Seduta n.120 del 28/02/2001 

Seduta CxX

(Antimeridiana)

Mercoledì 28 Febbraio 2001

Presidenza del Presidente Serrenti

La seduta è aperta alle ore 10 e 08.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 28 dicembre 2000 (115), che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Pasquale Onida ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data del 28 febbraio 2001, essendo fuori sede per motivi istituzionali.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Annunzio che è pervenuto alla Presidenza il seguente disegno di legge:

"Convalidazione del D.P.G.R. del 22 dicembre 2000, n. 203, relativo al prelevamento della somma di L. 843.394.000 dal fondo di riserva per spese impreviste - cap. 03010 - a favore del cap. 13002-01 - TAR - ricorso Ditta 'Organizzazione Pani Sardegna contro Regione Autonoma della Sardegna'". (182)

(Pervenuto il 23 febbraio 2001 ed assegnato alla terza Commissione.)

Annunzio di risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione AMADU sulla necessità di salvaguardare il posto di lavoro dei 500 addetti agli impianti di potabilizzazione e depurazione dipendenti da imprese private per conto dell'ESAF". (281)

(Risposta scritta in data 26 febbraio 2001.)

"Interrogazione FADDA - CUGINI - DETTORI Bruno - BALIA sulla deliberazione della Giunta regionale relativa al riconoscimento del debito a favore della dott.ssa Franca Murru". (283)

(Risposta scritta in data 26 febbraio 2001.)

"Interrogazione CASSANO sulla situazione degli addetti agli impianti di potabilizzazione per conto dell'ESAF operanti in Sardegna". (285)

(Risposta scritta in data 26 febbraio 2001.)

"Interrogazione PILO - FEDERICI - AMADU - FOIS - NUVOLI - TUNIS Marco - RASSU sulla esclusione della Clinica Psichiatrica dell'Università di Sassari dalle Unità di valutazione per la malattia di Alzheimer". (288)

(Risposta scritta in data 26 febbraio 2001.)

"Interrogazione PIRISI - FALCONI - DEMURU sui gravi danni causati dalle alluvioni nella città di Bosa". (289)

(Risposta scritta in data 26 febbraio 2001.)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Voglio ricordare ai colleghi che siamo in sede di discussione generale congiunta dei disegni di legge 141/A e 142/A.

Voglio anche ricordare che ieri il collega Emilio Floris ha chiesto l'inversione dell'ordine del giorno per discutere ed approvare il disegno di legge di autorizzazione al terzo mese di esercizio provvisorio. Poiché mi pare che sia un adempimento formale ineludibile, chiedo all'Aula, se non vi sono osservazioni, che si proceda immediatamente all'esame di questo disegno di legge per poi continuare la discussione generale della manovra finanziaria.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, intervengo per chiedere alla Giunta, così come del resto mi risulta che abbia fatto lei stesso nella giornata di ieri, se intenda o meno incontrare le organizzazioni sindacali e la delegazione dei lavoratori socialmente utili, che stanno occupando una sala del Consiglio regionale.

Noi non avremmo niente in contrario ad accelerare i tempi e passare subito all'esame del disegno di legge di autorizzazione al terzo mese di esercizio provvisorio, però credo che ascoltare i problemi dei lavoratori sia un dovere anche della Giunta oltre che dei Capigruppo, pertanto se la Giunta non fosse d'accordo su questa richiesta, credo che la maggioranza dovrà assicurare il numero dei voti necessario per l'inversione dell'ordine del giorno..

PRESIDENTE. L'onorevole Fadda di fatto propone di incontrare prima questi lavoratori e poi procedere all'esame del disegno di legge sull'esercizio provvisorio; effettivamente, io ieri ho incontrato questi lavoratori che hanno chiesto un incontro col Presidente della Giunta e con tutti i Capigruppo. Stamattina non c'è il Presidente della Giunta ma non c'è neanche l'assessore Pani che è l'Assessore interessato, adesso do la parola all'assessore Pittalis, che forse deve comunicarci qualche novità.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Intervengo a nome della Giunta regionale, ritenendo di dover concordare proprio con una delegazione dei Gruppi consiliari di maggioranza e di opposizione, un incontro a fine seduta, verso le tredici o le tredici e trenta, con una delegazione di questi lavoratori; l'onorevole Fadda ha anticipato questa richiesta che ci trova d'accordo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Io prendo atto della disponibilità e naturalmente mi auguro che sia presente anche la Giunta oltre che i Capigruppo della maggioranza, perché si sta verificando, da un po' di tempo a questa parte, che agli incontri che vengono richiesti con tutte le forze politiche, si presenti soltanto l'opposizione. Quindi, prendiamo atto del fatto che verso le tredici, o tredici e trenta, la Giunta regionale e i Capigruppo hanno assunto l'impegno di incontrare i sindacati e la delegazione dei lavoratori socialmente utili e quindi per quanto ci riguarda non c'è nessun problema all'inversione dell'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda le chiedo a nome del Consiglio se può lei stesso informare i lavoratori che verranno incontrati sul finire della mattinata, verso le tredici o tredici e trenta. La ringrazio.

Discussione del disegno di legge: "Proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2001" (181/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 181; relatore il consigliere la Spisa.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore. Senza alcuna necessità di ulteriori commenti, è evidente che si illustra da solo il contenuto di questo disegno di legge, che è assolutamente necessario per il regolare procedere dell'amministrazione regionale.

Credo che debba essere approvato rapidamente per consentirci poi di affrontare nel vivo la manovra finanziaria.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Selis, ne ha facoltà.

SELIS (Popolari - P.S.). Presidente, credo che l'argomento non meriterebbe e non merita un grande dibattito perché la necessità di accordare il terzo mese di esercizio provvisorio è una conseguenza delle vicende che stiamo vivendo; però, da parte nostra penso che sia opportuno quanto meno sottolineare due aspetti.

Da un lato che l'esercizio provvisorio rappresenta sempre e soprattutto una causa di malessere amministrativo, di dilazione dei tempi di spesa, di incertezza nella programmazione; è un segnale che si dà alla pubblica opinione, e soprattutto agli operatori, che i tempi della programmazione del bilancio e della spesa sono rallentati; non è un buon segnale, ma credo che questo giudizio lo condividiamo tutti, maggioranza ed opposizione, e non ci scandalizziamo per questo. Però, dobbiamo essere consapevoli di questa lentezza, soprattutto in una fase ancora iniziale della legislatura, in cui è possibile fare un'analisi degli stati di attuazione e dei problemi per rimuoverli. Noi questo abbiamo proposto e proponiamo ancora alla Giunta, ci auguriamo che la discussione della manovra finanziaria possa consentircelo.

La seconda considerazione è più politica, lo diciamo perché rimanga agli atti: questo terzo mese esercizio provvisorio corrisponde al terzo mese di ritardo nella presentazione del bilancio della Giunta. Noi ci auguriamo che questo nei prossimi esercizi non debba succedere, e a questo fine diamo ancora una volta la nostra disponibilità, ma perché questo accada occorre rimuovere i problemi che ostacolano la corretta amministrazione ed anche programmazione. Quindi, il terzo mese di esercizio provvisorio è direttamente connesso al ritardo con cui la Giunta ha approvato ed inviato al Consiglio il bilancio, noi lo abbiamo già criticato, stigmatizzato, cogliamo ancora una volta l'occasione per ribadirlo in Aula, per il resto veda la maggioranza.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). E' vero che l'approvazione del disegno di legge che autorizza il terzo mese di esercizio provvisorio, a questo punto, è quasi un atto dovuto; dovuto nei confronti dell'Amministrazione regionale, delle esigenze che pure in qualche modo bisogna tentare di soddisfare, ma è anche vero che va rimarcato che la richiesta del terzo mese di esercizio provvisorio, non può essere considerata un fatto ordinario, ma contiene in sé elementi di estrema gravità, perché sottolinea l'incapacità di questa Giunta non solo di predisporre, così come abbiamo avuto modo di evidenziare in diverse occasioni, gli atti che avrebbero consentito, tra l'altro come loro hanno a più riprese sottolineato, di dare all'azione amministrativa regionale quella efficacia di cui si ha bisogno, e quindi di rispondere alle esigenze che qui tutti a più riprese abbiamo riproposto: avere un'amministrazione che agisca tempestivamente, efficacemente, che sia in grado anche di guidare i processi di rilancio dello sviluppo di questa Isola.

Siamo ben lontani da tutto ciò, siamo perfino all'assurdo: non solo il bilancio è stato presentato in ritardo, come abbiamo sottolineato, ma ulteriori mesi di ritardo nella discussione in Commissione, sono stati causati dall'assenza di atti, dalla mancanza di volontà, dall'incapacità, in sostanza, di questa Giunta di prospettare al Consiglio, anche sul piano della manovra finanziaria una ipotesi che consentisse di far fronte se non alle emergenze pure straordinarie che abbiamo in questa Isola, almeno all'ordinaria amministrazione.

Per cui, noi pur essendo consapevoli che l'esercizio provvisorio va approvato, tuttavia sottolineiamo che questa Giunta, ripeto, non è nemmeno capace di gestire l'ordinaria amministrazione. Tra l'altro adesso bisogna vedere, e con questo termino, se è in grado di avere la maggioranza non solo per approvarlo, ma per consentire alla stessa Aula di poter lavorare in modo ordinato nella mattinata odierna.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Non vorrei perdere tempo nel ripetere ormai cose che in quest'aula si sono sentite, e soprattutto dette, sui ritardi che si sono accumulati, sul danno che questi ritardi comportano, ma vedo che la serenità e il disinteresse continuano a regnare, come se l'argomento trattato non riguardasse nessuno di noi, o per meglio dire non riguardasse questa maggioranza. Chiedo pertanto la votazione nominale con il procedimento elettronico, sul passaggio all'esame degli articoli.

PRESIDENTE. Non siamo ancora in fase di votazione, onorevole Sanna, però terrò conto della sua richiesta quando voteremo.

Ha chiesto di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta si rimette alla relazione fatta dal relatore.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

E' stata richiesta la votazione per appello nominale. Ricordo che la richiesta deve essere appoggiata da sette consiglieri.

(Appoggiano la richiesta di votazione nominale i consigleiri CALLEDDA, ORTU, VASSALLO, LAI, SCANO, DEMURU, Emanuele SANNA.)

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Non potrei dargli la parola in quanto siamo in fase di votazione, però il suo contributo può essere utile. Prego.

CUGINI (D.S.). Il collega Emilio Floris ha chiesto l'inversione dell'ordine del giorno e noi non ci siamo opposti, però è opportuno che i colleghi della maggioranza siano presenti per votare il disegno di legge, per evitare di fare i duri quando si tratta di contrastare l'opposizione e non riuscire a garantire poi neanche la presenza in aula. Quindi, collega Floris, si voti almeno quando ci sono i colleghi della maggioranza.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Chiedo dieci minuti di sospensione.

PRESIDENTE. Non si può sospendere la votazione. Io devo naturalmente informare i colleghi, e in particolare i Capigruppo, che ci devono essere almeno 41 consiglieri in aula altrimenti la votazione non è valida. Procediamo quindi alla votazione col sistema elettronico, come è stato chiesto.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 181/A.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: CAPPAI - CASSANO - CORONA - COSSA - FANTOLA - FLORIS Emilio - FOIS - FRAU - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.

Risponde no il consigliere: FALCONI.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI e i consiglieri LAI - ORTU - SANNA Emanuele - SCANO - VASSALLO.

Voti nulli: CALLEDDA - DEMURU - SANNA Giacomo.

CORDA (A.N.). Presidente, io ho votato a favore.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 40

Votanti 34

Astenuti 6

Maggioranza 21

Favorevoli 27

Contrari 1

Voti nulli 3

SELIS (Popolari-P.S.). Quanti sono i presenti?

PRESIDENTE. I presenti sono 40. Oggi il numero legale è di 40 perché c'è un consigliere in congedo. Dal tabulato risultano 39 consiglieri presenti, ma non avevano conteggiato l'onorevole Corda che non ha votato ma è presente e non possiamo considerarlo assente. Ha dichiarato il proprio voto favorevole, quindi è presente.

GIAGU (Popolari-P.S.). Nelle votazioni col sistema elettronico, Presidente?

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ha dichiarato il proprio voto.

PRESIDENTE. Anche in caso di votazione nominale con il sistema elettronico se è in aula è in aula.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

Sul regolamento

SELIS (Popolari-P.S.). Nella scorsa legislatura questo argomento è stato a lungo dibattuto, cosa che ci ha portato, alla fine della legislatura, a modificare il Regolamento su questo punto. In aula non c'è solo l'onorevole Corda, ci sono tanti altri consiglieri che non hanno votato. Abbiamo stabilito che la presenza non significa voto né favorevole, né contrario né di astensione. In caso di votazione con il sistema elettronico la presenza viene certificata dal tabulato. Se un consigliere non vota non si può supporre che si sia astenuto o che abbia votato contro. Queste cose si fanno quando siamo tutti d'accordo, ma quando non siamo tutti d'accordo non si fanno, perché in caso contrario anch'io ero presente e vorrei sapere quale voto mi si può attribuire.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, gli Uffici mi fanno giustamente osservare che hanno votato tutti, alcuni si sono astenuti, tranne Corda, che nel caso di votazione nominale ha il diritto di dichiarare il voto o di non votare, astenendosi.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, le dichiarazioni di voto si fanno prima della votazione, siccome prima della votazione Corda non c'era, non poteva dichiarare il proprio voto; è arrivato in aula a votazione chiusa. Ora queste cose… possiamo fare un attimo di silenzio?

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Per cortesia, facciamo parlare l'onorevole Selis.

SELIS (Popolari-P.S.). La questione non è una grande questione e quindi è meglio affrontarla in linea di principio su una votazione di scarso rilievo per superare, in qualunque modo, questo problema. La votazione nominale col sistema elettronico consente di votare a favore, contro o di astenersi; se uno vuole fare la dichiarazione di voto deve farla prima dell'inizio delle votazioni; non è possibile dichiarare il voto quando le votazioni sono iniziate e tanto meno quando sono concluse.

Le eccezioni che anche in quest'aula abbiamo talvolta ammesso, le abbiamo ammesse concordemente, ma in questo momento l'unanimità su questa deroga non c'è, quindi questo voto non può essere conteggiato; riassumendo: le dichiarazioni di voto si fanno prima, il voto elettronico consente di esprimere tutte e tre le opzioni di voto, non si può dichiarare il proprio voto a votazioni aperte o a votazioni concluse, mi sembra che sia una regola elementare. Poi ci possiamo mettere d'accordo e non chiedere l'annullamento della votazione, però a noi interessa ribadire questo principio, che non può essere derogato se non per accordo unanime.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, non è la prima volta che noi consentiamo una dichiarazione di voto tardiva.

SELIS (Popolari-P.S.). Quando non siamo tutti d'accordo bisogna applicare il Regolamento.

PRESIDENTE. Anche su mia richiesta, qualche volta è stata ammessa. Lei ora sostiene che la deroga non è valida in mancanza di accordo unanime, benissimo, possiamo allora stabilire che la dichiarazione tardiva non valga mai, anche quando siamo d'accordo perché una norma regolamentare non può essere applicata una volta in un modo e un'altra volta in un altro modo; stabiliamo che la norma non può mai essere derogata, non c'è nessun problema. Per ciò che riguarda i lavori di stamattina se la sua posizione rimane ferma, noi possiamo passare mezza mattinata a discutere sul voto, col risultato che mi costringe a rinviare i lavori di mezz'ora; se è questo che lei vuole, onorevole Selis, mettiamoci d'accordo su come proseguire.

(Interruzioni)

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari - P.S.). Per quello che mi riguarda, la risolviamo in maniera pacifica, per quello che...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Chiedo scusa, non c'è uno scontro tra maggioranza ed opposizione, stiamo cercando semplicemente di chiarire come ci dobbiamo comportare da ora in poi.

(Interruzione della consigliera Sanna Nivoli)

SELIS (Popolari - P.S.). Dia la parola all'onorevole Sanna Nivoli.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, lei ha chiesto la parola? Ha domandato di parlare prima il consigliere Corda, poi l'onorevole Ortu. Ha facoltà di parlare il consigliere Corda.

CORDA (A.N.). Presidente, la regola principe sulla quale credo non ci sia discussione ammissibile, è che un consigliere che si trovi all'interno dell'Aula allorquando viene aperta la votazione e permane all'interno dell'Aula prima che venga dichiarata chiusa, ha il diritto, che nessuno può negargli, di votare e di farlo col sistema che può essere utilizzato. Io avevo difficoltà ad inserire la scheda, le ho chiesto di votare e lei mi ha detto di non preoccuparmi perché mi avrebbe considerato presente; in questo caso il problema è stabilire se in situazione analoga i consiglieri sono considerati presenti oppure no.

Io credo che poiché ho chiesto di poter esprimere il mio voto, e questo diritto, ripeto, è stabilito nello Statuto, nessuno può impedire ad un consigliere che è all'interno dell'Aula di votare. Se invece non dovesse essere considerato valido il mio voto, vorrebbe dire che è stato leso un mio diritto ed allora la votazione non sarebbe valida.

Io chiedo, Presidente, e spero che l'opposizione sia d'accordo, di ripetere la votazione affinché possa essere regolare. Allora il risultato della prossima votazione, se fatta con tutti i crismi della regolarità, cioè dando ai consiglieri presenti la possibilità di esprimere il voto, sarà quello che sarà, e non potrà essere discusso o messo in forse da nessuno. Poi, se vogliamo perdere tempo, ma mi sembra che non sia il caso, chiediamo, come diceva lei, mezz'ora di interruzione, però mi sembra pretestuoso che l'onorevole Selis faccia discussioni, anche perché in aula tante volte è capitato che consiglieri, a causa del malfunzionamento del sistema elettronico, abbiano chiesto di essere considerati presenti, e sia stata attribuita loro l'astensione dal voto o il voto favorevole. Credo che il Regolamento non possa essere interpretato ogni volta in modo diverso, perché può essere modificato solamente da una maggioranza di 41 consiglieri, non è stata votata nessuna modifica del Regolamento e quindi applichiamolo e diamo ad un consigliere che non ha potuto votare la possibilità di farlo ripetendo la votazione.

PRESIDENTE. Onorevole Corda, lei ha ragione, io le ho detto di non preoccuparsi, però la verità è che, mi scusi, non vuole essere un rimprovero, i colleghi devono restare in aula, non è possibile che quando io apro la votazione accorrano dai locali intorno all'aula per votare, abbia pazienza! Lei capisce che poi queste cose succedono proprio per questa ragione. Per cui vi prego di stare in Aula quando si vota, poi negli altri momenti ognuno faccia quello che ritiene di dover fare.

Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

(Interruzioni)

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Mi devo mettere ritto sul tavolo per farmi vedere?! Farò anche questo, se è necessario.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, non c'è bisogno che lo faccia, io vedo abbastanza bene, ha chiesto di intervenire prima l'onorevole Ortu. Dopo le darò la parola.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). L'onorevole Ortu ha già preso la parola.

PRESIDENTE. No, sta intervenendo sul Regolamento.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Io l'ho chiesta prima di Selis, e anche lui ha parlato prima di me.

ORTU (R.C.). Presidente, sarò brevissimo. Presidente, non ha affatto ragione l'onorevole Corda, per essere chiari! Insomma, non solo bisogna tener presente concretamente che non c'era il numero legale e quindi non si può procedere con i lavori, per di più la maggioranza che ha chiesto l'inversione dell'ordine del giorno, che ha chiesto di discutere con urgenza questo disegno di legge, che vuole fare tutte le cose non si sa bene come, si sarebbe dovuta preoccupare di assicurare il numero legale in aula. Il problema qual è?

Presidente, io debbo chiedere a lei una cosa semplicissima, come ha fatto a computare quaranta presenti in Aula? Dal tabulato risultano 34 presenze, seppure viene conteggiato l'onorevole Corda diventano 35, tra i presenti sono compresi anche cinque degli otto consiglieri che hanno chiesto la votazione nominale. Quindi bisogna prendere atto che in Aula non c'erano 40 consiglieri presenti, pertanto è mancato il numero legale...

COGODI (R.C.). Avete conteggiato due volte tre degli otto consiglieri che hanno chiesto la votazione nominale.

PRESIDENTE Se si vuole contestare tutto, contestiamo anche tutto: c'è il tabulato elaborato dal sistema elettronico, gli uffici che lo hanno controllato mi dicono che sono presenti quaranta consiglieri, non considerando tra essi l'onorevole Fadda.

ORTU (R.C.). Il Presidente ha fatto alzare in piedi i richiedenti la votazione nominale, pertanto avranno pure un nome e un cognome!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Non si è voluto chiedere il voto segreto per non perdere mezz'ora, si è chiesta la il votazione nominale per il semplice motivo che la maggioranza non può assentarsi dall'Aula e pretendere che poi sia l'opposizione a garantire il numero legale. E quindi non c'è nessuna volontà di perdere mezz'ora, che invece si sta perdendo in questo conteggio allucinante.

Io le consiglierei, signor Presidente, intanto di levare le tende, lei me lo insegna se dovessimo levare le tende la gente avrebbe difficoltà...

PRESIDENTE. Io non le insegno proprio niente, lei sa già tutto da solo, onorevole Sanna, non ha bisogno che io le insegni nulla. Anzi verrò io a lezione da lei, appena possibile!

SANNA Giacomo (Guppo Misto). Ascolti, se le vuole levare le levi, sennò se le tenga! Qualche altro le potrebbe utilizzare! I consiglieri presenti alla votazione erano 34, dei 9 consiglieri dell'opposizione che erano in aula, 8 hanno chiesto la votazione nominale pertanto sono inclusi tra i presenti, anche considerando i tre voti nulli e presente il collega Corda, che ogni qualvolta che c'è da votare arriva in ritardo, crea problemi e dopo se la prende con gli altri, arriviamo a 38 presenti, un numero che comunque non si avvicina minimamente ai 40. Il collega Biancu che aveva due schede e che stava provocando problemi al sistema elettronico e ritardando la votazione, su mia sollecitazione, ha levato la scheda e non ha votato. Quindi, non lo si può conteggiare tra i presenti, sennò dovremmo conteggiare tutti quelli che sono entrati nel frattempo.

Allora, questo è il conteggio. 34 più i 3 fa 37, più il collega Corda fa 38. Noi eravamo, come opposizione, presenti in nove. Non eravamo più di nove. Degli otto consiglieri che hanno chiesto la votazione nominale, e che sono ancora qua, cinque hanno partecipato alla votazione astenendosi, gli altri tre, io, il collega Manca e il collega Demuru, non abbiamo votato, a meno ché non ci siano fantasmi, ecco il motivo delle mie critiche!

PRESIDENTE. Dichiaro nulla la votazione e devo sospendere per mezz'ora la seduta perché in realtà gli uffici hanno erroneamente sommato tre voti nulli ai 37 presenti portandone il numero a quaranta.

Pertanto sospendo la seduta per mezz'ora. I lavori del Consiglio riprenderanno alle ore undici e un quarto.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 51, viene ripresa alle ore 11 e 32)

Continuazione della discussione del disegno di legge: "Proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2001" (181/A)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori del Consiglio.

Prego i colleghi di prendere posto. Ricordo che abbiamo sospeso la seduta per mancanza di numero legale, pertanto siamo in sede di votazione del passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge 181/A.

Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Presidente chiedo nuovamente la votazione segreta per appello nominale.

PRESIDENTE. Onorevole Ortu il voto segreto per appello nominale non esiste.

L'unica cosa che lei può chiedere è la votazione nominale col sistema elettronico, perché il Regolamento esclude che sulle leggi assimilabili a quella di bilancio possa essere richiesta la votazione segreta, ai sensi dell'articolo 96, comma 2. Quindi ripetiamo la votazione di prima, questo vuol dire?

Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Si tratta di una votazione sul passaggio agli articoli, Presidente.

PRESIDENTE. Si applica ugualmente la norma richiamata perché è assimilabile alla votazione finale in quanto la non approvazione del passaggio all'esame degli articoli, farebbe cadere il provvedimento.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (POPOLARI - P.S.). Posto che la legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio non è assimilabile a quella di bilancio, in ogni caso anche per quest'ultima solo per il voto finale è prescritta la votazione nominale. Chiederei agli uffici di verificare questo.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, il voto sul passaggio all'esame degli articoli equivale al voto finale, perché lei capisce, se il voto fosse negativo, la legge sarebbe bocciata.

SELIS (POPOLARI - P.S.). Siccome noi siamo persone di buona volontà, e abbiamo già perso qualche minuto, anche poco fa, mentre parlavo, stavo dicendo di andare avanti, mi interessava solamente conoscere l'interpretazione della norma regolamentare e, pur non accettando questa interpretazione, perché vorrei vedere i precedenti, se il collega Ortu è d'accordo chiedo la votazione nominale con il sistema elettronico.

PRESIDENTE. Sette consiglieri che appoggino la richiesta di voto elettronico si alzino in piedi.

(Appoggiano la richiesta di votazione nominale, i consiglieri PUSCEDDU, DEMURU, COGODI, IBBA, MASIA, SCANO, Ivana DETTORI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, sul passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FLORIS Emilio - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI e i consiglieri BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - GIAGU - IBBA - LAI - MANCA - MASIA - MORITTU - ORTU - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 65

Votanti 38

Astenuti 27

Maggioranza 20

Favorevoli 38

(Il Consiglio approva)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 1.

LICANDRO, Segretario:

Art. 1

1. L'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno finanziario 2001, già autorizzato con la legge regionale 20 gennaio 2001, n. 3, è prorogato, con le stesse modalità, sino al 31 marzo 2001.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Si suol dire, signor Presidente, che l'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio ricada nella categoria delle cose di ordinaria amministrazione, o addirittura si assume che si tratti di accadimenti puramente tecnici, di atti dovuti, cioè c'è tutta una classificazione di giudizi o di pregiudizi che fanno ritenere, usualmente, che l'autorizzazione, o, come in questo caso, la proroga dell'autorizzazione dell'esercizio provvisorio, non rivesta un carattere eminentemente politico. Noi vorremmo, invece, ancora una volta far rimarcare il fatto che l'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio costituisce sempre e comunque, non la fisiologia, ma la patologia della politica. A maggior ragione versiamo in piena patologia politica in questa situazione, che noi abbiamo denunciato, fin dal mese di dicembre, quando si è proceduto alla prima autorizzazione a due mesi di esercizio provvisorio, e abbiamo poi ribadito inascoltati - è vero - ma il fatto di essere inascoltati non ci esime dall'obbligo di dire quello che pensiamo e, quando è necessario, anche e di ripeterlo. Allora abbiamo sostenuto che vi è nel Governo della Regione sarda un disegno preordinato a recare danno alla Regione; la Giunta regionale e la sua maggioranza hanno previsto, hanno voluto, e pervicacemente continuano nell'opera di ritardare l'adozione degli strumenti di programmazione e di utilizzazione della spesa, cioè del patrimonio finanziario pubblico della Regione.

Fin dall'inizio voi avete voluto e continuate a volere una cadenza temporale per cui il bilancio preventivo della Regione non sia più preventivo, e voi possiate, nel frattempo, spendere come vi pare, sulla base delle vostre previsioni, non ancora legittimate con l'approvazione delle leggi finanziaria e di bilancio, perché l'esercizio provvisorio vi autorizza a spendere così come voi avete ipotizzato, non come il Consiglio avrebbe dovuto decidere, o come il Consiglio deciderà. Quindi voi già state spendendo i denari della Regione per dodicesimi, come secondo le modalità che voi avete pensato, e non come il Consiglio avrebbe dovuto decidere. E in ogni caso, volete fare in modo di avere questa massa enorme di risorse a disposizione, a metà dell'anno finanziario, per poter promettere tutto a tutti, in campagna elettorale, per non avere una previsione e quindi una visione ordinata e trasparente, ed anche, si può dire, legittima, della spesa pubblica, e per avere, invece, mano libera, in base ad un vostro calcolo di parte.

Tutto questo si traduce non solo in ritardo temporale, ma in danno effettivo e grave per la Regione e per i suoi cittadini, ma voi fate finta di non capire; vivete una condizione nella quale l'arroganza del potere vi porta a ritenere che vi sia concesso fare tutto ciò che volete grazie alla distrazione dei mass-media, che si occupano quasi esclusivamente di beghe sulle candidature e non prestano attenzione, neppure minima, al dibattito e al confronto che si svolge in questo Consiglio regionale. Ho presente pagine e pagine di informazione stampata, e servizi ritenuti di informazione, su quale assessore di questa Regione, o funzionario o impiegato, abbia mai svolto un compito istituzionale in giorno festivo a Roma, e se un'auto di servizio sia o no utilizzabile da uno che lavorasse, o dovesse rientrare in Sardegna la domenica. Abbiamo visto che pagine e pagine sono state dedicate a questo argomento politico istituzionale di rilevante importanza, nell'indifferenza generale, quasi fosse questo il tema della politica, mentre i 13 mila miliardi del bilancio della Regione sono stati trattati dalla stampa come argomento di scarsissimo rilievo, che interessa pochi.

Noi protestiamo contro la maggioranza, contro la Giunta regionale, per quest'azione programmata di malgoverno. Il "Polo del mal governo" sta mettendo in campo e sta mettendo alla prova tutta la sua incapacità di governo effettivo della Regione. Voi oggi proponete un altro mese di esercizio provvisorio, e io non so se sarà sufficiente un altro mese. Può essere che fra qualche settimana voi proponiate un altro e ultimo mese di esercizio provvisorio del bilancio, a causa del fatto che non si è ancora entrati nel merito del bilancio, che in Commissione non c'è stata vera interlocuzione, perché altri due mesi in Commissione li avete impiegati voi, e solo voi come maggioranza. Non avete accettato una vera interlocuzione con l'opposizione, avete rinviato il confronto al momento successivo all'approvazione da parte della Commissione, prima dell'esame in Aula. Ecco, l'Aula è riunita e non si riesce a capire in quali parti e come questa manovra finanziaria, della quale discuteremo di qui a poco, possa essere raddrizzata, possa essere migliorata, possa essere ricondotta a canoni di effettivo buon governo, tenendo conto degli interessi di tutti.

Colgo questa occasione per chiarire quello che si dice da qualche parte, che vi sarebbe non so quale contrattazione fra maggioranza ed opposizione, che vi sarebbero trattative e abboccamenti vari; tutta questa vicenda, tutta questa rappresentazione non ha nulla di veritiero. Noi abbiamo chiesto alla Giunta regionale da sempre, in aula e fuori dell'aula, di correggere la manovra finanziaria e di esplicitare che cosa è disponibile a correggere. E per quanto ci riguarda abbiamo detto e ripetiamo che è inammissibile, che è imperdonabile, che è inaccettabile, che una manovra da 13 mila miliardi riservi meno del 4 per cento delle risorse alle politiche del lavoro; che è inammissibile, e perciò inaccettabile, che vi sia parte del palazzo del Consiglio regionale occupato da lavoratori disperati, che non sanno come campare, e si faccia finta che essi non siano dentro un'aula di questo Consiglio regionale; che si faccia finta di non vedere, di non sapere, di non preoccuparsi che decine e decine di lavoratori disperati stazionano giù, sotto i portici, giorno e notte, anche quando il maltempo si fa inclemente, come in questi giorni, per chiedervi e chiederci di trovare una soluzione ai problemi di lavoro loro e delle famiglie, in modo da consentirgli di tornare a casa salvaguardando la dignità minima di persone che hanno svolto un lavoro produttivo e sanno come campare degnamente.

Voi fate finta di non vedere e di non sapere che quei lavoratori sono lì dal giorno di Capodanno, tutti i giorni e tutte le notti; vi abbiamo chiesto di trovare assieme a noi una soluzione, ma non volete trovarla, ecco perché è necessario discutere in aula e fuori dell'aula, ecco perché dovete prendere parte alla discussione. Non potete essere latitanti nel confronto politico. Poi torneremo al bilancio, quello vero, e in quella sede sarà possibile chiarire quali possono essere le soluzioni da dare a queste vicende umane che, per quanto ci riguarda, rivestono un rilievo centrale anche nella politica regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto e, Presidente, vorrei anche precisare che contrariamente a quanto da lei affermato, è possibile richiedere l'appello nominale anche per la votazione segreta, basta utilizzare il sistema delle palline.

PRESIDENTE. Noi stiamo usando da tempo il sistema elettronico, poi volendo si può votare anche con le bandierine! Non è previsto, ma se lo decidiamo votiamo anche con le bandierine.

ORTU (R.C.). Se lei la mette su questo piano tutt'al più avrebbe dovuto chiedere con quale sistema si intendeva votare.

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, il sistema delle palline è un sistema superato, ma non voglio polemizzare con lei.

ORTU (R.C.). Però è ammesso dal Regolamento e lei deve interpretare il Regolamento.

PRESIDENTE. Sì, onorevole Ortu, vuol dire che porteremo le palline. E' stato chiesto il voto segreto con sistema elettronico sull'articolo 1. Ma se l'effetto che produce è quello di bocciare la legge non è ammissibile. Posso ammettere il voto segreto solo sull'articolo 2. Non è ammissibile nessun voto che possa avere come risultato finale la bocciatura di questo disegno di legge, perché esso è assimilabile alla legge di bilancio. Stiamo parlando dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio per il terzo mese. Può essere bocciata, ma con il voto palese; non è consentito il voto segreto. Quindi procediamo col sistema elettronico alla votazione palese. E' sempre necessario che sette consiglieri si alzino in piedi per appoggiare la richiesta di votazione nominale, lo prevede il Regolamento; i colleghi che intendano appoggiare la richiesta si alzino in piedi.

(Appoggiano la richiesta di votazione nominale, i consiglieri MASIA, IBBA FALCONI, Salvatore SANNA, PACIFICO, COGODI, DEMURU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale dell'articolo 1 del disegno di legge numero 181/A.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FLORIS Emilio - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: COGODI - ORTU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI e i consiglieri DEMURU - DETTORI Ivana - IBBA - MASIA - PUSCEDDU - SCANO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 49

Votanti 42

Astenuti 7

Maggioranza 22

Favorevoli 40

Contrari 2

(Il Consiglio approva).

Si dia lettura dell'articolo 2.

LICANDRO, Segretario:

Art. 2

1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi e per gli effetti dell'articolo 33 dello Statuto speciale per la Regione Sardegna ed entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione, con effetto dal 1° marzo 2001.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

La norma sull'urgenza l'abbiamo già votata, adesso dobbiamo votare la legge nel suo complesso. Ricordo ai colleghi che perché la clausola dell'urgenza sia valida l'approvazione finale deve avvenire a maggioranza assoluta, che equivale a 41 voti.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del disegno di legge numero 181/A.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FLORIS Emilio - FOIS - FRAU - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: COGODI - ORTU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI e i consiglieri DEMURU - FADDA - PUSCEDDU.

Voti nulli: GIAGU - SANNA Emanuele.

Chiedo scusa, colleghi, noi stiamo votando con il sistema elettronico, l'impianto funziona, scusate colleghi, abbiate pazienza, per cortesia, se uno vota quando il Presidente ha dichiarato chiusa la votazione, quel voto non viene conteggiato. Detto questo dal tabulato risultano nulli i voti dell'onorevole Giagu e dell'onorevole Sanna Emanuele. risultano nulli, vuol dire che hanno calcato la...

(Interruzione del consigliere Sanna Emanuele)

Onorevole Sanna, il voto viene dichiarato nullo dal sistema quando uno preme il primo tasto, accende le lucette, e poi non procede alla votazione. Evidentemente voi avete proceduto in questo modo.

(Interruzioni)

SANNA EMANUELE (D.S.). Non sono infallibile, ma può essere che sbagli anche l'operatore.

PRESIDENTE. Colleghi, non so che cosa dirvi, se il sistema elettronico non funziona, ha ragione l'onorevole Ortu, torniamo alle palline! Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I. Sardegna). Io credo di sapere che cosa sia successo in questa votazione, perché io mi sono reso conto che la luce sulla sinistra ha lampeggiato per un poco e poi si è fermata; qualcuno è stato indotto in errore da questo, nel senso che prima probabilmente è stato dato l'input di apertura della votazione, poi è stato sospeso. Quindi sicuramente i due colleghi che erano qui, indiscutibilmente, hanno espresso il voto in quel primo momento e successivamente non hanno ripetuto il voto; credo che sia ragionevole ripetere la votazione.

PRESIDENTE. Colleghi, delle due l'una, o la votazione è valida e ci sono stati errori imputabili ai consiglieri, o il sistema elettronico non ha funzionato e devo far ripetere la votazione, non c'è altra strada!

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Noi non vorremmo…

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, mi ascolti, le chiedo scusa solo un minuto, aveva chiesto prima l'onorevole Granara. Abbia pazienza, le darò la parola subito dopo.

COGODI (R.C.). Noi siamo disciplinati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Granara. Ne ha facoltà.

GRANARA (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente, io mi trovo veramente in difficoltà; Presidente, abbiamo eseguito in pochi minuti tre votazioni, il mio voto è apparso, e adesso non capisco per quale motivo non risulta dal tabulato. Desidero far presente all'Aula che io ho votato a favore, e prego per cortesia gli uffici di prenderne nota. Se poi l'impianto non è affidabile sta all'Assemblea e al Presidente decidere cosa fare.

PRESIDENTE. Colleghi, vi devo chiedere di aiutarci a fare il nostro lavoro. Il voto va espresso dal momento in cui io dichiaro aperta la votazione, fino al momento in cui la chiudo; se il voto viene espresso un po' prima, anche un quarto di secondo, o un po' dopo, quel voto non è valido, non è registrato dall'impianto. Il tempo io lo dò, pertanto la votazione è questa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 46

Votanti 40

Astenuti 4

Maggioranza 22

Favorevoli 38

Contrari 2

Voti nulli 2

(Il Consiglio approva).

La legge è approvata senza la clausola dell'urgenza.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Avevo chiesto la parola prima, mi ha chiesto scusa perché c'era un collega che doveva parlare prima di me; ha già concluso tutto!

PILO (F.I.-Sardegna). Presidente, io avevo chiesto di parlare prima dell'onorevole La Spisa.

PRESIDENTE. Onorevole Pilo, se voleva intervenire sulla votazione, ormai la vicenda l'ho chiusa.

PILO (F.I.-Sardegna). Io avevo chiesto la parola, le chiedo come mai non me l'ha data.

PRESIDENTE. Scusate, colleghi, procediamo con ordine. Onorevole Pilo, le darò dopo la parola.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Dopo non serve, l'ha chiesta prima degli altri. Cos'è, solo qualcuno può parlare?

PRESIDENTE. Hanno diritto tutti di parlare, le ho mai tolto forse la parola? Una richiesta può anche sfuggire.

Discussione dello schema di deliberazione del Consiglio regionale recante: "Proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio regionale per l'anno 2001".

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio. Ha facoltà di parlare il consigliere Biancareddu, Questore, per illustrare la proposta.

BIANCAREDDU (F.I.-Sardegna). Mi rimetto alla relazione scritta. Come è prassi, quando viene approvato il disegno di legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio per il bilancio della Regione, anche il Consiglio, dipendendo il proprio bilancio da quello della Regione, chiede l'autorizzazione all'esercizio provvisorio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Vigeva un tempo, nel Consiglio regionale, una aurea tradizione in base alla quale sul bilancio interno del Consiglio non si interveniva perché trattandosi di argomento e di proposta elaborata da tutte le parti politiche, poiché l'istruttoria coinvolgeva preliminarmente le parti stesse, poi, di fatto, in Aula, si registrava una sostanziale condivisione della proposta che collegialmente era stata elaborata. Da qualche tempo, direi da qualche anno, non è più così perché si sono introdotte, anche in questa materia, delle innovazioni nella prassi trattando il bilancio interno dell'Assemblea legislativa, argomento tra i più rilevanti per la vita dell'Istituzione rappresentativa, con una qualche disinvoltura, e direi con troppa approssimazione.

Io voglio solo ricordare che già l'anno scorso, in occasione dell'approvazione del bilancio interno del Consiglio, il Gruppo consiliare della Rifondazione Comunista, aveva avanzato formale istanza all'Ufficio di Presidenza, perché nel tempo che fosse stato necessario, nel corso dell'anno, si operasse una ricognizione degli aspetti di accertata sofferenza, di non funzionamento e, quindi, in modo quanto è necessario delicato, ma altrettanto deciso, utile al funzionamento dell'Assemblea, si ponesse rimedio ai problemi e si riordinasse l'insieme dell'organizzazione interna del Consiglio. Questo anno è decorso, ma non è accaduto nulla che non sia stato peggiorativo della condizione precedente.

L'episodio di poc'anzi avrebbe potuto essere assunto, in un altro tipo di organizzazione di Consiglio, come un piccolo incidente: in un Consiglio dove funziona tutto non si riesce a far funzionare l'impianto attraverso cui si vota, cioè si esprime la volontà politica dei consiglieri! La verità è che non funziona l'impianto attraverso cui i consiglieri esprimono il voto perché in questo Consiglio, nella sua organizzazione interna, non funziona quasi niente, e ogni qualvolta si rappresentano doverosamente e con discrezione, il più delle volte, i problemi perché ad essi si ponga un qualche rimedio, sono parole al vento!

(Confabulare tra consiglieri e Presidenza del Consiglio)

COGODI (R.C.). Adesso siamo alle contestazioni sindacali! Vogliamo sentire anche noi.

FLORIS Emilio (F.I.-Sardegna). La stiamo ascoltando, onorevole Cogodi!

COGODI (R.C.). Io ascoltavo anche la collega, onorevole Pilo che dappresso, all'orecchio, contestava direttamente il Presidente del Consiglio che, fino a prova contraria, finché presiede il Consiglio, è anche il mio Presidente. E ho anche il dovere di difenderlo da simili pericoli!

Questo dovere di difendere, nella sua funzione naturalmente, il Presidente del Consiglio, e la sua serenità nel dirigere i lavori del Consiglio, non ci esime però dal dire quello che pensiamo in ordine all'organizzazione del Consiglio medesimo. Io credo che l'occasione più opportuna per riprendere questo ragionamento sia l'esame nel merito del bilancio interno del Consiglio quando arriverà in Aula. Colgo, invece, questa occasione solo per chiedere ancora una volta che si recuperi, per quanto è possibile, il tempo perduto, e prima che arrivi in Aula il bilancio interno del Consiglio, si compia quell'opera di ricognizione dei punti principali di disfunzione, che io ora non elenco, perché sarebbe un'elencazione molto lunga, e ostacolerebbe la comprensione di un ragionamento d'insieme, che non è una denuncia, ma è la richiesta pressante perché si intervenga, perché sia restituita, in qualche modo, maggiore efficienza, se mai c'è stata (io credo che in passato fosse maggiore), ai lavori dell'Aula, al funzionamento degli uffici, dell'apparato, alla logistica, alle relazioni esterne. Persino la stessa certificazione che in ogni istante deve essere data della vita interna che si svolge qui, all'interno del Consiglio stesso, deve essere puntuale, precisa, perché quando non si difende in ogni suo aspetto, e per difenderla deve essere difendibile, l'azione del Consiglio regionale, il suo operato, il suo modo di essere, che deve essere inappuntabile in ogni suo aspetto, a quel punto è chiaro che il giudizio negativo sull'Istituzione autonomistica coinvolge anche il valore e il concetto di autonomia, l'idea che i sardi hanno delle loro istituzioni, e quindi anche delle loro prerogative e della loro stessa cultura politica.

PRESIDENTE. Invito i Questori a prendere posto presso i banchi della Giunta.

(I Consiglieri questori BIANCAREDDU, CASSANO e GIAGU prendono posto nei banchi della Giunta)

PRESIDENTE. Prego, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Presidente, vede, stiamo discutendo del bilancio interno del Consiglio e i questori dovrebbero sedere presso i banchi della Giunta come prescrive il Regolamento, cosa gli costa stare seduti tre minuti? Manco per idea, qui non viene rispettata alcuna regola, neanche minima.

BIANCAREDDU (F.I.-Sardegna). Il posto era occupato!

COGODI (R.C.). Non era occupato, eri tu disoccupato come spesso accade. Perché qui vige questo sistema che io non so come chiamare, non voglio usare parole che potrebbero essere interpretate in modo non del tutto rispondente a quello che io ho in mente, mi fermo alla rappresentazione di un problema, di un disagio, però anche di una esigenza di funzionalità che deve essere ripristinata in questo Consiglio regionale, perché questo sistema di amplificazione che avete fatto aggiustare funziona benissimo per l'unico fine per il quale l'avete introdotto, ovverosia quello di togliere la parola. Sotto quel profilo funziona benissimo. Io non dico che non va bene, la parola quando è scaduto il tempo deve essere tolta; a una condizione però, che lo stesso sistema sia in grado di segnalare le richieste di intervenire, anche quando l'onorevole collega Sanna o la collega Pilo chiedono la parola e nessuno li vede,. Il sistema, se funziona, deve funzionare in tutte le direzioni.

Badate, prendere la parola in un'aula parlamentare non è un modo per occupare il tempo. Cassano aveva dichiarato solennemente che diventando questore avrebbe risolto il problema della disoccupazione in Sardegna e sta occupando il collega a disturbare, perché è l'unica cosa che continua ad accadere, per cui ad intervenire si prova anche una sensazione di inutilità per le cose che qui si fanno e che qui si dicono.

Concludo, sennò direte: "Quello parla sempre, che cosa ha da dire? Ci annoia, quelli di Rifondazione ci stanno un po' seccando". Noi vorremmo seccarvi ma non ci riusciamo, meritereste di essere seccati molto; siamo troppo pochi e non abbiamo forza a sufficienza per seccarvi quanto vorremo, ci riferiamo alla Giunta e alla maggioranza, ovviamente, e a questo modo di comportarsi non ascoltando chi interviene. Perché la parola in un'Aula parlamentare è la sostanza del dibattito, del confronto politico, poi ognuno ha le sue idee, ognuno è portatore di interessi differenziati qui dentro. Noi possiamo vedere le questioni dal punto di vista del rosso, voi del nero, ma ci può essere anche un equilibrio, una convergenza, un componimento. Governare, avere la maggioranza non è soltanto contare fino a quarantuno, se l'Assemblea è di ottanta, per dire che si hanno tutti diritti e nessun dovere. Vuole dire essere attenti e rispettosi ed anche partecipi del confronto politico. Abbiamo notato che nella discussione generale su una manovra finanziaria di 13 mila miliardi, presentata con tre mesi di ritardo, ai quali sono da aggiungere altri due mesi spesi da voi in commissione che portano questo ritardo a cinque mesi, ieri vi erano ventitré iscritti a parlare dell'opposizione e nessuno della maggioranza. Ma pensate di stare svolgendo in questo modo il vostro ruolo istituzionale, non iscrivendo nessuno a parlare in un dibattito di carattere generale sull'impostazione di una manovra finanziaria di 13 mila miliardi, con tutti i problemi che sono drammaticamente aperti in questa Regione, e di cui qualche eco, e anche di più di una eco, arriva anche nelle sale interne del Consiglio, con lavoratori disperati che occupano locali della Giunta e del Consiglio, con lavoratori disperati che occupano gli androni e gli ingressi del palazzo del Consiglio regionale? Non c'è nulla da dire, tutto va bene, non si deve modificare nulla di questo bilancio? La funzionalità del Consiglio, la sua dignità appartengono a questo ordine di problemi. Ora la proposta concreta che i questori avanzano, è un prolungamento di "su connottu", e si prolunghi ancora "su connottu"! Ma i questori lavorino in queste settimane, per istruire bene le poste di bilancio interno, per giustificare bene le ragioni per le quali quelle poste di bilancio devono essere messe nel bilancio interno del Consiglio, rendendo conto servizio per servizio, settore per settore, ambito per ambito, di tutto quello che in questa istituzione parlamentare opera, quanto funziona, perché non funziona, ed adottino e propongano i rimedi necessari. Dove si ritiene necessaria la lira, il soldo, perché si tratta di un servizio essenziale al Consiglio nel suo insieme affinché funzioni, va stanziata la lire, il soldo; però dove c'è un soldo che non raggiunga lo scopo e l'obiettivo per cui l'Istituzione parlamentare ha istituito quel servizio si tolga quel soldo, cioè si faccia un'operazione di bilancio vera, programmando realmente la funzionalità del Consiglio. E i colleghi questori e l'Ufficio di presidenza nel suo insieme assolvano al loro compito sentendo le parti politiche, i consiglieri che hanno anche da dire o da ridire, da suggerire o da rappresentare, e la smettano o la smettiamo tutti, mi ci metto anche io se volete, io per primo, smettiamola di non ascoltare! Perché crredo che il funzionamento interno sia notevolmente da migliorare e, che ciò sia una delle condizioni per consentire al Consiglio regionale di assolvere il proprio compito, il più alto che le istituzioni autonomistiche conoscano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Presidente, io prendo la parola per preannunciare l'astensione del Gruppo che io presiedo sulla delibera di proroga dell'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio. Noi ci asterremo perché riteniamo che non sia opportuno che questa delibera venga approvata magari anche con la clausola dell'urgenza, quando il disegno di legge di proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione è stato approvato senza tale clausola. Non vorrei cioè che a causa di ciò, possa accadere che io consigliere regionale percepisca puntualmente la mia indennità, mentre dipendenti della Regione o delle A.S.L, o anche cittadini che aspettano il pagamento di mandati., debbano aspettare perché non abbiamo voluto approvare la clausola del'urgenza.

Dico queste cose, Presidente, perché sono rimasto, non favorevolmente impressionato da quanto è accaduto pochi minuti fa in quest'Aula. Io ho grande rispetto per la Presidenza, io stesso sono stato Presidente in questo Consiglio e credo che la Presidenza vada sempre rispettata, anche quando il consigliere non condivide la decisione del Presidente, pertanto noi rispettiamo la decisione del Presidente. Tuttavia non possiamo fare a meno di osservare che nel caso della mancata approvazione della clausola d'urgenza per un atto così delicato come la proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio, probabilmente sarebbe stata necessaria una maggiore elasticità nell'interpretazione del Regolamento. A me francamente ha meravigliato che due consiglieri regionali presenti, che tra l'altro avevano dichiarato di avere votato, il cui voto però non è comparso nel tabellone, non abbiano potuto avere la possibilità di votare e addirittura una collega, l'onorevole Pilo, non abbia potuto fare la dichiarazione di voto favorevole, quando io stesso l'ho vista alzare la mano più volte per chiedere la parola. In una votazione come quella che noi abbiamo fatto, questo dovrebbe essere consentito perché non si trattava, come giustamente il Presidente dell'Assemblea ha detto, di una votazione a scrutinio segreto ma di una votazione nominale. Francamente questo a me non è piaciuto e me ne rammarico, perché, a mio giudizio, avremmo potuto ripetere la votazione.

Lo stesso Regolamento prevede la possibilità che ci possa essere qualche errore del sistema elettronico, dando la possibilità al Presidente, lo dicono tutti gli articoli, dal 92 al 94, se vuole, di far ripetere la votazione con un altro sistema, che può essere quello della divisione dell'Aula, oppure può essere quello dell'appello nominale, può essere quello delle palline. Se lo stesso Regolamento dispone queste soluzioni, vuol dire che prevede che ci possa essere qualche guasto di natura tecnica del sistema elettronico. Io di quanto è avvenuto mi rammarico e desidero ribadire la nostra astensione dal voto alla proposta di delibera in esame.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu, anche per la pacatezza con cui ha espresso le sue critiche e le sue posizioni e che io comunque rispetto moltissimo.

Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Devo dire che il collega onorevole Contu mi ha preceduto in ciò che volevo dire.

Se non avessi assistito personalmente alla richiesta di parlare della collega Pilo e se non le potessi assicurare, cosa che possono fare diversi colleghi, tra i quali lo stesso Contu, che l'onorevole Pilo era presente e avrebbe voluto dichiarare verbalmente il proprio voto, dal momento che la votazione non era a scrutinio segreto e comunque si è verificato un guasto nel sistema elettronico, o ha commesso un errore chi ha dato il via alla votazione e poi l'ha chiusa e successivamente l'ha riaperta perché anch'io ho visto, come ha detto l'onorevole La Spisa, che la votazione si è svolta in due tempi. Io ero convinto di aver votato la prima volta e invece poi ho visto, ricontrollando, ma per caso, nel display luminoso situato nel mio banco, che la votazione non risultava effettuata. Allora ho pensato di essermi un attimo distratto e ho rivotato. Però gli onorevoli Pilo e Granara, che erano presenti in aula, volevano dichiarare il proprio voto, dal momento che non si trattava, così come di fatto non è stato, di una votazione a scrutinio segreto. Questo cattivo funzionamento del sistema elettronico, ha determinato la mancata approvazione della clausola d'urgenza della legge di autorizzazione della proroga della gestione provvisoria del bilancio della Regione, creando sicuramente non poche difficoltà a coloro i quali aspettavano, e sono molti, quella legge, mentre tale clausola potrebbe essere approvata in riferimento al bilancio interno del consiglio.

Allora, per i motivi che ho spiegato, se ci fosse la possibilità, con una interpretazione più elastica del Regolamento, di rivedere il suo atteggiamento e di riconsiderare la decisione assunta essendo risultato palese a tutti, anche a coloro che collaborano con lei e agli Uffici, che l'onorevole Pilo aveva chiesto di parlare, la pregherei di annullare la precedente votazione e di ripeterla, perché soprattutto per quanto riguarda la legge di autorizzazione alla proroga del bilancio provvisorio della Regione, è necessaria l'urgenza. Grazie.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Onorevole Floris, io ho chiesto scusa alla collega, scuse che rinnovo anche adesso, però devo ribadire che è necessario prestare un po' di attenzione all'andamento del lavori: in apertura dei lavori della seduta odierna l'onorevole Selis ha contestato una votazione proprio per il motivo da lei ora addotto per richiederne una nuova. L'onorevole Selis diceva che fra i diritti che ha il consigliere c'è anche quello di non intervenire alla votazione e che comunque il Regolamento prescrive che il risultato del tabulato prodotto dal sistema elettronico fa fede per cui il voto non può essere dichiarato a votazione chiusa. Su questo c'è stata una discussione: io ho fatto presente all'onorevole Selis che in più di una occasione abbiamo accettato il voto dichiarato a voce; l'onorevole Selis ha replicato che tale interpretazione può essere accettata solo in caso di accordo unanime mentre in mancanza di esso è necessario prestare maggiore attenzione all'uso del sistema elettronico. E non c'è dubbio, quando si è tutti d'accordo non ci sono problemi. Quando non c'è accordo allora bisogna seguire i lavori con attenzione e fare le cose come devono essere fatte. D'altra parte il Presidente non può rincorrere i colleghi negli anditi per avvisarli che si deve votare. I colleghi devono essere presenti in aula. Se durante le votazioni, lei lo capisce, si verifica un grande disordine in aula perché c'è gente che arriva da tutte le parti per votare, allora è anche facile che si commettano errori. Il sistema elettronico funziona bene, se voi mi dimostrate che non funziona io farò ripetere la votazione. L'esisto della votazione è andato così non perché c'è un errore, ma perché c'è un utilizzo non corretto degli strumenti che abbiamo, io non posso fare ripetere la votazione. Ci sono responsabilità che ci dobbiamo assumere tutti in quest'aula. Se la clausola d'urgenza non è passata non è perché il Presidente ha fatto un errore. Io non ho fatto alcun errore, perché ho dato l'interpretazione giusta; in quel momento ha commesso un errore chi non era in aula per votare. Anche se l'onorevole Pilo, alla quale ho già chiesto scusa, avesse dichiarato il suo voto, e comunque aveva diritto di farlo, ciò non avrebbe modificato l'esito della votazione. dopo aver sentito i colleghi, ho dovuto prendere una decisione, e me ne assumo la responsabilità. Io non voglio aiutare una parte a scapito dall'altra, ma devo cercare di applicare il Regolamento con equilibrio; se sbaglio nel decidere posso privilegiare una parte o l'altra, ma se c'è un rapporto di fiducia tra il Presidente e i consiglieri il Consiglio accetta le decisioni del Presidente che non sono prese contro una parte. Ho ritenuto giusto in quel momento confermare l'esito della votazione perché è avvenuta in maniera regolare. Vi ripeto che il voto deve essere espresso dal momento in cui il Presidente apre la votazione fino al momento in cui la dichiara chiusa. Se il voto è espresso un momento prima o un momento dopo non è registrato dal sistema elettronico.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, intendo fare alcune considerazioni di carattere tecnico che posso rinviare alla fine.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Perché l'onorevole Fadda? Altri hanno chiesto la parola prima.

PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare i consiglieri Fadda, Ortu e Pilo. L'onorevole Selis aveva chiesto prima. Dopo Selis c'è Ortu, però l'onorevole Selis ha ceduto il suo posto all'onorevole Fadda. Se l'onorevole Fadda ritiene che debba parlare prima l'onorevole Ortu, prego.

ORTU (R.C.). Signor Presidente, sinceramente è sconcertante quello che sta accadendo. Prima di tutto perché qui in aula di fatto non si può discutere, tanto meno si può parlare serenamente, perché continua ad esserci un via vai, un brusio molto fastidiosi. Presidente, la pregherei di darmi la parola quando potrò parlare e anche di computare il tempo a mia disposizione da quel momento.

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, lei ha la parola.

ORTU (R.C). Presidente, lei mi dà la parola però in aula c'è un via vai continuo, non si capisce niente.

PRESIDENTE. Colleghi vi prego di prestare un po' di attenzione. Prego, onorevole Ortu.

ORTU (R.C). Dicevo, Presidente, che sinceramente non sono accettabili alcuni ragionamenti che sono stati fatti poc'anzi, e in particolare non sono accettabili l'atteggiamento e il ragionamento dell'onorevole Contu.

Scusatemi colleghi, davvero non ci sono le condizioni per poter svolgere un intervento.

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, svolga il suo intervento, la prego.

ORTU (R.C). Io vorrei tentare di parlare e vorrei essere anche ascoltato perché vorrei tentare di dire alcune cose che in qualche misura devono essere colte anche da lei.

PRESIDENTE. La sto ascoltando.

ORTU (R.C). Dicevo che non è accettabile il ragionamento fatto dall'onorevole Contu soprattutto per le argomentazioni che porta, verso le quali siamo tutti sensibili, perché tutti siamo preoccupati per quello che è accaduto poc'anzi in Aula e tutti vorremmo non essere costretti a discutere dell'esercizio provvisorio, per essere chiari, che, in qualche misura concordiamo con lei, dovrebbe garantire un flusso normale della spesa e quindi mettere la Regione in condizione di far fronte a tutti i propri impegni e obblighi, perché avremmo voluto, alla data odierna, addirittura avere già approvato il bilancio. Se questo non si è verificato, caro onorevole Contu, la responsabilità non è addebitabile a ciò che è accaduto in Aula e tanto meno si può invocare il Presidente del Consiglio chiedendogli di ripetere la votazione. Ciò significherebbe infatti che ogni qual volta il risultato di una votazione non andasse bene a qualcuno, questi potesse ottenere dal Presidente l'annullamento della votazione. Non si può chiedere al Presidente che in qualche modo ponga riparo ai vostri errori.

CONTU (C.C.D.). Non ho chiesto alcuna ripetizione della votazione.

ORTU (R.C.). No, onorevole Contu, lei con questo atteggiamento buonista...

CONTU (C.C.D.). Non l'ho chiesta, l'ha chiesta Floris, non io.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale. Non l'ha chiesta.

ORTU (R.C). Onorevole Oppi, siamo in grado di ascoltare e anche di capire le cose che vengono dette, non è accettabile che l'onorevole Contu venga qui in Aula a fare la predica all'opposizione o a invocare il Presidente del Consiglio chiedendo che venga annullata una votazione…

CONTU (C.C.D.). Faccio i cavoli che voglio!

ORTU (R.C.). La responsabilità di quanto è avvenuto è della maggioranza e badate, siamo al secondo giorno di lavoro di questa tornata del Consiglio, avremmo dovuto iniziare la discussione della manovra finanziaria, e invece non abbiamo ancora combinato nulla ed allora qualcuno si deve anche chiedere perché è accaduto che chi addirittura ha posto l'esigenza dell'inversione dell'ordine del giorno, richiamando in Aula la leggina di proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio, tra l'altro approvata in Commissione senza che alcuna forza politica facesse storie, tanto meno l'opposizione, e ottenuto di discuterla subito non ha mostrato nemmeno la capacità e anche il buon senso, perché qui davvero ci sarebbe voluto un minimo di buon senso, di organizzare i lavori dell'Aula per fare in modo di avere i voti sufficienti ...

PRESIDENTE Onorevole Ortu, il tempo a sua disposizione è scaduto. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, io avrei fatto volentieri a meno di prendere la parola su questa proposta di delibera, però devo dire che alcune dichiarazioni del collega Contu ed anche del collega Floris meritano da parte nostra un minimo di attenzione. Noi abbiamo votato il disegno di legge di proroga dell'esercizio provvisorio dopo una sospensione della seduta. Abbiamo chiesto alla Giunta regionale che facesse in modo di garantire i quarantun voti necessari all'approvazione della clausola dell'urgenza. Durante la sospensione di mezz'ora, mi sono avvicinato io ai tavoli della Giunta e ho chiesto: "Fate in modo che vi siano i quarantun voti", nonostante questo, scusate, Presidente, io so che...

PRESIDENTE. Colleghi, vogliamo prendere posto? Vedete, anche questo è un modo per aiutarci a fare bene il nostro lavoro. Prego.

FADDA (Popolari-P.S.). Allora, dicevo, avevamo già chiesto alla Giunta regionale che facesse sì che la maggioranza garantisse il numero legale in Aula. Noi del resto avevamo suggerito alla stessa Giunta regionale, ma questo debbo dire lo fecero anche molti colleghi della maggioranza, che il disegno di legge precedentemente approvato prevedesse l'autorizzazione all'esercizio provvisorio per tre mesi anziché per due mesi. Non venni ascoltato io, non vennero ascoltati alcuni colleghi dell'opposizione, non venne ascoltata la stessa maggioranza perché noi in quella occasione dicemmo alla Giunta regionale che se la maggioranza fosse riuscita ad approvare la manovra finanziaria prima, automaticamente non sarebbe stato necessario ricorrere al terzo mese di esercizio provvisorio, però non siamo stati ascoltati. Abbiamo, Presidente, fatto sì che il disegno di legge di proroga dell'esercizio provvisorio venisse approvato immediatamente in commissione senza porre problemi; abbiamo fatto sì che nonostante sia necessaria la maggioranza dei due terzi dei voti del Consiglio venisse approvata l'inversione dell'ordine del giorno; che si invochi adesso il cattivo funzionamento del sistema elettronico quando la responsabilità di quanto è avvenuto è interamente addebitabile all'assenza dei colleghi della maggioranza, mi sembra troppo! La maggioranza deve garantire i voti necessari, deve fare in modo che almeno il disegno di legge di proroga dell'esercizio provvisorio sia approvato con la clausola d'urgenza, che è necessaria! Per quanto riguarda poi l'intervento dell'onorevole Contu, devo dire che mi sembra non rispettoso, credo, delle norme ma anche un po' demagogico e cerco di spiegare perché. E` chiaro che il bilancio interno del Consiglio regionale, onorevole Contu, è legato al bilancio della Regione quindi non c'è alcuna possibilità che possano essere trasferiti fondi al Consiglio regionale e non alle A.S.L., e non a tutto il sistema degli enti strumentali della Regione e quindi non riesco a comprendere, al di fuori di un fine demagogico, il significato della loro astensione dalla votazione, anche perché non ci sono solo i dipendenti della Regione, ma ci sono anche i dipendenti del Consiglio regionale, io avrei capito da parte dell'onorevole Contu che avesse detto: "Rinunciamo noi alle indennità, però paghiamo gli stipendi almeno dei dipendenti del Consiglio", perché altrimenti non vedo come, astenendosi…

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale. Ha detto questo infatti.

FADDA (Popolari-P.S.). Però alla fin fine neanche questo problema esiste perché il pagamento degli stipendi dei dipendenti del Consiglio, così come delle indennità dei consiglieri regionali è legato comunque all'approvazione della proroga per il terzo mese dell'esercizio provvisorio, e quando il Governo apporrà il visto a questa legge ci saranno chiaramente tutte le condizioni perché tutti i cittadini siano trattati allo stesso modo. Quindi, io inviterei l'onorevole Contu e la maggioranza a votare comunque l'autorizzazione alla proroga dell'esercizio provvisorio del Consiglio, altrimenti ci troveremo costretti anche noi, pur convinti che non serve, ad astenerci.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pilo. Ne ha facoltà.

PILO (F.I.-Sardegna). Ci tengo a sottolineare che ero in aula da stamattina quando non eravamo in molti alla prima votazione, e ritengo che questa vicenda di oggi contenga un dato formale e uno sostanziale. Il dato formale è l'interpretazione, come già hanno detto altri miei colleghi, del Regolamento del Consiglio legata ai rapporti che intercorrono tra maggioranza ed opposizione. Per quanto riguarda il caso specifico di quest'ultima votazione, non mi pare che dai banchi dell'opposizione siano venute proteste di qualsiasi tipo o forma. D'altro canto le ricordo, Presidente, che altre volte, quando alcuni colleghi avevano scordato la scheda di votazione a casa, in caso di votazione palese, è stato consentito loro di esprimere verbalmente il loro voto ed è stato ritenuto valido.

Nello specifico io ritengo di essere stata privata di un mio diritto-dovere che era quello di esprimere il mio voto sul disegno di legge di proroga dell'esercizio provvisorio e a causa di ciò esprimo formale protesta, nel senso che sono stata privata di un diritto che è legato strettamente all'esercizio delle funzioni proprie del mandato che gli elettori mi hanno conferito nell'eleggermi consigliere regionale. Questo ovviamente ha poi dei risvolti sul piano sostanziale, perché si è verificato che non è stata approvata la clausola dell'urgenza creando grossi problemi al sistema economico di quest'Isola, non soltanto alle famiglie dei lavoratori dipendenti che percepiscono direttamente la remunerazione dalla Regione sarda, ma anche a tutte quelle imprese che sono in attesa di pagamenti che già arrivano con ritardi paurosi in questo caso aggravati a causa di un fatto, che io ritengo increscioso, accaduto nel corso dei lavori del Consiglio regionale. Pertanto io rivolgo un appello a lei e all'opposizione perché si possa ripetere questa votazione, ritenendo di essere stata personalmente lesa nell'esercizio del mio diritto. Presidente, questo non significa che io non accetti le sue scuse, sono convinta che non competa al Presidente del Consiglio stare a guardare chi alza la mano per chiedere la parola, ma probabilmente i collaboratori del Presidente del Consiglio sono tenuti a farlo.

PRESIDENTE. Consigliera Pilo, le assicuro che l'ultima delle mie intenzioni è quella di privarla di un diritto che è sacrosanto. Io ho detto prima, forse lei non mi ha seguito, che proprio il fatto che un consigliere che abbia dimenticato la scheda magnetica possa dichiarare il proprio voto, è stato contestato stamattina e io non posso non tener conto delle cose che vengono dette in qust'Aula. E l'onorevole Selis, che ha sollevato questo problema, ha affermato che la dichiarazione di voto tardiva in questi casi è da considerarsi valida solo in presenza di un accordo unanime; in caso contrario è stata chiesta la rigida applicazione del Regolamento.

PILO (F.I.-Sardegna). Il Regolamento non dice questo, rifacciamoci al Regolamento!

PRESIDENTE. Io sto applicando il Regolamento, mi creda. Allora, se da un punto di vista sostanziale il riconoscimento della validità del suo voto modificasse le cose, lei potrebbe anche aver ragione, ma le ho fatto notare che i voti erano 37, se anche il suo fosse stato considerato valido sarebbero arrivati a 38, e non a 41.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. No, dovevano essere 41 i voti. Scusate, facciamo chiarezza su questo punto. Quaranta sono i voti necessari per garantire il numero legale oggi perché c'è un congedo, ma per l'approvazione della clausola d'urgenza è richiesta la maggioranza assoluta dei componenti e quindi 41 voti. E allora, come vedete, non cambia nulla. La questione posta dall'onorevole Pilo è una questione che sul piano politico bisogna tenere in considerazione però dal punto di vista sostanziale il riconoscimento della validità del suo voto non avrebbe modificato il risultato della votazione, né io, ripeto, posso farla ripetere, sennò, voi comprendete, ogni volta si potrebbe invocare un presunto non funzionamento del sistema elettronico e dovremmo ripetere dieci volte ciascuna votazione. Questo non è possibile.

Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI (C.C.D.). Assessore dell'igiene, sanità ed assistenza sociale. Siccome è l'unica occasione che ho di parlare, perché normalmente un consigliere che fa l'assessore è imbalsamato, mentre gli altri possono parlare prima o dopo, la colgo perché sento parlare di disoccupati, sento parlare di viaggi "da" e "per", per cui esercitando il mio diritto di consigliere mi farò carico di chiedere, per quanto riguarda il Consiglio, un rendiconto analitico riguardante questo lasso di tempo e il passato soprattutto, relativo alle spese sostenute anche per le auto di servizio utilizzate dal Consiglio a Roma, così cominciamo a fare chiarezza, visto che se ne è parlato anche stamattina.

SANNA Salvatore (D.S.). Speriamo, sarebbe ora!

OPPI (C.C.D.). Assessore dell'igiene, sanità ed assistenza sociale. Certamente, sono in grado di dimostrare quanto affermo. Non ho capito perché intervieni, parlate tanto bene, affermate che bisogna ascoltare poi interrompete sempre; tu non parlare mai per me come avete fatto prima parlando anche per Contu; non ci vorrete togliere il diritto di parlare, di dire quello che riteniamo più opportuno perché non ascoltate e chiedete di essere ascoltati. Quando riprenderò il mio ruolo di consigliere state tranquilli che lo eserciterò con gli stessi diritti degli altri. Caro Presidente, qui ci sono situazioni anomale che ho il dovere di denunciare: innanzitutto ad aver chiesto di esprimere il proprio voto sono stati due consiglieri, non uno; in secondo luogo il numero dei voti, non c'entra. L'opposizione esercita il suo ruolo, è legittimo che lo faccia, non entro nel merito di quello che hanno fatto perché è in loro diritto farlo. Quando due consiglieri che in questo caso erano presenti alla votazione, non sono arrivati all'ultimo momento, votano e si verifica un guasto al sistema elettronico, essi possono appurare che il guasto c'è soltanto quando vedono che il loro voto non compare nel tabellone; proprio in quel momento i due consiglieri hanno sollevato la mano per chiedere di verificare che cosa fosse successo. Siccome capita spesso che taluni possono votare ed altri no, Presidente, mi consenta di dire, con assoluta pacatezza, che lei avrebbe potuto chiedere all'Aula cosa fosse corretto fare. Nel caso specifico, infatti, si è verificato un errore materiale perché entrambi hanno votato e, come ha detto bene l'onorevole Emanuele Sanna, che ha trovato difficoltà anche lui a votare, la luce verde si è accesa e poi si è spenta per ben tre volte. Siccome qui nulla funziona a dovere, se eliminate anche questo sistema elettronico è meglio perché crea soltanto problemi, qualche collega, magari perché ha le mani più grosse rispetto ad altri, trova maggiore difficoltà a votare; sarebbe una cosa molto più intelligente modificare questa specie di involucro. Quindi, onorevole Fadda, va bene tutto, il Presidente ha ormai adottato la sua decisione, ma un errore c'è: soprattutto per carenze dello Stato, che non ci ha attribuito i finanziamenti dal 1995 sino a tutto il 2000, per noncuranza dello Stato e qualche volta della Regione e di altri, non c'è disponibilità di cassa per questo periodo per cui i dipendenti delle A.S.L. stipendio non ne prenderanno.

Questo è doveroso che lo dica e a molti l'ho detto, perché non ci sono soluzioni alternative. E` una responsabilità che non riguarda certamente l'opposizione perché la maggioranza deve essere presente in aula, tuttavia le condizioni generali, il chiasso, la confusione, forse non hanno consentito al Presidente di valutare più compiutamente il fatto che i due consiglieri hanno potuto riscontrare di non aver votato soltanto una volta acceso il tabellone elettronico, quindi dopo la votazione, non prima. Anche l'onorevole Sanna ha segnalato un analogo guasto tecnico, solo in quel momento c'erano le condizioni per appellarsi all'Aula. Non prima.

Il discorso che ha fatto Gian Mario Selis si riferiva ad un caso verificatosi in precedenza.

Soltanto per questo motivo, indipendentemente da quello che possono pensare gli altri, il nostro Gruppo si astiene per le considerazioni fatte giustamente dall'onorevole Contu.

PRESIDENTE. Onorevole Oppi, io ho fatto cenno di sì con la testa per un fatto puramente tecnico, perché se non è passata la clausola dell'urgenza per la legge di proroga della gestione provvisoria del bilancio della Regione, facendo parte di esso anche il bilancio del Consiglio, è chiaro che automaticamente tale condizione si estende anche alla gestione provvisoria di quest'ultimo. Era soltanto questa la considerazione, di natura squisitamente tecnica, che intendevo fare. Quanto alla mia decisione, voglio sottolineare che essa non ha prodotto effetti e danni, perché anche se quei due voti fossero stati considerati, saremmo arrivati a 39 voti non a 41, sarebbero mancati ancora due voti necessari all'approvazione della clausola d'urgenza.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene, sanità e dell'assistenza sociale. I voti favorevoli erano 38.

PRESIDENTE. Cito a memoria. Se erano 38 saremmo arrivati a 40, non a 41 come prescrive lo Statuto.

Ha domandato di parlare il consigliere Granara. Ne ha facoltà.

GRANARA (F.I. - Sardegna). Presidente, mi pare che lei abbia preso la sua decisione. Io mi appello nuovamente a lei e all'Aula affinché ritorni su questa decisione, visto che l'approvazione della clausola dell'urgenza non interessa solo la maggioranza ma tutti quanti.

Sono d'accordo con lei, Presidente, quando dice che bisogna stare seduti in Aula e muoversi il meno possibile, certo, un po' siamo responsabili tutti. Però in questa votazione, secondo me, senza voler addossare responsabilità ad alcuno, ritengo che ci sia stata anche una distrazione da parte degli uffici, a cui rinnovo la mia massima stima, perché forse si è verificata una scorretta apertura della votazione per cui i primi che hanno votato, se non hanno ripetuto la votazione, sicuramente non sono stati registrati dal sistema elettronico.

Quindi, signor Presidente, la invito a decidere che, tutto sommato, se l'Aula è sovrana, questa votazione possa essere ripetuta e sono sicuro che la legge otterrebbe anche l'appoggio di gran parte della minoranza, perché alla nostra Regione serve un provvedimento urgente. E` stato un banale errore, del quale non si vuole attribuirne la responsabilità a nessuno, né ai consiglieri, né agli uffici sicuramente, ma è stato commesso qualche piccolo errore e quindi ritengo che la votazione debba essere rifatta.

PRESIDENTE. Se l'errore c'è stato non ha inciso comunque sul risultato. Tuttavia mi rendo conto che la votazione è stata fatta in un momento di confusione in Aula. Io, per conto mio, non posso tornare indietro rispetto a una decisione presa; lei lo comprende, sarebbe molto rischioso per il futuro. Naturalmente se i Capigruppo, tutti i Capigruppo, dovessero trovare un accordo, tenendo conto delle condizioni in cui si è svolta la votazione, possiamo anche riparlarne, ma è una decisione di tipo politico. Sul piano formale il Presidente farebbe un grave errore se tornasse indietro rispetto a una decisione già presa..

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

Marrocu (D.S.). Mi pare che le decisioni le assumeranno gli altri. Mi sembra che il clima eccessivamente aspro e polemico non ci aiuti a risolvere un problema. Io non credo che ci sia una parte che abbia vinto e una che abbia perso. Perché non credo minimamente, né posso credere, che l'obiettivo del centro sinistra fosse quello di bocciare la clausola dell'urgenza. Non era tra gli obiettivi che ci eravamo prefissati; noi semplicemente intendevamo richiamare i consiglieri della maggioranza a garantire la loro presenza in aula . Per quanto mi riguarda non avrei minimamente condiviso che l'obiettivo del centro sinistra, e tale certamente non è stato, fosse quello di non consentire di raggiungere il numero di voti necessario all'approvazione della clausola dell'urgenza.

Detto questo, mi dispiace, non è questione di patti o non patti, posso garantire di avere controllato la votazione, e di avere votato. Non mi è mai capitato, in sette anni di lavori consiliari, che il mio voto non fosse registrato. Questa è volta è capitato, ho votato e il mio voto non è stato registrato. Mi dispiace ma è così. Non è un problema... Io ho votato e non è stato registrato il mio voto.

PRESIDENTE. Io ho detto che rispetto alla decisione presa non posso tornare indietro, ma se viene manifestata una volontà politica unanime in tal senso, ne possiamo riparlare, ma questa deve essere una decisione del Consiglio, non può essere del Presidente.

Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, chiedo una breve interruzione della seduta e la riunione della Conferenza dei Capigruppo.

PRESIDENTE. Poiché non vi sono opposizioni, sospendo la seduta e convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 01, viene ripresa alle ore 13 e 24.)

Continuazione della discussione dello schema di deliberazione del Consiglio regionale recante: "Proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio regionale per l'anno 2001".

PRESIDENTE. Invito i colleghi questori a prendere posto nei banchi della Presidenza. Ce ne sono due su tre.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (F.I. - Sardegna), Questore. Signor Presidente, colleghi consiglieri, io ringrazio quanti sono intervenuti per dare suggerimenti al Collegio dei questori al fine di migliorare il funzionamento di questo Consiglio. Ringrazio soprattutto l'onorevole Cogodi, che non vedo ma ringrazio ugualmente, al quale chiedo cortesemente di essere così gentile da farci avere un elenco delle disfunzioni da lui riscontrate, così da aiutarci ad individuarle per poter intervenire secondo le nostre possibilità. Posso assicurare al collega che, nonostante tutto, sia il Collegio dei questori, sia gli uffici, cercano di fare il possibile per risolvere i problemi che man mano si presentano.

Vale la pena di ricordare che il Collegio dei questori e gli uffici sono esecutori delle linee di indirizzo e di programma che l'Ufficio di Presidenza, organo sovrano di questo Consiglio, impartisce in primis con l'approvazione del bilancio e con lo stanziamento nei vari capitoli delle somme necessarie.

Il collega Cogodi saprà sicuramente che nell'Ufficio di Presidenza sono rappresentati tutti i Gruppi. E' un organismo a composizione paritetica in cui ciascun componente, sia segretario o Presidente del Consiglio, ha diritto di voto.

Quindi, al collega Cogodi è permesso, tramite il proprio rappresentante in seno all'Ufficio di Presidenza, di fare delle proposte che saranno oggetto di discussione, prima all'interno di tale organo e poi in aula. Se il collega Cogodi ha qualche difficoltà di comunicazione con il proprio collega dell'Ufficio di Presidenza può rivolgersi direttamente a noi, non c'è problema.

Per quanto invece riguarda la dignità di questo Consiglio, tante volte richiamata, forse anche da me troppo spesso, volevo dire che la dignità di una Assemblea legislativa, e lo ricordo in primis a me stesso, non dipende tanto dall'aria condizionata o dal funzionamento dell'apparecchio di registrazione del voto, ma dipende soprattutto dal nostro comportamento in qualità di consiglieri, dal nostro atteggiamento, dalla nostra coscienza e dalla nostra deontologia politica in genere.

Tutto ciò premesso, chiedo ancora che il Consiglio si pronunci favorevolmente sulla proroga dell'esercizio provvisorio, specificando che non ha nessuna importanza il fatto che ci sia l'urgenza, in quanto la corresponsione delle somme da parte della Giunta non può che avvenire quando la legge di proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio della Regione entrerà in vigore. Grazie.

PRESIDENTE. Se nessuno chiede di intervenire dichiaro chiusa la discussione generale. Si dia lettura dell'articolo unico.

Segue lettura

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari - P.S.). Presidente, intervengo solo per fare una annotazione di carattere tecnico, che volevo porre all'attenzione dell'Aula e soprattutto del Presidente del Consiglio riguardante il rispetto dell'articolo 21 dello Statuto. In ossequio a tale norma chiedo che per l'approvazione della delibera in esame si adotti la votazione nominale con il sistema elettronico, perché si tratta di votazione finale di un provvedimento assimilabile alla legge.

Presidente. Non c'è alcun problema ad accogliere la sua proposta, anche se è la prassi in questi casi è quella di votare per alzata di mano.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Prima ancora di annunciare il voto che esprimeremo come gruppo della Rifondazione Comunista, io colgo l'occasione della discussione della delibera per tentare, rapidamente, di operare ancora un chiarimento. Se le questioni che vengono prospettate, i problemi che vengono richiamati, e ce ne sono tanti, in questo Consiglio regionale hanno la sorte di essere presi, affastellati e bruciati, voi comprendete che è più difficile tutto, viene complicata la vita di questa Istituzione. Ognuno può pensarla a suo modo, essere a suo modo, reagire a modo suo, però le funzioni pubbliche dovrebbero essere rispettate dalle persone che sono investite, per incarico, di queste stesse funzioni.

Insomma, il Collegio dei Questori, interloquendo in quest'aula, ha presentato la proposta di proroga dell'esercizio provvisorio del bilancio, sono state rappresentate delle disfunzioni, non si è fatta una casistica, non si è redatto il cahier de doléances, si è detto soltanto: "Vi sono molteplici difficoltà, disfunzioni, cerchiamo di esaminarle". Ma se la risposta è quella del Questore Biancareddu, votato alla permanente impermeabilità ad ogni e qualsiasi discussione dialettica, si pone il problema anche del modo in cui le funzioni vengono espletate all'interno di questo Consiglio. E' vero che l'Ufficio di presidenza di una assemblea legislativa deriva dalle formazioni interne di maggioranza e di opposizione, però vi sono funzioni che una volta assunte debbono essere esercitate garantendo oggettività e terzietà quasi, rispetto ai rispettivi gruppi e, ritengo, anche rispetto alle maggioranze. L'Ufficio di Presidenza è organo di tutto il Consiglio, credo. Rispondere a un consigliere regionale, a un Presidente di Gruppo che, mi riconoscerete, una volta tanto ha pure compiuto uno sforzo di porre i problemi con estrema delicatezza - e la delicatezza non sempre è una virtù, meno che mai lo è in queste circostanze - anziché riferirsi al merito delle questioni, per altro poste in modo problematico, cogliendo l'occasione per fare una rampogna o un tentativo di rampogna o per incitarlo a bastonare il suo vicino di banco, non mi sembra cosa opportuna.

Io nei confronti del collega Ortu, che è Segretario nell'Ufficio di Presidenza, adotterò tutte le misure più severe. Posso rassicurare il questore Biancareddu che il collega e compagno Velio Ortu verrà bastonato, verrà maltrattato, avrà tutte le punizioni che si merita per essere incapace di rappresentare queste istanze in seno all'Ufficio di Presidenza. Però, mi aspetto che lui, Questore di questo Consiglio, invochi la sua parte di punizioni. La invochi dal suo Gruppo, dalla sua maggioranza, e se vuole un po' di soccorso anche dall'opposizione; interverremo anche noi, ma non è questo il modo, mi consenta, non è questo il modo di esercitare una funzione, delicata, responsabile, come quella di amministrare un'assemblea parlamentare. Mi sia consentito di dirlo.

Pensateci un po', siete in tre, può darsi che dove non arriva Biancareddu arrivi Cassano, che dove non arrivano Biancareddu e Cassano insieme, possa soccorrere Giagu. Verificate se le cose che qui sono state rappresentate in ragione di come è organizzato questo "palazzo", sia in termini di logistica, ma soprattutto nel funzionamento interno, in termini di efficienza, clima, relazioni interne ed esterne, sono reali; se tutto qui funziona, non come in astratto dovrebbe funzionare, ma come concretamente al meglio potrebbe funzionare con le risorse di cui si dispone, se tutto è fatto nel modo migliore. Fate questa riflessione; noi abbiamo semplicemente chiesto di farla coinvolgendo il Consiglio, attraverso i suoi Gruppi consiliari e le sue rappresentanze, perché possa essere migliorato dove è possibile questo sistema di relazioni interne ed esterne e la funzionalità complessiva. Sarebbe un bene per tutti, anche per la buona salute e per il buon umore dello stesso collega Biancareddu.

Colgo l'occasione per dire ancora una cosa: c'è stato un tentativo in aula questa mattina di fare confusione sul fatto che la maggioranza non era maggioranza e non aveva i 41 voti necessari per l'approvazione della clausola dell'urgenza della legge sulla proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio; c'è stato il tentativo di confondere questo fatto politico, che è e rimane un fatto politico, che voi non siete stati in grado di assicurare la presenza di 41 componenti della maggioranza in quest'aula durante la discussione di una legge in materia di bilancio della Regione, un bilancio di 13 mila miliardi, con il malfunzionamento di questi aggeggi elettronici con i quali si vota. Quei due voti di quei due colleghi, che credo si sia preso atto che erano presenti, ovviamente, ad ogni fine, quei due voti non erano per nulla determinanti ai fini del risultato perché 37 voti più 2 fanno 39, ne mancano sempre 2 rispetto ai 41 necessari ai sensi dello Statuto. Quindi, il fatto politico della vostra responsabilità per non avere assicurato 41 voti, cioè la maggioranza assoluta necessaria per l'approvazione della clausola di urgenza alla legge di proroga dell'autorizzazione dell'esercizio provvisorio, rimane. Se per un mese non si firmeranno mandati, come è stato detto, non si firmeranno perché voi non siete maggioranza o perché non siete maggioranza responsabile, non siete maggioranza presente in aula per votare i provvedimenti che voi stessi presentate. Tutto qui. Questo chiarimento deve essere dato per il colto e per l'inclita, per chi c'è e per chi non c'è, perché altrimenti si confonde tutto e dalla confusione delle lingue non è che poi ne deriva una buona rappresentanza parlamentare, ne deriva solo una metafora che è la Torre di Babele. Fatto anche questo chiarimento, io fin d'ora dico che il voto del Gruppo della Rifondazione Comunista, per le ragioni dette, sulla proposta di proroga dell'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio, è un voto di astensione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, dichiaro aperta la votazione nominale con il sistema elettronico dello schema di deliberazione del Consiglio regionale "Proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio regionale per l'anno 2001".

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CARLONI - CASSANO - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONNIS - PILI - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI e i consiglieri BIANCU - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - COGODI - CONTU - DEIANA - DEMURU - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FALCONI - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - TUNIS Gianfranco - VASSALLO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 71

Votanti 35

Astenuti 36

Maggioranza 18

Favorevoli 35

(l Consiglio approva).

I lavori del Consiglio riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16 e 30.

La seduta è tolta alle ore 13 e 46.



Allegati seduta

Risposta scritta a interrogazioni

Risposta scritta dell'Assessore dei Lavori Pubblici all'interrogazione Amadu sulla necessità di salvaguardare il posto di lavoro dei 500 addetti agli impianti di potabilizzazione e depurazione dipendenti da imprese private per conto dell'ESAF. (281)

Con riferimento all'interrogazione Amadu e all'interpellanza Balia e più, entrambe riferite a problematiche poste dalla deliberazione E.S.A.F. in oggetto comunicasi quanto segue.

Il Consiglio di Amministrazione dell'Ente Sardo Acquedotti e Fognature, Ente Strumentale sottoposto a controllo di legittimità e di merito sugli atti ex legge regionale 15.05.1995 n° 14, ha deliberato in data 21.11.2000 l'assunzione diretta della conduzione degli impianti di potabilizzazione e depurazione e attività connesse. Detta deliberazione, non rientrando tra gli atti sottoposti a controllo ex art. 3 citata legge, non è stata inviata allo scrivente Assessorato competente per materia. In ogni caso la problematica verrà verificata in sede di controllo della delibera concernente la modifica della dotazione organica dell'Ente attualmente in corso di esame presso l'Assessorato degli Affari Generali competente per materia, dove si prevede di ridurre da 411 a 330 unità la dotazione della V^ q.f. a vantaggio della IV^ q.f. che da 58 unità passa a 146, ai fini di assorbire la prima parte delle maestranze che attualmente lavorano agli impianti per conto delle imprese appaltatrici, fermo restando che visto che queste saranno insufficienti a garantire il servizio finora espletato, si dovrà procedere al reclutamento delle restanti maestranze.

In ogni caso si osserva come la cessazione dei rapporti contrattuali posti con le imprese esterne, ai fini di gestione degli impianti di potabilizzazione e depurazione dell'Ente, sia stata disposta principalmente ai fini sostanziali di attivare il risanamento dei costi di gestione e di esercizio dell'Ente, intervenendo sulle attività che in qualche modo potessero essere oggetto di tagli perché eccessivamente dispendiose.

Peraltro l'ipotesi di intervenire sulla ricontrattazione dei servizi di conduzione degli impianti era stata già evidenziata nel piano di risanamento presentato dall'E.S.A.F. ed approvato dalla Giunta Regionale, dove si dice che la sperimentazione avviata dall'E.S.A.F. con l'affidamento all'esterno di tali servizi ha comportato incrementi di costo oltremodo rilevanti, sia per il più favorevole trattamento economico della manodopera specializzata da parte delle imprese appaltatrici rispetto a quello previsto dal contratto di lavoro E.S.A.F., sia per le funzioni di monitoraggio e controllo che potrebbero rientrare nelle competenze professionali del personale E.S.A.F., evitando sovrapposizioni di interventi quando affidato all'esterno della P.A..

Peraltro, le economie da realizzarsi sulla base di un favorevole rientro gestionale dell'E.S.A.F. sono state destinate a coprire la maggior necessità di unità lavorative di IV e V q.f. necessarie nel breve termine.

Si può pertanto ragionevolmente prevedere come il bilancio operativo, tra costi di personale aggiuntivo e servizi gestiti in via diretta, sarà sostanzialmente favorevole, e l'allargamento dei Servizi dell'E.S.A.F. contribuirà ad un rapporto di ricavi aggiuntivi, consistente e valutabile nell'ordine di circa 10 miliardi.

Per quanto relativo alla situazione contrattuale si precisa quantos egue:

- Con decorrenza 31.01.2001 cesseranno di produrre efficacia i contratti (rinnovati per un anno ed in ordine ai quali è in corso la procedura di proroga sino al 31.05.2001) inerenti il servizio di conduzione impianti di potabilizzazione e depurazione inseriti nelle seguenti Zone Operative: Cagliari/Parteolla; Cagliari/Parteolla Sud Orientale; Sarrabus; Sud Occidentale; Iglesias, Trexenta; Montiferru/Barigadu; Impianto Potabilizzazione Silì; Sarcidano "A"; Nurra/Bidighinzu "A"; Nurra/Bidighinzu "B"; Anglona/Coghinas "A"; Anglona/Coghinas "B"; Truncu Reale; Goceano; Logudoro/Gallura; Gallura "A"; Gallura "B"; Gallura "C".

- Con decorrenza 31.12.2001 cesseranno di produrre efficacia i contratti inerenti il servizio di conduzione impianti di potabilizzazione e depurazione inseriti nelle seguenti Zone Operative: Gerrei; Sulcis/Iglesiente; Campidano (Cagliari); Ogliastra Nord; Ogliastra Sud; Ogliastra Potabilizzazione; Campidano (Oristano); Sarcidano "B"; Trexenta/Marmilla/Mandrolisai; Marghine/Meilogu "A"; Marghine/Meilogu "B"; Olbia.

Infine, confermate le motivazioni contenute nella deliberazione E.S.A.F. citata, si fa presente che le procedure di assunzione del personale necessario saranno disposte in applicazione dell'Art. 52 della L.R. 31/1998 e successiva modifica ex L.R. n° 6/2000, ai fini di una più efficace gestione dell'Ente indirizzato verso la sua trasformazione in società a capitale pubblico prevalente.

Risposta scritta dell'Assessore degli Affari Generali, Personale e Riforma della Regione all'interrogazione Fadda - Cugini - Dettori Bruno - Balia sulla deliberazione della Giunta regionale relativa al riconoscimento del debito a favore della dott.ssa Franca Murru.

Con riferimento all'interrogazione in oggetto si precisa quanto segue.

Il riconoscimento del debito a favore della Dott.ssa Franca Murru non attiene alla gestione del personale ma ad incarichi di consulenza conferibili dai singoli Assessorati, secondo autonome valutazioni, relativamente a materie di propria competenza; le medesime spese gravano su capitoli di bilancio di pertinenza degli Assessorati medesimi.

Per quanto sopra non appare configurabile una violazione delle norme sul personale, né sussiste, pertanto, un potere di controllo di questo Assessorato al riguardo.

Per gli stessi motivi non sono ipotizzabili verifiche sulla parità di trattamento col personale dipendente.

Risposta scritta dell'Assessore dei Lavori Pubblici all'interrogazione Cassano sulla situazione degli addetti agli impianti di potabilizzazione per conto dell'E.S.A.F. operanti in Sardegna. (285)

In riferimento all'interrogazione Cassano, riguardante le problematiche contrattuali e la situazione degli addetti agli impianti di potabilizzazione per conto dell'E.S.A.F., si invia copia di risposta scritta, già inoltrata da questo servizio con nota n° 57/Gab del 01.02.2001. di pari oggetto.

Con riferimento all'interrogazione Amadu e all'interpellanza Balia e più, entrambe riferite a problematiche poste dalla deliberazione E.S.A.F. in oggetto comunicasi quanto segue.

Il Consiglio di Amministrazione dell'Ente Sardo Acquedotti e Fognature, Ente Strumentale sottoposto a controllo di legittimità e di merito sugli atti ex legge regionale 15.05.1995 n° 14, ha deliberato in data 21.11.2000 l'assunzione diretta della conduzione degli impianti di potabilizzazione e depurazione e attività connesse. Detta deliberazione, non rientrando tra gli atti sottoposti a controllo ex art. 3 citata legge, non è stata inviata allo scrivente Assessorato competente per materia. In ogni caso la problematica verrà verificata in sede di controllo della delibera concernente la modifica della dotazione organica dell'Ente attualmente in corso di esame presso l'Assessorato degli Affari Generali competente per materia, dove si prevede di ridurre da 411 a 330 unità la dotazione della V^ q.f. a vantaggio della IV^ q.f. che da 58 unità passa a 146, ai fini di assorbire la prima parte delle maestranze che attualmente lavorano agli impianti per conto delle imprese appaltatrici, fermo restando che visto che queste saranno insufficienti a garantire il servizio finora espletato, si dovrà procedere al reclutamento delle restanti maestranze.

In ogni caso si osserva come la cessazione dei rapporti contrattuali posti con le imprese esterne, ai fini di gestione degli impianti di potabilizzazione e depurazione dell'Ente, sia stata disposta principalmente ai fini sostanziali di attivare il risanamento dei costi di gestione e di esercizio dell'Ente, intervenendo sulle attività che in qualche modo potessero essere oggetto di tagli perché eccessivamente dispendiose.

Peraltro l'ipotesi di intervenire sulla ricontrattazione dei servizi di conduzione degli impianti era stata già evidenziata nel piano di risanamento presentato dall'E.S.A.F. ed approvato dalla Giunta Regionale, dove si dice che la sperimentazione avviata dall'E.S.A.F. con l'affidamento all'esterno di tali servizi ha comportato incrementi di costo oltremodo rilevanti, sia per il più favorevole trattamento economico della manodopera specializzata da parte delle imprese appaltatrici rispetto a quello previsto dal contratto di lavoro E.S.A.F., sia per le funzioni di monitoraggio e controllo che potrebbero rientrare nelle competenze professionali del personale E.S.A.F., evitando sovrapposizioni di interventi quando affidato all'esterno della P.A..

Peraltro, le economie da realizzarsi sulla base di un favorevole rientro gestionale dell'E.S.A.F. sono state destinate a coprire la maggior necessità di unità lavorative di IV e V q.f. necessarie nel breve termine.

Si può pertanto ragionevolmente prevedere come il bilancio operativo, tra costi di personale aggiuntivo e servizi gestiti in via diretta, sarà sostanzialmente favorevole, e l'allargamento dei Servizi dell'E.S.A.F. contribuirà ad un rapporto di ricavi aggiuntivi, consistente e valutabile nell'ordine di circa 10 miliardi.

Per quanto relativo alla situazione contrattuale si precisa quantos egue:

- Con decorrenza 31.01.2001 cesseranno di produrre efficacia i contratti (rinnovati per un anno ed in ordine ai quali è in corso la procedura di proroga sino al 31.05.2001) inerenti il servizio di conduzione impianti di potabilizzazione e depurazione inseriti nelle seguenti Zone Operative: Cagliari/Parteolla; Cagliari/Parteolla Sud Orientale; Sarrabus; Sud Occidentale; Iglesias, Trexenta; Montiferru/Barigadu; Impianto Potabilizzazione Silì; Sarcidano "A"; Nurra/Bidighinzu "A"; Nurra/Bidighinzu "B"; Anglona/Coghinas "A"; Anglona/Coghinas "B"; Truncu Reale; Goceano; Logudoro/Gallura; Gallura "A"; Gallura "B"; Gallura "C".

- Con decorrenza 31.12.2001 cesseranno di produrre efficacia i contratti inerenti il servizio di conduzione impianti di potabilizzazione e depurazione inseriti nelle seguenti Zone Operative: Gerrei; Sulcis/Iglesiente; Campidano (Cagliari); Ogliastra Nord; Ogliastra Sud; Ogliastra Potabilizzazione; Campidano (Oristano); Sarcidano "B"; Trexenta/Marmilla/Mandrolisai; Marghine/Meilogu "A"; Marghine/Meilogu "B"; Olbia.

Infine, confermate le motivazioni contenute nella deliberazione E.S.A.F. citata, si fa presente che le procedure di assunzione del personale necessario saranno disposte in applicazione dell'Art. 52 della L.R. 31/1998 e successiva modifica ex L.R. n° 6/2000, ai fini di una più efficace gestione dell'Ente indirizzato verso la sua trasformazione in società a capitale pubblico prevalente.

Risposta scritta dell'Assessore dell'Igiene e Sanità e dell'Assistenza sociale all'interrogazione Pilo - Federici - Amadu - Fois - Nuvoli - Tunis Marco - Rassu sulla esclusione della Clinica Psichiatrica dell'Università di Sassari dalle Unità di valutazione per la malattia di Alzheimer. (288)

Con riferimento ai chiarimenti chiesti sui criteri osservati per l'individuazione in Regione delle Unità di valutazione Alzheimer (UVA), in attuazione del D.M. 20 luglio 2000, si rappresenta quanto segue.

Secondo le disposizioni previste dal protocollo di monitoraggio, di cui al citato D.M., si è proceduto a identificare le Unità di Valutazione in un contesto di coordinamento tra le specialità neurologiche, geriatriche, psichiatriche, internistiche.

Pertanto, nella prima fase di attuazione del progetto Cronos, tenuto conto dei dati conoscitivi forniti dalle USL, sono stati individuati, ove possibile, quali unità di valutazione i reparti di neurologia e di geriatria dei presidi ospedalieri, perché venisse assicurato il raccordo funzionale tra gli stessi e quindi l'effettuazione dell'intero iter diagnostico e terapeutico. Questo anche in armonia con le altre regioni nelle quali l'assistenza in argomento gravita come riferimento prioritario sulle aree specialistiche di neurologia e geriatria.

Con tali orientamenti si è prevista una prima e uniforme presenza di Unità di valutazione in tutte le aziende USL, in attesa di acquisire gli elementi conoscitivi che deriveranno con il monitoraggio in atto per il controllo della sperimentazione, per definire il quadro completo degli interventi assistenziali e completare le presenze di unità di valutazione, se necessario.

Per la città di Sassari si è individuata la Clinica di Neurologia per la quale nelle indicazioni dell'Azienda USL veniva anche segnalata l'assistenza ad una numerosa casistica di pazienti (n° 150).

La stessa struttura, inserita nell'ambito dell'Ospedale Civile di Sassari, si raccorda funzionalmente per le finalità del Progetto Cronos sia con il servizio di psichiatria che con la divisione di medicina dello stesso ospedale.

La non identificazione, quale UVA della Clinica Psichiatrica di Sassari, così come della divisione di Medicina e del servizio di Psichiatria dell'Ospedale di Sassari, nonché della Clinica psichiatrica di Cagliari, sono da correlare ai criteri, più sopra indicati, osservati nella fase di avvio del Progetto Cronos.

Per quanto attiene all'inserimento tra le unità di valutazione della Casa di Cura "Policlinico Sassarese", premesso che il D.M. 20 luglio 2000 non esclude la presenza di strutture private, il reparto di geriatria della stessa Casa di Cura presentava i requisiti previsti dal Progetto Cronos ed aveva in assistenza circa 400 pazienti.

La sua esclusione avrebbe comportato, per una così ampia casistica di pazienti affetti da Alzheimer, il disagio per spostamento verso altra struttura, la produzione di liste d'attesa nonché l'incremento della spesa connesso all'inevitabile ripetizione dell'iter diagnostico previsto dal Progetto Cronos.

L'accesso alla Casa di Cura "Policlinico Sassarese" non comporta spese a carico dei pazienti.

Infine è da sottolineare che l'ammissione al Progetto Cronos degli assistiti gravitanti nel territorio dell'Azienda USL di Sassari, che possono contare in questa prima fase su tre UVA di riferimento (Clinica Neurologica Divisione di Geriatria della Casa di Cura "Policlinico Sassarese" e Divisione di Neurologia di Ozieri), procede con la massima regolarità così come nel rimanente territorio regionale.

La mancata istituzione dell'UVA anche presso l'ambulatorio di Psichiatria della Clinica Psichiatrica dell'Università non ha comportato discriminazione e pregiudizio nei confronti dei pazienti affetti da Alzheimer.

Infatti allo stato attuale anche i pazienti già in trattamento farmacologico gratuito ai sensi della L.R. n° 2/98 sono tutti confluiti nel Progetto Cronos (la data ultima di arruolamento di questi pazienti era fissata al 31.12.2000) e non sono state segnalate disfunzioni per il mancato riconoscimento di UVA di questa struttura.

Tutti i progetti di assistenza domiciliare prevedono l'inclusione del paziente affetto da Alzheimer assistibile nel contesto dell'ambiente familiare.

Nell'ambito delle emanande linee di indirizzo per l'attivazione delle RSA sarà prestata particolare attenzione verso la specializzazione di strutture finalizzate all'assistenza residenziale diurna di questi pazienti.

Si deve ancora aggiungere che questo Assessorato, in raccordo con la Farmacologia Clinica dell'Università degli Studi di Cagliari, sta conducendo un importante progetto di Farmacogenetica sugli inibitori della acetil colinesterasi (progetto approvato dal Ministro della Sanità nell'ambito della ricerca finalizzata di cui all'art. 12 D.Lgs 502/92) finalizzato a migliorare anche la qualità dell'assistenza farmacologica ai pazienti affetti da malattia di Alzheimer.

Risposta scritta dell'Assessore della Difesa dell'Ambiente all'interrogazione PIRISI - FALCONI - DEMURU sui gravi danni causati dalle alluvioni nella città di Bosa.

In riscontro all'interrogazione in oggetto, tendente a conoscere quali azioni concrete si intenda intraprendere per procedere alla ristorazione dei danni subiti dai cittadini in seguito alla recente alluvione, si comunica che il Servizio di Protezione Civile, non può procedere in tal senso, in quanto, la normativa vigente, non conferisce al Servizio stesso, la possibilità di rifondere, ai privati cittadini, i danni subiti da calamità naturali.

La L.R. N° 28 del 1985 prevede che, nei confronti degli Enti Pubblici, vengano erogati dei contributi finalizzati, in particolare, al ripristino delle opere pubbliche danneggiate da calamità naturali, e per le quali, l'Ente territoriale competente, abbia deliberato lo stato di calamità e sia già intervenuto, con provvedimenti urgenti, a carico del proprio bilancio.

Non risultano pertanto pervenuti, al dipendente Servizio di Protezione Civile, l'elenco dei danni subiti dai cittadini di Bosa, né, al momento, l'entità dei danni alle strutture pubbliche provocati dalla recente tracimazione del fiume Temo.

Al fine di esaminare le possibili soluzioni tese a contenere i rischi derivanti dalla precarietà del sistema idrogeologico del territorio di Bosa, con nota N° 96 dell'11 gennaio 2001, sono stati avviati dei contatti con il competente Genio Civile di Nuoro per procedere, unitamente ai tecnici del Servizio di Protezione Civile, ad eseguire un sopralluogo congiunto sui siti esposti a rischio.