Seduta n.240 del 03/10/2006
CCXL Seduta
Martedì 3 ottobre 2006
Presidenza del Vicepresidente Secci
La seduta è aperta alle ore 16 e 41.
CHERCHI OSCAR, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del venerdì 15 settembre 2006 (234), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Sanciu ha chiesto congedo per la seduta pomeridiana di martedì 3 ottobre 2006.
Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione Rassu sulla soppressione dell'Istituto di incremento ippico della Sardegna e della paventata dismissione dell'ippodromo di Chilivani e dell'azienda Tanca Regia". (160)
(Risposta scritta in data 2 ottobre 2006)
"Interrogazione Floris Vincenzo sulla situazione in cui si trovano un gruppo di borsisti e convenzionati dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna". (190)
(Risposta scritta in data 2 ottobre 2006)
"Interrogazione Balia - Marrocu - Biancu - Atzeri - Pinna - Licheri - Cachia sulle quote d'ingresso di lavoratori extracomunitari in Sardegna". (239)
(Risposta scritta in data 2 ottobre 2006)
"Interrogazione Dedoni sulla grave crisi del settore agricolo con particolare riferimento alle spese che gli operatori agricoli sostengono nei confronti dei Consorzi di bonifica". (317)
(Risposta scritta in data 2 ottobre 2006)
"Interrogazione Sanciu sui tempi di esecuzione dei lavori di realizzazione del Porto turistico di Cannigione (Arzachena)". (330)
(Risposta scritta in data 2 ottobre 2006)
"Interrogazione Rassu sull'avviso di gara bandito dall'Istituto di incremento ippico per la dismissione di alcuni soggetti equini ed asinini di cui alle delibere commissariali 32/05 e 38/05, sul futuro dell'Ippodromo di Chilivani e sulla campagna di fecondazione per il cavallo anglo-arabo sardo per l'anno 2006". (397)
(Risposta scritta in data 2 ottobre 2006)
"Interrogazione Cuccu Giuseppe sulle gravi motivazioni che costringono i dipendenti dell'ERSAT a occupare, dal 25 gennaio, la sede dell'ente regionale in Cagliari". (452)
(Risposta scritta in data 2 ottobre 2006)
"Interrogazione Cherchi Silvio - Calledda - Lai sul mancato insediamento del comitato di coordinamento regionale per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro". (469)
(Risposta scritta in data 2 ottobre 2006)
"Interrogazione Sanjust sul procedimento di recupero delle progressioni professionali del personale dell'ERSAT". (472)
(Risposta scritta in data 2 ottobre 2006)
"Interrogazione Caligaris sull'inserimento negli organici della Regione delle figure professionali impegnate nel Centro tutela e restauro dei beni librari". (555)
(Risposta scritta in data 2 ottobre 2006)
"Interrogazione Scarpa sulla mancata erogazione di acqua potabile a centinaia di famiglie ed agricoltori della Nurra in presenza di una condotta regolarmente realizzata e posta in pressione e sulla contestuale quadruplicazione del costo dell' acqua potabile fornita mediante autobotte". (567)
(Risposta scritta in data 2 ottobre 2006)
"Interrogazione Cassano sulle procedure del concorso interno all'Ente regionale di sviluppo e assistenza tecnica in agricoltura (ERSAT) per l'accesso al livello economico iniziale della categoria D, area amministrativa e area tecnica". (570)
(Risposta scritta in data 2 ottobre 2006)
"Interrogazione Amadu sulla necessità di accelerare le procedure di approvazione del progetto preliminare della SS n. 131 "Macomer - Sassari", tratto gallerie del Mascari, per superare lo stato attuale di pericolosità". (577)
(Risposta scritta in data 2 ottobre 2006)
"Interrogazione Vargiu sulla difesa delle spiagge sarde". (588)
(Risposta scritta in data 2 ottobre 2006)
"Interrogazione Floris Mario - Cherchi Oscar sulla "linea di impostazione concordata con gli organi del Ministero per i beni e le attività culturali" del Piano paesaggistico regionale". (605)
(Risposta scritta in data 2 ottobre 2006)
ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (92)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 92, primo firmatario l'onorevole Vargiu, che non mi sembra sia in Aula, e considerata anche la presenza abbastanza limitata dei consiglieri sospendo i lavori sino alle ore 16 e 55. Grazie.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 43, viene ripresa alle ore 16 e 55.)
PRESIDENTE. Bene, possiamo riprendere i nostri lavori.
L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 92, sulla disastrosa situazione dei collegamenti aerei tra la Sardegna e il continente, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento, primo firmatario l'onorevole Vargiu, che ha facoltà di illustrare la mozione per 20 minuti.
(Si riporta di seguito il testo della mozione:
Mozione Vargiu - La Spisa - Capelli - Artizzu - Ladu - Farigu - Amadu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Pisano - Sanciu - Licandro - Cassano - Petrini - Dedoni - Contu - Rassu - Gallus - Lombardo - Sanjust - Biancareddu - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Milia sulla disastrosa situazione dei collegamenti aerei tra la Sardegna e il continente, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.
IL CONSIGLIO REGIONALECONSIDERATO che:
- nel corso dell'intera estate le notizie quotidianamente riportate dai mezzi di informazione sui collegamenti aerei tra la Sardegna e il continente hanno riportato una situazione di generale disservizio davvero grave e preoccupante;
- nel corso dell'intera estate si è registrata un'infinita sequela di episodi negativi legati a ritardi e cancellazioni dei voli aerei, accompagnata dalla assoluta carenza delle strutture aeroportuali di supporto, da grossolani limiti nell'informazione e nella assistenza ai passeggeri da parte del personale delle compagnie, da veri e propri atti di scortesia nei confronti dei malcapitati utenti;
- lo scadimento della qualità dei servizi di accoglienza penalizza ancor più le fasce disagiate, in particolare gli anziani e i disabili, per i quali ogni spostamento diventa sempre difficile;
- tale situazione riporta ad una condizione di precarietà del trasporto aereo che si considerava ormai dimenticata, che crea infiniti problemi ed incertezze in tutti i cittadini sardi che devono spostarsi dall'Isola, ma crea anche un'insopportabile condizione di aleatorietà per tutti coloro che devono raggiungere la Sardegna per qualsiasi motivo;
- l'intera economia della Sardegna rischia di essere condizionata pesantemente dall'attuale situazione di caos nei trasporti che, in breve tempo, tende a creare nell'utenza turistica la ragionevole aspettativa di sempre nuovi e imprevedibili disagi che, inevitabilmente, finirebbe col condizionare negativamente i flussi turistici verso la Sardegna orientandoli, almeno in parte, verso destinazioni meno avventurose;
- la situazione di precarietà del trasporto aereo sardo coinvolge anche le compagnie low cost, al punto che appare ormai assodata la volontà della compagnia Easy Jet di abolire le proprie rotte di collegamento con l'Inghilterra (Cagliari-Londra e Olbia-Londra), sin dal prossimo 1° ottobre;
- il sostanziale fallimento dei tentativi della Regione Sardegna di supportare i collegamenti a basso costo delle compagnie aeree tradizionali (Air Nostrum e Meridiana, strutturalmente inadatte a garantire tale tipo di servizio) dallo scalo di Cagliari per le destinazioni di Madrid, Barcellona e Parigi;
- non risulta sia mai partito il collegamento con Mosca (pure ampiamente annunciato) che, se organizzato in maniera tale da garantire costi e frequenze adeguate, potrebbe consentire il raggiungimento della massa critica necessaria per aprire alla Sardegna nuovi e interessanti mercati di sviluppo economico e turistico;
- lo stesso ENAC pare avere recepito tale situazione di grave disservizio, al punto da aver deciso la sospensione dell'attivazione dei contratti che dovrebbero garantire operatività alla gara relativa alle nuove dieci rotte onerate, rimandandone 1'avvio alla fine dell'estate, proprio quando esse sono paradossalmente meno utili alla comunità sarda;
- per contro, ad oggi l'ENAC non applica per intero le sanzioni contro le compagnie previste in caso di inadempienza contrattuale; in particolare, non appare attivato il sistema di penali, previsto dal regime contrattuale (soltanto Air One è stata multata per somme peraltro pressoché simboliche), che rappresenta l'unico deterrente finalizzato a garantire la qualità del servizio e la puntualità dei voli, ma anche (con l'attuale disservizio) un costo probabilmente insopportabile per le compagnie;
- nessun miglioramento della situazione è atteso nei prossimi mesi in quanto l'accordo di code sharing tra Meridiana e Alitalia è destinato a scadere il 30 settembre, con conseguente ulteriore riduzione del numero delle tratte;
- il fallimento dei collegamenti senza oneri delle rotte Cagliari-Roma e Cagliari-Milano è sotto gli occhi di tutti e rischia di compromettere l'intera economia turistica (e non solo) della Sardegna, mentre il sistema di oneri di servizio sulle altre 10 rotte è gia stato rinviato dall'ENAC prima ancora di iniziare l'operatività e sulla sua legittimità pende la procedura di infrazione già avviata dall'Unione europea;
- nel mese di luglio scorso, la stessa Autorità nazionale garante per la concorrenza ha ammonito il Ministero dei trasporti sulla inopportunità di un sistema di continuità territoriale sarda che si configura di fatto come un'inopportuna chiusura a qualsivoglia forma di concorrenza tra i vettori;
- appare pertanto evidente la necessità urgente di abbandonare il sistema degli oneri di servizio per passare a quello degli aiuti sociali, che prevede la possibilità per tutte le compagnie di aderire allo schema di convenzione proposto dalla Regione, stimolando gli elementi concorrenziali all'interno del sistema e garantendo la funzione di controllo della qualità del servizio da parte della Regione;
- per garantire, con il sistema degli aiuti sociali, la mobilità dei passeggeri sardi/anno basterebbe aggiungere agli attuali finanziamenti altri 20 milioni di euro, che potrebbero essere garantiti in quota parte dalla Regione e dallo Stato;
- qualora la Regione Sardegna individuasse l'incremento degli accessi come obiettivo strategico per il proprio sviluppo economico e turistico e volesse pertanto estendere il sistema degli incentivi anche ai non residenti, con soli 15 milioni di euro aggiuntivi si potrebbe pensare di estendere a tutti il sistema delle facilitazioni,
impegna il Presidente della Regione
- a chiedere all'ENAC l'annullamento dei contratti con le compagnie, relativi alle rotte per Roma e per Milano, per gravi inadempienze contrattuali delle compagnie stesse;
- ad attivare tutte le procedure necessarie perché i collegamenti aerei tra la Sardegna e il continente siano regolati attraverso il sistema degli aiuti a carattere sociale connessi ai singoli consumatori, previsti dal comma 2 dell'articolo 87 dell'Accordo dell'Unione, che meglio garantisce gli interessi complessivi dei sardi;
- ad attivare tutti i necessari contatti con le compagnie perché sia possibile un accordo tra le parti che consenta di garantire la qualità e l'efficienza del servizio nella fase di transizione tra i due sistemi;
- ad attivare ogni possibile contatto con le compagnie low cost, finalizzato al potenziamento dei collegamenti da e per la Sardegna, garantiti da tale tipo di vettore;
- a predisporre in tal senso, d'intesa con le principali compagnie low cost interessate alle rotte sarde, un progetto complessivo di rafforzamento delle reti infrastrutturali e di supporto logistico ai servizi aeroportuali e territoriali, che consenta la migliore competitività degli aeroporti sardi e incentivi la recettività dei territori interessati dai flussi turistici attivabili tramite il trasporto aereo a basso costo. (92).)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, quel breve rinvio che lei ha attuato quale obiettivo aveva?
PRESIDENTE. L'obiettivo molto semplice, onorevole Vargiu, di consentire ai colleghi che non si erano ancora resi conto che il Consiglio iniziava alle 16 e 30 che arrivassero in Consiglio.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, le chiederei la verifica del numero legale, allora, perché mi sembra che i colleghi non siano arrivati.
PRESIDENTE. C'è la richiesta da parte dell'onorevole Vargiu della verifica del numero legale. E' la prima votazione. Dieci minuti e riprendiamo i nostri lavori. Quindi i lavori riprendono per il voto per la verifica del numero legale alle ore 17 e 05.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 56, viene ripresa alle ore 17 e 07.)
PRESIDENTE. Se prendiamo posto, riprendiamo i nostri lavori e procediamo alla votazione col sistema elettronico per la verifica del numero legale. Prego un segretario.
(Appoggia la richiesta il consigliere Capelli.)
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
Si dà atto che la consigliera Sanna Simonetta è presente.
(Risultano presenti i consiglieri: Amadu - Atzeri - Biancareddu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Floris Mario - Frau - Giorico - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai - Licandro - Licheri - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Uras - Vargiu.)
PRESIDENTE. Sono presenti 57 consiglieri, siamo in numero legale. I lavori possono continuare regolarmente.
Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.
VARGIU (Riformatori Sardi). La ringrazio, Presidente, colleghi del Consiglio. Io credo che varrebbe forse la pena di non infierire, nel senso che varrebbe la pena di dire: "Colleghi del Consiglio, leggetevi il testo della mozione, la diamo per letta in Aula, non la illustro", nel senso che quello che c'è scritto nella mozione, purtroppo, è ciò che avete letto per mesi sui giornali sardi e continentali che si sono occupati del trasporto aereo della Sardegna, ed è quello che ha strangolato dal punto di vista dell'immagine, ma anche dal punto di vista economico, i trasporti aerei da e per la Sardegna negli ultimi mesi. Negli ultimi mesi è una concezione a sa sarda, una pariga, cioè, molti mesi. Ecco, io credo che sarebbe d'uopo che su questo problema aprissimo una riflessione, cioè, sarebbe importante che nella discussione di questa mozione, magari cercando di lasciare fuori dalla porta dell'aula le venature di polemica o le contrapposizioni di schieramento che comunque sono inevitabili, ci sforzassimo di ragionare insieme su come vanno i trasporti, almeno per quanto riguarda la parte aerea in Sardegna, e su quale sia lo stato di soddisfazione dei sardi e quindi dei loro rappresentanti in Consiglio regionale su un argomento del genere. Cioè, io non credo che sia possibile pensare che i consiglieri del centrosinistra siano soddisfatti dell'andamento del trasporto aereo in Sardegna, non credo che i consigliere regionali del centrosinistra non abbiano avuto più e più volte segnalazioni da parte di cittadini sardi che hanno pesantemente scontato il disastro del trasporto aereo in Sardegna, in particolare nel corso di quest'estate. Sono certo, perché ho letto i giornali, che autorevoli esponenti del mondo del centrosinistra, deputati, presidenti delle province, hanno avuto modo di essere coinvolti nei disservizi del settore aereo da e per la Sardegna e hanno manifestato pubblicamente la loro scontentezza per la qualità del servizio. Bisognerebbe elencare una serie di fatti che sono noti a tutti, quindi, anche l'elencazione sarebbe pleonastica, si potrebbe decidere da dove iniziare, se iniziare dal disastro delle gare aeree per la continuità territoriale, dai collegamenti per Milano e per Roma garantiti, ma usare il termine "garantiti" è ovviamente un eufemismo, da compagnie aeree che non posseggono gli aerei per poter garantire quel servizio e pertanto sono costrette, a loro volta, a noleggiare aerei da altre compagnie che spostano freneticamente da un aeroporto all'altro nella speranza di poter rendere un servizio che non incontri le penalizzazioni che l'ENAC peraltro non da, con la puntualità che i contratti a regime dovrebbero comportare, dovrebbero rendere necessarie, oppure, se vogliamo discutere delle 10 rotte aeree che, ad oggi, non sono attivate e non sono attivate perché c'è stata una sospensiva visto che, sostanzialmente, le stesse compagnie aeree che non riuscivano a garantire collegamenti per Roma e per Milano avrebbero dovuto garantire altre rotte, non si sa con quali aeromobili e non si sa con quali garanzie per i cittadini sardi. Il modello di continuità territoriale è un modello fallimentare, ad oggi è indifendibile, ma non è indifendibile politicamente è indifendibile nei fatti, nel senso che, ad oggi, questo modello di continuità territoriale non funziona, non funziona perché lo vediamo noi stessi quotidianamente che non funziona, subiamo noi quotidianamente i disservizi del malfunzionamento, l'impossibilità di partire nei weekend, la necessità di dover prenotare con mesi e mesi d'attesa per poter avere la certezza di un volo di andata e di un volo di ritorno, una cosa intollerabile per un'Isola che è intorno al mare. Se noi stessimo parlando del disservizio di Roma o di Milano sarebbe un disservizio grave, ma parlando del disservizio in Sardegna stiamo parlando di un disservizio insostenibile, intollerabile. A fianco alla continuità territoriale il problema del low cost, ad oggi abbandona le rotte per la Sardegna una delle compagnie low cost che garantiva gli aeroporti della Gran Bretagna, del Regno Unito. Altra tragedia, nel senso che è la mancanza di un collegamento sul quale noi avevamo investito nella speranza di un rafforzamento di flussi turistici che provengono dal Regno Unito, anche su questo la nebbia, nel senso che, la motivazione ufficiale è, che non esiste una massa critica di passeggeri interessati alla destinazione Sardegna. Insomma, è davvero incredibile che ci sia questa motivazione dopo un anno di attivazione del collegamento, oltretutto dopo un anno di attivazione del collegamento in cui il collegamento è andato relativamente bene. Allora, la compagnia dice che non ci sono i servizi infrastrutturali aeroportuali, beh! insomma, non si capisce perché l'aeroporto di Olbia che vale per le altre compagnie non valga per l'Easy Jet e per l'Inghilterra, e se fosse il discorso valido per l'aeroporto di Cagliari? Beh, insomma, bisognerebbe iniziare a chiedersi come mai l'aeroporto di Cagliari non ha l'infrastrutturazione circostante che può consentire questo. Probabilmente vera è un'altra considerazione, cioè che la compagnia che abbandona la Sardegna, l'abbandona perché le viene impedito di volare su rotte più remunerative che abbiano come terminale Ciampino o la Malpensa. Allora, se questo è il ragionamento anche per le low cost, è evidente che il discorso della continuità territoriale si intreccia in maniera inscindibile con il ragionamento relativo alle compagnie low cost, ed è evidente che il problema ridiventa quello più generale di come far volare i sardi e più ancora, di come far volare chi in Sardegna deve venirci per turismo, per business, per qualunque altro motivo, ed è intollerabile, che da parte della Regione ci sia un atteggiamento silenzioso quale c'è stato in questi ultimi sei mesi sugli infiniti problemi della continuità. Cioè, è impensabile che la Regione non intervenga in modo forte per spiegare ai sardi quale è il motivo per cui ci sono i disservizi e per garantire ai sardi che di disservizi non ci saranno più perché si è abbandonata la rotta, non aerea ma politica che sino ad oggi ha creato soltanto problemi e si è andati ad individuare una nuova apertura per quanto riguarda l'indirizzo da dare al potenziamento delle destinazioni. Insomma, questo ragionamento, colleghi, diventa ancora più pesante per la Sardegna nel momento in cui l'articolo 102 della legge finanziaria trasferisce alla Sardegna, non soltanto gli oneri legati al trasporto pubblico locale ma anche gli oneri per quella che, probabilmente per un errore di battitura viene chiamata "contiguità territoriale" ma che tutti quanti abbiamo inteso è "la continuità territoriale". Bene, allora, il quadro di riferimento diventa, a questo punto, ancora più grave, nel senso che noi sappiamo, perché stiamo accettandolo, che la Sardegna non vedrà più il becco di un quattrino per quella che abbiamo chiamato continuità territoriale e non sarà più neanche possibile che noi affidiamo un tavolo di contenzioso con lo Stato in cui chiediamo che ci diano delle risorse aggiuntive o esclusive rispetto a quelle che, eventualmente, abbiamo in mente di porre in campo. Da oggi in poi, se l'articolo 102 della legge finanziaria di quest'anno diventerà norma dello Stato, noi sappiamo che la Sardegna non avrà nessun aiuto per la continuità territoriale. Bene, allora, diventa ancora più urgente una risposta della classe politica ai bisogni dei sardi, bisogna che noi ci comprendiamo su quale è l'importanza che la Sardegna da alla continuità territoriale che oggi è quella del trasporto aereo passeggeri, ma poi e anche quella del trasporto misto, e poi è anche quella del trasporto navale che, comunque, scade a regime il 31 di dicembre del 2007. Cioè, dobbiamo capire se la classe politica sarda, se chi governa oggi la Sardegna pensa che il problema di spostarsi dalla Sardegna o di arrivare in Sardegna è un problema secondario e quindi va trattato e risolto, eventualmente dopo che se ne sono risolti mille altri, o se questo è un problema fondamentale per lo sviluppo economico della Sardegna e pertanto, su questo problema, è necessario porre un'attenzione che non può che essere diversa, scusate colleghi, rispetto a quella che il Governo Regionale ha avuto finora. Se noi, molti dei colleghi erano presenti anche nella scorsa legislatura, se noi torniamo indietro di un quinquennio e ripercorriamo le tappe, lo dico con assoluto rispetto per il tempo andato, di una legislatura piena di sofferenze, però, chiunque sia stato in quest'Aula nella scorsa legislatura, si ricorda quanto il problema della continuità territoriale sia stato in cima all'agenda della politica. In quest'Aula se ne è parlato spesso, spesse volte il Presidente della Regione, chiunque egli fosse, è venuto in Aula a riferire all'Aula sulla continuità territoriale, perché l'Aula nel suo complesso, maggioranza ed opposizione di allora era comunque fortemente interessata al problema e chiedeva al Presidente della Regione e all'Assessore dei trasporti, ma, in ticket, non ché l'Assessore dei trasporti venisse abbandonato e diventasse una specie di chimera che nessuno sapeva dov'era, quante volte il Presidente della Regione e il suo Assessore dei trasporti, sono venuti in Aula a riferire sull'andamento delle gare e, sul motivo per cui erano state fatte le gare in un certo modo, su quali erano le aspettative che la classe politica che governava attendeva da quelle gare e, informava puntualmente il Consiglio su eventuali problemi che fossero stati suscitati dalla Comunità Europea sulle gare stesse. Beh, insomma mi sembra colleghi, sarò lieto se voi mi potrete smentire, che lo stesso non si sia verificato in questi primi due anni e tre mesi di legislatura in cui noi abbiamo, soprattutto nell'ultimo periodo in cui è cambiato qualcosa di sostanziale, non si è più andati in regime di prorogatio in cui noi abbiamo assistito a novità sostanziali nell'ambito della comunicazione aerea, beh, mi sembra che questo non si sia verificato, mi sembra che l'Aula, dei trasporti sostanzialmente non discuta, mi sembra che il Presidente, menche mai l'Assessore dei trasporti non siano mai venuti in Aula a raccontarci come mai … nei bivacchi e negli aeroporti della Sardegna e negli aeroporti collegati con gli scali sardi, come mai alla gente veniva negato un bicchiere d'acqua durante il volo aereo, come mai i voli venissero rinviati e annullati senza che ci fosse neppure il servizio di assistenza delle compagnie in aeroporto per dare una spiegazione a passeggeri rimandati fino all'una, alle due del mattino e poi al giorno successivo senza il collegamento per la Sardegna. Ma insomma, colleghi, questa Giunta regionale, questa maggioranza conducono una battaglia a tutto campo sul problema della sostenibilità del turismo, sul problema dell'intangibilità delle risorse territoriali, sul problema della conservazione delle risorse territoriali ma sempre nell'obiettivo dello sviluppo economico quindi sempre - almeno noi cerchiamo di ricordarglielo, ogni tanto sembra che se ne dimentichino - sempre con l'idea che queste risorse poi devono servire anche a sfamare i sardi, nel senso che a parte noi che siamo sfamati c'è tanta gente fuori da questo palazzo che invece ha esigenze per conciliare il pranzo con la cena. Bene, mi dite voi come si concilia una politica di salvaguardia del territorio, come si conciliano le tasse di scopo con le quali noi andiamo a parlare al mondo delle bellezze della Sardegna col fatto che in Sardegna non ci si arrivi? Mi spiegate voi qual è la strategia che porta alla conservazione del bene ambientale sardo e alla sua valorizzazione quando poi noi non siamo in grado di far venire i turisti che devono portare soldi in Sardegna, non siamo in grado di collegarli con la Sardegna!? Quando non siamo in grado di consentire ad un imprenditore che vuole partire all'ultimo momento per discutere investimenti in Sardegna, di arrivare in Sardegna! Se ritornasse nell'immaginario collettivo l'idea che in Sardegna c'è la stessa difficoltà ad arrivare che c'era negli anni '70, eh insomma, è un colpo tragico per il turismo sardo! E oltre questo, mi volete dire qual è il motivo per cui noi rinunciamo alla competitività che soltanto la concorrenza nei cieli può dare e che può introdurre quelle compagnie low cost che sono indispensabili per lo sviluppo del turismo perché consentono il calo del prezzo di ora volata che è indispensabile perché la gente venga in Sardegna, perché se a parità di costi si potesse venire in Sardegna è probabile che tutti i periodi di spalla o quelli del cosiddetto prolungamento della stagione possono diventare appetibili. Ma se arrivare in Sardegna costa il triplo, il quadruplo, il quintuplo che raggiungere altre destinazioni nazionali o altre destinazioni europee, magari ugualmente interessanti dal punto di vista turistico, ma perché dovrebbero venire in Sardegna? Perché ci dovrebbero aiutare a prolungare la stagione? Perché dovrebbero aiutare l'economia dei nostri paesi dell'interno unendola all'economia della costa se non esiste una appetibilità economica del pacchetto vacanze? Ecco, questo è l'interrogativo che grava come un macigno su quest'Aula. Poi voi potrete scegliere, come altre volte fate sulle mozioni introdotte dalla minoranza, un atteggiamento di disinteresse. Potrete decidere di non intervenire su questa mozione, di non dire cosa pensate sullo stato attuale del trasporto aereo per l'Isola, però il fatto che voi vi ritiriate o il fatto che voi per una solidarietà malintesa di maggioranza rinunciate, eventualmente, ad esprimere un vostro parere non ci aiuta a crescere, nel senso che non ci aiuta a capire sul problema dei trasporti che cosa intende fare il Consiglio e che cosa intende suggerire all'Assessore oggi presente, che cosa intende suggerire al Presidente oggi assente perché, evidentemente, dà a questo problema una considerazione di grado modesto. Nel senso che il Presidente è presente per altre discussioni, non è presente per la discussione sui trasporti perché è soddisfatto, evidentemente, dell'attuale situazione del trasporto isolano e ritiene che l'Assessore sia più che in grado di cavarsela perché tutto sommato le cose vanno bene, deve soltanto rasserenare gli animi di quegli sfrenati dell'opposizione che, in qualche maniera, mettono il bastone tra le ruote per preconcetto e non per ragionamento. Ecco, io vorrei chiedere all'Assessore se si è fatto un calcolo di quali dovrebbero essere le multe che l'ENAC avrebbe dovuto comminare alle due compagnie che garantiscono - ripeto, si tratta di un eufemismo e non di realtà - i collegamenti con Roma e Milano sulla base dei ritardi e delle cancellazioni che ci sono state quest'estate. Mi sembra di ricordare che sono state comminate due multe: una da 50 mila euro, un'altra forse da 100, 150! Ma insomma, credete forse che sarebbe stato questo il tipo di multa da dare alle due compagnie aeree inadempienti? Ma sicuramente no! Esiste un richiamo dell'Autorità per la concorrenza italiana che dice che il sistema di gare che è stato utilizzato in Sardegna non è un sistema congruente con la normativa europea! Esiste un richiamo da parte della Commissione dell'Unione Europea che dice che questo tipo di gare non è congruente, tanto è vero che ricorre rispetto al tipo di gara che è stata usata. Ma se anche non ci fosse nessun del ricorso, ma vivaddio, dovremmo essere noi a tornare indietro, senza bisogno di ricorsi della Comunità Europea, dell'Unione Europea, senza bisogno di richiami dell'Autorità garante, senza bisogno di multe dell'ENAC, senza bisogno di niente! Soltanto sulla base della valutazione che da cittadini normali abbiamo ogni volta che ciascuno di noi è costretto ad andare in aeroporto od ogni volta che ciascuno di noi si confronta con altri sardi che hanno viaggiato, che sono costretti a viaggiare con costanza nel disastrato trasporto aereo sardo. E' di oggi - ma soltanto perché è l'ultimo arrivato lo cito in aula - un comunicato stampa della CISL del settore trasporti che ricorda come non sia più possibile che la classe politica sarda si disinteressi, dando per scontata la delega alla propria Giunta regionale, di un problema che ha oggi una drammaticità per lo sviluppo della Sardegna della quale noi ci dobbiamo rendere conto. E' per questo colleghi che concludendo, e nel concludere vorrei ricordarvi tanti altri episodi di disastro annunciato e realizzato che sono peraltro contenuti nella mozione per cui invito direttamente alla lettura ed è il modo più semplice per poterne avere contezza piena ma, concludendo, vorrei rivolgervi veramente un invito pressante all'intervento in Aula perché io possa sapere e gli altri consiglieri di minoranza possano sapere qual è il parere di quell'Aula, a cui diciamo sempre che vogliamo dare centralità, su un problema che non è possibile che noi vediamo in maniera diversa dalla vostra. Quindi vorremmo sapere, se voi lo vedrete in maniera diversa, quali sono i motivi e quali sono le considerazioni per le quali lo vedete maniera diversa. Soltanto questo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu.
Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi al banco della Presidenza non oltre la conclusione del primo intervento.
E' iscritto a parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Onorevole Presidente, colleghi, ha perfettamente ragione il collega Vargiu. La mozione che noi oggi discutiamo in Aula è assolutamente dettagliata e ricca di elementi di valutazione capaci di farci comprendere a quale livello di discontinuità territoriale la Sardegna sia retrocessa negli ultimi anni. Per questo non mi soffermerò sui numeri - l'ha fatto meglio di me il collega Vargiu - e sui problemi delle singole rotte, delle singole compagnie, sui disagi dei consumatori e sui rischi che una situazione del genere comporta anche e non solo per il turismo. Tutti questi elementi, in verità, sono fra loro collegati e formano un unicum, un insieme di problemi che va affrontato, pertanto, nel suo complesso e risolto chiaramente una volta per tutte. E' sufficiente che la Giunta e l'assessore Broccia per primi riconoscano l'evidenza dei fatti. E' sufficiente questo, perlomeno credo potrebbe essere sufficiente questo e noi questo lo sollecitiamo, in verità, non certo per sentirci dire che avevamo ragione, per sentirci dire che siamo migliori di altri, ma perché soltanto al di fuori della demagogia e della logica dei muri contrapposti tutti insieme ci facciamo finalmente carico in questo Consiglio regionale di un problema enorme per il nostro popolo. Sollecito quindi e mi auspico, pertanto, un dibattito fuori dagli schemi perché quanto noi saremo capaci di discutere fuori dalle barricate, quanto più noi eserciteremo l'onestà intellettuale di dirci realmente come stanno le cose, tanto più noi potremmo essere certi di arrivare ad una soluzione stabile o perlomeno, comunque, a migliorare lo stato della continuità territoriale aerea. Ci sarebbe poi anche da affrontare il tema di quella marittima che pure sappiamo non gode di ottima salute, ma questo lo faremo certamente in un'altra occasione ben sapendo che da sola la continuità aerea è portatrice di problematiche complesse e tecniche. Allora, il punto è questo, siamo tutti consapevoli del fallimento dell'attuale regime di continuità territoriale aerea, ne siamo tutti consapevoli e non intendiamo qui dare la caccia al colpevole, ma noi vogliamo semplicemente rimettere in discussione il sistema attuale per sposare alla fine del dibattito la strada di un altro sistema, un sistema che garantisca maggiormente gli interessi del nostro popolo viaggiante. Tutti, l'ho già detto, siamo consapevoli del fallimento d'oggi e io vi risparmio, per correttezza, l'elogio del buon tempo andato, l'elogio delle scelte di qualche anno fa, quando la continuità territoriale era una conquista recente e oggettivamente, riconosciamolo, funzionava meglio. Andiamo, invece, all'analisi delle cause attraverso le quali oggi noi siamo giunti alla constatazione del fallimento dell'attuale modello. Si era detto che un sistema di penali avrebbe garantito i viaggiatori e prima ancora la Regione che rappresenta, o meglio, dovrebbe rappresentare, potrebbe rappresentare i loro interessi da un esercizio arbitrario dell'attività. Bene, lo sappiamo, nessuno paga, nessuna compagnia aerea paga per questi ritardi, ritardi che pure ci sono, che pure provocano disservizi terrificanti, attese di ore nella migliore delle ipotesi quando non si arriva alla cancellazione dei voli. Ritardi e disservizi, lo sappiamo bene, che fanno ancora più male quando si consumano a danno di persone malate che devono viaggiare per curarsi o anche più semplicemente per dei lavoratori che sono costretti, purtroppo per loro, a spostarsi continuamente con gli aerei. Non stupisca il fatto che in queste condizioni quindi i quotidiani, le TV e tutti gli organi di informazione siano costretti ripetutamente a dare spazio alle cronache di questi disservizi, e non stupisca nemmeno il fatto che dal basso - quindi, spontaneamente e non coordinate pretestuosamente della nostra opposizione - nascano associazioni, siti internet di viaggiatori pendolari sardi che chiedono delle condizioni di viaggio più umane e certe di trasporto aereo perché è del tutto normale che questo, alle condizioni date, accada. Il punto è che, acclarato il fallimento dell'attuale modello, siamo tutti impegnati, dovremo essere tutti impegnati, siamo chiamati a cercarne un altro, un altro che funzioni, noi proponiamo convintamente e alternativamente al regime degli oneri di servizio, il modello degli aiuti sociali previsti dall'Accordo dell'Unione a fronte di una compartecipazione da parte del bilancio regionale, una compartecipazione misurata, la Sardegna diventerebbe protagonista di un suo modello di trasporto aereo, detterebbe le regole del trasporto affermando così il diritto di ogni sardo ad attraversare il mare. Quindi stimolando una sana e non drogata concorrenza per tutti i vettori, garantendosi in questo modo la Regione la funzione di controllo della qualità del servizio. Si tratta di investire del denaro, di investire una piccola parte del denaro della Regione e si tratta in cambio di passare dall'attuale anarchia, dall'attuale disservizio, finalmente a un servizio, all'affermazione, quindi, del diritto di viaggiare, del diritto di essere collegati con il resto del mondo e del dovere correlato di collegare la Sardegna per l'obiettivo del turismo e non solo per quello con il resto del mondo. Non ci pare un obiettivo da poco, ma non ci pare nemmeno un obiettivo lontano, molto lontano dalla nostra portata. Altri, prima di noi e meglio di noi, altri più piccoli di noi come l'Islanda, tanto per citare un caso, ci sono riusciti costruendo, quindi, un sistema di piccoli e medi aeroporti e impegnando soprattutto l'Istituzione in prima persona nella regolamentazione delle attività dei vettori e delle compagnie utilizzato a proprio vantaggio, a proprio favore, i vettori low cost. E' una scelta di campo, è una scelta di campo che noi siamo chiamati a fare con voi, questo se davvero avete compreso il fallimento del modello adottato fino ad oggi e l'impossibilità di correggerlo se non con un cambio strutturale, adottando cioè un altro modello. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Licandro.
E' iscritto a parlare il consigliere Bruno. Ne ha facoltà.
BRUNO (Progetto Sardegna). Signor Presidente, signori Assessori, colleghi consiglieri, seppure politicamente molto distante dai proponenti nelle argomentazioni e nelle conclusioni, giudico la mozione numero 92 in discussione un'opportunità per questo Consiglio regionale, per affrontare il tema dei collegamenti aerei da e per la Sardegna, per fare una verifica puntuale, per proporre soluzioni e correttivi su un argomento che rappresenta, e ne siamo tutti consapevoli, una conquista che va innanzitutto difesa e poi perfezionata con la massima responsabilità. Certo, i sardi non viaggiano più a prezzi proibitivi come qualche anno fa, ma vedono questo loro diritto abbinato a comportamenti indecenti, ritardi sistematici, cancellazione di voli, aerei affittati a compagnie con equipaggi slavi che non hanno tra i requisiti la conoscenza dell'italiano, disguidi, attese. Il relatore, la mozione e altri colleghi hanno fatto meglio di me l'elenco delle disfunzioni. Al di là dei dossier più o meno effervescenti che qualche parte politica si è presa la briga di mettere in fila nei titoli dei giornali sardi questa estate, la situazione di disagio inflitta ai sardi, soprattutto nella prima parte della stagione, richiede una riflessione seria, ponderata e conseguente impegno operativi da parte della Regione. Diverse possono essere state le cause: la non partecipazione della compagnia di bandiera italiana alla gara della continuità, la debolezza dell'intero sistema aereo italiano, la sostanziale impreparazione dei vettori che si sono aggiudicate le rotte, la mancata compensazione degli oneri su Roma e su Milano. Sono arrivate, seppure con ritardo, le sanzioni dell'ENAC giudicate da alcuni forse troppo lievi, l'accordo di code sharing tra Meridiana e Alitalia, è arrivato il procedimento formale di indagine della Commissione europea sulle norme per i 16 collegamenti aerei tra i 3 aeroporti sardi e i principali scali italiani, sino al pronunciamento dell'Antitrust ai primi di agosto sull'attuale meccanismo che regola gli oneri di servizio pubblico. Certo è che la Regione si è mossa in un quadro di regolamenti comunitari e di leggi dello Stato particolarmente rigide. La liberalizzazione parziale delle tratte per la Sardegna, l'ingresso sul mercato delle compagnie low cost, rappresentano la prospettiva accanto, non sostitutiva, accanto al sistema attuale di continuità. In Sardegna, di fatto, ci troviamo già di fronte a due modelli, uno regolato da oneri di servizio, quello comunemente chiamato continuità territoriale ed uno basato sulla libera concorrenza posto in essere dai vettori low cost. L'ingresso dell'aeroporto di Ciampino nel sistema aeroportuale di Roma nella nuova versione della continuità territoriale ha provocato, di fatto, la cancellazione della tratta Alghero-Ciampino, fino ad allora coperta da Ryanair con un numero di passeggeri annuo che si attestava intorno alle 100 mila unità, ma anche la soppressione del volo Olbia-Malpensa di Easyjet cancellato in quanto lo scalo lombardo, insieme a Linate e a Bergamo Orio al Serio rientra, ai fini della continuità, nel sistema aeroportuale milanese. Bene hanno fatto la Giunta regionale, il presidente Soru, l'assessore Broccia a richiedere all'ENAC, da tempo, l'esclusione dal sistema della continuità degli aeroporti di Ciampino, di Bergamo Orio al Serio ormai specializzati nel low cost, e quello di Milano Malpensa. Insomma, accanto alla continuità territoriale in cui le rotte da e per la Sardegna non sono lasciate al libero mercato, ma sono sottoposte ad oneri che stabiliscono accessibilità di prezzo, di orario, di qualità, almeno sulla carta, può coesistere un sistema di libera concorrenza in cui verso alcuni scali possono operare le compagnie low cost. Mercati tra l'altro paralleli, non concorrenziali, la sospensione del volo "Ryan air" da Ciampino disposto dall'Enac non ha comportato alcun vantaggio concreto ai volumi di traffico della continuità territoriale da e per Roma, nessuna concorrenza ad "Air One" insomma, anzi per contro ha determinato una perdita di oltre venti mila passeggeri per lo scalo algherese nel solo periodo che va dai primi di maggio a metà luglio. I flussi di traffico della tratta su Ciampino vanno anche per il tipo di orario nel quale vengono inseriti i voli a beneficiare prevalentemente il settore turistico ricettivo con ricadute per l' intero Nord-Ovest della Sardegna.
CUGINI (D.S.). Guarda che sta disturbando il centrodestra!
BRUNO (Progetto Sardegna). Resta il nodo dei voli nazionali da risolvere, basta l'esclusione di Malpensa, di Ciampino, di Bergamo Orio al Serio dal sistema della continuità anche perché riguarda non solo i sardi ma anche chi vuole venire nell'isola, la cosiddetta continuità territoriale di ingresso che noi auspichiamo, basta questo per risolvere il problema oppure può essere quello corso il modello di riferimento. Le conclusioni della mozione Vargiu, al di là del potenziamento richiesto dai collegamenti low cost vedono nel sistema degli aiuti sociali la soluzione a tutti i mali. Però gli aiuti a carattere sociale connessi al singolo consumatore hanno un costo che sulla base di quanto dichiarato in Commissione trasporti dal professor Deiana il 26 giugno scorso, leggo dalla nota stampa del Consiglio inciderebbe per 300 milioni di euro, una cifra spropositata, pertanto la sollecitazione che sento di fare è quella di proseguire nell'intesa con lo Stato, con il ministro Bianchi, con l'Enac al fine di addivenire ad un sistema che consenta ai sardi di viaggiare a costi sostenibili e di attrarre investimenti importanti nell'isola migliorando l'attuale sistema di continuità ed aprendo al low cost.
La discussione sulla possibile istituzione di una base operativa "Ryan air" nello scalo algherese che sollecito fortemente per le inevitabili ricadute positive sull'intera economia della Sardegna, i colloqui, le trattative in corso per dotare i tre scali sardi di importanti collegamenti nazionali ed internazionali a basso costo rappresentano nientedimeno che l'attuazione del programma presentato agli elettori in campagna elettorale che vede proprio nei low cost una delle direttrici importanti di sviluppo per l'isola. D'altronde la delibera di un paio di mesi fa con la quale la Giunta regionale ha stanziato sei milioni e cento mila euro per la promozione del low cost negli scali di Cagliari, di Olbia e di Alghero è l'eloquente dimostrazione della strada da intraprendere. La centralità di questo sistema per lo sviluppo economico di un territorio è dimostrato, ho avuto già modo di affermarlo proprio dai numeri, mai i soldi pubblici sono stati così spesi bene, solo per fare un esempio, ad Alghero nel periodo 2000 - 2006 sono transitati un milione e 588 mila passeggeri di cui il 70 per cento costituito da stranieri. La loro permanenza media in Sardegna è stata di quattro giorni con una spesa media giornaliera che oscilla tra gli ottanta e i centoventi euro. Questo significa che a fronte di un contributo regionale di otto milioni di euro complessivi per cinque anni, i turisti hanno portato in Sardegna una somma che oscilla fra i centosettantasette e i duecentosessanta milioni di euro.
E' lecito, è auspicabile attendersi analoghi risultati per Olbia e per Cagliari, è la chiave di volta per l'allungamento della stagione turistica o almeno per mettere le premesse importanti e per la promozione unitaria della Sardegna sui mercati internazionali, occorre certamente una migliore programmazione, una sinergia tra le tre società di gestione degli scali di Cagliari, di Olbia e di Alghero che la Regione deve necessariamente favorire. Servirebbe per ricercare una specializzazione degli scali, un'azione più incisiva nel mercato internazionale a favore dell'economia dell'intera isola di cui i tre aeroporti rappresentano la porta d'accesso.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Bruno. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Per chiedere la verifica del numero legale visto che i colleghi del centrodestra presentano mozioni, firmano e poi non si presentano puntualmente al dibattito, quindi chiediamo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. E' stata richiesta la verifica del numero legale, prego i colleghi di prendere posto. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere Porcu.)
Seconda verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
Si dà atto che i consiglieri Giagu, Cassano e Artizzu sono presenti.
(Risultano presenti i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Bruno - Cassano - Cherchi Oscar - Cocco - Cucca - Cugini - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Manca - Mattana - Moro - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Vargiu.)
PRESIDENTE. Sono presenti 27 consiglieri, non siamo in numero legale, la seduta è aggiornata alle ore 18 e 15.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 47, viene ripresa alle ore 18 e 18.)
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto, ricominciamo i nostri lavori, prego colleghi, se ci accomodiamo…
CAPELLI (U.D.C.). Conferma?
MARROCU (D.S.). Confermo!
PRESIDENTE. Che cosa?
CAPELLI (U.D.C.). La verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Richiede? Lo dica, onorevole Marrocu prego!
MARROCU (D.S.). Confermo la richiesta di verifica del numero legale.
PRESIDENTE. E' stata richiesta la verifica del numero legale, prego i colleghi di prendere posto. Prego un Segretario di accomodarsi e ribadisco ancora una volta che sarebbe utile che il Presidente non richiamasse continuamente i Segretari di essere presenti in altro posto, sono in numero sufficiente per poter turnare ed essere presenti sempre. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere Licheri.)
Terza verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
Si dà atto che i consiglieri Liori e Manca sono presenti.
(Risultano presenti i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Balia - Biancu - Caligaris - Cerina - Contu - Diana - Farigu - Floris Mario - Frau - Gallus - Giorico - La Spisa - Ladu - Licandro - Liori - Manca - Masia - Meloni - Moro - Petrini - Pisu - Rassu - Sanjust - Scarpa - Secci.)
PRESIDENTE. Sono presenti 29 consiglieri, non siamo in numero legale, la seduta è aggiornata alle ore 18 e 50.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 21, viene ripresa alle ore 18 e 51.)
PRESIDENTE. Se i colleghi riprendono posto, possiamo riprendere i nostri lavori.
E' iscritto a parlare il consigliere Giorico. Ne ha facoltà.
GIORICO (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente, colleghi, Assessore. Per dare un contributo alla discussione, il cui argomento è fondamentale per il diritto alla mobilità dei sardi e non solo dei sardi, desidero partire dal punto opposto rispetto alla mozione e domandarmi e domandare soprattutto all'Assessore, con la solita franchezza, se quella attuale può essere definita continuità territoriale. Cioè se essa raggiunga lo scopo di un progressivo avvicinamento dei sardi all'Italia e all'Europa. Obiettivo sul quale appunto la continuità, come dice la parola, si fonda. Con questi intenti e con questo spirito era stato avviato anni fa il discorso con il Governo nazionale e l'Unione Europea. Lo fece il presidente Floris ritenendo, non certo a torto, che da una convincente continuità dipendessero importanti prospettive di crescita sociale ed economica della Sardegna. Il Governo s'impegnava a mettere a disposizione i finanziamenti per coprire i costi delle compagnie, sempre in attesa che l'Unione Europea intervenisse in modo tangibile a sostegno di questo progetto.
Sono note le attenzioni dell'Unione Europea per le regioni ultraperiferiche, non si comprende perché minori attenzioni siano riservate alle isole. Sotto questo profilo e in attesa del suo perfezionamento la prima continuità, che chiameremo sperimentale, è risultata nel complesso soddisfacente. Anche ai sardi è piaciuta! I sardi infatti hanno riscoperto il piacere di volare, di superare un isolamento storico e geografico che costituiva un freno allo sviluppo, di sentirsi più italiani e più europei. Il discorso non riguarda però solo i sardi, se l'economia dell'isola fa affidamento anche sul turismo, l'elevato costo del trasporto aereo incide come un forte deterrente, che non può essere rimosso affidandosi solo alle compagnie che praticano tariffe a basso costo; le quali, per la loro natura, agiscono in regime di libero mercato nei tempi e nei modi che ritengono più opportuni a tutelare i propri affari commerciali. Cioè senza garantire la regolarità del servizio all'interno dell'arco dell'anno! Dopo il promettente inizio la continuità ha perso quota. Il Governo - mai chiamarlo amico! - ha deciso di tagliare i finanziamenti, mortificando la legittima aspirazione dei sardi a sentirsi continuità rispetto al resto del paese. L'avere indetto la gara d'appalto senza copertura finanziaria dello Stato ha svuotato il potere contrattuale della Regione, restituendo alle compagnie più o meno la stessa libertà che avevano prima della continuità. Tutto ciò ha contribuito a creare quel caos che ha caratterizzato la stagione estiva; caos che non potrà essere superato se la Regione non vince la battaglia con lo Stato. O forse devo ritenere che la battaglia è stata vinta? L'acquisizione da parte della Regione di nuove competenze, frutto della trattativa col Governo nazionale per risolvere la vertenza sulle entrate, affida infatti alla Regione la gestione dei trasporti, fra i quali penso rientri la continuità territoriale aerea. La Regione, ha riferito in Aula ieri sera il presidente Soru, ha disponibili 30 milioni per intervenire ad incentivare i voli a tariffa corretta, non uso la parola agevolata! Ma, dice il Presidente, è possibile che quei soldi non vengano utilizzati, puntando su appalti sostanzialmente al ribasso, convincendo le compagnie aeree che il regime di monopolio, sulle tratte indicate dal bando sia già conveniente, come forse lo è stato in quest'ultima vicenda, capace tuttavia di determinare più lamentele che consensi. Se il risparmio è una virtù, esso qualche volta come questa volta, va a discapito del servizio! Ma ritorno al tema principale, nella continuità, lo ripeto a chi non vuole intendere, non è in gioco una tariffa agevolata, al contrario, è in gioco il diritto dei sardi alla mobilità a pari condizioni degli altri cittadini italiani sul territorio nazionale. Non facciamo un discorso economico, di accordi e di intese sottostanti, facciamo un discorso politico per il riconoscimento di uno strumento strutturale e definitivo che aiuti a superare l'isolamento della Sardegna. Il potere politico deve garantire ai sardi questa condizione, ogni altra forma spuria o "arraffazzonata" di continuità non rappresenta una soluzione, signor Presidente della Giunta e signor Assessore ai trasporti, spero che concordiate con me. Ecco perché ritengo che la mozione, pur nella sua evidente utilità, parta col piede sbagliato segnando l'effetto di clamorosi disservizi che hanno creato grandi problemi agli utenti, scoraggiando molti a prendere l'aereo e non la causa che è, prima di tutto, quella di essersi affidati ad una continuità anomala, frutto non di un diritto ma di una contrattazione tra le parti, in regime pressoché paritario, essendo la Regione, come si è visto dai risultati, la parte più debole. Risolve la controversia senza riaffermare il dovere dello Stato e della Comunità europea e occuparsi del problema è un pio desiderio! L'ENAC può decidere o chiedere alle compagnie che si sono aggiudicate il servizio il rispetto del bando e della regolarità del servizio stesso, ma qualunque provvedimento, anche il più severo, ha il valore di un rattoppo in una coperta logora, sfilacciata e destinata a strapparsi di nuovo, caro Presidente e caro Assessore.
In altre parole, se la politica non riafferma il suo primato, se la Regione non vince la sua battaglia, la continuità sarà sempre esposta agli umori delle compagnie degli scali, la forte lievitazione delle tariffe da parte delle compagnie che gestiscono l'anomalo appalto hanno fatto perdere progressivamente ai voli le caratteristiche della continuità. A dimostrazione che la strada intrapresa dalla Regione è poco utile, anzi è sbagliata! Insomma, il problema non si risolve solo aprendo il mercato e sperando che le compagnie entrino in competizione abbassando i prezzi, non siamo ai saldi di fine stagione, il trasporto aereo esige ben altro, garanzie precise sulla sicurezza, su rigorose manutenzioni dei velivoli, sul rispetto degli orari, sulla certezza dei voli, sui conforti di volo, sull'assistenza ai passeggeri in aria e in terra, che, tutte insieme, disegnano un efficace continuità territoriale. Tutto ciò o non avviene, o non avviene solo in parte e in percentuale assolutamente insoddisfacente!
La Regione non può esimersi dall'impegnarsi a vincere la battaglia con lo Stato, su questo punto la Giunta deve impegnarsi senza proporre surrogati che, tutt'al più, possono somigliare ad una continuità territoriale. Affidarsi alle compagnie che operano a regime di basso costo, credo sia una soluzione pericolosa. Se l'ENAC fino ad ora non è intervenuta revocando le concessioni è per un motivo semplice: se i voli low cost diventano il riferimento principale, chi assicura la regolarità, ad esempio in bassa stagione, quando il mercato con la Sardegna e assai appetibile nei mesi estivi, risulta offuscato da una domanda non meno densa? Accontentiamoci di un servizio, dice l'ENAC, di bassa qualità con lamentele quotidiane, disagi inimmaginabili…
PRESIDENTE. Prego concluda.
GIORICO (Gruppo Misto). Ho concluso, un attimo. Ma un servizio che almeno sulla carta è regolare, magari viene cancellato qualche volo da parte con due o 3 ore di ritardo, si perdono i bagagli, ma il collegamento è previsto durante tutto l'anno, e questo è una visione minimalista che non ci accontenta e non accontenta i sardi, ecco perché la Regione ha una responsabilità precisa in questa vicenda, non può confondere il diritto dei sardi con un privilegio, credo pertanto che la mozione debba contenere alcune delle considerazioni fatte. Aggiungo un passaggio su Alghero che come gli altri scali sardi soffre di questa continuità approssimativa…
PRESIDENTE. Onorevole Giorico la prego.
GIORICO (Gruppo Misto).…i collegamenti aerei non sono un lusso, sono un'esigenza pratica, con un …. del mondo degli affari e il mercato delle vacanze. I numeri dicono che con questo nei mesi estivi c'è stato un discreto incremento di passeggeri, il merito di questo incremento è dei…
PRESIDENTE. Onorevole Giorico, la prego…
GIORICO (Gruppo Misto)…dei voli internazionali, le rotte giornaliere Ryan air low cost, io continuo…
PRESIDENTE. Onorevole Giorico non può continuare! La invito a concludere.
GIORICO (Gruppo Misto). Cinque righe…
PRESIDENTE. Sta parlando due minuti oltre il tempo che gli spetta onorevole Giorico.
GIORICO (Gruppo Misto). Le rotte giornaliere della Ryan air hanno tirato la volata, ora bisogna pensare a stabilizzare il mercato interno e a considerare alcuni voli come una continuazione di quelli internazionali, mi riferisco in particolare alla tratta Alghero-Ciampino, Ciampino funziona … di molti voli internazionali di Ryan air l'80 per cento dei passeggeri per Alghero sono stranieri, non concorrenza con i voli della continuità territoriale, non comprendiamo perché Alghero-Ciampino sia stato cancellato, è un forte danno per l'economia di Alghero…
PRESIDENTE. Onorevole Giorico le tolgo la parola se non conclude…
GIORICO (Gruppo Misto). Ho finito Presidente…
PRESIDENTE. Abbia pazienza!
GIORICO (Gruppo Misto). Un ultimo richiamo, su un volo che definisco di continuità interna, quello Alghero-Cagliari…
PRESIDENTE. Onorevole Giorico…
GIORICO (Gruppo Misto). …quando si hanno strade…va bene mi riservo…
PRESIDENTE. Grazie onorevole Giorico, grazie!
GIORICO (Gruppo Misto). …quando si hanno strade la cui percorrenza è così lenta come la "Carlo Felice", che richiede 3 ore di viaggio per collegare il nord al sud dell'Isola, credo che si debba pensare a collegamenti alternativi e l'aereo potrebbe essere una soluzione al riguardo.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Giorico grazie. Le chiedo scusa onorevole Giorico, però…
LA SPISA (F.I.). E' il contenuto che dava fastidio!
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, la prego, lei sa che a questa Presidenza non dà fastidio nessuna parola espressa in quest'aula. Ci mancherebbe altro…
Grazie onorevole Giorico. E' iscritto a parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi del Consiglio.
Io credo che la mozione abbia il pregio di riportare all'attenzione del Consiglio regionale uno dei nodi fondamentali per la crescita dello sviluppo della Sardegna, uno di quei problemi per i quali i nostri padri costituenti hanno speso risorse intellettuali ingenti.
Che cosa vuol dire continuità territoriale: con questa espressione, credo che ormai sia codificata negli annali della Regione sarda, si è inteso superare, una volta per sempre, il sistema dei rapporti tra la Regione e le compagnie di navigazione, per trasferire direttamente questo problema da questo rapporto Regione-compagnia ad un rapporto Regione-Stato.
Continuità territoriale voleva dire, e vuole dire, unire la Sardegna attraverso i mezzi aerei e navali alla penisola in modo che i cittadini sardi diventino cittadini italiani, a tutti gli effetti, che si possano muovere, possano operare all'interno dell'Italia alle stesse condizioni di tutti gli abitanti dello Stato nazionale.
La continuità territoriale quindi, ha inteso, e intende affermare, il diritto naturale del popolo sardo di avere pari opportunità di mobilità verso qualsiasi località del suolo nazionale. I cittadini sardi devono poter raggiungere la nostra terra italiana senza venire depredati da nessun sistema tariffario, il diritto alla mobilità è un diritto fondamentale dell'individuo, sancito dalla nostra Carta costituzionale, e coinvolge, direttamente o indirettamente, altri diritti naturali quali quello alla salute, al lavoro, al principio di uguaglianza, e, in generale, ai diritti inalienabili dell'individuo. Il diritto alla libera circolazione, d'altra parte, non è un diritto soltanto sancito dalla nostra Carta costituzionale, ma è previsto dal Trattato istitutivo dell'Unione Europea. Quindi, credo che per noi, colleghi del Consiglio, questo diritto se non viene riconosciuto dal nostro ordinamento, non può rappresentare nessuna premessa indispensabile per ottenere quei benefici di cui noi stiamo parlando. La nostra richiesta, quindi, nei confronti dello Stato deve essere risoluta e forte, e non può poggiare soltanto su valori fisici ed identitari, ma soprattutto su valori storici peculiari per evitare che diventi, come sta diventando e nella confusione di questo Consiglio ne abbiamo i primi segnali, non una continuità territoriale ma un'agevolazione tariffaria. Ecco perché la gara d'appalto non poteva e non doveva essere indetta senza le risorse finanziarie dello Stato. Ecco perché è indispensabile riavere i fondi necessari per attuare una continuità territoriale a costo zero con vettori esclusivi e con la proibizione degli scioperi. No, non abbiamo paura di chiedere tanto, questa è la continuità territoriale! Ogni altra forma di collegamento non si può definire continuità territoriale, ma un'agevolazione lontana dal cuore dei problemi e dal pensiero dei sardi.
Detto questo, mi preme anche rilevare, perché la mozione ne fa cenno, del perché chi vi parla ha scelto la gara d'appalto e del perché non abbiamo scelto altre forme di incentivi e di aiuti sociali. I rapporti tra aiuti sociali e oneri di servizio, nella prassi, non riscontra precedenti, se non qualche rotta per la Corsica e qualche rotta per le Azzorre, per le rotte di qualche mare del nord. In tali ipotesi è stata una cosa del tutto derogatoria rispetto al regime vigente. Ecco perché non abbiamo scelto questo sistema, per tre ordini di motivi: uno giuridico, uno qualitativo e uno economico.
Giuridico, perché le somme a favore della continuità territoriale sono previste dall'articolo 36 della legge numero 144 e si possono erogare solo col sistema descritto nella legge stessa: oneri di servizio e poi gara. Per poter spendere queste risorse in altro modo è necessario modificare la legge nazionale, e nessuno credo possa pensare questo, ma non è stabilito in alcuna norma e non c'è garanzia neppure che in altro momento storico un diverso Commissario europeo dei trasporti possa accettare quella deroga.
Per un ragionamento di carattere qualitativo in quanto le somme erogate a titolo di aiuto sociale non potevano, né possono, mai andare a categorie, al massimo possono andare soltanto alla popolazione residente, e per noi questo era, ed è, un handicap troppo grosso.
Economico, perché è un sistema che costava troppo, e che costa troppo, ma che è stato già abolito dalla stessa Corsica, la quale si appresta a fare la nostra gara; e che sarebbe aumentato di costo al crescere dei cittadini che ne avrebbero fruito. Quindi, un sistema senza limiti di spesa, o se con limite che poteva bloccarsi nella seconda parte dell'anno per mancanza di fondi. In Corsica, voglio fare soltanto questo esempio, negli anni intercorsi dal 2000 al 2004 è costato quasi 10 miliardi in più che da noi, per agevolare meno della metà dei passeggeri che abbiamo agevolato noi.
Ora, noi, signor Assessore, non chiedo neanche perché il Presidente della Regione non c'è, su questo tema non c'è mai stato, questo, gliel'ho detto altre volte, è un tema che riguarda la Presidenza della Regione, e un Presidente monocratico, presente in tutto e per tutto nelle cose che riguardano le terre della Sardegna, pubbliche e private, come è possibile che non si occupi di un problema come questo. La continuità che noi abbiamo, e che stiamo pagando a caro prezzo, è una continuità che ha aumentato i disagi e i prezzi. Con le stesse risorse, colleghi del Consiglio, che lo Stato aveva assegnato alla Sardegna nel 2000 oggi i prezzi dei biglietti da e per la Sardegna per i sardi residenti sarebbero ridotti alla metà! Sarebbero ridotti alla metà! Assessore non dica… è così! I conti sono quelli e non credo che li possa confutare, se poi li vuole confutare a me fa piacere, ma non credo. Bisogna, perciò, riprendere una battaglia forte con il Governo, perché alla Sardegna vengano date le risorse per dimezzare i costi di una continuità territoriale che oggi sta diventando un vero e proprio cappio al collo.
Ma non soltanto quella dei passeggeri, ma anche quella delle merci, che non c'è più. Anche lì è stata una nostra improvvisazione, perché una volta avevamo deciso con lo Stato avrebbe dato non soltanto i soldi per la continuità territoriale passeggeri, ma anche per quella delle merci, anziché fare la gara, anche lì si disse modifichiamo la legge e questi soldi anziché darli alla Regione, per indire la gara, gli diamo alla SFIRS o ad imprenditori, e lì ci siamo cascati. Attenzione di non commettere lo stesso errore, la strada è una sola: quella che lo Stato nazionale, al di là delle briciole previste dalle entrate, ripristini i fondi per la continuità territoriale che, lo ripeto, è un diritto naturale e inalienabile del nostro popolo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Floris. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Credo che vada accolta la sollecitazione che faceva l'onorevole Vargiu ad inizio di seduta nell'illustrazione della mozione, ovvero che l'Aula discuta, anche abbastanza liberamente, sul merito del tema che stiamo affrontando, cioè sulla continuità territoriale intesa come esigibilità del diritto costituzionale alla libera circolazione e al libero, conseguente, soggiorno in qualsiasi parte del territorio nazionale, oggi noi diremo in qualsiasi parte del territorio europeo. Cioè, noi parliamo di uno dei tanti diritti che sono definiti nella Costituzione italiana, nella prima parte della Costituzione italiana, e che non sono riportati nello Statuto regionale, perché attiene ad una competenza tipica dello Stato e domani a una competenza tipica, va estesa in questo senso, e noi speriamo che nella Costituzione europea, quella vera che si farà prima o poi, ottenga un'attenzione altrettanto significativa rispetto a quella che è stata indicata e scritta nella Costituzione italiana del '48. Questo diritto è violato, io credo non sia una responsabilità dell'Assessore pro tempore ai trasporti in questa legislatura, se questo diritto è violato. Credo che sia un diritto permanentemente violato.
L'altro giorno mi è capitato, per andare a fare una manifestazione di protesta insieme a tanti giovani di call center sardi a Roma, una manifestazione dei cosiddetti "nuovi schiavi", poi ho imparato molte cose, per esempio, ho imparato che esiste una figura, quella del motivatore, che è un tizio che si mette alle spalle del lavoratore di call center e incomincia a insultarlo ad urla perché deve dare di più, perché deve funzionare meglio, perché deve essere competitivo! Competitivo, competitivo, perché è la competizione quella che regge il mondo. La competizione quando si esaspera diventa guerra, diventa conflitto ed è quello che deve reggere il mondo perché questa è l'idea che alcuni hanno, non io, che alcuni hanno.
Beh, mi sono imbarcato non alle 6 del pomeriggio, come è previsto per gli orari della Tirrenia, mi sono imbarcato attorno alle 11, dopo sei ore di attesa, e altri come me attendevano, insieme a questi ragazzi che attendevano per andare a manifestare per la loro condizione di lavoro, per la loro stabilità lavorativa, occupazionale. Sono arrivato alle 4 meno 20 del giorno dopo a Civitavecchia: una vergogna!
Un diritto violato, quello dei sardi, a muoversi, a circolare liberamente, e così è stato per gli aerei. Perché? Perché abbiamo assunto il verbo europeo della competizione, lo abbiamo spalmato nel Paese, ivi compresa la Sardegna, come fosse un verbo divino, inviolabile. E invece no, va meglio regolato e bisogna capire che anche per la Sardegna, come molte altre condizioni di insularità, va ragionato in modo diverso, va fatta una politica dei trasporti per le isole, perché per le isole e degli isolani il problema del trasporto non è un problema qualsiasi, è un problema fondamentale, di vita, di condizione, di esistenza; e non è una responsabilità che può essre accollata dalla Regione, non può essere una responsabilità che ricade interamente nella Regione, non può essere una responsabilità di un Assessorato regionale; è una responsabilità più complessiva, è una responsabilità dello Stato, è una responsabilità dell'Unione Europea, è un riconoscimento a ciascun cittadino... lo dice la Costituzione, lo dice all'articolo 3: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinione politica, di condizione personale e sociale...", io dico anche di nascita, di vita, all'interno di una regione italiana. Noi siamo isola e isola che è riconosciuta come tale e abbiamo diritto a vivere come gli altri cittadini di questo nostro Paese, di questa nostra Unione Europea, di non pagare di più per muoverci, di non pagare di più per lavorare e riscaldarci, per l'energia; abbiamo diritto di accesso come gli altri all'interno delle grandi reti, nazionali e internazionali, e va fatta questa rivendicazione, io dico va fatta come stiamo facendo quella sulle entrate. Come stiamo facendo quella sulle entrate su cui bisogna riflettere, io ho letto il primo comma, lo condivido interamente: grande successo, bisogna difenderlo e ha ragione il Presidente, va difesa questa ipotesi. Va difesa e ragionata su alcune cose. E quando, al comma 5, diciamo che le funzioni relative alla cosiddetta continuità territoriale sono funzioni regionali, bisogna capire esattamente che cosa significa perché se significa che l'Europa e lo Stato ci condannano ad essere isolani senza trasporti, perché saremo trasportati e ci potremo muovere solo se sarà competitivo per l'impresa, sarà un guadagno per l'impresa spostare i sardi e far venire altri da fuori in Sardegna, beh, io credo che questo vada riletto, rivisto, riscritto, riproposto, ridefinito! Perché credo di essere cittadino italiano e di non essere stato espulso dallo Stato da Umberto Bossi.
Io ho votato contro quella riforma costituzionale devastante, per cui l'intero Consiglio regionale si è opposto, e voglio essere cittadino italiano ed europeo a tutti gli effetti, non voglio essere relegato i margini, non l'accetto. E non voglio essere vittima neppure della competizione, della possibilità di guadagno delle imprese.
Dice, un certo Dunlap - un tagliatore di teste, un professionista dello smembramento delle imprese, un guerriero della competizione - che le imprese non hanno obblighi di natura sociale e che gli investimenti e l'azione dell'impresa è in mano a coloro che nell'impresa investono. Allora, se una compagnia aerea ha guadagno certo viene, e magari viene d'estate perché il guadagno c'è, se durante l'inverno o durante un pezzo della primavera o durante l'autunno il guadagno non c'è, rinuncia ai voli e non ne ha interesse.
Io non voglio essere vittima della competizione e non voglio stare dentro il concetto di Dunlap, io sono un cittadino italiano, voglio stare dentro i principi della uguaglianza riconosciuta a tutti i cittadini, anche di questa nostra Sardegna, voglio stare dentro la Costituzione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras. E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. A me ha fatto piacere che l'onorevole Marrocu abbia chiesto per due volte, se non vado errando, il numero legale, perché se mette a nudo quelle che sono difficoltà di una parte, certamente non esalta quelle che sono le altrettante difficoltà dell'altra parte: per dirla come lo si diceva in altri tempi, se Atene piange Sparta non ride.
Siamo arrivati a queste condizioni perché abbiamo voluto non condividere appieno quello che è un dibattito che può venire intensamente vissuto da parte di quest'Aula, per determinati motivi che alcune esigenze portano a condizionarne la discussione con una mozione.
Vedete, io potrei fermarmi con la lettura di due lettere firmate che oggi sono ne L'Unione Sarda e che il sopratitolo annuncia: "Con la (presunta) continuità territoriale, i viaggi avventura dei pendolari sardi". Lettere firmate come tante - se non sbaglio, onorevole Bruno - di quelle che un Gruppo qualunque di questo Consiglio regionale ha voluto elencare da quando è iniziata questa avventura di questa maggioranza di centrosinistra che ha voluto condurre le danze in un certo modo sulla continuità territoriale.
Io credo che l'Assessore, in più di una circostanza - me lo auguro perlomeno -, si sia posto qualche problema, in termini di coscienza. Spero che non acriticamente abbia supportato quelli che erano gli indirizzi esclusivi del Presidente, se è vero che è il Presidente factotum, il Presidente operaio, il Presidente contadino, il Presidente gestore delle cose...
BIANCU (La Margherita-D.L.). E' un altro Presidente, quello!
DEDONI (Riformatori Sardi). Non ho capito, onorevole Biancu.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Quello è Berlusconi!
DEDONI (Riformatori Sardi). Alla Berlusconi, sta dicendo bene! Infatti il centrosinistra ha utilizzato una persona così ricca di interessi altrettanto come, a livello nazionale, probabilmente è stato l'onorevole Berlusconi, ma questo non è per colpa mia, infatti io vi ricorderei anche che siete ancora in carenza, se mi fate aprire il dibattito, di una legge che veramente verifichi quelle che sono le incompatibilità gestionali ed amministrative di un potere assoluto qual è quello che la Presidenza di un governatore come questo ha nella Regione sarda. E chiusa la parentesi. Io vorrei continuare, però, nel ricordare che ieri quando venivano recitate le litanie sull'articolo 102, io mi auguro che sia vero quello che dice il Presidente-governatore, che è meglio che a Roma non lo sappiano che stiamo guadagnando tutto quello che stiamo guadagnando altrimenti ci tolgono queste possibilità, qualche dubbio mi pare che esista, e non le voglio manco far citare, ma il fatto che ancora la peste suina non sia stata saldata a molti lavoratori dell'agricoltura, così come la sanità ad Oristano è oggi bloccata, i sette palazzi nuovi del Brotzu, mi sembrano costruiti. Io credo che qualcosa ce la dovrebbe far riflettere, io ritengo che qualcosa ci deve far riflettere; se la continuità territoriale è quella che viviamo, io ho paura di ricevere a gratis, come stiamo ricevendo, la gestione delle ferrovie, perché sono a gratis, e non so con quali fondi verrebbero gestite domani, e non so quali siano i costi effettivi che queste ferrovie hanno. Già abbiamo sul carico, se non sbaglio, una parte e una quota-parte di quella che è la viabilità dell'Anas, e non so come faremo a completare i raccordi interni all'isola; ma viva Dio, manca una continuità territoriale effettiva con il resto della Sardegna e l'Italia, e manca, ancor di più, una continuità interna alla Sardegna. Io ho paura di queste cose, perché da qui poi nasce lo sviluppo, tutti, se non sbaglio, hanno citato che c'è un discorso legato al turismo, all'industria, al commercio, quindi, di tutte quelle che sono le potenzialità e le risorse della nostra Isola, in andata e ritorno, e non c'è una continuità merci assolutamente garantita. Io mi chiedo se la soluzione dei problemi passa solo attraverso la dichiarazione della soluzione di questi problemi, se, per esempio, sono stati banditi quei bandi pubblici che dovevano attivare la continuità interna e quella che erano i trasporti, nella Sardegna, se è vero che non vengono, che non è legata la parte centrale della Sardegna, oristanese e nuorese con il sassarese, e non lo dico per dire, ma ci sono servizi che vanno garantiti verso la portualità, di Porto Torres e di Olbia, verso quelle che sono le ospedalità di Sassari. Esistono o non esistono? Sono stati banditi o non banditi? Ma quello, che è più grave, è che quando si fanno i conti, quando si fanno i conti, a Roma bisognerebbe capire che se per ipotesi il mar Mediterraneo si prosciugasse e dovessimo a stendere un nastro d'asfalto, architetto, presidente Pirisi.
PIRISI (D.S.). Chiedo scusa.
DEDONI (Riformatori Sardi). Io credo che questo strato di asfalto dalla Sardegna al continente, quanto costerebbe costruire quest'autostrada, come quella che collega Napoli a Roma o a Milano o così via, ma questi calcoli ce li siamo mai fatti? Quanto avremmo dovuto chiedere di continuità territoriale per essere garantiti come Isola di Sardegna, di avere le stesse garanzie che un cittadino della Lombardia o della Campania o della stessa Sicilia, che dovrebbe essere un'altra Isola, hanno con la continuità, nell'interno del continente-continentale all'interno dello Stato italiano. Mentre invece noi, per una condizione oggettiva, non l'abbiamo e non possiamo, commisurando anche questi parametri, avere la certezza che qualche restituzione ci venga data.
MARROCU (D.S.). Costa troppo asfaltare il mare!
DEDONI (Riformatori Sardi). Certo che costa troppo, certo che costa troppo, ma è una cosa ben diversa, è una cosa ben diversa, certo se si va dal governo, se si va, onorevoli colleghi, dal Governo amico siamo sicuri e certi che avremo il regalo, siamo sicuri e certi che avremo il regalo, per alcuni certamente, l'hanno dichiarato per la sanità, io prima di dire che faccio torto a quello che è stato contattato a Roma in questi termini della 102, vorrei proprio con molta umiltà fare un conteggio, serio, verificare se i conti effettivi tornano, se tutta quella dichiarazione che viene posta in enfasi da parte del Presidente corrisponda al vero, e se anche tra quelle cantilene risulti al vero che finalmente i Sardi potranno essere tranquilli di girare in qualunque momento dalla Sardegna in la e da là in qua.
PIRISI (D.S.). Il calcolo dei pilastri…
DEDONI (Riformatori Sardi). Lo lascio a lei…Lo lascio lei che è esperto.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Dedoni… chiedo scusa ai colleghi…è iscritto a parlare l'onorevole Cugini che non è in Aula, quindi decade.
E' iscritto a parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente. Colleghi consiglieri. E' triste dover dire a posteriori che noi l'avevamo detto. Ma era inevitabile, si vedeva fin dal primo momento che il modello di continuità territoriale, voluta dal presidente Soru, era fallita prima ancora di iniziare, quindi, con molto favore noi vediamo le iniziative politiche che tendono a riportare in Aula un argomento che i sardi stanno pagando a carissimo prezzo, e hanno fatto bene i Riformatori a porre al centro di questa Aula l'attenzione, una questione drammatica, anche se per noi il loro percorso appare nebuloso e non canteriabile, non è canteriabile, non è percorribile, ma approfondiremo. Noi non abbiamo dimenticato caro Assessore loquace…
BROCCIA, Assessore tecnico dei trasporti. Scusi.
ATZERI (Gruppo Misto). La mozione che due anni fa, il 5 ottobre del 2004, vedeva i Sardisti proporre, come spesso fanno delle soluzioni, non siamo tecnici, noi dobbiamo individuare soluzioni politiche, lei in due anni non ha fatto, purtroppo su questo versante nulla, ha permesso che i sardi subissero queste mortificazioni, questo semi monopolio straccione, arrogante, punisce i sardi costringendoli a subire le umiliazioni e le mortificazioni più inaudite, e lei, mollemente adagiato nel suo Assessorato, dopo due anni, ancora, non individua la soluzione. Ecco perché al di là degli articoli della Costituzione, lei non è assolvibile, ma non è giusto far ricadere tutte le responsabilità su un uomo solo, però ci sono delle incongruenze, altri Assessori che non hanno onorato i compiti affidatigli, sono stati rimossi, senza, appunto, avere grandi colpe, (…) hanno centrato gli obiettivi però sono stati rimossi, una mozione seguirà poi con grande passione l'ultima giubilazione, lei che ha fallito su tutti i fronti anziché uscire dal campo e andare alle docce, siede ancora in un Assessorato strategico, perché signori colleghi stiamo parlando del "modello di sviluppo della Sardegna". Non è poca cosa! La continuità territoriale significa il modello di sviluppo della Sardegna, proprio perché noi Sardisti non ci avventuriamo nel campo tecnico giuridico, ma avevamo individuato delle soluzioni che avevano arrecato dei benefici, ecco il ricorso all'ex articolo 87 "aiuti sociali" oppure la pretesa nei confronti dello Stato di rispettare la legge 144 del '99, frutto di battaglie politiche anche sardiste, non solo, e deve vedere un Presidente che va a Roma per la sacrosanta battaglia sulle spettanze, ma anche marciare a Bruxelles per rivendicare il gap strutturale derivante dall'insularità. Qui non si tratta di citare articoli della Costituzione. Io non riesco a capire perché giace ancora nei cassetti quella mozione firmata dall'onorevole Balia, e sottoscritta anche da Atzeri e Sardisti, che riguardava l'immotivata cacciata della Sardegna dall'Obiettivo 1. Ho ricordato altre volte che noi sardi siamo schizofrenici, non abbiamo un rappresentante europarlamentare anche grazie alla distrazione, all'ignavia di un senatore diessino che ha impedito, con la sua astensione, che il collegio della Sardegna fosse scorporato dalla Sicilia e ci facciamo tutelare da un europarlamentare siciliano. L'ho detto altre volte: "Ma è mai possibile questo? Ecco, dico, ma al di là dell'articolo 3 della Costituzione, c'è un altro valore comunitario, la coesione sociale. Come si fa? Noi in Sardegna non possiamo pensare, ricorrendo agli imbrogli politici, a ponti sullo stretto, noi abbiamo un dramma, il grosso dramma dell'insularità! E abbiamo purtroppo un modello Soru che ha fallito su tutti i fronti. In politica, non è vergogna, anzi intelligenza, ammettere i propri errori, abbiamo sbagliato, fermiamoci e vediamo di correggere il tiro, anche perché mi risulta che il garante, l'autority stia rivolgendo pesanti attenzioni nei confronti della Sardegna perché ormai la Comunità, l'Unione europea impone la libera concorrenza e tende a rompere il regime di monopolio e questo non è stato fatto. Quando noi vi avevamo diffidato, e ricordo anche l'onorevole Floris, dal non avventurarvi in gare senza risorse, con protervia il Presidente Soru ha trascinato tutti in questo imbuto che dura due anni, di vergogna, un popolo messo in… centinaia e centinaia di ore di ritardo e scempi vari, e tutti zitti. In due anni non ho sentito una presa di posizione. Allora, noi pensiamo che sia giunto il momento di dedicare al limite una sessione straordinaria su questo dramma. Ecco perché hanno fatto bene i Riformatori a riportare all'attenzione del Consiglio, e spero in Commissione, un problema che interessa tutto il Consiglio regionale. Non è più tollerabile questa situazione, anche perché si sta incartando in mille contraddizioni e lo si vedeva fin dall'inizio questo, che affondava nelle fanghiglie delle contraddizioni, non c'era speranza. Quindi lei, quando mi sono permesso di chiedere le dimissioni, mi creda, non c'è nulla di personale, ma nulla di personale. Il mio discorso è squisitamente politico e posso dire che i Sardisti si ispirano al clima che vige nelle aziende: quando un manager non c'entra gli obiettivi va agli spogliatoi, accappatoio e a casa!
Quindi, Assessore, prenda in considerazione il mio consiglio, se lei è già stato trasformato in una protesi insignificante, vedasi dipartimento, e non è più un organo politico, come nella mente assurda di qualcuno esiste già questo percorso, si ricordi che esiste ancora la legge numero 1, che le dà autonomia, radicamento, deve difendere le posizioni. Lei ancora è forte e faccia rispettare la legge numero 1, perché veramente e senza esagerazioni, se il Consiglio non riacquista la propria spina dorsale e diritti alla propria dignità, qui ci sarà una deriva presidenzialista che vede una buona parte finalmente anche dei DS fortemente preoccupata, fortemente preoccupata. E quando affronteremo la mozione sul caso Dessì, potremo approfondire meglio e far vivere con serenità, ma in tempo, questi pericoli, perché su questa Regione si sta abbattendo una nube peronista.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Atzeri. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Io vorrei sottolineare che questo dibattito, che a molti può sembrare spento, ma che sottolinea un aspetto particolare, la presa d'atto da parte del Consiglio regionale, ed emerge negli interventi di tutti i colleghi di centrodestra o di centrosinistra o di centro, che il progetto di continuità territoriale della Giunta Soru è fallito. Io credo che con molto charme, con molta delicatezza, con molta attenzione anche i colleghi che sono intervenuti in Aula del centrosinistra abbiano sottolineato l'inefficacia e l'inefficienza del sistema dei trasporti da e per la Sardegna. Qualcuno non si è limitato a sottolineare l'inefficienza e l'inopportunità della legge dell'applicazione della continuità territoriale aerea, si è fatto cenno anche a quello che succede nei trasporti via mare, si è fatto poco cenno a quello che succede, al dramma che viene vissuto soprattutto nel periodo estivo da parte dei trasportatori, per quanto riguarda le merci, all'insufficienza totale delle tratte e dei mezzi messi a disposizione per il trasporto merci. Perciò, un punto credo che questa mozione l'abbia messo in risalto: questa continuità territoriale non va, questa continuità territoriale è fallita. Quest'estate abbiamo vissuto momenti, non esito a dire, drammatici nel trasporto aereo. Ricordo che in quest'aula ho paragonato quel periodo, ma non solo quel periodo che si protrae purtroppo, un po' all'avventura che molti disgraziati dei Paesi nordafricani vivono, per cercare di raggiungere clandestinamente l'Italia. Bene, noi non clandestinamente, ma quasi, cerchiamo di raggiungere la penisola e dalla penisola cercano di raggiungere la Sardegna. Credo che il paragone sia molto centrato, anche quando si afferma che generalmente per un certo periodo uno su mille ce la fa, uno su mille riesce a prenotare per tempo circa da dieci a quindici a un mese prima per poter avere la certezza del volo; quando questa certezza si pensa di averla acquisita ci si presenta agli aeroporti e i voli vengono cancellati o si va in overbooking; quando si cerca di cambiare volo, altro fatto che non è ancora emerso nella discussione dell'Aula, è che ci si propone in lista d'attesa, perché non si trova mai posto immediatamente disponibile su altre tratte, e si perde automaticamente il diritto alla continuità territoriale. Nel senso che se sono prenotato su un volo Cagliari-Roma, per esempio, e voglio trasferirmi in un volo Roma-Olbia o viceversa, in quel momento, non essendo stato prenotato ma entrando in lista d'attesa io perdo, noi sardi perdiamo tutti il diritto alla continuità territoriale e si paga il biglietto pieno. Se vuole le posso dare gli estremi di quello che sto dicendo, Assessore, per esperienza diretta e non solo, fatta rilevare anche per iscritto presso la Meridiana del Leonardo da Vinci, per cui…
BROCCIA, Assessore tecnico dei trasporti. Mi dia gli estremi.
CAPELLI (U.D.C.). Le darò gli estremi, ma sono stati anche pubblicati. Le darò volentieri gli estremi perché ritengo che questo sia un altro abuso da parte delle compagnie aree. Possiamo verificarlo anche insieme andando in aeroporto e ponendoci in lista d'attesa e lei potrà verificare che tutti i sardi e tutti quelli aventi diritto perdono l'opportunità di avere i benefici della continuità territoriale.
DEDONI (Riformatori Sardi). C'è scritto oggi nel giornale.
CAPELLI (U.D.C.) Ripeto, non voglio addentrarmi, è un fatto facilmente riscontrabile. Ecco perché al di là di questo esempio che la prego di verificare, Assessore, mi spaventa questo nuovo federalismo. Vede, io sono uno di quelli che in coscienza, e me ne assumo la responsabilità, non ha lavorato a favore della modifica dello Stato italiano in senso federale secondo la proposta che è andata a referendum, non ho condiviso il metodo e, per certi versi, sono rimasto colpito da quello che poteva rappresentare quella modifica, cioè 20 ragioni per 20 regioni, 20 sistemi sanitari e, probabilmente, oggi stiamo riscontrando anche 20 sistemi di trasporto diversi, sistemi intesi come costi, come opportunità garantite dalla Costituzione e come richiamate poc'anzi da altri colleghi per tutti i cittadini italiani. E mi spaventa, infatti, quanto portato a casa dal presidente Soru, non in termini di risultati assoluti, sui quali ancora non abbiamo l'opportunità di addentrarci perché non abbiamo la possibilità di un riscontro diretto numerico, ma, io mi rendo conto che questa modifica dell'articolo 8 dello Statuto della Regione che comporta anche un trasferimento di confunzioni relative alla continuità territoriale oltre a quelle relative al trasporto pubblico, locale, ferrovie Sardegna e ferrovie meridionali sarde, sono quasi la chiusura di un sistema federale che mi riporta al teorema sardista e al teorema quasi indipendentista. Perché, praticamente, secondo questo noi dovremo, aimè, e se questi sono i risultati ad oggi cosa sarà domani, gestirci improprio il sistema dei trasporti senza nessun intervento da parte dello Stato dal 2009 in poi, come recita, appunto, il comma 8 dell'articolo 102 proposto per la modifica dello Statuto, così come ci dovremo caricare il sistema sanitario. Allora mi chiedo, quale è il rapporto Stato-Regione? L'organizzazione della pubblica sicurezza? Credo che ci rimanga solo quello e le prefetture, per il resto stiamo concludendo il teorema indipendentista, una Regione che può sostenersi da sola, che non ha bisogno dello Stato, che non ha bisogno della solidarietà e della sussidiarietà, che non ha bisogno perché si regge da sola con le entrate Irpef e con le entrate Iva, che sono entrate dello Stato e sono prodotte in Sardegna, perciò, se sono prodotte in Sardegna ce le possiamo ritirare per i 10 decimi è non per i 9, ce le possiamo ritirare per i 10 decimi e non per i 7 decimi ed essere completamente autonomi. Allora la mia mente va al teorema sardista, vuoi vedere che avevano ragione? Vuoi vedere che hanno ragione gli indipendentisti? Perché noi possiamo, dicendo: "Abbiamo guadagnato maggiore autonomia" abbiamo guadagnato l'indipendenza, che cosa rimane dei trasferimenti dello Stato? Una continuità territoriale che non esiste alla quale noi non accendiamo? Anzi, sorridiamo e dai banchi della Giunta si sorride, quando qualche collega dice: dobbiamo aprire una vertenza seria, dura con lo Stato per chiedere la compartecipazione dovuta per l'abbattimento delle tariffe di trasporto aereo. Non mi ricordo tali e simili sorrisi nel momento in cui si rappresentava una categoria produttiva, allora era sempre lecito chiedere di più e di tutto, ma oggi non è più lecito chiedere e sostenere quanto è dovuto, anche per la continuità territoriale, allo Stato. Bene, io sono preoccupato di questa deriva indipendentista, sono preoccupato perché prima di essere totalmente autonomi dobbiamo essere, noi, in grado di dimostrare e di avere la capacità di esercitare l'autonomia e questi due anni e mezzo sono un esempio chiaro e lampante, non solo per quanto riguarda i trasporti che in una ipotetica classifica io ho inserito al penultimo posto tra le capacità di produzione politica da parte della Giunta, cioè all'undicesimo posto, ma per tutto l'insieme della politica che noi stiamo sopportando in questi due anni e mezzo, quello è il fallimento della capacità di gestione dell'autonomia che è altra cosa dal chiedere di essere totalmente autonomi. Io credo che qualcuno, più su di noi, ci aiuti perché questo non avvenga.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli, aveva concluso?
CAPELLI (U.D.C.). Sì.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). La mozione che è stata presentata dall'opposizione, per chi l'abbia letta con attenzione, si dimostra come un contributo che i Gruppi del centrodestra danno a questo Consiglio e, noi riteniamo anche alla stessa Giunta, un contributo che non è fatto minimamente da una critica, diciamo, politica, aprioristica o addirittura personale, contro nessuno, ed è invece ampiamente dedicata ad individuare alcune possibili soluzioni per il problema della realtà dei collegamenti aerei tra la Sardegna e il continente. E' una mozione, tra l'altro che, anche nell'indicazione del tema non si limita soltanto alla continuità territoriale, ma pone a fuoco, cerca di porre a fuoco l'analisi ma anche la proposizione di alcune soluzioni per quanto riguarda il sistema dei collegamenti aerei complessivamente. Certamente una parte in certi casi molto pungente ma, solo per semplice realismo, descrive una situazione veramente difficile, assolutamente negativa non solo per i sardi ma anche per chi, invece, non essendo residente vuole raggiungere la nostra Isola, che si è verificata negli ultimi mesi. Direi che è stata fin troppo cauta, fin troppo equilibrata la descrizione contenuta nelle prime righe di questa stessa mozione. Il dato di fatto da cui partiamo è un ripetersi veramente ossessivo di episodi negativi con ritardi, cancellazione di voli, assistenza dei passeggeri ormai a livelli non certamente degni della nostra civiltà europea ed italiana, una situazione di precarietà, di aliatorietà, che sta effettivamente condizionando sia la possibilità, la capacità di mobilità dei sardi ma sta soprattutto gettando un'ombra molto negativa, molto brutta sul sistema dei trasporti sardi che condiziona, in particolare, lo sviluppo turistico. La descrizione negativa è certamente rivolta al sistema della continuità territoriale così com'è stata progettata e attuata ma, la descrizione è negativa anche per lo sviluppo del trasporto low costo che, fino a qualche anno fa, aveva fatto intravedere possibilità di sviluppo veramente grandissime e che, oggi, ha visto una serie di progetti non avviati alla conclusione o interrotti bruscamente, comunque, una serie di prospettive di sviluppo di questo tipo di trasporto che è certamente centrale, fondamentale per lo sviluppo turistico che, attualmente, certamente, non è promosso e gestito con dei sistemi e comunque con dei risultati all'altezza delle aspettative. La mozione, tra l'altro, si spinge anche ad una proposta che prende atto di una realtà e cioè, da un lato che questo sistema della continuità territoriale che è stato attuato ha dato dei risultati positivi al suo inizio, lo ha ricordato il presidente Floris, l'impostazione originaria, e questo non lo diciamo noi, ma, credo che lo abbiano riconosciuto negli anni scorsi i cittadini sardi che hanno dato, evidentemente, nei fatti una risposta certamente positiva frequentando, utilizzando questo servizio a basso costo nei primi anni e gestito sia pure con i limiti propri anche di un'esperienza iniziale, ma certamente gestito e avviato con un buon grado di soddisfacimento della domanda di servizio e che quindi poteva essere, quando è iniziata l'esperienza di governo del centrosinistra qui in Sardegna, allo scadere dei due più uno anni di avvio, di validità del decreto, poteva essere valutato, migliorato, portato a compimento, seguito anche con una trattativa con lo Stato che fosse capace di ottenere adeguati trasferimenti di risorse finanziarie, che poteva e doveva essere completato anche con l'estensione della continuità territoriale anche al trasporto delle merci. Ma è accaduta una cosa che noi non giudichiamo certamente, non abbiamo giudicato positiva fin dall'inizio e cioè la presunzione da parte di questo Governo regionale di voler entrare e stravolgere completamente, dando lezioni a tutti di competenza, di alta competenza e di capacità imprenditoriale nel gestire questo tipo di problemi e invece dimostrando nei fatti un lampante, evidentissimo fallimento che a noi non conviene neanche più di tanto rimarcare in quest'Aula perché lo sperimentano quotidianamente, ora per ora, i cittadini sardi. Voi potrete anche difendere questo sistema, quest'esperienza di governo in questo settore ma purtroppo è sotto gli occhi di tutti che è andata così, sta andando così!
Ora, la mozione non si limita però soltanto a criticare quanto è avvenuto e non è avvenuto e non si conclude certamente neanche e semplicisticamente con un atto di censura nei confronti del Presidente o dell'Assessore. Sperimenta, sottolinea un dato di fatto: che questo sistema, quello vigente, che tra l'altro è confuso, che è un miscuglio di decisioni, un'alternanza di prese di posizione, di decisioni che poi dopo sono state smentite dalle autorità statali, da quelle europee, dai giudici di ogni livello che hanno portato a questa situazione. Ma il problema che ci dobbiamo porre noi oggi è come uscire da questa situazione. Allora si esce da questa situazione affrontando il problema con una buona dose di realismo e anche con un pochino di umiltà, magari riconoscendo anche gli errori fatti perché in certi casi può essere utile. Tra la scelta della prosecuzione di un regime di continuità territoriale sia che lo si voglia fare con la contribuzione statale, così come rimarcato, insistendo su questa scelta, dal presidente Floris, sia che si voglia sperimentare qualche altro sistema, così come chi ha proposto questa mozione ha scritto e cioè prendendo atto che il regime della continuità territoriale presenta molti problemi applicativi e presenta anche alcuni dubbi sulla compatibilità con il regime della libera concorrenza che, d'altra parte, non è un'invenzione degli estensori di questa mozione, ma fa riferimento a un pronunciamento autorevole, proprio quello dell'Autorità nazionale sulla concorrenza. E allora affaccia anche una possibilità e cioè che si esamini, quanto meno si verifichi se si può cambiare registro e verificare la possibilità e l'utilizzo di altri sistemi. Si affaccia la possibilità quanto meno di sperimentare, di studiare un sistema che è quello degli aiuti a carattere sociale, che sono compatibili con le norme dell'Unione Europea, che forse possono presentare un onere finanziario piuttosto consistente ma che, d'altra parte, potrebbero permettere una soluzione dei problemi e che potrebbe oltretutto estendere il tipo di agevolazione non solo ai residenti, ma anche ai non residenti dando un impulso quindi al turismo. Comunque sia noi dobbiamo uscirne e dobbiamo uscirne non appassionandoci soltanto ai metodi perché come la medicina migliore non è quella che viene scritta per decreto, magari dall'Assessore, ma è quella che riesce a guarire il malato, la migliore continuità territoriale possibile è quella che riesce a funzionare. Finora voi non siete riusciti a farlo. Forse affidando a un dibattito serio, a un confronto più serio si riuscirà a trovare qualche soluzione operativa.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa. Era l'ultimo intervento.
Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore tecnico dei trasporti.
BROCCIA, Assessore tecnico dei trasporti. Grazie, signor Presidente, signori consiglieri. La mozione che è stata presentata e il dibattito che ne è conseguito per il contenuto della mozione, per alcune affermazioni che sono state fatte contengono alcuni errori che è meglio sanare, recuperare per avere più chiaro, più reale il quadro su cui si vorrebbero fare degli interventi. E' sicuramente per esempio un errore - e sono sicuro fatto in buona fede - scrivere che il code sharing fra Alitalia e Meridiana è scaduto il 30 settembre scorso. Il code sharing fra Meridiana e Alitalia è un accordo firmato a metà dello scorso luglio, della durata di tre anni, che scadrà a luglio del 2009. L'accordo, che si sostanzia nella possibilità di vendere biglietti nella tratta Roma-Cagliari, Cagliari-Roma da parte sia di Alitalia che di Meridiana al di là di chi effettua il viaggio, è un accordo che proseguirà per il triennio a prescindere dall'esito della vicenda legale che riguarda l'esclusione di Alitalia dal bando della continuità territoriale e per cui si deve pronunciare il Tar in maniera definitiva nei prossimi giorni e poi non so se finirà lì oppure ci sarà anche una decisione, un pronunciamento del Consiglio di Stato.
Altro errore, anche questo sicuramente in buona fede, riguarda la supposta riduzione del numero delle tratte. Il numero dei collegamenti in essere è determinato dal decreto della continuità territoriale, varia a seconda che parliamo del periodo estivo e del periodo invernale. Dimostrerò che il numero dei collegamenti attualmente in vigore in continuità territoriale è significativamente superiore al numero dei collegamenti in vigore con la vecchia, lo dico fra virgolette e poi si comprenderà spero meglio nel prosieguo del mio intervento, rispetto alla "vecchia" continuità territoriale. E' significativamente maggiore. E' un errore scrivere che la Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione contro la continuità territoriale in Sardegna. La CEE ha avviato un'indagine conoscitiva a cui la Regione e il Ministero hanno già risposto. E' possibile che la CEE, che la Commissione decida di aprire una procedura di infrazione. Io spero che di questo non ce ne gioviamo, ma sono sicuro che tutti insieme faremo una battaglia in Commissione europea per farci salvaguardare il diritto della continuità territoriale su cui siamo tutti d'accordo in linea di principio e dove poi ci divide, ma forse ci divide anche qualche non approfondita conoscenza del sistema.
Non è vera l'affermazione - io qui potessi dirlo con la veemenza che non ho, che non possiedo, la utilizzerei tutta - non è vera l'affermazione che è stato abbandonato un metodo che funzionava per adottarne uno che non ha funzionato. E non è vero, è falso, che il metodo Soru della continuità territoriale ha fallito e l'altro no. Non comprendere che siamo dentro lo stesso metodo, che stiamo dentro lo stesso regolamento, che si sta applicando la stessa regola che ha applicato il presidente Floris nel 2000, significa o essere in mala fede, ribadisco, o essere in mala fede oppure non conoscere quali sono le regole che sono a capo, che governano la continuità territoriale, non in Italia, non nel nostro paese, ma in Europa, che è l'unico Regolamento a cui dobbiamo attenerci. Non è pensabile, non si può parlare di vecchio metodo e nuovo metodo facendo finta di dimenticare - e nella stragrande maggioranza degli interventi, non in tutti, ma in quasi tutti gli interventi, forse tranne uno - si è fatto finta di dimenticare che fino al 2003 la Regione Sardegna ha avuto a disposizione significative, importanti risorse finanziarie per la continuità territoriale e che alla fine del 2003, con una scelta stupida, con una scelta stupida, con una scelta stupida, la Giunta regionale decise di rinunciare ai finanziamenti dello Stato per la continuità territoriale! Non ho nessuna responsabilità di questo, non ha nessuna responsabilità questa Giunta, questa maggioranza, il presidente Soru di quella decisione scellerata che è stata assunta alla fine dell'anno 2003, quando si doveva decidere la nuova continuità territoriale per il periodo 2004, 2005, 2006! Non si può far finta di dimenticarle queste cose, ed è codardo, in una discussione così importante, far finta di dimenticarle! E' codardo, in una discussione così importante, far finta di dimenticarle! Quanto è avvenuto nel mese di maggio, con esclusione di Alitalia, e le pesantissime conseguenze che abbiamo avuto nei mesi successivi, giugno e di luglio - poi spiegherò perché parlo di giugno e luglio - è stato sotto gli occhi di tutti, sono mediamente intelligente per non capire cos'è successo e ho profondi ricordi di quei giorni e di quelle notti per la responsabilità che portavo e porto per non ricordare cos'è successo nel mese di maggio, nel mese di giugno e nel mese di luglio. Le pesantissime ripercussioni sul nostro trasporto aereo, sulla regolarità, sulla puntualità, sull'efficienza dei servizi è stata pesantissima! Nel mese di giugno e di luglio solo 6 voli su 10 sono stati puntuali, 4 voli su 10, quasi la metà dei collegamenti in continuità territoriale dalla Sardegna per Roma e Milano, avevano un ritardo superiore ai 15-20 minuti, nel mese di giugno il 9, quasi il 10 per cento dei voli ha subito un ritardo superiore alle 2 ore! Un volo su 10 aveva un ritardo superiore alle 2 ore! Nel mese di giugno e di luglio la puntualità dei collegamenti da Cagliari con Roma e con Milano era pari, appunto, al 60 per cento, nel mese di agosto è stata pari all'85 per cento, nel mese di settembre - non abbiamo il dato definitivo e per ora siamo fermi al 20 settembre, se non ricordo male - è pari all'82 per cento. La puntualità, la puntualità dei nostri collegamenti nel mesi di agosto è stata pari all'85 per cento, nel mese di settembre, fino al 20 se non ricordo male, è stata pari poco sotto o poco sopra all'80 per cento...
ATZERI (Gruppo Misto). Sempre in Sardegna?
BROCCIA, Assessore tecnico dei trasporti. ...stiamo parlando della Sardegna, sì, porto questa responsabilità per ora! Nel Cagliari-Roma, nel mese di giugno, la puntualità ha riguardato il 63 per cento dei voli, nel mese di luglio il 69 per cento, nel mese di agosto il 91 per cento dei voli. Nel Cagliari-Milano nel mese di giugno e di luglio la puntualità ha riguardato il 70 per cento dei voli, nel mese di agosto all'85 per cento dei voli, nel mese di settembre, il dato che abbiamo a disposizione anche in questo caso il 20 settembre, l'83 per cento dei voli. Nell'Alghero-Milano si è passati dal 69 per cento di giugno, al 66 per cento di luglio, all'84 per cento di agosto, all'80 per cento fino al 27 di settembre. Nell'Alghero-Milano si è passati dal 64 per cento di luglio, all'82 per cento del mese di settembre, non completo perché mancano i dati degli ultimi giorni. Cito ancora solo questo, nell'aeroporto di Olbia, nel collegamento con Roma, si è passati dal 60 per cento di voli puntuali - la puntualità è data... il ritardo entro 15 minuti non è considerato, è una regola dell'aviazione civile, entro 15 minuti non è considerato ritardo - a luglio, a Olbia, il 60 per cento dei voli era puntuale, ad agosto è stato l'80 per cento, a settembre, fino a qualche giorno prima della fine del mese, è stato dell'85 per cento. Da gennaio ad agosto è cresciuto del 6 per cento il numero dei passeggeri, più 208 mila persone hanno preso l'aereo per venire in Sardegna o per ripartire dalla Sardegna, i dati di crescita del traffico aeroportuale sono costanti e riguardano il dato complessivo, riguardano il dato dei low cost, riguardano il dato dei collegamenti in continuità territoriale, e cioè Milano e Roma, riguardano il dato degli altri collegamenti nazionali che non sono ancora in continuità territoriale. Nel 2004 i passeggeri della Cagliari-Milano sono stati, da gennaio ad agosto, 438 mila, nel 2006 sono stati 468 mila, più 7 per cento! Nel mese di giugno, nel mese di luglio e nel mese di agosto, mettendo a confronto i 2 anni, la crescita è stata del 10 per cento, più 10 per cento di passeggeri che hanno utilizzato l'aereo nei collegamenti della continuità territoriale. Nei collegamenti con Roma la crescita è stata un po' minore, più 3 per cento, ma dobbiamo considerare che da quest'anno sono costanti e giornalieri i collegamenti con Palermo e Firenze, che hanno spostato lì molto del traffico di chi prendeva l'aereo da Roma, infatti, la crescita complessiva di quegli aeroporti è stata dell'8 per cento! Sono dati che sono a disposizione di chiunque li voglia, eventualmente, esaminare ed approfondire. Nei collegamenti da Cagliari con Roma nel mese di agosto, che è stato il mese dove la domanda è stata la più pressante, più forte, i posti offerti ai passeggeri sono stati 123 mila, i posti occupati, la domanda, è stata pari a 77 mila, con un load factor del 63 per cento. Io faccio un'affermazione un po' pesante qui, io sfido chiunque, vi do il dato del 12 agosto che è stato il giorno col traffico più intenso, il 12 agosto c'erano 1.921 posti a disposizione e ne sono stati occupati 1.799. Il 27 agosto, altro dato importante per il rientro, c'erano 1.900 posti a disposizione e ne sono stati occupati 1.800. Io sfido chiunque, io sfido chiunque a dimostrare che da quando c'è questa nuova continuità territoriale, al di là di quanto è successo nel mese di giugno e nel mese di luglio, per le conseguenze, per quello che è avvenuto con la gara - che non era una gara, era un bando eccetera, eccetera - sfido chiunque a dimostrarmi che per quel giorno, per partire dalla Sardegna in continente o per venire in Sardegna dal continente, in quel giorno, non ha trovato posto sull'aereo! Può non aver trovato il posto alle 7 del mattino, può non averlo trovato alle 19 e 20, ma io sfido chiunque a dimostrarmi che nell'arco della giornata non c'erano posti a disposizione per chiunque, per chi voleva uscire dalla Sardegna e per chi voleva entrare nella Sardegna. Nell'agosto del 2004 i collegamenti con Milano - si sviluppa il maggior traffico turistico l'estate con Milano da Cagliari, non con Roma, come sapete - erano 434, nell'agosto del 2006 i voli sono stati 639, cioè il numero dei voli è cresciuto del 47 per cento rispetto alla cosiddetta, l'avete detto voi, vecchia continuità che funzionava, forse a meraviglia, peccato che lì...peccato, no bene...che lì c'erano 70 miliardi di vecchie lire a disposizione e qui non c'è stato un centesimo di euro a disposizione. Si è parlato, se ne parla nella mozione e se n'è parlato diffusamente nel dibattito dell'applicazione dell'articolo 87, dell'articolo 87 e del trattato della Comunità europea. E' un sistema, e ha perfettamente ragione l'onorevole Floris, in Europa ci sono 300 rotte in continuità territoriale, 300! la Francia ne ha 122, la seconda mi pare la Norvegia o il Portogallo e poi via via, via via ci sono in Grecia ci sono in Svezia c'è… non ricordo tutti i Paesi. Di questi 300 collegamenti in continuità territoriale solo il collegamento delle isole Azzorre e un collegamento con le isole minori in Svezia funziona con il sistema del cosiddetto, dell'articolo "87" del trattato cioè l'aiuto sociale. Non è casuale, credo valga la pena approfondirlo questo aspetto dato che si vuole fare su questo una riflessione, una discussione seria, non è casuale che non solo è assolutamente residuale ma il comune denominatore di quel sistema adottato riguarda il fatto che stiamo parlando di isole disabitate dove i passeggeri sono pochi e non è vero, qui correggo parzialmente l'onorevole Floris che la Corsica si appresta ad applicare il regolamento che applichiamo noi, la Corsica dal mese di giugno del 2005 applica il "2408" che è il regolamento che applichiamo noi per la continuità territoriale con la differenza che la Corsica ha 60 milioni di euro di contributo dallo Stato e che la Sardegna ha avuto zero centesimi di euro di contributo dallo Stato per la sua continuità territoriale.
Le tariffe, e non è vero che in Corsica ha funzionato e bene l'aiuto sociale, i collegamenti con Parigi sono sempre stati fatti in regime di continuità territoriale come il nostro, sempre, da quando esiste la continuità territoriale in Corsica e cioè vent'anni, i collegamenti degli aeroporti corsi con Parigi è stato fatto nell'ambito dell'imposizione degli oneri di servizio pubblico, quindi del regolamento "2408" per pochi anni e l'hanno abbandonato subito, è stato usato l'aiuto sociale, lo definisco così l'articolo 87 ed è stato subito… c'è letteratura c'è infinito dibattito in Corsica su questo sistema e sulla necessità di superare questo sistema, sorvolo sulle tariffe, Ajaccio - Parigi che può essere paragonato alla nostra Cagliari - Milano costa per i residenti 190 euro, Cagliari - Milano costa per i residenti 143 euro, per i non residenti costa 328 euro, la Cagliari - Milano per i non residenti da noi costa 263 euro e i 190 euro e i 328 euro della Corsica comprendono il contributo che hanno avuto per organizzare quella rotta, contributo che ho fatto un semplice calcolo, ho fatto una semplice divisione, ammonta a circa 40 euro per ogni persona che ha deciso di prendere l'aereo. Io credo che, no volevo dire anche questo, volevo dire questo, io sono pronto, io sono pronto a ragionare con chiunque sia in grado di dimostrarmi, non con gli articoli del giornale, no, l'ho verificata quella cosa l'ho verificato, ho rintracciato quel signore, ho parlato stamattina con quel signore e so che cos'è quella cosa…
Lasciamo perdere la polemica politica, e anche quella dei giornali, lasciamo perdere, è passato il tempo che se lo dice il giornale vuol dire che è vero, credo che è passato per tutti noi ok? Io sfido chiunque a fare un ragionamento con me che mi dimostri che in ambito di frequenze garantite, in ambito di collegamenti effettuati nei periodi, per le ore, per le fasce orarie che devono garantire il fatto che vai a Milano, a Roma, ci stai un po' e torni, io sfido chiunque a dimostrarmi che ci sono prezzi inferiori a quelli praticati per i residenti che esistano in Italia o in Europa, prezzi inferiori a quelli praticati per i residenti in Sardegna, io sono pronto su questo, sfido, dimostratemi con il biglietto, non con gli articoli o le lettere sui giornali, con la copia del biglietto, prezzi inferiori in tutta Europa a quello che è praticato per i sardi in questa tanto vituperata e per certi versi a ragione, alla luce di quanto è successo nel mese di giugno e luglio, continuità territoriale. Io credo, e sto finendo, forse ho bisogno solo di un minuto, io credo che la questione dei trasporti, e sono d'accordo e della continuità territoriale è troppo seria e troppo importante…
PRESIDENTE. Sì Assessore concluda!
BROCCIA, Assessore tecnico dei trasporti. Per non inquadrarla in una situazione più ampia del nostro trasporto aereo, quando è stata presentata la mozione, chi l'ha presentata o parte di chi l'ha presentata ha fatto il libro bianco sulla continuità nera, adesso non ricordo con precisione il titolo, c'erano 300 o 200 fotocopie di articoli di giornali sardi che raccontavano le pene che abbiamo passato nel mese di giugno, nel mese di luglio, mi ha colpito una cosa e lo dico in maniera molto sincera, non c'era tranne due della stampa, non c'era nessun articolo nazionale, eppure nel mese di luglio, a fine luglio e nel mese di agosto, la stampa nazionale era piena dei disservizi, delle disfunzioni del sistema aereo italiano, non lo dico perché mal comune mezzo gaudio ma se anche la nostra continuità territoriale non la inquadriamo nella situazione più generale del nostro trasporto aereo che è in crisi, che non funziona, che ha un ente che non è in grado perché è impedito, perché non ha le risorse, non lo so di svolgere le sue funzioni effettivamente di controllo se noi non ci sforziamo di fare un ragionamento della nostra continuità rispetto a un quadro più generale, io credo che non stiamo facendo un piacere alla Sardegna, non possiamo prescindere dal fatto che parlare di continuità territoriale e parlare di libera concorrenza è dire due cose diverse, o decidiamo di avere la libera concorrenza e allora c'è la libera… vola chi vuole e paghiamo quello che ci chiedono di pagare e ciccia o facciamo la continuità territoriale, continuità territoriale e libera concorrenza insieme sono due cose che non stanno né in cielo né in terra, non lo dico io, lo dicono le 300 rotte di continuità territoriale esistente in Europa, andate a trovarmi in quale aeroporto dove c'è la continuità territoriale e dove c'è la libera concorrenza…
PRESIDENTE. Assessore, la prego concluda!
BROCCIA, Assessore tecnico dei trasporti. Ho finito, andate a trovarmi anche in Francia quando ha funzionato l'aiuto sociale, quanta concorrenza ha portato, ha determinato l'aiuto sociale, è vero, vi assicuro ho i dati, è zero! Chi ha volato è "Air France" che ha fatto un'intesa, un accordo con una società pubblica corsa, si sono messi d'accordo e hanno effettuato i voli previsti …
Finisco, ho finito dicendo questo, che forse anche rispetto ai dibattiti che abbiamo fatto nel passato, serve un po' di coerenza, io ricordo qui l'ultima discussione sulla mozione della continuità territoriale, una mozione di centrodestra o parte del centrodestra che proponeva, si può fare la continuità territoriale senza soldi e grazie ai low cost. Son passati 3 o 4 mesi per cambiare parere in maniera così incoerente, in maniera così superficiale, in maniera, e su questo sono d'accordo, che se vogliamo provare a migliorare quello che è migliorabile serve che facciamo una discussione seria, coerente e serve che abbiamo un quadro chiaro della situazione.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Ha domandato di replicare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io la ringrazio, ringrazio Presidente e devo dire che se non vivessi in Sardegna, sarei rimasto convinto della accalorata difesa che ha reso in aula l'Assessore ai trasporti. Può darsi che l'Assessore ai trasporti abbia anche convinto qualcuno dei colleghi che sono presenti in aula, io credo che difficilmente avrà convinto i sardi e devo anche dire che mi farò dare il resoconto stenografico delle dichiarazioni che ha reso in aula l'Assessore questa sera in maniera tale che la prossima mozione che discuteremo sul sistema dei trasporti in quest'aula si baserà sui dati che l'Assessore ha fornito in Aula. Perché di tutte le cose che ha detto su una siamo sicuramente d'accordo, quando lei ha detto, Assessore, che ci divide la non approfondita conoscenza del sistema. La cosa grave è che io sono convinto che sia lei che non conosce in maniera approfondita il sistema! E sono convinto che sia grave che l'Assessore regionale ai trasporti sia sostanzialmente fuori dalla conoscenza di dettaglio del sistema dei trasporti che vige in Sardegna! Nessuno ha detto, Assessore, almeno io non l'ho sentito da nessuno degli interventi, che ci sia una discontinuità tra la vecchia e la nuova continuità territoriale. Semplicemente è stato detto da noi che non è detto che il sistema che va bene nel 1999 o nel 1996 vada bene per forza anche nel 2006! E le trecento pagine che le sono state date, le sono state consegnate, col libro bianco dell'estate nera dei trasporti sardi sono la testimonianza di questo! Mancano le pagine dedicate alla Sardegna dei quotidiani nazionali perché, come è stato detto, la rassegna stampa che abbiamo utilizzato è quella della Regione Sardegna. Sulla rassegna stampa locale! Altrimenti il libro, invece che trecento, avrebbe avuto probabilmente cinquecento pagine dedicate alla Sardegna! Ma il nostro compito non era quello di fare un libro grosso, era di darle testimonianza di quello di cui tutti noi siamo convinti, perché anche i consiglieri di maggioranza che sono intervenuti hanno detto la stessa cosa; e cioè che questa continuità territoriale della Sardegna non funziona! Su un'altra cosa io sono d'accordo con lei, Assessore, quando lei ha detto alla fine del 2003, poi insomma si può entrare nel dettaglio: "Ci fu una scelta stupida!". L'ha ripetuto tre o quattro volte, così sembrava ancora più stupida! E' la stessa scelta dell'articolo 102 della finanziaria nazionale, che dice al comma 5, che alla Sardegna sono trasferite le funzioni della cosiddetta contiguità territoriale - immagino che contiguità, l'ho detto già stamattina, significhi continuità! - bene, l'articolo 102, su cui la Regione Sardegna ha già dato il proprio concerto, prevede la scelta stupida - come lei l'ha definita! Stupida, stupida, stupida, stupida! L'ha definita così! Quattro volte stupida! - la prevede e la conferma! Ecco, io concluderei perché poi non giova riempire dieci minuti dell'intervento o i venti minuti delle repliche, che sono state concesse a lei, quanto ragionare sulle cose! Un collega ha detto che intervenire con il sistema degli aiuti sociali, sarebbe stato detto inn Commissione, significa 300 milioni di euro per gli attuali 3,3 milioni di passeggeri che vanno e vengono dalle destinazioni sarde a Roma e Milano. Secondo noi significa, con quei calcoletti rapidi che fa il presidente Soru, soltanto 40 milioni di euro, perché ci sono 25.600 voli per quelle destinazioni della Sardegna e con un costo unitario di 6.200 euro per ora di volo si arriva a 190 milioni di euro. Sottratti i 150 milioni, derivanti dai biglietti a 45 euro l'uno, rimangono 40 milioni di euro, di cui una parte sinora erano dati dallo Stato. Allora vorremmo sapere quali sono i dati sulla base dei quali l'Assessorato o chi parla per conto dell'Assessorato dice che servono 300 milioni di euro e non 30 milioni di euro! Perché probabilmente se avessimo questi dati, se tutti i consiglieri regionali avessero questi dati in mano, probabilmente, avremmo un modo di ragionare che, come dice l'Assessore, è più adeguato ai problemi. Io vorrei chiederle, Assessore, perché insomma lei ci ha parlato della puntualità dei voli da e per la Sardegna, quindi ci ha parlato di una sostanziale efficienza dei collegamenti di Air One e di Meridiana di quest'estate. Beh, l'80 per cento dei voli significa che il 20 per cento partono in ritardo! Vorremmo sapere a quanto ammontano i ritardi, cioè se sono ritardi di venti minuti, visto che lei ci ha detto che il limite fisiologico è quindici, o sono ritardi di due ore, di sei ore, cancellazioni dei voli? Eh, insomma questo sarebbe interessante saperlo! E se funzionano bene, vorremmo sapere perché le altre dieci rotte non sono partite! Perché noi abbiamo avuto la sensazione che non siano partite perché i vettori non erano in grado di garantirle e non l'abbiamo avuta soltanto noi questa sensazione, l'ha avuta anche l'ENAC! E allora ci dica lei perché non sono invece partite! Perché questa continuità territoriale perfetta non ha avuto modo di estrinsecarsi nelle altre dieci rotte assegnate dalla gara! E ci dica lei dov'è il "Cagliari-Mosca" che lei ha annunciato nel mese di gennaio in una trasmissione a Videolina! Io l'ho sentita quindi non posso essere smentito in questo! E ci dica lei perché se ne va via Easyjet! Per quale motivo l'aeroporto di Olbia, che è considerato un aeroporto ottimale da altre compagnie aeree che operano sul low cost, diventa improvvisamente un aeroporto povero di infrastrutture da parte di Easyjet! Ci dica come mai Easyjet, che nel primo anno di esercizio ha un coefficiente di occupazione degli aerei intorno all'80 per cento, dice che non c'è massa critica per portare da Luton i passeggeri a Olbia e a Cagliari. La sostanza è che il low cost senza avere un collegamento su Ciampino - perché anche l'Alghero-Ciampino lo avete cancellato con questa insana continuità territoriale che continuate ad applicare! - senza lo scalo di Ciampino, senza lo scalo di Linate, senza gli scali dei low cost… il low cost non può portare passeggeri in Sardegna dalle ventitré destinazioni europee che sono collegate con Ciampino e che potrebbero portare in Sardegna, in bassa stagione, i turisti dell'intera Europa! E ci spieghi anche come mai la Air Nostrum, e cioè la compagnia a cui la Regione Sardegna dà soldi per garantire il low cost con Madrid e Barcellona, continua ad avere, nonostante i finanziamenti della Regione, tariffe che non sono low cost - basta confrontarle con quelle che fa Ryanair sugli stessi scali! - e con un coefficiente d'occupazione che oscilla intorno al 40 per cento contro il 70-80 per cento che ha Ryanair. Ecco, Assessore, può darsi che lei sia stato anche convincente nella sua replica per qualcuno di noi, a me sembra che i dati che noi abbiamo dato e che abbiamo inserito all'interno della mozione siano incontrovertibili! Se lei giustamente ritiene che su questi dati - quelli che ha reso lei, quelli che abbiamo reso noi - il dibattito non sia chiuso e la penso anch'io così, beh insomma, continueremo sulla base di quello che lei ha detto a riportare in Aula il problema dei trasporti! E chiederemo al centrosinistra, che adesso è presente, di essere presente durante la discussione in Aula, di essere presente con interventi qualificati, di rispondere alle cose che dice l'Assessore con interventi di sostegno all'Assessore, non con interventi di critica come quelli che avete fatto! Perché ricordatevi, la garanzia del numero legale durante le mozioni spetta a voi! Perché noi non abbiamo il numero legale, qualunque mozione teoricamente voi la potreste far fallire senza far…
MARROCU (D.S.). Almeno chi ha firmato la mozione dev'essere presente in Aula!
VARGIU (Riformatori Sardi). Colleghi la garanzia del numero legale…
PRESIDENTE. Chiedo scusa colleghi, facciamo completare l'onorevole Vargiu! Chiedo scusa onorevoli colleghi, prego onorevole Vargiu continui!
VARGIU (Riformatori Sardi). Colleghi potete fare la gazzarra che desiderate e potete dire quello che volete! La garanzia del numero legale, se siete sereni ne convenite, spetta alla maggioranza perché la minoranza non ce l'ha mai! Nel senso che se noi veniamo in massa in Aula, siamo in trenta! Allora…
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, per gentilezza, facciamo completare l'intervento all'onorevole Vargiu!
VARGIU (Riformatori Sardi). Colleghi io non sto dicendo una cosa su cui siamo in disaccordo, sto semplicemente dicendo una cosa che è scontata! E cioè che la garanzia del numero legale la deve dare la maggioranza, perché la minoranza di fatto…
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Chiedo scusa, ma è stato un dibattito sereno, lasciamo concludere la replica dell'onorevole Vargiu? Prego onorevole Vargiu!
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Badate, ci sono le dichiarazioni di voto e voi potrete spiegare - se lo volete oppure me lo spiegate personalmente fuori dall'Aula! - qual è il motivo per cui improvvisamente la garanzia del numero legale non spetta più alla maggioranza! E secondo voi qual è il modo con cui la minoranza può arrivare a quarantaquattro consiglieri in quest'Aula! Poi me lo spiegate e mi convincete! Se poi voi dite che la maggioranza e la minoranza devono essere presenti in Aula siamo totalmente d'accordo! Nessuno sta dicendo il contrario! Però dare contenuti ai dibattiti sulle mozioni non spetta solo alla minoranza, venire preparati in Aula sui dibattiti delle mozioni non è un'incombenza della sola minoranza, è un'incombenza anche della maggioranza, altrimenti la discussione sul tema dei trasporti è una discussione interna di chi presenta le mozioni…
PRESIDENTE. Concluda onorevole Vargiu. Prego!
VARGIU (Riformatori Sardi). …cosa che non sarebbe normale nel dibattito di un'Aula! Perché nel dibattito oltre che portare le persone fisiche sulle sedie, bisogna anche portare idee, perché se ci sono idee c'è confronto, se non ci sono idee diventa inagibile anche lo strumento della mozione e questo spiega probabilmente perché né i consiglieri della maggioranza, e purtroppo neanche quelli della minoranza, credono più nel ruolo di una mozione e di una discussione in quest'Aula.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu.
Dichiaro chiusa la discussione. Abbiamo completato il dibattito sulla mozione numero 92 passiamo alla votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Io credevo che il dibattito di oggi sulla continuità territoriale, in modo particolare sul collegamento aereo da e per la Sardegna, servisse per creare le basi per un nuovo discorso, un nuovo ragionamento, una nuova continuità territoriale. Invece, dalle dichiarazioni che ha fatto l'Assessore, ho capito insomma che non solo non si prende atto che c'è stato un vero fallimento della continuità territoriale in Sardegna ma si dice anzi che ha funzionato tutto bene e quindi praticamente i cittadini sardi, quelli che si servono del collegamento aereo e non aereo in Sardegna, sono soddisfatti. Devo dire che questo a noi preoccupa molto perché io pensavo, al contrario, che lei Assessore venisse qui per certificare un bel certificato di morte della continuità territoriale e quindi iniziare a ragionare per quanto riguarda la nuova continuità. Continuità che è fallita non soltanto per quanto riguarda i passeggeri, Questo è stato detto in mille lingue, anche se lei ha tentato in qualche modo di difendere con dei dati che credo esamineremo meglio, ma anche perché praticamente la continuità territoriale diciamo nei mezzi, dei trasporti, delle merci praticamente non l'abbiamo ancora vista, questa maggioranza non l'ha ancora affrontata, quindi io credo che ci sia una situazione veramente che debba far preoccupare questo Consiglio regionale e tutti i sardi proprio perché praticamente io credo che noi abbiamo sbagliato su tutti i fronti.
Ma io credo che a monte di tutta questa situazione il vero problema stia nella presunzione del Presidente della Giunta regionale, anche della Giunta stessa, quando praticamente, ad un certo punto, ci si è intestarditi dicendo che questo governo regionale, che la Regione Sardegna non aveva più bisogno dell'intervento da parte dello Stato.
Abbiamo commesso lo stesso errore che stanno commettendo adesso per quanto riguarda le entrate e caricandoci sulle spalle il discorso della sanità e del trasporto locale, io credo che fra un paio d'anni noi piangeremo gli stessi errori che abbiamo fatto a suo tempo, io credo che invece quella scelta che è stata fatta a suo tempo, dal Presidente della Giunta regionale e dalla Giunta, vada rivista perché lo Stato non può lavarsene le mani di una situazione come questa. Noi nella contrattazione con lo Stato, nel rapporto che noi dobbiamo avere con lo Stato, dobbiamo iniziare a mettere dentro anche questo perché io credo…
PRESIDENTE. Grazie onorevole Ladu. Colleghi, piacerebbe a questa presidenza l'attenzione di tutti quelli che sono presenti in aula. Io non uso utilizzare altri strumenti ma mi sembra che segnali ne ho dato abbastanza, vi prego per gentilezza di rispettare quelle che sono le regole di questa importante Assemblea.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Il tempo, sarò telegrafico. Assessore, io credo che un giorno o l'altro dimenticheremo questa politica dei numeri dati così, che lasciano ben poco alle risposte e alle domande che sono state poste. Scadenza 2003, la stupidità della Giunta nel 2003, per onestà intellettuale doveva sicuramente concludere il suo ragionamento, se non in malafede, ripeto se non in malafede, ripeto se non in malafede, che nel 2003 scadeva la convenzione, perciò c'è stato un rinnovo a costo zero da parte dello Stato e una proroga di un anno fino al 2004. Io credo che questo lei potrà riscontrarlo e verificarlo, già da allora però le ricordo che i suoi amici, qui alla mia destra, per due anni hanno continuamente proposto mozioni, interrogazioni e interpellanze, chiedendo come mai la Regione non compartecipava con fondi propri a quanto lo Stato dava per la continuità territoriale. Per due anni.
Nei vostri due anni non avete messo invece una "lira" di partecipazione alla continuità territoriale con i fondi regionali. Altra cosa, le nuove rotte, enunciate nella mozione, richiamate nella mozione e quelle non richiamate nella mozione, enunciate sulla stampa, ma non sempre la stampa dice la verità anche se virgoletta le dichiarazioni dell'Assessore, che non sono partite e non sono entrate in esercizio, come mai non ha dato nessuna risposta su queste? Andava bene allora enunciarle? Adesso va male negarle invece? Preferisce ripetere cinque o sei volte la stupidità degli altri, senza riconoscere una volta la propria.
Così quei 30 miliardi dello Stato per la continuità territoriale merci dove sono e che fine faranno? Se nella continuità territoriale merci non avete fatto un briciolo di azione per portarla a termine, e sa benissimo che richiedevano anche la partecipazione della Regione, che non c'è stata, e rischiamo seriamente di perdere anche i 30 miliardi concessi dallo Stato per la continuità territoriale merci.
Così come dimentica che probabilmente, come tutti sanno, paghiamo un terzo in più delle tariffe rispetto al passato, così come, continuo a dire, la qualità e il servizio percepito sui trasporti non è sicuramente quello che ha descritto lei, il servizio percepito dai cittadini sardi che difficilmente trovano posto in aereo e il sottoscritto è uno di questi.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli. Ha domandato di parlare il consigliere Giorico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GIORICO (Gruppo Misto). Pur convivendo qualche parte della mozione sulla continuità territoriale, dichiaro il mio voto di astensione per coerenza con la mia appartenenza politica. Rispetto ai nodi fondamentali della crescita e dello sviluppo della Sardegna bisogna stare più attenti e incisivi, d'altra parte ho presentato da molto tempo un'interrogazione per la Ryan air Alghero-Ciampino alla quale non non ho avuto ancora risposta.
Grazie, spero di averla quanto prima.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Giorico. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PETRINI (F.I.). Grazie Presidente, volevo rivolgere solo una domanda all'Assessore, un po' di tempo fa le avevo chiesto per i disabili che non potevano volare più al massimo di sette sui vettori, ho chiesto il suo interessamento, non si è interessato abbastanza, oppure la Regione Sardegna ritiene che questa categoria di persone, forse non…, siccome sono abbastanza poche, non c'è spazio per interessarsi. Io le ricordo Assessore che questi ragazzi massimo possono volare in tre ogni volo, le ricordo che in Sardegna ci sono esattamente 26 squadre di disabili, ogni squadra è composta da 12 persone, devono viaggiare un giorno prima per poter viaggiare in aereo, solo questo le avevo chiesto, non ha fatto abbastanza per questa categoria di cittadini più deboli degli altri, dunque io glielo voglio ricordare, se, quando dovrà fare qualcosa per completare i voli veramente per dire ai sardi finalmente abbiamo fatto qualcosa, si ricordi anche di queste persone. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Petrini, le devo dire che le domande all'Assessore andavano poste durante la discussione, quindi avrà modo l'Assessore di risponderle in un momento diverso da quello nel quale siamo.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Ma io non sono intervenuto nel dibattito però poi alla fine qualche cosa la voglio dire sul problema in sede di dichiarazione di voto perché non si può presentare una mozione così impostata e argomentata come abbiamo sentito. Insomma, pare che ci siamo dimenticati che prima della continuità territoriale, e lo voglio ribadire anch'io, l'onorevole Floris non può non saperlo e Vargiu e tutti noi… che è la stessa continuità che è stata bandita, che è stata realizzata con la Giunta Floris, è la stessa continuità! Ecco, prima che questa forma, che abbiamo ancora oggi fosse in essere, ci siamo dimenticati che per andare a Roma pagavamo 650 mila lire e per andare a Milano 700, e così via. Beh, insomma, certo che le cose non funzionano come tutti vorremmo, però da qui a dire che la continuità è fallita, è sepolta, non è così! Non è così! Io credo che questo sia un punto su cui dobbiamo avere un minimo di serenità e di onestà intellettuale, questo è un problema che riguarda tutti. Io credo che ciascuna forza politica, presente in quest'Aula, abbia dato un contributo per realizzare questa grande conquista, che va migliorata.
Però a me ha meravigliato anche un'altra cosa che nessuno abbia detto che il Governo Berlusconi, non solo non ha favorito il superamento di questa fase di transizione, ma ha allungato e ha tolto tutte le risorse disponibili per la nostra continuità, nessuno l'ha detto, però, abbiate pazienza! E con le lungaggini, che tutti conosciamo, ha fatto sì che questa fase di transizione non sia ancora conclusa, perché la proposta, che la Giunta di centrosinistra attualmente in carica, ha avanzato, introduce un cambiamento profondo, un miglioramento sostanziale dell'attuale situazione allargando i collegamenti ai centri più importanti del nostro Paese. Quindi, creando le premesse per un superamento di molte disfunzioni che ci sono.
Poi, nessuno ha sottolineato l'atteggiamento gravissimo di Alitalia che non può essersi dimenticata di presentare le offerte, ha deliberatamente agito per affossare la continuità territoriale! Questa è la verità! E certamente non l'ha fatto senza che ci fosse qualche connivenza politica di alto livello. Molti dei disservizi e dei ritardi nel periodo giugno e luglio sono dovuti proprio a questo comportamento di Alitalia!
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sanna.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, io farò un intervento brevissimo Assessore e lo faccio facendo insieme a lei, in questo momento, e insieme a tutti i colleghi, una telefonata. Facciamo tutti insieme adesso il numero verde 892928, facciamolo insieme, io metto il viva voce…
PRESIDENTE. Onorevole Pisano, adesso dichiariamo il nostro voto, non facciamo esperimenti. La prego onorevole Pisano.
DEDONI (Riformatori Sardi). E' una dichiarazione di voto.
PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, guardi io voglio dichiarare il mio voto in funzione di questa risposta telefonica e, quindi, le posso già dire che facendo questo numero verde, che tra l'altro è a pagamento, e che è il numero verde della Meridiana, ho finito di chiamare adesso, non c'è posto per Roma domani mattina; se uno di noi vuole andare, non c'è posto né sul primo volo né sul secondo volo, solo alle 10 e 30 trovo posto. Il che significa che è dimostrato, in maniera abbastanza evidente, che noi oggi siamo isolati, che domani mattina per poter arrivare a Roma non c'è possibilità alcuna, Assessore. Questo dimostra che è morta e sepolta la continuità territoriale alla quale faceva cenno poco fa il nostro caro collega!
PRESIDENTE. Mi dica anche come vota onorevole Pisano.
PISANO (Riformatori Sardi). Io voterò a favore della mozione e naturalmente sono vivamente contrario alle affermazioni che ha fatto l'Assessore qui in Aula.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Pisano.
Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Presidente, Assessori e colleghi, brevemente, per quanto è possibile, per dimostrare tutto il mio disappunto per come il tema della continuità territoriale è stato tenuto in considerazione dalla Giunta. Io, l'anno scorso, ho avuto la vicissitudine personale, che ho ritenuto di non portare alla conoscenza dei cittadini sardi, non perché l'argomento non fosse importante, fosse successo a un qualsiasi altro cittadino, ma per non sfruttarlo a fini personali, ma oggi voglio dirlo in Aula. Ebbi l'occasione di andare in Francia in vacanza, come mi capita spesso, e di rientrare dalla tratta di Marsiglia-Porto Torres, la nave che doveva venire a prendermi non si è presentata, casualmente, sono arrivato in porto in anticipo e, casualmente, sono venuto a sapere che mi doveva prendere un'altra nave che partiva con due ore di anticipo e che mi ha sbarcato non a Porto Torres, ma a Propriano e ho dovuto attraversare, con la mia auto, tutta la Corsica, perché anche questa è continuità territoriale, e venire in Sardegna. Ci sono state tante rimostranze, non mi risulta che queste rimostranze, a livello istituzionale, si siano tradotte in provvedimenti di ritorsione o comunque a difesa dei cittadini sardi per cose future.
Mi è capitato quest'anno, per la prima volta, di non riuscire ad andare alla direzione nazionale del Partito per impossibilità a trovare il volo non solo per l'andata ma non avere neanche la certezza, se fossi riuscito a partire, di rientrare il giorno dopo, non dico il giorno ma il giorno dopo, in Sardegna. Beh, penso che questa non possa essere definita una continuità territoriale.
Assessore, in Spagna quando i treni arrivano con cinque minuti di ritardo, dicasi cinque minuti, rendono l'intera quota del biglietto ai cittadini spagnoli. Allora, io non sono riuscito a partire, questa volta, a Roma perché? Perché si cancellavano i voli, con una scusa di un guasto, e si partiva col volo successivo a carico pieno, perché la società che gestiva il trasporto in continuità territoriale non si voleva sobbarcare l'onere di viaggiare con l'aereo mezzo vuoto, e quindi partivano anziché due aerei ne partiva uno. Ecco perché il 40 per cento, se le sembra poco, dei voli partivano in ritardo, per questo scherzo praticato dalla compagnia. Non avete difeso i diritti dei cittadini sardi ad avere un numero di voli sufficienti per partire, ecco perché voterò a favore di questa mozione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Liori. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Sì, signor Presidente, per comunicare una mia astensione, nel voto finale della mozione, per i motivi che ho già detto durante il mio intervento. Ma anche per dire che c'è un'imprecisione intanto nelle dichiarazioni dell'Assessore quando si riferisce alla Giunta del 2003, che ha soltanto spostato e prorogato di un anno la gara d'appalto convinta di possedere, non c'ero io Presidente della Giunta, ma lo dico per amore della verità; seconda cosa inviterei il Presidente del Consiglio, la maggioranza e la Giunta a cassare il contenuto dell'articolo 102 della finanziaria dello Stato che fa decadere completamente la continuità territoriale. Perché non esiste più con quella norma finanziaria, è stata fatta con norma finanziaria, se inseriamo che la continuità territoriale è a carico del bilancio della Regione noi stiamo facendo discorsi inutili. O abbiamo il senso di quello che stiamo dicendo quando affermiamo queste cose qui, oppure la disattenzione e il menefreghismo del Presidente vuol dire che questa maggioranza e questa Giunta se ne infischia della continuità territoriale e vuole che i sardi, non avendo più messo neanche i soldi della Regione, continuino ad avere quel sistema di trasporti che avevano prima della continuità territoriale. Se no non stiamo parlando di niente! Guardate, con la cosa che ci ha portato Soru ieri, la continuità territoriale viene a carico della Regione Autonoma della Sardegna, siccome lui non vuole mettere una lira per questo settore, vuol dire che noi stiamo annullando la continuità territoriale. Se no in sede parlamentare tutti ci dobbiamo adoperare perché almeno quello venga cancellato e rimanga il principio della continuità territoriale.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Floris.
Non ho altri iscritti a parlare, vi chiedo scusa, dovevo farlo prima, ma evidentemente non è finito ancora il mio tirocinio, è stato presentato un ordine del giorno a firma dell'onorevole Lai e di tutti i Capigruppo del Consiglio regionale. Seppure l'ordine del giorno, dal punto di vista puramente formale non risponda agli aspetti regolamentari che sono previsti, perché deve essere connesso alla materia che si discute, mi sembra che trattandosi di un ordine del giorno sul rapimento di Giovanni Battista Pinna possiamo non solo discuterlo ma anche votarlo se non ci sono, naturalmente, osservazioni da parte di nessun consigliere.
(Si riporta di seguito il testo dell'Ordine del Giorno numero 1:
Ordine del Giorno Lai - Marrocu - Biancu - La Spisa - Atzeri - Porcu - Capelli - Licheri - Balia - Artizzu - Vargiu - Ladu - Caligaris sul rapimento di Giovanni Battista Pinna.
IL CONSIGLIO REGIONALECONSIDERATO che il 19 settembre 2006 si è consumato nelle campagne di Bonorva in località Monte Frusciu il sequestro di Giovanni Battista Pinna;
CONSIDERATO altresì che si tratta di un fatto e di un reato che da molti anni non si verificava nell'Isola e che appariva lontano anche nella memoria di tutti i sardi;
VALUTATO che si tratta di un delitto tra i più odiosi perché priva della libertà il singolo e lo tiene lontano dalla famiglia, aggiungendo alla violenza personale quella alla famiglia e alla comunità di appartenenza;
VALUTATO inoltre come questo sequestro abbia toccato profondamente la comunità bonorvese e quella sarda più in generale che si sono strette intorno alla famiglia della vittima;
TENUTO CONTO che la magistratura, gli inquirenti e le forze dell'ordine stanno operando con il più alto scrupolo e profondendo il massimo impegno per individuare i colpevoli di questo crimine e liberare l'ostaggio;
tutto ciò premesso,
esprime
solidarietà alla famiglia di Giovanni Battista Pinna ed a tutta la comunità bonorvese,
si impegna
a porre in essere tutte le iniziative che possano facilitare la positiva conclusione del rapimento di Giovanni Battista Pinna. (1).)
PRESIDENTE. Quindi, subito dopo il voto sulla mozione voteremo quest'ordine del giorno se siamo d'accordo.
Metto in votazione la mozione numero 92.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Per la richiesta della votazione con scrutinio elettronico palese.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Votiamo con la votazione elettronica palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico della mozione numero 92.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Manca ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Capelli - Contu - Dedoni - La Spisa - Ladu - Liori - Moro - Murgioni - Petrini - Pisano - Randazzo Alberto - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uras.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Floris Mario - Giorico - Pittalis.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 52
astenuti 4
maggioranza 27
favorevoli 14
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'esame dell'ordine del giorno numero 1. C'è qualche collega che intende illustrarlo? Si dà per illustrato.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Sull'ordine dei lavori, signor Presidente.
MARROCU (D.S.). Siamo in votazione.
PISU (R.C.). Ah, sì.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'ordine del giorno numero 1, lo metto in votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, io non voglio addentrarmi nell'illustrazione, mi sembra abbastanza chiaro l'Ordine del Giorno, però volevo giustificare la mia firma su quest'Ordine del Giorno e il senso che do alla partecipazione a quest'Ordine del Giorno che non vuol essere un semplice atto formale, soprattutto per quando si dice nell'impegno che il Consiglio regionale assume di porre in essere tutte le iniziative che possano facilitare le positiva conclusione del rapimento di Giovanni Battista Pinna.
Bene, io rispetto profondamente il dramma di questa famiglia ma non posso mancare di sottolineare che questa recrudescenza di questo efferato delitto deve essere esaminata con più serietà di un semplice Ordine del Giorno da parte del Consiglio regionale.
Non è il classico Ordine del Giorno che non si nega nessuno, non può essere solo un Ordine del Giorno che ci libera la coscienza con un voto sicuramente unanime di quest'Aula. Credo che gli atti che il Consiglio regionale può porre in essere debbano essere atti legislativi che eliminino radicalmente i motivi già noti alla società sarda, alle varie commissioni che si sono occupate di questo drammatico delitto, e per le quali sicuramente la politica non ha ancora oggi dato le risposte adeguate. E quest'Aula, ieri ed oggi, non ha dato delle risposte adeguate.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è un parere favorevole e colgo l'occasione per ricordare, come faceva l'onorevole Capelli, che su questi temi c'è una ricca elaborazione da parte di questo Consiglio regionale e che quindi la necessità di un dibattito e di un confronto approfondito su un tema come questo, sulla recrudescenza di uno dei delitti più odiosi che hanno segnato la storia della nostra regione, sia un'esigenza quanto mai sentita e quanto mai opportuna, affinché su un problema come questo, sulla recrudescenza di un delitto come questo, si possano mettere in atto tutte le iniziative atte a scongiurarlo e a stroncarlo. Penso quindi che l'esigenza che è stata posta, la proposta che è stata fatta, di un confronto e di un dibattito sulle nuove frontiere della criminalità in Sardegna, nella ricca tradizione che questo Consiglio regionale ha maturato in tutti questi anni, possa essere utile affinché, appunto, questo delitto non abbia più a ripresentarsi.
MARROCU (D.S.). E non è certo il malessere che giustifica queste cose!
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Bene, come è nella memoria di tutti i colleghi... onorevole Pisu, su che cosa?
PISU (R.C.). Sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare consigliere Pisu. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Io volevo, signor Presidente, colleghi consiglieri, dire che avevamo all'ordine del giorno una mozione urgente da discutere sul Trenino Verde, perché c'era bisogno di una posizione unitaria e di indirizzo del Consiglio regionale. Questo in virtù del fatto che il 9 di ottobre, cioè tra pochi giorni, si sospenderà il servizio del Trenino Verde sulla tratta Isili-Sorgono e 37 lavoratori verranno trasferiti dalle zone interne nella zona di Cagliari, accentuando così lo spopolamento. Si tratta soprattutto di donne, con 500 euro al mese...
PRESIDENTE. La prego, sull'ordine dei lavori. Non introduca argomenti di merito, non è il momento.
PISU (R.C.). ... si autolicenzieranno. Per cui io propongo che sia invertito l'ordine del giorno dal momento che sono presenti in aula i Capigruppo e c'è presente anche l'Assessore dei trasporti. Siccome penso che in dieci minuti, un quarto d'ora, si potrà discutere questo problema, o dare per illustrato, e si possa passare tranquillamente ai voti, in modo che il Consiglio regionale faccia il suo dovere e questi lavoratori abbiano una risposta subito, immediata.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisu. Onorevole Vargiu, su che cosa?
VARGIU (Riformatori Sardi). Sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Non è obbligatorio intervenire tutti sull'ordine dei lavori, onorevole Vargiu.
VARGIU (Riformatori Sardi). Infatti, è facoltativo.
PRESIDENTE. Sì, voleva anche il Presidente dire quali erano le determinazioni della Conferenza dei Capigruppo, se posso.
VARGIU (Riformatori Sardi).Certo, io mi iscrivo per dopo.
PRESIDENTE. Volevo ricordare, appunto, stavo dicendo prima, a tutti i colleghi che la previsione della programmazione dei lavori per ieri e per oggi voleva, nelle intenzioni della Conferenza dei Capigruppo, concludere l'esame dell'ordine del giorno proposto, naturalmente, però si era anche detto - mi sembra di ricordare, penso di ricordare bene - che comunque alle 20 e 30 di questa sera, cioè al termine della giornata di lavori, i lavori si concludevano e il Consiglio veniva riconvocato quando la Conferenza dei Capigruppo lo deciderà.
Ovviamente l'Aula ha facoltà di decidere diversamente se qualcuno lo propone, c'è una proposta dell'onorevole Pisu che propone di modificare l'ordine del giorno e di discutere la mozione sul cosiddetto Trenino Verde, per cui se c'è la volontà dell'Aula la discutiamo.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io farei sommessamente notare che quando il presidente Soru disse, in Conferenza dei Capigruppo, in quest'auletta, alla presenza del presidente Spissu, che vi era l'urgenza da parte della Giunta di rendere dichiarazioni all'Aula su un tema importantissimo, da parte mia ci fu la considerazione che all'attenzione dell'Aula c'erano altri temi estremamente importanti di cui si manifesta l'urgenza della trattazione. Nel senso che, il collega Pisu e l'intera Aula capiranno bene, che c'è un'esigenza posta dalla minoranza, che non riguarda 37 posti di lavoro persi ma un unico posto di lavoro perso all'interno della Giunta regionale però un posto di lavoro importante come riferimento per l'intera Sardegna, di cui si dovrebbe discutere nell'immediato, nel senso che si dovrebbe discutere quando il problema cade; perché se discutiamo i problemi politici che si creano all'interno di questo Consiglio regionale e nei rapporti tra Giunta e Consiglio alcuni mesi dopo che le cose sono successe, viene meno il carattere di urgenza della mozione. Colleghi, viene meno quell'impegno della minoranza che voi richiedete anche attraverso la presenza in aula - giustamente - durante le mozioni prospettate dalla minoranza. Ma se questo Consiglio alle mozioni d'urgenza non conferisce più nessuna importanza e nessun ruolo, insomma, è evidente che non ci crediamo noi non ci credete voi, sostanzialmente cessano le occasioni di discussione all'intero il Consiglio e, ripeto, la garanzia della minoranza di poter essere presente nel dibattito politico non è un problema della minoranza, è un problema dell'intero sistema. Quindi io, Presidente, chiederei, rispettando le esigenze del presidente Soru che deve rendere dichiarazioni, ma rispettando anche le esigenze dell'Aula e della minoranza che ha necessità di discutere al più presto di un problema politico (non " a babbo morto"), chiederei che di questo si tenesse conto, così come si tiene conto dell'esigenza del collega Pisu e che quindi il Consiglio, o continui stasera, ma è assente il Presidente, o venga riconvocato al più presto nella mattinata di domani.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Onorevole Sanjust, su che cosa?
SANJUST (F.I.). Io, preliminarmente, cioè prima di eventualmente dare una risposta che potrebbe essere negativa alla domanda che ha fatto l'onorevole Pisu, volevo chiedere all'Assessore se era vero, se era a conoscenza del fatto, che il Ministro abbia rinviato di tre mesi la chiusura della tratta e il trasferimento dei dipendenti, perché a questo punto…
PRESIDENTE. Onorevole Sanjust sta parlando, perché cosa? Mi scusi. Non introduca argomenti ulteriori a quelli già abbondanti che ci stanno angosciando!
SANJUST (F.I.). Presidente, scusi, il discorso è questo, verrebbe meno la pregiudiziale dell'onorevole Pisu sull'urgenza della discussione oggi della mozione, io non avrei niente in contrario a discuterla, ma a me risulta che invece sia stato rinviato tutto di tre mesi, chiedo all'Assessore se è vero o meno.
PRESIDENTE. Bene mi sembra che la conclusione delle cose stia nelle considerazioni che hanno fatto i colleghi che sono intervenuti, io penso che sia vero quello che diceva l'onorevole Vargiu, però all'onorevole Vargiu, che fa osservare il rispetto delle regole, ricordo anche che la Conferenza dei Capigruppo ha stabilito un ordine del giorno e un tempo per esitarlo, ovviamente, ovviamente, ovviamente in tutto questo c'è un auto regolamentazione del dibattito e della discussione che non è consuetudine di questo Consiglio, se forse ci abitiamo a stabilire, onorevole Dedoni mi fa concludere per gentilezza? Non sia impaziente, non sia impaziente, non sia impaziente. Evidentemente se si stabiliscono delle procedure, dei metodi di lavoro e la temporalizzazione di questi tempi di lavoro, e si concordano tutti, si dovrebbe anche trovare il modo, io spero che le esperienze che stiamo facendo, e che sono state da molte giudicate negativamente, io permettetemi, mi associo a questo, perché il dibattito in Aula, onestamente, in qualche circostanza in qualche momento sta diventando difficile da seguire e da essere a livello di un consesso come l'Assemblea legislativa della Sardegna. Per cui prendiamo tutti esempio dalle cose che stanno succedendo, regoliamoci di conseguenza, e io penso che avremmo un frutto migliore del nostro lavoro tutti. Con questo i lavori del Consiglio si concludono oggi, la Conferenza dei Capigruppo stabilirà come proseguiranno i lavori. Grazie buonasera.
La seduta è tolta alle ore 21 e 08.
Allegati seduta
CCXL Seduta
Martedì 3 ottobre 2006
Presidenza del Vicepresidente Secci
La seduta è aperta alle ore 16 e 41.
CHERCHI OSCAR, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del venerdì 15 settembre 2006 (234), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Sanciu ha chiesto congedo per la seduta pomeridiana di martedì 3 ottobre 2006.
Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione Rassu sulla soppressione dell'Istituto di incremento ippico della Sardegna e della paventata dismissione dell'ippodromo di Chilivani e dell'azienda Tanca Regia". (160)
(Risposta scritta in data 2 ottobre 2006)
"Interrogazione Floris Vincenzo sulla situazione in cui si trovano un gruppo di borsisti e convenzionati dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna". (190)
(Risposta scritta in data 2 ottobre 2006)
"Interrogazione Balia - Marrocu - Biancu - Atzeri - Pinna - Licheri - Cachia sulle quote d'ingresso di lavoratori extracomunitari in Sardegna". (239)
(Risposta scritta in data 2 ottobre 2006)
"Interrogazione Dedoni sulla grave crisi del settore agricolo con particolare riferimento alle spese che gli operatori agricoli sostengono nei confronti dei Consorzi di bonifica". (317)
(Risposta scritta in data 2 ottobre 2006)
"Interrogazione Sanciu sui tempi di esecuzione dei lavori di realizzazione del Porto turistico di Cannigione (Arzachena)". (330)
(Risposta scritta in data 2 ottobre 2006)
"Interrogazione Rassu sull'avviso di gara bandito dall'Istituto di incremento ippico per la dismissione di alcuni soggetti equini ed asinini di cui alle delibere commissariali 32/05 e 38/05, sul futuro dell'Ippodromo di Chilivani e sulla campagna di fecondazione per il cavallo anglo-arabo sardo per l'anno 2006". (397)
(Risposta scritta in data 2 ottobre 2006)
"Interrogazione Cuccu Giuseppe sulle gravi motivazioni che costringono i dipendenti dell'ERSAT a occupare, dal 25 gennaio, la sede dell'ente regionale in Cagliari". (452)
(Risposta scritta in data 2 ottobre 2006)
"Interrogazione Cherchi Silvio - Calledda - Lai sul mancato insediamento del comitato di coordinamento regionale per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro". (469)
(Risposta scritta in data 2 ottobre 2006)
"Interrogazione Sanjust sul procedimento di recupero delle progressioni professionali del personale dell'ERSAT". (472)
(Risposta scritta in data 2 ottobre 2006)
"Interrogazione Caligaris sull'inserimento negli organici della Regione delle figure professionali impegnate nel Centro tutela e restauro dei beni librari". (555)
(Risposta scritta in data 2 ottobre 2006)
"Interrogazione Scarpa sulla mancata erogazione di acqua potabile a centinaia di famiglie ed agricoltori della Nurra in presenza di una condotta regolarmente realizzata e posta in pressione e sulla contestuale quadruplicazione del costo dell' acqua potabile fornita mediante autobotte". (567)
(Risposta scritta in data 2 ottobre 2006)
"Interrogazione Cassano sulle procedure del concorso interno all'Ente regionale di sviluppo e assistenza tecnica in agricoltura (ERSAT) per l'accesso al livello economico iniziale della categoria D, area amministrativa e area tecnica". (570)
(Risposta scritta in data 2 ottobre 2006)
"Interrogazione Amadu sulla necessità di accelerare le procedure di approvazione del progetto preliminare della SS n. 131 "Macomer - Sassari", tratto gallerie del Mascari, per superare lo stato attuale di pericolosità". (577)
(Risposta scritta in data 2 ottobre 2006)
"Interrogazione Vargiu sulla difesa delle spiagge sarde". (588)
(Risposta scritta in data 2 ottobre 2006)
"Interrogazione Floris Mario - Cherchi Oscar sulla "linea di impostazione concordata con gli organi del Ministero per i beni e le attività culturali" del Piano paesaggistico regionale". (605)
(Risposta scritta in data 2 ottobre 2006)
ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (92)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 92, primo firmatario l'onorevole Vargiu, che non mi sembra sia in Aula, e considerata anche la presenza abbastanza limitata dei consiglieri sospendo i lavori sino alle ore 16 e 55. Grazie.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 43, viene ripresa alle ore 16 e 55.)
PRESIDENTE. Bene, possiamo riprendere i nostri lavori.
L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 92, sulla disastrosa situazione dei collegamenti aerei tra la Sardegna e il continente, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento, primo firmatario l'onorevole Vargiu, che ha facoltà di illustrare la mozione per 20 minuti.
(Si riporta di seguito il testo della mozione:
Mozione Vargiu - La Spisa - Capelli - Artizzu - Ladu - Farigu - Amadu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Pisano - Sanciu - Licandro - Cassano - Petrini - Dedoni - Contu - Rassu - Gallus - Lombardo - Sanjust - Biancareddu - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Milia sulla disastrosa situazione dei collegamenti aerei tra la Sardegna e il continente, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.
IL CONSIGLIO REGIONALECONSIDERATO che:
- nel corso dell'intera estate le notizie quotidianamente riportate dai mezzi di informazione sui collegamenti aerei tra la Sardegna e il continente hanno riportato una situazione di generale disservizio davvero grave e preoccupante;
- nel corso dell'intera estate si è registrata un'infinita sequela di episodi negativi legati a ritardi e cancellazioni dei voli aerei, accompagnata dalla assoluta carenza delle strutture aeroportuali di supporto, da grossolani limiti nell'informazione e nella assistenza ai passeggeri da parte del personale delle compagnie, da veri e propri atti di scortesia nei confronti dei malcapitati utenti;
- lo scadimento della qualità dei servizi di accoglienza penalizza ancor più le fasce disagiate, in particolare gli anziani e i disabili, per i quali ogni spostamento diventa sempre difficile;
- tale situazione riporta ad una condizione di precarietà del trasporto aereo che si considerava ormai dimenticata, che crea infiniti problemi ed incertezze in tutti i cittadini sardi che devono spostarsi dall'Isola, ma crea anche un'insopportabile condizione di aleatorietà per tutti coloro che devono raggiungere la Sardegna per qualsiasi motivo;
- l'intera economia della Sardegna rischia di essere condizionata pesantemente dall'attuale situazione di caos nei trasporti che, in breve tempo, tende a creare nell'utenza turistica la ragionevole aspettativa di sempre nuovi e imprevedibili disagi che, inevitabilmente, finirebbe col condizionare negativamente i flussi turistici verso la Sardegna orientandoli, almeno in parte, verso destinazioni meno avventurose;
- la situazione di precarietà del trasporto aereo sardo coinvolge anche le compagnie low cost, al punto che appare ormai assodata la volontà della compagnia Easy Jet di abolire le proprie rotte di collegamento con l'Inghilterra (Cagliari-Londra e Olbia-Londra), sin dal prossimo 1° ottobre;
- il sostanziale fallimento dei tentativi della Regione Sardegna di supportare i collegamenti a basso costo delle compagnie aeree tradizionali (Air Nostrum e Meridiana, strutturalmente inadatte a garantire tale tipo di servizio) dallo scalo di Cagliari per le destinazioni di Madrid, Barcellona e Parigi;
- non risulta sia mai partito il collegamento con Mosca (pure ampiamente annunciato) che, se organizzato in maniera tale da garantire costi e frequenze adeguate, potrebbe consentire il raggiungimento della massa critica necessaria per aprire alla Sardegna nuovi e interessanti mercati di sviluppo economico e turistico;
- lo stesso ENAC pare avere recepito tale situazione di grave disservizio, al punto da aver deciso la sospensione dell'attivazione dei contratti che dovrebbero garantire operatività alla gara relativa alle nuove dieci rotte onerate, rimandandone 1'avvio alla fine dell'estate, proprio quando esse sono paradossalmente meno utili alla comunità sarda;
- per contro, ad oggi l'ENAC non applica per intero le sanzioni contro le compagnie previste in caso di inadempienza contrattuale; in particolare, non appare attivato il sistema di penali, previsto dal regime contrattuale (soltanto Air One è stata multata per somme peraltro pressoché simboliche), che rappresenta l'unico deterrente finalizzato a garantire la qualità del servizio e la puntualità dei voli, ma anche (con l'attuale disservizio) un costo probabilmente insopportabile per le compagnie;
- nessun miglioramento della situazione è atteso nei prossimi mesi in quanto l'accordo di code sharing tra Meridiana e Alitalia è destinato a scadere il 30 settembre, con conseguente ulteriore riduzione del numero delle tratte;
- il fallimento dei collegamenti senza oneri delle rotte Cagliari-Roma e Cagliari-Milano è sotto gli occhi di tutti e rischia di compromettere l'intera economia turistica (e non solo) della Sardegna, mentre il sistema di oneri di servizio sulle altre 10 rotte è gia stato rinviato dall'ENAC prima ancora di iniziare l'operatività e sulla sua legittimità pende la procedura di infrazione già avviata dall'Unione europea;
- nel mese di luglio scorso, la stessa Autorità nazionale garante per la concorrenza ha ammonito il Ministero dei trasporti sulla inopportunità di un sistema di continuità territoriale sarda che si configura di fatto come un'inopportuna chiusura a qualsivoglia forma di concorrenza tra i vettori;
- appare pertanto evidente la necessità urgente di abbandonare il sistema degli oneri di servizio per passare a quello degli aiuti sociali, che prevede la possibilità per tutte le compagnie di aderire allo schema di convenzione proposto dalla Regione, stimolando gli elementi concorrenziali all'interno del sistema e garantendo la funzione di controllo della qualità del servizio da parte della Regione;
- per garantire, con il sistema degli aiuti sociali, la mobilità dei passeggeri sardi/anno basterebbe aggiungere agli attuali finanziamenti altri 20 milioni di euro, che potrebbero essere garantiti in quota parte dalla Regione e dallo Stato;
- qualora la Regione Sardegna individuasse l'incremento degli accessi come obiettivo strategico per il proprio sviluppo economico e turistico e volesse pertanto estendere il sistema degli incentivi anche ai non residenti, con soli 15 milioni di euro aggiuntivi si potrebbe pensare di estendere a tutti il sistema delle facilitazioni,
impegna il Presidente della Regione
- a chiedere all'ENAC l'annullamento dei contratti con le compagnie, relativi alle rotte per Roma e per Milano, per gravi inadempienze contrattuali delle compagnie stesse;
- ad attivare tutte le procedure necessarie perché i collegamenti aerei tra la Sardegna e il continente siano regolati attraverso il sistema degli aiuti a carattere sociale connessi ai singoli consumatori, previsti dal comma 2 dell'articolo 87 dell'Accordo dell'Unione, che meglio garantisce gli interessi complessivi dei sardi;
- ad attivare tutti i necessari contatti con le compagnie perché sia possibile un accordo tra le parti che consenta di garantire la qualità e l'efficienza del servizio nella fase di transizione tra i due sistemi;
- ad attivare ogni possibile contatto con le compagnie low cost, finalizzato al potenziamento dei collegamenti da e per la Sardegna, garantiti da tale tipo di vettore;
- a predisporre in tal senso, d'intesa con le principali compagnie low cost interessate alle rotte sarde, un progetto complessivo di rafforzamento delle reti infrastrutturali e di supporto logistico ai servizi aeroportuali e territoriali, che consenta la migliore competitività degli aeroporti sardi e incentivi la recettività dei territori interessati dai flussi turistici attivabili tramite il trasporto aereo a basso costo. (92).)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, quel breve rinvio che lei ha attuato quale obiettivo aveva?
PRESIDENTE. L'obiettivo molto semplice, onorevole Vargiu, di consentire ai colleghi che non si erano ancora resi conto che il Consiglio iniziava alle 16 e 30 che arrivassero in Consiglio.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, le chiederei la verifica del numero legale, allora, perché mi sembra che i colleghi non siano arrivati.
PRESIDENTE. C'è la richiesta da parte dell'onorevole Vargiu della verifica del numero legale. E' la prima votazione. Dieci minuti e riprendiamo i nostri lavori. Quindi i lavori riprendono per il voto per la verifica del numero legale alle ore 17 e 05.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 56, viene ripresa alle ore 17 e 07.)
PRESIDENTE. Se prendiamo posto, riprendiamo i nostri lavori e procediamo alla votazione col sistema elettronico per la verifica del numero legale. Prego un segretario.
(Appoggia la richiesta il consigliere Capelli.)
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
Si dà atto che la consigliera Sanna Simonetta è presente.
(Risultano presenti i consiglieri: Amadu - Atzeri - Biancareddu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Floris Mario - Frau - Giorico - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai - Licandro - Licheri - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Uras - Vargiu.)
PRESIDENTE. Sono presenti 57 consiglieri, siamo in numero legale. I lavori possono continuare regolarmente.
Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.
VARGIU (Riformatori Sardi). La ringrazio, Presidente, colleghi del Consiglio. Io credo che varrebbe forse la pena di non infierire, nel senso che varrebbe la pena di dire: "Colleghi del Consiglio, leggetevi il testo della mozione, la diamo per letta in Aula, non la illustro", nel senso che quello che c'è scritto nella mozione, purtroppo, è ciò che avete letto per mesi sui giornali sardi e continentali che si sono occupati del trasporto aereo della Sardegna, ed è quello che ha strangolato dal punto di vista dell'immagine, ma anche dal punto di vista economico, i trasporti aerei da e per la Sardegna negli ultimi mesi. Negli ultimi mesi è una concezione a sa sarda, una pariga, cioè, molti mesi. Ecco, io credo che sarebbe d'uopo che su questo problema aprissimo una riflessione, cioè, sarebbe importante che nella discussione di questa mozione, magari cercando di lasciare fuori dalla porta dell'aula le venature di polemica o le contrapposizioni di schieramento che comunque sono inevitabili, ci sforzassimo di ragionare insieme su come vanno i trasporti, almeno per quanto riguarda la parte aerea in Sardegna, e su quale sia lo stato di soddisfazione dei sardi e quindi dei loro rappresentanti in Consiglio regionale su un argomento del genere. Cioè, io non credo che sia possibile pensare che i consiglieri del centrosinistra siano soddisfatti dell'andamento del trasporto aereo in Sardegna, non credo che i consigliere regionali del centrosinistra non abbiano avuto più e più volte segnalazioni da parte di cittadini sardi che hanno pesantemente scontato il disastro del trasporto aereo in Sardegna, in particolare nel corso di quest'estate. Sono certo, perché ho letto i giornali, che autorevoli esponenti del mondo del centrosinistra, deputati, presidenti delle province, hanno avuto modo di essere coinvolti nei disservizi del settore aereo da e per la Sardegna e hanno manifestato pubblicamente la loro scontentezza per la qualità del servizio. Bisognerebbe elencare una serie di fatti che sono noti a tutti, quindi, anche l'elencazione sarebbe pleonastica, si potrebbe decidere da dove iniziare, se iniziare dal disastro delle gare aeree per la continuità territoriale, dai collegamenti per Milano e per Roma garantiti, ma usare il termine "garantiti" è ovviamente un eufemismo, da compagnie aeree che non posseggono gli aerei per poter garantire quel servizio e pertanto sono costrette, a loro volta, a noleggiare aerei da altre compagnie che spostano freneticamente da un aeroporto all'altro nella speranza di poter rendere un servizio che non incontri le penalizzazioni che l'ENAC peraltro non da, con la puntualità che i contratti a regime dovrebbero comportare, dovrebbero rendere necessarie, oppure, se vogliamo discutere delle 10 rotte aeree che, ad oggi, non sono attivate e non sono attivate perché c'è stata una sospensiva visto che, sostanzialmente, le stesse compagnie aeree che non riuscivano a garantire collegamenti per Roma e per Milano avrebbero dovuto garantire altre rotte, non si sa con quali aeromobili e non si sa con quali garanzie per i cittadini sardi. Il modello di continuità territoriale è un modello fallimentare, ad oggi è indifendibile, ma non è indifendibile politicamente è indifendibile nei fatti, nel senso che, ad oggi, questo modello di continuità territoriale non funziona, non funziona perché lo vediamo noi stessi quotidianamente che non funziona, subiamo noi quotidianamente i disservizi del malfunzionamento, l'impossibilità di partire nei weekend, la necessità di dover prenotare con mesi e mesi d'attesa per poter avere la certezza di un volo di andata e di un volo di ritorno, una cosa intollerabile per un'Isola che è intorno al mare. Se noi stessimo parlando del disservizio di Roma o di Milano sarebbe un disservizio grave, ma parlando del disservizio in Sardegna stiamo parlando di un disservizio insostenibile, intollerabile. A fianco alla continuità territoriale il problema del low cost, ad oggi abbandona le rotte per la Sardegna una delle compagnie low cost che garantiva gli aeroporti della Gran Bretagna, del Regno Unito. Altra tragedia, nel senso che è la mancanza di un collegamento sul quale noi avevamo investito nella speranza di un rafforzamento di flussi turistici che provengono dal Regno Unito, anche su questo la nebbia, nel senso che, la motivazione ufficiale è, che non esiste una massa critica di passeggeri interessati alla destinazione Sardegna. Insomma, è davvero incredibile che ci sia questa motivazione dopo un anno di attivazione del collegamento, oltretutto dopo un anno di attivazione del collegamento in cui il collegamento è andato relativamente bene. Allora, la compagnia dice che non ci sono i servizi infrastrutturali aeroportuali, beh! insomma, non si capisce perché l'aeroporto di Olbia che vale per le altre compagnie non valga per l'Easy Jet e per l'Inghilterra, e se fosse il discorso valido per l'aeroporto di Cagliari? Beh, insomma, bisognerebbe iniziare a chiedersi come mai l'aeroporto di Cagliari non ha l'infrastrutturazione circostante che può consentire questo. Probabilmente vera è un'altra considerazione, cioè che la compagnia che abbandona la Sardegna, l'abbandona perché le viene impedito di volare su rotte più remunerative che abbiano come terminale Ciampino o la Malpensa. Allora, se questo è il ragionamento anche per le low cost, è evidente che il discorso della continuità territoriale si intreccia in maniera inscindibile con il ragionamento relativo alle compagnie low cost, ed è evidente che il problema ridiventa quello più generale di come far volare i sardi e più ancora, di come far volare chi in Sardegna deve venirci per turismo, per business, per qualunque altro motivo, ed è intollerabile, che da parte della Regione ci sia un atteggiamento silenzioso quale c'è stato in questi ultimi sei mesi sugli infiniti problemi della continuità. Cioè, è impensabile che la Regione non intervenga in modo forte per spiegare ai sardi quale è il motivo per cui ci sono i disservizi e per garantire ai sardi che di disservizi non ci saranno più perché si è abbandonata la rotta, non aerea ma politica che sino ad oggi ha creato soltanto problemi e si è andati ad individuare una nuova apertura per quanto riguarda l'indirizzo da dare al potenziamento delle destinazioni. Insomma, questo ragionamento, colleghi, diventa ancora più pesante per la Sardegna nel momento in cui l'articolo 102 della legge finanziaria trasferisce alla Sardegna, non soltanto gli oneri legati al trasporto pubblico locale ma anche gli oneri per quella che, probabilmente per un errore di battitura viene chiamata "contiguità territoriale" ma che tutti quanti abbiamo inteso è "la continuità territoriale". Bene, allora, il quadro di riferimento diventa, a questo punto, ancora più grave, nel senso che noi sappiamo, perché stiamo accettandolo, che la Sardegna non vedrà più il becco di un quattrino per quella che abbiamo chiamato continuità territoriale e non sarà più neanche possibile che noi affidiamo un tavolo di contenzioso con lo Stato in cui chiediamo che ci diano delle risorse aggiuntive o esclusive rispetto a quelle che, eventualmente, abbiamo in mente di porre in campo. Da oggi in poi, se l'articolo 102 della legge finanziaria di quest'anno diventerà norma dello Stato, noi sappiamo che la Sardegna non avrà nessun aiuto per la continuità territoriale. Bene, allora, diventa ancora più urgente una risposta della classe politica ai bisogni dei sardi, bisogna che noi ci comprendiamo su quale è l'importanza che la Sardegna da alla continuità territoriale che oggi è quella del trasporto aereo passeggeri, ma poi e anche quella del trasporto misto, e poi è anche quella del trasporto navale che, comunque, scade a regime il 31 di dicembre del 2007. Cioè, dobbiamo capire se la classe politica sarda, se chi governa oggi la Sardegna pensa che il problema di spostarsi dalla Sardegna o di arrivare in Sardegna è un problema secondario e quindi va trattato e risolto, eventualmente dopo che se ne sono risolti mille altri, o se questo è un problema fondamentale per lo sviluppo economico della Sardegna e pertanto, su questo problema, è necessario porre un'attenzione che non può che essere diversa, scusate colleghi, rispetto a quella che il Governo Regionale ha avuto finora. Se noi, molti dei colleghi erano presenti anche nella scorsa legislatura, se noi torniamo indietro di un quinquennio e ripercorriamo le tappe, lo dico con assoluto rispetto per il tempo andato, di una legislatura piena di sofferenze, però, chiunque sia stato in quest'Aula nella scorsa legislatura, si ricorda quanto il problema della continuità territoriale sia stato in cima all'agenda della politica. In quest'Aula se ne è parlato spesso, spesse volte il Presidente della Regione, chiunque egli fosse, è venuto in Aula a riferire all'Aula sulla continuità territoriale, perché l'Aula nel suo complesso, maggioranza ed opposizione di allora era comunque fortemente interessata al problema e chiedeva al Presidente della Regione e all'Assessore dei trasporti, ma, in ticket, non ché l'Assessore dei trasporti venisse abbandonato e diventasse una specie di chimera che nessuno sapeva dov'era, quante volte il Presidente della Regione e il suo Assessore dei trasporti, sono venuti in Aula a riferire sull'andamento delle gare e, sul motivo per cui erano state fatte le gare in un certo modo, su quali erano le aspettative che la classe politica che governava attendeva da quelle gare e, informava puntualmente il Consiglio su eventuali problemi che fossero stati suscitati dalla Comunità Europea sulle gare stesse. Beh, insomma mi sembra colleghi, sarò lieto se voi mi potrete smentire, che lo stesso non si sia verificato in questi primi due anni e tre mesi di legislatura in cui noi abbiamo, soprattutto nell'ultimo periodo in cui è cambiato qualcosa di sostanziale, non si è più andati in regime di prorogatio in cui noi abbiamo assistito a novità sostanziali nell'ambito della comunicazione aerea, beh, mi sembra che questo non si sia verificato, mi sembra che l'Aula, dei trasporti sostanzialmente non discuta, mi sembra che il Presidente, menche mai l'Assessore dei trasporti non siano mai venuti in Aula a raccontarci come mai … nei bivacchi e negli aeroporti della Sardegna e negli aeroporti collegati con gli scali sardi, come mai alla gente veniva negato un bicchiere d'acqua durante il volo aereo, come mai i voli venissero rinviati e annullati senza che ci fosse neppure il servizio di assistenza delle compagnie in aeroporto per dare una spiegazione a passeggeri rimandati fino all'una, alle due del mattino e poi al giorno successivo senza il collegamento per la Sardegna. Ma insomma, colleghi, questa Giunta regionale, questa maggioranza conducono una battaglia a tutto campo sul problema della sostenibilità del turismo, sul problema dell'intangibilità delle risorse territoriali, sul problema della conservazione delle risorse territoriali ma sempre nell'obiettivo dello sviluppo economico quindi sempre - almeno noi cerchiamo di ricordarglielo, ogni tanto sembra che se ne dimentichino - sempre con l'idea che queste risorse poi devono servire anche a sfamare i sardi, nel senso che a parte noi che siamo sfamati c'è tanta gente fuori da questo palazzo che invece ha esigenze per conciliare il pranzo con la cena. Bene, mi dite voi come si concilia una politica di salvaguardia del territorio, come si conciliano le tasse di scopo con le quali noi andiamo a parlare al mondo delle bellezze della Sardegna col fatto che in Sardegna non ci si arrivi? Mi spiegate voi qual è la strategia che porta alla conservazione del bene ambientale sardo e alla sua valorizzazione quando poi noi non siamo in grado di far venire i turisti che devono portare soldi in Sardegna, non siamo in grado di collegarli con la Sardegna!? Quando non siamo in grado di consentire ad un imprenditore che vuole partire all'ultimo momento per discutere investimenti in Sardegna, di arrivare in Sardegna! Se ritornasse nell'immaginario collettivo l'idea che in Sardegna c'è la stessa difficoltà ad arrivare che c'era negli anni '70, eh insomma, è un colpo tragico per il turismo sardo! E oltre questo, mi volete dire qual è il motivo per cui noi rinunciamo alla competitività che soltanto la concorrenza nei cieli può dare e che può introdurre quelle compagnie low cost che sono indispensabili per lo sviluppo del turismo perché consentono il calo del prezzo di ora volata che è indispensabile perché la gente venga in Sardegna, perché se a parità di costi si potesse venire in Sardegna è probabile che tutti i periodi di spalla o quelli del cosiddetto prolungamento della stagione possono diventare appetibili. Ma se arrivare in Sardegna costa il triplo, il quadruplo, il quintuplo che raggiungere altre destinazioni nazionali o altre destinazioni europee, magari ugualmente interessanti dal punto di vista turistico, ma perché dovrebbero venire in Sardegna? Perché ci dovrebbero aiutare a prolungare la stagione? Perché dovrebbero aiutare l'economia dei nostri paesi dell'interno unendola all'economia della costa se non esiste una appetibilità economica del pacchetto vacanze? Ecco, questo è l'interrogativo che grava come un macigno su quest'Aula. Poi voi potrete scegliere, come altre volte fate sulle mozioni introdotte dalla minoranza, un atteggiamento di disinteresse. Potrete decidere di non intervenire su questa mozione, di non dire cosa pensate sullo stato attuale del trasporto aereo per l'Isola, però il fatto che voi vi ritiriate o il fatto che voi per una solidarietà malintesa di maggioranza rinunciate, eventualmente, ad esprimere un vostro parere non ci aiuta a crescere, nel senso che non ci aiuta a capire sul problema dei trasporti che cosa intende fare il Consiglio e che cosa intende suggerire all'Assessore oggi presente, che cosa intende suggerire al Presidente oggi assente perché, evidentemente, dà a questo problema una considerazione di grado modesto. Nel senso che il Presidente è presente per altre discussioni, non è presente per la discussione sui trasporti perché è soddisfatto, evidentemente, dell'attuale situazione del trasporto isolano e ritiene che l'Assessore sia più che in grado di cavarsela perché tutto sommato le cose vanno bene, deve soltanto rasserenare gli animi di quegli sfrenati dell'opposizione che, in qualche maniera, mettono il bastone tra le ruote per preconcetto e non per ragionamento. Ecco, io vorrei chiedere all'Assessore se si è fatto un calcolo di quali dovrebbero essere le multe che l'ENAC avrebbe dovuto comminare alle due compagnie che garantiscono - ripeto, si tratta di un eufemismo e non di realtà - i collegamenti con Roma e Milano sulla base dei ritardi e delle cancellazioni che ci sono state quest'estate. Mi sembra di ricordare che sono state comminate due multe: una da 50 mila euro, un'altra forse da 100, 150! Ma insomma, credete forse che sarebbe stato questo il tipo di multa da dare alle due compagnie aeree inadempienti? Ma sicuramente no! Esiste un richiamo dell'Autorità per la concorrenza italiana che dice che il sistema di gare che è stato utilizzato in Sardegna non è un sistema congruente con la normativa europea! Esiste un richiamo da parte della Commissione dell'Unione Europea che dice che questo tipo di gare non è congruente, tanto è vero che ricorre rispetto al tipo di gara che è stata usata. Ma se anche non ci fosse nessun del ricorso, ma vivaddio, dovremmo essere noi a tornare indietro, senza bisogno di ricorsi della Comunità Europea, dell'Unione Europea, senza bisogno di richiami dell'Autorità garante, senza bisogno di multe dell'ENAC, senza bisogno di niente! Soltanto sulla base della valutazione che da cittadini normali abbiamo ogni volta che ciascuno di noi è costretto ad andare in aeroporto od ogni volta che ciascuno di noi si confronta con altri sardi che hanno viaggiato, che sono costretti a viaggiare con costanza nel disastrato trasporto aereo sardo. E' di oggi - ma soltanto perché è l'ultimo arrivato lo cito in aula - un comunicato stampa della CISL del settore trasporti che ricorda come non sia più possibile che la classe politica sarda si disinteressi, dando per scontata la delega alla propria Giunta regionale, di un problema che ha oggi una drammaticità per lo sviluppo della Sardegna della quale noi ci dobbiamo rendere conto. E' per questo colleghi che concludendo, e nel concludere vorrei ricordarvi tanti altri episodi di disastro annunciato e realizzato che sono peraltro contenuti nella mozione per cui invito direttamente alla lettura ed è il modo più semplice per poterne avere contezza piena ma, concludendo, vorrei rivolgervi veramente un invito pressante all'intervento in Aula perché io possa sapere e gli altri consiglieri di minoranza possano sapere qual è il parere di quell'Aula, a cui diciamo sempre che vogliamo dare centralità, su un problema che non è possibile che noi vediamo in maniera diversa dalla vostra. Quindi vorremmo sapere, se voi lo vedrete in maniera diversa, quali sono i motivi e quali sono le considerazioni per le quali lo vedete maniera diversa. Soltanto questo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu.
Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi al banco della Presidenza non oltre la conclusione del primo intervento.
E' iscritto a parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Onorevole Presidente, colleghi, ha perfettamente ragione il collega Vargiu. La mozione che noi oggi discutiamo in Aula è assolutamente dettagliata e ricca di elementi di valutazione capaci di farci comprendere a quale livello di discontinuità territoriale la Sardegna sia retrocessa negli ultimi anni. Per questo non mi soffermerò sui numeri - l'ha fatto meglio di me il collega Vargiu - e sui problemi delle singole rotte, delle singole compagnie, sui disagi dei consumatori e sui rischi che una situazione del genere comporta anche e non solo per il turismo. Tutti questi elementi, in verità, sono fra loro collegati e formano un unicum, un insieme di problemi che va affrontato, pertanto, nel suo complesso e risolto chiaramente una volta per tutte. E' sufficiente che la Giunta e l'assessore Broccia per primi riconoscano l'evidenza dei fatti. E' sufficiente questo, perlomeno credo potrebbe essere sufficiente questo e noi questo lo sollecitiamo, in verità, non certo per sentirci dire che avevamo ragione, per sentirci dire che siamo migliori di altri, ma perché soltanto al di fuori della demagogia e della logica dei muri contrapposti tutti insieme ci facciamo finalmente carico in questo Consiglio regionale di un problema enorme per il nostro popolo. Sollecito quindi e mi auspico, pertanto, un dibattito fuori dagli schemi perché quanto noi saremo capaci di discutere fuori dalle barricate, quanto più noi eserciteremo l'onestà intellettuale di dirci realmente come stanno le cose, tanto più noi potremmo essere certi di arrivare ad una soluzione stabile o perlomeno, comunque, a migliorare lo stato della continuità territoriale aerea. Ci sarebbe poi anche da affrontare il tema di quella marittima che pure sappiamo non gode di ottima salute, ma questo lo faremo certamente in un'altra occasione ben sapendo che da sola la continuità aerea è portatrice di problematiche complesse e tecniche. Allora, il punto è questo, siamo tutti consapevoli del fallimento dell'attuale regime di continuità territoriale aerea, ne siamo tutti consapevoli e non intendiamo qui dare la caccia al colpevole, ma noi vogliamo semplicemente rimettere in discussione il sistema attuale per sposare alla fine del dibattito la strada di un altro sistema, un sistema che garantisca maggiormente gli interessi del nostro popolo viaggiante. Tutti, l'ho già detto, siamo consapevoli del fallimento d'oggi e io vi risparmio, per correttezza, l'elogio del buon tempo andato, l'elogio delle scelte di qualche anno fa, quando la continuità territoriale era una conquista recente e oggettivamente, riconosciamolo, funzionava meglio. Andiamo, invece, all'analisi delle cause attraverso le quali oggi noi siamo giunti alla constatazione del fallimento dell'attuale modello. Si era detto che un sistema di penali avrebbe garantito i viaggiatori e prima ancora la Regione che rappresenta, o meglio, dovrebbe rappresentare, potrebbe rappresentare i loro interessi da un esercizio arbitrario dell'attività. Bene, lo sappiamo, nessuno paga, nessuna compagnia aerea paga per questi ritardi, ritardi che pure ci sono, che pure provocano disservizi terrificanti, attese di ore nella migliore delle ipotesi quando non si arriva alla cancellazione dei voli. Ritardi e disservizi, lo sappiamo bene, che fanno ancora più male quando si consumano a danno di persone malate che devono viaggiare per curarsi o anche più semplicemente per dei lavoratori che sono costretti, purtroppo per loro, a spostarsi continuamente con gli aerei. Non stupisca il fatto che in queste condizioni quindi i quotidiani, le TV e tutti gli organi di informazione siano costretti ripetutamente a dare spazio alle cronache di questi disservizi, e non stupisca nemmeno il fatto che dal basso - quindi, spontaneamente e non coordinate pretestuosamente della nostra opposizione - nascano associazioni, siti internet di viaggiatori pendolari sardi che chiedono delle condizioni di viaggio più umane e certe di trasporto aereo perché è del tutto normale che questo, alle condizioni date, accada. Il punto è che, acclarato il fallimento dell'attuale modello, siamo tutti impegnati, dovremo essere tutti impegnati, siamo chiamati a cercarne un altro, un altro che funzioni, noi proponiamo convintamente e alternativamente al regime degli oneri di servizio, il modello degli aiuti sociali previsti dall'Accordo dell'Unione a fronte di una compartecipazione da parte del bilancio regionale, una compartecipazione misurata, la Sardegna diventerebbe protagonista di un suo modello di trasporto aereo, detterebbe le regole del trasporto affermando così il diritto di ogni sardo ad attraversare il mare. Quindi stimolando una sana e non drogata concorrenza per tutti i vettori, garantendosi in questo modo la Regione la funzione di controllo della qualità del servizio. Si tratta di investire del denaro, di investire una piccola parte del denaro della Regione e si tratta in cambio di passare dall'attuale anarchia, dall'attuale disservizio, finalmente a un servizio, all'affermazione, quindi, del diritto di viaggiare, del diritto di essere collegati con il resto del mondo e del dovere correlato di collegare la Sardegna per l'obiettivo del turismo e non solo per quello con il resto del mondo. Non ci pare un obiettivo da poco, ma non ci pare nemmeno un obiettivo lontano, molto lontano dalla nostra portata. Altri, prima di noi e meglio di noi, altri più piccoli di noi come l'Islanda, tanto per citare un caso, ci sono riusciti costruendo, quindi, un sistema di piccoli e medi aeroporti e impegnando soprattutto l'Istituzione in prima persona nella regolamentazione delle attività dei vettori e delle compagnie utilizzato a proprio vantaggio, a proprio favore, i vettori low cost. E' una scelta di campo, è una scelta di campo che noi siamo chiamati a fare con voi, questo se davvero avete compreso il fallimento del modello adottato fino ad oggi e l'impossibilità di correggerlo se non con un cambio strutturale, adottando cioè un altro modello. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Licandro.
E' iscritto a parlare il consigliere Bruno. Ne ha facoltà.
BRUNO (Progetto Sardegna). Signor Presidente, signori Assessori, colleghi consiglieri, seppure politicamente molto distante dai proponenti nelle argomentazioni e nelle conclusioni, giudico la mozione numero 92 in discussione un'opportunità per questo Consiglio regionale, per affrontare il tema dei collegamenti aerei da e per la Sardegna, per fare una verifica puntuale, per proporre soluzioni e correttivi su un argomento che rappresenta, e ne siamo tutti consapevoli, una conquista che va innanzitutto difesa e poi perfezionata con la massima responsabilità. Certo, i sardi non viaggiano più a prezzi proibitivi come qualche anno fa, ma vedono questo loro diritto abbinato a comportamenti indecenti, ritardi sistematici, cancellazione di voli, aerei affittati a compagnie con equipaggi slavi che non hanno tra i requisiti la conoscenza dell'italiano, disguidi, attese. Il relatore, la mozione e altri colleghi hanno fatto meglio di me l'elenco delle disfunzioni. Al di là dei dossier più o meno effervescenti che qualche parte politica si è presa la briga di mettere in fila nei titoli dei giornali sardi questa estate, la situazione di disagio inflitta ai sardi, soprattutto nella prima parte della stagione, richiede una riflessione seria, ponderata e conseguente impegno operativi da parte della Regione. Diverse possono essere state le cause: la non partecipazione della compagnia di bandiera italiana alla gara della continuità, la debolezza dell'intero sistema aereo italiano, la sostanziale impreparazione dei vettori che si sono aggiudicate le rotte, la mancata compensazione degli oneri su Roma e su Milano. Sono arrivate, seppure con ritardo, le sanzioni dell'ENAC giudicate da alcuni forse troppo lievi, l'accordo di code sharing tra Meridiana e Alitalia, è arrivato il procedimento formale di indagine della Commissione europea sulle norme per i 16 collegamenti aerei tra i 3 aeroporti sardi e i principali scali italiani, sino al pronunciamento dell'Antitrust ai primi di agosto sull'attuale meccanismo che regola gli oneri di servizio pubblico. Certo è che la Regione si è mossa in un quadro di regolamenti comunitari e di leggi dello Stato particolarmente rigide. La liberalizzazione parziale delle tratte per la Sardegna, l'ingresso sul mercato delle compagnie low cost, rappresentano la prospettiva accanto, non sostitutiva, accanto al sistema attuale di continuità. In Sardegna, di fatto, ci troviamo già di fronte a due modelli, uno regolato da oneri di servizio, quello comunemente chiamato continuità territoriale ed uno basato sulla libera concorrenza posto in essere dai vettori low cost. L'ingresso dell'aeroporto di Ciampino nel sistema aeroportuale di Roma nella nuova versione della continuità territoriale ha provocato, di fatto, la cancellazione della tratta Alghero-Ciampino, fino ad allora coperta da Ryanair con un numero di passeggeri annuo che si attestava intorno alle 100 mila unità, ma anche la soppressione del volo Olbia-Malpensa di Easyjet cancellato in quanto lo scalo lombardo, insieme a Linate e a Bergamo Orio al Serio rientra, ai fini della continuità, nel sistema aeroportuale milanese. Bene hanno fatto la Giunta regionale, il presidente Soru, l'assessore Broccia a richiedere all'ENAC, da tempo, l'esclusione dal sistema della continuità degli aeroporti di Ciampino, di Bergamo Orio al Serio ormai specializzati nel low cost, e quello di Milano Malpensa. Insomma, accanto alla continuità territoriale in cui le rotte da e per la Sardegna non sono lasciate al libero mercato, ma sono sottoposte ad oneri che stabiliscono accessibilità di prezzo, di orario, di qualità, almeno sulla carta, può coesistere un sistema di libera concorrenza in cui verso alcuni scali possono operare le compagnie low cost. Mercati tra l'altro paralleli, non concorrenziali, la sospensione del volo "Ryan air" da Ciampino disposto dall'Enac non ha comportato alcun vantaggio concreto ai volumi di traffico della continuità territoriale da e per Roma, nessuna concorrenza ad "Air One" insomma, anzi per contro ha determinato una perdita di oltre venti mila passeggeri per lo scalo algherese nel solo periodo che va dai primi di maggio a metà luglio. I flussi di traffico della tratta su Ciampino vanno anche per il tipo di orario nel quale vengono inseriti i voli a beneficiare prevalentemente il settore turistico ricettivo con ricadute per l' intero Nord-Ovest della Sardegna.
CUGINI (D.S.). Guarda che sta disturbando il centrodestra!
BRUNO (Progetto Sardegna). Resta il nodo dei voli nazionali da risolvere, basta l'esclusione di Malpensa, di Ciampino, di Bergamo Orio al Serio dal sistema della continuità anche perché riguarda non solo i sardi ma anche chi vuole venire nell'isola, la cosiddetta continuità territoriale di ingresso che noi auspichiamo, basta questo per risolvere il problema oppure può essere quello corso il modello di riferimento. Le conclusioni della mozione Vargiu, al di là del potenziamento richiesto dai collegamenti low cost vedono nel sistema degli aiuti sociali la soluzione a tutti i mali. Però gli aiuti a carattere sociale connessi al singolo consumatore hanno un costo che sulla base di quanto dichiarato in Commissione trasporti dal professor Deiana il 26 giugno scorso, leggo dalla nota stampa del Consiglio inciderebbe per 300 milioni di euro, una cifra spropositata, pertanto la sollecitazione che sento di fare è quella di proseguire nell'intesa con lo Stato, con il ministro Bianchi, con l'Enac al fine di addivenire ad un sistema che consenta ai sardi di viaggiare a costi sostenibili e di attrarre investimenti importanti nell'isola migliorando l'attuale sistema di continuità ed aprendo al low cost.
La discussione sulla possibile istituzione di una base operativa "Ryan air" nello scalo algherese che sollecito fortemente per le inevitabili ricadute positive sull'intera economia della Sardegna, i colloqui, le trattative in corso per dotare i tre scali sardi di importanti collegamenti nazionali ed internazionali a basso costo rappresentano nientedimeno che l'attuazione del programma presentato agli elettori in campagna elettorale che vede proprio nei low cost una delle direttrici importanti di sviluppo per l'isola. D'altronde la delibera di un paio di mesi fa con la quale la Giunta regionale ha stanziato sei milioni e cento mila euro per la promozione del low cost negli scali di Cagliari, di Olbia e di Alghero è l'eloquente dimostrazione della strada da intraprendere. La centralità di questo sistema per lo sviluppo economico di un territorio è dimostrato, ho avuto già modo di affermarlo proprio dai numeri, mai i soldi pubblici sono stati così spesi bene, solo per fare un esempio, ad Alghero nel periodo 2000 - 2006 sono transitati un milione e 588 mila passeggeri di cui il 70 per cento costituito da stranieri. La loro permanenza media in Sardegna è stata di quattro giorni con una spesa media giornaliera che oscilla tra gli ottanta e i centoventi euro. Questo significa che a fronte di un contributo regionale di otto milioni di euro complessivi per cinque anni, i turisti hanno portato in Sardegna una somma che oscilla fra i centosettantasette e i duecentosessanta milioni di euro.
E' lecito, è auspicabile attendersi analoghi risultati per Olbia e per Cagliari, è la chiave di volta per l'allungamento della stagione turistica o almeno per mettere le premesse importanti e per la promozione unitaria della Sardegna sui mercati internazionali, occorre certamente una migliore programmazione, una sinergia tra le tre società di gestione degli scali di Cagliari, di Olbia e di Alghero che la Regione deve necessariamente favorire. Servirebbe per ricercare una specializzazione degli scali, un'azione più incisiva nel mercato internazionale a favore dell'economia dell'intera isola di cui i tre aeroporti rappresentano la porta d'accesso.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Bruno. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Per chiedere la verifica del numero legale visto che i colleghi del centrodestra presentano mozioni, firmano e poi non si presentano puntualmente al dibattito, quindi chiediamo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. E' stata richiesta la verifica del numero legale, prego i colleghi di prendere posto. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere Porcu.)
Seconda verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
Si dà atto che i consiglieri Giagu, Cassano e Artizzu sono presenti.
(Risultano presenti i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Bruno - Cassano - Cherchi Oscar - Cocco - Cucca - Cugini - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Manca - Mattana - Moro - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Vargiu.)
PRESIDENTE. Sono presenti 27 consiglieri, non siamo in numero legale, la seduta è aggiornata alle ore 18 e 15.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 47, viene ripresa alle ore 18 e 18.)
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto, ricominciamo i nostri lavori, prego colleghi, se ci accomodiamo…
CAPELLI (U.D.C.). Conferma?
MARROCU (D.S.). Confermo!
PRESIDENTE. Che cosa?
CAPELLI (U.D.C.). La verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Richiede? Lo dica, onorevole Marrocu prego!
MARROCU (D.S.). Confermo la richiesta di verifica del numero legale.
PRESIDENTE. E' stata richiesta la verifica del numero legale, prego i colleghi di prendere posto. Prego un Segretario di accomodarsi e ribadisco ancora una volta che sarebbe utile che il Presidente non richiamasse continuamente i Segretari di essere presenti in altro posto, sono in numero sufficiente per poter turnare ed essere presenti sempre. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere Licheri.)
Terza verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
Si dà atto che i consiglieri Liori e Manca sono presenti.
(Risultano presenti i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Balia - Biancu - Caligaris - Cerina - Contu - Diana - Farigu - Floris Mario - Frau - Gallus - Giorico - La Spisa - Ladu - Licandro - Liori - Manca - Masia - Meloni - Moro - Petrini - Pisu - Rassu - Sanjust - Scarpa - Secci.)
PRESIDENTE. Sono presenti 29 consiglieri, non siamo in numero legale, la seduta è aggiornata alle ore 18 e 50.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 21, viene ripresa alle ore 18 e 51.)
PRESIDENTE. Se i colleghi riprendono posto, possiamo riprendere i nostri lavori.
E' iscritto a parlare il consigliere Giorico. Ne ha facoltà.
GIORICO (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente, colleghi, Assessore. Per dare un contributo alla discussione, il cui argomento è fondamentale per il diritto alla mobilità dei sardi e non solo dei sardi, desidero partire dal punto opposto rispetto alla mozione e domandarmi e domandare soprattutto all'Assessore, con la solita franchezza, se quella attuale può essere definita continuità territoriale. Cioè se essa raggiunga lo scopo di un progressivo avvicinamento dei sardi all'Italia e all'Europa. Obiettivo sul quale appunto la continuità, come dice la parola, si fonda. Con questi intenti e con questo spirito era stato avviato anni fa il discorso con il Governo nazionale e l'Unione Europea. Lo fece il presidente Floris ritenendo, non certo a torto, che da una convincente continuità dipendessero importanti prospettive di crescita sociale ed economica della Sardegna. Il Governo s'impegnava a mettere a disposizione i finanziamenti per coprire i costi delle compagnie, sempre in attesa che l'Unione Europea intervenisse in modo tangibile a sostegno di questo progetto.
Sono note le attenzioni dell'Unione Europea per le regioni ultraperiferiche, non si comprende perché minori attenzioni siano riservate alle isole. Sotto questo profilo e in attesa del suo perfezionamento la prima continuità, che chiameremo sperimentale, è risultata nel complesso soddisfacente. Anche ai sardi è piaciuta! I sardi infatti hanno riscoperto il piacere di volare, di superare un isolamento storico e geografico che costituiva un freno allo sviluppo, di sentirsi più italiani e più europei. Il discorso non riguarda però solo i sardi, se l'economia dell'isola fa affidamento anche sul turismo, l'elevato costo del trasporto aereo incide come un forte deterrente, che non può essere rimosso affidandosi solo alle compagnie che praticano tariffe a basso costo; le quali, per la loro natura, agiscono in regime di libero mercato nei tempi e nei modi che ritengono più opportuni a tutelare i propri affari commerciali. Cioè senza garantire la regolarità del servizio all'interno dell'arco dell'anno! Dopo il promettente inizio la continuità ha perso quota. Il Governo - mai chiamarlo amico! - ha deciso di tagliare i finanziamenti, mortificando la legittima aspirazione dei sardi a sentirsi continuità rispetto al resto del paese. L'avere indetto la gara d'appalto senza copertura finanziaria dello Stato ha svuotato il potere contrattuale della Regione, restituendo alle compagnie più o meno la stessa libertà che avevano prima della continuità. Tutto ciò ha contribuito a creare quel caos che ha caratterizzato la stagione estiva; caos che non potrà essere superato se la Regione non vince la battaglia con lo Stato. O forse devo ritenere che la battaglia è stata vinta? L'acquisizione da parte della Regione di nuove competenze, frutto della trattativa col Governo nazionale per risolvere la vertenza sulle entrate, affida infatti alla Regione la gestione dei trasporti, fra i quali penso rientri la continuità territoriale aerea. La Regione, ha riferito in Aula ieri sera il presidente Soru, ha disponibili 30 milioni per intervenire ad incentivare i voli a tariffa corretta, non uso la parola agevolata! Ma, dice il Presidente, è possibile che quei soldi non vengano utilizzati, puntando su appalti sostanzialmente al ribasso, convincendo le compagnie aeree che il regime di monopolio, sulle tratte indicate dal bando sia già conveniente, come forse lo è stato in quest'ultima vicenda, capace tuttavia di determinare più lamentele che consensi. Se il risparmio è una virtù, esso qualche volta come questa volta, va a discapito del servizio! Ma ritorno al tema principale, nella continuità, lo ripeto a chi non vuole intendere, non è in gioco una tariffa agevolata, al contrario, è in gioco il diritto dei sardi alla mobilità a pari condizioni degli altri cittadini italiani sul territorio nazionale. Non facciamo un discorso economico, di accordi e di intese sottostanti, facciamo un discorso politico per il riconoscimento di uno strumento strutturale e definitivo che aiuti a superare l'isolamento della Sardegna. Il potere politico deve garantire ai sardi questa condizione, ogni altra forma spuria o "arraffazzonata" di continuità non rappresenta una soluzione, signor Presidente della Giunta e signor Assessore ai trasporti, spero che concordiate con me. Ecco perché ritengo che la mozione, pur nella sua evidente utilità, parta col piede sbagliato segnando l'effetto di clamorosi disservizi che hanno creato grandi problemi agli utenti, scoraggiando molti a prendere l'aereo e non la causa che è, prima di tutto, quella di essersi affidati ad una continuità anomala, frutto non di un diritto ma di una contrattazione tra le parti, in regime pressoché paritario, essendo la Regione, come si è visto dai risultati, la parte più debole. Risolve la controversia senza riaffermare il dovere dello Stato e della Comunità europea e occuparsi del problema è un pio desiderio! L'ENAC può decidere o chiedere alle compagnie che si sono aggiudicate il servizio il rispetto del bando e della regolarità del servizio stesso, ma qualunque provvedimento, anche il più severo, ha il valore di un rattoppo in una coperta logora, sfilacciata e destinata a strapparsi di nuovo, caro Presidente e caro Assessore.
In altre parole, se la politica non riafferma il suo primato, se la Regione non vince la sua battaglia, la continuità sarà sempre esposta agli umori delle compagnie degli scali, la forte lievitazione delle tariffe da parte delle compagnie che gestiscono l'anomalo appalto hanno fatto perdere progressivamente ai voli le caratteristiche della continuità. A dimostrazione che la strada intrapresa dalla Regione è poco utile, anzi è sbagliata! Insomma, il problema non si risolve solo aprendo il mercato e sperando che le compagnie entrino in competizione abbassando i prezzi, non siamo ai saldi di fine stagione, il trasporto aereo esige ben altro, garanzie precise sulla sicurezza, su rigorose manutenzioni dei velivoli, sul rispetto degli orari, sulla certezza dei voli, sui conforti di volo, sull'assistenza ai passeggeri in aria e in terra, che, tutte insieme, disegnano un efficace continuità territoriale. Tutto ciò o non avviene, o non avviene solo in parte e in percentuale assolutamente insoddisfacente!
La Regione non può esimersi dall'impegnarsi a vincere la battaglia con lo Stato, su questo punto la Giunta deve impegnarsi senza proporre surrogati che, tutt'al più, possono somigliare ad una continuità territoriale. Affidarsi alle compagnie che operano a regime di basso costo, credo sia una soluzione pericolosa. Se l'ENAC fino ad ora non è intervenuta revocando le concessioni è per un motivo semplice: se i voli low cost diventano il riferimento principale, chi assicura la regolarità, ad esempio in bassa stagione, quando il mercato con la Sardegna e assai appetibile nei mesi estivi, risulta offuscato da una domanda non meno densa? Accontentiamoci di un servizio, dice l'ENAC, di bassa qualità con lamentele quotidiane, disagi inimmaginabili…
PRESIDENTE. Prego concluda.
GIORICO (Gruppo Misto). Ho concluso, un attimo. Ma un servizio che almeno sulla carta è regolare, magari viene cancellato qualche volo da parte con due o 3 ore di ritardo, si perdono i bagagli, ma il collegamento è previsto durante tutto l'anno, e questo è una visione minimalista che non ci accontenta e non accontenta i sardi, ecco perché la Regione ha una responsabilità precisa in questa vicenda, non può confondere il diritto dei sardi con un privilegio, credo pertanto che la mozione debba contenere alcune delle considerazioni fatte. Aggiungo un passaggio su Alghero che come gli altri scali sardi soffre di questa continuità approssimativa…
PRESIDENTE. Onorevole Giorico la prego.
GIORICO (Gruppo Misto).…i collegamenti aerei non sono un lusso, sono un'esigenza pratica, con un …. del mondo degli affari e il mercato delle vacanze. I numeri dicono che con questo nei mesi estivi c'è stato un discreto incremento di passeggeri, il merito di questo incremento è dei…
PRESIDENTE. Onorevole Giorico, la prego…
GIORICO (Gruppo Misto)…dei voli internazionali, le rotte giornaliere Ryan air low cost, io continuo…
PRESIDENTE. Onorevole Giorico non può continuare! La invito a concludere.
GIORICO (Gruppo Misto). Cinque righe…
PRESIDENTE. Sta parlando due minuti oltre il tempo che gli spetta onorevole Giorico.
GIORICO (Gruppo Misto). Le rotte giornaliere della Ryan air hanno tirato la volata, ora bisogna pensare a stabilizzare il mercato interno e a considerare alcuni voli come una continuazione di quelli internazionali, mi riferisco in particolare alla tratta Alghero-Ciampino, Ciampino funziona … di molti voli internazionali di Ryan air l'80 per cento dei passeggeri per Alghero sono stranieri, non concorrenza con i voli della continuità territoriale, non comprendiamo perché Alghero-Ciampino sia stato cancellato, è un forte danno per l'economia di Alghero…
PRESIDENTE. Onorevole Giorico le tolgo la parola se non conclude…
GIORICO (Gruppo Misto). Ho finito Presidente…
PRESIDENTE. Abbia pazienza!
GIORICO (Gruppo Misto). Un ultimo richiamo, su un volo che definisco di continuità interna, quello Alghero-Cagliari…
PRESIDENTE. Onorevole Giorico…
GIORICO (Gruppo Misto). …quando si hanno strade…va bene mi riservo…
PRESIDENTE. Grazie onorevole Giorico, grazie!
GIORICO (Gruppo Misto). …quando si hanno strade la cui percorrenza è così lenta come la "Carlo Felice", che richiede 3 ore di viaggio per collegare il nord al sud dell'Isola, credo che si debba pensare a collegamenti alternativi e l'aereo potrebbe essere una soluzione al riguardo.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Giorico grazie. Le chiedo scusa onorevole Giorico, però…
LA SPISA (F.I.). E' il contenuto che dava fastidio!
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, la prego, lei sa che a questa Presidenza non dà fastidio nessuna parola espressa in quest'aula. Ci mancherebbe altro…
Grazie onorevole Giorico. E' iscritto a parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi del Consiglio.
Io credo che la mozione abbia il pregio di riportare all'attenzione del Consiglio regionale uno dei nodi fondamentali per la crescita dello sviluppo della Sardegna, uno di quei problemi per i quali i nostri padri costituenti hanno speso risorse intellettuali ingenti.
Che cosa vuol dire continuità territoriale: con questa espressione, credo che ormai sia codificata negli annali della Regione sarda, si è inteso superare, una volta per sempre, il sistema dei rapporti tra la Regione e le compagnie di navigazione, per trasferire direttamente questo problema da questo rapporto Regione-compagnia ad un rapporto Regione-Stato.
Continuità territoriale voleva dire, e vuole dire, unire la Sardegna attraverso i mezzi aerei e navali alla penisola in modo che i cittadini sardi diventino cittadini italiani, a tutti gli effetti, che si possano muovere, possano operare all'interno dell'Italia alle stesse condizioni di tutti gli abitanti dello Stato nazionale.
La continuità territoriale quindi, ha inteso, e intende affermare, il diritto naturale del popolo sardo di avere pari opportunità di mobilità verso qualsiasi località del suolo nazionale. I cittadini sardi devono poter raggiungere la nostra terra italiana senza venire depredati da nessun sistema tariffario, il diritto alla mobilità è un diritto fondamentale dell'individuo, sancito dalla nostra Carta costituzionale, e coinvolge, direttamente o indirettamente, altri diritti naturali quali quello alla salute, al lavoro, al principio di uguaglianza, e, in generale, ai diritti inalienabili dell'individuo. Il diritto alla libera circolazione, d'altra parte, non è un diritto soltanto sancito dalla nostra Carta costituzionale, ma è previsto dal Trattato istitutivo dell'Unione Europea. Quindi, credo che per noi, colleghi del Consiglio, questo diritto se non viene riconosciuto dal nostro ordinamento, non può rappresentare nessuna premessa indispensabile per ottenere quei benefici di cui noi stiamo parlando. La nostra richiesta, quindi, nei confronti dello Stato deve essere risoluta e forte, e non può poggiare soltanto su valori fisici ed identitari, ma soprattutto su valori storici peculiari per evitare che diventi, come sta diventando e nella confusione di questo Consiglio ne abbiamo i primi segnali, non una continuità territoriale ma un'agevolazione tariffaria. Ecco perché la gara d'appalto non poteva e non doveva essere indetta senza le risorse finanziarie dello Stato. Ecco perché è indispensabile riavere i fondi necessari per attuare una continuità territoriale a costo zero con vettori esclusivi e con la proibizione degli scioperi. No, non abbiamo paura di chiedere tanto, questa è la continuità territoriale! Ogni altra forma di collegamento non si può definire continuità territoriale, ma un'agevolazione lontana dal cuore dei problemi e dal pensiero dei sardi.
Detto questo, mi preme anche rilevare, perché la mozione ne fa cenno, del perché chi vi parla ha scelto la gara d'appalto e del perché non abbiamo scelto altre forme di incentivi e di aiuti sociali. I rapporti tra aiuti sociali e oneri di servizio, nella prassi, non riscontra precedenti, se non qualche rotta per la Corsica e qualche rotta per le Azzorre, per le rotte di qualche mare del nord. In tali ipotesi è stata una cosa del tutto derogatoria rispetto al regime vigente. Ecco perché non abbiamo scelto questo sistema, per tre ordini di motivi: uno giuridico, uno qualitativo e uno economico.
Giuridico, perché le somme a favore della continuità territoriale sono previste dall'articolo 36 della legge numero 144 e si possono erogare solo col sistema descritto nella legge stessa: oneri di servizio e poi gara. Per poter spendere queste risorse in altro modo è necessario modificare la legge nazionale, e nessuno credo possa pensare questo, ma non è stabilito in alcuna norma e non c'è garanzia neppure che in altro momento storico un diverso Commissario europeo dei trasporti possa accettare quella deroga.
Per un ragionamento di carattere qualitativo in quanto le somme erogate a titolo di aiuto sociale non potevano, né possono, mai andare a categorie, al massimo possono andare soltanto alla popolazione residente, e per noi questo era, ed è, un handicap troppo grosso.
Economico, perché è un sistema che costava troppo, e che costa troppo, ma che è stato già abolito dalla stessa Corsica, la quale si appresta a fare la nostra gara; e che sarebbe aumentato di costo al crescere dei cittadini che ne avrebbero fruito. Quindi, un sistema senza limiti di spesa, o se con limite che poteva bloccarsi nella seconda parte dell'anno per mancanza di fondi. In Corsica, voglio fare soltanto questo esempio, negli anni intercorsi dal 2000 al 2004 è costato quasi 10 miliardi in più che da noi, per agevolare meno della metà dei passeggeri che abbiamo agevolato noi.
Ora, noi, signor Assessore, non chiedo neanche perché il Presidente della Regione non c'è, su questo tema non c'è mai stato, questo, gliel'ho detto altre volte, è un tema che riguarda la Presidenza della Regione, e un Presidente monocratico, presente in tutto e per tutto nelle cose che riguardano le terre della Sardegna, pubbliche e private, come è possibile che non si occupi di un problema come questo. La continuità che noi abbiamo, e che stiamo pagando a caro prezzo, è una continuità che ha aumentato i disagi e i prezzi. Con le stesse risorse, colleghi del Consiglio, che lo Stato aveva assegnato alla Sardegna nel 2000 oggi i prezzi dei biglietti da e per la Sardegna per i sardi residenti sarebbero ridotti alla metà! Sarebbero ridotti alla metà! Assessore non dica… è così! I conti sono quelli e non credo che li possa confutare, se poi li vuole confutare a me fa piacere, ma non credo. Bisogna, perciò, riprendere una battaglia forte con il Governo, perché alla Sardegna vengano date le risorse per dimezzare i costi di una continuità territoriale che oggi sta diventando un vero e proprio cappio al collo.
Ma non soltanto quella dei passeggeri, ma anche quella delle merci, che non c'è più. Anche lì è stata una nostra improvvisazione, perché una volta avevamo deciso con lo Stato avrebbe dato non soltanto i soldi per la continuità territoriale passeggeri, ma anche per quella delle merci, anziché fare la gara, anche lì si disse modifichiamo la legge e questi soldi anziché darli alla Regione, per indire la gara, gli diamo alla SFIRS o ad imprenditori, e lì ci siamo cascati. Attenzione di non commettere lo stesso errore, la strada è una sola: quella che lo Stato nazionale, al di là delle briciole previste dalle entrate, ripristini i fondi per la continuità territoriale che, lo ripeto, è un diritto naturale e inalienabile del nostro popolo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Floris. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Credo che vada accolta la sollecitazione che faceva l'onorevole Vargiu ad inizio di seduta nell'illustrazione della mozione, ovvero che l'Aula discuta, anche abbastanza liberamente, sul merito del tema che stiamo affrontando, cioè sulla continuità territoriale intesa come esigibilità del diritto costituzionale alla libera circolazione e al libero, conseguente, soggiorno in qualsiasi parte del territorio nazionale, oggi noi diremo in qualsiasi parte del territorio europeo. Cioè, noi parliamo di uno dei tanti diritti che sono definiti nella Costituzione italiana, nella prima parte della Costituzione italiana, e che non sono riportati nello Statuto regionale, perché attiene ad una competenza tipica dello Stato e domani a una competenza tipica, va estesa in questo senso, e noi speriamo che nella Costituzione europea, quella vera che si farà prima o poi, ottenga un'attenzione altrettanto significativa rispetto a quella che è stata indicata e scritta nella Costituzione italiana del '48. Questo diritto è violato, io credo non sia una responsabilità dell'Assessore pro tempore ai trasporti in questa legislatura, se questo diritto è violato. Credo che sia un diritto permanentemente violato.
L'altro giorno mi è capitato, per andare a fare una manifestazione di protesta insieme a tanti giovani di call center sardi a Roma, una manifestazione dei cosiddetti "nuovi schiavi", poi ho imparato molte cose, per esempio, ho imparato che esiste una figura, quella del motivatore, che è un tizio che si mette alle spalle del lavoratore di call center e incomincia a insultarlo ad urla perché deve dare di più, perché deve funzionare meglio, perché deve essere competitivo! Competitivo, competitivo, perché è la competizione quella che regge il mondo. La competizione quando si esaspera diventa guerra, diventa conflitto ed è quello che deve reggere il mondo perché questa è l'idea che alcuni hanno, non io, che alcuni hanno.
Beh, mi sono imbarcato non alle 6 del pomeriggio, come è previsto per gli orari della Tirrenia, mi sono imbarcato attorno alle 11, dopo sei ore di attesa, e altri come me attendevano, insieme a questi ragazzi che attendevano per andare a manifestare per la loro condizione di lavoro, per la loro stabilità lavorativa, occupazionale. Sono arrivato alle 4 meno 20 del giorno dopo a Civitavecchia: una vergogna!
Un diritto violato, quello dei sardi, a muoversi, a circolare liberamente, e così è stato per gli aerei. Perché? Perché abbiamo assunto il verbo europeo della competizione, lo abbiamo spalmato nel Paese, ivi compresa la Sardegna, come fosse un verbo divino, inviolabile. E invece no, va meglio regolato e bisogna capire che anche per la Sardegna, come molte altre condizioni di insularità, va ragionato in modo diverso, va fatta una politica dei trasporti per le isole, perché per le isole e degli isolani il problema del trasporto non è un problema qualsiasi, è un problema fondamentale, di vita, di condizione, di esistenza; e non è una responsabilità che può essre accollata dalla Regione, non può essere una responsabilità che ricade interamente nella Regione, non può essere una responsabilità di un Assessorato regionale; è una responsabilità più complessiva, è una responsabilità dello Stato, è una responsabilità dell'Unione Europea, è un riconoscimento a ciascun cittadino... lo dice la Costituzione, lo dice all'articolo 3: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinione politica, di condizione personale e sociale...", io dico anche di nascita, di vita, all'interno di una regione italiana. Noi siamo isola e isola che è riconosciuta come tale e abbiamo diritto a vivere come gli altri cittadini di questo nostro Paese, di questa nostra Unione Europea, di non pagare di più per muoverci, di non pagare di più per lavorare e riscaldarci, per l'energia; abbiamo diritto di accesso come gli altri all'interno delle grandi reti, nazionali e internazionali, e va fatta questa rivendicazione, io dico va fatta come stiamo facendo quella sulle entrate. Come stiamo facendo quella sulle entrate su cui bisogna riflettere, io ho letto il primo comma, lo condivido interamente: grande successo, bisogna difenderlo e ha ragione il Presidente, va difesa questa ipotesi. Va difesa e ragionata su alcune cose. E quando, al comma 5, diciamo che le funzioni relative alla cosiddetta continuità territoriale sono funzioni regionali, bisogna capire esattamente che cosa significa perché se significa che l'Europa e lo Stato ci condannano ad essere isolani senza trasporti, perché saremo trasportati e ci potremo muovere solo se sarà competitivo per l'impresa, sarà un guadagno per l'impresa spostare i sardi e far venire altri da fuori in Sardegna, beh, io credo che questo vada riletto, rivisto, riscritto, riproposto, ridefinito! Perché credo di essere cittadino italiano e di non essere stato espulso dallo Stato da Umberto Bossi.
Io ho votato contro quella riforma costituzionale devastante, per cui l'intero Consiglio regionale si è opposto, e voglio essere cittadino italiano ed europeo a tutti gli effetti, non voglio essere relegato i margini, non l'accetto. E non voglio essere vittima neppure della competizione, della possibilità di guadagno delle imprese.
Dice, un certo Dunlap - un tagliatore di teste, un professionista dello smembramento delle imprese, un guerriero della competizione - che le imprese non hanno obblighi di natura sociale e che gli investimenti e l'azione dell'impresa è in mano a coloro che nell'impresa investono. Allora, se una compagnia aerea ha guadagno certo viene, e magari viene d'estate perché il guadagno c'è, se durante l'inverno o durante un pezzo della primavera o durante l'autunno il guadagno non c'è, rinuncia ai voli e non ne ha interesse.
Io non voglio essere vittima della competizione e non voglio stare dentro il concetto di Dunlap, io sono un cittadino italiano, voglio stare dentro i principi della uguaglianza riconosciuta a tutti i cittadini, anche di questa nostra Sardegna, voglio stare dentro la Costituzione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras. E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. A me ha fatto piacere che l'onorevole Marrocu abbia chiesto per due volte, se non vado errando, il numero legale, perché se mette a nudo quelle che sono difficoltà di una parte, certamente non esalta quelle che sono le altrettante difficoltà dell'altra parte: per dirla come lo si diceva in altri tempi, se Atene piange Sparta non ride.
Siamo arrivati a queste condizioni perché abbiamo voluto non condividere appieno quello che è un dibattito che può venire intensamente vissuto da parte di quest'Aula, per determinati motivi che alcune esigenze portano a condizionarne la discussione con una mozione.
Vedete, io potrei fermarmi con la lettura di due lettere firmate che oggi sono ne L'Unione Sarda e che il sopratitolo annuncia: "Con la (presunta) continuità territoriale, i viaggi avventura dei pendolari sardi". Lettere firmate come tante - se non sbaglio, onorevole Bruno - di quelle che un Gruppo qualunque di questo Consiglio regionale ha voluto elencare da quando è iniziata questa avventura di questa maggioranza di centrosinistra che ha voluto condurre le danze in un certo modo sulla continuità territoriale.
Io credo che l'Assessore, in più di una circostanza - me lo auguro perlomeno -, si sia posto qualche problema, in termini di coscienza. Spero che non acriticamente abbia supportato quelli che erano gli indirizzi esclusivi del Presidente, se è vero che è il Presidente factotum, il Presidente operaio, il Presidente contadino, il Presidente gestore delle cose...
BIANCU (La Margherita-D.L.). E' un altro Presidente, quello!
DEDONI (Riformatori Sardi). Non ho capito, onorevole Biancu.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Quello è Berlusconi!
DEDONI (Riformatori Sardi). Alla Berlusconi, sta dicendo bene! Infatti il centrosinistra ha utilizzato una persona così ricca di interessi altrettanto come, a livello nazionale, probabilmente è stato l'onorevole Berlusconi, ma questo non è per colpa mia, infatti io vi ricorderei anche che siete ancora in carenza, se mi fate aprire il dibattito, di una legge che veramente verifichi quelle che sono le incompatibilità gestionali ed amministrative di un potere assoluto qual è quello che la Presidenza di un governatore come questo ha nella Regione sarda. E chiusa la parentesi. Io vorrei continuare, però, nel ricordare che ieri quando venivano recitate le litanie sull'articolo 102, io mi auguro che sia vero quello che dice il Presidente-governatore, che è meglio che a Roma non lo sappiano che stiamo guadagnando tutto quello che stiamo guadagnando altrimenti ci tolgono queste possibilità, qualche dubbio mi pare che esista, e non le voglio manco far citare, ma il fatto che ancora la peste suina non sia stata saldata a molti lavoratori dell'agricoltura, così come la sanità ad Oristano è oggi bloccata, i sette palazzi nuovi del Brotzu, mi sembrano costruiti. Io credo che qualcosa ce la dovrebbe far riflettere, io ritengo che qualcosa ci deve far riflettere; se la continuità territoriale è quella che viviamo, io ho paura di ricevere a gratis, come stiamo ricevendo, la gestione delle ferrovie, perché sono a gratis, e non so con quali fondi verrebbero gestite domani, e non so quali siano i costi effettivi che queste ferrovie hanno. Già abbiamo sul carico, se non sbaglio, una parte e una quota-parte di quella che è la viabilità dell'Anas, e non so come faremo a completare i raccordi interni all'isola; ma viva Dio, manca una continuità territoriale effettiva con il resto della Sardegna e l'Italia, e manca, ancor di più, una continuità interna alla Sardegna. Io ho paura di queste cose, perché da qui poi nasce lo sviluppo, tutti, se non sbaglio, hanno citato che c'è un discorso legato al turismo, all'industria, al commercio, quindi, di tutte quelle che sono le potenzialità e le risorse della nostra Isola, in andata e ritorno, e non c'è una continuità merci assolutamente garantita. Io mi chiedo se la soluzione dei problemi passa solo attraverso la dichiarazione della soluzione di questi problemi, se, per esempio, sono stati banditi quei bandi pubblici che dovevano attivare la continuità interna e quella che erano i trasporti, nella Sardegna, se è vero che non vengono, che non è legata la parte centrale della Sardegna, oristanese e nuorese con il sassarese, e non lo dico per dire, ma ci sono servizi che vanno garantiti verso la portualità, di Porto Torres e di Olbia, verso quelle che sono le ospedalità di Sassari. Esistono o non esistono? Sono stati banditi o non banditi? Ma quello, che è più grave, è che quando si fanno i conti, quando si fanno i conti, a Roma bisognerebbe capire che se per ipotesi il mar Mediterraneo si prosciugasse e dovessimo a stendere un nastro d'asfalto, architetto, presidente Pirisi.
PIRISI (D.S.). Chiedo scusa.
DEDONI (Riformatori Sardi). Io credo che questo strato di asfalto dalla Sardegna al continente, quanto costerebbe costruire quest'autostrada, come quella che collega Napoli a Roma o a Milano o così via, ma questi calcoli ce li siamo mai fatti? Quanto avremmo dovuto chiedere di continuità territoriale per essere garantiti come Isola di Sardegna, di avere le stesse garanzie che un cittadino della Lombardia o della Campania o della stessa Sicilia, che dovrebbe essere un'altra Isola, hanno con la continuità, nell'interno del continente-continentale all'interno dello Stato italiano. Mentre invece noi, per una condizione oggettiva, non l'abbiamo e non possiamo, commisurando anche questi parametri, avere la certezza che qualche restituzione ci venga data.
MARROCU (D.S.). Costa troppo asfaltare il mare!
DEDONI (Riformatori Sardi). Certo che costa troppo, certo che costa troppo, ma è una cosa ben diversa, è una cosa ben diversa, certo se si va dal governo, se si va, onorevoli colleghi, dal Governo amico siamo sicuri e certi che avremo il regalo, siamo sicuri e certi che avremo il regalo, per alcuni certamente, l'hanno dichiarato per la sanità, io prima di dire che faccio torto a quello che è stato contattato a Roma in questi termini della 102, vorrei proprio con molta umiltà fare un conteggio, serio, verificare se i conti effettivi tornano, se tutta quella dichiarazione che viene posta in enfasi da parte del Presidente corrisponda al vero, e se anche tra quelle cantilene risulti al vero che finalmente i Sardi potranno essere tranquilli di girare in qualunque momento dalla Sardegna in la e da là in qua.
PIRISI (D.S.). Il calcolo dei pilastri…
DEDONI (Riformatori Sardi). Lo lascio a lei…Lo lascio lei che è esperto.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Dedoni… chiedo scusa ai colleghi…è iscritto a parlare l'onorevole Cugini che non è in Aula, quindi decade.
E' iscritto a parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente. Colleghi consiglieri. E' triste dover dire a posteriori che noi l'avevamo detto. Ma era inevitabile, si vedeva fin dal primo momento che il modello di continuità territoriale, voluta dal presidente Soru, era fallita prima ancora di iniziare, quindi, con molto favore noi vediamo le iniziative politiche che tendono a riportare in Aula un argomento che i sardi stanno pagando a carissimo prezzo, e hanno fatto bene i Riformatori a porre al centro di questa Aula l'attenzione, una questione drammatica, anche se per noi il loro percorso appare nebuloso e non canteriabile, non è canteriabile, non è percorribile, ma approfondiremo. Noi non abbiamo dimenticato caro Assessore loquace…
BROCCIA, Assessore tecnico dei trasporti. Scusi.
ATZERI (Gruppo Misto). La mozione che due anni fa, il 5 ottobre del 2004, vedeva i Sardisti proporre, come spesso fanno delle soluzioni, non siamo tecnici, noi dobbiamo individuare soluzioni politiche, lei in due anni non ha fatto, purtroppo su questo versante nulla, ha permesso che i sardi subissero queste mortificazioni, questo semi monopolio straccione, arrogante, punisce i sardi costringendoli a subire le umiliazioni e le mortificazioni più inaudite, e lei, mollemente adagiato nel suo Assessorato, dopo due anni, ancora, non individua la soluzione. Ecco perché al di là degli articoli della Costituzione, lei non è assolvibile, ma non è giusto far ricadere tutte le responsabilità su un uomo solo, però ci sono delle incongruenze, altri Assessori che non hanno onorato i compiti affidatigli, sono stati rimossi, senza, appunto, avere grandi colpe, (…) hanno centrato gli obiettivi però sono stati rimossi, una mozione seguirà poi con grande passione l'ultima giubilazione, lei che ha fallito su tutti i fronti anziché uscire dal campo e andare alle docce, siede ancora in un Assessorato strategico, perché signori colleghi stiamo parlando del "modello di sviluppo della Sardegna". Non è poca cosa! La continuità territoriale significa il modello di sviluppo della Sardegna, proprio perché noi Sardisti non ci avventuriamo nel campo tecnico giuridico, ma avevamo individuato delle soluzioni che avevano arrecato dei benefici, ecco il ricorso all'ex articolo 87 "aiuti sociali" oppure la pretesa nei confronti dello Stato di rispettare la legge 144 del '99, frutto di battaglie politiche anche sardiste, non solo, e deve vedere un Presidente che va a Roma per la sacrosanta battaglia sulle spettanze, ma anche marciare a Bruxelles per rivendicare il gap strutturale derivante dall'insularità. Qui non si tratta di citare articoli della Costituzione. Io non riesco a capire perché giace ancora nei cassetti quella mozione firmata dall'onorevole Balia, e sottoscritta anche da Atzeri e Sardisti, che riguardava l'immotivata cacciata della Sardegna dall'Obiettivo 1. Ho ricordato altre volte che noi sardi siamo schizofrenici, non abbiamo un rappresentante europarlamentare anche grazie alla distrazione, all'ignavia di un senatore diessino che ha impedito, con la sua astensione, che il collegio della Sardegna fosse scorporato dalla Sicilia e ci facciamo tutelare da un europarlamentare siciliano. L'ho detto altre volte: "Ma è mai possibile questo? Ecco, dico, ma al di là dell'articolo 3 della Costituzione, c'è un altro valore comunitario, la coesione sociale. Come si fa? Noi in Sardegna non possiamo pensare, ricorrendo agli imbrogli politici, a ponti sullo stretto, noi abbiamo un dramma, il grosso dramma dell'insularità! E abbiamo purtroppo un modello Soru che ha fallito su tutti i fronti. In politica, non è vergogna, anzi intelligenza, ammettere i propri errori, abbiamo sbagliato, fermiamoci e vediamo di correggere il tiro, anche perché mi risulta che il garante, l'autority stia rivolgendo pesanti attenzioni nei confronti della Sardegna perché ormai la Comunità, l'Unione europea impone la libera concorrenza e tende a rompere il regime di monopolio e questo non è stato fatto. Quando noi vi avevamo diffidato, e ricordo anche l'onorevole Floris, dal non avventurarvi in gare senza risorse, con protervia il Presidente Soru ha trascinato tutti in questo imbuto che dura due anni, di vergogna, un popolo messo in… centinaia e centinaia di ore di ritardo e scempi vari, e tutti zitti. In due anni non ho sentito una presa di posizione. Allora, noi pensiamo che sia giunto il momento di dedicare al limite una sessione straordinaria su questo dramma. Ecco perché hanno fatto bene i Riformatori a riportare all'attenzione del Consiglio, e spero in Commissione, un problema che interessa tutto il Consiglio regionale. Non è più tollerabile questa situazione, anche perché si sta incartando in mille contraddizioni e lo si vedeva fin dall'inizio questo, che affondava nelle fanghiglie delle contraddizioni, non c'era speranza. Quindi lei, quando mi sono permesso di chiedere le dimissioni, mi creda, non c'è nulla di personale, ma nulla di personale. Il mio discorso è squisitamente politico e posso dire che i Sardisti si ispirano al clima che vige nelle aziende: quando un manager non c'entra gli obiettivi va agli spogliatoi, accappatoio e a casa!
Quindi, Assessore, prenda in considerazione il mio consiglio, se lei è già stato trasformato in una protesi insignificante, vedasi dipartimento, e non è più un organo politico, come nella mente assurda di qualcuno esiste già questo percorso, si ricordi che esiste ancora la legge numero 1, che le dà autonomia, radicamento, deve difendere le posizioni. Lei ancora è forte e faccia rispettare la legge numero 1, perché veramente e senza esagerazioni, se il Consiglio non riacquista la propria spina dorsale e diritti alla propria dignità, qui ci sarà una deriva presidenzialista che vede una buona parte finalmente anche dei DS fortemente preoccupata, fortemente preoccupata. E quando affronteremo la mozione sul caso Dessì, potremo approfondire meglio e far vivere con serenità, ma in tempo, questi pericoli, perché su questa Regione si sta abbattendo una nube peronista.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Atzeri. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Io vorrei sottolineare che questo dibattito, che a molti può sembrare spento, ma che sottolinea un aspetto particolare, la presa d'atto da parte del Consiglio regionale, ed emerge negli interventi di tutti i colleghi di centrodestra o di centrosinistra o di centro, che il progetto di continuità territoriale della Giunta Soru è fallito. Io credo che con molto charme, con molta delicatezza, con molta attenzione anche i colleghi che sono intervenuti in Aula del centrosinistra abbiano sottolineato l'inefficacia e l'inefficienza del sistema dei trasporti da e per la Sardegna. Qualcuno non si è limitato a sottolineare l'inefficienza e l'inopportunità della legge dell'applicazione della continuità territoriale aerea, si è fatto cenno anche a quello che succede nei trasporti via mare, si è fatto poco cenno a quello che succede, al dramma che viene vissuto soprattutto nel periodo estivo da parte dei trasportatori, per quanto riguarda le merci, all'insufficienza totale delle tratte e dei mezzi messi a disposizione per il trasporto merci. Perciò, un punto credo che questa mozione l'abbia messo in risalto: questa continuità territoriale non va, questa continuità territoriale è fallita. Quest'estate abbiamo vissuto momenti, non esito a dire, drammatici nel trasporto aereo. Ricordo che in quest'aula ho paragonato quel periodo, ma non solo quel periodo che si protrae purtroppo, un po' all'avventura che molti disgraziati dei Paesi nordafricani vivono, per cercare di raggiungere clandestinamente l'Italia. Bene, noi non clandestinamente, ma quasi, cerchiamo di raggiungere la penisola e dalla penisola cercano di raggiungere la Sardegna. Credo che il paragone sia molto centrato, anche quando si afferma che generalmente per un certo periodo uno su mille ce la fa, uno su mille riesce a prenotare per tempo circa da dieci a quindici a un mese prima per poter avere la certezza del volo; quando questa certezza si pensa di averla acquisita ci si presenta agli aeroporti e i voli vengono cancellati o si va in overbooking; quando si cerca di cambiare volo, altro fatto che non è ancora emerso nella discussione dell'Aula, è che ci si propone in lista d'attesa, perché non si trova mai posto immediatamente disponibile su altre tratte, e si perde automaticamente il diritto alla continuità territoriale. Nel senso che se sono prenotato su un volo Cagliari-Roma, per esempio, e voglio trasferirmi in un volo Roma-Olbia o viceversa, in quel momento, non essendo stato prenotato ma entrando in lista d'attesa io perdo, noi sardi perdiamo tutti il diritto alla continuità territoriale e si paga il biglietto pieno. Se vuole le posso dare gli estremi di quello che sto dicendo, Assessore, per esperienza diretta e non solo, fatta rilevare anche per iscritto presso la Meridiana del Leonardo da Vinci, per cui…
BROCCIA, Assessore tecnico dei trasporti. Mi dia gli estremi.
CAPELLI (U.D.C.). Le darò gli estremi, ma sono stati anche pubblicati. Le darò volentieri gli estremi perché ritengo che questo sia un altro abuso da parte delle compagnie aree. Possiamo verificarlo anche insieme andando in aeroporto e ponendoci in lista d'attesa e lei potrà verificare che tutti i sardi e tutti quelli aventi diritto perdono l'opportunità di avere i benefici della continuità territoriale.
DEDONI (Riformatori Sardi). C'è scritto oggi nel giornale.
CAPELLI (U.D.C.) Ripeto, non voglio addentrarmi, è un fatto facilmente riscontrabile. Ecco perché al di là di questo esempio che la prego di verificare, Assessore, mi spaventa questo nuovo federalismo. Vede, io sono uno di quelli che in coscienza, e me ne assumo la responsabilità, non ha lavorato a favore della modifica dello Stato italiano in senso federale secondo la proposta che è andata a referendum, non ho condiviso il metodo e, per certi versi, sono rimasto colpito da quello che poteva rappresentare quella modifica, cioè 20 ragioni per 20 regioni, 20 sistemi sanitari e, probabilmente, oggi stiamo riscontrando anche 20 sistemi di trasporto diversi, sistemi intesi come costi, come opportunità garantite dalla Costituzione e come richiamate poc'anzi da altri colleghi per tutti i cittadini italiani. E mi spaventa, infatti, quanto portato a casa dal presidente Soru, non in termini di risultati assoluti, sui quali ancora non abbiamo l'opportunità di addentrarci perché non abbiamo la possibilità di un riscontro diretto numerico, ma, io mi rendo conto che questa modifica dell'articolo 8 dello Statuto della Regione che comporta anche un trasferimento di confunzioni relative alla continuità territoriale oltre a quelle relative al trasporto pubblico, locale, ferrovie Sardegna e ferrovie meridionali sarde, sono quasi la chiusura di un sistema federale che mi riporta al teorema sardista e al teorema quasi indipendentista. Perché, praticamente, secondo questo noi dovremo, aimè, e se questi sono i risultati ad oggi cosa sarà domani, gestirci improprio il sistema dei trasporti senza nessun intervento da parte dello Stato dal 2009 in poi, come recita, appunto, il comma 8 dell'articolo 102 proposto per la modifica dello Statuto, così come ci dovremo caricare il sistema sanitario. Allora mi chiedo, quale è il rapporto Stato-Regione? L'organizzazione della pubblica sicurezza? Credo che ci rimanga solo quello e le prefetture, per il resto stiamo concludendo il teorema indipendentista, una Regione che può sostenersi da sola, che non ha bisogno dello Stato, che non ha bisogno della solidarietà e della sussidiarietà, che non ha bisogno perché si regge da sola con le entrate Irpef e con le entrate Iva, che sono entrate dello Stato e sono prodotte in Sardegna, perciò, se sono prodotte in Sardegna ce le possiamo ritirare per i 10 decimi è non per i 9, ce le possiamo ritirare per i 10 decimi e non per i 7 decimi ed essere completamente autonomi. Allora la mia mente va al teorema sardista, vuoi vedere che avevano ragione? Vuoi vedere che hanno ragione gli indipendentisti? Perché noi possiamo, dicendo: "Abbiamo guadagnato maggiore autonomia" abbiamo guadagnato l'indipendenza, che cosa rimane dei trasferimenti dello Stato? Una continuità territoriale che non esiste alla quale noi non accendiamo? Anzi, sorridiamo e dai banchi della Giunta si sorride, quando qualche collega dice: dobbiamo aprire una vertenza seria, dura con lo Stato per chiedere la compartecipazione dovuta per l'abbattimento delle tariffe di trasporto aereo. Non mi ricordo tali e simili sorrisi nel momento in cui si rappresentava una categoria produttiva, allora era sempre lecito chiedere di più e di tutto, ma oggi non è più lecito chiedere e sostenere quanto è dovuto, anche per la continuità territoriale, allo Stato. Bene, io sono preoccupato di questa deriva indipendentista, sono preoccupato perché prima di essere totalmente autonomi dobbiamo essere, noi, in grado di dimostrare e di avere la capacità di esercitare l'autonomia e questi due anni e mezzo sono un esempio chiaro e lampante, non solo per quanto riguarda i trasporti che in una ipotetica classifica io ho inserito al penultimo posto tra le capacità di produzione politica da parte della Giunta, cioè all'undicesimo posto, ma per tutto l'insieme della politica che noi stiamo sopportando in questi due anni e mezzo, quello è il fallimento della capacità di gestione dell'autonomia che è altra cosa dal chiedere di essere totalmente autonomi. Io credo che qualcuno, più su di noi, ci aiuti perché questo non avvenga.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli, aveva concluso?
CAPELLI (U.D.C.). Sì.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). La mozione che è stata presentata dall'opposizione, per chi l'abbia letta con attenzione, si dimostra come un contributo che i Gruppi del centrodestra danno a questo Consiglio e, noi riteniamo anche alla stessa Giunta, un contributo che non è fatto minimamente da una critica, diciamo, politica, aprioristica o addirittura personale, contro nessuno, ed è invece ampiamente dedicata ad individuare alcune possibili soluzioni per il problema della realtà dei collegamenti aerei tra la Sardegna e il continente. E' una mozione, tra l'altro che, anche nell'indicazione del tema non si limita soltanto alla continuità territoriale, ma pone a fuoco, cerca di porre a fuoco l'analisi ma anche la proposizione di alcune soluzioni per quanto riguarda il sistema dei collegamenti aerei complessivamente. Certamente una parte in certi casi molto pungente ma, solo per semplice realismo, descrive una situazione veramente difficile, assolutamente negativa non solo per i sardi ma anche per chi, invece, non essendo residente vuole raggiungere la nostra Isola, che si è verificata negli ultimi mesi. Direi che è stata fin troppo cauta, fin troppo equilibrata la descrizione contenuta nelle prime righe di questa stessa mozione. Il dato di fatto da cui partiamo è un ripetersi veramente ossessivo di episodi negativi con ritardi, cancellazione di voli, assistenza dei passeggeri ormai a livelli non certamente degni della nostra civiltà europea ed italiana, una situazione di precarietà, di aliatorietà, che sta effettivamente condizionando sia la possibilità, la capacità di mobilità dei sardi ma sta soprattutto gettando un'ombra molto negativa, molto brutta sul sistema dei trasporti sardi che condiziona, in particolare, lo sviluppo turistico. La descrizione negativa è certamente rivolta al sistema della continuità territoriale così com'è stata progettata e attuata ma, la descrizione è negativa anche per lo sviluppo del trasporto low costo che, fino a qualche anno fa, aveva fatto intravedere possibilità di sviluppo veramente grandissime e che, oggi, ha visto una serie di progetti non avviati alla conclusione o interrotti bruscamente, comunque, una serie di prospettive di sviluppo di questo tipo di trasporto che è certamente centrale, fondamentale per lo sviluppo turistico che, attualmente, certamente, non è promosso e gestito con dei sistemi e comunque con dei risultati all'altezza delle aspettative. La mozione, tra l'altro, si spinge anche ad una proposta che prende atto di una realtà e cioè, da un lato che questo sistema della continuità territoriale che è stato attuato ha dato dei risultati positivi al suo inizio, lo ha ricordato il presidente Floris, l'impostazione originaria, e questo non lo diciamo noi, ma, credo che lo abbiano riconosciuto negli anni scorsi i cittadini sardi che hanno dato, evidentemente, nei fatti una risposta certamente positiva frequentando, utilizzando questo servizio a basso costo nei primi anni e gestito sia pure con i limiti propri anche di un'esperienza iniziale, ma certamente gestito e avviato con un buon grado di soddisfacimento della domanda di servizio e che quindi poteva essere, quando è iniziata l'esperienza di governo del centrosinistra qui in Sardegna, allo scadere dei due più uno anni di avvio, di validità del decreto, poteva essere valutato, migliorato, portato a compimento, seguito anche con una trattativa con lo Stato che fosse capace di ottenere adeguati trasferimenti di risorse finanziarie, che poteva e doveva essere completato anche con l'estensione della continuità territoriale anche al trasporto delle merci. Ma è accaduta una cosa che noi non giudichiamo certamente, non abbiamo giudicato positiva fin dall'inizio e cioè la presunzione da parte di questo Governo regionale di voler entrare e stravolgere completamente, dando lezioni a tutti di competenza, di alta competenza e di capacità imprenditoriale nel gestire questo tipo di problemi e invece dimostrando nei fatti un lampante, evidentissimo fallimento che a noi non conviene neanche più di tanto rimarcare in quest'Aula perché lo sperimentano quotidianamente, ora per ora, i cittadini sardi. Voi potrete anche difendere questo sistema, quest'esperienza di governo in questo settore ma purtroppo è sotto gli occhi di tutti che è andata così, sta andando così!
Ora, la mozione non si limita però soltanto a criticare quanto è avvenuto e non è avvenuto e non si conclude certamente neanche e semplicisticamente con un atto di censura nei confronti del Presidente o dell'Assessore. Sperimenta, sottolinea un dato di fatto: che questo sistema, quello vigente, che tra l'altro è confuso, che è un miscuglio di decisioni, un'alternanza di prese di posizione, di decisioni che poi dopo sono state smentite dalle autorità statali, da quelle europee, dai giudici di ogni livello che hanno portato a questa situazione. Ma il problema che ci dobbiamo porre noi oggi è come uscire da questa situazione. Allora si esce da questa situazione affrontando il problema con una buona dose di realismo e anche con un pochino di umiltà, magari riconoscendo anche gli errori fatti perché in certi casi può essere utile. Tra la scelta della prosecuzione di un regime di continuità territoriale sia che lo si voglia fare con la contribuzione statale, così come rimarcato, insistendo su questa scelta, dal presidente Floris, sia che si voglia sperimentare qualche altro sistema, così come chi ha proposto questa mozione ha scritto e cioè prendendo atto che il regime della continuità territoriale presenta molti problemi applicativi e presenta anche alcuni dubbi sulla compatibilità con il regime della libera concorrenza che, d'altra parte, non è un'invenzione degli estensori di questa mozione, ma fa riferimento a un pronunciamento autorevole, proprio quello dell'Autorità nazionale sulla concorrenza. E allora affaccia anche una possibilità e cioè che si esamini, quanto meno si verifichi se si può cambiare registro e verificare la possibilità e l'utilizzo di altri sistemi. Si affaccia la possibilità quanto meno di sperimentare, di studiare un sistema che è quello degli aiuti a carattere sociale, che sono compatibili con le norme dell'Unione Europea, che forse possono presentare un onere finanziario piuttosto consistente ma che, d'altra parte, potrebbero permettere una soluzione dei problemi e che potrebbe oltretutto estendere il tipo di agevolazione non solo ai residenti, ma anche ai non residenti dando un impulso quindi al turismo. Comunque sia noi dobbiamo uscirne e dobbiamo uscirne non appassionandoci soltanto ai metodi perché come la medicina migliore non è quella che viene scritta per decreto, magari dall'Assessore, ma è quella che riesce a guarire il malato, la migliore continuità territoriale possibile è quella che riesce a funzionare. Finora voi non siete riusciti a farlo. Forse affidando a un dibattito serio, a un confronto più serio si riuscirà a trovare qualche soluzione operativa.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa. Era l'ultimo intervento.
Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore tecnico dei trasporti.
BROCCIA, Assessore tecnico dei trasporti. Grazie, signor Presidente, signori consiglieri. La mozione che è stata presentata e il dibattito che ne è conseguito per il contenuto della mozione, per alcune affermazioni che sono state fatte contengono alcuni errori che è meglio sanare, recuperare per avere più chiaro, più reale il quadro su cui si vorrebbero fare degli interventi. E' sicuramente per esempio un errore - e sono sicuro fatto in buona fede - scrivere che il code sharing fra Alitalia e Meridiana è scaduto il 30 settembre scorso. Il code sharing fra Meridiana e Alitalia è un accordo firmato a metà dello scorso luglio, della durata di tre anni, che scadrà a luglio del 2009. L'accordo, che si sostanzia nella possibilità di vendere biglietti nella tratta Roma-Cagliari, Cagliari-Roma da parte sia di Alitalia che di Meridiana al di là di chi effettua il viaggio, è un accordo che proseguirà per il triennio a prescindere dall'esito della vicenda legale che riguarda l'esclusione di Alitalia dal bando della continuità territoriale e per cui si deve pronunciare il Tar in maniera definitiva nei prossimi giorni e poi non so se finirà lì oppure ci sarà anche una decisione, un pronunciamento del Consiglio di Stato.
Altro errore, anche questo sicuramente in buona fede, riguarda la supposta riduzione del numero delle tratte. Il numero dei collegamenti in essere è determinato dal decreto della continuità territoriale, varia a seconda che parliamo del periodo estivo e del periodo invernale. Dimostrerò che il numero dei collegamenti attualmente in vigore in continuità territoriale è significativamente superiore al numero dei collegamenti in vigore con la vecchia, lo dico fra virgolette e poi si comprenderà spero meglio nel prosieguo del mio intervento, rispetto alla "vecchia" continuità territoriale. E' significativamente maggiore. E' un errore scrivere che la Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione contro la continuità territoriale in Sardegna. La CEE ha avviato un'indagine conoscitiva a cui la Regione e il Ministero hanno già risposto. E' possibile che la CEE, che la Commissione decida di aprire una procedura di infrazione. Io spero che di questo non ce ne gioviamo, ma sono sicuro che tutti insieme faremo una battaglia in Commissione europea per farci salvaguardare il diritto della continuità territoriale su cui siamo tutti d'accordo in linea di principio e dove poi ci divide, ma forse ci divide anche qualche non approfondita conoscenza del sistema.
Non è vera l'affermazione - io qui potessi dirlo con la veemenza che non ho, che non possiedo, la utilizzerei tutta - non è vera l'affermazione che è stato abbandonato un metodo che funzionava per adottarne uno che non ha funzionato. E non è vero, è falso, che il metodo Soru della continuità territoriale ha fallito e l'altro no. Non comprendere che siamo dentro lo stesso metodo, che stiamo dentro lo stesso regolamento, che si sta applicando la stessa regola che ha applicato il presidente Floris nel 2000, significa o essere in mala fede, ribadisco, o essere in mala fede oppure non conoscere quali sono le regole che sono a capo, che governano la continuità territoriale, non in Italia, non nel nostro paese, ma in Europa, che è l'unico Regolamento a cui dobbiamo attenerci. Non è pensabile, non si può parlare di vecchio metodo e nuovo metodo facendo finta di dimenticare - e nella stragrande maggioranza degli interventi, non in tutti, ma in quasi tutti gli interventi, forse tranne uno - si è fatto finta di dimenticare che fino al 2003 la Regione Sardegna ha avuto a disposizione significative, importanti risorse finanziarie per la continuità territoriale e che alla fine del 2003, con una scelta stupida, con una scelta stupida, con una scelta stupida, la Giunta regionale decise di rinunciare ai finanziamenti dello Stato per la continuità territoriale! Non ho nessuna responsabilità di questo, non ha nessuna responsabilità questa Giunta, questa maggioranza, il presidente Soru di quella decisione scellerata che è stata assunta alla fine dell'anno 2003, quando si doveva decidere la nuova continuità territoriale per il periodo 2004, 2005, 2006! Non si può far finta di dimenticarle queste cose, ed è codardo, in una discussione così importante, far finta di dimenticarle! E' codardo, in una discussione così importante, far finta di dimenticarle! Quanto è avvenuto nel mese di maggio, con esclusione di Alitalia, e le pesantissime conseguenze che abbiamo avuto nei mesi successivi, giugno e di luglio - poi spiegherò perché parlo di giugno e luglio - è stato sotto gli occhi di tutti, sono mediamente intelligente per non capire cos'è successo e ho profondi ricordi di quei giorni e di quelle notti per la responsabilità che portavo e porto per non ricordare cos'è successo nel mese di maggio, nel mese di giugno e nel mese di luglio. Le pesantissime ripercussioni sul nostro trasporto aereo, sulla regolarità, sulla puntualità, sull'efficienza dei servizi è stata pesantissima! Nel mese di giugno e di luglio solo 6 voli su 10 sono stati puntuali, 4 voli su 10, quasi la metà dei collegamenti in continuità territoriale dalla Sardegna per Roma e Milano, avevano un ritardo superiore ai 15-20 minuti, nel mese di giugno il 9, quasi il 10 per cento dei voli ha subito un ritardo superiore alle 2 ore! Un volo su 10 aveva un ritardo superiore alle 2 ore! Nel mese di giugno e di luglio la puntualità dei collegamenti da Cagliari con Roma e con Milano era pari, appunto, al 60 per cento, nel mese di agosto è stata pari all'85 per cento, nel mese di settembre - non abbiamo il dato definitivo e per ora siamo fermi al 20 settembre, se non ricordo male - è pari all'82 per cento. La puntualità, la puntualità dei nostri collegamenti nel mesi di agosto è stata pari all'85 per cento, nel mese di settembre, fino al 20 se non ricordo male, è stata pari poco sotto o poco sopra all'80 per cento...
ATZERI (Gruppo Misto). Sempre in Sardegna?
BROCCIA, Assessore tecnico dei trasporti. ...stiamo parlando della Sardegna, sì, porto questa responsabilità per ora! Nel Cagliari-Roma, nel mese di giugno, la puntualità ha riguardato il 63 per cento dei voli, nel mese di luglio il 69 per cento, nel mese di agosto il 91 per cento dei voli. Nel Cagliari-Milano nel mese di giugno e di luglio la puntualità ha riguardato il 70 per cento dei voli, nel mese di agosto all'85 per cento dei voli, nel mese di settembre, il dato che abbiamo a disposizione anche in questo caso il 20 settembre, l'83 per cento dei voli. Nell'Alghero-Milano si è passati dal 69 per cento di giugno, al 66 per cento di luglio, all'84 per cento di agosto, all'80 per cento fino al 27 di settembre. Nell'Alghero-Milano si è passati dal 64 per cento di luglio, all'82 per cento del mese di settembre, non completo perché mancano i dati degli ultimi giorni. Cito ancora solo questo, nell'aeroporto di Olbia, nel collegamento con Roma, si è passati dal 60 per cento di voli puntuali - la puntualità è data... il ritardo entro 15 minuti non è considerato, è una regola dell'aviazione civile, entro 15 minuti non è considerato ritardo - a luglio, a Olbia, il 60 per cento dei voli era puntuale, ad agosto è stato l'80 per cento, a settembre, fino a qualche giorno prima della fine del mese, è stato dell'85 per cento. Da gennaio ad agosto è cresciuto del 6 per cento il numero dei passeggeri, più 208 mila persone hanno preso l'aereo per venire in Sardegna o per ripartire dalla Sardegna, i dati di crescita del traffico aeroportuale sono costanti e riguardano il dato complessivo, riguardano il dato dei low cost, riguardano il dato dei collegamenti in continuità territoriale, e cioè Milano e Roma, riguardano il dato degli altri collegamenti nazionali che non sono ancora in continuità territoriale. Nel 2004 i passeggeri della Cagliari-Milano sono stati, da gennaio ad agosto, 438 mila, nel 2006 sono stati 468 mila, più 7 per cento! Nel mese di giugno, nel mese di luglio e nel mese di agosto, mettendo a confronto i 2 anni, la crescita è stata del 10 per cento, più 10 per cento di passeggeri che hanno utilizzato l'aereo nei collegamenti della continuità territoriale. Nei collegamenti con Roma la crescita è stata un po' minore, più 3 per cento, ma dobbiamo considerare che da quest'anno sono costanti e giornalieri i collegamenti con Palermo e Firenze, che hanno spostato lì molto del traffico di chi prendeva l'aereo da Roma, infatti, la crescita complessiva di quegli aeroporti è stata dell'8 per cento! Sono dati che sono a disposizione di chiunque li voglia, eventualmente, esaminare ed approfondire. Nei collegamenti da Cagliari con Roma nel mese di agosto, che è stato il mese dove la domanda è stata la più pressante, più forte, i posti offerti ai passeggeri sono stati 123 mila, i posti occupati, la domanda, è stata pari a 77 mila, con un load factor del 63 per cento. Io faccio un'affermazione un po' pesante qui, io sfido chiunque, vi do il dato del 12 agosto che è stato il giorno col traffico più intenso, il 12 agosto c'erano 1.921 posti a disposizione e ne sono stati occupati 1.799. Il 27 agosto, altro dato importante per il rientro, c'erano 1.900 posti a disposizione e ne sono stati occupati 1.800. Io sfido chiunque, io sfido chiunque a dimostrare che da quando c'è questa nuova continuità territoriale, al di là di quanto è successo nel mese di giugno e nel mese di luglio, per le conseguenze, per quello che è avvenuto con la gara - che non era una gara, era un bando eccetera, eccetera - sfido chiunque a dimostrarmi che per quel giorno, per partire dalla Sardegna in continente o per venire in Sardegna dal continente, in quel giorno, non ha trovato posto sull'aereo! Può non aver trovato il posto alle 7 del mattino, può non averlo trovato alle 19 e 20, ma io sfido chiunque a dimostrarmi che nell'arco della giornata non c'erano posti a disposizione per chiunque, per chi voleva uscire dalla Sardegna e per chi voleva entrare nella Sardegna. Nell'agosto del 2004 i collegamenti con Milano - si sviluppa il maggior traffico turistico l'estate con Milano da Cagliari, non con Roma, come sapete - erano 434, nell'agosto del 2006 i voli sono stati 639, cioè il numero dei voli è cresciuto del 47 per cento rispetto alla cosiddetta, l'avete detto voi, vecchia continuità che funzionava, forse a meraviglia, peccato che lì...peccato, no bene...che lì c'erano 70 miliardi di vecchie lire a disposizione e qui non c'è stato un centesimo di euro a disposizione. Si è parlato, se ne parla nella mozione e se n'è parlato diffusamente nel dibattito dell'applicazione dell'articolo 87, dell'articolo 87 e del trattato della Comunità europea. E' un sistema, e ha perfettamente ragione l'onorevole Floris, in Europa ci sono 300 rotte in continuità territoriale, 300! la Francia ne ha 122, la seconda mi pare la Norvegia o il Portogallo e poi via via, via via ci sono in Grecia ci sono in Svezia c'è… non ricordo tutti i Paesi. Di questi 300 collegamenti in continuità territoriale solo il collegamento delle isole Azzorre e un collegamento con le isole minori in Svezia funziona con il sistema del cosiddetto, dell'articolo "87" del trattato cioè l'aiuto sociale. Non è casuale, credo valga la pena approfondirlo questo aspetto dato che si vuole fare su questo una riflessione, una discussione seria, non è casuale che non solo è assolutamente residuale ma il comune denominatore di quel sistema adottato riguarda il fatto che stiamo parlando di isole disabitate dove i passeggeri sono pochi e non è vero, qui correggo parzialmente l'onorevole Floris che la Corsica si appresta ad applicare il regolamento che applichiamo noi, la Corsica dal mese di giugno del 2005 applica il "2408" che è il regolamento che applichiamo noi per la continuità territoriale con la differenza che la Corsica ha 60 milioni di euro di contributo dallo Stato e che la Sardegna ha avuto zero centesimi di euro di contributo dallo Stato per la sua continuità territoriale.
Le tariffe, e non è vero che in Corsica ha funzionato e bene l'aiuto sociale, i collegamenti con Parigi sono sempre stati fatti in regime di continuità territoriale come il nostro, sempre, da quando esiste la continuità territoriale in Corsica e cioè vent'anni, i collegamenti degli aeroporti corsi con Parigi è stato fatto nell'ambito dell'imposizione degli oneri di servizio pubblico, quindi del regolamento "2408" per pochi anni e l'hanno abbandonato subito, è stato usato l'aiuto sociale, lo definisco così l'articolo 87 ed è stato subito… c'è letteratura c'è infinito dibattito in Corsica su questo sistema e sulla necessità di superare questo sistema, sorvolo sulle tariffe, Ajaccio - Parigi che può essere paragonato alla nostra Cagliari - Milano costa per i residenti 190 euro, Cagliari - Milano costa per i residenti 143 euro, per i non residenti costa 328 euro, la Cagliari - Milano per i non residenti da noi costa 263 euro e i 190 euro e i 328 euro della Corsica comprendono il contributo che hanno avuto per organizzare quella rotta, contributo che ho fatto un semplice calcolo, ho fatto una semplice divisione, ammonta a circa 40 euro per ogni persona che ha deciso di prendere l'aereo. Io credo che, no volevo dire anche questo, volevo dire questo, io sono pronto, io sono pronto a ragionare con chiunque sia in grado di dimostrarmi, non con gli articoli del giornale, no, l'ho verificata quella cosa l'ho verificato, ho rintracciato quel signore, ho parlato stamattina con quel signore e so che cos'è quella cosa…
Lasciamo perdere la polemica politica, e anche quella dei giornali, lasciamo perdere, è passato il tempo che se lo dice il giornale vuol dire che è vero, credo che è passato per tutti noi ok? Io sfido chiunque a fare un ragionamento con me che mi dimostri che in ambito di frequenze garantite, in ambito di collegamenti effettuati nei periodi, per le ore, per le fasce orarie che devono garantire il fatto che vai a Milano, a Roma, ci stai un po' e torni, io sfido chiunque a dimostrarmi che ci sono prezzi inferiori a quelli praticati per i residenti che esistano in Italia o in Europa, prezzi inferiori a quelli praticati per i residenti in Sardegna, io sono pronto su questo, sfido, dimostratemi con il biglietto, non con gli articoli o le lettere sui giornali, con la copia del biglietto, prezzi inferiori in tutta Europa a quello che è praticato per i sardi in questa tanto vituperata e per certi versi a ragione, alla luce di quanto è successo nel mese di giugno e luglio, continuità territoriale. Io credo, e sto finendo, forse ho bisogno solo di un minuto, io credo che la questione dei trasporti, e sono d'accordo e della continuità territoriale è troppo seria e troppo importante…
PRESIDENTE. Sì Assessore concluda!
BROCCIA, Assessore tecnico dei trasporti. Per non inquadrarla in una situazione più ampia del nostro trasporto aereo, quando è stata presentata la mozione, chi l'ha presentata o parte di chi l'ha presentata ha fatto il libro bianco sulla continuità nera, adesso non ricordo con precisione il titolo, c'erano 300 o 200 fotocopie di articoli di giornali sardi che raccontavano le pene che abbiamo passato nel mese di giugno, nel mese di luglio, mi ha colpito una cosa e lo dico in maniera molto sincera, non c'era tranne due della stampa, non c'era nessun articolo nazionale, eppure nel mese di luglio, a fine luglio e nel mese di agosto, la stampa nazionale era piena dei disservizi, delle disfunzioni del sistema aereo italiano, non lo dico perché mal comune mezzo gaudio ma se anche la nostra continuità territoriale non la inquadriamo nella situazione più generale del nostro trasporto aereo che è in crisi, che non funziona, che ha un ente che non è in grado perché è impedito, perché non ha le risorse, non lo so di svolgere le sue funzioni effettivamente di controllo se noi non ci sforziamo di fare un ragionamento della nostra continuità rispetto a un quadro più generale, io credo che non stiamo facendo un piacere alla Sardegna, non possiamo prescindere dal fatto che parlare di continuità territoriale e parlare di libera concorrenza è dire due cose diverse, o decidiamo di avere la libera concorrenza e allora c'è la libera… vola chi vuole e paghiamo quello che ci chiedono di pagare e ciccia o facciamo la continuità territoriale, continuità territoriale e libera concorrenza insieme sono due cose che non stanno né in cielo né in terra, non lo dico io, lo dicono le 300 rotte di continuità territoriale esistente in Europa, andate a trovarmi in quale aeroporto dove c'è la continuità territoriale e dove c'è la libera concorrenza…
PRESIDENTE. Assessore, la prego concluda!
BROCCIA, Assessore tecnico dei trasporti. Ho finito, andate a trovarmi anche in Francia quando ha funzionato l'aiuto sociale, quanta concorrenza ha portato, ha determinato l'aiuto sociale, è vero, vi assicuro ho i dati, è zero! Chi ha volato è "Air France" che ha fatto un'intesa, un accordo con una società pubblica corsa, si sono messi d'accordo e hanno effettuato i voli previsti …
Finisco, ho finito dicendo questo, che forse anche rispetto ai dibattiti che abbiamo fatto nel passato, serve un po' di coerenza, io ricordo qui l'ultima discussione sulla mozione della continuità territoriale, una mozione di centrodestra o parte del centrodestra che proponeva, si può fare la continuità territoriale senza soldi e grazie ai low cost. Son passati 3 o 4 mesi per cambiare parere in maniera così incoerente, in maniera così superficiale, in maniera, e su questo sono d'accordo, che se vogliamo provare a migliorare quello che è migliorabile serve che facciamo una discussione seria, coerente e serve che abbiamo un quadro chiaro della situazione.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Ha domandato di replicare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io la ringrazio, ringrazio Presidente e devo dire che se non vivessi in Sardegna, sarei rimasto convinto della accalorata difesa che ha reso in aula l'Assessore ai trasporti. Può darsi che l'Assessore ai trasporti abbia anche convinto qualcuno dei colleghi che sono presenti in aula, io credo che difficilmente avrà convinto i sardi e devo anche dire che mi farò dare il resoconto stenografico delle dichiarazioni che ha reso in aula l'Assessore questa sera in maniera tale che la prossima mozione che discuteremo sul sistema dei trasporti in quest'aula si baserà sui dati che l'Assessore ha fornito in Aula. Perché di tutte le cose che ha detto su una siamo sicuramente d'accordo, quando lei ha detto, Assessore, che ci divide la non approfondita conoscenza del sistema. La cosa grave è che io sono convinto che sia lei che non conosce in maniera approfondita il sistema! E sono convinto che sia grave che l'Assessore regionale ai trasporti sia sostanzialmente fuori dalla conoscenza di dettaglio del sistema dei trasporti che vige in Sardegna! Nessuno ha detto, Assessore, almeno io non l'ho sentito da nessuno degli interventi, che ci sia una discontinuità tra la vecchia e la nuova continuità territoriale. Semplicemente è stato detto da noi che non è detto che il sistema che va bene nel 1999 o nel 1996 vada bene per forza anche nel 2006! E le trecento pagine che le sono state date, le sono state consegnate, col libro bianco dell'estate nera dei trasporti sardi sono la testimonianza di questo! Mancano le pagine dedicate alla Sardegna dei quotidiani nazionali perché, come è stato detto, la rassegna stampa che abbiamo utilizzato è quella della Regione Sardegna. Sulla rassegna stampa locale! Altrimenti il libro, invece che trecento, avrebbe avuto probabilmente cinquecento pagine dedicate alla Sardegna! Ma il nostro compito non era quello di fare un libro grosso, era di darle testimonianza di quello di cui tutti noi siamo convinti, perché anche i consiglieri di maggioranza che sono intervenuti hanno detto la stessa cosa; e cioè che questa continuità territoriale della Sardegna non funziona! Su un'altra cosa io sono d'accordo con lei, Assessore, quando lei ha detto alla fine del 2003, poi insomma si può entrare nel dettaglio: "Ci fu una scelta stupida!". L'ha ripetuto tre o quattro volte, così sembrava ancora più stupida! E' la stessa scelta dell'articolo 102 della finanziaria nazionale, che dice al comma 5, che alla Sardegna sono trasferite le funzioni della cosiddetta contiguità territoriale - immagino che contiguità, l'ho detto già stamattina, significhi continuità! - bene, l'articolo 102, su cui la Regione Sardegna ha già dato il proprio concerto, prevede la scelta stupida - come lei l'ha definita! Stupida, stupida, stupida, stupida! L'ha definita così! Quattro volte stupida! - la prevede e la conferma! Ecco, io concluderei perché poi non giova riempire dieci minuti dell'intervento o i venti minuti delle repliche, che sono state concesse a lei, quanto ragionare sulle cose! Un collega ha detto che intervenire con il sistema degli aiuti sociali, sarebbe stato detto inn Commissione, significa 300 milioni di euro per gli attuali 3,3 milioni di passeggeri che vanno e vengono dalle destinazioni sarde a Roma e Milano. Secondo noi significa, con quei calcoletti rapidi che fa il presidente Soru, soltanto 40 milioni di euro, perché ci sono 25.600 voli per quelle destinazioni della Sardegna e con un costo unitario di 6.200 euro per ora di volo si arriva a 190 milioni di euro. Sottratti i 150 milioni, derivanti dai biglietti a 45 euro l'uno, rimangono 40 milioni di euro, di cui una parte sinora erano dati dallo Stato. Allora vorremmo sapere quali sono i dati sulla base dei quali l'Assessorato o chi parla per conto dell'Assessorato dice che servono 300 milioni di euro e non 30 milioni di euro! Perché probabilmente se avessimo questi dati, se tutti i consiglieri regionali avessero questi dati in mano, probabilmente, avremmo un modo di ragionare che, come dice l'Assessore, è più adeguato ai problemi. Io vorrei chiederle, Assessore, perché insomma lei ci ha parlato della puntualità dei voli da e per la Sardegna, quindi ci ha parlato di una sostanziale efficienza dei collegamenti di Air One e di Meridiana di quest'estate. Beh, l'80 per cento dei voli significa che il 20 per cento partono in ritardo! Vorremmo sapere a quanto ammontano i ritardi, cioè se sono ritardi di venti minuti, visto che lei ci ha detto che il limite fisiologico è quindici, o sono ritardi di due ore, di sei ore, cancellazioni dei voli? Eh, insomma questo sarebbe interessante saperlo! E se funzionano bene, vorremmo sapere perché le altre dieci rotte non sono partite! Perché noi abbiamo avuto la sensazione che non siano partite perché i vettori non erano in grado di garantirle e non l'abbiamo avuta soltanto noi questa sensazione, l'ha avuta anche l'ENAC! E allora ci dica lei perché non sono invece partite! Perché questa continuità territoriale perfetta non ha avuto modo di estrinsecarsi nelle altre dieci rotte assegnate dalla gara! E ci dica lei dov'è il "Cagliari-Mosca" che lei ha annunciato nel mese di gennaio in una trasmissione a Videolina! Io l'ho sentita quindi non posso essere smentito in questo! E ci dica lei perché se ne va via Easyjet! Per quale motivo l'aeroporto di Olbia, che è considerato un aeroporto ottimale da altre compagnie aeree che operano sul low cost, diventa improvvisamente un aeroporto povero di infrastrutture da parte di Easyjet! Ci dica come mai Easyjet, che nel primo anno di esercizio ha un coefficiente di occupazione degli aerei intorno all'80 per cento, dice che non c'è massa critica per portare da Luton i passeggeri a Olbia e a Cagliari. La sostanza è che il low cost senza avere un collegamento su Ciampino - perché anche l'Alghero-Ciampino lo avete cancellato con questa insana continuità territoriale che continuate ad applicare! - senza lo scalo di Ciampino, senza lo scalo di Linate, senza gli scali dei low cost… il low cost non può portare passeggeri in Sardegna dalle ventitré destinazioni europee che sono collegate con Ciampino e che potrebbero portare in Sardegna, in bassa stagione, i turisti dell'intera Europa! E ci spieghi anche come mai la Air Nostrum, e cioè la compagnia a cui la Regione Sardegna dà soldi per garantire il low cost con Madrid e Barcellona, continua ad avere, nonostante i finanziamenti della Regione, tariffe che non sono low cost - basta confrontarle con quelle che fa Ryanair sugli stessi scali! - e con un coefficiente d'occupazione che oscilla intorno al 40 per cento contro il 70-80 per cento che ha Ryanair. Ecco, Assessore, può darsi che lei sia stato anche convincente nella sua replica per qualcuno di noi, a me sembra che i dati che noi abbiamo dato e che abbiamo inserito all'interno della mozione siano incontrovertibili! Se lei giustamente ritiene che su questi dati - quelli che ha reso lei, quelli che abbiamo reso noi - il dibattito non sia chiuso e la penso anch'io così, beh insomma, continueremo sulla base di quello che lei ha detto a riportare in Aula il problema dei trasporti! E chiederemo al centrosinistra, che adesso è presente, di essere presente durante la discussione in Aula, di essere presente con interventi qualificati, di rispondere alle cose che dice l'Assessore con interventi di sostegno all'Assessore, non con interventi di critica come quelli che avete fatto! Perché ricordatevi, la garanzia del numero legale durante le mozioni spetta a voi! Perché noi non abbiamo il numero legale, qualunque mozione teoricamente voi la potreste far fallire senza far…
MARROCU (D.S.). Almeno chi ha firmato la mozione dev'essere presente in Aula!
VARGIU (Riformatori Sardi). Colleghi la garanzia del numero legale…
PRESIDENTE. Chiedo scusa colleghi, facciamo completare l'onorevole Vargiu! Chiedo scusa onorevoli colleghi, prego onorevole Vargiu continui!
VARGIU (Riformatori Sardi). Colleghi potete fare la gazzarra che desiderate e potete dire quello che volete! La garanzia del numero legale, se siete sereni ne convenite, spetta alla maggioranza perché la minoranza non ce l'ha mai! Nel senso che se noi veniamo in massa in Aula, siamo in trenta! Allora…
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, per gentilezza, facciamo completare l'intervento all'onorevole Vargiu!
VARGIU (Riformatori Sardi). Colleghi io non sto dicendo una cosa su cui siamo in disaccordo, sto semplicemente dicendo una cosa che è scontata! E cioè che la garanzia del numero legale la deve dare la maggioranza, perché la minoranza di fatto…
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Chiedo scusa, ma è stato un dibattito sereno, lasciamo concludere la replica dell'onorevole Vargiu? Prego onorevole Vargiu!
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Badate, ci sono le dichiarazioni di voto e voi potrete spiegare - se lo volete oppure me lo spiegate personalmente fuori dall'Aula! - qual è il motivo per cui improvvisamente la garanzia del numero legale non spetta più alla maggioranza! E secondo voi qual è il modo con cui la minoranza può arrivare a quarantaquattro consiglieri in quest'Aula! Poi me lo spiegate e mi convincete! Se poi voi dite che la maggioranza e la minoranza devono essere presenti in Aula siamo totalmente d'accordo! Nessuno sta dicendo il contrario! Però dare contenuti ai dibattiti sulle mozioni non spetta solo alla minoranza, venire preparati in Aula sui dibattiti delle mozioni non è un'incombenza della sola minoranza, è un'incombenza anche della maggioranza, altrimenti la discussione sul tema dei trasporti è una discussione interna di chi presenta le mozioni…
PRESIDENTE. Concluda onorevole Vargiu. Prego!
VARGIU (Riformatori Sardi). …cosa che non sarebbe normale nel dibattito di un'Aula! Perché nel dibattito oltre che portare le persone fisiche sulle sedie, bisogna anche portare idee, perché se ci sono idee c'è confronto, se non ci sono idee diventa inagibile anche lo strumento della mozione e questo spiega probabilmente perché né i consiglieri della maggioranza, e purtroppo neanche quelli della minoranza, credono più nel ruolo di una mozione e di una discussione in quest'Aula.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu.
Dichiaro chiusa la discussione. Abbiamo completato il dibattito sulla mozione numero 92 passiamo alla votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Io credevo che il dibattito di oggi sulla continuità territoriale, in modo particolare sul collegamento aereo da e per la Sardegna, servisse per creare le basi per un nuovo discorso, un nuovo ragionamento, una nuova continuità territoriale. Invece, dalle dichiarazioni che ha fatto l'Assessore, ho capito insomma che non solo non si prende atto che c'è stato un vero fallimento della continuità territoriale in Sardegna ma si dice anzi che ha funzionato tutto bene e quindi praticamente i cittadini sardi, quelli che si servono del collegamento aereo e non aereo in Sardegna, sono soddisfatti. Devo dire che questo a noi preoccupa molto perché io pensavo, al contrario, che lei Assessore venisse qui per certificare un bel certificato di morte della continuità territoriale e quindi iniziare a ragionare per quanto riguarda la nuova continuità. Continuità che è fallita non soltanto per quanto riguarda i passeggeri, Questo è stato detto in mille lingue, anche se lei ha tentato in qualche modo di difendere con dei dati che credo esamineremo meglio, ma anche perché praticamente la continuità territoriale diciamo nei mezzi, dei trasporti, delle merci praticamente non l'abbiamo ancora vista, questa maggioranza non l'ha ancora affrontata, quindi io credo che ci sia una situazione veramente che debba far preoccupare questo Consiglio regionale e tutti i sardi proprio perché praticamente io credo che noi abbiamo sbagliato su tutti i fronti.
Ma io credo che a monte di tutta questa situazione il vero problema stia nella presunzione del Presidente della Giunta regionale, anche della Giunta stessa, quando praticamente, ad un certo punto, ci si è intestarditi dicendo che questo governo regionale, che la Regione Sardegna non aveva più bisogno dell'intervento da parte dello Stato.
Abbiamo commesso lo stesso errore che stanno commettendo adesso per quanto riguarda le entrate e caricandoci sulle spalle il discorso della sanità e del trasporto locale, io credo che fra un paio d'anni noi piangeremo gli stessi errori che abbiamo fatto a suo tempo, io credo che invece quella scelta che è stata fatta a suo tempo, dal Presidente della Giunta regionale e dalla Giunta, vada rivista perché lo Stato non può lavarsene le mani di una situazione come questa. Noi nella contrattazione con lo Stato, nel rapporto che noi dobbiamo avere con lo Stato, dobbiamo iniziare a mettere dentro anche questo perché io credo…
PRESIDENTE. Grazie onorevole Ladu. Colleghi, piacerebbe a questa presidenza l'attenzione di tutti quelli che sono presenti in aula. Io non uso utilizzare altri strumenti ma mi sembra che segnali ne ho dato abbastanza, vi prego per gentilezza di rispettare quelle che sono le regole di questa importante Assemblea.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Il tempo, sarò telegrafico. Assessore, io credo che un giorno o l'altro dimenticheremo questa politica dei numeri dati così, che lasciano ben poco alle risposte e alle domande che sono state poste. Scadenza 2003, la stupidità della Giunta nel 2003, per onestà intellettuale doveva sicuramente concludere il suo ragionamento, se non in malafede, ripeto se non in malafede, ripeto se non in malafede, che nel 2003 scadeva la convenzione, perciò c'è stato un rinnovo a costo zero da parte dello Stato e una proroga di un anno fino al 2004. Io credo che questo lei potrà riscontrarlo e verificarlo, già da allora però le ricordo che i suoi amici, qui alla mia destra, per due anni hanno continuamente proposto mozioni, interrogazioni e interpellanze, chiedendo come mai la Regione non compartecipava con fondi propri a quanto lo Stato dava per la continuità territoriale. Per due anni.
Nei vostri due anni non avete messo invece una "lira" di partecipazione alla continuità territoriale con i fondi regionali. Altra cosa, le nuove rotte, enunciate nella mozione, richiamate nella mozione e quelle non richiamate nella mozione, enunciate sulla stampa, ma non sempre la stampa dice la verità anche se virgoletta le dichiarazioni dell'Assessore, che non sono partite e non sono entrate in esercizio, come mai non ha dato nessuna risposta su queste? Andava bene allora enunciarle? Adesso va male negarle invece? Preferisce ripetere cinque o sei volte la stupidità degli altri, senza riconoscere una volta la propria.
Così quei 30 miliardi dello Stato per la continuità territoriale merci dove sono e che fine faranno? Se nella continuità territoriale merci non avete fatto un briciolo di azione per portarla a termine, e sa benissimo che richiedevano anche la partecipazione della Regione, che non c'è stata, e rischiamo seriamente di perdere anche i 30 miliardi concessi dallo Stato per la continuità territoriale merci.
Così come dimentica che probabilmente, come tutti sanno, paghiamo un terzo in più delle tariffe rispetto al passato, così come, continuo a dire, la qualità e il servizio percepito sui trasporti non è sicuramente quello che ha descritto lei, il servizio percepito dai cittadini sardi che difficilmente trovano posto in aereo e il sottoscritto è uno di questi.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli. Ha domandato di parlare il consigliere Giorico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GIORICO (Gruppo Misto). Pur convivendo qualche parte della mozione sulla continuità territoriale, dichiaro il mio voto di astensione per coerenza con la mia appartenenza politica. Rispetto ai nodi fondamentali della crescita e dello sviluppo della Sardegna bisogna stare più attenti e incisivi, d'altra parte ho presentato da molto tempo un'interrogazione per la Ryan air Alghero-Ciampino alla quale non non ho avuto ancora risposta.
Grazie, spero di averla quanto prima.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Giorico. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PETRINI (F.I.). Grazie Presidente, volevo rivolgere solo una domanda all'Assessore, un po' di tempo fa le avevo chiesto per i disabili che non potevano volare più al massimo di sette sui vettori, ho chiesto il suo interessamento, non si è interessato abbastanza, oppure la Regione Sardegna ritiene che questa categoria di persone, forse non…, siccome sono abbastanza poche, non c'è spazio per interessarsi. Io le ricordo Assessore che questi ragazzi massimo possono volare in tre ogni volo, le ricordo che in Sardegna ci sono esattamente 26 squadre di disabili, ogni squadra è composta da 12 persone, devono viaggiare un giorno prima per poter viaggiare in aereo, solo questo le avevo chiesto, non ha fatto abbastanza per questa categoria di cittadini più deboli degli altri, dunque io glielo voglio ricordare, se, quando dovrà fare qualcosa per completare i voli veramente per dire ai sardi finalmente abbiamo fatto qualcosa, si ricordi anche di queste persone. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Petrini, le devo dire che le domande all'Assessore andavano poste durante la discussione, quindi avrà modo l'Assessore di risponderle in un momento diverso da quello nel quale siamo.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Ma io non sono intervenuto nel dibattito però poi alla fine qualche cosa la voglio dire sul problema in sede di dichiarazione di voto perché non si può presentare una mozione così impostata e argomentata come abbiamo sentito. Insomma, pare che ci siamo dimenticati che prima della continuità territoriale, e lo voglio ribadire anch'io, l'onorevole Floris non può non saperlo e Vargiu e tutti noi… che è la stessa continuità che è stata bandita, che è stata realizzata con la Giunta Floris, è la stessa continuità! Ecco, prima che questa forma, che abbiamo ancora oggi fosse in essere, ci siamo dimenticati che per andare a Roma pagavamo 650 mila lire e per andare a Milano 700, e così via. Beh, insomma, certo che le cose non funzionano come tutti vorremmo, però da qui a dire che la continuità è fallita, è sepolta, non è così! Non è così! Io credo che questo sia un punto su cui dobbiamo avere un minimo di serenità e di onestà intellettuale, questo è un problema che riguarda tutti. Io credo che ciascuna forza politica, presente in quest'Aula, abbia dato un contributo per realizzare questa grande conquista, che va migliorata.
Però a me ha meravigliato anche un'altra cosa che nessuno abbia detto che il Governo Berlusconi, non solo non ha favorito il superamento di questa fase di transizione, ma ha allungato e ha tolto tutte le risorse disponibili per la nostra continuità, nessuno l'ha detto, però, abbiate pazienza! E con le lungaggini, che tutti conosciamo, ha fatto sì che questa fase di transizione non sia ancora conclusa, perché la proposta, che la Giunta di centrosinistra attualmente in carica, ha avanzato, introduce un cambiamento profondo, un miglioramento sostanziale dell'attuale situazione allargando i collegamenti ai centri più importanti del nostro Paese. Quindi, creando le premesse per un superamento di molte disfunzioni che ci sono.
Poi, nessuno ha sottolineato l'atteggiamento gravissimo di Alitalia che non può essersi dimenticata di presentare le offerte, ha deliberatamente agito per affossare la continuità territoriale! Questa è la verità! E certamente non l'ha fatto senza che ci fosse qualche connivenza politica di alto livello. Molti dei disservizi e dei ritardi nel periodo giugno e luglio sono dovuti proprio a questo comportamento di Alitalia!
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sanna.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, io farò un intervento brevissimo Assessore e lo faccio facendo insieme a lei, in questo momento, e insieme a tutti i colleghi, una telefonata. Facciamo tutti insieme adesso il numero verde 892928, facciamolo insieme, io metto il viva voce…
PRESIDENTE. Onorevole Pisano, adesso dichiariamo il nostro voto, non facciamo esperimenti. La prego onorevole Pisano.
DEDONI (Riformatori Sardi). E' una dichiarazione di voto.
PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, guardi io voglio dichiarare il mio voto in funzione di questa risposta telefonica e, quindi, le posso già dire che facendo questo numero verde, che tra l'altro è a pagamento, e che è il numero verde della Meridiana, ho finito di chiamare adesso, non c'è posto per Roma domani mattina; se uno di noi vuole andare, non c'è posto né sul primo volo né sul secondo volo, solo alle 10 e 30 trovo posto. Il che significa che è dimostrato, in maniera abbastanza evidente, che noi oggi siamo isolati, che domani mattina per poter arrivare a Roma non c'è possibilità alcuna, Assessore. Questo dimostra che è morta e sepolta la continuità territoriale alla quale faceva cenno poco fa il nostro caro collega!
PRESIDENTE. Mi dica anche come vota onorevole Pisano.
PISANO (Riformatori Sardi). Io voterò a favore della mozione e naturalmente sono vivamente contrario alle affermazioni che ha fatto l'Assessore qui in Aula.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Pisano.
Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Presidente, Assessori e colleghi, brevemente, per quanto è possibile, per dimostrare tutto il mio disappunto per come il tema della continuità territoriale è stato tenuto in considerazione dalla Giunta. Io, l'anno scorso, ho avuto la vicissitudine personale, che ho ritenuto di non portare alla conoscenza dei cittadini sardi, non perché l'argomento non fosse importante, fosse successo a un qualsiasi altro cittadino, ma per non sfruttarlo a fini personali, ma oggi voglio dirlo in Aula. Ebbi l'occasione di andare in Francia in vacanza, come mi capita spesso, e di rientrare dalla tratta di Marsiglia-Porto Torres, la nave che doveva venire a prendermi non si è presentata, casualmente, sono arrivato in porto in anticipo e, casualmente, sono venuto a sapere che mi doveva prendere un'altra nave che partiva con due ore di anticipo e che mi ha sbarcato non a Porto Torres, ma a Propriano e ho dovuto attraversare, con la mia auto, tutta la Corsica, perché anche questa è continuità territoriale, e venire in Sardegna. Ci sono state tante rimostranze, non mi risulta che queste rimostranze, a livello istituzionale, si siano tradotte in provvedimenti di ritorsione o comunque a difesa dei cittadini sardi per cose future.
Mi è capitato quest'anno, per la prima volta, di non riuscire ad andare alla direzione nazionale del Partito per impossibilità a trovare il volo non solo per l'andata ma non avere neanche la certezza, se fossi riuscito a partire, di rientrare il giorno dopo, non dico il giorno ma il giorno dopo, in Sardegna. Beh, penso che questa non possa essere definita una continuità territoriale.
Assessore, in Spagna quando i treni arrivano con cinque minuti di ritardo, dicasi cinque minuti, rendono l'intera quota del biglietto ai cittadini spagnoli. Allora, io non sono riuscito a partire, questa volta, a Roma perché? Perché si cancellavano i voli, con una scusa di un guasto, e si partiva col volo successivo a carico pieno, perché la società che gestiva il trasporto in continuità territoriale non si voleva sobbarcare l'onere di viaggiare con l'aereo mezzo vuoto, e quindi partivano anziché due aerei ne partiva uno. Ecco perché il 40 per cento, se le sembra poco, dei voli partivano in ritardo, per questo scherzo praticato dalla compagnia. Non avete difeso i diritti dei cittadini sardi ad avere un numero di voli sufficienti per partire, ecco perché voterò a favore di questa mozione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Liori. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Sì, signor Presidente, per comunicare una mia astensione, nel voto finale della mozione, per i motivi che ho già detto durante il mio intervento. Ma anche per dire che c'è un'imprecisione intanto nelle dichiarazioni dell'Assessore quando si riferisce alla Giunta del 2003, che ha soltanto spostato e prorogato di un anno la gara d'appalto convinta di possedere, non c'ero io Presidente della Giunta, ma lo dico per amore della verità; seconda cosa inviterei il Presidente del Consiglio, la maggioranza e la Giunta a cassare il contenuto dell'articolo 102 della finanziaria dello Stato che fa decadere completamente la continuità territoriale. Perché non esiste più con quella norma finanziaria, è stata fatta con norma finanziaria, se inseriamo che la continuità territoriale è a carico del bilancio della Regione noi stiamo facendo discorsi inutili. O abbiamo il senso di quello che stiamo dicendo quando affermiamo queste cose qui, oppure la disattenzione e il menefreghismo del Presidente vuol dire che questa maggioranza e questa Giunta se ne infischia della continuità territoriale e vuole che i sardi, non avendo più messo neanche i soldi della Regione, continuino ad avere quel sistema di trasporti che avevano prima della continuità territoriale. Se no non stiamo parlando di niente! Guardate, con la cosa che ci ha portato Soru ieri, la continuità territoriale viene a carico della Regione Autonoma della Sardegna, siccome lui non vuole mettere una lira per questo settore, vuol dire che noi stiamo annullando la continuità territoriale. Se no in sede parlamentare tutti ci dobbiamo adoperare perché almeno quello venga cancellato e rimanga il principio della continuità territoriale.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Floris.
Non ho altri iscritti a parlare, vi chiedo scusa, dovevo farlo prima, ma evidentemente non è finito ancora il mio tirocinio, è stato presentato un ordine del giorno a firma dell'onorevole Lai e di tutti i Capigruppo del Consiglio regionale. Seppure l'ordine del giorno, dal punto di vista puramente formale non risponda agli aspetti regolamentari che sono previsti, perché deve essere connesso alla materia che si discute, mi sembra che trattandosi di un ordine del giorno sul rapimento di Giovanni Battista Pinna possiamo non solo discuterlo ma anche votarlo se non ci sono, naturalmente, osservazioni da parte di nessun consigliere.
(Si riporta di seguito il testo dell'Ordine del Giorno numero 1:
Ordine del Giorno Lai - Marrocu - Biancu - La Spisa - Atzeri - Porcu - Capelli - Licheri - Balia - Artizzu - Vargiu - Ladu - Caligaris sul rapimento di Giovanni Battista Pinna.
IL CONSIGLIO REGIONALECONSIDERATO che il 19 settembre 2006 si è consumato nelle campagne di Bonorva in località Monte Frusciu il sequestro di Giovanni Battista Pinna;
CONSIDERATO altresì che si tratta di un fatto e di un reato che da molti anni non si verificava nell'Isola e che appariva lontano anche nella memoria di tutti i sardi;
VALUTATO che si tratta di un delitto tra i più odiosi perché priva della libertà il singolo e lo tiene lontano dalla famiglia, aggiungendo alla violenza personale quella alla famiglia e alla comunità di appartenenza;
VALUTATO inoltre come questo sequestro abbia toccato profondamente la comunità bonorvese e quella sarda più in generale che si sono strette intorno alla famiglia della vittima;
TENUTO CONTO che la magistratura, gli inquirenti e le forze dell'ordine stanno operando con il più alto scrupolo e profondendo il massimo impegno per individuare i colpevoli di questo crimine e liberare l'ostaggio;
tutto ciò premesso,
esprime
solidarietà alla famiglia di Giovanni Battista Pinna ed a tutta la comunità bonorvese,
si impegna
a porre in essere tutte le iniziative che possano facilitare la positiva conclusione del rapimento di Giovanni Battista Pinna. (1).)
PRESIDENTE. Quindi, subito dopo il voto sulla mozione voteremo quest'ordine del giorno se siamo d'accordo.
Metto in votazione la mozione numero 92.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Per la richiesta della votazione con scrutinio elettronico palese.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Votiamo con la votazione elettronica palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico della mozione numero 92.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Manca ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Capelli - Contu - Dedoni - La Spisa - Ladu - Liori - Moro - Murgioni - Petrini - Pisano - Randazzo Alberto - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uras.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Floris Mario - Giorico - Pittalis.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 52
astenuti 4
maggioranza 27
favorevoli 14
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'esame dell'ordine del giorno numero 1. C'è qualche collega che intende illustrarlo? Si dà per illustrato.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Sull'ordine dei lavori, signor Presidente.
MARROCU (D.S.). Siamo in votazione.
PISU (R.C.). Ah, sì.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'ordine del giorno numero 1, lo metto in votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, io non voglio addentrarmi nell'illustrazione, mi sembra abbastanza chiaro l'Ordine del Giorno, però volevo giustificare la mia firma su quest'Ordine del Giorno e il senso che do alla partecipazione a quest'Ordine del Giorno che non vuol essere un semplice atto formale, soprattutto per quando si dice nell'impegno che il Consiglio regionale assume di porre in essere tutte le iniziative che possano facilitare le positiva conclusione del rapimento di Giovanni Battista Pinna.
Bene, io rispetto profondamente il dramma di questa famiglia ma non posso mancare di sottolineare che questa recrudescenza di questo efferato delitto deve essere esaminata con più serietà di un semplice Ordine del Giorno da parte del Consiglio regionale.
Non è il classico Ordine del Giorno che non si nega nessuno, non può essere solo un Ordine del Giorno che ci libera la coscienza con un voto sicuramente unanime di quest'Aula. Credo che gli atti che il Consiglio regionale può porre in essere debbano essere atti legislativi che eliminino radicalmente i motivi già noti alla società sarda, alle varie commissioni che si sono occupate di questo drammatico delitto, e per le quali sicuramente la politica non ha ancora oggi dato le risposte adeguate. E quest'Aula, ieri ed oggi, non ha dato delle risposte adeguate.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è un parere favorevole e colgo l'occasione per ricordare, come faceva l'onorevole Capelli, che su questi temi c'è una ricca elaborazione da parte di questo Consiglio regionale e che quindi la necessità di un dibattito e di un confronto approfondito su un tema come questo, sulla recrudescenza di uno dei delitti più odiosi che hanno segnato la storia della nostra regione, sia un'esigenza quanto mai sentita e quanto mai opportuna, affinché su un problema come questo, sulla recrudescenza di un delitto come questo, si possano mettere in atto tutte le iniziative atte a scongiurarlo e a stroncarlo. Penso quindi che l'esigenza che è stata posta, la proposta che è stata fatta, di un confronto e di un dibattito sulle nuove frontiere della criminalità in Sardegna, nella ricca tradizione che questo Consiglio regionale ha maturato in tutti questi anni, possa essere utile affinché, appunto, questo delitto non abbia più a ripresentarsi.
MARROCU (D.S.). E non è certo il malessere che giustifica queste cose!
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Bene, come è nella memoria di tutti i colleghi... onorevole Pisu, su che cosa?
PISU (R.C.). Sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare consigliere Pisu. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Io volevo, signor Presidente, colleghi consiglieri, dire che avevamo all'ordine del giorno una mozione urgente da discutere sul Trenino Verde, perché c'era bisogno di una posizione unitaria e di indirizzo del Consiglio regionale. Questo in virtù del fatto che il 9 di ottobre, cioè tra pochi giorni, si sospenderà il servizio del Trenino Verde sulla tratta Isili-Sorgono e 37 lavoratori verranno trasferiti dalle zone interne nella zona di Cagliari, accentuando così lo spopolamento. Si tratta soprattutto di donne, con 500 euro al mese...
PRESIDENTE. La prego, sull'ordine dei lavori. Non introduca argomenti di merito, non è il momento.
PISU (R.C.). ... si autolicenzieranno. Per cui io propongo che sia invertito l'ordine del giorno dal momento che sono presenti in aula i Capigruppo e c'è presente anche l'Assessore dei trasporti. Siccome penso che in dieci minuti, un quarto d'ora, si potrà discutere questo problema, o dare per illustrato, e si possa passare tranquillamente ai voti, in modo che il Consiglio regionale faccia il suo dovere e questi lavoratori abbiano una risposta subito, immediata.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisu. Onorevole Vargiu, su che cosa?
VARGIU (Riformatori Sardi). Sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Non è obbligatorio intervenire tutti sull'ordine dei lavori, onorevole Vargiu.
VARGIU (Riformatori Sardi). Infatti, è facoltativo.
PRESIDENTE. Sì, voleva anche il Presidente dire quali erano le determinazioni della Conferenza dei Capigruppo, se posso.
VARGIU (Riformatori Sardi).Certo, io mi iscrivo per dopo.
PRESIDENTE. Volevo ricordare, appunto, stavo dicendo prima, a tutti i colleghi che la previsione della programmazione dei lavori per ieri e per oggi voleva, nelle intenzioni della Conferenza dei Capigruppo, concludere l'esame dell'ordine del giorno proposto, naturalmente, però si era anche detto - mi sembra di ricordare, penso di ricordare bene - che comunque alle 20 e 30 di questa sera, cioè al termine della giornata di lavori, i lavori si concludevano e il Consiglio veniva riconvocato quando la Conferenza dei Capigruppo lo deciderà.
Ovviamente l'Aula ha facoltà di decidere diversamente se qualcuno lo propone, c'è una proposta dell'onorevole Pisu che propone di modificare l'ordine del giorno e di discutere la mozione sul cosiddetto Trenino Verde, per cui se c'è la volontà dell'Aula la discutiamo.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io farei sommessamente notare che quando il presidente Soru disse, in Conferenza dei Capigruppo, in quest'auletta, alla presenza del presidente Spissu, che vi era l'urgenza da parte della Giunta di rendere dichiarazioni all'Aula su un tema importantissimo, da parte mia ci fu la considerazione che all'attenzione dell'Aula c'erano altri temi estremamente importanti di cui si manifesta l'urgenza della trattazione. Nel senso che, il collega Pisu e l'intera Aula capiranno bene, che c'è un'esigenza posta dalla minoranza, che non riguarda 37 posti di lavoro persi ma un unico posto di lavoro perso all'interno della Giunta regionale però un posto di lavoro importante come riferimento per l'intera Sardegna, di cui si dovrebbe discutere nell'immediato, nel senso che si dovrebbe discutere quando il problema cade; perché se discutiamo i problemi politici che si creano all'interno di questo Consiglio regionale e nei rapporti tra Giunta e Consiglio alcuni mesi dopo che le cose sono successe, viene meno il carattere di urgenza della mozione. Colleghi, viene meno quell'impegno della minoranza che voi richiedete anche attraverso la presenza in aula - giustamente - durante le mozioni prospettate dalla minoranza. Ma se questo Consiglio alle mozioni d'urgenza non conferisce più nessuna importanza e nessun ruolo, insomma, è evidente che non ci crediamo noi non ci credete voi, sostanzialmente cessano le occasioni di discussione all'intero il Consiglio e, ripeto, la garanzia della minoranza di poter essere presente nel dibattito politico non è un problema della minoranza, è un problema dell'intero sistema. Quindi io, Presidente, chiederei, rispettando le esigenze del presidente Soru che deve rendere dichiarazioni, ma rispettando anche le esigenze dell'Aula e della minoranza che ha necessità di discutere al più presto di un problema politico (non " a babbo morto"), chiederei che di questo si tenesse conto, così come si tiene conto dell'esigenza del collega Pisu e che quindi il Consiglio, o continui stasera, ma è assente il Presidente, o venga riconvocato al più presto nella mattinata di domani.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Onorevole Sanjust, su che cosa?
SANJUST (F.I.). Io, preliminarmente, cioè prima di eventualmente dare una risposta che potrebbe essere negativa alla domanda che ha fatto l'onorevole Pisu, volevo chiedere all'Assessore se era vero, se era a conoscenza del fatto, che il Ministro abbia rinviato di tre mesi la chiusura della tratta e il trasferimento dei dipendenti, perché a questo punto…
PRESIDENTE. Onorevole Sanjust sta parlando, perché cosa? Mi scusi. Non introduca argomenti ulteriori a quelli già abbondanti che ci stanno angosciando!
SANJUST (F.I.). Presidente, scusi, il discorso è questo, verrebbe meno la pregiudiziale dell'onorevole Pisu sull'urgenza della discussione oggi della mozione, io non avrei niente in contrario a discuterla, ma a me risulta che invece sia stato rinviato tutto di tre mesi, chiedo all'Assessore se è vero o meno.
PRESIDENTE. Bene mi sembra che la conclusione delle cose stia nelle considerazioni che hanno fatto i colleghi che sono intervenuti, io penso che sia vero quello che diceva l'onorevole Vargiu, però all'onorevole Vargiu, che fa osservare il rispetto delle regole, ricordo anche che la Conferenza dei Capigruppo ha stabilito un ordine del giorno e un tempo per esitarlo, ovviamente, ovviamente, ovviamente in tutto questo c'è un auto regolamentazione del dibattito e della discussione che non è consuetudine di questo Consiglio, se forse ci abitiamo a stabilire, onorevole Dedoni mi fa concludere per gentilezza? Non sia impaziente, non sia impaziente, non sia impaziente. Evidentemente se si stabiliscono delle procedure, dei metodi di lavoro e la temporalizzazione di questi tempi di lavoro, e si concordano tutti, si dovrebbe anche trovare il modo, io spero che le esperienze che stiamo facendo, e che sono state da molte giudicate negativamente, io permettetemi, mi associo a questo, perché il dibattito in Aula, onestamente, in qualche circostanza in qualche momento sta diventando difficile da seguire e da essere a livello di un consesso come l'Assemblea legislativa della Sardegna. Per cui prendiamo tutti esempio dalle cose che stanno succedendo, regoliamoci di conseguenza, e io penso che avremmo un frutto migliore del nostro lavoro tutti. Con questo i lavori del Consiglio si concludono oggi, la Conferenza dei Capigruppo stabilirà come proseguiranno i lavori. Grazie buonasera.
La seduta è tolta alle ore 21 e 08.
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