Seduta n.223 del 24/03/1993 

CCXXIII SEDUTA

MERCOLEDI'24 MARZO 1993

Presidenza del Presidente FLORIS

Comunicazioni del Presidente..

Congedi .....................................

Costituzione del Gruppo consiliare "Rinascita e Sardismo"

PRESIDENTE...........................

Disegni di legge (Annunzio di presentazione)

Disegno di legge: "Interventi urgenti a sostegno degli investimenti nell'industria" (360). (Discussione e approvazione):

BAROSCHI .............................

CATTE, Assessore dell'industria

USAI SANDRO.......................

RUGGERI.................................

COGODI...................................

FADDA FAUSTO ...................

SATTA GABRIELE.................

(Votazione per appello nominale)

(Risultato della votazione).........

Interpellanze (Annunzio) .........

Interrogazioni (Annunzio) .......

Interrogazioni (Risposta scritta)

Mozione (Annunzio).................

Proposte di legge (Annunzio di presentazione)

La seduta è aperta alle ore 17 e 02.

PORCU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana dell'11 marzo 1993, che è approvato.

Annunzio di presentazione di disegni di legge

PRESIDENTE. Annunzio che sono stati presentati i seguenti disegni di legge:

"Modificazioni all'articolo 90 della legge regionale 6 marzo 1979, n. 7 nel testo sostituito dall'articolo 3 della legge regionale 10 marzo 1989, n. 10 recante norme per l'elezione del Consiglio regionale". (374)

(Presentato il 12 marzo 1993 ed assegnato alla prima Commissione.)

"Norma integrativa della legge regionale 9 giugno 1989, n. 34, concernente: 'Inquadramento nel ruolo unico regionale del personale di ruolo dell'ERSAT, EAF e del personale dei consorzi di bonifica di cui alla legge regionale 7 giugno 1984, n. 29 distaccato presso l'Amministrazione regionale'". (376)

(Presentato il 10 marzo 1993 ed assegnato alla prima Commissione.)

"Convalidazione del D.P.G.R. 1° dicembre 1992, n. 313, relativo al prelevamento della somma di lire 500.000.000 dal Fondo di riserva per spese impreviste - cap. 03010 - a favore del cap. 11125 dello stato di previsione della spesa dell'Assessorato della pubblica istruzione - Piani territoriali paesistici". (377)

(Presentato il 10 marzo 1993 ed assegnato alla seconda Commissione.)

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Annunzio che sono state presentate le seguenti proposte di legge:

dai consiglieri Sardu - Dadea - Cuccu - Zucca - Cocco - Satta Gabriele:

"Programmi integrati di riqualificazione urbanistica edilizia ed ambientale in attuazione dell'articolo 16 della legge 17 febbraio 1992, n. 179". (372)

(Presentata l'11 marzo 1993 ed assegnata alla sesta Commissione.)

dai consiglieri Baroschi - Mannoni - Manca - Lombardo - Mulas Franco - Scano - Onida - Tamponi - Pusceddu - Pau:

"Interventi a sostegno delle attività delle associazioni delle autonomie locali della Sardegna". (373)

(Presentata l'11 marzo 1993 ed assegnata alla prima Commissione.)

dai consiglieri Soro - Dadea - Mannoni - Ortu - Merella - Usai Edoardo - Pusceddu:

"Istituzione di una Commissione speciale per la revisione dello Statuto". (375)

(Presentata il 12 marzo 1993 ed assegnata alla prima Commissione.)

dai consiglieri Tamponi - Manunza - Piras - Deiana - Corda:

"Costituzione di un Consorzio volontario per la tutela e la creazione del marchio 'agnello sardo DOC'". (378)

(Presentata l'11 marzo 1993 ed assegnata alla terza Commissione.)

dai consiglieri Baroschi - Mannoni - Oppi - Serrenti - Ferrari - Cuccu - Ruggeri - Soro - Dadea - Cogodi - Usai Edoardo - Merella:

"Istituzione di una Commissione speciale per una indagine conoscitiva sulla consistenza e sulla

gestione del patrimonio minerario della Regione". (379)

(Presentata il 12 marzo 1993 ed assegnata alla quarta Commissione.)

dai consiglieri Serri - Tidu - Mulas Maria Giovanna - Tarquini:

"Contributo della Regione a favore dell'Istituto di studio e ricerche Antonio Gramsci con sede in Cagliari, della Casa Gramsci di Ghilarza, della Fondazione Antonio Gramsci Ales". (380)

(Presentata il 16 marzo 1993 ed assegnata alla quinta Commissione.)

dai consiglieri Serri - Mulas Maria Giovanna - Salis - Oppi - Pes - Erittu:

"Modifiche alla legge regionale 8 maggio 1985, n. 11, concernente: 'Nuove norme per le provvidenze a favore dei nefropatici'". (381)

(Presentata il 16 marzo 1993 ed assegnata alla quinta Commissione.)

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Giunta regionale, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 27 ottobre 1992, 18 e 24 novembre 1992; 1, 7, 14, 22, 30 dicembre 1992; 12, 14, 18, 26 gennaio 1993.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Achille Tarquini, Antonio Sardu, Maria Cristina Serra Pintus e Antonio Sechi hanno chiesto di poter usufruire di due giorni di congedo a far data dal 24 marzo 1993. Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione Puligheddu - Ladu Giorgio - Melis - Meloni - Morittu - Murgia - Ortu - Planetta - Salis - Serrenti sull'affidamento del trasporto merci, da parte delle Ferrovie dello Stato (FF.SS.), all'Istituto nazionale trasporti". (243)

(Risposta scritta in data 11 marzo 1993.)

"Interrogazione Usai Edoardo sull'affidamento del servizio antincendio nella città di Carbonia". (395)

(Risposta scritta in data 11 marzo 1993.)

"Interrogazione Amadu sulle gravi carenze dell'aeroporto di Alghero e sulla necessità di interventi urgenti". (469)

(Risposta scritta in data 11 marzo 1993.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

PORCU, Segretario:

"Interrogazione Merella - Dettori - Ladu Leonardo - Manchinu - Meloni, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione della Revisarda Spa". (513)

"Interrogazione Corda, con richiesta di risposta scritta, sulle modifiche disposte ai benefici finanziari della L.R. 28/84". (514)

"Interrogazione Porcu, con richiesta di risposta scritta, sulla prevenzione, l'igiene e la sicurezza nei luoghi di lavoro". (515)

"Interrogazione Corda, con richiesta di risposta scritta, sulle iniziative da intraprendere a sostegno del comparto agricolo-zootecnico". (516)

"Interrogazione Pau, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità che la Regione provveda ad emanare la normativa riguardante i Consorzi di sviluppo industriale". (517)

"Interrogazione Serrenti - Ortu - Ladu Giorgio - Morittu - Meloni - Murgia - Demontis - Planetta - Puligheddu, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione delle linee ferroviarie nel Sulcis". (518)

"Interrogazione Ladu Giorgio - Ortu - Demontis - Meloni - Morittu - Murgia - Planetta - Puligheddu - Serrenti, con richiesta di risposta scritta, sull'occupazione del porto industriale di Oristano". (519)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio alle interpellanze pervenute alla Presidenza.

PORCU, Segretario:

"Interpellanza Marteddu - Mulas Franco Mariano sull'attentato al deposito degli autobus dell'ARST di Fonni". (303)

"Interpellanza Tamponi - Deiana - Amadu sulla convenzione fra la U.S.L. n. 1 e la Fondazione di S. Giovanni Battista di Ploaghe". (304)

"Interpellanza Amadu - Manunza - Atzeni - Deiana - Oppi - Sanna Adalberto sull'applicazione del Regolamento CEE per il rimboschimento delle zone agricole dismesse o non utilizzate o marginali e abbandonate". (305)

"Interpellanza Tamponi - Satta Gabriele - Manchinu - Meloni - Fadda Fausto - Desini - Giagu sulla grave crisi del settore minerario e sulla situazione dello sfruttamento della bauxite della Nurra ad Olmedo da parte della Sardabauxiti Spa". (306)

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

PORCU, Segretario:

"Mozione Tamponi - Deiana - Amadu - Giagu - Carusillo - Serra Antonio - Dettori - Satta Antonio - Lorettu - Serra Pintus sul rischio di catastrofe che potrebbe scaturire dal transito delle navi petroliere ed altre lungo tutte le coste della Sardegna". (123)

Costituzione del Gruppo consiliare "Rinascita e Sardismo"

PRESIDENTE. Comunico che in data 24 marzo 1993 è pervenuta la seguente comunicazione a questa Presidenza: "I sottoscritti consiglieri Luigi Cogodi, Bachisio Morittu, Giorgio Murgia, Pietro Salis e Maria Francesca Urraci dichiarano di aderire, sulla base di una comune valutazione politica, al Gruppo consiliare denominato Rinascita e Sardismo".

La comune base politica che si concorda di richiamare e di perseguire unitariamente con coerenza di elaborazione e di condotta politica essenzialmente attiene:

- allo sviluppo dei valori di autogoverno, di partecipazione, di riscatto del popolo sardo;

- alla difesa dei diritti del lavoro, della cultura, dell'ambiente naturale come valori fondamentali propri della società sarda;

- alla correttezza e moralità dei comportamenti politici, pubblicamente valutabili, cui attenersi rigorosamente e ai quali, reciprocamente, si dichiara di essersi attenuti nel corso della propria esperienza di partecipazione alla vita pubblica;

- all'impegno solidale per contribuire all'opera di rigenerazione e di ricomposizione unitaria delle forze politiche dell'autonomia, del federalismo, del sardismo, del socialismo, per l'affermazione effettiva dei diritti individuali e collettivi dell'intera comunità sarda.

A norma dell'articolo 21 del Regolamento interno del Consiglio si comunica che l'Ufficio di Presidenza del Gruppo è così costituito:

Luigi Cogodi - Presidente.

Bachisio Morittu - Vicepresidente.

Maria Francesca Urraci - Segretario amministrativo.

Discussione e approvazione del disegno di legge: "Interventi urgenti a sostegno degli investimenti nell'industria". (360)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 360.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare l'onorevole Paolo Fadda, relatore.

FADDA PAOLO (D.C.), relatore. Mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare dichiaro chiusa la discussione generale.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.

CATTE (Gruppo Laico Federalista), Assessore dell'industria. La Giunta si rimette alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1.

PORCU, Segretario:

Art. 1

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a costituire presso il Credito industriale sardo e la SFIRS un fondo destinato alla concessione di contributi in conto interessi sui finanziamenti a medio termine e sulle operazioni di leasing ordinario, contratti dalle piccole e medie imprese, per la realizzazione in Sardegna di programmi destinati alla costruzione, ammodernamento, ampliamento, riattivazione, riconversione e ristrutturazione di impianti produttivi.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

PORCU, Segretario:

Art. 2

1. Le operazioni finanziarie agevolatali ai sensi dell'articolo che precede non possono superare il 70 per cento della spesa prevista per investimenti fissi e, in ogni caso, il limite di lire 25 miliardi né avere una durata massima superiore a 15 anni.

2. Tali interventi si riferiscono anche ai programmi di cui all'articolo 1 iniziati entro 24 mesi antecedenti l'entrata in vigore della presente legge.

3. Per le finalità di cui al presente articolo, l'Amministrazione regionale concorre negli oneri derivanti dalle suddette operazioni corrispondendo un contributo sugli interessi relativi alle singole operazioni pari alla differenza tra la rata di ammortamento calcolata al tasso di riferimento e la rata di ammortamento calcolata ad un tasso pari al 36 per cento dello stesso tasso di riferimento.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.

PORCU, Segretario:

Emendamento sostitutivo parziale Mannoni - Baroschi

Art. 2

Al terzo comma dell'art. 2 le parole "pari al 36 per cento dello stesso tasso di riferimento" sono sostituite dalle seguenti:

"variabile rispetto al 36 per cento dello stesso tasso di riferimento secondo l'area-programma ove è localizzata la realizzazione dei programmi di cui al precedente art. 1.

4. La Giunta Regionale entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge determina per ciascuna area-programma il tasso di cui al precedente comma 2 tenendo conto del rapporto tra il tasso di disoccupazione calcolato per l'area e quello calcolato per l'intera regione." (2)

Emendamento sostitutivo parziale Fadda Paolo - Ruggeri - Serrenti - Cuccu - Usai Sandro - Fadda Francesco - Degortes - Pusceddu - Demontis - Atzori - Sardu - Giagu

Art. 2

Il secondo comma dell'art. 2 è sostituito dal seguente:

"Tali interventi si riferiscono anche ai programmi di cui all'art. 1 iniziati entro 36 (trentasei) mesi antecedenti l'entrata in vigore della presente legge". (6)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 2 ha facoltà di parlare l'onorevole Baroschi.

BAROSCHI (P.S.I.). I presentatori hanno inteso modificare con questo emendamento la logica che sottende alla proposta della Giunta, successivamente variata da parte della Commissione competente. In pratica i presentatori sostengono che non è vero che la Sardegna è tutta uguale e che esistono delle zone all'interno della nostra Isola sulle quali il legislatore dovrebbe appuntare maggior attenzione rispetto alle altre. Ora noi non siamo d'accordo sull'utilizzo di uno strumento che blocchi parte dei finanziamenti per area perché l'esperienza ci ha dimostrato che in questo caso può aversi una totale utilizzazione dei fondi in un'area, e scarsa o quasi nulla utilizzazione in un'altra, col che faremmo un grave danno anche in riferimento all'utilità e alle finalità di questa legge. Però tutto questo non contrasta con l'utilizzo di uno strumento che consente di variare l'intervento della Regione a seconda della situazione economica delle varie aree. Per sostenere questo tipo di argomentazione mi sono fatto dare dal Ministero del lavoro gli indici di disoccupazione. Gli ultimi disponibili negli uffici di Cagliari erano aggiornati al 31/12/1991. Ho poi fatto una semplicissima distribuzione degli iscritti alle liste di collocamento per le sette aree programma visto che c'è coincidenza con gli uffici circoscrizionali del lavoro e della massima occupazione e al 31/12/1991 risulta che il tasso di disoccupazione, cioè il rapporto tra gli iscritti all'ufficio di collocamento e la popolazione attiva (14-65 anni) è il seguente: area di Sassari il 16,78 per cento; area di Tempio-Olbia il 16,66; Nuoro il 19,30; l'Ogliastra il 21,41; Oristano il 18,11; il Sulcis il 20,44; Cagliari il 20 per cento. Ciò significa che partendo dall'Ogliastra che è la zona più svantaggiata - ripeto sono dati riferiti al 31 dicembre 1991 - vengono nell'ordine il Sulcis, Cagliari, Oristano, Nuoro, Sassari, Tempio-Olbia. Ma tra la zona meno svantaggiata che è quella di Tempio-Olbia e quella più svantaggiata che è l'Ogliastra, vi sono ben 4 punti in percentuale, che non è cosa da poco quando parliamo di indici di disoccupazione.

Noi non vogliamo dire che si debbano allocare nelle sette aree-programma le somme da destinare agli incentivi, ma variare il tasso di riferimento secondo il tasso di disoccupazione. Chiediamo che sia la Giunta a formulare una graduatoria in base a questo indice che, mi rendo conto, non è l'unico che può essere dato ma mi sembra il più significativo in un momento nel quale siamo qui ad arrabattarci tanto a richiamare lo Statuto - come abbiamo fatto anche nella seduta solenne del Consiglio alla presenza dei parlamentari e delle espressioni delle autonomie locali - non possiamo in un disegno di legge, che riguarda gli incentivi all'industria, pretendere di governare un disagio sociale ed economico come se tutto fosse una massa omogenea. A noi questo sembra un intervento cieco, o quantomeno miope. Con questo nostro emendamento chiediamo di differenziare la quota pagata dalla Regione, pur rimanendo entro il limite stabilito dalla norma comunitaria che è il 70 per cento, perché questo certamente non si può superare. Possiamo differenziare l'intervento secondo le aree di programma, basandoci su un dato oggettivo quale quello rappresentato da tassi di disoccupazione.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 6 ha facoltà di illustrarlo.

FADDA PAOLO (D.C.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore dell'industria.

CATTE (Gruppo Laico Federalista), Assessore dell'industria. La Giunta accoglie l'emendamento numero 6; sull'emendamento numero 2 io concordo sulle considerazioni espresse dall'onorevole Baroschi, concordo anche sul fatto che non tutta la Sardegna è omogenea. Mi permetto però di ricordare che questa norma nasce in qualche misura, se così si può dire, per surrogare una legge dello Stato che era l'unica legge con cui in Sardegna potevano essere promosse nuove iniziative produttive; legge che come è noto ha perso di operatività. Noi speriamo che questa operatività sia ripristinata al più presto rendendo superfluo questo ulteriore sforzo che la Regione autonoma della Sardegna si accinge a fare. Il provvedimento in discussione, come dimostra qualcuno degli emendamenti presentati tende a recuperare almeno in parte iniziative che, per mancanza di risorse per le decisioni del Governo conseguenti a questa mancanza non trovavano spazio nella "64".

E' vero che i tassi di disoccupazione sono quelli citati dall'onorevole Baroschi, però questa è una legge che riguarda tutta la Sardegna; è anche vero, come diceva l'onorevole Baroschi, che qualche parte della Sardegna ha, per motivi noti, rispetto a nuove iniziative, un trattamento ancor più vantaggioso di quello previsto da questa normativa. Peraltro è anche noto che è intendimento della Giunta estendere con lo stesso strumento l'accordo di programma, cioè il contratto di programma a quante più aree possibili. Devo anche ricordare che questa norma sostanzialmente, anche se non può che riguardare l'intera isola e non può certamente riguardare casi particolari, è comunque nata per il Sulcis. Questa legge nasce soprattutto dall'impegno preso coi lavoratori delle ciminiere che accettano la chiusura di alcune imprese in sostituzione di altre iniziative che attendono per decollare l'approvazione di questa legge. Sul tasso direi che è già variabile perché, come l'onorevole Baroschi ricordava, non si può superare un certo limite per cui se l'accumulo di provvidenze, da qualunque parte provenga, dovesse essere superato certamente dovremmo ridurre il tasso.

Ricordo inoltre che le preoccupazioni dell'onorevole Baroschi possono trovare spazio in direttive della Giunta. Questo è un impegno che io prendo ora a nome della Giunta intera, però anche per una questione di celerità chiederei all'onorevole Baroschi di ritirare l'emendamento che comunque la Giunta non accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Sandro Usai. Ne ha facoltà.

USAI SANDRO (D.C.). Per quanto riguarda l'emendamento numero 2 io, ad integrazione di quanto detto anche dal rappresentante della Giunta, devo osservare che sicuramente l'obiettivo e lo spirito che hanno animato l'onorevole Baroschi nel presentare il suo emendamento, hanno una validità politica generale. Questo è però un argomento che va esaminato con la dovuta attenzione, perché possa eventualmente diventare norma generale di comportamento della Regione sarda, perché così come è formulato, tra l'altro, appare di difficile e di dubbia attuazione. Bisogna tenere tra l'altro conto che all'interno della stessa area-programma possono esistere zone dove il tasso di disoccupazione è diverso pur essendo strutturalmente omogenee. Tra l'altro non sono indicate in questa normativa le linee di indirizzo a cui deve attenersi la Giunta regionale, e non si capisce poi in quale modo debba variare il tasso di interesse. E aggiungo che oltre al tasso di disoccupazione ci sono altri indici che stanno a significare la particolare crisi delle varie aree. Un'area può avere un tasso di disoccupazione non superiore alle altre, ma presentare condizioni di crisi particolari. Io quindi, anche a nome del Gruppo democristiano, esprimo parere contrario, uniformandomi al parere della Giunta, sull'accoglimento di questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Ruggeri. Ne ha facoltà.

RUGGERI (P.D.S.). Brevissimamente sull'emendamento numero 2. Riconosco ai presentatori il merito di aver tentato di differenziare gli interventi tenendo conto dei disagi reali presenti nei diversi territori, ma la dizione di "aree di programma", già di per sé presenta un'altra difficoltà perché non differenzia assolutamente; faccio un esempio: nell'area di programma di Cagliari, una cosa è il Gerrei altra cosa è il Cagliaritano. Nel Gerrei vi è il 26 per cento di disoccupati, nel Cagliaritano vi è un'altra percentuale e i problemi sono comunque diversi. Io credo che se davvero noi vogliamo risolvere i problemi non dobbiamo dimenticare che una cosa è l'intervento sull'insediamento, altra cosa è invece la tenuta dell'iniziativa per un periodo accettabile. Un imprenditore può pensare di fare un intervento nel territorio disagiato per la convenienza in termini di costo del denaro ma si scontrerà poi con i mille problemi relativi alla viabilità, all'infrastrutturazione e ai servizi mancanti. Noi dobbiamo rovesciare questa situazione. Io non sono convinto che tutto si risolva col denaro. La Sardegna ha purtroppo alcune aree dove nessun imprenditore, pubblico o privato che sia, se la sente di rischiare investimenti essendo queste zone carenti per quanto riguarda i servizi, l'infrastrutturazione, e principalmente la situazione dei trasporti. Io credo che questo Consiglio debba fare uno sforzo per impegnare risorse al fine di favorire un riequilibrio territoriale attraverso l'infrastrutturazione, attraverso interventi che consentano di ridurre anche le distanze. Vi sono zone a 60 chilometri dal capoluogo che richiedono un tempo molto maggiore di quello necessario per percorrere 100 chilometri sulla 131. Queste sono purtroppo le situazioni che causano diseconomie, che non favoriscono uno sviluppo diffuso nel territorio. Tra l'altro io sono convinto che questa legge se passasse questo emendamento, sarebbe impugnabile perché il problema riguarda un insieme di investimenti in settori diversi. Non credo che un imprenditore che sceglie di fare un investimento in una determinata zona accetti nell'ambito regionale una politica differenziata, perché nel sistema delle imprese conta poco il problema delle aree disagiate. Spetta a noi favorire il riequilibrio, ma questo va attuato sul piano infrastrutturale, facilitando i collegamenti e attraverso la fornitura di servizi. Una ricerca di riequilibrio basata tutta sulla differenza di mezzo punto del tasso di interesse rischia di essere impugnata dagli stessi imprenditori, perché chi decide di fare un investimento e ritiene più conveniente farlo ad Alghero anziché a S. Margherita di Pula, è chiaro che non accetterà mai che vi sia questa disparità di trattamento nel tasso di interesse. A parte il fatto che anche all'interno della stessa area di programma vi sono qui delle differenze perché una cosa è considerare a grandi linee l'area di programma di Olbia e l'area di programma di Cagliari. Dentro l'area di programma di Cagliari c'è il Gerrei che è diverso dalla cintura cagliaritana, perché i dati della disoccupazione, i dati dell'attrezzamento del territorio, i dati dell'habitat per gli insediamenti sono diversi. Allo stesso modo nell'area di programma Sulcis-Guspinese-Villacidro vi sono delle zone dove le sacche di miseria sono più ampie. Io non faccio, ovviamente, nessuna guerra di religione ma ho dei dubbi che un'ipotesi di questo genere possa essere accolta dal Governo e il rischio maggiore è che possa essere impugnata dal sistema delle imprese, perché essendo questa una legge regionale, non una legge per un singolo territorio, un imprenditore che agisce in Sardegna deve avere certezza di trattamento uguale sia che operi a Sassari, a Olbia, a Oristano o a Cagliari. Poi i dati della disoccupazione sono dati noti, sono una responsabilità nostra nel senso che noi dobbiamo favorire attraverso altre politiche il riequilibrio territoriale. Faccio un esempio per evidenziare i ritardi in questa Regione: nel 1974 fu costituito per il Gerrei un primo comitato per la zona industriale regionale. Sono passati 19 anni e l'infrastrutturazione della zona è rimasta sulla carta. Insomma nel Gerrei non c'è un'area per insediamenti produttivi ed è chiaro che questo rappresenta il primo ostacolo. Perché dunque la Regione non si fa carico di infrastrutturare un'area che consenta in quel territorio insediamenti produttivi? Se l'idea nata nel 1974 è ancora valida, e io credo che lo sia, possono essere trovate forme di consorziamento, per esempio, con l'area industriale di Cagliari. Troviamo questi strumenti affinché possano essere utilizzati per favorire dei riequilibri.

Questa è la mia opinione. Capisco le ragioni che hanno portato a presentare questo emendamento, che tiene conto dell'articolazione dei disagi presenti in Sardegna, ma mi sembra che la risposta vada cercata in altra direzione, soprattutto in una fase in cui si stanno facendo gli accordi di programma. Io non credo che il tutto vada risolto semplicemente con un consorziamento delle imprese. Negli accordi di programma noi dobbiamo anche individuare quali sono nei singoli territori i bisogni primari, perché se noi non risolviamo a monte i problemi - una volta si diceva favorire un habitat - se noi non risolviamo questi problemi elementari, che sono gli strumenti di base per favorire lo sviluppo, non otterremo nessun risultato. Se, ad esempio, il costo del trasporto della merce incide in maniera eccessiva sul costo generale della produzione, allora bisogna incidere su questo fattore, ridurre di mezzo punto il tasso di interesse non mi sembra sia un grande stimolo per il sistema delle imprese.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Due osservazioni rapide. L'emendamento presentato dal collega Baroschi e da altri colleghi ripropone una questione che viene da lontano e che si ripropone in quest'Aula in diverse circostanze, soprattutto in occasione dell'approntamento e del varo degli strumenti finanziari generali, cioè del bilancio e della legge finanziaria. E' il problema di come l'intervento regionale per agevolare lo sviluppo e principalmente lo sviluppo industriale, che è quello più difficile da promuovere, debba essere non più generalizzato, quasi che la Sardegna fosse uniforme, ma, invece, debba essere giustamente differenziato. Giustamente differenziato vuol dire che deve calarsi nelle situazioni, rimuovendo le difficoltà che sono diverse da territorio a territorio per iniziare a realizzare una forma di riequilibrio interno. Di questa questione abbiamo discusso invece volte - ricordo una discussione molto animata l'anno scorso in occasione dell'approvazione del bilancio - e quest'anno, qualche settimana fa, quando si è varato il bilancio della Regione, ci siamo un pochino di più avvicinati a quest'obiettivo prevedendo un fondo nuovi oneri che è nel bilancio pluriennale della Regione e addirittura concordando in Commissione programmazione, d'accordo con la Giunta regionale, l'ossatura di uno schema di legge che la Giunta si è impegnata a presentare quanto prima. Speriamo che questo schema diventi presto una proposta organica, un disegno di legge, che preveda interventi regionali in funzione della promozione differenziata dello sviluppo, che prenda cioè in considerazione le aree più svantaggiate consentendo in queste un intervento regionale pari; pari vuol dire differenziato in rapporto al tasso di difficoltà, proprio perché ci si rende conto che lo sviluppo è reale se è anche uno sviluppo equilibrato, se è uno sviluppo eguale, ben intendendo che non tutti i territori e i settori hanno uguali vocazioni allo sviluppo. Gli interventi devono essere differenziati per settori, per cui laddove meglio si può ammodernare l'agricoltura o il turismo o l'industria ciò accada, però puntando a indici complessivi del tasso di sviluppo più o meno equiparati. Questo emendamento nella sua formulazione intende inserirsi in questo filone e all'interno di questo ragionamento non può che ricevere un apprezzamento ma a me pare presenti alcune difficoltà. La prima a cui accennava poc'anzi il collega Ruggeri è una difficoltà di specificazione di aree-programma che così come sono definite non sono tali da consentire una ricaduta nei territori laddove veramente vi è un ritardo nello sviluppo e una maggiore difficoltà nell'attivazione dello sviluppo industriale. E' vero che le aree di programma hanno delle indicazioni e specificazioni di subarea, però tutto questo comporta un calcolo che deve essere ancora meglio precisato, una ricognizione di elementi e di fattori che misurino lo sviluppo o il ritardo dello sviluppo che ancora la programmazione regionale o gli intendimenti programmatori non hanno definito e questo è un ritardo. L'area programma di Cagliari contiene al suo interno la zona più infrastrutturata, in difficoltà e in crisi come l'area industriale di Cagliari, però la più importante area industriale della Sardegna, ma contiene anche altre aree dove lo sviluppo industriale non è in crisi, è zero. Quindi quando diciamo area-programma di Cagliari io non credo che la media sia il punto intermedio tra Macchiareddu e Ballao, la media può essere o tutta Macchiareddu, ed è chiaro che una industria che assumesse questo parametro non può che andare dove c'è già l'infrastrutturazione, o l'altro estremo dove non c'è nulla. L'intendimento, secondo me, è buono ma mi chiedo se è proprio questo il contesto adeguato per questo intervento o se non dobbiamo accelerare invece la produzione della legge che il Consiglio e la Giunta si sono, in questo caso unanimemente, impegnati a predisporre. C'è stata unanimità in Commissione tra le forze politiche, la Giunta ha colto l'indicazione ed è già predisposto addirittura lo schema del disegno di legge. Se avremo quanto prima questo disegno di legge secondo me questo intervento nel settore industriale - perché non dovrà riguardare solo il settore industriale - potrà e dovrà essere recuperato al suo interno.

La seconda osservazione che volevo fare è ugualmente di carattere generale. E' stato detto anche dall'onorevole Assessore dell'industria che questa legge è nata in una certa situazione e quindi ha anche determinate finalità. Questo è un altro limite della nostra produzione legislativa; noi oscilliamo sempre tra leggi troppo parziali, tanto da essere finalizzate ad una sola cosa o situazione, e leggi tanto generali da disperdere la capacità e l'efficacia dell'intervento. Se questa legge con queste risorse essenzialmente vuole puntare ad affrontare alcune situazioni, non tutte le situazioni dell'industria in Sardegna, forse è opportuno che questo venga specificato. Si trovino formulazioni che indirizzino l'intervento se questo è l'intendimento e se non è così lo sì dica. Io sono per la chiarezza in tutte le cose e anche nelle leggi. Se questo provvedimento riguarda tutta l'industria in Sardegna, piccola e media, tutte le forme e in tutto il territorio, perché così è scritto e nulla di diverso è specificato, non vale a nulla dichiarare che è nato per un altro fine, che si vuole perseguire un altro obiettivo, perché una volta fatta la legge è affidata al fruitore. Destinatario della legge è chiunque, avendo i requisiti richiesti, può farvi ricorso e se noi vogliamo promuovere lo sviluppo industriale agevolato e super agevolato con 45 miliardi...

(Interruzioni)

Si dice che sono contributi sugli interessi per cui non saranno 45 miliardi ma 450. Va bene, ma l'industria moderna ha un rapporto talmente alto tra investimento ed occupazione che anche con 450 miliardi non si promuove chissà quale ammodernamento, ampliamento, inizio o addirittura recupero di cose pregresse. Si era previsto 24 mesi poi si emenda e si dice 30 mesi, a voler fare tutto poi si finisce per fare quasi niente perché con 45 miliardi, anche se utilizzati come volano per muovere capitali, non si fa granché. Intanto io non ho capito perché noi continuiamo a fare leggi nelle quali pare che abbiamo scoperto l'acqua calda. Si dice: prima la Regione dava contributi in conto investimenti, adesso invece dà contributi in conto interessi e quindi quando spende dieci realizza cento. Questo è da vedere perché i capitali non è che siano disponibili sempre e comunque. Quale esplorazione è stata fatta con le Banche che devono anticipare il capitale? Chi ha detto che le banche, quando noi decidiamo un intervento di 100 miliardi per l'abbattimento di interessi per muovere 1000 miliardi, siano disponibili a muovere i loro 1000 miliardi in questa direzione? Mi pare che ci sia qualche cosa di avventuroso o comunque di incerto in tutto questo, ma è meglio l'incerto che il nulla e quindi anche questo può andare bene. Se però la finalità è quella di rispondere a emergenze tipo quella di un'area particolarmente colpita della Sardegna - dico particolarmente, non esclusivamente -qualche accorgimento nella formulazione che meglio individui questa finalità e quindi renda più efficace in questo senso la legge non guasterebbe. Ripeto se è così, perché questo ha dichiarato l'Assessore dell'industria, potrebbe accadere che essendo la legge formulata in modo generale e avendo una universalità di fruitori possibili, noi siamo poi richiamati ad una responsabilità che è stata annunciata e poi però non è perseguita con gli strumenti giuridici di cui si dispone. Ho sempre pensato che non tutte le leggi devono rispondere a tutto perché la Regione può promuovere anche diverse leggi e può rispondere a diverse cose. Se la legge è di ordine generale che sia di ordine generale, se invece il Presidente della Giunta intende meglio rispondere a determinare esigenze di determinati territori si trovi il modo di dirlo chiaramente proprio perché il Consiglio non sia domani chiamato a rispondere del fatto che la legge non era idonea a raggiungere il fine dichiarato.

Credo che tra finalità annunciate e strumentazione che si adotta vi debba essere invece una esatta corrispondenza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Baroschi. Ne ha facoltà.

BAROSCHI (P.S.I.). Onorevole Assessore, lei ha dichiarato che l'obiettivo di questa legge è quello di surrogare l'intervento dello Stato sul Mezzogiorno e che non ci riuscirà del tutto per la carenza di risorse finanziarie, però lei dovrebbe sapere meglio di me che la legge numero 64 e comunque l'intervento sul Mezzogiorno ha abituato i nostri imprenditori ad avere almeno una quota del danaro pubblico a fondo perduto e che il meccanismo di questa legge, invece, che io considero profondamente innovativo dal punto di vista della pubblica amministrazione, conceda contributi in conto interessi, cioè abbassa il tasso di interesse, quindi consente agli imprenditori di pagare di meno nel rifondere il capitale che è stato prestato loro, ma non dà soldi gratis et amore Dei. Quindi stiamo facendo una scelta, stiamo dicendo: "Signori imprenditori, noi vi abbassiamo il tasso di interesse, e con questo voi avete un vantaggio non di poco conto, se si vanno a fare i conti sulle rate costanti, però danari non ve ne diamo più". Questo è il concetto fondamentale, quindi noi non stiamo sostituendoci semplicemente in piccola parte allo Stato ma stiamo programmando un intervento della Regione autonoma della Sardegna completamente diverso da quello dello Stato. Un'altra cosa che capisco un po' di meno è questa: dalla Commissione è uscito un testo in cui al comma 2 si dice: "Tali interventi si riferiscono ai programmi iniziati nei 24 mesi antecedenti", poi è stato presentato un emendamento che fissa invece il limite di 36 mesi. Evidentemente questa formulazione - 24 o 36 mesi che siano - dà per scontato che si siano già effettuati degli investimenti di cui all'articolo 1.

(Interruzioni)

Stiamo parlando, collega Ruggeri, solo di interventi produttivi di media e piccola impresa, per cui gli alberghi non c'entrano niente. Si va a produrre qualche cosa e stiamo preannunciando un effetto - ancorché giuridicamente non configurato - retroattivo della legge. Chi nei 24 o 36 mesi precedenti ha effettuato un investimento che abbia le caratteristiche previste nella legge ha diritto di chiedere il contributo. Messo in questi termini mi pare che se dubbi ci possono essere sul fatto che qualcuno possa eccepire sulla retroattività, questo è uno dei punti. Non posso certamente concordare che motivo di rigetto della legge possa essere il fatto che la Regione autonoma della Sardegna, nella sua piena potestà di disporre del proprio danaro come meglio crede, pur all'interno delle regole nazionali e comunitarie, differenzi, così come ha proposto l'emendamento numero 2 non l'allocazione delle risorse - forse io prima sono stato poco chiaro - perché nessuno obbliga l'imprenditore a investire nel Sulcis o nell'Ogliastra e non a Olbia; l'imprenditore localizza la propria intrapresa di cui alla legge dove meglio ritiene, nessuno gli impedisce di andare dove vuole. Qui si tratta di un diritto soprattutto politico da parte della Regione autonoma della Sardegna che agli imprenditori che vanno ad operare nella zona più svantaggiata che, ripeto - per quello che ho potuto vedere dai dati riferiti al '91 - è l'Ogliastra, assegna qualche punto percentuale di vantaggio in più; a chi invece desidera localizzare la propria attività nella zona industriale di Olbia, che ha il più basso indice di disoccupazione, assegna qualche punto in meno. Voglio ricordare alla Giunta, prima che mi chieda di ritirare nuovamente questo emendamento, che l'anno scorso una legge della Regione impegnava la Giunta a spendere 30 miliardi per le zone particolarmente svantaggiate e che la Giunta ha saputo soltanto finanziare un progetto che era precedente, quello di Ingurtosu-Montevecchio, e non è stata capace di utilizzare gli altri fondi che il Consiglio le aveva messo a disposizione, per propria incapacità. Il concetto che la Regione dovesse intervenire nelle zone più svantaggiate c'era già in legge, e solo per la vostra incapacità non abbiamo utilizzato quelle somme. Il fatto è incontrovertibile. Allora noi chiediamo che si rimedi a questa incapacità non con un intervento autoritario che dica: qui ne metto 10, lì 5 o lì 4, perché questo è ormai un concetto ampiamente superato perché altrimenti si rischia di spendere 10 in una zona che ha le infrastrutture di cui parlava il collega Ruggeri e 4 in una zona magari particolarmente depressa che non ha infrastrutture e che non vede quindi nessuna localizzazione di investimenti. Se vi tenete al passo con le ultime tendenze degli interventi in sede comunitaria, vi accorgerete che si va proprio a graduare gli incentivi. La proposta che viene fatta non è contrastante con le ultime tendenze emergenti in sede comunitaria.

Collega Ruggeri, chiedo scusa, anch'io vorrei poter attrezzare le zone più svantaggiate, anch'io vorrei ridurre i 70 chilometri che ci separano da Armungia, vorrei tutto questo, sono concorde con te, però c'è un piccolo particolare, e cioè che io sto discutendo - perché questo è uno strumento squisitamente finanziario - quello che ci propone la Giunta. La Giunta ci ha proposto e la Commissione è d'accordo e anch'io sono d'accordo, soltanto uno dei più piccoli strumenti di intervento della Regione, quello finanziario in conto interessi. Se dovessimo discutere dell'attrezzatura delle varie zone e di quant'altro il campo si amplierebbe e sono d'accordo, però noi con il nostro emendamento siamo voluti rimanere all'interno di una proposta del Governo, non abbiamo voluto metterci dentro tutto quello che era pensabile e possibile per recuperare gli svantaggi delle varie zone. Abbiamo indicato uno solo degli elementi che ci sembrava di poter utilizzare, ma se i colleghi ritengono che la suddivisione delle aree-programma non sia sufficiente a raffigurare la situazione della Sardegna, sono d'accordo. Le aree-programma, non sono una mia invenzione, sono legge, le abbiamo votate la settimana scorsa nel programma triennale '93-'95, le abbiamo configurate nuovamente, così come facciamo ogni anno nei piani triennali, ma se questo non è ritenuto sufficiente, non è una ragione per dire che è tutto uguale. Si può andare agli uffici circoscrizionali del lavoro, sono 26 in tutta la Sardegna; quindi con un dettaglio territorialmente molto più preciso e ciò vuol dire che Cagliari ha il suo indice differenziato dal Gerrei, se questo è l'intendimento nulla vieta, purché rimanga il principio di differenziare l'intervento della Regione. Non è sostenibile che siccome abbiamo individuato solo le sette aree-programma per differenziare gli interventi, si debba fare un tutt'uno. E' contraddittorio, consentitemelo. Se questo fosse l'ostacolo basterebbe soffermarsi un attimo, prendiamo i 26 uffici circoscrizionali del lavoro e avremo un dettaglio molto più preciso.

A noi pare che l'avere utilizzato uno strumento di programmazione di cui noi ci siamo dotati e del quale noi siamo stati estremamente rispettosi, non sia poi così stravolgente; d'altra parte c'è la possibilità di andare a graduare, se si vuole, più in dettaglio gli interventi. Il collega Usai ha concluso il suo intervento dicendo che il Gruppo della Democrazia Cristiana è contro questo emendamento. Io mi limito a dire che se da parte del Gruppo della Democrazia Cristiana c'è l'idea, espressa attraverso il pronunciamento di un suo autorevole esponente, che tutto è uguale, noi ne prendiamo atto, non ne siamo convinti e continueremo a dirlo perché la verità, al di là del parere dell'onorevole Usai, è che la Sardegna non è tutta uguale. Quindi non ritiriamo affatto l'emendamento, chiediamo un pronunciamento del Consiglio su questo, non crediamo che debba essere stravolta la realtà economica dell'Isola.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Fausto Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA FAUSTO (P.S.I.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, ho seguito con attenzione il dibattito e gli interventi dei colleghi e voglio riaffermare alcune convinzioni già espresse in occasione del dibattito che si è svolto all'interno della Commissione consiliare industria. In quella occasione avevo precisato che se vi erano esigenze di carattere territoriale che riguardavano alcune aziende, era necessario intervenire con provvedimenti specifici, mirati alle aziende in crisi. Per risolvere il problema di una azienda non è necessario mettere in piedi un provvedimento di carattere generale che serve per risolvere tutti i problemi che riguardano l'industria in Sardegna e che serve soprattutto per creare aspettative che l'amministrazione regionale, la Giunta regionale, la Regione nel suo complesso non è in grado di soddisfare. Le assicurazioni che ho ricevuto da parte del rappresentante della Giunta e da parte dei colleghi, riguardavano la necessità, in una situazione di emergenza e di crisi come quella che viviamo in sede regionale, di approvare un provvedimento di carattere generale che prescindesse dalla condizione di crisi di questa o di quell'azienda e che consentisse un intervento generalizzato rivolto alle aziende in crisi in Sardegna, un intervento che servisse, attraverso gli incentivi che sono stati individuati, alla costruzione, all'ammodernamento, all'ampliamento, alla riattivazione di iniziative industriali presenti nell'Isola. Allora stiamo discutendo, perché questa è la convinzione della Giunta e della Commissione consiliare competente, di un provvedimento di ordine generale; non stiamo parlando di un provvedimento che ha portata di carattere generale e che è rivolto però a questa o a quell'azienda. Considerata la dimensione finanziaria dell'intervento legislativo è necessario pensare ad un rimpinguamento delle disponibilità finanziarie previste per questa legge. Anche sotto questo aspetto abbiamo ricevuto assicurazioni da parte della Giunta regionale che questo primo intervento di 45 miliardi verrà in seguito aumentato e che altre somme verranno destinate a questo tipo di intervento. Abbiamo pensato di predisporre questo provvedimento in un momento di crisi ed è un intervento sotto certi aspetti che non riprende complessivamente il meccanismo previsto dalla "64", però è un provvedimento che sotto certi aspetti sostituisce la legge 64 e, in un periodo di vacche magre, abbiamo pensato di eliminare l'intervento con il contributo a fondo perduto, quindi l'intervento in conto capitale, e abbiamo destinato le scarse risorse all'abbattimento degli interessi, quindi un intervento in conto interessi.

Ora, per quanto riguarda la programmazione degli interventi in Sardegna, vorrei, caro Presidente, ricordare che la crisi del comunismo, la caduta del muro di Berlino, rappresentano anche la crisi dello statalismo della quale, come socialisti, siamo responsabili, insieme al Partito comunista e insieme alle altre forze di sinistra del Paese; crisi dello statalismo e crisi del dirigismo statalista che noi in qualche modo vogliamo reintrodurre con leggi e leggine, con l'emendamento che viene proposto stasera dal collega Baroschi e con gli emendamenti che vengono proposti dal collega Cogodi.

Cari colleghi, intervenire in un sistema come quello regionale, con una seria programmazione delle iniziative nel settore industriale, significa tener conto non solo dei problemi che pone il tasso di disoccupazione, che è uno degli elementi da valutare nel programmare gli incentivi, ma di tutta un'altra serie di elementi che vanno valutati. Il tasso di disoccupazione non può essere l'unico elemento che guida l'assegnazione delle somme o delle risorse nelle diverse aree territoriali. Vogliamo considerare anche le diverse situazioni territoriali, i livelli di sofferenza del territorio, i livelli delle infrastrutture nel territorio, vogliamo valutare tutta una serie di elementi che non sono solo il tasso di disoccupazione? Io credo che debbano essere valutati se non vogliamo creare cattedrali come quella di Isili che è ancora lì, fa bella mostra, o altre forzature che il sistema degli incentivi ha realizzato nel passato in Sardegna, un sistema di incentivi distorto come quello che viene proposto qui stasera. Diamo un premio a chi va ad operare in una zona nella quale economicamente, per quel tipo di iniziativa, non si può operare. Allora le considerazioni debbono essere diverse e complessive. Se vogliamo farle facciamole. Io credo che queste considerazioni debbano essere fatte dalla Giunta e proposte in una fase successiva al Consiglio. Cioè quali sono gli elementi di programmazione che la Giunta intende inserire per garantire un'equa distribuzione delle risorse, che tenga conto, caro collega Cogodi, anche delle vocazioni territoriali, perché le vocazioni esistono: non è possibile creare in una certa area della Sardegna iniziative industriali quando quell'area ha un'altra vocazione.

Tutte queste considerazioni, che non possono essere riassunte in cinque minuti, credo che debbano essere fatte in altra sede. La Giunta riproporrà, credo, all'attenzione del Consiglio gli elementi, i parametri che serviranno poi per destinare queste risorse. Certo con questa legge si creano molte attese; io credo che la Giunta regionale e il Consiglio debbano destinare nuove risorse alle iniziative industriali e debbano fare tutta una serie di considerazioni che riguardano in particolare il modo con il quale le risorse debbono essere distribuite.

Concludo, Presidente, esprimendo il mio dissenso rispetto all'emendamento che viene presentato dal mio collega di Gruppo, e chiedo alla Giunta regionale un impegno per quanto riguarda l'aumento delle risorse rispetto a questo tipo di iniziative. Chiedo alla Giunta regionale che, unitamente alla designazione del Comitato che è previsto con uno degli articoli della legge, vengano presentati anche i criteri per l'utilizzazione delle risorse. In quella sede, con i colleghi Baroschi e Cogodi, potremo discutere del modo in cui queste risorse debbano essere utilizzate e i criteri che serviranno per garantire un'equa e seria utilizzazione delle risorse. Grazie.

PRESIDENTE. Abbiamo già detto tante volte che la richiesta di intervenire deve essere avanzata nel corso del primo intervento perciò non posso ora dare la parola a nessun altro.

Metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 3.

PORCU, Segretario:

Art. 3

1. Sulle domande per la concessione del contributo in conto interessi delibera un Comitato composto a norma dell'articolo 144 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11.

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

PORCU, Segretario:

Emendamento sostitutivo totale Fadda Paolo - Ruggeri - Serrenti - Cuccu - Usai Sandro - Fadda Fausto - Degortes - Pusceddu - Demontis - Atzori - Sardu - Giagu

Art. 3

Il testo dell'articolo 3 è sostituito dal seguente: "Sulle domande per la concessione del contributo in conto interessi delibera un Comitato composto:

- dal Presidente dell'Istituto cui è stata presentata la domanda, che lo presiede;

- dal Direttore Generale dello stesso Istituto o da un suo delegato;

- da tre funzionari dell'Amministrazione regionale designati ai sensi dell'art. 144 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11". (5)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.

FADDA PAOLO (D.C.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore dell'industria.

CATTE (Gruppo Laico Federalista), Assessore dell'industria. La Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 4.

PORCU, Segretario:

Art. 4

1. L'agevolazione di cui alla presente legge è cumulabile con provvidenze creditizie o contributive previste dalla normativa regionale, statale o comunitaria, che abbiano finalità analoghe, purché l'ammontare della contribuzione non sia superiore al massimale CEE di aiuto calcolato in equivalente sovvenzione netto.

2. La concessione di tali provvidenze in misura superiore comporterà, pertanto, la decadenza del diritto di godere dell'agevolazione e l'obbligo delle imprese di rifondere le somme erogate dal fondo, maggiorate degli interessi semplici calcolati al tasso legale.

3. La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di industria, a' termini dell'articolo 4, lettera I) della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, adotta gli indirizzi e le modalità di applicazione della presente legge.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 5.

PORCU, Segretario:

Art. 5

1. Per l'attuazione degli interventi l'Assessorato del bilancio, programmazione e assetto del territorio è autorizzato a stipulare, d'intesa con l'Assessorato dell'industria, apposita convenzione con il Credito Industriale Sardo e la SFIRS.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati tre emendamenti. Se ne dia lettura.

PORCU, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Baroschi - Mannoni - Manchinu - Lombardo - Ferrari - Fadda Antonio - Mereu - Mulas Maria Giovanna - Fadda Fausto

Art. 5

Dopo l'art. 5 è aggiunto il seguente art. 5 bis:

"Alla legge 7/5/57 n. 15 si aggiunge il seguente art. 23 bis:

1. Nel pubblico registro minerario devono essere annotati, a cura dell'Assessorato competente in materia di Industria, tutte le pertinenze delle miniere poste nel territorio della regione Sardegna.

2. Ai sensi e agli effetti del precedente comma 1 è da considerarsi pertinenza mineraria acquisita dal patrimonio indisponibile della Regione Autonoma della Sardegna, tutto il complesso delle attrezzature ed opere poste sia all'interno che all'esterno del perimetro del titolo minerario, a servizio immediato e attuale della miniera e che siano state realizzate, anche in forza di procedure espropriative, per consentire l'esercizio dell'attività mineraria.

3. Debbono intendersi, quindi, quali pertinenze:

a) gli impianti interni ed esterni, i pozzi, le gallerie, i macchinari, gli apparecchi ed utensili destinati alla coltivazione della miniera, le opere e gli impianti asserviti alla miniera, destinati al trattamento ed arricchimento del minerale;

b) le aree attigue alla miniera, gli edifici su di essa realizzati per ospitare i macchinari ed impianti destinati al trattamento e all'arricchimento del minerale, nonché gli stessi macchinari ed impianti e gli edifici, con relativa area di asservimento, destinati agli uffici del concessionario;

c) le aree destinate a piazzali e strade di accesso e d'uscita alla miniera, necessarie per le operazioni di carico e trasporto del minerale estratto". (1)

Emendamento aggiuntivo Usai Sandro - Lorettu

Art. 5

Dopo l'art. 5 è aggiunto il seguente 5 ter:

"Al primo comma dell'art. 4 della L.R. 20 giugno 1989 n. 44 come modificata dalla L.R. 23 luglio 1990 n. 28, vengono aggiunti i seguenti commi:

Saranno altresì ammesse ai benefici di cui al precedente articolo le piccole e medie imprese industriali aventi sede legale ed impianti in Sardegna, che alla data di presentazione della richiesta di consolidamento vantino crediti scaduti e immobilizzati nei confronti di società facenti capo in via diretta od indiretta al sistema delle partecipazioni statali, anche se in liquidazione, e/o nei confronti di società aventi dimensioni eccedenti quelle indicate nel successivo art. 5 e che si trovino in fase di procedura concorsuale o di liquidazione.

Fermi restando i parametri massimi di intervento di cui all'art. 3 comma 3, l'importo consolidato non potrà in ogni caso eccedere l'ammontare dei crediti scaduti e immobilizzati". (3)

Emendamento aggiuntivo Usai Sandro - Lorettu

Art. 5

Dopo l'art. 5 è aggiunto il seguente 5 quater:

"Il titolo dell'art. 36 della L.R. 30 aprile 1991 n. 13 è sostituito dal seguente:

Fondo di garanzia delle obbligazioni emesse da imprese industriali, da istituti di credito e da società finanziarie a prevalente partecipazione regionale:

Al primo comma dell'art. 36 della L.R. 30 aprile 1991 n. 13 sono aggiunte le seguenti parole: ove i titoli obbligazionari siano emessi da Istituti di credito al fine di destinare in via specifica la relativa provvista finanziaria ad operazioni di medio credito industriale in favore di predeterminate società di capitali, aventi i requisiti di cui al comma precedente, l'Amministrazione regionale è autorizzata a prestare garanzia fideiussoria per il rimborso del debito nominale contratto dalle predette società nei confronti degli Istituti di credito". (4)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 1 ha facoltà di parlare l'onorevole Baroschi.

BAROSCHI (P.S.I.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intendimento dei presentatori di questo emendamento è quello di dare una lettura autentica delle norme di polizia mineraria. La normativa risale al regio decreto del 1927, al quale ha fatto seguito la legge nazionale del 1959 e, per la Sardegna, la legge regionale del 7 maggio 1957, numero 15. Naturalmente stiamo parlando di materia di competenza esclusiva della Regione autonoma della Sardegna. I presentatori di questo emendamento si propongono di rendere più chiaro e leggibile a tutti, perché stiamo parlando di una legge, che cosa si intenda per pertinenza mineraria, per evitare che continui un vergognoso comportamento dei concessionari minerari che durante l'esercizio delle loro attività passano al patrimonio della propria società parte delle pertinenze minerarie che invece per legge mineraria devono tornare al concedente, all'amministrazione, diceva il Regio decreto, e quindi oggi alla Regione autonoma della Sardegna.

Faccio un esempio per tutti: quando una società mineraria acquisisce o ha acquisito a suo tempo un bosco per la produzione di legname, che gli serve per l'armatura delle gallerie, quel bosco è pertinenza mineraria perché funzionale all'attività di miniera - magari quel bosco è andato alla società attraverso un esproprio perché anche questo consente la legge mineraria - al termine della concessione cioè quando scade il permesso, non può il proprietario vendere il bosco come se fosse una sua proprietà, lo deve restituire al concedente cioè alla Regione autonoma della Sardegna. Su questa interpretazione sono state fatte, a mio modesto parere, diverse disinvolte letture tanto che oggi assistiamo al fatto che le aziende minerarie, una volta dismesse le loro attività, diventano delle società immobiliari vere e proprie che utilizzano il patrimonio minerario, quello delle pertinenze, come se fosse patrimonio della società, questo in totale dispregio ad una legge in vigore. Perché questo obbrobrio non continui, perché questa cosa non venga più consentita, trattandosi del patrimonio indisponibile della Regione autonoma della Sardegna, è opportuno - a parere dei presentatori - fissare nel registro minerario, laddove si segnano tutte le concessioni e i permessi di ricerca e di coltivazione e sfruttamento del minerario, anche quelle che sono state le pertinenze minerarie perché altrimenti noi continueremo ad assistere consapevoli o inconsapevoli ad un furto del patrimonio della Regione autonoma della Sardegna. Credo che non sia necessario entrare nei dettagli, l'emendamento si propone esattamente quanto ho testé illustrato ai colleghi.

PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numero 3 e 4 ha facoltà di parlare l'onorevole Sandro Usai.

USAI SANDRO (D.C.). Signori colleghi, io ho presentato a questa legge due emendamenti, il 3 e il 4, che a dir la verità avevo presentato in sede di finanziaria e correttamente la Commissione bilancio e il Presidente della Giunta, condividendone il fondamento sostanziale, hanno raccomandato al proponente di sottoporla alla approvazione dell'Assemblea, in sede di norme di accompagnamento alla legge finanziaria perché, in base all'ultima relazione alla legge finanziaria, è più pertinente procedere in questo modo. Sono due emendamenti che cercano di dare, integrando leggi già esistenti, un ulteriore contributo alle imprese e alle attività industriali in questo particolare momento storico. In particolare l'emendamento numero 3 comporta un emendamento aggiuntivo all'articolo 4 della "44". Vorrei ricordare che la Regione sarda, con la legge 20 giugno dell'81, numero 44, ha stabilito di dare dei contributi per la ricapitalizzazione delle società che si trovano in difficoltà. In questi ultimi due anni sono entrate in difficoltà in modo particolare tutte le grosse aziende del Sulcis che danno servizi in subappalto alle imprese a partecipazione statale, - per esempio l'EFIM - che hanno congelato i debiti nei confronti di tantissime aziende. Queste vertono in difficoltà finanziarie con le banche e quindi l'obiettivo di questo comma è di consentire che le aziende che vantano crediti nei confronti di società a partecipazione statale possano usufruire dei benefici dell'articolo 4 della "44".

Invece l'emendamento numero 4 fa riferimento all'articolo 36 della legge 30 aprile '91. Vorrei ricordare che con quella legge, che fu considerata innovativa, la Regione sarda decise di prestare garanzie fideiussorie per il rimborso di capitali nominali investiti in obbligazioni anche convertibili emessi dalle società per azioni. Ciò significa che se una società per azioni emette obbligazioni, chi le acquista ha una garanzia fideiussoria da parte della Regione sarda. Questa norma ha trovato scarsa applicazione per una carenza obiettiva, per il fatto che in questa realtà né hanno partecipato né possono partecipare gli istituti di credito e le aziende finanziarie. L'emendamento tende a far sì che questa garanzia fideiussoria che la Regione presta per l'emissione di obbligazioni da parte dei privati venga anche in favore delle obbligazioni emesse dagli istituti di credito per finanziarie operazioni in favore di aziende sarde collocate sul mercato e che perseguono scopi di investimenti immobiliari. Quindi con questo emendamento si dà agli istituti di credito e alle finanziarie uno strumento che consente di fatto l'applicazione di questo articolo perché è chiaro che l'investitore che si trova davanti una obbligazione emessa da una Banca si sente più sicuro e quindi la sottoscrive più facilmente rispetto all'obbligazione emessa direttamente dalla società con l'aggiunta che, essendo un istituto di credito l'emittente delle obbligazioni, è chiaro che le indagini che questo istituto farà sulle obbligazioni emesse dalla società sono chiaramente più pertinenti e più garantiste e quindi chiaramente espongono la Regione ad un minore rischio in sede di applicazione obbligazionaria.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti numero 1, 3 e 4 ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore dell'industria.

CATTE (Gruppo Laico Federalista), Assessore dell'industria. Per l'emendamento numero 1 la Giunta ovviamente si rende conto che si tratta dell'argomento delle pertinenze minerarie in una situazione di presunte dismissioni di coltivazioni minerarie e quindi una chiara regolamentazione di questa questione è di estrema importanza. Ritiene però di non dover accogliere l'emendamento perché l'iscrizione delle pertinenze minerarie in un pubblico registro sembra una cosa di difficile realizzabilità in quanto le pertinenze minerarie non sono un fatto statico ma sono viceversa un fatto dinamico legato alla vita della miniera. Né le norme che regolano le pertinenze minerarie - gli articoli 22 e 23 del Regio decreto 29 luglio 1927 - comprendono il concetto di pertinenza mineraria acquisita al patrimonio indisponibile della Regione e dello Stato. Quindi sostanzialmente trattandosi di pertinenze che sono tali in connessione alle vicende della miniera, una elencazione implica fra l'altro il rischio di imprecisioni o omissioni. Quindi pare opportuno definire le pertinenze caso per caso, sia in riferimento a queste norme citate, sia in rapporto all'attività attuale della miniera. Si tratta peraltro di argomento che merita senz'altro estrema attenzione, ma non credo che sia il caso, un po' per le motivazioni che ho detto, un po' per la natura della legge che ha tutt'altre finalità, di inserirlo in questa normativa. Pertanto la Giunta non lo accoglie. La Giunta accoglie invece gli emendamenti numero 3 e 4.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Gabriele Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GABRIELE (P.D.S.). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, gli emendamenti in discussione in questo momento ripropongono ancora una volta un problema che è stato ricordato poco fa dal collega Fadda, e cioè che è ormai prassi consolidata che provvedimenti che hanno una loro fisionomia, una loro organicità nella discussione in Aula vengono largamente modificati se non stravolti nel loro significato da emendamenti che molto spesso nulla hanno a che vedere con la filosofia generale del provvedimento stesso. Penso quindi che da questo punto di vista gli emendamenti che sono stati illustrati dai colleghi poc'anzi, e che la Giunta mi pare non accolga, confondono un po' le idee al legislatore nel momento in cui si accinge ad esaminarli e probabilmente confonderanno le idee anche all'utente della legge il quale troverebbe, se essi purtroppo venissero accolti, norme le più eterogenee concepite a pezzi e bocconi ed inserite senza alcuna organicità e senza alcun organico riferimento. Non ho voluto fare nessuna questione sull'emendamento che è stato già approvato ma che presentava gli stessi difetti, perché non ha senso integrare una legge esistente che prevede che le provvidenze siano erogate su istruttoria di un organo, creando per una particolare gamma di provvidenze che si aggiungono con questa integrazione, un altro organo diverso, forse pure più snello. Questo francamente induce largamente al dubbio nella fruizione complessiva della legge. Ma voglio venire agli emendamenti nel loro specifico. Giustamente mi pare che la Giunta non accolga l'emendamento numero 1, perché, se mi è consentito fare un paragone, è come se noi ripetessimo, qualora ne avessimo la potestà legislativa che non abbiamo, un articolo del codice penale né più né meno come esso è scritto nel codice penale in una legge specifica per essere più forti nell'applicazione della norma penale. La norma esiste, va applicata; non si diventa più forti ripetendo quanto già esiste in normativa nazionale nel Regio decreto del 1927. Le pertinenze minerarie o sono specificamente o preventivamente elencate nell'atto di concessione o per prassi sono largamente riconosciute all'atto di dismissione della concessione.

Pertanto quella che si deve far valere è la norma sulle concessioni minerarie in toto, compreso quello che attiene alle pertinenze. Ripetere in norma regionale quanto già previsto dalla legge nazionale è ultroneo, può significare qualcosa ma francamente rischia di esporre il nostro Consiglio ad una considerazione non alta per la tecnica legislativa che adotta. Più specificamente invece per gli emendamenti numero 3 e 4; io capisco benissimo la filosofia che sottende l'emendamento numero 3 e per questo non dirò che sono ad esso contrario perché fa fronte a problemi importanti, forse anche determinanti per alcune aziende o per una miriade di aziende nel Sulcis che è una zona particolarmente colpita e proprio per questo non dirò che sono contrario. Però un conto è far fronte a questi problemi, ed è giusto che vi si faccia fronte, ma badate che la geografia non si ferma al di sotto del quarantesimo parallelo. Questo vezzo di far fotografie, e guarda caso fotografie che sono tutte geograficamente inquadrate al di sotto del quarantesimo parallelo, infastidisce altre rappresentanze territoriali che solo per spirito di collaborazione e di responsabilità accedono a votare queste norme, proprio perché capiscono che i problemi che esse affrontano sono problemi importanti. Ma voglio ricordare che il legislatore ha il dovere dell'astrattezza, dell'universalità e dell'organicità. L'emendamento numero 4, che amplia la gamma del ricorso alla fidejussione per titoli obbligazionari, francamente mi stupisce non poco perché la norma dell'articolo 36 della legge finanziaria del '91, la numero 13, che non si era riusciti ad inserire nel corso degli anni '80 perché è stata presentata e non accolta allora, e per fortuna accolta nel '91, era una norma specifica che voleva spingere le società di capitali a diversificare la loro raccolta finanziaria operando direttamente sul mercato con l'emissione di obbligazioni convertibili garantite - questo sì ha un senso - dalla Regione per aiutare questo tipo di società e questo tipo di aziende ad entrare in un mercato difficile nel quale esse non operano. Prendere questo per trasformare l'intervento non già delle aziende che si autocapitalizzano ricorrendo all'emissione di obbligazioni convertibili garantite dalla Regione per poter fare un'operazione di intermediazione, mettendole in capo ad un istituto di credito a cui si garantirebbe il titolo obbligazionario, sia pure questo emesso a fronte di specifica raccolta destinata a quello stesso tipo di aziende, francamente è due volte sbagliato. Da un lato stravolge il significato della norma che era indirizzata a spingere le aziende, qualora non potessero emettere azioni sul mercato, ad emettere obbligazioni convertibili garantite dalla Regione, quindi a ricorrere direttamente al mercato, dall'altro lato è un'operazione di garanzia nei confronti di istituti di credito che hanno dalla loro tutta una legislazione che già li soccorre e francamente, da questo punto di vista, pare abbastanza rétro. Proprio per questo, io credo che l'emendamento numero 4 non debba essere accolto perché francamente non se ne colgono tutti gli aspetti né finanziari né di assetto nel campo del mercato creditizio e finanziario. Voglio ricordare che questo tipo di operazione, sia pure non direttamente garantita dalla ragione, però era quello che facevano gli istituti di credito fondiario quando si facevano i mutui fondiari veri e propri, con ricorso diretto al mercato, l'emissione delle cartelle a fronte del mutuo da concedere, concezione larghissimamente superata dal mercato finanziario attuale. Non capisco perché approfittando di una norma si voglia far ricorso, oggi, ad una gamma di interventi che mi è parso sia decisamente superata dal divenire del mercato finanziario anche in Italia dove non è particolarmente avanzato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Baroschi. Ne ha facoltà.

BAROSCHI (P.S.I.). Onorevole Assessore, dice l'articolo 23 del Regio decreto: "Sono pertinenze della miniera gli edifici, gli impianti fissi interni ed esterni, i pozzi, le gallerie, nonché i macchinari, gli apparecchi e utensili destinati alla coltivazione della miniera, le opere, gli impianti destinati all'arricchimento del minerale. Sono considerati come mobili i materiali estratti, le provviste e gli arredi". Questa è la definizione di pertinenza mineraria dal punto di vista giuridico. Con la legge del '57 è stato istituito un registro presso l'Assessorato dell'industria nel quale segnare i provvedimenti relativi alle autorizzazioni di indagine, a quelli di ricerca, alle concessioni minerarie; quello che i proponenti richiedono non è affatto ultroneo, non c'entra niente con il Codice penale, richiedono che in quel registro siano segnate anche le pertinenze minerarie, quindi di ultroneo non c'è proprio niente. Assessore, è per sua tutela che lo abbiamo chiesto, non è per la nostra; lei ha personalmente il dovere di tutelare il patrimonio minerario, perché se qualcuno va e legge in maniera un pochino rigorosa l'articolo 23 del Regio decreto e chiede a lei se ha tutelato il patrimonio minerario, lei ne risponde. Allora qui non si tratta di approfondire o meno, qui si tratta di essere precisi su cosa si intende per pertinenza mineraria e di decidere che le pertinenze minerarie, al di là del fatto che gli Uffici abbiano voglia di scriverle o meno, si scrivono in un pubblico registro, perché tutti sappiano che quell'edificio è una pertinenza mineraria e che non è disponibile per nessuno, meno che mai alla vendita a privati. Questo è quello che chiediamo e non è inutile. Ecco perché le chiediamo di non chiederci di ritirare l'emendamento e di accoglierlo, perché è a tutela di chi, Assessore dell'industria, ha questa competenza. Lei ha questo Ufficio e quindi noi la invitiamo a riguardare con più attenzione questo emendamento, perché vuole semplicemente stabilire che cosa la Regione autonoma della Sardegna intende per pertinenza mineraria, e quindi per proprio patrimonio indisponibile. Qui non si tratta di sprecare ore, queste sono questioni giuridiche che hanno la loro valenza, e l'intendimento non era quello di far lavorare di più quelli che sono all'Assessorato e che sono preposti a questo, si tratta di metterli a lavorare finalmente anche per fare queste cose. E lo voglio ricordare che tutti i Gruppi hanno firmato la proposta di istituire una Commissione di indagine sulla consistenza del patrimonio minerario. Il problema esiste. Si può cercare una definizione migliore, più precisa. Non sono qui a dire che abbiamo la verità rivelata, ma riteniamo che sia indispensabile. Quindi, Assessore, prima di prendere un po' sottogamba come mi è parso - e chiedo scusa se ho capito male - questo emendamento, io ci rifletterei.

Per quanto riguarda gli altri due emendamenti, mi permetto di chiedere ai presentatori un chiarimento. Così come è formulato non è chiaro. Quando in una legge si scrive, "e/o" bisogna chiarire qual è, se sono tutte e due, oppure se sono in contrasto. Il legislatore dove definire la propria volontà; è una battitura di carattere commerciale, questo è vero, ma in una legge credo sia fuori luogo e lo dico con tutta umiltà.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 6.

PORCU, Segretario:

Art. 6

1. Per far fronte agli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge è autorizzato il limite d'impegno di lire 45.000.000.000; le relative annualità sono iscritte nei bilanci della Regione per gli anni dal 1993 al 2002.

2. Nei bilanci della Regione per l'anno 1993 e pluriennale per gli anni 1993/1995 sono introdotte le seguenti variazioni:

in diminuzione

03 - STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA DELL'ASSESSORATO DELLA PROGRAMMAZIONE, BILANCIO, CREDITO E ASSETTO DEL TERRITORIO

Cap. 03017 - Fondo speciale per fronteggiare spese in conto capitale dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 3 della legge finanziaria e artt. 69 e 70 della legge di bilancio)

1993 lire 45.000.000.000

1994 lire 45.000.000.000

1995 lire 45.000.000.000

mediante riduzione della riserva di cui alla voce 8 della tabella B allegata alla legge finanziaria.

in aumento

09 - STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA DELL'ASSESSORATO DELL'INDUSTRIA

Cap. 09042/03 - (Nuova istituzione) 2.1.2.4.3.6.10.28 (02.02) - Fondo per la concessione di contributi in conto interessi sui prestiti a medio termine contratti dalle piccole e medie imprese per la costruzione, ammodernamento, ampliamento, riattivazione, riconversione e ristrutturazione di impianti produttivi

1993 lire 45.000.000.000

1994 lire 45.000.000.000

1995 lire 45.000.000.000

3. Le spese derivanti dall'applicazione della presente legge gravano sul capitolo 09042/03 del bilancio della Regione per l'anno 1993 e su quelli corrispondenti dei bilanci per gli anni successivi fino all'anno 2002.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha domandato di parlare l'onorevole Paolo Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA PAOLO (D.C.). Soltanto per una precisazione. In sede di coordinamento è necessario modificare il titolo, perché sono stati aggiunti degli emendamenti.

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale del disegno di legge numero 360. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello nominale. (E' estratto il numero 35, corrispondente al nome del consigliere Mannoni).

Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello iniziando dal consigliere Mannoni.

PORCU, Segretario, procede all'appello.

Rispondono sì i consiglieri: Mannoni - Manunza - Marteddu - Merella - Mereu Salvatore - Morittu - Mulas Francesco - Muledda - Murgia - Onida - Onnis - Oppi - Pau - Pes - Pili - Planetta - Porcu - Pubusa - Puligheddu - Pusceddu - Ruggeri - Salis - Sanna - Satta Giacomo - Scano - Selis - Serra - Serrenti - Serri - Soro - Tamponi - Tidu - Urraci - Usai Edoardo - Usai Sandro - Zucca - Amadu - Cabras - Cadoni - Carusillo - Casu - Cocco - Cogodi - Corda - Cuccu - Dadea - Degortes - Deiana - Demontis - Desini - Dettori - Erittu - Fadda Antonio - Fadda Fausto - Fadda Paolo - Ferrari - Giagu - Ladu Leonardo - Lombardo - Lorelli - Lorettu - Manca - Manchinu.

Risponde no il consigliere: Ladu Giorgio.

Si sono astenuti: il Presidente Floris - Meloni - Ortu - Baroschi.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 68

votanti 64

astenuti 4

maggioranza 33

favorevoli 63

contrari 1

(Il Consiglio approva).

I lavori del Consiglio riprenderanno domani mattina alle ore 10 e 30, con all'ordine del giorno la proposta di legge numero 375: "Istituzione di una Commissione speciale per la revisione dello Statuto".

La seduta è tolta alle ore 18 e 50.



Allegati seduta

Risposta scritta ad interrogazioni

Risposta scritta dell'Assessore dei trasporti all'interrogazione Puligheddu - Ladu Giorgio - Melis - Meloni - Morittu - Murgia - Ortu - Planetta - Salis - Serrenti sull'affidamento del trasporto merci, da parte delle Ferrovie dello Stato (FF.SS.) all'Istituto nazionale trasporti. (243)

L'operazione di affidamento all'INT, International Transport (Società controllata dall'Ente F.S.), dei trasporti in piccole partite, concordate con le OO.SS. e regolate da apposita convenzione, è stata conclusa nel dicembre 1991.

Nel settore delle piccole partite l'andamento del fatturato degli ultimi anni faceva registrare nelle ferrovie un costante trend negativo a fronte di costi di gestione con andamento crescente dovuto essenzialmente a spese relative a manipolazioni delle merci.

Tale situazione negativa aveva da tempo interessato il consiglio di amministrazione e gli amministratori straordinari dell'Ente F.S. per un'urgente ristrutturazione del settore con l'introduzione di sistemi di gestione aventi come riferimento il mercato e i fattori di produttività.

In questo quadro sono state riviste alcune tariffe per avvicinarle al mercato e renderle più semplici nell'applicazione ed è stata definita l'organizzazione del servizio che viene assicurato da 21 centri operativi e 149 punti vendita. In particolare per la Sardegna i punti vendita sono quattro (Cagliari, Olbia, Oristano, Sassari) sufficienti a smaltire questo particolare traffico interessante l'isola che per la verità non è molto elevato.

Gli inoltri si articolano su una rete camionistica di raccolta, di consegna, di distribuzione e di collegamento fra punti vendita e centri operativi e su una trazione primaria che per le lunghe distanze viene assicurata dai treni, rispettando la regola di privilegiare il treno sulle lunghe-medie distanze e di affidarsi ai mezzi stradali sulle brevi-medie.

In particolare il collegamento Cagliari-Oristano è assicurato a mezzo camion mentre il collegamento Cagliari-Sassari, compresi i trasporti interessanti Olbia, è assicurato dai servizi ferroviari.

Poiché i programmi dell'INT sono tesi a un nuovo assetto organizzativo che prevede la creazione di società regionali (una delle prime dovrebbe costituirsi proprio in Sardegna) sarebbe opportuno, secondo gli intendimenti dell'Assessorato dei trasporti, il coinvolgimento degli operatori privati che consentirebbe una maggiore razionalizzazione e uno sviluppo di questo settore.

Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'ambiente all'interrogazione Usai Edoardo sull'affidamento del servizio antincendio nella città di Carbonia. (395)

In riferimento all'interrogazione in oggetto, sulla base di quanto comunicato dal Comune di Carbonia, si fa presente quanto segue:

1) Il Consiglio Comunale con deliberazione n. 63 del 17.7.1992, stabiliva di affidare all'esterno, a società e cooperative, la gestione della campagna antincendio anno 1992. A tale deliberato seguivano gli atti della Giunta municipale n. 879 "Affidamento all'esterno a trattativa privata della gestione della campagna antincendi per l'anno 1992", n. 886 "Aggiudicazione a trattativa privata relativa alla campagna antincendi anno 1992" ad esperimento avvenuto di gara ufficiosa;

2)Non esiste una cooperativa di nome S.E.R. ma trattasi di associazione di volontariato di protezione civile;

3) Hanno presentato richiesta di partecipazione alla trattativa privata (di cui si era data notizia mediante affissione di relativo avviso all' Albo Pretorio e diffusione dell'avviso medesimo a mezzo T.V. locali), due società e di una cooperativa:

- Ditta Eko mare e terra (Portoscuso)

- Ditta Autotrasporti (Carbonia)

- Ditta Rangers (Carbonia)

A seguito di invito formale alla trattativa, le prime due ditte, nell'ordine, hanno espresso formale rinuncia, mentre la terza ha accettato l'affidamento della gestione della campagna antincendio.

Quanto ai motivi che hanno indotto l'Amministrazione comunale all'affidamento all'esterno della gestione del servizio in oggetto si precisa quanto segue:

1) Alla data di adozione del provvedimento l'Amministrazione era carente di mezzi ed attrezzature; in particolare era priva di autobotte; questa si trovava già da tempo in officina per riparazioni di consistenza ed importanza tali da non garantirne la disponibilità di impiego nel corso della campagna. Prova ne sia il fatto che tale autobotte è stata riconsegnata riparata in data 07.08.1992 con preavviso del 29.07.1992. Si correva quindi il rischio di reale disservizio o compromissione del buon esito della campagna antincendio.

2) Si è ritenuto preferibile ricorrere all'affidamento stesso, con gara informale, per legittimo dubbio che l'utilizzo di personale forestale, mediante convenzione, potesse prefigurare un rapporto di lavoro subordinato, con elusione degli obblighi assicurativi e previdenziali. Inoltre, l'Ufficio di collocamento ordinario non ha mai fatto pervenire precise garanzie scritte, richieste in data 22.06.1992, sulle modalità di reclutamento e qualifiche specifiche del personale da utilizzare nell'azione di lotta. In fase istruttoria preliminare sono state fatte le seguenti considerazioni:

a) ulteriore posticipazione dell'inizio della campagna antincendi a causa dei tempi necessari per l'espletamento delle operazioni di selezione circa l'idoneità del personale da reclutarsi tramite l'Ufficio di collocamento ordinario;

b) elevato costo connesso alla retribuzione del personale di cui sopra, da assumersi a tempo determinato, che avrebbe di gran lunga superato l'entità del finanziamento regionale destinato allo scopo ed avrebbe imposto una drastica riduzione della durata della campagna antincendio.

3) Il ricorso alla trattativa privata è stato necessario per recuperare il ritardo con cui la Regione ha garantito la copertura finanziaria, senza la quale era impossibile predisporre alcun atto amministrativo relativo all'affidamento della gestione della campagna antincendio.

4) In sede di gara la cooperativa aggiudicataria ha dichiarato la disponibilità di mezzi e attrezzature idonei allo scopo e precisamente:

- campagnola modulo blitz Lt. 500;

- Land Rover per trasporto persone;

- 04 atomizzatori;

- 01 decespugliatore;

- 04 flabelli;

- 01 stazione radio.

5) Il personale della cooperativa impiegato nell'azione di lotta è pari a dodici addetti, suddivisi in due squadre impegnate dalle ore 07,00 alle ore 23.00 con l'obbligo di estendere la sorveglianza per tutto l'arco delle ventiquattro ore e portare a naturale compimento le operazioni iniziate in tale fascia oraria.

Tale struttura svolge opera di pattugliamento e ascolto radio esteso nell'arco delle ventiquattro ore; inoltre dispone di sistema radio trasmissione e punti di vedetta dislocati nelle località di:

- Monte Sirai;

- Monte Leone;

- Sirri;

- Monte Suergiu.

6) L'ammontare della spesa prevista per il servizio di cui trattasi, inteso continuativo per la durata di giorni 90, ammonta a L. 58.000.000 iva inclusa, come indicato nella relativa convenzione. Fino a oggi nell'espletamento del servizio non si è ricorso ad alcuna variante rispetto a quanto previsto in contratto e nel disciplinare di gara.

Risposta scritta dell'Assessore dei trasporti all'interrogazione Amadu sulle gravi carenze dell'aeroporto di Alghero e sulla necessità di interventi urgenti. (469)

L'aeroporto di Alghero, unitamente agli aeroporti di Pantelleria, Lampedusa, Trapani e Crotone è gestito interamente dallo Stato. Rispetto a questi ha però un volume di traffico circa 5 volte maggiore. Tutti gli altri aeroporti italiani sono gestiti da apposite società a carattere privato con prevalente capitale pubblico.

L'aeroporto, pur essendo dotato di infrastrutture sufficienti per il volo, pista di 3000 mt., via di rullaggio, aiuti alla navigazione, sistema di atterraggio strumentale, soffre di rilevanti carenze strutturali.

Una serie di interventi urgenti, radar, recinzione, impianto di condizionamento interno, illu-minazione della montagna vicina, sono stati rinviati a seguito del decreto del Governo n. 333 che congelava sino al 31 dicembre scorso i flussi di spesa.

Attualmente è stata bandita la gara d'appalto per la recinzione, mentre il decreto per l'impianto di condizionamento è alla firma del Ministro competente.

La carenza strutturale dei servizi è aggravata dalla attuale forma di gestione affidata a Civilavia.

L'Assessorato dei trasporti, d'intesa con le amministrazioni locali interessate, è intervenuto presso la direzione di Civilavia per verificare la disponibilità a cedere la gestione dello scalo a una nuova società.

In questo senso la direzione di Civilavia ha manifestato piena disponibilità.

Apposita società di gestione, mista, fra soggetti pubblici e privati, a prevalente capitale pubblico dovrebbe essere regolarmente costituita.

Fra i soggetti pubblici si ritiene che prioritariamente debbano partecipare alla costituzione della società la Regione, la Provincia, la Camera di Commercio e la SFIRS.

Ai suddetti soggetti pubblici, dovrebbero aggiungersi soggetti imprenditoriali privati, con quote di minoranza, dotati di competenza e affidabilità imprenditoriale.

E' intendimento della Regione proporre la convocazione di una conferenza di servizio per verificare le modalità di partecipazione dei soggetti pubblici e privati alla nuova società di gestione, nonché per stabilire le fasi e le procedure della consegna delle funzioni attualmente gestite da Civilavia.

Le linee di intervento dell'Assessorato sono state verificate con le OO.SS. confederali CGIL, CISL e UIL, dalle quali è venuta piena adesione alle proposte. Infine, oltre alle carenze interne, l'Assessorato intende intervenire perché vengano rimosse le carenze strutturali riguardanti le vie di accesso all'aeroporto, a partire dalla Sassari-Alghero, in relazione al fatto che la suddetta arteria di collegamento è in gran parte finalizzata al raggiungimento dell'aeroporto.

Quello della viabilità esterna è, infatti, uno dei problemi che condiziona negativamente lo sviluppo dello scalo.

La Regione intende muoversi lungo una linea articolata tesa a rimuovere le disfunzioni e le diseconomie interne ed esterne, con l'obiettivo di sostenere il potenziamento e la qualificazione dei servizi, nella piena consapevolezza della funzione e del ruolo dello scalo di Alghero per lo sviluppo economico e sociale del Nord Sardegna.

Testo delle interpellanze, interrogazioni e mozioni annunziate in apertura di seduta.

Interpellanza Marteddu - Mulas Franco Mariano sull'attentato al deposito degli autobus dell'ARST di Fonni.

I sottoscritti,

PREMESSO che il gravissimo, recente attentato al deposito di Fonni ha distrutto cinque autobus dell'ARST, con conseguenze pesanti sul servizio di trasporto per diversi centri della Barbagia;

VENUTI A CONOSCENZA del fatto che i dirigenti dell'ARST hanno ipotizzato, per carenza di automezzi, la soppressione del deposito di Fonni, per il quale l'amministrazione comunale ha erogato considerevoli risorse finanziarie;

CONSTATATO che la soppressione del servizio ha già causato disagi notevoli in particolare agli operai dell'azienda di Ottana e agli studenti dei vari istituti superiori del circondario e del capoluogo, nonché per le linee per Cagliari e Sassari,

tutto ciò premesso chiedono di interpellare l'Assessore regionale dei trasporti per sapere:

- se è a conoscenza del fatto che nel deposito di Fonni, e come parrebbe anche negli altri, non è stata mai predisposta la vigilanza notturna;

- se risulta alla S.V. la circostanza del trasferimento immediato delle maestranze in servizio a Fonni presso la sede di Nuoro a disposizione del direttore provinciale, individuandosi in questo atto le precondizioni per la interruzione del servizio.

I sottoscritti chiedono, infine, se la S.V. abbia esaminato la necessità e l'urgenza di predisporre una accurata indagine assessoriale, al fine di acquisire certezze sullo stato del deposito di Fonni, con l'obiettivo dell'immediato ripristino del servizio di autobus, indispensabile per i collegamenti nei paesi dell'interno. (303)

Interpellanza Tamponi - Deiana - Amadu sulla convenzione fra la U.S.L. n. 1 e la Fondazione di S. Giovanni Battista di Ploaghe.

I sottoscritti chiedono di interpellare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità per sapere se sia a conoscenza delle dichiarazioni fatte dall'amministratore straordinario dell'Unità sanitaria locale n. 1 di Sassari sulla possibilità che egli, unilateralmente, proceda alla rescissione della convenzione esistente tra la Fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe e la stessa U.S.L. Alla base di ciò sarebbe un'azione esecutiva promossa dalla Fondazione per il recupero di somme ad essa dovute dalla U.S.L. in questione per prestazioni effettuate in prevalenza negli anni 1990 e 1991. Tale intendimento trova conferma anche nelle affermazioni da lui fatte, che non avrebbe mai firmato una simile convenzione capestro. Consta invece agli interpellanti che trattasi di atto conforme alla legge n. 833/78 e al decreto del Ministro della sanità del 18 maggio 1984, e rigorosamente e fedelmente estrapolato dal modello previsto in allegato al citato decreto.

Si chiede altresì di sapere se sia intendimento del predetto amministratore straordinario non estendere la predetta convenzione da n. 20 a n. 40 posti di internato nonostante codesto Assessorato sia favorevole alla concessione della relativa autorizzazione come da pratica in corso.

Appare superfluo rilevare la necessità, per l'intero territorio della U.S.L. n. 1 e della Provincia, che un reparto di tale natura possa urgentemente e validamente operare.

Si sottolinea la natura di ente ausiliario della struttura pubblica che la fondazione riveste, in quanto è totalmente assente dalla sua attività ogni profitto economico, mentre notevolmente ridotto viene ad essere il costo da essa praticato per un tale tipo di servizio.

Si resta inoltre in attesa di conoscere quali urgenti provvedimenti l'Assessorato della sanità intende adottare in relazione a quanto sopra esposto e per risolvere i problemi di varia natura in cui attualmente versa la Fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe. (304)

Interpellanza Amadu - Manunza - Atzeni - Deiana - Oppi - Sanna Adalberto sull'applicazione del Regolamento CEE per il rimboschimento delle zone agricole dismesse o non utilizzate o marginali e abbandonate.

I sottoscritti,

PREMESSO che il 30 giugno 1992 è stato emanato il Regolamento CEE n. 2080/92, che istituisce un regime comunitario di aiuto alle misure forestali nel settore agricolo, che ha per presupposti l'importanza che riveste l'imboschimento per l'utilizzazione del suolo e la difesa dell'ambiente e l'esigenza di tenere sotto controllo la produzione agricola, in crisi da sovrapproduzione generalizzata con la sola eccezione dei prodotti del bosco;

RILEVATO che l'esperienza acquisita in materia ha dimostrato l'insufficienza dei vigenti regimi di aiuti destinati ad incitare gli agricoltori a praticare l'imboschimento, il Regolamento CEE sopracitato introduce innovazioni stabilendo che per incentivare efficacemente il settore è necessario che siano adottati i seguenti provvedimenti:

1) che vengano fissati gli importi sovvenzionabili dei costi di investimento a livello corrispondente ai costi effettivi rilevati nella Comunità;

2) che sia istituito un premio decrescente per i primi cinque anni, per sovvenzionare la manutenzione dei nuovi impianti;

3) che contestualmente sia istituito un regime di premi volti a compensare la perdita di reddito degli agricoltori durante il periodo non produttivo.

La CEE finanzia gli interventi al 75 per cento, lasciando il 25 per cento a carico degli Stati membri.

Se la cooperazione degli Stati o Regioni interessati sarà realizzata nell'ambito del Comitato permanente forestale, istituito con decisione CEE 367/89, sarà possibile moltiplicare per quattro gli interventi attuali finanziati dagli Stati con esiti convenienti anche per i privati.

Il Regolamento fissa il termine del 30 luglio 1993 per la comunicazione alla Commissione dei progetti di programmi zonali pluriennali, nazionali o regionali e delle disposizioni legislative, regolamentari o amministrative vigenti da adottare per l'attuazione.

I sottoscritti chiedono di interpellare gli Assessori regionali dell'Agricoltura e dell'ambiente per sapere se la Regione Sardegna si sia occupata del problema e sottolineano che la mancata presentazione in termini dei programmi importerà perdita dei contributi. Gli interpellanti ricordano che l'Italia contribuisce al bilancio CEE in misura proporzionale al reddito nazionale, ma paga in continuazione penali per mancata attuazione dei regolamenti e restituisce finanziamenti non utilizzati.

Ciò riguarda in modo particolare la Sardegna nella quale non è mai stata adottata una programmazione agricola. Importanti risorse finanziarie pubbliche sono state in parte destinate al mantenimento dei costosi e totalmente inutili enti agricoli e per il resto distribuite con contributi a pioggia, con le sole eccezioni di una parte della viticoltura e il finanziamento degli impianti cooperativi di trasformazione e vendita.

Sono state promulgate leggi, tra le quali spicca l'ultima sulla sughera di nessuna utilità e produttiva di danni; gli addetti all'agricoltura si sono ridotti enormemente (al 13 per cento); l'allevamento del bestiame resiste limitatamente alla pecora; esso sopravvive per effetto del Regolamento CEE che stabilisce un premio per il pecorino romano esportato negli Stati Uniti, ma anche questo sostegno è destinato a venir meno.

Non si può affermare che in Sardegna vi siano terre abbandonate come nell'Appennino; la pecora ha impedito quest'evento. Ma molti terreni di collina sono diventati marginali nel senso che sono sottoposti a scarsa utilizzazione e soggetti a progressivo degrado a causa delle mancate coltivazioni (erosione, liscivazione dei nitrati, perdita di umidità, formazione di cotica muschiosa).

Questi sono i terreni più che adatti all'imboschimento o meglio al rimboschimento.

Le attività di rimboschimento porterebbero immissione di capitali non sardi, incremento dell'occupazione e futura ricchezza dei prodotti del bosco (sughero, legna da ardere, ghiande, legname da lavoro, legname da carta ecc). I terreni verrebbero salvati dal degrado.

Gli effetti sull'indotto sarebbero notevoli e permanenti (macchine per spostamento di terra e decespugliamento, legna da ardere, industrie sugheriere ecc.).

Inoltre diminuirebbe la produzione di latte ovino; essa nell'ultimo ventennio, per effetto del progresso tecnico ed il venir meno delle coltura cerealicole, è raddoppiata. La riduzione dell'offerta farebbe lievitare i prezzi rendendo economiche le imprese.

A parere degli interpellanti è importante che nell'attuazione il Regolamento CEE non sia modificato o snaturato, come altre volte è accaduto in Sardegna, ad esempio con la legge sulla montagna. L'intervento previsto dal Regolamento CEE è il risultato di studi e della valutazione della insufficienza delle misure precedenti ed è facile constatare ciò con il raffronto tra i costi e i risultati delle opere pubbliche di rimboschimento con quelle eseguite dai privati, fatto che impone l'affidamento dell'esecuzione a questi ultimi.

Gli interpellanti chiedono agli Assessori regionali dell'agricoltura e dell'ambiente che non venga lasciata cadere questa occasione per dare alla nostra agricoltura un incentivo ad uno sviluppo sicuro che consenta il recupero di zone agrarie dismesse o abbandonate, assicurando, nel contempo, agli operatori agricoli un reddito certo e soddisfacente. A tal fine chiedono che vengano adottate tutte le misure di carattere amministrativo e, se necessario, legislativo per dare piena attuazione al Regolamento CEE citato nella premessa. (305)

Interpellanza Tamponi - Satta Gabriele - Manchinu - Meloni - Fadda Fausto - Desini - Giagu sulla grave crisi del settore minerario e sulla situazione dello sfruttamento della bauxite della Nurra ad Olmedo da parte della Sardabauxiti Spa.

I sottoscritti,

PREMESSO che:

- in Sardegna il settore minerario attraversa una crisi straordinaria col rischio di mettere in ginocchio un'intera economia come quella del tradizionale polo minerario metallurgico del Sulcis-Iglesiente;

- l'intenzione di chiusura di quelle miniere da parte della PP.SS. mette a rischio migliaia di posti di lavoro che non possono riguardare solo quelle zone ma l'intera Sardegna;

- in Sardegna da qualche anno si sta tentando di far decollare altre attività minerarie in nuovi settori e in nuove zone creando aspettative ed opportunità occupazionali per altre centinaia di lavoratori e per le intere zone più vicine e direttamente coinvolte in queste nuove attività minerarie;

- nel 1990 è stata costituita la società Sardabauxiti per lo sfruttamento e la valorizzazione della bauxite della Nurra;

- detta Società è stata la logica conseguenza di un progetto di ricerca durato circa dieci anni e costano circa 45 miliardi con valori storici e corrispondenti a circa 70 miliardi attuali;

- la società Sardabauxiti ha proceduto all'apertura della miniera e all'assunzione di circa 85 unità lavorative negli anni 1991/1992;

- la produzione della miniera è stata nel primo anno di circa 100.000 tonnellate di bauxite e che si prefigge nell'anno in corso l'estrazione di circa 350.000 tonnellate di bauxite per un valore stimato a bordo nave di 7 milioni di dollari pari a 10/11 miliardi di lire (20 dollari a tonnellata);

- tutta questa attività doveva essere la logica conseguenza di una lunga ricerca sul piano della fattibilità dell'estrazione del minerale e sul piano di una integrazione contrattuale con l'unico utilizzatore nazionale che è l'Eurallumina di Portovesme. L'unico impianto di raffinizzazione che importa oltre 1,5 milioni di tonnellate di bauxite dall'Australia e dalla Guinea a costi reso banchina rispettivamente a 35 e a 43 dollari a tonnellata rispetto alla possibilità di utilizzare la bauxite sarda reso banchina a Portovesme a 25 dollari a tonnellata;

CONSIDERATO che:

- sono indubbie, per quanto premesso, le possibilità di considerare il polo estrattivo di Olmedo in grado di garantire economicità di gestione, occupazione e reddito in netta competitività con le altre produzioni europee ed extra europee;

- la R.A.S. dovrebbe sostenere prioritaria mente l'individuazione di un mercato di sbocco per la bauxite di Olmedo in primis in Euralluminia di Portovesme e poi verso i Paesi europei utilizzatori quali la Cecoslovacchia, la Romania, l'Azerbaigian e la Germania che sono importatori di bauxite tipo quella estratta ad Olmedo;

- a Porto Torres si sono spesi centinaia di miliardi per avere un porto industriale in gran parte inutilizzato e con costi proibitivi rispetto ad altri porti sardi ben più distanti dalla bocca di miniera;

- il Consiglio di Amministrazione della società Sardabauxiti composto di ben 7 persone (cioè più di quanto sia il numero dei componenti dei Consigli di Amministrazione di I.R.I., E.N.I., etc.) è scaduto e deve essere rinnovato;

- il polo minerario della bauxite di Olmedo è ormai una realtà che deve essere a pieno titolo concretamente considerato tra le attività minerarie della Sardegna,

chiedono di interpellare l'Assessore regionale dell'industria per sapere:

- che cosa intenda fare per garantire concretamente da parte della R.A.S. la tutela dei posti di lavoro, dell'attività produttiva, della possibilità di ulteriore sfruttamento e sviluppo di una risorsa naturale che deve essere considerata alla stregua di altre risorse minerarie dell'Isola verso le quali va necessariamente una giustissima attenzione;

- come intenda muoversi nei riguardi del Governo nazionale relativamente alla previsione dell'utilizzo del materiale estratto secondo quanto previsto nella stesura del progetto industriale per il settore alluminio che va predisponendo il commissario liquidatore dell'EFIM;

- come intenda agire nei confronti dell'ente gestore del porto industriale di Porto Torres affinché ponga in essere condizioni competitive del costo di stoccaggio e di carico su nave delle bauxiti di Olmedo;

- come intenda indirizzare le scelte connesse al rinnovo dei membri del consiglio di amministrazione della Sardabauxiti e se voglia o non voglia orientare queste nomine secondo un logico comportamento teso a ridurre drasticamente il numero dei componenti del consiglio di amministrazione ed individuare gli stessi con una scelta fatta al di fuori delle vecchie logiche di partito e con nuovi criteri che tengano conto prioritariamente della competenza nel settore di attività e in materia economico industriale. (306)

Interrogazione Merella - Dettori - Ladu Leonardo - Manchinu - Meloni, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione della Revisarda Spa.

I sottoscritti chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale, l'Assessore regionale del lavoro e l'Assessore regionale dell'industria in merito alla vicenda in cui è coinvolta la Revisarda Spa, società di revisione e certificazione dei bilanci di proprietà dell'INSAR e della GEPI, dagli stessi soci posta recentemente in liquidazione.

RICORDATO infatti:

- che si tratta dell'unica società sarda abilitata all'esercizio delle funzioni di revisione e certificazione dei bilanci operante in Sardegna;

- che nel sistema delle imprese, anche sarde, va crescendo la pratica di sottoporre i bilanci se non proprio alla certificazione almeno e molto più spesso alla revisione non solo per gli istituti finanziatori, ma per le esigenze stesse dell'impresa;

- che questa attività la Revisarda Spa ha fino ad oggi esercitato con personale esclusivamente sardo operante a Sassari, soprattutto a favore delle aziende finanziate dall'Insar e dalla GEPI;

- che la decisione di questi soci di procedere alla liquidazione della Revisarda sarebbe da ascrivere, come è risultato dagli incontri tenuti presso l'Ufficio provinciale del lavoro, fra rappresentanti di Insar, GEPI e OO.SS., primariamente alla volontà della GEPI di completare il suo disimpegno dalla Sardegna, mentre per quanto concerne l'Insar è stato dalla stessa affermato di essere stata trascinata in tale decisione dalla GEPI, con cui divide pariteticamente la proprietà del capitale azionario;

- che, comunque, le giustificazioni fondamentali addotte da entrambi i soci riferite a mancanza di commesse ed in particolare alla impossibilità da parte degli stessi di assicurare lavoro sufficiente per mantenere in condizioni di equilibrio la Revisarda Spa;

- che tali giustificazioni non si conciliano né con il recente provvedimento legislativo di rifinanziamento della GEPI e di potenziamento del suo ruolo di ente di promozione e di riconversione industriale, né con quanto in sede parlamentare (vedi testo del Piano di Rinascita della Sardegna) e nel contesto più ampio del dibattito politico e sindacale in corso in materia di lotta alla disoccupazione, si profila per l'INSAR. Spa, destinataria primaria di significativi provvedimenti legislativi;

- che la stessa Revisarda è stata titolare di una commessa dell'Amministrazione regionale in materia di formazione contabile per gli enti locali, commessa non portata a termine per l'intervenuta decisione della liquidazione;

- che, sulla base della nuova normativa in materia di assetto societario delle imprese di revisione e certificazione dei bilanci, si sarebbe comunque dovuto procedere all'adeguamento del vecchio assetto societario alle nuove prescrizioni che dettano l'obbligo della trasformazione in società di persone;

- che da parte dei dipendenti è stata manifestata la volontà di perseguire tale strada anche per non dileguare un'esperienza professionale che si può rendere utile per la società sarda (sistema delle imprese e della P.A.),

tutto ciò premesso, i sottoscritti chiedono di conoscere quale sia il parere della Giunta ed in particolare se non ritenga necessario ed urgente un intervento volto a chiarire tutti gli aspetti del problema e ad individuare gli strumenti e gli innovamenti per mezzo dei quali sia possibile evitare il disperdersi di questa esperienza. (513)

Interrogazione Corda, con richiesta di risposta scritta, sulle modifiche disposte ai benefici finanziari della L.R. 28/84.

Il sottoscritto,

chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere su quale fondamento giuridico si basa la deliberazione della Giunta regionale n. 25/190 del 30 luglio 1992 che, recependo la proposta formulata dall'allora Assessore dell'agricoltura, prevede l'esclusione, applicandola anche alla L.R. 28/84, di alcuni settori di intervento che in base alla succitata legge possono beneficiare del contributo in conto capitale.

Si rimarca il fatto che una deliberazione di Giunta non può modificare norme sostanziali di una legge regionale trattandosi peraltro, nel caso specifico, di legge regionale con rilevanza socioeconomica tesa allo sviluppo dell'imprenditoria giovanile e al raggiungimento dell'affrancamento dallo stato di disoccupazione. (514)

Interrogazione Porcu, con richiesta di risposta scritta, sulla prevenzione, l'igiene e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il sottoscritto,

PREMESSO che la legge regionale 20 giugno 1986, n. 34, "Igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro e costituzione dei presidi multizonali di prevenzione" prevede:

- che la Regione svolga, in materia di igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro, di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, attività di programmazione tramite il piano sanitario regionale ed appositi progetti obiettivo;

- che le Unità sanitarie locali esercitino le funzioni di prevenzione che comprendono particolarmente:

a) l'individuazione, l'accertamento ed il controllo dei fattori di rischio, nocività e pericolosità negli ambienti di lavoro;

b) lo svolgimento di indagini su specifiche situazioni di rischio e danno per i lavoratori, la formulazione di mappe di rischio;

c) il controllo e il coordinamento degli accertamenti sanitari obbligatori sullo stato di salute dei lavoratori esposti a rischio in tutte le attività produttive delle singole aziende;

d) la comunicazione ai lavoratori dei dati accertati e la loro diffusione negli ambienti di lavoro;

e) l'indicazione delle misure idonee alla eliminazione dei fattori di rischio ed al risanamento degli ambienti di lavoro e la vigilanza della loro attuazione;

f) l'attuazione di idonee iniziative di educazione sanitaria dei lavoratori nel campo della sicurezza sul lavoro;

g) la formulazione di pareri preventivi richiesti dai comuni sui progetti di insediamenti industriali, nonché sulla ristrutturazione degli stessi, ai fini di appurare la compatibilità con la tutela dell'ambiente e la difesa della salute dei lavoratori;

- che nelle Unità sanitarie locali potrà essere istituito, nell'ambito del "Servizio di igiene pubblica, igiene dell'ambiente, medicina legale", apposito "Settore per la prevenzione, l'igiene e la sicurezza nei luoghi di lavoro";

CONSIDERATO che l'Unità sanitaria locale n. 1 di Sassari non ha ancora provveduto ad attivare detto autonomo settore e che ciò determina il perdurare di una pressoché totale assenza di sorveglianza in ordine alla salubrità e alla sicurezza degli ambienti di lavoro, in particolar modo di quelli industriali, che specie nella zona di Porto Torres sono ad alto rischio di inquinamento,

chiede di interrogare l'Assessore regionale della sanità per conoscere:

- per quali motivi l'Unità sanitaria locale n. 1 di Sassari non provvede ad attivare il "Settore per la prevenzione, l'igiene e la sicurezza nei luoghi di lavoro" previsto dalla L.R. 20 giugno 1986, n. 34, già peraltro attivato da Unità sanitarie locali meno estese e con meno problemi di sicurezza degli impianti di quella di Sassari;

- quali provvedimenti intenda adottare per chiedere ai dirigenti dell'Unità sanitaria n. 1 di attivare immediatamente detto settore, la cui mancanza penalizza fortemente tutto il territorio. (515)

Interrogazione Corda, con richiesta di risposta scritta, sulle iniziative da intraprendere a sostegno del comparto agricolo-zootecnico.

Il sottoscritto,

PREMESSO che:

- i progetti di miglioramento fondiario istruiti all'atto dell'entrata in vigore della nuova normativa sulle opere di miglioramento fondiario (delibera della Giunta regionale del 30 luglio 1992, n. 25/190) devono essere finanziati in base alla precedente normativa;

- le ditte interessate hanno subito gravissime difficoltà; infatti, garantite all'atto del sopralluogo dai verbali concordati e controfirmati assieme al tecnico istruttore e al tecnico progettista, hanno già sostenuto le spese progettuali e amministrative, oltre ad aver dato inizio ai lavori con impegni finanziari non indifferenti, sicuri che avrebbero avuto il decreto entro il 1992 come previsto dalla normativa allora vigente;

- l'attuale normativa nel complesso penalizza tutto il comparto zootecnico eludendo gli obiettivi che la stessa descrive nella premessa sullo stato attuale dell'agricoltura in Sardegna;

CONSIDERATO che:

- il settore ovicaprino, come in passato, può godere delle agevolazioni contributive e creditizie, ma il carico di bestiame viene paradossalmente ridimensionato alla disponibilità foraggera del corpo aziendale maggiore anche se gli altri corpi si trovano staccati solo di alcuni metri;

- i settori avicunicoli e suinicoli, quantunque la Sardegna si trova in una situazione fortemente deficitaria, sono stati relegati alle sole provvidenze creditizie;

- la condizione di produrre in azienda non meno del 35 per cento del fabbisogno alimentare, rende impossibili nuove iniziative suinicole per le caratteristiche delle dimensioni fondiarie e pedoclimatiche della stragrande maggioranza delle aziende agricole sarde;

- è provato che si può essere competitivi anche col solo approvvigionamento dal mercato;

RITENUTO che:

- è necessario in questa fase prevedere l'incentivazione di progetti innovativi per la produzione di carni alternative (selvaggina), che per certe zone della Sardegna dove è difficoltosa anche la monocoltura ovicaprina, potrebbero inserirsi con successo, creando nuove economie come attività primaria o integrata da altri indirizzi produttivi;

- tali iniziative, per il rischio che comportano in fase sperimentale e per la loro specialità, devono essere incoraggiate con provvidenze contributive e creditizie,

chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'agricoltura per conoscere quali provvedimenti urgenti intenda adottare, data la gravità delle problematiche su citate, per evitare che la crisi del comparto assuma carattere di non sola emergenza economica. (516)

Interrogazione Pau sulla necessità che la Regione provveda ad emanare la normativa riguardante i Consorzi di sviluppo industriale.

Il sottoscritto,

ATTESO che con la legge n. 317 del 5 ottobre 1991 (Interventi per l'innovazione e lo sviluppo delle piccole imprese) i Consorzi di sviluppo industriale (Z.I.R.-A.S.I.) sono stati trasformati in "enti pubblici economici";

VERIFICATO che le Regioni, entro centosettanta giorni dall'entrata in vigore della legge avrebbero dovuto, sentite le Unioni regionali delle Camere di Commercio, individuare le aree industriali ed emanare entro novanta giorni gli indirizzi ed i parametri di riferimento per il funzionamento dei nuovi organismi economici;

CONSTATATO che tali termini sono colpevolmente scaduti da quasi un anno e che la R A.S. non ha ancora provveduto ad adempiere agli obblighi di legge creando grave pregiudizio all'operare dei Consorzi industriali,

chiede di interrogare il presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dell'industria per sapere quali impedimenti ostino affinché la proposta di legge presentata da tempo venga esitata dalla Commissione industria e portata all'attenzione del Consiglio regionale; se non ritengano urgente ed indifferibile sollecitare la Commissione consiliare ad esaminare il regolamento, vista la grave crisi che attraversano i consorzi per la carenza di legislazione che nel breve li costringerà a non poter più operare. (517)

Interrogazione Serrenti - Ortu - Ladu Giorgio - Morittu - Meloni - Murgia - Demontis - Planetta -Puligheddu, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione delle linee ferroviarie nel Sulcis.

I sottoscritti,

PREMESSO che da quanto si evince da una denuncia dei sindacati sardi del settore, i vertici aziendali delle FF.SS. sono intenzionati a sopprimere due linee ferroviarie nel Sulcis;

ATTESO che appare quantomeno sospetto che vengano soppresse due linee fra le più utilizzate in Sardegna, con indici al di sopra della media nazionale, altrimenti spiegabile con un futuro disimpegno dell'Ente in Sardegna;

RILEVATO che la zona interessata è caratterizzata dall'assoluta mancanza di una rete stradale adeguata ad assorbire il maggior traffico che la soppressione delle linee sicuramente comporterà,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dei trasporti per sapere:

- quali iniziative concrete intendano adottare nell'immediato per scongiurare la ventilata soppressione delle linee del Sulcis;

- se non sia il caso di promuovere un incontro urgente col Ministero dei trasporti, presenti i vertici delle FF.SS. al fine di appurare la reale volontà delle ferrovie di Stato ad impegnarsi per un effettivo riammodernamento e, dove occorra, adeguamento della rete ferroviaria della Sardegna;

- se non risulti, per caso, che le FF.SS. dopo aver disatteso la legge n. 17 del 1981 per l'elettrificazione della rete e le successive direttive in materia e dopo aver ridotto pesantemente gli organici, non intendano procedere ad una vera e propria smobilitazione generale del compartimento della Sardegna. (518)

Interrogazione Ladu Giorgio - Ortu - Demontis - Meloni - Morittu - Murgia - Planetta - Puligheddu - Serrenti, con richiesta di risposta scritta, sull'occupazione del porto industriale di Oristano.

I sottoscritti,

PREMESSO che nella giornata di martedì 9 u.s. gli autotrasportatori del nuorese, cui via via si sono uniti i colleghi di tutta la Sardegna, hanno inscenato una clamorosa manifestazione di protesta per impedire che dalla nave Seabulk venissero scaricate, con camion targati Salerno, quasi 5000 tonnellate di cemento provenienti dallo stabilimento della Eurocem in Grecia;

EVIDENZIATO che all'origine della protesta vi è il timore che la Eurocem voglia introdurre nel mercato dell'Isola cemento a prezzi stracciati, provocando il collasso produttivo delle cementerie sarde con conseguente rischio di licenziamento per gli addetti del settore;

CONSIDERATO che peraltro non si spiega come la Eurocem possa offrire prezzi a così basso costo e che tutto appare come una manovra strumentale atta a destabilizzare il mercato, anche alla luce della futura realizzazione di un impianto di stoccaggio proprio nell'area industriale di Oristano,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dell'industria per sapere se:

- la Giunta intenda appurare la correttezza di questa operazione di mercato;

- non si prefiguri la necessità di intervenire con sollecitudine, promuovendo interventi di sostegno alle imprese sarde, atti a consentire alle stesse di reggere la concorrenza;

- non sia il caso di intraprendere un'indagine conoscitiva per appurare la reale provenienza e l'effettiva qualità del cemento importato dalla Grecia dalla Eurocem. (519)

Mozione Tamponi - Deiana - Amadu - Giagu - Carusillo - Serra Antonio - Dettori - Satta Antonio - Lorettu - Serra Pintus sul rischio di catastrofe che potrebbe scaturire dal transito delle navi petroliere ed altre lungo tutte le coste della Sardegna.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:

- già da tempo in Sardegna si era evidenziato il gravissimo rischio connesso al perdurare del traffico nel Canale delle Bocche di Bonifacio di navi petroliere o trasportanti altri prodotti inquinanti;

- che all'indomani del terribile naufragio di una nave petroliera sulle Shetland, che ha causato un immane disastro ecologico, economico e sociale per quelle isole, si era fatta più pressante la spinta dell'opinione pubblica sarda e di quella parte della società civile e politica più sensibile alla tutela ambientale, affinché lo Stato vietasse con immediatezza il transito di detti natanti nelle Bocche di Bonifacio;

- che in una mozione, presentata all'indomani di quella sciagura dai sottoscritti, impegnava la Giunta ad adoperarsi affinché fosse vietato il transito;

- che con la stessa mozione i sottoscritti ampliavano il discorso di tutela oltre il Canale delle Bocche di Bonifacio a tutti quei tratti di mare delle coste sarde che debbano essere considerati a rischio;

CONSIDERATO che il Governo italiano ha stabilito il divieto assoluto senza alcun deroga alla navigazione attraverso le Bocche di Bonifacio di navi petroliere-gasiere e di ogni altra nave trasportante carichi pericolosi e tossici;

VALUTATO positivamente questa decisione governativa in linea come più volte ribadito con istanze regionali;

PRESO ATTO che oltre a sollecitare analogo provvedimento da parte degli altri Stati e Organismi internazionali che disciplinano il transito marittimo, il Governo nazionale dovrebbero provvedere a vietare il transito entro il limite delle acque territoriali o comunque entro le 12 miglia marine degli stessi natanti attorno alla Sardegna,

impegna la Giunta regionale ad intervenire immediatamente presso il Governo nazionale perché lo stesso si adoperi con urgenza ad estendere il divieto al transito di navi petroliere-gasiere ed altri natanti trasportanti prodotti pericolosi e tossici battenti qualsiasi bandiera entro le 12 miglia dalle coste sarde. (123)