Seduta n.179 del 27/04/2006
CLXXIX Seduta
Giovedì 27 aprile 2006Presidenza del Presidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 10 e 12.
SERRA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 19 aprile 2006 (173), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Elio Corda, Giuseppe Cuccu, Renato Cugini, Paolo Fadda, Vincenzo Floris, Matteo Sanna, Francesco Sabatini e Beniamino Scarpa hanno chiesto congedo per la giornata del 27 aprile 2006.
Il consigliere Adriano Salis ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 27 aprile 2006.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
SERRA, Segretario:
"Interrogazione Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, su problemi inerenti la gestione del servizio regionale terre ad uso civico".(492)
"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sull'ennesimo mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti delle strutture private convenzionate con la ASL n. 1 di Sassari, con particolare riferimento alla COOPAS".(493)
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per dieci minuti. I lavori riprenderanno alle ore 10 e 25.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 14, viene ripresa alle ore 10 e 45.)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo". Prosegue l'esame dell'articolo 13 e dei relativi emendamenti.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Presidente, chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
(Risultano presenti i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Cachia - Calledda - Capelli - Cassano - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Fadda Giuseppe - Gallus - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Manca - Marrocu - Mattana - Milia - Moro - Murgioni - Oppi - Orrù - Pacifico - Pili - Pinna - Pirisi - Pisu - Rassu - Sanciu - Sanjust - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Uras.)
Alla votazione hanno partecipato 50 consiglieri, quindi è presente il numero legale. E' iscritto a parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.). Signor Presidente, intervengo per esprimere una posizione a favore di alcuni progetti, quale ad esempio quello denominato "Ritornare a casa", di cui hanno parlato ieri anche la collega Caligaris e il collega Contu . Noi non conosciamo il progetto nel dettaglio ma abbiamo avuto modo di incontrare l'Assessore della sanità e, almeno sui principi generali, riteniamo di dover concordare assolutamente con quanto viene indicato nell'articolo 13 al comma primo.
Il progetto "Ritornare a casa" tende a evitare una clinicizzazione del decorso della malattia in pazienti con problemi di salute mentale, mi riferisco in particolare ai alle persone colpite dall'Alzheimer, e a favorire una attività di supporto prevalentemente svolta nei centri diurni.
L'istituzionalizzazione di queste patologie non comporta un recupero del paziente, ma mantiene lo stato di malattia e semmai lo peggiora. L'assistenza nei centri diurni e il contatto continuo con la famiglia, invece, consentono un recupero e un mantenimento dello stato del paziente nelle condizioni migliori. Da questo punto di vista non si è compreso perfettamente il tipo di progettualità che si intende portare avanti, e credo che le osservazioni della collega Caligaris e del collega Contu derivassero proprio da una non perfetta conoscenza del progetto.
Intervengo inoltre per sostenere degli emendamenti sul personale impiegato nei progetti nati con la legge 37 a favore dell'occupazione. A distanza di circa otto anni questi progetti, nati per favorire l'occupazione, corrono il rischio di favorire invece l'aumento della disoccupazione. Per otto anni noi abbiamo impiegato una sessantina di persone (medici, biologi, tecnici di laboratorio), che si sono specializzate e hanno affinato la loro esperienza in settori specifici, in un' attività che si è nel tempo precarizzata perché ogni anno si doveva rifinanziare questa tipologia di progetti. Sono specialisti e tecnici che hanno svolto un lavoro proficuo soprattutto per quanto riguarda la talassemia e la sclerosi multipla. Ora si sta correndo il rischio di porre fine alla realizzazione di un progetto, quello sulla talassemia in particolare, che ritengo assolutamente utile dal punto di vista sociale , perché imperniato non solo sull'attività di ricerca, ma anche e soprattutto su quella della prevenzione.
Per quanto riguarda lo stanziamento, noi proponiamo di focalizzare le risorse sui progetti relativi alla sclerosi multipla e alla talassemia, che hanno anche nel Piano sanitario una codifica di obiettivo di salute, e di impiegare nella loro attuazione anche le figure professionali impegnate in progetti che vanno invece, a nostro avviso dismessi. Ricordo che i progetti sono cinque, In alcuni è progressivamente diminuito il personale occupato, è il caso in particolare di un progetto al quale collaborano ancora soltanto tre specialisti la cui professionalità perderemmo, e sarebbe un peccato, se non li destinassimo a progetti diversi., Noi perciò chiediamo alla Giunta di mantenere in piedi questi due progetti, in attesa dell'approvazione del Piano sanitario che dovrebbe prevedere misure diverse volte soprattutto alla prevenzione di questo tipo di patologie.
Lo stanziamento complessivo credo non possa essere inferiore ai due milioni di euro, a meno che non si decida oggi una cifra inferiore riservandoci eventualmente di integrarla nell'assestamento di bilancio. Se vi è un impegno da parte della Giunta in questa direzione possiamo anche rivedere le cifre e, eventualmente, ritirare l'emendamento 159 e lasciare in piedi l'emendamento 161concordando l'entità dello stanziamento.
Ritengo anche che si possa operare una sintesi di tutti gli emendamenti presentati su questa materia della quale il collega Gallus, ieri, ha sottolineato l'importanza..
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, vorrei ricordare, le ricordo a me stesso, le perplessità avanzate dalla collega Caligaris sull'articolo 13 o, meglio, sui primi quattro commi dell'articolo 13 che prevedono la predisposizione di progetti sperimentali. Poi, dopo questi quattro commi, in questo articolo c'è anche una stranezza, già rilevata in Commissione, e cioè l'inserimento di un comma cinque che per il suo contenuto non si capisce perchè sia stato affidato alle valutazioni della Commissione sanità e non a quelle della Commissione competente in materia di fondo per l'edilizia abitativa. Certo, parliamo sempre di disposizioni in materia di politiche sociali, ma il contenuto del comma cinque è sicuramente riferibile ad altra Commissione ed altro Assessorato.
Per quanto riguarda l'intervento della collega Caligaris, posso dire di condividere integralmente, quindi non le riprendo, le sue osservazioni;le condivido ma le mie conclusioni sono diverse. La collega osservava che era apprezzabile il "sogno" rappresentato dalla previsione di progetti sperimentali che si pongono l'obiettivo di alleviare, dal punto di vista umano, la particolare situazione dei portatori di alcune patologie che necessitano del calore familiare, ma che nella realtà questo "sogno" si scontra con l'impossibilità di garantire un certo tipo di prestazione a livello familiare, con tutte le conseguenze che ne possono derivare sull'organizzazione familiare medesima. La collega concludeva il suo intervento affidandosi alla Giunta e dimostrando, giustamente dalla sua parte, di avere piena fiducia nella stessa (cosa che potrebbe essere superata), mentre in materia io non ho nessun tipo di fiducia nella Giunta per quanto ha fatto fino ad oggi o, meglio, per quanto non ha fatto e per quanto ha fatto in maniera sicuramente discutibile.
La valutazione sui primi quattro commi è quindi sicuramente negativa, basata proprio sul fatto che nessun passaggio è previsto in Consiglio, quando dico in Consiglio intendo in Commissione, perché tutto è affidato alla programmazione della Giunta che se ne guarda bene dal voler sostenere un confronto in Commissione sui progetti che intende porre in essere, così come sulle linee guida.
A questo articolo noi abbiamo presentato degli emendamenti, in modo particolare mi vorrei soffermare sul 123 che propone l'adeguamento dell'assegno mensile, previsto dalla legge numero 27 del 1983, per talassemici, emofiliaci, emolinfopatici ed altri. Oltre all'assegno mensile è previsto anche il rimborso per le spese di viaggio di chi, necessariamente, è costretto periodicamente a sottoporsi ad accertamenti. L'entità del contributo, quale determinato fino ad oggi, non consente sicuramente di alleviare né la sofferenza né l'esborso economico che deve sostenere chi è affetto da questa patologia.
L'altro emendamento che propongo alla attenzione della Giunta e dell'Aula è il 121. L'emendamento 121 interviene per fare chiarezza sui tempi delle liste d'attesa che mi risulta siano in costante aumento in tutte le AA.SS.LL. Mi vorrei soffermare in particolare sulla ASL di Sassari che è assorta agli onori della cronaca nell'ultimo periodo per il verificarsi di alcuni eventi abbastanza drammatici; mi riferisco ai casi di quelle persone che purtroppo sono uscite da quegli ospedali in orizzontale.
Ricordo questi fatti per il semplice motivo che i colleghi del centrosinistra, in modo particolare il collega Lai, per evento simile accaduto qualche anno fa nel reparto di cardiochirurgia dell'ospedale Santissima Annunziata della ASL numero 1, chiesero le immediate dimissioni dell'Assessore allora in carica. Diversi episodi di portata drammatica hanno continuato a verificarsi in quella ASL, eppure non ho sentito in merito , non dico le affermazioni eccessive presenti nella mozione formulata a suo tempo dal collega Lai, ma neanche osservazioni.
Ritorniamo ai tempi delle liste d'attesa. L'utente, come sappiamo, paga un ticket per le prestazioni diagnostiche, terapeutiche, riabilitative, assistenze specialistiche e quant'altro che richiede presso le AA.SS.LL. Ritengo che la corresponsione del ticket sia una cosa giusta, ma nello stesso tempo l'utente paga per avere un servizio che oggi è assolutamente carente perchè spesso deve aspettare mesi per poter accedere alla prestazione richiesta.
Noi sappiamo anche che i commi 279 e 280 dell'ultima finanziaria nazionale prevedono la premialità per quelle regioni che mettono in essere entro il termine, se non sbaglio, del marzo o maggio 2006 dei progetti di abbattimento delle liste in questione. E' previsto uno stanziamento, se non vado errando, di circa quattro milioni di euro.
In attesa che la Regione Sardegna si attrezzi per l'abbattimento delle liste d'attesa e ottenga dei risultati, ritengo corretto che il paziente non paghi il ticket sulle prestazioni per le quali la prenotazione supera i quindici giorni. Richiedo un servizio, pago un servizio, devo avere un servizio. In attesa che tutto questo venga rimesso a posto secondo i progetti a tutt'oggi sconosciuti sull'abbattimento delle liste d'attesa, proponiamo che per l'annualità 2006, e sperando che entro il 2006 qualcosa si muova, venga abolito il ticket sulle prestazioni diagnostiche, terapeutiche, riabilitative, di assistenza ospedaliera ed ambulatoriale. Credo che questo atto, sperando nella condivisione da parte della Giunta e della maggioranza, sia un atto di giustizia.
Ho verificato anche che il costo sarebbe pari a circa dieci milioni di euro per l'anno 2006. Poichè ad aprile stiamo ancora discutendo la finanziaria, la cifra può essere rivista ed adeguata per quanto rimane dell'annualità in corso. Questa proposta la sottopongo alla riflessione dell'Aula per compiere un atto di giustizia nei confronti di quei pazienti che, pur pagando il ticket, ricevono la relativa prestazione a distanza di tre mesi, sei mesi, e alcuni, in condizioni particolarmente gravi, neanche fanno in tempo a riceverla.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi consiglieri, l'articolo 13 del testo di legge in discussione comporta alcune riflessioni sia direttamente sul testo dell'articolo sia sugli emendamenti che sono stati presenti alcuni dei quali recano anche la firma dei Riformatori.
La prima riflessione la vorrei fare sul primo comma dell'articolo relativamente al progetto "Ritornare a casa"; noi condividiamo il progetto però, mi rivolgo direttamente all'Assessore, vorrei richiamare brevemente l'attenzione su una categoria particolare di ammalati, che utilizzano non tanto la struttura socio-sanitaria quanto quella strettamente sanitaria. Mi sto riferendo ai malati obbligati alla ventilazione assistita che si sta tentando di deospedalizzare migliorando le forme di assistenza domiciliare. Come l'Assessore sa, probabilmente meglio di me, la ventilazione assistita interessa un numero ristretto di patologie, tra queste la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) che è un flagello per le famiglie che ne vengono colpite. Vorrei segnalare all'Assessore che esistono dei piani personalizzati per il sostegno ai pazienti affetti da SLA, piani che favoriscono la deospedalizzazione con la conseguente liberazione del posto in rianimazione che, per l'ospedale, ha un costo di esercizio altissimo.
Questi piani personalizzati consentono la concessione di un sostegno alle famiglie che, insieme a ciò che l'Azienda sanitaria mette a disposizione aiuta a gestire questi pazienti. Questi piani personalizzati purtroppo subiscono un crollo in termini di disponibilità economica per i pazienti ultra sessantacinquenni. La sopravvivenza dei pazienti affetti da SLA un tempo era infatti estremamente ridotta, mentre oggi la loro vita, , sulla quale non ci interroghiamo dal punto di vista della qualità ma che è accettata dai pazienti e dalle loro famiglie, è molto più lunga; ci sono quindi pazienti con sclerosi laterale amiotrofica ultra sessantacinquenni che abbisognano di piani di assistenza specifici e congrui anche dal punto di vista economico.
Poiché una delibera dell'Assessorato regionale della sanità esclude gli ultra sessantacinquenni, chiederei all'Assessore se sia possibile una modifica della delibera in oggetto per far accedere alle provvidenze massime previste dalla legge quei pazienti che, pur avendo compiuto i 65 anni di età, siano portatori di patologie particolari, quali quelle di pazienti che hanno bisogno di ventilazione assistita continua..
Altre considerazioni molto brevi vorrei farle su tre emendamenti; il primo è l'emendamento numero 50il cui contenuto è presente anche in altri emendamenti. Questo emendamento si pone il problema dei famosi progetti per favorire l'occupazione" che nel settore della sanità erano cinque e riguardavano la talassemia, la sclerosi multipla, il diabete, la genetica, mi scuso ma non ricordo l'argomento del quinto. Questi progetti, avviati più di dieci anni fa, hanno coinvolto una quantità notevole di figure professionali tecniche e specialistiche sia di area medica che di altre aree.
Ora, il problema che si pone (mi sembra sia sentito da tutti poiché gli emendamenti sono stati presentati sia dal centrodestra che dal centrosinistra e da Rifondazione Comunista), è che queste persone, lavorando all'interno di questi progetti da diversi anni, in primo luogo hanno acquisito una professionalità specifica, in secondo luogo portano avanti comunque una attività che sarebbe di competenza del sistema sanitario nazionale.
Negli emendamenti si chiede semplicemente di prorogare di un anno alcuni progetti; ma già in Commissione, nell'interlocuzione con l'Assessore, cercammo di capire quali professionalità sono impegnate all'interno di questi piani, o progetti che dir si voglia, che non erano volti alla ricerca scientifica ma erano finalizzati all'occupazione, quale sia il tipo di servizio offerto e che verrebbe a mancare qualora venissero chiusi tutti i progetti in corso, e se e che cosa questa Regione Sardegna possa materialmente fare per garantire ancora l'occupazione di queste professionalità .
Cancellare un'esperienza che dura comunque da tanti anni sarebbe sicuramente un danno, dal punto di vista qualitativo, per ciò che finora è stato fatto, e sarebbe anche una dimostrazione di fallimento delle politiche per l'impiego della Regione Sardegna che avrebbe mantenuto in regime di precariato per dieci anni e più delle figure professionali che non hanno cercato occupazione altrove perché attendevano una stabilizzazione che non c'è mai stata.
Nel momento in cui noi diciamo che non vogliamo più fare queste politiche perchè sono inaccettabili, dobbiamo però porci il problema del portato culturale di politiche che, comunque sia, per anni sono state materialmente portate avanti dalla Regione Sardegna; politiche che hanno creato un danno reale rispetto al quale, dato che colpisce persone fisiche e a famiglie, una qualche risposta va data.
L'emendamento numero 123, come ha ricordato il collega Capelli, propone di rivalutare le provvidenze economiche a favore degli emolinfopatici, dei talassemici e degli emofiliaci relative alle spese per terapia e alle spese di viaggio. Si chiede quindi semplicemente un adeguamento economico che appare indispensabile.
Terzo e ultimo argomento su cui vorrei spendere alcune parole è quello delle liste d'attesa. Nell'emendamento un po' provocatoriamente, si propone di eliminare il versamento del ticket per quelle prestazioni che non venissero fornite in un tempo accettabile da parte della struttura pubblica. Lo scopo è quello di stimolare la struttura pubblica a fornire tali prestazioni in tempi congrui, anche se questa proposta non risolverebbe il problema in una Regione che ha una percentuale di esenti da ticket di molto superiore al 60-70 per cento.
La questione delle liste d'attesa va comunque verificata e affrontata complessivamente; se infatti quello che leggiamo ripetutamente sui giornali ha un significato, il meccanismo di funzionamento delle prenotazioni per le liste d'attesa che escludono l'emergenza, cioè quelle che non passano dal pronto soccorso, non solo non è pienamente efficiente, ma induce la gente ad intasare il pronto soccorso che rimane l'unica struttura dove viene fornita rapidamente quella prestazione che attraverso canali normali viene fornita dopo tre mesi, dopo sei mesi, dopo nove mesi, con ritardi intollerabili per il paziente.
Quindi non può essere ulteriormente rimandata una riflessione complessiva sulla ristrutturazione del sistema dell'accettazione e sul miglioramento della funzionalità e dell'efficienza nei pronto soccorso.
Dalle notizie che leggiamo sui giornali, riguardanti chiaramente le strutture cagliaritane, emerge drammaticamente il problema delle liste d'attesa per le prestazioni di tipo non ambulatoriale. Mi riferisco, per esempio, alle prestazioni della cardiochirurgia che , per gli interventi di elezione, cioè quelli prenotati perchè non urgenti, ha liste d'attesa di nove mesi, un anno, come nei momenti peggiori, ; non esiste quindi la possibilità di prevedere a Cagliari i tempi per gli interventi tutto sommato di routine.
Le lunghe liste d'attesa un tempo creavano il flusso di pazienti cagliaritani, o sardi in generale, verso le strutture del continente, con l'imposizione per la Sardegna del pagamento dei DRG ai livelli, ben più alti dei nostri, delle Regioni che accettavano i nostri pazienti. Si verificava quindi il paradosso della spoliazione e della obsolescenza del sistema sanitario regionale sardo che, dando soldi ad altri sistemi sanitari regionali, contribuiva invece all'assunzione di medici e all'acquisto di nuovi macchinari in Piemonte e in Lombardia.
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, ha concluso il tempo a sua disposizione.
E' iscritto a parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, signori della Giunta, onorevoli colleghi, l'argomento che stiamo trattando si inserisce in una congerie di argomenti e rischia, per un verso, di apparire marginale; però così non è rispetto agli effetti che si propone; infatti, come abbiamo avuto modo di verificare in Commissione sanità, l'intervento previsto è significativo e rappresenta un segnale rilevante di inversione delle politiche sociali e sanitarie.
Basta pensare all'aspetto relativo al rientro nelle famiglie di persone inserite in strutture residenziali, sanitarie o di assistenza sociali o sanitarie, oppure all'inclusione di giovani dimessi dalle strutture residenziali affinché possano arrivare ad una piena autonomia e completare il proprio percorso scolastico.
Il contenuto dell'articolo è rilevante non solo limitatamente all'aspetto sanitario, ma soprattutto come segnale significativo di valorizzazione di aspetti non strettamente collegati alla tutela della salute, come ad esempio l'ambito familiare, inteso non soltanto come cellula fondante della società, quindi come valore tutelato dalla Costituzione, ma anche come ambito rieducativo e terapeutico che meglio delle strutture sanitarie è in grado di sostenere le persone perchè le considera non semplicemente come soggetti afflitti da una patologia, ma come individui che hanno necessità di questo supporto per guarire anche psicologicamente.
In questa ottica assumono rilevanza anche gli interventi destinati ai giovani, in particolare alle giovani coppie. Diceva giustamente l'onorevole Capelli che nell'articolo c'è un'incongruenza, apparente quanto meno, relativa all'inserimento di un comma, il comma cinque, che prevede la concessione di mutui agevolati ai sensi della legge numero 32/1985; ora, se è vero che la norma sostanzia una competenza dei lavori pubblici, è altrettanto vero che integra pienamente la materia perché affronta in maniera rilevante e significativa le azioni di politica sociale. Non v'è chi non veda che la possibilità concessa alle giovani coppie, che non sono oggi nelle condizioni di poter accedere ai mutui messi a disposizione dagli istituti di credito, di poter accedere al mutuo regionale mettere su casa significhi iniziare un percorso stabile di realizzazione familiare.
Due parole, in conclusione, Assessore, sugli emendamenti, relativi ai progetti sulla talassemia e sulla sclerosi multipla.
Credo sia necessario evidenziare che dobbiamo rendere più incisiva la lotta a queste patologie, anche attraverso un potenziamento di questi strumenti che sono in essere da tempo;e voglio ricordare, infatti, che nella bozza di Piano sanitario proposta al nostro esame, la prevenzione di queste patologie rappresenta una delle priorità dell'azione della sanità in Sardegna..
Infine, in considerazione del fatto che questo provvedimento è collegato alla manovra finanziaria, io rivolgo un invito alla Giunta, in particolare all'Assessore, affinché porti immediatamente in Giunta la programmazione degli interventi in conto capitale, pari a 66 milioni di euro che abbiamo approvato nel bilancio e quindi nella legge finanziaria . Assessore, sono interventi attesi, sulla cui programmazione credo che non ci sia nessun problema in Giunta, perché consentirebbero alle Aziende sanitarie locali e alle strutture sanitarie di poter attuare gli impegni che, sostanzialmente, sono stati già presi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Signor Presidente del Consiglio, colleghi e colleghe, cercherò di non ripetere considerazioni, che condivido,, svolte dai colleghi del centrodestra che mi hanno preceduto.
Io ho voluto evitare di intervenire nel corso della discussione generale sul provvedimento perché, come ho già avuto occasione di ripetere diverse volte in quest'Aula, non ho alcuna passione per le azioni inefficaci, poiché non solo non sono state accolte, ma non sono state neppure ascoltate o prese in considerazione le proposte, mai strumentali e spesso costruttive, avanzate dalla nostra opposizione,.
Ciò non di meno, come i colleghi sanno bene, non riesco ad esimermi dal parlare perché almeno valga a futura memoria, serva a far capire a chi leggerà gli atti consiliari, che non rimanemmo fermi innanzi allo sfascio creato in un settore importante e delicato in cui il sottoscritto e i colleghi di partito da ultimo, ma anche autorevoli esponenti del centrosinistra ben prima, avevano cercato, nelle mille difficoltà, anche in termini di risorse finanziarie, di costruire qualcosa.
Sarà facile comprendere che se le iniziative comprese nell'articolo 13, che il Consiglio oggi esamina, saranno gestite con lo stesso metodo utilizzato nella gestione della sanità nell'Isola, la situazione merita viva attenzione.
Trascuro di intervenire sulla girandola di pratiche disinvolte, palesemente illegittime, dell'Assessore della sanità in materia di nomine di dirigenti pubblici. Un esempio palese di illegittimità riguarda la chiamata di ventisei persone (non ci sarà oggi una valutazione, ma sarà fatta in seguito dalla Corte dei Conti) effettuata in modo anomalo, contravvenendo alla legge 31, attraverso l'elaborazione di progetti-obiettivo, queste persone sono state inserite in questo articolato nel capitolo sul personale per cercare di sanare una situazione; infatti, con una lettera inviata al direttore generale da parte del responsabile di settore (di cui ho copia), e dal direttore allo stesso Assessore, prima erano state riconfermate a causa delle carenze di personale in Assessorato (c'è al riguardo una nostra interpellanza), poi i comandi erano stati invece revocati, infine. Quindi se già l'Assessorato era in crisi, senza queste ventisei persone sarà in asfissia totale. È inutile cercare oggi di rimediare attraverso una postilla messa all'interno dell'articolato stesso.
Evito anche di fare considerazioni, già sentite da bravi colleghi del mio partito, come da prestigiosi leader del centrosinistra, sulle curiose preferenze per la "continentalità", come elemento determinante del curriculum. Del resto, nonostante lei sia un tecnico, allorquando abbiamo specificatamente richiesto se chi era stato nominato aveva i prescritti requisiti , lei si è salvata inviando una lettera (che ha trasmesso anche a noi), attraverso il Ministero della sanità, con richiesta di un parere al Consiglio di Stato. Spero che questo parere l'abbia sollecitato perchè glielo chiederemo in questi giorni. Un tecnico con un minimo di esperienza e capacità, con la sua professionalità, deve fare una scelta in un senso o in un altro, lei invece ha preferito nascondersi e demandare ad un organismo anomalo che peraltro risponderà con notevolissimo ritardo.
Ma certo non mi si può chiedere di non sottolineare come le iniziative del programma, entro nel merito, "Ritornare a casa", siano evanescenti, ambigue e incomprensibili. L'analisi delle disposizioni deve partire, mi riferisco al capoverso, necessariamente dal chiarimento di alcuni termini come famiglia e comunità di appartenenza. L'Assessore forse vuole intendere la famiglia come luogo di affetti e di comportamenti equilibrati i cui membri possono crescere e svilupparsi al meglio della loro potenzialità; ma come è possibile - io mi chiedo - che la stessa famiglia, che non è stata capace di mettere in atto quei comportamenti necessari affinché quel membro malato o disagiato (come si usa dire adesso) non venisse inserito in una struttura a carattere sociale o sanitario, grazie a un po' di denari in più diventi improvvisamente sana e equilibrata?
E' inutile dare soldi per sei-dodici mesi alla famiglia e poi rivedere queste persone disagiate sulla strada. Non vorremmo tornare alla legge 44 di oscura memoria, in base alla quale spendemmo 200 miliardi "magnati" tutti dalle famiglie. Piuttosto, perché anziché prevedere il reinserimento in famiglia non si pensa alla creazione di nuove case-famiglia? Mi consta che il sottoscritto ne abbia istituito fin troppe, molte anche nel territorio dell'onorevole Frau. Poche a Cagliari, non ho mai capito perché nel capoluogo fossero un po' ostici.
Emblematica al riguardo è la storia di un paziente di San Sperate (io faccio esempi concreti) che lei, Assessore, conosce bene. Il paziente, ricoverato nell'OPG di Aversa, viene inserito in un progetto per il suo rientro a casa promosso dalla ASL di Caserta, formulato da una persona che lei ha scelto, certamente capace, senza che fossero valutate seriamente le effettive condizioni cliniche e sociali del malato. Il paziente viene quindi reinserito nella sua famiglia di origine alla quale viene assicurata una serie di agevolazioni: un milione al mese per sei mesi, pagamento dell'affitto e al paziente un piccolo lavoro per alcuni mesi. Peccato che durante la nuova permanenza in famiglia, dove, per inciso, la mamma ha sempre esercitato la prostituzione, come pure il fratello e lo stesso paziente (a riprova di ciò esistono numerosi verbali dei Carabinieri del paese) egli abbia commesso nuovi reati come l'accoltellamento di una persona con la quale si intratteneva.
Attualmente questo paziente è stato inserito in una comunità terapeutica della ASL 8, in quel di Quartu; siamo di fronte al fallimento totale del progetto originario, perché lo si dimette da una struttura, consentiamo che faccia una serie di cose, poi lo ricoveriamo nuovamente in una struttura terapeutica. Mettiamoci d'accordo! Come si può pensare di sentire gli enti locali, gli organismi di volontariato, di cooperazione e promozione sociale, quando questi soggetti possono fare solo valutazioni e dare informazioni sulle condizioni socio-ambientali, ma non certo entrare nel merito della malattia?
Un malato mentale, ad esempio, sulla base di quale criterio va dimesso? E soprattutto, ammesso che la famiglia possa riaccoglierlo, come si può non considerare l'apporto tecnico delle figure professionali delle ASL (medici, psichiatri, psicologi) necessario in ogni progetto di dimissione? Di sicuro si assisterà ad un impietoso esempio di spreco di denaro pubblico.
Queste disposizioni in materia di politica sociale denotano una deriva di tipo populistico volta a dare un'immagine socialmente accettabile, ma che in nessun modo arriva al nocciolo serio del problema. Per intenderci: aria fritta.
La sensazione è che si stia tornando indietro di vent'anni, come ho già detto facendo riferimento alla legge numero 44.
Nel terzo comma si parla di "fenomeno delle dipendenze", però non dice che cosa vuol dire "fenomeno delle dipendenze", né che cosa si intenda, sempre in questo comma, per "dipendenze comportamentali". Qual è il significato? E' un impulso patologico al gioco d'azzardo? O si tratta soltanto di un tentativo di attivare unità di coordinamento, nuovi incarichi? Perché, vede, lei non dà niente alla ASL numero 5 di Sanluri, manco un infermiere, ha bloccato tutte le azioni a suo tempo disposte dal mio collega, poi improvvisamente ieri leggo sul giornale (due pesi e due misure) che vengono attivate cinque strutture complesse in quel di Carbonia. Ma non dobbiamo risparmiare? Un doppio incarico per quanto riguarda il laboratorio, un doppio incarico per la chirurgia, guarda caso si conoscono i nomi: una gentil donzella di nome e cognome (ovviamente con tessera di partito) per il laboratorio, in quel di Iglesias, casualmente la moglie di un ex consigliere regionale dei D.S. che è stato in questo Consiglio fino a poco tempo, e una gentil donzella, molto affettuosamente simpatica al direttore sanitario. Si conoscono nomi e cognomi. E' una vergogna! Ed è in contraddizione alle cose che noi ci diciamo.
Noi non possiamo non stigmatizzare la condizione delle politiche di assistenza, è questo a destare preoccupazione, nel senso che l'Assessore competente, al di là di proclami moralizzatori e di reprimende all'indirizzo dei sardi e dei loro legittimi democratici ed eletti amministratori, al di là di ispezioni di infelice memoria, al di là di epurazioni di dirigenti delle aziende sanitarie e dell'Assessorato della sanità, in due anni ormai trascorsi non ha prodotto niente di nuovo : nessuna riforma, nessun Piano sanitario, nessuna delle annunciate rivoluzioni copernicane. Al contrario predominano: malessere generale, licenziamenti nella sanità convenzionata, clima di incertezza sulle direttrici della politica sanitaria.
Ma oggi abbiamo quasi vergogna a ripetere queste cose che avevamo intuito da anni; le stesse riflessioni vengono dai coordinatori regionali di due partiti della maggioranza, che oltretutto sono stati amministratori regionali per lunghi periodi e sono, anche per questo, sicuramente degni di attenzione e di fede.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Federalista Autonomista Sardo). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo a nessuno sfugga che il 2006 è un anno di transizione e che il processo di riforme avviato da questa maggioranza, contrariamente a quanto alcuni sostengono, sta producendo le leggi che ci eravamo impegnati a varare, come ogni singolo articolo di questo maxi collegato dimostra.
Un maxi collegato, penso sia evidente, che è caratterizzato dalla sperimentazione, dall'idea di fare di questa nostra regione un laboratorio, ma in particolare dalla volontà precisa di incidere con un cambiamento culturale su chi nella nostra Regione ha affrontato questi problemi fino ad oggi.
La nostra è una cultura, da qualcuno definita di stampo medioevale, che va superata anche perchè fortemente in ritardo in tutti i settori, naturalmente, non solo in quello della sanità di cui in questo momento stiamo parlando. In una società più evoluta, quale noi vorremmo, devono prevalere attenzione e sensibilità, (ma per certi versi il cambiamento auspicato è già in atto.
Lo possiamo verificare esaminando gli interventi previsti in questo maxi collegato, in particolare quelli volti alla formazione dei giovani, alla formazione di una classe dirigente diversa che possa affrontare i problemi, alla costruzione delle nuove culture, (la conoscenza dell'inglese, l'informatizzazione), al dare maggiore spazio alla ricerca. E' presente in questo maxi collegato la salvaguardia dell'ambiente, non soltanto attraverso i provvedimenti che stiamo cercando di portare in porto: i Piani paesaggistici, la nuova legge urbanistica, caratterizzati proprio da un cambiamento di cultura, ma anche con il progetto"Sardegna fatti bella",un intervento da 20 milioni di euro (probabilmente totalmente insufficiente) che, se fosse istituzionalizzato, se fosse un fatto strutturale, in una regione come la nostra che ogni anno riceve decine di milioni di turisti, equivarrebbe alle pulizie primaverili che si fanno a Pasqua.
Questi sono alcuni esempi, ma pensiamo agli interventi per la bonifica dei siti industriali e a quelli per il risanamento di cave abbandonate e quant'altro.
Ho detto prima che il 2006 è un anno di transizione, e lo è in particolare per la sanità. La Commissione sta lavorando moltissimo, onorevole Oppi, e sta facendo in modo naturalmente di costruire leggi che siano condivise, che abbiano la possibilità di essere approvate in Aula in un paio d'ore, come è già capitato, non perché urgenti ma perché fortemente partecipato il loro contenuto.
Stiamo lavorando alla riforma della legge numero 5, all'attuazione della "229" qui in Sardegna. Ribadisco che siamo in ritardo, però abbiamo già iniziato l'esame del Piano sanitario, affronteremo a breve la rivisitazione della nuova rete ospedaliera, lo scorso mese di dicembre abbiamo approvato la legge numero 23 sui servizi integrati alla persona. Una legge importantissima, fortemente attesa, che non può esplicare tutti i suoi effetti essendo questo un anno di transizione nel corso del quale dovremo porre in essere i regolamenti di attuazione. Il 2007 e il 2008, sì, saranno gli anni nel corso dei quali tutti questi importanti strumenti svilupperanno davvero i loro effetti.
Ma, poiché siamo ancora nel 2006, con il maxi collegato si è cercato di superare i limiti della Finanziaria che era uno strumento che conteneva tutto, che serviva a recuperare ritardi ma spesso anche a dare risposte elettorali, clientelari, forse contenute anche all'interno di questo maxi collegato, ma non nella stessa quantità, non nello stesso spirito: si è cercato di fare qualcosa di diverso.
Di sicuro questa diversità di approccio è presente nell'articolo 13 perché, in quest'anno di transizione, abbiamo ritenuto necessario sperimentare alcune iniziative nelle politiche sociali.
Tutti gli oratori intervenuti hanno sottolineato le difficoltà delle AA.SS.LL. che consentono di dare poche risposte, anche perché è necessario di fare in modo che la spesa copra i bisogni non riducendola ma riqualificandola. Le risorse messe a disposizione sono in effetti sufficienti in termini di quantità, ma diventano insufficienti per come vengono spese.
Consentitemi, a questo proposito, di denunciare un fatto: alle AA.SS.LL., come le stesse denunciano, mancano risorse importanti. Ci sono forti ritardi nel trasferimento di risorse, Assessore, ne ho parlato con lei ieri, lo ripeto oggi in Aula perchè vorrei che questa denuncia risultasse agli atti. Non è possibile che AA.SS.LL. importanti come la numero 1, la numero 8, ricevano risorse pari a malapena, qualche volta, ai due terzi del fabbisogno. Sassari riceve ogni mese 12 milioni di euro in meno, Cagliari circa 32; questo comporta ritardi incredibili nei pagamenti delle fatture, si pagano a malapena gli stipendi.
Ma chi fornisce dei servizi alle AA.SS.LL. a fronte di questi ritardi nel pagamento dei servizi prestati corre un rischio di fallimento, ha problemi con il personale che naturalmente abbandona quel posto di lavoro perché non è possibile rimanere due mesi, tre mesi, cinque mesi, senza stipendio.
Assessore, io credo che lei debba intervenire e trovare soluzioni a questi problemi A mio avviso vi è una esigenza, forte, di non sprecare risorse in spese legali e contenziosi che pure ogni anno ci sono. Non è nemmeno giusto, a mio avviso, che si indebitino le AA.SS.LL. quando, se le risorse non arrivano dallo Stato, dovrebbe essere direttamente la Regione a trasferire le risorse ad ogni singola AA.SS.LL. La Commissione dedicherà una riunione apposita alla discussione di questi argomenti dei quali il Consiglio si deve sicuramente preoccupare e occupare.
L'articolo 13, per tornare al tema in discussione, è dedicato alle politiche sociali, è stato molto dibattuto in Commissione e tutti i commissari si sono trovati d'accordo sui contenuti, che sono stati integrati, mentre le risorse sono state considerate forse non sufficienti, ma comunque già una prima risposta. Favorire il rientro nelle famiglie dei pazienti attualmente inseriti in strutture residenziali, favorire i percorsi di inclusione sociale dei giovani dimessi da strutture di recupero, coordinare e riqualificare i servizi pubblici e privati volti a prevenire il fenomeno delle dipendenze, qualunque tipo di dipendenze si conoscano, credo siano problemi che devono essere all'attenzione di questa maggioranza.
A nessuno sfugge che oggi le carceri sono stracolme di persone che, non avendo avuto la giusta attenzione da parte della nostra società, si ritrovano ad essere carcerati per i reati conseguenti e magari sono anche portatori di malattie importanti spesso non riconosciute. Oggi, questo è un grave problema, stiamo incarcerando i malati di mente. E' un tema forte.
Un altro tema forte, trattato in un successivo comma, è quello delle badanti. I costi che la società oggi affronta per le necessità di una popolazione che invecchia sono altissimi, ma la risposta che viene data è inadeguata. Le disposizioni contenute in questo comma sono volte a far emergere il lavoro precario, a far sì che si possa cominciare a parlare di un albo delle badanti al fine di costruire la loro professionalità, a fare in modo che non ci siano…..
PRESIDENTE. Onorevole Masia, il tempo a sua disposizione è terminato.
Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, solo qualche minuto per fare qualche precisazione perché ho avuto l'impressione, dai molti interventi, che forse alcune delle discussioni che ci sono state sia in Commissione sanità, come ha ripetuto appena adesso il Presidente, sia in Commissione bilancio, non abbiano sufficientemente chiarito le questioni.
Per quel che riguarda il programma "Ritornare a casa", è nostra intenzione, così come abbiamo avuto modo di dire in Commissione sanità, orientare questi programmi principalmente alle persone non autosufficienti o a rischio di non autosufficienza, con particolare riguardo alle persone anziane portatrici di Alzheimer o di altre forme di demenza. Non sfugge a nessuno che questo è un grosso problema per molte famiglie che hanno un anziano la cui salute, come si dice nella letteratura scientifica, richiede 48 ore al giorno di assistenza.
Queste persone più volte hanno chiesto alle istituzioni di essere aiutate; non possono infatti usufruire della legge numero 162 perché quete patologie non rientrano tra le disabilità gravi, ma debbono essere aiutate se è possibile a restare a casa anche se stanno perdendo l'autosufficienza, oppure se la famiglia è stata costretta a inserirle in strutture perché non era sufficientemente supportata ma è disponibile a riprenderle in casa, riteniamo che debbano essere aiutate le famiglie a raggiungere questo obiettivo supportandole sufficientemente. Francamente mi stupisce che in molti dei vostri interventi sia stato detto che probabilmente le famiglie non sono disponibili perchè la richiesta di essere aiutati a tenere i propri anziani a casa quando sono affetti da demenza non ci è pervenuta solo direttamente dalle famiglie, ma anche attraverso le amministrazioni locali.
Noi vogliamo lavorare, principalmente ma non esclusivamente, in questa direzione perché ha ragione qualche consigliere quando dice, per esempio, che ci sono altre persone che hanno dei problemi gravi, penso a quelli che hanno bisogno della ventilazione assistita, siamo intervenuti con riguardo a una persona con molte difficoltà, perché per poter mantenere una persona a casa c'è bisogno di una serie di interventi che richiede un progetto personalizzato.
C'è bisogno di adeguare la casa alle esigenze di una persona non autosufficiente, c'è bisogno di avere un sostegno, c'è bisogno di una struttura di sollievo che permetta alla famiglia, almeno per un certo periodo dell'anno, di avere la possibilità di essere esonerata da questo grave carico di lavoro, c'è bisogno di auto-aiuto, di associazioni che possano aiutare la famiglia a risolvere queste esigenze; è per questo che abbiamo previsto di iniziare con un piccolo gruppo di pazienti per i quali chiederemo ai diversi comuni di cominciare a valutare come mantenerli nella propria realtà, possibilmente in famiglia o comunque nella comunità di appartenenza anche attraverso delle strutture che non necessariamente debbano essere la casa, perché c'è qualcuno che ha bisogno di poter restare nella propria comunità anche se non ha una famiglia; ovviamente si tratterà di persone che hanno espresso il desiderio di tornare a casa o di restare a casa, e che hanno qualcuno che può supportarli.
Pensiamo anche che, a partire dal secondo anno, questo progetto possa essere cofinanziato con i comuni perché alcune di queste persone non graveranno più sulle spese dei comuni, posto che molto spesso i comuni quando li ricoverano presso residenze, spendono per ogni malato una cifra che varia da 45 a 50-55.000 euro all'anno. I comuni potranno risparmiare parte di quelle risorse, potranno cofinanziare questo progetto nel secondo e nel terzo anno aumentando il numero di persone che potranno essere inserite.
Parlando di anziani rispondo ad una domanda dell'onorevole Vargiu. E' vero che la legge 162 prevede per gli ultrasessantacinquenni una riduzione del sostegno ricevuto negli anni precedenti, questo è detto in una delibera del giugno 2004 che non ho modificato. Molte famiglie ci hanno chiesto, proprio in questi ultimi mesi, di riprenderla in considerazione, per cui la valuteremo attentamente e cercheremo di capire come affrontare, lo ripeto ancora una volta, il problema di persone che non sono esclusivamente malati psichici, ma anziani non autosufficienti.
D'altra parte il comma 1 si affianca al comma 4 che, come è stato già detto, riguarda l'istituzione di un albo delle badanti affinché le famiglie possano impiegare le badanti in un contesto regolamentato e sicuro dal punto di vista del minimo di professionalità che debbono essere richieste per offrire garanzie alle persone anziane.
Una precisazione anche sul secondo comma sui percorsi volti a favorire l'inclusione dei giovani dimessi dalle strutture residenziali. Vorrei chiarire ancora una volta che l'idea del programma sperimentale nasce sull'esempio di una esperienza positiva in corso nella zona di Cagliari dove, grazie al sostegno di uno sponsor privato, si sta dando vita a un progetto denominato "Prendere il volo". I minori di diciotto anni alloggiati in queste strutture residenziali ci risulta che in Sardegna siano intorno alle cinquecento unità; sono ragazzi allontanati dalla famiglia che non li poteva seguire spesso anche su decisione dell'autorità giudiziaria; ora questi ragazzi quando raggiungono la maggiore età non sono più tutelati da alcuna istituzione e rischiano di non poter proseguire la formazione scolastica o professionale perché nessun ente locale paga loro l'inserimento in una struttura residenziale. Come dice qualcuno rischiano di annegare mentre stanno per arrivare alla riva. Per questo vogliamo provare a realizzare dei progetti che garantiscono loro un migliore inserimento nella società.
Sui progetti o, meglio, sulle Azioni 5A e 5B, che fanno riferimento alla talassemia e alla sclerosi multipla, abbiamo discusso a lungo anche in Commissione sanità. Ricordo che sono progetti nati per favorire non l'assistenza sanitaria ma l'occupazione; però questi due progetti hanno garantito lo sviluppo di iniziative importanti per lo studio e la prevenzione di due patologie rilevanti per la Sardegna.
Già l'anno scorso avevamo detto che questi progetti devono entrare a regime, devono far parte cioè dell'attività ordinaria che deve essere svolta dalle AA.SS.LL.; già l'anno scorso avevamo garantito un piccolo finanziamento, per completare l'attività, al progetto sulla talassemia; ovviamente riteniamo, anche per non perdere le professionalità acquisite, che sia opportuno garantire la prosecuzione di queste Azioni e quindi siamo disponibili ad accogliere, nei limiti in cui è stato convenuto nella Commissione bilancio, l'emendamento che è stato proposto.
Commemorazione delle vittime dell'attentato verificatosi in Iraq
PRESIDENTE. Colleghi, abbiamo ricevuto la notizia che questa mattina, in un attentato, sono morti in Iraq tre militari italiani, due carabinieri e un capitano dell'esercito. Il nostro pensiero va alle vittime e alle loro famiglie e a tutti i militari, di cui molti sardi, impegnati in questa difficile e pericolosa azione. Propongo un minuto di silenzio in onore di queste vittime.
(I consiglieri si levano in piedi e osservano un minuto di raccoglimento in segno di lutto.)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. La Commissione ha discusso a lungo sull'emendamento numero 156, relativo al comma quinto, e ritiene corretto il termine dei tre anni previsto nell'articolo. Si invitano quindi i proponenti a ritirare l'emendamento, in caso contrario il parere è contrario. L'emendamento numero 116 è sostituito dall'emendamento numero 163 per il quale il parere è positivo, così come il parere è positivo sull'emendamento 161 che sostituisce il 50, il 91 e il 159 qualora vengano unificati sulla base del testo del numero 161 e limitando l'importo a un milione di euro a valere sull'UPB S03006. Il relatore esprime parere contrario sugli emendamenti numero 121e 123.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il parere della Giunta è conforme al parere del relatore. Devo rettificare che l'UPB indicata al comma 7 (è un errore materiale nella proposta della Commissione), è la S.12.078 e non la S.12.076.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Intervengo sull'emendamento numero 156. Intanto mi spiace notare che, ancora una volta, purtroppo bisogna limitare il riferimento alle giovani coppie a quelle che hanno formalmente contratto matrimonio. La realtà italiana è molto diversa, come è molto diversa quella europea, noi siamo in ritardo, i ritardi però valgono solo in una direzione. Voterò a favore dell'emendamento perché oggi, nella situazione di sempre maggiore precarietà del mondo del lavoro, le giovani coppie che hanno contratto matrimonio negli ultimi cinque anni sono riuscite a mettere da parte, forse, i soldi per dare un anticipo. Negli ultimi tre sarà molto difficile che l'abbiano fatto, forse l'hanno fatto solo i figli di papà, forse l'hanno fatto solo quelli che hanno una condizione garantita, non quelli che sono partiti da zero.
In ogni caso approfitto di questo tempo a disposizione per dire alcune cose sull'emendamento numero 91, che non ho illustrato perché di fatto è identico all'emendamento numero 159 illustrato dall'onorevole Pacifico. Si sarebbe potuto dire, il Presidente della Commissione non l'ha fatto, lo faccio io, che si accoglievano entrambi. Ma l'emendamento numero 91 è firmato Uras, Pisu, Davoli; forse Pacifico, Marrocu e gli altri firmatari del 159 pesano di più in un quadro di maggioranza che, lo richiamo, poi preciserò in merito, per vincere in Sardegna ha bisogno della percentuale di voti di Rifondazione Comunista.
PRESIDENTE. Onorevole Uras, mi comunicano che l'emendamento numero 156 è ritirato.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, lo faccio mio.
PRESIDENTE. Il consigliere Capelli ha fatto proprio l'emendamento numero 156. Invito i colleghi a fare dichiarazioni di voto sull'emendamento o sugli emendamenti in discussione.
Ha domandato di parlare il consigliere Gallus. Ne ha facoltà.
GALLUS (Fortza Paris). Io vorrei intervenire sull'emendamento numero 50. Posso farlo comunque adesso?
PRESIDENTE. No, onorevole Gallus, interverrà quando sarà messo in votazione, per evitare confusioni.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Voterò contro l'emendamento numero 156 perché ritengo che il termine dei tre anni sia sufficiente. Colgo però l'occasione, Presidente, per evidenziare una costante in questa esperienza legislativa che reputo estremamente negativa, mi riferisco alla mancanza di chiarezza all'interno delle norme che siamo chiamati a prendere in considerazione e alle difficoltà di interpretarle.
Sono convinta, per esempio, che per quanto riguarda il comma 1 dell'articolo 13 forse sarebbe stato opportuno parlare direttamente di persone parzialmente o totalmente non autosufficienti anziché usare delle espressioni che inducono comunque a ritenere che il riferimento riguardi i malati psichici.
Mi sembra che la mancanza di chiarezza sia un dato costante, rivolgo quindi, ancora una volta, un appello perchè si faccia uno sforzo per semplificare e chiarire. Se è difficile per un consigliere regionale leggere una norma, interpretarla, dover portarsi dietro tutto l'armamentario legislativo per comprendere a chi si riferiscono due righe, mi chiedo come possano orientarsi i cittadini per comprendere il diritto che intendono esercitare. Un diritto il cui esercizio è spesso reso quasi impossibile perchè la norma è pressoché incomprensibile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.). Presidente, noi abbiamo ritirato l'emendamento 156, ma, poiché condivido l'intervento del collega Uras, in linea di principio credo di poter votare a favore. Sono sotto gli occhi di tutti infatti le difficoltà che vivono oggi le giovani coppie che, a causa della precarietà del lavoro, non hanno certezze, poche possibilità di risparmiare e di accedere ad un mutuo per la casa. Questi dati ci dovrebbero far ragionare, probabilmente, in maniera diversa e in questo ragionamento anche la questione dei tre anni o dei cinque anni diventerebbe un elemento sostanziale.
Sull'emendamento numero 156, quindi, fatto proprio dal collega Capelli, credo di poter esprimere il mio voto favorevole. Colgo l'occasione per dire, il collega Uras forse non ha seguito il mio precedente intervento, che noi abbiamo ritirato l'emendamento numero 159 in quanto è sostituito dal numero 161, assolutamente identico, firmato anche dal collega Uras, così come è stato firmato da altri venticinque colleghi della maggioranza.
PRESIDENTE.
Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, per esprimere il mio voto contrario sull'emendamento numero 156 e, nello stesso tempo, per effettuare alcune precisazioni sul contenuto del comma 5 dell'articolo 13. Il contenuto iniziale del comma si rivolge a tutti i soggetti che richiedono i mutui laddove estende la durata del mutuo, che oltre che decennale diventa quindicennale ed anche ventennale; il tasso zero è, invece, in maniera specifica, applicato in favore delle giovani coppie, intendendo per "giovani coppie" non solo quelle che abbiano contratto matrimonio non oltre i tre anni antecedenti la domanda di agevolazione ma anche, come recita il comma: "…ovvero intendano contrarre matrimonio nell'anno successivo alla domanda stessa". E "Le disposizioni di cui al presente comma si applicano alle domande per le quali non si è ancora giunti all'erogazione a saldo del mutuo…".
Certamente, leggendo la norma, non si può ipotizzare che ci siano riferimenti a figli di papà o a figli di mammà, è una norma assolutamente generale ed assolutamente condivisibile.
Ciò non significa che successivamente non ci siano degli accorgimenti da adottare, questo è emerso anche in Commissione, perché è stato posto il problema, onorevole Uras, delle coppie che non hanno neanche l'acconto per poter versare la caparra per l'acquisto della casa. Abbiamo quindi iniziato a ragionare sulla costituzione di un fondo di rotazione che possa consentire, anche a chi non ha talvolta la disponibilità di somme spesso considerevoli, di acquistare la casa affrontando anche le spese di istruttoria e talvolta anche le spese notarili. Ma questo problema la Commissione e l'Assessorato stesso credo siano intenzionati ad affrontarlo in un secondo momento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, per chiarire e tranquillizzare, che non ho fatto mio questo emendamento per motivi strumentali, ma semplicemente perché lo stesso termine dei cinque anni proposto nell'emendamento è previsto anche in una proposta di legge da me presentata sulla famiglia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Chi appoggia la sua richiesta ?
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu, capogruppo.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 156.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Biancareddu - Capelli - Cappai - Cassano - Davoli - Dedoni - Floris Mario - Gallus - Gessa - Ibba - La Spisa - Licandro - Marracini - Milia - Moro - Oppi - Pacifico - Petrini - Pisu - Pittalis - Randazzo - Rassu - Sanjust - Sanna Alberto - Serra - Uras - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Fadda Giuseppe - Frau - Giagu - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Orrù - Pinna - Porcu - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci - Uggias.
Si sono astenuti: il presidente Spissu - Mattana.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 60
votanti 58
astenuti 2
maggioranza 30
favorevoli 29
contrari 29
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 163 sostitutivo dell'emendamento numero 116.
Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Solo per dirle che non siamo tenuti a fare i ricercatori. Tutti questi emendamenti che sostituiscono, integrano, correggono altri emendamenti sono stati presentati stamattina; sarebbe stato opportuno avvertire i consiglieri della loro presentazione perché corriamo il rischio di fare confusione.
PRESIDENTE. Questo emendamento sostitutivo totale numero 163 è stato presentato il 21 aprile.
OPPI (U.D.C.). Sì, sì, ma qui li abbiamo trovati stamattina.
PRESIDENTE. E' stato fascicolato stamattina mi dicono gli uffici però era già stato distribuito.
OPPI (U.D.C.). Io non ce l'ho!
PRESIDENTE.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico. .
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Anche io ho firmato questo emendamento e ho contribuito a correggerlo, però ricordo che la Giunta si è impegnata a valutare i costi; con questo emendamento, Assessore, noi stiamo di fatto dicendo ai comuni interessati alla gestione delle case per anziani di Iglesias, di Sassari e di Alghero che possono trattenere i contributi erogati dalla Regione purché risultino certe condizioni. Sembrerebbe, e lei doveva fare questa ricerca, che Sassari e Alghero abbiano ottemperato, perché se la somma globale fosse pari a 3 milioni e 700 mila euro, in lire sarebbero esattamente 7 miliardi all'anno per un totale di 35 miliardi assegnati in 5 anni;e siccome i dipendenti per quanto concerne Iglesias, grosso modo incidevano per circa un miliardo e mezzo volevo capire se questo è stato fatto.
Comunque, poiché sono residui, io voterò a favore, però il chiarimento richiesto è necessario averlo perché è stato sollecitato in sede di Commissione bilancio. Probabilmente, così come dicono i colleghi due AA.SS.LL. hanno provveduto, due comuni hanno provveduto, un comune non l'ha fatto. L'emendamento è stato corretto in modo tale che non ci siano giochi di prestigio nell'arco di questi mesi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Signor Presidente, i comuni di Alghero e di Sassari hanno riversato le somme completamente, mentre il comune di Iglesias non le ha riversate per un ammontare pari a 3 milioni e 600 mila euro. Il comune di Iglesias è quello che ha dovuto affrontare le maggiori difficoltà rispetto a una struttura di grandi dimensioni, che ha avuto grandi problemi a mantenere la vita di queste persone anziane a un livello minimo di decoro. Stiamo lavorando per trasferire tutte le competenze su queste strutture ai comuni.
PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione dell'emendamento sostitutivo totale numero 163. E' stata chiesta la votazione nominale con procedimento elettronico dal consigliere Vargiu. Un altro Capogruppo che appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere Oppi.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento sostitutivo totale numero 163.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Oscar Cherchi ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Bruno - Caligaris - Cerina - Cherchi Oscar - Cocco - Contu - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Fadda Giuseppe - Frau - Gallus - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Milia - Moro - Oppi - Orrù - Pacifico - Petrini - Pili - Pinna - Pittalis - Porcu - Rassu - Sanciu - Sanjust - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: il presidente Spissu - Floris Mario - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 50
votanti 47
astenuti 3
maggioranza 24
favorevoli 47
(Il Consiglio approva).
Metto in votazione l'articolo 13.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Signor Presidente, vorrei chiedere alla cortesia dell'Aula di consentirmi la presentazione di un emendamento orale per aggiungere al comma quinto dopo "ventennale" le parole "o trentennale". E' una modifica della durata del mutuo agevolato (oramai tutte le banche propongono anche questa durata) che vi chiedo di accogliere perché non penso stravolga il contenuto e il senso del comma.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sentendo i discorsi di quest'Aula si avrebbe la tentazione di prevedere mutui agevolati a tasso zero, magari la prima rata in pagamento sei mesi "dopo morto", dato che si tratta di persone che hanno bisogno. Però ci sono regole alle quali è bene attenersi per cui ritengo che l'attuale strutturazione dei mutui, per le condizioni economiche e finanziarie della Regione, che deve stanziare le risorse, costituisca un aiuto notevole e significativo, con una previsione particolare per la fattispecie costituita dalle giovani coppie che sappiamo avere un surplus di bisogno. Altre proposte , certamente rispettabili ci sembra che in questo momento non siano accoglibili.
SANJUST (F.I.). Presidente, se mi concede trenta secondi motiverei ulteriormente la mia richiesta
PRESIDENTE Io posso anche darle la parola, onorevole Sanjust, ma, le modalità di presentazione dell'emendamento sono un po' irrituali.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Io vorrei fare presente che non avrei mai avanzato una richiesta del genere se la durata trentennale di un mutuo non fosse già praticata ormai da tutte le banche; inoltre con la durata trentennale si dà l'opportunità di diminuire ulteriormente, in maniera significativa, l'importo della rata mensile. Non si stanno chiedendo quattrini in più, né si stanno chiedendo chissà quali agevolazioni, si sta chiedendo semplicemente di aiutare in maniera ancora più concreta una fascia di persone sicuramente più debole rispetto ad altre..
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Io voterò a favore di questo articolo 13 a testimonianza del fatto che se questo articolo non viene considerato come una parte del più ampio processo di riordino del Servizio sanitario regionale che noi abbiamo intrapreso, rischia davvero di non essere compreso. Io penso che dovremo approvarlo perché costituisce una risposta a problemi specifici considerando che abbiamo già approvato la legge sui servizi alla persona, che stiamo per concludere l'approvazione in Commissione, e poi spero venga discussa rapidamente in Aula, della modifica della legge numero 5, cioè l'attuazione della "229", che soprattutto siamo in procinto di mettere in moto quel processo di rinnovamento dell'architettura sanitaria quale sarà prevista nel Piano sanitario regionale..
Voglio sottolineare, in particolare, che il grande dibattito che si è creato intorno al progetto "Ritornare a casa", richiede forse che tutti noi procediamo a "resettare" alcuni convincimenti per renderci conto che le strutture alle quali stiamo facendo riferimento devono garantire, a quella tipologia di cittadini che abbandona la struttura residenziale, sociale e/o sanitaria, per rientrare a casa, condizioni clinicamente garantite che rendano permissibile la loro sopravvivenza domiciliare.
Nessuno è così folle da pensare che all'interno di una struttura domiciliare possano essere fornite le stesse prestazioni assistenziali di una struttura complessa, per esempio ospedaliera, perché "Ritornare a casa" non significa riportare a casa pazienti in condizione di acuzie.
Allora da questo punto di vista è evidente che rientrare a casa ha senso se noi costruiamo dentro il domicilio le condizioni che permettono ad un paziente specificamente caratterizzato la possibilità di starci...
PRESIDENTE. Onorevole Ibba, il tempo a sua disposizione è terminato.
Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Io voterò contro l'articolo 13, e sottolineo alcune imprecisioni presenti nelle dichiarazioni dell'Assessore.. Innanzitutto queste strutture per anziani sono sempre state nella competenza dei comuni; in secondo luogo le risorse sono nei residui passivi, quindi 7 miliardi di vecchie lire non sono noccioline e in ogni caso a Iglesias si è in presenza di un abuso perchè quarantacinque vecchietti sono alloggiati nell'orfanotrofio.
Da parte dell'Assessore vi è quindi scarsa conoscenza del problema. Detto questo, nel merito dell'articolo 13 noi siamo contrari alla sua impostazione.. L'argomento oggetto dell'articolo secondo noi andava inserito nel provvedimento sui servizi integrati alla persona al cui interno avrebbe assunto un significato diverso, mentre nella legge numero 23 non c'è niente di nuovo.
Per come è articolato oggi non ne condividiamo lo spirito, sono consapevole di quello che ho detto, cioè che è sbagliato dire "sociale e/o sanitario", che non si sa chi siano i soggetti e i complementi oggetto. In conclusione, noi ribadiamo la nostra decisa contrarietà perché riteniamo che questa disposizione non apporterà nessun beneficio ai pazienti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Per confermare il mio voto contrario all'articolo 13, specificando in modo più compiuto, Presidente, amico Masia, che fa specie che si abdichi al controllo della Commissione competente, controllo che invece è stato attribuito, in altri articoli, ad altre Commissioni stabilendo anche dei tempi per l'espressione del parere da parte della Commissione competente. Parere che si intende acquisito se non viene notificato entro 20 giorni.
Nel suo intervento mi sarei aspettato un sostegno alla richiesta della collega Caligaris, e anche mia, sulla necessità di avviare una sorta di confronto in Commissione perché credo che ci siano temi sui quali i confronti siano più che opportuni; stiamo parlando infatti di linee guida, in una parte dell'articolato, e di programmi negli altri commi.
Sicuramente non mi aspettavo risposte che non sono arrivate, come normalmente avviene, da parte dell'Assessore, ma credevo che almeno la Commissione, il Presidente della Commissione e i colleghi commissari, così come hanno fatto in sede di valutazione del "216" durante i lavori della Commissione consiliare muovessero un giusto rilievo anche su questo articolo 13. Dispiace che questo non sia avvenuto, perché il Presidente della Commissione, con un emendamento orale, poteva proporre questo intervento. Sarebbe stato opportuno, sarebbe stato più che opportuno vista la conduzione della sanità in Sardegna, vista la estraneità, che si ricerca, del Consiglio regionale rispetto alle azioni portate avanti dall'Assessorato della sanità, vista la contrarietà espressa a questa conduzione della sanità da parte di diverse forze politiche e da autorevoli rappresentanti di questo Consiglio e dei partiti di maggioranza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Vorrei chiedere la votazione separata dei commi 5 e 6.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, per esprimere il parere favorevole su questo articolo 13 i cui contenuti, sui quali credo ci sia stata e ci sia anche ampia condivisione, ho cercato di spiegare perchè li ritengo molto importanti, . Inoltre vorrei rispondere in particolare alla sollecitazione dell'onorevole Capelli, il quale ritiene che la Commissione debba più che fornire un contributo, essere presente con un atteggiamento "invasivo". Io credo a nessuno sfugga che quando le Commissioni affrontano temi importanti il tempo che resta per entrare nel merito di altri argomenti, che pure ritengo importanti, è molto poco. E'estremamente difficile, come ho già detto, dare risposte a molti problemi che pure vorremmo in qualche modo affrontare,.
Oggi per esempio la Commissione dovrebbe esprimere il parere sulla distribuzione di risorse per i servizi integrati alla persona, è un parere urgente, ma non riusciamo a esitarlo perché siamo in Consiglio.
Ma sarebbe anche opportuno riprendere celermente il lavoro sospeso, è stato appena citato dall'onorevole Ibba, sulla riforma della legge numero 5. La Commissione deve entrare nel merito dei problemi costantemente, anche dare pareri credo sia per certi versi pure importante, ma qualche volta si va fuori tempo. Ecco perchè io non ritengo di dover fornire ulteriori valutazioni su alcune questioni che, poi, hanno anche il carattere della temporaneità, ed è il caso di alcuni degli argomenti tenuti all'interno dell'articolo 13..
Credo che siano molto più importanti certe problematiche sulle quali noi siamo invece assenti, alcune le ho già sottolineate, quale il rapporto che occorre tener presente e costante tra la Giunta e il Consiglio, in particolare l'attenzione che la Giunta deve prestare alle varie AA.SS.LL., e su questo forse interverremo.
L'onorevole Capelli fa bene a sottolinearlo e a sollecitarlo, però è anche vero che non ho ritenuto opportuno per molti aspetti fare la parte che fanno spesso, chi ha esperienza lo sa, le circoscrizioni dei comuni che devono dare un parere su tutto che spesso però non serve a niente. Allora tanto vale entrare nel merito delle funzioni che deve svolgere la Commissione, che spesso sono molto importanti, come per esempio la funzione legislativa sulla quale ci sentiamo fortemente impegnati.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, per dichiarare, a nome del Gruppo de La Margherita, il voto favorevole sull'articolo 13 del quale, chiaramente, condividiamo il contenuto. Riteniamo infatti che esso possa costituire la base su cui costruire ulteriori azioni positive.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 13 per parti..
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, chiediamo che si voti separatamente anche il comma 7 che è collegato al 6.
PRESIDENTE. Metto quindi in votazione i commi dall'1 al 4 incluso. Chi li approva alzi la mano.
(Sono approvati)
Metto in votazione i commi 5, 6 e 7.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dei commi 5, 6 e 7.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Fadda Giuseppe - Frau - Gallus - Gessa - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licandro - Licheri - Marrocu - Masia - Mattana - Milia - Moro - Oppi - Orru' - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pittalis - Porcu - Rassu - Sanciu - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Vargiu.
Si sono astenuti: il presidente Spissu - Floris Mario.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 54
astenuti 2
maggioranza 28
favorevoli 54
(Il Consiglio approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 50.
Ha domandato di parlare il consigliere Gallus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GALLUS (Fortza Paris). Signor Presidente, più che altro per avere una conferma da parte dell'Assessore riguardo alla sua precedente dichiarazione. Praticamente ci sarebbe un milione di euro a disposizione che servirebbe per coprire l'annualità 2006, con l'impegno a rivedere lo stanziamento in fase di assestamento di bilancio, così che l'anno prossimo si possa porre rimedio a questa situazione. Se così fosse noi siamo anche disposti a ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta, come per altro era già stato concordato in Commissione bilancio, è favorevole a garantire il finanziamento di quei progetti che riteniamo portino avanti un'attività che deve rientrare nell'attività ordinaria del settore sanitario. A partire dal prossimo anno, quando diventerà attività ordinaria, vedremo come finanziarla all'interno del Piano sanitario al quale verrà data attuazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Io vorrei cercare di capire.
perché non è vero che quanto dichiarato dall'Assessore sia stato concordato con la Commissione bilancio. E' una bugia! La Commissione bilancio non ha mai accettato che il finanziamento fosse pari a un milione di euro; questo discorso era rimasto in sospeso, ma si riteneva che si dovessero stanziare due milioni di euro.
SECCI (La Margherita-D.L.). No, non è la verità quello che tu stai dicendo! …
OPPI (U.D.C.). Sono muti gli altri! Che cosa significa che non è la verità?
Seconda osservazione. Sono state dette cose imprecise, si tratta delle Azioni 5A e 5B, in tre emendamenti si è parlato di stabilizzazione del personale impiegato in queste Azioni, procedura sulla quale io per altro avevo despresso seri dubbi in Commissione alla sua presenza; poi improvvisamente scompare il termine "stabilizzazione" e si presenta quindi un nuovo emendamento nel quale si parla di utilizzare anche il personale degli altri progetti. Stiamo prendendo in giro? Stiamo dicendo sciocchezze?
Innanzitutto la sclerosi multipla occorre prevenirla non solo a Cagliari ma anche a Sassari, e quindi la cifra globale prevista è insufficiente. Il personale impiegato negli altri progetti è inattivo da parecchi anni, qualcuno da sette anni, quindi che cosa vogliamo fare?.
Che cosa vuole dire questa modifica fatta sottobanco? Ce lo volete spiegare? Perché, caro Presidente, siccome lei è un buon difensore, io gradirei che nei documenti che vengono distribuiti si mettano i dovuti riferimenti, per esempio l'articolo emendato, perché non devo lavorare in mezzo ai geroglifici. In nessuno di questi emendamenti compresi nel fascicolo che avete predisposto è indicato l'articolo di riferimento. Non c'è! Guardi la pagina, guardi tutto, nell'emendamento 161 manca l'articolo, c'è comunque un po' di confusione.
SANNA GIANVALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Sono emendamenti agli emendamenti.
OPPI (U.D.C.). L'articolo di riferimento si mette sempre. Uno non deve fare la ricerca, questa la fanno i periti minerari e la fanno i geologi, io devo avere un quadro di riferimento preciso.
Comunque, per essere chiaro: le risorse non sono sufficienti! "Scompaiono" e non è la stessa cosa, lo dico ai colleghi, perché non si parla di "stabilizzazione", si tratta poi non di avviare ma di rifinanziare due progetti, il 5A ed il 5B per un anno. L'importante è esserci chiariti le idee: è un rifinanziamento delle Azioni o progetti 5A e 5B per un anno, poi si vedrà! La norma è completamente cambiata! Quindi, prima voglio capire e poi deciderò l'espressione del mio voto!
PRESIDENTE. Relativamente alla questione formale e al mio ruolo di difensore, mi sembrerebbe improprio se io non lo svolgessi, non c'è l'articolo perché questo è un emendamento all'emendamento, quindi siccome l'emendamento numero 91 è all'articolo 13 è chiaro che di questo si tratta, poi insomma se si specifica ulteriormente aiuta, ma diciamo che sul piano formale va bene così.
OPPI (U.D.C.). Si mette un riferimento!
PRESIDENTE. Sulle questioni politiche invece che lei pone non spetta a me dare una risposta.
OPPI (U.D.C.). Gli altri non danno risposte!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gallus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GALLUS (Fortza Paris). Ritengo che la risposta data dall'Assessore per la Giunta sia soddisfacente, però mi rifaccio anche alle parole dell'onorevole Oppi per ribadire che deve essere chiaro che si sta chiedendo il rifinanziamento delle Azioni 5A e 5B che devono proseguire col personale che adesso è già in attività. Sulla base di queste considerazioni siamo disponibili a ritirare l'emendamento numero 50.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.). Colgo l'occasione della dichiarazione di voto sull'emendamento numero 50, di cui colgo favorevolmente l'annuncio del ritiro, per dire al collega Oppi che, a parte le sue condivisibili osservazioni sulle Azioni 5A e 5B, queste Azioni sono cinque, quattro ancora attive mentre ad una lavorano, da anni anche assiduamente e con profitto, ancora tre persone. Nel corso della discussione in Commissione bilancio l'Assessore della programmazione aveva espresso contrarietà rispetto alla formulazione della disposizione relativa alla stabilizzazione del personale, chiedendo di mantenere la dicitura originaria così come da legge del 24 aprile 2001, numero 6.
Quindi noi abbiamo eliminato nell'emendamento sostitutivo il termine "stabilizzazione", perché abbiamo concordato in questa fase di far ripartire i progetti e di riavviare invece tra di noi una discussione sulla valorizzazione soprattutto di quelle azioni volte, sulla base delle finalità esposte nel Piano sanitario regionale, prevalentemente alla prevenzione, della talassemia e della sclerosi multipla, senza sacrificare comunque anche le altre Azioni che hanno una loro valenza e che impiegano operatori che da tanti anni svolgono in maniera proficua la loro attività. Abbiamo rimandato semplicemente la discussione sulla ridefinizione della qualità e degli obiettivi alle previsioni del Piano sanitario, quindi la somma stanziata serve a far ripartire i progetti.
Io ritengo che sia una somma insufficiente, però l'Assessore in sede di assestamento di bilancio ci dirà se serviranno ulteriori risorse per completare l'annualità e per aggiornare il periodo del 2007, tenuto conto che la discussione del Piano sanitario ci consentirà di approfondire le ipotesi sul futuro di questo tipo di progettualità.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 50 è stato ritirato; Metto in votazione l'emendamento numero 123.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, solo per chiedere la votazione nominale con procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io credo che l'emendamento numero 123 potrebbe essere visto con un atteggiamento differente dai colleghi consiglieri, anche alla luce di quanto è previsto nell'emendamento numero 163 con il quale, sostanzialmente, sulla base delle condizioni della casa Serena di Iglesias, la Regione rinuncia a rientrare (l'Assessore lo ha appena detto) per una somma pari a 3 milioni e 600 mila euro: La copertura finanziaria dell'emendamento numero 123 è di 800 mila euro, e stiamo parlando dell'adeguamento dell'assegno mensile a favore dei pazienti talassemici, emofiliaci ed emolinfopatici, portatori di una patologia che colpisce duramente l'intera regione Sardegna. Io chiederei ai colleghi del centrosinistra prima di bocciare questo emendamento, se intendono bocciarlo, di fermarsi un istante a riflettere sul tema che è stato proposto all'Aula..
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). A sostegno di quanto detto dal collega Vargiu, vorrei chiarire che la copertura finanziaria di 800 mila euro è puramente indicativa; ma chi vorrà verificare quali necessità determinino l'adeguamento dell'assegno mensile relativo ai rimborsi viaggio vedrà che probabilmente la cifra si può ridurre a 600 mila euro. Stiamo dando risposta a chi è affetto da patologie che richiedono necessariamente spostamenti da altri luoghi della Sardegna verso Cagliari; queste persone devono alloggiare a Cagliari, devono spendere per raggiungere Cagliari e la loro unica colpa è di essere talassemici, emofiliaci o emolinfopatici, questa è la loro colpa e noi gli stiamo riconoscendo, esiste già una legge che lo prevede, un rimborso, che non abbiamo mai adeguato nonostante queste spese negli anni siano chiaramente aumentate. Per quanto questi pazienti alloggino presso strutture convenzionate, gestite anche da organizzazioni di volontariato, le spese sono sempre onerose per chi, come voi ben sapete, vive semplicemente da una pensione avendo anche famiglia a carico. Sono pensionati, necessariamente, perché molti di loro non possono lavorare proprio per le patologie che hanno.
Perciò io vi inviterei a leggere l'emendamento, a ragionare su questo e a comprendere che è una cifra irrilevante per il bilancio regionale ma decisamente importante per queste persone la cui colpa è solo quella che vi ho appena illustrato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, per annunciare il mio voto favorevole all'emendamento numero 123, perché purtroppo sono a conoscenza di diverse situazioni davvero difficili. In coscienza credo che sia opportuno riflettere meglio su questo aspetto, magari trovando il modo per dare un aiuto concreto a queste persone, che vivono una condizione di disagio forte, per evitare che siano ulteriormente danneggiate da una situazione che non hanno voluto loro.
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 123.
(Segue votazione)
Prendo atto che il consigliere Pacifico ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Cachia - Caligaris - Capelli - Cassano - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Gallus - Ibba - La Spisa - Licandro - Masia - Milia - Oppi - Petrini - Pili - Pisano - Rassu - Sanciu - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Davoli - Fadda Giuseppe - Frau - Gessa - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Porcu - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Pittalis.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 54
astenuti 2
maggioranza 27
favorevoli 22
contrari 32
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 161.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). E' da alcuni anni che giriamo attorno all'argomento di questo emendamento che, come è noto, attiene ai progetti speciali finalizzati all'occupazione. Diversi soggetti hanno presentato e gestito progetti in questa direzione. L'emendamento ha un obiettivo che deve essere chiaro anche alla Giunta: utilizzare le professionalità maturate all'interno di tutti i progetti. L'altro obiettivo è quello di realizzare progetti di educazione sanitaria e di ricerca individuando alcune priorità; se questa cosa si traducesse in un'operazione non condivisibile di esclusione di lavoratori già impegnati in questi progetti per favorirne degli altri, a marca chiara, questo partito farà una battaglia pubblica che non ha pari. Che non ha pari!
Io rammento che la talassemia è abbondantemente radicata in Sardegna, noi sosteniamo la ricerca perchè vogliamo aiutare anche gli altri, anche le altre aree geografiche colpite da questo flagello; però l'individuazione dei progetti non può dipendere da una scelta politico-partitica perché questo partito non lo consentirebbe.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Io voterò a favore anche se non concordo perché credo che vi sia un qualcosa che stride nel testo dell'emendamento. Si dice infatti che bisogna utilizzare anche personale degli altri progetti, però sappiamo tutti che si tratta di una legge, in capo alla Presidenza della Giunta, finalizzata all'occupazione per cui l'85 per cento deve essere orientativamente legato al personale e il 15 per cento a progetti.
La disponibilità è di 1 miliardo e 600 milioni circa di vecchie lire, considerato che un biologo, per esempio, costa mediamente almeno 30 milioni, e che i biologi impegnati nei due progetti sono 30,, non capisco il tentativo di inserire altri quando i soldi sono comunque insufficienti. Dire che ci si può avvalere anche del personale operante nelle altre Azioni eventualmente escluse, significa che è in atto una gara, come ha detto adesso il collega Uras, si bisticcia, si sceglie uno anziché un altro, si fanno opere praticamente di clientelismo.
Credo che questa dizione non risponda alla volontà espressa nello stesso emendamento per cui voterò a favore pur rilevando che occorrerebbe parlare di prosecuzione di un progetto per un anno. Obiettivamente la stesura finale non mi soddisfa perchè certamente quello che si è scritto è diverso dalla realtà.
PRESIDENTE. L'emendamento, così come è formulato, lo sottolineava adesso anche l'onorevole Oppi, può prestarsi a margini di ambiguità, quindi io inserirei dopo la parola "finanziamento" la frase "per l'anno 2006", e al termine aggiungerei "le spese previste per l'attuazione del presente comma sono valutate in un milione di euro".
Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.). Signor Presidente, nel dichiarare il mio voto ovviamente favorevole, chiedo anche, accogliendo le osservazioni dei colleghi Oppi e Uras, se sia possibile con un emendamento orale di cassare la frase: "avvalendosi anche del personale operante nelle altre azioni eventualmente escluse".
URAS (R.C.). Non sono d'accordo e chiedo la votazione per parti.
(E' approvata)
(Non è approvata)
L'emendamento numero 91 decade. Il numero 159 è stato ritirato. Metto in votazione l'emendamento numero 121.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Solo per un ulteriore chiarimento perché non ho avuto tempo di illustrare la copertura finanziaria. I cittadini oggi pagano un ticket per le liste di attesa che sono straordinariamente lunghe, perciò si paga per un diritto, per una prestazione che non si riceve. L'emendamento mira a sospendere il pagamento del ticket da parte dei cittadini per l'annualità 2006 nelle more degli interventi previsti dall'articolo 1, commi 279 e 280, della finanziaria nazionale per lil contenimento dei tempi d'attesa onde poter accedere al fondo di 2.000 milioni di euro (non 4 miliardi come ho detto in un precedente intervento) da parte delle Regioni.
Noi prevediamo di reperire le risorse con una diminuzione delle spese per consulenze, collaborazioni, spese di rappresentanza e via dicendo di cui la Regione può fare a meno..
Io voto a favore ovviamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Brevemente, per dire che voterò a favore di questo emendamento ma anche per sottolineare che l'assessore Dirindin non ha risposto alle osservazioni degli altri colleghi sulle liste d'attesa. In Sardegna stiamo tornando indietro; oggi per una risonanza magnetica a Sassari occorrono 8 mesi. Se questo è progresso, caro Assessore, io credo che farebbe bene, anziché far tornare a casa gli anziani, a tornare a casa lei.
Inoltre, come diceva qualche collega prima, si usano due pesi e due misure, nel senso che l'ASL numero 8, di cui fa parte anche Cagliari, non richiede il pagamento del ticket per la prevenzione in oncologia, ticket che invece pagano i pazienti della città e della provincia di Sassari.
Quindi, io mi domando e le domando se siamo vicini agli indigenti. Perché le persone che si recano al centro di prevenzione sono persone che spesso non possono permettersi il lusso di pagare la visita da uno specialista privato. Quindi, come è possibile parlare di prevenzione quando poi i pazienti rinunciano alle visite e quindi anche alle radiografie proprio perché debbono pagare di tasca loro questo ticket? Io vorrei avere una risposta da lei su questo problema..
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Le leggi le fa il Consiglio, non le fa la Giunta! La Giunta le attua! Bisogna smetterla quindi di portare le istanze fuori dall'Aula dove si fanno gli "inciuci", bisogna smetterla e ridare una dignità, minima, a questa Assemblea consiliare.
Io giudico gravissimo l'atto di prima, lo giudico gravissimo perché è premeditato, perché è finalizzato a sostenere solo alcune iniziative di ricerca all'università dove i rapporti evidentemente di amicizia contano più dei diritti dei lavoratori, lo ripeto, contano più dei diritti dei lavoratori. Nel caso in specie si trattava di mettere medici, biologi, tecnici di laboratorio laureati in condizioni di fare ricerca ed abbiamo deciso che quelli che lavorano con il professor Cao e quelli che lavorano con la professoressa Marrosu hanno più diritti a lavorare di quelli che lavoravano con il professor Pani. E questa è una cosa che viaggia attraverso la relazione politica che un po' ricorda tempi di clientela.
Ma l'Assessorato della sanità ho l'impressione che si dedichi molto a questa pratica, e c'è un livello di pazienza che non può essere sempre superato, non può essere sempre superato! Io lo ritengo gravissimo anche perché era frutto di un accordo, di un lavoro; i promotori di quell'iniziativa sono quelli che abbiamo escluso ed è stata un'operazione cinica che non dà onore a chi l'ha fatta, a chi l'ha promossa e a chi l'ha aiutata. Voterò contro l'articolo e contro questo emendamento.
PRESIDENTE. L'articolo l'abbiamo già votato. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io voterò a favore dell'emendamento numero 121 e, nello spiegare i motivi, devo dire che le motivazioni che ha addotto il collega Uras mi sono sembrate convincenti e mi dispiace che il Consiglio non abbia ritenuto di richiedere all'assessore Dirindin ciò che in realtà era stato già chiesto dalla Commissione: una ricognizione complessiva su tutti i progetti finalizzati all'occupazione e sulla situazione dei lavoratori che all'interno di questi progetti erano ricompresi. Questo credo fosse il ragionamento complessivo che si voleva fare e che si sperava venisse fatto dalla Giunta.
Io credo che la Giunta sia ancora in tempo per farlo e sia ancora in tempo per dare informazioni al Consiglio su questo argomento.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 121 vorrei sottolineare come un emendamento che si occupa di liste d'attesa sia oggi in Sardegna un emendamento di grande serietà, forse è riduttivo il testo perchè dire che non si fa pagare il ticket a coloro i quali non usufruiscono di prestazioni entro i 15 giorni significa semplicemente allargare le braccia, ammettere un fallimento, riconoscere che la prestazione in realtà non è erogata, o è erogata in maniera talmente carica di disservizio che almeno non si ha il coraggio di chiedere il ticket.
Ma credo, Assessore, che sarebbe una cosa seria fare una rilevazione puntuale sui tempi di attesa specialità per specialità, prestazione terapeutica per prestazione terapeutica c. Infatti, i tempi di attesa che apprendiamo dai giornali, sia quelli per entrare in comunicazione con un URP (Ufficio relazione con il pubblico) o con un CUP (Centro unico di prenotazione), sia quelli per ricevere le prestazioni, semplici e complesse se corrispondono al vero, sono desolanti.
Quindi, sarebbe utile che l'Assessorato effettuiun esame serio sui tempi di attesa relativi ad ogni specialità così che l'Assessorato o il Consiglio regionale possano adoperarsi per una riduzione reale dei tempi d'attesa in settori che effettivamente incidono sulla qualità della salute dei cittadini sardi. Io le chiedo di farlo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Io non voterò a favore dell'emendamento numero 121, per gli stessi motivi espressi quando affrontammo questo argomento nel corso della riunione congiunta delle Commissioni terza e settima.
Continuo ad essere convinto che le liste d'attesa con il ticket non c'entrino assolutamente niente, che le liste d'attesa abbiano una origine e una dinamica totalmente indipendenti dal "sistema ticket", che siano due questioni assolutamente differenti. Il ticket ha la finalità di far concorrere il cittadino ad una spesa, serve a qualificare la spesa, non è l'imposizione di un balzello;sarebbe sufficiente che le AA.SS.LL. e le aziende ospedaliere, policlinici universitari, disponessero semplicemente, d'ufficio, che il ticket si paga il giorno in cui si riceve la prestazione oppure il giorno in cui si ritira il referto relativo a quella prestazione.
Io non vorrei che legando il ticket alla lista d'attesa si voglia tentare di far deviare il corso del fiume; il problema delle liste d'attesa attiene alla dimensione regionale dell'articolazione sanitaria, attiene all'organizzazione regionale sanitaria soprattutto per la parte che riguarda la prevenzione. La diagnostica quanto più rapida ed immediata possibile e la terapia quanto più ambulatorializzata possibile dipendono dal numero di operatori e dal fabbisogno; dipendono, continuo ad insistere su questo concetto, dalla rete assistenziale che sta intorno ai centri dove le liste di attesa si formano e si accumulano, perché le liste di attesa si formano e si accumulano in tutti quei centri intorno ai quali non c'è altro sistema assistenziale, perché dove c'è una spalmatura del sistema diagnostico, terapeutico ed assistenziale la lista di attesa non si forma o ha tempi ragionevoli.
Non si può cercare, a mio avviso, di trasformare un atto di pura e semplice organizzazione burocratica ed amministrativa in un problema politico, peraltro presentandolo in forma sbagliata.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Rapidissimo, anch'io voto contro l'emendamento per le motivazioni esposte in modo preciso dal collega Ibba. Vorrei aggiungere che ciò che è più odioso non sono solo le liste di attesa, ma che le liste di attesa non valgono per tutti. Basta conoscere un politico, un medico, un dirigente, e qualche volta persino un infermiere, perché quella lista di attesa non sia rispettata. Questa è una cosa ingiusta ed odiosa e ho mille prove di quello che sto dicendo. Io credo che sia giusto affrontare il problema delle liste di attesa riducendo, se non eliminando, il più possibile i tempi lunghi, perché effettivamente per chi ha necessità di un accertamento quei giorni, quelle settimane rappresentano comunque un tormento. e
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Signor Presidente, , tutti noi siamo d'accordo sul fatto che le liste di attesa costituiscano un grosso problema, un problema angosciante, di tutti i sistemi sanitari compreso quello della nostra Regione. Stiamo lavorando, sulla base delle indicazioni che sono state definite nella normativa nazionale, ad un piano per affrontare le liste di attesa, non per risolverle. Devo dire che tutte le Regioni insieme, tutte, a prescindere dalla collocazione politica, hanno discusso in sede di Conferenza Stato-Regione questo piano di cui ha parlato chi mi ha preceduto. Un piano con il quale il Ministro ci chiedeva di risolvere magicamente questo problema, dicendo che avrebbe messo a disposizione due miliardi di euro, in realtà quei due miliardi di euro sono stati dati alle Regioni per ripianare i disavanzi degli anni precedenti (2004 e precedenti), e poi è stato aggiunto che questi servivano anche per finanziare i progetti per il superamento delle liste d'attesa.
Tutte le Regioni all'unanimità hanno detto che quei due miliardi servono per ripianare i bilanci, non si sono sottratte alla responsabilità di dire: "Lavoriamo a preparare un piano che prepareremo entro l'estate"; abbiamo anche detto che peraltro non si può affrontare in termini generali il problema delle liste di attesa, ed è così che stiamo cercando di lavorare anche qui. Abbiamo incominciato ad individuare le specialità più importanti, le prestazioni - come ha detto giustamente qualcuno - e i criteri per individuare le priorità sulla base dei quali i pazienti possono avere risposte. Tra l'altro il nostro obiettivo, con l'informatizzazione, è quello di favorire il funzionamento di un sistema unificato di prenotazione. Concordo, e termino, con quanto ha detto l'onorevole Marrocu; lo ritengo a titolo personale assolutamente sottoscrivibile e penso che se tutti evitassimo di favorire le persone che conosciamo forse aiuteremmo anche il Servizio sanitario a superare questa prassi sicuramente odiosa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io ho ascoltato con molta attenzione gli interventi dei colleghi e, quindi, in primis annuncio il mio voto contrario all'emendamento numero 121, ma anche per dire che sarebbe auspicabile lavorare per evitare che il problema delle liste d'attesa, che adesso certamente va affrontato, si presenti..
Per quanto riguarda il problema che sollevava il collega Marrocu, poi ripreso dall'Assessore, io credo che sarebbe importante non solo denunciare questi fatti di malcostume, ma anche dare disposizioni severe da parte dell'Assessore perché questi favoritismi vengano evitati, come dall'altra parte credo ci dovrebbe essere da parte di tutti noi, centrosinistra ma anche centrodestra, l'impegno ad evitare questa pratica odiosa che continua ad esistere anche nella nostra Regione; e debbo dire che probabilmente non è migliorato niente negli ultimi tempi.
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 14 al quale sono stati presentati cinque emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti:
Art. 14Disposizioni in materia di agricoltura
1. Il personale della Regione e degli enti strumentali assegnato all'ARSEA Sardegna, conserva il trattamento giuridico, economico e previdenziale dell'ente di provenienza.
2. Il termine stabilito dal comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale 12 dicembre 2001, n. 16 (Ulteriore sostegno a favore degli allevatori per fronteggiare l'epizoozia denominata blue tongue), già prorogato dal comma 11 dell'articolo 9 della legge regionale 29 aprile 2003, n. 3 (legge finanziaria 2003), e dal comma 6 dell'articolo 6 della legge regionale 11 maggio 2004, n. 6 (legge finanziaria 2004), è ulteriormente prorogato, in deroga alla normativa vigente, alla data del 31 dicembre 2007, per le esigenze operative dell'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
3. La norma del comma 8 dell'articolo 7 della legge regionale n. 6 del 2004, va interpretata intendendo l'espressione "nelle more ... servizio idrico integrato" riferita soltanto al personale che abbia optato per il passaggio all'ESAF. Al personale che abbia optato per il passaggio al Consorzio interprovinciale per la frutticoltura si applica il contratto collettivo di lavoro per il personale non dirigenziale con la salvaguardia prevista dall'articolo 2112 del Codice civile.
EMENDAMENTO aggiuntivo Pisu - Davoli - Uras
Art. 14
Prima del comma 1 è introdotto il seguente comma 1.a.
"1.a. La Regione, in relazione al numero delle istanze per indennizzi pervenute all'Assessorato competente per danni alle colture da virosi, provvede a definire un incremento del 20% delle risorse già stanziate allo scopo, e a procedere a nuova notifica per un'ulteriore somma pari a 20 milioni di euro, a valere sulle disponibilità, anche in conto residui, della UPB S06.030. L'indennizzo è assicurato nella misura stabilita dalla Regione d'intesa con le rappresentanze dei coltivatori, per danni subiti dalle aziende agricole anche per colture autoctone." (92)
EMENDAMENTO aggiuntivo La Spisa - Ladu - - Murgioni - Gallus - Artizzu - Oppi - Vargiu - Capelli - Contu - Diana - Sanjust - Sanciu - Lombardo - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Pisano - Dedoni - Liori
Art. 14
Dopo il comma 2 dell'art. 14 è aggiunto il seguente comma 2 bis:
"I termini di cui al comma 7 dell'art. 7 della L.R. 21 aprile 2005, n. 7 (Legge finanziaria 2005) sono prorogati di un ulteriore anno". (51)
EMENDAMENTO aggiuntivo Sanna Francesco - Uggias - Cucca - Sabatini - Sanna Simonetta - Manca
Art. 14
All'articolo 14, dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:
"3 bis. Per i dipendenti del medesimo Consorzio il termine previsto dalla lettera b) dell'articolo 8 dell'accordo sottoscritto il 4 maggio 2005 viene fissato al 31 dicembre 2004." (135)
EMENDAMENTO aggiuntivo Giunta Regionale
Art. 14
Dopo il comma 3 è inserito il seguente:
"3 ter. La gestione liquidatoria degli enti soppressi ai sensi dell'articolo 30 della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7, è prorogata fino all'entrata in vigore della legge di riforma degli enti operanti nel settore agricolo di cui all'articolo 31, comma 1, della medesima legge.
Alla gestione liquidatoria provvede il commissario straordinario di cui all'articolo 31, comma 2, della legge regionale n. 7 del 2005.
Le spese per la gestione liquidatoria di cui al precedente comma sono valutate sino all'entrata in vigore della legge di cui al comma 1 in euro 24.195.000 (UPB S06.021, UPB S06.022, UPB S06.024). A tal fine, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato ad apportare, con proprio decreto, variazioni compensative tra le suddette unità previsionali di base." (143)
EMENDAMENTO aggiuntivo Floris Mario - Cherchi Oscar
Art. 14
Dopo l'articolo 14 aggiungere il seguente articolo 14 bis.
Art 14 bis
Procedure per l'affidamento di consulenze a persone estranee all'Amministrazione regionale
1. Al fine di garantire la massima trasparenza, l'affidamento di consulenze ad estranei all'Amministrazione regionale deve contenere, nella deliberazione della Giunta regionale di assegnazione all'incarico, una dichiarazione dell' Assessore competente con la quale lo stesso certifica che, tra tutto il personale regionale, non esistono figure professionali o competenze idonee ad assolvere le finzioni di-oggetto delle convenzioni.
2. Gli incarichi di cui al comma 1 devono essere affidati a tempo determinato e non possono protrarsi per più di tre esercizi finanziari e devono essere conferiti ad esperti in possesso di specifiche e comprovate competenze.
3. Le deliberazioni di assegnazioni di consulenze che comportano oneri superiori a E 50.000 sono adottate dalla Giunta regionale dopo aver acquisito il parere della competente Commissione consiliare, che deve pronunciarsi entro quindici giorni dalla data di ricevimento del documento.
4. Entro trenta giorni dall'espletamento dell'incarico, devono essere trasmesse a tutti i Consiglieri regionali, le relazioni, i pareri, le ricerche, gli studi compiuti nell'ambito dell' incarico conferito.
5. La Giunta regionale, contemporaneamente ai documenti delle manovre finanziarie annuali, invia al Consiglio regionale l'elenco delle convenzioni in atto, corredato dei costi complessivi e unitari e una relazione contenente, per ogni singola convenzione, i risultati previsti e quelli effettivamente ottenuti.
6. E' vietato il conferimento agli esperti di cui al comma 2, di più incarichi regionali nello stesso periodo di tempo.
7. L'incarico non può essere conferito a dipendenti di amministrazione pubblica collocati a riposo con applicazione dei benefici previsti dall'articolo 67 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1972, n. 748, e dall'articolo 6 del decreto-legge 8 luglio 1974, n. 261, convertito dalla legge 14 agosto 1974, n. 355. (4).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras.. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Il popolo vota. Il popolo vota e sceglie i propri rappresentanti ed anche le maggioranze; ho accolto, devo dire con grande piacere, le dichiarazioni dei leader della maggioranza, dei Democratici di Sinistra, de La Margherita e del Presidente della Regione sul 52 per cento circa che è stato conquistato da questa coalizione nelle ultime elezioni politiche, in modo particolare al Senato. La Sardegna dà un grande contributo alla costituzione del Senato, un grandissimo contributo, che si vedrà in questi giorni, alla formazione del Governo Prodi, il leader dell'Ulivo. L'Ulivo è una forza politica nascente, non è una coalizione, va sempre più a configurarsi come un unico partito composto da La Margherita e dai Democratici di Sinistra che, da soli, non vincono nei confronti della destra, non bastano, hanno bisogno di ampliare la loro coalizione con La Rosa nel Pugno, i Comunisti Italiani ed anche Rifondazione Comunista. Questo vale anche per questa Giunta che, giustamente, ha rivendicato la partecipazione a quel consenso elettorale che si è dimostrato in Sardegna maggioritario, maggioritario perché quella coalizione, l'Unione con tutti i contributi, anche con l'8 per cento di Rifondazione Comunista ha vinto e ha battuto le destre.
I governi di coalizione richiedono una relazione positiva tra i componenti della maggioranza, una relazione positiva su tutto. Ieri abbiamo tenuto una riunione interessante, si è parlato di fiducia reciproca, di relazione positiva, di costruire insieme, ma questo è un comportamento che non vale a rate, vale sempre! Vale sempre e i rapporti politici richiedono affidabilità e serietà.
Adesso è in discussione l'articolo sull'agricoltura al quale noi abbiamo presentato un emendamento. Di che cosa tratta questo emendamento? E' esattamente la traduzione dell'impegno assunto davanti a me, poca cosa, davanti al Presidente dei Democratici di Sinistra ben più altra cosa, e del Presidente del Gruppo dei Democratici di Sinistra ben altro peso, e davanti a tanti agricoltori i cui prodotto sono stati colpiti dalle pestilenze perché i controlli che si effettuano sulle produzioni agricole sarde
(controlli sulla natura biologica, sulla presenza di anticritogrammici o di fertilizzanti non a norma), non si operano su quelle di importazione, e le pesti arrivano, e le nostre colture e i nostri animali si ammalano e scattano le procedure di indennizzo, e vengono fatte le notifiche per gli aiuti all'Unione Europea e si stabiliscono le entità delle risorse finanziarie che servono a riparare il danno che hanno subito i nostri agricoltori.
In quella circostanza, all'indomani di una battaglia, il Presidente della Regione davanti a molti consiglieri della maggioranza e a quei coltivatori ha assunto l'impegno formale, unitamente all'Assessore dell'agricoltura presente anch'egli, di attivare un tavolo tecnico di definizione di un percorso che aveva questi obiettivi: l'incremento del 20 per cento delle risorse già stanziate allo scopo, l'inserimento tra i soggetti beneficiari dell'indennizzo dei produttori di colture autoctone, di coloro che erano stati esclusi in ragione di altri parametri che non erano stati considerati congrui, ed anche l'impegno formale di procedere ad una nuova notifica utilizzando risorse finanziarie che già stanziate in materia di danni, perché la platea dei richiedenti, molto più elevata rispetto a quella originariamente prevista, potesse ottenere un giusto riconoscimento.
Il tavolo tecnico è stato aperto, la Giunta avrebbe dovuto riferire ai componenti del Consiglio che avevano sollecitato questo intervento, la Giunta avrebbe dovuto riferire soprattutto a quei coltivatori nei confronti dei quali attraverso il suo Presidente aveva assunto l'impegno di risolvere il problema prospettato. Ad oggi non c'è notizia! Ad oggi la Giunta non ha fatto il suo dovere! Ad oggi l'Assessore dell'agricoltura non ha prospettato nessuna soluzione! Ad oggi l'Assessore dell'agricoltura non ha in alcun modo riferito sugli esiti dei lavori del tavolo verde! Ad oggi quegli agricoltori, nei confronti dei quali il Presidente della Regione ha assunto l'impegno, sono senza risposta!
Ecco il perchè dell'intervento di un consigliere regionale, di più consiglieri regionali, espressione di un partito che pone all'attenzione della Giunta, all'attenzione dell'Aula, quell'argomento; e lo pone perché non si rompa un rapporto tra i rappresentanti e i rappresentati, quelli che consentono le dichiarazioni di soddisfazione all'indomani del voto: quel popolo che vota, che dà fiducia, che non può essere tradito, che non può essere offeso!
Io mi sento offeso per esempio per quei 50 medici biologi, tecnici di laboratorio che hanno parlato con tutti i proponenti la stessa lingua, e che domani potranno dire giustamente: "Ci avete tradito! Non ci avete rispettato, non siete degni di rappresentare in quella sede i nostri bisogni!" Io mi auguro che questo non avvenga anche per gli agricoltori. Io mi auguro che la Giunta intenda discutere di questo emendamento con chi l'ha proposto prima di dire che non va bene.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Brevissimamente, proprio sull'emendamento numero 92. Io ritengo che il problema posto dall'emendamento del collega sia reale. Ribadisco,e mi dispiace per il collega anche per la passione posta nell'illustrare l'emendamento, che non sia risolvibile con un emendamento. L'emendamento infatti pone un primo problema legato alla disponibilità di risorse su quella UPB, risorse che sono state in gran parte utilizzate a seguito dell'approvazione dell'articolo 9 ter; l'altro problema è che a mio parere non c'è bisogno, come ho più volte sottolineato, di una nuova norma di legge in materia.
Noi, per la virosi, avevamo definito una certa dotazione finanziaria dopo l'accertamento del danno e dopo che l'Unione Europea l'ha riconosciuta come calamità naturale, le domande di risarcimento dei danni presentate dagli agricoltori hanno permesso di stabilire che l'importo stanziato dal Consiglio regionale per quella finalità era insufficiente.
L'Unione Europea non fissa dei parametri di indennizzo in termini di percentuali, ma stabilisce solo che l'indennizzo non deve superare ovviamente il valore del danno subito. Nel caso in discussione l'ammontare dell'indennizzo è notevolmente inferiore a quello del danno subito. Ma questo non impedisce che l'importo dell'indennizzo possa essere incrementato (per legge è possibile un incremento del 20 per cento), perché lo prevede già l'attuale normativa.
La Giunta può procedere con propria delibera, qualora si reperissero ulteriori risorse in quella UPB, in base ad una normativa approvata, mi pare, nel 1998; la delibera viene inviata all'Unione Europea che l'approva, se vi è il riconoscimento della calamità naturale e il danno effettivo ha superato il danno riconosciuto per cui si rientra nelle previsioni della normativa nazionale per i danni subiti; poi, sulla base delle nostre risorse, perché le risorse sono comunque regionali, si indennizza quel danno dimostrando che non si sta indennizzando in misura superiore al valore del danno subito.
Su questo punto c'era effettivamente un impegno politico a ridiscutere la possibilità di reperire nuove risorse per adeguare il livello degli indennizzi stabilito nella prima delibera che non poteva, a monte, stabilire l'ammontare complessivo dei danni e, quindi, dell'indennizzo. Si può reintervenire, però questo lo si può fare senza bisogno di una norma di legge. Tra l'altro bisognerebbe verificare, relativamente all'ultima questione posta nell'emendamento se l'Unione Europea acconsente. Gli agricoltori avevano posto infatti due problemi; uno era relativo all'ammontare dell'indennizzo e l'altro alla possibilità o meno di indennizzare il danno subito da chi, comunque, non aveva le piantine certificate.
Il problema è ancora in discussione perché occorre l'ok dall'Unione Europea per non dovere poi, come stava succedendo per la legge numero 44, chiedere indietro i finanziamenti perché l'Unione Europea non esprime parere positivo su quella norma.
Io invito quindi da un lato i colleghi a ritirare l'emendamento e la Giunta ad accelerare l'avvio di quel tavolo tecnico tra le organizzazioni agricole e l'Assessorato per definire sia gli intervennti atti a combattere la virosi sia la possibilità di integrare le risorse per dare un indennizzo più adeguato, risolvendo il problema dal punto di vista politico perché è risolvibile, dal punto di vista amministrativo perché è risolvibile, senza ricorrere a nuove norme di legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Condivido pienamente le osservazioni dell'onorevole Marrocu. Io volevo semplicemente rilevare che sarebbe importante, discutendo dell'articolo 14 che riguarda l'agricoltura, tra l'altro il tema della virosi posto dai colleghi di Rifondazione con questo emendamento ha avuto un eco in Consiglio qualche mese fa e anche in Commissione, che fosse presente l'Assessore dell'agricoltura per dare le risposte che il Consiglio, giustamente, richiede su questa questione. Ma c'è anche il problema della lingua blu, richiamato in una parte dell'articolo 14, su cui ci sono diversi aspetti che andrebbero approfonditi e chiariti.
Nel merito dell'emendamento - ripeto - condivido pienamente l'affermazione del mio Capogruppo, l'onorevole Marrocu, sul fatto che non ci sia bisogno di una ulteriore norma di legge per incrementare le risorse nel caso queste fossero insufficienti. La Giunta lo può fare con una semplice deliberazione, tra l'altro nel caso in cui si intervenisse con un adeguamento non superiore al 20 per cento non si è tenuti a notificare il provvedimento alla Unione Europea.
Era stata inoltre concordata effettivamente l'attivazione di un tavolo tecnico per verificare quali danni fossero riconducibili all'ammissibilità, secondo le disposizioni relative alla virosi, ed anche per verificare questo aspetto credo che sarebbe molto importante la presenza dell'Assessore dell'agricoltura.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, molto brevemente, per dire che il problema sollevato dai colleghi della Rifondazione Comunista con l'emendamento numero 92 è un problema aperto che bisogna in qualche modo portare a definizione. Infatti, come hanno ricordato molto puntualmente i colleghi che mi hanno preceduto, è un problema aperto da parecchio tempo e che ha bisogno di alcune risposte.
Una prima risposta riguarda la quantificazione, la determinazione per singolo metro quadrato dell'ammontare dell'indennizzo al fine di fornire un ristoro adeguato ai produttori; occorre poi verificare se sia necessario, perché anche questo è rimasto in sospeso, qualora si superi il limite del 20 per cento dell'importo indicato in legge, inviare una nuova notifica all'Unione Europea.
Infine un chiarimento per quanto riguarda le colture autoctone, questo è il punto più importante rimasto aperto al di là della maggiore dotazione finanziaria e dell'ammontare del risarcimento per singolo metro quadrato, il problema delle produzioni delle piantine non certificate. E' necessario quindi che noi portiamo avanti, che la Giunta porti avanti con forza (lo fa in tutti i settori) la difesa delle produzioni tipiche sostenendo queste colture autoctone gono richiamate dall'emendamento.
Però ritengo che qui ci debba essere a un chiarimento, un'informazione che deve arrivare dalla Giunta rispetto a quello che si è fatto per sapere se questi problemi sono stati risolti, se non è necessaria una norma di legge o se invece è necessaria una norma di legge in modo da potere dare le risposte che questi agricoltori stanno attendendo.
Nel particolare io inviterei gli amici di Rifondazione Comunista a ritirare l'emendamento, però in attesa di questi chiarimenti che mi sembrano necessari perché è opportuno che le partite che sono aperte, per altro aperte da parecchio tempo, possano trovare la giusta risposta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, io chiederei di sospendere l'argomento poiché condivido l'esigenza di capire bene la questione degli indennizzi, quindi se sia necessario o meno avere altre risorse finanziarie, tenuto conto che tutta la questione è molto particolare e presenta alcuni aspetti tecnici interessanti che quest'Aula deve conoscere meglio.
Chiederei di sospendere anche perché ritengo necessaria la presenza dell'Assessore che deve precisare la situazione amministrativa e finanziaria, la consistenza di tutti i danni subiti, dirci se vi è l'esigenza di nuove risorse oppure se si possono utilizzare quelle esistenti..
PRESIDENTE. L'Assessore è assente per motivi importanti come ha avuto modi di dire ieri, e infatti auspicava che si riuscisse ad esaminare questo articolo proprio ieri; naturalmente ha lasciato ai colleghi della Giunta le indicazioni, ma non so se siamo in condizioni di procedere. Valutiamo se siamo in condizioni di procedere; mi pare che le risposte siano state date in Commissione.
LA SPISA (F.I.). Presidente, si chiede di sospendere solo l'emendamento aggiuntivo, eventualmente si può votare l'articolo.
PRESIDENTE. Procediamo allora alla votazione dell'articolo.
Metto in votazione l'articolo 14. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
L'emendamento 92 è sospeso.
(Non è approvato)
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Presidente, non sono stati espressi i pareri.
PRESIDENTE. Chiedo scusa..
Per esprimere il parere sugli emendamenti tranne il numero 51 che è stato già votato, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza.
Sull'emendamento numero 92, anche se è stato sospeso, il parere è negativo e non credo verrà modificato. Il 51 l'abbiamo votato; sul 135 il parere è contrario ma invito i colleghi a ritirarlo; sul 4 il parere è contrario; sul 143 il parere è favorevole,.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore. Vorrei approfittare dell'espressione del parere per rettificare l'importo di cui all'emendamento numero 143 che è di 23 milioni 695 mila euro e non 24 milioni e 195 mila euro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA FRANCESCO (D.S.). Presidente, ritiriamo l'emendamento raccomandando all'Amministrazione di considerare che si voleva eliminare una disparità; quindi di tenerne conto nella sede contrattuale, se ritenesse ovviamente fondata la ragione che ne ha motivato la presentazione.
(E` approvato)
(Non è approvato)
Sospendo brevemente la seduta e convoco una Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 45, viene ripresa alle ore 14 e 39.)
PRESIDENTE. Colleghi, la Conferenza dei Capigruppo ha deciso di concludere questa mattina i lavori del Consiglio che riprenderanno martedì della prossima settimana alle ore 10.00.
Il calendario dei lavori prevede che la prossima settimana si lavori martedì, mercoledì, giovedì e venerdì; i lavori inizieranno tutte le mattine alle ore 10 e si concluderanno alle ore 14, riprenderanno alle ore 15 e 30 e si concluderanno alle ore 22. .
La seduta è tolta alle ore 14 e 40.
Allegati seduta
CLXXIX Seduta
Giovedì 27 aprile 2006Presidenza del Presidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 10 e 12.
SERRA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 19 aprile 2006 (173), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Elio Corda, Giuseppe Cuccu, Renato Cugini, Paolo Fadda, Vincenzo Floris, Matteo Sanna, Francesco Sabatini e Beniamino Scarpa hanno chiesto congedo per la giornata del 27 aprile 2006.
Il consigliere Adriano Salis ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 27 aprile 2006.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
SERRA, Segretario:
"Interrogazione Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, su problemi inerenti la gestione del servizio regionale terre ad uso civico".(492)
"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sull'ennesimo mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti delle strutture private convenzionate con la ASL n. 1 di Sassari, con particolare riferimento alla COOPAS".(493)
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per dieci minuti. I lavori riprenderanno alle ore 10 e 25.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 14, viene ripresa alle ore 10 e 45.)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo". Prosegue l'esame dell'articolo 13 e dei relativi emendamenti.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Presidente, chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
(Risultano presenti i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Cachia - Calledda - Capelli - Cassano - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Fadda Giuseppe - Gallus - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Manca - Marrocu - Mattana - Milia - Moro - Murgioni - Oppi - Orrù - Pacifico - Pili - Pinna - Pirisi - Pisu - Rassu - Sanciu - Sanjust - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Uras.)
Alla votazione hanno partecipato 50 consiglieri, quindi è presente il numero legale. E' iscritto a parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.). Signor Presidente, intervengo per esprimere una posizione a favore di alcuni progetti, quale ad esempio quello denominato "Ritornare a casa", di cui hanno parlato ieri anche la collega Caligaris e il collega Contu . Noi non conosciamo il progetto nel dettaglio ma abbiamo avuto modo di incontrare l'Assessore della sanità e, almeno sui principi generali, riteniamo di dover concordare assolutamente con quanto viene indicato nell'articolo 13 al comma primo.
Il progetto "Ritornare a casa" tende a evitare una clinicizzazione del decorso della malattia in pazienti con problemi di salute mentale, mi riferisco in particolare ai alle persone colpite dall'Alzheimer, e a favorire una attività di supporto prevalentemente svolta nei centri diurni.
L'istituzionalizzazione di queste patologie non comporta un recupero del paziente, ma mantiene lo stato di malattia e semmai lo peggiora. L'assistenza nei centri diurni e il contatto continuo con la famiglia, invece, consentono un recupero e un mantenimento dello stato del paziente nelle condizioni migliori. Da questo punto di vista non si è compreso perfettamente il tipo di progettualità che si intende portare avanti, e credo che le osservazioni della collega Caligaris e del collega Contu derivassero proprio da una non perfetta conoscenza del progetto.
Intervengo inoltre per sostenere degli emendamenti sul personale impiegato nei progetti nati con la legge 37 a favore dell'occupazione. A distanza di circa otto anni questi progetti, nati per favorire l'occupazione, corrono il rischio di favorire invece l'aumento della disoccupazione. Per otto anni noi abbiamo impiegato una sessantina di persone (medici, biologi, tecnici di laboratorio), che si sono specializzate e hanno affinato la loro esperienza in settori specifici, in un' attività che si è nel tempo precarizzata perché ogni anno si doveva rifinanziare questa tipologia di progetti. Sono specialisti e tecnici che hanno svolto un lavoro proficuo soprattutto per quanto riguarda la talassemia e la sclerosi multipla. Ora si sta correndo il rischio di porre fine alla realizzazione di un progetto, quello sulla talassemia in particolare, che ritengo assolutamente utile dal punto di vista sociale , perché imperniato non solo sull'attività di ricerca, ma anche e soprattutto su quella della prevenzione.
Per quanto riguarda lo stanziamento, noi proponiamo di focalizzare le risorse sui progetti relativi alla sclerosi multipla e alla talassemia, che hanno anche nel Piano sanitario una codifica di obiettivo di salute, e di impiegare nella loro attuazione anche le figure professionali impegnate in progetti che vanno invece, a nostro avviso dismessi. Ricordo che i progetti sono cinque, In alcuni è progressivamente diminuito il personale occupato, è il caso in particolare di un progetto al quale collaborano ancora soltanto tre specialisti la cui professionalità perderemmo, e sarebbe un peccato, se non li destinassimo a progetti diversi., Noi perciò chiediamo alla Giunta di mantenere in piedi questi due progetti, in attesa dell'approvazione del Piano sanitario che dovrebbe prevedere misure diverse volte soprattutto alla prevenzione di questo tipo di patologie.
Lo stanziamento complessivo credo non possa essere inferiore ai due milioni di euro, a meno che non si decida oggi una cifra inferiore riservandoci eventualmente di integrarla nell'assestamento di bilancio. Se vi è un impegno da parte della Giunta in questa direzione possiamo anche rivedere le cifre e, eventualmente, ritirare l'emendamento 159 e lasciare in piedi l'emendamento 161concordando l'entità dello stanziamento.
Ritengo anche che si possa operare una sintesi di tutti gli emendamenti presentati su questa materia della quale il collega Gallus, ieri, ha sottolineato l'importanza..
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, vorrei ricordare, le ricordo a me stesso, le perplessità avanzate dalla collega Caligaris sull'articolo 13 o, meglio, sui primi quattro commi dell'articolo 13 che prevedono la predisposizione di progetti sperimentali. Poi, dopo questi quattro commi, in questo articolo c'è anche una stranezza, già rilevata in Commissione, e cioè l'inserimento di un comma cinque che per il suo contenuto non si capisce perchè sia stato affidato alle valutazioni della Commissione sanità e non a quelle della Commissione competente in materia di fondo per l'edilizia abitativa. Certo, parliamo sempre di disposizioni in materia di politiche sociali, ma il contenuto del comma cinque è sicuramente riferibile ad altra Commissione ed altro Assessorato.
Per quanto riguarda l'intervento della collega Caligaris, posso dire di condividere integralmente, quindi non le riprendo, le sue osservazioni;le condivido ma le mie conclusioni sono diverse. La collega osservava che era apprezzabile il "sogno" rappresentato dalla previsione di progetti sperimentali che si pongono l'obiettivo di alleviare, dal punto di vista umano, la particolare situazione dei portatori di alcune patologie che necessitano del calore familiare, ma che nella realtà questo "sogno" si scontra con l'impossibilità di garantire un certo tipo di prestazione a livello familiare, con tutte le conseguenze che ne possono derivare sull'organizzazione familiare medesima. La collega concludeva il suo intervento affidandosi alla Giunta e dimostrando, giustamente dalla sua parte, di avere piena fiducia nella stessa (cosa che potrebbe essere superata), mentre in materia io non ho nessun tipo di fiducia nella Giunta per quanto ha fatto fino ad oggi o, meglio, per quanto non ha fatto e per quanto ha fatto in maniera sicuramente discutibile.
La valutazione sui primi quattro commi è quindi sicuramente negativa, basata proprio sul fatto che nessun passaggio è previsto in Consiglio, quando dico in Consiglio intendo in Commissione, perché tutto è affidato alla programmazione della Giunta che se ne guarda bene dal voler sostenere un confronto in Commissione sui progetti che intende porre in essere, così come sulle linee guida.
A questo articolo noi abbiamo presentato degli emendamenti, in modo particolare mi vorrei soffermare sul 123 che propone l'adeguamento dell'assegno mensile, previsto dalla legge numero 27 del 1983, per talassemici, emofiliaci, emolinfopatici ed altri. Oltre all'assegno mensile è previsto anche il rimborso per le spese di viaggio di chi, necessariamente, è costretto periodicamente a sottoporsi ad accertamenti. L'entità del contributo, quale determinato fino ad oggi, non consente sicuramente di alleviare né la sofferenza né l'esborso economico che deve sostenere chi è affetto da questa patologia.
L'altro emendamento che propongo alla attenzione della Giunta e dell'Aula è il 121. L'emendamento 121 interviene per fare chiarezza sui tempi delle liste d'attesa che mi risulta siano in costante aumento in tutte le AA.SS.LL. Mi vorrei soffermare in particolare sulla ASL di Sassari che è assorta agli onori della cronaca nell'ultimo periodo per il verificarsi di alcuni eventi abbastanza drammatici; mi riferisco ai casi di quelle persone che purtroppo sono uscite da quegli ospedali in orizzontale.
Ricordo questi fatti per il semplice motivo che i colleghi del centrosinistra, in modo particolare il collega Lai, per evento simile accaduto qualche anno fa nel reparto di cardiochirurgia dell'ospedale Santissima Annunziata della ASL numero 1, chiesero le immediate dimissioni dell'Assessore allora in carica. Diversi episodi di portata drammatica hanno continuato a verificarsi in quella ASL, eppure non ho sentito in merito , non dico le affermazioni eccessive presenti nella mozione formulata a suo tempo dal collega Lai, ma neanche osservazioni.
Ritorniamo ai tempi delle liste d'attesa. L'utente, come sappiamo, paga un ticket per le prestazioni diagnostiche, terapeutiche, riabilitative, assistenze specialistiche e quant'altro che richiede presso le AA.SS.LL. Ritengo che la corresponsione del ticket sia una cosa giusta, ma nello stesso tempo l'utente paga per avere un servizio che oggi è assolutamente carente perchè spesso deve aspettare mesi per poter accedere alla prestazione richiesta.
Noi sappiamo anche che i commi 279 e 280 dell'ultima finanziaria nazionale prevedono la premialità per quelle regioni che mettono in essere entro il termine, se non sbaglio, del marzo o maggio 2006 dei progetti di abbattimento delle liste in questione. E' previsto uno stanziamento, se non vado errando, di circa quattro milioni di euro.
In attesa che la Regione Sardegna si attrezzi per l'abbattimento delle liste d'attesa e ottenga dei risultati, ritengo corretto che il paziente non paghi il ticket sulle prestazioni per le quali la prenotazione supera i quindici giorni. Richiedo un servizio, pago un servizio, devo avere un servizio. In attesa che tutto questo venga rimesso a posto secondo i progetti a tutt'oggi sconosciuti sull'abbattimento delle liste d'attesa, proponiamo che per l'annualità 2006, e sperando che entro il 2006 qualcosa si muova, venga abolito il ticket sulle prestazioni diagnostiche, terapeutiche, riabilitative, di assistenza ospedaliera ed ambulatoriale. Credo che questo atto, sperando nella condivisione da parte della Giunta e della maggioranza, sia un atto di giustizia.
Ho verificato anche che il costo sarebbe pari a circa dieci milioni di euro per l'anno 2006. Poichè ad aprile stiamo ancora discutendo la finanziaria, la cifra può essere rivista ed adeguata per quanto rimane dell'annualità in corso. Questa proposta la sottopongo alla riflessione dell'Aula per compiere un atto di giustizia nei confronti di quei pazienti che, pur pagando il ticket, ricevono la relativa prestazione a distanza di tre mesi, sei mesi, e alcuni, in condizioni particolarmente gravi, neanche fanno in tempo a riceverla.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi consiglieri, l'articolo 13 del testo di legge in discussione comporta alcune riflessioni sia direttamente sul testo dell'articolo sia sugli emendamenti che sono stati presenti alcuni dei quali recano anche la firma dei Riformatori.
La prima riflessione la vorrei fare sul primo comma dell'articolo relativamente al progetto "Ritornare a casa"; noi condividiamo il progetto però, mi rivolgo direttamente all'Assessore, vorrei richiamare brevemente l'attenzione su una categoria particolare di ammalati, che utilizzano non tanto la struttura socio-sanitaria quanto quella strettamente sanitaria. Mi sto riferendo ai malati obbligati alla ventilazione assistita che si sta tentando di deospedalizzare migliorando le forme di assistenza domiciliare. Come l'Assessore sa, probabilmente meglio di me, la ventilazione assistita interessa un numero ristretto di patologie, tra queste la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) che è un flagello per le famiglie che ne vengono colpite. Vorrei segnalare all'Assessore che esistono dei piani personalizzati per il sostegno ai pazienti affetti da SLA, piani che favoriscono la deospedalizzazione con la conseguente liberazione del posto in rianimazione che, per l'ospedale, ha un costo di esercizio altissimo.
Questi piani personalizzati consentono la concessione di un sostegno alle famiglie che, insieme a ciò che l'Azienda sanitaria mette a disposizione aiuta a gestire questi pazienti. Questi piani personalizzati purtroppo subiscono un crollo in termini di disponibilità economica per i pazienti ultra sessantacinquenni. La sopravvivenza dei pazienti affetti da SLA un tempo era infatti estremamente ridotta, mentre oggi la loro vita, , sulla quale non ci interroghiamo dal punto di vista della qualità ma che è accettata dai pazienti e dalle loro famiglie, è molto più lunga; ci sono quindi pazienti con sclerosi laterale amiotrofica ultra sessantacinquenni che abbisognano di piani di assistenza specifici e congrui anche dal punto di vista economico.
Poiché una delibera dell'Assessorato regionale della sanità esclude gli ultra sessantacinquenni, chiederei all'Assessore se sia possibile una modifica della delibera in oggetto per far accedere alle provvidenze massime previste dalla legge quei pazienti che, pur avendo compiuto i 65 anni di età, siano portatori di patologie particolari, quali quelle di pazienti che hanno bisogno di ventilazione assistita continua..
Altre considerazioni molto brevi vorrei farle su tre emendamenti; il primo è l'emendamento numero 50il cui contenuto è presente anche in altri emendamenti. Questo emendamento si pone il problema dei famosi progetti per favorire l'occupazione" che nel settore della sanità erano cinque e riguardavano la talassemia, la sclerosi multipla, il diabete, la genetica, mi scuso ma non ricordo l'argomento del quinto. Questi progetti, avviati più di dieci anni fa, hanno coinvolto una quantità notevole di figure professionali tecniche e specialistiche sia di area medica che di altre aree.
Ora, il problema che si pone (mi sembra sia sentito da tutti poiché gli emendamenti sono stati presentati sia dal centrodestra che dal centrosinistra e da Rifondazione Comunista), è che queste persone, lavorando all'interno di questi progetti da diversi anni, in primo luogo hanno acquisito una professionalità specifica, in secondo luogo portano avanti comunque una attività che sarebbe di competenza del sistema sanitario nazionale.
Negli emendamenti si chiede semplicemente di prorogare di un anno alcuni progetti; ma già in Commissione, nell'interlocuzione con l'Assessore, cercammo di capire quali professionalità sono impegnate all'interno di questi piani, o progetti che dir si voglia, che non erano volti alla ricerca scientifica ma erano finalizzati all'occupazione, quale sia il tipo di servizio offerto e che verrebbe a mancare qualora venissero chiusi tutti i progetti in corso, e se e che cosa questa Regione Sardegna possa materialmente fare per garantire ancora l'occupazione di queste professionalità .
Cancellare un'esperienza che dura comunque da tanti anni sarebbe sicuramente un danno, dal punto di vista qualitativo, per ciò che finora è stato fatto, e sarebbe anche una dimostrazione di fallimento delle politiche per l'impiego della Regione Sardegna che avrebbe mantenuto in regime di precariato per dieci anni e più delle figure professionali che non hanno cercato occupazione altrove perché attendevano una stabilizzazione che non c'è mai stata.
Nel momento in cui noi diciamo che non vogliamo più fare queste politiche perchè sono inaccettabili, dobbiamo però porci il problema del portato culturale di politiche che, comunque sia, per anni sono state materialmente portate avanti dalla Regione Sardegna; politiche che hanno creato un danno reale rispetto al quale, dato che colpisce persone fisiche e a famiglie, una qualche risposta va data.
L'emendamento numero 123, come ha ricordato il collega Capelli, propone di rivalutare le provvidenze economiche a favore degli emolinfopatici, dei talassemici e degli emofiliaci relative alle spese per terapia e alle spese di viaggio. Si chiede quindi semplicemente un adeguamento economico che appare indispensabile.
Terzo e ultimo argomento su cui vorrei spendere alcune parole è quello delle liste d'attesa. Nell'emendamento un po' provocatoriamente, si propone di eliminare il versamento del ticket per quelle prestazioni che non venissero fornite in un tempo accettabile da parte della struttura pubblica. Lo scopo è quello di stimolare la struttura pubblica a fornire tali prestazioni in tempi congrui, anche se questa proposta non risolverebbe il problema in una Regione che ha una percentuale di esenti da ticket di molto superiore al 60-70 per cento.
La questione delle liste d'attesa va comunque verificata e affrontata complessivamente; se infatti quello che leggiamo ripetutamente sui giornali ha un significato, il meccanismo di funzionamento delle prenotazioni per le liste d'attesa che escludono l'emergenza, cioè quelle che non passano dal pronto soccorso, non solo non è pienamente efficiente, ma induce la gente ad intasare il pronto soccorso che rimane l'unica struttura dove viene fornita rapidamente quella prestazione che attraverso canali normali viene fornita dopo tre mesi, dopo sei mesi, dopo nove mesi, con ritardi intollerabili per il paziente.
Quindi non può essere ulteriormente rimandata una riflessione complessiva sulla ristrutturazione del sistema dell'accettazione e sul miglioramento della funzionalità e dell'efficienza nei pronto soccorso.
Dalle notizie che leggiamo sui giornali, riguardanti chiaramente le strutture cagliaritane, emerge drammaticamente il problema delle liste d'attesa per le prestazioni di tipo non ambulatoriale. Mi riferisco, per esempio, alle prestazioni della cardiochirurgia che , per gli interventi di elezione, cioè quelli prenotati perchè non urgenti, ha liste d'attesa di nove mesi, un anno, come nei momenti peggiori, ; non esiste quindi la possibilità di prevedere a Cagliari i tempi per gli interventi tutto sommato di routine.
Le lunghe liste d'attesa un tempo creavano il flusso di pazienti cagliaritani, o sardi in generale, verso le strutture del continente, con l'imposizione per la Sardegna del pagamento dei DRG ai livelli, ben più alti dei nostri, delle Regioni che accettavano i nostri pazienti. Si verificava quindi il paradosso della spoliazione e della obsolescenza del sistema sanitario regionale sardo che, dando soldi ad altri sistemi sanitari regionali, contribuiva invece all'assunzione di medici e all'acquisto di nuovi macchinari in Piemonte e in Lombardia.
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, ha concluso il tempo a sua disposizione.
E' iscritto a parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, signori della Giunta, onorevoli colleghi, l'argomento che stiamo trattando si inserisce in una congerie di argomenti e rischia, per un verso, di apparire marginale; però così non è rispetto agli effetti che si propone; infatti, come abbiamo avuto modo di verificare in Commissione sanità, l'intervento previsto è significativo e rappresenta un segnale rilevante di inversione delle politiche sociali e sanitarie.
Basta pensare all'aspetto relativo al rientro nelle famiglie di persone inserite in strutture residenziali, sanitarie o di assistenza sociali o sanitarie, oppure all'inclusione di giovani dimessi dalle strutture residenziali affinché possano arrivare ad una piena autonomia e completare il proprio percorso scolastico.
Il contenuto dell'articolo è rilevante non solo limitatamente all'aspetto sanitario, ma soprattutto come segnale significativo di valorizzazione di aspetti non strettamente collegati alla tutela della salute, come ad esempio l'ambito familiare, inteso non soltanto come cellula fondante della società, quindi come valore tutelato dalla Costituzione, ma anche come ambito rieducativo e terapeutico che meglio delle strutture sanitarie è in grado di sostenere le persone perchè le considera non semplicemente come soggetti afflitti da una patologia, ma come individui che hanno necessità di questo supporto per guarire anche psicologicamente.
In questa ottica assumono rilevanza anche gli interventi destinati ai giovani, in particolare alle giovani coppie. Diceva giustamente l'onorevole Capelli che nell'articolo c'è un'incongruenza, apparente quanto meno, relativa all'inserimento di un comma, il comma cinque, che prevede la concessione di mutui agevolati ai sensi della legge numero 32/1985; ora, se è vero che la norma sostanzia una competenza dei lavori pubblici, è altrettanto vero che integra pienamente la materia perché affronta in maniera rilevante e significativa le azioni di politica sociale. Non v'è chi non veda che la possibilità concessa alle giovani coppie, che non sono oggi nelle condizioni di poter accedere ai mutui messi a disposizione dagli istituti di credito, di poter accedere al mutuo regionale mettere su casa significhi iniziare un percorso stabile di realizzazione familiare.
Due parole, in conclusione, Assessore, sugli emendamenti, relativi ai progetti sulla talassemia e sulla sclerosi multipla.
Credo sia necessario evidenziare che dobbiamo rendere più incisiva la lotta a queste patologie, anche attraverso un potenziamento di questi strumenti che sono in essere da tempo;e voglio ricordare, infatti, che nella bozza di Piano sanitario proposta al nostro esame, la prevenzione di queste patologie rappresenta una delle priorità dell'azione della sanità in Sardegna..
Infine, in considerazione del fatto che questo provvedimento è collegato alla manovra finanziaria, io rivolgo un invito alla Giunta, in particolare all'Assessore, affinché porti immediatamente in Giunta la programmazione degli interventi in conto capitale, pari a 66 milioni di euro che abbiamo approvato nel bilancio e quindi nella legge finanziaria . Assessore, sono interventi attesi, sulla cui programmazione credo che non ci sia nessun problema in Giunta, perché consentirebbero alle Aziende sanitarie locali e alle strutture sanitarie di poter attuare gli impegni che, sostanzialmente, sono stati già presi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Signor Presidente del Consiglio, colleghi e colleghe, cercherò di non ripetere considerazioni, che condivido,, svolte dai colleghi del centrodestra che mi hanno preceduto.
Io ho voluto evitare di intervenire nel corso della discussione generale sul provvedimento perché, come ho già avuto occasione di ripetere diverse volte in quest'Aula, non ho alcuna passione per le azioni inefficaci, poiché non solo non sono state accolte, ma non sono state neppure ascoltate o prese in considerazione le proposte, mai strumentali e spesso costruttive, avanzate dalla nostra opposizione,.
Ciò non di meno, come i colleghi sanno bene, non riesco ad esimermi dal parlare perché almeno valga a futura memoria, serva a far capire a chi leggerà gli atti consiliari, che non rimanemmo fermi innanzi allo sfascio creato in un settore importante e delicato in cui il sottoscritto e i colleghi di partito da ultimo, ma anche autorevoli esponenti del centrosinistra ben prima, avevano cercato, nelle mille difficoltà, anche in termini di risorse finanziarie, di costruire qualcosa.
Sarà facile comprendere che se le iniziative comprese nell'articolo 13, che il Consiglio oggi esamina, saranno gestite con lo stesso metodo utilizzato nella gestione della sanità nell'Isola, la situazione merita viva attenzione.
Trascuro di intervenire sulla girandola di pratiche disinvolte, palesemente illegittime, dell'Assessore della sanità in materia di nomine di dirigenti pubblici. Un esempio palese di illegittimità riguarda la chiamata di ventisei persone (non ci sarà oggi una valutazione, ma sarà fatta in seguito dalla Corte dei Conti) effettuata in modo anomalo, contravvenendo alla legge 31, attraverso l'elaborazione di progetti-obiettivo, queste persone sono state inserite in questo articolato nel capitolo sul personale per cercare di sanare una situazione; infatti, con una lettera inviata al direttore generale da parte del responsabile di settore (di cui ho copia), e dal direttore allo stesso Assessore, prima erano state riconfermate a causa delle carenze di personale in Assessorato (c'è al riguardo una nostra interpellanza), poi i comandi erano stati invece revocati, infine. Quindi se già l'Assessorato era in crisi, senza queste ventisei persone sarà in asfissia totale. È inutile cercare oggi di rimediare attraverso una postilla messa all'interno dell'articolato stesso.
Evito anche di fare considerazioni, già sentite da bravi colleghi del mio partito, come da prestigiosi leader del centrosinistra, sulle curiose preferenze per la "continentalità", come elemento determinante del curriculum. Del resto, nonostante lei sia un tecnico, allorquando abbiamo specificatamente richiesto se chi era stato nominato aveva i prescritti requisiti , lei si è salvata inviando una lettera (che ha trasmesso anche a noi), attraverso il Ministero della sanità, con richiesta di un parere al Consiglio di Stato. Spero che questo parere l'abbia sollecitato perchè glielo chiederemo in questi giorni. Un tecnico con un minimo di esperienza e capacità, con la sua professionalità, deve fare una scelta in un senso o in un altro, lei invece ha preferito nascondersi e demandare ad un organismo anomalo che peraltro risponderà con notevolissimo ritardo.
Ma certo non mi si può chiedere di non sottolineare come le iniziative del programma, entro nel merito, "Ritornare a casa", siano evanescenti, ambigue e incomprensibili. L'analisi delle disposizioni deve partire, mi riferisco al capoverso, necessariamente dal chiarimento di alcuni termini come famiglia e comunità di appartenenza. L'Assessore forse vuole intendere la famiglia come luogo di affetti e di comportamenti equilibrati i cui membri possono crescere e svilupparsi al meglio della loro potenzialità; ma come è possibile - io mi chiedo - che la stessa famiglia, che non è stata capace di mettere in atto quei comportamenti necessari affinché quel membro malato o disagiato (come si usa dire adesso) non venisse inserito in una struttura a carattere sociale o sanitario, grazie a un po' di denari in più diventi improvvisamente sana e equilibrata?
E' inutile dare soldi per sei-dodici mesi alla famiglia e poi rivedere queste persone disagiate sulla strada. Non vorremmo tornare alla legge 44 di oscura memoria, in base alla quale spendemmo 200 miliardi "magnati" tutti dalle famiglie. Piuttosto, perché anziché prevedere il reinserimento in famiglia non si pensa alla creazione di nuove case-famiglia? Mi consta che il sottoscritto ne abbia istituito fin troppe, molte anche nel territorio dell'onorevole Frau. Poche a Cagliari, non ho mai capito perché nel capoluogo fossero un po' ostici.
Emblematica al riguardo è la storia di un paziente di San Sperate (io faccio esempi concreti) che lei, Assessore, conosce bene. Il paziente, ricoverato nell'OPG di Aversa, viene inserito in un progetto per il suo rientro a casa promosso dalla ASL di Caserta, formulato da una persona che lei ha scelto, certamente capace, senza che fossero valutate seriamente le effettive condizioni cliniche e sociali del malato. Il paziente viene quindi reinserito nella sua famiglia di origine alla quale viene assicurata una serie di agevolazioni: un milione al mese per sei mesi, pagamento dell'affitto e al paziente un piccolo lavoro per alcuni mesi. Peccato che durante la nuova permanenza in famiglia, dove, per inciso, la mamma ha sempre esercitato la prostituzione, come pure il fratello e lo stesso paziente (a riprova di ciò esistono numerosi verbali dei Carabinieri del paese) egli abbia commesso nuovi reati come l'accoltellamento di una persona con la quale si intratteneva.
Attualmente questo paziente è stato inserito in una comunità terapeutica della ASL 8, in quel di Quartu; siamo di fronte al fallimento totale del progetto originario, perché lo si dimette da una struttura, consentiamo che faccia una serie di cose, poi lo ricoveriamo nuovamente in una struttura terapeutica. Mettiamoci d'accordo! Come si può pensare di sentire gli enti locali, gli organismi di volontariato, di cooperazione e promozione sociale, quando questi soggetti possono fare solo valutazioni e dare informazioni sulle condizioni socio-ambientali, ma non certo entrare nel merito della malattia?
Un malato mentale, ad esempio, sulla base di quale criterio va dimesso? E soprattutto, ammesso che la famiglia possa riaccoglierlo, come si può non considerare l'apporto tecnico delle figure professionali delle ASL (medici, psichiatri, psicologi) necessario in ogni progetto di dimissione? Di sicuro si assisterà ad un impietoso esempio di spreco di denaro pubblico.
Queste disposizioni in materia di politica sociale denotano una deriva di tipo populistico volta a dare un'immagine socialmente accettabile, ma che in nessun modo arriva al nocciolo serio del problema. Per intenderci: aria fritta.
La sensazione è che si stia tornando indietro di vent'anni, come ho già detto facendo riferimento alla legge numero 44.
Nel terzo comma si parla di "fenomeno delle dipendenze", però non dice che cosa vuol dire "fenomeno delle dipendenze", né che cosa si intenda, sempre in questo comma, per "dipendenze comportamentali". Qual è il significato? E' un impulso patologico al gioco d'azzardo? O si tratta soltanto di un tentativo di attivare unità di coordinamento, nuovi incarichi? Perché, vede, lei non dà niente alla ASL numero 5 di Sanluri, manco un infermiere, ha bloccato tutte le azioni a suo tempo disposte dal mio collega, poi improvvisamente ieri leggo sul giornale (due pesi e due misure) che vengono attivate cinque strutture complesse in quel di Carbonia. Ma non dobbiamo risparmiare? Un doppio incarico per quanto riguarda il laboratorio, un doppio incarico per la chirurgia, guarda caso si conoscono i nomi: una gentil donzella di nome e cognome (ovviamente con tessera di partito) per il laboratorio, in quel di Iglesias, casualmente la moglie di un ex consigliere regionale dei D.S. che è stato in questo Consiglio fino a poco tempo, e una gentil donzella, molto affettuosamente simpatica al direttore sanitario. Si conoscono nomi e cognomi. E' una vergogna! Ed è in contraddizione alle cose che noi ci diciamo.
Noi non possiamo non stigmatizzare la condizione delle politiche di assistenza, è questo a destare preoccupazione, nel senso che l'Assessore competente, al di là di proclami moralizzatori e di reprimende all'indirizzo dei sardi e dei loro legittimi democratici ed eletti amministratori, al di là di ispezioni di infelice memoria, al di là di epurazioni di dirigenti delle aziende sanitarie e dell'Assessorato della sanità, in due anni ormai trascorsi non ha prodotto niente di nuovo : nessuna riforma, nessun Piano sanitario, nessuna delle annunciate rivoluzioni copernicane. Al contrario predominano: malessere generale, licenziamenti nella sanità convenzionata, clima di incertezza sulle direttrici della politica sanitaria.
Ma oggi abbiamo quasi vergogna a ripetere queste cose che avevamo intuito da anni; le stesse riflessioni vengono dai coordinatori regionali di due partiti della maggioranza, che oltretutto sono stati amministratori regionali per lunghi periodi e sono, anche per questo, sicuramente degni di attenzione e di fede.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Federalista Autonomista Sardo). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo a nessuno sfugga che il 2006 è un anno di transizione e che il processo di riforme avviato da questa maggioranza, contrariamente a quanto alcuni sostengono, sta producendo le leggi che ci eravamo impegnati a varare, come ogni singolo articolo di questo maxi collegato dimostra.
Un maxi collegato, penso sia evidente, che è caratterizzato dalla sperimentazione, dall'idea di fare di questa nostra regione un laboratorio, ma in particolare dalla volontà precisa di incidere con un cambiamento culturale su chi nella nostra Regione ha affrontato questi problemi fino ad oggi.
La nostra è una cultura, da qualcuno definita di stampo medioevale, che va superata anche perchè fortemente in ritardo in tutti i settori, naturalmente, non solo in quello della sanità di cui in questo momento stiamo parlando. In una società più evoluta, quale noi vorremmo, devono prevalere attenzione e sensibilità, (ma per certi versi il cambiamento auspicato è già in atto.
Lo possiamo verificare esaminando gli interventi previsti in questo maxi collegato, in particolare quelli volti alla formazione dei giovani, alla formazione di una classe dirigente diversa che possa affrontare i problemi, alla costruzione delle nuove culture, (la conoscenza dell'inglese, l'informatizzazione), al dare maggiore spazio alla ricerca. E' presente in questo maxi collegato la salvaguardia dell'ambiente, non soltanto attraverso i provvedimenti che stiamo cercando di portare in porto: i Piani paesaggistici, la nuova legge urbanistica, caratterizzati proprio da un cambiamento di cultura, ma anche con il progetto"Sardegna fatti bella",un intervento da 20 milioni di euro (probabilmente totalmente insufficiente) che, se fosse istituzionalizzato, se fosse un fatto strutturale, in una regione come la nostra che ogni anno riceve decine di milioni di turisti, equivarrebbe alle pulizie primaverili che si fanno a Pasqua.
Questi sono alcuni esempi, ma pensiamo agli interventi per la bonifica dei siti industriali e a quelli per il risanamento di cave abbandonate e quant'altro.
Ho detto prima che il 2006 è un anno di transizione, e lo è in particolare per la sanità. La Commissione sta lavorando moltissimo, onorevole Oppi, e sta facendo in modo naturalmente di costruire leggi che siano condivise, che abbiano la possibilità di essere approvate in Aula in un paio d'ore, come è già capitato, non perché urgenti ma perché fortemente partecipato il loro contenuto.
Stiamo lavorando alla riforma della legge numero 5, all'attuazione della "229" qui in Sardegna. Ribadisco che siamo in ritardo, però abbiamo già iniziato l'esame del Piano sanitario, affronteremo a breve la rivisitazione della nuova rete ospedaliera, lo scorso mese di dicembre abbiamo approvato la legge numero 23 sui servizi integrati alla persona. Una legge importantissima, fortemente attesa, che non può esplicare tutti i suoi effetti essendo questo un anno di transizione nel corso del quale dovremo porre in essere i regolamenti di attuazione. Il 2007 e il 2008, sì, saranno gli anni nel corso dei quali tutti questi importanti strumenti svilupperanno davvero i loro effetti.
Ma, poiché siamo ancora nel 2006, con il maxi collegato si è cercato di superare i limiti della Finanziaria che era uno strumento che conteneva tutto, che serviva a recuperare ritardi ma spesso anche a dare risposte elettorali, clientelari, forse contenute anche all'interno di questo maxi collegato, ma non nella stessa quantità, non nello stesso spirito: si è cercato di fare qualcosa di diverso.
Di sicuro questa diversità di approccio è presente nell'articolo 13 perché, in quest'anno di transizione, abbiamo ritenuto necessario sperimentare alcune iniziative nelle politiche sociali.
Tutti gli oratori intervenuti hanno sottolineato le difficoltà delle AA.SS.LL. che consentono di dare poche risposte, anche perché è necessario di fare in modo che la spesa copra i bisogni non riducendola ma riqualificandola. Le risorse messe a disposizione sono in effetti sufficienti in termini di quantità, ma diventano insufficienti per come vengono spese.
Consentitemi, a questo proposito, di denunciare un fatto: alle AA.SS.LL., come le stesse denunciano, mancano risorse importanti. Ci sono forti ritardi nel trasferimento di risorse, Assessore, ne ho parlato con lei ieri, lo ripeto oggi in Aula perchè vorrei che questa denuncia risultasse agli atti. Non è possibile che AA.SS.LL. importanti come la numero 1, la numero 8, ricevano risorse pari a malapena, qualche volta, ai due terzi del fabbisogno. Sassari riceve ogni mese 12 milioni di euro in meno, Cagliari circa 32; questo comporta ritardi incredibili nei pagamenti delle fatture, si pagano a malapena gli stipendi.
Ma chi fornisce dei servizi alle AA.SS.LL. a fronte di questi ritardi nel pagamento dei servizi prestati corre un rischio di fallimento, ha problemi con il personale che naturalmente abbandona quel posto di lavoro perché non è possibile rimanere due mesi, tre mesi, cinque mesi, senza stipendio.
Assessore, io credo che lei debba intervenire e trovare soluzioni a questi problemi A mio avviso vi è una esigenza, forte, di non sprecare risorse in spese legali e contenziosi che pure ogni anno ci sono. Non è nemmeno giusto, a mio avviso, che si indebitino le AA.SS.LL. quando, se le risorse non arrivano dallo Stato, dovrebbe essere direttamente la Regione a trasferire le risorse ad ogni singola AA.SS.LL. La Commissione dedicherà una riunione apposita alla discussione di questi argomenti dei quali il Consiglio si deve sicuramente preoccupare e occupare.
L'articolo 13, per tornare al tema in discussione, è dedicato alle politiche sociali, è stato molto dibattuto in Commissione e tutti i commissari si sono trovati d'accordo sui contenuti, che sono stati integrati, mentre le risorse sono state considerate forse non sufficienti, ma comunque già una prima risposta. Favorire il rientro nelle famiglie dei pazienti attualmente inseriti in strutture residenziali, favorire i percorsi di inclusione sociale dei giovani dimessi da strutture di recupero, coordinare e riqualificare i servizi pubblici e privati volti a prevenire il fenomeno delle dipendenze, qualunque tipo di dipendenze si conoscano, credo siano problemi che devono essere all'attenzione di questa maggioranza.
A nessuno sfugge che oggi le carceri sono stracolme di persone che, non avendo avuto la giusta attenzione da parte della nostra società, si ritrovano ad essere carcerati per i reati conseguenti e magari sono anche portatori di malattie importanti spesso non riconosciute. Oggi, questo è un grave problema, stiamo incarcerando i malati di mente. E' un tema forte.
Un altro tema forte, trattato in un successivo comma, è quello delle badanti. I costi che la società oggi affronta per le necessità di una popolazione che invecchia sono altissimi, ma la risposta che viene data è inadeguata. Le disposizioni contenute in questo comma sono volte a far emergere il lavoro precario, a far sì che si possa cominciare a parlare di un albo delle badanti al fine di costruire la loro professionalità, a fare in modo che non ci siano…..
PRESIDENTE. Onorevole Masia, il tempo a sua disposizione è terminato.
Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, solo qualche minuto per fare qualche precisazione perché ho avuto l'impressione, dai molti interventi, che forse alcune delle discussioni che ci sono state sia in Commissione sanità, come ha ripetuto appena adesso il Presidente, sia in Commissione bilancio, non abbiano sufficientemente chiarito le questioni.
Per quel che riguarda il programma "Ritornare a casa", è nostra intenzione, così come abbiamo avuto modo di dire in Commissione sanità, orientare questi programmi principalmente alle persone non autosufficienti o a rischio di non autosufficienza, con particolare riguardo alle persone anziane portatrici di Alzheimer o di altre forme di demenza. Non sfugge a nessuno che questo è un grosso problema per molte famiglie che hanno un anziano la cui salute, come si dice nella letteratura scientifica, richiede 48 ore al giorno di assistenza.
Queste persone più volte hanno chiesto alle istituzioni di essere aiutate; non possono infatti usufruire della legge numero 162 perché quete patologie non rientrano tra le disabilità gravi, ma debbono essere aiutate se è possibile a restare a casa anche se stanno perdendo l'autosufficienza, oppure se la famiglia è stata costretta a inserirle in strutture perché non era sufficientemente supportata ma è disponibile a riprenderle in casa, riteniamo che debbano essere aiutate le famiglie a raggiungere questo obiettivo supportandole sufficientemente. Francamente mi stupisce che in molti dei vostri interventi sia stato detto che probabilmente le famiglie non sono disponibili perchè la richiesta di essere aiutati a tenere i propri anziani a casa quando sono affetti da demenza non ci è pervenuta solo direttamente dalle famiglie, ma anche attraverso le amministrazioni locali.
Noi vogliamo lavorare, principalmente ma non esclusivamente, in questa direzione perché ha ragione qualche consigliere quando dice, per esempio, che ci sono altre persone che hanno dei problemi gravi, penso a quelli che hanno bisogno della ventilazione assistita, siamo intervenuti con riguardo a una persona con molte difficoltà, perché per poter mantenere una persona a casa c'è bisogno di una serie di interventi che richiede un progetto personalizzato.
C'è bisogno di adeguare la casa alle esigenze di una persona non autosufficiente, c'è bisogno di avere un sostegno, c'è bisogno di una struttura di sollievo che permetta alla famiglia, almeno per un certo periodo dell'anno, di avere la possibilità di essere esonerata da questo grave carico di lavoro, c'è bisogno di auto-aiuto, di associazioni che possano aiutare la famiglia a risolvere queste esigenze; è per questo che abbiamo previsto di iniziare con un piccolo gruppo di pazienti per i quali chiederemo ai diversi comuni di cominciare a valutare come mantenerli nella propria realtà, possibilmente in famiglia o comunque nella comunità di appartenenza anche attraverso delle strutture che non necessariamente debbano essere la casa, perché c'è qualcuno che ha bisogno di poter restare nella propria comunità anche se non ha una famiglia; ovviamente si tratterà di persone che hanno espresso il desiderio di tornare a casa o di restare a casa, e che hanno qualcuno che può supportarli.
Pensiamo anche che, a partire dal secondo anno, questo progetto possa essere cofinanziato con i comuni perché alcune di queste persone non graveranno più sulle spese dei comuni, posto che molto spesso i comuni quando li ricoverano presso residenze, spendono per ogni malato una cifra che varia da 45 a 50-55.000 euro all'anno. I comuni potranno risparmiare parte di quelle risorse, potranno cofinanziare questo progetto nel secondo e nel terzo anno aumentando il numero di persone che potranno essere inserite.
Parlando di anziani rispondo ad una domanda dell'onorevole Vargiu. E' vero che la legge 162 prevede per gli ultrasessantacinquenni una riduzione del sostegno ricevuto negli anni precedenti, questo è detto in una delibera del giugno 2004 che non ho modificato. Molte famiglie ci hanno chiesto, proprio in questi ultimi mesi, di riprenderla in considerazione, per cui la valuteremo attentamente e cercheremo di capire come affrontare, lo ripeto ancora una volta, il problema di persone che non sono esclusivamente malati psichici, ma anziani non autosufficienti.
D'altra parte il comma 1 si affianca al comma 4 che, come è stato già detto, riguarda l'istituzione di un albo delle badanti affinché le famiglie possano impiegare le badanti in un contesto regolamentato e sicuro dal punto di vista del minimo di professionalità che debbono essere richieste per offrire garanzie alle persone anziane.
Una precisazione anche sul secondo comma sui percorsi volti a favorire l'inclusione dei giovani dimessi dalle strutture residenziali. Vorrei chiarire ancora una volta che l'idea del programma sperimentale nasce sull'esempio di una esperienza positiva in corso nella zona di Cagliari dove, grazie al sostegno di uno sponsor privato, si sta dando vita a un progetto denominato "Prendere il volo". I minori di diciotto anni alloggiati in queste strutture residenziali ci risulta che in Sardegna siano intorno alle cinquecento unità; sono ragazzi allontanati dalla famiglia che non li poteva seguire spesso anche su decisione dell'autorità giudiziaria; ora questi ragazzi quando raggiungono la maggiore età non sono più tutelati da alcuna istituzione e rischiano di non poter proseguire la formazione scolastica o professionale perché nessun ente locale paga loro l'inserimento in una struttura residenziale. Come dice qualcuno rischiano di annegare mentre stanno per arrivare alla riva. Per questo vogliamo provare a realizzare dei progetti che garantiscono loro un migliore inserimento nella società.
Sui progetti o, meglio, sulle Azioni 5A e 5B, che fanno riferimento alla talassemia e alla sclerosi multipla, abbiamo discusso a lungo anche in Commissione sanità. Ricordo che sono progetti nati per favorire non l'assistenza sanitaria ma l'occupazione; però questi due progetti hanno garantito lo sviluppo di iniziative importanti per lo studio e la prevenzione di due patologie rilevanti per la Sardegna.
Già l'anno scorso avevamo detto che questi progetti devono entrare a regime, devono far parte cioè dell'attività ordinaria che deve essere svolta dalle AA.SS.LL.; già l'anno scorso avevamo garantito un piccolo finanziamento, per completare l'attività, al progetto sulla talassemia; ovviamente riteniamo, anche per non perdere le professionalità acquisite, che sia opportuno garantire la prosecuzione di queste Azioni e quindi siamo disponibili ad accogliere, nei limiti in cui è stato convenuto nella Commissione bilancio, l'emendamento che è stato proposto.
Commemorazione delle vittime dell'attentato verificatosi in Iraq
PRESIDENTE. Colleghi, abbiamo ricevuto la notizia che questa mattina, in un attentato, sono morti in Iraq tre militari italiani, due carabinieri e un capitano dell'esercito. Il nostro pensiero va alle vittime e alle loro famiglie e a tutti i militari, di cui molti sardi, impegnati in questa difficile e pericolosa azione. Propongo un minuto di silenzio in onore di queste vittime.
(I consiglieri si levano in piedi e osservano un minuto di raccoglimento in segno di lutto.)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. La Commissione ha discusso a lungo sull'emendamento numero 156, relativo al comma quinto, e ritiene corretto il termine dei tre anni previsto nell'articolo. Si invitano quindi i proponenti a ritirare l'emendamento, in caso contrario il parere è contrario. L'emendamento numero 116 è sostituito dall'emendamento numero 163 per il quale il parere è positivo, così come il parere è positivo sull'emendamento 161 che sostituisce il 50, il 91 e il 159 qualora vengano unificati sulla base del testo del numero 161 e limitando l'importo a un milione di euro a valere sull'UPB S03006. Il relatore esprime parere contrario sugli emendamenti numero 121e 123.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il parere della Giunta è conforme al parere del relatore. Devo rettificare che l'UPB indicata al comma 7 (è un errore materiale nella proposta della Commissione), è la S.12.078 e non la S.12.076.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Intervengo sull'emendamento numero 156. Intanto mi spiace notare che, ancora una volta, purtroppo bisogna limitare il riferimento alle giovani coppie a quelle che hanno formalmente contratto matrimonio. La realtà italiana è molto diversa, come è molto diversa quella europea, noi siamo in ritardo, i ritardi però valgono solo in una direzione. Voterò a favore dell'emendamento perché oggi, nella situazione di sempre maggiore precarietà del mondo del lavoro, le giovani coppie che hanno contratto matrimonio negli ultimi cinque anni sono riuscite a mettere da parte, forse, i soldi per dare un anticipo. Negli ultimi tre sarà molto difficile che l'abbiano fatto, forse l'hanno fatto solo i figli di papà, forse l'hanno fatto solo quelli che hanno una condizione garantita, non quelli che sono partiti da zero.
In ogni caso approfitto di questo tempo a disposizione per dire alcune cose sull'emendamento numero 91, che non ho illustrato perché di fatto è identico all'emendamento numero 159 illustrato dall'onorevole Pacifico. Si sarebbe potuto dire, il Presidente della Commissione non l'ha fatto, lo faccio io, che si accoglievano entrambi. Ma l'emendamento numero 91 è firmato Uras, Pisu, Davoli; forse Pacifico, Marrocu e gli altri firmatari del 159 pesano di più in un quadro di maggioranza che, lo richiamo, poi preciserò in merito, per vincere in Sardegna ha bisogno della percentuale di voti di Rifondazione Comunista.
PRESIDENTE. Onorevole Uras, mi comunicano che l'emendamento numero 156 è ritirato.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, lo faccio mio.
PRESIDENTE. Il consigliere Capelli ha fatto proprio l'emendamento numero 156. Invito i colleghi a fare dichiarazioni di voto sull'emendamento o sugli emendamenti in discussione.
Ha domandato di parlare il consigliere Gallus. Ne ha facoltà.
GALLUS (Fortza Paris). Io vorrei intervenire sull'emendamento numero 50. Posso farlo comunque adesso?
PRESIDENTE. No, onorevole Gallus, interverrà quando sarà messo in votazione, per evitare confusioni.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Voterò contro l'emendamento numero 156 perché ritengo che il termine dei tre anni sia sufficiente. Colgo però l'occasione, Presidente, per evidenziare una costante in questa esperienza legislativa che reputo estremamente negativa, mi riferisco alla mancanza di chiarezza all'interno delle norme che siamo chiamati a prendere in considerazione e alle difficoltà di interpretarle.
Sono convinta, per esempio, che per quanto riguarda il comma 1 dell'articolo 13 forse sarebbe stato opportuno parlare direttamente di persone parzialmente o totalmente non autosufficienti anziché usare delle espressioni che inducono comunque a ritenere che il riferimento riguardi i malati psichici.
Mi sembra che la mancanza di chiarezza sia un dato costante, rivolgo quindi, ancora una volta, un appello perchè si faccia uno sforzo per semplificare e chiarire. Se è difficile per un consigliere regionale leggere una norma, interpretarla, dover portarsi dietro tutto l'armamentario legislativo per comprendere a chi si riferiscono due righe, mi chiedo come possano orientarsi i cittadini per comprendere il diritto che intendono esercitare. Un diritto il cui esercizio è spesso reso quasi impossibile perchè la norma è pressoché incomprensibile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.). Presidente, noi abbiamo ritirato l'emendamento 156, ma, poiché condivido l'intervento del collega Uras, in linea di principio credo di poter votare a favore. Sono sotto gli occhi di tutti infatti le difficoltà che vivono oggi le giovani coppie che, a causa della precarietà del lavoro, non hanno certezze, poche possibilità di risparmiare e di accedere ad un mutuo per la casa. Questi dati ci dovrebbero far ragionare, probabilmente, in maniera diversa e in questo ragionamento anche la questione dei tre anni o dei cinque anni diventerebbe un elemento sostanziale.
Sull'emendamento numero 156, quindi, fatto proprio dal collega Capelli, credo di poter esprimere il mio voto favorevole. Colgo l'occasione per dire, il collega Uras forse non ha seguito il mio precedente intervento, che noi abbiamo ritirato l'emendamento numero 159 in quanto è sostituito dal numero 161, assolutamente identico, firmato anche dal collega Uras, così come è stato firmato da altri venticinque colleghi della maggioranza.
PRESIDENTE.
Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, per esprimere il mio voto contrario sull'emendamento numero 156 e, nello stesso tempo, per effettuare alcune precisazioni sul contenuto del comma 5 dell'articolo 13. Il contenuto iniziale del comma si rivolge a tutti i soggetti che richiedono i mutui laddove estende la durata del mutuo, che oltre che decennale diventa quindicennale ed anche ventennale; il tasso zero è, invece, in maniera specifica, applicato in favore delle giovani coppie, intendendo per "giovani coppie" non solo quelle che abbiano contratto matrimonio non oltre i tre anni antecedenti la domanda di agevolazione ma anche, come recita il comma: "…ovvero intendano contrarre matrimonio nell'anno successivo alla domanda stessa". E "Le disposizioni di cui al presente comma si applicano alle domande per le quali non si è ancora giunti all'erogazione a saldo del mutuo…".
Certamente, leggendo la norma, non si può ipotizzare che ci siano riferimenti a figli di papà o a figli di mammà, è una norma assolutamente generale ed assolutamente condivisibile.
Ciò non significa che successivamente non ci siano degli accorgimenti da adottare, questo è emerso anche in Commissione, perché è stato posto il problema, onorevole Uras, delle coppie che non hanno neanche l'acconto per poter versare la caparra per l'acquisto della casa. Abbiamo quindi iniziato a ragionare sulla costituzione di un fondo di rotazione che possa consentire, anche a chi non ha talvolta la disponibilità di somme spesso considerevoli, di acquistare la casa affrontando anche le spese di istruttoria e talvolta anche le spese notarili. Ma questo problema la Commissione e l'Assessorato stesso credo siano intenzionati ad affrontarlo in un secondo momento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, per chiarire e tranquillizzare, che non ho fatto mio questo emendamento per motivi strumentali, ma semplicemente perché lo stesso termine dei cinque anni proposto nell'emendamento è previsto anche in una proposta di legge da me presentata sulla famiglia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Chi appoggia la sua richiesta ?
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu, capogruppo.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 156.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Biancareddu - Capelli - Cappai - Cassano - Davoli - Dedoni - Floris Mario - Gallus - Gessa - Ibba - La Spisa - Licandro - Marracini - Milia - Moro - Oppi - Pacifico - Petrini - Pisu - Pittalis - Randazzo - Rassu - Sanjust - Sanna Alberto - Serra - Uras - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Fadda Giuseppe - Frau - Giagu - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Orrù - Pinna - Porcu - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci - Uggias.
Si sono astenuti: il presidente Spissu - Mattana.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 60
votanti 58
astenuti 2
maggioranza 30
favorevoli 29
contrari 29
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 163 sostitutivo dell'emendamento numero 116.
Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Solo per dirle che non siamo tenuti a fare i ricercatori. Tutti questi emendamenti che sostituiscono, integrano, correggono altri emendamenti sono stati presentati stamattina; sarebbe stato opportuno avvertire i consiglieri della loro presentazione perché corriamo il rischio di fare confusione.
PRESIDENTE. Questo emendamento sostitutivo totale numero 163 è stato presentato il 21 aprile.
OPPI (U.D.C.). Sì, sì, ma qui li abbiamo trovati stamattina.
PRESIDENTE. E' stato fascicolato stamattina mi dicono gli uffici però era già stato distribuito.
OPPI (U.D.C.). Io non ce l'ho!
PRESIDENTE.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico. .
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Anche io ho firmato questo emendamento e ho contribuito a correggerlo, però ricordo che la Giunta si è impegnata a valutare i costi; con questo emendamento, Assessore, noi stiamo di fatto dicendo ai comuni interessati alla gestione delle case per anziani di Iglesias, di Sassari e di Alghero che possono trattenere i contributi erogati dalla Regione purché risultino certe condizioni. Sembrerebbe, e lei doveva fare questa ricerca, che Sassari e Alghero abbiano ottemperato, perché se la somma globale fosse pari a 3 milioni e 700 mila euro, in lire sarebbero esattamente 7 miliardi all'anno per un totale di 35 miliardi assegnati in 5 anni;e siccome i dipendenti per quanto concerne Iglesias, grosso modo incidevano per circa un miliardo e mezzo volevo capire se questo è stato fatto.
Comunque, poiché sono residui, io voterò a favore, però il chiarimento richiesto è necessario averlo perché è stato sollecitato in sede di Commissione bilancio. Probabilmente, così come dicono i colleghi due AA.SS.LL. hanno provveduto, due comuni hanno provveduto, un comune non l'ha fatto. L'emendamento è stato corretto in modo tale che non ci siano giochi di prestigio nell'arco di questi mesi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Signor Presidente, i comuni di Alghero e di Sassari hanno riversato le somme completamente, mentre il comune di Iglesias non le ha riversate per un ammontare pari a 3 milioni e 600 mila euro. Il comune di Iglesias è quello che ha dovuto affrontare le maggiori difficoltà rispetto a una struttura di grandi dimensioni, che ha avuto grandi problemi a mantenere la vita di queste persone anziane a un livello minimo di decoro. Stiamo lavorando per trasferire tutte le competenze su queste strutture ai comuni.
PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione dell'emendamento sostitutivo totale numero 163. E' stata chiesta la votazione nominale con procedimento elettronico dal consigliere Vargiu. Un altro Capogruppo che appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere Oppi.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento sostitutivo totale numero 163.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Oscar Cherchi ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Bruno - Caligaris - Cerina - Cherchi Oscar - Cocco - Contu - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Fadda Giuseppe - Frau - Gallus - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Milia - Moro - Oppi - Orrù - Pacifico - Petrini - Pili - Pinna - Pittalis - Porcu - Rassu - Sanciu - Sanjust - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: il presidente Spissu - Floris Mario - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 50
votanti 47
astenuti 3
maggioranza 24
favorevoli 47
(Il Consiglio approva).
Metto in votazione l'articolo 13.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Signor Presidente, vorrei chiedere alla cortesia dell'Aula di consentirmi la presentazione di un emendamento orale per aggiungere al comma quinto dopo "ventennale" le parole "o trentennale". E' una modifica della durata del mutuo agevolato (oramai tutte le banche propongono anche questa durata) che vi chiedo di accogliere perché non penso stravolga il contenuto e il senso del comma.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sentendo i discorsi di quest'Aula si avrebbe la tentazione di prevedere mutui agevolati a tasso zero, magari la prima rata in pagamento sei mesi "dopo morto", dato che si tratta di persone che hanno bisogno. Però ci sono regole alle quali è bene attenersi per cui ritengo che l'attuale strutturazione dei mutui, per le condizioni economiche e finanziarie della Regione, che deve stanziare le risorse, costituisca un aiuto notevole e significativo, con una previsione particolare per la fattispecie costituita dalle giovani coppie che sappiamo avere un surplus di bisogno. Altre proposte , certamente rispettabili ci sembra che in questo momento non siano accoglibili.
SANJUST (F.I.). Presidente, se mi concede trenta secondi motiverei ulteriormente la mia richiesta
PRESIDENTE Io posso anche darle la parola, onorevole Sanjust, ma, le modalità di presentazione dell'emendamento sono un po' irrituali.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Io vorrei fare presente che non avrei mai avanzato una richiesta del genere se la durata trentennale di un mutuo non fosse già praticata ormai da tutte le banche; inoltre con la durata trentennale si dà l'opportunità di diminuire ulteriormente, in maniera significativa, l'importo della rata mensile. Non si stanno chiedendo quattrini in più, né si stanno chiedendo chissà quali agevolazioni, si sta chiedendo semplicemente di aiutare in maniera ancora più concreta una fascia di persone sicuramente più debole rispetto ad altre..
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Io voterò a favore di questo articolo 13 a testimonianza del fatto che se questo articolo non viene considerato come una parte del più ampio processo di riordino del Servizio sanitario regionale che noi abbiamo intrapreso, rischia davvero di non essere compreso. Io penso che dovremo approvarlo perché costituisce una risposta a problemi specifici considerando che abbiamo già approvato la legge sui servizi alla persona, che stiamo per concludere l'approvazione in Commissione, e poi spero venga discussa rapidamente in Aula, della modifica della legge numero 5, cioè l'attuazione della "229", che soprattutto siamo in procinto di mettere in moto quel processo di rinnovamento dell'architettura sanitaria quale sarà prevista nel Piano sanitario regionale..
Voglio sottolineare, in particolare, che il grande dibattito che si è creato intorno al progetto "Ritornare a casa", richiede forse che tutti noi procediamo a "resettare" alcuni convincimenti per renderci conto che le strutture alle quali stiamo facendo riferimento devono garantire, a quella tipologia di cittadini che abbandona la struttura residenziale, sociale e/o sanitaria, per rientrare a casa, condizioni clinicamente garantite che rendano permissibile la loro sopravvivenza domiciliare.
Nessuno è così folle da pensare che all'interno di una struttura domiciliare possano essere fornite le stesse prestazioni assistenziali di una struttura complessa, per esempio ospedaliera, perché "Ritornare a casa" non significa riportare a casa pazienti in condizione di acuzie.
Allora da questo punto di vista è evidente che rientrare a casa ha senso se noi costruiamo dentro il domicilio le condizioni che permettono ad un paziente specificamente caratterizzato la possibilità di starci...
PRESIDENTE. Onorevole Ibba, il tempo a sua disposizione è terminato.
Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Io voterò contro l'articolo 13, e sottolineo alcune imprecisioni presenti nelle dichiarazioni dell'Assessore.. Innanzitutto queste strutture per anziani sono sempre state nella competenza dei comuni; in secondo luogo le risorse sono nei residui passivi, quindi 7 miliardi di vecchie lire non sono noccioline e in ogni caso a Iglesias si è in presenza di un abuso perchè quarantacinque vecchietti sono alloggiati nell'orfanotrofio.
Da parte dell'Assessore vi è quindi scarsa conoscenza del problema. Detto questo, nel merito dell'articolo 13 noi siamo contrari alla sua impostazione.. L'argomento oggetto dell'articolo secondo noi andava inserito nel provvedimento sui servizi integrati alla persona al cui interno avrebbe assunto un significato diverso, mentre nella legge numero 23 non c'è niente di nuovo.
Per come è articolato oggi non ne condividiamo lo spirito, sono consapevole di quello che ho detto, cioè che è sbagliato dire "sociale e/o sanitario", che non si sa chi siano i soggetti e i complementi oggetto. In conclusione, noi ribadiamo la nostra decisa contrarietà perché riteniamo che questa disposizione non apporterà nessun beneficio ai pazienti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Per confermare il mio voto contrario all'articolo 13, specificando in modo più compiuto, Presidente, amico Masia, che fa specie che si abdichi al controllo della Commissione competente, controllo che invece è stato attribuito, in altri articoli, ad altre Commissioni stabilendo anche dei tempi per l'espressione del parere da parte della Commissione competente. Parere che si intende acquisito se non viene notificato entro 20 giorni.
Nel suo intervento mi sarei aspettato un sostegno alla richiesta della collega Caligaris, e anche mia, sulla necessità di avviare una sorta di confronto in Commissione perché credo che ci siano temi sui quali i confronti siano più che opportuni; stiamo parlando infatti di linee guida, in una parte dell'articolato, e di programmi negli altri commi.
Sicuramente non mi aspettavo risposte che non sono arrivate, come normalmente avviene, da parte dell'Assessore, ma credevo che almeno la Commissione, il Presidente della Commissione e i colleghi commissari, così come hanno fatto in sede di valutazione del "216" durante i lavori della Commissione consiliare muovessero un giusto rilievo anche su questo articolo 13. Dispiace che questo non sia avvenuto, perché il Presidente della Commissione, con un emendamento orale, poteva proporre questo intervento. Sarebbe stato opportuno, sarebbe stato più che opportuno vista la conduzione della sanità in Sardegna, vista la estraneità, che si ricerca, del Consiglio regionale rispetto alle azioni portate avanti dall'Assessorato della sanità, vista la contrarietà espressa a questa conduzione della sanità da parte di diverse forze politiche e da autorevoli rappresentanti di questo Consiglio e dei partiti di maggioranza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Vorrei chiedere la votazione separata dei commi 5 e 6.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, per esprimere il parere favorevole su questo articolo 13 i cui contenuti, sui quali credo ci sia stata e ci sia anche ampia condivisione, ho cercato di spiegare perchè li ritengo molto importanti, . Inoltre vorrei rispondere in particolare alla sollecitazione dell'onorevole Capelli, il quale ritiene che la Commissione debba più che fornire un contributo, essere presente con un atteggiamento "invasivo". Io credo a nessuno sfugga che quando le Commissioni affrontano temi importanti il tempo che resta per entrare nel merito di altri argomenti, che pure ritengo importanti, è molto poco. E'estremamente difficile, come ho già detto, dare risposte a molti problemi che pure vorremmo in qualche modo affrontare,.
Oggi per esempio la Commissione dovrebbe esprimere il parere sulla distribuzione di risorse per i servizi integrati alla persona, è un parere urgente, ma non riusciamo a esitarlo perché siamo in Consiglio.
Ma sarebbe anche opportuno riprendere celermente il lavoro sospeso, è stato appena citato dall'onorevole Ibba, sulla riforma della legge numero 5. La Commissione deve entrare nel merito dei problemi costantemente, anche dare pareri credo sia per certi versi pure importante, ma qualche volta si va fuori tempo. Ecco perchè io non ritengo di dover fornire ulteriori valutazioni su alcune questioni che, poi, hanno anche il carattere della temporaneità, ed è il caso di alcuni degli argomenti tenuti all'interno dell'articolo 13..
Credo che siano molto più importanti certe problematiche sulle quali noi siamo invece assenti, alcune le ho già sottolineate, quale il rapporto che occorre tener presente e costante tra la Giunta e il Consiglio, in particolare l'attenzione che la Giunta deve prestare alle varie AA.SS.LL., e su questo forse interverremo.
L'onorevole Capelli fa bene a sottolinearlo e a sollecitarlo, però è anche vero che non ho ritenuto opportuno per molti aspetti fare la parte che fanno spesso, chi ha esperienza lo sa, le circoscrizioni dei comuni che devono dare un parere su tutto che spesso però non serve a niente. Allora tanto vale entrare nel merito delle funzioni che deve svolgere la Commissione, che spesso sono molto importanti, come per esempio la funzione legislativa sulla quale ci sentiamo fortemente impegnati.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, per dichiarare, a nome del Gruppo de La Margherita, il voto favorevole sull'articolo 13 del quale, chiaramente, condividiamo il contenuto. Riteniamo infatti che esso possa costituire la base su cui costruire ulteriori azioni positive.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 13 per parti..
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, chiediamo che si voti separatamente anche il comma 7 che è collegato al 6.
PRESIDENTE. Metto quindi in votazione i commi dall'1 al 4 incluso. Chi li approva alzi la mano.
(Sono approvati)
Metto in votazione i commi 5, 6 e 7.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dei commi 5, 6 e 7.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Fadda Giuseppe - Frau - Gallus - Gessa - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licandro - Licheri - Marrocu - Masia - Mattana - Milia - Moro - Oppi - Orru' - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pittalis - Porcu - Rassu - Sanciu - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Vargiu.
Si sono astenuti: il presidente Spissu - Floris Mario.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 54
astenuti 2
maggioranza 28
favorevoli 54
(Il Consiglio approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 50.
Ha domandato di parlare il consigliere Gallus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GALLUS (Fortza Paris). Signor Presidente, più che altro per avere una conferma da parte dell'Assessore riguardo alla sua precedente dichiarazione. Praticamente ci sarebbe un milione di euro a disposizione che servirebbe per coprire l'annualità 2006, con l'impegno a rivedere lo stanziamento in fase di assestamento di bilancio, così che l'anno prossimo si possa porre rimedio a questa situazione. Se così fosse noi siamo anche disposti a ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta, come per altro era già stato concordato in Commissione bilancio, è favorevole a garantire il finanziamento di quei progetti che riteniamo portino avanti un'attività che deve rientrare nell'attività ordinaria del settore sanitario. A partire dal prossimo anno, quando diventerà attività ordinaria, vedremo come finanziarla all'interno del Piano sanitario al quale verrà data attuazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Io vorrei cercare di capire.
perché non è vero che quanto dichiarato dall'Assessore sia stato concordato con la Commissione bilancio. E' una bugia! La Commissione bilancio non ha mai accettato che il finanziamento fosse pari a un milione di euro; questo discorso era rimasto in sospeso, ma si riteneva che si dovessero stanziare due milioni di euro.
SECCI (La Margherita-D.L.). No, non è la verità quello che tu stai dicendo! …
OPPI (U.D.C.). Sono muti gli altri! Che cosa significa che non è la verità?
Seconda osservazione. Sono state dette cose imprecise, si tratta delle Azioni 5A e 5B, in tre emendamenti si è parlato di stabilizzazione del personale impiegato in queste Azioni, procedura sulla quale io per altro avevo despresso seri dubbi in Commissione alla sua presenza; poi improvvisamente scompare il termine "stabilizzazione" e si presenta quindi un nuovo emendamento nel quale si parla di utilizzare anche il personale degli altri progetti. Stiamo prendendo in giro? Stiamo dicendo sciocchezze?
Innanzitutto la sclerosi multipla occorre prevenirla non solo a Cagliari ma anche a Sassari, e quindi la cifra globale prevista è insufficiente. Il personale impiegato negli altri progetti è inattivo da parecchi anni, qualcuno da sette anni, quindi che cosa vogliamo fare?.
Che cosa vuole dire questa modifica fatta sottobanco? Ce lo volete spiegare? Perché, caro Presidente, siccome lei è un buon difensore, io gradirei che nei documenti che vengono distribuiti si mettano i dovuti riferimenti, per esempio l'articolo emendato, perché non devo lavorare in mezzo ai geroglifici. In nessuno di questi emendamenti compresi nel fascicolo che avete predisposto è indicato l'articolo di riferimento. Non c'è! Guardi la pagina, guardi tutto, nell'emendamento 161 manca l'articolo, c'è comunque un po' di confusione.
SANNA GIANVALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Sono emendamenti agli emendamenti.
OPPI (U.D.C.). L'articolo di riferimento si mette sempre. Uno non deve fare la ricerca, questa la fanno i periti minerari e la fanno i geologi, io devo avere un quadro di riferimento preciso.
Comunque, per essere chiaro: le risorse non sono sufficienti! "Scompaiono" e non è la stessa cosa, lo dico ai colleghi, perché non si parla di "stabilizzazione", si tratta poi non di avviare ma di rifinanziare due progetti, il 5A ed il 5B per un anno. L'importante è esserci chiariti le idee: è un rifinanziamento delle Azioni o progetti 5A e 5B per un anno, poi si vedrà! La norma è completamente cambiata! Quindi, prima voglio capire e poi deciderò l'espressione del mio voto!
PRESIDENTE. Relativamente alla questione formale e al mio ruolo di difensore, mi sembrerebbe improprio se io non lo svolgessi, non c'è l'articolo perché questo è un emendamento all'emendamento, quindi siccome l'emendamento numero 91 è all'articolo 13 è chiaro che di questo si tratta, poi insomma se si specifica ulteriormente aiuta, ma diciamo che sul piano formale va bene così.
OPPI (U.D.C.). Si mette un riferimento!
PRESIDENTE. Sulle questioni politiche invece che lei pone non spetta a me dare una risposta.
OPPI (U.D.C.). Gli altri non danno risposte!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gallus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GALLUS (Fortza Paris). Ritengo che la risposta data dall'Assessore per la Giunta sia soddisfacente, però mi rifaccio anche alle parole dell'onorevole Oppi per ribadire che deve essere chiaro che si sta chiedendo il rifinanziamento delle Azioni 5A e 5B che devono proseguire col personale che adesso è già in attività. Sulla base di queste considerazioni siamo disponibili a ritirare l'emendamento numero 50.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.). Colgo l'occasione della dichiarazione di voto sull'emendamento numero 50, di cui colgo favorevolmente l'annuncio del ritiro, per dire al collega Oppi che, a parte le sue condivisibili osservazioni sulle Azioni 5A e 5B, queste Azioni sono cinque, quattro ancora attive mentre ad una lavorano, da anni anche assiduamente e con profitto, ancora tre persone. Nel corso della discussione in Commissione bilancio l'Assessore della programmazione aveva espresso contrarietà rispetto alla formulazione della disposizione relativa alla stabilizzazione del personale, chiedendo di mantenere la dicitura originaria così come da legge del 24 aprile 2001, numero 6.
Quindi noi abbiamo eliminato nell'emendamento sostitutivo il termine "stabilizzazione", perché abbiamo concordato in questa fase di far ripartire i progetti e di riavviare invece tra di noi una discussione sulla valorizzazione soprattutto di quelle azioni volte, sulla base delle finalità esposte nel Piano sanitario regionale, prevalentemente alla prevenzione, della talassemia e della sclerosi multipla, senza sacrificare comunque anche le altre Azioni che hanno una loro valenza e che impiegano operatori che da tanti anni svolgono in maniera proficua la loro attività. Abbiamo rimandato semplicemente la discussione sulla ridefinizione della qualità e degli obiettivi alle previsioni del Piano sanitario, quindi la somma stanziata serve a far ripartire i progetti.
Io ritengo che sia una somma insufficiente, però l'Assessore in sede di assestamento di bilancio ci dirà se serviranno ulteriori risorse per completare l'annualità e per aggiornare il periodo del 2007, tenuto conto che la discussione del Piano sanitario ci consentirà di approfondire le ipotesi sul futuro di questo tipo di progettualità.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 50 è stato ritirato; Metto in votazione l'emendamento numero 123.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, solo per chiedere la votazione nominale con procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io credo che l'emendamento numero 123 potrebbe essere visto con un atteggiamento differente dai colleghi consiglieri, anche alla luce di quanto è previsto nell'emendamento numero 163 con il quale, sostanzialmente, sulla base delle condizioni della casa Serena di Iglesias, la Regione rinuncia a rientrare (l'Assessore lo ha appena detto) per una somma pari a 3 milioni e 600 mila euro: La copertura finanziaria dell'emendamento numero 123 è di 800 mila euro, e stiamo parlando dell'adeguamento dell'assegno mensile a favore dei pazienti talassemici, emofiliaci ed emolinfopatici, portatori di una patologia che colpisce duramente l'intera regione Sardegna. Io chiederei ai colleghi del centrosinistra prima di bocciare questo emendamento, se intendono bocciarlo, di fermarsi un istante a riflettere sul tema che è stato proposto all'Aula..
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). A sostegno di quanto detto dal collega Vargiu, vorrei chiarire che la copertura finanziaria di 800 mila euro è puramente indicativa; ma chi vorrà verificare quali necessità determinino l'adeguamento dell'assegno mensile relativo ai rimborsi viaggio vedrà che probabilmente la cifra si può ridurre a 600 mila euro. Stiamo dando risposta a chi è affetto da patologie che richiedono necessariamente spostamenti da altri luoghi della Sardegna verso Cagliari; queste persone devono alloggiare a Cagliari, devono spendere per raggiungere Cagliari e la loro unica colpa è di essere talassemici, emofiliaci o emolinfopatici, questa è la loro colpa e noi gli stiamo riconoscendo, esiste già una legge che lo prevede, un rimborso, che non abbiamo mai adeguato nonostante queste spese negli anni siano chiaramente aumentate. Per quanto questi pazienti alloggino presso strutture convenzionate, gestite anche da organizzazioni di volontariato, le spese sono sempre onerose per chi, come voi ben sapete, vive semplicemente da una pensione avendo anche famiglia a carico. Sono pensionati, necessariamente, perché molti di loro non possono lavorare proprio per le patologie che hanno.
Perciò io vi inviterei a leggere l'emendamento, a ragionare su questo e a comprendere che è una cifra irrilevante per il bilancio regionale ma decisamente importante per queste persone la cui colpa è solo quella che vi ho appena illustrato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, per annunciare il mio voto favorevole all'emendamento numero 123, perché purtroppo sono a conoscenza di diverse situazioni davvero difficili. In coscienza credo che sia opportuno riflettere meglio su questo aspetto, magari trovando il modo per dare un aiuto concreto a queste persone, che vivono una condizione di disagio forte, per evitare che siano ulteriormente danneggiate da una situazione che non hanno voluto loro.
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 123.
(Segue votazione)
Prendo atto che il consigliere Pacifico ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Cachia - Caligaris - Capelli - Cassano - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Gallus - Ibba - La Spisa - Licandro - Masia - Milia - Oppi - Petrini - Pili - Pisano - Rassu - Sanciu - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Davoli - Fadda Giuseppe - Frau - Gessa - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Porcu - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Pittalis.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 54
astenuti 2
maggioranza 27
favorevoli 22
contrari 32
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 161.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). E' da alcuni anni che giriamo attorno all'argomento di questo emendamento che, come è noto, attiene ai progetti speciali finalizzati all'occupazione. Diversi soggetti hanno presentato e gestito progetti in questa direzione. L'emendamento ha un obiettivo che deve essere chiaro anche alla Giunta: utilizzare le professionalità maturate all'interno di tutti i progetti. L'altro obiettivo è quello di realizzare progetti di educazione sanitaria e di ricerca individuando alcune priorità; se questa cosa si traducesse in un'operazione non condivisibile di esclusione di lavoratori già impegnati in questi progetti per favorirne degli altri, a marca chiara, questo partito farà una battaglia pubblica che non ha pari. Che non ha pari!
Io rammento che la talassemia è abbondantemente radicata in Sardegna, noi sosteniamo la ricerca perchè vogliamo aiutare anche gli altri, anche le altre aree geografiche colpite da questo flagello; però l'individuazione dei progetti non può dipendere da una scelta politico-partitica perché questo partito non lo consentirebbe.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Io voterò a favore anche se non concordo perché credo che vi sia un qualcosa che stride nel testo dell'emendamento. Si dice infatti che bisogna utilizzare anche personale degli altri progetti, però sappiamo tutti che si tratta di una legge, in capo alla Presidenza della Giunta, finalizzata all'occupazione per cui l'85 per cento deve essere orientativamente legato al personale e il 15 per cento a progetti.
La disponibilità è di 1 miliardo e 600 milioni circa di vecchie lire, considerato che un biologo, per esempio, costa mediamente almeno 30 milioni, e che i biologi impegnati nei due progetti sono 30,, non capisco il tentativo di inserire altri quando i soldi sono comunque insufficienti. Dire che ci si può avvalere anche del personale operante nelle altre Azioni eventualmente escluse, significa che è in atto una gara, come ha detto adesso il collega Uras, si bisticcia, si sceglie uno anziché un altro, si fanno opere praticamente di clientelismo.
Credo che questa dizione non risponda alla volontà espressa nello stesso emendamento per cui voterò a favore pur rilevando che occorrerebbe parlare di prosecuzione di un progetto per un anno. Obiettivamente la stesura finale non mi soddisfa perchè certamente quello che si è scritto è diverso dalla realtà.
PRESIDENTE. L'emendamento, così come è formulato, lo sottolineava adesso anche l'onorevole Oppi, può prestarsi a margini di ambiguità, quindi io inserirei dopo la parola "finanziamento" la frase "per l'anno 2006", e al termine aggiungerei "le spese previste per l'attuazione del presente comma sono valutate in un milione di euro".
Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.). Signor Presidente, nel dichiarare il mio voto ovviamente favorevole, chiedo anche, accogliendo le osservazioni dei colleghi Oppi e Uras, se sia possibile con un emendamento orale di cassare la frase: "avvalendosi anche del personale operante nelle altre azioni eventualmente escluse".
URAS (R.C.). Non sono d'accordo e chiedo la votazione per parti.
(E' approvata)
(Non è approvata)
L'emendamento numero 91 decade. Il numero 159 è stato ritirato. Metto in votazione l'emendamento numero 121.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Solo per un ulteriore chiarimento perché non ho avuto tempo di illustrare la copertura finanziaria. I cittadini oggi pagano un ticket per le liste di attesa che sono straordinariamente lunghe, perciò si paga per un diritto, per una prestazione che non si riceve. L'emendamento mira a sospendere il pagamento del ticket da parte dei cittadini per l'annualità 2006 nelle more degli interventi previsti dall'articolo 1, commi 279 e 280, della finanziaria nazionale per lil contenimento dei tempi d'attesa onde poter accedere al fondo di 2.000 milioni di euro (non 4 miliardi come ho detto in un precedente intervento) da parte delle Regioni.
Noi prevediamo di reperire le risorse con una diminuzione delle spese per consulenze, collaborazioni, spese di rappresentanza e via dicendo di cui la Regione può fare a meno..
Io voto a favore ovviamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Brevemente, per dire che voterò a favore di questo emendamento ma anche per sottolineare che l'assessore Dirindin non ha risposto alle osservazioni degli altri colleghi sulle liste d'attesa. In Sardegna stiamo tornando indietro; oggi per una risonanza magnetica a Sassari occorrono 8 mesi. Se questo è progresso, caro Assessore, io credo che farebbe bene, anziché far tornare a casa gli anziani, a tornare a casa lei.
Inoltre, come diceva qualche collega prima, si usano due pesi e due misure, nel senso che l'ASL numero 8, di cui fa parte anche Cagliari, non richiede il pagamento del ticket per la prevenzione in oncologia, ticket che invece pagano i pazienti della città e della provincia di Sassari.
Quindi, io mi domando e le domando se siamo vicini agli indigenti. Perché le persone che si recano al centro di prevenzione sono persone che spesso non possono permettersi il lusso di pagare la visita da uno specialista privato. Quindi, come è possibile parlare di prevenzione quando poi i pazienti rinunciano alle visite e quindi anche alle radiografie proprio perché debbono pagare di tasca loro questo ticket? Io vorrei avere una risposta da lei su questo problema..
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Le leggi le fa il Consiglio, non le fa la Giunta! La Giunta le attua! Bisogna smetterla quindi di portare le istanze fuori dall'Aula dove si fanno gli "inciuci", bisogna smetterla e ridare una dignità, minima, a questa Assemblea consiliare.
Io giudico gravissimo l'atto di prima, lo giudico gravissimo perché è premeditato, perché è finalizzato a sostenere solo alcune iniziative di ricerca all'università dove i rapporti evidentemente di amicizia contano più dei diritti dei lavoratori, lo ripeto, contano più dei diritti dei lavoratori. Nel caso in specie si trattava di mettere medici, biologi, tecnici di laboratorio laureati in condizioni di fare ricerca ed abbiamo deciso che quelli che lavorano con il professor Cao e quelli che lavorano con la professoressa Marrosu hanno più diritti a lavorare di quelli che lavoravano con il professor Pani. E questa è una cosa che viaggia attraverso la relazione politica che un po' ricorda tempi di clientela.
Ma l'Assessorato della sanità ho l'impressione che si dedichi molto a questa pratica, e c'è un livello di pazienza che non può essere sempre superato, non può essere sempre superato! Io lo ritengo gravissimo anche perché era frutto di un accordo, di un lavoro; i promotori di quell'iniziativa sono quelli che abbiamo escluso ed è stata un'operazione cinica che non dà onore a chi l'ha fatta, a chi l'ha promossa e a chi l'ha aiutata. Voterò contro l'articolo e contro questo emendamento.
PRESIDENTE. L'articolo l'abbiamo già votato. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io voterò a favore dell'emendamento numero 121 e, nello spiegare i motivi, devo dire che le motivazioni che ha addotto il collega Uras mi sono sembrate convincenti e mi dispiace che il Consiglio non abbia ritenuto di richiedere all'assessore Dirindin ciò che in realtà era stato già chiesto dalla Commissione: una ricognizione complessiva su tutti i progetti finalizzati all'occupazione e sulla situazione dei lavoratori che all'interno di questi progetti erano ricompresi. Questo credo fosse il ragionamento complessivo che si voleva fare e che si sperava venisse fatto dalla Giunta.
Io credo che la Giunta sia ancora in tempo per farlo e sia ancora in tempo per dare informazioni al Consiglio su questo argomento.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 121 vorrei sottolineare come un emendamento che si occupa di liste d'attesa sia oggi in Sardegna un emendamento di grande serietà, forse è riduttivo il testo perchè dire che non si fa pagare il ticket a coloro i quali non usufruiscono di prestazioni entro i 15 giorni significa semplicemente allargare le braccia, ammettere un fallimento, riconoscere che la prestazione in realtà non è erogata, o è erogata in maniera talmente carica di disservizio che almeno non si ha il coraggio di chiedere il ticket.
Ma credo, Assessore, che sarebbe una cosa seria fare una rilevazione puntuale sui tempi di attesa specialità per specialità, prestazione terapeutica per prestazione terapeutica c. Infatti, i tempi di attesa che apprendiamo dai giornali, sia quelli per entrare in comunicazione con un URP (Ufficio relazione con il pubblico) o con un CUP (Centro unico di prenotazione), sia quelli per ricevere le prestazioni, semplici e complesse se corrispondono al vero, sono desolanti.
Quindi, sarebbe utile che l'Assessorato effettuiun esame serio sui tempi di attesa relativi ad ogni specialità così che l'Assessorato o il Consiglio regionale possano adoperarsi per una riduzione reale dei tempi d'attesa in settori che effettivamente incidono sulla qualità della salute dei cittadini sardi. Io le chiedo di farlo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Io non voterò a favore dell'emendamento numero 121, per gli stessi motivi espressi quando affrontammo questo argomento nel corso della riunione congiunta delle Commissioni terza e settima.
Continuo ad essere convinto che le liste d'attesa con il ticket non c'entrino assolutamente niente, che le liste d'attesa abbiano una origine e una dinamica totalmente indipendenti dal "sistema ticket", che siano due questioni assolutamente differenti. Il ticket ha la finalità di far concorrere il cittadino ad una spesa, serve a qualificare la spesa, non è l'imposizione di un balzello;sarebbe sufficiente che le AA.SS.LL. e le aziende ospedaliere, policlinici universitari, disponessero semplicemente, d'ufficio, che il ticket si paga il giorno in cui si riceve la prestazione oppure il giorno in cui si ritira il referto relativo a quella prestazione.
Io non vorrei che legando il ticket alla lista d'attesa si voglia tentare di far deviare il corso del fiume; il problema delle liste d'attesa attiene alla dimensione regionale dell'articolazione sanitaria, attiene all'organizzazione regionale sanitaria soprattutto per la parte che riguarda la prevenzione. La diagnostica quanto più rapida ed immediata possibile e la terapia quanto più ambulatorializzata possibile dipendono dal numero di operatori e dal fabbisogno; dipendono, continuo ad insistere su questo concetto, dalla rete assistenziale che sta intorno ai centri dove le liste di attesa si formano e si accumulano, perché le liste di attesa si formano e si accumulano in tutti quei centri intorno ai quali non c'è altro sistema assistenziale, perché dove c'è una spalmatura del sistema diagnostico, terapeutico ed assistenziale la lista di attesa non si forma o ha tempi ragionevoli.
Non si può cercare, a mio avviso, di trasformare un atto di pura e semplice organizzazione burocratica ed amministrativa in un problema politico, peraltro presentandolo in forma sbagliata.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Rapidissimo, anch'io voto contro l'emendamento per le motivazioni esposte in modo preciso dal collega Ibba. Vorrei aggiungere che ciò che è più odioso non sono solo le liste di attesa, ma che le liste di attesa non valgono per tutti. Basta conoscere un politico, un medico, un dirigente, e qualche volta persino un infermiere, perché quella lista di attesa non sia rispettata. Questa è una cosa ingiusta ed odiosa e ho mille prove di quello che sto dicendo. Io credo che sia giusto affrontare il problema delle liste di attesa riducendo, se non eliminando, il più possibile i tempi lunghi, perché effettivamente per chi ha necessità di un accertamento quei giorni, quelle settimane rappresentano comunque un tormento. e
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Signor Presidente, , tutti noi siamo d'accordo sul fatto che le liste di attesa costituiscano un grosso problema, un problema angosciante, di tutti i sistemi sanitari compreso quello della nostra Regione. Stiamo lavorando, sulla base delle indicazioni che sono state definite nella normativa nazionale, ad un piano per affrontare le liste di attesa, non per risolverle. Devo dire che tutte le Regioni insieme, tutte, a prescindere dalla collocazione politica, hanno discusso in sede di Conferenza Stato-Regione questo piano di cui ha parlato chi mi ha preceduto. Un piano con il quale il Ministro ci chiedeva di risolvere magicamente questo problema, dicendo che avrebbe messo a disposizione due miliardi di euro, in realtà quei due miliardi di euro sono stati dati alle Regioni per ripianare i disavanzi degli anni precedenti (2004 e precedenti), e poi è stato aggiunto che questi servivano anche per finanziare i progetti per il superamento delle liste d'attesa.
Tutte le Regioni all'unanimità hanno detto che quei due miliardi servono per ripianare i bilanci, non si sono sottratte alla responsabilità di dire: "Lavoriamo a preparare un piano che prepareremo entro l'estate"; abbiamo anche detto che peraltro non si può affrontare in termini generali il problema delle liste di attesa, ed è così che stiamo cercando di lavorare anche qui. Abbiamo incominciato ad individuare le specialità più importanti, le prestazioni - come ha detto giustamente qualcuno - e i criteri per individuare le priorità sulla base dei quali i pazienti possono avere risposte. Tra l'altro il nostro obiettivo, con l'informatizzazione, è quello di favorire il funzionamento di un sistema unificato di prenotazione. Concordo, e termino, con quanto ha detto l'onorevole Marrocu; lo ritengo a titolo personale assolutamente sottoscrivibile e penso che se tutti evitassimo di favorire le persone che conosciamo forse aiuteremmo anche il Servizio sanitario a superare questa prassi sicuramente odiosa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io ho ascoltato con molta attenzione gli interventi dei colleghi e, quindi, in primis annuncio il mio voto contrario all'emendamento numero 121, ma anche per dire che sarebbe auspicabile lavorare per evitare che il problema delle liste d'attesa, che adesso certamente va affrontato, si presenti..
Per quanto riguarda il problema che sollevava il collega Marrocu, poi ripreso dall'Assessore, io credo che sarebbe importante non solo denunciare questi fatti di malcostume, ma anche dare disposizioni severe da parte dell'Assessore perché questi favoritismi vengano evitati, come dall'altra parte credo ci dovrebbe essere da parte di tutti noi, centrosinistra ma anche centrodestra, l'impegno ad evitare questa pratica odiosa che continua ad esistere anche nella nostra Regione; e debbo dire che probabilmente non è migliorato niente negli ultimi tempi.
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 14 al quale sono stati presentati cinque emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti:
Art. 14Disposizioni in materia di agricoltura
1. Il personale della Regione e degli enti strumentali assegnato all'ARSEA Sardegna, conserva il trattamento giuridico, economico e previdenziale dell'ente di provenienza.
2. Il termine stabilito dal comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale 12 dicembre 2001, n. 16 (Ulteriore sostegno a favore degli allevatori per fronteggiare l'epizoozia denominata blue tongue), già prorogato dal comma 11 dell'articolo 9 della legge regionale 29 aprile 2003, n. 3 (legge finanziaria 2003), e dal comma 6 dell'articolo 6 della legge regionale 11 maggio 2004, n. 6 (legge finanziaria 2004), è ulteriormente prorogato, in deroga alla normativa vigente, alla data del 31 dicembre 2007, per le esigenze operative dell'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
3. La norma del comma 8 dell'articolo 7 della legge regionale n. 6 del 2004, va interpretata intendendo l'espressione "nelle more ... servizio idrico integrato" riferita soltanto al personale che abbia optato per il passaggio all'ESAF. Al personale che abbia optato per il passaggio al Consorzio interprovinciale per la frutticoltura si applica il contratto collettivo di lavoro per il personale non dirigenziale con la salvaguardia prevista dall'articolo 2112 del Codice civile.
EMENDAMENTO aggiuntivo Pisu - Davoli - Uras
Art. 14
Prima del comma 1 è introdotto il seguente comma 1.a.
"1.a. La Regione, in relazione al numero delle istanze per indennizzi pervenute all'Assessorato competente per danni alle colture da virosi, provvede a definire un incremento del 20% delle risorse già stanziate allo scopo, e a procedere a nuova notifica per un'ulteriore somma pari a 20 milioni di euro, a valere sulle disponibilità, anche in conto residui, della UPB S06.030. L'indennizzo è assicurato nella misura stabilita dalla Regione d'intesa con le rappresentanze dei coltivatori, per danni subiti dalle aziende agricole anche per colture autoctone." (92)
EMENDAMENTO aggiuntivo La Spisa - Ladu - - Murgioni - Gallus - Artizzu - Oppi - Vargiu - Capelli - Contu - Diana - Sanjust - Sanciu - Lombardo - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Pisano - Dedoni - Liori
Art. 14
Dopo il comma 2 dell'art. 14 è aggiunto il seguente comma 2 bis:
"I termini di cui al comma 7 dell'art. 7 della L.R. 21 aprile 2005, n. 7 (Legge finanziaria 2005) sono prorogati di un ulteriore anno". (51)
EMENDAMENTO aggiuntivo Sanna Francesco - Uggias - Cucca - Sabatini - Sanna Simonetta - Manca
Art. 14
All'articolo 14, dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:
"3 bis. Per i dipendenti del medesimo Consorzio il termine previsto dalla lettera b) dell'articolo 8 dell'accordo sottoscritto il 4 maggio 2005 viene fissato al 31 dicembre 2004." (135)
EMENDAMENTO aggiuntivo Giunta Regionale
Art. 14
Dopo il comma 3 è inserito il seguente:
"3 ter. La gestione liquidatoria degli enti soppressi ai sensi dell'articolo 30 della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7, è prorogata fino all'entrata in vigore della legge di riforma degli enti operanti nel settore agricolo di cui all'articolo 31, comma 1, della medesima legge.
Alla gestione liquidatoria provvede il commissario straordinario di cui all'articolo 31, comma 2, della legge regionale n. 7 del 2005.
Le spese per la gestione liquidatoria di cui al precedente comma sono valutate sino all'entrata in vigore della legge di cui al comma 1 in euro 24.195.000 (UPB S06.021, UPB S06.022, UPB S06.024). A tal fine, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato ad apportare, con proprio decreto, variazioni compensative tra le suddette unità previsionali di base." (143)
EMENDAMENTO aggiuntivo Floris Mario - Cherchi Oscar
Art. 14
Dopo l'articolo 14 aggiungere il seguente articolo 14 bis.
Art 14 bis
Procedure per l'affidamento di consulenze a persone estranee all'Amministrazione regionale
1. Al fine di garantire la massima trasparenza, l'affidamento di consulenze ad estranei all'Amministrazione regionale deve contenere, nella deliberazione della Giunta regionale di assegnazione all'incarico, una dichiarazione dell' Assessore competente con la quale lo stesso certifica che, tra tutto il personale regionale, non esistono figure professionali o competenze idonee ad assolvere le finzioni di-oggetto delle convenzioni.
2. Gli incarichi di cui al comma 1 devono essere affidati a tempo determinato e non possono protrarsi per più di tre esercizi finanziari e devono essere conferiti ad esperti in possesso di specifiche e comprovate competenze.
3. Le deliberazioni di assegnazioni di consulenze che comportano oneri superiori a E 50.000 sono adottate dalla Giunta regionale dopo aver acquisito il parere della competente Commissione consiliare, che deve pronunciarsi entro quindici giorni dalla data di ricevimento del documento.
4. Entro trenta giorni dall'espletamento dell'incarico, devono essere trasmesse a tutti i Consiglieri regionali, le relazioni, i pareri, le ricerche, gli studi compiuti nell'ambito dell' incarico conferito.
5. La Giunta regionale, contemporaneamente ai documenti delle manovre finanziarie annuali, invia al Consiglio regionale l'elenco delle convenzioni in atto, corredato dei costi complessivi e unitari e una relazione contenente, per ogni singola convenzione, i risultati previsti e quelli effettivamente ottenuti.
6. E' vietato il conferimento agli esperti di cui al comma 2, di più incarichi regionali nello stesso periodo di tempo.
7. L'incarico non può essere conferito a dipendenti di amministrazione pubblica collocati a riposo con applicazione dei benefici previsti dall'articolo 67 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1972, n. 748, e dall'articolo 6 del decreto-legge 8 luglio 1974, n. 261, convertito dalla legge 14 agosto 1974, n. 355. (4).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras.. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Il popolo vota. Il popolo vota e sceglie i propri rappresentanti ed anche le maggioranze; ho accolto, devo dire con grande piacere, le dichiarazioni dei leader della maggioranza, dei Democratici di Sinistra, de La Margherita e del Presidente della Regione sul 52 per cento circa che è stato conquistato da questa coalizione nelle ultime elezioni politiche, in modo particolare al Senato. La Sardegna dà un grande contributo alla costituzione del Senato, un grandissimo contributo, che si vedrà in questi giorni, alla formazione del Governo Prodi, il leader dell'Ulivo. L'Ulivo è una forza politica nascente, non è una coalizione, va sempre più a configurarsi come un unico partito composto da La Margherita e dai Democratici di Sinistra che, da soli, non vincono nei confronti della destra, non bastano, hanno bisogno di ampliare la loro coalizione con La Rosa nel Pugno, i Comunisti Italiani ed anche Rifondazione Comunista. Questo vale anche per questa Giunta che, giustamente, ha rivendicato la partecipazione a quel consenso elettorale che si è dimostrato in Sardegna maggioritario, maggioritario perché quella coalizione, l'Unione con tutti i contributi, anche con l'8 per cento di Rifondazione Comunista ha vinto e ha battuto le destre.
I governi di coalizione richiedono una relazione positiva tra i componenti della maggioranza, una relazione positiva su tutto. Ieri abbiamo tenuto una riunione interessante, si è parlato di fiducia reciproca, di relazione positiva, di costruire insieme, ma questo è un comportamento che non vale a rate, vale sempre! Vale sempre e i rapporti politici richiedono affidabilità e serietà.
Adesso è in discussione l'articolo sull'agricoltura al quale noi abbiamo presentato un emendamento. Di che cosa tratta questo emendamento? E' esattamente la traduzione dell'impegno assunto davanti a me, poca cosa, davanti al Presidente dei Democratici di Sinistra ben più altra cosa, e del Presidente del Gruppo dei Democratici di Sinistra ben altro peso, e davanti a tanti agricoltori i cui prodotto sono stati colpiti dalle pestilenze perché i controlli che si effettuano sulle produzioni agricole sarde
(controlli sulla natura biologica, sulla presenza di anticritogrammici o di fertilizzanti non a norma), non si operano su quelle di importazione, e le pesti arrivano, e le nostre colture e i nostri animali si ammalano e scattano le procedure di indennizzo, e vengono fatte le notifiche per gli aiuti all'Unione Europea e si stabiliscono le entità delle risorse finanziarie che servono a riparare il danno che hanno subito i nostri agricoltori.
In quella circostanza, all'indomani di una battaglia, il Presidente della Regione davanti a molti consiglieri della maggioranza e a quei coltivatori ha assunto l'impegno formale, unitamente all'Assessore dell'agricoltura presente anch'egli, di attivare un tavolo tecnico di definizione di un percorso che aveva questi obiettivi: l'incremento del 20 per cento delle risorse già stanziate allo scopo, l'inserimento tra i soggetti beneficiari dell'indennizzo dei produttori di colture autoctone, di coloro che erano stati esclusi in ragione di altri parametri che non erano stati considerati congrui, ed anche l'impegno formale di procedere ad una nuova notifica utilizzando risorse finanziarie che già stanziate in materia di danni, perché la platea dei richiedenti, molto più elevata rispetto a quella originariamente prevista, potesse ottenere un giusto riconoscimento.
Il tavolo tecnico è stato aperto, la Giunta avrebbe dovuto riferire ai componenti del Consiglio che avevano sollecitato questo intervento, la Giunta avrebbe dovuto riferire soprattutto a quei coltivatori nei confronti dei quali attraverso il suo Presidente aveva assunto l'impegno di risolvere il problema prospettato. Ad oggi non c'è notizia! Ad oggi la Giunta non ha fatto il suo dovere! Ad oggi l'Assessore dell'agricoltura non ha prospettato nessuna soluzione! Ad oggi l'Assessore dell'agricoltura non ha in alcun modo riferito sugli esiti dei lavori del tavolo verde! Ad oggi quegli agricoltori, nei confronti dei quali il Presidente della Regione ha assunto l'impegno, sono senza risposta!
Ecco il perchè dell'intervento di un consigliere regionale, di più consiglieri regionali, espressione di un partito che pone all'attenzione della Giunta, all'attenzione dell'Aula, quell'argomento; e lo pone perché non si rompa un rapporto tra i rappresentanti e i rappresentati, quelli che consentono le dichiarazioni di soddisfazione all'indomani del voto: quel popolo che vota, che dà fiducia, che non può essere tradito, che non può essere offeso!
Io mi sento offeso per esempio per quei 50 medici biologi, tecnici di laboratorio che hanno parlato con tutti i proponenti la stessa lingua, e che domani potranno dire giustamente: "Ci avete tradito! Non ci avete rispettato, non siete degni di rappresentare in quella sede i nostri bisogni!" Io mi auguro che questo non avvenga anche per gli agricoltori. Io mi auguro che la Giunta intenda discutere di questo emendamento con chi l'ha proposto prima di dire che non va bene.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Brevissimamente, proprio sull'emendamento numero 92. Io ritengo che il problema posto dall'emendamento del collega sia reale. Ribadisco,e mi dispiace per il collega anche per la passione posta nell'illustrare l'emendamento, che non sia risolvibile con un emendamento. L'emendamento infatti pone un primo problema legato alla disponibilità di risorse su quella UPB, risorse che sono state in gran parte utilizzate a seguito dell'approvazione dell'articolo 9 ter; l'altro problema è che a mio parere non c'è bisogno, come ho più volte sottolineato, di una nuova norma di legge in materia.
Noi, per la virosi, avevamo definito una certa dotazione finanziaria dopo l'accertamento del danno e dopo che l'Unione Europea l'ha riconosciuta come calamità naturale, le domande di risarcimento dei danni presentate dagli agricoltori hanno permesso di stabilire che l'importo stanziato dal Consiglio regionale per quella finalità era insufficiente.
L'Unione Europea non fissa dei parametri di indennizzo in termini di percentuali, ma stabilisce solo che l'indennizzo non deve superare ovviamente il valore del danno subito. Nel caso in discussione l'ammontare dell'indennizzo è notevolmente inferiore a quello del danno subito. Ma questo non impedisce che l'importo dell'indennizzo possa essere incrementato (per legge è possibile un incremento del 20 per cento), perché lo prevede già l'attuale normativa.
La Giunta può procedere con propria delibera, qualora si reperissero ulteriori risorse in quella UPB, in base ad una normativa approvata, mi pare, nel 1998; la delibera viene inviata all'Unione Europea che l'approva, se vi è il riconoscimento della calamità naturale e il danno effettivo ha superato il danno riconosciuto per cui si rientra nelle previsioni della normativa nazionale per i danni subiti; poi, sulla base delle nostre risorse, perché le risorse sono comunque regionali, si indennizza quel danno dimostrando che non si sta indennizzando in misura superiore al valore del danno subito.
Su questo punto c'era effettivamente un impegno politico a ridiscutere la possibilità di reperire nuove risorse per adeguare il livello degli indennizzi stabilito nella prima delibera che non poteva, a monte, stabilire l'ammontare complessivo dei danni e, quindi, dell'indennizzo. Si può reintervenire, però questo lo si può fare senza bisogno di una norma di legge. Tra l'altro bisognerebbe verificare, relativamente all'ultima questione posta nell'emendamento se l'Unione Europea acconsente. Gli agricoltori avevano posto infatti due problemi; uno era relativo all'ammontare dell'indennizzo e l'altro alla possibilità o meno di indennizzare il danno subito da chi, comunque, non aveva le piantine certificate.
Il problema è ancora in discussione perché occorre l'ok dall'Unione Europea per non dovere poi, come stava succedendo per la legge numero 44, chiedere indietro i finanziamenti perché l'Unione Europea non esprime parere positivo su quella norma.
Io invito quindi da un lato i colleghi a ritirare l'emendamento e la Giunta ad accelerare l'avvio di quel tavolo tecnico tra le organizzazioni agricole e l'Assessorato per definire sia gli intervennti atti a combattere la virosi sia la possibilità di integrare le risorse per dare un indennizzo più adeguato, risolvendo il problema dal punto di vista politico perché è risolvibile, dal punto di vista amministrativo perché è risolvibile, senza ricorrere a nuove norme di legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Condivido pienamente le osservazioni dell'onorevole Marrocu. Io volevo semplicemente rilevare che sarebbe importante, discutendo dell'articolo 14 che riguarda l'agricoltura, tra l'altro il tema della virosi posto dai colleghi di Rifondazione con questo emendamento ha avuto un eco in Consiglio qualche mese fa e anche in Commissione, che fosse presente l'Assessore dell'agricoltura per dare le risposte che il Consiglio, giustamente, richiede su questa questione. Ma c'è anche il problema della lingua blu, richiamato in una parte dell'articolo 14, su cui ci sono diversi aspetti che andrebbero approfonditi e chiariti.
Nel merito dell'emendamento - ripeto - condivido pienamente l'affermazione del mio Capogruppo, l'onorevole Marrocu, sul fatto che non ci sia bisogno di una ulteriore norma di legge per incrementare le risorse nel caso queste fossero insufficienti. La Giunta lo può fare con una semplice deliberazione, tra l'altro nel caso in cui si intervenisse con un adeguamento non superiore al 20 per cento non si è tenuti a notificare il provvedimento alla Unione Europea.
Era stata inoltre concordata effettivamente l'attivazione di un tavolo tecnico per verificare quali danni fossero riconducibili all'ammissibilità, secondo le disposizioni relative alla virosi, ed anche per verificare questo aspetto credo che sarebbe molto importante la presenza dell'Assessore dell'agricoltura.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, molto brevemente, per dire che il problema sollevato dai colleghi della Rifondazione Comunista con l'emendamento numero 92 è un problema aperto che bisogna in qualche modo portare a definizione. Infatti, come hanno ricordato molto puntualmente i colleghi che mi hanno preceduto, è un problema aperto da parecchio tempo e che ha bisogno di alcune risposte.
Una prima risposta riguarda la quantificazione, la determinazione per singolo metro quadrato dell'ammontare dell'indennizzo al fine di fornire un ristoro adeguato ai produttori; occorre poi verificare se sia necessario, perché anche questo è rimasto in sospeso, qualora si superi il limite del 20 per cento dell'importo indicato in legge, inviare una nuova notifica all'Unione Europea.
Infine un chiarimento per quanto riguarda le colture autoctone, questo è il punto più importante rimasto aperto al di là della maggiore dotazione finanziaria e dell'ammontare del risarcimento per singolo metro quadrato, il problema delle produzioni delle piantine non certificate. E' necessario quindi che noi portiamo avanti, che la Giunta porti avanti con forza (lo fa in tutti i settori) la difesa delle produzioni tipiche sostenendo queste colture autoctone gono richiamate dall'emendamento.
Però ritengo che qui ci debba essere a un chiarimento, un'informazione che deve arrivare dalla Giunta rispetto a quello che si è fatto per sapere se questi problemi sono stati risolti, se non è necessaria una norma di legge o se invece è necessaria una norma di legge in modo da potere dare le risposte che questi agricoltori stanno attendendo.
Nel particolare io inviterei gli amici di Rifondazione Comunista a ritirare l'emendamento, però in attesa di questi chiarimenti che mi sembrano necessari perché è opportuno che le partite che sono aperte, per altro aperte da parecchio tempo, possano trovare la giusta risposta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, io chiederei di sospendere l'argomento poiché condivido l'esigenza di capire bene la questione degli indennizzi, quindi se sia necessario o meno avere altre risorse finanziarie, tenuto conto che tutta la questione è molto particolare e presenta alcuni aspetti tecnici interessanti che quest'Aula deve conoscere meglio.
Chiederei di sospendere anche perché ritengo necessaria la presenza dell'Assessore che deve precisare la situazione amministrativa e finanziaria, la consistenza di tutti i danni subiti, dirci se vi è l'esigenza di nuove risorse oppure se si possono utilizzare quelle esistenti..
PRESIDENTE. L'Assessore è assente per motivi importanti come ha avuto modi di dire ieri, e infatti auspicava che si riuscisse ad esaminare questo articolo proprio ieri; naturalmente ha lasciato ai colleghi della Giunta le indicazioni, ma non so se siamo in condizioni di procedere. Valutiamo se siamo in condizioni di procedere; mi pare che le risposte siano state date in Commissione.
LA SPISA (F.I.). Presidente, si chiede di sospendere solo l'emendamento aggiuntivo, eventualmente si può votare l'articolo.
PRESIDENTE. Procediamo allora alla votazione dell'articolo.
Metto in votazione l'articolo 14. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
L'emendamento 92 è sospeso.
(Non è approvato)
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Presidente, non sono stati espressi i pareri.
PRESIDENTE. Chiedo scusa..
Per esprimere il parere sugli emendamenti tranne il numero 51 che è stato già votato, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza.
Sull'emendamento numero 92, anche se è stato sospeso, il parere è negativo e non credo verrà modificato. Il 51 l'abbiamo votato; sul 135 il parere è contrario ma invito i colleghi a ritirarlo; sul 4 il parere è contrario; sul 143 il parere è favorevole,.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore. Vorrei approfittare dell'espressione del parere per rettificare l'importo di cui all'emendamento numero 143 che è di 23 milioni 695 mila euro e non 24 milioni e 195 mila euro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA FRANCESCO (D.S.). Presidente, ritiriamo l'emendamento raccomandando all'Amministrazione di considerare che si voleva eliminare una disparità; quindi di tenerne conto nella sede contrattuale, se ritenesse ovviamente fondata la ragione che ne ha motivato la presentazione.
(E` approvato)
(Non è approvato)
Sospendo brevemente la seduta e convoco una Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 45, viene ripresa alle ore 14 e 39.)
PRESIDENTE. Colleghi, la Conferenza dei Capigruppo ha deciso di concludere questa mattina i lavori del Consiglio che riprenderanno martedì della prossima settimana alle ore 10.00.
Il calendario dei lavori prevede che la prossima settimana si lavori martedì, mercoledì, giovedì e venerdì; i lavori inizieranno tutte le mattine alle ore 10 e si concluderanno alle ore 14, riprenderanno alle ore 15 e 30 e si concluderanno alle ore 22. .
La seduta è tolta alle ore 14 e 40.
Versione per la stampa