Seduta n.248 del 03/02/1998 

CCXLVIII SEDUTA

(Pomeridiana)

Martedì 3 febbraio 1998

Presidenza del Vicepresidente Milia

La seduta è aperta alle ore 16 e 45 .

PIRAS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di venerdì 16 gennaio 1998, che è approvato.

Discussione della proposta di programma - Giunta regionale: "Reg. CEE 2081/93 - Programma operativo delle misure cofinanziate dal FEOGA - Orientamento per gli anni 1997-1999" (Progr. n. 37)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del Programma numero 37. Relatore il consigliere Paolo Fois. Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Paolo Fois, relatore.

FOIS PAOLO (Progr. Fed.), relatore. La relazione si dà per illustrata.

PRESIDENTE. Il consigliere Paolo Fois ha illustrato questo programma insieme agli altri.

Poiché nessun altro domanda di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.

La Giunta ha già parlato stamattina e la relazione era onnicomprensiva.

Metto in votazione il passaggio alla discussione degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'Oggetto.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'allegato 1.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo allegato, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'allegato 2.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo allegato, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'allegato 3.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo allegato, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

La votazione finale viene rimandata.

Discussione della proposta di programma - Giunta regionale: "Regolamento (CEE) n. 2081/93 del Consiglio del 20 luglio 1993 - Programma operativo plurifondo FEOGA - Triennio 1994-1996 - Sottoprogramma 2 - "Sviluppo rurale" - Variazione quadro finanziario - Misure 1 e 2" (Progr. n. 38)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del Programma numero 38. Relatore il consigliere Paolo Fois.

Dichiaro aperta la discussione generale. Il relatore ha già illustrato la relazione insieme agli altri programmi e la Giunta ha già espresso il suo parere. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio alla discussione degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'Oggetto.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo Oggetto, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

La votazione finale viene rimandata.

Discussione generale del disegno di legge: "Incentivi per la riqualificazione e l'adeguamento delle strutture alberghiere e norme modificative e integrative della legge regionale 14 gennaio 1993, n. 40" (340)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 340. Relatore, il consigliere Falconi.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Falconi, relatore.

FALCONI (Progr. Fed.), relatore. Signor Presidente, colleghi consiglieri, questo è un provvedimento, un po' come quello dell'agricoltura, che è slittato nel tempo e molto atteso dal comparto. Oggi andiamo ad approvare, a vedere questo provvedimento che ha un'ottica, anche se datato come studio da parte della Commissione, del momento e riguarda, ne parlerò più avanti, l'occupazione; l'occupazione nel comparto turistico. Ha tre principali obiettivi questo provvedimento; la riqualificazione delle strutture ricettive dei 55 mila posti letto che abbiamo in Sardegna, l'ampliamento della stagione turistica in Sardegna e, appunto, come ricordavo, le finalità occupative. Vediamo questi tre principali obiettivi che si pone il provvedimento. La riqualificazione per un migliore utilizzo del comparto ricettivo; le prime cose che bisogna adeguare sono naturalmente gli adeguamenti legislativi, l'adeguamento alla legge numero 626 sulla sicurezza, un adeguamento di strutture che sono ferme ormai da parecchi anni, sono ferme per diverse ragioni, per ragioni urbanistiche, per ragioni di costo e alberghi in Sardegna non se ne costruiscono più di nuovi. Quindi c'è stato un invecchiamento in questi ultimi decenni che va appunto corretto. Una riqualificazione per un migliore utilizzo, dicevo. Attualmente l'utilizzo del ricettivo in Sardegna è molto basso, è del 23 per cento su base annuale. In Italia è del 41 per cento, quindi utilizziamo i nostri alberghi grosso modo la metà rispetto agli alberghi nazionali. Le nazioni concorrenti come la Francia o la Spagna hanno un utilizzo delle loro strutture superiore al 50 per cento. Quindi molto dobbiamo recuperare nell'utilizzare appunto questo patrimonio che non è solo dei privati, ma è un patrimonio finanziato dalla mano pubblica.

Per la riqualificazione, l'adeguamento, la ristrutturazione, l'ampliamento, noi vogliamo utilizzare i parametri delle leggi di sostegno oggi esistenti per incentivo all'industria; ed è questa la nuova frontiera del comparto turistico che si avvicina appunto all'industria. Vi ricordo che a livello nazionale, fina ad alcuni mesi fa, il turismo era accorpato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, oggi invece è un dipartimento del Ministero dell'industria. Ebbene, questo avvicina sempre di più ai comparti produttivi questo comparto, così importante e strategico per la nostra Isola. Allora per questi casi, per l'adeguamento, per la ristrutturazione, per la trasformazione noi prevediamo l'utilizzo dei parametri della legge regionale numero 15 del '94 per i contributi in conto capitale, e la legge regionale numero 21 del '93 per i contributi in conto interessi. I destinatari sono naturalmente in questi casi le strutture esistenti; le strutture esistenti previste e recepite dalla legge numero 22. Noi ampliamo la gamma delle strutture esistenti e recepite con la previsione di una tipologia che non è prevista neanche dalla legge numero 217 nazionale, e precisamente l'albergo diffuso. L'albergo diffuso ancora non è definito da quest'Aula come tipologia ricettiva alberghiera, lo faremo a breve perché con altra legge già esitata dalle Commissioni quest'Aula sarà chiamata tra alcune settimane proprio a legiferare e a prevedere questa tipologia alberghiera. Naturalmente noi ne stiamo prevedendo il finanziamento e la possibilità di essere finanziata. L'albergo diffuso, è un tipo di albergo previsto nei centri storici dei centri abitati, con la possibilità di avere un ufficio centrale che funzioni da ufficio di ricevimento e da sale comuni e sempre nel centro storico, in un raggio di 200 metri, la stessa struttura può avere delle pertinenze alberghiere diffuse nel tessuto urbano. Questo ci consentirà diverse cose; io ritengo che questa parte sia la parte qualificante del provvedimento stesso perché ci consentirà un recupero produttivo ed una riqualificazione urbana di tanti centri storici. Ci consentirà un risparmio ambientale perché utilizzeremo delle volumetrie preesistenti, quindi recupereremo; e naturalmente ci sarà una rivitalizzazione economica dei centri urbani dei paesi e delle città.

Altri obiettivi del provvedimento sono quello di favorire e di finanziare la costituzione di consorzi tra albergatori, tra imprenditori turistici che assieme potranno, utilizzando questi parametri di incentivazione, costituirsi in consorzio per dotarsi di strutture consortili quali piscine, campi da golf e sale congressi. E per la prima volta in una legge di sostegno regionale prevediamo anche il finanziamento dei terreni necessari per la creazione di queste strutture che, fino ad oggi, sono appannaggio esclusivamente della mano pubblica. Noi vogliamo invece che queste strutture diventino anch'esse produttive, naturalmente prevedendo un incentivo da parte della Regione a favore dei privati. Per poter intervenire con questi parametri noi abbiamo previsto delle griglie, naturalmente, delle griglie che sostanzialmente sono, o meglio chiamiamole delle condizioni per poter accedere a questo tipo di finanziamento.

In primo luogo l'apertura annuale, così come proposto dalla Commissione, deve essere operativa per almeno nove mesi, o per meglio dire con un massimo di chiusura di tre mesi. Questa è, diciamo, quella griglia, quella condizione volta a creare nel comparto maggiore occupazione, perché va da sé che se l'imprenditore è interessato a prendere finanziamenti con questa legge, diciamo che la condizione che noi poniamo è che si tengano i lavoratori a libro paga per almeno nove mesi.

Questo consentirà di creare occupazione vera nel turismo e non stagionale. L'altra griglia che poniamo è quella del non finanziamento delle nuove strutture. Anche qui abbiamo avuto certamente delle osservazioni critiche a questo. Vi sono due ordini di problemi; il primo è che se non stiamo attenti andiamo a sprecare anche in questo caso delle risorse regionali. Noi sappiamo tutti che fra alcuni mesi la legge nazionale numero 488 incentiverà anche il turismo e interverrà a finanziare esclusivamente le nuove strutture. Quindi abbiamo tutto l'interesse, come Regione Sardegna, a dirottare le domande sulla legge nazionale. Questo per non sciupare le poche risorse che abbiamo; mentre abbiamo la possibilità di intervenire con le nostre leggi, con questa legge, proprio per riordinare il comparto esistente. Naturalmente abbiamo tutto l'interesse a utilizzare le leggi nazionali e a non creare in Regione una legge concorrente, così come è avvenuto tra la legge numero 28 e la legge numero 44, per capirci. Tutto questo, cioè il finanziamento delle nuove strutture con la "488", il finanziamento delle ristrutturazioni con questa legge, andrà a regime tra alcuni mesi, cioè a luglio del '98. Così procedendo ci mettiamo nelle condizioni di favorire maggiormente gli imprenditori turistici in Sardegna e di non sciupare alcuna possibilità di reperire finanziamenti esterni alla Regione stessa. Altri interventi previsti in questa legge: gli allungamenti dei mutui. Allora la modifica alla "40" che stiamo proponendo, di alcune parti ne ho già parlato ma una parte molto attesa è l'allungamento del mutuo. Allora, la "40", che è stata approvata nel '93, e siamo al '98, ha istruito e finanziato 28 pratiche nell'arco di questi quattro anni. Ciò significa una media di sette, otto pratiche all'anno. Significa che gli imprenditori non hanno bene accolto questa legge, e a ragione non l'hanno bene accolta, perché quando vi è un costo di un mutuo di 82 milioni per miliardo all'anno, questa è assolutamente inoperativa, perché la durata del mutuo è di 12 anni, il costo del denaro gli anni scorsi era più elevato rispetto a questi mesi, quindi gli operatori si vedevano pressoché impossibilitati ad attingere a questo tipo di finanziamento. Noi prevediamo due cose: la prima, quello di riportare come era il numero 8 del '64 a vent'anni la durata del mutuo, vent'anni comprensivi di quattro anni di preammortamento e la ricontrattazione dei mutui alla luce dei nuovi tassi che vi sono oggi di riferimento. L'altra parte, egualmente molto attesa da questo settore è il differimento di quattro rate di finanziamento dei mutui esistenti. E' questa un'operazione già fatta gli anni scorsi per gli anni '93-'94 che si ripete, si ripete però rendendo giustizia, perché allora il '93 o '94 da quel provvedimento vennero esclusi gli operatori che allora si rivolgevano a leggi nazionale. Cioè la Regione interveniva quasi in forma punitiva per chi andava a reperire risorse esterne. E adesso correggiamo e rendiamo giustizia anche in questo, prevedendo il differimento di quattro rate alla fine del mutuo. Diciamo che alcune cose possono essere anche riviste in sede di discussione, però stando molto attenti. Faccio queste due ultime considerazioni prima di chiudere, stando molti attenti soprattutto all'allargamento della banda di intervento alle nuove costruzioni, non avvantaggia certamente gli operatori ma certamente crea degli svantaggi alla Regione Sardegna, perché pone gli operatori in condizioni di non attingere alla "488" che sarà operativa dal luglio di quest'anno. Prima cosa; la seconda cosa è la questione dei mesi. Anche qui rendiamoci conto che più abbassiamo il numero dei mesi di apertura delle strutture alberghiere che hanno diritto e che maturano i requisiti per attingere da questa legge e minore sarà il loro impegno occupazionale, ma in ultimo maggiore sarà l'impegno finanziario della Regione Sardegna. Sono due cose inversamente proporzionali, quindi a questo, negli eventuali emendamenti che verranno presentati, dovremmo stare molto attenti.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Sull'ordine dei lavori, Presidente. Mi pare che in Conferenza dei Presidenti di Gruppo si è deciso che tutte le leggi che contengono impegni di spesa debbano essere rimesse alla Commissione bilancio per l'esame, e per questo il Presidente ha convocato per domani mattina una riunione e mi pare che questa rientri fra quelle.

PRESIDENTE. Si era deciso, onorevole Pittalis, di iniziare esclusivamente la discussione generale per poi rinviare la legge e gli emendamenti in Commissione bilancio. Quindi solo la discussione generale. Prego onorevole Falconi.

FALCONI (Progr. Fed.). Per quanto riguarda questa legge, il d.l. 340, per rispondere un po' al collega Pittalis, ma anche alle considerazioni ultime, signor Presidente, noi abbiamo rivisto di concerto il quadro finanziario con la Commissione terza, quindi questo problema non sussiste, tanto che in apertura alla mia relazione ho detto appunto che era datata, era da tempo questa legge in itinere e quindi il quadro finanziario era da rivedere e da correggere. E questo lo abbiamo fatto di concerto con la Commissione terza, tant'è che adesso presentiamo un emendamento che rivede il quadro finanziario.

PRESIDENTE. Abbiamo bisogno del parere del Consiglio e della Commissione su questo emendamento. L'assessore Ballero ha chiesto un breve sosta fra discussione generale ed esame degli emendamenti per alcuni problemi tecnici.

E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Usai. Ne ha facoltà.

USAI PIETRO (Progr. Fed.). Intervengo perché mi pare che le cose dette da Falconi erano piuttosto interessanti, anche perché questa non è che la prima legge che arriva in aula e che riguarda il turismo, altre ne arriveranno nei prossimi giorni, quelle sulle seconde case, così detto extra alberghiero, l'agriturismo, cioè finalmente in Consiglio si parla di riforme vere, atti di governo concreti riguardanti questo importantissimo scomparto. Le cose le diceva il relatore, pertanto io sarò breve e mi limito a sottolineare gli aspetti a mio avviso più qualificanti della proposta della Giunta e della Commissione, vale a dire l'equiparazione del comparto turistico agli altri comparti importanti della nostra economia, a cominciare da quello industriale. Questa volta l'equiparazione non avviene con atti propagandistici ma avviene permettendo a questo comparto l'utilizzo di una legge vera di sostegno, la "15". Lo fa non in termini generici, dicendo: vado incontro a tutte le esigenze della politica turistica, ma lo fa in modo selettivo, scegliendo le attività produttive vere, a cominciare dalle strutture esistenti, gli alberghi, dicendo anche che gli alberghi possono avere vita lunga nella stagione, se possono avere la possibilità di avere strutture a sostegno, per esempio gli impianti sportivi, eventuali campi da golf, strutture convegnistiche. Ecco, la legge va in questa direzione, ed è la prima volta che accade. Pertanto non si può che esprimere soddisfazione per il fatto che questo provvedimento arrivi in modo unanime in Aula, almeno da parte della Commissione, e avvii in modo concreto la riforma, non tanto della politica turistica parlata, ma di quella che può essere per davvero praticata. Il fatto che si leghino i contributi di questa legge all'allungamento della stagione, dicendo che i contributi possono essere presi soltanto se, per un certo numero di mesi all'anno, le strutture rimangono aperte, è davvero una grande rivoluzione nel turismo sardo. Finora abbiamo visto strutture alberghiere, e non solo alberghiere, aprire per un mese e mezzo, due mesi e poi scappare via. Questa è una novità importante: chi più rimane aperto più può avere in termini di contributi regionali. E chi più rimane aperto crea economia, crea occupazione, crea turismo vero, turismo competitivo nel mercato turistico. Altro ci sarà da fare, chiaramente, questo non è che il primo passo, le altre cose le faremo con le nuove leggi che prima preannunciavo, però già facendo queste ed evitando, la cosa di cui accennava il relatore, che questa legge venga estesa anche a nuove costruzioni, perché priverebbe la Regione della possibilità di attingere a nuove leggi nazionali, ma rimanendo nell'ambito di ampliamenti, ristrutturazioni e ammodernamenti delle strutture esistenti. Questa è la strada da seguire e su questa strada penso potranno essere fatti passi importanti nella politica turistica.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

PABA, Assessore del turismo, artigianato e commercio. La Giunta condivide l'impostazione di questo disegno di legge, fa soltanto due osservazioni. La prima è che un disegno di legge di questa portata deve essere, come ha detto il relatore della Commissione, supportato da una adeguata dotazione finanziaria, altrimenti il rischio che si corre è di aprire uno sportello, se dietro al quale non ci sono risorse finanziarie si crea una lunga coda d'attesa, cioè una lunga coda di domande che non possono essere inevase, ricadendo in un meccanismo dal quale questa Giunta ha tentato di uscire anche in altri settori di attività. Quindi la validità di questa legge è strettamente collegata a una dotazione finanziaria adeguata.

La seconda osservazione che la Giunta fa è relativa alle modalità con le quali l'allungamento della stagione turistica, almeno dal lato della durata dell'apertura delle strutture ricettive, sia di quelle alberghiere tradizionali, sia di quelle all'aria aperta, debba essere perseguita. Io ritengo che l'ottenimento di questo risultato deve essere legato alla graduazione delle agevolazioni pubbliche. Per poter valutare le modalità con le quali questa graduazione può essere ottenuta chiedo una breve sospensione in modo da poter interpellare anche la Commissione competente.

PRESIDENTE. E' stata chiesta una sospensione da parte della Giunta per esaminare sia emendamenti che, appunto, modalità come richiesto dall'assessore Paba. Assessore, vuol rimandare un attimo la legge in Commissione?

PABA, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Ora non c'è il Presidente della Commissione, quindi non so formalmente come possa essere convocata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Io ho chiesto che la legge venga rimandata in Commissione bilancio per le ragioni che ho dianzi esposto. Quindi su questo io vorrei che ella, Presidente, desse una risposta.

PRESIDENTE. Il Presidente chiede un parere alla Commissione bilancio, così come è stato chiesto per gli altri provvedimenti questa mattina. Nel frattempo verranno esaminati gli emendamenti così come richiesto dalla Giunta. Se la Commissione competente, la Commissione turismo vuole esaminare ugualmente chiediamo al Presidente della Commissione turismo se vuole convocare la Commissione, così come è stato richiesto stamani in Conferenza dei Capigruppo per i provvedimenti esitati.

Discussione generale della legge regionale 12 settembre 1997: "Norme per la disciplina delle professioni di istruttore subacqueo e di guida subacquea con autorespiratori a scopo ricreativo e turistico", rinviata dal Governo (CCCIII)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della legge regionale rinviata numero CCCIII. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Diana, relatore.

DIANA (Progr. Fed.), relatore. Molto brevemente, la legge già approvata è stata rinviata dal Governo con un rilievo che riguardava il presunto mancato rispetto delle competenze del Coni in materia di attività sportiva agonistica. La Commissione sesta ha riesaminato la legge e ha ritenuto di dover accogliere nella sostanza il rilievo, in quanto va a sottolineare un aspetto che era già abbondantemente chiarito secondo l'interpretazione della Commissione, ed è stato aggiunto semplicemente solamente il comma 5 all'articolo 2 che recita: "Dalle attività esercitate ai sensi della presente legge è esclusa l'attività sportiva agonistica". Quindi, sostanzialmente si tratta di introdurre nella legge questa precisazione, dopo di che la legge rimane identica al testo che era già stato approvato all'unanimità nell'ottobre scorso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Zucca. Ne ha facoltà.

ZUCCA (Progr. Fed.). Con una brevità maggiore ancora di quella che mi è solita, devo esprimere il mio assenso a questa legge, perché oltre agli effetti benefici sotto il profilo turistico e finanziario che apporterà alla Sardegna, e che sta già apportando l'uso del diving (?) mare ha un valore altamente educativo perché abitua coloro che partecipano a questi corsi a vivere il mare senza lo spirito da predoni, ma con lo spirito di chi davvero ama il mare in quanto tale.

PRESIDENTE. Anche in questo caso devo far presente al relatore Diana che questa legge, così come deciso in Conferenza dei Capigruppo, deve ripassare in Commissione.

DIANA (Progr. Fed.). Questa legge non contiene una norma finanziaria variata, era stata approvata, c'è solo una modifica tecnica da apportare che riguarda il riferimento degli anni. Però, ricordo che questa legge era già stata approvata dal Consiglio, quindi per quanto mi riguarda ritengo che possa tranquillamente essere discussa e approvata, anche perché non prevede una spesa, perché è prevista un'entrata di 20 milioni e una spesa di 20 milioni, che praticamente è a costo zero.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

PABA, Assessore del turismo, artigianato e commercio. La Giunta è d'accordo.

PRESIDENTE. Onorevole Diana, è mia convinzione che riguardando l'articolo l'anno 1998, cioè una legge finanziaria che non è ancora approvata, debba essere seguita la prassi così come richiesto stamani in Conferenza dei Capigruppo.

DIANA (Progr. Fed.). Se mi consente un'ulteriore precisazione, io sottolineo il fatto, non voglio insistere, però sottolineo il fatto che questa legge è praticamente a costo zero, perché sono previste un'entrata e un'uscita di pari importo e non incide minimamente, se poi c'è una questione di forma posso capire, ma sulla sostanza non incide sul bilancio regionale.

PRESIDENTE. La forma io penso che vada rispettata. Credo che domani mattina la Commissione bilancio possa in breve esaminare tutto e rientrare in Aula per esitare questi provvedimenti se la Commissione bilancio lo ritiene.

Votazione nominale della proposta di Programma numero 37

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del programma numero 37.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BERRIA - BUSONERA - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - GIAGU - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MONTIS - OBINO - PIRAS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU -SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Si sono astenuti i consiglieri: BALLETTO - BIGGIO - BONESU - CADONI - CARLONI - CASU - FRAU - GIORDO - GRANARA LIORI - LIPPI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - OPPIA - PITTALIS - SERRENTI - USAI Edoardo.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 55

Votanti 36

Astenuti 19

Maggioranza 19

Favorevoli 36

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale della proposta di Programma numero 38

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del Programma numero 38.

Rispondono sì i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BERRIA - BUSONERA - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA -FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - GIAGU - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MONTIS - OBINO - PIRAS - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Si sono astenuti i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - CADONI - CARLONI - CASU - FRAU - GIORDO - GRANARA - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MARRACINI - MASALA - MILIA - OPPIA - PITTALIS - SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 52

Votanti 32

Astenuti 20

Maggioranza 17

Favorevoli 32

(Il Consiglio approva).

Discussione del passaggio all'esame degli articoli della proposta di legge BONESU: "Assunzione in deroga dei dipendenti dell'Hotel Moderno" (389)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 389. Relatore il consigliere Bonesu.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu, relatore.

BONESU (P.S.d'Az.), relatore. Signor Presidente, sulla vicenda dell'Hotel Moderno molte cose si potrebbero dire e in particolare sul rapporto tra la Regione e gli enti cosiddetti regionali e sui poteri che hanno i comuni in materia di gestione del territorio. Ma, come si diceva, cosa fatta capo ha, il problema è che adesso i dipendenti dell'Hotel Moderno, per l'operato di un ente regionale che usufruendo di un finanziamento regionale ha comprato quell'Hotel per destinarlo a Casa dello Studente, sono senza lavoro. La proposta di legge si propone semplicemente di utilizzare la professionalità di questi dipendenti prevedendo una procedura particolare di assunzione negli organici dell'ERSU che ha i posti vacanti necessari e disponibili. L'assunzione avviene per qualifiche corrispondenti purché si sia in possesso di tutti i requisiti, compreso il titolo di studio e escluso il requisito dell'età. Chiaramente ciò non comporta spese ulteriori per l'Amministrazione regionale in quanto appunto l'assunzione avviene in posti vacanti; considerata l'urgenza si propone che la legge entri in vigore il giorno della sua pubblicazione e che il procedimento di controllo governativo sia quello previsto per le leggi urgenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

MARTEDDU (Popolari). Per chiedere alla sua cortesia e a quella dei colleghi una sospensione di un quarto d'ora, venti minuti, per esaminare questo provvedimento.

PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni, sono le 17 e 26 i lavori riprenderanno alle 17 e 45.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 27, viene ripresa alle ore 17 e 56.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. C'era stata una richiesta di sospensione di un provvedimento da parte del Capogruppo del Partito popolare, onorevole Marteddu. Io credo che possiamo andare avanti con la discussione generale della proposta di legge numero 389. Si era iscritto a parlare il consigliere Edoardo Usai. Ne ha facoltà.

USAI EDOARDO (A.N.). Presidente, io sono sostanzialmente d'accordo sullo spirito del provvedimento e sulle considerazioni svolte dall'onorevole Bonesu. Dico la verità, se fosse stato per me... vorrei sapere chi dovrebbe essere il mio interlocutore, se l'assessore Ballero o chi altri?

PRESIDENTE. L'onorevole Ballero in questo momento, mi scuso con lei onorevole Usai che stava intervenendo, ha fatto sapere che ci sarebbe una questione procedurale che la Giunta solleverebbe su questo provvedimento.

USAI EDOARDO (A.N.). Allora perché dovrei parlare?

PRESIDENTE. Ma l'ha detto in questo momento, onorevole Usai, infatti io le avevo dato la parola perché lei era iscritto a parlare.

USAI EDOARDO (A.N.). Aspettiamo allora, Presidente, di risolvere la questione procedurale e poi eventualmente interverrò.

LIPPI (F.I.). Ma è stata richiesta un'altra sospensione della seduta a nome della Giunta?

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Presidente, nel merito della proposta di legge numero 389, che prevede assunzioni in deroga dei dipendenti dell'Hotel Moderno, faccio presente al Consiglio che è in atto, allo studio della prima Commissione, un collegato alla legge numero 421 che prevede di rendere operative, e quindi di sanare, tutte le situazioni che ancora sono rimaste aperte in merito al personale e alla sua assunzione. La Giunta sa benissimo che il problema relativo agli ex dipendenti dell'Hotel Moderno è un problema reale, grave, e la Giunta intende farsi carico della soluzione di questo problema.

La Giunta però ritiene che occorra definire ulteriormente il senso di questa deroga che si sta applicando nel comma 1 dell'articolo 1, per evitare che poi nel futuro si consenta di aprire dei varchi che risulterebbero immotivati, e che pertanto non consentirebbero una identità di trattamento a tutte le varie istanze che provengono da diverse parti. Queste sono le ragioni di fondo per cui si richiede un rinvio in Commissione del provvedimento per ottenerne un più approfondito esame.

PRESIDENTE. Sulla questione sollevata dalla Giunta, ai sensi dell'articolo 86 del Regolamento, cioè del rinvio formale del provvedimento in Commissione, ricordo che può parlare un consigliere per Gruppo.

Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sembra che le motivazioni della Giunta siano estremamente pretestuose. Io non riesco a capire come la deroga prevista dal comma 1 dell'articolo 1, che parla di dipendenti dell'Hotel Moderno, poi si possa allargare ad altre categorie di personale. Effettivamente mi sembra un'assurdità. E mi sembra un fatto oltre che politicamente, moralmente grave che queste persone, che sono state disoccupate per colpa dell'operato di un ente regionale, non trovino subito una soddisfazione dei propri interessi. Mi sembra che ogni manovra dilatoria sia l'ennesima presa in giro nei confronti di queste persone, che proprio l'operato di amministrazioni regionali ha contribuito a mettere sul lastrico. Per cui mi dichiaro profondamente contrario ad un rinvio del provvedimento.

La Commissione ha esaminato, ha approvato all'unanimità la proposta di legge, il tentare di rinviarla con speciose motivazioni, aspettando leggi future ed incerte mi sembra che sia veramente un atto contrario, non solo negativo sul piano politico, ma dicevo anche nefasto sul piano morale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lippi. Ne ha facoltà.

LIPPI (F.I.). Signor Presidente, intanto per ricordare che in fase di votazione in prima Commissione del provvedimento sui dipendenti dell'ex Hotel Moderno abbiamo fortemente censurato l'operato della Giunta regionale, che preliminarmente all'acquisizione di questo immobile non aveva pensato a come poter ricollocare i lavoratori che appunto operavano all'interno di questa struttura.

Nonostante questo abbiamo quasi per necessità dato la nostra approvazione alla proposta di legge Bonesu, ma oggi sinceramente non capiamo quale sia la strategia della Giunta regionale; cioè se la Giunta ha necessità di prendersi un'altra mezz'ora per riflettere più attentamente su quella che deve essere la linea da seguire, che se la prenda pure, però sinceramente non riesco a capire, Assessore Loddo, come si possa pensare di risolvere questo problema con gli allegati della legge numero 421, che riguarderebbero, e riguarderanno solo ed esclusivamente, dipendenti che fanno già capo all'Amministrazione regionale. Quindi non posso che dissentire su questa richiesta della Giunta, salvo che la Giunta non mi dia precise garanzie su come intenda operare per risolvere questo problema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.

MARRACINI (Gruppo Misto). Io credo che non è tanto e non solo un problema di insulto nei confronti dei lavoratori, ma è un problema di insulto nei confronti dei consiglieri che vengono in Aula con l'intento di portare avanti dei provvedimenti che, tra l'altro, molti dei quali, come oggi è successo, sono stati votati a larga maggioranza, perché riguardano evidentemente degli interessi generali, e quindi non trovano nell'opposizione ostacolo, però, come al solito, ci ritroviamo in condizione di dover rammaricarci anche di questa, chiamiamola opposizione costruttiva, laddove ci viene propinata questa sorta di presa in giro, laddove è chiaro ed evidente che le motivazioni che lei adduce non sono quelle reali ma si evince chiaramente che esistono delle motivazioni recondite, delle motivazioni politiche che riguardano un non accordo all'interno della maggioranza e dell'Esecutivo nella fattispecie. Siccome grazie a Dio siamo tutti qua dentro maggiorenni e vaccinati, allora diciamoci le cose come stanno, con più onestà la controparte, che in questo caso è l'Aula, deciderà come comportarsi in relazione ad un provvedimento che evidentemente, per una serie di motivazioni, all'ultimo momento, non trova più l'avvallo generale della Giunta. Noi, voglio dire, abbiamo una dignità di consiglieri che vogliamo mantenere. Allora, nel momento in cui ci si dice che esiste un provvedimento che non può più trovare l'accordo dell'Esecutivo, lo si dica. Come diceva qualche altro consigliere, a quel punto si aprirà una discussione politica nel merito. Ma non è che possiamo andare e ritornare ancora, come il secondo giorno della legislatura, o il quinto che era, che il fotocopiatore era guasto e quindi non si poteva prendere in esame il programma del Presidente. Questa cosa qui, ormai, il fotocopiatore l'hanno aggiustato, noi abbiamo fatto quattro anni quasi di legislatura, abbiamo capito che comunque sarà un calvario continuo, però, perlomeno, cerchiamo di capirci parlandoci chiaramente, allora la Giunta, su questo provvedimento, non ha determinato, non ha una maggioranza che gli consente di andare a portarlo in Aula. Si paventava anche l'ipotesi della votazione a scrutinio segreto per questo motivo. Evidentemente, ancora più sono i contrasti, che addirittura non si va neanche a portarlo in Aula. Lo si dice, si dice che va rivisto e se ne prende atto. L'opposizione farà la sua parte, perché su questa cosa l'opposizione si è battuta e ha dato una dimostrazione di solidarietà e vuole continuare a darla nel merito dell'argomento; se esistono altre problematiche o altre forme di veti incrociati all'interno della maggioranza, che come al solito portano alla sofferenza da parte di chi invece da questo provvedimento dovrebbe trarne un beneficio, se ne prende atto e si va avanti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Usai. Ne ha facoltà.

USAI EDOARDO (A.N.). Signor Presidente, io quando volevo intervenire prima, qualche minuto fa, mi volevo pronunciare a favore dello spirito della legge e anche condividevo le opinioni espresse dal collega Bonesu. Adesso, devo dire la verità, condivido anche le opinioni che sono state fornite dai colleghi che mi hanno preceduto. Quindi ho qualche difficoltà a intervenire e a portare qualche elemento nuovo. Certo è vero che ciascuno di noi è libero in qualsiasi momento di mutare opinione, però questa è una proposta di legge che è passata all'esame della Commissione e che la Commissione, se non ci sono falsi nell'attestazione, e c'è scritto qui che è stata approvata all'unanimità, forse per leggerezza dei commissari, forse perché non avevano ricevuto indicazioni sufficienti dai Gruppi, io questo non lo so, non voglio entrare neppure in questo tipo di discorso, certo però che la Commissione, in quell'occasione, aveva stabilito che, in deroga a un certo tipo di ordinamento, i 17 dipendenti dell'Hotel Moderno dovessero essere assunti dall'ERSU. Io le dico subito, lo stavo dicendo prima, che a me personalmente, e glielo dico da cagliaritano, il fatto che l'Hotel Moderno sia stato sottratto alla sua destinazione iniziale a me no piace, perché l'Hotel Moderno deva essere e rimanere un albergo, che nobilitava la via Roma, che era vicino alla stazione e tante altre cose che non sto qui a ripetere perché tutti quanti, pur non essendo cagliaritani, avete grande pratica di che cosa è la via Roma. Quindi è un'opinione mia personale in ordine al fatto che il Moderno doveva essere tenuto come albergo. Ma così è successo e qua c'è un problema: ci sono da salvare 17 posti di lavoro. Quando la Giunta mi dice che i 17 posti di lavoro possono essere salvati, ma nell'ottica di un discorso più ampio, che abbracci anche altre cose dell'amministrazione regionale, allora io mi insospettisco. Perché siccome, come diceva Marracini, qua siamo tutti quanti maggiorenni e vaccinati, a me hanno insegnato che quando i provvedimenti tornano in Commissione, ma soprattutto quando si vuole riordinare complessivamente la materia, questo è il modo per affossare tutto quello che viene proposto, quello che è in discussione. Quindi io mi pronuncio contro la possibilità del rinvio in Commissione. A nome del Gruppo di Alleanza Nazionale sostengo che sia necessario che, attuando la deroga i 17 dipendenti dell'Hotel Moderno vengano assunti dall'ERSU, tutti riordini che dovranno avvenire e che la Giunta, io sono certo, è pronta a presentare domani e dopodomani, ben vengano però, mettiamo un punto fisso su questa vicenda, e poi tutte le altre cose, quando verranno e se verranno, noi ne saremmo ben lieti perché ne discuteremo, le valuteremo, le approveremo o voteremo contro, di fatto però avremo la possibilità, in questo momento, di trovare una soluzione e una sistemazione per un problema grosso che riguarda soltanto 17 persone, ma che con la disoccupazione che esiste in Sardegna e a Cagliari soprattutto io credo che un gesto di buona volontà da parte del Consiglio regionale ad approvare questa legge, a trovare una collocazione per queste 17 famiglie andrebbe considerata con maggiore attenzione, ricordandoci, chiudo con questo, che questo Consiglio, per altre occasioni, non 17 dipendenti del Moderno che dovrebbero andare all'ERSU, ma 25 miliardi a cadenze trimestrali dati all'Ente minerario sardo, 25 miliardi per trovare una soluzione, per questo i prepensionamenti, la chiusura e altri 25 miliardi cinque mesi dopo, e chissà, e Dio ci aiuti, che non ci vogliano altri 25 miliardi fra altri quattro o cinque mesi. Quindi ...

BALLETTO (F.I.). 97.

USAI EDOARDO (A.N.). Ecco, mi dice il collega Balletto che notoriamente è informatissimo su questi argomenti, 97 miliardi ulteriori per l'Ente minerario sardo. Allora, leviamoci la benda dagli occhi e piantiamola di mettere cortine fumogene, di sollevare cortine fumogene. Questo è un problema che può essere risolto, ne avete la possibilità, e dovete risolverlo. Nell'interesse di 17 disoccupandi, avendo in mente i 350 mila disoccupati che ci sono ancora in Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.

MARTEDDU (Popolari). Signor Presidente, io sono componente della prima Commissione e abbiamo approfondito le questioni relative ai dipendenti dell'ex Hotel Moderno. Debbo dire che le motivazioni che mi hanno spinto, non solo me, hanno spinto anche gli altri a dare l'assenso e il voto favorevole alla proposta di legge Bonesu, erano motivazioni che certamente oggi non rinnego, motivazioni ispirate naturalmente dalla volontà di risolvere seppur in minima parte, in minimissima parte, un problema occupativo. D'altro canto sarebbe stato anche difficile di fronte a questi padri di famiglia, che fra l'altro ci visitavano ogni giorno, dire di no. Quindi dal punto di vista della sensibilità sociale per un gruppo di persone e di famiglie che per gli strani meccanismi delle decisioni istituzionali, o delle decisioni nei palazzi che contano, senza che abbiano potuto esprimere parola si trovano sul lastrico, si trovano disoccupati. E' chiaro che da parte mia e da parte nostra c'è una grande apprensione e una grande sensibilità. E questa è la prima faccia della medaglia, quindi io non rinnego assolutamente nulla di quello che ho fatto in Commissione.

L'Assessore, d'altro canto, oggi ha posto una serie di problemi. Debbo dire che li ha posti correttamente, nel senso che non ha voluto, non ha inteso e non l'ha fatto, né offendere i consiglieri regionali, né offendere l'Aula, l'ha fatto nel rispetto del Consiglio e nel rispetto dei lavoratori, di tutti i lavoratori, e in particolare anche nel rispetto di questi 17 lavoratori che sono stati espulsi dal mondo del lavoro per decisioni cui loro non hanno partecipato. Ma l'Assessore ha posto correttamente una serie di problemi, di preoccupazioni procedurali che intende assolutamente verificare nel quadro di una visione più generale delle procedure del collocamento, perché, colleghi, badate, se dovesse succedere che approvando una legge in maniera così "semplicistica" andiamo a impattare poi nella legge quadro nazionale sul collocamento, la legge viene rinviata. Sì, noi potremmo anche stasera averci salvato l'anima, ma non solo non avremmo risolto il problema dei 17 lavoratori, ma avremmo innescato un meccanismo legislativo direi con un alto tasso di scorrettezza istituzionale. Quindi mi pare che le motivazioni dell'Assessore siano fondate, che noi abbiamo la necessità di approfondire questa stesse motivazioni, per cui io sono favorevole, il Gruppo popolare è favorevole al rinvio del provvedimento in Commissione sulla base, signor Presidente, del primo comma dell'articolo 86.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della regione. Ne ha facoltà.

LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Intervengo brevemente per precisare il senso evidentemente non eccessivamente chiaro delle mie dichiarazioni precedenti. La Giunta chiede il rinvio in Commissione a norma del 1° comma dell'articolo 86, che dà alla Giunta questa facoltà. Beninteso che poi il Consiglio è sovrano nel decidere in merito, quindi può anche decidere di non accogliere la richiesta della Giunta. Questo lo dico e lo sottolineo perché non c'è in linea di principio contrarietà al provvedimento, ma c'è un'esigenza di meglio formulare la normativa, in un modo più accurato e che consenta anche un raccordo più preciso e più adeguato alle norme nazionali sul collocamento e anche a quanto già stiamo prevedendo nel collegato del disegno di legge numero 101, che contiene anche norme sull'assunzione del personale regionale. Quindi ci troveremmo a iniziare oggi una procedura di assunzione che potrebbe - il condizionale è quanto meno d'obbligo - confliggere con quello che andremmo ad approvare fra qualche giorno quando sarà approvato il 101 e il relativo collegato.

La ragione quindi del rinvio in Commissione, lo ripeto, non è nel merito della questione, ma è determinata da preoccupazioni di tipo procedurale in quanto prima di tutto non pare alla Giunta che siano definiti i presupposti e le condizioni della deroga, e in secondo luogo anche perché non è esplicitato nell'articolato nemmeno il presupposto che l'ERSU acquisisca il Moderno, che dovrebbe essere quindi la condizione fondamentale di questo passaggio. Queste sono le ragioni, lo ripeto, e le preoccupazioni di carattere esclusivamente procedurale che inducono la Giunta a chiedere un riesame del provvedimento e un suo ulteriore perfezionamento da parte della Commissione.

PRESIDENTE. Metto in votazione la questione sospensiva così come richiesto.

CASU (F.I.). Scusi, signor Presidente, può precisare esattamente su che cosa dobbiamo votare?

PRESIDENTE. Sul rinvio in Commissione della proposta di legge numero 389, ai sensi del 1° comma dell'articolo 86.

Metto in votazione la proposta per alzata di mano. Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non l'approva alzi la mano.

Il Segretario dice che il risultato della votazione è 23 a 23. La proposta è respinta secondo la conta del Segretario.

(Interruzioni)

Io devo rifarmi a quello che ha esaminato il Segretario qua al mio fianco. Quindi la proposta è respinta.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli della proposta di legge numero 389. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non l'approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Il disegno di legge torna in Commissione, il disegno di legge non può essere riportato in Commissione.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Presidente, mi pare che quello che è successo stasera in Aula sia di una gravità inaudita. Noi non possiamo tollerare e, a nome del Gruppo di Forza Italia, dico che il Gruppo abbandona i lavori dell'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, i lavori oggi sono potuti essere compiuti, si sono approvate leggi grazie al fatto che l'opposizione è restata in Aula. Appena arriva una proposta dell'opposizione, la maggioranza fa ostruzionismo. Chiaramente a questo punto non siamo più disposti a collaborare e abbandoniamo l'Aula.

PRESIDENTE. Poiché è stato esaurito l'ordine dei lavori per stasera, la Commissione bilancio si riunirà domani mattina alle ore 9, noi riconvochiamo il Consiglio per le ore 10 e 30.

La seduta è tolta alle ore 18 e 29.