella fattispecie nei ritardi relativi al recepimento delle nuove norme sul collocamento.
Io mi sarei aspettato che da parte della Giunta fosse arrivato un plauso per dire: "Sì, effettivamente abbiamo provocato il danno, dimostriamo la nostra buona volontà per cercare di rimediarlo". E` vero che l'Assessore del lavoro ha presentato il 31 gennaio la norma di attuazione con qualche anno di ritardo. Però, effettivamente, quella potrà produrre gli effetti una volta approvata ed io mi auguro che, da parte della maggioranza, per tentare di recuperare il molto tempo perso, dia la sua disponibilità, partecipi alla Commissione competente, perchè il disegno di legge della Giunta possa arrivare presto in Aula e poi possa essere definitivamente approvato.
Quindi, non capisco la ragione di questo parere negativo da parte alla Giunta, perchè oltre a mancare una politica per il lavoro che si evince con tutta chiarezza dal contenuto dell'articolo 13 che la maggioranza porta all'esame e all'approvazione, debbo dire che manca anche la capacità di far funzionare gli strumenti già esistenti che molto positivamente funzionavano.
Noi ci troviamo, assessore Luridiana, dai primi di febbraio che circa quattromila famiglie sono senza stipendio e senza lavoro, in aggiunta agli altri molti disoccupati. Sacrificando e penalizzando quello che è l'intervento da parte delle amministrazioni locali che molti sforzi fanno per cercare di venire incontro e di creare occupazione, a volte anche, come in questo caso, occupazione temporanea.
Noi, quindi, chiediamo da parte della Giunta un intervento chiaro e risolutore di questo problema, perchè non vi è dubbio che non si può aspettare oltre rispetto ai due mesi che ormai si sono già persi. Devo anche riprendere il discorso, che poi è stato ripreso anche da qualche altro collega, relativamente all'articolo 19. Non è assolutamente pensabile che si possa trasformare l'articolo 19 della 37 in cantieri di lavoro. Lo strumento dei cantieri di lavoro esiste già ed è quello che viene utilizzato correttamente da parte dei comuni. l'articolo 19 deve servire per creare nuova impresa, per creare nuovi posti di lavoro definitivi e per creare impresa e non per cantieri di lavoro. E` vero che voi siete un po' usi al gioco delle tre carte e ve lo dimostro anche in un altro modo, in questo caso perchè praticamente volete dire che anche l'articolo 19 si può utilizzare per i cantieri di lavoro, sicuramente con l'intento di dire successivamente che siccome non ci possono essere due strumenti che hanno la stessa finalità, quindi, alla fine sicuramente è quello di voler far scomparire lo stanziamento relativo ai cantieri di lavoro.
Dicevo "il gioco delle tre carte", lo vediamo, ne ha parlato il collega Gian Valerio Sanna nel suo intervento relativamente al comma 11 dell'articolo 13. Qui non si capisce come mai nel bilancio del 2002 ci ritroviamo le risorse per la nuova legge sull'occupazione giovanile, sulla 1 del 2002, che le risorse vengono allocate nella UPB della Presidenza. Nel 2003 vediamo che improvvisamente queste risorse vengono allocate nella UPB dell'Assessorato del Turismo e nella UPB dell'Assessorato del Lavoro.
Nel 2004 non è previsto assolutamente niente né nella Presidenza, né nell'Assessorato del turismo, né in quello del lavoro. Nel 2005 ricompare nella Presidenza, non si capisce questo gioco strano, assessore Masala, che intendete fare. Se utilizzate la UPB della Presidenza, perchè non la lasciate nella Presidenza e poi vuol dire che durante l'esercizio andate a risistemarle? Invece non si capisce! Nel 2002 nella Presidenza, nel 2003 nei singoli Assessorati, nel 2005 nuovamente nella Presidenza. Ma quello che mi interessa far rilevare è che nel 2004 non esiste nessuno stanziamento per la legge numero 1. Quindi, fate una scelta, fate una scelta di saltare il 2004 per quanto riguarda la nuova legge sull'occupazione giovanile. La fate riapparire nel 2005, però trovate l'invenzione del comma 11 e praticamente dite: "Va bene, siccome però nel 2004 non abbiamo previsto niente, prendiamo le risorse previste per il 2005 ed anticipiamo il bando, utilizzando nel 2004 le risorse che provengono dal 2005".
Ma, assessore Masala, non sarebbe stato più corretto che, nel limite delle disponibilità che avevate, distribuivate le risorse in modo corretto e in modo continuo nei tre esercizi? Perchè tra l'altro voi state arrecando anche un altro danno, assessore Masala, perchè nell'ultima parte del comma 11 tra l'altro dite...
OPPI (U.D.C.). E' una catastrofe!
BIANCU (La Margherita-D.L.). Dica assessore Oppi? Assessore Oppi, noi non abbiamo la "fregola" che ha lei!
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, onorevole Biancu, non si rivolga, onorevole Biancu!
BIANCU (La Margherita-D.L.). Lei ha molta esperienza in questi banchi, noi ne abbiamo molto meno di lei, però, siamo abituati a dire le cose.
(Interruzione del consigliere Oppi)
PRESIDENTE. Onorevole Biancu, se vuole perdere il suo tempo interloquendo con l'assessore Oppi lo faccia.
BIANCU (La Margherita-D.L.). No, mi fa piacere interloquire con l'assessore Oppi!
PRESIDENTE. Ma lei non lo può fare, si rivolga alla Presidenza e continui il suo discorso.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Però, dicevo all'assessore Oppi…
PRESIDENTE. Lo dica a tutti i colleghi.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Allora lo diciamo a tutti i colleghi che certamente noi non possiamo avere l'esperienza che può avere l'assessore Oppi e chiaramente avrà anche in questa sua esperienza accumulato una buona dose di responsabilità, non solo nei diversi compiti, ma anche in quello che è il compito che lui sta esercitando adesso nell'Assessorato della Sanità.
Dicevo appunto che il comma 11, l'ultima parte del comma 11 praticamente produce un ulteriore danno, perchè a prescindere dal fatto che chiaramente state andando ad incidere in un esercizio che non è di competenza di questa legislatura, cioè non è nelle nostre disponibilità, assessore Masala. Il 2005 è nelle disponibilità di chi verrà dopo di noi, noi speriamo di esserci ancora, ma certamente non di questa legislatura, sarà di chi ci sarà nella prossima legislatura. E dicevo che state arrecando anche un ulteriore danno, perchè le risorse che andate ad anticipare attraverso un bando nel 2004, chiaramente va a diminuire anche le risorse disponibili per le imprese, per le società, le cooperative giovanili che intenderanno concorrere all'utilizzo di queste risorse. Ed in ultimo, proprio per fare questo riferimento al gioco delle tre carte, Assessore Masala, è che nel 2002 voi le risorse della legge 1 le avete allocate in spesa sia nelle UPB della Presidenza e sia nella UPB…,Assessore, io sono abituato non a parlare a vanvera, parliamo con i documenti che i suoi uffici sicuramente hanno predisposto e che ci portano che abbiamo uno stanziamento nel 2002 alla UPB 01032 di 87 milioni 798 mila euro, e alla UPB 07028 di 45 milioni 014 mila euro e alla UPB 10041 di 42 mila e 784. Quindi, sarebbe bene capire che gioco state facendo, perchè sembrerebbe che nella parte spesa voi avete duplicate le uscite relative alla legge numero 1 sull'occupazione giovanile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, onorevole colleghi, le politiche del lavoro rappresentano sempre un momento di confronto estremamente importante nell'Aula del Consiglio regionale, ed anche in questa finanziaria la discussione di oggi insomma rappresenta un primo momento di questo confronto, senz'altro utile, e poi io mi auguro utile e produttivo.
Io voglio fare una premessa che è questa; quando ci fu la discussione che poi si concluse con l'approvazione della legge 37, con il coinvolgimento anche degli enti locali, perchè la discussione non si limitò certamente a quest'Aula e questo fu un fatto estremamente positivo, si confrontarono anche in quell'occasione due linee sostanzialmente diverse, però poi con dei punti di convergenza. Queste linee sono presenti anche oggi nella discussione. E cioè da un lato c'è l'esigenza di attivare politiche di sostegno all'impresa, quindi politiche del lavoro che pongano l'impresa come fattore principale di sviluppo, di produzione e quindi di ricchezza e di lavoro, quindi un lavoro produttivo, e questo mi pare il punto centrale ed anche che ha ispirato la legge 37, e in questa...
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Colleghi per cortesia. Onorevole Spissu, per cortesia.
SANNA ALBERTO (D.S.). Dicevo che anche l'articolo 19 della 37 in buona parte è ispirato a questa impostazione, poi c'è l'altro aspetto che è quello del lavoro come leva per venire incontro ad esigenze di carattere sociale, come strumento soprattutto per soddisfare i bisogni di quei ceti della popolazione, ceti più deboli e meno attrezzati culturalmente e non solo, e che quindi sono più esposti un po' a tutte le difficoltà.
Queste sono le due tendenze. Io credo che facendo il punto su questi temi, la Giunta regionale debba tenere presenti questi due aspetti. Intanto non è accettabile che l'articolo 19 della 37 venga in qualche modo indebolito o menomato attraverso il dimezzamento delle risorse, assessore Masala. E` vero che ci sono dei ritardi nella spendita delle risorse e su questo credo che la Giunta debba informare adeguatamente il Consiglio, sull'entità e sulle cause di questi ritardi e fare un'analisi compiuta dei motivi; e poi da qui naturalmente definire anche quali possano essere le soluzioni a questo problema. Però, io credo che la Giunta debba mantenere in piedi, come punto fondamentale della sua azione in questo ambito, l'articolo 19 della 37, soprattutto sulla lettera A e sulla lettera B che sono quelle che si orientano a sostegno dell'impresa. E sono quelli i punti che stanno danno i risultati più positivi in tutta la Sardegna.
Non dimentichiamoci che anche se questa legge sta partendo in ritardo, anche perchè questa Giunta per la verità non ci crede molto all'articolo 19 della 37, e non crede molto alla 37 nel suo insieme, quindi, non ha certamente favorito e sostenuto i comuni in questo sforzo. E` una legge che - anche se ha degli aspetti positivi - ha bisogno di un certo numero di anni per poter dare i risultati sperati.
Credo che il punto C dell'articolo 19 possa essere soppresso, nel senso che noi non dobbiamo permettere ai comuni di usare le risorse dell'articolo 19 per realizzare opere pubbliche. Questo punto io credo che già da questa finanziaria si potrebbe sopprimere e, quindi, questo già sarebbe utile per qualificare maggiormente l'articolo 19. Naturalmente io credo che non si possa andare al di sotto delle risorse del triennio precedente, insomma quella quota dei 333 miliardi che in questo triennio passato la Regione ha assicurato, ha assicurato soprattutto grazie alla battaglia che le opposizioni hanno fatto, perchè altrimenti già dal primo bilancio di questa nuova fase sarebbe stato cancellato o ridotto in modo sensibile, io credo che questo primo punto vada salvaguardato e noi faremo una battaglia fino in fondo perchè l'articolo 19 sia valorizzato e sia mantenuto in piedi, anche perchè questa è la volontà dei comuni della nostra Regione.
Un altro punto importante che va tenuto in considerazione è quell'altro aspetto di cui parlavo prima, cioè delle politiche del lavoro che hanno una finalità più spiccatamene sociale, per i motivi che richiamavo e che sono abbastanza presenti nella nostra discussione. Io credo però che i cantieri comunali che è giusto mantenere perchè svolgono una funzione sociale e di coesione delle nostre comunità molto importante, e chi ha avuto l'esperienza di amministrare un comune di questo è pienamente consapevole, credo che però non possa essere questa linea eccessivamente presente. Voglio dire, la dimensione delle risorse da destinare ai cantieri comunali è giusto che rimanga quella dell'anno scorso.
L'idea che è stata avanzata dall'onorevole Pili di destinare quei 600 miliardi di residui, di destinarli interamente per realizzare cantieri di lavoro, è un'idea inaccettabile, assessore Masala e assessore Luridiana.
COGODI (R.C.). Non sono residui.
SANNA Alberto (D.S.). Insomma, queste risorse non spese! Ma, al di là di questo, io ritengo che sia un errore, sarebbe un passo indietro grave ed inaccettabile; io credo che se ci sono residui, se ci sono soldi non spesi, intanto darei ai comuni un termine ulteriore ed ultimativo entro il quale spendere le risorse, poi, alla scadenza di questo termine, andrei a recuperare le risorse davvero non spese, però io credo che quelle risorse andrebbero destinate sempre ai comuni, e io suggerisco di andare nella direzione di finanziare ulteriormente la legge 25 che è una legge che consente ai comuni sardi di poter chiudere i bilanci e di poter partecipare con quote di cofinanziamento ad una serie di programmi comunitari, regionali e quant'altro; perchè i comuni sardi che hanno una scarsissima capacità di autofinanziarsi utilizzano le risorse della legge 25 per fare questo.
Quindi, io penso che se ci sono risorse da recuperare, vadano destinate all'articolo 19 e alla legge 25, perchè queste sono le due leggi che favoriscono le politiche attive e produttive, aggiungo io, del lavoro e che vengono incontro alla esigenza del sistema delle autonomie locali che è un sistema piuttosto debole in Sardegna.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO(Segue SANNA ALBERTO.) E se noi come Regione non rafforziamo anche le politiche che vogliamo portare avanti, anche in questo ambito, rischiano di non avere successo perchè non è possibile, non è pensabile avere un sistema di imprese che funziona, un sistema economico che funziona con le autonomie locali che non hanno le risorse per sostenere questo sistema.
Quindi, io mi auguro e la Giunta anche su questo punto tenga conto delle proposte che le opposizioni avanzano e che modifichi in modo sostanziale la linea che ha avanzato in questa finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
Oppi (U.D.C.). Presidente, è per pregarla, viste le condizioni climatiche che non sono certamente delle migliori, vedo che poi non si segue con particolare attenzione, la stanchezza tende a crescere, se non sia opportuno interrompere i lavori, perchè le condizioni non sono delle migliori. Proprio si avverte palesemente! Uno che sviene da una parte, uno che si sente male dall'altra, insomma la temperatura o meglio l'aria non è delle migliori! Quindi, veda lei, ci appelliamo alla sua clemenza!
PRESIDENTE. Onorevole Oppi, è un problema di sanità! dovrebbero ancora parlare il consigliere Cugini e l'Assessore. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Io sono favorevole alla proposta dell'Assessore Oppi. Se c'è un'esigenza di interrompere i lavori, a questo punto, e di riprendere domani mattina, noi siamo d'accordo.
Presidente. C'è qualche intervento contro? Posso fare una proposta? Io direi che c'è iscritto per un intervento l'onorevole Cugini, interviene l'onorevole Cugini, terminano gli interventi, si può riprendere domani mattina con la replica dell'Assessore. Io non avendo avuto altre indicazioni dall'Aula, la Presidenza si attendeva questa proposta e la cura sarebbe una Conferenza di Capigruppo, perchè se c'è qualche opposizione devo convocare la Conferenza dei Capigruppo.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
Balletto (F.I.-Sardegna). Presidente, solo per sapere come proseguiranno domani i lavori, perchè lei ha annunciato che ci sarà la replica dell'Assessore, ma su questa prima parte dell'articolo 13; poi abbiamo la seconda parte che si tratta sempre di emendamenti aggiuntivi all'articolo 13, quindi, vorremmo sapere se si prosegue dopo la replica dell'Assessore con l'illustrazione degli emendamenti e con la discussione generale di quella parte o si deve votare prima la prima parte e poi la seconda?
PRESIDENTE. Si dovrebbe chiudere la prima parte.
Balletto (F.I.-Sardegna). Siccome gli emendamenti si illustrano sempre tutti insieme, poi si vota prima la prima parte, cioè gli emendamenti modificativi e l'articolo, dopodiché quelli aggiuntivi, però l'illustrazione degli emendamenti si fa prima delle votazioni, questo volevo sapere in maniera tale anche poi da organizzare per le presenze in Aula.
Presidente. L'impostazione appare corretta. Si prosegue con la presentazione e la discussione degli emendamenti.
Balletto (F.I.-Sardegna). Quindi, la replica dell'Assessore, l'altra illustrazione e poi la discussione.
PRESIDENTE. Non ci sono opposizioni. Finiamo gli interventi, onorevole Cugini; io ho proposto non è che poi inizia una fuga generale! Siate corretti per cortesia, altrimenti vado avanti fino alle dieci, chiedo la Conferenza dei Capigruppo e ve la decidete. Mi appello anche alla vostra correttezza. Ha facoltà di parlare il consigliere Cugini.
CUGINI (D.S.). Rinuncio all'intervento.
PRESIDENTE. Rinuncia all'intervento. Non ci sono altre iscrizioni per domani.
I lavori riprendono domani alle dieci..
La seduta è tolta alle ore 21 e 03.
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