Seduta n.113 del 03/08/2005
CXIII SEDUTA
(Antimeridiana)
Mercoledì 3 agosto 2005
Presidenza del Presidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 10 e 17.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di martedì 26 luglio 2005 (108), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Cugini, Murgioni e Pirisi hanno chiesto congedo per la seduta del 3 agosto 2005.
Poichè non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Paolo Maninchedda in data 29 luglio 2005 ha dichiarato di aver ritirato la sua adesione al Gruppo consiliare Progetto Sardegna e di aver aderito al Gruppo Misto.
PRESIDENTE. Comunico al Consiglio che è pervenuta
una petizione a firma Stefano Deliperi e più "Per la salvaguardia delle coste sarde". (3/XIII)
Ricordo che, a norma dell'articolo 103 del Regolamento interno, il fascicolo relativo a detta petizione è a disposizione dei consiglieri presso la quarta Commissione.
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
MANCA, Segretario:
"Interrogazione DEDONI, con richiesta di risposta scritta, sulla paventata ipotesi di sperimentazione nei poligoni militari sardi di proiettili all'uranio impoverito". (281)
"Interrogazione DEDONI, con richiesta di risposta scritta, sulla casa penale di Is Arenas (Comune di Arbus)". (282)
"Interrogazione URAS - PISU - LICHERI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - LANZI, con richiesta di risposta scritta, sull'utilizzo del porto di Cagliari come approdo di sommergibili nucleari". (283)
"Interrogazione MANCA, con richiesta di risposta scritta, sulla gravissima situazione determinatasi per l'esclusione dal campionato nazionale C1 della società Torres calcio spa". (284)
"Interrogazione URAS - DAVOLI - LICHERI - FADDA Giuseppe - LANZI - PISU, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione delle aziende agricole che versano in situazioni debitorie pesantissime e sono oggetto di provvedimenti giudiziari, con particolare riguardo alle aziende serricole di Decimoputzu". (285)
"Interrogazione SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulla mancanza di un parere da parte della Regione in merito al progetto di un'arteria di collegamento tra via Tramontana e via dei Tritoni". (286)
"Interrogazione SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulla legge regionale n. 44 del 1988 e sul recupero degli aiuti economici da parte della Regione". (287)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
MANCA, Segretario:
"Interpellanza PISU - URAS - DAVOLI - LICHERI - LANZI - FADDA Giuseppe sulle previste sperimentazioni con munizionamento ad uranio impoverito nei poligoni sardi e in particolare in quello di Quirra". (106)
"Interpellanza LIORI - DIANA - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo sugli accessi ai corsi universitari". (107)
PRESIDENTE. Colleghi, ricordo che è all'ordine del giorno del Consiglio la discussione della mozione numero 42, Pirisi e più, illustrata nella precedente seduta. Praticamente tutti i componenti la quarta Commissione e anche i Gruppi che non ne fanno parte hanno sottoscritto questa mozione che tratta un tema sul quale ci sono stati degli ulteriori sviluppi, in termini di rapporti con il Governo nazionale, soprattutto in relazione alle risorse economiche a disposizione.
(Si riporta di seguito il testo della mozione:
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Signor Presidente, a nome del collega Pirisi, assente per motivi familiari, che si sarebbe consultato in merito con il collega Sanciu, chiedo il ritiro della mozione ritenendo la stessa superata dagli avvenimenti intercorsi in questi giorni. .
PILI (F.I.). Parla per Pirisi, Sanciu ha ritirato la firma!
PRESIDENTE. L'onorevole Marrocu ha riferito l'opinione dell'onorevole Pirisi che è il primo firmatario, se i colleghi condividono la proposta la mozione è ritirata altrimenti, naturalmente, si prosegue nella discussione.
Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.).Signor Presidente, io non credo possano essere accolte le argomentazioni dell'onorevole Marrocu circa il ritiro della mozione. Intanto alcune delle firme apposte alla mozione non mi risulta siano state concordate con i presentatori della stessa, e certamente la giustificazione del ritiro non può essere il fatto che sia stato risolto il problema. Il problema esiste nella sua interezza e, quindi, io credo che se non vi è una richiesta formale di ritiro da parte di tutti i presentatori, la mozione debba essere lasciata all'ordine del giorno perchè sussistono tutti i presupposti per far sì che il Consiglio si occupi di questa vicenda; una vicenda che non solo non è risolta, ma dimostra ancora una volta di quale gravità sia l'inadempienza regionale su una materia così delicata come quella della continuità territoriale.
Quindi io ritengo che se non c'è un assenso univoco al ritiro da parte dei presentatori, la mozione debba permanere all'attenzione e alla discussione dell'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Signor Presidente, secondo un'affermazione del collega Pili ci sarebbero dei presentatori che non avrebbero dato l'assenso alla firma: credo che questo sia un fatto grave. Vorrei sapere dal collega Pili chi sono e chiederei che gli interessati annuncino di non aver sottoscritto la mozione, perchè tra i firmatari ci sono tutti i componenti della Commissione, più i rappresentanti di quei Gruppi consiliari che non sono presenti nella quarta Commissione.
Il collega Pili ha detto che qualcuno di questi non è sottoscrittore della mozione. L'ha detto adesso! Io la ritengo una cosa non corretta nei confronti del collega Pirisi che ha...
(Interruzione del consigliere Pili)
MARROCU (D.S.). Non è superato. Adesso vogliamo sapere chi non ha sottoscritto la mozione, perchè il collega Pirisi si è fatto carico di rappresentare la Commissione, ha scritto la mozione e penso che non sia corretto dire in Aula che alcune firme non sono reali e sono state inserite senza la disponibilità degli interessati.
PRESIDENTE. Per quanto riguarda questa Presidenza, poiché nessuno dei firmatari ha espresso opinioni diverse né ha annunciato il ritiro della firma, tutti coloro che sono elencati sono ovviamente firmatari. L'onorevole Marrocu riferisce su una opinione espressa dall'onorevole Pirisi ma anche dai firmatari della mozione; opinione formatasi a seguito di una discussione svolta nella competente Commissione della quale quasi tutti i firmatari sono componenti. Se la proposta di ritiro della mozione non è condivisa o da qualcuno dei firmatari o da altri colleghi, che in Aula possono comunque far propria la mozione, il ritiro non avviene e si dà seguito alla discussione. Questo mi sembra sia il caso rappresentato dall'onorevole Pili.
Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Presidente preliminarmente, il discorso del superamento della mozione mi ha lasciato francamente perplesso anche perché, a fronte di un continuo silenzio della Giunta regionale su questo tema, affidarsi ad interviste o a dichiarazioni sulla stampa o a quant'altro possa essere riferito senza documentazione concreta, credo sia quanto di più leggero e di più superficiale si possa fare. Ritengo opportuno, se in questi giorni si sono verificati de fatti nuovi, che vengano riferiti a quest'Aula dalla Giunta regionale in modo formale.
Credo che questa sia un'esigenza preliminare, pregiudiziale a qualsiasi ulteriore approfondimento; devono essere fatte delle puntualizzazioni in maniera tale che non si vada a tentoni, ma si proceda con dati alla mano precisi, formali, per uscire dalla totale incertezza, dalla paralisi nella quale si trova da più di un anno un settore che interessa tutti i sardi.
PRESIDENTE. Colleghi, non possiamo fare una discussione sull'opportunità o meno di ritirare la mozione; c'è stata una proposta di ritiro, se un Capogruppo o tre consiglieri ritengono che invece la mozione vada discussa si prosegue la discussione nel corso della quale verranno eventualmente fornite tutte le spiegazioni. Quindi un Capogruppo o tre consiglieri devono chiedere, ai sensi del comma 3 dell'articolo 114 del nostro Regolamento, che la mozione sia discussa.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, proprio in attuazione del terzo comma dell'articolo 114 chiedo che la mozione rimanga iscritta all'ordine del giorno e venga discussa, non tanto perché personalmente ne condivida i contenuti e l'impostazione, quanto perché è veramente necessario, oltre che opportuno, che il Consiglio regionale intervenga, discuta, possa mettere in luce e portare all'attenzione di tutti i problemi legati a questa tematica, particolarmente importante e sentita da tutta la popolazione della Sardegna, e, soprattutto si possa arrivare a qualche conclusione.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta quindi la discussione generale. Ricordo ai colleghi che volessero iscriversi a parlare che debbono farlo nel corso del primo intervento e che il tempo a disposizione per ciascun intervento è di dieci minuti.
E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.).Signor Presidente, il problema della continuità territoriale, oggi come ieri, è costantemente all'attenzione della stampa, e anche il Consiglio regionale apprende le notizie dai giornali.
La mozione, che io in buona parte ritengo giustificata, ha certamente il pregio di portare in Aula un argomento che riguarda tutta la Sardegna; il trasporto aereo da e per il continente viene utilizzato giornalmente da migliaia e migliaia di cittadini sardi e l'incertezza sul mantenimento o meno di un diritto (chiamiamolo così) acquisito sulla continuità territoriale preoccupa, non poco, tutta la popolazione e, penso, tutte le forze politiche presenti in quest'Aula.
Ritengo quindi necessario e corretto discutere la mozione affinché il Consiglio regionale venga informato dall'Assessore competente, in modo da vanificare i dubbi e avere certezze su ciò che in questi giorni è accaduto e sta accadendo . Vogliamo sapere se è vero o non è vero, ad esempio, che l'ENAC ha dirottato i fondi destinati alla continuità per la Sardegna, che è la motivazione principale della presentazione della mozione, agli aeroporti di Roma Fiumicino e Torino Caselle.
Questo sarebbe un fatto gravissimo, sarebbe .l'ennesima dimostrazione che la Sardegna ancora non è parte integrante dello Stato italiano. Il non riconoscere le nostre legittime petizioni, i nostri legittimi diritti, quale questo della continuità territoriale, riconoscimento dal quale deriverebbero condizioni di parità con le altre regioni italiane, vuol dire non riconoscere che la Sardegna è territorio dello Stato italiano.
Poichè così non è indispensabile e necessario, stante l'attualità di questo problema, che la Giunta riferisca in merito al Consiglio affinché tutti noi, e attraverso noi e attraverso la stampa i cittadini sardi, conosciamo l'esatto succedersi degli eventi e il Consiglio venga quindi coinvolto e non esautorato nella vicenda della continuità territoriale.
Scusatemi, ma questa proposta di ritiro, precludendo la discussione su una problematica così importante e così coinvolgente a mio parere mira a espropriare il Consiglio dal suo ruolo, e quindi a tenere all'oscuro sia l'Aula che buona parte dei cittadini di quello che sta succedendo. Io quindi sono d'accordo che la mozione sia discussa in Aula e chiedo che la Giunta riferisca degli ultimi contatti, delle ultime novità inerenti questa problematica.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, nel sottolineare il mio totale accordo con la mozione presentata dalla Commissione trasporti, in quanto ritengo il tema della continuità territoriale ormai un diritto inalienabile dei sardi, intendo richiamare l'attenzione dell'Assessore dei trasporti sulla necessità di offrire le più ampie garanzie di un servizio efficiente alle persone portatrici di handicap, nonché a quelle che per ragioni di salute o di età si trovano in condizioni di disabilità temporanea.
Questa sottolineatura, Assessore, nasce da una serie di segnalazioni da parte di cittadini a cui è stato impedito il libero accesso ai voli. Mi risulta infatti che le compagnie aeree non rispettino la Carta dei diritti del passeggero che ormai è giunta alla quinta edizione, quindi non si tratta di una novità, e questo con specifico riferimento ai disabili e alle persone che, in seguito a malattia, a un intervento chirurgico o a terapie che condizionano pesantemente l'equilibrio psicofisico, oppure perché sono in età molto avanzata, hanno necessità di un'attenzione speciale, e quindi anche di una sistemazione differenziata a bordo degli aerei.
È assurdo, infatti, che il viaggio per i disabili possa avvenire solamente in predeterminate fasce orarie, decise unilateralmente dai vettori, ed è ancora più paradossale che una persona (e il fatto si è verificato recentemente), appena uscita dall'ospedale dopo un pesante intervento, per questioni burocratiche non a lei attribuibili, abbia dovuto ritornare in ospedale con l'accompagnatore, tra l'altro avendo precedentemente effettuato un complicato transfer. Ha dovuto inoltre attendere fino al giorno successivo per poter ottenere un presunto, indispensabile nullaosta della cui necessità neanche le agenzie di viaggio erano a conoscenza.
È quindi necessario che le compagnie aeree, in particolare quelle che applicano la continuità territoriale, informino i cittadini, le agenzie di viaggio, ovviamente, le associazioni dei disabili, nonché le associazioni dei consumatori, dell'esatto iter burocratico e della documentazione necessaria (permessi o certificati medici), per effettuare poi un trasporto che sia effettivamente degno di una società civile.
Infine io ritengo che la Regione, oltre a garantire con specifiche penalità il rispetto della Carta dei diritti del passeggero, non solo per i disabili e gli ammalati e gli anziani, evidentemente le categorie più deboli, ma per tutti, debba anche promuovere delle campagne pubblicitarie, magari nella formula di "Pubblicità progresso". Questo al fine di rendere edotti i cittadini meno garantiti dei loro diritti, soprattutto quando viaggiano in un regime di continuità territoriale, ma anche per sottolineare che il diritto al movimento in condizioni corrette dev'essere garantito a tutti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Tutti parlano con una certa enfasi dell'europeismo e del fatto che la Sardegna non debba "perdere il volo" o, come suol dirsi, il treno con l'Europa, per i benefici che derivano dai principi comunitari. Però, quando si tratta di applicare le logiche di questa ricchezza comunitaria, la Giunta sembra favorisca invece politiche monopolistiche che si frantumano davanti ad una sezione del TAR.
Questa mozione l'abbiamo sostenuta con convinzione perché pensiamo sia giusto che la Giunta adotti tempestivamente tutte le misure necessarie per assicurare la prosecuzione della continuità territoriale; ma anche su questa pseudo-notizia sulla quale si è adagiato mollemente l'Assessore, bastava dire che non essendoci i soldi non ci si è preoccupati di andare a fondo, di capire, nonostante che il nostro componente all'interno del Consiglio di amministrazione dell'ENAC (un parlamentare sardo, credo dello stesso Gruppo politico dell'Assessore )avesse detto in tempi non sospetti che nei capitoli di bilancio queste somme erano previste.
La politica "balbettante e sudaticcia" dell'assessore Broccia ha impedito l'accesso a queste risorse stabilite sulla base di principi e diritti che i sardi, dopo decenni di grandi umiliazioni, erano riusciti a strappare: sto parlando della legge numero 144/99. Questo è un fatto politico grave perché se passa il principio dell'obolo noi stiamo esautorando la legge numero 144, che non è una legge del Partito Sardo d'Azione, è una legge finalmente a favore dei sardi.
Ecco perché l'atteggiamento politico di retroguardia assunto dall'Assessore, che oggi quasi ringrazia per l'individuazione di queste somme, però timidamente avanza nei confronti dello Stato la proposta di non dirottarli verso zone più forti politicamente e anche più egoiste, non è condivisibile. Abbiamo sottoscritto la mozione, ne condividiamo i principi, ma censuriamo questo atteggiamento della Giunta, perché lo snodo economico principale, importante per la Sardegna, è la continuità territoriale. Non scherziamo con queste cose! Ed ancora oggi regna un'anarchia completa, non c'è chiarezza!
Il fatto ancora più grave, a nostro modo di vedere, l'abbiamo già denunciato, è scoprire che viene rinnovata una consulenza, per una somma di cinquantamila euro, a chi ha concorso tra l'altro a massacrare le risorse messe a disposizione per la Sardegna sballando completamente i calcoli tempo fa e causando un danno all'erario di ottanta miliardi di vecchie lire. La motivazione alla base del rinnovo è che la proficua e costante collaborazione del consulente in questione con la Regione offre le migliori garanzie : sbagliare è umano, ma perseverare è davvero diabolico!E' possibile che in seno all'Assessorato non ci fossero dirigenti o funzionari in grado di studiare un progetto dalle conseguenze meno traumatiche di quelle verificatesi negli anni 2002, 2003 e così via? Ecco perché per uno snodo importante, cruciale per l'economia sarda, bisogna che si attui una politica reale e non virtuale. Ecco perché il Partito Sardo d'Azione aveva proposto in una sua mozione il modello corso. La Corsica ,un'isola che ha gli stessi drammi strutturali della Sardegna, ha risolto una volta per sempre i problemi della continuità territoriale accedendo all'articolo 87 del Trattato dell'Unione Europea che parla di aiuti di carattere sociale. Finalmente, dopo che il Parlamento italiano, con la legge numero 144 ha sancito una volta per tutte che non è un privilegio, ma è un diritto per i sardi spostarsi in continuità territoriale, anche la nostra regione può e deve ottenere queste somme che possono risolvere i nostri problemi.
Cercare altre soluzioni riteniamo possa portare a prendere scorciatoie pericolose e inconcludenti; e il lucido, non tanto per le idee, Assessore ha sbagliato ancora una volta. Questa mozione serve per richiamare all'attenzione di questo Consiglio che non può permettersi di penalizzare ulteriormente la Sardegna con scelte fantasiose che si "accartocciano in contraddizioni"; dobbiamo stare attenti perchè la Comunità Europea, che esalta la libera concorrenza, è abbastanza severa nel censurare tutte quelle azioni che favoriscono il monopolio o qualche compagnia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, alcune brevissime considerazioni. La mozione è stata presentata al termine della scorsa seduta, con la volontà di porre all'attenzione della Giunta la necessità di promuovere un impegno importante teso al recupero di risorse finanziarie considerate di titolarità sarda, cioè destinate all'attuazione delle disposizioni sulla continuità territoriale per la nostra Regione. Risorse dirottate in altri aeroporti di altre regioni, Piemonte e Lazio, sicuramente molto più continue della Sardegna a tutto il resto del territorio.
Colgo l'occasione per sottolineare che la quarta Commissione consiliare, di cui l'onorevole Pirisi è presidente, in questi giorni, in queste settimane, ha in esame il provvedimento sui trasporti in Sardegna. La Commissione sta considerando con una attenzione particolare anche il trasporto pubblico locale, che è l'obiettivo principale di quel provvedimento, come uno dei segmenti in cui si articola l'insieme del sistema dei trasporti isolano. E sussiste una preoccupazione sul riconoscimento di un diritto non solo in termini finanziari, cioè quanto costa il biglietto per spostarci, ma soprattutto in termini di garanzia alla mobilità; perché il vero problema del funzionamento dei nostri aeroporti, e delle relazioni che abbiamo mantenuto con i vettori che operano nei nostri aeroporti, è quello relativo alla difficoltà ad avere collegamenti adeguati alla domanda ad un costo accessibile, un costo democratico, che tenga conto dell'handicap maggiore che la Sardegna paga anche per essere isola.
È in questa direzione che noi dovremmo cercare di orientare gli sforzi di tutto il Consiglio per costruire un dialogo, perché questi non sono problemi che riguardano una maggioranza o una minoranza di questo Consiglio, alcune forze politiche e non altre, questo è un problema della Sardegna che riguarda tutte le forze politiche, riguarda tutto il Consiglio, chi oggi governa, chi potrebbe governare domani, chi ha già governato.
E' impossibile che noi, ogni volta che parliamo di questi argomenti, anziché trovare motivi di unità o comunque di condivisione o anche di discussione vivace, dalla quale scaturisca una sintesi convinta delle posizioni e la proposizione di soluzioni efficaci, efficienti, alla fine litighiamo perché impegnati a capire bene se qualcuno di noi è più bravo rispetto agli altri o se si promuove meglio l'immagine della nostra formazione politica, del nostro schieramento, nei confronti dell'opinione pubblica.
Siamo tutti competitivi, la politica ha in sé la competizione, ma quello di cui oggi ci dovremmo preoccupare è quanto su questo terreno i sardi riescano ad essere competitivi anche nei confronti delle altre popolazioni regionali italiane ed europee, perché il tema dei trasporti e dei collegamenti e delle comunicazioni è un tema sicuramente cruciale.
Quindi il senso della mozione, ma io direi anche il senso dell'attività che si sta svolgendo in questi giorni, in queste settimane, in Commissione, almeno per quanto mi riguarda, è quello di trovare un terreno comune e accogliere i contributi, eliminare quindi la presunzione, il pensare di essere gli unici capaci di dare una risposta per vedere se insieme, invece, riusciamo a trovare quella risposta che, purtroppo, ancora manca.
Il nostro sistema dei trasporti aerei non funziona ancora adeguatamente, non siamo così continui con la piattaforma continentale come dovremmo essere. Non abbiamo ridotto in misura significativa l'handicap dell'essere isola, che comporta un costo aggiuntivo sulle nostre attività economiche, una limitazione delle nostre opportunità di crescita, anche a livello personale.
Quindi cogliamo l'occasione per stilare, al termine della discussione di questa mozione, un ordine del giorno che impegni la Giunta a lavorare di più e meglio e ad instaurare una migliore collaborazione con il Consiglio proprio su questi temi, per predisporre un pacchetto di soluzioni che non lascino più i sardi in balia dei principali vettori o, peggio ancora, a terra.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Petrini. Ne ha facoltà.
PETRINI (F.I.). Signor Presidente, vorrei aggiungere qualcosa a quanto diceva la collega Caligaris sulla disabilità. Ci sono molti cittadini che non hanno mai usufruito della continuità territoriale, e sono appunto i disabili. Assessore, io ho presentato un'interrogazione scritta sull'argomento alla quale ancora lei non ha dato una risposta. Io vorrei dirle che sui vettori vengono fatte salire al massimo due persone disabili per volta; quindi altri disabili spesso e volentieri, nonostante abbiano il biglietto, non vengono fatti salire a bordo. .
Forse lei non sa che in Sardegna ci sono esattamente quindici squadre sportive, tra Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano, formate da disabili. Queste squadre ogni volta hanno dei problemi, perché quando devono giocare fuori casa, alcune di loro anche ogni quindici giorni, non trovano mai posto, non c'è mai spazio per loro. Per poter gareggiare devono partire due giorni prima.
Ora, poiché questi nostri concittadini non hanno voce, o non ne hanno abbastanza, io le chiedo ufficialmente, dato che è quest'Aula ad avere la voce, davanti a tutti i colleghi, di interessarsi di questi casi e di quello citato dalla collega Caligaris, della persona sottoposta ad un grave intervento alla quale è stato impedito di partire. Anche questo è stato un comportamento indegno da parte delle compagnie aree. Ma è mai possibile che ancora oggi succedano queste cose a noi sardi? Io faccio presente che i siciliani e i milanesi vengono tranquillamente qui a gareggiare e non hanno problemi. Noi sardi abbiamo sempre problemi, sempre,!
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Signor Presidente, come firmatario della mozione, e anche come membro della quarta Commissione, vorrei fare qualche riflessione sui motivi che ci hanno indotto a presentare questa mozione al Consiglio. Credo sia rilevante, innanzitutto, sottolineare il fatto che la Commissione ha costantemente dialogato in questi mesi con l'Assessore su questo tema fondamentale; un tema che riteniamo importante riportare all'attenzione del Consiglio perchè in questo momento bisogna riconvocare la Conferenza di Servizi e far partire i nuovi bandi. Però non è assolutamente possibile prendere questi impegni se non abbiamo certezza sulle risorse disponibili per la nostra continuità territoriale.
Io vorrei ricordare ai colleghi che dalla scorsa amministrazione abbiamo ereditato non un modello perfetto, un modello aperto, di mercato, bensì un modello in cui i vettori hanno operato in regime di monopolio, primo errore, sulle rotte più importanti, di maggiore traffico e di maggiore ritorno economico e anche, secondo errore, tranne che nell'ultimo anno 2003/2004, in regime di compensazione. ,.
Quando dal mese di settembre 2004 è stato riaperto il dibattito sull'argomento, anche in Commissione, in più occasioni è stato sottolineato che era importante capire se erano disponibili delle risorse. A noi risulta, poi l'Assessore lo confermerà, che in tutte le sedi ufficiali, compresi gli incontri con il ministro Lunardi e le autorità competenti, è stato ribadito che fondi a disposizione per la continuità territoriale della Sardegna non ce n'erano.
Anche le indiscrezioni di questi giorni confermano che questi fondi sono stanziati in un capitolo, diciamo, generico dal quale si attingerà per le diverse necessità. Qualcuno ha parlato di destinarli alla costruzione delle infrastrutture per le Olimpiadi invernali di Torino, altri per garantire la sicurezza degli aeroporti, insomma non c'è chiarezza, ancora oggi, sull'eventuale disponibilità di questi fondi.
Mancando la certezza sulla disponibilità di questi fondi e dovendo ripensare un modello di continuità territoriale, si è pensato, non per scelta quindi ma per necessità, di attivare una soluzione che non prevedesse chiaramente la compensazione, ma mantenesse il regime di monopolio esistente con l'obbligo per i vettori che aderivano al bando di allargare il pacchetto delle rotte offerte.
Si trattava quindi di passare da un monopolio "stupido", limitato alle tratte di Roma e Milano, quelle di maggiore interesse, di maggiore traffico, che si reggono senza compensazione, a un monopolio "intelligente" che se non altro allargava la gamma delle rotte offerte, in regime di continuità territoriale, dalle due già in essere a diciotto .
Tutti noi abbiamo ritenuto che fosse un grosso passo avanti in quella situazione specifica, ovvero in mancanza di risorse per la nostra continuità, una mancanza colpevole, stigmatizzata, sulla quale in più occasioni abbiamo manifestato il nostro dissenso. Conosciamo, poi, le vicende dei ricorsi presentati da alcune compagnie, non solo AirOne, che aveva interesse evidentemente a mantenere le cose come stavano, ma addirittura dalla nostra compagnia di bandiera; compagnia di bandiera ben finanziata dallo Stato per coprire i buchi di bilancio e che non trova di meglio che ricorrere contro un bando che mirava a restituire ai sardi una continuità territoriale maggiormente compiuta, cioè non limitata a due rotte, ma estesa a diciotto diverse località italiane.
Io non credo che oggi l'oggetto di questa mozione sia discutere quello che si è fatto in questi mesi, o meglio si può discutere ma si ritorna su opinioni già espresse, su argomenti già discussi. Tutti noi abbiamo stigmatizzato il fatto che lo Stato sia stato ambiguo, non abbia messo a disposizione queste risorse in maniera chiara, si sia mascherato dietro questi fondi dell'ENAC. Noi, tra l'altro, come Commissione abbiamo convocato per venerdì la direzione dell'ENAC ,per una audizione, al fine di chiedere ulteriori chiarimenti sulla destinazione di questi fondi. Ecco, su questo possiamo discutere, abbiamo già discusso e credo che, date le condizioni passate, poco si possa rimproverare all'Assessore, se non forse il fatto che non si sia incatenato di fronte al Ministero dei trasporti, né abbia fatto qualche azione clamorosa di protesta che avremmo peraltro in qualche modo appoggiato.
Qui il punto vero è decidere quale nuovo modello di continuità territoriale deve avviarsi e se questa continuità territoriale avrà delle risorse; se non abbiamo certezza sulle risorse, se continua questo occultamento di risorse, questo destinarle in un calderone unico, diventa molto difficile capire che tipo di bando potremo fare per la prossima continuità territoriale.
E' stato già detto che avere la disponibilità delle risorse non solo ci metterebbe in condizioni di pensare a una continuità territoriale maggiormente compiuta, che è indubbiamente un diritto per i sardi, ma costituirebbe anche un elemento propulsivo per i rapporti economici che questa Regione deve intrattenere col resto d'Italia. Riteniamo , inoltre, che la disponibilità di risorse, e vorremmo che questo fosse uno dei temi che l'Assessore svilupperà nella sua risposta, ci potrebbe mettere in condizioni di pensare ad una continuità territoriale non più solo su rotte nazionali, ma che cominci a guardare anche all'Europa.
La Confesercenti recentemente ha pubblicato un rapporto sul settore turistico da cui emerge, già lo sapevamo, ma ora abbiamo i dati certi, che in alcune località d'Europa dove esiste un'infrastruttura logistica, un servizio all'ingresso con costi competitivi, la stagione turistica non si limita ai trenta, quaranta, quarantacinque giorni all'anno, ma si sviluppa nel corso di più mesi contrastando anche in modo sostanziale il fenomeno della stagionalità turistica. Il settore turistico può avere quindi un peso ancora più rilevante nel tessuto della nostra economia e soprattutto avere un impatto ambientale meno concentrato in quelle poche settimane dell'anno.
Credo che la mozione oggi sia ben articolata quando impegna alla Giunta ad adoperarsi in tutti i modi per assumere le iniziative necessarie a far sì che quelle risorse, se sono allocate correttamente in quel capitolo e se originariamente sono state stanziate anche per la nostra Regione, vadano alla nostra Regione;nel caso questa richiesta trovi conferma, occorre cominciare a capire quale può essere allora l'elemento di novità da inserire nei prossimi bandi per tenere conto delle esigenze dei cittadini, degli imprenditori e del nostro sistema economico, in particolare quello legato al turismo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.).Signor Presidente, io intervengo, per esprimere la mia contrarietà a questa mozione e cercherò di argomentare le ragioni che mi spingono a non perseguire quell'intento falsamente unitario che in questa mozione si vorrebbe rappresentare. Utilizzo questa mozione come elemento utile ad aprire in questo Consiglio regionale un dibattito che sia il più chiarificatore possibile su un tema sul quale, anche stamani, si è registrata tanta confusione e tanta superficialità.
Vedete, colleghi, quando si cerca in maniera assolutamente subdola di far passare la tesi che lo Stato non dà le risorse per la continuità territoriale, si vuole proporre a quest'Aula una giustificazione che non ha alcuna ragione di esistere, soprattutto se si ha la certezza del percorso che fino ad oggi è stato seguito.
Una prima, importante riflessione critica che noi facciamo sulal questione è che, trascorso un anno dall'insediamento di questo Governo regionale, la continuità territoriale in Sardegna è stata messa in ginocchio dal dilettantismo della Giunta regionale che, su una partita così delicata, come quella della continuità territoriale appunto, si è mossa con pressappochismo e superficialità. Si è creato il caos e, mi perdonerà l'onorevole Uras, non per questioni di partiti, ma sulla sostanza delle questioni che pure in quest'Aula sono state poste all'attenzione, in maniera anche puntuale, del Governo regionale.
Quindi non vi è una duplice responsabilità Regione-Governo; vi è una responsabilità di questa Giunta regionale che non ha saputo trattare questo tema con quella attenzione che era assolutamente necessaria. Io voglio ricordare che se una responsabilità il Governo nazionale ha è quella di aver accettato in maniera succube, passatemi questo termine, la proposta di imposizione di oneri di servizio pubblico che il Governo regionale gli ha trasmesso, nonostante noi in quest'Aula avessimo dichiarato irrealizzabile e illegittima sul piano giuridico che quella proposta della Giunta regionale.
Quindi se abbiamo qualcosa da recriminare col Governo nazionale è di non averci ascoltato, di non aver dato retta a chi sosteneva in quest'Aula che quella proposta non poteva essere realizzata. E oggi il collega Porcu, che probabilmente non è riuscito, ancora, a entrare bene in certi meccanismi dice che il Governo non ci ha dato i soldi, ha lasciato incertezza sulle risorse finanziarie".
Chi parla della esigenza di avere risorse finanziarie per l'imposizione dell'onere del servizio pubblico è un dilettante che non ha compreso che cosa sono gli oneri di servizio pubblico, non ha letto la legge e non sa che per imporre gli oneri di servizio pubblico non occorrono risorse finanziarie. E' un concetto elementare, che chiunque, compresa la Presidenza della Commissione, che pure propone un ordine del giorno in cui ci fa chiedere le risorse finanziarie per chissà quale passaggio, sa che è previsto per legge che per l'imposizione dell'onere di servizio pubblico non occorrono risorse finanziarie.
La Regione impone le tariffe e su quelle tariffe le compagnie aeree decidono se accettare o non accettare e solo in una seconda fase si può pensare di arrivare a una gara internazionale, ma non è detto che la gara internazionale debba essere fatta per forza in aumento, più 10 per cento su quella rotta, più 20 per cento su quell'altra. E' possibile, così come capita in gran parte delle gare d'appalto pubbliche, che avvengano al ribasso, e cioè che si possano spuntare tempi e soprattutto prestazioni finanziarie inferiori a quelle imposte nell'onere di servizio pubblico. Basta leggere la norma per sapere quello che si deve fare.
E, infatti, in che cosa ha sbagliato la Giunta regionale? Ha sbagliato non ascoltando quest'Aula, colleghi, perché in maniera chiara ed esplicita io voglio riprendere soltanto un capoverso di quello che dicemmo in questo Consiglio regionale quando il centrodestra propose una mozione per sollecitare questa discussione. Dicemmo che la Giunta sarebbe stata obbligata, prima di approvare l'atto finale della Conferenza di Servizi, a introdurre il principio della ripartizione delle tratte tra compagnie aeree, qualora più soggetti avessero concorso all'accettazione dell'onere di servizio pubblico.
Si diceva allora che era un fatto elementare. Chi non ha pensato questo, vuol dire che è, come dice l'onorevole Attili, un dilettante. Chi non ha pensato che più compagnie possano accettare un servizio pubblico e quindi non ha ripartito le due tratte, è sicuramente uno sprovveduto, non ha capito il meccanismo dell'onere del servizio pubblico e non sa che più compagnie, più compagnie ripeto, per norma europea, per norma nazionale possono accettare l'onere del servizio pubblico. E si concludeva con la certezza che sarebbero dovuti intervenire assolutamente, e noi l'avremmo dimostrato, dei cambiamenti.
Sapete perché è stata bocciata dal TAR la continuità territoriale imposta dalla Giunta regionale? Proprio perché non è stata prevista la possibilità che più compagnie partecipassero. Quindi, altro che monopolio, voi volevate fare un megamonopolio e il TAR vi ha detto che non potete perpetrare una progettualità sulla continuità territoriale così assurda, così improponibile sul piano formale e sostanziale.
E allora, colleghi, è inutile menare il can per l'aia, perché quando si propone un'azione per rivendicare fondi lo si fa con un preciso obiettivo: sottoporre l'assessore Broccia al fuoco incrociato di quest'Aula perché i giochi delle correnti, come sapete, investono tutti e di più, o ancora lo si fa per nascondere le deficienze della Giunta regionale su questo tema.
Avete detto, nell'argomentare, che il Governo avrebbe spostato le risorse. Ma quali risorse? Ma da quando in qua c'è un capitolo che alloca totalmente le risorse per una Regione o per un'altra? E quali altre Regioni possono imporre l'onere di servizio pubblico? Tutte? Cioè sono leggi che consentono di imporre l'onere di servizio pubblico in tutte le Regioni? Da quello che a me risulta ce ne sono due: la Sicilia e la Sardegna, che possono entrare in questa logica di imposizione solo perché sono Regioni insulari e come tali riconosciute e accettate, dopo lunga procedura, dall'Unione Europea.
E allora, che resta da fare? Bisogna fare la Conferenza di Servizi, farla subito, non perdere altro tempo perchè il tempo è severo verso la Sardegna e verso i sardi. Occorre stabilire i nuovi oneri di servizio pubblico. Se è necessario, come disse allora il centrodestra, più bassi rispetto a quelli che sono stati stabiliti fino a oggi, imponendo quei 25 euro che noi stabilivamo di media a tratta; questa non è un'utopia perché oggi gran parte delle compagnie europee in regime di low cost svolge i servizi con risorse assolutamente minori di quelle necessarie.
E in questa Conferenza di Servizi occorre dire un no chiaro ai monopoli e un sì convinto a più collegamenti, ma fatti con razionalità e buon senso, elementi che fino a oggi sono mancati.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, io non le nascondo che sono stupefatto e allibito dalla superficialità con la quale alcuni colleghi in questa Aula affrontano problemi importanti come quello della continuità territoriale. Non è necessario parlare, quando non si conoscono i problemi forse è meglio stare zitti.
Io, contrariamente a quanto è stato detto, condivido gli obiettivi di questa mozione, perché costituiscono un atto di accusa preciso nei confronti dell'Assessore e della Giunta regionale, non vi è dubbio: la caratteristica è puntuale. Ricordo che questo Consiglio , lo ricorderà il Presidente che allora era Capogruppo di un grande partito, si mobilitò numerose volte e lavorò insieme alla Giunta per ottenere questo grande risultato della continuità territoriale.
Quando discutemmo in Aula la mozione sulla continuità territoriale, dicemmo al presidente Soru che questo non è un problema che riguarda esclusivamente l'Assessore, ma è un problema che riguarda la Regione; come è possibile, quindi, che un Presidente che si occupa di urbanistica, di servitù militari, di tante cose da solo, in splendida solitudine, non si occupi della continuità territoriale della Sardegna? E' impossibile! E' impossibile! Questo argomento vale quanto valgono gli altri che sono alla portata del Presidente.
Che cosa è successo? Ma c'è bisogno, onorevoli colleghi, che sia la Giunta o l'Assessore a dirci che cosa è successo? E' successo quello che noi avevamo già previsto e che adesso io ridico in questo Consiglio. E' successo che i soldi per la continuità territoriale sono stati iscritti nel capitolo 2161 dell'ENAC che disciplina un fondo indistinto, cioè globale, necessario per il funzionamento generale dell'ENAC e anche per la continuità territoriale, non per la continuità territoriale della Sardegna, ma per tutta la continuità territoriale italiana.
Nel 2004 alcuni parlamentari sardi si accorsero che questo fondo indistinto non poteva funzionare e chiesero di stabilire la quota per il funzionamento dell'ENAC e la quota da destinare alla continuità territoriale. Venne quindi fissata in venti milioni di euro la quota per il finanziamento e in quaranta milioni di euro la quota per la continuità territoriale, anzi la chiamarono proprio nel bilancio 2004 "l'assunzione autonoma di rilevanza contabile", vedi alla voce "funzionamento".
Nella legge di bilancio del 2005, alla tabella C), allegati, il fondo è sempre indistinto, ma è anche privo di risorse perché queste non sono mai state trasferite dal Tesoro ai Trasporti e dai Trasporti all'ENAC. Che cosa è avvenuto? E' avvenuto che lo Stato aveva necessità di ampliare lo scalo di Fiumicino e di adeguare alle norme di salvaguardia l'aeroporto di Caselle. Domani, attenzione, non vent'anni fa, domani, l'ENAC, sulla base dei finanziamenti che sono stati dati, delibererà di dare questi fondi a Fiumicino e a Caselle.
Nella Conferenza di Servizi che si è tenuta ieri la Regione avrebbe strappato allo Stato, udite! udite! sembrerebbe anche con l'assenso del Tesoro, quindici o venti milioni di euro per la continuità territoriale per il triennio 2006-2007-2008, e si sarebbe pure impegnata a un cofinanziamento di quattro milioni o cinque milioni di euro. Ma dove siete signori della Giunta? Ma dov'è il Presidente della Giunta? Venga qui a riferire questi fatti gravissimi, venga qui a riferire e a chiedere al Consiglio che cosa deve fare.
Questa non è una gestione normale, questa decisione impegna le forze politiche, impegna i Gruppi consiliari ed è qui che dobbiamo stabilire se cofinanziare o non cofinanziare. Non è che il Presidente arriva e comanda e fa sulla base delle indicazioni che vengono date a Roma, no, è il Consiglio regionale che decide dopo che la Giunta attraverso il bilancio propone i suoi orientamenti.
Ecco perchè io dico che abbiamo perso un anno per capire che fine hanno fatto le risorse,; un consigliere regionale diligente si sarebbe potuto informare benissimo, come mi sono informato io, figuriamoci il Presidente della Giunta che viene a dirci che non ha capito niente, che la colpa è dello Stato. No, la colpa, l'abbiamo detto l'altra volta, è della Giunta regionale che non ha avuto le "palle" per andare a Roma per accertare come stavano le cose;è inutile che adesso si voglia scaricare la responsabilità sul Governo, sono responsabilità nostre, sono responsabilità della classe dirigente politica sarda.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente e colleghi del Consiglio, io credo che questo dibattito, che si svolge su problemi importanti come il trasporto aereo da e per la Sardegna, merci e persone, il 3 di agosto, rappresenti esso stesso una contraddizione in termini; intendo dire che non è questa forse la sede più adatta, dal punto di vista della tempistica, per discutere di un problema la cui soluzione, tutti gli interventi che si sono succeduti l'hanno sottolineato, è fondamentale per lo sviluppo della Sardegna.
La mozione che, in maniera un po' irrituale, se possiamo dire così, è stata presentata al termine dell'ultima riunione del Consiglio regionale, alla fine rappresenta una sorta di mezzo autogol della maggioranza che prevedeva forse di incassare, in maniera rapida e indolore, in pochi minuti, l'assenso su un documento che affronta l'importante tema dei trasporti da e per la Sardegna (io preferisco non chiamarla continuità territoriale che forse è un termine oggi superato), limitandolo ad un piccolo dettaglio, e cioè quello delle risorse economiche che l'ENAC avrebbe dovuto mettere a disposizione.
Io credo che sia invece un bene che questo argomento, anche nella disattenzione dell'Aula, odierna, sia però arrivato in discussione in Consiglio; comunque sia, infatti, da questa mozione dovrà nascere un ordine del giorno, nel senso che la mozione è comunque inadeguata alla discussione che stiamo svolgendo in Aula perchè sono cambiati i presupposti sulla base dei quali la stessa mozione è stata scritta. E nell'ordine del giorno che noi scriveremo, beh, insomma, colleghi, qualche cosa sulla continuità territoriale, se vogliamo chiamarla ancora così, la dovremo dire.
Dovremo scrivere qualcosa di diverso, però, rispetto al semplice accenno al problema delle risorse economiche contenuto nell'originaria mozione, perchè se non scrivessimo qualcosa di diverso significherebbe che non abbiamo tenuto in nessun conto, neanche oggi, la discussione che si è svolta in Consiglio. Significherebbe che, ancora una volta, tutte le considerazioni di merito che vengono fatte sul ruolo del Consiglio, sulla sua importanza, sulla sua capacità di approfondimento dei problemi, sul suo ruolo di interfaccia con la Sardegna e con la gente che sta fuori dal Consiglio, sarebbero una semplice esercitazione oratoria o un semplice grimaldello che qualche forza politica usa quando deve lamentarsi per non aver ottenuto dall'Esecutivo ciò che quasi mai, comunque, in termini ideologici o in termini di proposizione politica, si aspettava di ottenere dall'Esecutivo medesimo.
Io credo quindi che le considerazioni che oggi possiamo fare in quest'Aula siano simili a quelle che fanno quasi quotidianamente i cittadini sardi che non si occupano di politica. Ci si chiede se oggi i trasporti da e per la Sardegna su vettore aereo funzionino bene; chi li utilizza, se oggi il numero dei collegamenti sia sufficiente e quindi se vi sia la possibilità di reperire facilmente un posto in aereo; e ancora se si ritiene che la regolamentazione degli orari da parte delle compagnie aeree sia fatta in considerazione delle esigenze dei sardi o di chi viaggia da e per la Sardegna. Io credo sia sotto gli occhi di tutti che così non è.
E' evidente, a questo punto, che la Regione deve ripensare le sue politiche in materia, così come è evidente che l'Assessore dei trasporti, che rappresenta il Presidente della Giunta oggi assente, deve dare risposte confacenti alle domande che gli poniamo. Se le risposte dell'Assessore dei trasporti provenissero dal pianeta "Papalla", e quindi fossero risposte marziane, sarebbero chiaramente inaccettabili non per questo Consiglio ma per i sardi.
Allora, dall'assessore Broccia ed dalla Giunta regionale noi vorremmo sapere quali siano i presupposti della politica dei trasporti della Regione Sardegna. Io ho ascoltato in questa Aula l'intervento del collega Atzeri; il collega Atzeri ha parlato di consulenti, ha accennato al fatto che i consulenti alcuni di loro perlomeno, sarebbero stati causa, di danno per l'erario regionale; sostiene ancora, non so se abbia ragione, che questi consulenti vengano considerati ancora fiduciari della Regione.
Noi vorremmo sapere allora , non il nome dei consulenti e neanche l'entità della convenzione, ma che cosa hanno prodotto i consulenti; cioè vorremmo sapere se esista uno studio analitico della mobilità sul vettore aereo da e per la Sardegna, se esista una corretta valutazione della domanda e della sua previsione, se esista una parametrizzazione delle tariffe rotta per rotta, se esista una simulazione dell'assegnazione del traffico sulla rete e quindi il correlato dimensionamento dell'offerta. Vorremmo capire se i cittadini sardi che si muovono verso Roma e Milano, che ci dicono rappresentare il 72 per cento della mobilità sul vettore aereo della Sardegna, restano a Roma e a Milano o o si spostano verso altre destinazioni in diverse città d'Italia o d'Europa - come il collega Porcu ha ricordato - perchè dalle conclusioni di questo studio (se non fosse ancora concluso inviteremmo a completare al più presto lo studio analitico di settore che è indispensabile) discende poi la possibilità di avere un'idea precisa sulle risposte politiche che la Regione Sardegna intende dare.
Vorremmo avere quindi la certezza, dalle parole dell'Assessore,che la Regione Sardegna su queste domande ha risposte definite e che ogni iniziativa politica che il Governo regionale assumerà sarà sostenuta dalla conoscenza dettagliata e accurata del problema, oltre che dalla conoscenza accurata e dettagliata delle leggi che consentono soluzioni al problema.
Noi nell'ordine del giorno che concluderà questa discussione in Aula vorremmo chiedere di conoscere le risultanze dello studio analitico sul settore dei trasporti in generale, sul vettore aereo in particolare, relativamente sia alle persone che alle merci; studio sulla base del quale la Regione Sardegna, lo ripeto, opererà le sue scelte politiche strategiche per garantire ai cittadini, sardi e non sardi, la certezza del trasporto aereo.
Vorremmo ancora sapere, sempre sulla base di questo studio analitico, quali linee guida la Regione propone; non ci sembra più il momento, infatti, delle iniziative estemporanee da parte del Governo regionale, iniziative che poi sono seguite da mezze marce indietro, da mezze marce in avanti, da richieste di risorse, dall'incertezza sulla disponibilità o meno delle risorse, perché in base alla maggiore o minore disponibilità di risorse si modificano completamente le motivazioni e il metodo del nostro agire.
L'intervento non può essere estemporaneo, la scelta che viene fatta dal Governo regionale non può essere assolutamente aleatoria. Il Governo regionale ha il dovere di sapere con esattezza ciò che succede nel settore del trasporto aereo da e per la Sardegna, e su queste certezze ha il dovere di costruire una proposta politica modulare che preveda di istituire gli oneri di servizio pubblico con o senza compensazioni; 'una proposta non deve però escludere l'altra.
Noi chiediamo che la Giunta regionale riferisca in Consiglio perchè il Consiglio ha il diritto e il dovere di essere informato sulle scelte che saranno fatte.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Signor Presidente, colleghe e colleghi, io ho chiesto di intervenire, per rispetto nei confronti dei colleghi della Commissione trasporti che hanno sottoscritto questa mozione, per fare alcune sottolineature. Preliminarmente debbo dire che mi dispiace sia assente il Presidente della Regione, Soru, mi dispiace che sia assente perchè in questa materia il ruolo del Presidente della Regione non è un ruolo istituzionale formale, di pura ordinarietà, ma il Presidente della Regione è il titolare, su delega del Ministero dei trasporti, dell'indizione della Conferenza di Servizi che è uno dei passaggi nodali, cruciali per la organizzazione della continuità territoriale aerea da e per la Sardegna. Mi dispiace, ripeto, che il Presidente sia assente, e ne prendiamo ancora una volta atto,
Io credo però che l'occasione della discussione di questa mozione debba indurre a fare alcune proposte, ma anche a sottolineare alcune criticità. Questo senza omettere, prima di tutto, che in particolare in questi ultimi tempi l'argomento è stato oggetto di polemiche da parte di importanti settori della maggioranza, polemiche che potevano essere probabilmente evitate perchè l'argomento da parte della opposizione non è mai stato trattato in termini di polemica strumentale ma sempre in termini di giusta sensibilizzazione del Governo regionale al problema.
Le polemiche sono però servite a mettere in risalto il fatto che siamo davanti a un comportamento della Giunta regionale che esprime, come dire, una sorta di inerzia e di incapacità politica ad attivare quei canali fondamentali che possono consentire di gettare le basi di una futura, attesa, ora in ritardo, nuova continuità territoriale; sappiamo quanto gli emigrati e i loro familiari la attendano, era una nostra idea, una nostra proposta che si sta perdendo, in attesa di quello che verrà. E quello che verrà intanto lo si affronta prorogando fino a giugno 2006 il vecchio decreto del 2000.
Sulla inadeguatezza del decreto del 2000 sono stati scritti fiumi di parole; quando si parlò qualche tempo fa di un'ulteriore proroga del decreto del 2000 molti gridarono allo scandalo, compresi molti di quei sindacati che ora dormono un sonno soporifero, somministrato non si sa da chi, dormono in attesa di una nuova continuità territoriale; ma intanto il decreto del 2000 viene prorogato fino al 2006 e questo è un dato.
L'unico atto posto in essere nell'anno in corso è una proposta di continuità territoriale che si è arenata nei meandri dell'Unione Europea che ha detto da subito "no" alla nuova proposta della Giunta Soru, e siamo fermi a questo punto; quindi si ripropone il vecchio decreto nonostante si considerasse un disastro la sua riproposizione. Ma, evidentemente, i poteri forti o, meglio, il potere delle compagnie aeree prevale su tutto.
A questo punto io chiedo all'Assessore, è una domanda specifica e precisa, se si vuole affrontare questa fase, con chi e con quali risorse professionali. Un collega che mi ha proceduto, con molta diplomazia, ha accennato al fatto che sono state avviate delle consulenze per affrontare queste nuove emergenze; io invito a guardare bene al passato e agli errori commessi per evitare di commetterli nuovamente perchè tra un anno rischiamo di essere ancora drammaticamente appesi al decreto del 2000; un decreto che verrà prorogato magari fino al 2007, al 2008, perché nella convenzione che è stata sottoscritta si dice che il consulente incaricato si deve, come dire, raccordare con gli uffici della Regione che hanno necessità di adeguati supporti esterni di natura tecnico professionale.
Ma, Assessore, io mi chiedo a quali uffici dell'Assessorato il consulente si deve agganciare quando con decreto, dieci giorni fa, l'Assessore ha soppresso due servizi di cui uno è quello relativo alle attività marittime e aeree; l'Assessorato dei trasporti era composto da cinque servizi, oggi ne ha solo tre poiché due sono stati soppressi. Allora, se noi dobbiamo affrontare gli avversari della continuità territoriale, perché di questo si tratta, , il collega Porcu parlava di monopolio o non monopolio, questa non è una materia di cui si può discutere, sia chiaro, perchè ci sono interessi in campo che qualcuno probabilmente conosce, io chiedo come sia possibile progettarla se questo consulente deve fare riferimento a uffici regionali smantellati. Io immagino, anzi temo, e spero di essere smentito, che il supporto verrà dato probabilmente dall'esperto di qualche compagnia aerea. ,.
Ripeto che si è passati da cinque servizi a tre e da undici settori a dieci, perciò mi chiedo qual sia il punto di riferimento dell'Assessore, e se l'Assessore, che ha firmato il decreto di smembramento dell'Assessorato, abbia subito pressioni a causa di questa "folle ricerca" di tagli; però i costi ci sono ugualmente, perchè da un lato si è cercato di tagliare le spese ma rimangono presso l'Assessorato dirigenti peraltro senza incarico; di questo se ne potrà parlare in altro momento, ma mi chiedo comunque dove si vuole andare a parare.
Un altro fatto da sottolineare è che il decreto del 2000 individuava nel Comitato paritetico Regione - ENAC la sede tecnica operativa di consulenza, di monitoraggio e di supporto anche per la nuova continuità territoriale. Il comitato paritetico Regione - ENAC non è stato più riunito e quindi non si capisce quale sia la sua sorte.
Consentitemi un accenno alla questione dei fondi. E' pacifico che se è in vigore una legge dello Stato, il bilancio dello Stato deve garantire la copertura a quella legge che, altrimenti, si abroga; caro collega Porcu, al di là delle polemiche non capisco perchè una Regione che si chiami tale non possa arrivare a scoprire la realtà delle cose. Se i fondi ci sono ci sono, se non ci sono non ci sono, ma non è possibile che i nostri parlamentari si contraddicano sulla questione delle risorse.
Di continuità territoriale si è parlato e si è scritto sui giornali ma senza atti concreti conseguenti, ma nonostante le casse regionali siano in grossa difficoltà, pare che il Presidente della Giunta e l'assessore Broccia nella recente riunione col Governo abbiano promesso un intervento, un cofinanziamento regionale a supporto appunto della continuità territoriale.
Io dico che questo è un passo molto pericoloso, pericoloso perchè se si fa passare il principio che la continuità territoriale possa essere pagata dalla Regione, tra qualche tempo lo Stato potrebbe ritenere che la Regione abbia titolo per pagarsela per intero. Però, siccome il diritto alla mobilità è un diritto sancito dal Costituzione ed è un preciso dovere dello Stato italiano garantirlo, non capisco perchè ci sia stato questo cedimento, che è un fatto molto grave, a fronte di risorse che lo Stato pone in disponibilità della Regione e che la Regione non utilizza.
Relativamente al problema della continuità territoriale per le merci (voglio ricordare che giace in Commissione un nostro disegno di legge sull'argomento), qualcuno ci spiegherà perchè quei fondi sono fermi e come si intende utilizzarli visto che in passato si voleva a tutti i costi attivare chissà quale continuità territoriale per le merci. anche su questo aspetto del problema siamo fermi da un anno e non se ne parla neanche; perlomeno quando eravamo noi al governo se ne parlava ed era stata avanzata una proposta. Oggi non si sa che cosa stia avvenendo, che cosa si voglia fare.
Allora io chiedo atti concreti, chiedo soprattutto, come hanno già fatto altri colleghi, un atteggiamento serio da parte della Regione sul piano politico e sul piano istituzionale. A fronte delle attese dei sardi, degli emigrati, delle esigenze forti del mondo del lavoro legato al traffico aereo, noi non possiamo trascinare questa situazione poco chiara.
Occorre decidere in fretta che cosa fare perchè il prossimo giugno noi rischiamo di vedere ulteriormente prorogato un decreto che probabilmente nessuno voleva e che in tanti hanno criticato, forse in modo anacronistico..
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, io credo che la discussione di oggi sia molto utile, anche se è vero che la mozione in parte è superata dall'accordo intercorso, giovedì 29, tra il Governo e la Giunta regionale su questa materia; quindi condivido l'opinione, espressa stamattina da diversi colleghi, che l'ordine del giorno, che l'Aula dovrà approvare a conclusione dei lavori su questo punto, contenga indicazioni che superino quell'accordo. Un accordo per altro molto importante che chiarisce alcune questioni ampiamente discusse e anche oggetto di polemica in queste settimane e in questi mesi.
In particolare l'accordo siglato il 29 luglio scorso ha risolto finalmente l'enigma delle risorse sulla cui esistenza ed entità c'era stata una lunga polemica (le polemiche sono utili quando servvono a risolvere i problemi), le risorse c'erano ed erano in un fondo indistinto. Però le risorse erano disponibili solo per il 2005 e la gara non si può bandire se la copertura finanziaria non copre l'intero triennio. Questo è un primo aspetto; il secondo aspetto, che poi riprenderò, da tenere presente è il riconoscimento da parte del TAR delle ragioni dei ricorrenti sul pacchetto unico, di cui va rivista l'impostazione.
Questi due elementi hanno impedito che si procedesse a definire la nuova continuità, hanno impedito che si effettuasse la gara entro il 2005; quindi io credo che la nostra discussione sia utile se parte dai fatti e se è in grado di delineare le possibili risposte a queste questioni.
Sull'accordo di giovedì 29, intanto abbiamo chiarito che le risorse per il 2005 erano stanziate e abbiamo anche capito che il Governo non aveva certamente interesse a dichiarare la disponibilità di quelle risorse che aveva già deciso di utilizzare diversamente, come concretamente in questi giorni ha deciso.
La cosa importante che è stata decisa giovedì, grazie all'iniziativa della Giunta regionale che ha sollecitato il Governo a fare chiarezza su questo punto, è che le risorse verranno previste per il triennio successivo. Questa è una questione molto importante. E' chiaro che nella prossima finanziaria nazionale dovranno essere previsti i venti milioni di euro per il triennio 2006-2008 , mentre sull'ipotesi di cofinanziamento regionale, 4 o 5 milioni di euro a carico delle casse della Regione, cioè sulla partecipazione della Regione al sostegno finanziario della continuità territoriale, le opinioni dentro e fuori dall'Aula sono state sempre abbastanza differenziate.
Io credo che di questo problema dovremo discutere soprattutto in finanziaria, se lo si considera un punto fermo. Io ho espresso anche in altre occasioni la mia opinione su questa questione. Io credo che le battaglie di principio siano utili quando consentono di raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati, in caso contrario è una battaglia monca; non dimentichiamo, per esempio, che la legge nazionale che disciplina i collegamenti con la Sicilia prevede la partecipazione della Regione Sicilia, così come prevede ugualmente la compartecipazione delle Regioni sul trasporto merci. Io non farei su questo una battaglia, ma baderei al risultato finale al quale dobbiamo tendere.
L'altro aspetto importante dell'accordo del 29 luglio scorso è l'impegno, assunto dal Governo di centrodestra, di modificare la legge numero 144 del '99 al fine di estendere la continuità territoriale aerea della Sardegna anche ai principali scali europei. Questa mi sembra un'altra conquista estremamente importante e sulla nuova gara adesso ci sono le condizioni perchè la Giunta regionale riprenda in mano la proposta che, a suo tempo, fu avanzata del pacchetto unico. Proposta di pacchetto unico che senza dubbio è da rivedere; preoccupava infatti l'ipotesi che un'unica compagnia potesse aggiudicarsi tutti i collegamenti da e per la Sardegna. Sinceramente non poteva non preoccupare non solo la situazione di monopolio totale che si sarebbe configurata, ma anche i rischi che avrebbe corso la compagnia aerea che ha sede sociale ed opera prevalentemente in Sardegna. Certamente noi sardi non possiamo non prestare attenzione nei confronti di un'azienda che opera in Sardegna in un settore strategico per l'economia e per la vita e la comodità regionale, che è la seconda compagnia a livello nazionale con più di 1200 dipendenti. Non credo che questi siano aspetti marginali di cui non tenere conto. Quindi, adesso si va alla definizione della nuova gara in una situazione di maggiore chiarezza .
Il primo passaggio consiste nell'indire la Conferenza di Servizi; un passaggio fondamentale, a mio avviso, grazie al quale articolare diversamente il pacchetto delle rotte. Io credo che l'impostazione più corretta sia che ciascuno dei tre scali abbia un suo pacchetto, e poi c'è la questione delle tariffe; le tariffe debbono essere ragionevoli.
Quando dico "ragionevoli", intendo dire che devono essere giuste; noi infatti non possiamo neanche chiedere alle compagnie aeree di dissanguarsi sugli scali sardi, anche se si potrebbe dire che per tanti anni è avvenuto il contrario, lo sappiamo bene, però noi abbiamo interesse a che le compagnie aeree che svolgeranno questo servizio lo facciano in condizioni giuste, in condizioni soddisfacenti anche per loro, affinché possano dare servizi degni di questo nome.
Altra questione importante da prevedere nella proposta è la questione dei residenti e dei non residenti, c'è un punto su cui l'Unione Europea ha fatto qualche osservazione alla proposta della Giunta, alla vecchia proposta, io credo che il diritto alla mobilità non sia soltanto quella dei sardi da e per la Sardegna, ma sia anche di tutti coloro che in Sardegna vogliono venire. Quindi io penso che se noi riuscissimo a far passare il principio che la continuità territoriale deve riguardare anche i non residenti, questo sarebbe un fatto di grande rilevanza soprattutto dal punto di vista economico, per le opportunità di sviluppo che offrirebbe alla nostra economia, penso soprattutto al turismo.
L'altro problema che anch'io voglio richiamare, e che giustamente è stato posto nel dibattito stamattina, è quello dei disabili. Sono i nostri concittadini più deboli, per i quali chiedo all'assessore Broccia i una particolare attenzione .
Chiudo dicendo all'onorevole Pili che questa Giunta, con grande difficoltà ma con grande impegno, perchè la materia è complessa e delicata, sta portando avanti una nuova proposta, migliore di quella precedente, di continuità territoriale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessori, colleghe e colleghi, io questa mattina mi aspettavo, di fronte ad un argomento così importante, che il Presidente della Giunta regionale ma anche l'Assessore competente avessero col Consiglio un approccio diverso; mi aspettavo che svolgessero una approfondita relazione sul problema della continuità territoriale nel suo complesso, invece vedo che il tono di questo Consiglio è dimesso, addirittura da parte della maggioranza qualcuno aveva chiesto di non discutere la mozione ritenendola superata.
Questo tipo di atteggiamento, per la verità, mi preoccupa molto perchè la continuità territoriale è un problema di grande importanza, se vogliamo è il punto nodale, per le diseconomie che determina nel tessuto socio-economico della Sardegna . E' un problema di antica data mai risolto; nonostante i tentativi fatti in passato per cercare una soluzione.
Devo dire che nella passata legislatura è stato fatto comunque qualche significativo passo in avanti per migliorare ed adeguare i servizi e i collegamenti da e per la Sardegna; e devo dire anche che, sempre nella passata legislatura, l'attuale maggioranza di governo aveva fatto della continuità territoriale il cavallo di battaglia della sua azione politica. Sorprende quindi che oggi, su un problema che veniva considerato il più importante, e io condivido questa considerazione, ci sia un arretramento inaccettabile, e non capisco come questa maggioranza accetti questa idea di continuità territoriale dovuta soprattutto all'inerzia e alla confusione che in questo momento su questa materia regnano nell'Esecutivo regionale.
All'attuale Assessore regionale dei trasporti è stato chiesto di rendere attuativo il modello di continuità territoriale, di migliorare eventuali disfunzioni. Io sono il primo a riconoscere che, effettivamente, la prima esperienza di continuità territoriale presentava disfunzioni che andavano sanate; e questo noi chiedevamo e chiediamo ancora oggi. Invece, ad oltre un anno dall'insediamento di questo Esecutivo regionale noi siamo ancora presi da mille problemi, stiamo ancora parlando dei possibili ricorsi, abbiamo discusso per un anno se l'ENAC avesse o no le risorse , se erano nel fondo indistinto o meno, se erano o non erano destinate alla Sardegna, c'è stata una polemica con un autorevole componente dell'ENAC, l'ex onorevole Attili, e non avendo certezze sulle risorse, la Regione si è impegnata sulla base di risorse limitate.
L'onorevole Sanna, nel suo intervento, praticamente ha sostenuto che l'accordo del 29 luglio ha risolto i problemi. Io non credo, perchè quelle contenute nell'accordo sono dichiarazioni di intenti; occorre aspettare il momento determinante dell'impegno di spesa, quindi il momento dell'approvazione della finanziaria e del bilancio, mi pare perciò che si stia spostando sempre più in avanti la data di inizio della continuità territoriale.
Noi avremmo voluto invece che questo problema non venisse ulteriormente rinviato, ma che si andasse a un immediato decollo della continuità stessa; quella che oggi si vuole chiamare continuità territoriale è per noi una scatola vuota., D'altronde, nel terzo millennio, noi sardi siamo costretti a muoverci nel territorio italiano e in quello europeo con mille limitazioni, con penalizzazioni finanziarie che sono davvero inaccettabili. Mi pare che veramente questa continuità territoriale si sia fermata a Roma, che non sia mai uscita da lì, dalle solite discussioni; quindi , entrando proprio nel merito delle proposte che la Giunta regionale e l'Assessore stanno portando avanti, mi pare che ci sia una eccessiva focalizzazione dell'attenzione sulla tratta Cagliari - Roma - Cagliari, se togliamo Cagliari - Milano, mentre non si vede lo stesso impegno, anzi mi pare che ci sia troppa discrezionalità per quanto riguarda le compagnie aree, per altre tratte e altri aeroporti.
Bene, nel 2002 il passato governo regionale di centrodestra, in forza della legge e anche di un decreto ministeriale attuativo delle procedure previste dal regolamento CEE 2408 del 1992, aveva dato avvio alla continuità territoriale, continuità territoriale continuata nel 2003 e confermata anche nel 2004. Noi ci aspettavamo un miglioramento di questa fase, ma soprattutto che il governo regionale si occupasse di estendere la continuità territoriale alle merci, altro argomento importante al quale mi pare che questa Giunta regionale non stia prestando la dovuta attenzione.
A nostro avviso, infatti, le misure adottate in materia di trasporti interni non soddisfano i territori della Sardegna. Abbiamo analizzato come sono stati individuati i parametri relativamente ai trasporti interni della Sardegna, abbiamo visto come le zone più marginali, più periferiche, quelle che avevano bisogno di un maggiore intervento da parte della Regione siano state ulteriormente penalizzate perchè non c'è stata la giusta elasticità nel considerare situazioni diverse che richiedevano risposte diverse. L'accusa che, in passato, abbiamo rivolto nei confronti del Governo nazionale quando ha applicato alla Sardegna gli stessi parametri di Milano e di Roma, noi oggi la muoviamo alla Giunta per quanto riguarda i trasporti interni.
Probabilmente la Giunta regionale ha impegnato molto tempo a discutere sulle nomine di assessori, direttori generali eccetera, però chiediamo che trovi il tempo per impegnarsi per risolvere una volta per tutte il problema della continuità territoriale, perchè credo che questo sia uno dei problemi più seri della Sardegna.
Per quanto riguarda la mozione, e ho finito Presidente, noi voteremo contro non perchè sia superata ma perchè non dice nulla di nuovo, ripete cose ovvie e, pertanto, si sta semplicemente perdendo tempo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita D.L.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, diceva qualcuno dei colleghi che mi ha preceduto che è dovere dei consiglieri arrivare preparati sugli argomenti in discussione in Aula. Devo però, Presidente, segnalare con molta moderazione ma con altrettanta decisione, la situazione nella quale purtroppo ci troviamo a dover sottostare insieme ad altri consiglieri del Gruppo della Margherita e probabilmente anche altri: a causa del fatto che la serratura delle nostre stanze di lavoro è stata cambiata non possiamo disporre della documentazione. Lo dico sommessamente ma lo devo dire.
Ho fatto questa premessa a margine, che ritenevo doverosamente di dovere effettuare per precisare che con materiale e documentazioni disponibili certamente il contributo a questo dibattito sarebbe stato più approfondito e più ampio perchè l'argomento è certamente di rilevanza totale, al di là delle polemiche e delle considerazioni parziali che possono essere fatte.
Presidente, degli interventi che sono stati svolti, alcuni sono stati molto puntuali e molto attenti, alcuni molto accorati, altri, pochi per la verità, ma degni comunque di nota, sicuramente hanno mirato più che a portare chiarimenti a sollevare polveroni; e io, per abitudine, quando vedo sollevarsi polveroni, mi chiedo sempre a chi giova (il famoso detto cui prodest?) e sinceramente non vedo l'intenzione, in questi interventi, di fornire soluzioni o brandelli di soluzioni al tema in discussione e ai problemi sottostanti.
Ho apprezzato comunque diversi interventi e sicuramente devo dare atto della rilevanza degli stessi; in particolar modo ho colto il rigore dell'intervento dell'onorevole Alberto Sanna che ha dato un contributo significativo al dibattito, un contributo che consentirà di orientare anche le scelte di questo Consiglio.
Allora, in questo solco vorrei dire, Presidente, che noi abbiamo di fatto, perchè da questo dobbiamo partire, un modello di continuità che, al di là di tutte le critiche che si possono fare, consente ai sardi di andare alla biglietteria del proprio vettore aereo e ottenere i biglietti con un regime di agevolazioni, nonostante si sia in presenza di un enorme flusso turistico collegato alla stagione, c'è comunque la disponibilità dei biglietti.
Detto questo, in riferimento alla censura che il Tar avrebbe operato sul modello di continuità adottato dalla Regione Sardegna, anche in questo caso è una questione di punti di vista, Il Tar ha infatti sostanzialmente legittimato il modello di continuità adottato dalla Regione. È vero che ha indicato dei correttivi da adottare ma, sostanzialmente, ha confermato la validità di questo modello.
È altrettanto vero che ci sono degli aspetti da perfezionare: gli slot, gli spazi disponibili, le destinazioni, tutto è perfettibile, però sostanzialmente abbiamo un modello che regge.
Partendo da questo punto, Presidente, credo che non sia utile ravvivare il fuoco delle polemiche viceversa dobbiamo concentrarci sul fatto che nessuna distinzione di ruoli tra soggetti istituzionali sardi possa essere eccepita per dividere. È il momento di unire gli sforzi, è il momento di far valere le competenze del Consiglio e quelle della Giunta a supporto dell'Assessore, a supporto del Presidente, forse anche senza distinzioni di maggioranza e minoranza, perchè quando i sardi vanno alla biglietteria non gli si chiede se fanno parte della maggioranza o della minoranza, il biglietto è ridotto per tutti e su questo noi dobbiamo fare la nostra battaglia al di là dei gruppi di pressione.
È stato detto poc'anzi che vi sono dei gruppi di pressione che si oppongono a che questo modello di continuità vada avanti, a che ci possa essere questo tipo di agevolazione, occorre la consapevolezza che qua c'è una pressione ancora più forte, che è la pressione di tutta la Sardegna, è la pressione di tutti i sardi che deve vincere contro le lobby, che deve vincere a favore di una continuità che sia trasparente. Non ci si dimentichi inoltre che nel modello di continuità territoriale che abbiamo posto in essere la Regione è un soggetto, il Governo centrale è un altro soggetto, le compagnie aeree sono un altro soggetto fondamentale; e la nostra compagnia aerea di bandiera - mi dispiace per il collega Chicco Porcu - non è Alitalia, la nostra compagnia di bandiera è Meridiana, perché 4 posti di bigliettai ad Alghero e a Cagliari non possono certamente competere con 1200/1300 posti di lavoro stabile, qualificato, che non possono essere messi in discussione da un appiattimento totale, laddove di monopolio non si può parlare quando si individua una concorrenza aperta, leale, volontaria, rispetto alla gara che è stata posta in essere.
Non si può appiattire un discorso considerando alla stessa stregua tutti i soggetti, come se le pecche si ripartissero in egual misura su tutti. Non è assolutamente così.
Concludo Presidente, dicendo che forse la mozione della quale stiamo discutendo è superata, però il problema rimane. In termini di auspicio va quindi portato avanti l'impegno contenuto nella mozione.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare ha facoltà di parlare l'Assessore dei trasporti.
BROCCIA, assessore dei trasporti. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, io credo che qualsiasi azione del Consiglio regionale tesa a sostenere il diritto dei sardi alla mobilità, e quindi alla continuità territoriale, come previsto dall'articolo 36 della legge numero 144 del '99, non è solo auspicabile e positiva, ma rafforza l'azione dell'Esecutivo regionale che, dall'estate scorsa, è quotidianamente impegnato a salvaguardare il diritto dei sardi alla mobilità e a migliorare la continuità territoriale, così come l'abbiamo conosciuta dal gennaio del 2002.
Purtroppo quando l'11 ottobre dello scorso anno si svolse la prima riunione della Conferenza di Servizi non eravamo di fronte all'incertezza sulle somme per la continuità territoriale, ma eravamo di fronte alla certezza dell'assenza di risorse per la continuità territoriale, così come il presidente Soru ebbe modo di riferire a questo Consiglio, in occasione della discussione di un'altra mozione sullo stesso argomento, nel novembre dello scorso anno.
Nel corso degli incontri avvenuti anche nell'ambito della Conferenza di Servizi (ma non solo) a Cagliari, a Roma e a Bruxelles l'11 ottobre, il 14 ottobre, il 19 ottobre, il 26 ottobre, il 27 dicembre, il 26 gennaio e il 10 marzo, i dirigenti del Ministero dei Trasporti e dell'ENAC, così come il vice Ministro Tassone e lo stesso ministro Lunardi, hanno sempre (e devo dire anche con una certa coerenza) sottolineato la mancanza di risorse finanziarie per la continuità territoriale della Sardegna, mancanza determinata anche dal fatto che l'attuale Governo nazionale, come è stato richiamato in diversi interventi, ha unificato nella cosiddetta tabella C) della legge finanziaria i fondi destinati alla continuità territoriale oltre che della Sardegna e della Sicilia, anche di Pantelleria, di Albenga, di Cuneo, di Taranto, di Crotone, di Bolzano, di Aosta, di Reggio Calabria e di Foggia, tutte città queste che per legge, al di là che questa sia applicata o meno, hanno ottenuto il diritto alla continuità territoriale. Inoltre parte di questi fondi è destinaae anche al funzionamento dell'ENAC.
Questa collocazione delle risorse consente al Governo e al Ministero dei Trasporti di destinare e di utilizzare i fondi come meglio crede; questo modo di operare contraddice palesemente il contenuto dell'articolo 36 della legge numero 144 del '99 che assegnava definitivamente risorse per la continuità territoriale della Sardegna e della Sicilia. Io credo che non sarà sfuggito agli onorevoli consiglieri il contenuto della legge numero 155 del 2005 che ha convertito il decreto legge numero144 (sto parlando del provvedimento recante misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale), che all'articolo 9 bis "Prevenzione antiterroristica negli aeroporti" recita testualmente: Anche allo scopo di completare i necessari interventi per la sicurezza ai fini della prevenzione antiterroristica negli aeroporti l'Ente nazionale per l'aviazione civile (ENAC) è autorizzato a utilizzare un importo pari a 2.500.000 di euro per ciascuno degli anni 2005 e 2006 per far fronte a spese di investimento. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 7 del decreto legislativo25 luglio 1997, n. 250, come rideterminata dalla tabella C della legge 30 dicembre 2004, n. 311, ferme restando le risorse finalizzate alla continuità territoriale relative a Sicilia e Sardegna. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti individua con proprio decreto gli interventi da finanziare a valere sulle medesime risorse". Cioè deciderà il Ministro come utilizzare quei 2 milioni e mezzo che per quest'anno e per l'anno prossimo sono stati destinati alla sicurezza aeroportuale.
La Conferenza di Servizi ha svolto già la sua prima riunione, il 19 luglio si è riunita a Cagliari, anche in questa occasione, come nella riunione dell'11 ottobre del 2004, il presidente Soru, che come sapete la presiede, pose la domanda (in questo caso l'argomento era anche all'ordine del giorno perché proprio sulla questione delle risorse "infuriava" la polemica sui giornali di quei giorni), che abbiamo posto in tutte le altre occasioni e che stiamo riponendo in questa occasione sull'entità delle risorse destinate dal Governo alla Sardegna per la continuità territoriale aerea.
Nella seconda riunione, che si è svolta negli uffici del viceministro Tassone, a Roma (il Ministero il 19 luglio aveva chiesto tempo per rispondere, a questa nostra richiesta, così come l'aveva fatto l'11 ottobre del 2004) sono state dette due cose. In primo luogo il viceministro ha detto che la proposta che elaboreremo potrà contare su un finanziamento certo di 15 milioni di euro, e ha sollecitato poi la Regione Sardegna a riflettere sull'esperienza della Sicilia, che cofinanzia al 50 per cento la sua continuità territoriale, invitandola a fare altrettanto.
La Conferenza non si è chiusa, non è stata presa nessuna decisione definitiva. Nel corso della discussione il presidente Soru ha manifestato la disponibilità, che non può che essere confermata dal Consiglio, atteso che è il Consiglio regionale che approva la legge finanziaria e il bilancio di questa Regione, ad un cofinanziamento (si è parlato di qualche milione di euro), ma la Regione ha comunque ribadito che la cifra di 15 milioni di euro stabilita dal Ministero non era assolutamente sufficiente, è stata richiesta una disponibilità di almeno 20 milioni di euro.
I dirigenti del Ministero su questo punto non hanno detto un sì assoluto, ma ci hanno invitato a proseguire gli incontri per lavorare in quella direzione.
Io credo che la Giunta regionale in questo periodo non sia stata con le mani in mano;, oggi si vola peggio o si vola meglio rispetto a un anno fa, rispetto al 2002, rispetto al 2003? Io sottolineo questi dati: le tariffe odierne sono le stesse del 2000, la Conferenza di Servizi indetta nel 2000, si tenne effettivamente solo nel gennaio del 2002, il numero dei voli da Cagliari per Roma e Milano è aumentato in maniera significativa da quest'anno, sia per la stagione estiva che per la stagione invernale; dall'aeroporto di Cagliari fino a otto mesi fa si volava in ragione di puro monopolio, per Roma si prendeva un aereo Alitalia, per Milano si prendeva un aereo AirOne, oggi sia per Roma che per Milano i sardi possono dico "scegliere" fra virgolette, siamo sempre nell'ambito di oneri di servizio, sia AirOne che Alitalia che Meridiana per Roma, sia AirOne che Alitalia che Meridiana per Milano.
Dal primo luglio di quest'anno, quindi da appena un mese, c'è voluto un anno, lo riconosco, però dal primo luglio di quest'anno è stato finalmente cancellato l'odioso sistema di contingentamento dei 140 posti a disposizione dei sardi per la continuità territoriale.
Devo dire, per essere preciso, che questo contingentamento non era previsto da nessun decreto; purtroppo, io credo, è stato applicato dalle compagnie nel silenzio assoluto dell'ENAC, del Ministero e della Regione sarda fino a un anno fa, abbiamo faticato un anno per togliere una discriminazione forse piccola, forse grande, che però dal primo luglio di quest'anno non c'è più.
Io credo che si possa fare di più, non c'è dubbio che si può fare di più, non c'è dubbio che non è sufficiente quanto fatto finora; certamente deve fare di più soprattutto la Giunta, io credo però che lo possiamo e lo dobbiamo fare insieme. Le nostre proposte, sia quella del 2004 che quella che elaboreremo sulla base delle risorse che saranno definitivamente a disposizione (non è una questione di poco conto poter contare su zero risorse, poter contare su 5 milioni di risorse o poter contare su 35 milioni di risorse, come prevedeva la legge 144; non è una questione di lana caprina, è una questione sostanziale rispetto alla proposta che ne può scaturire), tengono naturalmente conto dei dati di traffico, che riguardano non solo i collegamenti con Roma e Milano, che sono quelli più facili, perché sono a disposizione di tutti su qualsiasi sito degli aeroporti sardi, ma riguardano anche le altre rotte esistenti, anche se non in continuità, sia dirette dalla Sardegna sia in prosecuzione da Roma, nel senso che stiamo studiando, in questo caso soprattutto insieme ad Alitalia, quanti sardi prendono l'aereo da Cagliari per andare a Roma e da lì proseguono per un'altra destinazione, sempre nazionale naturalmente.
Io non sono in grado di dire come si definirà la proposta che abbiamo allo studio e che discuteremo in sede di Conferenza di servizi con ENAC e Ministero nei primissimi giorni di settembre. Questo mese di agosto sarà utilizzato dall'Assessorato proprio per elaborare la proposta con gli strumenti e con le risorse che l'Assessorato ha a disposizione. Vorrei dire, a proposito del servizio della navigazione aerea e marittima che non esiste più in quanto ho ritenuto, assumendomene la responsabilità, che non fosse particolarmente utile; esiste adesso un unico servizio della mobilità al cui interno è compresa anche la navigazione aerea e marittima. .
Dedico l'ultimo minuto del tempo a mia disposizione al problema delle persone con disabilità. Io credo che si debbano trovare le soluzioni migliori, ma non è una questione francamente che riguarda solo la mobilità aerea. Fra i tanti dati negativi che purtroppo ci caratterizzano questo è quello forse più negativo. Nella nostra regione non esiste infatti un servizio di mobilità per le persone disabili; e non mi riferisco solo alla mobilità aerea, penso infatti alle carenze del trasporto pubblico urbano delle principali città, per non parlare dei piccoli paesi. .
Noi presenteremo nei prossimi giorni un progetto che partirà, credo, dal 1° settembre dedicato proprio alla mobilità delle persone con disabilità nell'area vasta di Cagliari, da due mesi insieme alle associazioni dei disabili abbiamo aperto un confronto con l'aeroporto di Cagliari per riuscire finalmente (sono necessarie delle risorse che credo non sarà difficile recuperare) ad aprire anche ad Elmas la "Sala amica", che al momento mi risulta sia operativa solo nell'aeroporto di Olbia. L'apertura di questa "sala", consentirebbe sostanzialmente di applicare la legge, cosa che troppe compagnie tentano di non fare.
PRESIDENTE.. Dichiaro chiusa la discussione generale. Passiamo alla votazione della mozione.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, vorrei chiedere qualche minuto di sospensione per valutare le dichiarazioni dell'Assessore e per permettere ai Gruppi della opposizione di consultarsi brevemente sul prosieguo dei lavori.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 26, viene ripresa alle ore 13 e 14.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Chiedo, signor Presidente, una ulteriore breve sospensione di cinque minuti.
PRESIDENTE. Poiché nessuno si oppone sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 15, viene ripresa alle ore 13 e 30.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Colleghi, poiché la sospensione si è protratta per un tempo maggiore di quello previsto, io propongo di chiudere la seduta e rinviare a questo pomeriggio alle ore 16 la presentazione degli ordini del giorno e la successiva votazione.
La seduta è tolta alle ore 13 e 31.
Allegati seduta
Testo delle interpellanze e interrogazioni annunziate in apertura di seduta
INTERPELLANZAPISU - URAS - DAVOLI - LICHERI - LANZI - FADDA Giuseppe sulle previste sperimentazioni con munizionamento ad uranio impoverito nei poligoni sardi e in particolare in quello di Quirra.
I sottoscritti,
richiamata la dichiarazione dell'intero territorio della Sardegna "terra di pace e di amicizia fra i popoli" pronunciata dal Consiglio regionale;
considerato che:
- la Sardegna è sottoposta ad una presenza militare qualitativamente e quantitativamente superiore all'insieme delle altre regioni italiane e che in particolare nei poligoni sardi insistono attività con uso di armamento e munizionamento di diversa tipologia;
- tale attività è oggetto di indagine conoscitiva da parte del Consiglio regionale e da parte di apposita Commissione parlamentare;
- l'Ufficio di presidenza di tale Commissione parlamentare ha previsto l'attivazione di sperimentazioni, da svolgersi in poligoni sardi ed in particolare in quello di Quirra, ponendo ad ulteriori rischi le popolazioni e gli stessi operatori militari dei territori sardi interessati,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione per conoscere quali iniziative intenda intraprendere la Giunta regionale perché:
1) sia assunta ogni informazione, anche di dettaglio, sulle sperimentazioni citate in premessa al fine dell'esercizio della preventiva necessaria e vincolante valutazione della Regione;
2) sia comunque rappresentata e difesa la motivata contrarietà delle popolazioni sarde ed in particolare di quelle appartenenti alle comunità dei territori direttamente coinvolti;
3) la Sardegna possa conquistare in concreto la condizione di territorio denuclearizzato;
4) abbia, infine, concreta e coerente attuazione la dichiarazione pronunciata dal Consiglio regionale della Sardegna come "terra di pace e di amicizia fra i popoli". (106)
INTERPELLANZALIORI - DIANA - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo sugli accessi ai corsi universitari.
I sottoscritti,
premesso che:
- l'articolo 1 della Legge 2 agosto 1999, n. 264, prevede che "a livello nazionale sono programmati gli accessi, tra gli altri, ai corsi di laurea in medicina e chirurgia, in medicina veterinaria, in odontoiatria e protesi dentaria, in architettura in conformità alla normativa comunitaria vigente e alle raccomandazioni dell'Unione Europea che determinano standard formativi tali da richiedere il possesso di specifici requisiti";
- l'articolo 4 della Legge n. 264 del 1999 prevede altresì che "l'ammissione ai corsi è disposta dagli atenei previo superamento di apposite prove di cultura generale, sulla base dei programmi della scuola secondaria superiore e di accertamento della predisposizione alle discipline oggetto dei corsi medesimi e che i requisiti di ammissione alle tipologie di corsi universitari sono determinati da decreti ministeriali";
- tali decreti ministeriali stabiliscono che "le prove di ammissione consistano nella soluzione di un consistente numero di quesiti che riguardano in via generale argomenti di logica e cultura generale, biologia, chimica, fisica e matematica";
considerato che il decreto ministeriale 20 aprile 2005 che regolamenta le modalità ed i contenuti delle prove di ammissione dispone in via sperimentale per l'anno accademico 2005-2006 una graduatoria nazionale e che pertanto gli studenti potranno risultare iscritti presso sedi universitarie diverse da quelle di residenza e fuori dalla regione;
constatato che nella recente prova di ammissione al corso di laurea in odontoiatria nelle due università sarde i diplomati dell'Isola sono risultati fra gli ultimi e che soltanto pochi di essi hanno superato la prova per 878 posti a livello nazionale;
ritenuto di dover attribuire tale risultato, più che alla idoneità degli istituti superiori dell'Isola, alla inesistenza di corsi di scuola superiore ad indirizzo biologico atti a fornire adeguata formazione e preparazione nelle materie oggetto delle prove di accessibilità ai corsi universitari, a fronte, invece, di una diversa situazione negli istituti della Penisola;
convinti che i cittadini sardi debbano trovarsi nelle medesime condizioni oggettive degli altri studenti italiani,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per conoscere:
1) se non intendano rappresentare al Governo la situazione sopra descritta e se non intendano richiedere che dopo le risultanze dell'anno sperimentale l'intera materia venga riesaminata;
2) quali iniziative intendano porre in essere presso il Governo per consentire che anche la Sardegna venga dotata delle necessarie strutture di supporto per rendere effettiva la parità degli studenti sardi con quelli del resto dell'Italia. (107)
INTERROGAZIONEDEDONI, con richiesta di risposta scritta, sulla paventata ipotesi di sperimentazione nei poligoni militari sardi di proiettili all'uranio impoverito.
Il sottoscritto,
avendo appreso che la Commissione difesa del Senato vorrebbe avviare in due poligoni sardi (salto di Quirra e Teulada) la sperimentazione sull'impiego di munizioni all'uranio impoverito;
premesso che il possesso di tale munizionamento, come anche l'addestramento per il suo utilizzo, da parte delle forze armate italiane è sempre stato escluso dagli organi istituzionali;
evidenziato che l'inquinamento da uranio impoverito, sospettato come causa di malattie sofferte dalle popolazioni e da personale militare, è oggi oggetto di indagini e ricerca,
chiede di interrogare il Presidente della Regione per sapere:
1) se quanto su esposto corrisponda al vero;
2) se non ritenga di dover accertare con urgenza le intenzioni del Governo nazionale per evitare che, oltre alle servitù militari, ricada sui sardi un ulteriore fardello, che potrebbe ritenersi anche come contrario al principio di tutela della salute, sancito anche dalla Costituzione italiana;
3) quali provvedimenti intenda adottare per rappresentare immediatamente all'organismo parlamentare la protesta ferma e decisa del popolo sardo. (281)
INTERROGAZIONE DEDONI, con richiesta di risposta scritta, sulla casa penale di Is Arenas (Comune di Arbus).
Il sottoscritto,
premesso che la Regione Sardegna, ai sensi dell'articolo 14 dello Statuto speciale, succede nei beni e diritti patrimoniali dello Stato di natura immobiliare e in quelli demaniali;
constatato che sul sito internet dell'Agenzia del demanio tra gli immobili selezionati per la vendita, ai sensi dei commi 436, 437 e 438 dell'articolo 1 della Legge finanziaria dello Stato dell'anno 2005, è stata inserita di recente la casa penale di Is Arenas nel Comune di Arbus;
considerato che tale bene ricade su un territorio che, per le sue caratteristiche e peculiarità, può facilmente essere preda di speculatori e che pertanto deve essere oggetto di particolare attenzione da parte dell'Amministrazione regionale;
chiede di interrogare il Presidente della Regione per sapere:
1) se sia a conoscenza di quanto su esposto;
2) quali azioni intenda mettere in atto per sventare qualsiasi speculazione immobiliare ed acquisire alla proprietà della Regione la casa penale di Is Arenas. (282)
INTERROGAZIONE URAS - PISU - LICHERI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - LANZI, con richiesta di risposta scritta, sull'utilizzo del porto di Cagliari come approdo di sommergibili nucleari.
I sottoscritti,
premesso che:
- si è avuta conferma che il porto di Cagliari risulta essere uno degli approdi impiegati per sommergibili nucleari;
- tale notizia è stata resa nota da parte del Governo tramite la Prefettura di Cagliari;
- al territorio sottoposto a vincolo (pari a 37.374 ettari, di cui 23.766 di demanio e 13.608 di servitù militari, mentre le aree di servitù a mare superano la superficie dell'intera Sardegna) dal quale sono interdette, per gran parte dell'anno, molte delle normali attività umane ed economiche, si aggiungono gli spazi marini di Cagliari quale approdo di sommergibili a propulsione nucleare;
- risulta pertanto sempre più consistente la politica del Governo di far gravare in Sardegna l'onere più alto e denso di rischi, anche per la salute delle popolazioni delle attività militari;
- tale politica contrasta totalmente con la volontà più volte espressa dal Consiglio regionale, dal Presidente della Regione e dalla Giunta regionale, di drastica riduzione, nella qualità e nella quantità, delle servitù e dell'attività militare;
- in modo particolare contrasta con la dichiarazione, pronunciata dal Consiglio regionale della Sardegna come "terra di pace e di amicizia fra i popoli";
- appare ormai urgente ed improcrastinabile l'avvio del confronto istituzionale tra lo Stato e Regione, con il coinvolgimento pieno anche delle istituzioni locali, delle parti sociali e delle rappresentanze parlamentari dei sardi, per la riduzione progressiva e drastica della presenza militare in Sardegna, sia sotto il profilo della quantità che delle modalità di utilizzo del territorio e degli spazi marini ed aerei, nonché in relazione agli urgenti e necessari interventi di bonifica delle zone teatro di esercitazioni,
chiedono di interrogare il Presidente della Regione per conoscere:
1) se l'Amministrazione regionale sia stata informata sull'argomento;
2) se in relazione all'utilizzo del porto di Cagliari come uno degli approdi per sommergibili nucleari, il Governo, le autorità militari e di protezione civile abbiano definito un eventuale piano di sicurezza ed evacuazione, in caso di incidente e ne abbiano, almeno, informato la Regione;
3) se abbia avviato o intenda promuovere nei confronti del Ministero competente specifiche iniziative atte a garantire la dovuta e necessaria informazione, la sicurezza e la salute dei cittadini sardi e di Cagliari in particolare. (283)
INTERROGAZIONEMANCA, con richiesta di risposta scritta, sulla gravissima situazione determinatasi per l'esclusione dal campionato nazionale C1 della società Torres calcio spa.
Il sottoscritto,
premesso che in data 27 luglio la camera di conciliazione del CONI, ultimo grado della giustizia sportiva, ha escluso la Torres calcio spa dal campionato di serie C1 considerandola inadempiente al termine perentorio di regolarizzazione della propria posizione fiscale nei confronti dell'erario;
considerato che:
- la società Torres calcio spa è stata ricapitalizzata, nei termini temporali idonei, con l'apporto di diversi soci e che quindi ha sanato la propria posizione nei confronti dell'erario;
- la citata società, già dal giorno 29 giugno 2005, un giorno prima del termine perentorio fissato dalla FIGC, si trovava in regola con la ricapitalizzazione ed era in possesso della ricevuta dell'ufficio delle entrate che sospendeva il debito erariale ed accettava la proposta di rientro delle spettanze dovute;
ritenuta inadeguata, gravissima e lesiva dei diritti sportivi acquisiti dalla società Torres calcio spa sul campo, la decisione assunta dalla camera di conciliazione del CONI e dalla FIGC,
chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per sapere:
1) se intendano intraprendere tutte le iniziative possibili di protesta contro il CONI e contro la FIGC per il trattamento riservato alla Torres calcio spa che, oggettivamente ed in modo inequivocabile ha dimostrato nei tempi utili di aver avviato tutte le opportune operazioni per azzerare la propria posizione debitoria nei confronti dell'erario;
2) se intendano invitare il CONI e la FIGC a rivedere la loro posizione nei confronti della Torres calcio, invitandoli ad informare il TAR del Lazio al fine di prendere in considerazione gli elementi di diversità dalle altre situazioni che, forse per troppo zelo e per troppo generalizzare, non sono stati considerati per l'esclusione della Torres. (284)
INTERROGAZIONE URAS - DAVOLI - LICHERI - FADDA Giuseppe - LANZI - PISU, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione delle aziende agricole che versano in situazioni debitorie pesantissime e sono oggetto di provvedimenti giudiziari, con particolare riguardo alle aziende serricole di Decimoputzu.
I sottoscritti,
premesso che:
- si registra un progressivo aggravarsi della crisi del settore agricolo e zootecnico sardo, in relazione alla situazione economico-finanziaria complessiva delle aziende, dovuta non solo a oggettive difficoltà di mercato ma, anche, a causa di ricorrenti eventi calamitosi, siccitosi e di fitopatologie e di epizoozie;
- in particolare molte di tali aziende (nella sola provincia di Cagliari sono oltre un migliaio, molte delle quali in agro di Decimoputzu e regionalmente risultano circa 5.000) versano in situazioni debitorie pesantissime e sono oggetto di provvedimenti giudiziari;
- gli agricoltori e gli allevatori e le loro famiglie non potranno sopportare la prospettiva drammatica della perdita del fondo, del lavoro e conseguentemente di ogni possibilità di sostentamento, senza che si determini un diffuso disastro economico e sociale;
- sono stati eseguiti diversi provvedimenti di sequestro, e si è provveduto in molti casi alla messa in vendita dei fondi e delle abitazioni ad essi connesse con aste giudiziarie, anche per cifre irrisorie, causando danni gravi al settore agricolo e al bilancio alla Regione, in molte circostanze garante dei crediti ricevuti in forza di leggi regionali (successivamente dichiarate illegittime dall'Unione Eeropea);
- sono in fase di esecuzione i provvedimenti di sfratto conseguenti agli atti di vendita predetti, gettando così nella disperazione intere famiglie,
chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per conoscere:
1) se corrisponda al vero che stiano per essere vendute e siano già state vendute all'asta aziende agricole in condizioni di indebitamento, per pochi migliaia di euro, aldilà del loro effettivo valore;
2) se siano in corso sfratti nei confronti degli agricoltori e delle loro famiglie, dai fondi in possesso, con l'intervento della forza pubblica (come pare stia succedendo anche in data odierna a Decimoputzu);
3) se tali eventi abbiano come conseguenze anche la perdita di ingenti risorse regionali, a causa della escussione delle garanzie fideiussorie da parte degli Istituti di credito gestori dei fondi d'intervento delle leggi regionali d'aiuto in materia agricola;
4) se non sia trascorso troppo tempo, e inutilmente, per garantire un adeguato sostegno al settore e piani di rientro sostenibili che salvino aziende, e diano condizioni accettabili di vita agli agricoltori e ai loro familiari. (285)
INTERROGAZIONESANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulla mancanza di un parere da parte della Regione in merito al progetto di un'arteria di collegamento tra via Tramontana e via dei Tritoni.
Il sottoscritto,
venuto a conoscenza che:
- il Comune di Cagliari ha predisposto un progetto relativo alla creazione di una arteria di collegamento tra la via dei Tritoni e la via Tramontana, al fine di migliorare la circolazione stradale che interessa viale Poetto e la viabilità interna ai Quartieri del Sole- la Palma;
- l'opera rientra nelle previsioni del PUC del Comune di Cagliari e che il progetto è pervenuto al grado di progettazione esecutivo;
- per tale progetto esiste la copertura finanziaria nel bilancio comunale;
- l'amministrazione comunale è pronta a indire la gara d'appalto per la realizzazione delle opere;
- la Regione Sardegna, nello specifico l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente è stato chiamato ad esprimere parere su tale progetto, come previsto dalla legge vigente;
- invece da oltre quattro mesi la Regione Sardegna non ha fatto pervenire al Comune di Cagliari alcun parere in merito al progetto in oggetto,
chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere:
1) cosa intenda la Regione Sardegna fare per garantire il miglioramento della tratta viaria nell'area dei Quartieri del Sole e la Palma;
2) quali intendimenti stanno alla base del silenzio da parte dell'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente. (286)
INTERROGAZIONESANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulla legge regionale n. 44 del 1988 e sul recupero degli aiuti economici da parte della Regione.
Il sottoscritto,
venuto a conoscenza che:
- con delibera della Giunta regionale del 5 dicembre 2003, n. 45/44 e del 6 marzo 2004, n. 4/9 regolarmente notificate alla Commissione Europea , è stato istituito, ai sensi dell'articolo 23 legge regionale n. 8 del 1998, un aiuto a favore delle aziende agricole per compensare i danni alle produzioni causati dalla siccità nel periodo estivo del 2003;
- le modalità di concessione degli aiuti sono state stabilite dalla Giunta regionale in data 8 giugno 2004 e i fondi sono stati messi a disposizione dei servizi dipartimentali dell'agricoltura;
- sempre la Giunta regionale ha istituito, ai sensi dell'articolo 5 legge regionale n. 44 del 1988, un aiuto alle aziende agricole sotto forma di erogazione del concorso nel pagamento degli interessi sui mutui per il ripianamento delle passività;
- la Commissione Europea ha dichiarato, in data 16 aprile 1997 con decreto n. 97/612 CE, tali aiuti illegali ed incompatibili con le norme del mercato comune in materia di aiuti di Stato;
- la Regione Sardegna ha provveduto all'emissione di tutti i provvedimenti di revoca degli aiuti e la contestuale notifica di 4.947 intimazioni di pagamento;
- nella giornata di martedì 26 luglio 2005 la Giunta regionale ha approvato una delibera n. 36/18, inerente il recupero degli aiuti economici nei confronti degli agricoltori che hanno subito danni ingenti dalle calamità naturali (siccità e gelate);
- l'associazione di categoria Coldiretti ha intrapreso nei confronti della Comunità Europea un procedimento legale che è tuttora in corso;
considerato che:
- non si è ancora pervenuti alla conclusione del procedimento legale fra la Coldiretti e la Comunità Europea;
- si sarebbe dovuto aspettare, prima di approvare la delibera, il giudizio definitivo sulla vicenda,
chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere:
1) cosa intenda fare la Regione Sardegna per garantire a tutti gli agricoltori sardi la tutela nei casi di gravi calamità naturali;
2) quali intendimenti stanno alla base della delibera di Giunta approvata in data 26 luglio n. 36/18. (287)
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