Seduta n.296 del 14/11/2002 

CCXCVI Seduta

Giovedì 14 novembre 2002

(Antimerdiana)

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Biggio

La seduta è aperta alle ore 10 e 39.

locci, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di martedì 5 novembre 2002 (290), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Massimo Fantola, Antonio Granara, Gerolamo Licandro, Antonello Liori e Sergio Milia hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo per la seduta del 14 novembre 2002. Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni.

Interrogazione LAI - CUGINI - SPISSU sul totale immobilismo della Giunta regionale sulla situazione della scuola in Sardegna. (528)

(Pervenuta in data 13 novembre 2002.)

Interrogazione CASSANO sull'istituzione delle articolazioni organizzative dei servizi della direzione generale dell'agricoltura e riforma agropastorale (D.A. 16 luglio 2002, n. 756)- Passaggio dell'Ufficio di Pozzomaggiore dal I al II livello. (535)

(Pervenuta in data 13 novembre 2002.)

Discussione e approvazione del Parere sullo schema di norma di attuazione: "Norme di attuazione dello Statuto di autonomia della Regione Sardegna concernenti il trasferimento alle Camere di Commercio delle funzioni e dei compiti degli uffici metrici provinciali e degli uffici provinciali dell'industria, del commercio e dell'artigianato" (3/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il parere nello schema di norme di attuazione numero 3/A.

Ha facoltà di parlare il consigliere Biancu, relatore.

BIANCU (La Margherita - D.L.), relatore. La norma di attuazione in discussione ha lo scopo di trasferire alle Camere di Commercio ubicate nella Regione Sardegna le funzioni e i compiti svolti dagli uffici metrici provinciali e dagli uffici provinciali dell'industria, del commercio e dell'artigianato siti in Sardegna.

Va evidenziato che il trasferimento di dette funzioni statali alle Camere di Commercio site nelle regioni a statuto ordinario, è disposto dagli articoli 20 e 50 del Decreto Legislativo del 31 marzo 1998 numero 112. Per la Regione Sardegna il trasferimento è disciplinato con norma di attuazione dello Statuto in quanto attiene alla riorganizzazione e disciplina di enti locali di diritto pubblico operanti in materia (industria e commercio) di competenza della Regione stessa.E` stato a tal proposito applicato l'articolo 10 del menzionato Decreto Legislativo 112/98 che prevede l'estensione alle Regioni a Statuto speciale dei conferimenti effettuati nei confronti delle Regioni a Statuto ordinario, con le procedure previste dai rispettivi statuti di autonomia.

La necessità di utilizzare tale strumento normativo è del resto riconosciuta anche dai decreti dal Presidente del Consiglio dei Ministri del 6 luglio '99 (uffici metrici) e del 26 maggio 2000 per quanto riguarda gli uffici Upica, emanati ai sensi dell'articolo 7 della legge 59/97, per l'individuazione dei beni e delle risorse da trasferire. Le procedure di trasferimento delle risorse finanziarie, strumentali ed umane sono quelle previste dai menzionati decreti presidenziali che sono stati richiamati dalle disposizioni di cui agli articoli 2 e 5 della norma in esame.

La prima Commissione permanente ha preso in esame, nella seduta del 29 maggio 2001, lo schema di norma di attuazione numero 3, dando mandato al relatore di riferire in Aula in senso positivo ai fini dell'espressione del parere previsto dall'articolo 56 dello Statuto. L'approvazione delle norme di attuazione in oggetto consentirà infatti di realizzare, anche nella Regione Sardegna, il trasferimento alle Camere di Commercio delle funzioni svolte dagli uffici metrici provinciali e dagli uffici provinciali dell'industria, del commercio e dell'artigianato, così come già avvenuto per le Regioni a statuto ordinario con decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri rispettivamente del 6 luglio 1999 e del 26 maggio 2000.

Con l'approvazione di questa norma di attuazione, sarà possibile anche definire la destinazione del personale di detti uffici che si trova dal marzo del 1998, data di approvazione del decreto legislativo numero 112, in una obiettiva situazione di precarietà.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, colleghi, io auspico che il provvedimento in discussione venga esitato da tutto il Consiglio con parere favorevole, è atteso da tempo, non solo dal personale, ma dall'utenza del sistema metrico decimale che da tempo è in attesa della sistemazione degli uffici competenti in materia.

Chiederei di aggiungere la mia firma, o di qualche collega del Gruppo se lo ritiene, all'ordine del giorno che è stato presentato, perché vedo che il nostro Gruppo non è presente; chiederei pertanto agli estensori di approvare la nostra sottoscrizione dell'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Onorevole Biancu, riteniamo aggiunta la firma.

Sull'argomento è stato presentato un ordine del giorno. Se ne dia lettura.

ORTU, Segretario:

ORDINE DEL GIORNO BIANCU - SANNA Salvatore - ORRU' - SANNA Gian Valerio - GIOVANNELLI - TUNIS - BIGGIO, sullo schema di norme di attuazione dello Statuto di autonomia della Regione Sardegna concernenti il trasferimento alle Camere di commercio delle funzioni e dei compiti degli uffici metrici provinciali e degli uffici provinciali dell'industria, del commercio e dell'artigianato.

IL CONSIGLIO REGIONALE

RITENUTO che l'approvazione delle norme di attuazione in oggetto consentirà di realizzare, anche nella Regione Sardegna, il trasferimento alle Camere di commercio delle funzioni svolte dagli uffii metrici provinciali e dagli uffici provinciali dell'industria, del commercio e dell'artigianato, così come già avvenuto, per le Regioni a Statuto ordinario, con decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri rispettivamente del 6 luglio 1999 e del 26 maggio 2000,

esprime

ai sensi dell'articolo 56 dello Statuto parere favorevole sullo schema di norme di attuazione concernenti il trasferimento alle Camere di commercio delle funzioni e dei compiti degli uffici metrici provinciali e degli uffici provinciali dell'industria, del commercio e dell'artigianato. (1)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'ordine del giorno ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. La Giunta è favorevole.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Continuazione della discussione generale del disegno di legge: "Accordo di programma tra la Regione autonoma della Sardegna, il Comune di Palau, la Palau Golf S.p.A. e la F.lli Filigheddu S.r.l.". (229/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione generale del disegno di legge numero 229. Relatore il Consigliere Satta. La relazione è stata già svolta.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Presidente e colleghi, in realtà prima di avere la parola per intervenire nella fase di discussione generale intendevo e intendo, per questo mi sono prenotato per avere la parola, proporre una questione relativa all'ordine del giorno dei lavori. Qualche volta, è vero, accade che dai banchi del Consiglio si chieda la parola sull'ordine del giorno anche per parlare d'altro, però mai circostanza fu più propria per fare riferimento a quella norma regolamentare che consente l'intervento sull'ordine del giorno.

Io avanzo una domanda semplice al Presidente del Consiglio, e al Consiglio: quale è la procedura, la modalità, attraverso cui si intende procedere nell'esame di questo disegno di legge? Perché siamo di fronte a una evenienza del tutto nuova, mai verificatasi prima, di avere cioè in un testo di poche righe, un articolo di legge. Quel testo di poche righe però rimanda agli allegati e gli allegati nominati sono due fascicoli: lo schema di accordo di programma e il piano di fattibilità economica, che costituiscono ovviamente parte integrante della legge.

Lo schema di accordo di programma e il piano di fattibilità economica, parte integrante della legge, contengono al loro interno ulteriori allegati e rinvii ad atti e cartografie che sono ugualmente parti integranti ed essenziali degli allegati. Quindi noi abbiamo un articolo di legge di poche righe, ma abbiamo da esaminare, e quindi da conoscere prima di esaminare, ed approvare un voluminoso fascicolo, il quale risulterà approvato formalmente nel momento in cui il Consiglio approverà quell'articolo unico di legge.

Io mi sono permesso nei giorni scorsi di porre alla sua cortese attenzione, Presidente, la richiesta altrettanto cortese, di avere la possibilità materiale di poter prendere visione, come consigliere regionale e come Gruppo costituito in questo Consiglio regionale, di tutti gli atti che debbono essere approvati, che prima di essere approvati debbono essere conosciuti. Io riconosco che ha affrontato il problema con grande tempestività, perché nei tempi tecnici indispensabili, nella serata, mi pare, di lunedì lei ha comunicato che erano a disposizione tutti gli atti presso la stanza 44 del quinto piano di un ufficio del Consiglio e che potevano essere lì consultati. Non potevo consultarli la notte e li ho consultati a partire dal giorno dopo. Li ho consultati per quanto ho potuto, nel senso che poi è intervenuta l'attività consiliare che mi ha impegnato alla pari di altri colleghi diligenti che compiono il loro dovere; come sapete, anch'io sono stato in Aula e ho preso parte ai lavori del Consiglio in questi due giorni; da ultimo ho passato la notte, stanotte, a provare a consultare quegli atti che, in copia unica, da due giorni possiedo io, perché sono stati messi nella mia disponibilità e cortesemente mi sono stati anche inviati nel mio ufficio. Ma se voi togliete le ore che io ho trascorso qui in aula a prendere parte ai lavori del Consiglio, questi atti che io debbo restituire in questo momento agli Uffici, perché sono a disposizione del Consiglio e sono in copia unica, per quanto io abbia trascorso questa notte a procedere nella lettura e nella cognizione, nell'esame elementare, tuttavia non sono arrivato a leggerli interamente. Dovrei supplire ascoltando diligentemente la lettura che se ne compirà in aula, perché è chiaro ed evidente che ogni atto sottoposto all'approvazione del Consiglio o si dà per letto, se ne abbiamo cognizione prima, o di esso si deve dare puntuale, precisa e completa lettura in aula. Quindi solo in questo modo potrei supplire. In questo modo potrebbero supplire anche gli altri colleghi che di sicuro non hanno preso visione di questi atti, perché sono stati inviati a me e sono in copia unica.

Per altro, quando noi approviamo leggi complesse, esse in genere sono formate da molti articoli, e dovendole esaminare articolo per articolo abbiamo la possibilità della cognizione specifica di quello che si discute. Quando approviamo una legge di un articolo con allegati e gli allegati rimandano ad allegati, e così via, e tutti costituiscono parte integrante dell'atto che si approva, si tratta di definire anche una modalità di discussione, perché non c'è in questi documenti, in questa relazione, in queste cartografie, un'articolazione per articoli, quindi si tratterà di definire anche quali atti e quali parti di questi atti debbano essere sottoposti all'attenzione specifica del Consiglio, per consentire un cenno di discussione e di pronuncia specifica sulle singole parti.

Mi rendo conto che tutto ciò accade, una volta tanto, non per mala organizzazione dei lavori consiliari; no, questo accade perché è una cosa del tutto nuova, perché mai il Consiglio regionale si era cimentato nel dover approvare con articolo di legge atti amministrativi, cartografie, studi, indagini, analisi. Ma di questo parleremo quando andremo al merito delle cose, se valga la pena, se è applicabile, questa procedura in modo coerente e corretto in relazione alle funzioni del Consiglio regionale. Non voglio adesso sbordare nel merito, mi fermo alle questioni di carattere procedimentale; se il Presidente lo ritenesse opportuno, avanzo anche la richiesta sommessa di fare una breve riunione dei Presidenti dei Gruppi, per definire le modalità attraverso cui si possa procedere.

Noi vorremmo, per quanto ci riguarda, non chiedere adesso un rinvio, perché parrebbe che noi non vogliamo fare le cose; noi vogliamo fare le cose, però vorremmo, alla pari degli altri colleghi, anche quando abbiamo un'opinione diversa, poterle fare bene, in modo che ognuno sappia cosa sta facendo e quindi, convincendosi della bontà di una o di un'altra tesi, decida con cognizione di causa, perché noi non possiamo che decidere con cognizione di causa, perché assumiamo una responsabilità non solo di fronte a noi stessi, ma anche e soprattutto di fronte agli altri.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, colleghi, il problema posto dal collega Cogodi, anche se comprensibile per alcuni aspetti, pone grosse difficoltà per le procedure e la prassi di questo Consiglio regionale,. O noi diamo per accettato il principio che ogni consigliere, ogni gruppo, che opera in questo Consiglio si documenta per tempo su qualsiasi atto durante l'iter di approvazione della Commissione, o diversamente, caso nuovo o no, - lo dice la relazione stessa della Commissione - utilizzo o meno per la prima volta dopo nove anni di esistenza di questa legge dell'articolo 28 bis, non è che si possano fermare i lavori. Garbatamente, giustamente e molto finemente il collega Cogodi ha anche accennato a questo aspetto. Questo può essere l'inizio di una serie di casi, e mi pare strano e contraddittorio che si debbano interrompere i lavori e l'esame di un provvedimento che arriva al Consiglio, salvo che atti come questo non vengano presentati veramente senza alcun documento di accompagnamento, ma in questo caso c'è tanto di relazioni, di rapporti e di documentazione.

O il collega Cogodi ci fa capire che cosa realmente vuole, oppure io non comprendo veramente questa richiesta. E comunque è un problema da affrontare in sede di Conferenza dei Presidenti di Gruppo, perché credo che qui in aula potremo soltanto perdere ancora del tempo e rinviare ulteriormente, magari di qualche mezza giornata, i lavori così avari di questo Consiglio.

Onorevole Cogodi, sull'argomento io avevo già espresso una mia opinione, naturalmente comprendo anche le ragioni che possono portare lei a insistere e ritengo che il problema non riguardi più aspetti di ordine tecnico-legislativo, ma riguardi aspetti della politica che è utile definire in sede di Conferenza. Lei ha chiesto la convocazione della Conferenza dei Presidenti di Gruppo, io non ho nessun problema a convocarla subito, mi pare che anche gli altri colleghi siano d'accordo. Per cui, sperando di risolvere il problema in pochi minuti, convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo e agli altri colleghi chiedo di avere un po' di pazienza. I lavori sono sospesi.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 02, viene ripresa alle ore 11 e 43.)

PRESIDENTE. Questi minuti che abbiamo utilizzato per riunire la Conferenza dei Presidenti di Gruppo erano quanto mai necessari perché, come i colleghi sanno, ci troviamo di fronte a una fattispecie nuova, un accordo di programma che per la prima volta è all'esame del Consiglio regionale che lo deve votare.

Bisognava decidere una procedura che fosse coerente e che raggiungesse gli obiettivi che deve raggiungere, lasciando al Consiglio il suo ruolo naturalmente, e lasciando anche alla Giunta, così come ad altri enti che sono interessati, il proprio ruolo. L'accordo che abbiamo raggiunto è questo: diamo lettura integrale dell'accordo di programma. Si apre la discussione, in cui ognuno farà le proprie considerazioni, ricordando che tutto ciò che viene detto in quest'aula rimarrà agli atti come parte del dibattito e quindi a corredo anche della storia delle leggi e delle cose che facciamo.

Naturalmente poi voteremo, e il voto verrà espresso sull'unica parte che possiamo votare, che è il testo dell'articolo unico della leggina di accompagnamento. Si potrebbe avere la necessità di scrivere queste valutazioni o di fare raccomandazioni alla Giunta, in quel caso si voterà anche un ordine del giorno, per cui i voti saranno due: sull'articolo di legge e sull'ordine del giorno. Questo sarà comunque il percorso anche per il futuro degli accordi di programma che io mi auguro arriveranno numerosi a quest'Aula. Invito uno dei Segretari a leggere l'accordo di programma.

MASIA, Segretario:

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO

(Segue lettura)

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sullo schema di accordo di programma. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Chiedo preliminarmente un chiarimento puramente di ordine tecnico alla Giunta. Siccome nel testo appena letto figurano delle date e dei numeri in bianco si intende che se li sono dimenticati. Quindi converrà che essendo quest'atto sottoposto all'approvazione del Consiglio lo schema di accordo venga completato, quindi che venga distribuito un testo con l'indicazione della date, dei numeri, delle approvazioni che si intendono intervenute, intendiamo che questa sia una dimenticanza, non dovrebbe trattarsi di altro.

Da ultimo però, nella lettura del documento, all'articolo 7 si dà atto di documenti che costituiscono parte integrante dell'accordo, di allegati che si dice che si elencano ma che poi non sono elencati, è come dire che io dico senza dire, che io parlo senza parlare. Si dice che si elencano ma non c'è l'elenco. Si tratta di un chiarimento puramente tecnico per capire che cosa stiamo discutendo.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

BIANCAREDDU (F.I.-Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Onorevole Cogodi, mancano i numeri delle deliberazioni perché questo è uno schema tipo. Le deliberazioni vanno inserite quando lo schema viene approvato, quindi nello schema, appunto perché schema, non ci possono essere i numeri delle delibere. E` tutto il materiale che è allegato che è stato depositato in commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Siamo in materia tutta nuova, procedure non ce ne sono, quindi non intendo dare colpa sul punto specifico all'Assessore competente in materia; suggerisco che si dia il tempo, i minuti che sono necessari alla Giunta, perché acquisisca le più opportune informazioni, perché noi non stiamo discutendo per approvare un modulo, noi stiamo discutendo per approvare uno schema di contratto, e quando nello schema di contratto si richiamano deliberazioni non sono deliberazioni eventuali, sono deliberazioni assunte, se no non varrebbe nulla, sarebbe nullo radicalmente l'atto e neppure varrebbe l'approvazione del Consiglio, perché un atto che fosse già nullo al momento della presentazione, rimarrebbe nullo anche qualora venisse approvato Quindi lo dico a garanzia e tutela della buona conduzione amministrativa della questione.

Così come laddove si dice "documenti che si elencano", bisogna elencarli oppure cancellare l'elencazione, se no questa incongruenza renderebbe l'atto inefficace. Gli atti possono contenere quello che si vuole, ma si deve capire che cosa è che intendono contenere, se si elencano documenti devono essere indicati, se non sono da elencare si toglie l'indicazione dell'elencazione, però se c'è bisogno di qualche minuto perché la Giunta assuma queste informazioni che sono di ordine tecnico, ovviamente, ma necessarie per poter procedere, si sospendano i lavori.

PRESIDENTE. Al fine di consentire il perfezionamento della documentazione da parte dell'Assessorato competente interrompiamo la seduta.

I lavori riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16 e 30.

La seduta è tolta alle ore 12 e 30.



Allegati seduta

Risposta scritta a interrogazioni

Risposta scritta dell'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport all'interrogazione LAI - CUGINI - SPISSU sul totale immobilismo della Giunta regionale sulla situazione della scuola in Sardegna.

In riferimento alla nota di codesto Ufficio di Gabinetto, Prot. n. 2477/gab del 25.09.2002, si trasmettono gli allegati elementi di risposta.

L'Assessore della P.I., pur nel ristretto ambito delle competenze regionali in materia d'istruzione, e nel rispetto quindi dei rispettivi ruoli istituzionali che le norme costituzionali assegnano allo Stato e alla Regione, si è fatto interprete presso il competente Ministero dell'istruzione del disagio, delle preoccupazioni e proteste degli operatori della scuola, delle forze sindacali e delle amministrazioni locali in ordine ai ventilati provvedimenti di razionalizzazione della rete scolastica isolana e dei tagli agli organici, rappresentando altresì l'esigenza di assicurare al sistema formativo della nostra regione le necessarie risorse atte a garantire ad un tempo il consolidamento degli attuali livelli d'investimento nonché le risorse straordinarie indispensabili per ridurre il cronico divario che separa la nostra realtà da quella delle altre regioni centro settentrionali.

Inoltre, l'Assessore ricorda preliminarmente che la politica dei tagli agli organici, al numero delle classi e alle scuole sottodimensionate dei piccoli comuni, ha subito una svolta più decisiva, a partire dall'anno scolastico 1997/98. Tale politica, nonostante le proteste delle istituzioni che ai vari livelli operano nel mondo della scuola, ha comportato in quegli anni la perdita di circa 4000 posti di docenza, di oltre una cinquantina di scuole dell'obbligo nei piccoli comuni e di circa 500 classi, con innegabili disagi per le popolazioni interessate e, in particolare, per i ragazzi.

Tutto ciò premesso, l'Assessore, in risposta ai rilievi e alle domande poste dall'interrogazione, precisa quanto segue:

1)-Piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche autonome.

Per effetto dell'art. 138 del Decreto Legislativo 112/98, le Regioni, a partire dal 10 settembre 2002, sono delegate all'esercizio, tra le altre, delle funzioni riguardanti la programmazione dell'offerta formativa integrata, tra istruzione e formazione, e della programmazione, nei limiti delle disponibilità di risorse umane e finanziarie da parte dello Stato, della rete scolastica.

Tale delega di fatto non ha ancora trovato pratica attuazione in quanto legata al trasferimento delle necessarie risorse finanziarie ed umane che, nonostante le ripetute e tempestive richieste di tutte le Regioni nella competente sede della Conferenza Stato Regioni, lo Stato non ha ancora rese disponibili. Appare evidente come la definizione di tale iter sia indispensabile per delineare meglio le ulteriori iniziative che competono alla Regione.

Il confronto ancora in atto ha visto e vede l'Assessore della P.I. della Regione Sarda, impegnato in prima linea a difesa delle prerogative e degli interessi dell'intero sistema formativo isolano.

Per quanto riguarda il nuovo Piano di dimensionamento, l'Assessore precisa che qualsiasi decisione al riguardo, non potrà che svolgersi all'interno dei poteri che il Decreto legislativo 112/98 ha delegato alla Regione. Nel tavolo di confronto che al riguardo sarà presto attivato, l'Assessore intende richiedere al Ministero che le risorse umane (organici) per il prossimo anno scolastico, siano quantomeno mantenute ai livelli attuali e comunque, si impegnerà affinché tale aspettativa sia salvaguardata.

2)-Graduatorie supplenze.

La materia, come detto in premessa, non rientra tra le competenze dell'Amministrazione Regionale.

Il Decreto Legislativo n. 112,, infatti, attribuisce allo Stato, competenza esclusiva, nella determinazione degli organici e delle classi.

Tuttavia l'Assessore attiverà i necessari contatti con il Ministero perché il problema possa giungere ad una soluzione in grado di soddisfare le attese dei docenti precari.

3)-Iniziative della Regione per il rilancio dell'istruzione nell'isola.

Al riguardo, l'Assessore comunica di aver recentemente stipulato un accordo, sotto forma di Protocollo d'intesa, con la Direzione Scolastica Regionale per la Sardegna e con l'Assessorato del lavoro e della Formazione professionale, mirante a realizzare un coordinamento delle varie iniziative che nel loro insieme potranno elevare la qualità dell'istruzione garantendo altresì nuove e più moderne opportunità didattiche e formative in favore dei nostri giovani.

Ricorda ancora che tra breve sarà avviata l'anagrafe dell'edilizia scolastica e della scolarità dell'isola con la sottoposizione all'esame della prossima Giunta della delibera di ripartizione dei fondi

Una volta intervenuto il giudizio del TAR, si darà poi avvio al progetto Marte.

Al fine di coordinare tutte le predette attività e soprattutto per attivare il riordino delle competenze dell'Assessorato e le relative attività alla luce della riforma del Titolo V della Costituzione e delle norme di riforma statale, è in corso di insediamento un apposito gruppo di lavoro, ove opereranno alcuni notevoli esperti nelle varie discipline.(528)

Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione CASSANO sull'istituzione delle articolazioni organizzative dei servizi della direzione generale dell'agricoltura e riforma agropastorale (D.A. 16 luglio 2002, n. 756)- Passaggio dell'Ufficio di Pozzomaggiore dal I al II livello.

Con riferimento all'interrogazione di cui all'oggetto si formulano le seguenti osservazioni.

Fino al 1999 la sede di Pozzomaggiore era un Ufficio periferico dell'Ispettorato Agrario di Sassari, retto part-time da un funzionario in servizio presso la sede di Sassari dello stesso Ispettorato.

Nonostante la saltuaria presenza del predetto funzionario, l'Ufficio aveva sempre assolto con efficienza ai compiti istituzionali assegnati e non risulta che, all'epoca, siano state mai segnalate o riscontrate irregolarità o ritardi.

A seguito dell'entrata in vigore della L.R. 31/98 e della conseguente riorganizzazione dell'intero apparato burocratico dell'Amministrazione, attuata con D.P.G.R. 4/2000, gli Ispettorati Agrari, sono stati trasformati in Servizi Ripartimentali dell'Assessorato dell'Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale e, in fase di prima applicazione della citata legge, sotto articolati in unità operative di I livello, denominate Settori.

A due anni di distanza dall'approvazione del sopra citato D.P.G.R. 4/2000, le esperienze nel frattempo maturate hanno suggerito l'opportunità di riarticolare la struttura secondo un diverso modello organizzativo e, conseguentemente, dopo l'entrata in vigore del D.P.G.R. 4/2000 i Servizi dell'Assessorato in applicazione dell'art. 12 della L.R. 31/98, sono stati sotto articolati in unità operative di I livello (Settori) e di II livello (Sezioni).

In relazione all'entità del carico di lavoro, rapportato alla variegatura della vocazione agricola del territorio, è stata istituita la Sezione di Pozzomaggiore. A tal proposito è opportuno precisare che:

· non è stato operato alcun ridimensionamento delle competenze, infatti, l'Ufficio continuerà a svolgere gli stessi compiti svolti in precedenza;

· data l'importante funzione che il medesimo svolge per i comuni del Meilogu è da escludere la possibilità di una sua soppressione;

· gli uffici periferici del Servizio Ripartimentale dell'Agricoltura di Sassari sono strutturati in maniera adeguata alle esigenze dell'utenza del territorio. (535)